CELEX: 52000PC0055
Language: it
Date: 2000-02-02
Title: Proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente azioni intese a promuovere la totale integrazione della dimensione ambientale nel processo di sviluppo dei paesi in via di sviluppo

Avis juridique important

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52000PC0055

Proposta modificata di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente azioni intese a promuovere la totale integrazione della dimensione ambientale nel processo di sviluppo dei paesi in via di sviluppo  /* COM/2000/0055 def. - COD 99/0020 */  

Gazzetta ufficiale n. C 274 E del 26/09/2000 pag. 0001 - 0011

Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO concernente azioni intese a promuovere la totale integrazione della dimensione ambientale nel processo di sviluppo dei paesi in via di sviluppo(presentata dalla Commissione)RELAZIONEA. Principi1. Il regolamento proposto stabilisce gli obiettivi e le procedure per le attività finanziate sulla voce di bilancio B7-6200 "L'ambiente nella cooperazione allo sviluppo".La versione iniziale della proposta è stata presentata dalla Commissione il 28 gennaio 1999 (COM (1999) 36 definitivo).Il 5 maggio 1999, sulla base di una relazione della Sig.ra Van Putten, il parlamento europeo (dopo la prima lettura) ha approvato la proposta della Commissione apportandovi 53 modifiche.Tenendo conto di ciò, la Commissione ha provveduto alla stesura di una proposta modificata.2. La Commissione ha effettuato tre tipi di modifiche.In primo luogo, dopo la prima lettura da parte del Parlamento europeo, sono state accettate nuove disposizioni.In secondo luogo, la proposta modificata tiene conto anche dei dibattiti in sede di Consiglio.In terzo luogo, la proposta modificata comprende alcuni cambiamenti resi necessari dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam.B. GiustificazioneLa Commissione ha accettato 28 modifiche, parziali o integrali, del Parlamento europeo; in alcuni casi il testo è stato modificato, in altri è stato inserito in una parte diversa del regolamento. Dopo ulteriori chiarimenti alcune modifiche sono diventate superflue.Le modifiche o parti importanti delle stesse che la Commissione non ha potuto accettare possono essere raggruppate in una o in diverse delle seguenti categorie: _ precisazioni riguardanti temi e attività che erano già stati affrontati in altre parti del regolamento e/o che si è ritenuto potessero appesantire la struttura e l'equilibrio del regolamento senza incidere sulla sua completezza;_ altre modifiche che si è ritenuto siano già state prese in considerazione nella versione originale del regolamento proposto;_ citazioni o precisazioni riguardanti diversi documenti di orientamento politico e atti giuridici considerati superflui ai fini del regolamento;_ modifiche riguardanti l'interpretazione della portata del regolamento ritenuta o troppo ampia o troppo limitativa;_ questioni di carattere amministrativo, di competenza della Commissione;_ modifiche non conformi alle formulazioni e delle prassi che si applicano di norma a regolamenti analoghi;_ modifiche ambigue, superflue, inapplicabili o troppo limitative.Proposta modificata di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO concernente azioni intese a promuovere la totale integrazione della dimensione ambientale nel processo di sviluppo dei paesi in via di sviluppoIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli  175 e 179,vista la proposta della Commissione [1],[1] COM(1999) 36 def.visto il parere del Comitato economico e sociale [2],[2] REX/017 de 07.07.1999visto il parere del Comitato delle regioni [3],[3]  deliberando secondo la procedura di cui all'articolo  251 del trattato ,considerando quanto segue:(1) Lo sfruttamento intensivo delle risorse naturali e il degrado ambientale hanno ripercussioni dirette sullo sviluppo economico e soprattutto sui mezzi di sussistenza delle comunità locali, incluse le popolazioni autoctone, e vanificano di conseguenza l'alleviamento della povertà perseguito mediante lo sviluppo sostenibile;(2) Gli attuali modelli di produzione e consumo hanno innegabili conseguenze transfrontaliere e mondiali, soprattutto al livello dell'atmosfera, della idrosfera, delle condizioni del suolo e della diversità biologica;(3) La Comunità e i suoi Stati membri hanno adottato la dichiarazione di Rio e il programma d'azione Agenda 21 e si sono impegnati ad attuare la risoluzione  della sessione straordinaria dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGASS) «Programma per l'applicazione ulteriore dell'Agenda 21»;(4) La Comunità e i suoi Stati membri sono parti contraenti di accordi multilaterali sull'ambiente, in particolare della convenzione sulla diversità biologica, della convenzione quadro sui cambiamenti climatici e della convenzione contro la desertificazione, e in quanto tali si sono impegnati a tener conto delle responsabilità comuni ma differenziate delle parti sviluppate e delle parti in via di sviluppo in questi campi;(5) Gli aspetti interni ed esterni della politica comunitaria in materia di ambiente devono essere coerenti al fine di dare una risposta  efficace ai problemi individuati dalla conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED) e dalle azioni intraprese a suo seguito;(6) La Comunità e i suoi Stati membri hanno aderito alla «Strategia per il XXI secolo» del comitato per gli aiuti allo sviluppo  della Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica (OCSE/CAS), che invita a sostenere l'attuazione entro il 2005 di strategie nazionali di sviluppo sostenibile in tutti i paesi, in modo da poter garantire che le attuali tendenze riguardo alla riduzione delle risorse naturali siano efficacemente invertite entro il 2015 al livello sia mondiale che nazionale;(7) Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato la decisione 2179/98/CE del 24 settembre 1998  [4]  sul riesame del programma comunitario di politica e azione a favore dell'ambiente e di uno sviluppo sostenibile «Per uno sviluppo durevole e sostenibile», che postula un rafforzamento del ruolo della Comunità nella cooperazione internazionale in materia di ambiente e sviluppo sostenibile; la strategia di base del programma consiste nel realizzare la completa integrazione della politica ambientale e di altre politiche, compresa la politica dello sviluppo;[4] GU L 275 del 10.10.1998, pag. 5.(8) Il Consiglio europeo di Cardiff del giugno 1998 ha accolto favorevolmente la comunicazione della Commissione «Partenariato per l'integrazione»  [5], relativa alla strategia d'integrazione di considerazioni di ordine ambientale nelle politiche dell'Unione europea, e ha approvato il principio secondo il quale le proposte politiche di rilievo devono essere accompagnate da una valutazione del loro impatto ambientale; [5]  COM(98)333 def.(9) Il Consiglio e gli Stati membri hanno adottato, in data 15 luglio 1996, una risoluzione sulla valutazione dell'aspetto ambientale nella cooperazione allo sviluppo;(10) Il Consiglio, nella risoluzione del 30 novembre 1998, ha riconosciuto il ruolo essenziale svolto dalle popolazioni autoctone nella conservazione e nell'uso sostenibile delle risorse naturali(11) Lo sviluppo sostenibile dipende dall'integrazione della dimensione ambientale nel processo di sviluppo;(12) Tenuto conto delle risorse limitate, l'elaborazione di politiche, strategie e strumenti idonei e l'attuazione di azioni sperimentali sono elementi essenziali di tale integrazione nella cooperazione economica e allo sviluppo;(13) Gli strumenti finanziari attualmente a disposizione della Comunità per favorire uno sviluppo sostenibile nei paesi in via di sviluppo devono essere  completati;(14) Il coordinamento delle attività finanziate nell'ambito di strumenti comunitari debba essere perfezionato;(15)Il regolamento (CE) n. 722/97 del Consiglio, del 22 aprile 1997, concernente talune azioni realizzate nei paesi in via di sviluppo nel settore dell'ambiente nel contesto dello sviluppo sostenibile [6] , definisce il quadro nel quale la Comunità fornisce ai paesi in via di sviluppo l'assistenza necessaria per integrare la dimensione ambientale nel loro processo di sviluppo; detto regolamento è applicabile fino al 31 dicembre 1999; l'esperienza acquisita durante la sua attuazione dovrebbe trovare riscontro nel presente regolamento;[6] GU L 108 del 25.4.1997, pag. 1.(16) Devono essere presi provvedimenti per finanziare le azioni di cui al presente regolamento;(17) È opportuno stabilire le modalità d'esecuzione, e in particolare la forma d'intervento,  i partner della cooperazione e le procedure di decisione;(18) Alla luce dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze d'esecuzione conferite alla Commissione [7], é opportuno che le misure necessarie per l'applicazione del presente regolamento siano adottate secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della stessa.[7] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. La Comunità  sostiene gli sforzi dei paesi in via di sviluppo  intesi ad integrare la dimensione ambientale nel processo di sviluppo.A tale scopo, la Comunità fornisce assistenza finanziaria e competenze adeguate, intese a elaborare e promuovere l'attuazione di politiche, strategie, strumenti e tecnologie in un'ottica di sviluppo sostenibile.2. Il sostegno comunitario viene fornito direttamente ai gruppi d'interesse dei paesi in via di sviluppo e anche indirettamente mediante il rafforzamento della dimensione ambientale della cooperazione economica e allo sviluppo della Comunità. .3. L'assistenza e la competenza fornite ai sensi del presente regolamento integrano e rafforzano quelle previste mediante altri strumenti di cooperazione allo sviluppo.Articolo 2Ai fini del presente regolamento, per "sviluppo sostenibile" si intende il miglioramento delle condizioni di vita e del benessere delle popolazioni interessate, entro i limiti della capacità degli ecosistemi, attraverso la salvaguardia del patrimonio naturale e della sua biodiversità a vantaggio delle generazioni presenti e future.Articolo 31. Le azioni da attuare ai sensi del presente regolamento s riguardano in particolare* i seguenti settori:[*] E' modificato l'ordine dei trattini_ problemi ambientali di dimensioni mondiali, in particolare quelli oggetto di accordi multilaterali sull'ambiente, quali i cambiamenti climatici, la desertificazione e diversità biologica;_ problemi ambientali che interessano più paesi, in particolare l'inquinamento atmosferico , idrico e del suolo;_ impatto ambientale connesso all'integrazione dei paesi in via di sviluppo nell'economia mondiale;_ impatto ambientale delle politiche macroeconomiche e settoriali nei paesi in via di sviluppo;_ modelli di produzione e consumo sostenibili;_ gestione e sfruttamento sostenibili delle risorse naturali e ambientali in tutti i settori produttivi, come l'agricoltura, la pesca e l'industria;_ problemi ambientali causati da un uso non sostenibile delle risorse in conseguenza della povertà;_ produzione e uso sostenibili dell'energia;_ produzione e uso sostenibili dei prodotti chimici, in particolare delle sostanze pericolose e tossiche;_ preservazione della diversità biologica, sfruttamento sostenibile delle sue componenti ed equa partecipazione ai benefici derivanti dall'uso di risorse genetiche;_ gestione delle risorse di acqua dolce;_ gestione delle zone costiere, degli estuari e delle zone umide;_ desertificazione;_ problemi ambientali urbani quali i trasporti, i rifiuti, le acque di scarico, l'inquinamento atmosferico, il rumore e la qualità dell'acqua potabile.2. Possono accedere all'aiuto, tra gli altri, i seguenti tipi di azione*:[*] E' modificato l'ordine dei trattini_ sostegno all'elaborazione, a livello nazionale, regionale e locale, di politiche, piani e strategie di sviluppo sostenibile;_ azioni intese a potenziare le capacità istituzionali e operative a livello nazionale, regionale e locale dei soggetti del processo di sviluppo: governi,  organizzazioni non governative, settore privato, società civile, popolazioni autoctone;_ progetti pilota condotti sul posto, compresi quelli che ricorrono a tecnologie ecologiche, adattate ai vincoli e alle esigenze locali;_ creazione di strumenti di sviluppo sostenibile, connessi, tra l'altro, al commercio, ad esempio, sistemi di etichettatura e di certificazione, e iniziative di "commercio verde";_ sostegno alla concezione e applicazione di strumenti di valutazione ambientale nell'ambito della preparazione e attuazione di politiche, strategie, programmi e progetti;_ elaborazione di orientamenti e manuali operativi atti a promuovere lo sviluppo sostenibile e l'integrazione della dimensione ambientale;_ sensibilizzazione delle popolazioni locali e dei soggetti chiave del processo di sviluppo e della cooperazione allo sviluppo per quanto riguarda le implicazioni della crescita sostenibile, in particolare attraverso campagne d'informazione e azioni di formazione;_ inventari e attività contabili e statistiche, allo scopo di migliorare la qualità degli indicatori e dei dati statistici sull'ambiente.3. Nel selezionare, preparare, attuare e valutare le azioni, un'attenzione particolare  è dedicata :al contributo per l'obiettivo generale  di eradicare la povertà;_ alle iniziative locali che comportano misure innovative finalizzate allo sviluppo sostenibile;_ al coinvolgimento attivo , al sostegno e al diritto di proprietà delle popolazioni locali, comprese le comunità indigene;ai ruoli, alle competenze, alle prospettive e ai contributi specifici di entrambi i sessi delle donne/ragazze e degli uomini/ragazzi, nella gestione e nello sfruttamento sostenibili delle risorse naturali;_ alla possibilità d'integrazione nel contesto più ampio delle politiche e dei programmi comunitari di cooperazione allo sviluppo;_ all'internalizzazione dei costi ambientali, anche mediante strumenti economici;_ al contributo al rafforzamento della cooperazione regionale in materia di sviluppo sostenibile.4. Lo sfruttamento dell'esperienza acquisita e la diffusione dei risultati delle attività svolte saranno elementi essenziali nell'attuazione del presente regolamento, ivi compreso il contributo all'attuazione di accordi internazionali in materia ambientale.Articolo  4Trai partner della cooperazione  che ai sensi del presente regolamento possono ricevere assistenza, si annovereranno organizzazioni internazionali, stati, regioni, organismi regionali, servizi decentrati, agenzie pubbliche, operatori e industrie privati, cooperative, comunità locali, organizzazioni non governative e associazioni rappresentative delle popolazioni locali, specialmente quelle autoctone.Articolo  51. Il finanziamento comunitario può coprire studi, assistenza tecnica, istruzione, formazione o altri servizi, forniture o lavori, fondi per piccole sovvenzioni, stime, audit e missioni di valutazione e controllo. Entro i limiti fissati annualmente dall'autorità di bilancio, esso può coprire i costi per l'assistenza tecnica e amministrativa a favore sia della Commissione che dei beneficiari, connessi ad attività che non rientrano nei compiti permanenti del servizio pubblico, in relazione l'individuazione, alla preparazione, alla gestione, al controllo, all'audit e alla verifica dei programmi o progetti.Il finanziamento comunitario può coprire sia spese d'investimento, legate  ad azioni specifiche, ad esclusione dell'acquisto di  beni immobili, che spese correnti (ossia spese di amministrazione, manutenzione e funzionamento).Ad eccezione dei programmi di formazione, istruzione e ricerca, le spese correnti possono, di norma, essere coperte soltanto nella fase iniziale e su base gradualmente decrescente.2. Per ciascuna azione di cooperazione è richiesto un contributo dei partner della cooperazione di cui all'articolo  4. Tale contributo sarà richiesto entro i limiti delle possibilità dei partner interessati ed in funzione delle caratteristiche di ciascuna azione.3. Potranno essere ricercate possibilità di cofinanziamento con altri donatori, in particolare gli Stati membri e le organizzazioni internazionali interessate. A tale proposito, si dovrà cercare di realizzare un coordinamento con le misure prese da altri donatori.4. Sono prese le misure necessarie per contraddistinguere il carattere comunitario  dell'assistenza fornita nell'ambito del presente regolamento.5. Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità previsti dal trattato e allo scopo di garantire la massima efficacia  di tutte queste attività, la Commissione, di concerto con gli Stati membri, prende tutte le misure necessarie per il coordinamento, in particolare:(a) lo scambio e l'analisi costanti d'informazioni sulle  attività già finanziate e quelle per cui è previsto il finanziamento da parte della Comunità e degli Stati membri;(b) il coordinamento nel paese di attuazione delle  attività, nell'ambito di incontri periodici e scambi d'informazione tra  rappresentanti della Commissione e degli Stati membri nel paese beneficiario.6. Per ottenere il maggiore impatto possibile a livello mondiale, nazionale e locale, la Commissione, in consultazione con gli Stati membri, prende tutte le iniziative necessarie per assicurare un buon coordinamento ed una stretta collaborazione con i partner della cooperazione , con i finanziatori e  con le altre organizzazioni internazionali interessate, in particolare con quelli del sistema delle Nazioni Unite.Articolo 6L'assistenza finanziaria ai sensi del presente regolamento è costituita da aiuti non rimborsabili.Articolo 71. La Commissione è incaricata di istruire, decidere di finanziare e gestire le azioni di cui al presente regolamento secondo le procedure di bilancio e le altre procedure in vigore, in particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.2. La Commissione presenta ogni anno un documento in cui si definiscono orientamenti strategici e priorità per l'attuazione delle azioni da svolgere nell'anno successivo. Detto documento viene discusso in una riunione congiunta dei comitati di cui all'articolo 8, paragrafo 1.3. Le decisioni riguardanti le azioni il cui finanziamento ai sensi del presente regolamento supera il valore di 2 milioni di euro per azione sono adottate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 8..4. La Commissione informa succintamente il comitato di cui all'articolo  8 sulle decisioni di finanziamento che intende prendere su progetti o programmi per un valore inferiore a 2 milioni di euro. Queste informazioni sono comunicate almeno una settimana prima della decisione.5. La Commissione è autorizzata ad approvare  gli impegni o fabbisogni supplementari necessari per coprire gli eventuali superamenti dei costi previsti o constatati a titolo delle azioni, purché il superamento o il fabbisogno supplementare sia inferiore o uguale al 20% dell'impegno inizialmente fissato nella decisione di finanziamento.6. Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento concluso ai sensi del presente regolamento prevede in particolare che la Commissione e la Corte dei conti possano effettuare controlli in loco secondo le modalità consuete definite dalla Commissione nel quadro delle disposizioni in vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.7. Quando le azioni comportano convenzioni di finanziamento tra la Comunità e il paese beneficiario, esse prevedono che i pagamenti di tasse, dazi e oneri non siano a carico della Comunità.8. La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è aperta, a parità di condizioni, a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dello Stato beneficiario. Essa può essere estesa ad altri paesi in via di sviluppo e, in casi eccezionali debitamente giustificati, ad altri paesi terzi.9. Le forniture devono provenire dagli Stati membri, dal paese beneficiario o da altri paesi in via di sviluppo. In casi eccezionali debitamente giustificati le forniture possono provenire da altri paesi. 10. Un'attenzione particolare sarà rivolta:_ alla ricerca della migliore redditività e di un impatto sostenibile delle azioni;_ alla definizione chiara e al monitoraggio degli obiettivi e degli indicatori di realizzazione per tutte le azioni.Articolo  81. La Commissione è assistita,  dal comitato istituito dall'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 443/92 del Consiglio del 25 febbraio 1992 [8] (PVS-ALA), dal comitato istituito dall'articolo 11 del regolamento (CE) n. 1488/96 del 23 luglio 1996 (MEDA) [9] oppure dal comitato istituito dall'articolo 21 dell'accordo interno relativo al finanziamento e alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione di Lomé ACP-CE [10].[8]  GU L 52 del 27.02.1992,,p. 1.[9]  GU L 189 del 30.07.1996, pp. 1-9.[10]  Firmata il 20.12.1995.2. Quando venga fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE, salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 3 e dell' articolo 8 della stessa.Articolo 91. Entro il 1° settembre alla fine di ogni esercizio la Commissione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale comprendente la sintesi delle attività finanziate nel corso dell'esercizio e una valutazione sull'esecuzione del presente regolamento durante lo stesso esercizio. La sintesi contiene in particolare informazioni riguardanti  il numero e il carattere  delle attività finanziate, i partner della cooperazione e i paesi interessati. Nella relazione è indicato anche il numero delle valutazioni esterne  effettuate in merito ad azioni specifiche.2. La Commissione effettua una valutazione periodica delle  attività finanziate dalla Comunità per stabilire se i loro obiettivi siano stati conseguiti e fornire linee direttrici per migliorare l'efficacia delle  attività future. La Commissione presenta una sintesi delle valutazioni al comitato di cui all'articolo  8, paragrafo 1. Le relazioni di valutazione sono a disposizione, su richiesta, degli Stati membri e del Parlamento europeo .3. La Commissione comunica agli Stati membri, entro e non oltre un mese dalla decisione, le  attività approvate, indicandone il costo, le caratteristiche, il paese interessato e i partner della cooperazione.4.  Una guida al finanziamento in cui sono precisati gli orientamenti e i criteri applicabili per la selezione  delle azioni è pubblicata e comunicata alle parti interessate dai servizi della Commissione, comprese le delegazioni della Commissione nei paesi  interessati.Articolo 101. Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.2. Quattro anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento la Commissione sottopone al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione generale delle azioni finanziate dalla Comunità nel quadro del presente regolamento, nel contesto generale della cooperazione comunitaria allo sviluppo, unitamente a proposte relative a futuri sviluppi del presente regolamento , compresa una sua eventuale modifica o conclusione.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente