CELEX: 62018TN0437
Language: it
Date: 2018-07-13 00:00:00
Title: Causa T-437/18: Ricorso proposto il 13 luglio 2018 — Tilly-Sabco/Commissione

8.10.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 364/15
            
         
      Ricorso proposto il 13 luglio 2018 — Tilly-Sabco/Commissione
      (Causa T-437/18)
      (2018/C 364/16)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Tilly-Sabco (Guerlesquin, Francia) (rappresentanti: R. Milchior e S. Charbonnel, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  dichiarare ricevibile il ricorso per risarcimento della ricorrente del regolamento di esecuzione (UE) n. 689/2013 della Commissione, del 18 luglio 2013, recante fissazione delle restituzioni all’esportazione nel settore del pollame a zero (GUUE L 196/13 del 19 luglio 2013);
               
            
                  —
               
               
                  dichiarare la Commissione debitrice nei confronti della ricorrente della somma di EUR 3 238 000, in via principale, di cui:
               
            
                  —
               
               
                  EUR 2 848 000 pari alle restituzioni non percepite a titolo delle vendite realizzate durante il periodo 19 luglio-31 dicembre 2013;
               
            
                  —
               
               
                  EUR 390 000 di restituzioni relative al mancato guadagno connesso alla non-realizzazione di 3 550 tonnellate complementari di vendite verso i paesi del Medio Oriente durante il medesimo periodo;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione a pagare la somma di EUR 3 238 000, in via principale;
               
            
                  —
               
               
                  rivalutata con interessi compensativi, a decorrere dal 20 settembre 2017 e fino alla pronuncia della sentenza nella presente causa, al tasso d’inflazione annuo constatato, per il periodo di cui trattasi, dall’Eurostat (Ufficio statistico dell’Unione europea) nello Stato membro in cui tale società ha sede;
               
            
                  —
               
               
                  maggiorata di interessi di mora, a decorrere dalla pronuncia della presente sentenza e fino a pagamento integrale, al tasso fissato dalla Banca centrale europea (BCE) per le sue operazioni principali di rifinanziamento, maggiorato di due punti percentuali;
               
            
                  —
               
               
                  autorizzare la ricorrente a modificare la sua memoria e le sue domande nell’ipotesi in cui la Commissione adottasse un regolamento di esecuzione che sostituisca il regolamento 689/2013 prima della fine della fase scritta del procedimento nel presente ricorso;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alle spese del presente ricorso.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce tre motivi corrispondenti alle tre condizioni sostanziali del ricorso per risarcimento, che, nel caso di specie, sarebbero cumulativamente soddisfatte, vale a dire la sussistenza dell’evento dannoso che corrisponde all’illiceità del comportamento addebitato, di un danno e di un nesso di causalità tra l’evento dannoso e il danno.
      In primo luogo, la ricorrente ritiene che l’adozione da parte della Commissione del regolamento di esecuzione (UE) n. 689/2013 della Commissione, del 18 luglio 2013, recante fissazione delle restituzioni all’esportazione nel settore del pollame (GU 2013, L 196, pag. 13), annullato dalla Corte di giustizia con la sua sentenza del 20 settembre 2017, Tilly-Sabco/Commissione (C-183/16 P, EU:C:2017:704), costituisca una violazione del diritto dell’Unione tale da dimostrare l’esistenza di una violazione sufficientemente qualificata.
      In secondo luogo, essa considera che la Commissione, adottando illegittimamente un atto che fissava a zero l’importo delle restituzioni sulle vendite di polli congelati verso alcuni paesi non appartenenti alla zona UE, abbia commesso una violazione sufficientemente qualificata costitutiva di un evento dannoso che ha creato un danno certo ed effettivo nei suoi confronti. Tale danno consisterebbe, secondo la ricorrente, nel fatto di non aver beneficiato delle restituzioni fino alla data del 31 dicembre 2013.
      In terzo luogo, la società ricorrente eccepisce che essa avrebbe diritto a chiedere l’indennizzo della perdita subita relativa alla cancellazione illegittima delle restituzioni per il periodo dal 19 luglio 2013 al 31 dicembre 2013. Il comportamento illecito della Commissione sarebbe stato pertanto la causa determinante del danno che essa avrebbe asseritamente subito e, quindi, sussisterebbe un nesso immediato e diretto tra tale fatto illecito e il suddetto danno.