CELEX: 51996AP0379
Language: it
Date: 1996-11-28 00:00:00
Title: Risoluzione recante il parere del Parlamento europeo, a norma dell'articolo 109 J, paragrafo 2, del trattato CE, sulla decisione del Consiglio riunito nella composizione dei Capi di Stato o di governo in materia di convergenza per il 1996

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51996AP0379

Risoluzione recante il parere del Parlamento europeo, a norma dell'articolo 109 J, paragrafo 2, del trattato CE, sulla decisione del Consiglio riunito nella composizione dei Capi di Stato o di governo in materia di convergenza per il 1996  

Gazzetta ufficiale n. C 380 del 16/12/1996 pag. 0056

A4-0379/96Risoluzione recante il parere del Parlamento europeo, a norma dell'articolo 109 J, paragrafo 2, del trattato CE, sulla decisione del Consiglio riunito nella composizione dei Capi di Stato o di governo in materia di convergenza per il 1996Il Parlamento europeo,- consultato dal Consiglio a norma dell'articolo 109 J, paragrafo 2, del trattato CE (11505/96 - C4-0586/96)),- vista la relazione della Commissione sulla convergenza nell'Unione europea nel 1996 (COM(96)0560),- vista la raccomandazione della Commissione relativa a una decisione del Consiglio a norma dell'articolo 109 J, paragrafo 2, del trattato,- vista la relazione dell'Istituto monetario europeo sui progressi verso la convergenza nel 1996,- vista la raccomandazione del Consiglio a norma dell'articolo 109 J, paragrafo 2, del trattato CE,- visto l'articolo 139 del suo regolamento,- vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale (A4-0379/96),A. considerando che i criteri di convergenza in quanto tali lasciano ampio spazio all'interpretazione e che era questo l'intendimento dei redattori del trattato,B. considerando che le relazioni della Commissione e dell'IME sulla convergenza sottolineano molto giustamente l'esistente flessibilità dei criteri di convergenza in conformità del trattato,C. considerando che un'interpretazione dei criteri così come prevista dal trattato è suscettibile di consentire a un numero sufficiente di Stati membri di partecipare fin dall'inizio alla terza fase dell'UEM,D. considerando che un'applicazione puramente aritmetica dei criteri non è possibile e che un tentativo in tal senso non consentirebbe a un numero sufficiente di Stati membri di partecipare alla terza fase dell'UEM fin dall'inizio,E. considerando che, secondo la definizione dell'articolo 3 del Protocollo sui criteri di convergenza, la partecipazione al meccanismo di cambio significa che uno Stato membro ha rispettato i normali margini di fluttuazione stabiliti da tale meccanismo,F. considerando che l'applicazione sia del criterio del disavanzo pubblico che di quello del debito pubblico richiede una valutazione e un'interpretazione approfondite, in funzione delle quali il numero di Stati membri rispondenti alle condizioni stabilite può essere ampliato o ristretto,1. conviene con la raccomandazione del Consiglio che non vi è allo stato attuale una maggioranza di Stati membri che soddisfa le condizioni necessarie per l'adozione di una moneta unica;2. accoglie positivamente il carattere informativo della relazione della Commissione per quanto concerne i criteri e le relative possibilità di interpretazione;3. ribadisce che l'articolo 104 C, paragrafo 2, del trattato prevede che i criteri di bilancio del 3% e del 60% rappresentino valori di riferimento, che possono essere oltrepassati qualora il rapporto fra disavanzo pubblico e prodotto interno lordo sia diminuito in modo sostanziale e continuo e abbia raggiunto un livello prossimo al valore di riferimento oppure il superamento del valore di riferimento sia solo eccezionale e temporaneo e il rapporto di cui sopra resti vicino al valore di riferimento, o ancora qualora il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo si stia riducendo in misura sufficiente, avvicinandosi abbastanza rapidamente al valore di riferimento;4. prende atto degli ampi capitoli dedicati dalle relazioni della Commissione e dell'IME ai requisiti legislativi per quanto concerne l'indipendenza delle banche centrali nazionali;5. prende atto che tali capitoli, secondo queste stesse istituzioni, non sono ancora completi e allo stesso tempo sono parzialmente aperti al dibattito;6. decide di trattare più ampiamente tali problemi affrontando in relazioni distinte i seguenti temi:- squilibrio istituzionale della BCE,- accettazione pubblica e terza fase dell'UEM,- aspetti internazionali dell'UEM,- rappresentanza della BCE presso il FMI e la Banca mondiale;7. prende atto che la relazione dell'IME giustamente menziona il problema del finanziamento degli impegni in materia pensionistica in collegamento con i criteri di convergenza fiscale e propone di affrontare tale problema in una relazione specifica;8. si compiace che si sia già raggiunto un grado considerevole di convergenza nominale con l'inflazione storicamente bassa, i bassi tassi d'interesse a lungo termine e la stabilità valutaria; ritiene che ciò dovrebbe consentire a una maggioranza di Stati membri di partecipare alla terza fase dell'UEM il 1° gennaio 1999;9. raccomanda che, nel valutare il grado di convergenza sull'inflazione, si tenga conto dell'imperfetto stato dell'armonizzazione; sottolinea il fatto che, se misurata con gli strumenti esistenti, tuttora imperfetti, l'inflazione è stata caratterizzata da una convergenza impressionante, scendendo a un livello storicamente basso;10. è convinto che i vantaggi dell'Unione monetaria per la crescita economica dell'Europa superino, e di gran lunga, i rischi assai vaghi di una ripresa dell'inflazione che sarebbe dovuta a un leggero superamento temporaneo del criterio del disavanzo del 3%;11. raccomanda alla Commissione e al Consiglio Ecofin di abrogare al più presto le decisioni relative al disavanzo eccessivo, vale a dire non appena i disavanzi eccessivi degli Stati membri interessati siano stati corretti e non esistano più, conformemente all'articolo 104 C, paragrafo 12, del trattato; occorre tenere pienamente conto dell'incidenza negativa del ciclo economico in cui si trovano gli Stati membri e della parte del disavanzo dovuta alla spesa pubblica per gli investimenti;12. invita il Consiglio dell'IME, la Commissione, il Consiglio Ecofin e i capi di Stato o di governo riuniti in sede di Consiglio a sfruttare pienamente la discrezionalità di valutazione sancita dall'articolo 104 C, paragrafo 2, del trattato CE e di rispettare la stessa interpretazione degli ambiti di discrezionalità anche per il Patto di stabilità;13. confida che la terza fase dell'UEM abbia inizio con un numero sufficiente di Stati membri il 1° gennaio 1999;14. raccomanda che i criteri di convergenza siano applicati equamente a tutti gli Stati membri;15. raccomanda di esaminare se l'appartenenza formale al meccanismo dei tassi di cambio sia necessaria per la valutazione del criterio della stabilità monetaria; ritiene che il rispetto dei margini normali di fluttuazione attuali, all'occorrenza rispetto a un tasso centrale figurativo, senza svalutazioni nei confronti di altre monete, potrebbe essere sufficiente per soddisfare questo criterio;16. raccomanda che gli Stati membri per i quali è prevista una clausola di «opt-out», vale a dire Regno Unito e Danimarca, facciano tutto il necessario, analogamente agli altri Stati membri, per essere tra quelli che potranno partecipare alla terza fase dell'UEM dal 1° gennaio 1999;17. raccomanda al Consiglio riunito nella composizione dei capi di Stato o di governo di decidere che la procedura di cui all'articolo 109 J, paragrafo 4, sarà applicata nel 1996 e che la terza fase dell'UEM avrà inizio il 1° gennaio 1999;18. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio riunito nella composizione dei Capi di Stato o di governo, al Consiglio e alla Commissione.