CELEX: 62010CN0568
Language: it
Date: 2010-12-06 00:00:00
Title: Causa C-568/10: Ricorso proposto il 6 dicembre 2010 — Commissione europea/Repubblica d’Austria

19.2.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 55/19
            
         Ricorso proposto il 6 dicembre 2010 — Commissione europea/Repubblica d’Austria
   (Causa C-568/10)
   2011/C 55/33
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: Maria Condou-Durande e W. Bogensberger, agenti)
   
      Convenuta: Repubblica d’Austria
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               Constatare che la Repubblica d’Austria, avendo adottato una normativa in base alla quale gli studenti cittadini di paesi terzi possono ottenere il permesso di lavoro soltanto dopo che si sia esaminata la situazione del mercato del lavoro in Austria e si sia quindi accertato che il posto non può essere occupato da una persona già iscritta all’ufficio di collocamento in quanto disoccupata, ha violato gli obblighi ad essa incombenti in base all’art. 17, n. 1, della direttiva del Consiglio 13 dicembre 2004, 2004/114/CE, relativa alle condizioni di ammissione dei cittadini di paesi terzi per motivi di studio, scambio di alunni, tirocinio non retribuito o volontariato (1).
            
         
               —
            
            
               condannare Repubblica d’Austria alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   La Commissione è dell’avviso che le disposizioni del diritto austriaco precludono sistematicamente gli studenti cittadini di paesi terzi l’accesso al mercato del lavoro, in quanto il permesso di lavoro per un posto vacante viene rilasciato loro soltanto allorché si sia verificato che tale posto non può essere ricoperto da un disoccupato iscritto all’ufficio di collocamento austriaco. Il numero di permessi di lavoro rilasciati a questi gruppi di persone sarebbe pertanto molto modesto. Così, soltanto il 10 % degli studenti provenienti da paesi terzi, rispetto al 70 % degli studenti austriaci, avrebbe la possibilità di finanziare con un’attività lavorativa una parte del costo dei suoi studi. Secondo la Repubblica d’Austria tali limitazioni sarebbero giustificate. L’Austria sarebbe particolarmente attraente per gli studenti cittadini di paesi terzi grazie al libero accesso alle scuole superiori ed alle modeste tasse d’iscrizione. Essi troverebbero normalmente, a causa di una scarsa conoscenza del tedesco e di carenti qualifiche professionali, occupazione in settori in cui si svolge un lavoro non qualificato e rafforzerebbero quindi ulteriormente il tasso di disoccupazione che in questo settore è manifestamente elevato.
   
      (1)  GU L 375, pag. 12.