CELEX: 62011TN0188
Language: it
Date: 2011-04-01 00:00:00
Title: Causa T-188/11: Ricorso proposto il 1 °aprile 2011 — Chiboub/Consiglio

14.5.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 145/38
            
         Ricorso proposto il 1o aprile 2011 — Chiboub/Consiglio
   (Causa T-188/11)
   2011/C 145/64
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Mohamed Slim Ben Mohamed Hassen Ben Salah Chiboub (Abu Dabi, Emirati arabi uniti) (rappresentante: G. Perrot, avocat)
   
      Convenuto: Consiglio dell’Unione europea.
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione del Consiglio 31 gennaio 2011, 2011/72/PESC, nei limiti in cui essa arreca pregiudizio al sig. CHIBOUB;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione di esecuzione del Consiglio 4 febbraio 2011, 2011/79/PESC, emanata in base alla decisione del Consiglio 31 gennaio 2011, 2011/72/PESC, nei limiti in cui essa arreca pregiudizio al sig. CHIBOUB;
            
         
               —
            
            
               annullare il regolamento (UE) del Consiglio 4 febbraio 2011, n. 101/2011, emanato in base alla decisione del Consiglio 31 gennaio 2011, 2011/72/PESC, nei limiti in cui arreca pregiudizio al sig. CHIBOUB;
            
         
               —
            
            
               dichiarare pertanto che il Consiglio è tenuto a sopportare le spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduce tre motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo, vertente su una violazione dei diritti fondamentali e segnatamente dei diritti della difesa, in quanto la decisione 2011/72/PESC impone sanzioni e cagiona un danno considerevole al ricorrente, senza che questi sia stato sentito preliminarmente e senza addirittura che abbia potuto successivamente esprimere utilmente il proprio punto di vista.
            
         
               2)
            
            
               Secondo motivo, vertente su una violazione dell'obbligo di motivazione, del diritto ad una tutela giurisdizionale e effettiva e della presunzione di innocenza, in quanto il ricorrente sarebbe stato inserito nell'elenco controverso senza alcuna audizione preliminare e senza indicazione dei motivi di fatto e di diritto che hanno giustificato tale inclusione.
            
         
               3)
            
            
               Terzo motivo, vertente su un errore manifesto di valutazione, in quanto il ricorrente non poteva essere accusato di sviamento di capitali ai fini del riciclaggio di denaro, poiché tali capitali provenivano dalla FIFA dalla quale il ricorrente sarebbe stato remunerato dal 2006 al 2010 nell’ambito di diversi contratti.