CELEX: 52014PC0668
Language: it
Date: 2014-10-28
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che adotta il regolamento interno del comitato del Fondo europeo di sviluppo (FES)

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		52014PC0668
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che adotta il regolamento interno del comitato del Fondo europeo di sviluppo (FES) /* COM/2014/0668 final - 2014/0310 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
L'accordo interno tra i rappresentanti dei
governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al
finanziamento degli aiuti dell'Unione europea forniti nell'ambito del quadro
finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione dell'accordo
di partenariato ACP-UE e all'assegnazione di assistenza finanziaria ai paesi e
territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del
trattato sul funzionamento dell'UE (di seguito "accordo interno")
è stato firmato il 24 e il 26 giugno 2013. 
L'accordo interno è entrato in vigore il XX[1] una volta concluso il
processo di ratifica, ossia il primo giorno del secondo mese successivo alla
notifica della sua ratifica da parte dell'ultimo Stato membro. 
Conformemente all'articolo 8, paragrafo 5,
dell'accordo interno, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della
Commissione, adotta il regolamento interno del comitato del FES. 
Il progetto di regolamento interno del
comitato FES, allegato alla proposta di decisione del Consiglio, tiene conto
delle disposizioni del regolamento di esecuzione dell'11° FES, e in particolare
dell'articolo 14, nonché dei risultati delle misure prese dalla Commissione per
semplificare e armonizzare il settore della comitatologia, ivi compreso il
regolamento interno tipo approvato dalla Commissione nell'ambito di questo
processo[2].

In considerazione di quanto precede, la
Commissione propone al Consiglio di adottare la decisione allegata.
2014/0310 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che adotta il regolamento interno del
comitato del Fondo europeo di sviluppo (FES)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull'Unione europea e il
trattato sul funzionamento dell'Unione europea, 
visto l'accordo interno tra i rappresentanti
dei governi degli Stati membri dell'Unione europea riuniti in sede di Consiglio,
relativo al finanziamento degli aiuti dell'Unione europea forniti nell'ambito
del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione
dell'accordo di partenariato ACP-UE e all'assegnazione di assistenza
finanziaria ai paesi e territori d'oltremare cui si applicano le disposizioni
della parte quarta del trattato sul funzionamento dell'UE[3]("l'accordo interno"),
visto il regolamento XX del Consiglio, relativo
all'esecuzione dell'11° Fondo europeo di sviluppo ("regolamento di esecuzione
dell'11° FES")[4],
vista la decisione 2013/755/UE del Consiglio,
del 25 novembre 2013, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare
all'Unione europea[5]
("decisione sull'associazione d'oltremare"),
vista la proposta della Commissione europea,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
È adottato il regolamento interno del comitato
del Fondo europeo di sviluppo che figura in allegato.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il
giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               Inserire la data di entrata in vigore dell'accordo
interno sull'11°FES.
[2]               Regolamento n. 182/2011 del 16 febbraio 2011 (GU L 55
del 28.2.2011, pag. 13); regolamento interno tipo (GU C 206 del 12.7.2011, pag.
11).
[3]               GU L 210 del 6.8.2013, pag. 1.
[4]               Inserire il riferimento del regolamento di esecuzione
dell'11° FES.
[5]               GU L 344 del 19.12.2013, pag. 1.
ALLEGATO
alla
proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che adotta il regolamento interno del
comitato del Fondo europeo di sviluppo (FES)

REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO DEL FONDO EUROPEO DI SVILUPPO

Articolo 1
Composizione
Il comitato del Fondo europeo di sviluppo ("il
comitato"), presieduto da un rappresentante della Commissione, è composto
dalle delegazioni degli Stati membri ("le delegazioni").
Un osservatore della Banca europea per gli
investimenti (BEI) partecipa ai lavori del comitato in relazione alle questioni
riguardanti la BEI.
Un rappresentante del segretariato generale
del Consiglio assiste alle riunioni in qualità di osservatore.
Articolo 2
Consultazione
del comitato
Il comitato viene consultato nei casi e
secondo le procedure di cui al regolamento relativo all'esecuzione dell'11° FES[1] e, ove pertinente, alla
decisione sull'associazione d'oltremare. Per le competenze che gli sono state
attribuite ai sensi della decisione sull'associazione d'oltremare[2], il comitato è
denominato "comitato FES-PTOM".
Articolo 3
Convocazione
1.           Le riunioni del comitato sono
convocate dal suo presidente, su iniziativa di quest'ultimo, o su richiesta
della maggioranza semplice dei membri del comitato.
2.           Riunioni congiunte del
comitato con altri comitati possono essere convocate per questioni che
rientrano nelle loro sfere di competenza rispettive.
Articolo 4
Ordine
del giorno
1.           Il presidente stabilisce il
progetto di ordine del giorno e lo sottopone al comitato.
2.           L'ordine
del giorno distingue tra:
(a)         
i progetti di misure che saranno adottati dalla
Commissione per i quali si richiede il parere del comitato secondo la procedura
di esame di cui all'articolo 14 del regolamento di esecuzione dell'11°
FES;
(b)         
le altre questioni sottoposte al comitato per
informazione o semplice scambio di opinioni, sia su iniziativa del presidente,
sia su richiesta scritta di un membro del comitato.
3.           Ogni delegazione può chiedere
l'iscrizione di un punto all'ordine del giorno delle riunioni del comitato. Le
informazioni fornite in tale contesto possono essere comunicate oralmente.
4.           L'ordine del giorno comprende
l'approvazione del verbale della riunione precedente.
Articolo 5
Documentazione
da presentare ai membri del comitato
1.           Il presidente trasmette ai
membri del comitato l'invito, il progetto di ordine del giorno e il progetto di
misure per il quale si richiede il parere del comitato con congruo anticipo
rispetto alla data della riunione, tenendo conto dell'urgenza e della
complessità della materia, e comunque non oltre 21 giorni di calendario prima
di tale data. Ogni altro documento attinente alla riunione, in particolare i
documenti che corredano i progetti di misure, viene trasmesso per quanto
possibile entro lo stesso termine.
La trasmissione dei documenti viene effettuata
conformemente all'articolo 15, paragrafi 2 e 3.
2.           In casi debitamente
giustificati, il presidente può, di propria iniziativa o su richiesta di un
membro del comitato, abbreviare il termine per la trasmissione dei documenti di
cui al paragrafo 1. Tranne in casi di estrema urgenza, il termine non può
essere inferiore a 7 giorni di calendario.
3.           In via eccezionale, in casi
di estrema urgenza debitamente comprovati (ad es. gravi circostanze a livello
economico, sociale e politico, calamità naturali nel paese beneficiario, crisi
umanitarie o altre circostanze esterne analoghe che richiedano una reazione
immediata), su richiesta di un membro del comitato o di propria iniziativa il
presidente può non tenere conto dei termini stabiliti ai paragrafi 1 e 2.
4.           I paragrafi 2 e 3 non si
applicano ai documenti di strategia, ai programmi indicativi pluriennali e ai
relativi adeguamenti a seguito delle revisioni intermedie e finali di cui all'articolo 7,
paragrafo 2, del regolamento di esecuzione dell'11° FES.
5.           Per quanto riguarda i
progetti di misure sottoposti per parere al comitato con procedura orale, le
delegazioni indicano per iscritto alla segreteria del comitato, almeno tre
giorni lavorativi prima della data della riunione, i progetti di misure che
esse possono approvare senza dibattito e i provvedimenti sui quali esse
ritengono necessario un dibattito in sede di riunione.
Le delegazioni trasmettono inoltre per iscritto,
entro lo stesso termine, osservazioni e richieste di informazioni
complementari.
La Commissione fornisce ulteriori informazioni e
risponde alle eventuali osservazioni, ove possibile per iscritto e almeno un
giorno prima della riunione del comitato.
6.           Per imperativi motivi di
urgenza debitamente giustificati, la Commissione può inoltre applicare la
procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 4, del regolamento di esecuzione
dell'11° FES. In tal caso il presidente sottopone le misure al parere del
comitato entro quattordici giorni dall'adozione.
Articolo 6
Trasmissione
dei documenti di programmazione all'assemblea parlamentare paritetica
A norma dell'articolo 7,
paragrafo 1, del regolamento di esecuzione dell'11° FES, la
segreteria del comitato trasmette per conoscenza i documenti di
programmazione all'assemblea parlamentare paritetica contemporaneamente all'invio
alle delegazioni nel comitato.
Articolo 7
Parere
del comitato
1.           Le questioni sottoposte per
parere al comitato vengono discusse alle condizioni e secondo la procedura
definite, rispettivamente, all'articolo 14, paragrafi 3 e 4, del
regolamento di esecuzione dell'11° FES e all'articolo 8, paragrafi 2
e 3, dell'accordo interno.
2.           Salvo obiezione di un membro
del comitato, il presidente può, senza procedere ad un voto formale, stabilire
che il comitato ha espresso parere favorevole per consenso sul progetto di misure.
3.           Quando si applica la
procedura orale e in riunione vengono apportate modifiche sostanziali o
aggiunti nuovi elementi fattuali al progetto di misure, il presidente, di
propria iniziativa o su richiesta di uno Stato membro, può rinviare la votazione
su uno specifico punto iscritto all'ordine del giorno alla fine della riunione
o a una riunione successiva.
4.           Qualora il presidente, nella
situazione di cui al paragrafo 3, non decidesse il rinvio della votazione
chiesto da una o più delegazioni, la o le delegazioni in questione possono
formulare una riserva, che potrà essere sciolta entro un termine massimo di tre
giorni lavorativi a decorrere dal giorno successivo alla riunione. Allo scadere
di tale termine il parere del comitato è considerato definitivo. La Commissione
informa gli Stati membri in merito alla posizione definitiva adottata dallo
Stato membro o dagli Stati membri la cui delegazione ha formulato una riserva
in sede di comitato.
5.           Su richiesta di una
delegazione, si può rimandare la votazione quando i documenti relativi a un
determinato punto all'ordine del giorno non sono stati inviati ai membri entro
i termini previsti all'articolo 5, paragrafi 1 e 2. In tal caso, il
presidente può decidere di prolungare il periodo di consultazione, che tuttavia
non può protrarsi oltre la fine della riunione successiva. Se necessario, si
può fare ricorso alla procedura scritta prevista all'articolo 11 del presente
regolamento interno.
Tuttavia, su proposta del presidente o su
richiesta di un membro, il comitato può decidere a maggioranza semplice dei
suoi membri di mantenere tale punto all'ordine del giorno per l'urgenza della materia.

6.           In sede di esame dei
programmi d'azione annuali o pluriennali, ogni delegazione può chiedere il
ritiro di un progetto o programma dal programma d'azione annuale. Se la
richiesta è appoggiata da una minoranza di blocco di delegazioni, secondo
quanto previsto all'articolo 8, paragrafo 3, dell'accordo interno, in combinato
disposto con l'articolo 8, paragrafo 2, dello stesso accordo, il programma d'azione
annuale è adottato dalla Commissione senza il progetto o programma in
questione. A meno che la Commissione, in linea con le opinioni delle
delegazioni in seno al comitato, non desideri bloccare il progetto o programma
ritirato, questo è ripresentato al comitato, in una fase successiva, al di
fuori del programma d'azione sotto forma di proposta di misura singola che la
Commissione adotterà quindi secondo la procedura di cui all'articolo 14 del
regolamento di esecuzione dell'11° FES.
Articolo 8
Scambio
di opinioni
1.           Ciascuna delegazione può, in
qualsiasi momento, chiedere alla Commissione di fornire informazioni al
comitato e di avere uno scambio di opinioni su questioni connesse ai compiti di
cui all'articolo 14, paragrafo 2, del regolamento di esecuzione dell'11°
FES. Anche le valutazioni, le raccomandazioni e le azioni di follow-up,
potranno essere discusse in seno al comitato su richiesta di uno Stato membro,
conformemente all'articolo 18, paragrafo 2, del regolamento di esecuzione dell'11° FES.

2.           Detti scambi di opinioni
possono condurre alla formulazione di raccomandazioni delle delegazioni, di cui
la Commissione tiene conto. Gli interventi devono essere riportati nel verbale
del comitato. Gli interventi appoggiati da una maggioranza qualificata di
delegazioni, a norma dell'articolo 8, paragrafo 3, dell'accordo
interno in combinato disposto con l'articolo 8, paragrafo 2, dello
stesso accordo, sono considerati raccomandazioni.
Articolo 9
Rappresentanza
e quorum
1.           Ciascuna delegazione è
considerata un membro del comitato. Ciascuno Stato membro decide la
composizione della propria delegazione e ne informa il presidente.
2.           Previa autorizzazione del
presidente, le delegazioni possono farsi accompagnare da esperti non governativi,
a spese dello Stato membro interessato. 
Le informazioni seguenti vengono trasmesse al
presidente entro un termine ragionevole e al più tardi 5 giorni di calendario
prima della data di una riunione del comitato:
(a)         
la composizione di ciascuna delegazione, tranne se
questa è già nota al presidente;
(b)         
il nome e le funzioni degli eventuali esperti che
accompagnano le delegazioni e i motivi per cui è richiesta la loro presenza.
Se il presidente non si oppone alla partecipazione
di un esperto prima della riunione del comitato, l'autorizzazione si considera
concessa.
3.           La delegazione di uno Stato
membro può garantire se necessario la rappresentanza di un solo altro Stato
membro. Il presidente ne è informato per iscritto dalla delegazione che si fa
rappresentare al più tardi prima dell'inizio della riunione.
4.           Il quorum richiesto per la
validità delle deliberazioni del comitato è quello che consente di formulare un
parere alla maggioranza qualificata prevista dall'articolo 14,
paragrafi 3 e 4, del regolamento di esecuzione dell'11° FES.
Articolo 10
Terzi
ed esperti
1.           I rappresentanti dei paesi in
via di adesione vengono invitati a partecipare alle riunioni del comitato a
decorrere dalla data della firma del trattato di adesione.
2.           Il presidente può decidere di
invitare rappresentanti di altri terzi o altri esperti per discutere punti
specifici, di propria iniziativa o su richiesta di un membro del comitato.
Tuttavia, una maggioranza semplice degli Stati membri può opporsi alla loro
partecipazione alla riunione.
3.           I rappresentanti di terzi e
gli esperti di cui ai paragrafi 1, 2, nonché quelli di cui all'articolo 9,
paragrafo 2, non assistono e non partecipano alle votazioni del comitato.
Articolo 11
Procedura
scritta
1.           In casi debitamente
giustificati, il presidente può ottenere il parere del comitato con procedura
scritta. Il presidente trasmette ai membri del comitato il progetto di misure e
fissa un termine per la presentazione di un parere in funzione dell'urgenza
della questione in esame.
In linea di principio le delegazioni dispongono di
21 giorni di calendario a decorrere dall'invio per pronunciarsi. Si presuppone
che le delegazioni del comitato che non hanno reso nota la loro opposizione o
la loro volontà di non pronunciarsi in merito al progetto di misure entro il
termine fissato nella comunicazione abbiano espresso il loro accordo tacito sul
progetto. 
In caso di urgenza o di estrema urgenza, si
applicano gli stessi termini di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 3.
I casi di urgenza o estrema urgenza devono essere debitamente motivati, per
iscritto, dalla Commissione. 
2.           Se tuttavia un membro del
comitato chiede che il progetto di misure sia esaminato durante una riunione
del comitato, la procedura scritta viene chiusa senza esito, e il progetto di misure
viene rinviato alla successiva riunione del comitato.
3.           La Commissione comunica per
iscritto l'esito della procedura scritta ai membri del comitato senza indugio,
e comunque non oltre 14 giorni di calendario dopo la scadenza del termine.
Articolo 12
Segreteria
La
Commissione provvede ai servizi di segreteria del comitato.
Articolo 13
Processo
verbale e resoconto sommario delle riunioni
Sotto la responsabilità del presidente, viene
redatto un verbale di ciascuna riunione contenente i pareri espressi sulle misure
proposte e le posizioni assunte in riunione. Il verbale è inviato ai membri del
comitato senza indugio, al più tardi un mese dopo la riunione.
Le delegazioni comunicano al presidente, per
iscritto, le loro eventuali osservazioni in merito al processo verbale. Il
comitato ne è informato; in caso di disaccordo, la modifica proposta viene
discussa nell'ambito del comitato. Qualora il disaccordo persista, la modifica proposta
viene allegata al processo verbale.
Articolo 14
Elenco
delle presenze
1.           Nel corso di ciascuna
riunione il presidente redige un elenco delle presenze che specifica le
autorità o gli organismi cui appartengono i partecipanti. L'elenco delle
presenze viene distribuito ai partecipanti durante la riunione.
2.           All'inizio di ciascuna riunione,
qualunque delegazione la cui partecipazione ai lavori del comitato sollevi un
conflitto d'interessi per un punto determinato dell'ordine del giorno è tenuta
ad informarne il presidente, e le persone designate dagli Stati membri,
nonché gli esperti che sono stati autorizzati dal presidente a partecipare alla
riunione conformemente all'articolo 9, paragrafo 2 e all'articolo 10, paragrafo
2, e i rappresentanti di terzi che sono stati invitati ad assistere alla
riunione conformemente all'articolo 10 informano il presidente dell'esistenza
di eventuali conflitti d'interesse per un determinato punto dell'ordine del
giorno.
Nell'eventualità di tale conflitto d'interessi, l'interessato
lascia la riunione, su richiesta del presidente, quando vengono discussi i punti
all'ordine del giorno in questione.
Articolo 15
Corrispondenza
1.           La corrispondenza relativa al
comitato viene inviata alla Commissione, all'attenzione della segreteria del
comitato.
2.           La corrispondenza della
segreteria destinata alle delegazioni è inviata anche alla rappresentanza
permanente dello Stato membro interessato per via elettronica, nel modo più
rapido e affidabile. Laddove le rappresentanze permanenti abbiano indicato alla
Commissione un indirizzo di posta elettronica centrale adibito a ricevere la
corrispondenza relativa ai lavori dei comitati, questa viene trasmessa a tale
indirizzo. Inoltre, la corrispondenza può essere indirizzata direttamente alle
persone designate dagli Stati membri per rappresentarli nel comitato.
3.           Tranne casi eccezionali, la
corrispondenza tra la Commissione e le delegazioni viene inoltrata, in entrambi
i sensi, mediante lo strumento informatico predisposto a tal fine.
Articolo 16
Accesso
ai documenti e riservatezza
1.           Le domande di accesso ai
documenti del comitato sono trattate in conformità del regolamento (CE)
n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio[3]. Spetta alla
Commissione deliberare sulle richieste relative all'accesso a tali documenti,
conformemente al suo regolamento interno, modificato dalla decisione
2001/937/CE, CECA, Euratom[4].
Se la richiesta è indirizzata a uno Stato membro, quest'ultimo applica l'articolo
5 del regolamento (CE) n. 1049/2001.
2.           Le deliberazioni del comitato
hanno carattere riservato.
3.           I documenti trasmessi ai
membri del comitato, agli esperti e ai rappresentanti di terzi sono riservati,
tranne qualora sia stato concesso l'accesso a tali documenti a norma del
paragrafo 1 o la Commissione li abbia resi pubblici in altro modo.
4.           I membri del comitato nonché
gli esperti e i rappresentanti di terzi sono tenuti a rispettare gli obblighi
di riservatezza stabiliti dal presente articolo. Il presidente si assicura che
gli esperti e i rappresentanti di terzi siano messi a conoscenza degli obblighi
di riservatezza che sono tenuti ad osservare.
Articolo 17
Protezione
dei dati personali
Il comitato e i suoi gruppi di lavoro
assicurano il trattamento dei dati personali conformemente al regolamento (CE)
n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio[5] concernente la tutela
delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte
delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione
di tali dati, sotto la responsabilità del presidente, che agisce in qualità di
responsabile del trattamento ai sensi dell'articolo 2, lettera d), del
suddetto regolamento.
Articolo 18
Spese
di funzionamento
1.           La Commissione copre le spese
di funzionamento del comitato, comprese le spese di viaggio di un partecipante
per Stato membro.
Se la dotazione finanziaria attribuita lo consente
ed entro i limiti della medesima, la Commissione si fa carico delle spese di
viaggio per due membri di delegazione che ne fanno richiesta.
2.           La Commissione mette a
disposizione del comitato i locali e il materiale necessari al suo funzionamento.
[1]               Inserire il riferimento
del regolamento del Consiglio relativo all'esecuzione dell'11° Fondo europeo di
sviluppo: GU C […] del […], pag. […].
[2]               Decisione 2013/755/UE del Consiglio, del 25 novembre 2013,
relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare all'Unione europea
("Decisione sull'associazione d'oltremare") (GU L 344 del 19.12.2013).
[3]               Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico
ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione
(GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43).
[4]               GU L 345 del 29.12.2001, pag. 94.
[5]               GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.