CELEX: 31986D0283
Language: it
Date: 1986-06-30 00:00:00
Title: Decisione del Consiglio del 30 giugno 1986 relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità economica europea

Avis juridique important

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31986D0283

86/283/CEE: Decisione del Consiglio del 30 giugno 1986 relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità economica europea  

Gazzetta ufficiale n. L 175 del 01/07/1986 pag. 0001 - 0110

DECISIONE DEL CONSIGLIO  del 30 giugno 1986 relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità  economica europea (86/283/CEE)IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il  trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 136, visto  l'accordo interno relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità, firmato a  Bruxelles il 19 febbraio 1985, qui di seguito denominato «accordo interno», visto il progetto  presentato dalla Commissione, visto il parere del Parlamento europeo  (1), considerando che è  necessario stabilire per un nuovo periodo di cinque anni le disposizioni da applicare  all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità economica europea, in appresso  denominati «paesi e territori»; che queste disposizioni si applicano ai territori della Repubblica  francese, ai paesi e territori del Regno Unito, ai paesi del Regno dei Paesi Bassi e, in parte,  alla Groenlandia in applicazione del trattato, firmato a Bruxelles il 13 marzo 1984, che modifica,  per quanto concerne la Groenlandia, i trattati che istituiscono le Comunità europee; considerando  che queste disposizioni rientrano nel contesto degli sforzi compiuti dalla Comunità economica  europea per contribuire, in particolare mediante la terza convenzione ACP-CEE firmata a Lomé l'8  dicembre 1984, in appresso denominata «convenzione», alla co-   operazione internazionale ed alla  soluzione dei problemi internazionali d'ordine economico, sociale, intellettuale ed umanitario  compatibilmente con le aspirazioni della comunità internazionale per un nuovo ordine economico  internazionale più giusto e più equilibrato; considerando che le necessità di sviluppo dei paesi e  territori e le esigenze della promozione del loro sviluppo industriale giustificano il mantenimento  della possibilità di riscuotere dazi doganali e di stabilire restrizioni quantitative; considerando  che, per quanto riguarda il rum, l'arack e il tafia, della sottovoce 22.09 C I della tariffa  doganale comune, si devono prevedere disposizioni particolari; considerando che è utile, date le  caratteristiche dell'economica della maggior parte dei paesi e territori e tenendo conto  dell'esperienza acquisita, far beneficiare d'ora in poi i paesi e territori di taluni degli  strumenti di cui beneficiano gli Stati ACP, quali il centro tecnico per la cooperazione agricola e  rurale ed il centro per lo sviluppo industriale, mediante contributo finanziario concesso ai paesi  e territori; considerando che il contributo comunitario per risolvere i problemi d'ordine economico  e sociale dei paesi e territori da un lato e degli Stati ACP dall'altro, incita la Comunità ad  intensificare maggiormente le relazioni tra paesi e territori e Stati ACP, nei diversi settori  della cooperazione regionale, agricola, industriale, energetica, culturale, sociale, finanziaria e  tecnica; considerando che l'articolo 288 della convenzione prevede la possibilità per un paese o  territorio di cui alla parte quarta del trattato, divenuto indipendente, di acce        dere alla  convenzione; che è pertanto necessario prevedere la possibilità di adattare la presente decisione;  considerando che l'articolo 1 dell'accordo interno prevede che, nel caso in cui un paese o  territorio divenuto indipendente acceda alla convenzione, gli importi dell'aiuto finanziario sulle  risorse del Fondo europeo di sviluppo previsti per i paesi e territori siano diminuiti e gli  importi previsti per gli Stati ACP siano aumentati corrispondentemente con decisione del Consiglio;  considerando che, per facilitare l'applicazione futura di tale disposizione e per garantire la  massima equità nell'assegnazione dell'aiuto finanziario, occorre procedere ad una ripartizione fra,  da un lato, i paesi e territori della Repubblica francese e, dall'altro, i paesi e territori del  Regno dei Paesi Bassi ed, infine, i paesi e territori del Regno Unito; considerando che la presente  decisione lascia del tutto impregiudicato il regime speciale stabilito per l'importazione dei  prodotti in provenienza dai paesi e territori in Spagna e in Portogallo che figurano nell'allegato  della decisione 86/47/CEE  (1),DECIDE: Articolo 1La presente decisione ha lo  scopo di facilitare lo sviluppo economico, culturale e sociale e di rafforzare le strutture  economiche dei paesi e territori elencati nell'allegato I, in particolare mediante lo sviluppo  degli scambi commerciali, delle relazioni economiche e della cooperazione agricola e industriale  fra la Comunità e i paesi e territori, mediante un contributo alla salvaguardia degli interessi di  quei paesi e territori la cui economia dipende in misura rilevante dall'esportazione di prodotti di  base e mediante l'attuazione di interventi finanziari e di cooperazione tecnica. Articolo 2La  prima parte della presente decisione ha lo scopo di definire i settori della cooperazione nei  quali, conformemente alle disposizioni della decisione, può essere accordata un'assistenza  finanziaria e tecnica ai PTOM che figurano nell'allegato I. PRIMA PARTE I SETTORI DELLA  COOPERAZIONE CEE-PTOM TITOLO I SVILUPPO AGRICOLO E RURALE, CONSERVAZIONE DELLE RISORSE NATURALI  Capitolo  1 Cooperazione agricola e sicurezza alimentare Articolo 3La cooperazione nel settore  agricolo e rurale, cioè l'agricoltura, l'allevamento, la pesca e la silvicoltura, si prefigge in  particolare di:-  sostenere gli sforzi dei paesi e territori per aumentare il loro livello di  autoapprovvigionamento alimentare, segnatamente rafforzando la loro capacità di fornire alle  rispettive popolazioni un'alimentazione sufficiente e di assicurare loro un soddisfacente livello  nutritivo;-  rafforzare la sicurezza alimentare sul piano sia locale che regionale ed  interregionale;-  garantire alle popolazioni rurali redditi che consentano di migliorarne in modo  significativo il tenore di vita;-  promuovere un'attiva partecipazione delle popolazioni rurali al  proprio sviluppo organizzando le comunità rurali in associazioni ed inserendo meglio il   contadino  nel circuito economico nazionale ed internazionale;-  creare nell'ambiente rurale condizioni ed un  contesto di vita soddisfacenti, soprattutto sviluppando attività socioculturali;-  migliorare la  produttività rurale, in particolare col trasferimento di idonee tecnologie e con un razionale  sfruttamento delle risorse vegetali ed animali;-  ridurre le perdite dopo i raccolti;-   diversificare le attività rurali creatrici di posti di lavoro e sviluppare le attività di sostegno  della produzione;-  valorizzare le produzioni mediante la trasformazione in loco dei prodotti  dell'agricoltura, dell'allevamento, della pesca e della silvicoltura;-  garantire un migliore  equilibrio tra le produzioni agricole connesse con l'alimentazione e le produzioni destinate  all'esportazione;-  sviluppare una ricerca agronomica adattata alle condizioni naturali e umane del  paese e della regione e rispondente all'esigenza di divulgazione;    -  preservare, nell'ambito  degli obiettivi precitati, l'ambiente naturale. Articolo 41.    Le azioni che permettono di  conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 3 devono assumere forme per quanto possibile diverse e  concrete, sul piano sia locale che regionale ed interregionale. 2.    Esse sono ideate ed eseguite  per attuare le politiche e le strategie definite dalle autorità competenti dei paesi e territori, e  nel rispetto delle loro priorità. 3.    La cooperazione agricola sostiene tali politiche e  strategie conformemente alle disposizioni della presente decisione. Articolo 51.    Lo sviluppo  della produzione passa attraverso l'intensificazione delle produzioni vegetali ed animali ed  implica:-  il miglioramento dei modi di sfruttamento di colture pluviali che preservino la  fertilità dei suoli;-  lo sviluppo delle colture irrigue, in particolare mediante impianti  idroagricoli di vari tipi (idraulica di villaggio, regimazione idrica dei corsi d'acqua e  sistemazione dei comprensori), che permettano l'utilizzazione ottimale e la gestione economica  dell'acqua da parte degli agricoltori e delle collettività locali; le azioni consisteranno inoltre  nel ripristino degli impianti esistenti;-  il miglioramento e l'ammodernamento di tecniche di  coltura, nonché una migliore utilizzazione dei fattori di produzione (varietà e razze migliorate,  materiale agricolo, concimi, prodotti sanitari);-  nel settore dell'allevamento, il miglioramento  dell'alimentazione del bestiame (gestione più adeguata dei pascoli, sviluppo della produzione di  foraggi, moltiplicazione e ripristino delle fonti idriche) e delle sue condizioni sanitarie,  compreso lo sviluppo delle infrastrutture a tal fine necessarie;-  una migliore associazione  dell'agricoltura e dell'allevamento;-  nel settore della pesca, l'ammodernamento delle condizioni  di sfruttamento delle risorse della pesca e lo sviluppo della acquacoltura. 2.    Lo sviluppo della  produzione presuppone inoltre:-  l'espansione delle attività secondarie e terziarie a sostegno  dell'agricoltura, quali la fabbricazione, l'ammodernamento e la promozione di attrezzature agricole  e rurali, nonché di fattori di produzione, ed eventualmente la loro importazione;-  la  realizzazione e/o il potenziamento di sistemi di credito agricolo adeguati alle condizioni locali  per agevolare agli agricoltori l'accesso ai fattori di produzione;-  l'incoraggiamento di tutte le  politiche e misure di incentivazione a favore dei produttori, adeguate alle condizioni locali, per  una maggiore produttività e per migliori redditi degli agricoltori. Articolo 6Per valorizzare le  produzioni, la cooperazione agricola contribuisce a garantire:-  mezzi adeguati di conservazione ed  appropriate strutture di magazzinaggio a livello dei produttori;-  una lotta efficace contro  malattie, i predatori e le altre cause di perdite di produzione;-  un dispositivo di  commercializzazione primaria basato su un'organizzazione adeguata dei produttori che disponga dei  necessari mezzi finanziari e materiali, nonché sugli opportuni mezzi di comunicazione;-  un  funzionamento agevole dei circuiti commerciali che tenga conto di ogni forma di iniziativa pubblica  o privata e consenta l'approvvigionamento dei mercati locali, delle aree deficitarie del paese e  dei mercati urbani, al fine di ridurre la dipendenza dall'esterno;-  meccanismi che consentano di  evitare sia le interruzioni di approvvigionamento (costituzione di scorte di sicurezza) sia le  fluttuazioni erratiche dei prezzi (scorte di intervento);-  la trasformazione, il condizionamento e  la commercializzazione dei prodotti mediante, in particolare, lo sviluppo di unità artigianali ed  agroindustriali per adattarli all'evoluzione del mercato. Articolo 7Le azioni di promozione del  mondo rurale riguardano:-  l'organizzazione dei produttori in associazioni o collettività al fine  di consentire loro di approfittare al massimo dei mercati, degli investimenti e delle attrezzature  di interesse comune;-  lo sviluppo di attività socioculturali (sanità, istruzione, cultura, ecc.)  indispensabili per migliorare il contesto di vita del mondo rurale;-  la formazione degli  agricoltori mediante divulgazioni ed inquadramenti adeguati;      -  il miglioramento delle  condizioni di formazione dei formatori a tutti i livelli. Articolo 8La cooperazione nel settore  della ricerca agricola contribuisce:-  a sviluppare, nei paesi e territori, capacità locali e  regionali di ricerca adeguate alle condizioni naturali e socioeconomiche locali della produzione  vegetale ed animale;-  in particolare a migliorare le varietà e le razze, la qualità nutritiva dei  prodotti e il loro condizionamento, la messa a punto di tecnologie e procedimenti a portata dei  produttori;-  a migliorare la diffusione dei risultati della ricerca ottenuti in un paese o  territorio, in uno Stato ACP o non ACP e applicabili in altri paesi o territori o Stati ACP;-  a  divulgare i risultati di tale ricerca presso il maggior numero possibile di utilizzatori. Articolo  9Le azioni di cooperazione agricola vengono eseguite secondo le modalità e procedure fissate per  la cooperazione finanziaria e tecnica ed in questo ambito esse possono riguardare anche: 1)  a  titolo della cooperazione tecnica:-  scambi di informazioni tra la Comunità, i paesi e territori e  gli Stati ACP, nonché fra paesi e territori e Stati ACP (sull'utilizzazione dell'acqua, i sistemi  d'intensificazione delle produzioni, i risultati della ricerca, ecc.);-scambi di esperienze fra  professionisti del credito e del risparmio, delle cooperative, della mutualità, dell'artigianato,  della piccola industria in zona rurale, ecc.; 2)  a titolo della cooperazione finanziaria:-la  fornitura di fattori di produzione;-il sostegno agli organismi di regolazione dei mercati, in  funzione di un'impostazione coerente dei problemi in materia di produzione e  commercializzazione;-la partecipazione alla costituzione di fondi per i sistemi di credito  agricolo;-l'apertura di linee di credito a favore di organizzazioni professionali agricole, di  artigiani e piccoli industriali rurali, in funzione delle loro attività (approvvigionamento,  commercializzazione primaria, costituzione di scorte, ecc.) ed a beneficio delle associazioni che  attuano azioni tematiche;-sostegno all'associazione di mezzi industriali e di capacità  professionali nei paesi e territori e nella Comunità, nell'ambito di unità artigianali o  industriali per la fabbricazione di fattori di produzioni e di materiali, per la manutenzione, il  condizionamento, il magazzinaggio, il trasporto, la trasformazione dei prodotti, ecc. Articolo  101.    Le azioni della Comunità a favore della sicurezza alimentare dei paesi e territori sono  realizzate nell'ambito delle strategie o delle politiche alimentari delle autorità competenti dei  paesi e territori interessati e degli obiettivi di sviluppo che esse definiscono.Esse sono  realizzate, in coordinamento con gli strumenti della presente convenzione, nel contesto delle  politiche della Comunità e delle misure che rientrano in queste ultime, nel rispetto degli impegni  internazionali della medesima. 2.    In questo contesto può essere attuata una programmazione  pluriennale indicativa con le autorità competenti dei paesi e territori che lo desiderino, per  consentire una migliore prevedibilità del loro approvvigionamento alimentare.  Articolo11Nell'attuazione delle disposizioni del presente capitolo viene rivolta particolare  attenzione, a richiesta delle competenti autorità dei paesi e territori meno sviluppati, alle  specifiche difficoltà di tali paesi e territori per attuare le politiche o strategie da esse  definite per accrescere la propria autosufficienza alimentare e la propria sicurezza alimentare. In  questo contesto, la cooperazione riguarda in particolare i settori della produzione (compreso  l'approvvigionamento di fattori di produzione), dei trasporti, della commercializzazione, del  condizionamento e della creazione di infrastrutture di immagazzinaggio. Articolo 12A richiesta  delle autorità competenti dei paesi e territori, questi ultimi possono beneficiare dei servizi del  centro tecnico per la cooperazione agricola e rurale i cui obiettivi e le cui mansioni sono  elencati all'articolo 37 della convenzione. Gli eventuali costi degli interventi del centro a  favore dei paesi e territori richiedenti sono finanziati mediante le risorse previste all'articolo  128 per la zona, delle tre indicate, a cui appartengono detti paesi e territori.    Capitolo 2  Cooperazione in materia di prodotti di base agricoli Articolo 13In considerazione della  situazione di estrema dipendenza delle economie di gran parte dei paesi e territori dalle  esportazioni di prodotti di base agricoli e dato il deterioramento della posizione delle  esportazioni provenienti dai paesi e territori constatato sui mercati di tali prodotti e connesso  alle fluttuazioni eccessive dei loro prezzi sul mercato mondiale, la cooperazione con i paesi e  territori in questo settore è proseguita, rafforzata ed intensificata. Articolo 14A tal fine, nel  settore dei prodotti agricoli di base, la cooperazione deve essere concepita ed attuata a sostegno  delle politiche o strategie definite dalle autorità competenti dei paesi e territori e mirare in  particolare a:-  sostenere l'azione dei paesi e territori diretta a ristabilire e migliorare le  condizioni di produzione e commercializzazione e comportante sforzi in materia di ricerca,  formazione, investimento, approvvigionamento, produzione di fattori di produzione, divulgazione  nonché altre attività in settori quali il credito, l'immagazzinamento e la conservazione, i  trasporti, ecc.;-  aiutare la diversificazione della produzione nell'intento di ridurre la  dipendenza dall'esterno e permettere un maggiore adattamento alla domanda del mercato;-   incoraggiare la trasformazione locale atta a creare un valore aggiunto in condizioni economicamente  valide;-  suscitare azioni specifiche volte a facilitare la commercializzazione dei prodotti dei  paesi e territori;-  contribuire alla formazione degli operatori dei paesi e territori per meglio  utilizzare i vari meccanismi dei mercati internazionali dei prodotti di base;-  stimolare e  stabilizzare il settore dei prodotti di base agricoli all'interno delle economie dei paesi e  territori;-  incoraggiare un maggior flusso di investimenti privati in questo settore. Articolo  15Si conseguono tali obiettivi:a)  facilitando la realizzazione degli obiettivi della presente  decisione nel settore dei prodotti agricoli di base;b)adoperandosi per creare le condizioni più  propizie per lo sviluppo della produzione e il miglioramento della commercializzazione;c)impiegando  giudiziosamente i vari strumenti e risorse della presente decisione che possono servire a questo  settore. TITOLO II SVILUPPO DELLA PESCA Articolo 16Per favorire lo sviluppo dello sfruttamento  delle risorse ittiche dei paesi e territori, il settore della pesca beneficia di tutti i meccanismi  di assistenza e cooperazione previsti dalla presente decisione ed in particolare dell'assistenza  finanziaria e tecnica, secondo le modalità stabilite nel titolo II della seconda parte della  presente decisione. Gli obiettivi prioritari di tale cooperazione sono i seguenti:-  incoraggiare  lo sfruttamento razionale delle risorse ittiche dei paesi e territori e delle risorse d'alto mare  per le quali i paesi e territori e la Comunità hanno interessi comuni;-aumentare il contributo  della pesca allo sviluppo rurale valorizzando il ruolo della pesca in materia di rafforzamento  della sicurezza alimentare e di miglioramento dell'alimentazione e del livello di vita  rurale;-aumentare il contributo della pesca allo sviluppo industriale grazie all'aumento delle  catture, della produzione e dell'esportazione. La gestione e lo sviluppo della pesca possono  basarsi sulla promozione di azioni di cooperazione regionale. Sviluppate in conformità del regime  giuridico specifico di ciascun territorio, queste cooperazioni costituiscono applicazioni del  titolo VII della prima parte della presente decisione.                Articolo 17Conformemente  agli obiettivi e principi enunciati all'articolo 16 l'aiuto della Comunita allo sviluppo della  pesca comprende fra l'altro un sostegno ai seguenti settori:a)  la produzione dei prodotti della  pesca, compreso l'acquisto di navi, attrezzatura e materiale per la pesca, lo sviluppo  dell'infrastruttura necessaria alle comunità rurali di pescatori e all'industria della pesca, ed il  sostegno ai progetti di acquacoltura, in particolare mediante l'apertura di speciali linee di  credito a favore di adeguate istituzioni dei paesi e territori incaricate di far pervenire i  prestiti alle persone interessate;b)la gestione e la protezione delle attività di pesca, compresa  la valutazione delle riserve ittiche e del potenziale dell'acquacoltura; il miglioramento della  gestione e del controllo dell'ambiente e lo sviluppo della       capacità delle autorità competenti  dei paesi e territori di gestire le risorse ittiche delle zone economiche esclusive situate al  largo delle coste dei PTOM;c)la trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della pesca,  compreso lo sviluppo delle attrezzature e delle operazioni di trasformazione, cattura,  distribuzione e commercializzazione; la riduzione delle perdite successive alla cattura e la  promozione di programmi volti ad incrementare l'uso del pesce e dell'alimentazione a base di  prodotti della pesca;d)le esigenze di formazione dei cittadini dei paesi e territori in tutti i  settori della pesca, dello sviluppo e potenziamento delle capacità di ricerca dei paesi e  territori. Articolo 18La conservazione e l'utilizzazione ottimale delle risorse biologiche marine  sono realizzate cooperando o direttamente o su base regionale o, all'occorrenza, tramite  organizzazioni internazionali. TITOLO III SVILUPPO INDUSTRIALE Articolo 19Poiché  l'industrializzazione svolge una funzione motrice per la promozione di uno sviluppo economico e  sociale equilibrato e diversificato e per la creazione di condizioni favorevoli all'autonomia  collettiva dei paesi e territori, è promosso lo sviluppo industriale nei paesi e territori per  offrire loro un quadro che possa potenziare i loro sforzi di sviluppo ed aumentare la loro  partecipazione al commercio mondiale. Articolo 20La cooperazione industriale tra la Comunità ed i  paesi e territori mira, in particolare, a sfruttare pienamente, modernizzando le loro società, le  risorse umane e naturali dei paesi e territori, creare posti di lavoro, generare e diffondere il  reddito, facilitare il trasferimento e l'adattamento delle tecnologie alle condizioni ed esigenze  specifiche dei paesi e territori e favorire le complementarità tra i vari settori industriali, come  pure tra questi e il settore rurale, per utilizzarne appieno le potenzialità e promuovere nuove  relazioni di complementarità dinamica nel settore industriale tra la Comunità ed i paesi e  territori. La cooperazione industriale tiene conto della necessità di creare e rafforzare  condizioni ambientali economiche, tecniche, sociali ed istituzionali propizie all'industrializ-  zazione. Tale cooperazione pone l'accento sullo sviluppo di qualsiasi tipo di industrie  appropriate, sulla formazione e sulla cooperazione tra imprese degli Stati membri della Comunità e  quelle dei paesi e territori. Nel perseguire questi obiettivi sono attuate, oltre alle disposizioni  specifiche concernenti la cooperazione industriale, quelle relative al regime degli scambi, alla  promozione commerciale dei prodotti dei paesi e territori ed agli investimenti privati. Articolo  21Per l'attuazione della cooperazione industriale, la Comunità contribuisce alla realizzazione dei  programmi, progetti ed azioni che le sono presentati ad iniziativa o con l'accordo delle autorità  competenti dei paesi e territori. Essa si serve a tal fine di tutti i mezzi previsti nella presente  decisione e segnatamente di quelli di cui dispone per la cooperazione finanziaria e tecnica, in  particolare dei mezzi di competenza della Banca europea per gli investimenti, di seguito denominata  «Banca», fatte salve le azioni dirette ad aiutare i paesi e territori a mobilitare finanziamenti da  altre fonti. L'attuazione di programmi, progetti ed azioni di cooperazione industriale comportanti  un finanziamento della Comunità è effettuata in conformità delle disposizioni del titolo II della  parte seconda della presente decisione, tenendo conto delle caratteristiche proprie agli interventi  nel settore industriale. Articolo 22La Comunità offre ai paesi e territori il proprio appoggio  per migliorare il loro quadro istituzionale, rafforzare gli organismi di finanziamento, creare,  rinnovare o migliorare le infrastrutture connesse con l'industria e sostenere i loro sforzi diretti  all'integrazione delle strutture industriali e dei mercati regionali e interregionali. Articolo  23In base alla richiesta delle autorità competenti di un paese o territorio, la Comunità fornisce  l'assistenza necessaria richiesta nel settore della formazione industriale a tutti i livelli e in  particolare per la valutazione delle esigenze di formazione industriale e l'elaborazione di  programmi corrispondenti, la creazione e il funzionamento di istituzioni del paese o territorio o  regionali di formazione industriale, la formazione di cittadini dei paesi e territori in  istituzioni appropriate, la formazione sul luogo di lavoro, sia nella Comunità che nei paesi e  territori, nonché la cooperazione tra istituzioni di formazione industriale della Comunità e dei  paesi e territori, tra istituzioni di formazione industriale dei paesi e territori e tra queste  ultime e quelle di altri paesi in sviluppo.    Articolo 24La Comunità apporta il proprio sostegno  alla creazione ed espansione di qualsiasi tipo di imprese vitali che le autorità competenti dei  paesi e territori considerino importanti per i loro obiettivi di sviluppo. La Comunità ed i paesi e  territori pongono un accento particolare sul rinnovamento, la rivalorizzazione, il risanamento o la  ristrutturazione delle capacità industriali esistenti e vitali, ma provvisoriamente non operanti o  non performanti, come pure sulla manutenzione di impianti ed imprese e, a tal fine, la cooperazione  industriale concerne segnatamente l'assistenza all'avviamento o al rinnovamento delle imprese e la  formazione corrispondente, a tutti i livelli. Particolare attenzione è accordata:-  alle industrie  di trasformazione interna delle materie prime dei paesi e territori;-alle agro-industrie;-alle  industrie d'integrazione idonee a creare connessioni tra i vari settori dell'economia;-alle  industrie aventi effetti favorevoli sull'occupazione, sulla bilancia commerciale e  sull'integrazione regionale. Il finanziamento da parte della Comunità è assicurato in via  prioritaria da prestiti della Banca sulle sue risorse proprie e da capitali di rischio, che sono i  modi di finanziamenti specifici per le imprese industriali. Articolo 25La Comunità contribuisce  allo sviluppo della cooperazione interaziendale fra i paesi e territori, fra questi ultimi e la  Comunità nonché tra i paesi e territori e gli Stati ACP mediante attività di informazione e di  promozione industriale. Tali attività hanno lo scopo di intensificare lo scambio regolare di  informazioni, organizzare nel settore industriale i necessari contatti tra responsabili delle  politiche industriali, promotori ed operatori economici della Comunità, dei paesi e territori e  degli Stati ACP, effettuare studi in particolare di fattibilità, facilitare la creazione e il  funzionamento di organismi di promozione industriale ed incoraggiare la conclusione di  coinvestimenti, contratti di subappalto e qualsiasi altra forma di cooperazione industriale tra le  imprese degli Stati membri della Comunità, dei paesi e territori e degli Stati ACP. Articolo 26La  Comunità contribuisce alla creazione e allo sviluppo di piccole e medie imprese artigianali,  commerciali, di servizi ed industriali, data la funzione essenziale che esse svolgono nei settori  moderni e informali, attraverso la creazione di un tessuto economico diversificato, nello sviluppo  generale dei paesi e territori e in considerazione dei vantaggi che esse offrono sul piano  dell'acquisizione di competenze professionali, di un trasferimento integrato e adattato di  tecnologie appropriate, nonché di un impiego ottimale della manodopera locale. Essa può anche  contribuire alla valutazione settoriale e all'elaborazione di programmi d'intervento, alla  creazione di infrastrutture appropriate e al rafforzamento e funzionamento di organismi  d'informazione, promozione, inquadramento, formazione, credito o garanzia e di trasferimento di  tecnologie. La Comunità e le autorità competenti dei paesi e territori incoraggiano la cooperazione  e i contatti tra le piccole e medie imprese degli Stati membri, dei paesi e territori e degli Stati  ACP. Articolo 27Allo scopo di aiutare i paesi e territori a sviluppare la loro base tecnologica e  le loro capacità interne di sviluppo scientifico e tecnologico e per facilitare l'acquisizione, il  trasferimento e l'adattamento della tecnologia in condizioni che permettano di trarne il massimo  vantaggio e di ridurre al minimo i costi, gli strumenti della cooperazione finanziaria e tecnica  possono contribuire in particolare:a)  alla creazione ed al rafforzamento di infrastrutture  scientifiche e tecniche connesse con l'industria dei paesi e territori;b)all'elaborazione ed  all'attuazione di programmi di ricerca e sviluppo;c)all'individuazione ed alla creazione di  possibilità di collaborazione tra organismi di ricerca, istituti di studi superiori ed imprese dei  paesi e territori, degli Stati ACP, della Comunità, degli Stati membri e di altri  paesi;d)all'elaborazione ed alla promozione di attività intese a consolidare le tecnologie locali  appropriate e ad acquisire tecnologie straniere adeguate, in particolare quelle di altri paesi in  sviluppo;e)all'individuazione, valutazione ed acquisizione della tecnologia industriale, compreso  il negoziato per l'acquisizione, a condizioni favorevoli, di tecnologie, brevetti ed altre  proprietà industriali straniere, in particolare mediante il finanziamento e/o tramite altre idonee  intese con imprese ed organismi situati nella Comunità;      f)alla fornitura di servizi di  consulenza per l'elaborazione di regolamentazioni che disciplinano il trasferimento della  tecnologia e per la comunicazione delle informazioni disponibili, in particolare per quanto  riguarda le condizioni dei contratti relativi alla tecnologia, i tipi e le fonti di tecnologia  nonché l'esperienza dei paesi e territori e degli altri paesi nell'utilizzazione di talune  tecnologie;g)alla promozione della cooperazione tecnologica tra i pasei e territori, nonché tra  questi ultimi e gli Stati ACP o altri paesi in via di sviluppo, per utilizzare nel miglior modo  tutte le possibilità scientifiche e tecniche particolarmente appropriate che tali paesi e territori  potessero detenere;h)a facilitare per quanto possibile l'accesso e l'utilizzazione delle fonti di  documentazione e di altre fonti di dati disponibili nella Comunità. Articolo 28Per consentire ai  paesi e territori di trarre pieno profitto dal regime degli scambi e dalle altre disposizioni della  presente decisione, sono realizzate azioni di promozione per la commercializzazione dei prodotti  industriali dei paesi e territori, tanto sul mercato della Comunità quanto sugli altri mercati  esteri, anche per stimolare e sviluppare gli scambi di prodotti industriali tra i paesi e  territori, nonché tra questi ultimi e gli Stati ACP. Queste azioni concerneranno in particolare gli  studi di mercato, la commercializzazione, la qualità e la normalizzazione di manufatti, in  conformità degli articoli 124 e 125 e in considerazione degli articoli 48 e 49. Articolo 29A  richiesta delle autorità competenti dei paesi e territori, questi ultimi possono beneficiare dei  servizi del centro per lo sviluppo industriale i cui obiettivi sono definiti all'articolo 71 della  convenzione e le cui mansioni sono elencate all'articolo 72 della convenzione. Gli eventuali costi  degli interventi del centro a favore dei paesi e territori richiedenti sono finanziati mediante le  risorse previste all'articolo 128 per la zona, delle tre indicate, a cui appartengono detti paesi e  territori. Articolo 30Nell'applicazione del presente titolo, la Comunità rivolge particolare  attenzione alle necessità e ai problemi specifici dei paesi e territori meno sviluppati,  particolarmente nei seguenti settori:-  trasformazione delle materie prime;-sviluppo, trasferimento  ed adeguamento di tecnologia;-sviluppo e finanziamento di azioni a favore delle piccole e medie  imprese industriali;-sviluppo delle infrastrutture industriali e delle risorse minerarie ed  energetiche;-formazione adeguata nei settori scientifici e tecnici. Il centro per lo sviluppo  industriale rivolge particolare attenzione ai problemi specifici che si presentano in merito alla  promozione delle attività di industrializzazione nei paesi e territori meno sviluppati. A richiesta  delle autorità competenti di un paese o territorio della categoria dei paesi e territori meno  sviluppati, il centro accorda particolare assistenza per individuare sul posto, istruire, valutare,  preparare, promuovere ed aiutare l'attuazione dei progetti industriali in questo paese o  territorio. TITOLO IV SVILUPPO DEL POTENZIALE MINERARIO EDENERGETICO Articolo 31Data la gravità  della situazione energetica nella maggioranza dei paesi e territori, dovuta in parte alla crisi  provocata in numerosi paesi dalla dipendenza dalle importazioni di prodotti petroliferi, è  opportuno cooperare in questo settore per trovare soluzioni ai loro problemi energetici. Si  attribuisce particolare importanza alla programmazione energetica, alle azioni di conservazione ed  utilizzazione razionale dell'energia, al riconoscimento del potenziale energetico ed alla  promozione, secondo condizioni tecniche ed economiche adeguate, di fonti di energia nuove e  rinnovabili. Articolo 32La Comunità promuove lo sviluppo delle potenzialità energetiche  tradizionli e non tradizionali nonché l'autosufficienza dei paesi e territori e persegue in  particolare gli obiettivi seguenti:a)  favorire lo sviluppo economico grazie alla valorizzazione  delle risorse energetiche locali e regionali;b)migliorare le condizioni di vita nelle zone urbane e  periferiche nonché nelle comunitá rurali tenendo conto del fattore energetico nelle varie azioni di  cooperazione;c)proteggere l'ambiente naturale, riducendo in particolare gli effetti della crescita  demografica sul consumo della biomassa.    Articolo 33Per conseguire gli obiettivi summenzionati,  le azioni di cooperazione energetica possono, a richiesta delle autorità competenti del o dei paesi  e territori interessati, concentrarsi:a)  sulla riunione, analisi e diffusione di informazioni  adeguate;b)sul rafforzamento della gestione e del controllo dei paesi e territori sulle loro  risorse energetiche, conformemente ai loro obiettivi di sviluppo, per permettere loro di valutare  l'offerta e la domanda in materia di energia e per giungere ad una pianificazione energetica  strategica mediante, tra l'altro, un aiuto alla programmazione energetica ed un'assistenza tecnica  ai servizi responsabili dell'impostazione e dell'esecuzione delle politiche  energetiche;c)sull'analisi delle implicazioni, nel settore energetico, dei programmi e progetti di  sviluppo, tenendo conto dei risparmi di energia da realizzare e delle possibilità di sostituzione  delle fonti primarie in particolare ricorrendo alle energie nuove e rinnovabili;d)sull'attuazione  di adeguati programmi di azioni, basati su piccoli e medi progetti di sviluppo energetico;e)sullo  sviluppo del potenziale d'investimento per l'esplorazione e lo sviluppo di fonti di energia locali  e regionali nonché per lo sviluppo di siti di produzione energetica eccezionale che consentano  l'insediamento di industrie ad alta intensità energetica;f)sulla promozione della ricerca,  dell'adeguamento e della diffusione delle tecnologie adeguate nonché della formazione necessaria  per far fronte alle necessità di manodopera nel settore energetico;g)sul potenziamento delle  capacità dei paesi e territori in materia di ricerca e di sviluppo, in particolare per quanto  riguarda le fonti di energia nuove e rinnovabili;h)sul riassetto delle infrastrutture di base  necessarie alla produzione, al trasporto ed alla distribuzione di energia;i)sulla promozione della  cooperazione fra paesi e territori e tra questi ultimi e gli Stati ACP nel settore energetico,  comprese le azioni di cooperazione fra paesi e territori, Stati ACP ed altri Stati vicini  beneficiari di un aiuto della Comunità. Articolo 34La cooperazione mineraria ha lo scopo di  contribuire allo sviluppo del settore minerario dei paesi e territori interessati per garantire una  redditività soddisfacente delle attività minerarie per lo sviluppo globale di tali paesi e  territori. Vengono utilizzati in modo coordinato i diversi mezzi d'azione previsti dalla presente  decisione in questo settore nonché, eventualmente, altri strumenti comunitari. Articolo 35A  richiesta delle autorità competenti di uno o più paesi o territori, la Comunità intraprende azioni  di assistenza tecnica e/o di formazione intese a rafforzare le loro capacità scientifiche e  tecniche nei settori geologico e minerario per consentire loro di sfruttare meglio le conoscenze  disponibili ed orientare di conseguenza i loro programmi di ricerca e di esplorazione. Articolo  36In un intento di diversificazione, la Comunità partecipa eventualmente mediante programmi di  aiuto finanziario e tecnico, agli sforzi dei paesi e territori per la ricerca e l'esplorazione  mineraria a tutti i livelli, sia in terra che sulla piattaforma continentale quale definita dal  diritto internazionale. Se del caso, la Comunità dà inoltre un aiuto tecnico e finanziario per la  creazione nei paesi e territori di fondi di esplorazioni locali o regionali. Articolo 37Al fine  di sostenere gli sforzi per la coltivazione delle risorse minerarie dei paesi e territori, la  Comunità contribuisce a progetti di riassetto, mantenimento, razionalizzazione ed ammodernamento di  unità produttive economicamente valide per renderle più operative e competitive. Essa contribuisce  anche, compatibilmente con le capacità di investimento e di gestione e con l'evoluzione del  mercato, all'individuazione, elaborazione ed attuazione di nuovi progetti validi, compresi quelli  di piccole e medie dimensioni, considerando particolarmente il finanziamento di studi di  fattibilità e di preinvestimento. Essa sostiene anche gli sforzi dei paesi e territori di  rafforzamento delle infrastrutture connesse e coopera all'inserimento delle operazioni minerarie  nel tessuto socioeconomico dei paesi e territori in questione. Articolo 38Gli obiettivi  summenzionati possono essere realizzati con il contributo tecnico e finanziario della Comunità per  aiutare a valorizzare il potenziale minerario ed energetico dei paesi e territori secondo le  modalità proprie a ciascuno strumento di cui dispone e in conformità alle disposizioni della  presente decisione.      Nel settore della ricerca e degli investimenti preparatori all'attuazione  di progetti energetici e minerari, la Comunità può portare un concorso rappresentato da capitali di  rischio eventualmente congiuntamente con apporti di capitali degli Stati membri o dei paesi e  territori interessati ed altre fonti di finanziamento, secondo le modalità fissate all'articolo  131. Le risorse previste da queste disposizioni possono essere completate, in caso di progetti  d'interesse reciproco, da:a)  altre risorse finanziarie e tecniche della Comunità;b)azioni intese  alla mobilitazione di capitali pubblici e privati, compreso il cofinanziamento. Articolo 39La  Banca può, in conformità del suo statuto, impegnare caso per caso le sue risorse proprie oltre  l'importo fissato all'articolo 127 in progetti di investimenti minerari ed energetici riconosciuti  d'interesse reciproco dall'autorità competente del paese o territorio interessato e dalla Comunità.  TITOLO V TRASPORTI E COMUNICAZIONI Articolo 401.    La cooperazione in materia di trasporti è  intesa a sviluppare i trasporti stradali e ferroviari, gli impianti portuali ed i trasporti  marittimi, i trasporti per vie navigabili interne ed i trsporti aerei. 2.    La cooperazione in  materia di comunicazioni è intesa a sviluppare le poste e telecomunicazioni, comprese le  radiocomunicazioni. 3.    La cooperazione in questi settori persegue più particolarmente gli  obiettivi seguenti:a)  la creazione di condizioni che favoriscano la circolazione dei beni, dei  servizi e delle persone su scala locale, regionale ad internazionale;b)la creazione, il  rinnovamento, il mantenimento e lo sfruttamento razionale di sistemi basati su criteri  costo/efficacia che rispondano alle necessità di sviluppo socioeconomico e che siano adeguati alle  necessità degli utilizzatori ed alla situazione economica globale dei paesi e territori;c)una  maggiore complementarietà dei sistemi di trasporti e comunicazioni a livello locale, régionale e  internazionale;d)l'armonizzazione dei sistemi locali favorendone nel contempo l'adeguamento al  progresso tecnologico;e)la riduzione degli ostacoli ai trasporti ed alle comunicazioni tra paesi,  territori e Stati, a livello in particolare delle legislazioni, dei regolamenti e delle procedure  amministrative. Articolo 411.    In tutti i progetti e programmi d'azione in questione si cerca  di assicurare un trasferimento adeguato di tecnologie e know-how. 2.    Viene rivolta un'attenzione  particolare alla formazione dei cittadini dei paesi e territori in materia di pianificazione,  gestione, manutenzione e funzionamento dei sistemi di trasporti e comunicazioni. Articolo 42Nel  quadro dell'assistenza finanziaria e tecnica per i trasporti marittimi, è accordata particolare  attenzione al trasferimento di tecnologie, compreso il trasporto multimodi e quello con containers,  alla promozione delle imprese comuni e, in particolare mediante la formazione professionale,  all'attuazione di infrastrutture giuridiche ed amministrative adeguate e al miglioramento della  gestione portuaria, allo sviluppo del trasporto marittimo tra le isole e delle infrastrutture di  collegamento e a una maggiore cooperazione con gli operatori economici. Per quanto attiene  all'assistenza tecnica per le assicurazioni, si applicano le procedure previste nel quadro dello  sviluppo del commercio e dei servizi. Articolo 43Si può promuovere la cooperazione per la  sicurezza marittima, la sicurezza degli equipaggi e le azioni contro l'inquinamento in tale  settore. Articolo 44Nel settore delle comunicazioni, la cooperazione rivolge particolare  attenzione allo sviluppo tecnologico sostenendo gli sforzi dei paesi e territori intesi a creare e  sviluppare sistemi efficienti. Ciò include studi e programmi concernenti le comunicazioni via  satellite quando ciò sia giustificato da considerazioni di carattere operativo e più  particolarmente a livello regionale e subregionale. La cooperazione comprende anche i mezzi  d'osservazione della terra via satellite nei settori della metereologia e della telerilevazione.  Articolo 45Particolare importanza è accordata alle telecomunicazioni nelle zone rurali per  incoraggiare lo sviluppo economico e sociale di tali zone.    Articolo 46In tutti i settori  relativi ai trasporti ed alle comunicazioni viene rivolta particolare attenzione alle specifiche  esigenze dei paesi e territori meno sviluppati. Articolo 47Le azioni di cooperazione nei settori  dei trasporti e delle comunicazioni vengono attuate secondo le disposizioni e procedure stabilite  nel titolo III della parte seconda della presente decisione.          TITOLO VI SVILUPPO DEL  COMMERCIO E DEI SERVIZI Articolo 48Per conseguire gli obiettivi fissati all'articolo 69, la  Comunità intraprende azioni per lo sviluppo del commercio e dei servizi, dalla fase della  concezione alla fase finale di distribuzione dei prodotti. Scopo di tali azioni è far sì che i  paesi e territori traggano il massimo vantaggio dalle disposizioni della presente convenzione in  materia di cooperazione commerciale, agricola ed industriale e possano partecipare nelle condizioni  più favorevoli ai mercati della Comunità ed ai mercati interni, regionali ed internazionali,  diversificando la gamma ed accrescendo il valore e il volume del commercio di beni e servizi dei  paesi e territori. Articolo 491.    Nell'ambito degli sforzi volti a promuovere lo sviluppo del  commercio e dei servizi, compreso il turismo, oltre allo sviluppo del commercio tra i paesi e  territori, gli Stati ACP e la Comunità, si rivolgerà particolare attenzione alle azioni intese ad  aumentare la capacità dei paesi e territori a sviluppare il commercio fra questi ultimi, nonché fra  i paesi e territori e gli Stati ACP ed a sviluppare la cooperazione regionale sul piano del  commercio e dei servizi.2.    Le azioni intraprese a richiesta delle autorità competenti dei paesi  e territori riguardano principalmente i settori seguenti:-  l'attuazione di una strategia  commerciale coerente,-la formazione e il perfezionamento professionale del personale operante nel  settore del commercio e dei servizi,-la creazione e il potenziamento di organismi che, nei paesi e  territori, si prefiggano lo sviluppo del commercio e dei servizi,-l'intensificazione dei contatti e  degli scambi d'informazione tra operatori economici, compresa la partecipazione a fiere ed  esposizioni,-il sostegno agli sforzi dei paesi e territori per migliorare l'infrastruttura dei  servizi, comprese le attrezzature di trasporto e di magazzinaggio,-il sostegno agli sforzi dei  paesi e territori per migliorare la qualità dei loro prodotti, per adattarli alle esigenze del  mercato e per diversificarne gli sbocchi. 3.    La partecipazione dei paesi e territori meno  sviluppati alle varie attività di sviluppo del commercio e dei servizi, compreso il turismo, è  incoraggiata con disposizioni speciali, in particolare l'assunzione delle spese per lo spostamento  del personale e il trasporto degli oggetti e merci da esporre a fiere ed esposizioni cui  partecipano. Articolo 50La azioni per lo sviluppo del commercio e dei servizi comprendono una  cooperazione specifica nel settore del turismo. Scopo di tale cooperazione è appoggiare gli sforzi  dei paesi e territori intesi a migliorare la prestazione di servizi di questa industria. Viene  rivolta particolare attenzione alla necessità d'integrare il turismo nella vita sociale, culturale  ed economica delle popolazioni, conformemente alle disposizioni degli articoli 67 e 68. Articolo  51Conformemente alle modalità e procedure di cui al titolo III della parte terza della presente  decisione si possono applicare le disposizioni della cooperazione finanziaria e tecnica alle misure  per lo sviluppo del turismo a livello sia nazionale che regionale. Oltre ai principali orientamenti  definiti negli articoli 48 e 49 ed alle disposizioni relative allo sviluppo delle piccole e medie  imprese e dell'artigianato previste all'articolo 26, queste misure riguardano, tra l'altro, i  settori seguenti:-  la valorizzazione, il rinnovamento e il mantenimento di risorse turistiche,  come i siti e i monumenti importanti;-la formazione di competenze specializzate in materia di  pianificazione e sviluppo del turismo;-la commercializzazione, compresa la partecipazione a fiere  ed esposizioni internazionali, la promozione e la pubblicità;-l'attività di ricerca e sviluppo  connesse con lo sviluppo dell'industria del turismo;-la raccolta, l'analisi, la diffusione e  l'utilizzazione, dal punto di vista sia quantitativo che qualitativo, di informazioni sul turismo;      -la cooperazione fra paesi e territori, nonché fra questi ultimi e gli Stati ACP nel settore del  turismo. Articolo 52Tra gli strumenti previsti dalla presente decisione e conformemente agli  articoli 48 e 49, l'aiuto allo sviluppo del commercio e dei servizi comprende un'assistenza tecnica  per l'insediamento e lo sviluppo d'istituzioni di assicurazione e credito connesse con lo sviluppo  del commercio. Articolo 53Oltre agli stanziamenti che, nel quadro dei programmi indicativi di cui  all'articolo 147, possono essere assegnati dalle autorità competenti di ogni paese e territorio al  finanziamento di azioni per lo sviluppo dei settori menzionati dagli articoli 48-52, il contributo  della Comunità al finanziamento di queste azioni quando siano di carattere regionale, può essere  imputato sulle risorse di cui all'articolo 65 per il finanziamento di progetti a carattere  regionale. TITOLO VII COOPERAZIONE REGIONALE Articolo 54La Comunità appoggia gli sforzi delle  autorità competenti dei paesi e territori che perseguono la promozione di uno sviluppo collettivo a  livello sociale, culturale ed economico nonché una maggiore autosufficienza regionale. Questo  appoggio tiene conto dei regimi giuridici specifici dei paesi e territori interessati. Articolo  551.    La cooperazione regionale verte su azioni convenute tra:-  diversi paesi e territori;-uno  o più paesi e territori e uno o più Stati, paesi o territori vicini, Stati ACP o non ACP;-diversi  organismi regionali di cui fanno parte paesi o territori;-  uno o più paesi o territori ed  organismi regionali di cui fanno parte paesi e territori. 2.    Quando viene realizzata una  cooperazione regionale che interessa dei PTOM situati nella stessa regione di territori in cui si  applica il trattato che istituisce la CEE, vengono presi in considerazione gli interessi e le  prospettive specifiche di sviluppo della Comunità in questa regione. 3.    La cooperazione  regionale può ugualmente fondarsi su azioni convenute fra due o più paesi e territori ed uno o più  Stati in via di sviluppo non vicini e, qualora circostanze particolari lo giustifichino, fra un  solo paese o territorio ed uno o più Stati in via di sviluppo non vicini. Articolo 56Nell'ambito  della cooperazione regionale, viene rivolta particolare attenzione:a)  alla valutazione e  all'utilizzazione delle complementarità dinamiche esistenti e potenziali in tutti i settori  appropriati;b)alla massima utilizzazione delle risorse umane, nonché all'esplorazione ottimale  ragionevole, alla conservazione, alla trasformazione ed allo sfruttamento delle risorse naturali  dei paesi e territori;c)all'accelerazione della diversificazione economica e all'intensificazione  della cooperazione e dello sviluppo all'interno delle regioni dei paesi e territori e fra queste  regioni;d)alla promozione della sicurezza alimentare;e)al rafforzamento di una rete di legami tra  singoli paesi o gruppi di paesi e territori con caratteristiche, affinità e problemi comuni, per  risolvere tali problemi;f)allo sfruttamento massimo delle economie di scala in tutti i settori in  cui la soluzione regionale si riveli più efficace della soluzione al solo livello di un paese o  territorio;g)all'espansione ed all'integrazione dei mercati dei paesi e territori attraverso la  promozione degli scambi commerciali tra paesi e territori, nonché tra questi ultimi e paesi terzi  vicini, attraverso la liberalizzazione dei loro scambi e l'eliminazione degli ostacoli tariffari,  monetari ed amministrativi;h)ad ogni sostegno all'integrazione regionale. Articolo 57I progetti e  programmi di azioni di cooperazione regionale, dati gli obiettivi e le caratteristiche che le sono  peculiari, sono eseguiti secondo le modalità e procedure fissate per la cooperazione finanziaria e  tecnica, qualora rientrino in quest'ultima. Articolo 58La Comunità fornisce un'assistenza  finanziaria e tecnica agli organismi regionali esistenti o alla creazione di nuovi organismi  regionali qualora si rivelino indispensabili per conseguire gli obiettivi della cooperazione  regionale.      Articolo 59Un'azione si considera regionale quando contribuisce direttamente alla  soluzione di un problema di sviluppo comune a più paesi e territori attraverso azioni comuni o  azioni locali coordinante che soddisfino almeno una delle condizioni seguenti:a)  per la sua natura  o per le sue caratteristiche fisiche, l'azione renda necessario superare le frontiere di un paese o  territorio e non possa essere realizzata da un solo paese o territorio né essere scissa in azioni  locali che ciascun paese o territorio può realizzare per proprio conto;b)la formula regionale  permetta di realizzare significative economie di scala rispetto alle azioni realizzate al solo  livello del paese o territorio;c)l'azione non soddisfi le condizioni di cui alle lettere a) o b),  ma i vantaggi e i costi risultanti siano inegualmente ripartiti tra i paesi o territori che ne  beneficiano. Articolo 60Fatto salvo l'articolo 59, l'ammontare del contributo della Comunità, a  titolo di cooperazione regionale per azioni che potrebbero essere parzialmente realizzate a livello  nazionale, è determinato in base agli elementi seguenti:a)l'azione rafforza la cooperazione tra i  paesi e territori interessati, a livello di amministrazioni, istituzioni o imprese di tali paesi o  territori, tramite organismi regionali o mediante l'eliminazione di ostacoli di natura  regolamentare o finanziaria;b)l'azione forma oggetto di impegni reciproci tra più paesi o  territori, segnatamente in materia di ripartizione delle realizzazioni, di investimenti e  gestione;c)l'azione è l'espressione regionale di una strategia settoriale. Articolo 611.    Le  domande di finanziamento a partire dai fondi disponibili a titolo di cooperazione regionale sono  formulate dalle autorità competenti di ciascuno dei paesi o territori partecipanti ad un'azione  regionale. 2.    Qualora un'azione di cooperazione regionale possa, per sua natura, interessare  altri paesi o territori o Stati ACP, la Commissione, d'intesa con le autorità competenti dei paesi  e territori che hanno presentato la domanda, ne informa questi ultimi. I paesi e territori  interessati confermano quindi la loro intenzione di partecipare all'azione.A prescindere da questa  procedura, la Commissione esamina senza indugio la domanda di finanziamento purché sia stata  presentata da almeno due paesi e territori. La decisione sul finanziamento sarà adottata non appena  i paesi consultati avranno comunicato le loro intenzioni. 3.    Qualora un solo paese o territorio  sia associato a paesi non contemplati, dalla presente decisione alle condizioni previste  all'articolo 55, la sua sola domanda è sufficiente. 4.    Gli organismi di cooperazione regionale  possono formulare domande di finanziamento per una o più azioni specifiche di cooperazione  regionale a nome e con l'accordo esplicito delle autorità competenti dei paesi e territori  interessati. 5.    Ciascuna domanda di finanziamento a titolo di cooperazione regionale deve  comportare, se del caso, proposte riguardanti:a)  da un lato, la proprietà dei beni e servizi da  finanziare nell'ambito dell'azione, nonché la ripartizione delle responsabilità in materia di  funzionamento e di manutenzione;b)dall'altro, la designazione dell'ordinatore regionale e  dell'autorità o dell'organismo autorizzato a firmare la convenzione di finanziamento a nome di  tutti i paesi e territori od organismi partecipanti. Articolo 62Il paese o i paesi o territori od  organismi regionali partecipanti ad un'azione regionale con paesi terzi alle condizioni previste  all'articolo 55 possono chiedere alla Comunità un finanziamento della parte dell'azione di cui sono  responsabili o di una parte proporzionale ai vantaggi che essi traggono dall'azione. Articolo  63Qualora un'azione sia finanziata dalla Comunità tramite un organismo di cooperazione regionale,  le condizioni del finanziamento applicabili ai beneficiari finali sono convenute tra la Comunità e  tale organismo, d'intesa con il paese o i paesi o territori interessati. Articolo 64Per  promuovere la loro cooperazione regionale, i paesi e territori meno sviluppati beneficiano di una  priorità nei progetti riguardanti almeno un paese o territorio meno sviluppato. Articolo 65Dei  mezzi finanziari previsti all'articolo 127, per lo sviluppo sociale, culturale ed economico dei  paesi e territori, un importo di 10 milioni di ECU è riservato al finanziamento dei loro progetti e  programmi regionali.      Articolo 66Il campo d'applicazione della cooperazione regionale, tenuto  conto dell'articolo 56, include i punti seguenti:a)  l'agricoltura, lo sviluppo rurale,  segnatamente l'autosufficienza e la sicurezza alimentari;b)i programmi in materia di sanità,  compresi i programmi per l'istruzione, la formazione, la ricerca e l'informazione connesse alle  cure sanitarie di base e alla lotta contro le principali malattie, comprese le principali malattie  degli animali;c)la valutazione, lo sviluppo, lo sfruttamento e la preservazione delle risorse  ittiche e marine;d)la preservazione e il miglioramento dell'ambiente, segnatamente attraverso  programmi per combattere l'erosione, la degradazione delle coste e l'inquinamento dei mari, allo  scopo di garantire uno sviluppo razionale e ecologicamente equilibrato;e)l'industrializzazione,  compresa la creazione di imprese regionali, incluse le imprese interregionali di produzione e  commercializzazione;f)lo sfruttamento delle risorse naturali, segnatamente la produzione e la  distribuzione dell'energia;g)i trasporti e le comunicazioni: reti stradale e ferroviaria, trasporti  per via aerea e per mare, le vie di navigazione interne, i servizi postali e le  telecomunicazioni;h)lo sviluppo e l'espansione degli scambi;i)l'istruzione e la formazione, la  ricerca, la scienza e la tecnologia, l'informazione e la comunicazione, la creazione e il  rafforzamento degli istituti di formazione e ricerca e degli organismi tecnici incaricati degli  scambi di tecnologie nonché della cooperazione tra università;j)il turismo, compresi la creazione e  il rafforzamento di centri di promozione turistica;k)le attività inerenti alla cooperazione  culturale e sociale. TITOLO VIII COOPERAZIONE SOCIO-CULTURALE Articolo 67La cooperazione  contribuisce ad uno sviluppo incentrato sull'uomo e radicato nella cultura di ciascun popolo. Essa  appoggia le politiche e le misure prese dalle autorità competenti dei paesi e territori al fine di  valorizzare le loro risorse umane, accrescere le loro capacità di creazione e promuovere le  rispettive identità culturali. Essa favorisce la partecipazione delle popolazioni al processo di  sviluppo. Articolo 68Nell'attuare gli strumenti della presente decisione si terrà conto di  obiettivi, criteri e priorità della cooperazione socio-culturale di cui al titolo VIII della parte  seconda della convenzione, tenuto conto delle situazioni specifiche dei diversi paesi e territori.  PARTE SECONDA GLI STRUMENTI DELLA COOPERAZIONE CEE-PTOM TITOLO I COOPERAZIONE COMMERCIALE Capitolo   1 Regime generale degli scambi Articolo 691.    Nel settore della cooperazione commerciale,  l'obiettivo della presente decisione è di promuovere il commercio tra i paesi e territori e la  Comunità, da un lato, secondo i rispettivi livelli di sviluppo, e tra i paesi e territori,  dall'altro. 2.    Nel perseguimento di questo obiettivo, sarà riservata un'attenzione particolare  al conseguimento di effettivi vantaggi supplementari per il commercio tra i paesi e territori e la  Comunità e al miglioramento delle condizioni di accesso dei loro prodotti al mercato, al fine di  accelerare il ritmo di crescita del loro commercio, in particolare del flusso delle loro  esportazioni nella Comunità e di assicurare un miglior equilibrio degli scambi commerciali tra le  parti interessate. 3.    A questo scopo, le parti interessate applicano le disposizioni del  presente titolo e le altre misure appropriate, enunciate nel titolo III della presente parte e  nella parte prima della presente decisione.      Articolo 70PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 386D0283.11.    I prodotti originari dei paesi  e territori sono ammessi all'importazione nella Comunità in esenzione da dazi doganali e tasse  d'effetto equivalente. 2.  a)  I prodotti originari dei paesi e territori:-  enumerati nell'elenco  dell'allegato II del trattato, oggetto di un'organizzazione comune di mercato a norma dell'articolo  40 del trattato o-soggetti, all'importazione nella Comunità, ad una regolamentazione specifica  introdotta in seguito all'attuazione della politica agricola comune,sono importati nella Comunità,  in deroga al regime generale vigente nei confronti dei paesi terzi, alle condizioni seguenti:  i)   sono ammessi in esenzione da dazi doganali i prodotti per i quali le disposizioni comunitarie  vigenti al momento dell'importazione non prevedono, oltre alla riscossione dei dazi doganali,  l'applicazione di altre misure relative alla loro importazione;ii)per i prodotti diversi da quelli  di cui alla lettera i), la Comunità prende le misure necessarie ad assicurare un trattamento più  favorevole di quello riservato ai paesi terzi che beneficiano, per gli stessi prodotti, della  clausola della nazione più favorita; b)se, nel periodo di applicazione della presente decisione, le  autorità competenti dei paesi e territori ritengono che nuove produzioni agricole o taluni prodotti  agricoli non soggetti ad un regime speciale al momento dell'entrata in vigore della presente  decisione possano beneficiare di siffatto regime, la Commissione presenta, se del caso, una  proposta al Consiglio; c)nonostante quanto precede, il Consiglio esamina caso per caso, nell'ambito  delle relazioni privilegiate e della specificità della cooperazione fra la CEE ed i paesi e  territori, le domande delle autorità competenti dei paesi e territori intese ad assicurare ai loro  prodotti agricoli un accesso preferenziale al mercato comunitario e comunica la sua decisione in  merito a tali domande, debitamente motivate, entro un termine non superiore a sei mesi dalla loro  presentazione alla Commissione.Nel contesto della lettera a), punto ii), la Comunità decide in  particolare facendo riferimento a concessioni eventualmente accordate a paesi terzi in via di  sviluppo. Essa tiene conto delle possibilità offerte dal mercato fuori stagione; d)il regime di cui  alla lettera a) entra in vigore contemporaneamente alla presente decisione e resta in applicazione  per tutta la durata di quest'ultima.Se però, nel periodo di applicazione della presente decisione,  la Comunità:-sottopone uno o più prodotti ad una organizzazione comune di mercato o a una  regolamentazione specifica adottata nell'ambito dell'attuazione della politica agricola comune,  essa si riserva di adattare il regime d'importazione di questi prodotti originari dei paesi e  territori. In tal caso si applicano le disposizioni della lettera a);-modifica un'organizzazione  comune di mercato o una regolamentazione specifica adottata nell'ambito dell'attuazione della  politica agricola comune, essa si riserva di modificare il regime fissato per i prodotti originari  dei paesi e territori. In tal caso, la Comunità s'impegna a mantenere a favore dei prodotti  originari dei paesi e territori un vantaggio paragonabile a quello di cui essi beneficiavano in  precedenza rispetto ai prodotti originari dei paesi terzi beneficiari della clausola della nazione  più favorita. Articolo 711.    La Comunità non applica all'importazione dei prodotti originari  dei paesi e territori restrizioni quantitative o misure d'effetto equivalente. 2.    Il paragrafo 1  tuttavia non pregiudica il regime d'importazione riservato ai prodotti di cui all'articolo 70,  paragrafo 2, lettera a), primo trattino. Articolo 721.    L'articolo 71 non è d'ostacolo ai  divieti o alle restrizioni all'importazione, all'esportazione o al transito giustificati da motivi  di moralità pubblica, d'ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita  delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio  artistico, storico o archeologico nazionale o di tutela della proprietà industriale e commerciale.  2.    Detti divieti o restrizioni non devono comunque costituire un mezzo di discriminazione  arbitraria né una restrizione dissimulata del commercio in generale. Articolo 731.    La presente  decisione non pregiudica il trattamento che la Comunità riserva a taluni prodotti in applicazione  di accordi internazionali relativi ai medesimi di cui la Comunità è firmataria.      2.    Per  quanto concerne la Groenlandia, la presente decisione si applica con riserva dell'osservanza delle  condizioni previste al Protocollo sul regime particolare applicabile alla Groenlandia allegato al  trattato che modifica, per quanto concerne la Groenlandia, i trattati che istituiscono le Comunità  europee  (1). Articolo 741.    Le autorità competenti di un paese o territorio possono mantenere  o fissare, per quanto riguarda l'importazione di prodotti originari della Comunità o degli altri  paesi e territori, i dazi doganali o le restrizioni quantitative che esse reputano necessari,  tenuto conto delle attuali esigenze di sviluppo del paese o territorio. 2.  a)  Il regime degli  scambi applicato dai paesi e territori nei confronti della Comunità non può dar luogo ad alcuna  discriminazione fra gli Stati membri, né essere meno favorevole del trattamento della nazione più  favorita;b)la lettera a) non pregiudica la concessione, da parte di un paese o territorio, a taluni  altri paesi o territori o ad altri paesi in via di sviluppo, di un regime più favorevole di quello  concesso alla Comunità. Articolo 751.    Entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente  decisione, la Danimarca, la Francia, i Paesi Bassi ed il Regno Unito comunicano alla Commissione le  tariffe doganali dei paesi e territori con i quali mantengono relazioni particolari.In tale  comunicazione sono specificati i dazi doganali e le tasse di effetto equivalente che restano  applicabili ai prodotti originari della Comunità e degli altri paesi e territori.Gli Stati membri  interessati comunicano alla Commissione anche le successive modifiche delle tariffe doganali dei  paesi e territori man mano che esse vengono introdotte. 2.    La Commissione comunica agli Stati  membri le tariffa doganali dei paesi e territori nonché le loro successive modifiche e trasmette  eventualmente al Consiglio le proprie osservazioni in merito. 3.    Su richiesta di uno Stato  membro o della Commissione, si procede a consultazioni in sede di Consiglio su tali tariffe o sulle  loro modifiche. Articolo 761.    Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente  decisione, la Danimarca, la Francia, i Paesi Bassi e il Regno Unito trasmettono alla Commissione  gli elenchi delle restrizioni quantitative e delle misure di effetto equivalente mantenute dai  paesi e territori con i quali essi intrattengono relazioni particolari.Gli Stati membri interessati  comunicano altresì alla Commissione le successive modifiche a tali misure. 2.    La Commissione  trasmette agli Stati membri gli elenchi di cui al paragrafo 1 e le successive modifiche e trasmette  eventualmente al Consiglio le proprie osservazioni in merito. 3.    Su richiesta di uno Stato  membro o della Commissione, si procede a consultazioni in sede di Consiglio sulle restrizioni  quantitative e sulle misure di effetto equivalente applicate dai paesi e territori. Articolo 771.     Ai fini dell'applicazione del presente capitolo, la nozione di prodotti originari ed i relativi  metodi di cooperazione amministrativa sono definiti nell'allegato II. 2.    Il Consiglio,  deliberando all'unanimità su raccomandazione della Commissione, adotta qualsiasi modifica  dell'allegato II. 3.    Qualora, per un prodotto determinato, la nozione di prodotti originari non  sia ancora definita, in applicazione di uno dei paragrafi precedenti, la Comunità e le autorità  competenti dei paesi e territori continuano ad applicare le rispettive regolamentazioni. Articolo  781.    Nel settore della politica commerciale, la Danimarca, la Francia, i Paesi Bassi e il Regno  Unito, ciascuno per quanto lo riguarda, informano la Commissione delle misure relative agli scambi  commerciali fra i paesi e territori e paesi terzi. La Commissione ne informa gli altri Stati  membri. 2.    Su richiesta di uno Stato membro o della Commissione, si procede a consultazioni in  sede di Consiglio quando tali misure rischiano di danneggiare gli interessi di uno o più Stati  membri o della Comunità. Articolo 791.    Qualora l'applicazione della presente decisione  comporti gravi perturbazioni in un settore dell'attività economica della Comunità o di uno o più  Stati membri o ne comprometta la stabilità finanziaria con l'estero, o qualora sorgano difficoltà  che rischino di alterare un settore d'attività della Comunità o di una regione della Comunità, la  Commissione può, secondo la procedura di cui all'allegato III, prendere o autorizzare lo Stato  membro interessato a prendere le misure di salvaguardia necessarie. 2.    Nell'applicare il  paragrafo 1, vanno scelte in via prioritaria le misure che perturbano il meno possibile il  funzionamento dell'associazione e della Comunità. Tali misure non devono eccedere la portata  strettamente indispensabile per porre rimedio alle difficoltà manifestatesi.     Capitolo  2  Impegni particolari concernenti il rum e le banane Articolo 80Fino all'entrata in vigore di  un'organizzazione comune di mercato nel settore dell'alcole e nonostante le disposizioni  dell'articolo 70, paragrafo 1, l'ammissione nella Comunità dei prodotti della sottovoce 22.09 C  I  - rum, arak, tafia - originari dei paesi e territori è disciplinata dalle disposizioni  dell'allegato V. Articolo 81Per consentire il miglioramento delle condizioni di produzione e  commercializzazione delle banane originarie dei paesi e territori, la Commissione conviene sugli  obiettivi che figurano nell'allegato IV. Articolo 82Il presente capitolo e gli allegati IV e V  non sono applicabili alle relazioni tra i paesi e territori ed i dipartimenti francesi d'oltremare.                                                  TITOLO II COOPERAZIONE IN MATERIA DI PRODOTTI DI  BASE Capitolo 1 Stabilizzazione dei proventi d'esportazione di prodotti agricoli di base Articolo  83(1)    Per porre rimedio agli effetti nefasti dell'instabilità dei proventi d'esportazione e per  aiutare i paesi e territori a superare uno dei principali ostacoli alla stabilità, alla redditività  ed alla costante espansione delle loro economie, per sostenere i loro sforzi di sviluppo e  consentir loro di provvedere in questo modo al progresso economico e sociale delle rispettive  popolazioni contribuendo a salvaguardare il potere d'acquisto di dette popolazioni, viene  istituito, conformemente all'articolo 96, un sistema inteso a garantire la stabilizzazione dei  proventi d'esportazione conseguenti all'esportazione da parte dei paesi o territori nella Comunità,  o verso altre destinazioni secondo la definizione di cui all'articolo 86, di taluni prodotti dai  quali dipendono le loro economie e che risentono delle fluttuazioni dei prezzi e/o dei quantitativi  o di questi due fattori. (2)    Per conseguire questi obiettivi, le risorse trasferite sono  destinate al mantenimento dei flussi finanziari nel settore in oggetto oppure, in un intento di  diversificazione, sono dirette ad altri settori appropriati e servono allo sviluppo economico e  sociale.Articolo 84(1)    I prodotti contemplati sono i seguenti:  >SPAZIO PER TABELLA>(2)     All'atto della presentazione di ciascuna domanda di trasferimento, il paese o territorio sceglie  fra i seguenti sistemi:a)  ciascun prodotto elencato al paragrafo 1 costituisce un prodotto a norma  del presente capitolo;b)i gruppi di prodotti 1 e 2, da 3 a 5, 6 e 7, 8 e 9, da 10 a 12, da 13 a 15,  da 16 a 19, da 20 a 22, 23 e 49, 44 e 45, 46 e 47 costituiscono ciascuno un prodotto a norma del  presente capitolo.        Articolo 85Se dodici mesi dopo l'entrata in vigore della presente  decisione uno o più prodotti non elencati all'articolo 84, dai quali però dipende in misura  considerevole l'economia di uno o più paesi e territori, subiscono forti fluttuazioni, il Consiglio  si pronuncia circa l'inclusione del prodotto o dei prodotti nell'elenco entro sei mesi dalla  presentazione di una richiesta da parte delle autorità competenti dei paesi e territori  interessati, tenendo conto di fattori come l'occupazione, il deterioramento dei termini di scambio  tra la Comunità ed il paese o territorio interessato e il livello di sviluppo dello stesso, nonché  le condizioni che caratterizzano i prodotti originari della Comunità. Articolo 861.    I proventi  d'esportazione a cui si applica il sistema sono quelli derivanti dall'esportazione:a)  nella  Comunità, da parte di ogni singolo paese o territorio, di ciascuno dei prodotti elencati  all'articolo 84;b)negli altri paesi o territori e negli Stati ACP, da parte dei paesi e territori  che già beneficiano della deroga di cui al paragrafo 2 del presente articolo, di ciascuno dei  prodotti elencati all'articolo 84 per il quale è concessa tale deroga;c)verso tutte le  destinazioni, da parte dei paesi e territori che già beneficiano della deroga di cui al paragrafo 3  del presente articolo, di ciascuno dei prodotti elencati all'articolo 84. 2.    Su richiesta delle  autorità competenti di uno o più paesi o territori relativa ad uno o più prodotti elencati  all'articolo 84, il Consiglio, su proposta della Commissione elaborata di concerto con le autorità  competenti dei paesi e territori richiedenti, può decidere, entro sei mesi dalla presentazione  della domanda, l'applicazione del sistema all'esportazione, da parte di questo o questi paesi o  territori, dei prodotti in oggetto destinati agli altri paesi o territori ed agli Stati ACP. 3.     Su richieste delle autorità competenti di un paese o territorio che non destina la maggior parte  delle sue esportazioni alla Comunità, il Consiglio, su proposta della Commissione elabora di  concerto con le autorità competenti del paese o territorio richiedente, può decidere, entro sei  mesi dalla presentazione della domanda, che il sistema si applichi all'esportazione dei prodotti in  questione, qualunque ne sia la destinazione. Articolo 87Le autorità competenti di ciascun paese e  territorio interessato certificano che i prodotti ai quali si applica il sistema sono originari del  suo territorio a norma dell'articolo 2 dell'allegato II. Articolo 88Ai fini precisati  all'articolo 83, la Comunità destina al sistema, per la durata della presente decisione, un importo  di 5 milioni di ECU per coprire il complesso dei suoi impegni nell'ambito del sistema nonché quelli  risultanti dal sistema relativo al settore minerario, di cui al capitolo 2. Questo importo è  amministrato dalla Commissione. Articolo 891.    L'importo globale di cui all'articolo 88 è  suddiviso in un numero di frazioni annue di pari entità corrispondente al numero di anni di  applicazione. 2.    Qualsiasi rimanenza disponibile alla fine di ciascuno dei primi quattro anni di  applicazione della presente decisione è riportata di diritto all'anno successivo. Articolo 90Le  risorse disponibili per ciascun anno di applicazione sono costituite dalla somma degli elementi  sotto indicati:1)  frazione annua, ridotta degli importi eventualmente utilizzati a norma  dell'articolo 91, paragrafo 1;2)stanziamenti riportati conformemente all'articolo 89, paragrafo  2;3)importi ricostituiti in applicazione degli articoli da 107 a 109;4)importi eventualmente resi  disponibili in applicazione dell'articolo 91, paragrafo 1.    Articolo 911.    Qualora l'importo  totale delle basi di trasferimento relative a un anno di applicazione, calcolate all'articolo 94,  paragrafo 2, ed eventualmente ridotte secondo le disposizioni previste all'articolo 100, ecceda  l'importo delle risorse del sistema disponibili per tale anno, si procede automaticamente, per ogni  anno, tranne l'ultimo, all'utilizzazione anticipata, sino ad un massimo del 25  % della frazione  dell'anno successivo. 2.    Qualora, dopo la misura di cui al paragrafo 1, l'importo delle risorse  disponibili sia sempre inferiore all'importo totale delle basi di trasferimento relative allo  stesso anno d'applicazione, l'importo di ciascuna base di trasferimento è ridotto di un importo  calcolato applicando al livello di riferimento in questione una percentuale pari a quella di cui  all'articolo 98 applicabile al paese o territorio interessato.Qualora, dopo tale riduzione  l'importo totale delle basi di trasferimento cosi calcolate sia inferiore all'importo delle risorse  disponibili, la rimanenza è ripartita tra i singoli trasferimenti proporzionalmente alle riduzioni  effettuate. 3.    Qualora, dopo la riduzione di cui al paragrafo 2, l'importo totale dei  trasferimenti che possono dar luogo a versamento ecceda l'importo delle risorse disponibili, il  Consiglio può, su proposta della Commissione, ridurre maggiormente l'importo dei trasferimenti da  effettuare. Articolo 92Al più tardi entro dodici mesi dalla scadenza del periodo di cui  all'articolo 88, il Consiglio decide in merito all'utilizzazione di eventuali rimanenze  dell'importo globale di cui all'articolo 88, nonché alle condizioni di utilizzazione successiva  degli importi che i paesi e territori devono ricostituire ai sensi degli articoli da 107, 108 e 109  dopo la scadenza del periodo di cui all'articolo 88. Articolo 93Ogni richiesta di trasferimento  contiene, oltre alle statistiche necessarie, indicazioni sostanziali in merito alla perdita di  proventi constatata, nonché ai programmi ed alle azioni ai quali le autorità competenti di un paese  o territorio hanno già assegnato o s'impegnano ad assegnare le risorse conformemente agli obiettivi  definiti all'articolo 83. La richiesta è rivolta alla Commissione, che la esamina di concerto con  le autorità competenti del paese o territorio interessato, al fine di stabilire l'importo della  base di trasferimento e delle riduzioni che potrebbero essere - eventualmente effettuate in  applicazione dell'articolo 100. Articolo 941.    Per l'applicazione del sistema, si calcola un  livello di riferimento e una base di trasferimento per ciascun paese o territorio e per le  esportazioni di ciascun prodotto nella Comunità o verso altre destinazioni quali sono definite  all'articolo 86. 2.    La differenza fra il livello di riferimento e i proventi effettivi,  maggiorata del 2  % per eventuali errori ed omissioni statistici, costituisce la base di  trasferimento. 3.    Questo livello di riferimento corrisponde alla media dei proventi  d'esportazione realizzati nel quadriennio che precede ciascun anno di applicazione. 4.    Qualora,  tuttavia, un paese o territorio:-  intraprenda la trasformazione di un prodotto tradizionalmente  esportato allo stato grezzo, oppure-inizi ad esportare un prodotto che tradizionalmente non  produceva,il sistema può essere applicato in base ad un livello di riferimento calcolato sui tre  anni che precedono l'anno d'applicazione. Articolo 951.    Nel caso dei paesi o territori che  beneficiano della deroga di cui all'articolo 86, paragrafo 3, la base di trasferimento è calcolata  secondo i proventi d'esportazione del (o dei) prodotto (i) in questione verso tutte le  destinazioni. 2.    Nel caso dei paesi o territori che non beneficiano della deroga di cui  all'articolo 86, paragrafo 3, le basi di trasferimento non possono in alcun caso essere superiori a  quelle calcolate in applicazione del paragrafo 1. Articolo 961.    I proventi d'esportazione  corrispondenti a ciascun anno del periodo di riferimento nonché all'anno di applicazione sono  calcolati in base al controvalore nella moneta nazionale del paese o territorio interessato dei  proventi in divise. 2.    Il livello di riferimento è calcolato, previa conversione in ECU dei  proventi d'esportazione relativi a ciascun anno del periodo di riferimento, al tasso medio annuo  tra l'ECU e la moneta del paese o territorio interessato applicabile all'anno corrispondente. 3.     Ai fini del calcolo di cui all'articolo 94, paragrafo 2, i proventi dell'anno di applicazione sono  convertiti in ECU al tasso medio annuo tra l'ECU e la moneta del paese o territorio interessato,  applicabile all'anno di applicazione. 4.    Se il tasso medio annuo tra l'ECU e la moneta del paese  o territorio interessato, applicabile all'anno di applicazione, registra una fluttuazione superiore  al 10  % rispetto alla media dei tassi medi annui di ciascun anno del periodo di riferimento, i  proventi dell'anno di applicazione sono convertiti in ECU, in deroga al paragrafo 3 e fatte salve  le disposizioni del paragrafo 2, ad un tasso fissato in modo da limitare al 10  % la fluttuazione  rispetto a detta media. Articolo 971.    Il sistema si applica ai proventi che derivano ad un  paese o territorio dall'esportazione dei prodotti elencati nell'articolo 84 se, nell'anno che  precede quello di applicazione, i proventi da esportazione di ciascun prodotto       per qualsiasi  destinazione, al netto delle riesportazioni, hanno costituito per tale Stato almeno il 6  % dei  proventi totali delle esportazioni di merci. Per il sisal si applica la percentuale del 4,5  %. 2.     La percentuale fissata al paragrafo 1 è dell'1,5  % nel caso dei paesi e territori meno  sviluppati. 3.    Qualora, in seguito ad una calamità naturale, la produzione del prodotto  considerato abbia subito un calo notevole nell'anno che precede quello di applicazione, la  percentuale di cui al paragrafo 1 viene calcolata in base alla media dei proventi da esportazione  del prodotto in questione nei primi tre anni di riferimento anziché in base ai proventi complessivi  da esportazione relativi all'anno che precede quello di applicazione.Per calo notevole della  produzione s'intende un calo di almeno il 50  % rispetto alla produzione media dei primi tre anni  di riferimento. Articolo 981.    Un paese o territorio ha diritto di richiedere un trasferimento  se, in base ai risultati di un anno civile, i suoi proventi effettivi, quali definiti all'articolo  101, derivanti dalla esportazione di ciascun prodotto nella Comunità e nei casi contemplati  dall'articolo 86, paragrafo 1, lettera b), derivanti dalle esportazioni in altri paesi o territori  o a destinazioni di Stati ACP oppure, nei casi contemplati dall'articolo 86, paragrafo 1, lettera  c) derivanti dalle esportazioni per tutte le destinazioni, sono inferiori di almeno il 6  % al  livello di riferimento. 2.    La percentuale indicata al paragrafo 1 è dell'1,5  % nel caso dei  paesi e territori meno sviluppati. Articolo 99Le richieste di trasferimento sono irricevibili nei  seguenti casi:a)  se la domande è presentata dopo il 31 marzo dell'anno successivo all'anno di  applicazione;b)se dall'esame della richiesta, svolto dalla Commissione in collegamento con le  autorità competenti del paese o territorio interessato, risulta che la diminuzione dei proventi  delle esportazioni nella Comunità è conseguenza di una politica commerciale di tali autorità, la  quale incide sfavorevolmente in particolare sulle esportazioni nella Comunità. Articolo  100Qualora l'andamento delle esportazioni verso tutte le destinazioni e della produzione del  prodotto in oggetto nel paese o territorio interessato, nonché della domanda della Comunità riveli  forti cambiamenti, hanno luogo consultazioni tra la Commissione e le autorità competenti del paese  o territorio richiedente per determinare se la base di trasferimento debba essere mantenuta o  ridotta e, in caso affermativo, in quale misura. Articolo 1011.    Il sistema si applica ai  prodotti enumerati nell'elenco figurante all'articolo 84:a)  che sono immessi al consumo nella  Comunità, oppureb)introdotti nella Comunità in regime di perfezionamento attivo per esservi  trasformati. 2.    I proventi da esportazione da considerare sono quelli che si ottengono  moltiplicando i valori unitari delle esportazioni del paese e territorio interessato, quali  risultano dalle statistiche di tale paese o territorio per i quantitativi importati dalla Comunità,  quali risultano dalle statistiche comunitarie. 3.    Per quanto riguarda i prodotti per i quali un  paese o territorio beneficia della deroga di cui all'articolo 86, paragrafi 2 e 3, le statistiche  di esportazione considerate sono quelle del paese o territorio in questione. Articolo 1021.     Per assicurare un efficace e rapido funzionamento del sistema di stabilizzazione, viene istituita  tra le autorità competenti dei paesi e territori e la Commissione una cooperazione in materia  statistica e doganale. 2.    A tal fine, per ogni prodotto che figura nell'elenco di cui  all'articolo 84 ed a cui può essere applicato il sistema, ciascun paese o territorio trasmette  mensilmente alla Commissione le statistiche relative al volume e al valore delle proprie  esportazioni complessive e di quelle destinate alla Comunità, nonché, se disponibili, i dati  relativi al volume della produzione commercializzata. 3.    Le autorità competenti dei paesi e  territori e la Commissione decidono di comune accordo i provvedimenti di ordine pratico intesi a  facilitare, tra l'altro, lo scambio delle necessarie informazioni, la presentazione delle richieste  di trasferimento, le indicazioni relative all'utilizzazione dei trasferimenti stessi nonché  l'applicazione delle disposizioni relative alla ricostituzione e di qualsiasi altro elemento del  sistema servendosi nella più ampia misura dei formulari tipo. Articolo 1031.    La Commissione  prende una decisione di trasferimento al termine di un esame effettuato congiuntamente con le  autorità competenti del paese o territorio richiedente in merito alle statistiche e alla fissazione  della base di trasferimento che può dar luogo a versamento, nonché alle indicazioni di cui  all'articolo 93. 2.    Ciascun trasferimento dà luogo alla conclusione di un «accordo di  trasferimento» fra le autorità competenti del paese o territorio interessato e la Commissione. 3.     Le somme trasferite sono infruttifere.    Articolo 1041.    Le autorità competenti del paese o  territorio interessato e la Commissione fanno il possibile per garantire che il controllo di  concordanza delle statistiche previsto all'articolo 101, paragrafo 2, sia completato al più tardi  entro il 31 maggio successivo al ricevimento delle richieste. Al più tardi a tale data, la  Commissione notifica alle autorità competenti del paese o territorio richiedente l'esito del  controllo di concordanza o, in mancanza di esso, il motivo che ha impedito l'espletamento  dell'operazione. 2.    Le autorità competenti del paese o territorio interessato e la Commissione  fanno quanto in loro potere per garantire che le consultazioni di cui all'articolo 100 siano  portate a termine entro due mesi dalla notifica di cui al paragrafo 1. Allo scadere di questo  termine la Commissione comunica alle autorità competenti del paese o territorio l'importo del  trasferimento risultante dall'istruzione della richiesta. 3.    Fatte salve le disposizioni  dell'articolo 105, paragrafo 1, al più tardi entro il 31 luglio successivo al ricevimento delle  richieste la Commissione decide in merito a tutte le richieste di trasferimento, tranne quelle per  le quali non sono ancora stati completati il controllo di concordanza e/o le consultazioni.  Articolo 1051.    Le autorità competenti del paese o territorio interessato e la Commissione  prendono tutte le opportune disposizioni per garantire un trasferimento rapido, conformemente alla  procedure di cui all'articolo 104. A questo scopo, viene tra l'altro offerta la possibilità di  versamenti anticipati. 2.    I programmi e le azioni ai quali le autorità competenti del paese o  territorio beneficiario si impegnano ad assegnare le risorse trasferite vengono decisi da tale  Stato in osservanza degli obiettivi definiti all'articolo 83. 3.    Prima della firma dell'accordo  di trasferimento, le autorità competenti del paese o territorio beneficiario di un trasferimento  comunicano le indicazioni sostanziali in merito ai programmi ed alle azioni ai quali hanno  assegnato o s'impegnano ad assegnare le risorse, conformemente agli obiettivi definiti all'articolo  83. Nel contesto del presente articolo, come pure in quello dell'articolo 93, per indicazioni  sostanziali si intendono quelle riguardanti la diagnosi relativa al settore o ai settori  interessati, le statistiche e l'assegnazione delle risorse stabilite dal paese o territorio  richiedente. Qualora il paese o territorio beneficiario, in conformità dell'articolo 83, paragrafo  2, intenda destinare le risorse a settori diversi da quello in cui è stato registrato il calo dei  proventi, esso comunica alla Commissione le pertinenti motivazioni. La Commissione si assicura in  tutti i casi che la comunicazione sia conforme all'articolo 93. Articolo 1061.    Entro i dodici  mesi successivi alla firma dell'accordo di trasferimento, le autorità competenti del paese o  territorio beneficiario comunicano alla Commissione una relazione sull'utilizzazione fatta delle  risorse trasferite. Questa relazione contiene tutte le informazioni specificate nel formulario che  sarà stabilito di comune accordo secondo le disposizioni dell'articolo 102. 2.    Se la relazione  di cui al paragrafo 1 non è comunicata entro i termini previsti oppure se essa suscita  osservazioni, la Commissione chiede alle autorità competenti del paese o territorio interessato,  che sono tenute a rispondervi entro un termine di due mesi, di fornire giustificazioni. 3.     Trascorso il termine di cui al paragrafo 2, la Commissione, dopo aver adito il Consiglio ed aver  debitamente informato le autorità competenti del paese o territorio interessato, può, tre mesi dopo  l'espletamento di questa procedura, rinviare l'applicazione della decisione relativa ad un nuovo  trasferimento fintantoché tale Stato non abbia fornito le informazioni richieste.Questa decisione è  immediatamente notificata alle autorità competenti del paese o territorio interessato. Articolo  107I paesi e territori beneficiari di trasferimenti, ad eccezione dei paesi e territorimeno  sviluppati e della Polinesia francese, contribuiscono alla ricostituzione delle risorse che la  Comunità ha messo a disposizione del sistema. L'obbligo di ricostituzione viene meno se nei sette  anni successivi a quello del versamento del trasferimento non sussistono le condizioni previste  all'articolo 108. Articolo 1081.    Se l'evoluzione dei proventi da esportazione per un prodotto  che ha subito una diminuzione di proventi la quale ha dato origine ad un trasferimento lo permette,  il paese o territorio interessato contribuisce alla ricostruzione delle risorse del sistema. 2.     Ai fini del paragrafo 1, la Commissione determina:-  all'inizio di ciascuno dei sette anni  successivi a quello durante il quale il trasferimento è stato versato,-fino a quando la totalità  del trasferimento non è stata riversata nel sistema,-in conformità delle disposizioni dell'articolo  101, se, per l'anno precedente:a)  il valore unitario del prodotto considerato, esportato nella  Comunità, supera il valore unitario medio registrato nei quattro anni anteriori all'anno  precedente;      b)il quantitativo dello stesso prodotto effettivamente esportato nella Comunità è  perlomeno uguale alla media dei quantitativi esportati nella Comunità nei quattro anni anteriori  all'anno precedente;c)i proventi per l'anno e il prodotto in oggetto raggiungono almeno il 106  %  della media dei proventi d'esportazione nella Comunità realizzati durante i quattro anni anteriori  all'anno precedente. 3.    Se le tre condizioni elencate al paragrafo 2 lettere a), b) e c) sono  soddisfatte contemporaneamente, il paese o territorio versa al sistema un importo uguale alla  differenza tra i proventi effettivi ricavati nell'anno precedente dalle esportazioni nella Comunità  e la media dei proventi da esportazione nella Comunità realizzati nei quattro anni anteriori  all'anno precedente, senza che tuttavia l'importo del contributo alla ricostituzione delle risorse  del sistema possa superare il trasferimento in questione. 4.    Ai fini dell'applicazione dei  paragrafi 2 e 3 si tiene conto dell'evoluzione constatata nelle esportazioni verso tutte le  destinazioni. Articolo 1091.    L'importo di cui all'articolo 108, paragrafo 3, viene riversato  al sistema nella misura di un quinto all'anno dopo un biennio di dilazione che inizia nell'anno  durante il quale è stato constatato l'obbligo di contribuire alla ricostituzione. 2.    Su  richiesta delle autorità competenti del paese o territorio, il trasferimento può essere  effettuato:-  direttamente al sistema, oppure-mediante imputazione ai diritti a trasferimento  constatati prima dell'eventuale applicazione dell'articolo 91. Capitolo  2 Prodotti minerari:  Agevolazione di finanziamento speciale (SYSMIN) Articolo 110Per contribuire alla creazione di una  base più solida per lo sviluppo dei paesi e territori la cui economia dipende dal settore  minerario, e specialmente per aiutarli a far fronte alla diminuzione delle loro capacità di  esportazione di prodotti minerari nella Comunità, nonché alla conseguente perdita di proventi da  esportazione, viene istituito un sistema per aiutare questi paesi e territori nello sforzo che essi  compiono per risanare il settore minerario od ovviare alle conseguenze nefaste che esercitano sul  loro sviluppo le gravi perturbazioni temporanee o imprevedibili di tale settore, indipendenti dalla  volontà dei paesi e territori interessati. Articolo 1111.    Il sistema previsto all'articolo 110  si applica in particolare ai seguenti prodotti:-  rame, compresa la produzione di cobalto ad esso  connessa-  fosfati-  manganese-  bauxite ed allumina-  stagno-  minerale di ferro (minerali,  concentrati, piriti di ferro arrostite) agglomerato (comprese le graniglie) o meno. 2.    Se entro  un minimo di dodici mesi dopo l'entrata in vigore della presente decisione uno o più prodotti non  riportati in questo elenco, ma dai quali dipende in ampia misura l'economia di uno o più paesi o  territori, risentono di serie perturbazioni, il Consiglio si pronuncerà in merito alla loro  inclusione, al più tardi entro sei mesi dal momento in cui le autorità competenti del paese o  territorio interessato ne hanno presentato domanda. Articolo 1121.    Ai fini precisati  all'articolo 110, e per tutta la durata di applicazione della presente decisione, viene istituito  un sistema speciale di finanziamento al quale la Comunità destina l'importo globale di 5 milioni di  ECU destinato a coprire il complesso dei suoi impegni nel quadro di questo sistema, nonché gli  impegni derivanti dal sistema di stabilizzazione dei proventi da esportazione, di cui al capitolo  1.a)  L'importo è gestito dalla Commissione;b)esso è diviso in un numero di frazioni annue di pari  entità corrispondente al numero di anni di applicazione. In ciascun anno, salvo l'ultimo, il  Consiglio, basandosi su una relazione che gli è presentata dalla Commissione, può autorizzare, se  necessario, l'utilizzazione anticipata di un massimo del 50  % della frazione fissata per l'anno  successivo;c)qualsiasi rimanenza esistente alla fine di ciascun anno di applicazione della presente  convenzione, ad eccezione dell'ultimo, viene riportata di diritto all'anno successivo;d)in caso  d'insufficienza delle risorse per un dato anno di applicazione, gli importi esigibili sono ridotti  in conseguenza;e)le risorse disponibili a titolo di ciascun anno di applicazione sono costituite  dagli elementi seguenti: -  la frazione annua, ridotta degli importi eventualmente utilizzati a  norma della lettera b); -gli stanziamenti riportati in applicazione della lettera c). 2.    Prima  della scadenza del periodo di cui all'articolo 183, il Consiglio decide in merito alla destinazione  di eventuali rimanenze dell'importo globale fissato del presente articolo.    Articolo 1131.     Il ricorso ai mezzi di finanziamento del sistema speciale di cui all'articolo 112 è offerto:a)  ai  paesi e territori che si trovano nelle condizioni previste dall'articolo 114, lettera a), per un  prodotto contemplato dall'articolo 111 ed esportato nella Comunità,b)ai paesi e territori che non  soddisfano le condizioni dell'articolo 114, lettera a), ma che si trovano nelle condizioni previste  dall'articolo 114, lettera b), in deroga, secondo i casi, all'articolo 111 ed all'articolo 114,  lettera a), quando si constati o si preveda per i mesi successivi una riduzione sostanziale della  loro capacità di produzione o di esportazione, o dei proventi da esportazione, di prodotti minerari  di cui all'articolo 111 ed all'articolo 114, lettera b), in misura tale da incidere seriamente  sulla redditività di una produzione peraltro sana ed economica, impedendo così il normale rinnovo o  il mantenimento dell'apparato produttivo ovvero della capacità di esportazione, ed interrompendo il  finanziamento di grandi progetti di sviluppo che hanno beneficiato di un'assegnazione prioritaria  dei redditi minerari del paese o territorio in questione. 2.    Il ricorso di cui al paragrafo 1 è  offerto anche quando si verifica oppure è privista una sostanziale riduzione della capacità di  produzione o di esportazione in seguito ad incidenti e difficoltà tecniche oppure per gravi eventi  politici interni od esterni od ancora a causa di importanti cambiamenti tecnologici ed economici  che incidano sulla redditività della produzione. 3.    Per riduzione sostanziale delle capacità di  produzione o di esportazione si intende una flessione del 10  %. Articolo 114Un paese o  territorio il quale, in almeno due dei quattro anni precedenti, abbia realizzato di regola:a)  il  15  % o più dei suoi proventi da esportazione di un prodotto contemplato dall'articolo 111 o,b)in  deroga, secondo i casi, all'articolo 111 ed alla lettera a) del presente articolo il 20  % o più  dei suoi proventi da esportazione di tutti i suoi prodotti minerari (esclusi minerali preziosi, il  petrolio e il gas), può chiedere di beneficiare di un intervento finanziario nell'ambito delle  risorse destinate al sistema speciale di finanziamento qualora siano soddisfatte le condizioni  stabilite all'articolo 113. Nondimeno, per i paesi e territori meno sviluppati, il tasso previsto  alla lettera a) è pari al 10  % e quello previsto alla lettera b) al 12  %. Articolo 115La  richiesta d'intervento è indirizzata alla Commissione, che l'esamina congiuntamente con l'autorità  competente del paese o territorio interessato. Se necessario, soprattutto per accelerare  l'istruzione della richiesta, si può ricorrere alle risorse previste all'articolo 112 per  finanziare una perizia rapida che consenta una diagnosi tecnica e finanziaria della capacità di  produzione considerata. L'adempimento delle condizioni d'intervento viene constatato di comune  accordo dalla Comunità e dall'autorità competente del paese o territorio. Il relativo verbale  notificato dalla Commissione all'autorità competente del paese o territorio conferisce a  quest'ultimo il diritto all'intervento della Comunità con ricorso al sistema speciale di  finanziamento. Articolo 116L'intervento di cui all'articolo 114 è orientato verso gli obiettivi  definiti all'articolo 110. Esso è destinato a finanziare in via prioritaria programmi di riassetto,  mantenimento o razionalizzazione che contribuiscano agli sforzi intrapresi dal paese o territorio  interessato per riportare ad un livello valido la sua capacità di produzione o d'esportazione in  difficoltà rivolgendo particolare attenzione alla buona integrazione di detta capacità nello  sviluppo globale del paese o territorio. Qualora appaia impossibile riportare questa capacità ad un  livello valido, il paese o territorio interessato e la Commissione ricercano progetti o programmi  che permettano di conseguire nel miglior modo gli obiettivi del sistema. In caso d'applicazione  dell'articolo 113, paragrafo 1, lettera b) e dell'articolo 114, lettera b), le risorse del sistema  speciale di finanziamento sono in priorità assegnate a sostenere gli sforzi che il paese o  territorio considerato compie per evitare un'interruzione dei progetti di sviluppo di cui  all'articolo 113 o per promuovere progetti che possano almeno parzialmente sostituire, come fonti  di proventi d'esportazione, le capacità in difficoltà. L'importo dell'intervento viene fissato  dalla Commissione in funzione delle disponibilità di fondi del sistema speciale di finanziamento,  della natura dei progetti o programmi proposti dal paese o territorio interessato e delle  possibilità di cofinanziamento. Per fissare questo importo, si tiene conto dell'entità della  riduzione delle capacità di produzione e di esportazione, delle perdite subite dai paesi o  territori quali sono definite dall'articolo 113, e dell'importanza relativa del settore minerario  colpito rispetto ai proventi da esportazione del paese o territorio.      Uno stesso paese o  territorio non può in alcun caso beneficiare di più del 35  % dei fondi disponibili come frazione  annua. Questo tasso è pari al 15  % per un contributo ai sensi dell'articolo 113, paragrafo 1,  lettera b) e dell'articolo 114, lettera b). Le procedure applicabili all'assistenza nelle succitate  circostanze e le modalità di esecuzione sono quelle fissate nel titolo III della parte seconda  della presente decisione; esse tengono conto della necessità di una rapida attuazione  dell'intervento. Articolo 1171.    Per consentire l'attuazione di misure conservative atte a  limitare la degradazione dell'apparato produttivo durante l'istruzione o l'esecuzione di questi  progetti o programmi, la Comunità può accordare un anticipo all'autorità competente del paese o  territorio che ne faccia richiesta. Questa possibilità non esclude il ricorso del paese o  territorio al beneficio degli aiuti d'urgenza di cui all'articolo 135. 2.    Poiché l'anticipo  viene accordato a titolo di prefinanziamento dei progetti o programmi che esso precede e prepara,  il suo importo viene fissato in funzione dell'importanza e della natura dei progetti o programmi  stessi. 3.    L'anticipo è dato sotto forma di forniture, di prestazioni di servizi o diversamenti  in contanti, se quest'ultima modalità è ritenuta più adeguata. 4.    Esso viene incorporato  nell'importo degli interventi della Comunità in forma di progetti o di programmi al momento della  firma dell'accordo di finanziamento relativo agli interventi stessi. Articolo 118Gli aiuti  accordati a titolo del sistema di finanziamento speciale sono rimborsati secondo le stesse modalità  ed alle stesse condizioni dei prestiti speciali, tenuto conto delle disposizioni decise a favore  dei paesi e territori meno sviluppati.        TITOLO III COOPERAZIONE FINANZIARIA E TECNICA  Capitolo  1 Disposizioni generali Sezione  1 Obiettivi e principi Articolo 119La cooperazione  finanziaria e tecnica persegue gli obiettivi seguenti:a)  apportare ai paesi e territori, mediante  risorse finanziarie sufficienti e un'assistenza tecnica appropriata, un contributo significativo  per la realizzazione degli obiettivi della presente decisione al fine di appoggiare e favorire gli  sforzi di questi paesi e territori per assicurare il loro sviluppo sociale, culturale ed  economico;b)contribuire al miglioramento del tenore e delle condizioni di vita delle popolazioni  dei paesi e territori ed al loro maggiore benessere;c)promuovere misure atte a mobilitare la  capacità d'iniziativa delle collettività, nonché incoraggiare ed appoggiare la partecipazione delle  persone interessate alla concezione ed esecuzione di progetti di sviluppo;d)essere complementare  degli sforzi intrapresi dalle autorità competenti dei paesi e territori e in armonia con i  medesimi;e)promuovere lo sviluppo ottimale delle risorse umane e contribuire all'utilizzazione  razionale delle risorse naturali dei paesi e territori;f)favorire la cooperazione  regionale;g)permettere ai paesi e territori che devono far fronte a gravi difficoltà economiche e  sociali, di carattere eccezionale, risultanti da calamità naturali o da circostanze straordinarie  con effetti comparabili, di beneficiare di aiuti d'urgenza;h)aiutare i paesi e territori meno  sviluppati a superare i particolari ostacoli che frenano i loro sforzi di sviluppo. Articolo  120La cooperazione finanziaria e tecnica:a)  è attuata sulla base degli obiettivi e delle priorità  stabilite dalle autorità competenti dei paesi e territori in funzione delle rispettive  caratteristiche geografiche, sociali e culturali di questi paesi e territori, delle loro  particolari potenzialità e delle loro strategie di sviluppo;b)è accordata alle condizioni più  liberali possibili per la Comunità;c)è gestita secondo procedure semplici e  razionali;d)contribuisce alla massima partecipazione possibile della maggioranza della popolazione  ai vantaggi dello sviluppo e sostiene i cambiamenti strutturali necessari;    e)prevede che  l'assistenza tecnica sia concessa su richiesta delle autorità competenti del paese o territorio  interessato e sia della miglior qualità possibile, pur presentando un favorevole rapporto tra costo  ed efficacia, e che si prendano disposizioni anche per assicurare una rapida formazione del  personale locale che deve subentrare all'assistenza tecnica;f)prevede che gli apporti di risorse  avvengano su base più prevedibile e regolare. Sezione 2 Campo d'applicazione Articolo 121Nel  quadro della presente decisione, la cooperazione finanziaria e tecnica copre:a)i progetti  d'investimento;b)i programmi di tipo settoriale;c)il rinnovamento dei progetti e programmi;d)i  programmi di cooperazione tecnica;e)la realizzazione di mezzi elastici, di appoggio degli sforzi  propri delle comunità di base. Articolo 1221.    La cooperazione finanziaria e tecnica è inoltre  accordata, su richiesta, per programmi settoriali di sviluppo ed importazione aventi lo scopo di  contribuire al rendimento ottimale dei settori produttivi e alla soddisfazione dei bisogni  fondamentali dell'uomo. Questi programmi possono includere il finanziamento di fattori di  produzione nel sistema produttivo, quali materie prime, pezzi di ricambio, fertilizzanti,  insetticidi, forniture dirette a migliorare i servizi sanitari e di istruzione, escluse le spese  amministrative correnti.Questi aiuti accompagnano le misure prese dall'autorità competente del  paese o territorio interessato per risolvere i problemi soggiacenti ad una grave situazione  strutturale. Loro scopo è la progressiva eliminazione dei bisogni corrispondenti. 2.    La  cooperazione finanziaria e tecnica, per progetti e programmi nuovi, in corso o passati, può coprire  le spese correnti di amministrazione, manutenzione e funzionamento solo alle condizioni fissate  dalle lettere a) e b):a)  il finanziamento dei progetti e programmi di azioni può coprire le spese  relative e strettamente limitate al periodo di avviamento nella misura in cui tali spese, previste  nella proposta di finanziamento, siano ritenute necessarie per l'impianto, l'avviamento e la  gestione dei progetti e programmi di investimento considerati;b)aiuti supplementari possono coprire  in modo temporaneo e decrescente le spese di funzionamento, manutenzione e gestione di progetti e  programmi di investimento precedentemente eseguiti, per assicurarne la piena  utilizzazione;c)vengono accordati priorità e trattamento particolare alla determinazione ed  all'attuazione degli aiuti complementari e supplementari, di cui alle lettere a) e b), nei paesi e  territori meno sviluppati. Articolo 123Gli aiuti finanziari possono coprire le spese esterne e le  spese locali necessarie all'attuazione dei progetti e programmi di azioni. Articolo 1241.    Nel  quadro delle priorità fissate dalle autorità competenti dei paesi e territori e della cooperazione  regionale, i progetti e programmi di azioni possono concernere:a)  sviluppo rurale, in particolare  la ricerca dell'autosufficienza e della sicurezza alimentari;b)l'industrializzazione,  l'artigianato, l'energia, le miniere, il turismo e l'infrastruttura economica e sociale;c)il  miglioramento strutturale dei settori economici produttivi;d)la protezione dell'ambiente;e)la  ricerca, l'esplorazione e la valorizzazione delle risorse naturali;f)la formazione, la ricerca  scientifica e tecnica applicata, l'adeguamento o l'innovazione tecnologica e il trasferimento di  tecnologie;g)la promozione e l'informazione industriali;h)la commercializzazione e la promozione  delle vendite;i)La promozione delle piccole e medie imprese nazionali;j)l'appoggio alle banche di  sviluppo ed alle istituzioni finanziarie locali e regionali;k)i microprogetti di sviluppo di  base;l)i trasporti e comunicazioni;m)le misure volte a promuovere, nel settore dei trasporti aerei  e marittimi, il movimento di merci e passeggeri;n)le misure volte a sviluppare le attività della  pesca;      o)lo sviluppo e l'utilizzazione ottimale delle risorse umane, tenendo particolarmente  conto del ruolo delle donne nello sviluppo;p)il miglioramento dell'infrastruttura e dei servizi  socio-culturali, come dell'edilizia e dell'approvvigionamento idrico delle popolazioni. 2.     Questi progetti e programmi di azioni possono concernere altresì azioni tematiche quali:-  la lotta  contro le conseguenze delle calamità naturali, attuando dispositivi di prevenzione e d'intervento  nei paesi e territori meno sviluppati;-  la lotta contro le gravi endemie ed epidemie umane;-   l'igiene e la sanità di base;-  la lotta contro le malattie endemiche del bestiame;-  la ricerca di  risparmi d'energia;-  e, in generale, le azioni che per la loro durata, sono a lungo termine e  superano un orizzonte temporale determinato. Articolo 1251.    Beneficiano della cooperazione  finanziaria e tecnica:a)  i paesi e territori, esclusa la Groenlandia;b)gli organismi regionali o  interstatali di cui fanno parte uno o più paesi e territori e che sono autorizzati dalle autorità  competenti di questi ultimi;c)gli organismi misti istituiti dalla Comunità e dai paesi e territori  ed autorizzati da questi ultimi a conseguire taluni obiettivi specifici, in particolare nel settore  della cooperazione agricola, industriale e commerciale. 2.    Beneficiano altresì della  cooperazione finanziaria e tecnica, con l'accordo dell'autorità competente del o dei paesi e  territori interessati, e per progetti o programmi di azioni approvati da questi ultimi:a)gli  organismi di sviluppo, pubblici o a partecipazione pubblica, dei paesi e territori, in particolare  le loro istituzioni finanziarie e banche di sviluppo;b)gli enti locali e gli organismi privati che  contribuiscono, nei paesi e territori interessati, allo sviluppo economico, sociale e  culturale;c)le imprese che esercitano la propria attività secondo metodi di gestione industriale e  commerciale e sono costituite in società di un paese o territorio a norma dell'articolo 177;d)le  associazioni di produttori dei paesi e territori;e)i borsisti ed i tirocinanti. Sezione 3  Responsabilità Articolo 1261.    Gli interventi finanziati dalla Comunità sono attuati dalle  autorità competenti dei paesi e territori e dalla Comunità in stretta cooperazione. 2.    Spetta  alle autorità competenti dei paesi e territori:a)  definire gli obiettivi e le priorità sui quali  si basano i loro programmi indicativi;b)  scegliere i progetti e programmi di azioni che essi  decidono di presentare per il finanziamento della Comunità;c)  preparare e presentare alla Comunità  i fascicoli dei progetti e programmi di azioni;d)  elaborare, negoziare e stipulare i contratti di  appalto;e)eseguire i progetti e programmi di azioni finanziati dalla Comunità;f)gestire e  provvedere alla manutenzione delle opere realizzate nel quadro della cooperazione finanziaria e  tecnica. 3.    Spetta alle autorità competenti dei paesi e territori ed alla Comunità  congiuntamente:a)  istruire i progetti e programmi di azioni ed esaminare se siano adeguati ad  obiettivi e priorità e conformi alle disposizioni della presente decisione;b) prendere le misure di  applicazione atte ad assicurare parità di condizioni per la partecipazione a gare ed  appalti;c)valutare gli effetti ed i risultati dei progetti e programmi di azioni condotti a termine  o in corso di esecuzione;d)accertarsi che l'attuazione dei progetti e programmi di azioni  finanziati dalla Comunità sia conforme alle destinazioni decise ed alle disposizioni della presente  decisione.    4.    Spetta alla Comunità prendere le decisioni di finanziamento relative ai  progetti e programmi di azioni nonché definire la politica generale e le linee direttrici della  cooperazione finanziaria e tecnica. 5.    Ove si tratti di finanziamenti di progetti di competenza  della Banca, le modalità e procedure relative all'attuazione della cooperazione finanziaria e  tecnica, definiti ai capitoli 3 e 4, possono, di concerto con le autorità competenti dei paesi e  territori in questione, subire adeguamenti per tener conto della natura dei progetti finanziati  dalla Banca e consentirle, nel quadro delle sue procedure statutarie, di svolgere le sue operazioni  conformemente agli obiettivi della presente decisione. Capitolo  2 Cooperazione finanziaria Sezione   1 Mezzi di finanziamento Articolo 127Per la durata della presente decisione, l'importo globale  dei contributi finanziari della Comunità è di 120 milioni di ECU. Detto importo comprende: 1)  100  milioni di ECU provenienti dal Fondo europeo di sviluppo, in appresso denominato «Fondo», così  ripartiti:a)  ai fini precisati negli articoli 119, 120 e 121;95 milioni di ECU di cui: -  55  milioni di ECU in forma di sovvenzioni; -25 milioni di ECU in forma di prestiti speciali; -15  milioni di ECU in forma di capitali di rischio;b)ai fini precisati agli articoli da 83 a 109, sino  a 5 milioni di ECU, in forma di trasferimenti per la stabilizzazione dei proventi da esportazione e  ai fini precisati agli articoli da 110 a 118 in forma di interventi a titolo di agevolazione di  finanziamento speciale per il settore minerario; 2)  Ai fini precisati agli articoli 119, 120 e 121  sino a 20 milioni di ECU in forma di prestiti concessi dalla Banca sulle sue risorse proprie e alle  condizioni previste dal suo statuto. Questi prestiti sono abbinati, secondo le condizioni fissate  all'articolo 129, ad un abbuono di interessi il cui onere è imputato sulle risorse del Fondo.  Articolo 128Gli importi previsti all'articolo 127 sotto forma di sovvenzioni e di prestiti  speciali, vale a dire 80 milioni di ECU detratte le dotazioni per le azioni di cooperazione  regionale e gli aiuti d'urgenza, previsti rispettivamente agli articoli 65 e 137, nonché l'importo  da prevedere eventualmente per gli abbuoni dei prestiti della Banca, sono ripartiti come segue:-   territori francesi d'oltremare: 26,5 milioni di ECU;-paesi d'oltremare del Regno dei Paesi Bassi:  26,5 milioni di ECU;-paesi e territori d'oltremare del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del  Nord: 10,5 milioni di ECU.  Sezione 2 Condizioni dei prestiti Articolo 1291.    Per assicurare un  sostegno efficace ai programmi di sviluppo dei paesi e territori, tutti i prestiti loro concessi  sono abbinati a condizioni favorevoli. 2.    I prestiti speciali concessi a titolo del Fondo sono  abbinati alle condizioni seguenti:a)  durata di quaranta anni eb)dilazione di ammortamento  obbligatoria di dieci anni;c)questi prestiti producono un interesse annuo dell'1  % ad eccezione  dei paesi e territori meno sviluppati che beneficiano di un tasso ridotto allo 0,50  %. 3.    I  prestiti concessi dalla Banca sono abbinati alle condizioni seguenti:a)il tasso d'interesse è  quello praticato dalla Banca al momento della firma di ogni contratto di prestito;b)se i prestiti  non sono destinati ad investimenti nel settore petrolifero, detto tasso è ridotto del 3  % con un  abbuono d'interesse che è automaticamente adeguato in modo che il tasso effettivamente sostenuto  dal mutuatario non sia inferiore al 5  % né superiore all'8  %;c)l'importo globale degli abbuoni  d'interesse, attualizzato al valore del momento della firma del contratto di prestito, è imputato  all'importo delle sovvenzioni previste a titolo del Fondo ed è versato direttamente alla Banca;d)i  prestiti concessi dalla Banca sulle sue risorse proprie sono abbinati a condizioni di durata  fissate sulla base delle caratteristiche economiche e finanziarie del pro-      getto; tale durata  non può superare 25 anni. Tali prestiti contemplano normalmente una dilazione di ammortamento  fissata in funzione della durata di costruzione e dei bisogni di tesoreria del progetto. Sezione 3  Modi di finanziamento Articolo 130PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 386D0283.21.    I progetti o programmi di azioni possono essere  finanziati mediante sovvenzioni, prestiti speciali, capitali di rischio, prestiti della Banca sulle  sue risorse proprie, o combinando più di questi modi di finanziamento. 2.    Per le risorse del  Fondo gestite dalla Commissione, i modi di finanziamento per ciascun progetto o programma sono  determinati dalle autorità competenti del o dei paesi e territori interessati in funzione del  livello di sviluppo e della situazione geografica, economica e finanziaria del o dei paesi e  territori interessati. Si tiene altresì conto dell'impatto economico, sociale e culturale di detti  modi di finanziamento. 3.    Per le risorse del Fondo gestite dalla Banca, i modi di finanziamento  sono fissati sulla base delle caratteristiche economiche e finanziarie del progetto o programma in  questione, nonché del livello di sviluppo e della situazione economica e finanziaria dei paesi e  territori interessati. 4.    Per le risorse proprie gestite dalla Banca, i modi di finanziamento  sono determinati in base alla natura del progetto, alle sue prospettive di redditività economica e  finanziaria nonché al livello di sviluppo e alla situazione economica e finanziaria del o dei paesi  e territori interessati. Si tiene inoltre conto di fattori che garantiscono il servizio degli aiuti  rimborsabili. L'esame da parte della Banca dell'ammissibilità dei progetti e la concessione dei  prestiti sulle sue risorse proprie si effettuano di concerto con le autorità competenti dei paesi e  territori interessati secondo le modalità, le condizioni e le procedure previste dallo statuto  della Banca e dalla presente decisione. 5.    Nei paesi e territori, la Banca ha il compito di  contribuire, con le sue risorse proprie, allo sviluppo economico ed industriale dei paesi e  territori stessi e su scala regionale. A tal fine, il finanziamento dei progetti e programmi di  azioni produttivi nei settori dell'industria, dell'agroindustria, del turismo e delle miniere, come  pure della produzione di energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni connessi con tali  settori, è garantito in via prioritaria per mezzo di prestiti della Banca sulle sue risorse proprie  e capitali di rischio. Tali priorità settoriali non escludono la possibilità per la Banca di  finanziare con le sue risorse proprie i progetti e programmi di azioni produttivi in altri settori  che rispondano ai suoi criteri d'intervento, in particolare nel settore delle colture destinate al  commercio. 6.    Se una richiesta di finanziamento per un progetto o programma, presentata alla  Commissione o alla Banca non può essere finanziata con una delle forme di aiuto alla cui gestione  esse provvedono, ciascuna di esse trasmette la richiesta all'altra istituzione senza indugio,  previa informazione dell'eventuale beneficiario. 7.    Le sovvenzioni o i prestiti possono essere  accordati ad un paese o territorio o direttamente al beneficiario o per il tramite di  un'istituzione finanziaria per lo sviluppo o per il tramite dell'intermediario del paese o  territorio, al beneficiario finale. 8.    In quest'ultimo caso, le condizioni dell'assegnazione dei  fondi da parte del paese o territorio al beneficiario finale sono fissati nell'accordo di  finanziamento o nel contratto di prestito. 9.    Nel corso delle sue operazioni finanziarie, la  Banca stabilisce uno stretto rapporto con le istituzioni finanziarie per lo sviluppo dei paesi e  territori. Nell'interesse della cooperazione, essa si sforza di allacciare tutti i contatti  appropriati con le istituzioni bancarie e finanziarie nei paesi e territori interessati alle sue  operazioni. 10.    Qualsiasi beneficio spettante al paese o territorio, sia che riceva una  sovvenzione, sia che riceva un prestito speciale con tasso d'interesse o termine di rimborso più  favorevole del prestito finale, è utilizzato dal paese o territorio a fini di sviluppo, secondo le  condizioni previste dall'accordo di finanziamento o dal contratto di prestito. 11.    È accordato  un trattamento speciale ai paesi e territori meno sviluppati nella determinazione del volume delle  risorse finanziarie che questi ultimi possono aspettarsi dalla Comunità nel quadro del loro  programma indicativo. Tali risorse finanziarie sono abbinate a condizioni di finanziamento  particolarmente favorevoli, tenuto conto della situazione economica e della natura del fabbisogno  propri ad ogni paese o territorio. Esse consistono essenzialmente in sovvenzioni e, in determinati  casi, in prestiti speciali, in capitali di rischio o in prestiti della Banca, secondo i criteri  definiti al paragrafo 4.    Sezione 4 Capitali di rischio Articolo 1311.    Per aiutare  l'attuazione di operazioni che presento un interesse generale per l'economia dei paesi e territori,  la Comunità può contribuire alla formazione di capitali di rischio che possono essere utilizzati in  particolare per gli obiettivi seguenti:a)  l'incremento diretto od indiretto dei fondi propri o  assimilati delle imprese pubbliche, a partecipazione pubblica o privata e la concessione di  contributi in quasi capitale a dette imprese;b)il finanziamento di studi specifici per la  preparazione e la stesura di progetti nonché l'assistenza alle imprese nel periodo iniziale a scopo  di riassetto;c)il finanziamento di ricerche e di investimenti preparatori alla fase di sfruttamento  di progetti e programmi nei settori minerario ed energetico. 2.  a)  Per conseguire tali obiettivi,  i capitali di rischio possono essere utilizzati per acquistare partecipazioni minoritarie e  temporanee a nome della Comunità al capitale delle imprese interessate o a quello di istituti  specializzati per il finanziamento dello sviluppo nei paesi o territori. Le partecipazioni possono  essere effettuate congiuntamente con un prestito della Banca o con un'altra forma di contributo in  capitali di rischio. Non appena sussistano le condizioni, dette partecipazioni vengono cedute  preferibilmente a cittadini dei paesi o territori.b)Le decisioni di finanziamento relative ai  capitali di rischio sono prese dalla Comunità conformemente all'articolo 150. 3.    I contributi in  quasi capitale possono assumere la forma di:a)  prestiti subordinati il cui rimborso e l'eventuale  pagamento di interessi avvengono soltanto dopo l'estinzione degli altri debiti bancari;b)prestiti  condizionali il cui rimborso o la cui durata dipendono dal verificarsi di determinate condizioni al  momento della concessione del prestito. I prestiti condizionali possono essere concessi  direttamente, con l'accordo delle autorità competenti del paese o territorio interessato, ad una  determinata impresa. Possono altresì essere concessi ad un paese o territorio o ad istituti  finanziari di questi ultimi per consentir loro di acquistare una partecipazione al capitale di  imprese nei settori di cui all'articolo 130, paragrafo 5, allorché tale operazione s'inserisca nel  finanziamento di investimenti preparatori o di nuovi investimenti produttivi e possa essere  completata da un altro intervento finanziario della Comunità, con eventualmente altre fonti di  finanziamento, nel quadro di un'operazione di cofinanziamento. In deroga all'articolo 125, questi  prestiti, su richiesta delle autorità competenti del paese o territorio interessato, possono essere  concessi alle stesse condizioni, caso per caso, anche ad un'impresa di uno Stato membro della  Comunità, per consentirle di avviare un investimento produttivo nel territorio di detto paese o  territorio;c)prestiti da concedere ad istituti finanziari dei paesi o territori quando lo consenta  la natura delle loro attività e della loro gestione. I prestiti possono servire ad acquistare  partecipazioni in altre imprese. 4.    Le condizioni dei contributi in quasi capitale di cui al  paragrafo 3 vengono determinate in base alle caratteristiche di ciascun progetto finanziato.  Tuttavia, le condizioni di concessione dei contributi in quasi capitale sono in genere più  favorevoli di quelle dei prestiti con abbuono concessi dalla Banca. Il tasso d'interesse non può  superare quello di detti prestiti con abbuono. 5.    Qualora siano concessi a società di studi o  servano al finanziamento di ricerche o di investimenti preventivi all'attuazione di un progetto, i  contributi di cui al presente articolo possono essere incorporati nell'assistenza in capitale di  cui può beneficiare la società promotrice in caso di attuazione del progetto. Sezione  5  Cofinanziamenti Articolo 1321.    A richiesta delle autorità competenti dei paesi e territori, i  mezzi finanziari della Comunità possono servire per cofinanziamenti, in particolare quando  consentono di aumentare i flussi finanziari verso i paesi e territori e sostenere gli sforzi di  questi ultimi per l'armonizzazione della cooperazione internazionale a favore del loro sviluppo.  Con particolare attenzione vengono trattate le possibilità di cofinanziamento soprattutto nei casi  seguenti:a)  grandi progetti che non possono essere finanzianti da un'unica fonte di  finanziamento;b)progetti per i quali la partecipazione della Comunità e la sua esperienza in  materia potrebbero facilitare la partecipazione di altri organismi di finanziamento;       c)progetti che possono beneficiare dell'abbinamento di finanziamenti a condizioni elastiche con  finanziamenti a condizioni normali;d)progetti decomponibili in sottoprogetti che possono attingere  a fonti di finanziamento differenti;e)progetti per i quali la diversificazione dei finanziamenti  può rivelarsi vantaggiosa dal punto di vista del costo dei finanziamenti e degli investimenti  nonché di altri aspetti connessi con la realizzazione di detti progetti;f)progetti a carattere  regionale o interregionale. 2.    I cofinanziamenti possono assumere la forma di finanziamenti  congiunti o paralleli.La preferenza viene attribuita alla formula più adeguata sotto il profilo del  costo e dell'efficacia. 3.    La Commissione e la Banca, ogniqualvolta sia possibile, si sforzano  di associare ai progetti da esse finanziati le risorse del settore privato e in particolare:a)  di  individuare e negoziare con partner privati la realizzazione di operazioni congiunte di  finanziamento;b)di applicare le varie tecniche messe a punto in questi ultimi anni per attirare le  risorse del settore privato nelle operazioni di cofinanziamento. 4.    Con l'accordo delle parti  interessate, gli interventi della Comunità e quelli degli altri cofinanziatori sono soggetti a  necessari provvedimenti di armonizzazione e coordinamento, in modo da evitare il moltiplicarsi  delle procedure che le autorità competenti dei paesi e territori devono applicare e in modo da  consentire uno snellimento delle stesse, in particolare per quanto riguarda:a)le necessità degli  altri cofinanziatori e dei beneficiari;b)la scelta dei progetti da cofinanziare e le disposizioni  relative alla loro attuazione;c)l'armonizzazione delle regole e delle procedure relative ai  contratti di appalto di opere, forniture e servizi;d)le condizioni di pagamento;e)le regole  relative all'ammissibilità ed alla concorrenza;f)il grado di preferenza accordato alle imprese dei  paesi e territori. 5.    Con l'accordo delle autorità competenti del paese o territorio  interessato, la Comunità può apportare ai cofinanziatori che lo desiderino un sostegno  amministrativo per agevolare l'attuazione dei progetti e programmi di azioni cofinanziati. 6.    Su  richiesta delle autorità competenti del paese o territorio interessato e con l'accordo delle altre  parti in causa, la Commissione o la Banca possono svolgere una funzione di capofila o di  coordinatore per i progetti dei quali esse partecipino al finanziamento. Sezione  6 Microprogetti  Articolo 1331.    Per rispondere concretamente alle esigenze di sviluppo degli enti locali, il  Fondo partecipa, su richiesta delle autorità competenti dei paesi e territori, al finanziamento di  microprogetti. 2.    I programmi di microprogetti riguardano piccoli progetti che rientrano  nell'ambito dell'articolo 121 ed altri progetti corrispondenti ai criteri di cui al paragrafo 3,  con un impatto economico e sociale sulla vita delle popolazioni e degli enti dei paesi e territori.  Detti progetti vengono realizzati in linea di massima in zone rurali. La Comunità può tuttavia  partecipare anche al finanziamento di microprogetti nelle zone urbane. 3.    Per poter beneficiare  di un finanziamento della Comunità, i microprogetti devono:-  rispondere ad una necessità reale e  prioritaria apparsa e constatata a livello locale;-essere realizzati con la partecipazione attiva  degli enti locali. 4.    Speciale priorità è data alla preparazione ed attuazione di microprogetti  nei paesi e territori meno sviluppati. Articolo 1341.    Ciascun progetto per il quale viene  chiesto il contributo della Comunità deve rispondere ad un'iniziativa dell'ente locale che ne  beneficierà. Il finanziamento dei microprogetti è assicurato in linea di massima:-  dall'ente  beneficiario, in forma di contributo in natura, in prestazioni di servizio o in contanti, adeguato  alla sua capacità contributiva,-dal Fondo.Il paese o territorio interessato può anch'esso  partecipare con un contributo finanziario, una partecipazione in attrezzature pubbliche o una  prestazione di servizi.    2.    In linea di massima, il contributo concesso dal Fondo non può  superare i due terzi del costo totale di ciascun progetto e non deve essere superiore a 250  000  ECU. La mobilitazione dei contributi è fatta in modo concomitante. L'ente locale s'impegna a  provvedere alla manutenzione ed al funzionamento di ciascun progetto, eventualmente, con il  sostegno delle autorità nazionali. 3.    Gli importi che rappresentano il contributo del Fondo sono  imputati sulle disponibilità per sovvenzioni del programma indicativo d'aiuto comunitario di cui  all'articolo 147. Sezione 7 Aiuto d'urgenza e aiuto ai profughi e rimpatriati Articolo 1351.     Gli aiuti d'urgenza sono concessi ai paesi e territori che devono far fronte a difficoltà  economiche e sociali gravi, di carattere eccezionale, risultanti da calamità naturali o da  circostanze straordinarie aventi effetti comparabili. 2.  a)  L'aiuto d'urgenza consiste  nell'assistenza immediatamente necessaria quando si verifichi una situazione straordinaria. Esso  può assumere la forma di opere, forniture, prestazioni di servizi e pagamenti in contanti. Esso può  servire a fornire cibo, sementi, alloggio, materiali, forniture mediche, indumenti e mezzi di  trasporto. Per quanto riguarda altre richieste specifiche delle autorità competenti dei paesi e  territori, le condizioni dell'aiuto sono sufficientemente elastiche da consentire la fornitura di  un'estesa gamma di prodotti e servizi.b)L'aiuto d'urgenza può anche coprire il finanziamento di  misure immediate atte a garantire la riparazione e la funzionalità minima di opere o di  attrezzature danneggiate.c)L'aiuto d'urgenza può anche integrarsi nei programmi indicativi dei  paesi e territori allo scopo di predisporre, attraverso il finanziamento delle misure immediate di  cui alla lettera b), la realizzazione, nell'ambito di tali programmi, di operazioni di  ricostruzione o di rinnovamento. 3.    Gli aiuti d'urgenza:a)contribuiscono a finanziare i mezzi  più adeguati per ovviare alle gravi difficoltà incontrate;b)non sono rimborsabili;c)sono concessi e  mobilitati con rapidità ed elasticità;d)contribuiscono effettivamente alla soluzione dei problemi  per i quali sono concessi. 4.    Per tutte le azioni relative agli aiuti d'urgenza, le autorità  competenti dei paesi e territori, in accordo con il delegato della Commissione, possono  autorizzare, alle condizioni previste all'articolo 164, la stipulazione di contratti di appalto  previa licitazione privata o di contratti a trattativa privata o l'esecuzione in economia.Essi  possono approvvigionarsi, alle condizioni previste all'articolo 162, sui mercati della Comunità,  dei paesi e territori o dei paesi terzi. 5.    Tali aiuti d'urgenza possono eventualmente, con  l'accordo delle autorità competenti del paese o territorio interessato, essere utilizzati tramite  organismi specializzati o direttamente dalla Commissione. 6.    Per le modalità di attribuzione di  detti aiuti, si ricorre ad una procedura d'urgenza. Le condizioni di pagamento e di utilizzazione  degli aiuti sono fissate caso per caso; quando si tratti di esecuzione su preventivo, l'ordinatore  territoriale può concedere anticipi. 7.    La Comunità prende le disposizioni necessarie per  facilitare la rapidità delle azioni richieste per far fronte alla situazione di urgenza, comprese  misure quali il finanziamento retroattivo delle misure di pronto soccorso avviato dagli stessi  paesi e territori. 8.  a)  Gli stanziamenti per aiuti d'urgenza devono essere impegnati entro sei  mesi dalla fissazione delle modalità di utilizzazione, salvo disposizioni contrarie di queste  ultime e purché circostanze straordinarie non portino a convenire di comune accordo, durante il  periodo di esecuzione, la proroga di tale termine.b)Qualora non tutti gli stanziamenti aperti siano  stati impegnati entro il termine fissato, l'impegno del Fondo può essere ricondotto all'importo  corrispondente agli stanziamenti impegnati entro tale termine.c)I fondi non utilizzati sono quindi  riassegnati alla dotazione speciale. Articolo 1361.    Possono essere concessi aiuti ai paesi e  territori che ospitano profughi o rimpatriati per sovvenire ai bisogni gravi non contemplati  dall'aiuto d'urgenza e per realizzare a più lungo termine progetti e programmi di azioni che  perseguono l'autosufficienza e l'integrazione o la reintegrazione di tali popolazioni.        2.     Essi sono gestiti e eseguiti secondo procedure che consentano un intervento rapido. Le condizioni  di pagamento e di attuazione sono fissate caso per caso. 3.    Questi aiuti possono essere attuati,  con l'accordo delle autorità competenti del paese o territorio interessato, tramite e in  coordinamento con organismi specializzati, in particolare quelli delle Nazioni Unite, o  direttamente dalla Commissione. Articolo 1371.    Per il finanziamento degli aiuti previsti agli  articoli 135 e 136 nell'ambito del Fondo è costituita una dotazione speciale di 4 milioni di ECU,  di cui 3 milioni di ECU per gli aiuti di cui all'articolo 135 e 1 milione di ECU per quelli di cui  all'articolo 136. 2.    In caso di esaurimento, prima della scadenza della presente decisione,  degli stanziamenti previsti per uno degli articoli summenzionati, si possono effettuare  trasferimenti dagli stanziamenti previsti per l'altro articolo. 3.    Alla scadenza della presente  decisione, gli stanziamenti non impegnati per gli aiuti d'urgenza e per gli aiuti ai profughi e  rimpatriati sono riversati nella massa del Fondo per il finanziamento di altre operazioni che  rientrano nel campo di applicazione della cooperazione finanziaria e tecnica, salvo decisione  contraria del Consiglio. 4.    In caso di esaurimento della dotazione speciale prima della scadenza  della presente decisione, il Consiglio, su proposta della Commissione, adotta le misure appropriate  per far fronte alle situazioni di cui agli articoli 135 e 136. Sezione 8 Piccole e medie imprese  Articolo 1381.    La Comunità finanzia azioni a favore delle piccole e medie imprese dei paesi e  territori. I modi di finanziamento sono determinati in funzione delle caratteristiche del programma  di azione presentato. 2.    L'assistenza tecnica della Comunità contribuisce a rafforzare  l'attività degli organismi dei paesi e territori che si occupano dello sviluppo delle piccole e  medie imprese e ad assicurare la formazione professionale necessaria a dette imprese. 3.    I  finanziamenti della Comunità possono prendere la forma di contributi diretti o di contributi  globali mediante aiuto rimborsabile o eventualmente non rimborsabile. I contributi globali possono  essere concessi:-  dalla Banca, con i fondi da essa gestiti, a banche o istituti finanziari a  favore delle piccole e medie imprese industriali, agro-industriali o turistiche;-dalla Commissione,  con le risorse che gestisce, ad organismi pubblici, enti locali o cooperative che si propongono lo  sviluppo dei settori dell'artigianato, del commercio e dell'agricoltura e per la costituzione o il  rafforzamento di fondi di garanzia in materia di credito alle piccole e medie imprese. 4.    Nel  caso di un finanziamento tramite un organismo intermedio, questo è responsabile della presentazione  dei progetti particolari all'interno del programma di azioni precedentemente approvato, nonché  della gestione dei mezzi finanziari mesi a sua disposizione. La modalità e le condizioni di  finanziamento ai beneficiari finali sono prese di comune accordo fra le autorità competenti del  paese o territorio interessato, l'organo competente della Comunità e l'organismo intermedio. 5.     I progetti vengono istruiti dall'organismo finanziario. Esso decide, entro i limiti della propria  responsabilità finanziaria, la concessione dei prestiti finali a condizioni fissate in armonia con  quelle applicate ad operazioni di questo tipo nel paese o territorio considerato. 6.    Le  condizioni di finanziamento accordate dalla Comunità all'organismo finanziario tengono conto della  necessità che quest'ultimo copra le proprie spese di gestione, i rischi di cambio ed i rischi  finanziari, nonché il costo dell'assistenza tecnica fornita alle imprese o ad altri mutuatari  finali. Capitolo 3 Cooperazione tecnica Articolo 1391.    La cooperazione tecnica si prefigge di  apportare un maggior sostegno allo sviluppo delle risorse umane nei paesi e territori. 2.     Allorché tale cooperazione implica un apporto supplementare di risorse umane esterne, si applicano  i principi di base seguenti:a)  la cooperazione tecnica, che si traduce nell'invio di personale di  assistenza tecnica (uffici studi, ingegneri o consulenti, istituti di formazione o ricerca) è  concessa solo su richiesta delle autorità competenti del o dei paesi o territori interessati;b)sono  tuttavia prese disposizioni per la formazione del personale locale al fine di eliminare  gradualmente l'assistenza tecnica e prevedere per i progetti un personale esclusivamente composto  su base permanente, da cittadini del o dei paesi o territori interessati;c)la cooperazione prevede  disposizioni intese ad accrescere la capacità dei paesi e territori di acquisire un'    esperienza  propria e migliorare le qualifiche professionali dei propri consulenti, uffici studi ed esperti. A  tal fine, la formazione effettiva del personale locale figura tra i compiti del personale di  assistenza tecnica;d)gli esperti, messi a disposizione nell'ambito di questa cooperazione, devono  possedere le qualifiche necessarie per svolgere correttamente i loro compiti specifici quali sono  definiti nella richiesta delle autorità competenti del paese o territorio interessato. 3.    I  contratti di servizi nell'ambito dei quali il personale di assistenza tecnica è assunto comprendono  i contratti d'assunzione di consulenti ed altri esperti tecnici; essi sono negoziati, stabiliti e  conclusi dalle autorità competenti del paese o territorio interessato, con riserva dell'accordo del  delegato della Commissione. 4.    La Comunità prende le misure concrete per accrescere e migliorare  le informazioni comunicate ai paesi e territori in merito alla disponibilità ed alle qualifiche  degli specialisti adeguati. Articolo 1401.    La cooperazione tecnica può essere connessa alle  operazioni o essere generale. 2.    La cooperazione tecnica connessa alle operazioni comprende in  particolare:a)  gli studi di sviluppo;b)gli studi tecnici, economici, finanziari e commerciali,  nonché le ricerche e le prospezioni necessarie alla messa a punto dei progetti e programmi di  azioni;c)l'aiuto per la preparazione dei fascicoli;d)l'aiuto per l'esecuzione e la sorveglianza dei  lavori;e)l'assunzione temporanea a carico delle spese per tecnici e la fornitura dei mezzi  necessari all'esecuzione della loro missione;f)le azioni di cooperazione tecnica che possono essere  richieste, a titolo temporaneo, per consentire l'istituzione, l'avvio, la gestione e la  manutenzione di un determinato progetto;g)l'aiuto per la valutazione delle operazioni;h)i programmi  integrati di formazione, informazione e ricerca. 3.    La cooperazione tecnica generale comprende  in particolare:a)gli studi sulle prospettive e sui mezzi di sviluppo e diversificazione delle  economie dei paesi e territori, nonché sui problemi che interessano gruppi di paesi o territori o  l'insieme di questi ultimi;b)gli studi settoriali e per prodotti;c)l'invio di esperti, consulenti,  tecnici ed istruttori per missioni specifiche e per periodi limitati;d)la fornitura di materiale  didattico, di sperimentazione, ricerca e dimostrazione;e)l'informazione generale e la  documentazione destinate a favorire lo sviluppo dei paesi e territori ed il conseguimento degli  obiettivi della cooperazione;f)gli scambi di personale dirigente, di personale specializzato, di  studenti, di ricercatori, di animatori e responsabili di gruppi o associazioni a vocazione sociale  o culturale;g)l'assegnazione di borse di studio o di periodi di tirocinio, in particolare a persone  già in servizio che abbisognino di una formazione complementare;h)l'organizzazione di seminari o di  corsi di formazione, informazione e perfezionamento;i)la creazione o il rafforzamento di strumenti  d'informazione e di documentazione, in particolare per gli scambi di conoscenze, di metodi e di  esperienze tra peasi e territori, tra paesi e territori e Stati ACP e fra questi ultimi e la  Comunità;j)la cooperazione o il gemellaggio tra istituzioni dei paesi e territori, tra istituzioni  dei paesi e territori e degli Stati ACP, e fra queste ultime e quelle della Comunità, in  particolare tra università ed altri istituti di formazione e di ricerca;k)il sostegno a  manifestazioni culturali altamente significative. Articolo 1411.    La cooperazione tecnica forma  oggetto di contratti stipulati con singoli esperti, uffici studi, istituti di formazione e di  ricerca oppure è eccezionalmente realizzata in economia.La scelta tra il ricorso ad uffici studi o  ad esperti assunti individualmente dipende dalla natura dei problemi, dall'estensione e dalla  complessità dei mezzi tecnici e di gestione necessari e dai costi comparati delle due soluzioni.       2.    I criteri di scelta dei contraenti e del loro personale tengono conto:a)  delle qualifiche  professionali (competenze tecniche e capacità di formazione) e delle qualità umane;b)del rispetto  dei valori culturali e delle condizioni politiche ed amministrative del o dei paesi o territori  interessati;c)della conoscenza della lingua necessaria per l'esecuzione del  contratto;d)dell'esperienza pratica dei problemi da trattare;e)dei costi. 3.    In caso di pari  competenza, la preferenza è data ad un esperto, un'istituzione o un ufficio studi di un paese o  territorio. 4.    L'assunzione del personale di assistenza tecnica, la fissazione dei suoi  obiettivi e delle sue funzioni, la durata delle sue missioni, le sue remunerazioni e il suo  contributo allo sviluppo dei paesi o territori in cui presta servizio devono conformarsi ai  principi della politica di cooperazione tecnica definiti nell'articolo 139. Le procedure da  applicare in questo contesto devono garantire l'obiettività della scelta e la qualità dei servizi  resi. Inoltre, si applicano i principi seguenti:a)  l'assunzione deve essere effettuata dalle  istituzioni del paese o territorio che si servono dell'assistenza tecnica, con il concorso della  Commissione e del suo delegato;b)si tiene debito conto della disponibilità di candidati idonei,  rispondenti ai criteri stabiliti al paragrafo 2, che risiedono nello stesso paese o territorio o  nella regione;c)ci si sforza di facilitare il contatto diretto tra il candidato e chi deve servizi  dell'assistenza tecnica. Articolo 1421.    I contratti di servizi sono stipulati previa  licitazione privata. 2.    Tuttavia, alcuni contratti possono essere stipulati con trattativa  privata, tra l'altro nei casi seguenti:-  azioni di importanza ridotta o di breve durata,-  azioni  affidate a singoli esperti,-  azioni che prolungano azioni già avviate,-  in seguito ad un bando di  gara infruttuoso. 3.  a)  Quando un paese o territorio dispone, tra il suo personale amministrativo  e tecnico, di cittadini in numero tale da rappresentare una parte sostanziale del personale  necessario per l'esecuzione in economia di un'azione di cooperazione tecnica, la Comunità  contribuisce, in casi eccezionali alle spese delle azioni in economia assumendo a proprio carico il  costo di determinati mezzi materiali eventualmente mancanti o mettendo a disposizione esperti di un  altro paese o territorio, di uno Stato ACP o della Comunità per completare l'organico.b)La  partecipazione della Comunità si limita all'assunzione dei mezzi complementari e delle spese  temporanee di esecuzione il cui costo è limitato al solo fabbisogno dell'azione in questione,  esclusa qualsiasi spesa permanente di funzionamento. 4.    Le modalità di conclusione di ciascun  contratto, o il ricorso all'esecuzione in economia, sono decisi di comune accordo dalla Commissione  e dalle autorità competenti del paese o territorio interessato, sulla base delle necessità di  quest'ultimo e delle risorse disponibili. Articolo 1431.  a)  Per ogni azione di cooperazione  tecnica che dia luogo a licitazione, la Commissione e le autorità competenti del paese o territorio  interessato stabiliscono di comune accordo entro due mesi dalla domanda, eventualmente dopo  preselezione, un elenco ristretto di candidati cittadini degli Stati membri dei paesi e territori o  degli Stati ACP, selezionati tenendo conto della loro situazione giuridica e finanziaria, delle  loro qualifiche, della loro esperienza, della loro indipendenza, della loro disponibilità e dei  criteri e principi definiti nell'articolo 141.b)A seconda dei casi, il bando di gara può  riguardare: -  la concezione dell'azione di cooperazione, le prestazioni ed il personale  necessario, in cui elementi finanziari sono presentati simultaneamente ma separatamente ed i prezzi  da pagare sono negoziati successivamente, -oppure senza esclusione dei prezzi allorché, in casi  particolari giustificati, l'azione di cooperazione presenti un grado inferiore di complessità.c)Il  fascicolo del bando di gara, redatto dalle autorità competenti del paese o territorio d'intesa con  la Commissione, precisa il modo di presentazione delle offerte nonché i criteri da utilizzare per  la scelta dell'aggiudicatario, la quale deve essere fatta entro trenta giorni dalla data di spoglio  delle offerte.    d)Fatti salvi i poteri rispettivi dell'ordinatore territoriale e del delegato  definiti negli articoli 157 e 158, il contratto è aggiudicato dalle autorità competenti dei paesi e  territori con riserva dell'accordo della Commissione. L'offerta prescelta deve essere la più  vantaggiosa, tenendo segnatamente conto del suo valore tecnico, dell'organizzazione e della  metodologia proposte per le prestazioni, della competenza, dell'esperienza e delle attitudini del  personale addetto all'operazione, come pure, nel caso contemplato alla lettera b), secondo  trattino, del prezzo delle prestazioni. 2.    Quando si ricorre alla trattativa privata,  l'aggiudicatario è designato dalle autorità competenti del paese o territorio su proposta della  Commissione. Un candidato può essere proposto anche dalle autorità competenti del paese o  territorio.La proposta della Commissione è notificata alle autorità competenti del paese o  territorio entro un mese dalla richiesta. La decisione delle autorità competenti del paese o  territorio è presa nel mese successivo a tale notifica. 3.    Per accelerare le procedure, i  contratti di servizi, compresi gli atti per l'assunzione di consulenti ed altri specialisti  dell'assistenza tecnica, possono essere negoziati, elaborati e conclusi dall'ordinatore  territoriale, su proposta della Commissione o con il suo accordo, oppure dalla Commissione d'intesa  con le autorità competenti del paese o territorio interessato, segnatamente quando si tratti di  azioni urgenti, di importanza ridotta o di breve durata e soprattutto per le perizie che devono  servire per la preparazione e l'esecuzione delle azioni. 4.    Su richiesta delle autorità  competenti del paese o territorio interessato, la Commissione può, quando si tratti di assistenza  tecnica a carattere individuale, provvedere all'assunzione e alla gestione degli esperti assunti a  tal fine, per il tramite della sua agenzia competente. 5.    Gli uffici nei paesi e territori e  negli Stati ACP che possono essere presi in considerazione per azioni di cooperazione tecnica sono  selezionati di comune accordo dalla Commissione e dalle autorità competenti del o dei paesi e  territori interessati. 6.    In casi eccezionali, in accordo con la Commissione, si può far ricorso  ad uffici studi o ad esperti di paesi terzi. Articolo 1441.    I contratti di servizi sono  negoziati, elaborati e conclusi dalle autorità competenti dei paesi e territori, in accordo con il  delegato della Commissione, nel quadro di un capitolato d'oneri che fissa le condizioni generali  applicabili alla conclusione ed all'esecuzione dei contratti e che è adottato con decisione del  Consiglio nella prima sessione successiva all'entrata in vigore della presente decisione. 2.     Fino all'entrata in vigore della decisione prevista al paragrafo 1, la conclusione dell'esecuzione  dei contratti di servizi finanziati dal Fondo sono disciplinate dall'articolo 19 e dagli articoli  da 21 a 25 dell'allegato V della decisione 76/568/CEE del Consiglio, del 29 giugno 1976, relativa  all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità economica europea  (1). Articolo  145Affinché i paesi e territori possano meglio accrescere la propria competenza tecnica e  migliorare il know-how dei loro consulenti, si promuove la cooperazione tra uffici studi,  consulenti tecnici, esperti ed istituzioni degli Stati membri della Comunità e dei paesi e  territori, mediante associazioni momentanee, subappalti o inserimento di esperti, cittadini dei  paesi e territori, nello staff di uffici studi, consulenti tecnici o istituzioni degli Stati  membri. Articolo 146La cooperazione tecnica fornisce un sostegno alle azioni d'istruzione e  formazione secondo le condizioni previste all'articolo 68. Capitolo  4 Procedura di attuazione  Sezione 1 Programmazione, istruzione, esecuzione, valutazione Articolo 1471.    Gli interventi  finanziati dalla Comunità complementari agli sforzi propri dei paesi e teritori, s'integrano nel  contesto dei piani e programmi di sviluppo economico e sociale di questi ultimi e concordano con  gli obiettivi e le priorità che essi determinano sul piano locale e regionale. 2.    A tal fine, le  autorità competenti dei paesi e territori informano la Commissione, per quanto possibile  dell'entrata in vigore della presente decisione, dei loro piani e programmi di sviluppo, nonché  degli interventi per i quali contano sollecitare un contributo finanziario con l'elaborazione di un  programma indicativo.Esse le comunicano tutte le modifiche successive dei loro piani e programmi di  sviluppo.        3.    In base a questi diversi elementi, si stabilisce ogni anno, per ciascun  paese o territorio un ritmo ottimale d'impegno globale in modo che l'ammontare complessivo delle  somme da impegnare annualmente sia ripartito il più regolarmente possibile sull'intera durata di  applicazione della presente decisione. 4.    L'eventuale rimanenza del Fondo non impegnata alla  fine dell'ultimo anno di applicazione della presente decisione è utilizzata sino ad esaurimento, a  condizioni identiche a quelle previste dalla presente decisione. Articolo 1481.    Spetta ai  paesi e territori interessati o agli altri beneficiari da essi autorizzati elaborare i fascicoli  dei progetti o programmi di azioni.I fascicoli devono contenere tutte le informazioni necessarie  per l'istruzione del progetto.Qualora gliene venga fatta richiesta, la Comunità può fornire la sua  assistenza per la preparazione dei fascicoli. 2.    I fascicoli sono trasmessi ufficialmente alla  Comunità dalle autorità competenti dei paesi e territori o dagli altri beneficiari di cui  all'articolo 125, paragrafo 1. Quando si tratti dei beneficiari di cui all'articolo 125, paragrafo  2, è necessario l'accordo esplicito delle autorità competenti dei paesi o territori interessati. 3.     Tutti i progetti e programmi di azioni, trasmessi ufficialmente in conformità del paragrafo 2,  sono portati a conoscenza dell'organo della Comunità incaricato di prendere le decisioni di  finanziamento. Articolo 1491.    Nel quadro della cooperazione finanziaria e tecnica,  l'individuazione, la preparazione e l'istruzione di progetti e programmi di azioni:a)  consentono  di valutare l'efficienza, la validità economica e la redditività dei progetti e programmi  richiesti;b)tengono conto degli aspetti socio-culturali diretti ed indiretti, secondo i criteri  previsti dall'articolo 70;c)garantiscono l'adattamento dei criteri finanziari per tener pienamente  conto del tasso di redditività sociale a più lungo termine ed in particolare degli effetti  secondari corrispondenti nei paesi e territori;d)sono adattate alle condizioni locali relative alle  capacità dei paesi e territori in materia di manutenzione e gestione;e)prendono in considerazione  gli sforzi locali nonché le altre risorse;f)tengono conto dell'esperienza fatta con azioni analoghe  attuate anteriormente;g)sono conformi agli obiettivi ed alle priorità fissate dalle autorità dei  paesi e territori. 2.    L'efficacia dei progetti e programmi di azioni è valutata in base ad  un'analisi comparativa dei mezzi d'intervento previsti con gli effetti attesi, dal punto di vista  tecnico, sociale, culturale, economico, finanziario ed ambientale; sono esaminate le possibili  varianti. 3.    La validità economica dei progetti e programmi di azioni è valutata, per i vari  operatori economici interessati, in modo da accertarsi che l'azione produrrà gli effetti attesi nel  periodo ritenuto normale per questo tipo d'azione. 4.    La redditività dei progetti e programmi di  azioni è valutata tenendo conto dei vari effetti attesi ed in particolare degli effetti fisici,  economici, sociali, culturali e finanziari, possibilmente in base ad un'analisi costi-benefici. 5.     La Commissione e le autorità competenti dei paesi e territori in stretta collaborazione  istruiscono i progetti e programmi di azioni. 6.    Nell'istruzione dei progetti e programmi di  azioni sono prese in considerazione le difficoltà ed esigenze specifiche dei paesi e territori meno  sviluppati che hanno un'incidenza negativa sulla efficienza, vitalità economica e redditività di  detti progetti e programmi di azioni. Articolo 1501.    Le conclusioni dell'istruzione sono  riassunte in una proposta di finanziamento. 2.    La proposta di finanziamento contiene un  calendario indicativo per l'esecuzione tecnica e finanziaria del progetto o programma, calendario  che è ripreso nell'accordo di finanziamento e stabilisce la durata delle varie fasi d'esecuzione.  3.    La proposta di finanziamento, redatta dai servizi competenti della Comunità, è trasmessa  ufficialmente ai paesi e territori interessati i quali possono all'occorrenza fare osservazioni. 4.     La Comunità prende una decisione sulla base di questa proposta di finanziamento, eventualmente  emendata per tener conto di tali osservazioni. 5.    La Comunità prende la sua decisione sulla  proposta di finanziamento al più presto e, salvo circostanze eccezionali, entro un termine di  quattro mesi dalla trasmissione della proposta di finanziamento al paese o territorio interessato.     Articolo 1511.    Nell'intento di accelerare le procedure, le decisioni di finanziamento  possono vertere su programmi pluriennali o su importi globali quando si tratti di finanziare:a)   programmi di formazione,b)programmi di microprogetti,c)azioni di promozione commerciale,d)complessi  di azioni di scarsa entità in un settore determinato,e)complessi di azioni di cooperazione tecnica.  2.    Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettere a), b), c), e d), il paese o territorio  interessato prepara e sottopone al delegato della Commissione un programma in cui sono illustrate  le grandi linee delle realizzazioni progettate. 3.    La decisione di finanziamento riguardante le  azioni di cui al paragrafo 1 è presa dalla Commissione nell'ambito degli importi globali di cui  allo stesso paragrafo. 4.    Nell'ambito dei programmi così approvati, la decisione relativa a  ciascuna azione di cui al paragrafo 1, lettere a), b), c) e d) è presa dalle autorità competenti  del paese o territorio interessato con l'accordo del delegato della Commissione, per quanto  riguarda le operazioni eseguite in tale paese o territorio, e dalla Commissione negli altri casi.  Si considera che quest'accordo è acquisito alla scadenza di un mese dalla notifica della decisione.  5.    Alla fine di ciascun anno, le autorità competenti del paese o territorio interessato, in  consultazione con il delegato della Commissione, presentano alla Commissione una relazione  sull'esecuzione dei programmi e delle azioni di cui al paragrafo 1, lettere a), b), c), e d).  Articolo 1521.    Qualsiasi progetto o programma di azioni finanziato con una sovvenzione del  Fondo dà luogo all'elaborazione di un accordo di finanziamento tra la Commissione, che agisce a  nome della Comunità, e le autorità competenti del o dei paesi o territori interessati.Tale accordo  precisa in particolare l'impegno finanziario del Fondo, nonché le modalità e condizioni di  finanziamento. 2.    Qualsiasi progetto o programma di azioni finanziato mediante prestito speciale  dà luogo all'elaborazione di un contratto di prestito fra la Commissione, che agisce a nome della  Comunità, e il mutuatario. 3.    Dopo la firma dell'accordo di finanziamento, i pagamenti sono  effettuati secondo il piano di finanzia- mento adottato. Se è necessario sottoporre ad approvazione  un preventivo particolareggiato, lo si considera approvato alla scadenza di trenta giorni dalla sua  presentazione. Articolo 1531.    Il superamento degli stanziamenti previsti dalla decisione di  finanziamento è a carico del paese o territorio beneficiario. 2.    Le autorità competenti dei  paesi e territori prevedono nel loro programma indicativo un fondo di riserva destinato a far  fronte agli aumenti dei costi e alle spese impreviste. 3.    Gli accordi di finanziamento relativi  ai progetti e programmi di azioni contengono stanziamenti appropriati per far fronte agli aumenti  di costi e alle spese impreviste. 4.    Non appena si manifesti un rischio di superamento,  l'ordinatore territoriale ne informa l'ordinatore principale tramite il delegato della Commissione.  L'ordinatore principale è contemporaneamente informato dei provvedimenti che l'ordinatore  territoriale conta prendere per far fronte a tale superamento, vale a dire riduzione della portata  del progetto o programma di azioni ovvero ricorso alle risorse nazionali o ad altre risorse non  comunitarie. 5.    In via eccezionale, il superamento può essere finanziato dalla Comunità ove non  si decida di comune accordo di ridurre la portata del progetto o programma di azioni o se non è  possibile coprire il superamento con altre risorse. 6.    Tuttavia, le rimanenze riscontrate alla  chiusura dei progetti e programmi di azioni finanziati nell'ambito del programma indicativo, che  non siano state riassegnate a quest'ultimo per il finanziamento di nuove azioni, possono servire a  coprire i superamenti. L'ordinatore territoriale può, di concerto con l'ordinatore principale,  assegnare tali rimanenze per coprire il superamento nel limite di un massimale fiassato al 15  %  dell'impegno finanziario previsto per il progetto o programma di azioni considerato. 7.    Al fine  di ridurre al minimo i rischi di superamento, i paesi e territori e la Comunità si sforzano-  di  raccogliere tutti gli elementi necessari per la valutazione delle operazioni, in particolare la  stima dei costi reali,-di procedere, al bando di gara, ogniqualvolta sia possibile, prima di  prendere la decisione di finanziamento.      Articolo 1541.  a)  I progetti e programmi di azioni  sono oggetto di una valutazione nel corso della loro esecuzione. I paesi e territori interessati e  la Comunità redigono congiuntamente, secondo una periodicità convenuta, un rapporto di valutazione  concernente i diversi aspetti dell'andamento dell'azione ed i suoi risultati.b)In base a tale  rapporto, può essere deciso di comune accordo un riorientamento dei progetti e programmi in corso  di esecuzione. 2.a)I paesi e territori interessati e la Comunità procedono congiuntamente alla  valutazione dei progetti e programmi di azioni condotti a termine. La valutazione verte sui  risultati conseguiti, confrontati con gli obiettivi, nonché sulla gestione e sul funzionamento  delle opere e sulla loro manutenzione. I risultati della valutazione sono studiati dalle due  parti.b)Le autorità competenti della Comunità e dei paesi e territori interessati prendono, ognuna  per quanto la concerne, i provvedimenti che s'impongono alla luce dei lavori di valutazione.  Sezione 2 Esecuzione della cooperazione finanziaria e tecnica Articolo 1551.    L'esecuzione  della cooperazione finanziaria e tecnica è realizzata con le formalità amministrative minimali e  secondo procedure semplificate, affinché i progetti e programmi di azioni possano essere eseguiti  in modo rapido ed efficace. 2.    La Comunità e le autorità competenti dei paesi e territori  prendono, ognuno per quanto lo concerne, misure idonee ad assicurare che gli organi amministrativi  cui incombono i seguenti compiti e responsabilità li assumano in modo rapido ed efficace:a)   preparazione e approvazione delle gare;b)pubblicazione dei bandi di gara;c)ricezione ed esame delle  offerte;d)decisione in merito alle offerte, proposta di aggiudicazione dei contratti di appalto ed  approvazione finale degli stessi;e)firma dei contratti di appalto e dei documenti corrispondenti.  3.    I paesi e territori e gli altri beneficiari da essi autorizzati eseguono i progetti e  programmi finanziati dalla Comunità; spetta pertanto ad essi elaborare, negoziare e stipulare, in  particolare, i contratti necessari all'esecuzione delle operazioni. Articolo 1561.    La  Commissione designa l'ordinatore principale del Fondo, responsabile della gestione delle risorse  del Fondo. A questo titolo e tenendo conto in particolare dei calendari indicativi d'impegno e di  pagamento di cui all'articolo 147, paragrafo 3, l'ordinatore principale impegna e liquida le spese,  emette gli ordinativi di pagamento e tiene la contabilità degli impegni e degli ordinativi. 2.     In stretta collaborazione con l'ordinatore territoriale, l'ordinatore principale vigila affinché  venga rispettata la parità delle condizioni nella partecipazione alle gare d'appalto, siano  eliminate le discriminazioni nel fascicolo di gara e si scelga l'offerta più vantaggiosa dal punto  di vista economico. Egli riceve i risultati dello spoglio delle offerte ed approva la proposta di  aggiudicazione del contratto di appalto, fatte salve le competenze esercitate dal delegato della  Commissione a norma dell'articolo 158. 3.    Ferme restando le competenze esercitate  dall'ordinatore territoriale a norma dell'articolo 157, l'ordinatore principale prende i  provvedimenti di adeguamento e le decisioni di impegno che si rivelino necessari per garantire che  le operazioni approvate siano eseguite alle migliori condizioni economiche e tecniche. Articolo  1571.  a)  Le autorità competenti di ciascun paese o territorio designano un ordinatore  territoriale che le rappresenti per tutte le operazioni finanziate con le risorse del Fondo gestite  dalla Commissione.b)L'ordinatore territoriale può delegare una parte delle proprie funzioni; egli  informa l'ordinatore principale delle deleghe conferite. 2.    Oltre alle responsabilità assunte  nelle fasi di preparazione, presentazione ed istruzione dei progetti e programmi di azioni,  l'ordinatore territoriale, in stretta collaborazione con il delegato della Commissione, indice le  gare d'appalto, riceve le offerte, presiede al loro spoglio, approva i risultati dello spoglio  delle offerte, firma i contratti d'appalto, le clausole aggiuntive ed i preventivi e li notifica al  delegato della Commissione. Egli sottopone il fascicolo di gara al delegato per l'approvazione  prima che sia indetta la gara d'appalto.    3.a)L'ordinatore territoriale trasmette al delegato i  risultati dello spoglio delle offerte con una proposta di aggiudicazione del contratto di appalto;  il delegato verifica che le offerte siano conformi alle condizioni fissate e comunica le sue  osservazioni entro il termine di cui all'articolo 158, paragrafo 3, lettere c) e d), che decorre  dalla data alla quale il delegato ha ricevuto la proposta.b)Allo scadere di tale termine, la  proposta dell'ordinatore territoriale è considerata approvata dalla Commissione. 4.    Nei limiti  dei fondi che gli sono delegati, l'ordinatore territoriale liquida le spese ed emette gli  ordinativi di pagamento. La sua responsabilità finanziaria rimane impegnata fino alla  regolarizzazione, da parte della Commissione, delle operazioni di cui gli è affidata l'esecuzione.  5.    Nel corso dell'esecuzione delle operazioni, fermo restando l'obbligo d'informarne il delegato  della Commissione, l'ordinatore territoriale prende i provvedimenti di adeguamento necessari per  assicurare la buona esecuzione delle operazioni approvate secondo condizioni economiche e tecniche  soddisfacenti.A questo titolo, l'ordinatore territoriale decide:a)  adeguamenti e modifiche di  natura tecnica di dettaglio, purché non modifichino le soluzioni tecniche prescelte e restino nei  limiti dei fondi previsti per gli adeguamenti di dettaglio;b)modifiche di dettaglio dei preventivi  in corso di esecuzione;c)storni da articolo ad articolo all'interno dei preventivi;d)modifiche di  localizzazione di realizzazioni ad unità multiple, motivate da ragioni tecniche, economiche o  sociali;e)applicazione o condono di penalità per ritardo;f)atti per la restituzione delle  cauzioni;g)acquisti sul mercato locale indipendentemente dal- l'origine;h)impiego di materiali ed  attrezzi di cantiere non originari degli Stati membri, dei paesi e territori o degli Stati ACP, per  i quali non ci sia una produzione comparabile negli Stati membri, nei paesi e territori e negli  Stati ACP;i)subappalti;j)collaudi definitivi; il delegato deve tuttavia assistere ai collaudi  provvisori, deve vistare i verbali corrispondenti ed eventualmente assistere ai collaudi  definitivi, in particolare se l'ampiezza delle riserve formulate al collaudo provvisorio richieda  rilevanti lavori di ripresa;k)assunzione di consulenti ed altri esperti dell'assistenza tecnica. 6.     Per gli appalti inferiori a 4 milioni di ECU ed, in modo generale, per tutti gli appalti oggetto  di una procedura accelerata si considera che le decisioni prese dall'ordinatore territoriale  nell'ambito dei poteri che gli sono conferiti siano approvate dalla Commissione alla scadenza di  trenta giorni a decorrere dalla loro notifica al delegato della Commissione. Articolo 1581.     Per l'attuazione della presente decisione e per le risorse gestite dalla Commissione, quest'ultima  è rappresentata nei paesi e territori da delegati. 2.    Su espressa richiesta delle autorità  competenti dei paesi e territori, il delegato apporta un'assistenza tecnica alla preparazione ed  all'istruzione dei progetti finanziati sulle risorse del Fondo. A tale scopo egli può contribuire  alla preparazione dei fascicoli, alla negoziazione - con l'assistenza tecnica straniera - di  contratti di studio, perizia e sorveglianza dei lavori, alla ricerca di mezzi che semplifichino  l'istruzione dei progetti e le procedure d'esecuzione, nonché alla preparazione dei fascicoli di  gara. 3.    La Commissione dà al suo delegato le istruzioni e le deleghe necessarie per agevolare  ed accelerare la preparazione, l'istruzione e l'esecuzione degli interventi finanziati con le  risorse del Fondo che essa gestisce. Il delegato esercita le sue funzioni in stretta cooperazione  con l'ordinatore territoriale di cui è l'interlocutore a nome della Commissione.A questo titolo:a)   approva il fascicolo di gara quando si tratti di una gara mediante procedura accelerata o trasmette  il fascicolo per pubblicazione all'ordinatore principale negli altri casi, entro un mese dalla  ricezione del fascicolo;b)assiste allo spoglio delle offerte e riceve copia delle stesse nonché dei  risultati del loro esame;c)approva, nel termine di un mese, la proposta di aggiudicazione del  contratto d'appalto quando si tratti di una gara mediante procedura accelerata;d)approva, nel  termine di un mese, la proposta dell'aggiudicazione del contratto d'appalto elaborata  dall'ordinatore territoriale, qualunque ne sia l'importo, ogniqualvolta siano soddisfatte le tre  condi      zioni seguenti: -  l'offerta prescelta è la più bassa; -costituisce l'offerta più  vantaggiosa dal punto di vista economico e -non supera gli stanziamenti assegnati al contratto  d'appalto;e)trasmette, per accordo, all'ordinatore principale la proposta di aggiudicazione del  contratto d'appalto quando non sono soddisfatte le condizioni di cui alla lettera d). L'ordinatore  principale delibera entro due mesi dalla data in cui il delegato della Commissione ha ricevuto il  risultato definitivo dello spoglio delle offerte e la proposta di aggiudicazione del contratto  d'appalto; in ogni caso, la decisione di aggiudicazione del contratto d'appalto deve intervenire  prima della scadenza del termine di validità delle offerte. 4.    Il delegato prepara la proposta  di finanziamento. 5.    In modo regolare e, in taluni casi, su istruzioni specifiche della  Commissione, il delegato informa le autorità locali delle attività comunitarie che potrebbero  interessare direttamente la cooperazione tra i paesi e territori e la Comunità. 6.    Il delegato  coopera con le autorità locali alla valutazione regolare delle operazioni. Redige relazioni su tali  valutazioni e le invia alle autorità interessate e alla Commissione. 7.    Il delegato procede ad  una valutazione annua degli interventi del Fondo nel paese o territorio in cui rappresenta la  Commissione. Le relazioni elaborate a tale scopo sono inviate dalla Commissione all'autorità  competente del paese o territorio interessato. 8.  a)  Il delegato si accerta, per conto della  Commissione, che i progetti e programmi finanziati con le risorse del Fondo gestite dalla  Commissione sono stati correttamente eseguiti dal punto di vista finanziario e tecnico;b)a questo  titolo, vista contratti, protocolli aggiuntivi e preventivi, nonché gli ordinativi di pagamento  emessi dall'ordinatore territoriale. Articolo 1591.    Le prestazioni cui hanno dato luogo le  operazioni finanziate dal Fondo vengono pagate, su istruzione della Commissione, mediante prelievo  sui conti del Fondo. 2.    A tal fine sono aperti, a nome della Commissione, conti presso un  istituto finanziario, il quale svolge le funzioni di delegato ai pagamenti. 3.    Nel limite dei  fondi disponibili, il delegato ai pagamenti effettua i pagamenti di cui ha ricevuto il mandato,  previa verifica dell'esattezza e della regolarità materiale dei documenti giustificativi  presentati, nonché della validità della quietanza a saldo. Articolo 160I pagamenti sono  generalmente effettuati sotto forma di anticipi ai paesi e territori in modo da evitare loro  l'onere del prefinanziamento. La Comunità può effettuare un pagamento diretto ai contraenti su  autorizzazione preventiva delle autorità competenti dei paesi e territori interessati e previa  presentazione dei certificati di conformità appropriati. Articolo 161Le procedure di  liquidazione, emissione degli ordinativi e pagamento delle spese devono essere espletate entro il  termine massimo di:-  due mesi per i contratti d'appalto di forniture e servizi;-tre mesi per i  contratti d'appalto d'opere;a decorrere dalla data di apertura del credito.         Sezione 3  Concorrenza e preferenze Articolo 1621.    Di norma, i contratti d'appalto di opere e forniture  finanziati con le risorse del Fondo gestite dalla Commissione sono stipulati previa gara d'appalto  pubblica. 2.    Per gli interventi finanziati dalla Comunità, possono partecipare alle gare  d'appalto ed ai contratti, a parità di condizioni, tutte le persone fisiche e società che rientrano  nel campo d'applicazione del trattato, specie quelle dei paesi e territori e tutte le persone  fisiche e società degli Stati ACP.Le società di cui al primo comma sono quelle che rispondono alla  definizione di cui all'articolo 177. 3.    Sono messe in atto le misure intese a favorire la  partecipazione delle imprese all'esecuzione dei contratti d'appalto per consentire la massima  utilizzazione delle risorse fisiche ed umane di detti paesi, territori e Stati. 4.    Il paragrafo  2 non implica che i fondi versati dalla Comunità debbano essere utilizzati esclusivamente per  l'acquisto di beni o per la remunerazione di servizi negli Stati membri della Comunità, nei paesi e  territori e negli Stati ACP.    5.    Allo scopo d'incoraggiare la cooperazione regionale e  assicurare il miglior rapporto tra il costo e l'efficacia del sistema i paesi in sviluppo non ACP,  associati alla Comunità in virtù di accordi globali di cooperazione, possono essere autorizzati,  caso per caso ed a titolo eccezionale, a partecipare ai contratti d'appalto da essa finanziati su  richiesta motivata dell'autorità competente del paese o territorio interessato. 6.    Le autorità  competenti del paese o territorio interessato forniscono alla Commissione le informazioni  necessarie per la decisione relativa a tali deroghe. La Commissione esamina tali informazioni  rivolgendo particolare attenzione:a)  alla situazione geografica del paese o territorio  interessato;b)alla competitività dei fornitori ed imprenditori della Comunità, dei paesi e  territori e degli Stati ACP;c)alla necessità di evitare un aumento eccessivo del costo delle  operazioni;d)alle difficoltà di trasporto e ai ritardi dovuti ai termini di consegna o ad altri  problemi dello stesso carattere;e)alla tecnologia più appropriata e più idonea alle condizioni  locali. 7.    Se la Comunità partecipa al finanziamento di azioni di cooperazione regionale od  interregionale che interessano paesi terzi o al finanziamento di realizzazioni in comune con altri  mutuanti, può essere autorizzata la partecipazione di paesi terzi ai contratti di appalto  finanziati dalla Comunità. Articolo 1631.    Le autorità competenti dei paesi e territori e la  Commissione prendono i provvedimenti atti ad assicurare, a parità di condizioni, una partecipazione  quanto più estesa possibile alle gare ed ai contratti di appalto di opere e forniture finanziati  mediante le risorse del Fondo gestite dalla Commissione. 2.    Detti provvedimenti si prefiggono in  particolare:a)  di provvedere alla pubblicazione dei bandi di gare nella Gazzetta ufficiale delle  Comunità europee, nelle Gazzette ufficiali dei paesi e territori degli Stati ACP, nonché con  qualsiasi altro mezzo adeguato d'informazione;b)di eliminare le pratiche discriminatorie e le  specifiche tecniche che potrebbero ostacolare un'estesa partecipazione a parità di condizioni;c)di  incorraggiare la cooperazione fra le imprese degli Stati membri, dei paesi e territori e degli  Stati ACP, specie mediante la preselezione o la creazione di associazioni. Articolo 164Ai fini di  una rapida ed efficace esecuzione dei progetti e programmi di azioni finanziati dalla Comunità,1)   le operazioni il cui costo stimato è inferiore a 4 milioni di ECU possono essere eseguite in  economia, fatta salva l'approvazione da parte della Comunità e sempreché il paese o territorio  beneficiario disponga di sufficienti attrezzature adeguate e personale qualificato nei suoi servizi  locali;2)fatto salvo il punto 1), si ricorrerà ad una procedura accelerata di indizione delle gare  d'appalto quando si tratti dell'esecuzione di appalti di opere il cui costo stimato sia inferiore a  4 milioni di ECU.L'organizzazione di tale procedura accelerata non esclude la possibilità di indire  una gara d'appalto internazionale quando la natura dei lavori da eseguire o l'utilità di una più  ampia partecipazione possano giustificare il ricorso alla concorrenza internazionale;3)per le  operazioni relative agli aiuti d'urgenza, nonché per altre operazioni di cui si riconosca  l'urgenza, o qualora la natura, la scarsa entità o le caratteristiche particolari dei lavori o  delle forniture lo giustifichino, le autorità competenti dei paesi e territori possono, in accordo  con la Commissione, autorizzare la stipulazione di contratti a trattativa privata o previa  licitazione privata. Tuttavia, per quanto riguarda gli aiuti d'urgenza, si potrà altresì ricorrere  all'esecuzione in economia. Articolo 165Per favorire la più ampia partecipazione delle imprese  locali all'esecuzione dei contratti d'appalto di opere e forniture finanziati con le risorse del  Fondo gestite dalla Commissione, sono adottati i provvedimenti seguenti:1)per l'esecuzione di  lavori di costo inferiore a 4 milioni di ECU, le imprese locali dei paesi e territori beneficiano  di una preferenza del 10  % rispetto alle offerte di qualità economica e tecnica equivalente.  Questa preferenza è riservata alle sole imprese locali dei paesi e territori, ai sensi della  legislazione vigente in questi ultimi, a condizione che abbiano il domicilio fiscale e la sede  principale di attività in un paese o territorio e una congrua parte del capitale e dei quadri sia  fornita da uno o più paesi o territori;2)per la consegna delle forniture, di qualsiasi importo, le  imprese dei paesi e territori beneficiano di una preferenza del 15  % rispetto alle offerte di  qualità eco        nomica e tecnica equivalente. Tale preferenza è riservata alle sole imprese  locali dei paesi e territori che apportano un margine sufficiente di valore aggiunto. Articolo  1661.    Per ciascuna operazione, i criteri di scelta dell'offerta economicamente più vantaggiosa  tengono conto in particolare delle qualifiche e delle garanzie presentate dagli offerenti, della  natura e delle condizioni di esecuzione delle opere o delle forniture, del prezzo delle  prestazioni, del loro costo di utilizzazione, del loro valore tecnico e dell'offerta di un servizio  assistenza nel paese o territorio in questione. 2.    Quando, in applicazione dei suddetti criteri,  due offerte vengano riconosciute equivalenti, viene data preferenza all'offerta dell'impresa  nazionale di un paese o territorio o di uno Stato ACP o, in mancanza di detta offerta, a quella che  consente la massima utilizzazione delle risorse fisiche ed umane dei paesi o territori o degli  Stati ACP. 3.    Le autorità competenti dei paesi e territori e la Commissione si accertano che  tutti i criteri di scelta siano menzionati nel fascicolo di gara. Articolo 167Le condizioni  generali applicabili alla stipulazione ed all'esecuzione dei contratti di appalto per opere e  forniture finanziati con le risorse del Fondo gestite dalla Commissione sono riprese nei capitolati  generali d'oneri che, su proposta della Commissione, sono approvati con decisione del Consiglio.  Articolo 168La composizione delle controversie fra l'amministrazione di un paese o territorio e  un imprenditore, fornitore o prestatario di servizi candidato offerente in occasione della  stipulazione o dell'esecuzione di un contratto di appalto finanziato dal Fondo avviene mediante  arbitrato, conformemente ad un regolamento di procedura che, su proposta della Commissione, è  emanato con decisione del Consiglio. Sezione 4 Regime fiscale e doganale Articolo 169Il regime  fiscale e doganale applicabile nei paesi e territori ai contratti di appalto finanziati dalla  Comunità forma oggetto dell'allegato VII. TITOLO IV INVESTIMENTI, MOVIMENTI DI CAPITALI,  STABILIMENTO E SERVIZI Capitolo  1 Investimenti Articolo 170La Comunità e gli Stati membri  riconoscono l'importanza degli investimenti privati per la promozione dello sviluppo dei paesi e  territori e, in questo contesto, la necessità di prendere le misure idonee a promuovere tali  investimenti. A tal fine è opportuno:a)  attuare misure atte ad incoraggiare gli operatori  economici privati, che si conformano agli obiettivi e alle priorità dello sviluppo dei paesi e  territori, nonché alle leggi ed ai regolamenti appropriati, a partecipare ai loro sforzi di  sviluppo;b)concedere un trattamento giusto ed equo a tali investitori, nonché promuovere e creare  condizioni chiare e stabili che favoriscano la partecipazione di tali investitori;c)mantenere un  clima d'investimento prevedibile e sicuro;d)promuovere una cooperazione effettiva tra gli operatori  economici dei paesi e territori e degli Stati membri. Articolo 171Al fine di favorire l'aumento  dei flussi di investimenti privati nei paesi e territori, in collaborazione con altri organismi  interessati, è opportuno:a)  incoraggiare la circolazione di informazioni sulle possibilità di  investimenti tra gli istituti finanziari o di finanziamento dello sviluppo, altri istituti  finanziari specializzati ed altri investitori e promotori potenziali, organizzando periodicamente  riunioni concernenti la promozione degli investimenti, diffondendo regolarmente informazioni sugli  istituti specializzati esistenti nel settore finanziario o in altri settori, le agevolazioni che  essi offrono e le relative condizioni, nonché creando punti d'informazione adeguati;b)intraprendere  un'analisi particolareggiata dell'aumento potenziale netto dei flussi di risorse per il  finanziamento degli investimenti che possono scaturire da un ricorso più intenso ai cofinanziamenti  e ai consorzi di imprese, la quale tenga conto del lavoro efettuato da altre istituzioni e che  consenta pertanto di proporre alle istituzioni multilaterali, regionali e d'altro tipo, mezzi per  migliorare e moltiplicare detti accordi allo scopo di accrescere le risorse dei paesi e territori  sotto forma di partecipazioni e di capitali a lungo termine;    c)potenziare, con il contributo  finanziario e tecnico della Comunità, le attività esistenti di promozione degli investimenti  privati europei nei paesi e territori; di organizzare dibattiti tra le autorità competenti dei  paesi e territori interessati e gli investitori privati potenziali sul contesto giuridico e  finanziario che detti paesi e territori offrono o possono offrire a questi ultimi;d)incoraggiare la  diffusione, a tutte le parti interessate, di informazioni sul carattere e sulla disponibilità delle  garanzie d'investimento e dei meccanismi di assicurazione destinati ad agevolare gli investimenti  nei paesi e territori e promuovere o predisporre, a seconda dei casi, la creazione o l'espansione  di tali meccanismi nei paesi e territori, eventualmente in collaborazione con altri organismi  appropriati;e)aiutare le piccole e medie imprese dei paesi e territori a reperire ed ottenere fondi  sotto forma di partecipazioni e di prestiti a condizioni e termini ottimali;f)studiare i mezzi atti  a superare o a ridurre il problema dei rischi cui sono esposti i progetti d'investimento  individuali, peraltro validi e in grado di contribuire al progresso economico;g)aiutare le autorità  competenti dei paesi e territori:   i)  a migliorare la qualità degli studi di fattibilità e la  preparazione di progetti che abbiano effetti economici e finanziari appropriati; ii)ad introdurre  un sistema integrato di gestione dei progetti, il quale copra tutte le fasi di realizzazione nel  quadro del programma di sviluppo del paese o territorio interessato. Articolo 1721.    La  Comunità riconosce che i paesi e territori meno sviluppati soffrono di svantaggi particolari che li  rendono meno attraenti per gli investimenti privati. 2.    Essa cercherà pertanto di migliorare la  loro capacità di attrarre gli investitori. Capitolo 2 Disposizioni relative ai pagamenti correnti e  movimenti di capitali Articolo 173Per quanto riguarda i movimenti di capitali connessi con gli  investimenti ed i pagamenti correnti, le autorità competenti dei paesi e territori e gli Stati  membri si astengono dal prendere, nel settore delle operazioni di cambio, provvedimenti  incompatibili con obblighi loro deri  vanti dall'applicazione delle disposizioni della presente  decisione in materia di scambi, servizi, stabilimento e cooperazione industriale. Tali obblighi non  impediscono tuttavia di attuare, per ragioni attinenti a gravi difficoltà economiche o gravi  problemi di bilancia dei pagamenti, le necessarie misure di salvaguardia. Articolo 174Per quanto  concerne le operazioni di cambio relative agli investimenti ed ai pagamenti correnti, le autorità  competenti dei paesi e territori, da una parte, e gli Stati membri, dall'altra, si astengono, per  quanto possibile, dal prendere, gli uni nei confronti degli altri, misure discriminatorie o dal  riservare un trattamento più favorevole a Stati terzi, tenendo debito conto del carattere evolutivo  del sistema monetario internazionale, dell'esistenza di specifiche intese monetarie e dei problemi  inerenti alla bilancia dei pagamenti. Se risultassero inevitabili tali misure o trattamenti  sarebbero mantenuti od istituiti conformemente alle norme monetarie internazionali e si cercherebbe  in tutti i modi di ridurre al minimo i loro effetti negativi per le parti interessate. Articolo  175Per tutta la durata dei prestiti o delle operazioni di capitali di rischio di cui all'articolo  127, le autorità competenti dei paesi e territori si impegnano a mettere a disposizione:a)  dei  beneficiari di cui all'articolo 125, le valute necessarie per il servizio degli interessi, delle  commissioni, dell'ammortamento dei prestiti e degli aiuti in quasi capitale concessi per interventi  sul loro territorio;b)della Banca, le valute necessarie al trasferimento di tutte le somme che essa  ha ricevuto in monete nazionali e che corrispondono ai proventi e ricavi netti delle operazioni di  partecipazione della Comunità al capitale delle imprese. Capitolo  3 Disposizioni relative allo  stabilimento ed ai servizi Articolo 176Per quanto concerne il regime applicabile in materia di  stabilimento e prestazioni di servizi, le autorità competenti dei paesi e territori riservano un  trattamento non discriminatorio ai cittadini ed alle società degli Stati membri. Tuttavia, se per  una determinata attività uno Stato membro non può assicurare un trattamento dello stesso tipo ai  cittadini o alle società della Repubblica francese, del Regno di Danimarca, del Regno dei Paesi  Bassi o del Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, stabiliti in un paese o territorio,  nonché alle so        cietà soggette alle legislazioni del paese o territorio in questione ed in  esso stabilite, l'autorità competente di questo paese o territorio non è tenuta ad accordare tale  trattamento. Articolo 177Ai sensi della presente decisione per società si intendono le società di  diritto civile o commerciale, comprese le società cooperative e le altre persone giuridiche di  diritto pubblico o privato, ad eccezione delle società senza scopo di lucro. Le società degli Stati  membri sono le società costituite in conformità della legislazione di uno Stato membro che abbiano  la sede sociale, l'amministrazione centrale o il principale centro di attività in uno Stato membro;  tuttavia, qualora abbiano in uno Stato membro soltanto la sede sociale, la loro attività deve  presentare un nesso effettivo e continuo con l'economia di detto Stato membro. Le società della  Repubblica francese, del Regno di Danimarca, del Regno dei Paesi Bassi o del Regno Unito di Gran  Bretagna ed Irlanda del Nord, stabilite in un paese o territorio, sono le società che costituite in  conformità, secondo i casi, dalla legislazione francese, danese, olandese o britannica, hanno in  tale paese o territorio la sede sociale, l'amministrazione centrale o il principale centro di  attività; tuttavia, qualora abbiano, in un paese o territorio, soltanto la sede sociale, la loro  attività deve presentare un nesso effettivo continuo con l'economia di detto paese o territorio. Le  società soggette alla legislazione del paese o territorio in questione ed in esso stabilite sono le  società che, costituite in conformità della legislazione applicabile in un determinato paese o  territorio, hanno sede sociale l'amministrazione centrale o il principale centro di attività in  detto paese o territorio; tuttavia qualora esse abbiano, in un paese o territorio, soltanto la sede  sociale, la loro attività deve presentare un nesso effettivo e continuo con l'economia di detto  paese o territorio. TITOLO V DISPOSIZIONI GENERALI CONCERNENTI I PAESI E TERRITORI MENO SVILUPPATI  Articolo 178Particolare attenzione è rivolta ai paesi e territori meno sviluppati, secondo le  esigenze ed i problemi specifici di questi ultimi affinché possano trarre pienamente profitto dalle  possibilità offerte dalla presente decisione. In questa prospettiva, l'articolo 180 prevede  disposizioni specifiche ed adeguamenti delle disposizioni generali applicabili a tutti i paesi e  territori che precisano, nei vari settori, le deroghe a dette disposizioni. Articolo 1791.    Ai  sensi della presente decisione sono considerati paesi e territori meno sviluppati:-  Anguilla,-   Mayotte,-  Montserrat,-  Sant'Elena,-  le isole Turks e Caicos,-  Wallis e Futuna. 2.    L'elenco  dei paesi e territori contenuto al paragrafo 1 può essere modificato con decisione del Consiglio  qualora la situazione economica di un paese o territorio si modifichi in maniera significativa e  durevole o in modo da richiedere la sua inclusione nella categoria dei paesi e territori meno  sviluppati ovvero in modo da non giustificare più una tale inclusione. Articolo 180Le  disposizioni stabilite in applicazione dell'articolo 178 a favore dei paesi e territori meno  sviluppati sono riportate negli articoli seguenti:-  Cooperazione agricola e sicurezza alimentare:  articoli 11 e 12.-  Sviluppo industriale: articolo 30, secondo e terzo comma.-  Trasporti e  comunicazioni: articolo 46.-  Sviluppo del commercio e dei servizi: articolo 49, paragrafo 3.-   Cooperazione regionale: articolo 64.-  Stabilizzazione dei proventi da esportazione di prodotti di  base agricoli: articolo 97, paragrafo 2; articolo 98, paragrafo 2; articolo 107.-  Prodotti  minerari: agevolazione speciale di finanziamento (Sysmin): articoli 114 e 118.-  Cooperazione  finanziaria e tecnica: articolo 119, lettera h); articolo 122, paragrafo 2, lettera c); articolo  124, paragrafo 2, secondo trattino; articolo 129, paragrafo 2, lettera c); articolo 130, paragrafo  11; articolo 133, paragrafo 4; articolo 149, paragrafo 6.-  Norme di origine: Allegato II: articolo  28, paragrafo 4.    PARTE TERZA DISPOSIZIONI FINALI Articolo 181Fatte salve le disposizioni  particolari in materia di relazioni fra i paesi e territori e i dipartimenti francesi d'oltremare  ivi enunciate, la presente decisione si applica ai territori nei quali si applica il trattato che  istituisce la Comunità economica europea ed alle condizioni precisate da detto trattato, da una  parte, e ai territori dei paesi e territori, dall'altra. Articolo 182La presente decisione entra  in vigore il 1° luglio 1986. Articolo 183La presente decisione è applicabile fino al 28 febbraio  1990. Articolo 1841.    I paesi e territori ai quali si applica la presente decisione sono  enumerati nell'allegato I. 2.    Il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della  Commissione, può modificare o completare tale allegato.Il regime previsto dalla presente decisione  potrà continuare ad essere applicato provvisoriamente, alle condizioni fissate dal Consiglio, ai  paesi e territori che accedano all'indipendenza. Articolo 185Se un paese o territorio accede  all'indipendenza, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, decide le  modifiche necessarie alla presente decisione in particolare per quanto riguarda l'adeguamento degli  importi di cui all'articolo 128. Articolo 186Prima della scadenza della presente decisione, il  Consiglio, deliberando all'unanimità, decide le disposizioni necessarie per l'applicazione dei  principi enunciati negli articoli da 131 a 135 del trattato. Articolo 187La presente decisione è  pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Fatto a Lussemburgo,  addì 30 giugno 1986. Per il Consiglio Il Presidente N. SMIT-KROES         (1)   GU n. C 288 dell'11. 11. 1985, pag. 148. (1)  GU n. L 63 del 5. 3. 1986, pag. 95. (1)  GU n. L 29 dell'1. 2. 1985, pag. 1. (1)  GU n. L 176 dell'1. 7. 1976, pag. 8.