CELEX: 52015DC0268
Language: it
Date: 2015-05-13 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2015 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2015 dei Paesi Bassi

COMMISSIONE
                        EUROPEA
                                                Bruxelles, 13.5.2015
                                                COM(2015) 268 final
                                Raccomandazione di
                    RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
              sul programma nazionale di riforma 2015 dei Paesi Bassi
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2015 dei Paesi Bassi
 ---pagebreak---                                            Raccomandazione di
                           RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                   sul programma nazionale di riforma 2015 dei Paesi Bassi
  e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2015 dei Paesi Bassi
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121,
paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento
della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento
delle politiche economiche1, in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici2, in
particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione europea3,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo4,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione
          di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata su
          un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave
          in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
          competitività dell’Europa.
(2)       Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla base delle proposte della
          Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche
          economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una
          decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore
          dell’occupazione. che insieme formano gli “orientamenti integrati”. Gli Stati membri
1
         GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
2
         GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
3
         COM(2015) 268.
4
         P8_TA(2015)0067, P8_TA(2015)0068, P8_TA(2015)0069.
 ---pagebreak---      sono stati invitati a tenerne conto nelle proprie politiche nazionali in materia
     economica e di occupazione.
(1)  L’8 luglio 2014 il Consiglio ha adottato una raccomandazione sul programma
     nazionale di riforma 2014 dei Paesi Bassi e ha formulato il suo parere sul programma
     di stabilità aggiornato dei Paesi Bassi per il 2014. Il 28 novembre 2014, in linea con
     il regolamento (UE) n. 473/20135, la Commissione ha presentato il suo parere sul
     documento programmatico di bilancio 2015 dei Paesi Bassi6.
(2)  Il 28 novembre 2014 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita7,
     segnando l’inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche
     economiche 2015. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del
     regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta8, in cui i
     Paesi Bassi sono stati annoverati tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di
     un esame approfondito.
(3)  Il 18 dicembre 2014 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per stimolare gli
     investimenti, accelerare le riforme strutturali e perseguire un responsabile
     risanamento di bilancio favorevole alla crescita.
(4)  Il 26 febbraio 2015 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2015
     relativa ai Paesi Bassi9, nella quale valuta i progressi compiuti dai Paesi Bassi nel dar
     seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate l’8 luglio 2014. La
     relazione per paese comprende i risultati dell’esame approfondito a norma
     dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011. L’analisi ha portato la
     Commissione a concludere che i Paesi Bassi presentano squilibri macroeconomici
     eccessivi che richiedono un’azione politica e un monitoraggio. Permangono rischi
     legati al livello elevato del debito privato a cui bisogna prestare attenzione, anche se
     le misure adottate di recente favoriscono la ripresa del mercato abitativo e frenano
     l’aumento dei crediti ipotecari. Sebbene l’elevato avanzo delle partite correnti sia in
     parte riconducibile alle caratteristiche strutturali dell’economia, la struttura del
     sistema pensionistico e del regime fiscale potrebbe portare a un’allocazione
     inefficiente del capitale.
(5)  Il 30 aprile 2015 i Paesi Bassi hanno presentato il programma nazionale di
     riforma 2015 e il loro programma di stabilità 2015. I due programmi sono stati
     valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
(6)  I Paesi Bassi sono attualmente soggetti al braccio preventivo del patto di stabilità e
     crescita e al criterio transitorio del debito. Nel programma di stabilità per il 2015 il
     governo prevede un graduale miglioramento del disavanzo nominale fino a
     raggiungere l’1,8% del PIL nel 2015 e lo 0,7% del PIL nel 2018. Il governo prevede
     di soddisfare l’obiettivo a medio termine – ossia un disavanzo strutturale pari allo
     0,5% del PIL – nel corso di tutto il periodo di riferimento del programma. Secondo il
     programma di stabilità, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe raggiungere un
     picco del 68,8% nel 2015 e diminuire gradualmente al 66,1% nel 2018. Lo scenario
     macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio è plausibile. Stando alle
     previsioni di primavera 2015 della Commissione il saldo strutturale dovrebbe
     conseguire l’obiettivo a medio termine e attestarsi a -0,3% del PIL nel 2015 e a -
5
    GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11.
6
    C(2014) 8810.
7
    COM(2014) 902.
8
    COM(2014) 904.
9
    SWD(2015) 38.
 ---pagebreak---     0,4% del PIL nel 2016. Sulla base della sua valutazione del programma di stabilità e
    tenendo conto delle previsioni di primavera 2015 della Commissione, il Consiglio è
    del parere che i Paesi Bassi rispetteranno le disposizioni del patto di stabilità e
    crescita. Attestatasi allo 0,84% del PIL nel 2013, la spesa pubblica per la ricerca e lo
    sviluppo risulta modesta in considerazione del livello di istruzione, di formazione
    accademica e di sviluppo economico dei Paesi Bassi. La spesa pubblica in questo
    settore è in calo dal 2014, mentre la spesa del settore privato per R&S rimane
    limitata. Il trasferimento della spesa pubblica verso la ricerca e l’innovazione, in
    particolare la ricerca di base e l’attuazione di politiche quadro atte a sbloccare gli
    investimenti privati nella R&S, contribuirebbe a rafforzare il potenziale di crescita a
    lungo termine dell’economia neerlandese.
(7) Una sfida fondamentale è costituita dal mercato immobiliare, in cui le rigidità e gli
    incentivi distorsivi che si sono accumulati nel corso dei decenni hanno condizionato
    le modalità di finanziamento degli immobili residenziali e i comportamenti di
    risparmio del settore. La tendenza delle famiglie a contrarre mutui ipotecari lordi
    dando come garanzia il patrimonio immobiliare è dovuta a incentivi fiscali di vecchia
    data, in particolare la piena deducibilità fiscale degli interessi sui mutui ipotecari.
    Dal 2012 è stata attuata una serie di misure che riguarda in parte tali incentivi.
    Alcune di queste misure prevedono di rivedere il trattamento fiscale dei
    finanziamenti per gli immobili residenziali. Le misure per ridurre gradualmente la
    deducibilità fiscale degli interessi ipotecari e aumentare gli incentivi
    all’ammortamento sono assodate, ma la loro introduzione avviene a un ritmo troppo
    lento per poter incidere in modo significativo sulle abitudini di ammortamento e
    persisterà un notevole incentivo fiscale ad investire in cespiti improduttivi. Il
    rapporto del 100% tra prestito ipotecario e valore dell’immobile, che deve esser
    raggiunto nel 2018, rimane elevato. Il mercato della locazione immobiliare è limitato
    da disposizioni di legge e dall’esistenza di un settore degli alloggi popolari molto
    grande, nel quale si registrano anche lunghe liste di attesa. L’introduzione di una
    maggiore differenziazione dei canoni d’affitto in base al reddito nel settore degli
    alloggi popolari è un passo nella giusta direzione, ma il suo impatto è limitato. In
    base a una nuova legge, le società edili dovranno separare le attività di interesse
    economico generale (l’edilizia popolare) dalle altre attività. Resta ancora da provare
    che le misure proposte vanno nella voluta direzione di assegnare gli alloggi popolari
    alle persone in stato di bisogno e di garantire la disponibilità di case popolari per i
    cittadini svantaggiati che non sono in grado di pagare un alloggio alle condizioni di
    mercato.
(8) La sostenibilità a lungo termine del sistema pensionistico è stata migliorata. Oltre al
    progressivo aumento, nell’ambito del primo pilastro del sistema pensionistico,
    dell’età pensionabile legale da 65 anni nel 2012 a 67 nel 2023 e al suo collegamento
    alla speranza di vita negli anni successivi, i Paesi Bassi hanno adottato un’ampia
    riforma del pilastro del sistema pensionistico finanziato con fondi privati e del
    sistema di assistenza a lungo termine. La vigilanza finanziaria sui fondi pensione è
    stata migliorata e il sistema è stato reso più resiliente agli shock finanziari. Il tutto è
    stato integrato da riforme per incoraggiare i lavoratori più anziani a lavorare più a
    lungo. A seguito delle riforme, le competenze per l’assistenza di lunga durata sono
    state assegnate ai comuni, riducendo così la spesa totale e aumentando l’efficienza.
    La qualità e l’accessibilità dell’assistenza di lunga durata devono essere monitorate.
(9) Le problematiche rimanenti includono un’adeguata distribuzione intra- e
    intergenerazionale dei costi e dei rischi in aggiunta alle norme già adottate
    sull’indicizzazione e sulle riserve finanziarie (quadro di valutazione finanziario), in
 ---pagebreak---       particolare riducendo i contributi versati dai giovani. Migliorare l’equità attuariale
      dei contributi per il secondo pilastro del sistema pensionistico potrebbe aiutare le
      famiglie a destinare le loro risorse economiche in modo più favorevole alla crescita.
(10)  L’ampia riforma della legislazione a tutela dell’occupazione, adottata nel 2014, mira
      a incrementare la partecipazione al mercato del lavoro e la mobilità. I disincentivi
      fiscali all’occupazione sono stati ridotti. La legislazione adottata dal Parlamento
      fisserà una quota di assunzioni riservata alle persone con disabilità. L’impatto di tali
      misure potrà essere valutato in modo esaustivo soltanto dopo la loro attuazione.
      Occorrono ulteriori misure per migliorare l’integrazione delle persone ai margini del
      mercato del lavoro, comprese le persone provenienti da un contesto migratorio.
(11)  Tenendo conto dei pagamenti obbligatori di natura non fiscale, il cuneo fiscale nei
      Paesi Bassi è nettamente superiore alla media dell’UE e vi è margine per trasferire
      l’imposizione fiscale a fattori meno dannosi per la crescita. La prevista riforma
      fiscale contribuirebbe ad aumentare la partecipazione al mercato del lavoro. Una
      volta adottata, il suo impatto deve essere oggetto di un attento monitoraggio.
(12)  Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa
      della politica economica dei Paesi Bassi che ha pubblicato nella relazione per
      paese 2015. Ha altresì valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di
      riforma nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte ai Paesi Bassi negli anni
      precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini
      della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dei Paesi
      Bassi, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla
      luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo
      insieme, offrendo un contributo a livello di UE per le future decisioni nazionali. Le
      raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle
      raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 3.
(13)  Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di
      stabilità dei Paesi Bassi ed è del parere10 che i Paesi Bassi rispettino il patto di
      stabilità e crescita.
(14)  Alla luce dell’esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il
      Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di
      stabilità. Le sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE)
      n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 3.
(15)  Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato inoltre un’analisi
      della politica economica della zona euro nel suo complesso. Sulla base di tale analisi
      il Consiglio ha formulato raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri la cui
      moneta è l’euro. I Paesi Bassi dovrebbero altresì assicurare l’attuazione piena e
      tempestiva di tali raccomandazioni.
RACCOMANDA che i Paesi Bassi adottino provvedimenti nel 2015 e nel 2016 al fine di:
1.    Riorientare la spesa pubblica verso investimenti in R&S e lavorare sulle condizioni
      generali che consentano di migliorare la spesa del settore privato per R&S al fine di
      controbilanciare la tendenza al ribasso della spesa del settore pubblico per R&S e
      aumentare il potenziale di crescita economica.
2.    Accelerare la riduzione della deducibilità fiscale degli interessi sui mutui ipotecari, in
      modo da ridurre gli incentivi fiscali agli investimenti in attività improduttive.
10
     A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.
 ---pagebreak---          Prevedere un meccanismo di fissazione degli affitti più orientato al mercato nel
         mercato delle locazioni e stabilire una più stretta correlazione tra i canoni e i redditi
         delle famiglie nel settore dell’edilizia popolare.
3.       Ridurre il livello dei contributi versati al secondo pilastro del sistema pensionistico
         per gli occupati nei primi anni della loro vita lavorativa.
Fatto a Bruxelles, il
                                               Per il Consiglio
                                               Il presidente