CELEX: 62017TN0478
Language: it
Date: 2017-08-02 00:00:00
Title: Causa T-478/17: Ricorso proposto il 2 agosto 2017 — Mutualidad General de la Abogacía, Mutualidad de Previsión Social a prima fija e Hermandad Nacional de Arquitectos Superiores y Químicos, Mutualidad de Previsión Social a prima fija/CRU

25.9.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 318/18
            
         Ricorso proposto il 2 agosto 2017 — Mutualidad General de la Abogacía, Mutualidad de Previsión Social a prima fija e Hermandad Nacional de Arquitectos Superiores y Químicos, Mutualidad de Previsión Social a prima fija/CRU
   (Causa T-478/17)
   (2017/C 318/24)
   Lingua processuale: lo spagnolo
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Mutualidad General de la Abogacía, Mutualidad de Previsión Social a prima fija (Madrid, Spagna) e Hermandad Nacional de Arquitectos Superiores y Químicos, Mutualidad de Previsión Social a prima fija (Madrid) (rappresentanti: R. Pelayo Jiménez e A. Muñoz Aranguren, avvocati)
   
      Convenuto: Comitato di risoluzione unico
   
      Conclusioni
   
   Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione del Comitato di risoluzione unico del 7 giugno 2017 (SRB/EES/2017/08);
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto alle spese processuali.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   La decisione impugnata nel presente procedimento ha istituito una procedura di risoluzione applicabile al Banco Popular Español.
   A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono dieci motivi:
   
               1.
            
            
               Primo motivo, vertente sulla carenza di motivazione della decisione impugnata e sulla conseguente violazione dei diritti a una buona amministrazione e alla tutela giurisdizionale effettiva [articoli 41, paragrafo 2, lettere b) e c), e 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea].
            
         
               2.
            
            
               Secondo motivo, vertente sulla violazione dei diritti della difesa [articolo 41, paragrafo 2, lettera a), della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea].
               
                           —
                        
                        
                           A tale riguardo si afferma che la procedura di risoluzione disciplinata agli articoli 18, 24, paragrafo 2, lettera a), e 27 del regolamento (UE) n. 806/2014 (1) viola i diritti della difesa, in quanto non consente il minimo intervento nel procedimento alle persone interessate da detta risoluzione. A parere delle ricorrenti, gli articoli 32, 38 e 43 della direttiva 2014/59/UE (2) sono viziati dalla stessa illegittimità, dato che non prevedono alcuna audizione degli interessati.
                        
                     
         
               3.
            
            
               Terzo motivo, vertente sulla violazione del diritto di proprietà (articolo 17, paragrafo 1, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea) e del principio della libertà d’impresa (articolo 16 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea).
               
                           —
                        
                        
                           A tale riguardo si afferma che gli articoli 21, 22, 24 e 27 del regolamento (UE) n. 806/2014, nonché gli articoli 38 e 63 della direttiva 2014/59/UE, violano il diritto di proprietà e il principio della libertà d’impresa, giacché consentono la vendita di azioni di un ente finanziario senza permettere osservazioni né richiedere il consenso degli azionisti e attribuiscono alle autorità di risoluzione competenze per ridurre il capitale a zero, sopprimendo le azioni, senza audizione né consenso degli azionisti o degli organi competenti della società.
                        
                     
         
               4.
            
            
               Quarto motivo, vertente sulla violazione del diritto a una tutela giurisdizionale effettiva, sancito all’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e all’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nei limiti in cui è violato il principio della parità delle armi e, di conseguenza, il diritto a un giusto processo.
            
         
               5.
            
            
               Quinto motivo, vertente sulla violazione degli articoli 18, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 806/2014 e 32 della direttiva 2014/59/UE, per essere il Comitato di risoluzione unico incorso in un errore manifesto di valutazione dei fatti, non sussistendo i requisiti previsti dalle citate disposizioni per l’adozione di un programma di risoluzione.
            
         
               6.
            
            
               Sesto motivo, vertente sulla violazione del principio di prudenza bancaria (principio di precauzione), in quanto esistevano altre misure alternative a quelle contemplate nella decisione impugnata, tra cui quelle di intervento precoce, che ostavano all’adozione del programma di risoluzione.
            
         
               7.
            
            
               Settimo motivo, vertente sulla violazione del principio del legittimo affidamento.
            
         
               8.
            
            
               Ottavo motivo, vertente sulla violazione del principio di proporzionalità in relazione al diritto di proprietà.
            
         
               9.
            
            
               Nono motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 806/2014, atteso che la valutazione dell’esperto indipendente non può essere considerata «equa, prudente e realistica».
            
         
               10.
            
            
               Decimo motivo, vertente sulla violazione da parte del convenuto degli articoli 24 del regolamento (UE) n. 806/2004 e 39, paragrafo 2, lettere a), b), d) e f), della direttiva 2014/59/UE, poiché le disposizioni relative alla procedura di vendita competitiva dell’ente stabilite nella sessione esecutiva ampliata del 3 giugno 2017 non erano trasparenti, è stato favorito un potenziale acquirente (El Banco de Santander) e non è stato massimizzato il prezzo di vendita.
            
         
      (1)  Regolamento (UE) n. 806/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 luglio 2014, che fissa norme e una procedura uniformi per la risoluzione degli enti creditizi e di talune imprese di investimento nel quadro del meccanismo di risoluzione unico e del Fondo di risoluzione unico e che modifica il regolamento (UE) n. 1093/2010 (GU 2014, L 225, pag. 1).
   
      (2)  Direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento (GU 2014, L 173, pag. 190).