CELEX: C2006/190/64
Language: it
Date: 2006-08-12 00:00:00
Title: Causa F-52/06: Ricorso presentato il 21 aprile 2006 — Pimlott/Europol

12.8.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 190/34
            
         Ricorso presentato il 21 aprile 2006 — Pimlott/Europol
   (Causa F-52/06)
   (2006/C 190/64)
   Lingua processuale: l'olandese
   Parti
   
      Ricorrente: Mike Pimlott (Porchester Hampshire, Regno Unito) (Rappresentante: avv. D. C. Coppens)
   
      Convenuto: Ufficio europeo di polizia (Europol)
   Conclusioni del ricorrente
   
               —
            
            
               Annullare la decisione di Europol 25 gennaio 2006;
            
         
               —
            
            
               ingiungere ad Europol di concedere al ricorrente un rinnovo del contratto per 4 anni, dal 1o gennaio 2006 al 31 dicembre 2010;
            
         
               —
            
            
               condannare Europol alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il ricorrente, dopo essere stato assunto una prima volta da Europol il 1o gennaio 2000 per una durata inizialmente fissata in quattro anni, dal 1o gennaio 2002 ha occupato un posto diverso nello stesso ufficio, in forza di un nuovo contratto che doveva terminare il 31 dicembre 2005.
   Nel suo ricorso, il ricorrente contesta la decisione di Europol di rinnovare il contratto solo per due anni. Egli sostiene, infatti, che a partire dal momento in cui egli ha assunto le sue nuove funzioni in base al nuovo contratto, Europol avrebbe dovuto considerarlo non come un agente che ha ricevuto dalle autorità del suo Stato membro un congedo speciale non retribuito, bensì come agente che non ha più alcuna relazione con le dette autorità. Tale distinzione sarebbe rilevante in quanto, nel primo caso, si applicherebbe l'art. 6, secondo trattino, dello Statuto del personale di Europol, che consente un rinnovo per due anni, mentre nella seconda ipotesi troverebbe applicazione il terzo trattino della detta disposizione, che permette il rinnovo per quattro anni.
   Il ricorrente afferma che nel 2002 egli ha rotto tutte le relazioni con il suo datore di lavoro d'origine nel Regno Unito e che era convinto che quest'ultimo avrebbe conseguentemente modificato il registro del personale. Così non è stato perché le autorità britanniche non lo hanno mai radiato dal detto registro. Il ricorrente sostiene però che in nessuno caso deve essere lui a subire le conseguenze di tale negligenza.