CELEX: 51995PC0119
Language: it
Date: 1995-04-04
Title: Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante adozione di un programme d' azione della dogana comunitaria ("Dogana 2000")

Avis juridique important

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51995PC0119

Proposta di DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante adozione di un programme d' azione della dogana comunitaria ("Dogana 2000")  /* COM/95/119DEF - COD 95/0087 */  

Gazzetta ufficiale n. C 346 del 23/12/1995 pag. 0004

Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio recante  adozione di un programma d'azione della dogana comunitaria («Dogana 2000») (95/C 346/04) COM(95)  119 def. - 95/0087(COD)(Presentata dalla Commissione il 6 aprile 1995) IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 100 A e 113, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Comitato economico e sociale, visto il parere del Comitato delle regioni, considerando che il completamento del mercato interno, effettivo dal 1° gennaio 1993, l'entrata in  vigore del trattato sull'Unione europea, l'allargamento dell'Unione a nuovi Stati e lo sviluppo  rapido degli scambi commerciali dell'Unione con il resto del mondo, in particolare a seguito degli  accordi firmati nel quadro del GATT nell'aprile 1994 ed approvati dal Consiglio il 19 dicembre  1994, richiede che siano chiaramente identificati e attuati degli orientamenti strategici che  permettano di definire meglio il ruolo che la dogana è destinata a svolgere nell'Unione europea; considerando che l'esistenza di una frontiera esterna unica, permettendo alle merci di circolare  liberamente, senza formalità di natura doganale, nell'insieme del territorio dell'Unione, rende  necessaria l'attuazione di procedure e di controlli di un'efficacia equivalente in ogni punto di  tale frontiera esterna in occasione dell'entrata o dell'uscita da tale territorio al fine di  garantire l'applicazione delle politiche comunitarie e di proteggere gli interessi legittimi dei  cittadini e degli operatori economici, nonché gli interessi finanziari della Comunità, rispettando  le esigenze di rapidità e di fluidità del commercio estero; considerando che l'attuazione di queste procedure e di questi controlli alla frontiera esterna  dell'Unione europea è compito delle amministrazioni doganali degli Stati membri; che l'efficacia  dell'azione di tali amministrazioni doganali è una condizione essenziale per garantire una buona  gestione del mercato interno; che, tuttavia, in taluni casi potrebbe rendersi necessario un'accordo  a livello comunitario su dei criteri che determinino il livello dei controlli da effettuare; considerando che un simile risultato dell'azione doganale nell'applicazione del diritto comunitario  può essere ottenuto soltanto da una cooperazione e una collaborazione rafforzata tra le  amministrazioni doganali degli Stati membri oltre che tra queste e la Commissione; che lo sviluppo  di questa cooperazione non può che rinforzare l'efficacia degli strumenti di gestione delle  frontiere del mercato unico quali il regolamento (CEE) n. 339/93 del Consiglio, dell'8 febbraio  1993, relativo ai controlli di conformità dei prodotti importati da paesi terzi alle regole  applicabili in materia di sicurezza dei prodotti (1); considerando che nella sua comunicazione del 16 febbraio 1994 al Parlamento europeo e al Consiglio  sullo sviluppo della cooperazione amministrativa per l'attuazione dell'applicazione della  legislazione comunitaria nel quadro del mercato interno (2), la Commissione ha identificato la  dogana tra i settori di competenza della Comunità; che nella sua risoluzione del 16 giugno 1994 (3)  sullo stesso argomento, il Consiglio ha invitato la Commissione e gli Stati membri a proseguire  attivamente i lavori in questo settore; considerando che è opportuno sottolineare la necessità dell'azione doganale per quanto riguarda la  lotta contro lo sviluppo dei traffici illeciti, nonché contro la frode, e che la Comunità deve  avere la possibilità, nell'ambito delle proprie competenze, di sostenere l'azione dei propri Stati  membri; che, senza pregiudizio delle obbligazioni derivanti dal regolamento (CEE) n. 1468/81 del  Consiglio, del 19 maggio 1981, relativo all'assistenza reciproca tra le autorità amministrative  degli Stati membri ed alla collaborazione tra queste e la Commissione al fine di assicurare  l'applicazione corretta della normativa agricola o doganale (4), o di qualsiasi altro regolamento  che lo sostituisca, è opportuno sfruttare tutte le possibilità offerte dalla regolamentazione  comunitaria in materia di cooperazione amministrativa; considerando che l'azione individuale di ogni amministrazione non può permettere di raggiungere un  tale risultato e che un quadro comunitario è necessario per stabilire piani e priorità per  raggiungere un'azione coordinata della Comunità e degli Stati membri per garantire l'adattamento  delle amministrazioni doganali ai compiti che sono loro nel quadro di un mercato senza frontiere  interne; considerando che l'attuazione di un programma d'azione comunitaria costituisce una delle azioni più  adeguate per realizzare questi obiettivi; considerando che gli obiettivi di questo programma d'azione devono iscriversi in un quadro comune  alla Comunità e agli Stati membri per guidare la loro azione; considerando che una prima iniziativa è stata attuata con il programma d'azione comunitaria nel  settore della formazione professionale dei funzionari delle amministrazioni doganali (Matthaeus)  (5); considerando che occorre tenere conto, nei settori della formazione e della cooperazione tecnica,  della dimensione esterna dell'azione della Comunità e degli Stati membri; considerando che il finanziamento del programma d'azione sarà condiviso tra la Comunità e gli Stati  membri e che il contributo comunitario apparirà nel bilancio della Commissione; che la presente  decisione stabilisce, per l'insieme della durata del programma, una copertura finanziaria che  costituisce la referenza privilegiata, ai sensi del punto 1 della dichiarazione del Parlamento  europeo, del Consiglio e della Commissione del 6 marzo 1995, per l'autorità di bilancio nell'ambito  della procedura di bilancio annuale; considerando che occorre prevedere un programma di una durata di cinque anni; considerando che questo programma d'azione si fonda sull'esperienza acquisita nel corso dell'azione  pilota iniziata dalla Commissione nel 1994, HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 Istituzione del programma 1. La presente decisione istituisce un programma d'azione per la dogana comunitaria che appoggia e  completa le azioni iniziate dagli e negli Stati membri, nel rispetto delle responsabilità che  spettano loro per quanto riguarda l'attuazione del diritto comunitario. 2. Il programma d'azione è denominato «Dogana 2000» e attuato per il periodo che va dal 1° gennaio  1996 al 31 dicembre 2000. 3. L'azione della Comunità si fonda su un quadro comune di obiettivi per l'attuazione del presente  programma. 4. La procedura di controllo e di valutazione di cui all'articolo 15 mira ad analizzare i risultati  ottenuti e a trarne degli insegnamenti per la prosecuzione dell'azione della Comunità. Articolo 2 Quadro comune di obiettivi Il quadro comune di obiettivi previsto all'articolo 1, paragrafo 3, in seno al quale la Comunità e  gli Stati membri stabiliscono piani e priorità per definire e attuare un'azione coordinata per  garantire l'adeguamento dell'azione doganale alle necessità del mercato interno dell'Unione  europea, comprende gli obiettivi seguenti: 1) Garantire un'applicazione uniforme del diritto comunitario per raggiungere risultati equivalenti  in ogni punto della frontiera dell'Unione europea, evitando così distorsioni della concorrenza  pregiudizievoli al buon funzionamento del mercato interno che potrebbero verificarsi a causa di  un'applicazione eterogenea delle procedure doganali nelle varie parti dell'Unione, nonché per  proteggere gli interessi finanziari della Comunità. 2) Fornire un livello equivalente di protezione ai cittadini e agli operatori economici  dell'Unione, indipendentemente dal punto di attraversamento della frontiera esterna delle merci,  pur garantendo la fluidità necessaria alle operazioni di commercio internazionale. 3) Rafforzare la presa in considerazione della dimensione comunitaria nell'organizzazione dei  servizi e la messa in opera delle infrastrutture e delle attrezzature, e promuovere l'utilizzo in  comune di mezzi materiali di funzionamento che contribuiscano all'attuazione della regolamentazione  comunitaria. 4) Incoraggiare e sostenere le iniziative che gli Stati membri propongano di attuare, da soli o  congiuntamente, per migliorare l'efficacia globale delle amministrazioni doganali nella  realizzazione dei loro compiti. 5) Valorizzare la formazione data ai funzionari delle amministrazioni doganali sostenendo  l'insegnamento di materie che permettano loro di adattarsi all'evoluzione dei compiti e delle  tecnologie in sintonia con la dimensione comunitaria della loro missione. 6) Contribuire, con azioni adeguate di formazione, di assistenza e di cooperazione tecniche, alla  messa in opera o allo sviluppo di servizi doganali di qualità nei paesi terzi che ne fanno domanda  e, così, anche allo sviluppo del commercio estero dell'Unione. 7) Favorire la trasparenza e l'efficacia dell'azione doganale per il bene del commercio legittimo  attraverso un rafforzamento delle relazioni tra le amministrazioni doganali dell'Unione, gli  ambienti economici, giuridici e scientifici e gli operatori del commercio internazionale. Articolo 3 Azioni comuni specifiche 1. Al fine, in particolare, dell'attuazione della strategia definita agli articoli 5 (punti 1, 3,  4, 5 e 6), 6 e 9, la Commissione organizza azioni di controllo in settori particolari della  legislazione doganale comunitaria. Essa determina i settori ogni anno, in compartecipazione con gli Stati membri. Queste azioni sono condotte da gruppi comuni composti da esperti doganali degli Stati membri e  della Commissione. I gruppi così costituiti effettuano, sulla base di un approccio tematico, visite di punti  particolari della frontiera esterna. Al termine di queste visite, elaborano una relazione che  analizza i metodi di lavoro oltre che le eventuali difficoltà di attuazione della regolamentazione  osservate nelle varie località studiate e che comporta eventualmente proposte di adattamento, tanto  della regolamentazione comunitaria che dei metodi di lavoro usati, tale da migliorare l'efficacia  dell'azione doganale nel suo insieme. 2. Come complemento di queste azioni di controllo, la Commissione, in compartecipazione con gli  Stati membri, ricorre anche, in particolare: a) a studi complementari per mettere in luce i punti di vista dei vari attori del commercio  internazionale; b) all'organizzazione di gruppi di lavoro e di seminari incaricati di studiare i mezzi per  migliorare in modo coordinato l'azione delle amministrazioni doganali. Articolo 4 Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie per garantire, sul piano  nazionale, il coordinamento e l'organizzazione dell'attuazione delle azioni del presente programma,  in particolare prevedendo le strutture e i meccanismi adeguati. Articolo 5 Controllo della frontiera esterna Conformemente agli obiettivi definiti all'articolo 2, paragrafi da 1 a 4, gli Stati membri e la  Commissione: 1) profondono ogni sforzo affinché i controlli alla frontiera esterna garantiscano la fluidità del  traffico, proteggano gli interessi finanziari della Comunità, assicurino un'applicazione effettiva,  efficace e omogenea delle regolamentazioni comunitarie e delle politiche comuni, forniscano un  livello equivalente di protezione, e permettano di verificare che vengano rispettate le procedure  relative alla conformità alle norme tecniche, alla sicurezza dei prodotti importati ed ai prodotti  pericolosi, indipendentemente dal punto di attraversamento della frontiera esterna; 2) collaborano al fine di ottenere risultati equivalenti, tanto per quanto riguarda il controllo  che la semplificazione degli scambi alla frontiera esterna, così da evitare distorsioni della  concorrenza che possano generare deviazioni di traffico e garantire un identico trattamento per  tutti gli operatori; 3) per il conseguimento di questi obiettivi, predispongono nuovi metodi di lavoro, attrezzature e  mezzi materiali sempre più perfezionati al fine di rafforzare l'efficacia dei controlli alla  frontiera esterna; 4) vigilano affinché le sanzioni amministrative applicate per infrazioni alla regolamentazione  comunitaria siano efficaci, proporzionate e dissuasive; 5) utilizzano interamente i testi comunitari che organizzano la cooperazione amministrativa, oltre  che gli accordi di mutua assistenza conclusi con i paesi terzi; 6) ricorrono a meccanismi adeguati di analisi e di valutazione per valutare l'applicazione dei  controlli e delle procedure attuate alla frontiera esterna; 7) procedono ad una riflessione approfondita sulla definizione e l'esercizio dei poteri degli  agenti dei servizi doganali, nonché sulle possibilità di coordinare l'utilizzo delle risorse  disponibili. Articolo 6 Controllo dell'applicazione della legislazione doganale comunitaria e del suo  adeguamento permanente alle realtà evolutive del commercio internazionale 1. La Commissione, in compartecipazione con gli Stati membri ed in stretta concertazione con i  partner economici, organizza un controllo permanente della regolamentazione e delle procedure  comunitarie, in particolare sulla base del codice delle dogane comunitario e delle sue disposizioni  d'applicazione. 2. Questo controllo si prefigge l'obiettivo di garantire l'adeguamento di questa regolamentazione e  di queste procedure alla tutela degli interessi legittimi dell'Unione e dei suoi membri pur  rispondendo alle necessità degli operatori del commercio internazionale. 3. Con l'attuazione di azioni comuni, come descritte all'articolo 3, la Commissione e gli Stati  membri cercano di identificare le difficoltà d'applicazione di questa regolamentazione oltre che le  eventuali disfunzioni che le pratiche divergenti potrebbero comportare nel quadro del mercato  interno. Articolo 7 Lotta contro la frode Ai fini del conseguimento degli obiettivi definiti all'artilolo 2, paragrafi da 1 a 3, e  all'articolo 5, paragrafi 2 e 4 la Comunità e gli Stati membri fanno il possibile per utilizzare  nel modo più razionale ed efficace i loro mezzi di azione in materia di lotta contro la frode e  contro i traffici illeciti. Quest'azione si intende in senso lato come comprensiva di tutte le  regolamentazioni o disposizioni applicabili negli scambi di qualsiasi merce tra la Comunità e i  paesi terzi, compreso il soggiorno e il transito di merci relative a tali scambi. A tal fine, la Comunità e gli Stati membri elaborano, attuano e sviluppano una politica di lotta  contro la frode in materia doganale a livello comunitario al fine di tenere conto degli sviluppi  della costruzione europea, degli impegni internazionali della Comunità, dell'evoluzione della  realtà doganale e di altre realtà contestuali, oltre che della necessità di utilizzare le loro  risorse in modo ottimale e complementare. Questa politica concernerà in particolare: - lo sfruttamento massimo del dispositivo legislativo attuale e, se necessario, la sua modifica; - il miglioramento della raccolta, dell'analisi, della diffusione e dello sfruttamento delle  informazioni a livello della Comunità, ricorrendo al massimo all'informatica; - l'eliminazione degli ostacoli all'azione ed alla cooperazione efficace nel campo della lotta  contro la frode, con particolare riguardo ai poteri d'indagine degli investigatori delle dogane; - l'applicazione di sanzioni efficaci; - la prosecuzione e lo sviluppo delle azioni coordinate, in particolare delle missioni comunitarie  di indagine o di controllo in paesi terzi; - lo sviluppo della cooperazione con paesi terzi e con le organizzazioni internazionali competenti,  oltre che con gli ambienti professionali interessati; - un maggiore ricorso, a vantaggio dell'insieme della Comunità, alle competenze del personale della  Commissione e degli Stati membri nei paesi terzi; - il controllo finanziario dei casi d'irregolarità. Articolo 8 Ruolo delle amministrazioni doganali nelle politiche comuni Nell'assolvimento del loro compito, i servizi doganali degli Stati membri e della Commissione  adottano tutte le misure necessarie all'esercizio ottimale delle responsabilità che spettano loro  in virtù delle disposizioni applicabili per l'esecuzione delle politiche comuni, in particolare nel  quadro del controllo dell'attuazione della politica commerciale comune, della politica agraria  comune e della politica comune della pesca. La Commissione e gli Stati membri vigileranno affinché, in particolare, le amministrazioni doganali  possano intervenire efficacemente ai fini della buona applicazione di altre disposizioni  comunitarie aventi un'incidenza sul controllo della frontiera esterna, in particolare quelle  relative alla cooperazione allo sviluppo, oltre che alla tutela della proprietà intellettuale,  dell'ambiente, dei consumatori e del patrimonio culturale. Articolo 9 Miglioramento dei metodi di lavoro La Commissione sostiene le azioni che mirano a migliorare i metodi di lavoro delle amministrazioni  doganali. In compartecipazione con gli Stati membri, incoraggia lo sviluppo e l'applicazione di  nuovi metodi di lavoro, in particolare nei settori seguenti: 1) l'analisi del rischio, al fine di determinare se le merci sotto sorveglianza doganale debbano  essere oggetto di un esame documentale o fisico prima dell'immissione in libera pratica; 2) il ricorso ai metodi di verifica della contabilità delle imprese (audit); 3) le procedure semplificate di messa sotto una destinazione doganale e di verifica; 4) lo sviluppo coordinato del ricorso al trattamento automatizzato delle procedure doganali tenendo  presente lo stato attuale di informatizzazione delle amministrazioni nazionali e gli interessi  degli operatori economici dell'Unione, oltre che gli sviluppi che intervengano sull'argomento,  nell'ambiente internazionale. Articolo 10 Poteri degli agenti dei servizi doganali La Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, procederà all'esame dell'adeguamento dei  poteri a disposizione degli agenti degli uffici doganali degli Stati membri per l'applicazione del  diritto comunitario ed il controllo della frontiera esterna. Articolo 11 Utilizzazione razionale e coordinata delle risorse 1. Ai fini dell'attuazione dell'articolo 2, paragrafo 3, la Commissione realizzerà un quadro  comunitario di consultazione e di coordinamento al fine di garantire lo studio delle necessità del  mercato interno e permettere così di ottimizzare la definizione delle necessità e l'assegnazione  delle risorse tra gli Stati membri. 2. Nell'ambito di questo quadro comunitario di consultazione e di coordinamento, la Commissione, in  compartecipazione con gli Stati membri, identificherà i mezzi che permettono la concessione di  risorse sufficienti all'azione doganale, in particolare grazie all'utilizzo di tutti gli strumenti  di finanziamento comunitari disponibili, alla divisione o alla messa in comune delle attrezzature,  a operazioni comuni e ad altri accordi o azioni che risultino necessarie al conseguimento degli  obiettivi del presente programma. 3. Per aiutare l'identificazione di tali possibilità di azione, la Commissione organizza ruinioni  di esperti e seminari che ruiniscano, se necessario, dei rappresentanti degli ambienti economici  interessati. Articolo 12 Sanzioni amministrative doganali e disposizioni con effetto equivalente La Commissione, in stretta collaborazione con gli Stati membri, procede alla determinazione delle  irregolarità amministrative doganali, sulla base degli obblighi che derivano dal codice delle  dogane comunitario e dalle sue disposizioni d'applicazione, oltre che ad uno studio comparato della  loro qualificazione e della loro classificazione nell'ordinamento guiridico degli Stati membri  considerando il loro grado di gravità, al fine di identificare il bisogno di armonizzazione minima  necessaria per evitare delle distorisoni nel trattamento degli operatori economici. Articolo 13 Formazione ed assistenza tecnica 1. Nel quadro dell'attuazione dell'articolo 2, paragrafo 5, la formazione dei funzionari delle  amministrazioni doganali è garantita dagli Stati membri in conformità con le norme adottate dal  Consiglio nella decisione, del 20 giugno 1991, che instaura il programma Matthaeus. 2. Nell'attuazione di tale programma, gli Stati membri e la Commissione adottano le misure  necessarie alla messa in opera di un vera formazione comune sulle materie del codice delle dogane  comunitario. Uno sforzo particolare deve essere fatto in materia di formazione iniziale per i nuovi funzionari  doganali, in occasione della loro entrata in servizio, al fine di elaborare e presentare moduli  pedagogici comuni che riguardino l'insieme della regolamentazione e delle procedure doganali.  Azioni specifiche devono essere iniziate e essere condotte in materia di formazione permanente, al  fine di fornire al personale delle amministrazioni doganali il livello di formazione che è  necessario all'adempimento dei loro compiti. 3. Questa formazione è completata da azioni che mirano ad aprire le dogane dell'Unione ai migliori  metodi e tecniche di lavoro sviluppati in amministrazioni doganali dei paesi terzi e più in  generale tramite una cooperazione maggiore con tali paesi. A tale scopo, in funzione delle necessità identificate e su una base reciproca, potranno essere  organizzati scambi di funzionari con tali amministrazioni oltre che seminari di formazione; il  bilancio comunitario si assume per queste operazioni la parte del costo corrispondente ai  funzionari delle amministrazioni dell'Unione, nonché un contributo, da determinarsi caso per caso,  alle spese di organizzazione dei seminari. 4. Nel quadro dell'attuazione dell'articolo 2, paragrafo 6, la Commissione garantisce il  coordinamento delle azioni di formazione, di assistenza e di cooperazione tecniche della Comunità e  degli Stati membri a vantaggio di amministrazioni doganali terze, per garantire la coerenza  dell'azione comunitaria di formazione, tanto esterna che interna. Allo stesso modo, la Comunità  assicura l'attuazione delle azioni di formazione, di assistenza e di cooperazione tecniche in  favore delle amministrazioni dei paesi terzi. In tale ambito, la Comunità si fa carico delle spese  afferenti a tali azioni. Articolo 14 Relazioni con gli operatori del commercio estero 1. Nel quadro dell'attuazione dell'articolo 2, paragrafo 7, la Commissione realizza azioni, o  sostiene le iniziative degli Stati membri che mirano a migliorare e rafforzare le relazioni tra le  amministrazioni doganali dell'Unione e gli operatori del commercio estero. 2. Queste azioni possono prendere la forma, in particolare: - di messa a punto, di edizione e di diffusione di informazioni destinate a garantire una migliore  conoscenza, da parte degli operatori, delle procedure doganali, in particolare delle procedure  semplificate di sdoganamento, che mirino a rafforzare la competitività dell'economia comunitaria; - di seminari che permettano di stabilire un dialogo approfondito tra gli ambienti professionali e  amministrativi, in particolare sugli argomenti evocati ai paragrafi 1 e 2 dell'articolo 2; - di azioni di formazione che mirino a garantire una migliore conoscenza del diritto comunitario da  parte dei diversi operatori che intervengono nel commercio estero. Articolo 15 Verifica, valutazione e relazioni 1. Il presente programma è oggetto di un verifica permanente, realizzata in compartecipazione tra  la Commissione e gli Stati membri, nell'ambito del gruppo di esperti della politica doganale  (titolari e sostituti), composto dai direttori generali delle dogane della Commissione e degli  Stati membri dell'Unione europea, o dei loro rappresentanti. È assicurato tramite le relazioni di cui al paragrafo 3 e di attività specifiche. 2. Il presente programma è oggetto di una valutazione periodica realizzata in compartecipazione tra  la Commissione e gli Stati membri. 3. Gli Stati membri presentano alla Commissione, rispettivamente entro il 31 dicembre 1997 e entro  il 31 dicembre 2000, relazioni sull'attuazione e l'impatto del programma. 4. La Commissione presenterà al Parlamento europeo ed al Consiglio: - entro il 31 dicembre 1998, una relazione interinale sull'attuazione del presente programma; - entro il 30 giugno 1999, una comunicazione sull'opportunità della prosecuzione del presente  programma, accompagnata, se necessario da una proposta adeguata; - entro 30 giugno 2001, una relazione finale sull'attuazione del presente programma. Questa relazione sarà anche presentata, per informazione, al Comitato economico e sociale ed al  Comitato delle regioni. Articolo 16 Finanziamento 1. Il finanziamento delle azioni del programma d'azione è diviso tra la Commissione e gli Stati  membri. La copertura finanziaria per l'esecuzione del presente programma, per il periodo dal 1° gennaio  1996 al 31 dicembre 2000, è fissata a 139 670 000 ECU. I crediti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio nei limiti delle prospettive  finanziarie. 2. Gli Stati membri contribuiscono alla realizzazione del programma. Si fanno carico delle spese  legate all'organizzazione amministrativa ed alla coordinazione delle azioni legate all'attuazione  dell programma d'azione sul loro territorio, ed in particolare di quelle derivanti dall'articolo 4  della presente decisione. Gli Stati membri vigileranno affinché, a tale riguardo, l'utilizzo degli importi trattenuti a  titolo di spese di percezione delle risorse proprie in applicazione dell'articolo 2, paragrafo 3  della decisione 88/376/CEE, Euratom del Consiglio (6), tenga conto nella maggior misura possibile  degli obiettivi della presente decisione. Articolo 17 La presente decisione è applicabile a decorrere dal 1° gennaio 1996. Articolo 18 Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.  (1) GU n. L 40 del 17. 2. 1993, pag. 1.  (2) COM(94) 29 def. del 16. 2. 1994.  (3) Risoluzione 94/C 179/01 (GU n. C 179 dell'1. 7. 1994, pag. 1).  (4) GU n. L 144 del 2. 6. 1981, pag. 1.  (5) Decisione 91/341/CEE del 20 giugno 1991 (GU n. L 187 del 13. 7. 1991, pag. 41).  (6) GU n. L 158 del 15. 7. 1988, pag. 26.