CELEX: 52001PC0744
Language: it
Date: 2001-12-11
Title: Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Francia ad applicare aliquote d'accisa differenziate  ad alcuni biocarburanti conformemente all'articolo 8, paragrafo 4  della direttiva 92/81/CEE

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52001PC0744

Proposta di decisione del Consiglio che autorizza la Francia ad applicare aliquote d'accisa differenziate  ad alcuni biocarburanti conformemente all'articolo 8, paragrafo 4  della direttiva 92/81/CEE  /* COM/2001/0744 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Francia ad applicare aliquote d'accisa differenziate  ad alcuni biocarburanti conformemente all'articolo 8, paragrafo 4  della direttiva 92/81/CEE(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. presentazione della domandaCon lettera del 17 novembre 2000, le autorità francesi hanno chiesto alla Commissione, ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4 della suddetta direttiva, di poter applicare un'esenzione dall'accisa sugli esteri di oli vegetali e sui prodotti derivati dell'alcole etilico la cui componente alcolica è di origine agricola. In seguito alla richiesta di informazioni complementari da parte della Commissione, la Francia ha presentato le informazioni necessarie per l'esame del fascicolo con lettere datate 18 gennaio 2001 e 21 febbraio 2001.La richiesta riguarda l'applicazione di un'esenzione parziale dall'imposta nazionale sui prodotti petroliferi (Taxe Intérieure de Consommation sur les Produits Pétroliers - TIPP) a favore, da un lato, degli esteri metilici di oli vegetali (EMOV) incorporati nel gasolio da riscaldamento e nel gasolio e, dall'altro, dei derivati dell'alcole etilico (DAE) la cui componente alcolica è di origine agricola, incorporati nei carburanti super e nelle benzine. In quest'ultimo caso, si tratta essenzialmente dell'etil-ter-butil-etere (ETBE) composto ossigenato contenente il 47% di alcole di origine agricola e il 53% di isobutene, prodotto derivato dalla raffinazione del petrolio.La domanda è stata presentata in seguito all'annullamento, da parte del Tribunale di primo grado [1], della decisione della Commissione, del 9 aprile 1997 [2] (in appresso "la decisione del 1997") che dichiara compatibili con il mercato comune gli aiuti di Stato costituiti dalle riduzioni della TIPP a favore degli EMOV e dell'ETBE. La sentenza del Tribunale di primo grado riguardava una domanda di annullamento della decisione del 1997 presentata da BP Chemicals, il principale produttore europeo di etanolo sintetico. Tale società non era tuttavia impegnata nella produzione di etanolo di origine agricola.[1]  Sentenza del Tribunale di primo grado del 27.9.2000, causa T-184/97, BP Chemicals/Commissione.[2]  Lettera SG (97) D/3266 del 28 aprile 1997.Il Tribunale ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato contro la decisione del 1997 per quanto riguardava le misure applicabili alla filiera esteri. Esso ha concluso che le misure attinenti alla filiera esteri non modificavano in maniera rilevante la situazione giuridica del richiedente e non colpivano pertanto i suoi interessi.Per quanto riguarda le misure applicabili alla filiera ETBE, il Tribunale ha concluso che la Commissione abbia violato l'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, considerando il regime in questione un progetto pilota ai sensi di detta disposizione. Ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, gli Stati membri possono applicare esenzioni o riduzioni dell'aliquota di accisa sugli oli minerali nel quadro di progetti pilota per lo sviluppo tecnologico di prodotti meno inquinanti, in particolare per quanto riguarda i combustibili ottenuti da risorse rinnovabili. Il Tribunale ha concluso che la Commissione, violando le disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, sia andata al di là dei poteri che le sono conferiti dall'articolo 93, paragrafo 3, del trattato.Il Tribunale di primo grado precisa tuttavia che nulla si oppone a che regimi di defiscalizzazione a favore di una migliore penetrazione dei biocarburanti sul mercato possano costituire oggetto di una decisione del Consiglio adottata in applicazione dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE. Esso non ha quindi considerato l'esenzione illegale per motivi di fondo, ma ha ritenuto che andasse applicata la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4 della suddetta direttiva.Il dispositivo giuridico nazionale [3], entrato in vigore il 1° novembre 1997 ed istituito alla luce della decisione della Commissione del 1997, verrà adeguato tenendo conto della decisione del Consiglio sull'autorizzazione della deroga in questione e della decisione definitiva della Commissione riguardante la compatibilità degli aiuti di Stato previsti dalla Francia a favore dei biocarburanti.[3]  Tale dispositivo giuridico poggia sull'articolo 25 della legge finanziaria rettificativa per il 1997, sul decreto n. 98-309 del 22 aprile 1998 che stabilisce le condizioni necessarie per poter rispondere al bando di gara per la commercializzazione sul territorio francese di biocarburanti che possono beneficiare di una riduzione della TIPP, nonché sul decreto del 22 aprile 1998 che crea la commissione d'esame delle richieste di riconoscimento delle unità di produzione di biocarburanti.Il regime di defiscalizzazione in vigore ha durata illimitata. Le autorizzazioni vengono concesse soltanto per un periodo di 3 o 9 anni a decorrere dalla data del rilascio (art. 3 del decreto n. 98-309 del 22 aprile 1997). La deroga richiesta ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE si basa sullo stesso regime.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Quando i biocarburanti sono introdotti negli impianti petroliferi sotto controllo doganale (depositi fiscali di produzione e di immagazzinamento), dove vengono incorporati nei prodotti petroliferi, viene rilasciato all'operatore che procede a tale operazione un certificato di esenzione per un importo corrispondente al volume ricevuto, moltiplicato per l'aliquota dell'esenzione. Tali certificati vengono successivamente indicati sulle dichiarazioni di commercializzazione di prodotti petroliferi.Quando la miscela viene realizzata in uno Stato membro diverso dalla Francia, il documento di accompagnamento del prodotto indica che il prodotto petrolifero contiene un biocarburante e la natura di questo. Nel momento in cui l'accisa è esigibile in Francia, viene rilasciato un certificato di esenzione per un importo corrispondente al volume del biocarburante contenuto nel prodotto petrolifero moltiplicato per l'aliquota dell'esenzione.Le autorità francesi sottolineano che la misura prevista è positiva per l'ambiente sotto diversi aspetti. Rispetto ai carburanti di origine fossile, l'impiego di biocarburanti consente di limitare l'emissione di gas a effetto serra grazie al fenomeno della fotosintesi durante il quale la pianta immagazzina l'anidride carbonica. Complessivamente, l'attuale produzione di biocarburanti in Francia consente un risparmio netto globale pari a circa 750 000 t di CO2 l'anno. I biocarburanti contribuirebbero pertanto a concorrenza del 3% circa agli impegni assunti dalla Francia in seguito alla conferenza di Kyoto.L'impiego dei biocarburanti comporterebbe inoltre la riduzione di determinate emissioni inquinanti, segnatamente idrocarburi e ossidi di zolfo.I biocarburanti sono infine prodotti biodegradabili e non tossici per quanto riguarda la componente vegetale, e rappresentano una fonte energetica rinnovabile. In termini di politica energetica, la produzione di biocarburanti in Francia permette ogni anno un risparmio dell'1% sul consumo di carburanti derivati del petrolio.2. valutazione della commissioneAi sensi dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE il Consiglio, deliberando all'unanimità, su proposta della Commissione, può autorizzare uno Stato membro ad introdurre ulteriori esenzioni o riduzioni delle aliquote di accisa in base a considerazioni politiche specifiche.La domanda in esame riguarda un'esenzione parziale dalle accise a favore a) degli EMOV incorporati nel gasolio da riscaldamento e nel gasolio, e b) dei derivati dell'alcole etilico la cui componente alcolica è di origine agricola, incorporati nei carburanti super e nelle benzine, segnatamente l'ETBE.Tale richiesta è stata presentata in seguito all'annullamento parziale, da parte del Tribunale di primo grado, della decisione della Commissione del 1997, che dichiarava compatibili con il mercato comune gli aiuti di Stato costituiti dalle riduzioni della TIPP a favore degli EMOV e dell'ETBE. il Tribunale ha concluso che la Commissione abbia violato l'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, considerando il regime in questione un progetto pilota ai sensi di detta disposizione. Il Tribunale ha pertanto concluso che la Commissione, violando le disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, sia andata al di là dei poteri che le sono conferiti dall'articolo 93, paragrafo 3, del trattato.La sentenza non annulla d'altra parte la decisione della Commissione per quanto riguarda la filiera ETBE. Il Tribunale ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato contro la decisione del 1997 per quanto riguardava le misure applicabili alla filiera esteri. Esso ha concluso che le misure attinenti alla filiera esteri non modificavano in maniera rilevante la situazione giuridica del richiedente e non colpivano pertanto i suoi interessi.La Commissione ha impugnato la sentenza dinanzi la Corta di giustizia europea.Conformemente alla direttiva 92/81/CEE, gli altri Stati membri sono stati informati della domanda delle autorità francesi con lettera del 19 febbraio 2001.La Commissione ha constatato che il termine di due mesi imposto dall'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE non consentiva di esaminare in maniera approfondita il campo d'applicazione e le conseguenze delle misure specifiche previste e che, pertanto, essa non poteva deliberare sulla fondatezza della richiesta. Per salvaguardare il proprio diritto di iniziativa di cui all'articolo 211 del trattato, essa ha quindi dovuto chiedere, con lettera del 19 aprile 2001, che la questione fosse discussa in sede di Consiglio ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4, terzo comma.L'esame delle deroghe richieste conformemente all'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE dev'essere effettuato sulla base di un'analisi complessiva della conformità con le politiche comunitarie.In tale contesto, la Commissione rammenta innanzitutto che lo sviluppo di energie rinnovabili e, in particolare, dei biocarburanti, viene incoraggiato dal 1985, anno in cui essa propose al Consiglio di adottare una direttiva sul risparmio di greggio mediante l'impiego di componenti di carburanti di sostituzione [4]. La direttiva sottolinea l'importanza dei biocarburanti per ridurre la dipendenza degli Stati membri dalle importazioni di petrolio e autorizza ad incorporare l'etanolo nelle benzine fino al 5% in volume e l'ETBE fino al 15%. Inoltre, le decisioni 93/500/CEE [5] e 98/352/CE [6] del Consiglio e la decisione 646/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [7], hanno adottato il programma ALTENER riguardante la promozione delle energie rinnovabili nella Comunità per portare la quota di mercato dei biocarburanti al 5% del consumo totale dei veicoli a motore nel 2005. Il Libro bianco del 1997 sulle fonti energetiche rinnovabili [8], raccomanda poi di fissare un obiettivo di produzione di 18 milioni di t di biocarburanti liquidi per il 2010, con l'obiettivo globale di raddoppiare la percentuale di energie rinnovabili nel consumo energetico nel 2010. Il Libro verde della Commissione "Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento energetico", pubblicato nel dicembre 2000, ribadisce il ruolo fondamentale che i dispositivi fiscali possono svolgere nel conseguimento di tali obiettivi, riducendo la differenza tra il prezzo di costo dei biocarburanti e quello dei prodotti concorrenti. Infine, il 7 novembre 2001 [9] la Commissione ha adottato un piano d'azione e due proposte di direttiva intese a sostenere l'impiego dei carburanti di sostituzione nel settore dei trasporti, partendo da misure regolamentari e fiscali intese a promuovere i biocarburanti. In particolare, la proposta di direttiva del Consiglio, che modifica la direttiva 92/81/CEE circa la possibilità di applicare aliquote di accise ridotte a taluni oli minerali che contengono biocarburanti e ai biocarburanti, intende autorizzare gli Stati membri ad applicare, sotto controllo fiscale, aliquote d'accisa differenziate a tali prodotti.[4]  Direttiva 85/536/CEE del Consiglio, del 5.12.1985; GU L 334 del 12.12.1985, pag. 20.[5]  GU L 235 del 18.9.1993, pag. 41.[6]  GU L 159 del 3.6.1998, pag. 53.[7]  GU L 79 del 25.10.2000, pag. 1.[8]  COM(97) 599 def. del 26.11.1997.[9]  COM(2001) 547 del 7.11.2001.La deroga richiesta dalle autorità francesi rientra pertanto nella politica comunitaria di sviluppo delle filiere dei biocarburanti, con obiettivi di tutela ambientale e di sicurezza dell'approvvigionamento energetico.In secondo luogo, la Commissione osserva che le riduzioni della TIPP previste dalle autorità francesi, pari a 35,06 EUR (230 FRF) /hl o 396,64 EUR (2601,8 FRF) /t per gli EMOV e a 50,23 EUR (329,5 FRF) /hl o 297,35 EUR (1950,5 FRF) /t per i derivati dell'alcole etilico, comportano aliquote d'accisa effettive superiori alle aliquote minime comunitarie applicabili:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;In terzo luogo, la Commissione propone, a titolo eccezionale, tenuto conto delle condizioni specifiche del caso in questione, che il dispositivo della decisione faccia riferimento alle deroghe concesse a favore della filiera ETBE dall'entrata in vigore del dispositivo giuridico nazionale, il 1° novembre 1997.La Commissione aveva infatti deciso, il 9 aprile 1997, che le riduzioni della TIPP a favore dell'EMOV e dell'ETBE costituivano aiuti di Stato compatibili con il mercato comune [10]. La decisione della Commissione precisava che il regime in questione poteva essere considerato un progetto pilota ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE. Esso rientrava pertanto nel campo d'applicazione dell'esenzione prevista all'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE. Non si è pertanto ritenuto necessario decidere di autorizzare esenzioni specifiche dall'accisa ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE.[10]  Decisione del 9.4.1997, SG (97) D/3266.Inoltre, nella proposta di direttiva che ristruttura il quadro comunitario di imposizione dei prodotti energetici [11], la Commissione prevede la possibilità di concedere esenzioni a favore dei biocarburanti fuori dell'ambito di progetti pilota. La proposta di direttiva fiscale, che modifica la direttiva 92/81/CEE circa la possibilità di applicare aliquote di accise ridotte a taluni oli minerali che contengono biocarburanti e ai biocarburanti, intende autorizzare gli Stati membri ad applicare, sotto controllo fiscale, aliquote d'accisa differenziate a tali prodotti.[11]  COM(97) 30 del 12.3.1997.La Commissione ritiene quindi che si possa considerare che gli operatori economici che beneficiano della riduzione della TIPP abbiano agito in buona fede.Come si è detto, il 20 settembre 2000 il Tribunale di primo grado ha parzialmente annullato la decisione della Commissione del 1997 per quanto riguarda la filiera ETBE, ritenendo che le misure relative a tale filiera non potessero rientrare nel quadro di progetti pilota ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d), della direttiva 92/81/CEE. La Commissione ha impugnato la sentenza del Tribunale di primo grado dinanzi la Corte di giustizia. Tuttavia, ai sensi dell'articolo 54 del Protocollo sullo Statuto della Corte, firmato a Bruxelles il 17 aprile 1957 [12], una siffatta impugnazione non ha effetto sospensivo.[12]  Modificato da ultimo dall'articolo 19 dell'atto di adesione del 1994 (GU C 241 del 29.8.1994, pag. 25), nonché dalle decisioni del Consiglio del 22 dicembre 1994 (GU L 379 del 31.12.1994, pag. 1) e del  6 giugno 1995, GU L 131 del 15.6.1995, pag. 33.L'annullamento della parte della decisione della Commissione del 1997 per quanto riguarda la filiera ETBE ricolloca quindi giuridicamente questa parte del dossier nella fase precedente all'adozione della decisione annullata, ossia nel 1997.Inoltre, sebbene la sentenza del Tribunale del 20 settembre 2000 non riguardi la filiera esteri a causa dell'irricevibilità di questa parte del ricorso, sembra logico che le misure applicabili alla filiera esteri non rientrino nel quadro di un progetto pilota ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d), della direttiva 92/81/CEE.La domanda di autorizzazione ad applicare un'aliquota d'accisa ridotta presentata dalle autorità francesi, descritta in precedenza e che si basa sul regime autorizzato dalla decisione della Commissione del 9 aprile 1997, è quindi la logica conseguenza dell'annullamento della decisione della Commissione dell'aprile 1997, visto che colloca l'esenzione nel quadro procedurale adeguato.Il Tribunale di primo grado precisa, al punto 78 della sentenza, che nulla si oppone a che regimi di defiscalizzazione a favore di una migliore penetrazione dei biocarburanti sul mercato possano costituire oggetto di una decisione del Consiglio adottata in applicazione dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE. Esso non ha quindi considerato l'esenzione illegale per motivi di fondo, ma ha ritenuto che essa non rientrasse nell'ambito di progetti pilota ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d), e che si dovesse pertanto applicare la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4 della suddetta direttiva.Inoltre, in seguito alla sentenza del Tribunale di primo grado, il 29 novembre 2000 la Commissione ha avviato il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE relativamente al caso "biocarburanti - Francia" [13]. L'esame effettuato in tale ambito riguarda il dispositivo giuridico nazionale francese dall'entrata in vigore, il 1° novembre 1997.[13]  Caso C 64/2000, GU C 60 del 24.2.2001.In quarto luogo, la Commissione ritiene che il dispositivo previsto dalle autorità francesi non contenga elementi discriminatori per quanto riguarda i criteri di ammissibilità delle imprese, e neppure elementi discrezionali per quanto riguarda la scelta dei beneficiari o la concessione delle autorizzazioni.In quinto luogo, non è prassi della Commissione autorizzare deroghe di durata illimitata. Nel caso in oggetto, inoltre, un periodo di sei anni è sufficiente, in termini economici, per soddisfare le esigenze di programmazione dei progetti di investimento nel settore. La Commissione ritiene pertanto che si potrebbero autorizzare singole deroghe della durata di sei anni, a decorrere dalla data di rilascio dell'autorizzazione, ad unità di produzione di biocarburanti. Tali unità di produzione dovranno aver ricevuto l'autorizzazione delle autorità francesi entro il 31 dicembre 2003.Sesto, per limitare le distorsioni a livello di concorrenza e incentivare i produttori e distributori di biocarburanti a ridurre i costi di produzione, occorre introdurre un meccanismo di riduzioni d'accisa modulate in funzione dell'evoluzione dei corsi delle materie prime, per assicurarsi che, ad esempio in caso di aumento durevole dei prezzi del petrolio greggio, le diminuzioni della tassa non conducano ad una sovracompensazione dei costi aggiuntivi di produzione dei biocarburanti.Infine, per quanto riguarda le norme in materia di aiuti di Stato, l'avvio del procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE, deciso dalla Commissione il 29 novembre 2000, si concluderà con una decisione definitiva che sarà ufficialmente adottata non appena il Consiglio avrà deliberato sulla presente proposta.3. DecisioneLa Commissione propone al Consiglio di decidere, in conformità dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE del Consiglio, che la Francia può concedere, fino al 31 dicembre 2003, l'autorizzazione ad applicare aliquote d'accisa differenziate alle miscele utilizzate come carburanti "benzine/derivati dell'alcole etilico la cui componente alcolica è di origine agricola" e "gasolio/esteri metilici di oli vegetali", nonché alla miscela "gasolio da riscaldamento/esteri metilici di oli vegetali".Tenuto conto delle condizioni eccezionali del caso, l'applicazione di aliquote d'accisa differenziate a tali prodotti deve iniziare il 1° novembre 1997.Tali autorizzazioni hanno una validità non superiore a 6 anni, a partire dalla data di rilascio.Le riduzioni delle accise applicate dalle autorità francesi nell'arco del periodo di validità dell'autorizzazione non possono superare i seguenti importi: 35,06 EUR/hl o 396,64 EUR /t per gli EMOV e 50,23 EUR /hl o 297,35 EUR /t per i derivati dell'alcole etilico. Occorre inoltre introdurre riduzioni d'accisa modulate in funzione dell'evoluzione dei corsi delle materie prime, affinché le riduzioni di tassa non comportino una sovracompensazione dei costi aggiuntivi di produzione dei biocarburanti.Le aliquote di accisa applicabili alle miscele sopra indicate devono rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva 92/82/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali [14], segnatamente le aliquote minime di cui agli articoli 3, 4 e 5.[14]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 19; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 46).Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Francia ad applicare aliquote d'accisa differenziate ad alcuni biocarburanti, conformemente all'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE(il testo in lingua francese è il solo facente fede)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la direttiva 92/81/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali [15], in particolare l'articolo 8, paragrafo 4,[15]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 12; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE (GU L 365 del 31.12.1994, pag. 46).vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:(1) Con lettera del 17 novembre 2000, la Francia ha chiesto di poter applicare aliquote di accisa differenziate a favore, da un lato, degli esteri metilici di oli vegetali (EMOV) incorporati nel gasolio da riscaldamento e nel gasolio e, dall'altro, dei derivati dell'alcole etilico la cui componente alcolica è di origine agricola, incorporati nei carburanti super e nelle benzine; in quest'ultimo caso, si tratta essenzialmente dell'etil-ter-butil-etere (ETBE) composto ossigenato contenente alcole di origine agricola e isobutene, prodotto derivato dalla raffinazione del petrolio.(2) In seguito alla richiesta di informazioni complementari da parte della Commissione, la Francia ha presentato le informazioni necessarie per l'esame del fascicolo con lettere datate 18 gennaio 2001 e 21 febbraio 2001.(3) Gli altri Stati membri sono stati informati della richiesta.(4) La Commissione ha dovuto chiedere, con lettera del 19 aprile 2001, che la questione fosse discussa in sede di Consiglio ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4, terzo comma della direttiva 98/81/CEE.(5) Dal 1985, la Commissione e il Consiglio incoraggiano lo sviluppo delle energie rinnovabili e, in particolare, dei biocarburanti. La direttiva 85/536/CEE del Consiglio, dell'5 dicembre 1985, sul risparmio di greggio mediante l'impiego di componenti di carburanti di sostituzione [16] sottolinea l'importanza dei biocarburanti per ridurre la dipendenza degli Stati membri dalle importazioni di petrolio e autorizza ad incorporare l'etanolo nelle benzine fino al 5% in volume e l'ETBE fino al 15%. Inoltre, le decisioni 93/500/CEE [17] e 98/352/CE [18] del Consiglio e la decisione 646/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio [19], hanno adottato il programma ALTENER riguardante la promozione delle energie rinnovabili nella Comunità per portare la quota di mercato dei biocarburanti al 5% del consumo totale dei veicoli a motore nel 2005. Il Libro bianco del 1997 sulle fonti energetiche rinnovabili [20], raccomanda poi di fissare un obiettivo di produzione di 18 milioni di t di biocarburanti liquidi per il 2010, con l'obiettivo globale di raddoppiare la percentuale di energie rinnovabili nel consumo energetico nel 2010. Il Libro verde della Commissione "Verso una strategia europea di sicurezza dell'approvvigionamento energetico" [21], ribadisce il ruolo fondamentale che i dispositivi fiscali possono svolgere nel conseguimento di tali obiettivi, riducendo la differenza tra il prezzo di costo dei biocarburanti e quello dei prodotti concorrenti. Il 12 marzo 1997, la Commissione ha presentato una proposta di direttiva che ristruttura il quadro comunitario di imposizione dei prodotti energetici [22], che prevede la possibilità di concedere esenzioni a favore dei biocarburanti fuori dell'ambito di progetti pilota ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d), della direttiva 92/81/CEE. Infine, il 7 novembre 2001 la Commissione ha adottato [23] un piano d'azione e due proposte di direttiva intese a sostenere l'impiego dei carburanti di sostituzione nel settore dei trasporti, partendo da misure regolamentari e fiscali intese a promuovere i biocarburanti.[16]  GU L 334 del 12.12.1985, pag. 20; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 87/441/CEE (GU L 238 del 21.8.1987, pag. 40).[17]  GU L 235 del 18.9.1993, pag. 41.[18]  GU L 159 del 3.6.1998, pag. 53.[19]  GU L 79 del 25.10.2000, pag. 1.[20]  COM(97) 599 def. del 26.11.1997.[21]  COM(2000) 769 del 29.11.2000.[22]  COM(97) 30 del 12.3.1997.[23]  COM(2001) 547 del 7.11.2001.(6) La deroga richiesta dalle autorità francesi rientra pertanto nella politica comunitaria di sviluppo delle filiere dei biocarburanti, con obiettivi di tutela ambientale e di sicurezza dell'approvvigionamento energetico.(7) Il dispositivo giuridico francese poggia sull'articolo 25 della legge finanziaria rettificativa per il 1997, sul decreto n. 98-309 del 22 aprile 1998 che stabilisce le condizioni necessarie per poter rispondere al bando di gara per la commercializzazione sul territorio francese di biocarburanti che possono beneficiare di una riduzione della TIPP, nonché sul decreto del 22 aprile 1998 che crea la commissione d'esame delle richieste di riconoscimento delle unità di produzione di biocarburanti.(8) Tale dispositivo, in vigore dal 1° novembre 1997, è stato istituito sulla base della decisione della Commissione del 9 aprile 1997 [24] (in appresso denominata "decisione del 9 aprile 1997) che stabiliva che le riduzioni della TIPP a favore degli EMOV e dell'ETBE costituivano aiuti di Stato compatibili con il mercato comune. La decisione del 1997 precisava che il regime in questione poteva essere considerato un progetto pilota.[24]  Lettera SG (97) D/3266 del 28 aprile 1997.(9) Il dispositivo giuridico francese di applicazione di aliquote d'accisa differenziate, del 1997 (in appresso denominato: "il dispositivo del 1997"), ha durata illimitata. Esso prevede il rilascio, da parte delle autorità francesi, di un'autorizzazione che consente ad un depositario autorizzato, che realizza le miscele "biocarburanti/oli minerali", di beneficiare a valle della riduzione dell'accisa. Le autorizzazioni vengono concesse per un periodo di tre o nove anni dalla data del rilascio.(10) Il dispositivo del 1997 comprende in particolare i seguenti elementi :&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(11) Il dispositivo del 1997 rispetta l'aliquota d'accisa minima di cui agli articoli 3, 4 e 5 della direttiva 92/82/CEE del Consiglio, del 19 ottobre 1992, relativa all'armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali [25] come risulta dalla tabella seguente:[25]  GU L 316 del 31.10.1992, pag. 19; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/74/CE.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(12) Quando i biocarburanti sono introdotti negli impianti petroliferi sotto controllo doganale (depositi fiscali di produzione e di immagazzinamento), dove vengono incorporati nei prodotti petroliferi, viene rilasciato all'operatore che procede a tale operazione un certificato di esenzione per un importo corrispondente al volume ricevuto, moltiplicato per l'aliquota dell'esenzione. Tali certificati vengono successivamente indicati sulle dichiarazioni di commercializzazione di prodotti petroliferi.(13) Quando la miscela viene realizzata in uno Stato membro diverso dalla Francia, il documento di accompagnamento del prodotto indica che il prodotto petrolifero contiene un biocarburante e la natura di questo. Nel momento in cui l'accisa è esigibile in Francia, viene rilasciato un certificato di esenzione per un importo corrispondente al volume del biocarburante contenuto nel prodotto petrolifero moltiplicato per l'aliquota dell'esenzione.(14) La deroga richiesta ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4, della direttiva 92/81/CEE si basa sul dispositivo del 1997, che verrà tuttavia modificato per tener conto, da un lato, della presente decisione e, dall'altro, della decisione definitiva della Commissione relativa alla compatibilità degli aiuti di Stato a favore dei biocarburanti.(15) A titolo eccezionale, tenuto conto delle condizioni specifiche ed uniche del caso in questione, la presente decisione va applicata con effetto al 1° novembre 1997 e riguardare anche le deroghe concesse dall'entrata in vigore del dispositivo del 1997.(16) Conformemente alla decisione del 9 aprile 1997, le riduzioni dell'imposta nazionale sui prodotti petroliferi (Taxe Intérieure de Consommation sur les Produits Pétroliers -TIPP) a favore degli EMOV e dell'ETBE costituivano aiuti di Stato compatibili con il mercato comune. La decisione precisava che il regime in questione poteva essere considerato un progetto pilota e, pertanto, rientrava nel campo d'applicazione dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, che prevede che gli Stati membri possano applicare esenzioni o riduzioni dell'aliquota di accisa sugli oli minerali nel quadro di progetti pilota per lo sviluppo tecnologico di prodotti meno inquinanti, in particolare per quanto riguarda i combustibili ottenuti da risorse rinnovabili. Non si è pertanto ritenuto necessario decidere di autorizzare esenzioni specifiche dall'accisa ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE. Pertanto, anche alla luce del quadro normativo e della politica legislativa comunitaria di cui al considerando (5), si può ritenere che gli operatori economici che beneficiano delle riduzioni della TIPP previste dal dispositivo del 1997 abbiano agito in buona fede.(17) Con la sentenza del 27 settembre 2000 nella causa T-184/97, BP Chemicals/Commissione [26], il Tribunale di primo grado delle Comunità europee ha parzialmente annullato la decisione del 9 aprile 1997 per quanto riguarda la filiera ETBE.[26]  Non ancora pubblicata nella Raccolta.(18) La causa riguardava una domanda di annullamento della decisione del 9 aprile 1997 presentata da BP Chemicals, il principale produttore europeo di etanolo sintetico. Il Tribunale ha dichiarato irricevibile il ricorso presentato contro la decisione per quanto riguardava le misure applicabili alla filiera esteri. Esso ha concluso che le misure attinenti alla filiera esteri non modificavano in maniera rilevante la situazione giuridica del richiedente e non colpivano pertanto i suoi interessi. Per quanto riguarda le misure applicabili alla filiera ETBE, il Tribunale ha concluso che la Commissione ha violato l'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, decidendo che il regime in questione poteva rientrare nel quadro di un progetto pilota ai sensi di detta disposizione. Il Tribunale ha concluso che la Commissione, violando le disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d) della direttiva 92/81/CEE, sia andata al di là dei poteri che le sono conferiti dall'articolo 93, paragrafo 3, del trattato.(19) Al punto 78, la sentenza del Tribunale di primo grado precisava che nulla si oppone a che regimi di defiscalizzazione a favore di una migliore penetrazione dei biocarburanti sul mercato possano costituire oggetto di una decisione del Consiglio adottata in applicazione dell'articolo 8, paragrafo 4 della direttiva 92/81/CEE. Il Tribunale non ha quindi considerato l'esenzione illegale per motivi di fondo, ma ha ritenuto che si dovesse applicare la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 4 della suddetta direttiva.(20) L'annullamento della parte della decisione del 9 aprile 1997 riguardante la filiera ETBE ricolloca quindi giuridicamente questa parte del dossier nella fase precedente all'adozione della decisione annullata, ossia nel 1997.(21) Inoltre, sebbene la sentenza del Tribunale non riguardi la filiera esteri a causa dell'irricevibilità di questa parte del ricorso, sembrerebbe logico che le misure applicabili alla filiera esteri non rientrino nel quadro di progetti pilota ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 2, lettera d), della direttiva 92/81/CEE. L'attuale domanda delle autorità francesi è quindi la logica conseguenza dell'annullamento parziale della decisione della Commissione del 9 aprile 1997, visto che colloca l'esenzione nel quadro procedurale adeguato.(22) In seguito alla sentenza del Tribunale di primo grado, il 29 novembre 2000 la Commissione ha avviato il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2 del trattato CE relativamente all'aiuto C 64/2000 "biocarburanti - Francia" [27]. L'esame effettuato in tale ambito riguarda il dispositivo giuridico nazionale francese dall'entrata in vigore, il 1° novembre 1997.[27]  GU C 60 del 24.2.2001.(23) Non si possono autorizzare deroghe di durata illimitata. Inoltre, un periodo di sei anni è adeguato, in termini economici, per soddisfare le esigenze di programmazione dei progetti di investimento nel caso in questione. Singole deroghe della durata massima di sei anni a decorrere dalla data di rilascio dell'autorizzazione sarebbero quindi adeguate per le unità di produzione di biocarburanti. Le unità di produzione di biocarburanti dovrebbero ricevere l'autorizzazione delle autorità francesi entro il 31 dicembre 2003.(24) Occorre limitare le distorsioni a livello di concorrenza e incentivare i produttori e distributori di biocarburanti a ridurre i costi di produzione, in particolare attraverso riduzioni d'accisa modulate in funzione dell'evoluzione dei corsi delle materie prime.(25) La Commissione esamina periodicamente le riduzioni e le esenzioni per verificare che esse non falsino la concorrenza, non ostacolino il funzionamento del mercato interno e siano compatibili con le politiche comunitarie in materia di tutela ambientale, energia e trasporti,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 11. La Francia può autorizzare l'applicazione di un'aliquota d'accisa differenziata alle miscele utilizzate come carburante "benzine/derivati dell'alcole etilico la cui componente alcolica è di origine agricola (DAE)".2. La Francia può autorizzare l'applicazione di un'aliquota d'accisa differenziata alle miscele utilizzate come carburante "gasolio/esteri metilici di oli vegetali (EMOV)".3. Per beneficiare di una riduzione delle accise sulle miscele contenenti EMOV e DAE, utilizzate come carburante ai sensi della direttiva 92/81/CEE, le autorità francesi devono concedere la propria autorizzazione alle unità di produzione dei biocarburanti in questione entro il 31 dicembre 2003.Tali autorizzazioni hanno una validità massima di sei anni, a decorrere dalla data del rilascio.La riduzione prevista nell'autorizzazione può essere applicata dopo il  31 dicembre 2003, fino al termine dell'autorizzazione, ma non può essere rinnovata.4. Le riduzioni d'accisa non possono superare 35,06 EUR/hl o 396,64 EUR/t per gli EMOV e 50,23 EUR/hl o 297,35 EUR/t per i DAE utilizzati nelle miscele di cui al paragrafo 1.5. Le aliquote d'accisa applicabili alle miscele di cui al paragrafo 1 devono rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva 92/82/CEE, segnatamente le aliquote minime di cui agli articoli 4 e 5.Articolo 21. La Francia può autorizzare l'applicazione di un'aliquota d'accisa differenziata alla miscela "gasolio da riscaldamento/esteri metilici di oli vegetali".2. Per beneficiare di una riduzione delle accise sulle miscele contenenti EMOV e utilizzate come combustibile ai sensi della direttiva 92/81/CEE, le autorità francesi devono concedere la propria autorizzazione alle unità di produzione dei biocombustibili in questione entro il 31 dicembre 2003.Tali autorizzazioni hanno una validità massima di sei anni, a decorrere dalla data del rilascio.La riduzione prevista nell'autorizzazione può essere applicata dopo il  31 dicembre 2003, fino al termine dell'autorizzazione, ma non può essere rinnovata.3. Le riduzioni di accisa non possono superare 35,06 EUR/hl o 396,64 EUR/t per gli EMOV utilizzati nelle miscele di cui al paragrafo 1.4. L'aliquota d'accisa applicabile alla miscela di cui al paragrafo 1 deve rispettare gli obblighi previsti dalla direttiva 92/82/CEE, segnatamente l'aliquota minima di cui all'articolo 3.Articolo 3Le riduzioni di accisa sono modulate in funzione dell'evoluzione dei corsi delle materie prime, per non comportare una sovracompensazione dei costi aggiuntivi di produzione dei biocarburanti.Articolo 4La presente decisione è applicabile a decorrere dal 1° novembre 1997.Essa scade il 31 dicembre 2003.Articolo 5La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl Presidente