CELEX: 52013PC0811
Language: it
Date: 2013-11-21
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che abroga le misure antidumping sulle importazioni di alcuni tipi di cavi di ferro o di acciaio originarie della Federazione russa in seguito ad un riesame in previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1225/2009

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		52013PC0811
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che abroga le misure antidumping sulle importazioni di alcuni tipi di cavi di ferro o di acciaio originarie della Federazione russa in seguito ad un riesame in previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1225/2009 /* COM/2013/0811 final - 2013/0395 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
·      Motivazione e obiettivi della proposta
La presente proposta riguarda l'applicazione del
regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009,
relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di
paesi non membri della Comunità europea ("regolamento di base"), in
particolare dell'articolo 9, paragrafo 2, e dell'articolo 11,
paragrafo 2, nel procedimento di riesame in previsione della scadenza del
dazio antidumping in vigore sulle importazioni di cavi di acciaio originarie
della Federazione russa.
·      Contesto generale
La presente proposta è presentata nel quadro dell'attuazione
del regolamento di base ed è il risultato di un'inchiesta svolta in conformità
alle prescrizioni sostanziali e procedurali di cui al regolamento di base.
·      Disposizioni vigenti nel settore della proposta
Le misure attualmente in vigore sono state
istituite dal regolamento (CE) n. 1601/2001 del Consiglio sulle
importazioni di cavi di acciaio originarie, tra l'altro, della Federazione
russa e sono state confermate nell'ottobre 2007, in seguito a una domanda di
riesame in previsione della scadenza presentata dalla maggioranza dei
produttori UE del prodotto in questione.
·      Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione
Non pertinente.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL'IMPATTO
·      Consultazione delle parti interessate
In conformità alle disposizioni dei regolamenti di
base, le parti interessate coinvolte nel procedimento hanno avuto la
possibilità di difendere i propri interessi nel corso dell'inchiesta.
·      Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario ricorrere a esperti
esterni.
·      Valutazione dell'impatto
La presente proposta è il risultato dell'attuazione
del regolamento di base.
Il regolamento di base non prevede una valutazione
generale dell'impatto, ma contiene un elenco esaustivo di condizioni da
valutare.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
·      Sintesi delle misure proposte
Il 27 ottobre 2012 la Commissione ha avviato il
secondo riesame in previsione della scadenza delle misure antidumping
applicabili alle importazioni di cavi d'acciaio originarie della Federazione
russa. L'allegata proposta di regolamento del Consiglio si basa sulla
conclusione che la reiterazione del pregiudizio è improbabile nel caso in cui
le misure siano lasciate scadere.
Si propone pertanto che il Consiglio adotti l'allegata
proposta di regolamento che chiude il procedimento ed abroga le misure in
vigore sulle importazioni di cavi di acciaio originarie della Federazione russa.
·      Base giuridica
La presente proposta concerne l'applicazione del regolamento
(CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo
alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non
membri della Comunità europea. 
·      Principio di sussidiarietà
La proposta è di competenza esclusiva dell'Unione.
Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica.
·      Principio di proporzionalità
La proposta rispetta il principio di
proporzionalità per il seguente motivo: 
il tipo di intervento è descritto nel regolamento
di base summenzionato e non consente l'adozione di decisioni a livello
nazionale.
Non sono necessarie indicazioni su come ridurre e
rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e
amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali e
regionali, degli operatori economici e dei cittadini.
·      Scelta dello strumento
Strumento proposto: regolamento.
Altri strumenti non sarebbero adeguati per il
seguente motivo: il regolamento di base summenzionato non prevede altre
opzioni.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
Nessuna.
2013/0395 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
che abroga le misure antidumping sulle
importazioni di alcuni tipi di cavi di ferro o di acciaio originarie della
Federazione russa in seguito ad un riesame in previsione della scadenza a norma
dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1225/2009
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, 
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1] ("regolamento di base"),
in particolare l'articolo 9, paragrafo 2, e l'articolo 11, paragrafo 2,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
1.           Misure
in vigore
(1)       Con il regolamento (CE) n. 1601/2001[2] il
Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
alcuni tipi di cavi di ferro o di acciaio (CFA) originarie della Federazione
russa, della Turchia, della Thailandia e della Repubblica ceca. Dette misure sono denominate in appresso "misure iniziali" e
l'inchiesta che ha condotto all'adozione di tali misure è denominata "inchiesta
iniziale".
(2)       Nell'agosto 2001 la
Commissione aveva accettato l'offerta di impegno sui prezzi di un produttore
russo (JSC Severstal-Metiz). Tale accordo d'impegno è stato abrogato nell'ottobre
2007[3], in quanto è stato ritenuto non
realizzabile a causa delle difficoltà incontrate nella corretta classificazione
dei numerosi tipi di prodotto esportati dalla società.
(3)       Con
il regolamento (CE) n. 1279/2007[4] il
Consiglio ha mantenuto, in seguito a un riesame intermedio parziale e a un
riesame in previsione della scadenza, le misure iniziali nei confronti della
Federazione russa, in conformità all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento
di base. Dette misure sono denominate in appresso "misure in vigore"
e l'inchiesta di riesame in previsione della scadenza è denominata "ultima
inchiesta". Lo
stesso regolamento ha abrogato le misure relative alle importazioni di funi e
cavi di acciaio originarie della Turchia e della Thailandia
(4)       Attualmente[5] sono in vigore anche misure nei confronti dei CFA provenienti dall'Ucraina
e dalla Repubblica popolare cinese, estese alle importazioni di CFA spedite dal
Marocco, dalla Moldova e dalla Repubblica di Corea. 
2.           Domanda di riesame
(5)       Il 27 ottobre 2012 la Commissione
ha annunciato, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea, l'apertura di un riesame in previsione della scadenza ("avviso
di apertura")[6]
delle misure antidumping applicabili alle importazioni di CFA originarie della
Federazione russa, in conformità all'articolo 11, paragrafo 2, del
regolamento base.
(6)       Il riesame è stato aperto in
seguito a una domanda debitamente motivata, presentata dal comitato di
collegamento della federazione europea delle industrie di cavi di acciaio (in
appresso "EWRIS" o "il richiedente") per conto di
produttori dell'Unione che rappresentano oltre il 50% della produzione totale
dell'Unione di determinati tipi di cavi di ferro o acciaio. La domanda è
motivata dal fatto che la scadenza delle misure implica il rischio di
persistenza del dumping e di reiterazione del pregiudizio subito dall'industria
dell'Unione.
3.           Inchiesta
3.1.        Periodo dell'inchiesta di
riesame e periodo in esame
(7)       L'inchiesta relativa alla
persistenza o alla reiterazione del dumping e del pregiudizio concerne il
periodo compreso tra il 1° ottobre 2011 e il
30 settembre 2012 ("PIR"). L'esame delle tendenze
significative ai fini della valutazione del rischio di persistenza o
reiterazione del pregiudizio ha riguardato il periodo tra il
1° gennaio 2009 e la fine del PIR ("periodo in esame").
3.2.        Parti interessate coinvolte
nel procedimento
(8)       La Commissione ha informato
ufficialmente i produttori esportatori, i produttori dell'Unione, gli
importatori e gli utilizzatori notoriamente interessati nonché il richiedente e
le autorità del paese esportatore. Le parti interessate hanno avuto la
possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione
entro il termine previsto nell'avviso di apertura. 
(9)       In considerazione del numero
potenzialmente elevato di produttori esportatori della Federazione russa
coinvolti nell'inchiesta, nell'avviso di apertura era inizialmente previsto il
ricorso al campionamento, in conformità all'articolo 17 del regolamento di base.
Al fine di consentire alla Commissione di decidere se fosse necessario
procedere al campionamento e, in tal caso, di selezionare un campione, i
produttori esportatori della Federazione russa sono stati invitati a
manifestarsi entro 15 giorni dall'apertura del procedimento e a fornire alla
Commissione le informazioni richieste nell'avviso di apertura.
(10)     Dato che solo due produttori esportatori della Federazione
russa hanno fornito le informazioni richieste nell'avviso di apertura e si sono
dichiarati disposti a collaborare ulteriormente con la Commissione, è stato
deciso di non ricorrere al campionamento per i produttori esportatori. 
(11)     La Commissione ha annunciato
nell'avviso di apertura di aver selezionato in via provvisoria un campione di
produttori dell'Unione ed ha invitato le parti interessate a presentare
osservazioni in merito entro un termine previsto nell'avviso di apertura. Il
campione provvisorio era costituito da cinque produttori dell'Unione ritenuti
rappresentativi dell'industria dell'Unione in termini di volume della
produzione e delle vendite del prodotto simile nell'Unione.
(12)     In assenza di osservazioni, le
società proposte sono state scelte per essere incluse nel campione finale e le
parti interessate sono state informate al riguardo. Una delle società
selezionate si è però ritirata successivamente dal campione. La Commissione ha quindi deciso di ridurre il campione
alle quattro società rimanenti, che sono state ancora ritenute rappresentative
dell'industria dell'Unione in termini di volume della produzione (29,3%) e
delle vendite (20,9%) del prodotto simile nell'Unione. 
(13)     Anche
se nell'avviso di apertura è stato previsto il campionamento degli importatori
indipendenti, nessun importatore indipendente o utilizzatore si è manifestato. Di conseguenza non è stato applicato alcun campionamento agli
importatori indipendenti.
(14)     Sono stati inviati questionari
ai quattro produttori dell'Unione inclusi nel campione, ai due produttori
esportatori della Federazione russa e all'importatore collegato.
3.3.        Risposte al questionario
(15)     I
quattro produttori dell'Unione inclusi nel campione, l'importatore collegato e
un produttore esportatore della Federazione russa hanno risposto al
questionario.
(16)     Anche se inizialmente si erano
manifestati due produttori esportatori della Federazione russa, solo uno di loro
ha risposto al questionario ed è stato considerato
una società che ha collaborato all'inchiesta. Il produttore esportatore che ha
collaborato possiede una filiale controllata al 100% in Italia, che produce
anche CFA ed importa il prodotto in esame dalla Federazione russa. L'altro
produttore esportatore ha presentato osservazioni al momento dell'apertura dell'inchiesta
e, sebbene sia stato invitato a farlo, non ha compilato il questionario. Si
ritiene quindi che il secondo produttore esportatore non abbia collaborato all'inchiesta.

3.4.        Visite di verifica
(17)     La Commissione ha raccolto e
verificato tutte le informazioni ritenute necessarie per valutare il rischio di
persistenza o reiterazione del dumping e del conseguente pregiudizio e per
accertare l'interesse dell'Unione. Sono state effettuate visite di verifica
presso le sedi delle seguenti società:
a) i produttori dell'Unione:
–              
CASAR Drahtseilwerk Saar GmbH, Germania,
–              
BRIDON International Ltd., Regno Unito,
–              
TEUFELBERGER Seil GmbH, Germania,
–              
Manuel Rodrigues de OLIVEIRA Sá & Filhos, S.A.,
Portogallo;
b) il produttore esportatore della Federazione
russa:
–              
JSC SEVERSTAL-Metiz, Cherepovets;
c) l'importatore collegato:
–              
REDAELLI Tecna SpA, Italia.
B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
1.           Prodotto in esame
(18)     Il
prodotto in esame è lo stesso prodotto sottoposto all'inchiesta iniziale e all'ultima
inchiesta che ha condotto all'istituzione delle misure attualmente in vigore, ed
è costituito da cavi di ferro e acciaio, compresi i cavi chiusi, esclusi i cavi
di acciaio inossidabile, con sezione trasversale massima superiore a 3 mm,
muniti o no di accessori (nella terminologia industriale spesso denominati "CFA"),
attualmente classificati ai codici NC 7312 10 81, ex 7312 10 83, ex 7312 10 85,
ex 7312 10 89 ed ex 7312 10 98 ("prodotto in esame").
2.           Prodotto simile
(19)     L'attuale
inchiesta di riesame in previsione della scadenza ha confermato che i CFA
fabbricati nella Federazione russa ed esportati nell'Unione e i CFA prodotti e
venduti nell'Unione dai produttori dell'Unione hanno le stesse caratteristiche
fisiche e tecniche di base e gli stessi utilizzi finali e sono quindi
considerati prodotti simili ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4,
del regolamento di base.
C.        RISCHIO
DI PERSISTENZA O REITERAZIONE DEL DUMPING
1.           Osservazioni preliminari
(20)     In conformità all'articolo 11,
paragrafo 2, del regolamento di base, è stato esaminato se fossero in atto
pratiche di dumping e se la scadenza delle misure in vigore comportasse o no il
rischio di una persistenza o reiterazione del dumping. 
(21)     Come spiegato al considerando
10, non è stato necessario selezionare un campione di produttori esportatori
della Federazione russa. Il produttore esportatore che ha collaborato ha
rappresentato il 99% delle esportazioni del prodotto in esame dalla Federazione
russa verso l'Unione durante il PIR. Si è quindi concluso che il livello di
collaborazione era elevato.
(22)     Dato che gli altri due
produttori noti della Federazione russa non hanno collaborato all'inchiesta, le
conclusioni sul rischio di persistenza o reiterazione del dumping riportate
sotto hanno dovuto essere basate sui migliori dati disponibili, tra cui i dati
di Eurostat, le statistiche russe ufficiali e i dati limitati forniti da un
secondo produttore.
2.           Importazioni oggetto di
dumping durante il PIR 
(23)     Secondo quanto affermato nella
domanda di riesame, le esportazioni dalla Federazione russa verso l'Unione
sarebbero state oggetto di dumping, con un margine medio del 130,8%. Come
indicato nell'avviso di apertura (cfr. punto 4.1), il richiedente ha
confrontato i prezzi all'esportazione dalla Federazione russa verso l'Unione
(franco fabbrica) con i prezzi praticati sul mercato nazionale della
Federazione russa.
2.1.        Valore normale
(24)     In conformità all'articolo 2,
paragrafo 2, del regolamento di base, è stato determinato innanzitutto se il
totale delle vendite del prodotto simile ad acquirenti indipendenti effettuate
sul mercato nazionale russo dal produttore esportatore che ha collaborato fosse
rappresentativo, se cioè il volume totale di tali vendite costituisse almeno il
5% del volume totale delle esportazioni corrispondenti verso l'Unione. Le
vendite sul mercato nazionale del prodotto simile effettuate dal produttore
esportatore che ha collaborato sono risultate complessivamente rappresentative.

(25)     Successivamente la Commissione
ha individuato i tipi di prodotto simile venduti dal produttore esportatore sul
mercato nazionale che erano identici o direttamente comparabili ai tipi
esportati nell'Unione. 
(26)     È stato quindi esaminato se le
vendite effettuate sul mercato nazionale del produttore esportatore che ha
collaborato fossero rappresentative per ciascun tipo di prodotto, se cioè le
vendite di ciascun tipo di prodotto sul mercato nazionale costituissero almeno
il 5% del volume delle vendite dello stesso tipo di prodotto effettuate nell'Unione.
Per i tipi di prodotto venduti in quantità rappresentative è stato quindi
esaminato se tali vendite fossero state eseguite nell'ambito di normali
operazioni commerciali, in conformità all'articolo 2, paragrafo 4, del
regolamento di base. 
(27)     L'esame per accertare se le
vendite di ciascun tipo di prodotto effettuate sul mercato nazionale in
quantità rappresentative potessero essere considerate come eseguite nell'ambito
di normali operazioni commerciali è stato realizzato calcolando la percentuale
delle vendite remunerative del tipo di prodotto in questione ad acquirenti
indipendenti. In tutti i casi in cui le vendite sul mercato nazionale di un
particolare tipo di prodotto sono state effettuate in quantità sufficienti e
nell'ambito di normali operazioni commerciali, il valore normale è stato
determinato in base al prezzo effettivo praticato sul mercato nazionale, calcolato
come media ponderata di tutte le vendite di questo tipo di prodotto effettuate
sul mercato nazionale nel PIR. 
(28)     Per gli altri tipi di
prodotto, le cui vendite sul mercato nazionale non sono state rappresentative o
non sono state eseguite nell'ambito di normali operazioni commerciali, il
valore normale è stato determinato in conformità all'articolo 2,
paragrafo 3, del regolamento di base. Il valore normale è stato calcolato
sommando ai costi di produzione dei tipi esportati, adeguati ove necessario, un
congruo importo per le spese generali, amministrative e di vendita e un congruo
margine di profitto, sulla base di dati effettivi attinenti alla produzione e
alle vendite del prodotto simile eseguite nell'ambito di normali operazioni
commerciali, in conformità alla prima frase dell'articolo 2, paragrafo 6,
del regolamento di base.
2.2.        Prezzo all'esportazione
(29)     Per le vendite all'esportazione
del produttore esportatore russo che ha collaborato effettuate nell'Unione
direttamente ad acquirenti indipendenti, il prezzo all'esportazione è stato
stabilito in base ai prezzi effettivamente pagati o pagabili per il prodotto in
esame, in conformità all'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di
base.
(30)     Per l'operazione di
esportazione, nella quale l'esportazione verso l'Unione è stata effettuata
tramite una società commerciale collegata, il prezzo all'esportazione è stato
stabilito in base al prezzo al quale il prodotto importato è stato rivenduto
per la prima volta dal commerciante collegato ad acquirenti indipendenti nell'Unione,
in conformità all'articolo 2, paragrafo 9, del regolamento di base.
Sono stati applicati adeguamenti per tener conto di tutte le spese sostenute
tra l'importazione e la rivendita e dei profitti, al fine di stabilire un
prezzo all'esportazione attendibile. In mancanza di informazioni fornite dagli
importatori indipendenti riguardo al livello dei profitti realizzati durante il
PIR, è stato utilizzato un margine di profitto medio del 5%.
2.3.        Confronto
(31)     Il confronto tra la media
ponderata del valore normale e la media ponderata del prezzo all'esportazione è
stato effettuato a livello franco fabbrica e allo stesso stadio commerciale. 
(32)     Al fine di garantire un
confronto equo tra il valore normale e il prezzo all'esportazione è stato
tenuto conto, in conformità all'articolo 2, paragrafo 10, del
regolamento di base, delle differenze tra i fattori che, secondo quanto
dimostrato, influiscono sui prezzi e sulla loro comparabilità. A tale scopo
sono stati effettuati gli opportuni adeguamenti, se applicabili e giustificati,
per tener conto delle differenze di costi di trasporto, assicurazione,
movimentazione, carico e spese accessorie, costi finanziari, spese d'imballaggio,
commissioni e riduzioni.
2.4.        Margine di dumping
(33)     Come stabilito
dall'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento di base, la media
ponderata del valore normale per ciascun tipo di prodotto è stata confrontata
con la media ponderata del prezzo all'esportazione del tipo corrispondente del
prodotto in esame. Tale confronto ha dimostrato l'esistenza di pratiche di
dumping pari al 4,7% per il produttore esportatore. 
3.           Andamento delle importazioni
in caso di abrogazione delle misure
3.1.        Osservazioni preliminari
(34)     Dopo aver verificato l'esistenza
di pratiche di dumping nel PIR, si è proceduto ad esaminare anche il rischio di
persistenza del dumping in caso di abrogazione delle misure. A tale riguardo
sono stati analizzati i seguenti elementi: il volume e i prezzi delle
importazioni oggetto di dumping provenienti dalla Federazione russa, l'attrattiva
del mercato dell'Unione e di altri mercati di paesi terzi, la capacità di
produzione e l'eccesso di capacità per le esportazioni della Federazione russa.
3.2.        Volume e prezzi delle
importazioni oggetto di dumping provenienti dalla Federazione russa
(35)     Secondo
Eurostat, nel corso del periodo in esame le importazioni dalla Federazione russa
sono aumentate da 2 005 t nel 2009 a 2 343 t nel PIR, che
rappresentano circa l'1% del consumo dell'Unione nel PIR e nel periodo in esame.
Come indicato al considerando 33, le importazioni del produttore esportatore
che ha collaborato sono state effettuate a prezzi di dumping (4,7%), nonostante
il dazio antidumping in vigore.
3.3.        Attrattiva del mercato dell'Unione
e di altri mercati dei paesi terzi
(36)     Le
esportazioni verso l'Unione hanno costituito il 3% del totale delle vendite del
produttore che ha collaborato, mentre la maggior parte delle vendite (85%) è
stata effettuata sul mercato nazionale russo. Tale mercato è aumentato del 38%
nel periodo in esame[7] e può aumentare ulteriormente se il PIL della Federazione russa
continua ad aumentare, come previsto da fonti accessibili al pubblico
specializzate nell'analisi economica. Dalle informazioni raccolte durante l'inchiesta
è risultato inoltre che il produttore che ha collaborato non produce tutti i
tipi del prodotto in esame e quindi la sua pressione concorrenziale sui
produttori dell'Unione è limitata. È probabile che ciò valga anche per gli
altri due produttori, dato che mancano informazioni sugli investimenti in
macchinari nuovi, che potrebbero consentire ad esempio la fabbricazione del
prodotto in esame con un diametro maggiore. La pressione concorrenziale
limitata dei produttori esportatori della Federazione russa sembra confermata anche
dalla presenza dei produttori dell'Unione sul mercato russo. Secondo le statistiche
doganali russe ufficiali, nel PIR le esportazioni del prodotto simile dei
produttori dell'Unione verso la Federazione russa hanno rappresentato il 30% di
tutte le importazioni del prodotto simile verso il mercato russo, facendo dei
produttori dell'Unione il maggior esportatore verso tale mercato. 
(37)     Rispondendo alla comunicazione
delle conclusioni definitive, il richiedente ha obiettato che la crescita
prevista del PIL in Russia (che si aggira sul 3%) è piuttosto modesta e non
consentirà un ulteriore sviluppo del mercato russo di CFA. Di conseguenza il
mercato russo potrebbe non essere in grado di assorbire volumi supplementari
del prodotto simile. A tale riguardo va notato che durante il periodo in esame,
cioè dal 2009 alla fine del PI, la crescita del PIL russo è stata inferiore a
quella prevista per l'anno 2014 e nonostante ciò ha consentito una crescita del
38% del mercato di CFA in Russia. L'argomentazione è stata quindi respinta.
(38)     La stessa parte interessata ha
inoltre richiamato l'attenzione sui nuovi tipi di prodotti che il produttore
esportatore che ha collaborato ha messo a punto recentemente, in collaborazione
con la sua filiale situata nell'Unione, ed ha affermato che ciò conferma gli
investimenti effettuati da tale produttore nel periodo in esame. Questo fatto
non contraddice però la conclusione secondo cui il produttore che ha
collaborato non sia in grado di produrre tutti i tipi di cavi (in particolare i
CFA del segmento superiore del mercato). L'argomentazione è stata quindi
respinta.
(39)     L'attrattiva del mercato dell'Unione
va vista anche nel contesto di alcune acquisizioni dei produttori dell'Unione
da parte dei produttori esportatori russi. Attualmente due produttori russi
possiedono infatti filiali con sede nell'Unione. Dalla visita di verifica
presso la filiale situata nell'UE dell'esportatore che ha collaborato è emerso
che le sue vendite sono state effettuate principalmente sul mercato europeo e
che le vendite collegate tra il produttore che ha collaborato e tale filiale
sono rimaste limitate nel PIR.
(40)     In base ai dati del produttore
esportatore che ha collaborato, va notato che nel PIR il volume delle
importazioni russe del prodotto in esame verso i paesi terzi ha superato del
quadruplo il volume delle esportazioni verso l'Unione. I prezzi all'esportazione
verso i paesi terzi praticati dal produttore esportatore che ha collaborato
sono risultati in media inferiori al prezzo delle vendite effettuate sul
mercato nazionale della Federazione russa, ma mediamente superiori ai prezzi
all'esportazione verso il mercato dell'Unione. Ciò permette di concludere che
le vendite all'esportazione verso i mercati dei paesi terzi sono più
interessanti delle vendite verso il mercato dell'Unione. In questo contesto va
notata anche l'esistenza di canali di vendita già consolidati con la Comunità
degli Stati indipendenti (CSI). 
(41)     In risposta alla comunicazione
delle conclusioni definitive, il richiedente ha obiettato che in realtà i
prezzi all'esportazione verso i mercati dei paesi terzi praticati dai
produttori russi sono inferiori ai prezzi all'esportazione verso l'Unione. Egli
si è richiamato a un confronto tra i prezzi medi delle esportazioni verso l'Ucraina
e verso alcuni paesi europei, basato presumibilmente sulle statistiche doganali
russe. Non sono stati presentati dati originali che comprovassero il confronto.
A tale riguardo va notato che il confronto effettuato nell'inchiesta tra i
prezzi delle esportazioni russe verso l'Unione e quelli delle esportazioni
russe verso i mercati terzi si basava su dati verificati del questionario del
produttore esportatore che ha collaborato. Tale confronto dei prezzi è stato
effettuato a livello franco fabbrica, tenendo conto delle differenze tra i tipi
di prodotto e dello stadio commerciale. I prezzi medi presentati dal
richiedente non riflettono la complessità delle componenti e delle gamme dei
prezzi esistenti sul mercato di CFA, derivanti da un numero considerevole di
prodotti e stadi commerciali diversi. L'argomentazione è stata quindi respinta.
(42)     La stessa parte interessata ha
affermato che in questo caso il volume delle esportazioni dell'industria dell'Unione
verso la Federazione russa è irrilevante ed ha messo in evidenza invece l'aumento
delle importazioni dalla Repubblica popolare cinese verso la Federazione russa
e la necessità di tenerne conto nell'analisi, poiché esse costituiscono una
minaccia concorrenziale alla presenza dei produttori russi sui mercati della
Russia e della CSI. A tale proposito il fatto che i produttori dell'Unione
restino i maggiori esportatori sul mercato russo è rilevante, perché conferma tra
l'altro che i produttori russi non sono in grado di produrre tutti i tipi di
CFA per cui esiste una domanda sul mercato russo. Per quanto riguarda le
esportazioni cinesi verso la Federazione russa, va notato che sono aumentate
parallelamente al rapido incremento della domanda del mercato russo. Non è
stata fornita alcuna informazione, ad esempio, sul livello dei prezzi delle
esportazioni cinesi verso la Federazione russa o verso i paesi della CSI oppure
sulle caratteristiche del prodotto importato oggetto dell'inchiesta, in modo da
consentire un'ulteriore analisi. Va notato infine che secondo le statistiche
doganali russe i produttori russi del prodotto in esame sono rimasti i
principali fornitori di CFA sul mercato nazionale nel PIR e il totale delle
importazioni verso tale mercato ha rappresentato solo circa il 15% del mercato
russo di CFA. L'argomentazione è stata quindi respinta.
3.4.        Capacità di produzione ed
eccesso di capacità disponibile per le esportazioni nella Federazione russa
(43)     Secondo la domanda di riesame,
la capacità di produzione di tutti i produttori esportatori russi era di
115 000 t. Durante l'inchiesta il richiedente ha valutato le capacità
di produzione russa fra 220 000 t e 250 00 t, stima però non
suffragata da alcun elemento di prova. In base ai dati verificati dell'esportatore
che ha collaborato, ai dati forniti da un secondo produttore noto e quelli
contenuti nella domanda del terzo produttore, è stato stabilito che la capacità
di produzione di tutti i produttori russi del prodotto in esame è di circa
158 000 t. In tale contesto va notato che nel periodo in esame la
capacità di produzione del produttore esportatore che ha collaborato ha subito
adeguamenti strutturali, in seguito ai quali uno stabilimento di produzione è
stato chiuso.
(44)     In risposta alla comunicazione
delle conclusioni definitive, una parte ha sostenuto che alcuni macchinari
erano stati trasferiti dallo stabilimento di produzione chiuso ad un altro sito
di produzione del produttore che ha collaborato. A sostegno di questa
asserzione non è stato però fornito alcun elemento di prova. A tale riguardo,
le prove raccolte durante l'inchiesta confermano che nel periodo in esame il
produttore che ha collaborato ha subito adeguamenti strutturali, che hanno
compreso lo smantellamento di alcuni macchinari in tutti e tre i siti di
produzione e la chiusura di uno stabilimento di produzione. Allo stesso tempo
non si può escludere che alcuni macchinari dello stabilimento chiuso siano
stati trasferiti negli altri stabilimenti. In ogni caso, ciò non cambia la
stima della capacità di produzione di questo produttore e della Russia in
generale, che non è stata contestata dalle parti. L'argomentazione è stata
quindi respinta.
(45)     Per quanto riguarda la
questione dell'utilizzo della capacità e dell'eccesso di capacità, in seguito
alla fornitura dei dati da parte di due produttori e in mancanza di
informazioni precise sull'utilizzo degli impianti del terzo produttore, è stato
stimato che il suo utilizzo delle capacità fosse nell'ordine degli altri due
produttori, cioè pari al 90% nel PIR. In considerazione di quanto precede, è
stato concluso che la capacità di riserva totale della Federazione russa si
aggira sulle 17 000 t. Ciò corrisponde a circa l'8% del consumo dell'Unione
nel PIR.
3.5.        Conclusioni
(46)     Essendo stato accertato che le
esportazioni dalla Federazione russa sono state oggetto di dumping anche
durante il PIR, esiste il rischio di persistenza del dumping sul mercato dell'Unione
se le misure antidumping vigenti dovessero essere abrogate. 
(47)     Occorre tuttavia mettere in
evidenza i seguenti punti. In primo luogo, nella Federazione russa esiste una
capacità inutilizzata limitata, che può essere assorbita grazie alla rapida
crescita della domanda sul mercato nazionale. In secondo luogo, i produttori
russi non dispongono delle capacità necessarie per fornire tutti i tipi di cavi
e quindi la loro pressione concorrenziale sul mercato dell'Unione è limitata.
In terzo luogo, due dei tre produttori esportatori noti possiedono nell'Unione
filiali controllate al 100% che producono il prodotto simile. In base alle
informazioni fornite dalla filiale del produttore esportatore che ha
collaborato, è possibile constatare che il prodotto simile fabbricato dalla
filiale viene venduto principalmente sul mercato dell'Unione, mentre il
produttore esportatore produce e vende il prodotto simile soprattutto per il
mercato russo. I produttori esportatori russi hanno inoltre forti legami
commerciali con i mercati di paesi terzi, in particolare con quelli della CSI,
più attraenti per loro perché i prezzi praticati su questi mercati sono in
media superiori a quelli praticati nell'Unione. È stato pertanto concluso che è
improbabile che le importazioni del prodotto in esame dalla Federazione russa
aumentino in modo sostanziale in caso di scadenza delle misure. 
D. DEFINIZIONE DELL'INDUSTRIA DELL'UNIONE
(48)     Nel PIR oltre 30 produttori
dell'Unione hanno fabbricato CFA. Si ritiene quindi che la produzione di tali
produttori (stabilita in base alle informazioni raccolte presso i produttori
che hanno collaborato e, per gli altri produttori dell'Unione, in base ai dati
forniti dal richiedente) costituisca la produzione dell'Unione ai sensi dell'articolo 4,
paragrafo 1, del regolamento di base. 
(49)     Come indicato al considerando
12, visto il numero elevato di produttori dell'Unione, è stato selezionato un
campione. Ai fini dell'analisi del pregiudizio sono stati stabiliti indicatori
di pregiudizio a due livelli:    
- gli elementi macroeconomici (produzione, capacità produttiva, volume delle
vendite, quota di mercato, crescita, occupazione, produttività, prezzi medi unitari,
entità del dumping) sono stati valutati a livello dell'intera produzione dell'Unione,
in base alle informazioni raccolte presso i produttori che hanno collaborato e
ai dati di Eurostat e per gli altri produttori dell'Unione è stata utilizzata
una stima basata sui dati forniti dal richiedente;          
- gli elementi microeconomici (scorte, salari, redditività, utile sul capitale
investito, flusso di cassa, capacità di reperire capitali e investimenti) sono
stati analizzati, per i produttori dell'Unione inclusi nel campione, in base
alle informazioni da loro fornite, sottoposte a verifica.
E. SITUAZIONE DEL MERCATO DELL'UNIONE
1.           Consumo dell'Unione 
(50)     Tra il 2009 ed il PIR il
consumo dell'Unione è aumentato dell'8%, passando da 195 426 t a
211 380 t. 
   || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Consumo dell'Unione (in t) || 195 426 || 206 940 || 213 350 || 211 380 
 Indice || 100 || 106 || 109 || 108 
2.           Importazioni attuali dalla
Federazione russa
2.1.        Volume, quota di mercato e
prezzi delle importazioni dalla Federazione russa
(51)     In base ai dati di Eurostat,
tra il 2009 e il PIR il volume delle importazioni del prodotto in esame
originarie della Federazione russa è aumentato da 2 005 t a
2 343 t. Nonostante quest'incremento, il volume è inferiore a quello
registrato per le importazioni dalla Federazione russa durante l'ultima
inchiesta, in cui le importazioni ammontavano a 2 908 t per il 2005 e
a 3 323 t per il periodo tra il 1° luglio 2005 e il
30 giugno 2006 (l'ultimo PIR). Dalla fine del PIR è stata inoltre
registrata una tendenza al calo (-20%) delle importazioni dalla Russia.
(52)     La quota di mercato delle
importazioni russe è stata dell'1,03% nel 2009 e dell'1,11% nel PIR. 
(53)     Per
quanto riguarda i prezzi delle importazioni, nel periodo in esame sono
aumentati costantemente del 12%.
   || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Importazioni (in t) || 2 005 || 2 197 || 2 549 || 2 343 
 Indice || 100 || 110 || 127 || 117 
 Quota di mercato || 1,03% || 1,06% || 1,19% || 1,11% 
 Indice || 100 || 103 || 116 || 108 
 Prezzo delle importazioni || 1 054 || 1 084 || 1 171 || 1 178 
 Indice || 100 || 103 || 111 || 112 
2.2.        Sottoquotazione dei prezzi (price
undercutting)
(54)     La
sottoquotazione dei prezzi è stata calcolata utilizzando i prezzi all'esportazione
del produttore russo che ha collaborato, senza dazio antidumping, ed è
risultata compresa tra il 54,7% e il 69,0% a seconda dei tipi di prodotto, con
una media ponderata del margine di sottoquotazione del 63,4%. Tuttavia, a causa
del basso volume delle importazioni dalla Federazione russa e dell'esistenza di
numerosi tipi diversi di CFA, la sottoquotazione dei prezzi ha potuto essere
calcolata solo sulla base di pochissimi tipi di prodotto identici a basso
volume (19,9 t). Il margine di sottoquotazione è quindi da considerarsi solo
indicativo. 
3.           Importazioni da altri paesi
3.1.        Volume, quota di mercato e
prezzi delle importazioni da altri paesi
(55)     Nel periodo in esame le
importazioni dai paesi diversi dalla Federazione russa sono aumentate del
10,6%, vale a dire più del consumo sul mercato dell'UE (+8%). Nonostante l'aumento
della quota di mercato detenuta nell'UE dai paesi diversi dalla Federazione
russa, le rispettive quote di mercato possono essere considerate stabili.
(56)     Nel PIR i principali paesi
esportatori sono stati la Corea del Sud, con una quota di mercato del 16%,
seguita dalla RPC (1,78%), dalla Thailandia (1,65%) e dalla Federazione russa
(1,11%, come indicato sopra), mentre la quota di mercato dell'industria dell'Unione
ha raggiunto quasi il 60%. 
 Paesi/importazioni in t || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Corea del Sud || 32 027 || 23 926 || 28 906 || 34 798 
 Cina || 5 797 || 4 067 || 5 174 || 3 765 
 Thailandia || 3 673 || 3 815 || 5 348 || 3 499 
 Altri paesi || 34 938 || 38 974 || 39 376 || 42 444 
 Totale parziale (Federazione russa esclusa) || 76 435 || 70 782 || 78 804 || 84 506 
   ||   ||   ||   ||   
 Russia || 2 005 || 2 197 || 2 548 || 2 343 
   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   
 Totale delle importazioni (Federazione russa inclusa) || 78 440 || 72 979 || 81 352 || 86     849 
3.2.        Sottoquotazione dei prezzi
(price undercutting)
(57)     I prezzi medi complessivi
delle importazioni del prodotto simile dagli altri paesi sono rimasti
stabili e invariati durante il periodo in esame e mediamente inferiori del 57%
rispetto ai prezzi dell'industria dell'Unione. 
4.           Situazione dell'industria
dell'Unione
(58)     In conformità all'articolo 3,
paragrafo 5, del regolamento di base, la Commissione ha esaminato tutti i
fattori e gli indicatori economici rilevanti per la situazione dell'industria
dell'Unione.
4.1.        Osservazioni preliminari
(59)     Visto che si è proceduto a un
campionamento per quanto riguarda l'industria dell'Unione, il pregiudizio è
stato valutato sulla base delle informazioni raccolte a livello dell'intera
industria dell'Unione, (elementi macroeconomici secondo la definizione del
considerando 49) e a livello dei produttori dell'Unione inclusi nel campione
(elementi microeconomici definiti al considerando 49).
a)      Produzione
(60)     La produzione dell'industria
dell'Unione è aumentata del 6% tra il 2009 e il PIR, passando da
214 475 t a 228 368 t. In un contesto di aumento del
consumo (+8%), come indicato al considerando 52, l'industria dell'Unione ha
aumentato del 6% il volume di produzione.
 Industria dell'Unione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Volume di produzione (t) || 214 475 || 223 385 || 224 559 || 228 368 
 Indice || 100 || 104 || 105 || 106 
b)      Capacità produttiva e tassi di utilizzo
degli impianti
(61)     L'aumento del consumo dell'Unione
(+8%) ha determinato anche un aumento del 6% della produzione dell'industria dell'Unione.
 Industria dell'Unione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Capacità || 348 852 || 371 187 || 366 976 || 369 134 
 Indice || 100 || 106 || 105 || 106 
 Utilizzo degli impianti || 61,5 % || 60,2 % || 61,2 % || 61,9 % 
 Indice || 100 || 98 || 100 || 101 
c)      Volume delle vendite
(62)     Tra il 2009 e il PIR le vendite
effettuate dall'industria dell'Unione sul mercato dell'Unione sono aumentate
del 7%. 
 Industria dell'Unione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Vendite ad acquirenti indipendenti nell'Unione (t) || 116 902 || 133 824 || 131 085 || 124 524 
 Indice || 100 || 114 || 112 || 107 
d)      Quota di mercato
(63)     L'industria dell'Unione è
riuscita a mantenere una quota di mercato relativamente stabile nel periodo in
esame, pari al 60% nel 2009 e al 59% nel PIR. 
 Industria dell'Unione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Quota di mercato || 60 % || 65 % || 61 % || 59 % 
 Indice || 100 || 108 || 102 || 98 
e)      Crescita
(64)     Tra il 2009 ed il PIR, quando
il consumo dell'Unione è aumentato dell'8%, anche il volume delle vendite dell'industria
dell'Unione è aumentato del 7%. La quota di mercato dell'industria dell'Unione
può quindi essere considerata stabile, anche se è diminuita leggermente, mentre
le importazioni dalla Federazione russa hanno registrato un lieve aumento.
f)       Occupazione
(65)     Mentre i produttori dell'Unione
inclusi nel campione hanno registrato un aumento del 5% durante il periodo in
esame, la stima effettuata dal richiedente del livello di occupazione dell'intera
industria dell'Unione è diversa e presenta una tendenza negativa, con un calo
del 6% tra il 2009 e il PIR. 
 Industria dell'Unione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Occupazione || 3 763 || 3 776 || 3 688 || 3 544 
 Indice || 100 || 100 || 98 || 94 
   ||   ||   ||   ||   
g)      Entità del margine di dumping
(66)     Per quanto riguarda l'impatto
sull'industria dell'Unione dell'entità dei margini di dumping effettivi
constatati (4,7%), visto il basso volume complessivo delle importazioni dalla Federazione
russa e il margine di dumping relativamente basso, tale impatto non può essere
considerato significativo.
h)      Scorte
(67)     Tra il 2009 ed il PIR il
livello delle scorte finali dell'industria dell'Unione è diminuito. 
 Produttori inclusi nel campione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Scorte finali (t) || 11 723 || 10 240 || 9 813 || 10 489 
 Indice || 100 || 87 || 84 || 89 
i)       Prezzi di vendita e fattori che incidono
sui prezzi del mercato nazionale
(68)     I
prezzi di vendita unitari dell'industria dell'Unione sono aumentati dell'8% tra
il 2009 e il PIR. Questo andamento dei prezzi è legato al fatto che l'industria
dell'Unione è stata in grado di trasferire l'aumento dei costi di produzione
(+8%) sugli utilizzatori. Inoltre, è legato al progressivo passaggio dell'industria
dell'Unione a CFA di diametro maggiore e a una maggiore concentrazione si cavi
per usi specifici.
 Produttori inclusi nel campione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Prezzo medio unitario di vendita nell'UE (EUR/t) || 3 625 ||  3 658 || 3 809 || 3 911 
 Indice || 100 || 101 || 105 || 108 
j)       Salari
(69)     Tra il 2009 e il PIR il
salario medio per equivalente a tempo pieno (ETP) è aumentato del 20% nel
periodo in esame. In seguito alla ristrutturazione di alcune società incluse
nel campione, nel periodo in esame la percentuale degli impiegati è aumentata
rispetto a quella degli operai e ciò si riflette nell'aumento dei costi medi
dei salari per dipendente. 
 Produttori inclusi nel campione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Salari per ETP (EUR) || 42 393 || 45 174 || 48 718 || 51 052 
 Indice || 100 || 107 || 115 || 120 
k)      Produttività
(70)     La produttività della
manodopera dell'industria dell'Unione, misurata come produzione annua per
equivalente a tempo pieno (ETP), è stata variabile nel periodo in esame, dato
che è diminuita nel 2010 ed è aumentata nuovamente nel 2011 e nel PIR.
 Industria dell'Unione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Produttività || 58 || 52 || 53 || 55 
 Indice || 100 || 88 || 90 || 94 
l)       Investimenti e capacità di reperire
capitali
(71)     Gli investimenti in CFA sono
aumentati del 271% nel periodo in esame e sono stati significativi raggiungendo
quasi 16 milioni di EUR durante il PIR. I produttori inclusi nel campione non
hanno incontrato difficoltà a reperire capitali nel periodo in esame. Una parte
cospicua degli investimenti ha inoltre potuto essere finanziata tramite i flussi
di cassa autogenerati.
 Produttori inclusi nel campione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Investimenti (migliaia di EUR) || 5 845 || 6 025 || 12 656 || 15 839 
 Indice || 100 || 103 || 217 || 271 
m)     Redditività sul mercato dell'UE
(72)     I
produttori inclusi nel campione sono riusciti a realizzare profitti durante l'intero
periodo in esame. I profitti ottenuti tra il 2009 e il PIR, nonostante il calo
rispetto al 2009, sono stati superiori all'obiettivo del 5% fissato nell'inchiesta
iniziale. 
 Produttori inclusi nel campione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Redditività sul mercato dell'UE || 14,8 % || 10,1 % || 10,6 % || 10,6 % 
 Indice || 100 || 68 || 72 || 72 
n)      Utile sul capitale investito
(73)     L'utile sul capitale investito,
espresso come profitto totale generato dalla produzione di CFA in percentuale
del valore contabile netto degli attivi direttamente e indirettamente connessi
alla produzione di CFA, ha seguito nel complesso il suddetto andamento della
redditività in tutto il periodo in esame. Nonostante il calo, questo indicatore
rimane piuttosto elevato. 
 Produttori inclusi nel campione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Utile sul capitale investito || 37,7 % || 23,4 % || 25 % || 23 % 
 Indice || 100 || 62 || 66 || 61 
o)      Flusso di cassa
(74)     La situazione del flusso di
cassa resta in generale molto positiva e nonostante qualche deterioramento tra
il 2009 e il PIR ha seguito, entro una certa misura, le tendenze della redditività
in tutto il periodo in esame.
 Produttori inclusi nel campione || 2009 || 2010 || 2011 || PIR 
 Flusso di cassa (in migliaia di EUR) || 57 545 || 40 640 || 38 297 || 43 380 
 Indice || 100 || 71 || 67 || 75 
p)      Ripresa dagli effetti di precedenti
pratiche di dumping
(75)     La maggior parte degli
indicatori dimostra che l'industria dell'Unione ha adattato i propri impianti
di produzione per affrontare meglio il nuovo contesto economico e per poter cogliere
le opportunità sui mercati dell'UE e dei paesi terzi in segmenti in cui si
possono ottenere margini elevati. Il miglioramento della situazione economica e
finanziaria dell'industria dell'Unione in seguito all'istituzione delle misure
antidumping nel 2001 è una prova dell'efficacia di tali misure e della ripresa
dell'industria dell'Unione dagli effetti delle pratiche di dumping precedenti.
4.2.        Conclusioni
(76)     Durante il periodo in esame l'industria
dell'Unione è riuscita a mantenere più o meno la propria quota di mercato, i
prezzi sono aumentati dell'8% e le scorte sono rimaste a un livello
ragionevole, mentre il volume di produzione e il consumo sono aumentati. L'industria
dell'Unione ha conseguito utili durante tutto il periodo in esame, anche se il
livello dei profitti è stato inferiore nel PIR rispetto al 2009. In
considerazione di quanto precede, si può concludere che l'industria dell'Unione
non ha subito un grave pregiudizio nel periodo in esame.
F. RISCHIO DI REITERAZIONE DEL
PREGIUDIZIO
(77)     È stato inoltre esaminato se l'eventuale
scadenza delle misure comportasse il rischio di reiterazione del pregiudizio
sostanziale. Si ritiene che ciò sia improbabile per i motivi esposti di
seguito. 
(78)     Come evidenziato nel
considerando 54, i prezzi delle importazioni dalla Federazione russa sono
risultati inferiori ai prezzi dell'UE (undercutting). Dati i volumi
esigui dei tipi di prodotto corrispondenti, il margine di sottoquotazione
attuale può tuttavia essere considerato solo indicativo. 
(79)     Come spiegato nel considerando
51, il volume delle importazioni del prodotto in esame originarie della
Federazione russa era pari a 2 005 t nel 2009 e a 2 343 t
nel PIR, che rappresentano rispettivamente una quota di mercato dell'1,03% e
dell'1,11%. 
(80)     Come indicato nei considerando
43 e 45, la capacità russa totale è stimata a circa 158 000 t, mentre
durante l'ultima inchiesta è stata stimata all'incirca al livello del consumo
totale dell'UE, cioè a 220 000 t. Inoltre, le capacità di riserva
sembrano attualmente limitate. 
(81)     Nell'ultima inchiesta il
mercato russo non è stato ritenuto in grado di assorbire il livello dell'offerta.
Attualmente, come spiegato nel considerando 36, il consumo interno russo di CFA
ha registrato un notevole aumento del 38% nel periodo in esame. Inoltre,
secondo le previsioni economiche accessibili al pubblico, nei prossimi anni la
Federazione russa vedrà una forte crescita del suo PIL. È quindi probabile che
la capacità di riserva russa, come indicato al considerando 45, venga
assorbita dal crescente mercato russo, poiché i prezzi russi sono più elevati, di
circa l'11%, rispetto ai prezzi all'esportazione verso l'UE. Inoltre, i prezzi
all'esportazione russi verso gli altri mercati, in particolare quelli dei paesi
della CSI, sono in media più elevati del 5,6% rispetto ai prezzi all'esportazione
verso l'UE. È quindi improbabile che quantità sostanziali della capacità di
riserva o delle attuali vendite più redditizie sul mercato nazionale e/o sui
mercati dei paesi della CSI vengano riorientate verso il mercato dell'Unione.
(82)     In considerazione di quanto
precede, si è concluso che l'abrogazione delle misure sulle importazioni
originarie della Federazione russa molto probabilmente non determinerebbe una
reiterazione del pregiudizio sostanziale subito dall'industria dell'Unione nel
suo complesso.
G. MISURE ANTIDUMPING
(83)     Considerato quanto precede, è
opportuno abrogare le misure antidumping applicabili alle importazioni di CFA
dalla Federazione russa e chiudere il presente procedimento, in conformità all'articolo 9,
paragrafo 2, e all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di
base.
(84)     Tutte le parti sono state
informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali si
intende raccomandare l'abrogazione delle misure in vigore sulle importazioni
originarie della Federazione russa. È stato inoltre concesso loro un periodo
entro il quale hanno potuto presentare osservazioni su tali informazioni. Sono
pervenute le osservazioni di una parte interessata, che ha chiesto e ottenuto
di essere sentita in presenza del consigliere-auditore, 
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Le misure antidumping relative alle
importazioni di cavi di acciaio, compresi i cavi chiusi, esclusi i cavi di
acciaio inossidabile, con sezione trasversale massima superiore a 3 mm,
muniti o no di accessori, originari della Federazione russa e attualmente
classificati ai codici NC ex 7312 10 81, ex 7312 10 83, ex 7312 10 85, ex 7312
10 89 ed ex 7312 10 98 sono abrogate e il procedimento relativo a tali
importazioni è chiuso.
Articolo 2
È chiuso il procedimento di riesame in
previsione della scadenza delle misure antidumping applicabili alle
importazioni di cavi di acciaio, compresi i cavi chiusi, esclusi i cavi di
acciaio inossidabile, con sezione trasversale massima superiore a 3 mm,
muniti o no di accessori, attualmente classificati ai codici NC ex 7312 10 81,
ex 7312 10 83, ex 7312 10 85, ex 7312 10 89 ed ex 7312 10 98 e originari della
Federazione russa, aperto in conformità all'articolo 11, paragrafo 2, del
regolamento (CE) n. 1225/2009.
Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU L 211 del 4.8.2001, pag. 1.
[3]               GU L 285 del 31.10.2007, pag. 52.
[4]               GU L 285 del 31.10.2007, pag. 1.
[5]               GU L 36 del 9.2.2012, pag. 1.
[6]               GU C 330 del 27.10.2012, pag. 5.
[7]               Secondo i dati ottenuti da Prommetiz, l'associazione
russa dei produttori di hardware.