CELEX: 51998PC0662(03)
Language: it
Date: 1998-11-18
Title: Proposta di direttiva del Consiglio relativa all'accordo sull'organizzazione dell'orario di lavoro della gente di mare concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla federazione dei sindacati dei trasportatori dell'Unione europea (FST)

Avis juridique important

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51998PC0662(03)

Proposta di direttiva del Consiglio relativa all'accordo sull'organizzazione dell'orario di lavoro della gente di mare concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla federazione dei sindacati dei trasportatori dell'Unione europea (FST)  /* COM/98/0662 def. - PRT 98/0320 */  

Gazzetta ufficiale n. C 043 del 17/02/1999 pag. 0009

Proposta di direttiva del Consiglio relativa all'accordo sull'organizzazione dell'orario di lavoro della gente di mare concluso dall'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e dalla federazione dei sindacati dei trasportatori dell'Unione europea (FST) (1999/C 43/03) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(1998) 662 def. - 98/0320/(PRT)(Presentata dalla Commissione il 24 novembre 1998)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto l'accordo sulla politica sociale allegato al protocollo (n. 14) sulla politica sociale allegato al trattato che istituisce la Comunità europea, e in particolare l'articolo 4, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione,(1) considerando che, sulla base del protocollo sulla politica sociale allegato al trattato che istituisce la Comunità europea, gli Stati membri, ad eccezione del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (qui di seguito denominati «Stati membri»), desiderosi di attuare la Carta sociale del 1989 hanno convenuto un accordo sulla politica sociale;(2) considerando che i datori di lavoro e i lavoratori (le parti sociali), conformemente all'articolo 4, paragrafo 2, dell'accordo sulla politica sociale possono richiedere congiuntamente che gli accordi a livello europeo siano attuati in base a una decisione del Consiglio, su proposta della Commissione;(3) considerando che il Consiglio ha adottato la direttiva sull'orario di lavoro (93/104/CE); considerando che il trasporto marittimo è uno dei settori di attività esclusi dal campo di applicazione di tale direttiva;(4) considerando che si dovrebbe tenere conto delle convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) in materia di organizzazione dell'orario lavorativo, tra cui segnatamente quelle relative all'orario lavorativo della gente di mare;(5) considerando che la Commissione, conformemente all'articolo 3, paragrafo 2, dell'accordo sulla politica sociale, ha consultato le parti sociali a livello comunitario sul possibile orientamento di un'azione comunitaria riguardo ai settori ed alle attività escluse dalla direttiva sull'orario di lavoro;(6) considerando che la Commissione, convinta a seguito di tale consultazione che un'azione comunitaria era auspicabile, ha nuovamente consultato le parti sociali a livello comunitario sul contenuto della proposta in questione, conformemente all'articolo 3, paragrafo 3, di detto accordo;(7) considerando che l'Associazione armatori della Comunità europea (ECSA) e la Federazione dei sindacati dei trasportatori dell'Unione europea (FST) hanno informato la Commissione del proprio desiderio di iniziare negoziati, concordemente all'articolo 4 dell'accordo sulla politica sociale;(8) considerando che il 30 settembre 1998 dette organizzazioni hanno concluso l'accordo sull'organizzazione dell'orario di lavoro della gente di mare; considerando che tale accordo contiene una richiesta alla Commissione, formulata congiuntamente, di applicare l'accordo attraverso una decisione del Consiglio su proposta della Commissione, concordemente all'articolo 4, paragrafo 2, dell'accordo sulla politica sociale;(9) considerando che il Consiglio, nella sua risoluzione del 6 dicembre 1994 relativa ad alcune prospettive di una politica sociale dell'Unione europea: contributo alla convergenza economica e sociale dell'Unione, ha invitato le parti sociali a sfruttare le possibilità di concludere convenzioni, poiché esse sono più vicine alla realtà sociale e ai problemi sociali;(10) considerando che l'accordo è applicabile alla gente di mare a bordo di tutte le navi operanti in mare, sia di proprietà pubblica che privata, registrate nel territorio di qualsiasi Stato membro e normalmente destinate a operazioni commerciali marittime;(11) considerando che l'atto appropriato per l'attuazione dell'accordo quadro è una direttiva del Consiglio ai sensi dell'articolo 189 del trattato che istituisce la Comunità europea; considerando che a tal fine esso vincola gli Stati membri per quanto riguarda i risultati da raggiungere, lasciando alle autorità nazionali la scelta della forma e dei metodi;(12) considerando che conformemente ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità di cui all'articolo 3 B del trattato gli obiettivi della presente direttiva non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque essere realizzati meglio a livello comunitario; considerando che la direttiva non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento degli obiettivi del trattato;(13) considerando che per quanto riguarda i termini dell'accordo che non sono specificamente definiti da quest'ultimo la presente direttiva lascia agli Stati membri la possibilità di definire tali termini conformemente alle legislazioni e pratiche nazionali, come accade per altre direttive in materia di politica sociale che utilizzano termini simili, a condizione che le suddette definizioni siano conformi al contenuto dell'accordo;(14) considerando che la Commissione ha elaborato la sua proposta di direttiva, conformemente alla sua comunicazione del 20 maggio 1998 sull'adattamento e la promozione del dialogo sociale a livello comunitario, tenendo conto del carattere rappresentativo delle parti contraenti e della legalità di ciascuna clausola dell'accordo;(15) considerando che la Commissione ha elaborato la sua proposta di direttiva conformemente all'articolo 2, paragrafo 2, dell'accordo sulla politica sociale, il quale prevede che le direttive nel settore della politica sociale «evitano di imporre vincoli di natura amministrativa, finanziaria e giuridica tali da ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e medie imprese»;(16) considerando che la Commissione, conformemente alla sua comunicazione del 14 dicembre 1993 riguardante l'attuazione del protocollo (n. 14) sulla politica sociale, ha informato il Parlamento europeo sottoponendogli il testo della sua proposta di direttiva contenente l'accordo;(17) considerando che la Commissione ha inoltre informato il Comitato economico e sociale;(18) considerando che le disposizioni della direttiva prevedono requisiti minimi che lasciano la possibilità agli Stati membri e/o alle parti sociali di introdurre disposizioni più favorevoli;(19) considerando che l'attuazione della direttiva non può giustificare alcuna regressione rispetto alla situazione attualmente esistente in ciascuno Stato membro;(20) considerando che uno Stato membro può affidare alle parti sociali, su loro richiesta congiunta, l'attuazione di questa direttiva a condizione che lo Stato membro prenda tutte le disposizioni necessarie che gli consentano di essere sempre in grado di garantire i risultati imposti dalla presente direttiva;(21) considerando che l'attuazione dell'accordo contribuisce alla realizzazione degli obiettivi di cui all'articolo 1 dell'accordo sulla politica sociale,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 L'obiettivo della presente direttiva è l'attuazione dell'accordo allegato relativo all'organizzazione dell'orario di lavoro della gente di mare, concluso il 30 settembre 1998 tra le organizzazioni rappresentanti i datori di lavoro e i lavoratori del settore marittimo (ECSA e FST).Articolo 2 Requisiti minimi 1. Gli Stati membri possono introdurre disposizioni più favorevoli di quelle previste nella presente direttiva.2. L'attuazione delle disposizioni della presente direttiva non costituisce in nessun caso motivo sufficiente per giustificare una riduzione del livello generale di protezione dei lavoratori nell'ambito coperto dalla stessa, fatto comunque salvo il diritto degli Stati membri e/o delle parti sociali di sviluppare, alla luce dell'evolversi della situazione, disposizioni legislative, regolamentari o contrattuali diverse rispetto a quelle esistenti al momento dell'adozione della presente direttiva, a patto che i requisiti minimi previsti nella presente direttiva siano rispettati.Articolo 3 Sanzioni Gli Stati membri determinano il sistema di sanzioni per le violazioni delle disposizioni nazionali adottate in applicazione della presente direttiva e prendono tutte le misure necessarie per la loro attuazione. Le sanzioni così previste devono essere effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano tali disposizioni alla Commissione entro la data menzionata all'articolo 4 e comunicano quanto prima tutte le successive modifiche al riguardo.Articolo 4 Recepimento 1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 giugno 2001 o si assicurano entro tale data che le organizzazioni padronali e sindacali pongano in atto le disposizioni necessarie mediante accordi. Gli Stati membri devono prendere tutte le disposizioni necessarie che consentano loro di essere sempre in grado di garantire i risultati imposti dalla presente direttiva. Essi ne informano immediatamente la Commissione.2. Quando gli Stati membri adottano le disposizioni di cui al paragrafo 1, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da tale riferimento all'atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono fissate dagli Stati membri.Articolo 5 Destinatari Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.ALLEGATO ACCORDO EUROPEO SULL'ORGANIZZAZIONE DELL'ORARIO DI LAVORO DEI MARITTIMI Visto l'Accordo sulla politica sociale allegato al Protocollo sulla politica sociale accluso al trattato che istituisce la Comunità europea e in particolare gli articoli 3.4 e 4.2;Considerando che l'articolo 4.2 dell'Accordo sulla politica sociale prevede che gli accordi conclusi a livello europeo possono essere attuati su richiesta congiunta delle parti firmatarie tramite una decisione del Consiglio su proposta della Commissione;Considerando che le parti firmatarie avanzano richiesta in tal senso;Le parti signatarie hanno convenuto quanto segue:Clausola 1 1. L'Accordo si applica al personale navigante di ogni nave marittima, sia essa di proprietà pubblica o privata, registrata nel territorio di uno Stato membro e impegnata normalmente in operazioni commerciali marittime. Ai fini del presente Accordo una nave iscritta sul registro di due Stati è ritenuta registrata nel territorio dello Stato di cui batte bandiera.2. In caso di dubbio se una nave vada considerata nave marittima o impegnata in operazioni commerciali marittime ai fini del presente Accordo, la questione sarà risolta dalle autorità competenti dello Stato membro. Andranno consultate le organizzazioni interessate di armatori e di marittimi.Clausola 2 Ai fini del presente Accordo:a) il termine «ore di lavoro» significa il periodo durante il quale un marittimo è tenuto a svolgere un lavoro sulla nave;b) il termine «ore di riposo» significa il periodo libero dalle ore di lavoro; questo termine non include brevi interruzioni;c) il termine «marittimo» significa ogni persona occupata o impegnata a qualunque titolo a bordo di una nave marittima cui trova applicazione l'Accordo;d) il termine «armatore» significa il proprietario della nave o ogni altro organismo o persona, quali l'imprenditore o il noleggiatore della sola nave, che hanno rilevato dall'armatore la responsabilità per le operazioni della nave e, ciò facendo, hanno accettato di assumersi i relativi obblighi e responsabilità.Clausola 3 Entro i limiti definiti nella clausola 5 si dovrà stabilire sia un numero massimo di ore di lavoro da non superare in un dato lasso di tempo ovvero un numero minimo di ore di riposo che dovrà essere concesso in un dato lasso di tempo.Clausola 4 Fatta salva la clausola 5, il modello normale di orario di lavoro dei marittimi si basa in principio su una durata di otto ore al giorno con un giorno di riposo per settimana e riposo nei giorni festivi. Gli Stati membri possono introdurre procedure per autorizzare o registrare accordi collettivi che stabiliscono l'orario normale di lavoro dei marittimi sulla base di modalità che non devono essere meno favorevoli di detto modello.Clausola 5 1. La durata dell'orario di lavoro o di riposo dovrà così configurarsi:a) il numero massimo di ore di lavoro non dovrà superarei) 14 ore su un periodo di 24 ore; eii) 72 ore su un periodo di 7 giorni;ob) il numero minimo di ore di riposo non dovrà essere inferiore a:i) 10 ore su un periodo di 24 ore; eii) 77 ore su un periodo di 7 giorni.2. Le ore di riposo possono essere ripartite in non più di due periodi, uno dei quali dovrà essere almeno della durata di 6 ore e l'intervallo tra periodi consecutivi di riposo non dovrà superare 14 ore.3. Gli appelli, le esercitazioni antincendio e di salvataggio e le esercitazioni prescritte da regolamenti e normative nazionali e da testi internazionali dovranno essere svolti in modo da ridurre al minimo il disturbo nei periodi di riposo e non provocare affaticamento.4. Riguardo a situazioni in cui il marittimo è a disposizione, come nel caso di un reparto macchine incustodito, il marittimo dovrà beneficiare di un periodo compensativo di riposo qualora il normale periodo di riposo sia disturbato da ordini di lavoro.5. Riguardo ai paragrafi 3 e 4, in assenza di accordi collettivi e di arbitrati ovvero se le autorità competenti stabiliscono che le disposizioni nell'accordo o nell'arbitrato sono inadeguate, spetterà alle autorità competenti definire dette disposizioni per garantire che i marittimi interessati beneficino di sufficiente riposo.6. Col dovuto rispetto dei principi generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, gli Stati membri possono applicare normative nazionali, regolamenti o procedure che consentono alle autorità competenti di autorizzare o registrare contratti collettivi che consentono deroghe ai limiti fissati ai paragrafi 1 e 2. Tali deroghe debbono, nella misura del possibile, rispettare i modelli fissati ma possono tener conto di congedi più frequenti o più lunghi o della concessione di congedi compensativi per marittimi di guardia o marittimi operanti a bordo di navi su brevi rotte.7. In un posto facilmente accessibile, unitamente alle modalità di lavoro a bordo, dovrà essere apposta una tabella indicante per ciascuna mansione almeno:a) il programma di servizio in mare e in porto; nonchéb) il numero massimo di ore di lavoro o il numero minimo di ore di riposo richiesti da normative, regolamenti o accordi collettivi vigenti negli Stati membri.8. La tabella di cui al paragrafo 7 dovrà essere configurata in formato standard nella lingua o nelle lingue di lavoro della nave, oltre che in inglese.Clausola 6 Il marittimo di età inferiore a 18 anni non dovrà svolgere lavoro di notte. Ai fini di questa clausola «notte» significa un periodo di almeno 9 ore consecutive, compreso l'intervallo dalla mezzanotte alle cinque del mattino. Questa disposizione non trova applicazione quando la formazione effettiva del giovane marittimo di età compresa tra 16 e 18 anni si troverebbe pregiudicata rispetto ai piani e ai programmi fissati.Clausola 7 1. Il capitano di una nave ha il diritto di esigere da un marittimo lo svolgimento di ore di lavoro necessarie per la sicurezza immediata della nave, delle persone imbarcate e del carico o per fornire assistenza ad altre navi o persone in pericolo in mare.2. In conformità del paragrafo 1 il capitano può sospendere il programma di ore di lavoro o di ore di riposo e esigere dal marittimo di svolgere le ore di lavoro necessarie fino al ristabilimento della situazione normale.3. Non appena possibile dopo che sia stata ristabilita la situazione normale, il capitano dovrà far sì che i marittimi che hanno svolto lavoro in un periodo previsto di riposo beneficino di un adeguato periodo di riposo.Clausola 8 1. Si dovranno tenere registri su cui riportare le ore giornaliere di lavoro o le ore giornaliere di riposo dei marittimi per verificare il rispetto delle disposizioni di cui alla clausola 5. Il marittimo riceverà una copia del registro che lo riguarda che dovrà essere firmato dal capitano o dalla persona da lui autorizzata e dal marittimo.2. Si dovranno definire procedure per la tenuta di tali registri a bordo, nonché gli intervalli con cui rilevare le informazioni. Il formato dei registri delle ore di lavoro o di riposo dei marittimi dovrà essere stabilito tenendo conto degli orientamenti internazionali vigenti. Il formato dovrà essere nella lingua o nelle lingue di cui alla clausola 5, paragrafo 8.3. Una copia delle disposizioni pertinenti della normativa nazionale riguardante questo Accordo e i relativi accordi collettivi dovrà essere tenuta a bordo ed essere facilmente accessibile per l'equipaggio.Clausola 9 I registri di cui alla clausola 8 saranno esaminati e vistati a intervalli adeguati per verificare il rispetto delle disposizioni che disciplinano le ore di lavoro o di riposo in attuazione del presente Accordo.Clausola 10 1. Nel determinare, approvare o rivedere gli effettivi dell'equipaggio, è necessario tener conto della necessità di evitare o ridurre al minimo, per quanto possibile, orari eccessivi di lavoro al fine di garantire riposo sufficiente e limitare l'affaticamento.2. Se i registri o altri indizi evidenziano la violazione delle disposizioni relative all'orario di lavoro o ai periodi di riposo, per evitare ulteriori violazioni dovranno essere adottati provvedimenti, compresa, se necessaria, la revisione degli effettivi della nave.3. Tutte le navi cui si applica il presente Accordo dovranno disporre di sufficienti membri dell'equipaggio per garantire la sicurezza e l'efficienza in conformità del documento riguardante gli effettivi minimi di sicurezza o documento equivalente rilasciato dalle competenti autorità.Clausola 11 Sulla nave non devono lavorare persone di età inferiore a 16 anni.Clausola 12 L'armatore dovrà fornire al capitano le necessarie risorse per poter ottemperare agli obblighi derivanti dal presente Accordo, compresi quelli riguardanti l'equipaggiamento adeguato della nave. Il capitano dovrà adottare tutti i provvedimenti necessari per far sì che le prescrizioni riguardanti l'orario di lavoro dei marittimi e i periodi di riposo derivanti dal presente Accordo siano rispettate.Clausola 13 1. Tutti i marittimi dovranno essere in possesso di un certificato attestante la loro idoneità al lavoro per il quale saranno impiegati in mare.La natura della valutazione della salute da effettuare e i dettagli da inserire nel certificato medico devono essere stabiliti previa consultazione con l'armatore e le organizzazioni interessate dei marittimi.Tutti i marittimi devono sottoporsi a esami periodici della salute. Gli addetti ai turni di guardia che presentano problemi alla salute imputati da un medico al fatto che essi svolgono lavoro notturno, dovranno essere assegnati, nella misura del possibile, al lavoro diurno che loro si confà.2. L'esame della salute di cui al paragrafo 1 sarà gratuito e rispetterà il segreto medico. Questo tipo di esame può essere svolto nell'ambito del sistema sanitario nazionale.Clausola 14 Gli armatori dovranno fornire informazioni riguardo agli addetti ai turni di guardia e ad altri lavoratori notturni alle autorità nazionali competenti, qualora esse lo chiedano.Clausola 15 I marittimi dovranno beneficiare di una tutela della salute e della sicurezza adeguata alla natura delle loro mansioni. Dovranno essere disponibili servizi o strutture equivalenti di protezione e di prevenzione riguardo alla salute e alla sicurezza dei marittimi che svolgono lavoro diurno o notturno.Clausola 16 Ogni marittimo ha diritto di beneficiare di ferie annuali retribuite di almeno due settimane, o di una parte corrispondente a periodi di attività inferiori ad un anno, in conformità delle condizioni previste dalla legislazione nazionale e/o dalla prassi ai fini e a garanzia di queste ferie.Il periodo minimo di ferie annuali retribuite non può essere sostituito da un'indennità, eccetto nel caso che il rapporto di lavoro sia terminato.Bruxelles, 30 settembre 1998.Federazione dei sindacati dei lavoratori del trasporto nell'Unione europea (FST)Associazione di armatori della Comunità europea (ECSA)