CELEX: C2000/006/56
Language: it
Date: 2000-01-08 00:00:00
Title: Causa T-239/99: Ricorso del signor J.J.L. Alofs, operante con il nome commerciale Auto Service Center Alofs, contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 18 ottobre 1999

8.1.2000                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              C 6/31
Inoltre, la Commissione sarebbe venuta meno al suo obbligo                Ricorso del signor P.C.P. van Oppen-Veger, operante con
di chiarire i fatti in modo neutrale e non prevenuto, in quanto           il nome commerciale Service station v/h J.P. Veger, contro
avrebbe favorito il BdB a discapito di altre parti ed esposto i           la Commissione delle Comunità europee, proposto il
fatti in modo tendenzioso. La decisione violerebbe l’obbligo di                                    15 ottobre 1999
motivazione di cui all ’art. 253 CE. Una parte centrale della
decisione, la determinazione della «retribuzione adeguata» nella                                   (Causa T-238/99)
misura del 12 % al netto d’imposta, non sarebbe comprensibile
ed i fondamenti del calcolo non sarebbero riconoscibili. Inoltre
la Commissione non distinguerebbe tra gli indici di rendite da                                       (2000/C 6/55)
capitale proprio («Return on Equity», RoE) e quelli di rendite
da investimenti («Return on Investment», RoI) e confonderebbe
i tassi di rendita al netto d’imposta con quelli al lordo                                    (Lingua processuale: l’olandese)
d’imposta. Il rinvio alla decisione «Crédit Lyonnais» come
punto di partenza per i tassi di rendita considerati non                  Il 15 ottobre 1999 il signor P.C.P. van Oppen-Veger, operante
soddisferebbe il requisito di motivazione. La Commissione                 con il nome commerciale Service station v/h J.P. Veger,
non avrebbe infine preso in considerazione argomenti essen-               residente a Maria Hoop (Paesi Bassi), con l’avv. J.P.M. Brouwers,
ziali della Repubblica federale di Germania.                              con studio in Meerssen, ha proposto dinanzi al Tribunale di
                                                                          primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
                                                                          Commissione delle Comunità europee.
La Commissione avrebbe posto a fondamento della sua                       Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
decisione un approccio fondamentalmente errato, in quanto
avrebbe applicato per la prima volta il parametro di una                  a) dichiarare nulla, quanto meno parzialmente, la decisione
«redditività media», intesa come aspettativa minima di rendita,                della Commissione 20 luglio 1999 [C(1999)2539 def] (1),
all’apporto di capitali da parte della mano pubblica ad                        in merito agli aiuti di Stato concessi dai Paesi Bassi a favore
un’impresa pubblica redditizia e produttiva. Avrebbe in questo                 di 633 distributori di benzina olandesi situati nelle regioni
modo oltrepassato le proprie competenze in materia di                          di confine con la Germania;
controlli degli aiuti di Stato. L’art. 295 CE tutelerebbe l’attività
imprenditoriale pubblica e limiterebbe cosı̀, tra l’altro, la             b) condannare la Commissione alle spese.
competenza della Commissione relativamente all’applicazione
dell’art. 87, n. 1, CE. L’azione imprenditoriale dello Stato
escluderebbe, nel caso di imprese redditizie, la presenza di              Motivi e principali argomenti
«aiuti concessi ... mediante risorse statali» ai sensi dell’art. 87,
n. 1, CE. Estendendo in modo eccessivo la nozione di aiuto di             I motivi e i principali argomenti sono identici a quelli dedotti
Stato, la Commissione applicherebbe erroneamente il parame-               nella causa T-210/99.
tro del fornitore di capitali che agisce secondo le regole del
mercato alle forniture di capitali nei confronti di imprese
redditizie e produttive. Alla mano pubblica in veste di investito-        (1) GU L 280 del 30.10.1999, pag. 87.
re spetterebbe un margine di valutazione più ampio nel caso
di forniture di capitali a imprese redditizie e produttive.
A torto la Commissione esigerebbe una «redditività media»,
intesa come aspettativa minima di rendita, nel caso dell’appor-           Ricorso del signor J.J.L. Alofs, operante con il nome
to di capitali da parte della mano pubblica. In questo modo la            commerciale Auto Service Center Alofs, contro la Com-
Commissione non considererebbe la struttura e l’ambito                    missione delle Comunità europee, proposto il 18 ottobre
operativo particolari della WestLB nonché la finalità e la                                                1999
composizione giuridica del patrimonio della Wfa. Il patrimo-
nio della Wfa apportato non sarebbe paragonabile al capitale                                       (Causa T-239/99)
liberamente investibile, bensı̀ sarebbe assoggettato al fine
vincolante dell’incentivazione della costruzione di abitazioni                                       (2000/C 6/56)
per il bene comune e non diretto alla realizzazione di utili.
Mediante l’integrazione della Wfa con la WestLB sarebbero
stati realizzati rilevanti effetti sinergici.
                                                                                             (Lingua processuale: l’olandese)
                                                                          Il 18 ottobre 1999 il signor J.J.L. Alofs, operante con il nome
                                                                          commerciale Auto Service Center Alofs, residente ad Arnhem
                                                                          (Paesi Bassi), con l’avv. S.C. Struycken-Veenhoff, con studio in
                                                                          Nimega, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle
                                                                          Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle
                                                                          Comunità europee.
 ---pagebreak--- C 6/32                  IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            8.1.2000
Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                                Motivi e principali argomenti
a) dichiarare nulli gli artt. 2 e 3 della decisione della
     Commissione 20 luglio 1999 [C(1999)2539 def.] (1), in
     merito agli aiuti di Stato concessi dai Paesi Bassi a favore            Il ricorrente invoca, in primo luogo, la violazione dei diritti
     di 633 distributori di benzina olandesi situati nelle regioni           della difesa, facendo valere:
     di confine con la Germania.
                                                                             a) la violazione dell’art. 7, terzo comma, dell’allegato IX dello
Motivi e principali argomenti                                                     Statuto dei funzionari, in quanto l’autorità preposta a
                                                                                  concludere i contratti (in prosieguo: l’«APCC») non ha
                                                                                  rispettato il termine prescritto da tale disposizione, senza
I motivi e i principali argomenti sono identici a quelli dedotti                  fornire alcuna spiegazione a giustificazione di tale ritardo.
nella causa T-210/99.
                                                                             b) La violazione delle norme di corretta amministrazione in
                                                                                  materia di gestione del personale, nella misura in cui
(1) GU L 280 del 30.10.1999, pag. 87.
                                                                                  — uno dei tre membri chiamati ad esercitare congiunta-
                                                                                       mente per delega i poteri di APCC delegata era parte
                                                                                       anche dell’APCC delegata che ha adottato una prima
                                                                                       sanzione disciplinare, poi ritirata, e non presentava
                                                                                       quindi le garanzie di obiettività e di imparzialità
                                                                                       richieste;
Ricorso del signor Antonio Pernice contro la Commis-
sione delle Comunità europee, proposto il 19 ottobre                              — la decisione impugnata è stata adottata senza che
                               1999                                                    l’APCC abbia avuto conoscenza né delle osservazioni
                                                                                       del ricorrente sul progetto di verbale dell’audizione
                         (Causa T-241/99)                                              tenutasi in applicazione dell’art. 7, terzo comma, del-
                                                                                       l’allegato IX dello Statuto, né dei motivi ed argomenti
                                                                                       della difesa illustrati sia dinanzi alla commissione di
                           (2000/C 6/57)                                               disciplina sia nel corso dell’audizione di cui sopra.
                   (Lingua processuale: il francese)                         c) La violazione dell’art. 2 dell’allegato IX dello Statuto,
                                                                                  nonché dell’art. 25 dello Statuto, in quanto le negligenze
                                                                                  fatte valere contro il ricorrente ai sensi dell’art. 11, primo
Il 19 ottobre 1999, il signor Antonio Pernice, residente a                        comma e 12 primo comma, dello Statuto non gli sono
Torre d’Isola, con gli avv.ti Jean-Noël Louis, Greta-Françoise                    state comunicate in tempo utile, cosa che gli ha impedito
Parmentier e Véronique Peere, del foro di Bruxelles, con                          di far valere i suoi mezzi difensivi.
domicilio eletto in Lussemburgo, presso la Société de Gestion
Fiduciaire, Immeuble «Um Piquet», 2-4, rue Beck, ha proposto
dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
                                                                             Il ricorrente sostiene anche che la decisione impugnata è
                                                                             viziata da un errore manifesto di valutazione, dal momento
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                              che la realtà dei fatti addebitata non è stata dimostrata o, per lo
                                                                             meno, la loro qualificazione è stata manifestamente esagerata
                                                                             tenuto conto delle circostanze. Egli ritiene, inoltre, che l’APCC
— annullare la decisione della Commissione 22 dicembre                       ha violato il principio di proporzionalità comminandogli una
     1998 con la quale veniva rescisso, a titolo di sanzione                 sanzione disciplinare sproporzionata rispetto alla gravità delle
     disciplinare, senza preavviso, e con effetto a partire dal              negligenze accertate a suo carico, negligenze che, per unanime
     1o gennaio 1999, il suo contratto di agente temporaneo,                 parere dei membri della commissione di disciplina, giustificano
                                                                             una sanzione lieve, ossia il biasimo.
— condannare la Commissione a versare al ricorrente la
     somma stimata ex aequo et bono in 250 000 euro come
     risarcimento del danno materiale e morale subito a causa
     delle succesive irregolarità commesse dall’istituzione,
— condannare la Commissione a le spese.