CELEX: 52006PC0619(01)
Language: it
Date: 2006-10-25
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma e all’applicazione provvisoria dell’Accordo tra la Comunità europea e il Governo della Malaysia su alcuni aspetti relativi ai servizi aerei

Avviso legale importante

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52006DC0583

Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento Europeo -  Mobilitare fondi pubblici e privati per finanziare un accesso globale a servizi energetici compatibili con l’ambiente, economicamente accessibili e sicuri : il Fondo globale per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili {SEC(2006) 1224} {SEC(2006) 1225}  /* COM/2006/0583 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 06.10.2006COM(2006) 583 finaleCOMUNICAZIONE DELL A COMMISSIONE AL CONSIGLIO E AL PARLAMENTO EUROPEOMobilitare fondi pubblici e privati per finanziare un accesso globale a servizi energetici compatibili con l’ambiente, economicamente accessibili e sicuri: il Fondo globale per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili {SEC(2006) 1224}{SEC(2006) 1225}SVILUPPO SOSTENIBILE — LA SFIDA AMBIENTALE DEL SETTORE ENERGETICO A LIVELLO MONDIALEDall’inizio degli anni ‘90 in gran parte del mondo si sta assistendo ad una fase di crescita economica mai vista prima. Dal 1994 il consumo mondiale di petrolio è aumentato del 20% e, secondo le previsioni dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), dovrebbe aumentare ancora dell’1,6% l’anno[1]. Secondo l’AIE la domanda di energia su scala mondiale dovrebbe aumentare di oltre il 60% entro il 2030. Per soddisfare tale fabbisogno si stima che servano investimenti nel settore energetico pari a 16 000 mrd USD nell’arco di 25 anni. Se la situazione degli investimenti rimanesse invariata, si avrebbero non solo importanti problemi in termini di finanziamento ma verrebbe pregiudicata anche la sostenibilità futura, in particolare a livello di:-  emissioni di gas serra : in mancanza di cambiamenti, le emissioni di CO2 prodotte dal settore energetico aumenterebbero del 62% entro il 2030 rispetto al 2002, quando invece, nel corso del Consiglio europeo di primavera del 2005, i capi di Stato e di governo dell’UE hanno invocato una riduzione globale minima delle emissioni di gas serra del 15% rispetto ai valori del 1990, che dovrebbe raggiungere auspicabilmente il 50% entro il 2050. Sempre nel 2005 anche i leader del G8 hanno deciso di agire con decisione e hanno approvato il Piano d’azione sui cambiamenti climatici, l’energia pulita e lo sviluppo sostenibile di Gleneagles. La fase di transizione verso un’energia più pulita dovrà essere finanziata grazie ad un maggiore impegno e collaborazione con i regimi di investimenti pubblici e privati che coinvolgono la Banca mondiale e altre istituzioni finanziarie multilaterali;-  qualità dell’aria : a seguito del fenomeno di rapida urbanizzazione registratosi nelle economie emergenti, molte città sono colpite da livelli elevati di inquinamento, con ripercussioni negative sulla salute umana. Per citare un esempio, secondo la Banca mondiale in Cina potrebbero registrarsi 590 000 morti premature dovute all’inquinamento atmosferico in ambito urbano causato dai settori dei trasporti e dell’energia. Per ottenere un cambiamento di rotta è necessario intervenire sugli edifici e sulle centrali elettriche inefficienti sotto il profilo energetico e ricorrere maggiormente a tecnologie a emissioni quasi nulle;-  povertà e gestione sostenibile delle risorse naturali: secondo le stime disponibili, nel 2030 nei paesi in via di sviluppo circa 1,4 miliardi di persone non avranno ancora accesso ad un sistema energetico moderno e non diminuirà il numero delle persone che utilizzano le biomasse tradizionali in modo insostenibile per cucinare e riscaldarsi (2,4 miliardi). Secondo l’AIE per ottenere un’elettrificazione del 100% servono ancora investimenti per un totale di 655 mrd USD: si tratta di una cifra enorme per regioni che già ora faticano a reperire capitale;-  sicurezza energetica: più del 60% dell’incremento del consumo di energia dovrebbe riguardare il petrolio e il gas, con un ulteriore aumento della dipendenza dalle importazioni di tutte le principali regioni importatrici. La dipendenza dell’UE, ad esempio, dalle importazioni di petrolio e di gas nel 2030 dovrebbe passare, rispettivamente, al 93% e all’81% contro il 79% e il 49% del 2004. La Commissione ha pertanto di recente proposto che un livello minimo del mix energetico complessivo dell’UE provenga dall’utilizzo sicuro e sostenibile di fonti energetiche a basse emissioni di carbonio. La Cina, che per ora è ampiamente autosufficiente, nel 2030 si troverebbe ad importare il 27% del suo fabbisogno di gas. Le forniture di petrolio e di gas del Medio Oriente e della regione nord-africana dovrebbero raggiungere il 44%.È evidente che la necessità di garantire uno sviluppo sostenibile — cioè di vincere, contemporaneamente, la lotta contro i cambiamenti climatici, sradicare la povertà in termini energetici e garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico mondiale — richiede mutamenti profondi nel modo di fornire i servizi energetici e di utilizzare le fonti energetiche.Nel corso del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile (WSSD) del 2002 i capi di Stato e di governo hanno accettato di aumentare, con urgenza e in maniera sensibile, la percentuale delle fonti rinnovabili nell’ambito del mix energetico globale. Nel corso del Vertice l’UE ha istituito la Coalizione di Johannesburg per l’energia rinnovabile ( Johannesburg Renewable Energy Coalition — JREC)[2] e l’Iniziativa energetica dell’UE (EUEI) per far sì che gli impegni contenuti nel Piano di attuazione di Johannesburg non rimangano solo parole vuote.Gli investimenti nelle energie rinnovabili e, analogamente, quelli a favore dell’efficienza energetica sono dei tipici esempi di “beni pubblici” (o collettivi) che determinano importanti benefici a livello locale e mondiale, come emissioni nulle o molte basse di gas serra e altri inquinanti. Questo tipo di investimenti contribuisce a promuovere la sicurezza energetica perché sfrutta l’energia disponibile in ambito locale come l’energia eolica, solare, geotermica o le biomasse. Se le tecnologie a maggiore efficienza energetica e ad energie rinnovabili fossero più diffuse diminuirebbero le ripercussioni sull’ambiente e sulla salute dovute al consumo di combustibili fossili e verrebbero al contempo allentate le tensioni sui mercati energetici. Questi investimenti incentivano anche l’occupazione locale e la produzione di reddito, ad esempio attraverso la fornitura di energia per usi produttivi, soprattutto nelle aree più isolate dove l’ampliamento della rete risulta antieconomico.Tenuto conto di tutti i benefici “collettivi” descritti, i progetti sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica si rivelano spesso interessanti sotto il profilo economico, soprattutto nei paesi in via di sviluppo dove la produzione di elettricità è, in genere, meno efficiente e più inquinante rispetto ai paesi industrializzati, che dispongono di legislazioni ambientali avanzate. Secondo i vari scenari energetici alternativi proposti dall’AIE, affidandosi ad una maggiore efficienza energetica e alle energie rinnovabili sarebbe possibile ridurre l’aumento della domanda energetica globale, che potrebbe passare dal 60% e oltre attuale al 50%, e l’aumento delle emissioni mondiali (dal 62% al 46%). Una minor domanda potrebbe, in futuro, portare ad una riduzione del 15% del prezzo del petrolio. Tutto ciò non riuscirebbe ancora a risolvere le problematiche presentate in precedenza, ma rappresenterebbe un importante passo nella direzione giusta. La Commissione ha stimato che, sul lungo termine, i progressi a livello di efficienza energetica e di energie rinnovabili potrebbero ridurre, in maniera economicamente efficace, le emissioni di 2/3 (cfr. SEC(2005)180).Sull’onda dell’ampia varietà di benefici collettivi connessi alle fonti energetiche rinnovabili e all’efficienza energetica, le politiche stanno migliorando e questi due elementi costituiscono ormai parte integrante dei principali programmi in materia di investimenti per l’energia e lo sviluppo. Oggi sono in grado di garantire, in maniera sostenibile, forniture accessibili economicamente di energia elettrica e non elettrica per le imprese e i trasporti locali, soprattutto dove il collegamento alla rete risulta antieconomico. I sistemi non collegati alla rete e le mini-reti possono assicurare una fornitura adeguata ed economica di energia nelle zone più isolate. È inoltre possibile offrire una gamma completa di soluzioni tecnologiche per le utenze professionali e domestiche, aspetto particolarmente importante per i paesi in via di sviluppo.Nonostante tutti questi vantaggi, tuttavia, se dovessero mantenersi le tendenze attuali, secondo l’AIE nel 2030 la percentuale rappresentata dalle energie rinnovabili rischia di rimanere sostanzialmente invariata. Gli oltre 16 000 mrd USD che dovranno essere investiti da qui al 2030 rappresentano pertanto un’occasione unica per creare un settore energetico sostenibile a livello mondiale e non deve essere sprecata. È evidente che la parte più consistente dei futuri investimenti nel settore energetico mondiale dovrà provenire dal settore privato. Le politiche pubbliche dovranno creare gli incentivi più adatti e l’ambiente più propizio per garantire che gli investimenti privati finanzino l’accesso a servizi energetici validi sotto il profilo ambientale, economici e sicuri.La presente comunicazione esamina gli ostacoli che attualmente frenano la partecipazione del settore privato, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, alla diffusione delle energie rinnovabili e delle tecnologie efficienti sotto il profilo energetico. La Commissione propone un partenariato pubblico-privato , concreto e innovativo, denominato Fondo globale per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili ( GEEREF — Global Energy Efficiency and Renewable Energy Fund) con l’obiettivo di mobilitare investimenti privati a favore dei paesi in via di sviluppo e delle economie in transizione.Ostacoli che impediscono un ’ADEGUATA MOBILITAZIONE DI FINANZIAMENTI PRIVATI PER GLI INVESTIMENTI A FAVORE DELL’EFFICIENZA ENERGETICA E DELLE ENERGIE RINNOVABILISecondo le stime dell’AIE desunte da uno scenario di riferimento, entro il 2010 saranno necessari 241 mrd USD per investimenti globali nella produzione di energie rinnovabili[3]. Il capitale di rischio necessario nei paesi in via di sviluppo e nei paesi ad economia di transizione ammonterebbe, da solo, a oltre 10 mrd USD (9 mrd EUR). Circa il 70% e il 40% degli investimenti per la produzione di energia elettrica nell’America del Sud e in Asia, rispettivamente, dovrebbe riguardare il settore delle fonti rinnovabili[4]. Con il miglioramento del quadro politico, aumenta anche l’interesse degli investitori privati.È possibile osservare alcuni sviluppi positivi per quanto riguarda i finanziamenti a favore delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. La BEI e altri investitori internazionali hanno riconosciuto che i progetti riguardanti le energie rinnovabili sono sempre più redditizi e di recente hanno fissato obiettivi ambiziosi per i rispettivi portafogli nei settori delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. La BEI, ad esempio, si è prefissata di investire il 50% del proprio portafoglio annuo di prestiti per l’energia nell’UE in progetti sulle energie rinnovabili. Nell’aprile del 2005 il Gruppo di lavoro dell’OCSE sui crediti alle esportazioni e le garanzie di credito ha esteso il termine minimo consentito di rimborso a 15 anni (invece dei 10 o 12 usuali) per gli investimenti nel campo delle energie rinnovabili. Inoltre, con l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto e la definizione di un prezzo per il carbonio, i benefici ambientali dei progetti tecnologici a basse o nulle emissioni di carbonio sono ormai remunerati. Nei paesi in via di sviluppo tali progetti possono ora ricevere dei crediti di riduzione delle emissioni nel contesto del meccanismo di sviluppo pulito (CDM) del protocollo. Nei prossimi anni la cosiddetta “finanza del carbonio” fornirà altri finanziamenti per tali progetti.Purtroppo però, nonostante le prospettive incoraggianti e nuove e gli evidenti progressi tecnologici, i progetti e le imprese che si occupano di energie rinnovabili continuano a trovare notevoli difficoltà nel reperire finanziamenti sufficienti per poter investire nel settore. Si tratta di un problema complesso, che tuttavia riguarda principalmente il capitale di rischio, che rappresenta una garanzia importante per chi presta il capitale. Di seguito vengono riassunte alcune delle ragioni principali di questo stallo a livello di finanziamenti:-  i costi di capitale iniziali delle tecnologie che sfruttano energie rinnovabili sono da 3 a 7 volte più elevati rispetto alla produzione di energia con combustibili fossili tradizionali. Anche se questi costi sono compensati da costi di esercizio molto inferiori e meno volatili rispetto a quelli delle tecnologie a base di combustibili fossili, gli investitori privati considerano ancora che i tempi più lunghi di rimborso siano troppo rischiosi e dunque non interessanti;-  al di fuori dell’area OCSE gli investitori istituzionali nel capitale di rischio (il cosiddetto private equity ) sono alla ricerca di maggiori rassicurazioni e anche un rendimento ragionevole compreso tra il 6% e il 14% è inadeguato rispetto agli svariati rischi che caratterizzano gli investimenti in molti paesi in via di sviluppo;-  le tecnologie fondate sulle fonti rinnovabili sono molto adatte ai progetti di investimento di entità medio-piccola. Per progetti di questa dimensione, tuttavia, i costi delle transazioni sono molto più elevati rispetto alle grandi centrali elettriche a combustibili fossili e per questo sono stati meno interessanti per il capitale di rischio tradizionale. Le istituzioni finanziarie internazionali o il settore privato che dispongono di capitale di rischio in genere prediligono investimenti di larga scala con tempistiche che non si rivelano adeguate per piccole imprese o progetti modesti con meno di 5-10 mio EUR di capitale complessivo.Nella corsa al reperimento dei già scarsi capitali di rischio istituzionali ( private equity) , tutti questi elementi determinano un netto svantaggio per le energie rinnovabili, con la conseguenza che al settore in generale manca questo tipo di capitale. Di recente la Banca mondiale è pervenuta a conclusioni analoghe, affermando che “anche con un contesto regolamentare migliore e con l’impiego di strumenti di indirizzo politico volti ad attenuare i rischi, la problematica del finanziamento dei costi incrementali e della riduzione del rischio tecnologico rimarrà comunque notevole”[5]. Tuttavia, le elevate potenzialità offerte dai progetti sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica in termini di creazione di svariati beni pubblici in campo ambientale e socioeconomico, sia in ambito locale che mondiale, meritano un sostegno pubblico, che contribuisca a superare questa stasi dei finanziamenti e offra incentivi pubblici agli investitori privati internazionali e nazionali. I governi dovranno collaborare strettamente con il settore privato per superare gli ostacoli finanziari che ancora rimangono.UN PARTENARIATO INNOVATIVO TRA PUBBLICO E PRIVATO: IL FONDO GLOBALE PER L’EFFICIENZA ENERGETICA E LE ENERGIE RINNOVABILI (GEEREF)Per le ragioni illustrate in precedenza, pertanto, la presente comunicazione propone di istituire un partenariato pubblico-privato, concreto e innovativo, denominato Fondo globale per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili ( GEEREF - Global Energy Efficiency and Renewable Energy Fund) con l’obiettivo di mobilitare investimenti privati, in particolare a favore dei paesi in via di sviluppo e delle economie emergenti, nel contesto di programmi internazionali finalizzati a promuovere lo sviluppo sostenibile. Il partenariato proposto integrerà le iniziative in corso per migliorare il quadro delle politiche, accelerando così lo sviluppo sostenibile grazie ad una più rapida diffusione delle tecnologie che promuovono l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili.La proposta si rifà all’Iniziativa “ Patient Capital” che la Commissione europea ha avviato nel 2004 nel contesto della coalizione JREC. L’ambito di tale iniziativa è stato delineato orientativamente nei dibattiti avvenuti nel corso del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg e della conferenza internazionale JREC ad alto livello tenutasi a Bruxelles nel 2003. La proposta si fonda su uno studio di fattibilità del 2004 che ha esaminato varie alternative per definire un nuovo partenariato pubblico-privato per i finanziamenti, con portata più mirata. Allo studio hanno contribuito, con osservazioni e suggerimenti, vari soggetti interessati, tra cui il Gruppo BEI, la Società finanziaria internazionale (IFC) della Banca mondiale, la BERS, la KfW, l’UNEP, l’UNDP, l’Iniziativa energetica dell’UE e varie altre partnership.La proposta si ispira, inoltre, anche al Libro verde pubblicato di recente dal titolo “Una strategia europea per un’energia sostenibile, competitiva e sicura”[6], nel quale la Commissione definisce un approccio integrato per affrontare le problematiche dello sviluppo sostenibile nel settore energetico, con particolare riferimento ai cambiamenti climatici, anche attraverso più intense attività di dimostrazione e diffusione delle tecnologie nel campo dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili. In seguito, nel marzo 2006, il Consiglio europeo ha invitato a garantire un sostegno adeguato a tali soluzioni energetiche sostenibili attraverso gli strumenti comunitari. Nel contesto dei colloqui con i paesi terzi l’UE deve inoltre assumere un atteggiamento più proattivo per garantire lo sviluppo sostenibile, promuovendo le fonti di energia rinnovabili, le tecnologie a basse emissioni e l’efficienza energetica al fine di contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici a livello mondiale e incentivando l’attuazione dei meccanismi istituiti dal protocollo di Kyoto. La presente proposta si fonda inoltre sui “Principi per integrare gli interventi in materia di energia nella cooperazione allo sviluppo” adottati di recente dal Consiglio (Sviluppo)[7], sulla nuova strategia dell’UE in materia di sviluppo sostenibile[8] e sul documento congiunto della Commissione e dell’Alto rappresentante per la PESC relativo ad una politica esterna a favore degli interessi energetici dell’Europa[9]: in tutte queste sedi è stata ribadita l’importanza di incentivare soluzioni energetiche pulite per affrontare le problematiche poste dai cambiamenti climatici che affliggono il pianeta, dalla povertà e dallo sviluppo sostenibile.Visti i limitati finanziamenti pubblici, diventa prioritario istituire uno strumento innovativo che ottimizzi al massimo l’effetto propulsore garantito dai fondi pubblici. Nell’ultima comunicazione che definisce il campo di applicazione e le priorità del futuro programma tematico per l’ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali, compresa l’energia, la Commissione ha esplicitamente dichiarato che “occorrono urgentemente meccanismi innovatori e flessibili di finanziamento”[10]. Questo stesso messaggio fondamentale appare anche nell’accordo interistituzionale del giugno 2006 che recita “Le istituzioni convengono che l’introduzione di meccanismi di cofinanziamento è necessaria per rafforzare l’effetto propulsivo del bilancio dell’Unione europea incentivando maggiormente i finanziamenti. Esse convengono di incoraggiare lo sviluppo di strumenti finanziari pluriennali adeguati che agiscano da catalizzatori degli investimenti pubblici e privati”[11].Incentivare l’accesso del settore privato al capitale di rischio mettendo a disposizione capitale “paziente” pubblico sembra essere la strada più promettente, in quanto offre varie alternative di condivisione del rischio. Il settore pubblico potrebbe infatti:-  accettare rendimenti più bassi caso per caso, ad esempio in funzione dei rischi effettivi coperti, e in questo modo far aumentare i rendimenti del settore privato, avvicinandoli alle soglie commerciali;-  accettare periodi di investimento o rimborso più lunghi (principio del first in — last out ) per compensare gli elevati investimenti iniziali con bassi costi di esercizio e di manutenzione;-  assumersi costi di transazione più elevati per poter coinvolgere le piccole e medie imprese e soddisfare il fabbisogno di una vasta gamma di servizi di supporto alle imprese e di capitale per le fasi di avviamento e di crescita.Come dar E REALIZZAZIONE PRATICA A QUESTO INNOVATIVO PARTENARIATO PUBBLICO-PRIVATOL’obiettivo è riunire finanziamenti pubblici e privati che contribuiscano a superare la fase di stallo che caratterizza i finanziamenti a favore di progetti e imprese che garantiscono energie rinnovabili ed efficienza energetica a costi accessibili, incentrandosi in particolare sulla carenza di capitale di rischio. Tra gli interventi possibili potrebbe figurare l’incremento di scala di regimi pilota che hanno già ottenuto dei risultati. Varie istituzioni finanziarie internazionali come la BEI, la BERS e la Banca mondiale, oltre che investitori privati e altri intermediari finanziari hanno già cominciato a unirsi agli sforzi della Commissione per costituire il GEEREF. La BEI e la BERS hanno già individuato alcune possibilità di coinvestimento iniziale: la prima soprattutto per i paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico e per la regione del Mediterraneo e la seconda con un fondo regionale che interessi i mercati dell’Europa orientale non appartenenti all’UE.Forma che dovrebbe assumere il fondoIl GEEREF sarà un partenariato pubblico-privato sotto forma di organismo di diritto privato con una missione di settore pubblico[12]. L’iniziativa sarà intrapresa in stretta relazione con istituzioni finanziarie internazionali come la BEI e la BERS. Il fondo offrirà nuove soluzioni di condivisione del rischio e cofinanziamento per investitori diversi, commerciali e non, e avrà un mandato di investimento su scala mondiale. Il fondo potrà finanziare l’ingaggio di manager professionisti nel settore dei finanziamenti che opereranno secondo un mandato specifico definito dai donatori e dagli investitori. Saranno definite anche le modalità per un monitoraggio, una rendicontazione e un controllo di elevata qualità.Il GEEREF non finanzierà direttamente i gruppi destinatari, ma s’impegnerà attivamente nella creazione e nel finanziamento di sotto-fondi regionali o nell’incremento di scala di iniziative analoghe già esistenti. In questo modo andrà incontro alle specificità dei vari mercati regionali coinvolgendo istituzioni finanziarie internazionali, competenze locali e conoscenze scientifiche; avrà inoltre un effetto propulsore per incentivare ulteriori finanziamenti privati. La partecipazione ai sotto-fondi sarà possibile solo se la strategia di investimento di tali fondi sarà compatibile con quella del GEEREF, se questi presenteranno una solida capacità di gestione e attuazione e se ci sarà una percentuale minima di cofinanziamenti commerciali.BeneficiariIl GEEREF finanzierà PMI e chi svilupperà progetti nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Saranno privilegiati i progetti di entità inferiore a 10 mio EUR, cioè quelli che vengono in massima parte ignorati dagli investitori commerciali e dalle istituzioni finanziarie internazionali. Oltre ai progetti basati su pubblici servizi, gli investimenti andranno anche a beneficio di imprese manifatturiere e di assemblaggio, consumatori, PMI e intermediari di microfinanza.Regioni interessateIl GEEREF sosterrà i sotto-fondi regionali dei paesi dell’Africa subsahariana, dei Caraibi e del Pacifico (paesi ACP), dei paesi che rientrano nella politica di vicinato (compresa l’Africa settentrionale e l’Europa orientale che non aderisce all’UE, inclusa la Russia), dell’America latina e dell’Asia (compresi l’Asia centrale e il Medio Oriente)[13]. La base giuridica sarà rappresentata dal nuovo strumento di cooperazione allo sviluppo e cooperazione economica e il GEEREF sarà integrato nel programma tematico per l’ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali, compresa l’energia, definito nello strumento in questione[14]. I finanziamenti risponderanno a regole di mercato e saranno privilegiati gli investimenti nei paesi o nelle regioni che dispongono di politiche in materia di energia rinnovabile ed efficienza energetica in grado di coinvolgere il settore privato. Verrà data particolare importanza alle esigenze dei paesi ACP.Tipo di sostegno offertoGran parte del fondo sarà impiegata per fornire capitale di rischio a diverse tipologie di progetti di investimento nel campo dell’energia rinnovabile e dell’efficienza energetica. Verrà fornito capitale “paziente” a condizioni ragionevoli, dove il grado di “pazienza” rifletterà l’entità dei benefici locali e globali offerti dai sotto-fondi e dai progetti che ne sono alla base. La partecipazione del GEEREF ai progetti varierà tra il 25 e il 50% per le operazioni a rischio medio-alto e scenderà al 15% per le operazioni a basso rischio. Il fondo destinerà inoltre finanziamenti dedicati per l’assistenza tecnica, che ammonteranno al 10-20% dell’entità totale del fondo, in funzione delle necessità effettive di creare capacità, esigenza che dovrebbe essere maggiore nelle economie meno sviluppate. Grazie a questa particolarità sarà possibile ricorrere a competenze tecniche presenti in loco e internazionali per migliorare le proposte di progetto e i piani d’impresa, sviluppando parallelamente la strada degli investimenti. La fornitura del capitale di rischio e dell’assistenza tecnica faranno sì che il GEEREF diventi una sorta di “sportello unico” che consentirà di ridurre i costi delle transazioni e di migliorare le prestazioni generali del fondo stesso.Tipi di tecnologie finanziatiGli investimenti potranno rivolgersi ad una gamma molto vasta di tipologie di progetti e di tecnologie nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Visto che il fondo è destinato principalmente ai paesi in via di sviluppo e alle economie in transizione, l’attenzione sarà focalizzata sulla diffusione di tecnologie compatibili con l’ambiente con credenziali tecniche comprovate, ma tenendo conto anche delle conoscenze scientifiche che derivano da programmi quali i programmi quadro comunitari. L’esperienza maturata e le previsioni dimostrano che buona parte delle prospettive d’investimento riguarda progetti idroelettrici e a biomasse di entità ridotta, ma anche i progetti eolici su terraferma offrono significative potenzialità; il fotovoltaico potrebbe invece essere ancora costoso per i paesi a più basso reddito. Le energie rinnovabili domineranno, verosimilmente, il portafoglio degli investimenti, mentre i progetti sull’efficienza energetica saranno interessati soprattutto quando si tratterà di superare ostacoli di finanziamento analoghi. Saranno ammessi ai finanziamenti anche i sistemi di co-combustione (ad esempio carbone e bagassa, cioè i residui di canna da zucchero), le imprese di servizi energetici e altre soluzioni energetiche pulite ed efficienti, di piccola e media entità.Entità prevista del fondoL’obiettivo minimo di finanziamento fissato per il GEEREF è di 100 mio EUR: si tratta di un obiettivo necessario per esercitare un impatto significativo a livello mondiale e sufficiente per istituire un partenariato pubblico-privato che si riveli autosufficiente nel tempo.Partendo dal presupposto che si riesca inizialmente a reperire 100 mio EUR, dovrebbe essere possibile riunire capitale aggiuntivo per almeno 300 mio EUR e fino a 1 mrd EUR attraverso la struttura dei sotto-fondi e a livello di progetti e di PMI. Se si considerano le prospettive di riciclare e reinvestire i fondi pubblici iniziali, questa cifra potrebbe aumentare negli anni. Il fondo potrebbe così riuscire ad esercitare un effetto moltiplicatore pari a 10, cioè molto più elevato dei sistemi tradizionali basati sulle sovvenzioni, che richiedono un cofinanziamento del 50-70%[15]. Si prevede inoltre di poter ottenere fino a 50 mio EUR di cofinanziamento dal fondo per gli investimenti previsto dal 9° Fondo europeo di sviluppo gestito dalla BEI, da destinare ad attività nei paesi ACP. Questo nuovo strumento potrebbe fornire un esempio positivo da imitare, anche da parte di investitori pubblici e privati diversi.Benefici attesiUna volta investito interamente e ottenuti tutti gli effetti moltiplicatori, il GEEREF potrebbe fornire circa 1 Gigawatt di capacità energetica compatibile con l’ambiente ai mercati dei paesi in via di sviluppo; tale capacità potrebbe offrire a 1-3 milioni di persone servizi energetici sostenibili, andando a sostituire 1-2 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti l’anno. Il GEEREF consentirà inoltre di ampliare la gamma di strumenti utilizzati per sostenere con efficacia lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie compatibili con l’ambiente tra i paesi sviluppati e quelli in via di sviluppo. Rafforzerà inoltre la capacità della Comunità di mettere in atto le strategie e i programmi tematici citati in precedenza e di creare sinergie con le piattaforme tecnologiche europee, le iniziative tecnologiche congiunte e le partnership per i cambiamenti climatici e l’energia, ad esempio con paesi come la Russia, la Cina e l’India. La promozione di soluzioni energetiche pulite produrrà significativi benefici in termini di migliore qualità dell’aria (nell’ambiente e all’interno degli edifici) e incentiverà la costituzione di imprese locali, favorendo l’occupazione e lo sviluppo di reddito.Conclusioni e fasi successiveIl Fondo globale per l’efficienza energetica e le energie rinnovabili illustrato nella presente comunicazione è un partenariato pubblico-privato inedito che si aggiunge agli strumenti di finanziamento comunitari già disponibili. Il fondo è destinato espressamente a incentivare la capacità della Comunità di sostenere l’attuazione dei programmi di sviluppo sostenibile e di lotta alla povertà dei paesi partner e ad accelerare il trasferimento, lo sviluppo e la diffusione di tecnologie compatibili con l’ambiente. Faciliterà inoltre una cooperazione efficace tra i donatori e gli investitori commerciali, comprese le istituzioni finanziarie internazionali, e infine accelererà l’adozione, nel mercato globale, di tecnologie energetiche sostenibili, sicure ed economicamente accettabili e dei servizi connessi. Rappresenta infine una risposta forte all’urgente necessità di quelle soluzioni di finanziamento innovative nel settore pubblico-privato che le istituzioni europee hanno invocato.La Commissione europea accoglie con favore la manifestazione d’interesse iniziale della BEI e della BERS, che sono disposte a cofinanziare questa iniziativa. Invita pertanto il Consiglio e il Parlamento europeo a dare il proprio sostegno politico a questa nuova iniziativa cosicché i soggetti pubblici e privati interessati possano confermare l’interesse manifestato.Considerati i rischi, la Commissione europea si rende conto che all’inizio è essenziale un contributo importante del bilancio comunitario per far partire l’iniziativa e attrarre notevoli cofinanziamenti privati. La Commissione propone di stanziare un massimo di 80 mio EUR al GEEREF per il periodo 2007-2010 nell’ambito del programma tematico per l’ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali, compresa l’energia. Nel 2007 si dovrebbe proporre un primo contributo di 15 mio EUR. Il GEEREF sarà strutturato in modo che tutti questi contributi siano inseriti nel rapporto annuale in materia di cooperazione del comitato per l'aiuto allo sviluppo (DAC). Le risorse umane necessarie per questa iniziativa saranno attinte dalle risorse esistenti, eventualmente ricorrendo ad una ridistribuzione interna degli effettivi.La Commissione invita anche gli Stati membri, i membri del SEE e altre istituzioni finanziarie o imprenditoriali a partecipare a questa inedita iniziativa di scala mondiale.Trattandosi di un nuovo approccio, i servizi della Commissione europea continueranno ad approfondirne le modalità di attuazione in collaborazione con il gruppo di gestione del fondo, con la BEI e la BERS e con chiunque manifesti formalmente un interesse a cofinanziare questa iniziativa. La Commissione informerà approfonditamente gli Stati membri e il Parlamento europeo sui progressi dell’iniziativa.[1] AIE, 2004, World Energy Outlook .[2] Dal 2002 i governi che aderiscono alla JREC sono passati da 66 a 90; essi si impegnano ad incrementare sensibilmente la percentuale di energie rinnovabili attraverso la cooperazione fondata su obiettivi e tempistiche che fungano da riferimento per gli investimenti. La Commissione europea co-presiede la coalizione con il Marocco e ne ospita il Segretariato.[3] AIE, 2003, World Energy Investment Outlook .[4] Impax Capital Corp. Ltd, 2004, The Patient Capital Initiative Feasibility Study .[5] Banca mondiale, 2006, Clean Energy and Development: Towards an Investment Framework .[6] COM(2006) 105 dell’8 marzo 2006.[7] Documento 8358/06 del Consiglio dell’11 aprile 2006.[8] Documento 10117/06 del Consiglio del 9 giugno 2006.[9] Il documento è stato presentato al Consiglio europeo del 15-16 giugno 2006.[10] COM(2006) 20 del 25.1.2006 e COM(2005) 324 del 3.8.2005.[11] GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1-17, punto 49.[12] Compatibile con le disposizioni applicabili dell’articolo 54, paragrafo 2, del regolamento finanziario.[13] Per i paesi che rientrano nello strumento di preadesione occorre garantire finanziamenti supplementari nel contesto di altri strumenti.[14] Documento 134/06 DEVGEN del Consiglio del 20.7.2006.[15] Calcoli più dettagliati sono contenuti al punto 6 della valutazione d’impatto che correda la presente comunicazione (SEC(2006) 1224).