CELEX: 51998PC0581
Language: it
Date: 1998-10-16
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di barre di acciaio inossidabile originarie dell'India e decide la riscossione definitiva del dazio provvisorio

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                Bruxelles, 16.10.1998
                                                COM(98)581 def.
                                 Proposta di
               REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di barre di acciaio
      inossidabile originarie dell'India e decide la riscossione definitiva del dazio
                                        provvisorio
                      (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                      RELAZIONE
1) Con il regolamento (CE) n. 1084/98, il 30 maggio 1998 la Commissione ha
   istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di barre di acciaio
   inossidabile originarie dell'India. Il 18 luglio 1998, con il regolamento (CE) n.
   1556/98,      la Commissione ha istituito dazi compensativi provvisori sulle
   importazioni di barre di acciaio inossidabile originarie dell'India e ha modificato i
   dazi antidumping provvisori.
2) Per l'elaborazione delle risultanze definitive, la Commissione ha tenuto conto delle
   argomentazioni addotte dalle parti interessate dopo la comunicazione delle
   conclusioni provvisorie nonché di qualsiasi cambiamento successivamente
   apportato a dette conclusioni provvisorie. Sono tuttavia confermate le risultanze
   essenziali della Commissione, secondo cui l'industria comunitaria ha subito un
   pregiudizio grave a causa delle importazioni oggetto di dumping originarie
   dell'India.
3) Ove opportuno, i margini di dumping sono stati modificati in considerazione delle
   obiezioni sollevate dagli esportatori interessati che hanno collaborato.
4) Dopo l'istituzione delle misure provvisorie è stato notato che una ditta indiana, che
   ai fini delle conclusioni provvisorie era stata considerata una parte che non aveva
   effettuato vendite all'esportazione durante il periodo dell'inchiesta, aveva in realtà
   esportato il prodotto in esame nella Comunità durante detto periodo. Pertanto,
   nella fase delle conclusioni definitive, per questa impresa è stato stabilito un
   margine di dumping individuale.
5) I margini di sottoquotazione dei prezzi e i margini necessari per l'eliminazione del
   pregiudizio sono stati ricalcolati al fine di escludere le transazioni riguardanti tipi
   del prodotto indiano per i quali non esiste un prodotto comunitario corrispondente,
   garantendo tuttavia che le rimanenti transazioni fossero sufficientemente
   rappresentative.
6) In conformità dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, la
   Commissione ha pertanto proposto al Consiglio di istituire dazi antidumping
   definitivi sulle importazioni di barre di acciaio inossidabile originarie dell'India.
7) Il comitato antidumping è stato interpellato a proposito dell'istituzione di misure
   definitive e la maggior parte degli Stati membri si è espressa a favore della
   proposta.
                                      L
 ---pagebreak---                      REGOLAMENTO (CE) N.... DEL CONSIGLIO
                                                 del
    che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di barre di acciaio
           inossidabile originarie dell'India e decide la riscossione definitiva del dazio
                                             provvisorio
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 905/982, in
particolare l'articolo 9,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
                                A. MISURE PROVVISORIE
(1) Con il regolamento (CE) n. 1084/98 della Commissione3 (in appresso denominato
     'il regolamento sul dazio provvisorio'), è stato istituito un dazio antidumping
     provvisorio sulle importazioni nella Comunità di barre di acciaio inossidabile di
     cui ai codici NC 7222 20 11, 7222 20 21, 7222 20 31 e 7222 20 81, originarie
     dell'India.
(2) Il regolamento sul dazio provvisorio è stato modificato dal regolamento (CE) n.
     1556/98 della Commissione4, che impone un dazio compensativo provvisorio
     sulle importazioni dello stesso prodotto originario dell'India. Ai sensi dell'articolo
 1)  GUL56del6. 3. 1996, pag. 1.
2)   GUL 128 del 30. 4. 1998, pag. 18.
3)   GUL 155 del 29. 5. 1998, pag. 3.
4)   GUL 202 del 18. 7. 1998, pag. 40.
                                           3
 ---pagebreak---      14, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 384/96 (in appresso 'il regolamento di
    base1) e dell'articolo 24, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 2026/97 relativo alla
    difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non
    membri della Comunità europea5, è stato necessario apportare questa modifica al
    fine di evitare che il prodotto fosse soggetto nel contempo a dazi antidumping e a
    dazi compensativi nell'intento di porre rimedio ad una medesima situazione
    risultante da pratiche di dumping oppure dalla concessione di sovvenzioni
    all'esportazione.
                        B. SEGUITO DEL PROCEDIMENTO
(3) A seguito dell'adozione del regolamento che impone dazi provvisori, diverse parti
    interessate hanno presentato osservazioni per iscritto. Le parti che ne hanno fatto
    richiesta hanno avuto l'opportunità di essere sentite dalla Commissione.
(4) La Commissione ha chiesto e verificato tutte le ulteriori informazioni ritenute
    necessarie ai fini delle conclusioni definitive.
5) GUL288del21. 10. 1997, pag. 1.
                                          k
 ---pagebreak--- (5) Le parti sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base ai quali si
    intendeva raccomandare l'imposizione di un dazio antidumping definitivo e la
    riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazio provvisorio. Inoltre,
    dopo tale comunicazione, alle parti è stato concesso un periodo entro il quale
    presentare le proprie osservazioni.
(6) Le osservazioni presentate oralmente e per iscritto dalle parti interessate sono state
    esaminate e, ove opportuno, le conclusioni definitive sono state modificate di
    conseguenza.
                C. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(7) I prodotti oggetto dell'inchiesta sono barre di acciaio inossidabile semplicemente
    ottenute o rifinite a freddo, contenenti in peso 2,5 % ò più di nichel, di sezione
    circolare o di altre sezioni trasversali
(8) A seguito dell'adozione del regolamento che istituisce dazi provvisori, alcuni
    produttori/esportatori dell'India hanno affermato che i prodotti esportati nella
    Comunità e quelli venduti sul mercato interno indiano non erano comparabili, ad
    esempio in termini di caratteristiche chimiche, e di conseguenza non potevano
    essere considerati prodotti simili.
                                            C
 ---pagebreak--- (9) Non e stalo possibile accogliere tale argomentazione poiché si e riscontrato che
     tanto le barre di acciaio inossidabile prodotte e vendute sul mercato interno
     indiano quanto quelle esportate e vendute sul mercato comunitario avevano le
    medesime caratteristiche fisiche, tecniche e chimiche di base e le stesse
    applicazioni. La questione dell'eventuale esistenza di differenze, a livello dei
    singoli tipi, tra le barre di acciaio inossidabile vendute sul mercato interno e quelle
    vendute all'esportazione è stata trattata nel quadro della determinazione del valore
    normale e del confronto del valore normale con i prezzi all'esportazione.
(10)     Uno dei produttori/esportatori ha affermato che i prodotti corrispondenti allo
    standard DIN 1013 rientravano nell'ambito dell'attuale procedimento antidumping
    e dovevano pertanto essere presi in considerazione. Tuttavia è emerso che questi
    prodotti erano barre laminate a caldo e quindi non rientravano nell'ambito
    dell'inchiesta, come precisato nell'avviso di apertura6 e nel regolamento sul dazio
    provvisorio. Inoltre, è stato rilevato che questi prodotti non erano classificabili ai
    codici NC sottoposti alle misure. Di conseguenza la richiesta non è stata accettata.
(11)    Poiché non sono state presentate altre argomentazioni, vengono confermate le
    conclusioni esposte ai punti 9-12 del regolamento sul dazio provvisorio.
6) GU C 264 del 30. 8. 1997, pag. 2.
                                             C
 ---pagebreak---                                        D. DUMPING
 1.    Osservazioni generali
(12)     Per la determinazione del dumping nel regolamento sul dazio provvisorio,
    nella classificazione dei vari tipi di prodotto, non si è tenuto conto delle differenze
    di diametro, poiché si riteneva che tali differenze non avessero un'incidenza sui
    costi di produzione al chilogrammo o sul prezzo di vendita al chilogrammo.
    Tuttavia, due produttori/esportatori hanno asserito che il diametro del prodotto in
    esame ha un'incidenza sul costo medio di produzione al chilogrammo e che
    pertanto deve essere tenuto in considerazione nella determinazione del dumping.
    Essi hanno inoltre fornito valide prove a sostegno della propria tesi. La richiesta è
    stata accettata.
2.     Valore normale
a)    Metodo usato nella determinazione del valore normale
(13)    La maggior parte dei produttori/esportatori ha sollevato obiezioni riguardo al
    metodo usato per la determinazione del valore normale esposto al terzo paragrafo
    del punto 14 del regolamento sul dazio provvisorio. Essi hanno affermato che, per
    le imprese con vendite sul mercato interno scarse o inesistenti, il valore normale
    avrebbe dovuto essere costruito e non basato sulle vendite interne di altri
    produttori/esportatori indiani interessati dall'inchiesta. Tuttavia non è stato
    possibile accettare tale obiezione poiché il metodo applicato è conforme alle
    disposizioni specifiche dell'articolo 2, paragrafo 1 del regolamento di base.
                                           f
 ---pagebreak--- (14)    A sostegno della tesi secondo cui non era corretto basare il valore normale
    sulle vendite interne degli altri produttori/esportatori indiani, è stato anche
    affermato che le relative vendite interne non erano rappresentative, dal momento
    che esse rappresentavano assertivamente solo una piccola percentuale della totalità
    delle esportazioni indiane nella Comunità. Tuttavia, nel presente procedimento, il
    valore normale è stato stabilito in base alle vendite interne di tipi di prodotto
    comparabili effettuate da altri produttori/esportatori solo quando tali vendite
    rappresentavano almeno il 5% del volume esportato nella Comunità da ciascuna
    impresa considerata, cioè quando esse erano rappresentative ai sensi dell'articolo
    2, paragrafo 2 del regolamento di base, ed erano state effettuate nel corso di
    normali operazioni commerciali.
(15)    In considerazione di quanto precede, la contestazione relativa al metodo usato
    per stabilire il valore normale è stata respinta.
                                           §
 ---pagebreak--- b)     Margine medio di profitto delle vendite interne
(16)    Alcuni produttori/esportatori hanno asserito che il margine medio di utile
    stabilito per le vendite interne del prodotto in esame non era appropriato, essendo
    considerevolmente più elevato rispetto all'utile del 5% indicato al punto 74 del
    regolamento sul dazio provvisorio e nella denuncia quale congruo margine di utile
    per l'industria comunitaria. Questi produttori/esportatori hanno affermato che
    anche per la determinazione del valore normale costruito avrebbe dovuto essere
    usato un margine di utile del 5%. A tale riguardo occorre notare che,
   conformemente all'articolo 2, paragrafo 6 del regolamento di base, quando un
    produttore/esportatore aveva effettuato vendite interne del prodotto simile in
   quantità rappresentative e nel corso di normali operazioni commerciali, l'importo
   del profitto utilizzato per la costruzione del valore normale è stato basato sulla
    media ponderata degli importi effettivi relativi a queste vendite interne di prodotto
    simile. Nei casi in cui ciò non è stato possibile, l'importo relativo al profitto è
    stato basato, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 6, lettera a) del regolamento
   di base, sulla media ponderata degli importi effettivi determinati per altri
    produttori/esportatori sottoposti all'inchiesta riguardo alle vendite interne del
    prodotto simile che fossero rappresentative ed effettuate nel corso di normali
    operazioni commerciali.
(17)    In considerazione di quanto sopra, la contestazione relativa al margine di
    profitto è stata respinta.
                                       3
 ---pagebreak--- e)     Prodotti di seconda scelta
(18)    Alcune imprese indiane, che durante il periodo dell'inchiesta avevano venduto
    prodotti di seconda scelta sul mercato interno del loro paese, hanno asserito che
    questi sottoprodotti rientravano tra i prodotti in esame e avrebbero pertanto dovuto
    essere inclusi nella determinazione del valore normale. Tuttavia questi prodotti
    differivano in modo sostanziale dai prodotti di prima scelta in termini di qualità,
    caratteristiche   fisiche,   percezione      del mercato   e   prezzo   di   vendita.
    Conseguentemente, poiché nella Comunità erano stati esportati solo prodotti di
    prima scelta, la richiesta è stata respinta.
(19)    Poiché non sono state presentate altre osservazioni in merito al valore normale,
    vengono confermate le conclusioni esposte ai punti 13-15 del regolamento sul
    dazio provvisorio.
3.     Prezzo all'esportazione
(20)    Alcuni produttori/esportatori hanno contestato la consueta prassi della
    Commissione di utilizzare tassi di cambio medi mensili per effettuare la
    conversione del prezzo all'esportazione in valuta locale. Essi hanno affermato che
    sarebbe stato opportuno utilizzare i tassi di cambio applicati alle effettive
    transazioni. A tale riguardo, è stato notato che vi erano solo differenze marginali
    tra tassi di cambio giornalieri e tassi di cambio mensili. Inoltre, a seconda della
    transazione, tali differenze avevano come risultato prezzi all'esportazione
    leggermente più alti o leggermente più bassi e pertanto le differenze negative
    venivano compensate dalle differenze positive. La differenza tra i due metodi era
    quindi mediamente irrilevante. Conseguentemente, è stato confermato il metodo
    seguito per la determinazione delle conclusioni provvisorie e pertanto la
    contestazione è stata respinta.
                                          to
 ---pagebreak--- (21)     Un'impresa che effettuava vendite all'esportazione alla sua consociata nella
    Comunità, ha contestato il metodo illustrato al punto 17 del regolamento sul dazio
    provvisorio riguardo alla deduzione dei profitti per la determinazione di un prezzo
    all'esportazione costruito. Questa impresa ha affermato che a tal fine sarebbe stato
    opportuno utilizzare le informazioni sulle vendite della sua consociata europea.
    Poiché su queste vendite non è stato realizzato alcun profitto, l'impresa ha asserito
    che, per costruire il prezzo all'esportazione, dal prezzo al primo acquirente
    indipendente non bisognava dedurre il margine di profitto. Tuttavia, ai sensi
    dell'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento di base, gli adeguamenti da applicare
    per stabilire un prezzo all'esportazione attendibile devono tener conto dei profitti.
    Conformemente alla prassi frequentemente applicata dalla Commissione e dal
    Consiglio e confermata dalla Corte di Giustizia , non è stato ritenuto opportuno
    basare il calcolo del margine di profitto sulle informazioni fornite dall'importatore
    collegato, poiché tale margine può essere influenzato dalla relazione con
    l'esportatore. La richiesta è pertanto respinta e il metodo illustrato al punto 17 del
    regolamento sul dazio provvisorio è definitivamente confe mato.
(22)     In assenza di nuove argomentazioni relative alla definizione del prezzo
    all'esportazione, sono confermate le conclusioni esposte ai punti 16 e 17 del
    regolamento sul dazio provvisorio.
 ---pagebreak--- 4.     Confronto
a)     Oneri ali 'importazione e imposte indirette
(23)     Alcune imprese hanno asserito che gli adeguamenti concessi per gli oneri
    all'importazione avrebbero dovuto essere estesi ad alcuni materiali addizionali
    importati soggetti ad oneri all'importazione. Questa richiesta ha potuto essere
    accettata solo nella misura in cui è stato dimostrato che, conformemente
    all'articolo 2, paragrafo 10, lettera b) del regolamento di base, i materiali indicati
    erano fisicamente incorporati nei prodotti in esame destinati al consumo nel paese
    esportatore e che gli oneri non erano stati né riscossi né rimborsati per il prodotto
    contenente tale materiale esportato nella Comunità.
b)     Stadio commerciale
(24)     Un'impresa ha nuovamente chiesto una detrazione per le differenze relative
    allo stadio commerciale dichiarando che, mentre le sue vendite all'esportazione
    venivano effettuate unicamente ai distributori, sul mercato interno essa vendeva
    tanto ai distributori quanto agli utilizzatori finali. L'impresa ha inoltre affermato
    che i prezzi applicati agli utilizzatori finali nazionali erano nettamente superiori a
    quelli applicati ai distributori nazionali. La richiesta non è stata accolta per le
    ragioni esposte al punto 21 del regolamento sul dazio provvisorio.
e)    Credito
(25)     È stato richiesto che, nella determinazione dei costi del credito delle vendite
    all'esportazione, fossero utilizzati i tassi di interesse vigenti sui mercati
    internazionali per i prestiti in valuta estera piuttosto che i tassi di interesse vigenti
    sul mercato interno indiano. La richiesta è stata accettata.
 ---pagebreak--- d)     Conversione valutaria
(26)     Alcune imprese hanno chiesto una detrazione per le conversioni valutarie a
    norma dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera j), del regolamento di base, adducendo
    che, durante il periodo dell'inchiesta, le valute straniere in cui erano state fatturate
    le loro vendite all'esportazione si erano notevolmente svalutate rispetto alla rupia
    indiana. Queste imprese hanno affermato che, ai fini del tasso di cambio, la data
    della vendita avrebbe dovuto corrispondere alla data dell'ordine di acquisto e che
    inoltre, per il calcolo del dumping, avrebbe dovuto essere utilizzato il tasso di
    cambio in vigore 60 giorni prima della data dell'ordine di acquisto. Non è stato
    possibile accettare la richiesta di considerare la data dell'ordine di acquisto come
    data di vendita, poiché tale data non riflette le effettive condizioni di vendita in
    modo più esatto di quanto non faccia la data della fattura.
(27)     Tuttavia, quando le condizioni richieste erano soddisfatte, è stata applicata una
    detrazione per la conversione valutaria, conformemente all'articolo 2, paragrafo
    10, lettera j) del regolamento di base, e agli esportatori è stato concesso un termine
    di 60 giorni per modificare i propri prezzi in funzione di sensibili variazioni dei
   tassi di cambio di alcune valute estere nelle quali erano state fatturate le vendite
    all'esportazione delle imprese in questione.
(28)     Poiché non sono state presentate ulteriori argomentazioni in merito al
    confronto tra valore normale e prezzo all'esportazione, le rimanenti conclusioni
    esposte ai punti 18-21 del regolamento sul dazio provvisorio sono confermate.
5.     Margini di dumping
(29)     In assenza di osservazioni sulla determinazione del margine di dumping, è
    confermato il metodo esposto al punto 22 del regolamento sul dazio provvisorio.
                                        i2>
 ---pagebreak--- (30)     Dopo l'istituzione delle misure provvisorie, è stato notato che la ditta Chandan
     Steel Ltd, che ai fini delle conclusioni provvisorie era stata considerata una parte
    che non aveva effettuato vendite all'esportazione durante il periodo dell'inchiesta,
    aveva in realtà esportato il prodotto in esame nella Comunità durante detto
    periodo. Pertanto, nella fase delle conclusioni definitive, per questa impresa è stato
    stabilito un margine di dumping individuale.
(31)     I margini di dumping definitivi, espressi in percentuale del prezzò netto franco
    frontiera comunitaria, sono i seguenti:
       - Bhansali Bright Bars Pvt Ltd. /
           Bhansali Ferromet Pvt Ltd., Mumbai                                 16,6%
       - Chandan Steel Ltd., Umbergaon                                        26,9%
       - Facor (Ferro Alloys Corp. Ltd.), Nagpur                                7,4%
       - Grand Foundry Ltd., Mumbai                                           10,2%
       - Isibars Ltd., Mumbai                                                   6,6%
       - Mukand Ltd., Mumbai                                                   14,0%
       - Panchmahal Steel Ltd., Baroda                                          8,7%
       - Parekh Bright Bars Pvt Ltd., Thane                                     4,2%
       - Raajratna Metal Industries Ltd., Ahmedabad                            13,0%
       - Venus Wire Industries Ltd., Mumbai                                   12,4%
       - Viraj Alloys Ltd. / Viraj Impoexpo Ltd, Mumbai                         4,8%
(32)    Il margine di dumping stabilito in via definitiva per le imprese indiane diverse
    da quelle che hanno collaborato alla presente inchiesta, espresso in percentuale del
    prezzo netto franco frontiera comunitaria, è del 26,9%. A tale riguardo, il
    Consiglio ha tenuto conto dell'elevato livello di collaborazione e ha fissato il
    margine di dumping per l'intero paese al livello del margine di dumping più alto
    rilevato tra i produttori/esportatori che hanno collaborato.
(33)    Per il nuovo esportatore di cui al punto 6 del regolamento sul dazio
    provvisorio (Sindia Steel Ltd.) il margine di dumping definitivo è stato stabilito
    secondo il metodo esposto al punto 22 del regolamento sul dazio provvisorio. Il
                                        14
 ---pagebreak---      margine di dumping stabilito a titolo definitivo per questa impresa, espresso in
     percentuale del prezzo netto franco frontiera comunitaria, è del 9,5%
                                     E. PREGIUDIZIO
1.     Osservazione preliminare
(34)     L'inchiesta antidumping e la parallela inchiesta antisowenzioni hanno portato
    ad identiche conclusioni riguardo al pregiudizio, al rapporto di causalità e
    all'interesse della Comunità. I calcoli relativi alle singole imprese sono basati sugli
    stessi dati.
2.     Industria comunitaria
(35)     Dopo un'ulteriore verifica, è stato rilevato che il volume complessivo della
    produzione dell'industria comunitaria di barre di acciaio inossidabile non
    rappresenta il 45%, come erroneamente indicato nel regolamento sul dazio
    provvisorio, bensì il 38% della produzione comunitaria totale. Questa percentuale
    è sufficiente per soddisfare le condizioni stabilite all'articolo 4, paragrafo 1 e
    all'articolo 5, paragrafo 4 del regolamento di base.
3.     Consumo nella Comunità, quote di mercato e volume delle importazioni
       provenienti dall'India
(36)     Dopo la comunicazione di informazioni, non sono giunte osservazioni in
    merito al consumo di barre di acciaio inossidabile nella Comunità né alle quote di
    mercato o al volume delle importazioni provenienti dall'India. Conseguentemente,
    vengono confermate le conclusioni esposte ai punti 29-32 del regolamento sul
    dazio provvisorio.
                                            )tf
 ---pagebreak--- 4.     Prezzi delle importazioni oggetto di dumping e di sovvenzioni provenienti
       dall'India e sottoquotazionc
a)     Calcolo dei margini di sottoquotazione
(37)     Come illustrato nel regolamento sul dazio provvisorio (punti 33-42), per
    ciascuno dei produttori indiani interessati è stata effettuata un'approfondita analisi
    della sottoquotazione dalla quale sono emersi margini di sottoquotazione
    significativi. I margini di sottoquotazione sono stati calcolati confrontando per
    ciascun tipo di prodotto la media ponderata dei prezzi all'esportazione franco
    frontiera comunitaria con la media ponderata dei prezzi di vendita franco fabbrica
    dell'industria comunitaria alle parti non collegate. I tipi di prodotto indiano per i
    quali non esistevano tipi di prodotto comunitario uguali sono stati esclusi dal
    calcolo, essendo stato stabilito che le rimanenti transazioni erano sufficientemente
    rappresentative. I prezzi delle esportazioni effettuate attraverso società collegate
    sono stati debitamente adeguati per tener conto dei costi sostenuti tra
    l'importazione e la rivendita al primo cliente indipendente nella Comunità e dei
    profitti. Ai prezzi delle vendite dell'industria comunitaria è stato applicato un
    adeguamento per i costi del trasporto interno alla Comunità. Gli esportatori indiani
    vendevano esclusivamente agli operatori commerciali, mentre l'industria
    comunitaria vendeva tanto agli operatori commerciali quanto agli utilizzatori
    finali. Di conseguenza, le vendite dell'industria comunitaria agli utilizzatori finali
    sono state adeguate al livello degli operatori commerciali.          Inoltre, i prezzi
    all'esportazione   indiani   sono stati adeguati       in funzione     dei costi di
    movimentazione a livello della frontiera comunitaria.
(38)     Diversi produttori indiani hanno nuovamente chiesto un adeguamento relativo
    alle differenze esistenti tra l'India e la Comunità a livello dei tempi che
    intercorrono tra l'ordine e la consegna nonché a livello della puntualità delle
    consegne. Questi produttori hanno affermato in particolare di essere regolarmente
    costretti ad emettere note di accredito ai loro clienti a causa dei ritardi nelle
    consegne. Tuttavia, le note di accredito per ritardi nelle consegne non indicano
    che i tempi di consegna più lunghi o la scarsa puntualità nelle consegne dei
    produttori indiani abbiano influenzato il prezzo delle vendite al momento delle
                                       /<r
 ---pagebreak---      contrattazioni degli stessi. Di conseguenza, la richiesta di questo adeguamento non
     può essere accolta. A tale riguardo, si è anche tenuto conto del fatto che i tempi di
     consegna contrattuali dei produttori indiani variavano spesso tra i quattro e i sei
     mesi senza che tali variazioni influissero sui prezzi di vendita concordati.
(39)     Tutti i produttori indiani hanno ripresentato anche la richiesta di un
    adeguamento per differenze qualitative. In particolare, essi hanno sostenuto che le
    barre di acciaio inossidabile prodotte dai produttori comunitari hanno una
    maggiore lavorabilità che riduce i tempi nei successivi processi di lavorazione. A
    tale riguardo, si è notato che effettivamente alcuni produttori comunitari
    vendevano una certa percentuale di prodotti sotto un marchio commerciale che
    indicava una maggiore lavorabilità. Tuttavia, è stato rilevato che non esisteva una
    configurazione dei prezzi che indicasse che i prodotti con più alta lavorabilità
    fossero venduti a prezzi più elevati e avessero quindi un più alto valore di mercato.
    Di conseguenza, non è stato possibile concedere un adeguamento, poiché non è
    stata appurata un'incidenza sui prezzi e sulla loro comparabilità. È stato inoltre
    notato che tutti i produttori indiani avevano presentato un'identica richiesta di
    adeguamento a prescindere da eventuali differenze qualitative tra i loro prodotti.
(40)    Una delle imprese indiane ha asserito che i prezzi di vendita dell'industria
    comunitaria erano costituiti da un prezzo di base e da un cosiddetto "extra di lega",
    cioè una componente del prezzo per le leghe contenute nelle barre di acciaio
    inossidabile. L'impresa ha chiesto che l'extra di lega fosse esclusa dai prezzi di
    vendita comunitari ai fini del calcolo della sottoquotazione e delle vendite
    sottocosto. Questa richiesta non ha potuto essere accolta poiché l'extra di lega
    faceva parte del prezzo di vendita pagato dai clienti. A tale riguardo, è stato notato
    che anche i prezzi di vendita indiani contenevano un extra di lega, benché questo
    non fosse espressamente indicato in fattura.
 ---pagebreak---  (41)     In considerazione delle correzioni sopra descritte, i margini di sottoquotazione
     sono pari a:
       - Bhansali Bright Bars Pvt Ltd. /
           Bhansali Ferromet Pvt Ltd., Mumbai                                     14,5 %
       - Chandan Steel Ltd., Umbergaon                                            14,9%
       - Facor (Ferro Alloys Corp. Ltd.), Nagpur                                  13,0 %
       - Grand Foundry Ltd., Mumbai                                               13,2 %
       - Isibars Ltd., Mumbai                                                     19,4%
       - Mukand Ltd., Mumbai                                                      17,8 %
       - Panchmahal Steel Ltd., Baroda                                            13,9%
       - Parekh Bright Bars Pvt Ltd., Thane                                        5,8 %
       - Raajratna Metal Industries Ltd., Ahmedabad                               15,8 %
       - Venus Wire Industries Ltd., Mumbai                                       12,8%
       - Viraj Alloys Ltd. / Viraj Impoexpo Ltd, Mumbai                           15,7 %
(42)     La media ponderata del margine di sottoquotazione calcolato per la Sindia
    Steel Ltd. (cfr. precedente punto 33 ) era pari al 16,8% È stato concluso che questi
    margini di sottoquotazione erano significativi.
b)     Denuncia di comportamento anticoncorrenziale
(43)     Nelle loro osservazioni successive alla divulgazione, le imprese indiane hanno
    continuato ad affermare che tanto il calcolo dei margini di sottoquotazione quanto
    le conclusioni relative ad altri fattori di pregiudizio, al rapporto di causalità e
    all'interesse della Comunità sarebbero irrilevanti nel contesto del presente
    procedimento alla luce della decisione della Commissione nel caso di concorrenza
    IV/35.814, "Extra di lega"7 La suddetta decisione ha stabilito che i produttori
    comunitari di prodotti piatti di acciaio inossidabile avevano modificato «in
    maniera concordata i valori di riferimento della formula di calcolo dell'extra di
    lega, pratica che ha avuto per oggetto ed effetto di limitare e falsare il gioco
    normale della concorrenza sul mercato comune».
7) Decisione della Commissione del 21. 1. 1998, GUL 100 dell'I. 4. 1998, pag. 55.
 ---pagebreak--- (44)    A tale riguardo si ricorda che la decisione si riferiva a "prodotti piatti" di
    acciaio inossidabile contrapposti alle barre di acciaio inossidabile che
    appartengono alla categoria dei prodotti lunghi. Inoltre, i produttori di prodotti
    piatti sono sostanzialmente diversi dai produttori di barre di acciaio inossidabile
    nonché notevolmente meno numerosi.
(45)    Tuttavia i produttori indiani hanno ripetutamente denunciato l'esistenza di una
    pratica concordata anche per le barre di acciaio inossidabile. Alcune di queste
    imprese hanno anche presentato alla Commissione, ai sensi dell'articolo 3 del
    regolamento n. 17 del Consiglio8, una denuncia formale relativa alle barre di
   acciaio inossidabile. A sostegno della loro denuncia, le imprese indiane hanno
    segnalato che una delle associazioni nazionali dell'acciaio nella Comunità
   distribuiva a tutti i membri, con scadenza mensile, un elenco degli extra di lega
   applicati dal più importante produttore del paese. Inoltre, le imprese in questione
    hanno segnalato che questo produttore applicava lo stesso coefficiente (il
   cosiddetto fattore di rendimento) per calcolare l'extra di lega per le barre di acciaio
    inossidabile sulla base dell'extra di lega per i prodotti piatti di un operatore
   commerciale in un diverso Stato membro. Le imprese in questione hanno asserito
    che le informazioni fornite erano prove determinanti dell'esistenza di una pratica
    concordata sul mercato delle barre di acciaio inossidabile.
(46)    A tale riguardo è importante notare che l'applicazione di un extra di lega,
    comprensiva dell'utilizzo di un fattore di rendimento, non è di per sé illegale.
    L'applicazione dell'extra di lega consente ad un produttore di acciaio inossidabile
    di adeguare, in maniera legale, i prezzi di vendita applicati ai suoi clienti in
    funzione delle variazioni verificatesi nei prezzi del mercato degli elementi di lega
    e di difendersi così dal rischio di notevoli fluttuazioni dei costi di produzione. È
    stato anche notato che l'uso di un extra di lega è comune ad altri mercati
    dell'acciaio al di fuori della Comunità ed è stato applicato nella Comunità per
    molti anni, con una breve interruzione. Inoltre, quanto ai prodotti CECA, l'articolo
8) GU 13 del 21. 2. 1962, pag. 204.
                                      \3
 ---pagebreak---      60 del trattato CECA e le relative norme di attuazione stabiliscono che i produttori
     comunitari sono tenuti ad informare la Commissione e ogni persona interessata
     dell'extra applicabile (articolo 6.b della decisione n. 37/54 del 29 luglio 19549).
 (47)    Di conseguenza, e conformemente alla decisione della Commissione relativa
     al caso IV/35.814, un sistema di extra di lega potrebbe essere considerato illegale
     solo qualora fosse applicato in maniera concordata, cioè anticoncorrenziale.
    Tuttavia, nel corso dell'inchiesta non sono emerse prove che dimostrassero in
    modo evidente tale carattere anticoncorrenziale.
(48)     Inoltre, è anche emerso che vi erano variazioni nel prezzo praticato dai diversi
    produttori comunitari per prodotti identici forniti a clienti comparabili in un
    identico periodo e che tali variazioni avevano come risultato livelli diversi di
    redditività per l'industria comunitaria.
(49)     Alla luce di quanto sopra, si è concluso che, a differenza di quanto affermato
    dalle imprese indiane, le conclusioni relative al pregiudizio e all'interesse della
    Comunità, compreso il calcolo del margine di sottoquotazione, non sono prive di
    significato. Di conseguenza, la richiesta indiana di chiudere immediatamente
    l'inchiesta non ha potuto essere accolta. Allo stesso modo non è stato possibile
    sospendere l'inchiesta antidumping in attesa che la Commissione concludesse
    l'inchiesta relativa all'assertivo comportamento anticoncorrenziale, perché, ai sensi
    dell'articolo 6, paragrafo 9 del regolamento di base, le inchiesta antidumping
    devono essere concluse al massimo entro 15 mesi dall'inizio del procedimento.
9) GU 18 dell'I. 8. 1954, pag. 470.
 ---pagebreak--- (50)      È stato tuttavia segnalato che la Commissione prosegue la propria inchiesta
    riguardo all'assertivo comportamento anticoncorrenziale. Qualora la Commissione
    rilevasse l'esistenza di una pratica concordata, si creerebbero le condizioni per
    avviare d'ufficio un riesame. Tale riesame sarebbe effettuato in tempi brevi, cioè al
    massimo entro 12 mesi, per verificare se, e in quale misura, le conclusioni relative
    al pregiudizio, al rapporto di causalità e all'interesse della Comunità in questione
    siano state influenzate da tale comportamento anticoncorrenziale.
5.     Situazione dell'industria comunitaria
(51)      A seguito dell'adozione del regolamento che impone dazi provvisori, non sono
    pervenute osservazioni in merito alla situazione dell'industria comunitaria
   relativamente al volume della produzione, alla capacità e al relativo sfruttamento,
    al volume delle vendite, alla quota di mercato, ai prezzi di vendita, alla redditività,
   all'occupazione e alle scorte. Conseguentemente, vengono confermate le
   conclusioni esposte ai punti 44-55 del regolamento sul dazio provvisorio.
      Tuttavia, il governo indiano ha contestato le conclusioni derivanti da tali
       risultanze, affermando in particolare che la contrazione delle cifre relative alla
       produzione comunitaria non è imputabile alla diminuzione delle importazioni
       dall'India. Tale argomentazione riguarda il rapporto di causalità che verrà
       trattato più avanti. Il governo indiano ha affermato infine che, dal 1994 al
       periodo dell'inchiesta 12 (cfr. punto 28 regolamento sul dazio provvisorio),
       l'industria comunitaria ha incrementato le proprie vendite alle società collegate.
       Ciò tuttavia non invalida le risultanze e le conclusioni relative alla totalità delle
       vendite (in particolare uno sviluppo negativo della quota di mercato a partire dal
        1994) e alle vendite alle parti non collegate, che sono anche utilizzate per il
       calcolo della sottoquotazione dei prezzi.
6.     Conclusioni
(52)      Sulla base di quanto esposto, si è concluso che l'industria comunitaria subisce
    un pregiudizio grave come indicato al punto 56 del regolamento sul dazio
    provvisorio.
                                         21
 ---pagebreak---                              F. RAPPORTO DI CAUSALITÀ
(53)     A seguito dell'adozione del regolamento che impone dazi provvisori, alcune
    imprese indiane hanno messo in discussione il fatto che il pregiudizio subito
    dall'industria comunitaria fosse causato dalle importazioni oggetto di dumping e di
    sovvenzioni provenienti dall'India. In particolare è stato asserito che il pregiudizio
    era stato causato da altri fattori, e cioè dalle importazioni a basso prezzo da altri
    paesi. È stato affermato inoltre che altri produttori comunitari non avevano
    registrato la stessa tendenza dell'industria comunitaria.
(54)     A tale riguardo è opportuno notare che il volume delle importazioni
    provenienti dall'India si è mantenuto significativo durante tutto il periodo
    considerato, raggiungendo un picco del 9,1% della quota di mercato nel 1996. È
    stato inoltre appurato che/tali importazioni venivano effettuate a prezzi
    notevolmente inferiori a quelli dell'industria comunitaria. E stato inoltre tenuto
    conto del fatto che numerosi operatori commerciali acquistano le barre di acciaio
    inossidabile tanto da fonti indiane quanto da fonti comunitarie, e ciò fa sì che il
    mercato sia trasparente e sensibile ai prezzi.
       È stato sottolineato che queste tendenze, rilevate per le importazioni indiane,
       hanno coinciso con il deterioramento della situazione dell'industria comunitaria,
       in particolare con la perdita di quota di mercato e con la depressione dei prezzi
       registrate dal 1995. Di fronte ad importazioni di barre di acciaio inossidabile
       oggetto di dumping e di sovvenzioni originarie dell'India, effettuate nel periodo
       dell'inchiesta, l'industria comunitaria è stata costretta a ridurre sensibilmente i
       propri prezzi, malgrado le ripercussioni sulla redditività. Di conseguenza, è stata
       appurata la presenza di un nesso di causalità tra le importazioni oggetto di
       dumping e di sovvenzioni e il pregiudizio grave subito dall'industria.
                                        2£
 ---pagebreak--- (55)      È stato anche esaminato se fattori diversi dalle importazioni oggetto di
     dumping e di sovvenzioni potessero aver contribuito al pregiudizio subito
     dall'industria comunitaria. A tale riguardo è stato notato che le importazioni
    provenienti da altri paesi erano effettuate in quantitativi inferiori o vicini alla
    soglia indicata all'articolo 5, paragrafo 7 del regolamento di base oppure erano
    effettuate a prezzi più elevati rispetto a quelli delle importazioni indiane.        Di
    conseguenza queste importazioni non possono aver annullato il nesso di causalità
    tra importazioni oggetto di dumping e di sovvenzioni provenienti dall'India e
    pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
(56)     In più, è stata verificata l'affermazione di alcuni produttori indiani secondo cui
    la situazione degli altri produttori comunitari era notevolmente migliore di quella
    dell'industria comunitaria. A tale riguardo, occorre ricordare che dati dettagliati e
    verificati sono disponibili solo per l'industria comunitaria. Tuttavia, tenendo conto
    della trasparenza e della sensibilità ai prezzi del mercato delle barre di acciaio
    inossidabile nella Comunità, è apparso plausibile concludere che altri produttori
    comunitari hanno con ogni probabilità registrato un andamento simile a quello
    dell'industria comunitaria, in particolare dal punto di vista dei prezzi.
(57)     È stato infine affermato che la diminuzione dei prezzi di vendita delle barre di
    acciaio inossidabile registrato dall'industria comunitaria dal 1995 dipendeva dal
    calo dei prezzi delle leghe. A tale proposito, è stato tuttavia notato che qualunque
    variazione dei prezzi di mercato delle leghe a livello mondiale riguarda
    egualmente i produttori indiani e di conseguenza non ha incidenza sulla
    sottoquotazione rilevata. In più, è stato sottolineato che l'industria comunitaria ha
    anche sensibilmente ridotto i propri prezzi di base.
                                         23
 ---pagebreak--- (58)     Alla luce di quanto sopra, sono confermate le conclusioni esposte nel
    regolamento sul dazio provvisorio (punti 57-65), secondo le quali le importazioni
    a basso prezzo oggetto di dumping e di sovvenzioni provenienti dall'India,
    considerate isolatamente, hanno causato un pregiudizio grave all'industria
    comunitaria. Inoltre è stato stabilito che, data la consistenza del dumping in
    oggetto, il contributo di detto dumping al pregiudizio causato dalle importazioni in
    questione è stato significativo.
                        G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(59)    A seguito dell'adozione del regolamento che impone dazi provvisori, non sono
    pervenute osservazioni documentate riguardo all'analisi dell'interesse della
    Comunità esposta ai punti 66-71 del regolamento sul dazio provvisorio.
(60)    Di conseguenza, si conclude che l'istituzione di misure avrà l'effetto di
    ripristinare una situazione di effettiva concorrenza che consentirà all'industria
   comunitaria di riguadagnare la quota di mercato persa e di migliorare la propria
    redditività.
                                    2C
 ---pagebreak--- (61)     Dall'assenza di reazioni da parte degli utilizzatori e degli importatori, si è
    dedotto che un eventuale aumento dei prezzi avrebbe un'incidenza limitata,
    tenendo anche conto del livello del dazio proposto. Quanto all'industria a monte,
    si è concluso che un ripristino di condizioni commerciali leali la renderebbe più
    competitiva.
(62)     In sintesi, si è concluso che possono essere confermate le conclusioni esposte
    ai punti 66-71 del regolamento sul dazio provvisorio. In particolare, non esistono
    ragioni valide di pensare che l'istituzione di misure non sia nell'interesse della
    Comunità.
                              H. MISURE ANTIDUMPING
(63)     In base alle conclusioni sopra esposte riguardo al dumping, al pregiudizio, al
    nesso di causalità e all'interesse della Comunità, è stato valutato quale forma e
    livello dovessero assumere le misure antidumping definitive al fine di eliminare
    gli effetti del dumping pregiudizievole causa di distorsione degli scambi e di
    ripristinare condizioni di effettiva concorrenza sul mercato comunitario delle barre
    di acciaio inossidabile.
(64)     Pertanto, come esposto ai punti 72-74 del regolamento sul dazio provvisorio, è
    stato calcolato un livello di prezzi non pregiudizievole, che consentirebbe
    all'industria comunitaria di coprire i propri costi di produzione e di ottenere un
    utile ragionevole dalle vendite del prodotto in esame.
(65)     Un'impresa indiana ha affermato che il calcolo del livello non pregiudizievole
    dei prezzi era errato poiché il margine di profitto era identico per tutti i tipi del
    prodotto in esame. Sarebbe opportuno notare che il livello di prezzo non
    pregiudizievole è stato calcolato sottraendo dai prezzi medi di vendita di ciascun
    tipo l'effettivo margine di profitto medio ponderato e aggiungendo un utile
    ragionevole, come esposto sopra. Questo metodo è stato ritenuto il più appropriato
     ai fini della presente inchiesta.
                                           2 5'
 ---pagebreak---  (66)     Dal confronto tra i livelli di prezzo non pregiudizievoli e i prezzi
     all'esportazione dei produttori indiani sono risultati i seguenti margini di dumping,
     espressi in relazione al livello di prezzo franco frontiera comunitaria:
        - Bhansali Bright Bars Pvt Ltd. /
           Bhansali Ferromet Pvt Ltd., Mumbai                                   18,4%
       - Chandan Steel Ltd., Umbergaon                                         19,0%
       - Facor (Ferro Alloys Corp. Ltd.), Nagpur                                16,5%
       - Grand Foundry Ltd., Mumbai                                            16,6%
       - Isibars Ltd., Mumbai                                                  25,5%
       - Mukand Ltd., Mumbai                                                   25,3%
       - Panchmahal Steel Ltd., Baroda                                         17,6%
       - Parekh Bright Bars Pvt Ltd., Thane                                      7,5%
       - Raajratna Metal Industries Ltd., Ahmedabad                            19,8%
       - Venus Wire Industries Ltd., Mumbai                                    16,1%
       - Viraj Alloys Ltd. / Viraj Impoexpo Ltd, Mumbai                        20,2%
(67)     Come esposto al punto 77 del regolamento sul dumping provvisorio, per il
    nuovo esportatore Sindia Steels Ltd. si applica la media ponderata dei margini di
    pregiudizio delle imprese indiane che hanno collaborato. Il margine di pregiudizio
    risultante è del 22,1%.
(68)     In conformità dell'articolo 9, paragrafo 4 del regolamento di base, l'aliquota
    del dazio dovrebbe corrispondere al margine di dumping, a meno che il margine di
    pregiudizio non sia inferiore. Sono state così stabilite le seguenti aliquote di dazio
    per i produttori che hanno collaborato:
       - Bhansali Bright Bars Pvt Ltd. /
           Bhansali Ferromet Pvt Ltd., Mumbai                                  16,6%
       - Chandan Steel Ltd., Umbergaon                                         19,0%
       - Facor (Ferro Alloys Corp. Ltd.), Nagpur                                 7,4%
       - Grand Foundry Ltd., Mumbai                                            10,2%
       - Isibars Ltd., Mumbai                                                    6,6%
       - Mukand Ltd., Mumbai                                                   14,0%
       - Panchmahal Steel Ltd., Baroda                                           8,7%
       - Parekh Bright Bars Pvt Ltd., Thane                                      4,2%
       - Raajratna Metal Industries Ltd., Ahmedabad                            13,0%
       - Venus Wire Industries Ltd., Mumbai                                    12,4%
       - Viraj Alloys Ltd. / Viraj Impoexpo Ltd, Mumbai                          4,8%
(69)     L'aliquota del dazio applicato alla Sindia Steels Ltd dovrebbe essere del 9,5%.
                                     zC
 ---pagebreak--- (70)      Al line di evitare di premiare l'omessa collaborazione e per evitare l'elusione
     delle misure antidumping, è stato ritenuto opportuno fissare l'aliquota del dazio
     per le imprese che non hanno collaborato al livello del più alto margine di dazio
     imposto, cioè del 19,0%, poiché c'è stato un elevato livello di collaborazione da
     parte dei produttori/esportatori indiani.
(71)      In conformità dell'articolo 14, paragrafo 1 del regolamento di base, nessun
     prodotto può essere soggetto nel contempo a dazi antidumping e a dazi
     compensativi nell'intento di porre rimedio ad una medesima situazione risultante
     da pratiche di dumping oppure dalla concessione di sovvenzioni all'esportazione.
     Poiché i margini di dumping e di sovvenzione relativi alle importazioni del
     prodotto in questione sono stati stabiliti10, occorre determinare se e in quale
     misura i margini di dumping e di sovvenzione derivino dalla stessa situazione.
(72)      Nella fattispecie, è emerso che tutti i sistemi di sovvenzione esaminati
     dall'inchiesta costituivano sovvenzioni all'esportazione ai sensi dell'articolo 3,
     paragrafo 4, lettera a) del regolamento (CE) n. 2026/97. In tali circostanze, non si
     ritiene opportuno imporre contemporaneamente dazi compensativi e dazi
     antidumping sull'intera entità dei margini di sovvenzione e dei margini di
     dumping stabiliti. Di conseguenza, è necessario ridurre ì dazi antidumping di un
     importo     pari   al   dazio     compensativo        stabilito    dalla    parallela    inchiesta
     antisovvenzioni in modo che detti dazi antidumping corrispondano agli effettivi
     margini di dumping rimanenti dopo l'imposizione dei dazi compensativi volti a
     controbilanciare l'effetto delle sovvenzioni all'esportazione.
(73)      Pertanto, i dazi antidumping definitivi sono i seguenti:
        - Bhansali Bright Bars Pvt Ltd. /
          Bhansali Ferromet Pvt Ltd., Mumbai                                               2,2%
        - Facor (Ferro Alloys Corp. Ltd.), Nagpur                                            0%
        - Chandan Steel Ltd., Umbergaon                                                      0%
        - Grand Foundry Ltd., Mumbai                                                         0%
        - Isibars Ltd., Mumbai                                                               0%
 10) Cfr. regolamento (CE) n.       /98 del Consiglio, che istituisce un dazio compensativo definitivo
     sulle importazioni di barre di acciaio inossidabile originarie dell'India, pubblicato nella presente
     GU.
                                                    l\
 ---pagebreak---          Mukand Ltd., Mumbai                                                    0%
         Panchmahal Steel Ltd., Baroda                                        8,7%
         Parekh Bright Bars Pvt Ltd., Thane                                   4,2%
         Raajratna Metal Industries Ltd., Ahmedabad                             0%
         Sindia Steels Ltd., Nashik                                             0%
         Venus Wire Industries Ltd., Mumbai                                     0%
         Viraj Alloys Ltd. / Viraj Impoexpo Ltd, Mumbai                         0%
         Tutte le altre società                                                 0%
       Le aliquote dei dazi si applicano cumulativamente alle aliquote del dazio
       imposto nel parallelo procedimento antisowenzioni.
                                      I. IMPEGNI
(74)     Dopo la scadenza dei termini fissati per la presentazione di proposte di
    impegni, un produttore/esportatore ha fatto pervenire una proposta di impegno.
    Questa società si impegnava a rispettare determinati prezzi minimi. L'offerta è
    stata esaminata ed è stato riscontrato che, a causa dell'ampia varietà dei tipi di
    prodotto in questione e delle significative fluttuazioni dei prezzi del prodotto in
    oggetto, sarebbe stato difficile fissare prezzi atti ad eliminare gli effetti
    pregiudizievoli delle importazioni oggetto di dumping e di sovvenzioni. Pertanto,
    l'offerta di questo impegno non ha potuto essere accolta.
J. RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
(75)     In considerazione delle conclusioni elaborate in via definitiva riguardo al
    dumping e al pregiudizio, è opportuno riscuotere il dazio provvisorio come segue:
    per il periodo compreso tra l'entrata in vigore del regolamento sul dazio
    provvisorio e l'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1556/98, l'importo
    depositato a titolo di dazio provvisorio dovrebbe essere riscosso in via definitiva
    all'aliquota del dazio calcolata in via definitiva ed esposta ai punti 68-70, a meno
    che l'aliquota del dazio provvisorio non sia inferiore all'aliquota del dazio
    definitivo, nel qual caso sono applicate le aliquote del dazio provvisorio.
                                       25 s
 ---pagebreak---         Per il periodo successivo all'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1556/98,
        l'importo depositato a titolo di dazio antidumping provvisorio dovrebbe essere
        definitivamente riscosso alle aliquote di dazio indicate al punto 73.
        La parte degli importi che supera le aliquote dei relativi dazi definitivi è
        svincolata.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                             Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di barre di acciaio
   inossidabile classificate ai codici NC 7222 20 11, 7222 20 21, 7222 20 31, e 7222
   20 81, originarie dell'India.
2. I prodotti fabbricati dalle imprese qui di seguito elencate sono soggetti alle
   seguenti aliquote di dazio, applicabili al prezzo netto, franco frontiera comunitaria:
                       Produttore                      Aliquota del I Codice addizionale
                                                           dazio            Taric
   - Bhansali Bright Bars Pvt Ltd.,                 2^2              8226
     Bhansali Ferromet Pvt Ltd., Mumbai
   - Chandan Steel Ltd., Umbergaon                  0                8593
   - Facor (Ferro Alloys Corp. Ltd.), Nagpur        0                8400
   - Grand Foundry Ltd., Mumbai                     0                8401
   - Isibars Ltd., Mumbai                          ~0                8402
   - Mukand Ltd., Mumbai                           1)                8403
   - Panchmahal Steel Ltd., Baroda                  8J               8404
   - Parekh Bright Bars Pvt Ltd., Thane             4~2              8594
   - Raajratna Metal Industries Ltd., Ahmedabad     0                8405
   - Sindia Steels Ltd., Nashik                     0                8406
   - Venus Wire Industries Ltd., Mumbai             0                8407
   - Viraj Alloys Ltd., Viraj Impoexpo Ltd,         0                8410
     Mumbai
   - Tutte le altre societa                         0                8900
                                         13
 ---pagebreak---  3. Salvo altrimenti disposto, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
                                        Articolo 2
Per il periodo tra l'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1084/98 e l'entrata in
vigore del regolamento (CE) n. 1556/98, l'importo del dazio antidumping provvisorio
depositato a titolo del regolamento (CE) n. 1084/98 è definitivamente riscosso alle
aliquote esposte ai punti 68-70 del presente regolamento, a meno che le aliquote di
dazio indicate nel regolamento (CE) n. 1084/98 non siano inferiori a quelle esposte ai
punti 68-70, nel qual caso il dazio è riscosso definitivamente a concorrenza
dell'importo corrispondente alle aliquote indicate nel regolamento (CE) n. 1084/98.
Per il periodo successivo all'entrata in vigore del regolamento (CE) n. 1556/98,
l'importo dei dazi antidumping provvisori depositati a titolo del regolamento (CE) n.
1556/98 è definitivamente riscosso alle aliquote di dazio indicate all'articolo 1,
paragrafo 2.
La parte degli importi che supera le aliquote dei relativi dazi definitivi è svincolata.
                                        Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
Per il Consiglio
Il Presidente
                                        3û
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(98)581def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 02  11 10
                                            N. di catalogo : CB-C0-98-585-IT-C
                                                              ISBN 92-78-39907-8
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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