CELEX: 52014PC0239
Language: it
Date: 2014-04-14
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in occasione della 103a sessione della Conferenza internazionale del lavoro concernente una raccomandazione che integra la Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro n. 29 sul lavoro forzato, del 1930

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		52014PC0239
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in occasione della 103a sessione della Conferenza internazionale del lavoro concernente una raccomandazione che integra la Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro n. 29 sul lavoro forzato, del 1930 /* COM/2014/0239 final - 2014/0131 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Nell'obiettivo più ampio di proseguire e
rafforzare le pratiche di successo vigenti nella cooperazione tra l'Unione e i
suoi Stati membri, e conformemente alle norme dei trattati, la presente
proposta intende definire la posizione dell'Unione in occasione della 103a
sessione della Conferenza internazionale del lavoro, per quanto concerne una
raccomandazione che integra la Convenzione dell'Organizzazione internazionale
del lavoro (OIL) n. 29 sul lavoro forzato, del 1930. 
La Convenzione dell'OIL n. 29 sul lavoro
forzato, del 1930 (di seguito "la Convenzione"), è una delle otto
convenzioni fondamentali dell'OIL che rappresentano le norme internazionali
fondamentali sul lavoro, ed è considerata uno strumento essenziale in materia
di diritti umani. All'atto dell'adozione della Convenzione nel 1930 la
Conferenza internazionale del lavoro esortò gli Stati membri a eliminare il
ricorso al lavoro forzato nel più breve tempo possibile e a renderne lo
sfruttamento passibile di sanzioni penali. Eppure, a oltre 80 anni di distanza
e nonostante la ratifica pressoché universale della Convenzione, il lavoro
forzato esiste ancora, seppure in forme differenti da quelle che hanno
suscitato simili preoccupazioni all'inizio del ventesimo secolo; secondo le
stime dell'OIL, almeno 20,9 milioni di persone nel mondo sono vittime del
lavoro forzato.
La raccomandazione dell'OIL che verrà
esaminata nel corso della 103a sessione della Conferenza
internazionale del lavoro (di seguito "la Conferenza") mira ad
affrontare le carenze esistenti a livello di attuazione al fine di rendere più
efficace la prevenzione della tratta di esseri umani a fini di sfruttamento
della manodopera e migliorare la protezione e il risarcimento delle vittime del
lavoro forzato.
L'ordine del giorno della Conferenza prevede
anche l'adozione di un protocollo sul medesimo argomento, che forma oggetto di
una raccomandazione distinta di decisione del Consiglio che autorizza l'avvio
dei negoziati.
1.1.        Esame ed eventuale
approvazione di una raccomandazione che integra la Convenzione dell'OIL
n. 29 sul lavoro forzato, del 1930, nel corso della 103a
sessione della Conferenza internazionale del lavoro che si svolgerà dal
28 maggio al 12 giugno 2014
L'ordine del giorno della Conferenza internazionale
del lavoro 2014 prevede un intervento normativo riguardante l'integrazione
della Convenzione n. 29 sul lavoro forzato, del 1930, con l'obiettivo di
adottare un protocollo e/o una raccomandazione. 
Questo punto dell'ordine del giorno della Conferenza
è stato scelto dalla 317a sessione del consiglio di amministrazione
dell'OIL (svoltasi nel marzo 2013) come intervento normativo soggetto a
discussione unica per la 103a sessione della Conferenza[1]. Tale decisione fa
seguito alle raccomandazioni della riunione degli esperti sul lavoro forzato e
sulla tratta di esseri umani a fini di sfruttamento della manodopera, indetta
nel febbraio 2013 dal consiglio di amministrazione dell'OIL per individuare le
lacune di copertura delle norme OIL vigenti con l'obiettivo di stabilire se sia
necessario un intervento normativo finalizzato a: i) integrare le convenzioni
dell'OIL sul lavoro forzato per affrontare le questioni relative alla
prevenzione e alla protezione delle vittime, compreso il risarcimento; e ii) affrontare
il problema della tratta di essere umani a fini di sfruttamento della
manodopera[2].
Il processo rientra nel quadro d'azione dell'OIL per il rispetto, la promozione
e la realizzazione effettivi e universali dei principi e dei diritti
fondamentali nel lavoro per il periodo 2012-2016[3].
La forma dell'atto o degli atti presentati -
protocollo e/o raccomandazione – deve essere decisa dalla conferenza stessa,
sulla base delle proposte che l'Ufficio internazionale del lavoro ha presentato
nella relazione per la conferenza del marzo 2014 a seguito della consultazione
dei costituenti tripartiti dell'OIL svoltasi alla fine del 2013[4]. Alcuni costituenti
sono favorevoli a una raccomandazione che accompagna un protocollo, altri
unicamente a una raccomandazione; a tale riguardo l'esito della decisione della
Conferenza è incerto[5].
Una raccomandazione integrerà la Convenzione ed eventualmente il protocollo
fornendo orientamenti più dettagliati su come debbano essere applicati i
principi fondamentali della Convenzione ed eventualmente del protocollo. La
presente proposta verte in particolare sul contenuto di tale raccomandazione in
entrambi i casi, sulla base della relazione presentata alla Conferenza.
1.2.        Contenuto della proposta di
raccomandazione 
Lo scopo delle norme in esame è di affrontare le
carenze esistenti a livello di attuazione al fine di rafforzare le misure di
prevenzione, protezione e risarcimento, con l'obiettivo di giungere in modo
efficace all'eliminazione del lavoro forzato.
La proposta di raccomandazione, che costituisce la
relazione IV (2B) presentata alla 103a sessione della Conferenza
internazionale del lavoro[6],
prende in esame i seguenti aspetti: 
·              
politiche nazionali: compresi i piani di azione,
gli organi di coordinamento e di monitoraggio, la raccolta dei dati;
·              
prevenzione: strategie per affrontare le cause
primarie del lavoro forzato, anche tramite l'emancipazione di determinati
gruppi di popolazione a rischio, la copertura e l'applicazione del diritto del
lavoro, la sensibilizzazione, i programmi di formazione e le attività di
orientamento anteriori alla partenza per i migranti, l'uso delle lingue e della
traduzione, le politiche migratorie coerenti e la cooperazione internazionale
in materia di migrazione, le piattaforme in materia di protezione sociale, la
riduzione del commercio e della domanda di beni e servizi macchiati dal lavoro
forzato;
·              
protezione delle vittime sulla base del loro
consenso informato e non subordinata alla loro disponibilità a collaborare nel
corso di procedimenti penali: prestare assistenza immediata a tutte le vittime,
garantendo loro il recupero e la riabilitazione a lungo termine, l'assistenza
sanitaria, l'alloggio, l'assistenza materiale, sociale ed economica,
l'istruzione e la formazione, la protezione dalle intimidazioni, dalle
rappresaglie e dalla pena per reati che siano state costrette a commettere, una
protezione specifica per i bambini, per i quali viene presunta la condizione di
minore, nonché per i lavoratori migranti tramite il periodo di riflessione e di
recupero, i permessi di soggiorno temporanei o permanenti nonché il rimpatrio
sicuro e preferibilmente volontario; i provvedimenti nei confronti dei servizi
di collocamento fraudolenti;
·              
risarcimento e accesso alla giustizia: accesso agli
opportuni mezzi di ricorso per tutte le vittime, diritto di ottenere il
risarcimento dei danni subiti e di ricevere informazioni e consulenza,
eventuale rappresentanza delle vittime, accesso ai mezzi di ricorso legali
indipendentemente dalla nazionalità e dallo status giuridico delle vittime nel
territorio, fondi per il risarcimento delle vittime; 
·              
applicazione della legge: ispezione del lavoro,
confisca dei proventi del lavoro forzato, responsabilità delle persone
giuridiche e punizione dei colpevoli, indicatori per l'identificazione delle
vittime;
·              
cooperazione internazionale: cooperazione tecnica,
assistenza giuridica reciproca, condivisione di informazioni e di buone
pratiche.
La proposta di raccomandazione costituirà la base
dei negoziati per la raccomandazione da adottare nel corso della 103a
sessione della Conferenza internazionale del lavoro.
1.3.        Ripartizione delle competenze
nell'ambito della Convenzione e della proposta di raccomandazione
Le disposizioni contenute nella proposta di
raccomandazione rientrano in parte nelle competenze attribuite all'Unione dai
trattati. Molte di tali disposizioni riguardano inoltre settori del diritto
dell'Unione in cui il livello di regolamentazione a livello dell'UE ha già
raggiunto uno stadio avanzato. 
La raccomandazione tratta questioni riguardanti la
lotta contro la tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, che sono
aspetti connessi principalmente alla cooperazione giudiziaria in materia penale[7], ambito disciplinato
dalla direttiva 2011/36/UE concernente la prevenzione e la repressione della
tratta di esseri umani e la protezione delle vittime ("direttiva contro la
tratta di esseri umani") e dalla direttiva 2012/29/UE che istituisce norme
minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato
("diritti delle vittime"). Questi aspetti sono trattati anche dal
protocollo delle Nazioni Unite per prevenire, reprimere e punire la tratta di
persone, in particolare di donne e bambini, che integra la Convenzione delle
Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale del 2000
("protocollo dell'ONU sulla tratta degli esseri umani"), di cui l'UE
è parte.
La raccomandazione affronta gli aspetti relativi
al settore della politica sociale[8],
la cui disciplina è stabilita in particolare dalla direttiva 91/533/CEE
relativa all'obbligo del datore di lavoro di informare il lavoratore delle
condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro
("dichiarazione scritta") e dalla direttiva 2008/104/CE relativa al
lavoro tramite agenzia interinale, nonché dalle direttive che disciplinano la
salute e la sicurezza sul lavoro, l'orario di lavoro, la protezione dei giovani
sul lavoro o la tutela della maternità[9].
La raccomandazione tratta gli aspetti relativi al
settore dell'asilo e dell'immigrazione[10]
la cui disciplina è prevista in particolare dalla direttiva 2004/81/CE
riguardante il titolo di soggiorno da rilasciare ai cittadini di paesi terzi
vittime della tratta di esseri umani o coinvolti in un'azione di
favoreggiamento dell'immigrazione illegale che cooperino con le autorità
competenti, nonché dalla direttiva 2009/52/CE che introduce norme minime
relative a sanzioni e a provvedimenti nei confronti di datori di lavoro che
impiegano cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare
("sanzioni nei confronti dei datori di lavoro"); tale direttiva
prevede sanzioni, anche di natura penale, nei confronti dei datori di lavoro
che sfruttano gli immigrati irregolari, nonché misure risarcitorie a favore
delle vittime di tale sfruttamento. 
Ai fini della protezione dei lavoratori migranti,
la raccomandazione può incidere sulla libera circolazione dei lavoratori,
sancita dall'articolo 45 del TFUE e dal regolamento 492/2011 relativo
alla libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione. La raccomandazione
inciderà inoltre sugli accordi internazionali dell'UE e sugli strumenti
commerciali e di cooperazione allo sviluppo che si riferiscono alle norme
fondamentali sul lavoro e alla ratifica e all'attuazione efficace delle
convenzioni fondamentali dell'OIL da parte di paesi terzi, di paesi candidati
all'adesione e all'interno dell'UE.
Allo stesso tempo, la raccomandazione definirà
altresì norme che non rientrano nell'ambito delle competenze conferite all'UE
dai trattati. 
2.           ESITO DELLA CONSULTAZIONE
DELLE PARTI INTERESSATE E DELLE VALUTAZIONI D'IMPATTO
Non pertinente.           

3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Il compito affidato alla 103a
sessione della Conferenza internazionale del lavoro è di esaminare e adottare
la citata proposta di raccomandazione che integra la Convezione dell'OIL
n. 29 sul lavoro forzato, del 1930.
Una raccomandazione non ha, in quanto tale,
valore vincolante e non è oggetto di ratifica da parte dei membri dell'OIL.
Tuttavia, una raccomandazione viene utilizzata dagli organi di vigilanza
dell'OIL per valutare l'applicazione delle pertinenti norme del lavoro, oltre a
fornire indicazioni utili per le politiche, l'attività normativa e le prassi a
livello nazionale. In conformità all'articolo 19, paragrafo 6,
lettere b) e c) della Costituzione dell'OIL, l'adozione di una
raccomandazione comporta taluni obblighi per le parti. A tale riguardo,
ciascuna Parte deve avviare procedimenti legislativi o amministrativi entro un
determinato periodo di tempo per valutare l'attuazione della raccomandazione
nel proprio ordinamento giuridico interno; deve informare l'OIL delle misure
adottate per adeguare il proprio ordinamento giuridico alla raccomandazione e,
qualora decida di non dare applicazione a quest'ultima, deve informare l'OIL a
intervalli di tempo regolari circa la situazione attuale della legislazione e
delle prassi interne riguardanti lo specifico ambito disciplinato dalla
raccomandazione.
Ne consegue che la prevista raccomandazione
costituirà un atto di un organo istituito da un accordo internazionale, che produrrà
effetti giuridici ai sensi dell'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE.
Soltanto gli Stati membri dell'OIL possono
proporre emendamenti e votare l'adozione della raccomandazione nel corso della
Conferenza internazionale del lavoro. L'Unione è invitata alla Conferenza in
veste di osservatore.
Tuttavia, dato che la raccomandazione farà
riferimento a questioni rientranti sia nella sfera delle competenze conferite
all'Unione dai trattati sia in quella delle competenze esclusivamente
nazionali, l'Unione e gli Stati membri devono agire congiuntamente in uno
spirito di leale cooperazione, secondo quanto stabilito all'articolo 4,
paragrafo 3, del TUE. In tal senso, quando agiscono nell'ambito dell'OIL,
gli Stati membri dovrebbero anche agire congiuntamente nell'interesse
dell'Unione.
In questa fase la proposta di raccomandazione
risulta essere conforme agli orientamenti del diritto e delle politiche dell'UE
in tale settore. Non vi è alcuna contraddizione tra i principi generali
perseguiti dalla proposta di raccomandazione e il diritto e le politiche
dell'Unione, e a prima vista non esiste alcuna incompatibilità tra la proposta
di raccomandazione e l'acquis dell'Unione.
Tuttavia, nel corso della Conferenza è
opportuno proporre o accettare emendamenti del testo proposto soltanto se
compatibili con la legislazione dell'Unione in vigore. 
4.           ASPETTI PRATICI
All'interno degli organi dell'OIL gli Stati
membri dovrebbero agire congiuntamente in modo coordinato e nell'interesse
dell'Unione. In virtù del quadro giuridico dell'OIL solo gli Stati membri
possono proporre modifiche ed esprimere voti durante l'intero processo di
negoziato. Gli Stati membri, che agiscono sia in forza di competenze nazionali
sia congiuntamente nell'interesse dell'Unione, e la Commissione dovrebbero
pertanto agire congiuntamente in uno spirito di leale cooperazione. A tal fine,
gli Stati membri e la Commissione dovrebbero prestarsi reciproca assistenza
nello svolgimento dei propri compiti per garantire la miglior tutela possibile
degli interessi dell'Unione e dei suoi Stati membri; nell'assolvimento dei loro
compiti, gli Stati membri e la Commissione dovrebbero inoltre avvalersi del
sostegno dei migliori esperti disponibili sia negli Stati membri sia presso la
Commissione.
A causa dell'interazione tra il protocollo e
la raccomandazione, che nel corso della conferenza saranno oggetto di
discussioni e di negoziati in seno al medesimo comitato, la posizione
particolareggiata dell'Unione dovrebbe essere adottata dopo aver esaminato la
posizione negoziale stabilita per il protocollo. 
2014/0131 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla posizione da adottare a nome
dell'Unione europea in occasione della 103a sessione della
Conferenza internazionale del lavoro concernente una raccomandazione che
integra la Convenzione dell'Organizzazione internazionale del lavoro n. 29
sul lavoro forzato, del 1930
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 82, paragrafo 2,
l'articolo 83, paragrafo 1, l'articolo 153 e
l'articolo 218, paragrafo 9,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)                   
La Convenzione dell'Organizzazione internazionale
del lavoro (OIL) n. 29 sul lavoro forzato, del 1930 (di seguito "la
Convenzione"), impone agli Stati membri di eliminare il ricorso al lavoro
forzato nel più breve tempo possibile e di renderne lo sfruttamento passibile
di sanzioni penali. 
(2)                   
L'ordine del giorno della 103a sessione
della Conferenza internazionale del lavoro, che avrà luogo dal 28 maggio
al 12 giugno 2014 (di seguito "la Conferenza"), prevede
l'esame di proposte e l'adozione di una raccomandazione che integra la
Convenzione (di seguito "il progetto di raccomandazione").
(3)                   
L'obiettivo del progetto di raccomandazione è di
affrontare le carenze esistenti a livello di attuazione al fine di rendere più
efficace la prevenzione della tratta di esseri umani a fini di sfruttamento
della manodopera nonché migliorare la protezione e il risarcimento delle
vittime del lavoro forzato.
(4)                   
Le norme della Convenzione e le disposizioni di cui
al progetto di raccomandazione rientrano in parte nella sfera delle competenze
conferite all'Unione dai trattati. Inoltre, il progetto di raccomandazione
interagirà con l'acquis vigente nel settore della politica sociale[11] e in materia di asilo
e immigrazione[12],
di libera circolazione dei lavoratori[13]
e di diritti fondamentali[14].
In particolare, la maggior parte delle disposizioni contenute nel progetto di
raccomandazione è disciplinata dalla direttiva 2011/36/UE concernente la
prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle
vittime ("direttiva contro la tratta di esseri umani"), ove
opportuno, e dalla direttiva 2012/29/UE che istituisce norme minime in materia
di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato ("diritti delle
vittime"). Questi aspetti sono trattati anche dal protocollo delle Nazioni
Unite per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di
donne e bambini, che integra la Convenzione delle Nazioni Unite contro la
criminalità organizzata transnazionale del 2000 ("protocollo dell'ONU
sulla tratta degli esseri umani"), di cui l'UE è parte. Il progetto di
raccomandazione incide inoltre sugli accordi internazionali e sugli strumenti
commerciali e di cooperazione allo sviluppo che si riferiscono alle norme
fondamentali del lavoro e alla ratifica e all'attuazione efficace delle
convenzioni fondamentali dell'OIL da parte di paesi terzi, di paesi candidati
all'adesione e all'interno dell'UE.
(5)                   
In conformità all'articolo 19,
paragrafo 6, lettere b) e c) della Costituzione dell'OIL, l'adozione
di una raccomandazione comporta taluni obblighi per le parti. Una
raccomandazione fornisce inoltre indicazioni utili per l'elaborazione delle
politiche, della legislazione e delle prassi nazionali ed è utilizzata dagli
organi di vigilanza dell'OIL per valutare l'applicazione delle relative norme
del lavoro. Ne consegue che il progetto di raccomandazione costituirà un atto
di un organo istituito da un accordo internazionale che produrrà effetti
giuridici.
(6)                   
Considerato quanto precede, conformemente
all'articolo 218, paragrafo 9, del TFUE, è necessario che il
Consiglio adotti una decisione per stabilire la posizione da adottare a nome
dell'Unione nelle materie rientranti nella sfera di competenza dell'Unione. Gli
Stati membri agiranno congiuntamente nell'interesse dell'Unione, che non è
membro dell'OIL[15].
(7)                   
Poiché è possibile che siano apportati determinati
cambiamenti al progetto di raccomandazione prima della sua adozione da parte
della Conferenza internazionale del lavoro, occorre prevedere che gli Stati
membri, agendo congiuntamente nell'interesse dell'Unione, possano proporre o
concordare emendamenti durante la conferenza per quanto riguarda le materie
rientranti nell'ambito di competenza dell'Unione, a condizione che tali
emendamenti siano compatibili con la legislazione vigente dell'Unione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo unico 
1.           La posizione dell'Unione in
occasione della 103a sessione della Conferenza internazionale del
lavoro è a sostegno dell'approvazione del progetto di raccomandazione previsto.
Il testo del progetto di raccomandazione costituisce la relazione IV (2B)
presentata alla 103a sessione della Conferenza internazionale del
lavoro[16]. 
2.           La posizione dell'Unione
esposta al paragrafo 1 viene assunta dagli Stati membri, che agiscono
congiuntamente nell'interesse dell'Unione in sede di approvazione delle
disposizioni della raccomandazione in occasione della 103a sessione
della Conferenza internazionale del lavoro.
3.           Gli Stati membri, che
agiscono congiuntamente nell'interesse dell'Unione, possono concordare
cambiamenti non sostanziali rispetto a tale posizione in seno agli organi
dell'OIL senza che nel merito sia necessaria un'ulteriore decisione del
Consiglio.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GB.317/INS/2(Rev.) e verbale delle decisioni,
25 marzo 2013. 
[2]               Riunione tripartita di esperti sul lavoro forzato e
sulla tratta di esseri umani a fini di sfruttamento della manodopera (Ginevra,
11–15 febbraio 2013), relazione da discutere durante la riunione
tripartita di esperti concernente l'eventuale adozione di uno strumento
dell'OIL che integri la Convenzione n. 29 sul lavoro forzato, del 1930
(TMELE/2013); relazione finale (TMELE/2013/7); conclusioni adottate dalla
riunione (TMELE/2013/6).
[3]               OIL: risoluzione relativa alla discussione ricorrente
sui principi e sui diritti fondamentali nel lavoro, Conferenza internazionale
del lavoro, 101a sessione, Ginevra, 2012, punti da 8 a 31.
[4]               http://www.ilo.org/ilc/ILCSessions/103/reports/reports-to-the-conference/lang--en/index.htm.

[5]               Si vedano le risposte alla consultazione contenute nella
relazione IV (2A) della conferenza: http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---ed_norm/---relconf/documents/meetingdocument/wcms_239813.pdf.

[6]               Disponibile sul sito web dell'OIL al seguente indirizzo:
http://www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---ed_norm/---relconf/documents/meetingdocument/wcms_239814.pdf.
[7]               Articolo 82, paragrafo 2 e articolo 83,
paragrafo 1, del TFUE.
[8]               Articolo 153 del TFUE.
[9]               Direttiva 89/391/CEE, direttiva 94/33/CEE, direttiva
2003/88/CEE, direttiva 92/85/CEE.
[10]             Articolo 79 del TFUE.
[11]             Comprese la direttiva 91/533/CEE relativa all'obbligo del
datore di lavoro di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al
contratto o al rapporto di lavoro ("dichiarazione scritta"), la
direttiva 2008/104/CE relativa al lavoro tramite agenzia interinale, nonché le
direttive che disciplinano la salute e la sicurezza sul lavoro, tra le quali la
direttiva quadro 89/391/CEE, la direttiva 2003/88/CE sull'orario di lavoro, la
direttiva 94/33/CEE sulla protezione dei giovani sul lavoro e la direttiva
92/85/CEE sulla tutela della maternità.
[12]             In particolare la direttiva 2004/81/CE riguardante il
titolo di soggiorno da rilasciare ai cittadini di paesi terzi vittime della
tratta di esseri umani o coinvolti in un'azione di favoreggiamento
dell'immigrazione illegale che cooperino con le autorità competenti e la
direttiva 2009/52/CE relativa alle sanzioni nei confronti dei datori di lavoro.

[13]             Articolo 45 del TFUE e regolamento n. 492/2011
relativo alla libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione.
[14]             Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,
articoli 4 (Proibizione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o
degradanti), 5 (Proibizione della schiavitù e del lavoro forzato), 15 (Libertà
professionale e diritto di lavorare), 24 (Diritti del bambino), 31 (Condizioni
di lavoro giuste ed eque) e 32 (Divieto del lavoro minorile e protezione dei
giovani sul luogo di lavoro).
[15]             Parere 2/91 della Corte di giustizia del
19 marzo 1993, Raccolta 1993-I, pag. 1061, punto 26.
[16]             Disponibile al pubblico sul sito web dell'OIL
all'indirizzo
http//www.ilo.org/wcmsp5/groups/public/---ed_norm/---relconf/documents/meetingdocuments/wcms_239814.pdf