CELEX: 62019TN0791
Language: it
Date: 2019-11-15 00:00:00
Title: 

27.1.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 27/61
            
         
      Ricorso proposto il 15 novembre 2019 – Sped-Pro S.A./Commissione
      (Causa T-791/19)
      (2020/C 27/61)
      Lingua processuale: il polacco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Sped-Pro S.A. (Varsavia, Polonia) (rappresentante: Małgorzata Kozak, avvocato)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione della Commissione C(2019)6099 final del 12 agosto 2019 (caso AT.40459), che respinge la denuncia della ricorrente in forza dell’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento n. 773/2004 (1), e
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione delle forme sostanziali.
                  La ricorrente sostiene che la Commissione abbia violato l’articolo 7, paragrafi 1 e 2, del regolamento n. 1/2003 (2) e l’articolo 7, paragrafo 1, del regolamento n. 773/2004, in combinato disposto con l’articolo 41, paragrafo 1 e paragrafo 2, lettera c), della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, mediante violazione del principio del termine ragionevole, dato che la decisione è stata adottata circa due anni dopo la notifica del 13 settembre 2017 con cui la ricorrente è stata informata della sua intenzione di respingere la denuncia, il che ha inciso sull’esito del procedimento. La Commissione ha altresì violato il diritto della ricorrente all’esame del suo caso e non ha motivato in modo circostanziato il rigetto della denuncia, il che si riflette sul contenuto generale della notifica del 13 settembre 2017 che la informa della sua intenzione di respingere la denuncia e nella laconica motivazione della decisione impugnata.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione dei trattati.
                  La ricorrente sostiene che la Commissione abbia violato il diritto ad una tutela giurisdizionale effettiva, ossia l’articolo 2 TUE, in combinato disposto con l’articolo 19, paragrafo 1, secondo comma, TUE e con l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nel ritenere che il presidente dell’Urząd Ochrony Konkurencji i Konsumentów (Autorità per la tutela della concorrenza e dei consumatori, Polonia) «sembra essere un organo particolarmente adeguato per l’esame delle questioni sollevate (…) nella denuncia» (punto 21 della decisione impugnata) ed eludendo così quantomeno i ragionevoli dubbi relativi al mantenimento dello Stato di diritto in Polonia e, in connessione con quest’ultimo, all’indipendenza dei giudici e del presidente dell’Autorità per la tutela della concorrenza e dei consumatori. La Commissione ha in particolare omesso la questione della riorganizzazione del sistema giudiziario in Polonia e il fatto che cause rientranti nell’ambito della concorrenza e della tutela dei consumatori siano pendenti dinanzi alla nuova Sezione di controllo straordinario e degli affari pubblici del Sąd Najwyższy (Corte suprema, Polonia), che ha modalità di nomina analoghe a quelle della Sezione disciplinare.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente anch’esso sulla violazione dei trattati.
                  La ricorrente sostiene che la Commissione abbia violato l’articolo 102 TFUE, in combinato disposto con l’articolo 17, paragrafo 1, seconda frase, TFUE e con l’articolo 7, paragrafo 2, del regolamento n. 773/2004, nonché con l’articolo 7, paragrafi 1 e 2, del regolamento n. 1/2003, incorrendo in un manifesto errore nella valutazione dell’interesse dell’Unione e nella delimitazione del mercato rilevante. La Commissione ha ritenuto che il mercato nel quale l’infrazione dedotta era stata commessa era «essenzialmente limitato al mercato ferroviario nazionale, anche se l’infrazione dedotta potrebbe riguardare anche imprese registrate all’estero». La Commissione non ha neppure assicurato la piena efficacia (effet utile) dell’articolo 102 TFUE.
               
            
         (1)  Regolamento (CE) n. 773/2004 della Commissione, del 7 aprile 2004, relativo ai procedimenti svolti dalla Commissione a norma degli articoli 81 e 82 del trattato CE, GU 2004, L 123, pag. 18.
      
         (2)  Regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l'applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato, GU 2003, L 1, pag. 1.