CELEX: 62002TO0398
Language: it
Date: 2003-03-27
Title: Ordinanza del presidente del Tribunale di primo grado del 27 marzo 2003. # Linea GIG Srl contro Commissione delle Comunità europee. # Procedimento sommario - Concorrenza - Pagamento di ammenda - Garanzia bancaria - Urgenza - Circostanze eccezionali - Ponderazione degli interessi. # Causa T-398/02 R.

Causa T-398/02 R Linea GIG SrlcontroCommissione delle Comunità europee
            «Procedimento sommario – Concorrenza – Pagamento di ammenda –   Garanzia bancaria – Urgenza – Circostanze eccezionali –   Ponderazione degli interessi»
            
               
                  Ordinanza del presidente del Tribunale 27 marzo 2003 
                     
                
               
            
                   
               
               
            
            Massime dell'ordinanza
         
         
                  1..
                  Procedimento sommario – Presupposti per la ricevibilità – Ricevibilità del ricorso di merito – Esame d'ufficio da parte del giudice del procedimento sommario dell'esistenza di un interesse ad agire  (Art. 242 CE; regolamento di procedura del Tribunale, art. 104, nn. 1 e 2) 
         
                  2..
                  Ricorso di annullamento – Interesse ad agire – Interesse che si valuta alla data di presentazione del ricorso – Ricorso proposto da un'impresa in liquidazione contro una decisione che le infligge un'ammenda – Procedura di liquidazione che può prolungarsi al di là della pronuncia della decisione del giudice comunitario – Ricevibilità  (Art. 230 CE) 
         
                  3..
                  Procedimento sommario – Sospensione dell'esecuzione – Sospensione dell'esecuzione di una decisione che infligge un'ammenda – Presupposti per la concessione – Costituzione di una cauzione – Ammissibilità – Limiti – Circostanze eccezionali   (Art. 242 CE; regolamento di procedura del Tribunale, art. 104, n. 2) 
         
                  4..
                  Procedimento sommario – Sospensione dell'esecuzione – Presupposti per la concessione – Ponderazione di tutti gli interessi in gioco – Decisione che impone il pagamento di un'ammenda ad un'impresa in liquidazione – Salvaguardia degli interessi finanziari della Comunità – Rigetto della domanda di sospensione  (Art. 242 CE; regolamento di procedura del Tribunale, art. 104, nn. 1 e 2) 
         
         1.
          Poiché una domanda di provvedimenti provvisori non può essere esaminata se il ricorso sul quale s'innesta non è ricevibile,
         e poiché la mancanza di interesse ad agire rientra tra i motivi di irricevibilità di ordine pubblico, spetta al giudice del
         procedimento sommario verificare d'ufficio che il detto interesse esista, prima facie, in capo al ricorrente per quanto riguarda
         il ricorso di merito. v. punti 44-45
         
         2.
          L'interesse ad agire per l'annullamento, che esiste solamente se l'annullamento dell'atto può produrre di per sé conseguenze
         giuridiche per il ricorrente, dev'essere valutato con riferimento al giorno in cui il ricorso è proposto. Quindi, un'impresa che chiede l'annullamento della decisione della Commissione che le infligge un'ammenda, benché soggetta
         ad una procedura di liquidazione avviata prima della data di proposizione del ricorso, ha interesse ad ottenere l'annullamento
         della decisione se non è escluso che essa non sarà ancora sciolta nel momento in cui il giudice si pronuncerà sul merito.
         Infatti, in tali circostanze, l'annullamento della detta decisione o la riduzione dell'ammontare dell'ammenda avrebbe l'effetto
         giuridico, a seconda dei casi, di estinguere il credito della Commissione ovvero di diminuirne l'importo. v. punti 46, 48-51
         
         3.
          Una domanda di provvedimenti provvisori volta ad ottenere una dispensa dall'obbligo, imposto dalla Commissione ad un'impresa,
         di costituire una garanzia bancaria perché l'importo dell'ammenda inflitta dalla decisione non venga riscosso immediatamente
         può essere accolta solo in presenza di circostanze eccezionali. Infatti, la possibilità di pretendere la costituzione di una
         garanzia finanziaria è espressamente prevista per i procedimenti sommari dai regolamenti di procedura della Corte e del Tribunale
         e corrisponde a una linea di condotta generale e ragionevole della Commissione. L'esistenza di tali circostanze può considerarsi dimostrata, in linea di principio, quando la parte che chiede di essere esentata
         dalla costituzione della garanzia bancaria richiesta fornisce la prova che è obiettivamente impossibile costituire tale garanzia
         ovvero che la sua costituzione rischierebbe di mettere a repentaglio la sua esistenza. A questo proposito, qualora una somma corrispondente all'importo dell'ammenda non possa essere congelata, nell'ambito di un'operazione
         di liquidazione, a beneficio esclusivo di un istituto di credito, talché quest'ultimo correrebbe il rischio di non essere
         mai pagato, si deve considerare che la costituzione della garanzia bancaria a favore dell'impresa in corso di liquidazione
         è obiettivamente impossibile. v. punti 54-55, 59
         
         4.
          Nell'ambito di una domanda di sospensione dell'esecuzione di una decisione della Commissione che impone ad un'impresa in liquidazione
         il pagamento di un'ammenda, la ponderazione degli interessi pende a favore del rigetto della domanda dato che la sospensione
         avrebbe la conseguenza di impedire alla Commissione di ricorrere a qualsiasi rimedio giuridico dinanzi al giudice nazionale
         al fine di riscuotere l'ammenda e tutelare, oltre ai propri interessi, gli interessi finanziari della Comunità, e ciò, in
         realtà, a solo vantaggio degli altri creditori dell'impresa. Infatti, dato che esiste un rischio reale che l'attivo dell'impresa non sia più sufficiente a consentire il pagamento dell'ammenda
         alla data dell'eventuale rigetto del ricorso di merito e che non è affatto garantito che la somma che l'impresa avrebbe eventualmente
         accantonato a tal fine sia destinata esclusivamente al pagamento dell'importo dovuto alla Commissione in caso di rigetto del
         ricorso di merito, è necessario conservare il carattere esecutivo della decisione al fine di non ostacolare i provvedimenti
         che la Commissione intenda adottare per la riscossione dell'ammenda inflitta. v. punto 62
      

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE27 marzo 2003  (1)
            
            
         
         
            
         
            «Procedimento sommario – Concorrenza – Pagamento di ammenda – Garanzia bancaria – Urgenza – Circostanze eccezionali – Ponderazione degli interessi»
            
          Nel procedimento T-398/02 R, 
         
         
         Linea GIG Srl, in liquidazione, con sede in Firenze, rappresentata dagli avv.ti L. D'Amario e B. Calzia, con domicilio eletto in Lussemburgo,
         
         
         richiedente, 
         
         contro
         Commissione delle Comunità europee, rappresentata dalle sig.re L. Pignataro-Nolin e O. Beynet, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
         
         resistente, 
         
          avente ad oggetto la domanda di sospensione dell'esecuzione della decisione della Commissione 30 ottobre 2002, relativa ad
         un procedimento a norma dell'articolo 81 del Trattato CE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE (COMP/35.587 PO Video Games,
         COMP/35.706 PO Nintendo Distribution e COMP/36.321 Omega - Nintendo), nella parte in cui infligge alla ricorrente un'ammenda
         di EUR 1,5 milioni,
         
         
         
         
         
         IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO DELLE COMUNITÀ EUROPEE
         
         ha emesso la seguente 
         
         
         Ordinanza
            
               Fatti e procedimento
            
         
         1
            
          Dal fascicolo risulta che la Linea GIG SpA è stata il distributore esclusivo dei prodotti Nintendo in Italia almeno dal 1°
         ottobre 1992 al 31 dicembre 1997. 
         
         
         2
            
          A causa di una situazione economica divenuta difficile, l'8 gennaio 1999 l'assemblea straordinaria della Linea GIG SpA decideva
         di mettere la società in liquidazione. 
         
         
         3
            
          Il 16 febbraio successivo, la Linea GIG SpA presentava al Tribunale di Firenze un ricorso per l'ammissione alla procedura
         di concordato preventivo ai sensi degli artt. 160 e seguenti del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 (GURI n. 81 del 6 aprile
         1942). 
         
         
         4
            
          Con sentenza 17 novembre 1999, il Tribunale di Firenze omologava il concordato preventivo proposto dalla Linea GIG SpA Secondo
         i termini del concordato omologato, la Linea GIG SpA è tenuta a liquidare tutti i suoi beni al fine di soddisfare integralmente
         i creditori privilegiati e i creditori chirografari per il 40% del loro credito. Nell'ambito di tale procedura, il liquidatore
         designato dal tribunale dispone dei beni del debitore sottoposto al concordato al fine di ripartirne il ricavato tra i creditori
         nel rispetto dell'ordine dei loro crediti stabilito dalla legge. 
         
         
         5
            
          Il 25 aprile 2000 la Commissione avviava un procedimento ai sensi dell'art. 81 CE nei confronti della Linea GIG SpA, addebitandole
         di aver partecipato, nell'arco di un certo periodo, ad accordi e pratiche concordate volti a limitare le importazioni e le
         esportazioni parallele di console e cartucce di giochi Nintendo. Il 24 luglio successivo, la Linea GIG SpA presentava le sue
         osservazioni in relazione alle censure mosse nei suoi confronti dalla Commissione. 
         
         
         6
            
          Il 30 ottobre 2002 la Commissione adottava una decisione relativa ad un procedimento a norma dell'articolo 81 del Trattato
         CE e dell'articolo 53 dell'accordo SEE (COMP/35.587 PO Video Games, COMP/35.706 PO Nintendo Distribution e COMP/36.321 Omega
         ─ Nintendo; in prosieguo: la  
         decisione), in cui constatava che diverse imprese avevano violato l'art. 81, n. 1, CE e l'art. 53, n. 1, dell'accordo SEE partecipando,
         nel corso di periodi differenti a seconda dell'impresa interessata, ad accordi e pratiche concordate sui mercati delle console
         di giochi specializzati e delle cartucce di giochi compatibili con le console di giochi specializzati fabbricati dalla Nintendo,
         con lo scopo e l'effetto di restringere le esportazioni parallele delle console e delle cartucce di giochi Nintendo. Tra le
         imprese menzionate all'art. 1 della decisione figurano, oltre alla Nintendo Corporation Ltd/Nintendo of Europe GmbH, sette
         società che garantivano la distribuzione dei detti prodotti. 
         
         
         7
            
          Uno dei distributori menzionati all'art. 1 della decisione è la Linea GIG SpA, che la Commissione ritiene responsabile dell'infrazione
         di cui al detto articolo per il periodo 1° ottobre 1992 - fine dicembre 1997. 
         
         
         8
            
          Ai sensi dell'art. 3 della decisione, nel caso della Linea GIG SpA l'infrazione commessa viene sanzionata con un'ammenda di
         EUR 1,5 milioni. 
         
         
         9
            
          L'ammenda inflitta alla Linea GIG SpA deve essere versata, secondo l'art. 4 della decisione, entro tre mesi dalla data della
         notificazione della stessa. La decisione veniva notificata alla Linea GIG SpA con la lettera della Commissione del 7 novembre
         2002. In tale lettera, la Commissione precisava che, ove fosse stato proposto ricorso dinanzi al Tribunale di primo grado
         delle Comunità europee, non si sarebbe proceduto ad alcuna riscossione dell'ammenda fintanto che la causa fosse rimasta pendente
         dinanzi a tale giurisdizione, purché il credito producesse interessi a decorrere dalla scadenza del termine di pagamento e
         venisse fornita una garanzia bancaria accettabile. 
         
         
         10
            
          Il 24 settembre 2002 veniva deliberata la modifica della forma giuridica della società e la Linea GIG SpA veniva trasformata
         in società a responsabilità limitata. A partire da tale data, la sua denominazione sociale è  
         Linea GIG Srl in liquidazione (in prosieguo: la  
         Linea ovvero la  
         richiedente). 
         
         
         11
            
          Con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale il 30 dicembre 2002, la Linea presentava un ricorso ai sensi
         dell'art. 230, quarto comma, CE, relativo all'annullamento totale o parziale della decisione o, in via subordinata, all'annullamento
         o alla riduzione dell'importo dell'ammenda inflittale. 
         
         
         12
            
          Con atto separato depositato nella cancelleria del Tribunale il 30 gennaio 2003, la Linea depositava una domanda di sospensione
         dell'esecuzione della decisione nella parte in cui questa le infliggeva un'ammenda. 
         
         
         13
            
          Il 14 febbraio 2003 la Commissione presentava le sue osservazioni scritte in relazione alla domanda di provvedimenti provvisori.
         
         
         
         14
            
          L'udienza dinanzi al giudice del procedimento sommario aveva luogo il 6 marzo 2003. In tale udienza, il giudice del procedimento
         sommario si riservava di pronunciarsi in relazione alla possibilità di accogliere la domanda della richiedente di depositare
         due nuovi documenti, circostanza che veniva messa a verbale. 
         In diritto
         
         15
            
          In forza del combinato disposto degli artt. 242 CE e 243 CE, da un lato, e dell'art. 225, n. 1, CE, dall'altro, il Tribunale,
         quando reputi che le circostanze lo richiedono, può ordinare la sospensione dell'esecuzione dell'atto impugnato oppure ordinare
         i provvedimenti provvisori necessari. 
         
         
         16
            
          L'art. 104, n. 2, del regolamento di procedura del Tribunale prevede che le domande relative a provvedimenti provvisori devono
         precisare i motivi di urgenza e gli argomenti di fatto e di diritto che giustifichino prima facie (fumus boni iuris) l'adozione
         dei provvedimenti richiesti. Questi presupposti sono cumulativi, cosicché una domanda di sospensione dell'esecuzione deve
         essere respinta qualora manchi uno dei suddetti presupposti [ordinanza del presidente della Corte 14 ottobre 1996, causa C-268/96
         P(R), SCK e FNK/Commissione, Racc. pag. I-4971, punto 30]. Il giudice del procedimento sommario procede altresì, se del caso,
         alla ponderazione degli interessi in gioco (ordinanza del presidente della Corte 23 febbraio 2001, causa C-445/00 R, Austria/Consiglio,
         Racc. pag. I-1461, punto 73). 
         
         
         17
            
          Il provvedimento richiesto deve inoltre essere provvisorio nel senso di non pregiudicare i punti di diritto o di fatto controversi
         né di vanificare le conseguenze della decisione che verrà pronunciata successivamente nella causa principale [ordinanza del
         presidente della Corte 19 luglio 1995, causa C-149/95 P(R), Commissione/Atlantic Container Line e a., Racc. pag. I-2165, punto
         22]. 
          Argomenti delle parti
          Sul fumus boni iuris
         
         
         18
            
          La ricorrente sostiene, in primo luogo, che la Commissione ha violato l'art. 15, n. 2, del regolamento del Consiglio 6 febbraio
         1962, n. 17, primo regolamento di applicazione degli articoli [81] e [82] del Trattato (GU 1962, n. 13, pag. 204), imponendole
         un'ammenda superiore all'importo massimo del 10% del volume d'affari realizzato nell'esercizio sociale precedente come previsto
         dalla norma citata. Infatti,  
         l'esercizio sociale precedente sarebbe sempre stato inteso come riferimento all'esercizio sociale che precede la data della decisione con la quale viene
         inflitta l'ammenda. Ora, nella fattispecie, il volume d'affari di Linea per l'anno 2001 sarebbe stato pari a zero. 
         
         
         19
            
          Con il secondo motivo, la Linea sostiene che la Commissione ha applicato erroneamente l'art. 81 CE al primo contratto di distribuzione
         stipulato tra la Linea e la Nintendo Corporation Ltd e che ha violato l'art. 253 CE. 
         
         
         20
            
          Con il terzo motivo, la richiedente sostiene che la Commissione ha erroneamente ritenuto la Linea responsabile delle pratiche
         anticompetitive di cui alla decisione. 
         
         
         21
            
          Il quarto motivo è relativo all'esistenza di contraddizioni nella decisione e di una violazione dell'art. 253 CE. 
         
         
         22
            
          Infine, il quinto motivo è relativo alla mancata valutazione del contesto economico nell'ambito del quale si sono iscritti
         gli accordi e/o le pratiche concordate di cui si tratta. 
         
         
         23
            
          La Commissione ritiene che nessuno dei motivi addotti dalla richiedente consenta di concludere che sussista un fumus boni
         iuris. 
          Sull'urgenza e la ponderazione degli interessi
         
         
         24
            
          La Linea ritiene che nel caso di specie la condizione relativa all'urgenza sia soddisfatta. Essa fonda tale conclusione su
         tre argomenti relativi alla procedura di concordato preventivo cui è attualmente sottoposta. 
         
         
         25
            
          In primo luogo, ricorda di aver cessato ogni tipo di attività produttiva sin dal 1999 e di essere tenuta a liquidare la totalità
         del suo attivo al fine di soddisfare integralmente i creditori privilegiati nonché i creditori chirografari nella percentuale
         del 40% dei loro crediti. Fa presente che il costo del concordato preventivo è stato stimato dal commissario giudiziale in
         ITL 135 589 911 521, pari a EUR 70 026 345, mentre le attività sono state stimate solamente in ITL 125 241 894 385, pari a
         EUR 64 682 040, cosicché il deficit che ne risulta ammonta a EUR 5 344 305, rilevando tuttavia che  
         i calcoli del Commissario sono assai prudenziali ed è probabile che il detto deficit non sussista in effetti. Attualmente, gli unici introiti deriverebbero dalla liquidazione dei beni e sarebbero finalizzati al pagamento dei debiti
         nel rispetto di quanto previsto dalla sentenza del Tribunale di Firenze 17 novembre 1999. 
         
         
         26
            
          In secondo luogo, essa afferma che, nell'ambito del concordato preventivo, ogni controversia circa l'esistenza, l'ammontare
         e il carattere privilegiato o chirografario di un credito incide necessariamente sulla ripartizione dell'attivo e si riflette,
         quindi, sulla posizione dei titolari degli altri crediti. Sarebbe dunque necessario, prima che la Linea possa provvedere al
         pagamento dell'ammenda impostale dalla Commissione ed al fine di evitare pagamenti lesivi della par condicio creditorum, che
         venga accertata ─ se del caso nelle competenti sedi giudiziarie nazionali ─ la natura del credito della Commissione e verificata
         la sua eventuale prededucibilità, per l'intero o pro quota, rispetto agli altri debiti della società. 
         
         
         27
            
          In terzo luogo, il presupposto oggettivo del concordato preventivo sarebbe il medesimo di quello del fallimento, ovvero lo
         stato d'insolvenza della società. 
         
         
         28
            
          Questi tre argomenti sarebbero sufficienti a dimostrare che la Linea non può provvedere al pagamento dell'ammenda e/o fornire
         la garanzia bancaria richiesta dalla Commissione senza subire un danno grave e irreparabile. Essi spiegherebbero altresì le
         ragioni per le quali sarebbe materialmente impossibile per la Linea ottenere la garanzia bancaria richiesta. Infatti, nessun
         istituto di credito sarebbe disposto a garantire il debito della Linea, in quanto, alla luce della giurisprudenza dei tribunali
         italiani secondo cui i crediti sorti dopo la data di apertura della procedura di concordato preventivo non possono essere
         soddisfatti prima di quelli sorti anteriormente a quella data, esso potrebbe trovarsi, in futuro, nella condizione di dover
         onorare integralmente l'impegno della Linea nei confronti della Commissione, ma di potersi rivalere soltanto pro quota nei
         confronti della Linea. 
         
         
         29
            
          Infine, il pagamento dei costi relativi alla costituzione di una garanzia bancaria, ammesso che possa avvenire mediante detrazione
         dall'attivo realizzato, arrecherebbe in ogni caso un gravissimo pregiudizio ai creditori ancora prima che alla società. Il
         costo non recuperabile della garanzia verrebbe infatti a gravare, in sostanza, sulle spalle dei creditori chirografari della
         Linea, che vedrebbero proporzionalmente ridotto il già esiguo ammontare destinato al soddisfacimento dei loro diritti. 
         
         
         30
            
          Nell'ultima parte della domanda di provvedimenti provvisori, la Linea aggiunge di aver richiesto e ottenuto dal giudice delegato,
         per il tramite del commissario giudiziale, l'accantonamento, con divieto di riparto ai creditori sociali fino alla definizione
         del procedimento principale, di una somma di EUR 1,65 milioni, pari all'importo dell'ammenda inflittale più interessi, a garanzia
         del credito della Commissione. Tale provvedimento costituirebbe una garanzia ancora più penetrante rispetto alla garanzia
         bancaria richiesta dalla Commissione e apparirebbe pertanto tale da dissipare ogni eventuale timore di mancato pagamento dell'ammenda
         per il caso in cui il Tribunale non dovesse accogliere la domanda di annullamento della decisione nella causa principale.
         Infatti, tale provvedimento è stato adottato da un'autorità giudiziaria cui è demandata la direzione della procedura di concordato
         preventivo e senza il consenso della quale non può procedersi al riparto di quanto ricavato dalla liquidazione della società.
         
         
         
         31
            
          La Commissione ritiene che la Linea non abbia affatto provato che la costituzione della garanzia bancaria le provocherebbe
         un danno grave e irreparabile. 
         
         
         32
            
          In particolare sostiene che la Linea non ha dimostrato di avere inoltrato ad istituti di credito domande di costituzione di
         garanzia né che tali domande siano state effettivamente rifiutate. 
         
         
         33
            
          La Commissione afferma, inoltre, che l'accantonamento di EUR 1,65 milioni dovrebbe consentire agli istituti di credito cui
         sia richiesta la garanzia bancaria di concederla. L'accantonamento di tale somma sarebbe prova dell'esistenza della stessa
         e, se non altro per il periodo di pendenza del procedimento principale dinanzi al Tribunale, essa non potrebbe essere soggetta
         al concorso dei diversi creditori. 
         
         
         34
            
          Infine, la richiedente non potrebbe far valere il danno derivante dal pagamento dei costi di costituzione della detta garanzia
         bancaria, in quanto tale danno sarebbe subito dai creditori chirografari della società. Ora, il danno cagionato a un terzo
         è irrilevante ai fini della concessione di provvedimenti provvisori (ordinanza del presidente del Tribunale 2 ottobre 1997,
         causa T-213/97 R, Eurocoton e a./Consiglio, Racc. pag. II-1609, punto 46). 
         
         
         35
            
          Qualora, tuttavia si volesse sostenere, quod non, che un danno eventuale possa discendere alla richiedente per effetto della
         costituzione della garanzia bancaria, data la situazione di difficoltà finanziaria in cui versa, esso non potrebbe tuttavia
         essere considerato irreparabile, in quanto la richiedente non avrebbe apportato alcuna prova, in particolare mediante dati
         finanziari convincenti, che la costituzione della detta garanzia metterebbe a repentaglio la sua esistenza [ordinanza del
         presidente della Corte 15 dicembre 2000, causa C-361/00 P(R), Cho Yang Shipping/Commissione, Racc. pag. I-11657, punto 89;
         ordinanza del presidente del Tribunale 20 luglio 1999, causa T-59/99 R, Ventouris/Commissione, Racc. pag. II-2519, punti 16
         e 18]. 
         
         
         36
            
          Non sussisterebbe alcuna prova che la costituzione della garanzia bancaria sarebbe la sola causa o la principale causa dell'eventuale
         scomparsa dell'impresa dal mercato, dal momento che le perdite e le difficoltà invocate avrebbero origine da fatti di molto
         precedenti alla decisione. 
         
         
         37
            
          Nell'effettuare la ponderazione degli interessi in gioco, la Commissione afferma che occorre contemperare l'interesse della
         richiedente a evitare ─ dal momento che essa asserisce di non poter costituire una garanzia bancaria ─ che si proceda alla
         riscossione immediata dell'ammenda con l'interesse finanziario della Comunità a recuperare l'importo, nonché più in generale
         con l'interesse pubblico a che siano preservati l'efficacia delle regole comunitarie di concorrenza e l'effetto dissuasivo
         delle ammende inflitte dalla Commissione. 
         
         
         38
            
          Nella fattispecie, essa afferma che, sul piano dei principi generali, l'obbligo di costituzione di una garanzia bancaria di
         un ammontare corrispondente all'ammenda inflitta in alternativa al pagamento, nell'ipotesi in cui un'impresa impugni la decisione
         che impone l'ammenda, è il minimo richiesto dall'interesse pubblico comunitario. 
         
         
         39
            
          Quanto all'accantonamento della somma di EUR 1,65 milioni (v. precedente punto 30), contrariamente a quanto sostenuto della
         richiedente, esso non potrebbe costituire una garanzia soddisfacente per la Commissione. 
         
         
         40
            
          Da un lato, il giudice dell'urgenza non sarebbe tenuto ad esaminare le misure alternative proposte dalla richiedente, dato
         che quest'ultima non è riuscita provare di essere nell'impossibilità di fornire la cauzione bancaria [v., in tal senso, ordinanza
         del presidente della Corte 14 dicembre 1999, causa C-364/99 P(R), DSR-Senator Lines/Commissione, Racc. pag. I-8733, punto
         64]. 
         
         
         41
            
          Dall'altro, non sarebbe certo che la somma accantonata possa essere garantita ad esclusivo vantaggio della Commissione. Infatti
         non sarebbe specificato, né emergerebbe dalle prove documentali fornite dalla richiedente, se sulla somma accantonata possano
         rivalersi i creditori ovvero se il detto accantonamento sottragga al concorso degli altri creditori privilegiati e chirografari
         la somma corrispondente all'ammenda di cui è creditrice la Commissione. 
         
         
         42
            
          Inoltre, si deve considerare che non può escludersi l'eventuale risoluzione o annullamento del concordato preventivo in virtù
         della legislazione applicabile, che avrebbe come effetto di riaprire il concorso tra vecchi e nuovi creditori. Pertanto, se
         la Commissione dovesse attendere la conclusione della causa principale pendente davanti al Tribunale, sussisterebbe il rischio
         oggettivo, nell'ipotesi di risoluzione o annullamento del concordato, di non avere attivo sufficiente per riscuotere l'ammontare
         dell'ammenda. 
         
         
         43
            
          Secondo la Commissione, appare pertanto evidente, da un lato, che la soluzione alternativa avanzata dalla Linea non garantirebbe
         gli interessi finanziari nella stessa misura della garanzia bancaria e, dall'altro, che un'eventuale sospensione della decisione
         le impedirebbe di ricorrere a qualsiasi altro rimedio giuridico al fine di riscuotere l'ammenda e tutelare i suoi interessi.
         La Commissione, pertanto, correrebbe il rischio reale, una volta terminata la procedura dinanzi al Tribunale in caso di rigetto
         del ricorso nel procedimento principale, di non trovare più l'attivo necessario per ottenere il pagamento dell'ammenda, anche
         solo pro quota. Sarebbe invece manifesto che la costituzione della garanzia bancaria garantirebbe il credito della Commissione
         nella sua interezza. 
          Valutazione del giudice del procedimento sommario
          Sulla ricevibilità del ricorso principale
         
         
         44
            
          E' pacifico che una domanda di provvedimenti provvisori non può essere esaminata se il ricorso sul quale essa s'innesta non
         è ricevibile. Infatti, occorre evitare che i richiedenti, mediante lo strumento della domanda di provvedimenti provvisori,
         possano ottenere il beneficio di provvedimenti ai quali non potrebbero avere diritto se il loro ricorso fosse dichiarato irricevibile
         dal Tribunale durante l'esame del merito. 
         
         
         45
            
          Nella fattispecie, la Commissione non ha contestato la ricevibilità del ricorso principale nell'ambito del procedimento sommario.
         Tuttavia, poiché la mancanza di interesse ad agire rientra tra i motivi di irricevibilità di ordine pubblico (ordinanze della
         Corte 28 novembre 1985, causa 19/85, Grégoire-Foulon/Parlamento, Racc. pag. 3771, punti 7-9, e 7 ottobre 1987, causa 108/86,
         D.M./Consiglio e CES, Racc. pag. 3933, punto 10; sentenza del Tribunale 18 febbraio 1993, causa T-45/91, Mc Avoy/Parlamento,
         Racc. pag. II-83, punto 22), spetta al giudice del procedimento sommario verificare d'ufficio che la richiedente abbia, prima
         facie, un interesse a ottenere l'annullamento della decisione. 
         
         
         46
            
          Secondo una giurisprudenza costante, l'interesse ad agire esiste solamente se l'annullamento dell'atto può produrre di per
         sé conseguenze giuridiche (sentenza del Tribunale 20 giugno 2001, causa T-188/99, Euroalliages/Commissione, Racc. pag. II-1757,
         punto 26). Inoltre, l'interesse ad agire dev'essere valutato con riferimento al giorno in cui il ricorso è proposto (sentenza
         del Tribunale 15 dicembre 1999, causa T-22/97, Kesko/Commissione, Racc. pag. II-3775, punto 55). 
         
         
         47
            
          Peraltro, è già stato statuito che l'interesse ad agire di una società ricorrente, di diritto italiano, era venuto meno in
         seguito alla dichiarazione di fallimento intervenuta nel corso del procedimento contenzioso (sentenza del Tribunale 27 aprile
         1995, causa T-443/93, Casillo Grani/Commissione, Racc. pag. II-1375). 
         
         
         48
            
          Ora, nella fattispecie, la richiedente è una società in fase di liquidazione e tale liquidazione, lungi dall'essere intervenuta
         nel corso del procedimento contenzioso, è cominciata ben prima della data di proposizione del ricorso principale. 
         
         
         49
            
          Interrogata dal giudice del procedimento sommario durante l'udienza, la richiedente ha dichiarato che, a quel momento, erano
         stati soddisfatti solo i creditori privilegiati. Essa deve quindi procedere ancora al rimborso dei creditori chirografari
         in conformità di quanto disposto dal concordato preventivo. Sempre in risposta a un quesito orale, ha affermato, senza venire
         contraddetta su tale punto dalla Commissione, che la legge italiana non prevede alcun termine entro il quale la liquidazione
         debba avvenire. 
         
         
         50
            
          Da tali risposte risulta che non è escluso che la Linea non sarà ancora sciolta nel momento in cui il Tribunale si pronuncerà
         sul merito della controversia. 
         
         
         51
            
          In tali circostanze e dato che un annullamento della decisione o una riduzione dell'ammontare dell'ammenda avrebbe l'effetto
         giuridico, a seconda dei casi, di estinguere il credito della Commissione ovvero di diminuirne l'importo, si deve concludere
         che la richiedente, il giorno della proposizione del ricorso principale, poteva vantare un interesse ad ottenere l'annullamento
         della decisione. 
         
         
         52
            
          Ne consegue che la domanda di provvedimenti provvisori è ricevibile. 
          Sull'urgenza e la ponderazione degli interessi
         
         
         53
            
          In via preliminare, occorre definire con precisione l'oggetto della presente domanda di provvedimenti provvisori. 
         
         
         54
            
          Infatti, la presente domanda è volta a ottenere la sospensione dell'esecuzione della decisione nella parte in cui essa infligge
         un'ammenda alla richiedente. Ora, è pacifico che, nella sua lettera di notifica della decisione del 7 novembre 2002, la Commissione
         ha precisato che, in caso di ricorso, non avrebbe proceduto ad alcuna riscossione dell'ammenda a condizione che la richiedente
         fornisse una garanzia bancaria accettabile. Pertanto, la domanda di sospensione dell'esecuzione non può avere altro oggetto
         utile che l'ottenimento dell'esenzione dall'obbligo di costituire una garanzia bancaria come condizione perché l'importo dell'ammenda
         inflitta dalla decisione non venga riscosso immediatamente. Una tale domanda può essere accolta solo in presenza di circostanze
         eccezionali [ordinanze del presidente della Corte 6 maggio 1982, causa 107/82 R, AEG/Commissione, Racc. pag. 1549, punto 6;
         DSR-Senator Lines/Commissione, già citata, punto 48, e 23 marzo 2001, causa C-7/01 P(R), FEG/Commissione, Racc. pag. I-2559,
         punto 44]. Infatti, la possibilità di pretendere la costituzione di una garanzia finanziaria è espressamente prevista per
         i procedimenti sommari dai regolamenti di procedura della Corte e del Tribunale e corrisponde a una linea di condotta generale
         e ragionevole della Commissione. 
         
         
         55
            
          L'esistenza di tali circostanze eccezionali può considerarsi dimostrata, in linea di principio, quando la parte che chiede
         di essere esentata dalla costituzione della garanzia bancaria richiesta fornisce la prova che è obiettivamente impossibile
         costituire tale garanzia (v., in tal senso, ordinanze DSR-Senator Lines/Commissione e FEG/Commissione, già citate) ovvero
         che la sua costituzione rischierebbe di mettere a repentaglio la sua esistenza (v., in particolare, ordinanze del presidente
         del Tribunale 21 dicembre 1994, causa T-295/94 R, Buchmann/Commissione, Racc. pag. II-1265, punto 24, e 28 giugno 2000, causa
         T-191/98 R II, Cho Yang Shipping/Commissione, Racc. pag. II-2551, punto 43). 
         
         
         56
            
          Nella fattispecie, è evidente che la richiedente non esercita più alcuna attività economica, che è soggetta dal 1999 ─ cioè
         tre anni prima che la Commissione le infliggesse l'ammenda prevista dall'art. 3 della decisione ─ ad una procedura di concordato
         preventivo disciplinata dalla legge nazionale applicabile ed è in corso di liquidazione. Ne consegue che non vi può essere
         un nesso causale tra il rifiuto del provvedimento richiesto e lo stato d'insolvenza della richiedente. Pertanto, la valutazione
         del danno grave e irreparabile, date le circostanze di fatto e di diritto che caratterizzano la causa in esame, non può essere
         effettuata mediante il criterio della messa a repentaglio dell'esistenza della richiedente, come suggerito dalla Commissione
         nelle osservazioni. 
         
         
         57
            
          L'argomento principale addotto della richiedente consiste nel sostenere che nessun istituto di credito può accettare di garantire
         il suo debito nei confronti della Commissione perché l'avere di un istituto di credito che venisse ad esistenza in seguito
         all'apertura della procedura di concordato preventivo non potrebbe mai essere recuperato. 
         
         
         58
            
          A questo proposito, la Commissione afferma che è stata accantonata una somma di EUR 1,65 milioni per  
         garantire, secondo l'espressione utilizzata dalla richiedente, il pagamento dell'importo dell'ammenda più gli interessi. Poiché il
         preteso obiettivo di tale accantonamento è di consentire alla richiedente di pagare il proprio debito alla Commissione qualora
         il ricorso principale dovesse essere respinto, quest'ultima ritiene che la somma controversa avrebbe potuto essere accantonata
         nelle stesse condizioni a favore di un istituto di credito al fine di costituire la garanzia richiesta. 
         
         
         59
            
          Tuttavia, come sostenuto dalla Linea in udienza, la somma di EUR 1,65 milioni non può essere congelata a beneficio esclusivo
         di un istituto di credito, talché quest'ultimo non avrebbe la certezza di essere effettivamente pagato dalla richiedente.
         Infatti, nell'ipotesi in cui il ricorso principale venisse respinto, tale istituto entrerebbe in concorso con gli altri creditori
         sociali della richiedente e spetterebbe ancora al giudice nazionale determinare la natura e il rango del credito controverso,
         sorto successivamente all'apertura della procedura di concordato preventivo. In tal modo, il rischio di non essere mai pagati
         dalla richiedente appare così concreto che si deve ammettere che nessun istituto di credito accetterebbe di costituire la
         garanzia bancaria richiesta. 
         
         
         60
            
          Conseguentemente, si deve constatare che la Linea ha sufficientemente dimostrato che la situazione sociale e finanziaria in
         cui essa si trova attualmente rende oggettivamente impossibile l'ottenimento della garanzia bancaria presso un istituto di
         credito. 
         
         
         61
            
          Cionondimeno, la ponderazione degli interessi in gioco osta a che la presente domanda di provvedimenti provvisori venga accolta.
         
         
         
         62
            
          Infatti, alla luce delle particolari circostanze del caso di specie, la sospensione dell'esecuzione della decisione, nella
         parte in cui essa impone alla richiedente il pagamento di un'ammenda, avrebbe la conseguenza di impedire alla Commissione
         di ricorrere a qualsiasi rimedio giuridico dinanzi al giudice nazionale al fine di riscuotere l'ammenda e tutelare, oltre
         ai propri interessi, gli interessi finanziari della Comunità (ordinanza 28 giugno 2000, Cho Yang Shipping/Commissione, già
         citata, punto 53), e ciò, in realtà, al solo scopo di tutelare gli altri creditori della Linea. Ora, come ha giustamente sottolineato
         la Commissione, il rischio che l'attivo della richiedente non sia più sufficiente a consentire il pagamento dell'ammenda,
         interamente o parzialmente, alla data dell'eventuale rigetto del ricorso di merito, non può essere fugato con certezza. Inoltre,
         non è affatto garantito, come riconosciuto dalla richiedente in sede di udienza, che la somma di EUR 1,65 milioni accantonata
         sia destinata esclusivamente al pagamento del debito che la Linea dovrebbe pagare alla Commissione in caso di rigetto del
         ricorso di merito. E' pertanto necessario conservare il carattere esecutivo della decisione al fine di non ostacolare i provvedimenti
         che la Commissione ritiene opportuno adottare per la riscossione dell'ammenda inflitta dalla decisione. 
         
         
         63
            
          Quanto al preteso interesse della Linea e dei suoi creditori sociali ad evitare che si proceda alla riscossione dell'ammenda,
         occorre precisare che esso non può essere valutato se non in funzione della qualificazione e del rango del credito della Commissione
         che spetta esclusivamente al giudice nazionale valutare, eventualmente dopo aver adito la Corte ai sensi dell'art. 234 CE.
         
         
         
         64
            
          Poiché la ponderazione degli interessi induce a propendere per il diniego della sospensione dell'esecuzione, la domanda in
         esame deve essere respinta. 
         
         Per questi motivi, 
         
         
         
            
            IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE
         
         
          così provvede:
         
            
            1)
             La domanda di provvedimenti provvisori è respinta.
            
            
            2)
             Le spese sono riservate.
            
             Lussemburgo, 27 marzo 2003 
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                   H. Jung 
               
               
                  B. Vesterdorf  
               
            
      
      
          1 –
            
             Lingua processuale: l'italiano.