CELEX: 62020TN0428
Language: it
Date: 2020-07-08 00:00:00
Title: Causa T-428/20: Ricorso proposto l’8 luglio 2020 — Deutsche Hypothekenbank/SRB

24.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 279/58
            
         
      Ricorso proposto l’8 luglio 2020 — Deutsche Hypothekenbank/SRB
      (Causa T-428/20)
      (2020/C 279/73)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Deutsche Hypothekenbank AG (Hannover, Germania) (rappresentanti: D. Flore e J. Seitz, avvocati)
      
         Convenuto: Comitato di risoluzione unico (SRB)
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione del convenuto del 15 aprile 2020 (SRB/ES/2020/24), relativa al calcolo dei contributi ex ante 2019 per il Fondo di risoluzione unico, compresi i relativi allegati e i dettagli del calcolo, nella misura in cui riguardano la ricorrente, e
               
            
                  —
               
               
                  condannare il convenuto alle spese del procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce dieci motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione del diritto di essere sentito
                  
                              —
                           
                           
                              Il convenuto avrebbe omesso di sentire la ricorrente prima dell’adozione della decisione impugnata, violando in tal modo l’articolo 41, paragrafo 1 e paragrafo 2, lettera a), della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta»).
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente su una violazione delle regole processuali
                  
                              —
                           
                           
                              La decisione impugnata sarebbe stata adottata in violazione delle regole processuali generali risultanti dall’articolo 41 della Carta, dall’articolo 298 TFUE, dai principi generali del diritto e dal regolamento interno del convenuto.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente su un difetto di motivazione della decisione impugnata
                  
                              —
                           
                           
                              La decisione impugnata non conterrebbe una motivazione sufficiente. In particolare, la motivazione non sarebbe correlata con il caso specifico e non conterrebbe un’esposizione delle considerazioni essenziali nell’ambito della proporzionalità e del potere di valutazione discrezionale.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Il calcolo del contributo annuale, inoltre, non sarebbe comprensibile.
                           
                        
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente su una violazione del diritto fondamentale alla tutela giurisdizionale effettiva (articolo 47, paragrafo 1, della Carta), dal momento che la decisione impugnata non potrebbe essere sottoposta a controllo
                  
                              —
                           
                           
                              Il difetto di motivazione della decisione impugnata renderebbe notevolmente più difficile per la ricorrente ricorrere a un controllo giurisdizionale.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Il convenuto al riguardo violerebbe in particolare il principio del procedimento contraddittorio, in forza del quale le parti devono poter dibattere in contraddittorio le circostanze di fatto e di diritto decisive per l’esito del procedimento.
                           
                        
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente su una violazione del diritto di rango superiore dovuta all’applicazione dell’indicatore IPS (Institutional Protection Scheme) di cui al regolamento delegato (UE) 2015/63 (1) della Commissione
                  
                              —
                           
                           
                              La Commissione, al momento dell’adozione del regolamento delegato (UE) 2015/63 quale atto delegato ai sensi dell’articolo 290 TFUE, non avrebbe goduto di alcun margine di discrezionalità che potesse condurre ad una limitazione del controllo giurisdizionale. Lo stesso varrebbe per quanto riguarda l’applicazione del regolamento delegato (UE) 2015/63 operata dal convenuto.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Nell’ambito dell’applicazione dell’indicatore IPS, non sarebbe stata riconosciuta la rilevanza della qualità di membro della ricorrente nel sistema di tutela istituzionale dello Sparkassen-Finanzgruppe (gruppo delle casse di risparmio).
                           
                        
                              —
                           
                           
                              In forza dell’articolo 6, paragrafo 5, seconda frase, del regolamento delegato (UE) 2015/63, il convenuto avrebbe dovuto tener conto anche della limitata probabilità di una risoluzione dell’istituto di cui trattasi e, quindi, della probabilità del ricorso al Fondo di risoluzione unico nonché del principio di proporzionalità.
                           
                        
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente su una violazione del diritto di rango superiore dovuta alla considerazione dell’esposizione complessiva ai derivati nell’ambito dell’indicatore di rischio «attività di negoziazione, esposizioni fuori bilancio, derivati, complessità e possibilità di risoluzione»
                  
                              —
                           
                           
                              Conformemente all’obbligo dell’orientamento al profilo di rischio nel contesto della considerazione dell’esposizione complessiva ai derivati nell’ambito dell’articolo 6, paragrafo 5, prima frase, lettera a), e dell’articolo 7, paragrafo 4, prima frase, lettera a), del regolamento delegato (UE) 2015/63, il convenuto avrebbe dovuto tener conto della circostanza che, nel caso della ricorrente, tutti i derivati sono inclusi nel portfolio non commerciale e sono posseduti unicamente a fini di copertura.
                           
                        
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo, vertente su una violazione del diritto di rango superiore dovuta all’applicazione del fattore di correzione per il rischio
                  
                              —
                           
                           
                              Nella determinazione del fattore di correzione per il rischio, il convenuto avrebbe dovuto tener conto del modello commerciale avverso al rischio della ricorrente quale Pfandbriefbank (banca di obbligazioni ipotecarie) senza portfolio di negoziazione e della sua scarsa probabilità di fallimento, conformemente all’obbligo di orientamento al profilo di rischio e al diritto fondamentale di libertà di impresa di cui all’articolo 16 della Carta.
                           
                        
            
                  8.
               
               
                  Ottavo motivo (in subordine), vertente su una violazione del diritto di rango superiore da parte dell’articolo 7, paragrafo 4, seconda frase, del regolamento delegato (UE) 2015/63
                  
                              —
                           
                           
                              Prevedendo una ponderazione relativa dell’indicatore IPS, l’articolo 7, paragrafo 4, seconda frase, del regolamento delegato (UE) 2015/63 violerebbe il principio generale della parità di trattamento di cui all’articolo 20 della Carta e il principio di proporzionalità, in quanto istituti soggetti alla stessa garanzia degli enti creditizi, e che quindi presentato la stessa possibilità di fallimento, potrebbero essere trattati differentemente.
                           
                        
            
                  9.
               
               
                  Nono motivo, vertente su una violazione del diritto di rango superiore da parte della definizione di «depositi interbancari» di cui all’allegato I, fase 1, del regolamento delegato (UE) 2015/63
                  
                              —
                           
                           
                              La definizione di «depositi interbancari» di cui all’allegato I, fase 1, del regolamento delegato (UE) 2015/63 sarebbe illegittima, in quanto con essa anche titoli neutrali al rischio, come i titoli ipotecari nominativ, verrebbero considerati ai fini del calcolo dell’indicatore di rischio «prestiti e depositi interbancari» con l’effetto di aumentare il livello del rischio.
                           
                        
            
                  10.
               
               
                  Decimo motivo, vertente su una violazione del diritto di rango superiore da parte della classificazione di cui all’allegato I, fase 2, del regolamento delegato (UE) 2015/63
                  
                              —
                           
                           
                              La classificazione stabilita all’allegato I, fase 2, del regolamento delegato (UE) 2015/63 sarebbe illegittima, in quanto il limitato numero di classe e il numero identico di istituti per ogni classe non consentirebbe di considerare in maniera sufficientemente differenziata il profilo di rischio di ciascun singolo istituto, come nel caso della ricorrente.
                           
                        
            
         (1)  Regolamento delegato (UE) 2015/63 della Commissione, del 21 ottobre 2014, che integra la direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i contributi ex ante ai meccanismi di finanziamento della risoluzione (GU 2015, L 11, pag. 44).