CELEX: 62005TJ0216
Language: it
Date: 2007-05-22 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) del 22 maggio 2007. # Mebrom NV contro Commissione delle Comunità europee. # Protezione dello strato di ozono - Importazione di bromuro di metile nell’Unione europea - Rifiuto di attribuire un contingente di importazione per uso critico per l’anno 2005 - Ricorso di annullamento - Ricevibilità - Attuazione degli artt. 3, 4, 6 e 7 del regolamento (CE) n. 2037/2000 - Legittimo affidamento - Certezza del diritto. # Causa T-216/05.

Causa T‑216/05
      Mebrom NV
      contro
      Commissione delle Comunità europee
      «Protezione dello strato di ozono — Importazione di bromuro di metile nell’Unione europea — Rifiuto di attribuire un contingente di importazione per uso critico per l’anno 2005 — Ricorso di annullamento — Ricevibilità — Attuazione degli artt. 3, 4, 6 e 7 del regolamento (CE) n. 2037/2000 — Legittimo affidamento — Certezza del diritto»
      Sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) 22 maggio 2007 
      Massime della sentenza
      1.     Ricorso di annullamento — Competenza del giudice comunitario — Conclusioni volte ad ottenere un’ingiunzione nei confronti
            di un’istituzione — Irricevibilità
      (Artt. 230 CE e 233 CE)
      2.     Ambiente — Protezione dello strato di ozono — Regolamento n. 2037/2000 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono
      (Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2037/2000, artt. 3, 4, 6 e 7)
      3.     Diritto comunitario — Principi — Diritti fondamentali — Libero esercizio delle attività professionali — Restrizioni — Presupposti
            
      (Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2037/2000)
      4.     Diritto comunitario — Principi — Tutela del legittimo affidamento — Presupposti 
      5.     Diritto comunitario — Principi — Certezza del diritto — Normativa comunitaria 
      (Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2037/2000, art. 7)
      1.     Nell’ambito di un ricorso di annullamento sulla base dell’art. 230 CE, la competenza del giudice comunitario è limitata al
         controllo di legittimità dell’atto impugnato e il Tribunale non può, nell’esercizio dei poteri attribuitigli, rivolgere ingiunzioni
         alle istituzioni comunitarie. In caso di annullamento dell’atto impugnato, spetta all’istituzione interessata adottare, a
         norma dell’art. 233 CE, le misure che l’esecuzione della sentenza di annullamento comporta. Ne deriva che conclusioni intese
         ad ottenere che il Tribunale rivolga alla Commissione un’ingiunzione sono irricevibili.
      
      (v. punti 56‑57)
      2.     L’interpretazione che la Commissione ha adottato, nell’ambito del nuovo sistema introdotto il 1° gennaio 2005, degli artt. 3,
         4, 6 e 7 del regolamento n. 2037/2000, sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, non attribuendo più contingenti di
         importazione agli importatori e limitando l’importazione di bromuro di metile caso per caso, impedendo così la costituzione
         di stock presso gli importatori, attribuisce un effetto utile a tali disposizioni e assicura loro un’applicazione coerente
         e corrispondente alla struttura e agli obiettivi del detto regolamento, che mira a limitare, in particolare, la produzione
         e l’uso del bromuro di metile ai fini della protezione dello strato di ozono.
      
      Infatti, in primo luogo, la formulazione dell’art. 7 del detto regolamento lascia alla Commissione la scelta relativa alle
         categorie di imprese fra quelle menzionate all’art. 2 di questo stesso regolamento che beneficeranno di contingenti di importazione
         ai sensi di tale disposizione. Ne consegue che il detto art. 7 non obbliga la Commissione ad assegnare contingenti di importazione
         agli importatori.
      
      In secondo luogo, ai sensi degli artt. 3 e 4 dello stesso regolamento, l’uso e l’immissione sul mercato del bromuro di metile
         nel 2005 sono strettamente limitati agli usi critici. Risulta da tali disposizioni che il bromuro di metile deve essere disponibile
         nella Comunità soltanto nel caso di una precisa esigenza per uso critico.
      
      In terzo luogo, la concessione di due licenze per ogni importazione, prima all’utilizzatore poi all’importatore, prevista
         dal sistema attuato dalla Commissione è conforme all’art. 6, n. 1, del regolamento di cui è causa, in quanto tale disposizione
         non specifica né i beneficiari di licenze di importazioni né il numero di licenze da attribuire per ogni operazione di importazione.
         Inoltre, gli artt. 6 e 7 di questo regolamento sono disposizioni complementari, nel senso che i due articoli riguardano insieme
         il controllo e la limitazione dei quantitativi di sostanze controllate importati nella Comunità.
      
      Infine, tenuto conto delle restrizioni alla produzione, all’uso e l’immissione nel mercato del bromuro di metile, previste
         dagli artt. 3 e 4 del regolamento n. 2037/2000, risulta dalla struttura del detto regolamento che i suoi artt. 6 e 7 hanno
         l’obiettivo di assicurare che l’importazione di bromuro di metile non superi gli stretti bisogni per usi critici specificamente
         riconosciuti.
      
      Di conseguenza, il nuovo sistema attuato dalla Commissione a partire dal 1º gennaio 2005 costituisce un’attuazione legittima
         degli artt. 3, 4, 6 e 7 del regolamento n. 2037/2000 compatibile con tali disposizioni.
      
      (v. punti 74, 77‑80, 83)
      3.     La libertà di esercizio delle attività professionali non costituisce prerogativa assoluta, ma va considerata alla luce della
         sua funzione sociale. Ne consegue che possono esservi apportate restrizioni, a condizione che tali restrizioni rispondano
         effettivamente ad obiettivi di interesse generale perseguiti dalla Comunità e non costituiscano, rispetto allo scopo perseguito,
         un intervento sproporzionato ed inaccettabile, tale da ledere la sostanza stessa dei diritti così garantiti.
      
      A tal riguardo, il nuovo sistema introdotto dalla Commissione il 1º gennaio 2005, nell’ambito dell’attuazione del regolamento
         n. 2037/2000 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, ha soltanto modificato le circostanze dell’esercizio delle attività
         di importazione del bromuro di metile e non implica che gli importatori di questa sostanza regolamentate debbano cessare la
         loro attività. Orbene, supponendo che possa essere considerato una restrizione, l’interesse generale perseguito dalla Comunità
         è quello della protezione dello strato di ozono. L’eventuale restrizione risulta, in ogni caso, giustificata dal fatto che
         si tratta di un’applicazione del regolamento conforme ad esso, che non può essere considerata sproporzionata o inaccettabile,
         né come una lesione della sostanza stessa di tale diritto, in quanto i detti importatori possono continuare a esercitare le
         loro attività economiche precedenti.
      
      (v. punti 87‑88)
      4.     Un operatore economico prudente e accorto, che è in grado di prevedere l’adozione di un provvedimento comunitario idoneo a
         ledere i suoi interessi, non può invocare il beneficio del principio di tutela del legittimo affidamento nel caso in cui detto
         provvedimento venga adottato. Inoltre, nessuno può invocare la violazione del detto principio di tutela del legittimo affidamento
         in assenza di precise assicurazioni che l’amministrazione gli abbia fornito. Per contro, una prassi amministrativa anteriore
         della Commissione portata a conoscenza del pubblico può, in assenza di indicazioni in senso contrario, far nascere un legittimo
         affidamento nell’applicazione delle stesse disposizioni, in particolare quando talune comunicazioni dell’istituzione comunitaria
         di cui trattasi non si distinguono dalle precedenti.
      
      Tuttavia, tali principi non possono trovare applicazione quando la formulazione della comunicazione della Commissione alle
         imprese che importano nell’Unione europea nel 2005 sostanze regolamentate che riducono lo strato di ozono si distingue da
         quella della Commissione dell’anno precedente, in particolare per il riferimento all’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento
         n. 2037/2000 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, dal quale risulta che, nel 2005, i contingenti di importazione
         non saranno più concessi secondo la prassi anteriore della Commissione, ma in conformità a tale disposizione.
      
      (v. punti 103, 105‑106)
      5.     Il principio della certezza del diritto costituisce un principio fondamentale del diritto comunitario, il quale esige, segnatamente,
         che la normativa sia chiara e precisa, affinché i singoli possano conoscere senza ambiguità i propri diritti ed obblighi e
         regolarsi di conseguenza. Tuttavia, quando ad una norma giuridica sia inerente un determinato grado di incertezza circa il
         suo senso e la sua portata, occorre esaminare se la norma giuridica di cui trattasi sia viziata da un’ambiguità tale da costituire
         un ostacolo a che i singoli possano eliminare, con sufficiente certezza, eventuali dubbi quanto alla portata o al senso di
         tale norma.
      
      In tale contesto, in considerazione principalmente delle disposizioni del regolamento n. 2037/2000 sulle sostanze che riducono
         lo strato di ozono, ma anche della formulazione della comunicazione della comunicazione alle imprese che importano nell’Unione
         europea nel 2005 sostanze regolamentari che riducono lo strato di ozono, concernente il detto regolamento, né il rifiuto di
         concedere un contingente di importazione né la sostituzione a decorrere dal 1° gennaio 2005 dei contingenti di importazione
         assegnati agli importatori con contingenti assegnati agli utilizzatori erano imprevedibili per gli importatori avveduti. Ne
         consegue che né il detto regolamento né la detta comunicazione costituivano un ostacolo a che i singoli potessero eliminare
         con sufficiente certezza eventuali dubbi sulla portata o sul senso dell’art. 7 di tale regolamento, relativo ai contingenti
         di importazioni delle sostanze regolamentate provenienti da paesi terzi.
      
      (v. punti 108‑109)
SENTENZA DEL TRIBUNALE (Seconda Sezione)
      22 maggio 2007 (*)
      
      «Protezione dello strato di ozono – Importazione di bromuro di metile nell’Unione europea – Rifiuto di attribuire un contingente di importazione per uso critico per l’anno 2005 – Ricorso di annullamento – Ricevibilità – Attuazione degli artt. 3, 4, 6 e 7 del regolamento (CE) n. 2037/2000 – Legittimo affidamento – Certezza del diritto»
      Nella causa T‑216/05,
      Mebrom NV, con sede in Rieme-Ertvelde (Belgio), rappresentata dagli avv.ti C. Mereu e K. Van Maldegem,
      
      ricorrente,
      contro
      Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. U. Wölker e X. Lewis, in qualità di agenti,
      
      convenuta,
      avente ad oggetto una domanda di annullamento di un’asserita decisione, contenuta nella lettera della Commissione dell’11
         aprile 2005, indirizzata alla ricorrente e relativa all’assegnazione di contingenti d’importazione di bromuro di metile per
         l’anno 2005,
      
      IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO 
      DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Seconda Sezione),
      composto dal sig. J. Pirrung, presidente, dai sigg. N.J. Forwood e S. Papasavvas, giudici
      cancelliere: sig.ra C. Kristensen, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 28 novembre 2006,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
       Circostanze in fatto e in diritto
      1.     Convenzione di Vienna e protocollo di Montreal
      1       Con la decisione del Consiglio 14 ottobre 1988, 88/540/CEE, relativa alla conclusione della convenzione di Vienna per la protezione
         dello strato di ozono e del protocollo di Montreal relativo a sostanze che riducono lo strato di ozono (GU L 297, pag. 8),
         la Comunità europea è divenuta parte della convenzione di Vienna per la protezione dello strato di ozono (in prosieguo: la
         «convenzione di Vienna») e del protocollo di Montreal, relativo a sostanze che riducono lo strato di ozono (in prosieguo:
         il «protocollo di Montreal»).
      
      2       Il bromuro di metile rientra nell’ambito di applicazione del protocollo di Montreal. Si tratta di un pesticida che si applica
         mediante fumigazione e che è utilizzato essenzialmente in agricoltura, perché penetra facilmente nel suolo e si rivela efficace
         contro un largo spettro di elementi nocivi. La sua rapida degradazione impedisce la contaminazione della catena alimentare
         e delle acque sotterranee. Per questi motivi, il bromuro di metile era uno dei cinque pesticidi più utilizzati al mondo. Per
         contro, esso presenta l’inconveniente di ridurre lo strato di ozono.
      
      3       Nel 1997, le parti del protocollo di Montreal hanno convenuto di ridurre, per fasi successive, la produzione e l’importazione
         di bromuro di metile nei paesi sviluppati fino al 31 dicembre 2004 e di vietare, a partire dal 1º gennaio 2005, la produzione
         e l’importazione di bromuro di metile nei paesi sviluppati, fatta eccezione per gli usi cosiddetti «critici».
      
      4       In forza della decisione IX/6 delle parti del protocollo di Montreal (in prosieguo: la «decisione IX/6»), un uso di bromuro
         di metile è considerato «critico» soltanto se la parte che formula la domanda di deroga per tale uso determina, da un lato,
         che la mancata disponibilità del bromuro di metile per l’uso di cui trattasi crea un importante disequilibrio sul mercato
         e, dall’altro, che non esiste una soluzione alternativa tecnicamente o economicamente possibile, né un prodotto sostitutivo
         che sia accettabile per l’utilizzatore dal punto di vista ambientale o sanitario, oppure adatto alle colture e alle condizioni
         che giustificano la domanda.
      
      5       La decisione IX/6 richiede, inoltre, che la produzione e il consumo di bromuro di metile per usi critici siano autorizzati
         soltanto se:
      
      –       sono state adottate tutte le misure tecnicamente ed economicamente realizzabili per ridurre al minimo gli usi critici e tutte
         le emissioni ad essi collegate di bromuro di metile;
      
      –       il bromuro di metile non è disponibile in quantità e qualità sufficienti negli stock esistenti di materiale immagazzinato
         o riciclato; 
      
      –       è dimostrato che sono state adottate misure appropriate per valutare le soluzioni alternative e i prodotti sostitutivi, per
         commercializzarli e per ottenere l’approvazione secondo la normativa nazionale pertinente.
      
      2.     Il regolamento (CE) n. 2037/2000
      6       Gli obblighi derivanti dalla convenzione di Vienna e dal protocollo di Montreal sono attualmente recepiti nell’ordinamento
         giuridico comunitario dal regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 29 giugno 2000, n. 2037, sulle sostanze
         che riducono lo strato di ozono (GU L 244, pag. 1; in prosieguo: il «regolamento»). Tale testo fissa le norme applicabili
         alla produzione, all’importazione, all’esportazione e all’uso di talune sostanze che riducono lo strato di ozono, tra cui
         il bromuro di metile.
      
      7       L’art. 2 del regolamento definisce l’impresa ai sensi del regolamento come «la persona fisica o giuridica che produce, ricicla
         per immetterle sul mercato o utilizza nella Comunità sostanze controllate a fini industriali o commerciali, ovvero che immette
         in libera circolazione nella Comunità tali sostanze importate o le esporta dalla Comunità per fini industriali o commerciali».
         Esso definisce anche l’«immissione sul mercato» come «la fornitura o la messa a disposizione di terzi, contro pagamento o
         gratuitamente, di sostanze controllate o prodotti contenenti sostanze controllate disciplinate dal presente regolamento».
      
      8       L’art. 3, n. 2, punto i), lett. d), del regolamento vieta la produzione di bromuro di metile dopo il 31 dicembre 2004, fatta
         eccezione, in particolare, per la produzione finalizzata ad usi critici, in conformità all’art. 3, n. 2, lett. ii), dello
         stesso regolamento e ai criteri definiti nella decisione IX/6.
      
      9       L’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento prevede:
      «Alla luce delle proposte presentate dagli Stati membri la Commissione applica (…) i criteri stabiliti nella decisione IX/6
         delle parti, insieme agli altri criteri pertinenti convenuti dalle parti, al fine di determinare ogni anno gli usi critici
         per i quali possono essere autorizzati la produzione, l’importazione e l’uso di bromuro di metile nella Comunità dopo il 31
         dicembre 2004, le quantità e gli usi consentiti e gli utilizzatori che possono beneficiare della deroga per usi critici. La
         produzione e l’importazione sono autorizzate solo se nessuna delle parti dispone di adeguate alternative o di bromuro di metile
         riciclato o rigenerato (…)».
      
      10     L’art. 3, n. 4, del regolamento prevede che la Commissione rilascia licenze agli utilizzatori definiti all’art. 3, n. 1, secondo
         comma, e n. 2, punto ii), e notifica loro l’uso per il quale è stata concessa l’autorizzazione, le sostanze che essi sono
         autorizzati a usare nonché i relativi quantitativi.
      
      11     Peraltro, l’art. 4, n. 2, punto i), lett. a)‑c), del regolamento prevede che ciascun produttore o importatore provveda a non
         immettere sul mercato o non usare per proprio conto, nel periodo tra il 1º gennaio 1999 e il 31 dicembre 2004, bromuro di
         metile in quantità superiori ad una certa percentuale della quantità di bromuro di metile che ha immesso sul mercato o usato
         per proprio conto nel 1991.
      
      12     Dopo il 31 dicembre 2004, ciascun produttore o importatore provvede, ai sensi dell’art. 4, n. 2, punto i), lett. d), del regolamento
         e fatti salvi i suoi nn. 4 e 5, a non immettere sul mercato e a non usare per proprio conto bromuro di metile.
      
      13     Tale divieto non si applica, in forza dell’art. 4, n. 4, del regolamento, in particolare, all’immissione sul mercato o all’uso
         di sostanze controllate, se queste servono a soddisfare le richieste per le quali è stata concessa la licenza a fini di usi
         critici, presentate da utilizzatori determinati in conformità all’art. 3, n. 2, del regolamento.
      
      14     Inoltre, l’art. 4, n. 5, del regolamento prevede che i produttori o importatori autorizzati a immettere sul mercato o utilizzare
         per proprio conto le sostanze controllate di cui al presente articolo possono cedere i loro diritti ad altri produttori o
         importatori di tale gruppo di sostanze nella Comunità per tutte le quantità di tale gruppo di sostanze stabilite da tale articolo
         o per parte di esse.
      
      15     L’art. 6, n. 1, del regolamento prevede:
      «L’immissione in libera pratica nella Comunità o il perfezionamento attivo di sostanze controllate sono soggetti alla presentazione
         di una licenza di importazione. Le licenze sono rilasciate dalla Commissione previa verifica del rispetto degli articoli 6,
         7, 8 e 13».
      
      16     L’art. 6, nn. 3 e 4, del regolamento definisce gli elementi che la richiesta di licenza di importazione deve contenere e prevede
         che la Commissione possa esigere un certificato che attesti la natura della sostanza da importare. L’art. 8 del regolamento
         vieta l’importazione di sostanze controllate da Stati che non sono parte del protocollo di Montreal. L’art. 13 del regolamento
         consente a talune condizioni determinate deroghe, in particolare, al divieto di cui all’art. 8 del regolamento. 
      
      17     L’art. 7 del regolamento è formulato nel modo seguente:
      «L’immissione in libera pratica nella Comunità di sostanze controllate importate da paesi terzi è soggetta a restrizioni quantitative.
         Le restrizioni sono fissate e alle imprese sono assegnate quote per il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre
         1999 e per ciascun periodo successivo di 12 mesi, conformemente alla procedura di cui all’articolo 18, paragrafo 2. Le quote
         sono assegnate solo:
      
      a)      per le sostanze controllate dei gruppi VI e VIII di cui all’allegato I;
      b)      per le sostanze controllate impiegate per usi essenziali o critici o per applicazioni di quarantena o per trattamento anteriore
         al trasporto;
      
      (…)».
      18     L’art. 17 del regolamento tratta delle misure precauzionali per evitare fughe di sostanze controllate e prevede, in particolare,
         al n. 2, che gli Stati membri definiscano i requisiti professionali minimi del personale utilizzato per effettuare le fumigazioni
         di bromuro di metile.
      
      19     Ai sensi dell’art. 18 del regolamento, la Commissione è assistita da un comitato al quale si applicano gli artt. 4 e 7 della
         decisione del Consiglio 28 giugno 1999, 1999/468/CE, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite
         alla Commissione (GU L 184, pag. 23).
      
      3.     Regime d’applicazione degli artt. 6 e 7 del regolamento: cambiamenti intervenuti il 1º gennaio 2005
      20     Le seguenti informazioni, riguardanti i cambiamenti intervenuti il 1º gennaio 2005 nell’applicazione degli artt. 3, 4, 6 e
         7 del regolamento, risultano dalle memorie delle parti e dalle loro risposte scritte ai quesiti del Tribunale.
      
      21     Fino al 31 dicembre 2004, il sistema di licenze e di contingenti concessi in forza degli artt. 6 e 7 del regolamento funzionava
         nel modo seguente: ogni anno, generalmente nel mese di settembre, gli importatori presentavano alla Commissione la richiesta
         di un contingente di importazione per l’anno successivo utilizzando un modulo di domanda standard elaborato dalla Commissione
         specialmente a tale scopo. I contingenti venivano abitualmente attribuiti, nei mesi di gennaio o di febbraio dell’anno successivo,
         mediante decisioni della Commissione che contenevano un elenco nominativo e tassativo degli importatori le cui richieste erano
         state accolte dalla Commissione, con la precisazione dei loro contingenti individuali. Per il bromuro di metile, il volume
         del contingente individuale veniva calcolato in funzione della quota di mercato storica per il 1991 degli otto importatori
         che avevano diritto a contingenti di importazione per usi controllati di bromuro di metile.
      
      22     A partire dal 1º gennaio 2005, le quantità e gli usi autorizzati, nonché le imprese in grado di beneficiare di deroghe per
         usi critici di bromuro di metile, devono essere determinati ogni anno dalla Commissione in conformità alla procedura definita
         all’art. 18, n. 2, del regolamento, ai criteri enunciati nella decisione IX/6 e ad ogni altro criterio accettato dalle parti
         del protocollo di Montreal.
      
      23     Nel mese di marzo dell’anno precedente, la Commissione invita gli Stati membri a depositare le loro domande per usi critici
         di bromuro di metile entro il 30 giugno. La Commissione esamina le domande, generalmente assistita da esperti esterni, e stabilisce
         le quantità di cui è autorizzato l’impiego per usi critici per ogni coltura e per ogni Stato membro.
      
      24     La Commissione pubblica poi una comunicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unioneeuropea per tutte le applicazioni che riducono lo strato di ozono e in essa annuncia che saranno fissati contingenti che limitano
         la quantità totale di bromuro di metile che può essere collocata sul mercato per usi critici. Essa prepara poi una decisione
         che stabilisce le quantità di bromuro di metile il cui impiego è autorizzato per usi critici.
      
      25     Gli Stati membri trasmettono alla Commissione le cifre corrispondenti agli stock di bromuro di metile disponibili per usi
         critici e forniscono i nomi e gli indirizzi di tutti coloro che effettuano fumigazioni o di tutte le imprese di fumigazione
         in attività, il contingente per ogni coltura e per chi effettua fumigazioni, un piano che descrive il modo in cui il bromuro
         di metile sarà utilizzato in conformità con il regolamento e gli stock per ogni impresa di fumigazione e per ogni uso. Spetta
         agli Stati membri ripartire il contingente totale tra coloro che effettuano fumigazioni in base ai loro criteri.
      
      26     La Commissione ha attuato un sistema elettronico di gestione e di attribuzione dei contingenti mediante un sito Internet destinato
         alle sostanze che riducono lo strato di ozono (Ozone Depleting Substances; in prosieguo: il «sito ODS»). I contingenti e gli
         stock di tutti coloro che effettuano fumigazioni sono registrati su tale sito. Chi effettua fumigazioni è tenuto a iscriversi
         per il tramite del suo Stato membro e riceve una password per accedere al sito ODS, sul quale può chiedere l’attribuzione
         di una licenza per importare o far produrre bromuro di metile quando gli stock sono esauriti. Il sistema è concepito in modo
         che gli stock vengono detratti dai contingenti di produzione o di importazione. Colui che effettua fumigazioni riceve una
         licenza che lo autorizza a prelevare taluni quantitativi sugli stock attraverso il sito ODS. Una volta che gli stock si sono
         esauriti, colui che effettua fumigazioni può richiedere una licenza di importazione o di produzione. L’interessato può ottenere
         licenze soltanto utilizzando il sito ODS.
      
      27     Dopo che gli è stato attribuito un contingente, chi effettua le fumigazioni può scegliere un importatore iscritto sul sito
         ODS e incaricarlo di importare il quantitativo di bromuro di metile richiesto. La richiesta di quantitativi nell’ambito del
         contingente attribuito deve identificare l’importatore. La Commissione indica per posta a colui che effettua fumigazioni se
         accetta o rifiuta la domanda. Se la domanda viene accettata, la Commissione «chiude» la domanda e informa lo Stato membro
         interessato. Al fine di effettuare l’importazione e di sdoganare il prodotto, l’importatore deve poi, a nome di colui che
         effettua le fumigazioni, chiedere e ottenere una licenza di importazione firmata dai servizi della Commissione, attinente
         specificamente alla richiesta di colui che effettua le fumigazioni con riferimento al quantitativo, alla coltura e allo Stato
         membro. Un importatore può riunire più domande di importazione allo scopo di ottenere un quantitativo sufficiente di bromuro
         di metile per soddisfare diverse richieste con una sola licenza di importazione. Spetta allora all’importatore fornire il
         quantitativo corretto di bromuro di metile a colui che effettua le fumigazioni.
      
      28     Gli Stati membri sono invitati a presentare una relazione annuale sugli usi critici di bromuro di metile, il che permette
         di controverificare che non sia superato il quantitativo previsto per ogni categoria di utilizzo.
      
      4.     La comunicazione agli importatori del 2004
      29     Il 22 luglio 2004, la Commissione ha pubblicato una comunicazione alle imprese che importano nell’Unione europea per il 2005
         sostanze controllate che riducono lo strato di ozono, relativa al regolamento (GU C 187, pag. 11; in prosieguo: la «comunicazione
         del 2004») (v. anche il precedente punto 24).
      
      30     Ai sensi del suo punto I, la comunicazione del 2004 è destinata alle imprese che intendono importare, nel 2005, nella Comunità
         europea sostanze provenienti da paesi terzi, tra le quali il bromuro di metile.
      
      31     Al punto II della comunicazione del 2004, la Commissione informa le dette imprese che l’art. 7 del regolamento prevede l’imposizione
         di limitazioni quantitative e l’assegnazione di contingenti ai produttori e agli importatori in particolare per il bromuro
         di metile. Essa indica inoltre:
      
      «Sono assegnati contingenti per:
      a)      bromuro di metile: per gli usi per quarantena e prima della spedizione (QPS), secondo quanto definito dalle parti del protocollo
         di Montreal; e per gli usi critici a norma delle decisioni IX/6, ExI/3, ExI/4 e di qualsiasi altro criterio pertinente stabilito
         dalle parti del protocollo di Montreal e dall’articolo 3, paragrafo 2, punto ii), del regolamento; sia gli usi QPS che per
         quelli critici approvati dalla Commissione, in applicazione dell’articolo 18 del regolamento;
      
      (…)».
      32     Al punto VII della comunicazione del 2004, la Commissione segnala alle imprese, che non sono in possesso di un contingente
         d’importazione di sostanze controllate per il 2004 e che desiderano richiederne uno per il 2005, che devono contattare i suoi
         servizi entro il 3 settembre 2004.
      
      33     Al punto VIII della comunicazione del 2004, la Commissione informa le imprese che sono in possesso di un contingente di importazione
         di sostanze controllate per il 2004 del fatto che esse devono presentare una dichiarazione compilando e trasmettendo gli opportuni
         moduli previsti sul sito ODS e del fatto che «la Commissione prenderà in esame solo le domande ricevute entro il 3 settembre
         2004».
      
      34     Al punto IX della comunicazione del 2004, la Commissione indica che esaminerà le domande e attribuirà i contingenti di importazione
         per ogni importatore e ogni produttore. I contingenti assegnati saranno pubblicati sul sito ODS e la decisione sarà notificata
         a tutti i richiedenti a mezzo posta.
      
      5.     Domanda della ricorrente
      35     A partire dal 1996, la ricorrente importa bromuro di metile nell’Unione europea a nome proprio e per conto di altri due importatori
         sulla base di un trasferimento di contingenti di importazione. Ad essa sono stati attribuiti contingenti di importazione tra
         il 1996 e il 2004. Nel 2004 le è stato assegnato il 37,46% del contingente totale dell’Unione europea.
      
      36     In seguito alla pubblicazione della comunicazione del 2004, la ricorrente ha presentato alla Commissione, il 30 agosto 2004,
         una dichiarazione volta ad ottenere, in particolare, un contingente di bromuro di metile per usi critici per il 2005. Essa
         chiedeva a tale scopo l’assegnazione di un contingente di 4 500 000 kg, che rappresentano 2 700 000 kg di potenziale di riduzione
         dello strato di ozono (PACO).
      
      37     Il 10 dicembre 2004, la ricorrente ha ricevuto un messaggio di posta elettronica, inviato dalla Commissione a tutti gli utenti
         del sito ODS, che la informava che «il contingente per il 2005 [sarebbe stato] disponibile sul [suo] sito Internet (…) il
         13 dicembre 2004». In esso si precisava che la «decisione di importazione» era in corso di elaborazione e che essa sarebbe
         stata notificata ad ogni importatore non appena fosse stata adottata. La Commissione aggiungeva che tutte le importazioni
         realizzate a partire dal 1º gennaio 2005 sarebbero state imputate al contingente del 2005.
      
      38     Il 1º marzo 2005, in assenza di ulteriore comunicazione da parte della Commissione relativa a un contingente di importazione
         per il 2005, la ricorrente ha inviato alla Commissione una domanda nella quale le chiedeva di notificarle, ai sensi dell’art. 7
         del regolamento e della comunicazione del 2004, la sua decisione di assegnarle un contingente per l’importazione di bromuro
         di metile per usi critici nel 2005 nell’Unione europea. Essa indica in tale domanda di avere diritto a ottenere un tale contingente,
         in quanto ha trasmesso, il 30 agosto 2004, la domanda richiesta dalla Commissione nella comunicazione del 2004. La ricorrente
         menziona il messaggio di posta elettronica della Commissione del 10 dicembre 2004 e ricorda che da allora non ha ricevuto
         alcuna informazione supplementare, che il suo contingente d’importazione non le è stato assegnato e che non ha ottenuto alcuna
         risposta alla sua domanda del 30 agosto 2004.
      
      6.     L’atto impugnato
      39     La Commissione ha risposto a tale domanda con la lettera dell’11 aprile 2005 (in prosieguo: l’«atto impugnato»), nella quale
         essa ha comunicato alla ricorrente che, in forza del regolamento, l’assegnazione di contingenti di importazione alla ricorrente
         non era più possibile. Essa ricorda al riguardo che il volume di bromuro di metile autorizzato per usi critici individuali
         è stato determinato ai sensi della procedura prevista all’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento e in conformità all’articolo 18
         del regolamento.
      
      40     La Commissione, nell’atto impugnato, espone che l’applicazione dell’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento richiede l’identificazione
         degli utilizzatori e l’indicazione dei quantitativi autorizzati per usi critici. Essa ha così individuato le imprese che praticano
         la fumigazione quali utilizzatori, in quanto, da un lato, l’art. 17, n. 2, del regolamento impone agli Stati membri di definire
         i requisiti professionali minimi del personale interessato dall’uso di bromuro di metile e, dall’altro, la fumigazione è l’unica
         applicazione possibile di tale sostanza. La Commissione indica che le imprese che praticano la fumigazione devono d’ora in
         avanti chiedere l’autorizzazione ad importare o a produrre bromuro di metile, a condizione che nessuna delle parti del protocollo
         di Montreal disponga di stock di bromuro di metile riciclato o rigenerato.
      
      41     La Commissione chiarisce anche che, in forza dell’art. 4, n. 2, punto i), lett. d), del regolamento, gli otto importatori
         che avevano diritto a contingenti di importazione per usi controllati di bromuro di metile, nel cui caso il volume di ogni
         contingente veniva calcolato in funzione della quota di mercato storica nel 1991, non possono più beneficiare di contingenti
         per usi controllati di bromuro di metile a partire dal 1º gennaio 2005.
      
      42     La Commissione indica poi che il periodo di favore previsto dall’art. 4, n. 2, punto ii), del regolamento non si applica nella
         fattispecie, in forza dei nn. 4 e 5 dello stesso articolo. Essa ritiene infatti che, secondo la struttura dell’art. 4 del
         regolamento, il suo n. 4, punto i), lett. b), prevalga. Secondo la Commissione, quest’ultimo dispone che l’immissione sul
         mercato e l’uso di bromuro di metile da parte di imprese diverse da produttori e importatori sarebbero stati autorizzati dopo
         il 31 dicembre 2004, poiché le domande per le quali era stata concessa una licenza per usi critici avrebbero preso effetto
         a partire dal 1º gennaio 2005. Ne deriva, secondo la Commissione, che le quote di mercato storiche detenute dagli importatori
         non costituiscono più la base giuridica che consente di fissare le importazioni di bromuro di metile per usi critici.
      
      43     La Commissione conclude indicando che i contingenti di importazione sono stati sostituiti da contingenti strettamente controllati
         a fini di usi critici che saranno attribuiti alle imprese di fumigazione, e che il mercato europeo è aperto ad ogni impresa
         che desideri importare bromuro di metile, a condizione che essa possieda una licenza valida che l’autorizzi ad importare bromuro
         di metile per usi critici.
      
      7.     La decisione 2005/625/CE
      44     Con la decisione della Commissione 23 agosto 2005, 2005/625/CE, che fissa i quantitativi di bromuro di metile consentiti per
         gli usi critici nell’Unione europea tra il 1º gennaio e il 31 dicembre 2005 ai sensi del regolamento (GU L 219, pag. 47) (v.
         anche il precedente punto 24), la Commissione ha stabilito, ai sensi dell’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento e secondo
         i criteri che figurano nella decisione IX/6, i quantitativi di bromuro di metile di cui è autorizzato l’impiego per usi critici
         nella Comunità tra il 1º gennaio e il 31 dicembre 2005.
      
       Procedimento
      45     Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 31 maggio 2005, la ricorrente ha proposto il presente
         ricorso.
      
      46     Con atto separato depositato presso la cancelleria del Tribunale il 18 luglio 2005, la Commissione ha sollevato un’eccezione
         di irricevibilità ai sensi dell’art. 114, n. 1, del regolamento di procedura del Tribunale. La ricorrente ha depositato le
         sue osservazioni riguardo a tale eccezione di irricevibilità il 16 settembre 2005. Con ordinanza del Tribunale (Seconda Sezione)
         15 maggio 2006, l’eccezione di irricevibilità è stata unita al merito e le spese sono state riservate.
      
      47     Su relazione del giudice relatore, il Tribunale ha sottoposto, nell’ambito delle misure di organizzazione del procedimento
         previste dall’art. 64 del suo regolamento di procedura, taluni quesiti scritti alla ricorrente e alla Commissione, che hanno
         risposto entro il termine assegnato.
      
      48     Con atto depositato presso la cancelleria del Tribunale il 26 giugno 2006, la Commissione ha presentato il controricorso.
      49     In applicazione dell’art. 47, n. 1, del suo regolamento di procedura, il Tribunale ha deciso che un secondo scambio di memorie
         non era necessario. La fase scritta del procedimento si è conclusa il 5 luglio 2006. 
      
      50     Su relazione del giudice relatore, il Tribunale ha deciso di aprire la fase orale. Le parti hanno esposto le loro difese orali
         e hanno risposto ai quesiti del Tribunale all’udienza del 28 novembre 2006.
      
       Conclusioni delle parti
      51     La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      –       respingere gli argomenti presentati nell’eccezione di irricevibilità;
      –       dichiarare il ricorso ricevibile e fondato o, in subordine, riunire le questioni relative alla ricevibilità all’esame del
         merito della controversia, oppure, in subordine, riservarsi la decisione sulla legittimazione ad agire fino alla pronuncia
         della sentenza sulla questione principale di merito;
      
      –       annullare l’atto impugnato;
      –       condannare la Commissione ad assegnarle un contingente per un periodo di dodici mesi ai sensi dell’art. 7 del regolamento;
      –       condannare la Commissione alle spese.
      52     La Commissione chiede che il Tribunale voglia:
      –       respingere il ricorso;
      –       condannare la ricorrente alle spese.
       In diritto
      1.     Sulla ricevibilità
      53     La Commissione ha sollevato un’eccezione di irricevibilità mediante la quale fa valere che la domanda di ingiunzione riguardante
         la concessione di un contingente di importazione alla ricorrente e il ricorso di annullamento sono irricevibili.
      
       Sulla domanda di ingiunzione alla Commissione di concedere un contingente di importazione alla ricorrente 
       Argomenti delle parti
      54     La Commissione considera che, in conformità alla giurisprudenza, il Tribunale non è competente a rivolgere ingiunzioni alla
         Commissione nell’ambito di una causa pendente ai sensi dell’art. 230 CE e che, pertanto, la domanda di ingiunzione è irricevibile.
      
      55     La ricorrente fa riferimento all’art. 233 CE e osserva che, in caso di annullamento dell’atto impugnato, l’unica possibilità
         di cui disporrebbe la Commissione per conformarsi alla sentenza sarebbe quella di concederle un contingente di dodici mesi.
         La ricorrente sostiene che la sua domanda deve essere considerata in tale contesto. 
      
       Giudizio del Tribunale
      56     Occorre ricordare che, nell’ambito di un ricorso di annullamento sulla base dell’art. 230 CE, la competenza del giudice comunitario
         è limitata al controllo di legittimità dell’atto impugnato e che, in forza di una giurisprudenza costante, il Tribunale non
         può, nell’esercizio dei poteri attribuitigli, rivolgere ingiunzioni alle istituzioni comunitarie (sentenza della Corte 8 luglio
         1999, causa C‑5/93 P, DSM/Commissione, Racc. pag. I‑4695, punto 36, e sentenza del Tribunale 24 febbraio 2000, causa T‑145/98,
         ADT Projekt/Commissione, Racc. pag. II‑387, punto 83). In caso di annullamento dell’atto impugnato, spetta all’istituzione
         interessata adottare, a norma dell’art. 233 CE, le misure che l’esecuzione della sentenza di annullamento comporta (sentenza
         del Tribunale 27 gennaio 1998, causa T‑67/94, Ladbroke Racing/Commissione, Racc. pag. II‑1, punto 200, e ADT Projekt/Commissione,
         cit., punto 84).
      
      57     Ne deriva che il punto delle conclusioni inteso ad ottenere che il Tribunale rivolga alla Commissione l’ingiunzione di concedere
         un contingente di importazione alla ricorrente è irricevibile.
      
       Sul ricorso di annullamento
       Argomenti delle parti
      58     La Commissione afferma che l’atto impugnato non è un atto che produce effetti giuridici obbligatori atti a pregiudicare gli
         interessi della ricorrente e che, pertanto, il ricorso di annullamento è irricevibile.
      
      59     La ricorrente considera il ricorso ricevibile, ma chiede al Tribunale di esaminare il merito della controversia prima di pronunciarsi
         sulla ricevibilità del ricorso. Essa ritiene che la ricevibilità della presente controversia non possa essere pienamente apprezzata
         senza un previo esame del merito.
      
       Giudizio del Tribunale
      60     Nell’interesse della buona amministrazione della giustizia, il Tribunale considera opportuno, nelle circostanze di specie,
         pronunciarsi anzitutto sulle questioni di merito prima di esaminare le questioni di ricevibilità (v., in tal senso e per analogia,
         sentenza della Corte 15 marzo 1984, causa 64/82, Tradax/Commissione, Racc. pag. 1359, punto 12, e sentenza del Tribunale 1º
         dicembre 1999, cause riunite T‑125/96 e T‑152/96, Boehringer/Consiglio e Commissione, Racc. pag. II‑3427, punto 58, confermata
         a seguito d’impugnazione dalla sentenza della Corte 26 febbraio 2002, causa C‑23/00 P, Consiglio/Boehringer, Racc. pag. I‑1873,
         punto 52).
      
      2.     Nel merito
      61     A sostegno del ricorso di annullamento, la ricorrente deduce quattro motivi. Essa sostiene, con il primo motivo, che la Commissione
         non ha attuato correttamente il quadro normativo disposto dal regolamento e, con il secondo motivo, che la Commissione ha
         violato l’art. 7 del regolamento. Occorre esaminare questi due motivi congiuntamente. La ricorrente afferma poi, con il terzo
         motivo, che la Commissione ha agito al di là del quadro normativo definito all’art. 7 del regolamento e ha oltrepassato il
         mandato che il Parlamento e il Consiglio le avevano affidato mediante il regolamento. Essa sostiene infine, con il quarto
         motivo, che la Commissione ha violato i principi di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento.
      
       Sul primo e sul secondo motivo di ricorso, vertenti su un’attuazione non corretta del contesto giuridico applicabile e su
            una violazione dell’art. 7 del regolamento
       Argomenti delle parti
      62     Nell’ambito del primo motivo di ricorso, la ricorrente afferma che, non concedendo contingenti agli importatori, la Commissione
         non ha correttamente attuato il quadro giuridico fissato nel regolamento. Affermando che, a partire dal 1º gennaio 2005, soltanto
         coloro che effettuano fumigazioni possono chiedere l’autorizzazione ad importare bromuro di metile e che gli importatori non
         possono più beneficiare di contingenti, la Commissione confonde le disposizioni del regolamento relative ai contingenti approvati
         e al procedimento per il calcolo del loro volume con le disposizioni e i procedimenti relativi all’individuazione delle imprese
         autorizzate a importare i volumi così determinati.
      
      63     La ricorrente considera, più precisamente, che, ai sensi dell’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento, il volume del contingente
         deve essere determinato dalla Commissione in applicazione del procedimento definito all’art. 18, n. 2, del regolamento e dei
         criteri stabiliti nella decisione IX/6. Pertanto, la ricorrente non contesta il fatto che il volume dei contingenti autorizzati
         a partire dal 1º gennaio 2005 non sia più calcolato sulla base dei volumi di produzione storici degli otto importatori.
      
      64     Ciò non significa tuttavia, a suo avviso, che si possa impedire agli importatori che avevano diritto, prima del 1º gennaio
         2005, a contingenti di importazione per usi controllati di bromuro di metile, di proseguire la loro attività. Una tale interpretazione
         sarebbe incompatibile con gli artt. 6 e 7 del regolamento, che concedono agli importatori, e non agli utilizzatori, il diritto
         di ottenere una licenza di importazione e un contingente per una durata di dodici mesi. Peraltro, gli importatori sarebbero
         anche autorizzati dall’art. 4, n. 5, del regolamento a trasferire il loro diritto a un altro importatore.
      
      65     Inoltre, l’interpretazione della Commissione comporterebbe che gli importatori esistenti a quel tempo debbano cessare la loro
         attività, poiché sarebbero esclusi dal nuovo sistema di importazione programmato dalla Commissione. Ciò pregiudicherebbe il
         principio del libero esercizio di un’attività professionale, che appartiene, secondo la ricorrente, al patrimonio giuridico
         comune delle giurisdizioni di tutti gli Stati membri e rientra tra i principi generali del diritto comunitario.
      
      66     Infine, l’interpretazione della Commissione condurrebbe ad una distorsione della concorrenza, e non ad un suo ampliamento,
         in quanto impedirebbe agli importatori di entrare in concorrenza con gli utilizzatori sul mercato dell’importazione e della
         vendita di bromuro di metile.
      
      67     Nell’ambito del suo secondo motivo di ricorso, la ricorrente considera che l’art. 7 del regolamento impone esplicitamente
         alla Commissione di sottoporre l’immissione in libera pratica nella Comunità di sostanze controllate, tra cui il bromuro di
         metile, all’assegnazione diretta di contingenti agli importatori per ogni periodo di dodici mesi a partire dal 31 dicembre
         1999.
      
      68     Al punto IX della comunicazione del 2004, la Commissione ha ammesso, secondo la ricorrente, che era tenuta ad attribuire contingenti
         agli importatori. Inoltre, la corrispondenza scambiata in seguito confermerebbe che la Commissione sapeva e ammetteva che
         la ricorrente disponeva di un diritto individuale a ottenere un contingente personale di dodici mesi per il 2005. La ricorrente
         ritiene che non sussista dunque alcun dubbio che la Commissione avesse l’obbligo di assegnarle un contingente in applicazione
         del diritto derivato. In conformità alla comunicazione del 2004, la ricorrente ha trasmesso alla Commissione, il 30 agosto
         2004, la sua dichiarazione allo scopo di poter importare bromuro di metile nel 2005.
      
      69     La ricorrente fa osservare che la Commissione ha omesso la menzione, nell’atto impugnato, dell’art. 7 del regolamento, sebbene
         abbia esplicitamente basato la sua domanda su tale disposizione nella lettera del 1º marzo 2005. La Commissione indicherebbe
         semplicemente che coloro che effettuano fumigazioni hanno la possibilità di ottenere contingenti di importazione, cosa che
         la ricorrente non nega. La ricorrente contesta nondimeno la conclusione secondo cui, da un lato, gli importatori che avevano
         diritto a quel tempo a contingenti di importazione non possono più beneficiarne a partire dal 1º gennaio 2005 e secondo cui,
         dall’altro, i contingenti degli importatori sono stati sostituiti da contingenti attribuiti alle imprese di fumigazione. Essa
         ritiene che una tale affermazione sia contraria all’art. 7 del regolamento e che essa violi i diritti della ricorrente ai
         contingenti di importazione conferiti da tale disposizione.
      
      70     Con riferimento al primo motivo di ricorso, la Commissione sostiene che il regime giuridico applicabile all’importazione di
         bromuro di metile è cambiato il 1º gennaio 2005 in forza dell’art. 4, n. 2, punto ii), del regolamento. La Commissione rileva
         che la Comunità era tenuta a vietare a tale data l’uso del bromuro di metile, salvo, in particolare, per il caso di usi critici.
         Il regime in vigore in forza dell’art. 4, n. 2, punto i), del regolamento non potrebbe più servire come base per la concessione
         di licenze di importazione dopo il 31 dicembre 2004, in conformità alla decisione IX/6 e all’art. 3, n. 2, punto ii), del
         regolamento. Dopo il 1º gennaio 2005, spetterebbe a coloro che effettuano fumigazioni richiedere tale licenza, prima di chiedere
         a importatori come la ricorrente di importare il quantitativo di bromuro di metile per il quale la licenza è stata concessa.
         La Commissione ritiene che il cambiamento della situazione della ricorrente derivi direttamente dall’art. 3, n. 2, punto ii),
         del regolamento, che ha posto fine all’assegnazione di contingenti calcolati sulla base dei quantitativi storici. Tuttavia,
         tale cambiamento non implica affatto, secondo la Commissione, che società come la ricorrente debbano cessare la loro attività.
      
      71     Con riferimento al secondo motivo di ricorso, la Commissione fa presente che l’art. 7 del regolamento dispone che alle imprese
         debbano essere assegnati contingenti. Poiché l’art. 7, lett. b), del regolamento fa riferimento agli usi critici, la Commissione
         ritiene che esso debba essere interpretato alla luce dell’art. 3, n. 2, del regolamento per stabilire esattamente a quali
         imprese debbano essere assegnati, a partire dal 1º gennaio 2005, i contingenti per gli usi critici di bromuro di metile. Così,
         le imprese alle quali devono essere assegnati contingenti sarebbero quelle che effettuano fumigazioni e non gli importatori.
         La Commissione considera che l’art. 7 del regolamento discende logicamente dall’art. 6, che definisce il principio secondo
         cui l’importazione di bromuro di metile non è libera, ma sottoposta all’ottenimento e alla presentazione di una valida licenza
         di importazione. Questi due articoli sarebbero complementari l’uno all’altro.
      
      72     Infine, la Commissione afferma che la comunicazione del 2004 e la sua lettera del 10 dicembre 2004 sono di carattere generale,
         riguardano l’insieme delle sostanze che riducono lo strato di ozono e non indicano espressamente che saranno assegnati contingenti
         agli importatori per gli usi critici di bromuro di metile nel 2005. Per contro, la Commissione sottolinea che il punto II,
         lett. a), della comunicazione del 2004 fa riferimento all’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento e indica pertanto che i
         contingenti sono assegnati in conformità a tale disposizione. Inoltre, la Commissione ha fatto osservare all’udienza che la
         comunicazione del 2004 si distingueva dalla comunicazione del 2003 per questo riferimento. 
      
       Giudizio del Tribunale
      73     Occorre anzitutto osservare che il sistema attuato dalla Commissione il 1º gennaio 2005 è caratterizzato dal fatto che essa
         ha identificato gli utilizzatori ai sensi dell’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento, in grado di beneficiare della deroga
         per uso critico, con i fumigatori. La Commissione ha anche deciso, a norma dell’art. 7 del regolamento, che gli importatori
         non beneficiano più di contingenti di importazione, bensì che determinati contingenti vengono, nel 2005, assegnati ai fumigatori
         in quanto utilizzatori. Il sistema prevede anche che l’operazione di importazione richieda la concessione di una licenza a
         colui che effettua fumigazioni e, inoltre, di una licenza all’importatore. Infine, la Commissione ha deciso, nell’ambito del
         nuovo sistema, di limitare l’importazione del bromuro di metile caso per caso per ogni importatore, in quanto le licenze sono
         concesse soltanto nei limiti in cui ricorrano le condizioni per l’immissione nel mercato enunciate all’art. 4, n. 4, punto i),
         lett. b), secondo trattino, del regolamento. Così, non è più possibile per gli importatori costituirsi uno stock di bromuro
         di metile destinato alla vendita agli utilizzatori.
      
      74     Per quanto riguarda l’asserita violazione dell’art. 7 del regolamento e l’affermazione della ricorrente secondo cui il sistema
         attuato dalla Commissione allo scadere del 1º gennaio 2005 non costituisce un’attuazione corretta delle disposizioni pertinenti
         del regolamento, occorre, in primo luogo, ricordare che la formulazione dell’art. 7 del regolamento, che disciplina non solo
         l’importazione del bromuro di metile, ma anche quella dell’insieme delle sostanze controllate provenienti da paesi terzi,
         non precisa che determinati contingenti di importazione debbano essere attribuiti agli importatori, ma dispone che essi debbano
         essere assegnati alle imprese, termine che comprende, secondo la definizione prevista all’art. 2 del regolamento, i produttori,
         i riciclatori, gli utilizzatori, gli importatori e gli esportatori di sostanze controllate. Pertanto, la formulazione dell’art. 7
         del regolamento lascia alla Commissione la scelta relativa alle categorie di imprese fra quelle menzionate all’art. 2 del
         regolamento, tra cui i fumigatori in quanto utilizzatori, che beneficeranno di contingenti ai sensi di tale disposizione.
         Ne consegue che l’art. 7 non obbliga la Commissione ad assegnare contingenti di importazione agli importatori.
      
      75     Va, in secondo luogo, osservato che l’art. 3 del regolamento vieta, in conformità al suo n. 2, punto i), lett. d), la produzione
         di bromuro di metile dopo il 31 dicembre 2004. Esso prevede inoltre, al n. 2, punto ii), che la Commissione applica i criteri
         stabiliti nella decisione IX/6 allo scopo di determinare ogni anno gli usi critici per i quali la produzione, l’importazione
         e l’uso di bromuro di metile possono essere autorizzati nella Comunità dopo il 31 dicembre 2004, i quantitativi e gli usi
         da autorizzare, nonché gli utilizzatori che possono beneficiare della deroga per uso critico. L’art. 3, n. 2, punto ii), del
         regolamento stabilisce anche che la produzione e l’importazione sono autorizzate soltanto se non è possibile procurarsi un
         prodotto sostitutivo adeguato oppure bromuro di metile riciclato o rigenerato presso una delle parti del protocollo di Montreal.
      
      76     Occorre anche ricordare che l’art. 4 del regolamento vieta, al n. 2, punto i), lett. d), l’immissione sul mercato di sostanze
         controllate dopo il 31 dicembre 2004, fatti salvi i nn. 4 e 5. Il n. 4, punto i), lett. b), secondo trattino, prevede che
         il divieto di cui al n. 2, punto i), lett. d), non si applica all’immissione sul mercato né all’uso di bromuro di metile qualora
         esso sia utilizzato per rispondere a richieste per le quali una licenza è stata concessa a fine di usi critici, provenienti
         da utilizzatori determinati in conformità all’art. 3, n. 2, del regolamento.
      
      77     Ne consegue che, in conformità a questi due articoli del regolamento, l’uso e l’immissione sul mercato del bromuro di metile
         nel 2005 sono strettamente limitati agli usi critici. Risulta da tali disposizioni che il bromuro di metile deve essere disponibile
         nella Comunità soltanto nel caso di una precisa esigenza per uso critico.
      
      78     In terzo luogo, occorre ricordare che l’art. 6, n. 1, del regolamento prevede che l’importazione di bromuro di metile nella
         Comunità vada soggetta all’ottenimento di licenze di importazione, ma che esso non specifica né i loro beneficiari né il numero
         di licenze da attribuire per ogni operazione di importazione. Pertanto, la concessione di due licenze per ogni importazione,
         prima all’utilizzatore poi all’importatore, prevista dal sistema attuato dalla Commissione allo scadere del 1º gennaio 2005,
         è conforme a tale disposizione. Inoltre, gli artt. 6 e 7 del regolamento sono disposizioni complementari, nel senso che i
         due articoli riguardano insieme il controllo e la limitazione dei quantitativi di sostanze controllate importati nella Comunità.
      
      79     Di conseguenza, tenuto conto delle restrizioni alla produzione, all’uso e l’immissione nel mercato del bromuro di metile,
         previste dagli artt. 3 e 4 del regolamento, risulta dalla struttura del regolamento che i suoi artt. 6 e 7 hanno l’obiettivo
         di assicurare che l’importazione di bromuro di metile non superi gli stretti bisogni per usi critici specificamente riconosciuti.
      
      80     L’interpretazione che la Commissione ha adottato degli artt. 3, 4, 6 e 7 del regolamento non attribuendo più contingenti di
         importazione agli importatori e limitando l’importazione di bromuro di metile caso per caso, impedendo così la costituzione
         di stock presso gli importatori, attribuisce pertanto un effetto utile a tali disposizioni e assicura loro un’applicazione
         coerente e corrispondente alla struttura e agli obiettivi del regolamento, che mira a limitare, in particolare, la produzione
         e l’uso del bromuro di metile ai fini della protezione dello strato di ozono.
      
      81     Tale analisi non è rimessa in discussione dal fatto che l’art. 7 del regolamento non prevede espressamente una modifica, allo
         scadere del 1º gennaio 2005, del suo regime d’applicazione quanto al bromuro di metile. Risulta da quanto esposto ai precedenti
         punti 74-80 che la Commissione non ha confuso, come sostiene la ricorrente, due regimi distinti, cioè, da un lato, quello
         di cui agli artt. 3 e 4 del regolamento e, dall’altro, quello di cui agli artt. 6 e 7 del regolamento, ma che essa ha giustamente
         adottato un’interpretazione del complesso di tali disposizioni che corrisponde alla struttura del regolamento.
      
      82     Allo stesso modo, per quanto riguarda l’argomento vertente sulla violazione dell’art. 4, n. 5, del regolamento, che consente
         a qualsiasi importatore autorizzato ad immettere sul mercato le sostanze controllate di trasferire tale diritto agli altri
         importatori altrettanto autorizzati nella Comunità, occorre ricordare che, in conformità all’art. 4, n. 2, punto i), lett. d),
         del regolamento, i produttori e gli importatori non sono più autorizzati, dopo il 31 dicembre 2004, a immettere sul mercato
         bromuro di metile, ad eccezione delle quantità autorizzate caso per caso in forza dell’art. 4, n. 4, punto i), lett. b), secondo
         trattino, e dell’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento. Ne deriva, da un lato, che il diritto di trasferimento che gli
         importatori traggono, nel 2005, dall’art. 4, n. 5, del regolamento è limitato ai soli quantitativi autorizzati caso per caso
         e, dall’altro, che gli importatori possono esercitare tale diritto di trasferimento limitato senza disporre di un contingente
         di importazione, come la ricorrente ha riconosciuto all’udienza. Pertanto, l’art. 4, n. 5, del regolamento non obbliga la
         Commissione a concedere contingenti di importazione agli importatori.
      
      83     Considerato quanto precede, è necessario constatare che la Commissione non era tenuta, ai sensi del regolamento, a concedere
         nel 2005 un contingente di importazione alla ricorrente in quanto importatrice e che il nuovo sistema attuato dalla Commissione
         a partire dal 1º gennaio 2005 costituisce un’attuazione legittima degli artt. 3, 4, 6 e 7 del regolamento e compatibile con
         tali disposizioni. In tale contesto, non è necessario esaminare la questione se la Commissione avesse potuto procedere in
         modo diverso continuando a concedere, dopo il 31 dicembre 2004, contingenti di importazione agli importatori.
      
      84     Per quanto riguarda il riferimento fatto dalla ricorrente alla comunicazione del 2004, va ricordato che la Commissione ha
         precisato, al punto II di tale comunicazione, che i contingenti di importazione previsti all’art. 7 del regolamento sarebbero
         stati concessi, nel 2005, per il bromuro di metile utilizzato a fini di usi critici, in conformità alla decisione IX/6 e all’art. 3,
         n. 2, punto ii), del regolamento, che prevede che la produzione e l’importazione sono autorizzate soltanto se non è possibile
         procurarsi un prodotto sostitutivo adeguato oppure bromuro di metile riciclato o rigenerato presso una delle parti. La Commissione
         ha, inoltre, osservato all’udienza che la comunicazione del 2004 si distingueva, grazie a questo riferimento alla decisione IX/6
         e all’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento, dalla formulazione della comunicazione corrispondente del 2003 che non conteneva
         un tale riferimento. Ne deriva che un accorto lettore, come la ricorrente, era in grado di dedurre dalla comunicazione del
         2004 che la Commissione aveva intenzione di non applicare più, per il 2005, l’art. 7 del regolamento allo stesso modo che
         nel 2004, ma che la concessione di contingenti di importazione sarebbe stata effettuata, nel 2005, in conformità alla decisione IX/6
         e all’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento. Infine, i termini dei punti II e IX della comunicazione del 2004, in quanto
         si riferiscono ai produttori e agli importatori e non a coloro che effettuano fumigazioni, si spiegano con il fatto che la
         comunicazione del 2004 riguarda l’insieme delle sostanze che riducono lo strato di ozono, come fa valere la Commissione, e
         che il caso specifico del bromuro di metile non è oggetto di trattamento particolare. Pertanto, il Tribunale considera che
         la comunicazione del 2004 non pone in discussione la decisione della Commissione di non concedere, per il 2005, un contingente
         di importazione alla ricorrente.
      
      85     Occorre poi constatare che l’argomentazione della ricorrente basata sul messaggio di posta elettronica del 10 dicembre 2004
         non risulta efficace. Va ricordato che non si tratta di un messaggio individuale inviato alla ricorrente per assicurarle la
         concessione di un contingente individuale di bromuro di metile per usi critici, bensì di un messaggio inviato a tutti gli
         utilizzatori del sito ODS, che annuncia la pubblicazione di tutti i contingenti, per tutte le sostanze controllate e per tutti
         i loro usi. Ne deriva che tale messaggio non rimette in discussione l’interpretazione del regolamento adottata dalla Commissione.
      
      86     Allo stesso modo, il Tribunale considera che non si possa ritenere che l’interpretazione del regolamento adottata dalla Commissione
         comporti una distorsione della situazione concorrenziale sul mercato. Infatti, contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente,
         non si impedisce agli importatori di entrare in concorrenza con coloro che effettuano fumigazioni sul mercato dell’importazione
         e della vendita del bromuro di metile. Pertanto, come afferma la Commissione, il cambiamento intervenuto il 1º gennaio 2005
         non implica affatto che società come la ricorrente debbano cessare la loro attività. Esso significa soltanto che tali operatori
         non possono più sollecitare licenze di importazione allo scopo di costituire uno stock di tale prodotto che essi intendono
         poi rivendere agli effettivi utilizzatori. 
      
      87     Infine, occorre ricordare che risulta da costante giurisprudenza che la libertà di esercizio delle attività professionali
         non costituisce prerogativa assoluta, ma va considerata alla luce della sua funzione sociale. Ne consegue che possono esservi
         apportate restrizioni, a condizione che tali restrizioni rispondano effettivamente ad obiettivi di interesse generale perseguiti
         dalla Comunità e non costituiscano, rispetto allo scopo perseguito, un intervento sproporzionato ed inaccettabile, tale da
         ledere la sostanza stessa dei diritti così garantiti (sentenze della Corte 13 luglio 1989, causa 5/88, Wachauf, Racc. pag. 2609,
         punti 17 e 18, nonché 30 giugno 2005, causa C‑295/03 P, Alessandrini e a./Commissione, Racc. pag. I‑5673, punto 86).
      
      88     Nella fattispecie, il nuovo sistema introdotto dalla Commissione il 1º gennaio 2005 ha soltanto modificato le circostanze
         dell’esercizio delle attività di importazione del bromuro di metile e non implica che la ricorrente debba cessare la sua attività.
         Orbene, supponendo che possa essere considerato una restrizione, il Tribunale osserva che l’interesse generale perseguito
         dalla Comunità è, nella fattispecie, quello della protezione dello strato di ozono e considera che l’eventuale restrizione
         risulta, in ogni caso, giustificata dal fatto che si tratta di un’applicazione del regolamento conforme ad esso (precedenti
         punti 74‑83), che non può essere considerata sproporzionata o inaccettabile, né come una lesione della sostanza stessa di
         tale diritto, in quanto la ricorrente può continuare a esercitare le sue attività economiche precedenti.
      
      89     Considerato quanto precede, il primo e il secondo motivo di ricorso devono essere respinti.
       Sul terzo motivo di ricorso, vertente su un difetto di competenza (atto ultra vires)
       Argomenti delle parti
      90     La ricorrente ritiene che, non concedendole un contingente per importare bromuro di metile nell’Unione europea, la Commissione
         abbia oltrepassato l’ambito normativo definito all’art. 7 del regolamento e abbia superato in tal modo il mandato che il Parlamento
         e il Consiglio le avevano affidato mediante il regolamento.
      
      91     A suo avviso, deriva da costante giurisprudenza che una misura di esecuzione adottata in applicazione delle disposizioni di
         un regolamento che ne costituisce la base deve essere annullata qualora abbia modificato, senza fare ricorso alla procedura
         legislativa richiesta dal trattato, l’estensione degli obblighi imposti. Nell’ipotesi in cui una misura di esecuzione si riveli
         derogatoria in quanto stabilisce criteri diversi da quelli richiesti dal provvedimento di base, essa non può essere adottata
         senza previa consultazione del Parlamento.
      
      92     Allo stesso modo, nella fattispecie, l’art. 7 del regolamento imporrebbe alla Commissione l’obbligo di assegnare contingenti
         di importazione per l’immissione in libera pratica del bromuro di metile nella Comunità. Soltanto il legislatore comunitario
         avrebbe competenza per decidere che occorre non assegnare più contingenti di importazione agli importatori dopo il 31 dicembre
         2004. Fino all’adozione di una tale decisione la Commissione dovrebbe continuare ad attribuire i contingenti di importazione
         poiché ogni rifiuto da parte sua sarebbe illegittimo.
      
      93     La Commissione considera che il terzo motivo di ricorso costituisce una ripetizione del secondo motivo e rinvia alle considerazioni
         che essa ha esposto al riguardo. Essa sottolinea, tuttavia, di avere di fatto determinato i contingenti di bromuro di metile
         destinati agli usi critici attraverso la decisione 2005/625 e fa osservare che la ricorrente ha ricevuto licenze di importazione
         ed è stata in grado di esercitare la sua attività.
      
       Giudizio del Tribunale
      94     Occorre ricordare che il Tribunale ha considerato, nell’ambito dell’esame del primo e del secondo motivo di ricorso, che l’art. 7
         del regolamento non imponeva alla Commissione di concedere alla ricorrente un contingente di importazione per il 2005 e che
         l’attuazione del regolamento da parte della Commissione nell’ambito del nuovo sistema entrato in vigore il 1° gennaio 2005
         è compatibile con le disposizioni del regolamento. Orbene, nei limiti in cui l’atto impugnato informa la ricorrente del fatto
         che, in forza del nuovo sistema, essa non può più disporre di un contingente di importazione, esso costituisce una misura
         adottata dalla Commissione che è validamente basata sul regolamento e non costituisce atto ultra vires. Pertanto, la Commissione,
         con l’atto impugnato, non ha leso né le competenze del Consiglio né quelle del Parlamento.
      
      95     Ne consegue che il terzo motivo di ricorso dev’essere respinto.
       Sul quarto motivo di ricorso, vertente su una violazione dei principi di tutela del legittimo affidamento e di certezza del
            diritto 
       Argomenti delle parti
      –       Argomenti della ricorrente 
      96     La ricorrente afferma che, non riconoscendo il suo diritto a ottenere un contingente di importazione sulla base dell’art. 7
         del regolamento, della comunicazione del 2004 e della corrispondenza elettronica in seguito scambiata, la Commissione ha disatteso
         il legittimo affidamento che la ricorrente aveva di ottenere un contingente di importazione e ha violato il principio di certezza
         del diritto.
      
      97     Il principio di certezza del diritto implica, secondo la ricorrente, che le persone soggette alla legge non siano poste in
         una situazione di incertezza quanto ai loro diritti e obblighi, che le norme comunitarie definiscano con certezza e senza
         alcuna ambiguità i diritti delle persone interessate e che siano adottati provvedimenti al fine di garantire che le situazioni
         e i rapporti giuridici disciplinati dalle dette norme rimangano prevedibili. Nella fattispecie, il rifiuto della Commissione
         di assegnare un contingente di importazione alla ricorrente e la sua decisione di sostituire i contingenti degli importatori
         con contingenti attribuiti agli utilizzatori renderebbero l’insieme del sistema di importazione del bromuro di metile nell’Unione
         europea imprevedibile e in contrasto con il regolamento.
      
      98     La nozione di legittimo affidamento è, secondo la ricorrente, un corollario importante del principio di certezza del diritto
         e richiede che l’affidamento di coloro che agiscono in buona fede in base alla legge, per come essa è o appare essere, non
         debba essere disatteso. La giurisprudenza confermerebbe che una semplice prassi o tolleranza amministrativa, che non sia contraria
         alla normativa in vigore e che non implichi l’esercizio di un potere di valutazione, possa suscitare il legittimo affidamento
         degli interessati, senza che essa necessariamente si fondi su una comunicazione di portata generale (sentenza della Corte
         1° ottobre 1987, causa 84/85, Regno Unito/Commissione, Racc. pag. 3765, e ordinanza del presidente della Corte 10 giugno 1988,
         causa C‑152/88 R, Sofrimport/Commissione, Racc. pag. 2931; sentenza del Tribunale 28 settembre 2004, causa T‑310/00, MCI/Commissione,
         Racc. pag. II‑3253, punto 112).
      
      99     Il legittimo affidamento che la ricorrente aveva di ottenere un contingente per importare bromuro di metile nel corso del
         2005 deriverebbe dalla precisa formulazione dell’art. 7 del regolamento e dalle dichiarazioni scritte della Commissione, tra
         cui la comunicazione del 2004 e le sue diverse lettere inviate alla ricorrente. La ricorrente sostiene che, sulla base di
         tale affidamento, essa ha depositato la sua dichiarazione del 2004 e ha legittimamente atteso la concessione di un contingente
         di importazione per il 2005. Rifiutando di assegnarle un contingente per importare bromuro di metile nel corso del 2005, la
         Commissione avrebbe disatteso il legittimo affidamento della ricorrente.
      
      –       Argomenti della convenuta
      100   La Commissione considera che la ricorrente non ha ricevuto precise assicurazioni quanto al fatto che un contingente le sarebbe
         stato attribuito ai fini dell’immissione in libera pratica del bromuro di metile per il 2005. Essa ritiene anche che un operatore
         economico prudente e accorto come la ricorrente sapesse o avrebbe dovuto sapere che, a partire dal 1º gennaio 2005, era vietato
         usare o immettere sul mercato bromuro di metile per proprio conto, poiché tale divieto è enunciato all’art. 4, n. 2, punto i),
         lett. d), del regolamento. La Commissione ritiene che la ricorrente sapesse anche che soltanto gli usi critici di bromuro
         di metile sarebbero stati autorizzati dopo tale data, in conformità all’art. 4, n. 4, punto i), lett. b), del regolamento.
         Ne deriva che, secondo la Commissione, la ricorrente sapeva che il sistema attuato in forza dell’art. 4, n. 2, punto i), lett. a)‑c),
         del regolamento, secondo cui determinati contingenti venivano concessi agli importatori registrati sulla base dei quantitativi
         di riferimento per il 1991, non poteva più essere applicato a partire dal 1º gennaio 2005. La Commissione ritiene che la ricorrente
         si attendesse che il sistema dei contingenti e le sue modalità di attribuzione per gli usi critici del bromuro di metile sarebbero
         cambiati a partire da tale data.
      
       Giudizio del Tribunale
      101   Per quanto riguarda, in primo luogo, l’asserita violazione del principio di tutela del legittimo affidamento, occorre, anzitutto,
         ricordare che l’art. 7 del regolamento, che designa esclusivamente le imprese, e non gli importatori, non garantisce a questi
         ultimi l’attribuzione di contingenti e che un legittimo affidamento come quello rivendicato dalla ricorrente non risulta neppure
         dagli artt. 3, 4 e 6 del regolamento.
      
      102   Inoltre, si è osservato al precedente punto 84 che il riferimento, effettuato al punto II della comunicazione del 2004, alla
         decisione IX/6 e all’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento indica che la concessione dei contingenti di importazione sarà
         effettuata, dopo il 1º gennaio 2005, in conformità a tali disposizioni. Per di più, si è dichiarato al precedente punto 84
         che la comunicazione del 2004 si distingueva per questo riferimento dal testo della corrispondente comunicazione del 2003
         e che ne derivava che un lettore accorto, come la ricorrente, era in grado di dedurre dalla comunicazione del 2004 che la
         Commissione aveva intenzione di modificare, nel 2005, la sua prassi anteriore. Pertanto, occorre concludere che la comunicazione
         del 2004 non garantisce agli importatori la concessione di contingenti di importazione.
      
      103   Occorre osservare che dalla giurisprudenza risulta che, come afferma la Commissione, un operatore economico prudente e accorto,
         che è in grado di prevedere l’adozione di un provvedimento comunitario idoneo a ledere i suoi interessi, non può invocare
         il beneficio del principio di tutela del legittimo affidamento nel caso in cui detto provvedimento venga adottato (sentenza
         della Corte 22 giugno 2006, cause riunite C‑182/03 e C‑217/03, Belgique e Forum 187/Commissione, Racc. pag. I‑5479, punto 147,
         e sentenza del Tribunale 16 ottobre 1996, causa T‑336/94, Efisol/Commissione, Racc. pag. II‑1343, punto 31). Al riguardo,
         occorre ricordare che la ricorrente è uno degli otto importatori che erano gli unici ad essere autorizzati, fino al 2004,
         ad importare bromuro di metile nella Comunità e che ogni cambiamento nel regime applicabile al bromuro di metile riveste una
         grande importanza economica per le sue attività di importazione. Date le circostanze, il Tribunale considera che un’impresa
         diligente nella sua posizione avrebbe dovuto chiedere informazioni precise circa i cambiamenti previsti. Al riguardo, occorre
         ricordare che la ricorrente ha ammesso che si attendeva, in forza degli artt. 3 e 4 del regolamento, modifiche del regime
         applicabile al bromuro di metile allo scadere del 1º gennaio 2005.
      
      104   Pertanto, simile obbligo di diligenza incombeva su di essa nelle circostanze di specie.
      105   Occorre anche ricordare che, secondo la giurisprudenza, nessuno può invocare la violazione del principio di tutela del legittimo
         affidamento in assenza di precise assicurazioni che l’amministrazione gli abbia fornito (sentenze Belgique e Forum 187/Commissione,
         cit., punto 147, e Efisol/Commissione, cit., punto 31). Nella fattispecie, la Commissione fa valere giustamente che essa non
         ha dato precise assicurazioni alla ricorrente.
      
      106   Dalla giurisprudenza risulta anche che una prassi amministrativa anteriore della Commissione portata a conoscenza del pubblico
         può, in assenza di indicazioni in senso contrario, far nascere un legittimo affidamento nell’applicazione delle stesse disposizioni,
         in particolare quando talune comunicazioni dell’istituzione comunitaria di cui trattasi non si distinguono dalle precedenti
         (sentenza MCI/Commissione, cit., punto 112; v. anche, in tal senso, sentenza Regno Unito/Commissione, cit., punti 9‑27; ordinanza
         Sofrimport/Commissione, cit., punti 17‑23). Tuttavia, tali principi non possono trovare applicazione nella fattispecie. Infatti,
         nella presente controversia, il punto II della comunicazione del 2004 si distingue per il riferimento alla decisione IX/6
         e all’art. 3, n. 2, punto ii), del regolamento, dal quale risulta che, nel 2005, i contingenti di importazione non saranno
         più concessi secondo la prassi anteriore della Commissione, ma in conformità a tale disposizione. 
      
      107   Infine, occorre ricordare che il messaggio di posta elettronica della Commissione del 10 dicembre 2004 è stato inviato all’insieme
         degli utilizzatori del sito ODS e che esso annunciava la pubblicazione di tutti i contingenti, per tutte le sostanze controllate
         e per tutti i loro usi. Ne consegue che esso non assicurava affatto alla ricorrente la concessione di un contingente individuale
         di bromuro di metile per usi critici. Nei limiti in cui la ricorrente si riferisce anche ad altri messaggi della Commissione,
         va osservato che essa non ha addotto alcuna prova al riguardo nell’ambito della presente controversia e non ha neppure specificato
         i messaggi ai quali si riferisce.
      
      108   In secondo luogo, con riferimento all’asserita violazione del principio della certezza del diritto, occorre osservare che
         risulta dalla giurisprudenza che tale principio costituisce un principio fondamentale del diritto comunitario, il quale esige,
         segnatamente, che la normativa sia chiara e precisa, affinché i singoli possano conoscere senza ambiguità i propri diritti
         ed obblighi e regolarsi di conseguenza. Tuttavia, quando ad una norma giuridica sia inerente un determinato grado di incertezza
         quanto al suo senso e alla sua portata, occorre esaminare se la norma giuridica di cui trattasi sia viziata da un’ambiguità
         tale da costituire un ostacolo a che i singoli possano eliminare, con sufficiente certezza, eventuali dubbi quanto alla portata
         o al senso di tale norma (v., in tal senso, sentenza della Corte 14 aprile 2005, causa C‑110/03, Belgio/Commissione, Racc. pag. I‑2801,
         punti 30 e 31).
      
      109   Nella fattispecie, occorre constatare che, in considerazione principalmente delle disposizioni del regolamento (v. i precedenti
         punti 74‑83), ma anche della formulazione della comunicazione del 2004 (v. i precedenti punti 84 e 102), né il rifiuto di
         concedere il contingente di importazione preteso dalla ricorrente né la sostituzione dei contingenti di importazione assegnati
         agli importatori con contingenti assegnati agli utilizzatori erano imprevedibili per gli importatori nella situazione della
         ricorrente. Ne consegue che né il regolamento né la comunicazione del 2004 costituivano un ostacolo a che i singoli potessero
         eliminare con sufficiente certezza eventuali dubbi sulla portata o sul senso dell’art. 7 del regolamento.
      
      110   Alla luce di quanto precede, il quarto motivo di ricorso deve essere respinto.
      111   Poiché i quattro motivi dedotti dalla ricorrente a sostegno della sua domanda di annullamento dell’atto impugnato sono stati
         respinti, tale domanda va in ogni caso dichiarata infondata, senza che occorra statuire sull’eccezione d’irricevibilità sollevata
         dalla Commissione.
      
      112   In tale contesto, il ricorso dev’essere integralmente respinto.
       Sulle spese
      113   Ai sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. Poiché la Commissione ne ha fatto domanda, la ricorrente, rimasta soccombente, va condannata alle spese.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Seconda Sezione)
      dichiara e statuisce:
      1)      Il ricorso è respinto.
      2)      La ricorrente sopporterà le proprie spese nonché quelle sostenute dalla Commissione.
      
               Pirrung 
            
            
                Forwood 
            
            
                Papasavvas
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 22 maggio 2007.
      
               Il cancelliere 
            
             
            
                      Il presidente
            
         
               E. Coulon 
            
             
            
                      J. Pirrung
            
         
      Indice
      
      Circostanze in fatto e in diritto
      1.  Convenzione di Vienna e protocollo di Montreal
      2.  Il regolamento (CE) n. 2037/2000
      3.  Regime d’applicazione degli artt. 6 e 7 del regolamento: cambiamenti intervenuti il 1º gennaio 2005
      4.  La comunicazione agli importatori del 2004
      5.  Domanda della ricorrente
      6.  L’atto impugnato
      7.  La decisione 2005/625/CE
      Procedimento
      Conclusioni delle parti
      In diritto
      1.  Sulla ricevibilità
      Sulla domanda di ingiunzione alla Commissione di concedere un contingente di importazione alla ricorrente
      Argomenti delle parti
      Giudizio del Tribunale
      Sul ricorso di annullamento
      Argomenti delle parti
      Giudizio del Tribunale
      2.  Nel merito
      Sul primo e sul secondo motivo di ricorso, vertenti su un’attuazione non corretta del contesto giuridico applicabile e su
         una violazione dell’art. 7 del regolamento
      
      Argomenti delle parti
      Giudizio del Tribunale
      Sul terzo motivo di ricorso, vertente su un difetto di competenza (atto ultra vires)
      Argomenti delle parti
      Giudizio del Tribunale
      Sul quarto motivo di ricorso, vertente su una violazione dei principi di tutela del legittimo affidamento e di certezza del
         diritto
      
      Argomenti delle parti
      –  Argomenti della ricorrente
      –  Argomenti della convenuta
      Giudizio del Tribunale
      Sulle spese
      
      * Lingua processuale: l'inglese.