CELEX: 52012PC0333
Language: it
Date: 2012-06-20
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che l’Unione europea deve adottare nel Comitato misto SEE in merito a una modifica dell’allegato XX (Ambiente) dell’accordo SEE

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		52012PC0333
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che l’Unione europea deve adottare nel Comitato misto SEE in merito a una modifica dell’allegato XX (Ambiente) dell’accordo SEE /* COM/2012/0333 final - 2012/0161 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Per garantire la certezza del diritto e l’omogeneità
del mercato interno, il Comitato misto SEE provvede a integrare con la massima
sollecitudine, dopo l’adozione, tutta la pertinente legislazione dell’UE nell’accordo
SEE.
2.           ESITO DELLE CONSULTAZIONI DELLE PARTI
INTERESSATE E DELLA VALUTAZIONE D’IMPATTO
Il progetto di decisione del Comitato misto SEE
(allegato alla proposta di decisione del Consiglio) mira ad integrare la
direttiva 2009/29/CE, del 23 aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE
al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di
quote di emissione di gas a effetto serra (sistema UE ETS). Tale progetto mira
altresì a integrare il regolamento (UE) n. 1031/2010 della Commissione, del 12
novembre 2010, relativo ai tempi, alla gestione e ad altri aspetti della
vendita all’asta delle quote di emissioni dei gas a effetto serra a norma della
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un
sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella
Comunità, modificato dal regolamento (UE) n. 1210/2011 della Commissione, del 23 novembre 2011,
recante modifica del regolamento (UE) n. 1031/2010 al fine di determinare, in
particolare, il volume delle quote di emissioni dei gas a effetto serra da
mettere all’asta prima del 2013, nonché altri atti della Commissione adottati
ai sensi della direttiva 2003/87/CE o che modificano atti precedenti della
Commissione nello stesso settore.
Gli Stati EFTA SEE partecipano al sistema UE ETS
dal 2008, a seguito dell’integrazione della direttiva 2003/87/CE nell’accordo
SEE. Conformemente al principio di omogeneità che è alla base dello Spazio
economico europeo, gli atti che modificano o attuano il sistema UE ETS
dovrebbero essere integrati nell’accordo SEE. 
Gli adattamenti proposti dagli Stati EFTA sono
motivati dall’estensione del sistema UE ETS agli Stati EFTA. Tali adattamenti
riguardano la direttiva 2003/87/CE, modificata dalla direttiva 2009/29/CE, e il
regolamento (UE) n. 1031/2010. 
Molti adattamenti inclusi nel presente progetto di
decisione del Comitato misto SEE sono già previsti nell’Allegato XX dell’accordo
SEE in relazione alla direttiva 2003/87/CE. La formulazione degli
adattamenti è stata modificata in un’ottica di semplificazione.
Inoltre, gli Stati EFTA propongono un adattamento
volto ad adeguare la quota di emissioni che l’Islanda deve mettere all’asta
(cfr. articolo 1, paragrafo 2, lettera l) del progetto di decisione del
Comitato misto SEE).
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
A norma dell’articolo 1, paragrafo 3, del
regolamento (CE) n. 2894/94 del Consiglio, relativo ad alcune modalità di
applicazione dell’accordo sullo Spazio economico europeo, spetta al Consiglio,
su proposta della Commissione, definire la posizione dell’Unione in ordine a
tali decisioni.
Il progetto di decisione del Comitato misto SEE
viene trasmesso dalla Commissione al Consiglio, per adozione, quale posizione
dell’Unione. La Commissione spera di poterlo presentare quanto prima in sede di
Comitato misto SEE.
2012/0161 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla posizione che l’Unione europea
deve adottare
nel Comitato misto SEE
in merito a una modifica dell’allegato XX
(Ambiente)
dell’accordo SEE
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 192, paragrafo 1, in combinato disposto
con l’articolo 218, paragrafo 9,
visto il regolamento (CE) n. 2894/94 del
Consiglio, del 28 novembre 1994, relativo ad alcune modalità di applicazione
dell’accordo sullo Spazio economico europeo[1],
in particolare l’articolo 1, paragrafo 3,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       L’accordo sullo Spazio
economico europeo[2] (“l’accordo
SEE”) è entrato in vigore il 1° gennaio 1994.
(2)       A norma dell’articolo 98 dell’accordo
SEE, il Comitato misto SEE può decidere di modificare, tra l’altro, l’allegato
XX dell’accordo.
(3)       L’allegato XX dell’accordo
SEE contiene disposizioni e norme specifiche in materia di ambiente.
(4)       Occorre integrare nell’accordo
SEE la direttiva 2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23
aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed
estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a
effetto serra[3].
(5)       Occorre integrare nell’accordo
SEE il regolamento (UE) n. 1031/2010 della Commissione, del 12 novembre 2010,
relativo ai tempi, alla gestione e ad altri aspetti della vendita all’asta
delle quote di emissioni dei gas a effetto serra a norma della direttiva 2003/87/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema per lo scambio
di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità[4], modificato dal regolamento (UE) n. 1210/2011
della Commissione, del 23 novembre 2011, recante modifica del
regolamento (UE) n. 1031/2010 al fine di determinare, in particolare, il volume
delle quote di emissioni dei gas a effetto serra da mettere all’asta prima del 2013[5], nonché altri atti della Commissione
adottati ai sensi della direttiva 2003/87/CE.
(6)       È opportuno prevedere alcuni
adattamenti in relazione alla direttiva 2003/87/CE, modificata dalla direttiva 2009/29/CE,
e al regolamento (UE) n. 1031/2010; tali adattamenti sono giustificati dall’estensione
del sistema ETS dell’Unione europea agli Stati EFTA SEE.
(7)                   Occorre pertanto
modificare opportunamente l’allegato XX dell’accordo SEE.
(8)       La posizione dell’Unione
europea in sede di Comitato misto SEE deve basarsi sul progetto di decisione
accluso,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
La posizione che l’Unione europea deve
adottare in sede di Comitato misto SEE in merito alla modifica proposta dell’allegato
XX (Ambiente) dell’accordo SEE si basa sul progetto di decisione del Comitato
misto SEE accluso alla presente decisione.
I rappresentanti dell’Unione nel Comitato
misto SEE possono accettare lievi modifiche del progetto di decisione senza un’ulteriore
decisione del Consiglio. 
Articolo 2
Una volta adottata, la decisione del Comitato
misto SEE è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. 
Articolo […]
La presente decisione entra in vigore il
giorno dell’adozione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO 
DECISIONE
DEL COMITATO MISTO SEE 
N. 
del
che
modifica l’allegato XX (Ambiente) dell’accordo SEE
IL COMITATO MISTO SEE,
visto l’accordo sullo Spazio economico
europeo, modificato dal protocollo che adegua l’accordo sullo Spazio economico
europeo, di seguito denominato “l’accordo”, in particolare l’articolo 98,
considerando quanto segue:
(1)                   
L’allegato XX dell’accordo è stato modificato dalla
decisione del Comitato misto SEE n. …/… del … [6].
(2)                   
Occorre integrare nell’accordo il regolamento (UE)
n. 1031/2010 della Commissione, del 12 novembre 2010, relativo ai tempi, alla
gestione e ad altri aspetti della vendita all’asta delle quote di emissioni dei
gas a effetto serra a norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e
del Consiglio che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni
dei gas a effetto serra nella Comunità[7].
(3)                   
Occorre integrare nell’accordo il regolamento (UE)
n. 550/2011 della Commissione, del 7 giugno 2011, che stabilisce, a
norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, alcune
restrizioni applicabili all’uso dei crediti internazionali generati da progetti
relativi a gas industriali[8].
(4)                   
Occorre integrare nell’accordo il regolamento (UE)
n. 1210/2011 della Commissione, del 23 novembre 2011, recante
modifica del regolamento (UE) n. 1031/2010 al fine di determinare, in
particolare, il volume delle quote di emissioni dei gas a effetto serra da
mettere all’asta prima del 2013[9].
(5)                   
Occorre integrare nell’accordo la direttiva 2009/29/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, che modifica la
direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema
comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra[10].
(6)                   
Occorre integrare nell’accordo la decisione 2010/2/UE
della Commissione, del 24 dicembre 2009, che determina, a norma della
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, un elenco dei
settori e dei sottosettori ritenuti esposti a un rischio elevato di
rilocalizzazione delle emissioni di carbonio[11].
(7)                   
Occorre integrare nell’accordo la decisione 2010/345/UE
della Commissione, dell’8 giugno 2010, recante modifica della decisione 2007/589/CE
per quanto riguarda l’inclusione delle linee guida per il monitoraggio e la
comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra derivanti dalla cattura,
dal trasporto e dallo stoccaggio geologico del biossido di carbonio (CO2)[12].
(8)                   
Occorre integrare nell’accordo la decisione 2010/670/UE
della Commissione, del 3 novembre 2010, che definisce i criteri e le
misure per il finanziamento di progetti dimostrativi su scala commerciale
mirati alla cattura e allo stoccaggio geologico del CO2 in modo
ambientalmente sicuro, nonché di progetti dimostrativi relativi a tecnologie
innovative per le energie rinnovabili nell’ambito del sistema di scambio delle
quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità istituito dalla
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio[13].
(9)                   
Occorre integrare nell’accordo la decisione 2011/278/UE
della Commissione, del 27 aprile 2011, che stabilisce norme transitorie
per l’insieme dell’Unione ai fini dell’armonizzazione delle procedure di
assegnazione gratuita delle quote di emissioni ai sensi dell’articolo 10 bis
della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio[14].
(10)               
Occorre integrare nell’accordo la decisione 2011/540/UE
della Commissione, del 18 agosto 2011, che modifica la decisione 2007/589/CE
per quanto riguarda l’inclusione di linee guida in materia di monitoraggio e
comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra derivate da nuove attività
e nuovi gas[15].
(11)               
Occorre integrare nell’accordo la decisione 2011/745/UE
della Commissione, dell’11 novembre 2011, che modifica le decisioni 2010/2/UE
e 2011/278/UE per quanto riguarda i settori e sottosettori ritenuti esposti a
un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio[16].
(12)               
La presente decisione del Comitato misto SEE lascia
impregiudicata l’autonomia delle Parti contraenti per quanto riguarda i
negoziati internazionali sui cambiamenti climatici, segnatamente nell’ambito
della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, del
protocollo di Kyoto e di ogni altro accordo internazionale sui cambiamenti
climatici, ad eccezione degli aspetti riguardanti il sistema UE ETS integrati
nell’accordo SEE. Gli Stati EFTA, tuttavia, tengono debitamente conto degli
obblighi assunti a norma dell’accordo SEE. Ciascuno Stato EFTA deve provvedere
ad attuare politiche e misure per rispettare i suoi obblighi internazionali a
norma della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici,
del protocollo di Kyoto e di ogni altro accordo internazionale sui cambiamenti
climatici.
(13)               
La partecipazione degli Stati EFTA al sistema UE
ETS lascia impregiudicata la loro partecipazione a qualsiasi strumento
flessibile di riduzione delle emissioni.
(14)               
L’estensione del sistema agli impianti degli Stati
EFTA implica un aumento del quantitativo totale di quote nell’ambito del
sistema ETS ai sensi degli articoli 9 e 9 bis della direttiva 2003/87/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio. Gli Stati EFTA indicano nella Parte A
dell’Appendice della direttiva le cifre pertinenti per consentire alla
Commissione di determinare il quantitativo medio annuo totale di quote per l’insieme
del SEE.
(15)               
La Commissione informa gli Stati EFTA del negoziato
e della conclusione degli accordi con i paesi terzi di cui all’articolo 11 bis
della direttiva 2003/87/CE e delle possibili conseguenze sull’uso delle
riduzioni certificate delle emissioni (CER).
(16)               
Quando viene concluso un accordo ai sensi dell’articolo
11 bis o dell’articolo 25 della direttiva 2003/87/CE, gli Stati EFTA e i loro
operatori non sono discriminati rispetto agli Stati membri dell’UE e ai loro
operatori.
(17)               
La Commissione informa gli Stati EFTA in merito all’attuazione
dell’articolo 24 bis, paragrafo 1, della direttiva 2003/87/CE e delle possibili
conseguenze sul quantitativo di quote nell’ambito del sistema UE ETS.
(18)               
Gli Stati EFTA sono pienamente a favore di un
aumento del quantitativo di quote messe all’asta nell’ambito del sistema UE ETS
in modo da arrivare alla soppressione delle assegnazione gratuite nel 2007. Gli
Stati EFTA hanno sempre voluto aumentare la percentuale delle quote assegnate a
titolo oneroso e fanno presente l’adattamento e) di cui all’articolo 1,
paragrafo 2, della decisione del Comitato misto SEE n. 146/2007[17]
che integra la direttiva 2003/87/CE nell’accordo.
(19)               
Gli Stati EFTA si serviranno delle piattaforme d’asta
comuni designate ai sensi dell’articolo 26 del regolamento 1031/2010 e
nomineranno un sorvegliante d’asta, selezionato ai sensi dell’articolo 24 del
medesimo regolamento, incaricato di vigilare sulle loro quote messe all’asta.
Non partecipando all’azione comune, gli Stati EFTA non avranno compiti
specifici nelle procedure di appalto con cui si nominano le piattaforme comuni
d’asta e il sorvegliante d’asta. Una volta designati le piattaforme e il
sorvegliante d’asta, ciascuno Stato EFTA cercherà di concludere un contratto
con loro. Nei limiti del possibile, la Commissione vigilerà affinché le
piattaforme d’asta concludano un contratto con gli Stati EFTA, mutatis mutandis,
alle stesse condizioni previste, per gli Stati membri UE partecipanti, nei
contratti derivanti da procedure di appalto congiunte, purché gli Stati EFTA
decidano di raggruppare la vendita all’asta delle loro quote e delle quote
degli Stati membri UE partecipanti. Nei limiti del possibile, la Commissione
vigilerà affinché il sorvegliante d’asta concluda un contratto con gli Stati
EFTA, mutatis mutandis, alle stesse condizioni previste sia per gli
Stati membri UE partecipanti che per quelli non partecipanti, a seconda che gli
Stati EFTA decidano di raggruppare o meno la vendita all’asta delle loro quote
e delle quote degli Stati membri dell’UE partecipanti.
(20)               
Le questioni finanziarie non fanno parte dell’accordo.
I contributi finanziari degli Stati EFTA agli Stati membri dell’UE sono
negoziati attraverso i meccanismi finanziari del SEE. L’applicazione delle
disposizioni della direttiva 2003/87/CE relative a queste questioni e ai
criteri di ripartizione, fra alcuni Stati membri UE, di determinate percentuali
del quantitativo totale delle quote da mettere all’asta conformemente all’articolo
10, paragrafo 2, lettere b) e c) e agli allegati IIa e IIb della direttiva 2003/87/CE
non pregiudica pertanto il campo di applicazione dell’accordo.
(21)               
L’Autorità di vigilanza EFTA opera in stretto
coordinamento con la Commissione ogniqualvolta è chiamata a svolgere compiti
riguardanti gli Stati EFTA per i quali la Commissione è competente per quanto
riguarda gli Stati membri UE a norma della direttiva 2003/87/CE, del regolamento
(CE) n. 2216/2004, della decisione 2007/589/CE e della decisione 2006/780/CE.
Tra questi compiti figurano, tra l’altro, la valutazione delle misure nazionali
di attuazione di cui all’articolo 11 e le richieste di inclusione unilaterale
di altre attività e gas a norma dell’articolo 24 della direttiva 2003/87/CE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’allegato XX dell’accordo è così modificato:
1.           Al punto 21al (Direttiva 2003/87/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio) è aggiunto il seguente trattino:
“-      32009 L 0029: Direttiva 2009/29/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009 (GU L 140 del 5.6.2009,
pag. 63).”
2.           Gli adattamenti del punto 21al
(Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio) sono sostituiti
da quanto segue:
“Ai fini del presente accordo, le disposizioni
della direttiva si intendono adattate come in appresso:
(a)     Fatti salvi gli sviluppi futuri da parte
del Comitato misto SEE, è opportuno ricordare che nell’accordo SEE non sono
integrati i seguenti atti comunitari:
(i)      decisione 2002/358/CE
del Consiglio, del 25 aprile 2002, riguardante l’approvazione, a nome della
Comunità europea, del protocollo di Kyoto allegato alla convenzione quadro
delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e l’adempimento congiunto dei
relativi impegni[18],
(ii)      decisione n. 280/2004/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, relativa ad un meccanismo per
monitorare le emissioni di gas a effetto serra nella Comunità e per attuare il
protocollo di Kyoto[19].
(b)     Al momento dell’integrazione della
direttiva, nel territorio del Liechtenstein non si svolgono attività di
trasporto aereo quali definite nella direttiva. Il Liechtenstein si conformerà
alla direttiva quando attività pertinenti di trasporto aereo avranno luogo sul
suo territorio.
(c)     All’articolo 3 quater, paragrafo 4, è
aggiunto il comma seguente:
         “Il Comitato misto SEE, conformemente
alle procedure stabilite nell’accordo e sulla base delle cifre presentate dall’Autorità
di vigilanza EFTA in collaborazione con Eurocontrol, decide in merito alle
emissioni storiche del trasporto aereo nel SEE aggiungendo i dati relativi ai
voli effettuati all’interno del territorio e tra i territori degli Stati EFTA e
ai voli effettuati tra gli Stati EFTA e i paesi terzi alla decisione della
Commissione quando quest’ultima sarà integrata nell’accordo SEE.”
(d)     All’articolo 3 quinquies, paragrafo 4, è
soppresso il secondo comma.
(e)     All’articolo 3 sexies, paragrafo 2, e all’articolo
3 septies, paragrafo 4, è aggiunto il comma seguente:
         “Entro la stessa data, gli Stati EFTA
presentano le domande ricevute all’Autorità di vigilanza EFTA, che le trasmette
immediatamente alla Commissione.”
(f)      All’articolo 3 sexies, paragrafo 3, sono
aggiunti i commi seguenti:
         “Il Comitato misto SEE, conformemente
alle procedure stabilite nell’accordo e sulla base delle cifre presentate dall’Autorità
di vigilanza EFTA in collaborazione con Eurocontrol, decide per quanto riguarda
il SEE in merito al numero complessivo di quote, al numero di quote da mettere
all’asta, al numero di quote da porre nella riserva speciale e al numero di
quote a titolo gratuito aggiungendo i dati relativi ai voli effettuati all’interno
e tra i territori degli Stati EFTA e ai voli effettuati tra gli Stati EFTA e i
paesi terzi alla decisione della Commissione quando quest’ultima sarà integrata
nell’accordo SEE.
         La Commissione decide in merito ai
parametri validi per l’intero SEE. Durante il processo decisionale la
Commissione collabora strettamente con l’Autorità di vigilanza EFTA. Il calcolo
e la pubblicazione delle quote da parte degli Stati EFTA ai sensi dell’articolo
3 sexies, paragrafo 4, seguiranno la decisione del Comitato misto SEE che
integra la decisione adottata dalla Commissione nell’accordo SEE.”
(g)     All’articolo 3 septies, paragrafo 5, è aggiunto il comma
seguente:
          “La Commissione decide in merito ai parametri validi per l’intero
SEE. Durante il processo decisionale la Commissione collabora strettamente con
l’Autorità di vigilanza EFTA. Il calcolo e la pubblicazione delle quote da
parte degli Stati EFTA ai sensi dell’articolo 3 septies, paragrafo 7, seguono
la decisione del Comitato misto SEE che integra la decisione adottata dalla
Commissione nell’accordo SEE.”
(h)     All’articolo 9 sono aggiunti i seguenti
paragrafi:
         “L’aumento del quantitativo medio annuo
totale delle quote nell’ambito del sistema UE ETS derivante dall’estensione del
sistema al Liechtenstein e alla Norvegia a norma del paragrafo 1 è conforme
alle decisioni dell’Autorità di vigilanza EFTA sui loro piani nazionali di
assegnazione per il periodo dal 2008 al 2012.
         L’aumento del quantitativo medio annuo
totale delle quote nell’ambito del sistema UE ETS derivante dall’estensione del
sistema all’Islanda a norma del paragrafo 1 corrisponde a 23 934 tonnellate di
CO2 equivalente. 
         Per quanto riguarda gli Stati EFTA, le
cifre da considerare per il calcolo del quantitativo di quote da rilasciare per
l’insieme del SEE a partire dal 2013 conformemente al presente articolo
figurano nella parte A dell’Appendice.”
(i)      All’articolo 9 bis, paragrafo 1, è
aggiunta la frase seguente:
         “Per la Norvegia, il quantitativo medio
annuo di quote rilasciate per quanto riguarda gli impianti menzionati al
presente paragrafo è 878 850.”
(j)      All’articolo 9 bis, paragrafo 2, è
aggiunto il comma seguente:
         “Per quanto riguarda gli impianti degli
Stati EFTA che esercitano le attività di cui all’allegato I, che sono inseriti
nel sistema comunitario solo a partire dal 2013, le emissioni medie annue
durante il periodo di riferimento per l’adeguamento sono:
         Islanda: 1 862 571 tonnellate
di CO2 equivalente.
         Liechtenstein: 0 tonnellate di CO2
equivalente.
         Norvegia: 5 269 254 tonnellate
di CO2 equivalente.”
(k)     All’articolo 9 bis, dopo il paragrafo 4
sono inseriti i seguenti paragrafi:
“5.     Per quanto riguarda gli Stati EFTA, le
cifre da considerare per l’adeguamento del quantitativo di quote per l’insieme
del SEE da rilasciare a partire dal 2013 conformemente al presente articolo
figurano nella parte A dell’Appendice.
6.       La Commissione calcola e adegua il
quantitativo annuo di quote per l’insieme del SEE da rilasciare a partire dal 2013
conformemente all’articolo 9 e al presente articolo per includere le cifre
degli Stati EFTA riportate nella parte A dell’Appendice. La Commissione pubblica
i quantitativi di quote adeguati per l’insieme del SEE per il 2013 e oltre.”
(l)      All’articolo 10, paragrafo 2, è aggiunto
il seguente paragrafo: 
         “Ai fini della lettera a), le quote del
Liechtenstein e della Norvegia sono calcolate sulla base delle seguenti
emissioni:
         Liechtenstein: 20 943 tonnellate di
CO2 equivalente. 
         Norvegia: 18 635 669
tonnellate di CO2 equivalente.
         Per quanto riguarda l’Islanda, la quota
di cui alla lettera a) è calcolata sulla base di una cifra di 36 196
tonnellate di CO2 equivalente, maggiorata di 899 645 tonnellate
di CO2 equivalente, che rappresentano la quota di emissioni
verificate per il 2005 emesse da impianti che esercitano le attività di cui all’allegato
I, che saranno inseriti nel sistema comunitario solo a partire dal 2013.
La quota dell’Islanda è così calcolata sulla base di 935 841 tonnellate di
CO2 equivalente.”
(m)    L’articolo 10, paragrafo 3, non si applica
agli Stati EFTA.
(n)     All’articolo 11 bis, paragrafo 8, dopo il
quinto comma è aggiunto il comma seguente:
         “Per quanto riguarda gli Stati EFTA, le
cifre da considerare per il calcolo delle riduzioni per l’insieme del SEE
conformemente al quinto comma figurano nella parte B dell’Appendice.”
(o)     La seconda frase dell’articolo 16,
paragrafo 3, è sostituita dal testo seguente:
“Gli Stati EFTA istituiscono ammende per le
emissioni in eccesso equivalenti a quelle applicate negli Stati membri dell’UE.”
(p)     Dopo l’articolo 16, paragrafo 12, è
inserito il paragrafo seguente:
“13.   Gli Stati EFTA presentano tutte le domande
formulate ai sensi dell’articolo 16, paragrafi 5, e 10, all’Autorità di
vigilanza EFTA, che le trasmetterà immediatamente alla Commissione.”
(q)     All’articolo 18 bis, paragrafo 1, è
aggiunto il comma seguente:
         “La riassegnazione degli operatori aerei
agli Stati EFTA deve avere luogo nel 2011, dopo che l’operatore avrà
rispettato gli obblighi per il 2010. Per la riassegnazione degli operatori
aerei inizialmente assegnati ad uno Stato membro sulla base dei criteri
menzionati alla lettera b) può essere accordata una diversa scadenza dallo
Stato membro di riferimento iniziale, se l’operatore lo richiede esplicitamente
entro sei mesi dall’adozione da parte della Commissione dell’elenco di
operatori SEE di cui all’articolo 18 bis, paragrafo 3, lettera b). In
questo caso, la riassegnazione ha luogo entro il 2020 per quanto riguarda il
periodo di scambio che decorre dal 2021.”
(r)      All’articolo 18 bis, paragrafo 3,
lettera b) dopo le parole “operatori aerei” sono inserite le parole “del
SEE".
(s)     All’articolo 18 ter è aggiunto il comma
seguente:
         “Ai fini dell’adempimento degli obblighi
previsti dalla direttiva, gli Stati EFTA e l’Autorità di vigilanza EFTA possono
chiedere l’assistenza di Eurocontrol o di un’altra organizzazione competente e,
a tal fine, possono concludere opportuni accordi con tali
organizzazioni.” 
(t)      All’articolo 20 è aggiunto il seguente
paragrafo:
“4.     Gli atti di rilascio, trasferimento e
cancellazione delle quote di emissioni riguardanti gli Stati EFTA, i loro
gestori e gli operatori aerei da essi gestiti sono registrati nel catalogo
indipendente degli atti di cui al paragrafo 1.
          L’amministratore centrale è competente
a svolgere i compiti di cui ai paragrafi da 1 a 3 per quanto riguarda gli Stati
EFTA, i loro gestori o gli operatori aerei da essi gestiti.”
(u)     All’articolo 25 è aggiunto il seguente
paragrafo:
“3.     Le quote di emissioni del sistema
comunitario comprendono le quote di emissioni rilasciate o scambiate dagli
Stati EFTA o dai loro gestori nell’ambito del sistema comunitario. Quando la
Comunità conclude un accordo di cui al presente articolo, non si fanno
distinzioni tra le suddette quote di emissioni. 
          La Commissione informa il prima
possibile gli Stati EFTA del negoziato e della conclusione di accordi o di
accordi non vincolanti conformemente al presente articolo.”
(v)     Gli Stati EFTA che partecipano al sistema
di scambio delle quote di emissioni dell’UE forniscono informazioni secondo i
requisiti di cui all’articolo 30, paragrafo 3, primo comma. A questi
Stati non si applicano invece gli obblighi di segnalazione di cui al secondo
comma.
(w)    Dopo l’allegato V è aggiunto quanto segue:
“APPENDICE
PARTE A
Cifre
degli Stati EFTA da considerare per il calcolo e l’adeguamento 
del quantitativo di quote da rilasciare a partire dal 2013
conformemente agli articoli 9 e 9 bis della direttiva 2003/87/CE
1.         Cifre
degli Stati EFTA conformemente all’articolo 9
Per calcolare queste cifre, è stato applicato
il fattore lineare di 1,74%.
Islanda
Queste cifre si basano sulla media delle
emissioni annue verificate dal 2005 al 2010 per attività a cui si applica in
linea di principio la direttiva 2003/87/CE durante il periodo dal 2008 al 2012,
corrispondenti a 23 934 quote.
 Anno || Quantitativo di quote 
 2013 || 22 684 
 2014 || 22 268 
 2015 || 21 851 
 2016 || 21 435 
 2017 || 21 018 
 2018 || 20 602 
 2019 || 20 186 
 2020 || 19 769 
Liechtenstein
Queste cifre sono basate sul quantitativo
medio annuo totale di quote rilasciate dal Liechtenstein per il periodo dal 2008
al 2012, corrispondenti a 17 943 quote come indicato nel piano nazionale
di assegnazione.
 Anno || Quantitativo di quote 
 2013 || 17 006 
 2014 || 16 694 
 2015 || 16 382 
 2016 || 16 070 
 2017 || 15 758 
 2018 || 15 445 
 2019 || 15 133 
 2020 || 14 821 
Norvegia
Queste cifre sono basate sul quantitativo
medio annuo totale di quote rilasciate dalla Norvegia per il periodo dal 2008
al 2012, corrispondenti a 14 255 268 quote come indicato nel piano
nazionale di assegnazione.
 Anno || Quantitativo di quote 
 2013 || 13 511 143 
 2014 || 13 263 101 
 2015 || 13 015 060 
 2016 || 12 767 018 
 2017 || 12 518 976 
 2018 || 12 270 935 
 2019 || 12 022 893 
 2020 || 11 774 851 
2.         Cifre degli Stati EFTA conformemente all’articolo 9 bis,
paragrafo 1 
Per calcolare queste cifre, è stato applicato
il fattore lineare di 1,74%.
Norvegia
 Anno || Quantitativo di quote 
 2013 || 832 974 
 2014 || 817 682 
 2015 || 802 390 
 2016 || 787 098 
 2017 || 771 806 
 2018 || 756 514 
 2019 || 741 222 
 2020 || 725 930 
3.         Cifre degli Stati EFTA conformemente all’articolo 9 bis,
paragrafo 2 
Per calcolare queste cifre, è stato applicato
il fattore lineare di 1,74%.
Islanda
 Anno || Quantitativo di quote 
 2013 || 1 732 936 
 2014 || 1 700 527 
 2015 || 1 668 119 
 2016 || 1 635 710 
 2017 || 1 603 301 
 2018 || 1 570 892 
 2019 || 1 538 484 
 2020 || 1 506 075 
Norvegia
 Anno || Quantitativo di quote 
 2013 || 4 994 199 
 2014 || 4 902 514 
 2015 || 4 810 829 
 2016 || 4 719 144 
 2017 || 4 627 459 
 2018 || 4 535 774 
 2019 || 4 444 089 
 2020 || 4 352 404 
PARTE B
Cifre
degli Stati EFTA da considerare per il calcolo 
delle riduzioni per l’insieme del SEE conformemente al quinto comma dell’articolo 11 bis,
paragrafo 8
   || Emissioni dei settori esistenti (2005) (in tonnellate di CO2 equivalente) || Emissioni dei nuovi settori inclusi dal 2013 (2005) (in tonnellate di CO2 equivalente) 
 Islanda || 36 196 || 899 645 
 Liechtenstein || 18 121 || 0 
 Norvegia || 19 730 000 || 6 140 000 
”
3.           Dopo il punto 21al (direttiva 2003/87/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio) sono inseriti i punti seguenti:
“21ala.32010 R 1031: Regolamento (UE) n. 1031/2010
della Commissione, del 12 novembre 2010, relativo ai tempi, alla gestione
e ad altri aspetti della vendita all’asta delle quote di emissioni dei gas a
effetto serra a norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei
gas a effetto serra nella Comunità (GU L 302 del 18.11.2010, pag. 1),
modificato da:
-        32011 R 1210: Regolamento (UE) n.
1210/2011 della Commissione del 23 novembre 2011 (GU L 308 del 24.11.2011, pag.
2).”
Ai fini del presente
accordo, le disposizioni del regolamento si intendono adattate come in
appresso:
(a)     La prima frase dell’articolo 22,
paragrafo 7, è così modificata:
“Gli Stati EFTA comunicano l’identità e l’indirizzo
del sorvegliante d’asta all’Autorità di vigilanza EFTA, che trasmetterà le
informazioni alla Commissione.”
(b)     All’articolo 24, paragrafo 2, sono
aggiunte le frasi seguenti:
“Gli Stati EFTA stipulano un contratto con il
sorvegliante d’asta nominato a seguito della procedura di appalto congiunta tra
la Commissione e gli Stati membri per vigilare su tutta la procedura d’asta.
All’articolo 25, paragrafi 1, 2, 3, 4 e 5, i termini “Stato/i membro/i comprendono
anche gli Stati EFTA.”
(c)     All’articolo 26, paragrafi 1 e 2, è aggiunto il seguente comma:
“Gli Stati EFTA stipulano un contratto con la piattaforma d’asta
nominata congiuntamente dalla Commissione e dagli Stati membri UE partecipanti
per la messa all’asta della loro parte di quote, se essi decidono di
raggruppare la vendita all’asta delle loro quote e delle quote degli Stati
membri dell’UE partecipanti all’azione comune.”
(d)     All’articolo 27, paragrafo 1, e all’articolo
28, paragrafo 1, è aggiunta la frase seguente:
“Fatte salve le modalità stipulate nei contratti
che devono essere conclusi tra gli Stati EFTA e la piattaforma d’asta, la
piattaforma d’asta nominata a seguito della procedura di appalto congiunta tra
la Commissione e gli Stati membri partecipanti all’azione comune può prestare i
servizi summenzionati anche agli Stati EFTA.”
(e)     Gli articoli da 30 a 32 non si applicano
agli Stati EFTA, purché questi ultimi abbiano stipulato un contratto con le
piattaforme d’asta ai sensi dell’articolo 26, conformemente all’adattamento c).
(f)      All’articolo 52, paragrafo 3, sono
aggiunti i commi seguenti:
“Le spese per il sorvegliante d’asta relative ad
una piattaforma d’asta nominata ai sensi dell’articolo 26, paragrafi 1, o 2, e
che abbia concluso un contratto con gli Stati EFTA, sono ripartite tra gli
Stati membri che partecipano all’azione comune e gli Stati EFTA conformemente
alle loro parti nel volume totale di quote messe all’asta sulla piattaforma in
questione, purché gli Stati EFTA raggruppino la vendita all’asta delle loro
quote e delle quote degli Stati membri UE partecipanti all’azione comune.
Le spese per il sorvegliante d’asta relative ad
una piattaforma d’asta nominata ai sensi dell’articolo 30, paragrafo 1 o 2, e
che abbia concluso un contratto con gli Stati EFTA, ivi comprese le spese per
le relazioni di cui all’articolo 25, paragrafo 4, sono sostenute dallo Stato
EFTA in questione così come previsto per gli Stati membri UE che non
partecipano all’azione comune.”
21alb.32010 D 0002: Decisione 2010/2/EU
della Commissione, del 24 dicembre 2009, che determina, a norma della
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, un elenco dei
settori e dei sottosettori ritenuti esposti a un rischio elevato di
rilocalizzazione delle emissioni di carbonio (GU L 1 del 5.1.2010, pag. 10),
modificata da:
-        32011 D 0745:
Decisione 2011/745/UE della Commissione, dell’11 novembre 2011 (GU L 299
del 17.11.2011, pag. 9).
21alc.32011 D 0278: Decisione 2011/278/UE
della Commissione, del 27 aprile 2011, che stabilisce norme transitorie per l’insieme
dell’Unione ai fini dell’armonizzazione delle procedure di assegnazione
gratuita delle quote di emissioni ai sensi dell’articolo 10 bis della direttiva
2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 130 del 17.5.2011, pag.
1), modificata da:
-        32011 D 0745:
Decisione 2011/745/UE della Commissione, dell’11 novembre 2011 (GU L 299
del 17.11.2011, pag. 9).
21ald.32010 D 0670: Decisione 2010/670/UE
della Commissione, del 3 novembre 2010, che definisce i criteri e le
misure per il finanziamento di progetti dimostrativi su scala commerciale
mirati alla cattura e allo stoccaggio geologico del CO2 in modo
ambientalmente sicuro, nonché di progetti dimostrativi relativi a tecnologie
innovative per le energie rinnovabili nell’ambito del sistema di scambio delle
quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità istituito dalla
direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 290 del 6.11.2010,
pag. 39).
21ale.32011 R 0550: Regolamento (UE)
n. 550/2011 della Commissione, del 7 giugno 2011, che stabilisce, a
norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, alcune
restrizioni applicabili all’uso dei crediti internazionali generati da progetti
relativi a gas industriali (GU L 149 dell’8.6.2011, pag. 1).”
4.           Al punto 21am (Decisione 2007/589/CE
della Commissione) sono aggiunti i seguenti trattini:
“-      32010 D 0345: Decisione 2010/345/UE
della Commissione dell’8 giugno 2010 (GU L 155 del 22.6.2010, pag. 34),
-        32011
D 0540: Decisione 2011/540/UE
della Commissione, del 18 agosto 2011 (GU L 244 del 21.9.2011, pag. 1).”
Articolo 2
I testi dei regolamenti (UE) nn. 1031/2010, 550/2011
e 1210/2011, della direttiva 2009/29/CE e delle decisioni 2010/2/UE, 2010/345/UE,
2010/670/UE, 2011/278/UE, 2011/540/UE e 2011/745/UE nelle lingue islandese e
norvegese, da pubblicare nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea, fanno fede.
Articolo 3
La presente decisione entra in vigore il […]
o, se posteriore, il giorno successivo all’ultima notifica al Comitato misto
SEE a norma dell’articolo 103, paragrafo 1, dell’accordo*.
Articolo 4
La presente decisione è pubblicata nella
sezione SEE e nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea.
Fatto a Bruxelles,
            Per
il Comitato misto SEE
            Il
presidente
            
            
            
            I segretari
            del Comitato misto SEE
[1]               GU L 305 del 30.11.1994, pag. 6.
[2]               GU L 1 del 3.1.1994, pag. 3. 
[3]               GU L 140 del 5.6.2009, pag. 63.
[4]               GU L 302 del 18.11.2010, pag. 1.
[5]               GU L 308 del 24.11.2011, pag. 2.
[6]               GU L … del …, pag. …
[7]               GU L 302 del 18.11.2010, pag. 1.
[8]               GU L 149 dell’8.6.2011, pag. 1.
[9]               GU L 308 del 24.11.2011, pag. 2.
[10]               GU L 140 del 5.6.2009, pag. 63.
[11]               GU L 1 del 5.1.2010, pag. 10.
[12]               GU L 155 del 22.6.2010, pag. 34.
[13]               GU L 290 del 6.11.2010, pag. 39.
[14]               GU L 130 del 17.5.2011, pag. 1.
[15]             GU L 244 del 21.9.2011, pag. 1.
[16]             GU L 299 del 17.11.2011, pag. 9.
[17]             GU L 100 del 10.4.2008, pag. 92.
[18]             GU L 130 del 15.5.2002, pag. 1.
[19]             GU L 49 del 19.2.2004, pag. 1.
*               [Non è stata comunicata l’esistenza di obblighi
costituzionali.] [Comunicata l’esistenza di obblighi costituzionali.]