CELEX: C2003/083/21
Language: it
Date: 2003-04-05 00:00:00
Title: Causa C-59/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Genova — Sezione Lavoro —, con ordinanza 28 gennaio 2003, nella causa dinanzi ad esso pendente fra Mario Cigliola e a. e Ferrovie dello Stato SpA

C 83/12                 IT                      Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            5.4.2003
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                             Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Raad
                                                                        van State, con ordinanza 4 febbraio 2003, nella causa tra
                                                                                Y.G. Encheva e lo Staatssecretaris van Justicie
a)    constatare che la Repubblica italiana, non avendo adotta-
      to i provvedimenti che comporta l’esecuzione della
      sentenza pronunciata dalla Corte di giustizia delle Comu-                                   (Causa C-58/03)
      nità europee il 9 marzo 2000 nella causa C-386/98 ( 1), è
      venuta meno agli obblighi impostile dall’art. 228 CE,                                        (2003/C 83/20)
      paragrafo 1;
b)    comminare alla Repubblica italiana il pagamento di una
      penalità giornaliera di 238 950 Euro, a far data dalla            Con ordinanza 4 febbraio 2003, pervenuta nella cancelleria
      comunicazione della sentenza nella presente causa e fino          della Corte il 12 febbraio 2003, nella causa tra Y.G. Encheva e
      all’avvenuta esecuzione di quest’ultima;                          lo Staatssecretaris van Justicie, il Raad van State ha sottoposto
                                                                        alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti
                                                                        questioni pregiudiziali:
c)    condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
      spese processuali.                                                1)    Se l’art. 59, n. 1, dell’accordo europeo tra le Comunità
                                                                              europee e i loro Stati membri, da un lato, e la Bulgaria,
                                                                              dall’altro, debba essere interpretato nel senso che la detta
                                                                              disposizione osti a che venga respinta una domanda
                                                                              presentata nei Paesi Bassi per la concessione di un regolare
Motivi e principali argomenti                                                 permesso di soggiorno allo scopo di svolgere «lavoro
                                                                              autonomo» per il fatto che lo straniero interessato, che è
                                                                              cittadino della Bulgaria, non abbia richiesto per tale scopo
A norma dell’art. 228 CE, paragrafo 1, quando la Corte                        il rilascio di un’autorizzazione di soggiorno temporaneo
riconosce che uno Stato membro ha mancato ad uno degli                        nel suo detto paese o nel paese di stabile dimora, non
obblighi ad esso incombenti in virtù del trattato, tale Stato è               abbia ivi atteso la relativa decisione prima di fare ingresso
tenuto a prendere i provvedimenti che l’esecuzione della                      nei Paesi Bassi e non abbia così integrato la condizione
sentenza della Corte comporta.                                                posta dall’art. 3.71, primo comma, del Vb 2000.
                                                                        2)    Se ai fini della soluzione della questione sub 1), sia
                                                                              rilevante che lo straniero, a differenza di quanto era il
Nonostante le ripetute assicurazione del Governo italiano sul                 caso nella sentenza della Corte di giustizia delle Comunità
prossimo recepimento in diritto nazionale della direttiva                     europee 27 settembre 2001 nella causa C-257/99, già
93/104 (2), si deve constatare che l’Italia non ha ancora                     quando si era trasferito dalla Bulgaria nei Paesi Bassi
comunicato alla Commissione le misure nazionali di recepi-                    aveva l’intenzione di svolgere nei Paesi Bassi attività
mento della direttiva stessa. Occorre sottolineare che tale                   lavorativa autonoma e abbia omesso di chiedere in
comunicazione sarebbe dovuta pervenire, ai sensi dell’art. 18,                Bulgaria una siffatta autorizzazione, pur sussistendone la
paragrafo 1, lett. a) e c) della direttiva 93/104, al più tardi               possibilità.
entro il 23 novembre 1996.
Stando così le cose, la Commissione deve constatare che la
Repubblica italiana non ha adottato i provvedimenti necessari
a dare esecuzione alla sentenza della Corte C-386/98, del
9 marzo 2000, venendo così meno agli obblighi previsti dal              Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
predetto art. 228 CE.                                                   nale di Genova — Sezione Lavoro —, con ordinanza
                                                                        28 gennaio 2003, nella causa dinanzi ad esso pendente fra
                                                                                Mario Cigliola e a. e Ferrovie dello Stato SpA
Conformemente all’art. 228, n. 2, del Trattato CE, la Commis-
sione chiede che la Corte imponga alla Repubblica italiana                                        (Causa C-59/03)
una penale di Euro 238 950 per ogni giorno di ritardo
nell’esecuzione della sentenza della Corte relativa alla causa
C-386/98, a partire dal giorno in cui la Corte avrà emesso la                                      (2003/C 83/21)
Sua sentenza nella presente causa.
                                                                        Con ordinanza 28 gennaio 2003 pervenuta nella Cancelleria
( 1) GU C 149 del 27.5.2000, pag. 2.                                    della Corte di Giustizia delle Comunità europee il 13 febbraio
( 2) GU L 307 del 13.12.1993, pag. 18.                                  2003, nella causa Mario Cigliola contro Ferrovie dello Stato
                                                                        SpA, il Tribunale di Genova — Sezione Lavoro —, ha
                                                                        sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee la
                                                                        seguente questione pregiudiziale:
 ---pagebreak--- 5.4.2003                IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           C 83/13
se rientri nella nozione di aiuto incompatibile con il mercato           Ricorso proposto il 14 febbraio 2003 contro il Regno del
comune ai sensi dell’art. 87 del Trattato la normativa nazionale              Belgio dalla Commissione delle Comunità europee
(decreto-legge 10 settembre 1998 n. 324 non convertito ed
art. 43 comma 7 legge 23.12.1998 n. 448) che consenta ad
una impresa (Ferrovie dello Stato SpA) di risolvere il rapporto
di lavoro con i propri dipendenti, che abbiano maggiore                                           (Causa C-65/03)
anzianità rispetto agli altri, disponendo l’inapplicabilità della
normativa generale che consentirebbe la prosecuzione del
rapporto di lavoro e così determinando una situazione di fatto
                                                                                                   (2003/C 83/23)
in cui può realizzarsi, a favore dell’impresa, un risparmio in
termini di minore costo del lavoro (costo delle retribuzioni ed
oneri previdenziali) cui conseguirebbe, nell’immediato, un
aggravio per lo Stato sotto il profilo di un minore introito per
i minori versamenti contributivi nonché per il pagamento delle
pensioni ai lavoratori nei cui confronti si è risolto il rapporto
di lavoro.                                                               Il 14 febbraio 2003 la Commissione delle Comunità europee
                                                                         rappresentata dal sig. D. Martin, in qualità di agente, con
                                                                         domicilio eletto il Lussemburgo, ha presentato un ricorso
                                                                         dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee contro
                                                                         il Regno del Belgio.
Ricorso proposto il 14 febbraio 2003 contro il Regno dei
   Paesi Bassi dalla Commissione delle Comunità europee                  La Commissione delle Comunità europee conclude che la
                                                                         Corte voglia:
                         (Causa C-63/03)
                                                                         —     constatare che, non avendo adottato le misure necessarie
                          (2003/C 83/22)                                       per garantire che i titolari di diplomi di insegnamento
                                                                               superiore ottenuti negli altri Stati membri possano acce-
                                                                               dere all’insegnamento superiore organizzato dalla comu-
                                                                               nità francese del Belgio a pari condizioni dei titolari del
Il 14 febbraio 2003 la Commissione delle Comunità europee,                     CESS (diploma di insegnamento secondario superiore), il
rappresentata dal sig. W. Wils, membro del servizio giuridico                  Regno del Belgio è venuto meno agli obblighi ad esso
della Commissione delle Comunità europee, in qualità di                        incombenti ai sensi degli artt. 12, 149 e 150;
agente, ha presentato un ricorso dinanzi alla Corte di giustizia
delle Comunità europee contro il Regno dei Paesi Bassi.
                                                                         —     condannare il Regno del Belgio alle spese.
La Commissione delle Comunità europee conclude che la
Corte voglia:
1.    Dichiarare che, non avendo adottato le misure legislative,
      regolamentari e amministrative necessarie per conformar-           Motivi e principali argomenti
      si alla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
      13 ottobre 1998, 98/71/CE, sulla protezione giuridica
      dei disegni e dei modelli ( 1), o perlomeno non avendole
      comunicate alla Commissione, il Regno dei Paesi Bassi è
      venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza              Le autorità belghe di cui trattasi assoggettano i cittadini degli
      della direttiva.                                                   altri Stati membri, titolari di diplomi e certificati attestanti il
                                                                         compimento di studi secondari superiori effettuati in altri gli
2.    Condannare il Regno dei Paesi Bassi alle spese.                    Stati membri (ad eccezione del Lussemburgo) che desiderino
                                                                         ottenere l’accesso all’insegnamento superiore in Belgio, alla
                                                                         presentazione e al superamento di un esame di idoneità, a
                                                                         meno che essi non siano in grado di dimostrare, come
Motivi e principali argomenti                                            condizione complementare, che sono ammessi nel loro paese
                                                                         d’origine alla facoltà universitaria prescelta, senza esame di
                                                                         ammissione o altra forma di limitazione dell’accesso. La
Il termine per la trasposizione è scaduto il 28 ottobre 2001.            Commissione considera questa prassi discriminatoria e contra-
                                                                         ria agli articoli menzionati nelle conclusioni.
( 1) GU L 289, pag. 28.