CELEX: 52011SC0824
Language: it
Date: 2011-06-07 00:00:00
Title: Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2011 of Polandand delivering a Council opinionon the updated Convergence Programme of Poland, 2011-2014

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		52011SC0824
		
			Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2011 of Polandand delivering a Council opinionon the updated Convergence Programme of Poland, 2011-2014
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2011 della
Polonia
e che formula un parere del Consiglio
sul programma di stabilità aggiornato della Polonia, 2011-2014
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo
148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1], in
particolare l'articolo 9, paragrafo 3,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
sentito il comitato economico e finanziario,
considerando quanto segue:
(1)              
Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato
la proposta della Commissione europea di lanciare Europa 2020, una nuova
strategia per l'occupazione e la crescita basata su un maggior coordinamento
delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre
intervenire per incentivare il potenziale di crescita sostenibile e di
competitività dell'Europa.
(2)              
Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato una
raccomandazione relativa agli indirizzi di massima per le politiche economiche
degli Stati membri e della Comunità (per il periodo 2010-2014) e, il 21 ottobre
2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a
favore dell’occupazione[3],
che insieme formano gli "orientamenti integrati". Gli Stati membri
sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie
politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
(3)              
Il 12 gennaio 2011, la Commissione ha adottato la
prima analisi annuale della crescita, che segna l’inizio di un nuovo ciclo di governance
economica nell’UE e del primo semestre europeo di coordinamento integrato ed
ex-ante delle politiche, che si fonda sulla strategia Europa 2020. 
(4)              
Il 25 marzo 2011, il Consiglio europeo ha approvato
le priorità per il risanamento finanziario e le riforme strutturali (in linea
con le conclusioni del Consiglio del 15 febbraio e del 7 marzo 2011 e in
seguito all’analisi annuale della crescita della Commissione). Il Consiglio
europeo ha rilevato che occorre attribuire priorità al ripristino di bilanci
sani e alla sostenibilità dei conti pubblici, alla riduzione della
disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro e a nuovi sforzi
intesi ad aumentare la crescita. Esso ha invitato gli Stati membri a tradurre
tali priorità in misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi
di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
(5)              
Il 25 marzo 2011, il Consiglio europeo ha inoltre
invitato gli Stati membri che partecipano al patto Euro Plus a presentare i
loro impegni in tempo utile perché possano essere inseriti nei rispettivi
programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
(6)              
Il 27 aprile 2011, la Polonia ha presentato
l’aggiornamento 2011 del programma di convergenza, relativo al periodo
2011-2014, e il 29 aprile 2011 il programma nazionale di riforma 2011. Onde
tener conto di eventuali correlazioni, i due programmi sono stati valutati
contemporaneamente.
(7)              
La crisi finanziaria mondiale ha provocato il
rallentamento dell' attività economica in Polonia. Nel 2009, il tasso di
crescita annua del PIL reale è sceso all'1,7%, senza arrivare tuttavia a
livelli da recessione. Nel 2010, la crescita del PIL reale è ripresa,
raggiungendo il 3,8%, grazie alla forte domanda esterna, che ha stimolato il
settore manifatturiero e accelerato il ciclo di avvicendamento delle scorte,
mentre un mercato del lavoro che ha evidenziato buone capacità di recupero ha
sostenuto i consumi privati. Nel 2010, il tasso di disoccupazione ha raggiunto
il 9,6%, rispetto al 7,1% registrato nel 2008, nonostante la crescita
dell'occupazione. La crisi ha inciso pesantemente sulle finanze pubbliche. Il
disavanzo pubblico è aumentato, passando dal 3,7% del PIL nel 2008 al 7,3% del
PIL nel 2009. Nel 2010, nonostante l'adozione di un limitato pacchetto di
misure di risanamento e a fronte di una forte crescita, ha raggiunto il 7,9%
del PIL. Il rapporto debito/PIL è aumentato, passando dal 50,9% del 2009 al
55,1% del 2010, un livello ancora inferiore alla soglia del 60% prevista dal
trattato e al tetto del debito pubblico previsto dalla costituzione polacca.
(8)              
Sulla base della valutazione del programma di
convergenza aggiornato ai sensi del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio,
il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico che sottende le proiezioni
di bilancio sia plausibile, pur basandosi su ipotesi di crescita per il 2012 un
po' troppo ottimistiche. L'obiettivo del programma è riportare il disavanzo
pubblico sotto il valore di riferimento del 3% del PIL entro il 2012, il
termine massimo fissato dal Consiglio. Lo sforzo annuo medio di bilancio per il
periodo 2010-2012 è nel complesso in linea con l'1,25% del PIL che il Consiglio
ha raccomandato il 6 luglio 2009, nel quadro della procedura per i disavanzi
eccessivi. Il raggiungimento dell'obiettivo a medio termine non è previsto
durante il periodo di riferimento del programma. La modifica della riforma
delle pensioni – volta a ridurre il disavanzo strutturale di bilancio dello
0,7% nel 2011 e di un altro 0,5% del PIL nel 2012 – non apporta un
miglioramento alla situazione finanziaria sottostante, in quanto aumenta della
stessa percentuale le passività a lungo termine. I rischi gravanti sul
raggiungimento degli obiettivi di bilancio sono aumentati. In particolare, il
gettito delle imposte dirette potrebbe rivelarsi inferiore al previsto a causa
delle ipotesi ottimistiche sulle elasticità rispetto alla base imponibile; le
previsioni sui contributi sociali contenute nel programma si basano su uno
scenario favorevole sulla crescita dell'occupazione e sull'aumento dei salari;
possibili ritardi di applicazione e possibili modifiche delle misure di
riduzione del disavanzo, che sfuggono al controllo diretto del governo,
potrebbero comportare lo slittamento dell'esecuzione del bilancio.
(9)              
Il governo polacco si è impegnato a riportare il
disavanzo pubblico al di sotto della soglia del 3% del PIL entro il 2012, come
ha raccomandato il Consiglio, e a garantire la stabilità delle finanze pubbliche
a lungo termine. A tal fine, nel 2011 esso ha intrapreso un piano volto a
risanare sostanzialmente le finanze pubbliche tramite misure che riguardano
tanto le entrate che la spesa, prevedendo in particolare importanti tagli alla
spesa per investimenti pubblici. Il 5 maggio 2011 il governo ha adottato il
progetto di bilancio per il 2012, che dovrebbe contribuire a ridurre
ulteriormente, e in misura significativa, il disavanzo. Per rispettare il
termine del 2012 fissato per la correzione del disavanzo eccessivo, oltre alle
misure presentate nel progetto di bilancio per il 2012, potrebbe essere
necessario adottare altre misure. Tuttavia, nuovi tagli alla spesa per
investimenti pubblici rischierebbero di limitare la capacità del paese di
cofinanziare i progetti di investimento finanziati dell'UE.
(10)          
Nel corso degli anni, la Polonia ha rafforzato il
proprio quadro di bilancio. Tuttavia, in termini di sostenibilità delle finanze
pubbliche a medio e lungo termine, le attuali norme in materia di bilancio e le
procedure di programmazione a medio termine non sembrano garantire una
sufficiente trasparenza dell'iter di bilancio, adeguati incentivi al
coordinamento tra i diversi livelli governativi e la flessibilità necessaria
per affrontare le crisi e gli squilibri macroeconomici. Le norme in materia di
bilancio dovrebbero basarsi su aggregati di bilancio sufficientemente ampi ed
essere integralmente conformi al Sistema europeo dei conti nazionali e
regionali (SEC95). In base alle politiche attuali, i rischi connessi all'invecchiamento
della popolazione che gravano sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze
pubbliche possono essere considerati medi.
(11)          
Il governo ha abolito i regimi speciali di
pensionamento anticipato per la maggioranza dei beneficiari, ma rimangono
ancora in vigore i regimi speciali di prepensionamento per le forze armate, la
polizia e i minatori e l'età prevista dalla legge per il pensionamento è più
bassa per le donne che per gli uomini. Inoltre,
l'istituto di previdenza sociale degli agricoltori (KRUS), intensamente
sovvenzionato, non stimola gli agricoltori ad abbandonare il settore, con
conseguente rallentamento della ristrutturazione economica e della crescita
della produttività. 
(12)          
Il sistema scolastico e di formazione professionale
non è completamente adatto ai bisogni del mercato del lavoro. Nonostante
l'aumento rapido del numero dei laureati, l'occupabilità è caratterizzata da
una dissimmetria tra qualifiche e posti di lavoro. Il sistema scolastico di
livello universitario non è adeguatamente collegato all'ambiente delle imprese
e del lavoro. La proporzione di adulti (in particolare, di lavoratori meno
giovani e poco qualificati) che partecipa alle formazioni scolastiche e
professionali rimane molto bassa. 
(13)          
In Polonia gli investimenti pubblici destinati alle
attività di ricerca e sviluppo sono esigui e quelli privati, il cui livello è
tra i più bassi in Europa, non bastano a compensarli. Tale livello è
addirittura calato negli ultimi anni, perché il settore privato non è
abbastanza incentivato ad investire. Ciò potrebbe rappresentare un ostacolo non
secondario alla crescita economica a medio e lungo termine. Il sistema della
ricerca e sviluppo non risulta integrato in quanto le università, gli istituti
di ricerca e le imprese hanno tra loro rapporti troppo deboli.
(14)          
La scarsa partecipazione delle donne al mercato del
lavoro è in parte dovuta all'insufficienza delle strutture assistenziali
riservate ai minori e alle persone non autosufficienti. Il numero di bambini di
meno di tre anni che beneficiano in Polonia di tali strutture è molto inferiore
alla media dell'UE. Anche il tasso di iscrizione di bambini di più di tre anni,
pur essendo aumentato negli ultimi anni, è basso. In molti casi, i genitori
giovani possono entrare nel mercato del lavoro soltanto se i membri della loro
famiglia possono occuparsi dei bambini. Inoltre, la carenza di servizi
assistenziali riduce la partecipazione alla forza lavoro delle lavoratrici meno
giovani, spesso costrette a lasciare il lavoro o ad andare in pensione anticipatamente
per occuparsi dei nipoti o di altri famigliari non autosufficienti.
(15)          
Le infrastrutture di rete sono scarsamente
sviluppate e ciò rappresenta un ostacolo per le imprese e gli investimenti
stranieri. Nemmeno le infrastrutture per i trasporti sono adeguatamente
sviluppate, una situazione che amplifica le disparità tra regioni. Le
infrastrutture energetiche stanno rapidamente invecchiando ed hanno raggiunto i
limiti della capacità di utilizzazione. Inoltre, esse necessitano di
significativi interventi per rispettare i requisiti fissati dalle politiche
volte a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici. Pur essendo la terza
più estesa d'Europa, la rete ferroviaria polacca non è in grado di assistere
adeguatamente l'espansione delle attività economiche, a causa dell'età sia
delle infrastrutture che del materiale rotabile. 
(16)          
In Polonia, la qualità del contesto in cui operano
le imprese l'efficienza della pubblica amministrazione è bassa. A paragone di
altri paesi, la Polonia è caratterizzata da problemi particolari nei settori
della riscossione delle imposte, della creazione e della chiusura delle
imprese, del rispetto dei contratti e della registrazione dei beni immobili. Le
attività delle imprese sono rallentate dalla lunghezza delle procedure necessarie
per ottenere licenze e permessi. Per quanto riguarda i contenziosi, relativi
per esempio all'esecuzione dei contratti e all'ottenimento dei permessi di
costruzione, il numero di procedure necessarie è piuttosto elevato e l'iter è
complessivamente troppo lungo. 
(17)          
Nel quadro del patto Euro Plus, la Polonia ha
assunto una serie di impegni[4].
Per quanto riguarda il bilancio, la Polonia si impegna a osservare le norme
vigenti in materia di debito e le norme temporanee in materia di spesa e ad
adottare nuove regole che limitino la percentuale di disavanzo delle
amministrazioni locali e norme permanenti in materia di spesa. Per rafforzare
la stabilità finanziaria, le misure programmate mirano a garantire una
regolamentazione ed una vigilanza più efficaci del settore bancario. Le misure
relative all'occupazione si concentrano sulla partecipazione al mercato del
lavoro delle donne e dei lavoratori più anziani e sull'introduzione di riforme
in grado di rafforzare i rapporti tra imprese e sistema scolastico. Le misure relative
alla competitività si concentrano sull'istruzione, sul settore scientifico,
sullo sviluppo delle infrastrutture dei trasporti e dell'infrastruttura a banda
larga e su iniziative volte a migliorare il contesto in cui operano le imprese.
Tali impegni si riferiscono ai quattro ambiti del patto e rispecchiano in larga
parte il piano presentato nel programma di convergenza e nel programma
nazionale di riforma. Numerose questioni politiche importanti (per esempio, il
basso tasso di partecipazione dei lavoratori più anziani) non sono state ancora
affrontate mentre altre (per esempio, il miglioramento della gestione delle
imprese) sono state soltanto sfiorate. Gli assunti nel quadro del patto Euro
Plus sono stati valutati e di essi si è tenuto conto nelle raccomandazioni.
(18)          
La Commissione ha valutato il programma di
convergenza e il programma nazionale di riforma, oltre agli impegni assunti nel
quadro del patto Euro Plus[5].
Essa ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della
sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della
Polonia, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti UE, alla
luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione
europea nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future
decisioni nazionali. Essa considera che i programmi contengano un piano
ambizioso di risanamento delle finanze pubbliche ed incoraggia il governo a
procedere con la loro attuazione, e ad adottare eventualmente nuove misure al fine
di ridurre il disavanzo pubblico e riportarlo sotto la soglia del 3% del PIL
entro il 2012. Basandosi sui risultati ottenuti nell'ultimo decennio, sarebbe
opportuno prendere provvedimenti per incrementare ulteriormente il tasso di
occupazione, in particolare tramite la riforma dei sistemi pensionistico e
scolastico e il miglioramento dei servizi di assistenza riservati ai bambini e
alle persone non autosufficienti. Sarebbe inoltre indicato potenziare la
competitività non legata ai prezzi, migliorando la situazione relativa a
ricerca e sviluppo e il contesto in cui operano le imprese e incentivando gli
investimenti nelle infrastrutture. 
(19)          
Alla luce della valutazione che precede e tenuto
conto della raccomandazione del 7 luglio 2009 del Consiglio, a norma dell’articolo
126, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, il
Consiglio ha esaminato il programma di convergenza aggiornato della Polonia per
il 2011 e il suo parere[6]
trova riscontro, in particolare, nelle raccomandazioni di cui ai successivi
punti 1 e 2. Tenuto conto delle conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo
2011, il Consiglio ha altresì esaminato il programma nazionale di riforma della
Polonia,
RACCOMANDA che la Polonia adotti
provvedimenti nel periodo 2011-2012 al fine di: 
(1)                   
adottare le misure annunciate nel progetto di legge
finanziaria 2012, inserendovi misure supplementari di natura permanente atte a
riportare nel 2012 il disavanzo pubblico sotto la soglia del 3% del PIL;
ridurre al minimo, in futuro, i tagli alle spese in grado di favorire la
crescita, in particolare al cofinanziamento dei progetti UE, garantendo al
contempo progressi adeguati verso la realizzazione dell'obiettivo di medio
termine;
(2)                   
adottare entro il 2013 una normativa che introduca
regole permanenti in materia di spesa. È opportuno che tali regole si fondano
su aggregati di bilancio sufficientemente ampi e che siano integralmente
conformi al sistema europeo dei conti; adottare, inoltre, misure atte a
rafforzare i meccanismi di coordinamento tra i diversi livelli
dell'amministrazione nelle procedure di bilancio annuali e a medio termine;
(3)                   
innalzare, come programmato, l'età pensionabile
prevista dalla legge per le forze armate e la polizia, e continuare ad adottare
le misure necessarie per innalzare l'età pensionabile effettiva, in conformità
con la speranza di vita; fissare un calendario relativo alle modifiche delle
norme che regolano i contributi degli agricoltori all'istituto di previdenza
sociale (KRUS), al fine di tenere meglio conto dei redditi;
(4)                   
attuare la strategia proposta di apprendimento
permanente e potenziare i tirocini e le formazioni professionali e i programmi
scolastici speciali destinati ai lavoratori più anziani e poco qualificati; rafforzare le relazioni tra settore scientifico e
industria, attuando il programma "Costruiamo sulle conoscenze"
("Budujemy na Wiedzy") e applicare
il programma "Partenariato per la conoscenza" ("Partnerstwo dla Wiedzy") di riforma
dell'insegnamento superiore allo scopo di adattare
meglio l'insegnamento ai bisogni del mercato del lavoro;
(5)                   
aumentare la partecipazione delle donne al mercato
del lavoro, adottando misure che garantiscano il finanziamento stabile delle
strutture di assistenza riservate ai bambini in età prescolare e l'aumento del
numero di bambini sotto i tre anni che vi vengono accolti;
(6)                   
adottare misure in grado di rivedere gli incentivi
a favore degli investimenti nelle capacità di generazione di energia, in
un'ottica di incoraggiamento delle tecnologie a bassa emissione di CO2,
e atte a stimolare ulteriormente lo sviluppo delle interconnessioni
transfrontaliere delle reti elettriche; elaborare
un piano pluriennale di investimenti nelle infrastrutture ferroviarie e
applicare il piano generale relativo al settore dei trasporti ferroviari;
(7)                   
fissare un calendario relativo alla semplificazione
dei contenziosi in materia di rispetto dei contratti; riesaminare le normative
in materia di costruzione e suddivisione in zone, in un'ottica di
semplificazione delle procedure di ricorso e di snellimento delle procedure
amministrative.
Fatto a Bruxelles,
                                                                       Per il Consiglio
                                                                       Il
Presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU C ... del ..., pag. ... .
[3]               Confermata per il 2011 con decisione 2011/308/UE del
Consiglio, del 19 maggio 2011.
[4]               Per maggiori dettagli sugli impegni assunti nel quadro
del patto Euro Plus, cfr. SEC(2011)729.
[5]               SEC (2011) 729.
[6]               Previsto dall'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.