CELEX: 51991PC0538
Language: it
Date: 1991-12-06
Title: Proposta di REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di diidrostreptomicina originaria della Repubblica popolare cinese e che decide la riscossione definitiva del dazi antidumping provvisori

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                           C0M(91) 538 def.
                                           Bruxelles, 6  dicembre 1991
                               Proposta di
                    REGOLAMENTO (CEE) PEL CONSIGLIO
  che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
     diidrostreptomlclna originarla della Repubblica popolare cinese
 e che decide la riscossione definitiva del dazi antidumping provvisori
                     (presentata dalla Commissione)
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                                 Proposta di
                     Regolamento (CEE n       del Consiglio
                                       del
    che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle Importazioni di
       di idrostreptomicina originaria della Repubblica popolare cinese
  e che decide la riscossione definitiva dei dazi antidumping provvisor
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto II trattato che Istituisce la Comunità economica europea,
visto II regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988,
relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di
sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica
europea ^K     in particolare gli articoli 9 e 12,
vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione del
Comitato consultivo a norma del regolamento suddetto,
considerando quanto segue:
(1) GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
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                           A. MISURE PROVVISORIE
(1) Con il regolamento (CEE) n. 2054/91 (2) (in seguito denominato "il
    regolamento provvisorio") la Commissione ha istituito un dazio
    antidumping provvisorio sulle importazioni di diidrostreptomicina (in
    seguito denominata "DHS") originaria della Repubblica popolare cinese.
    Il Consiglio, con il regolamento (CEE) n. 3090/91 ( 3 ), ha prorogato
    tale dazio per un periodo massimo di due mesi.
(2) La Commissione non ha istituito misure nei confronti del Giappone,
    poiché è stato accertato che le importazioni giapponesi oggetto di
    dumping non hanno provocato pregiudizio all'industria comunitaria. La
    procedura relativa al Giappone è stata pertanto chiusa con una
    decisione della Commissione (4).
                         B. SEGUITO DELLA PROCEDURA
(3) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, gli esportatori
    cinesi e i ricorrenti hanno chiesto ed ottenuto di essere sentiti dalla
    Commissione. Le parti hanno inoltre presentato osservazioni scritte per
    comunicare il loro punto di vista sulle risultanze.
(4) Le osservazioni presentate dalle parti per iscritto e oralmente sono
    state prese in considerazione e le risultanze della Commissione sono
    state opportunamente modificate per tener conto di tali elementi.
(5) A causa della complessità della procedura e dell'esigenza di verificare
    accuratamente i dati e le numerose argomentazioni presentate, non è
(2) GU n. L 187 del 13.7.1991, pag. 23.
(3) GU n. L 293 del 24.10.1991, pag. 1.
(4) GU n. L
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    stato possibile concludere 1 * inchiesta entro il termine previsto
    all'articolo 7, paragrafo 9, lettera a) del regolamento (CEE) n.
    2423/88 (in seguito denominato "il regolamento base").
                                 C. DUMPING
(a) Valore normale
(6) Ai fini delle risultanze definitive, il valore normale, in linea di
    massima, è stato stabilito con gli stessi metodi utilizzati per le
    risultanze provvisorie.
(7) Come risulta dai punti 10-15 del regolamento provvisorio, il valore
    normale relativo agli esportatori cinesi è stato determinato in base al
    valore normale costruito in Giappone.
(8) Al di fuori della Comunità, la DHS è prodotta unicamente in due paesi,
    ovvero nella Repubblica popolare cinese e in Giappone, dove esiste una
    situazione di mercato particolare. Conformemente all'articolo 2,
    paragrafo 5 del regolamento di base, il valore normale deve essere
    stabilito in modo appropriato ed equo in base ai prezzi oppure al
    valore costruito in un paese terzo ad economia di mercato, aggiungendo
    al costo di produzione un ragionevole margine di profitto. Come risulta
    dai punti 11-15 del regolamento provvisorio, i prezzi vigenti in
    Giappone non potevano essere equamente confrontati con i prezzi
    all'esportazione degli esportatori cinesi. Il valore normale è stato
    quindi costruito in base ai costi di produzione in Giappone, ai quali è
    stato aggiunto un ragionevole margine di profitto. Il risultato è stato
    opportunamente adeguato per tener conto del fatto che una delle materie
    prime proveniva dalla Repubblica popolare cinese e che, se fosse stato
    utilizzato il prezzo di costo corrispondente, sarebbero state
    reintrodotte le distorsioni che l'articolo 2, paragrafo 5 del
    regolamento di base intendeva eliminare.
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     Poiché la Rhône Poulenc è l'unico altro produttore noto di DHS, sono
     stati utilizzati i costi, escluse le spese generali, amministrative e
     di vendita e i profitti, da essa sostenuti per la materia prima in
     questione, dato che sul mercato mondiale non esiste un prezzo
     corrispondente da utilizzare come alternativa. Il valore normale
     costruito per il Giappone è stato pertanto adeguato per tener conto
     della differenza tra il costo di produzione della materia prima
     sostenuto dall'unico produttore noto in un paese ad economia di
     mercato e il prezzo di costo della materia prima di origine cinese
     acquistata dal produttore giapponese.
(9)  Gli esportatori cinesi hanno contestato tale metodo, sostenendo che la
     Commissione ha confuso diversi metodi di determinazione del valore
     normale definiti nell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base.
     La Commissione non può accettare tale argomentazione. Il metodo
     utilizzato è in completa armonia col secondo comma dell'articolo 2,
     paragrafo 5, in quanto il valore normale è stato adequato col metodo
     sopra descritto per renderlo appropriato ed equo come richiesto dall'
     articolo citato.   Il fatto, quindi, che l'adeguamento sia stato
     effettuato in riferimento al costo della materia prima nella Comunità
     non significa che la Commissione abbia confuso diversi metodi.
(10) Per quanto riguarda il margine di profitto occorre ricordare che, data
      la posizione dominante di cui fruisce il produttore giapponese sul
     mercato interno, il margine di profitto accertato era eccezionale e
     pertanto non poteva essere inserito nel calcolo del valore normale
     relativo agli esportatori cinesi. A tal fine è stato utilizzato un
     margine di profitto del 5%, come avevano chiesto gli esportatori
     cinesi, che è stato considerato equo per un prodotto farmaceutico
     maturo utilizzato nel settore agricolo.
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     Il Consiglio conferma tali risultanze e conclusioni della Commissione,
     nonché le risultanze di cui ai punti 9-15 del regolamento provvisorio.
(b)  Prezzo all'esportazione
(11) Il prezzo all'esportazione della DHS di origine cinese è stato
     determinato con il metodo di cui al punto 16 del regolamento
     provvisorio. Poiché le parti non hanno fatto alcuna osservazione a
     questo proposito, il Consiglio conferma le risultanze della
     Commissione.
(e)  Confronto
(12) Il confronto tra valore normale e prezzi all'esportazione è stato
     effettuato prendendo in considerazione le singole transazioni a
     livello franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale. Ai fini di
     un equo confronto la Commissione ha tenuto debitamente conto delle
     differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, quali le
     differenze in termini di caratteristiche fisiche e spese di vendita.
     La Commissione ha esaminato la richiesta di adeguamento presentata
     dagli esportatori cinesi e ha stabilito che una diminuzione del 9% del
     valore normale era giustificata alla luce delle differenze inerenti
     alle caratteristiche fisiche, in particolare della minore efficacia
     della DHS di produzione cinese.
(13) Gli esportatori cinesi hanno affermato inoltre che le differenze
     relative al processo di lavorazione della DHS prodotta in Cina e in
     Giappone giustificavano un ulteriore adeguamento. Poiché tuttavia gli
     esportatori non hanno presentato elementi di prova sostanziali ai
     sensi dell'articolo 2, paragrafo 9, lettera b) del regolamento di
     base, il Consiglio conferma le conclusioni della Commissione.
(14) Gli esportatori cinesi hanno inoltre sostenuto che la Commissione non
     aveva tenuto conto di altri fattori di adeguamento, quali le
     differenze in termini di utilizzazione finale e di percezione che i
     consumatori hanno del prodotto, a causa della minore efficacia e della
     colorazione della DHS di origine cinese.
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     Tali differenze sono già state prese in considerazione
     nell'adeguamento del 9%, in quanto conseguenze della minore efficacia
     del prodotto. La Commissione ha quindi concluso che tali richieste non
     erano giustificate e il Consiglio ha confermato tale conclusione.
(d)  Margine di dumping
(15) Dall'esame definitivo dei fatti è emerso che le esportazioni di DHS
     originaria della Cina erano oggetto di dumping. Il margine di dumping
     è pari alla differenza tra il valore normale e il prezzo
     all'esportazione. La Commissione ha tenuto conto del fatto che gli
     esportatori cinesi sono controllati e rappresentati da un'unica
     organizzazione statale, che può anche influenzare i prezzi
     all'esportazione. Nei confronti degli esportatori cinesi che hanno
     collaborato è stato quindi determinato un margine di dumping uniforme.
(16) I due esportatori cinesi che hanno collaborato hanno tuttavia
     sostenuto di aver operato in modo indipendente e hanno chiesto che nei
     loro confronti fossero determinati margini di dumping individuali. A
     questo proposito la Commisione ha rilevato che gli esportatori cinesi
     erano rappresentati da un'unica Camera di Commercio, per conto della
     quale sono state presentate argomentazioni e considerazioni identiche,
     senza alcun elemento che potesse distinguere i due esportatori, fatta
     eccezione per le differenze di efficacia della DHS. Gli esportatori
     non hanno inoltre potuto dimostrare di aver fruito di un ampio margine
     di indipendenza, di non essere controllati dallo Stato sul piano
     commerciale, particolarmente riguardo alla determinazione dei prezzi
     all'esportazione e di aver la possibilità di trasferire qualsiasi
     percentuale degli utili al di fuori della Cina. La richiesta degli
     esportatori è stata pertanto respinta.
(17) Per quanto riguarda le altre esportazioni cinesi nella Comunità,
     dall'analisi dei dati Eurostat relativi alle importazioni di DHS e dal
     confronto con i volumi delle esportazioni dichiarati dalle imprese
     cinesi che hanno collaborato risulta che molto probabilmente altri
     produttori cinesi hanno esportato nella Comunità DHS avente un grado
     di purezza simile a quello del prodotto giapponese.
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     Poiché nei confronti di tali esportatori non erano noti elementi
     specifici, il margine di dumping è stato calcolato in base ai dati
     disponibili, conformemente all'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del
     regolamento di base. Nell'ipotesi che tali esportatori   esportassero
     DHS di qualità superiore, non sono stati effettuati adeguamenti per
     tener conto di differenze in termini di efficacia, È stato quindi
     considerato opportuno che il margine di dumping calcolato per tutti
     gli altri esportatori della Repubblica popolare cinese non tenesse
     conto degli adeguamenti richiesti dagli esportatori cinesi che hanno
     collaborato.
      1 margini di dumping cosi accertati, espressi  in percentuale dei
     prezzi cif frontiera comunitaria, sono I seguenti:
     Long March Pharmaceutical Plant e
     Shanghai Fourth Pharmaceutical Plant                  37,46%
     altri esportatori cinesi                              50,65%
     Tali margini corrispondono a 14,9 ecu per kg di DHS di base per la
     Long March Pharmaceutical Plant e la Shanghai Fourth Pharmaceutical
     Plant e a 20,18 ecu per tutti gli altri esportatori cinesi. Il
     Consiglio conferma tali risultanze.
                                E. PREGIUDIZIO
(18) Nelle risultanze provvisorie la Commissione ha concluso che
     l'industria comunitaria aveva subito un pregiudizio sostanziale. Nel
     corso dell'inchiesta è emerso che l'indice di utilizzazione degli
      impianti non aveva subito la flessione indicata nel regolamento
     provvisorio, ma che era sceso da 100 nel 1984 a 84 nel periodo
     dell'inchiesta. Tutti gli altri elementi dei pregiudizio sono rimasti
      Invariati, anche dopo le argomentazioni delle parti  Interessate.
(19) Alla luce di quanto precede e per I motivi delineati nel punti 21-26
     del regolamento provvisorio, Il Consiglio conferma che    l'Industria
     comunitaria ha subito un pregiudizio sostanziale.
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                          G. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
(20) Nei punti 29-34 del regolamento provvisorio, la Commissione ha
     accertato che l'incremento del volume delle importazioni di DHS
     originaria della Repubblica popolare cinese, effettuate a prezzi bassi
     e nettamente inferiori a quelli dell'industria comunitaria, ha
     coinciso con la riduzione del margine di profitto, il calo della quota
     di mercato e l'erosione dei prezzi dell'industria comunitaria. A
     questo proposito gli esportatori cinesi stessi hanno affermato che il
     mercato della DHS è estremamente sensibile al prezzo. È quindi
     evidente che i prezzi più bassi applicati dagli esportatori cinesi
     hanno contribuito in misura determinante al riallineamento delle quote
     di mercato degli esportatori cinesi e dell'industria comunitaria,
     nonché all'erosione dei prezzi e alle perdite subite dall'industria
     comunitaria.
(21) È stato inoltre accertato che le vendite di DHS nella Comunità da
     parte degli esportatori giapponesi sono nettamente diminuite e che
     sono state effettuate a prezzi non inferiori a quelli dell'industria
     comunitaria. È stato pertanto concluso che tali esportazioni non hanno
     contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria. Per
     quanto riguarda altri fattori che hanno inciso sulla situazione
     dell'industria comunitaria, il Consiglio riconosce che negli ultimi
     anni la domanda del prodotto è diminuita. Tale fattore non è stato
     tuttavia addebitato al pregiudizio provocato dagli esportatori cinesi.
     La Commissione ritiene inoltre che il sensibile aumento delle
     importazioni in dumping dalla Cina, effettuate a prezzi molto bassi in
     un mercato caratterizzato dalla contrazione della domanda, abbia
     contribuito ad aggravare il pregiudizio provocato dalle pratiche di
     dumping.
(22) Per i motivi suddetti e per quelli enunciati nei punti 29-34 del
     regolamento provvisorio, il Consiglio conferma che le importazioni in
     dumping di DHS originaria della Cina, considerate isolatamente, hanno
     provocato pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria.
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(23) Per quanto riguarda il dazio, la Commissione ha ricalcolato     l'importo
      necessario per eliminare il pregiudizio con il metodo illustrato nei
      punti 35 e 36 del regolamento provvisorio. In considerazione dei bassi
      prezzi della DHS di origine cinese nella Comunità e alle gravi perdite
      subite dall'industria comunitaria, la differenza tra i prezzi dei
      prodotti cinesi e un prezzo che consenta all'industria comunitaria di
      ottenere sufficienti utili sulle vendite in base ad un volume di
      vendite adeguato rimane nettamente superiore ai margini di dumping ora
      calcolati. Pertanto, conformemente all'articolo 13, paragrafo 3, del
      regolamento di base, i dazi definitivi dovrebbero corrispondere ai
      margini di dumping, in quanto soltanto questi ultimi sarebbero
      sufficienti per eliminare il pregiudizio provocato dalle pratiche di
      dump i ng.
(24) La Commissione ritiene inoltre che la struttura di un'economia
      controllata dallo Stato   offra agli esportatori cinesi un margine di
      manovra considerevole per ridurre ulteriormente i prezzi
      all'esportazione. Tale preoccupazione della Commissione è stata
      confermata dalla rilevante sottoquotazione dei prezzi nel corso delle
      transazioni relative alle esportazioni cinesi. In tali circostanze un
       importo fisso del dazio o un dazio ad-valorem non sarebbe, per se
      stesso, sufficiente ad eliminare il pregiudizio provocato dalle
      pratiche di dumping. Si ritiene pertanto necessario stabilire un
      prezzo minimo per prevenire un ulteriore pregiudizio dopo
       l'istituzione delle misure antidumping definitive.
 (25) La Commissione ha dovuto inoltre tenere conto del fatto che
       l'incremento dei prezzi all'esportazione dei prodotti cinesi può
      essere provocato anche da altri fattori e non soltanto
      dall'eliminazione delle pratiche di dumping. Dato che per la
       produzione di DHS sono necessari grandi quantitativi di energia,
      eventuali variazioni dei costi dell'energia possono provocare
       l'incremento delle spese generali e quindi  l'aumento dei prezzi
       all'esportazione. Tale incremento non implicherebbe   tuttavia
       necessariamente la diminuzione del margine di dumping relativo agii
       esportatori cinesi, in quanto il valore normale potrebbe aumentare di
       un importo corrispondente.
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     Si ritiene pertanto opportuno che in tali circostanze il dazio sia in
     forma di un importo fisso per chilogrammo di DHS importato.    Gli
     importi fissi sono rispettivamente di 14,9 ecu per Kg di DHS di base
     per gli esportatori che hanno collaborato e di 20,16 ecu per Kg per
     gli altri esportatori cinesi.    Data la possibilità di assorbimento del
     dazio nel mercato in questione, l'imposizione di un prezzo minimo deve
     quindi essere combinata all'istituzione di un dazio fisso.
(26) La combinazione delle due forme del dazio è necessaria per eliminare
     il pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping e per prevenire un
     ulteriore pregiudizio. La Commissione è nondimeno disposta ad
     esaminare, a tempo debito, eventuali domande di restituzione o di
     riesame da parte degli importatori o degli esportatori cinesi, qualora
     cambiamenti di prezzi all'esportazione dovessero diminuire i margini
     di dumping effettivi oppure qualora, per ogni altro motivo, un cambio
     di circostanze dovesse essere considerato una sufficiente
     giust if icazione.
(27) L'industria comunitaria ha chiesto di istituire un dazio antidumping
     definitivo con effetto retroattivo, conformemente all'articolo 13,
     paragrafo 4, lettera b ) , punto (ii) del regolamento (CEE) n. 2423/88.
     Dato che non sono stati presentati elementi di prova in merito
     all'esistenza delle condizioni fissate in tale disposizione, la
     richiesta è stata respinta.
(28) Il Consiglio conferma le osservazioni precedenti e le conclusioni
     esposte nei punti 23-27 del presente regolamento.
                         I. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(29) Le parti non hanno presentato alla Commissione nuovi fatti o
     argomentazioni in merito all'interesse della Comunità. Il Consiglio
     conferma pertanto le conclusioni della Commissione esposte nei punti
     40-46 del regolamento provvisorio, secondo le quali nell'interesse
     della Comunità è opportuno eliminare, con l'istituzione di misure
     antidumping, il pregiudizio provocato dalle pratiche di dumping degli
     esportatori cinesi, per evitare l'ulteriore declino dell'industria
     comunitar ia.
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                                    IMPEGNO
(30) È stato offerto un impegno sui prezzi per conto dei due produttori
     cinesi. Il livello dei prezzi proposto non era tuttavia sufficiente
     per eliminare il margine di dumping stabilito e il conseguente
     pregiudizio e quindi non era conforme alle condizioni di cui
     all'articolo 10, paragrafo 2, lettera b) del regolamento di base. La
     Commissione ha pertanto concluso che l'impegno non era accettabile e
     ha comunicato agli esportatori  interessati la decisione presa e la
     relativa motivazione.
                     K. RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
(31) In considerazione dei margini di dumping accertati e della gravità del
     pregiudizio subito dall'industria comunitaria, il Consiglio ritiene
     che gli importi riscossi a titolo di dazi antidumping provvisori
     debbano essere riscossi definitivamente sino all'importo del dazio
     definitivo istituito. Per le importazioni dei prodotti della Shanghai
     Fourth Pharmaceutical Plant e della Long March Pharmaceutical Plant,
     Sichuan l'importo in questione è pari al 37,4% del prezzo netto franco
     frontiera comunitaria, prima dello sdoganamento. Nei confronti di
     tutti gli altri esportatori cinesi si applica un'aliquota ad valorem
     del 47,6% del prezzo netto franco frontiera comunitaria, prima dello
     sdoganamento.
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HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                  Art ico lo 1
1.  É istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
    di idrostreptomicina di cui al codice NC 2941 20 10, originaria della
    Repubblica popolare cinese.
2.  L'importo del dazio è pari a 20,16 ecu per chilogrammo di DHS di base
    oppure alla differenza tra il prezzo cif e 58,4 ecu per chilogrammo di
    DHS di base, qualora quest'ultimo importo sia superiore, (codice
    addizionale Tari e 8604).
    Per gli esportatori Long March Pharmaceutical Plant, Sichuan e Shanghai
    Fourth Pharmaceutical Plant (codice addizionale Tarie 8 6 0 3 ) , il dazio è
    pari a 14,9 ecu per chilogrammo di DHS di base oppure, qualora
    quest'ultimo importo sia superiore, alla differenza tra il prezzo cif e
    53,16 ecu per chilogrammo di DHS di base.
3.  Si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
                                  Art ico lo 2
Gli importi riscossi o garantiti a titolo di dazio antidumping      provvisorio
conformemente al regolamento (CEE) n. 2054/91 sono riscossi definitivamente
sino agli importi derivanti dall'applicazione del dazio definitivo di cui
all'articolo 1, paragrafo 2. Gli importi dei dazi provvisori da riscuotere
definitivamente sono tuttavia limitati come segue:
    per la Long March Pharmaceutical Plant, Sichuan e la Shanghai Fourth
    Pharmaceutical Plant si applica un'aliquota del dazio ad valorem del
    37,4%, subordinatamente all'importo massimo del dazio definitivo
    istituito all'articolo 1, paragrafo 2 per le importazioni
    corr ispondent i,
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    per tutti gli altri esportatori cinesi, si applica un'aliquota del
    dazio ad valorem del 47,6%, subordinatamente all'importo massimo del
    dazio definitivo istituito all'articolo 1, paragrafo 2.
                                 Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,                                       Per il Consiglio
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                                                             COM(91)538def.
                                                         DOCUMENTI
rr                                                                        1102
                                        N. di catalogo : CB-CO-91-584-IT-C
                                                           ISBN 92-77-78802-X
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Lr2985 Lussemburgo