CELEX: 62016CN0358
Language: it
Date: 2016-06-24 00:00:00
Title: Causa C-358/16: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour administrative (Lussemburgo) il 24 giugno 2016 — UBS (Luxembourg) SA, Alain Hondequin, Holzem e a.

12.9.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 335/38
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour administrative (Lussemburgo) il 24 giugno 2016 — UBS (Luxembourg) SA, Alain Hondequin, Holzem e a.
   (Causa C-358/16)
   (2016/C 335/51)
   Lingua processuale: il francese
   
      Giudice del rinvio
   
   Cour administrative
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: UBS (Luxembourg) SA, Alain Hondequin, Holzem e a.
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Più in particolare, nel contesto dell’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la «Carta»), che sancisce il principio di buona amministrazione, se l’eccezione dei «casi contemplati dal diritto penale», che figura sia all’articolo 54, paragrafo 1 in fine, della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE del Consiglio (1), sia nella parte iniziale del medesimo articolo 54, paragrafo 3, si applichi a una fattispecie qualificabile, in base alla normativa nazionale, come sanzione amministrativa ma considerata, nella prospettiva della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali (in prosieguo: la «CEDU»), come rientrante nel diritto penale, quale la sanzione di cui al procedimento principale, inflitta dall’autorità nazionale di regolamentazione, l’autorità nazionale di sorveglianza, e consistente nell’ordinare a un membro dell’ordine nazionale degli avvocati di cessare l’esercizio, presso un soggetto sorvegliato dalla suddetta autorità di regolamentazione, della funzione di amministratore o di ogni altra funzione soggetta ad autorizzazione, con intimazione a dimettersi al più presto da tutti i relativi incarichi dal medesimo ricoperti.
            
         
               2)
            
            
               Qualora la sanzione amministrativa succitata, considerata come tale dal diritto nazionale, rientri in un procedimento amministrativo, in che misura l’obbligo di mantenere il segreto professionale che un’autorità nazionale di vigilanza può invocare sulla base delle disposizioni dell’articolo 54 della citata direttiva 2004/39/CE sia influenzato dalle esigenze di un processo equo comprendente un ricorso effettivo, quali risultanti dall’articolo 47 della Carta, da valutare rispetto alle esigenze derivanti, in parallelo, dagli articoli 6 e 13 della CEDU in materia di equo processo e di ricorso effettivo, nonché rispetto alle garanzie previste dall’articolo 48 della Carta, più in particolare alla luce dell’accesso integrale dell’amministrato al fascicolo amministrativo dell’autore di una sanzione amministrativa — che è, al contempo, l’autorità nazionale di vigilanza — ai fini della difesa degli interessi e dei diritti civili dell’amministrato sanzionato
            
         
      (1)  GU L 145, pag. 1.