CELEX: 52003PC0119
Language: it
Date: 2003-03-17
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al riutilizzo delle informazioni del settore pubblico e al loro sfruttamento a fini commerciali (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

Avis juridique important

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52003PC0119

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al riutilizzo delle informazioni del settore pubblico e al loro sfruttamento a fini commerciali (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2003/0119 def. - COD 2002/0123 */  

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa al riutilizzo delle informazioni del settore pubblico e al loro sfruttamento a fini commerciali (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)2002/0123 (COD)Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa al riutilizzo delle informazioni del settore pubblico e al loro sfruttamento a fini commerciali1. ANTEFATTITrasmissione della proposta al Consiglio e al Parlamento europeo (COM(2002) 207 def. - 2002/0123(COD)) conformemente all'articolo 95, paragrafo 1 del trattato: 26 giugno 2002Parere del Comitato economico e sociale europeo: 11 dicembre 2002Parere del Comitato delle regioni: 21 novembre 2002Parere del Parlamento europeo, prima lettura: 12 febbraio 20032. OBIETTO DELLA PROPOSTA DELLA COMMISSIONELa proposta intende conseguire un livello minimo di armonizzazione delle norme che disciplinano il riutilizzo dell'informazione del settore pubblico nell'Unione europea. L'informazione del settore pubblico (ad es. informazioni geografiche, commerciali e sul traffico) rappresenta un notevole patrimonio economico. Fornisce la materia prima di nuovi prodotti e servizi digitali ed è un elemento chiave del commercio elettronico. L'informazione del settore pubblico può inoltre rivelarsi una preziosa risorsa per le nuove applicazioni senza filo.Le norme per il riutilizzo di tali informazioni variano notevolmente da uno Stato membro all'altro e tale diversità impedisce lo sviluppo di servizi a valore aggiunto transfrontalieri basati su questo tipo di informazioni. Un quadro europeo che disciplini il loro riutilizzo accrescerà la certezza del diritto e stimolerà pertanto nuovi investimenti nella creatività e nell'innovazione dell'offerta di contenuti e in altri settori.3. PARERE DELLA COMMISSIONE IN MERITO AGLI EMENDAMENTI ADOTTATI DAL PARLAMENTO EUROPEODei 23 emendamenti adottati dal Parlamento europeo la Commissione ne accoglie 10 integralmente (emendamenti 1, 3, 4, 14, 24, 26, 27, 28, 32 e 34) e 8 in parte o in linea di principio (emendamenti 7, 10, 12, 13, 18, 20, 21 e 31).3.1. Emendamenti accolti dalla CommissioneEmendamento 1, che propone di sostituire i termini "documento" e "documenti" con "informazioni" in tutto il testo della proposta di direttiva. La Commissione accoglie l'emendamento e le modifiche grammaticali che ne conseguono.Emendamento 3, che indica con maggiore precisione il tipo di informazioni raccolte dal settore pubblico.Emendamento 4, in base al quale occorre tener conto del fatto che la tradizione degli enti pubblici in merito all'utilizzo delle informazioni del settore pubblico è evoluta in modo molto disparato.Emendamento 14 (articolo 1, paragrafo 2, lettera f) bis, nuovo), che specifica che le informazioni che rappresentano segreti aziendali o commerciali non rientrano nel campo di applicazione della direttiva.Emendamento 24 (articolo 6, paragrafo 1 bis, nuovo), che autorizza un richiedente che ritenga che l'onere previsto dall'ente pubblico sia superiore a quanto stabilito dall'articolo relativo ai principi di tariffazione a chiedere una revisione delle tariffe.Emendamento 26, (articolo 7, paragrafo 3), che cancella i termini "ove il riutilizzo dei documenti sia consentito".Emendamento 27 (articolo 8, paragrafo 1), che cancella i termini "e opportuno".Emendamento 28 (articolo 8, paragrafo 2), che cancella i termini "e opportuno".Emendamento 32 (articolo 12, paragrafo 2 bis, nuovo), che stabilisce un nesso più chiaro tra la revisione e gli obiettivi della direttiva.Emendamento 34, che adegua la formulazione del considerando 12 a quella dell'articolo 6.3.2. Emendamenti accolti in parte o in linea di principio dalla CommissioneL'emendamento 7 incita gli enti pubblici a ricorrere a sistemi di raccolta dei dati che non dipendano da software specifici e stabilisce che le informazioni debbano essere presentate non solo in forma grafica ma anche testuale affinché possano essere utilizzate anche da persone affette da difficoltà sensoriali. La Commissione riconosce che il formato utilizzato dagli enti pubblici possa incidere sulle possibilità di riutilizzo dell'informazione. Per tener conto del fatto che l'uso di formati specifici può rappresentare un ostacolo al riutilizzo dell'informazione, la Commissione propone di completare il considerando 10 con il seguente periodo: "È pertanto necessario promuovere sistemi di raccolta dei dati del settore pubblico che non dipendano dall'uso di software specifici."L'obbligo di presentare le informazioni sia in forma grafica che testuale per consentirne il riutilizzo da parte di persone affette da difficoltà sensoriali, come proposto negli emendamento 18, non è accettabile nel contesto della presente direttiva. Esso impone infatti agli enti pubblici un onere ingiustificato alla luce degli obiettivi della direttiva stessa. Inoltre, riguardando la problematica dell'accesso all'informazione piuttosto che del suo riutilizzo e del modo in cui gli enti pubblici operano sul mercato dell'informazione, tale obbligo esula dal campo di applicazione della direttiva.L'emendamento 10 stabilisce un nesso tra accessibilità dell'informazione e diritto alla conoscenza e prevede che la pubblica amministrazione promuova il riutilizzo delle informazioni da essa rese disponibili. La Commissione non può accogliere i primi due periodi dell'emendamento, riferiti all'accesso all'informazione piuttosto che al suo riutilizzo. Può tuttavia accogliere l'ultimo periodo, a condizione che venga cancellato il termine "pertanto" che lo lega ai periodi precedenti.L'emendamento 12 (articolo 1, paragrafo 1) introduce i concetti di riutilizzo, per coerenza con il titolo della direttiva, e accessibilità pratica (in riferimento all'elenco dei contenuti principali dell'emendamento 31). La Commissione può accogliere la prima aggiunta. Per quanto riguarda "l'accessibilità pratica", pur riconoscendo la pertinenza del principio di base, la Commissione propone di sostituire l'espressione "e di accessibilità pratica" con "e le modalità pratiche che facilitano il riutilizzo e lo sfruttamento". Si eviterà in tal modo di indurre erroneamente a credere che il documento riguarda l'accesso all'informazione.L'emendamento 13 (articolo 1, paragrafo 2, lettera d)) sostituisce i termini "in possesso delle" emittenti di servizio pubblico - che sono escluse dal campo di applicazione della direttiva - con i termini "su cui hanno potere discrezionale le" emittenti di servizio pubblico. La Commissione può accogliere la modifica ma non la ritiene necessaria alla luce della motivazione dell'emendamento. Questo sembra del resto dovuto ad un errore nella versione linguistica tedesca.L'emendamento 18 (articolo 4, paragrafo 1) fa obbligo alle pubbliche autorità di mettere a disposizione l'informazione in un formato che non dipenda dall'uso di un software specifico e stabilisce che, ove possibile ed opportuno, tutte le informazioni siano presentate non solo in formato grafico ma anche testuale per consentirne l'utilizzo da parte di persone con difficoltà sensoriali. La Commissione riconosce che il formato utilizzato dagli enti pubblici possa incidere sulle possibilità di riutilizzo dell'informazione. Per tener conto del fatto che l'uso di formati specifici può rappresentare un ostacolo al riutilizzo dell'informazione, la Commissione propone di riformulare l'articolo 4, paragrafo 1 nei seguenti termini: "Gli enti pubblici mettono a disposizione le informazioni in loro possesso in qualsiasi lingua e formato preesistente, ove possibile per via elettronica. Ciò non comporta, per gli enti pubblici, l'obbligo di adeguare le informazioni o di produrne per soddisfare la richiesta. Gli enti pubblici rendono disponibili le proprie informazioni in un formato che, nella misura del possibile, non dipenda dall'uso di software specifici."L'obbligo di presentare le informazioni sia in formato grafico che testuale per consentirne il riutilizzo da parte di persone affette da difficoltà sensoriali non è accettabile nel contesto della presente direttiva. Esso impone infatti agli enti pubblici un onere ingiustificato alla luce degli obiettivi della direttiva stessa. Inoltre, riguardando la problematica dell'accesso all'informazione piuttosto che del suo riutilizzo e del modo in cui gli enti pubblici operano sul mercato dell'informazione, tale obbligo esula dal campo di applicazione della direttiva.L'emendamento 20 (articolo 5, paragrafo 1) propone che si tenga conto dei fini del riutilizzo dell'informazione al momento di determinare il lasso di tempo considerato ragionevole per dare esecuzione alle domande di riutilizzo. L'emendamento è utile in quanto richiama l'attenzione sul fatto che il valore di talune informazioni può cambiare col passare del tempo e che l'informazione deve essere messa a disposizione rapidamente perché possa essere riutilizzata (ad es. nel caso di informazioni dinamiche come quelle sul traffico o sulle condizioni meteorologiche). La Commissione propone pertanto di riformulare l'articolo 5, paragrafo 1 nei seguenti termini: "Gli enti pubblici mettono le informazioni a disposizione del richiedente, nella misura del possibile tramite mezzi elettronici, entro un lasso di tempo ragionevole non superiore a quello previsto per il disbrigo delle richieste di accesso alle informazioni, tenendo conto della finalità del riutilizzo."L'emendamento 21 (articolo 5, paragrafo 3) riguarda l'obbligo, per gli enti pubblici, di comunicare l'identità del terzo titolare del diritto e limita tale obbligo ai casi in cui l'ente in questione è in grado di fornire l'informazione. L'emendamento prevede inoltre che l'ente pubblico sia responsabile dell'inesattezza delle informazioni fornite quando si accerti che tale inesattezza è dovuta a malafede. La Commissione accoglie la prima parte dell'emendamento. L'idea alla base della seconda parte potrebbe essere condivisibile ma poiché la malafede è difficile da dimostrare la Commissione preferisce non tener conto di questa parte dell'emendamento.L'emendamento 31 (articolo 9, paragrafo 1 bis, nuovo) stabilisce l'obbligo, per gli Stati membri, di mettere a disposizione gli elenchi dei principali contenuti in possesso degli enti pubblici. La Commissione accetta il primo periodo dell'emendamento e propone di riformulare il secondo nei seguenti termini: "Tali elenchi sono forniti gratuitamente ed indicano quali sono gli enti pubblici incaricati di mettere a disposizione le informazioni ai fini del loro riutilizzo".3.3. Proposta modificataConformemente all'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE, la Commissione modifica la propria proposta come indicato qui sopra.