CELEX: 52005PC0541
Language: it
Date: 2005-12-23
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1858/2005 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cavi di acciaio originarie, tra l’altro, dell’India

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                       Bruxelles, 23.12.2005
                                                       COM(2005) 541 definitivo
                                           Proposta di
                            REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
   recante modifica del regolamento (CE) n. 1858/2005 che istituisce un dazio antidumping
        definitivo sulle importazioni di cavi di acciaio originarie, tra l’altro, dell’India
                                 (presentata dalla Commissione)
IT                                                                                           IT
 ---pagebreak---                                          RELAZIONE
   1) CONTESTO DELLA PROPOSTA
      •    Motivazione e obiettivi della proposta
      La presente proposta riguarda l’applicazione del regolamento (CE) n. 384/96 del
      Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di
      dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea, modificato da ultimo
      dal regolamento (CE) n. 461/2004 del Consiglio, dell’8 marzo 2004 (il “regolamento di
      base”), nel procedimento relativo alle importazioni di cavi di fili di acciaio originarie,
      tra l’altro, dell’India.
      •    Contesto generale
      La presente proposta rientra nell’ambito di attuazione del regolamento di base ed è il
      risultato di inchieste svolte conformemente ai requisiti sostanziali e procedurali di cui
      al regolamento di base.
      •    Disposizioni vigenti nel settore oggetto della proposta
      Con il regolamento (CE) n. 1796/1999, il Consiglio ha istituito, tra l’altro, misure
      antidumping definitive sulle importazioni di cavi di fili di acciaio originarie dell’India.
      Parallelamente, con decisione 1999/572/CE, la Commissione ha accettato, tra l’altro,
      l’impegno di una società indiana. Con il regolamento (CE) n. 1858/2005 ha deciso di
      mantenere le misure antidumping applicabili alle importazioni del prodotto in
      questione originarie, tra l’altro, dell’India.
      •    Coerenza con altri obiettivi e politiche dell’Unione
      Non pertinente.
   2) CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL’IMPATTO
      •    Consultazione
      La parte interessata ha già avuto la possibilità di difendere i suoi interessi,
      conformemente alle disposizioni del regolamento di base.
      •    Ricorso al parere di esperti
      Non è stato necessario consultare esperti esterni.
      •    Valutazione dell’impatto
      La presente proposta scaturisce dall’attuazione del regolamento di base.
      Il regolamento di base non prevede una valutazione dell’impatto generale per la
      fattispecie di cui alla presente proposta.
IT                                               2                                                IT
 ---pagebreak---    3) ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
      •    Sintesi delle misure proposte
      Con il regolamento (CE) n. 1858/2005, il Consiglio ha istituito un dazio antidumping
      definitivo sulle importazioni di cavi di fili di acciaio originarie, tra l’altro, dell’India.
      Fa eccezione il prodotto esportato dalla società indiana Usha Belton Ltd (attualmente
      denominata Usha Martin Ltd) da cui la Commissione, con decisione 1999/572/CE, ha
      accettato un impegno relativo ai prezzi.
      Risulta ora che la summenzionata società ha violato l’impegno assunto; la
      Commissione ne ha pertanto revocato l’accettazione.
      È quindi necessario modificare anche il regolamento (CE) n. 1858/2005 al fine di
      abolire l’esenzione dal dazio antidumping di cui beneficia attualmente la società.
      •    Base giuridica
      Regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa
      contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
      Comunità europea, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004 del
      Consiglio, dell’8 marzo 2004.
      •    Principio di sussidiarietà
      La proposta è di competenza esclusiva della Comunità. Pertanto, il principio di
      sussidiarietà non si applica.
      Principio di proporzionalità
      La proposta è conforme al principio di proporzionalità per i motivi seguenti.
      Il tipo di intervento è descritto nel regolamento di base sopra indicato e non consente
      decisioni nazionali.
      Non sono necessarie indicazioni su come ridurre e rendere commisurato all’obiettivo
      della proposta l’onere finanziario e amministrativo a carico della Comunità, dei
      governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini.
      •    Scelta dello strumento
      Strumento proposto: regolamento.
      Altri mezzi non sarebbero adeguati per i motivi seguenti.
      Altri mezzi non sarebbero adeguati in quanto il regolamento di base non prevede
      opzioni alternative.
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 ---pagebreak---    4) INCIDENZA SUL BILANCIO
      La proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio.
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 ---pagebreak---                                                   Proposta di
                                  REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
    recante modifica del regolamento (CE) n. 1858/2005 che istituisce un dazio antidumping
          definitivo sulle importazioni di cavi di acciaio originarie, tra l’altro, dell’India
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
   visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa
   contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
   europea1 (di seguito denominato “regolamento di base”), in particolare gli articoli 8 e 9,
   vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato consultivo,
   considerando quanto segue:
                               A.      PROCEDIMENTO PRECEDENTE
   (1)      Nell’agosto 1999, con il regolamento (CE) n. 1796/19992, il Consiglio ha istituito un
            dazio antidumping definitivo sulle importazioni di cavi d’acciaio (il “prodotto in
            esame”) originarie, tra l’altro, dell’India.
   (2)      Nel novembre 2005, al termine di un riesame in previsione della scadenza ai sensi
            dell’articolo 11, paragrafo 2 del regolamento di base, il Consiglio ha deciso, con il
            regolamento (CE) n. 1858/20053, di mantenere le misure antidumping applicabili alle
            importazioni del prodotto in esame originarie, tra l’altro, dell’India.
   (3)      Con decisione 1999/572/CE4 la Commissione ha accettato l’impegno relativo ai prezzi
            da parte della società indiana Usha Martin Industries & Usha Beltron Ltd. La società
            ha nel frattempo modificato la ragione sociale ed è ora denominata Usha Martin Ltd
            (“UML”). La variazione della ragione sociale non ha in alcun modo inciso sulle
            attività della società.
   (4)      Di conseguenza, le importazioni nella Comunità del prodotto in esame di origine
            indiana, fabbricato dalla UML o da qualsiasi altra società ad essa collegata nel mondo,
            e del tipo oggetto dell’impegno (il “prodotto oggetto dell’impegno”), erano esenti dal
            dazio antidumping definitivo.
   1
            GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 461/2004
            (GU L 77 del 13.3.2004, pag. 12).
   2
            GU L 217 del 17.8.1999, pag .1.
   3
            GU L 299 del 16.11.2005, pag. 1.
   4
            GU L 217 del 17.8.1999, pag. 63. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n.
            1678/2003 (GU L 238 del 25.09.2003, pag. 13).
IT                                                      5                                                   IT
 ---pagebreak---    (5)  Al riguardo, occorre rilevare che taluni tipi di cavi di fili di acciaio attualmente
        prodotti dalla UML non venivano esportati verso la Comunità durante il periodo
        dell’inchiesta che ha determinato l’istituzione di misure antidumping definitive e non
        rientravano, quindi, nell’ambito dell’esenzione determinata dall’impegno. Pertanto,
        tali cavi di fili di acciaio erano assoggettati al pagamento del dazio antidumping
        all’atto dell’immissione in libera pratica nella Comunità.
                      B.      MANCATO RISPETTO DELL’IMPEGNO
   (6)  L’impegno offerto dalla UML obbliga la società (e qualsiasi altra società ad essa
        collegata nel mondo), tra l’altro, ad esportare il prodotto oggetto dell’impegno al
        primo acquirente indipendente della Comunità almeno al prezzo minimo
        all’importazione stabilito nell’impegno. Tale prezzo elimina il pregiudizio causato dal
        dumping. In caso di rivendita nella Comunità al primo acquirente indipendente da
        parte di importatori collegati, il prezzo di rivendita del prodotto oggetto dell’impegno,
        al netto di adeguati aggiustamenti che tengano conto delle spese generali,
        amministrative e di vendita, e di un profitto ragionevole, deve anch’esso collocarsi a
        livelli che eliminino il pregiudizio causato dal dumping.
   (7)  Inoltre, le condizioni dell’impegno impongono alla UML di fornire alla Commissione
        informazioni periodiche e dettagliate sotto forma di relazioni trimestrali sulle vendite
        (e rivendite ad opera delle parti collegate nella Comunità) del prodotto in esame
        originario dell’India. È inteso che tali relazioni riguardino i prodotti oggetto
        dell’impegno beneficiari dell’esenzione dal dazio antidumping e i tipi di cavi di fili di
        acciaio non oggetto dell’impegno e quindi assoggettati al dazio antidumping.
   (8)  Salvo indicazioni contrarie, la Commissione presume che le relazioni presentate sulle
        vendite della UML (e sulle rivendite delle società collegate con sede nella Comunità)
        siano complete, esaurienti ed esatte in ogni loro parte.
   (9)  La UML aveva inoltre preso atto che l’esenzione dai dazi antidumping determinata
        dall’impegno è subordinata alla presentazione alle autorità doganali della Comunità di
        una “fattura corrispondente all’impegno”. Inoltre, la società si è impegnata a non
        emettere fatture corrispondenti all’impegno per le vendite dei tipi di prodotto in esame
        non oggetto dell’impegno e quindi assoggettati al dazio antidumping.
   (10) Tra le condizioni inerenti all’impegno figura quella secondo cui esso si applica a
        qualsiasi società collegata, nel mondo, alla UML.
   (11) Ai fini del rispetto dell’impegno, la UML ha inoltre accettato di fornire tutte le
        informazioni ritenute necessarie dalla Commissione e di permettere verifiche in loco
        presso i suoi impianti, e quelli delle società collegate, per accertare l’esattezza e la
        veridicità dei dati presentati nelle summenzionate relazioni trimestrali.
   (12) Al riguardo sono state effettuate visite di verifica presso la sede della UML in India e
        presso una società collegata alla UML a Dubai, la Brunton Wolf Wire Ropes FZE
        (‘BWWR’).
   (13) La verifica presso la società indiana ha evidenziato che dalle relazioni trimestrali sulle
        vendite oggetto dell’impegno presentate alla Commissione erano stati omessi
        quantitativi considerevoli del prodotto in esame non oggetto dell’impegno. Inoltre, le
IT                                               6                                                 IT
 ---pagebreak---         merci in questione erano state vendute dalla UML ai suoi importatori collegati nel
        Regno Unito e in Danimarca e incluse nelle fatture corrispondenti all’impegno.
   (14) La verifica presso la società di Dubai ha evidenziato che taluni cavi di fili di acciaio
        erano stati esportati verso la Comunità da Dubai e dichiarati all’atto dell’importazione
        nella Comunità originari degli Emirati Arabi Uniti, mentre in realtà avevano origine
        indiana ed erano quindi assoggettati alle misure antidumping applicabili alle
        importazioni di cavi di fili di acciaio originarie dell’India. Le merci in questione non
        erano state riportate nella relazione trimestrale sulle vendite oggetto dell’impegno, né
        erano stati pagati i relativi dazi antidumping, come del resto ha ammesso la stessa
        società. Inoltre, le merci erano state rivendute al primo acquirente indipendente nella
        Comunità a prezzi inferiori al prezzo minimo.
   (15) La decisione n. 2005/…../CE5 della Commissione specifica in dettaglio la natura delle
        violazioni riscontrate.
   (16) Alla luce delle summenzionate violazioni, l’accettazione dell’impegno offerto dalla
        Usha Martin Industries & Usha Beltron Ltd, attualmente denominata Usha Martin Ltd
        (codice addizionale Taric A024) è stata revocata con decisione n. 2005/…../CE della
        Commissione. È necessario quindi istituire immediatamente un dazio antidumping
        definitivo sulle importazioni del prodotto in esame esportato verso la Comunità dalla
        società in questione.
   (17) Conformemente all’articolo 8, paragrafo 9 del regolamento di base, l’aliquota del
        dazio antidumping è stabilita in base ai fatti accertati nel corso dell’inchiesta nel cui
        ambito è stato accettato l’impegno. Poiché l’inchiesta in questione si è conclusa con
        l’accertamento definitivo del dumping e del pregiudizio con il regolamento
        (CE) n. 1796/1999, e poiché le misure sono state confermate con il regolamento
        (CE) n. 1858/2005, è opportuno fissare l’aliquota del dazio antidumping definitivo al
        livello e nella forma stabiliti da detti regolamenti, vale a dire il 23,8% del prezzo netto
        CIF franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto.
               C.      MODIFICA DEL REGOLAMENTO (CE) N. 1858/2005
   (18) Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1858/2005,
   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
   5
        …
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 ---pagebreak---                                               Articolo 1
   La tabella di cui all’articolo 2, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 1858/2005 è sostituita
   dalla tabella seguente:
           Paese                        Società                    Codice
                                                                 addizionale
                                                                   TARIC
   Sudafrica               Haggie                                   A023
                           Lower Germiston Road
                           Jupiter
                           PO Box 40072
                           Cleveland
                           South Africa
                                              Articolo 2
   Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
   ufficiale dell’Unione europea.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                Per il Consiglio
                                                Il Presidente
IT                                                 8                                              IT