CELEX: 52012PC0163
Language: it
Date: 2012-04-04
Title: Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (UE) n. 492/2010 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di ciclamato di sodio originario, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese

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		52012PC0163
		
			Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (UE) n. 492/2010 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di ciclamato di sodio originario, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese /* COM/2012/0163 final - 2012/0081 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
 1.           Contesto della proposta 
   || Motivazione e obiettivi della proposta La presente proposta riguarda l'applicazione del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea ("il regolamento di base") nel procedimento relativo alle importazioni di ciclamato di sodio originario, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese. 
   || Contesto generale La presente proposta è presentata nel quadro dell'attuazione del regolamento di base ed è il risultato di un'inchiesta svolta in conformità alle disposizioni sostanziali e procedurali del regolamento di base. 
   || Disposizioni vigenti nel settore della proposta Le misure attualmente in vigore sono state istituite dal regolamento di esecuzione (UE) n. 492/2010 del Consiglio relativo alle importazioni di ciclamato di sodio originario, tra l'altro, della Repubblica popolare cinese. 
   || Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione Non pertinente. 
 2.           Consultazione delle parti interessate e valutazione dell'impatto 
   || Consultazione delle parti interessate 
   || In conformità alle disposizioni del regolamento di base le parti interessate coinvolte nel procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i propri interessi durante l'inchiesta. 
   || Ricorso al parere di esperti 
   || Non è stato necessario consultare esperti esterni. 
   || Valutazione dell'impatto La presente proposta è il risultato dell'attuazione del regolamento di base. Il regolamento di base non prevede una valutazione generale dell'impatto, ma contiene un elenco esauriente delle condizioni da valutare. 
 3.           Elementi giuridici della proposta 
   || Sintesi delle misure proposte Il 17 febbraio 2011 la Commissione ha avviato un riesame intermedio delle misure in vigore riguardanti il ciclamato di sodio originario della Repubblica popolare cinese in seguito a una richiesta presentata dall'industria dell'Unione. La richiesta si basava su elementi di prova sufficienti a dimostrare che le misure antidumping al livello attuale non sono più sufficienti a contrastare il dumping pregiudizievole praticato dalla Golden Time Enterprise (Shenzhen) Co. Ltd. L'allegata proposta di regolamento del Consiglio si basa sui risultati dell'inchiesta effettuata, il cui ambito è limitato unicamente all'esame del dumping in relazione a un gruppo di produttori. L'inchiesta ha accertato che il livello del dumping è più elevato rispetto a quello rilevato dall'inchiesta iniziale e che la modifica delle circostanze che hanno determinato tale aumento è di carattere duraturo. Si propone pertanto che il Consiglio adotti la proposta allegata di regolamento modificativo. 
   || Base giuridica Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea. 
   || Principio di sussidiarietà La proposta è di competenza esclusiva dell'Unione. Non si applica pertanto il principio di sussidiarietà. 
   || Principio di proporzionalità La proposta rispetta il principio di proporzionalità per le ragioni esposte di seguito. 
   || Il tipo di intervento è descritto nel regolamento di base summenzionato e non consente l'adozione di decisioni a livello nazionale. 
   || Non sono necessarie indicazioni su come ridurre al minimo e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini. 
   || Scelta dello strumento 
   || Strumento proposto: regolamento di esecuzione. 
   || Altri strumenti non sarebbero adeguati per il seguente motivo: il regolamento di base summenzionato non prevede altre opzioni. 
 4.           Incidenza sul bilancio 
   || Nessuna. 
2012/0081 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
recante modifica del regolamento (UE)
n. 492/2010 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle
importazioni di ciclamato di sodio originario, tra l'altro, della Repubblica
popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, 
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1] ("il regolamento di
base"), in particolare l'articolo 9, paragrafo 4, e l'articolo 11,
paragrafi 3, 5 e 6,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
1.           PROCEDURA
1.1.        Misure in vigore
(1)       Con il regolamento (CE) n. 435/2004[2] il
Consiglio, in seguito a un'inchiesta antidumping, ha istituito un dazio
antidumping definitivo sulle importazioni di ciclamato di sodio originario
della Repubblica popolare cinese ("RPC" o "il paese
interessato") e dell'Indonesia ("l'inchiesta iniziale"). In
seguito a un riesame in previsione della scadenza il Consiglio ha istituito,
con il regolamento (UE) n. 492/2010[3], un dazio
antidumping definitivo per un ulteriore periodo di cinque anni. Le misure sono
state fissate al livello del dumping e consistono in dazi antidumping
specifici. Per quanto riguarda la RPC l'aliquota del dazio per i produttori
cinesi menzionati individualmente varia da 0 a 0,11 euro/kg mentre l'aliquota
del dazio residuo istituito sulle importazioni degli altri produttori ammonta a
0,26 EUR/kg ("dazi in vigore").
1.2.        Domanda di riesame 
(2)       Productos Aditivos S. A.,
unico produttore di ciclamato di sodio dell'Unione europea e denunziante
nell'inchiesta iniziale ("il denunziante"), ha presentato una domanda
di riesame intermedio parziale ("il presente riesame") in conformità
all'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento di base. La richiesta riguarda
unicamente il profilo del dumping in relazione alla Golden Time Enterprise
(Shenzhen) Co., Ltd. ("la GT Enterprise" or "la società
interessata"), parte del gruppo Rainbow Rich ("il gruppo di società
interessato" o "il Rainbow group"), uno dei produttori cinesi
menzionati individualmente nell'inchiesta iniziale. Il dazio antidumping
applicabile alle importazioni dei prodotti della GT Enterprise ammonta a 0,11
EUR/kg e il dazio applicabile alle importazioni delle altre società produttrici
del gruppo di società interessato ammonta a 0,26 EUR/kg (dazio residuo). 
(3)       Il denunziante ha fornito
prove sufficienti a dimostrare che le misure attualmente in vigore non sono più
sufficienti a contrastare il dumping pregiudizievole. 
1.3.        Apertura di un riesame
intermedio parziale
(4)       Avendo determinato, dopo aver
sentito il comitato consultivo, che la richiesta conteneva elementi di prova
sufficienti per giustificare l'apertura di un riesame intermedio parziale, la
Commissione ha annunciato con un avviso di apertura pubblicato nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea[4]
il 17 febbraio 2011 l'apertura di un riesame intermedio parziale a
norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento di base, limitato
all'esame del dumping per quanto riguarda la GT Enterprise. 
1.4.        Prodotto in esame e prodotto
simile 
(5)       Il prodotto oggetto del
riesame è il ciclamato di sodio originario della Repubblica popolare cinese e
classificato attualmente nel codice NC ex 2929 90 00 ("il prodotto in
esame"). 
(6)       La presente inchiesta ha
dimostrato, come le inchieste precedenti, che il prodotto in esame originario
della RPC e venduto all'Unione è identico in termini di caratteristiche fisiche
e chimiche e di impieghi al prodotto fabbricato e venduto sul mercato interno
dell'Indonesia, scelta come paese di riferimento nel presente riesame. Si è
pertanto concluso che i prodotti venduti sul mercato interno in Indonesia e
quelli venduti dal gruppo di società interessato sul mercato dell'Unione sono
prodotti simili a termini dell'articolo 1, paragrafo 4, del regolamento di
base. 
1.5.        Parti interessate
(7)       La Commissione ha informato
ufficialmente il denunziante, la società interessata e i rappresentanti del
paese interessato dell'apertura del presente riesame. Poiché è stata prevista
la scelta dell'Indonesia come possibile paese di riferimento, la Commissione ha
inoltre informato dell'apertura del procedimento i produttori di tale paese. 
(8)       Le parti interessate hanno
avuto la possibilità di presentare le loro osservazioni per iscritto e di
chiedere un'audizione entro il termine stabilito nell'avviso di apertura. Sono
state sentite tutte le parti interessate che ne hanno fatto richiesta
dimostrando di avere motivi particolari per chiedere un'audizione.
(9)       Per ottenere le informazioni
ritenute necessarie ai fini dell'inchiesta la Commissione ha inviato un questionario
al gruppo di società interessato e ha ricevuto risposta da cinque società del
Rainbow Group entro il termine fissato. Dato che il Rainbow group è attualmente
costituito da due società produttrici (una delle quali è la GT Enterprise), da
un fornitore di materia prima, da una società - attualmente inattiva - in
precedenza coinvolta nella produzione del prodotto in esame e da un rivenditore
a Hong Kong, il riesame ha riguardato le attività dell'intero gruppo. La
Commissione ha inviato inoltre questionari ai produttori in Indonesia. Un
produttore indonesiano si è mostrato disposto a fornire informazioni per il
presente riesame e ha dato una risposta parziale al questionario. 
(10)     La
Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie
per l'analisi relativa al trattamento riservato alle società operanti in
condizioni di economia di mercato, al trattamento individuale nonché alla
determinazione del dumping. La Commissione ha effettuato visite di verifica
presso le sedi delle seguenti società appartenenti al gruppo di società
interessato: 
–              
Golden Time Enterprises (Shenzhen) Co. Ltd.,
Shenzhen, RPC, (GT Enterprise),
–              
Jintian Industrial (Nanjing) Co. Ltd., Nanjing,
RPC,
–              
Golden Time Chemical (Jiangsu) Co. Ltd., Jiangsu,
RPC,
–              
Nanjing Jinzhang Industrial Co. Ltd., Nanjing, RPC,
–              
Rainbow Rich Ltd., Hong Kong.
1.6.        Periodo dell'inchiesta di
riesame
(11)     L'inchiesta relativa al
dumping ha riguardato il periodo che va dal 1° gennaio 2010 al
31 dicembre 2010 ("periodo dell'inchiesta di riesame" o
"PIR").
2.           RISULTATI DELL'INCHIESTA 
2.1.        Trattamento riservato alle
società operanti in condizioni di economia di mercato (TEM)
(12)     Nelle inchieste antidumping
relative alle importazioni originarie della Repubblica popolare cinese il
valore normale è determinato a norma dei dell'articolo 2, paragrafi da 1 a 6,
del regolamento di base per quei produttori per i quali sia stata accertata la
rispondenza ai criteri di cui all'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), del
medesimo regolamento. Brevemente, e solo per comodità di riferimento, si
riportano di seguito in forma sintetica i criteri di cui all'articolo 2,
paragrafo 7, lettera c), del regolamento di base che le imprese richiedenti
devono dimostrare di rispettare: 
–              
le decisioni in materia di politica commerciale e
di costi sono prese in risposta a tendenze di mercato e senza significative
interferenze statali; i costi dei principali mezzi di produzione riflettono nel
complesso i valori di mercato,
–              
i documenti contabili delle imprese sono soggetti a
una revisione contabile indipendente, di applicazione in ogni caso in linea con
le norme internazionali in materia di contabilità,
–              
non vi sono distorsioni di rilievo derivanti dal
precedente sistema a economia non di mercato,
–              
le leggi in materia fallimentare e di proprietà
garantiscono la certezza del diritto e la stabilità,
–              
le conversioni del tasso di cambio sono effettuate
ai tassi di mercato.
(13)     Il gruppo di società
interessato ha richiesto il TEM a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera
b), del regolamento di base e ha presentato i moduli di richiesta per i quattro
produttori stabiliti nella Repubblica popolare cinese. La Commissione ha
raccolto e verificato presso le sedi delle società tutte le informazioni
riportate nelle richieste e considerate necessarie.
(14)     Con il presente riesame si è
accertato che la situazione della società interessata è cambiata rispetto
all'inchiesta iniziale. È stato constatato che la GT Enterprise non soddisfa
più tutti i criteri per il TEM. Il Rainbow group è stato inoltre ampliato e
ristrutturato rispetto alla situazione riscontrata nell'inchiesta iniziale.
Neppure le altre società del gruppo che hanno presentato i moduli di richiesta
hanno potuto dimostrare di soddisfare i criteri per il TEM.
(15)     Per quanto riguarda il primo
criterio, relativo alle decisioni in materia di politica commerciale e
all'interferenza statale, è stato appurato che l'amministrazione locale ha il
potere di interferire nell'assunzione e nel licenziamento del personale di una
delle società del gruppo. L'amministrazione locale è inoltre uno dei principali
azionisti della società che produce materie prime. Sono stati rilevati indizi
di una significativa interferenza statale nelle attività e decisioni di questa
società, nel costo del lavoro nonché nella fornitura di materie prime alla
società (elettricità, acqua) e da parte della società stessa alle società
collegate. Ad esempio lo stato azionista ha fornito personale esterno alla
società a condizioni che quest'ultima non è stata in grado di precisare. La società
è inoltre costantemente in perdita a causa della vendita della materia prima a
prezzi anormalmente bassi alle società collegate senza nessuna forma di
compensazione, ad esempio sotto forma di distribuzione degli utili. Mediante
l'accumulazione di tali perdite il produttore di materie prime di proprietà
dello stato ha influenzato le decisioni delle società collegate relative
all'acquisto di materie prime per la produzione di ciclamato di sodio. È stato
possibile infine rilevare l'influenza e l'interferenza da parte di un ente
pubblico locale nelle decisioni di finanziamento e di investimento di un'altra
società del gruppo. 
(16)     Per quanto riguarda il secondo
criterio, relativo alla contabilità, l'inchiesta ha dimostrato che i documenti
contabili di tutte le società del gruppo di società interessato non sono in
linea con le norme internazionali: sono stati infatti rilevati numerosi errori
e lacune contabili gravi non riportati dai revisori dei conti. 
(17)     Per quanto riguarda il terzo
criterio, sono state rilevate distorsioni derivanti dal precedente sistema a
economia non di mercato consistenti nella realizzazione gratuita di
investimenti in infrastrutture per una delle società del gruppo. La stessa
società ha goduto di condizioni favorevoli per la locazione del suolo che
utilizza. Le altre società del gruppo non sono state in grado di dimostrare di
aver acquisito i diritti di utilizzo del suolo a titolo oneroso e/o per un
corrispettivo che riflettesse il valore di mercato. Una società non è stata infine
in grado di dimostrare di aver corrisposto per determinati attivi a essa
trasferiti un corrispettivo in denaro o comunque un prezzo che riflettesse il
valore di mercato.
(18)     Risultano infine rispettati il
quarto e il quinto criterio in quanto è stato verificato che le società sono
soggette a una normativa in materia fallimentare e di proprietà che garantisce
stabilità e certezza del diritto. Le conversioni valutarie sono state
effettuate al tasso di cambio ufficiale pubblicato dalla Bank of China o a un tasso
correlato a quest'ultimo.
(19)     Al gruppo di società
interessato e al denunziante è stata data la possibilità di presentare
osservazioni in merito ai suddetti risultati dell'inchiesta. Il denunziante non
ha presentato osservazioni, il gruppo di società interessato ha invece
contestato diversi punti. Alcune di queste osservazioni sono state ribadite
dopo la comunicazione delle considerazioni e dei fatti in base ai quali si
proponeva di istituire misure definitive. I più importanti commenti ricevuti
sono descritti nei considerando che seguono. 
(20)     Il Gruppo
Rainbow ha sostenuto in primo luogo che la Commissione ha imposto illegalmente
l'obbligo di dimostrare nuovamente il possesso dei requisiti per l'ottenimento
del TEM: il TEM era infatti stato accordato al gruppo nell'ambito
dell'inchiesta iniziale e del riesame in previsione della scadenza e sarebbe
quindi stato violato l'obbligo giuridico di applicare la stessa metodologia per
i riesami e per l'inchiesta iniziale. Esso ha sostenuto che la Commissione non ha
dimostrato che le circostanze fossero cambiate in modo tale da giustificare
l'applicazione di un metodo diverso da quello dell'inchiesta iniziale. A suo
parere molte questioni identificate dalla Commissione come nuove erano già
presenti nel periodo dell'inchiesta iniziale. Le nuove conclusioni
dell'inchiesta non sarebbero pertanto relative a nuove circostanze ma
consisterebbero soltanto in una diversa interpretazione della stessa
situazione. 
(21)     Va osservato che,
contrariamente a quanto sostiene il Rainbow group, lo stesso metodo è stato
applicato sia nell'inchiesta iniziale che nel presente riesame e si è tenuto
debitamente conto del fatto che talune circostanze sono cambiate dopo
l'inchiesta iniziale. Anche se l'argomentazione del Rainbow group fosse
corretta per quanto riguarda alcune circostanze che non sono in effetti mutate
rispetto a quelle riscontrati dall'inchiesta iniziale, in particolare le
condizioni dell'accordo per l'utilizzo del suolo stipulato della GT Enterprise,
è necessario tenere conto di quanto segue. Il presente riesame ha riscontrato
ulteriori circostanze che, sebbene fossero già presenti all'epoca
dell'inchiesta iniziale, non erano state rivelate dalla GT Enterprise, come ad
esempio il fatto che l'amministrazione locale abbia il potere di approvare
l'assunzione e il licenziamento del personale della società. La situazione
della società si è inoltre modificata rispetto all'inchiesta iniziale per
quanto riguarda il secondo criterio: è stato riscontrato nel presente riesame
che durante il PIR la GT Enterprise non ha prodotto una documentazione
contabile chiara, sottoposta a una revisione indipendente in linea con le norme
internazionali di applicazione in ogni caso.
(22)     Il Rainbow group ha spiegato
in seguito che ritiene di aver fatto presente il potere dell'amministrazione
locale di approvare l'assunzione e il licenziamento del personale mettendo a
disposizione nell'inchiesta iniziale lo stesso statuto prodotto ai fini del
presente riesame. La traduzione di tale documento fornita dal Rainbow group sia
durante l'inchiesta iniziale che nel presente riesame è tuttavia incompleta:
non rivela infatti i poteri conferiti dallo statuto all'amministrazione locale.

(23)     Il Rainbow group ha inoltre
argomentato che il regime del TEM è stato introdotto per i paesi con
un'economia in transizione, ad esempio dal vecchio sistema a economia non di
mercato verso un'economia di mercato. Sarebbe pertanto illogico richiedere a
una società avente in precedenza diritto al TEM di fornire in un riesame intermedio
elementi di prova sufficienti a dimostrare di possedere ancora i requisiti
richiesti. Va osservato a tal proposito che non vi è nulla nel regolamento di
base che supporti tale interpretazione e che impedisca l'applicazione
dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera c) del regolamento di base nei riesami
avviati a norma dell'articolo 11, paragrafo 3 del regolamento di base. Tale
argomentazione è stata quindi respinta.
(24)     Il Rainbow group eccepisce
inoltre che, a norma dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera c), la decisione in
merito alla concessione del TEM deve essere raggiunta entro tre mesi
dall'inizio dell'inchiesta. Lo stesso Rainbow group riconosce che il
superamento del termine non è di per sé sufficiente a inficiare i risultati
dell'inchiesta, ma pone altresì in evidenza che i servizi della Commissione
avevano a disposizione tutte le informazioni necessarie a calcolare il margine
di dumping quando sono state comunicate le risultanze relative al TEM.
L'argomentazione del Rainbow group non tiene tuttavia conto del fatto che
sebbene la Commissione - per motivi di efficienza amministrativa - abbia
raccolto e verificato contemporaneamente tutte le informazioni necessarie
relative al gruppo di società interessato, essa non aveva a sua disposizione le
informazioni relative al paese di riferimento per determinare il margine di
dumping se il TEM non fosse stato accordato. Le informazioni relative al valore
normale nel paese di riferimento sono infatti state fornite alla Commissione
solo dopo che le risultanze relative al TEM erano state comunicate al Rainbow
group. La tempistica della decisione in merito alla concessione del TEM non ha
potuto avere pertanto alcun impatto sul suo contenuto. Alla luce di quanto
precede, l'argomentazione è respinta perché infondata. 
(25)     Per quanto riguarda il primo
criterio, è stata fatta l'osservazione che la possibilità teorica
dell'influenza statale o del controllo statale non comporta necessariamente
l'esistenza di un'interferenza reale e significativa a termini dell'articolo 2,
paragrafo 7, lettera c). Il Rainbow group ha citato ripetutamente una sentenza
del Tribunale di primo grado[5]
per argomentare che il controllo statale non implica necessariamente
l'interferenza dello Stato perché questo "porta ad escludere, per principio,
le società controllate dallo Stato dal beneficio del SEM, indipendentemente dal
contesto di fatto, giuridico ed economico concreto in cui esse operano".
Il gruppo Rainbow sostiene inoltre che dover dimostrare l'impossibilità che lo
Stato interferisca nelle politiche commerciali comporterebbe un onere di prova
irragionevole per le società che richiedono il TEM e argomenta poi che
bisognerebbe dimostrare che l'azione dello Stato abbia reso le decisioni della
società incompatibili con la logica di mercato per concludere che il primo
criterio non sia stato rispettato. 
(26)     La presente inchiesta ha
dimostrato, contrariamente alle affermazioni sopra riportate del gruppo
Rainbow, un'interferenza significativa e specifica dello Stato nelle operazioni
di varie società del gruppo. Nel caso della società del gruppo nella quale
l'assunzione e il licenziamento del personale sono sottoposti all'approvazione
dell'amministrazione locale le stesse regole di funzionamento interno della
società, cioè lo statuto societario, prevedono esplicitamente il potere dello
Stato di interferire nelle decisioni operative. Nel caso di un'altra società
del gruppo è stato rilevato che il partner statale influenza la società in modo
incompatibile con la logica di mercato. In primo luogo il partner statale ha
fornito la maggior parte del capitale societario senza che questo fosse
rispecchiato nella sua quota di proprietà dell'azienda. Le operazioni della
società sono inoltre sempre state in perdita, cosa che ha nuociuto
principalmente al partner statale a causa del capitale da questo investito.
Infine, lo stesso partner statale ha subito continue perdite a causa della
fornitura alla società del gruppo di fattori produttivi quali acqua ed
elettricità a prezzi inferiori a quelli di mercato, forniture per le quali non
risultano ricevute di pagamento.
(27)     Per quanto riguarda la
constatazione di interferenza statale nelle decisioni di finanziamento e di
investimento di un'altra società del gruppo si sostiene che non siano corrette
le conclusioni di fatto della Commissione in relazione a un prestito e alle sue
condizioni. La Commissione dispone tuttavia di prove, raccolte durante la
verifica effettuata, che un ente pubblico locale ha dato istruzioni alla
società di contrarre un prestito non correlato con le proprie operazioni
commerciali. La società sostiene che le decisioni finanziarie sono state prese
come favore all'ente pubblico e non per un obbligo, e che la transazione in
questione non avrebbe comportato rischi per la società grazie alla possibilità
di recuperare la somma impiegata scontandola dalle fatture emesse dall'ente per
servizi pubblici. Le prove raccolte dalla Commissione mostrano che il diritto
di utilizzo del suolo della società è stato usato indirettamente come garanzia
nella transazione finanziaria e pertanto la società sopporta un rischio
significativo. Tale diritto di utilizzo del suolo è stato acquisito tramite lo
stesso ente pubblico al quale la società afferma di aver fatto soltanto un
favore. L'affermazione che sarebbe stata possibile una compensazione attraverso
il mancato pagamento per i servizi pubblici dimostra la mancata comprensione
delle norme fondamentali della contabilità (compensazione) e contraddice la
successiva affermazione della società che l'interferenza su tali operazioni
finanziarie non implica l'interferenza "sulle decisioni delle imprese in
materia di prezzi, costi e fattori produttivi" come previsto dall'articolo
2, paragrafo 7, lettera c). Le decisioni di investimento sono inoltre
chiaramente e significativamente influenzate dall'ente pubblico poiché nel
contratto di utilizzo del suolo della società sono stabiliti dei requisiti
specifici sull'investimento da effettuare e tali requisiti vanno oltre le leggi
locali di zonizzazione, contrariamente a quanto suggerito dalla società stessa.
Pertanto è respinta l'argomentazione che l'influenza statale nelle decisioni di
finanziamento e di investimento non si configuri come un'interferenza a termini
dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera c). 
(28)     Per quanto riguarda la società
del gruppo che produce una delle materie prime necessarie alla produzione del
ciclamato di sodio, è stato argomentato che le deficienze nei processi
decisionali della società e nella sua situazione finanziaria avrebbero un
impatto molto limitato perché la materia prima prodotta da questa società
rappresenta soltanto il 10% del costo di produzione del ciclamato di sodio.
Poiché la Commissione è stata in grado di calcolare la differenza tra il prezzo
di vendita remunerativo della materia prima e il prezzo di vendita
effettivamente praticato, la società suggerisce che sarebbe più appropriato
adeguare i costi della materia prima piuttosto che non accordare il TEM. Lo
scopo della valutazione ai fini del TEM è tuttavia di accertare che i mezzi di
produzione riflettano i valori di mercato e che le decisioni in materia
commerciale siano prese in risposta ai segnali di mercato. Va notato che
l'articolo 2, paragrafo 7, lettera c) del regolamento di base richiede
esplicitamente che il costo dei principali mezzi di produzione rifletta nel
complesso i valori di mercato quale condizione per l'ottenimento del TEM, senza
fare nessun riferimento alla possibilità di adeguare i costi dei principali
mezzi di produzione ove distorti. L'argomentazione va quindi respinta.
(29)     La società sostiene che i
prezzi anormalmente bassi pagati per l'energia elettrica, l'acqua e il costo
del lavoro non siano da tenere in considerazione in quanto si tratta di fattori
produttivi non di primaria importanza il cui costo ammonta complessivamente a
circa il 14% del costo totale di produzione delle materie prime.
L'argomentazione è stata respinta: tali costi sono infatti considerati,
individualmente o cumulativamente, sufficientemente significativi da avere un
impatto sui costi totali della società. Per quanto riguarda il costo del lavoro
va inoltre osservato che non è stato possibile effettuare una verifica completa
perché la società non è stata in grado di fornire contratti o altra
documentazione. Non è stato pertanto possibile accertare la corrispondenza di
tali costi con i valori di mercato. 
(30)     Riguardo al secondo criterio,
si è sostenuto che la Commissione abbia ignorato il principio dell'importanza
relativa secondo il quale le omissioni o errate misurazioni di voci sono
rilevanti solo se in grado di influenzare le decisioni economiche che gli
utilizzatori prendono sulla base del bilancio; si è sostenuto inoltre che il
revisore dei conti non deve necessariamente riportare le carenze irrilevanti.
(31)     Contrariamente a quanto
sostenuto dal gruppo la contabilità delle società presentava gravi carenze
rispetto ai principi contabili fondamentali (si veda il paragrafo seguente per
ulteriori chiarimenti). In secondo luogo, la richiesta di documenti contabili
chiari ai fini del TEM non ha lo scopo di consentire a un utente di adottare le
decisioni economiche, ma di garantire che i rendiconti finanziari forniscano un
quadro fedele dei ricavi, dei costi ecc. L'obiettivo dell'inchiesta ai fini del
TEM è stabilire se i conti sono tenuti e sottoposti a revisione contabile in
linea con i principi contabili internazionali. 
(32)     Il gruppo Rainbow contesta
l'affermazione che le sue società non abbiano rispettato elementi delle norme
IAS e dei principi contabili menzionati nell'inchiesta ai fini del TEM quali il
principio di competenza, la rappresentazione fedele delle operazioni e la
compensazione, la continuità delle attività, la classificazione corretta delle
voci di bilancio, la rilevazione delle perdite, la presenza di sole transazioni
e registrazioni di carattere commerciale nei conti, la classificazione e
l'ammortamento corretti delle spese, il rispetto delle norme IAS e/o delle GAAP
cinesi relative al riconoscimento del valore e all'ammortamento degli attivi.
Le suddette violazioni delle norme IAS sono state individuate analizzando le
informazioni fornite dal gruppo nel formulario di richiesta del TEM, e tali
risultanze sono state oggetto di verifica presso le sedi delle società. Le
argomentazioni addotte dalle società su questo tema dopo la comunicazione delle
risultanze relative al TEM non sono tali da giustificare un cambiamento della
conclusione che, per quanto riguarda questi aspetti, le società non soddisfano
il secondo criterio. 
(33)     Per quanto riguarda il terzo
criterio, il gruppo Rainbow sostiene che la realizzazione gratuita di
investimenti infrastrutturali a favore di una società è una normale attività
finalizzata ad attrarre investimenti anche nelle economie di mercato, e che
l'impatto di questa sovvenzione sulla situazione finanziaria della società nel
PIR sia stato trascurabile. Il fatto che una società possa evitare pagamenti
per lo sviluppo di infrastrutture e al tempo stesso benefici di un prezzo di
locazione inusitatamente basso per la stessa proprietà non rispecchia tuttavia
le condizioni di economia di mercato. Questa prestazione ha avuto d'altra parte
un impatto diretto sulla situazione finanziaria della società di produzione e
sulla sua capacità di prendere decisioni in risposta a tendenze del mercato.
(34)     La Commissione ha accettato le
argomentazioni del gruppo per quanto riguarda i diritti di utilizzo del suolo
della GT Enterprise, come indicato nel considerando 21. Gli argomenti
presentati per quanto riguarda i diritti di utilizzo del suolo da parte delle
altre società non sono stati tuttavia tali da modificare le conclusioni poiché
in un caso la società stessa riconosce di non aver pagato l'importo concordato
per tale diritto. In un altro caso relativo ai diritti di utilizzo del suolo il
Rainbow group sostiene che i prezzi dei terreni in tale regione siano cresciuti
notevolmente ed è pertanto normale che, dopo la data di acquisizione, il valore
della proprietà sia cresciuto notevolmente in pochi anni. Gli elementi di prova
presentati dalla società sono tuttavia relativi agli aumenti del prezzo degli
immobili residenziali nella regione e pertanto irrilevanti. Il Rainbow group ha
infine sostenuto che l'approccio della Commissione, che chiede una prova
diretta che la società abbia pagato un prezzo che riflette il valore di
mercato, impone un onere di prova irragionevole. L'articolo 2, paragrafo 7,
lettera c) del regolamento di base prevede tuttavia esplicitamente che la
richiesta di trattamento riservato alle imprese operanti in condizioni di
economia di mercato deve "contenere prove sufficienti in ordine al fatto
che il produttore opera in condizioni di economia di mercato".
L'argomentazione ha dovuto quindi essere respinta. 
(35)     Il gruppo Rainbow contesta il
rilievo relativo al trasferimento di attivi a una società senza un corrispettivo
monetario o comunque a prezzi che riflettessero i valori di mercato in base al
fatto che la società ha cessato la produzione nel PIR. La società aveva
effettivamente sospeso la produzione ma stava continuando a vendere la propria
produzione residua sul mercato interno, rendendo di conseguenza indispensabile
anche per questa società la valutazione ai fini del TEM per accertare che non
vi fossero distorsioni di rilievo derivanti dal precedente sistema a economia
non di mercato che potessero incidere sui prezzi. 
(36)     Si ritiene pertanto che la GT
Enterprise non soddisfi il primo e il secondo criterio per ottenere il TEM, la
Jintian Industrial (Nanjing) Ltd. il secondo e il terzo, la Golden Time
Chemical (Jiangsu) Ltd e la Nanjing Jinzhang Industrial Ltd. non soddisfino il
primo, il secondo e il terzo. Se una società collegata coinvolta nella
produzione e nella vendita del prodotto in esame non può beneficiare del TEM,
il TEM non può essere concesso all'intero gruppo di società collegate.
Considerato dunque che tutte le società valutate ai fini del TEM non hanno
soddisfatto individualmente i criteri del caso si conclude che non può essere
accordato il TEM al Rainbow group. Viste le circostanze dopo aver sentito il
comitato consultivo è stato negato il TEM al gruppo di società interessato. 
2.2.        Trattamento individuale (TI) 
(37)     A norma dell'articolo 2,
paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base è istituito un dazio unico a
livello nazionale, se del caso, per i paesi che rientrano nel campo di
applicazione di detto articolo, tranne nel caso in cui le società siano in
grado di dimostrare che soddisfano tutti i criteri enunciati nell'articolo 9,
paragrafo 5, del regolamento di base. Per comodità di riferimento si riportano
di seguito, in forma sintetica, i criteri in questione: 
–              
nel caso di imprese di proprietà interamente o
parzialmente straniera o di joint venture, gli esportatori sono liberi di
rimpatriare i capitali e i profitti; 
–              
i prezzi e i quantitativi dei prodotti esportati,
come pure le condizioni di vendita, sono determinati liberamente; 
–              
la maggior parte delle azioni appartiene a privati.
I funzionari statali che ricoprono cariche nel consiglio di amministrazione o
si trovano in una posizione direttiva chiave sono in minoranza, oppure deve
essere dimostrato che la società è sufficientemente libera dall'ingerenza dello
Stato; 
–              
le conversioni valutarie sono effettuate ai tassi
di mercato; 
–              
l'ingerenza dello Stato non è tale da consentire
l'elusione dei dazi qualora si concedano aliquote di dazio diverse ai singoli
esportatori. 
(38)     I due produttori esportatori
del gruppo che hanno esportato il ciclamato di sodio durante il PIR hanno
richiesto il TI. Poiché le altre società del Rainbow group non esportano il
prodotto in esame non è stato necessario effettuare una valutazione ai fini del
TI. In base alle informazioni disponibili e controllate nel corso delle visite
di verifica è emerso che questi due produttori esportatori rispondevano ai
requisiti di cui all'articolo 9, paragrafo 5, del regolamento di base e
pertanto poteva essere accordato loro il TI.
2.3.        Dumping
2.3.1.     Paese di riferimento 
(39)     Conformemente all'articolo 2,
paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base il valore normale per i
produttori esportatori ai quali non è stato concesso il TEM deve essere
determinato in base al prezzo o al valore costruito di un paese terzo ad
economia di mercato (paese di riferimento). 
(40)     Nell'avviso di apertura la
Commissione aveva annunciato che intendeva utilizzare l'Indonesia (paese di
riferimento nell'inchiesta iniziale) come paese di riferimento adeguato ai fini
della determinazione del valore normale, invitando le parti interessate a
pronunciarsi su tale scelta.
(41)     La Commissione non ha ricevuto
osservazioni in merito alla scelta del paese di riferimento.
(42)     La Commissione ha cercato la
collaborazione dei produttori indonesiani. Lettere e questionari sono stati
inviati a tutte le società note. Soltanto un produttore tra i numerosi
contattati ha presentato le informazioni necessarie per determinare il valore
normale e ha accettato di collaborare parzialmente al riesame. Poiché la
società non ha potuto accettare una visita di verifica presso la propria sede,
la Commissione ha analizzato la completezza e la coerenza delle informazioni
fornite. Le informazioni sono state ritenute sufficienti e affidabili per la
determinazione del valore normale e il produttore indonesiano ha fornito i
necessari chiarimenti richiesti dalla Commissione. Le informazioni utilizzate
sono state sottoposte a un controllo incrociato con le informazioni fornite
nella domanda di riesame.
(43)     L'inchiesta ha stabilito che
in Indonesia esiste un mercato competitivo per il prodotto simile.
(44)     L'inchiesta ha inoltre
dimostrato che il volume di produzione del produttore indonesiano che ha
collaborato supera notevolmente il 5 % del volume delle esportazioni cinesi del
prodotto in esame nell'Unione, pertanto la produzione è da considerare
rappresentativa in termini di volume. Per quanto riguarda la qualità, le
specifiche e le norme tecniche del prodotto simile in Indonesia, non è stata
rilevata alcuna differenza generale significativa rispetto ai prodotti cinesi.
Il mercato indonesiano è stato quindi considerato sufficientemente
rappresentativo per la determinazione del valore normale.
(45)     Va osservato che, secondo
quanto risulta alla Commissione, non vi sono altri impianti di produzione nel
mondo oltre ai produttori noti in Spagna, RPC e Indonesia.
(46)     Sulla scorta di quanto
precede, si è concluso che l'Indonesia costituisce un paese di riferimento
appropriato, conformemente all'articolo 2, paragrafo 7, lettera a) del
regolamento di base. 
2.3.2.     Determinazione del valore
normale 
(47)     In conformità dell'articolo 2,
paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base il valore normale è stato
determinato in base alle informazioni ricevute dal produttore del paese di
riferimento come precisato più avanti. Va osservato che il produttore
indonesiano è stato oggetto di una precedente inchiesta relativa alle
importazioni di ciclamato di sodio originarie dell'Indonesia[6]. I
dati forniti ora dalla società nella risposta al questionario sono stati
ritenuti affidabili e costituiscono una solida base per stabilire il valore
normale ai fini della presente inchiesta. Infatti
sia i prezzi medi di vendita che il costo medio di produzione hanno seguito una
tendenza analoga in linea con l'evoluzione del costo medio delle materie prime.
Questa tendenza ha potuto inoltre essere confermata da un'analoga evoluzione
del costo medio delle materie prime osservata nel mercato dell'UE.
(48)     Le vendite del prodotto simile
realizzate dal produttore indonesiano sul mercato interno sono risultate
rappresentative in termini di volume rispetto al prodotto in esame esportato
nell'Unione dal gruppo di società interessato nella RPC. 
(49)     La Commissione ha
successivamente individuato i tipi di prodotto venduti sul mercato interno dal
produttore del paese di riferimento identici o direttamente comparabili ai tipi
venduti per l'esportazione nell'Unione. Il tipo di prodotto standard del
produttore indonesiano è risultato essere direttamente comparabile.
(50)     Per ciascun tipo di prodotto
standard venduto dal produttore del paese di riferimento sul suo mercato
interno e ritenuto direttamente comparabile al tipo di prodotto esportato
nell'Unione si è stabilito se le vendite sul mercato interno fossero
sufficientemente rappresentative ai fini dell'articolo 2, paragrafo 2, del
regolamento di base. Le vendite sul mercato interno di un tipo particolare di
ciclamato di sodio sono state considerate sufficientemente rappresentative
quando il volume complessivo delle vendite sul mercato interno di quel tipo di
prodotto durante il PI corrispondeva al 5% o più del volume totale delle
vendite del tipo comparabile esportato verso l'Unione dal gruppo di società
interessato.
(51)     È stato inoltre verificato se
le vendite sul mercato interno potessero considerarsi realizzate nel corso di
normali operazioni commerciali stabilendo per il tipo di prodotto standard la
percentuale delle vendite remunerative effettuate sul mercato interno ad
acquirenti indipendenti durante il periodo dell'inchiesta. Poiché il volume
delle vendite remunerative del prodotto simile per tipo di prodotto
rappresentava più dell'80% del volume complessivo delle vendite di quel tipo e
il prezzo medio ponderato di quel tipo di prodotto era pari o superiore al
costo di produzione il valore normale è stato determinato in base al prezzo
effettivo sul mercato interno, calcolato come la media ponderata dei prezzi di
tutte le vendite interne effettuate per il tipo in esame durante il periodo
dell'inchiesta senza considerare se tali vendite fossero o no remunerative. 
(52)     Nella determinazione del
valore normale per il tipo di prodotto che non era stato venduto sul mercato
interno dal produttore del paese di riferimento è stata utilizzata la media
ponderata dei prezzi di vendita del tipo di prodotto standard, dopo gli
adeguamenti per le differenze tra i due tipi di prodotto.
2.3.3.     Prezzo all'esportazione
(53)     Tutti
i produttori esportatori del gruppo di società interessato hanno effettuato
vendite all'esportazione verso l'Unione tramite la società commerciale
collegata situata al di fuori dell'Unione. Il prezzo all'esportazione è stato
calcolato in base ai prezzi del prodotto venduto nell'Unione dalla società
commerciale collegata, ossia a un acquirente indipendente, in conformità
all'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base, sulla base dei prezzi
realmente pagati o pagabili. 
2.3.4.     Confronto
(54)     Il valore normale e il prezzo
all'esportazione sono stati confrontati a livello franco fabbrica. Al fine di
garantire un confronto equo tra il valore normale e il prezzo all'esportazione
sono stati effettuati adeguamenti per tenere debitamente conto delle differenze
che influenzano i prezzi e la loro comparabilità, conformemente all'articolo 2,
paragrafo 10, del regolamento di base. Di conseguenza sono stati operati, se
del caso e in base a prove verificate, adeguamenti per le differenze nei costi
di trasporto, assicurazione, movimentazione, carico, spese accessorie e
credito.
2.3.5.     Margine di dumping
(55)     Il margine di dumping è stato
calcolato in base al confronto tra la media ponderata del valore normale e la
media ponderata del prezzo all'esportazione per tutti i produttori esportatori
conformemente all'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base.
(56)     Dal confronto è emerso un
margine di dumping del 14,2%, espresso in percentuale del prezzo CIF franco
frontiera dell'Unione, dazio non corrisposto.
2.4.        Carattere duraturo del
mutamento delle circostanze
(57)     Conformemente all'articolo 11,
paragrafo 3, del regolamento di base si è esaminato se le circostanze che
avevano portato alla determinazione dell'attuale margine di dumping fossero
cambiate e se tale cambiamento fosse di carattere duraturo. 
(58)     Le risultanze attuali sono
basate sul rifiuto della richiesta di TEM al gruppo di società interessato nel
presente riesame, mentre nell'inchiesta iniziale il TEM era stato accordato
alla GT Enterprise, società parte del gruppo di società interessato. Le
circostanze che hanno portato a raggiungere conclusioni diverse sono dovute in
primo luogo al fatto che nel presente riesame sono state oggetto dell'inchiesta
quattro società del gruppo, mentre nell'inchiesta iniziale lo era stata
soltanto la GT Enterprise. Il gruppo è stato di recente ampliato e
riorganizzato con considerevoli investimenti e non vi è alcuna indicazione
circa il fatto che questa situazione possa cambiare nel prossimo futuro. In
secondo luogo, per quanto riguarda la GT Enterprise, si è accertato che la
pratica di non mantenere un insieme chiaro di documenti contabili sottoposto a
revisione in linea con i principi contabili internazionali è prassi
consolidata, e nulla indica che questa situazione sia destinata a cambiare in
futuro. Lo statuto di tale società, che consente l'interferenza dello Stato, è
in vigore ormai da tempo e non vi sono indicazioni di una modifica nel futuro.
Viste le circostanze si ritiene che la mancanza di requisiti per il TEM del
gruppo sia di carattere duraturo.
(59)     Inoltre, per quanto riguarda
il prezzo all'esportazione, l'inchiesta ha messo in luce una certa stabilità
nelle politiche di prezzo del gruppo di società interessato su un periodo più
lungo, poiché il prezzo del prodotto in esame praticato nell'Unione e in altri
paesi terzi non è significativamente diverso e ha avuto lo stesso andamento tra
il 2007 e il PIR. Ciò corrobora la conclusione che il margine di dumping
ricalcolato avrà con tutta probabilità carattere duraturo.
(60)     Si ritiene pertanto dimostrato
dall'inchiesta che vi siano poche probabilità che la struttura e il
comportamento del gruppo di società interessato, comprese le circostanze che
hanno portato all'apertura del presente riesame, evolvano in un prossimo futuro
in modo tale da inficiare le conclusioni del presente riesame. Si è dunque
concluso che il cambiamento delle circostanze è di natura duratura e che
l'applicazione della misura al suo livello attuale non è più sufficiente a
compensare il dumping. 
3.           Modifica delle misure antidumping
(61)     Tenuto conto delle conclusioni relative all'incremento del
dumping e del carattere duraturo del mutamento delle circostanze si ritiene che
le misure in vigore non siano più sufficienti per contrastare il dumping
pregiudizievole. È pertanto opportuno che le misure istituite dal regolamento
(UE) n. 492/2010 sulle importazioni di ciclamato di sodio originario della
Repubblica popolare cinese siano modificate per quanto riguarda la GT
Enterprise e lo stesso dazio sia applicato all'altro produttore esportatore del
gruppo, modificando in tal senso detto regolamento. 
(62)     Non è possibile determinare
alcun margine di pregiudizio individuale nell'attuale riesame, poiché questo è
limitato all'esame del dumping relativamente alla GT Enterprise e alle società
collegate del gruppo. Il margine di dumping stabilito nel presente riesame è
stato pertanto confrontato al margine di pregiudizio fissato nell'inchiesta
iniziale. Poiché quest'ultimo è superiore al margine di dumping riscontrato nel
presente riesame, è opportuno istituire un dazio antidumping definitivo per il
gruppo di società interessato al livello del margine di dumping riscontrato nel
presente riesame.
(63)     Si
ritiene che il dazio antidumping modificato debba assumere la stessa forma dei
dazi istituiti dal regolamento (UE) n. 492/2010. Per garantire l'efficacia
delle misure e scoraggiare le manipolazioni del prezzo si è ritenuto opportuno
istituire dazi in forma di un importo specifico al chilo. Di conseguenza, il
dazio antidumping da istituire sulle importazioni del prodotto in esame
prodotto e venduto all'esportazione verso l'Unione dal gruppo di società
interessato, calcolato sulla base del margine di dumping stabilito nel presente
riesame ed espresso come importo specifico al chilo, deve essere di 0,23 EUR al
chilo.
4.           COMUNICAZIONE DELLE
CONCLUSIONI
(64)     Il gruppo di società
interessato e le altre parti interessate sono state informate dei fatti e delle
considerazioni principali in base alle quali si intendeva proporre la modifica
delle misure antidumping in vigore. 
(65)     Il Rainbow group ha presentato
osservazioni sulla comunicazione delle conclusioni definitive. Tali
osservazioni si riferivano soprattutto al ritiro della denuncia nell'inchiesta
in corso relativa alle importazioni di ciclamato di sodio originario della
Repubblica popolare cinese, limitata a due produttori esportatori cinesi Fang
Da Food Additive (Shen Zhen) Limited e Fang Da Food Additive (Yang Quan)
Limited ("il Fang Da group") ("il procedimento parallelo")[7]. Il gruppo Rainbow sostiene che
il ritiro della denuncia nel procedimento parallelo dovrebbe, a rigor di logica
e giuridicamente, comportare anche la cessazione delle misure antidumping nei
confronti degli altri produttori nella RPC o, almeno, la chiusura dell'attuale
riesame riguardo al Rainbow group.
(66)     Esso chiede la cessazione
delle misure antidumping istituite dal regolamento (UE) n. 492/2010
sostenendo che, in assenza di qualsiasi conclusione relativa al fatto che le
importazioni della Fang Da non fossero oggetto di dumping e/o causa di
pregiudizio, il principio di non discriminazione di cui all'articolo 9,
paragrafo 5, del regolamento di base impone la cessazione delle misure
antidumping istituite. A sostegno dell'argomentazione il Rainbow group fa
riferimento a precedenti regolamenti del Consiglio in cui riesami intermedi
simultanei relativi alle importazioni da alcuni paesi sono stati chiusi senza
istituzione di misure a seguito della mancata istituzione di misure in
inchieste antidumping riguardanti le importazioni degli stessi prodotti da
altri paesi (LAEC[8],
prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati[9]). È da notare tuttavia che tali
casi si riferiscono a inchieste che coinvolgevano vari paesi e in cui il
principio di non discriminazione è stato applicato nei confronti delle
importazioni provenienti da paesi diversi. In secondo luogo, in tali casi
l'applicazione delle misure nei confronti di alcuni paesi è cessata perché nei
confronti di altri paesi tali misure non sono state istituite a causa della
mancata adozione della proposta da parte del Consiglio entro i termini
prescritti (LAEC, prodotti laminati piatti, di ferro o di acciai non legati).
Sebbene dunque per rispettare il principio di non discriminazione sia stato
necessario chiudere i procedimenti relativi a misure antidumping nei
procedimenti simultanei relativi ai casi citati, tali casi non sono rilevanti
ai fini del presente riesame. Un ulteriore riferimento all'approccio adottato
per il "glutammato monosodico[10]"
riguarda un caso in cui il denunziante intendeva ritirare la denuncia relativa
alle importazioni dal Brasile sebbene queste risultassero essere state oggetto
di dumping. In tale caso è stato previsto di non accettare il ritiro della
denuncia sulla base della conclusione che adottare misure contro gli altri
paesi in assenza di misure contro il Brasile sarebbe stato discriminatorio. 
(67)     Le due situazioni sono inoltre
molto diverse. Nel procedimento parallelo la denuncia è stata ritirata e si è
concluso che tale ritiro non fosse contrario all'interesse dell'Unione. Nel
presente riesame la richiesta non è stata ritirata ed è stato riscontrato un
aumento del dumping praticato dal Rainbow group. Un aumento del dazio per tale
società non si configura pertanto come discriminazione. 
(68)     Il gruppo di società
interessato ha chiesto anche che il ritiro della denuncia comporti la chiusura
dell'attuale riesame per gruppo Rainbow perché i due procedimenti sono stati
aperti sulla base dello stesso documento procedurale, si riferiscono allo
stesso periodo di inchiesta e nella denuncia il denunziante ha considerato
insieme il Fang Da group e il Rainbow group a tutti i fini pratici. 
(69)     In
secondo luogo il Rainbow group ha sostenuto che nonostante l'inchiesta nei
confronti del Fang Da group sia stata avviata a norma dell'articolo 5 del
regolamento di base, l'inchiesta relativa alle importazioni del Fang Da group e
il riesame intermedio riguardante le importazioni del Rainbow group sono in
sostanza, giuridicamente e a tutti i fini pratici, lo stesso procedimento.
Infine esso afferma che l'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento di base,
avendo creato la distinzione tra procedimenti e inchieste, è da interpretarsi
nel senso che sebbene per il Fang Da group sia stato istituito un dazio pari a
zero a seguito dell'inchiesta iniziale, tale gruppo rimane soggetto al
procedimento. Per questo motivo, il ritiro della denuncia relativa alle
importazioni del Fang Da group dovrebbe, a parere del Rainbow group, comportare
anche la chiusura del presente riesame.
(70)     È da osservare a questo
proposito che il documento presentato dal denunziante è costituito sia dalla denuncia
relativa all'inchiesta antidumping a norma dell'articolo 5 del regolamento di
base che dalla richiesta di riesame intermedio a norma dell'articolo 11, paragrafo
3, del regolamento di base. Esso conteneva in effetti prove sufficienti per
giustificare l'apertura di due procedimenti distinti. La Commissione ha infatti
avviato l'inchiesta a norma dell'articolo 5 e il riesame intermedio con due
avvisi di apertura distinti. L'inchiesta antidumping a norma dell'articolo 5
del regolamento di base e il riesame intermedio a norma dell'articolo 11,
paragrafo 3, del regolamento di base sono pertanto due procedimenti diversi.
(71)     Il Rainbow group ha presentato
ulteriori argomentazioni relative ai possibili motivi del ritiro della
denuncia. Poiché tali argomentazioni sono ipotetiche e non pertinenti esse non
possono essere prese in considerazione e sono state quindi respinte. 
(72)     Il Rainbow group ha infine
affermato che la Commissione ha manifestamente violato il suo diritto di avere
dieci giorni di tempo per presentare osservazioni sulla comunicazione delle
conclusioni definitive in quanto ha avuto comunicazione di una versione non
riservata della lettera relativa al ritiro della denuncia sette giorni prima
del termine per la presentazione delle osservazioni.
(73)     Come spiegato nel considerando
70 l'inchiesta a norma dell'articolo 5, alla quale si riferisce la lettera di
informazione sul ritiro della denuncia ricevuta dal Rainbow group, è un
procedimento distinto dal presente riesame. Il Rainbow group era parte
interessata nel riesame a norma dell'articolo 5 e solo per questo motivo ad
esso è stato notificato il ritiro della denuncia. Tale lettera di notifica non
faceva parte della comunicazione delle conclusioni definitive nel presente
riesame. Il Rainbow group ha avuto 30 giorni di tempo per presentare
osservazioni sulla comunicazione delle conclusioni definitive del presente
procedimento. Il suo diritto di disporre di tempo sufficiente per presentare
osservazioni non è pertanto stato violato.
(74)     In sintesi, le osservazioni
ricevute non sono state tali da modificare le conclusioni di cui sopra,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
La tabella dell'articolo 1, paragrafo 2, del
regolamento (CE) n. 492/2010 è così modificata sostituendo la voce che segue:
 Paese || Società || Aliquota del dazio (EUR al chilogrammo) || Codice addizionale TARIC 
 Repubblica popolare cinese || Golden Time Enterprise (Shenzhen) Co. Ltd., Shanglilang, Zona industriale di Cha Shan, Buji town, Shenzhen City, provincia di Guangdong, Repubblica popolare cinese ||  0,11 || A473 
con la seguente:
 Paese || Società || Aliquota del dazio (EUR al chilogrammo) || Codice addizionale TARIC 
 Repubblica popolare cinese || Golden Time Enterprise (Shenzhen) Co. Ltd., Shanglilang, Zona industriale di Cha Shan, Buji town, Shenzhen City, provincia di Guangdong, Repubblica popolare cinese Golden Time Chemical (Jiangsu) Co., Ltd., No. 90-168, Fangshui Road, Chemical Industry Zone, Nanjing, provincia di Jiangsu , Repubblica popolare cinese ||  0,23 || A473 
.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU L 72 dell'11.3.2004, pag. 1.
[3]               GU L 140 dell'8.6.2010, pag. 2.
[4]               GU C 50 del 17.2.2011, pag. 6.
[5]               Sentenza del 17 giugno 2009 nella causa T-498/04,
Zhejiang Xinan Chemical Industrial Group Co. Ltd./Consiglio (Racc. 2004, punto
92).
[6]               Vedi regolamento di esecuzione (UE) n. 492/2010 (GU L
140 dell'8.6.2010, pag. 2).
[7]               GU C 50 del 17.2.2011, pag. 9.
[8]               GU L 22, del 27.1.2000, pag. 1., considerando 134 e 135.
[9]               GU L 294 del 17.9.2004, pag. 3.
[10]             GU L 264 del 29.9.1998, pag. 1.