CELEX: 62021TN0075
Language: it
Date: 2021-02-05 00:00:00
Title: Causa T-75/21: Ricorso proposto il 5 febbraio 2021 — Mendes de Almeida/Consiglio

12.4.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 128/42
            
         
      Ricorso proposto il 5 febbraio 2021 — Mendes de Almeida/Consiglio
      (Causa T-75/21)
      (2021/C 128/50)
      Lingua processuale: il portoghese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Ana Carla Mendes de Almeida (Sobreda, Portogallo) (rappresentanti: R. Leandro Vasconcelos e M. Marques de Carvalho, avvocati)
      
         Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione di esecuzione (UE) 2020/1117 del Consiglio del 27 luglio 2020 relativa alla nomina dei procuratori europei della Procura europea, nella parte in cui nomina procuratore europeo per la Procura europea quale agente temporaneo nel grado AD 13, per un periodo non rinnovabile di tre anni a decorrere dal 29 luglio 2020, José Eduardo Moreira Alves d’Oliveira Guerra, candidato designato dal Portogallo;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Consiglio dell’Unione europea al pagamento delle spese di ambo le parti.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione delle norme applicabili alla nomina dei procuratori europei, garanti del principio d’indipendenza della procura europea. La ricorrente sostiene che la contestazione del governo portoghese, mediante lettera inviata al consiglio dell’Unione europea il 29 novembre 2019, della graduatoria fatta dal comitato di selezione di cui all’articolo 14, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2017/1939, dei candidati proposti dallo stesso governo, con l’indicazione di un candidato diverso da quello di sua preferenza, e il suo accoglimento da parte del Consiglio mettono in discussione l’architettura del procedimento di nomina dei procuratori europei. Architettura, questa, che ha l’obiettivo di garantire l’indipendenza della Procura europea e dei procuratori europei. La legittimazione dei procuratori europei promana dalle istituzioni dell’Unione coinvolte nel procedimento di nomina, in particolare il Consiglio dell’Unione europea, ma anche il Parlamento europeo, e non dal coinvolgimento dei governi nazionali. La suddetta contestazione del governo portoghese e il relativo accoglimento da parte del Consiglio mettono seriamente in discussione l’indipendenza, e quindi la credibilità, della Procura europea e dei procuratori europei.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sull’errore manifesto relativo ai presupposti della decisione. La ricorrente afferma, in particolare, che la lettera del 29 novembre 2019, inviata dal governo portoghese al Consiglio, conteneva due errori gravi, peraltro riconosciuti dal governo portoghese stesso. Si trattava, da un lato, della menzione riferita al candidato preferito dal governo portoghese, ripetuta sei volte, come «il vice procuratore generale José Guerra», e, dall’altro, dell’affermazione che il medesimo procuratore aveva partecipato alle indagini e all’accusa in un importante processo in materia di reati contro gli interessi finanziari dell’Unione europea. Orbene, non solo il procuratore citato nell’atto impugnato non era o non è vice procuratore generale, ma neanche ha partecipato alla fase investigativa di detto processo. È vero che il Consiglio nega la rilevanza di tali due errori nella sua decisione, ma è anche vero che non vi ha mai stato fatto riferimento, correggendoli, nonostante abbia accolto i restanti argomenti del governo portoghese dedotti nella lettera. In verità, il Consiglio ha affrontato la questione degli errori dopo che i fatti in esame sono stati resi noti pubblicamente, suscitando peraltro un considerevole clamore pubblico sia in Portogallo sia in Europa.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sullo sviamento di potere. La ricorrente sostiene che gli obiettivi per i quali sono state attribuite competenze al Consiglio dell’Unione europea, nel contesto della selezione e della nomina dei procuratori europei, consistono nel garantire l’indipendenza dell'organo nonché nel nominare i candidati nazionali più qualificati e che offrono tutte le garanzie di indipendenza per esercitare la carica di procuratore europeo. L'intervento del governo portoghese e l’azione del Consiglio miravano a, o almeno sono sfociati in, finalità diverse da quelle invocate. La selezione e la successiva nomina, con l’atto impugnato, del procuratore portoghese, non contribuiscono necessariamente alla nomina dei candidati nazionali più qualificati e che offrono tutte le garanzie di indipendenza per l’esercizio della carica di procuratore europeo, a scapito degli obiettivi derivanti dai regolamenti e dalle decisioni richiamati, minando la legittimità dei procuratori nominati e la credibilità dell’organo stesso.