CELEX: C2005/132/30
Language: it
Date: 2005-05-28 00:00:00
Title: Causa C-137/05: Ricorso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord contro Consiglio dell'Unione europea, proposto il 24 marzo 2005

28.5.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 132/16
            
         Ricorso del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord contro Consiglio dell'Unione europea, proposto il 24 marzo 2005
   (Causa C-137/05)
   (2005/C 132/30)
   Lingua processuale: l'inglese
   Il 24 marzo 2005, il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, rappresentato da C. Jackson, in qualità di agente, con domicilio in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di Giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il Consiglio dell'Unione europea.
   Il ricorrente conclude che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               annullare il Regolamento (CE) del Consiglio, 13 dicembre 2004, n. 2252/2004, relativo alle norme sulle caratteristiche di sicurezza e sugli elementi biometrici dei passaporti e dei documenti di viaggio rilasciati dagli Stati membri (1);
            
         
               2.
            
            
               dichiarare, ai sensi dell'art. 231 CE, che a seguito dell'annullamento del regolamento sui passaporti e nelle more dell'adozione di una nuova normativa in materia, le disposizioni del regolamento sui passaporti restano in vigore, ad eccezione della misura in cui esse producano l'effetto di escludere il Regno Unito dalla partecipazione all'applicazione del regolamento sui passaporti;
            
         
               3.
            
            
               condannare il Consiglio dell'Unione europea alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   
               1.
            
            
               Al Regno Unito veniva negato il dirittodi prendere parte all'adozione del Regolamento (CE) del Consiglio, 13 dicembre 2004, n. 2252/2004, relativo alle norme sulle caratteristiche di sicurezza e sugli elementi biometrici dei passaporti e dei documenti di viaggio rilasciati dagli Stati membri (il Regolamento sui passaporti) nonostante avesse comunicato la sua intenzione di parteciparvi ai sensi dell'art. 5, n. 1, del Protocollo sull'integrazione dell'acquis di Schengen nell'ambito dell'Unione europea (il Protocollo Schengen) e l'art. 3, n. 1, del Protocollo relativo alla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda. L'annullamento del Regolamento sui passaporti viene chiesto con la motivazione che l'esclusione del Regno Unito dalla sua adozione integra la violazione di un requisito procedurale essenziale e/o la violazione del Trattato, secondo l'accezione dell'art. 230, secondo comma, CE.
            
         
               2.
            
            
               Il principale argomento avanzato dal regno Unito è che, escludendolo dall'adozione del regolamento sui passaporti, il Consiglio ha operato sulla base di una erronea interpretazione del rapporto tra l'art. 5 e l'art. 4 del Protocollo di Schengen. Viene in particolare dedotto:
               
                           a)
                        
                        
                           L'interpretazione del Consiglio, secondo la quale il diritto di partecipazione conferito dall'art. 5 del Protocollo di Schengen si applica solo alle misure basate sulle disposizioni dell'acquis di Schengen nelle quali il Regno Unito vi partecipa conformemente ad una decisione del Consiglio adottata ai sensi dell'art. 4, è in contrasto con l'economia e la lettera del detto articolo, con la effettiva natura del meccanismo dell'art. 5 e con la dichiarazione relativa all'art. 5 che è stata allegata all'atto finale del trattato di Amsterdam.
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           L'interpretazione operata dal Consiglio dell'art. 5 del Protocollo di Schengen non è necessaria perché la disposizione «senza pregiudizio» di cui all'art. 7 del Protocollo relativo alla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda riceva effetto utile. Tale interpretazione non è neppure richiesta per salvaguardare l'integrità dell'acquis di Schengen. Pertanto, in quanto strumento di salvaguardia dell'acquis, il suo impatto negativo sul Regno Unito risulterebbe enormemente sproporzionato.
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           Data la concezione lata e libera delle misure basate sull'acquis di Schengen, cui il Consiglio in pratica dà applicazione, il meccanismo di cui all'art. 5, del Protocollo Schengen, quale interpretato dal Consiglio, sarebbe tale da funzionare in modo da violare il principio della certezza del diritto e i principi fondamentali che presiedono alla accresciuta cooperazione.
                        
                     
         
               3.
            
            
               In subordine, il Regno Unito deduce che, se l'interpretazione del Consiglio sul rapporto tra l'art. 5 e 4 del Protocollo di Schengen fosse esatta, ciò comporterebbe necessariamente l'adozione di una interpretazione stretta della nozione di misura basata sull'acquis di Schengen, secondo l'accezione dell'art. 5, come una misura inestricabilmente connessa con l'acquis: il Regolamento sui passaporti non è però una siffatta misura.
            
         
      (1)  GU L 385, pag. 1.