CELEX: 62011CN0485
Language: it
Date: 2011-09-22 00:00:00
Title: Causa C-485/11: Ricorso proposto il 22 settembre 2011 — Commissione europea/Repubblica francese

3.12.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 355/9
            
         Ricorso proposto il 22 settembre 2011 — Commissione europea/Repubblica francese
   (Causa C-485/11)
   2011/C 355/15
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: A. Bordes e G. Braun, agenti)
   
      Convenuta: Repubblica francese
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   La Commissione conclude che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               dichiarare che la Repubblica francese, avendo istituito una tassa aggiuntiva gravante sugli operatori di comunicazioni elettroniche con l’art. 33, della legge 5 marzo 2009, 2009-258, relativa alla comunicazione audiovisiva (1) è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti a norma dell’art. 12 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 7 marzo 2002, 2002/20/CE, relativa alle autorizzazioni per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (2);
            
         
               —
            
            
               condannare la Repubblica francese alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del proprio ricorso, la Commissione solleva dubbi quanto alla compatibilità dell’art. 302 bis KH del codice generale delle imposte, introdotto per mezzo dell’art. 33 della legge 5 marzo 2009, 2009-258, relativa alla Comunicazione audiovisiva ed al nuovo servizio pubblico di televisione, con la menzionata direttiva «autorizzazioni». Avendo imposto una tassa alle imprese gestrici di una rete ovvero fornitrici di servizi di comunicazione elettronica a titolo di autorizzazione generale, la convenuta avrebbe violato, assegnatamente, l’art. 12 della direttiva. La Commissione contesta la tesi sostenuta dalle autorità nazionali, secondo cui detto articolo riguarderebbe unicamente le tasse che gli Stati possono imporre «a titolo di» concessione di una licenza ovvero di un’operazione connessa ad una procedura di autorizzazione degli operatori di comunicazioni elettronica. A parere della ricorrente, il detto articolo mira, in realtà, ad inquadrare ogni forma di tassa «amministrativa», vale a dire connessa a tutti i costi derivanti dalla gestione, dal controllo e dall’applicazione del regime di autorizzazione, e non solo quelli connessi al rilascio dell’autorizzazione medesima.
   
      (1)  GURF n. 0056, pag. 4321.
   
      (2)  GU L 108, pag. 21.