CELEX: C2003/184/35
Language: it
Date: 2003-08-02 00:00:00
Title: Causa C-219/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Spagna, proposto il 19 maggio 2003

C 184/20               IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            2.8.2003
Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro                         mento fiscale meno favorevole, la normativa spagnola
       il Regno di Spagna, proposto il 19 maggio 2003                           sembra dissuadere le persone fisiche soggette all'imposta
                                                                                spagnola sul reddito dall'investire i loro capitali in azioni
                                                                                quotate su mercati diversi dai mercati regolamentati
                          (Causa C-219/03)                                      spagnoli; inoltre, detta normativa osta probabilmente a
                                                                                che le imprese le cui azioni sono quotate su detti mercati
                                                                                ottengano capitali in Spagna. Per di più, la disparità di
                           (2003/C 184/35)
                                                                                trattamento influisce sul comportamento delle imprese
                                                                                che emettono azioni, in particolare perché le imprese
                                                                                spagnole — che hanno maggiori probabilità di avere
Il 19 maggio 2003 la Commissione delle Comunità europee,                        azionisti soggetti all'imposta spagnola sul reddito —
rappresentata dai sigg. Díaz-Llanos La Roche e L. Escobar                       sono incitate a far sì che le loro azioni siano quotate su
Guerrero, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto                      un mercato regolamentato spagnolo affinché i loro azio-
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                       nisti possano avvalersi del regime fiscale più favorevole.
ricorso contro il Regno di Spagna.
                                                                          D'altra parte, la normativa spagnola di cui trattasi costituisce
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                 altresì un ostacolo alla libera prestazione di servizi garantita
                                                                          dall'art. 49 CE e dall'art. 36 dell'Accordo SEE. Infatti essa rende
                                                                          difficile per i mercati diversi dai mercati regolamentati spagnoli
1.    dichiarare, relativamente alla tassazione delle plusvalenze         prestare servizi alle imprese spagnole, provocando una divi-
      ottenute in occasione della cessione, a partire dal                 sione del mercato europeo dei servizi forniti dai mercati e dalle
      1o gennaio 1997, di azioni acquistate prima del                     borse valori e creando un mercato segregato a beneficio dei
      31 dicembre 1994, che il Regno di Spagna, avendo                    mercati regolamentati spagnoli. Di conseguenza, dette imprese
      stabilito un regime fiscale meno favorevole per le azioni           non possono scegliere liberamente un'altra borsa europea tra
      quotate su mercati diversi dai mercati regolamentati                quelle che offrono migliori servizi.
      spagnoli rispetto alle azioni quotate sui mercati regola-
      mentati spagnoli, è venuto meno agli obblighi ad esso
      incombenti ai sensi degli artt. 49 e 56 del Trattato CE e
      dei corrispondenti artt. 36 e 40 dell'Accordo SEE;
2.    condannare il Regno di Spagna alle spese.
                                                                          Ricorso del 22 maggio 2003 contro la Commissione delle
Motivi e principali argomenti                                                Comunità europee presentato dalla Repubblica italiana
La Commissione sostiene che la normativa spagnola relativa                                         (Causa C-224/03)
all'imposta sul reddito delle persone fisiche è incompatibile con
il diritto comunitario e costituisce un ostacolo alla libera
circolazione dei capitali e alla libera prestazione dei servizi                                     (2003/C 184/36)
per quanto riguarda la tassazione delle cessioni, effettuate a
decorrere dal 1o gennaio 1997, di azioni acquistate prima del
31 dicembre 1994. Infatti, per le azioni quotate sui mercati
regolamentati spagnoli, detta normativa prevede un regime
fiscale più favorevole di quello applicato alle azioni quotate su         Il 22 maggio 2003, la Repubblica italiana rappresentata
mercati diversi:                                                          dall'Avv. Ivo Maria Braguglia, in qualità di agente, assistito
                                                                          dall'Avvocato dello Stato Maurizio Fiorilli, ha presentato alla
                                                                          Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
alle azioni quotate sui mercati regolamentati spagnoli si                 Commissione delle Comunità europee.
applica, al momento del calcolo della riduzione dell'importo
della plusvalenza imponibile, un coefficiente più elevato di
quello previsto per le azioni quotate su mercati diversi (il              La ricorrente conclude che la Corte voglia:
25 % rispetto al 14,28 %). Pertanto, queste ultime sono
soggette ad un maggior onere fiscale.
                                                                          —     dichiarare ed accertare che, in virtù dell'articolo 97 del
                                                                                Trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e
—     per non essere assoggettate all'imposta, le azioni quotate                dell'acciaio, a far data dal 24 luglio 2002 i poteri e la
      su mercati diversi dai mercati regolamentati spagnoli                     competenza della Commissione delle Comunità Europee
      devono aver appartenuto al titolare per un periodo più                    — istituita con l'articolo 9 del Trattato dell'8 aprile 1965
      lungo (8 anni invece di 5).                                               (Trattato di fusione) — nei settori che in base al Trattato
                                                                                medesimo erano attribuiti alla Alta Autorità della CECA
—     In tal modo, la normativa spagnola contrasta con l'art. 56                sono venuti meno con l'effetto che ogni provvedimento
      CE e con l'art. 40 dell'Accordo sullo Spazio Economico                    che fosse stato o sarà dalla medesima adottato nei detti
      Europeo (SEE) perché costituisce un ostacolo alla libera                  settori, che non siano stati oggetto di una nuova intesa
      circolazione dei capitali. Infatti, prevedendo tale tratta-               degli Stati firmatari, è da ritenere nullo e privo di effetto.