CELEX: 52001PC0139
Language: it
Date: 2001-03-13
Title: Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa alla protezione dell'ambiente attraverso il diritto penale

C 180 E/238            IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           26.6.2001
               Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla protezione dell’ambiente
                                                        attraverso il diritto penale
                                                              (2001/C 180 E/20)
                                                COM(2001) 139 def.  2001/0076(COD)
                                              (Presentata dalla Commissione il 15 marzo 2001)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO                                         (6) L’affidamento alle autorità giurisdizionali, anzichØ a quelle
DELL’UNIONE EUROPEA,                                                             amministrative, del compito di comminare sanzioni com-
                                                                                 porta l’attribuzione della responsabilità delle indagini e
                                                                                 dell’applicazione delle disposizioni in materia di ambiente
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in partico-                ad autorità indipendenti da quelle che concedono le li-
lare l’articolo 175, paragrafo 1,                                                cenze di esercizio e i permessi di emissione e di scarico.
vista la proposta della Commissione,                                         (7) Per raggiungere un elevato livello di protezione dell’am-
                                                                                 biente, Ł particolarmente necessario prevedere delle san-
                                                                                 zioni maggiormente dissuasive per le attività inquinanti
visto il parere del Comitato economico e sociale,                                che tipicamente provocano o sono suscettibili di provo-
                                                                                 care un deterioramento significativo dell’ambiente.
visto il parere del Comitato delle regioni,
                                                                             (8) Pertanto, tali attività devono costituire reato su tutto il
                                                                                 territorio della Comunità, qualora siano state poste in
deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del                     essere intenzionalmente o per grave negligenza, e devono
trattato,                                                                        essere sottoposte a sanzioni penali, tra cui, per i casi gravi,
                                                                                 pene che comportino la privazione della libertà personale.
considerando quanto segue:
                                                                             (9) Al fine di assicurare una tutela efficace dell’ambiente, la
                                                                                 partecipazione o l’istigazione a tali attività devono altresì
  (1) Ai sensi dell’articolo 174, paragrafo 2, del trattato CE la                costituire reato. Questo vale anche per la mancata osser-
      politica comunitaria in materia di ambiente mira ad un                     vanza di un obbligo giuridico ad agire, in quanto tale
      elevato livello di tutela.                                                 mancata azione può avere gli stessi effetti della condotta
                                                                                 attiva e deve quindi essere sottoposta alle sanzioni corri-
                                                                                 spondenti.
  (2) La Comunità Ł preoccupata per l’aumento dei reati contro
      l’ambiente e per le conseguenze che sempre piø frequen-
      temente si estendono al di là delle frontiere degli Stati ove
                                                                            (10) Anche le persone giuridiche devono essere sottoposte a
      tali reati vengono commessi. Questi reati rappresentano
                                                                                 sanzioni efficaci, dissuasive e proporzionate su tutto il
      una minaccia per l’ambiente e, di conseguenza, do-
                                                                                 territorio della Comunità, in quanto le violazioni della
      vrebbero ricevere una risposta adeguata.
                                                                                 normativa comunitaria sono in gran parte commesse nel-
                                                                                 l’interesse o a beneficio di persone giuridiche.
  (3) Le condotte in violazione del diritto comunitario o delle
      norme adottate dagli Stati membri per conformarsi al
                                                                            (11) Gli Stati membri sono tenuti a fornire informazioni alla
      diritto comunitario devono essere sottoposte, su tutto il
                                                                                 Commissione sull’attuazione della presente direttiva, per
      territorio della Comunità, a sanzioni a livello nazionale
                                                                                 consentirle di valutare gli effetti della direttiva stessa.
      che siano efficaci, dissuasive e proporzionate.
                                                                            (12) Il presente atto rispetta i diritti ed i principi fondamentali
  (4) L’esperienza ha dimostrato che i sistemi sanzionatori esi-
                                                                                 riconosciuti, in particolare, nella Carta dei diritti fonda-
      stenti non sono bastati ad assicurare la completa osser-
                                                                                 mentali dell’Unione europea,
      vanza della normativa comunitaria. Tale osservanza può e
      deve essere rafforzata attraverso l’applicazione di sanzioni
      penali, che sono indice di una riprovazione sociale di                HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
      natura qualitativamente diversa rispetto alle sanzioni am-
      ministrative o ai meccanismi di compensazione di diritto
      civile.                                                                                            Articolo 1
                                                                                                          Scopo
  (5) L’introduzione di regole comuni sulle sanzioni penali con-
      sentirebbe di usare metodi d’indagine e di assistenza, al-            Lo scopo della presente direttiva Ł quello di garantire un’ap-
      l’interno di uno Stato membro o tra diversi Stati membri,             plicazione piø efficace della normativa comunitaria in materia
      piø efficaci rispetto a quelli disponibili nell’ambito della          di tutela dell’ambiente attraverso la fissazione di una serie mi-
      cooperazione amministrativa.                                          nima di fattispecie di reato comuni a tutta la Comunità.
 ---pagebreak--- 26.6.2001              IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       C 180 E/239
                              Articolo 2                                     proporzionate, tra cui, nei casi piø gravi, pene che comportino
                                                                             la privazione della libertà personale.
                            Definizioni
Ai sensi della presente direttiva s’intende per                              a) Per quanto riguarda le persone fisiche, gli Stati membri
                                                                                 prevedono sanzioni penali, tra cui, per casi gravi, pene
                                                                                 che comportino la privazione della libertà personale.
a) «persona giuridica» qualsiasi ente che sia tale in forza del
   diritto nazionale applicabile, ad eccezione degli Stati o di
                                                                             b) Per quanto riguarda sia le persone fisiche che le persone
   altre istituzioni pubbliche nell’esercizio dei pubblici poteri e
                                                                                 giuridiche, se del caso, gli Stati prevedono sanzioni pecu-
   delle organizzazioni internazionali pubbliche;
                                                                                 niarie, l’esclusione dal godimento di un vantaggio o aiuto
                                                                                 pubblico, il divieto temporaneo o permanente di esercitare
b) «attività» condotte attive e condotte omissive, nella misura in               un’attività commerciale, l’assoggettamento a sorveglianza
   cui sussista un obbligo giuridico ad agire.                                   giudiziaria o a provvedimenti giudiziari di scioglimento.
                              Articolo 3                                                                  Articolo 5
                                Reati                                                                Relazioni triennali
Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinchØ le                Ogni tre anni, gli Stati membri trasmettono alla Commissione,
seguenti attività, qualora siano poste in essere intenzionalmente            sotto forma di relazione, informazioni relative all’attuazione
o per grave negligenza, e nella misura in cui costituiscano una              della presente direttiva. Sulla base di tali relazioni, la Commis-
violazione delle disposizioni normative comunitarie in materia               sione presenta una relazione comunitaria al Parlamento euro-
di tutela dell’ambiente, come elencate all’allegato e/o delle                peo e al Consiglio.
norme adottate dagli Stati membri per conformarsi a tali di-
sposizioni, costituiscano reato:
                                                                                                          Articolo 6
a) lo scarico di idrocarburi, oli usati o fanghi derivanti dal
   trattamento delle acque reflue in acqua;                                                              Attuazione
                                                                             1.     Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legi-
b) lo scarico, l’emissione o l’immissione di un quantitativo di              slative, regolamentari e amministrative necessarie per confor-
   sostanze nell’aria, nel suolo o nelle acque, e il trattamento,            marsi alla presente direttiva entro il [1o settembre 2003]. Essi
   l’eliminazione, il deposito, il trasporto, l’esportazione o l’im-         ne informano immediatamente la Commissione.
   portazione di rifiuti pericolosi;
                                                                             2.     Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, que-
c) lo scarico di rifiuti sul o nel suolo o in acqua, compresa la             ste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono
   gestione di una discarica;                                                corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione
                                                                             ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati
d) il possesso, la cattura, il danneggiamento o il commercio di              membri.
   esemplari di specie protette animali o vegetali o di parti di
   esse;                                                                     3.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo
                                                                             delle disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore
e) il deterioramento significativo di un habitat protetto;                   disciplinato dalla presente direttiva.
f) il commercio di sostanze che riducono lo strato di ozono;
                                                                                                          Articolo 7
g) l’esercizio di uno stabilimento industriale in cui si svolgano                                     Entrata in vigore
   attività pericolose o in cui siano conservate o usate sostanze
   o preparazioni pericolose.                                                La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno suc-
                                                                             cessivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
                                                                             europee.
                              Articolo 4
                              Sanzioni                                                                    Articolo 8
Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie affinchØ i                                             Destinatari
reati di cui all’articolo 3, nonchØ la partecipazione e l’istiga-
zione a tali reati siano puniti con pene efficaci, dissuasive e              Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
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                                                                          ALLEGATO
            LISTA DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE COMUNITARIE IN MATERIA DI TUTELA DELL’AMBIENTE DI
                                                                 CUI ALL’ARTICOLO 3 (1)
            Direttiva 70/220/CEE del Consiglio, del 20 marzo 1970, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
            membri relative alle misure da adottare contro l’inquinamento atmosferico con i gas prodotti dai motori ad accensione
            comandata dei veicoli a motore (2);
            Direttiva 72/306/CEE del Consiglio, del 2 agosto 1972, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative
            alle misure da adottare contro l’inquinamento prodotto dai motori diesel destinati alla propulsione dei veicoli (3);
            Direttiva 75/439/CEE del Consiglio, del 16 giugno 1975, concernente l’eliminazione degli oli usati (4);
            Direttiva 75/442/CEE del Consiglio, del 15 luglio 1975, relativa ai rifiuti (5);
            Direttiva 76/464/CEE del Consiglio, del 4 maggio 1976, concernente l’inquinamento provocato da certe sostanze
            pericolose scaricate nell’ambiente idrico della Comunità (6);
            Direttiva 76/769/CEE del Consiglio, del 27 luglio 1976, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative,
            regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di
            uso di talune sostanze e preparati pericolosi (7);
            Direttiva 77/537/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1977, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati Membri
            relative alle misure da adottare contro l’inquinamento prodotto dai motori diesel destinati alla propulsione dei trattori
            agricoli o forestali a ruote (8);
            Direttiva 78/176/CEE del Consiglio, del 20 febbraio 1978, relativa ai rifiuti provenienti dell’industria del biossido di
            titanio (9);
            Direttiva 79/117/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1978, relativa al divieto di immettere in commercio e impiegare
            prodotti fitosanitari contenenti determinate sostanze attive (10);
            Direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (11);
            Direttiva 80/68/CEE del Consiglio, del 17 dicembre 1979, concernente la protezione delle acque sotterranee dell’inqui-
            namento provocato da certe sostanze pericolose (12);
            Regolamento (CEE) n. 348/81 del Consiglio, del 20 gennaio 1981 relativo a un regime comune applicabile alle
            importazioni dei prodotti ricavati dai cetacei (13);
            Direttiva 82/176/CEE del Consiglio, del 22 marzo 1982, concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli
            scarichi di mercurio del settore dell’elettrolisi dei cloruri alcalini (14);
            Direttiva 83/129/CEE del Consiglio del 28 marzo 1983 relativa all’importazione negli Stati membri di pelli di taluni
            cuccioli di foca e di prodotti da esse derivati (15);
            Direttiva 83/513/CEE del Consiglio del 26 settembre 1983 concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli
            scarichi di cadmio (16);
              (1) La legislazione elencata di seguito comprende le modificazioni della legislazione adottate fino al 1 marzo 2001.
              (2) GU 1970, L 76, pag. 1.
              (3) GU 1972, L 190, pag. 1.
              (4) GU 1975, L 194, pag. 23.
              (5) GU 1975, L 194, pag. 39.
              (6) GU 1976, L 129, pag. 23.
              (7) GU 1976, L 262, pag. 201.
              (8) GU 1977, L 220, pag. 38.
              (9) GU 1978, L 54, pag. 19.
              10
             ( )  GU 1979, L 33, pag. 36.
             (11) GU 1979, L 103, pag. 1.
             (12) GU 1980, L 20, pag. 43.
             (13) GU 1981, L 39, pag. 1.
             (14) GU 1982, L 81, pag. 29.
             (15) GU 1983, L 91, pag. 30.
             (16) GU 1983, L 291, pag. 1.
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          Direttiva 84/156/CEE del Consiglio dell’8 marzo 1984 concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi
          di mercurio provenienti da settori diversi da quello dell’elettrolisi dei cloruri alcalini (1);
          Direttiva 84/360/CEE del Consiglio del 28 giugno 1984 concernente la lotta contro l’inquinamento atmosferico pro-
          vocato dagli impianti industriali (2);
          Direttiva 84/491/CEE del Consiglio del 9 ottobre 1984 concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli scarichi
          di esaclorocicloesano (3);
          Direttiva 86/278/CEE del Consiglio del 12 giugno 1986 concernente la protezione dell’ambiente, in particolare del suolo,
          nell’utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura (4);
          Direttiva 86/280/CEE del Consiglio del 12 giugno 1986 concernente i valori limite e gli obiettivi di qualità per gli
          scarichi di talune sostanze pericolose che figurano nell’elenco I dell’allegato della direttiva 76/464/CEE (5);
          Direttiva 88/77/CEE del Consiglio del 3 dicembre 1987 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
          membri relative ai provvedimenti da prendere contro l’emissione di gas inquinanti prodotti dai motori ad accensione
          spontanea destinati alla propulsione dei veicoli (6);
          Direttiva 88/609/CEE del Consiglio del 24 novembre 1988 concernente la limitazione delle emissioni nell’atmosfera di
          taluni inquinanti originari dai grandi impianti di combustione (7);
          Direttiva 89/369/CEE del Consiglio, dell’8 giugno 1989, concernente la prevenzione dell’inquinamento atmosferico
          provocato dai nuovi impianti di incenerimento dei rifiuti urbani (8);
          Direttiva 89/429/CEE del Consiglio, del 21 giugno 1989, concernente la riduzione dell’inquinamento atmosferico
          provocato dagli impianti esistenti di incenerimento dei rifiuti urbani (9);
          Direttiva 90/219/CEE del Consiglio, del 23 aprile 1990, sull’impiego confinato di microrganismi geneticamente modi-
          ficati (10);
          Direttiva 90/220/CEE del Consiglio, del 23 aprile 1990, sull’emissione deliberata nell’ambiente di organismi genetica-
          mente modificati (11);
          Direttiva 91/271/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1991, concernente il trattamento delle acque reflue urbane (12);
          Direttiva 91/689/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1991, relativa ai rifiuti pericolosi (13);
          Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e
          della flora e della fauna selvatiche (14);
          Direttiva 92/112/CEE del Consiglio, del 15 dicembre 1992, che fissa le modalità di armonizzazione dei programmi per la
          riduzione, al fine dell’eliminazione, dell’inquinamento provocato dai rifiuti dell’industria del biossido di carbonio (15);
          Regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, del 1o febbraio 1993, relativo alla sorveglianza e al controllo delle
          spedizioni di rifiuti all’interno della Comunità europea, nonchØ in entrata e in uscita dal suo territorio (16);
            (1) GU  1984, L 74, pag. 49.
            (2) GU  1984, L 188, pag. 20.
            (3) GU  1994, L 274, pag. 11.
            (4) GU  1986, L 181, pag. 6.
            (5) GU  1986, L 181, pag. 16.
            (6) GU  1988, L 36, pag. 33.
            (7) GU  1988, L 336, pag. 1.
            (8) GU  1989, L 163, pag. 32.
            (9) GU  1989, L 203, pag. 50.
            10
           ( )  GU  1990, L 117, pag. 1.
           (11) GU  1990, L 117, pag. 15.
           (12) GU  1991, L 135, pag. 40.
           (13) GU  1991, L 377, pag. 20.
           (14) GU  1992, L 206, pag. 7.
           (15) GU  1992, L 409, pag. 11.
           (16) GU  1993, L 30, pag. 1.
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            Direttiva 93/76/CEE del Consiglio, del 13 settembre 1993, intesa a limitare le emissioni di biossido di carbonio
            migliorando l’efficienza energetica (SAVE) (1);
            Direttiva 94/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 marzo 1994, relativa alle misure da adottare contro
            l’inquinamento atmosferico da emissioni di veicoli a motore e recante modifica della direttiva 70/220/CEE (2);
            Direttiva 94/63/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 1994, sul controllo delle emissioni di
            composti organici volatili (COV) derivanti dal deposito della benzina e dalla sua distribuzione dai terminali alle stazioni
            di servizio (3);
            Direttiva 94/67/CE del Consiglio, del 16 dicembre 1994, sull’incenerimento dei rifiuti pericolosi (4);
            Direttiva 95/21/CE del Consiglio, del 19 giugno 1995, relativa all’attuazione di norme internazionali per la sicurezza
            delle navi, la prevenzione dell’inquinamento e le condizioni di vita e di lavoro a bordo, per le navi che approdano nei
            porti comunitari e che navigano nelle acque sotto la giurisdizione degli Stati membri (controllo dello Stato di ap-
            prodo) (5);
            Direttiva 96/59/CE del Consiglio del 16 settembre 1996 concernente lo smaltimento dei policlorodifenili e dei poli-
            clorotrifenili (PCB/PCT) (6);
            Direttiva 96/61/CE del Consiglio del 24 settembre 1996 sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (7);
            Direttiva 96/82/CE del Consiglio del 9 dicembre 1996 sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con
            determinate sostanze pericolose (8);
            Direttiva 97/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 1997 concernente il ravvicinamento delle
            legislazioni degli Stati membri relative ai provvedimenti da adottare contro l’emissione di inquinanti gassosi e particolato
            inquinante prodotti dai motori a combustione interna destinati all’installazione su macchine mobili non stradali (9);
            Regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio del 9 dicembre 1996 relativo alla protezione di specie della flora e della fauna
            selvatiche mediante il controllo del loro commercio (10);
            Direttiva 98/69/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 ottobre 1998 relativa alle misure da adottare contro
            l’inquinamento atmosferico da emissioni dei veicoli a motore e recante modificazione della direttiva 70/220/CEE del
            Consiglio (11);
            Direttiva 98/70/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 ottobre 1998 relativa alla qualità della benzina e del
            combustibile diesel e recante modificazione della direttiva 93/12/CEE del Consiglio (12);
            Direttiva 1999/13/CE del Consiglio dell’11 marzo 1999 sulla limitazione delle emissioni di composti organici volatili
            dovute all’uso di solventi organici in talune attività e in taluni impianti (13);
            Direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti (14);
            Direttiva 1999/32/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alla riduzione del tenore di zolfo di alcuni combustibili
            liquidi e che modifica la direttiva 93/12/CEE (15);
              (1) GU 1993, L 237, pag. 28.
              (2) GU 1994, L 100, pag. 42.
              (3) GU 1994, L 365, pag. 24.
              (4) GU 1997, L 365, pag. 34.
              (5) GU 1995, L 157, pag. 1.
              (6) GU 1996, L 243, pag. 31.
              (7) GU 1996, L 257, pag. 26.
              (8) GU 1997, L 10, pag. 13.
              (9) GU 1997, L 59, pag. 1.
             (10) GU 1997, L 61, pag. 1.
             (11) GU 1998, L 350, pag. 1.
             (12) GU 1998, L 350, pag. 58.
             (13) GU 1999, L 85, pag. 1.
             (14) GU 1999, L 182, pag. 1.
             (15) GU 1999, L 121, pag. 13.
 ---pagebreak--- 26.6.2001          IT                            Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        C 180 E/243
          Direttiva 1999/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 dicembre 1999 sul ravvicinamento delle legislazioni
          degli Stati membri relative ai provvedimenti da prendere contro l’emissione di inquinanti gassosi e di particolato
          prodotti dai motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di veicoli e l’emissione di inquinanti gassosi
          prodotti dai motori ad accensione comandata alimentati con gas naturale o con gas di petrolio liquefatto destinati alla
          propulsione di veicoli e che modifica la direttiva 88/77/CEE del Consiglio (1);
          Direttiva 2000/53/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 settembre 2000, relativa ai veicoli fuori uso 
          Dichiarazioni della Commissione (2);
          Direttiva 2000/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2000, relativa agli impianti portuali di
          raccolta per i rifiuti prodotti dalle navi e i residui del carico (3);
          Direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione
          comunitaria in materia di acque (4);
          Regolamento (CE) n. 2037/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 giugno 2000, sulle sostanze che
          riducono lo strato di ozono (5).
          (1) GU 2000, L 44, pag. 1.
          (2) GU 2000, L 269, pag. 34.
          (3) GU 2000, L 332, pag. 81.
          (4) GU 2000, L 327, pag. 1.
          (5) GU 2000, L 244, pag. 1.