CELEX: 61961CJ0007
Language: it
Date: 1961-12-19 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 19 dicembre 1961. # Commissione della Comunità economica europea contro Repubblica italiana. # Causa 7-61.

Avis juridique important

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61961J0007

SENTENZA DELLA CORTE DEL 19 DICEMBRE 1961.  -  COMMISSIONE DELLA CEE CONTRO IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA.  -  CAUSA 7/61.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00635 edizione olandese pagina 00673 edizione tedesca pagina 00695 edizione italiana pagina 00621 edizione speciale inglese pagina 00317 edizione speciale danese pagina 00271 edizione speciale greca pagina 00637 edizione speciale portoghese pagina 00643 edizione speciale spagnola pagina 00105

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI - VIOLAZIONE DI UN OBBLIGO - ESAME DELLA CORTE - E' CIRCOSCRITTO ALL' INADEMPIENZA IN ATTO AL MOMENTO DEL DEPOSITO DEL RICORSO  ( TRATTATO CEE, ARTICOLI 169, 171 )  2 . OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI - VIOLAZIONE DI UN OBBLIGO - PARERE MOTIVATO DELLA COMMISSIONE AI SENSI DELL' ARTICOLO 169 DEL TRATTATO CEE - SUFFICIENTE MOTIVAZIONE  3 . RESTRIZIONI QUANTITATIVE FRA STATI MEMBRI - OBBLIGO DI " STANDSTILL " - CARATTERE ASSOLUTO  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 31 )  4 . PERIODO TRANSITORIO - MISURE DI SALVAGUARDIA AI SENSI DELL' ARTICOLO 226 DEL TRATTATO CEE - MODALITA PER L' AUTORIZZAZIONE  5 . PERIODO TRANSITORIO - MISURE DI SALVAGUARDIA AI SENSI DELL' ARTICOLO 226 DEL TRATTATO CEE - AZIONE UNILATERALE DI UNO STATO MEMBRO - DIVIETO  6 . RESTRIZIONI QUANTITATIVE FRA GLI STATI MEMBRI - SOPPRESSIONE - DEROGHE DI CUI L' ARTICOLO 36 E CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA DI CUI L' ARTICOLO 226 DEL TRATTATO CEE - DIFFERENZE ESSENZIALI  

Massima

1 . QUANDO VENGA PROPOSTO UN RICORSO AI SENSI DELL' ARTICOLO 169, 2 ) COMMA DEL TRATTATO CEE SPETTA ALLA CORTE DI DICHIARARE SE VI E STATA VIOLAZIONE SENZA BISOGNO DI ESAMINARE SE DOPO IL DEPOSITO DEL RICORSO LO STATO DI CUI TRATTASI ABBIA PRESO I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER PORRE FINE ALLA VIOLAZIONE .  2 . IL PARERE MOTIVATO DI CUI ALL' ARTICOLO 169 DEL TRATTATO CEE DEVE CONSIDERARSI SUFFICIENTEMENTE MOTIVATO QUANDO CONTENGA UNA ESPOSIZIONE COERENTE DELLE RAGIONI CHE HANNO INDOTTO LA COMMISSIONE AL CONVINCIMENTO CHE LO STATO INTERESSATO E VENUTO MENO AD UN OBBLIGO CHE GLI INCOMBE IN VIRTU DEL TRATTATO .  3 . L' OBBLIGO DI " STANDSTILL " PREVISTO ALL' ARTICOLO 31 DEL TRATTATO CEE E ASSOLUTO E NON COMPORTA ALCUNA ECCEZIONE, SIA PURE PARZIALE O TEMPORANEA .  4 . LE MISURE DI SALVAGUARDIA CONTEMPLATE NELL' ARTICOLO 226 POSSONO ESSERE AUTORIZZATE SOLO NELL' AMBITO DELLA SPECIALE PROCEDURA PREVISTA DA DETTO ARTICOLO, CIOE IN ESITO AD UNA DOMANDA FORMALE E NON EQUIVOCA DEL GOVERNO INTERESSATO, GIACCHE ESSE COSTITUISCONO MISURE DI ECCEZIONE RISPETTO ALLE NORME DEL TRATTATO E POSSONO TURBARE IL FUNZIONAMENTO DEL MERCATO COMUNE .  5 . GLI STATI MEMBRI NON POSSONO INVOCARE NE L' URGENZA NE LA GRAVITA DELLA SITUAZIONE PER ELUDERE LA PROCEDURA DELL' ARTICOLO 226 . DETTA PROCEDURA PEL SOLO FATTO DI ESSER STATA PREVISTA COME PROCEDURA D' URGENZA ESCLUDE QUALSIASI AZIONE UNILATERALE DEGLI STATI MEMBRI .  6 . L' ARTICOLO 226 DEL TRATTATO CEE, A DIFFERENZA DALL' ARTICOLO 36, CONTEMPLA LE IPOTESI DI NATURA NON ECONOMICA, CHE NON POSSONO PREGIUDICARE I PRINCIPI POSTI DAGLI ARTICOLI DA 30 A 34 . L' ARTICOLO 36 NON STABILISCE UNA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA GENERICA IN AGGIUNTA A QUELLA PREVISTA DALL' ARTICOLO 226 TALE DA CONSENTIRE AGLI STATI MEMBRI DI DEROGARE MEDIANTE AZIONI UNILATERALI ALLA PROCEDURA ED ALLE GARANZIE PREVISTE DA QUEST' ULTIMO ARTICOLO .  

Parti

NELLA CAUSA DELLA  COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO, AVV . GIANCARLO OLMI, IN QUALITA DI AGENTE,  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO IL DOTT . HENRI MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, PLACE DE METZ 2, RICORRENTE,  CONTRO  IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA,  RAPPRESENTATO DAL PROF . RICCARDO MONACO, CAPO DEL CONTENZIOSO DIPLOMATICO DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, IN QUALITA DI AGENTE ( SOSTITUITO PER LA DISCUSSIONE ORALE DAL DOTT . PAOLO MASSIMO ANTICI, CONSIGLIERE ALL' AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA ITALIANA A LUSSEMBURGO ), ASSITITO DALL' AVV . PIETRO PERONACI, SOSTITUTO AVVOCATO GENERALE DELLO STATO .  CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO LA SEDE DELL' AMBASCIATA D' ITALIA, RUE MARIE-ADELAIDE 5, CONVENUTO,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE PER OGGETTO :  - DI FAR DICHIARARE " CHE COL SOSPENDERE, AL DI FUORI DELLE PROCEDURE ISTITUITE PER L' APPLICAZIONE DELLE CLAUSOLE DI SALVAGUARDIA, LE IMPORTAZIONI DAGLI STATI MEMBRI DEI SEGUENTI PRODOTTI DI CUI ESSA HA CONSOLIDATO LA LIBERAZIONE IN CONFORMITA DELLE DISPOSIZIONI DELL' ARTICOLO 31, 2 ) COMMA, DEL TRATTATO CHE HA ISTITUITO LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA :  - SUINI VIVI NON DESTINATI ALLA MACELLAZIONE,  - LARDO E GRASSO DI MAIALE NON PRESSATO NE FUSO, FRESCO, REFRIGERATO, CONGELATO SALATO O IN SALAMOIA, SECCO O AFFUMICATO,  - STRUTTO ED ALTRI GRASSI DI MAIALE PRESSATI O FUSI,  - PROSCIUTTI COTTI,  LA REPUBBLICA ITALIANA HA VIOLATO UNA DELLE OBBLIGAZIONI CHE LE SONO IMPOSTE DAL TRATTATO CEE ",  

Motivazione della sentenza

A - SE SIA CESSATA LA MATERIA DEL CONTENDERE  DALLA CORRISPONDENZA SCAMBIATA TRA LE PARTI A DECORRERE DAL 1 ) MARZO 1961 E DEPOSITATA NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 18 NOVEMBRE 1961, EMERGE CHE IL GOVERNO ITALIANO SI E ALLA FINE CONFORMATO AL PUNTO DI VISTA DELLA COMMISSIONE ED HA ISTITUITO, CON DECORRENZA DAL 1 ) LUGLIO 1961, UN REGIME DI PREZZI MINIMI PER TALUNI DEI PRODOTTI IN CAUSA, MENTRE PER GLI ALTRI HA RISTABILITO LA LIBERTA COMPLETA D' IMPORTAZIONE .  LA CORTE DEVE QUINDI ACCERTARE SE LE CONCLUSIONI DELL' ISTANZA NON SIANO ATTUALMENTE DIVENUTE SENZA OGGETTO, NEL QUAL CASO NON VI SAREBBE LUOGO DI STATUIRE .  DAL TENORE DELL' ARTICOLO 171 DEL TRATTATO RISULTA CHE L' OGGETTO DEL RICORSO E QUELLO DI OTTENERE CHE LA CORTE RICONOSCA CHE UNO STATO MEMBRO HA MANCATO A UNO DEGLI OBBLIGHI AD ESSO INCOMBENTI IN VIRTU DEL TRATTATO . LA CORTE HA PERTANTO IL COMPITO DI DECIDERE SE TALE VIOLAZIONE SIA STATA COMMESSA, SENZA DOVER ESAMINARE SE, SUCCESSIVAMENTE ALLA PRESENTAZIONE DELL' ISTANZA, LO STATO DI CUI TRATTASI ABBIA PRESO I PROVVEDIMENTI NECESSARI PER PORRE FINE ALLA DETTA VIOLAZIONE .  E' BEN VERO CHE L' ARTICOLO 169, 2 ) COMMA, ATTRIBUISCE ALLA COMMISSIONE IL DIRITTO DI RIVOLGERSI ALLA CORTE SOLO SE LO STATO DI CUI TRATTASI NON SI CONFORMI AL PARERE NEL TERMINE FISSATO DALLA COMMISSIONE, TERMINE CHE PERMETTE QUINDI ALLO STATO INTERESSATO DI REGOLARIZZARE LA SUA POSIZIONE RISPETTO AL TRATTATO . SE PERO' ENTRO IL TERMINE PREFISSO LO STATO MEMBRO NON SI SIA CONFORMATO AL PARERE DELLA COMMISSIONE, QUESTA NON PUO' CERTO ESSERE PRIVATA DEL DIRITTO DI OTTENERE UNA PRONUNCIA DELLA CORTE SULLA VIOLAZIONE DEGLI OBBLIGHI DERIVANTI DAL TRATTATO . NELLA SPECIE, LA COMMISSIONE, PUR DANDO ATTO CHE IL GOVERNO ITALIANO SI E FINALMENTE - MA DOPO LA SCADENZA DEL TERMINE - CONFORMATO AI SUOI OBBLIGHI, CONTINUA AD AVERE UN INTERESSE A VEDERE ACCERTATO IN DIRITTO SE SIA STATA EFFETTIVAMENTE COMMESSA UNA VIOLAZIONE DEL TRATTATO .  NON PUO' QUINDI DICHIARARSI CESSATA LA MATERIA DEL CONTENDERE .  B - SULLA RICEVIBILITA  CONTRO LA RICEVIBILITA DEL RICORSO SONO STATE SOLLEVATE TRE ECCEZIONI :  A ) IN PRIMO LUOGO SI SOSTIENE CHE LA LETTERA DELLA COMMISSIONE DEL 21 DICEMBRE 1690 NON COSTITUISCE UN " PARERE MOTIVATO " AI SENSI DELL' ARTICOLO 169 DEL TRATTATO, IN QUANTO ESSA NON ESAMINAVA LA PERTINENZA DEGLI ARGOMENTI AVANZATI DAL GOVERNO ITALIANO SULL' ESISTENZA E SULLA GRAVITA DELLA CRISI CONCERNENTE IL MERCATO DEI SUINI E SULLA NECESSITA DELLE MISURE PROVVISORIE ADOTTATE PER PORVI RIMEDIO .  VA RITENUTO CHE IL PARERE DI CUI ALL' ARTICOLO 169 DEL TRATTATO DEVE CONSIDERARSI SUFFICIENTEMENTE MOTIVATO QUANDO CONTIENE, COME NELLA FATTISPECIE, UNA ESPOSIZIONE COERENTE DELLE RAGIONI CHE HANNO INDOTTO LA COMMISSIONE AL CONVINCIMENTO CHE LO STATO INTERESSATO HA MANCATO A UNO DEGLI OBBLIGHI CHE GLI INCOMBONO IN VIRTU DEL TRATTATO . LA LETTERA SOPRACITATA DEL 21 DICEMBRE 1960, PER QUANTO NON REDATTA IN DEBITA FORMA, RISPONDE A QUESTA ESIGENZA .  B ) IL CONVENUTO SOSTIENE, IN SECONDO LUOGO, CHE SUSSISTE UNA CONTRADDIZIONE TRA L' ATTEGGIAMENTO DELLA COMMISSIONE ALLA DATA DEL PARERE MOTIVATO ( 21 DICEMBRE 1960 ), ALLORCHE ESSA SI CONSIDERAVA IN CONDIZIONE DI POTER VALUTARE LA SITUAZIONE E DI EMETTERE UN PARERE MOTIVATO, E ALLA DATA DELLA SUA RISPOSTA ( 10 MARZO 1961 ) ALLA DOMANDA CONCERNENTE L' ADOZIONE DI MISURE DI SALVAGUARDIA, ALLORCHE ESSA AFFERMAVA DI ATTENDERE LE INFORMAZIONI NECESSARIE PER DECIDERE SU TALE DOMANDA .  VA OSSERVATO AL RIGUARDO CHE, MENTRE LA DOMANDA AI SENSI DELL' ARTICOLO 226 DEL TRATTATO RICHIEDE SIA UNA ISTRUTTORIA, SIA UN APPREZZAMENTO, SIA UNA DECISIONE, QUINDI LO SVOLGIMENTO DI UNA DETERMINATA PROCEDURA, IL PRIMO COMMA DELL' ARTICOLO 169 E INVECE APPLICABILE IN TUTTI I CASI IN CUI LA COMMISSIONE RITENGA, A TORTO O A RAGIONE, CHE UNO STATO MEMBRO E INADEMPIENTE RISPETTO A UNO DEGLI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DAL TRATTATO . NON SI PUO' QUINDI RAVVISARE ALCUNA CONTRADDIZIONE TRA L' ATTEGGIAMENTO DELLA COMMISSIONE AL MOMENTO IN CUI HA EMESSO IL PARERE MOTIVATO E IL SUO ATTEGGIAMENTO AL MOMENTO IN CUI HA RISPOSTO ALLA DOMANDA CONCERNENTE L' ADOZIONE DI MISURE DI SALVAGUARDIA .  C ) IN TERZO LUOGO, IL CONVENUTO SOSTIENE CHE IL RICORSO DI CUI ALL' ARTICOLO 169, 2 ) COMMA, E RICEVIBILE SOLO SE LO STATO IN CAUSA NON SI SIA CONFORMATO AL PARERE MOTIVATO, MENTRE ESSO VI SI SAREBBE EFFETTIVAMENTE CONFORMATO RIVOLGENDO ALLA COMMISSIONE, IL 5 GENNAIO 1961, PRIMA DELLA SCADENZA DEL TERMINE IMPARTITO, UNA DOMANDA CONCERNENTE L' ADOZIONE DI MISURE DI SALVAGUARDIA AI SENSI DELL' ARTICOLO 226 . PER CONFORMARSI AL PARERE MOTIVATO, TUTTAVIA, IL GOVERNO ITALIANO AVREBBE DOVUTO INIZIARE IN TEMPO UTILE LA PROCEDURA NECESSARIA PER PORRE FINE ALLE MISURE SOSPENSIVE DICHIARATE INCOMPATIBILI CON L' ARTICOLO 31 . LA PRESENTAZIONE DI UNA DOMANDA CONCERNENTE L' ADOZIONE DI MISURE DI SALVAGUARDIA HA TUTT' ALTRA PORTATA .  PER LE RAGIONI SOPRA ESPOSTE LE ECCEZIONI DI IRRICEVIBILITA DEDOTTE DAL CONVENUTO VANNO RESPINTE .  C - NEL MERITO  IL CONVENUTO, PURE NON CONTESTANDO IN MANIERA FORMALE CHE LA REINTRODUZIONE DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO DI MISURE RESTRITTIVE ALL' IMPORTAZIONE DI PRODOTTI LA CUI LIBERAZIONE ERA STATA CONSOLIDATA TRA GLI STATI MEMBRI E INCOMPATIBILE CON L' ARTICOLO 31 DEL TRATTATO, INVOCA TUTTAVIA VARI ARGOMENTI TENDENTI A SOSTENERE CHE CIO' NONOSTANTE, NELLE CONDIZIONI E CIRCOSTANZE IN CUI SI PRESENTA LA CONTROVERSIA, LA DETTA INOSSERVANZA DELL' ARTICOLO 31 NON COSTITUIREBBE DA PARTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA UN' INADEMPIENZA AGLI OBBLIGHI IMPOSTILE DAL TRATTATO :  A ) IL CONVENUTO, INVOCANDO ANZITUTTO IL CARATTERE PROVVISORIO DELLE MISURE ADOTTATE, AFFERMA CHE LA PROPRIA VOLONTA DI RISTABILIRE AL PIU PRESTO POSSIBILE LA LIBERTA DI IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI IN CAUSA E DIMOSTRATA DAL FATTO CHE LA DURATA DELLA VALIDITA DELLE MISURE DI SOSPENSIONE E STATA FISSATA A PIU RIPRESE E PER BREVI PERIODI .  VA PERO' RILEVATO A QUESTO PROPOSITO CHE L' OBBLIGO DI " STANDSTILL " PREVISTO DALL' ARTICOLO 31 E ASSOLUTO E NON COMPORTA ALCUNA ECCEZIONE, SIA PURE PARZIALE O TEMPORANEA, MENTRE L' INTERPRETAZIONE SOSTENUTA DAL CONVENUTO CONSENTIREBBE AZIONI UNILATERALI DEGLI STATI MEMBRI CHE SAREBBERO NETTAMENTE IN CONTRASTO CON L' OBIETTIVO PERSEGUITO DAL TRATTATO IN MATERIA DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .  L' ARGOMENTO FATTO VALERE DAL CONVENUTO VA QUINDI RESPINTO .  B ) IL CONVENUTO SOSTIENE IN SECONDO LUOGO CHE L' ARTICOLO 226, CONCERNENTE L' ADOZIONE DI MISURE DI SALVAGUARDIA, SAREBBE APPLICABILE NELLA SPECIE E CHE LA COMMISSIONE AVREBBE DOVUTO PRONUNCIARSI A TALE RIGUARDO, PUR NON AVENDO RICEVUTO NESSUN INVITO FORMALE IN TALE SENSO PRIMA DEL 5 GENNAIO 1961 .  VA PERO' RILEVATO CHE LE MISURE DI SALVAGUARDIA PREVISTE DALL' ARTICOLO 226, POSSONO ESSERE AUTORIZZATE SOLO NELL' AMBITO DELLA PROCEDURA SPECIALE PREVISTA DAL DETTO ARTICOLO, CIOE IN BASE AD UNA DOMANDA FORMALE E NON EQUIVOCA DEL GOVERNO INTERESSATO, GIACCHE ESSE COSTITUISCONO DELLE MISURE DI ECCEZIONE RISPETTO ALLE REGOLE DEL TRATTATO E POSSONO PERTURBARE IL FUNZIONAMENTO DEL MERCATO COMUNE . NELLA SPECIE, LA LETTERA DEL GOVERNO ITALIANO IN DATA 20 GIUGNO 1960 SI RIFERIVA SOLTANTO AI PROVVEDIMENTI ADOTTATI DA QUESTO GOVERNO, SENZA FARE LA MINIMA ALLUSIONE ALLE MISURE DI SALVAGUARDIA LA CUI ADOZIONE E SUBORDINATA ALL' AUTORIZZAZIONE DELLA COMMISSIONE . DI CONSEGUENZA QUESTA NON POTEVA PRONUNCIARSI SULLA DOMANDA CONCERNENTE L' ADOZIONE DI MISURE DI SALVAGUARDIA PRIMA DEL 5 GENNAIO 1961, QUANDO CIOE LE ERA STATA RIVOLTA UN' ESPRESSA DOMANDA IN TAL SENSO DA PARTE DEL CONVENUTO .  C ) IN TERZO LUOGO, IL CONVENUTO SOSTIENE CHE PER OVVIARE AI PREZZI ARTIFICIALMENTE BASSI ALLORA PREVALENTI NEL SETTORE DELLE CARNI SUINE, NON ESISTEVA ALTRO MEZZO CHE LA SOSPENSIONE PROVVISORIA DELLE IMPORTAZIONI, E CHE D' ALTRA PARTE I PRINCIPI GENERALI DI DIRITTO PUBBLICO AUTORIZZANO OGNI STATO, IN CASO DI URGENZA, AD ADOTTARE LE MISURE PROVVISORIE CHE SONO NECESSARIE PER PORRE RIMEDIO A DELLE GRAVI EVENIENZE .  OCCORRE PERALTRO RILEVARE CHE L' ARTICOLO 226 CONTIENE UNA DISPOSIZIONE FORMALE, LA QUALE PREVEDE UNA PROCEDURA D' URGENZA CHE PERMETTE DI PORTARE RIMEDIO, NEL PIU BREVE TERMINE, ALLE SITUAZIONI PIU GRAVI; E CHE IL FATTO STESSO CHE UNA PROCEDURA D' URGENZA SIA STATA PREVISTA ESCLUDE QUALSIASI AZIONE UNILATERALE DA PARTE DEGLI STATI MEMBRI . QUESTI NON POTREBBERO QUINDI INVOCARE NE L' URGENZA NE LA GRAVITA DELLA SITUAZIONE PER ELUDERE LA PROCEDURA DELL' ARTICOLO 226 .  NELLA SPECIE, TALE PROCEDURA E STATA INSTAURATA SOLO VARI MESI DOPO L' INIZIO DELLA FASE AMMINISTRATIVA DELLA CONTROVERSIA .  GLI ARGOMENTI TRATTI DALLA NECESSITA E DALL' URGENZA VANNO PERTANTO RESPINTI .  D ) IL CONVENUTO INVOCA INFINE L' ARTICOLO 36 DEL TRATTATO, IL QUALE AUTORIZZA, TRA L' ALTRO, I DIVIETI ALL' IMPORTAZIONE GIUSTIFICATI DA MOTIVI D' ORDINE PUBBLICO, E SOSTIENE CHE LA COMMISSIONE INVESTITA DELLA QUESTIONE AVREBBE DOVUTO ESAMINARE DI PROPRIA INIZIATIVA SE L' ARTICOLO 36 FOSSE APPLICABILE NELLA SPECIE .  A TALE PROPOSITO VA ANZITUTTO OSSERVATO CHE L' ARTICOLO 36, A DIFFERENZA DELL' ARTICOLO 226, CONTEMPLA DELLE IPOTESI DI NATURA NON ECONOMICA, CHE NON POSSONO PREGIUDICARE I PRINCIPI STABILITI DAGLI ARTICOLI 30 E 34, COME LO CONFERMA L' ULTIMA FRASE DELL' ARTICOLO SUDDETTO; E CHE SEGNATAMENTE L' ARTICOLO 36 NON STABILISCE UNA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA GENERICA IN AGGIUNTA A QUELLA PREVISTA DALL' ARTICOLO 226, TALE DA CONSENTIRE AGLI STATI MEMBRI DI DEROGARE MEDIANTE UN' AZIONE UNILATERALE ALLA PROCEDURA E ALLE GARANZIE PREVISTE DA QUESTO ULTIMO ARTICOLO .  INFINE, NIENTE A PRIORI POTEVA FAR SUPPORRE ALLA COMMISSIONE CHE LE RESTRIZIONI TEMPORANEE ALL' IMPORTAZIONE DECISE IMPROVVISAMENTE DAL GOVERNO ITALIANO POTESSERO GIUSTIFICARSI SULLA BASE DELL' ARTICOLO 36, DATO CHE TALE ARGOMENTO NON ERA STATO MAI MENZIONATO NEL CORSO DEI CONTATTI CHE HANNO PRECEDUTO LA FASE GIUDIZIARIA .  ANCHE QUESTA TESI VA PERTANTO RESPINTA .  PER TUTTE LE RAGIONI SOPRA ESPOSTE LA CORTE DICHIARA FONDATO IL RICORSO .  

Decisione relativa alle spese

AI TERMINI DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE VA CONDANNATA ALLE SPESE .  NELLA SPECIE, IL GOVERNO CONVENUTO E RIMASTO SOCCOMBENTE IN TUTTE LE SUE ECCEZIONI; LE SPESE QUINDI VANNO POSTE A SUO CARICO .  

Dispositivo

LA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA RICEVIBILE IL RICORSO E STATUISCE :  1 . IL GOVERNO ITALIANO, SOSPENDENDO PROVVISORIAMENTE LE IMPORTAZIONI DEI PRODOTTI DI CUI TRATTASI IN PROVENIENZA DAGLI ALTRI STATI MEMBRI, HA MANCATO ALL' OBBLIGO SANCITO DALL' ARTICOLO 31, COMMA 1 ), DEL TRATTATO .  2 . LA PARTE CONVENUTA VA CONDANNATA ALLE SPESE .