CELEX: 62007CJ0391
Language: it
Date: 2008-12-04 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 4 dicembre 2008.#Glencore Grain Rotterdam BV contro Hauptzollamt Hamburg-Jonas.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Finanzgericht Hamburg - Germania.#Regolamento (CE) n. 800/1999 - Restituzioni all’esportazione per i prodotti agricoli - Art. 16 - Restituzione differenziata - Prova dell’avvenuto espletamento delle formalità doganali di importazione - Presentazione di una copia o di una fotocopia del documento di trasporto - Regolamento (CE) n. 1501/95 - Concessione delle restituzioni all’esportazione nel settore dei cereali - Art. 13 - Deroga alle disposizioni dell’art. 16 del regolamento n. 800/1999.#Causa C-391/07.

Causa C‑391/07
      Glencore Grain Rotterdam BV
      contro
      Hauptzollamt Hamburg-Jonas
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Finanzgericht Hamburg)
      «Regolamento (CE) n. 800/1999 — Restituzioni all’esportazione per i prodotti agricoli — Art. 16 — Restituzione differenziata — Prova dell’avvenuto espletamento delle formalità doganali di importazione — Presentazione di una copia o di una fotocopia del documento di trasporto — Regolamento (CE) n. 1501/95 — Concessione delle restituzioni all’esportazione nel settore dei cereali — Art. 13 — Deroga alle disposizioni dell’art. 16 del regolamento n. 800/1999»
      Massime della sentenza
      Agricoltura — Organizzazione comune dei mercati — Restituzioni all’esportazione — Restituzione differenziata
      (Regolamenti della Commissione nn. 1501/95, come modificato dal regolamento n. 1259/97, art. 13, e 800/1999, art. 16, n. 3)
      L’art. 13 del regolamento n. 1501/95, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento n. 1766/92, riguardo alla concessione
         delle restituzioni all’esportazione e alle misure da adottare in caso di turbative nel settore dei cereali, come modificato
         dal regolamento della Commissione n. 1259/97, che dispensa un operatore dalla prova dell’avvenuto espletamento delle formalità
         doganali di immissione in consumo in caso di fissazione della restituzione tramite gara, purché egli comprovi che un quantitativo
         di prodotti cerealicoli pari a almeno 1 500 tonnellate ha lasciato il territorio doganale della Comunità europea su una nave
         idonea alla navigazione marittima, deve essere interpretato nel senso che il fatto che tale operatore fornisca una simile
         prova non lo dispensa dall’obbligo, previsto dall’art. 16, n. 3, del regolamento n. 800/1999, recante modalità comuni di applicazione
         del regime delle restituzioni all’esportazione per i prodotti agricoli, di presentare una copia o una fotocopia del documento
         di trasporto.
      
      (v. punto 50 e dispositivo)
      
SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione)
      4 dicembre 2008 (*)
      
      «Regolamento (CE) n. 800/1999 – Restituzioni all’esportazione per i prodotti agricoli – Art. 16 – Restituzione differenziata – Prova dell’avvenuto espletamento delle formalità doganali di importazione – Presentazione di una copia o di una fotocopia del documento di trasporto – Regolamento (CE) n. 1501/95 – Concessione delle restituzioni all’esportazione nel settore dei cereali – Art. 13 – Deroga alle disposizioni dell’art. 16 del regolamento n. 800/1999»
      Nel procedimento C‑391/07,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Finanzgericht
         Hamburg (Germania) con decisione 30 luglio 2007, pervenuta in cancelleria il 20 agosto 2007, nella causa
      
      Glencore Grain Rotterdam BV
      contro
      Hauptzollamt Hamburg-Jonas,
      LA CORTE (Prima Sezione),
      composta dal sig. P. Jann, presidente di sezione, dai sigg. M. Ilešič (relatore), A. Tizzano, E. Levits e J.‑J. Kasel, giudici,
      avvocato generale: sig.ra E. Sharpston
      cancelliere: sig.ra K. Sztranc‑Sławiczek, amministratore
      vista la fase scritta e in seguito all’udienza del 12 giugno 2008,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per la Glencore Grain Rotterdam BV, dagli avv.ti L. Harings e C. Bittner, Rechtsanwälte;
      –        per lo Hauptzollamt Hamburg‑Jonas, dalla sig.ra G. Seber, in qualità di agente;
      –        per la Commissione delle Comunità europee, dai sigg. J. Schieferer e F. Erlbacher, in qualità di agenti,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 18 settembre 2008,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        La domanda di decisione pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’art. 13 del regolamento (CE) della Commissione 29 giugno
         1995, n. 1501, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1766/92 del Consiglio, riguardo alla concessione
         delle restituzioni all’esportazione e alle misure da adottare in caso di turbative nel settore dei cereali (GU L 147, pag. 7),
         come modificato dal regolamento (CE) della Commissione 1° luglio 1997, n. 1259 (GU L 174, pag. 10; in prosieguo: il «regolamento
         n. 1501/95»).
      
      2        Tale domanda è stata proposta nell’ambito di una controversia tra la Glencore Grain Rotterdam BV (in prosieguo: la «Glencore»)
         e lo Hauptzollamt Hamburg-Jonas (in prosieguo: lo «Hauptzollamt»), avente ad oggetto il diritto alla restituzione applicabile
         ad un lotto di 3 041 886 kg di segale esportato a destinazione della Russia.
      
       Contesto normativo
       Il regolamento (CEE) n. 3665/87
      3        Il terzo e il dodicesimo ‘considerando’ del regolamento (CEE) della Commissione 27 novembre 1987, n. 3665, recante modalità
         comuni di applicazione del regime delle restituzioni all’esportazione per i prodotti agricoli (GU L 351, pag. 1), erano così
         formulati:
      
      «considerando che le norme generali adottate dal Consiglio dispongono che la restituzione venga pagata quando sia fornita
         la prova che i prodotti sono stati esportati fuori della Comunità; che, ai fini di un’interpretazione uniforme della nozione
         di esportazione fuori della Comunità, è opportuno prendere in considerazione l’uscita del prodotto dal territorio doganale
         comunitario;
      
      (...)
      considerando che, se il tasso della restituzione è differenziato a seconda della destinazione dei prodotti, occorre accertarsi
         che il prodotto è stato importato nel paese terzo o in uno dei paesi terzi per il quale è prevista la restituzione (...)».
      
      4        Ai sensi del suo art. 1, settimo trattino, il regolamento n. 3665/87 stabiliva, «[f]atte salve le deroghe previste dalla regolamentazione
         comunitaria specifica di taluni prodotti», le modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni all’esportazione
         per i cereali.
      
      5        Le disposizioni riguardanti le restituzioni differenziate all’esportazione erano contenute agli artt. 16‑21 di tale regolamento.
      
      6        L’art. 18 del regolamento n. 3665/87, nella sua versione risultante dal regolamento (CE) della Commissione 5 dicembre 1994,
         n. 2955 (GU L 312, pag. 5; in prosieguo: il «regolamento n. 3665/87»), così disponeva:
      
      «1.      La prova dell’espletamento delle formalità doganali di immissione in consumo è costituita, a scelta dell’esportatore, dalla
         presentazione di uno dei documenti seguenti: 
      
      a)      il documento doganale o una copia o fotocopia dello stesso; tale copia o fotocopia dev’essere certificata conforme dall’organismo
         che ha vidimato il documento originale oppure dai servizi ufficiali del paese terzo interessato o di uno degli Stati membri
         nel paese terzo interessato, ovvero da un organismo incaricato del pagamento della restituzione;
      
      b)      l’attestato di scarico e di immissione in consumo, compilato da una società specializzata sul piano internazionale in materia
         di controllo e di sorveglianza e riconosciuta da uno Stato membro. L’attestato reca la data e il numero del documento doganale
         di immissione in consumo. 
      
      2.      Se l’esportatore non può ottenere il documento scelto conformemente al paragrafo 1, lettera a) o b), pur essendosi fatto parte
         diligente per ottenerlo, o se sussistono dubbi circa l’autenticità del documento esibito, la prova dell’espletamento delle
         formalità doganali di immissione in consumo si considera addotta con la presentazione di uno o più dei documenti seguenti:
      
      (...)
      3.      L’esportatore presenta in tutti i casi una copia o fotocopia del documento di trasporto. 
      4.      La Commissione, secondo la procedura di cui all’articolo 38 del regolamento [del Consiglio 22 settembre 1966,] n. 136/66/CEE
         [relativo all’attuazione di un’organizzazione comune dei mercati nel settore dei grassi (GU 1966, n. 172, pag. 3025)], e agli
         articoli corrispondenti degli altri regolamenti relativi all’organizzazione comune dei mercati, può disporre, in casi specifici
         da determinarsi, che la prova dell’importazione di cui ai paragrafi 1 e 2 si consideri costituita se è fornita con un documento
         particolare o con altro mezzo».
      
      7        Il regolamento n. 3665/87 è stato abrogato e sostituito, a partire dal 1° luglio 1999, dal regolamento (CE) della Commissione
         15 aprile 1999, n. 800, recante modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni all’esportazione per i prodotti
         agricoli (GU L 102, pag. 11, e – rettifica – GU L 180, pag. 53).
      
       Il regolamento n. 800/1999
      8        Il primo, il secondo e il diciassettesimo ‘considerando’ del regolamento n. 800/1999 così recitano:
      
      «(1)      considerando che il regolamento (CEE) n. 3665/87 (...) è stato modificato ripetutamente e in maniera sostanziale; che, in
         occasione di nuove modifiche, [è] opportuno procedere, per motivi di chiarezza, alla rifusione di tale regolamento;
      
      (2)      considerando che le norme generali adottate dal Consiglio dispongono che la restituzione venga pagata quando sia fornita la
         prova che i prodotti sono stati esportati fuori della Comunità; che, se per tutti i paesi terzi si applica un tasso di restituzione
         unico, il diritto alla restituzione è in linea di massima acquisito nel momento in cui i prodotti escono dal mercato comunitario;
         che, se il tasso di restituzione è differenziato in base alla destinazione dei prodotti, il diritto alla restituzione è vincolato
         all’importazione in un paese terzo;
      
      (...)
      (17)      considerando che, se il tasso della restituzione è differenziato a seconda della destinazione dei prodotti esportati, dev’essere
         fornita la prova che il prodotto di cui trattasi è stato importato in un paese terzo; che l’espletamento delle formalità doganali
         di importazione consiste in particolare nel pagamento dei dazi all’importazione applicabili al prodotto affinché lo stesso
         possa essere commercializzato sul mercato del paese terzo interessato; che, tenuto conto delle diverse situazioni esistenti
         nei paesi terzi importatori, è opportuno ammettere la presentazione dei documenti doganali di importazione che forniscono
         la garanzia dell’arrivo a destinazione dei prodotti esportati, ostacolando il meno possibile gli scambi».
      
      9        Ai sensi del suo art. 1, nono trattino, il regolamento n. 800/1999 reca, «[f]atte salve le deroghe previste dalla normativa
         comunitaria specifica relativa a taluni prodotti», le modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni all’esportazione
         per i cereali.
      
      10      Le disposizioni generali in materia di diritto alla restituzione all’esportazione sono contenute negli artt. 3‑13 del medesimo
         regolamento, mentre quelle riguardanti le restituzioni differenziate all’esportazione sono contenute negli artt. 14‑19 dello
         stesso.
      
      11      Ai sensi dell’art. 14, n. 1, del regolamento n. 800/1999, «[q]uando il tasso della restituzione è differenziato secondo la
         destinazione, il versamento della restituzione è subordinato ai requisiti supplementari di cui agli articoli 15 e 16».
      
      12      L’art. 15, nn. 1 e 3, di tale regolamento così recita:
      
       «1.      Il prodotto deve essere stato importato come tale nel paese terzo o in uno dei paesi terzi per i quali è prevista la restituzione
         entro dodici mesi dalla data di accettazione della dichiarazione di esportazione; (...)
      
      (...)
      3.      Il prodotto è considerato importato quando siano state espletate le formalità doganali di importazione e in particolare quelle
         relative alla riscossione dei dazi all’importazione nei paesi terzi».
      
      13      Ai sensi dell’art. 16, nn. 1‑4, del citato regolamento: 
      
      «1.       La prova dell’espletamento delle formalità doganali di importazione è costituita, a scelta dell’esportatore, dalla presentazione
         di uno dei documenti seguenti:
      
      a)      il documento doganale o una copia o fotocopia dello stesso; tale copia o fotocopia dev’essere certificata conforme dall’organismo
         che ha vidimato il documento originale oppure dai servizi ufficiali del paese terzo interessato o di uno degli Stati membri
         nel paese terzo interessato, ovvero da un organismo incaricato del pagamento della restituzione; 
      
      b)      l’attestato di scarico e di importazione, compilato da una società specializzata sul piano internazionale in materia di controllo
         e di sorveglianza e riconosciuta da uno Stato membro conformemente ai requisiti minimi di cui al paragrafo 5. L’attestato
         reca la data e il numero del documento doganale di importazione.
      
      2.      Se l’esportatore non può ottenere il documento scelto conformemente al paragrafo 1, lettera a) o b), pur essendosi fatto parte
         diligente per ottenerlo, o se sussistono dubbi circa l’autenticità del documento esibito, la prova dell’espletamento delle
         formalità doganali d’importazione si considera addotta con la presentazione di uno o più dei documenti seguenti:
      
      (...)
      3.      L’esportatore presenta in tutti i casi una copia o fotocopia del documento di trasporto.
      4.      La Commissione, secondo la procedura di cui all’articolo 38 del regolamento n. 136/66/CEE e agli articoli corrispondenti degli
         altri regolamenti relativi all’organizzazione comune dei mercati, può disporre, in casi specifici da determinarsi, che la
         prova dell’importazione di cui ai paragrafi 1 e 2 si consideri costituita se è fornita con un documento particolare o con
         altro mezzo».
      
      14      Come è stato rilevato al punto 7 di questa sentenza, il regolamento n. 800/1999 ha abrogato e sostituito il regolamento n. 3665/87.
         L’art. 54, n. 2, del regolamento n. 800/1999 precisa che, in tutti gli atti comunitari, i rinvii al regolamento n. 3665/87
         o ai suoi articoli s’intendono fatti al regolamento n. 800/1999 o ai corrispondenti articoli del medesimo. Dall’allegato I
         del regolamento n. 800/1999 risulta che l’art. 18 del regolamento n. 3665/87 corrisponde all’art. 16 del regolamento n. 800/1999.
      
      15      Ai sensi del suo art. 55, secondo comma, il regolamento n. 800/1999 si applica a decorrere dal 1° luglio 1999.
      
       Il regolamento n. 1501/95
      16      Il quattordicesimo ‘considerando’ del regolamento n. 1501/95 così recita:
      
      «considerando che a norma del regolamento (CEE) n. 3665/87 (…), in caso di differenziazione del tasso della restituzione secondo
         la destinazione, il pagamento della restituzione è subordinato alla presentazione della prova che il prodotto è stato importato
         come tale nel paese terzo o in uno dei paesi terzi per i quali è prevista la restituzione; che, nel settore dei cereali, il
         solo tasso di restituzione ad un livello inferiore a quello applicabile alle esportazioni verso tutti i paesi terzi è quello
         fissato per la destinazione Svizzera e Liechtenstein; che, per non turbare la maggior parte delle esportazioni comunitarie
         esigendo una prova dell’arrivo a destinazione, è opportuno garantire con altri mezzi che i prodotti destinatari di una restituzione
         al tasso previsto per tutti i paesi terzi non vengano esportati verso i paesi in oggetto; che, a tale scopo, giova rinunciare
         alla presentazione di una prova dell’arrivo dei prodotti a destinazione in tutti i casi di esportazione per via marittima;
         che, come garanzia, può essere considerato sufficiente un certificato, rilasciato dalle competenti autorità degli Stati membri,
         attestante che i prodotti hanno lasciato il territorio doganale della Comunità a bordo di una nave idonea alla navigazione
         marittima».
      
      17      L’art. 13 del regolamento n. 1501/95 così dispone:
      
      «In deroga alle disposizioni dell’articolo 18 del regolamento (CEE) n. 3665/87, la prova dell’avvenuto espletamento delle
         formalità doganali di immissione in consumo non è richiesta per il pagamento della restituzione fissata nell’ambito di una
         gara avente ad oggetto la restituzione all’esportazione per tutti i paesi terzi, purché l’operatore comprovi che un quantitativo
         di prodotti cerealicoli pari a almeno 1 500 tonnellate ha lasciato il territorio doganale della Comunità su una nave idonea
         alla navigazione marittima.
      
      Quest’ultima prova è costituita dalla seguente [menzione,] certificata dall’autorità competente, apposta sull’esemplare di
         controllo di cui all’articolo 6 del regolamento (CEE) n. 3665/87, sul documento amministrativo unico o sul documento nazionale
         attestante l’uscita della merce dal territorio doganale della Comunità:
      
      (...)
      Esportazione di cereali per via marittima – Regolamento (CE) n. 1501/95, articolo 13
      (...)».
       Causa principale e questione pregiudiziale
      18      Il 30 dicembre 1999 la Glencore ha sollecitato il controllo doganale dell’esportazione in Polonia di complessivi 6 725 000
         kg di segale. L’ufficio doganale competente ha ottemperato a tale richiesta ed ha rilasciato alla Glencore una dichiarazione
         di esportazione, autorizzandola a procedere allo stoccaggio provvisorio della merce in attesa della sua esportazione.
      
      19      Nel febbraio 2000 la Glencore ha sollecitato il controllo doganale definitivo dell’esportazione in Russia, attraverso il porto
         lituano di Klaipeda, della merce citata in tre lotti, rispettivamente pari a 3 041 886 kg, 3 002 975 kg e 668 709 kg. L’ufficio
         doganale ha rilasciato a tal fine talune dichiarazioni di esportazione recanti la menzione di cui all’art. 13, secondo comma,
         del regolamento n. 1501/95.
      
      20      È pacifico che la spedizione parziale di 3 041 886 kg, la quale costituisce, da sola, l’oggetto della causa principale, è
         stata trasportata da Lubecca, in Germania, a Klaipeda su una nave idonea alla navigazione marittima. 
      
      21      Su istanza della Glencore, lo Hauptzollamt ha versato anticipatamente la restituzione all’esportazione relativa a tale spedizione
         parziale, come consentito dall’art. 24 del regolamento n. 800/1999, a condizione che il diritto alla restituzione sorgesse
         e fosse dimostrato nelle forme e nei termini previsti.
      
      22      Ritenendo che, ai sensi dell’art. 16, n. 3, del regolamento n. 800/1999, la Glencore dovesse presentare il documento di trasporto
         tra Lubecca e il luogo di destinazione in Russia, vale a dire Nazran, e rilevando che essa aveva prodotto solamente la polizza
         di carico marittima tra Lubecca e Klaipeda, con lettera 2 agosto 2000 lo Hauptzollamt ha richiesto copia del documento di
         trasporto complementare per il trasporto tra Klaipeda e Nazran.
      
      23      Non avendo la Glencore prodotto tale copia nei termini impartiti, con decisioni 12 dicembre 2001, modificate con decisione
         1° marzo 2004, lo Hauptzollamt ha chiesto il rimborso del pagamento anticipato della restituzione all’esportazione, maggiorato
         del 10%, ai sensi del combinato disposto degli artt. 52, n. 1, e 25, n. 1, del regolamento n. 800/1999. 
      
      24      La Glencore ha proposto ricorso avverso tali decisioni dinanzi al Finanzgericht Hamburg.
      
      25      Essa sostiene, in sostanza, che l’art. 16 del regolamento n. 800/1999, ivi incluso il suo n. 3, è reso inapplicabile dalle
         disposizioni del regolamento n. 1501/95, come sarebbe dimostrato, segnatamente, dal quattordicesimo ‘considerando’ di quest’ultimo
         regolamento. Avendo fornito la prova richiesta dall’art. 13 del regolamento n. 1501/95, essa risponderebbe ai requisiti per
         la concessione della restituzione.
      
      26      Lo Hauptzollamt afferma che, ai sensi dell’art. 13 del regolamento n. 1501/95, la prova che un quantitativo di prodotti cerealicoli
         pari ad almeno 1 500 tonnellate ha lasciato il territorio doganale della Comunità su una nave idonea alla navigazione marittima
         si sostituisce solo alla prova dell’avvenuto espletamento delle formalità doganali. L’esportatore non sarebbe invece dispensato
         dal presentare una copia del documento di trasporto, la cui produzione sarebbe richiesta in ogni caso dall’art. 16, n. 3,
         del regolamento n. 800/1999.
      
      27      Il giudice del rinvio si chiede se l’art. 13 del regolamento n. 1501/95, che dispensa l’esportatore, alle condizioni ivi indicate,
         dal fornire la prova dell’avvenuto espletamento delle formalità doganali, debba essere interpretato nel senso che dispensa
         altresì l’esportatore dall’obbligo, previsto dall’art. 16, n. 3, del regolamento n. 800/1999, di presentare una copia del
         documento di trasporto.
      
      28      Ritenendo necessaria un’interpretazione dell’art. 13 del regolamento n. 1501/95 allo scopo di risolvere la controversia dinanzi
         ad esso pendente, il Finanzgericht Hamburg ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte la seguente
         questione pregiudiziale:
      
      «Se l’art. 13 del regolamento (CE) (...) n. 1501/95 debba interpretarsi nel senso che, in relazione alla produzione della
         prova di cui al n. 2 della medesima disposizione, la dispensa non riguarda solo la prova dell’avvenuto espletamento delle
         formalità doganali di immissione in consumo, bensì anche la presentazione del documento di trasporto [art. 18, n. 3, del regolamento
         (CEE) (...) n. 3665/87, divenuto art. 16, n. 3, del regolamento (CE) n. 800/1999]».
      
       Sulla questione pregiudiziale
      29      Con la propria questione il giudice del rinvio chiede se l’art. 13 del regolamento n. 1501/95 debba essere interpretato nel
         senso che il fatto che l’operatore fornisca la prova che un quantitativo di prodotti cerealicoli pari ad almeno 1 500 tonnellate
         ha lasciato il territorio doganale della Comunità su una nave idonea alla navigazione marittima lo dispensi dall’obbligo,
         previsto dall’art. 16, n. 3, del regolamento n. 800/1999, di presentare una copia o una fotocopia del documento di trasporto.
      
      30      Sia alla data di adozione del regolamento n. 1501/95, nella sua versione iniziale, sia alla data in cui il suo art. 13 è stato
         modificato dal regolamento n. 1259/97, tale articolo aveva ad oggetto una deroga all’art. 18 del regolamento n. 3665/87.
      
      31      Di conseguenza, per stabilire se, adottando il regolamento n. 1501/95, nella sua versione iniziale, e modificandone poi l’art. 13,
         il legislatore comunitario intendesse dispensare gli esportatori dalla presentazione di una copia o di una fotocopia del documento
         di trasporto, occorre, in primo luogo, interpretare tale articolo alla luce delle disposizioni dell’art. 18 del regolamento
         n. 3665/87.
      
      32      Anzitutto, l’art. 18 del regolamento n. 3665/87 opera una chiara distinzione tra, da un lato, l’obbligo di fornire la prova
         dell’avvenuto espletamento delle formalità doganali di immissione in consumo, che è oggetto dei suoi nn. 1 e 2, e, d’altro
         lato, l’obbligo di presentare una copia o una fotocopia del documento di trasporto, previsto dal suo n. 3.
      
      33      Occorre sottolineare in proposito che il documento di trasporto non è un documento doganale e non può essere di conseguenza
         considerato come una prova dell’avvenuto espletamento delle formalità doganali di immissione in consumo nel paese terzo di
         destinazione.
      
      34      Orbene, si deve necessariamente rilevare che l’art. 13 del regolamento n. 1501/95 dispensa l’esportatore solo dall’obbligo
         di fornire la prova dell’avvenuto espletamento delle formalità doganali di immissione in consumo.
      
      35      Pertanto, benché l’art. 13 del regolamento n. 1501/95 esordisca con i termini «[i]n deroga alle disposizioni dell’articolo
         18 del regolamento (CEE) n. 3665/87», esso deve essere interpretato nel senso che deroga esclusivamente all’art. 18, nn. 1
         e 2, del regolamento n. 3665/87. 
      
      36      In secondo luogo, dall’art. 18, n. 4, del regolamento n. 3665/87 risulta che la Commissione, secondo la procedura di cui all’art. 38
         del regolamento n. 136/66 e agli articoli corrispondenti degli altri regolamenti relativi all’organizzazione comune dei mercati,
         può disporre, in casi specifici da determinarsi, che la prova dell’importazione di cui ai nn. 1 e 2 si consideri costituita
         se è fornita con un documento particolare o con altro mezzo.
      
      37      Il legislatore comunitario non ha invece previsto in alcun modo la possibilità di derogare al distinto obbligo di presentare
         una copia o una fotocopia del documento di trasporto, sancito dall’art. 18, n. 3, del regolamento n. 3665/87.
      
      38      Al momento dell’adozione dei regolamenti nn. 1501/95, nella sua versione iniziale, e 1259/97, la disposizione rilevante corrispondente
         all’art. 38 del regolamento n. 136/66 era l’art. 23 del regolamento (CEE) del Consiglio 30 giugno 1992, n. 1766, relativo
         all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (GU L 181, pag. 21). Tale articolo istituiva una procedura in
         cui si prevedeva l’intervento del comitato di gestione dei cereali.
      
      39      Orbene, sia il regolamento n. 1501/95, nella sua versione iniziale, sia il regolamento n. 1259/97 sono stati adottati in conformità
         alla procedura prevista da tale articolo, come emerge dai loro ultimi ‘considerando’, ai sensi dei quali le misure previste
         dai regolamenti di cui trattasi sono conformi al parere del comitato di gestione dei cereali. Risulta quindi che tali regolamenti
         sono stati adottati in applicazione dell’art. 18, n. 4, del regolamento n. 3665/87.
      
      40      È pertanto conforme alle disposizioni dell’art. 18, n. 4, del regolamento n. 3665/87 interpretare l’art. 13 del regolamento
         n. 1501/95 nel senso che esso deroga esclusivamente ai nn. 1 e 2 del citato art. 18.
      
      41      In terzo luogo, l’interpretazione di cui sopra è conforme alla finalità dell’art. 13 del regolamento n. 1501/95.
      
      42      Infatti, come risulta dal quattordicesimo ‘considerando’ di tale regolamento, la finalità di detto articolo è di non turbare
         inutilmente la maggior parte delle esportazioni comunitarie esigendo dall’esportatore la prova che il prodotto è stato importato
         in un paese terzo diverso dalla Svizzera e dal Liechtenstein e, a tal fine, di accontentarsi, a talune condizioni, della prova
         che il prodotto non è stato esportato verso la Svizzera o il Liechtenstein.
      
      43      Orbene, tra i documenti doganali richiesti dall’art. 18, nn. 1 e 2, del regolamento n. 3665/87 e il documento di trasporto
         richiesto dal n. 3 dello stesso articolo esiste una differenza basata sulla considerazione che gli esportatori rischiano di
         incontrare difficoltà nell’ottenere i documenti doganali dalle autorità del paese terzo d’importazione, sulle quali essi non
         dispongono di alcun mezzo di pressione, mentre non può esserci una difficoltà paragonabile quando si tratta dei documenti
         di trasporto, di cui gli esportatori detengono una copia in quanto mittenti del trasporto, nel caso di vendita cif, o di cui
         possono facilmente esigere una copia conforme dagli acquirenti, in forza dei rapporti contrattuali, che li legano a questi
         ultimi, nel caso di vendita fob (v., in tal senso, sentenza 12 luglio 1990, causa C‑155/89, Philipp Brothers, Racc. pag. I‑3265,
         punto 27).
      
      44      Risulta quindi conforme alla finalità perseguita dall’art. 13 del regolamento n. 1501/95 il fatto di dispensare gli esportatori
         dall’obbligo di fornire la prova dell’avvenuto espletamento delle formalità doganali di immissione in consumo nel paese terzo
         di destinazione, tenuto conto degli ostacoli che possono incontrare nel fornire tale prova, pur continuando ad esigere dagli
         stessi la presentazione di una copia o di una fotocopia del documento di trasporto, per la quale non si pongono le stesse
         difficoltà.
      
      45      Va inoltre sottolineato che, considerato il fatto che la presentazione da parte di un esportatore del documento di trasporto
         delle merci da esso esportate è sempre utile per limitare i rischi di frode, e considerato il fatto che un esportatore non
         incontra particolari difficoltà nell’ottenere tale documento, l’obbligo di presentare una copia o una fotocopia del documento
         stesso per poter esigere una restituzione differenziata all’esportazione, anche nelle circostanze fattuali in cui è applicabile
         l’art. 13 del regolamento n. 1501/95, non è contrario al principio di proporzionalità, diversamente da quanto sostenuto dalla
         Glencore.
      
      46      In secondo luogo, l’interpretazione dell’art. 13 del regolamento n. 1501/95 sopra svolta rimane valida dopo la sostituzione,
         in tale articolo, del riferimento all’art. 18 del regolamento n. 3665/87 con il riferimento all’art. 16 del regolamento n. 800/1999.
      
      47      Infatti, l’art. 16 del regolamento n. 800/1999 riproduce, in sostanza, il contenuto dell’art. 18 del regolamento n. 3665/87.
      
      48      In terzo luogo, l’interpretazione dell’art. 13 del regolamento n. 1501/95 sopra svolta è confermata dalla lettura degli altri
         regolamenti adottati in applicazione dell’art. 18, n. 4, del regolamento n. 3665/87 – quale il regolamento (CEE) della Commissione
         1° settembre 1989, n. 2669, che indice una gara per la fornitura gratuita d’olio d’oliva alla Polonia (GU L 257, pag. 20)
         –, o dell’art. 16, n. 4, del regolamento n. 800/1999 – quali il regolamento (CE) della Commissione 9 gennaio 2004, n. 40,
         relativo alla prova dell’espletamento delle formalità doganali d’importazione di zucchero in un paese terzo di cui all’articolo
         16 del regolamento (CE) n. 800/1999 (GU L 6, pag. 17), ed i regolamenti che lo hanno seguito, o il regolamento (CE) della
         Commissione 18 marzo 2005, n. 450, relativo alla prova dell’espletamento delle formalità doganali per l’importazione di latte
         e prodotti lattiero-caseari nei paesi terzi ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (CE) n. 800/1999 (GU L 74, pag. 30).
      
      49      Infatti, al di là delle differenze di ordine redazionale, si deve necessariamente rilevare che nessuno di tali regolamenti
         dispensa l’esportatore dall’obbligo di produrre una copia o una fotocopia del documento di trasporto.
      
      50      Occorre di conseguenza risolvere la questione pregiudiziale dichiarando che l’art. 13 del regolamento n. 1501/95 deve essere
         interpretato nel senso che il fatto che l’operatore fornisca la prova che un quantitativo di prodotti cerealicoli pari ad
         almeno 1 500 tonnellate ha lasciato il territorio doganale della Comunità su una nave idonea alla navigazione marittima non
         lo dispensa dall’obbligo, previsto dall’art. 16, n. 3, del regolamento n. 800/1999, di presentare una copia o una fotocopia
         del documento di trasporto.
      
       Sulle spese
      51      Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Prima Sezione) dichiara:
      L’art. 13 del regolamento (CE) della Commissione 29 giugno 1995, n. 1501, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento
            (CEE) n. 1766/92 del Consiglio, riguardo alla concessione delle restituzioni all’esportazione e alle misure da adottare in
            caso di turbative nel settore dei cereali, come modificato dal regolamento (CE) della Commissione 1° luglio 1997, n. 1259,
            deve essere interpretato nel senso che il fatto che l’operatore fornisca la prova che un quantitativo di prodotti cerealicoli
            pari ad almeno 1 500 tonnellate ha lasciato il territorio doganale della Comunità su una nave idonea alla navigazione marittima
            non lo dispensa dall’obbligo, previsto dall’art. 16, n. 3, del regolamento (CE) della Commissione 15 aprile 1999, n. 800,
            recante modalità comuni di applicazione del regime delle restituzioni all’esportazione per i prodotti agricoli, di presentare
            una copia o una fotocopia del documento di trasporto. 
      Firme
      * Lingua processuale: il tedesco.