CELEX: 
Language: it
Date: 2009-09-26 00:00:00
Title: 2009/633/CE,Euratom: Decisione del Parlamento europeo, del 23 aprile 2009 , sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia esecutiva per il programma di sanità pubblica per l’esercizio 2007#Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2007, sezione III — Commissione e agenzie esecutive

26.9.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               L 255/33
            
         
      DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   
   del 23 aprile 2009
   sul discarico per l’esecuzione del bilancio dell’Agenzia esecutiva per il programma di sanità pubblica per l’esercizio 2007
   (2009/633/CE, Euratom)
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   
               —
            
            
               visto il bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2007 (1),
            
         
               —
            
            
               visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee per l’esercizio finanziario 2007 — Volume I [SEC(2008) 2359 — C6-0415/2008] (2),
            
         
               —
            
            
               visti i conti annuali definitivi dell’Agenzia esecutiva per la sanità pubblica relativi all’esercizio 2007 (3),
            
         
               —
            
            
               viste le relazioni annuali della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul seguito dato alle decisioni di discarico 2006 [COM(2008) 629, COM(2008) 628] e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione a corredo di tali relazioni [SEC(2008) 2579, SEC(2008) 2580],
            
         
               —
            
            
               vista la comunicazione della Commissione dal titolo «Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2007» [COM(2008) 338],
            
         
               —
            
            
               visti la relazione annuale della Commissione all’autorità di discarico riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2007 [COM(2008) 499] e il documento di lavoro dei servizi della Commissione a corredo di tale relazione [SEC(2008) 2361],
            
         
               —
            
            
               vista la relazione della Commissione sulle risposte degli Stati membri alla relazione annuale della Corte dei conti sull’esercizio finanziario 2006 [COM(2008) 112],
            
         
               —
            
            
               visto il Libro verde sull’iniziativa europea per la trasparenza, adottato dalla Commissione il 3 maggio 2006 [COM(2006) 194],
            
         
               —
            
            
               visto il parere n. 2/2004 della Corte dei conti sul modello di audit unico (single audit) (e la proposta concernente un quadro di controllo interno comunitario) (4),
            
         
               —
            
            
               vista la comunicazione della Commissione su un percorso verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2005) 252],
            
         
               —
            
            
               visti il piano d’azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2006) 9], la relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e alla Corte dei conti sullo stato di avanzamento del piano d’azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2007) 86] e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna tale relazione [SEC(2007) 311],
            
         
               —
            
            
               vista la prima relazione semestrale sul percorso verso l’applicazione del piano d’azione della Commissione per un quadro di controllo interno integrato pubblicata il 19 luglio 2006 [SEC(2006) 1009] come richiesto dal Parlamento nella risoluzione che accompagna la decisione di discarico per l’esercizio 2004,
            
         
               —
            
            
               visto il parere n. 6/2007 della Corte dei conti sulle sintesi annuali degli Stati membri, le «dichiarazioni nazionali» degli Stati membri e i lavori di revisione contabile delle istituzioni nazionali di controllo relativi ai fondi comunitari (5),
            
         
               —
            
            
               visto il piano d’azione della Commissione per il rafforzamento della funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali [COM(2008) 97],
            
         
               —
            
            
               vista la comunicazione dei membri della Commissione Hübner e Špidla alla Commission, e in cui presentano una relazione interlocutoria sull’esecuzione del piano d’azione per il rafforzamento della funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali [SEC(2008) 2756] e il documento di lavoro dei suoi servizi a corredo di detta comunicazione [SEC(2008) 2755],
            
         
               —
            
            
               visti la relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e alla Corte dei conti sul piano d’azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2008) 110] e il documento di lavoro dei suoi servizi che accompagna tale relazione [SEC(2008) 259],
            
         
               —
            
            
               vista la relazione della Corte dei conti sui conti annuali dell’Agenzia esecutiva per il programma di sanità pubblica relativi all’esercizio 2007, corredata delle risposte dell’agenzia (6),
            
         
               —
            
            
               vista la dichiarazione attestante l’affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti in conformità dell’articolo 248 del trattato CE (7),
            
         
               —
            
            
               vista la comunicazione della Commissione del 16 dicembre 2008 su un’interpretazione comune del concetto di rischio di errore tollerabile [COM(2008) 866] e il documento di lavoro dei suoi servizi a corredo di tale comunicazione [SEC(2008)3054],
            
         
               —
            
            
               vista la raccomandazione del Consiglio del 10 febbraio 2009 sul discarico da dare alle agenzie esecutive per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2007 (5589/2009 — C6-0056/2009),
            
         
               —
            
            
               visti gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE e gli articoli 179 bis e 180 ter del trattato Euratom,
            
         
               —
            
            
               visti gli articoli 246 e successivi del trattato CE, relativi alla Corte dei conti,
            
         
               —
            
            
               viste le norme internazionali di revisione contabile e le norme contabili internazionali, in particolare quelle applicabili al settore pubblico,
            
         
               —
            
            
               visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (8), in particolare gli articoli 145, 146 e 147,
            
         
               —
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari (9), in particolare l’articolo 14, paragrafo 3,
            
         
               —
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1653/2004 della Commissione, del 21 settembre 2004, recante il regolamento finanziario tipo delle agenzie esecutive in applicazione del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate di alcuni compiti relativi alla gestione di programmi comunitari (10), in particolare l’articolo 66, primo e secondo comma,
            
         
               —
            
            
               vista la decisione 2004/858/CE della Commissione, del 15 dicembre 2004, che istituisce un’agenzia esecutiva denominata «Agenzia esecutiva per il programma di sanità pubblica», per la gestione dell’azione comunitaria nel settore della sanità pubblica, a norma del regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio (11),
            
         
               —
            
            
               visti l’articolo 70 e l’allegato V del suo regolamento,
            
         
               —
            
            
               visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A6-0168/2009),
            
         
               A.
            
            
               considerando che, a norma dell’articolo 274 del trattato CE, la Commissione cura l’esecuzione del bilancio sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della sana gestione finanziaria,
            
         
               1.
            
            
               concede il discarico al direttore dell’Agenzia esecutiva per il programma di sanità pubblica per l’esecuzione del bilancio dell’agenzia esecutiva per l’esercizio 2007;
            
         
               2.
            
            
               esprime le sue osservazioni nella risoluzione che costituisce parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2007, sezione III — Commissione e agenzie esecutive;
            
         
               3.
            
            
               incarica il suo presidente di trasmettere la presente decisione, la decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2007, sezione III — Commissione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante, al direttore dell’Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori (precedentemente Agenzia esecutiva per il programma di sanità pubblica), al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (serie L).
            
         
      
         
            Il presidente
         
         Hans-Gert PÖTTERING
         
      
      
         
            Il segretario generale
         
         Klaus WELLE
         
      
   
   
      (1)  GU L 77 del 16.3.2007.
   
      (2)  GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
   
      (3)  GU C 278 del 31.10.2008, pag. 81.
   
      (4)  GU C 107 del 30.4.2004, pag. 1.
   
      (5)  GU C 216 del 14.9.2007, pag. 3.
   
      (6)  GU C 311 del 5.12.2008, pag. 86.
   
      (7)  GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
   
      (8)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
   
      (9)  GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
   
      (10)  GU L 297 del 22.9.2004, pag. 6.
   
      (11)  GU L 369 del 16.12.2004, pag. 73.
   
      
         RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
      
      del 23 aprile 2009
      recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2007, sezione III — Commissione e agenzie esecutive
      IL PARLAMENTO EUROPEO,
      
                  —
               
               
                  visto il bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2007 (1),
               
            
                  —
               
               
                  visti i conti annuali definitivi delle Comunità europee per l’esercizio finanziario 2007 – Volume I [SEC(2008) 2359 – C6-0415/2008] (2),
               
            
                  —
               
               
                  viste le relazioni annuali della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sul seguito dato alle decisioni di discarico 2006 [COM(2008) 629, COM(2008) 628] e i documenti di lavoro dei servizi della Commissione a corredo di tali relazioni [SEC(2008) 2579, SEC(2008) 2580],
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione della Commissione dal titolo «Sintesi delle realizzazioni della Commissione in materia di gestione per il 2007» [COM(2008) 338],
               
            
                  —
               
               
                  visti la relazione annuale della Commissione all’autorità di discarico riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2007 [COM(2008) 499] e il documento di lavoro dei servizi della Commissione a corredo di tale relazione [SEC(2008)2361],
               
            
                  —
               
               
                  vista la relazione della Commissione sulle risposte degli Stati membri alla relazione annuale della Corte dei conti sull’esercizio finanziario 2006 [COM(2008) 112],
               
            
                  —
               
               
                  visto il Libro verde sull’iniziativa europea per la trasparenza, adottato dalla Commissione il 3 maggio 2006 [COM(2006) 194],
               
            
                  —
               
               
                  visto il parere n. 2/2004 della Corte dei conti sul modello di audit unico (single audit) (e la proposta concernente un quadro di controllo interno comunitario) (3),
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione della Commissione su un percorso verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2005) 252],
               
            
                  —
               
               
                  visti il piano d’azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2006) 9], la relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e alla Corte dei conti sullo stato di avanzamento del piano d’azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2007) 86] e il documento di lavoro dei servizi della Commissione che accompagna tale relazione [SEC(2007) 311],
               
            
                  —
               
               
                  vista la prima relazione semestrale sul percorso verso l’applicazione del piano d’azione della Commissione per un quadro di controllo interno integrato pubblicata il 19 luglio 2006 [SEC(2006) 1009] come richiesto dal Parlamento nella risoluzione che accompagna la decisione di discarico per l’esercizio 2004,
               
            
                  —
               
               
                  visto il parere n. 6/2007 della Corte dei conti sulle sintesi annuali degli Stati membri, le «dichiarazioni nazionali» degli Stati membri e i lavori di revisione contabile delle istituzioni nazionali di controllo relativi ai fondi comunitari (4),
               
            
                  —
               
               
                  visto il piano d’azione della Commissione per il rafforzamento della funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali [COM(2008) 97],
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione dei membri della Commissione Hübner e Špidla alla Commissione, in cui presentano una relazione interlocutoria sull’esecuzione del piano d’azione per il rafforzamento della funzione di supervisione della Commissione nel contesto della gestione condivisa delle azioni strutturali [SEC(2008) 2756] e il documento di lavoro dei suoi servizi a corredo di detta comunicazione [SEC(2008) 2755],
               
            
                  —
               
               
                  visti la relazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e alla Corte dei conti sul piano d’azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2008) 110] e il documento di lavoro dei suoi servizi che accompagna tale relazione [SEC(2008) 259],
               
            
                  —
               
               
                  viste la relazione annuale della Corte dei conti sull’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2007, accompagnata dalle risposte delle istituzioni (5), e le sue relazioni speciali,
               
            
                  —
               
               
                  vista la dichiarazione attestante l’affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell’articolo 248 del trattato CE (6),
               
            
                  —
               
               
                  vista la comunicazione della Commissione, del 16 dicembre 2008, su un’interpretazione comune del concetto di rischio di errore tollerabile [COM(2008) 866] e il documento di lavoro dei suoi servizi a corredo di tale comunicazione [SEC(2008)3054],
               
            
                  —
               
               
                  vista la raccomandazione del Consiglio, del 10 febbraio 2009, sul discarico da dare alla Commissione per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2007 (5587/2009 — C6-0055/2009),
               
            
                  —
               
               
                  vista la raccomandazione del Consiglio, del 10 febbraio 2009, sul discarico da dare alle agenzie esecutive per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2007 (5589/2009 — C6-0056/2009),
               
            
                  —
               
               
                  visti gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE e gli articoli 179 bis e 180 ter del trattato Euratom,
               
            
                  —
               
               
                  visti gli articoli 246 e successivi del trattato CE, relativi alla Corte dei conti,
               
            
                  —
               
               
                  viste le norme internazionali di revisione contabile e le norme contabili internazionali, in particolare quelle applicabili al settore pubblico,
               
            
                  —
               
               
                  vista la International Peer Review della Corte dei conti europea,
               
            
                  —
               
               
                  visto il regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 del Consiglio, del 29 febbraio 1968, che stabilisce lo statuto dei funzionari e il regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee (7), in particolare il titolo V, capitolo 3, concernente le pensioni e le indennità di invalidità, e l’allegato XII, che stabilisce le disposizioni di esecuzione dell’articolo 83 bis dello Statuto,
               
            
                  —
               
               
                  visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (8), in particolare gli articoli 145, 146 e 147,
               
            
                  —
               
               
                  visto il regolamento (CE) n. 58/2003 del Consiglio, del 19 dicembre 2002, che definisce lo statuto delle agenzie esecutive incaricate dello svolgimento di alcuni compiti relativi alla gestione dei programmi comunitari (9), in particolare l’articolo 14, paragrafi 2 e 3,
               
            
                  —
               
               
                  visti l’articolo 70 e l’allegato V del suo regolamento,
               
            
                  —
               
               
                  visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e i pareri delle altre commissioni interessate (A6-0168/2009),
               
            
                  A.
               
               
                  considerando che, a norma dell’articolo 274 del trattato CE, la Commissione cura l’esecuzione del bilancio sotto la propria responsabilità, in conformità del principio della buona gestione finanziaria, e in cooperazione con gli Stati membri,
               
            
                  B.
               
               
                  considerando che la Commissione deve fare tutto il possibile per sostenere pienamente le iniziative volte a migliorare la qualità della gestione finanziaria onde ottenere una dichiarazione di affidabilità (DAS) positiva da parte della Corte dei conti,
               
            
                  C.
               
               
                  considerando che l’articolo 184 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 prevede una revisione del regolamento finanziario ogni volta che si renda necessario e almeno ogni tre anni, e che tale periodo verrà a scadenza il 1o gennaio 2010; che lo stesso articolo stabilisce che il Parlamento può chiedere il ricorso alla procedura di concertazione,
               
            
                  D.
               
               
                  considerando che il potere politico delle Comunità europee sulle agenzie non esecutive, che è una condizione per l’inclusione dei conti di queste ultime nel perimetro di consolidamento dei conti delle Comunità europee, si amplia di anno in anno e che progressivamente si perde di vista il loro posto nell’organigramma politico delle strutture operative comunitarie,
               
            
                  E.
               
               
                  considerando che l’attuazione di talune politiche dell’Unione è caratterizzata dalla «gestione condivisa» del bilancio comunitario da parte della Commissione e degli Stati membri, nell’ambito della quale l’80 % circa delle spese comunitarie è amministrato dagli Stati membri,
               
            
                  F.
               
               
                  considerando che nella sua risoluzione del 24 aprile 2007 (10) sul discarico per l’esercizio 2005 ha ritenuto che ogni Stato membro debba essere in grado di assumersi le proprie responsabilità di gestione dei fondi UE ricevuti, tramite una dichiarazione unica di gestione nazionale oppure mediante più dichiarazioni entro un quadro nazionale,
               
            
                  G.
               
               
                  considerando che nella sua relazione annuale sull’esercizio 2007, la Corte dei conti ha sottolineato, in sede di valutazione dei progressi sull’attuazione di un quadro di controllo interno integrato, che «le spese dell’UE sono di natura tale per cui il rischio principale di errore si colloca a livello del beneficiario finale» (punto 1.47),
               
            
                  H.
               
               
                  considerando che la presentazione da parte degli Stati membri delle sintesi annuali delle revisioni contabili e delle dichiarazioni disponibili nel settore della gestione condivisa, a norma del punto 44 dell’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (11) (AII), dovrebbe essere un primo passo verso le dichiarazioni di gestioni nazionali e contribuire nettamente al miglioramento della gestione del bilancio comunitario al fine di conseguire l’obiettivo comune fondamentale di ottenere una DAS positiva per tutte le spese dell’Unione,
               
            
                  I.
               
               
                  considerando che il concetto di rischio di errore tollerabile è stato introdotto a livello dell’Unione dalla Corte dei conti nel suo parere n. 2/2004 sul modello di «controllo unico» (12) e che la Corte dei conti ha dichiarato che «qualsiasi sistema di controllo rappresenta un compromesso tra, da un lato, il costo dell’espletamento dei controlli secondo il livello di intensità definito e, dall'altro, i benefici che ne risultano. In ambito comunitario, i benefici equivalgono a ridurre il rischio di uno spreco di fondi e a limitare il rischio di errore a un livello tollerabile»,
               
            
                  J.
               
               
                  considerando che nella sua relazione annuale 2007 la Corte dei conti osserva che «il costo dei controlli è un aspetto importante sia per il bilancio comunitario che per gli Stati membri» e che «l’equilibrio tra il costo e il rischio residuo per i singoli settori di spesa è così importante da richiedere l’approvazione a livello politico (ovvero da parte delle autorità […] competenti per il discarico) a nome dei cittadini dell'Unione» [punti 1.52 b) e c)] e che al punto 2.42 c) raccomanda di compiere progressi nell’elaborazione ulteriore del concetto di rischio tollerabile,
               
            
                  K.
               
               
                  considerando che, al paragrafo 5 delle sue conclusioni, il Consiglio Ecofin dell’8 novembre 2005 ha ribadito la fondamentale importanza di introdurre un sistema di controllo interno integrato che semplifichi la legislazione applicabile ai controlli e ha chiesto «alla Commissione di valutare il costo dei controlli per settore di spesa»,
               
            
                  L.
               
               
                  considerando che la presidenza slovena del Consiglio nel giugno 2008 ha osservato che «in linea con le conclusioni del Consiglio del 2005, dovrebbe essere concluso un accordo tra il Parlamento europeo e il Consiglio in merito ai rischi residui che potrebbero essere tollerati nelle operazioni sottostanti, tenendo in conto il costo e i vantaggi dei controlli nel quadro delle differenti politiche e l’importo delle spese corrispondenti» (13),
               
            
                  M.
               
               
                  considerando tuttavia che se un dialogo tra il revisore contabile esterno (la Corte dei conti) e il rivisto (la Commissione) risulta necessario, è incontestabile che, in applicazione delle norme internazionali di revisione contabile che devono restare il quadro generale del controllo di bilancio, spetta al revisore contabile valutare i rischi sulla cui base si forma la sua valutazione della scelta delle procedure di controllo,
               
            
                  N.
               
               
                  considerando altresì che il costo dei controlli dipende ovviamente dal livello di errore tollerabile, ma anche dalla complessità dell’organizzazione dell’entità controllata e dalla qualità dei suoi controlli interni,
               
            
                  O.
               
               
                  considerando che in applicazione delle norme internazionali in materia di revisione contabile il revisore contabile esterno sceglie i metodi appropriati per selezionare gli elementi da controllare al fine di riunire gli elementi probanti idonei a conseguire gli obiettivi dei test di revisione contabile; considerando altresì che la scelta dei metodi dipende dalle circostanze, ma anche e soprattutto dal rischio di revisione contabile e dall’obiettivo dell’efficacia dei controlli; considerando infine che il revisore contabile esterno deve assicurare che i metodi utilizzati forniscano elementi probanti sufficienti e appropriati per conseguire gli obiettivi della verifica,
               
            
                  P.
               
               
                  considerando che, nella nuova generazione di programmi, la direzione generale dell’Istruzione e della cultura (DG EAC) ha armonizzato i programmi d’azione, introducendo in particolare un approccio unico in fatto di audit interno; che, in tale contesto, le dichiarazioni ex ante ed ex post compiute dagli Stati membri costituiscono nuovi elementi aggiuntivi nella vigilanza e nel controllo dei sistemi,
               
            
                  Q.
               
               
                  considerando che la procedura di discarico annuale permette al Parlamento di entrare in relazione diretta con i principali responsabili di detta gestione e, alla luce dei risultati dell’audit della Corte dei conti, di garantire ai cittadini un miglioramento della gestione delle spese dell’Unione, creando così la base per una decisione più solida,
               
            
                  R.
               
               
                  considerando che l’articolo 83 del regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 stabilisce che le pensioni sono a carico del bilancio e che gli Stati membri garantiscono collettivamente il pagamento di tali prestazioni in base al criterio di ripartizione fissato per il finanziamento di queste spese; considerando che il personale riversa al bilancio generale il 10,25 % del proprio stipendio a titolo di contributo al finanziamento del regime pensionistico,
               
            
                  S.
               
               
                  considerando che l’articolo 83 del regolamento (CEE, Euratom, CECA) n. 259/68 stabilisce che gli Stati membri devono garantire collettivamente le prestazioni pensionistiche, il che significa che tale garanzia potrebbe prendere effetto nel caso di inadempienza di uno o più Stati membri, ma non implica che le Comunità non possano vantare un credito nei confronti degli Stati membri che hanno sottoscritto tale impegno,
               
            
                  T.
               
               
                  considerando che il 2007 è stato il primo anno di attuazione dello strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo,
               
            
                  U.
               
               
                  considerando che il 2007 era l’Anno europeo delle pari opportunità per tutti, che ha rivolto un’attenzione speciale alle molteplici forme di discriminazione che spesso le donne devono affrontare,
               
            
                  V.
               
               
                  considerando che a causa delle persistenti disparità tra gli uomini e le donne l’utilizzo delle risorse di bilancio incide diversamente su ciascun sesso,
               
            
                  W.
               
               
                  considerando che il Consiglio, nel quadro della prossima procedura di bilancio, dovrebbe tenere in conto i risultati e le raccomandazioni del discarico 2007 e sostenere le proposte di riforma volte a rafforzare la responsabilità degli Stati membri al fine di porre rimedio definitivo ai problemi segnalati da anni dalla Corte dei conti,
               
            
                  X.
               
               
                  considerando che la Commissione, il Consiglio e il Parlamento, in cooperazione con la Corte dei conti, devono fissarsi come obiettivo comune quello di conseguire una DAS positiva,
               
            CONCLUSIONI PRINCIPALI
      
                  1.
               
               
                  si compiace degli ulteriori progressi compiuti dalla Commissione e da alcuni Stati membri verso un utilizzo più efficace dei fondi comunitari e la creazione del contesto per un controllo globale, che trovano riscontro nei miglioramenti della dichiarazione di affidabilità (DAS) della Corte dei conti;
               
            
                  2.
               
               
                  accoglie con favore i notevoli progressi sugli audit realizzate nella gestione del settimo programma quadro da parte dei servizi di ricerca della Commissione rispetto ai programmi quadro precedenti; ribadisce che la gestione dei fondi della politica agricola comune (PAC) ha registrato ulteriori miglioramenti, in particolare grazie al funzionamento del sistema integrato di gestione e di controllo (SIGC); esprime profondo rammarico per il fatto che nel 2007 la Grecia non avesse ancora ottemperato ai suoi obblighi di applicare l’SIGC;
               
            
                  3.
               
               
                  constata che il 2007 è stato il primo anno di conclusione dei programmi pluriennali 2000-2006 e che molti fondi sono stati recuperati;
               
            
                  4.
               
               
                  prende atto dei considerevoli miglioramenti realizzati nella gestione finanziaria della ricerca e dello sviluppo tecnologico (RST), in cui il tasso di errore è stato ridotto di oltre il 50 % in tre anni; invita la Commissione a proseguire i suoi sforzi di semplificazione, al fine di migliorare l’utilizzo dei programmi da parte del beneficiario finale;
               
            
                  5.
               
               
                  accoglie positivamente gli sforzi intrapresi dalla Commissione nel settore dei fondi destinati alla politica di coesione per l’attuazione del piano d’azione inteso a rafforzare il ruolo di supervisione della Commissione nell’ambito della gestione condivisa delle azioni strutturali, che è stato adottato nel contesto del discarico per l’esercizio 2006; auspica che i primi risultati di tale piano d’azione e degli sforzi di semplificazione figurino nella relazione annuale della Corte dei conti per il 2008;
               
            
                  6.
               
               
                  è tuttora preoccupato per la mancanza di capacità dell’Unione europea nella gestione delle crisi; ritiene che l’Unione europea stia perdendo orientamento politico, visibilità e responsabilità nell’utilizzare fondi fiduciari internazionali che avrebbero potuto essere gestiti dalla Commissione se quest’ultima avesse rispettato le relazioni sul discarico per gli esercizi 2005 e 2006 e avesse creato un proprio strumento post-crisi; è estremamente preoccupato per l’assenza di controllo sull’esecuzione dei fondi comunitari da parte di alcune agenzie delle nazioni Unite e per la riluttanza di tali agenzie a garantire un seguito per quanto riguarda i casi di frode concernenti i fondi comunitari;
               
            QUESTIONI ORIZZONTALI
      Dichiarazione di affidabilità
      
                  7.
               
               
                  prende atto dei miglioramenti realizzati nelle singole parti che compongono la DAS; deplora, tuttavia, che per il quattordicesimo anno consecutivo la DAS redatta dalla Corte dei conti nella sua relazione annuale 2007 comporti un parere con riserva sulla legalità e la regolarità delle operazioni sottostanti ai conti; osserva che la Corte dei conti ritiene che in numerosi settori di spesa (agricoltura e risorse naturali, coesione, ricerca, energia e trasporti, aiuti esterni, sviluppo e allargamento, istruzione e cittadinanza) i pagamenti sono ancora marcati in modo significativo da errori, anche se a gradi diversi;
               
            
                  8.
               
               
                  si compiace del fatto che, secondo la relazione della Corte dei conti, le entrate, le spese amministrative e quelle legate agli affari economici e finanziari e al Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) sono esenti di errori significativi;
               
            
                  9.
               
               
                  rileva che, specialmente a livello dei sistemi di controllo, la situazione migliora, anche se in modo insufficiente e troppo lento;
               
            Affidabilità dei conti
      
                  10.
               
               
                  si compiace della dichiarazione della Corte dei conti secondo cui i conti annuali delle Comunità europee presentano fedelmente, in tutti i loro aspetti significativi, la situazione finanziaria della Comunità europee al 31 dicembre 2007, nonché i risultati delle operazioni e i flussi di tesoreria per l’esercizio chiuso in detta data (capitolo 1, DAS, punto VII); invita tuttavia la Commissione a prestare la debita attenzione alle osservazioni formulate dalla Corte dei conti al fine di rendere i dati contabili di base più completi e accurati;
               
            
                  11.
               
               
                  ritiene anomalo che i conti annuali siano presentati con capitali propri negativi di 58 600 000 EUR e si chiede se gli importi da sollecitare presso gli Stati membri non dovrebbero figurare in credito, in quanto la prevista somma di 33 500 000 EUR a titolo di pensioni per il personale costituisce chiaramente un impegno; chiede ulteriori precisazioni per quanto concerne le note allegate sugli altri importi da sollecitare presso gli Stati membri per un totale di 27 900 000 EUR; prende atto delle spiegazioni fornite dal contabile della Commissione secondo cui le norme contabili internazionali applicabili al settore pubblico sono rispettate; propone che si prenda in considerazione la creazione di un Fondo pensioni comunitario al fine di esternalizzare questi impegni finanziari nei confronti del personale;
               
            
                  12.
               
               
                  mancano spiegazioni per il fatto che l’attivo ricevuto dalla Comunità europee e legato al programma GALILEO non sia ripreso nei conti annuali perché, secondo le relazioni della Corte dei conti, sono state firmate alla fine del 2007 le convenzioni tra l’Agenzia spaziale europea, l’impresa comune GALILEO e l’autorità di vigilanza del GNSS (global navigation satellite systems), istituita nel 2004 e incaricata di riprendere le attività dell’ex impresa comune GALILEO al 1o gennaio 2007; a tale riguardo invita la Commissione a presentare una proposta concernente i principali progetti europei (GALILEO e le TEN) che necessitano di finanziamenti che superano il quadro finanziario pluriennale e che essa non può pertanto controllare;
               
            
                  13.
               
               
                  chiede che sia studiata la possibilità di costituire, nei conti annuali, previsioni per manutenzioni straordinarie o grandi ricostruzioni del patrimonio immobiliare delle Comunità europee, data la mancanza di ammortamento degli edifici tramite cespiti specifici destinati a riprendere gli elementi principali di immobilizzazioni corporali che devono formare oggetto di sostituzione a intervalli regolari; ritiene che dette previsioni per manutenzioni straordinarie o grandi ricostruzioni dovrebbero essere addebitate a programmi pluriennali di manutenzione allo scopo di conservare gli immobili in buono stato di funzionamento senza prolungarne la durata di uso;
               
            
                  14.
               
               
                  chiede che sia accuratamente verificato che, in mancanza di legami patrimoniali, il livello del potere politico delle Comunità europee nelle agenzie inserite nel perimetro di consolidamento dei conti sia conforme ai requisiti fissati dalle regole contabili internazionali per il settore pubblico;
               
            
                  15.
               
               
                  manifesta la sua preoccupazione e i suoi dubbi circa la possibilità di nominare alti funzionari «fuori grado» — a meno che ciò non sia specificatamente previsto nell’organigramma — nell’ultimo scatto del grado AD16, e chiede alla Commissione di chiarire le possibilità previste dallo statuto dei funzionari alla luce di questa specifica posizione di bilancio;
               
            Legittimità e regolarità delle operazioni sottostanti
      
                  16.
               
               
                  rileva con compiacimento che i settori in cui la Commissione ha applicato appropriati sistemi di controllo e di sorveglianza (le entrate, gli impegni e i pagamenti relativi alle spese amministrative e di altro tipo, nonché agli affari economici e finanziari) sono esenti da errori significativi per quanto riguarda la legalità e la regolarità delle operazioni sottostanti (capitolo 1, DAS, punto IX);
               
            
                  17.
               
               
                  deplora tuttavia la circostanza che in settori molto importanti della gestione del bilancio comunitario (spese a titolo dell’agricoltura, escluso il FEAGA, la coesione, la ricerca, l’energia e i trasporti, le azioni esterne, l’istruzione e la cultura), la Corte dei conti rileva di nuovo che gli obblighi giuridici complicati o imprecisi, da un lato, comportano una serie rilevante di errori a livello del beneficiario finale e, dall’altro, condizionano l’efficacia parziale dei sistemi di sorveglianza e di controllo, e che detta complessità incide sull’impossibilità di avere una dichiarazione di affidabilità positiva da parte della Corte dei conti (capitolo 1, DAS, punti X e XI); chiede pertanto alla Commissione di procedere a un’analisi mirata a determinare l’ampiezza dei problemi e le soluzioni che si possono apportare; sottolinea pertanto la necessità di semplificare le norme e i regolamenti soggiacenti al fine di ottenere una DAS positiva;
               
            
                  18.
               
               
                  invita la Commissione a rafforzare ulteriormente la sorveglianza da essa esercitata sui controlli delegati agli Stati membri e a impartire loro orientamenti chiari sulle modalità per prevenire, identificare e rettificare gli errori e insiste presso di essa affinché, quando i sistemi di controllo degli Stati membri restano insufficienti, faccia tutto il possibile per esigere che gli Stati membri rispettino i loro obblighi e apportino i miglioramenti necessari, segnatamente mediante l’applicazione di sospensioni dei pagamenti e di rettifiche finanziarie;
               
            Gestione del bilancio — rettifiche finanziarie
      
                  19.
               
               
                  prende atto del fatto che la Corte dei conti constata che, rispetto all’inizio della programmazione precedente, l’utilizzazione degli stanziamenti di impegno è nettamente migliorata nel 2007, che è il primo esercizio annuale del nuovo periodo di programmazione 2007-2013;
               
            
                  20.
               
               
                  ritiene tuttavia che in materia di gestione condivisa o decentrata la Commissione debba applicare pienamente il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 e assumere la sua responsabilità finale nell’esecuzione del bilancio e sottolinea la necessità di procedere a rettifiche finanziarie non appena siano riscontate irregolarità non corrette dagli Stati membri, senza attendere la fine del ciclo pluriennale;
               
            Importi recuperati
      
                  21.
               
               
                  rileva con apprensione i problemi di recupero dei fondi comunitari erogati irregolarmente e la cattiva qualità dei dati forniti sui meccanismi di rettifica applicati a livello degli Stati membri in materia di politica di coesione, talvolta contradditori e incompleti, mentre in merito all’agricoltura la Corte dei conti esprime dubbi sull’affidabilità delle informazioni fornite (punti 3.26 e 5.44 della relazione annuale 2007);
               
            
                  22.
               
               
                  segnala altresì l’importanza delle decisioni e delle misure di rettifica finali al fine di escludere dal finanziamento comunitario le spese che non sono state effettuate in conformità della legislazione comunitaria e rinnova la sua richiesta di specificare la linea di bilancio esatta e l’anno al quale fanno riferimento i singoli importi recuperati, analogamente a quanto fatto nei settori dell’agricoltura e delle risorse naturali;
               
            
                  23.
               
               
                  chiede alla Commissione di procedere a un miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia dei sistemi di recupero pluriennali anche a livello degli Stati membri e al consolidamento dei dati sugli importi recuperati e le rettifiche finanziarie, in particolare nei settori coperti dai fondi strutturali, al fine di fornire cifre affidabili e comparabili tra i differenti settori politici e le modalità di gestione dei fondi; chiede alla Commissione di presentare una relazione al Parlamento nelle note ai conti annuali onde consentire una panoramica globale;
               
            
                  24.
               
               
                  vista la persistenza dei problemi legati agli importi recuperati, chiede una valutazione del sistema;
               
            Sospensione dei pagamenti
      
                  25.
               
               
                  sostiene appieno la Commissione nell’applicazione rigorosa della legislazione in materia di sospensione dei pagamenti ed esprime la propria soddisfazione per le azioni intraprese al fine di non trasferire alcun fondo nel caso in cui la Commissione non disponga di una garanzia assoluta in merito all’affidabilità dei sistemi di gestione e di controllo dello Stato membro destinatario dei fondi in questione;
               
            Sintesi annuali delle revisioni contabili, dichiarazioni disponibili nel settore della gestione condivisa e dichiarazioni nazionali di gestione
      
                  26.
               
               
                  si compiace per la disponibilità di sintesi annuali delle revisioni contabili trasmesse dagli Stati membri a partire dal 2008, nonché della valutazione e delle dichiarazioni presentate nelle relazioni annuali di attività (RAA) 2007 delle direzioni generali interessate dai fondi strutturali; invita la Commissione a intraprendere sforzi per garantire che queste sintesi annuali possano essere pubblicate assieme alla risposta della Commissione; è del parere che le sintesi annuali elaborate dagli Stati membri siano documenti pubblici e in quanto tali debbano essere trasmesse anche alla commissione competente del Parlamento nel corso della procedura di discarico;
               
            
                  27.
               
               
                  osserva con inquietudine che a causa della disparità rilevata a livello della loro presentazione e della mancanza di valore aggiunto, la Corte dei conti ritiene che dette sintesi annuali non costituiscano ancora una valutazione affidabile del funzionamento e dell’efficacia dei sistemi di controllo; si compiace a tale riguardo della nota di orientamento rivista della Commissione intesa a garantire un miglioramento della qualità delle sintesi annuali per il 2008; invita pertanto la Commissione a perfezionare ulteriormente gli orientamenti forniti agli Stati membri per l’elaborazione delle sintesi annuali; è del parere che la presentazione di sintesi annuali affidabili possa ridurre il numero di controlli in loco;
               
            
                  28.
               
               
                  a tale riguardo, invita la Commissione ad analizzare le sintesi ricevute nel 2009, allo scopo di ottimizzare il loro valore aggiunto dal punto di vista della garanzia del funzionamento dei sistemi di controllo interno impiegati dagli Stati membri; invita altresì la Commissione a includere un’analisi delle sintesi annuali trasmesse dagli Stati membri nella relazione annuale, a norma dell’articolo 86, paragrafo 4, del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, utilizzando quali parametri di riferimento le disposizioni dell’accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (AII);
               
            
                  29.
               
               
                  deplora che la Commissione non abbia dato seguito alla richiesta formulata nella risoluzione del 22 aprile 2008 sul discarico per l’esercizio 2006 (14) di elaborare e trasmettere al Parlamento e al Consiglio un documento specifico in cui si analizzano, sulla base delle sintesi annuali pervenute, i punti di forza e di debolezza dei sistemi nazionali di ogni singolo Stato membro in materia di amministrazione e controllo dei fondi comunitari nonché i risultati delle revisioni contabili effettuate; deplora altresì il fatto che a tutt’oggi non ha ancora ricevuto informazioni dettagliate da parte della Commissione sulla valutazione e l’analisi comparativa delle prime sintesi annuali presentate e ritiene di importanza fondamentale rendere conto della qualità di tali sintesi annuali volte ad assicurare la valorizzazione del processo, in particolare individuando i problemi comuni, le soluzioni possibili e le migliori prassi;
               
            
                  30.
               
               
                  invita la Commissione a presentare regolarmente detta valutazione qualitativa e quantitativa delle sintesi annuali nelle relazioni di attività e a mettere tale informazione a disposizione di tutte le parti interessate nonché del pubblico durante il processo di discarico; si attende di ricevere la prima di queste valutazioni entro il mese di settembre 2009 e chiede che, in aggiunta alla presentazione annuale ufficiale al Parlamento, tale analisi delle sintesi annuali venga trasmessa a tutte le commissioni parlamentari nazionali responsabili dei conti pubblici;
               
            
                  31.
               
               
                  invita la Commissione a effettuare, dopo tre anni, una valutazione esaustiva che analizzi il valore aggiunto delle sintesi annuali per una sana gestione finanziaria dei fondi comunitari negli Stati membri, nonché il grado di indipendenza dei controllori coinvolti;
               
            
                  32.
               
               
                  ritiene che le sintesi annuali che gli Stati membri devono redigere ogni anno con un ricapitolativo dei controlli dei conti e delle dichiarazioni disponibili, in applicazione del punto 44 dell’AII, dovrebbero costituire un primo passo verso l’instaurazione di dichiarazioni di gestione nazionali in tutti gli Stati membri; invita la Commissione a comunicare le azioni avviate in merito, tenendo conto delle precedenti risoluzioni sul discarico; esorta la Commissione a impegnarsi con urgenza prendendo tutti i provvedimenti necessari per aggiornare le sintesi annuali affinché queste abbiano la stessa valenza politica delle dichiarazioni di gestione nazionali; è del parere che la Commissione dovrebbe esercitare il suo potere di iniziativa legislativa per presentare una proposta di decisione del Consiglio volta a conferire alle dichiarazioni nazionali carattere obbligatorio;
               
            
                  33.
               
               
                  si compiace del fatto che taluni Stati membri (Regno Unito, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca) hanno assunto l’iniziativa di approvare l’adozione di una dichiarazione nazionale sulla gestione dei fondi comunitari, ma deplora il fatto che, nonostante tali iniziative, la maggior parte degli altri Stati membri si oppone all’introduzione di tale dichiarazione nazionale, come pure che Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Repubblica ceca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Portogallo non hanno ancora provveduto a sviluppare un efficace sistema di dichiarazioni nazionali;
               
            
                  34.
               
               
                  chiede, in applicazione dell’articolo 248, paragrafo 3, del trattato CE, che per il controllo della gestione condivisa sia accentuata la cooperazione tra le istituzioni di controllo nazionali e la Corte dei conti europea; propone che venga esaminata la possibilità che le istituzioni di controllo nazionali rilascino, in qualità di revisori contabili esterni indipendenti e nel rispetto delle norme internazionali di revisione contabile, attestati nazionali di audit sulla gestione dei fondi comunitari da consegnare ai governi degli Stati membri affinché vengano prodotti durante l’iter di discarico secondo una procedura interistituzionale ad hoc da introdurre;
               
            Sistemi di controllo
      Piano d’azione per un quadro di controllo interno integrato
      
                  35.
               
               
                  prende nota con soddisfazione dei progressi globali compiuti nella realizzazione del piano d’azione come pure del fatto che la maggioranza delle azioni sono state predisposte e che la maggior parte delle lacune elencate nel piano d’azione sia stata colmata;
               
            
                  36.
               
               
                  manifesta preoccupazione quanto alla critica ribadita dalla Corte dei conti sulla qualità insufficiente dei controlli negli Stati membri; nota con preoccupazione le denunce dei beneficiari e delle istanze di controllo nazionali sul numero dei controlli e sulle spese;
               
            
                  37.
               
               
                  nota altresì con inquietudine la critica dei beneficiari sul numero di manuali, guide, documenti di lavoro e norme di partecipazione applicabili alle sovvenzioni; chiede la consolidazione di tali documenti e una discussione con il Parlamento per semplificare le norme di attuazione;
               
            
                  38.
               
               
                  ribadisce che i sistemi di controllo rispecchiano la complessità dei regolamenti e delle norme ai vari livelli, che a volte si sovrappongono; sollecita quindi la Commissione ad accelerare l’esercizio di semplificazione con il pieno coinvolgimento del Parlamento; chiede agli Stati membri e alle regioni di profondere i medesimi sforzi;
               
            
                  39.
               
               
                  chiede alla Commissione di rivedere le condizioni per l’utilizzazione del metodo forfettario per ottenere maggiore affidabilità a favore dei beneficiari; ritiene inaccettabile rimettere in discussione a posteriori la scelta dei forfait;
               
            
                  40.
               
               
                  deplora che l’azione n. 4 del piano d’azione per un quadro di controllo interno integrato relativa al varo di un’iniziativa interistituzionale sui principi di base da prendere in considerazione per quanto riguarda i rischi tollerabili nelle operazioni sottostanti venga attivata tardivamente;
               
            
                  41.
               
               
                  ricorda altresì l'importanza, in tale contesto, dell’azione n. 10 del piano d’azione di cui sopra, che mira a realizzare un'«analisi del costo dei controlli» in quanto «è necessario raggiungere un equilibrio appropriato tra i costi e i benefici dei controlli»;
               
            
                  42.
               
               
                  si attende altresì che le relazioni di attività annuali delle direzioni generali contengano nuovamente informazioni sulla qualità dei controlli negli Stati membri e sul miglioramento della stessa e chiede una classificazione di tutte le agenzie di pagamento e degli organismi di certificazione a cura della Commissione;
               
            
                  43.
               
               
                  chiede alla Commissione di presentare regolarmente una valutazione del sistema di controllo interno integrato e chiede che le relazioni annuali di attività e la relazione di sintesi coprano ancor meglio i sistemi dei servizi della Commissione e degli Stati membri per quanto riguarda la gestione condivisa, soprattutto sotto il profilo della qualità tecnica e delle considerazioni etiche per quanto riguarda, ad esempio, il livello di indipendenza delle autorità di audit nazionali;
               
            
                  44.
               
               
                  chiede alla Commissione di realizzare una valutazione più completa ed esaustiva del costo delle risorse destinate ai sistemi di controllo per settore di spesa, e ciò per tutti i settori di spesa dell'Unione, come richiesto dal Parlamento nelle sue risoluzioni sul discarico degli anni precedenti e in virtù del concetto «ottenere risultati»;
               
            
                  45.
               
               
                  chiede anche alla Commissione, sulla base delle sintesi annuali ricevute, di analizzare i punti forti e i punti deboli dei sistemi nazionali di ciascuno Stato membro in materia di amministrazione e di controllo dei fondi comunitari, analisi corredata di una stima dei costi dei sistemi nazionali di controllo dei fondi comunitari; rammenta alla Commissione l’impegno assunto verso il miglioramento della qualità delle sintesi annuali degli Stati membri al fine di renderle strumenti utili per ridurre l’incidenza degli errori negli anni a venire e le chiede di tener fede a detti impegni;
               
            
                  46.
               
               
                  ritiene che tale analisi comparativa dovrebbe essere trasmessa al Parlamento, al Consiglio e alla Corte dei conti alla fine del 2009-inizi del 2010 e servire da base a un dialogo interistituzionale sul rischio di errore tollerabile;
               
            
                  47.
               
               
                  nota che, se il «livello di rischio tollerabile» è un concetto fondamentale nell’ambito del controllo interno integrato che la Corte dei conti deve prendere in considerazione al momento di rilasciare la sua DAS, secondo il parere n. 4/2006 della Corte dei conti sul progetto di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 (15), resta ancora da definire il modo in cui tale livello di rischio tollerabile va determinato;
               
            Rischio di errore tollerabile
      
                  48.
               
               
                  plaude alla comunicazione della Commissione del 16 dicembre 2008 su un’interpretazione comune del concetto di rischio di errore tollerabile come base metodologica solida per l’analisi economica del livello di rischio accettabile e si attende che la Commissione completi tale lavoro in sede di preparazione della sua proposta sul livello di rischio accettabile per settore finanziario; riconosce in tale contesto l’importanza di tale comunicazione come prima base di riflessione dal punto di vista strettamente economico sul «livello di rischio accettabile» per due settori di spesa dell’Unione, ossia i fondi strutturali e il FEADER; chiede tuttavia che il dialogo tra il revisore contabile esterno e il rivisto resti conforme alle norme internazionali di audit, secondo cui spetta al revisore contabile esterno valutare i rischi sulla base dei quali fonda il suo giudizio sulla scelta delle procedure di audit;
               
            
                  49.
               
               
                  deplora il fatto che la Commissione denuncia nella comunicazione summenzionata i problemi sussistenti per ottenere informazioni sufficientemente affidabili da parte degli Stati membri e ritiene che tale valutazione nuoccia all’immagine dell’Unione;
               
            
                  50.
               
               
                  ha dubbi sull’affidabilità dei dati forniti dagli Stati membri e chiede alla Commissione di raccogliere nuovi dati numerici e, con l’assistenza tecnica della Corte dei conti, di procedere a una loro analisi approfondita, una volta che gli effetti della normativa 2007-2013 saranno percettibili, e di trasmettere detta analisi al Parlamento e al Consiglio prima della fine del 2011;
               
            
                  51.
               
               
                  ritiene che la determinazione di un livello di rischio tollerabile sia molto importante e di grande complessità; reputa che il livello di rischio tollerabile dovrebbe essere strettamente legato a uno studio approfondito sull’equilibrio costo/efficacia dei sistemi di controllo della Commissione e degli Stati membri per ciascuno dei settori di spesa comunitaria;
               
            
                  52.
               
               
                  chiede alla Commissione, vista la necessità impellente di continuare ad analizzare i costi e i benefici delle procedure di controllo, di svolgere, con il sostegno tecnico della Corte dei conti, un’analisi approfondita nei settori della ricerca, delle relazioni esterne e degli oneri amministrativi e di presentare una relazione sui risultati di detta analisi prima della fine del 2010;
               
            
                  53.
               
               
                  ritiene che anche gli importi dei fondi europei perduti a causa di errori dovrebbero essere presi in considerazione in sede di determinazione del tasso di errore tollerabile;
               
            
                  54.
               
               
                  ritiene che si dovrebbe giungere a proposte concrete per quanto riguarda il miglioramento della gestione e del controllo delle spese comunitarie, vale a dire una certa armonizzazione di taluni aspetti, e propone che il Parlamento assegni alla Commissione, all’atto della prossima procedura di bilancio, le risorse necessarie per la realizzazione di uno studio;
               
            
                  55.
               
               
                  chiede che la Commissione presenti senza indugio le sue proposte intese a raggiungere l’obiettivo di una DAS positiva;
               
            Trasparenza
      
                  56.
               
               
                  ribadisce la decisione della Commissione di voler iniziare con un registro volontario per i lobbisti per poi valutare il sistema a distanza di un anno; è a conoscenza della base giuridica per un registro obbligatorio fornita dal trattato di Lisbona; rammenta che il registro attuale del Parlamento ha già carattere obbligatorio e che un eventuale registro comune sarebbe de facto obbligatorio, dato che la registrazione costituisce, in entrambi i casi, un prerequisito per l’accesso al Parlamento;
               
            
                  57.
               
               
                  si rammarica che non sia stato dato seguito al suo invito a elaborare un nuovo codice di condotta dei membri della Commissione volto a migliorare e definire più chiaramente la loro responsabilità politica individuale e collettiva e l’obbligo che tali membri hanno di rispondere delle rispettive decisioni e dell’attuazione delle politiche da parte dei rispettivi servizi;
               
            
                  58.
               
               
                  ribadisce che la Commissione ha la responsabilità di garantire la completezza, la facilità di ricerca e la comparabilità dei dati forniti sui beneficiari dei finanziamenti comunitari e si rammarica del mancato conseguimento di detto obiettivo;
               
            
                  59.
               
               
                  ricorda nuovamente l’importanza di una trasparenza e di una pubblicità complete per quanto concerne il personale dei gabinetti dei membri della Commissione non assunto conformemente allo statuto del personale;
               
            
                  60.
               
               
                  nota che la pubblicazione dei nominativi dei beneficiari dei fondi europei è obbligatoria a partire dall’esercizio finanziario 2007; deplora che il Parlamento non abbia una visione globale né della pubblicazione né delle generalità dei beneficiari e dei loro progetti; invita la Commissione a valutare l’utilità dei dati pubblicati dagli Stati membri alla luce degli obiettivi politici enunciati;
               
            
                  61.
               
               
                  si sorprende che la Commissione abbia offerto un contributo di 1 500 000 EUR per il centro fitness del Parlamento dai conti bancari fuori bilancio dell’ex Economat della Commissione [COM(2008) 692]; disapprova questo tentativo di ottenere il consenso del Parlamento a utilizzare fondi; ricorda il paragrafo 6 della sua succitata risoluzione del 24 aprile 2007 sul discarico per l’esercizio 2005, e i paragrafi 6 e 7 della sua risoluzione del 27 aprile 2006 sul discarico per l’esercizio finanziario 2004 (16); esorta la Commissione a inserire gli utili dei conti bancari fuori bilancio dell’ex Economat nel bilancio corrente prima di presentare proposte circa il loro utilizzo;
               
            
                  62.
               
               
                  ricorda alla Commissione che prima delle prossime elezioni europee dovrebbe essere disponibile una banca dati esaustiva e facilmente accessibile, contenente le informazioni su tutti i beneficiari finali dei finanziamenti comunitari e aperta al vasto pubblico;
               
            Regolamento finanziario
      
                  63.
               
               
                  nota con soddisfazione che la semplificazione avviata a seguito dell’ultima revisione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 ha mostrato gli effetti auspicati per gli appalti pubblici;
               
            
                  64.
               
               
                  nota tuttavia che le misure adottate per le sovvenzioni non hanno mostrato la loro efficacia se non parzialmente; chiede alla Commissione di presentare entro il 1o gennaio 2010 proposte per un regolamento finanziario rivisto e completamente consolidato contenente specifici capitoli sui singoli programmi di spesa e che tenga conto di tutti i requisiti che un beneficiario di un programma deve possedere per ogni singola fonte e contenente ulteriori semplificazioni in merito alla concessione e al controllo delle sovvenzioni; chiede, in applicazione dell’articolo 184 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, il ricorso alla procedura di consultazione durante la prossima revisione triennale del suddetto regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002;
               
            
                  65.
               
               
                  invita la Commissione ad avviare con grande tempestività le consultazioni con le altre istituzioni soggette al regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002;
               
            Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)
      
                  66.
               
               
                  constata con inquietudine le condizioni di lavoro dell’OLAF; chiede alla Commissione di assicurare all’OLAF un accesso immediato alle sue basi di dati in caso di bisogno connesso con un’inchiesta per permettere l’apertura e la gestione delle inchieste senza ritardi;
               
            
                  67.
               
               
                  chiede altresì di assicurare che i paesi terzi beneficiari offrano all’OLAF ogni assistenza richiesta in sede di controlli e verifiche in loco, nonché qualsiasi informazione pertinente sul seguito delle inchieste effettuate; chiede alla Commissione di assicurare che tutti i futuri contratti stipulati con autorità di paesi terzi offrano piena cooperazione all’OLAF;
               
            
                  68.
               
               
                  esprime grave preoccupazione circa il fatto che soltanto il 6,7 % delle raccomandazioni dell’OLAF relative a un seguito giudiziario ha effettivamente dato origine a procedimenti giudiziari; è consapevole che nel 2007 il 60 % delle indagini dell’OLAF ha prodotto raccomandazioni relative a un seguito giudiziario; ritiene intollerabile questa situazione che pregiudica lo Stato di diritto e la fiducia dei cittadini e da cui possono trarre beneficio soltanto i presunti frodatori; pertanto raccomanda vivamente alla Commissione di ricorrere a tutti i mezzi previsti dai trattati per garantire un’efficace cooperazione con le autorità nazionali nella lotta contro la frode a livello comunitario;
               
            
                  69.
               
               
                  osserva con preoccupazione che tra il 2006 e il 2008 soltanto 37 delle 222 indagini interne sono sfociate in procedimenti disciplinari e che, di queste 37 indagini, soltanto due hanno prodotto reali conseguenze, tre sono state sospese per mancanza di prove e le restanti 32, ossia l’87 %, devono ancora sortire un effetto; esorta la Commissione a impegnarsi nello svolgimento delle indagini disciplinari con lo stesso vigore delle indagini esterne per garantire che le indagini che non hanno ancora avuto un effettivo seguito disciplinare producano un effetto;
               
            
                  70.
               
               
                  esorta nuovamente la Commissione a creare un meccanismo di scambio di informazioni tra l’OLAF e gli Stati membri concernente il seguito dato alle indagini anti-frode nella Comunità; invita in particolare la Commissione a garantire che le autorità giudiziarie nazionali informino periodicamente l’OLAF, per mezzo di relazioni di avanzamento, circa il risultato delle azioni giudiziarie intraprese nella lotta contro la frode comunitaria, dopo la trasmissione dei dossier dell’OLAF;
               
            QUESTIONI SETTORIALI
      Risorse proprie
      
                  71.
               
               
                  rileva che, secondo le informazioni fornite dalla Commissione (cfr. risposta all’interrogazione scritta E-5221/08), nel periodo da settembre a ottobre 2008, per la prima volta, tutti i 27 Stati membri hanno incluso lo stanziamento dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) nei dati sui conti nazionali; secondo tali dati, l’aumento del reddito nazionale lordo (RNL) dei 27 Stati membri dell’Unione (UE-27) risultante dallo stanziamento dei FISIM è pari a 149 200 000 000 EUR per il 2007 (ossia 1,2 % del RNL dell’UE-27); in base a questo nuovo approccio statistico, quindi, il RNL aumenta di un importo sostanzialmente maggiore rispetto al volume del bilancio totale dell’Unione europea;
               
            
                  72.
               
               
                  richiama l’attenzione sul paragrafo 93 della risoluzione del 24 aprile 2007 sul discarico per l’esercizio 2005, dove ha sottolineato che i SIFIM stanziati saranno inclusi automaticamente nella futura decisione sulle risorse proprie per gli scopi dell’RNL/risorse proprie, dal momento che la Commissione non ha formulato alcuna riserva restrittiva in questo senso nella sua proposta di decisione del Consiglio [COM(2006) 99];
               
            
                  73.
               
               
                  osserva che, in fase di adozione della decisione 2007/436/CE, Euratom, del 7 giugno 2007, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee (17), sulla base della proposta della Commissione [COM(2006) 99], il Consiglio analogamente non ha formulato alcuna riserva restrittiva riguardo i SIFIM; si attende quindi che, una volta entrata in vigore la nuova decisione relativa alle risorse proprie con effetto retroattivo al 1o gennaio 2007, i dati sul RNL comprendenti i SIFIM siano utilizzati per calcolare le risorse proprie della Comunità e che, su tale base, saranno ricalcolati i pagamenti che gli Stati membri hanno effettuato e effettueranno;
               
            Agricoltura e risorse naturali
      
                  74.
               
               
                  nota con inquietudine che la Corte dei conti conclude che le operazioni sottostanti alle spese dichiarate per questo gruppo di politiche sono, nel loro insieme, inficiate da un numero significativo di errori quanto alla legittimità e regolarità (punti 5.12 e 5.13 della relazione annuale 2007) e prende nota altresì dei problemi constatati dalla Corte a livello di beneficiario finale e del fatto che circa il 20 % dei pagamenti controllati a tale livello sono ancora una volta risultati erronei; prende tuttavia atto della diminuzione dell’incidenza degli errori e del loro limitato impatto a livello finanziario (0,83 % delle spese interessate);
               
            
                  75.
               
               
                  concorda con la Corte dei conti nel riconoscere che la spesa per lo sviluppo rurale e, in particolare, la spesa per interventi a favore dell’agricoltura e dell’ambiente sono particolarmente suscettibili di una maggiore incidenza degli errori e che i controlli si sono nuovamente rivelati insufficienti a causa della complessità delle norme e dell’imprecisione delle definizioni in riferimento alle norme di ammissibilità in alcune normative nazionali, fattori che si ripercuotono negativamente sulla qualità dei controlli; sollecita la Commissione a semplificare e rinforzare le norme di controllo;
               
            
                  76.
               
               
                  constata tuttavia che la Corte dei conti conclude che il sistema integrato di gestione e di controllo continua a essere efficace per limitare il rischio di spese irregolari allorché è correttamente attuato e che i dati registrati sono esatti e affidabili per quanto riguarda i pagamenti a titolo del regime di pagamento unico basati sui diritti attribuiti (punti 5.20 e 5.21 della relazione annuale 2007);
               
            
                  77.
               
               
                  è tuttavia preoccupato per le critiche della Corte dei conti riguardo agli errori nell’interpretazione delle disposizioni regolamentari nonché per la constatazione che gli effetti cumulati di tutti questi errori su più anni sono considerevoli se non vengono corretti, e chiede alla Commissione di adottare al più presto misure adeguate, consistenti perlomeno in una semplificazione della politica e in sistemi di controllo più chiari e coerenti, per far sì che detti errori vengano corretti e informare il Parlamento entro la fine del 2009 sulle misure intraprese;
               
            
                  78.
               
               
                  ritiene inaccettabile l’esistenza di problemi nel sistema integrato di gestione e di controllo in Grecia, com’è stato ancora una volta constatato dalla Corte dei conti, e sostiene la Commissione nella sua intenzione annunciata davanti alla commissione parlamentare competente di applicare rigorosamente la legislazione vigente in materia di sospensione dei pagamenti qualora il governo greco non correggerà i problemi attuali entro i tempi annunciati; chiede la sospensione dei pagamenti qualora le autorità greche non siano in grado di provare che i problemi sono stati risolti entro il 31 dicembre 2009;
               
            
                  79.
               
               
                  constata con preoccupazione le gravi carenze rilevate dalla Corte dei conti nei sistemi di controllo di numerosi Stati membri per quanto concerne lo sviluppo rurale, a motivo del fatto che la legislazione nazionale definisce in modo impreciso talune condizioni di ammissibilità e che le norme sono spesso complesse, la qual cosa si ripercuote negativamente sulla qualità dei controlli;
               
            
                  80.
               
               
                  deplora in particolare il fatto che, per quanto riguarda la gestione e il controllo del regime del pagamento unico, la Corte dei conti denuncia in diversi «vecchi» Stati membri carenze che incidono sui sistemi di controllo in tale settore (Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Francia e Spagna, punto 5.26 della relazione annuale 2007), come pure numerose lacune sistemiche per quanto riguarda i controlli sull’ammissibilità degli aiuti cosiddetti per «superficie» in Grecia, Italia, Spagna, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi (cfr. allegati 5.1.1 e 5.1.2 della relazione annuale 2007); prende atto delle risposte della Commissione che contesta il modo in cui la Corte dei conti ha presentato la situazione;
               
            
                  81.
               
               
                  chiede con insistenza agli Stati membri di intensificare, in cooperazione con la Commissione, i loro controlli soprattutto per quanto riguarda il rispetto delle condizioni di ammissibilità da parte dei beneficiari; invita la Commissione a chiarire e semplificare quanto più possibile dette condizioni;
               
            
                  82.
               
               
                  deplora che le stesse limitazioni inerenti al sistema di liquidazione siano state ancora una volta constatate dalla Corte dei conti nel 2007, come ad esempio la retroattività e la pluriannualità della liquidazione di conformità e il fatto che alcuna correlazione valida può essere stabilita tra i recuperi e l’importo reale dei pagamenti irregolari (punto 5.47 della relazione annuale 2007);
               
            
                  83.
               
               
                  ritiene che, dopo più esercizi caratterizzati dalle medesime gravi critiche da parte della Corte dei conti riguardanti lo stesso problema, la Commissione deve proporre misure di riforma del sistema di modo che sia possibile stabilire legami chiari e validi tra i recuperi e l’importo reale dei pagamenti irregolari e garantire, per quanto possibile, che i costi delle correzioni finanziarie vengano assunti dai beneficiari finali e non dai contribuenti e che le correzioni forfettarie siano applicate negli Stati membri che non rispettano i loro obblighi;
               
            Sovvenzioni alla pesca
      
                  84.
               
               
                  accoglie favorevolmente la divulgazione da parte di Stati membri selezionati dei nomi dei beneficiari, dei nomi delle operazioni interessate e dei fondi pubblici (comunitari e nazionali) nonché i link alle fonti di informazione degli Stati membri riportati sul sito Internet della Commissione;
               
            
                  85.
               
               
                  sollecita tuttavia la Commissione a garantire che tutti gli Stati membri ottemperino ai requisiti di cui all’articolo 53, lettera b), e all’articolo 53 ter, paragrafo 2, lettera d), del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 nonché ai requisiti di cui all’articolo 31, paragrafo 2, lettera d), del regolamento (CE) n. 498/2007 (18);
               
            
                  86.
               
               
                  accoglie favorevolmente la proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca [COM(2008) 721], intesa a rendere legalmente possibile la sospensione o la riduzione dell’assistenza finanziaria a favore degli Stati membri in cui l’attuazione delle norme della politica comune della pesca (PCP) si rivela inadeguata;
               
            
                  87.
               
               
                  chiede, tuttavia, alla Commissione di proporre altresì che gli Stati membri in cui l’attuazione delle norme della PCP si rivela inadeguata non possano beneficiare degli accordi di partenariato nel settore della pesca;
               
            
                  88.
               
               
                  esorta la Commissione a introdurre una normativa comunitaria che escluda gli armatori condannati per violazioni gravi conformemente al regolamento (CE) n. 1447/1999 del Consiglio (19) dalla possibilità di ricevere aiuti comunitari nel quadro del Fondo europeo per la pesca e/o di beneficiare degli accordi di partenariato nel settore della pesca;
               
            
                  89.
               
               
                  chiede alla Commissione di garantire che gli aiuti comunitari non siano utilizzati ai fini della modernizzazione dei segmenti delle flotte caratterizzati da capacità eccedentarie;
               
            
                  90.
               
               
                  ricorda alla Commissione gli impegni da essa assunti nel quadro della strategia europea di sviluppo sostenibile, approvata dal Consiglio europeo di Göteborg nel giugno 2001 e rivista dal Consiglio europeo di Vienna nel giugno 2006, di eliminare le sovvenzioni che danneggiano l’ambiente e, entro il 2008, di presentare una tabella di marcia per la riforma di queste sovvenzioni, settore per settore, al fine di eliminarle;
               
            Coesione
      
                  91.
               
               
                  prende atto con grande inquietudine della stima della Corte dei conti secondo cui almeno l’11 % dell’importo totale rimborsato relativo a progetti rientranti nelle politiche strutturali non avrebbe dovuto essere rimborsato;
               
            
                  92.
               
               
                  nota che la Commissione non contesta tale percentuale dell’11 %;
               
            
                  93.
               
               
                  rileva che il numero di controlli effettuati dalla Corte dei conti risulta scarso a fronte dei pagamenti ai beneficiari finali (ad esempio, nel settore della politica di coesione la Corte dei conti ha controllato 180 rimborsi intermedi, secondo il punto 6.21 della relazione annuale 2007, sulle varie centinaia di migliaia di pagamenti effettuati ai beneficiari finali), ma osserva che tale metodologia di audit è in linea con le norme internazionali in materia, alla luce del parere contenuto nella relazione conseguente all’International Peer Review della Corte dei conti effettuata da un gruppo di revisori contabili esperti in materia finanziaria e di rendimento provenienti dagli istituti superiori di revisione contabile di Austria, Canada, Norvegia e Portogallo;
               
            
                  94.
               
               
                  pur apprezzando i miglioramenti nella valutazione globale del sistema di vigilanza e controllo nella relazione annuale della Corte dei conti, deplora il fatto che, nonostante gli sforzi continui profusi dalla Commissione, i sistemi di gestione e di controllo sia a livello di Stati membri sia a livello di supervisione della Commissione non sono ancora sufficientemente efficaci da limitare i rischi di errore; invita la Commissione a riferire al Parlamento nei primi mesi del 2010 in merito alle ulteriori azioni svolte nel 2009 e all’impatto iniziale delle azioni previste dal citato piano d’azione;
               
            
                  95.
               
               
                  rileva con grande preoccupazione che l’assorbimento dei fondi regionali e di coesione ha raggiunto livelli inaccettabilmente bassi ed esorta la Commissione a proseguire la procedura di revisione e a semplificare senza indugio la normativa esistente;
               
            
                  96.
               
               
                  ricorda altresì alla Commissione le raccomandazioni della Corte dei conti di sfruttare quanto più possibile e senza nuocere all’efficacia dei fondi stanziati le possibilità di semplificazione previste dalla regolamentazione applicabile alle spese e le chiede di avviare un esercizio di riflessione sulle nuove misure di semplificazione che potrebbero essere adottate, inclusa l’informatizzazione del sistema; si compiace a tal proposito del gruppo di lavoro «Semplificazione», istituito dalla Commissione e si attende che la Commissione avanzi proposte concrete per il periodo 2007-2013 ai fini di una semplificazione basata sui risultati dei lavori di tale gruppo di lavoro;
               
            
                  97.
               
               
                  chiede parimenti alla Commissione di fare una stima dell’impatto positivo della politica di coesione per Stato membro e di presentargli una relazione sul valore aggiunto di tale politica a livello dell’Unione;
               
            
                  98.
               
               
                  nota con inquietudine che nel Fondo europeo di sviluppo regionale degli anni 2000-2006 il 95,47 % delle correzioni finanziarie riguardavano Spagna (59,07 %), Italia (31,97 %) e Regno Unito (4,43 %); nota che 22 Stati membri sono responsabili del 4,53 % delle correzioni finanziarie; chiede alla Commissione di adeguare le sue rivendicazioni di controllo secondo la frequenza e la gravità degli errori negli Stati membri più interessati; chiede anche alla Commissione di informare della sua reazione di fronte a questi livelli elevati di errore nei tre Stati membri menzionati;
               
            
                  99.
               
               
                  nota con inquietudine che nel Fondo di coesione 2000-2006 il 95,92 % delle correzioni finanziarie riguardavano la Grecia (53,06 %) e la Spagna (42,86 %); nota che 23 Stati membri sono responsabili del 4,08 % delle correzioni finanziarie; chiede alla Commissione di adeguare le sue rivendicazioni di controllo secondo la frequenza e la gravità degli errori negli Stati membri più interessati; chiede anche alla Commissione di informarlo della sua reazione di fronte a questi livelli elevati di errore nei due Stati membri menzionati;
               
            
                  100.
               
               
                  nota con inquietudine che nel Fondo sociale 2000-2006 l’84,28 % delle correzioni finanziarie riguardavano la Spagna (37,86 %) e l’Italia (37,86 %); nota che 23 Stati membri sono responsabili del 15,72 % delle correzioni finanziarie;chiede alla Commissione di adeguare le sue rivendicazioni di controllo secondo la frequenza e la gravità degli errori negli Stati membri più interessati; chiede anche alla Commissione di informarlo della sua reazione di fronte a questi livelli elevati di errore nei due Stati membri menzionati;
               
            
                  101.
               
               
                  si compiace delle relazioni periodiche trimestrali che la Commissione ha trasmesso nell’intero 2008 sulle correzioni finanziarie derivanti dalla propria attività di audit o da quella della Corte dei conti; invita la Commissione a continuare ad applicare le correzioni finanziarie, in conformità del vigente regolamento, al fine di eliminare eventuali voci irregolari di spesa dichiarate in una fase precedente e a impiegare rigorose procedure di chiusura per i programmi del FESR, del Fondo di coesione e del FSE per il periodo 2000-2006 affinché, alla chiusura dei conti, tali voci di spesa siano state ampiamente eliminate; invita inoltre la Commissione a continuare a fornirgli informazioni dettagliate in merito alle correzioni finanziarie applicate e, una volta avviato il procedimento di chiusura, a fornire una stima del tasso di errore residuo nei programmi così conclusi;
               
            
                  102.
               
               
                  chiede che la Commissione continui a individuare nelle relazioni annuali di attività i problemi di controllo di gestione condivisa negli Stati membri, anche a livello di autorità di pagamento, affinché siano rilevate le carenze concrete di ciascuno Stato membro e per ogni programma e le riserve siano direttamente legate a tali problemi; chiede che essa elabori una classifica annuale degli Stati membri per ciascun fondo europeo e la trasmetta al Parlamento con il tasso di errore stabilito e chiede alla Corte dei conti di stabilire lo stesso elenco secondo le sue revisioni contabili;
               
            
                  103.
               
               
                  chiede alla Commissione, in quanto responsabile finale della sana gestione finanziaria dei fondi comunitari che, allorché uno Stato membro non apporti le garanzie richieste, le norme comunitarie in materia di sospensione dei pagamenti vengano rigorosamente applicate;
               
            
                  104.
               
               
                  osserva che la relazione della Corte dei conti per l’esercizio 2007 tuttora copre unicamente i progetti 2000-2006, dato che il 2007 ha rappresentato fondamentalmente una fase preparatoria per l’attuazione dei programmi 2007-2013; sottolinea, tuttavia, che non è ancora possibile valutare l’impatto delle nuove norme sancite per il periodo di programmazione 2007-2013, più semplici e rigorose rispetto a quelle in vigore fino al 2006;
               
            
                  105.
               
               
                  sottolinea che la politica di coesione continua a costituire una delle politiche principali dell’Unione e ne evidenzia il ruolo fondamentale nella risposta di quest’ultima alla crisi finanziaria e la posizione di rilievo nel piano di ripresa economica; accoglie pertanto con favore le azioni proposte dalla Commissione volte a facilitare e accelerare l’attuazione dei programmi di coesione;
               
            
                  106.
               
               
                  nota che tali procedure di semplificazione sono essenziali per alleviare gli oneri amministrativi a livello nazionale, regionale e locale; sottolinea peraltro l’importanza di assicurare che tali procedure contribuiscano a ridurre in futuro l’incidenza degli errori;
               
            
                  107.
               
               
                  approva la posizione dichiarata dalla Commissione in merito alle rettifiche finanziare, in particolare per quanto riguarda la possibilità di individuare e correggere le irregolarità con il sistema correttivo pluriennale; osserva che la Commissione verifica periodicamente i dati forniti dagli Stati membri in termini di completezza ed esattezza e che questi ultimi hanno conseguito progressi concreti nella fornitura di prove attendibili;
               
            
                  108.
               
               
                  prende atto del livello di errore rilevato dalla Corte dei conti e sottolinea la divergenza di interpretazione tra la Corte dei conti e la Commissione in merito all’importo che non avrebbe dovuto essere rimborsato (in particolare la divergenza di interpretazione sulle norme relative all’ammissibilità delle spese); sottolinea la necessità di un ulteriore chiarimento e chiede che sia armonizzata l’interpretazione delle norme in merito all’applicazione delle rettifiche finanziarie; invita inoltre gli Stati membri che non vi abbiano ancora provveduto a fornire al più presto possibile dichiarazioni annuali di spesa nel quadro della gestione concorrente;
               
            
                  109.
               
               
                  si dichiara moderatamente soddisfatto per i migliorati dati statistici relativi ai sistemi di controllo degli Stati membri, ma deplora il fatto che numerosi sistemi di controllo nazionali siano esposti al rischio di irregolarità nelle operazioni di rimborso; ritiene necessario un ulteriore miglioramento dell’efficacia dei controlli di primo livello effettuati in sede nazionale o subnazionale; sottolinea a tale riguardo l’importante ruolo di supervisione della Commissione;
               
            
                  110.
               
               
                  sottolinea il fatto che il livello di errori rilevato nella relazione della Corte dei conti non è necessariamente da ricondurre a comportamenti fraudolenti, e invita pertanto la Commissione e la Corte a operare le opportune distinzioni nei futuri documenti;
               
            
                  111.
               
               
                  deplora gli errori più frequenti, che hanno riguardato il Fondo sociale europeo e sono stati rappresentati, in primo luogo, dalla mancata documentazione del fatto che le spese generali o i costi del personale fossero attinenti al progetto in questione e, in secondo luogo, dalla sovrastima di queste due categorie di spesa; sostiene pertanto energicamente le nuove disposizioni del quadro finanziario per il periodo 2007-2013, che semplificano le procedure e permettono di dichiarare le spese generali su base forfetaria, come percentuale dei costi diretti; invita inoltre gli Stati membri a intensificare le proprie attività d’informazione rivolte ai beneficiari e a migliorare le verifiche quotidiane della gestione per ridurre l’incidenza degli errori;
               
            Politiche interne
      
                  112.
               
               
                  deplora che, secondo la Corte, mentre la Commissione gestisce direttamente le azioni relative alle politiche interne, gli stessi problemi degli anni precedenti persistano (errori nel rimborso dei costi, complessità delle norme applicate e assenza di un meccanismo di sanzioni efficace) e chiede alla Commissione di proseguire i suoi sforzi volti a semplificare e precisare maggiormente le norme di proporzionalità applicate ai programmi con spese condivise;
               
            Ricerca
      
                  113.
               
               
                  si compiace degli sviluppi nel settore RST in cui il tasso di errore annuale è passato dall’8,03 % nel 2006 al 2,39 % nel 2007;questo importante risultato è un successo per l’attuazione delle raccomandazioni di discarico 2005 da parte del personale di ricerca della Commissione, in stretta cooperazione con la commissione competente della commissione per il controllo dei bilanci e la Corte dei conti;
               
            
                  114.
               
               
                  constata che nel 2007 il sistema dei certificati di audit ha abbassato il tasso di errore al 2,5 % per i progetti nell’ambito del 6o programma quadro rispetto al 4,06 % per i progetti previsti dal 5o programma quadro, che non sono soggetti al sistema dei certificati di audit;
               
            
                  115.
               
               
                  plaude al documento di lavoro dei servizi della Commissione [SEC(2008)3054], che stabilisce una prima analisi dei costi del controllo, tra l’altro per la direzione generale della Ricerca e la direzione generale della Società dell’informazione e dei media, al fine di rilanciare un dibattito interistituzionale per arrivare a un accordo comune sul rischio di errore tollerabile nel settore della politica europea della ricerca;
               
            
                  116.
               
               
                  chiede alla Commissione di continuare a soddisfare le possibilità di rimborso offerte dal VII programma quadro, in particolare di analizzare ulteriormente l’adeguatezza delle norme di tale programma sulle procedure di retribuzione forfetaria, e di informare la commissione parlamentare competente nell’ambito dell’esame di metà periodo, in merito al contributo alla semplificazione delle norme per i beneficiari e ai necessari miglioramenti del sistema;
               
            
                  117.
               
               
                  esprime preoccupazione in merito alle norme riguardanti il settimo programma quadro perché sono difformi dai metodi generalmente riconosciuti e certificati a livello nazionale e internazionale per la contabilità e i calcoli e non accettano le osservazioni delle autorità nazionali di revisione contabile in merito ai tassi orari medi certificati per centro di costo; ritiene le norme del settimo programma quadro in contrasto con le attuali regole di contabilità e calcolo applicate dall’industria europea in quanto richiedono dati sui costi individuali delle persone che partecipano attivamente a un programma specifico di ricerca; invita la Commissione ad avviare una procedura intesa a rendere la norme del settimo programma quadro compatibili con le prassi operative generali, la quali consentono un calcolo e un’imputazione dei tassi orari medi per centro di costo invece di esigere dati sui costi individuali per le persone che partecipano attivamente a un programma specifico di ricerca;
               
            
                  118.
               
               
                  esprime preoccupazione per i certificati sulla metodologia (CoM e CoMAv) in quanto restano tuttora non approvati e sollecita la Commissione a fissare i necessari criteri comprensibili per l’approvazione dei certificati sulla metodologia sia per il personale che per i costi indiretti; ritiene che i beneficiari dovrebbero essere autorizzati a utilizzare i costi medi del personale e ad applicare una metodologia consolidata per il calcolo dei costi indiretti; chiede un avvio tempestivo dell’approvazione (o della reiezione) dei certificati per assicurarsi che i fondi previsti per la ricerca possano essere utilizzati; chiede alla Commissione di accettare tali tassi orari medi per centro di costo in assenza di certificazione sulla metodologia ove siano almeno verificati e certificati da un’autorità nazionale;
               
            
                  119.
               
               
                  ricorda, al fine di semplificare le procedure amministrative e le domande di sovvenzione, la sua richiesta di un unico punto di contatto per i beneficiari per quanto riguarda le questioni connesse al quadro di ricerca, con la competenza di decidere su tali questioni;
               
            
                  120.
               
               
                  chiede alla Commissione, come condizione di certezza giuridica, di astenersi dal ricalcolare le dichiarazioni finanziarie dei progetti nell’ambito del sesto programma quadro, che sono già state approvate e liquidate da parte della Commissione, mediante l’applicazione di nuove interpretazioni dei criteri di ammissibilità dei costi fissate nelle condizioni generali (allegato II) del modello di contratto del VI programma quadro;
               
            
                  121.
               
               
                  nota che la procedura in due tappe per il settimo programma quadro di ricerca e di sviluppo è applicata in taluni settori; chiede alla Commissione di consultarsi con le organizzazioni di ricerca in merito all’opportunità di estendere questa esperienza ad altri tipi di progetto, ove questo si traduca in una notevole riduzione dei costi per la preparazione delle domande iniziali dei progetti;
               
            
                  122.
               
               
                  nota che, nel settore della ricerca, la Commissione ha moltiplicato gli enti di ricerca, i modelli di cooperazione e i meccanismi di gestione; ricorda che questo è dovuto al notevole aumento dei fondi messi a disposizione per la ricerca e l’innovazione nell’ambito del quadro finanziario 2007-2013; invita la Corte dei conti a valutare eventuali problemi di trasparenza di fronte all’autorità di bilancio e la differenza di trattamento dei beneficiari a seconda dei modelli; chiede che il direttore generale, nella sua relazione di attività annuale, riservi un capitolo a ciascuno di questi enti, modelli e meccanismi per informare sull’utilizzazione dei fondi e sui risultati auspicati attraverso i modelli di cooperazione pubblico/privato;
               
            
                  123.
               
               
                  chiede alla Corte dei conti, alla luce del fatto che la strategia di audit della Commissione copre le spese di un programma quadro per un periodo di quattro anni mentre la Corte dei conti deve fare una relazione su base annuale, di presentare tabelle pluriennali di modo che l’impatto finanziario degli errori constatati nel suo lavoro di audit sia presentato in modo concordante con la metodologia di controllo seguita dalla Commissione;
               
            Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare
      
                  124.
               
               
                  considera soddisfacenti i tassi complessivi di esecuzione delle linee di bilancio relative all’ambiente, alla sanità pubblica e alla sicurezza alimentare;
               
            
                  125.
               
               
                  sottolinea che il tasso globale di esecuzione del bilancio nel settore dell’ambiente, della sanità pubblica e nella sicurezza alimentare, pari al 94,6 %, costituisce un risultato soddisfacente se si considera che il 2007 è stato il primo anno del nuovo quadro finanziario 2007-2013 ed è stato caratterizzato dall’adozione e dall’entrata in vigore di nuovi programmi nell’ambito della politica ambientale;
               
            
                  126.
               
               
                  si compiace del tasso di attuazione del Fondo comunitario del tabacco, che è pari al 100 %; è pertanto convinto che questo strumento, che assicura sostegno finanziario a progetti volti a migliorare la sensibilizzazione del pubblico nei confronti degli effetti nocivi del tabagismo, in particolare tramite l’informazione e l’istruzione, sia applicato in modo efficace;
               
            
                  127.
               
               
                  chiede alla Commissione di sviluppare ulteriormente l’assistenza fornita ai candidati nell’ambito dei programmi pluriennali, in particolare assicurando loro una formazione specifica e orientamenti chiari;
               
            
                  128.
               
               
                  accoglie con favore gli sforzi compiuti per strutturare meglio i bandi di gara e fornire maggiore assistenza ai candidati, specialmente nell’ambito dei programmi in materia di sanità pubblica, in modo da evitare la presentazione di domande per progetti di scarsa qualità o chiaramente non ammissibili al finanziamento, ma rileva che saranno necessarie ulteriori iniziative per rendere la situazione soddisfacente;
               
            
                  129.
               
               
                  rileva che parte del programma d’azione comunitario nel campo della sanità pubblica è attuata dall’Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori; in tale contesto, rammenta alla Commissione di utilizzare i fondi operativi del programma in modo economicamente efficace, dato che sono utilizzati anche per fini amministrativi;
               
            
                  130.
               
               
                  fa presente che il rispetto delle disposizioni amministrative e finanziarie del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 non dovrebbe comportare ritardi inutili nella concessione delle sovvenzioni o nella selezione dei progetti da finanziare, e chiede alla Commissione di continuare ad adoperarsi per migliorare le procedure amministrative che hanno un impatto sull’esecuzione degli stanziamenti d’impegno e di pagamento;
               
            Mercato interno e protezione dei consumatori
      
                  131.
               
               
                  accoglie positivamente le osservazioni contenute nella relazione della Corte dei conti, che offre una corretta valutazione della politica del mercato interno, della politica doganale e della politica di protezione dei consumatori;
               
            
                  132.
               
               
                  invita gli Stati membri a migliorare ulteriormente i loro sistemi di controllo interno, al fine di impedire l’immissione di merci non autorizzate sul mercato comunitario; invita inoltre la Commissione ad assicurare un follow up in relazione alle carenze individuate nel settore della protezione dei consumatori nel 2007;
               
            
                  133.
               
               
                  accoglie positivamente l’osservazione della Corte dei conti secondo cui i sistemi di controllo delle dogane e dei conti funzionano in modo soddisfacente; sottolinea che, anche se i controlli doganali rientrano essenzialmente nella responsabilità degli Stati membri, il settore doganale dovrebbe essere gestito unicamente da operatori economici affidabili, in modo da evitare il rischio che nel mercato interno si importino merci senza il pagamento di diritti o senza una valutazione in dogana;
               
            
                  134.
               
               
                  apprezza gli sforzi compiuti per giungere ad un tasso di esecuzione dell’86 % per la linea di bilancio 12 02 01 (attuazione e sviluppo del mercato interno); osserva che, secondo la Commissione, il mancato utilizzo di pagamenti è dovuto al fatto che alcuni contratti di studio sono stati firmati alla fine dell’anno e che nel 2007 non sono stati eseguiti i pagamenti previsti;
               
            
                  135.
               
               
                  sottolinea che un tasso di esecuzione del 55 % per la linea di bilancio 14 04 02 (Dogana 2007) non è sufficiente e chiede pertanto una migliore pianificazione di bilancio; rileva che, secondo la Commissione, questa linea di bilancio concerne per lo più contratti IT a lungo termine, con prodotti e servizi forniti «su richiesta», il che rende difficili la valutazione e la pianificazione delle reali esigenze finanziarie; riconosce tuttavia i risultati positivi per il bilancio 2008, con un tasso di esecuzione superiore al 97 % per gli stanziamenti di pagamento;
               
            
                  136.
               
               
                  rileva che il tasso di esecuzione del 77 % per la linea di bilancio 17 02 02 (programma di protezione dei consumatori) è più basso rispetto agli esercizi precedenti; rileva inoltre che, secondo la Commissione, questo è dovuto al trasferimento di stanziamenti non dissociati dall’Agenzia esecutiva per la salute e i consumatori al programma di protezione dei consumatori e ad alcuni impegni tardivi assunti nel corso dell’esercizio 2007, il che ha determinato la mancata esecuzione dei pagamenti previsti per il 2007; chiede pertanto alla Commissione di migliorare la pianificazione di bilancio in questo settore;
               
            Trasporti e turismo
      
                  137.
               
               
                  constata che il bilancio 2007, quale adottato in via definitiva e modificato nel corso dell’esercizio in questione, prevedeva per le politiche nel settore dei trasporti complessivamente 1 322 667 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 743 111 000 EUR in stanziamenti di pagamento; osserva inoltre che nell’ambito di tali importi:
                  
                              —
                           
                           
                              933 578 000 EUR in stanziamenti d’impegno e 369 665 000 EUR in stanziamenti di pagamento erano destinati ai progetti delle reti transeuropee di trasporto (TEN-T),
                           
                        
                              —
                           
                           
                              15 348 000 EUR in impegni e 14 500 000 EUR in pagamenti erano disponibili per la sicurezza dei trasporti,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              56 890 000 EUR in impegni e 10 425 000 EUR in pagamenti erano destinati al programma Marco Polo,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              113 631 000 EUR in impegni e 114 716 000 EUR in pagamenti erano disponibili per le agenzie dei trasporti e l’Autorità di vigilanza del GNSS,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              6 000 000 EUR in impegni e 6 578 000 EUR in pagamenti erano destinati alla sicurezza dei trasporti, compreso il progetto pilota sulla sicurezza della rete stradale transeuropea;
                           
                        
            
                  138.
               
               
                  si compiace del fatto che nell’ambito dei progetti TEN-T i tassi di utilizzazione degli stanziamenti d’impegno e di pagamento continuano a essere elevati, raggiungendo quasi il 100 %, e chiede agli Stati membri di assicurare che i bilanci nazionali mettano a disposizione fondi adeguati per far fronte a questo impegno dell’UE;
               
            
                  139.
               
               
                  esprime preoccupazione per il basso tasso di utilizzazione degli stanziamenti d’impegno destinati alla sicurezza dei trasporti (55,95 %) e all’Autorità di vigilanza del GNSS (33,24 % nel Titolo 3), in relazione ai quali gran parte dell’importo resosi disponibile nel 2007 grazie alle eccedenze del 2006 è stato riportato al 2008, come pure per il basso tasso di utilizzazione degli stanziamenti di pagamento destinati al mercato interno e all’ottimizzazione dei sistemi di trasporto (47,48 %) nonché ai diritti dei passeggeri (58,96 %), dovuto ai ritardi nella firma dei contratti, e all’Autorità di vigilanza del GNSS (33,24 % nel Titolo 3);
               
            
                  140.
               
               
                  rileva con soddisfazione che, a seguito delle reazioni alla relazione speciale n. 6/2005 della Corte dei conti sulla rete transeuropea dei trasporti (20), il tasso massimo dell’aiuto finanziario per i progetti transfrontalieri è aumentato al 30 % e la soglia minima di finanziamento è salita a 1 500 000 EUR; rileva inoltre che sono migliorati la procedura di valutazione per la selezione dei progetti e il relativo monitoraggio, ma nel contempo deplora che la struttura per la descrizione dei lavori non sia stata armonizzata e i controlli tecnici e finanziari non siano stati uniformati;
               
            
                  141.
               
               
                  rileva con soddisfazione che l’analisi della Corte dei conti relativa alle norme di controllo interno aventi un’attinenza diretta con la legalità e la regolarità delle transazioni sottostanti indica che la direzione generale dell’Energia e dei trasporti soddisfa i requisiti fondamentali;
               
            Cultura e istruzione
      
                  142.
               
               
                  constata che la Corte dei conti, nella sua relazione annuale 2007, si pronuncia sul tasso di errore individuato nel settore della politica dell’istruzione e della cultura (punto 9.11 e allegato 9.1, tasso di errore tra il 2 e il 5 %), ma non dà spiegazione sulle modalità di funzionamento delle varie agenzie nazionali né di quelle esecutive, né tantomeno sulla qualità del rispettivo lavoro, né sulle ragioni per cui si deve contare su tale organizzazione;
               
            
                  143.
               
               
                  chiede alla Corte dei conti che, nella sua prossima relazione annuale, analizzi più in profondità la questione dell’efficacia e del mantenimento delle varie agenzie nel settore politico dell’istruzione e della cultura;
               
            
                  144.
               
               
                  rileva che, nella nuova generazione di programmi, la DG EAC (direzione generale dell’Istruzione e della cultura) ha armonizzato i programmi d’azione e ha introdotto un unico approccio di audit interno; ritiene in tale contesto che le dichiarazioni ex ante ed ex post effettuate dagli Stati membri costituiscano elementi nuovi nella vigilanza e nel controllo interno dei sistemi;
               
            
                  145.
               
               
                  deplora le carenze constatate dalla Corte dei conti nella procedura di dichiarazione preventiva nonché la constatazione che tale procedura fornisce solo una garanzia limitata quanto alla qualità della gestione delle spese in questione (punto 9.16 della relazione annuale 2007); rileva, tuttavia, che la procedura di dichiarazione preventiva è solo uno degli elementi di prova che la Corte dei conti ottiene nel corso dell’audit che le consente esprimere il proprio parere;
               
            
                  146.
               
               
                  prende nota del fatto che la Corte dei conti ha constatato che gli approcci seguiti dalle autorità nazionali per ottenere una base per la dichiarazione preliminare DAS sono diversi e il livello di informazione comunicato per quanto riguarda le procedure applicabili da dette autorità è molto vario; chiede alla Commissione di avviare un esercizio di armonizzazione di dette dichiarazioni e di tenere informati al riguardo il Parlamento e la Corte;
               
            
                  147.
               
               
                  tiene altresì conto del fatto che le dichiarazioni annuali di affidabilità «a posteriori» per il 2007 hanno dovuto essere fornite dalle autorità nazionali degli Stati membri per il 30 aprile 2008; attende la valutazione che la Corte dei conti farà nell’ambito dell’audit DAS 2008;
               
            
                  148.
               
               
                  deplora il fatto che talune autorità e agenzie nazionali non rispettano i loro obblighi stante l’invio di lettere di messa in mora ufficiali da parte della Commissione e sostiene vivamente quest’ultima nella sospensione dei pagamenti delle sovvenzioni nel caso in cui manchino le relazioni finali;
               
            
                  149.
               
               
                  invita le agenzie e le amministrazioni nazionali a rispettare le norme di attuazione emanate dalla Commissione per quanto riguarda le loro competenze rispettive; si compiace del fatto che la DG EAC non abbia ritenuto opportuno mantenere le sue riserve relativamente ai meccanismi di controllo delle agenzie nazionali, e sostiene la necessità di continuare a eseguire rigorosi controlli;
               
            
                  150.
               
               
                  si compiace del fatto che il numero dei pagamenti tardivi nel campo dell’istruzione e della cultura registra una diminuzione e si attende che la Commissione continui ad adoperarsi per ridurli ulteriormente;
               
            
                  151.
               
               
                  esprime l’auspicio che il sistema di controllo istituito dalla DG COMM (direzione generale della Comunicazione) a fine 2007 renda superfluo inserire una riserva riguardante la sua gestione finanziaria futura come avvenuto per l’esercizio finanziario 2007;
               
            
                  152.
               
               
                  chiede alla Commissione ulteriori informazioni in merito alla creazione negli Stati membri di strutture amministrative di assistenza alle attività di gemellaggio fra città, soprattutto per quanto riguarda la necessità di tali strutture, i loro costi e le loro finalità;
               
            
                  153.
               
               
                  chiede alla Commissione di esaminare in che modo il programma Gioventù possa accrescere la sua capacità di raggiungere nuove categorie di giovani, in particolare quelli provenienti da ambienti svantaggiati; propone a tal fine che le organizzazioni giovanili, fra cui il Forum della gioventù dell’Unione europea, intensifichino gli sforzi per raggiungere tali gruppi, migliorino l’efficacia della loro reportistica e i criteri di finanziamento, e diano più ampia diffusione al programma stesso fra i giovani;
               
            Libertà civili, giustizia e affari interni
      
                  154.
               
               
                  nota il basso livello di esecuzione dei pagamenti per lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia rispetto al 2006 (60,41 % nel 2007 e 86.26 % nel 2006); è consapevole che tale situazione si deve fra l’altro all’istituzione nel maggio e giugno 2007 dei fondi nel quadro della solidarietà e gestione dei flussi migratori e a ritardi nell’esecuzione di altri programmi specifici (giustizia civile, prevenzione in materia di droga e programmi d’informazione); rileva il livello relativamente più basso dell’esecuzione degli impegni rispetto al 2006 (90,29 % contro il 94,47 % del 2006); invita la direzione generale della Giustizia, della libertà e della sicurezza a cercare di massimizzare il tasso di esecuzione degli impegni e pagamenti per il 2008;
               
            
                  155.
               
               
                  prende atto della valutazione della Corte dei conti secondo cui i controlli di supervisione condotti dalla Commissione sul Fondo europeo per i rifugiati II sono di parziale efficacia; tiene debitamente conto delle risposte date al riguardo dalla Commissione;
               
            
                  156.
               
               
                  constata con rammarico che le descrizioni dei sistemi di supervisione e controllo adottati dagli Stati membri per il Fondo per le frontiere esterne sono state fornite dalla Commissione solo nell’ultimo trimestre 2007, e che ciò ha impedito alla Commissione di operare una valutazione di detti sistemi entro la fine dello stesso anno;
               
            Diritti delle donne e parità di genere
      
                  157.
               
               
                  ricorda alla Commissione che, in virtù dell’articolo 3, paragrafo 2, del trattato CE, la promozione della parità tra uomini e donne costituisce un principio fondamentale dell’Unione e un obiettivo orizzontale di tutte le azioni e politiche comunitarie;
               
            
                  158.
               
               
                  ribadisce la sua richiesta alla Commissione tesa a far sì che la parità di genere sia debitamente presa in considerazione quale obiettivo prioritario permanente, in sede di programmazione di bilancio, in linea con il principio del «gender budgeting», come richiesto nella sua risoluzione del 3 luglio 2003 sull’inserimento nel bilancio della dimensione di genere — Definizione dei bilanci pubblici secondo la prospettiva di genere (21), e deplora il ritardo dello studio di fattibilità della Commissione in materia;
               
            
                  159.
               
               
                  deplora che la relazione annuale della Corte dei conti sull’esecuzione del bilancio del 2007 non contenga alcuna informazione che indichi se il bilancio ha apportato un contributo positivo alla promozione della parità tra uomini e donne;
               
            
                  160.
               
               
                  suggerisce alla Corte dei conti di includere nelle relazioni annuali e nelle relazioni speciali l’aspetto della parità di genere, in particolare di inserire informazioni pertinenti sulle politiche in materia di integrazione relative al principio di non discriminazione tra uomini e donne e sulla disponibilità di dati specifici in base al genere;
               
            Azioni esterne
      
                  161.
               
               
                  nota con grande preoccupazione le medesime critiche che la Corte dei conti ha fatto negli anni precedenti, soprattutto per quanto riguarda i pagamenti a livello di beneficiari finali;
               
            
                  162.
               
               
                  nota che l’aiuto esterno è stato appena sfiorato dall’ultima revisione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 e chiede di rivedere il titolo IV «Azione esterna» del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 al fine di poterlo adattare meglio alle condizioni speciali degli appalti e delle sovvenzioni in tale settore;
               
            
                  163.
               
               
                  deplora vivamente che la Commissione non sia riuscita a creare un vero e proprio strumento europeo per l’attuazione della gestione delle crisi, come le era stato chiesto nell’ambito del discarico per il 2005 e il 2006; insiste sulla necessità di procedervi con urgenza e invita ancora una volta la Commissione a creare la possibilità di gestire essa stessa i fondi multidonatari (multi donor trust funds) nel caso in cui anch’essa partecipi a tali fondi;
               
            
                  164.
               
               
                  chiede alla Commissione di assicurare piena trasparenza finanziaria all’aiuto esterno, a norma degli articoli 53-56 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, e di onorare il suo impegno nei confronti del Parlamento a che qualsiasi organizzazione internazionale che riceva fondi comunitari sia obbligata a trasmettere alla Corte dei conti e al revisore interno della Commissione i risultati di tutti quanti gli audit interni ed esterni effettuati riguardo all’utilizzazione dei fondi comunitari; chiede anche di assicurare l’accesso dell’OLAF ai dati in caso di sospetti di frode;
               
            
                  165.
               
               
                  prende nota del fatto che, sulla base di un certo numero di ipotesi («migliori stime»), il costo totale dei controlli effettuati dalla DG ECHO è stato stimato a 25 milioni di euro per il 2007 e ciò equivale al 3,2 % del bilancio totale dell’aiuto umanitario per tale anno; deplora la mancanza di un meccanismo di gestione dei rischi da parte della direzione generale per gli Aiuti umanitari (ECHO) e chiede di integrare sistematicamente tali meccanismi nel controllo;
               
            
                  166.
               
               
                  constata che, secondo le informazioni ricevute dalla Commissione, tale stima copre solo una parte dei costi connessi con le operazioni umanitarie finanziate dalla direzione generale per gli Aiuti umanitari (ECHO) in quanto le spese di controllo sostenute dalle organizzazioni umanitarie incluse nel costo totale degli accordi di sovvenzioni sono finanziate altresì dalla direzione generale per gli Aiuti umanitari (ECHO);
               
            
                  167.
               
               
                  constata che, nell’ipotesi in cui il costo dei controlli sia ripartito in tre grandi categorie — costo delle attività di controllo da parte dei servizi della Commissione in sede e nelle delegazioni, costi degli audit esterni da parte della Commissione e costo della verifica delle spese da parte dei revisori consultati dai beneficiari — il costo dei controlli per quanto riguarda i fondi gestiti dall’Ufficio di cooperazione EuropeAid nel 2007 sono valutati dalla Commissione in circa 120 milioni di euro;
               
            
                  168.
               
               
                  chiede alla Corte dei conti di tenere in conto nella sua prossima relazione annuale tali calcoli e di pronunciarsi sia su tale stima sia sul rapporto costo/efficacia dei sistemi di controllo, tenendo conto delle caratteristiche e dei vincoli speciali delle azioni esterne dell’Unione;
               
            
                  169.
               
               
                  deplora il fatto che in Kenia la Commissione abbia versato un aiuto finanziario subito dopo le elezioni del 27 dicembre 2007 dando l’impressione di prendere partito nel dibattito sulla legittimità dei risultati elettorali; ricorda la sua risoluzione del 17 gennaio 2008 sulla situazione in Kenia (22) e attende dalla Commissione che ne tenga conto;
               
            
                  170.
               
               
                  prende atto della valutazione della Corte circa la parziale efficacia dei sistemi di vigilanza e di controllo per le relazioni esterne, l’allargamento e gli aiuti umanitari; riconosce che molte delle anomalie riscontrate riguardano gli anticipi sui versamenti, che vengono poi rettificati all’atto di effettuare i versamenti definitivi; invita nondimeno la Commissione ad apportare le dovute migliorie alle sue procedure di monitoraggio e di verifica senza che ciò comporti inutili incombenze amministrative per l’utenza finale, in particolare a livello degli organismi di esecuzione; riconosce al contempo i progressi sinora conseguiti dalla Commissione e dalle Nazioni Unite;
               
            
                  171.
               
               
                  deplora la continua mancanza di trasparenza nell’impiego dei fondi comunitari erogati attraverso organizzazioni delle Nazioni Unite; plaude all’impegno della Commissione a individuare una soluzione e a garantire che alla Corte dei conti pervengano a tempo debito tutte le informazioni richieste; si compiace del crescente numero di missioni di verifica svolte dalla Commissione nell’ambito dell’accordo quadro finanziario e amministrativo tra la Comunità europea e le Nazioni Unite (accordo FAFA); si attende che tali missioni rafforzino ulteriormente la trasparenza e la visibilità dei contributi comunitari alle attività svolte sotto l’egida delle Nazioni Unite;
               
            
                  172.
               
               
                  invita la Commissione a migliorare ulteriormente e a definire con maggiore chiarezza le condizioni e gli indicatori di rendimento utilizzati per l’erogazione degli aiuti di bilancio a favore di paesi terzi, onde stabilire criteri di valutazione chiari, evidenti e misurabili, eventualmente corredati di un calendario specifico;
               
            
                  173.
               
               
                  prende atto della valutazione della Corte dei conti circa l’urgenza delle misure richieste per ovviare alle carenze nella gestione dei fondi dell’Unione europea in Bulgaria e la necessità di mantenere in Turchia i meccanismi di monitoraggio richiesti; invita le autorità nazionali a intensificare gli sforzi per conformarsi alla normativa vigente;
               
            
                  174.
               
               
                  si attende con interesse risultati tangibili dall’applicazione dei nuovi parametri per la verifica della spesa mediante audit esterni avviati dai beneficiari o dalla Commissione;
               
            
                  175.
               
               
                  prende atto della relazione speciale della Corte n. 5/2007 sulla gestione del programma CARDS da parte della Commissione (23); sottolinea l’importanza che la Commissione adotti un orientamento strategico potenziato, teso ad assicurare, in stretta collaborazione e nell’ambito di un dialogo con il Parlamento, un’adeguata convergenza nella scelta di aree di intervento chiave nel quadro dello strumento di assistenza di preadesione; invita la Commissione a elaborare una strategia globale per migliorare la partecipazione a livello locale nella progettazione e nella realizzazione dei progetti;
               
            
                  176.
               
               
                  si attende di essere regolarmente informato sulle misure adottate dalla Commissione riguardo all’impegno significativo, assunto nel corso della conferenza internazionale dei paesi donatori di Bruxelles, del 22 ottobre 2008, a sostegno della ripresa postbellica della Georgia e del suo futuro sviluppo;
               
            
                  177.
               
               
                  rinnova il proprio invito alla Commissione a sottoporgli regolarmente misure specifiche volte ad accrescere il coinvolgimento dell’Unione europea riguardo alle sue azioni esterne, nei rispettivi contesti geografici, conformemente ai principi di efficienza, responsabilità e visibilità.
               
            Organizzazioni non governative (ONG)
      
                  178.
               
               
                  rileva il ruolo e il numero crescente delle ONG nella gestione dei fondi comunitari; chiede alla Commissione di rivedere le sovvenzioni di funzionamento per la sede di Bruxelles delle ONG e di applicare rigorosamente il principio di degressività delle sovvenzioni di funzionamento stabilito dal regolamento finanziario;
               
            
                  179.
               
               
                  chiede alla Commissione di elaborare, entro la fine del 2009, un elenco completo di tutte le ONG che hanno ricevuto fondi comunitari;
               
            Sviluppo
      
                  180.
               
               
                  prende nota ancora una volta del fatto che la Corte dei conti è giunta alla conclusione che la direzione generale dell’aiuto umanitario (ECHO) deve migliorare la sua strategia di audit garantendo una migliore copertura delle operazioni a livello di organismi incaricati dell’applicazione e, più in particolare, sul terreno per tutte le categorie di partner (punto 8.33 f) della relazione annuale 2007);
               
            
                  181.
               
               
                  incoraggia la Commissione a perseguire il suo obiettivo che ciascun progetto venga visitato almeno una volta da un esperto, tranne se ne sia impedito dalle condizioni di sicurezza o dalla difficoltà di accesso, a continuare ad assicurarsi che gli specialisti dell’aiuto umanitario siano permanentemente sul terreno onde facilitare e massimizzare l’impatto delle operazioni umanitarie finanziate dalla Commissione, a prescindere dal paese o dalla regione;
               
            
                  182.
               
               
                  ritiene che nell’ambito dell’attuazione stessa dei progetti, la Commissione debba vigilare affinché le disposizioni adottate dalle Nazioni Unite nell’aprile 2007 in materia di «reporting» vengano strettamente applicate e che le relazioni finanziarie siano prodotte in conformità di dette disposizioni;
               
            
                  183.
               
               
                  è consapevole dei rischi di controllo carente in loco nei luoghi in cui l’accesso è difficile o la neutralità dell’aiuto umanitario non è rispettata e in particolare che tali rischi sono in certa misura connessi agli obiettivi di sostegno delle esigenze umanitarie, ovverosia le cosiddette «crisi dimenticate»;
               
            
                  184.
               
               
                  prende nota altresì del fatto che, secondo la relazione annuale di attività della direzione generale per gli Aiuti umanitari (ECHO) del 2007, l’aiuto umanitario della Commissione in Iraq è avvenuto esclusivamente attraverso il Comitato internazionale della Croce Rossa nei settori della protezione e idrico e della bonifica per un importo totale di 7 800 000 EUR;
               
            
                  185.
               
               
                  ritiene che un chiarimento delle strutture d’intervento [fondi europei di sviluppo (FES), Commissione, Banca europea per gli investimenti, ecc.] in materia di sviluppo e azioni esterne dovrebbe essere studiato per consentire una migliore visibilità dell’azione comunitaria e un miglior audit dei fondi impegnati; chiede che sia effettuato uno studio sull’inserimento del FES nel bilancio comunitario, in vista di un dibattito politico su questo tema;
               
            
                  186.
               
               
                  richiama l’attenzione sull’impegno (24) assunto dalla Commissione di garantire che, entro il 2009, un importo di riferimento pari al 20 % dell’assistenza da essa attribuita sia destinato all’istruzione primaria e secondaria e alla sanità di base; invita la Commissione a fornire informazioni dettagliate sul modo in cui tale importo di riferimento sarà raggiunto attraverso progetti, programmi e un sostegno al bilancio; invita a una maggiore coerenza fra i documenti di strategia nazionale, regionale e tematica nei settori della salute e dell’istruzione, in particolare quando gli aiuti sono forniti mediante un sostegno al bilancio;
               
            
                  187.
               
               
                  sottolinea la necessità di trattare in via prioritaria la questione dell’iscrizione dei bambini, fra cui i bambini disabili, appartenenti a gruppi difficili da raggiungere in paesi in cui gli indicatori degli obiettivi di sviluppo del millennio sono critici;
               
            
                  188.
               
               
                  sollecita la Commissione a rendere prioritario il sostegno ai paesi partner in vista dello sviluppo del controllo parlamentare e delle capacità di revisione contabile, in particolare quando gli aiuti sono forniti mediante un sostegno al bilancio e invita tale istituzione a riferire regolarmente in merito ai progressi realizzati;
               
            
                  189.
               
               
                  sottolinea che occorre prestare debita attenzione alla sostenibilità degli interventi della Commissione, segnatamente alla formulazione di una chiara strategia di uscita che non comprometta i risultati e al controllo della messa in atto; ritiene che la valutazione rafforzata dei risultati sia un fattore fondamentale per assicurare la legittimità democratica della cooperazione allo sviluppo dell’Unione;
               
            
                  190.
               
               
                  accoglie favorevolmente l’adozione, nel 2007, del codice di condotta dell’Unione in materia di complementarità e divisione dei compiti nell’ambito della politica di sviluppo, inteso a rafforzare la cooperazione e il coordinamento fra la Commissione e gli Stati membri; chiede alla Commissione di intensificare i suoi sforzi al fine di garantire un’effettiva applicazione del codice di condotta, anche affrontando i problemi persistenti nel migliore interesse dei paesi partner;
               
            
                  191.
               
               
                  è del parere che la consultazione della società civile e delle autorità locali prima dell’elaborazione dei documenti di strategia per paese (DSP) nel quadro dello strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo non sia stata sufficiente per soddisfare l’obbligo giuridico stabilito all’articolo 19, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1905/2006 (25), in base al quale, «in linea di principio, i documenti di strategia sono elaborati sulla base di un dialogo con il paese o la regione partner, coinvolgendo la società civile e le autorità regionali e locali»; ritiene a tale riguardo che la partecipazione dei parlamenti nazionali dei paesi partner sia indispensabile per conseguire una reale titolarità del processo; esorta la Commissione ad adoperarsi quanto più possibile per migliorare il dialogo con tali organi in tutte le varie fasi del processo di programmazione;
               
            Strategia di preadesione
      Meccanismo di cooperazione e di verifica
      
                  192.
               
               
                  ricorda che per la prima volta dopo l’adesione di nuovi Stati membri la Commissione ha instaurato un meccanismo di cooperazione e di verifica per la Romania e la Bulgaria onde rimediare alle «lacune in materia di riforma del sistema giuridico e di lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata e per seguire i progressi realizzati in tali settori» [COM(2008) 63] e si chiede quale sia stata l’efficacia di tale meccanismo, la sua pertinenza e l’affidabilità delle informazioni fornite all’autorità di discarico;
               
            
                  193.
               
               
                  nota che sotto l’autorità del segretariato generale, più direzioni generali e uffici della Commissione sono responsabili della gestione di tale meccanismo; osserva che l’azione congiunta di tali servizi è lacunosa; attende un miglioramento del coordinamento e l’inclusione sistematica dell’esperienza di tutti i servizi interessati della Commissione nelle relazioni di progresso; si chiede quali siano le lezioni che la Commissione trae per i paesi candidati e i paesi potenziali candidati;
               
            Fondi europei in Bulgaria e Romania
      
                  194.
               
               
                  constata che 650 000 000 EUR sono stati messi a disposizione della Bulgaria tra il 2004 e il 2007 attraverso il fondo PHARE, 226 000 000 EUR attraverso il fondo SAPARD, 440 500 000 EUR attraverso il fondo ISPA, mentre circa 1 346 500 000 EUR sono stati messi a disposizione della Romania tra il 2004 e il 2007 attraverso il fondo PHARE, 526 300 000 EUR attraverso il fondo SAPARD e 1 040 500 000 EUR attraverso il fondo ISPA;
               
            
                  195.
               
               
                  ricorda che la Corte dei conti ha già constatato nella sua relazione speciale 4/2006 relativa ai progetti d’investimento nell’ambito di PHARE in Bulgaria e Romania (26) numerosi problemi di gestione dei fondi europei, tra cui irregolarità a livello di bandi di gara e di ammissibilità delle spese, alienazione di beni d’investimento, mancata capacità amministrativa e altro;
               
            
                  196.
               
               
                  nota altresì con preoccupazione il fatto che la commissione per il controllo dei bilanci non è stata sufficientemente informata nei termini dal membro della Commissione incaricato dell’allargamento in merito all’entità delle carenze;
               
            
                  197.
               
               
                  nota con grande inquietudine che la Commissione ha sospeso 200 000 000 EUR di fondi agricoli per la Romania e 250 000 000 EUR per PHARE, 105 000 000 EUR per SAPARD e 115 000 000 EUR per ISPA sono stati congelati dalla Commissione in Bulgaria; rileva la perdita definitiva di 220 000 000 EUR per la Bulgaria a titolo di PHARE;
               
            
                  198.
               
               
                  è consapevole del fatto che la mancanza di sistemi affidabili di controllo e i problemi di gestione incontrati presentano rischi per il denaro del contribuente europeo; riconosce gli sforzi nel frattempo intrapresi per contenere tali problemi; sollecita gli Stati membri a continuare a compiere tutti gli sforzi necessari per soddisfare gli obblighi europei;
               
            
                  199.
               
               
                  ritiene necessario che la Commissione aumenti la sua assistenza tecnica per gli Stati membri onde rafforzarne le capacità amministrative; ricorda che la gestione corretta dei fondi europei è un obbligo e un dovere per ciascuno Stato membro e sostiene la Commissione nella sospensione temporanea dei fondi nel caso in cui i sistemi di gestione di uno Stato membro non funzionano;
               
            
                  200.
               
               
                  constata che per il periodo 2007-2013 la Bulgaria dovrebbe ricevere 6 853 000 EUR di fondi strutturali e che la Romania dovrebbe ricevere 19 200 000 EUR; oltre alle informazioni contenute nella relazione annuale d’attività e nelle relazioni concernenti i fondi strutturali e il fondo di coesione, chiede una relazione trimestrale sulla gestione responsabile ed efficace di tali fondi finché la situazione non sarà chiarita;
               
            
                  201.
               
               
                  ritiene che la preparazione della capacità di assorbimento della Romania e della Bulgaria dei fondi nei settori della politica agricola e della politica di coesione non è stata trattata dalla Commissione con la necessaria serietà e che le dichiarazioni e le iniziative della Commissione in questo contesto sono state fuorvianti non solo per il Parlamento ma anche per i governi della Bulgaria e della Romania rappresentando uno dei motivi della perdita dei fondi da parte di questi due paesi;
               
            
                  202.
               
               
                  chiede alla Commissione di tenerla informata sulle conseguenze pratiche degli sforzi riguardo alla riforma giudiziaria e alla lotta contro la corruzione e di integrare nelle relazioni di progresso criteri che quantifichino i progressi registrati in tali settori;
               
            
                  203.
               
               
                  ritiene che le istituzioni europee devono applicare, per quanto riguarda l’utilizzazione abusiva dei fondi europei e di fronte alla frode e alla corruzione, il principio della tolleranza zero; chiede alla Commissione di garantire il recupero effettivo degli importi indebitamente pagati;
               
            
                  204.
               
               
                  chiede altresì all’OLAF di trasmettergli il risultato delle inchieste in corso negli Stati membri;
               
            
                  205.
               
               
                  concorda con la Commissione che tutte le azioni e misure adottate recentemente dalla Bulgaria devono essere seguite da credibili azioni di rettifica strutturale e da una profonda riforma di tutte le strutture coinvolte nella gestione dei fondi comunitari, onde assicurare l’assorbimento corretto e tempestivo dei fondi e un elevato livello di trasparenza; invita in detto contesto la Commissione a migliorare il coordinamento e la comunicazione con le autorità nazionali e a monitorare attentamente l’applicazione dei diversi piani d’azione presentati dalla Bulgaria e a tenerne informato il Parlamento; sollecita alla Commissione una relazione speciale sullo stato di avanzamento in materia di gestione e controllo di tutti i fondi UE in Bulgaria per il periodo fino al 15 luglio 2009;
               
            
                  206.
               
               
                  sollecita alla Commissione, alla luce dell’ultima relazione sui progressi compiuti e delle battute d’arresto per quanto riguarda la lotta contro la corruzione, una relazione sullo stato di avanzamento riguardante la gestione e il controllo di tutti i fondi UE in Romania nonché le misure adottate e i progressi compiuti nella lotta contro la corruzione per il periodo fino al 15 luglio 2009;
               
            Turchia, Croazia, Serbia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Kosovo e altri paesi dei Balcani occidentali
      
                  207.
               
               
                  ricorda la responsabilità delle delegazioni della Commissione nei paesi candidati e potenzialmente candidati per preparare tali paesi a un’utilizzazione corretta dei fondi europei; chiede, da una parte, di includere strategie antifrode nel processo di preadesione e, dall’altra, una formazione delle amministrazioni interessate a un programma di scambi tra la Commissione e le amministrazioni dei paesi candidati e potenzialmente candidati;
               
            
                  208.
               
               
                  invita la Commissione a svolgere un ruolo più attivo per quanto riguarda i sistemi di controllo delle spese esistenti in Turchia, Croazia, Serbia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e gli altri paesi dei Balcani occidentali nel quadro della fase di preadesione e le chiede di fornirgli, nell’ambito della sua relazione sui progressi compiuti da tali paesi, un’informazione più dettagliata su tali questioni, in particolare un’analisi dettagliata delle ragioni degli insuccessi; invita la Commissione a introdurre nelle relazioni sullo stato di avanzamento un sistema semaforico (luce verde, gialla e rossa) per indicare i progressi compiuti verso il raggiungimento dei vari obiettivi di riferimento;
               
            
                  209.
               
               
                  deplora il caso di frode e di cattiva gestione dei fondi europei gestiti dalle Nazioni Unite, individuati per quanto riguarda il fondo che l’Unione riserva alla ricostruzione del Kosovo e la mancanza di un seguito da parte delle Nazioni Unite in merito a tali casi chiaramente individuati, ma desidera anche esprimere la sua gratitudine all’Agenzia europea per la ricostruzione nonché al suo personale «europeo» e locale per il lavoro svolto a favore della popolazione del Kosovo in circostanze talvolta difficili;
               
            
                  210.
               
               
                  chiede alla Corte dei conti di elaborare una relazione speciale sull’efficacia dei sistemi di controllo istituiti dalla Commissione riguardo ai fondi europei dal Kosovo nonché sui risultati ottenuti per quanto riguarda la prevenzione della frode e di verificare se tale finanziamento è stato pienamente soggetto alle condizioni previste dagli accordi per i programmi interessati, comprese le regole stabilite dallo strumento di aiuto preadesione (27) e dal regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002;
               
            
                  211.
               
               
                  propone che la Commissione chieda al governo del Kosovo un attestato di audit della Corte dei conti di tale paese per quanto riguarda i fondi europei, in particolare quelli già iscritti in bilancio;
               
            
                  212.
               
               
                  segnala che la «Investigation Task Force» (ITF) istituita per indagare sulle irregolarità finanziarie e le frodi concernenti i fondi UE in Kosovo ha concluso le sue attività nell’agosto 2008, che nella sua relazione finale ha individuato comportamenti illegali, tra gli altri, da parte del personale delle Nazioni Unite e che sono stati emessi molti mandati d’arresto internazionali senza conseguire risultati da parte delle Nazioni Unite; chiede alla Commissione di esercitare pressioni per l’esecuzione di detti mandati; sollecita inoltre la Commissione a presentare una relazione sul monitoraggio giuridico di tutti i casi riscontrati; sollecita l’istituzione di un organo che ne prosegua l’azione nella lotta contro le frodi e le irregolarità con la partecipazione della Commissione e dell’OLAF;
               
            Spese amministrative
      
                  213.
               
               
                  nota con soddisfazione che l’audit della Corte non ha rilevato alcun errore significativo in merito alla legittimità e regolarità delle spese amministrative;
               
            Scuole europee
      
                  214.
               
               
                  si attende che la Commissione garantisca che i governi del Belgio e del Regno Unito si impegnino a rispettare i loro obblighi previsti dagli attuali accordi intergovernativi (per il Belgio la più rapida disponibilità di una quarta o addirittura di una quinta scuola europea, per il Regno Unito un adeguato distacco di insegnanti) e auspica una revisione dell’attuale politica in materia di iscrizioni per le scuole di Berkendael/Laeken onde evitare lunghi e inaccettabili tempi di spostamento per gli alunni;
               
            Effetti del decentramento sul personale
      
                  215.
               
               
                  nota con soddisfazione che la Commissione, su richiesta del Parlamento, ha effettuato uno studio delle risorse umane del suo personale nel 2007 [SEC(2007) 530] riguardante le proprie attività amministrative;
               
            
                  216.
               
               
                  è deluso per l’inadeguatezza delle informazioni trasmesse negli anni 2005 e 2006 dalla Commissione su questo aspetto molto importante sul piano finanziario; riconosce gli sforzi intrapresi nel frattempo riguardo alla trasparenza del suo sito Internet e al rapporto annuale sulla valutazione del personale;
               
            
                  217.
               
               
                  manifesta inquietudine per il fatto che circa il 32 % del personale della Commissione è impegnato nel settore del supporto amministrativo e del coordinamento; ricorda che il 10 % del personale del settore del bilancio non è stato ancora incluso in tale statistica; chiede alla Commissione di trarre le conseguenze di tali cifre e di intraprendere una ristrutturazione del suo personale onde ridurre al 20 % il personale che lavora in tali settori;
               
            
                  218.
               
               
                  nota che la mobilità del personale è stata inizialmente un concetto che riguardava i posti sensibili; è sorpreso di vedere che attualmente la Commissione segue la prassi di sottoporre tutto il suo personale entro 5 anni, al massimo entro 7 anni, a mobilità; teme che tale applicazione della mobilità riduca l’efficacia della Commissione e impedisca l’accumulo di esperienze e di conoscenze in seno alla Commissione; chiede alla Commissione di comunicargli in che modo la mobilità possa essere limitata ai posti sensibili;
               
            Questioni connesse alle infrastrutture immobiliari della Comunità
      
                  219.
               
               
                  deplora la mancanza di trasparenza della Commissione nella gestione dei 61 edifici di cui dispone a Bruxelles e l’evoluzione del suo parco immobiliare;
               
            
                  220.
               
               
                  invita la Commissione a informarlo in merito a qualsiasi nuovo progetto riguardante il suo parco immobiliare nella fase preliminare di adesione dei progetti e di informare con regolarità la commissione per il controllo dei bilanci in merito a ogni iniziativa e ogni nuova decisione riguardante i progetti immobiliari, compresi i lavori preparatori e i bandi di gara per i quali si propone di istituire una commissione con la partecipazione di rappresentanti del Parlamento;
               
            
                  221.
               
               
                  chiede all’OLAF di informarlo in merito a casi di frode individuati nel campo della politica immobiliare e di esaminare possibili conflitti di interesse;
               
            
                  222.
               
               
                  chiede alla Commissione un audit della gestione degli edifici non solo della Commissione, ma di tutte le istituzioni della Comunità europea, studiando l’idea di una struttura comune di gestione immobiliare;
               
            Seguito dato al discarico
      
                  223.
               
               
                  deplora il fatto che, nei conti annuali delle Comunità europee per l’esercizio finanziario 2007 (28), la Commissione riprende solo in modo incompleto le disposizioni del trattato CE in materia di seguito dato al discarico, affermando semplicemente che, al momento di concedere il discarico, il Parlamento può evidenziare alcune osservazioni che ritiene importanti, spesso raccomandando azioni che la Commissione dovrebbe adottare in relazione a dette questioni; constata che l’osservazione è pertinente, però la Commissione omette di ricordare che l’articolo 276 del trattato CE richiede altresì alla Commissione di adottare tutte le opportune misure per dar seguito alle osservazioni contenute nelle decisioni del Parlamento relative alla concessione del discarico per l’esecuzione delle spese; ricorda quindi alla Commissione che le richieste avanzate nella sua risoluzione sul discarico non sono semplici raccomandazioni non vincolanti, ma istruzioni sulla base delle quali la Commissione deve agire in sede di esecuzione del bilancio.
               
            CONCLUSIONI SULLE RELAZIONI SPECIALI DELLA CORTE DEI CONTI
      Parte I: relazione speciale n. 6/2007 sull’efficacia dell’assistenza tecnica nel contesto dello sviluppo delle capacità
      
                  224.
               
               
                  ritiene che l’assistenza tecnica — e altri tipi di aiuto esterno — che continua a essere ancora troppo incentrata sui donatori nonché spesso inefficiente e non sostenibile, necessita una riforma urgente, fra l’altro promuovendo l’appropriazione locale, coordinando in maniera più efficiente le risorse fra gli Stati membri a livello UE e internazionale e assicurando tempo sufficiente all’attuazione dei progetti;
               
            
                  225.
               
               
                  prende nota, in detto contesto, dell’approvazione da parte dei servizi della Commissione, nel luglio 2008, della strategia di base e del piano di lavoro per conseguire gli obiettivi di efficacia degli aiuti in relazione alla cooperazione tecnica e alle unità di attuazione dei progetti; chiede pertanto alla Commissione di informare il Parlamento in merito all’attuazione di questa strategia per la prima volta entro fine marzo 2009 e successivamente ogni sei mesi;
               
            
                  226.
               
               
                  prende nota delle informazioni tardive sugli importi spesi per l’assistenza tecnica, recentemente fornite dalla Commissione alla Corte dei conti in seguito alla pubblicazione della relazione speciale della Corte; si sorprende che queste informazioni non siano state rese disponibili durante la preparazione della relazione speciale; riconosce che la definizione del Comitato di aiuto allo sviluppo dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico è ampia e in pratica offre adito a differenze di interpretazione; si attende che la strategia adottata dalla Commissione comporterà anche una definizione più funzionale di assistenza tecnica;
               
            
                  227.
               
               
                  deplora che lo strumento di gemellaggio non venga ancora pienamente utilizzato nei paesi ACP, dell’Asia o dell’America Latina; chiede pertanto che la Commissione proponga le necessarie modifiche legislative prima del termine del mandato dell’attuale Commissione e sollecita gli Stati membri a intraprendere i passi necessari per garantire l’uso generalizzato di questo strumento, adattato alle esigenze specifiche di tali paesi, e a modificare di conseguenza il regolamento sull’applicazione del decimo FES;
               
            
                  228.
               
               
                  lamenta il fatto che la clausola di sospensione, che consente una procedura di aggiudicazione accelerata, è a malapena utilizzata dalla Commissione; chiede alla Commissione di utilizzare ragionevolmente questo strumento in modo da migliorare il calendario di esecuzione delle operazioni di assistenza tecnica;
               
            
                  229.
               
               
                  ritiene inaccettabile che talune imprese propongano deliberatamente esperti con un buon curriculum vitae al fine di ottenere un contratto, pur sapendo che l’esperto non sarà disponibile ad assumere l’incarico; concorda con la Corte dei conti circa l’inadeguatezza dei criteri di selezione per l’assistenza tecnica, utilizzati dalla Commissione;
               
            
                  230.
               
               
                  chiede pertanto che la Commissione tenga molto più in considerazione altri criteri (come quelli proposti dalla Corte dei conti), piuttosto che limitarsi a prendere in considerazione il curriculum vitae del capo del gruppo di esperti; suggerisce che questo è fattibile, ad esempio creando una banca dati, compatibile con i requisiti legali, delle imprese che non hanno fornito l’esperto proposto, impedendo così a tali ditte di partecipare alle gare d’appalto per un determinato periodo; rileva che la Commissione ha adottato il regolamento (CE, Euratom) n. 1302/2008, del 17 dicembre 2008, riguardante la banca dati centrale sull’esclusione (29) e la decisione 2008/969/CE, Euratom, del 16 dicembre 2008, sul sistema di allarme rapido a uso degli ordinatori della Commissione e delle agenzie esecutive (30), ma che questi nuovi strumenti non consentono di escludere delle imprese su questa base; rileva inoltre che questi aspetti fanno parte del piano di lavoro (asse 3, azioni 13-15) e invita la Commissione ad applicare immediatamente le azioni connesse;
               
            
                  231.
               
               
                  concorda con la Corte dei conti sull’incoerenza esistente nell’approccio della Commissione in merito all’uso dei sistemi dei paesi partner di gestione delle finanze pubbliche e aggiudicazione degli appalti, che talvolta contraddice direttamente gli impegni assunti dall’Unione nel contesto della dichiarazione di Parigi sull’efficacia dell’aiuto, approvata il 2 marzo 2005 (31); sollecita pertanto la Commissione a garantire la rapida attuazione di questi impegni sulla base del dialogo strategico previsto nel quadro dei settori di intervento di Accra e post-Accra e delle azioni del piano di lavoro (asse 1, segnatamente l’azione 20);
               
            
                  232.
               
               
                  invita la Commissione a essere quanto più possibile coerente con le sue iniziative sulla trasparenza e a tener conto della risoluzione del Parlamento del 19 febbraio 2008 sulla trasparenza nelle questioni finanziarie (32), raccomanda la creazione di una banca dati che fornisca una panoramica delle attività di assistenza tecnica e dei relativi risultati e che possa essere utilizzata per futuri compiti di assistenza tecnica e per evitare duplicazioni;
               
            Parte II: relazione speciale n. 1/2008 sul processo di istruzione e di valutazione dei grandi progetti di investimento dei periodi di programmazione 1994-1999 e 2000-2006
      
                  233.
               
               
                  invita la Commissione a rivedere la rigorosa procedura di approvazione dei grandi progetti, ma raccomanda di razionalizzare il processo decisionale mediante l’indicazione di valori reali, evitando così di trattare la procedura come una «procedura eccessivamente amministrativa», riducendo la durata del processo decisionale a ragionevole limiti e istituendo, non appena possibile, una unità indipendente per i grandi progetti con competenza orizzontale all’interno della direzione generale della Politica regionale (DG REGIO); evidenzia l’importanza di finanziare investimenti nel software, in quanto ciò renderà il sistema più trasparente e più facile da controllare; allo stesso tempo, la Commissione non deve ridurre il numero dei controlli in loco a seguito di tali investimenti;
               
            
                  234.
               
               
                  invita la Commissione a riferire sull’applicazione pratica della regola n + 2 e n + 3 per i grandi progetti, dal momento che alcuni Stati membri hanno cercato di «aggirare» le norme FESR (più precisamente, la regola n + 2), fondendo una serie di progetti in modo che la relativa cifra totale fosse appena inferiore ai valori limite per i grandi progetti e attendendo quindi la decisione della Commissione di sospendere la regola n + 2;
               
            
                  235.
               
               
                  evidenzia — chiedendo che gli si risponda — la questione di come possa essere nata la «cultura aliena al rischio» (con conseguente perdita di rilievo degli investimenti di elevata qualità e innovativi), una pratica che è del tutto contraria agli sforzi della Comunità previsti dalla strategia di Lisbona; ritiene che il problema risieda non nel finanziamento degli investimenti infrastrutturali, ma nel fatto che gli Stati membri hanno la possibilità di evitare «rischiosi» investimenti innovativi;
               
            
                  236.
               
               
                  ritiene deplorevole che la Commissione (DG REGIO) non stia finanziando l’istruzione e la formazione del proprio personale, ma un gruppo esterno (JASPERS), che si trova all’interno della struttura della Banca europea per gli investimenti e che quindi non risponde alla Commissione del suo lavoro; ricorda agli Stati membri che, se non riescono ad assicurare formazione e sviluppo ai loro gruppi di esperti, dipenderanno da gruppi di esperti esterni stranieri, con conseguenti notevoli spese indirette per il paese in questione;
               
            
                  237.
               
               
                  sostiene l’iniziativa con cui l’Unione si impegna a elaborare la valutazione ex post dei grandi progetti e determina quali sono le informazioni necessarie (dati uniformi e comparabili) che gli Stati membri devono raccogliere e trasmettere entro il termine stabilito; è del parere che il controllo debba concentrarsi in questo modo perché non esiste attualmente alcuna prova tangibile che i grandi progetti finanziati con fondi comunitari siano efficaci e che gli Stati membri abbiano utilizzato i fondi ricevuti nel modo più efficace e produttivo possibile;
               
            
                  238.
               
               
                  segnala che, allo stato attuale, le informazioni relative ai grandi progetti sono disponibili nella relazione annuale della Commissione sui fondi strutturali e sul Fondo di coesione solo dopo la relativa approvazione; invita pertanto la Commissione a garantire che la sua homepage consenta ai cittadini di monitorare lo stato di ogni grande progetto;
               
            Parte III: relazione speciale n. 2/2008 sulle informazioni tariffarie vincolanti
      
                  239.
               
               
                  sollecita la Commissione a trovare d’urgenza una soluzione ai problemi e alle carenze ancora irrisolti, poiché possono determinare una perdita di entrate per l’Unione in termini di risorse proprie tradizionali;
               
            
                  240.
               
               
                  prende atto delle risposte della Commissione, quando afferma che il codice doganale comunitario adottato nel 2008 (33) renderà le informazioni tariffarie vincolanti per il titolare, che proseguirà l’attività di aggiornamento del thesaurus e che l’interfaccia utente è disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione;
               
            
                  241.
               
               
                  sollecita la Commissione a garantire che le controversie relative alla classificazione tariffaria si risolvano entro i termini stabiliti dalla legislazione comunitaria e comunque entro un periodo di cinque mesi; chiede inoltre alla Commissione, in considerazione della potenziale perdita di risorse proprie, di aumentare a quattro persone il personale operante sulle informazioni tariffarie vincolanti e la classificazione, provvedendo che tale personale effettui più analisi del rischio e controlli con maggiore attenzione il tempestivo inserimento dei dati nel sistema da parte degli Stati membri e i possibili casi di uso scorretto a causa di «periodi di grazia» e shopping di informazioni tariffarie vincolanti;
               
            
                  242.
               
               
                  chiede alla Commissione di informare il Parlamento, entro la fine del 2009, su tutte le iniziative e le misure adottate sulla base delle osservazioni della Corte dei conti, nonché sulle loro modalità di applicazione;
               
            Parte IV: relazione speciale n. 3/2008 — Il Fondo di solidarietà dell’Unione europea: in che misura il suo intervento è rapido, efficiente e flessibile?
      
                  243.
               
               
                  accoglie con favore la valutazione globalmente positiva espressa dalla Corte dei conti sui risultati ottenuti dalla Commissione in relazione al Fondo di solidarietà dell’Unione europea;
               
            
                  244.
               
               
                  constata che le critiche espresse in merito alla «rapidità» non possono essere attribuite esclusivamente alla gestione del Fondo da parte della Commissione, dal momento che, molto spesso, i problemi sono legati a carenze nella gestione da parte degli Stati membri, come la qualità dell’informazione fornita dal richiedente;
               
            
                  245.
               
               
                  constata inoltre che, nella sua posizione del 18 maggio 2006 (34), il Parlamento ha riservato un’accoglienza favorevole alla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Fondo di solidarietà dell’Unione europea [COM(2005) 108], in cui sono previsti criteri più semplici e più chiari per una più rapida attivazione del Fondo, e che finora il Consiglio non è ancora avanzato in questo dossier;
               
            Parte V: relazione speciale n. 4/2008 sull’applicazione delle quote latte negli Stati membri che hanno aderito all’Unione europea il 1o maggio 2004
      
                  246.
               
               
                  lamenta che le autorità nazionali devono compiere una moltitudine di ispezioni che rischiano di essere superficiali, il che non consente di verificare l’attendibilità delle vendite dirette dichiarate; si compiace del regolamento (CE) della Commissione n. 228/2008 (35) che riduce all’1 % il tasso di ispezione per i produttori la cui produzione è inferiore a 5 000 kg;
               
            
                  247.
               
               
                  ritiene che la Commissione dovrebbe, nel quadro della gestione condivisa, continuare a prendere tutte le iniziative necessarie per garantire un controllo effettivo dell’attuazione e della buona gestione del regime delle quote lattiere;
               
            
                  248.
               
               
                  invita le autorità nazionali competenti a elaborare, sulla base di un’analisi dei rischi, un programma di controllo per ciascun periodo di 12 mesi e a effettuare controlli durante e dopo la campagna di contingentamento, e comunque entro 18 mesi dalla fine della campagna in questione;
               
            
                  249.
               
               
                  ritiene che, in un intento di semplificazione, la Commissione dovrebbe invitare i nuovi Stati membri ad aderire al principio generale in base al quale la totalità del latte commercializzato deve essere contabilizzata;
               
            
                  250.
               
               
                  chiede alla Commissione di invitare i nuovi Stati membri a migliorare il mantenimento delle loro banche dati, come richiesto dalla Corte dei conti nella sua relazione, e a evitare controlli inutili;
               
            
                  251.
               
               
                  invita la Commissione a continuare a valutare gli sviluppi nel settore lattiero-caseario, in particolare quelli legati al proprio mercato, alla situazione dei produttori e alle implicazioni in termini di assetto territoriale, in particolare nel quadro delle relazioni di valutazione che dovranno essere presentate entro il 31 dicembre 2010 ed entro il 31 dicembre 2012 ai sensi dell’accordo politico sullo «stato di salute» della politica agricola comune concluso nel novembre 2008;
               
            
                  252.
               
               
                  invita la Commissione a seguire l’insieme delle raccomandazioni della Corte dei conti nel quadro di questa valutazione dello stato di salute, e a prendere in considerazione le modifiche che potrebbero essere apportate all’OCM del latte e al regime delle quote lattiere, che dovrebbero in effetti orientarsi verso:
                  
                              a)
                           
                           
                              misure di accompagnamento e di transizione da prevedere a livello delle regioni in cui i piccoli produttori restano nettamente maggioritari;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              la necessità di garantire ai produttori di latte dei nuovi Stati membri un quadro regolamentare stabile e prospettive chiare, incitandoli a compiere gli investimenti indispensabili per garantire la sostenibilità della loro attività;
                           
                        
            Parte VI: relazione speciale n. 5/2008 sulle agenzie dell’Unione europea — ottenere risultati
      
                  253.
               
               
                  accoglie con favore la relazione speciale della Corte dei conti e consiglia vivamente alla Commissione di affrontare le carenze individuate nella relazione e a prendere provvedimenti in linea con le raccomandazioni della Corte;
               
            
                  254.
               
               
                  chiede che la Commissione crei e metta in atto un sistema di gestione globale per le agenzie di «regolazione» dell’Unione, basato su criteri espliciti come la trasparenza, l’economia, il buon funzionamento, l’efficacia e lo scambio reciproco delle pratiche più fruttuose; ritiene che la Commissione debba mantenere una comunicazione attiva con le agenzie dell’Unione e assistere i loro consigli di amministrazione nell’attuazione del bilancio e della gestione per attività (ABB/ABM);
               
            
                  255.
               
               
                  invita la Commissione a introdurre un sistema di controllo operativo per le agenzie dell’Unione, che consenta il trasferimento interno delle migliori pratiche e dei migliori metodi e che includa un insieme di indicatori sia generici che specifici per la valutazione;
               
            
                  256.
               
               
                  invita la Commissione a sviluppare delle linee di condotta per migliorare la pianificazione, il controllo, l’elaborazione delle relazioni e la valutazione delle attività delle agenzie e a mettere totalmente in pratica il concetto di ottenimento dei risultati stabilito dal regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 e dal regolamento finanziario quadro per le agenzie (36);
               
            Parte VII: relazione speciale n. 6/2008 concernente le azioni di risanamento finanziate dalla Commissione europea a seguito dello tsunami e dell’uragano Mitch
      
                  257.
               
               
                  invita la Commissione a trarre tutte le necessarie conclusioni dalle esperienze acquisite a seguito dell’uragano Mitch e dello tsunami, al fine di migliorare i risultati futuri; esorta la Commissione a svolgere un ruolo attivo a livello internazionale allo scopo di correggere le debolezze sistemiche in relazione alle capacità internazionali di soccorso;
               
            
                  258.
               
               
                  invita la Commissione, nell’ambito delle future azioni di risanamento, a rivolgere una particolare attenzione alle seguenti questioni: garantire che i finanziamenti siano orientati ai bisogni, che le popolazioni colpite (fra cui poveri, donne e bambini) siano al centro delle misure di aiuto e che informazioni dettagliate e precise sui risultati dell’assistenza siano rese accessibili sia ai contribuenti dei paesi donatori sia alle popolazioni colpite;
               
            
                  259.
               
               
                  invita le istituzioni superiori di controllo delle finanze pubbliche e la Corte dei conti a intensificare la cooperazione in relazione alle indagini, al controllo e alla valutazione dell’uso degli stanziamenti destinati ai soccorsi in caso di calamità naturali;
               
            
                  260.
               
               
                  invita la Commissione a rivedere il proprio elenco delle organizzazioni non governative, al fine di definire una politica di acquisti che impedisca l’appropriazione indebita delle donazioni da parte delle ONG;
               
            
                  261.
               
               
                  invita, inoltre, la Commissione a garantire l’adeguata visibilità agli aiuti dell’Unione europea senza peraltro compromettere l’efficacia globale e gli obiettivi di equità;
               
            
                  262.
               
               
                  invita le Nazioni Unite, la Croce Rossa, la Mezzaluna rossa e tutti gli altri donatori a concordare un ampio quadro di controllo e verifica al fine di:
                  
                              a)
                           
                           
                              intensificare e migliorare il controllo generale dei fondi raccolti;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              eliminare la duplicazione e/o la frammentazione delle procedure di controllo e ridurne i costi;
                           
                        
            
                  263.
               
               
                  si attende che la Commissione non solo accetti le raccomandazioni della Corte dei conti europea, ma si impegni anche a fornire indicazioni in merito alla prima data utile per la loro attuazione;
               
            
                  264.
               
               
                  ritiene indispensabile che anche in caso di aiuti umanitari, la Commissione ribadisca i criteri relativi all’efficacia degli aiuti sanciti dalla dichiarazione di Parigi sull’efficacia degli aiuti;
               
            
                  265.
               
               
                  invita la Commissione a fissare un termine di scadenza realistico e concreto rispetto alla disponibilità dei finanziamenti, al fine di incentivare i paesi beneficiari ad attuare in modo tempestivo i progetti concordati;
               
            
                  266.
               
               
                  ritiene che gli aiuti umanitari in caso di catastrofi e calamità naturali debbano essere forniti senza porre condizioni politiche; è tuttavia del parere che la Commissione debba chiedere ai paesi beneficiari di
                  
                              a)
                           
                           
                              non limitare l’accesso alle vittime;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              considerare gli aiuti esenti da tasse, dazi doganali o qualsiasi altra forma di onere fiscale;
                           
                        
                              c)
                           
                           
                              non rinviare o rifiutare la concessione dei visti al personale internazionale degli organismi responsabili degli aiuti;
                           
                        
                              d)
                           
                           
                              non imporre ai beneficiari di pagare per i beni e i servizi elargiti (o altrimenti fare in modo che tali entrate siano riconvertite ai fini della ricostruzione);
                           
                        
            
                  267.
               
               
                  invita la Commissione a considerare la sospensione degli aiuti in caso di violazione dei principi sopramenzionati.
               
            Parte VIII: relazione speciale n. 7/2008 sul programma «Energia intelligente per l’Europa (IEE) 2003-2006»
      
                  268.
               
               
                  accoglie con favore il serio lavoro compiuto dalla Corte dei conti nonché le sue osservazioni, che contengono una certa dose di elogi ma anche delle critiche in relazione alla gestione da parte della Commissione e dell’Agenzia di esecuzione del programma IEE per il periodo 2003-2006; apprezza la stretta cooperazione, orientata verso il futuro, tra l’agenzia, la Corte e il Parlamento;
               
            
                  269.
               
               
                  desume dall’analisi della Corte dei conti che i costi sostenuti dai beneficiari (per preparare le proposte e i resoconti) sono piuttosto elevati e benché sia chiaro che questi costi sono diversi da quelli puramente amministrativi, ritiene che anche questi costi dovrebbero essere presi in considerazione e ridotti in linea con i principi di una migliore regolamentazione;
               
            
                  270.
               
               
                  ritiene che le osservazioni della Corte dei conti possano rivelarsi utili anche nel caso di altre agenzie esecutive; attende con impazienza di ricevere la prossima relazione speciale della Corte dei conti relativa alle agenzie esecutive;
               
            
                  271.
               
               
                  deplora che, nel caso di progetti o di studi legati al programma, nonché nel caso delle agenzie locali dell’energia, i nuovi Stati membri non siano praticamente stati coinvolti; accetta tuttavia che il fatto che il programma fosse già iniziato prima dell’adesione dei 10 nuovi Stati membri possa in parte spiegare questa situazione; chiede alla Commissione di proseguire attivamente la sua politica che consiste nell’accordare priorità alla creazione di agenzie dell’energia nei nuovi Stati membri così da conseguire una ripartizione equilibrata sull’insieme del territorio dell’Unione;
               
            Parte IX: relazione speciale n. 8/2008 — La condizionalità è una politica efficace?
      
                  272.
               
               
                  ritiene che gli obiettivi del regolamento (CE) n. 1782/2003 (37) del Consiglio dovrebbero essere sviluppati in una maniera «SMART» (specifici, misurabili, realizzabili, pertinenti e opportuni) ed essere organizzati in una gerarchia logica e su detta base gli Stati membri dovrebbero definire norme e requisiti verificabili a livello aziendale;
               
            
                  273.
               
               
                  ritiene che il sistema di condizionalità andrebbe semplificato limitandolo agli elementi principali delle attività agricole in cui servono miglioramenti e specificando le norme, i requisiti e i risultati attesi;
               
            
                  274.
               
               
                  invita la Commissione a stabilire una distinzione netta fra condizionalità e ambiente agricolo; segnala che gli elementi della politica di sviluppo rurale, ad esempio l’obbligo di fissare norme verificabili, dovrebbero essere applicati anche alla condizionalità;
               
            
                  275.
               
               
                  ritiene che negli Stati membri andrebbe applicato un sistema di controllo e di sanzione per garantire il rispetto delle norme da parte degli agricoltori, che come minimo dovrebbe essere controllato l’1 % delle aziende agricole soggette a tali obblighi e che il sistema di sanzioni dovrebbe basarsi sul principio di una riduzione dei pagamenti in funzione o in proporzione della gravità dell’infrazione;
               
            
                  276.
               
               
                  invita la Commissione ad applicare un valido sistema di monitoraggio per misurare il rendimento tramite la definizione di indicatori pertinenti e di livelli di riferimento; invita gli Stati membri a trasmettere dati completi e affidabili che la Commissione dovrebbe analizzare in maniera più circostanziata;
               
            
                  277.
               
               
                  invita la Commissione a presentare proposte al più tardi nell’ambito della revisione del bilancio e della prossima riforma della politica agricola comune;
               
            
                  278.
               
               
                  invita la Corte dei conti a riferire in merito al rispetto dei requisiti di condizionalità nell’ambito della sua relazione annuale (dichiarazione di affidabilità);
               
            Parte X: relazione speciale n. 9/2008 — Efficacia del sostegno dell’UE nei settori della libertà, della sicurezza e della giustizia concesso a Bielorussia, Moldova e Ucraina
      
                  279.
               
               
                  sollecita la Commissione a compiere un’analisi esaustiva delle ragioni relative alle carenze e alla mancanza di risultati in alcuni dei progetti in Ucraina, Moldova e Bielorussia e a migliorare la programmazione, la gestione e il controllo dei fondi dell’Unione in questi paesi;
               
            
                  280.
               
               
                  insiste affinché la Commissione continui a destinare fondi comunitari alle priorità specifiche di Moldova, Bielorussia e Ucraina, tenendo presente i progressi compiuti in precedenti progetti;
               
            
                  281.
               
               
                  invita la Commissione a rendere più flessibili le procedure di finanziamento comunitario così da consentire adeguamenti dei fascicoli di progetto, dei parametri di riferimento e degli obiettivi, nonché da riflettere i cambiamenti intervenuti nella situazione economica e politica di tali paesi;
               
            
                  282.
               
               
                  chiede alla Commissione di garantire la sostenibilità dei progetti finanziati dall’Unione definendo chiaramente gli impegni assunti dal governo beneficiario al termine del progetto;
               
            
                  283.
               
               
                  deplora il fatto che l’efficacia dei fondi comunitari sia stata insufficiente nei casi in cui, nonostante le carenze constatate nella gestione del progetto, sono state concesse delle sovvenzioni ai medesimi contraenti in relazione a nuovi progetti; sollecita pertanto la Commissione a definire chiari criteri per la selezione dei contraenti e a evitare il ripetersi di una gestione insoddisfacente dei fondi comunitari;
               
            
                  284.
               
               
                  raccomanda che la Commissione migliori la comunicazione con i governi di Ucraina, Moldova e Bielorussia e intraprenda i passi necessari a incoraggiare e sostenere i paesi beneficiari affinché introducano ed esercitino un efficace coordinamento dei donatori;
               
            
                  285.
               
               
                  incoraggia la Commissione a concentrarsi maggiormente sulla questione dell’efficacia dei procedimenti penali nella lotta contro il crimine organizzato e ad analizzare tutte le possibilità per promuovere una maggiore partecipazione dell’opinione pubblica alla politica contro la corruzione, sostenendo le organizzazioni della società civile nelle questioni relative al potere giudiziario e al buon governo;
               
            Parte XI: relazione speciale n. 11/2008 sulla gestione del sostegno dell’UE alle operazioni di ammasso pubblico di cereali
      
                  286.
               
               
                  concorda con la Corte dei conti che la Commissione dovrebbe tener conto dell’ubicazione geografica dei depositi e, in particolare, della qualità delle scorte di cereali in sede di fissazione del prezzo minimo di vendita;
               
            
                  287.
               
               
                  chiede alla Commissione, al fine di migliorare il processo di bilancio, di rendere più trasparenti i costi delle attività non direttamente connesse con le operazioni di ammasso di cereali; suggerisce pertanto che l’elemento di sovvenzione dei programmi, come il sostegno a favore delle persone più indigenti o dell’industria del bioetanolo, sia direttamente destinato alle attività interessate;
               
            
                  288.
               
               
                  chiede agli Stati membri e alla Commissione di valutare i costi dei controlli nel settore delle operazioni di ammasso pubblico di cereali; invita la Commissione a creare maggiori incentivi per gli Stati membri al fine di ridurre i costi di stoccaggio e di capitale dei loro interventi e di ottimizzare le tempistiche di vendita delle loro scorte;
               
            
                  289.
               
               
                  concorda con la Corte dei conti che la Commissione dovrebbe rafforzare l’esame dei costi notificati dagli organismi pagatori monitorando sistematicamente tutti i dati o le tendenze insoliti; che i controlli in loco dovrebbero includere verifiche dei dati utilizzati e che la Commissione dovrebbe rivedere i costi forfetari delle operazioni senza movimento al fine di garantire che non superino i costi effettivi;
               
            
                  290.
               
               
                  condivide il parere della Corte dei conti secondo cui i controlli in loco dei dati relativi alle informazioni sui costi ricevute dagli organismi pagatori degli Stati membri sarebbero utili; sottolinea tuttavia la necessità di garantire che gli obblighi di controllo siano efficienti in termini di costo;
               
            
                  291.
               
               
                  deplora che non esista una scorta strategica di cereali per i casi di penuria alimentare a livello comunitario; osserva che gli Stati membri sono autorizzati a costituire scorte strategiche di cereali e che hanno l’obbligo di informare la Commissione in merito a tali scorte; deplora tuttavia il fatto che pochissimi Stati membri si avvalgono di questa possibilità e ritiene che la Commissione dovrebbe esaminare l’idea di costituire una scorta strategica comunitaria.
               
            
         (1)  GU L 77 del 16.3.2007.
      
         (2)  GU C 287 del 10.11.2008, pag. 1.
      
         (3)  GU C 107 del 30.4.2004, pag. 1.
      
         (4)  GU C 216 del 14.9.2007, pag. 3.
      
         (5)  GU C 286 del 10.11.2008, pag. 1.
      
         (6)  GU C 287 del 10.11.2008, pag. 111.
      
         (7)  GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1.
      
         (8)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
      
         (9)  GU L 11 del 16.1.2003, pag. 1.
      
         (10)  GU L 187 del 15.7.2008, pag. 25.
      
         (11)  GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.
      
         (12)  Parere n. 2/2004 della Corte dei conti delle Comunità europee sul modello di audit unico (single audit) e proposta concernente un quadro di controllo interno comunitario (GU C 107 del 30.4.2004, pag. 1).
      
         (13)  Consiglio dell’Unione europea, nota della presidenza alle delegazioni — «An improved sound financial management of EU funds 10284/08 FIN 217», 3.6.2008 (disponibile solo in versione inglese).
      
         (14)  GU L 88 del 31.3.2009, pag. 25.
      
         (15)  GU C 273 del 9.11.2006, pag. 2.
      
         (16)  GU L 340 del 6.12.2006, pag. 5.
      
         (17)  GU L 163 del 23.6.2007, pag. 17.
      
         (18)  Regolamento (CE) n. 498/2007 della Commissione, del 26 marzo 2007, recante modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio relativo al Fondo europeo per la pesca (GU L 120 del 10.5.2007, pag. 1).
      
         (19)  Regolamento (CE) n. 1447/1999 del Consiglio, del 24 giugno 1999, che istituisce un elenco di tipi di comportamento che violano gravemente le regole della politica comune della pesca (GU L 167 del 2.7.1999, pag. 5).
      
         (20)  GU C 94 del 21.4.2006, pag. 1.
      
         (21)  GU C 74 E del 24.3.2004, pag. 746.
      
         (22)  GU C 41 E del 19.2.2009, pag. 70.
      
         (23)  GU C 285 del 27.11.2007, pag. 1.
      
         (24)  Dichiarazione della Commissione concernente l’articolo 5 DCI, allegata alla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo del 24 ottobre 2006 [COM(2006) 628].
      
         (25)  Regolamento (CE) n. 1905/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (GU L 378 del 27.12.2006, pag. 41).
      
         (26)  GU C 174 del 26.7.2006, pag. 1.
      
         (27)  Regolamento (CE) n. 1085/2006 del Consiglio, del 17 luglio 2006, che istituisce uno strumento di assistenza preadesione (IPA) (GU L 210 del 31.7.2006, pag. 82).
      
         (28)  GU C 287 del 10.11.2008, pag. 9.
      
         (29)  GU L 344 del 20.12.2008, pag. 12.
      
         (30)  GU L 344 del 20.12.2008, pag. 125.
      
         (31)  La dichiarazione di Parigi sull’efficacia degli aiuti è stata decisa e approvata in occasione del Forum ad alto livello, tenutosi il 2 marzo 2005 a Parigi, dai paesi in via di sviluppo e i paesi donatori, l’Unione europea, la Banca africana di sviluppo, la Banca asiatica di sviluppo, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo, la Banca interamericana di sviluppo, il Comitato di aiuto allo sviluppo dell’OCSE, le Nazioni Unite e la Banca mondiale.
      
         (32)  Testi approvati, P6_TA(2008) 51.
      
         (33)  Regolamento (CE) n. 450/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, che istituisce il codice doganale comunitario (Codice doganale aggiornato) (GU L 145 del 4.6.2008, pag. 1).
      
         (34)  GU C 297 E del 7.12.2006, pag. 331.
      
         (35)  Regolamento (CE) della Commissione n. 228/2008, del 13 marzo 2008 che modifica il regolamento (CE) n. 595/2004 per quanto riguarda l’intensità dei controlli sulle consegne e sulle vendite dirette di latte (GU L 70 del 14.3.2008, pag. 7).
      
         (36)  Regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all’articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72).
      
         (37)  Regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola comune e istituisce taluni regimi di sostegno a favore degli agricoltori (GU L 270 del 21.10.2003, pag. 1).