CELEX: C2002/068/13
Language: it
Date: 2002-03-16 00:00:00
Title: Causa C-14/02: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Belgio), con ordinanza 8 gennaio 2002, nella causa Società anonima di diritto francese ATRAL contro Stato belga

C 68/6                  IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          16.3.2002
Domanda di pronuncia pregiudiziala proposta dal Tribu-                       diritto francese ATRAL contro Stato belga, il Consiglio di Stato
nale Amministrativo Regionale per la Lombardia — Sezio-                      (Belga) ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità
ne staccata di Brescia — con ordinanza 13 novembre                           europee le seguenti questioni pregiudiziali:
2001, nella causa Casearia Bresciana Ca.bre.Soc. Coop. arl
                       e.a. contro A.I.M.A.
                                                                             A.    Se la direttiva del Consiglio 19 febbraio 1973, 73/23/CEE,
                         (Causa C-13/02)
                                                                                   concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
                                                                                   membri relative al materiale elettrico destinato ad essere
                          (2002/C 68/12)                                           adoperato entro taluni limiti di tensione (1); la direttiva
                                                                                   del Consiglio 3 maggio 1989, 89/336/CE, per il ravvicina-
                                                                                   mento delle legislazioni degli Stati membri relative alla
Con ordinanza 13 novembre 2001 pervenuta nella Cancelleria                         compatibilità elettromagnetica (2), e la direttiva del Parla-
della Corte di Giustizia delle Comunità Europee il 17.01.02,                       mento europeo e del Consiglio 9 marzo 1999,
nella causa Casearia Bresciana Ca.bre. Soc. Coop. arl e.a.                         1999/5/CE, riguardante le apparecchiature radio e le
contro A.I.M.A., il Tribunale Amministrativo Regionale per la                      apparecchiature terminali di telecomunicazione e il reci-
Lombardia — Sezione staccata di Brescia — ha sottoposto alla                       proco riconoscimento della loro conformità(3), debbano
Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni                    essere interpretate:
pregiudiziali:
1.    se le disposizioni di cui agli articoli 1 e 4 del Regolamento
                                                                                   a)    nel senso che siano applicabili ai sistemi e centrali
      Consiglio CEE n. 3950/92 (1) del 28 dicembre 1992 ed
                                                                                         d’allarme, in particolare a prodotti siffatti che utiliz-
      agli articoli 3 e 4 del Regolamento Commissione CEE
                                                                                         zano collegamenti radioelettrici, comunemente detti
      n. 536/93 (2) del 9 marzo 1993 possano essere interpreta-
                                                                                         sistemi d’allarme «senza fili»;
      te nel senso che i termini per l’assegnazione delle quote e
      quelli per l’effet-tuazione delle compensazioni e dei
      prelievi siano derogabili in caso di contestazione in
      via amministrativa o giurisdizionale dei relativi prov-                      b)    e, in caso affermativo, nel senso che realizzano
      vedimenti.                                                                         un’armonizzazione sufficientemente importante del-
                                                                                         la materia per cui disposizioni nazionali che discipli-
In caso di risposta negativa a tale quesito:                                             nano la medesima materia, come l’art. 12 della legge
                                                                                         10 aprile 1990 «sulle imprese di vigilanza, sulle
2.    se le disposizioni di cui agli articoli 1 e 4 del Regolamento                      imprese di sicurezza e sui servizi interni di vigilanza»
      Consiglio CEE n. 3950/92 del 28 dicembre 1992 ed                                   e il regio decreto 23 aprile 1999 «che fissa il
      agli articoli 3 e 4 del Regolamento Commissione CEE                                procedimento di approvazione dei sistemi e centrali
      n. 536/93 del 9 marzo 1993 siano validi, in relazione                              d’allarme contemplati nella legge 10 aprile 1990»,
      all’articolo 33 (ex 39) del Trattato, nella parte in cui non                       debbono necessariamente conformarvisi.
      prevedono che in caso di contestazione amministrativa o
      giurisdizionale dei provvedimenti di assegnazione delle
      quote individuali di riferimento, di compensazione e di
      prelievo, i termini in dette disposizioni indicati siano               B.    In caso di soluzione positiva della prima questione:
      derogabili.
(1) GU L 405, del 31.12.1992, pag. 1.                                              Se l’art. 3 della citata direttiva del Consiglio 19 febbraio
(2) GU L 57, del 10.3.1993, pag. 12.                                               1973, 73/23/CEE, l’art. 5 della citata direttiva del Consi-
                                                                                   glio 3 maggio 1989, 89/336/CEE, e l’art. 6, n. 1, della
                                                                                   citata direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
                                                                                   9 marzo 1999, 1999/5/CE, debbano essere interpretate
                                                                                   nel senso che ostano a disposizioni nazionali che, come
                                                                                   quelle di cui all’art. 12 della citata legge 10 aprile 1990 e
                                                                                   al citato regio decreto 23 aprile 1999, subordinano
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consi-                             l’immissione nel mercato di uno Stato membro di tutti i
glio di Stato (Belgio), con ordinanza 8 gennaio 2002, nella                        sistemi e centrali d’allarme legittimamente prodotti o
causa Società anonima di diritto francese ATRAL contro                             commercializzati in un altro Stato membro, ad un
                            Stato belga                                            procedimento di previa approvazione relativo agli ele-
                                                                                   menti di tali sistemi e centrali d’allarme che soddisfano le
                         (Causa C-14/02)                                           disposizioni delle menzionate direttive;
                          (2002/C 68/13)
                                                                                   Se, dall’altro lato, le direttive del Consiglio 19 febbraio
                                                                                   1973, 73/23/CEE, del Consiglio 3 maggio 1989,
Con ordinanza 8 gennaio 2002, pervenuta nella cancelleria                          89/336/CEE e del Parlamento europeo e del Consiglio
della Corte il 22 gennaio 2002, nella causa Società anonima di                     9 marzo 1999, 1999/5/CE, sopra citate, debbano essere
 ---pagebreak--- 16.3.2002               IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 68/7
     interpretate nel senso che fissano, per quanto riguarda                    Se gli artt. da 28 a 30 del Trattato CE debbano essere
     sistemi e centrali d’allarme, i requisiti essenziali in materia            interpretati nel senso che il divieto di restrizioni quantita-
     di sicurezza elettrica, di compatibilità elettromagnetica e                tive all’importazione e di misure d’effetto equivalente sia
     di attrezzatura erziana e, pertanto, nel senso che ostano a                applicabile a disposizioni nazionali che, come l’art. 12
     normative nazionali che, come il menzionato regio                          della menzionata legge 10 aprile 1990 e il citato regio
     decreto 23 aprile 1999, subordinano l’immissione sul                       decreto 23 aprile 1999, prescrivono un procedimento di
     mercato in Belgio di tutti i sistemi e centrali d’allarme a                previa approvazione all’immissione sul mercato in uno
     requisiti diversi da quelli previsti nelle dette direttive.                Stato membro di tutti i sistemi e centrali d’allarme
                                                                                legittimamente fabbricati e/o commercializzati in un altro
                                                                                Stato membro.
     Se gli artt. da 28 a 30 del Trattato CE debbano essere
     interpretati nel senso che il divieto di restrizioni quantita-
     tive all’importazione e di misure d’effetto equivalente sia                Se gli artt. da 28 a 30 del Trattato CE debbano essere
     applicabile a disposizioni nazionali, come il menzionato                   interpretati nel senso che il divieto di restrizioni quantita-
     regio decreto 23 aprile 1999, che richiede che gli elementi                tive all’importazione e di misure d’effetto equivalente
     dei sistemi e centrali d’allarme che non costituiscono                     sia applicabile a disposizioni nazionali, come l’art. 2,
     oggetto di misure comunitarie di armonizzazione, subi-                     paragrafo 2, del citato regio decreto 23 aprile 1999, che
     scano, in un laboratorio autorizzato, le medesime prove                    impongono di apporre sui sistemi e centrali d’allarme
     di quelle del materiale immesso per la prima volta sul                     legittimamente fabbricati e/o commercializzati in un altro
     mercato.                                                                   Stato membro una etichetta nazionale di conformità.
     Se gli artt. da 28 a 30 del Trattato CE debbano essere                     Se gli artt. da 28 a 30 del Trattato CE debbano essere
     interpretati nel senso che il divieto di restrizioni quantita-             interpretati nel senso che il divieto di restrizioni quantita-
     tive all’importazione e di misure d’effetto equivalente                    tive all’importazione e di misure d’effetto equivalente sia
     consente ad uno Stato membro di adottare disposizioni                      applicabile a disposizioni nazionali, come l’art. 9 del
     nazionali, come il regio decreto 23 aprile 1999, che                       citato regio decreto 23 aprile 1999, che esigono che gli
     subordina l’immissione sul mercato in uno Stato membro                     elementi dei sistemi e centrali d’allarme siano sottoposti
     di tutti i sistemi e centrali d’allarme legittimamente                     in un laboratorio autorizzato ai medesimi esami di quelli
     fabbricati e/o commercializzati in un altro Stato membro                   del materiale immesso per la prima volta sul mercato.
     ad una previa approvazione ed a delle prove dei requisiti
     tecnici specifici limitandosi ad invocare in astratto una
     ragione imperativa o un’esigenza tassativa, come la tutela
     del consumatore e/o l’ordine pubblico, delle quali lo Stato                Se gli artt. da 28 a 30 del Trattato CE debbano essere
     ritiene che non si sia tenuto conto nei provvedimenti                      interpretati nel senso che il divieto di restrizioni quantita-
     comunitari di armonizzazione ovvero, in altre parole,                      tive all’importazione e di misure d’effetto equivalente sia
     senza dimostrare in concreto, né l’effettività della ragione               applicabile a disposizioni nazionali che, come l’art. 9
     imperativa o dell’esigenza tassativa invocata, né il fatto                 del citato regio decreto 23 aprile 1999, subordinano
     che tale ragione imperativa o tale esigenza tassativa                      l’immissione sul mercato in uno Stato membro di tutti i
     non sia stata già presa in considerazione dalle misure                     sistemi e centrali d’allarme legittimamente fabbricati e/o
     comunitarie di armonizzazione, né la proporzionalità                       commercializzati in un altro Stato membro ad una previa
     della misura restrittiva rispetto all’obiettivo perseguito.                approvazione e a prove e a requisiti tecnici specifici,
                                                                                limitandosi ad invocare in astratto una ragione imperativa
                                                                                o un’esigenza tassativa, come la tutela del consumatore
                                                                                e/o l’ordine pubblico, ovvero, in altri termini, senza
                                                                                dimostrare in concreto l’effettività della ragione imperati-
C.   In caso di soluzione negativa della prima questione:                       va o dell’esigenza tassativa invocata e la proporzionalità
                                                                                della misura restrittiva rispetto allo scopo perseguito.
     Se gli artt. da 28 a 30 del Trattato CE debbano essere
     interpretati nel senso che il divieto di restrizioni quantita-
     tive all’importazione e di misure d’effetto equivalente sia
     applicabile a disposizioni nazionali, che come l’art. 9 del           (1) GU L 77, pag. 29.
                                                                           (2) GU L 139, pag. 19.
     citato regio decreto 23 aprile 1999, limitano il principio
                                                                           (3) GU L 91, pag. 10.
     del mutuo riconoscimento alle prove alle quali devono
     essere sottoposte, per poter ottenere l’autorizzazione di
     immissione sul mercato di uno Stato membro, i sistemi e
     le centrali d’allarme legittimamente prodotti e/o commer-
     cializzati in un altro Stato membro, piuttosto che estende-
     re il principio del mutuo riconoscimento ai sistemi e
     centrali d’allarme stessi.