CELEX: 52002PC0019
Language: it
Date: 2002-01-22
Title: Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Repubblica ellenica ad applicare una misura di deroga agli articoli 2 e 28 bis della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari

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52002PC0019

Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Repubblica ellenica ad applicare una misura di deroga agli articoli 2 e 28 bis della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari  /* COM/2002/0019 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Repubblica ellenica ad applicare una misura di deroga agli articoli 2 e 28 bis della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Con lettera protocollata presso il Segretariato generale della Commissione il 15 novembre 2001, il governo greco ha domandato l'autorizzazione, a norma dell'articolo 27 della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme [1], ad applicare un regime particolare di tassazione nel settore dei materiali di recupero e residui.[1]  GU L 145 del 13.06.1977, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/4/CE (GU L 22 del 24.01.2001, pag. 17).2. Conformemente all'articolo 27, paragrafo 3 della sesta direttiva, gli altri Stati membri sono stati informati della domanda della Repubblica ellenica con lettera del 22 novembre 2001.3. Il regime particolare di deroga che la Repubblica ellenica intende introdurre contiene le disposizioni seguenti:- le cessioni e gli acquisti intracomunitari di materiali di recupero e residui, quali rottami, residui di ferro e acciaio, vetro, carta, o cartone, sono esentati quando il fatturato dei soggetti passivi sia inferiore a 900.000 euro. Per calcolare tale soglia, può essere escluso il fatturato relativo ai metalli non ferrosi;- le cessioni e gli acquisti intracomunitari di metalli non ferrosi sono esentati senza limiti di fatturato;- le cessioni e gli acquisti di beni in questione, oggetto di massima dell'esenzione, possono essere assoggettati all'imposta, previa autorizzazione dell'amministrazione.4. Nella domanda del governo greco si precisa che la misura in questione mira a combattere la frode fiscale nel settore in oggetto, causata dal mancato versamento dell'IVA da parte degli operatori, in particolare i piccoli commercianti. In tale ambito, la riscossione dell'IVA risulta ardua a causa delle difficoltà di identificazione e di controllo delle attività svolte.5. Con la disposizione prevista al primo trattino, i piccoli commercianti di materiali di recupero e residui, diversi dai metalli non ferrosi, sono dispensati dall'obbligo di assolvere l'IVA sulle vendite dei beni in questione e dal fatturare l'imposta. Tali operazioni non danno inoltre diritto alla detrazione dell'IVA a monte.6. I soggetti passivi sono dispensati, inoltre, dall'obbligo di assolvere l'IVA sui loro acquisti intracomunitari, il che significa che le corrispondenti cessioni intracomunitarie siano tassate nel paese d'origine.7. La soglia di 900.000 euro mira ad evitare che beneficino dell'esenzione anche i grossi commercianti.8. In base alla disposizione prevista al secondo trattino, i commercianti di metalli non ferrosi possono beneficiare dell'esenzione anche se il loro fatturato complessivo supera i 900.000 euro. Infatti il prezzo di vendita dei metalli non ferrosi è generalmente molto più elevato di quello degli altri materiali e residui, per cui nel caso del commercio di tali metalli questa soglia è raggiunta abbastanza rapidamente.9. Con la disposizione prevista al terzo trattino, da ultimo, i commercianti di materiali di recupero e residui, che in linea di principio beneficerebbero dell'esenzione, possono essere autorizzati ad assoggettare le loro operazioni all'IVA e di conseguenza ad esercitare il diritto a detrazione. Subordinando l'esclusione dal regime di esenzione ad un'autorizzazione si ottiene un certo grado di sicurezza quanto al rispetto da parte dei soggetti passivi degli obblighi fiscali loro incombenti. D'altra parte, il fatto che l'assoggettamento al controllo fiscale venga "ricompensato" con il diritto a detrazione stimolerà la disponibilità di un maggior numero di operatori nei riguardi del sistema di tassazione.10. La Commissione ritiene che l'esenzione delle cessioni e degli acquisti intracomunitari effettuati dai piccoli commercianti costituisca al contempo una misura di semplificazione e di lotta contro la frode, poiché permette di escludere dal sistema IVA una categoria di soggetti passivi per i quali gli sforzi di controllo e di riscossione dell'imposta sarebbero sproporzionati rispetto alle entrate.11. Le disposizioni specifiche applicabili alle cessioni e agli acquisti intracomunitari di metalli non ferrosi di recupero sono giustificate in quanto permettono di controllare una categoria di operazioni in cui i rischi di frode sono più elevati visto il valore di tali prodotti.12. Consentendo ai soggetti passivi, previa autorizzazione dell'amministrazione, di assoggettare all'IVA le operazioni che in linea di massima sono esentate, viene assicurata una maggiore sorveglianza da parte dell'amministrazione.13. Si rileva come numerosi altri Stati membri, in particolare la Francia, la Spagna, l'Italia ed i Paesi Bassi, grazie ad una decisione del Consiglio hanno già ottenuto l'autorizzazione ad applicare regimi fiscali particolari al settore in oggetto.14. Nella sua comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo del 7 giugno 2000 [2], relativa ad una strategia volta a migliorare il funzionamento del regime IVA nel mercato interno, la Commissione si è impegnata a procedere ad una razionalizzazione del grande numero di deroghe attualmente in vigore. In taluni casi, tuttavia, tale razionalizzazione potrebbe consistere nell'estendere a tutti gli Stati membri talune deroghe che fossero risultate particolarmente efficaci.[2]  COM (2000) 348 def.15. Per quanto riguarda il settore in questione, dai recenti contatti tra la Commissione e talune amministrazioni nazionali e rappresentanti del settore risulta che, per garantire un'imposizione più adeguata di tutti gli operatori interessati della Comunità, potrebbe essere necessario instaurare un regime particolare adattato alle specificità del settore. Un regime siffatto deve poggiare su una base giuridica solida e permanente, che vada al di là del campo di applicazione delle deroghe concesse ai sensi dell'articolo 27 della sesta direttiva IVA.16. La Commissione riconosce pertanto che la deroga consente di lottare efficacemente contro la violazione delle regole del sistema IVA, in attesa di procedere a modifiche più durature. Per tali ragioni, essa ritiene opportuno prorogare la deroga fino al 31 dicembre 2003.Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Repubblica ellenica ad applicare una misura di deroga agli articoli 2 e 28 bis della sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari(Il testo in lingua greca è il solo facente fede)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977 [3], in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, in particolare l'articolo 27, paragrafo 1,[3]  GU L 145 del 13.6.1977, pag.1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/4/CE (GU L 22 del 24.01.2001, pag. 17).vista la proposta della Commissione [4],[4]  JO C del , pag..considerando quanto segue:(1) Con lettera registrata il 15 novembre 2001 presso il Segretariato generale della Commissione, il governo greco ha chiesto di essere autorizzato ad applicare un regime particolare di imposizione nel settore dei materiali di recupero e residui, al fine di evitare la frode fiscale in tale settore(2) Gli altri Stati membri sono stati informati il 22 novembre 2001 della domanda presentata dalla Repubblica ellenica.(3) La deroga in questione è volta ad esentare le cessioni e gli acquisti intracomunitari di materiali di recupero e residui, quali rottami, residui di ferro e acciaio, vetro, carta, o cartone, effettuati da soggetti passivi il cui fatturato nell'anno precedente sia inferiore a 900.000 euro. Tale deroga è inoltre volta ad esentare le cessioni e gli acquisti intracomunitari di metalli non ferrosi di recupero, senza limiti di fatturato al netto dell'imposta.(4) I soggetti passivi, le cui operazioni rientrano nel campo di applicazione delle esenzioni di cui al regime particolare, possono essere autorizzati a non assoggettare tali operazioni al regime particolare in questione, secondo le condizioni previste dalla Repubblica ellenica.(5) Tale regime costituisce uno strumento efficace per combattere la frode in un settore in cui la riscossione IVA risulta particolarmente ardua, a causa delle difficoltà di identificazione e di controllo delle attività svolte.(6) Il regime particolare risponde pertanto alle condizioni di cui all'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE.(7) Nella comunicazione del 7 giugno 2000 al Parlamento europeo ed al Consiglio, la Commissione ha pubblicato una strategia volta a migliorare a breve termine il funzionamento del regime IVA e si è impegnata a procedere ad una razionalizzazione del grande numero di deroghe attualmente in vigore. In taluni casi, tuttavia, tale razionalizzazione potrebbe consistere nell'estendere a tutti gli Stati membri delle deroghe che fossero risultate particolarmente efficaci.(8) È opportuno, pertanto, concedere l'autorizzazione fino al 31 dicembre 2003, in attesa di una valutazione della compatibilità della misura in questione con l'impostazione complessiva del regime IVA e, in particolare, la razionalizzazione delle deroghe.(9) La deroga non ha un'incidenza negativa sulle risorse proprie delle Comunità provenienti dall'IVA,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1In deroga alla direttiva 77/388/CEE, la Repubblica ellenica è autorizzata, fino al 31 dicembre 2003, ad applicare un regime particolare di imposizione nel settore dei materiali di recupero e residui (d'ora in avanti "il regime particolare"), in conformità alla presente decisione.Articolo 2In deroga all'articolo 2 della direttiva 77/388/CEE, sono esentate dall'IVA:a) le cessioni di materiali di recupero e residui, quali rottami, residui di ferro e acciaio, vetro, carta, o cartone, effettuate da imprese il cui fatturato è inferiore a 900.000 euro;b) le cessioni di metalli non ferrosi.Articolo 3In deroga all'articolo 28 bis, paragrafo 1, lettera a) della sesta direttiva 77/388/CEE, sono esentati dall'IVA:a) gli acquisti intracomunitari di materiali di recupero e residui, quali rottami, residui di ferro e acciaio, vetro, carta, o cartone, effettuati da imprese con fatturato inferiore a 900.000 euro;b) gli acquisti intracomunitari di metalli non ferrosi.Articolo 4Per calcolare la soglia di 900.000 euro prevista agli articoli 2 e 3, può essere escluso il fatturato relativo ai metalli non ferrosi.Articolo 5La Repubblica ellenica prevede che i soggetti passivi interessati, i quali ne facciano domanda, possano essere autorizzati a non assoggettare al regime particolare le loro cessioni e acquisti intracomunitari, nel rispetto delle condizioni che essa determina al fine di assicurare l'esecuzione degli obblighi derivanti dall'assoggettamento al regime normale dell'IVA.Articolo 6La Repubblica ellenica è destinataria della presente decisione.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl Presidente