CELEX: 52006SC0110
Language: it
Date: 2006-02-01 00:00:00
Title: Raccomandazione di parere del Consiglio previsto all’articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Lettonia, 2005-2008

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52006SC0110

Raccomandazione di parere del Consiglio previsto all’articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Lettonia, 2005-2008  /* SEC/2006/0110 def. */  

	Bruxelles, 1.2.2006SEC(2006) 110 definitivoRaccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all’articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Lettonia, 2005-2008(presentata dalla Commissione)RELAZIONEAntefattiIl patto di stabilità e crescita, che è entrato in vigore il 1º luglio 1998, si fonda sull’obiettivo dell’equilibrio delle finanze pubbliche quale strumento per rafforzare le condizioni favorevoli alla stabilità dei prezzi e ad una crescita vigorosa, sostenibile e promotrice di occupazione. Nel 2005, il patto è stato modificato una prima volta. La riforma ha riconosciuto l’utilità del patto come base di ancoraggio della disciplina di bilancio ma mirava a consolidarne l’efficacia e le basi economiche nonché a salvaguardare la sostenibilità delle finanze pubbliche nel lungo termine.Il regolamento (CE) n. 1466/1997 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1], che fa parte del patto, prevede che gli Stati membri debbano presentare al Consiglio e alla Commissione programmi di stabilità o di convergenza e relativi aggiornamenti annuali (gli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica devono presentare programmi (aggiornati) di stabilità e gli Stati membri che non l’hanno ancora adottata programmi (aggiornati) di convergenza). Il primo programma di convergenza della Lettonia è stato presentato nel maggio 2004. Conformemente al regolamento, il Consiglio ha formulato un parere in merito il 5 luglio 2004, sulla base di una raccomandazione della Commissione e dopo avere consultato il comitato economico e finanziario. Conformemente alla stessa procedura, i programmi di stabilità e di convergenza aggiornati sono valutati dalla Commissione ed esaminati dal comitato di cui sopra; il Consiglio può esaminarli.In tali programmi gli Stati membri devono specificare l'obiettivo a medio termine della posizione di bilancio e fissare le misure politiche per conseguirlo e mantenerlo, comprese le ipotesi economiche di accompagnamento. Sulla scorta della riforma del patto e in considerazione del carattere eterogeneo dell'Unione sul piano economico e di bilancio, in particolare per quanto riguarda i rischi per la sostenibilità delle finanze pubbliche, l’obiettivo a medio termine dovrebbe essere differenziato per i vari Stati membri. La riforma prevede inoltre l’adozione di un approccio più simmetrico alla politica di bilancio su tutto il ciclo grazie a una maggiore disciplina nei periodi di congiuntura economica favorevole, e la presa in considerazione di “riforme strutturali sostanziali” con un impatto verificabile sulla sostenibilità a lungo termine in caso di deviazione temporanea dall’obiettivo a medio termine o dal percorso di avvicinamento ad esso.Tenendo conto delle previsioni dei servizi della Commissione dell’autunno 2005, del codice di condotta[2], della metodologia comunemente concordata per la stima del prodotto potenziale e dei saldi di bilancio corretti per il ciclo, nonché degli indirizzi di massima per le politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008, la Commissione ha esaminato l’aggiornamento del programma di convergenza della Lettonia presentato di recente, e sulla scorta di tale valutazione di seguito riportata ha adottato una raccomandazione di parere del Consiglio.Valutazione1.  Il terzo programma di convergenza aggiornato della Lettonia è stato inviato alla Commissione il 30 novembre e copre il periodo dal 2005 al 2008. Il programma segue sostanzialmente lo schema di presentazione dei programmi di stabilità e convergenza specificato nel nuovo codice di condotta. Esso presenta lacune in relazione ai dati facoltativi previsti dal nuovo codice di condotta (in particolare, mancano i dati relativi alla produttività del lavoro e alle ore lavorate).2.  Nell’ultimo decennio in Lettonia si è registrata una crescita del PIL reale annuale media di oltre il 6%, il che costituisce una significativa ripresa dopo le perturbazioni dell’attività economica connesse al periodo di transizione. Si stima che nel 2005 il PIL reale abbia infine superato il livello precedente al 1991. L’andamento della crescita è stato caratterizzato da una marcata evoluzione della produttività e, di recente, anche da un incremento dell’occupazione. Tuttavia, sono aumentati i segni di surriscaldamento dovuti a squilibri esterni, all’inflazione e all’espansione del credito. Considerevoli squilibri esterni hanno reso la Lettonia dipendente dagli afflussi di capitale, e il rapporto debito estero/PIL è salito. Il programma aggiornato prospetta una decelerazione della crescita del PIL reale al 7,5% nel 2006 - a fronte dell’8,4% del 2005 - seguita da un’ulteriore lieve decelerazione che darebbe luogo ad un assestamento al 7% nel 2007 e 2008. Si prevede che il consumo e gli investimenti privati permangano i principali elementi trainanti della crescita, mentre i contributi delle esportazioni nette dovrebbero registrare valori modestamente positivi. Con riferimento tanto alle previsioni economiche dell’autunno dei servizi della Commissione (sino al 2007) quanto ai calcoli della crescita potenziale, in generale le stime relative alla crescita del PIL appaiono plausibili. La metodologia concordata, applicata alle cifre figuranti nel programma di convergenza aggiornato, indica che la crescita potenziale del PIL dovrebbe restare elevata, sebbene con una lieve tendenza al ribasso nel medio termine; dal 2007 in poi è previsto un differenziale negativo tra prodotto effettivo e potenziale. Tuttavia, il calcolo della crescita potenziale (e pertanto del differenziale tra prodotto effettivo e potenziale) deve essere interpretato cautamente in relazione a paesi in cui è in atto un processo di rapido recupero. Per contro, le proiezioni del programma per l’inflazione IACP (in rapido calo, dal 6,9% nel 2005 – la più alta tra tutti gli Stati membri – al 3,5% nel 2008) e il disavanzo delle partite correnti (in discesa dal 13,0% del PIL nel 2004 all’8,0% del PIL nel 2008) appaiono entrambe piuttosto ottimistiche, in particolare a fronte delle previsioni economiche dell'autunno dei servizi della Commissione . In generale, lo scenario macroeconomico presenta rischi non trascurabili cui sarebbe opportuno prestare attenzione nel contesto del processo di convergenza.3.  Da quando è entrato a far parte dell’ERM II, il 2 maggio 2005, il lat è rimasto nell’ambito della banda di oscillazione del ±1 per cento rispetto al tasso centrale, come dichiarato dalle autorità lettoni. I differenziali relativi ai tassi monetari a 3 mesi tra il lat e l’euro hanno registrato una considerevole contrazione nel corso dell’anno, passando da oltre 100 punti base all’inizio di gennaio a circa 40 punti base alla fine di novembre. I differenziali relativi al mercato monetario sono aumentati significativamente alla fine di dicembre, ma ciò sembra imputabile a fattori temporanei di liquidità connessi all’aumento dal 6 all’8% dell'aliquota di riserva, effettivo a partire dal 24 dicembre 2005. Per la maggior parte del 2005 i differenziali tra i titoli di Stato e i parametri di riferimento dell’area dell’euro sono rimasti a livelli bassi, pari a circa 50 punti base.4.  Nel suo parere dell’8 marzo 2005 il Consiglio ha approvato la strategia di bilancio presentata nell’aggiornamento precedente del programma di convergenza relativo al periodo 2004-2007. Pur non formulando esortazioni in materia politica, il Consiglio ha tuttavia fatto rilevare che una valutazione della posizione di bilancio appropriata dipendeva dal contributo della suddetta posizione ad un controllo adeguato delle pressioni esercitate dalla domanda nell'economia, ai fini del consolidamento del calo dell’inflazione rispetto al picco registrato in quel periodo. Per quanto concerne l’esecuzione del bilancio nel 2005, le previsioni economiche dell’autunno dei servizi della Commissione prospettavano un disavanzo delle amministrazioni pubbliche pari all’1,2% del PIL (facendo riferimento a una crescita del PIL del 9,1%) a fronte di un obiettivo - definito nell’ambito del precedente aggiornamento del programma di convergenza - dell’1,6% del PIL (facendo riferimento a una crescita del PIL del 6,7%) Tuttavia, recenti dati sulla contabilità di cassa concernenti l’esecuzione del bilancio statale indicano che l’esito sarà ancora più favorevole. Pertanto, il disavanzo dell’esercizio 2005 sarà probabilmente inferiore al disavanzo delle amministrazioni pubbliche per il 2005 stimato nell’ambito dell’attuale aggiornamento, ovvero l’1,5% del PIL (con riferimento a una crescita del PIL reale dell’8,4%).5.  Basato sulla stima estremamente prudente del disavanzo delle amministrazioni pubbliche per il 2005, l’aggiornamento si prefigge come obiettivo una modesta riduzione del disavanzo in un momento successivo del periodo coperto dal programma. L’aggiornamento prevede che si seguiti a registrare un disavanzo dell’1,5% nel 2006, per arrivare all’1,4% nel 2007 e all'1,3% nel 2008, anno finale. E’ previsto un aumento (di due punti percentuali) tanto del rapporto entrate/PIL quanto del rapporto spesa/PIL durante il periodo di riferimento. Si prevede che l'aumento più considerevole sarà registrato nell'ambito degli investimenti pubblici e di “altre spese" non identificate separatamente, mentre la riduzione più sostanziale interesserà i trasferimenti sociali non “in natura”. Si prevede una riduzione del saldo primario del 0,1 punto percentuale durante lo stesso periodo. L’aggiornamento del novembre 2005 conferma sostanzialmente il programma di risanamento del precedente aggiornamento, in termini sia di modesta portata degli obiettivi sia di calendario di realizzazione, quantunque l’aggiornamento più recente rappresenti uno scenario macroeconomico più favorevole .6.  In base ai calcoli che i servizi della Commissione hanno effettuato facendo riferimento al programma e utilizzando la metodologia concordata, il saldo strutturale (ovvero il saldo corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee) dovrebbe migliorare solo lievemente nel periodo di riferimento (circa 0,75 punto percentuale del PIL). La progettata correzione del bilancio è concentrata a fine periodo, in anni in cui il differenziale tra produzione effettiva e produzione potenziale si prevede diventi negativo. L’aggiornamento fissa un obiettivo a medio termine (OMT) relativo alla posizione del bilancio, ai sensi del Patto di stabilità e crescita, corrispondente ad un disavanzo strutturale dell’“1% circa del PIL”, che dovrebbe essere raggiunto nell’anno finale del periodo coperto dal programma. Poiché l’obiettivo di medio termine del programma è più ambizioso del benchmark minimo (stimato pari ad un disavanzo di circa 2% del PIL), il suo conseguimento dovrebbe raggiungere lo scopo di fornire un margine di sicurezza nell’eventualità di un disavanzo eccessivo. L’obiettivo a medio termine del programma potrebbe essere ritenuto di livello adeguato, in quanto rispecchia il rapporto debito/PIL e la crescita media della produzione potenziale nel lungo termine. Tuttavia, considerando i rischi per la convergenza economica sostenibile sopra evidenziati, sembrerebbe opportuno fissare un obiettivo a medio termine più ambizioso.7.  La situazione di bilancio potrebbe essere più sfavorevole di quanto ipotizzato nel programma. Da un lato, i precedenti di prudente pianificazione di bilancio lasciano presupporre che i risultati potrebbero essere migliori del previsto (come è avvenuto nel 2004 e come i servizi della Commissione prevedono si verifichi nel 2005). In particolare, le previsioni concernenti la crescita e le presunte elasticità fiscali sottese al bilancio si sono finora rivelate piuttosto caute. Inoltre, le spese iscritte in bilancio non sempre sono state pienamente eseguite, a causa – essenzialmente – di ritardi nella realizzazione di progetti parzialmente finanziati dall’UE. Dall’altro, nell’attuale aggiornamento le elasticità fiscali sembrano valutate in modo piuttosto ottimistico; inoltre, il programma fa riferimento a varie (proposte) misure di politica sociale che darebbero luogo ad un incremento delle spese, mentre il programma prospetta una riduzione della percentuale di tali spese.8.  Alla luce di tale valutazione dei rischi, la strategia di bilancio delineata nel programma potrebbe non essere sufficiente per conseguire una posizione di bilancio adeguata in termini strutturali ai sensi del Patto entro la fine del periodo coperto dal programma. Inoltre, alla luce della considerazione che i risultati del bilancio 2005 saranno probabilmente nettamente migliori di quelli previsti nel programma, e possibilmente vicini all’OMT, l’obiettivo di bilancio per il 2006 potrebbe comportare uno scarto dall'OMT di circa lo 0,5% del PIL, sia nel 2006 che nel 2007. Per di più, qualora l’ipotesi di risultati migliori per il 2005 e l’obiettivo per il 2006 siano confermati, la politica di bilancio per l’esercizio 2006 potrebbe risultare espansionistica e inadeguata, nel senso che il periodo 2005-2006 potrebbe essere considerato “periodo di congiuntura favorevole”. Per gli Stati membri che gravitano nell'area dell’euro e che partecipano all’ERM II il PSC richiede un miglioramento annuo del saldo strutturale di almeno 0,5% del PIL (in qualità di parametro di riferimento), e adeguamenti più considerevoli in periodi di congiuntura favorevole. Per garantire un processo di convergenza macroeconomica stabile sarebbe pertanto opportuno procedere al rafforzamento del piano di risanamento strutturale.9.  Ai sensi del Patto di stabilità e crescita, l’adozione di “riforme strutturali sostanziali” aventi un impatto verificabile sulla sostenibilità nel lungo termine va presa in considerazione in sede di definizione del percorso di avvicinamento all’OMT o di una deviazione temporanea da tale obiettivo. Nel programma si fa osservare che la riforma del sistema pensionistico e l'introduzione di un secondo pilastro, attualmente in corso, daranno luogo a una graduale riduzione dei contributi della sicurezza sociale al saldo delle amministrazioni pubbliche rispetto ai valori del 2004. Il programma prevede che il costo netto della riforma del sistema pensionistico sia pari allo 0,25% del PIL nel 2005, per salire gradualmente all’ 1,25% del PIL nel 2008. Ciò potrebbe consentire una deviazione temporanea rispetto al piano di risanamento annuale prescritto dello 0,5% del PIL verso l’OMT del programma, in quanto le riforme strutturali sulle quali è basato sono sufficientemente dettagliate nel programma stesso e hanno un impatto significativamente positivo sulla sostenibilità nel lungo termine delle finanze pubbliche. Inoltre, il rispetto dei requisiti di bilancio del trattato e del Patto di stabilità e crescita sembra essere garantito per quanto concerne la previsione di un margine di sicurezza sufficiente contro il rischio di superare il valore di riferimento del 3% del PIL stabilito per il disavanzo pubblico nell'arco di tutto il periodo di riferimento. Tuttavia, la precedente proposta in ordine a un ritmo più serrato di risanamento per il conseguimento dell’OMT rispetto a quello previsto nel programma sembra realizzabile, in quanto nei primi anni coperti dal programma il costo netto stimato per la riforma pensionistica è modesto.10.  Per il 2005 si stima un rapporto debito/PIL pari al 14,9%, una cifra ben inferiore al valore di riferimento del 60% indicato nel trattato. Si prevede una riduzione esigua del rapporto debito/PIL durante il periodo coperto dal programma - 14,7% del PIL nel 2008 - avente come conseguenza una attenuazione sostanziale dei disavanzi dovuta all’elevata crescita nominale del PIL.11.  Per quanto concerne la sostenibilità delle finanze pubbliche, le spese connesse all'invecchiamento demografico previste a carico del bilancio sembrano comportare rischi modesti per la Lettonia. Si prevede che il livello del debito lordo, attualmente molto basso, resterà ben al di sotto del valore di riferimento del 60% per tutto il periodo 2005-2050. La riforma dei regimi pensionistici, avviata dalla Lettonia nel 1996, contribuisce significativamente a contenere l’incidenza di bilancio dell’invecchiamento della popolazione.12.  Le misure programmate nel settore delle finanze pubbliche sono in genere sufficientemente coerenti con gli indirizzi di massima per le politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. In particolare, il programma di convergenza delinea misure a sostegno dell'occupazione e della crescita, modificando la struttura delle entrate e delle spese (in particolare spostando la pressione fiscale dalla fiscalità diretta a quella indiretta e tagliando i trasferimenti sociali) e rendendo gli investimenti pubblici una priorità di spesa. Ciò nonostante, il ruolo potenziale della politica di bilancio ai fini del conseguimento degli obiettivi fondamentali - nella fattispecie il contenimento dell’inflazione e il miglioramento dello squilibrio dei conti esteri – non è stato esaminato approfonditamente.13.  Il Programma nazionale di riforma della Lettonia, presentato il 21 ottobre 2005 nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, identifica come principale sfida con implicazioni per le finanze pubbliche la necessità di garantire la stabilità macroeconomica; a tal fine assegna un ruolo fondamentale al rafforzamento della disciplina di bilancio e delle procedure di programmazione di bilancio. L'incidenza sul bilancio del limitato numero di misure concrete di riforma specificate nel programma nazionale di riforme si riflette nelle previsioni di bilancio del programma di convergenza. Le misure relative al settore delle finanze pubbliche delineate nel programma di convergenza sono compatibili con le azioni previste dal programma nazionale di riforme. Come detto in precedenza, il programma di convergenza delinea misure a sostegno dell'occupazione e della crescita, modificando la struttura delle entrate e delle spese (in particolare spostando la pressione fiscale dalla fiscalità diretta a quella indiretta e tagliando i trasferimenti sociali) e rendendo gli investimenti pubblici una priorità di spesa.Alla luce della presente valutazione e dell’esigenza di garantire la convergenza sostenibile, anche riducendo gli squilibri esterni e contenendo l’inflazione, sarebbe pertinente che la Lettonia esaminasse l’opportunità di prefiggersi posizioni di bilancio più ambiziose rispetto all’attuale programmazione, nella fattispecie anticipando il conseguimento dell’obiettivo a medio termine e mantenendolo durante tutto il periodo di riferimento nonché evitando politiche di bilancio procicliche in periodi di congiuntura favorevole.Raccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all’articolo 9, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Lettonia, 2005-2008IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[3] , in particolare l’articolo 9, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del Comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:14.  Il [14 febbraio 2006] il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza aggiornato della Lettonia, relativo al periodo 2005-2008.15.  Nell’ultimo decennio in Lettonia la crescita annua del PIL reale ha registrato una media di oltre il 6%. L’andamento della crescita è stato caratterizzato da una marcata evoluzione della produttività e, di recente, anche da un incremento dell’occupazione. Tuttavia, considerevoli squilibri esterni hanno reso la Lettonia dipendente dagli afflussi di capitale, e il rapporto debito estero/PIL è salito. Nel secondo semestre 2003 l’inflazione è salita e rimane al di sopra del 6%, erodendo in tal modo la competitività esterna dell’economia e costituendo una minaccia per la crescita. Lo scenario macroeconomico sotteso al programma prevede un rallentamento della crescita del PIL reale, che passerebbe dall’ 8,4% nel 2005 ad una media del 7,2% nel restante periodo di riferimento. In base alle informazioni attualmente disponibili, si ritiene che tale scenario rifletta ipotesi di crescita verosimili. I tassi d'inflazione e il disavanzo delle partite correnti indicati nelle proiezioni sembrano stimati per difetto.16.  Il programma segue sostanzialmente lo schema di presentazione dei programmi di stabilità e convergenza specificato nel nuovo codice di condotta[4].17.  Nell’attuale programma aggiornato il disavanzo delle amministrazioni pubbliche è stimato pari all’1,5% del PIL sulla base di una crescita del PIL dell’8,4%, ovvero un disavanzo marginalmente inferiore e un andamento della crescita significativamente più favorevole rispetto alle previsioni del precedente programma (disavanzo dell’1,6% del PIL, crescita del 6,7%). Le previsioni dei servizi della Commissione dell’autunno prospettavano un disavanzo pari all’1,2% del PIL e una crescita PIL del 9,1%. Tuttavia, recenti dati relativi all’esecuzione del bilancio statale in termini di contabilità di cassa indicano che il risultato sarà ancora migliore di quanto previsto tanto nell’aggiornamento quanto nelle previsioni autunnali dei servizi della Commissione.18.  Il parere del Consiglio sul precedente aggiornamento del programma, adottato l’8 marzo 2005, non formulava esortazioni in materia politica. Il Consiglio ha tuttavia fatto rilevare che la valutazione del piano di risanamento e dell’adeguatezza della posizione di bilancio dipendeva dall’evoluzione favorevole dei conti con l’estero, dalle pressioni esercitate dalla domanda nell'economia e dal calo dell’inflazione rispetto al picco registrato in quel periodo.19.  Il programma aggiornato si prefigge una modesta riduzione del disavanzo delle amministrazioni pubbliche. Esso prevede un disavanzo delle amministrazioni pubbliche dell’1,5% nel 2005, dell’1,5% nel 2006, dell’1,4% nel 2007 e dell’1,3% nel 2008, ultimo anno del periodo considerato. Si prevede una riduzione del saldo primario del 0,1 punto percentuale durante lo stesso periodo: E’ previsto un aumento tanto del rapporto entrate/PIL quanto del rapporto spesa/PIL (rispettivamente di 2,1 e 1,9 punti percentuali) durante il periodo di riferimento. L'aumento più considerevole sarà registrato nell'ambito degli investimenti pubblici e di “altre spese" non identificate separatamente (rispettivamente dal 2,3% del PIL nel 2005 al 3,3% del PIL nel 2008 e dal 12,3% del PIL al 13,8% del PIL nel 2008), mentre la riduzione più sostanziale interesserà i trasferimenti sociali non “in natura” (dal 9,3% del PIL nel 2005 all’8,9% del PIL nel 2008). Rispetto all’aggiornamento precedente, l’aggiornamento del novembre 2005 conferma nelle grandi linee il piano di risanamento progettato, sebbene le prospettive di crescita siano considerevolmente più favorevoli.20.  In base ai calcoli che i servizi della Commissione hanno effettuato facendo riferimento al programma e utilizzando la metodologia concordata, il saldo strutturale (ovvero il saldo corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee) dovrebbe migliorare solo lievemente nel periodo coperto dal programma (circa 0,75 punto percentuale del PIL). La progettata correzione del bilancio è concentrata a fine periodo, in anni in cui il differenziale tra produzione effettiva e produzione potenziale si prevede diventi negativo. L’aggiornamento fissa un obiettivo a medio termine (OMT) relativo alla posizione del bilancio, ai sensi del Patto di stabilità e crescita, corrispondente ad un disavanzo strutturale dell’“1% circa del PIL”, che dovrebbe essere raggiunto nell’anno finale del periodo coperto dal programma. Poiché l’obiettivo di medio termine del programma è più ambizioso del benchmark minimo (stimato pari ad un disavanzo di circa 2% del PIL), il suo conseguimento dovrebbe raggiungere lo scopo di fornire un margine di sicurezza nell’eventualità di un disavanzo eccessivo. L’obiettivo a medio termine del programma potrebbe essere ritenuto di livello adeguato, in quanto rispecchia il rapporto debito/PIL e la crescita media della produzione potenziale nel lungo termine. Tuttavia, considerando i rischi per la convergenza economica sostenibile sopra evidenziati, sembrerebbe opportuno fissare un obiettivo a medio termine più ambizioso.21.  La situazione di bilancio potrebbe essere più sfavorevole di quanto ipotizzato nel programma. Quantunque le previsioni concernenti la crescita e le presunte elasticità fiscali sottese al bilancio si siano finora rivelate piuttosto caute, nell’attuale programma le elasticità fiscali sembrano favorevoli. Inoltre, il programma fa riferimento a varie (proposte) misure di politica sociale che darebbero luogo ad un incremento e non a una riduzione delle spese, come previsto nel programma.22.  Alla luce della presente valutazione dei rischi, l’assetto di bilancio delineato nel programma potrebbe non essere sufficiente per conseguire una posizione di bilancio adeguata in termini strutturali ai sensi del Patto entro la fine del periodo di riferimento. Inoltre, come già detto in precedenza, sarebbe auspicabile adottare una strategia più ambiziosa di quella illustrata nel programma. Il ritmo dell’avvicinamento all’obiettivo di medio termine del programma non è in linea con il patto di stabilità e crescita, il quale specifica che - per gli Stati membri dell’area dell’euro e dell’ERM II - il miglioramento annuale del saldo strutturale dovrebbe essere pari allo 0,5% del PIL come parametro di riferimento e che l’aggiustamento dovrebbe essere più elevato in periodi di congiuntura economicamente favorevole. In particolare, un possibile deterioramento del saldo strutturale nel 2006, conseguente al mantenimento dell’obiettivo del 2006 nell’eventualità che il risultato del 2005 sia significativamente migliore delle previsioni, corrisponderebbe a un considerevole rilassamento della politica di bilancio in un contesto di costanti forti pressioni esercitate dalla domanda e sostanziali rischi per la stabilità.23.  Ai sensi del Patto di stabilità e crescita, l’adozione di “riforme strutturali sostanziali” aventi un impatto verificabile sulla sostenibilità nel lungo termine va presa in considerazione in sede di definizione del percorso di avvicinamento all’obiettivo di medio termine o di accettazione di una deviazione temporanea da tale obiettivo. Nel programma si fa osservare che la riforma del sistema pensionistico e l'introduzione di un secondo pilastro, attualmente in corso, daranno luogo a una graduale riduzione dei contributi della sicurezza sociale al saldo delle amministrazioni pubbliche rispetto ai valori del 2004. Il programma prevede che il costo netto della riforma del sistema pensionistico sia pari allo 0,25% del PIL nel 2005, per salire gradualmente all’ 1,25% del PIL nel 2008. Ciò potrebbe consentire una deviazione temporanea dal piano di risanamento annuale prescritto dello 0,5% del PIL verso l’OMT del programma, in quanto le riforme strutturali sulle quali è basato sono sufficientemente dettagliate nel programma stesso e hanno un impatto significativamente positivo sulla sostenibilità nel lungo termine delle finanze pubbliche. Inoltre, il rispetto dei requisiti di bilancio del trattato e del Patto di stabilità e crescita sembra essere garantito per quanto concerne la previsione di un margine di sicurezza sufficiente contro il rischio di superare il valore di riferimento del 3% del PIL stabilito per il disavanzo pubblico in tutti gli anni del periodo di riferimento. Tuttavia, la precedente proposta in ordine a un ritmo più serrato di risanamento per il conseguimento dell’OMT rispetto a quello previsto nel programma sembra realizzabile, in quanto nei primi anni del periodo di riferimento il costo netto stimato per la riforma pensionistica è modesto.24.  Per il 2005 si stima un rapporto debito/PIL pari al 14,9%, una percentuale considerevolmente inferiore al valore di riferimento del 60% indicato nel trattato. Si prevede una riduzione esigua del rapporto debito/PIL durante il periodo coperto dal programma - 14,7% del PIL nel 2008 - avente come conseguenza una attenuazione sostanziale dei disavanzi persistenti dovuta all’elevata crescita nominale del PIL.25.  Per quanto concerne la sostenibilità delle finanze pubbliche, le spese connesse all'invecchiamento demografico previste a carico del bilancio sembrano comportare rischi modesti per la Lettonia[5]. Si prevede che il livello del debito lordo, attualmente molto basso, resterà ben al di sotto del valore di riferimento del 60% per tutto il periodo 2005-2050. La Lettonia sta attuando una riforma dei regimi pensionistici, avviata nel 1996, che contribuisce significativamente a contenere l’incidenza di bilancio dell’invecchiamento della popolazione.26.  Le misure programmate nel settore delle finanze pubbliche sono in genere sufficientemente coerenti con gli indirizzi di massima per le politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. In particolare, il programma di convergenza delinea misure a sostegno dell'occupazione e della crescita, modificando la struttura delle entrate e delle spese (in particolare spostando la pressione fiscale dalla fiscalità diretta a quella indiretta e tagliando i trasferimenti sociali) e rendendo gli investimenti pubblici una priorità di spesa. Tuttavia, è necessario focalizzare maggiormente l’attenzione sul conseguimento degli obiettivi chiave - quali contenimento dell’inflazione, miglioramento dello squilibrio dei conti esteri, incremento dei tassi di attività - mediante la promozione di un mercato del lavoro basato sull'integrazione.27.  Il Programma nazionale di riforma della Lettonia, presentato il 21 ottobre 2005 nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, identifica come principale sfida con implicazioni per le finanze pubbliche la necessità di garantire la stabilità macroeconomica; a tal fine il rafforzamento della disciplina di bilancio e delle procedure di programmazione di bilancio deve svolgere un ruolo fondamentale. L'incidenza sul bilancio del limitato numero di misure concrete di riforma specificate nel programma nazionale di riforme si riflette nelle previsioni di bilancio del programma di convergenza. Le misure nel settore delle finanze pubbliche previste dal programma di convergenza sono in linea con le azioni previste nel quadro del Programma nazionale di riforma. Come indicato in precedenza, il programma di convergenza delinea misure a sostegno dell’occupazione e della crescita modificando le strutture delle entrate e delle spese (in particolare spostando la pressione fiscale dalla fiscalità diretta a quella indiretta e tagliando i trasferimenti sociali) e rendendo gli investimenti pubblici una priorità di spesa.Alla luce della presente valutazione e dell’esigenza di garantire la convergenza sostenibile, anche riducendo gli squilibri esterni e contenendo l’inflazione, il Consiglio ritiene pertinente che la Lettonia esamini l’opportunità di prefiggersi posizioni di bilancio più ambiziose rispetto all’attuale programmazione, nella fattispecie anticipando il conseguimento dell’obiettivo a medio termine e mantenendolo durante tutto il periodo di riferimento nonché evitando politiche di bilancio procicliche in periodi di congiuntura favorevole.Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |PIL in termini reali (variazione %) | PC nov. 2005 | 8,5 | 8,4 | 7,5 | 7,0 | 7,0 |COM nov. 2005 | 8,3 | 9,1 | 7,7 | 7,1 | n.d. |PC dic. 2004 | 8,1 | 6,7 | 6,5 | 6,5 | n.d. |Inflazione IAPC (%) | PC nov. 2005 | 6,2 | 6,9 | 5,6 | 4,3 | 3,5 |COM nov. 2005 | 6,2 | 6,8 | 6,0 | 4,8 | n.d. |PC dic. 2004 | 6,2 | 4,3 | 3,0 | 3,0 | n.d. |Divario tra prodotto effettivo e potenziale (% del PIL potenziale) | PC nov. 20053 | 0,5 | 0,8 | 0,4 | -0,5 | -1,1 |COM nov. 20055 | 0,1 | 0,8 | 0,3 | -0,7 | n.d. |PC dic. 20043 | 1,6 | 0,9 | 0,0 | -0,5 | n.d. |Saldo di bilancio delle amministrazioni pubbliche 1 (% del PIL) | PC nov. 2005 | -1,0 | -1,5 | -1,5 | -1,4 | -1,3 |COM nov. 2005 | -1,0 | -1,2 | -1,5 | -1,5 | n.d. |CP dic. 2004 | -1,7 | -1,6 | -1,5 | -1,4 | n.d. |Saldo primario (% del PIL) | CP nov. 2005 | -0,2 | -0,7 | -0,8 | -0,6 | -0,6 |COM nov. 2005 | -0,2 | -0,5 | -0,8 | -0,8 | n.d. |PC dic. 2004 | -0,9 | -0,8 | -0,8 | -0,7 | n.d. |Saldo corretto per il ciclo = Saldo strutturale2 (% del PIL) | PC nov. 2005 | -1,1 | -1,7 | -1,6 | -1,3 | -1,0 |COM nov. 20054 | -1,0 | -1,5 | -1,6 | -1,3 | n.d. |PC dic. 2004 | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. |Debito pubblico lordo (% del PIL) | PC nov. 2005 | 13,1 | 14,9 | 13,6 | 13,7 | 14,7 |COM nov. 2005 | 14,7 | 12,8 | 13,0 | 13,2 | n.d. |PC dic. 2004 | 14,2 | 14,5 | 15,8 | 15,0 | n.d. |Note: 1 I costi netti della riforma del sistema pensionistico in corso (introduzione di un secondo pilastro) sono inclusi nel disavanzo. I costi sono stimati pari allo 0,27% del PIL nel 2005, allo 0,37% del PIL nel 2006, allo 0,62% del PIL nel 2007 e all’1,32% del PIL nel 2008. 2 Saldo corretto per il ciclo (come nelle righe precedenti) escluse le misure una tantum e temporanee. Il miglioramento anno per anno del saldo corretto per il ciclo previsto nel programma, con l’adeguamento derivante dall’incidenza della graduale attuazione della riforma del sistema pensionistico, sarebbe dello 0,2% del PIL nel 2006, dello 0,6% del PIL nel 2007 e dell’1% del PIL nel 2008, ovvero una media dello 0,6% nel periodo 2006-2008. Poiché nel programma non sono specificate altre misure una tantum e temporanee, il saldo corretto per il ciclo e il saldo strutturale sono identici. 3 Calcoli dei servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma. 4 Le previsioni dei servizi della Commissione non contemplano misure una tantum e temporanee. 5 Sulla base di una crescita potenziale stimata dell'7,9%, del 8,3% e del 8,2% rispettivamente nel periodo 2004-2007. Fonte: Programma di convergenza (PC); Previsioni dell'autunno 2005 elaborate dai servizi della Commissione (COM); calcoli effettuati dai servizi della Commissione. |[1] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento quale modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili sul sito:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[2] “Specifiche sull’attuazione del Patto di stabilità e crescita e linee direttrici sulla presentazione e il contenuto dei programmi di stabilità e convergenza (“codice di condotta")” approvato dal Consiglio ECOFIN dell’11 ottobre 2005.[3] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento quale modificato dal regolamento (CE° n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili sul sito: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[4] Esso presenta lacune in relazione ai dati facoltativi previsti dal nuovo codice di condotta (in particolare, mancano i dati relativi alla produttività della manodopera e alle ore lavorate).[5] I dettagli sulla sostenibilità di lungo termine sono forniti nella valutazione tecnica del programma ad opera dei servizi della Commissione(http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm.)