CELEX: C2000/211/26
Language: it
Date: 2000-07-22 00:00:00
Title: Causa C-221/00: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica austriaca, proposto il 31 maggio 2000

22.7.2000                 IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 211/15
Domanda di pronuncia pregiudiziale presentata con ordi-                             la «LMG») nel senso che esso vieta in modo generale ed
nanza della Regeringsrätt (Svezia) 3 maggio 2000 nella                              assoluto l’apposizione di indicazioni relative alla salute sui
  causa Arbetsmarknadsstyrelse contro Petra Rydergård                               prodotti alimentari di largo consumo e in quanto consente
                                                                                    tali indicazioni solo previo rilascio di un nullaosta (art. 9,
                           (Causa C-215/00)                                         n. 3, della LMG);
                                                                                2. condannare la convenuta alle spese.
                            (2000/C 211/25)
                                                                                Motivi e argomenti principali del ricorso
Nella causa Arbetsmarknadsstyrelse contro Petra Rydergård, la
Regeringsrätt, con ordinanza 3 maggio 2000 pervenuta nella                      — Quanto al divieto di apporre sui prodotti
cancelleria della Corte il 31 maggio 2000, ha sottoposto alla                       alimentari indicazioni relative alla salu-
Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni                     te (art. 9, n. 1, della LMG)
pregiudiziali:
                                                                                    L’interpretazione e l’applicazione dell’art. 9, n. 1, lettere a),
1) Se possa ritenersi che una persona che si è trovata nella                        b) e c), della LMG comportano che i prodotti alimentari di
     stessa situazione della signora Petra Rydergård sia stata a                    largo consumo non possano recare indicazioni relative alla
     disposizione dell’ufficio di collocamento ai sensi del-                        salute (a esempio, informazioni sugli effetti fisiologici o
     l’art. 69, n. 1, del regolamento (CEE) del Consiglio                           farmacologici dei prodotti e, in particolare, sulla loro
     n. 1408/71 (1) durante i giorni di disoccupazione in cui era                   efficacia a prevenire l’invecchiamento, a far dimagrire e a
     impossibilitata ad andare al lavoro perché occupata a                          mantenere in buona salute). Siffatta disciplina limita l’ambi-
     curare il figlio malato e se la soluzione di tale questione                    to di applicazione dell’art. 2, n. 1, lett. b), della direttiva
     debba essere fondata sul diritto nazionale.                                    79/112/CEE e può quindi essere applicata solo se giustifica-
                                                                                    ta da uno dei motivi indicati nell’art. 15, n. 2 (tutela
2) Se l’art. 69, n. 1, debba essere inteso nel senso che il                         della salute, tutela dei consumatori, repressione della
     richiedente lavoro deve essere rimasto a disposizione                          concorrenza sleale). Tuttavia, ove esistano altre misure di
     dell’ufficio dı̀ collocamento per un periodo ininterrotto di                   tutela dei consumatori contro le frodi, il diritto di uno
     quattro settimane immediatamente precedente la partenza                        Stato membro non deve servire a consolidare determinate
     per un altro Stato membro.                                                     abitudini di consumo al fine di conservare il vantaggio
                                                                                    acquisito da un’industria nazionale che si occupi di soddi-
                                                                                    sfare la relativa domanda. Stando alla Commissione, il
(1) Regolamento (CEE) n. 1408/71 dei Consiglio, del 14 giugno                       divieto generale di apporre sui prodotti alimentari indica-
    1971, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai              zioni relative alla salute, anche quando tali indicazioni non
    lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano all’interno          sono idonee a trarre in inganno, non è necessario per
    della Comunità (GU L 149, pag. 2).                                              proteggere i consumatori dalle frodi e, pertanto, non è
                                                                                    giustificato ai sensi dell’art. 15, n. 2, della direttiva 79/112.
                                                                                — Quanto al nullaosta richiesto per poter
                                                                                    apporre sui prodotti alimentari indica-
                                                                                    zioni relative alla salute (art. 9, n. 3, del-
                                                                                    la LMG)
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                               L’obbligo di chiedere un’autorizzazione a norma dell’art. 9,
  tro la Repubblica austriaca, proposto il 31 maggio 2000                           n. 3, della LMG rappresenta una misura di effetto equiva-
                                                                                    lente ai sensi dell’art. 28 (ex art. 30) CE quantunque tale
                                                                                    autorizzazione possa essere concessa — secondo quanto
                           (Causa C-221/00)
                                                                                    indicato dal governo federale — nel caso di indicazioni
                                                                                    veritiere e non ingannevoli. La disciplina di cui è causa
                            (2000/C 211/26)                                         comporta che prodotti recanti indicazioni relative alla
                                                                                    salute, fabbricati o smerciati legalmente in un altro Stato
Il 31 maggio 2000, la Commissione delle Comunità europee,                           membro, non possano essere immediatamente immessi
rappresentata dal signor Josef Christian Schieferer, membro                         sul mercato austriaco. Poiché la Commissione ritiene che
del servizio giuridico, con domicilio eletto presso il signor                       già il divieto generale di apporre sui prodotti alimentari
Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner C 254, Kirchberg,                           indicazioni relative alla salute non sia giustificato dalla
Lussemburgo, ha proposto alla Corte di giustizia delle Comu-                        necessità di tutelare i consumatori, alla stessa conclusione
nità europee un ricorso contro la Repubblica austriaca.                             deve giungersi per il connesso procedimento preventivo di
                                                                                    nullaosta. Inoltre, la tutela dei consumatori può essere
                                                                                    assicurata con misure che limitino meno la libera circola-
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                           zione delle merci, per esempio mediante appropriati
                                                                                    controlli sul mercato.
1. dichiarare che la Repubblica austriaca ha mancato agli
     obblighi che le incombono in forza i degli artt. 2, n. 1,
     lett. b), e 15, nn 1 e 2, della direttiva 79/112(1) e del-                 (1) GU 1979 L 33, pag. 1.
     l’art. 28 del Trattato CE (ex art. 30) in quanto interpreta ed
     applica l’art. 9, n. 1, della Lebensmittelgesetz (in prosieguo: