CELEX: E2014C0134
Language: it
Date: 2014-03-26 00:00:00
Title: Decisione dell'Autorità di vigilanza EFTA n. 134/14/COL, del 26 marzo 2014 , che modifica per la novantacinquesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo nuovi orientamenti in materia di aiuti di Stato a favore delle opere cinematografiche e di altre opere audiovisive ( «Orientamenti per le opere cinematografiche e audiovisive» )

18.9.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 276/53
            
         DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA
   N. 134/14/COL
   del 26 marzo 2014
   che modifica per la novantacinquesima volta le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato introducendo nuovi orientamenti in materia di aiuti di Stato a favore delle opere cinematografiche e di altre opere audiovisive («Orientamenti per le opere cinematografiche e audiovisive»)
   L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA (DI SEGUITO «L'AUTORITÀ»),
   VISTO l'accordo sullo Spazio economico europeo (di seguito «l'accordo SEE»), in particolare gli articoli da 61 a 63 e il protocollo 26,
   VISTO l'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia («l'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte»), in particolare l'articolo 24 e l'articolo 5, paragrafo 2, lettera b),
   Considerando quanto segue:
   ai sensi dell'articolo 24 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte, l'Autorità di vigilanza rende esecutive le disposizioni dell'accordo SEE in materia di aiuti di Stato,
   a norma dell'articolo 5, paragrafo 2, lettera b), dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte, l'Autorità formula comunicazioni e orientamenti sulle materie oggetto dell'accordo SEE, sempre che tale accordo o l'accordo sull'Autorità di vigilanza e sulla Corte lo preveda esplicitamente e l'Autorità lo consideri necessario.
   Il 15 novembre 2013 la Commissione europea ha adottato una comunicazione relativa agli aiuti di Stato a favore delle opere cinematografiche e di altre opere audiovisive che è entrata in vigore il 16 novembre 2013 (1).
   Tale comunicazione è rilevante anche ai fini dello Spazio economico europeo.
   Occorre garantire l'applicazione uniforme in tutto lo Spazio economico europeo delle norme SEE in materia di aiuti di Stato conformemente all'obiettivo di omogeneità di cui all'articolo 1 dell'accordo SEE.
   Ai sensi del punto II del capo «DISPOSIZIONI GENERALI» dell'allegato XV all'accordo SEE, l'Autorità, dopo aver consultato la Commissione, adotta atti corrispondenti a quelli della Commissione europea.
   VISTO il parere della Commissione europea,
   PREVIA consultazione in merito degli Stati EFTA con lettera del 13 febbraio 2014,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   La guida sugli aiuti di Stato è modificata mediante l'introduzione di nuovi orientamenti sugli aiuti di Stato a favore delle opere cinematografiche e di altre opere audiovisive («Orientamenti per le opere cinematografiche e audiovisive del 2014»).
   I nuovi orientamenti sono presentati nell'allegato e costituiscono parte integrante della presente decisione.
   Articolo 2
   Il testo in lingua inglese è il solo facente fede.
   
      Fatto a Bruxelles, il 26 marzo 2014
      
         
            Per l'Autorità di vigilanza EFTA
         
         Oda Helen SLETNES
         
            Presidente
         
         Frank BÜCHEL
         
            Membro del Collegio
         
      
   
   
      (1)  GU C 332 del 15.11.2013, pag. 1.
   
      ALLEGATO
      PARTE IV: NORME SETTORIALI SPECIFICHE
      
         Aiuti di stato a favore delle opere cinematografiche e delle altre opere audiovisive
          (1)
      
      
         («Orientamenti per le opere cinematografiche e audiovisive»)
      
      1.   INTRODUZIONE
      
      
               
                  (1)
               
               
                  Le opere audiovisive, e in particolare quelle cinematografiche, rispecchiano la varietà culturale delle diverse tradizioni e storie degli Stati membri dello Spazio economico europeo (SEE) e delle loro regioni e svolgono pertanto un ruolo di primo piano nel delineare le identità europee. Se, da una parte, sono beni economici che offrono notevoli opportunità per creare ricchezza e occupazione, dall'altra, le opere audiovisive sono beni culturali che rispecchiano e modellano le nostre società.
               
            
               
                  (2)
               
               
                  Tra le opere audiovisive hanno particolare rilievo quelle cinematografiche per i costi di produzione e per l'importanza culturale: i fondi stanziati per la produzione di opere cinematografiche sono considerevolmente più elevati di quelli richiesti per altri tipi di contenuto audiovisivo; tali opere sono più spesso il risultato di coproduzioni internazionali e vengono sfruttate più a lungo. In particolare, i film devono far fronte ad un'accanita concorrenza da parte di opere non europee. D'altro canto, la circolazione delle opere audiovisive europee al di fuori del loro paese di origine è scarsa.
               
            
               
                  (3)
               
               
                  Tale circolazione limitata è dovuta alla frammentazione del settore audiovisivo europeo in mercati nazionali quando non addirittura regionali. Se tale elemento di prossimità si ricollega alla diversità linguistica e culturale europea, esso scaturisce anche dal sostegno pubblico alle opere audiovisive europee, una situazione in cui regimi di aiuto a livello nazionale, regionale e locale finanziano numerose piccole società di produzione.
               
            
               
                  (4)
               
               
                  In generale, tutti sembrano concordare sull'importanza degli aiuti a favore della produzione audiovisiva europea. È difficile per i produttori ottenere una copertura commerciale iniziale tale da permettere di disporre delle risorse finanziarie necessarie per realizzare i progetti di produzione. L'alto rischio inerente le attività economiche e i progetti avviati, insieme alla percezione che il settore sia poco redditizio, creano una dipendenza dagli aiuti di Stato. Abbandonati al mercato, molti di questi film non sarebbero stati prodotti per via dell'effetto congiunto dei considerevoli investimenti richiesti e del pubblico limitato delle opere audiovisive europee. In tali circostanze, l'attività dell'Autorità di vigilanza EFTA («l'Autorità») e dei suoi Stati membri volta a promuovere la produzione audiovisiva è di importanza fondamentale per consentire alla cultura e alla capacità creativa di esprimersi rispecchiando la varietà e la ricchezza della cultura europea.
               
            
               
                  (5)
               
               
                  MEDIA (2), il programma dell'Unione europea a sostegno del settore cinematografico, televisivo e dei nuovi media, prevede vari meccanismi di finanziamento, destinati ciascuno a una branca diversa del settore audiovisivo e che includono dispositivi per i produttori, i distributori, gli agenti di vendita, gli organizzatori di corsi di formazione, gli operatori nell'ambito delle nuove tecnologie digitali, gli operatori nel settore delle piattaforme di video-on-demand, gli espositori e gli organizzatori di festival, fiere ed eventi promozionali. Il programma incoraggia la circolazione e la promozione di film europei con una particolare attenzione ai film europei non nazionali. Tali azioni continueranno a essere portate avanti nell'ambito del subprogramma MEDIA nel quadro di «Europa creativa», il nuovo programma europeo di aiuti a favore del settore della cultura e della creatività.
               
            2.   PERCHÉ EFFETTUARE UN CONTROLLO SUGLI AIUTI DI STATO A FAVORE DELLE OPERE CINEMATOGRAFICHE E DELLE ALTRE OPERE AUDIOVISIVE?
      
      
               
                  (6)
               
               
                  Gli Stati del SEE hanno attuato un'ampia gamma di misure di sostegno a favore della produzione di film, programmi televisivi e altre opere audiovisive. Ogni anno, gli Stati del SEE finanziano con importi cospicui le opere cinematografiche mediante regimi di aiuto su scala nazionale, regionale e locale. La giustificazione logica di tali misure scaturisce da considerazioni di tipo culturale e imprenditoriale. Il loro principale obiettivo culturale è garantire l'espressione della cultura e del potenziale creativo nazionale e regionale attraverso strumenti audiovisivi come il cinema e la televisione. Le misure puntano inoltre a generare la massa critica di attività necessaria per innescare una dinamica di sviluppo e consolidamento del settore attraverso la costituzione di imprese di produzione dalle basi solide e di un serbatoio permanente di competenze umane ed esperienza.
               
            
               
                  (7)
               
               
                  Grazie a tale sostegno l'Europa è diventata uno dei massimi produttori cinematografici nel mondo. Nel 2012, il mercato europeo dell'audiovisivo per i film di intrattenimento era valutato pari a 17 miliardi di euro (3). Il settore audiovisivo del SEE è fonte di occupazione per un gran numero di persone (4).
               
            
               
                  (8)
               
               
                  Ciò fa della produzione e distribuzione cinematografica un'attività importante dal punto di vista non solo culturale, ma anche economico. Inoltre, i produttori cinematografici sono attivi a livello internazionale e le opere audiovisive sono oggetto di scambi internazionali. Ciò significa che tali aiuti sotto forma di sovvenzioni, incentivi fiscali o altri tipi di sostegno finanziario possono incidere sugli scambi tra Stati del SEE. I produttori e le opere audiovisive che si avvalgono di tale sostegno possono acquisire un vantaggio finanziario in termini di concorrenza rispetto a coloro che non ne usufruiscono. Pertanto, questi aiuti possono falsare la concorrenza e sono quindi considerati aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 61, paragrafo 1 dell'accordo sullo Spazio economico europeo (di seguito «l'accordo SEE»). Conformemente all'articolo 62 di tale accordo, l'Autorità è pertanto tenuta a valutare la compatibilità con il mercato del SEE degli aiuti a favore del settore audiovisivo, analogamente a quanto fa per le misure di aiuto di Stato negli altri settori.
               
            
               
                  (9)
               
               
                  L'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE vieta gli aiuti, concessi dagli Stati o mediante risorse statali, che falsino o minaccino di falsare la concorrenza e gli scambi tra gli Stati del SEE. L'Autorità può tuttavia esonerare da tale divieto alcuni aiuti di Stato. Una delle eccezioni è quella prevista dall'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), per gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi e della concorrenza in misura contraria al comune interesse.
               
            
               
                  (10)
               
               
                  L'accordo SEE riconosce l'esigenza di rafforzare la cooperazione culturale di cui all'articolo 13 del protocollo 31. L'accordo SEE non contiene una «deroga culturale» simile a quella prevista dall'articolo 107, paragrafo 3, lettera d), del TFUE che prevede specificamente una possibilità di deroga al principio generale di incompatibilità di cui all'articolo 107, paragrafo 1 del TFUE per gli aiuti concessi per promuovere la cultura. L'Autorità ritiene tuttavia, in linea con la propria prassi costante (5), che sia possibile approvare misure di sostegno alla produzione di opere cinematografiche e di altre opere audiovisive per motivi culturali sulla base dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE. Nella propria valutazione l'Autorità applicherà i medesimi criteri applicati dalla Commissione europea ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera d), del trattato TFUE.
               
            
               
                  (11)
               
               
                  Gli aiuti al settore audiovisivo contribuiscono alla sostenibilità a medio e lungo termine dei film europei e del settore audiovisivo in tutti gli Stati del SEE e incoraggiano la diversità culturale nella scelta delle opere destinate al pubblico europeo.
               
            
               
                  (12)
               
               
                  In quanto membri della convenzione dell'Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali, la Norvegia e l'Islanda si impegnano a integrare la dimensione culturale come elemento essenziale nelle loro politiche (6).
               
            3.   SVILUPPI SUCCESSIVI AL 2001
      
      
               
                  (13)
               
               
                  Nella comunicazione sul cinema del 2001, la Commissione europea ha stabilito i criteri per la valutazione degli aiuti di Stato a favore della produzione di opere cinematografiche e di altre opere audiovisive (7). La validità di tali criteri è stata prorogata nel 2004 (8), 2007 (9) e 2009 (10) ed è scaduta il 31 dicembre 2012. Gli orientamenti dell'Autorità relativi agli aiuti di Stato a favore delle opere cinematografiche e di altre opere audiovisive (di seguito «gli orientamenti dell'Autorità del 2008») sono stati originariamente stabiliti nel 2008 sulla base delle comunicazioni della Commissione europea sopra menzionate del 2001, 2004 e 2007 (11). Gli attuali orientamenti riprendono le linee principali della comunicazione del 2001 e degli orientamenti dell'Autorità del 2008 e prendono posizione rispetto ad una serie di tendenze emerse dopo il 2001.
               
            
               
                  (14)
               
               
                  I regimi di aiuto approvati dalla Commissione e dall'Autorità dopo che sono entrate in vigore le norme del 2001 dimostrano che gli Stati del SEE utilizzano un'ampia gamma di meccanismi e condizioni per gli aiuti di Stato. La maggior parte dei regimi segue il modello per il quale erano stati concepiti i criteri di valutazione della comunicazione del 2001, segnatamente concedendo sovvenzioni a produzioni cinematografiche selezionate il cui massimale è stabilito come percentuale del bilancio della produzione del beneficiario dell'aiuto. Tuttavia, un numero crescente di Stati del SEE ha introdotto regimi che definiscono l'importo dell'aiuto come una percentuale delle spese nelle attività di produzione effettuate solo nello Stato del SEE che concede l'aiuto. Tali regimi sono spesso concepiti sotto forma di riduzioni fiscali oppure in modo da applicarsi automaticamente a un film che soddisfa determinati criteri per essere ammissibile all'aiuto. Rispetto ai fondi per il cinema che concedono aiuti individuali a singoli film su domanda, questi regimi con la loro applicazione automatica permettono ai produttori cinematografici di contare su un considerevole importo di finanziamenti già in fase di progettazione e sviluppo del film.
               
            
               
                  (15)
               
               
                  Per quanto riguarda la portata delle attività sovvenzionate, alcuni Stati del SEE offrono aiuti ad attività diverse dalla produzione cinematografica, come aiuti alla distribuzione o ai cinema, ad esempio per sostenere i cinema in zone rurali o i cinema d'essai in generale, oppure per coprirne il rinnovamento e la modernizzazione, incluso il passaggio delle sale cinematografiche al digitale. Alcuni Stati del SEE sostengono progetti audiovisivi che vanno al di là del concetto tradizionale di produzione cinematografica e televisiva sovvenzionando, segnatamente, prodotti interattivi come i «transmedia» o i giochi. In questi casi, la Commissione e l'Autorità si sono servite come riferimento dei criteri della comunicazione sul cinema e degli orientamenti dell'Autorità del 2008 al fine di valutare la necessità, proporzionalità e adeguatezza degli aiuti ad essa notificati. Si è riscontrata l'esistenza di una concorrenza tra Stati del SEE per l'utilizzo degli aiuti di Stato al fine di attirare gli investimenti esteri di grandi società di produzione di paesi terzi. Questo tipo di problematica non era stato affrontato nella comunicazione del 2001 né negli orientamenti dell'Autorità del 2008.
               
            
               
                  (16)
               
               
                  La comunicazione del 2001 precisava già che la Commissione avrebbe riesaminato il livello massimo delle spese a livello territoriale permesse in questo settore dalle norme in materia di aiuti di Stato. Gli obblighi di spese a livello territoriale previsti dai regimi di sovvenzioni per il cinema richiedono che una determinata parte del bilancio del film sovvenzionato sia spesa nello Stato del SEE che concede l'aiuto. Nella proroga del 2004 gli obblighi di spese territoriali nei regimi di sovvenzioni per il cinema venivano individuati come uno dei punti che richiedevano un'ulteriore valutazione ai fini della verifica della loro conformità con i principi del mercato interno stabiliti dal trattato. Occorre inoltre far riferimento alla giurisprudenza della Corte di giustizia e della Corte EFTA a partire dal 2001 per quanto riguarda l'importanza del mercato interno in relazione all'origine dei beni e dei servizi (12).
               
            
               
                  (17)
               
               
                  Pertanto nel 2009, quando ha prorogato i criteri di valutazione degli aiuti di Stato di cui alla comunicazione sul cinema del 2001, la Commissione ha fatto presente la necessità di riflettere ulteriormente sulle implicazioni di tali sviluppi e di rivedere i criteri di valutazione.
               
            4.   SPECIFICHE MODIFICHE
      
      
               
                  (18)
               
               
                  I presenti orientamenti affrontano tali temi introducendo alcune modifiche ai criteri di cui alla comunicazione del 2001 e agli orientamenti dell'Autorità del 2008. In particolare, i presenti orientamenti contemplano aiuti di Stato relativi a una gamma più ampia di attività, ribadiscono il principio di sussidiarietà nel settore della politica culturale e il rispetto delle libertà fondamentali (articoli 4, 8, 28, 31, 36 e 40 dell'accordo SEE), introducono un livello massimo di intensità di aiuto più alto per le produzioni transfrontaliere e provvedono alla protezione e all'accesso al patrimonio cinematografico. La Commissione e l'Autorità ritengono che tali modifiche siano necessarie in vista degli sviluppi che vi sono stati a partire dal 2001 e che esse contribuiranno a rendere le opere europee più competitive e paneuropee nel futuro.
               
            4.1.   PORTATA DELLE ATTIVITÀ
      
               
                  (19)
               
               
                  In merito alla portata delle attività cui si riferiscono i presenti orientamenti, i criteri degli aiuti di Stato stabiliti nella comunicazione sul cinema del 2001 e negli orientamenti dell'Autorità del 2008, riguardavano principalmente la produzione di opere cinematografiche. Come si è detto, tuttavia, alcuni Stati del SEE offrono il loro sostegno anche ad altre attività correlate, come la sceneggiatura, lo sviluppo, la distribuzione o promozione dei film (anche con i festival del cinema). L'obiettivo di tutelare e promuovere la varietà culturale in Europa attraverso le opere audiovisive può essere raggiunto solo se le opere hanno un loro pubblico. Limitare gli aiuti solo alla produzione rischia di incoraggiare la produzione di contenuti audiovisivi senza alcuna garanzia che le opere audiovisive siano adeguatamente distribuite e promosse. È pertanto opportuno che gli aiuti riguardino tutti gli aspetti della creazione di un'opera cinematografica, dalla concezione della storia alla presentazione al pubblico.
               
            
               
                  (20)
               
               
                  Per quanto riguarda gli aiuti al cinema, dal momento che gli importi previsti sono di solito esigui, i livelli di aiuto di cui al regolamento (13)
                     de minimis dovrebbero essere, per esempio, sufficienti per i cinema di zone rurali o d'essai. Tuttavia, se uno Stato del SEE può giustificare la necessità di importi più consistenti per i cinema, gli aiuti verranno valutati sulla base dei presenti orientamenti come aiuti per la promozione della cultura ai sensi dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell'accordo SEE. Gli aiuti a favore del cinema promuovono la cultura perché l'obiettivo principale dei cinema è mostrare film e i film sono prodotti culturali.
               
            
               
                  (21)
               
               
                  Alcuni Stati del SEE prendono in considerazione la concessione di aiuti a progetti audiovisivi che vanno al di là del concetto tradizionale di produzioni cinematografiche e televisive. La comunicazione transmediale (detta anche narrazione multipiattaforma o crossmediale) è una tecnica che consiste in una narrazione attraverso piattaforme e formati diversi che si serve di tecnologie digitali come film e giochi. Dal momento che i progetti transmediali sono inevitabilmente legati alla produzione di un film (14), la componente che attiene alla produzione cinematografica è considerata un'opera audiovisiva che rientra nel campo di applicazione dei presenti orientamenti.
               
            
               
                  (22)
               
               
                  Invece, i giochi, pur rappresentando una delle forme di mass media che si evolvono, e continueranno ad evolversi, più rapidamente nei prossimi anni, non si qualificano necessariamente tutti come opere audiovisive o prodotti culturali. Essi si differenziano dai film per le loro caratteristiche di produzione, distribuzione, marketing e consumo. Pertanto, le norme concepite per la produzione cinematografica non si applicano automaticamente ai giochi. Inoltre, contrariamente a quanto avviene nel settore cinematografico e audiovisivo, la Commissione e l'Autorità non si trovano di fronte ad una massa critica di aiuti di Stato a favore dei giochi. Quindi, i presenti orientamenti non riguardano gli aiuti concessi ai giochi. Le misure di aiuto a favore di giochi che non soddisfano le condizioni del regolamento generale di esenzione per categoria (15) o del regolamento de minimis continueranno ad essere esaminate caso per caso. Qualora possa essere dimostrata la necessità di un regime di aiuto a favore di giochi che si pongano obiettivi culturali e didattici, l'Autorità applicherà per analogia i criteri di intensità di aiuto previsti dai presenti orientamenti.
               
            4.2.   CRITERI CULTURALI
      
               
                  (23)
               
               
                  Per essere compatibili con l'articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell'accordo SEE, gli aiuti a favore del settore audiovisivo devono promuovere la cultura e la definizione delle attività culturali spetta in primo luogo agli Stati del SEE. All'atto della valutazione di un regime di aiuto a favore di opere audiovisive l'Autorità riconosce che il suo compito deve limitarsi a verificare che lo Stato del SEE disponga di un meccanismo di verifica idoneo ad evitare errori palesi. Tale obiettivo sarà raggiunto mediante un processo di selezione culturale finalizzato a stabilire quali opere audiovisive possano beneficiare di un aiuto, oppure fissando, quale condizione da soddisfare per avvalersi dell'aiuto, un determinato profilo culturale per tutte le opere audiovisive. Conformemente alla convenzione dell'Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali del 2005 (16), l'Autorità sottolinea che l'eventuale natura commerciale di un film non gli impedisce di essere un prodotto culturale.
               
            
               
                  (24)
               
               
                  Dal momento che la diversità linguistica costituisce un importante elemento della diversità culturale, tutelare e promuovere l'uso di una o più lingue di uno Stato membro è un modo per promuovere la cultura (17). Conformemente alla giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia europea, sia la promozione della lingua di uno Stato del SEE (18) che una politica culturale (19) possono rappresentare un motivo inderogabile di interesse generale che giustifica una restrizione della libera prestazione di servizi. Pertanto, gli Stati del SEE possono imporre, come una delle condizioni per la concessione di un aiuto, che il film sia prodotto in una determinata lingua, quando è assodato che tale criterio è necessario e adeguato ai fini del conseguimento di un obiettivo culturale nel settore audiovisivo e che esso può favorire la libertà di espressione delle diverse componenti sociali, religiose, filosofiche o linguistiche di una determinata regione. Il fatto che tale criterio possa, nella pratica, costituire un vantaggio per le imprese di produzione cinematografica che lavorano nella lingua cui tale criterio si riferisce appare insito nell'obiettivo perseguito (20).
               
            4.3.   OBBLIGHI DI SPESE A LIVELLO TERRITORIALE
      
               
                  (25)
               
               
                  L'obbligo, imposto dalle autorità che concedono l'aiuto ai produttori cinematografici, di effettuare le spese corrispondenti ad una determinata percentuale del bilancio di produzione in un determinato territorio (i cosiddetti «obblighi di spese territoriali») è stato oggetto di particolare attenzione sin dall'inizio dell'esame dei regimi di aiuto al cinema da parte della Commissione europea. La comunicazione sul cinema del 2001 e gli orientamenti dell'Autorità del 2008 consentivano agli Stati del SEE di imporre che un importo fino all'80 % dell'intero bilancio di un film fosse speso sul loro territorio. I regimi che definiscono l'importo d'aiuto in termini di percentuale delle spese per quanto riguarda le attività di produzione effettuate nello Stato del SEE che corrisponde l'aiuto sono concepiti proprio in modo da attirare il massimo possibile delle attività di produzione verso lo Stato del SEE che concede l'aiuto e contengono un elemento intrinseco di territorializzazione delle spese. I presenti orientamenti devono tener conto dei diversi tipi di regimi di aiuto esistenti.
               
            
               
                  (26)
               
               
                  Gli obblighi territoriali costituiscono una restrizione del mercato interno per la produzione audiovisiva. Pertanto, la Commissione ha commissionato uno studio esterno sulle condizioni territoriali imposte alla produzione audiovisiva che è stato portato a termine nel 2008 (21). Come ricordato nella proroga del 2009 della comunicazione sul cinema, lo studio si è rivelato globalmente inconcludente dal momento che non è stato in grado di stabilire se gli effetti positivi delle condizioni territoriali prevalessero o meno su quelli negativi.
               
            
               
                  (27)
               
               
                  Tuttavia, lo studio ha riscontrato che nei paesi che applicano condizioni territoriali i costi di produzione cinematografica sembrano essere più alti rispetto a quelli dei paesi che non applicano condizioni di questo tipo. Lo studio ha inoltre stabilito che le condizioni territoriali possono creare ostacoli alle coproduzioni e renderle meno efficienti. Globalmente lo studio ha permesso di constatare che obblighi di spese territoriali più restrittivi non comportano effetti positivi tali da giustificare l'attuale livello di restrizioni. Secondo lo studio non è dimostrata la necessità di tali condizioni ai fini degli obiettivi perseguiti.
               
            
               
                  (28)
               
               
                  Una misura nazionale che ostacola l'esercizio delle libertà fondamentali sancite dall'accordo SEE può essere accettabile solo se sono soddisfatte alcune condizioni: deve essere giustificata da motivi imperativi di interesse generale, deve essere adeguata a raggiungere l'obiettivo che si prefigge e non deve andare oltre quanto necessario per raggiungerlo (22). Le caratteristiche specifiche dell'industria cinematografica e in particolare la sua estrema mobilità e la promozione della diversità delle espressioni culturali e della cultura e delle lingue nazionali possono rappresentare un motivo imperativo di interesse generale e giustificare una restrizione dell'esercizio delle libertà fondamentali. Pertanto l'Autorità continua a riconoscere che, entro certi limiti, queste condizioni possono essere necessarie per mantenere una massa critica di infrastrutture per la produzione cinematografica nello Stato del SEE o nella regione che concede l'aiuto.
               
            
               
                  (29)
               
               
                  Quasi nessuno Stato del SEE impone spese territoriali che superano il massimale dell'80 % del bilancio della produzione permesso dalla comunicazione del 2001 e dagli orientamenti dell'Autorità del 2008. Alcuni Stati del SEE non prevedono nei loro regimi alcun obbligo di spese territoriali. Molti altri regimi regionali prevedono che il 100 % o il 150 % dell'aiuto concesso debba essere speso nello Stato del SEE che lo concede senza entrare nel merito dell'origine dei servizi subappaltati o dell'origine dei beni utilizzati nella produzione. In altri regimi ancora il produttore che riceve l'aiuto è libero di spendere almeno il 20 % del bilancio della produzione fuori dallo Stato del SEE che concede l'aiuto. Alcuni Stati del SEE concepiscono gli aiuti a favore delle opere cinematografiche come una percentuale delle sole spese effettuate a livello locale.
               
            
               
                  (30)
               
               
                  L'importo delle spese soggette agli obblighi di spese territoriali deve essere almeno proporzionato all'impegno finanziario effettivo di uno Stato del SEE e non al bilancio globale di produzione. Non era sempre così con il criterio di territorialità di cui alla comunicazione del 2001 (23) o agli orientamenti dell'Autorità del 2008.
               
            
               
                  (31)
               
               
                  Esistono fondamentalmente due distinti meccanismi di aiuto che vengono applicati dagli Stati del SEE che concedono aiuti a favore della produzione cinematografica:
                  
                               
                           
                           
                              aiuti concessi sotto forma di sovvenzioni dirette (per esempio mediante un comitato di selezione) e definiti come percentuale del bilancio di produzione; e
                           
                        
                               
                           
                           
                              aiuti concessi e definiti come percentuale delle spese di produzione nello Stato del SEE che concede l'aiuto (ad esempio, incentivi fiscali).
                           
                        
            
               
                  (32)
               
               
                  Il punto 48 definisce, per ciascun meccanismo, i limiti entro i quali l'Autorità può accettare che uno Stato del SEE applichi obblighi di spese territoriali che potrebbero essere considerati necessari e proporzionati ad un obiettivo culturale.
               
            
               
                  (33)
               
               
                  Nel caso di aiuti concessi sotto forma di sovvenzioni, l'obbligo massimo di territorializzazione delle spese dovrebbe essere limitato al 160 % dell'importo dell'aiuto. Ciò corrisponde alla norma precedente dell'80 % del bilancio di produzione quando l'intensità di aiuto raggiunge il massimale generale stabilito al punto 51 (2) che è il 50 % del bilancio di produzione (24).
               
            
               
                  (34)
               
               
                  Nel caso degli aiuti concessi come percentuale delle spese di produzione nello Stato del SEE che concede l'aiuto, c'è un incentivo a spendere di più in tale Stato del SEE per ricevere più aiuti. Limitare l'attività di produzione ammissibile all'aiuto a quella svolta nello Stato del SEE che concede l'aiuto costituisce una restrizione territoriale. Pertanto, per stabilire un massimale comparabile a quello previsto per le sovvenzioni, il massimo delle spese soggette a obblighi di spese territoriali è pari all'80 % del bilancio di produzione.
               
            
               
                  (35)
               
               
                  Inoltre, indipendentemente dal meccanismo adottato, ogni regime può prevedere un criterio di ammissibilità che imponga un livello minimo di attività di produzione sul territorio dello Stato del SEE che concede l'aiuto. Tale livello non deve superare il 50 % del bilancio di produzione.
               
            
               
                  (36)
               
               
                  In ogni caso, la legislazione del SEE non prevede per i suoi Stati alcun obbligo di imporre ai produttori cinematografici obblighi territoriali per quanto riguarda le spese.
               
            4.4.   LA CONCORRENZA PER ATTIRARE GRANDI PRODUZIONI STRANIERE
      
               
                  (37)
               
               
                  Dal 2001 alcuni Stati del SEE hanno introdotto regimi il cui obiettivo era attirare produzioni di alto livello verso l'Europa, in concorrenza su scala mondiale con i siti e i servizi per le riprese di altre zone del mondo come gli Stati Uniti, il Canada, la Nuova Zelanda o l'Australia. I partecipanti alla consultazione pubblica che ha preceduto la nuova comunicazione della Commissione hanno sostenuto concordemente che queste produzioni erano necessarie per mantenere infrastrutture di qualità elevata, contribuire all'utilizzazione di studi, attrezzature e personale di alto livello e al trasferimento di tecnologie, know-how e competenze. La parziale utilizzazione dei servizi da parte di produzioni straniere contribuirebbe a far sì che vi siano le capacità per realizzare produzioni europee di qualità e profilo elevato.
               
            
               
                  (38)
               
               
                  Per quanto riguarda l'eventuale effetto sul cinema europeo, le produzioni straniere possono avere un impatto duraturo grazie all'ampio ricorso che di solito fanno a infrastrutture e attori locali. Globalmente tali fattori possono avere un effetto positivo sul settore audiovisivo nazionale. Va inoltre osservato che molti dei film considerati grandi progetti di paesi terzi, di fatto, sono coproduzioni cui partecipano anche produttori europei. Pertanto, tali sovvenzioni contribuirebbero anche alla promozione delle opere audiovisive europee e a sostenere le infrastrutture destinate alle produzioni nazionali.
               
            
               
                  (39)
               
               
                  Pertanto, l'Autorità ritiene che tale aiuto possa in linea di principio essere compatibile con l'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE come aiuto per la promozione della cultura alle stesse condizioni degli aiuti alla produzione europea. Tuttavia, poiché gli importi degli aiuti per le grandi produzioni internazionali possono essere molto elevati, l'Autorità monitorerà gli sviluppi futuri di questo tipo di aiuti al fine di garantire che la concorrenza avvenga principalmente sulla base della qualità e del prezzo piuttosto che sulla base degli aiuti di Stato.
               
            4.5.   PRODUZIONI TRANSFRONTALIERE
      
               
                  (40)
               
               
                  Pochi film europei sono distribuiti fuori dal territorio in cui sono stati prodotti. La probabilità che un film europeo sia diffuso in diversi Stati del SEE è più alta nel caso di coproduzioni che coinvolgano produttori di più paesi. In considerazione dell'importanza della cooperazione tra produttori di diversi Stati del SEE per la creazione di opere europee destinate a diversi Stati del SEE, l'Autorità ritiene che si giustifichi un'intensità di aiuto più alta per le coproduzioni, finanziate da più di uno Stato del SEE e a cui partecipano produttori di più di uno Stato del SEE.
               
            4.6.   PATRIMONIO CINEMATOGRAFICO
      
               
                  (41)
               
               
                  L'Autorità ritiene che i film debbano essere raccolti, preservati e resi disponibili alle future generazioni per finalità culturali e didattiche. Nelle conclusioni del Consiglio «Istruzione, gioventù, cultura e sport» sul patrimonio cinematografico europeo del 18 novembre 2010 (25) gli Stati membri sono invitati ad assicurarsi che i film che sono stati sovvenzionati con aiuti di Stato siano depositati presso l'istituzione responsabile per il patrimonio cinematografico (26), insieme, ove possibile, a tutti i relativi materiali e ai diritti corrispondenti per quanto riguarda la conservazione e l'utilizzazione culturale e non commerciale dei film e del relativo materiale.
               
            
               
                  (42)
               
               
                  Alcuni Stati membri dell'UE hanno introdotto una pratica che consiste nell'erogare l'ultima rata dell'aiuto dopo che l'istituzione responsabile per il patrimonio cinematografico ha certificato che il film sovvenzionato è stato depositato. Tale metodo si è dimostrato uno strumento efficace per il controllo dell'obbligo contrattuale di deposito.
               
            
               
                  (43)
               
               
                  Alcuni Stati membri dell'UE hanno introdotto nelle loro convenzioni di sovvenzione anche disposizioni che permettono che i film finanziati con risorse pubbliche siano utilizzati a fini specifici nello svolgimento di compiti di pubblico interesse delle istituzioni responsabili per il patrimonio cinematografico, dopo un periodo di tempo stabilito e a condizione che ciò non interferisca con la normale fruizione del film.
               
            
               
                  (44)
               
               
                  L'Autorità ritiene che gli Stati del SEE dovrebbero inoltre incoraggiare e aiutare i produttori a depositare una copia del film sovvenzionato presso le istituzioni responsabili per il patrimonio cinematografico designate dall'organismo che concede il finanziamento, ai fini della loro conservazione e per specifici usi non commerciali concordati con il titolare dei diritti, conformemente ai diritti di proprietà intellettuale e senza pregiudicare l'adeguata retribuzione dei titolari dei diritti, dopo un periodo di tempo stabilito nella convenzione di finanziamento e in modo da non interferire con la normale utilizzazione del film.
               
            5.   VALUTAZIONE DELLA COMPATIBILITÀ DELL'AIUTO
      
      
               
                  (45)
               
               
                  Al fine di valutare gli aiuti a favore dei film e delle opere audiovisive, l'Autorità effettua una verifica sulla base delle considerazioni di cui sopra.
                  
                              —
                           
                           
                              In primo luogo, accerta che il regime di aiuto rispetti il principio di «legalità generale», verificando che esso non contenga elementi in contrasto con disposizioni dell'accordo SEE relative a settori diversi da quello degli aiuti di Stato.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              In secondo luogo, accerta che il regime soddisfi i criteri specifici per la compatibilità degli aiuti di cui in appresso.
                           
                        
            5.1.   LEGALITÀ GENERALE
      
               
                  (46)
               
               
                  L'Autorità deve innanzitutto verificare che l'aiuto rispetti il principio di «legalità generale» e che le condizioni di ammissibilità e i criteri per la concessione non contengano clausole relative a settori diversi da quello degli aiuti di Stato che siano in contrasto con l'accordo SEE. Deve, pertanto, garantire, tra l'altro, che siano rispettati i principi che vietano la discriminazione in base alla nazionalità e i principi che sanciscono la libera circolazione delle merci, la libera circolazione dei lavoratori, la libertà di prestare servizi e la libertà di movimento dei capitali (articoli 4, 8, 28, 31, 36 e 40 dell'accordo SEE). Quando le disposizioni che violano detti principi non sono dissociabili dal funzionamento del sistema di aiuto, l'Autorità fa rispettare i principi in questione applicando nel contempo le norme relative alla concorrenza.
               
            
               
                  (47)
               
               
                  Conformemente ai principi di cui sopra, i regimi di aiuto, ad esempio, non devono riservare gli aiuti esclusivamente ai cittadini del proprio paese; non devono esigere che i beneficiari siano imprese nazionali costituite a norma del diritto commerciale nazionale (devono poter usufruire degli aiuti anche le imprese costituite in uno Stato del SEE e operanti in un altro tramite una filiale o agenzia permanente; inoltre, il requisito di avere un'agenzia deve essere applicabile solo al momento del versamento dell'aiuto); tali regimi, infine, non devono imporre alle imprese straniere che forniscono servizi cinematografici condizioni che permettano di aggirare i termini e le condizioni stabiliti dalla direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (27)relativa al distacco dei lavoratori.
               
            
               
                  (48)
               
               
                  In considerazione della situazione specifica del settore cinematografico europeo i regimi di aiuto alla produzione cinematografica possono:
                  
                               
                           
                           
                              imporre che un importo fino al 160 % dell'importo dell'aiuto concesso a favore della produzione di una determinata opera audiovisiva sia speso sul territorio del paese che ha concesso l'aiuto; oppure
                           
                        
                               
                           
                           
                              calcolare l'importo dell'aiuto concesso alla produzione di una determinata opera audiovisiva in termini di percentuale delle spese per quanto riguarda le attività di produzione effettuate nello Stato del SEE che corrisponde l'aiuto, generalmente in caso di regimi di aiuto sotto forma di incentivi fiscali.
                           
                        
            
               
                  (49)
               
               
                  In entrambi i casi, gli Stati del SEE possono imporre ai progetti che intendono beneficiare degli aiuti un livello minimo di attività di produzione sul loro territorio. Tale livello non può, tuttavia, essere superiore al 50 % del bilancio totale di produzione. Inoltre, il vincolo territoriale non può in alcun caso essere superiore all'80 % del bilancio totale di produzione.
               
            5.2.   CRITERI DI VALUTAZIONE SPECIFICI AI SENSI DELL'ARTICOLO 61, PARAGRAFO 3, LETTERA c), DELL'ACCORDO SEE
      
               
                  (50)
               
               
                  L'obiettivo per il quale viene fornito un sostegno alla produzione di opere audiovisive europee e garantita l'esistenza delle infrastrutture necessarie per la loro produzione e rappresentazione è quello di formare le identità culturali europee e promuovere la diversità culturale. Pertanto, l'obiettivo dell'aiuto è promuovere la cultura. Gli aiuti di questo tipo possono essere compatibili con l'accordo SEE conformemente all'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE. Le imprese che si occupano della produzione di film e programmi televisivi possono beneficiare anche di altri tipi di aiuto concessi ai sensi dell'articolo 61, paragrafo 3, lettere a) e c), dell'accordo SEE (aiuti regionali, aiuti alle PMI, ricerca e sviluppo, formazione o occupazione) purché siano rispettate le intensità massime di aiuto in caso di cumulo di aiuti.
               
            
               
                  (51)
               
               
                  Nel caso di regimi finalizzati a sostenere la sceneggiatura, lo sviluppo, la produzione, la distribuzione o la promozione delle opere audiovisive cui si riferiscono i presenti orientamenti, l'Autorità si servirà, per quanto riguarda le opere audiovisive che beneficeranno dell'aiuto, dei criteri esposti qui di seguito per valutare se il regime è compatibile con l'accordo SEE ai sensi dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c).
                  
                              1)
                           
                           
                              Gli aiuti sono destinati ad un prodotto culturale. Ciascuno Stato del SEE garantisce che il contenuto della produzione che beneficia dell'aiuto sia di carattere culturale secondo i propri criteri nazionali con un'adeguata procedura di verifica al fine di evitare errori palesi: mediante la selezione delle proposte di film a cura di uno o più esperti culturali o, in mancanza di tale selezione, sulla base di un elenco dei criteri culturali da utilizzare per effettuare la verifica di ciascuna opera audiovisiva.
                           
                        
                              2)
                           
                           
                              L'intensità d'aiuto deve, in linea di principio, essere limitata al 50 % del bilancio di produzione al fine di stimolare le normali iniziative commerciali. L'intensità di aiuto per le produzioni transfrontaliere, finanziate da più di uno Stato del SEE e a cui partecipano produttori di più di uno Stato del SEE, può raggiungere il 60 % del bilancio di produzione. Le opere audiovisive difficili (28) e le coproduzioni cui partecipano paesi dell'elenco CAS dell'OCSE (29) non sono soggette a queste limitazioni. Possono essere considerati opere audiovisive difficili in questo contesto i film la cui unica versione originale è nella lingua ufficiale di uno Stato del SEE il cui territorio, popolazione o area linguistica siano limitati.
                           
                        
                              3)
                           
                           
                              In linea di massima, non vi sono limitazioni per gli aiuti alla sceneggiatura e allo sviluppo. Tuttavia se la sceneggiatura o il progetto elaborati portano alla realizzazione di un film, i costi della sceneggiatura e dello sviluppo vengono successivamente inseriti nel bilancio di produzione e presi in considerazione per il calcolo dell'intensità massima di aiuto per l'opera audiovisiva, come stabilito al paragrafo 2 del presente punto.
                           
                        
                              4)
                           
                           
                              I costi per la distribuzione e la promozione di opere audiovisive ammissibili a un sostegno alla produzione possono essere sovvenzionati con la stessa intensità di aiuto di cui avrebbero beneficiato se si fosse trattato o si fosse potuto trattare della produzione.
                           
                        
                              5)
                           
                           
                              Non sono consentiti ulteriori aiuti a favore di attività specifiche a parte quelli destinati allo sviluppo di sceneggiature, alla distribuzione o promozione. Pertanto, l'aiuto non deve essere riservato a singole parti della catena di valore della produzione. Qualsiasi aiuto concesso per la produzione di una specifica opera audiovisiva deve contribuire al bilancio generale di quest'opera. Il produttore deve essere libero di scegliere le voci del bilancio del film da spendere in altri Stati del SEE onde garantire la neutralità dell'effetto incentivante degli aiuti. Il fatto di sovvenzionare voci specifiche del bilancio di un film potrebbe trasformare tali aiuti in una preferenza nazionale per i settori interessati da dette voci, il che sarebbe incompatibile con l'accordo SEE.
                           
                        
                              6)
                           
                           
                              Gli Stati del SEE dovrebbero incoraggiare e aiutare i produttori a depositare una copia del film sovvenzionato presso le istituzioni responsabili per il patrimonio cinematografico designate dall'organismo che concede il finanziamento, ai fini della loro conservazione e per specifici usi non commerciali concordati con il titolare dei diritti, conformemente ai diritti di proprietà intellettuale e senza pregiudicare l'adeguata retribuzione dei titolari dei diritti, dopo un periodo di tempo stabilito nella convenzione di finanziamento e in modo da non interferire con la normale utilizzazione del film.
                           
                        
                              7)
                           
                           
                              L'aiuto è concesso in modo trasparente. Gli Stati del SEE devono pubblicare almeno le seguenti informazioni su un unico sito Internet oppure su un unico sito Internet che raccolga informazioni da diversi siti: il testo integrale del regime di aiuto approvato e le sue disposizioni di applicazione, il nome del beneficiario dell'aiuto, il nome e la natura dell'attività o progetto sovvenzionati, l'importo dell'aiuto e l'intensità dell'aiuto come percentuale del bilancio totale dell'attività o progetto sovvenzionati. Tali informazioni devono essere pubblicate online dopo che sia stata presa una decisione di concessione, conservate per almeno 10 anni e rese disponibili al grande pubblico senza restrizioni (30).
                           
                        
            
               
                  (52)
               
               
                  La modernizzazione dei cinema, e la loro digitalizzazione, può essere sovvenzionata nei casi in cui gli Stati del SEE possano giustificare la necessità, la proporzionalità e l'adeguatezza di tali aiuti. Su tale base l'Autorità valuterà se i regimi sono compatibili con le disposizioni di cui all'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE.
               
            
               
                  (53)
               
               
                  Nel determinare se l'intensità massima di aiuto è stata rispettata occorre tener conto dell'importo totale delle misure pubbliche di sostegno concesse dagli Stati del SEE a favore delle attività o dei progetti sovvenzionati, indipendentemente dal fatto che esse siano erogate a livello locale, regionale, nazionale o dell'UE. Tuttavia, i finanziamenti forniti direttamente da programmi dell'UE come MEDIA, senza la partecipazione degli Stati del SEE alla decisione di aggiudicazione, non sono risorse statali. Quindi, del loro intervento non si tiene conto ai fini del rispetto dei massimali di aiuto.
               
            6.   OPPORTUNE MISURE
      
      
               
                  (54)
               
               
                  L'Autorità propone come opportune misure, ai fini dell'articolo 62, paragrafo 1, dell'accordo SEE, che gli Stati del SEE adeguino i loro regimi di finanziamento di opere cinematografiche alle disposizioni dei presenti orientamenti entro due anni dalla loro pubblicazione nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Entro un mese dalla data di pubblicazione della presente comunicazione nel supplemento SEE della Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, gli Stati del SEE devono confermare all'Autorità di accettare le opportune misure proposte. Qualora non riceva alcuna risposta da uno Stato del SEE, l'Autorità riterrà che detto Stato non abbia accettato la proposta.
               
            7.   APPLICAZIONE
      
      
               
                  (55)
               
               
                  L'Autorità applicherà i principi stabiliti nei presenti orientamenti a partire dal 1o aprile 2014.
               
            
               
                  (56)
               
               
                  L'Autorità applicherà tali orientamenti a tutte le misure di aiuto notificate sulle quali è chiamata a decidere successivamente al 1o aprile 2014, anche qualora le misure di aiuto siano state notificate prima della pubblicazione stessa.
               
            
               
                  (57)
               
               
                  L'Autorità esaminerà la compatibilità con l'accordo SEE di qualsiasi aiuto che sia stato concesso senza la sua autorizzazione e pertanto in violazione dell'articolo 1, paragrafo 3, della parte I del protocollo 3, dell'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia sulla base:
                  
                              a)
                           
                           
                              dei presenti orientamenti, qualora l'aiuto, o una parte di esso, sia stato concesso dopo la pubblicazione nel supplemento SEE degli orientamenti nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              degli orientamenti dell'Autorità del 2008 in tutti gli altri casi.
                           
                        
            
         (1)  Gli orientamenti corrispondono alla comunicazione relativa agli aiuti di Stato a favore delle opere cinematografiche e di altre opere audiovisive (GU C 332 del 15.11.2013, pag. 1).
      
         (2)  Gli Stati EFTA sono membri a pieno titolo del programma MEDIA.
      
         (3)  PWC Global Entertainment and MEDIA Outlook 2013-2017, http://www.pwc.com/gx/en/global-entertainment-media-outlook/segment-insights/filmed-entertainment.jhtml
      
         (4)  Studio effettuato da Kea, European Affairs, Multi-Territory Licensing of Audiovisual Works in the European Union, relazione finale preparata per la DG Società dell'informazione e mezzi di comunicazione della Commissione europea, ottobre 2010, pag. 21, http://www.keanet.eu/docs/mtl%20-%20full%20report%20en.pdf
      
         (5)  Norvegia: Decisione n. 32/02/COL del 20 febbraio 2002, n. 169/02/COL del 18 settembre 2002, n. 186/03/COL del 29 ottobre 2003, n. 179/05/COL del 15 luglio 2005, n. 342/06/COL del 14 novembre 2006, n. 430/08/COL del 2 luglio 2008, n. 774/08/COL del 10 dicembre 2008, n. 289/09/COL dell'1 luglio 2009 e decisione n. 180/09/COL del 31 marzo 2009; Islanda: Decisioni n. 114/99/COL del 4 giugno 1999, n. 380/00/COL del 18 dicembre 2000, n. 390/06/COL del 13 dicembre 2006, n. 255/09/COL del 10 giugno 2009 e n. 262/12/COL del 4 luglio 2012; Liechtenstein Decisione n. 192/00/COL del 27 settembre 2000, n. 267/06/COL del 20 settembre 2006 e n. 395/11/COL del 14 dicembre 2011.
      
         (6)  Il Principato del Liechtenstein non è tuttavia membro della convenzione dell'Unesco sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali.
      
         (7)  Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni su taluni aspetti giuridici riguardanti le opere cinematografiche e le altre opere audiovisive (GU C 43 del 16.2.2002, pag. 6).
      
         (8)  GU C 123 del 30.4.2004, pag. 1.
      
         (9)  GU C 134 del 16.6.2007, pag. 5.
      
         (10)  GU C 31 del 7.2.2009, pag. 1.
      
         (11)  La versione aggiornata della guida sugli aiuti di Stato è pubblicata sul sito Internet dell'Autorità al seguente indirizzo: http://www.eftasurv.int/state-aid/legal-framework/state-aid-guidelines/. La parte VII della guida sugli aiuti di Stato stabilisce norme settoriali specifiche per gli aiuti di Stato a favore delle opere cinematografiche e di altre opere audiovisive (GU L 105 del 21.4.2011, pag. 32, e supplemento SEE n. 23 del 21.4.2011, pag. 1).
      
         (12)  In particolare, la sentenza della Corte di giustizia del 10 marzo 2005 nella causa C-39/04 Laboratoires Fournier (Raccolta 2005 I-2057).
      
         (13)  Regolamento (CE) n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006 relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d'importanza minore de minimis (GU L 379 del 28.12.2006, pag. 5), inserito come punto 1 e a nell'allegato XV con decisione del Comitato misto SEE n. 29/2007 (GU L 209 del 9.8.2007, pag. 52 e supplemento SEE n. 38 del 9.8.2007, pag. 34), entrata in vigore il 28.4.2007. Tale regolamento è stato sostituito dal regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti de minimis (GU L 352 del 24.12.2013, pag. 1), regolamento da integrare nell'accordo SEE.
      
         (14)  Tale tecnica non va confusa con i media franchises su più piattaforme, come i sequel o gli adattamenti.
      
         (15)  Regolamento (CE) n. 800/2008 della Commissione, del 6 agosto 2008, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato (regolamento generale di esenzione per categoria)(GU L 214 del 9.8.2008, pag. 3), che modifica il regolamento (UE) n. 1224/2013 della Commissione, del 29 novembre 2013 per quanto riguarda il periodo di applicazione (GU L 320 del 30.11.2013, pag. 22), inserito come punto 1 j nell'allegato XV dell'accordo SEE con decisione del Comitato misto SEE n. 29/2014 (non ancora pubblicato nella GU o nel supplemento SEE), entrato in vigore il 15 febbraio 2014.
      
         (16)  L'articolo 4, paragrafo 4, della convenzione afferma quanto segue: «Per» attività, beni e servizi culturali «s'intendono le attività, i beni e i servizi che incarnano o trasmettono espressioni culturali, indipendentemente dal loro eventuale valore commerciale. Le attività culturali possono essere fini a se stesse oppure contribuire alla produzione di beni e servizi culturali.»
      
         (17)  Sentenza della Corte di giustizia del 5 marzo 2009 nella causa C-222/07, UTECA, punti 27-33.
      
         (18)  Sentenza della Corte di giustizia del 13 dicembre 2007 nella causa C-250/06, United Pan-Europe Communications Belgium, punto 43.
      
         (19)  Sentenza della Corte di giustizia del 28 ottobre 1999 nella causa C-6/98, ARD, punto 50.
      
         (20)  Sentenza della Corte di giustizia del 5 marzo 2009 nella causa C-222/07. UTECA, punti 34 e 36.
      
         (21)  Studio del 2008 sull'impatto economico e culturale, soprattutto nelle coproduzioni, delle clausole in materia di territorializzazione dei regimi di aiuto di Stato a favore di opere cinematografiche e di altre opere audiovisive: http://ec.europa.eu/avpolicy/docs/library/studies/territ/final_rep.pdf
      
         (22)  Sentenza UTECA, Causa C-222/07, punto 25.
      
         (23)  Per esempio, un produttore che sta realizzando un film con un bilancio di 10 milioni di EUR chiede di beneficiare di un regime di aiuti che offre un massimo di 1 milione di EUR per film. È sproporzionato escludere il film dal regime motivandolo con il fatto che il produttore non prevede di spendere almeno 8 milioni di EUR del bilancio di produzione sul territorio che offre l'aiuto.
      
         (24)  Per esempio, un produttore che sta realizzando un film con un bilancio di 10 milioni di EUR chiede di beneficiare di un regime di aiuti che offre un massimo di 1 milione di EUR per film. Si presuppone che il produttore spenda soltanto 1,6 milioni di EUR sul territorio che offre l'aiuto. Tuttavia, se il film avesse disposto di un bilancio di 2 milioni di EUR e ricevuto l'importo massimo dell'aiuto, il produttore avrebbe dovuto sostenere obblighi di spese territoriali pari all'80 % del bilancio di produzione.
      
         (25)  GU C 324 dell'1.12.2010, pag. 1.
      
         (26)  Le istituzioni responsabili per il patrimonio cinematografico sono designate dagli Stati membri al fine di raccogliere, conservare e rendere disponibile il patrimonio cinematografico per scopi culturali e didattici.
      
         (27)  Direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco di lavoratori nell'ambito di prestazioni di servizi (GU L 18 del 21.1.1997, pag. 1), inserita come punto 30 nell'allegato XVIII dell'accordo SEE con decisione del Comitato misto SEE n. 37/98 (GU L 310 del 19.11.1998, pag. 25 e supplemento SEE n. 48 del 19.11.1998, pag. 260), entrata in vigore il 1o maggio 1998.
      
         (28)  Come cortometraggi, film opera prima e opera seconda di un regista, documentari o film low cost o altre opere difficili dal punto di vista commerciale. Conformemente al principio di sussidiarietà, spetta a ciascuno Stato del SEE definire le opere difficili sulla base di parametri nazionali.
      
         (29)  L'elenco CAS presenta tutti i paesi e i territori che possono beneficiare di aiuti pubblici allo sviluppo. Si tratta di paesi a basso e medio reddito sulla base del reddito nazionale lordo (RNL) pro capite pubblicato dalla Banca mondiale, ad eccezione dei membri del G8, degli Stati membri dell'UE e dei paesi per i quali è già fissata una data di adesione all'UE. L'elenco comprende anche tutti paesi meno sviluppati secondo la definizione delle Nazioni Unite. Cfr.: http://www.oecd.org/document/45/0,3746,en_2649_34447_2093101_1_1_1_1,00.html. È opportuno ricordare che solo la Norvegia e l'Islanda sono membri del CAS e seguono, pertanto, le linee guida del CAS e ai documenti di riferimento quando elaborano le proprie politiche nazionali di cooperazione allo sviluppo.
      
         (30)  Le informazioni devono essere regolarmente aggiornate (per esempio ogni sei mesi) e disponibili in formato aperto.