CELEX: 51992PC0011
Language: it
Date: 1992-05-20
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO riguardante la tutela dei consumatori in materia di contratti negoziati a distanza

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                          COM(92) 11 def. SYN 411
                                          Bruxelles, 20 maggio 1992
                                 Proposta di
                          DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                   riguardante la tutela dei consumatori
               in materia di contratti negoziati a distanza
                       (Presentata dalla Commissione)
>"*"""
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                                 MOTIVAZIONE
I SITUAZIONE GENERALE
  a)  Contesto politico comunitario
      Nel 1972 la Comunità ha deciso di avviare una politica specifica di
      protezione dei consumatori.
      Il primo programma della Comunità (Risoluzione del Consiglio del 14
      aprile 1975) in questo campo menzionava già nella parte riguardante
      la tutela degli       interessi economici  dei consumatori, che il
      consumatore doveva essere protetto contro le "richieste di pagamento
      dì merci non ordinate e i metodi aggressivi di vendita".
      Il secondo programma (Risoluzione del Consiglio del 19 maggio 1981)
      riprendeva la stessa formula aggiungendo che andavano studiate anche
      le conseguenze economiche per il consumatore derivanti dal I'"impiego
      di    nuove    tecnologie    nel   campo  dell'informatica  e    delle
      telecomunicazioni".
       Il terzo programma denominato "Nuovo impulso" per la politica di
      protezione dei consumatori (Risoluzione del Consiglio del 23 giugno
      1986) annuncia (punto 29): "se si vuole che il mercato comune sia
      pienamente efficace occorre facilitare ai consumatori gli acquisti di
      prodotti in altri paesi" e precisa che la Commissione presenterà
      proposte adeguate riguardanti i nuovi sistemi (videotex, televisione,
      telefono) che consentono al consumatore         di  fare a domicilio
      ordinazioni al loro fornitore.
       Il quarto programma comunitario chiamato "Piano d'azione    triennale
      1990-1992" (C0M(90) 98 deI 3 maggio 1990) precisa:
           "Per trarre tutto il vantaggio dal mercato interno occorre che i
           cittadini siano preparati a sfruttare questo mercato acquistando
           beni e servizi su tutto il territorio interessato.
           La vendita transfrontaliera tramite sistemi elettronici che
           impiegano la televisione e le nuove tecnologie di comunicazione,
           nonché   la vendita per corrispondenza attualmente esistente
           stimoleranno gli acquisti transfrontalieri".
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   Nella   sua parte  "azione" questo   quarto   programma   prevede  pertanto
   una:
        "Proposta di direttiva relativa al contratti negoziati a distanza
        (1990)".
   E' questo pertanto l'oggetto della presente proposta.
   Un altro testo comunitario ha trattato successivamente questo
   problema, la comunicazione (C0M(91) 41 def.) "Verso un mercato unico
   della distribuzione". Il paragrafo 3.2 porta il titolo: "Definire le
   regole    applicabili   alle   nuove    forme   di   distribuzione    senza
   front iere".
   Vi si precisa:
        "Un settore indubbiamente importante è costituito dal mercato
        multinazionale,    di   dimensioni     limitate   ma    in   crescente
        espansione, delle vendite a distanza, basate su nuove tecniche di
        pubblicazione, di radiodiffusione e di pubblicità in più lingue".
b) II fenomeno econom i co
        Nuove tecnologie
   La commercializzazione a distanza avviene in misura crescente tramite
   nuove tecnologie per       la diffusione della sollecitazione o per
   raccogliere il consenso del consumatore.
   Per la diffusione della sollecitazione i media utilizzati sono:
   Media scritti
   Stampato senza indirizzo
   Stampato con indirizzo
   Lettera standard
   Inserzione sulla stampa
   Fax
   Media audio
   Telefono con intervento umano
   Telefono senza intervento umano (apparecchio automatico di chiamata)
   Radio
   Media video
   Teletext
   Computer domestico
   Minitel, BiIdschirmtext
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       Media audiovisivi
       Televisione
       Lettore video-cassette o video-dischi
       Telefono con immagine (visiofono)
       Fra queste tecniche quelle che sono interattive possono essere
       impiegate per registrare le ordinazioni. Quella più recente è il
       telefono senza intervento umano: è un computer dotato di parola che
       registra la richiesta del consumatore.
       Una tecnica di vendita a distanza può utilizzare più tecnologie. Ad
       esempio, nel caso della vendita per televisione l'ordinazione viene
       fatta sia tramite computer, per telefono o a mezzo posta ma non può
       essere fatta (per il momento) tramite il medium che è servito a
       diffondere l'offerta. Allo stesso modo un'offerta può impiegare più
       media: un catalogo è spesso seguito da una promozione a mezzo posta e
       talvolta da una chiamata telefonica.
       L'utilizzazione dei vari modi di ordinazione da parte del consumatore
       evolve molto rapidamente.
        Il delegato generale del sindacato delle imprese francese ritiene ad
       esempio che nel suo paese nel 1995 soltanto il 25% delle ordinazioni
       avverranno a mezzo posta.
       La Redoute, prima società francese di vendita a distanza ha ricavato
       nel 1990 21 milioni di ordinazioni il 27% tramite posta, il 45% per
       telefono e il 14% per Mini tei.
       La tabella allegata mostra     anche che  le  differenze  da   un paese
       all'altro sono rilevanti.
       Ripartizione in % della cifra di affari per modo di ordinazione delle
       grandi imprese di vendita a distanza.
   1990             Belgio         Francia      Spagna        Giappone
Posta                89             61,8           75           39,4
Telefono              8,7           22,3           13           56,7
Mini tel                             9,5
Altr i                2,3            6,4           12             3,9
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Occorre inoltre rilevare il ruolo di importanza crescente assunto dal credito
nel campo della vendita a distanza. La tabella allegata fa rilevare che per
la Francia questo tasso è superiore al 25%. In Belgio questa cifra è
anch'essa del 25%.
Ripartizione della cifra di affari della vendita a distanza            in Francia fra
vendita per contanti e vendita a credito (in % )
                       1980      1982       1984       1986     1988      1990
 Vendita per           82,8      82,8       79,5       78,9     75,1     73,9
 contant i
 Vendita a             17,2      17,2       20,5       21,1     24,9     26,1
 credi to
                              (Fonte SVPCD ottobre 91)
     e)   Struttura del mercato
          La tabella che segue evidenzia l'importanza della vendita a distanza
          tradizionale   in taluni Stati membri. Queste cifre sono fornite
          dall'Associazione europea di vendita per corrispondenza.
          Le imprese aderenti a questa associazione non rappresentano la
          totalità del mercato. Ad esempio, in Belgio, l'Associazione delle
          imprese di vendita a distanza (AEVD) ritiene di rappresentare il 7 5 %
          del mercato.
            Paese           Cifra affar i        Parte      Parte comm.
                                 1990       commercio 90    non alimentare
                            (mi I. ECU)
 Germania                     14.278             4,2 (1)         4,3
 Francia                       5.921             2,5             5,1
 Gran Bretagna                 5.204             2,8             4,6
  ital ia                       1.026            0,5             1,4
 Svezia                         1 .024           2,8             4,8
 Svizzera                       1 .021           2,6             5,0
 Austr ia                         962            3,9              -
 Paesi Bassi                      823            1,6             2,7
 Belgio                           580            1,1             1 ,8
 Danimarca                        532            2,8 (1)         4,8
 Fin landia                       460            1,5             2,5
 Spagna                           393            0,005            -
(1) 1989                          Fonte: A.E.V.P.C.
Questa tabella indica che la vendita a distanza classica si realizza per
I'80% in soltanto tre paesi            della Comunità. Questo tipo di vendita
rappresenta per questi tre paesi fra il 4 e il 5% di tutto il commercio non
al imentare.
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Le più grandi società mondiali di vendita a distanza sono europee. Come
mostra la tabella allegata su questo mercato si affrontano società europee e
società americane.
Classifica delle 13 prime imprese di vendita per corrispondenza nel mondo nel
1990.
          Societa            Paese     CA in           Settore di attivita
                                       mi 1 i o n i
                                        di $
  Otto Versand**             RFA        7.415       Assortimento generale
  Que 1 1 e                  RFA        6.350       Assortimento generale
  Great Universal stores     G-B        4.685       Assortimento generale
                  (GUS)
   Sears, Roebuck & Co       USA        4.300       Assortimento generale
  United Automobile
  Association Services       USA        4.291       Assicuraz ioni
   J.C. Penney               USA        3.315       Assortimento generale
   Time Warner               USA        2.784       Editor ia
  Te1e-Commun i cat ions     USA        2.602       Cavo
   Reader's Digest           USA        1 .757      Editor ia
   La Redoute*               Francia    1.642       Assortimento generale
  Bertelsmann*               RFA        1.600       Editoria
  GEICO                      USA        1.572       Assicuraz ioni
  Neckermann                 RFA        1 .484      Assortimento generale
*    Cifra d'affari 1989
**   Cifra d'affari di Spiegel compreso (filiale americana)
                  Fonte: Marketing Logistics INC. 1990
     L'europeizzazione delle imprese di vendita a distanza è già largamente
     avvenuta. L'analisi delle filiali (tabella n. 2 all'allegato 1) dei 2
     gruppi 0TT0-VERSAND e LA REDOUTE evidenzia bene             le strategie di
      insediamento su tutta la Comunità. Talune imprese più piccole riescono
     addirittura ad essere presenti in quasi tutti gli Stati membri (Yves
     ROCHER-DAMART).
     Queste strategie di insediamento sotto forma di filiali può a termine
     porre problemi di segmentazione del mercato. Uno studio recente eseguito
     per conto del Servizio politico dei consumatori ha evidenziato l'estrema
     riluttanza di talune imprese a spedire al consumatore i loro cataloghi al
     di là delle frontiere nazionali. E' indispensabile per il funzionamento
     del grande mercato che un consumatore possa rivolgersi ad una impresa al
     di fuori del proprio paese anche se essa ha una filiale nel paese di
     residenza del consumatore. Giova tuttavia osservare che soltanto le
     grandi imprese possono realizzare una politica di insediamento di filiali
      in tutti gli Stati membri.
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e) Necessità di un'azione legislativa comunitaria
   Situazione del consumatore in questo tipo di transazione
   La commercializzazione a distanza è caratterizzata da una operazione in 3
   fasi :
        Il consumatore riceve un'offerta di prodotto o di servizio:
        descrizione scritta, visiva o orale, indicazione del prezzo e delle
        cond i z i on i....
        Su questa base effettua l'ordinazione.
        Successivamente riceve il prodotto o il servizio.
   La diffusione dell'offerta verso il consumatore avviene mediante una
   tecnica di comunicazione a distanza. Anche il consumatore impiega una
   tecnica di comunicazione a distanza per entrare                in contatto con
    l'operatore.
   A causa di questa doppia utilizzazione di tecniche di comunicazione a
   distanza non vi è presenza             fisica simultanea    del   consumatore e
   del l'operatore.
   Le varie categorie        di   vendita  possono essere   cosi   riassunte  nella
   seguente tabella:
                            Presenza simultanea      Nessuna presenza simultanea
                            consumatore/             consumatore/commere i ante
                                commerciante
      Esercizio               Vendita classica        Negozi automatici
      commerciale
      Domicilio del           Vendita porta           Vendita a distanza
      consumatore                 a porta
   Taluni analisti hanno tentato di segmentare la vendita a distanza in più
   sottocategorie: la vendita per corrispondenza basata su un'offerta
   diffusa tramite supporto scritto, la vendita per telefono in cui tutte le
   fasi del processo di vendita avvengono per telefono, la vendita per
   televisione.... Altri analisti hanno ritenuto che l'utilizzazione di
   talune tecniche come il telefono o la televisione rendesse queste forme
   di vendita più vicine alle visite di vendita a domicilio piuttosto che
   alla vendita per corrispondenza.
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Un'analisi approfondita dei problemi incontrati dai consumatori mostra che le
difficoltà che emergono nella vendita porta a porta non sono assolutamente le
stesse nel caso della vendita a distanza.
Ad esempio, la vendita per televisione non può essere assimilata al porta a
porta   poiché   il consumatore    ha    sempre    la possibilità    di     spegnere
I'apparecchio.
Quando    il mezzo principale di ordinazione era            la posta,      l'inoltro
dell'ordinazione richiedeva più giorni. L'acquisto per corrispondenza era un
acquisto meditato a lungo e quando il postino arrivava per la consegna erano
passate più settimane.
Rispetto a questi termini il tempo impiegato nel redigere l'ordinazione aveva
poca importanza.
Oggi l'acquisto a distanza è piuttosto un acquisto impulsivo            ed   aumenta
l'esigenza dei clienti per quanto riguarda la rapidità.
E' evidente che l'atto dell'acquisto è motivato dal prodotto stesso e dalla
sua   presentazione   nel   catalogo. Tuttavia       il mezzo    di   trasmissione
dell'ordinazione non deve apparire come un freno.
    Pressione legislativa negli Stati membri
L'analisi delle disposizioni giuridiche degli Stati membri in materia di
contratti negoziati a distanza fa emergere una notevole pressione ad adottare
disposizioni    legislative   a  partire     dal    1987  che   è   anche      l'anno
dell'introduzione in Europa della vendita per televisione.
Si può osservare che il concetto di "vendita a distanza" appare per la prima
volta nei testi degli Stati membri nel 1987. Fino allora questa nozione non
era   mai   stata   utilizzata   in    testi    legislativi   e   compare     allora
simultaneamente in un testo danese (capitolo 4 della legge 23.12.87) e in un
testo francese (Decreto del 3.12.87). Lo stesso anno il Portogallo adotta una
legge generale che tratta le "vendite per corrispondenza" ma che fa
riferimento al complesso delle vendite a distanza.
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Belgio
 Il Belgio ha adottato nell'agosto del 1991 una legge riguardante le "vendite
a distanza". La definizione è molto simile a quella enunciata nella presente
proposta. Essa riguarda i prodotti e i servizi e tutte le tecniche di
comunicazione a distanza. Mediante decreti reali i pubblici poteri possono
adottare molteplici provvedimenti di applicazione.
Danimarca
Nel 1987 la Danimarca ha introdotto una legislazione riguardante "le vendite
a distanza". Questo testo prevede in particolare un termine di rinuncia di 7
giorni. E' inoltre vietato telefonare al consumatore senza il suo consenso
preliminare. Una legge del giugno del 1990 reca disposizioni sull'indicazione
dei prezzi nelle vendite a distanza.
Germania
La Germania ha una legge specifica soltanto per l'impiego del BiIdschirmtext.
Esiste invece una rilevante giurisprudenza relativa alla  vendita per telefono
che è vietata (giurisprudenza del Bundesgerichtshof del   1970 - 1989 - 1990).
La diffusione di stampati pubblicitari senza indirizzo    nelle cassette delle
 lettere è vietata dalla giurisprudenza (sentenza BGH del 10.12.88) qualora il
consumatore abbia manifestata la sua opposizione.
Grecia
La Grecia ha disciplinato l'attività di vendita per corrispondenza con
decisione ministeriale del luglio 1990. Questo testo è stato modificato nel
settembre 1991.
Spagna
Non esiste in Spagna una legislazione nazionale ma numerose regioni hanno
legiferato nel campo delle vendite a distanza (Aragona/1989 - Galizia/1988 -
Valenza/1986). Vi sono progetti in altre regioni (Catalogna).
Francia
Nel diritto francese non esiste un testo generale sulle vendite a distanza ma
la normativa è dispersa in numerose leggi, decreti e ordinanze, il settore
delle vendite a distanza è pertanto globalmente disciplinato con formule
diverse (legge n. 88.21 del 7.1.1988, legge n. 89.421 del 23 giugno 1989,
legge 87.1008 del 31.12.89). Esiste anche una legge specifica per la vendita
mediante televisione.
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Ir landa
In Irlanda non esistono disposizioni specifiche per la vendita a distanza.
L'unica disposizione specifica è il divieto delle vendite forzate (Sale of
Goods Act 1980).
Italla
La legge del 29 dicembre 1990 attua la direttiva comunitaria in materia di
vendita porta a porta ed estende il suo campo di applicazione alle vendite
per corrispondenza e particolarmente a quelle effettuate per televisione.
L'Italia é infatti il paese in cui questa forma di vendita è la più diffusa.
Il decreto di applicazione è tuttora in discussione.
Lussemburgo
La vendita per corrispondenza è disciplinata dalla legge 25 agosto 1983 che
prevede un termine di riflessione di 15 giorni dopo ricevimento della merce.
La vendita per telefono è vietata dalla legge sul commercio ambulante. Per
quanto riguarda il videotext un regolamento granducale è stato adottato nei
febbraio del 1991.
Paesi Bassi
Nei Paesi Bassi non esiste una legge specifica per la vendita a distanza. Il
nuovo codice civile entrerà in vigore nel gennaio del 1992 e prevede in
particolare il divieto di esigere come anticipo più del 50% del prezzo di un
prodotto.
Por toga I lo
Il Portogallo è stato il primo Stato membro a dotarsi di una normativa
generale riguardante tutte le forme di vendita a distanza: decreto legge n.
272/87 del 3 luglio 1987. Questo testo è molto simile al testo belga.
Anch'esso prevede che nessun pagamento anticipato può essere richiesto al
consumatore.
Regno Unito
Non esistono disposizioni legislative salvo per quanto riguarda le vendite
forzate (Unsolicited Goods and Services Acts 1971-1975). Il settore della
vendita a distanza è disciplinato da codici di comportamento adottati sotto
l'autorità dell'Office Fair Trading. Esistono anche numerosi dispositivi
volontari     di protezione contro gli stampati pubblicitari    (Mail Order
Protection Scheme).
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II OBIETTIVI    ,
   La vendita a distanza sarà una delle applicazioni più            visibili  e  più
   concrete del grande mercato interno per i consumatori.
   Nel campo dei prodotti         la libera circolazione è quasi del           tutto
   realizzata ed il consumatore acquista i prodotti che egli trova sugli
   scaffali    dei   commercianti.     Il consumatore    beneficia    della   libera
   circolazione ma non è attore.            In materia    di   servizi    la  libera
   circolazione registra una realizzazione più lenta. La generalizzazione
   del mutuo riconoscimento è una condizione preliminare                all'attività
   transfrontaliera.
   La    vendita   a    distanza    restituisce    al   consumatore     l'iniziativa
   dell'acquisto transfrontaliero. E' il consumatore che a partire da una
   proposta transfrontaliera prende l'iniziativa di rivolgersi ad un'impresa
   in altro paese diverso dal suo.
   L'apertura delle frontiere in questo campo offre la possibilità al
   consumatore francese di acquistare mediante Mini tei su un catologo
   tedesco, al consumatore spagnolo di acquistare per posta su una
   pubblicità di stampa portoghese, al consumatore               lussemburghese di
   acquistare per telefono in una emissione di teleshopping di origine
   br itannica.
   Taluni rappresentanti del settore non esitano a sostenere che la vendita
   a distanza è, fra tutti i sistemi di distribuzione, quello che può
   maggiormente trarre profitto dall'apertura delle frontiere. Le grandi
    imprese del settore hanno da lungo tempo compreso la posta in gioco e si
   sono dotate di una strategia di sviluppo in tutti i paesi della Comunità.
   La grande novità su questo mercato è l'impiego generalizzato delle nuove
   tecnologie sia per la diffusione dell'offerta del prodotto o del servizio
   sia per     raccogliere    l'accordo del consumatore. Per         la diffusione
   dell'offerta si possono citare il telefono (visite telefoniche), la
   radio,     la    televisione,      gli    elaboratori     domestici     (Minitel,
   BiIdschirmtext).
   Per raccogliere l'accordo del consumatore vengono utilizzate tutte             le
   tecnologie interattive: telefono, teletext, computer, audiotext.
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L'analisi dell'impiego di queste nuove tecnologie mostra che esiste una
forma specifica di vendita commerciale, la vendita a distanza, il cui
antenato è la tradizionale vendita per corrispondenza. Gli operatori di
questo settore hanno ben compreso questa evoluzione e numerose sono le
associazioni nazionali del settore che in questi ultimi anni hanno
cambiato la loro denominazione per integrare nella loro denominazione il
concetto di distanza.
Due sono le evoluzioni fondamentali  in corso:
     prodotti o servizi che non erano     venduti  a distanza  lo sono  ora
     (prodotti alimentari, servizi);
     in misura crescente società commercializzano direttamente      i  loro
     prodotti o servizi mediante queste nuove tecniche.
Di fronte a questo dinamismo tecnologico e alle numerose inquietudini che
esso solleva dal punto di vista giuridico, numerosi Stati membri hanno
reagito emanando delle regole. L'analisi della situazione Stato per Stato
evidenzia che questo settore non è stato oggetto di alcuna disposizione
 legislativa fino al 1987 ma che a partire da questa data i testi si
moltiplicano.    E'  responsabilità   della   Commissione  evitare   questa
frammentazione. Il testo propone pertanto un quadro generale per i
contratti a distanza, quadro che può essere completato da disposizioni
nazionali legislative o di autoregolazione.
 Il primo obiettivo è quello di garantire la sicurezza giuridica del
consumatore. Il consumatore può oggi fare un'ordinazione per telefono e a
rispondergli è un "automatismo vocale". Il consumatore può a malapena
rendersi conto di non essere in comunicazione con un essere umano ma con
una macchina. Qual è la natura del contratto che viene stipulato? Chi è
 il contraente del consumatore? Quale informazione viene fornita al
consumatore? Quali sono gli elementi di prova in caso di controversia?
Qual é il diritto applicabile al contratto? Cosa sostituisce la firma?
Questa sicurezza giuridica consentirà anche alle imprese di sviluppare la
 loro attività in un quadro omogeneo nella Comunità.
 Il secondo obiettivo é di garantire il diritto di scelta del consumatore.
 Il diritto di scelta è in primo luogo la possibilità di non ricevere
taluni tipi di sollecitazioni come chiamate telefoniche automatiche o
fax. Esistono più modi per garantire questo diritto del consumatore alia
tranquiII ita.
Un altro aspetto del diritto di scelta è l'informazione fornita al
consumatore prima della transazione e durante la sua esecuzione. Il
principio è che l'impiego delle nuove tecnologie non deve portare a una
diminuzione delle informazioni fornite.
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Dal 1865, data della prima edizione del celebre catalogo di vendita per
corrispondenza BON-MARCHE, al consumatore è concesso da parte di taluni
operatori del settore il diritto di rescindere il contratto all'atto di
ricevere la merce. Lo studio comparato rivela che questa prassi si è
gradualmente generalizzata in tutta la Comunità, su base regolamentare in
6 paesi e su base volontaria negli altri 6 (cfr. tabella descrittiva nel
commento articolo per articolo).
Un altro aspetto del diritto di scelta ò il divieto delle vendite a invio
forzato e il principio che la mancanza di risposta del consumatore ad una
sollecitazione non equivale ad un accordo.
Il terzo obiettivo è quello di garantire il rimborso del consumatore nel
caso di mancata esecuzione del contratto. 11 consumatore che paga in
anticipo per un prodotto o un servizio deve essere sicuro di recuperare
 il suo denaro qualora il prodotto non venga fornito o il servizio non
venga reso. Il mercato americano della vendita a distanza è attualmente
perturbato da un numero notevole di pratiche fraudolente di questo tipo
tanto che i consumatori degli Stati Uniti hanno creato una lega contro le
frodi nelle vendite per telefono. Del pari, sul mercato europeo
 imperversano imprese che sfruttano le differenze regolamentari fra Stati
membri.     Il rischio é particolarmente elevato quando       l'impresa é
difficilmente identificabile e localizzabile. Queste pratiche recano
pregiudizio al consumatore ma altresì a tutto il settore. Per questo
motivo il testo comporta disposizioni relative a taluni pagamenti tramite
carta    di   credito.  La  raccomandazione   invita  i vari     operatori
professionali interessati a ricercare metodi per garantire gli anticipi
dei consumatori qualora sia richiesto il pagamento anticipato.
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I I I REAZIONI
La proposta presentata è il risultato di numerosi mesi di discussioni e tiene
ampiamente conto delle osservazioni e delle critiche rivolte alle versioni
precedenti. Le osservazioni ricevute sono quindi basate sui precedenti
progett i.
Nell'aprile del 1991 è stato elaborato un documento di discussione dal titolo
"Documento di discussione per una direttiva sulle vendite a distanza". Questo
testo è stato diffuso mediante due canali:
. i l canale degli operatori professionali per il tramite del Comitato del
     commercio e della distribuzione, Comitato consultivo operante presso la
     DG XX I I I ;
     il canale dei consumatori per il tramite del Consiglio consultivo dei
     consumatori operante presso il Servizio politico dei consumatori.
Sulla base delle osservazioni       raccolte  è  stato   redatto  un   progetto
preliminare nel mese di luglio del 1991.
Sono stati qnuovamente consultati       il Comitato del    commercio  e   della
distribuzione e il Consiglio consultivo dei consumatori.
 II Comitato del commercio e della distribuzione ha auspicato nel suo parere
del    13 settembre   1991 relativo al documento di discussione diffuso
nell'aprile del 1991 che il testo rivesta la forma di raccomandazione o di
una:
     "direttiva quadro (limitata) che lascerebbe un margine di manovra
     sufficiente ai commercianti e alle loro organizzazioni professionali per
     definire regole deontologiche".
Nel suo parere definitivo del 16 gennaio 1992 riguardante      il progetto del
 luglio 1991 il CCD precisa che:
"dopo prudenti considerazioni e previa discussione del ragionamento alla
base del progetto preliminare della Commissione, il CCD non è convinto della
necessità di una direttiva tanto ampia ... e respinge gli argomenti della
Commissione" e mantiene il suo parere del 13 settembre 1991.
Riguardo agli articoli il Comitato ne ha criticato alcuni e segnatamente le
disposizioni sul fondo di garanzia, gli osservatori nazionali, i ricorsi
giudiziari e amministrativi e l'inclusione nel campo di applicazione della
direttiva di servizi quali la prenotazione di camere d'albergo , tavole di
ristorante e altri servizi equivalenti.
Nel suo parere adottato il 16 gennaio 1992 il CCD si è pronunciato anche a
favore di un Codice europeo di buon comportamento.
Numerose associazioni e organizzazioni professionali hanno reso nota la loro
opinione. Fra le altre la CECD/FEWITA/GEDIS, rappresentante il commercio
europeo, nota che una raccomandazione in materia di vendita a distanza è
sufficiente e che la direttiva pare prematura. Peraltro l'associazione
europea della vendita per corrispondenza ritiene che il progetto di direttiva
debba essere abbandonato e che sia preferibile una raccomandazione completata
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da disposizioni di autoregolamentazione. Invece la federazione europea della
vendita a domicilio, pur auspicando la massima armonizzazione, si rallegra
"che la Commissione abbia redatto un testo inteso a proteggere i consumatori
in materia di contratti negoziati a distanza".
Le Eurocamere e il Comitato di Collegamento delle Associazioni europee del
commercio al dettaglio si sono anch'esse pronunciate contro il progetto di
direttiva ed hanno appoggiato il parere del CCD. Numerose imprese di vendita
a distanza hanno anche inviato osservazioni sul progetto di direttiva,
criticando numerose disposizioni di questo testo.
Il "Mail Order Protection Scheme" britannico, organismo britannico creato
dagli operatori pubblicitari per garantire i pagamenti anticipati "sostiene
appieno il principio di questa direttiva".
Il Consiglio consultivo dei consumatori, (CCC) in un parere molto dettagliato
(19 pagine) adottato all'unanimità durante la riunione plenaria del Consiglio
del   16 ottobre 1991, apporta un sostegno totale all'iniziativa pur
giudicandola insufficiente per alcuni aspetti (le lotterie e altre tecniche
promozionali non vi sono trattate). Il parere insiste particolarmente sui
problemi pratici incontrati dai consumatori all'atto della conclusione e
dello svolgimento dei contratti a distanza e in particolare l'esistenza di
operazioni transfrontaliere fraudolente.
Esso sottolinea l'interesse del carattere orizzontale della proposta la quale
"è l'unica risposta a un settore in continua evoluzione". Esso sostiene il
principio di regole applicabili a tutti i contratti negoziati a distanza,
completate da alcune regole specifiche per taluni tipi di contratto. Il
parere ricorda infine:
     "l'esperienza ci mostra, a più riprese che l'adozione di provvedimenti
     non vincolanti, quali le raccomandazioni, non garantiscono in alcun modo
     ai consumatori il rispetto dei principi di protezione dei consumatori che
     essi contengono. Ogni iniziativa di autoregolamentazione deve iscriversi
     unicamente nel quadro del contesto di una normativa preesistente ed é
     proprio questo quadro regolamentare che la direttiva deve fornire".
 Il parere del CCC è tuttavia critico riguardo al fondo di garanzia. Il
divieto o la limitazione di pagamenti anticipati è a suo parere una formula
che tutela meglio i consumatori.
Gli esperti degli Stati membri consultati alla fine del mese di agosto hanno
unanimamente sostenuto l'idea di un'iniziativa della Commissione in questo
campo ma notevoli divergenze sono emerse poiché taluni Stati ritengono che il
testo della Commissione non protegga a sufficienza i consumatori e altri
ritengono     invece    che   quasi    tutto    possa    essere   disciplinato
dal I'autoregolamentazione.
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IV  COMMENTO DEGLI ARTICOLI (Direttiva e Raccomandazione)
L'analisi degli obiettivi di questi testi (sicurezza giuridica,      sicurezza
finanziaria e diritto di scelta) è stata fatta nella parte li.
La definizione generale della nozione "Contratto negoziato a distanza" si
trova nella parte situazione del consumatore in questo tipo di transazione
(le). Di fronte al complesso dei problemi posti si poteva prospettare un
testo specifico per ciascuna       tecnica  (un testo per     la vendita   per
televisione, un testo per gli elaboratori domestici tipo minitel...) o dei
testi per tipo di prodotti o servizi.
A ragion veduta questa impostazione è risultata incoerente: é molto più
semplice prevedere regole generali riguardanti tutte le forme di vendita a
distanza, salvo prevedere adeguamenti per taluni casi particolari.
Per questo motivo il testo è cosi strutturato:
        Oggetto e definizioni  (3 articoli)
         Regole riguardanti la sollecitazione (4 articoli).
        Queste regole sono regole generali valide per        tutti i  tipi  di
         sollecitazione a prescindere della tecnica utilizzata.
         Regole riguardanti il contratto (4 articoli)
         Controversie e diritto contrattuale (3 articoli)
         Disposizioni finali (2 articoli).
         Disposizione usuale di tutte le direttive.
Poiché questo testo è direttamente connesso al funzionamento del grande
mercato (il grande mercato della vendita a distanza), la base giuridica
scelta é t'articolo 100A.
La presente parte é una semplice illustrazione articolo per articolo.
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Art I co lo 1 : Oggetto
Questo articolo indica brevemente il campo di applicazione del testo. Le
definizioni dei vari termini impiegati sono date nell'articolo 2. Gli atti
preparatori sono tutte le tecniche commerciali utilizzate per trasmettere la
sollecitazione al consumatore. Ciò non comprende i giochi e le lotterie che,
benché     utilizzati   di    frequente   nella   vendita   a  distanza,    saranno
probabilmente oggetto di una normativa a parte poiché non sono specifici a
questo tipo di vendita. Tuttavia la raccomandazione invita gli operatori del
settore a definire le proprie regole in queste campo.
Articolo 2: Definizioni
     Un contratto negoziato a distanza é caratterizzato da 3 elementi di cui
     il terzo si deduce dai primi due:
          una sollecitazione mediante una tecnica di comunicazione a distanza
          una risposta del consumatore mediante una tecnica di comunicazione a
          distanza
           l'assenza di    contatto   fisico  fra  l'operatore  commerciale   e  il
          consumatore
     Se un consumatore riceve un catalogo ma si reca nel negozio del fornitore
     per negoziare il contratto non é "a distanza".
     Quando il consumatore firma un contratto di lunga durata a esecuzione
     succesiva, come un abbonamento a un club del libro, si fa riferimento
     soltanto al contratto iniziale e non alle operazioni di esecuzione.
          Le definizioni di consumatore e di fornitore sono le stesse della
          direttiva riguardante      i contratti negoziati al di fuori degli
          esercizi commerciali (porta a porta). Queste definizioni sono state
          confermate da varie sentenze della Corte di giustizia di cui la più
           recente è la sentenza Di Pinto del 14 marzo 1991.
     -     Nell'allegato 1  é riportato un elenco delle tecniche di comunicazione
          a distanza che     possono essere impiegate. Esse sono riportate in
          allegato poiché    é necessario che il lettore che dispone unicamente
          del documento     pubblicato nella Gazzetta ufficiale possa sapere
           rapidamente ciò  che si deve intendere per tecnica di comunicazione.
          Le inserzioni non rientrano in questo elenco poiché esse riguardano
           in principio soltanto relazioni fra consumatori.
          La nozione di operatore riguarda      le reti televisive,  i giornali, i
           servizi postali o telefonici.
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         La sollecitazione emana dal fornitore. Questo termine è stato scelto
         a causa delle divergenze           di   significato del     termine   offerta
         (invitatio ad offerendum) nei diritti nazionali.
         La sollecitazione è un elemento di un sistema organizzato di vendita.
         Il consumatore, avendo a disposizione             le informazioni     fornite
         dall'operatore professionale, deve poter ordinare a distanza il
         prodotto   o    il    servizio.     Una   comunicazione   per    fissare    un
         appuntamento, ad esempio, o a indirizzare il consumatore verso un
         negozio non è ai sensi di questo testo una sollecitazione. Perché si
         possa parlare di contratto a distanza é necessario che la risposta
         del consumatore (l'ordinazione) sia un impegno contrattuale. Il
         complesso delle tecniche pubblicitarie impiegate dalle piccole e
         medie imprese per farsi conoscere dai loro consumatori non è pertanto
         in generale una sollecitazione ai sensi di questo testo.
Articolo 3: Eccezioni
Come è stato spiegato nella parte riguardante l'analisi economica il concetto
di "vendita a distanza" comprende vendite al di fuori degli esercizi
commerciali. E' pertanto necessario escludere gli apparecchi automatici di
vendita che si trovano nei            locali commerciali. L'esempio        corrente è
rappresentato dalla vendita di biglietti di trasporto nelle stazioni o negli
areoporti.     Peraltro     tutti    i    distributori    automatici     che    mettono
immediatamente il prodotto a disposizione del consumatore pongono altri
problemi.
Taluni prodotti o servizi possono essere venduti a distanza ma si è ritenuto
necessario non includerli nel campo di applicazione di questa direttiva. I
prodotti realizzati su misura corrispondono in principio ad un'ordinazione
ben ponderata del consumatore.
Infine i servizi di prenotazione, vale a dire servizi che comportano una data
fissa di esecuzione pongono un problema particolare poiché l'operatore deve
prendere disposizioni per la realizzazione alla data prevista (biglietto
d'aereo, camera d'albergo,...). Un elenco si trova all'allegato 2 della
dirett iva.
La direttiva sulla vendita a domicilio prevede un'eccezione per i contratti
di "generi alimentari o di bevande o di altri beni di uso domestico corrente"
(art. 3.2.b). Questa deroga è ripresa qui e riguarda in particolare le
consegne a domicilio fatte da dettaglianti. Essa é estesa ai servizi di
consumo corrente. L'idea di questa eccezione è quella di non introdurre
obblighi supplementari per i fornitori che in base alla loro legislazione
nazionale non sono tenuti a rimettere al consumatore un documento scritto con
tutte    le   indicazioni     di  cui    all'art.    10: manutenzione      della   casa
(riparazione), servizi per la persona (servizi medici, . . . ) .
Questa eccezione riguarda evidentemente soltanto i casi in cui esista un
contratto: il semplice appuntamento presso un parrucchiere o un medico non è
ai sensi di questo testo un contratto negoziato a distanza.
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Art ico lo 4: Limiti all'utilizzazione di    talune  tecniche   di comunicazione a
              distanza
Come é precisato dal         considerando   n. 8 e da questo         articolo,   la
sollecitazione deve avvenire nel rispetto della vita privata del consumatore.
Questa limitazione può assumere due forme differenti: l'accordo preliminare o
i I r ifiuto.
L'accordo preliminare significa che il consumatore ha dato in via preliminare
il suo accordo al fornitore mediante un'altra tecnica di comunicazione o
direttamente.
Un grande magazzino può volere informare regolarmente i suoi clienti abituali
sulle sue azioni promozionali utilizzando un apparecchio automatico di
chiamata. In questo caso, in occasione di un acquisto, il fornitore farà
compilare al suo cliente uno stampato con il suo numero di telefono e con
 l'indicazione che egli acconsente a ricevere questo tipo di chiamata
telefonica. In caso di reclamo di un cliente, l'operatore commerciale non
avrà difficoltà a provare che il consumatore aveva dato il suo accordo.
 Il rifiuto è la possibilità per il consumatore di far sapere che non desidera
più ricevere un certo tipo di sollecitazione. Formule di questo genere
esistono nel campo della vendita a distanza: "Mail Preference Service" nel
Regno Unito o "Stop Publicité" in Francia. Il consumatore fa conoscere il suo
desiderio a questi organismi. Le società che diffondono messaggi pubblicitari
per posta consultano questi elenchi per eliminare dai loro propri elenchi i
nomi di questi consumatori. Nel marzo del 1991 i rappresentanti di cinque di
questi organismi      nazionali   hanno stipulato una convenzione        intesa ad
armonizzare     i vari    sistemi. La    scelta   fra   "accordo   preliminare" e
"espressione di rifiuto" può essere fatta in funzione del grado di disturbo o
di violazione della tranquillità del consumatore. Questa scelta riguarda
soltanto sollecitazioni che presentano un aspetto             individualizzato: un
consumatore può ad ogni momento spegnere la radio, cambiare canale televisivo
o non acquistare un giornale.
Poiché tali sistemi di espressione di rifiuto, gestiti dagli operatori          del
settore, esistono già, questa scelta può essere considerata valida.
Articolo 5: Presentazione
Il primo capoverso di questo articolo è la riproduzione di una parte
dell'articolo 2 del codice della commercializzazione diretta della Camera di
commercio internazionale, adottato il T ottobre 1991. Quest'articolo il cui
titolo     è  "Onestà"    precisa   in  particolare    che   nessuna   offerta   di
commercializzazione diretta deve essere fatta al consumatore sotto la
parvenza di un'indagine di mercato.
L'indicazione del carattere oneroso non significa il prezzo esatto. Non è
possibile conoscere in anticipo il costo di una comunicazione telefonica
mentre è possibile informare il consumatore se si tratta di una chiamata
gratuita, a breve distanza, a lunga distanza o internazionale o a valore
aggiunto.
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Articolo 6: Contenuto della sollecitazione
Questo articolo elenca le informazioni che è necessario dare al consumatore
affinché possa trasmettere un'ordinazione in piena cognizione di causa.
Taluni supporti (televisione, computer, radio) non consentono al consumatore
di conservare le informazioni. Questo articolo è da col legare all'articolo 9
riguardante le informazioni sul contenuto del contratto.
Art ico lo 7:
Questo articolo enuncia regole specifiche per: "offerte dirette al pubblico
per la vendita, l'acquisto o la locazione di prodotti o per la fornitura di
servizi contro compenso" (Direttiva 89/552/CEE del 3 ottobre 1989, art.
1.b).
Questa direttiva del 1989 stabilisce una regola generale per la durata delle
emissioni di vendita per televisione. Essa invece non prende posizione circa
la natura di questo tipo di emissione: pubblicità o emissione televisiva.
Pertanto il complesso di regole sulla pubblicità previsto da questo testo non
si applica alle sollecitazioni di vendita per televisione. Questa direttiva
comprende due articoli relativi alla protezione dei minorenni: art. 16 in
caso di pubblicità, art. 22 in caso di emissione. L'art. 7 opera la scelta
dell'art. 22 per rispettare la scelta del legislatore comunitario quando ha
deciso nel 1989 di non assimilare pubblicità e vendita per televisione.
Articolo 8: Fornitura non richiesta
Quasi tutti gli Stati membri hanno disposizioni specifiche che vietano gli
"invii    forzati"."vendi te  forzate",   "prodotti   non  richiesti",   "vendita
passiva". (Cfr. le analisi Stato per Stato). Tuttavia queste pratiche
esìstono ed è per questo che è necessario definire le regole nazionali per
garantire al consumatore che egli potrà trattenere il prodotto ricevuto.
In numerosi Stati membri sono apparse vendite di prodotti o di servizi al
consumatore basate sull'assenza di risposta:
          "In caso di non risposta da parte         vostra  riterremo  che  siete
          d'accordo con la nostra proposta".
Per evitare questo tipo di estorsione di accordo, l'articolo precisa che la
non risposta del consumatore non equivale ad un accordo.
Articolo 9: Esecuzione
Questo articolo è destinato a fornire una regola generale per i termini di
consegna qualora non siano indicati. Per l'Europa la prassi è di 30 giorni.
Negli Stati Uniti questa disposizione si trova nella legge federale sulle
vendite per corrispondenza. Per quanto riguarda le conseguenze giuridiche
dell'inosservanza di questa regola, è di applicazione il diritto degli Stati
membr i.
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Articolo 10: Informazioni sul contenuto
Fino al momento dell'esecuzione          la transazione può essere stata fatta senza
alcun documento scritto.
Tuttavia è importante che al momento dell'esecuzione il consumatore sia
correttamente       informato    circa     i suoi    diritti.    Questo   è   l'oggetto
del I 'art ico lo.
Queste informazioni devono essere fornite per iscritto. Contrariamente a
numerosi altri testi comunitari esso prevede che la lingua utilizzata non è
quella del paese di residenza del consumatore ma bensi quella in cui è stata
trasmessa la sollecitazione.
Un consumatore francese che risponda ad una pubblicità apparsa in un giornale
di lingua inglese o ad una emissione di vendita per televisione in lingua
tedesca non può attendersi di ricevere tutte le Informazioni nella lingua del
suo paese di residenza. Se la comunicazione è diffusa al di fuori della sua
zona linguistica e qualora il consumatore decida di fare l'ordinazione, va
evitato che la regola linguistica sia un ostacolo a questo tipo di contratto
transfrontaliero.
Taluni servizi possono essere resi a distanza (informazioni, banche di dati
. . . ) . Il consumatore non riceve alcun documento scritto.
La fatturazione avviene tramite l'operatore delle telecomunicazioni.
L'art. 10.2 tratta questo tipo particolare di servizi.
Articolo 11: diritto di rescissione
In materia di contratti negoziati a distanza esiste in tutti gli Stati membri
un termine di rinuncia chiamato talvolta "soddisfatto o rimborsato". In 7
Stati questo termine è imposto dalla legge (vedasi tabella allegata). In 5
altri Stati ciò è lasciato all'iniziativa degli operatori del settore. Questo
termine è molto diffuso nella vendita classica per corrispondenza. Questo non
è sempre il caso degli altri settori che impiegano le nuove tecnologie
(televisione, telefono). E' pertanto necessario generalizzare questa prassi.
Naturalmente è necessario prevedere i casi in cui questo provvedimento non
può trovare applicazione e ciò è l'oggetto del paragrafo 4.
Articolo 12: Pagamento per telefono
Un modo di pagamento in piena espansione nelle operazioni a distanza è il
pagamento effettuato indicato il numero della carta di pagamento o die redito
mediante telefono (si usa talvolta l'espressione di "pagamento mediante carta
o senza carta"). Questo metodo è molto comodo per il consumatore e non c'è
motivo per vietarlo. Inoltre è la formula più promettente in materia di
pagamento a distanza.
E'       tuttavia  necessario    che    siano   chiaramente   fissate   le regole    di
responsabilità in caso di controversia. Poiché questo metodo di pagamento non
é      elettronico    esso   non     rientra    nel   campo  di    applicazione   della
raccomandazione del mese di novembre 1988 sui pagamenti elettronici.
Per questo motivo il testo riprende una disposizione che si trova già nelle
regole interbancarie dei grandi sistemi di pagamento mediante carta. Non
ricadono sul consumatore i rischi di frode inerenti a questo metodo.
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Articolo 13: Ricorsi giudiziari o amministrativi
Questo articolo    riprende   le disposizioni    della  direttiva  84/450/CEE
riguardante la pubblicità menzognera. Infatti le sollecitazioni sono una
forma di pubblicità. Vi è tuttavia un punto aggiunto, spiegato dal
considerando n. 16: la possibilità di adire le vie legali a livello
transfrontaliero da parte degli organismi abilitati ad agire contro la
concorrenza sleale per la protezione dei consumatori. E' l'unico mezzo per
far cessare le pratiche di società che non hanno attività nel loro paese di
origine ma operano in un regime di libera prestazione di servizi.
Anche se la Convenzione di Bruxelles (1968) riconosce la possibilità a
qualunque consumatore vittima di intentare un'azione giudiziaria contro una
società presso il tribunale della sede di quest'ultima, ciò non avviene
poiché considerato il modesto importo della controversia, il consumatore non
ha i mezzi finanziari e intellettuali. Per questo motivo occorre offrire
questa possibilità ai rappresentanti degli interessi dei consumatori e a
quelli dei concorrenti. Soltanto questi organismi potranno intervenire per
far cessare una prassi a nome del piccolo consumatore o del piccolo
concorrente. Tuttavia alcuni Stati membri non riconoscono questa possibilità
alle loro associazioni. Questa possibilità è data soltanto qualora lo Stato
di origine della controversia (sede dell'impresa) ammetta questa procedura.
Articolo 14: Diritto del contrattp
Questa disposizione è idèntica all'articolo 6 della direttiva relativa ai
contratti negoziati al di fuori degli esercizi commerciali (85/577/CEE).
Art ico lo 15
Questo articolo si propone di precisare che qualora esiste un testo specifico
che conferisce maggiori diritti ai consumatori, è questo testo che trova
applicazione. In materia di assicurazione-vita i testi comunitari prevedono
un termine di recesso di 30 giorni. Tra il termine di 7 giorni del testo
generale e il termine di 30 giorni del testo specifico questo articolo
precisa che é il termine di 30 giorni a trovare applicazione.
I testi in materia di assicurazione non-vita non prevedono invece un termine
di recesso. In principio si applica la regola generale e il consumatore
beneficia del termine dell'articolo 10. Tuttavia, qualora il contratto sia di
immediata esecuzione, non vi è termine di recesso in applicazione del
paragrafo 4 di questo articolo.
Art icol 8 16 e 17
Disposizioni usuali in materia di trasposizione.
 ---pagebreak---                                     - 22 -
La raccomandazione comporta quattro punti   e un allegato
    Il primo punto è la richiesta che la base minima rappresentata dalla
    direttiva venga completata da codici di comportamento. La direttiva
    comporta regole generali valide per tutti i prodotti e servizi nonché per
    tutte le tecniche di comunicazione. Queste regole generali devono
    pertanto essere adattate      in particolare     alle varie  tecniche di
    comunicazione. Gli operatori     interessati possono procedere a questo
    adeguamento per il tramite di codici di comportamento. Il testo precisa
    che gli autori del codice devono essere "organizzazioni professionali".
    In tal modo saranno garantite una          larga omogeneità e una vasta
    applicazione di questi codici.
    Il secondo punto precisa i temi che la Commissione auspica siano trattati
    da questi codici di comportamento.
    Il terzo punto chiede alle associazioni professionali di vegliare alla
    buona applicazione dei codici da parte di tutti i loro aderenti per
    rafforzare la credibilità di questo tipo di codice.
     Il quarto punto chiede alle associazioni professionali di informare la
    Commissione circa l'esistenza e il contenuto di questi codici. Ciò non
    equivale ad una approvazione da parte della Commissione dei vari codici
    ma consente alla stessa di essere informata circa l'applicazione della
    sua raccomandazione. Nel prosieguo la Commissione valuterà l'impatto di
    questa procedura e presenterà, se del caso, nuove iniziative.
 ---pagebreak---                                                    - 23 -
                                         DIFFUSIONE DELLE TECNOLOGIE                ALLEGATO 1
                                                                                    TABELLA 1
    PAESE       NUMERO DI                              X DI NUCLEI FAMILIAR 1 CON
                NUCLEI FAMILIARI
                IN MILIONI           TELEVISIONE       VIDEO            TELETEXT      CAVO
                                                       REGI-            INTERATTIVO
                                                       STRATORE         0 NO
  AUSTRIA             2.8                99              42                15           20
  BELGIO              3.9                98              46                17           86
  DEN IMARCA          2.3                96              43                30           36
  FINLAND IA          1.9                95              52                26           35
  FRANC IA           21.1                96              47                19            2
  GERMAN IA          32.8                96              47                14           31
  GRECIA              3.2                94              38                  -           -
  IRLANDA             1.03               95              53                  6          35
  ITALIA             19.1                97              25                15            -
  LUSSEMBURGO         0.14               98              59                  9          71
  PAESI BASSI         5.8                97              49                32           81
  NORVEGIA            1.9                95              57                37           26
  PORTOGALLO          3.1                94              31                  -           -
  SPAGNA             11.0                98              45                  5           -
  SVEZIA              3.9                97              68                39           38
  SVIZZERA            2.5                94              51                25           65
  REGNO UN I TO      22.1                97              67                32            2
(- : inesistente o inferiore a 0,5%)
Fonte : CIT Research 1991 (dati del 91)
riprodotto da SPECTRUM revue di "Independant Television Coiiisslon' .- Autunno 91
 ---pagebreak---                                                     - 24 -
                                   FILIALI DEI QUATTRO PRIMI GRUPPI EUROPEI              ALLEGATO 1
                                                                                         TABELLA 2
   Paese            N. 1 Europeo            N. 2 Europeo              N. 3 Europeo  N. 4 Europeo
                  OTTO VERSANO (RFA)       LA REDOUTE (FR)            QUELLE (RFA)     GUS (GB)
 German la      Otto n. 2                                          Quelle n. 1
                Schwab n. 6                                        Schòpflin n. 7
                Heine n. 9                                         Peter Ho la n. 2
                3 Pagen n. 15
 Austria        Karsten n. 3                                       Quelle n. 2       Gus n. 1
                Ohler n. 6
                3 Pagen
                Moden
                Muller n. 1
 Belgio         3 Suisse n. 1           Redoute Bene lux n. 5      Quelle n. 3
                Unigro n. 4
 Spagna         Nenta
                Catalogo n. 1
 Francia        3 Suisse n. 2           La Redoute n. 1            Quelle n. 5
                Bianche Porte n. 4      Duscon n. 7
                Becquet n. 10           Maison de Valérle n. 8
                Vitrlne Maglque n. 15   Vert Baudet n. 12
                                        CyrlIlus n. 25
 Gran           Rainbow Home            Empire Stores n. 2                           Gus n. 1
 Bretagna       Shopping
  Italia        CIA n. 5
                Uno Nova
                Helvetica n. 3
 Portogallo                             La Redoute n. 1
Fonte: Libre Service Actualité: 7 giugno 1990.
La tabella va cosi letta:
Orizzontalmente i vari paesi con i numeri di classifica
Verticalmente le filiali dei quattro pria! gruppi
Esempi: Oh ter n. 6 del mercato austriaco è una filiale di OTTO-VERSAND
 ---pagebreak---                                               TERMINE DI RIFLESSIONE
   M                      NATURA
o                                                 DURATA                          ORIGINE
£3 J             Regolamentar* \ contrattuale
4S
     Be 1 g i o       R                         7 giorni    Legge 14 luglio 1991 (G.U. belga del 29.08.1991)
                                                lavorat ivi A r t . 79,§ 2
     Danimarca        R                         7 giorni    Legge n. 8 8 6 del 23.12.1987 - Art. 11 § 2
     Germania                         C         14 giorni
     Spagna                           C                     disposizioni specifiche in taluni regimi
     Francia          R                         7 giorni    Legge 88.21 del 6 gennaio 8 8 - A r t . 1"
     Grecia           R                         7 giorni    Legge 1961/91 del 03.09.91 - Art. 31 (7 giorni dopo
                                                lavorat ivi  la conferma del I'ordinazione o del la fornitura)
in
co
     Irlanda                          C             ?
     Italia                           C
     Lussemburgo      R                         15 giorni   Legge del 25.08.1983 - Art.7
     Paesi Bassi                      c         8 giorni
     Portogallo       R                         7 giorni    Decreto Legge n. 272/87 dello 03.07.87 - A r t . 11
                                                lavorat ivi
     Regno Unito                      e         14 giorni
 ---pagebreak---                                     - 26 -
LA SITUAZIONE NEGLI STATI MEMBRI
Belgio:
La Gazzetta ufficiale belga del 29 agosto 1991 ha pubblicato una legge dal
titolo: "Legge sulle pratiche commerciali e sull'informazione e la protezione
dei consumatori". Il testo comporta 124 articoli ed entrerà in vigore il 29
febbraio 1992; gli articoli da 77 a 83 sono raggruppati nella sezione n. 9
sotto il titolo "Vendite a distanza".
L'articolo 77 definisce in primo luogo la vendita a distanza:
         "       la vendita a distanza è quella che si realizza senza la
         presenza fisica simultanea del venditore e del consumatore a seguito
         di un'offerta di vendita effettuata nel quadro di un sistema di
         vendita che ricorre ad una tecnica di comunicazione a distanza".
Questa definizione ha un carattere del tutto generale e riguarda sia i
prodotti e i servizi sia tutte le tecniche di comunicazione a distanza.
Tuttavia le regole previste dagli articoli 78-82 riguardano soltanto le
vendite dei prodotti. Per i servizi è previsto un decreto reale:
"Articolo 83, §1 - iI Re può:
 ... 3) Determinare il servizio o categorie di servizi soggetti alla presente
sezione".
L'applicazione delle disposizioni ai servizi è pertanto         lasciata alla
valutazione del Re. Poiché questa legge ò recente non vi sono stati finora
decreti di applicazione in questo campo.
L'articolo 78 introduce un termine di riflessione di 7 giorni lavorativi dopo
 la fornitura e precisa inoltre che il contratto è perfetto soltanto dopo
questo termine. Affinché il contratto sia concluso occorre pertanto attendere
7 giorni dopo la fornitura. Questa disposizione può essere quella che
contraddistingue maggiormente     la legislazione belga poiché concede al
consumatore un ampio margine di manovra: fino a che il contratto non é
concluso il consumatore può rinunciare all'acquisto ad ogni momento.
 Inoltre, poiché il contratto non é concluso, al consumatore non può essere
richiesto nessun acconto o pagamento di qualsiasi genere. Questo punto è
stato oggetto di lunghe discussioni durante i lavori preparatori poiché il
testo iniziale prevedeva il divieto di accettare un pagamento anticipato.
Questo divieto è stato tolto in modo da consentire l'incasso da parte del
portalettere al momento della fornitura. In base al diritto belga l'operatore
del settore non può pertanto imporre il pagamento anticipato e nemmeno il
versamento di acconti. Il consumatore ha l'obbligo di pagare soltanto 7
giorni dopo aver ricevuto la merce. L'articolo 79 tratta, al suo paragrafo 1,
del contenuto del "offerta di vendita a distanza". Il paragrafo 2 elenca le
 informazioni che deve contenere il documento rilasciato all'atto della
fornitura. La clausola di rinuncia é oggetto di particolari disposizioni;
 ---pagebreak---                                       - 27 -
essa deve essere infatti redatta:
         "in grassetto in un quadro distinto del testo sul retro delia prima
         pagina".
Qualora questa clausola non sia rispettata si ritiene che non vi sia stata
richiesta preliminare e pertanto che si tratta di un "acquisto forzato". Il
consumatore "non è tenuto a pagare il prodotto fornito né a restituirlo".
L'articolo 80 specifica che gli elementi di prova in caso di contestazione
incombono al venditore e che questa prova non può essere presuntiva.
L'articolo 81 intende disciplinare numerosi problemi pratici:
    Qualora il venditore non possa fornire il prodotto entro i temrini
    previsti è tenuto a informare il consumatore per iscritto prima della
    scadenza del termine;
    La spedizione dei   prodotti   avviene   sempre  a  rischio e a pericolo del
    vendi tore.
     In caso di rinuncia da parte del consumatore non possono essere reclamate
    spese o indennità, salvo le spese eventuali di ripresa o di rinvio. Ma in
    taluni casi (consegna tardiva, assenza di informazione, prodotto non
    conforme alla descrizione) queste spese possono essere poste a carico del
    vendi tore.
La stessa legge sulle pratiche commerciali        tratta  al  suo articolo 76 gli
"acquisti forzati". Il testo è cosi redatto:
                                    "Sezione 8
                                Acquisti forzati
                                   Art ico lo 76
    E' fatto divieto di far pervenire ad una persona, senza richiesta
    preliminare da parte sua, un qualsivoglia prodotto, invitandola ad
    acquistare questo prodotto contro pagamento del suo prezzo o, in caso di
    rifiuto, a rinviarlo al suo speditore, anche senza spese.
    E' altresì vietato fornire ad una persona senza richiesta preliminare da
    parte sua un qualunque servizio invitandola ad accettare questo servizio
    contro pagamento del suo prezzo.
     Il Ministro può concedere deroghe a questi divieti per le offerte fatte
    con uno scopo filantropico. In questo caso sui documenti relativi
    all'offerta    deve   figurare     in   maniera    leggibile,   apparente  ed
     inequivocabile la seguente menzione: "Il destinatario non ha alcun
    obbligo né di pagamento né di rinvio".
     In nessun caso il destinatario è tenuto a pagare il servizio fornito o il
    prodotto spedito né a restituire questo ultimo anche quando sia stata
    formulata una presunzione di accettazione tacita del servizio o di
    acquisto del prodotto".
 ---pagebreak---                                     - 28 -
La pubblicità    per   telefono, fax o altro non è oggetto di          alcuna
regolamentazione. Va soltanto menzionato che nelle disposizioni riguardanti
le visite a domicilio la legge trova applicazione anche qualora il piazzista
abbia ottenuto in via preliminare l'accordo del consumatore tramite una
"offerta di visita proposta telefonicamente".
La vendita per televisione è stata oggetto di numerosi lavori. Il Consiglio
nazionale dei consumatori ha emesso un parere. Ricorrendo all'articolo 83
della legge sulle pratiche commerciali, sezione vendita a distanza, i
pubblici poteri possono, qualora lo desiderino, promulgare un decreto per
regolamentare questo tipo di vendita.
Danimarca
Le disposizioni riguardanti la vendita a distanza in Danimarca sono stabiliti
nella legge emendata relativa ai contratti stipulati dai consumatori,
promulgata come Lovbekendtgdrelse n. 886, del 23/12/1987, riguardante la
vendita porta a porta ecc., la vendita a distanza e la fornitura di servizi
continui e come BekendtgcJreIse n. 887, riguardante l'informazione circa il
diritto di rescissione per quanto riguarda contratti conclusi al di fuori dei
 locali commerciali. Né detta legge né i relativi decreti sono disponibili in
una traduzione ufficialmente autorizzata. Le traduzioni impiegate ai fini di
questo commento sono quindi da considerare subordinate alle traduzioni
uff iciali.
Principio fondamentale della legislazione danese
La legislazione danese si basa sul principio fondamentale che un commerciante
non può, senza una richiesta preliminare, contattare un consumatore di
persona o per telefono al suo domicilio, posto di lavoro o altro posto non
accessibile al pubblico al fine di ottenere, immediatamente o in un momento
successivo, un'offerta o un'accettazione ai fini della conclusione di un
contratto, (cfr. punto 1 paragrafo 2, punto 1 ) .
 Il fatto di trasgredire questo principio fa si che    il consumatore non sia
vincolato dal contratto, (paragrafo 3 ) .
Una efficace protezione contro il ricevimento di merci non richieste é
offerta dal paragrafo 4 che stabilisce che, qualora un'impresa invii o
fornisca un prodotto ad un consumatore senza che quest'ultimo lo abbia
richiesto e qualora ciò non sia dovuto ad un errore, il consumatore può
trattenere il prodotto a titolo gratuito.
Al principio indicato al paragrafo 2, punto 1 vi sono talune eccezioni
specificate al punto 2. Non é vietato fare proposte non sollecitate di
persona o per telefono riguardo all'ordinazione di libri, abbonamenti a
giornali, riviste e periodici o alla stipulazione di un'assicurazione o
all'adesione a un servizio di salvataggio o di ambulanza. E' inoltre
consentito esercitare la vendita ambulante di taluni prodotti naturali.
 ---pagebreak---                                          29 -
La legge sui contratti stipulati dai consumatori é stata emendata ai fini
dell'attuazione della direttiva 85/577/CEE ed è stato apportato anche un
emendamento al capitolo 4 della legge riguardante il diritto di rescissione
di contratti di vendita per corrispondenza. Questo emendamento è stato
proposto da alcuni partiti all'opposizione. L'emendamento inserito in questo
capitolo di detta legge riguarda le offerte fatte ed ì contratti conclusi per
mezzo di tecniche mediali elettroniche. Queste disposizioni             sono state
allargate fino a comprendere ordinazioni ecc. fatte a seguito di leciti
contatti    telefonici.    In   questo    contesto    il  termine    "vendita   per
corrispondenza" è stato mutato in "vendita a distanza". Nell'autorevole
commento alla legislazione danese: Karnovs Lovsamling, edizione 12, pag.
3754, nota n. 102, si rileva, in una nota riguardante il termine "vendita a
distanza" che per       "media elettronici" si deve        intendere   televisione,
teledati, servizi via cavo, ecc.
Il diritto di rescissione riguardo alle vendite a distanza
Il capitolo 4, articolo 10, punto 1, 1* frase della legge relativa ai
contratti dei consumatori disciplina ii diritto dei consumatori a rescindere
un contratto riguardante merci ordinate in base a un catologo o una
inserzione pubblicitaria quando il fornitore abbia offerto di inviare la
merce previa ordinazione del consumatore per telefono, lettera o altro
supporto scr itto.
Le disposizioni sulla vendita a distanza sono inoltre applicabili qualora il
commerciante,     senza   richiesta   preliminare    del   consumatore,    contatti
telefonicamente il consumatore e quest'ultimo, a seguito o in relazione con
questa chiamata, ordini merci, stipuli un abbonamento o una polizza di
assicurazione, (cfr. paragrafo 10, punto 1, frase 2 ) .
Il campo di      applicazione   di  queste   disposizioni   è  ristretto   ai  casi
suindicat i.
Il punto 2 precisa che il consumatore ha il diritto di recedere dal contratto
secondo le disposizioni specifiche di cui agli articoli 11-13.
Eccezioni al diritto di rescissione.
In base all'articolo    10, punto 3,   il diritto di rescissione non si     applica
al I'acquisto di
1)   merci   che sono state      fabbricate   o   confezionate   per   le  esigenze
     individuali deII'acquirente e
2)   generi alimentari o altri generi per consumo a domicilio.
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Esercizio del diritto di rescissione
L'articolo 11, punto 1, regola come, quando e contro chi l'acquirente di una
merce può esercitare il suo diritto alla risoluzione del contratto. Regola
generale é che l'acquirente ha facoltà entro il termine di una settimana a
partire dal momento in cui ha ricevuto la merce o il primo lotto di merci, di
rescindere   il contratto inviando o restituendo al venditore        le merci.
L'articolo 11, punto 1 enuncia anche alcune eccezioni a questa norma
generale. (Cfr. anche paragrafo 1 7 ) .
Il punto 2 specifica taluni presupposti relativi alle condizioni e alla
quantità delle merci, all'atto del rinvio delle stesse al venditore, cui
l'acquirente deve soddisfare per conservare il suo diritto alla risoluzione.
 Il punto 3 si riferisce alle modalità relative all'obbligo per il venditore
di rimborsare, se del caso, all'acquirente le spese di rinvio qualora
 l'acquirente abbia rescisso il contratto. Il punto 4 stabilisce quali costi
relativi al rinvio delle merci sono a carico dell'acquirente.
L'articolo 12 stabilisce quando, come e in relazione a chi l'acquirente è
tenuto a notificare una risoluzione del contratto nel caso in cui il
venditore abbia assunto      la responsabilità di ritirare     le merci. Esso
stabilisce che a tali casi sono applicabili determinate disposizioni (alcune
delle quali risultanti dal capitolo 3 della legge relativa a contratti
stipulati al di fuori di locali commerciali).
L'articolo 12a precisa quando il consumatore ha facoltà di procedere alla
risoluzione nel caso stipuli un abbonamento o una polizza di assicurazione
(cfr. paragrafo 10, comma 1, frase 2 ) . E' regola generale che il consumatore
possa rescindere il contratto entro una settimana dal momento in cui ha
ricevuto le condizioni di assicurazione, il contratto di abbonamento o la
prima consegna (cfr. anche paragrafo 1 7 ) . Esso stabilisce che a questi casi
sono applicabili particolari disposizioni (derivanti dai capitolo 3 della
 legge relativa ai contratti stipulati al di fuori dei locali commerciali).
Obbligo del venditore di fornire informazioni sul diritto di risoluzione
Il paragrafo 13, comma 1, stabilisce che il venditore, all'atto della
consegna delle merci all'acquirente, deve fornire chiare informazioni per
iscritto sul diritto alla risoluzione del contratto. Nel comma 2 si
stabilisce che nel caso di abbonamenti o di polizze di assicurazioni il
venditore deve inviare entro 3 giorni dal ricevimento dell'ordinazione a
mezzo telefono una conferma scritta del contratto comprendente una chiara
informazione sul diritto alla risoluzione. Qualora non vengano forniti questi
elementi informativi in conformità del comma 1 e 2, il contratto, come è
stabilito al comma 3, non é vincolante per il consumatore, il comma 4
autorizza il Ministro della giustizia ad emanare disposizioni riguardanti la
forma e il contenuto dell'informazione. Questa autorizzazione é stata
utilizzata all'atto dell'emanazione del succitato Bekendtgtfrelse n. 887, che
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stabilisce gli     aspetti tecnici riguardanti      i tempi e i modi       in cui
l'informazione    sul   diritto alla   risoluzione    deve essere    fornita  dal
commerciante al   consumatore. In questo contesto sono rilevanti in particolare
il paragrafo 1,    i paragrafi 4-9 e gli allegati 3-6 (che fissano i testi che
il commerciante   deve utilizzare riguardo ai vari tipi di contratti di vendita
a distanza).
Nel paragrafo 16 della legge citata si precìsa che le norme suddette non
devono essere strettamente rispettate affinché il consumatore non subisca
pregiudizio. Cfr. anche paragrafo 9 del Bekendtgtfrelse. (Questo paragrafo
presenta     un  errore   di  stampa  per    l'omissione   dell'articolo   6  del
Bekendtgérelse dato che il testo riporta soltanto paragrafo 1 - 5 ) .
Repubblica federale di Germania
La vendita a distanza non è ancora nella legislazione tedesca una fattispecie
giuridica a cui sia attribuito un particolare significato.
In pratica quattro settori sono di interesse rilevante per il consumatore:
      La vendita per corrispondenza
      L'invio non richiesto di merci e inserti pubblicitari
     Videotex (BTX) e
      Teleshopping (teleacquisto)
La vendita per corrispondenza ha ampia diffusione. Essa è inserita nel
sistema del diritto civile e beneficia delle norme di tutela del consumatore
nel caso di contratti di credito al consumo. Un diritto volontario al rinvio
delle merci entro 14 giorni compensa la mancanza di un periodo obbligatori di
r i f lessione.
Normativa in materia di messaggi pubblicitari:
L'invio non richiesto di merci e di inserti pubblicitari rappresenta una
fonte inesauribile di lagnanze dei consumatori e di controversie. Qui sorgono
i problemi dell'applicabilità della normativa tedesca sulla pubblicità. Per
le società cheoperano al di fuori della Germania può entrare in gioco anche
il diritto penale, sebbene in genere senza effetto.
Nella legislazione tedesca non sono previste in questo campo norme speciali,
talché le soluzioni vanno ricercate nelle norme del diritto civile e nelle
norme riguardanti le pratiche commerciali sleali.
L'invio di merci non richieste è di norma illegale. Vi è solo un'eccezione
quando due condizioni siano soddisfatte. La prima che il destinatario sia
informato che non subirà spese per rispedire la merce e la seconda che la
merce abbia soltanto un valore insignificante.
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Riguardo alla pubblicità diretta per posta, la giurisprudenza si basa sulle
clausole generali della legge riguardante la concorrenza sleale (UWG).
In base ad esse i tribunali possono adeguarsi ai mutamenti sociali senza che
il legislatore debba intervenire. In detta legge sono enunciate due clausole
generali:
    s.1: la cosiddetta "grande" clausola generale, che vieta pratiche sleali
    e,
    s.3: la cosiddetta "piccola" clausola generale, che vieta la pubblicità
    menzognera.
A detta    legge possono     richiamarsi   soltanto società   e  organizzazioni
interessate. Nei    1965   il campo di applicazione é stato esteso alle
organizzazioni dei consumatori e alle società che hanno il diritto di
chiedere azioni inibitorie.
L'applicazione della legge contro la concorrenza sleale significa applicare
il diritto giurisprudenzale basato sulle clausole generali della stessa.
in un caso di pubblicità diretta a mezzo posta, il Bundesgerichtshof (Corte
suprema di giustizia) ha preso una decisione nella quale assume un
atteggiamento molto critico riguardo alla pubblicità attraverso le cassette
della posta. Questa      è   illegale quando una persona     abbbia   posto un
avvertimento sulla sua cassetta delle lettere che avverte che non si accetta
materiale pubblicitario e che ogni trasgressione sarà oggetto di azione
penale.
Il Bundesgerichtshof ha conferito in questo caso all'attore il diritto di
chiedere un'azione    inibitoria avverso una ditta      i cui   i distributori
diffondevano direttamente materiale pubblicitario malgrado       l'avvertimento
posto sulla cassetta postale. Mentre si riteneva che questa giurisprudenza
non fosse applicabile al materiale pubblicitario di massa distribuito dal
servizio postale, la situazione è mutata al riguardo a partire dal 1' luglio
1991. Le nuove "Condizioni generali per la fornitura di servizi delle poste
federali", adottate con una legge che modifica la legge riguardante la
struttura   del  servizio    postale   prevede  che d'ora   in poi    le poste
rispetteranno gli avvertimenti di rifiuto posti sulle cassette postali.
In base alle decisioni del Bundesgerichtshof nei casi pubblicità telefonica
I-MI (pubblicità telefonica I, BGH 19/6/1970 NJW 1970, 1738/pubbIicità
telefonica II BGH 8/6/1989 NJW 1989, 2820/pubblicità telefonica M I , 8/4/1989
NJW 1990, 359) risulta chiaramente che la pubblicità telefonica è illegale
perché va considerata come concorrenza sleale qualora venga fatta senza il
consenso preliminare della persona interpellata.
La decisione si basa sul diritto generale del rispetto della sfera privata.
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La posizione più rigida riguardo alla pubblicità telefonica^ rispetto alla
pubblicità a mezzo posta, é dovuta al fatto che un foglio stampato può essere
gettato via senza essere letto mentre una chiamata pubblicitaria per telefono
deve essere almeno in parte ascoltata prima che la persona chiamata sia in
grado di decidere se desidera continuare la conversazione. Questa é la base
delle decisioni: la libertà di prendere una decisione e non dover prendere
nota di una particolare pubblicità.
Videotex   (BTX)
La principale nuova tecnica di vendita a distanza in Germania é il videotex
poiché    consente  una   comunicazione     diretta   tra  le parti        contraenti,
contrariamente alla televendita in cui il consumatore deve usare il telefono
o scrivere una lettera.
Riguardo all'applicabilità dello Staatsvertrag si            deve    distinguere   fra
comunicazione di massa e comunicazione individuale.
Nel campo del videotex è stato inserito un nuovo testo legislativo, il
cosiddetto Staatsvertrag per videotex (18 marzo 1983, versione riveduta
1991).
La comunicazione di massa é l'oggetto principale dello Staatsvertrag. La
comunicazione individuale é soggetta alle norme del diritto civile tedesco.
Ad esempio, fintanto che un singolo fornitore e un singolo consumatore non
abbiano avviato trattative contrattuali, sono di applicazione tutte le norme
dello Staatsvertrag relative al videotex che stabiliscono che il fornitore é
tenuto ad indicare il suo nome e indirizzo sullo schermo, a specificare se
fornisce soltanto informazioni o avvisi pubblicitari e precisare il momento a
partire dal quale il consumatore é coinvolto in una comunicazione individuale
e a titolo oneroso (art. 5 ) .
Lo "Staatsvertrag" fa obbligo ai fornitori con sede al di fuori della
Germania di indicare nel titolo il nome e l'indirizzo di un agente che deve
avere    il   suo  domicilio   nella     Repubblica  federale     di    Germania.   Lo
"Staatsvertrag" colloca pertanto l'agente videotex sullo stesso piano del
fornitore. Questa è una impostazione che potrebbe porre l'agente videotex in
una difficile situazione qualora fosse ritenuto responsabile di un servizio
che il fornitore ha prestato a partire dall'estero.
Questo obbligo crea       pertanto   problemi    nell'ambito    della     legislazione
comunitaria dato che essa dà al fornitore il diritto di scegliere fra
l'esercizio del diritto di stabilimento in uno Stato membro e la facoltà di
fornire i servizi a partire da un paese esterno alla Repubblica federale di
Germania (art. 59 del trattato C E E ) .
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Lo Staatsvertrag (Trattato di stato) tedesco disciplina le condizioni alle
quali un fornitore di servizi ha accesso alle trasmissioni televisive. Questo
trattato è rilevante per le vendite a distanza in quanto definisce norme
circa   l'ammissibilità della pubblicità che        i fornitori sono tenuti a
rispettare. Il principio della separazione fra programmi e pubblicità è
sancito nella sezione 8. Esso é inoltre parte della normativa federale sulla
concorrenza sleale (giurisprudenza basata sul comma 1 della U W G ) .
In un caso riguardante il videotex é emerso che una disposizione nello
"Staatsvertrag" secondo la quale la pubblicità deve essere contrassegnata con
"W" (pubblicità), non era applicabile alla cosiddetta posta elettronica.
Un utente doveva effettivamente vedere la pubblicità sullo schermo prima che
fosse in grado di decidere se desiderasse o meno prenderla in considerazione.
Nel frattempo ciò é cambiato. Oggi una pubblicità può essere cancellata senza
che sia visualizzata sullo schermo. In questo caso é dubbio se la pubblicità
in un sistema videotex costituisca ancora una concorrenza sleale. Premere il
tasto "cancellare" di un computer è l'equivalente tecnico del gettare via uno
stampato.
Pertanto riempire una cassetta di posta elettronica con messaggi pubblicitari
è in principio legale quando l'utente sia in grado di bloccare la sua
cassetta    di   posta    elettronica    alla   pubblicità   (in   modo    analogo
all'avvertimento sulla cassetta delle lettere).
Teleacquisto (teleshopping):
Lo stesso tipo  di problemi riguardo all'accesso alle trasmissioni televisive
è sorto per il  videotex quando é stato introdotto il sistema di teleacquisti
come mezzo per    la vendita a distanza. Si doveva decidere se il televisore
doveva e poteva  essere usato come strumento di commercializzazione.
Il teleacquisto non è ancora oggetto di una normativa ed é disciplinato dalla
legge esistente     sulle   telecomunicazioni,    ampliando  il significato     di
"trasmissione" ai sensi dell'articolo 5 della legge fondamentale tedesca.
Questo articolo copre l'elemento informativo della trasmissione ma non il
teleacquisto e pertanto alle informazioni e non alla pubblicità si é data
protezione costituzionale. In pratica la costituzione é stata interpretata in
un modo che adegua l'articolo 5 alle esigenze delle stazioni radiotelevisive.
Riguardo ai limiti della libertà di trasmissione emerge il problema             di
stabilire se    il sistema di teleacquisto sia una forma consentita             di
trasmissione. La pubblicità e l'informazione devono restare separate.
Il teleacquisto deve pertanto recare un avvertimento          che   lo  identifica
facilmente rispetto ad altri servizi di diffusione.
I Lànder non hanno seguito          questa   impostazione. Essi   considerano   il
teleshopping come una forma        consentita di programma e lo inseriscono nel
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concetto di pubblicità. I limiti entro cui il teleshopping é consentito sono
desunti dalla legislazione dei Lander, dalla legislazione federale (comma 1
UWG), dallo Staatsvertrag e dalla direttiva CEE.
Trovano applicazione le seguenti norme: "La pubblicità deve essere mantenuta
separata dal resto del programma e deve essere contrassegnata da un segnale
acustico e da un avviso ottico. La pubblicità non deve esercitare influenza
sul resto del programma; é ammessa soltanto la pubblicità in blocco ed essa
non può costituire più del 20% del tempo quotidiano di trasmissione".
Sono previste eccezioni alle norme quando determinati servizi di diffusione
vengono sponsorizzati. In pratica tuttavia questo tipo di avvertimento non si
è dimostrato molto efficace (una soluzione potrebbe essere quella di
destinare un canale specifico al teleshopping per escludere sovrapposizioni
con le trasmissioni).
Cosi come viene attualmente praticato il teleshopping é illegale poiché viola
il principio di separazione mescolando la parte "pubblicità" e la parte
"informazioni".
Aspetti giuridici nella vendita a distanza:
L'elemento critico da rilevare riguardo alle nuove tecniche di comunicazione
che impiegano    lo schermo televisivo come tramite tra il venditore e
l'acquirente è da ravvisare nella sua trasformazione in uno strumento di
commercializzazione.
Il consumatore deve fidarsi delle affermazioni fatte dal fornitore per
promuovere il prodotto. Tuttavia la presentazione del prodotto è generalmente
interpretata come una "invitatio ad offerendum", vale a dire che essa non è
vincolante per il fornitore.
Ma resta il problema che il collegamento fra la presentazione del prodotto e
la sua vendita è più vago rispetto alle normali transazioni commerciali.
Riguardo alla conclusione del contratto sorgono vari problemi quando le parti
non sono presenti contemporaneamente. Il momento della ricezione è rilevante
poiché a partire da questo momento l'offerta diventa effettiva e definisce
inoltre le condizioni alle quali il consumatore può ritirare la sua offerta.
Fintanto che l'offerta non è pervenuta al fornitore, il consumatore ha la
possibilità di recedere da questa situazione.
Il Landgericht Bielefeld ha insistito nel 1990 sul fatto che il fornitore in
base alle condizioni contrattuali standard é soggetto all'obbligo giuridico
di informare il consumatore circa i costi del prodotto o del servizio che
quest'ultimo intende ordinare. Questa decisione ha sollevato critiche poiché
appare eccessivo esigere dal fornitore che fornisca una completa informazione
circa i costi nelle sue condizioni contrattuali standard. Un recento
emendamento allo Staatsvertrag si adegua all'interpretazione data dal
Landger icht.
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Un altro problema di responsabilità sorge quando il consumatore chiama il
numero che appare sullo schermo e si pone in contatto telefonico diretto con
 la stazione emittente che opera per conto del fornitore. Se la persona che
risponde fa credere al consumatore che essa è autorizzata a dare idonee
 informazioni sul prodotto ma in realtà non è cosi, il fornitore sarà
vincolato all'acquirente sulla base di ciò che è stato negoziato fra il
consumatore e la stazione emittente.
Un problema più delicato riguarda il fatto se la stazione emittente possa
essere ritenuta responsabile nel caso che il fornitore abbia fatto fallimento
o simili.
La legislazione tedesca contempla il diritto di recesso nella vendita porta a
porta. Vi sono state numerose discussioni sull'applicabilità di questa
normativa alle nuove tecniche di comunicazione. In un dibattito parlamentare
 l'ampliamento della normativa riguardante le vendite porta a porta è stato al
riguardo respinto poiché la legge considera transazioni legittime concluse a
mezzo telefono meno pericolose per il consumatore.
Società di vendite per corrispondenza e di teleshopping hanno conferito al
consumatore un diritto a recedere volontariamente entro 14 giorni.
Grecia
La principale forma di vendita a distanza praticata attualmente in Grecia è
la    vendita    a   mezzo   posta    mediante   pubblicità   promozionale   e
commercializzazione diretta. Finora non esiste in Grecia il teleshopping ma a
breve scadenza sarà operativo un sistema pubblico videotex.
La Grecia ha trasposto la direttiva comunitaria riguardante i contratti
negoziati al di fuori degli esercizi commerciali nella legislazione interna
con decisione ministeriale F159 del 16 luglio 1990, la quale contempla alcune
disposizioni sulla vendita a distanza e che é stata ora abrogata e sostituita
dalla legge n. 1961/91 del 2 settembre 1991. Questa legge, che ha un
carattere orizzontale, comporta disposizioni per la protezione generale degli
interessi dei consumatori e rappresenta il primo tentativo legislativo di
fornire questa protezione generale in Grecia.
Il testo della decisione ministeriale riguardante i contratti negoziati al di
fuori degli esercizi commerciali ed i contratti negoziati a distanza é stato
reintrodotto nella nuova legge del 1991 sotto forma di emendamento. Il
capitolo 6 della legge tratta gli accordi conclusi "al di fuori del locale
commerciale" specificamente all'articolo 31:
     "Nel caso in cui il contratto sia stato stipulato a distanza (per
     corrispondenza, telefono, telegramma o in altro modo) il fornitore è
     inoltre obbligato a compilare i documenti previsti all'articolo 29 e a
     inviarli al consumatore unitamente al modulo di rinuncia al contratto. Il
     termine di rinuncia di cui all'articolo 30 decorre dalla data in cui il
     consumatore ha ricevuto i documenti".
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I documenti cui si riferisce l'articolo 29 sono i seguenti:
     a)  una copia del contratto che deve contenere nominativo completo,
         denominazione commerciale, indirizzo del fornitore (un numero di
         casella postale é insufficiente); la data e il luogo del contratto;
         una descrizione delle merci; condizioni di consegna e di pagamento-,
          il tasso di interesse effettivo e il tasso massimo di interesse (se
         del caso); il numero di codice fiscale del fornitore e
     b)  una copia del modulo di rinuncia al contratto.
Inoltre l'articolo 29 prevede che qualunque contratto che ometta di informare
il consumatore circa i suoi diritti di rinuncia va considerato nullo.
II testo inoltre stabilisce che le disposizioni di detto capitolo non si
applicano ai contratti il cui ammontare non supera 12.000 dracme (53 ECU) né
a contratti relativi alla proprietà o alla fornitura di generi alimentari o
altre merci per normale consumo domestico che vengono frequentemente o
regolarmente forniti.
L'articolo 30 ribadisce il diritto     a recedere dal contratto nel periodo di
riflessione e dispone che tale        diritto può essere esercitato dandone
comunicazione al fornitore entro      10 giorni lavorativi a decorrere dalla
ricezione del contratto, a meno che   non sia previsto un periodo più lungo.
Giova osservare che la nuova legge non comporta disposizioni            riguardo
all'invio di merci       non  richieste, benché nella     precedente   decisione
ministeriale vi sia stata una disposizione implicita per cui, qualora le
merci vengano inviate al consumatore senza una richiesta preliminare, il
contratto viene "dichiarato a favore del consumatore", il quale non è tenuto
a pagare il prezzo. Nella legge non vi sono disposizioni riguardanti l'invio
di stampe non richieste ed il diritto di recesso né riguardo ai programmi di
investimento per corrispondenza. Attualmente in Grecia non esistono servizi
di gestione degli indirizzari e degli elenchi telefonici dei consumatori.
Spagna
Dall'adozione della Costituzione nel 1978 la ripartizione delle competenze
 legislative fra Stato e regioni autonome é oggetto di numerose discussioni e
di una rilevante giurisprudenza.
Nel campo della protezione dei consumatori per quanto riguarda      le vendite a
distanza il meccanismo é approssimativamente il seguente:
     quando una regione ha promulgato una legislazione, quest'ultima si
     applica nella misura in cui è conforme alle regole giuridiche nazionali;
     quando una regione non       ha  legislazione  specifica,  si   applica  la
      legislazione nazionale.
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E' quindi necessario studiare simultaneamente le legislazioni regionali e la
legislazione nazionale.
La Spagna comporta 17 regioni (15 continentali, più Canarie, più Baleari):
     6 regioni hanno una legislazione specifica di protezione dei consumatori,
     di cui 4 utilizzano l'espressione "vendita a distanza".
E' interessante riportare le definizioni date da queste quattro legislazioni:
                                     Aragona
L'articolo 31 della legge 5 ottobre 1989 n. 9/1989, che disciplina     l'attività
commerciale dà la seguente definizione:
"Sono considerate vendite a distanza quelle la cui offerta é fatta dal
venditore all'acquirente tramite qualunque mezzo di comunicazione, con la
richiesta al consumatore di formulare la sua ordinazione impiegando lo stesso
mezzo o un altro mezzo di comunicazione a distanza e, in maniera generale,
qualunque tipo di vendita che non comporta la presenza dell'acquirente e del
venditore".
Articolo 32: nel quadro delle modalità della vendita a distanza        le offerte
devono essere chiare e complete e comportare almeno:
          le informazioni che consentono di identificare la società offerente,
          la descrizione del prodotto o del servizio proposto
          il prezzo e le modalità di pagamento,
          le garanzie, il termine di    consegna, e, se del   caso,   le spese a
         carico del consumatore.
                                    Catalogna
L'articolo 11 del progetto preliminare di legge che disciplina      il commercio
 interno, pubblicato nel mese di luglio 1991, è cosi redatto:
"E' una vendita a distanza qualunque tipo di vendita commerciale al dettaglio
effettuata tramite un'ordinazione inizialmente trasmessa tra due persone,
tramite qualsiasi mezzo di comunicazione, senza che dette persone siano
fisicamente presenti o tramite qualsiasi mezzo di comunicazione sociale e di
trasmissione elettronica che indichino al consumatore il modo in cui deve
fare la sua ordinazione".
Articolo 12: tutte le offerte di vendita a distanza devono contenere in modo
chiaro e inequivecabile le seguenti informazioni:
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    b)   il prodotto o il servizio deve essere descritto quantitativamente e
         qualitativamente specificando il suo modo di impiego in modo che
         possa essere facilmente identificato;
    e)   il prezzo complessivo da pagare deve essere conforme a quanto prevede
         l'articolo 8 di questa legge; l'importo delle spese deve essere
         separato dal costo di spedizione, qualora sia a carico del
         consumatore e deve essere indicato il sistema di rimborso;
    d)   il periodo di riflessione durante il quale il consumatore può
         rispedire il prodotto e recuperare l'acconto versato non deve essere
         infer iore a 7 giorni.
Articolo 13
    13.2: vieta in qualsiasi caso la vendita di prodotti o la prestazione di
    servizi      non     richiesti   preliminarmente   dal    consumatore     o
    dal l'ut iIizzatore.
                                     Gal izia
L'articolo 32 della legge 20 luglio 1988 n. 10/88 che disciplina    le attività
commerciali definisce cosi la vendita a distanza:
"Sarà considerata vendita a distanza qualunque forma di vendita al dettaglio
con la quale il commerciante offre al consumatore la possibilità di ordinare
per posta, per telefono o con qualunque altro mezzo di comunicazione grafica
o audiovisiva, i prodotti messi in vendita in cataloghi, riviste, periodici,
giornali o altri mezzi di comunicazione".
                                    Va Ienc ia
La vendita a distanza é definita dall'articolo 23, paragrafo 1 della legge 29
dicembre 1986 che disciplina il commercio e le superfici commerciali:
"Ai sensi di questa legge si intende con vendita a distanza il sistema di
distribuzione che consiste nella formulazione di offerte di vendita di
prodotti per corrispondenza e che richiede da parte del             consumatore
un'ordinazione per posta, telefono o altro mezzo di comunicazione".
Il paragrafo 4 dello stesso articolo precisa:
    E' vietato l'invio, a fini commerciali, di prodotti o campioni al
    domicilio di qualunque persona che non sia commerciante senza la prova
    della sua ordinazione; detta persona, in tal caso, non contrae nessun
    obbligo di pagare, né di conservare né di restituire le merci inviate.
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A livello nazionale esiste un codice di etica professionale      riguardante  la
vendita a distanza.
Vi si trovano in particolare le seguenti disposizioni:
    Capitolo IV: modalità di esecuzione delle ordinazioni
        "Per    garantire    alla     clientela    la   massima    soddisfazione
        nell'esecuzione    delle   loro    ordinazioni,   le  imprese   dovranno
        rispettare le seguenti regole:
        4.5 Rinvio e rimborso:
        Le condizioni    di rinvio degli articoli ordinati, per         lo loro
        sostituzione o rimborso, saranno indicate nell'offerta e nel buono di
        consegna in cui sono riportate le condizioni generali di vendita o
        con qualunque altro mezzo a discrezione dell'impresa.
Francia
La nozione di contratto a distanza è apparsa nel diritto francese con un
decreto ministeriale del 3 dicembre 1987 relativo all'informazione del
consumatore sul prezzo.
L'articolo 14 di questo testo è cosi redatto:
                                  Articolo 14
     Il prezzo di qualsiasi prodotto o qualsiasi prestazione di servizi
    proposti al consumatore tramite una tecnica di comunicazione a distanza
    deve essere indicato in modo preciso al consumatore, con ogni mezzo che
    costituisca prova, prima della conclusione del contratto.
    E' una tecnica di comunicazione a distanza ai sensi del presente decreto
    qualsiasi tecnica che consente al consumatore, al di fuori dei luoghi
    normali di ricevimento della clientela, di ordinare un prodotto o di
    chiedere la prestazione di un servizio.
    Sono in particolare considerate tecniche di comunicazione a distanza la
    telematica,   il   telefono,    la   videotrasmissione,   la  posta   e   la
    distribuzione di stampati.
La vendita a distanza è disciplinata dalla legge n. 88-21 del 6 gennaio.
Questo testo che riguardava originariamente la vendita mediante televisione
comprende anche disposizioni generali applicabili a tutte le vendite a
distanza.
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L'associazione delle imprese di vendita per corrispondenza e a distanza ha
elaborato "un codice professionale" che enuncia le regole deontologiche
principali alle quali devono attenersi le imprese che praticano questo tipo
di distribuzione.
I   Formazione del contratto
La nozione di distanza è difficile da definire: la distanza alla quale fa
riferimento la legge del 6 gennaio 1988 è di ordine geografico, talché essa
comprende le vendite per telefono.
1.  Catalogo
    Il catalogo deve essere redatto in francese anche se contiene soltanto
    prodotti stranieri (articolo 1 della legge del 31/12/1975 riguardante
    l'uso della lingua francese).
    Esso deve contenere una descrizione del prodotto nonché una     definizione
    della natura del contratto. Il prezzo deve essere indicato      prima della
    conclusione     del     contratto     (decreto del    3/12/1987     relativo
    all'informazione del consumatore sui prezzi). Se l'impresa      propone uno
    sconto, il prodotto dovrà recare la doppia indicazione.         In caso di
    vendita a credito l'offerta deve rispettare le disposizioni     della legge
    n. 78-22 del 10 gennaio 1978.
     Il catalogo deve precisare inoltre le scorte disponibili.
2.   Invio forzato
    L'invio forzato è illecito e il consumatore deve conservare la merce in
    vista della sua restituzione ma non é obbligato a rinviarla (articolo R
    40-12 del codice penale).
    Questo testo è così redatto:
                                   Art ico lo R.40
         Saranno passibili di una detenzione da dieci giorni a un mese e di
         un'ammenda da 1.200 F a 3.000 F o di una soltanto di queste due pene:
                 12* (Decreto n. 61-138 del 9 febbraio 1961, articolo 1)
         "Coloro che abbiano fatto pervenire a un destinatario, senza
         richiesta perliminare dello stesso, un qualsiasi oggetto accompagnato
         da una corrispondenza con la quale si comunica che detto oggetto può
         essere accettato contro versamento di un prezzo fisso o restituito al
         suo speditore, anche se questo rinvio può essere fatto senza oneri
         per iI dest inar io".
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3.   Tentata vendita per telefono
     La vendita per telefono è regolamentata dall'articolo 1-11 della legge 23
     giugno 1989. Esso è inserito nella legge n. 72-1137 del 22/12/1972
     (relativa alla protezione dei consumatori in materia di tentata vendita e
     dì vendita a domicilio) sotto forma di un articolo 2 bis.
     Esso recita:
                                  Art icolo 2 bis
               (Legge n. 89-421 del 23 giugno 1989, articolo 1-11)
     A seguito di una sollecitazione telefonica o tramite qualunque tecnica
     assimilabile    l'operatore deve    inviare al consumatore una     conferma
     dell'offerta che egli ha fatto. Il consumatore si impegna soltanto con la
     sua firma. Egli beneficia allora delle disposizioni          previste agli
     articoli 1 e 3, paragrafo 1, delle legge n. 88-21 del 6 gennaio 1988
     relativa alle operazioni di telepromozione con offerta di vendita
     denominate "teleacquisti".
L'impresa che utilizza questa procedura        deve inviare al  consumatore  una
conferma dell'offerta che essa ha fatto.
4.   Corr ispondenza
La pubblicità      nelle cassette postali      non é oggetto   di   disposizioni
 legislative. Il consumatore può utilizzare l'accorgimento "stop pubblicità" e
a tal scopo sarà sufficiente scrivere all'associazione delle imprese di
vendita per corrispondenza e a distanza. Egli può chiedere anche alle poste e
telecomunicazioni d'essere cancellato dagli elenchi estratti dagli annuari
che France Telecom commercializza. Egli figurerà allora su "una lista
arancione".
5.   Pubblicità mediante fax
     Lo stesso tipo di elenco esiste per il fax ed è conosciuto sotto il nome
     di "elenco zafferano". Questo elenco é previsto dall'articolo 10 delta
      legge n. 89-1088 del 31/12/1989.
     Questo testo contiene le seguenti disposizioni:
                                    Articolo 10
     "Le persone fisiche o giuridiche possono chiedere di non essere oggetto
     di sollecitazioni pubblicitarie effettuate mediante telex o telecopia
     facendosi inscrivere in uno schedario pubblico che raccoglie tutti coloro
     che non desiderano ricevere questo tipo di corrispondenza. L'iscrizione
     nello schedario è gratuita".
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   Un decreto fissa le condizioni di organizzazione e di funzionamento dello
   schedario menzionato al capoverso precedente nonché il regime di sanzioni
   per le infrazioni alle disposizioni del presente articolo.
6. Teleacquisto (vendita per televisione)
   Il diritto francese utilizza l'espressione teleacquisto per designare la
   vendita per televisione.
   La Francia è l'unico paese della Comunità ad avere una legge speciale in
   materia. Si tratta della legge n. 88-21 del 6/01/1988. La vendita per
   televisione é in particolare contemplata all'articolo 2 di questa legge
   che recita:
                                 Articolo 2
       "Nel mese successivo alla promulgazione della presente legge il
       Consiglio superiore per la radiotelediffusione fissa le regole di
       programmazione delle emissioni dedicate in tutto o in parte alla
       presentazione e alla promozione di oggetti, di prodotti o di servizi
       offerti direttamente alla vendita da servizi di radiodiffusione
       sonora e visiva autorizzati in base alla legge n. 86-1067 del 30
       settembre 1986 relativa alla libertà di comunicazione".
   Le regole di programmazione sono pertanto fissate da una decisione del 4
   febbraio 1988 dell'autorità amministrativa indipendente dagli enti di
   diffusione   audiovisiva.   Questa    regolamentazione si   applica  alle
   televisioni hertziane, mentre CANAL + benché hertziano non rientra in
   questa regolamentazione ma rientra in quella della legge. Siffatte
   emissioni sono vietate sui due programmi pubblici (A2 e F.R.3).
   La durata minima di una emissione di questo tipo è di 15 minuti e la
   massima di 90 minuti alla settimana. Fasce orarie le sono riservate (la
   mattina fra le 8.30 e le 11.30, la notte alla fine delle altre emissioni
   del programma).
                                 Art ico lo 2
       "Per i servizi di televisione diffusi per via hertziana terrestre o
       via satellite le emissioni di teleacquisto hanno una durata minima di
       15 minuti e non possono superare complessivamente 90 minuti alla
       settimana. Esse possono essere diffuse soltanto il mattino fra le
       8.30 e le 11.30 o durante le ore notturne dopo la fine delle altre
       emissioni del programma, ad eccezione della domenica".
   Sono altresì regolamentati la presentazione e il contenuto dell'emissione
   (annuncio speciale, nessuna interruzione con pagine di pubblicità).
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                                  Art ico lo 4
       "Le emissioni di teleacquisto devono essere chiaramente annunciate
       come tali. Per i servizi di televisione esse devono obbligatoriamente
       essere programmate     entro spazi      riservati, senza poter    essere
        interrotte, in particolare da spazi pubblicitari; esse devono essere
       presentate in modo da evitare confusione con altre emissioni e non
       devono essere oggetto di cortometraggi pubblicitari né di emissioni
       preparator ie".
   A differenza della vendita su catalogo,           la marca e il nome del
   fabbricante non devono essere menzionati          durante l'emissione. Essi
   possono tutt'al più figurare sul contratto.
                                  Art ico lo 7
       La marca, il nome del fabbricante o del distributore di un oggetto o
       di un prodotto, il nome del prestatario di un servizio offerto alla
       vendita non devono essere mostrati, menzionati o indicati durante
        l'emissione od essere oggetto con altro mezzo di un annuncio o di una
       pubblicazione che faccia riferimento all'emissione. La marca deve
       essere precisata, se dei caso, all'atto dell'ordinazione insieme al
       nome del fabbricante o del distributore che dà la sua garanzia.
   La violazione di una di queste norme é sanzionata da un'ammenda compresa
   fra 6.000 e 500.000 F.
                       Articolo 3-11 (legge del 6.1.88)
        II. - Il responsabile di diritto o di fatto di un servizio di
        radiodiffusione sonora o di televisione di cui all'articolo 2 della
       presente legge che abbia programmato e fatto diffondere o distribuire
       una emissione in violazione delle regole fissate in virtù dello
        stesso articolo sarà passibile di un'ammenda compresa 6.000 e 500.000
        F.
7. Apparecchi automatici di chiamata
   Per questa tecnica é prevista una nuova regolamentazione.
    Il gruppo di lavoro del Consiglio nazionale del consumo ha emesso un
   parere e raccomandazioni in merito agli apparecchi automatici di chiamata
   (15 marzo 1990). Queste raccomandazioni sono:
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                                  ConcIus ì one
       Cosciente:
           della necessità di seguire dappresso l'evoluzione di questi
           sistemi ;
           del prossimo quadro europeo e delle sue disparità regolamentari;
           del lìmite della deontologia inapplicabile ai "franchi tiratori"
           potenziaii,
       il gruppo raccomanda al governo di elaborare in materia provvedimenti
       regolamentari intesi a:
           accordare al consumatore un diritto di rifiuto;
           disciplinare rigidamente l'impiego di queste tecniche, contenuto
           dei messaggi, identificazione, responsabilità....;
           favorire una deontologia professionale per             il completamento
           dettagliato di queste regole generali.
       Inoltre esso auspica che il governo promuova la discussione di questa
       materia a livello comunitario.
       I testi presentati per parere ai membri del          C.N.C, nella riunione
       plenaria del 3 luglio 1990 hanno ricevuto            un parere favorevole
       unanime dei due collegi.
8. Vendita mediante mini tei
   La vendita mediante minitel é disciplinata dall'articolo 43 della legge
   del  30 settembre     1986. Questo articolo         istituisce un     regime di
   dichiarazione preliminare.
                                  Art ico lo 43
   Sono soggetti a dichiarazione preliminare:
                I messaggi   pubblicitari   diffusi    dai  servizi  menzionati  al
       presente articolo devono essere presentati come tali.
   Il fornitore del servizio é tenuto a far conoscere agli utilizzatori:
       1'  Gli elementi menzionati all'articolo 37 della presente legge;
       2'  La    tariffa   applicabile    quando    il    servizio   comporti   una
           r imunerazione.
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    La circolare del 17 febbraio 1988 (in applicazione dell'articolo 43 della
    legge) disciplina al suo punto V.2 la pubblicità di vendita mediante
    mini tei :
         In base all'articolo 43 della legge 30 settembre 1986 i messaggi
         pubblciitari   devono essere presentati      come tali, vale a dire
         annunciati da un segnale visivo o sonoro.
         Essi  devono rispettare     le   leggi,   i  regolamenti   e   le  prassi
         professionali vigenti.
    A parte questo testo non esiste una       regolamentazione specifica   per  la
    vendita mediante mini tei.
Accanto alla formazione del contratto vi é la sua esecuzione.
I I  Esecuzione del contratto
Si deve qui fare distinzione fra ordinazione e obblighi delle parti.
A   Ordinaz ione
    Essa fa parte sia della formazione del contratto che della sua
    esecuzione. La data dell'ordinazione é formativa del contratto. Quando
     l'ordinazione viene trasmessa per posta si prende in considerazione la
    data alla quale il consumatore l'ha spedita.
    Quando l'ordinazione è trasmessa per telefono o per telematica la vendita
    é conclusa all'atto della chiamata.
    Quando il cliente la depone in una cassetta per le ordinazioni si prende
     in considerazione il giorno del deposito.
    L'ordinazione     deve  contenere    talune   informazioni    riguardanti    in
    particolare il prezzo e deve indicare se le spese di fornitura sono
    comprese o meno nel prezzo.
    Quando il consumatore é un minorenne, sul         buono  di  ordinazione  deve
    figurare la firma del responsabile legale.
    Una volta conclusa la vendita, per le parti sorgono degli obblighi.
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B Obblighi
  1.  Gli obblighi del venditore
      Egli deve fornire un oggetto conforme a quello ordinato dal cliente.
      Qualora l'oggetto non sia conforme il consumatore può chiedere sia
      una nuova fornitura sia una sostituzione, sia infine l'annullamento
      dell'ordinazione con il rimborso delle somme versate.
      Egli deve fornire l'oggetto ordinato entro un termine ragionevole. Se
       la fornitura non viene effettuata entro i termini l'acquirente può
      far valere l'articolo 1610 del Codice civile:
                               Art ico lo 1610
      Qualora il venditore non effettui la fornitura entro il termine
      convenuto fra le parti, l'acquirente potrà, a scelta, chiedere la
      risoluzione della vendita o la sua messa in possesso qualora il
      ritardo sia imputabile unicamente al venditore.
  Una giurisprudenza del 13/12/1973 ha introdotto la nozione di "termine
  ragionevole" entro il quale deve essere effettuata la fornitura (civ 3e,
  10 aprile: Bull M I , n. 274, pag. 198).
  In caso di mancata fornitura: egli deve rimborsare l'acquirente se le
  scorte sono esaurite; se il pacchetto è stato spedito senza essere
  consegnato il venditore ne deve fornire la prova. Se la prova non può
  essere fornita egli dovrà spedire un secondo pacchetto.
  11 venditore deve rispettare il diritto di rinvio di cui beneficia
  l'acquirente.   Infatti   l'articolo    1 della legge 6/01/1988   accorda
  all'acquirente un diritto di rinvio entro un termine di 7 giorni pieni.
                                 Art ico lo 1
      Per tutte le operazioni di vendita a distanza l'acquirente di un
      prodotto dispone di un termine di 7 giorni pieni a partire dalla
      fornitura della sua ordinazione per inviare questo prodotto al
      venditore per sostituzione o rimborso, senza oneri, ad eccezione
      delle spese di rinvio.
  Il venditore che rifiuti questo diritto all'acquirente si espone ad
  un'ammenda di cui all'articolo 1 del decreto del 5 maggio 1988 (decreto
  n. 88539).
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2.   G11 obb M o n i de II ' acau i rente
      Egli deve accettare la fornitura dell'oggetto e pagarla. Il pagamento può
      avvenire in un altro momento. L'acquirente ha la scelta fra più modi di
      pagamento.
      I due modi di pagamento che pongono problemi sono da un lato quello
      contro rimborso       (egli può essere obbligato a pagare            la totalità
      dell'ordinazione mentre non ne ha ricevuto che una parte) e dall'altro il
      pagamento per carta di credito (rischio di furto, di utilizzazione del
      numero all'insaputa del proprietario, nel qual caso il venditore deve
      rimborsare il cliente).
      il cliente può anche pagare mediante assegno o mediante carta di
      addebito, nel qual caso egli non beneficia del termine di 7 giorni di cui
      al testo relativo al credito al consumo.
      Per quanto riguarda il luogo di formazione           del  contratto si deve  fare
      riferimento all'articolo 46 del C.P.C.
      Questo é sia il luogo di fornitura sia il domicilio dell'acquirente.
 Ir landa:
La prassi della vendita a distanza ha una diffusione significativamente
 inferiore rispetto al Regno Unito-, tuttavia non vi sono metodi di vendita a
distanza in Irlanda che non esistano anche nel Regno Unito. Vi é pertanto una
grande affinità fra la legislazione              irlandese e quella britannica, in
particolare per quanto riguarda il diritto contrattuale che rappresenta il
momento centrale della vendita a distanza. Riguardo al diritto contrattuale
vi sono stati scarsi interventi legislativi e le norme ed i principi che
costituiscono il diritto civile in Irlanda non differiscono sostanzialmente
da quelli elaborati dalla magistratura inglese nel diritto consuetudinario.
Vi sono gli stessi requisiti giuridici per quanto riguarda la formazione del
contratto,     la notifica e altre norme similari              sull'interpretazione di
clausole ambigue che esistono nella legislazione del Regno Unito, unitamente
all'accettazione della dottrina della violazione della clausola essenziale
del contratto.
Norme di diritto sostanziale come mezzo per proteggere i consumatori sono ora
contemplate      in tre atti         legislativi,   la   legge sull'informazione    dei
consumatori del 1978, la legge sulla vendita di merci del 1980, la legge
sulla protezione dei dati del 1988, ciascuno dei quali corrisponde a
disposizioni legislative similari nel Regno Unito.
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La legge del 1980 contiene l'unica disposizione nella legislazione irlandese
che fa esplicito riferimento alla vendita a distanza. La sezione 47 della
parte VI della legge tratta il caso dell'invio di merci non richieste, o
"inertia selling" e dispone essenzialmente che una persona che riceva tali
merci può trattenerle senza pagamento nei seguenti casi:
a)   al termine di 6 mesi qualora il consumatore sia stato impedito per validi
     motivi di rispedirle al fornitore (durante questo periodo il consumatore
     non deve usare le merci e deve prenderne ragionevolemnte cura); o
b)   30 giorni dopo l'avviso scritto del consumatore allo speditore circa il
     fatto che le merci non sono richieste, con nome e indirizzo del
     consumatore e luogo in cui le merci possono essere riprese.
Può configurarsi un atto illegittimo quando viene chiesto il pagamento di
merci non richieste in modo da implicare che lo speditore abbia diritto al
pagamento. Lo stesso dicasi per la minaccia di un'azione legale o di altre
conseguenze spiacevoli senza causa ragionevole.
La legge del 1980 contempla talune disposizioni imperative riguardo alle
vendite al consumatore e definisce l'equità e la ragionevolezza delle
condizioni   contrattuali   facendo riferimento a taluni criteri     enunciati
nell'allegato alla legge.
La legge sull'informazione dei consumatori del 1978 intende tutelare i
consumatori contro pratiche di vendita menzognere e considera reato la falsa
descrizione delle merci. La legge contiene inoltre una clausola generale e
vieta la pubblicità in relazione alla fornitura o alla prestazione di beni,
servizi o attrezzature nell'ambito o ai fini di una professione o di
un'attività commerciale qualora possa essere fraintesa e ciò causi perdite,
danni o lesioni di rilevante entità alla popolazione.
La legge del 1978 istituisce anche la figura del responsabile per gli affari
dei consumatori con talune responsabilità di supervisione, informazione e
attuazione rispetto sia alla legge del 1978 che alla legge del 1980. M
direttore può avviare azioni per via penale o per altra via riguardo a
contratti che violano le norme legislative. I consumatori hanno ora mezzi più
efficaci per esercitare i loro diritti nell'ambito di un sistema giudiziario
per cause di modesta importanza        istituito di recente dalla legge sui
tr ibunali del 1991 sul modello di quello che opera nel Regno Unito, benché
per il momento sulla base di un progetto pilota.
La legge sulla protezione dei dati del 1988, che attua la convenzione sulla
protezione dei dati del Consiglio d'Europa è molto simile nei suo schema a
quella della     legislazione  inglese del 1984. Questa    legge conferisce un
 ---pagebreak---                                      - 50 -
diritto ad ogni singola persona, a prescindere dalla nazionalità o dalla
residenza, di accertare l'esistenza di dati personali, di avere accesso a
questi dati che la riguardano e verificare che i dati raccolti siano
veritieri, accurati e aggiornati, vengano conservati per fini legittimi e non
vengano usati o diffusi in un modo incompatibile con questi fini.
Questa legge fa obbligo sia ai controllori che agli elaboratori dei dati di
proteggere   i dati   raccolti e    impone  loro un obbligo particolare di
riservatezza riguardo al contenuto dei dati. Ai fini di questa legge il
termine dati significa informazione espressa in una forma che possa essere
elaborata automaticamente e si riferisce a dati riguardanti i singoli e non
una società. La legge non si applica a informazioni personali conservate in
archivi manuali ma bensi a tutte le informazioni inserite su qualunque tipo
di elaboratore.
Questa legge istituisce la figura del commissario della protezione dei dati
che é nominato dal governo e la cui funzione essenziale è di sorvegliare e
controllare l'applicazione della legge. La legge irlandese opta per un
sistema di registrazione selettiva nell'ambito del quale soltanto talune
categorie selezionate di persone devono essere registrate. Le informazioni da
 inserire nel registro comprendono gli scopi per i quali i dati personali sono
raccolti o impiegati, la descrizione dei dati e le persone a cui i dati
possono essere divulgati.
Riguardo alle disposizioni     specifiche nella   legislazione   relativa  alla
vendita a distanza vanno notati i seguenti punti:
1)       nelle definizioni la commercializzazione diretta è definita    in modo
         tale da includere la vendita diretta per corrispondenza-,
2)       in relazione ai diritti del cittadino, il singolo ha il diritto su
         richiesta scritta di far cancellare le sue generalità da un elenco di
         commercializzazione diretta entro 40 giorni.
         Finora   in  Irlanda non esiste un servizio di         gestione degli
         indirizzari ma tale servizio é attualmente preso in considerazione
         attivamente dall'industria.
3)   Riguardo alla registrazione, coloro la cui attività consiste del tutto o
     principalmente   nella   commercializzazione   diretta   rientrano   nella
     categoria che è tenuta a registrare i dati personali nel pubblico
     registro summenzionato.
La legge irlandese tiene conto dell'autoregolazione mediante lo sviluppo di
codici deontologici settoriali ed in essa si trovano disposizioni per
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conferire a tali codici forza di legge. Finora tali codici non sono stati
adottati ma il commissario per la protezione dei dati ha individuato la
commercializzazione diretta come uno dei due settori            da prendere    in
considerazione inizialmente a questo riguardo e ha tenuto numerose riunioni
preliminari con l'associazione irlandese di commercializzazione diretta per
discutere la possibilità di adozione da parte di questa di un tale codice
deontologico nel suo settore.
Italia
La legge 29 dicembre (Legge comunitaria 1990), approvata dal Parlamento "per
colmare    il   ritardo    nell'applicazione  del   diritto   comunitario"    che
caratterizza ancora l'Italia, ha dato delega al governo di applicare entro un
anno numerose direttive per mezzo di decreti delegati (decreti ministeriali).
Per quanto riguarda       il settore della tutela dei consumatori, accanto
all'articolo    41   relativo   all'applicazione  della   direttiva    84/450/CEE
(pubblicità menzognera) l'articolo 42 prevede un decreto per applicare la
direttiva del Consiglio 85/577/CEE precisando che esso non disciplinerà
soltanto i contratti negoziati al di fuori degli esercizi commerciali ma
altresì talune forme di vendita a distanza (vendite per televisione o tramite
altri mezzi di comunicazione audiovisivi).
Per attuare questa delega il Parlamento ha elaborato una bozza di decreto che
é stata discussa      in occasione di una riunione con        le organizzazioni
professionali e dei consumatori il 13 giugno 1991. Questa bozza propone di
regolamentare, secondo la formulazione dell'articolo 1, i contratti negoziati
al di fuori degli esercizi commerciali e le vendite per corrispondenza, ma
l'articolo 8 prevede che:
     "il diritto di      rinuncia   si applica anche    alle   vendite   mediante
    televisione o tramite altri mezzi di comunicazione audiovisiva, comprese
     le vendite mediante mezzi informatici e telematici" (quindi nello stesso
    testo sono state inserite le vendite a domicilio e talune forme di
    vendite a distanza). Questo diritto è di 7 giorni (articolo 5 ) .
La preoccupazione del Parlamento e del Governo           italiani è tanto più
giustificata   qualora si consideri      che  in Italia    le vendite    mediante
televisione hanno registrato un "boom" senza equivalente in nessun altro
paese europeo. Esistono alcune centinaia di televisioni commerciali, la
maggior parte delle quali sono piccole televisioni a diffusione locale e che
operano al di fuori di ogni forma di controllo (si é dovuto attendere la
legge "MAMMI" n. 233 del 9 agosto 1990 per avere una regolamentazione di
questo "far west" e procedere ad un censimento completo che dovrebbe essere
terminato alla fine del 1991; ma la regolamentazione non prevede disposizioni
per la televendita).
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Finora la bozza di progetto del governo non ha avuto seguito: per quanto
riguarda le vendite a distanza giova dunque concludere che per il momento non
vi é una regolamentazione specifica. Le disposizioni applicabili si trovano
pertanto nel Codice civile e nella giurisprudenza. Il quadro giuridico pud
essere cosi riassunto:
1 • Definizioni
     Il Codice civile non contempla il termine "consumatore" ma soltanto
    acquirente; tuttavia la differenza fra un acquisto operato nell'esercizio
    di un'attività professionale e un acquisto effettuato per un uso estraneo
    all'attività professionale pud rivestire una notevole importanza per la
    giurisprudenza quando si tratta di applicare le regole di buona fede
    nella negoziazione (articolo 1337) interpretazione (articolo 1366) e
    esecuzione (articolo 1375) dei contratti.
     Il "contratto negoziato a distanza" é allo stesso modo ignorato in quanto
    definizione anche se la distanza pud rivestire una notevole importanza in
    quanto fonte (o causa concomitante) di errore di fatto e quindi di
    annullamento del contratto (articoli 1427 e seguenti) in taluni casi.
2.  Solleci tazione
    Per quanto riguarda la sollecitazione per la vendita di valori mobiliari,
     la legge n. 216 del 7 giugno 1974 (che ha istituito la Commissione
    nazionale per le società e la Borsa: CONSOB) e la legge n. 77 del 23
    marzo 1983 (che ha introdotto in Italia i fondi comuni di investimento
    mobiliare)    hanno   sottoposto    a   regole  di   controllo   qualunque
    "sollecitazione pubblica al risparmio" (compresa la pubblicità).
    Per qualunque forma di sollecitazione a contrarre vige     l'articolo 1337
    del Codice civile che recita:
         "le parti contraenti durante la negoziazione e la formazione del
         contratto devono agire in buona fede" (si tratta di responsabilità
         "precontrattuale", che é passibile di risarcimento).
    Per contro nel Codice civile non vi sono norme per garantire il rispetto
    della sfera privata del consumatore contro le sollecitazioni telefoniche
    o telematiche; e l'articolo 660 del Codice penale, che prevede un delitto
    chiamato "molestie telefoniche" potrebbe trovare applicazione soltanto in
     ipotesi estreme.
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3.  Dir itto di r inuncia
    Per la vendita dei valori mobiliari l'articolo 18 della legge 216/1974
    stabi Iisce che:
         "la validità dei contratti stipulati nella vendita porta a porta è
         sospesa per una durata di 5 giorni nel corso dei quali il consumatore
         pud comunicare per telegramma la recessione dal contratto senza oneri
         a Icun i".
    Per ogni altro tipo di vendita si parla di ANNULLAMENTO (annuilation) o
    di RISOLUZIONE (résolution) mentre non esiste il diritto di RIPENSAMENTO
    (renonciation). Giusta l'articolo 1427 del Codice civile l'acquirente pud
    chiedere l'annullamento di un contratto già stipulato quando vi sia stato
    un errore "essenziale": l'articolo 1428 (capoversi 2 e 3) ritiene
    essenziale      l'errore   sulla    qualità    dell'oggetto    del   contratto   o
    sull'identità o la qualifica del venditore (condizioni che possono
    verificarsi nel caso di una vendita a distanza). Giova sottolineare al
    riguardo che l'articolo 1431 parla di "circostanze" del contratto e dì
    "identità     dei    contraenti"   per    stabilire   se    il  venditore   poteva
    "riconoscere l'errore": la giurisprudenza pud pertanto annettere molta
    importanza      alla    "identità"     (non    professionale)     dell'acquirente-
    consumatore e al luogo in cui il contratto é stato concluso (vendita a
    distanza) per stabilire che l'errore è stato essenziale e che esso poteva
    essere riconosciuto dal venditore.
Bisogna infine aggiungere che mancando norme di legge vi sono                organismi
professionali che hanno creato sistemi di controllo volontario:
         l'AIDIM (Associazione italiana per il marketing diretto) ha elaborato
         un "codice" per la te I ecommercia lizzazione;
         l'ANVED    (Associazione    italiana per      le vendite a distanza) ha
         elaborato un "codice morale e professionale per le vendita a distanza
         e per corrispondenza" la cui violazione pud in teoria comportare
         l'espulsione (decisa da una commissione disciplinare). Questo codice
         prevede altresì un diritto di ripensamento con un termine di 7 giorni
         a partire dalla ricezione del prodotto;
         I'IAP (Istituto per l'autodisciplina pubblicitaria) nel suo "codice
         di autodisciplina pubblicitaria" ha previsto regole specifiche per la
         pubblicità riguardante le vendite per corrispondenza imponendo una
         maggiore trasparenza (articolo 18) e ha vietato qualunque forma di
         pubblicità     riguardante    l'invio    di   prodotti    senza   ordinazione
         preliminare (articolo 1 9 ) . Naturalmente I "codici" e le procedure di
         controllo degli organismi professionali sono vincolanti ai sensi del
         diritto civile soltanto per gli associati.
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Lussemburgo:
Il diritto lussemburghese comporta una disposizione legislativa che riguarda
te vendite a distanza. Si tratta dell'articolo 7 della legge 25 agosto 1983
relativa alla protezione giuridica del consumatore.
Questo articolo 7 recita:
     "Articolo 7. Nei contratti stipulati per corrispondenza fra un fornitore
     di professione e un consumatore finale privato, quest'ultimo ha la
     facoltà entro sette giorni dall'ordinazione o dall'impegno di acquisto e
     entro quindici giorni dalla ricezione della merce, di          rinunciarvi
     mediante lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Qualunque clausola
     dei contratto con la quale il cliente abbandona il suo diritto di
     rinuncia è nulla e ritenuta non scritta.
     In caso    di  contestazione   relativa   alla  data  dell'ordinazione   o
     dell'impegno di acquisto o di ricezione della merce, l'onere della prova
     incombe al fornitore di professione".
La legislazione lussemburghese si caratterizza per    il ricorso ad un duplice
termine di rinuncia-.
     termine di 7 giorni dopo l'ordinazione o l'impegno di acquisto;
     termine di 15 giorni dopo ricezione della merce.
Questa rinuncia deve avvenire obbligatoriamente per iscrìtto mediante lettera
raccomandata con ricevuta di ritorno. In base al diritto lussemburghese il
contratto è formato quando il consumatore rinvia il buono di ordinazione ma
la vendita     è definitiva   quando è     trascorso  il secondo   termine di
r ipensamento.
Il testo precisa inoltre che ogni clausola dì contratto che abbia come
effetto quello di annullare il diritto di rinuncia, anche tramite la volontà
del consumatore, è nulla.
Il testo prevede infine un'inversione dell'onere della prova per tutto ciò
che riguarda     le date dell'ordinazione, dell'impegno di acquisto o di
ricezione della merce.
Quando questo progetto era in discussione il governo aveva prospettato un
sistema di autorizzazione amministrativa dei commercianti che sollecitano
ordinazioni per corrispondenza. Questo progetto è stato abbandonato.
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La tentata vendita per telefono è vietata ma l'attuazione di questo divieto è
alquanto laboriosa. Infatti la legge 5 marzo 1970 sul commercio ambulante
prevede al suo articolo 8:
     "E' vietato sollecitare ordinazioni, al dettaglio o       all'ingrosso,  da
     persone che non esercitano commercio di prodotti      "
La sollecitazione telefonica, al pari, sembra,       dell'impiego  del  fax  nei
confronti dei consumatori, non è autorizzata.
     "Articolo 14-1: I contratti conclusi in violazione della presente legge
     sono nulli. Questa nullità pud tuttavia essere reclamata soltanto dal
     consumatore finale privato".
Da questo testo si pud pertanto dedurre che un contratto concluso mediante
chiamata telefonica del commerciante (sollecitazione) pud essere annullato
qualora il consumatore lo chieda.
Tuttavia     il testo prevede al     suo articolo    16 sanzioni    penali   per
contravvenzione alle disposizioni dell'articolo 8 (da uno a sette giorni di
reclusione e ammenda da 2000 a 30.000 franchi).
La legge 25 agosto 1983 non definisce i termini "contratti conclusi per
corrispondenza" (articolo 7) e "contratti conclusi mediante vendita a
domicilio" (articolo 8 ) . Si pud dedurne che un contratto stipulato mediante
chiamata su iniziativa dell'operatore commerciale rientra nell'articolo 8 e
un contratto concluso mediante chiamata su iniziativa del consumatore rientra
nel l'art ico lo 7.
 Il diritto     lussemburghese non comporta  disposizioni  riguardanti   l'invio
forzato.
Si pud infine osservare che la legge 27 novembre 1986 "che disciplina talune
pratiche commerciali       e che sanziona   la concorrenza    sleale" comporta
disposizioni che consentono di sanzionare le pubblicità sleali coinvolgendo
 la responsabilità di tutti gli intermediari che hanno partecipato alla sua
diffusione. L'articolo 18 recita:
     "Articolo 18: é vietata qualunque pubblicità commerciale che favorisca un
     atto che deve essere considerato come un atto di concorrenza sleale ai
     sensi della presente legge.
     Pud essere chiamato a rispondere di questa     trasgressione colui  che ha
     diffuso la pubblicità incriminata.
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    Tuttavia, qualora quest'ultimo non sia domiciliato nel Granducato,
     l'azione di cessazione pud altresì essere intentata contro l'editore, il
    tipografo o il distributore della pubblicità commerciale incriminata
    nonché contro qualunque persona che contribuisca a realizzarne gli
    effetti".
Il Lussemburgo dispone inoltre di una normativa dettagliata in materia di
videotex (regolamento granducale del 29 ottobre 1986 riguardante il servizio
pubblico videotex) dell'8 novembre 1986. Questo testo tratta anche le
cassette postali elettroniche. In questo quadro é possibile definire "gruppi
chiusi di utenti" (articolo 5.3). L'articolo 5.3.32 precisa: "prima di poter
assegnare un utente al suo o ai suoi gruppi chiusi, il fornitore dovrà
tuttavia avere acquisito l'accordo preliminare di detto utente".
Paesi Bassi
I   Vendita per telefono (Televendita)
Nei Paesi Bassi non esistono disposizioni di   legge riguardanti la vendita a
distanza mediante telefono.
L'industria stessa ha tuttavia preso l'iniziativa di adottare taluni codici
riguardanti la televendita, il cosiddetto "codice di televendita". Questo
codice contiene norme riguardanti l'impiego del telefono, a tutela dei
consumatori, contro l'informazione menzognera fornita per telefono. Ad
esempio:
    "La persona che effettua la chiamata deve presentarsi e specificare per
    conto di chi essa chiama. Essa deve altresì menzionare il motivo di
    questa chiamata.
    Quando la chiamata non è gradita al consumatore in quel particolare
    momento, la conversazione deve essere terminata immediatamente.
    L'informazione riguardante i beni e i servìzi offerti per telefono deve
    essere chiara ed esatta e il consumatore deve essere informato sui suoi
    diritti e i suoi obblighi.
    L'accordo intercorso per telefono deve essere confermato per iscritto e
     il consumatore ha il diritto di annullare la transazione entro sette
    giorni dopo la conferma".
Le società che sono membri della "postorderbond" olandese sono vincolate per
questo fatto alle norme di detto "codice di televendita".
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La televendita è un "settore in espansione" nei Paesi Bassi e nell'ultimo
anno (1990) le vendite complessive tramite questo sistema hanno raggiunto
l'importo di 2,2 miliardi di fiorini olandesi.
La vendita per "telefax" non è ancora praticata su larga scala. La vendita
tra l'operatore commerciale e il consumatore é rara, principalmente per il
fatto che la maggior parte dei consumatori non possiede un telefax. Nella
comunicazione fra operatori commerciali     la diffusione del telefax é in
aumento. Tuttavia si sono registrate       lagnanze per abusi     del  telefax
specialmente riguardo agli stampati pubblicitari non richiesti.
II  Vendita mediante videotex (videoacouìsto)
Nei Paesi Bassi si sono fatti alcuni esperimenti con il videotex e dal 1980 è
possibile fare acquisti a partire dal proprio domicilio.
il sistema più conosciuto è il videotex Nederland (Videotex N L ) , creato nel
1988, che é il primo sistema aperto videotex su larga scala operativo in
tutti i Paesi Bassi. Questo sistema è stato realizzato con la funzione di
raccogliere tutti i sistemi di videotex in futuro ed é pertanto finanziato in
parte dal ministero olandese dell'economia. Nel mese di marzo 1991 il numero
complessivo di consultazioni é stato di 411.000, quattro volte la cifra del
mese di marzo 1990.
Riguardo al videoacquisto non esiste una legislazione specifica nei Paesi
Bassi, probabilmente per il fatto che non è stato ancora praticato su larga
scala e quindi è mancata l'esigenza di una legislazione in materia.
II "Postorderbond" olandese tuttavia ha elaborato un codice riguardante la
pubblicità mediante videotex. Questo codice contiene una norma che garantisce
al consumatore il diritto di rinviare le merci entro sette gironi dopo la
transazione senza ulteriori obblighi.
III Vendita per televisione
La "mediawet 1987" è la legge riguardante i programmi radiotelevisivi. Una
parte delle sue disposizioni riguardano la pubblicità televisiva (codice
olandese della pubblicità). Ad esempio: "la pubblicità non pud occupare più
del 5% della durata complessiva delle trasmissioni. Gli annunci commerciali
devono essere riconoscibili ed essere separati dagli altri programmi. Essi
non possono interrompere un programma e sono vietati di domenica".
Le reti nazionali non sono autorizzate a trasmettere pubblicità commerciale e
solo la fondazione "etherreclame", una persona giuridica ben distinta, ha
questo di r i tto.
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Le reti via cavo non sono autorizzate a trasmettere pubblicità commerciale
che non risponda alle condizioni summenzionate, a meno che i messaggi non
siano specificamente indirizzati al pubbIico oIandese.
Né la fondazione "etherreclame" né le reti via cavo possono essere       tenuti
responsabili per la consegna o la qualità dei prodotti.
Il "Direct Marketing Insti tute" nei Paesi Bassi prevede che le vendite per
televisione diverranno un importante strumento di vendita nei prossimi anni.
 IV  Vendita per corrispondenza
Oggigiorno i consumatori possono usare tutti i tipi di nuovi mezzi di
comunicazione    per   ordinare   merci   ad   una società   di   vendita   per
corrispondenza, ad esempio telefono, PC, ecc., ma anche mediante risposta
diretta alla pubblicità a mezzo posta, vale a dire che il messaggio
pubbleiitario viene pubblicato sulla stampa ed il consumatore pud chiamare un
numero telefonico o rinviare un buono di ordinazione. Un'altra forma è la
cosiddetta promozione diretta a mezzo posta, vale a dire tutta quella
pubblciità postale che cerca di attirare l'attenzione dei destinatari.
 In Olanda vi sono circa 350 società di vendita per corrispondenza, la
maggioranza di queste continua ad usare il catalogo mentre un numero limitato
di società hanno introdotto nuovi sistemi di ordinazione quali computer di
risposta automatica o servizi videotex. La maggior parte delle vendite a
distanza riguarda vendite che non sono di generi           alimentari, benché
attualmente circa 15.000-20.000 famiglie nei Paesi Bassi comprino generi
alimentari a distanza e questa cifra si prevede aumenterà rapidamente nei
prossimi anni cosi come il volume della risposta diretta alla pubblicità per
posta e della promozione diretta per corrispondenza.
V    Aspetti giuridici e vendita a distanza in una breve rassegna
Attualmente non esistono disposizioni di legge nei Paesi Bassi riguardo alla
vendita a distanza. In principio ai metodi di vendita a distanza sono
applicabili le norme esistenti per le transazioni e i contratti di vendita
basati sulle classiche forme di vendita.
Le norme contrattuali olandesi sono contenute nei volumi 3 e 6, capitolo 5
del Codice civile che sostituirà il vecchio Codice civile il 1' gennaio 1992.
Ai fini del contratto è essenziale il consenso fra le parti contraenti che
deve essere dichiarato in forma scritta, orale o elettronica, il contratto è
concluso    quando    l'offerente   dà    conferma dell'accettazione    o    pud
 implicitamente avere confermato l'accettazione.
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Per la legge olandese    le condizioni  giuridiche  per  la costituzione  di un
contratto valido sono:
         avere la capacità contrattuale
         un oggetto definito
         un caso lecito
         consenso fra le parti contraenti
Quando si tratta della vendita a distanza non sempre è facile determinare se
queste condizioni sono riunite.
La vendita per telefono, televisione, videotex o per corrispondenza indica
che fra il venditore e l'acquirente si è convenuto di fornire beni o di
prestare serviz i.
La maggioranza dei metodi di vendita a distanza è caratterizzata dal fatto
che si tratta di transazioni non scritte e dal fatto che le parti non sono
fisicamente presenti durante     il processo di formazione del contratto.
Tuttavia il contratto pud formarsi ed esistere legalmente in conformità delle
norme contrattuali senza che le parti siano fisicamente in presenza I'una
del l'altra.
 Il consumatore che conosce meno bene un prodotto o un servizio deve essere
correttamente informato circa il contenuto del prodotto o del servizio
stesso.
 Il titolo 1 del cap. 7 del nuovo Codice civile olandese cerca di proteggere
 il consumatore    come parte più debole nel       processo   contrattuale. Le
disposizioni riguardano aspetti quali la consegna, il prezzo, il rischio e il
tempo e il luogo della consegna. In relazione alle vendite al consumatore il
rischio si trasferirà dal venditore al consumatore all'atto della consegna
"de facto".
L'articolo 26 del cap. 7 del nuovo Codice civile comporta una disposizione
riguardante il pagamento anticipato. Normalmente il pagamento deve avvenire
al momento e nel luogo della consegna. Nelle transazioni riguardanti i
consumatori vi pud essere una richiesta di pagamento anticipato il quale
tuttavia non pud superare il 50% del prezzo complessivo della merce. I Paesi
Bassi sono l'unico Stato membro che ha una disposizione di questo tipo nel
suo Codice ci vi le.
Una deroga contemplata nelle condizioni generali che vada a svantaggio del
consumatore viene considerata sleale e pud essere annullata. Vi è inoltre una
lista di condizioni generali che devono essere considerate sleali nei
confronti del consumatore (lista nera) e una lista di condizioni ritenute
sleali (Iista gr igia).
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Un'altra forma di tutela del consumatore riguarda le merci non richieste. Un
consumatore che le riceve ha il diritto di trattenerle o di rinviarle a spese
del venditore.
E' molto difficile per un consumatore comprovare, ad esempio, che le merci
sono state fornite in quantità errata. Anche il problema riguardante la prova
della (mancata) fornitura di un prodotto non é di facile soluzione.
Ai fini della determinazione dell'onere della prova la legge olandese applica
 il principio: "chi asserisce un fatto deve provarlo" (artìcolo 177 RV).
Questa disposizione tuttavia lascia al giudice la facoltà di non tener conto
di questo principio. Qualora esso risulta iniquo le parti sono in principio
 libere di determinare chi abbia l'onere della prova. Per il consumatore che
ricorre a metodi di vendita a distanza cid significa che spetterà a lui
 l'onere della prova qualora contesti una fornitura non ordinata a meno che il
fornitore e il consumatore abbiano altrimenti stipulato, il che non succede
spesso.
Per i I fatto che i I consumatore in quanto parte contraente non ha nessuna
 influenza sull'esito della transazione elettronica è per questo più difficile
fornire delle prove. Egli pud in realtà aver ragione, ma, avendo l'onere
della prova, egli non pud essere in grado di produrre la prova richiesta e la
sua azione legale pud pertanto avere esito negativo.
A partire dal gennaio del 1992 le norme sulle vendite ai consumatori (art. 5,
cap.7 del nuovo Codice civile) e le condizioni generali in esso contenute
offriranno al consumatore alcuni strumenti di tutela.
Gli articoli 6: 236-238 (lista nera e lista grigia) sono applicabili soltanto
a contratti in cui il consumatore è parte contraente. Queste disposizioni
sono state previste specificatamente per offrire al consumatore una maggiore
protezione. In taluni casi la Corte suprema ha fatto già ricorso a questi
art icoi i.
Le regole generali sulla pubblicità menzognera sono enunciate nel nuovo
Codice civile che si conforma alle restrizioni e ai divieti stabiliti nella
direttiva CEE riguardante le prescrizioni minime sulla pubblicità menzognera
le quali offrono un livello minimo di protezione. Gii Stati membri hanno la
facoltà di introdurre un più elevato livello di protezione dei consumatori
nelle rispettive legislazioni.
La legge olandese non disciplina la vendita per telefono. Nel 1975 è entrata
in vigore la legge sulle vendite porta a porta per proteggere il consumatore
contro metodi aggressivi di vendita. Il 3 luglio 1989 questa legge è stata
modificata alla luce degli obblighi       introdotti nella direttiva CEE sui
contratti di vendita stipulati al di fuori degli esercizi commerciali.
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Uno degli elementi essenziali di questa legge è il fatto che il contratto
stipulato fra le due parti deve essere redatto per iscritto e che ciascuna
parte deve riceverne copia. Qualora questa condizione non sia soddisfatta, il
contratto non è valido.
 Il consumatore ha inoltre diritto ad un periodo di ripensamento di 8 giorni
durante il quale pud decidere di recedere o meno dal contratto.
All'atto dell'adeguamento alla direttiva la vendita per telefono non era
contemplata da queste norme. Il legislatore riteneva che la pressione
esercitata sul consumatore al fine di acquistare beni o servizi fosse, nel
caso della vendita per telefono, inferiore rispetto a quella esercitata nella
vendita a porta a porta. L'industria delle televendite ha comunque elaborato
un codice di condotta riguardante i contratti stipulati per telefono.
Per controllare l'uso di dati personali, la loro raccolta, trasmissione e
memorizzazione é stata promulgata in Olanda nel 1990 la legge sulla sfera
privata (legge sulla registrazione delle persone). Essa conferisce al singolo
il diritto di visionare e correggere i dati registrati che lo riguardano e il
diritto di conoscere a quali persone o organizzazioni detti dati vengono
forniti. E' fatto divieto di utilizzare questi dati per scopi diversi da
quelli per i quali sono stati raccolti. Il controllo dell'osservanza di
questa legge è responsabilità di un istituto indipendente, la cosiddetta
Registratiekamer (Camera di registrazione).
PortogaI lo
Il Portogallo è stato, a quanto pare, il primo Stato della Comunità a dotarsi
di una normativa generale riguardante tutte le forme di vendita a distanza.
Il testo di base in materia di protezione dei consumatori portoghesi é la
legge n. 29/81 del 22 agosto 1981.
A questo testo ha fatto seguito un decreto di applicazione: decreto legge n.
272/87 del 3 luglio 1987 riguardante le vendite a domicilio (capitolo I), le
vendite per corrispondenza (capitolo II), le vendite forzate (capitolo III).
I.   Vendite per corrispondenza
     Il   capitolo  II  del   decreto   riguarda  non  solo   le  vendite per
     corrispondenza ma altresi ogni tipo di vendita a distanza. Questo
     capitolo è composto da 5 articolo che trattano successivamente:
1)   Def inizione
     L'articolo 8 del decreto tende sia a definire la vendita a distanza e a
     delimitare il campo di applicazione.
     Il primo paragrafo del testo merita di essere riportato per esteso.
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                                  Art ico lo 8
                      Definizione e campo d'applicazione
   1.  Ai fini del presente testo si intende per vendita per corrispondenza
        il modo di distribuzione commerciale al dettaglio in cui è offerta al
       consumatore    la possibilità di ordinare per posta, telefono o
       qualsiasi altro mezzo di comunicazione i beni o servizi presentati in
       cataloghi, riviste, giornali, stampati o qualunque altro supporto
       grafico o audiovisivo.
2) Il contenuto dell'offerta
   L'articolo. 9 insiste sulla chiarezza dell'offerta e sul suo contenuto
   obbligator io.
   Esso elenca numerosi      elementi   che devono    imperativamente    figurare
   nell'offerta trasmessa al consumatore.
                                  Art ico lo 9
                            Contenuto dell'offerta
   1.  Le offerta di vendita per corrispondenza devono essere chiare,
       complete e formulate in termini che non consentano alcun dubbio sulla
       natura, le caratteristiche ed il prezzo del bene o del servizio
       nonché sulle condizioni di pagamento.
   2.  Ai termini delle disposizioni previste        al   paragrafo   precedente,
       l'offerta deve in particolare comportare:
       a)   la descrizione dei     beni o servizi, con        indicazione   delle
            caratteristiche necessarie alla loro completa    identificazione;
       b)   il prezzo del bene o del    servizio,  il modo e    le condizioni  di
            pagamento;
       e)   ogni altra spesa a carico del consumatore;
       d)   il termine di spedizione della merce o dell'inizio della
            prestazione del servizio, a partire dalla data di ricezione da
            parte del venditore dell'ordinazione del consumatore;
       e)   il regime di garanzia e dì servizio        postvendita,   qualora  la
            natura del prodotto lo giustifichi;
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        f)   il   nome,   l'indirizzo   e    gli   elementi   che   consentano   di
             identificare l'impresa venditrice, nonché l'indicazione del luogo
             in cui il consumatore pud inviare le sue ordinazioni o le sue
            richieste di informazioni; l'indicazione di una casella postale
            da sola o qualsiasi altra indicazione che non consenta di
             localizzare immediatamente il venditore o i suoi rappresentanti
            non sono ammesse.
   3.   Ai   fini   delle disposizioni     dei   paragrafi   precedenti  non sono
        considerate offerte di vendita i messaggi pubblicitari generali che
        non comportano alcuna proposta concreta di acquisto di beni o di
        prestazione di servizi.
3) La forma e il contenuto del contratto
    l'articolo 10 prevede il rilascio al consumatore da parte del venditore
   di un documento contenente gli elementi di cui al I'artico lo 9 (punto 1 ) .
   Quando    il buono di ordinazione        fa parte     integrante del    supporto
   utilizzato per l'offerta di vendita, questo documento non viene richiesto
   (punto 2 ) . Inoltre il contratto deve essere redatto per iscritto quando
    la somma da corrispondere è superiore o uguale a 9.000 ESC (punto 3 ) .
   Questo importo è stato portato a 20.000 ESC (115 ECU) con decreto del 20
   giugno 1991.
                                   Art ico lo 10
                    Forma, contenuto e importo del contratto
   1.   Dopo che il consumatore ha notificato al venditore l'accettazione
        dell'offerta, il venditore invia al consumatore, prima o all'atto
        della spedizione dei beni o dell'inìzio della prestazione dei
        servizi, un documento contenente gli elementi di cui all'articolo
        precedente, elementi che devono corrispondere ai termini dell'offerta
        iniziale.
   2.   Il documento di cui al paragrafo precedente non viene richiesto
        qualora il buono di ordinazione faccia parte integrante del supporto
        impiegato per l'offerta di vendita.
   3.   Nelle vendite per corrispondenza i contratti di un importo pari           o
        superiori a 20.000 ESC sono necessariamente redatti per iscritto.
4) La risoluzione del contratto e obbligo di       informazione
   L'articolo 11 e 12 disciplinano questo diritto e questo obbligo.
   L'articolo 11 offre al consumatore           la possibilità di recedere dal
   contratto secondo talune modalità.
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                                Articolo 11
   Diritto di risoluzione del contratto e obbligo di           informazione
1.  Il consumatore pud recedere dal contratto entro                  sette    giorni
    lavorativi successivi alla consegna della merce.
2.  Il consumatore deve essere informato per iscritto dall'altra parte
   contraente prima della conclusione del contratto riguardo al diritto
   di cui al paragrafo precedente.
3.  I termini previsti al paragrafo 1 possono essere prolungati di comune
   accordo fra le parti.
4. Le     disposizioni     dell'articolo         4,    paragrafo     4,     relative
   all'impossibilità di rinunciare al diritto di risoluzione e alla non
   penalizzazione     dell'esercizio       di     questo    diritto,     nonché     le
   disposizioni dell'articolo 6 relative alla non esigibilità e alla
   natura del pagamento anticipato si applicano alle vendite per
   corr ispondenza.
                                 Art ico lo 4
4. Le clausole di rinuncia al diritto di cui al paragrafo precedente
   sono considerate come non scritte, allo stesso modo di quelle che
   prevedono    indennizzi    o    penali     di    qualsiasi   tipo    qualora     il
   consumatore eserciti i suoi diritti.
   L'articolo 4, paragrafo 4 prevede I'impossibìIité quasi assoluta per
    l'acquirente di rinunciare a questo diritto.
                                Art ico lo 6
                          Pagamento anticipato
   Nessun pagamento pud essere richiesto al consumatore                pr ima   del la
   ricezione della merce o della prestazione del servizio.
   Qualunque somma versata dal consumatore prima della scadenza                   del
   termine previsto all'articolo 4 é considerata come prova                       del
   contratto e vale come acconto sul prezzo convenuto.
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                                  Articolo 12
                       Modo di risoluzione del contratto
    Fatto salvo l'accordo concluso tra le parti riguardo al modo e alle
    conseguenze dell'esercizio del diritto di risoluzione, le disposizioni
    dell'articolo 5 si applicano, mutatis mutandis, alle vendite per
    corr ispondenza.
I I. Gìi acquisti forzat i
    Due articoli del decreto disciplinano questa pratica.
    1)  L'articolo 14 definisce e vieta gli acquisti forzati.
                                  Articolo 14
                  Definizione e divieto degli acquisti forzati
    1.   E' vietato il ricorso, al fine di promuovere la distribuzione al
        dettaglio di beni o di servizi, a pratiche commerciali        in cui
         l'assenza di risposta da parte di un consumatore ad un'offerta o ad
        una proposta che gli è stata fatta, viene considerata come una tacita
        accettazione.
    2.  Per le pratiche di cui al paragrafo precedente il consumatore non è
         in nessun caso soggetto ad un obbligo, anche qualora le offerte o
        proposte menzionino esplicitamente che in mancanza di risposta alla
        scadenza    di un certo termine      l'accettazione viene considerata
         implicita.
    2)  L'articolo 15 riguarda i prodotti non ordinati o non richiesti. Il
        consumatore che riceve un prodotto non ordinato o richiesto pud
        conservarlo a titolo gratuito.
        Nel caso in cui egli lo rispedisca, egli ha diritto ai rimborso alle
        spese relative al rinvio.
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                                 Articolo 15
                      Prodotti non ordinati o richiesti
    1.  Fatte salve le disposizioni dell'articolo 62 del decreto legge n.
        28/84 del 20 gennaio 1984, il destinatario di un prodotto ricevuto
        senza che sia stata fatta una richiesta o una ordinazione o che non
        costituisca l'esecuzione di un contratto valido, non é tenuto a
        rispedirlo o a pagarlo e pud conservarlo a titolo gratuito.
    2.  Qualora il destinatario proceda al rinvio del prodotto, nonostante le
        disposizioni del paragrafo precedente, egli ha diritto al rimborso
        delle spese relative a questo rinvio entro un termine di 30 giorni
         lavorativi a partire dalla data      in cui detto rinvio é stato
        effettuato.
Regno Unito
Il settore delle vendite a distanza nel Regno Unito registra una percentuale
crescente di vendite di beni e servizi svolte a distanza. Mentre le tecniche
tradizionali di vendita a distanza, quali quelle per corrispondenza, restano
molto diffuse, l'industria sfrutta le moderne tecniche per sviluppare nuovi
metodi di vendita e l'impiego del videotex e del teleshopping sta prendendo
il sopravvento. E' interessante notare che la cifra di affari delle vendite
per corrispondenza effettuate su catalogo costituisce più del 3% del
commercio complessivo al dettaglio nel Regno Unito. Giova inoltre notare che
l'espansione delle transazioni    riguardanti vendite a distanza é stata
incoraggiata dalla crescente disponibiI ite di carte di credito e di carte di
accredito.
La normativa riguardante le vendite a distanza nel Regno Unito è costituita
principalmente dai principi basilari del diritto contrattuale inglese e dal
diritto consuetudinario. Le transazioni commerciali sono in generale soggette
alle norme di legge, segnatamente nel campo del credito al consumo e dei
servizi   finanziari, mentre   la caratteristica rilevante della normativa
riguardante le vendite a distanza è la gran parte di legislazione "leggera"
sotto forma di codici di autodisciplina che prevalgono in questo campo. Il
problema è reso più complicato dall'elevato numero di           organizzazioni
coinvolte nel processo di autodisciplina. Riguardo a questi codici di
comportamento va rilevato un punto importante, vale a dire che taluni sono
soggetti ad autorità regolamentari specifiche e hanno forza di legge-, la
maggioranza di essi però non sono vincolanti ma possono essere invocati
davanti ai tribunali in quanto rappresentano la buona prassi. Alcuni codici
sono stati emanati in cooperazìone con la Direzione generale per il commercio
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leale che ha il compito, nell'ambito della legge del 1973 sul commercio
leale, di promuovere le associazioni commerciali per elaborare e diffondere
codici di comportamento. La parte 3 della legge 1973 conferisce al direttore
generale del commercio leale un potere generale di agire contro qualunque
persona che continui a svolgere transazioni con un comportamento dannoso per
gli interessi o sleale nei confronti dei consumatori. Il direttore generale
ha potere di indagine e pud ricercare garanzie per le transazioni che danno
luogo a ricorsi e che egli intende reprimere ed inoltre pud avviare un'azione
davanti ai tribunali competenti per le pratiche dirette a limitare la
concorrenza o davanti ai tribunali civili, se del caso. Le associazioni di
commercianti che impiegano codici di comportamento elaborati in consultazione
con l'Ufficio per il commercio leale riferiscono in generale al direttore
generale su base annua circa il funzionamento e l'efficacia dei codici.
I contratti     di  vendita  a   distanza  richiedono   in base    al   diritto
consuetudinario per essere validi le componenti fondamentali di offerta,
accettazione, oggetto e intenzione delle parti a contrarre. Le pubblicità da
parte dei venditori a distanza sono infatti classificate come inviti a
negoziare. Quando un consumatore trasmette un'ordinazione, egli fa un'offerta
al fornitore il quale, nell'ambito delle tecniche di vendita a distanza,
accetta solitamente l'offerta con l'atto di spedire le merci. I termini del
contratto sono formalmente concordati fra le parti ma vi sono alcuni termini
introdotti dalla legislazione. La legge del 1979 relativa alla vendita di
merci introduce condizioni nel contratto di vendita al consumatore in base
alle quali il venditore ha il diritto di vendere le merci; queste devono
essere,   qualora  vengano  vendute    su  descrizione,   corrispondenti   alla
descrizione; esse devono essere commerciabili e idonee allo scopo nella
misura in cui ciò è ragionevole, tenuto conto della loro descrizione e del
caso specifico; esse devono ragionevolmente corrispondere allo scopo che è
stato precisato ai venditore e qualora vengano vendute su campione, esse
devono corrispondere al campione.
II consumatore pud rifiutare      le merci dopo la consegna se una delie
condizioni summenzionate non è stata soddisfatta o se nel contratto è
contemplato un diritto specifico in tal senso. Il codice di comportamento
delle associazioni del commercio per corrispondenza raccomanda ai suoi membri
di fornire le merci in prova per 14 giorni e in generale i consumatori
beneficiano di questa facoltà a patto che restituiscano le merci in buone
condiz ioni.
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La legge del 1974 riguardante il credito al consumo prevede un periodo di
ripensamento riguardo ai contratti di credito al consumo e i regolamenti del
1987 per la tutela dei consumatori (annullamento di contratti stipulati al di
fuori di esercizi commerciali) prevedono un periodo di ripensamento di 7
giorni per i contratti di altro tipo, ma soltanto qualora il contratto sia
stato preceduto da dichiarazioni fatte in presenza del debitore e pertanto
non trovano applicazione alle vendite a distanza "pure".
La legge del 1977 sulle condizioni contrattuali inique riduce l'efficacia di
condizioni    contrattuali   che   cerchino   di   escludere   o    limitare   la
responsabilità     per  la  rottura   del   contratto   o   la   negligenza.   La
responsabiIité per lesioni personali o decesso causati per negligenza non pud
mai essere esclusa e la responsabilite per altri danni causati in modo
analogo pud essere esclusa soltanto qualora sia ragionevole farlo. Il
fornitore che opera nell'ambito delle condizioni          contrattuali    scritte
standard non è autorizzato a limitare o escludere la responsabiIité per
l'inosservanza delle condizioni, ad esempio, cambiando il modo di esecuzione
del contratto in una operazione di vendita a distanza.
La pubblicité in quanto importante componente della vendita a distanza è
disciplinata sia dalla legislazione che dai codici di comportamento. La legge
del 1968 sulla descrizione dei prodotti considera un mancamento alla
responsabiI ite oggettiva fornire nel corso di transazioni commerciali una
descrizione delle merci materialmente falsa. La legge del 1987 sulla tutela
dei consumatori vieta le indicazioni ingannevoli di prezzo nella pubblicité e
esige che al consumatore venga comunicato il prezzo globale da pagare,
 inclusi gli oneri accessori.
 I codici di comportamento in questo settore, quali il codice britannico di
comportamento    in materia di pubblicité del 1988. contengono una norma
generale che prescrive che i messaggi pubblicitari devono essere legali,
decenti, leali e veritieri ed inoltre non devono sfruttare l'ignoranza e la
mancanza di esperienza dei consumatori. Il codice britannico di comportamento
 in materia di promozione delle vendite del 1990 applica la stessa norma ai
prodotti promozionali. Al consumatore devono essere forniti dettagli precisi
riguardo al prezzo, la qualité e le condizioni della transazione, nonché la
possibilité di informarsi e di visionare le merci.
Nel Regno Unito la commercializzazione diretta per corrispondenza e per
telefono sono due metodi particolari di vendita a distanza. Le leggi del 1971
e del 1975 sui beni e servizi non richiesti stabilisce che colui che riceve
prodotti non richiesti pud trattenerli come dono a titolo gratuito alla
scadenza di sei mesi dalla loro ricezione qualora il venditore non abbia
cercato di recuperarli o di 30 giorni dalla data in cui il consumatore ha
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notificato al venditore che si tratta di prodotti non richiesti. E' un reato
chiedere il pagamento per questi prodotti. I relativi codici di comportamento
esìgono che gli indirizzari siano precisi, aggiornati e confidenziali. Esiste
un servizio di gestione degli indirizzari al quale la singola persona pud
trasmettere la sua richiesta indicante il desiderio di essere inclusa o
esclusa dagli indirizzari stessi. Questo archivio dei consumatori inseriti
negli indirizzari è gestito e applicato dai responsabili del servizio a tutti
gli elenchi di consumatori. Coloro che desiderano vedere il loro nome escluso
sono posti su un elenco apposito a differenza di quelli che desiderano avere
il loro nome completamente cancellato.
Nella normativa del Regno Unito che disciplina la commercializzazione di beni
e servizi tramite chiamate telefoniche non richieste si riscontrano poche
disposizioni, ad eccezione del settore dei servizi finanziari. Nell'ambito
della sezione 56 della legge del 1986 sui servizi finanziari si trovano
restrizioni   che    equivalgono  in    realtà   ad   una     interdizione   delie
sollecitazioni sia per telefono che per visita personale. Gli accordi di
investimento stipulati a seguito di tali sollecitazioni non sono sanzionabili
giuridicamente, benché vi siano eccezioni a questa norma. Le condizioni
riguardanti la licenza generale per i sistemi settoriaii nel cui ambito
operano i sistemi telefonici privati nel Regno Unito stabiliscono che
l'abbonato deve conformarsi alla richiesta scritta di una persona che non
desidera più ricevere chiamate telefoniche promozionali.
Fino ad ora non esiste un servizio di controllo degli indirizzi telefonici,
ma un    tale   servizio   è attualmente    preso   in attenta      considerazione
dall'industria.     I    codici  di     comportamento     del     settore    della
commercializzazione     diretta  contengono     disposizioni      riguardo    alla
commercializzazione per telefono che esigono che le chiamate siano fatte in
modo corretto e ad ore ragionevoli, che non vengano impiegate tattiche di
vendita pressanti e che la sollecitazione non avvenga sotto l'apparenza di
un'indagine o di una ricerca. L'identité di colui che chiama e gli scopi
della chiamata devono essere chiari ed ai contratti orali stipulati in questo
modo deve essere concesso un ripensamento di 7 giorni. Colui che riceve la
chiamata deve poter ad ogni momento interrompere la comunicazione.
Il problema del pagamento nelle vendite a distanza é stato anche oggetto di
un'autodisciplina. Nel Regno Unito si è registrato un notevole aumento
dell'impiego delle carte di credito e delle carte di pagamento diretto.
Il codice di comportamento per la tutela delie vendite per corrispondenza
vieta la forma di "commercializzazione futura", vale a dire il ricorso al
pagamento anticipato per finanziare altre ordinazioni ricevute. In base a
questa norma pud essere richiesta all'operatore pubblicitario una garanzia
sotto forma di conto di terzo fiduciario fino a che le merci non sono spedite
o una garanzia bancaria. Questa norma prevede inoltre un indennizzo per i
consumatori che perdono il loro denaro a causa dell'insolvenza del venditore
e l'inserzione pubblicitaria richiede un pagamento anticipato. Riguardo al
pagamento mediante carta di credito, questo modo di pagamento istituisce un
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triplice contratto fra consumatore, fornitore e emittente della carta di
credito: in base alla sezione 575 della legge 1974 relativa al credito al
consumo un consumatore pud anche far valere il suo diritto nei confronti
dell'emittente della carta di credito nel caso di rottura del contratto, il
che é particolarmente utile in caso di insolvenza del fornitore. Tuttavia in
tal caso la responsabi I ite é limitata a transazioni in cui ogni singolo
articolo supera il valore di 100 £.
La norma generale del diritto consuetudinario e giurisprudenziale riguardo
alla fornitura di merci é l'esistenza di un termine ragionevole entro il
quale detta fornitura deve avvenire, a meno che nel contratto non sia stata
stipulata un'altra scadenza. Dette norme per la tutela della vendita per
corrispondenza esige che l'operatore pubblicitario specifichi il periodo di
consegna che non deve superare 28 giorni e che          in caso di ritardo
ingiustificato, cid deve essere notificato al consumatore il quale ha il
diritto di annullare il contratto. Il rischio di danno o di perdita delle
merci é in genere a carico del venditore, in conformi té del codice di
comportamento dell'associazione delle società di vendita per corrispondenza.
Per dare seguito ai reclami dei consumatori riguardo alla vendita a distanza
esistono vari meccanismi. Una controversia legale é possibile immediatamente,
ma il contratto pud prevedere che sia prima ricercata una composizione
mediante arbitrato o in altro modo. La legge riguardante gli accordi di
arbitrato per la vendita al consumatore prevede che un accordo di arbitrato é
invocabile soltanto qualora il consumatore accetti di sottoporsi ad arbitrato
dopo che la controversia è sorta. Normalmente        le controversie vengono
giudicate dai tribunali civili. Le cause che hanno un valore inferiore a
1.000 £ ricadono nella giurisdizione del giudice delle liti minori che segue
una procedura semplificata.
In generale i codici di comportamento dell'industria comportano disposizioni
per l'indagine indipendente sui ricorsi o sulle violazioni dei codici di
comportamento. L'operatore pubblicitario saré in genere tenuto a modificare o
a ritirare il messaggio pubblicitario illecito. Pud essere impartita una
ammonizione formale e in caso estremo il membro saré espulso.
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                                     Proposta di
                              DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                      riguardante la tutela dei consumatori
                  in materia di contratti negoziati a distanza
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
Visto   il  trattato    che    istituisce   la  Comunità   economica    europea,   in
particolare l'articolo 100 A,
vista la proposta della Commissione( 1 ),
in cooperazione con il Parlamento europeo('),
visto il parere del Comitato economico e sociale {•*),
1.   considerando   che   vanno     adottate   le   misure    intese  a    realizzare
progressivamente il mercato interno nel corso di un periodo che scade il 31
dicembre 1992; che il mercato interno comporta uno spazio senza frontiere
interne in cui è garantita la libera circolazione delle merci, delle persone,
dei servizi e dei capitali;
2.   considerando che la vendita transfrontaliera a distanza può' essere una
delle    principali    manifestazioni     concrete    per    i   consumatori    della
realizzazione del mercato interno come è stato constatato, fra l'altro, nella
comunicazione     della     Commissione     "Verso    un    mercato    unico    della
distribuzione"(^);
3.   considerando   che   lo    sviluppo  delle   nuove   tecnologie   comporta   una
moltiplicazione dei mezzi messi a disposizione dei consumatori per conoscere
le offerte fatte dovunque nella Comunità e per fare le loro ordinazioni; che
è opportuno preoccuparsi di introdurre un minimo di regole comuni prima che
ciascuno Stato membro adotti proprie norme differenti o divergenti di tutela
dei consumatori, con effetti negativi sulla concorrenza fra le imprese nel
mercato unico;
 (1)
 (2)
 (3)
 (4) COM(91) 41 dell'11.3.91
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4.   considerando     che    i   punti    18-19    dell'allegato      alla     risoluzione    del
Consiglio, del 14 aprile 1975, riguardante il primo programma della Comunità
economica   europea     per    una   politica    di   protezione    e   di    informazione    dei
consumatore5) enunciano la necessità di proteggere gli acquirenti di beni o
di servizi contro richieste di pagamento di merci non ordinate e contro i
metodi aggressivi di vendita;
5.   considerando     che   la comunicazione        della   Commissione      al   Consiglio   dal
titolo   "Nuovo     impulso     per   la   politica     di  protezione      dei    consumatori",
approvata da una risoluzione del Consiglio del 23 giugno 1986(6), annuncia
al   punto   33   che   la   Commissione     avrebbe     presentato     proposte     riguardanti
l'impiego     delle     nuove     tecnologie     di    informazione       che    consentono    ai
consumatori di fare a domicilio gli ordini ai loro fornitori;
6.   considerando che la risoluzione del Consiglio del 9 novembre 1989 sulle
future    priorità      per     il   rilancio     della     politica      di    protezione    dei
consumatori^)       invita    la   Commissione     a   consacrare    i   suoi    sforzi  in   via
prioritaria ai settori indicati nell'allegato; che questo allegato menziona
"le   nuove    tecnologie       che   consentono      la   vendita    a    distanza";    che   la
Commissione ha dato seguito a questa risoluzione con l'adozione di un "piano
d'azione triennale per la politica di protezione dei consumatori nella CEE
 (1990-1992)"(8) e che detto piano prevede                l'adozione     di una direttiva      in
materia;
7.   considerando      che   il   contratto    negoziato     a  distanza      è   caratterizzato
dall'impiego     di una     o più     tecniche di      comunicazione      a distanza,     la  cui
costante    evoluzione      non    consente    di    redigerne    un    elenco     esaustivo   ma
richiede    che    vengano    definiti     principi     validi   anche     per    quelle   ancora
scarsamente     utilizzate;      considerando     che    occorre   distinguere       chiaramente
tra   pubblicità      e   sollecitazione;       che    esiste   sollecitazione        quando   il
consumatore dispone degli elementi necessari per negoziare;
 (5) GU n. C 92 del 25.4.1975, pag. 1
 (6) GU n. C 167 del 5.7.86, pag. 1
 (7) GU n. C 294 del 22.11.89, pag. 1
(8)  COM(90)98 del 3.5.90
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8.  considerando i principi sanciti dagli articoli 8 e 10 della Convenzione
europea del 4 novembre 1950 relativa alla salvaguardia dei diritti dell'uomo
e delle libertà fondamentali; che tutto ciò che riguarda               la raccolta, la
memorizzazione e l'elaborazione dei dati a carattere personale rientra nel
campo di applicazione delle direttive del Consiglio n.           e n.     [relative alla
protezione  delle    persone    riguardo   all'elaborazione    dei  dati    a   carattere
personale   e    alla   vita    privata](^);    che   è   opportuno     riconoscere    al
consumatore un diritto alla tranquillità e quindi prevedere eventuali limiti
nell'impiego di talune tecniche di comunicazione sulla base in particolare
delle due direttive citate;
9.  considerando che il consumatore riceve sollecitazioni tramite molteplici
tecniche di comunicazione e che è opportuno che queste sollecitazioni vengano
chiaramente identificate come proposte commerciali; che la trasmissione di
queste informazioni deve inoltre conformarsi alle altre regole comunitarie
pertinenti ed in particolare alla direttiva 84/450/CEE del Consiglio, del 10
settembre  1986, relativa al ravvicinamento delle disposizioni              legislative,
regolamentari e amministrative degli Stati membri in materia di pubblicità
ingannevole( 10 );
10. considerando che l'impiego di queste tecnologie non deve portare ad una
diminuzione   dell'informazione       fornita   al   consumatore;    che    è   opportuno
pertanto  determinare     le   informazioni   che   devono   essere   obbligatoriamente
trasmesse al consumatore qualunque sia la tecnica di comunicazione impiegata;
11. considerando    che    la   tecnica   promozionale    consistente     nell'invio   al
consumatore di un prodotto o nella fornitura di un servizio a titolo oneroso
senza  previa   richiesta    o   accordo  esplicito   da  parte   sua   non   pud  essere
ammessa;
11  bis.  considerando     che    è  necessario   inoltre   prevedere    un   termine  di
esecuzione del contratto qualora non sia stato indicato all'atto dell'ordine;
(9)
(IO) GU n. L 250 del 19.9.84, pag. 17
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12. considerando       che     l'informazione      diffusa    mediante     talune    tecnologie
elettroniche ha spesso un carattere effimero in quanto non ò ricevuta su un
supporto durevole; che è pertanto necessario che il consumatore riceva, al
massimo all'atto della consegna della merce o della prestazione del servizio,
in   forma   scritta,      il    contenuto    del   contratto     e  tutte    le   informazioni
necessarie alla sua corretta           esecuzione;
13. considerando      che il consumatore non ha la possibilità                 in concreto di
visionare    il prodotto o di prendere             conoscenza    delle caratteristiche       del
servizio    all'atto     della     sollecitazione;     che   è   opportuno    consentirgli    di
recedere dal contratto dopo la consegna della merce o la prestazione del
servizio;    che   è    infine    necessario     limitare   alle    spese   di   spedizione   al
mittente    gli    oneri     derivanti     al    consumatore     dall'esercizio      di   questo
diritto,    che   altrimenti       resterebbe    meramente    formale;    che   per motivi    di
armonizzazione,       in   particolare      al   computo    di    questo   termine    si   dovrà
procedere    in   seguito       alla   modificazione     della    direttiva    85/577/CEE    del
Consiglio, del 20 dicembre 1985, per la tutela dei consumatori in caso di
contratti negoziati fuori dei locali commerciali^^-);
 14. considerando      che   le disposisioni       della   presente    direttiva    non   devono
pregiudicare la libera circolazione delle emissioni radiotelevisive garantita
dagli articoli 59 e 60, terzo comma                del trattato né l'applicazione          della
direttiva     89/552/CEE,       del   Consiglio,     del   3   ottobre    1989,    relativa   al
coordinamento      di    determinate      disposizioni      legislative,      regolamentari    e
amministrative      degli     Stati   membri    concernenti     l'esercizio     delle   attività
televisive( 12 ) .
 15. considerando       che     l'inosservanza      delle    disposizioni      della    presente
direttiva può recare pregiudizio ai consumatori ma anche alla concorrenza;
che    è   opportuno       quindi     prevedere      disposizioni     che    consentano     alle
organizzazioni       professionali        dei    consumatori      di   vigilare      sulla   sua
applicazione, se del caso per le operazioni transfrontaliere; che qualora la
pertinente     normativa     degli    Stati membri      interessati    lo   autorizzi,    queste
organizzazioni potrebbero agire anche nello Stato membro della controversia.
 (11) GU n. L 372 del 31.12.85, pag. 31
 (12) GU n. L 298 del 17.10.89, pag. 23
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HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
Art icolo 1 : oggetto
L'oggetto   della  presente   direttiva   é  il ravvicinamento   delle   disposizioni
 legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti i
contratti    negoziati   a  distanza    tra  consumatori   e  fornitori    nonché  le
sollecitazioni a contrarre i relativi atti preparatori.
Articolo 2: definizioni
Ai fini della presente direttiva si intende per:
     Contratto negoziato a distanza, qualunque contratto riguardante un bene o
     un servizio concluso previa sollecitazione da parte del       fornitore:
         senza presenza fisica simultanea dei fornitore e del consumatore e
          impiegando   una   tecnica    di   comunicazione   a    distanza    per  la
         trasmissione dell'invito a contrarre e dell'ordine.
Singoli accordi, ordini, convenzioni od atti di esecuzione nell'ambito di un
contratto   globale,   in particolare    i contratti  a esecuzione    periodica,  non
rientrano in questa definizione.
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"consumatore". la persona fisica che, in relazione agli atti disciplinati
dalla   presente    direttiva,    agisce     per    scopi    che   possono    considerarsi
estranei alla propria attivité professionale.
"forni tore".    la persona    fisica    o   giuridica     che   eseguendo    gli  atti  in
parola    agisce     nell'ambito     della       propria     attivité     commerciale     o
professionale, nonché       la persona che agisce          in nome o per      conto di un
fornitore.
"tecnica di comunicazione a distanza", qualunque tecnica che consente lo
scambio di informazioni necessarie alla trattativa e alla conclusione del
contratto    tra   un   consumatore    e    un   fornitore     che   non   si   trovino  in
presenza    l'uno    dell'altro;    un     elenco     non   tassativo     delle    tecniche
soggette alia presente direttiva é annesso nell'allegato n. 1.
"operatore di tecnica di comunicazione",               la persona fisica o giuridica,
pubblica    o   privata,     che   mette      a   disposizione       dei   fornitori    dei
consumatori    le varie tecniche di comunicazione a distanza.
"sollecitazione       a   contrarre".       qualunque      comunicazione       a   distanza
comportante    tutti gli elementi      necessari      affinché     il destinatario possa
assumere    direttamente     un   impegno       contrattuale,      ad   esclusione    della
sempIi ce pubbIi e i té.
"ordine". manifestazione        della   volonté      del  consumatore     di   assumere  un
 impegno contrattuale.
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Articolo 3: esclusioni
La presente direttiva non si applica:
         ai distributori automatici
         ai   locali commerciali automatizzati
         ai prodotti realizzati su misura
         ai    servizi   con  prenotazione     (un  elenco   di    tali   servizi      figura
         nel l'al legato n. 2)
         ai contratti di fornitura:
               di derrate alimentari o di bevande o di          altri   prodotti     per  uso
               domestico corrente;
               di servizi di uso corrente.
Articolo    4:   limiti   nell'impiego    di   talune  tecniche     di   comunicazione      a
distanza
Gli Stati membri prendono le disposizioni necessarie affinché             l'impiego     delle
tecniche di comunicazione a distanza per sollecitare             il consumatore       avvenga
nel  rispetto     della   sua   sfera   privata,    in  particolare      in   applicazione
dell'art.   17 della direttiva n.       ...  [riguardante  la protezione       dei   dati  di
carattere   personale    e della   vita   privata  nell'ambito     delle   reti    numeriche
pubbliche di telecomunicazione].
Articolo 5: Presentazione
1)  Gli   Stati    membri    prendono    le   disposizioni   necessarie       affinché     le
    sollecitazioni     a contrarre siano concepite e praticate nel            rispetto dei
    principi di    lealtà commerciale, e di tutela dei minori.
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2)  Le sollecitazione a contrarre deve palesare in modo univoco il suo scopo
    commerciale.
3)  Se del caso, il consumatore viene     informato circa     il carattere oneroso,
    quando non sia evidente, dell'impiego di una tecnica di comunicazione a
    distanza per la trasmissione dell'ordine o l'esecuzione del servizio.
Articolo 6: contenuto della sollecitazione a contrarre
All'atto della sollecitazione a contrarre     il consumatore è informato     in modo
chiaro e univoco in particolare sui seguenti elementi:
    identité del fornitore;
    caratteristiche essenziali del prodotto o del servizio;
    prezzo, quanti té e spese di trasporto se non comprese;
    modalité di pagamento, di consegna o di esecuzione;
    durata di validité della sollecitazione a contrarre.
Articolo 7 : sollecitazione a contrarre mediante te le v i s i one
In caso di sollecitazione a contrarre mediante televisione:
    la sua presentazione ai sensi dell'art. 5 deve rispettare esclusivamente
    le  disposizioni   sulla  tutela  dei   minori    di   cui   all'art. 22   della
    direttiva 89/552/CEE;
    il fornitore è tenuto a trasmettere per      iscritto l'informazione prevista
    all'art. 6 della presente direttiva non oltre        il momento della presa di
    contatto diretto tra fornitore e consumatore.
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Articolo 8: fornitura non richiesta
1)  Gli    Stati    membri     prendono     le   disposizioni      adeguate   affinché     al
    consumatore non vengano forniti beni o servizi, senza suo previo                  ordine,
    invitandolo     ad   acquistarli     dietro   corrispettivo     o  a  rispedirli    anche
    senza spese.
2)  Nel    caso    di     avvenuto     invio,   dette    disposizioni     conferiscono     al
    consumatore almeno il diritto di disporre del bene o del servizio, salvo
    errore    manifesto,     nel   qual   caso   egli   lo  detiene    a  disposizione    del
    fornitore     per    un   tempo   ragionevole,    purché     la   natura  del    bene  lo
    consenta.
3)  L'assenza di risposta non vale accettazione.
4)  Il   presente     articolo    non   riguarda    l'invio   di    campioni  o   di   regali
    promozionali       purché    risultino    palesi    il   loro    carattere    totalmente
    gratuito e l'inesistenza di obbligazioni           in capo al consumatore.
Articolo 9: esecuzione
In mancanza     di  un    termine   di   esecuzione   indicato    nella   sollecitazione    a
contrarre,    l'ordine     è eseguito entro     trenta giorni     dalla   sua  ricezione   da
parte del fornitore.
Articolo 10: informazioni sul contenuto del contratto
1)  Al massimo all'atto dell'esenzione, il consumatore riceve per                 iscritto e
    nella    lingua    utilizzata    nella   sollecitazione     a   contrarre   le   seguenti
     informaz ioni :
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       identité del fornitore e indirizzo di uno dei suoi stabilimenti
       caratteristiche essenziali del bene o del servizio
       prezzo e quant ite
       modalité   di   pagamento,  comprese     le  condizioni   di  credito   o  di
       pagamento rateale
       diritto di recesso ai sensi dell'articolo 11 di questa direttiva
       modalité di esercizio di questo diritto.
   In  caso  di   conclusione   di  un    contratto   a   tempo  indeterminato,   in
   particolare ad esecuzione periodica, devono essere        indicate le condizioni
   per la sua risoluzione.
2) Il paragrafo   1 non si   applica   ai  servizi   forniti  direttamente  per  via
   telematica, vale a dire eseguiti mediante una tecnica di comunicazione a
   distanza, qualora siano forniti con un'unica prestazione.
   Tuttavia    l'operatore   della    tecnica    di   comunicazione   è   tenuto   a
   trasmettere   al  consumatore,    che   ne  faccia    richiesta,  le  generalità
   complete del fornitore.
 ---pagebreak---                                     - 81 -
Articolo 11; diritto di recesso
1)  In relazione   ai contratti  negoziati   a distanza,  il consumatore può
    recedere dal contratto senza penalità nel termine minimo di 7 giorni
    dalla data di ricevimento del bene o del servizio. Le spese eventualmente
    a suo carico sono le spese dirette di spedizione al mittente.
    Per i servizi il termine decorre dal ricevimento da parte del consumatore
    dei documenti che manifestano l'esplicito consenso del fornitore.
2)  Il consumatore deve poter fornire un documento comprovante la spedizione
    al mittente.
3)  In caso di acquisto di un bene o di un servizio mediante concessione di
    credito, gli Stati membri prevedono l'invalidità del relativo contratto
    di concessione di credito stipulato con il fornitore, nell'ipotesi di
    esercizio del diritto di recesso; qualora      il credito non sia stato
    concesso  direttamente   dal  fornitore,   si applicano  le   disposizioni
                                                               13
    dell'articolo 11 della direttiva 87/102/CEE del Consiglio( ).
4)  Il presente  articolo non si applica:
    -   ai servizi la cui esecuzione sia iniziata, per una parte essenziale,
        o dovrebbe iniziare prima della scadenza del termine di 7 giorni
    -   gli atti relativi ai valori mobiliari e altri beni o servizi il cui
        prezzo è legato alle fluttuazioni di un tasso di mercato finanziario
        sottratte al controllo del fornitore
    -   ai contratti conclusi per atto pubblico
(13) GU n. L 42 del 12.2.1984, pag. 48.
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         salvo patto contrario, ai beni:
               immediatamente riproducibili
              di igiene corporale
              che per     loro natura non possono essere rispediti
Articolo 12: pagamento mediante carta
La  contestazione      da    parte   del    titolare    di   una   carta    di  pagamento       della
validità   di una operazione         nella    quale   sia  stato    rilevato     il numero     delia
carta   senza    presentazione        o    identificazione       elettronica       del    mezzo    di
pagamento    comporta      l'annullamento       dell'operazione.       L'importo       in   causa   è
allora  addebitato      sul    conto    del   fornitore    e   riaccreditato       sul    conto   del
titolare    senza    indugio,      salvo     il    risarcimento     del    danno    nel     caso   di
contestazione    ingiustificata.
Articolo 13: ricorso giurisdizionale o amministrativo
1)  Gli Stati membri provvedono a predisporre mezzi                  idonei ed efficaci per il
    controllo     del     rispetto     delle     disposizioni      della     presente      direttiva
    nell'interesse dei consumatori e della concorrenza.
2)  A   tal    fine    gli     Stati     membri     prevedono,      in   particolare,        che   le
    organizzazioni       professionali       e   le   organizzazioni       dei  consumatori       che
    provino secondo        il diritto nazionale un         legittimo     interesse      in materia,
    siano legittimate ad agire in giudizio e/o a presentare ricorso presso un
    organo amministrativo competente, qualora                 ciò' sia previsto dallo           Stato
    membro della controversia.
3)  Gli Stati membri        conferiscono, se necessario, ai tribunali e agli organi
    amministrativi competenze che li legittimano, in caso di controversia, ad
    esigere    che    il    fornitore     apporti     segnatamente      le   prove    relative     al
    contenuto    della     sollecitazione       a contrarre,      alla   previa     richiesta,     al
    consenso del consumatore e al rispetto dei                termini.
 ---pagebreak---                                               83 -
4)   La presente direttiva       non esclude      il controllo volontario del         rispetto
     delle sue disposizioni       da parte di organismi         autonomi  ed   il ricorso ad
     essi da parte delle organizzazioni di cui al paragrafo 2, qualora                   siano
     previsti    procedimenti    davanti   a    tali   organismi    oltre   ai   procedimenti
     giurisdizionali o amministrativi di cui al presente articolo.
Articolo 14: carattere imperativo delle disposizioni
Il   consumatore    non  può   rinunciare    ai    diritti   conferitigli    dalla    presente
dirett iva.
Articolo 15: regole comunitarie
Le   disposizioni     della   presente   direttiva      non   ostano   all'applicazione     di
disposizioni      peculiari    a   talune   tecniche      o   a   taluni   beni     o  servizi
disciplinati da altre norme comunitarie.
Articolo 16: attuazione
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni              legislative, regolamentari
e amministrative      necessarie    per conformarsi      alla   presente   direttiva    entro
iI 31 dicembre 1994.
Quando   gli   Stati   membri   adottano   tali     disposizioni,    queste    contengono   un
riferimento     alla    presente    direttiva      o   sono   corredate    da    un   siffatto
riferimento      all'atto    della    pubblicazione       ufficiale.     Le    modalità    del
riferimento sono decise dagli Stati membri.
Gli Stati membri      comunicano alla Commissione         il testo delle disposizioni       di
diritto    interno che essi adottano nella materia disciplinata               dalla   presente
d i rett iva.
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Articolo 17
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva
Fatto a B r u x e l l e s , addi
                                                        Per iI Consigi io
                                                        II Pres idente
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                                    ALLEGATO 1
Esempi   di   tecniche di comunicazione  a distanza contemplate  dalla presente
di rett iva:
          stampato senza indirizzo
          stampato con indirizzo
          lettera standard
          pubblicité a mezzo stampa con buono di ordinazione
          catalogo
          telefono con intervento umano
          telefono senza  intervento umano (apparecchio automatico di chiamata,
          audiotext)
          radio
          v is iofo
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                                ALLEGATO N. 2
Servizi con prenotazione ai sensi dell'articolo 3
Trasporto
Albergo
Ristorazione
Spettacolo
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                       SCHEDA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO
                     IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE
                       E IN PARTICOLARE SULLE PICCOLE E
                             MEDIE IMPRESE (PMI)
Titolo della proposta :                      Protezione dei consumatori in
                                             materia di contratti negoziati a
                                             distanza
Numero di riferimento del documento: SPC/171/91 Rev. 4
La proposta
1.  Tenuto conto del principio di sussidiarietà, perché è necessaria una
    legislazione comunitaria in questo campo e quali sono i suoi principali
    obiettivi?
    La vendita per corrispondenza tradizionale utilizzava il catalogo per
    presentare i prodotti e la lettera per ordinare. La moltiplicazione delle
    nuove    tecnologie    (telefono,   televisione,    computer)   trasforma
    completamente questa attività che in futuro presenterà un carattere
    sempre più transfrontaliere. E' necessario definire un quadro minimo
    comunitario prima che ciascun Stato elabori la sua propria legislazione,
    ciò che rappresenterebbe un ostacolo al grande mercato.
    La comunicazione "verso un mercato unico della distribuzione" ha già
    constatato (pag. 17) che:
    "Tenuto conto del carattere multinazionale di questo mercato, il
    principio di sussidiarietà potrebbe portare alla conclusione che, qualora
    un quadro regolamentare sia necessario, esso debba essere instaurato
    senza indugio a livello comunitario".
    In questa comunicazione la Commissione auspica lo sviluppo dei sistemi di
    autoregolamentazione, a patto che siano accettati da tutti gli attori.
    Pertanto la proposta di direttiva è corredata da una raccomandazione che
    invita a elaborare codici di comportamento.
    I principali obiettivi sono quelli di garantire la sicurezza giuridica
    del consumatore ed il suo diritto di scelta nei contratti negoziati a
    distanza.
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L'impatto sulle imprese
2.  A chi si rivolge la proposta?
    Le    imprese    che   commercializzano    prodotti     mediante     tecniche    di
    comunicazione a distanza, nonché gli operatori di queste tecniche.
    La vendita per corrispondenza tradizionale è attività di un numero
    alquanto ristretto di imprese. Le nuove tecnologie possono portare alla
    creazione dipiccole imprese specializzate in talune di queste tecniche
    (televisione, minitel) o consentire a piccole imprese di produzione di
    commercializzare     direttamente    i loro prodotti       (con in particolare
    fornitura a domicilio).
3.  Quali provvedimenti      devono  prendere   le  imprese   per   conformarsi    alla
    proposta?
    6 alcuni stati membri dispongono già di leggi generali riguardanti tutte
    le forme di vendita a distanza (Portogallo, Grecia, Danimarca, Belgio,
    Lussemburgo, Francia)...
    Negli altri Stati membri esistono disposizioni parziali.
    Le disposizioni del presente testo riprendono disposizioni che si trovano
    già in talune leggi nazionali. In taluni Stati membri alcune di queste
    disposizioni     o   disposizioni    similari   si   trovano     nei    codici   di
    comportamento delle associazioni professionali, codici che riguardano
    soltanto gli aderenti alle associazioni.
    La direttiva fissa talune condizioni minime riguardanti la presentazione,
    il contenuto della sollecitazione e dell'informazione                 scritta sul
    contratto che deve seguire. La direttiva fissa a 30 giorni il periodo di
    fornitura, salvo altrimenti convenuto e prevede un termine di 7 giorni
    per esercitare il diritto di rescissione. La direttiva prevede altresì
    che le organizzazioni professionali dei consumatori debbano poter adire
    i tribunali ai fini dell'applicazione della direttiva e che nei casi
    appropriati sia possibile l'inversione dell'onere della prova.
4.  Quali effetti economici può avere la proposta?
    -    sull'occupazione
    -    sugli investimenti e la creazione di nuove imprese
    -    sulla competitività delle imprese.
    Il testo enuncia regole comunitarie che avranno conseguenze soprattutto
    sull'impiego delle nuove tecnologie della vendita a distanza. Ciò' potrà
    comportare     che queste tecniche vengano più           spesso    impiegate    dai
    consumatori     nel mercato     unico   e   avere   per   effetto      l'incremento
    dell'occupazione e degli investimenti in queste attività. Le possibilità
    transfrontaliere potrebbero portare ad una maggiore competitività nel
    commercio al dettaglio.
5.  La proposta contiene disposizioni intese a tener conto della situazione
     specifica delle piccole e medie imprese (esigenze ridotte o differenti,
    ecc.)?
    Non vi è differenziazione a seconda delle dimensioni delle imprese.
    Alcune attività che sono pero' escluse dal campo di applicazione della
    direttiva, in particolare la fornitura di beni e di servizi di consumo
     corrente,    sono   esercitate   in   particolare    da    imprese    di   piccole
     dimensioni.
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   Consultazione
6. Elenco delle organizzazioni che sono state consultate sulla proposta e
   esposizione degli elementi essenziali della loro posizione.
   Nell'aprile del 1991 è stato elaborato un documento di discussione
   intitolato "Documento di discussione per una direttiva sulle vendite a
   distanza". Questo testo è stato oggetto di una diffusione tramite 2
   canali:
       il canale professionale ad opera del Comitato del Commercio e della
       distribuzione, Comitato consultivo operante presso la DG XXIII;
       il canale consumatori da parte del Consiglio          consultivo  dei
       consumatori operante presso il servizio politico dei consumatori.
   Sulla base del complesso delle osservazioni raccolte è stato redatto nel
   luglio del 1991 un progetto preliminare di proposta. Questo testo è stato
   diffuso tramite gli stessi canali.
   Il Comitato del commercio e della distribuzione, nel suo parere del 13
   settembre 1991 relativo al documento di discussione, diffuso nell'aprile
   del 1991, ha auspicato che il testo abbia la forma di una raccomandazione
   o di una:
   "direttiva quadro (limitata) che lascerebbe un margine di manovra
   sufficiente ai commercianti e alle loro organizzazioni professionali per
   definire regole deontologiche".
   Il CCD, nel suo parere del 16 gennaio 1992 sulla base del progetto
   preliminare di direttiva del mese di luglio 1991 ha criticato numerosi
   articoli e ha precisato che:
       "il CCD non è convinto della necessità di una direttiva cosi ampia e
       respinge gli argomenti della Commissione".
   Numerose   organizzazioni  professionali,   fra   cui  CECD/FEWITA/GEDIS,
   Eurocamere, Associazioni Europea di Vendita per Corrispondenza e Comitato
   di Collegamento delle Associazioni del Commercio al Dettaglio si sono
   espresse a sfavore della proposta di direttiva sulla base dei testi
   presentati durante il secondo semestre del 1991. Questo era anche il
   parere delle altre organizzazioni professionali del settore del commercio
   e delle imprese commerciali singole, in particolare della vendita a
   distanza, le quali, in generale sostengono che le disposizioni di questo
   testo dovrebbero avere semplicemente la forma di codici di comportamento.
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Lo SPC ha ricevuto una cinquantina di pareri sui 2 documenti (documento
di discussione e progetto di direttiva, Versioni 1991). Questi pareri
provengono dalle organizzazioni dei consumatori, dalle organizzazioni
professionali diverse da quelle della vendita a distanza, dai vari
operatori di tecniche di comunicazione (televisione, giornali, ecc.),
dalle banche e dalle imprese del settore del turismo.
La grande maggioranza di questi pareri riconosce la necessità di
un'azione comunitaria in materia di contratti negoziati a distanza e non
sono del tutto contrarie al progetto di direttiva.
La critica principale riguarda i sistemi di sicurezza finanziaria (fondo
di garanzia), tema che è ora trattato dalla raccomandazione.
Tenuto conto delle discussioni e dei commenti, dopo la diffusione del
primo progetto del mese di luglio 1991, la Commissione presenta anche un
testo di raccomandazione che si propone di promuovere i codici di
comportamento in materia di vendita a distanza e indica i punti che
possono essere trattati da questi codici.
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                                                               COM(92) 11 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              io
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-238-IT-C
                                                             ISBN 92-77-44595-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo