CELEX: 52002PC0662
Language: it
Date: 2002-11-29
Title: Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 95/2/CE relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti

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52002PC0662

Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 95/2/CE relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti  /* COM/2002/0662 def. - COD 2002/0274 */  

Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 95/2/CE relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti(presentata dalla Commissione)RELAZIONELa direttiva 95/2/CE relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti contiene un elenco degli additivi alimentari autorizzati, indica i prodotti alimentari nei quali possono essere utilizzati e le relative condizioni d'impiego. La direttiva è stata adottata nel febbraio del 1995 ed è stata modificata a tre riprese: nel 1996, nel 1998 e nel 2001. Ora occorre procedere ad un suo adeguamento alla luce dei recenti sviluppi tecnici e scientifici. L'intento della presente proposta è di garantire il funzionamento del mercato interno, un livello elevato di protezione della salute umana e la tutela degli interessi dei consumatori.Si propone di modificare la direttiva nel modo seguente:1. Autorizzazione di un nuovo additivo alimentare - Poli-1-decene idrogenatoPoli-1-decene idrogenatoIl poli-1-decene idrogenato è una miscela di idrocarburi alifatici sintetizzato a partire dall'1-decene puro. Si tratta di un prodotto inerte, incolore, inodore e insapore. Si propone di impiegarlo quale agente di rivestimento nei dolciumi e nella frutta secca. Gli agenti di rivestimento sono sostanze che, quando vengono applicate alla superficie esterna di un prodotto alimentare, forniscono un rivestimento protettivo o conferiscono un aspetto brillante. La Finlandia ha autorizzato in via provvisoria il poli-1-decene idrogenato a norma dell'articolo 5 della direttiva 89/107/CEE.Il comitato scientifico per l'alimentazione umana ha valutato i dati sulla sicurezza del poli-1-decene idrogenato e ha formulato il proprio parere nel luglio 2001. Il comitato ha fissato a 0-6 mg/kg di peso corporeo la dose giornaliera ammissibile (DGA) [1] di poli-1-decene idrogenato.[1]  Dose giornaliera ammissibile (DGA) = quantità di additivo alimentare, espresso in mg/kg di peso corporeo, che può essere ingerita quotidianamente nell'arco della vita, senza presentare rischi percettibili per la salute. La DGA si basa su una valutazione dei dati tossicologici disponibili ed è stabilita in base all'identificazione del livello senza effetto negativo visibile (NOAEL) nel corso dell'esperimento più sensibile in una batteria di studi effettuati su animali con la sostanza di prova, e tramite l'estrapolazione all'uomo, dividendo il NOAEL per un fattore di sicurezza generalmente pari a 100.Da quando è stato introdotto il divieto di impiegare olio minerale bianco nell'Unione europea, i produttori europei di alimenti hanno cercato sostanze alternative. Molti hanno fatto ricorso a prodotti a base di oli vegetali, che però presentano inconvenienti dovuti alla rancidità e alla viscosità.Con il poli-1-decene idrogenato si evitano questi problemi, in quanto si tratta di una sostanza tecnicamente superiore a quelle a base di oli vegetali. Non essendo soggetto a rancidità, a differenza degli oli vegetali, il poli-1-decene idrogenato prolunga il periodo di validità dei prodotti alimentari, migliorandone il gusto e l'odore. Ad esempio, in un'applicazione dolciaria, i dolciumi si presentavano gradevoli alla vista e all'odorato a un anno e mezzo dalla produzione, in confronto ai soli due mesi di conservazione di quelli prodotti con oli vegetali.2. Ritiro dell'autorizzazione per l'impiego di taluni additivi alimentaria) Il carbonato acido di calcio (E 170(ii)) non è più usato come additivo alimentare e pertanto se ne propone il ritiro.b) Il bifenile (E 230), l'ortofenilfenolo (E 231) e l'ortofenilfenolo sodico (E 232) sono stati autorizzati in via provvisoria a norma della direttiva 95/2/CE per il trattamento degli agrumi. Poiché queste sostanze sono da considerarsi prodotti fitosanitari, esse rientrano nel campo d'applicazione delle direttive 91/414/CEE [2] e 90/642/CEE [3]. Per coerenza, se ne propone il ritiro dalla direttiva 95/2/CE.[2]  Direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (direttiva sui pesticidi), GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.[3]  Direttiva 90/642/CEE del Consiglio, del 27 novembre 1990, che fissa le percentuali massime di residui di antiparassitari su e in alcuni prodotti di origine vegetale, compresi gli ortofrutticoli, GU L 350 del 14.12.1990, pag. 71.c) La direttiva 67/427/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1967 [4], stabilisce le misure di controllo qualitativo e quantitativo degli agenti conservativi contenuti negli e sugli agrumi. Dal momento che l'impiego di questi conservanti negli agrumi non sarebbe più autorizzato dalla direttiva 95/2/CE, è opportuno abrogare suddetta direttiva.[4]  GU L 148 dell'11.7.1967, pag. 1.d) I fosfati (da E 338 a E 452) sono stati autorizzati nel sidro e nel sidro di pere. La Commissione è stata informata che queste sostanze non sono utilizzate come additivi alimentari nel sidro e nel sidro di pere, pertanto se ne propone il ritiro.3. Autorizzazione per estendere l'impiego di additivi alimentari autorizzatiAdditivi alimentari con DGA "non specificata" [5][5]  DGA "non specificata" = termine utilizzato qualora i dati tossicologici, biochimici e clinici disponibili consentano di concludere che l'assorbimento totale di una sostanza, a causa della sua presenza naturale e/o del suo utilizzo nell'alimentazione ai livelli necessari per ottenere l'effetto tecnologico desiderato, non presenti rischi per la salute. In questo caso, non è considerato necessario attribuire un limite numerico alla DGA per la sostanza in questione.a) Gli esteri citrici di mono- e digliceridi degli acidi grassi (E 472c) sono proposti come emulsionanti nel cacao e nei prodotti a base di cioccolato.Nella lavorazione del cioccolato si applicano due parametri di viscosità per garantire una lavorazione e una qualità alimentare ottimali. Il limite di snervamento è pari alla quantità minima di forza richiesta per produrre un flusso. La viscosità plastica descrive le caratteristiche del flusso una volta che questo è iniziato. Sia il limite di snervamento sia la viscosità plastica possono essere influenzate dall'aggiunta di altra materia grassa. Dal momento che la materia grassa, in particolare il burro di cacao, è il componente più costoso del cioccolato, è opportuno influenzare queste proprietà reologiche per mezzo di emulsionanti.Tra gli emulsionanti in grado di influire sulle proprietà reologiche del cioccolato si trovano la lecitina (E 322), i fosfati di ammonio (E 442), i poliricinoleati di poliglicerolo (E 476) e gli esteri citrici (E 472c), tutti, tranne l'E 472c, attualmente autorizzati ad essere impiegati nel cioccolato all'interno dell'UE.A causa delle preoccupazioni dei consumatori circa l'uso di organismi geneticamente modificati, è stato introdotto l'uso degli esteri citrici quali emulsionanti per il cioccolato. Essi derivano da materie prime prive di OGM, quali l'olio di semi di girasole. Gli esteri citrici possono potenzialmente influire sia sul limite di snervamento, sia sulla viscosità plastica, sia sulla combinazione di entrambe. Quando influiscono su entrambe, possono essere impiegati come l'unica alternativa all'uso combinato di lecitina/fosfati di ammonio e poliricinoleati di poliglicerolo, riducendo così il numero di emulsionanti in taluni prodotti.b) Si propone l'uso dell'acido malico (E 296) nelle patate sbucciate per impedirne l'imbrunimento. Dato che le patate sbucciate si scuriscono con facilità, per contrastare questo fenomeno vengono lavate con agenti antimbrunimento o conservate in acqua dopo la sbucciatura. Gli agenti utilizzati con maggiore frequenza per impedire l'imbrunimento sono i solfiti. È comunque auspicabile trovare soluzioni alternative all'uso dei solfiti, in particolare perché i solfiti hanno spesso un effetto negativo sulla struttura delle patate. Un agente efficace contro l'imbrunimento è costituito da una soluzione acquosa contenente 0,25% di acido malico e 0,5% di acido ascorbico. Dal momento che l'uso dell'acido ascorbico nelle patate sbucciate è già autorizzato, si propone di autorizzare per le stesse anche l'acido malico (E 296).c) Si propone l'impiego della pectina (E 440) e del cloruro di calcio (E 509) nelle composte di frutta, tranne in quella di mele. La pectina serve ad aumentare la densità delle composte di frutta che sono per loro natura povere di questa sostanza, senza la quale il prodotto è troppo liquido e pertanto non presentabile al consumatore. Poiché le mele contengono di per sé molta pectina, la proposta non include la composta di mela. Affinché la pectina sia funzionale è necessario utilizzare il cloruro di calcio.d) Si propone l'impiego della cellulosa in polvere (E 460ii) nella mozzarella grattugiata come antiagglomerante. La mozzarella grattugiata è spesso aggiunta sulla pizza nei ristoranti, nei servizi di ristorazione e nella preparazione domestica degli alimenti. Dal momento che, quando si gratinano, le particelle di mozzarella tendono ad aderire le une alle altre ostacolando la fusione naturale del formaggio, l'impiego di un antiagglomerante riduce questa tendenza e consente pertanto un dosaggio migliore e una distribuzione omogenea del formaggio, fattori importanti per la qualità del prodotto.e) Si propone l'impiego dei citrati di sodio (E 331) nel latte di capra di tipo UHT. Il consumo di latte di capra è in aumento quale complemento o sostituto del latte vaccino. A causa dell'instabilità della materia prima, la produzione di latte di capra sottoposto ad altissima temperatura necessita di adeguamenti tecnologici diversi rispetto alla produzione di latte vaccino. Attualmente è consentito l'impiego del fosfato disodico per la stabilizzazione del latte di tipo UHT. Il latte a cui sono aggiunti citrati di sodio (E 331) presenta una minore sedimentazione rispetto a quello in cui sono stati utilizzati i fosfati, ciò a causa di una maggiore stabilità del pH del latte e di un livello minore di denaturazione delle proteine del latte. Senza uno stabilizzante, il latte di capra si coagula prima di raggiungere le temperature richieste per il trattamento UHT, il che esclude l'uso di tale procedimento.f) Le castagne sbucciate intere sono conservate in un liquido contenente acqua, sale e acidi organici. Poiché le castagne sono frutti delicati, che si rompono facilmente quando sottoposte agli urti causati dal trasporto, si propone di aggiungere al liquido in cui sono immerse i seguenti addensanti: farina di semi di carrube (E 410), gomma di guar (E 412) e gomma di xanthan (E 415).g) Alcune sostanze nutritive lipofile, quali le vitamine A, D, E e K devono essere incapsulate per potere essere incorporate agli alimenti. Dal momento che è richiesto l'uso di sostanze nutritive negli alimenti per lattanti, si propone di autorizzare la presenza di ottenilsuccinato di amido e sodio (E 1450) negli alimenti per lattanti, per la prima infanzia e per lo svezzamento, risultante da preparati a base di vitamine o di acidi grassi polinsaturi.L'impiego di E 1450, oltre ad essere ammesso nei prodotti alimentari in generale, lo è fino a un tenore massimo del 5% negli alimenti destinati allo svezzamento di lattanti e di bambini nella prima infanzia in buona salute, e fino a un tenore massimo del 2% negli alimenti destinati a lattanti e alla prima infanzia per scopi medici speciali.h) Si propone inoltre che le alghe Eucheuma trasformate (E 407a) possano essere standardizzate con lo zucchero. Poiché le alghe Eucheuma trasformate sono estratte dalle alghe, che sono materiali biologici, sono soggette a molti tipi di variazioni, che dipendono, ad esempio, dal periodo di raccolta, dal luogo in cui crescono o dalle condizioni climatiche durante la crescita. Per ottenere una qualità costante di questo additivo durante tutto l'anno, si aggiunge zucchero per la standardizzazione.i) Al fine di garantire la piena coerenza con la normativa comunitaria vigente sul vino, si propone di includere una menzione dell'autorizzazione all'impiego di lisozima (E 1150) nel vino, come stabilito dal regolamento n. 1493/1999 del Consiglio, le cui condizioni d'impiego sono indicate nel regolamento n. 1622/2000 della Commissione. Il lisozima è utilizzato per contrastare lo sviluppo di batteri lattici nel vino.Additivi alimentari con DGA specificataj) Si propone l'impiego di acido sorbico (E 200) quale conservante in creme da spalmare a base di latte, derivati del latte e grassi con aggiunta di prodotti alimentari. Dovuto al contenuto maggiore di acqua, questo tipo di creme è più soggetto al deterioramento microbico rispetto alle normali creme a base di grassi. Questi prodotti sono normalmente pastorizzati, ma l'esperienza ha dimostrato che la pastorizzazione da sola non è un mezzo sufficiente per la loro conservazione, in particolare se sono confezionati in contenitori che lasciano uno spazio al di sopra del prodotto e se non vengono consumati entro un certo tempo dopo l'apertura.Le variazioni di temperatura possono produrre la condensazione dell'umidità sulla superficie dei prodotti e pertanto, anche in contenitori chiusi, favorire lo sviluppo microbico. Dopo l'apertura, non si può escludere la contaminazione di microrganismi, che può dar luogo a un deterioramento precoce se i prodotti non vengono consumati entro un certo tempo. La conservazione in frigorifero non è sufficiente per impedire tale sviluppo microbico.k) Si propone l'impiego di silicato di potassio e alluminio (E 555) come veicolante per i coloranti alimentari biossido di titanio (E 171) e ossidi e biossidi di ferro (E 172). Per conferire lucentezza, i pigmenti coloranti E 171 e/o E 172 sono fissati a un sottile strato di piastrine di silicato di potassio e alluminio. L'E 555 funge unicamente da veicolante per il deposito degli ossidi metallici e fornisce un'interfaccia su cui la luce può riflettersi o rifrangersi. A seconda del tipo di ossido di metallo utilizzato e della sua densità, si ottengono colori diversi e effetti nuovi di lucentezza perlacea per applicazioni alimentari. Con questa innovazione si può ridurre il numero di coloranti organici tuttora impiegati.4. Revisione delle autorizzazioni vigentia) Sulla scorta di nuovi dati, il comitato ha riesaminato la sicurezza della cera di Carnauba (E 903) quale agente di rivestimento. Nel suo parere, formulato l'11 luglio 2001 e modificato il 17 aprile 2002, il comitato ha confermato che è ammesso l'impiego della cera di Carnauba. Quale seguito a tale parere, si propone di riesaminare le autorizzazioni vigenti fissando un tenore massimo numerico per la cera di Carnauba nei prodotti alimentari per i quali il suo impiego è già consentito.b) Si propone che i prodotti da forno precotti e preconfezionati destinati alla vendita al minuto, conservati con acido sorbico (E 200), possano essere commercializzati anche per gli stabilimenti di ristorazione collettiva e i ristoranti. A causa del contenuto maggiore di acqua, alla formazione e all'indurimento incompleti della crosta, i prodotti da forno precotti sono più suscettibili allo sviluppo di muffe rispetto ai prodotti da forno finiti. Una conservazione scorretta conduce quindi a un rapido sviluppo di muffe e al deterioramento precoce dei prodotti. Questo problema riguarda in particolare le piccole imprese, il commercio al minuto e la preparazione domestica.Si propone che anche il pane a basso contenuto calorico possa essere conservato con acido sorbico, poiché, per il maggiore contenuto d'acqua, questo tipo di pane è molto più esposto allo sviluppo di muffe rispetto al pane normale.c) Per quanto concerne l'uso dell'acido eritorbico (E 315) e dell'eritorbato di sodio (E 316), si propone di modificare la definizione "conserve e semiconserve di carne", sostituendola con "prodotti a base di carne in scatola e prodotti a base di carne salati e stagionati" . La modifica chiarisce il tipo di prodotti a base di carne che richiedono l'uso di antiossidanti.d) Per quanto concerne l'uso di fosfato di sodio e alluminio (E 541), si propone di sostituire la definizione "prodotti da forno fini (solo Scones e tipo pan di Spagna)" con "prodotti da forno fini". L'E 541 è utilizzato come agente lievitante. Attualmente il suo impiego è limitato a scones e a dolci tipo pan di Spagna che sono prodotti soprattutto nel Regno Unito. La modifica offrirebbe l'opportunità ai panettieri di altri Stati membri di usare questo agente lievitante.e) L'allegato VI, parte 4, della direttiva 95/2/CE stabilisce le disposizioni per l'uso di additivi alimentari ammessi negli alimenti destinati ai lattanti e alla prima infanzia per scopi medici speciali. Si propone di modificarne il titolo in modo da includere un riferimento alla direttiva 1999/21/CE della Commissione sugli alimenti dietetici destinati a fini medici speciali.f) Gli esteri citrici di mono- e digliceridi degli acidi grassi (E 472c) sono attualmente ammessi negli alimenti per lattanti, per la prima infanzia e negli alimenti per scopi medici speciali destinati ai lattanti, ma solo se il prodotto contiene idrolizzati proteici, peptidi o aminoacidi. Si propone che E 472c possa essere utilizzato come emulsionante anche in altri tipi di alimenti per scopi medici speciali destinati ai lattanti (sia che contengano proteine complete, sia che non contengano alcuna proteina).Per quanto concerne gli alimenti per scopi medici speciali, è importante che conservino a lungo la stabilità. Questo tipo di alimenti è spesso somministrato a lattanti e a bambini piccoli per mezzo di tubi nasogastrici di piccolo calibro. Una scarsa stabilità dell'emulsione può condurre alla separazione dei grassi e alla sedimentazione delle particelle insolubili, con la conseguente otturazione del tubo; ciò può influire negativamente sulla capacità di mantenere regimi alimentari adeguati. Molti prodotti per lattanti e per la prima infanzia sono disponibili sotto forma di polveri da ricostituire nella forma liquida prima dell'impiego e devono mantenere intatta l'emulsione fino a 24 dalla preparazione. Una stabilità costante permette di fornire un apporto nutritivo regolare nel corso dell'alimentazione. Per quanto riguarda i prodotti assunti per via orale, il sapore è particolarmente importante, soprattutto nel caso di lattanti e bambini al di sopra dei 6 mesi. Un sapore sgradevole può influire sull'accettazione del regime alimentare da parte del bambino e pertanto comprometterlo.5. Chiarimento della portata della classe funzionale "stabilizzanti"Gli "stabilizzanti" sono sostanze che rendono possibile il mantenimento dello stato fisico-chimico di un prodotto alimentare. Essi comprendono le sostanze che consentono di mantenere la dispersione omogenea di due o più sostanze immiscibili in un prodotto alimentare ed includono anche sostanze che stabilizzano, trattengono o intensificano il colore di un prodotto alimentare.Si propone di chiarire la definizione di "stabilizzante" affinché includa anche le sostanze che aumentano la capacità degli alimenti di formare legami, compresa la formazione di legami incrociati tra le proteine tale da consentire il legame delle particelle per la formazione di un alimento ricostituito.Dal momento che l'impiego di questo tipo di sostanze è conforme alla definizione dell'uso di un additivo alimentare, è auspicabile regolamentare tali usi a norma della direttiva 95/2/CE. In tal modo si garantisce che si utilizzino unicamente le sostanze soggette alla valutazione sulla sicurezza e all'autorizzazione a livello comunitario e che i consumatori siano informati su tale utilizzo tramite l'etichetta.6. Additivi alimentari nelle sostanze aromatizzantiGli additivi alimentari sono necessari per la conservazione e per l'impiego delle sostanze aromatizzanti, e lo sono altrettanto per la produzione e per la conservazione di molti prodotti alimentari lavorati. Ad esempio, si ricorre ai conservanti per preservare le sostanze aromatizzanti, agli emulsionanti per ottenere una dispersione uniforme di una sostanza aromatizzante oleosa in bevande a base d'acqua e agli antiagglomeranti per far sì che una sostanza aromatizzante in polvere sia fluida e si distribuisca in maniera omogenea negli alimenti.Le norme sull'uso degli additivi nelle sostanze aromatizzanti variano da uno Stato membro all'altro, sia per quanto concerne il numero di additivi autorizzati, sia per le condizioni di impiego. Ciò ostacola la libera circolazione delle sostanze aromatizzanti e dei prodotti alimentari contenenti tali sostanze, creando condizioni di concorrenza disuguale e sleale, nonché potenziali differenze nella tutela dei consumatori.La direttiva 88/388/CEE del Consiglio sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri nel settore degli aromi destinati ad essere impiegati nei prodotti alimentari e nei materiali di base per la loro preparazione, prescrive l'adozione di un elenco degli additivi necessari per la conservazione e per l'uso delle sostanze aromatizzanti e le relative condizioni d'impiego, al fine di proteggere la salute pubblica e garantire un commercio equo. La presente proposta chiarisce le norme relative agli additivi nelle sostanze aromatizzanti nell'ambito d'applicazione della direttiva 95/2/CE.La presenza della maggior parte degli additivi nel prodotto alimentare finale, derivante dall'impiego di sostanze aromatizzanti, è bassa, poiché gli alimenti aromatizzati presentano in genere un contenuto inferiore all'1% di aromatizzanti. La quantità di additivo utilizzata non è pertanto sufficiente ad esercitare una funzione tecnologica nell'alimento. Per questi additivi si stabiliscono i livelli massimi di impiego nelle sostanze aromatizzanti. Tali livelli sono facilmente controllabili da parte delle autorità competenti e dalle imprese produttrici di alimenti. In alcuni casi, tuttavia, potrebbe essere difficile valutare con chiarezza se la presenza di un additivo svolge o meno una funzione tecnologica nell'alimento (polisorbati, beta-ciclodestrina, solventi veicolanti). In questi casi, il livello massimo d'impiego per l'additivo si stabilisce nell'alimento aromatizzato.Si propone di autorizzare solo quegli additivi che sono strettamente necessari alla conservazione e all'impiego delle sostanze aromatizzanti. Rispetto alla situazione attuale negli Stati membri, la proposta, oltre a ridurre ampiamente il numero degli additivi autorizzati nelle sostanze aromatizzanti, stabilisce livelli massimi in molti casi inferiori ai livelli autorizzati dagli Stati membri. Inoltre, si propongono unicamente gli usi degli additivi che soddisfano i criteri generali esposti all'allegato II della direttiva quadro sugli additivi alimentari (direttiva 89/107/CEE), in particolare il criterio di non rappresentare alcun rischio per la salute dei consumatori.Giustificazioni tecnologicheL'acido sorbico e i suoi sali (E 200, E 202 ed E 203) sono conservanti che agiscono contro i lieviti e le muffe, ma sono efficaci anche contro i batteri. Si utilizzano nelle sostanze aromatizzanti contenenti materie prime naturali, come succhi concentrati, per la loro conservazione.L'acido benzoico e i suoi sali (da E 210 a E 213) sono conservanti. E 210 agisce contro gli agenti microbici con pH da 2,5 a 4 ed è particolarmente efficace contro i lieviti e le muffe con valori di pH 5-6. Possiede una bassa solubilità in acqua. E 211 è molto più solubile in acqua rispetto a E 210. E 212 ed E 213 sono utilizzati in sostanze aromatizzanti con acqua o etanolo come solvente, perché sono più solubili di E 211 quando il contenuto di etanolo è relativamente elevato.I gallati (da E 310 a E 312) sono impiegati come antiossidanti e creano sinergie sia con il butilidrossianisolo (E320 BHA), sia con i tocoferoli (da E 306 a E 309). Sono molto efficaci nelle sostanze lipofile.E 320 BHA possiede un'attività antiossidante globale quasi equivalente al gammatocoferolo, ma con maggiore stabilità, soprattutto in condizioni di elevato stress ossidativo. È più polare e pertanto più applicabile per la stabilizzazione di aldeidi di basso peso molecolare e altre sostanze aromatizzanti di polarità maggiore. È l'antiossidante più efficace per gli oli di agrumi e per le sostanze aromatizzanti ad alto contenuto di aldeide. Contribuisce inoltre a impedire l'ossidazione dei solventi che veicolano oli vegetali in sostanze aromatizzanti liquide solubili in olio, in particolare quando si utilizzano livelli elevati di acidi alifatici a catena corta, in quanto tendono a favorire l'ossidazione dell'olio.L'acido fosforico e i suoi sali (da E 338 a E 340) sono correttori dell'acidità, indispensabili per migliorare il rendimento dell'estrazione della sostanza aromatizzante dal materiale di partenza, ogniqualvolta la solubilità delle sostanze in una soluzione acquosa è influenzata dal pH. Sono richiesti come acidificanti, correttori di acidità e stabilizzanti per le dispersioni e le sospensioni. E 338 ed E 339 sono utilizzati insieme per ottenere un tampone neutro in aromi a base di acqua. E 340 è impiegato in aromi per prodotti alimentari a basso contenuto di sodio.Il fosfato di calcio (E 341), i trifosfati (E 451) e i polifosfati (E 452) sono ottimi antiagglomeranti che, correggendo l'attività dell'acqua nelle sostanze aromatizzanti in polvere, evitano che si creino addensamenti. I trifosfati, inoltre, rivelandosi efficaci nella regolazione dell'umidità delle sostanze aromatizzanti secche, possono essere considerati di particolare utilità come agenti essiccanti. Per le sostanze aromatizzanti in pasta, i trifosfati sono necessari come addensanti. I polifosfati, essendo in grado di formare complessi chimici con ioni quali Ca2+, Mg2+ e Fe2+/Fe3+, contribuiscono a contrastare e ridurre i processi di autossidazione. I polifosfati sono pertanto additivi importanti per il mantenimento della qualità e per il profilo sensoriale.I difosfati (E 450) sono utilizzati come agenti sequestranti/chelanti nella produzione di spray di sostanze aromatizzanti secche in polvere. Essi riducono la catalisi degli ioni metallici, che può provocare lo scolorimento e l'ossidazione dei grassi e dei terpeni, e potenziano gli effetti antiossidanti dei tocoferoli, dei gallati e del BHA.La gomma di karaya (E 416) è uno stabilizzante idrocolloidale di elevato peso molecolare utilizzato nella formazione di emulsioni e sospensioni. È molto stabile a pH bassi e resistente a trattamenti termici e ad altri processi culinari, ad esempio, il congelamento.I polisorbati (da E 432 a E 436) sono emulsionanti indispensabili per la solubilizzazione delle oleoresine e di materie prime aromatizzanti simili. Essi assicurano una dispersione omogenea delle sostanze aromatizzanti nel prodotto alimentare e agiscono bene in sistemi olio in acqua.Il biossido di silicio (E 551) funge da agente disseccante quando una sostanza aromatizzante liquida è aggiunta a supporti in polvere, assorbendo gli oli in modo che non ricoprano o aderiscano ad altre particelle. Migliora la fluidità delle sostanze aromatizzanti in polvere separando le particelle che altrimenti potrebbero aderire le une alle altre. Si tratta di una caratteristica importante, in particolare per i produttori che dosano meccanicamente la sostanza aromatizzante nei prodotti alimentari finiti.Il dimetilpolisilossano (E 900) è utilizzato per ridurre o impedire la formazione di schiuma.La beta-ciclodestrina (E 459) si impiega per la complessazione dei composti aromatici, in quanto ne riduce la volatilità e contribuisce a diminuire la perdita dell'aroma durante la lavorazione e/o la preparazione.Il citrato di trietile (E 1505), la diacetina (E 1517), la triacetina (E 1518), l'alcol benzilico (E 1519) e il propilenglicole (E 1520) sono richiesti come solventi veicolanti. L'aggiunta di solventi veicolanti serve a diluire la sostanza aromatizzante concentrata in modo da poterla utilizzare nelle preparazioni industriali, dato che è più facile dosare in maniera accurata un prodotto diluito. Anche dal punto di vista ambientale e sanitario, è più sicuro manipolare un prodotto diluito piuttosto che una sostanza altamente concentrata dal forte odore. Inoltre, è necessaria la presenza di un solvente veicolante per garantire una distribuzione omogenea degli aromi. A causa della diversa solubilità delle sostanze aromatizzanti, occorre impiegare solventi veicolanti differenti.GIUSTIFICAZIONE DELLA PROPOSTA SOTTO IL PROFILO DELLA SUSSIDIARIETÀ1. Quali sono gli obiettivi della misura proposta rispetto agli obblighi della Comunità?La direttiva 89/107/CEE disciplina l'adozione di direttive specifiche per armonizzare l'uso di diverse categorie di additivi nei prodotti alimentari. La direttiva 95/2/CE relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti è stata adottata il 20 febbraio 1995. Ora occorre procedere ad un suo adeguamento alla luce dei recenti sviluppi tecnici e scientifici.2. La misura proposta è di competenza esclusiva della Comunità o di competenza concorrente con gli Stati membri?La Comunità è l'unico soggetto giuridico competente per la misura proposta.3. Qual è la dimensione comunitaria del problema?Il settore degli additivi alimentari è completamente armonizzato nell'UE.L'armonizzazione dell'uso di additivi alimentari a livello comunitario rappresenta una delle priorità del completamento del mercato interno. La direttiva quadro 89/107/CEE sugli additivi alimentari è stata adottata il 21 dicembre 1988 e le tre direttive specifiche (rispettivamente sui coloranti, sui dolcificanti e su altri aspetti) sono state adottate nel 1994 e nel 1995. Da allora le norme che disciplinano l'uso degli additivi sono le stesse in tutti i 15 Stati membri. Tale struttura garantisce un elevato livello di tutela del consumatore, offre al consumatore medesimo maggiore libertà di scelta tra diversi prodotti alimentari ed assicura la libera circolazione di tali prodotti.La direttiva 95/2/CE relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti si basa sul principio dell'elenco positivo. L'elenco degli additivi alimentari autorizzati è stabilito all'allegato della direttiva, con un elenco dei prodotti alimentari in cui essi possono essere utilizzati e le condizioni d'impiego. Tutti gli additivi non compresi in tale elenco sono vietati, fatti salvi i nuovi additivi autorizzati in via provvisoria dagli Stati membri per un periodo limitato a due anni.4. Qual è la soluzione più efficace tenuto conto dei mezzi a disposizione della Comunità e degli Stati membri?L'impiego degli additivi alimentari deve essere disciplinato in modo uniforme nella Comunità europea per assicurare un livello elevato di sicurezza alimentare ed il libero scambio dei prodotti alimentari all'interno della Comunità.5. Quali vantaggi concreti derivano dalla misura proposta e quale sarebbe il costo di una mancata azione?Il comitato scientifico per l'alimentazione umana ha effettuato la valutazione delle sostanze da impiegare come additivi alimentari. Se la Commissione ne propone l'impiego, tali additivi possono essere autorizzati a livello comunitario. Se la Commissione non ne propone l'impiego, tali sostanze non possono essere utilizzate nella Comunità.6. Quali modalità di azione sono a disposizione della Comunità?Per modificare la direttiva 95/2/CE occorre una nuova direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, ai sensi della procedura di cui all'articolo 95 del trattato.7. È necessaria una disciplina uniforme oppure è sufficiente una direttiva che stabilisca i principi generali demandando l'attuazione agli Stati membri?La proposta della Commissione si basa sul principio della completa armonizzazione a livello comunitario, come sancito nella direttiva quadro sugli additivi alimentari.2002/0274 (COD)Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglioche modifica la direttiva 95/2/CE relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO ED IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il Trattato che istituisce la Comunità Europea, in particolare l'Articolo 95,vista la proposta della Commissione [6],[6]  GU C [...]del [...], pag. [...].visto il parere del Comitato economico e sociale [7],[7]  GU C [...]del [...], pag. [...].deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [8],considerando quanto segue:[8]  [...](1) Gli additivi alimentari possono essere autorizzati ad essere impiegati nei prodotti alimentari solo se conformi all'allegato II della direttiva 89/107/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1988, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri concernenti gli additivi autorizzati nei prodotti alimentari destinati al consumo umano [9].[9]  GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 27. Direttiva modificata dalla direttiva 94/34/CE (GU L 237 del 10.9.1994, pag. 1).(2) La direttiva 95/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 febbraio 1995, relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti [10], istituisce un elenco di additivi alimentari che possono essere utilizzati nella Comunità e le condizioni per il loro impiego.[10]  GU L 61 del 18.3.1995, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/5/CE (GU L 55 del 24.2.2001, pag. 59).(3) In seguito all'adozione della direttiva 95/2/CE si sono verificati sviluppi tecnici nel settore degli additivi alimentari. Occorre modificare la direttiva per tenere conto di tali sviluppi.(4) La direttiva 88/388/CEE del Consiglio, del 22 giugno 1988, sul ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri nel settore degli aromi destinati ad essere impiegati nei prodotti alimentari e nei materiali di base per la loro preparazione [11] prescrive l'adozione di un elenco degli additivi necessari per la conservazione e l'adozione di ogni condizione speciale per il loro impiego che si renda necessaria per proteggere la salute pubblica e garantire un commercio equo.[11]  GU L 184 del 15.7.1988, pag. 61. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 91/71/CEE della Commissione (GU L 47 del 15.2.1991, pag. 25).(5) È auspicabile includere nella direttiva 95/2/CE i provvedimenti sugli additivi necessari per la conservazione e l'impiego di sostanze aromatizzanti, al fine di contribuire alla trasparenza e alla coerenza della legislazione comunitaria e per favorire il rispetto delle norme comunitarie in materia di additivi alimentari da parte dei produttori di alimenti, in particolare le piccole e le medie imprese. Inoltre, in conformità al regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare [12], le sostanze aromatizzanti rientrano nella definizione di "alimento".[12]  GU L 31 dell'1.2.2002, pag. 1.(6) Se da un lato occorre autorizzare l'impiego di additivi che sono necessari per garantire la sicurezza e la qualità delle sostanze aromatizzanti e per facilitarne la conservazione e l'uso, il livello di additivi presenti in tali sostanze deve essere il minimo richiesto per ottenere il fine desiderato. Non si dovrebbero peraltro fornire ai consumatori informazioni ingannevoli sull'uso degli additivi.(7) La presenza di un additivo in un alimento, dovuta all'impiego di una sostanza aromatizzante, è generalmente bassa e l'additivo non ha una funzione tecnologica nell'alimento. Pur tuttavia, se in determinate circostanze l'additivo possiede una funzione tecnologica nell'alimento composito, deve considerarsi un additivo dell'alimento composito e non un additivo della sostanza aromatizzante, applicandosi in tal caso le norme pertinenti relative all'additivo nell'alimento specifico, tra le quali le norme sull'etichettatura stabilite dalla direttiva 2000/13/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 marzo 2000, relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari, nonché la relativa pubblicità [13].[13]  GU L 109 del 6.5.2000, pag. 29. Direttiva modificata dalla direttiva 2001/101/CE della Commissione (GU L 310 del 28.11.2001, pag. 19).(8) Occorre informare i produttori di alimenti sulle concentrazioni di tutti gli additivi presenti nelle sostanze aromatizzanti, affinché possano rispettare la legislazione comunitaria. Questo aspetto è conforme alla direttiva 88/388/CEE, che prescrive l'indicazione sull'etichetta del quantitativo massimo di ciascun componente oggetto di limitazione quantitativa in un prodotto alimentare.(9) In conformità al principio della proporzionalità, è necessario e opportuno per il raggiungimento dell'obiettivo principale volto a garantire l'unità del mercato e un livello elevato di tutela dei consumatori, istituire norme sull'uso degli additivi nelle sostanze aromatizzanti. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire gli obiettivi prefissati ai sensi dell'articolo 5, terzo paragrafo, del trattato.(10) Conformemente alla richiesta da parte di uno Stato membro e al parere del comitato scientifico per l'alimentazione umana, istituito a titolo della decisione 97/579/CE della Commissione [14], il poli-1-decene idrogenato, che è stato autorizzato a livello nazionale a norma della direttiva 89/107/CEE, deve essere approvato a livello comunitario.[14]  GU L 237 del 28.8.1997, pag. 18. Decisione modificata dalla decisione 2000/443/CE (GU L 179 del 18.7.2000, pag. 13).(11) Nella direttiva 95/2/CE, il bifenile (E 230), l'ortofenilfenolo (E 231) e l'ortofenilfenolo sodico (E 232) figurano nell'elenco dei conservanti da utilizzarsi negli e sugli agrumi. Poiché essi, tuttavia, sono classificati come prodotti fitosanitari, secondo la definizione data dalla direttiva 91/414/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1991, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari [15], non devono più rientrare nel campo d'applicazione della direttiva 95/2/CE.[15]  GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/64/CE della Commissione (GU L 189 del 18.7.2002, pag. 27).(12) Occorre quindi modificare di conseguenza la direttiva 95/2/CE.(13) La direttiva 67/427/CEE del Consiglio [16] stabilisce le misure di controllo dei conservanti contenuti negli e sugli agrumi. Dal momento che l'impiego di questi conservanti negli agrumi non è più autorizzato dalla direttiva 95/2/CE, è necessario abrogare suddetta direttiva.[16]  GU L 148 dell'11.7.1967, pag. 1.(14) Il comitato scientifico per l'alimentazione umana è stato consultato sull'adozione delle disposizioni che possono influire sulla salute pubblica, in applicazione dell'articolo 6 della direttiva 89/107/CEE,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La direttiva 95/2/CE è modificata come segue:(1) All'articolo 1, paragrafo 3, la lettera (v) è sostituita da quanto segue:"(v) gli «stabilizzanti» sono sostanze che rendono possibile il mantenimento dello stato fisico-chimico di un prodotto alimentare; gli stabilizzanti comprendono le sostanze che rendono possibile il mantenimento di una dispersione omogenea di due o più sostanze immiscibili in un prodotto alimentare, le sostanze che stabilizzano, trattengono o intensificano la colorazione esistente di un prodotto alimentare e le sostanze che aumentano la capacità degli alimenti di formare legami, compresa la formazione di legami incrociati tra le proteine tale da consentire il legame delle particelle per la formazione dell'alimento ricostituito."(2) L'articolo 3, paragrafo 1, è sostituito dal testo seguente:"1. La presenza di un additivo alimentare in un prodotto alimentare è ammissibile:a) in un prodotto alimentare composito diverso da quelli indicati all'articolo 2, paragrafo 3, nella misura in cui l'additivo alimentare è ammesso in uno degli ingredienti che costituiscono il prodotto alimentare composito;b) in un prodotto alimentare in cui è stata aggiunta una sostanza aromatizzante nella misura in cui l'additivo alimentare è ammesso nella sostanza aromatizzante in ottemperanza alla presente direttiva ed è presente nel prodotto alimentare tramite la sostanza aromatizzante, a condizione che l'additivo alimentare non abbia alcuna funzione tecnologica nell'alimento finale; oppurec) se il prodotto alimentare è destinato unicamente alla preparazione di un prodotto alimentare composito e in misura tale che il prodotto alimentare composito sia conforme alle disposizioni della presente direttiva."(3) Gli allegati sono modificati come indicato nell'allegato della presente direttiva.Articolo 2La direttiva 67/427/CEE è abrogata.Articolo 3Gli Stati membri adottano e pubblicano, anteriormente al [...], le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva. Essi ne informano la Commissione.Essi applicano tali disposizioni in modo che:a) gli scambi e l'impiego dei prodotti conformi alla presente direttiva sono consentiti a partire da [18 mesi dopo l'entrata in vigore];b) gli scambi e l'impiego dei prodotti non conformi alla presente direttiva sono vietati a partire da [24 mesi dopo l'entrata in vigore].I prodotti immessi in commercio o etichettati prima della data indicata alla lettera b) e che non sono conformi alla presente direttiva possono, comunque, essere commercializzati fino all'esaurimento delle scorte.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, esse contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.Articolo 4La presente direttiva entra in vigore il [ventesimo] giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 5Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, [...]Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il PresidenteALLEGATOGli allegati della direttiva 95/2/CEE sono modificati come segue:(1) All'allegato I:La nota 2 è sostituita dalla seguente:'2. Le sostanze elencate ai numeri E 407, E 407a ed E 440 possono essere standardizzate con zuccheri, a condizione che ciò sia specificato in aggiunta a detto numero e alla definizione.'(b) nell'elenco degli additivi, si sopprime la seguente voce: '(ii) carbonato acido di calcio'.(c) nell'elenco degli additivi, il seguente testo è aggiunto: denominata E 466 la sostanza "Gomma di cellulosa" e denominata E 469 la sostanza "Gomma di cellulosa idrolizzata enzimaticamente".(2) All'allegato II:(a) il seguente testo si aggiunge all'elenco degli additivi e dei livelli massimi alla voce 'Cacao e prodotti a base di cioccolato citati nella direttiva 73/241/CEE':>SPAZIO PER TABELLA>(b) il seguente testo è inserito nell'elenco degli additivi e dei livelli massimi alla voce 'Frutta ed ortaggi non lavorati, congelati e surgelati; frutta ed ortaggi non lavorati preconfezionati, refrigerati e pronti per il consumo e patate preconfezionate non lavorate e sbucciate':>SPAZIO PER TABELLA>(c) il seguente testo è aggiunto all'elenco degli additivi e dei livelli massimi alla voce 'Composta di frutta':>SPAZIO PER TABELLA>(d) il seguente testo è aggiunto all'elenco degli additivi e dei livelli massimi alla voce 'Mozzarella e formaggi ottenuti dal siero di latte':>SPAZIO PER TABELLA>(g) alla fine dell'allegato si aggiungono le seguenti caselle:>SPAZIO PER TABELLA>(3) Nell'allegato III, parte A:(a) la definizione 'Prodotti da forno preconfezionati, parzialmente precotti destinati alla vendita al minuto' è sostituita dalla seguente: 'Prodotti da forno preconfezionati, parzialmente precotti e pane a ridotto contenuto calorico'(b) alla fine di questa parte si aggiungono le seguenti caselle:>SPAZIO PER TABELLA>(4) Nell'allegato III, parte C:a) si sopprimono le seguenti caselle:>SPAZIO PER TABELLA>b) a E 1105 è aggiunto il seguente prodotto alimentare:>SPAZIO PER TABELLA>(5) Nell'allegato III, parte D:(a) agli additivi E 310, E 311, E 312 ed E 320 sono aggiunti i seguenti prodotti alimentari e livelli massimi:>SPAZIO PER TABELLA>(b) nell'elenco dei prodotti alimentari relativi ad E 315 ed E 315, la definizione 'Conserve e semiconserve di carne' è sostituita dalla seguente: 'Prodotti a base di carne in scatola e prodotti a base di carne salati e stagionati'(6) Nell'allegato IV:(a) sono aggiunti i seguenti prodotti alimentari e i livelli massimi relativi agli additivi da E 338 a E 452:>SPAZIO PER TABELLA>(b) si sopprimono i seguenti prodotti alimentari e i livelli massimi relativi agli additivi da E 338 a E 452:>SPAZIO PER TABELLA>(c) all'additivo E 416 si aggiunge il seguente prodotto alimentare e relativo livello massimo:>SPAZIO PER TABELLA>(d) Agli additivi da E 432 a E 436 si aggiungono i seguenti prodotti alimentari e livelli massimi:>SPAZIO PER TABELLA>* Le oleoresine di spezie sono estratti di spezie da cui il solvente d'estrazione è evaporato, lasciando una miscela di olio volatile e sostanza resinosa di spezie'(e) nell'elenco dei prodotti alimentari relativi a E 541, la definizione 'Prodotti da forno fini" (solo Scones e tipo pan di Spagna)' è sostituita dalla seguente: 'Prodotti da forno fini'(f) agli additivi da E 551 a E 559 si aggiungono i seguenti prodotti alimentari e livelli massimi:>SPAZIO PER TABELLA>(g) all'additivo E 900 si aggiunge il seguente prodotto alimentare e relativo livello massimo:>SPAZIO PER TABELLA>(h) nell'elenco dei prodotti alimentari e dei livelli massimi relativi a E 903, i livelli massimi sono sostituiti dai seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>(i) all'additivo E 459 si aggiungono i seguenti prodotti alimentari e relativi livelli massimi:>SPAZIO PER TABELLA>(j) alla fine dell'allegato si aggiungono le seguenti caselle:>SPAZIO PER TABELLA>(7) Nell'allegato V:(a) è aggiunta la casella seguente:>SPAZIO PER TABELLA>(b) è aggiunta la seguente denominazione: denominata E 468 la sostanza "Gomma di cellulosa reticolata".(8) Nell'allegato VI:(a) nella nota introduttiva, dopo il primo paragrafo s'inserisce il seguente paragrafo:'I preparati e gli alimenti per lo svezzamento destinati a lattanti e alla prima infanzia possono contenere E 1450 ottenilsuccinato di amido e sodio risultante dall'aggiunta di preparati a base di vitamine o di acidi grassi polinsaturi. La presenza di E 1450 nel prodotto pronto per il consumo non deve superare 100 mg/kg dai preparati a base di vitamine e 1000 mg/kg dai preparati a base di acidi grassi polinsaturi.'(b) Nella parte 4, il titolo è sostituito dal testo seguente:'Additivi alimentari ammessi negli alimenti dietetici destinati ai lattanti e alla prima infanzia per scopi medici speciali, di cui alla direttiva 1999/21/CE della Commissione'**** La direttiva 1999/21/CE della Commissione, del 25 marzo 1999, sugli alimenti dietetici destinati a fini medici speciali (GU L 91 del 7.4.1999, pag. 29).'(c) Nella parte 4, si aggiunge la seguente voce alla tabella:>SPAZIO PER TABELLA>SCHEDA DI VALUTAZIONE D'IMPATTO IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Titolo della propostaProposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 95/2/CE relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcorantiNumero di riferimento del documentoSANCO/3348/2002La proposta1. In considerazione del principio di sussidiarietà esporre i motivi per i quali è necessaria una normativa comunitaria in questo settore, nonché i suoi principali obiettivi.Il settore degli additivi alimentari è completamente armonizzato nell'UE. Si propone una modifica all'elenco positivo degli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti fissato nella direttiva 95/2/CE. Tale direttiva è stata adottata in base alle disposizioni della direttiva quadro sugli additivi alimentari (direttiva 89/107/CEE del Consiglio), che invita la Commissione ad avanzare proposte in merito a tutti gli additivi alimentari e alle categorie di alimenti nei quali è autorizzato l'impiego degli additivi alimentari approvati, con indicazione delle rispettive condizioni d'impiego.La direttiva 95/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa agli additivi alimentari diversi dai coloranti e dagli edulcoranti è stata adottata nel febbraio 1995. La precedente modifica della medesima direttiva è stata adottata nel febbraio 2001. Da allora si sono verificati progressi a livello tecnico-scientifico e in materia di fabbricazione dei prodotti alimentari. Occorre pertanto modificare la direttiva 95/2/CE.Attualmente, la situazione in materia di autorizzazione degli additivi nelle sostanze aromatizzanti varia da uno Stato membro all'altro e ostacola la libera circolazione delle sostanze aromatizzanti e degli alimenti contenenti tali sostanze, creando condizioni di concorrenza disuguale e sleale.La presente proposta intende pertanto armonizzare la legislazione sugli additivi necessari per la conservazione e l'impiego delle sostanze aromatizzanti nel territorio comunitario, garantendo nel contempo un livello elevato di protezione della salute umana e di tutela degli interessi dei consumatori, nonché assicurando un commercio equo.Occorre pertanto presentare una proposta di modifica della direttiva 95/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per modificare l'elenco positivo degli additivi alimentari.Impatto sulle imprese2. Determinare l'incidenza della proposta.-tipi di imprese:Tutti i settori dell'industria alimentare che utilizzano additivi per la fabbricazione di prodotti alimentari saranno interessati dal provvedimento.-dimensioni delle imprese interessate (percentuale di piccole e medie imprese):Imprese di tutte le dimensioni.-aree geografiche della Comunità in cui hanno sede tali impreseEsiste una distribuzione geografica omogenea.3. Precisare gli obblighi imposti alle imprese per conformarsi alla proposta.Si autorizza l'impiego di un nuovo additivo alimentare e si estende l'autorizzazione di molti additivi alimentari già autorizzati a nuovi alimenti e categorie alimentari. Queste misure sono favorevoli ai produttori di alimenti che hanno richiesto questi nuovi impieghi sulla base delle innovazioni del settore.L'autorizzazione di alcuni additivi alimentari in taluni prodotti alimentari sarà ritirata e pertanto la produzione dovrà essere adattata di conseguenza.Le imprese produttrici di aromatizzanti, in particolare, devono rispettare le norme che consentono unicamente l'aggiunta di determinati additivi alle sostanze aromatizzanti a livelli massimi specifici. Le aziende produttrici di alimenti devono accertarsi di utilizzare sostanze aromatizzanti contenenti additivi che sono conformi alla presente direttiva. Esse devono assicurarsi che l'additivo presente nell'alimento in virtù dell'aromatizzante non abbia una funzione tecnologica nell'alimento finale unicamente per i prodotti ai quali sono aggiunte quantità importanti di sostanze aromatizzanti (oltre l'1%). Inoltre, se utilizzano sostanze aromatizzanti che contengono gli additivi E 459, E 1505, E, 1517, E 1518 o E 1520 (articolo 2, lettera g)), devono rispettare il livello massimo stabilito per il prodotto alimentare.4. Definire l'incidenza economica che si prevede produca la proposta.-sull'occupazione-sugli investimenti e sulla costituzione di nuove imprese-sulla competitività delle impreseNella legislazione nazionale, gli Stati membri hanno autorizzato diversi additivi a livelli massimi variabili nelle sostanze aromatizzanti. La presente proposta armonizza le norme applicabili nella Comunità. Pertanto, creando le condizioni per una competenza equa e paritaria, si prevedono ripercussioni positive per l'industria degli aromatizzanti e dei prodotti alimentari.5. Indicare se la proposta contiene misure destinate a tenere conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese (prescrizioni limitate o diverse ecc.).La proposta non prevede misure speciali per le PMI. Tutte le imprese sono considerate alla stessa stregua.Consultazione6. Elenco delle organizzazioni consultate in relazione alla proposta e rassegna dei punti principali della loro posizione in merito.Sono stati interpellati formalmente i servizi competenti della Commissione.Sono state consultate le seguenti organizzazioni e associazioni: Associazione europea degli aromi e delle fragranze (EFFA), Smoke Flavourings Manufacturers Association (SFMA), Confederazione delle industrie agroalimentari dell'Unione europea (CIAA), Associazione lattiero-casearia europea (EDA), Association of the Industry of Juices and Nectars from Fruits and Vegetables (AIJN), Associazione europea dei produttori di additivi ed enzimi per l'industria alimentare (ELC), Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC), Associazione dell'industria del cioccolato, della biscotteria-pasticceria e della confetteria dell'UE (CAOBISCO), Federazione delle industrie delle materie prime e miglioratori per panificazione e pasticceria del SEE (FEDIMA), Association of the Food Industries for Particular Nutritional Uses of the EU (IDACE), Centro di collegamento delle industrie trasformatrici delle carni macellate dell'UE (CLITRAVI) e Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (BEUC).