CELEX: 52006PC0024
Language: it
Date: 2006-01-26
Title: Proposta di decisione del Consiglio che proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-CE

Avviso legale importante

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52006PC0024

Proposta di decisione del Consiglio che proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-CE  /* COM/2006/0024 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 26.1.2006COM(2006) 24 definitivoProposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOche proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-CE(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Il 18 febbraio 2002, il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di adottare misure appropriate nei confronti dello Zimbabwe[1] al termine delle consultazioni tenutesi ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-CE[2]. Tra queste misure figurano, in particolare, la sospensione del finanziamento del sostegno al bilancio e del finanziamento dei progetti, nonché la sospensione della firma del programma indicativo nazionale relativo al 9° FES. È stato tuttavia espressamente precisato che esse non interessavano né i contributi alle operazioni umanitarie, né i progetti che forniscono un sostegno diretto alla popolazione, in particolare i progetti dell’ambito sociale e quelli riguardanti la democratizzazione, il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto. Le misure prevedevano anche la sospensione dell’articolo 12 dell’allegato II dell’accordo di partenariato ACP-CE, relativo ai pagamenti correnti e ai movimenti di capitali, nella misura necessaria all’applicazione di altri provvedimenti restrittivi, in particolare il congelamento di fondi.2. L’istituzione di queste misure è stata espressamente motivata dalle gravi violazioni dei diritti umani e della libertà di espressione, di associazione e di riunione pacifica. Si è trattato, in particolare, di una reazione immediata ai tentativi del governo dello Zimbabwe di impedire lo svolgimento di elezioni libere e democratiche, rifiutando nella fattispecie la presenza di osservatori internazionali e di rappresentanti dei media durante le elezioni.3. Ai sensi dell’articolo 2, terzo comma, della decisione del 18 febbraio 2002, le misure decise vengono applicate per un periodo di dodici mesi. Lo stesso articolo stabilisce che le misure verranno revocate quando nello Zimbabwe prevarranno condizioni tali da garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto.4. Il 18 febbraio 2003[3], il 19 febbraio 2004[4] e il 17 febbraio 2005[5], tenendo conto del fatto che il governo dello Zimbabwe continuava a violare gli elementi essenziali di cui all’articolo 9 dell’accordo di partenariato ACP-CE e che nel paese non prevalevano condizioni tali da garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto, il Consiglio ha deciso tre volte di prorogare di altri dodici mesi, l’ultima volta fino al 20 febbraio 2006, il periodo di applicazione delle misure appropriate nei confronti dello Zimbabwe.5. Dal febbraio 2005 non si è riscontrato alcun progresso per quanto concerne i cinque settori stabiliti nel corso delle consultazioni ai sensi dell’articolo 96 e il governo dello Zimbabwe non si è impegnato a porre rimedio alla situazione, né si è mostrato propenso ad accettare dei punti di riferimento nei cinque suddetti settori, che potrebbero essere utilizzati sia come punti di convergenza per l’instaurazione di un dialogo costruttivo, sia come misure concrete che consentano la valutazione dei progressi effettuati. L’attuale situazione nello Zimbabwe continua invece a destare preoccupazione; nel corso degli ultimi mesi numerose relazioni dei capi missione[6] ad Harare hanno segnalato problemi.6. Vista l’assenza di progressi e di chiaro impegno da parte del governo dello Zimbabwe, appare giustificata una proroga di altri dodici mesi, come è avvenuto in occasione dei precedenti riesami. Considerando che la decisione propone soltanto una proroga delle misure appropriate esistenti, senza apportarvi modifiche sostanziali, non è necessario riavviare le consultazioni con la Repubblica dello Zimbabwe ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-CE.7. La decisione sarà costantemente riesaminata e le misure appropriate saranno revocate soltanto quando prevarranno condizioni tali da garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto.8. Tuttavia, tenuto conto dell’avvio del processo di programmazione post 9° FES, nel corso del 2006, sarebbe opportuno sottolineare la sua importanza per il futuro delle relazioni CE-Zimbabwe. In questo ambito, l’instaurazione di un dialogo sulla futura strategia di sviluppo dello Zimbabwe potrebbe agevolare la ripresa di questa cooperazione non appena vi saranno i necessari presupposti.  Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOche proroga il periodo di applicazione delle misure previste dalla decisione 2002/148/CE, che conclude le consultazioni con lo Zimbabwe ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-CEIL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 300, paragrafo 2, secondo comma,visto l’accordo interno[7] relativo ai provvedimenti da prendere ed alle procedure da seguire per l’applicazione dell’accordo di partenariato ACP-CE, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000[8], in particolare l’articolo 3,vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:(1) Con la decisione 2002/148/CE[9] del Consiglio sono state interrotte le consultazioni avviate con la Repubblica dello Zimbabwe ai sensi dell’articolo 96, paragrafo 2, lettera c), dell’accordo di partenariato ACP-CE e sono state adottate misure appropriate, come specificato nell’allegato di questa decisione.(2) In virtù della decisione 2005/139/CE[10], il periodo di applicazione delle misure di cui all’articolo 2 della decisione 2002/148/CE, prorogato fino al 20 febbraio 2004 dall’articolo 1 della decisione 2003/112/CE[11] e fino al 20 febbraio 2005 dall’articolo 1 della decisione 2004/157/CE[12], è prorogato di altri dodici mesi. Ai sensi dell’articolo 1 della decisione 2005/139/CE, le misure suddette scadono il 20 febbraio 2006.(3) Il governo dello Zimbabwe continua a violare gli elementi essenziali di cui all’articolo 9 dell’accordo di partenariato ACP-CE e nel paese non prevalgono condizioni tali da garantire il rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto.(4) È pertanto opportuno prorogare il periodo di applicazione delle misure,DECIDE:Articolo 1Il periodo di applicazione delle misure di cui all’articolo 2 della decisione 2002/148/CE, prorogato fino al 20 febbraio 2004 dall’articolo 1 della decisione 2003/112/CE, fino al 20 febbraio 2005 dall’articolo 1 della decisione 2004/157/CE e fino al 20 febbraio 2006 dall’articolo 1 della decisione 2005/139/CE, è prorogato fino al 20 febbraio 2007. Tali misure sono oggetto di regolare riesame.La lettera riportata nell’allegato della presente decisione è indirizzata al presidente dello Zimbabwe.Articolo 2La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOBruxelles,LETTERA AL PRESIDENTE DELLO ZIMBABWEL’Unione europea attribuisce la massima importanza alle disposizioni di cui all’articolo 9 dell’accordo di partenariato ACP-CE. In quanto elementi essenziali dell’accordo di partenariato, il rispetto dei diritti umani, le istituzioni democratiche e lo Stato di diritto sono alla base delle nostre relazioni.Con lettera del 19 febbraio 2002, l’Unione europea Le ha comunicato la decisione di concludere le consultazioni ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-CE e di adottare “misure appropriate” ai sensi dell’articolo 96, paragrafo 2, lettera c), dell’accordo stesso.Con lettere del 19 febbraio 2003, 19 febbraio 2004 e 18 febbraio 2005, l’Unione europea Le ha comunicato la decisione di non revocare queste misure appropriate e di prorogarne il periodo di applicazione, rispettivamente fino al 20 febbraio 2004, al 20 febbraio 2005 e al 20 febbraio 2006.A tutt’oggi, a distanza di dodici mesi, l’Unione europea è dell’avviso che il governo del Suo paese non abbia compiuto progressi significativi nei cinque settori di cui alla decisione del Consiglio del 18 febbraio 2002.Alla luce di quanto precede, l’Unione europea ritiene che le misure appropriate non siano da revocare e ha quindi deciso di prorogarne il periodo di applicazione fino al 20 febbraio 2007. Essa seguirà da vicino gli sviluppi della situazione nello Zimbabwe, ribadisce ancora una volta che non intende penalizzare la popolazione dello Zimbabwe e che continuerà a contribuire alle operazioni umanitarie e ai progetti che forniscono un sostegno diretto alla popolazione, in particolare i progetti in ambito sociale e quelli riguardanti la democratizzazione, il rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto, ai quali non si applicano le suddette misure.L’Unione europea desidera ricordare che l’applicazione delle misure appropriate ai sensi dell’articolo 96 dell’accordo di partenariato ACP-CE non pregiudica lo svolgimento di un dialogo politico secondo le disposizioni dell’articolo 8 dello stesso accordo. Con questo spirito l’Unione europea desidera mettere in rilievo la particolare importanza da essa attribuita all’esercizio di programmazione post 9º FES della cooperazione CE-Zimbabwe a partire dal 2008, ritenendo che tale processo offra la possibilità di dialogo tra i due partner.A tal fine, l’Unione europea invita il Suo governo a prendere tutti i provvedimenti necessari per ristabilire il rispetto dei principi fondamentali sanciti dall’accordo di partenariato affinché, non appena vi saranno i necessari presupposti, possano essere ripristinate le nostre attività di cooperazione.Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione.Per la Commissione Per il Consiglio[1] Cfr. decisione 2002/148/CE del Consiglio (GU L 50 del 21.2.2002, pag. 64). Inoltre (cfr. conclusioni del Consiglio affari generali del 18 febbraio 2002), il Consiglio ha anche adottato delle misure restrittive (posizione comune 2002/145/PESC del Consiglio e regolamento (CE) n. 310/2002 del Consiglio, relativo a talune misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe; GU L 50, pagg. 1-12).[2] Le consultazioni ai sensi dell’articolo 96 sono state avviate nell’intento di concordare le misure che il governo dello Zimbabwe avrebbe dovuto adottare per porre rimedio alla situazione, per quanto concerne in particolare cinque settori: fine della tolleranza, da parte delle autorità, verso qualunque forma di violenza di matrice politica; invito, in tempi brevi, di partner internazionali che forniscano sostegno e svolgano il ruolo di osservatori per le imminenti elezioni e autorizzazione effettiva della loro presenza a tal fine; tutela della libertà dei mezzi di informazione; indipendenza del potere giudiziario e rispetto delle sue decisioni; fine dell’occupazione abusiva delle proprietà).[3] GU L 46 del 20.2.2003, pag. 25.[4] GU L 50 del 20.2.2004, pag. 60.[5] GU L 48 del 19.2.2005, pag. 28.[6] Cfr. relazioni dei capi missione del 2005 riguardanti l’analisi della situazione pre- e postelettorale, la revisione dei ‘benchmark’, la situazione alimentare, la legge relativa alle ONG e la scheda di sintesi sui diritti dell’uomo.[7] GU L 317 del 15.12.2000, pag. 376.[8] GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.[9] GU L 50 del 21.2.2002, pag. 64.[10] GU L 48 del 19.2.2005, pag. 28.[11] GU L 46 del 20.2.2003, pag. 25.[12] GU L 50 del 20.2.2004, pag. 60.