CELEX: 51989PC0334
Language: it
Date: 1989-09-06
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CONCERNENTE IL TRANSITO DEL GAS NATURALE SULLE GRANDI RETI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                               C0M(89)334 def. - SYN 206
                                               Bruxelles, 6 settembre 1989
                  VERSO IL COMPLETAMENTO DEL
              MERCATO INTERNO DEL GAS NATURALE
              (Comunicazione della Commissione)
                          Proposta di
                    DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
 concernente il transito del gas naturale sulle grandi reti
                (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                 -A -                     c^swf
                       VERSO IL COMPLETAMENTO DEL
                   MERCATO INTERNO DEL GAS NATURALE
INDICE
SOMMARIO E CONCLUSIONI
INTRODUZIONE
PARTE  I.    PRINCIPALI ASPETTI DEL SETTORE DEL GAS NATURALE
       A.    CARATTERISTICHE SPECIFICHE
       B.    SCAMBI COMUNITARI DI GAS
PARTE II.    VERSO UN MERCATO DEL GAS PIÙ* APERTO
       A.    LA NECESSITA" DI UNA MAGGIORE CONCORRENZA NEL SETTORE
             DEL GAS
       B.    CONCORRENZA TRA GAS
PARTE III.   UN APPROCCIO GRADUALE AL PROBLEMA:
             PROPOSTE PER IL FUTURO
       A.    DIRITTO DI TRANSITO
       B.    ACCESSO DI TERZI
       C.    DIMENSIONE COMUNITARIA NEGLI INVESTIMENTI DI TRASPORTO
ALLEGATO 1        PROPOSTA DI DIRETTIVA CONCERNENTE IL TRANSITO
                 DEL GAS NATURALE SULLE GRANDI RETI
 ---pagebreak---                                 - 2 -
SOMMARIO E CONCLUSIONI
Nel quadro generale del completamento del mercato interno dell'ener-
gia, la Commissione ritiene necessario realizzare un mercato interno
del gas naturale più aperto.
Nell'attuale situazione dove, per motivi pratici e tecnici non esiste
una concorrenza tra fornitori nelle vendite ai consumatori finali
nella Comunità, manca una pressione concorrenziale sulle compagnie
del gas ad operare in modo efficiente e a ridurre al minimo i costi.
Per rendere più efficiente il sistema di approvvigionamento e intro-
durre una concorrenza nel settore del gas, a beneficio del consuma-
tore, la Commissione propone il seguente approccio graduale:
a) introduzione (direttiva Articolo 100 A CEE) delle modalità di ap-
   plicazione del diritto di transito tra società del gas della Comu-
   nità sulla rete ad alta pressione della CEE.
b) creazione, da parte della Commissione di un organismo rappresenta-
   tivo degli enti responsabili delle reti di gasdotti ad alta pres-
   sione. Tale organismo assisterà la Commissione, dietro sua richie-
   sta, nelle questioni relative al diritto di transito e cercherà di
   conciliare le parti in caso di difficoltà;
e) istituzione, da parte della Commissione, di una procedura di con-
   certazione mediante la creazione di due comitati consultivi, il
   primo con gli Stati membri e il secondo con il settore interessato
   per valutare se occorra organizzare l'accesso di terzi alla rete
   di trasporto europea e, in caso affermativo, a quali condizioni,
   ai fini di un'attuazione che garantisca al consumatore il manteni-
   mento della qualità del servizio e la sicurezza dell'approvvigio-
   namento.
   L'utile netto per l'intera Comunità dell'introduzione di un siste-
   ma per l'accesso di terzi alla rete di trasporto del gas è stato
   stimato a circa 625 Mio di ECU l'anno. Esistono poi altri grossi
   vantaggi indiretti, legati ad un comportamento più competitivo del-
    le compagnie del gas il cui impatto positivo, sull'utenza, non è
   quantificabile a più lungo termine.
d) miglioramento della procedura di informazione e consultazione sui
   futuri investimenti comunitari concernenti il trasporto del gas
   naturale. Questo aspetto sarà trattato in una comunicazione d i -
   stinta della Commissione sugli investimenti energetici (cfr.
   C0M(89)335 d e f . ) .
 ---pagebreak---                                  - 3 -
Introduzione
 1. La Commissione europea nel suo documento di lavoro del maggio 1988
     (1) ha sottolineato la necessità di realizzare un mercato interno
     del gas più aperto. Questo tema era stato sollevato nella risolu-
    zione del Consiglio del settembre 1986, relativa a nuovi obiettivi
     comunitari di politica energetica per il 1995 (2), dove si parla
    di "migliore integrazione, libera dagli ostacoli agli scambi, del
    mercato interno dell'energia, per migliorare la sicurezza dell'ap-
     provvigionamento, per ridurre i costi e per rafforzare la competi-
     tività economica".
2. Il documento di lavoro della Commissione elencava una serie di
    ostacoli potenziali nel settore del gas naturale e indicava i set-
     tori prioritari di azione per rimuovere gli ostacoli principali.
    Tra le priorità erano citate:
     a) maggiore trasparenza dei prezzi nelle vendite extra tariffa,
        particolarmente nel Regno Unito e nella Repubblica federale di
        Germania;
    b) armonizzazione della fiscalità;
    e) possibilità per terzi di avere accesso alla rete contro paga-
        mento di una tariffa ragionevole.
3. La Commissione si è impegnata, previo esame di ciascuno degli
    ostacoli potenziali individuati nell'elenco di cui sopra a presen-
    tare una relazione al Consiglio. A titolo prioritario, il Consi-
    glio ha chiesto alla Commissione di presentargli, nel corso del
    1989 un'analisi degli ostacoli agli scambi comunitari di gas e di
    quelli relativi all'accesso di terzi. La presente comunicazione
    tratta questi punti in relazione alla struttura dell'industria del
    gas, agli interessi dei consumatori e alla necessità di una mag-
    giore concorrenza. Nella sua valutazione, la Commissione ha tenuto
     conto dei risultati di studi da essa commissionati ad un consulente
     indipendente nonché delle opinioni formulate da esperti del gas
    degli Stati membri, dall'industria del petrolio e del gas, dalle
    associazioni di consumatori e da altre parti interessate. La Com-
    missione ha anche studiato il sistema di accesso di terzi che esi-
    ste nel Regno Unito e negli Stati Uniti.
4. Per migliorare l'efficienza del sistema di approvvigionamento di
    gas e creare una concorrenza tra gas a vantaggio del consumatore,
     la Commissione propone il seguente approccio graduale:
a.) preparazione di una proposta di direttiva del Consiglio (base
    giuridica: articolo 100 A CEE) relativa alle modalità di applica-
    zione dell'obbligo di transito del gas naturale tra società del
    gas della Comunità sulla rete ad alta pressione della CEE.
 (1)     C0M(88) 238 def. Il mercato interno dell'energia.
(2)      GU C 241 del 25.9.1986.
 ---pagebreak---                                       - 4 -
b)  una procedura particolareggiata di consultazioni con tutti gli interessati
    per definire le condizioni in base alle quali generalizzare l'accesso di
    terzi (soprattutto distributori pubblici e/o consumatori industriali) alle
    reti di trasporto.
    In una comunicazione distinta (COM(89)335 d e f . ) , un progetto di
    regolamento del Consiglio concerne inoltre la notifica alla Com-
    missione dei progetti di investimento di interesse comunitario
    nel settore del gas naturale per promuoverne l'ottimizzazione a
     livello comunitario.
 PARTE I      PRINCIPALI ASPETTI DEL SETTORE DEL GAS NATURALE
A. Caratteristiche specifiche
 a) Il gas naturale nel bilancio energetico globale
5. Nel quadro degli obiettivi di politica energetica della Comunità,
    il gas naturale ha contribuito notevolmente a diversificare le
    fonti di energia rispetto al petrolio e a sviluppare ulteriormente
     le risorse energetiche proprie della Comunità.
    Tra il 1975 e il 1988, la quota del gas naturale è più che raddop-
    piata nel bilancio energetico globale della Comunità ed è ora del
    18%.
    L'attuale quota del gas naturale nel consumo energetico lordo va-
    ria fortemente tra gli Stati membri: in determinati paesi (Regno
    Unito, Paesi Bassi, Italia, Germania, Francia. Belgio, Lussemburgo)
    esistono dei mercati del gas "maturi" mentre altri paesi (Grecia,
    Portogallo, Danimarca, Irlanda e Spagna) programmano di sviluppare
    nuove industrie del gas o di ampliare fortemente quelle esistenti.
    La Commissione prevede che in futuro il contributo del gas al mix
    diversificato di forniture energetiche per la Comunità resterà im-
    portante .
 b) Struttura organizzativa dell'industria del gas
6. Il tipo di struttura e di organizzazione dell'industria del gas
    varia fortemente tra gli Stati membri anche se in alcuni casi si
    rilevano dei tratti comuni. In genere, la produzione di gas (dove
    essa esiste) tende ad essere organizzativamente separata dal tra-
    sporto e dalla distribuzione. Spesso le attività di esplorazione e
    produzione sottointendono una gamma più vasta di interessi di mul-
    tinazionali del petrolio e del gas rispetto a quanto avviene per
     le operazioni a valle dell'industria del gas. Nella maggior parte
    degli Stati membri la produzione di gas non è pertanto un monopo-
     lio statale o un quasi-monopolio. La partecipazione statale nel-
    l'industria del gas a monte resta comunque considerevole nei prin-
    cipali paesi consumatori quali ad esempio la Francia e l'Italia.
 ---pagebreak---                                 - 5 -
7. Nella stragrande maggioranza degli Stati membri della Comunità,
    l'importazione e il trasporto di gas in grossi quantitativi, di-
   versamente dalla produzione sono effettuati da un'unica organiz-
   zazione nazionale. In molti casi, questa organizzazione è al 100%
   pubblica (Danimarca, Italia, Spagna e Irlanda) mentre, in altri
   casi (Belgio e Paesi Bassi) esiste una proprietà mista con un for-
   te livello di partecipazione e controllo da parte dello Stato. Il
   Regno Unito presenta attualmente un'eccezione interessante rispet-
   to alla tendenza generale nel senso che (in attesa dell'affermarsi
   di concorrenti) esiste un venditore privato in situazione di mono-
   polio che resterà probabilmente il principale trasportatore di gas
   naturale. Soltanto nella Germania federale esistono diverse grosse
   compagnie di importazione e di trasporto ma in pratica esse tendo-
   no a cooperare piuttosto che a competere per gli acquisti di gros-
   si quantitativi e una di esse ha una posizione molto dominante in
   termini di dimensioni e di importanza in quanto gestisce oltre il
   70% del gas venduto nella Germania federale.
8. Soltanto in Francia e nel Regno Unito, le operazioni legate al
   trasporto e alla distribuzione del gas sono integrate verticalmen-
   te all'interno di un'unica società anche se l'Irlanda sta muoven-
   dosi in questa direzione. In altri casi, un'unica società naziona-
   le di trasporto è affiancata da alcune società, regionali o locali
   di distribuzione del gas, molte delle quali di proprietà delle am-
   ministrazioni municipali. La situazione della Germania federale è
   alquanto eccezionale nel senso che esiste una terza industria,
   composta da società di trasporto regionali che si situa tra i
   principali organismi di importazione e i distributori. Anche nel
   Belgio la situazione è interessante in quanto la percentuale di
   proprietà privata nel settore della distribuzione è straordina-
   riamente elevata.
   Nei casi in cui le operazioni di trasporto e distribuzione sono
   separate, di norma la società di trasporto pubblica vende diret-
   tamente il gas ai grandi consumatori e ai distributori i quali io
   rivendono ai privati ed ad altri piccoli utenti.
9. Come già indicato, la struttura dell'industria del gas nella Re-
   pubblica federale è particolarmente complessa e va trattata a par-
   te date le dimensioni del mercato tedesco e la sua importanza cen-
   trale per la rete integrata di gas nell'Europa occidentale. Le ca-
   ratteristiche di proprietà sono date da una complicata ragnatela
   di partecipazioni reciproche e sottopartecipazioni tra molti gran-
   di gruppi industriali e minerari della Germania e alcune delle
   principali multinazionali del petrolio o le loro sussidiarie tede-
   sche. Nella Germania federale si può dire che malgrado un certo
   interesse indiretto del settore pubblico, il grado di proprietà
   privata delle principali società di trasporto dei gas è nettamente
   superiore a quello della maggior parte degli altri Stati membri.
 ---pagebreak---                                    - 6 -
B.  Scambi comunitari di gas
a)  La rete europea di trasporto del gas
10. La cooperazione esistente tra la maggior parte delle società eu-
    ropee di trasporto del gas si riflette nell'esistenza di una rete
    europea abbastanza ben integrata che copre attualmente la Fran-
    cia, il Belgio, i Paesi Bassi, il Lussemburgo, la Germania fede-
    rale, la Danimarca e l'Italia nonché l'Austria e la Svizzera. Al-
    cuni Stati membri non sono ancora collegati con questa rete euro-
    pea (Regno Unito, Irlanda, Spagna, Grecia e Portogallo). Nell'Eu-
    ropa occidentale esistono relativamente pochi grandi gasdotti ap-
    partenenti ad un piccolo numero di grandi enti pubblici e (in m i -
    sura minore) a multinazionali del petrolio che operano a volte
    nel quadro di joint ventures.
b)  Importanza degli scambi comunitari di gas
11. Il flusso di gas naturale nella rete di interconnessione europea
    è considerevole. Nel 1988, la metà del gas consumato nella Comu-
    nità era il frutto di transazioni internazionali tra Stati mem-
    bri e con paesi terzi. Secondo le ultime previsioni degli Stati
    membri, nel 2000, l'importanza delle transazioni internazionali
    sul gas tra gli Stati membri e con paesi terzi dovrebbe rimanere
    elevata in relazione al consumo totale (± 5 0 % ) . Secondo stime
    dell'AIE e di altre istituzioni professionali tale percentuale
    potrebbe essere ancora più elevata.
12. Il trasporto di gas nella Comunità attraverso uno o più paesi ha
    rappresentato nel 1987 (anno in cui si hanno gli ultimi dati d i -
    sponibili) ± il 22% delle importazioni complessive di gas (intra
    + extra C E E ) . Nel 2000, l'importanza del trasporto di gas nella
    CEE aumenterà, secondo le previsioni degli Stati membri, fino a
    raggiungere il 33% circa delle importazioni complessive di gas
    (intra + extra CEE) come indicato qui di seguito:
 ---pagebreak---                                 - 7 -
Esportazioni/Importazioni contrattuali di gas in transito attraverso
                          uno Stato membro
                       (anno 2000, in Mio/tep)
Esportatore       Importatore      In transito attraverso      Volume
Paesi Bassi       Francia          Belgio                       3,8
Paesi Bassi       Italia           Germania federale/
                                   Svizzera                       3
Paesi Bassi       Lussemburgo*     Belgio                         4
Norvegia          Paesi Bassi      Germania federale              8
Norvegia          Francia          Belgio                         3
Norvegia          Spagna           Belgio/Francia                 8
URSS              Francia          Germania federale              1
                                                               27,5**
PARTE II     VERSO UN MERCATO DEL GAS PIÙ' APERTO
A.   La necessità di una maggiore concorrenza nel settore del gas
13. L'approvvigionamento di gas naturale nella Comunità è .caratte-
     rizzato (cfr. paragrafi precedenti 7 e 8) da una serie di monopo-
     li nazionali, regionali o locali. Anche se i1 gas è in concorrenza
     con altri combustibili nella maggior parte dei mercati di utenza
    finale (olio combustibile pesante per la produzione di vapore in-
     dustriale ed elettricità o gasolio per il riscaldamento di am-
    bienti nel settore domestico) non esiste affatto nella Comunità,
     per ragioni pratico-tecniche una concorrenza tra i fornitori di
    gas per le vendite ai consumatori finali. Dove la concorrenza di
     altri combustibili non è particolarmente forte, manca una pres-
    sione concorrenziale sui fornitori di gas ad operare con effi-
     cienza e a ridurre i costi.
    Nel quadro del completamento di un unico mercato dell'energia, il
    problema principale è quello di migliorare l'efficienza del si-
     stema di approvvigionamento del gas e creare una concorrenza "tra
    gas" a vantaggio del consumatore.
        Importazioni indirette; rivendite di Distrigaz (Belgio) a
        Soteg (Lussemburgo).
        La cifra di 27,5 Mio/tep rappresenta il 28.7% delle importa-
        zioni totali di gas già concluse per il 2000 (intra + extra
        CEE). Non si tiene conto del transito di importazioni di gas
        supplementari che saranno necessarie per far fronte nel 2000
        alla domanda totale, stimata a 230 Mio/tep; in caso contrario
        ia precentuale salirebbe al ± 33%.
 ---pagebreak---                                - 8 -
B.  Concorrenza "tra gas"
14. Al di là del transito effettivo instaurato tra gli operatori del-
    la rete ad alta pressione, la Commissione ha esaminato la possi-
    bilità di realizzare una concorrenza "tra gas" attraverso l'in-
    troduzione a livello comunitario di un sistema di accesso di ter-
    zi (ad es. grandi consumatori industriali) alla rete di trasporto
    europea.
    In tale contesto, la Commissione ha esaminato i pro e i contra
    legati all'introduzione di tale sistema per i consumatori, l'in-
    dustria del gas e per tutta la Comunità.
    La Commissione ha esaminato in particolare i seguenti aspetti:
    a) L'accesso di terzi abbasserebbe i prezzi in quanto stimolereb-
       be la concorrenza tra produttori?
    b) Prezzi più bassi e una maggiore concorrenza avrebbero un im-
       patto sullo sviluppo di risorse interne e sulla sicurezza del-
        1'approvvigionamento?
    e) Gli utili potenziali supererebbero i possibili svantaggi?
15. I principali vantaggi e svantaggi legati all'introduzione di un
    sistema di accesso di terzi sono considerati i seguenti:
    Vantaggi
    a) probabili prezzi di acquisto del gas inferiori mediante possi-
       bilità dirette di commercializzazione che stimolano i produt-
       tori di gas a competere più aggressivamente per le quote di
       mercato;
    b) erosione (a causa di accordi per l'accesso di terzi) di utiìi
       di monopolio su determinate vendite ad alto margine di pro-
       fitto agli utenti industriali;
    e) una certa maggiore pressione concorrenziale sugli enti del gas
       a ridurre le spese generali e ad operare con maggiore effi-
       cienza;
    d) maggiori opzioni di acquisto dei gas (e quindi eventualmente
       prezzi più bassi) per le nuove centrali alimentate a gas;
    e) maggiori possibilità per i produttori britannici di vendere il
       loro gas negli altri paesi della Comunità aumentando così la
       probabilità di un collegamento attraverso il canale e di una
       maggiore integrazione.
    Svantaggi
    a) la possibilità in un mercato del gas più serrato di quel io at-
       tuale che la concorrenza tra nuovi ed attuali acquirenti di gas
       all'ingrosso faccia lievitare i prezzi negli acquisti di gas.
    b) eventuale aumento dei prezzi di vendita ai piccoli consumatori
       per compensare le eventuali perdite di utili sul mercato indu-
       striale degli enti del gas;
 ---pagebreak---                                   - 9 -
     e) maggiore incertezza di mercato che potrebbe mettere a repen-
        taglio i necessari investimenti a lungo termine sulla capacità
        di approvvigionamento di gas, all'interno e all'esterno della
        Comunità nonché la sicurezza dell'approvvigionamento;
    d) conseguenze negative dell'incertezza di mercato per lo svi-
         luppo di industrie del gas "nuove" o di recente costituzione.
16. L'"ordine di grandezza" dell'impatto finanziario dell'accesso di
     terzi è stato valutato come segue:
16.1    Prezzi del gas alla frontiera
        E' importante notare che il mercato internazionale del gas è
        scarsamente un modello di perfetta concorrenza atomistica.
        Nell'Europa continentale esso è de facto oligopolistico/oli-
        gopsonista con forse soltanto tre o quattro grosse fonti po-
        tenziali di gas supplementare per i prossimi 10-15 anni, in
        grado di vendere direttamente ai consumatori (URSS, Norvegia,
        Algeria e forse i Paesi Bassi) e a consorzi di acquisto con la
        conseguenza che il numero di acquirenti indipendenti si può
        contare sulle dita di una mano. Questo mercato pertanto, diffi-
        cilmente P U Ò funzionare come un mercato perfettamente concor-
        renziale anche se l'accesso di terzi raddoppiasse o triplicas-
        se il numero degli acquirenti.
        Per il momento, l'impatto del sistema di accesso di terzi sui
        prezzi di acquisto del gas di importazione rimane una questio-
        ne aperta in quanto molto dipende dalla strategia dei princi-
        pali interessati.
        La disponibilità di nuovi e grossi mercati (ad esempio, cen-
        trali alimentate a gas) potrebbe stimolare una maggiore con-
        correnza ma, per le condizioni oligopolistiche del mercato
        europeo, sembrano poco probabili riduzioni di prezzo su vasta
        scala.
        Sotto una maggiore spinta concorrenziale, gli attuali acqui-
        renti di gas tenderebbero a negoziare condizioni all'importa-
        zione il più possibile vantaggiose per le loro forniture sup-
        plementari e ciò dovrebbe provocare nella Comunità, una certa
        riduzione del costo medio del gas di importazione (2-3%) e de 1
        costo del gas di nuova produzione.
        Tenendo presenti questi elementi, nel 2000, per tutta la Co-
        munità, 1 'utile totale della voce gas potrebbe essere di 250
        milioni di ECU l'anno. Questa cifra non comprende il Regno
        Unito dove esiste già una legislazione relativa all'accesso di
        terzi e dove una decisione intesa a introdurre un sistema, su
        scala comunitaria, di accesso di terzi avrebbe scarso impatto.
 ---pagebreak---                                - 10 -
      Questi utili sono probabili se si mantengono le attuali condi-
      zioni di "mercato acquirente". In un "mercato venditore", il
      maggior numero di compratori di gas in grossi quantitativi a
      seguito del diritto di accesso di terzi potrebbe esacerbare la
      tendenza al rialzo dei prezzi qualora si avesse la sensazione
      che le forniture tendono a scarseggiare. Va detto comunque che
      grazie alla situazione molto positiva delle riserve di gas dei
      fornitori comunitari, tradizionali e potenziali, la situazione
      di "mercato acquirente" dovrebbe persistere nei prossimi 10-15
      anni .
16.2  Efficienza dell'industria del gas
      La minaccia concorrenziale di una commercializzazione diretta
      implicherà anche un'ulteriore pressione sugli enti del gas a
      funzionare più razionalmente e a ridurre ì costi non legati al
      gas, particolarmente a livello del trasporto. Nel 2000, questo
      utile di efficienza dovrebbe essere, per tutta la Comunità di
      circa 250 milioni di ECU l'anno.
16 .3 Effetti sul reddito della distribuzione
      Con il sistema dell'accesso di terzi, alcune società europee
      di trasporto potranno accusare una perdita diretta di guada-
      gno. Le società con una redditività attualmente al di sotto
      del "normale" ripercuoteranno probabilmente i maggiori costi
      unitari sui clienti privati e sui piccoli utenti per tutelare
      la loro situazione finanziaria già precaria.
      D'altro lato, con un sistema di accesso di terzi, le grosse so-
      cietà di distribuzione locali o regionali potranno scegliere
      tra una gamma di fornitori. Tali società eserciteranno il loro
      considerevole potere di mercato per conto dei piccoli consuma-
      tori e potranno negoziare condizioni più favorevoli di quelle
      concesse ai grandi consumatori industriali.
      Dato che i prezzi all'entrata in città sono negoziati da orga-
      nizzazioni che rappresentano sia le piccole che le grandi so-
      cietà di distribuzione, le prime usufruiranno anche della pos-
      sibilità per le seconde di negoziare condizioni più favorevoli
      Nella misura in cui l'accesso di terzi provoca perdite di pro-
      fitto per le società di trasporto e distribuzione, diventano
      probabili :
      a)   una ridistribuzione degli utili delle società di traspor-
           to e distribuzione a favore degli utenti industriali in
            Italia, Germania federale e Regno Unito e
      b)   una ridistribuzione dai piccoli consumatori verso i gran-
           di utenti in Belgio e Spagna.
16.4  Effetti macroeconomici
      La diminuzione dei prezzi industriali del gas a seguito del-
      l'accesso di terzi può contribuire a migliorare la resa com-
      merciale della Comunità sui mercati mondiali per quanto ri-
      guarda i prodotti industriali, con un conseguente aumento del
      livello di attività economica a più lungo termine. Anche se
      alcuni prodotti industriali (ad esempio i fertilizzanti azo-
      tati) implicano un forte consumo di gas, la voce gas rappre-
      senta soltanto lo 0,5% circa del valore output per l'intera
      produzione industriale della CEE. Per questo motivo l'inciden-
      za commerciale esterna dovrebbe essere relativamente modesta.
      Come prima approssimazione, è stato previsto un utile annuo di
      circa 125 milioni di ECU.
 ---pagebreak---                                   - 11 -
16 .5    Riepilogo
         Per tutta la Comunità, le stime per l'anno 2000 più favorevoli
         sono le seguenti:
         a)   costi alla frontiera più bassi e minori costi di produ-
              zione del gas comunitario - circa 250 Mio di ECU l'anno
              nell'ipotesi che si mantengano le condizioni di "mercato
              acquirente";
         b)   maggiore efficienza dell'industria del gas - circa 250
              Mio di ECU 1'anno
         e)   utile macroeconomico  (scambi) - circa 125 Mio di ECU
              1'anno.
         L'utile complessivo di circa 625 Mio di ECU l'anno corrisponde
         al 2% circa dei costi annui complessivi di approvvigionamento
         del gas previsti per la Comunità nel 2000. Va sottolineato
         nuovamente 1'"ordine di grandezza" di questi dati e il rischio
         di interpretarli scorrettamente. Ad esempio possono verificar-
         si utili di distribuzione di risorse a seguito dell'elimina-
         zione degli utili di monopolio che non siamo stati in grado di
         quantificare. Anche il possibile effetto negativo sulla sicu-
         rezza dell'approvvigionamento non è stato quantificato in ter-
         mini f inanziari.
17. Secondo l'analisi della Commissione, i grandi utenti di gas regi-
     strerebbero i maggiori utili diretti dell'accesso di terzi anche
      se è probabile un utile indiretto per i piccoli consumatori di
     energia elettrica, a seguito di tariffe competitive del gas per
      le centrali a ciclo misto. Le società industriali di media gran-
     dezza non in grado di acquistare direttamente potrebbero tuttavia
      costituire dei consorzi di acquisto o comperare tramite operatori
      indipendenti sul mercato del gas.
      La Commissione vigilerà affinché l'incremento degli scambi inter-
     comunitari di gas naturale, abbinato a migliori condizioni di
      concorrenza, si rifletta opportunamente sui prezzi pagati dai
      consumatori.
      Anche se i1 sistema dell'accesso di terzi non venisse usato su
     vasta scala, permangono comunque dei vantaggi legati alle possi-
      bilità stesse di concorrenza nel caso in cui l'accesso di terzi
      provochi di per sé modifiche a un comportamento commerciale re-
      strittivo o anticoncorrenziale.
      In generale si può pertanto affermare che un sistema di approvvi-
      gionamento del gas. aperto e flessibile, sembra offrire più van-
      taggi che inconvenienti.
PARTE III      UN APPROCCIO GRADUALE AL PROBLEMA: PROPOSTE PER IL
               F U T U R 0
18. Per realizzare un mercato del gas più aperto, la Commissione sta
     esaminando i seguenti aspetti in vista di un'apertura del mercato
      al di là dell'attuale situazione di transito. Tali aspetti, sui
     quali essa riferirà separatamente al Consiglio, rispondono ai se-
      guenti obiettivi:
      a) assicurare che la concorrenza nel nuovo ambiente non sia d i -
         storta da aiuti statali, da una fissazione dei prezzi esosa o
         da pratiche discriminatorie, collusive o di tipo anticoncor-
         renziale da parte dei protagonisti dell'industria del gas;
      b) rimuovere gli ostacoli alla libera concorrenza nel settore del
         gas naturale introdotti da monopoli legali, diritti esclusivi,
         restrizioni legali e accordi commerciali restrittivi;
     b) bis    assicurare una politica commerciale comune e uniforme
                anche nel settore del gas naturale.
 ---pagebreak---                                   - 12 -
    e) la possibilità di abrogare la direttiva sul gas nelle centrali
        anche se questo punto è meno pertinente dei punti precedenti
        a) e b ) . Ciò creerebbe un nuovo e vasto mercato per il gas con
       maggior spazio per la concorrenza. La Commissione intende rie-
       saminare questo aspetto nell'ambito dei lavori preparatori
        concernenti i nuovi obiettivi comunitari di politica energeti-
        ca.
    In questa prospettiva, la Commissione ritiene anche necessario:
    i)       fornire un quadro giuridico per garantire il libero flus-
             so del gas naturale nella Comunità
    ii)      introdurre la concorrenza "tra gas" attraverso un sistema
             di accesso di terzi alla rete di trasporto
    iii)     promuovere attivamente una dimensione comunitaria negli
             investimenti di trasporto.
    Per trovare una soluzione a questi tre aspetti, la Commissione
    prevede il seguente approccio graduale:
A.      Introduzione di uno strumento giuridico sulle modalità di
        applicazione del diritto di transito del gas naturale nella
        Comunità
19. Come sopra indicato (paragrafi 11 e 12), gli scambi internaziona-
    li di gas nella Comunità sono già numerosi.
    Il gas naturale circola all'interno della rete integrata attra-
    verso accordi tra i proprietari dei gasdotti. Al paragrafo 10 è
    stata citata l'esistenza di vari gasdotti secondo la formula
    joint venture che trasportano gas per i partner della joint
    venture.
    Il gas è anche trasportato in base a tariffe più che secondo la
    formula della joint venture. Quasi tutti questi accordi sono sti-
    pulati su base a lungo termine tra le compagnie del gas.
20. L'esistenza di alcuni ostacoli, legislativi o amministrativi agli
    scambi di gas (cfr. paragrafo 18) può essere all'origine di re-
    strizioni al libero flusso di gas naturale attraverso le frontie-
    re nazionali e bloccare quindi normali accordi commerciali tra le
    parti interessate.
    Per consolidare l'integrazione del mercato europeo del gas. il
    diritto di transito, stabilito come principio dal trattato CEE
    deve essere effettivamente applicato dagli Stati membri.
    In allegato è riportato un progetto di direttiva del Consiglio
    (base giuridica: articolo 100 A) su questo argomento che prevede
    le modalità di applicazione del diritto di transito per i1 tra-
    sporto di gas naturale tra società di trasporto.
 ---pagebreak---                                 - 13 -
21. La Commissione costituerà un organismo rappresentativo degli enti
    responsabili delle reti, incaricato di assisterla nelle modalità
    operative del transito che essa intende proporre e precisamente:
    - condizioni (tecniche, finanziarie, giuridiche) del transito
    - misure atte a promuovere lo sviluppo degli scambi e a migliora-
      re l'infrastruttura attraverso interventi congiunti
    - condizioni necessarie per promuovere una stretta cooperazione
       nella messa a punto di nuove apparecchiature per la produzione
      o il trasporto di gas
    - possibilità di cooperazione con enti di paesi terzi.
    Su richiesta della Commissione, questo organismo potrà favorire
    la ricerca di un accordo, tra le reti interessate ad operazioni
    di transito di interesse comunitario, nel rispetto delle norme di
    concorrenza.
22. Ai fini di evitare distorsioni e discriminazioni durante il pe-
    riodo di introduzione dei diritti di transito e a causa delle di-
    verse strategie, attuali e passate, messe in atto negli Stati
    membri per realizzare le strutture di produzione, commercializza-
    zione e distribuzione e le relative tecniche di finanziamento, la
    Commissione, intende disporre, entro il 1" luglio 1990 di una
    trasparenza sufficiente su questi elementi.
B.      L'accesso di terzi
23. In base alla precedente valutazione (cfr. paragrafi 14-17), la
    Commissione propone quanto segue:
    i)       la Commissione continuerà le sue consultazioni con tutte
             le parti interessate per un periodo massimo di un anno
             per esaminare se occorra organizzare l'accesso di terzi
             alla rete di trasporto europea e, in caso affermativo, al
             fine di garantire il mantenimento della qualità del ser-
             vizio ai consumatori e la sicurezza dell'approvvigiona-
             mento .
             A tal fine saranno costituiti due comitati consultivi,
             uno con gli Stati membri e l'altro con le parti interes-
             sate (produttori, società di trasporto e distribuzione e
             consumatori).
    ii)      in base a questa consultazione, la Commissione deciderà
             in merito all'introduzione di un sistema di accesso di
             terzi alla rete di trasporto del gas.
C.      Promozione della dimensione comunitaria negli investimenti sul
        sistema di trasporto
24. L'obiettivo è quello di assicurare che nelle decisioni di inve-
    stimento delle singole società del gas si tenga conto delle pos-
    sibilità di ulteriori collegamenti e di una maggiore coerenza nel
    processo di integrazione della rete di gas europea. Questo aspet-
    to sarà trattato in una comunicazione distinta della Commissione
    sugli investimenti energetici (COM(89)335 def.).
 ---pagebreak---                                                                    '11
                           Proposta di                         Allegato
                       DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                                            CONCERNENTE IL
             TRANSITO DEL GAS NATURALE SULLE GRANDI RETI
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione,
in cooperazione con il Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale.
considerando che è d'uopo         adottare le misure volte a instaurare
progressivamente il mercato interno nel corso di un periodo che scade
il 31 dicembre 1992; che i successivi Consigli europei, in particolare quello
di    Rodv hanno riconosciuto La   necessità di realizzare un mercato in-
terno unico nel settore dell'energia;
considerando che la realizzazione del mercato interno unico implica
una migliore integrazione del mercato europeo dell'energia; che il
gas naturale costituisce una componente essenziale del bilancio
energetico della Comunità;
considerando che    il mercato interno del gas naturate ha Lo
scopo di favorire alti livelli di redditività e di sicurezza di ap-
provvigionamento attraverso la libertà degli scambi, senza inaccetta-
bili restrizioni alla concorrenza; che per raggiungere tale scopo
occorre tener conto delle caratteristiche specifiche del settore del
gas naturale;
considerando che tra le grandi reti di gasdotti ad alta pressione dei
paesi europei esistono già            scambi di gas naturale la cui impor-
tanza aumenta ogni anno: che il coordinamento della realizzazione e
della gestione       dei collegamenti necessari per      questi scambi per-
mette       di migliorare nella Comunità europea la sicurezza dell'ap-
provvigionamento di gas naturale e di diminuirne i costi;
considerando che è possibile e opportuno         realizzare altri collega-
menti per integrare nel sistema di gasdotti europei uLteriori regioni
o addirittura         Stati membri non ancora sufficientemente collega-
ti migliorando così la sicurezza e la qualità dell'approvvigionamento
di gas naturale;
considerando che nei prossimi anni sarà necessario realizzare altri
collegamenti tra diversi Stati membri per facilitare un adeguato ap-
provvigionamento: che l'osservanza di un obbligo relativo aL transito del gas
naturale è tale da ridurre tutti gii ostacoli non riconducibili a
 ---pagebreak---                                                                                                     AS
                                                      - 2 -
fattori tecnici; che l'osservanza di tale obbligo costituisce una
prima tappa del mercato interno del gas naturale;
considerando che tale obbligo, almeno a questo stadio deve limitarsi
al transito del gas naturale sulle reti ad alta pressione;
considerando che le condizioni finanziarie, tecniche, giuridiche di
questo transito devono essere determinate in generale mediante accordo
diretto tra le società di trasporto interessate;
considerando che le condizioni del transito devono essere eque e non
devono implicare, direttamente o indirettamente, disposizioni contra-
rie alle norme comunitarie sulla concorrenza;
considerando che. per realizzare questa prima tappa del mercato in-
terno dell'energia, in condizioni di concorrenza soddisfacenti, occorre
ravvicinare le disposizioni legislative, regolamentari o amministrati-
ve emanate dagli Stati membri onde                              definire una proce-
dura , la preparazione di questi accordi all'insegna della massima
trasparenza:
considerando che può rivelarsi necessario che il Consiglio adotti,
entro il 1* gennaio 1993, senza pregiudizio delle competenze della
Commissione, disposizioni complementari per disciplinare le modalità
del transito intercomunitario;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                  Articolo 1
Gli S t a t i membri           adottano        provvedimenti         necessari       per f a r r i s p e t -
t a r e s u l l o r o t e r r i t o r i o l ' o b b l i g o relativo al transito del gas naturale tra
grandi r e t i ad a l t a p r e s s i o n e in conformità delle disposizioni della presente
direttiva.
                                                  Articolo 2
1.     Ai fini della presente direttiva, per un transito di. gas naturale tra
        grandi rete si intende                    ogni operazione di trasporto del gas
       naturale rispondente alle               seguenti condizioni:
       a)    il trasporto è effettuato sulla rete di gasdotti ad alta
             pressione situata sul territorio di uno Stato membro;
       b)    il trasporto è effettuato tra                        imprese di      gas degli Stati
             membri.
2.     Le operazioni relative alla realizzazione del trasporto, alia si-
       curezza e alla qualità della fornitura del gas naturale sono con-
       siderate come facenti parti del transito ai sensi della presente
       direttiva.
 ---pagebreak---                                                                        3-                                                                   1$
3. Rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva le grandi reti di trasporto del gas naturale ad a U -
    pressione e gli enti di esse respensabili ile cui elenco figura in allegato. Tale elenco sarà rivisto ogni
    volta che sia necessario mediante decisione della Commissione.
                                                                  Articolo 3
1. Le condizioni dei transito dei gas naturale tra grandi reti sono negoziate e csnvenute mediante accordo tra gli enti re-
     sponsabili delle reti interessate.
2.   Gli Stati teibri prendono le misure necessarie affinché gli enti rientranti nella loro competenza t e r r i t o r i a l e
      esaminino le domande di t r a n s i t o secondo le seguenti modalité;
     - ogni doianda di transito è coiunicata entro il teriine di otto giorni dall'ente (dagli enti) richiedente(i) alla
         Conissione e alle autorità nazionali competenti;
     - gli enti responsabili hanno l'obbligo di avviare entro il teriine di otto giorni trattative sulle condizioni del
         transito di gas naturale richiesto;
     - le condizioni di transito devono essere eque per tutte le parti interessate e non devono contenere disposizioni abu-
         sive o restrizioni ingiustificate; in particolare nella remunerazione del transito si deve tener conto delle respon-
          sabilità assunte dall'ente incaricato del trasporto per assicurare la sicurezza dell'approvvigionaunto e le condi-
         zioni contrattuali sulla qualité;
     - la C O M I SÌ ione e le autorità nazionali coipetenti sono infortite entro il teriine di otto giorni della conclusione
         di un accordo di transito;
     - se al teriine di un periodo di dodici lesi, a decorrere dalla coiunicazione della doianda, le trattative non si sono
         concluse con un accordo dalgrado l'eventuale ricorso alla conciliazione di cui all'articolo 5, paragrafo 3), le
          parti interessate ne infuriano subito, indicandone i ioti vi, la Conissione e le autorità nazionali coipetenti.
                                                                  Articolo 4
Se la lancanza di accordo non è debitaiente lOtivata O 'se la motivazione apare ingiustificata o insufficiente, la Commis-
sione, su denuncia dell'ente richiedente-o di sua propria iniziativa, mette in atto i provvedimenti previsti
dal trattato o ogni altra disposizione applicabile di diritto comunitario.
                                                                  Articolo 5
Salve le campetenze della Commissione il Consiglio adotta entro il 1* gennaio 1993, le disposi-
zioni coipleientari che disciplinano le lodali ti                       del transito inttreotunitario.
                                                                  Articolo &
Sii Stati leitari itttono in vigore le disposizioni legislative, regolaientari e aitinistrati vi necessarie per confortarsi
alla presente direttiva,entro il i- luglio 1990. Essi ne intonano iiiediatannte la Cottissione.
Le d i s p o s i z i o n i a d o t t a t e in forza del primo comma fanno espresso r i f e r i m e n t o a l l a p r e s e n t e direttiva.
                                                                  Articolo 7
Gli Stati teibri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il                                                                                          II Presidente dil Consiglio
 ---pagebreak---                                                                      1?
                                                           Al legato
 Elenco degli enti e delle reti di gasdotti ad alta pressione
    Stato                  Ente                   Rete
Repubbl ica    Bayerngas GmbH             Rete di alimentazione
federale di                               di distributor! finali
Germania       BEB Erdgas und Erdol GmbH  (amministrazioni comu-
                                          nali ecc.) e di grossi
               Deutsche Erdgas Transport  consumatori f i n a l i
               GmbH
               Energleversorgung Weser            "
               AIDS AG  (EWE)
               Erdgas Verkaufs GeselI-            "
               schaft mbH
                                                  M
               Ferngas Nordbayern GmbH
                                                  M
               Ferngas Salzgltter GmbH
               Gas-Union GmbH                     "
               Mobil O H AG
               Ruhrgas AG                         "
               Saar Ferngas AG                    "
                                                  N
               Thyssengas GmbH
               Verelnlgte Elektrlzltats-
               werke Westfalen AG (VEW)
               Westfallsche Ferngas AG            "
               Energleversorgung                  "
               Mlttelrheln
               EWAG, Numberg
               Erdgas Schwaben GmbH               "
                                                  N
               Erdgas Sildbayern GmbH
               GEW Koln
               Gasversorgung Siiddeutsch-         «
               land
              Gasversorgung Sudhannover
              Nordhessen
 ---pagebreak---                                        - <L -
    Stato                      Ente                   Rete
                                                                 n
             Hamburger Gaswerke
             Landesgasversorgung
             N ledersachsen
             MaJn-Gaswerke AG
             Schleswag AG
             Siidhess I sene Gas und
             Wasser AG
             Technlsche Werke der Stadt
             Stuttgart AG
             Thug'a AG
             GASAG, Beri in
Belgio        Oistrlgaz SA
Danimarca     Oansk Naturgas A/S
Spagna        Empresa Nactonai de Gas SA
              (ENAGAS)
              Catalana de Gas
              Gas de Euskadl
Grecia        DEPA
Lussemburgo   SOTEG
Paesi Bassi   NV N e d e r l a n d s e Gasunle
 Italia       Snam S . p . A .
Francia       Gaz de France                    Rete di alimenta-
                                               zione generale
               SNGSO
 Regno Unito  Br f t I s h QP.Ù
 Irlanda       I r i s h Gas Board
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM (89) 334 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                         13 12
                                          N. di catalogo : CB-CO-89-398-ÎT-C
                                                             ISBN 92-77-52842-7
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo