CELEX: 62005TO0319
Language: it
Date: 2006-07-07
Title: Ordinanza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione) del 7 luglio 2006. # Confederazione svizzera contro Commissione delle Comunità europee. # Intervento - Relazioni esterne - Accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul trasporto aereo - Ricorso di annullamento proposto da uno Stato terzo. # Causa T-319/05.

Causa T-319/05
      Confederazione svizzera
      contro
      Commissione delle Comunità europee
      «Intervento — Relazioni esterne — Accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul trasporto aereo — Ricorso di annullamento proposto da uno Stato terzo»
      Massime dell'ordinanza
      1.      Procedura — Intervento — Interessati 
      (Statuto della Corte di giustizia, art. 40)
      2.      Procedura — Intervento — Interessati 
      (Statuto della Corte di giustizia, art. 40, secondo comma)
      1.      L’intervento di uno Stato membro ai sensi dell’art. 40, primo comma, dello Statuto della Corte di giustizia non preclude affatto
         l’intervento di un suo ente territoriale ovvero di «ogni altra persona che dimostri di avere un interesse alla soluzione di
         una controversia» in base al secondo comma del suddetto articolo.
      
      (v. punto 20)
      2.      L’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte di giustizia sancisce il diritto delle persone che dimostrano un interesse
         alla soluzione di controversie proposte alla Corte di intervenirvi. Le eccezioni a tale diritto procedurale di intervento,
         espressione del diritto di essere sentiti, devono necessariamente essere interpretate in maniera restrittiva. Pertanto, uno
         Stato che non è membro della Comunità, come la Confederazione svizzera, non può far valere utilmente le disposizioni dell’art. 40,
         secondo comma, dello Statuto della Corte, che esclude l’intervento di ogni persona diversa dagli Stati membri e dalle istituzioni
         della Comunità nelle controversie fra Stati membri, fra istituzioni della Comunità ovvero fra Stati membri, da una parte,
         e istituzioni della Comunità, dall’altra. Tale esclusione, prevista dall’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte,
         applicabile alla procedura dinanzi al Tribunale in forza dell’art. 53, primo comma, del suddetto Statuto, si applica infatti
         solo alle controversie che vedono contrapposti gli Stati membri o le istituzioni della Comunità.
      
      (v. punti 21-22)
      
ORDINANZA DEL TRIBUNALE (Prima Sezione)
      7 luglio 2006 (*)
      
      «Intervento – Relazioni esterne – Accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul trasporto aereo – Ricorso di annullamento proposto da uno Stato terzo»
      Nella causa T‑319/05,
      Confederazione svizzera, rappresentata dagli avv.ti S. Hirsbrunner, Rechtsanwalt, e U. Soltész, Rechtsanwalt, 
      
      ricorrente,
      contro
      Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. F. Benyon, M. Huttunen e M. Niejahr, in qualità di agenti,
      
      convenuta,
      sostenuta da
      Repubblica federale di Germania, rappresentata dal sig. C.‑D. Quassowski e dalla sig.ra A. Tiemann, in qualità di agenti, assistiti dall’avv. T. Masing, Rechtsanwalt,
      
      interveniente,
      avente ad oggetto un ricorso di annullamento, ai sensi dell’art. 230 CE, in combinato disposto con l’art. 20 dell’Accordo
         tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul trasporto aereo, della decisione della Commissione 5 dicembre 2003,
         2004/12/CE, relativa ad un procedimento di applicazione dell’articolo 18, paragrafo 2, prima frase dell’accordo tra la Comunità
         europea e la Confederazione svizzera sul trasporto aereo e del regolamento (CEE) n. 2408/92 del Consiglio (Caso TREN/AMA/11/03
         – Disposizioni tedesche relative alle operazioni di avvicinamento all’aeroporto di Zurigo) (GU 2004, L 4, pag. 13),
      
      IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO
      DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Prima Sezione),
      composto dal sig. R. García-Valdecasas, presidente, dal sig. J.D. Cooke e dalla sig.ra V. Trstenjak, giudici,
      cancelliere: sig. E. Coulon
      ha emesso la seguente
      Ordinanza
       Contesto normativo
      1        Ai sensi dell’art. 40, primo e secondo comma, dello Statuto della Corte di giustizia, applicabile anche alla procedura dinanzi
         al Tribunale in forza dell’art. 53, primo comma, del detto Statuto:
      
      «Gli Stati membri e le istituzioni delle Comunità possono intervenire nelle controversie proposte alla Corte.
      Uguale diritto spetta ad ogni altra persona che dimostri di avere un interesse alla soluzione di una controversia proposta
         alla Corte, ad esclusione delle controversie fra Stati membri, fra istituzioni delle Comunità ovvero fra Stati membri da una
         parte e istituzioni delle Comunità dall’altra».
      
       Procedimento dinanzi alla Corte e al Tribunale (causa C‑70/04, divenuta, dopo il rinvio della Corte al Tribunale, causa T‑319/05)
      2        Con ricorso pervenuto alla cancelleria della Corte il 13 febbraio 2004 e registrato con il numero C‑70/04, la Confederazione
         svizzera ha chiesto l’annullamento della decisione della Commissione 5 dicembre 2003, 2004/12/CE, relativa ad un procedimento
         di applicazione dell’articolo 18, paragrafo 2, prima frase, dell’accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera
         sul trasporto aereo e del regolamento (CEE) n. 2408/92 del Consiglio (Caso TREN/AMA/11/03 – Disposizioni tedesche relative
         alle operazioni di avvicinamento all’aeroporto di Zurigo) (GU 2004, L 4, pag. 13; in prosieguo la «decisione impugnata»).
         
      
      3        La decisione impugnata trova origine in un esposto della Confederazione svizzera del 10 giugno 2003 contro il 213° regolamento
         di applicazione della normativa tedesca in materia di traffico aereo, adottato il 15 gennaio 2003 dalle autorità federali
         tedesche dell’aviazione. Tale regolamento stabilisce nuove procedure di avvicinamento all’aeroporto di Zurigo per gli aerei
         che sorvolano il territorio tedesco. Si ritiene che tali misure riducano l’inquinamento acustico a cui il passaggio degli
         aerei espone i comuni interessati che si trovano a nord del confine tra Germania e Svizzera.
      
      4        Il ricorso della Confederazione svizzera è stato proposto sulla base dell’art. 230 CE, in combinato disposto con l’art. 20
         dell’Accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera sul trasporto aereo (GU 2002, L 114, pag. 73; nel prosieguo:
         l’«Accordo sul trasporto aereo»), ai sensi del quale: 
      
      «Tutte le questioni concernenti la validità delle decisioni assunte dalle istituzioni della Comunità in base ai poteri loro
         conferiti dal presente Accordo, sono di competenza esclusiva della Corte di giustizia delle Comunità europee».
      
      5        Con fax pervenuto alla cancelleria della Corte il 27 maggio 2004, il Landkreis Waldshut ha chiesto di intervenire a sostegno
         delle conclusioni della parte convenuta nella causa C‑70/04, divenuta, a seguito del suo rinvio da parte della Corte al Tribunale,
         causa T‑319/05. Il Landkreis Waldshut è la regione tedesca situata nei pressi della frontiera svizzera che gli aerei in avvicinamento
         all’aeroporto di Zurigo sorvolano e che le misure tedesche oggetto della decisione impugnata intendono proteggere dall’inquinamento
         acustico. 
      
      6        L’istanza di intervento è stata notificata alle parti conformemente all’art. 93, n. 2, del regolamento di procedura della
         Corte. Con lettere 18 e 23 giugno 2004, la Commissione e la Confederazione svizzera hanno presentato le proprie rispettive
         osservazioni sull’istanza di intervento.
      
      7        Con ordinanza del presidente della Corte 21 luglio 2004, è stato ammesso l’intervento della Repubblica federale di Germania
         a sostegno delle conclusioni della Commissione. 
      
      8        Con ordinanza 14 luglio 2005, causa C‑70/04, Confederazione svizzera/Commissione (non pubblicata nella Raccolta), la Corte
         ha rinviato tale causa al Tribunale. Al punto 21 di tale ordinanza, la Corte precisa, da una parte, che, anche supponendo
         che la Confederazione svizzera debba essere equiparata agli Stati membri, è giocoforza constatare che i ricorsi presentati
         dagli Stati membri contro una decisione della Commissione rientrano ormai in primo grado nella competenza del Tribunale, dal
         momento che si tratta di ricorsi di cui all’art. 230 CE che, ai sensi dell’art. 225 CE, non sono attribuiti a una camera giurisdizionale
         e non sono neppure riservati alla Corte in forza dell’art. 51 dello Statuto di quest’ultima, nella versione risultante della
         decisione del Consiglio 26 aprile 2004, 2004/407/CE, Euratom, che modifica gli articoli 51 e 54 del Protocollo sullo Statuto
         della Corte di giustizia (GU L 132, pag. 5; rettifica: GU L 194, pag. 3). 
      
      9        D’altro canto, al punto 22, la Corte afferma altresì che, se la Confederazione svizzera, alla luce soprattutto del contesto
         particolare dell’Accordo sul trasporto aereo, dovesse essere equiparata non a uno Stato membro, di modo che si applicasse
         l’art. 230, secondo comma, CE, bensì a una persona giuridica ai sensi del medesimo articolo, quarto comma, il ricorso rientrerebbe
         ugualmente nella competenza del Tribunale in primo grado alle condizioni previste da tale disposizione del Trattato e, pertanto,
         andrebbe rinviato a quest’ultimo giudice in applicazione dell’art. 54, secondo comma, dello Statuto della Corte. 
      
      10      Di conseguenza, la Corte ha deciso che, in ogni caso, il ricorso doveva essere rinviato in primo grado dinanzi al Tribunale
         in applicazione vuoi della decisione 2004/407, vuoi dell’art. 54, secondo comma, dello Statuto della Corte.
      
      11      Il 30 marzo 2006, il presidente della Prima Sezione ha deferito al Tribunale l’istanza di intervento del Landkreis Waldshut
         in applicazione dell’art. 116, n. 1, terzo comma, del regolamento di procedura del Tribunale.
      
       Istanza di intervento del Landkreis Waldshut e osservazioni delle parti
      12      A sostegno della propria istanza di intervento, il Landkreis Waldshut fa valere che il suo intervento non può essere escluso
         in virtù dell’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte, poiché la Confederazione svizzera non è uno Stato membro
         ai sensi di tale disposizione. Al riguardo, l’art. 20 dell’Accordo sul trasporto aereo, che prevederebbe solo un’attribuzione
         di competenza alla Corte per talune controversie, non avrebbe come effetto quello di fare della Confederazione svizzera uno
         Stato membro ai sensi dell’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte. Lo stesso varrebbe qualora uno Stato abbia stipulato
         un accordo internazionale con la Comunità (ordinanza della Corte 23 febbraio 1983, cause riunite 91/82 R e 200/82 R, Chris
         International Foods/Commissione, Racc. pag. 417; ordinanza del presidente del Tribunale 14 agosto 1998, causa T‑44/98 R, Emesa
         Sugar/Commissione, Racc. pag. II‑3079, punti 26 e segg.).
      
      13      D’altro canto, l’interesse del Landkreis Waldshut alla soluzione della controversia deriverebbe dal fatto che, in quanto ente
         pubblico territoriale, esso è tenuto a favorire il benessere dei propri abitanti e ad amministrare il proprio territorio.
         Il Landkreis Waldshut sarebbe così interessato dal punto di vista spaziale e materiale, giacché l’inquinamento sonoro a cui
         la decisione impugnata pone fine si produce sul suo territorio e ne colpisce la popolazione. Il Landkreis Waldshut avrebbe
         inoltre contribuito all’adozione delle limitazioni di volo controverse (mediante il 213° regolamento di applicazione della
         normativa tedesca in materia di traffico aereo) e avrebbe anche informato la Commissione in occasione della procedura amministrativa.
         
      
      14      La Commissione, ponendosi la questione se, in base all’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte, l’intervento del
         Landkreis Waldshut non sia escluso, riconosce che quest’ultimo dimostra un interesse alla soluzione della controversia. Al
         riguardo, la Commissione rileva che, per quanto la Confederazione svizzera non sia uno Stato membro ai sensi di tale disposizione,
         occorre tuttavia considerare il fatto che il detto Stato è equiparato agli Stati membri della Comunità ai fini dell’applicazione
         dei regolamenti e delle direttive indicati nell’allegato all’Accordo sul trasporto aereo. 
      
      15      Dopo aver ricordato, da una parte, che lo Statuto della Corte non compare in allegato al detto Accordo e che, quindi, l’equiparazione
         della Confederazione svizzera a uno Stato membro non si estende all’applicazione del suddetto Statuto, e, dall’altra, che
         l’esclusione di cui all’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte costituisce un’eccezione al diritto d’intervento
         pure sancito da tale disposizione, eccezione da interpretare in linea di massima in maniera restrittiva, la Commissione, tuttavia,
         ritiene che tale esclusione debba essere applicata mutatis mutandis al caso di specie. L’esclusione sarebbe giustificata dal
         fatto che le controversie che vedono contrapposti gli Stati membri o le istituzioni della Comunità si distinguono dalle altre
         controversie per il fatto che le parti, generalmente, non perseguono interessi particolari, bensì l’interesse generale della
         popolazione soggetta al loro potere sovrano, se non i propri «interessi istituzionali». Sarebbe pertanto contraddittorio che
         interessi particolari, mediante l’intervento di altre parti, potessero essere introdotti in simili controversie. L’esclusione
         di cui all’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte mirerebbe appunto a evitare tale contraddizione. Il Landkreis
         Waldshut, ad esempio, non potrebbe essere trattato diversamente da un’impresa privata, il cui intervento è escluso in tale
         tipo di controversia, dal momento che l’art. 40 dello Statuto della Corte distingue solamente gli Stati membri o le istituzioni
         della Comunità, da una parte, e «ogni altra persona» dall’altra. 
      
      16      Tuttavia, giacché la Corte non si è ancora pronunciata sulla questione e si tratta di una questione da esaminare d’ufficio,
         la Commissione si astiene dal presentare conclusioni a tal fine e si rimette alla decisione del Tribunale.
      
      17      La Confederazione svizzera chiede che la Corte voglia respingere l’intervento del Landkreis Waldshut sostenendo che tale intervento
         è escluso in applicazione dell’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte e del principio di parità di trattamento.
         Infatti, tale intervento non potrebbe aver luogo se il presente ricorso fosse stato proposto da uno Stato membro, poiché l’art. 40,
         secondo comma, dello Statuto della Corte prevede che nelle controversie tra gli Stati membri, da una parte, e le istituzioni
         della Comunità, dall’altra, solo gli Stati membri e le istituzioni della Comunità possono intervenire, mentre le altre persone
         non possono avvalersi di questa possibilità. Di conseguenza, nel contesto di una controversia relativa all’Accordo sul trasporto
         aereo, anche la Confederazione svizzera dovrebbe poter beneficiare di tale norma procedurale in conformità al principio di
         parità di trattamento.
      
      18      D’altro canto, la Confederazione svizzera fa osservare che l’intervento del Landkreis Waldshut andrebbe escluso a seguito
         dell’intervento della Repubblica federale di Germania. In questo caso occorrerebbe applicare il principio sancito dalla Corte
         (sentenza 10 luglio 1986, causa 282/85, DEFI/Commissione, Racc. pag. 2469), secondo il quale un organismo non ha diritto di
         avvalersi di un rimedio giurisdizionale se un organismo ad esso superiore sta già avvalendosene e gli interessi rappresentati
         dall’organismo in questione sono compresi negli interessi dell’organismo superiore o si confondono con essi. 
      
       Giudizio del Tribunale
      19      In primo luogo, occorre rilevare che l’istanza di intervento è stata presentata nel rispetto delle prescrizioni formali ed
         entro il termine previsti dall’art. 93, n. 1, del regolamento di procedura della Corte.
      
      20      In secondo luogo, occorre rilevare che il Landkreis Waldshut dimostra un interesse proprio alla soluzione della controversia
         nel caso di specie. Tale interesse nasce dal fatto che esso si trova all’origine delle misure tedesche considerate dalla decisione
         impugnata e che il suo territorio e la sua popolazione sono sorvolati da aerei che si avvicinano all’aeroporto di Zurigo o
         partono da quest’ultimo. Inoltre, contrariamente a quanto asserito dalla Confederazione svizzera, l’interesse a intervenire
         del Landkreis Waldshut non può essere confuso con l’interesse a intervenire della Repubblica federale di Germania. Infatti,
         la Repubblica federale di Germania interviene nel presente procedimento ai sensi dell’art. 40, primo comma, dello Statuto
         della Corte, ai sensi del quale «[g]li Stati membri e le istituzioni delle Comunità possono intervenire nelle controversie
         proposte alla Corte», e non deve dimostrare un interesse alla soluzione della controversia. Pertanto, l’intervento della Repubblica
         federale di Germania ai sensi dell’art. 40, primo comma, dello Statuto della Corte non preclude affatto l’intervento del Landkreis
         Waldshut ovvero di «ogni altra persona che dimostri di avere un interesse alla soluzione di una controversia» in base al secondo
         comma del suddetto articolo.
      
      21      In terzo luogo, il fatto che la Confederazione svizzera possa essere equiparata a uno «Stato membro» della Comunità ai fini
         dell’applicazione dei regolamenti e delle direttive elencati in allegato all’Accordo sul trasporto aereo non può avere la
         conseguenza di far scomparire i diritti procedurali che i singoli traggono dallo Statuto della Corte. Infatti, l’art. 40,
         secondo comma, dello Statuto della Corte sancisce il diritto delle persone che dimostrano un interesse alla soluzione di controversie
         proposte alla Corte di intervenirvi. Le eccezioni a tale diritto procedurale di intervento, espressione del diritto di essere
         sentiti, devono necessariamente essere interpretate in maniera restrittiva. Pertanto, non essendo uno Stato membro della Comunità,
         la Confederazione svizzera non può far valere utilmente le disposizioni dell’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte,
         che esclude l’intervento di ogni persona diversa dagli Stati membri e dalle istituzioni della Comunità, nelle controversie
         fra Stati membri, fra istituzioni della Comunità ovvero fra Stati membri, da una parte, e istituzioni della Comunità, dall’altra.
         Tale esclusione, prevista dall’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte, applicabile alla procedura dinanzi al Tribunale
         in forza dell’art. 53, primo comma, del suddetto Statuto, si applica infatti solo alle controversie che vedono contrapposti
         gli Stati membri o le istituzioni della Comunità. 
      
      22      La Confederazione svizzera, per il medesimo motivo, non può rivendicare il beneficio di tale esclusione in quanto essa rappresenta
         l’interesse generale della popolazione soggetta al suo potere sovrano, se non i propri interessi istituzionali, e, pertanto,
         la controversia che la contrappone alla Commissione nella presente causa dovrebbe essere equiparata a una controversia tra
         uno Stato membro e un’istituzione della Comunità, nella quale gli organismi che perseguono un interesse analogo, vale a dire
         gli altri Stati membri e le altre istituzioni delle Comunità, possono intervenire. Infatti, considerato il principio di interpretazione
         restrittiva testé menzionato, siffatta analogia di interesse non può essere sufficiente per escludere il diritto procedurale
         che il Landkreis Waldshut ricava dall’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte, dal momento che esso dimostra di
         avere un interesse alla soluzione della controversia. Uno Stato che non è un membro della Comunità non può pretendere di beneficiare
         delle prerogative concesse dallo Statuto della Corte agli Stati membri e alle istituzioni delle Comunità per infirmare un
         diritto procedurale espressamente riconosciuto da tale Statuto a «ogni altra persona che dimostri di avere un interesse alla
         soluzione di una controversia».
      
      23      Conseguentemente, da quanto precede deriva che il Landkreis Waldshut ha dimostrato il suo interesse alla soluzione della controversia
         e che si deve pertanto ammetterne l’intervento ai sensi dell’art. 40, secondo comma, dello Statuto della Corte, applicabile
         alla procedura dinanzi al Tribunale in forza del relativo art. 53, primo comma. I diritti del Landkreis Waldshut saranno quelli
         previsti dall’art. 116, nn. 2 e 4, del regolamento di procedura.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Prima Sezione)
      così provvede:
      1)      Il Landkreis Waldshut è ammesso ad intervenire nella causa T‑319/05 a sostegno delle conclusioni della convenuta.
      2)      Una copia di tutti gli atti processuali sarà notificata, a cura del cancelliere, al Landkreis Waldshut.
      3)      Al Landkreis Waldshut sarà impartito un termine per esporre, per iscritto, i motivi e gli argomenti a sostegno delle sue conclusioni.
      4)      Le spese sono riservate.
      Lussemburgo, 7 luglio 2006
      
               Il cancelliere 
            
             
            
                     Il presidente
            
         
               E. Coulon 
            
             
            
                     R. García-Valdecasas
            
         * Lingua processuale: il tedesco.