CELEX: C2002/003/58
Language: it
Date: 2002-01-05 00:00:00
Title: Causa T-224/01: Ricorso della Houghton Durferrit GmbH contro l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno, proposto il 24 settembre 2001.

5.1.2002                IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 3/33
Motivi e principali argomenti                                                 Ricorso della Houghton Durferrit GmbH contro l’Ufficio
                                                                              per l’armonizzazione nel mercato interno, proposto il 24
                                                                                                       settembre 2001.
Le ricorrenti sono la proprietaria e la concessionaria del                                            (Causa T-224/01)
marchio «MILD SEVEN», mondialmente usato come marca di
sigarette e protetto come proprietà intellettuale. Le ricorrenti
temono che il divieto di utilizzare etichette che suggeriscano                                          (2002/C 3/58)
che un prodotto del tabacco è meno nocivo di altri, contenuto
nell’art. 7 della direttiva 2001/37, toglierà alle ricorrenti la                                  (Lingua processuale: l’inglese)
possibilità di commercializzare la loro marca «MILD SEVEN»
nell’Unione europea.
                                                                              Il 24 settembre 2001 la Houghton Durferrit GmbH, rappresen-
                                                                              tata dalla sig.ra Patricia Koch Moreno di Madrid (Spagna), ha
A sostegno del loro ricorso le ricorrenti osservano che manca                 proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità
una base giuridica sufficiente per l’attuazione dell’art. 7 della             europee un ricorso contro l’Ufficio per l’armonizzazione nel
direttiva. La direttiva di cui trattasi si basa sugli artt. 95 e 133          mercato interno. Altra parte nel procedimento dinanzi alla
CE. Nessuno di essi offre, secondo le ricorrenti, una sufficiente             commissione di ricorso era la Kolone Corporation.
base giuridica all’art. 7 di tale direttiva. L’art. 133 non si applica
dato che la politica commerciale comune non è rilevante per
l’art. 7. Neppure l’art. 95 CE offre una base giuridica, dato che             La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
non c’è bisogno di armonizzare le legislazioni sotto questo
profilo in vista dell’instaurazione del mercato comune. Secon-                —     annullare la decisione 15 ottobre 1999, 949/1999, della
do le ricorrenti non vi è un ostacolo al commercio che debba                        divisione di opposizione dell’Ufficio per l’armonizzazione
essere tolto. Inoltre le ricorrenti sostengono che l’art. 7 della                   nel mercato interno nel procedimento di opposizione
direttiva viola l’art. 152, n. 4, lett. c) CE. Secondo le ricorrenti                B4905, e la decisione 6 luglio 2001 della prima commis-
l’art. 95 CE è usato come base legale per eludere il divieto di                     sione di ricorso che respingeva l’appello proposto dalla
cui all’art. 152, n. 4, lett. c), CE di armonizzare la legislazione                 ricorrente contro la decisione precedente
destinate a proteggere e migliorare la salute umana.
                                                                              —     dichiarare incompatibile il marchio comunitario deposita-
                                                                                    to dalla Kolone Corporation, n. 40.568 NU-TRIDE, nelle
                                                                                    classi 1 e 40, in quanto incompatibile con il marchio
Le ricorrenti sostengono anche che l’art. 7 della direttiva viola                   anteriore appartenente alla ricorrente, n. 764.560, nelle
il loro diritto di proprietà ed il principio di proporzionalità                     classi 1, 7 e 11
dato che toglierebbe alle ricorrenti la possibilità di usare il loro
marchio nel mercato europeo. Secondo le ricorrenti l’art. 7                   —     respingere la registrazione del marchio comunitario
non è uno strumento adeguato a perseguire l’obbiettivo di tale                      n. 40.568 NU-TRIDE nelle classi 1 e 40
articolo, che è quello di promuovere la salute e la tutela del
consumatore. Le ricorrenti sostengono che l’uso delle etichette               —     condannare alle spese del procedimento la Kolone Corpo-
fornisce al consumatore l’informazione che gli consente di                          ration, titolare della precedente richiesta di marchio
scegliere di fumare sigarette con un contenuto inferiore di                         comunitario.
catrame e di nicotina. L’art. 7 non è comunque il metodo
meno restrittivo, dato che si sarebbero potute prendere misure
per la tutela dei marchi già esistenti.
                                                                              Motivi e principali argomenti
Le ricorrenti sostengono inoltre che l’art. 7 della direttiva viola           Richiedente il marchio         Kolone Corporation
il principio della parità di trattamento. Le ricorrenti chiariscono           comunitario:
che sarebbero le sole produttrici di tabacco dell’Unione europea
ad essere private dell’uso della marca in applicazione dell’art. 7            Marchio       comunitario      Marchio denominativo «NU-TRI-
della direttiva.                                                              considerato:                   DE» — Domanda n. 40.568 relati-
                                                                                                             va a prodotti nelle classi 1 e 40
                                                                                                             (prodotti chimici per il trattamen-
                                                                                                             to dei metalli e trattamento dei
                                                                                                             metalli)
Infine le ricorrenti sostengono che le motivazioni su cui si
fonda l’art. 7 della direttiva sono insufficienti.                            Proprietario del diritto       il ricorrente
                                                                              del marchio di impresa
                                                                              o segno rivendicato in
                                                                              opposizione nel procedi-
                                                                              mento d’opposizione:
 ---pagebreak--- C 3/34                    IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          5.1.2002
Marchio d’impresa o              marchio registrato tedesco «TUF-              a collaborare al chiarimento del caso. Un procedimento simile
segno rivendicato in             FTRIDE» nelle classi 1, 7 e 11                avviato dalle autorità statunitensi si concludeva, tra l’altro, con
opposizione nel procedi-                                                       l’inflizione di una ammenda alla ricorrente.
mento d’opposizione:
Decisione della divisione        rigetto dell’opposizione                      Per quanto riguarda gli addebiti che le venivano mossi,
di opposizione:                                                                la ricorrente rispondeva alla convenuta di non contestare
                                                                               specificamente le circostanze addotte da quest’ultima. Faceva
Decisione della commis-          rigetto dell’appello della ricorrente         inoltre valere che la convenuta, nel determinare l’ammontare
sione di ricorso:                                                              dell’ammenda, avrebbe dovuto detrarre, o perlomeno tenere
                                                                               nel dovuto conto, l’ammenda inflitta negli USA.
Motivi dedotti:                  artt. 8, n. 1, lett. b), e 7, n. 1,
                                 lett.     f),    del    regolamento
                                                                               Nella decisione impugnata la convenuta accusava la ricorrente
                                 40/94/CE (1).
                                                                               di aver partecipato ad un cartello e nel determinare l’ammonta-
                                                                               re dell’ammenda, prendeva in considerazione un mercato su
(1) Regolamento del Consiglio 20 dicembre 1993, 40/94/CE, sul                  scala mondiale degli elettrodi di grafite. Alla ricorrente veniva
    marchio comunitario (GU, L 11, pag. 1).                                    inflitta una ammenda di euro 80,2 milioni.
                                                                               La ricorrente impugna la decisione in diritto globalmente,
                                                                               facendo valere che la convenuta non avrebbe tenuto conto
                                                                               della pena ad essa già inflitta da magistrature di altri paesi per
                                                                               la stessa infrazione. In particolar modo la Commissione non
                                                                               avrebbe provveduto a detrarre le sanzioni già inflitte in altri
Ricorso della SGL Carbon AG contro la Commissione                              Stati ed avrebbe violato il principio di ne bis in idem.
    delle Comunità europee, proposto il 2 ottobre 2001                         Indipendentemente da ciò la convenuta avrebbe violato
                                                                               l’art. 253 CE e l’art. 15, n. 2 del regolamento n. 17/62
                                                                               calcolando in modo erroneo l’ammontare dell’ammenda alla
                           (Causa T-239/01)                                    luce dei vigenti Orientamenti per il calcolo delle ammende (1)
                                                                               cosı̀ come della Comunicazione sulla non imposizione o sulla
                                                                               riduzione delle ammende (2). Essa avrebbe violato i principi
                             (2002/C 3/59)
                                                                               fondamentali della parità di trattamento e di proporzionalità
                                                                               ad avrebbe commesso errori di diritto e sviamenti di potere in
                     (lingua processuale: il tedesco)                          ogni fase del calcolo dell’ammenda a svantaggio della ricorren-
                                                                               te. Inoltre la convenuta avrebbe, tra l’altro, sottovalutato
                                                                               l’importanza della cooperazione della ricorrente.
Il 2 ottobre 2001 la SGL Carbon AG, con sede in Wiesbaden
(Germania), rappresentata dagli avv.ti M. Klausmann, F. Wie-                   (1) GU C 9 del 14.1.1998, pag. 3
mer e C. Canenbley ha proposto, dinanzi al Tribunale di                        (2) GU C 207 del 18.7.1996, pag. 4
primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro la
Commissione delle Comunità europee.
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
—     annullare la decisione 18 luglio 2001, C(2001) 1986 def.;                Ricorso della Rica Foods (Free Zone) N.V. contro la
                                                                               Commissione delle Comunità europee, presentato il
—     in subordine, ridurre in modo ragionevole l’ammenda                                               3 ottobre 2001
      inflitta alla ricorrente con la decisione impugnata;
                                                                                                       (Causa T-242/01)
—     condannare la convenuta alle spese.
                                                                                                         (2002/C 3/60)
Motivi e principali argomenti                                                                     (Lingua processuale: l’olandese)
La ricorrente fabbrica vari prodotti carbonieri ed in grafite, tra
cui anche elettrodi di grafite. Nell’ambito di un’inchiesta ai                 Il 3 ottobre 2001 la Rica Foods (Free Zone) N.V., con sede
sensi dell’art. 11 del regolamento n. 17/62, concernente                       sociale in Oranjestad (Aruba), rappresentata dall’avv. G. van
presunte intese restrittive della concorrenza, intercorse tra                  der Wal, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha presentato
imprese e aventi ad oggetto il mercato degli elettrodi di grafite,             dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità un ricorso
la ricorrente dichiarava alla Commissione la sua disponibilità                 contro la Commissione delle Comunità europee.