CELEX: 62013CO0600
Language: it
Date: 2014-04-30
Title: Ordinanza della Corte (Settima Sezione) del 30 aprile 2014.#Intelcom Service Ltd contro Vincenzo Mario Marvulli.#Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da Giudice di pace di Matera.#Rinvio pregiudiziale – Articoli 34 TFUE, 35 TFUE, 37 TFUE, 56 TFUE e 60 TFUE – Direttiva 2006/123/CE – Normativa nazionale che riserva ai notai l’attività di redazione ed autenticazione degli atti di compravendita immobiliare – Irricevibilità manifesta.#Causa C‑600/13.

ORDINANZA DELLA CORTE (Settima Sezione)
      30 aprile 2014 (*)
      
      «Rinvio pregiudiziale – Articoli 34 TFUE, 35 TFUE, 37 TFUE, 56 TFUE e 60 TFUE – Direttiva 2006/123/CE – Normativa nazionale che riserva ai notai l’attività di redazione ed autenticazione degli atti di compravendita immobiliare – Irricevibilità manifesta»
      Nella causa C‑600/13,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’articolo 267 TFUE, dal Giudice
         di pace di Matera (Italia), con ordinanza del 22 aprile 2013, pervenuta in cancelleria il 21 novembre 2013, nel procedimento
      
      Intelcom Service Ltd
      contro
      Vincenzo Mario Marvulli,
      LA CORTE (Settima Sezione),
      composta da J.L. da Cruz Vilaça, presidente di sezione, G. Arestis e A. Arabadjiev (relatore), giudici,
      avvocato generale: P. Cruz Villalón
      cancelliere: A. Calot Escobar
      vista la fase scritta del procedimento,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per Intelcom Service Ltd, da T. Costa, avvocato,
      –        per Vincenzo Mario Marvulli, da G. Gallotta, R. Longo e V. Provenza, avvocati, 
      –        per la Repubblica italiana, da G. Palmieri e S. Varone, in qualità di agenti,
      –        per il Regno del Belgio, da C. Pochet e M. Jacobs, in qualità di agenti,
      –        per la Repubblica ceca, da. M. Smolek e J. Vláčil, in qualità di agenti,
      –        per la Repubblica federale di Germania, da T. Henze, in qualità di agente,
      –        per la Repubblica di Estonia, da K. Kraavi-Käerdi, in qualità di agente,
      –        per il Regno di Spagna, da M. A. Sampol Pucurull, in qualità di agente,
      –        per la Repubblica francese, da G. de Bergues e D. Colas nonché da F. Gloaguen, in qualità di agenti,
      –        per la Repubblica di Lituania, da J. Nasutavičienė, K. Dieninis e D. Kriaučiūnas, in qualità di agenti,
      –        per la Repubblica d’Austria, da C. Pesendorfer, in qualità di agente,
      –        per la Repubblica di Polonia, da B. Majczyna, in qualità di agente,
      –        per la Romania, da R.H. Radu, A. Buzoianu e A.-G. Vacaru, in qualità di agenti,
      –        per la Commissione europea, da E. Montaguti e H. Tserepa-Lacombe, in qualità di agenti,
      vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di statuire con ordinanza motivata, conformemente all’articolo
         53, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte,
      
      ha emesso la seguente
      Ordinanza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 34 TFUE, 35 TFUE, 37 TFUE, 56 TFUE e 60 TFUE
         nonché della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato
         interno (GU L 376, pag. 36).
      
      2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Intelcom Service Ltd (in prosieguo: la «Intelcom»)
         e il sig. Marvulli in merito ad un’azione per responsabilità contrattuale ed extracontrattuale intesa a conseguire da quest’ultimo
         il risarcimento del danno derivante dal rifiuto delle autorità nazionali di procedere alla trascrizione nei registri immobiliari
         del contratto di compravendita di un bene immobile, appartenente al sig. Marvulli, in mancanza di autentificazione di tale
         contratto da parte di un notaio. 
      
       Contesto normativo 
      3        Ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 2, lettera l), della direttiva 2006/123, quest’ultima non si applica ai «servizi forniti
         da notai e ufficiali giudiziari nominati con atto ufficiale della pubblica amministrazione».
      
      4        Conformemente all’articolo 1350 del codice civile italiano, i contratti di compravendita di beni immobili devono farsi per
         atto pubblico o per scrittura privata, a pena di nullità.
      
      5        L’articolo 2643 del codice civile italiano prevede che i contratti di compravendita di beni immobili siano trascritti nei
         registri immobiliari. Ai sensi dell’articolo 2657 di tale codice, possono essere oggetto di trascrizione solo le sentenze,
         gli atti pubblici, le scritture private con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente e gli atti redatti in un
         paese estero che sono stati legalizzati. 
      
      6        Dalla decisione di rinvio risulta che, conformemente agli articoli 51 e seguenti della legge notarile del 16 febbraio 1913,
         n. 89/1913 (in prosieguo: la «legge n. 89/1913»), ogni atto di compravendita immobiliare deve essere redatto e autenticato
         da un notaio. 
      
       Procedimento principale e questioni pregiudiziali
      7        La Intelcom concludeva con il sig. Marvulli un contratto di compravendita di un fabbricato rurale da ristrutturare, appartenente
         al sig. Marvulli. A termini di tale contratto, le parti contraenti dovevano procedere alla sua trascrizione nei registri immobiliari
         entro l’11 luglio 2012.
      
      8        In tale data le parti si presentavano dinanzi ai registri immobiliari di Matera (Italia). Veniva tuttavia opposto un diniego
         alla loro domanda di trascrizione, in base al rilievo che detto contratto non era stato redatto nella forma dell’atto pubblico.
         
      
      9        La Intelcom agiva per responsabilità contrattuale ed extracontrattuale dinanzi al giudice del rinvio contro il sig. Marvulli,
         deducendo il difetto di trascrizione in detti registri del menzionato contratto di compravendita. 
      
      10      Considerando che la normativa italiana instaura una «vera e propria situazione di monopolio» a favore dei notai, per quanto
         riguarda la redazione e l’autenticazione degli atti di compravendita immobiliare, il giudice del rinvio dubita quanto alla
         conformità di tale normativa con il diritto dell’Unione.
      
      11      Alla luce di quanto sopra, il Giudice di pace di Matera ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte
         le questioni pregiudiziali seguenti: 
      
      «1)      se la legge (…) n. 89/1913 preveda, agli artt. 51 e seguenti, anche in combinato disposto con gli articoli 1350 e 2657 [del
         codice civile italiano], una vera e propria situazione di monopolio in relazione alla fornitura di servizi, in capo alla figura
         del notaio, per ciò che riguarda la redazione e la autenticazione degli atti di compravendita immobiliare in Italia, e ciò
         in palese contrasto con le norme ed i principi dei Trattati dell’Unione europea (art. 49 [CE divenuto articolo 56 TFUE]) che
         prevedono la libera circolazione dei servizi all’interno degli Stati membri dell’Unione ed in particolare con la direttiva
         [2006/123] recepita in Italia mediante il decreto legislativo 26.03.2010 n. 59 [G.U. n. 94 del 23 aprile 2010]; 
      
      2)       se la Corte di giustizia dell’Unione europea ravvisi altresì un altro contrasto della legge (…) n. 89/1913, anche in combinato
         disposto con gli articoli 1350 e 2657 [del codice civile italiano], con le norme del Trattato che prevedono il divieto dei
         monopoli nella fornitura dei servizi (articolo 53 [CE, divenuto articolo 60 TFUE] e articolo 37 [TFUE]);
      
      3)      se la Corte di giustizia dell’Unione europea ravvisi altresì un ulteriore contrasto della legge (…) n. 89/1913, anche in combinato
         disposto con gli articoli 1350 e 2657 [del codice civile italiano], con le norme dell’Unione europea che vietano le c.d. misure
         di effetto equivalente di cui agli articoli 28 [CE] e 29 [CE], poi inserite agli articoli 34 [TFUE] e 35 [TFUE] a seguito
         della riforma apportata dal Trattato di Lisbona, norme vietate dal Trattato poiché tendono a penalizzare i cittadini di alcuni
         Stati membri rispetto ai cittadini di altri Stati membri nell’accesso ai servizi forniti agli stessi (…)».
      
       Sulla ricevibilità della domanda di pronuncia pregiudiziale
      12      Ai sensi dell’articolo 53, paragrafo 2, del regolamento di procedura della Corte, quando una domanda o un atto introduttivo
         è manifestamente irricevibile, la Corte, sentito l’avvocato generale, può statuire in qualsiasi momento con ordinanza motivata,
         senza proseguire il procedimento.
      
      13      Tale norma deve essere applicata nel caso di specie. 
      
      14      Nella specie, il giudice del rinvio, chiamato a decidere in merito a un’azione per responsabilità contrattuale ed extracontrattuale
         proposta contro un privato, chiede alla Corte di verificare la compatibilità, alla luce del diritto dell’Unione, di una normativa
         nazionale che non consente la trascrizione nei registri immobiliari di contratti di compravendita di beni immobili che non
         siano stati redatti, segnatamente, nella forma di atto pubblico. 
      
      15      Secondo costante giurisprudenza, il procedimento ex articolo 267 TFUE costituisce uno strumento di cooperazione tra la Corte
         e i giudici nazionali per mezzo del quale la prima fornisce ai secondi gli elementi d’interpretazione del diritto dell’Unione
         necessari per risolvere la controversia che essi sono chiamati a dirimere (v., in particolare, sentenze Meilicke, EU:C:1992:332,
         punto 22, e Danske Slagterier, C‑445/06, EU:C:2009:178, punto 65). 
      
      16      Orbene, il giudice del rinvio non chiarisce in alcun modo sotto quale profilo l’incompatibilità dedotta della normativa nazionale
         in questione con il diritto dell’Unione potrebbe produrre una qualsivoglia influenza sulla responsabilità contrattuale ed
         extracontrattuale di un privato. 
      
      17      In tale contesto, la questione della conformità di detta normativa nazionale con il diritto dell’Unione risulta inconferente
         ai fini della soluzione della controversia principale. 
      
      18      Conseguentemente, occorre dichiarare che la presente domanda di pronuncia pregiudiziale è manifestamente irricevibile. 
      
       Sulle spese
      19      Nei confronti delle parti nel procedimento principale la presente causa costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione. 
      
      Per questi motivi, la Corte (Settima Sezione) dichiara:
      La domanda di pronuncia pregiudiziale presentata dal Giudice di pace di Matera (Italia) con ordinanza del 22 aprile 2013 è
            manifestamente irricevibile.
      Firme
      * Lingua processuale: l’italiano.