CELEX: 51994PC0228
Language: it
Date: 1994-06-03
Title: Proposta modificata di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO sulla istituzione di un comitato europeo o di una procedura per l' informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie

N. C 199 / 10                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                             21 . 7 . 94
                                                                 II
                                                         (Atti preparatori)
                                                 COMMISSIONE
              Proposta modificata di direttiva del Consiglio sulla istituzione di un comitato europeo o di una
              procedura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori nelle imprese e nei gruppi di
                                              imprese di dimensioni comunitarie Q
                                                          (94/C 199/ 10)
                                                  (Testo rilevante ai fini del SEE)
                                               COM(94) 228 dej. — 94/01 13(PRT)
              (Presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 A, paragrafo 2 del trattato CE il
                                                          3 giugno 1994)
              O GU n. C 135 del 18 . 5 . 1994, pag. 8 .
                    PROPOSTA INIZIALE                                               PROPOSTA MODIFICATA
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,                                      Immutato
visto l'accordo sulla politica sociale allegato al trattato
che istituisce la Comunità europea, in particolare il suo
articolo 2, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione,
in cooperazione con il Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che, in base al protocollo relativo alla poli­
tica sociale allegato al trattato che istituisce la Comunità
europea, il Regno del Belgio, il Regno di Danimarca, la
Repubblica federale tedesca, la Repubblica ellenica, il
Regno di Spagna, la Repubblica francese, l'Irlanda, la
Repubblica italiana, il Granducato di Lussemburgo, il
Régno dei Paesi Bassi e la Repubblica portoghese (in ap­
presso designati con il termine « Stati membri»), auspi­
cando di porre in atto la Carta sociale del 1989, hanno
adottato un accordo sulla politica sociale ;
considerando che, secondo l'articolo 1 di tale accordo, la
Comunità e gli Stati membri hanno segnatamente per
obiettivo la promozione del dialogo sociale a livello co­
munitario :
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                        PROPOSTA INIZIALE                                           PROPOSTA MODIFICATA
  considerando che il paragrafo 17 della Carta comunitaria
  dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori stabilisce tra
  l'altro che occorre sviluppare l'informazione, la consulta­
  zione e la partecipazione dei lavoratori, secondo moda­
  lità adeguate, tenendo conto delle prassi vigenti nei di­
 versi Stati membri ; che la Carta prevede che «ciò vale in
  particolare nelle imprese o nei gruppi che hanno stabili­
  menti o imprese situati in più Stati membri della Comu­
  nità europea»;
  considerando che la proposta della Commissione di di­
  rettiva del Consiglio riguardante la costituzione di un
  comitato aziendale europeo nelle imprese o nei gruppi di
  imprese di dimensioni comunitarie, in vista dell'informa­
 zione e della consultazione dei lavoratori ('), nella forma
 emendata (2) ha ottenuto, malgrado l'esistenza di un am­
 pio consenso tra la maggioranza degli Stati membri,
 l'unanimità richiesta per la sua adozione ;
 considerando che la Commissione, conformemente al­
 l'articolo 3 , paragrafo 2 dell'accordo sulla politica so­
 ciale, ha consultato le parti sociali a livello comunitario
 sull'orientamento possibile di un'azione comunitaria nel
 campo dell'informazione e della consultazione dei lavo­
 ratori nelle imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni
 comunitarie ;
 considerando che la Commissione, ritenendo che dopo
 questa consultazione fosse auspicabile un'azione comuni­
 taria, ha nuovamente consultato le parti sociali sul conte­
 nuto della proposta presa in esame, conformemente al­
 l'articolo 3, paragrafo 3 dell'accordo suddetto, e che
 queste hanno trasmesso il loro parere alla Commissione ;
considerando che, al termine di questa seconda fase di
consultazioni, le parti sociali non hanno informato la
Commissione della loro volontà di avviare il processo che
potrebbe portare alla conclusione di un accordo, nei ter­
mini di cui all'articolo 4 dell'accordo sulla politica so­
ciale ;
considerando che il completamento del mercato interno
provocherà un processo di concentrazione di imprese, di
fusioni transfrontaliere, di acquisizioni di controllo e di
associazioni e — di conseguenza — darà luogo ad una
transnazionalizzazione delle imprese e dei gruppi di im­
prese ; considerando che, se si vuole che le attività econo­
miche si sviluppino armoniosamente, tale situazione ri­
chiede che le imprese e i gruppi di imprese che operano
in più di uno Stato membro informino e consultino i rap­
presentanti dei lavoratori interessati dalle loro decisioni ;
O GU n. C 39 del 15 . 2 . 1991 , pag. 10.
O GU n. C 336 del 31 . 12. 1991 , pag. 11 .
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                     PROPOSTA INIZIALE                                            PROPOSTA MODIFICATA
considerando che le procedure per l'informazione e la
consultazione dei lavoratori previste dalle normative o
dalle prassi degli Stati membri sono spesso incompatibili
con la struttura transnazionale dei soggetti che adottano
le decisioni riguardanti i lavoratori ; considerando che ciò
può provocare disuguaglianze di trattamento tra i lavora­
tori sulle cui condizioni incidono le decisioni di una
stessa impresa o gruppo di imprese ;
considerando la necessità di adottare adeguati provvedi­
menti volti a garantire che i lavoratori delle imprese o
dei gruppi di imprese di dimensioni comunitarie siano
adeguatamente informati e consultati nei casi in cui le
decisioni che possono influire sulle loro condizioni siano
prese al di fuori dello Stato membro in cui lavorano ;
considerando che, per garantire che i lavoratori delle im­
prese o dei gruppi di imprese che operano in più Stati
membri siano adeguatamente informati e consultati, oc­
corre istituire un comitato europeo, o porre in atto un'al­
tra procedura adeguata per l'informazione e la consulta­
zione transnazionàle dei lavoratori ;
considerando che appare a tal fine necessario definire la
nozione di impresa controllante esclusivamente per
quanto attiene alla presente direttiva e lasciando impre­
giudicate le definizioni delle nozioni di gruppo e di con­
trollo che potrebbero essere adottate in testi che saranno
elaborati in futuro ;
considerando che i meccanismi per l'informazione e la
consultazione dei lavoratori di queste imprese o di questi
gruppi devono comprendere tutti gli stabilimenti ovvero
tutte le imprese del gruppo situate negli Stati membri,
indipendente dal fatto che l'amministrazione centrale
dell'impresa o — se si tratta di un gruppo di imprese —
l'amministrazione centrale dell'impresa controllante sia o
meno situata nel territorio degli Stati membri ;
considerando che, in conformità del principio dell'auto­
nomia delle parti, spetta ai rappresentanti dei lavoratori e
alla direzione dell'impresa o dell'impresa che esercita il
controllo di un gruppo determinare di comune accordo
la natura, la composizione, la competenza, le modalità di
funzionamento, le procedure e le risorse finanziarie del
comitato europeo o di un'altra procedura per l'informa­
zione e la consultazione, in modo da far sì che esse siano
adeguate alla loro situazione particolare ;
considerando, tuttavia, che è opportuno prevedere talune
prescrizioni accessorie che saranno applicabili qualora le
parti lo decidano, in caso di rifiuto da parte della dire­
zione centrale di avviare negoziati o in caso di mancato
accordo al termine degli stessi ;
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                      PROPOSTA INIZIALE                                             PROPOSTA MODIFICATA
 considerando inoltre che i rappresentanti dei lavoratori
 possono decidere di non richiedere la costituzione di un
 comitato europeo, o che le parti interessate possono con­
 venire su un'altra procedura per l'informazione e la con­
 sultazione transnazionale dei lavoratori ;
 considerando che, salva la facoltà delle parti di decidere
 altrimenti, il comitato europeo costituito in assenza di
 accordo tra le stesse deve essere informato e consultato
 riguardo alle attività e ai progetti dell'impresa o del
 gruppo di imprese, in modo da poterne misurare le possi­
 bili conseguenze sugli interessi dei lavoratori ; conside­
 rando che, a tal fine, l'impresa o l'impresa controllante
 deve essere tenuta a comunicare ai rappresentanti desi­
 gnati dei lavoratori le informazioni generali riguardanti
 gli interessi di questi ultimi e le informazioni riguardanti
 in modo più specifico gli aspetti delle attività e dei pro­
 getti dell'impresa o del gruppo di imprese che possono
 influire sugli interessi dei lavoratori ; considerando che il
 comitato europeo deve avere la facoltà di formulare un
 parere al riguardo ;
 considerando che talune decisioni, che influenzano in
 particolare gli interessi dei lavoratori, devono fare og­
 getto di una consultazione specifica dei rappresentanti
 designati dei lavoratori, nei termini di tempo più ristretti
 possibile in modo da consentire loro di formulare un pa­
 rere ;
 considerando che le disposizioni sull'informazione e sulla
 consultazione dei lavoratori stabilite dalla presente diret­
tiva debbono essere attuate, nel caso di un'impresa o di
un'impresa che esercita il controllo di un gruppo la cui
direzione centrale sia situata in un paese terzo, dal suo
rappresentante nella Comunità oppure, in assenza di tale
rappresentante, dallo stabilimento o dall'impresa control­
lata che impiega il più alto numero di lavoratori negli
Stati membri ;
considerando che è opportuno accordare un trattamento
specifico alle imprese e ai gruppi di imprese di dimen­
sioni comunitarie in cui esiste, alla data di entrata in vi­
gore della presente direttiva, un accordo che prevede
l'informazione e la consultazione transnazionale dei la­
voratori ;
considerando che gli Stati membri devono prendere
provvedimenti adeguati in caso di mancata applicazione
degli obblighi previsti dalla presente direttiva,
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                       PROPOSTA INIZIALE                                            PROPOSTA MODIFICATA
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                           SEZIONE I
                  DISPOSIZIONI GENERALI
                           Articolo 1
                            Oggetto
 1.     La presente direttiva è intesa a migliorare il diritto
all'informazione e alla consultazione dei lavoratori nelle
imprese e nei gruppi di imprese di dimensioni comuni­
tarie .
2 . Sono istituiti un comitato europeo o una procedura
per l'informazione e la consultazione in tutte le imprese
o gruppi di imprese di dimensioni comunitarie in cui ciò
sia richiesto secondo la procedura stabilita dall'articolo
5, paragrafo 1 , al fine di informare e di consultare i lavo­
ratori nei termini, con le modalità e con gli effetti previ­
sti dalla presente direttiva.
3 . In deroga al paragrafo 2, allorché un gruppo di im­
prese di dimensioni comunitarie ai sensi dell'articolo 2 ,
lettera c), comprende una o più imprese o gruppi di im­
prese che hanno dimensioni comunitarie ai sensi dell'arti­
colo 2, lettere a) o c), il comitato europeo viene istituito
a livello del gruppo, salvo disposizioni contrarie degli ac­
cordi di cui all'articolo 6 .
4.      Tranne nel caso in cui gli accordi di cui all'articolo
6 stabiliscono un campo di applicazione più ampio, i po­
teri e le competenze dei comitati europei e la portata
delle procedure per l'informazione e la consultazione dei
lavoratori definiti dalla presente direttiva riguardano, nel
caso di un'impresa di dimensioni comunitarie, tutti gli
stabilimenti situati negli Stati membri e, nel caso di un
gruppo di imprese di dimensioni comunitarie, tutte le im­
prese facenti parte del gruppo, ivi situate.
                           Articolo 2
                           Definizioni
1.      Ai fini della presente direttiva si intende per :
a) «impresa di dimensioni comunitarie», una impresa che
    impiega almeno 1 000 lavoratori nell'insieme degli
    Stati membri e almeno 100 lavoratori per Stato mem­
    bro in almeno 2 Stati membri ;
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                       PROPOSTA INIZIALE                                          PROPOSTA MODIFICATA
 b) «gruppo di imprese», un gruppo costituito da una im­
     presa controllante e dalle imprese da questa control­
     late ;
 c) «gruppo di imprese di dimensioni comunitarie», un
     gruppo di imprese che soddisfa alle condizioni se­
     guenti :
     — il gruppo impiega almeno 1000 lavoratori nell'in­
           sieme degli Stati membri,
     — almeno due imprese del gruppo si trovano in Stati
           membri diversi, e
     — almeno un'impresa del gruppo impiega non meno
           di 100 lavoratori in uno Stato membro e un'altra
           impresa del gruppo impiega non meno di 100 la­
          voratori in un altro Stato membro ;
 d) «rappresentanti dei lavoratori», i rappresentanti dei
     lavoratori ai sensi delle leggi e/o delle prassi nazio­
     nali ;
 e) «direzione centrale », la direzione centrale dell'im­
     presa di dimensioni comunitarie o, nel caso di un
     gruppo di imprese di dimensioni comunitarie, dell'im­
     presa che esercita il controllo ovvero il rappresentante
     di cui all'articolo 4, paragrafo 2 ;
 f) «consultazione», lo scambio di opinioni e l'instaura­
     zione di un dialogo tra i rappresentanti dei lavoratori
     e la direzione centrale o qualsiasi livello di direzione
     più appropriato .
 2. Ai fini della presente direttiva, i limiti prescritti per i
 dipendenti si basano sul numero medio di lavoratori,
 compresi quelli a tempo parziale, impiegati negli ultimi
 due anni. Il calcolo è effettuato in base alle legislazioni
 e/o alle pratiche nazionali .
 3 . Nel rispetto dei principi e degli obiettivi della pre­
sente direttiva e nella misura in cui ciò risulta necessario,
gli Stati membri possono prevedere disposizioni specifi­
che applicabili agli equipaggi del naviglio marittimo, ade­
guate alle condizioni particolari in cui si svolge il loro
lavoro .
                            Articolo 3
    Definizione della nozione di «impresa controllante»
1 . Ai fini della presente direttiva, si intende per «im­
presa controllante » una impresa che può esercitare un'in­
fluenza dominante su un'altra impresa (« impresa control­
lata»), ad esempio in conseguenza della proprietà, della
partecipazione finanziaria o delle norme che la discipli­
nano .
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                      PROPOSTA INIZIALE                                              PROPOSTA MODIFICATA
2 . Si presume la possibilità di esercitare un'influenza
dominante, salvo prova contraria, se un'impresa, diretta­
mente o indirettamente nei confronti di un'altra impresa :
 a) detiene la maggioranza del capitale sottoscritto del­
    l'impresa, oppure
b) dispone della maggioranza dei voti in rapporto alle
    partecipazioni al capitale dell'impresa, oppure
 c) può nominare più della metà dei membri del consiglio
    di amministrazione, di direzione o di vigilanza del­
    l'impresa.
 3 . Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, i diritti di
voto e di nomina dell'impresa controllante comprendono
i diritti di qualsiasi altra impresa controllata, nonché
delle persone o degli enti che agiscono a nome proprio,
ma per conto dell'impresa controllante o di un'altra im­
presa controllata .
4. Nonostante il disposto dei paragrafi 1 e 2, un'im­
presa non è una «impresa controllante» rispetto ad un'al­
tra impresa di cui possiede pacchetti azionari, allorché si
tratta di una società ai sensi dell'articolo 3 , paragrafo 5 ,
lettere a) o c) del regolamento (CEE) n. 4064 / 89 del
Consiglio (x) .
5.     Il semplice fatto che una persona delegata svolga le
sue funzioni, in forza della legislazione di uno Stato
membro in materia di liquidazione, fallimento, insol­
venza, cessazione dei pagamenti, concordato o altra pro­
cedura analoga, non determina la presunzione dell'in­
fluenza dominante .
6. Per determinare se una impresa sia una «impresa
controllante» si applica il diritto dello Stato membro da
cui essa è disciplinata.
Nel caso in cui l'impresa non sia disciplinata dal diritto
di uno Stato membro, si applica il diritto dello Stato
membro nel cui territorio sono situati il rappresentante
dell'impresa o, in assenza di tale rappresentante, il diritto
dello Stato membro sul territorio del quale è situata la
direzione centrale dell'impresa del gruppo che impiega il
maggior numero di lavoratori .
7. Allorché, in caso di conflitto di leggi nell'applica­
zione del paragrafo 2, due o più imprese di un gruppo
rispondono a uno o più criteri stabiliti al medesimo para­
grafo 2 , l'impresa che soddisfa il criterio fissato alla let­
tera c) è considerata impresa controllante, salvo la prova
che un'altra impresa possa esercitare un'influenza domi­
nante .
(l) GU n. L 395 del 30 . 12 . 1989, pag. 1 .
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                      PROPOSTA INIZIALE                                              PROPOSTA MODIFICATA
                           SEZIONE II
ISTITUZIONE DEL COMITATO EUROPEO O DI UNA
PROCEDURA PER L'INFORMAZIONE E LA CONSUL­
                TAZIONE DEI LAVORATORI
                            Articolo 4
Responsabilità della istituzione di un comitato europeo o
di una procedura per l'informazione e la consultazione dei
                            lavoratori
1 . La direzione centrale è responsabile della realizza­
zione delle condizioni e degli strumenti necessari alla
istituzione del comitato europeo o di una procedura per
l'informazione e la consultazione dei lavoratori .
2.      Allorché la direzione centrale non è situata in uno
Stato membro, il rappresentante della direzione centrale
in uno Stato membro, che è opportuno designare — se
del caso — assume la responsabilità di cui al paragrafo 1 .
In assenza di detto rappresentante, questa responsabilità
incombe alla direzione dello stabilimento o alla direzione
centrale dell'impresa del gruppo che impiega il maggior
numero di lavoratori in uno Stato membro .
                            Articolo 5
             Delegazione speciale di negoziazione
1.      La direzione centrale avvia il negoziato in vista          1 . La direzione centrale avvia il negoziato in vista
della costituzione di un comitato europeo o di una pro­            della costituzione di un comitato europeo o di una pro­
cedura per l'informazione e la consultazione, di propria           cedura per l'informazione e la consultazione, di propria
iniziativa o previa richiesta scritta di almeno 100 lavora­        iniziativa o previa richiesta scritta di almeno 100 lavora­
tori o di loro rappresentanti, di almeno due imprese o             tori o di loro rappresentanza, di almeno due imprese o
stabilimenti situati in non meno di due Stati membri di­           stabilimenti situati in non meno di due Stati membri di­
versi .                                                            versi .
2 . La delegazione speciale di negoziazione è composta             Immutato
secondo i seguenti orientamenti :
a) Gli Stati membri stabiliscono le modalità di elezione o
     di designazione dei membri della delegazione speciale
     di negoziazione che devono essere eletti o designati
     nel loro territorio .
     Gli Stati membri devono far sì che i lavoratori delle
     imprese e/ o degli stabilimenti in cui non esistono rap­
     presentanti dei lavoratori per motivi indipendenti
     dalla volontà degli stessi, hanno il diritto di eleggere
     o di designare i membri della delegazione speciale di
     negoziazione.
b) La delegazione speciale di negoziazione è composta
     da almeno 3 e al massimo 17 membri .
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                      PROPOSTA INIZIALE                                            PROPOSTA MODIFICATA
c) In occasione di tali elezioni o designazioni occorre
    garantire :
    — in primo luogo, la rappresentanza di una persona
        per ogni Stato membro in cui l'impresa di dimen­
        sioni comunitarie conta uno o più stabilimenti, o
        in cui il gruppo di imprese div dimensioni comuni­
        tarie conta l'impresa controllante o una o più im­
        prese controllate ;
    — in secondo luogo, un numero di membri supple­
        mentari proporzionale al numero di lavoratori im­
        piegati negli stabilimenti, nell'impresa controllante
        o nelle imprese controllate, secondo quanto previ­
        sto dalla legislazione dello Stato nel cui territorio
        è situata la direzione centrale .
d) La direzione centrale è informata della composizione
    della delegazione speciale di negoziazione.
3. La delegazione speciale di negoziazione ha il com­
pito di determinare, con la direzione centrale e tramite
accordo scritto, il campo d'azione, la composizione, la
competenza e la durata del mandato del o dei comitati
europei, oppure le modalità di attuazione di una proce­
dura per l'informazione e la consultazione dei lavoratori.
4.     Al fine di concludere un accordo in conformità del­
l'articolo 6, la direzione centrale convoca una riunione
con la delegazione speciale di negoziazione e ne informa
le direzioni locali.
Ai fini del negoziato, la delegazione speciale di negozia­
zione può essere assistita da esperti a sua scelta.
5. La delegazione speciale di negoziazione può deci­
dere, con almeno due terzi dei voti, di non avviare nego­
ziati in conformità del paragrafo 4 o di annullare nego­
ziati già in corso.
Tale decisione pone termine alla procedura volta a stipu­
lare l'accordo di cui all'articolo 6. Quando è adottata
una siffatta decisione, le disposizioni dell'allegato non
sono applicabili.
Una nuova richiesta per convocare la delegazione spe­
ciale di negoziazione può essere avanzata non prima di
due anni dopo la decisione di cui sopra, salvo definizione
— da parte degli interessati — di termini più brevi.
6.     Le spese relative ai negoziati di cui ai paragrafi 3 e
4 sono sostenute dalla direzione centrale, in modo da
consentire alla delegazione speciale di negoziazione di
espletare adeguatamente la propria missione.
 ---pagebreak---  21 . 7 . 94                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                   N. C 199/ 19
                       PROPOSTA INIZIALE                                            PROPOSTA MODIFICATA
                           Articolo 6
                     Contenuto dell'accordo
  1 . La direzione centrale e la delegazione speciale di
 negoziazione devono negoziare con spirito costruttivo
 per raggiungere un accordo.
 2. Fatta salva l'autonomia delle parti, l'accordo stipu­
 lato per iscritto tra la direzione centrale e la delegazione
 speciale di negoziazione determina :
 a) il campo d'azione e la composizione del o dei comi­
     tati europei, il numero di membri, la distribuzione dei
     seggi, le modalità di elezione e la durata del man­
     dato ;
 b) le funzioni e i poteri del comitato europeo ;
 c) la procedura per l'informazione e la consultazione del
     comitato europeo ;
 d) il luogo, la frequenza e la durata delle riunioni del
     comitato europeo ;
 e) le risorse finanziarie e materiali da attribuire al comi­
     tato europeo ;
 f) la durata dell'accordo e la procedura per rinegoziarlo.
 3. La direzione centrale e la delegazione speciale di
 negoziazione possono decidere per iscritto di istituire
 una procedura per l'informazione e la consultazione, an­
 ziché un comitato europeo.
 L'accordo deve stabilire secondo quali modalità i rappre­
 sentanti dei lavoratori hanno il diritto di riunirsi per pro­
cedere a uno scambio di idee in merito alle informazioni
che sono loro comunicate .
4. Gli accordi di cui ai paragrafi 2 e 3 non sono sotto­
posti, tranne disposizione contraria, alle prescrizioni ac­
cessorie che figurano nell'allegato.
5 . Ai fini della conclusione degli accordi di cui ai pa­
ragrafi 2 e 3 , la delegazione speciale delibera a maggio­
ranza dei suoi membri .
                           Articolo 7
                    Prescrizioni accessorie
1 . Qualora la direzione centrale e la delegazione spe­
ciale di negoziazione decidano in tal senso, oppure nel
caso in cui la direzione centrale rifiuti l'apertura di nego­
ziati in un periodo di sei mesi a decorrere dalla richiesta
di cui all'articolo 5, paragrafo 1 , oppure nel caso in
 ---pagebreak---  N. C 199 / 20                             Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     21 . 7 . 94
                       PROPOSTA INIZIALE                                              PROPOSTA MODIFICATA
 cui — entro due anni a decorrere da tale richiesta — le
 parti in causa non sono in grado di stipulare un accordo
 ai sensi dell'articolo 6 e la delegazione speciale di nego­
 ziazione non ha preso la decisione prevista all'articolo 5,
 paragrafo 5, si applicano le prescrizioni accessorie previ­
 ste dalla legislazione dello Stato membro in cui si trova
 la direzione centrale .
 2. Le prescrizioni accessorie di cui al paragrafo 1 , sta­
 bilite nella legislazione dello Stato membro, devono al­
 meno soddisfare le disposizioni dell'allegato.
                          SEZIONE III
                     DISPOSIZIONI VARIE
                           Articolo 8
                     Informazioni riservate
 1 . Gli Stati membri dispongono che i membri della de­
legazione speciale di negoziazione e del comitato euro­
peo, nonché gli esperti che li assistono, devono astenersi
 dal rivelare a terzi le informazioni loro fornite in via ri­
 servata .
La stessa disposizione vale per i rappresentanti dei lavo­
ratori che operano nell'ambito di una procedura per l'in­
formazione e la consultazione .
L'obbligo sarà mantenuto in vigore anche al termine del
mandato dei soggetti di cui al primo e al secondo comma
e a prescindere dal luogo in cui si trovino.
2.     Ciascuno Stato dispone che, nei casi specifici e             2. Ciascuno Stato dispone che, nei casi specifici e
nelle condizioni e limiti stabiliti dalla legislazione nazio­       nelle condizioni e limiti stabiliti dalla legislazione nazio­
nale, la direzione centrale situata nel proprio territorio          nale, la direzione centrale situata nel proprio territorio
non è tenuta a comunicare informazioni, suscettibili di             non è tenuta a comunicare informazioni, suscettibili, se­
arrecare grave danno alle imprese interessate.                      condo criteri oggettivi, di ostacolare gravemente o arre­
                                                                    care danno alle imprese interessate.
Lo Stato membro interessato può subordinare tale de-                Immutato
roga ad un'autorizzazione amministrativa o giudiziaria
preliminare.
                           Articolo 9
Funzionamento del comitato europeo e della procedura
            per l'informazione e la consultazione
La direzione centrale e il comitato europeo operano con
spirito di collaborazione nell'osservanza dei lóro diritti e
degli obblighi reciproci.
 ---pagebreak---  21 . 7 . 94                               Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                   N. C 199 /21
                      PROPOSTA INIZIALE                                            PROPOSTA MODIFICATA
 La stessa disposizione vale per la collaborazione tra la
 direzione centrale e i rappresentanti dei lavoratori, nel­
 l'ambito della procedura per l'informazione e la consul­
 tazione .
                          Articolo 10
          Protezione dei rappresentanti dei lavoratori
 I membri della delegazione speciale di negoziazione, i
 membri del comitato europeo e i rappresentanti dei lavo­
 ratori che svolgono le loro funzioni nell'ambito della
 procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 3, godono, nel­
 l'esercizio delle loro funzioni, della stessa protezione e
 delle stesse garanzie previste per i rappresentanti dei la­
 voratori dalle normative e/o dalle prassi vigenti nello
 Stato in cui sono impiegati, in particolare per quanto ri­
 guarda la partecipazione alle riunioni della delegazione
 speciale di negoziazione, del comitato europeo o di ogni
 altra riunione attuata nell'ambito dell'accordo di cui al­
 l'articolo 6, paragrafo 3, e il pagamento della loro retri­
 buzione per i membri che fanno parte del personale del­
 l'impresa di dimensioni comunitarie o del gruppo di im­
 prese di dimensioni comunitarie, durante il periodo di
 assenza necessario allo svolgimento delle loro funzioni.
                          Articolo 11
              Osservanza della presente direttiva
 1 . Ciascuno Stato membro provvede affinché la dire­
 zione degli stabilimenti o delle imprese del gruppo situati
 nel suo territorio e i rappresentanti dei lavoratori o even­
tualmente i lavoratori stessi di tali stabilimenti o imprese,
rispettino gli obblighi stabiliti dalla presente direttiva, in­
dipendentemente dal fatto che la direzione centrale sia
situata o meno nel suo territorio .
2 . Gli Stati membri provvedono affinché, su richiesta
delle parti interessate dall'applicazione della presente di­
rettiva, le imprese rendano disponibili le informazioni sul
numero dei lavoratori di cui all'articolo 2, paragrafo 1 ,
lettere a) e c).
3 . Gli Stati membri prevedono provvedimenti appro­
priati in caso di mancata osservanza delle disposizioni
della presente direttiva ; essi predispongono — in partico­
lare — procedure amministrative o giudiziarie che per­
mettano di imporre il rispetto degli obblighi previsti dalla
presente direttiva.
4. Quando applicano l'articolo 8 , gli Stati membri
prevedono procedure amministrative o giudiziarie di ri­
corso che i rappresentanti dei lavoratori possono avviare,
quando la direzione esiga la riservatezza o non fornisca
le informazioni richieste, in conformità dell'articolo 8 so­
pra citato.
 ---pagebreak--- N. C 199/22                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                   21 . 7 . 94
                      PROPOSTA INIZIALE                                            PROPOSTA MODIFICATA
                          Articolo 12
    Relazioni fra la presente direttiva e altre disposizioni
1.     La presente direttiva non pregiudica i provvedi­
menti adottati in base alla direttiva 75 / 129/CEE del
Consiglio (') e alla direttiva 77/ 187/CEE del Consi­
glio O­
2. La presente direttiva non pregiudica i diritti in ma­
teria di informazione e di consultazione dei lavoratori,
vigenti nelle legislazioni nazionali.
3. La presente direttiva non pregiudica la facoltà degli
Stati membri di porre in vigore o di introdurre le disposi­
zioni legislative regolamentari o amministrative più favo­
revoli ai lavoratori, o di permettere o favorire l'applica­
zione di convenzioni collettive più favorevoli agli stessi.
                          Articolo 13
                       Accordi in vigore
 1 . Salvo il paragrafo 2, le imprese e i gruppi di im­
prese di dimensioni comunitarie in cui esiste già, o alla
data stabilita all'articolo 14, paragrafo 1 , per l'attuazione
della direttiva, o a una data anteriore a questa, di traspo­
sizione nello Stato membro interessato, un accordo che
prevede una informazione e una consultazione transna­
zionale dei lavoratori, non sono sottoposti agli obblighi
derivanti dalla presente direttiva.
2. Quando giungeranno a scadenza gli accordi di cui
al paragrafo 1 , le parti che li hanno approvati possono
decidere in comune di prorogarli. In caso contrario, si
 applicano le disposizioni della presente direttiva.
                          Articolo 14
                       Disposizioni finali
 Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, re­
 golamentari e amministrative necessarie a conformarsi
 alla presente direttiva entro due anni a decorrere dalla
 sua entrata in vigore o si accertano, entro tale data, che
 le parti sociali mettano in atto di comune accordo le di­
 sposizioni necessarie che permettano loro di essere in
 qualsiasi momento in grado di garantire i risultati imposti
 dalla presente direttiva e ne informano immediatamente
 la Commissione .
 C) GU n. L 48 del 22. 2. 1975, pag. 29.
 (2) GU n. L 61 del 5. 3. 1977, pag. 26.
 ---pagebreak---   21 . 7 . 94                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 N. C 199 /23
                          PROPOSTA INIZIALE                                                  PROPOSTA MODIFICATA
  Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, esse
  contengono un riferimento alla presente direttiva o sono
  corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubbli­
  cazione ufficiale. Le modalità del riferimento in que­
  stione sono decise dagli Stati membri.
                               Articolo 15
                Verifica da parte délia Commissione
  Sette anni dopo la data di adozione della presente diret­               Cinque anni dopo la data di adozione della presente di­
  tiva, la Commissione verificherà l'attuazione delle moda­               rettiva, la Commissione verificherà l'attuazione delle mo­
  lità di applicazione della stessa e — in particolare — la               dalità di applicazione della stessa e — in particolare —
 validità dei limiti numerici per il personale e proporrà, se             la validità dei limiti numerici per il personale e proporrà,
  del caso, adeguate modifiche.                                           se del caso, adeguate modifiche al Parlamento europeo e
                                                                          al Consiglio dell'Unione europea.
                               Articolo 16                               Immutato
 La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno
 successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle
  Comunità europee.
                              Articolo 17
 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
                             ALLEGA TO                                   Immutato
                   PRESCRIZIONI ACCESSORIE
 1 . La costituzione, la composizione e le competenze del co­
mitato europeo sono disciplinate dalle seguenti norme :
a) Le competenze del comitato europeo si limitano alle que­
      stioni che riguardano l'insieme dell'impresa di dimensioni co­
      munitarie o del gruppo di imprese di dimensioni comunitarie,
     oppure almeno due stabilimenti o imprese del gruppo, situati
     in Stati membri diversi.
     Nel caso delle imprese o dei gruppi di imprese di cui all'arti­
     colo 4, paragrafo 2, le competenze del comitato europeo si
     limitano alle materie che riguardano tutti gli stabilimenti o
     tutte le imprese del gruppo situati negli Stati membri o che
     riguardano almeno due degli stabilimenti o imprese del
     gruppo situati in Stati membri diversi.
b) Il comitato europeo é composto da lavoratori dell'impresa o
     del gruppo di imprese di dimensioni comunitarie eletti o de­
     signati al loro interno dai rappresentanti dei lavoratori o, in
     mancanza di questi, dall'insieme degli stessi.
     I membri del comitato europeo sono eletti o nominati con­
     formemente alle legislazioni e/o alle prassi nazionali.
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                         PROPOSTA INIZIALE                                                      PROPOSTA MODIFICATA
c) Il comitato europeo è composto da un minimo di 3 e un                   c) Il comitato europeo è composto da un minimo di 3 e un
    massimo di 30 membri. Esso elegge un presidente e, se le sue               massimo di 30 membri. Esso elegge un presidente e, se le sue
    dimensioni lo giustificano, un ufficio al suo interno, com­                dimensioni lo giustificano, un ufficio al suo interno, com­
    prendente al massimo un presidente e quattro membri. Esso                  prendente un presidente e quattro membri. Esso adotta il suo
     adotta il suo regolamento interno.                                        regolamento interno.
d) In occasione dell'elezione o della nomina dei membri del co-            Immutato
    mitato europeo, occorrerà garantire :
    — in primo luogo la rappresentanza di una persona per
         Stato membro in cui l'impresa di dimensioni comunitarie
         possiede uno o più stabilimenti, oppure in cui il gruppo di
         imprese di dimensioni comunitarie possiede l'impresa
         controllante o una o più imprese controllate ;
    — in secondo luogo, un numero di membri supplementari
         proporzionale al numero di lavoratori occupati negli sta­
         bilimenti, nell'impresa controllante o nelle imprese con­
         trollate, secondo quanto previsto dalla legislazione dello
         Stato nel cui territorio è situata la direzione centrale .
e) La direzione centrale è informata della composizione del co­
    mitato europeo.
f) Se, con la procedura di cui sopra, il numero di rappresen­
    tanti dei lavoratori nell'ambito del comitato europeo è infe­
    riore a 30 persone, gli stabilimenti o le imprese controllati
    che in virtù della lettera d) non hanno ottenuto membri
    provvedono a designarne uno.
g) Quattro anni dopo la sua costituzione, il comitato europeo
    delibera in merito all'opportunità di rinegoziare l'accordo di
    cui all'articolo 6, oppure di mantenere l'applicazione delle
    prescrizioni accessorie che figurano nel presente allegato.
    Qualora si decida di negoziare un accordo in conformità
    dell'articolo 6, si applicano mutatis mutandis gli articoli 6 e 7
    ed il termine «delegazione speciale di negoziazione» è sosti­
    tuito dal termine «comitato europeo».
2. Il comitato europeo ha il diritto di incontrare la direzione
centrale almeno una volta all'anno per essere informato e con­
sultato, in base ad una relazione elaborata dalla direzione cen­
trale, riguardo all'andamento delle attività dell'impresa o del
gruppo di imprese di dimensioni comunitarie e delle loro pro­
spettive. Le direzioni locali ne sono informate.
Tali informazioni riguardano in particolare i seguenti aspetti             Tale riunione verte in particolare sui seguenti aspetti dell'im­
dell'impresa : situazione economica e finanziaria, evoluzione              presa : situazione economica e finanziaria, evoluziqne probabile
probabile delle attività, produzione e vendite, situazione e evo­          delle attività, produzione e vendite, situazione e evoluzione pro­
luzione probabile dell'occupazione, progetti di investimento,              babile dell'occupazione, progetti di investimento, cambiamenti
cambiamenti fondamentali riguardanti l'organizzazione, intro­              fondamentali riguardanti l'organizzazione, introduzione di
duzione di nuovi metodi di lavoro o di nuovi processi produt­              nuovi metodi di lavoro o di nuovi processi produttivi, trasferi­
tivi, trasferimenti di produzione, diminuzione delle dimensioni o          menti di produzione, diminuzione delle dimensioni o chiusura
chiusura delle imprese, degli stabilimenti o di parti importanti           delle imprese, degli stabilimenti o di parti importanti degli stessi,
degli stessi, oppure licenziamenti collettivi.                             oppure licenziamenti collettivi.
 ---pagebreak--- 21 . 7 . 94                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     N. C 199/ 25
                       PROPOSTA INIZIALE                                                     PROPOSTA MODIFICATA
3.     Qualora si verihchino circostanze eccezionali riguardanti       Immutato
l'occupazione, in particolare nel caso di delocalizzazione, chiu­
sura di imprese o di stabilimenti, oppure licenziamenti collettivi,
l'ufficio del comitato europeo o, qualora esso non esista, il co­
mitato europeo, ha il diritto di riunirsi, su sua richiesta, con la
direzione centrale o ogni altro livello di direzione più oppor­
tuno nell'ambito dell'impresa o del gruppo di imprese di dimen­
sioni comunitarie, avente la competenza di prendere decisioni
proprie, al fine di essere informato e consultato su ogni provve­
dimento tale da influenzare considerevolmente gli interessi dei
lavoratori .
 Non previsto                                                          Ciò non esclude la possibilità, per la direzione centrale o qual­
                                                                       siasi altro livello di direzione abilitato a prendere decisioni pro­
                                                                       prie, di onorare ai propri obblighi incontrando il comitato euro­
                                                                       peo nel suo insieme, in modo da informarlo di qualsiasi misura
                                                                       suscettibile di avere ripercussioni considerevoli sugli interessi dei
                                                                       lavoratori o di consultarlo in merito a misure di tale genere.
Questa riunione di informazione e di consultazione si svolge al        Immutato
più presto, in base ad una relazione stabilita dalla direzione cen­
trale od a qualunque altro livello direzionale opportuno del
gruppo di imprese di dimensioni comunitarie, su cui può essere
emesso un parere al termine della riunione o entro termini di
tempo ragionevoli.
Questa riunione non attenta alle prerogative della direzione
centrale .
4.     Prima delle riunioni con la direzione centrale, il comitato
europeo o il suo ufficio sono abilitati a riunirsi senza che la
direzione interessata sia presente.
5 . I membri del comitato europeo sono abilitati ad informare          5 . Fatte salve le disposizioni dell'articolo 8 , i membri del co­
i rappresentanti dei lavoratori degli stabilimenti o delle imprese     mitato europeo informano i rappresentanti dei lavoratori degli
membri di un gruppo o, in mancanza di rappresentanti, l'in­            stabilimenti o delle imprese membri di un gruppo o, in man­
sieme dei lavoratori riguardo al genere e ai risultati della proce­    canza di rappresentanti, l'insieme dei salariati riguardo al genere
dura per l'informazione e la consultazione, posta in atto confor­      e ai risultati della procedura d'informazione e di consultazione,
memente al presente allegato.                                          posta in atto conformemente alle disposizioni del presente alle­
                                                                       gato .
6. Il comitato europeo può farsi assistere da esperti di sua           Immutato
scelta, nella misura in cui ciò risulta necessario allo svolgimento
dei suoi compiti.
7.     Le spese di funzionamento del comitato europeo sono so­
stenute dalla direzione centrale.
La direzione centrale interessata fornisce ai membri del comi­
tato europeo le risorse finanziarie e materiali necessarie a con­
sentire loro di svolgere in modo adeguato le proprie funzioni.
In particolare, la direzione centrale prende a proprio carico —
salvo che non sia stato diversamente convenuto — le spese di
organizzazione e di interpretazione delle riunioni, nonché le
spese di alloggio e di viaggio dei membri del comitato europeo e
del suo ufficio.