CELEX: 52013PC0444
Language: it
Date: 2013-06-24
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese e che abroga le misure antidumping sulle importazioni di assi da stiro originarie dell'Ucraina a seguito di un riesame in previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, e di un riesame intermedio parziale a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio

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		52013PC0444
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese e che abroga le misure antidumping sulle importazioni di assi da stiro originarie dell'Ucraina a seguito di un riesame in previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, e di un riesame intermedio parziale a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio /* COM/2013/0444 final - 2013/0212 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
 Motivazione e obiettivi della proposta La presente proposta riguarda l'applicazione del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1] (di seguito "il regolamento di base") nell'inchiesta di riesame in previsione della scadenza del dazio antidumping in vigore sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese ("RPC") e dell'Ucraina e nell'inchiesta di riesame intermedio parziale delle misure antidumping applicabili alle importazioni di assi da stiro originarie dell'Ucraina.   || 
 Contesto generale La proposta è presentata nel quadro dell'applicazione del regolamento di base ed è il risultato di inchieste svolte in conformità ai requisiti sostanziali e procedurali di cui al regolamento di base. 
 Disposizioni vigenti nel settore della proposta Con il regolamento (CE) n. 452/2007[2] il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo che varia dal 9,9% al 38,1% sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese e dell'Ucraina. Con il regolamento (UE) n. 1243/2010[3] il Consiglio ha istituito un dazio definitivo sulle importazioni del prodotto in esame effettuate dalla società Since Hardware (Guangzhou) Co., un produttore esportatore cinese di assi da stiro.   
 Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione Non pertinente. 
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI DELL'IMPATTO
 Consultazione delle parti interessate 
 In conformità alle disposizioni del regolamento di base, le parti interessate coinvolte nel procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i propri interessi nel corso dell'inchiesta. 
 Ricorso al parere di esperti 
 Non è stato necessario consultare esperti esterni. 
 Valutazione dell'impatto La presente proposta è il risultato dell'attuazione del regolamento di base. Il regolamento di base non prevede una valutazione generale dell'impatto, ma contiene un elenco completo delle condizioni da valutare. 
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
 Sintesi delle misure proposte Il 25 aprile 2012 la Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, l'apertura di un riesame in previsione della scadenza delle misure antidumping in vigore sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese e dell'Ucraina. Il riesame è stato avviato in seguito a una domanda documentata presentata da tre produttori dell'Unione che rappresentano una percentuale considerevole, in questo caso oltre il 40%, della produzione dell'Unione di assi da stiro. Il 12 giugno 2012 la Commissione ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, l'apertura di un riesame in previsione della scadenza delle misure antidumping in vigore sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese e dell'Ucraina. L'inchiesta di riesame in previsione della scadenza ha dimostrato il persistere di importazioni in dumping dalla Repubblica popolare cinese e la probabilità di reiterazione del pregiudizio. Per quanto riguarda le importazioni del prodotto in esame dall'Ucraina, non sono stati constatati né dumping né la probabilità di reiterazione del dumping. È stato inoltre stabilito che il mantenimento delle misure in vigore sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese e l'abrogazione delle misure in vigore sulle importazioni di assi da stiro originarie dell'Ucraina non erano contrari all'interesse dell'Unione. L'inchiesta di riesame intermedio parziale non ha dimostrato che le importazioni del prodotto in esame del produttore esportatore ucraino interessato, risultato rappresentativo per tutto il paese, sono oggetto di dumping. Si propone pertanto che il Consiglio adotti l'allegata proposta di regolamento mirante a prorogare le misure attualmente in vigore sulle importazioni del prodotto in esame provenienti dalla Repubblica popolare cinese e ad abrogare le misure in vigore sulle importazioni del prodotto in esame provenienti dall'Ucraina. Essa dovrà essere pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro il 25 luglio 2013. 
 Base giuridica Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea. 
 Principio di sussidiarietà La proposta è di competenza esclusiva dell'Unione europea. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica. 
 Principio di proporzionalità La proposta rispetta il principio di proporzionalità per i motivi di seguito indicati. 
 Il tipo di intervento è descritto nel già citato regolamento di base e non consente l'adozione di decisioni a livello nazionale. 
 Non sono necessarie indicazioni sui mezzi per ridurre e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini. 
 Scelta dello strumento 
 Strumento proposto: regolamento. 
 Altri strumenti non sarebbero adeguati per il seguente motivo: il regolamento di base non prevede altre opzioni. 
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
La proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio
dell'Unione.
2013/0212 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping
definitivo sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica
popolare cinese e che abroga le misure antidumping sulle importazioni di assi
da stiro originarie dell'Ucraina a seguito di un riesame in previsione della
scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, e di un riesame intermedio
parziale a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1225/2009
del Consiglio 
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea,
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea[4]
("regolamento di base"), in particolare l'articolo 9, paragrafo 4, e
l'articolo 11, paragrafi 2, 3 e 6,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
1.           Misure
in vigore
(1)       Con
il regolamento (CE) n. 452/2007, del 23 aprile 2007[5], il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo che varia
dal 9,9% al 38,1% sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica
popolare cinese ("RPC" o "Cina") e dell'Ucraina; con il
regolamento (UE) n. 1243/2010[6] il
Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
assi da stiro della società Since Hardware (Guangzhou) Co. Ltd., un produttore
esportatore cinese di assi da stiro, a seguito di una nuova inchiesta a norma
dell'articolo 5 del regolamento di base ("le inchieste iniziali"). 
(2)       Con il regolamento (UE)
n. 270/2010[7]
il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
assi da stiro della Guangzhou Power Team Houseware Co. Ltd., un produttore
esportatore cinese di assi da stiro. 
(3)       Con il regolamento (UE)
n. 580/2010[8]
il Consiglio ha portato il dazio antidumping definitivo in vigore sulle
importazioni di assi da stiro originarie dell'Ucraina al 7%, a seguito di un
riesame intermedio limitato al dumping, a norma dell'articolo 11,
paragrafo 3, del regolamento di base. 
(4)       Con il regolamento (UE)
n. 77/2010[9]
il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
assi da stiro della Greenwood Houseware (Zhuhai) Ltd., un produttore
esportatore cinese di assi da stiro, a seguito di un riesame relativo ai nuovi
esportatori a norma dell'articolo 11, paragrafo 4, del regolamento di base. 
(5)       Con
il regolamento (UE) n. 805/2010[10] il
Consiglio ha reistituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
assi da stiro della Foshan Shunde Yongjian Housewares and Hardware Co. Ltd,
Foshan, un produttore esportatore cinese di assi da stiro, come provvedimento
per conformarsi alla sentenza della Corte di giustizia nella causa C-141/08 P[11]. 
(6)       Con il regolamento (UE)
n. 987/2012[12],
il Consiglio ha reistituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese, prodotte dalla
Zhejiang Harmonic Hardware Products Co. Ltd, come provvedimento per conformarsi
alla sentenza della Corte di giustizia nella causa T-274/07[13].
(7)       Le suddette inchieste sono di
seguito denominate anche "inchieste precedenti". 
2.           Domande di riesame 
2.1.        Riesame
in previsione della scadenza delle misure antidumping in vigore nei confronti
dell'Ucraina e della RPC
(8)       In seguito alla pubblicazione
di un avviso di imminente scadenza[14]
delle misure antidumping in vigore, il 25 gennaio 2012 la Commissione
ha ricevuto una domanda di apertura di un riesame in previsione della scadenza
di tali misure, in conformità all'articolo 11, paragrafo 2, del
regolamento di base. 
(9)       La domanda è stata presentata
da tre produttori dell'Unione che rappresentano una percentuale considerevole,
in questo caso oltre il 40%, della produzione dell'Unione di assi da stiro
("i richiedenti del riesame in previsione della scadenza").
(10)     La
domanda di riesame in previsione della scadenza si riferiva a tutti i paesi
attualmente interessati dalle misure in vigore, cioè la RPC e l'Ucraina, ed era
motivata dal fatto che la scadenza delle misure avrebbe potuto comportare il
persistere del dumping e del pregiudizio ai danni dell'industria dell'Unione.
(11)     Avendo stabilito, dopo aver
sentito il comitato consultivo, che esistevano elementi di prova sufficienti
per l'apertura di un riesame in previsione della scadenza, il
25 aprile 2012 la Commissione ha annunciato, con un avviso di
apertura pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea[15] ("avviso di apertura di
un riesame in previsione della scadenza"), l'avvio di un riesame in
previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del
regolamento di base.
2.2.        Riesame
intermedio parziale delle misure antidumping in vigore nei confronti dell'Ucraina,
riguardante l'unico produttore esportatore dell'Ucraina
(12)     Il 17 marzo 2012 la
Commissione ha ricevuto una domanda di apertura di un riesame intermedio
parziale limitato al dumping, a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del
regolamento di base. La domanda è stata presentata dalla Eurogold Industries
Ltd., unico produttore esportatore del prodotto in esame dell'Ucraina ("il
richiedente del riesame intermedio"). 
(13)     Secondo il richiedente del riesame
intermedio, le circostanze in base alle quali erano state istituite le misure
sono cambiate e tali mutamenti sono di carattere duraturo. Per questo motivo
egli ha sostenuto che le misure antidumping in vigore non fossero più
necessarie per compensare il dumping. 
(14)     Avendo stabilito, dopo aver
sentito il comitato consultivo, che esistevano elementi di prova sufficienti
per aprire un riesame intermedio parziale, il 12 giugno 2012 la
Commissione ha avviato il presente riesame[16]
("avviso di apertura di un riesame intermedio"). 
3.           Inchiesta 
3.1.        Riesame in previsione della
scadenza
(a)         
Periodo dell'inchiesta di riesame in
previsione della scadenza e periodo in esame
(15)     L'inchiesta relativa al
dumping e al pregiudizio per il riesame in previsione della scadenza ha
riguardato il periodo compreso tra il 1° gennaio 2011 e il
31 dicembre 2011 ("periodo dell'inchiesta di riesame in
previsione della scadenza" o "PIRPS"). L'esame delle tendenze
nel contesto dell'analisi del pregiudizio ha riguardato il periodo tra il
gennaio 2008 e la fine del PIRPS ("periodo in esame").
(b)         
Parti interessate dall'inchiesta e
campionamento 
(16)     La Commissione ha informato
ufficialmente dell'apertura del riesame in previsione della scadenza i
richiedenti, gli altri produttori noti dell'Unione, i produttori esportatori,
gli importatori, gli utilizzatori dell'Unione notoriamente interessati e le
loro associazioni e i rappresentanti dei paesi esportatori interessati. Le
parti interessate hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio punto di
vista per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine fissato nell'avviso
di apertura del riesame in previsione della scadenza. È stata concessa un'audizione
a tutte le parti interessate che ne hanno fatto richiesta e che hanno
dimostrato di avere particolari motivi per essere sentite.
(17)     In
considerazione del numero elevato di produttori esportatori cinesi e di
produttori dell'Unione, nell'avviso di apertura del riesame in previsione della
scadenza è stato previsto il ricorso al campionamento, a norma dell'articolo 17
del regolamento di base. 
(18)     Per
consentire alla Commissione di decidere se fosse necessario un campionamento e,
in tal caso, di selezionare un campione rappresentativo, i produttori
esportatori cinesi sono stati invitati a manifestarsi alla Commissione e a
fornire le informazioni specificate nell'avviso di apertura del riesame in
previsione della scadenza. Solo due esportatori produttori della RPC si sono
manifestati ed hanno fornito alla Commissione le informazioni richieste nell'avviso
di apertura. Per questo motivo il campionamento non è stato ritenuto
necessario. 
(19)     L'unico
produttore esportare ucraino ha collaborato al riesame intermedio parziale
parallelo ed ha chiesto che i dati verificati e raccolti nel contesto del
riesame intermedio fossero utilizzati ai fini del presente riesame in
previsione della scadenza (cfr. considerando 31).
(20)     Nell'avviso di apertura del
riesame in previsione della scadenza la Commissione ha annunciato di aver
selezionato in via provvisoria un campione di produttori dell'Unione. Tale
campione comprendeva tre società su circa 20-30 produttori dell'Unione noti per
la fabbricazione del prodotto simile prima dell'apertura dell'inchiesta. Le tre
società incluse nel campione sono state scelte in base al volume di vendita e
di produzione del prodotto simile nel 2011 nonché per la loro posizione
geografica nell'Unione. Il campione rappresentava oltre il 40% della produzione
e delle vendite totali stimate dell'Unione durante il PIRPS ed è stato perciò considerato
rappresentativo. Le parti interessate sono state invitate a consultare il
fascicolo e a presentare osservazioni sull'appropriatezza di tale scelta entro
15 giorni dalla data di pubblicazione dell'avviso di apertura. Nessuna parte
interessata si è espressa in merito al campione proposto. 
(21)     Nessun importatore
indipendente nell'Unione si è manifestato ed ha collaborato all'inchiesta di
riesame in previsione della scadenza.
(c)         
Questionari e verifica 
(22)     La Commissione ha raccolto e
verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per valutare il rischio di
persistenza o reiterazione del dumping e del conseguente pregiudizio nonché l'interesse
dell'Unione. 
(23)     A entrambi i produttori
esportatori cinesi che hanno partecipato al campionamento sono stati inviati
questionari. Solo uno ha collaborato e risposto al questionario. 
(24)     I tre produttori dell'Unione
inclusi nel campione hanno risposto al questionario. Inoltre, quattro
produttori dell'Unione che hanno collaborato hanno fornito dati di carattere
generale per l'analisi del pregiudizio.
(25)     Sono state effettuate visite
di verifica presso le sedi delle seguenti società:
·              
RPC
–              
Greenwood Houseware (Zhuhai) Limited, Guangdong,
Cina
–              
Brabantia S&S, Hong Kong
·              
Produttori dell'Unione 
–              
Colombo New Scal SpA, Italia
–              
Rörets Polska Spółka z.o.o., Polonia
–              
Vale Mill (Rochdale) Ltd, Regno Unito.
(26)     Vista la necessità di
stabilire un valore normale per i produttori esportatori della RPC cui non è
stato concesso il TEM nelle inchieste iniziali, una visita di verifica per stabilire
il valore normale in base ai dati di un paese di riferimento è stata effettuata
presso la sede della seguente società:
·              
Ucraina
–              
Eurogold Industries Ltd., Zhytomyr, Ucraina. 
(d)         
Comunicazione delle informazioni 
(27)     Tutte le parti interessate
sono state informate dei fatti e delle considerazioni principali in base ai
quali si intende raccomandare l'istituzione di un dazio antidumping definitivo
sulle importazioni del prodotto in esame originario della RPC e chiudere l'inchiesta
relativa alle misure antidumping in vigore sulle importazioni del prodotto in
esame originario dell'Ucraina. Dopo la comunicazione di queste informazioni è
stato concesso alle parti un termine entro il quale potevano presentare le proprie
osservazioni. Non sono pervenute osservazioni.
3.2.        Riesame intermedio parziale 
(a)         
Periodo dell'inchiesta del riesame
intermedio
(28)     In conformità all'articolo 11,
paragrafo 3, del regolamento di base, il periodo dell'inchiesta del riesame
intermedio parziale relativa alle importazioni originarie dell'Ucraina ha
riguardato il periodo tra il 1° aprile 2011 e il
31 marzo 2012 ("periodo dell'inchiesta del riesame
intermedio"). Un periodo d'inchiesta meno recente, come quello del riesame
in previsione della scadenza, non sarebbe stato conforme alle disposizioni dell'articolo
6, paragrafo 1, del regolamento di base. Inoltre, un periodo dell'inchiesta
simile è stato utilizzato in un procedimento di rimborso parallelo.
(b)         
Parti interessate dall'inchiesta 
(29)     La Commissione ha informato
ufficialmente il richiedente del riesame intermedio e i rappresentanti del
paese esportatore interessato riguardo all'apertura del riesame intermedio
parziale. Le parti interessate hanno avuto la possibilità di comunicare
osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine fissato
nell'avviso di apertura del riesame intermedio. È stata concessa un'audizione a
tutte le parti interessate che ne hanno fatto richiesta e che hanno dimostrato
di avere particolari motivi per essere sentite.
(c)         
Questionari e verifica
(30)     La
Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie
per valutare il dumping fornite dal richiedente del riesame intermedio nonché
la necessità di mantenere le misure. 
(31)     Il richiedente del riesame
intermedio rappresenta la totalità delle importazioni del prodotto in esame
dall'Ucraina. A tale società è stato inviato un questionario, al quale essa ha
risposto. Una visita di verifica è stata effettuata nella sua sede seguente:
·              
Ucraina
–              
Eurogold Industries Ltd., Zhytomyr, Ucraina.
(d)         
Comunicazione delle informazioni
(32)     Tutte le parti sono state
informate dei fatti e delle considerazioni principali in base ai quali si
intendeva chiudere l'inchiesta relativa alle misure antidumping in vigore sulle
importazioni del prodotto in esame originarie dell'Ucraina. Dopo la
comunicazione di queste informazioni è stato concesso alle parti un termine
entro il quale potevano presentare le proprie osservazioni. Non sono pervenute osservazioni.

B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(33)     Il prodotto oggetto del
riesame in previsione della scadenza e del riesame intermedio parziale è lo
stesso prodotto oggetto dei regolamenti (CE) n. 452/2007 e (UE)
n. 1243/2010 del Consiglio, vale a dire assi da stiro con o senza
supporto, dotate o meno di piano aspirante e/o riscaldante e/o soffiante,
comprendenti un braccio per stirare le maniche, e i componenti essenziali, cioè
le gambe, il piano e il portaferro, originari della Repubblica popolare cinese
e dell'Ucraina ("il prodotto in esame"), attualmente classificati ai
codici NC ex 3924 90 00, ex 4421 90 98, ex 7323 93 00, ex 7323 99 00, ex 8516
79 70 ed ex 8516 90 00. 
(34)     Come le inchieste iniziali, le
presenti inchieste di riesame hanno confermato che il prodotto in esame e le
assi da stiro fabbricate e vendute sui mercati interni dei paesi interessati,
le assi da stiro fabbricate e vendute dall'industria dell'Unione sul mercato
dell'Unione e quelle fabbricate e vendute sul mercato del paese di riferimento,
l'Ucraina, hanno le stesse caratteristiche fisiche e tecniche di base e gli
stessi impieghi di base.
(35)     Tali prodotti sono quindi
considerati prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del
regolamento di base.
C. DUMPING, RISCHIO DI PERSISTENZA O
REITERAZIONE DEL DUMPING E CARATTERE DURATURO DEL MUTAMENTO DI CIRCOSTANZE
1.           Dumping – Riesame in
previsione della scadenza – PRPC
1.1.        Osservazioni
generali
(36)     Come già accennato, all'inchiesta
ha collaborato un unico produttore esportatore cinese, che rappresenta solo una
parte trascurabile della totalità delle esportazioni cinesi durante il PIRPS. I
risultati per tale società non sono quindi stati considerati rappresentativi
per il paese. 
(37)     Alle autorità cinesi e ai
produttori esportatori cinesi che non hanno collaborato è stata pertanto notificata
l'applicazione dell'articolo 18, paragrafo 1, del regolamento di base ed è
stata data loro la possibilità di presentare osservazioni a norma dell'articolo
18, paragrafo 4, del regolamento di base. A tale riguardo non è pervenuta
alcuna osservazione.
(38)     Conformemente all'articolo 18,
paragrafo 1, del regolamento di base, i risultati relativi al dumping e al
rischio di persistenza del dumping riportati di seguito hanno dovuto essere
basati sui dati disponibili, in particolare sulle informazioni della richiesta
di riesame in previsione della scadenza e sulle statistiche a disposizione
della Commissione risultate più accurate, cioè i dati trasmessi mensilmente
dagli Stati membri a norma dell'articolo 14, paragrafo 6, del regolamento di
base ("banca dati 14.6") Le altre fonti statistiche come la banca
dati sulle esportazioni cinesi ed Eurostat (8 cifre) non sono risultate
attendibili, perché i codici doganali comprendevano prodotti diversi dal
prodotto in esame. 
1.2.        Valore normale
(a)         
Paese di riferimento
(39)     In conformità all'articolo 2,
paragrafo 7, lettera a), del regolamento di base, il valore normale per i
produttori esportatori ai quali non è stato concesso il TEM va stabilito in
base ai prezzi sul mercato interno o al valore normale costruito in un paese di
riferimento.
(40)     A tal fine la Commissione ha
suggerito nell'avviso di riesame in previsione della scadenza che si
utilizzasse l'Ucraina come paese di riferimento. L'Ucraina è stata uno dei
paesi utilizzati nelle inchieste precedenti come paese terzo ad economia di
mercato adeguato per stabilire il valore normale per la RPC. Tutte le parti
interessate hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni in merito
alla scelta del paese di riferimento. A tale riguardo non è pervenuta alcuna
osservazione.
(41)     La
Commissione ha cercato inoltre di ottenere la collaborazione di altri possibili
paesi di riferimento, come la Malaysia, la Bosnia Erzegovina, l'India, Israele
e la Turchia. Solo le autorità turche hanno risposto fornendo un elenco di
produttori noti da contattare, senza indicare se fossero disposte a collaborare
all'inchiesta. Contemporaneamente l'unico produttore esportatore ucraino ha
accettato che i suoi dati forniti e verificati nel contesto del riesame
intermedio parallelo venissero utilizzati ai fini del riesame in previsione
della scadenza. I dati sono rappresentativi per tutto il paese.
(42)     In considerazione dei fatti
sopra indicati e delle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 7, lettera a),
del regolamento di base, è stato concluso che l'Ucraina è un paese di
riferimento adeguato. 
(b)         
Determinazione del valore normale nel paese di
riferimento 
(43)     L'unico produttore esportatore
ucraino non ha collaborato al riesame in previsione della scadenza, ma al
riesame intermedio parziale parallelo ed ha messo a disposizione i suoi dati,
raccolti e verificati nel corso del riesame intermedio parziale, ai fini del
riesame in previsione della scadenza. 
(44)     Dato
che i periodi dell'inchiesta del riesame in previsione della scadenza e dell'inchiesta
intermedia coincidono largamente e considerando che l'esportatore ucraino in
questione rappresenta il 100% delle esportazioni dall'Ucraina verso l'Unione,
il valore normale è stato stabilito in base ai dati raccolti e verificati nel corso
del riesame intermedio parziale parallelo (cfr. considerando 77 e 83).
1.3.        Prezzo all'esportazione 
(45)     Il prezzo all'esportazione per
i produttori esportatori cinesi che non hanno collaborato è stato determinato
in base ai dati disponibili, in conformità all'articolo 18 del regolamento di
base. Il prezzo all'esportazione è stato quindi stabilito in base alle
statistiche sulle importazioni a disposizione della Commissione (banca dati
14.6) calcolati sulla base della media ponderata. 
(46)     Nel caso del produttore esportatore
cinese, i prezzi all'esportazione sono stati basati sul prezzo al quale i
prodotti importati sono stati rivenduti per la prima volta ad un acquirente
indipendente, in conformità all'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di
base. 
1.4.        Confronto

(47)     Per i produttori esportatori
cinesi che non hanno collaborato il confronto tra il valore normale e il prezzo
all'esportazione è stato effettuato a livello franco fabbrica. Ai fini di un
equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione è stato tenuto
debitamente conto, con opportuni adeguamenti, delle differenze che influiscono
sui prezzi e sulla loro comparabilità, ai norma dell'articolo 2,
paragrafo 10, del regolamento di base. In tutti i casi in cui i costi di
trasporto hanno influito sulla comparabilità dei prezzi, sono stati applicati
opportuni adeguamenti, stabiliti in base ai dati forniti dal produttore
esportatore cinese che ha collaborato. 
(48)     Nel caso del produttore
esportatore cinese, è stato fatto il confronto tra la media ponderata del
valore normale e quella del prezzo all'esportazione, stabilito in base ai dati
forniti e verificati, confrontati a livello franco fabbrica per tipo di
prodotto e allo stesso stadio commerciale. Ai fini di un equo confronto tra il valore
normale e il prezzo all'esportazione è stato tenuto debitamente conto, con
opportuni adeguamenti, delle differenze che influiscono sui prezzi e sulla loro
comparabilità, ai norma dell'articolo 2, paragrafo 10, del
regolamento di base. Se opportuno, sono stati applicati adeguamenti fino al
5,9% per i costi di trasporto in tutti i casi in cui questi hanno inciso sulla
comparabilità. 
1.5.        Margine di dumping
(49)     In conformità all'articolo 2,
paragrafo 11, del regolamento di base, il margine di dumping per il produttore
esportatore cinese che ha collaborato è stato stabilito in base a un confronto
tra la media ponderata del valore normale per ciascun tipo di prodotto e la
media ponderata del prezzo all'esportazione del corrispondente tipo di prodotto
in esame. Questo confronto indicativo non ha dimostrato l'esistenza di pratiche
di dumping. Dato che le importazioni di tale società hanno rappresentato solo
una parte marginale del volume totale delle importazioni cinesi, i risultati relativi
a detta società non sono stati considerati rappresentativi per tutta la RPC.
(50)     Nel caso dei produttori
esportatori cinesi che non hanno collaborato, il margine di dumping è stato
stabilito in base a un confronto tra la media ponderata del valore normale e
quella del prezzo all'esportazione. A causa della mancanza di collaborazione
non è stato possibile un confronto per tipo di prodotto. Come spiegato nei
considerando 44 e 45, il confronto è stato basato invece sui dati statistici ed
ha dimostrato l'esistenza di un margine di dumping indicativo pari all'11,5%. 
1.6.        Rischio
di persistenza del dumping da parte della RPC
(51)     A
causa della scarsa collaborazione non erano disponibili informazioni sul
mercato interno cinese durante l'inchiesta. L'esportatore cinese che ha
collaborato ha prodotto unicamente per il mercato dell'Unione e non disponeva
di informazioni sulla situazione interna. 
(52)     I risultati sul rischio di
persistenza del dumping hanno dovuto essere basati principalmente sulle
informazioni fornite nella richiesta di riesame in previsione della scadenza e
su quelle verificate e pubblicate nel quadro del riesame in previsione della
scadenza effettuato nel giugno 2010 dalla International Trade Commission
degli Stati Uniti ("US sunset review")[17], che la Commissione ha
ritenuto importante ai fini della sua inchiesta. 
(a)         
Volume e prezzi delle importazioni oggetto
di dumping dalla RPC
(53)     Nonostante le misure in atto e
anche se nel periodo in esame è stato registrato un calo delle importazioni
cinesi, come descritto al considerando 106, queste hanno continuato ad avere
una quota di mercato significativa nell'Unione, pari a circa il 15-20%, durante
il PIRPS, con prezzi inferiori di quasi il 20% rispetto a quelli dell'Unione nello
stesso periodo (cfr. considerando 109). 
(54)     Vista la considerevole quota
di mercato e la continuazione di una forte sottoquotazione dei prezzi nel
PIRPS, si può ragionevolmente prevedere che volumi considerevoli di
importazioni cinesi continueranno ad esercitare una notevole pressione sui
prezzi dell'industria dell'Unione in caso di abrogazione delle misure.
(b)         
Capacità di produzione e capacità produttiva
inutilizzata nella PRC
(55)     I dati pubblicati nel riesame
in previsione della scadenza degli USA dimostrano che nella RPC esiste una
capacità produttiva significativa che rappresenta circa l'80% del consumo dell'Unione
(2009). La Commissione non ha trovato informazioni più recenti che contraddicano
quelle raccolte dall'autorità statunitense che ha effettuato l'inchiesta. Data
la mancanza di collaborazione, non è stato possibile stabilire con precisione la
capacità produttiva inutilizzata. 
(56)     In
base alle informazioni contenute nella richiesta di riesame in previsione della
scadenza, il numero di produttori esistenti nella RPC rimane elevato. Non è
stata trovata quindi alcuna indicazione di una riduzione della capacità di
produzione nella RPC.
(57)     In base alle informazioni tratte
dalla Commissione dal riesame in previsione della scadenza degli USA e come
confermato dai risultati del presente riesame in previsione della scadenza riguardo
al produttore esportatore cinese che ha collaborato, possono inoltre essere facilmente
installate capacità supplementari per soddisfare un aumento della domanda,
poiché la produzione è basata soprattutto sul lavoro manuale. Dall'inchiesta è
emerso anche che i produttori che fabbricano altri prodotti oltre al prodotto
in esame sono in grado di passare facilmente dalla produzione di altri prodotti
a quella del prodotto in esame a seconda della domanda. In caso di abrogazione
del dazio antidumping è quindi molto probabile che i produttori cinesi
sarebbero in grado di aumentare la loro produzione di assi da stiro in modo
relativamente rapido, senza bisogno di sostanziali investimenti. 
(58)     In base alle informazioni
disponibili si è quindi concluso che nella RPC sono disponibili, almeno
potenzialmente, notevoli capacità che potrebbero essere riorientate verso il
mercato dell'Unione in caso di scadenza delle misure antidumping. 
(c)         
Attrattività del mercato dell'Unione e dei
mercati di altri paesi terzi
(59)     A causa della scarsa
collaborazione e della mancanza di dati attendibili non è stato possibile
effettuare un confronto tra i prezzi delle importazioni verso i mercati dell'Unione
e di altri paesi terzi e i prezzi del mercato interno cinese. Il confronto
indicativo basato sui dati disponibili ha rivelato l'applicazione di prezzi
notevolmente inferiori per le importazioni cinesi rispetto ai prezzi medi dell'Unione
(cfr. considerando 109). Il mercato dell'Unione è quindi considerato attrattivo
in termini di prezzi per i produttori esportatori cinesi.
(60)     In base ai risultati del
riesame in previsione della scadenza degli USA, che non sono stati smentiti da
alcuna informazione contraria, il mercato dell'Unione può inoltre essere
considerato attualmente il maggior mercato di esportazione dei produttori
cinesi. Il secondo mercato di esportazione è quello degli USA, che resta chiuso
per i produttori esportatori cinesi perché i dazi antidumping sono elevati e
sono stati estesi recentemente fino al 2015. 
(61)     La quota di mercato delle
importazioni cinesi, relativamente stabile e considerevole nonostante le misure
in vigore, indica che l'Unione continua ad essere un mercato di esportazione attrattivo
per i produttori esportatori cinesi. La chiusura del mercato statunitense,
secondo mercato di esportazione, dimostra che la capacità di assorbimento dei
mercati dei paesi terzi è limitata. Il mercato dell'Unione potrà quindi essere
preso di mira dai produttori esportatori cinesi se saranno abrogate le misure
antidumping nei confronti della RPC.
(d)         
Comportamento in passato
(62)     Le informazioni raccolte nel
quadro del riesame in previsione della scadenza degli USA dimostrano che i
produttori cinesi sono fortemente orientati verso l'esportazione. Ciò sembra
confermato in parte dai risultati del presente riesame in previsione della
scadenza, da cui emerge che l'unico produttore esportatore non è attivo sul
mercato interno cinese, ma è orientato esclusivamente all'esportazione. 
(63)     L'estensione
delle misure antidumping da parte degli USA a seguito del riesame "US
sunset review" indica che il dumping praticato dei produttori
esportatori cinesi su altri mercati potrà essere ripetuto sul mercato dell'Unione
in caso di abrogazione delle misure in vigore. 
(64)     Inoltre, il comportamento di
un esportatore cinese, Since Hardware (Guangzhou) Co, che in passato ha
beneficiato di un'aliquota del dazio dello 0%, può essere considerato esemplare
per il probabile comportamento degli esportatori cinesi in caso di abrogazione
delle misure. Since Hardware, uno dei maggiori produttori esportatori cinesi,
ha aumentato la sua quota di mercato nell'Unione di circa il 64% in termini di
volume, con pratiche di dumping di circa il 52% e l'applicazione di prezzi
inferiori del 16% rispetto a quelli dell'industria dell'Unione[18]. Vista l'attrattività
del mercato dell'Unione e le capacità disponibili nella RPC, questo
comportamento passato indica che in caso di abrogazione delle misure è
probabile che vengano effettuate importazioni in dumping di volumi considerevoli.

1.7.        Conclusioni
sul rischio di persistenza del dumping da parte della RPC
(65)     Alla luce dei risultati sopra
descritti si può concludere che, considerando la significativa capacità
produttiva disponibile nella RPC, la capacità dei produttori cinesi di
aumentare rapidamente i volumi di produzione e di destinarli all'esportazione,
il livello significativo di dumping e di sottoquotazione dei prezzi di tali
esportazioni e l'attrattività del mercato dell'Unione per tali esportazioni, è ragionevole
presumere che un'abrogazione delle misure porterebbe a un aumento delle
esportazioni in dumping di assi da stiro dalla RPC verso l'Unione.
2.           Dumping – Riesame in
previsione della scadenza – Ucraina
2.1.        Osservazioni
generali
(66)     Nel caso dell'Ucraina, l'unico
produttore esportatore ucraino non ha collaborato al riesame in previsione
della scadenza e quindi si sono dovuti utilizzare i dati disponibili. Dato che
i periodi dell'inchiesta di riesame in previsione della scadenza e dell'inchiesta
di riesame intermedio coincidono e considerando che il produttore esportatore
ucraino rappresenta il 100% delle importazioni dall'Ucraina, i dati raccolti e
verificati nel corso del riesame intermedio sono stati utilizzati come dati
disponibili nel riesame parallelo in previsione della scadenza, in accordo con
tale produttore.
2.2.        Risultati
(67)     I risultati del riesame
intermedio descritti sotto nella sezione 6 sono stati utilizzati come dati
disponibili ai fini del riesame in previsione della scadenza. 
2.3.        Margine di dumping
(68)     In conformità all'articolo 2,
paragrafo 11, del regolamento di base, il margine di dumping è stato stabilito
in base a un confronto tra la media ponderata del valore normale per ciascun
tipo di prodotto e la media ponderata del prezzo all'esportazione del tipo di
prodotto in esame corrispondente. Tale confronto non ha dimostrato il ricorso a
pratiche di dumping.
2.4.        Rischio di reiterazione del
dumping
(69)     Per quanto riguarda il rischio
di reiterazione del dumping, sono stati analizzati i seguenti elementi: il
volume e i prezzi delle importazioni in dumping provenienti dall'Ucraina, l'attrattività
del mercato dell'Unione e dei mercati di altri paesi terzi, la capacità
produttiva e la capacità eccedente disponibile per le esportazioni del
produttore ucraino.
(a)         
Volume e prezzi delle importazioni oggetto
di dumping dall'Ucraina 
(70)     Le importazioni di assi da
stiro originarie dell'Ucraina sono aumentate del 24%. La quota di mercato
corrispondente è aumentata leggermente dall'8% nel 2008 al 10% nel periodo dell'inchiesta
del riesame in previsione della scadenza. 
(71)     Nel corso del periodo in
esame, i prezzi all'importazione hanno seguito lo stesso andamento dei prezzi
di vendita dell'industria dell'Unione sul mercato dell'UE. Nel complesso, i
prezzi all'importazione sono aumentati del 14% dal 2008 fino al periodo dell'inchiesta
del riesame in previsione della scadenza. 
(b)         
Attrattività del mercato dell'Unione e dei
mercati di altri paesi terzi
(72)     Durante il periodo in esame i
prezzi all'esportazione dell'Ucraina verso i paesi terzi sono stati
generalmente inferiori ai suoi prezzi sul mercato dell'Unione. Questa
differenza di prezzo era superiore al 10% del livello dei prezzi all'esportazione
nel periodo dell'inchiesta del riesame in previsione della scadenza. 
(73)     I prezzi all'esportazione
ucraini verso i paesi terzi sono stati generalmente inferiori ai prezzi all'esportazione
dell'Ucraina verso l'Unione, il che conferma la conclusione che il mercato dell'Unione
è attrattivo perché permette maggiori profitti. 
(c)         
Capacità produttiva e capacità eccedente
disponibile per le esportazioni del produttore ucraino
(74)     Durante il periodo dell'inchiesta
del riesame in previsione della scadenza solo una piccola parte della capacità
produttiva dell'Ucraina era disponibile per le esportazioni. 
(75)     Secondo le informazioni
raccolte nel corso dell'inchiesta, non è previsto un ulteriore aumento di
capacità in Ucraina. Non esiste quindi alcun rischio che le esportazioni verso
l'Unione aumentino in caso di abrogazione delle misure.
(d)         
Conclusioni sul rischio di reiterazione del
dumping da parte dell'Ucraina
(76)     In considerazione di quanto
precede, in particolare dei risultati riguardanti l'evoluzione prevista della
capacità, si ritiene che non vi sia alcun rischio che il produttore esportatore
ucraino riprenda ad esportare quantitativi pregiudizievoli a prezzi di dumping
verso il mercato dell'Unione a breve e medio termine in caso di abrogazione
delle misure. 
3.           Dumping – Riesame intermedio
– Ucraina
3.1.        Valore normale
(77)     In conformità all'articolo 2,
paragrafo 2, del regolamento di base, è stato esaminato se il volume
totale delle vendite del prodotto simile sul mercato interno ad acquirenti
indipendenti fosse rappresentativo durante il periodo dell'inchiesta del
riesame intermedio, cioè se il volume totale di tali vendite corrispondesse al
5% o più del volume delle vendite del prodotto in esame esportato nell'Unione. Su
questa base, le vendite sul mercato interno del produttore ucraino che ha
collaborato sono state considerante nel complesso rappresentative.
(78)     La Commissione ha individuato successivamente
tipi di prodotto venduti sul mercato interno che sono identici o comparabili ai
tipi esportati nell'Unione.
(79)     Per ciascun tipo di prodotto
venduto dal produttore esportatore sul suo mercato interno e considerato
identico o comparabile al tipo di prodotto esportato nell'Unione, è stato
esaminato se le vendite sul mercato interno fossero sufficientemente
rappresentative ai fini dell'articolo 2, paragrafo 2, del regolamento
di base. Le vendite sul mercato interno di un particolare tipo di prodotto sono
state considerate sufficientemente rappresentative quando il volume totale
delle vendite di quel tipo di prodotto ad acquirenti indipendenti sul mercato
interno durante il periodo dell'inchiesta del riesame intermedio costituiva
almeno il 5% del volume totale delle vendite del tipo di prodotto comparabile
esportato nell'Unione. 
(80)     In seguito è stato esaminato
se le vendite sul mercato interno del prodotto simile potessero essere
considerate come eseguite nell'ambito di normali operazioni commerciali
conformemente all'articolo 2, paragrafo 4, del regolamento di base ed
è stata definita per ciascun tipo di prodotto la percentuale delle vendite
remunerative ad acquirenti indipendenti sul mercato interno. 
(81)     Quando il volume delle vendite
di un tipo di prodotto venduto a prezzi netti pari o superiori al costo di
produzione calcolato rappresentava più dell'80% del volume totale delle vendite
di quel tipo di prodotto e quando la media ponderata del prezzo di quel tipo di
prodotto era pari o superiore al costo di produzione unitario, il valore
normale è stato determinato in base al prezzo effettivamente applicato sul
mercato interno, calcolato come media ponderata dei prezzi di tutte le vendite
di quel tipo di prodotto, remunerative o meno, effettuate sul mercato interno
durante il periodo dell'inchiesta del riesame intermedio.
(82)     Quando il volume delle vendite remunerative di un tipo di
prodotto rappresentava l'80 % o meno del volume totale delle vendite di
quel tipo di prodotto o quando il prezzo medio ponderato di quel tipo di
prodotto era inferiore al costo di produzione unitario, il valore normale è
stato determinato in base al prezzo effettivamente applicato sul mercato
interno, calcolato come prezzo medio ponderato delle sole vendite remunerative
di quel tipo di prodotto effettuate sul mercato interno nel periodo dell'inchiesta
del riesame intermedio.
(83)     Per quanto riguarda i tipi di
prodotto non remunerativi, il valore normale è stato calcolato in conformità
all'articolo 2, paragrafi 3 e 6, del regolamento di base. Il valore normale è
stato calcolato sommando al costo di fabbricazione del produttore ucraino nel
periodo dell'inchiesta del riesame in previsione della scadenza la media
ponderata delle spese generali, amministrative e di vendita sostenute nelle
normali operazioni commerciali e la media ponderata del profitto realizzato per
i tipi di prodotto remunerativi. 
3.2.        Prezzo
all'esportazione
(84)     Dato che il produttore
esportatore ucraino ha effettuato esportazioni nell'UE direttamente ad
acquirenti indipendenti dell'Unione, i prezzi all'esportazione si sono basati
sui prezzi realmente pagati o pagabili per il prodotto in esame, in conformità
all'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base. 
3.3.        Confronto
(85)     Il valore normale e il prezzo
all'esportazione sono stati confrontati a livello franco fabbrica. Ai fini di
un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione è stato tenuto
debitamente conto, con opportuni adeguamenti, delle differenze che influiscono
sui prezzi e sulla loro comparabilità, a norma dell'articolo 2,
paragrafo 10, del regolamento di base. Sono stati applicati adeguamenti
per le spese di trasporto, assicurazione e movimentazione, i costi accessori e
di imballaggio, i costi dei crediti, le spese bancarie e le commissioni, in
tutti i casi in cui è stato dimostrato che incidevano sulla comparabilità dei
prezzi. 
3.4.        Margine di dumping
(86)     In conformità all'articolo 2,
paragrafo 11, del regolamento di base, il margine di dumping è stato stabilito
in base a un confronto tra la media ponderata del valore normale per ciascun
tipo di prodotto e la media ponderata del prezzo all'esportazione del corrispondente
tipo di prodotto in esame. Il confronto non ha dimostrato l'esistenza di
pratiche di dumping.
4.           Carattere duraturo del
mutamento di circostanze - Ucraina
(87)     In conformità all'articolo 11,
paragrafo 3, del regolamento di base, è stato inoltre verificato se il mutamento
delle circostanze potesse essere ragionevolmente considerato duraturo. 
4.1.        Carattere
duraturo del mutamento di circostanze
(88)     Il produttore ucraino ha
ristrutturato l'organizzazione delle vendite in modo tale che a partire dal
dicembre 2010 le sue vendite all'esportazione nell'Unione del prodotto in
esame sono state effettuate direttamente all'acquirente indipendente senza l'intervento
di una società di vendita collegata. Il calcolo dei prezzi all'esportazione è
stato quindi adeguato per tenere conto di queste nuove circostanze. 
(89)     Questi mutamenti sono
considerati di carattere duraturo dato che i compiti precedentemente svolti
dalla società collegata sono stati effettivamente trasferiti al produttore
ucraino per un periodo di circa un anno. Non sono stati riscontrati elementi
che indichino la possibilità di futuri cambiamenti della struttura delle
vendite. Si conclude pertanto che il mutamento di circostanze ha carattere
duraturo.
D. DEFINIZIONE
DELL'INDUSTRIA DELL'UNIONE 
Produzione dell'Unione e industria dell'Unione
(90)     Il
prodotto simile è stato fabbricato da circa 20-30 fabbricanti dell'Unione, che
costituiscono l'industria dell'Unione ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1,
del regolamento di base. 
(91)     La produzione annuale dell'industria
dell'Unione è stata stimata in base ai risultati dell'inchiesta di cui al
considerando 1, riguardanti le importazioni di assi da stiro della società
Since Hardware (Guangzhou) Co., un produttore esportatore cinese di assi da
stiro, e in base ai dati forniti dai produttori dell'Unione che hanno
collaborato. Come indicato al considerando 65 del regolamento (UE)
n. 1243/2010 del Consiglio, che istituisce un dazio antidumping definitivo
sulle importazioni del suddetto produttore esportatore, la produzione annuale
di assi da stiro nell'Unione può essere stimata in oltre 5 milioni di unità nel
2009. In mancanza di altre informazioni, è stato quindi considerato ragionevole
supporre che la produzione annuale totale dell'Unione ammontasse a 5 milioni di
unità all'inizio del periodo in esame del presente riesame in previsione della
scadenza (2008). L'evoluzione del volume di produzione nel periodo in esame è
stata stabilita in base all'evoluzione del volume di produzione dei produttori
dell'Unione che hanno collaborato. Il volume di produzione dell'Unione così
stabilito è stato stimato in 5,2 milioni di unità nel PIRPS. 
(92)     Come indicato al considerando
20, è stato selezionato un campione di tre produttori dell'Unione che
rappresentano il 40% della produzione totale dell'Unione del prodotto simile.
Questi produttori inclusi nel campione hanno risposto al questionario.
(93)     Anche altri quattro produttori
dell'Unione hanno fornito informazioni sui loro dati di produzione e di
vendita. 
(94)     I
sette produttori dell'Unione suddetti sono risultati rappresentare più del 55%
della produzione totale del prodotto simile dell'Unione.
(95)     Il mercato delle assi da stiro
dell'Unione è caratterizzato soprattutto da piccoli e medi produttori situati
in vari Stati membri, tra cui la Germania, l'Italia, i Paesi Bassi, la Polonia,
il Portogallo, la Spagna e il Regno Unito.
E. SITUAZIONE DEL MERCATO DELL'UNIONE
(96)     Dato che in Ucraina esiste un unico
produttore esportatore, il consumo dell'Unione e alcuni indicatori
macroeconomici sono presentati in forma indicizzata o in fasce numeriche, in
modo da tutelare la riservatezza, conformemente all'articolo 19 del regolamento
di base. 
5.           Consumo
dell'Unione
(97)     Il
consumo dell'Unione è stato stabilito sulla base dei volumi di vendita dell'industria
dell'Unione sul mercato dell'UE, come descritto al considerando 100, e del
volume delle importazioni, come indicato nella banca dati 14.6. 
(98)     Per
quanto riguarda i volumi delle importazioni dalla RPC, i dati dell'unico
esportatore cinese che ha collaborato non hanno potuto essere utilizzati per
estrapolare l'importo totale delle importazioni dalla RPC, poiché
rappresentavano solo una minima parte della totalità delle importazioni dalla
RPC. Il volume totale delle importazioni ha quindi dovuto essere stabilito in
base ai dati disponibili, in conformità all'articolo 18 del regolamento di
base. Dato che i relativi codici NC di Eurostat comprendono altri prodotti
oltre al prodotto in esame, anche i dati di Eurostat non sono stati ritenuti
adeguati per stabilire i volumi delle importazioni dalla RPC. Vista la
scarsissima collaborazione dei produttori esportatori cinesi e la mancanza di
collaborazione degli importatori non collegati, l'unica fonte statistica
attendibile per determinare i volumi delle importazioni sono state le
informazioni contenute nella banca dati 14.6. Dato che nella banca dati 14.6 i
volumi delle importazioni sono riportati solo in kg, i dati hanno dovuto essere
convertiti in unità, utilizzando il tasso di conversione stabilito per le importazioni
dall'Ucraina nel riesame intermedio parallelo. Ciò è stato ritenuto ragionevole
perché le importazioni della società cinese che ha collaborato non sono state
considerate rappresentative e inoltre, come indicato al considerando 36, l'Ucraina
è stata utilizzata anche come paese di riferimento per determinare il valore
normale per la RPC. Quindi i dati sono stati considerati rappresentativi per
determinare il livello delle importazioni cinesi. 
(99)     Nel
caso delle importazioni dall'Ucraina, sono stati utilizzati i dati verificati
forniti nelle risposte al questionario durante il riesame intermedio parallelo.
Anche se il periodo dell'inchiesta intermedia andava dal
1° aprile 2011 al 31 marzo 2012 e non copriva quindi il
primo trimestre del periodo dell'inchiesta di riesame in previsione della
scadenza, le informazioni sono risultate adeguate per la determinazione dei
volumi delle importazioni. I dati sono stati infatti verificati e trovati
accurati e rappresentativi per determinare i volumi delle importazioni dall'Ucraina
nel periodo dell'inchiesta del riesame in previsione della scadenza.
(100)   I
volumi delle vendite dell'industria dell'Unione sul mercato dell'UE sono stati
stimati estrapolando il rapporto tra il totale del volume di produzione e il totale
del volume delle vendite dei sette produttori dell'Unione che hanno collaborato
al totale del volume di produzione stimato dell'industria dell'Unione per
ciascun anno del periodo in esame. 
(101)   Di conseguenza il consumo dell'Unione
è diminuito dell'11% tra il 2008 e il PIRPS. Più precisamente, la domanda
apparente è diminuita di 7 punti percentuali tra il 2008 e il 2009, mentre è
aumentata di 9 punti percentuali tra il 2009 e il 2010. Durante il PIRPS il
consumo dell'Unione ha raggiunto un totale di 9-10 milioni di unità, che costituisce
una riduzione del 13% rispetto all'anno precedente. 
 Tabella 1 
 Volume (in migliaia di unità) || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) || 
 Consumo || 10 000 – 11 000 || 9 000 – 10 000 || 10 000 – 11 000 || 9 000 – 10 000 || 
 Indice || 100 || 93 || 102 || 89 || 
 Fonte: banca dati costituita a norma dell'articolo 14,  paragrafo 6, risposte al questionario   ||   ||   ||   
6.           Importazioni dai paesi in
esame
Valutazione cumulativa degli effetti delle
importazioni dai paesi interessati 
(102)   Nell'inchiesta iniziale
conclusa nel 2007 le importazioni originarie della RPC e dell'Ucraina sono
state esaminate cumulativamente, in conformità all'articolo 3, paragrafo 4, del
regolamento di base. Si è verificato se una valutazione cumulativa fosse
appropriata anche nel presente riesame in previsione della scadenza.
(103)   A tale riguardo è risultato che
il margine di dumping stabilito per le importazioni dalla RPC era superiore al
livello minimo (11,5%) fissato nell'articolo 9, paragrafo 3, del regolamento di
base. Per quanto riguarda le importazioni dall'Ucraina, non è stato constatato
alcun dumping per il PIRPS né alcun rischio di reiterazione del dumping. Le
importazioni dall'Ucraina devono quindi essere decumulate dalle importazioni
dalla RPC, dato che non sono soddisfatti i criteri stabiliti nell'articolo 3,
paragrafo 4, del regolamento di base.
7.           Importazioni dalla RPC 
7.1.        Volume
e quota di mercato
(104)   Come indicato al considerando
98, data la collaborazione estremamente scarsa dei produttori esportatori
cinesi, il volume totale delle importazioni dalla RPC è stato stabilito in base
ai dati disponibili della banca dati 14.6, in conformità all'articolo 18 del
regolamento di base.
(105)   Le
importazioni del prodotto in esame dalla RPC sono quindi diminuite in termini
assoluti da [tra 4 e 4,5 milioni di unità] nel 2008 a [tra 1,5 e 2,0 milioni di
unità] nel PIRPS, vale a dire del 59% durante il periodo in esame. Questo calo
è stato particolarmente pronunciato tra il 2010 e il PIRPS, quando le
importazioni dalla RPC sono diminuite del 36%, da [tra 3 e 3,5 milioni] nel
2010 a [tra 1,5 e 2,0 milioni di unità] nel PIRPS. Questo calo coincide con la
reintroduzione del dazio antidumping per la società Since Hardware nel dicembre
2010 (cfr. considerando 64).
(106)   Mentre le quote di mercato delle
importazioni cinesi sono diminuite di 22 punti percentuali durante il periodo
in esame, durante il PIRPS la quota di mercato detenuta era sostanziale, cioè il
15-20%. 
 Tabella 2 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 Volumi delle importazioni dalla RPC soggette a misure (in migliaia di unità) || 4 000 - 4 500 || 3 000 - 3 500 || 3 000 - 3 500 || 1 500 - 2 000 
 Indice || 100 || 73 || 76 || 40 
 Quota di mercato delle importazioni dalla RPC soggette a misure || 40% - 45% || 30% - 35% || 30% - 35% || 15% - 20% 
 Fonte: banca dati costituita a norma dell'articolo 14, paragrafo 6 ||   ||   ||   ||   
7.2.        Prezzi
e sottoquotazione dei prezzi (price undercutting)
(107)   A causa della collaborazione estremamente
scarsa dei produttori esportatori cinesi, il prezzo medio all'importazione per
le importazioni dalla RPC ha dovuto essere stabilito in base ai dati
disponibili, in conformità all'articolo 18 del regolamento di base, vale a dire
in base alle informazioni contenute nella banca dati 14.6. Le dati ivi indicati
sono stati convertiti in prezzo/unità seguendo il metodo sopramenzionato (cfr.
considerando 104). I prezzi all'importazione stabiliti con questo metodo sono
aumentati da 7,0 EUR/unità nel 2008 a 8,2 EUR/unità durante il PIRPS, cioè del
17%. 
 Tabella 3 
 Prezzo delle importazioni soggette a misure in EUR/unità || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 Repubblica popolare cinese || 7,0 || 8,3 || 8,4 || 8,2 
 Indice || 100 || 119 || 121 || 117 
 Fonte: banca dati costituita a norma dell'articolo 14, paragrafo 6   ||   ||   ||   ||   
(108)   Al fine
di determinare la sottoquotazione dei prezzi durante il PIRPS, la media ponderata
dei prezzi di vendita praticati dei produttori dell'Unione inclusi nel campione
ad acquirenti indipendenti sul mercato dell'Unione, adeguati a livello franco
fabbrica (cioè esclusi i costi di trasporto nell'Unione e con detrazione di
sconti e riduzioni) è stata confrontata con la media ponderata dei prezzi delle
importazioni stabilita come indicato al considerando 107, su base CIF, con
opportuni adeguamenti per i dazi doganali. 
(109)   Dal confronto è emerso che le
importazione dalla RPC, se espresse in percentuale del fatturato dei produttori
dell'Unione inclusi nel campione nel PIRPS, erano inferiori ai prezzi dell'industria
dell'Unione di quasi il 20%. 
8.           Importazioni dall'Ucraina
(110)   Come menzionato al considerando
99, i volumi e i prezzi delle importazioni dall'Ucraina sono stati stabiliti in
base alle risposte al questionario verificate, presentate dal produttore
esportatore ucraino nel riesame intermedio parallelo in corso. 
(111)   La tabella seguente presenta l'andamento
delle importazioni dall'Ucraina durante il periodo in esame, in termini di
volume e quote di mercato. 
 || Tabella 4 || 
 ||   || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 || Volumi delle importazioni dalla RPC soggette a misure (in migliaia di unità) || 700-900 || 800-1000 || 900-1100 || 900-1100 
 || Indice || 100 || 104 || 128 || 124 
 || Quota di mercato delle importazioni dall'Ucraina soggette a misure || 6% - 9% || 7% - 10% || 8% - 11% || 9% - 12% 
 Fonte: risposte al questionario verificate. ||   ||   ||   ||   
(112)   Le importazioni di assi da
stiro originarie dell'Ucraina sono aumentate del 24% tra il 2008 e il 2011. L'Ucraina
ha potuto aumentare le sue importazioni soprattutto a causa del dazio
antidumping più elevato applicato alle importazioni di assi da stiro originarie
della RPC. La modifica del dazio antidumping per l'Ucraina dal 9,9% al 7,7%
effettuata nel luglio 2010 ha contribuito a rendere più competitive le
importazioni ucraine sul mercato dell'Unione. 
(113)   La tabella seguente presenta l'andamento
dei prezzi medi, CIF frontiera dell'Unione, delle importazioni dall'Ucraina
soggette a misure. 
 Tabella 5 
 Prezzo delle importazioni soggette a misure in EUR/unità || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) || 
 Ucraina || 8 - 10 || 9 - 11 || 10 - 12 || 9 - 11 || 
 Indice || 100 || 110 - 115 || 115 - 120 || 110 - 115 || 
 Fonte: risposte verificate al questionario. ||   ||   ||   ||   
(114)   Come indicato nella tabella 5,
il prezzo medio all'importazione è aumentato del 10-15% nel periodo in esame ed
ha quasi raggiunto il livello dei prezzi dell'industria dell'Unione sul mercato
dell'UE nel PIRPS.
9.           Importazioni non soggette a
misure da altri paesi terzi
(115)   I volumi delle importazioni non
soggette a misure da altri paesi terzi sono stati stabiliti in base ai dati
della banca dati 14.6 convertiti in unità, seguendo lo stesso metodo utilizzato
per determinare i volumi delle importazioni dalla RPC, come descritto al considerando
98. Ciò è stato considerato ragionevole perché i relativi codici NC di Eurostat
comprendevano anche altri prodotti oltre al prodotto in esame e quindi non sono
stati ritenuti adeguati per stabilire i volumi delle importazioni da altri
paesi terzi. 
(116)   La tabella seguente presenta l'andamento
delle importazioni da altri paesi terzi nel periodo in esame, in termini di
volume e di quota di mercato, nonché il prezzo medio di tali importazioni.
 Tabella 6 
 Volume delle importazioni da altri paesi terzi (in migliaia di unità) || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 Turchia || 300-500 || 500-700 || 700-900 || 800-1 000 
 Indice || 100 || 160-170 || 215-225 || 225-235 
 Altri paesi terzi || 400-600 || 600-800 || 900-1100 || 700-900 
 Indice || 100 || 130-140 || 190-200 || 150-160 
 Totale di tutti gli altri paesi || 700-1 100 || 1 100-1 500 || 1 600-2 000 || 1 500-1 900 
 Indice || 100 || 140-150 || 200-210 || 180-190 
 Quota di mercato delle importazioni da tutti gli altri paesi terzi || 5% - 10% || 10% - 15% || 15% - 20% || 15% - 20% 
 Prezzo delle importazioni da tutti gli altri paesi (EUR/unità) || 7.7 || 8.1 || 8.2 || 9.0 
Fonte: banca dati costituita a norma dell'articolo 14,
paragrafo 6 
(117)   Il volume delle importazioni
dagli altri paesi terzi è aumentato complessivamente durante il periodo in
esame. Tra il 2008 e il 2010 esso è aumentato ed è persino più che raddoppiato,
mentre tra il 2010 e il PIRPS è diminuito nuovamente. Il volume delle
importazioni da altri paesi terzi è aumentato quindi notevolmente nel periodo
in esame, raggiungendo [1,5-1,9] milioni di unità nel PIRPS, corrispondenti a
una quota di mercato del 15-20% durante il PIRPS. La maggior parte di queste
importazioni proviene dalla Turchia, dove le importazioni sono aumentate da
[0,3 – 0,5] milioni di unità nel 2008 a [0,8 – 1,0] milioni di unità nel PIRPS.
(118)   Il prezzo medio delle importazioni
dagli altri paesi terzi non soggette a misure è aumentato del 17%, da 7,7
EUR/unità nel 2008 a 9,0 EUR/unità nel PIRPS. 
10.         Situazione economica dell'industria
dell'Unione
(119)   A norma dell'articolo 3,
paragrafo 5, del regolamento di base, l'esame dell'impatto delle importazioni
in dumping sull'industria dell'Unione comprendeva una valutazione di tutti i
fattori e gli indicatori economici pertinenti in rapporto con la situazione
dell'industria dell'Unione nel periodo in esame.
(120)   Come indicato al considerando
20, per esaminare l'eventuale pregiudizio subito dall'industria dell'Unione è
stato utilizzato il campionamento. 
(121)   Ai fini dell'analisi del
pregiudizio, sono stati stabiliti indicatori di pregiudizio a due livelli: 
–              
indicatori macroeconomici (produzione, capacità
produttiva, utilizzo della capacità produttiva, produttività, volume delle
vendite, quota di mercato, crescita, occupazione, entità dei margini di dumping
e ripresa dagli effetti di precedenti pratiche di dumping) sono stati valutati
a livello dell'intera produzione dell'Unione, stimata in base alle informazioni
fornite dai produttori che si sono manifestati; 
–              
indicatori microeconomici (media dei prezzi
unitari, costi unitari, scorte, costo del lavoro, redditività, utile sul capitale
investito, flusso di cassa, capacità di reperire capitali e investimenti) sono
stati analizzati sulla base dei dati forniti dai tre produttori dell'Unione
inclusi nel campione.
10.1.      Indicatori macroeconomici
(a)         
Produzione
(122)   La produzione totale dell'Unione
è stata stimata come indicato nel considerando 91.La produzione dell'Unione è
quindi aumentata del 4% tra il 2008 e il PIRPS. Più precisamente, essa è
diminuita del 2% tra il 2008 e il 2009 ed è aumentata del 6% tra il 2009 e il
PIRPS fino a circa 5,2 milioni di unità. 
 Tabella 7 
 in migliaia di unità || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 Produzione || 5 000 || 4 887 || 5 072 || 5 194 
 Indice || 100 || 98 || 101 || 104 
Fonte: risposte al questionario.
(b)         
Capacità di produzione e utilizzo della capacità
produttiva
(123)   La capacità di produzione è
stata stimata applicando il rapporto tra il totale del volume di produzione e il
totale della capacità dei sette produttori dell'Unione che hanno collaborato
per ciascun anno del periodo in esame alla produzione totale dell'industria
dell'Unione, come indicato al considerando 122. 
(124)   La capacità produttiva dell'industria
dell'Unione è aumentata del 17% nel corso del periodo in esame. Quest'aumento
riguarda però solo uno dei produttori dell'Unione, poiché la capacità degli
altri produttori che hanno collaborato è rimasta stabile durante il periodo in
esame. I risultati dell'inchiesta indicano che alcuni produttori dell'Unione
che non hanno collaborato hanno probabilmente chiuso i loro impianti di
produzione, riducendo così la capacità di produzione totale dell'Unione nel
periodo in esame, il che non viene riflesso nella tabella 8. Dall'inchiesta è
emerso anche che l'industria dell'Unione ha prodotto prodotti diversi dal
prodotto in esame (p.es. asciugatrici) in parte sulle stesse linee di produzione.
Inoltre, dall'inchiesta è risultato che i produttori dell'Unione possono
passare facilmente dalla produzione del prodotto in esame a quella di altri
prodotti. Non è stato perciò possibile stabilire chiaramente la capacità di
produzione del prodotto in esame.
(125)   L'utilizzo della capacità
produttiva era pari al 66% nel 2008 ed è leggermente diminuito al 58% nel
PIRPS. Come indicato nel considerando precedente, la capacità produttiva totale
dell'Unione non ha potuto essere stabilita in modo attendibile. Dato che l'utilizzo
della capacità produttiva è stabilito in base alla capacità totale, in questo
caso non può essere necessariamente considerato un indicatore di pregiudizio
significativo. 
 Tabella 8 
 in migliaia di unità || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 Capacità di produzione || 7 592 || 7 962 || 8 375 || 8 906 
 Indice || 100 || 105 || 110 || 117 
 Utilizzo della capacità produttiva || 66% || 61% || 61% || 58% 
 Indice || 100 || 93 || 92 || 89 
Fonte: risposte al questionario.
(c)         
Volume delle vendite
(126)   Il volume delle vendite dell'industria
dell'Unione è stato stabilito come descritto al considerando 100. Ne risulta
che il volume delle vendite effettuate dall'industria dell'Unione ad acquirenti
indipendenti sul mercato dell'UE è aumentato del 10% tra il 2008 e il PIRPS.
Quest'aumento è stato particolarmente pronunciato tra il 2010 e il PIRPS,
quando il volume delle vendite è aumentato di 7 punti percentuali. Ciò è
coinciso con un calo delle importazioni dalla RPC in seguito all'istituzione
del dazio antidumping nei confronti della Since Hardware (Guangzhou) Co.
             Tabella 9 
 in migliaia di unità || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 Vendite ad acquirenti indipendenti nell'Unione || 4 300 - 4 500 || 4 300 - 4 500 || 4 500 - 4 700 || 4 800 - 5 000 
 Indice || 100 || 99 || 103 || 110 
Fonte:
risposte al questionario.
(d)         
Quota di mercato
(127)   Durante il periodo considerato
l'industria dell'Unione ha riacquistato quote di mercato, che sono aumentate
dal 40-45% nel 2008 al 50-55% nel PIRPS, vale a dire del 24%. Quest'aumento è
dovuto principalmente al calo dei consumi e del volume delle importazioni cinesi
nonché all'aumento parallelo del volume delle vendite dell'industria dell'Unione.

 Tabella 10 || 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) || 
 Quote di mercato dei produttori dell'Unione || 40% - 45% || 45% - 50% || 40% - 45% || 50% - 55% || 
 Indice || 100 || 107 || 101 || 124 || 
 Fonte: risposte al questionario e banca dati costituita a norma dell'articolo 14, paragrafo 6 ||   ||   ||   ||   
(e)         
 Crescita
(128)   Il consumo dell'Unione è
diminuito tra il 2008 e il PIRPS. Parallelamente, il volume delle vendite
effettuate dall'industria dell'Unione sul mercato dell'UE è aumentato del 10% e
la quota di mercato dell'industria dell'Unione è aumentata del 24%. Durante lo
stesso periodo aanche la produzione dell'industria dell'Unione è aumentata del
4%, gli investimenti sono più che raddoppiati (considerando 141) e l'occupazione
è salita del 10% (considerando 129). Si può concludere quindi che nel periodo
in esame l'industria dell'Unione ha registrato una crescita.
(f)           
Occupazione
(129)   L'occupazione e l'andamento
dell'occupazione sono stati stimati per tutta l'industria dell'Unione
estrapolando i dati disponibili relativi ai produttori dell'Unione che hanno
collaborato. In linea con l'aumento delle vendite, il livello dell'occupazione
dell'industria dell'Unione ha mostrato un incremento del 10% tra il 2008 e il
PIRPS. 
 Tabella 11 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 Occupazione per il prodotto simile || 655 || 672 || 736 || 722 
 Indice || 100 || 102 || 112 || 110 
 Fonte: risposte al questionario. ||   ||   ||   ||   
(g)         
Produttività
(130)   La produttività della forza
lavoro dell'industria dell'Unione, calcolata come produzione (in unità) annua
per addetto, è diminuita del 6% nel periodo in esame. Ciò è dovuto al fatto che
la produzione è aumentata in misura minore rispetto all'occupazione. 
 Tabella 12 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 Produttività (000 unità per addetto) || 7,6 || 7,3 || 6,9 || 7,2 
 Indice || 100 || 95 || 90 || 94 
 Fonte: risposte al questionario. ||   ||   ||   ||   
(h)         
Entità del margine di dumping e ripresa dagli
effetti di precedenti pratiche di dumping
(131)   Il margine di dumping
constatato era notevolmente superiore al livello minimo. Per quanto riguarda l'impatto
dell'entità dei margini di dumping effettivi sull'industria dell'Unione, visti
in particolare i volumi e i prezzi delle importazioni dalla RPC, esso non può
essere considerato trascurabile.
(132)   Per quanto riguarda gli effetti
di precedenti pratiche di dumping, gli indicatori sopra esaminati mostrano un
certo miglioramento, ma mettono anche in evidenza che l'industria dell'Unione è
ancora fragile e vulnerabile.
10.2.      Indicatori microeconomici 
(a)         
Prezzi e altri fattori che incidono sui prezzi 
(133)   Nella seguente tabella è
indicato l'andamento del prezzo medio di vendita praticato dai produttori dell'Unione
inclusi nel campione ad acquirenti indipendenti nell'Unione. I prezzi medi sono
rimasti relativamente stabili durante il periodo in esame, anche se sono
aumentati leggermente nel PIRPS. Come detto sopra, quest'aumento è coinciso con
l'adozione dei dazi antidumping nei confronti della Since Hardware (Guangzhou)
Co.
 Tabella 13 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 Prezzo unitario sul mercato dell'Unione (EUR/unità) || 10.9 || 10.7 || 10.9 || 11.2 
 Indice || 100 || 98 || 100 || 103 
 Costo di produzione unitario (EUR/unità) || 10.9 || 10.5 || 11.0 || 11.4 
 Indice || 100 || 96 || 101 || 105 
 Fonte: risposte al questionario. ||   ||   ||   ||   
(134)   I prezzi di vendita seguono la tendenza dei prezzi delle
principali materie prime (p. es. l'acciaio). I prezzi di vendita e i costi sono
rimasti relativamente stabili per tutto il periodo in esame, anche se i costi
sono aumentati un po' più dei prezzi di vendita, il che ha influito
negativamente sulla redditività dell'industria dell'Unione tra il 2008 e il
PIRPS. L'industria dell'Unione non ha potuto tuttavia aumentare i suoi prezzi a
livelli sostenibili, ma è stata costretta ad adeguarsi ai bassi prezzi delle
importazioni cinesi per assicurarsi la sua quota di mercato in un periodo di
calo dei consumi.
(b)         
Costo del lavoro
(135)   I salari medi sono rimasti
stabili nel periodo in esame, mentre il costo di produzione unitario è
aumentato del 3% (cfr. tabella 13). 
 Tabella 14 
 EUR / dipendente || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) || 
 Salario medio || 20,669 || 19,377 || 19,885 || 20,523 || 
 Indice || 100 || 94 || 96 || 99 || 
 Fonte: risposte al questionario. ||   ||   ||   ||   
(c)         
Scorte
(136)   Nel periodo in esame è stato
registrato un aumento del volume delle scorte. Nel PIRPS il livello delle
scorte ha superato del 56% i livelli del 2008. 
 Tabella 15 
 in migliaia di unità || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) || 
 Scorte finali || 94 || 137 || 184 || 146 || 
 Indice || 100 || 147 || 197 || 156 || 
 Fonte: risposte al questionario. ||   ||   ||   ||   
(d)         
Redditività e utile sul capitale investito
(137)   L'industria dell'Unione ha
potuto aumentare leggermente la sua redditività tra il 2008, quando era in
pareggio, e il 2009, quando è salita del 2%. La redditività è però diminuita
nuovamente nel 2010 e ancor più durante il PIRPS, quando ha raggiunto il -1,7%.
Complessivamente la redditività ha subito una contrazione del 2% durante il
periodo in esame. Come indicato al considerando 134, tale contrazione è stata
determinata principalmente dal fatto che l'industria dell'Unione non abbia
potuto aumentare i prezzi di vendita in linea con l'aumento dei costi, dato che
è stata costretta ad adeguarsi ai bassi prezzi delle importazioni cinesi per
riassicurarsi la sua quota di mercato. 
(138)   L'utile sul capitale investito,
espresso in percentuale del valore contabile netto degli investimenti, ha
seguito nel complesso la tendenza della redditività. È aumentato tra il 2008 e
il 2009 ed è diminuito tra il 2009 e il PIRPS. La riduzione dell'utile sul
capitale investito è stata più pronunciata di quella dei livelli di redditività
a causa dei maggiori investimenti, come indicato al considerando 141.
 Tabella 16 || 
 ||   || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 || Redditività (% delle vendite nette) || 0,0% || 2,0% || -0,8% || -1,7% 
 || Indice || 100 || 102 || 99 || 98 
 || Utile sul capitale investito (in % del valore contabile netto degli investimenti) || -4% || 96% || -20% || -82% 
 || Indice || 100 || 200 || 84 || 22 
 Fonte: risposte al questionario.   || 
(e)         
Flusso di cassa e capacità di reperire capitali
(139)   Il flusso di cassa netto delle
attività operative, che è la capacità dell'industria di autofinanziare le
proprie attività, espresso in percentuale del fatturato del prodotto simile, è
migliorato in linea con la redditività da un punto di pareggio nel 2008 al 5%
nel 2009. Nel 2010 è sceso al 3% e durante il PIRPS è stato negativo. 
 Tabella 17 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 Flusso di cassa ( % del fatturato) || 0% || 5% || 3% || -1% 
 Fonte: risposte al questionario.   ||   ||   ||   ||   
(140)   Non vi sono indicazioni particolari
che facciano ritenere che l'industria dell'Unione abbia avuto difficoltà a
reperire capitali.
(f)           
Investimenti
(141)   Gli investimenti annui dei
produttori inclusi nel campione per la produzione del prodotto simile sono più
che raddoppiati tra il 2008 e il PIRPS. Tra il 2008 e il 2009 vi è stato un
netto incremento. Quest'aumento degli investimenti è dovuto agli sforzi di
ristrutturazione effettuati dall'industria dell'Unione che ha investito nel suo
processo di produzione per renderla più competitiva. Tra il 2010 e il PIRPS è
stato registrato un calo, ma il livello degli investimenti è rimasto
notevolmente superiore rispetto al 2008.
 Tabella 18 
   || 2008 || 2009 || 2010 || PIRPS (2011) 
 Investimenti netti (migliaia di EUR) || 239 || 504 || 1046 || 569 
 Indice || 100 || 211 || 438 || 239 
 Fonte: risposte al questionario.   ||   ||   ||   ||   
11.         Conclusioni sul pregiudizio
(142)   L'analisi degli indicatori
macroeconomici ha mostrato segni di miglioramento, in particolare a livello
della produzione e dei volumi delle vendite nonché della quota di mercato dell'industria
dell'Unione nel corso del periodo in esame. Allo stesso tempo alcuni degli
indicatori microeconomici si sono ridotti, come la redditività e l'utile sugli
investimenti. I prezzi di vendita, anche se sono aumentati leggermente, non
hanno potuto raggiungere livelli sostenibili e corrispondere all'aumento dei
costi di produzione. Ciò si spiega principalmente con il fatto che la quota di
mercato delle importazioni cinesi è rimasta a livelli elevati per tutto il
periodo in esame, mentre i prezzi di tali importazioni sono rimasti bassi e l'industria
dell'Unione ha dovuto adeguarsi per assicurarsi la sua quota di mercato. 
(143)   Le misure adottate nel confronti
della RPC hanno quindi aiutato solo parzialmente l'industria dell'Unione a
riprendersi dal pregiudizio subito. 
(144)   Alla luce dell'analisi che
precede, la situazione dell'industria dell'Unione è migliorata e non vi è stato
alcun pregiudizio sostanziale. Tuttavia, nonostante le evidenti tendenze
positive e i notevoli sforzi di ristrutturazione, l'industria dell'Unione rimane
fragile e vulnerabile. 
F. RISCHIO DI REITERAZIONE DEL
PREGIUDIZIO
12.         Osservazioni preliminari
(145)   Come
indicato nei considerando 51 e 52, vista la scarsa collaborazione dei
produttori esportatori cinesi, l'analisi del mercato interno cinese e delle
esportazioni dalla RPC verso altri paesi terzi ha dovuto essere basata sui dati
disponibili, cioè sulle informazioni pubblicate nell'ambito del riesame del
giugno 2010 effettuato dalla International Trade Commission degli Stati
Uniti ("US sunset review").
(146)   Nel periodo in esame l'industria
dell'Unione si è trovata in una situazione delicata e vulnerabile, ancora
esposta agli effetti pregiudizievoli delle importazioni in dumping provenienti
dalla RPC. 
(147)   A norma dell'articolo 11,
paragrafo 2, del regolamento di base, le importazioni dal paese
interessato sono state valutate al fine di stabilire vi fosse un rischio di
reiterazione del pregiudizio in caso di scadenza delle misure.
13.         Incidenza del volume di
importazioni previsto ed effetti sui prezzi in caso di abrogazione delle misure
(148)   Come indicato sopra per quanto
riguarda le importazioni dalla RPC, esiste un rischio di persistenza del
dumping in caso di scadenza della misure. È molto probabile che in assenza di
misure i volumi delle importazioni del prodotto in esame dalla RPC aumentino e
che i prezzi praticati siano nettamente inferiori ai prezzi di vendita dell'industria
dell'Unione sul mercato dell'UE. Dall'inchiesta è emerso che i principali
acquirenti dell'industria dell'Unione sono i rivenditori, cioè i grandi
supermercati che possono negoziare da una posizione di forza e tendono a
rifornirsi in modo crescente di assi da stiro provenienti dalla RPC, che
saranno immesse sul mercato molto probabilmente a prezzi di dumping molto
bassi. È quindi probabile che la pressione sui prezzi dell'industria dell'Unione
si aggravi e che essa sarà costretta ad abbassare i suoi prezzi con effetti
disastrosi per la redditività, già negativa nel PIRPS. 
(149)   Data la situazione di fragilità
e vulnerabilità dell'industria dell'Unione, l'aumento del volume delle
importazioni e gli effetti sui prezzi delle importazioni in dumping dalla RPC
causerebbero quindi gravi perdite finanziarie e una riduzione della quota di
mercato.
(150)   Il comportamento di un
esportatore cinese, Since Hardware (Guangzhou) Co., che in passato ha
beneficiato di un'aliquota del dazio dello 0%, può essere considerato esemplare
per il comportamento probabile degli esportatori cinesi in caso di abrogazione
delle misure. Si ricorda che la Since Hardware (Guangzhou) Co, che in passato
(dall'aprile 2007 al dicembre 2010) ha beneficiato di un dazio dello 0%, ha
aumentato notevolmente le sue esportazioni verso l'Unione in tale periodo, a
prezzi di dumping molto inferiori a quelli dell'industria dell'Unione. Come già
accennato, un'inchiesta antidumping su questa società ha portato all'istituzione
di un dazio antidumping definitivo del 35,8%. Da tale inchiesta è emerso
inoltre che il volume delle importazioni di questa società nel periodo dell'inchiesta
(2009) era raddoppiato rispetto a quello della stessa società nel periodo dell'inchiesta
iniziale (2005) conclusa nel 2007. L'inchiesta relativa alla Since Hardware
(Guangzhou) Co ha concluso che l'industria dell'Unione ha subito un grave
pregiudizio a causa di tale situazione. 
(151)   Dall'inchiesta è emerso inoltre
che prima dell'apertura del presente riesame in previsione della scadenza i
produttori esportatori cinesi avevano già offerto a potenziali acquirenti dell'Unione
prezzi nettamente inferiori ai prezzi di vendita dell'industria dell'Unione. Ciò
dimostra che è molto probabile che in caso di scadenza delle misure i
produttori esportatori cinesi cerchino di immettere sul mercato dell'Unione quantitativi
crescenti abbassando i livelli attuali dei prezzi.
14.         Attrattività del mercato dell'Unione,
misure in vigore in altri paesi terzi e capacità produttiva inutilizzata
(152)   Come indicato nei considerando
da 55 a 57, l'industria cinese delle assi da stiro è fortemente orientata all'esportazione
e anche dopo l'istituzione delle misure l'Unione rimane il suo mercato più
grande e attrattivo. 
(153)   Il secondo mercato di
esportazione per i produttori esportatori cinesi è quello degli USA. L'accesso
al mercato statunitense resta tuttavia limitato a causa dell'esistenza di forti
misure antidumping estese fino al 2015. Ciò aumenta il rischio che quantitativi
crescenti di importazioni dalla RPC vengano diretti verso il mercato dell'Unione
se le misure non dovessero essere mantenute. 
(154)   Secondo le informazioni che la
Commissione ha tratto dal riesame US sunset review, nella RPC esiste
potenzialmente una notevole capacità produttiva inutilizzata e altre capacità
supplementari possono essere aggiunte facilmente se i dazi antidumping
dovessero essere abrogati, dato che la produzione di assi da stiro nella RPC è
ad alta intensità di manodopera e un eventuale aumento di produzione non
richiede investimenti rilevanti o qualifiche specifiche. In base alle
informazioni disponibili si è concluso pertanto che nella RPC sono disponibili,
almeno potenzialmente, notevoli capacità inutilizzate che potrebbero essere
riorientate verso il mercato dell'Unione se si lasciassero scadere le misure
antidumping.
15.         Altri fattori
15.1.      Importazioni dalla RPC non
oggetto di dumping
(155)   Come accennato in precedenza,
durante il PIRPS non sono state constatate pratiche di dumping da parte dell'unico
esportatore cinese che ha collaborato e che ha un dazio individuale del 22,7%.
Tuttavia, dato che le importazioni di questa società rappresentano solo una
minima parte del volume totale delle importazioni cinesi, si è concluso che
esse non potevano essere considerate significative e aver contribuito alla
situazione di fragilità dell'industria dell'Unione nel PIRPS. 
(156)   È stato inoltre stabilito che
le importazioni di questa società non sono state effettuate a prezzi inferiori
a quelli dell'industria dell'Unione durante il PIRPS.
15.2.      Importazioni dall'Ucraina
(157)   Come già detto, le importazioni
di assi da stiro originarie dell'Ucraina sono aumentate del 24%. Ciò ha
determinato un leggero aumento del mercato corrispondente nel periodo in esame.

(158)   Dal 2008 al PIRPS il prezzo
medio all'importazione è però aumentato del 14%, raggiungendo il livello dei
prezzi dell'industria dell'Unione sul mercato dell'UE durante il PIRPS. 
(159)   Di conseguenza, la situazione
di fragilità dell'industria dell'Unione non è stata causata dalle importazioni
di assi da stiro dall'Ucraina. Inoltre, è improbabile che le importazioni dall'Ucraina
contribuiscano alla reiterazione del pregiudizio in caso di scadenza delle
misure.
1.1.                
15.3.  Importazioni non soggette a
misure da altri paesi terzi
(160)   Nel periodo in esame il volume
delle importazioni da altri paesi terzi non soggette a misure è aumentato,
anche se è stato registrato un lieve calo tra il 2010 e PIRPS. Quest'aumento
del volume delle importazioni si è tradotto anche in un aumento della quota di
mercato dal 5-10% al 15-20% nello stesso periodo. 
(161)   Anche se i livelli dei prezzi
delle importazioni dagli altri paesi terzi erano inferiori ai prezzi medi dell'industria
dell'Unione, essi erano superiori ai prezzi medi delle importazioni dalla RPC,
come stabilito nella presente inchiesta.
(162)   Nonostante ciò, è probabile che
le importazioni cinesi aumentino in modo considerevole, a prezzi di dumping
inferiori ai prezzi dell'industria dell'Unione. L'inchiesta ha infatti rivelato
che i prezzi medi delle importazioni dalla RPC, senza dazio antidumping, erano
inferiori di circa il 20% rispetto ai prezzi di vendita dell'industria dell'Unione
sul mercato dell'UE. Se prevede quindi che se si lasciassero scadere le misure
le importazioni cinesi sarebbero immesse sul mercato dell'UE a prezzi inferiori
al prezzo medio delle importazioni dagli altri paesi terzi, come è già successo
nel PIRPS. Si ritiene pertanto che le importazioni dai mercati dei paesi terzi,
anche se hanno avuto una certa incidenza sulla situazione dell'industria dell'Unione,
non possano invalidare la conclusione che in caso di scadenza delle misure
esiste il rischio di reiterazione di un dumping pregiudizievole delle
importazioni cinesi. 
15.4.      Calo del consumo
(163)   Va notato che l'evidente calo
del consumo tra il 2010 e il PIRPS è soprattutto un effetto statistico della
riduzione delle importazioni causata dall'istituzione di misure antidumping nei
confronti della Since Hardware (Guangzhou) Co. Durante lo stesso periodo, l'industria
dell'Unione è stata in grado di aumentare il volume delle vendite e la sua
quota di mercato. Il calo dei consumi non ha quindi potuto influire sulla
situazione dell'industria dell'Unione. 
16.         Conclusioni sul rischio di
reiterazione del pregiudizio
(164)   L'inchiesta ha rivelato l'esistenza
di un rischio di reiterazione del pregiudizio in caso di abrogazione delle
misure.
(165)   Considerando il livello di
dumping ancora esercitato dai produttori esportatori cinesi, l'attrattività del
mercato dell'UE, il comportamento passato del produttore esportatore cinese
Since Hardware (Guangzhou) Co, evidenziato nell'inchiesta conclusa nel dicembre
2010, la possibilità che i produttori cinesi aumentino facilmente la loro
capacità produttiva in caso di un aumento della domanda, il forte orientamento
all'esportazione dei produttori cinesi e le loro strategie dei prezzi, è
probabile che se le misure dovessero essere abrogate l'industria dell'Unione
sarà confrontata con un aumento delle importazioni cinesi a prezzi fortemente
inferiori a quelli dell'industria dell'Unione. In tal caso si prevede non solo
un deterioramento della situazione già difficile dell'industria dell'Unione in
termini di redditività, ma anche il rischio che vengano rovesciati alcuni dei
miglioramenti rilevati recentemente nell'andamento generale dell'industria dell'Unione.
G. INTERESSE DELL'UNIONE
17.         Introduzione
(166)   In conformità all'articolo 21
del regolamento di base, è stato esaminato se l'istituzione di misure
antidumping sulle importazioni di assi da stiro originarie della RPC in seguito
ai risultati del presente riesame in previsione della scadenza sia nell'interesse
generale dell'Unione. L'interesse dell'Unione è stato determinato in base a una
valutazione degli interessi delle varie parti in causa. Tutte le parti
interessate hanno avuto la possibilità di presentare osservazioni, in
conformità all'articolo 21, paragrafo 2, del regolamento di base. 
(167)   La presente inchiesta è un
riesame che analizza una situazione in cui sono già in vigore misure antidumping.
Essa consente quindi di valutare gli eventuali effetti negativi indebiti sulle
parti interessate derivanti dalle misure antidumping vigenti.
(168)   Inoltre, si propone di chiudere
il procedimento antidumping relativo alle importazioni di assi da stiro
originarie dell'Ucraina, che porta all'accesso senza restrizioni di una
crescente quantità di importazioni dai paesi terzi verso il mercato dell'UE.
(169)   Su tali basi si è esaminato se
nonostante le conclusioni sul rischio di reiterazione del dumping pregiudizievole,
esistano ragioni valide per concludere che il mantenimento delle misure nei
confronti delle importazioni originarie dalla RPC non sia nell'interesse dell'Unione.
18.         Interesse dell'industria dell'Unione

(170)   L'industria dell'Unione ha dimostrato
di essere solida, come confermato dallo sviluppo positivo della sua situazione
economica osservato durante il periodo in esame, dovuto in parte agli sforzi
compiuti per essere più competitiva e alle misure in vigore. Si può
ragionevolmente prevedere che le misure attualmente in vigore continueranno ad
avere un effetto positivo sull'industria dell'Unione. Qualora le misure nei
confronti delle importazioni dalla RPC non fossero mantenute, è probabile che l'industria
dell'Unione subisca un grave pregiudizio per i volumi ingenti di importazioni
in dumping provenienti dalla RPC, che causerebbero un notevole deterioramento
della sua situazione finanziaria, visti i margini di sottoquotazione rilevati nel
PIRPS. I tassi di redditività, attualmente già negativi, gli utili sugli
investimenti e le scorte subirebbero un ulteriore calo e porterebbero infine
molto probabilmente alla scomparsa dell'industria dell'Unione.
(171)   Si conclude pertanto che il
mantenimento delle misure antidumping nei confronti della RPC è chiaramente
nell'interesse dell'industria dell'Unione.
19.         Interesse delle altre parti
(172)   Nessuno dei 15
importatori/operatori commerciali contattati ha collaborato e nessuna delle
altre parti potenzialmente interessate si è manifestata durante l'inchiesta.
Non vi sono elementi di prova che dimostrino che le misure in vigore avranno un
impatto considerevole sugli importatori o sui consumatori del prodotto in
esame. In questo contesto è ragionevole supporre che i principali acquirenti,
cioè i rivenditori al dettaglio, saranno in grado di trasferire al consumatore
finale gli eventuali aumenti di prezzo causati dai dazi antidumping senza che
ciò abbia effetti sostanziali sulla percezione del consumatore. 
20.         Conclusioni relative all'interesse
dell'Unione
(173)   Su tali basi si può concludere
che non vi sono motivi convincenti che indichino chiaramente che il
mantenimento delle misure nei confronti della RPC sarebbe contrario all'interesse
generale dell'Unione.
H. MISURE ANTIDUMPING
(174)   Tutte le parti sono state
informate dei fatti essenziali e delle considerazioni in base alle quali si
intende raccomandare il mantenimento delle misure in vigore sulle importazioni
del prodotto in esame originario della RPC e l'abrogazione delle misure in
vigore sulle importazioni del prodotto in esame originario dell'Ucraina. È
stato inoltre fissato un termine entro il quale esse potevano presentare
osservazioni.
(175)   Ne consegue che, come stabilito
all'articolo 11, paragrafi 2 e 3, del regolamento di base, occorre mantenere le
misure antidumping in vigore sulle importazioni di assi da stiro originarie
della RPC e abrogare il dazio antidumping in vigore sulle importazioni di assi
da stiro originarie dell'Ucraina,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1.           È istituito un dazio
antidumping definitivo sulle importazioni di assi da stiro con o senza supporto
e dotate o meno di piano aspirante e/o riscaldante e/o soffiante, compresi il
braccio per stirare le maniche e i componenti essenziali, vale a dire le gambe,
il piano ed il portaferro, attualmente classificate nei codici NC 3924 90 00,
ex 4421 90 98, ex 7323 93 00, ex 7323 99 00, ex 8516 79 70 ed ex 8516 90 00
(codici TARIC 3924 90 00 10, 4421 90 98 10, 7323 93 00 10, 7323 99 00 10, 8516
79 70 10 e 8516 90 00 51) e originari della Repubblica popolare cinese. 
2.           L'aliquota del dazio
antidumping definitivo applicabile al prezzo netto, franco frontiera dell'Unione,
dazio non corrisposto, per i prodotti descritti al paragrafo 1 e fabbricati
dalle società sottoelencate è la seguente: 
 Paese || Fabbricante || Aliquota dei dazi (%) || Codice addizionale TARIC 
 Repubblicapopolare cinese || Foshan City Gaoming Lihe Daily Necessities Co. Ltd., Foshan || 34,9 || A782 
 Guangzhou Power Team Houseware Co. Ltd., Guangzhou || 39,6 || A783 
 Since Hardware (Guangzhou) Co., Ltd., Guangzhou || 35,8 || A784 
 Foshan Shunde Yongjian Housewares and Hardware Co. Ltd., Foshan || 18,1 || A785 
 Zhejiang Harmonic Hardware Products Co. Ltd., Guzhou || 26,5 || A786 
 Greenwood Houseware (Zhuhai) Ltd, Guangdong || 22,7 || A953 
 Tutte le altre società || 42,3 || A999 
3.           Salvo indicazione contraria,
si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Il procedimento antidumping concernente le
importazioni di assi da stiro originarie dell'Ucraina è chiuso e le misure
antidumping istituite nei confronti dell'Ucraina dal regolamento (CE)
n. 452/2007 sono abrogate. 
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è obbligatorio
in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati
membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU L 109 del 26.4.2007, pag. 12.
[3]               GU L 338 del 22.12.2010, pag. 10.
[4]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[5]               GU L 109 del 26.04.2007, pag. 12.
[6]               GU
L 338 del 22.12.2010, pag. 10.
[7]               GU L 84 del 31.3.2010, pag. 13.
[8]               GU L 168 del 2.7.2010, pag. 12.
[9]               GU L 24 del 28.1.2010, pag. 24.
[10]             GU L 242 del 15.9.2010, pag. 1..
[11]             GU 2009/C 282/16
[12]             GU
L 297 del 26.10.2012, pag. 5.
[13]             GU C 223 del 22.9.2007.
[14]             GU C 187 del 28.06.2011, pag. 21.
[15]             GU C 120 del 25.4.2012, pag. 9.
[16]             GU C 166 del 12.6.2012, pag. 3
[17]             N. 731-TA-1047 (Review)
[18]             Cfr. i considerando 57 e 67 del regolamento (UE) n. 1243/2010.