CELEX: E2013J0028
Language: it
Date: 2014-10-17 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 17 ottobre 2014, nella causa E-28/13 — LBI hf. contro Merrill Lynch International Ltd (Articolo 30, paragrafo 1, della direttiva 2001/24/CE — Liquidazione degli enti creditizi — Diritto applicabile — Nullità, annullamento o inopponibilità degli atti — Atti disciplinati dalla legge di un altro Stato SEE)

7.5.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 150/10
            
         SENTENZA DELLA CORTE
   del 17 ottobre 2014
   nella causa E-28/13
   LBI hf. contro Merrill Lynch International Ltd
   (Articolo 30, paragrafo 1, della direttiva 2001/24/CE — Liquidazione degli enti creditizi — Diritto applicabile — Nullità, annullamento o inopponibilità degli atti — Atti disciplinati dalla legge di un altro Stato SEE)
   (2015/C 150/10)
   Nella causa E-28/13, LBI hf. contro Merrill Lynch International Ltd. — ISTANZA alla Corte, a norma dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia dal Tribunale distrettuale di Reykjavík (Héraðsdómur Reykjavíkur) in merito all’interpretazione dell’articolo 30, paragrafo 1, della direttiva 2001/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di risanamento e liquidazione degli enti creditizi — la Corte, composta da Carl Baudenbacher, presidente, Per Christiansen (giudice relatore) e Páll Hreinsson, giudici, ha emesso il 17 ottobre 2014 la sua sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
   
               1.
            
            
               L’espressione «nullità, annullamento o inopponibilità degli atti» di cui all’articolo 30, paragrafo 1, della direttiva 2001/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di risanamento e liquidazione degli enti creditizi fa altresì riferimento alla risoluzione nel diritto fallimentare sulla base di elusione delle norme, come quelle incluse nel capitolo XX della legge fallimentare islandese n. 21/1991.
            
         
               2.
            
            
               Ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 1, secondo trattino, della direttiva 2001/24/CE, il beneficiario deve dimostrare che, se per motivi procedurali o sostanziali, ai sensi della legge che disciplina l’atto pregiudizievole alla massa dei creditori, non vi è alcuna possibilità, o non vi è più la possibilità di impugnare l’atto in questione.
               Deve essere effettuata una valutazione concreta dell’atto specifico in questione. Di conseguenza, anche se l’atto può, in via di principio, essere contestato in base alla legge dello Stato del SEE che lo disciplina, è sufficiente che il beneficiario dimostri che le condizioni per una tale contestazione non sono soddisfatte nel caso in esame.
               Occorre valutare, secondo le norme dello Stato del SEE, se il beneficiario abbia o meno dimostrato che la legge applicabile all’atto non consente alcun mezzo di impugnazione.