CELEX: C2003/158/30
Language: it
Date: 2003-07-05 00:00:00
Title: Causa C-213/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation (Francia), 1ère chambre civile, con ordinanza 6 maggio 2003, nella causa Syndicat professionnel coordination des pêcheurs de l'Étang de Berre et de la région contro Électricité de France

C 158/18                IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              5.7.2003
La Commissione ritiene che nessun argomento consenta di                          previa autorizzazione, nonché i controlli sul terreno, sono
giustificare l’esistenza del procedimento di previa autorizzazio-                sufficienti per lottare contro le importazioni illegittime di
ne incriminato. Anzitutto, questo non può giustificarsi con                      medicinali. Tuttavia, con riguardo alla tutela della salute,
l’intento di verificare che il medicinale sia stato fabbricato                   il caso delle importazioni di medicinali non autorizzati in
secondo le buone pratiche previste dalla normativa comunita-                     Francia può giustificare un un approccio più sfumato
ria. Infatti, il medicinale importato è stato autorizzato o                      rispetto al caso dei medicinali autorizzati in Francia e
registrato nello Stato membro dell’esportazione, che è incarica-                 nello Stato membro d’esportazione o rispetto al caso dei
to di vigilare al rispetto di tali buone pratiche. Qualsiasi                     medicinali omeopatici registrati in uno Stato membro.
controllo aggiuntivo realizzato in Francia sarebbe in contrasto                  Cionondimeno, anche ammettendo che un previo proce-
con il principio del mutuo riconoscimento e con l’obiettivo di                   dimento di autorizzazione possa essere giustificato, in via
garantire la libera circolazione dei medicinali. Quanto poi ad                   di principio, nel caso dell’importazione personale di tali
una eventuale giustificazione per altri motivi di tutela della                   prodotti, detto procedimento dovrebbe essere facilmente
salute, si devono, secondo la Commissione, distinguere tre tipi                  accessibile, svolgersi entro un termine ragionevole e avere
di medicinali:                                                                   come conseguenza un’autorizzazione per l’importazione
                                                                                 dei medicinali che non presentino rischi per la salute.
                                                                                 Ora, il procedimento di previa autorizzazione applicato
                                                                                 dalla Francia alle importazioni personali di medicinali
                                                                                 non risponde a tali criteri ed è quindi sproporzionato
                                                                                 rispetto all’obiettivo da perseguire.
—     medicinali autorizzati a norma della direttiva 65/65
      modificata, indi della direttiva 2001/83/CE, sia Francia
      sia nello Stato membro in cui sono stati acquistati [o             (1 ) Direttiva del Consiglio 26 gennaio 1965, 65/65/CEE, per il
      fruiscono di un’autorizzazione di immissione sul mercato                ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e
      comunitario (AIM)]. Le autorità francesi hanno ammesso                  amministrative relative alle specialità medicinali (GU L 22, del
      che un’autorizzazione per l’importazione era richiesta in               9.2.1965, pag. 369).
      caso di importazione personale di medicinali provvisti             (2 ) Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 6 novembre
      di un’AIM in Francia. Ora, visto lo stato avanzato                      2001, 2001/83/CE, recante un codice comunitario relativo ai
      dell’armonizzazione effettuata nel settore dei prodotti                 medicinali per uso umano (GU 611, del 28.11.2001, pag. 67).
                                                                         (3 ) Direttiva del Consiglio 22 settembre 1992, 92/73/CEE, che amplia
      farmaceutici, concorrono in questo tipo di casi importanti
                                                                              il campo di applicazione delle direttive 65/65/CEE e 75/319/
      garanzie della tutela della salute dei pazienti. A ciò si               CEE concernenti il ravvicinamento dalle disposizioni legislative,
      aggiunge il fatto che l’importazione sarà effettuata solo               regolamentari ed amministrative relative ai medicinali e che fissa
      a seguito di una regolare prescrizione medica, ed in                    disposizioni complementari per i medicinali omeopatici (GU
      quantitativi che non superino le esigenze della cura. Ne                L 297, del 13.10.1992, pag. 8).
      risulta che il previo procedimento di autorizzazione di
      cui trattasi è ingiustificato.
—     medicinali omeopatici registrati in uno Stato membro a
      norma della direttiva 92/73/CEE, sostituita dalla direttiva
      2001/83/CE. Quando un medicinale omeopatico viene                  Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour
      registrato in uno Stato membro, esso non presenta a                de cassation (Francia), 1ère chambre civile, con ordinanza
      priori rischi per la salute, essendo peraltro noto che le          6 maggio 2003, nella causa Syndicat professionnel coordi-
      norme relative alla fabbricazione, al controllo e alle             nation des pêcheurs de l’Étang de Berre et de la région
      ispezioni di questo tipo di medicinale sono state armoniz-                              contro Électricité de France
      zate. Inoltre, la direttiva 92/73/CEE ha liberalizzato
      l’accesso dei pazienti ai medicinali di loro scelta. Un
      procedimento di previa autorizzazione per l’importazione                                      (Causa C-213/03)
      personale di medicinali omeopatici registrati è, quindi,
      manifestamente illegittimo.
                                                                                                     (2003/C 158/30)
—     medicinali non autorizzati in Francia, ma autorizzati              Con ordinanza 6 maggio 2003, pervenuta nella cancelleria
      nello Stato membro in cui sono stati acquistati. Il                della Corte il 19 maggio 2003, nella causa Syndicat profession-
      procedimento di previa autorizzazione incriminato non              nel coordination des pêcheurs de l’Étang de Berre et de la
      costituisce una misura necessaria per la lotta contro il           région contro Électricité de France, la Cour de cassation
      rischio di frode o di sviamento del sistema d’AIM, giacché         (Francia), 1ère chambre civile, ha sottoposto alla Corte di
      la normativa generale che sottopone l’importazione dei             giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudi-
      medicinali per la loro immissione sul mercato ad una               ziali:
 ---pagebreak--- 5.7.2003                  IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                               C 158/19
1.    Se si debba ritenere che l’art. 6, n. 3, del Protocollo di                    2.    non ha trasposto nella pertinente normativa austria-
      Atene 17 maggio 1980, relativo alla protezione del                                  ca (Luftreinhaltegesetz für Kesselanlagen — legge
      mare Mediterraneo dall’inquinamento di origine tellurica                            sull’inquinamento atmosferico da caldaie; in prosie-
      (Convenzione di Barcellona), divenuto art. 6, n. 1, nella                           guo: l’«LRG-K») le definizioni di «nuovo impianto» e
      versione modificata, abbia effetto diretto, di guisa che ogni                       «impianto esistente» ai sensi dell’art. 2, nn. 9 e 10,
      interessato possa invocarlo dinanzi ai giudici nazionali a                          della direttiva,
      sostegno di un ricorso volto a far cessare scarichi di acqua
      che non siano stati autorizzati secondo la procedura ed i                     3.    ha recepito in maniera incompleta nella pertinente
      criteri da esso previsti.                                                           normativa sull’inquinamento atmosferico i valori
                                                                                          limite di emissione di anidride solforosa, ossidi di
                                                                                          azoto e polveri ai sensi dell’art. 4, n. 1, in combinato
2.    Se la stessa disposizione debba interpretarsi nel senso
                                                                                          disposto con gli allegati III-VII, in particolare a
      che vieti a chiunque di scaricare in uno stagno salato
                                                                                          causa della divergenza tra il concetto austriaco di
      comunicante con il mare Mediterraneo talune sostanze
      che, pur non essendo tossiche, hanno un effetto sfavore-                            combustibile rispetto al disposto dell’art. 2, n. 6,
                                                                                          della direttiva,
      vole sul contenuto d’ossigeno dell’ambiente marino, senza
      aver ottenuto un’autorizzazione rilasciata dalle competen-                    4.    ha recepito in maniera erronea nell’LRG-K e nel-
      ti autorità degli Stati membri, prendendo in considerazio-                          l’LRV-K l’art. 9, nn. 2 e 3, della direttiva relativamente
      ne le disposizioni del citato Protocollo e dell’allegato III C                      al calcolo dei valori limite di emissione negli impianti
      (divenuto allegato II).                                                             a riscaldamento misto che utilizzano i residui di
                                                                                          distillazione e di conversione della raffinazione del
                                                                                          petrolio greggio, da soli o con altri combustibili, per
                                                                                          il loro proprio consumo.
                                                                              II.   la Repubblica d’Austria sopporterà le spese del procedi-
                                                                                    mento.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                         Motivi e principali argomenti
 tro la Repubblica d’Austria, proposto il 19 maggio 2003
                                                                              La Commissione sostiene che la Repubblica d’Austria è venuta
                                                                              meno ai propri obblighi in quanto,
                           (Causa C-214/03)
                                                                              —     non avendo recepito correttamente l’art. 2, n. 8, della
                            (2003/C 158/31)                                         direttiva in relazione al concetto di «impianto multicom-
                                                                                    bustibile», a causa dell’apposizione di una restrizione,
                                                                                    aliena alla direttiva, a tale concetto, che viene riferito agli
                                                                                    impianti in cui la proporzione di potenza termica fornita
                                                                                    dagli altri combustibili è almeno del 20 %, restringendo
Il 19 maggio 2003 la Commissione delle Comunità europee,                            in tal modo l’ambito di applicazione della direttiva su
rappresentata dai sigg. Josef Christian Schieferer e Gregorio                       questo punto,
Valero Jordana, membri del servizio giuridico della Commis-
sione, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto                       —     non avendo recepito le definizioni di «nuovo impianto» e
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                           «impianto esistente» ai sensi dell’art. 2, nn. 9 e 10, della
ricorso contro la Repubblica d’Austria.                                             direttiva,
                                                                              —     avendo recepito in maniera incompleta i valori limite di
                                                                                    emissione di anidride solforosa, ossidi di azoto e polveri
La ricorrente chiede che la Corte voglia dichiarare che:
                                                                                    ai sensi dell’art. 4, n. 1, in combinato disposto con gli
                                                                                    allegati III-VII, in particolare in considerazione della
I.    la Repubblica d’Austria è venuta meno agli obblighi ad                        definizione di combustibile nelle disposizioni austriache,
      essa incombenti in virtù degli artt. 2, nn. 6, 8, 9 e 10, e 4,                che viene ristretta ai «combustibili convenzionali», per cui
      n. 1, in combinato disposto con gli allegati III-VII e                        solo una parte della sfera di applicazione della direttiva
      l’art. 9, nn. 2 e 3, della direttiva del Consiglio 24 novembre                viene recepita,
      1988 ( 1), 88/609/CEE, concernente la limitazione delle
      emissioni nell’atmosfera di taluni inquinanti originati dai             —     avendo recepito in maniera erronea l’art. 9, nn. 2 e 3,
      grandi impianti di combustione, come modificata,                              della direttiva relativamente al calcolo dei valori limite
                                                                                    negli impianti a riscaldamento misto delle raffinerie,
      in quanto
                                                                              non ha adeguato la propria normativa nazionale alla direttiva,
      1.     all’art. 22, n. 1, del Luftreinhalteverordnung für               la cui trasposizione risulta pertanto irregolare e incompleta.
             Kesselanlagen (regolamento sull’inquinamento
             atmosferico da caldaie; in prosieguo: l’«LRV-K») ha              (1 ) GU L 336, pag. 1.
             fissato un concetto di «impianto multicombustibile»
             diverso da quello di cui all’art. 2, n. 8, della direttiva,