CELEX: 62019CN0518
Language: it
Date: 2019-07-08 00:00:00
Title: Causa C-518/19 P: Impugnazione proposta l’8 luglio 2019 da Jakov Ardalic e a. avverso la sentenza del Tribunale (Ottava Sezione) del 30 aprile 2019, cause riunite T-523/16 e T-542/16, Ardalic e a./Consiglio

21.10.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 357/15
            
         
      Impugnazione proposta l’8 luglio 2019 da Jakov Ardalic e a. avverso la sentenza del Tribunale (Ottava Sezione) del 30 aprile 2019, cause riunite T-523/16 e T-542/16, Ardalic e a./Consiglio
      (Causa C-518/19 P)
      (2019/C 357/21)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Jakov Ardalic, Liliana Bicanova, Monica Brunetto, Claudia Istoc, Sylvie Jamet, Despina Kanellou, Christian Stouraitis, Abdelhamid Azbair, Abdel Bouzanih, Bob Kitenge Ya Musenga, El Miloud Sadiki, Cam Tran Thi (rappresentanti: S. Orlandi e T. Martin, avvocati)
      
         Altre parti nel procedimento: Consiglio dell’Unione europea, Parlamento europeo
      
         Conclusioni dei ricorrenti
      
      
                  —
               
               
                  annullare la sentenza impugnata;
               
            
                  —
               
               
                  annullare la decisione di non concedere più ai ricorrenti, a partire dal 2014, né i giorni di viaggio né il rimborso annuale delle spese di viaggio;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Consiglio alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      I ricorrenti fanno valere che la sentenza impugnata è viziata da vari errori di diritto.
      In primo luogo, il Tribunale avrebbe commesso un errore di diritto ai punti 65 e 73 della sentenza limitando l’estensione del controllo giurisdizionale che esso è chiamato ad esercitare ai casi «manifesti».
      In secondo luogo, il Tribunale avrebbe commesso un errore di diritto ai punti da 68 a 71 della sentenza statuendo che i ricorrenti non erano in una situazione comparabile a quella degli agenti che hanno mantenuto il beneficio dei giorni di viaggio e del rimborso annuale delle spese di viaggio.
      In terzo luogo, il Tribunale avrebbe commesso un errore di diritto dichiarando, ai punti 67 e da 78 a 84 della sentenza, che la normativa controversa non viola il principio di proporzionalità.