CELEX: C2002/233/22
Language: it
Date: 2002-09-28 00:00:00
Title: Causa C-263/02 P: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Prima Sezione ampliata) il 3 maggio 2002 nella causa T-177/01, Jégo-Quéré & Cie SA contro Commissione delle Comunità europee, proposto il 17 luglio 2002

C 233/14                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          28.9.2002
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                     Secondo il nuovo criterio elaborato dal Tribunale, una persona
tro la sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado                  fisica o giuridica deve essere ritenuta individualmente interessa-
delle Comunità europee (Prima Sezione ampliata) il 3 mag-                 ta da una disposizione comunitaria di portata generale che la
gio 2002 nella causa T-177/01, Jégo-Quéré & Cie SA                        riguarda direttamente, ove la disposizione di cui trattasi incida,
contro Commissione delle Comunità europee, proposto                       in maniera certa ed attuale, sulla sua sfera giuridica limitando i
                         il 17 luglio 2002                                suoi diritti ovvero imponendole obblighi.
                        (Causa C-263/02 P)
                          (2002/C 233/22)
                                                                          Detto criterio è contrario al sistema giurisdizionale del Trattato.
Il 17 luglio 2002 la Commissione delle Comunità europee,                  Tale sistema è completo e prevede mezzi di tutela giurisdizio-
rappresentata dai sigg. Th. van Rijn e A. Bordes, con domicilio           nali e procedimenti, diretti a conferire alla Corte di giustizia il
eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di                  controllo di legittimità degli atti delle istituzioni. Le persone
giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la sentenza            fisiche e giuridiche sono tutelate contro l’applicazione nei loro
pronunciata dal Tribunale di primo grado delle Comunità                   confronti di atti a portata generale che non possono impugnare
europee (Prima Sezione ampliata) il 3 maggio 2002 nella causa             direttamente dinanzi alla Corte a causa dei requisiti restrittivi
T-177/01, Jégo-Quéré & Cie SA contro Commissione delle                    di cui all’art. 230 del Trattato: i rimedi giurisdizionali possibili
Comunità europee.                                                         per un singolo sono quelli di un ricorso indiretto, con cui
                                                                          viene messa in causa la validità della disposizione controversa
                                                                          nell’ambito di un’azione contro una misura di applicazione di
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                 tale disposizione (art. 241), di un ricorso per risarcimento
                                                                          danni (artt. 235 e 288) o, ancora, di un ricorso pregiudiziale
—     annullare la sentenza pronunciata dal Tribunale il 3 mag-           (art. 234).
      gio 2002, nella causa T-177/01;
—     statuendo essa stessa nella causa di cui trattasi, dichiarare
      irricevibile il ricorso di annullamento del regolamento
      n. 1162/2001 ( 1) o, in subordine, rinviare la causa dinanzi
      al Tribunale;
                                                                          Il Tribunale commette, inoltre, un errore di diritto nel confon-
—     condannare la ricorrente in primo grado alle spese del              dere il diritto a un’azione effettiva, diritto effettivamente
      giudizio, incluso il procedimento dinanzi al Tribunale.             riconosciuto e protetto, con un diritto generale di ricorso
                                                                          diretto dei singoli in controversie aventi ad oggetto l’annulla-
                                                                          mento di atti a portata generale. Né nella giurisprudenza della
Motivi e principali argomenti                                             Corte di giustizia né in quella della Corte dei diritti dell’uomo
                                                                          vengono assimilati i concetti di «azione effettiva» e «ricorso
                                                                          diretto». Pertanto, non è esatto sostenere che i rimedi giurisdi-
La Commissione avanza due motivi a sostegno della sua                     zionali offerti ai singoli nei confronti di disposizioni di portata
impugnazione.                                                             generale non possono più essere considerati, alla luce degli
                                                                          artt. 6 e 13 della Convenzione dei diritti dell’uomo e dell’art. 47
                                                                          della Carta dei diritti fondamentali, idonei a garantire ai singoli
Primo motivo: violazione del regolamento di procedura del                 un diritto di azione effettiva. Tale assimilazione non può
Tribunale in quanto la causa avrebbe dovuto essere rinviata al            nemmeno essere desunta dalle tradizioni costituzionali comuni
Tribunale di primo grado in seduta plenaria.                              degli Stati membri. Nella maggior parte degli Stati membri il
                                                                          diritto di ricorso diretto dei singoli ai fini dell’annullamento di
                                                                          un atto di portata generale viene limitato in diversi modi.
In base all’art. 14, n. 1, del regolamento di procedura del
Tribunale, qualora la difficoltà in diritto o l’importanza della
causa o circostanze particolari lo giustifichino, una causa può
essere rimessa al Tribunale in seduta plenaria. Nella specie, il
Tribunale ha risolto una questione importante ribaltando una
giurisprudenza della Corte consolidata da lungo tempo. Il fatto
di non aver provveduto al rinvio alla seduta plenaria deriva da
un errore di valutazione manifesto che la Corte può censurare.            È errato ritenere, come fa il Tribunale, che nel caso di un
                                                                          regolamento avente effetto e applicabilità diretti vi sia possibi-
                                                                          lità di agire dinanzi al giudice nazionale solo al prezzo di una
Secondo motivo: violazione del diritto comunitario in quanto              violazione del diritto da parte del richiedente e che non si
il Tribunale di primo grado ha interpretato il concetto                   possa chiedere a taluni singoli di violare la legge al fine di
«individualmente interessato» dell’art. 230, n. 4, del Trattato           poter aver accesso alla tutela giurisdizionale. Tale accesso
CE in modo contrario al sistema giurisdizionale istituito dal             sarebbe invece previsto in numerosi ordinamenti giuridici
Trattato.                                                                 nazionali.
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Le censure formulate dal Tribunale in merito al carattere non                 —       Se nel caso di soluzione negativa, le suddette direttive
effettivo dei mezzi di tutela giurisdizionali offerti al singolo                      vadano interpretate nel senso che devono indurre il
dall’ordinamento giurisdizionale comunitario sono pertanto                            giudice a privilegiare l’interpretazione dell’ordinamento
infondate in diritto.                                                                 nazionale che lo autorizza a disapplicare una norma di
                                                                                      diritto interno che vieti al consumatore di invocare o al
                                                                                      giudice di far valere d’ufficio un motivo d’irregolarità che
( 1) Regolamento (CE) della Commissione 14 giugno 2001, n. 1162,                      vizia la stipulazione o il rinnovo di un contratto di credito
     che istituisce misure per la ricostituzione dello stock di naselli               al consumo, alla scadenza di un termine in deroga al
     nelle sottozone CIEM III, IV, V, VI e VII, e nelle divisioni CIEM                diritto comune, in quanto quest’ultimo costituirebbe una
     VIII a, b, d, e, e le condizioni ad esse associate per il controllo
                                                                                      restrizione eccezionale dei diritti ad agire del consumatore
     delle attività di pesca (GU L 159, pag. 4).
                                                                                      e recherebbe pregiudizio all’efficacia della tutela del
                                                                                      consumatore.
                                                                              (1 ) Direttiva del Consiglio 22 dicembre 1986, 87/102/CEE, relativa
                                                                                   al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e
                                                                                   amministrative degli Stati Membri in materia di credito al consumo
                                                                                   (GU L 42 del 12.2.1987, pag. 48).
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-                        (2 ) Direttiva del Consiglio 22 febbraio 1990, 90/88/CEE, che modifica
nal d’instance de Vienna, con ordinanza 5 luglio 2002,                             la direttiva 87/102/CEE, relativa al ravvicinamento delle disposi-
nella causa SA Cofinoga Mérignac contro Sylvain                                    zioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri
                              Sachithanathan                                       in materia di credito al consumo (GU L 61 del 10.3.1990,
                                                                                   pag. 14).
                            (Causa C-264/02)
                             (2002/C 233/23)
                                                                              Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte
                                                                              Suprema di Cassazione — Sezioni Unite Civili — con
Con ordinanza 5 luglio 2002, pervenuta nella cancelleria della                ordinanza 11 aprile 2002, nella causa Frahuil SA contro
Corte il 18 luglio 2002, nella causa SA Cofinoga Merignac                                                   Assitalia SpA.
contro Sylvain Sachithanathan, il Tribunal d’instance de Vienna
ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le                                           (Causa C-265/02)
seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                                                           (2002/C 233/24)
—      Se le direttive del Consiglio 22 dicembre 1986, 87/
       102/CE ( 1), e 22 febbraio 1990, 90/88/CE (2) vadano
       interpretate nel senso che impongono al giudice nazionale              Con ordinanza 11 aprile 2002, pervenuta nella Cancelleria
       di privilegiare l’interpretazione dell’ordinamento naziona-            della Corte di giustizia delle Comunità europee il 18 luglio
       le che obbliga gli istituti di credito al consumo a portare            2002, nella causa Frahuil SA contro Assitalia SpA, la Corte
       a conoscenza del mutuatario-consumatore, per iscritto, il              Suprema di Cassazione — Sezioni Unite Civili — ha sottoposto
       tasso annuo effettivo globale vigente, prima di ogni                   alla Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente
       proroga di un contratto di credito rinnovabile mediante                questione pregiudiziale:
       quote, per il quale sia stato stipulato un tasso di interesse
       variabile.                                                             «Se l’art. 5 n. 1 della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre
                                                                              1968, nella versione modificata dalla Convenzione del
—      Se le suddette direttive debbano interpretarsi nel senso               9 ottobre 1978 relativa all’adesione del Regno di Danimarca,
       che impongono al giudice nazionale di privilegiare l’inter-            dell’Irlanda e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
       pretazione dell’ordinamento nazionale che obbliga gli                  del Nord, dalla Convenzione del 25 ottobre 1982 relativa
       istituti di credito al consumo a portare a conoscenza dello            all’adesione della Repubblica ellenica, dalla Convenzione del
       stesso consumatore la clausola di variazione di detto                  26 maggio 1989 relativa all’adesione del Regno di Spagna e
       tasso annuo effettivo globale prima di ogni proroga di un              della Repubblica portoghese e dalla Convenzione del
       siffatto contratto.                                                    29 novembre 1996 relativa all’adesione della Repubblica
                                                                              d’Austria, della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia,
—      Se le suddette direttive vadano interpretate nel senso che             debba o meno essere interpretato nel senso che nella nozione
       devono indurre il giudice a privilegiare l’interpretazione             di ’materia contrattuale’ sia ricompresa l’obbligazione della
       dell’ordinamento nazionale che lo autorizza a prendere                 quale il fideiussore, che in forza di contratto di garanzia
       in considerazione un motivo di irregolarità che vizia la               stipulato con lo spedizioniere abbia pagato i tributi doganali,
       stipulazione o il rinnovo di un contratto di credito al                chieda in giudizio l’adempimento in surrogazione dell’Ammi-
       consumo, come la mancata menzione del tasso annuo                      nistrazione finanziaria ed in via di regresso nei confronti del
       effettivo globale, invocato dal consumatore o rilevato                 terzo debitore proprietario della merce importata, rimasto
       d’ufficio, senza limiti di tempo, nell’ambito di una contro-           estraneo al contratto fideiussorio.»
       versia sorta da un’azione di pagamento intentata dall’isti-
       tuto mutuante.