CELEX: 62019CN0207
Language: it
Date: 2019-02-28 00:00:00
Title: Causa C-207/19P: Impugnazione proposta il 28 febbraio 2019 dalla Biogaran avverso la sentenza del Tribunale (Nona Sezione) del 12 dicembre 2018, causa T-677/14, Biogaran/Commissione

15.4.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 139/40
            
         
      Impugnazione proposta il 28 febbraio 2019 dalla Biogaran avverso la sentenza del Tribunale (Nona Sezione) del 12 dicembre 2018, causa T-677/14, Biogaran/Commissione
      (Causa C-207/19P)
      (2019/C 139/38)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Biogaran (rappresentanti: M. Utges Manley, solicitor, A. Robert, advocate, O. de Juvigny, T. Reymond, J. Killick, J. Jourdan, avocats)
      
         Altra parte nel procedimento: Commissione europea
      
         Conclusioni della ricorrente
      
      
                  —
               
               
                  annullare in toto la sentenza del Tribunale del 12 dicembre 2018 nella causa T-677/14;
               
            
                  —
               
               
                  annullare gli articoli 1, lettera b), numero iv), 7, paragrafo 1, lettera b) e 8 della decisione della Commissione C(2014) 4955 final, [procedimento AT.39612 — Perindropil (Servier)], nella parte in cui riguardano la Biogaran;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Con il primo motivo la Biogaran sostiene che la sentenza è viziata da un errore di diritto poiché accoglie il carattere d’infrazione della licenza in ragione del fatto che la composizione amichevole avrebbe un oggetto anticoncorrenziale. Secondo la ricorrente la sentenza si basa su una concezione estensiva della nozione d’infrazione per oggetto e trascura l’assenza di esperienza e di restrizione palese. La sentenza poggerebbe, inoltre, su un criterio di verifica giuridico errato, avendo ignorato, tanto il contesto dell’accordo di composizione amichevole concluso tra la Servier e la Niche, quanto sul fatto che queste ultime non erano concorrenti potenziali.
      Con il secondo motivo la Biogaran sostiene che, avendo sostituito la propria motivazione a quella della Commissione, il Tribunale ha commesso un errore di diritto. Il Tribunale ritiene che il preteso incentivo della Biogaran sarebbe stato «decisivo» perché avrebbe determinato la decisione della Niche di non entrare nel mercato. Tuttavia, né nella comunicazione degli addebiti né nella decisione, è sostenuto o dimostrato che tale incentivo, qualificato solo come «ulteriore», sarebbe stato «decisivo» affinché la Niche accettasse i termini dell’accordo di composizione amichevole.
      La Biogaran sostiene, con il terzo motivo, che il Tribunale ha vilato il principio di proporzionalità e gli obiettivi dell’articolo 101 TFUE avendo accolto la sua responsabilità in aggiunta a quella della sua società controllante. Poiché il Tribunale ha dichiarato che la società controllante aveva direttamente partecipato all’infrazione e fatto uso del suo potere di controllo affinché la controllata contribuisse al suo comportamento illecito, con la conseguenza che la controllata era priva di ogni autonomia, non si può accogliere la responsabilità della controllata in aggiunta a quella della sua controllante, salvo eccedere quanto strettamente necessario ai fini dell’applicazione delle regole di concorrenza.
      Con il quarto motivo la Biogaran ritiene che la sentenza debba essere annullata nella parte in cui accoglie il principio e le modalità di calcolo dell’ammenda, nonostante il carattere complesso e inedito della presente causa e dell’assenza di qualsiasi ruolo decisivo della Biogaran.