CELEX: 51992PC0459
Language: it
Date: 1992-11-12
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO recante sospensione temporanea dei dazi autonomi della tariffa doganale comune all' importazione di determinati prodotti della pesca nelle isole Canarie

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                 C0M(91) 459 def.
                                 Bruxelles, 5 marzo 1992
                        Proposta di
             REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
                 sull'adesione volontaria
          delle imprese del settore industriale
       a un sistema comunitario di audit ambientale
              (Presentata dalla Commissione)
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                                      RELAZIONE
I.    INTRODUZIONE
A.   Contesto della politica comunitaria
1.    Il trattato che Istituisce       la Comunità economica europea     specifica,
     all'articolo 130 R, gli obiettivi della Comunità in materia         ambientale
     nonché i principi sui quali deve basare la sua azione.
      I suddetti obiettivi consistono nel preservare, proteggere e migliorare la
     qualità dell'ambiente, contribuire alla tutela della salute delle persone,
      nonché garantire una prudente e razionale utilizzazione delle risorse
      naturali.
     Onde conseguire tali obiettivi, la Comunità deve basare in particolare la
      propria azione sul principio dell'intervento preventivo alla fonte, per
      quanto concerne le conseguenze sull'ambiente e sul principio "chi inquina
      paga".
2.    A partire dal 1973, tali principi e obiettivi sono stati precisati nei
      diversi programmi di azione comunitaria in materia ambientale. In particolar
      modo il quarto programma, adottato dal Consiglio con la risoluzione del 19
      ottobre 1987< 1 ) per il periodo 1987-1992, sottolinea la necessità di
      sviluppare politiche più integrate, adottando approcci globali all'ambiente,
      e di ridurre l'inquinamento alla fonte. Inoltre esso prevede di concentrare
       l'azione della Comunità su alcuni settori prioritari, come l'informazione e
       la partecipazione del pubblico, e propone misure specifiche per l'assistenza
      e il sostegno alle piccole e medie imprese.
B.    Obiettivi basilari della presente iniziativa
 1.   Sotto la pressione di disposizioni normative sempre più numerose, in
      particolare nel campo della legislazione comunitaria ambientale, le imprese
      che esercitano attività di produzione, e in particolar modo attività
       industriali, assumono responsabilità e svolgono compiti sempre più numerosi,
      complessi e determinanti nel settore della protezione dell'ambiente.
 2.   Tali diversi obblighi e responsabilità riguardano l'identificazione e la
       valutazione dei rischi e degli inconvenienti per l'ambiente, nonché il loro
       controllo, la loro limitazione e la loro eventuale riduzione. Inoltre le
       imprese sono sempre più indotte a migliorare la loro immagine pubblica e a
       rafforzare   la   loro sicurezza    giuridica,  attuando  una   politica   di
       informazione del pubblico sempre più        intesa a garantire una certa
       trasparenza sui risultati ottenuti e sulle intenzioni         in materia di
       protezione dell'ambiente, soprattutto nei confronti dei consumatori e delle
       popolazioni, in particolar modo a livello locale.
 3.    Di fronte alle difficoltà risultanti da tali responsabilità, che possono
       essere in alcuni casi vere e proprie sfide, le imprese devono applicare una
       disciplina sempre più rigorosa nella scelta e nella gestione di attività
       potenzialmente nocive. Le grandi imprese cercano di attuare un sistema
       sempre meglio organizzato e sempre più efficace per il controllo delle loro
       prassi ambientai I.
  (1)   GU n. C 70 del 18.3.1987, pag. 1
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   In questi ultimi anni, alcune confederazioni ed organizzazioni professionali
   si sono mobilitate per incrementare la consapevolezza dei loro membri
   riguardo a questi aspetti. Programmi, codici di condotta, principi direttivi
   sono stati elaborati per incitare ed aiutare le imprese a tenere
   sistematicamente conto degli aspetti ambientali nel quadro delle loro
   politiche. Tra le azioni intraprese figurano campagne di sensibilizzazione
   alla prassi del controllo ambientale. Lo scopo di tali controlli è di
   verificare meglio il rispetto delle vigenti regolamentazioni, di valutare
   l'efficacia dei provvedimenti interni di organizzazione e di gestione e di
    identificare   le   possibilità   di   riduzione  degli   effetti   negativi
   sull'ambiente, ottimizzando nello stesso tempo le spese di investimento e i
   costi di gestione necessari per la protezione dell'ambiente.
   A titolo esemplificativo, si può citare il "Responsible Care Programme"
   relativo all'industria chimica europea.
   A tale sforzo si sono aggiunti, in alcuni Stati membri, le azioni specifiche
   adottate dalle autorità per incoraggiare lo sviluppo di prassi analoghe o
   paragonabiIi.
4. Tuttavia la nuova presa di coscienza suindicata si manifesta in modo molto
   disuguale nei singoli Stati membri e la prassi del controllo ambientale,
   riservata alle grandi imprese, si sta sviluppando in modo sporadico,
   all'insaputa del pubblico, in settori di attività in cui le imprese e la
   collettività potrebbero ottenere grandi vantaggi.
   Gli obiettivi fondamentali dell'approccio previsto consistono nel promuovere
    la diffusione delle migliori prassi di gestione ambientale e nello stimolare
   una applicazione, il più possibile completa e sistematica da parte delle
    imprese delle norme, dei criteri e degli obiettivi che mirano ad un livello
   elevato di protezione.
C. Compendio introduttivo dell'approccio proposto
1.  In risposta alla situazione che attualmente prevale, la Commissione ritiene
   particolarmente opportuno promuovere l'introduzione di un sistematico e
    rigoroso approccio alla gestione degli aspetti ambientali da parte dele
    imprese. A tal fine la presente proposta di regolamento stabilisce il
   sistema di controllo ambientale basato sulla partecipazione volontaria e
    diretto a qualsiasi impresa impegnata in attività industriali.
    Le imprese che decidono volontariamente di partecipare a questo schema, si
    impegnano a introdurre, a livello delle unità di produzione, "un dispositivo
    di protezione dell'ambiente" e a procedere periodicamente e sistematicamente
    alla valutazione dei risultati ambientali raggiunti. Queste imprese si
    impegnano inoltre a diffondere presso il pubblico informazioni pertinenti e
   obiettive sui risultati ottenuti e sulle           loro intenzioni   riguardo
    al l'ambiente.
2.  In linea di massima, il dispositivo di protezione è basato su una
    valutazione preliminare, da parte dell'impresa, dell'impatto ambientale
    delle attività svolte in loco, ed include una poi itica interna, formalmente
    stesa per iscritto (generalmente definita per tutta l'impresa), completata
    da un programma di misure pianificate a livello dello stabilimento in
    questione e da un sistema di gestione comprendente             i particolari
    organizzativi e le procedure di lavoro necessarie per applicare i suddetti
    element i.
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   Il controllo ambientale costituisce I'elemento chiave di questo sistema di
   gestione. Esso é lo strumento con il quale l'impresa svolge un controllo
   periodico del buon funzionamento del dispositivo di gestione. Nel quadro dì
   questa proposta é stato compiuto uno sforzo speciale per definire i criteri
   e le procedure necessari per svolgere questo controllo, senza modificarne la
   natura di strumento di gestione o ostacolarne una attuazione flessibile.
3. La credibilità dell'impresa in merito alla sua decisione e agli impegni
   assunti è garantita dalla divulgazione periodica tra il pubblico dì
   informazioni obiettive e pertinenti, sotto forma di una relazione
   ambientale. Questo documento descrive i risultati ottenuti e le intenzioni
   dell'impresa ed é soggetto ad una convaIida formale da parte di un control lo
   Indipendente autorizzato sulla base del controllo interno e dei relativi
   risultati.
   Tenuto conto della loro importanza in questo approccio il contenuto delle
   informazioni da includere nella relazione ambientale, le condizioni della
   sua convalida e le responsabilità e le modalità di autorizzazione dei
   verificatori, costituiscono oggetto di adeguate disposizioni della presente
   proposta.
4. Come contropartita del fatto che l'impresa rispetta gli obblighi derivanti
   dalla partecipazione al sistema di controllo ambientale, é prevista per le
   imprese partecipanti la possibilità d ricavare un vantaggio dal loro
   impegno, migliorando la propria immagine mediante l'ut 11izzazione di un
   looo. Sono previste anche misure specifiche di sostegno per le piccole e
   medie imprese.
5. La presente relazione specifica le scelte compiute dalla Commissione e
   fornisce una descrizione particolareggiata dell'approccio proposto e del
   dispositivo da introdurre.
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II. SITUAZIONE NEGLI STATI MEMBRI E IN ALCUNI ALTRI PAESI
A.  Situazione fuori della Comunità
USA e Canada
1.  Negli Stati Uniti un certo numero di attività svolte da industriali su base
    volontaria, in rapporto ad una disposizione normativa o in seguito ad un
     impegno assunto nei confronti della loro confederazione, sono associate al
    concetto di controllo ambientale. Tre prassi fra le più rappresentanti ve
    sono:
    -    il controllo di       "conformità"   raccomandato   dal l'EPA   (Environmental
        Protection Agency);
    -    il "Responsible Care Programme" sviluppato dall'industria chimica;
    -   taluni obblighi     introdotti  dal  regolamento   "Toxic  Release   Inventory"
        (SARA 5313).
2.  Nel 1979   a causa di un cambiamento della situazione politica e dopo alcuni
    anni di     discussioni, la Environmental Protection Agency (EPA) rinunciò
    all'idea   di introdurre una procedura obbligatoria di controllo indipendente,
    volta a     verificare la conformità di talune attività industriali agli
    standard   prescritti per le emissioni nell'atmosfera e nei corpi ìdrici.
    Ad ogni modo l'EPA prosegue i suoi lavori al fine di promuovere questa
    prassi tramite campagne specifiche al fine di assistere le amministrazioni
     locali e le imprese industriali.
     Infine, nel luglio 1986 l'EPA pubblicò una dichiarazione politica generale
    (2) volta ad incoraggiare le imprese industriali ad applicare le tecniche
    di controllo, aggiungendo alcune informazioni di metodologia. Questo testo
    stabilisce le circostanze in cui l'EPA può obbligare le imprese che violano
    le     disposizioni     in   vigore,    ad    eseguire    un    controllo,    prima
    dell'introduzione d'autorità di un adeguato programma inteso a riportarle
    ad un livello standard. Esso specifica inoltre I principi che i servizi di
    ispezione dell'EPA devono osservare, per sostenere gli sforzi delle imprese
    che applicano il controllo.
    Questo testo é stato completato nel 1 9 8 9 ( 3 ) con la pubblicazione di una
    raccolta molto particolareggiata di principi e protocolli sullo svolgimento
    di controlli negli stabilimenti industriali federali.
3.  Nel quadro del "Suoerfund Amendment and Reauthorisation Act" (SARA) del
    1986( 4 ),   il   titolo    MI   fa   obbligo    di  comunicare     le   immissioni
    nell'ambiente (atmosfera, acque, rifiuti, terreno) di talune sostanze
    tossiche.
(2) Federai Register/Vol. 51 n. 131 del 9.7.1986 - Rif. : 0PP0-FRL-3046-6 (2).
(3) - Environmental Audit Programme - Design Guidelines for Federal Agencies
    - EPA 130/4-89/001 - Agosto 1989
    - Generic Protocol for Environmental Audits at Federal Facilities                 -
        EPA/130/4-89/002 - Agosto 1989
(4) Toxic Chemical Release Inventory. Reporting Package. EPA/560/4.91 - 001,
    Gennaio 1991.
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    Il campo di applicazione risulta da un elenco di circa 300 sostanze. Ogni
    impresa che svolga una qualsiasi delle attività implicate, é soggetta a
    questo obbligo, qualora utilizzi almeno 25 000 libbre/anno (12 t/anno) di
    una di queste sostanze come prodotto di base per le sue operazioni di
    produzione oppure almeno 10 000 libbre/anno (5 t/anno) nel caso di
    applicazioni connesse (manutenzione, pulitura,ecc.). Dal 1988 quasi 20 000
    società   industriali dichiarano ogni anno all'amministrazione        le loro
    immissioni dirette nell'ambiente e la loro produzione di rifiuti tossici.
    E' interessante rilevare che, mentre originariamente il titolo M I del SARA
    non prevedeva la riduzione dei le emissioni industriali di sostanze tossiche,
    a partire dal 1988 le informazioni raccolte e divulgate dall'amministrazione
    sono state utilizzate principalmente dalle stesse società industriali.
    Preoccupate della loro immagine, hanno rafforzato di propria iniziativa il
    controllo interno dei loro stabilimenti più inquinanti. Alcune di esse hanno
    subito deciso di realizzare alcuni investimenti per ridurre le emissioni più
    noe i ve.
    Anche le autorità dei singoli Stati hanno preso in considerazione queste
    informazioni   e circa    12 Stati    hanno completato     la regolamentazione
    introdotta dal SARA con specifiche disposizioni normative, al fine di
    ridurre l'utilizzazione e l'emissione di talune sostanze tossiche.
    Infine, a livello federale, l'EPA ha elaborato un compendio particolarmente
    interessante    dei  dati   raccolti(5)    adducendo   queste  statistiche   a
    giustificazione di una recente legge sulla qualità dell'atmosfera (Clean Air
    Act 1990), dimostrando che I'80% di tutte le emissioni tossiche industriali
    nell'atmosfera non erano soggette ad alcuna norma.
4.  Parallelamente ai suddetti sviluppi, il "Responsible Care Programme".
    adottato nel 1988 dalle associazioni statunitensi e canadesi dell'industria
    chimica (CMA), ha ottenuto un vasto consenso in Europa, in particolare sotto
    il titolo di "Impegno per il progresso".
    In seguito a questa iniziativa le imprese sono moralmente tenute ad
    applicare un certo numero di codici di buone prassi riguardo alla gestione
    dell'ambiente. I principi sui quali sono basate le prescrizioni da osservare
    seguono le stesse linee della presente proposta, ma sotto alcuni aspetti non
    sono altrettanto completi.
    Lo scopo principale è di osservare le disposizioni esistenti, ridurre i
    rischi per il personale "ad un livello accettabile", divulgare fra i clienti
    e il pubblico informazioni pertinenti sui rischi impliciti dei prodotti
    commercializzati, fare in modo che questi prodotti siano utilizzati e
    smaltiti   in adeguate condizioni      di sicurezza, e tener conto delle
    prescrizioni essenziali di protezione dell'ambiente nella progettazione di
    nuovi prodotti.
    E' opportuno rilevare che nelle raccomandazioni pratiche del "Responsible
    Care Programme" concernenti      le procedure    formali   di gestione e di
    sorveglianza da introdurre allo scopo di applicare questi vari principi, al
    controllo ambientale é attribuita grande importanza come strumento di
    valutazione e sorveglianza.
(5) The 1988 Toxic Release    Inventory  National  Report  - EPA 560/4 - 90- 017
    -Settembre 1990
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Svezltt
5.   In seguito ai lavori iniziati nel 1987, la Svezia ha elaborato nel 1988 una
     legge che stabilisce che a partire dal 1991 circa 6 000 stabilimenti
     industriali devono presentare alle autorità una relazione ecologica annua
     sulle condizioni di osservanza delle disposizioni            in vigore. Questa
     relazione é tenuta a disposizione del pubblico.
     Il progetto del 1988 proponeva che le relazioni annue dei 600 stabilimenti
     più grandi fossero esaminate da un controllore indipendente. La relazione e
     la sua verifica dovevano costituire la base su cui le autorità avrebbero
     dovuto organizzare il programma di ispezione e, se necessario, attuare un
     programma di riduzione degli effetti negativi sull'ambiente. Questa
     disposizione fu infine stralciata in seguito alle difficoltà sollevate dai
     fabbricanti e dall'autorità incaricata dell'ispezione.
     Tuttavia, nonostante il ritiro di queste disposizioni, la federazione degli
     industriali   svedesi    lanciò una serie di        iniziative per    promuovere
     l'applicazione di controlli ed un certo numero di imprese si impegnarono
     attivamente ad elaborare un proprio programma dì controllo ambientale.
B. Situation* lp taluni Stati membri
     Al momento attuale nessuno Stato membro ha messo in vigore una legge
     specifica concernente le procedure di gestione degli aspetti ambientali. Ciò
     nonostante alcuni Stati membri hanno emanato disposizioni per imporre prassi
     adeguate riguardo a taluni aspetti o hanno introdotto specifici programmi di
     promozione e di sostegno.
Francia
1.   Circa 50 000 stabilimenti industriali sono soggetti all'autorizzazione
     prefettizia a norma della legge cosiddetta degli "impianti classificati ai
     fini della protezione dell'ambiente" (Legge del 19.7.1976).
     Queste autorizzazioni sono rilasciate caso per caso, previa indagine
     pubblica sull'impatto ambientale e sulla prevenzione degli            infortuni.
     Inoltre, al finì della protezione dell'ambiente, viene imposto l'obbligo di
     osservare un certo numero di prescrizioni concernenti l'organizzazione
     generale e le condizioni di funzionamento, tra cui in particolare la
     limitazione delle immissioni nell'ambiente (acqua, atmosfera, terreno), la
     gestione dei rifiuti e la prevenzione degli infortuni.
     Tali   prescrizioni    sono stabilite      individualmente   per ogni    singolo
     stabilimento, tenendo conto soprattutto delle molto specifiche istruzioni
     ministeriali. Tra queste istruzioni si rilevano in particolare le due
     circolari seguenti :
     -   la circolare ministeriale del 28 marzo 1988, che ordina all'autorità
         incaricata dell'ispezione di introdurre progressivamente nei grandi
        stabilimenti industriali procedure di autoispezione delle immissioni
        nell'atmosfera e nelle acque, procedure soggette alla supervisione e al
        control lo statist ico del l'autor ita;
        oltre un migliaio di stabilimenti sono attualmente soggetti a questo
        schema, e i dati disponibili sono elaborati dal ministero dell'ambiente.
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       Quest'ultimo pubblica dal 1988 le carte topografiche delle principali
        emissioni   industrlaii<6>, nelle quali sono chiaramente indicati i
        nominativi degli stabilimenti implicati nell'emissione di 23 sostanze
        inquinanti dell'acqua e di 13 agenti inquinanti dell'atmosfera, nonché i
        quantitativi medi giornalmente emessi;
    -    la circolare ministeriale del 28 marzo 1990, che ordina alla stessa
        autorità incaricata dell'ispezione di obbligare le imprese considerate
        prioritarie nel loro settore a svolgere studi sulla gestione dei loro
        rifiuti. Sotto questo particolare aspetto della produzione, dello
        smaltimento e del riciclaggio dei rifiuti, risulta che le valutazioni
        richieste corrispondono pienamente ai controlli.
        Tuttavia l'autorità incaricata dell'ispezione non ha l'obbligo di
        garantire che ai risultati di queste valutazioni siano applicate
        specifiche norme di pubblicazione.
Paesi Bassi
2.  Nell'agosto del 1989 il governo pubblicò, come parte di un programma
    pluriennale di azione nel campo dell'ambiente, disposizioni< 7 ) sulla
    necessità che le società che svolgono attività industriali con significativo
     impatto sull'ambiente, introducano un "sistema interno di protezione
    del l'ambiente". Questo sistema deve comprendere: una politica interna
    formalmente definita per iscritto al più alto livello dell'impresa-, misure
     intese a incorporare le prescrizioni essenziali di protezione dell'ambiente
     in tutte le attività di produzione e di gestione; programmi ambientali per
     l'attuazione di questa politica in ciascuno stabilimento, nonché procedure
    di lavoro e misure di organizzazione in ciascuna unità produttiva per la
    supervisione delle emissioni; formazione e informazione del personale-,
    preparazione di una relazione periodica per le autorità e attuazione di un
    programma di sorveglianza interna tramite verifiche.
    Questi provvedimenti, che riguardano circa 12 000 stabilimenti considerati
    prioritari, hanno per il momento il valore di raccomandazioni. ma
    pubblicazioni     ufficiali   menzionano  la possibilità     di   ricorrere   a
    disposizioni inderogabili, se queste raccomandazioni non avranno ottenuto un
    effetto sufficiente entro la fine dei 1992.
     Inoltre é previsto un sistema di protezione interno semplificato per le
     imprese più piccole che sono soggette ad una licenza di funzionamento a
    norma della legge sulla prevenzione dell'inquinamento (riguarda 250 000
     imprese).
Regno Unito
3.  Alcune proposte di includere un obbligo allo svolgimento di verifiche
    ambientali, esaminate in occasione dell'elaborazione di nuove leggi
     (Enterprise Act, 1989, Environmental Protection Act, 1990) non sono state
    adottate. Tuttavia       il governo britannico ha assunto una posizione
    chiaramente favorevole alla verifica su base volontaria e incoraggia le
    grandi imprese a sviluppare propri programmi di controllo e a divulgare
     informazioni sui risultati ottenuti nel campo del l'ambiente.
(6) Ministère de l'environnement, Direction de l'Eau, de la Prévention des
    Pollution     industrielles et des Risques, Service de          l'Environnement
     Industriel, Cartographie de la pollution industrielle - Principaux rejets -
    Décembre 1987, Mai 1989, Septembre 1990.
(7) Milieuzorg, Tweede Kamer, 1989-1990, 20.633 n. 4.
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Irlanda
4.  Una specifica disposizione legislativa (Environmental Protection Agency
    Bill, 1990, paragrafo 71) ha assegnato un compito molto speciale alla nuova
    Agenzia per la protezione dell'ambiente in rapporto ai controlli nel campo
    del l'ambiente.
    Fra gli altri compiti, questa Agenzia deve divulgare I critèri, i principi e
    le adeguate metodologie per l'esecuzione dei controlli, preparare opportune
    linee direttive per l'uso di tali metodologie e organizzare attività di
    sensibilizzazione e di informazione, destinate in particolare alle imprese
    di piccole e medie dimensioni.
ALTRI STATI MEMBRI
Quanto agli altri Stati membri, la Commissione non ha riscontrato che siano
state organizzate attività specifiche concernenti interamente o parzialmente i
problemi presentati nel contesto di questa proposta.
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I 11.COMMENTO GENERALE SULLA PRESENTE PROPOSTA DI REGOLAMENTO
A.  Possibilità non sfruttate con II tradizionale approccio normativo per la
    riduzione degli effetti negativi sull'ambiente di attività potenzialmente
    dannoso
1.  Un esame generale della situazione esistente nella Comunità economica
    europea rivela che attualmente nessuno Stato membro possiede una specifica e
    obbligatoria regolamentazione del controllo ambientale. D'altro canto, la
    maggior parte degli Stati membri hanno sentito la necessità dì sviluppare su
    base normativa e sotto forma di compartecipazione con l'industria oppure, in
    modo più informale, come parte delle proprie competenze amministrative,
    azioni specifiche volte ad incoraggiare direttamente la prassi del controlio
    ambientale oppure concernenti gli obiettivi direttamente collegati a tale
    prassi.
2.  Queste diverse azioni sono, per natura, destinate a completare il
    tradizionale approccio normativo applicato fino a questi ultimi anni dagli
    Stati membri di propria iniziativa o in conseguenza di un rafforzamento
    della legislazione comunitaria sul controllo dell'inquinamento proveniente
    da fonti industriai I.
    L'approccio tradizionale, basato sull'imposizione di limiti massimi di
    emissione di talune sostanze inquinanti per l'ambiente, ha prodotto e
    continuerà a produrre risultati concreti e programmati in risposta ai
    problemi causati dall'emissione di talune sostanze nocive in un determinato
    ambiente, oppure è servito a limitare o ridurre l'impatto di talune attività
    industriali chiaramente definite.
3.  Tuttavia un simile approccio non è sufficiente quando si tratta di
    incrementare l'efficienza che le imprese dimostrano nella loro gestione, per
    tener conto delle esigenze di protezione dell'ambiente.
    Attualmente non sembra che questo aspetto possa costituire oggetto di un
    approccio obbligatorio generale.
B.  Miglioramento delle condizioni relative all'Informazione del pubblico suoli
    effetti ambientali e sulle intenzioni delle Imprese a questo proposito
4.  Si deve ricordare che la legislazione comunitaria non prevede disposizioni
    speciali che riguardino l'informazione del pubblico sulle condizioni in cui
    le imprese industriali, che svolgono attività potenzialmente dannose,
    ottemperano alle norme comunitarie a cui sono soggette nel le operazioni di
    produzione.
5.  La direttiva 90/313/CEE del 7 giugno 1990< 8 ) mira a garantire il libero
    accesso del pubblico a qualsiasi informazione in possesso delle autorità,
    che riguardi la protezione dell'ambiente. Pertanto stabilisce importanti
    criteri e garanzie per la divulgazione delle informazioni e prevede
    condizioni minime di accesso alle informazioni che non possono essere
    divulgate direttamente. Tuttavia tale direttiva non costituisce uno
    strumento atto a generare tali informazioni.
6.  In un altro contesto, la direttiva 85/337/CEE del 27 giugno 1985< 9 ), che
    disciplina la valutazione degli effetti sull'ambiente di taluni progetti
    pubblici o privati, introduce l'obbligo di valutare l'impatto ambientale
    delle attività     industriali  e di    talune altre attività     che sono
(8) GU L 158 del 23.06.1990, p.56.
(9) GU L 175 del 09.07.1985, p.40.
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     potenzialmente   dannose   per   l'ambiente,   prima   che  venga   concessa
     l'autorizzazione. Tale direttiva rende obbligatoria la comunicazione al
     pubblico delle informazioni presentate per ottenere l'autorizzazione e
     stabilisce che si devono predisporre procedure per la consultazione del
     pubblico nel caso dei progetti più grandi. Tuttavia in pratica la
     determinazione dei criteri per stabilire le dimensioni delle attività
     soggette    a queste disposizioni, è       lasciata   in gran   parte   alla
     discrezionalità degli Stati membri e per la sua natura la direttiva riguarda
     soltanto le nuove attività di grandi dimensioni.
7.   I vasti lavori intrapresi nella Comunità in occasione dell'organizzazione di
     campagne di informazione sui rischi di gravi incidenti industriali hanno
     rivelato tuttavia l'esistenza di una forte domanda del pubblico per ottenere
     informazioni generali, che superano il quadro della sicurezza industriale e
     riguardano le misure preventive contro l'inquinamento e i disturbi
     ambientali, nonché le immissioni nell'ambiente causate dalle attività
     industriali in questione. A tìtolo di esempio si può citare in questo
     contesto l'iniziativa recentemente adottata dalla Francia in risposta ad una
     richiesta particolarmente urgente espressa nella regione industriale di FOS-
     ETANG-DE-BERRE. Essa consisteva nella creazione, con l'aiuto finanziario
     della Commissione, di un centro di informazione che doveva occuparsi di
     tutte le attività della regione Provenza-Alpi-Costa azzurra. In particolare
     questo centro dovrebbe essere in grado entro breve di diffondere un
     compendio delle informazioni raccolte dalle autorità locali nel quadro delle
     procedure di autocontrollo precedentemente descritte.
C.   Il concetto di controllo ambientale
Or igine
1.   Nella seconda metà degli anni '70, nell'America settentrionale si cominciò
     ad applicare una forma limitata di controlli ambientali nelle grandi aziende
     chimiche a causa delle crescenti limitazioni normative e in conseguenza di
     un certo numero di incidenti. Il controllo ambientale di "conformità" veniva
     svolto su richiesta di alcuni organismi pubblici incaricati di verificare i
     conti finanziari delle imprese, e costituiva pertanto un'estensione diretta
     del controllo finanziario.
     Lo scopo era di informare gli azionisti sul grado di ottemperanza alle
     regolamentazioni in vigore, come indice di un livello accettabile di
     vulnerabilità dell'impresa in rapporto ai danni che poteva causare
     al l'ambiente.
     Successivamente alcune imprese industriali adottarono questa prassi su base
     volontaria e la applicarono come strumento interno di gestione.
Definizione
2.   Nel novembre 1988, l'Executive Bureau of the International Chamber of
     Commerce pubblicò un documento sul controllo ambientale. La definizione del
     controllo formulata da questa organizzazione, che sembra corrispondere al
     tipo di controllo generalmente auspicato, é la seguente: strumento di
     gestione (management tool) di un determinato stabilimento industriale, che
     consiste nella valutazione sistematica, periodica e obiettiva dei risultati
     dell'organizzazione, dei sistemi di gestione e degli impianti, introdotto
     per valutare e limitare l'impatto ambientale delle attività industriali. Lo
     scopo è di facilitare la supervisione e nello stesso tempo ottenere
      informazioni sulla situazione nello stabilimento riguardo all'osservanza
     delle politiche interne e delle disposizioni normative in vigore.
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    In seguito questa definizione ha riscosso una vasta approvazione negli
    ambienti industriali ed è stata adottata, quasi immutata, dal governo
    irlandese nella descrizione dei compiti dell'Agenzia per la protezione
    dell'ambiente, istituita nel 1990 (cfr. capitolo M . B . ) .
    E' per questo motivo che la Commissione ha scelto per questa proposta di
    regolamento la definizione della Camera del Commercio internazionale .
Significato e portata
3.  Si deve ricordare che il concetto di controllo cosi definito comporta la
    valutazione della gestione ambientale applicata nello stabilimento oggetto
    di controllo. La valutazione dell'impatto ambientale delle attività
    industriali svolte in detto stabilimento, e la elaborazione di informazioni
    e di dati specificamente destinati al pubblico sono ovviamente una
    condizione essenziale per qualsiasi valutazione significativa dei risultati.
4.  Pertanto, se si vuole che il controllo ambientale funzioni adeguatamente,
    deve essere attuato da un'impresa che già disponga di un d i soos i t i vo
    completo di gestione, tramite il quale può definire, pianificare, e
    controllare il proprio "comportamento ambientale". Il controllo ambientale
    diventa quindi un elemento chiave dei sistema di gestione, poiché in effetti
    è lo strumento privilegiato con cui l'impresa controlla periodicamente
    l'adeguatezza e il corretto funzionamento di questo sistema a livello di un
    determinato stabilimento.
5.  La Commissione si è preoccupata di includere il controllo ambientale in un
    sistema con scopi più vasti, rendendo cosi possibile raggiungere gli
    obiettivi perseguiti in un modo perfettamente coerente.
D.  Possibilità offerte da un sistema di partecipazione volontaria
1.  La Commissione propone, per un periodo iniziale di 4 anni, un approccio
    basato su un sistema di partecipazione volontaria.
     Il sistema proposto mira a suscitare l'interesse anzitutto di imprese
    mot ivate a migliorare il loro impatto ambientale, conformandosi ad una
    disciplina    per    ì   problemi    di  gestione      dell'ambiente (basata
    sull'organizzazione di un dispositivo interno di protezione dell'ambiente e,
     in questo quadro, sulla periodica esecuzione di controlli) e informando il
    pubblico dei risultati ottenuti e delle loro intenzioni nel campo
    dell'ambiente (tramite regolare preparazione di una relazione speciale
    sul l'ambiente).
    La natura volontaria dell'approccio proposto è perfettamente coerente con
    gli obiettivi della Commissione, che desidera a questo punto instaurare una
    dinamica di miglioramento dell'impatto ambientale delle attività industriali
     indipendentemente dalla loro dimensione o natura, resoonsabiIizzare le
     imprese e favorire l'informazione e la partecipazione del pubblico, come
    completamento al tradizionale approccio normativo.
2.  La credibilità del sistema volontario ò garantita dal ricorso sistematico ad
    un control lo esterno. Questo controllo riguarda, da un lato, il rigore
    metodologico dei controlli effettuati dalle imprese, e dall'altro lato, la
    completezza e l'obiettività delle informazioni fornite. Questo controllo è
    svolto da un verificatore indipendente accreditato.
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   Vi sono esempi che dimostrano che già fin d'ora alcune imprese preoccupate
   della credibilità del loro impegno nella protezione dell'ambiente, hanno
   eseguito valutazioni ambientali ed hanno fatto convalidare da rinomate
   organizzazioni esterne indipendenti<1°) alcune relazioni destinate al
   pubblico e concernenti le conclusioni di tali valutazioni.
E. Le grandi linea del dispositivo programmato
1. Lo schema di partecipazione volontaria al controllo ambientale è proposto a
   qualsiasi     impresa che svolge attività industriali           in un determinato
   stabi I(mento.
2.  La partecipazione dà il diritto di ricevere un logo specifico delio
    stabi Iimento che può essere utilizzato dall'impresa in condizioni tali che
    risulti chiaramente il significato esatto del logo, che non costituisce un
    indice della qualità ambientale intrinseca del prodotto.
3. Ogni Stato membro deve compilare un elenco ufficiale delle imprese
    partecipanti, da inviare ogni anno alla Commissione, che pubblica tutte le
    informazioni ricevute sulla Gazzetta ufficiale delle CE.
4.  Le imprese che partecipano allo schema devono soddisfare alle seguenti
    condizioni:
    -   svolgere una valutazione ambientale dello stabilimento in questione, con
        la quale sono posti in luce I problemi attuali e potenziali causati
        dalle attività svolte nello stabilimento. Le valutazioni dell'impatto
        ambientale già attuate, in particolare a norma della legislazione
        comunitaria, possono costituire uno strumento utile per                  questa
        valutazione;
    -   creare, sulla base dei risultati di questa valutazione, un d iSPOS i t i vo di
        protez ione de II'ambI ente. che comprenda I seguenti elementi, formalmente
        stabiliti    per     iscritto:    una    POI it Ica definita    per    l'insieme
        dell'impresa, un programma di attuazione nello stabilimento in questione
        e un sistema di gestione in cui devono essere indicate le misure
        organizzative e le procedure di lavoro necessarie per realizzare e
        controllare    il programma. Questo sistema di gestione             include in
        particolare il programma di controllo specificamente attuato dall'impresa
        secondo i principi, i criteri e le metodologie indicati nella presente
        proposta.
    -   preparare, dopo ciascun controllo interno, una relazione ambientale
        destinata al pubblico, in cui devono essere esposti in forma obiettiva,
        esauriente e adeguata i problemi evidenziati con la valutazione
        ambientale,     i dati      quantitativi     dell'impatto    ambientale    dello
        stabilimento, un compendio della politica, del programma e degli
        obiettivi perseguiti a livello dello stabilimento e le Informazioni sulle
        intenzioni e sulle misure adottate per realizzare questi obiettivi;
    -   far esaminare e convalidare da un controllore ambientale autorizzato la
        procedura di controllo applicata e la relazione ambientale cosi redatta.
(10) NORSK HYDRO UK Environmental report, including LLOYD'S Register Statement
      October 1990. Norsk Hydro UK Ltd. TWICKENHAM, Middlesex TW1 1EE.
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5. Ogni   Stato membro provvedere alla       istituzione di un sistema di
   autorizzazione, al fine di stabilire e applicare adeguate procedure per
   l'accreditamento dei verificatori ambientali, ai quali viene affidato il
   compito di convalidare il processo di controllo e la relazione ambientale.
   Gli Stati membri possono affidare questo incarico ad organismi esistenti, ma
   devono osservare le condizioni e i criteri specificati nella presente
   proposta in materia di competenza e di pluralismo.
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 IV. PRESENTANONE PEU pi$PQ$ITIVQ
Articolo 1
L'articolo 1 stabilisce il sistema di controllo ambientale e ne definisce gli
obiettivi.
 Il sistema di controllo ambientale é un quadro comunitario, che permette
 l'adesione  volontaria  delle   imprese del    settore  industriale.  Lo scopo
fondamentale del sistema é di migliorare l'impatto ambientale delle attività
 industriali in modo da contribuire alla protezione dell'ambiente. A tal fine il
sistema comporta l'introduzione da parte delle imprese di dispositivi di
protezione dell'ambiente, la valutazione di questi dispositivi e l'informazione
del pubblico riguardo all'impatto ambientale.
Art ico lo 2
 In questo articolo sono definiti i principali concetti che si ritrovano in
questo regolamento. Costituiscono oggetto di una definizione soltanto I termini
che sono impiegati in un senso specifico.
Analisi ambientale
E' il punto di partenza del processo di controllo ambientale. Si tratta di uno
studio esaustivo delle interazioni con l'ambiente delle attività svolte in uno
stabilimento. Ciò include I'individuazione e l'analisi dei problemi generali, la
determinazione degli effetti sull'ambiente causati dalle attività in questione e
la valutazione dei risultati dell'insieme delle misure e dei dispositivi
adottati.
A differenza degli studi sull'impatto dei progetti, questa analisi riguarda una
situazione di fatto e non la mode IIizzazione di una situazione ipotetica. Il
metodo da impiegare sarà quindi differente. Tutti gli aspetti significativi per
l'ambiente, indicati nell'allegato I, sono presi in considerazione con questa
analisi.
Dispositivo di protezione dell'ambiente
Questa espressione designa l'insieme delle misure che l'impresa applica per
proteggere l'ambiente. Queste misure comprendono i procedimenti, i dispositivi
tecnici, le disposizioni di organizzazione, di gestione, di controllo, di
intervento d'urgenza, ecc.
Globalmente si tratta quindi di dispositivi tecnici e del sistema di gestione.
Talune delle misure in questione sono applicate per garantire l'osservanza delle
norme regolamentari in materia, mentre altre deriveranno dalla politica e dagli
obiettivi adottati autonomamente dal I'impresa.
Politica ambientale
Si tratta di un documento preparato dal gruppo dirigente, che definisce gli
obiettivi generali e i principi di azione dell'impresa nel campo dell'ambiente.
Questi obiettivi e principi si applicano in tutte le attività e in tutti gli
stabilimenti in questione.
La politica ambientale può includere scopi quantitativi (per es.: riduzione o
eliminazione dell'uso o dell'emissione di talune sostanze).
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Gestione ambientale
Si tratta della funzione mediante la quale la politica ambientale di un'impresa
é determinata e applicata.
La gestione ambientale é un aspetto della funzione di gestione generale di
un'impresa.
Sistema di gestione ambientale
La gestione ambientale si concretizza con un sistema di gestione, cioè con una
struttura organizzativa, con la definizione di responsabilità, di prassi, di
procedure e procedimenti di lavoro, e con l'assegnazione delle risorse
necessarie.
In generale il sistema di gestione ambientale è integrato nel sistema di
gestione generale dell'impresa. Sia la gestione ambientale che II sistema di
gestione ambientale comportano aspetti globali e aspetti specifici dello
stabilimento in questione.
Obiettivi ambientali
Si tratta degli obiettivi particolareggiati, ivi compresi gli obiettivi
quantitativi, che    l'impresa   si è prefissi      in materia    di  protezione
dell'ambiente, in particolare per quanto riguarda lo stabilimento in questione,
alla luce della politica stabilita a questo proposito dalla direzione generale.
Questi obiettivi possono comprendere la riduzione di taluni impatti accertati,
il miglioramento della qualità dei siti ambientali, la riduzione delle
emissioni, dei rifiuti, del consumo di energia, ecc.
Programma ambientale
Si tratta di una descrizione delle azioni previste dall'impresa per raggiungere,
entro termini stabiliti, gli obiettivi       indicati per lo stabilimento in
questione.
Controllo ambientale
La definizione del controllo ambientale, adottata nel regolamento, è quella
approvata dalla Camera di commercio internazionale, la quale riflette la prassi
più diffusa tra le imprese che effettuano il controllo, e ha costituito oggetto
di un largo consenso negli ambienti industriali.
Il controllo ambientale è uno strumento della gestione ambientale, che mira al
controllo e alla valutazione dei risultati a destinazione della direzione
generale.
Le sue caratteristiche fondamentali nel quadro del presente regolamento sono la
periodicità, la sistematicità e l'oggettività.
La procedura di controllo comporta la valutazione dell'organizzazione, del
sistema di gestione e dell'impianto in rapporto alle norme regolamentari, alle
norme dell'impresa, alle norme tecnologiche corrispondenti alle "migliori
tecnologie disponibili" per la riduzione dell'inquinamento, quali definite nel
quadro della regolamentazione comunitaria.
Dichiarazione ambientale
SI tratta di un documento periodico con il quale le imprese che partecipano al
sistema del controllo ambientale, informano il pubblico, soprattutto quanto ai
risultati ambientali raggiunti in ciascuno stabilimento in questione.
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Attività industriale
Sono incluse nel campo di applicazione del regolamento l'industria estrattiva,
l'industria manifatturiera, taluni settori dell'industria dell'energia e le
attività     di    gestione  dei  rifiuti.  La   definizione   data    rinvia   alla
classificazione "NACE" delle attività economiche nella CE.
Impresa
Ai fini del regolamento l'impresa è definita in modo generale; si tratta di una
qualsiasi organizzazione, pubblica o privata che controlla le attività in un
determinato stabilimento di produzione.
Stabi Iimento
La definizione di stabilimento fa riferimento alla località geografica dove sono
svolte le attività in questione. Comprende anche i magazzini, le infrastrutture
e l'impianto.
Controllore ambientale autorizzato
Si tratta di una persona o di una organizzazione, che è stata autorizzata,
secondo la procedura stabilita dagli Stati membri nel quadro del regolamento, a
rilasciare la convalida delle dichiarazioni ambientali. Nel caso di attività
complesse la convalida richiederà competenze molteplici, che un solo esperto non
può avere. Pertanto l'autorizzazione definirà il settore in cui l'esperto o
 l'organizzazione sono autorizzati ad esercitare le loro attività.
Organismi competenti
Si tratta degli organismi ai quali gli Stati membri      hanno affidato   i seguenti
comp iti:
- ricevere la dichiarazione ambientale iniziale e le informazioni di cui
   al l'al legato IV;
- ricevere le dichiarazioni successive;
- partecipare all'istituzione e alla direzione dei sistemi di autorizzazione dei
   controllori ambientali;
-preparare,       aggiornare   e comunicare   alla   Commissione    l'elenco   degli
   stabilimenti che partecipano al controllo ambientale;
- controllare l'utilizzazione del logo.
Art icolo 3
Questo articolo definisce gli obblighi che debbono assolvere le imprese che
decidono volontariamente di aderire al sistema di controlio ambientale. Possono
partecipare al sistema le imprese che esercitano una o più attività industriali
precedentemente definite. Gli obblighi stabiliti si applicano agli stabi Iimenti
di produzione.
Gli obblighi fondamentali sono:
- eseguire un'analisi ambientale iniziale;
- stabilire un dispositivo di protezione dell'ambiente sulla base dei risultati
   dell'analisi;
-effettuare o fare effettuare controlli ambientali periodici e sistematici
   delle attività in questione;
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- redigere dichiarazioni ambientali periodiche;
- far convalidare le dichiarazioni da controllori ambientali autorizzati;
- presentare le dichiarazioni all'organismo competente e tenerle a disposizione
  de I pubbIi co.
La partecipazione al sistema è effettiva a decorrere dalla presentazione
all'organismo competente della prima dichiarazione convalidata da un controllore
autorizzato.
Art icolo 4
Questo articolo      disciplina    la normalizzazione dei     sistemi   di  gestione
ambientale, che sono un elemento importante dei dispositivi di protezione.
Questa normalizzazione sarà effettuata dagli organismi europei competenti su
iniziativa della Commissione e sulla base dei criteri dell'allegato I.
Le norme in questione saranno un complemento e una specificazione delle norme EN
29000, che      rappresenteranno    dall'entrata    in vigore  del   regolamento  il
riferimento da prendere in considerazione per la definizione dei sistemi di
gestione.
Art icolo 5
Questo articolo definisce        la natura e il contenuto della dichiarazione
ambientale periodica. Questa dichiarazione è preparata, sotto la responsabilità
della direzione dell'impresa interessata, soprattutto sulla base dei risultati
dei controllo. Essa contiene anche informazioni ricavate da altre procedure,
come per esempio gli inventari delle emissioni.
La dichiarazione è un documento non tecnico, preparato soprattutto per il
pubbIi co.
Il suo contenuto riguarda in particolare:
- la descrizione delle attività in questione;
- i problemi ambientali connessi a queste attività;
- l'inventario delle emissioni e dei rifiuti, il consumo di energia e di materie
  prime;
- la politica, il programma e gli obiettivi ambientali dell'impresa;
- i risultati ambientali.
Art icolo 6
Questo articolo comprende le disposizioni concernenti l'organizzazione delle
attività di controllo e di convalida.
Il controllo sarà svolto dall'impresa stessa, nel caso in cui il suo dispositivo
interno comporti un sistema adeguato a questo proposito, o da un organismo
esterno autorizzato dallo Stato membro. In ogni caso si applicano le norme
ISO 10011.
La convalida delle dichiarazioni da parte dei controllori ambientali autorizzati
sarà effettuata in conformità dei criteri di cui all'allegato II. Le attività
dei controllori sono soggette all'obbligo del segreto professionale.
Il coordinamento tra le procedure di convalida e la certificazione di conformità
alle    norme     stabilite   nel     quadro    dell'articolo  4    sarà   garantito
dall'Organizzazione europea per le prove e la certificazione.
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Articolo 7
Questo articolo definisce le disposizioni da applicare per l'autorizzazione dei
controllori ambientali. Gli Stati membri provvederanno alla creazione di sistemi
di autorizzazione, mediante i quali saranno definite e applicate le condizioni e
le procedure di autorizzazione.
Queste    condizioni  e   procedure    da   stabilirsi  mediante   i sistemi    di
autorizzazione, saranno soggette all'approvazione preventiva della Commissione,
ai fine di assicurare l'armonizzazione della funzione di convalida in tutta la
Comunità. Tutte le parti interssate (organizzazioni competenti, federazioni
industriali, organizzazioni non governative, sindacati) potranno partecipare
alla creazione e alla direzione di questi sistemi. La professione dei
controllori beneficerà di un riconoscimento automatico dell'autorizzazione in
tutta la Comunità.
Articolo 8
Sulla base degli elenchi nazionali presentati dai sistemi di autorizzazione
degli Stati membri, la Commissione preparerà e pubblicherà sulla GU delle CE un
elenco dei controllori ambientali autorizzati.
Articolo 9
 In ogni     Stato membro    l'organismo   competente  elaborerà   l'elenco  degli
stabilimenti partecipanti al control lo ambientale.
Sulla base degli elenchi nazionali la Commissione predisporrà e pubblicherà
sulla GU delle CE un elenco globale, riveduto annualmente.
Articolo 10
Gli Stati membri hanno l'obbligo di designare gli organismi competenti entro 12
mesi dall'adozione del regolamento.
Articolo 11
Questo articolo definisce le condizioni di utilizzazione del logo del controllo
ambientale.
Questo logo non può essere impresso sui prodotti o sui relativi imballaggi. Non
può essere utilizzato neppure per la pubblicità concernente i prodotti.
 Inoltre   il   logo deve essere sempre completato con        l'indicazione degli
stabilimenti ai quali è applicato il controllo ambientale.
 Il logo non potrà essere utilizzato in riferimento a stabilimenti dove non sono
osservate le prescrizioni regolamentari comunitarie e nazionali in materia di
ambiente.
Gli organismi competenti saranno incaricati di controllare l'utilizzazione del
 logo da parte dell'impresa.
Articolo 12
Gli Stati membri potranno incoraggiare la partecipazione delle imprese al
sistema di controllo ambientale mediante azioni conformi al rito comunitario. In
particolare nel caso delle PMI é prevista la creazione di strutture di
assistenza intese a mettere a disposizione di queste imprese l'esperienza e il
sostegno necessari per superare        le difficoltà specifiche che potrebbero
 limitarne la partecipazione al controllo ambientale.
Anche la Commissione prenderà iniziative di assistenza alle PMl soprattutto per
quanto riguarda la formazione, l'informazione e l'assistenza tecnica.
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Articolo 13
Il regolamento sarà riveduto ogni quattro anni dopo l'entrata in vigore sulla
base dell'esperienza acquisita. La revisione riguarderà in particolare il
carattere volontario e la portata del sistema. E' previsto che le decisioni
relative a questa revisione siano adottate dal Consiglio a maggioranza
qualificata.
Articolo 14
Il regolamento entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione, ma
sarà applicabile 18 mesi dopo l'entrata in vigore.
Al legato I
Questo allegato definisce i criteri concernenti     i dispositivi  di protezione
dell'ambiente e il controllo ambientale.
In particolare questo allegato definisce le norme applicabili (EN 29000 per i
dispositivi e ISO 10011 per il controllo), I principi di buona gestione
ambientale da rispettare, i fattori da prendere in considerazione per l'analisi
e i controlli ambientali. In questo allegato sono definiti anche gli elementi di
un dispositivo di protezione.
Per quanto riguarda il controllo, l'allegato precisa le prescrizioni applicabili
agli obiettivi, alla portata, all'organizzazione e alle risorse, alla
pianificazione e alla preparazione, alle attività nello stabilimento, alle
relazioni e alla sorveglianza. Inoltre è stabilito un lasso di tempo che va da
uno a tre anni per la periodicità del controllo, lasciando alla direzione
dell'impresa la scelta, all'interno di questo lasso di tempo, della periodicità
applicabile in ciascun stabilimento sulla base di criteri quale l'impatto
sull'ambiente del le attività in questione.
Al legato 11
Questo allegato riguarda l'autorizzazione dei controllori e la loro funzione.
Per quanto riguarda le condizioni e le procedure di autorizzazione, sarà presa
in considerazione la norma EN 45012.
I controllori dovranno controllare la conformità alle prescrizioni applicabili
alle imprese ai sensi del sistema del controllo ambientale. Questa conformità è
la condizione necessaria per ottenere la convalida della dichiarazione e quindi
per figurare e continuare a figurare sull'elenco delle imprese partecipanti al
controllo ambientale e per aver diritto al logo. Il controllore dovrà accertare
questa conformità con metodi adeguati, ivi compresa una visita allo stabilimento
evitando però un eventuale doppione con il controllo interno dell'impresa. La
Commissione stabilirà le linee direttive concernenti le attività di convalida,
alle quali i controllori dovranno uniformarsi.
 ---pagebreak---                                           - 21 -
                                      Proposta di
                           REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
                               sull'adesione volontaria
                        delle imprese del settore industriale
                    a un sistema comunitario di audit ambientale
  Il Consiglio delle Comunità europee,
  visto    il  trattato   che   istituisce   la   Comunità      economica   europea,   in
  particolare l'articolo 130 S,
  vista la proposta della Commissione,
  visto il parere dei Parlamento europeo,
  visto il parere del Comitato economico e sociale,
  considerando che gli obiettivi       della politica ambientale        della Comunità,
  quale   stabiliti   nel  trattato   ed  esposti    in modo      particolareggiato nei
  programmi    di  azione  della   Comunità   europea      in materia    ambientale   del
         1                                    3                     4
  1973 < >,    del   1977 (2),   del   1983 < >,    del     1987 < >,    consistono   nel
  prevenire,      ridurre    e,    nella    misura      del      possibile,    eliminare
  l'inquinamento,    preferibilmente    alla   fonte,    e   nel   garantire  una   buona
  gestione delle risorse di materie prime, segnatamente in base al principio
  "chi inquina paga";
(1) GU n.   C 112 del 20.12.1973, pag. 1
(2) GU n.   C 139 del 13.6.1977, pag. 1
(3) GU n.   C 46 del 17.2.1983, pag. 1
(4) GU  n.  C 70 del 18.3.1987, pag. 4
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  considerando     in  particolare     che     il   quarto   programma     di   azione    della
  Comunità in materia ambientale mette in rilievo l'opportunità di sviluppare
  una politica più integrata di lotta contro l'inquinamento;
  considerando    che    il Consiglio     ha    dichiarato,    nella   risoluzione      del  19
  ottobre   1987    concernente     il    quarto     programma    di   azione      in   materia
  ambientale (§),      che    ò   importante,         tenuto    conto     delle     rispettive
  responsabilità della Comunità e degli Stati membri, concentrare                      l'azione
  comunitaria   in taluni campi      prioritari, ivi compreso un migliore accesso
  alle  informazioni     sull'ambiente; che        il Parlamento europeo ha sostenuto,
  nel  suo   parere     sullo   stesso     programma      di  azione ^ 6 ) ,   che    l'accesso
  all'informazione     deve essere      reso possibile       a qualsiasi      persona    con un
  programma comunitario specifico;
  considerando che il Consiglio ha adottato, il 7 giugno 1990, la direttiva
              (7)
  90/313/CEE         concernente     la    libertà     di   accesso   all'informazione       in
  materia di ambiente;
  considerando che      le imprese,    in particolare quelle che svolgono attività
  industriali, devono assumere responsabilità e assolvere compiti sempre più
  numerosi,   vasti     e  complessi     per     quanto    riguarda    la    valutazione,    il
  controllo, la prevenzione o la riduzione degli effetti sull'ambiente delle
  loro attività;
  considerando che questi compiti e responsabilità richiedono che le imprese
  introducano efficaci dispositivi di protezione dell'ambiente-,
  considerando che      l'introduzione da parte delle           imprese di dispositivi di
  protezione   dell'ambiente      non    può     essere    separata   dalla     necessità    di
  garantire   una     partecipazione      adeguata      dei   lavoratori      all'adozione    e
  all'applicazione di tali sistemi, nonché dalla necessità di promuovere il
  miglioramento     della    sicurezza      e    della    protezione    della     salute    dei
  lavoratori ;
(5) GU n. C 328 del 7.12.1987, pag. 1
(6) GU n. C 156 del 15. 6.1987, pag. 138
(7) GU n. L 158 del 23. 6.1990, pag. 56
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considerando che l'applicazione di tecniche di audit ambientale, nel quadro
di dispositivi di protezione dell'ambiente, é particolarmente                importante
per   valutare   in    modo  sistematico,  regolare     e   obiettivo     l'efficienza
ambientale, e che tali tecniche facilitano l'incremento di taie efficienza;
considerando   che     l'introduzione  di  dispositivi      interni    di    protezione
dell'ambiente e     l'applicazione de II'audit ambientali        in questo contesto
sono più progredite nel settore industriale;
considerando che il pubblico é sempre più           interessato alle      informazioni
concernenti l'efficienza ambientale delle imprese nei settore ambientale;
considerando che l'audit ambientale, attuato in un contesto opportuno, può
essere uno strumento di gestione efficace per             incrementare     l'efficienza
ambientale delle      imprese, e una buona base per        la politica nei settori
dell'informazione e della partecipazione del pubblico;
considerando che l'istituzione di un sistema comunitario flessibile per la
valutazione e la riduzione degli effetti sull'ambiente di talune attività
stimola   inoltre     ulteriori  sviluppi   in   campi    quali,   per    esempio,   la
normalizzazione     e    la certificazione   dei   sistemi     interni    di   gestione
del l'ambiente;
considerando che é quindi necessario e opportuno stimolare le imprese ad
introdurre    dispositivi     di   protezione    dell'ambiente,      comprensivi     di
programmi di audit, e promuovere un'informazione sistematica e fondata del
pubblico riguardo alla politica, ai programmi, alla gestione e ai risultati
di tali imprese nel campo ambientale e in particolare riguardo al nesso tra
salute e ambiente;
considerando che      il modo migliore per realizzare questo obiettivo é di
istituire un sistema comunitario che permetta l'adesione volontaria delle
imprese;
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considerando   che   gli   scopi    di   tale   sistema    dovrebbero    consistere     nel
promuovere l'introduzione, alla luce di una esauriente analisi iniziale dei
problemi   ambientali,      di   adeguati     dispositivi      interni    di    protezione
dell'ambiente, nel determinare prescrizioni basilari per l'audit ambientale
effettuato nel quadro di tali dispositivi di protezione, e nel I'informare
il   pubblico,    in   particolare       sulla    base   dei    risultati      dell'audit,
sull'efficienza ambientale delle imprese;
considerando che é necessario prevedere la convalida indipendente, da parte
di  verificatori    ambientali     autorizzati,      delle   dichiarazioni      ambientali
destinate   al   pubblico,      al   fine    di   garantire     l'attendibilità      e    la
rappresentatività di tali informazioni;
considerando    che   é   necessario      stabilire    condizioni     e   procedure     per
l'autorizzazione dei      verificatori      ambientali    e procedure      per   prevenire
distorsioni    nelle    attività      dì    convalida    nel    quadro     del    presente
regolamento;
considerando    che    potrebbe      essere     necessario     rivedere      il   presente
regolamento    alla    luce    dell'esperienza      acquisita     nei   primi     anni   di
attuazione, in particolare per quanto riguarda la portata, e che quindi é
necessaria un'efficace procedura di revisione;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
                                       ARTICOLO 1
                   Il sistema di ECO-audit e I suoi obiettivi
1.    E' istituito un sistema comunitario, in seguito denominato ECO-audit,
      al quale possono aderire volontariamente le imprese interessate, per
      la  valutazione     e     l'incremento     dell'efficienza      ambientale      delle
      attività industriali e per un'adeguata informazione del pubblico.
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2.    L'obiettivo   de 11'ECO-aud11   consiste    nel  promuovere     l'efficienza
      ambientale delle attività industriali mediante:
   a) l'introduzione e la gestione, da parte delle imprese, di dispositivi
      di protezione dell'ambiente;
   b) la valutazione    sistematica,   obiettiva   e  periodica   dell'efficienza
      ambientale di tali dispositivi;
   e) informazione del pubblico sull'efficienza ambientale.
                                    ARTICOLO 2
                                   Definizioni
Ai fini del presente regolamento s'intende per:
a)    "Analisi ambientale": una approfondita analisi       iniziale dei problemi
      ambientali, degli effetti e dell'efficienza ambientale, relativi alle
      attività svolte    in uno stabilimento, con particolare       riguardo agli
      elementi indicati all'allegato I;
b)    "Dispositivo di protezione dell'ambiente": un'insieme coordinato di
      misure di varia natura volte a proteggere l'ambiente;
e)    "Politica ambientale":    la definizione degli obiettivi globali e dei
      principi d'azione dell'impresa riguardo all'ambiente;
d)    "Gestione   ambientale":    gli   elementi   della   funzione   globale   di
      gestione, che determinano e attuano la politica ambientale;
e)    "Sistema  di   gestione  ambientale":    la  struttura   organizzativa,   le
      responsabilità, le prassi, le procedure, i processi e le risorse per
      svolgere la gestione ambientale;
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  f)   "Obiettivi   ambientali": gli obiettivi          particolari    che   l'impresa   si
       prefigge in ordine dell'efficienza ambientale;
  g)   "Programma    ambientale":    una     descrizione      degli   obiettivi     e   del
       programma di attività specifici dell'impresa, concernenti una migliore
       protezione dell'ambiente in un determinato stabilimento, ivi comprese
       le misure adottate per       raggiungere questi obiettivi           e  le scadenze
       stabilite per tali provvedimenti;
  h)   "Audit   ambientale":    uno   strumento       di   gestione    comprendente     una
       valutazione sistematica, documentata, periodica e obiettiva del buon
       funzionamento     dell'organizzazione,         del    sistema    di    gestione     e
       dell'attrezzatura per la protezione dell'ambiente, al fine di:
       i)   facilitare    il controllo delle prassi ambientali            da parte della
            direzione dell'impresa;
       il)  assicurare     la conformità      con    le politiche     aziendali,     nonché
             l'osservanza delle normative in vigore.
       Il controllo ambientale comprende          la rilevazione dei dati di fatto,
       necessari per valutare l'efficienza ambientale;
  I)   "Dichiarazione     ambientale":      relazione      elaborata    dall'impresa      in
       conformità     delle   disposizioni       del     presente    regolamento     e    in
       particolare dell'articolo 5;
  j)   "Attività industriale": qualsiasi attività elencata nelle sezioni C e
       D  della   classificazione    delle     attività     economiche    nella   Comunità
       europea   (NACE rev. 1 ) , stabilita dal          regolamento del Consiglio n.
                                       (8)
       3037/90 del 9 ottobre 1990          , nonché la produzione di elettricità,
       gas, vapore e acqua calda, ed            il riciclaggio,      il trattamento,      la
       distruzione o lo smaltimento di rifiuti solidi o liquidi;
(8) GU n. L 293 del 24.10.1990, pag. 1
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k)   "Impresa":     qualsiasi    organizzazione,      che    eserciti    un    controllo
     gestionale     diretto     sulle    attività     svolte     in   un     determinato
     stabi Iimento;
I)   "Stabilimento": il suolo e le costruzioni            in cui sono svolte, in un
     determinato      luogo,   attività     industriali     sotto   il    controllo   di
     un'impresa, nonché qualsiasi magazzino contiguo o collegato di materie
     prime, sottoprodotti, prodotti intermedi, prodotti finali e materiale
     di rifiuto, e qualsiasi       infrastruttura e qualsiasi       impianto, fissi o
     meno, utilizzati nell'esercizio di queste attività;
m)   "Verificatore ambientale autorizzato": qualsiasi persona o organismo
     che abbia ottenuto un'autorizzazione secondo             le norme sostanziali e
     procedurali del l'articolo 7;
n)   "Organismi competenti": gli organismi designati dagli Stati membri in
     conformità    dell'articolo     10   per   svolgere     i compiti     indicati  nel
     presente regolamento.
                                      ARTÌCOLO 3
                  Partecipazione al sistema deli'ECO- audit,
                     obblighi delle imprese che partecipano,
                            procedura di partecipazione.
1)   Le imprese che svolgono una qualsiasi delle attività                industriali di
     cui all'articolo 2, possono partecipare al sistema de 11'ECO-aud11 per
     qualsiasi     stabilimento     nel    quale    tali     attività     sono   svolte,
      impegnandosi    ad osservare tutte       le norme sostanziali       e procedurali
     stabilite     nel     presente     regolamento      in    ciascun      stabilimento
      interessato, e in particolare a:
   - elaborare    e    applicare,    alla     luce  dei    risultati    di    un'analisi
     ambientale     iniziale,   secondo    i criteri    dell'allegato       I e  con   la
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     partecipazione adeguata dei lavoratori e dei loro rappresentanti, un
     dispositivo di protezione dell'ambiente, per tutte le attività svolte
     nel lo stabi Iimento;
  -  effettuare o fare effettuare, applicando i criteri dell'allegato I,
     audit ambientali negli stabilimenti interessati;
  -  prendere       in      considerazione,          al      livello         più     elevato
     dell'amministrazione,       l'insieme dei risultati del l'audit e adottare,
     in funzione     di   questi    elementi     e  nel   quadro     del    loro   programma
     ambientale,     obiettivi     e    misure     intesi     al    costante      incremento
     del l'eff icenza mab lenta le-,
  -  elaborare,    con    la   stessa    periodicità      del l'audit     ambientale,    una
     relazione    ambientale      specifica     per    ciascun    stabilimento       che  ha
     costituito oggetto di un audit-,
   - far     convalidare      da     verificatori       ambientali        autorizzati     la
     dichiarazione     ambientale,     affinché     verifichino      l'attendibilità     dei
     dati   e delle    informazioni     e   la completezza       dell'esame di      tutti i
     problemi ambientali rilevanti connessi al lo stabi 11mento;
   - presentare    le dichiarazioni        ambientali    convalidate       da   verificatori
     ambientali     autorizzati       all'organismo        competente       e    tenerle   a
     dIspos i zIone de I pubbli co.
2.   Le imprese che decidono di partecipare al sistema de11'ECO-audit per
     un    determinato     stabilimento,       dopo     aver     effettuata       un'analisi
     ambientale    dello    stabilimento,      aver    introdotto     un    dispositivo   di
     protezione     dell'ambiente,        aver     predisposto        una     dichiarazione
     ambientale, presentano una prima dichiarazione ambientale, convalidata
     da   un   verificatore      ambientale     autorizzato,       e   comprensiva     delle
      informazioni di cui all'allegato IV, all'organismo competente di cui
     all'articolo 10.
3.   Gli obblighi definiti nel presente articolo lasciano impregiudicati i
     provvedimenti adottati dagli Stati membri ai sensi dell'articolo 12,
     paragrafo 1, lettera a ) .
 ---pagebreak---                                          - 29 -
                                      ARTICOLO 4
              Normalizzazione dei sistemi di gestione ambientale
La Commissione    invita i competenti organismi europei di normalizzazione a
mettere a punto e ad adottare norme per i sistemi di gestione ambientale
basate sui criteri     dell'allegato      I, tenendo conto degli obiettivi, dei
principi e delle disposizioni stabiliti dal presente regolamento.
                                      ARTICOLO $
                            La dichiarazione ambientale
1.   Per ciascun stabilimento che partecipa al sistema de11'ECO-audit viene
     redatta    una   dichiarazione      ambientale,   sotto    il  controllo    della
     direzione, in occasione di ciascun audit ambientale,             in base a tale
     audit, ovvero,     per la prima dichiarazione, sull'analisi           ambientale.
     La   dichiarazione    é   scritta    specificamente   per    l'informazione   del
     pubblico, in forma succinta e non tecnica.
2.   La   dichiarazione     ambientale     comprende  in   particolare     i seguenti
     elementi :
   - una    descrizione   delle     attività   dell'impresa    nello   stabimento    in
     questione;
   - una presentazione esauriente di tutti i problemi ambientali rilevanti
     connessi alle attività in questione;
   - un    compendio    dei    dati    quantitativi,    concernenti     le   emissioni
      inquinanti, la produzione di rifiuti, il consumo di materie prime, di
     energia e acqua e, se del caso, altri aspetti ambientali rilevanti;
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  -   una   presentazione   delia politica, del        programma     e  degli   obiettivi
      ambientali    specifici    dell'impresa      riguardo   allo     stabilimento     in
      questione;
   -  una    valutazione    dell'efficienza       ambientale     del    dispositivo     di
      protezione introdotto nello stabilimento in questione;
   -   la scadenza per la presentazione della dichiarazione successiva.
   La convalida della dichiarazione é effettuata a norma dell'allegato II.
                                      ARTICOLO 6
             Organizzazione delle attività di audit e di convalida
1.    L'audit    ambientale   dì   uno   stabilimento     può   essere     effettuato   da
      revisori    dell'impresa,     nella    misura    in   cui    questa     impresa   ha
      introdotto un proprio dispositivo adeguato, per esempio nel                  quadro
      della norma EN 29000, oppure da revisori esterni, autorizzati a tal
      fine da un organismo riconosciuto dallo Stato membro.                 In ogni   caso
      l'audit si effettua secondo i criteri           indicati nell'allegato       I e in
      particolare    tenendo   conto    delle    norme    ISO   10011    concernenti    la
      qualifica dei revisori (parte 2) e le procedure di audit (parte 1 ) .
2.    La    convalida    delle    dichiarazioni      ambientali      é    rilasciata    da
      verificatori     ambientali     autorizzati     secondo      i   criteri    esposti
      nel l'al legato 11.
      I verificatori     autorizzati    hanno   l'obbligo di non divulgare, senza
      l'autorizzazione della direzione         dell'impresa,      le   informazioni   e i
      dati raccolti nello svolgimento delle attività di convalida.
3.    La Commissione chiede all'Organizzazione europea per                le prove e    la
      certificazione di stabilire condizioni e procedure, basate sui criteri
      esposti all'allegato II, per        la certificazione della conformità alle
 ---pagebreak---                                     - 31 -
norme di cui all'articolo 4, e per assicurare il coordinamento degli
organismi    designati    dagli   Stati   membri   ai   sensi   dell'articolo     7,
paragrafo 1.
                                 ARTICOLO 7
              Autorizzazione dei verificatori ambientali
Gli Stati membri provvedono affinché, entro 12 mesi a decorrere dalla
data di entrata in vigore del presente regolamento, siano pienamente
operativi    i sistemi per     la definizione ed applicazione delle regole
sostanziali     e   procedurali      sull'autorizzazione       dei    verificatori
ambientali, e sulla vigilanza della            loro attività. A tal        fine gli
Stati membri possono ricorrere a istituzioni competenti              in materia di
certificazione oppure designare o creare altri organismi adatti.
Nello stabilire tali regole sostanziali e procedurali,                i sistemi di
autorizzazione degli Stati membri           sì  ispirano ai criteri enunciati
nell'allegato II. Essi informano preventivamente la Commissione delle
misure   che   intendono    adottare    in proposito.     Queste    misure    devono
essere   approvate    dalia   Commissione,     prima   di  essere    adottate    dai
sistema di autorizzazione.
Gii   Stati    membri    adottano    le   norme    sostanziali     e    procedurali
necessarie affinché i sistemi di autorizzazione possano espletare la
loro funzione.
Gli Stati membri informano immediatamente la Commissione delle misure
adottate ai sensi del presente paragrafo.
Le organizzazioni competenti, le federazioni di gruppi professionali
interessati, le organizzazioni private che si occupano dell'ambiente e
dei  consumatori, e      I sindacati     hanno diritto di       partecipare     alla
costituzione     ed   alla   gestione,     secondo    le  norme    sostanziali     e
procedurali      stabilite     dagli     Stati    membri,     dei     sistemi     di
autorizzazione di cui al paragrafo 1. Queste norme sono comunicate
senza indugio alla Commissione.
 ---pagebreak---                                        - 32 -
3.    I sistemi di autorizzazione operano in collaborazione, in particolare
      per assicurare la vigilanza delle attività dei verificatori ambientali
      autorizzati.   La   Commissione   prende  le  iniziative   opportune    per
      facilitare questa collaborazione.
4.    I verificatori    autorizzati   in uno Stato membro   possono   esercitare
      attività di convalida in qualsiasi altro Stato membro.
                                    ARTICOLO 8
                Elenco dei verificatori ambientali autorizzati
 I sistemi di autorizzazione stabiliscono, aggiornano e rivedono         l'elenco
dei   verificatori    ambientali   autorizzati  in  ciascuno   Stato   membro   e
comunicano tale elenco alla Commissione.
La Commissione pubblica un elenco unico per        la Comunità   sulla Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
                                    ARTICOLO 9
     Elenco degli stabilimenti che partecipano al sistema de 11'ECO-audit
1.    Gli organismi designati a tal fine dagli Stati membri costituiscono e
      aggiornano regolarmente l'elenco degli stabilimenti che partecipano al
      sistema de 11'ECO-audit.
      Se un'impresa omette di presentare agli organismi competenti, entro i
       termini previsti, le dichiarazioni ambientali convalidate relative ad
      un dato stabilimento, questo é cancellato dall'elenco.
2.    Ogni anno gli organismi competenti comunicano alla Commissione questi
      elenchi con gli aggiornamenti.
       L'elenco di tutti gli stabilimenti della Comunità che partecipano al
       sistema de 11'ECO-audit é pubblicato ogni anno dalla Commissione sulla
      Gazzetta Ufficiale della CE.
 ---pagebreak---                                       - 33 -
                                   ARTICOLO 10
                              Organismi competenti
1.  Gli Stati membri designano, entro 12 mesi dall'entrata in vigore del
    presente     regolamento,   gli   organismi    competenti    e  ne    informano
    immediatamente la Commissione.
                                   ARTICOLO 11
                               Logo de II'ECO-aud i t
1.   Il   logo   di  cui  all'allegato    MI  può    essere   utilizzato   per  gli
    stabilimenti che partecipano al sistema de 11'ECO-audit. La menzione
    degli stabilimenti che partecipano deve sempre accompagnare il logo.
     Il logo può essere utilizzato:
    - sulle dichiarazioni ambientali dell'impresa;
    -sugli        opuscoli,   sui    rapporti,     sui    documenti     informativi
        del l'impresa;
     - sulla carta intestata dell'impresa-,
     - per la pubblicità dell'impresa, a condizione che tale pubblicità non
        faccia riferimento a prodotti o servizi specifici.
     Il logo non può essere utilizzato per la pubblicità di prodotti o sui
     prodotti o sui relativi     imballaggi.
     Il logo deve sempre essere accompagnato da una frase, scelta a seconda
     del caso tra quelle riportate nell'allegato M I .
 2.  L'utilizzazione del logo é vietata per gli stabilimenti nei quali non
     sono    osservate   le  normative   comunitarie    e   nazionali   in  materia
     ambientale.
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   Gli Stati membri prendono        le misure necessarie per autorizzare gli
   organismi     competenti    a   sorvegliare     l'utilizzazione     del   logo  e
   comunicano immediatamente alla Commissione tali misure.
                                   ARTICOLO 12
                    Promozione del sistema de 11'ECO-aud11
1. Gli   Stati   membri  possono adottare provvedimenti         per   promuovere  il
   sistema de II'ECO-aud11 purché siano conformi al diritto comunitario,
    in particolare:
   a)    per quanto riguarda le piccole e medie           imprese, organizzando o
         ampliando    misure    e,   eventualmente,    strutture    di   assistenza,
          Intese a mettere a disposizione di queste imprese la competenza e
          il sostegno necessari per I'ossevanza delle norme, sostanziali e
         procedurali definite nel presente regolamento, in particolare per
          l'introduzione dei dispositivi di protezione ambientale, l'audit,
          la predisposizione delle dichiarazioni e la relativa convalida;
   b)     semplificando e/o ri ducendo, in talune condizioni,            le modalità
          pratiche di controllo e di ispezione, in particolare per quanto
          riguarda le piccole e medie imprese;
   e)     pubblicizzando    il    sistema   de 11'ECO-audit   e    informandone   il
          pubbIi co.
   Gli Stati membri informano immediatamente la Commissione delle misure
   adottate ai sensi del presente articolo.
2. La Commissione, dopo aver consultato           le parti sociali, presenta al
   Consiglio proposte volte a rafforzare            la partecipazione al sistema
   de11'ECO-audit delie piccole e medie imprese, in particolare mediante
    l'informazione, la formazione e l'assistenza tecnica.
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                                    ARTICOLO 13
                                      Revisione
Quattro   anni   dopo   l'entrata    in  vigore    del   presente    regolamento,  la
Commissione riesamina il sistema de II'ECO-aud11 in funzione dell'esperienza
acquisita   durante    la  sua   applicazione    e    propone,    se  necessario,  al
Consiglio   opportune    modifiche,    concernenti     in particolare     l'ambito di
applicazione e la natura stessa del sistema.
Nel quadro di questa revisione, il Consiglio adotta le modifiche proposte
deliberando    a maggioranza    qualificata    sulla    base   dell'articolo   130 S,
secondo comma, del Trattato.
                                    ARTICOLO 14
                                 Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore i l i ' gennaio 1993. Esso si applica
a decorrere dal 1* luglio 1994.
Il  presente    regolamento   é   obbligatorio     in   tutti    i suoi   elementi  e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi
                                                              Per iI Consigi io
                                                                II Presidente
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                                   ALLEGATO I
        Fattori, criteri e disposizioni concernenti I dispositivi
             di protezione dell'ambiente e l'audit ambientale
A. I dispositivi di protezione dell'ambiente sono stabiliti tenendo conto
   delle norme della serie EN 29000 e, dopo la loro adozione, delle norme
   specifiche     che  saranno    stabilite    nel   quadro   delle   disposizioni
   del l'articolo 4.
   Questi   dispositivi   comprendono,    in particolare,     i seguenti  elementi
   indicati formalmente per iscritto: una politica ambientale, obiettivi
   ambientali,     un   programma   ambientale     e   un   sistema   di  gestione
   ambientale, comprendente tra l'altro un programma di audit.
   I documenti corrispondenti spiegano come la politica ambientale e il
   sistema    di   gestione   ambientale    concernenti    io   stabilimento   sono
   connessi alla politica e ai sistemi di tutta l'impresa, e comprendono
   l'esposizione della politica ambientale svolta dall'impresa.
   II dispositivo di protezione dell'ambiente comprende misure tecniche e
   organizzative e procedure volte a generare           le informazioni e    i dati
   necessari    alla valutazione del     rendimento ambientale delle attività
   svolte nello stabilimento in questione, tenuto conto delle politiche,
   degli obiettivi e dei programmi ambientali dell'impresa.
B. Fattori da prendere in considerazione
   Nel   quadro   dei  dispositivi    interni   di   protezione   dell'ambiente   e
   del l'audit ambientale sono presi in considerazione ì seguenti fattori:
   -valutazione, controllo e prevenzione delle            incidenze dell'attività
      in questione sulle varie componenti dell'ambiente;
   - gestione, economie e scelte energetiche;
   - gestione, economie, scelta e trasporto delle materie prime; gestione
     e economie dell'acqua;
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   -riduzione,          riciclaggio e riutilizzazione, trasporto e      smaltimento
      dei rifiuti;
   - scelta dei processi di produzione;
   - g e s t i o n e dei prodotti (progettazione, imballaggio, trasporto, uso e
      smaltimento);
   - prevenzione e riduzione degli incidenti;
   - Informazione, formazione, partecipazione del personale riguardo ai
      problemi ambientali;
   - informazione esterna e partecipazione del pubblico,             in particolare
      gestione delle proteste presentate dal pubblico.
C. Il rendimento ambientale           é valutato  facendo  riferimento   alle  norme
   comunitarie e nazionali applicabili           in questo campo e alle migliori
   tecnologie disponibili per la riduzione dell'inquinamento, quali sono
   definite nel quadro della legislazione comunitaria.
   Per quanto riguarda          la gestione ambientale,    le seguenti   "prassi  di
   buona gestione" servono, a seconda dei casi, da riferimento nel quadro
   del sistema de 11'ECO-audit per         i dispositivi   interni di protezione e
   per l'audit ambientale:
   1.       La direzione prepara e riesamina regolarmente al più alto livello
             la politica, gli obiettivi e i programmi       dell'impresa nel campo
            del l'ambiente.
            Tale politica, obiettivi e programmi sono definiti per iscritto.
   2.       La      direzione,   in  collaborazione   con   I   rappresentanti   del
            personale,     stimola  fra  I dipendenti   di ogni   livello un   senso
             individuale di responsabilità verso l'ambiente.
   3.       La direzione valuta      in anticipo gli effetti ambientali     di tutte
             le nuove attività e di tutti i prodotti e processi nuovi.
 ---pagebreak---                                         - 38
    4.    La direzione valuta e controlla gli effetti              delle attività    in
          corso    sull'ambiente      locale    ed    esamina     qualsiasi     impatto
          significativo di tali attività sull'ambiente in generale.
    5.    La direzione si accerta che gli effetti ambientali               di tutte le
          attività siano ridotti al minimo.
   6.     La   direzione     provvede     a   introdurre     e   far    applicare    le
          disposizioni necessarie per ridurre al minimo              la produzione di
          rifiuti e preservare le risorse.
    7.    La    direzione    prende     le   misure     necessarie     per    prevenire
          l'emissione accidentale di materie o energia.
    8.    L'impresa stabilisce e fa applicare procedure di verifica al fine
          di controllare la conformità alla politica ambientale e, qualora
          queste    procedure   richiedano misurazioni        e  prove,    al  fine  di
          effettuare e conservare una registrazione dei risultati.
    9.    L'impresa    stabilisce e aggiorna       le procedure da seguire e gli
           interventi da effettuare nel caso in cui sia stata rilevata una
          situazione    non conforme     alla politica, agli        obiettivi   e agli
          scopi ambientali da essa stabiliti.
  10.     La direzione coopera con        le autorità pubbliche per stabilire e
          aggiornare procedure di emergenza, al fine di ridurre al minimo
          gli    effetti   degli     incidenti    che    nonostante    tutto    possono
          verificarsi.
 11. La     direzione    comunica    al   pubblico     le   informazioni     necessarie
       affinché    quest'ultimo     possa    comprendere      i  potenziali     effetti
       sull'ambiente delle attività dell'impresa, e si prepara a rispondere
       positivamente a manifestazioni di preoccupazione del pubblico.
12.    La direzione     informa   i clienti    delle opportune       precauzioni,   per
       evitare      incidenti     e      inconvenienti       nella      manipolazione,
       nell'utilizzazione e nell'eliminazione dei prodotti dell'impresa.
 ---pagebreak---                                          - 39 -
   13.   La direzione si accerta che gli appaltatori che. lavorano per conto
         dell'impresa, applichino norme ambientali equivalenti alle proprie.
D.     I problemi e le disposizioni di cui ai precedenti punti B e C sono
       presi in considerazione nella misura in cui dipendono dalla direzione
       del lo stabi Iimento.
E.     Audit ambientale
La metodologia e la procedura dell'audit sono adottate in base alle linee
direttrici     applicabili, quali     stabilite dalla norma    internazionale  ISO
10011, e nel       quadro dei    principi  e delle disposizioni    specifiche del
presente regolamento.
In particolare devono essere osservate le disposizioni seguenti:
Obiettivi
I programmi di audit ambientale dell'impresa devono definire per iscritto
gli obiettivi specifici del l'audit dello stabilimento in questione.
Gli obiettivi devono comprendere in particolare: la valutazione dei sistemi
di gestione      impiegati; l'accertamento dell'osservanza delle disposizioni
comunitarie, nazionali e        locali; e   l'accertamento della conformità alle
politiche dell'impresa.
Campo di applicazione
 II  campo    globale   di   applicazione   dell'audit   deve essere   chiaramente
definito e comprende esplicitamente:
. I fattori presi in considerazione,
. le attività svolte nello stabilimento,
. le norme di rendimento ambientale,
 . il periodo cui si riferisce l'audit.
 ---pagebreak---                                          - 40 -
Organizzazione e risorse
Gli audit ambientali      devono essere eseguiti     da revisori    che abbiano sia
un'adeguata conoscenza dei settori e dei campi          inclusi nel controllo, sia
una sufficiente formazione e competenza come revisori per raggiungere gli
obiettivi stabiliti. Le risorse e il tempo impiegati devono essere adeguati
in rapporto alla portata e agli obiettivi del controllo.
La direzione generale dell'impresa presta il suo appoggio al l'audit.
I revisori devono essere estranei alle attività che controllano.
Pianificazione e preparazione del l'audit di uno stabilimento
Ciascun audit deve essere pianificato e preparato,             in particolare per i
seguent i mot ivi :
. accertare che siano messe a disposizione risorse adeguate,
. accertare che ciascun individuo che partecipa al processo di audit (ivi
  compresi    i revisori,     il   personale  responsabile    della  gestione   dello
  stabilimento, nonché i rappresentanti del personale e i responsabili di
  altri    posti    chiave),     comprenda   il  proprio     ruolo   e   le   proprie
  responsabiI ita.
La preparazione deve comprendere la familiarizzazione con le attività dello
stabilimento e con      il dispositivo esistente di protezione ambientale, e
l'analisi dei risultati e delle conclusioni dei precedenti controlli.
Attività di audit nello stabilimento
Le attività nello stabilimento comprendono le discussioni con il personale,
l'esame delle condizioni       di funzionamento e degli       impianti,  l'esame del
registri,    delle    procedure     scritte   e  di   ogni    altra   documentazione
pertinente, al fine di valutare i rendimenti ambientali dello stabilimento,
accertando se le norme applicabili sono rispettate e se i sistemi esistenti
per far fronte alle responsabilità ambientali sono efficaci e adeguati.
 ---pagebreak---                                      - 41 -
Il processo di audit deve comprendere in particolare le seguenti fasi:
. comprensione dei sistemi di gestione;
. valutazione dei lati forti e deboli dei sistemi di gestione;
. raccolta di informazioni significative;
. valutazione dei risultati del l'audit;
. preparazione delle conclusioni del l'audit;
. relazione sulle constatazioni e sulle conclusioni del l'audit.
Relazione sulle constatazioni e sulle conclusioni del l'audit
I revisori    devono preparare una    relazione   scritta   sul l'audit   in  debita
forma e con contenuto adeguato, per garantire una comunicazione completa e
formale delle constatazioni e delle conclusioni del l'audit.
Le   constatazioni  e  le conclusioni   del l'audit  devono    essere   formalmente
comunicate alla direzione generale dell'impresa.
L'obiettivo fondamentale di una relazione scritta sull'audit consiste nel:
      documentare la portata del l'audit;
. fornire alla direzione     informazioni  concrete sui     rendimenti   ambientali
   dello  stabilimento  e sulle conclusioni     del  gruppo    in merito    a  detti
   rendimenti ambientali;
. dimostrare la necessità di iniziare azioni correttive.
Seguito del l'audit
II   processo   di  audit  deve  essere   completato    con    la  preparazione    e
l'applicazione di un adeguato piano di azione correttiva.
 ---pagebreak---                                        - 42 -
Devono essere     in funzione   ed essere    applicati  adeguati  meccanismi   per
garantire il seguito da dare ai risultati dell'audit.
Criteri per stabilire la periodicità opportuna degli audit
L'audit   deve   essere  eseguito  con   una   periodicità  da  1 a   3  anni. La
periodicità    é  stabilita  dalia  direzione    generale  dell'impresa,   tenendo
conto dell'incidenza potenziale globale sull'ambiente delle attività svolte
nello stabilimento e in particolare in funzione dei seguenti elementi:
   . grado di importanza e di urgenza dei problemi constatati;
  . dimensione e complessità delle attività;
   . volume delle emissioni;
  . precedenti problemi ambientali.
  La periodicità degli audit ambientali deve essere normalmente di:
  . 1 anno per le attività ad elevato impatto ambientale;
  . 2 anni per le attività a moderato impatto ambientale;
  . 3 anni per le attività a basso impatto ambientale.
 ---pagebreak---                                             - 43 -
                                        ALLEGATO II
                Criteri e disposizioni concernenti l'autorizzazione
            dei verificatori ambientali e la funzione del verificatore
A.     L'autorizzazione dei verificatori ambientali
   La norma europea EN 45012 deve essere presa in considerazione, a seconda
   dei casi, nello stabilire e nel l'appiicare procedure e condizioni                    di
   autorizzazione dei verificatori ambientali.
B.     La funzione dei verificatori autorizzati
   Per    le operazioni    di    convalida    i verificatori    ambientali    autorizzati
   devono     attenersi   ai    codici    professionali    di   condotta,    che   saranno
   elaborati e aggiornati dalla Commissione.
   La funzione del verificatore consiste nel l'accertare:
   -    l'ottemperanza a tutte le disposizioni del presente regolamento, in
       particolare quelle concernenti           l'analisi   ambientale,    i processi    di
       audit ambientale e le dichiarazioni ambientali;
   -    la validità     tecnica    dei   metodi   di  analisi   ambientale    o  di   audit
       ambientale    nonché qualsiasi       altro metodo e procedura        su cui     sono
       basate le informazioni e i dati contenuti nella dichiarazione;
   -    l'attendibilità      dei    dati    e   delle    informazioni     inclusi     nella
       dichiarazione     e    l'adeguata     trattazione   di   tutti    I significativi
       aspetti    e problemi     ambientali    connessi   alle attività     svolte nello
       stabi Iimento.
    Il verificatore esegue tutte le indagini necessarie per poter ottemperare
   alla funzione precedentemente descritta con tutto                il professionalismo
   necessario,       utilizzando       metodi     opportuni    ed     evitando,     inutili
   sovrapposizioni con le attività e i processi dell'impresa.
 ---pagebreak---                                    - 44 -
Il verificatore opera sulla base di un accordo scritto stipulato con
l'impresa, nel quale si deve definire la portata del lavoro, attribuire
ai  verificatore   il  diritto    di   operare    in  modo   professionale   e
indipendente e impegnare l'impresa a fornire la cooperazione necessaria.
La verifica comporta l'esame della documentazione, un sopralluogo nello
stabilimento, ivi compresi colloqui con il personale, la preparazione di
una relazione per la direzione dell'impresa e la spiegazione dei problemi
esposti in questa relazione.
La documentazione da esaminare prima della visita          allo stabilimento
comprende  le informazioni   basilari   riguardo allo stabilimento e alle
attività  svolte,   la descrizione   del    sistema  di  gestione   ambientale
applicato nello stabilimento, la specificazione dell'analisi o del l'audit
ambientale che é stato eseguito, la relazione di detta analisi o audit e
il progetto di dichiarazione ambientale.
L'impresa  deve   inoltre   comunicare    al   controllore   le   informazioni
necessarie sulle precedenti analisi e controlli, nonché i particolari di
qualsiasi violazione di disposizioni normative e dei conseguenti processi
civili dei cinque anni precedenti.
La relazione del verificatore per la direzione generale dell'impresa deve
comprendere:
1) le infrazioni constatate delle disposizioni del presente regolamento;
2) i difetti tecnici riscontrati nel metodo di analisi ambientale o di
   audit ambientale o in qualsiasi altro processo pertinente;
3) i punti di disaccordo riguardo alla relazione dell'analisi o alla
   relazione di controllo;
4) I punti    di  disaccordo   riguardo    alla   proposta  di   dichiarazione
   ambientale, nonché I particolari del le modifiche o delle aggiunte che
   sarebbe necessario includere nella relazione ambientale.
 ---pagebreak---                                    - 45 -
Possono presentarsi i seguenti casi.
a) Il dispositivo di protezione, il metodo di audit e gli altri metodi
   utilizzati per la preparazione della dichiarazione risultano adeguati;
   la dichiarazione risulta esatta, di portata sufficiente e conforme
   alle disposizioni del sistema di ECO-audit: il controllore convalida
   la  dichiarazione  e  certifica    che  essa   fornisce  una   descrizione
   veritiera e corretta degli aspetti ambientali connessi alle attività
   svolte nello stabilimento.
b) Il dispositivo di protezione, il metodo di audit e gli altri metodi
   applicati risultano adeguati, ma la relazione deve essere modificata
   e/o completata: il verificatore esamina le modifiche necessarie con la
   direzione dell'impresa e convalida la dichiarazione soltanto dopo che
   l'impresa ha effettivamente apportato le opportune modifiche/affinità.
e) Il dispositivo di protezione, il metodo di audit e/o gli altri metodi
   applicati   risultano   inadeguati:    il   verificatore   comunica   alla
   direzione  dell'impresa   le opportune    raccomandazioni   concernenti  I
   miglioramenti necessari, e convalida la dichiarazione soltanto dopo
   che  sono  state  corrette   le   insufficienze  constatate,   sono  stati
   nuovamente applicati i metodi, se necessario, e la relazione è stata
   riveduta di conseguenza.
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                                 ALLEGATO M l
                            11 logo delI'ECO-audit
L'ECO-audit è un sistema comunitario per la valutazione e il miglioramento
dei rendimenti ambientali degli stabilimenti di produzione industriale.
                               *câT*
                                  *    M.    *
Il suddetto   logo deve essere usato assieme ad una delle seguenti      frasi,
scelta  a seconda dei casi:
- tutti i nostri stabilimenti nella CE partecipano al l'ECO-audit ;
- tutti   i nostri   stabilimenti  in   (nome  dello Stato membro   della  CE)
  partecipano al l'ECO-audit;
- i seguenti stabilimenti della nostra impresa partecipano al l'ECO-audit.
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                                   ALLEGATO iV
              Informazioni da comunicare agli organismi competenti
                          al momento della presentazione
                      della prima dichiarazione ambientale
1.    Denominazione dell'Impresa:
2.    Denominazione e localizzazione delio stabilimento:
3.    Descrizione sintetica delle attività svolte nello stabilimento:
   (riferimenti ai documenti allegati, se del caso)
4.    Nome   e   Indirizzo  del  verificatore  ambientale autorizzato che ha
      convalidato la dichiarazione allegata
5.    Termine per la presentazione della successiva dichiarazione ambientale
      convalidata
Alla relazione devono essere allegate:
a)    una descrizione sintetica del dispositivo di protezione dell'ambiente;
b)    una descrizione del programma di audit stabilito per lo stabilimento;
e)     la precedente dichiarazione ambientale convalidata.
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                                                               COM(91)459def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              08
                                           N. di catalogo : CB-CO-92-092-IT-C
                                                              ISBN 92-77-41784-6
? fficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo