CELEX: 31994R0534
Language: it
Date: 1994-03-09 00:00:00
Title: REGOLAMENTO (CE) N. 534/94 DELLA COMMISSIONE del 9 marzo 1994 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici (minidischi da 3,5") originari di Hong Kong e della Repubblica di Corea

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31994R0534

REGOLAMENTO (CE) N. 534/94 DELLA COMMISSIONE del 9 marzo 1994 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici (minidischi da 3,5") originari di Hong Kong e della Repubblica di Corea  

Gazzetta ufficiale n. L 068 del 11/03/1994 pag. 0005 - 0014

REGOLAMENTO (CE) N. 534/94 DELLA COMMISSIONE del 9 marzo 1994 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici (minidischi da 3,5& Prime;) originari di Hong Kong e della Repubblica di CoreaLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 11,  sentito il comitato consultivo,  CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:   A. PROCEDURA  (1) Nel settembre 1992, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di dischi  magnetici (minidischi da 3,5& Prime;) originari di Hong Kong e della Repubblica di Corea e ha avviato un'inchiesta.  La procedura è stata aperta in seguito a una denuncia presentata dal comitato dei produttori europei di minidischi (DISKMA) per conto dei produttori che complessivamente rappresentano la maggior parte della produzione comunitaria di minidischi da 3,5&  Prime;.  La denuncia conteneva elementi di prova relativi all'esistenza di pratiche di dumping sui prodotti originari dei paesi suindicati e del risultante pregiudizio sostanziale, che sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura della procedura.   (2) La Commissione ha debitamente informato i produttori, gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori, nonché i ricorrenti e ha offerto alle parti interessate la possibilità di comunicare le loro  osservazioni per iscritto e di essere sentite.  Il governo di Hong Kong, alcuni produttori dei paesi interessati e un importatore comunitario collegato a un produttore della Repubblica di Corea hanno comunicato le loro osservazioni per iscritto. Tutte le parti che ne hanno fatto richiesta sono state  sentite.  (3) La Commissione ha inviato questionari alle parti notoriamente interessate e ha ricevuto informazioni particolareggiate dai produttori comunitari ricorrenti, da alcuni produttori di Hong Kong, da un produttore della Repubblica di Corea e da un  importatore comunitario collegato al produttore coreano.  (4) La Commissione ha svolto inchieste in loco presso le seguenti società:  (a) Produttori comunitari ricorrenti:  Belgio:  - Sentinel Computer Products Europe, NV, Wellen;  Francia:  - RPS, Rhône-Poulenc Systems, Noisy-le-Grand;  Germania:  - Boeder AG, Floersheim am Main;  Italia:  - Balteadisk SpA, Arnad;  - Computer Support Italy, Srl, Verderio Inferiore;  (b) Produttori di Hong Kong:  - Jacking Magnetic Company Ltd;  - Plantron (HK) Ltd;  - Swire Magnetics Holdings Ltd;  - Technosource Industrial Ltd;  (c) Produttore coreano:  - SKC Ltd, Seul;  (d) Importatore collegato:  - SKC Europe GmbH, Francoforte, Germania.  (5) L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1o agosto 1991 e il 31 luglio 1992 (periodo dell'inchiesta).  (6) A causa del volume e della complessità dei dati raccolti ed esaminati, l'inchiesta ha superato il normale termine di un anno.  (7) In seguito a una procedura antidumping relativa alle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici (microfloppy da 3,5& Prime;) originari del Giappone, di Taiwan e della Repubblica popolare cinese, in appresso denominata « procedura precedente »,  nell'ottobre 1993 sono stati istituiti dazi antidumping definitivi con il regolamento (CEE) n. 2861/93 del Consiglio (3).   B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE  i) Descrizione del prodotto in esame (8) I prodotti oggetto della denuncia e per i quali è stata aperta la procedura sono i minidischi da 3,5& Prime;, utilizzati per registrare e memorizzare informazioni digitali codificate (codice NC ex 8523 20 90).  (9) I minidischi in questione sono disponibili in vari tipi, in base alla capacità di memoria e al sistema di commercializzazione. Tuttavia, non esistono differenze significative riguardo alle caratteristiche fisiche di base e alla tecnologia dei vari  tipi di minidischi, i quali sono inoltre sostanzialmente intercambiabili.  (10) Date le circostanze e alla luce della posizione adottata dal Consiglio nel punto 7 del regolamento (CEE) n. 2861/93, tutti i minidischi da 3,5& Prime; devono essere considerati un unico prodotto ai fini della presente procedura, come è avvenuto  nella procedura precedente.  ii) Prodotto simile (11) Dall'inchiesta è emerso che i vari tipi di minidischi in questione venduti sul mercato interno di Hong Kong e della Repubblica di Corea erano simili a quelli esportati dai due paesi nella Comunità.  (12) Parimenti, i vari tipi di minidischi prodotti nella Comunità e quelli esportati nella Comunità da entrambi i paesi suddetti utilizzano la stessa tecnologia di base e sono simili per quanto riguarda le caratteristiche fisiche essenziali e gli  impieghi finali. I prodotti in questione devono pertanto essere considerati simili ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88, (in prosieguo « il regolamento di base »).   C. DUMPING  i) Valore normale Per entrambi i paesi interessati sono stati stabiliti provvisoriamente i valori normali relativi a tutti i tipi dei prodotti in questione esportati nella Comunità durante il periodo dell'inchiesta.  (a) Hong Kong (13) I quattro produttori che hanno collaborato hanno fornito informazioni relative alle vendite sul mercato interno e ai costi di produzione. Tuttavia, nessuno di essi effettuava vendite sufficienti sul mercato di Hong Kong (superiori cioè al 5 % dei  quantitativi esportati nella Comunità) tali da consentire un valido confronto ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b) del regolamento di base. Il valore normale è stato pertanto costruito in base ai costi di produzione delle società  interessate, più un congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita e per il profitto. Non è stato possibile calcolare le spese generali, amministrative e di vendita e il profitto in riferimento ai produttori che hanno collaborato,  poiché le loro vendite del prodotto in questione sul mercato interno non erano sufficientemente rappresentative, come già si è detto, né per la stessa ragione, in riferimento alle vendite effettuate da tali società nel medesimo settore commerciale.  Pertanto, date le circostanze, è stato considerato che le spese generali, amministrative e di vendita dell'unico produttore che ha effettuato vendite sul mercato di Hong Kong, anche se in un diverso settore commerciale, fossero gli elementi più adeguati  per la determinazione di tali spese a Hong Kong, conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto ii) del regolamento di base. Per quanto riguarda il profitto, fonti sicure hanno indicato che un margine del 10 % era ragionevole per questo  tipo di prodotto sul mercato di Hong Kong. La Commissione pertanto ha utilizzato tale margine del 10 % come base per la determinazione provvisoria.  (b) Repubblica di Corea (14) Per l'unico produttore coreano che ha risposto al questionario della Commissione il valore normale è stato stabilito, conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera a) del regolamento di base, utilizzando il prezzo effettivamente pagato nel  corso di normali operazioni commerciali per le vendite del prodotto simile sul mercato interno. Queste vendite sono state effettuate in quantitativi sufficienti ai fini di un equo confronto.  ii) Prezzo all'esportazione (15) Per un produttore di Hong Kong che ha venduto gran parte dei prodotti a un cliente OEM nella Comunità, il prezzo effettivamente applicato rifletteva il fatto che il prodotto montato conteneva componenti forniti, senza spesa per il produttore, dal  cliente OEM. Questo prezzo non poteva quindi essere considerato prezzo all'esportazione ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento di base.  La Commissione ha pertanto costruito il prezzo all'esportazione. A tal fine ha ritenuto opportuno aggiungere al prezzo effettivamente applicato un importo relativo al costo dei componenti in questione e al profitto corrispondente.  Per altri produttori di Hong Kong, nonché per le vendite del produttore coreano che ha collaborato fatte a importatori comunitari indipendenti, i prezzi all'esportazione, ai fini delle risultanze provvisorie, sono stati calcolati in base ai prezzi  effettivamente pagati o pagabili per i prodotti venduti per l'esportazione nella Comunità.  (16) Nel caso delle vendite del produttore coreano che ha collaborato fatte agli importatori collegati nella Comunità, i prezzi all'esportazione sono stati costruiti, conformemente all'articolo 2, paragrafo 8, lettera b) del regolamento di base, in  funzione del prezzo al quale il prodotto importato è stato rivenduto per la prima volta ad un acquirente indipendente nella Comunità. Per costruire i prezzi all'esportazione si è tenuto conto di tutti i costi sostenuti tra l'importazione e la rivendita,  nonché di un margine di profitto del 5 %, che è stato provvisoriamente considerato equo alla luce dei profitti realizzati dagli importatori indipendenti nel settore dell'elettronica.  iii) Confronto (17) Il valore normale relativo a ciascun tipo di prodotto è stato confrontato con il prezzo all'esportazione del prodotto corrispondente, prendendo in esame le singole transazioni, allo stesso stadio commerciale e a livello franco fabbrica. Ai fini di  un equo confronto, sono stati effettuati adeguamenti prendendo in considerazione le differenze relative alle caratteristiche fisiche e alle spese di vendita per le quali sono stati presentati elementi di prova sufficienti, conformemente all'articolo 2,  paragrafi 9 e 10 del regolamento di base.  (18) Il produttore coreano ha chiesto un adeguamento per tener conto delle caratteristiche fisiche dei minidischi formattati esportati nella Comunità. L'importo dell'aumento proposto dal produttore rappresentava soltanto il costo della formattazione,  senza tener conto dell'effetto sul valore di mercato del prodotto in questione.  La Commissione ritiene che l'adeguamento debba essere calcolato in base all'effetto significativo della formattazione sui prezzi di mercato e ha pertanto modificato di conseguenza il valore normale.  Lo stesso esportatore ha chiesto adeguamenti in considerazione dei costi del credito in conto aperto.  La Commissione ritiene che l'adeguamento dovuto per i costi del credito debba basarsi unicamente sulle condizioni di vendita relative alle singole transazioni e che come tale debba essere determinato in base a tali vendite. Le richieste in proposito  sono state pertanto accolte soltanto fino al massimo consentito dalle condizioni delle transazioni di vendita in questione.  Sono state respinte le richieste presentate dallo stesso produttore concernenti l'adeguamento del valore normale per quanto riguarda le spese di vendita non previste dall'articolo 2, paragrafo 10 del regolamento di base, cioè le spese sostenute per la  promozione e per la marca.  iv) Margini di dumping (19) Il confronto ha messo in evidenza l'esistenza di pratiche di dumping, con margini di dumping pari all'importo di cui il valore normale determinato supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.  (20) La media ponderata dei margini di dumping per ogni produttore, espressa in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, è la seguente:  Hong Kong:  - Jacking Magnetic Company Ltd: 7,2 - Plantron (HK) Ltd: 6,7 - Swire Magnetics Holdings Ltd: 22,2 - Technosource Industrial Ltd: 20,1 Repubblica di Corea:  - SKC Ltd: 8,2 (21) Per i produttori dei paesi interessati che non hanno risposto al questionario della Commissione, né si sono manifestati altrimenti, il margine di dumping è stato determinato in base agli elementi disponibili ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7,  lettera b) del regolamento di base.  (22) Per quanto riguarda la Repubblica di Corea, si è ritenuto che, poiché quasi tutti i prodotti di origine coreana importati nella Comunità provenivano dal produttore che ha collaborato, le risultanze relative a detto produttore costituissero la base  più appropriata per determinare il margine di dumping.  La Commissione ritiene pertanto che si sarebbe premiata la mancata collaborazione e si sarebbe favorita l'elusione delle misure antidumping se ai produttori in questione fosse stato attribuito un margine di dumping inferiore al margine massimo accertato  per il produttore coreano che ha collaborato.  (23) Per quanto riguarda Hong Kong, la Commissione ha rilevato che le esportazioni dei produttori che hanno collaborato corrispondevano al 26 % circa del totale delle importazioni nella Comunità del prodotto in questione originario di Hong Kong.  In considerazione del volume insufficiente delle esportazioni oggetto dell'inchiesta e della gravità della mancata collaborazione da parte dei produttori di Hong Kong, la Commissione ritiene che il margine di dumping più alto accertato per un produttore  che ha collaborato non possa costituire una base adeguata per il calcolo del margine di dumping per i produttori che non hanno collaborato.  Questa decisione è stata presa per evitare di premiare in modo inaccettabile la mancata collaborazione o di discriminare i produttori di Hong Kong che hanno collaborato. Vista la scarsa collaborazione in questo caso, la Commissione ritiene che le  società con i margini di dumping più elevati abbiano deliberatamente scelto di non collaborare. Data la mancanza di informazioni da altre fonti affidabili e affinché le misure introdotte proteggano efficacemente la Comunità da pratiche commerciali  sleali, si è ritenuto opportuno, per la determinazione provvisoria del dumping, calcolare il margine di dumping per i produttori di Hong Kong che non hanno collaborato, conformemente al disposto dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento  di base, in funzione del margine di dumping denunciato dal ricorrente per detto paese, pari al 35,7 %. I risultati dell'inchiesta, in particolare quelli relativi alla determinazione del valore normale, sembrano in generale confermare l'affidabilità  delle asserzioni del ricorrente sul margine di dumping.   D. INDUSTRIA COMUNITARIA  (24) Per stabilire se i ricorrenti costituissero una parte sostanziale della produzione comunitaria totale del prodotto simile, la Commissione, come già nella procedura precedente relativa alle importazioni del prodotto simile,  ha chiesto e ottenuto informazioni da tutti i produttori della Comunità.  La Commissione ha dovuto altresì tener conto del fatto che alcuni produttori comunitari sono collegati a produttori del Giappone, di Taiwan e della Repubblica popolare cinese per i quali è stata accertata l'esistenza di pratiche di dumping e del  conseguente pregiudizio, a norma del regolamento (CEE) n. 2861/93 e che altri produttori comunitari, pur essendo indipendenti, hanno importato i prodotti oggetto di dumping.  (25) Il produttore coreano che ha collaborato ha asserito che l'industria ricorrente non aveva il diritto di presentare la denuncia per conto dell'industria comunitaria, ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 1 del regolamento di base, poiché il DISKMA non  aveva tenuto conto dei produttori comunitari collegati ad aziende giapponesi. Dato che la procedura in causa riguardava i minidischi da 3,5& Prime; originari di Hong Kong e della Repubblica di Corea, la Commissione non poteva escludere dall'industria  comunitaria le società collegate ad imprese giapponesi, a norma del primo trattino dell'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base.  (26) La situazione dei produttori comunitari collegati a società giapponesi è stata esaminata nella procedura precedente, nella quale il Consiglio, nel punto 20 del regolamento (CEE) n. 2861/93, ha rilevato che soltanto escludendo i produttori che hanno  partecipato a pratiche di dumping pregiudizievoli le istituzioni comunitarie possono avere un quadro chiaro e obiettivo degli effetti delle importazioni in dumping. Di conseguenza, la valutazione degli effetti delle importazioni in dumping originarie di  Hong Kong e della Repubblica di Corea sarebbe ugualmente alterata se i produttori che erano responsabili di pratiche di dumping relative al prodotto simile e che provocavano pregiudizio sostanziale allo stesso ricorrente, non fossero esclusi dalla  definizione di « industria comunitaria ».  (27) Alcuni produttori ricorrenti hanno importato i minidischi in esame da società per le quali è stata accertata l'esistenza di dumping. Tuttavia, il volume delle importazioni nel periodo dell'inchiesta è stato limitato a quello necessario a mantenere  il livello delle vendite dei produttori ricorrenti interessati quando la loro produzione era temporaneamente insufficiente, in un periodo di rapida crescita del mercato. Se non fossero stati al passo con gli sviluppi del mercato in quel periodo, tali  produttori avrebbero subito gravi conseguenze per la loro sopravvivenza sul mercato comunitario. Pertanto, tali produttori non sono stati protetti dagli effetti del dumping e neppure ne hanno beneficiato.  Alla luce di quanto precede, si è ritenuto che non vi fossero motivi per escludere alcuni produttori ricorrenti dalla definizione di « industria comunitaria ».  (28) Nel corso dell'inchiesta la Commissione ha rilevato che una delle società ricorrenti, la Balteadisk, non era in grado di confermare in modo soddisfacente le informazioni fornite nella risposta del questionario relativa ai livelli di produzione e ai  prezzi. Pertanto, la Commissione ha provvisoriamente escluso le informazioni fornite dalla società, non tenendole in considerazione.  (29) In base alle considerazioni di cui sopra, la percentuale della produzione comunitaria complessiva del prodotto interessato attribuibile alle società ricorrenti durante il periodo dell'inchiesta era del 72 % circa e quindi rappresentava una parte  rilevante della produzione comunitaria totale.   E. PREGIUDIZIO  Occorre ricordare che nel regolamento (CEE) n. 2861/93 il Consiglio ha rilevato che l'industria comunitaria subiva un pregiudizio sostanziale a causa degli effetti delle importazioni oggetto di dumping provenienti dal Giappone, da Taiwan  e dalla Repubblica popolare cinese. Nella presente procedura la Commissione ha valutato se le importazioni in dumping del prodotto simile da Hong Kong e dalla Repubblica di Corea avessero contribuito al pregiudizio sostanziale subito dall'industria  comunitaria.  i) Cumulo degli effetti delle importazioni in dumping (30) Per valutare l'incidenza sull'industria comunitaria delle importazioni in dumping da Hong Kong e dalla Repubblica di Corea, la Commissione ha considerato gli effetti di tutte le importazioni in questione provenienti dai due paesi. Per esaminare  l'opportunità di cumulare tali importazioni, la Commissione ha valutato la comparabilità dei prodotti importati dai paesi in questione in funzione dei seguenti criteri: analogia delle caratteristiche fisiche, intercambiabilità degli impieghi finali,  volume dei quantitativi importati, concorrenza simultanea nella Comunità fra i prodotti importati e tra questi ultimi e i prodotti simili dell'industria comunitaria, analogia dei canali di distribuzione e politica dei prezzi sul mercato comunitario  attuata dai produttori dei paesi interessati.  (31) Il produttore coreano che ha collaborato ha affermato che le importazioni di minidischi da 3,5& Prime; originari della Corea non devono essere cumulate con le importazioni da Hong Kong, in quanto la quota delle importazioni dalla Corea sul mercato  comunitario è troppo esigua per contribuire al pregiudizio sostanziale. Il produttore ha inoltre asserito che tale quota di mercato è costantemente diminuita negli ultimi quattro anni, a differenza di quella di Hong Kong, che è notevolmente aumentata.  (32) La Commissione ha esaminato tali argomentazioni. La quota di mercato delle importazioni dalla Repubblica di Corea nel periodo dell'inchiesta è risultata pari al 2,4 %. Le variazioni delle quote di mercato sono state invece diverse in quanto la  quota di Hong Kong del consumo comunitario apparente è salita dal 6 % del 1989 all'11,8 % nel periodo dell'inchiesta, mentre la quota della Repubblica di Corea è rimasta invece praticamente stabile, passando dal 2,5 % del 1989 al 2,4 % nel periodo  dell'inchiesta. La quota di mercato della Corea rimane comunque superiore al livello che può essere considerato minimo. Le affermazioni del produttore coreano interessato sono state pertanto respinte.  (33) In seguito all'esame dei fatti è stato accertato che i minidischi da 3,5& Prime; importati da ciascun paese interessato erano, confrontati tipo per tipo, simili sotto tutti gli aspetti ed intercambiabili ed erano commercializzati nella Comunità in  un periodo paragonabile e con strategie commerciali analoghe. Tali prodotti erano in concorrenza tra loro e con i prodotti simili dell'industria comunitaria. È stato inoltre rilevato che non esisteva una distinzione netta tra la politica dei prezzi  attuata nella Comunità dai produttori dei singoli paesi interessati. Il volume delle importazioni in dumping provenienti da ogni paese non poteva inoltre essere considerato trascurabile.  (34) Date le circostanze e secondo la prassi normalmente seguita dalle istituzioni comunitarie, si ritiene che esistano elementi sufficienti per considerare cumulativamente le importazioni provenienti dai paesi in questione.  ii) Consumo comunitario, volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping (35) La Commissione ha utilizzato gli stessi metodi applicati nella procedura precedente.  È in tal modo emerso che il consumo comunitario è stato di 295 milioni di unità nel 1989, di 398 milioni nel 1990, di 582 milioni nel 1991 e di 656 milioni nel periodo dell'inchiesta, con una crescita del 122 % tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta.  Le importazioni oggetto di dumping nella Comunità del prodotto interessato originario di Hong Kong e della Repubblica di Corea ammontavano a 25 milioni di unità nel 1989, a 37 milioni nel 1990, a 79 milioni nel 1991 e a 94 milioni nel periodo  dell'inchiesta, con un incremento del 276 % tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta.  (36) Rispetto al consumo comunitario apparente le importazioni in questione da Hong Kong e dalla Repubblica di Corea, avevano una quota combinata del mercato comunitario pari all'8,5 % nel 1989, al 9,4 % nel 1990, al 13,6 % nel 1991 e al 14,2 % nel  periodo dell'inchiesta.  iii) Prezzi delle importazioni oggetto di dumping (37) I prezzi applicati dai produttori di Hong Kong e della Corea, nel periodo dell'inchiesta, sono stati significativamente inferiori a quelli dell'industria comunitaria. La sottoquotazione dei prezzi è stata stabilita, per ognuno dei produttori  esaminati nei paesi interessati, confrontando i prezzi di vendita al primo acquirente indipendente nella Comunità con la media ponderata dei prezzi dell'industria comunitaria. Il confronto è stato fatto in linea di massima con i mercati di Francia,  Germania, Italia e Regno Unito, che complessivamente rappresentano quasi tutto il mercato comunitario del prodotto in esame e nei quali è stata venduta la maggior parte delle importazioni in questione.  Il confronto è stato effettuato in base ai singoli tipi del prodotto importato presi in considerazione per la determinazione del dumping. Si è anche tenuto debitamente conto del dazio doganale e del margine di profitto dell'importatore citato nel punto  16.  Dal confronto sono risultati margini di sottoquotazione dei prezzi per tutti i produttori esaminati. La media ponderata dei margini di sottoquotazione variava dall'8,1 % al 25,3 % per Hong Kong, mentre era del 19,7 % per la Repubblica di Corea.  iv) Situazione dell'industria comunitaria (a) Produzione e utilizzazione degli impianti (38) In termini quantitativi la produzione dell'industria comunitaria dei minidischi in questione è cresciuta da 31 milioni di unità nel 1989 a 48 milioni nel 1990, 69 milioni nel 1991 e 87 milioni nel periodo dell'inchiesta, con un aumento assoluto del  180 % rispetto al 1989. I tassi di utilizzazione degli impianti sono passati dal 49 % nel 1989 al 60 % nel 1990, al 76 % nel 1991 e all'84 % circa nel periodo dell'inchiesta.  (b) Vendite e quote di mercato (39) Sebbene la quota di mercato dell'industria comunitaria sia aumentata di 2,5 punti percentuali tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta, la crescita è stata inferiore al livello prevedibile per un'industria relativamente giovane in un periodo in cui  il consumo apparente sul mercato interno è cresciuto del 122 %.  (c) Prezzi (40) I prezzi dei produttori comunitari ricorrenti sono complessivamente scesi del 29 % tra il 1989 e il periodo dell'inchiesta. In genere il livello dei prezzi applicati dall'industria comunitaria in quel periodo, nel tentativo di aumentare  l'utilizzazione degli impianti e la quota di mercato, non era sufficiente per ottenere un adeguato profitto e, in media, non compensava i costi di produzione.  (d) Redditività (41) A causa dell'andamento dei prezzi e dei costi di produzione dal 1989 quasi tutti i produttori comunitari interessati hanno subito perdite. Espresse in percentuale del giro d'affari nella Comunità, le perdite erano in media superiori al 6 %.  Inoltre, in alcuni casi, gli utili sulle vendite erano insufficienti per recuperare i costi degli investimenti già sostenuti e per finanziare ulteriori investimenti necessari per sopravvivere in un settore in rapida evoluzione e tecnologicamente  avanzato.  (e) Investimenti (42) Gli investimenti dell'industria comunitaria per quanto riguarda la capacità produttiva di minidischi da 3,5& Prime; sono aumentati del 29 % tra il 1989 e il 1990, del 14 % tra il 1990 e il 1991 e del 14 % tra il 1991 e il periodo dell'inchiesta.  Appare evidente che il tasso annuale di investimenti ha subito un rallentamento, sebbene il mercato fosse cresciuto di oltre il 30 % nello stesso periodo e che i produttori comunitari esitavano ad aumentare gli investimenti in misura corrispondente alla  crescita del mercato di fronte alla concorrenza sleale delle importazioni in dumping.  v) Conclusioni sul pregiudizio (43) Alla luce delle osservazioni sul pregiudizio fatte nell'introduzione della presente sezione e della precedente analisi, la Commissione conclude provvisoriamente che l'industria comunitaria subisce un pregiudizio sostanziale.  La situazione rimane essenzialmente quella esposta nel punto 62 del regolamento (CEE) n. 920/93 della Commissione che istituisce un dazio antidumping provvisorio nella procedura precedente (4). Nonostante l'andamento positivo, dovuto in larga misura  all'espansione del mercato, alcuni indicatori quantitativi, come la produzione, le vendite e l'utilizzazione degli impianti, sono rimasti inferiori ai livelli richiesti per generare profitti adeguati affinché l'industria comunitaria potesse finanziare  gli investimenti necessari per far fronte ai rapidi mutamenti delle condizioni nel settore della tecnologia delle comunicazioni. Per tale motivo, malgrado l'aumento dei consumi sul mercato, i prezzi dell'industria comunitaria sono scesi di circa il 30 %  nel corso del periodo esaminato.   F. CAUSA DEL PREGIUDIZIO  (44) La Commissione ha esaminato se il pregiudizio sostanziale subito dall'industria comunitaria fosse stato provocato dalle importazioni oggetto di dumping provenienti da Hong Kong e dalla Repubblica di Corea e ha valutato  l'incidenza, anche parziale, di altri fattori.  i) Effetto delle importazioni in dumping da Hong Kong e dalla Repubblica di Corea (45) Nell'esame dei fatti la Commissione ha accertato che l'aumento del volume e della quota di mercato delle importazioni in dumping dai paesi interessati alla presente procedura coincideva con la difficile situazione finanziaria dell'industria  comunitaria. Per quanto riguarda i prezzi delle importazioni in dumping sono stati rilevati notevoli margini di sottoquotazione, che hanno inevitabilmente avuto conseguenze negative sull'industria comunitaria. Come è messo in evidenza nella procedura  precedente, il mercato dei minidischi da 3,5& Prime; è trasparente e presenta una forte elasticità rispetto ai prezzi. Tale mercato è caratterizzato dalla presenza di numerosi fornitori e di molti consumatori sensibili ai prezzi, nonché da una grande  disponibilità di informazioni. Di conseguenza l'industria comunitaria è stata costretta a ridurre i prezzi nel tentativo di conquistare una quota vitale del mercato comunitario, con un livello di produzione che consentisse l'uso economico delle risorse.  La depressione dei prezzi ha inoltre provocato mancanza generale di redditività menzionata al punto 41 precedente.  ii) Incidenza di altri fattori (46) La Commissone ha esaminato se altri fattori, oltre alle importazioni oggetto di dumping dai paesi interessati, avessero provocato il pregiudizio subito dall'industria comunitaria oppure vi avessero contribuito. In particolare la Commissione ha  esaminato le importazioni da paesi non soggetti alla presente procedura e la possibilità che il pregiudizio fosse provocato dalle importazioni da parte della stessa industria comunitaria di minidischi da 3,5& Prime; a basso prezzo.  (47) Il produttore coreano che ha collaborato ha affermato innanzitutto che le importazioni del prodotto simile dalla Corea non potevano aver provocato il pregiudizio sostanziale in quanto la loro quota di mercato era trascurabile e in secondo luogo ha  asserito che l'eventuale pregiudizio era dovuto alle importazioni da altri paesi. Infine egli ha affermato che il calo dei prezzi applicati dai produttori comunitari era attribuibile all'importazione e alla vendita da parte dell'industria comunitaria di  minidischi da 3,5& Prime; a basso costo.  (48) La quota di mercato delle importazioni dalla Repubblica di Corea è stata esaminata al punto 32 precedente e si è riscontrato che è superiore al livello che potrebbe essere considerato trascurabile.  Per quanto riguarda le importazioni da paesi non soggetti alla presente procedura, il Consiglio ha già accertato che le importazioni del prodotto simile dal Giappone, da Taiwan e dalla Repubblica popolare cinese erano oggetto di dumping e provocavano  pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria, come risulta dal punto 7 precedente.  La quota del mercato comunitario detenuta da altri paesi è rimasta generalmente stabile durante il periodo preso in considerazione. Riguardo al livello dei prezzi di tali importazioni, non è possibile trarre conclusioni dalle informazioni messe a  disposizione della Commissione nel corso dell'inchiesta preliminare.  Tuttavia, anche se venisse ammesso che le importazioni da paesi non soggetti alla presente e alla precedente procedura hanno causato pregiudizio all'industria comunitaria, sarebbe comunque incontestabile che il pregiudizio provocato dalle importazioni  oggetto di dumping di cui alla presente procedura, considerato isolatamente, è sostanziale.  (49) Per quanto riguarda l'asserzione che la diminuzione dei prezzi sul mercato comunitario era dovuta all'importazione e alla vendita da parte dell'industria comunitaria di minidischi da 3,5& Prime; a basso prezzo, l'inchiesta della Commissione ha  rilevato che tali importazioni erano state effettuate per difendere la capacità concorrenziale nella Comunità e per mantenere la quota di mercato. Inoltre, i prezzi di vendita del prodotto importato dal produttore comunitario interessato erano uguali a  quelli dei minidischi da 3,5& Prime; di produzione propria.  (50) Date le circostanze, ai fini delle risultanze provvisorie la Commissione conclude che, malgrado il pregiudizio accertato provocato dalle importazioni in dumping dal Giappone, da Taiwan e dalla Repubblica popolare cinese, le importazioni in dumping  da Hong Kong e dalla Repubblica di Corea, a causa dei bassi prezzi, della quota del mercato comunitario e della conseguente mancanza di redditività dell'industria comunitaria, considerate isolatamente, hanno provocato pregiudizio sostanziale a detta  industria.   G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ  (51) Per valutare l'interesse della Comunità, la Commissione deve tener conto di due elementi fondamentali. In primo luogo, il fatto di eliminare le distorsioni della concorrenza derivanti da pratiche commerciali sleali e di  ripristinare in tal modo condizioni di concorrenza leale e aperta sul mercato comunitario corrisponde all'obiettivo delle misure antidumping ed è conforme all'interesse generale della Comunità. In secondo luogo, se non venissero prese misure provvisorie  nella presente procedura, si aggraverebbe la situazione già precaria dell'industria comunitaria, messa in evidenza dalla mancanza di redditività e dal conseguente rallentamento degli investimenti. Questa situazione rappresenta una minaccia per la  sopravvivenza di tale industria. Se quest'ultima fosse costretta a cessare la produzione, la Comunità diverrebbe quasi completamente dipendente dalle forniture dei paesi terzi in un settore in rapido sviluppo e di crescente rilevanza sul piano  tecnologico. La scomparsa dell'industria comunitaria avrebbe inoltre gravi conseguenze per i produttori comunitari di componenti per minidischi da 3,5& Prime;.  (52) Il produttore coreano che ha collaborato ha affermato che era improbabile che l'istituzione di misure antidumping potesse contribuire al risanamento dell'industria comunitaria e che sarebbe servita soltanto ad aumentare i costi per il consumatore.  Egli ha inoltre asserito che, poiché la capacità di produzione dell'industria comunitaria è limitata e i produttori comunitari stessi devono importare dai paesi asiatici per poter servire i propri clienti, l'introduzione di dazi avrebbe ridotto  l'offerta e fatto aumentare i prezzi. Il vantaggio per l'industria comunitaria sarebbe stato soltanto temporaneo, mentre l'industria del software ne sarebbe stata gravemente danneggiata.  (53) La Commissione ha esaminato dette affermazioni.  Per quanto riguarda gli interessi dei consumatori e dell'industria del software, eventuali vantaggi di prezzo a breve termine devono essere valutati rispetto agli effetti a lungo termine del mancato ripristino della concorrenza leale. Se non si  prendessero misure si danneggerebbe gravemente la vitalità dell'industria comunitaria, la cui scomparsa ridurrebbe l'offerta e la concorrenza, a detrimento dei consumatori e delle aziende produttrici di software.  Inoltre, poiché effettivamente la produzione comunitaria è attualmente insufficiente a soddisfare la domanda del prodotto in questione, le misure antidumping eliminano semplicemente le distorsioni della concorrenza dovute alle pratiche di dumping e non  impediscono pertanto che il divario sia colmato con forniture da paesi terzi a prezzi equi. Quando il livello delle misure antidumping è uguale al margine di dumping, ma inferiore all'importo necessario per eliminare completamente il pregiudizio, è  annullato unicamente l'elemento sleale del vantaggio di prezzo degli esportatori. In tali circostanze, le esportazioni possono essere pienamente concorrenziali in base al loro effettivo vantaggio comparato ed è improbabile che gli esportatori abbiano  difficoltà di accesso al mercato comunitario.  (54) Inoltre, dato che sono stati già istituiti dazi antidumping sulle importazioni del prodotto simile originario del Giappone, di Taiwan e della Repubblica popolare cinese, per tutelare l'interesse della Comunità e per evitare discriminazioni fra  paesi che hanno praticato il dumping e provocato pregiudizio sostanziale, per equità è opportuno introdurre misure di difesa anche nei confronti delle importazioni dei minidischi da 3,5& Prime; oggetto di dumping di cui alla presente procedura.  (55) Dopo aver preso in considerazione i diversi interessi coinvolti, la Commissione ha concluso a titolo provvisorio che, nella fattispecie, con l'adozione di misure sarà possibile ripristinare una situazione di concorrenza leale eliminando il  pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping, nonché offrire all'industria comunitaria l'opportunità di salvaguardare e di potenziare questa tecnologia di base. Inoltre, sarà tutelata al tempo stesso l'industria comunitaria che fornisce i componenti.   (56) La Commissione ritiene pertanto che, nell'interesse della Comunità, sia necessario adottare misure antidumping, in forma di dazi provvisori, per evitare che nel corso del procedimento le importazioni oggetto di dumping in questione provochino un  ulteriore pregiudizio.   H. DAZIO  (57) Ai fini della determinazione del livello del dazio provvisorio, la Commissione ha tenuto conto dei margini di dumping accertati e dell'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio subito dall'industria comunitaria.  (58) Dato che il pregiudizio si è manifestato essenzialmente in forma di depressione dei prezzi, mancato aumento della quota di mercato e, in particolare, insufficiente redditività o perdite, per eliminare tale pregiudizio è necessario che l'industria  possa aumentare i prezzi in modo da realizzare sufficienti profitti senza subire una flessione delle vendite. A tal fine devono aumentare in misura corrispondente i prezzi delle importazioni originarie di Hong Kong e della Repubblica di Corea.  Per calcolare gli aumenti di prezzo necessari, la Commissione ha ritenuto opportuno confrontare i prezzi effettivi dei prodotti importati con prezzi di vendita basati sui costi di produzione dei produttori comunitari ricorrenti, ai quali è stato  aggiunto un adeguato margine di profitto.  (59) A tal fine la Commissione ha utilizzato i costi di produzione dell'industria ricorrente e un margine di profitto che è stato determinato in funzione del fatto che l'industria comunitaria, trovandosi ancora in una fase iniziale di sviluppo, ha  bisogno di un margine di utile del 12 % sulle vendite per ottenere il profitto necessario per operare efficacemente.  La media ponderata dei prezzi di vendita effettivi applicati nel periodo dell'inchiesta dall'industria comunitaria, per ciascun tipo di prodotto, è stata aumentata, ove necessario, dell'importo richiesto per realizzare il margine di profitto minimo  richiesto. I prezzi così ottenuti sono stati confrontati con i prezzi delle importazioni oggetto di dumping impiegati per stabilire la sottoquotazione (punto 37).  Le differenze tra questi due prezzi, espresse in media ponderata e in percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, erano superiori ai margini di dumping accertati per tutti i produttori interessati di Hong Kong e della Repubblica di Corea.  L'importo dei dazi provvisori deve pertanto essere limitato ai margini di dumping determinati.  (60) Per stabilire il livello del dazio relativo ai produttori coreani che non hanno risposto al questionario della Commissione, né si sono manifestati altrimenti, la Commissione ritiene che, per i motivi esposti al punto 22 riguardo ai margini di  dumping, sia opportuno utilizzare le risultanze dell'inchiesta e applicare l'importo del dazio stabilito per il produttore oggetto dell'inchiesta.  Per quanto riguarda i produttori di Hong Kong che non hanno risposto al questionario della Commissione, né si sono manifestati altrimenti, la Commissione ritiene che, per i motivi esposti al punto 23, sia opportuno istituire un dazio provvisorio con  un'aliquota pari al margine di dumping più elevato denunciato dal ricorrente, cioè il 35,7 %.  (61) Ai fini della corretta amministrazione, occorre fissare un termine entro il quale le parti interessate possano comunicare le loro osservazioni per iscritto e chiedere di essere sentite. Occorre inoltre precisare che tutte le risultanze elaborate ai  fini del presente regolamento sono provvisorie e possono essere riesaminate qualora la Commissione proponga l'istituzione di misure definitive,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:   Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di minidischi da 3,5& Prime;, utilizzati per registrare e memorizzare informazioni digitali codificate, di cui al codice NC ex 8523 20 90 (codice Taric 8523 20 90 *10) e  originari di Hong Kong e della Repubblica di Corea.  2. L'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto franco frontiera comunitaria, non sdoganato, è la seguente:   "" ID="1">Hong-Kong> ID="2">Jackin Magnetic Co. Ltd> ID="3">7,2> ID="4">8775"> ID="2">Plantron HK Ltd> ID="3">6,7> ID="4">8776"> ID="2">Swire Magnetic Holdings Ltd> ID="3">22,2> ID="4">8777"> ID="2">Technosource Industrial Ltd> ID="3">20,1>  ID="4">8778"> ID="2">Altre società> ID="3">35,7> ID="4">8779"> ID="1">Repubblica di Corea> ID="2">SKC Limited> ID="3">8,2> ID="4">8780"> ID="2">Altre società> ID="3">8,2> ID="4">8781"> 3. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio.   Articolo 2  Salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare osservazioni scritte e chiedere di  essere sentite oralmente.   Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 9 marzo 1994.  Per la Commissione Karel VAN MIERT Membro della Commissione  (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1.  (2) GU n. C 239 del 18. 9. 1992, pag. 4.  (3) GU n. L 262 del 21. 10. 1993, pag. 4.  (4) GU n. L 95 del 21. 4. 1993, pag. 5.