CELEX: 51991PC0057
Language: it
Date: 1991-03-22
Title: PROPOSTA DI TERZA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA AL COORDINAMENTO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE, REGOLAMENTARI E AMMINISTRATIVE RIGUARDANTI L' ASSICURAZIONE DIRETTA SULLA VITA E RECANTE MODIFICA DELLE DIRETTIVE 79/267/CEE E 90/619/CEE

CŒMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                    C0M(91) 57 def. - SYN 329
                                    Bruxelles, 22  marzo 1991
                           Proposta di
                 TERZA DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
         relativa al coordinamento delle disposizioni
          legislative, regolamentari e amministrative
        riguardanti  l'assicurazione diretta sulla vita
  e recante modifica delle direttive 79/267/CEE e 90/619/CEE
                 (presentata dalla Commissione)
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                                         RELAZIONE
I.   INTRODUZIONE - CONSIDERAZIONI DI ORDINE GENERALE
     A) Il   completamento       del   mercato    interno    nel   settore     assicurativo
        costituisce ormai uno degli obiettivi prioritari della Commissione,
        tenuto conto della crescente importanza rivestita da tale attività, in
        forte espansione soprattutto nel ramo vita, e dei              lavori già attuati
        in altri    settori     nella   prospettiva   della    creazione    di  un  mercato
        f inanziar io unico.
        Nel   settore    dell'assicurazione       diretta   diversa     dall'assicurazione
        sulla vita,     la seconda direttiva 88/357/CEE           ha già contribuito     in
        larga misura alla realizzazione del mercato interno, mettendo a punto
        le modalità     destinate     a   facilitare   la  libertà    di  prestazione   dei
        servizi per l'assicurazione diretta danni grazie alla predisposizione
        di due regimi giuridici diversi. Il primo, destinato ai grandi rischi
        e ispirato all'impostazione del Libro bianco che prevede il controllo
        da   parte    del      paese    d'origine,    comporta      l'applicazione    della
        legislazione in vigore nel paese di stabilimento dell'assicuratore che
        copre il rischio. Il secondo regime riguarda i "rischi di massa" e si
        basa   sull'applicazione della        normativa   di   controllo    in vigore nel
        paese in cui è situato il rischio coperto (host country control).
        All'atto dell'adozione della suddetta seconda direttiva 88/357/CEE, la
        Commissione    si    è   formalmente    impegnata  a    presentare    quanto  prima
        proposte atte a consentire l'applicazione del principio del controllo
        da  parte   dello     Stato   membro   d'origine   all'insieme     delle   attività
        assicurative dirette del ramo non vita e il suo assoggettamento ad un
        solo ed unico regime giuridico. Il 18 luglio 1990 la Commissione ha
        approvato   la proposta di terza direttiva sull'assicurazione diretta
        diversa dall'assicurazione sulla vita trasmettendola successivamente
        al Consigi io ^ 1 ) .
(1) GU C 244 del 28.9.1990.
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Per  quanto    riguarda    l'assicurazione      sulla     vita,     I'8 novembre 1990      è   stata
conclusa     la   seconda      tappa     con     l'adozione        della     seconda     direttiva
90/169/CEE C D    che prevede anche per           il ramo vita       la   libera prestazione di
servizi   articolata    su   un   duplice     regime:      il   primo,    basato   sul   principio
dell'applicazione      delle    norme    e   del     controllo      dello    Stato   di   origine,
riguarda    i contraenti     che   prendono      l'iniziativa       di   cercare   una   copertura
assicurativa    in regime di      libera prestazione di servizi;              il secondo prevede
l'applicazione     delle   norme    e  del    controllo       dello    Stato   ove   ha   luogo   la
prestazione quando è l'impresa assicurativa a prendere l'iniziativa.
Per  la realizzazione della terza          tappa nel settore dell'assicurazione sulla
vita   che   sfocerà    sul   completamento        del    mercato      interno,    l'impostazione
generale seguita è, come nel ramo danni, quella del Libro bianco, vale a dire
a)    coordinamento      delle    norme     essenziali        di    vigilanza     prudenziale      e
      finanziaria riguardanti       l'attività di assicurazione diretta vita;
b)    reciproco   riconoscimento, sulla         base    di    tale armonizzazione       a    livello
      comunitario, delle autorizzazioni             delle    imprese di assicurazione e dei
      sistemi di controllo prudenziale dei diversi Stati membri;
e)    concessione    di   un'autorizzazione        unica    valida     in  tutta   la Comunità     e
      controllo dell'insieme dell'attività di un'impresa da parte dello Stato
      membro d'origine (home country control).
Tale   impostazione    è già    stata   utilizzata      per    il completamento       del   mercato
interno    in altri   settori    dei   servizi      finanziari, come        ad  esempio    per   gli
OICVM   (direttiva    85/611,     GU  L    375    del   31.12.1985),        l'attività     bancaria
(seconda    direttiva   89/646, GU      L 386     del   30.12.1989) o,        ancora,    i servizi
(1) GU L 330 del 29.11.1990, pag. 50.
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d'investimento (GU C 43 del 22.2.1989), settori            in cui è riconosciuta, come in
quello   assicurativo,     la necessità     di  una   tutela     dei   risparmiatori,      degli
investitori    e dei   consumatori. Sembra      pertanto giustificato, senza            peraltro
negare   la specificità del settore assicurativo,             applicare all'insieme degli
enti finanziari un regime fondato sugli stessi principi.
Una volta realizzato tale obiettivo, all'interno della Comunità sarà possibile
 la libera   circolazione    dei  prodotti    assicurativi     che offrirà     al   contraente
assicurato    la possibilità di rivolgersi        a qualsiasi     assicuratore     comunitario
per   trovare   la copertura     più   adatta  alle    sue   esigenze,    accordandogli      nel
contempo adeguata tutela.
L'introduzione del regime di cui sopra nel settore dell'assicurazione diretta
sulla   vita   implica   che  si   modifichi    in misura     considerevole     la    normativa
attualmente    in vigore ai sensi della prima e seconda direttiva.                 In effetti,
tali direttive non prevedono né un sistema di autorizzazione unica, né un vero
controllo    da   parte    dello    Stato   membro    d'origine.      Per   quanto      concerne
l'armonizzazione di massima delle norme di vigilanza prudenziale                   riguardanti
le riserve tecniche e gli investimenti, in particolare le riserve matematiche,
delle    compagnie    di    assicurazione,      non    esiste     finora    alcun      tipo   di
coordinamento.
Questi problemi     sono oggetto della presente proposta di             terza direttiva      che
con opportune modifiche       alle due direttive       precedenti     sfocia  su un      sistema
coerente applicabile all'insieme delle attività di assicurazione sulla vita,
siano esse svolte      in regime di stabilimento o          in regime di prestazione dei
servizi.
La presente proposta      di  direttiva    è articolata      sulla   struttura    già    seguita
dalla   seconda   direttiva   bancaria,    dalla    proposta    di   direttiva    sui    servizi
d'investimento e dalla proposta di terza direttiva sull'assicurazione diretta
diversa dall'assicurazione sulla vita. Essa comprende pertanto cinque titoli:
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   TITOLO I:     Definizioni e campo d'applicazione
                      (artt. 1 e 2)
   TITOLO II:    Accesso all'attività assicurativa
                      (artt. 3-7)
   TITOLO M I :  Armonizzazione delle condizioni d'esercizio
                      (artt. 8-27)
   TITOLO IV:    Disposizioni sulla libertà di stabilimento e dì prestazione
                 dei servizi (artt. 28-39)
   TITOLO V:     Disposizioni finali (artt. 40-46)
B) L'armonizzazione    delle    norme   concernenti    le   riserve    tecniche   delle
   imprese che praticano l'attività di assicurazione diretta sulla vita
   L'istituzione   di   un   regime   di   autorizzazione    unica   e   di   controllo
   dell'attività    da     parte    dello    Stato   membro      d'origine     comporta
   l'armonizzazione    delle   disposizioni   degli   Stati   membri    in materia   di
   determinazione   e   calcolo   delle   riserve   tecniche,    nonché   delle   norme
   concernenti   l'ammissibilità,     la valutazione,     la diversificazione     e  la
    localizzazione delle attività di contropartita delle riserve tecniche.
   Per quanto riguarda     la definizione e il calcolo delle riserve tecniche,
   la presente   proposta    stabilisce   un  coordinamento     in base    ai  principi
   attuariali che ogni    impresa di assicurazione deve rispettare.
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In quanto alle attività di contropartita delle riserve tecniche, la presente
proposta di direttiva contiene disposizioni coordinate sulla loro ammissione,
diversificazione e valutazione, nonché sulla congruenza.
Infine, l'obbligo di localizzazione di tali cespiti nello Stato membro dove è
svolta l'attività assicurativa è soppresso al fine di tener conto delle misure
adottate   in materia di     liberalizzazione dei movimenti        dei   capitali. Per   lo
stesso motivo non può più essere mantenuto           l'obbligo di     investire un minimo
delle attività in categorìe determinate.
- Normativa in materia di contratto e di condizioni           d'assicurazione
La presente proposta di direttiva non procede all'armonizzazione delie norme
concrete dettate in materia di contratto e di condizioni d'assicurazione. Gli
ultimi   lavori    del  Consiglio    a   tale   proposito     relativamente    al   settore
dell'assicurazione diversa dall'assicurazione sulla vita hanno dimostrato che
non é indispensabile procedervi       in questa fase. Il sistema proposto nel testo
si basa sul regime istituito dalla seconda direttiva            in materia di scelta del
diritto   applicabile    ai  contratti    di   assicurazione.     Esso   permette   già  di
garantire   in misura soddisfacente      la tutela del consumatore poiché,         in linea
di principio, lo Stato membro dell'impegno ha la possibilità di               sottomettere
alla propria legislazione il contratto d'assicurazione che copre un contraente
residente sul suo territorio.
Nel contempo, perché i contraenti assicurati possano trovare la copertura più
appropriata alle loro specifiche esigenze, la Commissione reputa estremamente
importante    che   possano   aver   accesso     a  qualsiasi     prodotto    assicurativo
legalmente    commercializzato     nella     Comunità,    purché    esso   non   violi   le
disposizioni    di   legge  d'interesse     generale   in   vigore   nello   Stato   membro
dell'impegno.
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Controllo materiale delle polizze assicurative e delle tariffe
Per conseguire l'obiettivo della maggiore libertà di circolazione dei prodotti
assicurativi nella Comunità pur conservando un adeguato livello di tutela dei
consumatori é opportuno adeguare       i metodi di controllo dei contratti e delle
tariffe alle esigenze di un vero mercato unico.
Come   menzionato    in   precedenza,     la    proposta     di     direttiva     prevede    il
coordinamento dei    principi   prudenziali     in materia di        riserve tecniche e di
investimenti. Per quanto riguarda le condizioni delle polizze, in mancanza di
un'armonizzazione della normativa in materia di contratto, essa consente agli
Stati membri di chiedere, nella maggior parte dei casi, l'applicazione della
loro legislazione per gli impegni relativi ai propri residenti qualora ciò sia
giustificato da motivi di interesse generale e fatto salvo il controllo finale
del la Corte.
In questo modo     la Commissione    ritiene di     essersi     conformata      alle  sentenze
della Corte di giustizia del 4 dicembre 1986.
La Commissione propone quindi di estendere a tutti gli                 impegni   il regime di
controllo dei contratti e delle tariffe già accettato dagli Stati membri per i
contratti   conclusi  su   iniziativa del     contraente assicurato, vale a dire             la
soppressione di tutti i sistemi di controllo preventivo di tali documenti e la
sua   sostituzione   mediante    sistemi    di   comunicazione       non    sistematica   e   a
poster ior i.
Tuttavia questo non significa che gli Stati membri devono sopprimere tutti i
controlli    sui prodotti   dell'assicurazione      vita   e   che    d'ora    in avanti    non
abbiano più alcuna possibilità di vigilare e di garantire                  il rispetto della
legalità. La tutela dei      contraenti    assicurati    nel    quadro del mercato       unico
richiede peraltro    l'adeguamento dei metodi di controllo esistenti, concepiti
per situazioni puramente nazionali, alle esigenze risultanti dall'integrazione
dei      dodici       mercati       nazionali         in         un       grande        spazio
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economico   e   finanziario    senza   frontiere     interne.   In quest'ottica       é  quindi
opportuno organizzare la vigilanza in modo da conciliare le esigenze di tutela
con quelle della concorrenza tra prodotti, sia in funzione dei premi sia del
prodotto stesso.
Per quanto riguarda      i contratti e le condizioni        delle polizze, il sistema di
vigilanza   proposto,     adattato    al   mercato    unico   e   inteso    a   garantirne   il
funzionamento, si basa su quattro elementi essenziali:
i)   la facoltà di ogni Stato membro di esigere              l'osservanza delle        norme di
     legge    applicabili    sul   suo   territorio.    Le  autorità     di   controllo   dello
     Stato nel     quale   l'impresa    di  assicurazione     svolge    le sue attività,      in
     collaborazione con le autorità di controllo dello Stato membro di origine
     e  addirittura      direttamente      in  caso   di   urgenza,     potranno     infliggere
     sanzioni    all'impresa che non rispetta dette norme, sanzioni                che possono
     culminare nel divieto di stipulare nuovi contratti di assicurazione sulla
     vita   sul    suo   territorio     (art.   35.)    L'impresa    di   assicurazione     che
     desidera     iniziare ad operare       sul mercato di un determinato           Stato  avrà
     quindi    tutto   l'Interesse   a rispettare      le norme    in materia di      contratto
     vigenti nello Stato membro medesimo.
ii)  In secondo luogo, in sede di procedura di costituzione di una succursale,
     le   autorità    dello   Stato    membro    nel   quale   essa   sarà     stabilita   sono
     invitate a precisare        il contesto giuridico nel         quale    la medesima    sarà
     tenuta ad operare,        indicando    le condizioni    nelle quali, per motivi         di
     interesse generale, la succursale deve svolgere la sua attività (art. 28,
     par. 4 ) .
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ili) In terzo luogo, la presente proposta prevede una maggiore trasparenza dei
      prodotti      assicurativi       stabilendo     che     in    tutti    gli    Stati   membri    il
      contraente debba essere informato, prima della stipulazione del contratto
     e,    se    del    caso,    durante      la   vigenza      del    medesimo,      degli    elementi
      essenziali per la comprensione dell'impegno sottoscritto (art. 2 7 ) .
iv)   Infine,     la facoltà      del    contraente     di   recedere      dal   contratto    entro   un
      termine     compreso     tra    i quattordici       e    i trenta      giorni    dalla   data   di
      sottoscrizione del medesimo. Questa disposizione é già stata                           introdotta
      nel    diritto     comunitario       dalla    seconda       direttiva      assicurazione      vita
      90/619/CEE.
- Tar iffé
Nemmeno    il   controllo     preliminare       delle    tariffe      sembra    compatibile     con   la
logica del mercato unico.
Una volta realizzato il coordinamento degli elementi essenziali per il calcolo
delle riserve tecniche e per le regole di investimento l'autorità di controllo
dello Stato membro         d'origine      diviene    garante      della    solvibilità     complessiva
dell'impresa.       Il compito     principale      dell'autorità        di   controllo    dello   stato
membro    di     origine     consiste       quindi     nel      verificare       che    l'impresa     di
assicurazione abbia costituito riserve tecniche sufficienti per far fronte al
complesso dei       suoi  impegni, abbia         investito nelle attività di            contropartita
delle riserve suddette conformemente alle regole in vigore e abbia alimentato
correttamente il suo margine di solvibilità.
Al di   là di questa base prudenziale che garantisce                     la sicurezza dei prodotti
offerti,    il   consumatore      ha    però   interesse      a beneficiare        della   più   grande
concorrenza possibile a livello dei premi, fermo restando che le disposizioni
generali    del    trattato     in materia      di  concorrenza        si   applicano    beninteso al
settore    assicurativo       per   garantire       che    la    concorrenza       in  questione     sia
praticata lealmente.
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- La soppressione del divieto di cumulo delle attività svolte in regime di
    stabilimento e in regime di libera prestazione dei servizi
Al    fine   di    tutelare    i   contraenti    assicurati,      la  seconda   direttiva    ha
autorizzato      gli   Stati    membri   a  vietare     l'esercizio     simultaneo   sul   loro
territorio di attività assicurative praticate              in regime di stabilimento e in
regime    di    libera   prestazione    dei   servizi    per   la   copertura  degli    impegni
assunti su iniziativa dell'impresa di assicurazione (cumulo). Tale facoltà era
stata concessa tenuto conto del grado di armonizzazione delle disposizioni di
massima sulle riserve tecniche, della normativa               in materia di contratto e di
condizioni     di assicurazione al momento         in cui era stata adottata        la seconda
dirett iva.
La    presente     proposta    di   direttiva     realizza     il   coordinamento    giudicato
necessario per riconoscere ai contraenti            la necessaria e adeguata tutela. Come
per    gli    altri    servizi     finanziari,     essa    introduce     anche   nel   settore
dell'assicurazione        il   sistema   dell'autorizzazione        unica   e  del   controllo
prudenziale generale da parte dello Stato membro d'origine. Per queste ragioni
 la   facoltà    di   cui   sopra   é  stata    soppressa    dalla    presente   proposta    di
direttiva.
- Imprese mult iramo
Nel 1979 si è deciso di optare per           il principio della specializzazione delle
attività di assicurazione sulla vita e diverse dall'assicurazione sulla vita
negando    l'autorizzazione alle       imprese che cumulano        i due rami. All'epoca si
era ritenuto che questa soluzione garantisse la miglior tutela possibile degli
assicurati    evitando che eventuali        perdite nel     ramo danni    fossero   compensate
con i capitali dei contraenti di contratti di assicurazione sulla vita.
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   Questo principio é stato tuttavia       in parte temperato: gli Stati membri
   che lo desideravano potevano autorizzare le imprese multiramo esistenti a
   continuare   ad  operare    purché   adottassero   una  gestione    distinta   per
   ciascuna attività e non aprissero filiali per praticare il ramo vita; la
   situazione doveva    inoltre essere riesaminata alla      luce di una relazione
   della cui stesura era incaricata la Commissione che doveva fare il punto
   su dieci anni di esperienza di funzionamento delle imprese miste.
   Dalla   suddetta   relazione   ò  emerso   che   i contraenti    assicurati   sono
   tutelati altrettanto efficacemente presso        le imprese multiramo e presso
   le imprese specializzate e quindi       la presente direttiva, pur mantenendo
   l'obbligo della gestione distinta, propone di sopprimere           le restrizioni
   che gravano sulle     imprese multiramo e consente agli Stati membri che lo
   desiderano di autorizzare la costituzione di nuove imprese multiramo.
   - Esercizio dei poteri di esecuzione
   La presente proposta di direttiva non contiene disposizioni relative alla
   procedura da seguire per      l'esercizio dei poteri di esecuzione demandati
   alla Commissione. La questione è oggetto di una proposta di             direttiva
   separata   applicabile    in futuro all'insieme delle direttive       concernenti
   rassicurazione vita e non vita che prevedono tali poteri di esecuzione
   (GU C 230 del 15.9.1990).
C) Due elementi possono servire a spiegare l'urgenza di un'azione a livello
   comunitario   come   quella   prospettata   nella  presente   proposta  di   terza
   dirett iva.
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Anzitutto un evento politico di grande             rilievo,     l'adozione    dell'Atto     unico
europeo. Al momento della firma gli Stati membri hanno dichiarato                    la propria
ferma  volontà    politica   di  prendere      entro   il   1" gennaio     1993   le   decisioni
necessarie alla realizzazione di un vero mercato interno.
Il secondo    fattore concerne      gli   sviluppi    dei   servizi    finanziari    e   la   loro
crescente   importanza. La Comunità vi ha dato riscontro con                  l'adozione    delle
disposizioni necessarie al completamento del mercato interno nel settore degli
enti creditizi e degli OICVM.
Gli  istituti finanziari di cui sopra potranno cosi offrire nell'insieme della
Comunità prodotti      contraddistinti da un "passaporto europeo", provocando una
distorsione    di concorrenza a scapito dei          prodotti     assicurativi     direttamente
concorrenti    offerti   dalle  imprese di assicurazione, ed             in particolare     delle
imprese di assicurazione sulla vita.
In effetti    il settore assicurativo é attualmente             in posizione di      svantaggio
rispetto agli altri      servizi   finanziari     per raccogliere       la sfida del     mercato
unico. Le    imprese di assicurazione         in gran parte debbono ancora operare su
dodici   mercati    compartimentati      che   obbediscono     a    norme   e  a   modalità     di
controllo diverse in fatto di accesso a tali attività e al loro esercizio, sia
per il diritto di stabilimento che per           la libera prestazione dei servizi. Ciò
comporta   un grado d'intervento        variabile sui      prodotti     assicurativi    e sulla
libertà    degli    assicuratori     e    dei    contraenti      per    quanto    riguarda      la
stipulazione    di   contratti   assicurativi.      Si   tratta    di  una   situazione     ormai
inammissibile    se si    vogliono   rispettare gli        impegni    della Comunità      per   il
raggiungimento degli obiettivi del trattato CEE.
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II. COMMENTO DEGLI ARTICOLI
                                      TITOLO I
                       Definizioni e campo d'applicazione
Articolo 1 - Definizioni
La disposizione formula una serie di definizioni di certi termini utilizzati
nel  testo della   proposta  di   direttiva  al  fine di   precisarne    il senso e
facilitare di conseguenza la comprensione delle sue disposizioni.
Articolo 2 - Campo di applicazione
L'articolo  precisa    il  campo   d'applicazione   della   presente   proposta   di
direttiva che coincide con quello della prima direttiva 79/267/CEE. L'articolo
1, paragrafo 2 di quest'ultima ò stato modificato per consentire a tutte le
imprese di assicurazione debitamente autorizzate dallo Stato membro di origine
di svolgere attività che ricadono nel campo di applicazione delle direttive in
tutta la Comunità.
Sono  esclusi  dal   campo  di   applicazione   delia  proposta   di  direttiva   le
operazioni  e   le  attività   di   cui  all'articolo   2  della   prima   direttiva
79/267/CEE, nonché gli organismi e le società mutue di cui agii articoli 3 e 4
della direttiva medesima.
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                                       TITOLO il
                          Accesso all'attività assicurativa
CONDIZIONI DI RILASCIO DELL'AUTORIZZAZIONE
Articoli 3 e 4 - L'autorizzazione unica
Questi   articoli      introducono    il   concetto    fondamentale      della    licenza
assicurativa unica con un'opportuna modifica degli articoli 6 e 7 della prima
direttiva  vita    79/267/CEE.    L'articolo   6  nell'attuale    versione    modificata
specifica   che    l'autorizzazione    all'avvio   dell'attività      di   assicurazione
diretta sulla vita é rilasciata dalle autorità competenti dello Stato membro
d'origine.    Il    sistema    continua    ad   essere   basato     sul    rilascio    di
un'autorizzazione     ufficiale    come    condizione   preliminare      per    l'accesso
all'attività del l'assicurazione diretta sulla vita e per            il suo esercizio.
L'articolo 7 ò stato modificato per precisare che l'autorizzazione é valida su
tutto  il territorio delia Comunità. L'allargamento dell'ambito             territoriale
vale sia per il regime di stabilimento che per lo svolgimento delle attività
oggetto della    presente   proposta   di  direttiva   in regime    di   prestazione di
servizi (par. 1 ) . Il ruolo di autorità competente assegnato allo Stato membro
d'origine (definito all'art. 1 come        lo Stato membro nel quale é situata la
sede sociale dell'impresa di assicurazione che assume l'impegno) é conforme al
principio di competenza dello Stato membro d'origine a fini di controllo della
situazione   finanziaria    dell'impresa, situazione     nella  quale     sono   comprese
anche  le attività assicurative praticate tramite succursali            o  in regime di
prestazione dei servizi      (cfr. art. 8 ) . Il compito di     vigilare     sull'intera
attività dell'impresa spetta dunque alle autorità del           suo paese d'origine,
ossia a quelle che hanno concesso l'autorizzazione.
L'autorizzazione continuerà ad essere rilasciata per un particolare ramo, in
base alla classificazione figurante nell'allegato alla prima direttiva. Nella
presente proposta è mantenuta        la facoltà   degli  Stati   membri    di  concedere
l'autorizzazione anche per un gruppo di rami (par. 2 ) .
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Inoltre,    ogni   impresa   che   desideri      estendere    la  propria    attività   a    rami
diversi     dovrà   richiedere     una     nuova     autorizzazione,     conformemente       alla
procedura    stabilita    dall'articolo       6,   paragrafo   2,   lettera   b)  della    prima
direttiva.
Articolo 5 - Condizioni di rilascio dell'autorizzazione
Lo Stato membro di origine impone alle imprese che richiedono l'autorizzazione
di adempiere le condizioni fissate dall'articolo 8 della prima direttiva. Esse
sono  cosi    tenute   ad  adottare      una   delle    forme  elencate,    (cui   la  presente
proposta aggiunge      la forma giuridica         rappresentata dalla società per         azioni
europea),    a   limitare   il   loro oggetto       sociale   all'attività    assicurativa, a
presentare un programma d'attività e a possedere un fondo di garanzia minimo.
E' stata poi aggiunta un'altra condizione imperativa che era solo facoltativa
nella prima direttiva: essa riguarda il possesso di idonee qualifiche tecniche
e del requisito dell'onorabilità dei responsabili                delle  imprese che chiedono
 I'autorizzazione.
Tali condizioni sono considerate necessarie per garantire                 la qualità generale
dell'attività delle imprese di assicurazione e della loro gestione quotidiana
(par. 1 ) .
Un  passo    avanti   importante     per   quanto     riguarda   le condizioni     di  rilascio
dell'autorizzazione ò la proposta di abolire la possibilità degli Stati membri
di esigere     la preventiva     approvazione o        la comunicazione     sistematica     delle
condizioni generali e speciali delle polizze assicurative, delle tariffe e dei
formulari    e altri    stampati    che    l'impresa    utilizza   nei  suoi   rapporti    con i
contraenti     (par.    3).    Gli    Stati    membri     possono    esigere    unicamente      la
comunicazione     non  sistematica      di   tali    informazioni   nell'esercizio    dei     loro
compiti di vigilanza, senza che tale esigenza possa costituire per                    l'impresa
una condizione preliminare per l'esercizio delle sue attività.
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Articolo 6 - Nuova configurazione del programma di attività
Questa disposizione sostituisce l'articolo 9 della prima direttiva e precisa i
requisiti   del programma    di attività. Conformemente           alla versione        modificata
dell'articolo 8    della    prima    direttiva,       le   imprese    di    assicurazione     che
chiedono l'autorizzazione non sono più tenute ad includere nel                   loro programma
né le tariffe né i documenti contrattuali che intendono utilizzare in ciascun
ramo.
Articolo 7 - Vigilanza sugli azionisti dell'impresa di assicurazione
Le autorità di vigilanza della Comunità prestano grande attenzione al problema
rappresentato dall'assetto proprietario di un'impresa                di assicurazione       nella
quale   imprese    che   non    appartengono       al    settore    assicurativo        detengono
partecipazioni,    specie    in   un   periodo     come    l'attuale     in    cui   si   assiste
all'emergere su    larga scala di strutture di gruppo estremamente complesse. I
rischi delle partecipazioni      incrociate e dei conseguenti conflitti              d'interesse
sono  particolarmente     evidenti     in    un   contesto     caratterizzato       da   profonde
trasformazioni    nella   struttura     dei    sistemi    finanziari.      Per   questi    motivi
secondo    la   presente     proposta      le    autorità      competenti       non     concedono
l'autorizzazione se prima non hanno ottenuto comunicazione dell'identità degli
azionisti   e  soci,   diretti   o   indiretti,      persone    fisiche    o   giuridiche,    che
detengono una partecipazione qualificata nell'impresa di cui si prospetta                      la
costituzione,    nonché   dell'entità     di    questa    partecipazione.       Grazie    a  tale
procedura,    l'autorità   competente     é    in grado     di  valutare      l'idoneità    degli
azionisti e soci e, in ultima analisi, di respingere perché                    irregolari   certe
strutture   di  gruppo   all'atto    della    costituzione      dell'impresa.       Strettamente
collegato con questa disposizione é           l'articolo     14 che prevede una         procedura
d'informazione     circa     la    prospettata        acquisizione       di     un'impresa     di
assicurazione già in attività.
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                                      TITOLO IH
                   Armonizzazione delle condizioni di esercizio
                                      Capitolo I
Articolo 8 - Vigilanza sull'attività assicurativa
L'istituzione di un sistema di autorizzazione amministrativa unica, rilasciata
dalle autorità competenti dello Stato membro d'origine e valida per tutta la
Comunità  esige   che   il potere   di   vigilanza  e  ì mezzi    appropriati   al  suo
esercìzio   siano   demandati  alle    autorità   competenti   che   hanno   rilasciato
l'autorizzazione, al     fine di garantire     il pieno rispetto delle       condizioni
d'esercizio dell'attività svolta dall'impresa d'assicurazione, sia in regime
di diritto di stabilimento che in regime di libera prestazione dei servizi.
L'articolo   8   della   presente   proposta    di  direttiva    contiene   una   nuova
disposizione che sostituisce l'articolo 15 della prima direttiva 79/267/CEE e
precisa che la vigilanza finanziaria su un'impresa di assicurazione, compresa
quella sulle attività da essa esercitate tramite succursali            e  in regime di
prestazione dei servizi, spetta alle autorità competenti           dello Stato membro
d'origine, ossia     alle  autorità   che   hanno  rilasciato   l'autorizzazione. La
disposizione in oggetto precisa inoltre i compiti della vigilanza finanziaria
che  comportano    in particolare    la verifica, per      l'insieme   delle   attività
dell'impresa, della sua solvibilità e della costituzione di riserve tecniche
sufficienti    nonché   delle  attività     di  contropartita,    conformemente    alla
normativa che esiste in materia nello Stato membro d'origine e che è stata
oggetto di coordinamento nella presente proposta di direttiva.
Infine, l'esistenza di una buona organizzazione amministrativa e contabile e
di adeguate procedure di controllo interno é una delle garanzie di un'attività
assicurativa ordinata e sana. Per         questo motivo,    la presente    proposta di
direttiva incarica lo Stato membro d'origine di assicurare il rispetto di tale
esigenza.
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Nel   rispetto    assoluto    di    questa   competenza    eslcusiva,     l'articolo      precisa
inoltre che    le autorità di controllo dello Stato membro dell'impegno possono
rivolgersi   alle autorità competenti          dello Stato d'origine se hanno motivo di
ritenere che, per qualsivoglia ragione, le attività di un'impresa operante sul
loro territorio potrebbero portare pregiudizio alla sua solidità                   finanziaria.
Beninteso, in tale ipotesi         la verifica della solidità finanziaria dell'impresa
 interessata resta di competenza esclusiva delle autorità dello Stato membro di
origine.
Articolo 9 - Verifica sul posto delle succursali
La presente proposta        di direttiva      prevede che    le autorità    competenti       dello
Stato    membro      d'origine       dell'impresa     di    assicurazione,       dopo       averne
preventivamente      informato     le autorità     competenti    dello   Stato    membro     della
succursale, possano       procedere     a verifiche sul      posto   delle succursali        delle
 imprese  da    loro   autorizzate,      e  ciò   al  fine   di   ottenere    le    informazioni
necessarie    ad   assicurare     la vigilanza     finanziaria    sull'impresa     di   cui   esse
controllano l'insieme delle attività.
Questa     disposizione       risponde       inoltre     ad     un'esigenza      di      coerenza
nell'impostazione      adottata     dalla  Comunità    per   il completamento       del   mercato
 interno dei servizi finanziari. La seconda direttiva bancaria prevede                    infatti
una disposizione analoga         (art. 1 5 ) , al pari della proposta di direttiva sui
servizi d'investimento nel settore dei valori mobiliari (art. 1 9 ) .
Articolo 10 - Sanzioni
Quest'artìcolo      introduce nella prima direttiva un nuovo articolo 23 bis che
 impone  agli   Stati    membri    di   infliggere   sanzioni     adeguate   alle     imprese   di
assicurazione o ai       loro dirigenti     responsabili    che hanno violato        le norme in
mater ia di vigi ianza.
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Articolo 11 - Trasferimento di portafoglio
La seconda direttiva 90/619/CEE sull'assicurazione diretta sulla vita contiene
un   insieme     di   disposizioni     complesse   e   particolareggiate      in    materia   di
trasferimento di portafoglio, conformemente ai regimi giuridici                  istituiti per
 l'accesso alle attività d'assicurazione diretta sulla vita e al loro esercizio
sia in regime di stabilimento che in regime di libera prestazione di servizi.
L'istituzione di un nuovo regime giuridico unico valido per                  l'insieme     delle
attività    di   assicurazione     diretta   sulla   vita, a prescindere      dalle     modalità
prescelte per il loro esercizio, impone di adattare le disposizioni                   in materia
di trasferimento di portafoglio.
Articoli 12 e 13 -           Revoca    dell'autorizzazione     e   misure    di     risanamento
                             finanziar io
L'artìcolo     12 adatta     le disposizioni    dell'articolo 24 della prima           direttiva
79/267/CEE,     che    riguardano    i poteri   delle   autorità    competenti     di   adottare
misure destinate a garantire          la solvibilità dell'impresa di assicurazione, al
regime   di    autorizzazione     amministrativa     unica  e   di  controllo      sull'insieme
delle attività       di   assicurazione   da parte delle autorità        dello Stato      membro
dove l'impresa di assicurazione ha la sede sociale.
 Il  sistema     dell'autorizzazione       amministrativa     unica   é   contemplato      anche
nell'articolo 13 che modifica           l'articolo   26 della prima direttiva,          relativo
alle   condizioni       di   revoca   dell'autorizzazione      rilasciata    all'impresa      di
assicurazione.
Articolo 14 - Vigilanza sui grandi azionisti o soci
L'articolo     introduce nel settore dell'assicurazione sulla vita una serie di
specifiche     disposizioni     volte   a garantire    che  la gestione     prudente     e  sana
dell'impresa       di    assicurazione     non  sia    pregiudicata     dalla     presenza    di
partecipazioni di notevole entità facenti capo ad azionisti della medesima.
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A   tal  fine,      l'articolo      14    prevede     un    duplice    obbligo     di    informazione.
Anzitutto,     gli     azionisti      o   soci    che    intendano     detenere,      direttamente      o
indirettamente, in un'impresa di assicurazione una partecipazione qualificata
debbono    informarne        preventivamente        le     autorità     competenti      e    comunicare
 l'entità di tale partecipazione. Ad analogo obbligo sono vincolate                          le persone
fisiche   o    giuridiche        che    intendano      aumentare      la   propria     partecipazione
qualificata      in    modo   che    questa     superi      certi   limiti    o   che    l'impresa     di
assicurazioni       divenga      una    loro    filiale       (art. 14,    par. 1 ) .   L'obbligo      di
 informazione     é    anche    previsto     in   caso     di   diminuzione     o   cessione     di   una
partecipazione qualificata al di sotto dei limiti stabiliti                       (art. 14, par. 2 ) .
 Inoltre, e    al    fine    di   garantire      l'efficacia      del  controllo,      le    imprese   di
assicurazione, appena ne abbiano conoscenza, sono tenute a comunicare                               alle
autorità   competenti        gli   acquisti     o   le cessioni       di  partecipazioni        al   loro
capitale che fanno superare             in aumento o in diminuzione            i limiti fissati. In
seguito,   l'Impresa       di assicurazioni        deve comunicare ogni          anno alle autorità
competenti     l'identità       degli     azionisti      e   dei   soci   e   l'entità      delle    loro
partecipazioni      qualificate quali risultano dai verbali dell'assemblea annuale
degli azionisti o soci ovvero dalle norme specifiche alle quali sono soggette
 le società quotate in una borsa valori (art. 14, par. 3 ) .
Qualora le autorità competenti ritengano che l'influenza degli azionisti o dei
soci possa essere di ostacolo ad una gestione prudente e sana dell'impresa di
assicurazione, gli Stati membri possono adottare una serie di misure                            idonee a
porre   termine      a   tale    situazione     (art. 14,       par. 4 ) , Misure     simili     saranno
adottate   qualora       non sia     rispettato     l'obbligo di        informazione      preventiva    o
qualora     le     autorità       competenti       si      siano    opposte      all'assunzione        di
partecipazioni.
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Articoli 14bis e 14ter - Imprese multiramo
Conformemente alle conclusioni       contenute nella relazione della Commissione
prescritta   dall'articolo    39,   paragrafo    2  della    prima  direttiva,    questi
articoli eliminano le restrizioni        imposte alle imprese multiramo per quanto
riguarda il diritto alla costituzione di succursali o alla libera prestazione
di servizi nel settore dell'assicurazione vita. L'articolo 14bis conferisce
inoltre agli Stati membri che        lo desiderano    la possibilità di autorizzare
nuove imprese multiramo.
In ogni caso, le imprese multiramo esistenti o di nuova costituzione debbono
avere gestioni distinte che evidenzino separatamente i risultati delle loro
attività   nel  ramo vita e nel       ramo danni    e devono     rispettare   le regole
prudenziali pertinenti ai due settori.
                                      Capitolo II
Art icolo 15 -      Controllo   dello    Stato   membro   di   origine   sulle   riserve
                    tecniche e coordinamento dei        principi    attuarla li per   il
                    calcolo delle riserve tecniche
li paragrafo 1 dell'articolo introduce il principio del controllo del paese
d'origine per la definizione e il calcolo delle riserve tecniche.
Rispetto all'assicurazione danni, la direttiva del Consiglio                    relativa
ai   conti  annuali  e  ai  conti    consolidati    delle   imprese   di  assicurazione
definisce un numero molto       limitato di     norme per     la determinazione delle
riserve tecniche nel settore dell'assicurazione vita. Questo articolo procede
pertanto   all'armonizzazione     delle    legislazioni    nazionali    necessaria   per
consentire   il riconoscimento reciproco ed        il controllo da parte del paese
d'origine in questo settore.
Attualmente negli Stati membri della Comunità sussistono profonde divergenze
per quanto riguarda i metodi e le basi attuariali utilizzati per il calcolo
delle riserve tecniche del ramo vita, nonché grandi diversità tra i prodotti
offerti.      Tuttavia     alcune       analisi      comparate,      in     particolare
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quella svolta dal Gruppo consultivo delle associazioni degli attuari dei paesi
della Comunità europea, hanno dimostrato che i risultati di detti calcoli sono
spesso molto simili per prodotti analoghi e che tutti i metodi si basano sugli
stessi    principi      attuariali,      compreso      quello     della     prudenza     a    fronte
dell'incertezza. Lo studio del Gruppo consultivo giunge alla conclusione che
l'armonizzazione in base ai suddetti principi attuariali sarebbe sufficiente a
tutelare     efficacemente      gli    assicurati       nel   contesto      di   un    sistema    di
autorizzazione      unica.    Inoltre     il   Gruppo    consultivo      reputa   che    "qualsiasi
tentativo     inteso ad uniformare        i metodi    e   le basi    di calcolo delle        riserve
tecniche in tutta la Comunità sarebbe inopportuno, inutile e dannoso".
A parte    le considerazioni       in tema di criteri         prudenziali     e di    tutela degli
assicurati, secondo        il Gruppo consultivo non sussiste alcun                rischio che     la
concorrenza venga falsata in modo significativo dall'utilizzazione negli Stati
membri di metodi e basi diversi per             il calcolo delle riserve tecniche, purché
continuino     ad   essere     applicati      sani   principi     attuariali.      Quest'articolo
definisce     pertanto    tali   principi     attuariali     sani    e  prudenti     in base    alle
proposte formulate dal Gruppo consultivo.
L'armonizzazione cosi realizzata            lascia comunque sussistere numerosi metodi e
basi   attuariali     che   potrebbero      soddisfare     detti    principi.     Il   paragrafo   2
dell'articolo stabilisce pertanto che              i metodi    e   le basi utilizzati       da ogni
impresa devono venire pubblicati. Anche se queste informazioni sono di natura
troppo    tecnica     per    essere    facilmente      comprese      dalla    maggioranza      degli
assicurati,      il   semplice     fatto     che   esse     siano    disponibili      al   pubblico
rappresenta un ulteriore vincolo per             l'impresa a seguire criteri di prudenza.
Le   informazioni    potrebbero     ad   esempio    essere     analizzate     e  comparate     dagli
organismi    professionali      o  di   tutela    dei   consumatori,      dalla   stampa   o dagli
 intermediari assicurativi.
 Il paragrafo 3 dell'articolo introduce il principio del controllo da parte del
paese d'origine per l'investimento delle attività che rappresentano le riserve
tecniche    e   che  dovranno     essere     investite     secondo     le  norme    fissate    dagli
articoli 17-21 della presente direttiva.
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Trattasi delle norme riguardanti:
   i) i  criteri    generali    in  materia   di   investimento    delle   attività    di
      contropartita delle riserve tecniche,
  ii) l'ammissibiI ita deglI investimenti,
iii) la diversificazione degli investimenti,
  iv) i requisiti di congruenza.
Inoltre, in forza del paragrafo 3 dell'articolo, l'obbligo di            localizzazione
dei cespiti nel paese in cui l'impresa esercita le sua attività é esteso fino
a diventare obbligo di localizzazione all'interno della Comunità europea. Si é
voluto    cosi    secondare   la    liberalizzazione    dei   movimenti    di   capitali
all'interno della Comunità europea, che trova piena applicazione nel                 caso
degli   investitori    istituzionali, e ovviare agli effetti       sfavorevoli    che la
localizzazione     nazionale   ha  sulla   redditività   degli   investimenti   e   sulla
diversificazione     regionale    degli   investimenti   effettuati    dalle   compagnie
d'assicurazione.
Articolo 16 - Premi per nuova produzione
La costituzione e il controllo delle riserve tecniche rappresentano               la più
 importante garanzia della sicurezza delle         imprese di assicurazione e della
tutela degli assicurati. Di conseguenza, l'autorità di controllo deve poter
verificare che l'impresa dispone delle risorse necessarie per poter alimentare
tali riserve, in particolare per la nuova produzione, e per far fronte a tutti
i suoi impegni, compreso il margine di solvibilità.
In   questo    contesto    i premi    dovuti   per   la  nuova   produzione   rivestono
evidentemente notevole importanza. Nel valutare se un'impresa sia in grado di
far fronte ai suoi impegni è tuttavia opportuno considerare la sua situazione
finanziaria complessiva.
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L'articolo sottolinea quindi che la fissazione di tassi sufficienti dei premi
per la nuova produzione, é un elemento di grande importanza tenendo conto nel
contempo di tutti gli aspetti della situazione finanziaria dell'impresa.
Articolo 17 - Investimento delle riserve tecniche
Per  l'investimento delle riserve            tecniche   l'articolo      stabilisce    un  criterio
generale presente nella         legislazione vigente nella maggior parte degli                Stati
membr i.
A norma dell'articolo        18, paragrafo 2 e dell'articolo             19, paragrafo 3 della
presente     proposta    di   direttiva,      in  circostanze       speciali    e   su   richiesta
dell'impresa     di   assicurazioni,      lo Stato membro        di   origine    può   autorizzare
deroghe     alle    norme    sull'ammissibilità        e    sulla      diversificazione       degli
investimenti      solo   a  patto    che    lo Stato    membro     d'origine     abbia   accertato
l'adempimento degli obblighi stabiliti dall'articolo in questione.
Articolo 18 - Investimenti ammissibili
L'articolo contiene un elenco di attività in cui              lo Stato membro d'origine può
autorizzare le imprese di assicurazione ad investire le loro riserve tecniche.
Onde salvaguardare        il parallelismo      esistente    tra    i regimi    di  vigilanza    del
ramo   vita    e  del   ramo   danni,    l'elenco    é   simile    a   quello    figurante    nella
proposta     di   terza    direttiva     di   coordinamento       dell'assicurazione        diretta
diversa dall'assicurazione sulla vita.
Le  attività     ammissibili     qui   elencate    sono   da  considerare       un   massimo.   Ciò
significa che lo Stato membro d'origine é libero di vietare certe categorie di
investimenti     comprese    nell'elenco, ma      solo per      le   imprese   di   assicurazione
aventi   la sede sociale sul suo territorio. Al fine di conferire                      sufficiente
flessibilità     all'elenco,      il  paragrafo     2 dell'articolo        autorizza    gli   Stati
membri a includere altre categorie di             investimenti      su base specifica e fatte
salve le disposizioni dell'articolo 17 della presente proposta di direttiva.
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Articolo 19 - Diversificazione degli         investimenti
L'articolo    stabilisce    un   insieme     di  norme   sulla  diversificazione      degli
investimenti. Anche     in questo caso      le regole di diversificazione fissate nel
paragrafo 1 devono essere considerate un minimo prudenziale. Gli Stati membri
d'origine sono pertanto       liberi di    imporre percentuali massime più basse per
alcune o per tutte le categorie di          investimenti, ma solo nel caso di       imprese
di assicurazione aventi      la sede sociale sul      loro territorio. Anche     i criteri
di diversificazione sono simili         a quelli    stabiliti  dalla proposta di      terza
direttiva      di      coordinamento         dell'assicurazione       diretta       diversa
dall'assicurazione sulla vita.
Per  certe   categorie   di   investimenti,     in particolare   buoni   ed   obbligazioni
dello Stato, non esistono percentuali massime. Per altre categorie invece, ad
esempio i tìtoli e le obbligazioni emessi da imprese, i prestiti assistiti da
garanzia   concessi   alle persone      fisiche,   le azioni   trasferibili    e  le altre
partecipazioni    trasferibili a reddito variabile, le quote di OICVM, ecc., il
paragrafo   1  fissa   una   serie   di   percentuali   massime   sia  per   categorìa   di
investimenti, sia per quote di singole imprese, singoli beni immobili, ecc.
Il paragrafo 2 prevede che nessuno Stato membro possa vincolare le imprese di
assicurazione ad     investire    in particolari    categorie di attività, pratica di
vigilanza tuttora diffusa in alcuni Stati membri, specie per quanto riguarda i
buoni e le obbligazioni di Stato e degli enti          locali.
Con  il paragrafo finale si é        inteso conferire sufficiente      flessibilità alle
norme   di   diversificazione       consentendo    allo   Stato   membro    d'origine    di
autorizzare percentuali      più elevate su richiesta specifica e fatte salve             le
disposizioni dell'articolo 17.
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Articolo 20 - Valutazione degli investimenti
Ai  sensi   di  quest'articolo,   in determinate   circostanze  gli    Stati  membri
possono   ammettere  a   contropartita   delle  riserve  tecniche   le   plusvalenze
risultanti da sottovalutazione di voci dell'attivo. Con l'articolo si é inteso
consentire agli Stati membri che attualmente       impongono la valutazione delle
voci dell'attivo al prezzo di acquisto di mettere le loro imprese su un piede
di parità rispetto alle imprese concorrenti degli Stati membri che consentono
o richiedono la valutazione degli investimenti sulla base del valore corrente.
Articolo 21 - Congruenza
Contrariamente a quanto previsto per il ramo non vita, la seconda direttiva
90/619/CEE ( D   sull'assicurazione diretta    sulla  vita non ha operato      alcun
coordinamento delle disposizioni nazionali in materia di regole di congruenza.
L'articolo mira ad     introdurre   nell'assicurazione sulla   vita   le regole di
congruenza e i relativi     temperamenti. Dette norme sono simili a quelle che
vigeranno   nel  settore   dell'assicurazione   diversa  dall'assicurazione    sulla
vita, tenendo però conto delle caratteristiche specifiche del ramo vita, ad
esempio dell'esistenza di contratti legati ad un'unità di conto determinata.
Articolo 22 - Prestiti postergati
L'articolo aggiorna l'elenco delle attività riconosciute a fini di copertura
del margine di solvibilità, includendovi     i prestiti postergati. Le condizioni
alle quali i prestiti postergati possono essere riconosciuti come fondi propri
sono identiche a quelle fissate dalla direttiva 89/299/CEE del Consiglio (GU L
124 del 5.5.1989, pagg. 16-20) sui fondi propri degli enti creditizi.
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Art icolo 23
Quest'articolo     modifica      l'articolo    21   della   prima   direttiva    al   fine  di
introdurre il principio del controllo del paese d'origine.
                                        Capitolo M I
Articolo 24 - Disposizioni legali d'interesse generale
L'articolo    serve a precisare che          i contraenti     debbono poter    concludere un
contratto di     assicurazione conforme alla           legislazione di uno Stato membro
sempreché non sia contrario alle disposizioni di                legge d'interesse generale
vigenti    nello     Stato      membro    dell'impegno.      Ora,    secondo    la    costante
giurisprudenza della Corte di giustizia, in mancanza di un'armonizzazione più
precisa delle disposizioni          degli   Stati membri,      il rispetto delle predette
disposizioni    d'interesse generale é ammissibile soltanto               in presenza delle
seguenti   condizioni:        le disposizioni     d'interesse     generale   debbono    essere
applicate    in modo      non   discriminatorio     a qualsiasi     impresa  che    opera  sul
territorio dello Stato membro in questione, esse debbono essere oggettivamente
necessarie per la salvaguardia dell'interesse generale, debbono inoltre essere
proporzionate all'obiettivo perseguito e nel               contempo    le disposizioni     già
esìstenti   nello     Stato     membro   d'origine     dei   prodotto   non   consentono    di
salvaguardare      l'interesse      medesimo.     I   pubblici    poteri   sono    tenuti   ad
interpretare     il concetto d'interesse         generale alla     luce dei   criteri    sopra
esposti. E' chiaro che spetta alla Corte di giustizia                   valutare    in ultima
istanza se     l'applicazione datavi dai pubblici           poteri é conforme al diritto
comunitar io.
Art icolo 25 -        Soppressione del controllo preventivo delle tariffe e delle
                      P O ' izze
Tutela del consumatore significa anche diritto alla scelta più ampia possibile
tra    prodotti       assicurativi        innovatori,      al     miglior     prezzo.      Per
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realizzare questo diritto a livello della vigilanza occorre abolire qualsiasi
controllo preventivo delle tariffe e delle polizze e sostituirlo con un regime
più  consono     alla  situazione,    specie   in  fatto    di  reciproco   riconoscimento
indispensabile per la realizzazione del mercato interno.
L'autorizzazione preventiva        equivale   infatti   al   rilascio di   un  "marchio di
qualità" e non sembra coerente nella          logica del mercato unico conferire alle
autorità di controllo di uno Stato membro il diritto di rilasciare o rifiutare
la licenza per prodotti elaborati e già diffusi           in altri Stati membri.
A maggior    ragione    va soppresso    il controllo delle       tariffe: con   il   sistema
della    licenza unica,     l'autorità  di  controllo dello      Stato membro    d'origine,
essendo garante della solvibilità globale dell'impresa, deve vigilare affinché
la politica finanziaria dell'impresa non metta a repentaglio tale solvibilità.
Con ciò non si priva       l'autorità di controllo dello Stato in cui é situato il
rischio del     diritto di    tutelare   i suoi   consumatori:     l'autorità  conserva   la
facoltà di provare a posteriori e in maniera non sistematica che una clausola
di un contratto liberamente concluso non é conforme ad una disposizione               legale
d'interesse    generale. L'"inversione dell'onere della prova" deve portare ad
una maggiore responsabilizzazione degli assicurati di fronte ai prodotti                loro
offerti accrescendo cosi il livello reale della protezione di cui godono.
Articolo 26 - Termine di rinuncia accordato ai contraenti
La seconda direttiva sull'assicurazione sulla vita 90/619/CEE ha concesso ai
contraenti    che hanno sottoscritto un       impegno   in regime di    libera prestazione
di servizi    la possibilità di recedere dal contratto entro un termine compreso
tra   14   e  30   giorni  dal   momento   in  cui   il   contraente   é   informato   della
conclusione del contratto.
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Nella logica del completamento del mercato interno sembra necessario estendere
questa  facoltà    a   tutti    i contraenti,    a   prescindere     dalle   modalità  di
conclusione del contratto, sia        in regime di diritto di stabilimento che di
libera prestazione di servizi, onde garantire loro una tutela adeguata.
Articolo 27 - Trasparenza
Rispetto al    ramo danni     il ramo vita é caratterizzato dalla           durata  degli
impegni   che  spesso    si   potrae   su  vari   decenni.    Inoltre    taluni  prodotti
assomigliano   ad   altri   prodotti    finanziari   offerti   da   operatori   economici
diversi dalle imprese di assicurazione.
Queste circostanze esigono che il consumatore, per poter beneficiare in pieno
della maggiore concorrenza tra un numero crescente di prodotti, sia informato
in modo chiaro e preciso delle caratteristiche essenziali dell'offerta sia
nella fase che precede la stipulazione del contratto, per poter decidere con
cognizione di causa, sia durante la vigenza del contratto, qualora esso venga
modificato.
L'elenco figurante all'allegato 2 costituisce un elenco minimo che gii Stati
membri possono    integrare per gli      impegni  relativi   ai   loro residenti, fermo
restando che quest'obbligo di informazione, inteso a far si che il contraente
comprenda   appieno gli     elementi   essenziali   del   contratto    propostogli, deve
essere unicamente finalizzato alla tutela del consumatore e non a limitare la
scelta dei prodotti offerti.
                                        TITOLO IV
                     Disposizioni sulla libertà di stabilimento
                             e di prestazione dei servizi
Articoli 28 e 29 - Libertà di stabilimento
L'articolo 28 contiene un         insieme di   disposizioni     precise   che modificano
l'articolo    10   della     prima    direttiva    e    fissano     le   modalità   della
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cooperazione     tra    le  autorità    competenti      degli   Stati   membri,     basata   sul
controllo del paese d'origine, nel quadro della libertà di stabilimento.
Di   conseguenza      un'impresa     di   assicurazione       che   intenda    stabilire     una
succursale    in un altro Stato membro deve notificarlo alle autorità competenti
del suo Stato membro d'origine, fornendo al contempo le informazioni                  richieste
(ad esempio, programma di attività, entità del fondo di garanzia, margine di
solvibilità, indirizzo e nominativi dei mandatari generali) (art. 10, parr. da
1 a 3).
Dopo   aver   esaminato     la   notifica     l'autorità    competente,    se   ha   motivo   di
dubitare    della   validità    finanziaria      del  progetto    o  dell'adeguatezza      delle
strutture    dell'impresa      di   assicurazione,      può   rifiutare   di   comunicare      le
informazioni    alle autorità del futuro paese ospitante.              In ogni caso, essa é
tenuta   a motivare      il suo rifiuto all'impresa          interessata   entro    i tre mesi
successivi al ricevimento della notifica (art. 10, par. 3 ) .
L'articolo 29 sopprime l'articolo 11 della prima direttiva, rimuovendo cosi I
precisi requisiti cui       il programma di attività dovrebbe rispondere in caso di
costituzione di una succursale in un altro Stato membro. Ormai essi riguardano
solo il tipo d'attività che la succursale              intende svolgere e le informazioni
circa la struttura della succursale.
Articoli da 30 a 32 - Libertà di prestazione dei servizi
Negli   articoli    in questione     sono specificate       la procedura    da seguire e       le
modalità della cooperazione tra          le autorità del paese d'origine e del             paese
ospitante    per   quanto    riguarda    la    libertà   di   prestazione   dei    servizi.   Le
disposizioni    in materia della seconda direttiva sono cosi modificate ed estese
non   solo   alle    attività     svolte    in   regime   di   prestazione    di    servizi   su
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iniziativa del contraente, ma anche a tutti gli impegni che ricadono nel campo
di applicazione della presente proposta di direttiva, cosi                da   istituire un
unico regime per        l'intera attività di assicurazione sulla vita; sono pertanto
soppressi gli articoli della seconda direttiva che risultano ormai                  superflui
(art. 3 3 ) .
Cosi, un'impresa        di assicurazione che       intenda svolgere un'attività nel       ramo
vita in regime di prestazione di servizi é tenuta a comunicare alle autorità
del paese d'origine lo Stato membro in cui intende effettuare tali prestazioni
di servizi      e  le attività che       in esso saranno svolte (art. 11 della         seconda
direttiva nella versione modificata). Alle autorità del paese ospitante verrà
comunicato      il margine     di  solvibilità     dell'impresa,  i rami  che    l'impresa   è
autorizzata a praticare e la natura degli              impegni che si propone di assumere
(art. 14 della seconda direttiva nella versione modificata).
Ar t i co I o 33 -        Adattamenti     tecnici, soppressione del cumulo di attività in
                         regime di stabilimento e in regime di       libera prestazione di
                         servizi
L'articolo abroga le disposizioni della seconda direttiva 90/619/CEE, divenute
 inapplicabili      in seguito all'istituzione di un regime uniforme di             controllo
sul     complesso      dell'attività       dell'assicurazione    diretta    sulla     vita   e
all'ampliamento        del   campo    di    applicazione   alla  totalità   delle    attività
disciplinate dalla prima direttiva 79/267/CEE.
Di conseguenza        l'articolo 10 della seconda direttiva 90/619/CEE           relativo al
campo d'applicazione delle disposizioni sulla libera prestazione di servizi é
soppresso.
Sono altresì soppressi          l'articolo 16 della seconda direttiva 90/619/CEE, che
dà     agli    Stati     membri    la    facoltà    di   vietare   l'esercizio     simultaneo
dell'attività       di   assicurazione      in  regime  di  stabilimento  e   in   regime   di
prestazione di        servizi, nonché       l'articolo  22 relativo  alle   informazioni    da
 ---pagebreak---                                                 - 32 -
fornire   al   contraente:        infatti     l'articolo      27    della    presente      proposta      di
direttiva stabilisce regole più complete e particolareggiate in materia.
L'articolo 24 della seconda direttiva che prevede                      il controllo delle riserve
tecniche    da     parte    dello      Stato    membro      d'origine       nel    caso     di    impegni
sottoscritti     in libera prestazione di servizi su                 iniziativa del contraente e
da parte dello       Stato membro ospitante             in tutti     gli    altri    casi    é del    pari
soppresso.
Infine, anche       l'articolo     14 della seconda direttiva 90/619/CEE, che prevede
l'autorizzazione        preventiva       per     l'esercizio       di    attività       in    regime     di
prestazione     attiva     di    servizi,     va     soppresso      in   forza     di   considerazioni
identiche.    Ormai     il   solo    regime    giuridico      applicabile        per   l'accesso      alla
libera prestazione dei servizi, é quello previsto dagli articoli                            30-32 della
presente proposta.
Articolo      34      -     Controllo        dei       documenti        contrattuali          utilizzati
dal l'assicuratore
Quest'articolo       fissa    le   disposizioni        relative     ai    mezzi    ai    quali    possono
ricorrere     gli     Stati     membri      per      controllare        l'osservanza        delle      loro
disposizioni     di    legge   d'interesse        generale     nelle     polizze     e   nei   documenti
contrattuali che l'assicuratore si propone di utilizzare nell'esercizio della
sua attività. L'articolo riprende              il principio fissato negli articoli                 5 e 25
della   presente      proposta      di    direttiva.      Di    conseguenza,        lo    Stato     membro
dell'impegno non può esigere l'approvazione preventiva di tali documenti, dato
che  ciò   ostacolerebbe        in misura      considerevole         la   libera     circolazione       dei
prodotti ed eventuali         sviluppi     innovativi.      Inoltre,      le disposizioni        relative
all'obbligo       di     informazione        imposto       alle      imprese       di     assicurazione
dall'articolo      27   e  la   facoltà     di    recedere     dal    contratto      garantiscono       una
tutela   adeguata     dei   contraenti.       Al   fine   di    controllare       l'osservanza       delle
predette    disposizioni,        lo   Stato    membro     può    esigere      la   comunicazione        non
sistematica          delle        polizze          e      dei         documenti           contrattuali.
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Si tratta in effetti di un regime più consono alle esigenze del mercato unico
e atto a garantire un'effettiva tutela dei contraenti assicurati.
Articolo 35 - Sanzioni
L'articolo 20 della seconda direttiva 90/619/CEE prevedeva già                  l'adozione di
misure  e  di  sanzioni     nei   confronti    dell'impresa     di  assicurazione      che  non
rispetta  le norme ad essa applicabili           nell'esercizio delle sue attività           in
regime di libera prestazione dei servizi.
Allo Stato membro d'origine é quindi demandato il potere generale di adozione
delle  misure   e   sanzioni    e  i vari    Stati  membri     interessati    sono   tenuti   a
collaborare. Lo Stato membro ospitante conserva               tuttavia   la possibilità      di
adottare   direttamente      provvedimenti     contro   l'impresa     che   opera     sul   suo
territorio per prevenire o reprimere eventuali             irregolarità     ivi commesse da
quest'ultima   in infrazione alle disposizioni         che    le sono applicabili, nonché
quando lo Stato membro d'origine ha preso misure insufficienti o ha omesso di
adottarle.
Il  sistema   di   autorizzazione      unica   deve  essere      affiancato    da   un   regime
destinato   a   garantire     l'osservanza     delle   norme     applicabili      all'attività
assicurativa, che essa sia svolta          in regime di stabilimento o           in regime di
libera prestazione dei servìzi. È pertanto necessario estendere                    all'insieme
dell'attività    il   regime   previsto   dall'articolo      20 della    seconda     direttiva
90/619/CEE. Tale regime è del         resto già stato adottato anche per gli              altri
servizi finanziari (art. 21 - seconda direttiva bancaria 89/646/CEE).
Articolo 36 - Pubblicità
La  pubblicità    dei   prodotti     di  assicurazione     é    essenziale    per    agevolare
l'esercizio   effettivo    delle    attività   assicurative     nella  Comunità. Grazie a
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questo articolo     le imprese debitamente autorizzate           hanno    libero accesso a
tutti i mezzi normali di comunicazione per fare pubblicità ai loro servizi e
ai loro prodotti nella Comunità. La disposizione ricorda che gli Stati membri
possono    esigere    il   rispetto   delle   proprie    norme   in materia     di   forma   e
contenuto della pubblicità medesima. Trattasi delle disposizioni                  emanate in
virtù degli obblighi derivanti dagli atti comunitari adottati                 in materia di
pubblicità,    nella      fattispecie    la   direttiva    84/450/CEE    sulla     pubblicità
 ingannevole e    il capitolo     IV della direttiva 59/552/CEE          sulla    televisione
senza frontiere, nonché delle disposizioni            adottate dagli Stati membri          per
motivi d'interesse generale. Ancora una volta il concetto d'interesse generale
andrà interpretato conformemente a quanto precisato dalla giurisprudenza della
Corte   di   giustizia. Cfr.      commento     articolo   24 e    causa    352/85   Bond   van
Adverteerders, nonché causa 362/88 GB-Inno-BM.
Art icolo 37 -        Parità di trattamento in caso di liquidazione dell'impresa
                      di assicurazione
Questa disposizione conferma il principio della parità di trattamento di tutti
 i creditori     dell'assicurazione       in   caso  di    liquidazione     dell'impresa    di
assicurazione,     ed    eventualmente    in caso    di   intervento    di   un   sistema   di
garanzia, senza discriminazioni in ragione della nazionalità degli assicurati
o beneficiari o in ragione della modalità di sottoscrizione dei contratti. Il
principio è già sancito in altre direttive              in materia di assicurazione, in
particolare nelle seconde direttive 88/357/CEE e 90/619/CEE.
Articolo 38 - Informazioni statistiche
Quest'articolo prevede che ogni            impresa  debba    trasmettere    all'autorità    di
controllo dello Stato membro d'origine informazioni sul fatturato realizzato
nei singoli Stati membri sia in regime di stabilimento che in regime di libera
prestazione dei servìzi.
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Le autorità di controllo degli Stati membri sul cui territorio l'assicuratore
in questione   esercita  la sua  attività   potranno   chiedere  all'autorità   di
controllo dello Stato membro d'orìgine di trasmettere loro tali      informazioni
indispensabili per valutare effettivamente l'importanza     relativa dei diversi
mercati. Una disposizione analoga figura nella proposta di terza direttiva
sull'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla vita (art. 39).
Articolo 39 - Regime fiscale
Quest'articolo estende al regime di stabilimento      il sistema previsto dalle
seconde direttive per la libera prestazione dei servizi.
La presente proposta di direttiva precisa dunque che, fatta salva un'ulteriore
armonizzazione, il principio da applicare per le imposte indirette e per gli
oneri   parafiscal!   ò  quello   della   territorialità    dell'imposta,   ossia
l'applicazione del sistema d'imposizione dello Stato membro in cui il rischio
é situato e a profitto di questo stesso Stato.
Inoltre,  ciascuno  Stato  applicherà   alle  imprese   che  esercitano  la   loro
attività sul suo territorio, in regime di stabilimento o in regime di libera
prestazione dei servizi, le disposizioni nazionali     in materia di riscossione
di tali imposte.
                                    TITOLO V
                              Disposizioni finali
Articolo 40 - Poteri di esecuzione della Commissione
La disposizione in questione indica gli articoli della prima direttiva e della
presente direttiva suscettibili di eventuali modifiche.
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Le procedure di modifica      degli  articoli  sono fissate dalla direttiva     del
Consiglio che istituisce il Comitato per le assicurazioni.
Articolo 41
L'articolo contiene una disposizione nella quale si precisa che la direttiva
attuale lascia impregiudicati ì diritti acquisiti dalle succursali autorizzate
che svolgevano le proprie attività in regime di prestazione dei servìzi.
Articolo 42 -       Trasferimento di portafoglio delle succursali comunitarie di
                    imprese soggette alla legislazione di uno Stato terzo
 Il titolo III della prima direttiva 79/267/CEE stabilisce le norme applicabili
alle succursali    costituite   nella Comunità   da  imprese  di  paesi  terzi. Il
presente artìcolo introduce nel titolo III, affinché i contraenti        beneficino
delle medesime garanzie     in tutti   I casi, il regime giuridico che fissa le
condizioni alle quali ò subordinato il trasferimento del portafoglio contratti
di dette succursalI.
Articolo 43 - Ricorso giurisdizionale
L'articolo stabilisce che le decisioni delle autorità competenti nei settori
cui si applica la presente proposta di direttiva possono essere impugnate per
via giur isdizionale.
Articoli da 44 a 46 - Attuazione della direttiva
Questi articoli contengono le disposizioni finali.
La    data  di   entrata    in   vigore   non   dovrebbe   essere   successiva    al
 31 dicembre 1993.
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                                       Proposta di
                           TERZA DiRETTiVA DEL CONSIGLIO
                   relativa al coordinamento delle disposizioni
                    legislative, regolamentari e amministrative
                  riguardanti    l'assicurazione diretta sulla vita
           e recante modifica delle direttive 79/267/CEE e 90/619/CEE
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
l'articolo 57, paragrafo 2 e l'articolo 66,
vista la proposta della Commissione,
in cooperazione con il Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
1.- considerando che è necessario completare          il mercato       interno nel    settore
dell'assicurazione diretta sulla vita, sotto il duplice profilo della                 libertà
di  stabilimento   e della     libertà di   prestazione   dei    servizi, allo scopo di
facilitare    alle   imprese     di   assicurazione    aventi      sede    nella     Comunità
l'assunzione di impegni all'interno della Comunità;
2.- considerando     che    la    seconda    direttiva   90/619/CEE        del    Consiglio,
dell'8 novembre 1990, che coordina        le disposizioni     legislative, regolamentari
ed  amministrative   riguardanti     l'assicurazione diretta        sulla   vita,   fissa  le
disposizioni volte ad agevolare l'esercizio effettivo della libera prestazione
di  servizi  e modifica     la direttiva     79/267/CEE < 1 ) ,   in appresso     denominata
seconda   direttiva,   ha  contribuito     in  larga  misura     alla    realizzazione    del
mercato interno nel settore dell'assicurazione diretta sulla vita, accordando
già  ai  contraenti   assicurati,che prendono       l'iniziativa      di  sottoscrivere un
impegno   in un altro Stato e che quindi         non necessitano        di una  particolare
tutela nello Stato membro dell'impegno,         la piena    libertà di     fare ricorso al
più ampio mercato possibile delle assicurazioni;
(1) GU L n. 330 del 29.11.1990, pag. 50.
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3.- considerando che questa seconda direttiva rappresenta             in conseguenza una
tappa   importante verso    il ravvicinamento dei mercati        nazionali    in un unico
mercato integrato, che deve essere completata da altri strumenti comunitari al
fine di consentire a tutti      i contraenti, che prendano o meno l'iniziativa, la
possibilità di fare ricorso a qualsiasi         assicuratore con sede sociale nella
Comunità e che vi svolge la sua attività in regime di stabilimento o di libera
prestazione dei servizi, garantendo        loro al tempo stesso un livello adeguato
di tutela;
4.- considerando che l'impostazione adottata consiste nel l'attuare le forme di
armonizzazione essenziali, necessarie e sufficienti           ad ottenere    il reciproco
riconoscimento delle autorizzazioni        e dei   sistemi   di controllo    prudenziale,
cosi  da rendere possibile      il rilascio di un'autorizzazione unica valida           in
tutta la Comunità e l'applicazione dei principio del controllo da parte dello
Stato membro d'origine;
5.- considerando    che, di conseguenza,      l'accesso   all'attività assicurativa      e
l'esercizio della stessa saranno       d'ora in poi subordinati alla concessione di
un'autorizzazione amministrativa unica, rilasciata dalle autorità dello Stato
membro nel quale     l'impresa di assicurazione ha       la propria sede sociale; che
grazie a tale autorizzazione       l'impresa   può' svolgere     le proprie attività    in
qualsiasi paese della Comunità, sia        in regime di    libero stabilimento, sia in
regime di    libera prestazione di servizi; che        lo Stato membro ospitante non
potrà più richiedere una nuova autorizzazione alle             imprese di   assicurazione
che   sono  già   autorizzate    nello   Stato   membro   d'origine     e  che   intendono
esercitarvi    le  proprie    attività    assicurative;    che    é  pertanto    opportuno
modificare in tal senso la prima e seconda direttiva-,
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6.- considerando che     la responsabilità      in fatto di vigilanza sulla solidità
finanziaria dell'impresa di assicurazione, e in particolare sulla solvibilità
e  sulla   costituzione    di   riserve    tecniche   sufficienti,    nonché   sulla    loro
rappresentazione     mediante      attività    congrue,    spetta   ormai     all'autorità
competente dello Stato membro di origine dell'impresa stessa;
7.- considerando che lo Stato membro d'origine può altresì' imporre norme più
restrittive di quelle fissate dagli articoli 7, 14, 15, 18, dall'articolo 19,
paragrafi 1    e  3,  e   dall'articolo     20   per  quanto   concerne    le   imprese   di
assicurazione autorizzate dalle proprie autorità competenti;
8.- considerando che la presente direttiva rientra nel quadro della normativa
comunitaria    già   portata     a   termine,   segnatamente    dalla    prima    direttiva
                                 2
79/267/CEE   del Consiglio < ) ,      modificata   da ultimo dalla seconda        direttiva
90/619/CEE, nonché dalla direttiva .../.../CEE del Consiglio relativa ai conti
annuali e ai conti consolidati delle imprese di assicurazione*3*;
9.- considerando che le autorità competenti devono pertanto disporre dei mezzi
di   controllo   necessari    ad   assicurare    l'esercizio   ordinato   delle    attività
dell'impresa di assicurazione nell'insieme della Comunità, svolte                 in regime
sia di   libero stabilimento, sia di         libera prestazione dei servizi; che, in
particolare, le autorità competenti degli Stati membri devono poter adottare
appropriate   misure   di   salvaguardia     od   imporre  sanzioni   volte   a   prevenire
irregolarità ed infrazioni eventuali alle disposizioni           in materia di controllo
del le assicurazioni ;
10.- considerando che é necessario adeguare             le disposizioni    concernenti    il
trasferimento del portafoglio al regime giuridico dell'autorizzazione unica
istituito dalla presente direttiva;
(2) GU n. L 63 del 13.3.1979, pag. 1.
(3) GU n. L
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11.- considerando che    in base alla     relazione prescritta       dall'articolo 39,
paragrafo   2 della  prima    direttiva   non  risulta    giustificato     mantenere   le
restrizioni attualmente gravanti sulle imprese multiramo né di opporsi alla
costituzione di nuove     imprese multiramo purché queste ultime adottino una
gestione distinta che consenta di evidenziare separatamente             i risultati del
ramo vita e quelli del ramo non vita e di rispettare              le norme prudenziali
relative a questi due settori di attività;
12.- considerando che per      la tutela degli assicurati è necessario che ogni
impresa  di  assicurazione    costituisca   riserve  tecniche sufficienti; che         il
calcolo di queste ultime si basa essenzialmente su principi attuariali; che é
opportuno coordinare detti principi onde agevolare il reciproco riconoscimento
delle disposizioni prudenziali applicabili nei vari Stati membri;
13.- considerando che é opportuno coordinare le norme concernenti            il calcolo,
la diversificazione,    la   localizzazione e    la congruenza      delle   attività   di
contropartita delle riserve tecniche al fine di agevolare             il riconoscimento
reciproco delle disposizioni degli Stati membri; che tale coordinamento deve
tener conto delle misure adottate in materia di liberalizzazione dei movimenti
                                                              (4)
dì capitali dalla direttiva 88/361/CEE del Consiglio              , nonché dei    lavori
della Comunità nella prospettiva del completamento dell'Unione economica e
monetaria;
14.- considerando peraltro che lo Stato membro d'origine non può esigere dalle
imprese di assicurazione di investire le attività di contropartita delle loro
riserve   tecniche   in    categorie    determinate    di    cespiti,     essendo    tali
prescrizioni incompatibili con le misure in materia di libera circolazione dei
capitali dì cui alla direttiva 88/361/CEE;
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15.- considerando che è opportuno completare                l'elenco degli elementi            che si
prestano ad essere utilizzati per la costituizione del margine di solvibilità,
richiesto dalla prima direttiva, al fine di tener conto dei nuovi                           strumenti
finanziari e delle facilitazioni accordate alle altre istituzioni                        finanziarie
per l'alimentazione dei loro fondi propri;
16.- considerando che non risulta né necessario né opportuno armonizzare per
ora la normativa in materia di contratto e che in assenza di un'armonizzazione
dì   questo   tipo    la   possibilità       lasciata      agli    Stati     membri      dì    imporre
l'applicazione    della propria      normativa       ai   contratti    assicurativi        coi   quali
sono assunti    impegni   situati    sul    loro territorio é tale da offrire garanzie
sufficienti ai contraenti assicurati;
17.- considerando     che, nel     quadro     del    mercato    unico,    é   nell'interesse       del
contraente    aver    accesso     alla     più     ampia     gamma    possibile        di    prodotti
assicurativi   offerti    nella Comunità,         al   fine di    scegliere      tra essi      il più
adeguato alle sue esigenze; che pertanto                 lo Stato membro        dell'impegno      deve
ammettere sul    proprio territorio         la commercializzazione di            tutti    i prodotti
dell'assicurazione      vita   posti     in   commercio      nella    Comunità       sempreché     non
violino   le disposizioni     di   legge d'interesse generale            in vigore nello Stato
membro dell'impegno e nella misura in cui tale interesse non sia salvaguardato
dalle disposizioni dello Stato membro d'origine e sempreché tali                        disposizioni
si  applichino   senza    discriminazioni        a qualsiasi       impresa     operante      in detto
Stato membro e siano obiettivamente necessarie e proporzionate                        all'obiettivo
perseguito;
18.- considerando    che gli     Stati    membri      devono vigilare affinché            i prodotti
assicurativi   e   la documentazione         contrattuale      utilizzata       per    la   copertura
degli  impegni sottoscritti sul        loro territorio in regime di stabilimento o di
libera prestazione di servizi         rispettino       le disposizioni       di   legge specifiche
di  interesse generale applicabili; che              i sistemi    di controllo da utilizzare
devono   adattarsi   alle   esigenze     del    mercato     integrato     senza     tuttavia     poter
costituire     una      condizione        preliminare         all'esercizio           dell'attività
assicurativa; che     in questa prospettiva           i sistemi di approvazione            preventiva
delle condizioni    assicurative non sembrano giustificati; che é opportuno di
conseguenza predisporne altri più appropriati alle esigenze del mercato unico
e tali da permettere ad ogni Stato membro di garantire                      la tutela      essenziale
dei contraenti assicurati;
 ---pagebreak---                                         - 42 -
19.- considerando che nel quadro di un mercato unico delle assicurazioni il
consumatore potrà scegliere tra una gamma più ampia e più diversificata di
contratti;  che per   beneficiare     appieno  di   tale  varietà   e  della   maggiore
concorrenza egli deve disporre delle informazioni necessarie a scegliere il
contratto più consono alle sue esigenze; che le informazioni risultano tanto
più necessarie in quanto la durata degli impegni può protrarsi su un arco di
tempo molto lungo; che é quindi opportuno coordinare le disposizioni minime
affinché il consumatore sia informato in modo chiaro e preciso in merito alle
caratteristiche essenziali dei prodotti che gli vengono proposti e in merito
agli estremi   degli  organismi    cui  vanno rivolti     i reclami   dei   contraenti,
assicurati o beneficiari del contratto;
19 bis.- considerando    che   la pubblicità     dei   prodotti  di   assicurazione   é
essenziale per agevolare     l'esercizio effettivo delle attività          assicurative
nella Comunità; che é opportuno        lasciare alle    imprese di assicurazione     la
possibilità di ricorrere a tutti       i normali mezzi di pubblicità nello Stato
membro della succursale o della prestazione di servizi; che tuttavia gli Stati
membri possono esigere il rispetto della loro normativa in materia di forma e
contenuto  della   pubblicità    in  questione    derivante   dagli   atti   comunitari
adottati in materia di pubblicità o da disposizioni emanate dagli Stati membri
per ragioni d'interesse generale;
 ---pagebreak---                                                - 43 -
20.- considerando che nel quadro del mercato unico nessuno Stato membro può
ormai     vietare    l'esercizio      simultaneo      sul    suo    territorio      dell'attività
assicurativa in regime di stabilimento ed in regime di prestazione di servizi;
che ò pertanto opportuno sopprimere              la facoltà accordata        in tal senso agli
Stati membri dalla seconda direttiva;
21.- considerando        che    é   opportuno      predisporre      un   regime      di    sanzioni
applicabili      quando   l'impresa    di   assicurazione     non si    conforma, nello        Stato
membro in cui é sottoscritto l'impegno, alle disposizioni d'interesse generale
ad essa appiicabiIi;
21   bis.- considerando       che sono     in corso     lavori   in materia     di    liquidazione
delle      imprese    di    liquidazione       (proposta    modificata      della      Commissione
COM(89)394 def. del 18.9.1989); che fin da ora é essenziale prevedere in caso
di    liquidazione    di   un'impresa     di   assicurazioni     che   i sistemi      di   garanzia
 istituiti    negli   Stati   membri    conferiscano     parità    di  trattamento      a   tutti i
creditori     di   assicurazione     senza    distinzione     di   nazionalità     dei    creditori
medesimi e a prescindere dalle modalità di sottoscrizione dell'impegno;
22.- considerando che         in taluni    Stati membri      le operazioni     di   assicurazione
non    sono assoggettate       ad alcuna     forma   di   imposizione    indiretta, mentre        in
altri     Stati    vengono     applicate      imposte    particolari     ed    altre     forme    di
contributo; che negli         Stati membri      nei quali    sono riscosse dette          imposte e
contributi, esistono sensibili           divergenze quanto alla         loro struttura e alle
 loro   aliquote;     che   é   opportuno     evitare    che    le   differenze     esistenti     si
traducano     in distorsioni      di concorrenza      per   i servizi    di assicurazione        tra
Stati membri; che, fatta salva una successiva armonizzazione,                      l'applicazione
del regime fiscale e di altre forme di contributo previste dallo Stato membro
 in cui é sottoscritto l'impegno permette di ovviare a tale inconveniente e che
spetta agli Stati membri stabilire le modalità di riscossione delle predette
 imposte e contributi;
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23.- considerando che potrà risultare necessario, a determinati     intervalli di
tempo, apportare modifiche tecniche alle norme dettagliate che figurano nella
presente direttiva in modo da tener conto dei nuovi sviluppi      intervenuti nel
settore assicurativo; che     la Commissione procederà a tali modifiche, nella
misura  in cui   esse saranno    necessarie, dopo  aver  consultato   il   Comitato
consultivo per le assicurazioni, istituito da           nel quadro dei poteri di
esecuzione conferiti alla Commissione dalle disposizioni del trattato;
24.- considerando che è necessario fissare disposizioni       specifiche atte ad
assicurare   la   transizione    dal  regime  giuridico   esistente   al    momento
dell'entrata  in applicazione della presente direttiva al regime istituito da
quest'ultima; che tali disposizioni     devono evitare di accrescere     il  lavoro
delle autorità competenti degli Stati membri,
 ---pagebreak---                                       - 45 -
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
                                     TITOLO I
                       DEFINIZIONI E CAMPO D'APPLICAZIONE
                                    Articolo 1
Ai sensi della presente direttiva, si intende per:
a)   prima direttiva: la direttiva 79/267/CEE;
b)   seconda direttiva: la direttiva 90/619/CEE;
e)   impresa     di   assicurazione:    ogni    impresa    che    abbia    ottenuto
      l'autorizzazione amministrativa conformemente a Il'articolo 6 della prima
     direttiva;
d)   succursale:    qualsiasi    agenzia    o   succursale    di    un'impresa    di
     assicurazione, ai sensi dell'articolo 3 della seconda direttiva;
e)    impegno:   un  impegno   che  si   concretizza    in  una  delle    forme   di
     assicurazioni   o   di  operazioni   di  cui   all'articolo    1  della   prima
     dìrett iva;
f)   Stato membro d'origine:     lo Stato membro nel quale é situata        la sede
     sociale dell'impresa di assicurazione che assume l'impegno;
g)   Stato membro della     succursale:  lo Stato membro     in cui   é situata   la
     succursale che assume l'impegno;
 ---pagebreak---                                         - 46 -
h)   Stato membro di prestazione di servizi: lo Stato membro dell'impegno ai
     sensi dell'articolo 2, lettera e ) , della seconda direttiva, quando questo
     é assunto da un'impresa di assicurazione o una succursale                 situata    in un
     altro Stato membro;
i)   controllo:    il  legame esistente     tra   un'impresa       madre    e    un'affiliata
                                                                                       (5)
     previsto dall'articolo 1 della direttiva 83/349/CEE del Consiglio                     , o
     una relazione della stessa natura tra una persona fisica o giuridica e
     un'impresa;
j)   partecipazione qualificata: una partecipazione, diretta o                 indiretta, in
     un'impresa   che  rappresenti   il   10% o    più    del   capitale     sociale    o   dei
     diritti di voto o che consenta dì esercitare una notevole influenza sulla
     gestione dell'impresa in cui é detenuta la partecipazione.
     Ai  fini  dell'applicazione   della    presente     definizione      negli    articoli 7
     e 14 e delle altre percentuali di partecipazione di cui all'articolo 14,
     sono presi    in considerazione    i diritti     di    voto di    cui    al l'articolo 7
                                                     (6)
     della direttiva 88/627/CEE del Consiglio            ;
k)   impresa  madre:   un'impresa  madre    ai   sensi     degli    articoli 1 e 2       della
     direttiva 83/349/CEE;
I)   affiliata:   un'impresa   figlia    ai    sensi     degli    articoli 1       e 2   della
     direttiva  83/349/CEE; ogni    affiliata     di   un'impresa      figlia    é  parimenti
     considerata come affiliata dell'impresa madre alla quale fanno capo tali
     imprese.
                                    Art icolo 2
1.   La presente direttiva    sì  applica agli       impegni    ed   alle   imprese di      cui
     all'articolo 1 della prima direttiva.
(5) GU n. L 193 del 18.7.1983, pag. 1.
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     2. All'articolo 1, paragrafo 2, primo comma della prima direttiva sono
        soppressi I termini "e siano autorizzate nel paese di attività".
3.   La presente direttiva non si applica alle operazioni, alle imprese ed
     agli enti che esulano dall'ambito di applicazione della prima direttiva,
     né agli enti di cui all'articolo 4 della stessa direttiva.
                                     TITOLO II
                         ACCESSO ALL'ATTIVITÀ' ASSICURATIVA
                                     Articolo 3
L'articolo 6 della prima direttiva é sostituito dal testo seguente:
"Articolo 6
 1.  L'accesso   all'attività    di  assicurazione  diretta   é  subordinato    alla
     concessione di un'autorizzazione amministrativa preliminare.
     Tale   autorizzazione    va  richiesta  alle  autorità   dello   Stato   membro
     d'origine ad opera:
     a) dell'impresa che stabilisce      la sua sede sociale sul     territorio di
        detto Stato membro;
     b) dell'impresa che dopo aver       ottenuto  l'autorizzazione di    cui   alla
         lettera a ) , estende le sue attività ad altri rami.
 2.  Gli Stati membri non subordinano a garanzie reali o personali un deposito
     o   il rilascio del l'autorizzazione."
 ---pagebreak---                                       - 48 -
                                    Art icolo 4
L'articolo 7 della prima direttiva é sostituito dal testo seguente:
"Articolo 7:
 1.  L'autorizzazione    é  valida    per    l'intera   Comunità.   Essa   permette
     all'impresa di esercitarvi   la propria attività    in regime di stabilimento
     o in regime di libera prestazione di servizi.
 2.  L'autorizzazione   é  concessa   per   un  determinato   ramo  quale  definito
     nell'allegato. Essa vale per l'intero ramo, a meno che il richiedente non
     desideri  garantire soltanto una parte dei      rischi  che rientrano  in tale
     ramo.
     Le autorità di controllo possono limitare l'autorizzazione richiesta per
     uno dei rami alle attività contenute nei programmi di cui al l'articolo 9.
     Ogni Stato membro può concedere     l'autorizzazione per più rami, sempreché
      la legislazione nazionale consenta di esercitarli     contemporaneamente."
                                    Art icolo 5
L'articolo 8 della prima direttiva é sostituito dal testo seguente:
"Articolo 8:
 1.  Lo Stato membro di origine prescrive che le imprese di assicurazione che
     richiedono l'autorizzazione
     a) adottino una delle forme seguenti:
 ---pagebreak---                                 - 49 -
    per quanto riguarda il Regno del Belgio: "société anonyme/naamioze
    vennootschap";    "société en commandite        par  actions/commanditaire
    vennootschap       op       aandelen";       "association        d'assurance
    mutuelle/onderI Inge           verzekeringmaatschappiJ";             "société
    coopérât ive/coûperat leve vennootschap";
per   quanto    riguarda    il    Regno   di   Danimarca:     "aktieselskaber",
"gensidige selskaber";
per    quanto    riguarda      la    Repubblica      federale    di    Germania:
"AktiengeselIschaft",      "Versicherungsverein        auf    Gegenseitigkeit",
"Offentiich-rechtliches Wettbewerbsversicherungsunternehmen";
per   quanto   riguarda    la   Repubblica    francese:     "société    anonyme",
"société d'assurance mutuelle";
per  quanto   riguarda   l'Irlanda:     "incorporated    companies    limited  by
share or by guarantee or unlimited";
per  quanto   riguarda   la Repubblica      italiana:   "società   per   azioni",
"società cooperativa", "mutua di assicurazione";
per quanto riguarda il Granducato del Lussemburgo: "société anonyme",
"société   en    commandite     par   action",     "association     d'assurances
mutuelles", "société coopérative";
per quanto riguarda il Regno dei Paesi Bassi: "naamloze vennootschap",
"onderIinge waarborgmaatschapp i J";
 ---pagebreak---                                          - 50 -
          per    quanto     riguarda    il   Regno  Unito:   "incorporated   companies
           limited     by   shares  or    by  guarantee   or  unlimited",   "societies
          registered under        the  Industrial    and Provident   Societies Acts",
          "societies       registered   under   the Friendly    Societies Act",    "the
          association of underwriters known as Lloyd's";
   -  per quanto riguarda la Repubblica ellenica:
      " avûvuun GTaipfa H
   -  per quanto riguarda il Regno di Spagna: "sociedad anònima", "sociedad
      mutua", "sociedad coopérât iva";
   -  per quanto riguarda         la Repubblica portoghese: "sociedade anònima",
      "mutua de seguros".
   L'impresa   di    assicurazione può assumere altresì          la forma di   società
   europea (SE) quale risulta dal regolamento .../CEE* del Consiglio e dalla
   direttiva .../CEE** del Consiglio.
   Gli Stati membri       possono   inoltre costituire, se del caso,        imprese in
   qualsiasi    forma     di   diritto    pubblico,   purché   abbiano   lo  scopo   di
   effettuare operazioni di assicurazione in condizioni equivalenti a quelle
   delle imprese di diritto privato;
b) limitino   il     loro   oggetto   sociale    all'attività   assicurativa   e   alle
   operazioni   che ne discendono direttamente, ad esclusione di qualsiasi
   altra attività commerciale;
e) presentino un programma d'attività conforme all'articolo 9;
d) possiedano     il    fondo   di   garanzia    minimo  previsto   dall'articolo 20,
   paragrafo 2;
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     e) siano dirette di fatto da persone in possesso dei necessari requisiti
         di onorabilità e di qualificazione tecnica.
2)   L'impresa che chiede l'autorizzazione per l'estensione delle sue attività
     ad    altri   rami    deve   presentare      un    programma     d'attività    conforme
     al l'art icolo 9.
     Essa deve inoltre fornire la prova che dispone del margine di solvibilità
     di   cui  all'articolo 19 e      che   possiede      il  fondo   di   garanzia  di  cui
     all'articolo 20, paragrafi 1 e 2.
3)   La presente     direttiva non osta a che gli            Stati   membri   mantengano  in
     vigore      o    adottino     disposizioni        legislative,       regolamentari    o
     amministrative      che   prescrivano     l'approvazione       dello    statuto   e  la
     trasmissione di qualsiasi documento necessario al normale esercizio del
     control lo.
     Tuttavia gli Stati membri non stabiliscono disposizioni che prescrìvano
     la    preventiva     approvazione    o    la    comunicazione      sistematica    delle
     condizioni    generali   e speciali    delle polizze assicurative, delle basi
     tecniche utilizzate in particolare per il calcolo delle tariffe e delle
     riserve tecniche, dei formulari e altri stampati che l'impresa si propone
     di utilizzare nei suoi rapporti con i contraenti. Al fine di controllare
     l'osservanza       delle    disposizioni        legislative,       amministrative     o
     regolamentari     relative    ai  contratti      di    assicurazione,     essi  possono
     prescrivere unicamente la comunicazione non sistematica delle condizioni
     e degli altri documenti suddetti, fermo restando che tale prescrizione
     non deve costituire per        l'impresa   condizione preliminare all'esercizio
     del la sua att ività.
4)   Le   disposizioni     anzidette   non   possono     prevedere     che   la  domanda  di
     autorizzazione sia esaminata       in funzione delle necessità economiche del
     mercato."
 (*) GU n.
(**) GU n.
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                                       Art icolo 6
L'articolo 9 della prima direttiva é sostituito dal testo seguente:
"Art icolo 9:
      Il programma d'attività di cui all'articolo 8, paragrafo 1, lettera e) e
      paragrafo 2 deve contenere le indicazioni o documentazioni riguardanti:
      a) la natura degli   impegni che l'impresa si propone di assumere;
      b) i principi direttivi    in materia di riassicurazione;
      e) gli elementi che costituiscono        il fondo di garanzia minimo;
      d) le previsioni  circa    le spese d'impianto dei servizi        amministrativi  e
         della rete di produzione, i mezzi finanziari destinati a farvi fronte;
      e inoltre, per i primi tre esercizi sociali:
      e) un piano che esponga dettagliatamente          le previsioni    delle entrate e
         delle  spese  sia   per   le operazioni     dirette   e per   le operazioni   di
         riassicurazione    attiva    che   per   le   operazioni   di    riassicurazione
         passiva;
      f) la situazione probabile di tesoreria-,
      g) le previsioni   relative ai mezzi       finanziari   destinati   alla  copertura
         degli impegni e del margine di solvibilità."
 ---pagebreak---                                      - 53 -
                                   Articolo 7
Le   autorità   competenti  dello   Stato   membro   d'origine    non    rilasciano
l'autorizzazione che dà accesso all'attività assicurativa se prima non hanno
ottenuto comunicazione dell'identità degli     azionisti  o dei  soci, diretti    o
indiretti, persone fisiche o giuridiche, che vi detengono una       partecipazione
qualificata, nonché dell'entità di questa partecipazione.
Le  autorità   competenti  negano   l'autorizzazione   se,  tenuto    conto   della
necessità   di   garantire una   gestione   sana   e  prudente   dell'impresa    di
assicurazione, non giudicano   soddisfacente   la qualità  di  detti   azionisti  o
soci.
 ---pagebreak---                                         - 54 -
                                      TITOLO III
                   ARMONIZZAZIONE DELLE CONDIZIONI DI ESERCIZIO
                                      Capitolo I
                                      Art icolo 8
L'articolo 15 della prima direttiva è sostituito dal testo seguente:
"Articolo 15:
 1.  La vigilanza finanziaria sulle imprese di assicurazione, compresa quella
     sulle attività da queste esercitate tramite succursali            e  in regime di
      libera prestazione di servizi, rientra nella competenza esclusiva dello
     Stato membro d'origine. Se le autorità dello Stato membro dell'impegno
     hanno motivo di ritenere che       le attività dell'impresa di assicurazioni
     possano   eventualmente    compromettere    la  sua   solidità   finanziaria,    ne
      informano   le  autorità   dello   Stato  membro    d'origine   dell'impresa    in
     questione. Le autorità di detto Stato d'origine verificano se             l'impresa
     rispetta I principi prudenziali definiti nella presente direttiva.
 2.  La   vigilanza   finanziaria   comprende    in particolare     la   verifica,   per
     l'insieme delle attività dell'impresa di assicurazione, che lo stato di
     solvibilità,    la costituzione di riserve      tecniche, comprese      le riserve
     matematiche, e le attività di contropartita siano conformi alle norme o
     prassi vigenti nello Stato membro d'origine         in forza delle disposizioni
     adottate a livello comunitario.
 3.  Le   autorità   competenti   dello  Stato   membro   d'origine   prescrivono    che
     ciascuna impresa di assicurazione sia dotata di una buona organizzazione
     amministrativa e contabile e di adeguate procedure di controllo interno."
 ---pagebreak---                                                 55 -
                                           Art icolo 9
L'articolo 16 della prima direttiva é sostituito dal testo seguente:
"Articolo 16:
      Per   i casi   in cui un'impresa di assicurazione autorizzata               in uno Stato
      membro eserciti       la propria attività       in altri   Stati   membri     tramite una
      succursale, gli Stati membri della succursale dispongono che le autorità
      competenti       dello      Stato    membro     d'origine    possano,        dopo    avere
      preventivamente informato le autorità competenti dello Stato membro della
      succursale, procedere direttamente, o tramite persone da esse                   incaricate
      a   tal  fine,    alla    verifica    in   loco delle   informazioni      necessarie   per
      assicurare la vigilanza finanziaria sull'impresa."
                                          Articolo 10
Nel testo della prima direttiva é inserito l'articolo 23 bis:
"Art icolo 23 bis:
      Fatte salve le procedure di revoca dell'autorizzazione e le disposizioni
      di diritto penale, gli          Stati   membri   dispongono che     le   loro   rispettive
      autorità     competenti       possano     infliggere    sanzioni     alle     imprese   di
      assicurazione      o   ai    loro  dirigenti    responsabili   che     abbiano    commesso
       infrazioni alle disposizioni          legislative, regolamentari o amministrative
       in materia    di    controllo    o  di   esercizio   dell'attività, ovvero        possano
      adottare     nei    loro    confronti    provvedimenti    atti   a    porre     fine  alle
       infrazioni accertate o alle loro cause."
 ---pagebreak---                                          - 56 -
                                      Articolo 11
1. L'articolo 6, paragrafi da 2 a 7, della seconda direttiva ò soppresso.
2. Ogni    Stato     membro   autorizza,    alle   condizioni    previste    dal   diritto
   nazionale,      le imprese di assicurazione aventi         la sede sociale nel       suo
   territorio      a trasferire    totalmente o     in parte   il   loro portafoglio di
   contratti sottoscritti        in regime di stabilimento o di       libera prestazione
   di servizi ad un cessionario stabilito nella Comunità, se le autorità di
   controllo      dello   Stato membro    d'origine    del cessionario     attestano    che
   questi      dispone,     tenuto   conto    del   trasferimento,     del    margine    di
   so Iv i b iI ita necessar i o.
3. Quando una succursale prevede di trasferire totalmente o in parte il suo
   portafoglio sottoscritto         in regime di stabilimento o di prestazione di
   servizi, lo Stato membro della succursale deve essere consultato.
4. Nei casi di cui ai paragrafi 2 e 3, le autorità di controllo dello Stato
   membro d'origine dell'impresa cedente autorizzano              il trasferimento dopo
   aver ricevuto       l'accordo delle autorità di controllo degli           Stati  membri
   del I'impegno.
5. Le autorità di controllo degli Stati membri consultati comunicano il loro
   parere alle autorità competenti dello Stato membro d'origine dell'impresa
   d'assicurazioni cedente entro tre mesi dal ricevimento della richiesta;
   ove   non    venga   espresso   entro   tale   termine,  il  parere    delle   autorità
   consultate é considerato favorevole.
6.  Il  trasferimento       autorizzato    in  conformità   del    presente    articolo   é
   oggetto, nello Stato membro dell'impegno, di idonea pubblicità, nei modi
   previsti      dal   diritto   nazionale.    Tale   trasferimento    é   opponibile    di
   diritto ai contraenti, agli assicurati            e a qualunque altra persona che
   abbia diritti od obblighi derivanti dai contratti trasferiti.
 ---pagebreak---                                               - 57 -
   Gli Stati membri possono prevedere per i contraenti dell'assicurazione la
   facoltà    di   sciogliere        il   contratto     entro    un    termine   prestabilito       a
   decorrere dal trasferimento.
                                           Articolo 12
1. L'articolo 24 della prima direttiva é sostituito dal testo seguente:
   "Articolo 24:
    1.     Qualora     un'impresa         non   si   conformi      alle   disposizioni       di   cui
           all'articolo        17,      l'autorità     di    controllo     dello    Stato     membro
           d'origine dell'impresa può vietare, dopo aver                    informato della sua
            intenzione        le     autorità      di     controllo      degli     Stati      membri
           dell'impegno, la libera disposizione delle attività.
    2.     Ai fini del risanamento della situazione finanziaria di un'impresa
            il   cui    margine       di    solvibilità      non    raggiunga    più     il   minimo
           prescritto nell'articolo 19,               l'autorità     di controllo dello Stato
           membro di origine esige un piano di                   risanamento che deve essere
           presentato alla medesima per approvazione.
    3.     Se    i I margine        di    solvibilità      non    raggiunge    più    il    fondo   di
           garanzia      di   cui    all'articolo      20,    l'autorità    di  controllo       dello
           Stato      membro       di    origine      esige     dall'impresa      un     piano     di
           finanziamento         a   breve    termine    che   deve    essere   presentato       alla
           medesima per approvazione.
       Essa può     inoltre restringere o vietare               la libera disposizione          delle
       attività    dell'impresa.         Essa   informa     in proposito      le autorità       degli
       Stati   membri     sul   cui     territorio     l'impresa     esercita   un'attività,       le
       quali, a sua richiesta, adottano le stesse misure.
    4.     Nei    casi   di   cui     ai paragrafi      1 e 3,      le competenti     autorità di
           controllo possono adottare              inoltre ogni altra disposizione atta a
           salvaguardare gli           interessi degli assicurati.
 ---pagebreak---                                              - 58 -
 5.  Ciascuno Stato membro adotta altresì            le disposizioni necessarie per poter
     vietare    la    libera     disposizione     delle     attività      localizzate      sul   suo
     territorio a richiesta dello Stato membro d'origine dell'impresa."
                                          Art icolo 13
L'articolo 26 della prima direttiva é sostituito dal testo seguente:
"Articolo 26:
 1.  L'autorizzazione       accordata     all'impresa      di    assicurazione       dall'autorità
     competente      dello      Stato    membro     di     origine      può    essere       revocata
     dall'autorità stessa quando          l'impresa:
     a) non    fa    uso    dell'autorizzazione        entro     dodici     mesi,     vi    rinuncia
        espressamente       o   ha   cessato   di   esercitare       la   sua   attività     per  un
        periodo superiore a sei mesi, a meno che lo Stato membro                        interessato
        non preveda in tali casi          la decadenza dell'autorizzazione;
     b) non soddisfa più le condizioni di accesso;
     e) non   ha    potuto     realizzare,     entro     i   termini     stabiliti,      le   misure
        previste dal piano di risanamento o dal piano di finanziamento di cui
        al l'art icolo 24;
     d) viola     gravemente       gli  obblighi     che     le   incombono      in   virtù    della
        normativa ad essa applicabile.
     L'autorità     di   controllo     dello   Stato    membro     di   origine     informa    della
     revoca   dell'autorizzazione         le autorità      di   controllo     degli    altri   Stati
     membri;   queste     sono    tenute   ad adottare opportune          misure    onde    impedire
 ---pagebreak---                                            - 59 -
    all'impresa    interessata      di   dare    inizio   a   nuove    operazioni      sul   loro
    territorio in regime di stabilimento o in regime di libera prestazione di
    servizi. L'autorità      adotta     inoltre, con      il concorso     delle autorità       in
    questione,    ogni    misura     atta     a   salvaguardare       gli    interessi      degli
    assicurati, e nella      fattispecie       restringe    la   libera disposizione        delle
    attività  dell'impresa,       in applicazione       dell'articolo 24, paragrafo 1 e
    paragrafo 3, secondo comma.
 2. Qualsiasi decisione di revoca dell'autorizzazione deve essere motivata in
    modo preciso e notificata all'impresa            interessata.
    Ciascuno   Stato    membro    prevede     un   ricorso    giurisdizionale       avverso    la
    decisione di revoca".
                                        Articolo 14
I.  Gli Stati membri prevedono che tutte le persone fisiche o giuridiche che
    intendano   assumere,     direttamente       o   indirettamente,       in   un'impresa     di
    assicurazione      una    partecipazione          qualificata       debbano       informarne
    preventivamente     le autorità      competenti     dello Stato membro         d'origine    e
    comunicare    l'entità     di    tale    partecipazione.        Le   persone     fisiche    o
    giuridiche sono altresì tenute ad informare le autorità competenti dello
    Stato   membro     di   origine      qualora      intendano      aumentare     la    propria
    partecipazione qualificata in modo che la quota dei diritti di voto o del
    capitale da esse detenuta raggiunga o superi               i limiti del 20%, 33% o 50%
    oppure l'impresa d'assicurazioni divenga una loro affiliata.
    Le  autorità   competenti      dello    Stato membro      d'origine    dispongono      di  un
    termine massimo di tre mesi          dalla data della comunicazione            prevista al
    primo  comma   per    opporsi     a  siffatto     progetto     se,   tenuto   conto     della
    necessità   di  garantire      una   gestione     sana   e    prudente    dell'impresa     di
    assicurazione, non considerano soddisfacente               la qualità della persona di
    cui al primo comma. In assenza di opposizione le autorità possono fissare
    un  termine massimo per        la realizzazione del          progetto   di   cui   al   primo
    comma.
 ---pagebreak---                                          - 60 -
2. Gli Stati membri dispongono che tutte le persone fisiche o giuridiche che
   non intendano più detenere, direttamente o indirettamente, in un'impresa
   di   assicurazione       una   partecipazione      qualificata      debbano     informare
   preventivamente      le autorità    competenti     dello Stato membro        d'origine   e
   comunicare    l'entità prevista della partecipazione. Le persone fisiche o
   giuridiche     sono   altresì    tenute   ad    informare     le  autorità     competenti
   qualora intendano diminuire la propria partecipazione qualificata in modo
   che la quota dei diritti di voto o del capitale da esse detenuta scenda
   al   di   sotto   delle    soglie   del   20%,    33%   o  50%   oppure     l'impresa   di
   assicurazione cessi di essere una loro affiliata.
3. Le   imprese   di   assicurazione comunicano        alle autorità     competenti     dello
   Stato membro d'origine, appena ne abbiano conoscenza, gli acquisti o le
   cessioni     di    partecipazioni     al    loro    capitale     che    determinino     il
   superamento, in aumento o in diminuzione, di una delle soglie di cui ai
   paragrafi 1 e 2.
   Esse    comunicano    al trèsi   almeno   una    volta    all'anno    l'identità     degli
   azionisti    o dei    soci   che  detengono    partecipazioni      qualificate,     nonché
    l'entità di queste ultime, cosi come risultano segnatamente dai                   verbali
   dell'assemblea       annuale    degli    azionisti      o   dei   soci     ovvero    dalle
    informazioni ricevute in ottemperanza agli obblighi relativi alle società
   quotate in una borsa valori.
4. Gli   Stati   membri    prevedono   che,   qualora     l'influenza    esercitata     dalle
   persone di cui al paragrafo 1 possa essere di ostacolo ad una gestione
   prudente    e sana    dell'impresa    di  assicurazione,       le autorità     competenti
   dello    Stato   membro    d'origine   adottino     le opportune     misure    per   porre
   termine a tale situazione. Le misure             in questione possono        segnatamente
   consistere     in   ingiunzioni,   in sanzioni      nei   confronti    dei   dirigenti   o
   nella sospensione dell'esercizio dei diritti di voto inerenti alle azioni
   o quote detenute dagli azionisti o dai soci di cui trattasi.
 ---pagebreak---                                               - 61 -
     Misure   analoghe      sono  adottate      nei   confronti    delle    persone    fisiche  o
     giuridiche che non ottemperino all'obbligo dell'informazione preventiva
     stabilito al paragrafo 1. Per I casi in cui la partecipazione sia assunta
     nonostante     l'opposizione     delle     autorità    competenti,     gli   Stati   membri,
     indipendentemente        da    altre      sanzioni     da    adottarsi,      prevedono    la
     sospensione dell'esercizio dei             relativi   diritti    dì   voto,   la nullità   o
     l'annullabilità dei voti espressi.
Articolo 14 bis
L'articolo 13 della prima direttiva é sostituito dal testo seguente:
"Articolo 13:
 1.  Le imprese che ricevono in uno Stato membro, conformemente agli articoli
     6   della   prima     direttiva     di    coordinamento      "danni"    e   della   presente
     direttiva, autorizzazioni         in base alle quali possono cumulare            l'esercizio
     delle    attività       elencate      nell'allegato       della     prima    direttiva    di
     coordinamento "danni" con l'esercizio di quelle enumerate all'articolo 1
     della presente direttiva, devono adottare, conformemente all'articolo 14,
     una gestione distinta per ciascuna delle suddette attività.
 2.  Nei    casi     in    cui   un'impresa         esercente     le    attività      contemplate
     nell'allegato della prima direttiva di coordinamento "danni" abbia legami
     finanziari,     commerciali     o   amministrativi       con   un'impresa     esercente   le
     attività    elencate     nella   presente       direttiva,    le autorità     di   controllo
     degli Stati membri nel cui territorio tali                imprese hanno la propria sede
     sociale   vigilano      affinché     i conti     delle   stesse   non    siano   falsati  da
     convenzioni      stipulate    tra     di   esse    o  da   qualsiasi      accordo   atto  ad
      influenzare la ripartizione delle spese e delle entrate.
 3.  Fatto salvo il paragrafo 4, le imprese che praticano il cumulo delle due
     attività     di    cui   al   paragrafo       1   al  momento     della     notifica   della
 ---pagebreak---                                          - 62 -
      presente   direttiva   possono   continuare   a   praticare    tale   cumulo   purché
      adottino    per   ciascuna    di    tali    attività     una    gestione     distinta
      conformemente all'articolo 14.
 4.   Ciascuno   Stato  membro   può obbligare     le   imprese   con   sede  sociale   nel
      proprio   territorio   a porre   fine, entro     termini   da esso    stabiliti, al
      cumulo   delle   attività   che   le  stesse    esercitavano     al  momento    della
      notifica della presente direttiva."
Articolo 14ter
L'articolo    18   della    seconda    direttiva    é    soppresso     con   effetto    dal
1 * gennaio 1996 .
                                       Capitolo 2
                                      Articolo 15
L'articolo 17 della prima direttiva è sostituito dal testo seguente:
"Articolo 17:
 1.   Lo Stato membro d'origine prescrive ad ogni          impresa di assicurazione di
      costituire    riserve   tecniche,    ivi   comprese     le   riserve    matematiche,
      sufficienti rispetto all'insieme delle sue attività.
      L'entità di tali riserve é determinata in base ai seguenti principi:
 ---pagebreak---                                         - 63 -
A (i)    Le riserve matematiche debbono essere calcolate          in base ad un metodo
         attuariale   sufficientemente    prudente,     tenendo   conto    di   tutti   gli
         obblighi futuri relativi ai contratti       in corso, tra cui:
             tutte le prestazioni garantite, ivi compresi          i valori di riscatto
             garant iti;
              le partecipazioni   agli utili     già garantite, siano esse         definite
             come acquisite, dichiarate, o assegnate;
             tutte   le opzioni    cui  ha   diritto    l'assicurato    ai    termini   del
             contratto;
              le spese dell'impresa, ivi comprese le provvigioni,
      tenendo altresì conto dei premi futuri da incassare.
      ii)    Può   essere   utilizzato  un   metodo    retrospettivo    se    é   possibile
             dimostrare che le riserve tecniche calcolate in base a tale metodo
             non sono    inferiori a quelle risultanti       da un metodo prospettivo
             sufficientemente prudente, ovvero se non é possibile applicare un
             metodo prospettivo per il tipo di contratto in questione.
  Mi)        Per valutazione prudente non si         intende una valutazione        in base
             alle    ipotesi   considerate    maggiormente      probabili,      bensi   una
             valutazione    che  comprenda    un   margine   adeguato    per     variazioni
             sfavorevoli dei vari fattori pertinenti.
      iv)    La valutazione deve tener conto del metodo di valutazione delle
             relative attività di contropartita secondo il tipo di polizza e la
             possibilità di identificare dette attività.
       v)    Le   riserve  tecniche   debbono   essere   calcolate    separatamente     per
             ciascun contratto.     Il ricorso ad approssimazioni       ragionevoli o a
             generalizzazioni    é tuttavia autorizzato quando vi sia motivo di
             supporre   che   porteranno   ali'incirca    ai   medesimi    risultati    dei
 ---pagebreak---                                         - 64 -
        calcoli    singoli.    Il principio del       calcolo singolo non osta alla
        costituzione di riserve supplementari per rischi generali che non
        sono riferibili ad elementi singoli.
vi)     Quando     é   garantito      il   valore    di    riscatto   di   un    contratto
         l'ammontare    delle riserve matematiche           per  il contratto     medesimo
        deve essere almeno pari a tale valore.
B. Il tasso di interesse utilizzato deve essere scelto in base a criteri
    prudenziali     tenendo conto della moneta           nella quale    ò denominato     il
    contratto    e   delle   correlative     attività     attualmente    in   portafoglio
    nonché   delle    attività    nelle    quali    l'impresa    d'assicurazione      potrà
    investire le somme da incassare in futuro.
C. Gli elementi statistici della valutazione e l'incidenza stimata delle
    spese  debbono essere        informati    a criteri     prudenziali,    tenuto    conto
    dello  Stato     dell'impegno,     del   tipo  di    polizza,   nonché   delle    spese
    amministrative e delle provvigioni previste.
D. Per  quanto riguarda       I contratti che implicano una partecipazione agli
    utili,   il metodo     di   valutazione     delle    riserve   tecniche    deve   tener
    conto implicitamente o esplicitamente delle future partecipazioni agli
    utili  di   qualsiasi     genere,    coerentemente      con  le altre     ipotesi   sui
    futuri sviluppi e con il metodo attuale di partecipazione agli utili.
    Quando    il   metodo     non    tiene    conto     esplicitamente     delle    future
    partecipazioni agli utili, il tasso d'interesse tecnico impiegato per
    il  calcolo    delle    riserve     tecniche   deve    essere   inferiore    a  quello
    scelto secondo il precedente principio B, tenendo conto di un margine
    ragionevole.
 ---pagebreak---                                          - 65 -
     E. La riserva per spese future può essere costituita             implicitamente, ad
         esempio   tenendo conto dei     premi  futuri    al netto di un margine        per
         spese. Tuttavia     la riserva   complessiva,     implicita   o esplicita,     non
         deve esere inferiore a quella cui si sarebbe pervenuti           in forza di una
         valutazione prudenziale.
     F. 11 metodo di valutazione delle riserve tecniche deve essere tale da
         dar   luogo  ad  utili   in modo   adeguato    nei   singoli   anni   durante   la
         vigenza del contratto e da non mutare in modo discontinuo a seguito di
         cambiamenti discrezionali del metodo o degli elementi del calcolo.
2.   L'impresa    d'assicurazioni    deve   rendere   pubblici    i metodi     e   le  basi
     utilizzati    per   la   valutazione   delle   riserve    tecniche,     ivi   compreso
      l'accantonamento delle partecipazioni agli utili.
3.   Lo Stato membro d'origine prescrive ad ogni           impresa di assicurazione di
     coprire    le riserve   tecniche per    l'insieme    delle sue attività       mediante
     attività congruenti      a norma dell'articolo      21 della presente       direttiva.
     Per   le attività esercitate nella Comunità europea tali            cespiti    debbono
     essere ubicati nel territorio della Comunità. Lo Stato membro d'origine,
     peraltro, può accordare taluni temperamenti alle norme sulla ubicazione
     delle attività".
                                      Articolo 16
l premi per nuova produzione devono essere sufficienti,             in base ad adeguate
ipotesi   attuariali, perché     l'impresa  possa   far   fronte all'insieme dei       suoi
impegni, tenuto conto di tutti gli aspetti della sua situazione finanziaria.
 ---pagebreak---                                         - 66 -
                                     Articolo 17
Le attività   di   contropartita delle riserve    tecniche sono   investite  tenendo
conto del tipo di operazioni      effettuate, nonché della natura e durata delle
attività, incluse eventuali future variazioni dei loro rendimento e valore.
                                     Articolo 18
1.   Lo Stato membro d'origine autorizza le imprese di assicurazione a coprire
     le riserve tecniche solo mediante le seguenti categorie di attività:
     a) buoni, obbligazioni     ed altri  titoli  del mercato monetario emessi    da
        uno Stato o un ente locale; prestiti concessi ad uno Stato o a un ente
        locale, o da essi garantiti;
     b) buoni, obbligazioni     ed altri  titoli  del mercato monetario emessi    da
        imprese; prestiti assistiti da garanzia concessi ad imprese o da esse
        garant iti;
     e) prestiti assistiti da garanzia concessi a persone fisiche diversi         da
        quelli elencati alla lettera h ) .
     d) azioni    trasferibili   e  altre  partecipazioni  trasferibili   a  reddito
        var iabile;
     e) quote    in organismi  di  investimento collettivo   in valori  mobiliari  e
        altri fondi comuni d'investimento;
     f) strumenti di copertura, in particolare contratti a premio, contratti a
        termine, swaps;
     g) terreni e fabbricati;
 ---pagebreak---                                     - 67 -
h) prestiti    garantiti     da   ipoteche   su  terreni,    fabbricati,   navi   o
   aeromob ili;
i) depositi bancari, in conto corrente postale, assegni e consistenza di
   cassa, depositi presso enti creditizi;
j) importi     di     riassicurazione    delle   riserve     tecniche,   stabiliti
   conformemente alle clausole dei relativi contratti di riassicurazione;
k) depositi presso imprese cedenti e crediti nei confronti delle stesse;
I) crediti    nei    confronti  di   assicurati  ed    intermediari  derivanti   da
   operazioni     di   assicurazione   diretta  e   di   riassicurazione,   fino  a
   concorrenza del 30% dei premi acquisiti nel corso dell'esercizio;
m) ratei e risconti di interessi e canoni di locazione, e altri ratei e
   r iscont i;
n) spese di acquisizione da ammortizzare;
o) somme esigibili a seguito di salvataggio o per surrogazione;
p) crediti d'imposta riconosciuti;
q) crediti verso fondi di garanzia;
r) immobilizzazioni materiali diverse dai terreni e dai fabbricati;
s) diritti reali di godimento.
t) anticipazioni su polizze.
 ---pagebreak---                                    - 68 -
In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, in circostanze particolari e
su richiesta dell'impresa di assicurazione, lo Stato membro d'origine con
decisione debitamente motivata ha facoltà di includere altre categorie di
attivi  a copertura delle riserve      tecniche, fatte salve       le disposizioni
del l'articolo 17.
                                 Articolo 19
Lo Stato membro d'origine prescrive ad ogni        impresa di assicurazione di
invest ire non più
a) del    50%   del   totale    delle   riserve   tecniche,     al    netto   della
    riassicurazione, nelle categorie di attività di cui all'articolo 18,
    paragrafo 1, lettera b ) ;
b) del    50%   del   totale    delle   riserve   tecniche,     al    netto   della
    riassicurazione, nelle categorie di attività di cui all'articolo 18,
    paragrafo 1, lettere g) e h ) , considerate nel     loro insieme;
e) dell'80%     del  totale    delle    riserve   tecniche,     al    netto   della
    riassicurazione, nelle categorie       di attività    indicate   nell'articolo
    18, paragrafo 1, lettere d ) , e) e f) considerate nel       loro insieme, di
    cui non più del 10% può' essere costituito dalla categoria di attività
    indicata   all'articolo    18,   paragrafo 1,    lettera   f)    o   da  azioni
    trasferibili ed altre partecipazioni      trasferibili   a reddito variabile
    non   quotate in borsa, considerate nel loro insieme;
    Lo Stato membro di origine può astenersi dal prescrivere           l'osservanza
    del  limite dell'80% purché il limite del 10% previsto alla successiva
    lettera g) sia ridotto al 5%.
d) del     5%  del   totale    delle   riserve    tecniche,    al     netto   della
    riassicurazione, nella categoria di attività di cui all'articolo 18,
    paragrafo 1, lettera e ) ;
 ---pagebreak---                                            - 69 -
     e) del    10%    del   totale    delle     riserve    tecniche,     al    netto    della
         riassicurazione,     in   sìngoli    terreni   o   fabbricati,     o   frazioni   di
         fabbr icati;
     f) del    10%    del   totale     delle    riserve    tecniche,     al    netto    della
         riassicurazione,      in   prestiti     garantiti    da    ipoteca     su   terreni,
         fabbricati, navi o aeromobili;
     g) del     10%   del   totale     delle    riserve    tecniche,     al    netto    della
         riassicurazione,       in   azioni     trasferibili,      altre      partecipazioni
         trasferibili     a reddito     variabile,   obbligazioni     e   altri    titoli  di
         debito di   imprese e in prestiti concessi ad imprese, considerati nel
         loro insieme.
2.   Gli Stati membri non vincolano          le imprese di assicurazione ad         investire
     in particolari     categorie di attività, né a localizzare           le loro attività
      in uno Stato membro determinato.
3.    In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, in circostanze particolari e
     su richiesta dell'impresa        di assicurazione,      lo Stato membro       d'origine,
     con decisione debitamente motivata, può autorizzare deroghe alle norme
     fissate al paragrafo 1, lettere da a) a g ) , del presente articolo, fatte
     salve le disposizioni dell'articolo 17.
                                        ArtIcolo 20
Dietro richiesta debitamente motivata dell'impresa di assicurazione                  lo Stato
membro d'origine può ammettere a copertura delle riserve tecniche determinate
plusvalenze    risultanti   da    sottovalutazione     di  voci   dell'attivo,      sempreché
dette plusvalenze non abbiano carattere straordinario.
Se siffatte plusvalenze sono ammesse           a copertura    dei le riserve     tecniche, ò
detratto un importo adeguato per imposte latenti e spese di realizzazione.
 ---pagebreak---                                            - 70 -
                                        Articolo 21
Ai  fini   dell'applicazione     dell'articolo       17,  paragrafo     3,   primo    comma   e
dell'articolo    28  della    prima    direttiva,     gli   Stati   membri    si   conformano
all'allegato   1 della presente direttiva per quanto riguarda               le regole della
congruenza.
                                        Articolo 22
L'articolo 18, secondo comma, punto 1 della prima direttiva é sostituito dal
testo seguente:
"1.  dal  patrimonio dell'impresa,         libero da qualsiasi      onere prevedibile, al
     netto    degli    elementi      immateriali;      tale    patrimonio      comprende     in
     particolare:
     -   iI capitale sociale versato o, se si tratta di mutue, il fondo sociale
         versato,
     -   la metà    della  quota    non   versata    del  capitate    sociale    o  del   fondo
         iniziale   non   appena    la   parte   versata    raggiunga    il   25%   di  questo
         capitale o fondo,
     -   le riserve, legali e libere, non corrispondenti ad impegni,
     -   gìi ut iIi r iportati;
         i prestiti    postergati,      fino  al   25% del    margine,    a   condizione    che
         soddisfino ai seguenti criteri:
             esistenza di un accordo vincolante            in base al quale,       in caso di
              fallimento    o    liquidazione      dell'impresa     di    assicurazione,      i
             prestiti postergati abbiano grado inferiore rispetto ai crediti di
              tutti   gli   altri    creditori     e   vengano    rimborsati     solo   previo
             pagamento di tutti gli altri debiti          in essere a quella data,
 ---pagebreak---                                           - 71 -
            computo dei soli fondi effettivamente versati,
            scadenza iniziale non inferiore a cinque anni; dopo questo periodo
            i prestiti postergati possono essere oggetto di rimborso;              in caso
            di scadenza      indeterminata    il rimborso é soggetto a preavviso di
            cinque anni, tranne quando detti           fondi non siano più considerati
            come    fondi    propri    o   sia   specificamente     richiesto    l'accordo
            preventivo     dello   Stato membro     di   origine  per  il  loro   rimborso
            anticipato. Lo Stato membro di origine può autorizzare il rimborso
            anticipato di tali fondi a condizione che la richiesta sia stata
            fatta    su   iniziativa    dell'emittente     e  che  sia  salvaguardata   la
            solvibilità dell'impresa di assicurazione,
            riduzione progressiva della misura            in cui  i prestiti    postergati
            possono essere      inclusi   tra i fondi propri, da effettuarsi        almeno
            sull'arco      degli   ultimi    cinque     anni   precedenti    la   scadenza
            convenuta,
            esclusione dal contratto di prestito di clausole              in forza delle
            quali, in determinati casi diversi dalla liquidazione dell'impresa
            di assicurazione,       il debito debba essere rimborsato prima della
            scadenza convenuta."
                                       Art icolo 23
L'articolo 21 della prima direttiva é sostituito dal testo seguente:
"Articolo 21:
     1. Gli  Stati    membri   non   stabiliscono    norme   riguardanti    la  scelta  di
        attività   diverse da     quelle previste       in contropartita   delle   riserve
        tecniche di cui all'articolo 17.
 ---pagebreak---                                            - 72 -
      2. Fatti salvi   l'articolo 17, paragrafo 3, l'artìcolo 24, paragrafi 1, 3
         e 5, e l'articolo 26, paragrafo 1, secondo comma, gli Stati membri non
         restringono     la    liberà   disposizione        delle    attività      mobiliari    o
         immobiliari facenti parte del patrimonio delle imprese autorizzate.
      3. Le disposizioni del presente articolo             non ostano alle misure che gli
         Stati   membri,     salvaguardando        nel    contempo    gli     interessi     degli
         assicurati,   sono     autorizzati     ad   adottare    in quanto      titolari    della
         proprietà o soci delle imprese in questione."
                                         Capitolo 3
                                        Art icolo 24
Lo Stato membro dell'impegno non può impedire al contraente di sottoscrivere
un  contratto    conforme     alla    normativa      dello    Stato   membro      d'origine,    a
condizione che esso non sia in contrasto con disposizioni di legge d'interesse
generale in vigore nello Stato membro in cui è assunto               l'impegno.
                                        Art icolo 25
Gii  Stati  membri   non applicano disposizioni            che prevedano      la necessità di
un'approvazione    preliminare       o   di     una     comunicazione     sistematica       delle
condizioni   generali    e   speciali    delle     polizze    d'assicurazione,       delle   basi
tecniche   utilizzate,     segnatamente,      per    il   calcolo   delle    tariffe    e   delle
riserve    techiche,    di    formulari      ed     altri    stampati     che     l'impresa    di
assicurazione   abbia    l'intenzione     di    utilizzare     nelle   sue   relazioni     con i
contraent i.
 ---pagebreak---                                           - 73 -
Per controllare     l'osservanza delle disposizioni      legislative, regolamentari e
amministrative      relative ai contratti di assicurazione, essi possono esigere
solo la comunicazione non sistematica di queste condizioni e di questi altri
documenti,    fermo   restando  che   tale   prescrizione    non  deve   costituire    per
l'impresa una condizione preliminare per l'esercizio dei la sua attività.
                                       Art icolo 26
Nell'articolo    15,   paragrafo   1,   primo  comma   della   seconda   direttiva   sono
soppressi   i termini "sottoscritto in uno dei casi previsti dal titolo           MI".
                                       Articolo 27
1.   Prima   del  perfezionamento di      qualsivoglia   impegno,   il contraente    deve
     disporre quantomeno delle informazioni di cui al punto A dell'allegato 2.
2.    Il contraente va tenuto informato per tutta         la vigenza del contratto di
     qualsiasi    modifica    relativa    alle   informazioni    elencate   al   punto   B
     de II'al legato 2.
3.   Lo    Stato    membro    dell'impegno     può   prescrivere     alle    imprese    di
     assicurazione di trasmettere informazioni supplementari rispetto a quelle
     elencate    nel l'ailegto   2   soltanto    se  esse   sono   indispensabili    alla
     comprensione effettiva degli        elementi   essenziali   dell'impegno da parte
     del contraente.
 ---pagebreak---                                        - 74 -
                                     TITOLO IV
                  DISPOSIZIONI SULLA LIBERTA' DI STABILIMENTO E
                            DI PRESTAZIONE DEI SERVIZI
                                    Art icolo 28
L'articolo 10 della prima direttiva ò sostituito dal testo seguente :
"Articolo 10
     1. Ogni impresa di assicurazione che intenda stabilire una succursale nel
        territorio di un altro Stato membro presenta          la relativa  notifica
        all'autorità competente dello Stato membro di origine.
     2. Gli   Stati  membri   prescrivono   che  l'impresa  di   assicurazione  che
        intenda stabilire una succursale in un altro Stato membro oltre alla
        notifica di cui al paragrafo 1 trasmetta le seguenti informazioni :
        a)   lo   Stato  membro   nel   cui   territorio   intende   stabilire  una
            succursale;
        b)  un programma di attività nel quale siano in particolare indicati
             il tipo di operazioni che si intendono effettuare e la struttura
            organizzativa della succursale;
        e)   l'indirizzo nello Stato membro delà succursale ove possono esserle
             richiesti i documenti;
 ---pagebreak---                                         - 75 -
   d)   il nominativo del mandatario generale della succursale, che deve
       essere    munito     di    mandato     comprendente        poteri     sufficienti     ad
        impegnare    l'impresa nei confronti dei terzi e a rappresentarla in
       giudizio     e    dinanzi      alle    autorità      dello     Stato    membro     della
        succursale.
               Per   quanto     riguarda     il   Lloyd's,      in caso     di   controversie
               nello Stato membro della succursale in relazione ad                      impegni
               sottoscritti,        non   devono     risultarne       per    gli    assicurati
               difficoltà maggiori di quelle che incontrerebbero in caso di
               controversie        analoghe      sorte     con    assicuratori        di   tipo
               classico. A tal fine, le competenze del mandatario generale
               devono       in     particolare         includere       il     potere      della
               rappresentanza        passiva     in   giudizio      in   tale   qualità,    con
               effetto     nei    confronti     dei   sottoscrittori        interessati     dei
               Lloyd's.
3. L'autorità    competente       dello    Stato    membro     d'origine,      sempreché    non
   abbia motivo di dubitare, con riferimento al progetto                        in questione,
   dell'adeguatezza       delle    strutture      amministrative       o   della    situazione
   finanziaria dell'impresa dì assicurazione, entro tre mesi a decorrere
   dal   ricevimento     dì   tutte    le   informazioni       in questione       comunica   le
   informazioni     di    cui   al    paragrafo 2       all'autorità       competente     dello
   Stato membro della succursale e ne informa l'impresa                    interessata.
   L'autorità    competente      dello Stato membro          d'origine     comunica     altresì
   l'ammontare     del    fondo    di    garanzia     e   del    margine     di    solvibilità
   dell'impresa       di      assicurazione,         calcolato        conformemente        agli
   art icoli 19 e 20.
   Qualora   l'autorità competente dello Stato membro d'origine rifiuti di
   comunicare     le    informazioni       di    cui    al    paragrafo      2   all'autorità
   competente dello Stato membro della succursale, comunica le ragioni di
   tale rifiuto all'impresa           interessata entro         i tre mesi     successivi    al
   ricevimento di tutte le informazioni. Il rifiuto o la mancata risposta
   può   essere   oggetto      di   ricorso     giurisdizionale        nello    Stato    membro
   d'or igine.
 ---pagebreak---                                          - 76 -
     4. Prima che la succursale dell'impresa di assicurazione dia inizio alle
        sue    attività,    l'autorità    competente    dello    Stato    membro     della
        succursale dispone di un periodo di due mesi a decorrere dalla data di
        ricevimento della comunicazione di cui al paragrafo 3 per indicare, se
        del caso, le condizioni alle quali, per motivi d'interesse generale,
        tali   attività    devono  essere    esercitate    nello  Stato    membro    della
        succursale.
     5. La succursale può stabilirsi e iniziare l'attività dal momento In cui
        riceve una comunicazione dall'autorità competente dello Stato membro
        della   succursale    o,  in caso    di  silenzio    di  tale   autorità,    dalla
        scadenza del termine di cui al paragrafo 4.
     6. La   modifica delle circostanze comunicate        in conformità delle      lettere
        b),   e) o d) del     paragrafo   2, deve   essere    notificata   per   iscritto
        dall'impresa    di  assicurazione     alle competenti    autorità    dello   Stato
        membro di origine e dello Stato membro della succursale almeno un mese
        prima della sua realizzazione, affinché          l'autorità    competente    dello
        Stato membro d'origine possa pronunciarsi         ai sensi del paragrafo 3 e
         l'autorità   competente    dello   Stato   membro    della   succursale     possa
        pronunciarsi sulla modifica stessa ai sensi del paragrafo 4."
                                      Art icolo 29
L'articolo 11 della prima direttiva é soppresso.
                                     Articolo 30
L'articolo 11 della seconda direttiva é sostituito dal testo seguente:
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"Articolo 11:
     L'impresa   che   intenda svolgere      per  la prima    volta   le sue attività     in
     regime   di    libera    prestazione      di  servizi     é   tenuta    ad    informare
     preventivamente      le  autorità    competenti    dello   Stato   membro   d'origine,
     precisando    lo   o   gli   Stati   membri   nel   cui    territorio    essa   intende
     effettuare   tali    prestazioni    di  servizi   e  la natura    dei  rischi   che si
     propone di copr ire."
                                        Art icolo 31
L'articolo 14 della seconda direttiva é sostituito dal testo seguente:
"Articolo 14:
     1. Entro un mese a decorrere dalla notifica prevista dall'articolo 11, le
        autorità   competenti     dello Stato membro       d'origine    comunicano   allo o
        agli   Stati    membri    nel   cui   territorio    l'impresa    intende    svolgere
        un'attività in regime di libera prestazione di servizi:
        a)   l'importo del margine di solvibilità calcolato in conformità degli
             articoli 10 e 20 della prima direttiva;
        b)   i rami che l'impresa       interessata é autorizzata a praticare;
        e)   la natura      degli   impegni  che  l'impresa    si propone di     assicurare
             nello Stato membro della prestazione di servizi.
        Allo   stesso     tempo,   le  autorità   competenti     ne   informano    l'impresa
         interessata.
 ---pagebreak---                                        - 78 -
     2. Quando   l'autorità   competente     dello    Stato   membro   d'origine     non
        trasmette   le  informazioni   di  cui  al   paragrafo   1 entro    il  termine
        previsto, essa comunica entro      lo stesso termine all'impresa       i motivi
        del suo rifiuto. Tale rifiuto deve poter essere oggetto di un ricorso
        giurisdizionale nello Stato membro d'origine.
     3. L'impresa   può   iniziare   la   sua  attività     a  decorrere   dalla    data
        certificata alla quale essa é stata        informata della comunicazione di
        cui al paragrafo 1, primo comma."
                                    Art icolo 32
L'articolo 17 della seconda direttiva é sostituito dai testo seguente:
"Articolo 17:
     Ogni  modifica  che  l'impresa   intende apportare alle       indicazioni   di  cui
     all'articolo 11 é soggetta alla procedura prevista dagli articoli 11 e 14
     della presente direttiva."
                                    Art icolo 33
Sono soppressi gli articoli 10, 12, 13, 16, 22 e 24 della seconda direttiva
                                    ArtIcolo 34
1.   E' soppresso l'articolo 19 della seconda direttiva.
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2. Lo  Stato  membro   della   succursale     o  di   prestazione    dei  servizi     non
   stabilisce disposizioni     che prescrivano      l'approvazione preventiva o        la
   comunicazione   sistematica    delle    condizioni    generali   e  speciali    delle
   polizze assicurative, delle basi tecniche utilizzate segnatamente per il
   calcolo delle tariffe e delle riserve tecniche, dei              formulari   e degli
   altri  stampati   che   l'impresa    si   propone   di   utilizzare.    Al   fine   di
   controllare  l'osservanza delle disposizioni         nazionali, esso può esigere
   unicamente  da ogni    impresa   che    intenda  effettuare    sul  suo    territorio
   operazioni assicurative, in regime di        libero stabilimento o in regime di
   libera prestazione dei     servizi,    la comunicazione non sistematica         delle
   condizioni   che   essa    intende     applicare,     fermo   restando     che    tale
   prescrizione non deve costituire per l'impresa una condizione preliminare
   per esercizio della sua attività.
                                   Art icolo 35
1. L'articolo 20 della seconda direttiva ò soppresso.
2. L'impresa che effettui operazioni        in regime stabilimento o      in regime di
   libera prestazione di servizi       deve presentare alle autorità          competenti
   dello Stato membro della succursale e/o dello Stato membro di prestazione
   di servizi tutti   I documenti ad essa richiesti ai fini dell'applicazione
   del presente articolo, sempreché tale obbligo incomba anche alle              imprese
   aventi la sede sociale in detti Stati membri.
3. Se le autorità competenti di uno Stato membro constatano che un'impresa
   che ha una succursale od opera        in regime di prestazione di servizi nel
   territorio di detto Stato non rispetta         le norme di diritto del medesimo
   che sono ad essa applicabili, invitano l'impresa          interessata a porre fine
   a tale situazione irregolare.
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4. Se l'impresa     in questione omette di conformarsi, le autorità competenti
   dello   Stato membro      interessato      informano    le autorità      competenti     dello
   Stato membro     d'origine. Queste        adottano    senza    indugio    tutte    le misure
   appropriate affinché       l'impresa     interessata ponga fine a tale situazione
   irregolare.     La   natura     delle   misure     viene    comunicata      alle     autorità
   competenti dello Stato membro          interessato.
5. Se, nonostante      le misure adottate dallo Stato membro d'origine - o per
    l'insufficienza di tali misure o            in mancanza delle misure stesse nello
   Stato    interessato    -  l'impresa     persiste    nel   violare     le norme     di  legge
   vigenti nello Stato membro interessato, questo, dopo averne                    informato le
   autorità competenti dello Stato membro d'origine, può adottare                      le misure
   appropriate per evitare o reprimere nuove infrazioni e, ove assolutamente
   necessario,      impedire     anche     l'ulteriore       stipulazione       di    contratti
   d'assicurazione      da   parte    dell'impresa     nel    suo   territorio.      Gli   Stati
   membri provvedono affinché sia possibile effettuare sul                    loro territorio
   le necessarie notifiche alle imprese di assicurazione.
6. I paragrafi     da   2 a 5     lasciano     impregiudicata      la facoltà      degli   Stati
   membri    interessati di adottare       in caso di urgenza misure appropriate per
   prevenire o     reprimere     le   infrazioni    commesse    sul   loro territorio.       Ciò
    implica   la facoltà di     impedire all'impresa        di assicurazione        l'ulteriore
   stipulazione di contratti nel loro territorio.
7. Qualora    l'impresa che ha commesso          l'infrazione abbia uno stabilimento o
   possieda beni nello Stato membro            interessato,     le autorità competenti        di
   quest'ultimo      possono    rendere     esecutive,     a   norma     della     legislazione
   nazionale,     le   sanzioni     amministrative      previste     per    l'infrazione     nei
   confronti di tale stabilimento o di tali beni.
 ---pagebreak---                                              - 81 -
8.    Qualsiasi misura adottata nel quadro dei paragrafi da 4 a 7 che                  implichi
      sanzioni    o   restrizioni     all'esercizio      dell'attività     assicurativa    deve
      essere    debitamente      motivata      e   notificata     all'impresa     interessata.
      Ciascuna     di    tali   misure      può    essere     impugnata    mediante     ricorso
      giurisdizionale nello Stato membro che l'ha adottata.
9.    Ogni   due anni     la Commissione      presenta    al  Consiglio   una   relazione   che
      riporti    il   numero   e   tipo    di    casi   in   cui,   in  ogni   Stato    membro,
       l'autorizzazione é stata negata ai sensi dell'articolo 28 o sono state
      adottate misure ai sensi del paragrafo 4. Gli Stati membri cooperano con
      la Commissione fornendo i dati necessari alla stesura della relazione.
                                          Articolo 36
La presente direttiva non osta a che le imprese di assicurazione                   la cui sede
sociale sia situata in uno Stato membro facciano pubblicità ai servizi da loro
offerti    con  tutti    i mezzi   di  comunicazione       disponibili   nello   Stato   membro
della    succursale    o   della   prestazione      dei   servizi,    purché   rispettino    le
eventuali    norme   disciplinanti      la   forma   e  il   contenuto   di  tale   pubblicità
stabilite per motivi di interesse generale.
                                          Art icolo 37
1.    L'articolo 21 della seconda direttiva é soppresso.
2.    In caso    di    liquidazione    di   un'impresa     dì  assicurazione,     gli   impegni
      risultanti dai contratti stipulati tramite una succursale o in regime di
      libera prestazione di servizi           sono adempiuti     alla stessa stregua      degli
      impegni   risultanti da altri contratti          di assicurazione di tale        impresa,
      senza distinzione di nazionalità per quanto riguarda gli assicurati ed i
      beneficiar i.
 ---pagebreak---                                           - 82 -
                                       Art icolo 38
1. L'articolo 23 della seconda direttiva é soppresso.
2. Ogni   impresa dì assicurazione deve comunicare ai l'autorità di controllo
   dello    Stato   membro     d'origine,    in   forma   separata    per    le   operazioni
   rispettivamente      effettuate     in  regime    di  stabilimento     e   in  regime  di
   libera prestazione di servizi, l'importo dei premi emessi, al lordo della
   riassicurazione, suddivisi per Stati membri e per ciascuno dei rami da I
   a VI    definiti nell'allegato delia prima direttiva.
   L'autorità    di   controllo     dello   Stato   membro   d'origine     comunica   queste
   indicazioni     alle  autorità     di  controllo    di ciascuno    degli    Stati  membri
   interessati che gliene fanno richiesta.
                                       Art icolo 39
1. L'articolo 25 della seconda direttiva é soppresso.
2. Fatta     salva    un'ulteriore       armonizzazione,       qualsiasi     contratto    di
   assicurazione é sottoposto esclusivamente alle               imposte   indirette e agli
   oneri parafiscali gravanti sui premi di assicurazione nello Stato membro
    in cui   l'impegno    ò assunto ai sensi       dell'articolo 2,      lettera e) della
   seconda    direttiva     e,  per   quanto   concerne   la Spagna,     alle    addizionali
   stabilite    per    legge    a   favore   dell'organismo      spagnolo    "Consorcio   de
   Compensaciòn de Seguros" per          le necessità delle sue funzioni          in materia
   di   compensazione      delle   perdite    risultanti    da   eventi   straordinari     in
   questo Stato membro.
   La  legge applicabile al contratto a norma dell'articolo 4 della seconda
   direttiva non incide sul regime fiscale applicabile.
 ---pagebreak---                                         - 83 -
   Fatta salva una successiva armonizzazione ciascuno Stato membro applica
   alle   imprese   che  coprono     rischi  nel   suo   territorio  le   disposizioni
   nazionali   concernenti     le misure    destinate   a garantire   la riscossione
   delle   imposte   indirette e degli oneri parafiscali dovuti ai sensi del
   pr imo comma.
                                       TITOLO V
                                Disposizioni finali
                                     Art icolo 40
1. Le modifiche tecniche da apportare alla prima e seconda direttiva, nonché
   alla presente direttiva nei casi di cui ai trattini sottoelencati, sono
   stabilite secondo la procedura prevista dall'articolo ... della direttiva
   ... (comitato per le assicurazioni):
   -   modifiche dell'elenco di cui all'allegato della prima direttiva, o
       adattamento della terminologia dell'elenco, a seguito dello sviluppo
       dei mercati assicurativi,
   -   precisazione degli elementi costitutivi          del margine di solvibilità,
       enumerati   all'articolo     18 della    prima   direttiva,  a   seguito   della
       creazione di nuovi strumenti finanziari,
   -   modifica    dell'importo      minimo    del   fondo    di  garanzia     previsto
       dall'articolo 20, paragrafo 2 della prima direttiva, a seguito degli
       sviluppi economici e finanziari,
   -   modifica   dell'elenco delle attività ammesse          in contropartita delle
       riserve  tecniche    di   cui   all'articolo   18 den la presente    direttiva,
       nonché  delle norme di       ripartizione    fissate dall'articolo     19 della
       presente direttiva,
 ---pagebreak---                                          - 84 -
     -   modifica   delle  disposizioni     volte   a  temperare    il  principio    della
         congruenza   previste    dall'allegato     I  della   presente     direttiva,   a
         seguito  dello sviluppo di nuovi strumenti di copertura dei rischio di
         cambio, o dei progressi sulla via dell'Unione economica e monetaria,
     -   precisazione delle definizioni       al   fine di   assicurare     l'applicazione
         uniforme   della   prima   e  seconda    direttiva,    nonché    della   presente
         direttiva nell'insieme della Comunità,
     -   codificazione della prima, della seconda e dalla presente direttiva.
                                      Articolo 41
1.   Le succursali che hanno dato        inizio alla propria attività        conformemente
     alle disposizioni    dello Stato membro di stabilimento prima            dell'entrata
      in vigore delle disposizioni di attuazione della presente direttiva sono
     considerate    come  succursali    aventi   costituito   oggetto    della   procedura
     prevista dall'articolo 10, paragrafi da 1 a 5 della prima direttiva. Esse
     sono disciplinate, a decorrere dall'entrata         in vigore delle disposizioni
     di cui sopra, dalle norme contemplate negli articoli            17, 23bis, 24 e 26
     della prima direttiva, nonché dall'articolo 35 della presente direttiva.
2.   Gli articoli    30 e 31    lasciano   impregiudicati   i diritti     acquisiti  dalle
      imprese di assicurazione che svolgevano la propria attività in regime dì
      libera  prestazione     di   servizi   prima    dell'entrata     in    vigore  delle
     disposizioni attuati ve della presente direttiva.
                                      Art icolo 42
Nella prima direttiva é inserito il seguente articolo 31bis:
"Articolo 31bìs
 ---pagebreak---                                            - 85 -
1.   Secondo    le norme stabilite dalla       legislazione nazionale, ciascuno Stato
     membro autorizza le agenzie e succursali costituite sul suo territorio e
     contemplate dal presente titolo a trasferire la totalità o una parte del
      loro portafoglio di contratti a un cessionario stabilito nella Comunità
     se le autorità di controllo dello Stato membro dei cessionario attestano
     che questi è in possesso, tenuto conto del trasferimento, del margine di
      solvibilità necessario.
2.    Il trasferimento autorizzato        in conformità       del   paragrafo    1, é oggetto
     nello Stato membro dell'impegno, di            pubblicità nei modi stabiliti dalla
      legislazione     nazionale.   Il   trasferimento      é   opponibile    di   diritto  ai
     contraenti     dell'assicurazione, agli assicurati, nonché a chiunque vanti
     diritti ad obblighi      in forza dei contratti trasferiti.
     Tale disposizione      lascia impregiudicato       il diritto degli Stati membri di
     prevedere     la   facoltà dei contraenti       dell'assicurazione di recedere dal
     contratto entro un termine determinato a decorrere dal trasferimento."
                                        Art icolo 43
Gli  Stati   membri    provvedono   affinché    le decisioni       prese  nei    confronti  di
un'impresa     di    assicurazione     a   norma      delle    disposizioni       legislative,
regolamentari     ed amministrative     adottate     in forza     della  presente    direttiva
possano essere oggetto di ricorso giurisdizionale.
                                        Art ico io 44
Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni              legislative, regolamentari
ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il
       Essi ne informano immediatamente la Commissione.
Quando   gli  Stati    membri   adottano   tali    disposizioni,      queste   contengono   un
riferimento     alla    presente   direttiva     o    sono    corredate    da    un   siffatto
riferimento     all'atto     della   pubblicazione        ufficiale.     Le    modalità    del
riferimento sono decise dagli Stati membri.
 ---pagebreak---                                        - 86 -
                                    Articolo 45
A   decorrere  dalla   notifica  della   presente  direttiva,  gli  Stati  membri
comunicano    alla   Commissione    il   testo   delle  essenziali   disposizioni
 legislative, regolamentari   o amministrative    che essi  adottano nel  settore
disciplinato dalla presenta direttiva.
                                    Articolo 46
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addi                Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                          - 87 -
 ALLEGATO 1
                                REGOLE DELLA CONGRUENZA
La  valuta   nella     quale   sono  esigibili    gli    impegni   dell'assicuratore     é
determinata in conformità delle regole seguenti:
1.   Qualora    le   garanzie   di  un   contratto    siano   espresse   in   una   valuta
     determinata, gli      impegni dell'assicuratore si considerano esigibili           in
     questa stessa valuta.
2.   Qualora le garanzie di un contratto siano direttamente connesse al valore
     di una quota di un OICVM o ad un altro valore di riferimento, le riserve
     tecniche     devono     essere    rappresentate      da    attività     direttamente
     equivalent i.
3.   Gli Stati membri possono autorizzare le imprese a non coprire le riserve
     tecniche,     in  particolare    le   loro  riserve   matematiche,     con   attività
     congrue se dall'applicazione delle modalità che precedono                risulta che
      l'impresa,    per   soddisfare    il   principio    della   congruenza,     dovrebbe
     detenere attività in una valuta per un importo non superiore al 7% delle
     attività esistenti in altre valute.
4.   Gli Stati membri possono non prescrivere alle             imprese di applicare il
     principio della congruenza nei casi di          impegni esigibili     in una valuta
     diversa   da quella di      uno degli    Stati   membri   della Comunità, se gli
      investimenti    in tale valuta sono regolamentati, se         il trasferimento di
     tale valuta é soggetto a restrizioni oppure se essa, per analoghi motivi,
     non é adatta a rappresentare riserve tecniche.
5.   Le imprese sono autorizzate a non coprire con attività congrue un importo
     non superiore al 20% dei loro impegni in una determinata valuta.
 ---pagebreak---                                      - 88 -
   Tuttavìa,   il totale delle attività, per       l'insieme  delie valute, deve
   essere almeno pari al totale degli impegni per l'insieme delle valute.
6. Ciascuno Stato membro può disporre che qualora          in applicazione   delle
   disposizioni   che  precedono   un   impegno  debba  essere   rappresentato  da
   attività   espresse   nella   valuta   di   uno  Stato   membro,   l'obbligo  é
   considerato rispettato anche quando le attività sono denominate in ECU.
 ---pagebreak---                                      - 89 -
 ALLEGATO 2
                         INFORMAZIONI PER I CONTRAENTI
Le seguenti informazioni che debbono essere comunicate al contraente sia prima
della conclusione del contratto (A) sia durante la vigenza del contratto (B)
debbono essere formulate per   iscrìtto con chiarezza e precisione e debbono
essere redatte nella lingua ufficiale dello Stato membro dell'impegno:
A.   Prima della conclusione del contratto
Informazioni relative all'impresa      Informazioni relative all'impegno
di assicurazioni
a.1  Denominazione o ragione           a.4  Definizione di ciascuna
     sociale, forma giuridica               garanzia ed opzione
a.2  Nome dello Stato membro dove      a.5  Durata del contratto
     é stabilita la sede sociale       a.6  Modalità di scioglimento del
     ed eventualmente l'agenzia o           contratto
     la succursale con la quale        a.7  Modalità di versamento dei premi
     sarà concluso il contratto        a.8  Modalità di calcolo e di
a.3  Indirizzo della sede sociale           assegnazione della partecipazione
     ed eventualmente dell'agenzia          agi i ut iIi
     o della succursale con la         a.9  Indicazione del valore di riscatto
     quale sarà concluso il                 e del valore interamente pagato
     contratto                              nonché della portata delie relative
                                            garanzie
                                       a.10 Informazioni     sui premi   relativi a
                                            ciascuna     garanzia,    principale   o
                                            complementare
                                       a.11 Elenco   dei    valori  di  riferimento
                                            utilizzati     (unità   di  conto)   nei
                                            contratti a capitale variabile
                                       a.12 Indicazioni      sulla   natura    delle
                                            attività      di    contropartita    dei
                                            contratti a capitale variabile
 ---pagebreak---                                      - 90 -
                                       a.13 Modalità del termine di rinuncia
                                       a.14 indicazione      del     regime    fiscale
                                             appIi cab ile all'i mpegno
                                       a.15 Indirizzo     del I'(degli)organismo(i)
                                             cui   rivolgere   nello    Stato   membro
                                             dell'impegno        i     reclami     dei
                                             contraenti,           assicurati         o
                                             beneficiari del contratto
B.   Durante la vigenza del contratto
Oltre alle condizioni generali e speciali che vanno comunicate al contraente,
quest'ultimo deve ricevere   le seguenti  informazioni durante tutta        la vigenza
del contratto.
Informazioni relative all'impresa       Informazioni relative all'impegno
di assicurazioni
b.1  Qualsiasi variazione della         b.2  Tutte le informazioni
     denominazione o ragione                 relative ai punti da a.4 ad a. 13
     sociale, del la forma                   della sezione A in caso di clausola
     giuridica o dell'indirizzo              aggiuntiva al contratto o di
     della sede sociale ed                   modifica della legislazione
     o della succursale con la               eventuaImente de I I'agenz i a
     quale é stato concluso il               appi icabile
     contratto
Le  modalità   d'applicazione   del  presente    allegato   sono     disciplinate    in
conformità della legislazione dello Stato membro dell'impegno.
 ---pagebreak---                               FICHE FINANCIERE
 (délai de consultation requis pour la DG XIX : 10 Jours ouvrables)
                     VOLET 1 : IMPLICATIONS FINANCIERES
 1.   Intitulé de I'action
     Prop, de directive du Conseil : 3ème directive de coordination dans
      le domaine de l'assurance directe sur la vie.
 2.  Lignes budgétaires concernées : crédits de fonctionnement
 3.  Base légale : Art. 57 para 2 et 66 du Traité CEE
 4.  Description de l'action
     4.1.     Objectifs spécifiques de l'action : acte législatif
     4.2.     Durée : pas d'application
     4.3.     Population visée par l'action : autorités dans les E.M.
 5.  Classification de la dépense ou des recettes
     5.1.     DO/DNO
     5.2.     CD/CND
     5.3.     Types de recettes visées
     Réponse : pas d'application
6.   Nature de la dépense ou des recettes
     6.1.     Subvention à 100 X
     6.2.     Subvention pour co-financement avec d'autres sources du
              secteur public et/ou privé
     6.3.     Bonification d'Intérêt
     6.4.     Autres
     6.5.     En cas de réussite économique de l'action, un remboursement
              partiel ou total de l'apport financier communautaire est-
              II prévu ?
    6.6.      L'action proposée Impllque-t-elle une modification du
              niveau des recettes? SI oui, de quelle nature est la
             modification et quel type de recettes est visé ?
    Réponse : pas d'application
7.   Incidence financière sur les crédits d'intervention (partie B du
    budget)
    7.1.      Indiquez le mode de calcul du coût total de l'action
    7.2.      Indiquez la part du "mini-budget" dans le coût total de
              l'action, explicitez le mode de calcul.
    7.3.     Echéancier indicatif des crédits d'engagement et de
             paiement
    Réponse : pas d'application
8.  Quelles sont les dispositions anti-fraude prévues dans la
    proposition d'action ?
    Réponse : pas d'application
 ---pagebreak---                               - 92
                   VOLET 2 : DEPENSES ADMINISTRATIVES
                               (partie A du budget)
(Volet à transmettre à la DG IX pour avis-, celle-ci le transmet ensuite
à la DG XIX)
1.  L'action prorposée impiique-t-elle une augmentation du nombre
    d'effectifs de la Commission ? SI oui, de combien ?
    Non.
2.  indiquez le montant des dépenses de fonctionnement et de personnel
    généréres la proposition d'action. Explicitez le mode de calcul.
    Pas d'appiicat ion
 ---pagebreak---                                - 93 -
                VOLET 3 : ELEMENTS D'ANALYSE COUT-EFFICACITE
    Objectifs et cohérence avec la programmation financière
    1.1.     Objectifs spécifiques de l'action proposée. Il doit être
              quantifié dans la msure du possible et présenté pour
             chacune des années concernées s'il s'agit d'une action
             pluriannuelle.
    Réponse : acte législatif comportant harmonisation des législations
    1.2.     L'action est-elle prévue dans la programmation financière
             de la DG pour les années concernées ?
    Réponse : pas d'application
    1.3.      Indiquez à quel objectif plus général défini dans la
             programmation financière de la DG correspond l'objectif de
              I'action proposée
    Réponse : programme de travail législatif de la DG XV
2.  Just ifIcatIon de l'action
    2.1.     Justification de l'action choisie par rapport à une
             alternative qui permettrait d'atteindre les mêmes
             objectifs. La justification doit se baser notamment sur
             trois critères :
             a) coût
             b) effets dérivés (Impact au-delà des objectifs
                 spécifiques)
             c) effet multiplicateur (capacité de mobilisation d'autres
                 sources de financement
   Réponse : pas d'application; proposition faite dans le cadre du
   droit d'initiative de la Commission en matière législative.
3. Suivi et évaluation de l'action
   3.1.      indicateurs de performance sélectionnés
   3.2.     Modalités et périodicité de l'évaluation prévues
   3.3.     Principaux facteurs d'Incertitude pouvant affecter les
            résultats spécifiques de l'action
   Réponse : pas d'application
 ---pagebreak---                             - 94 -
                       FICHE D'EVALUATION D'IMPACT
               IMPACT DE LA PROPOSITION SUR LES ENTREPRISES
             ET, EN PARTICULIER» SUR LES PETITES ET MOYENNES
                             ENTREPRISES (PME)
Titre de la proposition : Proposition de troisième directive du Conseil
                            portant coordination des dispositions
                            législatives, réglementaires et
                            administratives concernant l'assurance
                            directe sur la vie et modifiant les
                            directives 79/267/CEE et 90/619/CEE.
Numéro de référence du document : COM (91).
La proposition
1.   Compte tenu du principe de subsidlarité, pourquoi une législation
     communautaire est-elle nécessaire dans ce domaine et quels sont
     ses principaux objectifs ?
     Pour achever le marché intérieur dans le secteur de l'assurance
     directe sur la vie, suivant les principes établis dans le Livre
     Blanc, afin de créer un véritable marché unique dans cet important
     secteur des services financiers.
     Cette proposition de troisième directive s'inscrit dans le cadre
     des travaux à réaliser en vue de l'achèvement du marché unique
     d'assurance, vie et non-vie.
     L'adoption des deuxièmes directives sur l'assurance non-vie (1988)
     et sur l'assurance vie (1990) a largement contribué à cet objectif
     fondamental de la Communauté. Ces textes ont établi deux régimes
     différents pour la réalisation des activités en prestation de
     services. Le premier, inspiré de l'approche prévue dans le Livre
     Blanc, de contrôle de l'activité par le pays d'origine, est
     applicable aux preneurs n'ayant pas besoin d'une protection
     spécifique par l'application de leurs propres règles nationales
     (grands risques, liberté de prestation avec Initiative du
     preneur). Le second repose sur l'application des règles du pays
     de la prestation et concerne les preneurs qui ont besoin d'une
     protection spécifique (risques de masse, engagements en assurance
     vie pris par le preneur sans Initiative de déplacement à
      l'étranger).
     Lors de l'adoption de ces deuxièmes directives la Commission s'est
     formellement engagée à présenter de nouvelles propositions ayant
     pour objet d'achever le marché Intérieur dans les délais prévus
     par le Livre Blanc.
 ---pagebreak---                                - 95 -
     Une proposition de troisième directive de coordination sur
     l'assurance non-vie a déjà été tranmlse au Conseil le 27 juillet
     1990.   La présente proposition de troisième directive concerne
      l'assurance vie et elle a aussi pour objet d'établir les
     dispostions nécessaires pour achever le marché intérieur de
      I'assurance vie.
     Le régime proposé s'Inspire de celui déjà utilisé pour la création
     du marché Intérieur des activités bancaires et des services
     d'investissement (Deuxième directive bancaire et proposition de
     directive sur les services d'investissement) : Instauration d'un
     régime d'agrément unique et du système de contrôle de l'activité
     par l'Etat membre d'origine. Cette directive une fols adoptée,
      l'ensemble de l'activité d'assurance directe vie sera assujettie à
     un seul régime qui permettra aux entreprises d'assurance d'offrir
      leurs produits dans la Communauté et aux preneurs d'assurance
     d'avoir accès au marché le plus large possible afin de trouver le
     produit le plus adéquat à leurs besoins et ce au meilleur prix.
L'Impact sur les entreprises
2.   Qui sera affecté par la proposition ?
     -   quels secteurs d'entreprises
         Les entreprises d'assurance agréées pour réaliser des activités
         d'assurance vie aux termes de la première directive 79/267/CEE.
         D'autre part, cette proposition va permettre des preneurs
         d'assurance où II y a un grand nombre de PME de bénéficier du
         complet achèvement du marché Intérieur et d'avoir dès lors
         accès à la plus large gamme de produits d'assurance sur la vie
         existant dans la CEE.
     -   quelles tailles d'entreprises (part des petites et moyennes
         entreprises)
         Toutes les entreprises d'assurance incluses dans le champ
         d'application de la directive. Restent exclues de très petites
         entreprises à Implantation locale ayant une faible part de
         marché (cf. 5a).
     -   exlste-t-ll des zones géographiques particulières dans la
         Communauté où ces entreprises sont Implantées.
         Les mesures préconisées par la proposition de directive ne sont
         pas susceptibles d'affecter Inégalement les régions de la
         Communauté.
3.   Quelles mesures les entreprises devront-elles prendre pour se
     conformer à la proposition ?
     La proposition de directive Introduit à l'Instar des autres
     Services Financiers dans le secteur de l'assurance directe sur la
 ---pagebreak---                             - 96 -
   vie le régime d'agrément administratif unique et valable por
   l'ensemble des activités de l'entreprise dans la Communauté, ainsi
   que le contrôle prudent lei par les autorités de l'Etat membre
   d'or igine.
   Cette démarche simplifie considérablement la situation actuelle en
   ce qui concerne l'accès et l'exercice de ces activités,
   caractérisée par une multipicité d'agréments et de contrôles selon
   les modalités d'exercice.
   En même temps le contrôle de l'exigence par l'Etat membre
   d'origine de l'entreprise d'assurance de provisions techniques et
   mathématiques suffisantes, ainsi que de leur évaluation et leur
   représentation par des actifs congruents et localisés dans la
   Communauté, selon des règles coordonées va réduire la multiplicité
   de régimes existant actuellement. La solidité des entreprises
   d'assurance se trouve renforcée et garantie, ce qui améliore de la
   sorte la protection des preneurs d'assurance.
4. Quels effets économiques la proposition est-elle susceptible
   d'avoir ?
   -   sur l'emploi
       pas d'effet direct.
   -   sur les investissements et la création de nouvelles
      entreprises.
      L'introduction d'un régime de contrôle par l'Etat membre
       d'origine réduira les coûts d'exploitation des entreprises
       d'assurance du fait de procéder au niveau du siège social au
       calcul des provisions techniques pour l'ensemble des affaires.
       Les mesures proposées pour la consItut ion de la marge de
       solvabilité (admission des emprunts subordonnés) faciliteront
       le financement des entreprises au moyen de ressources externes,
       notamment pour les mutuelles et les coopératives d'assurance.
   -   sur la compétitivité des entreprises.
       Les entreprises d'assurance communautaires seront soumises à
       des règles coordonées sur l'accès et l'exercice de l'activité
       d'assurance directe vie de même qu'en assurance non-vie. Du
       fait de la création d'un marché unique elles pourront offrir
       leurs produits d'assurance partout dans la Communauté à tout
       preneur d'assurance. Une plus grande concurrence entre les
       entreprises d'assurance elles-mêmes et entre celles-ci et
       d'autres Institutions financières qui offrent des produits
       similaires est donc prévisible.
       Les PME preneurs d'assurance bénéficieront d'une offre beaucoup
       plus large de produits parmi lesquels choisir le plus approprié
       à leurs besoins en raison des couvertures proposées et du prix.
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5.   La proposition contient-elle des mesures visant à tenir compte de
     la situation spécifique des petites et moyennes entreprises
     (exigences réduites ou dlférentes, etc.)
     a) En ce oui concerne les entreprises d'assurance
        La première directive 79/267/CEE a déjà prévu un série de
        dispositions particulières en faveur des entreprises
        d'assurance à taille moyenne ou petite. L'article 3 établit la
        non-application des dispositions de la directive à certaines
        petites et moyennes mutuelles. En plus la directive permet
        aussi la réduction d'un quart du minimum du Fonds de Garantie,
        exigé aux entreprises d'assurance, pour les entreprises
        revêtant la forme de mutuelle ou de société à forme mutuelle.
        La proposition de troisième directive ne modifie pas ce
        traitement prévu en faveur de certaines entreprises
        d'assurance.
     b) En ce oui concerne les preneurs
        La proposition de troisième directive prévolt des dispositions
        ayant pour objet de garantir leur protection nécessaire et
        adéquate lors de la souscription de contrats d'assurance. Les
        entreprises d'assurance devront soumettre le contrat à la loi
        qui résulte applicable selon les dispositions de la proposition
        (en général la loi du pays de résidence du preneur); D'autre
        part, elles devront Informer le preneur des informations
        essentielles du produit (art. 27). Enfin, tout preneur
        d'assurance peut renoncer aux effets du contrat dans un délai
        compris entre 14 et 30 jours après sa conclusion.
Consultation
6.   Liste des organisations qui ont été consultées sur la proposition
     et exposé des éléments essentiels de leur position.
     Comité Européen des Assurances (CEA).
     Le CEA est favorable au besoin de la présente proposition de
     directive; notamment en ce qui concerne la coordination des
     provisions techniques et des règles concernant la représentation,
     évaluation et localisation des actifs représentatifs de ces
     provisions techniques.
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                                                                       COM(91) 57 def.
                                                           DOCUMENTI
I T                                                                                         10 06
                                           N. di catalogo : CB-CO-91-113-IT-C
                                                                   ISBN 92-77-70451-9
 PREZZO DI VENDITA         fino a 30 pagine: 3,50 ECU         ogni 10 pagine in più: 1,25 ECU
 Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
 L-2985 Lussemburgo