CELEX: 
Language: it
Date: 2008-03-17
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO recante modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie

IT
IT    IT
 ---pagebreak---                    COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                      Bruxelles, 17.3.2008
                                                      COM(2008) 147 definitivo
                                                      2008/0058 (CNS)
                                                      2008/0059 (CNS)
                                          Proposta di
                              DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
   recante modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul
         valore aggiunto, per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni
                                      intracomunitarie
                                          Proposta di
                           REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
    recante modifica del regolamento (CE) n. 1798/2003 per combattere la frode fiscale
                         connessa alle operazioni intracomunitarie
                                (presentate dalla Commissione)
FR                                                                                       FR
 ---pagebreak---                                             RELAZIONE
       1) CONTESTO DELLA PROPOSTA
          •
   110
              Motivazione e obiettivi della proposta
          Il sistema di scambio delle informazioni sulle cessioni intracomunitarie di beni,
          introdotto nell'ambito del regime transitorio dell'IVA adottato in occasione del
          passaggio al mercato interno, non è più sufficiente a far fronte in maniera efficace alla
          frode fiscale connessa alle operazioni intracomunitarie. In tale contesto il Consiglio ha
          invitato la Commissione, nelle conclusioni del 5 giugno 2007, a presentare una
          proposta volta a ridurre a un mese sia il periodo di riferimento per la raccolta delle
          informazioni sulle operazioni intracomunitarie, sia il termine massimo per la
          trasmissione delle suddette informazioni tra gli Stati membri.
          •
   120
              Contesto generale
          La frode fiscale priva gli Stati membri di un gettito quanto mai sostanziale e ostacola il
          funzionamento del mercato interno. Tale frode è spesso organizzata a livello
          transnazionale. In questo contesto, la Commissione ha adottato, nel maggio del 2006,
          una comunicazione sulla necessità di sviluppare una strategia coordinata al fine di
          migliorare la lotta contro tale fenomeno. Per quanto concerne la frode IVA, in
          particolare la frode intracomunitaria "carosello", la suddetta comunicazione
          distingueva tra misure convenzionali, volte a rafforzare il sistema dell'IVA senza
          modificarne i principi, e misure più ambiziose che mettono in causa i principi stessi
          della riscossione dell'IVA.
          Dal successivo dibattito svoltosi all'interno del Consiglio è emerso che le misure
          ritenute più ambiziose non avrebbero potuto essere attuate a breve termine, ragion per
          cui il Consiglio ha invitato la Commissione, in particolare nelle conclusioni del
          5 giugno 2007, a introdurre alcune delle misure convenzionali dopo averle discusse in
          seno ad un gruppo di esperti sulla strategia di lotta contro la frode fiscale (gruppo
          ATFS). Le misure da adottare per rafforzare il sistema intracomunitario dell'IVA sono
          varie e complementari. Tra quelle discusse nell'ambito del gruppo di esperti, il
          Consiglio ne ha messe in evidenza quattro in particolare, da adottarsi quanto prima,
          alcune delle quali richiedono la modifica della legislazione vigente.
          Due delle suddette misure sono oggetto della presente proposta, ovvero la riduzione a
          un mese della frequenza con cui vanno presentati gli elenchi riepilogativi delle
          operazioni intracomunitarie e la riduzione, anch'essa a un mese, del termine ultimo per
          lo scambio di informazioni tra le amministrazioni fiscali.
          Nelle conclusioni del 4 dicembre, il Consiglio ha invitato la Commissione a proseguire
          le discussioni all'interno del gruppo di esperti sulle altre misure convenzionali; non è
          pertanto escluso che l'attività del gruppo non sfoci in altre proposte legislative.
          D'altro canto, va osservato che la Corte dei conti europea, nella sua relazione speciale
          n. 8/2007 sulla cooperazione amministrativa in materia d'imposta sul valore aggiunto,
          formula precise raccomandazioni sullo scambio delle informazioni sulle operazioni
          intracomunitarie. In particolare, al paragrafo 108 della summenzionata relazione, la
          Corte raccomanda, da un lato, di ridurre drasticamente i tempi per la raccolta e
FR                                                 2                                                 FR
 ---pagebreak---           l'acquisizione dei dati e, dall'altro, di migliorare le possibilità di controlli incrociati
          delle informazioni.
          •
   130
              Disposizioni vigenti nel settore della proposta
          La misura prevista è volta unicamente a ridurre i tempi per la raccolta e lo scambio
          delle informazioni sulle operazioni intracomunitarie. Le disposizioni vigenti figurano
          al titolo XI, capi 5 e 6, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del
          28 novembre 2006, e al capo V del regolamento (CE) n. 1798/2003, del 7 ottobre 2003.
          Nell'ambito delle attuali disposizioni, i dati sono raccolti presso le imprese con la
          seguente frequenza: gli elenchi riepilogativi contenenti le informazioni sulle cessioni
          intracomunitarie di beni sono presentati a cadenza trimestrale o, in determinati casi,
          mensile, dagli operatori. A partire dal 1° gennaio 2010 gli elenchi riepilogativi
          conterranno anche le informazioni relative alle prestazioni di servizi effettuate nello
          Stato membro del destinatario, per le quali il destinatario è debitore dell'imposta. I dati
          sugli acquisti intracomunitari di beni nello Stato membro d'arrivo sono raccolti
          mediante le dichiarazioni IVA, che sono presentate a cadenza mensile, bimestrale,
          trimestrale, semestrale o annuale.
          All'ora attuale, il tempo che intercorre tra il momento in cui un'operazione è effettuata
          e il momento in cui l'informazione è messa a disposizione dello Stato membro
          dell'acquirente varia da tre a sei mesi. La proposta prevede di ridurre questo intervallo
          di tempo a uno o due mesi.
          Occorre osservare che la direttiva 2006/112/CE consente già agli Stati membri di
          raccogliere gli elenchi riepilogativi su base mensile, ma, poiché questa possibilità non
          comporta vantaggi diretti per lo Stato membro che se ne avvale, solo quattro paesi
          applicano una raccolta a cadenza mensile a un numero considerevole di soggetti
          passivi.
          •
   140
              Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione
          La lotta contro la frode fiscale rientra nella strategia di Lisbona. Nella comunicazione
          del 25 ottobre 2005 sul contributo delle politiche fiscali e doganali alla strategia di
          Lisbona, la Commissione sottolinea che la frode fiscale provoca gravi distorsioni nel
          funzionamento del mercato interno, impedisce la libera concorrenza e erode le entrate
          che dovrebbero essere utilizzate per l'attuazione di servizi pubblici a livello nazionale.
          Dal momento che le autorità pubbliche sono costrette a compensare le perdite di
          reddito che ne derivano, l'aumento delle frodi porta ad una maggiore pressione fiscale
          per le imprese che operano nella legalità.
          La proposta contiene inoltre una misura di semplificazione significativa per le imprese,
          ovvero prescrive agli Stati membri di accettare la presentazione degli elenchi
          riepilogativi e delle dichiarazioni IVA per mezzo del trasferimento elettronico di file.
       2) CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL'IMPATTO
          •   Consultazione delle parti interessate
   211
          Metodi di consultazione, principali settori interessati e profilo generale di quanti
          hanno risposto
FR                                                 3                                                  FR
 ---pagebreak---         La misura figurava tra una serie di misure convenzionali annunciate in occasione della
        conferenza sulla frode IVA, organizzata dalla Commissione il 29 marzo 2007 a
        Bruxelles. Tra i partecipanti vi erano rappresentanti delle grandi imprese, delle
        federazioni professionali, professionisti del settore fiscale e rappresentanti degli Stati
        membri.
        La misura è stata discussa con alcune grandi imprese attive nella maggior parte degli
        Stati membri e soggette a svariati obblighi di conformità nelle varie giurisdizioni
        nazionali.
        La misura è stata presentata alle organizzazioni rappresentative delle PMI in occasione
        della riunione con il rappresentante delle PMI presso l'Unione, tenutasi il
        28 novembre 2007 a Bruxelles.
        La misura è stata anche discussa in seno al gruppo di esperti degli Stati membri sulla
        strategia di lotta contro la frode fiscale (gruppo ATFS).
   212
        Sintesi delle risposte e modo in cui sono state prese in considerazione
        Sebbene nutra dubbi circa la capacità delle amministrazioni fiscali di impiegare le
        informazioni trasmesse, la maggior parte delle imprese consultate riconosce che il
        passaggio ad una dichiarazione a cadenza mensile non costituisce per esse un onere
        molto gravoso. La maggior parte delle imprese è pertanto disposta ad accettare la
        misura, a condizione che faccia parte di una strategia globale che, intesa a migliorare
        l'efficacia delle amministrazioni fiscali, includa vantaggi e riduzione degli oneri per le
        imprese che rispettano i loro obblighi fiscali in modo regolare e soddisfacente. I
        rappresentanti delle PMI hanno confermato che la misura non avrebbe ripercussioni per
        la maggioranza delle PMI.
        Va rilevato che la misura rientra, di fatto, in una serie di misure, alcune delle quali si
        prefiggono esplicitamente di aumentare la certezza giuridica delle imprese e ridurre i
        loro oneri amministrativi, oltre a migliorare notevolmente lo scambio di informazioni e
        la cooperazione tra le amministrazioni fiscali.
        •    Ricorso al parere di esperti
   221
        Settori scientifici/di competenza interessati
        Analisi economica dei costi per le imprese, tra cui le PMI.
   222
        Metodologia applicata
        Metodo dei costi standard.
   223
        Principali organizzazioni/esperti consultati
        Price Waterhouse Coopers ha realizzato per la Commissione uno studio, sottoponendo
        un questionario a quattordici imprese (sette multinazionali e sette PMI) con sede in
        quattro Stati membri diversi.
   2249
        Sintesi dei pareri ricevuti e utilizzati
FR                                                 4                                               FR
 ---pagebreak---           Non è stata evocata l'esistenza di potenziali gravi rischi dalle conseguenze irreversibili.
   225
          Dallo studio economico risulta che i costi della misura sarebbero molto contenuti per la
          maggior parte delle imprese interessate, sebbene per alcune di esse, ad esempio le
          imprese identificate ai fini dell'IVA in vari Stati membri, possano essere considerevoli.
          Lo studio dimostra anche che è possibile ridurre tali costi armonizzando le
          informazioni da trasmettere e semplificandone le modalità di presentazione. Lo studio
          mette inoltre in evidenza che, quando i costi previsti sono di notevole entità per le PMI,
          le modalità di presentazione incidono in maniera significativa nella determinazione di
          tali costi.
   226
          Mezzi impiegati per rendere accessibile al pubblico il parere degli esperti
          Pubblicazione sul sito Internet della direzione generale della Fiscalità e dell'unione
          doganale.
          •
   230
               Valutazione dell'impatto
          La misura prevista non è stata sottoposta ad una valutazione completa dell'impatto. La
          misura è stata tuttavia accuratamente esaminata nell'ambito del gruppo di esperti
          ATFS, è stata oggetto di uno studio economico ed è stata discussa con le principali
          parti interessate.
          Gli esperti hanno sottolineato l'importanza per le amministrazioni fiscali di disporre più
          rapidamente delle informazioni sugli scambi intracomunitari per poter combattere con
          maggior efficacia la frode relativa all'IVA.
          La misura proposta è equilibrata, in quanto consente di rendere disponibili i dati con un
          anticipo di tre mesi in media rispetto alla situazione attuale e impone oneri minimi alle
          imprese. Da un lato, la misura si rivolge a un numero ristretto di imprese (4% delle
          imprese identificate ai fini dell'IVA nella Comunità), dall'altro, lo studio ha dimostrato
          che i costi aggiuntivi sarebbero molto contenuti per le imprese, salvo nei casi in cui le
          procedure di presentazione degli elenchi riepilogativi sono anormalmente complesse.
          La proposta contiene, a questo proposito, una disposizione che si prefigge
          esplicitamente di semplificare tali procedure.
       3) ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
          •
   305
               Sintesi delle misure proposte
          La proposta intende innanzitutto armonizzare e ridurre a un mese il periodo per la
          dichiarazione delle operazioni intracomunitarie negli elenchi riepilogativi di cui al
          titolo XI, capo 6, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio.
          La proposta si prefigge anche di restringere, da tre mesi a uno, il termine per la
          trasmissione di tali informazioni tra gli Stati membri.
          Per disporre delle informazioni necessarie alla lotta antifrode, si propone inoltre di
          raccogliere mensilmente i dati sugli acquisti intracomunitari di beni e sugli acquisti di
          servizi presso un prestatore stabilito in un altro Stato membro per i quali il destinatario
          è debitore dell'imposta. A tal fine, gli acquirenti o i destinatari che realizzano questo
FR                                                 5                                                  FR
 ---pagebreak---        tipo di operazioni per un importo superiore a 200 000 EUR per anno civile avranno
       l'obbligo di presentare le loro dichiarazioni IVA a cadenza mensile. Questa soglia è
       stata stabilita per non imporre ulteriori obblighi alle imprese che effettuano acquisti
       intracomunitari occasionalmente o per importi ridotti, tenendo tuttavia conto degli
       importi di entità significativa ai fini della frode. La proposta prevede inoltre che gli
       importi relativi ai servizi contemplati siano indicati separatamente nella dichiarazione
       per poter consentire la verifica incrociata.
       La proposta contiene disposizioni volte ad armonizzare le norme sull'esigibilità
       dell'imposta sui servizi per far sì che le operazioni siano dichiarate nello stesso periodo
       dal venditore e dall'acquirente. Tale disposizione consentirà di effettuare efficacemente
       una verifica incrociata delle informazioni presentate.
       La proposta include infine una disposizione volta a semplificare le procedure di
       presentazione degli elenchi riepilogativi negli Stati membri in cui esse sono
       inusitatamente complesse, per ridurre gli oneri che tale presentazione può comportare
       per le imprese.
       •
   310
           Base giuridica
       Articolo 93 del trattato CE.
       •
   329
           Principio di sussidiarietà
       La proposta rientra nella sfera di competenza sia della Comunità che degli Stati
       membri. È tuttavia conforme al principio di sussidiarietà, dato che i suoi obiettivi
       possono essere sufficientemente realizzati soltanto mediante l'adozione di una misura
       comunitaria.
       In particolare, norme comuni concernenti la raccolta e lo scambio di informazioni
       relative alle operazioni intracomunitarie sono già oggetto della direttiva 2006/112/CE
       del Consiglio e del regolamento (CE) n. 1798/2003 del Consiglio. Gli Stati membri
       non possono adottare una legislazione nazionale che sia in contrasto con la legislazione
       comunitaria. Le disposizioni armonizzate in vigore devono pertanto essere modificate
       da un atto adottato dalla Comunità. Inoltre, le misure prese a livello comunitario
       consentono di combattere più efficacemente la frode fiscale connessa alle operazioni
       intracomunitarie.
       •   Principio di proporzionalità
       La proposta è conforme al principio di proporzionalità per i motivi seguenti.
   331
       Nell'ambito delle discussioni sulla strategia da adottare per combattere le frodi fiscali
       effettuate nelle operazioni intracomunitarie, sono state contemplate alcune soluzioni
       che modificano radicalmente il sistema di riscossione e di imponibilità dell'imposta. Si
       è convenuto che tali misure non possono essere adottate a breve termine a causa dei
       cambiamenti che implicherebbero per gli operatori. È per tale ragione che le modifiche
       apportate alla direttiva IVA sono minime. Gli obblighi supplementari sono equamente
       ripartiti tra i soggetti passivi e le amministrazioni fiscali.
   332
       La misura è stata concepita in modo da interessare soltanto un numero limitato di
       imprese. Di fatto, solo il 4% delle imprese soggette all'IVA presenta elenchi
FR                                               6                                                 FR
 ---pagebreak---           riepilogativi e il 9% realizza acquisti intracomunitari di beni. Grazie alla soglia elevata
          issata per gli acquisti, la misura riguarderà soltanto una piccola parte di queste ultime.
          Inoltre, poiché il 60% degli elenchi riepilogativi presentati ogni tre mesi dagli operatori
          contengono solo una o due righe di informazioni, gli oneri supplementari per le
          imprese interessate, tra le quali rientra la maggior parte delle PMI, saranno minimi. La
          misura, infine, non altera né la forma né il contenuto degli elenchi riepilogativi,
          limitandosi a modificarne la frequenza. Per quanto riguarda le dichiarazioni IVA, è
          aggiunto un solo obbligo, quello di informazione, già in vigore per i beni e qui esteso ai
          servizi.
          •    Scelta degli strumenti
   341
          Strumento/i proposto/i: regolamento, direttiva.
   342
          Altri strumenti non sarebbero idonei per i motivi seguenti.
          Il regolamento e la direttiva sono gli unici mezzi atti a modificare il quadro normativo
          in vigore.
       4) INCIDENZA SUL BILANCIO
   409
          La proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio della Comunità.
       5) ULTERIORI INFORMAZIONI
          •
   510
               Semplificazione
   511
          La proposta introduce una semplificazione delle procedure amministrative per le entità
          e le persone private.
   514
          Lo studio economico summenzionato ha mostrato che la presentazione degli elenchi
          riepilogativi è un aspetto particolarmente gravoso per le imprese quando la procedura
          di presentazione include l'immissione manuale dei dati su un modulo elettronico.
          Prescrivendo agli Stati membri di accettare la presentazione degli elenchi riepilogativi
          mediante trasferimento elettronico di file, la proposta solleva in determinati casi i
          soggetti passivi di IVA dall'obbligo di procedere ad una laboriosa immissione di dati.
          •
   550
               Tavola di concordanza
          Gli Stati membri sono tenuti a comunicare alla Commissione il testo delle disposizioni
          nazionali di attuazione della direttiva, nonché una tavola di concordanza tra queste
          ultime e la direttiva.
          •
   570
               Illustrazione dettagliata della proposta, per capitolo o per articolo
          Misure contenute nella direttiva
          La modifica degli articoli 64 e 66 della direttiva, come pure l'introduzione di un
          articolo 65bis, intendono far sì che le norme relative all'esigibilità dell'imposta siano
          uniformi in tutto il territorio comunitario, per evitare che i prestatori di servizi, per
          poter dichiarare tali operazioni, debbano conformarsi a norme che variano a seconda
FR                                                  7                                                 FR
 ---pagebreak---          del luogo in cui è stabilito il cliente. Tale modifica è fondamentale affinché le
         informazioni contenute negli elenchi riepilogativi che i prestatori di servizi sono tenuti
         a presentare possano essere utilizzate per effettuare verifiche incrociate con i dati
         contenuti nelle dichiarazioni IVA che devono essere presentate dai destinatari dei
         medesimi servizi.
         La modifica dell'articolo 250, paragrafo 2, della direttiva è volta a semplificare le
         modalità di presentazione delle dichiarazioni IVA.
         La modifica dell'articolo 251 della direttiva intende garantire che in tutti gli Stati
         membri avvenga la raccolta dei dati sugli acquisti di servizi intracomunitari, per poterli
         mettere a confronto con i dati contenuti negli elenchi riepilogativi.
         La modifica dell'articolo 252 della direttiva intende far sì che la frequenza con cui
         vengono raccolte le informazioni sugli acquisti ricalchi quella relativa ai dati sulle
         vendite. È tuttavia stabilita una soglia affinché si considerino unicamente gli importi
         che possono essere significativi dal punto di vista della frode e per non imporre
         ulteriori obblighi a un gran numero di soggetti passivi.
         La modifica degli articoli da 263 a 265 della direttiva intende garantire che gli elenchi
         riepilogativi siano raccolti a cadenza mensile.
         La modifica dell'articolo 263, paragrafo 2, della direttiva è volta a semplificare le
         modalità di presentazione degli elenchi riepilogativi.
         Misure contenute nel regolamento
         La modifica degli articoli 23 e 24 del regolamento è volta a renderlo conforme alla
         direttiva.
         La modifica dell'articolo 25 del regolamento intende garantire uno scambio di
         informazioni più rapido tra gli Stati membri.
   11066
FR                                               8                                                  FR
 ---pagebreak---                                                                 2008/0058 (CNS)
                                                   Proposta di
                                     DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
     recante modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul
              valore aggiunto, per combattere la frode fiscale connessa alle operazioni
                                              intracomunitarie
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93,
   vista la proposta della Commissione1,
   visto il parere del Parlamento europeo2,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo3,
   considerando quanto segue:
   (1)      Le frodi relative all'imposta sul valore aggiunto (IVA) si ripercuotono in maniera
            significativa sulle entrate fiscali degli Stati membri e perturbano l'attività economica
            del mercato interno creando flussi di beni non giustificati ed immettendo nel mercato
            beni a prezzi anormalmente bassi.
   (2)      Le carenze del regime intracomunitario dell'IVA, in particolare del sistema di scambio
            delle informazioni sulle cessioni di beni all'interno della Comunità, introdotto dalla
            direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema
            comune d'imposta sul valore aggiunto4, sono una delle cause delle frodi. In special
            modo, il tempo che intercorre tra un'operazione e lo scambio delle relative
            informazioni nell'ambito del sistema di scambio di informazioni sull'IVA ostacola
            l'uso efficace delle informazioni stesse ai fini della lotta contro la frode.
   (3)      Per contrastare con efficacia tali frodi, occorre che l'amministrazione dello Stato
            membro nel quale l'IVA è esigibile disponga delle informazioni sulle operazioni
            intracomunitarie il più rapidamente possibile.
   (4)      Affinché la verifica incrociata delle informazioni sia utile ai fini della lotta contro la
            frode, è opportuno far sì che sia il fornitore, sia l'acquirente o il destinatario dichiarino
            le operazioni intracomunitarie per lo stesso periodo d'imposta.
   1
            GU C […] del […], pag. […].
   2
            GU C […] del […], pag. […].
   3
            GU C […] del […], pag. […].
   4
            GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2008/8/CE (GU L 44
            del 20.2.2008, pag. 11).
IT                                                       9                                                      IT
 ---pagebreak---    (5)    Affinché le amministrazioni fiscali possano avvalersi proficuamente delle
          informazioni raccolte, occorre che i dati sugli acquisti intracomunitari per i quali
          l'acquirente o il destinatario è debitore dell'imposta siano raccolti con la stessa
          frequenza dei dati sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi.
   (6)    Tenuto conto dell'evoluzione dell'ambiente e degli strumenti di lavoro degli operatori,
          occorre consentire a questi ultimi, per ridurre al minimo i loro oneri amministrativi, di
          ottemperare agli obblighi di dichiarazione mediante procedure elettroniche semplici.
   (7)    Poiché gli obiettivi dell'azione prevista per combattere la frode relativa all'IVA non
          possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri, la cui azione in
          materia dipende dalle informazioni raccolte dagli altri Stati membri, e possono
          dunque, a motivo dell'impegno necessario da parte di tutti gli Stati membri, essere
          realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al
          principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. In base al principio di
          proporzionalità, quale è definito nel suddetto articolo, la presente direttiva non va al di
          là di quanto necessario per il raggiungimento di tali obiettivi.
   (8)    Occorre pertanto modificare di conseguenza la direttiva 2006/112/CE,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                               Articolo 1
   La direttiva 2006/112/CE è così modificata:
   1)     All'articolo 64, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
            «2. Le prestazioni di servizi per le quali l'imposta è dovuta dal destinatario dei servizi
            in conformità all'articolo 196, che sono effettuate in modo continuativo nell'arco di
            un periodo superiore a un anno e che non comportano versamenti di acconti o
            pagamenti nel medesimo periodo, si considerano effettuate alla scadenza di ogni
            anno civile, fintanto che non si ponga fine alla prestazione dei servizi.
            Gli Stati membri possono stabilire che, in taluni casi, diversi da quelli di cui al primo
            comma, le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate in modo continuativo
            nell'arco di un periodo di tempo si considerano effettuate almeno alla scadenza di un
            termine di un anno.»
   2)     È inserito il seguente articolo 65 bis:
                                            «Articolo 65 bis
            Per quanto concerne le prestazioni di servizi per le quali l'imposta è dovuta dal
            destinatario dei servizi in conformità all'articolo 196, in caso di compilazione di una
            fattura anteriore alla prestazione dei servizi o al versamento di acconti, l'imposta
            diviene esigibile al momento del ricevimento della fattura, a concorrenza
            dell'importo fatturato.»
   3)     All'articolo 66 è aggiunto il seguente secondo comma:
IT                                                  10                                                 IT
 ---pagebreak---        «La deroga di cui al primo comma non è tuttavia applicabile alle prestazioni di
       servizi per le quali l'imposta è dovuta dal destinatario dei servizi in conformità
       all'articolo 196.»
   4) All'articolo 250, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
       «2. La dichiarazione di cui al paragrafo 1 è presentata mediante trasmissione
       elettronica di file.
       Gli Stati membri possono tuttavia autorizzare, per determinate categorie di soggetti
       passivi, la presentazione della dichiarazione tramite altri mezzi.»
   5) All'articolo 251 è aggiunta la seguente lettera f):
       «f)    l'importo totale, al netto dell'IVA, degli acquisti di servizi forniti da soggetti
              passivi stabiliti nella Comunità, per i quali il soggetto passivo è debitore
              dell'imposta in conformità all'articolo 196 e a titolo dei quali l'imposta è
              divenuta esigibile nel corso di tale periodo d'imposta.»
   6) All'articolo 252, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
       «2.    La durata del periodo d'imposta è di un mese.
       Gli Stati membri possono tuttavia stabilire una durata superiore, comunque non
       superiore a un anno, per i soggetti passivi i cui acquisti intracomunitari di beni e di
       servizi per i quali sono debitori dell'imposta in conformità all'articolo 196 effettuati
       nel corso dell'anno civile precedente non superino l'importo totale di 200 000 EUR o
       il suo controvalore in moneta nazionale.»
   7) L'articolo 263 è sostituito dal seguente:
                                         «Articolo 263
       1.     Un elenco riepilogativo è compilato per ogni mese di calendario entro un
       termine non superiore a un mese e secondo modalità che sono fissate dagli Stati
       membri.
       2.     Gli elenchi riepilogativi di cui al paragrafo 1 sono presentati mediante
       trasmissione elettronica di file.
       Gli Stati membri possono tuttavia autorizzare, per determinate categorie di soggetti
       passivi, la presentazione degli elenchi riepilogativi tramite altri mezzi.»
   8) All'articolo 264, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
       «2. L'importo di cui al paragrafo 1, lettera d), è dichiarato per il mese di calendario
       nel corso del quale l'imposta è divenuta esigibile.
       L'importo di cui al paragrafo 1, lettera f), è dichiarato per il mese di calendario nel
       corso del quale la rettifica viene notificata all'acquirente.»
   9) All'articolo 265, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
IT                                             11                                                IT
 ---pagebreak---              «2. L'importo di cui al paragrafo 1, lettera c), è dichiarato per il mese di calendario
             nel corso del quale l'imposta è divenuta esigibile.»
                                                Articolo 2
                                                Attuazione
   1.        Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e
             amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva con effetto dal
             1º gennaio 2010. Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali
             disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente
             direttiva.
             Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento
             alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della
             pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati
             membri.
   2.        Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali
             di diritto interno che essi adottano nella materia disciplinata dalla presente direttiva.
                                                Articolo 3
   La presente direttiva entra in vigore il […] giorno successivo alla pubblicazione nella
   Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
                                                Articolo 4
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                   Per il Consiglio
                                                   Il Presidente
IT                                                   12                                                IT
 ---pagebreak---                                                                   2008/0059 (CNS)
                                                    Proposta di
                                      REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
       recante modifica del regolamento (CE) n. 1798/2003 per combattere la frode fiscale
                                    connessa alle operazioni intracomunitarie
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93,
   vista la proposta della Commissione5,
   visto il parere del Parlamento europeo6,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo7,
   considerando quanto segue:
   (1)      Per contrastare con efficacia la frode relativa all'imposta sul valore aggiunto, è
            indispensabile che gli Stati membri raccolgano e scambino le informazioni sulle
            operazioni intracomunitarie il più rapidamente possibile. Prevedere un termine di un
            mese è la risposta più adeguata a suddetta esigenza, tenuto conto degli esercizi
            contabili e finanziari delle imprese.
   (2)      Considerate le modifiche al periodo per la dichiarazione delle operazioni
            intracomunitarie stabilito nella direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del
            28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto8,
            apportate dalla direttiva 2008/XX/CE del Consiglio9, è opportuno modificare i
            riferimenti al suddetto periodo nel regolamento (CE) n. 1798/2003 del Consiglio, del
            7 ottobre 2003, relativo alla cooperazione amministrativa in materia d'imposta sul
            valore aggiunto e che abroga il regolamento (CEE) n. 218/9210.
   (3)      Poiché gli obiettivi dell'azione prevista per combattere la frode relativa all'IVA non
            possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri, la cui azione in
            materia dipende dalle informazioni raccolte dagli altri Stati membri, e possono
            dunque, a motivo dell'impegno necessario da parte di tutti gli Stati membri, essere
            realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al
   5
            GU C […] del […], pag. […].
   6
            GU C […] del […], pag. […].
   7
            GU C […] del […], pag. […].
   8
            GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2008/8/CE (GU L 44
            del 20.2.2008, pag. 11).
   9
            GU L [...] del [...], pag. [...].
   10
            GU L 264 del 15.10.2003, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 143/2008
            del 12 febbraio 2008 (GU L 44 del 20.2.2008, pag. 1).
IT                                                      13                                                      IT
 ---pagebreak---            principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato. In ottemperanza al
           principio di proporzionalità enunciato nel medesimo articolo, il presente regolamento
           non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento di questi obiettivi.
   (4)     Dato che le modifiche previste dal presente regolamento sono necessarie per adeguare
           il regolamento (CE) n. 1798/2003 alle misure di cui alla direttiva (CE) n. 20XX/XX,
           alle quali gli Stati membri devono conformarsi a decorrere dal 1° gennaio 2010, il
           presente regolamento deve entrare in vigore alla stessa data.
   (5)     Occorre pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 1798/2003,
   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                Articolo 1
   Il regolamento (CE) n. 1798/2003 è così modificato:
   1)      All'articolo 23, il secondo comma è sostituito dal seguente:
             «I valori di cui al primo comma, punto 2), sono espressi nella moneta dello Stato
             membro che fornisce le informazioni e si riferiscono a trimestri dell'anno civile per i
             periodi anteriori al 1° gennaio 2010 e, a partire da tale data, a mesi di calendario.»
   2)      All'articolo 24, il secondo comma è sostituito dal seguente:
             «I valori di cui al primo comma, punto 2), sono espressi nella moneta dello Stato
             membro che fornisce le informazioni e si riferiscono a trimestri dell'anno civile per i
             periodi anteriori al 1° gennaio 2010 e, a partire da tale data, a mesi di calendario.»
   3)      All'articolo 25, i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:
             «1. Qualora l'autorità competente di uno Stato membro sia tenuta a consentire
             l'accesso ad alcune informazioni a norma degli articoli 23 e 24, essa adempie a tale
             obbligo al più presto e, comunque, entro un mese dalla fine del mese di calendario al
             quale le informazioni si riferiscono.
             2. In deroga al paragrafo 1, qualora siano aggiunte informazioni alla banca dati nelle
             circostanze previste dall'articolo 22, l'accesso a tali ulteriori informazioni viene dato
             al più presto e comunque entro un mese dalla fine del mese di calendario durante il
             quale esse sono state raccolte.»
                                                Articolo 2
   Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2010.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
IT                                                  14                                                 IT
 ---pagebreak---    Fatto a Bruxelles, il
                         Per il Consiglio
                         Il Presidente
IT                         15             IT