CELEX: 61978CJ0159
Language: it
Date: 1979-10-25
Title: Sentenza della Corte del 25 ottobre 1979. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana. # Spedizionieri doganali. # Causa 159/78.

Avis juridique important

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61978J0159

SENTENZA DELLA CORTE DEL 25 OTTOBRE 1979.  -  COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE CONTRO REPUBBLICA ITALIANA.  -  SPEDIZIONIERI DOGANALI.  -  CAUSA 159/78.  

raccolta della giurisprudenza 1979 pagina 03247 edizione speciale greca pagina 00589 edizione speciale svedese pagina 00591 edizione speciale finlandese pagina 00645

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - CONTROLLO ALLE FRONTIERE - AMMISSIBILITA - PRESUPPOSTI 2 . LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - RESTRIZIONI QUANTITATIVE - MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE - LIMITAZIONE DELLE MODALITA DI RAPPRESENTANZA DEI PROPRIETARI DI MERCI PER LA DICHIARAZIONE IN DOGANA - AMMISSIBILITA - PRESUPPOSTI   ( TRATTATO CEE , ART . 30 )   3 . STATI MEMBRI - OBBLIGHI - TRASGRESSIONE - MANTENIMENTO IN VIGORE DI UNA DISPOSIZIONE NAZIONALE INCOMPATIBILE COL DIRITTO COMUNITARIO   

Massima

1 . DAL MOMENTO CHE TUTTI I DAZI DOGANALI ALL ' IMPORTAZIONE E ALL ' ESPORTAZIONE E TUTTE LE TASSE DI EFFETTO EQUIVALENTE , NONCHE TUTTE LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' IMPORTAZIONE E ALL ' ESPORTAZIONE E LE MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE DOVEVANO ESSERE STATI ABOLITI , IN FORZA DELLE DISPOSIZIONI DEL TITOLO PRIMO DEL TRATTATO , AL PIU TARDI ALLA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO , I CONTROLLI DOGANALI VERI E PROPRI HANNO IN PRATICA PERDUTO , RELATIVAMENTE A DETTI SCAMBI , LA LORO RAGIONE D ' ESSERE . I CONTROLLI ALLA FRONTIERA RESTANO GIUSTIFICATI SOLTANTO NELLA MISURA NECESSARIA ALL ' ATTUAZIONE DELLE DEROGHE ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE CONTEMPLATE DALL ' ART . 36 DEL TRATTATO , O ALLA RISCOSSIONE DEI TRIBUTI INTERNI AI SENSI DELL ' ART . 95 DEL TRATTATO , QUALORA L ' ATTRAVERSAMENTO DELLA FRONTIERA POSSA ESSERE ASSIMILATO ALLA SITUAZIONE CHE , PER QUANTO RIGUARDA LE MERCI NAZIONALI , DA LUOGO ALLA RISCOSSIONE DI UN TRIBUTO , OVVERO AL CONTROLLO DELLE OPERAZIONI DI TRANSITO O , INFINE , QUALORA RISULTINO INDISPENSABILI PER ACQUISIRE INFORMAZIONI RAGIONEVOLMENTE ESAURIENTI ED ATTENDIBILI SUI MOVIMENTI INTRACOMUNITARI DI MERCI . QUESTI CONTROLLI RESIDUI DEVONO TUTTAVIA ESSERE RIDOTTI AL MINIMO , IN MODO CHE GLI SCAMBI DI MERCI FRA GLI STATI MEMBRI AVVENGANO A CONDIZIONI IL PIU POSSIBILE SIMILI A QUELLE VIGENTI SUL MERCATO INTERNO .     2 . NON COSTITUISCE UNA MISURA DI EFFETTO EQUIVALENTE A UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA IL FATTO CHE LE LEGGI DI UNO STATO MEMBRO DISPONGANO CHE , AI FINI DELLA     DICHIARAZIONE IN DOGANA , IL PROPRIETARIO NON PUO FARSI SOSTITUIRE DA UN PROCURATORE , CHE NON SIA DETENTORE DELLA MERCE NE IN GRADO DI PRESENTARLA IN DOGANA , BENSI DEVE IN TAL CASO VALERSI DEI SERVIZI DI UNO SPEDIZIONIERE INDIPENDENTE O DIPENDENTE , DAL MOMENTO CHE LE ALTRE MODALITA DI DICHIARAZIONE CONTEMPLATE DA DETTE LEGGI OFFRONO AL PROPRIETARIO UNA SCELTA EFFETTIVA E RAGIONEVOLE CHE GLI CONSENTE DI EVITARE , SE LO RITENGA CONVENIENTE , LA NECESSITA DI RICORRERE AD UNO SPEDIZIONIERE PROFESSIONISTA .   3 . IL FATTO DI MANTENERE IMMUTATO , NELLA LEGISLAZIONE DI UNO STATO MEMBRO , UN PROVVEDIMENTO INCOMPATIBILE CON UNA DISPOSIZIONE DEL TRATTATO , PERSINO DIRETTAMENTE EFFICACE NELL ' ORDINAMENTO GIURIDICO DEGLI STATI MEMBRI , CREA UNA SITUAZIONE DI FATTO AMBIGUA IN QUANTO MANTIENE GLI INTERESSATI IN UNO STATO DI INCERTEZZA CIRCA LA POSSIBILITA DI FARE APPELLO AL DIRITTO COMUNITARIO . DETTO MANTENIMENTO IN VIGORE COSTITUISCE QUINDI , PER LO STATO DI CUI TRATTASI , UNA TRASGRESSIONE DEGLI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DAL TRATTATO CEE .    

Parti

NELLA CAUSA 159/78 , COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , RAPPRESENTATA DAL DOTT . ALBERTO PROZZILLO , IN QUALITA D ' AGENTE , E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL DOTT . MARIO CERVINO , BATIMENT JEAN MONNET , KIRCHBERG ,   RICORRENTE ,   CONTRO  REPUBBLICA ITALIANA , RAPPRESENTATA DALL ' AMBASCIATORE ADOLFO MARESCA , ASSISTITO DALL ' AVVOCATO DELLO STATO ARTURO MARZANO , E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L ' AMBASCIATA D ' ITALIA , 5 , RUE MARIE ADELAIDE ,   CONVENUTA ,    

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO LA DICHIARAZIONE DEL FATTO CHE , SOTTOPONENDO A RESTRIZIONI LA RAPPRESENTANZA IN DOGANA E DISCIPLINANDO IN MODO DISCRIMINATORIO LA PROFESSIONE DI SPEDIZIONIERE DOGANALE , LA REPUBBLICA ITALIANA E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI INCOMBENTILE IN FORZA DEGLI ARTT . 30 , 34 E 52 DEL TRATTATO CEE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON RICORSO 17 LUGLIO 1978 LA COMMISSIONE HA ADITO QUESTA CORTE , IN FORZA DELL ' ART . 169 DEL TRATTATO CEE , PER FAR DICHIARARE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA ,  ' - NON CONSENTENDO CHE IL PROPRIETARIO DELLA MERCE POSSA ESSERE RAPPRESENTATO IN DOGANA DA QUALSIASI PERSONA A CUI EGLI ABBIA DATO PROCURA AFFINCHE AGISCA IN SUO NOME E PER SUO CONTO , MA SOLO DA UNO SPEDIZIONIERE DOGANALE ;   - REGOLAMENTANDO I REQUISITI PER OTTENERE IL RILASCIO DELLA PATENTE DI SPEDIZIONIERE DOGANALE IN MODO DISCRIMINATORIO SULLA BASE DELLA NAZIONALITA ' ,   E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI INCOMBENTILE IN FORZA DEGLI ARTT . 30 , 34 E 52 DEL TRATTATO CEE .    2 SIA DALLA LETTERA INVIATA IL 16 DICEMBRE 1976 DALLA COMMISSIONE AL GOVERNO ITALIANO , SIA DAL PARERE MOTIVATO EMESSO IL 25 GENNAIO 1978 , RISULTA CHE LE CENSURE FORMULATE DALLA COMMISSIONE RIGUARDANO GLI ARTT . 40 , 43 , 44 , 47 E 48 , LETT . A ), DEL TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE IN MATERIA DOGANALE ( IN PROSIEGUO ' TESTO UNICO ' ), APPROVATO CON DPR 23 GENNAIO 1973 , N . 43 ( SUPPLEMENTO ORDINARIO ALLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA N . 80 DEL 28 MARZO 1973 ).   SECONDO LA COMMISSIONE , GLI ARTT . 40 , 43 , 44 E 47 DEL TESTO UNICO , RIGUARDANTI LA RAPPRESENTANZA AI FINI DELLA DICHIARAZIONE IN DOGANA , IMPEDIREBBERO AL PROPRIETARIO DELLE MERCI IMPORTATE O ESPORTATE DI SCEGLIERE LIBERAMENTE UN RAPPRESENTANTE CHE EFFETTUI LE OPERAZIONI DOGANALI IN SUO NOME E PER SUO CONTO E L ' OBBLIGHEREBBERO A CHIEDERE L ' INTERVENTO DI UNO SPEDIZIONIERE DOGANALE , CON CONSEGUENTI SPESE CHE RENDEREBBERO PIU COSTOSE LE IMPORTAZIONI E LE ESPORTAZIONI , DI GUISA CHE TALI NORME COSTITUIREBBERO DIRETTAMENTE O INDIRETTAMENTE , DI FATTO O IN POTENZA , UN OSTACOLO PER GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI E , PERTANTO , UNA MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , IN CONTRASTO CON GLI ARTT . 30 E 34 DEL TRATTATO CEE .   QUANTO ALL ' ART . 48 , LETT . A ), DEL TESTO UNICO , SECONDO CUI IL RILASCIO DELLA PATENTE DI SPEDIZIONIERE DOGANALE E SUBORDINATO , FRA L ' ALTRO , ALLA CONDIZIONE CHE IL RICHIEDENTE SIA CITTADINO ITALIANO O CITTADINO DI UNO STATO ESTERO CHE RISERVI     UN IDENTICO TRATTAMENTO AI CITTADINI ITALIANI , LA COMMISSIONE SOSTIENE CHE TALE NORMA , IN QUANTO SI APPLICHI A CITTADINI DEGLI ALTRI STATI MEMBRI , E INCOMPATIBILE CON L ' ART . 52 DEL TRATTATO , RELATIVO ALLA LIBERTA DI STABILIMENTO .    3 SECONDO IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA , LE SUDDETTE CENSURE DERIVANO DA UNA COMPRENSIONE INESATTA , DA PARTE DELLA COMMISSIONE , DEI TESTI DI CUI TRATTASI , QUALI SONO INTERPRETATI ED APPLICATI DALLE AUTORITA ITALIANE . LA COMMISSIONE AVREBBE OMESSO , IN PARTICOLARE , DI VALUTARE NEL SUO COMPLESSO IL SISTEMA ITALIANO DELLA DICHIARAZIONE IN DOGANA E LA SUA CRITICA NON TERREBBE CONTO DI ALTRE DISPOSIZIONI , COME FRA L ' ALTRO GLI ARTT . 56 E 57 DEL TESTO UNICO , CHE COMPLETANO LE DISPOSIZIONI CONTESTATE E CHE CON QUESTE FORMANO UN TUTTO UNICO . DA UN ESAME SISTEMATICO DELLA NORMATIVA IN QUESTIONE RISULTA CHE LE CENSURE DIRETTE CONTRO IL SISTEMA ITALIANO DELLA DICHIARAZIONE IN DOGANA SONO INFONDATE .   A - ILLUSTRAZIONE DEL SISTEMA ITALIANO DELLA DICHIARAZIONE IN DOGANA   4 TENUTO CONTO DEI SUDDETTI ARGOMENTI , E OPPORTUNO PROCEDERE , PRIMA DI STATUIRE SULLE CENSURE FORMULATE DALLA COMMISSIONE , AD UN ' ANALISI DELLA NORMATIVA VIGENTE IN ITALIA NEL SETTORE CONSIDERATO .    5 LE DISPOSIZIONI DA PRENDERE IN ESAME FANNO PARTE DEL TITOLO II DEL TESTO UNICO , TITOLO COSTITUITO DA TRE CAPI : IL PRIMO RIGUARDA ' L ' OBBLIGAZIONE TRIBUTARIA DOGANALE ' ; IL SECONDO , DI CUI FANNO PARTE LE DISPOSIZIONI IN QUESTIONE , ' LA RAPPRESENTANZA DEI PROPRIETARI DELLE MERCI '  AI FINI DELL ' ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI DOGANALI , MENTRE IL TERZO E INTITOLATO ' PROCEDURA DI ACCERTAMENTO '  E COMPRENDE , FRA L ' ALTRO , GLI ARTT . 56 E 57 . LA DISPOSIZIONE DI BASE E L ' ART . 56 , 1* COMMA , SECONDO CUI ' OGNI OPERAZIONE DOGANALE DEVE ESSERE PRECEDUTA DA UNA DICHIARAZIONE DA FARSI DAL PROPRIETARIO DELLA MERCE , NELLE FORME INDICATE NELL ' ART . 57 ' . LE ALTRE DISPOSIZIONI CONTESTATE RIGUARDANO LA QUESTIONE DEL SOGGETTO CHE PUO EFFETTUARE TALE DICHIARAZIONE , QUANDO AD ESSA NON PROVVEDA PERSONALMENTE IL PROPRIETARIO . IN PROPOSITO , VANNO PRESE IN CONSIDERAZIONE DUE CATEGORIE DI NORME : DA UNA PARTE , GLI ARTT . 40 , 43 , 44 E 47 DEL TESTO UNICO E , DALL ' ALTRA , L ' ART . 56 , 2* COMMA , DELLO STESSO .       A NORMA DELL ' ART . 40 , 1* E 2* COMMA ,    ' OGNIQUALVOLTA LE DISPOSIZIONI IN MATERIA DOGANALE PRESCRIVONO AL PROPRIETARIO DELLA MERCE DI FARE UNA DICHIARAZIONE O DI COMPIERE DETERMINATI ATTI O DI OSSERVARE SPECIALI OBBLIGHI E NORME OVVERO GLI CONSENTONO DI ESERCITARE DETERMINATI DIRITTI , IL PROPRIETARIO STESSO PUO AGIRE A MEZZO DI UN RAPPRESENTANTE .   LA RAPPRESENTANZA PER IL COMPIMENTO DELLE OPERAZIONI DOGANALI PUO ESSERE CONFERITA ESCLUSIVAMENTE AD UNO SPEDIZIONIERE DOGANALE ISCRITTO NELL ' ALBO PROFESSIONALE ISTITUITO CON LA LEGGE 22 DICEMBRE 1960 , N . 1612 , SALVO QUANTO PREVISTO NELL ' ART . 43 ' .   SECONDO L ' ART . 43 , 1* COMMA ,    ' LA RAPPRESENTANZA DEL PROPRIETARIO DELLA MERCE PER IL COMPIMENTO DELLE OPERAZIONI DOGANALI PUO ESSERE CONFERITA ANCHE AD UNO SPEDIZIONIERE DOGANALE NON ISCRITTO NELL ' ALBO PROFESSIONALE , PURCHE SI TRATTI DI UN DIPENDENTE DEL PROPRIETARIO STESSO ' .   SECONDO L ' ART . 44 , QUESTI SPEDIZIONIERI-DIPENDENTI , A DIFFERENZA DEGLI SPEDIZIONIERI INDIPENDENTI DI CUI AL 2* COMMA DELL ' ART . 40 , DEVONO ESSERE ISCRITTI IN UN APPOSITO ELENCO FORMATO DAL CONSIGLIO COMPARTIMENTALE DEGLI SPEDIZIONIERI DOGANALI E POSSONO OPERARE IN DOGANA SOLTANTO SULLA BASE E NEI LIMITI DELLA PROCURA RILASCIATA DAL PROPRIETARIO DELLA MERCE E SOTTO LA RESPONSABILITA DI QUEST ' ULTIMO .   A NORMA DELL ' ART . 47 , LA QUALIFICA DI SPEDIZIONIERE DOGANALE E SUBORDINATA AL RILASCIO DI UNA PATENTE DA PARTE DEL MINISTERO DELLE FINANZE . GLI SPEDIZIONIERI SONO ABILITATI AL COMPIMENTO DI OPERAZIONI DOGANALI ESCLUSIVAMENTE PRESSO GLI UFFICI DI UNA DETERMINATA CIRCOSCRIZIONE DOGANALE INDICATA NELLA PATENTE E DEVONO , SALVO ECCEZIONI CONSENTITE PER GIUSTIFICATI MOTIVI , AVERE LA PROPRIA RESIDENZA IN UN COMUNE COMPRESO NELLA CIRCOSCRIZIONE PER LA QUALE RISULTANO ABILITATI .   L ' ART . 56 , 2* COMMA , DISPONE CHE   ' E CONSIDERATO PROPRIETARIO DELLA MERCE COLUI CHE LA PRESENTA IN DOGANA OVVERO CHE LA DETIENE AL MOMENTO DELL ' ENTRATA NEL TERRITORIO DOGANALE O DELL ' USCITA DAL TERRITORIO STESSO . RIMANE SALVO , IN OGNI CASO , IL DIRITTO DELLA DOGANA DI ACCERTARE , AD OGNI EFFETTO DEL PRESENTE TESTO UNICO , CHI ABBIA LA PROPRIETA DELLA MERCE OGGETTO DELLE OPERAZIONI DOGANALI ' .       L ' ART . 57 PRECISA POI LE INDICAZIONI CHE DEVONO ESSERE CONTENUTE NELLA DICHIARAZIONE IN DOGANA , E CIOE , FRA L ' ALTRO , ' IL NOME , IL COGNOME E IL DOMICILIO DEL DICHIARANTE , NONCHE DEL PROPRIETARIO DELLE MERCI CHE FOSSE DA LUI RAPPRESENTATO ' .   INFINE , L ' ART . 48 , LETT . A ), COLPITO DALLA CENSURA DI VIOLAZIONE DELL ' ART . 52 DEL TRATTATO , DISPONE CHE   ' LA PATENTE DI SPEDIZIONIERE DOGANALE E RILASCIATA ALLE PERSONE FISICHE IN POSSESSO DEI SEGUENTI REQUISITI :   A ) SIANO DI CITTADINANZA ITALIANA , OVVERO SIANO CITTADINI DI UNO STATO ESTERO CHE ACCORDA IN MATERIA UGUALE TRATTAMENTO AI CITTADINI ITALIANI ' .   B - SULLA CENSURA RELATIVA ALLA VIOLAZIONE DEL DIVIETO DI MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE ( ARTT . 30 E 34 DEL TRATTATO )    6 BENCHE CIO NON SIA DETTO ESPRESSAMENTE NEL PARERE MOTIVATO E NEL RICORSO , DAL TENORE DI QUESTI ATTI E DAL RINVIO AGLI ARTT . 30 E 34 DEL TRATTATO RISULTA CHE LE CENSURE FORMULATE DALLA COMMISSIONE RIGUARDANO LE MODALITA DI ESPLETAMENTO DELLE FORMALITA DOGANALI NEGLI SCAMBI INTRACOMUNITARI . LE FORMALITA DOGANALI ALLE FRONTIERE ESTERNE DELLA COMUNITA , RELATIVE ALLE MERCI PROVENIENTI DA PAESI TERZI O DESTINATE A QUESTI ULTIMI , NON SONO OGGETTO DI CONTESTAZIONE .    7 PER QUANTO RIGUARDA GLI SCAMBI INTRACOMUNITARI , SI DEVE SOTTOLINEARE CHE , DAL MOMENTO CHE TUTTI I DAZI DOGANALI ALL ' IMPORTAZIONE E ALL ' ESPORTAZIONE E TUTTE LE TASSE D ' EFFETTO EQUIVALENTE , NONCHE TUTTE LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' IMPORTAZIONE E ALL ' ESPORTAZIONE E LE MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE DOVEVANO ESSER STATI ABOLITI , IN FORZA DELLE DISPOSIZIONI DEL TITOLO I DEL TRATTATO , AL PIU TARDI ALLA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO , I CONTROLLI DOGANALI VERI E PROPRI HANNO IN PRATICA PERDUTO , RELATIVAMENTE A DETTI SCAMBI , LA LORO RAGION D ' ESSERE . I CONTROLLI ALLA FRONTIERA RESTANO GIUSTIFICATI SOLTANTO NELLA MISURA NECESSARIA ALL ' ATTUAZIONE DELLE DEROGHE ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE CONTEMPLATE DALL ' ART . 36 DEL TRATTATO , O ALLA RISCOSSIONE DEI TRIBUTI INTERNI AI SENSI DELL ' ART . 95 DEL TRATTATO , QUALORA L ' ATTRAVERSAMENTO DELLA FRONTIERA POSSA ESSERE ASSIMILATO ALLA SITUAZIONE CHE , PER QUANTO RIGUARDA LE MERCI NAZIONALI , DA LUOGO ALLA RISCOSSIONE DI UN TRIBUTO , OVVERO AL CONTROLLO DELLE OPERAZIONI DI TRANSITO O , INFINE , QUA    LORA RISULTINO INDISPENSABILI PER ACQUISIRE INFORMAZIONI RAGIONEVOLMENTE ESAURIENTI ED ATTENDIBILI SUI MOVIMENTI INTRACOMUNITARI DI MERCI . QUESTI CONTROLLI RESIDUI DEVONO TUTTAVIA ESSERE RIDOTTI AL MINIMO , IN MODO CHE GLI SCAMBI DI MERCI FRA GLI STATI MEMBRI AVVENGANO A CONDIZIONI IL PIU POSSIBILE SIMILI A QUELLE VIGENTI SU UN MERCATO INTERNO .    8 LE CENSURE FORMULATE DALLA COMMISSIONE VANNO ESAMINATE ALLA LUCE DEI PRINCIPI SOPRA ESPOSTI , CHE PRESIEDONO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI IN QUANTO FONDAMENTO DEL MERCATO COMUNE , TENUTO CONTO , TUTTAVIA , DELLA COMPETENZA DEGLI STATI MEMBRI IN MATERIA DOGANALE , NELLA MISURA IN CUI LE NORMATIVE NAZIONALI NON SIANO STATE ARMONIZZATE O SOSTITUITE DA DISPOSIZIONI COMUNITARIE , COME PURE DELLE DIFFERENZE DOVUTE ALLE PECULIARITA DI TALI NORMATIVE , PURCHE QUESTE ULTIME NON CREINO INUTILI OSTACOLI PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI IMPONENDO OBBLIGHI NON NECESSARI ALLA REALIZZAZIONE DELLO SCOPO PERSEGUITO , CHE CONSISTE , NELLA FATTISPECIE , NELLA CORRETTA ESECUZIONE DI TALI CONTROLLI OD ATTI ANCORA AMMESSI .    9 IN PROPOSITO E OPPORTUNO OSSERVARE CHE , AL FINE DI REALIZZARE TALE SCOPO , LA COMMISSIONE HA PRESENTATO AL CONSIGLIO , IL 19 GENNAIO 1979 , UNA PROPOSTA DI REGOLAMENTO ' IN CUI SI DEFINISCONO LE CONDIZIONI ALLE QUALI UNA PERSONA E AMMESSA A EFFETTUARE UNA DICHIARAZIONE IN DOGANA '  ( GU N . C 29 , PAG . 3 ), REGOLAMENTO DESTINATO AD ENTRARE IN VIGORE IL 1* GENNAIO 1980 ED IL CUI ART . 3 E INTESO AD IMPORRE AGLI STATI MEMBRI , PER QUANTO RIGUARDA LA DICHIARAZIONE IN DOGANA , IL SISTEMA CHE LA COMMISSIONE FA CARICO AL GOVERNO ITALIANO DI NON AVER ACCOLTO NELL ' ORDINAMENTO NAZIONALE .    10 LA COMMISSIONE FORMULA TRE CENSURE :   A ) ESSA SOSTIENE ANZITUTTO CHE LA NORMATIVA DI CUI TRATTASI OBBLIGA INUTILMENTE GLI OPERATORI ECONOMICI A RICORRERE , PER L ' ESPLETAMENTO DELLE FORMALITA DOGANALI , A SPEDIZIONIERI DOGANALI ISCRITTI NELL ' APPOSITO REGISTRO E MUNITI DI PATENTE , MENTRE , A SUO AVVISO , DETTE FORMALITA DOVREBBERO POTER ESSERE COMPIUTE DA QUALSIASI PERSONA DESIGNATA DAL PROPRIETARIO E AGENTE IN NOME E PER CONTO DI QUESTI . TALE OBBLIGO SAREBBE FONTE DI SPESE SUPPLEMENTARI E INUTILI , CHE COSTITUIREBBERO UN OSTACOLO PER GLI SCAMBI .       B ) IN SECONDO LUOGO ESSA FA VALERE CHE , ANCHE QUALORA L ' ART . 56 , 2* COMMA , DEL TESTO UNICO ANDASSE INTERPRETATO NEL SENSO CHE ESSO PERMETTA AL PROPRIETARIO DELLA MERCE DI FARSI SOSTITUIRE , AI FINI DELLA DICHIARAZIONE , DA PERSONE DIVERSE DAGLI SPEDIZIONIERI PROFESSIONISTI O DIPENDENTI , QUESTI INTERMEDIARI NON POTREBBERO AGIRE IN NOME E PER CONTO DEL PROPRIETARIO , BENSI UNICAMENTE IN PROPRIO NOME E SOTTO LA PROPRIA RESPONSABILITA , IL CHE RENDEREBBE POCO AGEVOLE IL SISTEMA ITALIANO .   C ) INFINE ESSA SOSTIENE CHE , IMPONENDO ALLO SPEDIZIONIERE DOGANALE L ' OBBLIGO DI AVERE LA PROPRIA RESIDENZA IN UN COMUNE COMPRESO NELLA CIRCOSCRIZIONE PER LA QUALE RISULTA ABILITATO , L ' ART . 47 , 4* COMMA , DA ALLO SPEDIZIONIERE DOGANALE STESSO LA FIGURA DI UN RESPONSABILE O DI UN RAPPRESENTANTE NEL TERRITORIO DELLO STATO MEMBRO IMPORTATORE , MENTRE L ' IMPOSIZIONE DI TALE FIGURA E STATA ESPRESSAMENTE QUALIFICATA , DALL ' ART . 2 , N . 3 , LETT . G ), DELLA DIRETTIVA 22 DICEMBRE 1969 , N . 70/50/CEE ( GU 1970 , N . L 13 , PAG . 29 ), COME MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE A UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA .    11 DALL ' ESAME DELLA NORMATIVA IN MATERIA DI DICHIARAZIONE IN DOGANA , QUALE RISULTA DAL COMPLESSO DELLE DISPOSIZIONI CONTENUTE NEGLI ARTT . 40 , 43 , 44 , 47 E 56 DEL TESTO UNICO , EMERGE CHE E ESATTA LA COSTATAZIONE DELLA COMMISSIONE SECONDO CUI DETTE DISPOSIZIONI NON CONSENTONO AL PROPRIETARIO DELLA MERCE DI ' ESSERE RAPPRESENTATO IN DOGANA DA QUALSIASI PERSONA A CUI EGLI ABBIA DATO PROCURA AFFINCHE AGISCA IN SUO NOME E PER SUO CONTO ' , MA CHE , PER CONTRO , L ' AFFERMAZIONE SECONDO CUI DETTO PROPRIETARIO PUO ESSERE RAPPRESENTATO SOLO DA UNO SPEDIZIONIERE DOGANALE NON TIENE PIENAMENTE CONTO DELLA VERA PORTATA DELLE DISPOSIZIONI DI CUI TRATTASI , SE L ' ESPRESSIONE ' ESSERE RAPPRESENTATO . . . SOLO '  VIENE INTESA NEL SENSO CHE IL PROPRIETARIO DELLA MERCE , QUALORA NON FACCIA EGLI STESSO LA DICHIARAZIONE IN DOGANA , POSSA FARSI SOSTITUIRE SOLTANTO DA UNO SPEDIZIONIERE DOGANALE PER L ' ESPLETAMENTO DI QUESTA FORMALITA .    12 L ' ART . 56 DISPONE INFATTI , AL 2* COMMA , CHE AI FINI DELLA DICHIARAZIONE ' E CONSIDERATO PROPRIETARIO DELLA MERCE COLUI CHE LA PRESENTA IN DOGANA OVVERO CHE LA DETIENE AL MOMENTO DELL ' ENTRATA NEL TERRITORIO DOGANALE O DELL ' USCITA DAL TERRITORIO STESSO . . . ' . IL GOVERNO ITALIANO , SIA NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO , SIA NELLE FASI SCRITTA E ORALE DEL PRESENTE PROCEDIMENTO , HA DICHIARATO FORMALMENTE CHE QUESTA DISPOSIZIONE DOVEVA ESSERE INTERPRETATA , ED ERA EFFETTIVAMENTE APPLICATA - QUEST ' ULTIMO PUNTO NON E STATO CONTESTATO DALLA COMMISSIONE - DA PARTE DELLE COMPETENTI AMMINISTRAZIONI ITALIANE NEL SENSO CHE IL PROPRIETARIO DELLA MERCE IL QUALE NON EFFETTUI PERSONALMENTE LA DICHIARAZIONE PUO NON SOLO RICORRERE AD UNO SPEDIZIONIERE PROFESSIONISTA O AD     UNO SPEDIZIONIERE-DIPENDENTE , MA ANCHE CONFERIRE A QUALSIASI PERSONA , E QUINDI , FRA L ' ALTRO , AL TRASPORTATORE E AL DEPOSITARIO DELLA MERCE , L ' INCARICO DI PROVVEDERE A TALE DICHIARAZIONE , PURCHE DETTA PERSONA PRESENTI LA MERCE IN DOGANA O LA DETENGA AL MOMENTO DELLA SUA ENTRATA O DELLA SUA USCITA DAL TERRITORIO DOGANALE . ESSO HA INOLTRE PRECISATO CHE L ' ULTIMA FRASE DELL ' ART . 56 , SECONDO CUI ' RIMANE SALVO , IN OGNI CASO , IL DIRITTO DELLA DOGANA DI ACCERTARE , AD OGNI EFFETTO DEL PRESENTE TESTO UNICO , CHI ABBIA LA PROPRIETA DELLA MERCE OGGETTO DELLE OPERAZIONI DOGANALI ' , NON SIGNIFICA CHE L ' AMMINISTRAZIONE POSSA RIFIUTARE DI RICEVERE LA DICHIARAZIONE DA CHI , PUR NON ESSENDO PROPRIETARIO , DETENGA LA MERCE O LA PRESENTI IN DOGANA , MA HA LO SCOPO DI PERMETTERE ALL ' AMMINISTRAZIONE STESSA DI RENDERE IL PROPRIETARIO SOLIDALMENTE RESPONSABILE COL DICHIARANTE PER I DIRITTI DOGANALI E LE EVENTUALI AMMENDE , COM ' E PRECISATO NELL ' ART . 38 DEL TESTO UNICO .    13 IL GOVERNO ITALIANO HA TENUTO ALTRESI A PRECISARE CHE LA PRASSI AMMINISTRATIVA E TUTTAVIA ORIENTATA NEL SENSO DI UN ESAME PIU MINUZIOSO DELLA DICHIARAZIONE , ALLORCHE QUESTA VIENE FATTA DAL PROPRIETARIO O DAI SOGGETTI ASSIMILATI CHE NON NEL CASO IN CUI VI PROVVEDANO SPEDIZIONIERI PROFESSIONISTI - INDIPENDENTI O DIPENDENTI - IN RAGIONE DELLA QUALIFICAZIONE CHE QUESTI DEVONO POSSEDERE .    14 PRENDENDO ATTO DI TALI DICHIARAZIONI , LA CORTE COSTATA CHE L ' INTERPRETAZIONE DELLE NORME IN QUESTIONE E CONFORME AL TESTO DELLE STESSE . NE CONSEGUE CHE IL PROPRIETARIO DELLA MERCE HA VARIE POSSIBILITA QUALORA INTENDA FAR EFFETTUARE DA UN TERZO LA DICHIARAZIONE IN DOGANA , SENZA DOVERE , COME SOSTIENE LA COMMISSIONE , RICORRERE NECESSARIAMENTE AD UNO SPEDIZIONIERE DOGANALE . LA CIRCOSTANZA CHE LA SOSTITUZIONE POSSA AVVENIRE ATTRAVERSO UNA FINZIONE LEGALE , COME QUELLA CUI SI RIFERISCE L ' ART . 56 , 2* COMMA , DEL TESTO UNICO ( PER LA QUALE E ASSIMILATO AL PROPRIETARIO COLUI CHE PRESENTA LA MERCE IN DOGANA O CHE FA LA DICHIARAZIONE IN QUALITA DI DETENTORE ), OVVERO SULLA BASE DELLA NOZIONE GIURIDICA DI ' RAPPRESENTANZA INDIRETTA '  ( PER CUI IL DICHIARANTE AGISCE PER CONTO DEL PROPRIETARIO , MA IN NOME PROPRIO , ED E SOLIDALMENTE RESPONSABILE COL PROPRIETARIO ) INVECE CHE IN BASE AD UNA PROCURA CONFERITA DAL PROPRIETARIO A QUESTA STESSA PERSONA , NON PUO ESSERE CONSIDERATA COME UN VALIDO INDIZIO DEL FATTO CHE LE FORMALITA DI CUI TRATTASI ABBIANO IL CARATTERE DI MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA .   LA CIRCOSTANZA CHE IL PROPRIETARIO NON POSSA FARSI SOSTITUIRE DA UN PROCURATORE CHE NON SIA DETENTORE DELLA MERCE NE IN GRADO DI PRESENTARLA IN DOGANA , E CHE DEBBA IN TALE IPOTESI RICORRERE AI SERVIZI DI UNO SPEDIZIONIERE INDIPENDENTE O DIPENDENTE , NON PUO NEPPUR ESSA DETERMINARE UNA MISURA D ' EFFETTO EQUIVA    LENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA , POICHE LE ALTRE MODALITA DI DICHIARAZIONE OFFRONO AL PROPRIETARIO STESSO UNA SCELTA EFFETTIVA E RAGIONEVOLE CHE GLI CONSENTE DI EVITARE , SE LO RITENGA CONVENIENTE , LA NECESSITA DI RICORRERE AD UNO SPEDIZIONIERE PROFESSIONISTA .    15 LA COMMISSIONE FA TUTTAVIA VALERE , IN SECONDO LUOGO , CHE DETERMINA UNA MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA ANCHE LA CIRCOSTANZA PER CUI I DICHIARANTI DIVERSI DAL PROPRIETARIO STESSO , QUANDO NON SIANO SPEDIZIONIERI , POSSONO EFFETTUARE LA DICHIARAZIONE SOLTANTO IN NOME PROPRIO , NON GIA COME MANDATARI DEL PROPRIETARIO DELLA MERCE , E RISPONDONO DI CONSEGUENZA PERSONALMENTE - E , SE DEL CASO , IN SOLIDO COL PROPRIETARIO STESSO - DEI DIRITTI E DELLE AMMENDE , MENTRE , DA UNA PARTE , LA RESPONSABILITA PERSONALE DEGLI SPEDIZIONIERI INDIPENDENTI E SOLO SUSSIDIARIA E LIMITATA AL PAGAMENTO DEI MAGGIORI DIRITTI DOVUTI ( ART . 41 DEL TESTO UNICO ) E , DALL ' ALTRA , GLI SPEDIZIONIERI-DIPENDENTI AGISCONO SOTTO LA RESPONSABILITA DEL PROPRIETARIO DELLA MERCE DA ESSI RAPPRESENTATO . LA COMMISSIONE SEMBRA VOLER SOSTENERE CHE I TERZI CUI IL PROPRIETARIO DELLA MERCE FA RICORSO PER L ' ESPLETAMENTO DELLE FORMALITA DOGANALI DOVREBBERO POTER AGIRE IN SUO NOME E PER SUO CONTO , E SENZA ALCUNA RESPONSABILITA PROPRIA NEI CONFRONTI DELL ' AMMINISTRAZIONE , PURCHE SI MANTENGANO ENTRO I LIMITI DEL MANDATO . QUALSIASI OBBLIGO SUPPLEMENTARE COSTITUIREBBE UN OSTACOLO ECCESSIVO PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .    16 A PRESCINDERE DALLA CIRCOSTANZA CHE QUESTO ASPETTO DELLA NORMATIVA ITALIANA NON E STATO PRESO IN ESAME , O QUANTO MENO NON E STATO ESPRESSAMENTE CONSIDERATO , NEL PARERE MOTIVATO O NEL RICORSO , NON SI PUO RITENERE CHE LA DIFFERENZA STABILITA SUL PIANO NAZIONALE TRA IL REGIME DELLA RESPONSABILITA VIGENTE PER COLORO CHE ESERCITANO UN ' ATTIVITA SOTTOPOSTA AD UNA DISCIPLINA PROFESSIONALE E A DETERMINATE ESIGENZE DI QUALIFICAZIONE PROFESSIONALE E QUELLO APPLICATO NEL CASO DI DICHIARANTI CHE NON RISPONDANO A TALI REQUISITI VADA OLTRE I LIMITI DI CIO CHE LE AUTORITA GOVERNATIVE POSSONO CONSIDERARE GIUSTIFICATO DALLA PREOCCUPAZIONE DI GARANTIRE IL CORRETTO ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI IN MATERIA DI DICHIARAZIONE IN DOGANA . D ' ALTRA PARTE , LA COMMISSIONE NON PRECISA NEPPURE IN QUAL MODO TALE DIFFERENZA POSSA COSTITUIRE , ALMENO IN POTENZA , UN OSTACOLO PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .    17 LA COMMISSIONE SOSTIENE INFINE CHE L ' OBBLIGO , IMPOSTO IN VIA DI PRINCIPIO DALL ' ART . 47 , 4* COMMA , DEL TESTO UNICO , DI AVERE LA RESIDENZA IN UN COMUNE COMPRESO NELLA ' CIRCOSCRIZIONE PER LA QUALE RISULTA ABILITATO '  DA ALLO SPEDIZIO    NIERE DOGANALE ' LA FIGURA DI UN RESPONSABILE O DI UN RAPPRESENTANTE SUL TERRITORIO DELLO STATO MEMBRO IMPORTATORE ' , MENTRE L ' IMPOSIZIONE DI UN SIFFATTO RAPPRESENTANTE E STATA ESPRESSAMENTE QUALIFICATA DALL ' ART . 2 , N . 3 , LETT . G ), DELLA DIRETTIVA 22 DICEMBRE 1969 , N . 70/50/CEE ( GU 1970 , N . L 13 , PAG . 29 ) COME MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA .    18 QUESTA TESI NON PUO ESSERE ACCOLTA . SENZA CHE SIA NECESSARIO INTERPRETARE LA RICHIAMATA NORMA DELLA DIRETTIVA N . 70/50 E CHIARIRE LA QUESTIONE DEL SE ESSA RIGUARDI EFFETTIVAMENTE L ' OBBLIGO DI RESIDENZA IMPOSTO DALLA NORMATIVA NAZIONALE AI FINI DELL ' ESPLETAMENTO , DA PARTE DI PROFESSIONISTI , PER CONTO TERZI , DELLE FORMALITA DOGANALI , E SUFFICIENTE RITENERE CHE QUESTO ASPETTO DOVREBBE ESSERE EVENTUALMENTE PRESO IN CONSIDERAZIONE SOLTANTO QUALORA FOSSE PROVATO CHE GLI IMPORTATORI O GLI ESPORTATORI NON ABBIANO , COM ' E STATO SOSTENUTO DALLA COMMISSIONE , ALTRA SCELTA CHE IL RICORSO AD UNO SPEDIZIONIERE PROFESSIONISTA . DALL ' ESAME DELLE CONTESTATE DISPOSIZIONI DEL TESTO UNICO RISULTA TUTTAVIA , CHE , PUR NON DISPONENDO DI UNA LIBERTA ASSOLUTA NELLA SCELTA DEL TERZO DAL QUALE INTENDONO FARSI RAPPRESENTARE AL FINE DI PROVVEDERE ALLA DICHIARAZIONE IN DOGANA , DETTI OPERATORI DISPONGONO DI UNA RAGIONEVOLE LIBERTA DI SCELTA , SUFFICIENTE A FAR RITENERE INFONDATA LA CENSURA RELATIVA ALL ' ESISTENZA DI UNA MISURA D ' EFFETTO EQUIVALENTE AD UNA RESTRIZIONE QUANTITATIVA .    19 DALLE PRECEDENTI CONSIDERAZIONI RISULTA CHE LE CENSURE FORMULATE DALLA COMMISSIONE CON RIFERIMENTO AGLI ARTT . 30 E 34 DEL TRATTATO CEE NON POSSONO RITENERSI FONDATE .   C - SULLA VIOLAZIONE DELL ' ART . 52 DEL TRATTATO   20 LA COMMISSIONE SOSTIENE CHE IL SUMMENZIONATO ART . 48 , LETT . A ), DEL TESTO UNICO VIOLA L ' ART . 52 DEL TRATTATO , AI SENSI DEL QUALE LA LIBERTA DI STABILIMENTO IMPORTA L ' ACCESSO ALLE ATTIVITA INDIPENDENTI E IL LORO ESERCIZIO ALLE CONDIZIONI DEFINITE DALLA LEGISLAZIONE DEL PAESE DI STABILIMENTO NEI CONFRONTI DEI PROPRI CITTADINI .    21 IL GOVERNO ITALIANO CONTESTA QUESTO PUNTO DI VISTA E FA VALERE CHE LA CONDIZIONE DI RECIPROCITA CONTEMPLATA DAL SUDDETTO ART . 48 SI RIFERISCE NECESSARIAMENTE SOLTANTO AI CITTADINI DEI PAESI TERZI , NON CERTO A QUELLI DEGLI ALTRI STATI MEMBRI . IL PRINCIPIO GIURIDICO SECONDO CUI LA LEX SPECIALIS - NELLA FATTISPECIE , ART . 52 DEL TRATTATO - PREVALE SULLA NORMA DI CARATTERE GENERALE - NELLA     FATTISPECIE , ART . 48 DEL TESTO UNICO - ESCLUDEREBBE QUALSIASI DUBBIO IN PROPOSITO . SAREBBE EVIDENTE CHE , ATTUALMENTE , NON SI PUO IPOTIZZARE ALCUNA CONDIZIONE DI RECIPROCITA RELATIVAMENTE ALLA PRESTAZIONE DI SERVIZI , NEI RAPPORTI FRA GLI STATI MEMBRI , NE AL RIGUARDO SUSSISTEREBBE ALCUNA INCERTEZZA PRESSO GLI OPERATORI ECONOMICI INTERESSATI .   LA COMMISSIONE AVREBBE DEL RESTO RICONOSCIUTO CHE L ' APPLICAZIONE DATA IN ITALIA ALL ' ART . 48 , LETT . A ), DEL TESTO UNICO E CONFORME AL TRATTATO . IL GOVERNO ITALIANO AGGIUNGE DI AVER INOLTRE INDICATO , NELLA RISPOSTA AL PARERE MOTIVATO , CHE ' SARA COMUNQUE PROVVEDUTO AD UNA PRECISAZIONE LEGISLATIVA ' .    22 LA TESI DEL GOVERNO ITALIANO NON PUO ESSERE ACCOLTA . VA TENUTO CONO DEL FATTO CHE , BENCHE IN MATERIA LA SITUAZIONE OBIETTIVA SIA CHIARA , NEL SENSO CHE L ' ART . 52 DEL TRATTATO HA EFFICACIA DIRETTA NELL ' ORDINAMENTO GIURIDICO ITALIANO , CIO NON TOGLIE CHE - COME E STATO RITENUTO DA QUESTA CORTE NELLA SENTENZA 4 APRILE 1974 ( CAUSA 167/73 , COMMISSIONE C/REPUBBLICA FRANCESE , RACC , 1974 , PAG . 359 ) - LA PERMANENZA , NELLA LEGISLAZIONE DI UNO STATO MEMBRO , DI UN TESTO INCOMPATIBILE COL TRATTATO DETERMINA , CON IL MANTENERE UNO STATO DI INCERTEZZA CIRCA LA POSSIBILITA DI FARE APPELLO AL DIRITTO COMUNITARIO , UNA SITUAZIONE DI FATTO AMBIGUA PER GLI INTERESSATI . IL FATTO CHE LA DISPOSIZIONE DI CUI TRATTASI SIA STATA MANTENUTA IN VIGORE SENZA ALCUNA MODIFICA COSTITUISCE QUINDI UN OSTACOLO PER LA LIBERTA DI STABILIMENTO . IL GOVERNO ITALIANO , DEL RESTO , HA AMMESSO LA NECESSITA DI PORRE FINE A TALE AMBIGUITA , ASSICURANDO , NELLA LETTERA 24 APRILE 1978 , CON LA QUALE RISPONDEVA AL PARERE MOTIVATO , CHE SAREBBE STATO BEN PRESTO PROVVEDUTO ' A PROMUOVERE L ' EMANAZIONE DI UN PROVVEDIMENTO LEGISLATIVO '  PER LE NECESSARIE PRECISAZIONI , ANCHE SE FINORA NON HA DATO SEGUITO A TALE IMPEGNO .    23 CONSIDERATO QUANTO PRECEDE , E D ' UOPO DICHIARARE CHE , MANTENENDO INVARIATO L ' ART . 48 , LETT . A ), DEL TESTO UNICO , SENZA STABILIRE ALCUNA DEROGA , PER QUANTO RIGUARDA LA CONDIZIONE DI RECIPROCITA , A FAVORE DEI CITTADINI DEGLI ALTRI STATI MEMBRI , LA REPUBBLICA ITALIANA A VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DALL ' ART . 52 DEL TRATTATO CEE ; PER IL RESTO , IL RICORSO VA RESPINTO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  24 AI SENSI DELL ' ART . 69 , PAR  3 , DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA , SE LE PARTI SOCCOMBONO RISPETTIVAMENTE SU UNO O PIU CAPI , LA CORTE PUO COMPENSARE LE SPESE . POICHE LA COMMISSIONE E LA REPUBBLICA ITALIANA SONO RIMASTE SOCCOMBENTI CIASCUNA SU UN CAPO DELLA DOMANDA , SI PROCEDERA ALLA COMPENSAZIONE DELLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE  DICHIARA E STATUISCE :   1* MANTENENDO INVARIATO L ' ART . 48 , LETT . A ), DEL TESTO UNICO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE IN MATERIA DOGANALE APPROVATO CON DPR 23 GENNAIO 1973 , N . 43 , SENZA STABILIRE ALCUNA DEROGA , PER QUANTO RIGUARDA LA CONDIZIONE DI RECIPROCITA , A FAVORE DEI CITTADINI DEGLI ALTRI STATI MEMBRI , LA REPUBBLICA ITALIANA E VENUTA MENO AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DALL ' ART . 52 DEL TRATTATO CEE .   2* PER IL RESTO , IL RICORSO E RESPINTO .   3* LE SPESE SONO COMPENSATE .