CELEX: C2004/146/10
Language: it
Date: 2004-05-29 00:00:00
Title: Ricorso presentato l'8 aprile 2004 dalla Adviesbureau Ehcon B.V. contro la Commissione delle Comunità europee (Causa T-140/04)

29.5.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 146/7
            
         Ricorso presentato l'8 aprile 2004 dalla Adviesbureau Ehcon B.V. contro la Commissione delle Comunità europee
   (Causa T-140/04)
   (2004/C 146/10)
   Lingua processuale: l'olandese
   Dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee l'8 aprile 2004 è stato presentato un ricorso dalla Adviesbureau Ehcon B.V con sede in Reeuwijk (Paesi Bassi), rappresentata dall'avv. M.A. Goedkoop, contro la Commissione delle Comunità europee.
   La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               in via principale, condannare la Comunità europea a risarcire i danni che la ricorrente ha subito in conseguenza della mancata assegnazione dell'appalto, per un importo di EUR 158 400 maggiorato degli interessi legali fino alla data del completo pagamento;
            
         
               —
            
            
               condannare la Comunità europea a risarcire i danni a titolo di mancato guadagno, in quanto la ricorrente non ha potuto sfruttare e ampliare la propria competenza in conseguenza del rigetto dell'offerta, per un importo di EUR 60 000 maggiorato degli interessi legali fino alla data del completo pagamento;
            
         
               —
            
            
               condannare la Comunità europea a risarcire i danni correlati che la ricorrente ha subito per aver perso l'opportunità di ottenere un successivo appalto. I danni correlati subiti a causa della minore probabilità di ottenere un appalto successivo sono quantificati nel 10 % del valore netto dell'appalto successivo, ovvero EUR 25 000;
            
         
               —
            
            
               in subordine, condannare la Comunità europea a risarcire i danni subiti dalla ricorrente per aver perso l'opportunità di ottenere l'appalto, per un importo di EUR 26 400 maggiorato degli interessi legali fino al giorno dell'intero pagamento;
            
         
               —
            
            
               condannare la Comunità europea al risarcimento delle spese sostenute dalla ricorrente per preparare l'offerta, per un importo di EUR 10 000 maggiorato degli interessi legali fino al giorno dell'intero pagamento;
            
         
               —
            
            
               condannare la Comunità europea al pagamento delle spese sostenute dalla ricorrente per ottenere elementi di prova e sottoporre il caso al Mediatore europeo, per un importo di EUR 40 000 maggiorato degli interessi legali fino al giorno del completo pagamento;
            
         
               —
            
            
               condannare la Comunità europea alle spese del procedimento.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Nel settembre 1996 la ricorrente si è iscritta ad una gara d'appalto aperta indetta dalla Commissione nell'ambito dei servizi relativi alla direttiva concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano (1), tuttavia essa non è stata selezionata.
   Secondo la ricorrente, la Commissione ha agito in contrasto con l'obbligo di trasparenza che deve essere osservato per gli appalti. La ricorrente sostiene che il Mediatore europeo, a seguito di una denuncia della ricorrente, è giunto alla stessa conclusione.
   La ricorrente deduce inoltre che la Commissione ha agito in contrasto con l'art. 3 della direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi (2). Secondo la ricorrente la Commissione, in contrasto con il principio di buona amministrazione, ha trattato i vari offerenti in modo diverso.
   Secondo la ricorrente, la Commissione ha del pari violato l'art. 12, n. 1, della direttiva 92/50/CEE, giacché non ha comunicato alla ricorrente le ragioni del rigetto dell'offerta entro il termine di 15 giorni dal ricevimento di una richiesta scritta al riguardo.
   La ricorrente afferma inoltre che qualora la Commissione avesse agito secondo le regole di buona amministrazione, l'avrebbe ammessa alla fase di assegnazione. A parere della ricorrente, in tal caso, essa avrebbe anche ottenuto l'appalto.
   La ricorrente sostiene inoltre che la Commissione, ai sensi degli artt. 16 e 17, n. 2, della direttiva 92/50/CEE, era tenuta, entro 48 giorni dall'assegnazione dell'appalto, ad inviare una comunicazione concernente l'esito della procedura d'appalto all'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee.
   La ricorrente dichiara infine che la Commissione ha tentato di trarla in inganno.
   
      (1)  Gara d'appalto aperta – XI.D.1 (GU 1996 C 232, pag. 35).
   
      (2)  Direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di servizi (GU L 209, pag. 1).