CELEX: 62008CA0059
Language: it
Date: 2009-04-23 00:00:00
Title: Causa C-59/08: Sentenza della Corte (Prima Sezione) 23 aprile 2009 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation — Francia) — Copad SA/Christian Dior couture SA, Vincent Gladel, in qualità di amministratore giudiziario della Société industrielle lingerie (SIL), Société industrielle lingerie (SIL) (Direttiva 89/104/CEE — Diritto dei marchi — Esaurimento dei diritti da parte del titolare del marchio — Contratto di licenza — Vendita di prodotti contrassegnati dal marchio in violazione di una clausola del contratto di licenza — Mancato consenso del titolare del marchio — Vendita presso rivenditori di partite in saldo — Lesione alla notorietà del marchio)

20.6.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 141/16
            
         Sentenza della Corte (Prima Sezione) 23 aprile 2009 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation — Francia) — Copad SA/Christian Dior couture SA, Vincent Gladel, in qualità di amministratore giudiziario della Société industrielle lingerie (SIL), Société industrielle lingerie (SIL)
   (Causa C-59/08) (1)
   
   (Direttiva 89/104/CEE - Diritto dei marchi - Esaurimento dei diritti da parte del titolare del marchio - Contratto di licenza - Vendita di prodotti contrassegnati dal marchio in violazione di una clausola del contratto di licenza - Mancato consenso del titolare del marchio - Vendita presso rivenditori di partite in saldo - Lesione alla notorietà del marchio)
   2009/C 141/25
   Lingua processuale: il francese
   
      Giudice del rinvio
   
   Cour de cassation
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Copad SA
   
      Convenute: Christian Dior couture SA, Vincent Gladel, in qualità di amministratore giudiziario della Société industrielle lingerie (SIL), Société industrielle lingerie (SIL)
   
      Oggetto
   
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Cour de Cassation (Francia) — Interpretazione degli artt. 5, 7 e 8, n. 2, della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri in materia di marchi d'impresa (GU 1989, L 40, pag. 1) — Nozione di esaurimento dei diritti del marchio — Vendita, da parte del licenziatario, di prodotti recanti il marchio in violazione di una clausola contrattuale che vieta talune modalità di commercializzazione — Vendita a grossisti e rivenditori di partite in saldo — Pregiudizio arrecato al prestigio del marchio — Mancanza di consenso del titolare del marchio
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               L’art. 8, n. 2, della prima direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di marchi di impresa, come modificata dall’Accordo sullo Spazio economico europeo 2 maggio 1992, deve essere interpretato nel senso che il titolare del marchio può invocare i diritti conferiti dal marchio stesso nei confronti di un licenziatario che viola una clausola del contratto di licenza che vieta, per ragioni di prestigio del marchio, la vendita a rivenditori di partite in saldo di prodotti come quelli di cui alla causa principale, purché venga accertato che tale violazione, nelle circostanze di cui alla causa principale, danneggia lo stile e l’immagine di prestigio che attribuiscono a detti prodotti un’aura di lusso.
            
         
               2)
            
            
               L’art. 7, n. 1, della direttiva 89/104, come modificata dall’Accordo sullo Spazio economico europeo, deve essere interpretato nel senso che la commercializzazione di prodotti contrassegnati dal marchio da parte del licenziatario, in violazione di una clausola del contratto di licenza, avviene senza il consenso del titolare del marchio, qualora venga accertato che tale clausola corrisponde ad una di quelle previste all’art. 8, n. 2, di tale direttiva.
            
         
               3)
            
            
               Quando la commercializzazione di prodotti di prestigio da parte del licenziatario in violazione di una clausola del contratto di licenza deve considerarsi nondimeno effettuata con il consenso del titolare del marchio, quest’ultimo può invocare tale clausola per opporsi ad una rivendita di tali prodotti sul fondamento dell’art. 7, n. 2, della direttiva 89/104, come modificata dall’Accordo sullo Spazio economico europeo, solo nel caso in cui si accerti, tenuto conto delle circostanze della fattispecie, che tale rivendita nuoce alla notorietà del marchio.
            
         
      (1)  GU C 92 del 12.4.2008.