CELEX: 21987A0207(02)
Language: it
Date: 1958-12-15 00:00:00
Title: Protocollo all'accordo europeo per lo scambio delle sostanze terapeutiche di origine umana

Avis juridique important

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21987A0207(02)

Protocollo all'accordo europeo per lo scambio delle sostanze terapeutiche di origine umana  

Gazzetta ufficiale n. L 037 del 07/02/1987 pag. 0004 - 0028 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 11 pag. 0349  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 11 pag. 0349 

PROTOCOLLO ALL'ACCORDO EUROPEO per lo scambio delle sostanze terapeutiche di origine umanaPRIMA PARTECONDIZIONI GENERALIA. ETICHETTATURAOgni recipiente o accessorio verrà munito, prima della spedizione, di un'etichetta in inglese ed in francese, compilata conformemente al modello di cui agli allegati da 2 a 10 del presente protocollo.B. IMBALLAGGIO E SPEDIZIONEIl sangue umano intero verrà sempre spedito in un imballaggio che lo mantenga, durante tutto il periodo del trasporto, alla temperatura di 4-6 C.Questa condizione non è prescritta per i derivatimenzionati nel protocollo.C. PRODOTTI E ACCESSORII prodotti e gli accessori menzionati nella secondaparte del presente protocollo dovranno esseresterili, apirogeni e non tossici.Si raccomanda di allegare alle spedizioni gli accessorinecessari per la somministrazione dei prodottinonché i relativi solventi se si tratta di prodotti allostato secco.D. INNOCUITÀ DELLE APPARECCHIATURE PER LATRASFUSIONE SANGUIGNA IN PLASTICALe apparecchiature devono essere conformi alledisposizioni figuranti nell'allegato 11 del presenteprotocollo.SECONDA PARTECONDIZIONI SPECIALI1. SANGUE UMANO INTEROIl sangue umano intero è il sangue cui è stato aggiunto, dopo essere stato prelevato da un individuo normale, un anticoagulante appropriato.Il sangue non viene prelevato da individui:a) notoriamente affetti, al momento o in passato,da sifilide o epatite, oppure b) i cui testi sanguigni d'infezione sifilitica non siano risultati negativi, oppure c) che non siano indenni da una malattia trasmissibilemediante la trasfusione di sangue, sempreché questo elemento possa venir appurato da un semplice esame medico o studiando gli antecedenti.Il sangue, prelevato in modo asettico con un dispositivo tubolare chiuso e sterilizzato, è posto in un recipiente parimenti sterilizzato in cui la soluzione anticoagulante è stata introdotta prima della sua sterilizzazione. Il materiale impiegato deve essere apirogeno. Una volta ultimato il prelievo, il flacone viene subito chiuso e raffreddato alla temperatura di 4-6 C. Esso verrà aperto al momento di somministrarne il contenuto.Il sangue è prelevato su soluzione citrata acida contenente glucosio. Non va aggiunta alcuna sostanza antisettica o batteriostatica. Il volume della soluzione anticoagulante non deve eccedere 220 ml/l di sangue umano intero e la concentrazione di emoglobina non deve essere inferiore a 97 g/l.Gruppo sanguignoLa determinazione del gruppo sanguigno deve risultare nel sistema AB0 dall'esame dei globuli e del siero e nel sistema Rh dall'esame dei globuli, utilizzando un campione separato del sangue del donatore. Ove esista per la classificazione del sangue una tecnica nazionale, standardizzata o raccomandata, è questa che va utilizzata.Il termine Rh negativo deve essere utilizzato soltanto quando le prove specifiche abbiano comprovato l'assenza degli antigeni C, D, Du ed E. Tutti gli altri sangui devono essere considerati con Rh positivo.Il sangue oggetto di scambi in conformità del presente accordo sarà trasfuso unicamente ad individui appartenenti al gruppo AB0 corrispondente.ConservazioneIl sangue umano intero va mantenuto nel recipiente sterile sigillato in modo da essere al riparo dai microrganismi e conservato alla temperatura di 4-6 C fino al momento della sua somministrazione, tranne durante i periodi necessari al suo esame e al suo trasporto ad una temperatura più elevata, tenendo conto che questi periodi non devono eccedere 30 minuti, dopo di che il sangue deve essere subito riportato alla temperatura di 4-6 C.EtichettaturaL'etichetta del recipiente deve fornire tutte le informazioni figuranti sull'etichetta modello (allegato 2). Il gruppo Rh deve essere indicato con i termini «Positivo» o «Negativo» o con le abbreviazioni «POS» o «NEG».1 bis. CONCENTRATI DI GLOBULI ROSSI UMANIIl concentrato di globuli rossi umani è un'unità di sangue umano intero da cui è stata prelevata la maggior parte del plasma.Esso contiene tutti i globuli rossi dell'unità a partire dalla quale è stato preparato ; gli altri elementi cellulari possono essere presenti o possono essere stati parzialmente prelevati.Il contenuto liquido del concentrato è costituito o dal plasma residuo, o da una soluzione artificiale isotonica adeguata, addizionata dopo che è stato prelevato il plasma. Il volume occupato dai globuli rossi dovrebbe oscillare tra il 65 e il 75 % del volume totale del prodotto, ma in caso di concentrazione più alta dei globuli rossi, la percentuale approssimativa di eritrociti in volume (ematocriti) deve essere indicata sull'etichetta.Le manipolazioni necessarie alla preparazione devono essere effettuate in modo asettico. Le decantazioni devono essere operate in circuito sterile e sempre per compressione. Non va aggiunta alcuna sostanza antisettica o batteriostatica.Gruppo sanguigno e conservazioneVedi quanto detto per il sangue umano intero.Etichettatura L'etichetta del recipiente deve fornire tutte le informazioni figuranti sull'etichetta modello allegato 2 bis). Il gruppo Rh deve essere indicato con i termini «Positivo» o «Negativo», o con le abbreviazioni «POS» o «NEG». Se è stata aggiunta una soluzione artificiale, l'etichetta deve indicarne il volume e la composizione.2. PLASMA UMANO ESSICCATOIl plasma umano essiccato è preparato mediante essiccazione del liquido galleggiante ottenuto mediante centrifugazione o sedimentazione del sangue umano intero.Durante la preparazione, non deve essere aggiunta alcuna sostanza antisettica, batteriostatica od altra. Il plasma umano essiccato è ottenuto mediante liofilizzazione o con qualsiasi altro metodo che eviti l'alterazione delle proteine. Il prodotto allo stato secco deve essere facilmente solubile in una quantità d'acqua pari al volume del liquido a partire dal quale è stato preparato. La soluzione così ottenuta non deve contenere meno di 45 g di proteine/l e non deve mostrare alcun segno visible dell'esistenza di prodotti di emolisi. Il tasso di emoagglutinine non deve eccedere 1 : 32.Plasma umano essiccato preparato con uno o due prelievi di sangueI prelievi riconosciuti come contenenti un tasso pericoloso di iso-emolisine (determinato utilizzando un campione di siero allo stato fresco) o una emoagglutinina immune, non vanno utilizzati. Eccettuato se il plasma è miscelato e congelato nelle 48 ore che seguono il prelievo di sangue. In tal caso, la sterilità di ciascuna unità va verificata con colture di almeno 10 ml.Plasma umano essiccato preparato miscelando più didue prelieviLe miscele contenenti tassi pericolosi di emoagglutinine immuni o di iso-emolisine non vanno utilizzati. Per evitare gli effetti nocivi dei prodotti della crescita dei batteri nel plasma non verrà utilizzato alcun prelievo individuale qualora presenti segni di contaminazione da batteri e la sterilità di ciascuna miscela sarà controllata con colture di almeno 10 ml. Per ridurre il rischio di trasmissione dell'epatite mediante inoculazione, il plasma deve essere preparato a partire da miscele di non più di 12 prelievi o con qualsiasi altro metodo conosciuto come riducente tale rischio in modo comparabile.Solubilità in acquaAggiungere una quantità d'acqua pari al volume liquido a partire dal quale è stato preparato il campione ; la sostanza si scioglie completamente in 10 minuti alla temperatura di 15-20 C.IdentificazioneSciogliere una determinata quantità del prodotto in un volume di acqua pari al volume del liquido a partire dal quale essa è stata preparata ; la soluzione va sottoposta alle seguenti prove:i) i testi di precipitazione con antisieri specifici rilevano ch'essa contiene unicamente proteine di plasma umano;ii) aggiungere ad 1 ml una quantità opportuna di trombina o di cloruro di calcio ; la miscela si coagula e il fenomeno può essere accelerato mediante incubazione a 37 C,Perdita di massa in seguito ad essiccazioneL'essiccazione del plasma umano con anidride fosforica ad una pressione non eccedente 0,02 mm di mercurio, per 24 ore, non deve provocare perdite di peso superiori allo 0,5 %.SterilitàIl prodotto finale, previa ricostituzione, deve essere sterile, se esaminato con un metodo batteriologico adatto.ConservazioneIl plasma umano essiccato va posto in un'atmosfera d'azoto o sotto vuoto in un flacone sterile sigillato, in modo da preservarlo da qualsiasi microrganismo e, per quanto possibile, dall'umidità ; esso va tenuto al riparo della luce e conservato ad una temperatura inferiore a 20 C.EtichettaturaL'etichetta del recipiente deve fornire tutte le informazioni figuranti sull'etichetta modello (allegato 3).3. ALBUMINA UMANA E SOLUZIONI STABILI DI PROTEINE DI PLASMA UMANOL'albumina umana e le soluzioni stabili di proteine di plasma umano sono preparazioni della proteina che costituiscono circa il 60 % della massa delle proteine totali del plasma di sangue umano intero.Il metodo di preparazione è tale che il prodotto finale soddisfa le condizioni descritte più avanti. Indipendentemente dal fatto che il prodotto finale sia liquido o secco, la preparazione, previa aggiunta di uno stabilizzante adatto, va scaldata, allo stato liquido e nel recipiente finale, a 60 C ± 0,5 C per 10 ore, per inattivare l'agente che provoca l'epatite da inoculazione. Nel corso dell'operazione non va aggiunta alcuna sostanza antisettica o batteriostatica.Nelle preparazioni di albumina umana, almeno il 95 % della massa delle proteine deve essere costituita da albumina. Nelle soluzioni stabili di proteine di plasma umano, almeno 1'85 % della massa delle proteine deve essere costituita da albumina. Le due forme di preparazione non devono contenere più di 10 mg di immunoglobulina G/g di prodotto.Se il prodotto finale è liofilizzato, deve contenere almeno 950 mg di proteine/g di prodotto. Le soluzioni stabili di proteine di plasma umano devono avere una concentrazione di 45-50 g di proteine totali/l. Se l'albumina umana è preparata in soluzione, deve avere una concentrazione di almeno 45 g di proteine totali/l.Solubilità del prodotto allo stato secco Completamente solubile previa aggiunta della quantità d'acqua indicata.StabilitàMisure comparative di viscosità e di turbidità come pure l'ultracentrifugazione e l'elettroforesi, effettuate sulle soluzioni prima e dopo averle scaldate, non devono fornire alcun indizio di denaturazione delle proteine disciolte. Previo riscaldamento a 57 C e d'agitazione meccanica per 6 ore a questa temperatura, la soluzione deve essere del tutto priva di particelle visibili.Identificazionei) I testi di precipitazione con antisieri specifici indicano che i due prodotti contengono soltanto proteine di plasma umano.ii) L'elettroforesi, effettuata in migrazione libera in condizioni accettabili ed appropriate, rileva che la frazione delle proteine che hanno la mobilità dell'elemento albuminoso del plasma umano normale è almeno pari al 95 % della massa per le preparazioni di albumina umana o all'85 % della massa per le soluzioni stabili di proteine di plasma umano.Tenore e concentrazione di sodioIl tenore di sodio dell'albumina umana, povera di sale, non deve eccedere 0,61 millimole di sodio/g di albumina. Nelle altre preparazioni di albumina umana e nelle soluzioni stabili di proteine di plasma umano, la concentrazione di sodio non deve eccedere 0,15 mole/l di soluzione o di prodotto essiccato ricostituito.Concentrazione di potassioLa concentrazione di potassio non deve eccedere, nell'albumina umana e nelle soluzioni stabili di proteine di plasma umano, 2 millimole/l di soluzione o di prodotto essiccato ricostituito.AciditàMisurata alla temperatura di 15-25 C in una soluzione diluita con una concentrazione di 10 g di proteine e 0,15 mole di cloruro di sodio/l, il pH delle 2 preparazioni deve essere pari a 6,8 ± 0,2.Perdita di massa in seguito ad essiccazione Quando si tratti di una preparazione essiccata, l'essiccazione in presenza di anidride fosforica ad una pressione non eccedente 0,02 mm di mercurio, per 24 ore, non deve provocare una perdita di peso superiore allo 0,5 %.SterilitàIl prodotto finale deve essere sterile, se esaminato con una tecnica batteriologica adeguata.ConservazioneL'albumina umana essiccata deve essere posta in un'atmosfera di azoto o sotto vuoto, in un recipiente sterile sigillato in modo da preservarlo dai microrganismi e dall'umidità. Essa va tenuta al riparo della luce e conservata ad una temperatura inferiore a 20 C.Le soluzioni di albumina umana e le soluzioni stabili di proteine di plasma umano devono essere conservate in recipienti sterili, sigillati in modo da preservarle dai microrganismi. Esse vanno tenute al riparo della luce e conservate alla temperatura di 4-6 C.EtichettaturaL'etichetta del recipiente deve fornire tutte le informazioni figuranti sull'etichetta modello (allegato 4). Per le soluzioni, la data di preparazione è la data di riscaldamento nel recipiente finale.4. IMMUNOGLOBULINA UMANA NORMALEL'immunoglobulina umana normale è una preparazione di proteine di plasma estratte dal sangue umano intero e contenenti gli anticorpi degli adulti normali. Essa è ottenuta miscelando il plasma liquido di almeno 1 000 donatori.Il procedimento di preparazione deve far sì che il prodotto soddisfi alle condizioni prescritte più avanti e che il prodotto finale non provochi l'epatite da inoculazione. Inoltre, il metodo di preparazione deve far sì che gli anticorpi contenuti nel prodotto iniziale siano concentrati in quantità adeguata nel prodotto finale. In proposito, il procedimento utilizzato può essere considerato soddisfacente a questo riguardo, per ogni preparazione, titolando gli anticorpi corrispondenti almeno ad un virus e a una tossina battericida, sia nel prodotto iniziale, sia nel prodotti finale. Si sceglieranno anticorpi per i quali esistono metodi di titolazione affidabili.Durante la preparazione, non va aggiunta alcuna sostanza antisettica o batteriostatica ; per mantenere la sterilità batterica e la stabilità del prodotto finale possono venire aggiunti un conservante ed uno stabilizzante appropriati.Il prodotto finale è fornito in forma di soluzione, la cui concentrazione in immunoglobulina deve essere di 100-170 g/l.Identificazionei) I testi di precipitazione con antisieri specifici indicano che il prodotto contiene unicamente proteine di plasma umano.ii) L'elettroforesi, effettuata in migrazione libera in condizioni accettabili ed appropriate, deve indicareche almeno il 90 % della massa delle proteine ha la mobilità dell'agente gamma delle globuline del plasma umano normale.StabilitàLa soluzione finale non deve presentare alcun segnovisibile di precipitazione o di turbidità, prima e dopo essere stata scaldata a 37 C per 7 giorni. Si raccomanda anche di effettuare dei controlli di ultracentrifugazione per determinare l'entità della decomposizione del prodotto in componenti di peso molecolare più piccolo. Il metodo utilizzato deve essere scelto fra quelli approvati dalle autorità nazionali di controllo.AciditàIl pH della soluzione finale, misurato ad una temperatura di 15-25 C previa diluizione ad una concentrazione di 10 g di proteine/l in una soluzione di 0,15 mole di cloruro di sodio/l, deve essere di 6,8 ± 0,4.SterilitàIl prodotto finale deve essere sterile, se esaminato con un metodo batteriologico adeguato. ConservazioneLe soluzioni di immunoglobulina umana vanno conservate in un recipiente sterile sigillato in modo da preservarle dai microrganismi, e tenute al riparo dalla luce, ad una temperatura di 4-6 C.EtichettaturaL'etichetta del recipiente deve fornire tutte le informazioni figuranti sull'etichetta modello (allegato 5).La data di preparazione corrisponde a quella dell'introduzione del prodotto nel recipiente finale.5. IMMUNOGLOBULINE UMANE SPECIFICHELe immunoglobuline umane specifiche contengono anticorpi corrispondenti a determinati agenti virali o batterici. Proprio per questo motivo questi prodotti sono preparati con miscele ricavate da un numero limitato di prelievi.I requisiti qui specificati valgono per le seguenti immunoglobuline umane: - immunoglobulina umana antitetanica, - immunoglobulina umana antivaccino.Potranno essere preparate altre immunoglobuline umane specifiche ; se esiste una norma internazionale, esse dovranno essere controllate in funzione di questa norma e la loro attività dovrà essere espressa in unità internazionali.L'immunoglobulina umana antivaccino deve contenere almeno 500 UI/ml di anticorpi antivaccino determinati da un test di neutralizzazione su membrana corio-allantoide o su colture di tessuti.L'immunoglobulina umana antitetanica deve contenere almeno 50 UI/ml antitossina tetanica determinata da un test di neutralizzazione sull'animale.Le immunoglobuline umane specifiche devono inoltre soddisfare i requisiti figuranti al punto 4 (immunoglobulina umana normale).Secondo il tasso di anticorpi, la concentrazione di immunoglobulina oscillierà nella soluzione finale fra 100 e 170 gr/l. EtichettaturaL'etichetta del recipiente deve fornire tutte le informazionifiguranti sull'etichetta mdello (allegato 5).Inoltre, l'etichetta dovrà indicare l'attività espressain unità internazionali come per lo standard internazionaleo la preparazione internazionale di riferimento.6. FIBRINOGENO UMANO ESSICCATOIl fibrinogeno umano essiccato è una preparazione allo stato secco contenente il costituente solubile del plasma umano liquido che, previa addizione di trombina, si trasforma in fibrina. Il metodo di preparazione utilizzato deve far sì che il prodotto finale soddisfi le condizioni stabilite più avanti e riduca il rischio di trasmissione dell'epatite mediante inoculazione. Le miscele di plasma utilizzate nella preparazione del fibrinogeno devono provenire dal numero più limitato possibile di prelievi.Durante la preparazione non va aggiunta alcuna sostanza antisettica o batteriostatica. Il prodotto finale deve essere liofilizzato.SolubilitàIl prodotto allo stato secco deve essere completamente solubile previa aggiunta della quantità d'acqua prescritta. Nei 60 minuti che seguono la ricostituzione non deve prodursi alcuna precipitazione.Identificazionei) I testi di precipitazione con antisieri specifici devono indicare che il prodotto contiene unicamente proteine di plasma umano. ii) Il prodotto appena ricostituito ha la proprietà di coagulare con l'aggiunta di trombina. Previa aggiunta di trombina ad una soluzione di fibrinogeno umano, la cui concentrazione è stata portata al livello di quella del plasma normale fresco, la coagulazione si produrrà in un lasso di tempo non eccedente il doppio del tempo di coagulazione del plasma normale fresco previa aggiunta di trombina.iii) Proteina coagulabile. Non meno del 50 % della massa delle proteine totali deve coagularsi all'aggiunta di trombina.Perdita di massa in seguito ad essicazioneL'essiccazione, in presenza di anidride fosforica, ad una pressione non eccedente 0,02 mm di mercurio per 24 ore, non deve provocare una perdita di peso superiore allo 0,5 %.SterilitàIl prodotto finale, ricostituito, deve essere sterile se esaminato con un metodo batteriologico appropriato.ConservazioneIl fibrinogeno umano è posto in un'atomosfera di azoto o sotto vuoto, in un recipiente sterile, sigillato in modo da preservarlo dai microrganismi e, per quanto possibile, dall'umidità ; esso va tenuto al riparo dalla luce e conservato ad una temperatura raccomandata.EtichettaturaL'etichetta del recipiente deve fornire tutte le informazioni figuranti sull'etichetta modello (allegato 6). La data di preparazione è la data della dissoluzione finale prima della liofilizzazione7. AGENTE VIII DI COAGULAZIONE UMANO CONGELATO O ESSICCATOI. Requisiti dei donatoriIl donatore deve essere in buona salute e,segnatamente, non essere affetto da nessuna malattia trasmissibile, secondo i criteri adottati per il plasma umano allo stato secco.II. Requisiti delle preparazioniSterilità e atossicitàIl prodotto finale deve essere sterile ed apirogeno. In caso di crioprecipitazione in sacco di plastica, il prodotto non può contenere solventi organici o altre sostanze estranee presenti nella miscela refrigerante ; si cercherà di evitare il passaggio di questi prodotti attraverso la parete del sacco di plastica ponendo quest'ultimo per il tempo dell'immersione in un secondo involucro impermeabile. I rischi di strappi durante la conservazione allo stato congelato in sacchi di plastica saranno ridotti disponendo ciascun sacco in una scatola di protezione.Eritrociti, leucociti e piastrineLe condizioni di centrifugazione saranno tali che gli elementi morfologici del sangue vengano eliminati non appena possibile dopo il loro prelievo.SolubilitàL'aggiunta del solvente appropriato nella quantità indicata deve provocare la completa dissoluzione del prodotto essiccato in meno di 30 minuti alla temperatura di 37 C. Possono sussistere piccoli aggregati di fibrinogeno facilmente dissociabili.StabilitàLa preparazione, conservata a 20 C, non deve presentare alcun segno di precipitazione nelle tre ore che seguono la dissoluzione.AttivitàLa preparazione ricostituita apporterà il quantitativo minimo di agente VIII indicato, l'unità corrispondente all'attività di 1 ml di plasma fresco normale medio, attività misurata con un metodo approvato dall'autorità nazionale competente.Assenza di anticorpi irregolariSe la preparazione è destinata a pazienti del gruppo ABO, il saggio di anticorpi anti-A e anti-B non eccederà la cifra di 32.Identificazione Il test di precipitazione con antisieri specifici indica che il prodotto contiene unicamente proteine di plasma umano.Perdita di massa in seguito ad essiccazioneSe il prodotto finale è liofilizzato, l'essiccazione in presenza di anidride solforica ad una pressione non eccedente 0,02 mm di mercurio, per 24 ore, non deve provocare una perdita di peso superiore a 1,5 %.ConservazioneL'agente VIII umano deve essere conservato ad una temperatura inferiore a - 30 C, se la preparazione è congelata, inferiore a 5 C, se la preparazione è liofilizzata ; esso va tenuto al riparo dalla luce. La preparazione essiccata deve essere conservata in un'atmosfera di azoto o sotto vuoto, in un flacone sterile, sigillato in modo da preservarlo da qualsiasi microrganismo e, per quanto possibile, dall'umidità. Il periodo di conservazione non deve eccedere 6 mesi allo stato congelato, un anno allo stato secco, a meno che non sia stato rifatto il test dell'attività minima prescritta.III. PresentazioneL'etichetta della preparazione deve fornire tutte le informazioni figuranti sull'etichetta modello (allegato 7).8. AGENTE IX DI COAGULAZIONE UMANO ESSICCATOI. Requisiti dei donatoriIl donatore deve essere in buona salute e, segnatamente, non essere affetto da nessuna malattia trasmissibile, secondo i criteri adottati per il plasma umano allo stato secco.II. Requisiti del concentratoSterilità ed atossicitàIl prodotto finale sperimentato secondo metodi appropriati deve essere sterile, apirogeno, privo di effetti respiratori indesiderabili. La mancanza di effetti vasodepressivi va esaminata sul cane o sul gatto.SolubilitàL'aggiunta del solvente nella quantità indicata deve provocare la dissoluzione completa in 10 minuti alla temperatura di 37 C. Attività tromboplastica e assenza di trombina liberaIl tempo di ricalcificazione del plasma normale misurato a 37 C in presenza di un volume eguale di varie diluizioni del prodotto ricostituito non può essere inferiore a 40 secondi. Il prodotto ricostituito e addizionato di un volume eguale di fibrinogeno (3 g/l) non può coagulare per 6 ore a 37 C.AttivitàLa preparazione ricostituita apporterà la quantità minima indicata di agente IX, 1 unità corrispondente all'attività di 1 ml di plasma fresco normale medio, attività misurata con un metodo approvato dall'autorità nazionale competente.Rendimento e stabilità in vivoIl metodo di preparazione deve essere tale che la rapida somministrazione, per via endovenosa a parecchi pazienti, di una dose di 50 unità/kg di peso corporeo, prelevata da parecchie partite di prodotto in assenza di un inibitore specifico e in condizioni di base, provocherà una elevazione media, dopo 15 minuti, di almeno 300 unità/l di plasma e la persistenza, dopo 24 ore, di un'elevazione media di almeno 60 unità/l di plasma.Identificazione I test di precipitazione con antisieri specifici indicano che il prodotto contiene unicamente proteine di plasma umano.Perdita di massa in seguito ad essiccazioneL'essiccazione in presenza di anidride fosforica ad una pressione non eccedente 0,02 mm di mercurio, per 24 ore, non deve provocare una perdita di peso superiore all'1,5 %.ConservazioneLe preparazioni vanno conservate, essiccate, ad una temperatura inferiore a 5 C. Il periodo di conservazione non deve eccedere 2 anni, a meno che non sia stato rifatto il test dell'attività. III. PresentazioneL'etichetta della preparazione deve fornire tutte le informazioni figuranti sull'etichetta modello (allegato 8).ALLEGATO 1 DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 2 DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 2 bis DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 3 DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 4 DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 4 (seguito 1) CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 4 (seguito 2) CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 5 DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 6 DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 7 DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 8 DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 9 DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 10 DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANAALLEGATO 11 DEL PROTOCOLLO CONSIGLIO D'EUROPA ACCORDO EUROPEO PER LO SCAMBIO DELLE SOSTANZE TERAPEUTICHE DI ORIGINE UMANA INNOCUITÀ DELLE APPARECCHIATURE IN PLASTICA PER LA TRASFUSIONE DEL SANGUEI. PROVE CHIMICHELe prove vanno effettuate con apparecchiature in plastica per la trasfusione del sangue. Dette apparecchiature si compogono di due principali categorie di elementi:1. recipienti in plastica per la raccolta, la separazione e la conservazione del sangue e dei prodotti del sangue; 2. un'attrezzatura in plastica per il prelievo e la somministrazione del sangue.Il materiale verrà sottoposto alle prove dopo essere stato sterilizzato con lo stesso metodo usato per la sterilizzazione definitiva dell'apparecchiatura. Questo materiale comprenderà:1. la plastica utilizzata per fabbricare i recipienti,2. i tubi posti nei recipienti,3. l'apparecchiatura per il prelievo e la somministrazione delsangue. I recipienti devono essere sottoposti alle prove prima di essere riempiti della soluzione anticoagulante. Tuttavia, se le prove sono effettuate utilizzando recipienti che sono stati riempiti della soluzione anticoagulante, le prove limite sulla soluzione anticoagulante, viste al capitolo III, vanno prese in considerazione in sede di valutazione dei risultati delle prove cui il recipiente è stato sottoposto.Il fabbricante di apparecchiature per la trasfusione del sangue è tenuto a svelare alle autorità sanitarie competenti la composizione specifica della o delle materie plastiche e di qualsiasi altra sostanza utilizzata per fabbricare le apparecchiature, ad indicare l'origine dei composti che sono entrati nella fabbricazione della o delle materie, il loro metodo di fabbricazione (o, in mancanza, i numeri di riferimento composti), i metodi particolareggiati di fabbricazione del'apparecchiatura, la natura di qualsiasi additivo ed adesivo impiegato nel corso della produzione, nonché il modo di sterilizzazione. Nessuna modifica può essere apportata ai dati di cui sopra a meno che non sia tata preventivamente comunicata all'autorità sanitaria competente e da questa approvata.Ogni partita di materia prima utilizzata nella fabbricazione dell'apparecchiatura è identificata da un numero che verrà registrato dal fabbricante, alla stessa stregua dei numeri d'identificazione di tutti gli elementi delle apparecchiature per la trasfusione del sangue fabbricate con questa materia e dei risultati di tutte le analisi cui queste sono state sottoposte. Devono essere prese tutte le debite precauzioni per limitare i rischi di contaminazione accidentale in ogni fase della fabbricazione.A. Preparazione dell'estratto e della sostanza testimonea) Per effettuare una prova completa come quella sottodescritta si utilizzano 1 250 cm2 di materia plastica (superficie totale delle due facce di un campione costituito da un foglio di plastica di cui ogni faccia misura 625 cm2). Il campione, che non reca alcuna indicazione scritta od etichetta, deve essere tagliato in segmenti di non più di 10 cm2. La lunghezza (L) in cm dei tubi è calcolata come segue:D1 = diametro interno in cm,D2 = diametro esterno in cm.I tubi vanno tagliati nel senso della lunghezza, i segmenti di circa 10 cm. Per l'estrazione vengono utilizzati 10 ml di acqua/50 cm2.b) I segmenti di pellicola o di tubo di plastica devono essere introdotti in un recipiente di vetro, trattato con borosilicato, con 250 ml di acqua distillata apirogena estratta da un alambicco adeguato munito di superfici di condensazione e di tubi di captazione di vetro (1). L'apertura del recipiente è ricoperta da un becher capovolto e il recipiente è in seguito scaldato nel vapore saturo a 110 C per 30 minuti (in autoclave) e rapidamente raffreddato a temperatura ambiente ; il volume è poi portato a 250 ml mediante addizione di acqua distillata apirogena. Non è necessario tener conto di un'eventuale leggera aderenza tra i campioni di plastica.Invece di essere scaldate in autoclave, le materie plastiche sensibili al calore possono essere scaldate a 70 C per 72 ore.Viene preparata una soluzione testimone corrispondente senza materie plastiche. (1)Se le materie plastiche sono state in contatto con una soluzione anticoagulante, i segmenti dovrebbero essere preventivamente introdotti in un recipiente analogo contenente acqua distillata fredda (100 ml), da agitare più volte.L'operazione deve essere ripetuta ancora una volta.B. Prove sull'estratto1. Materie ossidabiliA 20 ml dell'estratto contenuti in un'ampolla di Erlenmayer, di vetro trattato con borosilicato, aggiungere 0 ml di una soluzione di 2 millimole di permanganato di  potassio/l e 1,0 ml di acido solforico di 1 mole/l ; far bollire la miscela così ottenuta per 3 minuti. Raffreddare rapidamente la soluzione e aggiungere 100 mg di ioduro di potassio e 5 gocce di soluzione di amido. Titolare con una soluzione di 10 millimole di tiosolfato di sodio/l effettuando una titolazione parallela con la soluzione testimone. La differenza tra la quantità di tiosolfato utilizzata nelle due titolazioni non eccede 2,00 ml di una soluzione di 10 millimole di tiosolfato di sodio/l. 2. Cloruro L'estratto soddisfa una prova limite appropriata per i cloruri corrispondente ad un massimo di 11, 2 millimole di cloruro/l.3. AmmoniacaL'estratto soddisfa una prova limite appropriata per l'ammoniaca corrispondente ad un massimo di 120 mole di NH3/l.4. Acido fosforico - fosfatoL'estratto soddisfa la prova limite per i fosfati.Prove limite per i fosfatiFar evaporare 25 ml dell'estratto quasi a secco in una ampolla Kjeldahl, raffreddare il residuo, aggiungere 2 gocce di acido solforico ed 1 ml di acido nitrico, scaldare la miscela fino a quando non liberi dei vapori bianchi, indi raffreddarla. Aggiungere una goccia di acido perclorico e scaldare lentamente per mezz'ora. Raffreddare il residuo ed aggiungere acqua fino ad ottenere 25 ml. Travasare 10 ml della soluzione in un'ampolla da titolazione di 25 ml, aggiungere 8 ml di una soluzione di molibdato di ammonio-acido solforico e 2 ml di una soluzione di acido ascorbico alla concentrazione di 100 g/l, appena preparata. Scaldare a bagnomaria a 50 C per 30 minuti, raffreddare la miscela a 25 ml. La colorazione verde o blu della soluzione non è più intensa di quella ottenuta trattando allo stesso modo 25 ml della soluzione testimone.5. Reazione10 ml dell'estratto non prendono una colorazione rossa aggiungendovi due gocce di fenolftaleina in soluzione e non richiedono più di 0,4 ml di 10 millimole d'idrossido di sodio/l in soluzione per assumere tale colorazione. Dopo aver eliminato questa colorazione aggiungendo 0,8 ml di una soluzione di 10 millimole di acido cloridrico/l, l'aggiunta di 5 gocce di rosso di metile gli conferisce una colorazione rossa o rosso-arancio.6. Residuo all'evaporazioneFare evaporare 100 ml dell'estratto secco a bagnomaria ed essiccarli a 105 C fino ad un peso costante. Il residuo non pesa più di 5,0 mg.7. Limpidità e coloreL'estratto, osservato attraverso uno spessore di 5 cm, appare limpido ed incolore raffrontato alla soluzione testimone.8. Sapore ed odoreRaffrontato alla soluzione testimone l'estratto è inodore e senza alcun sapore.9. Elementi specialiL'estratto soddisfa le prove limite appropriate peri) uno qualsiasi dei seguenti elementi : arsenico, cromo, rame, piombo, silicio, argento e stagno, corrispondente a 1,0 ¶g/g.ii) il cadmio, corrispondente a 0,1 ¶g/g.10. Residuo all'incenerimento1,0 g delle materie plastiche, incenerito a peso costante, non deve lasciare residui eccedenti 1 mg.11. Metalli pesantiSciogliere il residuo dell'incenerimento in una quantità minima di una soluzione di 2 mole di acido cloridrico/l, scaldando, se del caso, la miscela così ottenuta. Effettuare una prova limite appropriata per i metalli pesanti. La materia plastica soddisfa un limite non eccedente 5 ¶g/g, calcolata come Pb.II. ANALISI BIOLOGICHE1. L'eccesso di tossicità sarà ricercato in sede di analisi iniziale delle composizioni delle materie plastiche destinate alla fabbricazione dei flaconi e dei dispositivi di prelievo e d'infusione, con l'ausilio dell'estratto A, e per ogni nuova partita di materie della composizione approvata, con l'ausilio dell'estratto B, secondo la procedura stabilita dalla farmacopea nazionale o altro metodo approvato dall'autorità nazionale preposta al controllo (la composizione degli estratti A e B figura nella nota che segue).2. Il controllo dell'apirogeneità verrà effettuato in sede di analisi iniziale delle composizioni delle materie plastiche destinate alla fabbricazione dei flaconi e dei dispositivi di prelievo e d'infusione, con l'ausilio dell'estratto A, e per ogni nuova partita di materie della composizione approvata, con l'ausilio dell'estratto C, e al momento del normale controllo dei flaconi e dei dispositivi di prelievo e d'infusione, con l'ausilio dell'estratto C, secondo la procedura descritta nella farmacopea nazionale o altro metodo approvato dall'autorità nazionale preposta al controllo.L'incidenza dei controlli dell'apirogeneità, con l'ausilio dell'estratto C, sarà stabilita dall'autorità nazionale preposta al controllo (la composizione degli estratti A e C figura nella nota che segue).3. L'analisi degli effetti emolitici in un sistema tamponato verrà effettuata in sede di analisi iniziale delle composizioni delle materie plastiche destinate alla fabbricazione dei recipienti e dell'apparecchiatura per il prelievo e la somministrazione del sangue e riguarderà ogni nuova partita di materia plastica rispondente alle formule approvate, con l'ausilio dell'estratto indicato al punto I.A. (Per il metodo ed i limiti accettabili vedi l'appendice al presente allegato).4. Un test di sopravvivenza in vivo dei globuli rossi verrà effettuato in sede di analisi iniziale della composizione delle materie plastiche destinate alla fabbricazione dei flaconi da sangue. Se la composizione convenuta dovesse subire modifiche, il test va ripetuto. (Vedi i metodi proposti e i limiti accettabili figuranti nell'appendice al presente allegato).NotaEstratto AAggiungere all'estratto descritto sopra al punto I.A cloruro di sodio apirogeno fino ad ottenere una concentrazione di 9g di cloruro di sodio/l.Estratto BApparecchio per trasfusioni : Riempire nel modo più completo possibile un apparecchio per la trasfusione di 9 g di cloruro di sodio/l in soluzione sterile ed apirogena, fissarne le estremità ed immergere completamente, per un'ora, l'apparecchio così riempito in acqua mantenuta a 85 C. Raccogliere il contenuto dell'apparecchio.Recipiente di plastica : Se il recipiente è riempito di soluzione anticoagulante occore vuotarlo e sciacquarlo due volte con 250 ml di acqua distillata sterile ed apirogena alla temperatura di 20 C. Riempire il recipiente di 100 ml di una soluzione sterile ed apirogena di 9,0 g di cloruro di sodio/l, chiuderlo accuratament ed immergerlo per un'ora in posizione orizzontale in acqua mantenuta a 85 C. Raccogliere il contenuto del recipiente.Estratto CApparecchio per trasfusioni : Far passare 40 ml di cloruro di sodio in soluzione sterile ed apirogena alla concentrazione di 9,0 g/l, a temperatura ambiente, attraverso almeno 10 apparecchi per trasfusioni, in ragione di 10 ml circa al minuto e raccogliere l'effluente. Analizzare la soluzione così ottenuta.Recipiente di plastica : Vuotare il recipiente : far passare 100 ml di una soluzione sterile ed apirogena di 9,0 g di cloruro di sodio/l, a temperatura ambiente, attraverso i tubi aspiranti di almeno 4 recipienti di plastica, lasciar riposare la soluzione nei recipienti per 10 minuti e raccogliere l'effluente evacuato dai tubi di trasmissione.Recipiente di plastica contenente un anticoagulante (vedi paragrafo III).III. PRESCRIZIONI CONCERNENTI LA SOLUZIONE ANTICOAGULANTE CONTENUTA NEI RECIPIENTI DI PLASTICAOgni recipiente deve contenere la quantità di soluzione anticoagulante indicata sull'etichetta per il volume di sangue da prelevare ; la composizione di questa soluzione deve essere identica a quella indicata sull'etichetta per il volume di sangue in oggetto.La soluzione anticoagulante e/o i prodotti che entrano nella sua preparazione devono soddisfare i requisiti della farmacopea nazionale del paese interessato.La soluzione anticoagulante deve soddisfare i requisiti della farmacopea nazionale del paese interessato relativi ai limiti per i metalli pesanti all'assenza di materie solide, all'innocuità ed all'apirogeneità.AppendiceANALISI BIOLOGICA : LIMITI E METODIA. Analisi per ricercare un eccesso di tossicità(Vedi punto II. 1, dell'allegato qui sopra) : limite stabilito nella farmacopea nazionale.B. Analisi per controllare l'apirogeneità(Vedi punto II. 2, dell'allegato qui sopra) : limite stabilito nella farmacopea nazionale.C. Analisi degli effetti emolitici in un sistema tamponato(Vedi punto II. 3, dell'allegato qui sopra)a) LimiteUna soluzione di 5,0 g di cloruro di sodio/l non deve dare un valore di emolisi superiore al 10 % e il valore di emolisi di una soluzione salata di 4,0g di cloruro di sodio/l non deve differire di più del 10 % dal valore ottenuto con la soluzione testimone corrispondente. b) MetodoD. Test di sopravvivenza in vivo dei globuli rossi(Vedi punto II. 4 dell'allegato qui sopra)a) LimiteCon l'aggiunta di una soluzione anticoagulante ACD e dopo essere stati conservati per 21 giorni a 4-6 C, almeno il 70 % dei globuli rossi presenti nel sangue umano intero devono essere ancora in vita 24 ore dopo la trasfusione. Tutto questo può essere stabilito con uno dei metodi proposti al punto b) qui di seguito.b) Metodi proposti1. Metodo di ISO/TC/76/WGD/3, app. E.2. Ashby Technique - Ashby, W. The determination of the length of life of transfused blood corpuscules in man.J. Exp. Med. 29 : 267-82. 1919.Young, L.E., Platzer, R.F., and Rafferty, J.A. Differential agglutination of human erythrocytes.J. Lab. Clin. Med. 32 : 489-501, 1947.3. The Gibson-Scheitlin method - Gibson, J.G. and Scheitlin, W.A. method employing radio-active chromium for assaying the viability of human erythrocytes returned to the circulation after refrigerated storage.J. Lab. Clin. Med. 46 : 679-88, 1955.4. The Strumia method - Strumia, M.M., Taylor, L., Sample A.B., Colwell, L.S. and Dugan, A. Uses and limitations of survival studies of erythorcytes tagged with Cr 51.Blood 10 : 429-40, 1955.5. Cr51- l125 technique - Button, L.N., Gibson, J.G. and Walter, C.W. Simultaneous determination of the volume of red cells and plasma for survival studies of stored blood.Transfusion 5 : 143-148, 1965.6. Recommended Method for Radioisotope Red Cell Survical Studies Brit. J. Haemat. 21 : 241, 1971.Fatto a Strasburgo, addì 19 aprile 1982.Franz ARASEKSegretario generaleCopia certificata conforme all'esemplare originale unico in lingua francese ed inglese, depositato negli archivi del Consiglio d'Europa.Erik HARREMOESDirettore degli affari giuridici del Consiglio d'Europa