CELEX: C2004/228/64
Language: it
Date: 2004-09-11 00:00:00
Title: Causa C-312/04: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno dei Paesi Bassi, proposto il 23 luglio 2004

11.9.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 228/31
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno dei Paesi Bassi, proposto il 23 luglio 2004
   (Causa C-312/04)
   (2004/C 228/64)
   Il 23 luglio 2004, la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. Günter Wilms e Alexander Weimar, in qualità di agenti, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il Regno dei Paesi Bassi.
   La ricorrente conclude che la Corte voglia dichiarare che:
   
               1.
            
            
               il Regno dei Paesi Bassi,
               
                           a)
                        
                        
                           non avendo effettuato con diligenza, nel periodo sino al 1o gennaio 1992, in una serie di casi di presunzione di irregolarità in relazione a trasporti avvenuti con accompagnamento di un carnet TIR, le attività necessarie a procedere ad un rapido accertamento dei diritti delle Comunità sulle loro risorse proprie,
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           avendo accertato troppo tardi, nel periodo dal 1o gennaio 1992 a tutto il 1994, in una serie di casi di presunzione di irregolarità in riferimento a trasporti avvenuti con accompagnamento di un carnet di TIR, i diritti delle Comunità alle loro risorse proprie e avendo quindi messo troppo tardi a disposizione della Commissione tali risorse proprie e
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           essendosi rifiutato di pagare i connessi interessi di mora,
                        
                     è venuto meno agli obblighi che ad esso incombono in forza degli artt. 2, n. 1, 6, n. 2, 10, n. 1, e 11 del regolamento (CEE, Euratom) del Consiglio 29 maggio 1989 n. 1552 (1), recante applicazione della decisione 88/376/CEE, Euratom relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità;
            
         
               2.
            
            
               il Regno dei Paesi Bassi viene condannato alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   In occasione di una visita di controllo effettuata nel 1997 nei Paesi Bassi la Commissione ha constatato un ritardo nell'accertamento delle risorse proprie provenienti da dazi doganali. Tale ritardo era in relazione a carnet TIR non appurati registrati nel periodo 1991-1993 e per i quali gli avvisi di pagamento erano stati inviati troppo tardi dalle autorità olandesi.
   Benché prima del 1992 non vi fosse alcuna concreta disposizione che indicasse entro quale termine dopo la normale conclusione dell'operazione l'ufficio di partenza dovesse reagire, non può concludersi che gli Stati membri non siano tenuti ad agire prima che l'infrazione sia accertata e, se del caso, sia determinato il luogo in cui essa è avvenuta. Le autorità olandesi non hanno operato con la diligenza necessaria a garantire gli interessi finanziari della Comunità. Nei casi di cui trattasi l'avviso di pagamento è stato inviato dopo un periodo variabile tra i 2 anni e 4,5 mesi e i 2 anni e 10 mesi dopo la registrazione del carnet. A parere della Commissione un lasso di tempo così lungo non può più ritenersi conforme alla diligenza voluta.
   A partire dal 1o gennaio 1992 le disposizioni comunitarie vigenti in materia, in combinato disposto con l'art. 11 della convenzione TIR, prevedevano termini specifici entro i quali gli Stati membri dovevano prendere le misure necessarie. Le osservazioni delle autorità olandesi secondo cui i termini di cui trattasi sono stati previsti solo in disposizioni amministrative e non in norme legislative e secondo cui sul piano giuridico non è corretto procedere ad una riscossione prima che la procedura di ripetizione sia conclusa non possono essere condivise dalla Commissione.
   Poiché il controllo effettuato dalla Commissione ha dimostrato che i Paesi Bassi hanno proceduto alla riscossione in media solo un anno dopo il decorso del termine (ultimo) composto di 15 mesi e quindi essi hanno anche posto troppo tardi a disposizione della Commissione le risorse proprie, i Paesi Bassi sono tenuti a versare al riguardo interessi di mora.
   
      (1)  GU L 155 del 7.6.1989, pag. 1.