CELEX: 62019CN0003
Language: it
Date: 2019-01-03 00:00:00
Title: Causa C-3/19: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Italia) il 3 gennaio 2019 — Asmel società consortile a r.l./A.N.A.C. — Autorità Nazionale Anticorruzione

13.5.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 164/6
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato (Italia) il 3 gennaio 2019 — Asmel società consortile a r.l./A.N.A.C. — Autorità Nazionale Anticorruzione
      (Causa C-3/19)
      (2019/C 164/07)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Giudice del rinvio
      
      Consiglio di Stato
      
         Parti nella causa principale
      
      
         Appellante: Asmel società consortile a r.l.
      
         Appellata: A.N.A.C. — Autorità Nazionale Anticorruzione
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se osta al diritto comunitario, una norma nazionale, come l’art. 33, comma 3 bis, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 che limita l’autonomia dei comuni nell’affidamento ad una centrale di committenza a due soli modelli organizzativi quali l’unione dei comuni se già esistente ovvero il consorzio tra comuni da costituire.
               
            
                  2)
               
               
                  In ogni caso, se osta al diritto comunitario, e, in particolare, ai principi di libera circolazione dei servizi e di massima apertura della concorrenza nell’ambito degli appalti pubblici di servizi, una norma nazionale come l’art. 33, comma 3 bis, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 che, letto in combinato disposto con l’art. 3, comma 25, d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163, in relazione al modello organizzativo dei consorzi di comuni, esclude la possibilità di costituire figure di diritto privato quali, ad es., il consorzio di diritto comune con la partecipazione anche di soggetti privati.
               
            
                  3)
               
               
                  Se osta al diritto comunitario e, in particolare, ai principi di libera circolazione dei servizi e di massima apertura della concorrenza nell’ambito degli appalti pubblici di servizi, una norma nazionale, come l’art. 33, comma 3 bis, che, ove interpretato nel senso di consentire ai consorzi di comuni che siano centrali di committenza di operare in un territorio corrispondente a quello dei comuni aderenti unitariamente considerato, e, dunque, al massimo, all’ambito provinciale, limita l’ambito di operatività delle predette centrali di committenza.