CELEX: 62002CC0169
Language: it
Date: 2003-04-10
Title: Conclusioni dell'avvocato generale Geelhoed del 10 aprile 2003. # Dansk Postordreforening contro Skatteministeriet. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Østre Landsret - Danimarca. # Cancellazione dal ruolo. # Causa C-169/02.

CONCLUSIONI DELL'AVVOCATO GENERALEL.A. GEELHOED presentate il 10 aprile 2003  (1)
         Causa C-169/02 Dansk PostordreforeningcontroSkatteministeriet(domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dall'Østre Landsret)
            «Esenzioni IVA – Prestazioni di servizi effettuate dai servizi pubblici postali»
            
      
         
        I ─ Introduzione
      
      1.  Nella causa in esame l'Østre Landsret danese ha sollevato due questioni sull'interpretazione della sesta direttiva del Consiglio
      17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri relative alle imposte sulla
      cifra di affari ─ Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (in prosieguo: la  
      sesta direttiva) 
      
         			(2)
         		.
      
      2.  Più in particolare dette questioni riguardano il disposto dell'art. 13, titolo A, della sesta direttiva che prevede esenzioni
      dall'IVA a favore di alcune attività di interesse pubblico. Fra l'altro, vengono esentate le prestazioni di servizi effettuate
      dai servizi pubblici postali e le forniture di beni accessori a dette prestazioni. L'Østre Landsret intende appurare se la
      sesta direttiva osti a che uno Stato membro riscuota l'IVA sulla spedizione a privati di lettere e pacchi in contrassegno
      effettuata da servizi pubblici postali.
      
      3.  Un elemento importante nella causa in parola è costituito dal fatto che nella direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio
      15 dicembre 1997, 97/67/CE, concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno dei servizi postali comunitari e
      il miglioramento della qualità del servizio (in prosieguo: la  
      direttiva sui servizi postali) 
      
         			(3)
         		, sono state poste norme relative alla prestazione universale dei servizi nel settore postale, nonché relative alla delimitazione
      dei servizi che possono essere riservati a determinate imprese di servizi. Sorge ora la questione quale importanza abbia il
      disposto di detta direttiva per l'interpretazione dell'art. 13, titolo A, della sesta direttiva.
       II ─ Ambito normativo
      
      
      
      A ─
       Diritto comunitario
      
      4.  L'art. 13, titolo A, della direttiva stabilisce, per quanto qui rilevante, sotto il titolo  
      Esenzioni a favore di alcune attività di interesse pubblico, quanto segue: 1. Fatte salve le altre disposizioni comunitarie , gli Stati membri esonerano , alle condizioni da essi stabilite per assicurare
      la corretta e semplice applicazione delle esenzioni previste in appresso e per prevenire ogni possibile frode , evasione ed
      abuso :a) quando sono effettuate dai servizi pubblici postali , le prestazioni di servizi e le forniture di beni accessori a dette
      prestazioni, esclusi il trasporto di persone e le telecomunicazioni (...).
      
      5.  L'art. 3 della direttiva 97/67/CEE è del seguente tenore: 
      1.  Gli Stati membri garantiscono che gli utilizzatori godano del diritto a un servizio universale corrispondente ad un'offerta
      di servizi postali di qualità determinata forniti permanentemente in tutti i punti del territorio a prezzi accessibili a tutti
      gli utenti.
      
      2.  A tal fine, gli Stati membri provvedono affinché la densità dei punti di contatto e di accesso tenga conto delle esigenze
      degli utenti.
      
      3.  Essi si attivano per assicurare che il/i fornitore/i del servizio universale garantisca/no tutti i giorni lavorativi, e come
      minimo cinque giorni a settimana, salvo circostanze o condizioni geografiche eccezionali, valutate dalle autorità nazionali
      di regolamentazione, almeno:
      
      
      ─
      una raccolta;  
      
      
      
      ─
      una distribuzione al domicilio di ogni persona fisica o giuridica o tramite deroga, alle condizioni stabilite dall'autorità
      nazionale di regolamentazione, in installazioni appropriate. Ogni circostanza eccezionale ovvero ogni deroga concessa da un'autorità nazionale di regolamentazione ai sensi del presente
      paragrafo dev'essere comunicata alla Commissione e a tutte le autorità nazionali di regolamentazione.  
      
      
      4.  Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinché il servizio universale comprenda almeno le seguenti prestazioni:
      
      
      ─
      la raccolta, lo smistamento, il trasporto e la distribuzione degli invii postali fino a 2 kg;  
      
      
      
      ─
      la raccolta, lo smistamento, il trasporto e la distribuzione dei pacchi postali fino a 10 kg;  
      
      
      
      ─
      i servizi relativi agli invii raccomandati e agli invii con valore dichiarato.  
      (...)Il servizio universale definito nel presente articolo include sia i servizi nazionali che i servizi transfrontalieri
      .
      
      6.  L'art. 7 così dispone: 1. Nella misura necessaria al mantenimento del servizio universale, i servizi che possono essere riservati da ciascuno Stato
      membro al fornitore o ai fornitori del servizio universale sono la raccolta, il trasporto, lo smistamento e la distribuzione
      di invii di corrispondenza interna, tramite consegna espressa o no, il cui prezzo sia inferiore al quintuplo delle tariffe
      pubbliche applicate ad un invio di corrispondenza del primo livello di peso della categoria normalizzata più rapida ove questa
      esista, a condizione che il peso di detti oggetti sia inferiore a 350 grammi. (...)2. Nella misura necessaria al mantenimento del servizio universale la posta transfrontaliera e la pubblicità diretta per corrispondenza
      possono continuare ad essere riservate nei limiti di prezzo e di peso stabiliti al paragrafo 1.
      
      7.  L'art. 9 stabilisce: 
      1.  Per i servizi non riservati, che esulano dal campo di applicazione del servizio universale quale definito all'articolo 3,
      gli Stati membri possono introdurre autorizzazioni generali nella misura necessaria per garantire la conformità con le esigenze
      essenziali.
      
      2.  Per i servizi non riservati, che rientrano nel campo di applicazione del servizio universale quale definito all'articolo 3,
      gli Stati membri possono introdurre procedure di autorizzazione, comprese licenze individuali, nella misura necessaria per
      garantire la conformità alle esigenze essenziali e per salvaguardare il servizio universale
      .
      
      
      
      B ─
       Diritto nazionale
      
      8.  Il capo 2 della legge danese sui servizi postali 
      
         			(4)
         		 detta norme sull'obbligo di distribuzione e sul monopolio. L'art. 2 della legge recita: Lo Stato è tenuto a garantire la distribuzione della posta in tutto il paese delle seguenti spedizioni:
      1) lettere indirizzate (...) 
      
      2) altre spedizioni indirizzate con un contenuto uniforme stampato, non imballate, per esempio cataloghi ed opuscoli; 
      
      3) quotidiani, settimanali, mensili, nonché periodici; 
      
      4) pacchi indirizzati; 
      
      5) spedizioni per ciechi
      . 
      
      9.  L'art. 3 di detta legge così dispone: 
      1.  Lo Stato ha il monopolio della distribuzione di lettere indirizzate nazionali, con le quali si intendono:
      1) spedizioni indirizzate indipendentemente dal loro contenuto, quando questo è posto in una busta o in un imballaggio simile;
      
      
      2) comunicazioni scritte indirizzate, fra cui cartoline, con un contenuto individuale. 
      
      
      2.  Il monopolio non riguarda la spedizione di cataloghi indirizzati, opuscoli, fogli e altre spedizioni con contenuto uniforme
      e stampato, posto in un imballaggio trasparente.
      
      3.  Lo Stato ha inoltre il monopolio della spedizione postale nel territorio danese di lettere indirizzate, inviate all'estero
      dai mittenti danesi o inviate dall'estero a destinatari danesi.
      
      4.  Il Ministro dei trasporti può stabilire norme che limitino o aboliscano il monopolio sull'attività postale nel territorio
      danese di lettere indirizzate inviate all'estero dai mittenti danesi.
      
      5.  Il monopolio della spedizione postale di lettere indirizzate comprende la raccolta, il trasporto e la distribuzione delle
      stesse.
      
      6.  Il Ministro stabilisce le norme sui limiti di peso e di prezzo, nonché le misure per le spedizioni menzionate ai punti 1 e
      3.
      
      7.  Il monopolio non riguarda la posta espresso
      .
      
      10.  Con la concessione ai sensi del capo 3 della legge in esame era stato conferito alla  
      Post Danmark il monopolio statale unitamente all'obbligo di distribuzione.
      
      11.  La causa in esame riguarda le  
      spedizioni controassegno. In base all'ordinanza di rinvio con  
      spedizioni controassegno si intendono spedizioni con cui la posta, oltre ad effettuare spedizioni per conto del mittente, come condizione per la consegna
      delle lettere o dei pacchi al destinatario riscuote per il mittente stesso un determinato compenso per il contenuto della
      lettera o del pacco e trasmette questo al mittente.
      
      12.  Con l'ordinanza interlocutoria 1° giugno 2001 pronunciata nella causa in esame l'Østre Landsret ha stabilito che la spedizione
      di lettere e pacchi controassegno ai sensi della legge danese sui servizi postali dev'essere considerata una prestazione di
      servizi. Del pari ha stabilito che la Post Danmark non aveva l'obbligo di distribuire siffatte lettere e pacchi. Con detta
      ordinanza si disponeva inoltre che in base alla legge postale danese la Post Danmark non possedeva il monopolio della spedizione
      di lettere e pacchi controassegno, dato che il monopolio doveva essere considerato limitato ai servizi per i quali vi era
      l'obbligo di distribuzione.
      
      13.  Ciò mi induce a considerare la legge danese sull'IVA riguardante le prestazioni di servizi effettuate dai servizi postali.
      Con legge 10 giugno 1997, n. 442, recante modifica, fra l'altro, della legge sull'IVA, l'art. 13, primo comma, prima parte
      e punto 13, della legge danese sull'IVA ha assunto il seguente tenore:Le seguenti merci e prestazioni sono esenti da imposta: (...) La raccolta e la distribuzione da parte della 'Post Danmark'
      di lettere indirizzate, di pacchi indirizzati e di quotidiani, settimanali e mensili indirizzati, nonché di periodici. L'esenzione
      comprende inoltre la distribuzione da parte della 'Post Danmark' di lettere indirizzate e di pacchi, inviati raccomandati
      o con valore dichiarato.
      
      14.  Nei lavori preparatori relativi alla proposta di legge concernente la modifica ─ fra l'altro ─ della legge sull'IVA si afferma
      quanto segue quanto alle spedizioni controassegno:  
       In forza delle modifiche stabilite a livello amministrativo in base alla legge postale, dette spedizioni vengono considerate
      dal 1° luglio 1996 come una spedizione complessiva, cui non si applica l'obbligo di distribuzione. Il testo della legge sull'IVA
      non fornisce però sufficiente fondamento perché le spedizioni di lettere e pacchi controassegno rimangano interamente soggette
      all'IVA. Con la formulazione modificata a dette spedizioni si applica interamente l'obbligo di imposta; ciò consente al tempo
      stesso un pieno parallelismo fra l'esenzione dall'IVA e l'obbligo di distribuzione della  
      Post Danmark, conformemente alla legge 8 febbraio 1995, n. 89, sull'attività postale.
      
      15.  E' stata pertanto riscossa dal 1° luglio 1996 l'IVA sull'intero valore della prestazione di servizio costituita dalla spedizione
      contro assegno di lettere e pacchi da parte della  
      Post Danmark, mentre la spedizione di lettere e pacchi equivalenti non effettuate controassegno è stata esentata dall'IVA.
      
      16.  Dal 1° gennaio 2002 l'invio di pacchi fra imprese ─ in quanto servizi speciali ─ è stato esentato dall'obbligo di distribuzione.
      Come conseguenza di ciò si è deciso di considerare tali servizi come servizi soggetti ad IVA.
       III ─ Ambito fattuale e procedurale
      
      17.  In Danimarca i servizi pubblici postali sono organizzati come un ente pubblico autonomo con la denominazione  
      Post Danmark. La  
      Post Danmark effettua, fra l'altro, spedizioni controassegno di lettere e pacchi. La  
      Post Danmark ha circa 1 100 uffici postali pubblici, ripartiti in tutto il paese, in parte gestiti direttamente da essa, in parte in collaborazione
      con gestori locali (negozi postali, ed altri). Una parte notevole delle spedizioni controassegno ai privati viene ritirata
      in pratica nell'ufficio postale perché alla consegna delle spedizioni il destinatario risulta assente.
      
      18.  Benché la  
      Post Danmark effettui i servizi postali e il trasporto di lettere pesanti (superiori a 250 g) in concorrenza con altri enti postali, la
       
      Post Danmark per molti anni è stata ed è ancora in realtà l'unico ente che effettui spedizioni controassegno su vasta scala per conto
      di privati.
      19.  
      
      La
         
       Post Danmark nell'ambito del segmento delle spedizioni ai privati offre prodotti definiti come  
      Privatpakker (pacchi privati), i quali sono pacchi consegnati in base ad un accordo commerciale con la  
      Post Danmark da imprese, fra l'altro membri della Dansk Postordreforening, per spedizioni a destinatari privati. La  
      Post Danmark offre inoltre il prodotto denominato  
      Postpakker (pacchi postali), i quali costituiscono pacchi ordinari che vengono consegnati agli uffici postali, vale a dire tipiche spedizioni
      private.
      
      
      
      20.  
      
      La
         
       Post Danmark in base alla legge danese è tenuta ad un obbligo di distribuzione, se una lettera, un pacco privato o un pacco postale vengono
      spediti senza corresponsione di assegno. Una siffatta spedizione è inoltre esente da IVA. Se una lettera, un  
      Privatpakker o un  
      Postpakker sono inviati invece come spedizione controassegno, non vi è obbligo di distribuzione e la stessa prestazione è soggetta ad
      IVA.
      
      
      
      
      
      21.  Secondo l'ordinanza di rinvio la ricorrente nella causa principale è un'associazione cui partecipano numerosi operatori commerciali
      postali danesi. Il suo scopo sociale è fra l'altro quello di provvedere a curare gli interessi dei membri nei confronti della
      Post Danmark, della Tele Danmark, di altri comuni contraenti, di autorità pubbliche, di organizzazioni nonché nei confronti
      della collettività. I membri dell'associazione effettuano fra l'altro spedizioni controassegno inviando le merci ordinate
      ai consumatori privati.
      
      22.  La causa principale è stata proposta il 3 maggio 1999 e riguarda la questione se, e in caso affermativo, in quale misura,
      l'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva osti a che uno Stato membro riscuota l'IVA sulla spedizione di lettere
      e pacchi controassegno a privati da parte dei servizi postali pubblici.
      
      23.  Di conseguenza, l'Østre Landsret, con ordinanza 1° maggio 2002, pervenuta alla cancelleria della Corte di giustizia il 6 maggio 2002,
      ha chiesto una pronuncia in via pregiudiziale sulle seguenti questioni: 
      1) se l'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva sull'IVA (direttiva del Consiglio 77/388/CEE) debba essere interpretato
      nel senso che: 
      i) uno Stato membro è autorizzato a riscuotere l'IVA sulle spedizioni controassegno ai privati di lettere e pacchi effettuate
      dai servizi pubblici postali se lo Stato membro ha escluso tali spedizioni dal monopolio e dall'obbligo di distribuzione in
      base al diritto postale di detto Stato, oppure 
      
      ii) uno Stato membro è tenuto a non riscuotere l'IVA su tali spedizioni. 
      
      
      2) Se né la questione 1 i) né la questione 1 ii) possono essere risolte inequivocabilmente in senso affermativo, quali siano
      i criteri in base ai quali nelle circostanze descritte nella questione 1 i) uno Stato membro sia autorizzato a riscuotere
      l'IVA sulle spedizioni controassegno di lettere o pacchi ai privati, oppure sia tenuto a non riscuotere l'IVA su tali spedizioni
      . 
      
      24.  Nella causa in esame sono state presentate alla Corte osservazioni scritte da parte della ricorrente e del convenuto nella
      causa principale e da parte della Commissione e del governo italiano. Non sono state svolte osservazioni orali.
       IV ─ Il pertinente diritto comunitario in particolare
      
      
      
      A ─
      Contenuto della sesta direttiva e, in particolare, dell'art. 13 A, n. 1, lett. a) 
      25.  Principio fondamentale della sesta direttiva è il principio secondo cui l'IVA viene riscossa per ogni prestazione effettuata
      a titolo oneroso da un soggetto passivo (art. 2). Il capo decimo, di cui fa parte l'art. 13, prevede in particolare esenzioni
      dall'IVA per determinate categorie di attività. Un'esenzione prevista dalla sesta direttiva costituisce una deroga al principio
      fondamentale di cui all'art. 2 della sesta direttiva. Siffatta deroga può essere compatibile col diritto comunitario soltanto
      se è espressamente ammessa conformemente alle disposizioni della stessa direttiva.
      
      26.  L'art. 13 A, n. 1, lett. a), prevede un'esenzione IVA per le prestazioni effettuate dai servizi pubblici postali e le forniture
      di beni accessori a dette prestazioni, esclusi il trasporto di persone e le telecomunicazioni. L'articolo è formulato in termini
      molto ampi e la direttiva non fornisce alcun criterio quanto al contenuto della nozione di  
      servizi pubblici postali, né quanto alla nozione di  
      prestazioni di servizi ai sensi del detto articolo.
      
      27.  La Corte deve quindi anche stabilire quali prestazioni di servizi dei servizi pubblici postali rientrino nell'esenzione IVA
      ex art. 13 A, n. 1, lett. a). Dalla copiosa giurisprudenza sulla sesta direttiva e, in particolare, dall'art. 13 A emerge,
      nonostante il carattere dettagliato della direttiva, che non è evidente la portata delle eccezioni. La giurisprudenza della
      Corte fornisce un criterio guida in base al quale possono essere stabiliti il contenuto e la portata delle nozioni ex art. 13 A,
      n. 1, lett. a), della sesta direttiva.
      
      28.  Faccio subito un'osservazione preliminare. Le esenzioni ex art. 13 della sesta direttiva valgono per attività economiche che
      mirano a determinati obiettivi. La descrizione di tali attività è però effettuata non sempre in base a nozioni meramente sostanziali
      o funzionali. Nella maggior parte delle disposizioni ─ tra cui l'eccezione sub a) ─ si indica anche da quali soggetti possono
      essere svolte le attività esentate.
      
      29.  Le disposizioni utilizzate per indicare le esenzioni di cui all'art. 13 devono essere interpretate restrittivamente. La giurisprudenza
      fornisce al riguardo quattro motivi. In primo luogo, l'art. 13 non prevede per tutte le attività di interesse pubblico l'esenzione
      dall'IVA, ma soltanto per quelle che sono elencate in detto articolo e che sono descritte molto dettagliatamente 
      
         			(5)
         		. In secondo luogo, un'interpretazione restrittiva è necessaria in quanto si tratta di un'eccezione al principio generale
      secondo cui l'IVA viene riscossa su ogni prestazione effettuata a titolo oneroso da un soggetto passivo 
      
         			(6)
         		. In terzo luogo, le disposizioni in parola devono essere interpretate restrittivamente per garantire la parità del trattamento
      fiscale. Ciò mira a evitare le distorsioni della concorrenza 
      
         			(7)
         		. In quarto luogo, si deve tener conto del principio della neutralità fiscale.
      
      30.  Con tale principio il legislatore comunitario vuole garantire una generalizzata imposizione fiscale neutrale di tutte le attività
      economiche, indipendentemente dallo scopo o dal risultato delle stesse, purché le attività di per sé siano soggette all'imposizione
      dell'IVA. Al riguardo rileva la sentenza Gregg 
      
         			(8)
         		. In questa sentenza la Corte fornisce un'ampia interpretazione delle attività svolte da enti o organizzazioni. La Corte si
      basa, fra l'altro, sul principio della neutralità fiscale. Imprenditori che svolgono le stesse attività non possono essere
      trattati diversamente in occasione dell'imposizione dell'IVA, in base alla loro forma giuridica.
      
      31.  Inoltre, entrambe le nozioni, parità di trattamento fiscale e neutralità fiscale sono nozioni analoghe, ma vengono utilizzate
      in un contesto diverso. La prima nozione viene utilizzata in un contesto interstatale e la seconda si riferisce a una questione
      di politica interna.
      
      32.  Per giurisprudenza costante, le esenzioni costituiscono nozioni autonome del diritto comunitario che mirano ad evitare divergenze
      nell'applicazione da uno Stato membro all'altro del sistema dell'IVA e che debbono essere inquadrate nel contesto generale
      del sistema comune dell'IVA stabilito dalla sesta direttiva 
      
         			(9)
         		.
      
      33.  La sentenza 11 luglio 1985, Commissione/Germania, fornisce una definizione dei servizi postali. Da detta sentenza discende
      che l'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva si applica esclusivamente ai servizi pubblici postali. Con ciò la Corte
      intende un ente di diritto pubblico o un particolare concessionario cui uno Stato ha affidato le attività postali. Altre imprese
      private sono escluse dalle esenzioni dall'IVA, anche nel caso in cui le loro attività perseguano lo stesso scopo 
      
         			(10)
         		.
      
      34.  Osservo che detta sentenza è stata pronunciata prima dell'adozione della direttiva sui servizi postali e delle relative modifiche
      dei rapporti nel settore postale. Neanche il contenuto della nozione  
      servizi pubblici postali poteva quindi essere valutato dalla Corte di giustizia alla luce del disposto della direttiva. Tornerò sul punto nella mia
      valutazione.
      
      35.  Vi sono grandi differenze tra gli Stati membri quanto al modo in cui è attuato l'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva.
      Ad esempio, in Germania vige l'esenzione per spedizioni fino a 2 000 g e tale esenzione comprende anche le spedizioni controassegno.
      In Austria i servizi universali fino a 2 kg e i pacchi fino a 20 kg sono esenti dall'IVA. Queste prestazioni vengono effettuate
      dalla Österreichische Post Aktiengesellschaft. Le spedizioni controassegno rientrano, in base alla legge austriaca, nel servizio
      universale e sono esenti dall'IVA. In Belgio e in Francia le prestazioni effettuate dai servizi pubblici postali sono esentate
      dall'IVA; anche le spedizioni controassegno rientrano in tal caso in tale esenzione. Per contro, in Francia e in Svezia tutti
      i servizi postali sono soggetti all'IVA.
      
      
      
      
      
      B ─
       Contenuto della direttiva sui servizi postali
      
      36.  La direttiva sui servizi postali contiene fra l'altro disposizioni sulle dimensioni minime del servizio universale e sulle
      dimensioni massime del settore riservato, condizioni per la concessione dei servizi non riservati e per l'accesso alla rete
      postale, disposizioni per i principi tariffari, per la trasparenza dei conti, per la qualità della concessione di servizi
      e per l'armonizzazione delle norme tecniche. Con queste disposizioni, che pongono soprattutto principi e limiti, è stato creato
      un ambito comunitario cui gli Stati membri dovevano adattare le loro normative.
      
      37.  I più importanti obiettivi della direttiva sui servizi postali sono il miglioramento della qualità dei servizi postali europei
      e la realizzazione del mercato interno per i servizi postali. I più importanti principi sono una graduale e controllata apertura
      alla concorrenza del mercato e la garanzia di un servizio postale universale in tutta l'Unione europea collegato ad alcuni
      criteri minimi.
      
      38.  Dall'undicesimo e dal dodicesimo  
      considerando della direttiva sui servizi postali discende che il servizio postale universale implica un insieme minimo di servizi di una
      qualità chiaramente stabilita, insieme che deve essere offerto a tutti i consumatori. Anche persone che abitano in luoghi
      remoti devono avere almeno per cinque giorni alla settimana la possibilità di inviare posta e di riceverla.
      
      39.  Gli Stati membri possono riservare determinati servizi ai prestatori del servizio universale, qualora ciò sia necessario per
      il mantenimento del servizio universale. Questi servizi riservati possono essere costituiti da diritti esclusivi o da diritti
      speciali. Diritti esclusivi sono diritti che vengono concessi da uno Stato membro per via legislativa o amministrativa e in
      base ai quali la prestazione dei servizi postali viene riservata ad una sola impresa, e questa, entro una determinata area
      geografica, ottiene il diritto in esclusiva di svolgere un servizio postale o di intraprendere un'attività. Diritti speciali
      sono diritti che vengono concessi da uno Stato membro per via legislativa o amministrativa a un determinato numero di imprese,
      in base ai quali entro una determinata area geografica può essere limitato fra l'altro a due o più imprese il numero di imprese
      a cui viene concessa una licenza per la prestazione di un servizio 
      
         			(11)
         		.
      
      40.  L'art. 7 della direttiva sui servizi postali stabilisce varie limitazioni per i servizi che possono essere riservati dagli
      Stati membri. Unicamente i servizi che rientrano entro un prezzo e una categoria di peso determinati possono essere riservati.
      Lo scambio di documenti non può essere riservato 
      
         			(12)
         		.
      
      41.  A mo' di chiarimento va sottolineato che i servizi universali e i servizi riservati non devono necessariamente rientrare nello
      stesso ambito. Soltanto una piccola categoria dei servizi universali può essere riservata a uno o più prestatori tramite diritti
      esclusivi o speciali. Qualora il servizio non possa essere riservato, ma appartenga al servizio universale, uno Stato membro
      può concedere ad un'impresa singole licenze. In tal modo ad un'impresa vengono concessi diritti specifici e le attività vengono
      soggette ad obblighi specifici. Tale impresa però non ottiene così una posizione sul mercato che la differenzia dalle altre
      imprese; non è possibile alcuna limitazione al numero di imprese che possono ottenere una licenza.
      
      42.  Nel caso in cui un servizio non possa essere riservato e non appartenga al servizio universale lo Stato membro può adottare
      norme generali che garantiscono criteri essenziali. Criteri essenziali sono motivi di interesse generale non economici che
      possono indurre uno Stato membro a stabilire condizioni circa la prestazione di servizi postali. Si tratta al riguardo fra
      l'altro della riservatezza della posta e della sicurezza della rete nel settore del trasporto delle materie pericolose. Tramite
      tale regolamentazione la direttiva provvede ad un'armonizzazione parziale.
      
      43.  Tale armonizzazione parziale dà agli Stati membri un limitato potere di mantenere in vigore misure che possono avere effetti
      anticoncorrenziali. Gli Stati membri possono disporre differenze fra prestatori dei servizi postali assegnando diritti esclusivi
      o speciali a uno o più prestatori. Il fatto che determinati servizi possano essere riservati comporta inevitabilmente limitazioni
      allo svolgimento di analoghi servizi da parte di altre imprese stabilite nello Stato membro considerato e da parte di imprese
      stabilite in altri Stati membri.
      
      44.  Inoltre gli Stati membri sono liberi di mettere in vigore o di introdurre norme che siano più liberali di quelle contenute
      nella direttiva sui servizi postali. Siffatte misure devono essere compatibili col Trattato CE.
       V ─ Osservazioni delle parti
      
      45.  Nella misura in cui esse rilevano, riporto in prosieguo le osservazioni delle parti.
      
      46.  Lo Skatteministeriet nelle sue osservazioni ha considerato che si deve esaminare il titolo dell'art. 13 A, n. 1, per stabilire
      quali prestazioni di servizi rientrino nell'esenzione. Gli Stati membri hanno quindi anche il diritto di stabilire se le prestazioni
      fornite dai servizi postali nazionali siano di  
      interesse pubblico. Le prestazioni che, in seguito a tale valutazione, siano considerate tali sono esentate dall'IVA ai sensi dell'art. 13 A,
      n. 1, lett. a), della sesta direttiva. I servizi universali svolti dai servizi postali nazionali sono di interesse pubblico,
      mentre i servizi che vengono svolti dai servizi postali nazionali su base volontaria, quindi, in via di principio, in libera
      concorrenza con altre imprese esistenti o potenziali, secondo lo Skatteministeriet non possono rientrare nelle esenzioni dall'IVA.
      
      47.  A questo proposito lo Skatteministeriet rileva che, qualora per i servizi postali nazionali sussistesse l'esenzione dall'IVA
      per i servizi svolti in libera concorrenza con altri offerenti, di fatto o potenziali, di servizi analoghi, sussisterebbe
      una distorsione della concorrenza incompatibile col principio dell'art. 4, n. 5, della sesta direttiva. In base a detto articolo
      gli enti pubblici vengono considerati soggetti ad imposta qualora le attività o gli atti considerati in caso di esenzione
      tributaria comportino distorsioni della concorrenza di una certa rilevanza.
      
      48.  Esso aggiunge che l'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva dev'essere interpretato alla luce della notevole liberalizzazione
      attuata nel settore dei servizi postali dopo che è stata adottata la sesta direttiva. Non si è mai mirato a esentare i servizi
      prestati dai servizi postali nazionali in libera concorrenza con comuni enti privati quanto, ad esempio, ai servizi postali
      e a quelli relativi ai pacchi. Si deve considerare che la disposizione in parola è stata introdotta soltanto per i servizi
      postali obbligatori che sono di interesse pubblico per i cittadini degli Stati membri.
      
      49.  In breve, lo Skatteministeriet conclude nel senso che soltanto i servizi universali rientrano nell'esenzione di cui all'art. 13 A,
      n. 1, lett. a), della sesta direttiva. I servizi svolti in libera concorrenza con comuni enti privati, come le spedizioni
      di lettere e di pacchi controassegno, non rientrano nell'esenzione.
      
      50.  La Commissione è giunta alla stessa conclusione dello Skatteministeriet. Le spedizioni controassegno non possono essere esentate
      dall'IVA. Tuttavia, la Commissione giunge a tale convincimento per un'altra via.
      
      51.  Poiché la sesta direttiva non definisce varie nozioni per interpretare le stesse nozioni occorre esaminare altre disposizioni 
      
         			(13)
         		. La Commissione si avvale della direttiva sui servizi postali per un'interpretazione più dettagliata delle nozioni in esame.
      
      52.  Tenuto conto del fatto che la direttiva sui servizi postali prescrive un insieme minimo di servizi (servizi universali), che
      implicano un obbligo per gli Stati membri di offrire tali servizi a tutti gli utenti, la Commissione conclude nel senso che
      tali servizi vengono svolti nell'interesse comune. Essa osserva che gli Stati membri hanno il diritto di riservare determinati
      servizi, ma non hanno l'obbligo di farlo. Qualora un servizio postale non sia riservato ad un solo fornitore, ma sia comunque
      esentato dall'IVA, ciò comporta una discriminazione fiscale fra diversi fornitori di servizi. Il principio della neutralità
      fiscale viene violato nel caso in cui un servizio postale non sia riservato, ma determinati fornitori di servizi godano comunque
      di un diverso trattamento fiscale. La Commissione ritiene quindi che un servizio debba essere esentato soltanto nel caso in
      cui un servizio abbia un carattere riservato. In tal modo viene rispettato il principio della neutralità fiscale.
      
      53.  Poiché gli Stati membri sono liberi di mantenere in vigore o di introdurre misure che sono più liberali di quelle previste
      dalla direttiva, la portata delle esenzioni può essere diversa a seconda dello Stato membro. La Commissione non considera
      però ciò un problema in quanto tale possibilità è riconosciuta espressamente dalla direttiva.
      
      54.  La Commissione conclude nel senso che l'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva deve essere interpretato nel seguente
      modo. Uno Stato membro è tenuto a esentare dall'IVA il servizio postale nel caso in cui i servizi siano riservati. Spedizioni
      di lettere e pacchi controassegno non sono riservate in Danimarca dallo Stato membro, il che comporta che l'esenzione dall'IVA
      non può aver luogo.
      
      55.  La Dansk Postordreforening non condivide il punto di vista dello Skatteministeriet e della Commissione. Secondo la Dansk Postordreforening
      il titolo dell'art. 13 A  
      Esenzioni a favore di alcune attività di interesse pubblico non ha alcuna importanza per l'interpretazione dell'art. 13 A, n. 1. Infatti, il titolo insieme al testo della disposizione
      può essere interpretato soltanto nel senso che il legislatore considera i servizi postali come servizi di interesse pubblico.
      I servizi offerti dal servizio postale non possono neanche essere distinti a seconda che siano o meno di pubblico interesse.
      Le nozioni  
      interesse pubblico e  
      prestazioni effettuate dai servizi pubblici postali ex art. 13 A della sesta direttiva sono nozioni di diritto comunitario e non spetta al singolo Stato limitare arbitrariamente
      tali nozioni.
      
      56.  La Dansk Postordreforening non è neanche d'accordo con la tesi dello Skatteministeriet secondo cui gli Stati membri hanno
      il diritto di stabilire se le prestazioni svolte dai servizi postali nazionali siano di  
      pubblico interesse. Secondo la Dansk Postordreforening gli Stati membri possono adottare misure soltanto per prevenire frodi, evasioni ed abusi.
      
      57.  Inoltre, la Dansk Postordreforening ritiene che sia incompatibile col testo della sesta direttiva distinguere fra servizi
      universali e servizi svolti su base volontaria. Si può osservare che le disposizioni in esame non sono previste per tutti
      i servizi della posta, ma soltanto per i servizi postali classici. Tuttavia, in caso di un'interpretazione del genere non
      si tiene conto del chiaro tenore della disposizione, che prevede soltanto un'eccezione per il trasporto di persone e per le
      telecomunicazioni.
      
      58.  La Dansk Postordreforening menziona ancora due particolari motivi per cui l'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva
      non può essere interpretato restrittivamente:
      
      
      ─
         l'art. 13 A, n. 2, esclude dalle esenzioni determinate prestazioni e cessioni di beni. L'art. 13 A, n. 1, lett. a), non è
         però menzionato nella suddetta disposizione. La Dansk Postordreforening ne deduce a contrario che non vi sono motivi per interpretare
         restrittivamente l'art. 13 A, n. 1, lett. a). 
      
      
      
      ─
         L'art. 13 A, n. 1, sub a), della sesta direttiva mira a far funzionare meglio il servizio postale e a rendere economica la
         spedizione postale. Il prelievo IVA su spedizioni di lettere e di pacchi controassegno sarebbe in contrasto con tale obiettivo.
         Non vi è quindi alcun motivo per un'interpretazione restrittiva della disposizione in base alla quale su alcune spedizioni
         postali si potrebbe prelevare l'IVA. 
      
      
      
      59.  Lo scopo di evitare la distorsione della concorrenza secondo la Dansk Postordreforening non può neanche comportare che secondo
      la sesta direttiva è ammesso prelevare l'IVA su spedizioni ai privati quanto ai servizi considerati. Il legislatore comunitario
      mira a far prevalere l'obiettivo di un migliore funzionamento del mercato dei servizi postali rispetto all'obiettivo di evitare
      le distorsioni della concorrenza. Anche se vi è sempre più concorrenza sul mercato dei servizi postali da quando la sesta
      direttiva è entrata in vigore, ciò non può però ancora essere motivo per la Corte per interpretare diversamente la disposizione.
      Spetta al Consiglio e al Parlamento decidere se, a seguito delle mutate circostanze del mercato, la sesta direttiva debba
      essere modificata.
      
      60.  Il governo italiano, al pari della Dansk Postordreforening, ritiene che le spedizioni controassegno devono essere esentate
      dall'IVA. Tali servizi devono però essere esentati dall'IVA soltanto per l'importo che corrisponde al costo del servizio pubblico
      postale. Qualora anche un fornitore di diritto privato offra tali servizi, l'IVA dev'essere riscossa soltanto per la parte
      eccedente il costo del servizio postale pubblico. Tale interpretazione è conforme all'obiettivo perseguito dalla sesta direttiva.
       VI ─ Valutazione
      
      
      
      A ─
       Introduzione
      
      61.  L'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva costituisce una delle eccezioni al principio fondamentale secondo cui è
      soggetta all'imposta sul valore aggiunto ogni cessione effettuata a titolo oneroso da un soggetto passivo. L'art. 13 A, n. 1,
      lett. a), prevede per tutti gli Stati membri un obbligo di concedere esenzioni per le prestazioni effettuate dai servizi pubblici
      postali 
      
         			(14)
         		. Quando un'attività rientra nell'ambito di un'eccezione gli Stati membri devono applicare l'eccezione stessa.
      
      62.  L'art. 13 A, n. 2, che conferisce agli Stati membri il potere di limitare determinate esenzioni, non ha alcuna importanza
      nella causa in esame, in quanto tale articolo non rinvia all'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva. In ogni caso,
      l'elenco ex n. 2 ha un carattere esaustivo.
      
      63.  Si deve quindi esaminare soltanto direttamente il testo dell'art. 13 A, n. 1, lett. a). Alla parte iniziale dell'art. 13 A,
      non spetta, a mio avviso, alcun significato autonomo. Il titolo di un articolo non fa parte della parte normativa di una disposizione.
      Al pari del titolo dell'intera disciplina o di una parte della stessa il titolo (l'epigrafe) di un articolo descrive l'oggetto
      della disciplina seguente. Un titolo ha un carattere esplicativo. Dal titolo di una disposizione si può però dedurre l'intento
      del legislatore. In tale misura il titolo può rilevare ai fini del giudizio della Corte. In tal modo interpreto anche la nozione
      di interesse pubblico contenuta nel titolo dell'art. 13 A. Questa nozione non contiene quindi alcuna limitazione diretta,
      ma determina comunque l'interpretazione delle esenzioni menzionate nell'art. 13 
      
         			(15)
         		. Il titolo nella causa in esame mostra soltanto che, quando si tratta di una prestazione effettuata dai servizi pubblici
      postali, sussiste l'interesse pubblico.
      
      64.  Dopo aver rilevato che alla parte iniziale non spetta alcun significato autonomo, esamino il contenuto dello stesso articolo.
      L'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva formula due criteri, vale a dire i criteri costituiti dalle  
      prestazioni di servizi e dai  
      servizi pubblici postali. La prima nozione è molto ampia e comprende tutte le prestazioni effettuate dai servizi pubblici postali. La limitazione
      è contenuta quindi nel secondo criterio relativo ai  
      servizi pubblici postali.
      
      65.  Dalla giurisprudenza sulla sesta direttiva emerge che devono essere interpretate restrittivamente le espressioni utilizzate
      per indicare le esenzioni menzionate nell'art. 13. Ciò è giustificato da quattro ragioni. In primo luogo, l'art. 13 non esenta
      dall'IVA tutte le attività di interesse pubblico, ma soltanto quelle ivi elencate e descritte molto dettagliatamente 
      
         			(16)
         		. In secondo luogo, un'interpretazione restrittiva è necessaria in quanto si tratta di un'eccezione al principio fondamentale
      secondo cui l'IVA viene riscossa su ogni prestazione effettuata a titolo oneroso da un soggetto passivo 
      
         			(17)
         		. In terzo luogo, le disposizioni devono essere interpretate restrittivamente per garantire la parità del trattamento fiscale,
      e per impedire quindi le distorsioni della concorrenza 
      
         			(18)
         		. In quarto luogo, si deve tener conto del principio della neutralità fiscale 
      
         			(19)
         		.
      
      
      
      B ─
       I servizi riservati
      
      66.  La sentenza Commissione/Germania del 1985, che fornisce una definizione della nozione dei servizi pubblici postali, costituisce
      a mio avviso la premessa per definire il contenuto della nozione, ma con essa non sono ancora risolte le questioni del giudice
      a quo 
      
         			(20)
         		. La nozione  
      servizi pubblici postali dev'essere infatti considerata anche alla luce della direttiva sui servizi postali del 1997. Questa direttiva è entrata in
      vigore dopo la sesta direttiva e con tale direttiva è stato aperto il mercato dei servizi postali e per gli Stati membri sono
      state fissate norme minime armonizzate per il servizio universale. Da allora il settore postale è stato notevolmente modificato
      e in parte liberalizzato.
      
      67.  La direttiva sui servizi postali impone agli Stati membri l'obbligo di garantire il servizio universale, in modo tale che
      ad ogni consumatore venga offerto un servizio di alta qualità. Uno Stato membro ha il potere di riservare determinati servizi
      ad una o più imprese. Gli Stati membri ottengono tale potere ai fini dell'esercizio del servizio universale.
      
      68.  Gli Stati membri hanno al riguardo un ampio potere discrezionale. Il potere discrezionale riguarda non soltanto la fissazione
      dell'ambito delle prestazioni riservate ─ entro i limiti fissati dalla direttiva. Gli Stati sono anche liberi di stabilire
      a chi riservare le prestazioni. Può trattarsi di un servizio pubblico, ma anche di un ente privato. Va aggiunto che possono
      riservare i servizi postali a più enti o imprese.
      
      69.  Il contenuto della nozione di servizio pubblico (
      service public) può essere dedotto dalla sentenza Francia, Italia e Regno Unito/Commissione. Secondo questa sentenza, per impresa pubblica
      va intesa ogni impresa su cui i pubblici poteri possono esercitare, direttamente o indirettamente, un'influenza dominante
      tramite la proprietà, la partecipazione finanziaria o le norme in materia 
      
         			(21)
         		. Quanto alla posta trattasi al riguardo delle tradizionali imprese postali (pubbliche) degli Stati membri, per le quali non
      rileva se esse abbiano una forma di diritto pubblico o di diritto privato.
      
      70.  A dire il vero, dopo questa sentenza la prestazione dei servizi pubblici del settore postale, ma anche di altri settori, è
      cambiata profondamente. Non soltanto enti della stessa autorità pubblica o enti cui l'autorità pubblica partecipa provvedono
      alla prestazione pubblica dei servizi. Anche enti di diritto privato con puri obiettivi commerciali possono effettuare tali
      prestazioni. L'esistenza del servizio pubblico dipende non più dall'influenza dell'autorità pubblica sull'impresa, ma dall'influenza
      dell'autorità stessa sulle attività dell'impresa. In altri termini, in caso di un servizio pubblico l'autorità pubblica garantisce
      lo svolgimento del servizio, ma l'autorità svolge il servizio non necessariamente da sola o lo svolge con l'aiuto di un'impresa
      legata all'autorità.
      
      71.  Effettuo al riguardo un collegamento con l'art. 86, n. 1, CE. La nozione di servizio pubblico non si limita ad un'impresa
      pubblica ai sensi di detta disposizione, ma si estende anche alle imprese cui l'autorità concede diritti speciali o esclusivi.
      I diritti in questione sono necessari per lo svolgimento dei particolari compiti pubblici assegnati a dette imprese.
      
      72.  Ciò mi riporta a considerare la direttiva sui servizi postali. Come ho già osservato, i servizi che rientrano nel servizio
      universale possono essere riservati anche alle imprese che perseguano obiettivi meramente commerciali. Queste imprese ottengono
      in tal modo un diritto ad effettuare le relative prestazioni, ma sono anche tenute a spedire e a ritirare la posta. Il cittadino
      ottiene così nei confronti di tali imprese il diritto alle prestazioni in materia.
      
      73.  La questione che ora sorge è se dette imprese private ottengano in tal modo la natura dei servizi pubblici postali ai sensi
      della sesta direttiva. In base a quanto sopra rilevato la questione può essere risolta soltanto in senso affermativo. Queste
      imprese vengono infatti investite di un determinato compito in base al diritto pubblico. Il loro (eventualmente condiviso)
      monopolio per le prestazioni è direttamente collegato alla loro funzione pubblica che da esse dev'essere svolta. Inoltre,
      per lo svolgimento di tale funzione non rileva chi viene investito della funzione stessa. Faccio riferimento a questo proposito
      al principio della neutralità fiscale, in base al quale le imprese che svolgono la stessa attività non devono essere trattate
      diversamente quanto alla tassazione dell'IVA 
      
         			(22)
         		. Come argomento supplementare menziono anche il fatto che agli Stati membri è consentito affidare contemporaneamente ad un
      servizio pubblico e a un'impresa privata l'esecuzione del servizio universale, o di una parte di tale servizio. In tal caso
      è del tutto escluso un ingiusto trattamento fiscale di entrambi gli enti.
      
      74.  Un'altra concezione sarebbe inoltre in contrasto con l'obiettivo e la portata della direttiva sui servizi postali e dell'esenzione
      dall'IVA. Infatti, si deve ostacolare quanto meno possibile lo svolgimento dei servizi universali e in particolare il servizio
      riservato. L'esenzione sarebbe priva di senso se in uno Stato membro lo svolgimento dell'attività postale non viene più effettuato
      da un'impresa pubblica ai sensi della sentenza Francia, Italia e Regno Unito/Commissione 
      
         			(23)
         		. E' per l'appunto uno degli obiettivi della direttiva sui servizi postali ottenere la liberalizzazione del settore postale.
      Anche i servizi riservati dovrebbero essere assegnati per quanto possibile a imprese private. E' evidente che uno svantaggioso
      trattamento fiscale delle imprese private quanto ai servizi pubblici non favorisce la liberalizzazione.
      
      75.  L'esenzione ex art. 13 A, n. 1, lett. a), mira appunto a trattare più favorevolmente nell'interesse pubblico le attività menzionate.
      Non sarebbe opportuno tassare tali servizi con l'IVA. Ciò agirebbe come un ostacolo. Un'impresa che svolge servizi riservati
      si sostituisce al classico servizio postale (statale), così come esso sussisteva prima dell'entrata in vigore della direttiva
      sui servizi postali. Come conseguenza della direttiva sui servizi postali e della liberalizzazione del settore postale ad
      essa connessa, la nozione di  
      servizi postali pubblici della sesta direttiva acquista un altro contenuto.
      
      76.  Riassumendo: un'impresa alla quale è riservato un servizio postale conformemente alla direttiva sui servizi postali dev'essere
      considerata un  
      servizio pubblico postale ai sensi dell'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva, almeno quanto alla prestazione dei servizi riservati. Al
      riguardo non ha importanza né la forma giuridica, né lo scopo perseguito dall'impresa.
      
      77.  Ciò significa che più prestatori possono beneficiare dell'esenzione dall'IVA, in particolare nel caso in cui uno Stato membro
      conceda diritti speciali a più prestatori. E' vero che ciò non è conforme alla sentenza Commissione/Germania in cui si affermava
      che l'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva si applica soltanto ad un ente di diritto pubblico o a un concessionario
      privato al quale uno Stato membro ha affidato le attività postali 
      
         			(24)
         		. Questa sentenza però ─ come ho già rilevato ─ è stata pronunciata prima che fosse adottata la direttiva sui servizi postali.
      Il contenuto della nozione  
      servizio postale fornito dalla Corte può quindi variare alla luce dei nuovi sviluppi del settore postale.
      
      78.  Un'ulteriore conseguenza che discende dalla tesi che i servizi riservati sono esenti dall'IVA è che differenze sono sorte
      fra gli Stati membri nel settore dell'IVA. Queste differenze sono però l'inevitabile conseguenza del fatto che la direttiva
      sui servizi postali dà agli Stati membri la facoltà di riservare determinati servizi, consentendo inoltre agli Stati membri
      di stabilire quali prestazioni vengano considerate entro tale ambito.
      
      
      
      C ─
       I servizi non riservati
      
      79.  Considero ora i servizi che non sono riservati, ma che appartengono al servizio universale. Lo Stato membro deve garantire
      che anche questi servizi siano disponibili ad un prezzo accessibile, come emerge dall'art. 3 della direttiva sui servizi postali.
      Tuttavia, diversamente da quanto previsto per i servizi riservati, le prestazioni in parola non vengono garantite da una o
      più imprese cui assegnare esclusivamente la prestazione, ma si lascia ai soggetti del mercato lo svolgimento di questo compito
      secondo le normali condizioni di concorrenza. Una conseguenza della direttiva sui servizi postali è pertanto che questa parte
      del settore postale è liberalizzata. Gli Stati membri possono soltanto concedere singole concessioni con cui vengono assegnati
      determinati diritti e l'impresa viene soggetta a obblighi specifici. Poiché questi servizi non vengono riservati tramite diritti
      anche nuove imprese sono in grado di accedere a tale mercato. Nuove imprese offrono servizi supplementari come uno smaltimento
      più celere della posta. Questi servizi non hanno quindi natura pubblica, ma costituiscono attività private ove la concorrenza
      è possibile in termini di prezzo, di qualità e di pluralità di servizi.
      
      80.  E' vero che le licenze possono stabilire determinate condizioni accessorie di natura pubblicistica, ma con ciò tali imprese
      non svolgono alcun compito pubblico. Esse non sono quindi neanche un servizio pubblico ai sensi della sesta direttiva.
      
      81.  L'ultima categoria di servizi è costituita dalle prestazioni che non possono essere riservate e che non costituiscono un servizio
      universale. Per questa categoria vige il principio secondo cui le prestazioni in questione costituiscono attività private
      svolte in regime di libera concorrenza.
      
      82.  Qualora un servizio postale pubblico svolga anche servizi diversi da quelli riservati si pone logicamente la questione se
      anche tali servizi possano essere esentati dall'IVA. La sesta direttiva stabilisce che le prestazioni svolte dai servizi postali
      pubblici rientrano nell'esenzione. Sono dell'avviso che un'impresa ottiene lo status di servizio postale pubblico soltanto
      per i servizi da essa svolti nell'ambito della sua funzione pubblica. La funzione pubblica discende dai diritti esclusivi
      o speciali ad essa assegnati. In breve, soltanto per l'esecuzione dei servizi riservati l'impresa di cui trattasi agisce come
      un servizio postale pubblico. Per gli altri servizi da essa svolti essa dev'essere considerata come un normale soggetto di
      mercato in concorrenza a pari condizioni con gli altri soggetti di mercato. Sarebbe quindi ingiusto se essa ─ diversamente
      dai suoi concorrenti ─ fosse esentata dall'IVA. Ad abundantiam osservo inoltre che i servizi postali svolgono spesso anche
      prestazioni che esulano dalla spedizione e dal ritiro della posta, come ad esempio la vendita di articoli di ufficio o di
      pacchi di Internet. Per tali servizi è del tutto esclusa l'esenzione dall'IVA.
      
      83.  Costituirebbe anche concorrenza sleale far rientrare tali servizi in questo caso nell'esenzione. Ciò è incompatibile con la
      direttiva sui servizi postali e con la sesta direttiva. La direttiva sui servizi postali mira infatti a liberalizzare soltanto
      la parte del mercato postale che non è riservata. Secondo la giurisprudenza la sesta direttiva dev'essere interpretata nel
      senso che non può essere violato il principio della neutralità fiscale, in modo da garantire un trattamento fiscale completamente
      neutro di tutte le attività economiche. Imprenditori che svolgono la stessa attività non possono essere trattati in base a
      criteri diversi quanto al prelievo dell'IVA a causa della loro forma giuridica.
      
      84.  Che cosa tutto ciò deve significare per la causa principale? La Post Danmark è un servizio pubblico postale. In base alla
      legislazione danese vari servizi sono riservati alla Post Danmark; la spedizione di lettere e di pacchi controassegno non
      fa però parte di tali servizi. I servizi riservati sono per legge esentati dall'IVA, il che è compatibile con la direttiva
      sui servizi postali e con la sesta direttiva. Le spedizioni controassegno non sono però riservate, il che comporta che tali
      spedizioni non rientrano nell'esenzione dall'IVA.
        VII ─ Conclusione
      
      85.  Alla luce di quanto sopra, suggerisco alla Corte di risolvere come segue le questioni sollevate dall'Østre Landsret: Uno Stato membro ha l'obbligo di riscuotere l'IVA su servizi che non sono riservati in base all'art. 7 della direttiva del
      Parlamento Europeo e del Consiglio 15 dicembre 1997, 97/67/CE, concernente regole comuni per lo sviluppo del mercato interno
      dei servizi postali comunitari e il miglioramento della qualità del servizio. La nozione di  
      servizio postale pubblico di cui all'art. 13 A, n. 1, lett. a), della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione
      delle legislazioni degli Stati Membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto:
      base imponibile uniforme, dev'essere interpretata nel senso che in tale nozione rientrano anche imprese che perseguono uno
      scopo di lucro, nella misura in cui a queste imprese siano riservati servizi in base all'art. 7 della direttiva 97/67/CE.
      
       1 –
         
           Lingua originale: l'olandese.
      
      2 –
         
         GU L 145, pag. 1.
      
      3 –
         
         GU L 15, pag. 14. 
      
      4 –
         
         Legge dell'8 febbraio 1995, n. 89.
      
      5 –
         
         Sentenza 12 novembre 1998, causa C-149/97, Institute of the Motor Industry (Racc. pag. I-7053, punti 17 e 18).
      
      6 –
         
         Sentenza 20 giugno 2002, causa C-287/00, Commissione/Germania (Racc. pag. I-5811, punti 30-43).
      
      7 –
         
         V. le mie conclusioni del 14 novembre 2002, in relazione alla sentenza 3 aprile 2003, causa C-144/00, Hoffmann (Racc. pag. I-0000).
      
      8 –
         
         Sentenza 7 settembre 1999, causa C-216/97, Gregg (Racc. 1989, pag. I-4947).
      
      9 –
         
         V., in particolare, sentenze 15 giugno 1989, causa 348/87, Stichting Uitvoering Financiële Acties (SUFA) (Racc. pag. 1737,
            punto 11); 25 febbraio 1999, causa C-349/96, CPP (Racc. pag. I-973, punto 15), e 8 marzo 2001, causa C-240/99, Skandia (Racc. pag. I-1951,
            punto 23).
         
      
      10 –
         
         Sentenza 11 luglio 1985, causa C-107/84, Commissione/Germania (Racc. pag. 2655, punto 17).
      
      11 –
         
         Comunicazione della Commissione sull'applicazione delle regole di concorrenza al settore postale e sulla valutazione di alcune
            misure statali relative ai servizi postali, GU 1998 C 39, pagg. 2-18.
         
      
      12 –
         
         Scambio di documenti implica la fornitura di mezzi, compresa la messa a disposizione di locali ad hoc, nonché il trasporto
            da parte di terzi, per l'autoordinazione mediante lo scambio reciproco di spedizioni postali fra utenti che si abbonano a
            questo servizio.
         
      
      13 –
         
         Sentenza 25 febbraio 1999, Card Protection Plan Ltd (CPP), cit. alla nota 9, punto 18. In questa sentenza la Corte ha affermato
            che non vi è motivo di interpretare il termine  
            assicurazione in modo diverso a seconda che il termine venga utilizzato nelle direttive sulle assicurazioni o nella sesta direttiva.
         
      
      14 –
         
         V. sentenza 11 luglio 1985, Commissione/Germania, cit. alla nota 10, punto 17.
      
      15 –
         
         V. le mie conclusioni del 14 novembre 2002, cit. alla nota 7.
      
      16 –
         
         Sentenza 12 novembre 1988, causa C-149/97, Institute of the Motor Industry (Racc. pag. I-7053, punti 17 e 18).
      
      17 –
         
         Sentenza 20 giugno 2002, cit. alla nota 6, punti 30-43.
      
      18 –
         
         V. le mie conclusioni nella causa Hoffmann, cit. alla nota 7.
      
      19 –
         
         V. sentenza Gregg, cit. alla nota 8.
      
      20 –
         
         Sentenza Commissione/Germania, cit. alla nota 10, punto 17.
      
      21 –
         
         Sentenza 6 luglio 1982, cause riunite da 188/80 a C-190/80 (Racc. pag. 2545, punto 25).
      
      22 –
         
         Sentenza Gregg, cit. alla nota 8.
      
      23 –
         
         Cit. alla nota 20.
      
      24 –
         
         Sentenza Commissione/Germania, cit. alla nota 10, punto 17.