CELEX: C1998/072/16
Language: it
Date: 1998-03-07 00:00:00
Title: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Hof van Beroep di Gent con ordinanza 18 dicembre 1997 nella causa: Pubblico ministero contro D.R.C. Schacht e altri (Causa C-3/98)

7.3.98                IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                            C 72/9
Stati membri concedano alle industrie siderurgiche sono              i programmi di aiuti regionali generali). Nel caso di aiuti
vietati, e nel caso tale decisione stabilisca che gli aiuti alle     per altri scopi il Tribunale ha statuito (al punto 51) che:
industrie siderurgiche . . . possono essere considerati aiuti
comunitari e pertanto compatibili con il corretto funziona-
mento del mercato comune soltanto se conformi a deter-               «il codice degli aiuti mira soltanto ad autorizzare in gene-
minate condizioni prescritte per specifiche categorie di             rale, e a talune condizioni, deroghe al divieto degli aiuti a
aiuto, se la Commissione possa legittimamente emanare                favore di determinate categorie di aiuti da esso elencate in
decisioni individuali che autorizzano la concessione di              modo completo (. . .). Gli aiuti che non rientrano nelle
aiuti di Stato che non rientrano in tali categorie.                  categorie che il codice esenta da detto divieto rimangono
                                                                     pertanto esclusivamente soggetti all'ambito di applicazione
                                                                     dell'art. 4, lett. c). Ne consegue che, qualora siffatti aiuti
La ricorrente ritiene che la soluzione sia negativa. Il codice       risultino tuttavia necessari per realizzare gli obiettivi del
degli aiuti in vigore all'epoca era il quinto codice degli           Trattato, la Commissione eÁ legittimata ad avvalersi
aiuti alla siderurgia adottato con decisione della Commis-           dell'art. 95 del Trattato, al fine di far fronte a tale situa-
sione 27 novembre 1991, 3855/91/CECA (3). L'art. 1 sta-              zione imprevista, se del caso, mediante una decisione indi-
biliva quanto segue:                                                 viduale.»
                                                                     La ricorrente sostiene che tale affermazione non eÁ corretta.
«Tutti gli aiuti, specifici o non specifici, a favore della          Il principio secondo cui la Commissione non può autoriz-
siderurgia, finanziati da uno Stato membro, da enti territo-         zare gli aiuti di Stato all'industria siderurgica in tale situa-
riali o mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma, pos-        zione può essere configurato come fattispecie di incompe-
sono essere considerati aiuti comunitari e pertanto compa-           tenza.
tibili con il corretto funzionamento del mercato comune,
soltanto se conformi alle disposizioni degli articoli da 2 a
5.»                                                                  (1) Decisione relativa alla concessione da parte della Spagna di
                                                                         aiuti a favore dell'impresa siderurgica integrata pubblica Cor-
                                                                         poración de la Siderurgia Integral (GU L 112 del 3.5.1994,
                                                                         pag. 58).
Gli artt. 2-5 stabilivano che gli aiuti potevano essere consi-       (2) Decisione relativa alla concessione da parte dell'Italia di aiuti
derati compatibili con il mercato comune a condizione che                di Stato alle imprese siderurgiche del settore pubblico (gruppo
fossero concessi a favore della ricerca e dello sviluppo                 siderurgico ILVA) (GU L 112 del 3.5.1994, pag. 64).
(art. 2), della tutela dell'ambiente (art. 3), per le chiusure       (3) GU L 362 del 31.12.1991, pag. 57.
(art. 4) e per i programmi di aiuti regionali generali in
Grecia, Portogallo e nella ex Repubblica democratica tede-
sca (art. 5).
Con le decisioni 12 aprile 1994 94/258/CECA e 94/259/
                                                                     Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Hof
CECA, la Commissione ha inteso autorizzare gli aiuti alle
                                                                     van Beroep di Gent con ordinanza 18 dicembre 1997 nella
industrie siderurgiche pubbliche italiane e spagnole che
                                                                        causa: Pubblico ministero contro D.R.C. Schacht e altri
non rientravano nelle disposizioni degli artt. 2-5. Lo scopo
del quinto codice degli aiuti siderurgici era di vietare                                       (Causa C-3/98)
l'autorizzazione di tali aiuti; e la Commissione non poteva
autorizzarli nel periodo in cui il Codice era in vigore senza                                   (98/C 72/16)
che prima fossero stati apportati emendamenti a quest'ul-
timo. Tale soluzione si fonda sia su considerazioni pratiche
sia su considerazioni legali. Se la Commissione potesse              Con ordinanza 18 dicembre 1997, pervenuta nella cancel-
autorizzare concessioni di aiuti di Stato individuali, senza         leria della Corte di giustizia il 9 gennaio 1998, nella causa
rispettare le norme del codice degli aiuti, il divieto conte-        Pubblico ministero contro D.R.C. Schacht e altri, lo Hof
nuto in tale codice sarebbe inefficace: nella realtaÁ sarebbe        Van Beroep di Gent ha sottoposto alla Corte di giustizia
«scritto sull'acqua».                                                delle ComunitaÁ europee la seguente questione pregiudi-
                                                                     ziale:
Peraltro il Tribunale di primo grado (al punto 50) ha sta-
tuito che                                                            Se il combinato disposto di cui all'art. 14 bis, n. 1, lett. a)
                                                                     e all'art. 1, lett. a), sub i), del regolamento (CEE) n. 1408/
                                                                     71, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale
                                                                     ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro
«il [quinto] codice [degli aiuti alla siderurgia] costituisce        familiari che si spostano all'interno della ComunitaÁ, debba
una cornice giuridica vincolante soltanto per gli aiuti com-         essere interpretato nel senso che colui che esercita abitual-
patibili col Trattato da esso elencati»                              mente attivitaÁ autonoma e che svolge temporaneamente un
                                                                     lavoro nel territorio di un altro Stato membro, conserva,
                                                                     nel periodo durante il quale continua a rimanere soggetto
(cioeÁ, aiuti a favore della ricerca e dello sviluppo, aiuti a       alla legislazione dello Stato membro dove egli abitual-
favore della tutela dell'ambiente, aiuti per le chiusure e per       mente lavora, la sua qualifica di persona che esercita atti-
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vitaÁ autonoma conformemente alla normativa applicabile,             3) Se la decisione sul punto se la normativa in materia di
con la conseguenza che non eÁ consentito allo Stato mem-                  marchi del paese terzo o dei paesi terzi di cui trattasi
bro, dove le attivitaÁ vengono temporaneamente prestate,                  contempli la garanzia di reciprocitaÁ menzionata nella
di considerare le attivitaÁ prestate nel suo territorio come              seconda questione rientri nell'ambito di applicazione
attivitaÁ lavorative subordinate, ovvero nel senso che allo               ratione materiae dell'art. 177 del Trattato istitutivo
Stato per ultimo menzionato eÁ consentito di considerare                  della ComunitaÁ europea, cosiccheÂ un organo giudizia-
tali prestazioni come attivitaÁ lavorative subordinate allo               rio di uno Stato membro eÁ legittimato e, in determinati
scopo di assoggettare l'interessato alla propria normativa                casi, tenuto a sottoporre questioni alla Corte di giusti-
per i lavoratori dipendenti.                                              zia CE.
                                                                          Qualora la terza questione sia risolta affermativa-
                                                                          mente, si formula la seguente questione supplemen-
                                                                          tare:
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Sù- og
Handelsret, con ordinanza 3 dicembre 1997, nella causa
Calvin Klein Trademark Trust contro Cowboyland A/S,                  4) Se si debba considerare che la normativa degli Stati
Dansk Supermarked Administration A/S, HBN Marketing                       Uniti d'America in materia di marchi contempli la
   ApS, Progress Peter Jensen e Bilka Lavprisvarehus A/S                  garanzia di reciprocitaÁ menzionata nella seconda que-
                                                                          stione.
                         (Causa C-4/98)
                          (98/C 72/17)
                                                                          Qualora la prima questione sia risolta negativamente
                                                                          e/o la seconda questione affermativamente, si formula
                                                                          infine la seguente questione:
Con ordinanza 3 dicembre 1997, pervenuta nella cancelle-
ria della Corte il 12 gennaio 1998, nella causa Calvin
Klein Trademark Trust contro Cowboyland A/S e a., il Sù-
og Handelsret ha sottoposto alla Corte di giustizia delle            5) Se la nozione «motivi legittimi» di cui all'art. 7, n. 2,
ComunitaÁ europee le seguenti questioni pregiudiziali:                    della sopramenzionata direttiva debba interpretarsi nel
                                                                          senso che il titolare del marchio può opporsi all'uso
                                                                          del marchio stesso in uno Stato membro per prodotti
1) Se l'art. 7, n. 1, della direttiva del Consiglio 21 dicem-             che sono stati immessi in commercio in un paese terzo
     bre 1988, prima direttiva sul ravvicinamento delle legi-             da lui stesso o con il suo consenso, quando i detti pro-
     slazioni degli Stati membri in materia di marchi                     dotti si differenziano per disegno, taglia, colore, infor-
     d'impresa (89/104/CEE) (1), osti a che uno Stato mem-                mazioni contenute nelle etichette, trattamento del tes-
     bro mantenga in vigore, introduca o adotti nuova-                    suto impiegato, cucitura o per altri aspetti analoghi
     mente, nella sua normativa nazionale in materia di                   dai corrispondenti prodotti immessi in commercio dal
     marchi, un principio generale in base al quale il tito-              titolare del marchio o col suo consenso nello Stato
     lare di un marchio non può nel detto Stato membro                    membro di cui trattasi o in altri Stati membri.
     vietare l'uso di un marchio per prodotti che sono stati
     immessi in commercio con detto marchio da lui stesso            (1) GU L 40 dell'11.2.1989, pag. 1.
     o col suo consenso in un paese terzo, vale a dire al di
     fuori del territorio comunitario.
2) Se sia lecito agli organi giurisdizionali di uno Stato
     membro impedire al titolare di un marchio che egli
     vieti l'uso del marchio nel detto Stato membro per
     prodotti immessi in commercio in un paese terzo col             Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta con sen-
     detto marchio da lui stesso o col suo consenso, se la           tenza del Tribunal de grande instance di AngouleÃme (1o
     normativa in materia di marchi di detto paese terzo             sezione civile) dell'8 gennaio 1998, nella causa Otor
     garantisce che il titolare di un marchio non può vietare        Godard SA contro Direttore dei servizi fiscali della Cha-
     l'uso del marchio nel paese terzo di cui trattasi per                                         rente
     prodotti che sono stati immessi in commercio per la
     prima volta in uno Stato membro dal titolare del mar-                                    (Causa C-5/98)
     chio o col suo consenso.                                                                  (98/C 72/18)
     Qualora la seconda questione sia risolta affermativa-
     mente, si formula la seguente questione supplemen-              Con sentenza 8 gennaio 1998, pervenuta nella cancelleria
     tare:                                                           della Corte il 12 gennaio 1998, nella causa Otor Godard