CELEX: 51994PC0603
Language: it
Date: 1994-12-12
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 77/388/CEE E RECA MISURE TRANSITORIE APPLICABILI NEL QUADRO DELL' AMPLIAMENTO DELL' UNIONE EUROPEA AL 1° GENNAIO 1995

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                    COM(94) 603 def.
                                                    Bruxelles, 12.12.1994
                                 Proposta di
                      DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
1v'î
         CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 77/388/CEE E RECA MISURE
       TRANSITORIE APPLICABILI NEL QUADRO DELL'AMPLIAMENTO
               DELL'UNIONE EUROPEA AL 1° GENNAIO 1995
                       (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                          RELAZIONE
 I.       INTRODUZIONE
 L'atto relativo alle condizioni di adesione del Regno di Norvegia, della Repubblica
 d'Austria, della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia e agli adattamenti dei
trattati sui quali si fonda l'Unione europea1 recita, all'articolo 2: "Dal momento
dall'adesione le disposizioni dei trattati originari e gli atti adottati dalle istituzioni prima
dell'adesione vincolano i nuovi Stati membri e si applicano in tali Stati alle condizioni
previste da detti trattati e dal presente atto." Ad eccezione dei casi esplicitamente previsti
all'allegato XV del trattato d'adesione, i nuovi Stati membri applicheranno pertanto il
sistema comune dell'imposta sul valore aggiunto, basato sulla sesta direttiva IVA2, a
decorrere dalla data di adesione. Di conseguenza le disposizioni del titolo XVI bis della
suddetta direttiva, che fissa il regime transitorio di tassazione degli scambi tra Stati
membri, si applicheranno a decorrere dalla data di adesione per quanto riguarda sia gli
scambi tra Comunità e nuovi Stati membri che gli scambi tra i nuovi Stati membri
medesimi.
In questi scambi l'adesione dei nuovi Stati membri porterà all'abolizione di ogni controllo
fiscale alle frontiere. In altri termini, al momento dell'adesione, il regime transitorio di
tassazione degli scambi tra Stati membri sostituirà il regime di tassazione all'importazione
e di sgravio all'esportazione.
Questa situazione è analoga a quella che vigeva all'atto della realizzazione del mercato
interno, il 1° gennaio 1993, quando erano state adottate misure transitorie (articolo
28 quindecies inserito nella sesta direttiva IVA dalla direttiva 92/111/CEE3) destinate a
garantire la neutralità del sistema comune dell'imposta sul valore aggiunto e ad evitare
situazioni di doppia imposizione o di non imposizione. Per lo stesso motivo si impongono
attualmente misure, analoghe a quelle sopra menzionate, atte a disciplinare la transizione
verso la Comunità ampliata.
         GUn. C241 del 29.8.1994, pag. 21.
        Direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in materia di
         armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra
         di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile
        uniforme (GU n. L 145 del 13.6.1977, pag. 1), modificata da ultimo dalla direttiva
        94/5/CE (GU n. L 60 del 3.3.1994, pag. 16).
        GU n. L 384 del 30.12.1992, pag. 47.
 ---pagebreak---  La natura delle misure transitorie da adottare dipende principalmente dalla posizione
 doganale dei beni all'atto dello svincolo, dopo la data di adesione, dal regime doganale nel
 quale erano stati immessi prima dell'adesione. In materia doganale i meccanismi si basano
 sulla prova, apportata dopo tale data, della libera pratica dei beni nella Comunità attuale o
 in uno dei nuovi Stati membri. Un bene che prima della data di adesione si trovava in
 libera pratica in uno dei nuovi Stati membri ed era stato immesso prima di tale data in un
 deposito doganale nell'attuale Comunità sarà pertanto considerato come in libera pratica
nella Comunità ampliata al momento dell'uscita da tale deposito dopo l'adesione. Lo stesso
 dicasi per i beni in libera pratica nella Comunità attuale che prima della data di adesione
 sono stati immessi in un deposito doganale in uno dei paesi candidati all'adesione e che ne
escono dopo tale data. Nel caso dei beni in libera pratica l'uscita da tali depositi dopo
l'adesione non potrà essere assoggettata ad IVA in applicazione dell'articolo 7, paragrafo
 1, lettera a) della sesta direttiva IVA. Per questo motivo, allo scopo di evitare una
situazione di non tassazione, è dunque opportuno assimilare tale uscita ad un'importazione
al sensi dell'articolo 7 paragrafo 1 della sesta direttiva IVA.
II.       PRESENTAZIONE              DELLE        FATTISPECIE           CHE       RENDONO
          NECESSARIE MISURE TRANSITORIE
La necessità delle misure transitorie è stata valutata sulla base del criterio doganale
definito all'ultimo capoverso del punto I. Viene attuata una distinzione tra le situazioni
seguenti:
1)       beni che sono stati assoggettati, prima della data di adesione, nella Comunità
         attuale o in uno dei nuovi Stati membri, ad un regime di ammissione temporanea in
         esenzione totale dai dazi all'importazione o ad uno dei regimi doganali sospensivi
         di cui all'articolo 16, paragrafo 1, parte B, lettere da a) a d) della sesta direttiva
         IVA (ad esempio il regime di deposito doganale, di perfezionamento attivo, ecc.).
         I beni sono svincolati da tali regimi dopo la data di adesione;
2)       beni che, prima della data di adesione, sono stati assoggettati in uno dei nuovi Stati
         membri o nella Comunità attuale o al regime di transito comune o ad un altro
         regime di transito doganale, o ad una procedura di esportazione. I beni sono però
         svincolati da tale regime dopo la data di adesione o, qualora siano stati
         assoggettati ad una procedura di esportazione, non sono stati oggetto di
         importazione prima della data di adesione, rispettivamente nella Comunità attuale
         o in uno dei nuovi Stati membri.
 ---pagebreak---                                                                                                3
  1.      Fine di un regime di ammissione temporanea in esenzione totale dai dazi
          all'importazione o di uno dei regimi doganali sospensivi di cui all'articolo 16,
          paragrafo 1, parte B, lettere da a) a d) della sesta direttiva IVA
 a)       Fine di uno dei regimi anzidetti nella Comunità attuale
 Si tratta di beni provenienti dai nuovi Stati membri che, prima dell'adesione, sono stati
 introdotti nell'attuale Comunità. Successivamente alla loro entrata essi sono stati
 assoggettati ad un regime di ammissione temporanea in esenzione totale dai dazi
 all'importazione o ad uno dei regimi doganali sospensivi di cui all'articolo 16, paragrafo 1,
 parte B, lettere da a) a d). Il fatto generatore dell'imposta sull'importazione è stato
 pertanto rinviato al momento dell'uscita dei beni da uno di questi regimi. Per evitare una
 frattura nelle condizioni di imposizione di tali operazioni, si propone che il beneficio delle
 disposizioni in vigore prima dell'adesione sia prorogato sino all'uscita dei beni da questi
 regimi (articolo 1, paragrafo 2). Al contempo, e al fine di evitare situazioni di non
 imposizione, si propone di assimilare l'uscita da questi regimi dopo l'adesione ad
 un'importazione di beni ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera a), nel caso in cui al
 momento dell'uscita si dimostri che i beni in questione, prima di entrare nella Comunità
 attuale, si trovavano in libera pratica in uno dei nuovi Stati membri (articolo 1, paragrafo
 4, lettere a) e b)). Quest'assimilazione all'importazione si impone per sopperire all'assenza
 di imposizione ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera a) della sesta direttiva IVA, dal
 momento che questa disposizione si applica unicamente ai beni che non si trovano in libera
 pratica.
Le disposizioni di cui sopra permettono di assicurare che ad operazioni effettuate in
condizioni analoghe sia effettivamente accordato un trattamento equivalente. Tutti i beni
entrati nella Comunità attuale in provenienza dai nuovi Stati membri prima dell'adesione
sono tassati allo stesso modo, che abbiano o no beneficiato di un rinvio del fatto
generatore dell'imposta.
In deroga a questi principi di imposizione fiscale sono proposte misure particola"? r»! ^ne di
non applicare l'imposta nei casi in cui il bene è riesportato all'esterno della Comunità
ampliata (articolo 1, paragrafo 7, lettera a)) o rispedito a destinazione del nuovo Stato
membro dal quale era stato temporaneamente esportato (articolo 1, paragrafo 7,
lettera b)). Di queste misure beneficiano altresì i mezzi di trasporto acquistati o importati
alle condizioni generali di imposizione del mercato interno di un nuovo Stato membro, o
quando la data della prima messa in servizio è anteriore al 1° gennaio 1987, o quando
l'importo dell'imposta che sarebbe dovuta a titolo dell'importazione è insignii'* t »..
(articolo 1, paragrafo 7, lettera e)).
Queste misure particolari consentono di semplificare notevolmente le modalità di
imposizione dei mezzi di trasporto che prima dell'adesione sono stati assoggettati nella
Comunità attuale ad un regime di ammissione temporanea in esenzione totale dai dazi
all'importazione e che non sono stati svincolati da tale regime prima della data
dell'adesione.
 ---pagebreak---   b)       Fine di uno dei regimi anzidetti nei nuovi Stati membri
  Si tratta, da una parte, di beni provenienti dalla Comunità attuale che prima dell'adesione
  erano stati introdotti in uno dei nuovi Stati membri e, dall'altra, di beni rientranti nel
 campo d'applicazione di questi regimi nell'ambito delle relazioni tra i nuovi Stati membri.
  Successivamente alla loro entrata in uno di questi nuovi Stati membri essi sono stati
 assoggettati ad un regime d'ammissione temporanea in esenzione totale dai dazi
 all'importazione o ad un regime doganale sospensivo analogo ai regimi di cui
 all'articolo 16, paragrafo 1, parte B, lettere da a) a d).
 Per le ragioni enunciate al punto la), dopo la data di adesione debbono applicarsi misure
 transitorie parallele anche allo svincolo di beni da tali regimi in uno dei nuovi Stati membri
 nel caso in cui, al momento di tale svincolo, si dimostri che i beni in questione si
 trovavano,prima della loro entrata in uno dei nuovi Stati membri, in libera pratica nella
 Comunità attuale o in uno di tali Stati (articolo 1, paragrafo 2, punto 4, lettere a) e b),
 e paragrafo 7, lettere a), b) e e)).
 2.       Fine di un regime di transito comune o di un altro regime di transito
          doganale, o di una procedura di esportazione dai nuovi Stati membri verso la
          Comunità attuale o viceversa
 a)       Fine di un regime di transito comune o di un altro regime di transito doganale, o di
          una procedura di esportazione avviata in uno dei nuovi Stati membri
 Si tratta di beni provenienti dai nuovi Stati membri che, prima dell'adesione, erano stati
 assoggettati al regime di transito comune o ad un altro regime di transito doganale (ad
 esempio il regime di trasporto internazionale di merci scortate da carnet TIR), per essere
trasportati verso la Comunità o verso uno degli altri nuovi Stati membri. Al momento
 dell'adesione questo regime non è ancora stato appurato da un'importazione. Per ."•"*••>;•?
una frattura nelle condizioni di imposizione di queste operazioni si propone di prorogare il
beneficio delle disposizioni in vigore prima dell'adesione fino a che i beni siano svincolati
da questi regimi (articolo 1, paragrafo 3). Per evitare le situazioni di non imposizione si
propone altresì di assimilare lo svincolo da questi regimi dopo l'adesione ad
un'importazione di beni ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera a), nel caso in cui, al
momento di tale svincolo, si dimostri che questi si trovavano in libera pratica in uno dei
nuovi Stati membri e il momento della cessione precede l'adesione (articolo 1, paragrafo
4, lettere e e d). Questa assimilazione ad un'importazione si impone per sopperire
all'assenza di imposizione ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera a) della sesta direttiva
IVA, dal momento che questa disposizione si applica unicamente ai beni che non si
trovano in libera pratica. Inoltre, poiché il momento della cessione si situa nrîmo
dell'adesione, non vi è neppure acquisizione intracomunitaria soggetta ad IVA nello òtaio
membro di arrivo dei beni.
 ---pagebreak---  Queste disposizioni permettono di assicurare che ad operazioni effettuate in condizioni
 analoghe sia effettivamente accordato un trattamento equivalente. Tutti i beni entrati nella
 Comunità attuale o in uno dei nuovi Stati membri in provenienza da un nuovo Stato
 membro sono allora tassati allo stesso modo, che abbiano o no beneficiato di un rinvio del
 fatto generatore dell'imposta.
 In deroga a questi principi di imposizione fiscale, sono proposte misure particolari affinché
 l'imposta non sia applicata nei casi in cui il bene è riesportato all'esterno della Comunità
 ampliata (articolo 1, paragrafo 7, lettera a).
 Per evitare casi di non imposizione quando il trasporto o la spedizione dei beni non si
 effettuano nel quadro del regime di transito comune o di un altro regime di transito
 doganale, si prevede altresì di assimilare ad un'importazione la destinazione all'interno di
 uno Stato membro, da parte di un soggetto passivo, o da parte di un soggetto non
 passivo, di beni che gli sono stati ceduti, anteriormente al 1° gennaio 1995, all'interno di
 uno dei nuovi Stati membri, quando sussistono determinate condizioni (articolo 1,
 paragrafo 5, ).
b)       Fine di una procedura di esportazione avviata nella Comunità attuale
Si tratta di beni provenienti dalla Comunità attuale che prima dell'adesione sono stati
assoggettati alla procedura di esportazione a destinazione di uno dei nuovi Stati membri.
Al momento dell'adesione questi beni non sono stati ancora importati in uno dei nuovi
Stati membri, perché non vi erano arrivati prima di questa data, o perché al momento
dell'arrivo sul loro territorio si trovavano o sono stati assoggettati al regime di transito
comune o ad un altro regime di transito doganale.
Per le ragioni enunciate al punto 2a), debbono anche applicarsi misure transitorie parallele
in uno dei nuovi Stati membri, in questo caso, qualora, all'atto dell'uscita, si dimostri che
prima della loro entrata in uno dei nuovi Stati membri i beni in questione si trovavano in
libera pratica nella Comunità attuale o in uno di tali Stati (articolo 1, paragrafo 3;
paragrafo 4 lettere e) e d);paragrafo 5; paragrafo 7, lettera a)).
 ---pagebreak---                                                                                              6
La presentazione delle situazioni per le quali si impongono misure transitorie nel quadro
dell'ampliamento dell'Unione europea, ne attesta il carattere essenzialmente tecnico,
connesso strettamente all'attuazione concreta degli scambi tra la Comunità attuale e i
nuovi Stati membri e tra i nuovi Stati membri medesimi. Le disposizioni contenute nella
presente proposta hanno pertanto una portata rigorosamente limitata, per la loro stessa
natura e nel tempo.
Per questo motivo la presente proposta si basa sulle disposizioni dell'articolo 169 dell'Atto
relativo alle condizioni di adesione del Regno di Norvegia, della Repubblica d'Austria,
della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia e agli adattamenti dei trattati sui quali
si fonda l'Unione europea. Tale articolo è infatti destinato a consentire prima dell'adesione
gli adattamenti degli atti delle istituzioni comunitarie resi necessari dall'adesione stessa e
che non siano già stati previsti nell'Atto relativo all'adesione e nei suoi allegati.
 ---pagebreak---                        PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
             CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 77/388/CEE E RECA MISURE
        TRANSITORIE APPLICABILI NEL QUADRO DELL'AMPLIAMENTO
                      DELL'UNIONE EUROPEA IL 1° GENNAIO 1995
  IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
  visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
  visto il trattato relativo all'adesione del Regno di Norvegia, della Repubblica d'Austria,
  della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia all'Unione europea1 , in particolare gli
  artticoli 2 e 3, cosi come l'Atto relativo alle condizioni di adesione ivi annesso, in
  particolare l'articolo 169,
 vista la proposta della Commissione2 ,
 considerando che, fatte salve le disposizioni particolari di cui all'allegato XV, capitolo IX
 di tale Atto, il regime comune di imposta sul valore aggiunto si applica ai nuovi Stati
 membri a decorrere dalla data di adesione;
 considerando che per via della soppressione, a tale data, della tassazione all'importazione e
 dello sgravio all'esportazione per gli scambi tra la Comunità nella sua composizione
 attuale e i nuovi Stati, nonché tra i nuovi Stati membri medesimi, si impongono misure
 transitorie destinate a garantire la neutralità del sistema comune di imposta sul valore
 aggiunto e ad evitare casi di doppia imposizione o di non imposizione;
1
   GU n. C 241 del 29.8.1994, pag. 9
2
  GUn. Cdel.. 1994, pag. ...
 ---pagebreak---   considerando che tali misure debbono, a tale proposito, rispondere a preoccupazioni
  analoghe a quelle che hanno ispirato le disposizioni adottate all'atto della realizzazione del
  mercato interno, il 1° gennaio 1993, e in particolare le disposizioni dell'articolo 28
  quindecies della direttiva 77/388/CEE 3 , modificata da ultimo dalla direttiva 94/5/CE4;
  considerando che in materia doganale un bene sarà considerato in libera pratica nella
  Comunità ampliata quando si dimostrerà che esso si trovava in libera pratica nella
  Comunità attuale o in uno dei nuovi Stati membri al momento dell'adesione; che è
  opportuno trarne le conseguenze particolarmente per quanto concerne l'articolo 7,
  paragrafi 1 e 3, e l'articolo 10, paragrafo 3 della direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17
  maggio 1977;
  considerando che è opportuno in particolare disciplinare le situazioni in cui, prima
  dell'adesione, dei beni sono stati assoggettati ad uno dei regimi di cui all'articolo 16,
  paragrafo 1, parte B, lettere da a) a d), ad un regime di ammissione temporanea in
  esenzione totale dai dazi all'importazione, o ad un regime analogo nei nuovi Stati membri;
  considerando che è opportuno altresì prevedere disposizioni specifiche per i casi in cui una
  particolare procedura (esportazione o transito), avviata prima della data di entrata in
 vigore del Trattato d'adesione nel quadro degli scambi tra la Comunità attuale e i nuovi
  Stati membri e fra questi ultimi ai fini di una cessione effettuata prima di tale data da un
  soggetto passivo che agisce in quanto tale, si concluda solo dopo tale data;
 HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
3
   GU n. L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
4
 GU n. L 60 del 3.3.1994, pag. 16.
 ---pagebreak---                                             Articolo 1
La direttiva 77/388/CEE è modificata come segue:
Il capo XVI quater e l'articolo 28 septdecies seguenti sono inseriti :
"Capo XVI quater
Misure transitorie applicabili nel quadro dell'adesione dell'Unione europea
                        della Repubblica d'Austria, della Repubblica di Finlandia e del
Regno di Svezia
Articolo 28 septdecies
1.      Ai fini dell'applicazione.del presente articolo, si intendono per:
                 Comunità": il territorio della Comunità, quale è definito all'articolo 3 della
                 presente direttiva prima dell'adesione,
                 "nuovi Stati membri": il territorio degli Stati membri che hanno aderito
                all'Unione europea con il Trattato firmato il 24 giugno 1994, quale è
                definito per ciascuno di detti Stati membri all'articolo 3 della presente
                direttiva,
                "Comunità ampliata":il territorio della Comunità,          quale è     definito
                all'articolo 3 della presente direttiva, dopo l'adesione.
2.      Quando un bene;
                è stato introdotto prima della data di adesione all'interno della Comunità o
                all'interno di uno dei nuovi Stati membri
                dopo la sua entrata nella Comunità o in uno dei nuovi Stati membri è stato
                assoggettato o ad un regime di ammissione temporanea in esenzione totale
                dai dazi all'importazione, o ad uno dei regimi di cui all'articolo 16,
                paragrafo 1, parte B, lettere da a) a d), o ad un regime analogo ad uno di
                detti regimi in uno dei nuovi Stati membri
                non è stato svincolato da detto regime prima della data d'adesione,
       le disposizioni in vigore alla data in cui il bene è stato assoggettato al regime
       continuano ad essere applicate fino al momento dello svincolo del bene da detto
       regime dopo la data di adesione.
 ---pagebreak---                                                                                             10
  3.     Quando un bene:
                 è stato assoggettato prima della data di adesione al regime di transito
                 comune o ad un altro regime di transito doganale
                 e
                 non è stato svincolato da detto regime prima della data di adesione,
         le disposizioni in vigore alla data in cui il bene è stato assoggettato al regime
         continuano ad essere applicate fino al momento dello svincolo del bene da detto
         regime dopo la data di adesione.
        Ai fini dell'applicazione del primo trattino, si intendono per "regime di transito
        comune" le misure per il trasporto di merci in transito fra la Comunità e i paesi
        dell'Associazione europea di libero scambio (EFT A), nonché fra i paesi EFT A
        stessi, quali previste dalla Convenzione relativa ad un regime comune di transito
        del 20 maggio 19875.
 4.     Sono assimilate all'importazione di un bene ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, per
        il quale è dimostrato che si trovava in libera pratica in uno dei nuovi Stati membri
       o nella Comunità:
 a)    qualsiasi uscita, anche irregolare, di un bene da un regime di ammissione
       temporanea nel quale il bene sia stato immesso prima della data di adesione alle
       condizioni di cui al paragrafo 2;
b)     qualsiasi uscita, anche irregolare, di un bene da uno dei regimi di n-;
       all'articolo 16, paragrafo 1, parte B, lettere da a) a d), o da un regime analogo a..
       uno di detti regimi, nel quale il bene sia stato immesso prima della data di adesione
       alle condizioni di cui al paragrafo 2;
e)     la conclusione di uno dei regimi di cui al paragrafo 3, avviato prima della data di
       adesione all'interno di uno dei nuovi Stati membri ai fini di una cessione di beni
       effettuata prima di tale data a titolo oneroso all'interno di tale Stato membro da un
       soggetto passivo che agisce in quanto tale;
                                                                                        *
d)     qualsiasi irregolarità o infrazione commessa nel corso di uno dei regimi di cui al
       paragrafo 3 avviato alle condizioni di cui alla lettera e).
5
 GU n. L 226 del 13.8.1987, pag. 2
 ---pagebreak---                                                                                           11
 5.  È altresì assimilata all'importazione di un bene ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1,
     la destinazione dopo la data di adesione, all'interno di uno Stato membro, da parte
     di un soggetto passivo o da parte di un soggetto non passivo, di beni che siano
     stati ceduti, anteriormente alla data di adesione, all'interno della Comunità o di uno
     dei nuovi Stati membri, quando sussistono le seguenti condizioni:
              la cessione di tali beni è stata esentata, o poteva essere esentata, in virtù
              dell'articolo 15, punti 1 e 2, o in virtù di una disposizione analoga vigente
              nei nuovi Stati membri,
              i beni non sono stati importati né all'interno di uno dei nuovi Stati membri
              né all'interno della Comunità prima della data di adesione.
6.  Nei casi di cui al paragrafo 4, l'importazione si considera effettuata, ai sensi
     dell'articolo 7, paragrafo 3, nello Stato membro sul cui territorio il bene viene
     svincolato dal regime al quale era stato assoggettato prima della data di adesione.
7.  In deroga all'articolo 10, paragrafo 3, l'importazione di un bene, ai sensi dei
    paragrafi 4 e 5 del presente articolo, è effettuata senza dar luogo al fatto
    generatore dell'imposta, quando:
a)  il bene importato è spedito o trasportato fuori della Comunità ampliata
b)  il bene importato ai sensi del paragrafo 4, lettera a), è diverso da un mezzo di
    trasporto ed è rispedito o trasportato nello Stato membro a partire dal quale era
    stato esportato avendo come destinatario la persona che l'aveva esportato
e)  il bene importato ai sensi del paragrafo 4, lettera a), è un mezzo di trasporto che
    era stato acquistato o importato, prima della data di adesione, alle condizioni
    generali di imposizione del mercato interno di uno dei nuovi Stati membri o di uno
    degli Stati membri della Comunità e/o non aveva beneficiato, a titolo della sua
    esportazione, di un'esenzione o di un rimborso dell'imposta sul valore aggiunto.
    Tale condizione si reputa soddisfatta quando la data della prima messa in servizio
    del mezzo di trasporto è anteriore al 1° gennaio 1987 o quando l'importo,
    dell'imposta che sarebbe dovuta a titolo dell'importazione è insignificante".
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                                          Articolo 2
         Con riserva dell'entrata in vigore del trattato di adesione all'Unione Europea del
        Regno di Norvegia, della Repubblica d'Austria, della Repubblica di Finlandia e del
        Regno di Svezia, gli Stati membri adottano le disposizioni legislative,
        regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva al
        più tardi alla data di entrata in vigore del suddetto trattato di adesione. Essi ne
        informano immediatamente la Commissione.
        Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un
        riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento
        all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise
        dagli Stati membri.
        Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto
        interno che adottano nel settore disciplinato nella presente direttiva.
                                          Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì     dicembre 1994
                                                       Per il Consiglio
                                                       Il Presidente
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                                                               COM (94) 603 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                         oi 09
                                          N. di catalogo : CB-CO-94-628-IT-C
                                                             ISBN 92-77-83567-2
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo