CELEX: 52015PC0133
Language: it
Date: 2015-03-19
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla presentazione, a nome dell'Unione europea, di una proposta d'inclusione di sostanze chimiche aggiuntive nell'allegato A della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti

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		52015PC0133
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla presentazione, a nome dell'Unione europea, di una proposta d'inclusione di sostanze chimiche aggiuntive nell'allegato A della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti /* COM/2015/0133 final - 2015/0066 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
La convenzione di Stoccolma sugli inquinanti
organici persistenti (di seguito "la convenzione"), approvata
con decisione 2006/507/CE del Consiglio[1]
ed entrata in vigore il 17 maggio 2004, ha lo scopo di proteggere la
salute umana e l'ambiente dagli inquinanti organici persistenti (POP). La
convenzione offre un quadro, fondato sul principio precauzionale, inteso a
far cessare la produzione, l'uso, l'importazione e l'esportazione degli attuali
23 POP prioritari, nonché a gestire la loro manipolazione e smaltimento in
sicurezza e l'eliminazione o la riduzione delle emissioni di alcuni POP
derivanti da produzione non intenzionale.
Il regolamento (CE) n. 850/2004 relativo agli
inquinanti organici persistenti[2]
recepisce nel diritto dell'Unione gli impegni stabiliti nella convenzione e nel
protocollo sugli inquinanti organici persistenti della convenzione del 1979
sull'inquinamento atmosferico transfrontaliero a grande distanza (di seguito il
"protocollo"), approvato con decisione 2004/259/CE del Consiglio[3].
In base all'articolo 8, paragrafo 1, della
convenzione, ciascuna parte può presentare al segretariato una proposta di
inclusione di una sostanza chimica negli allegati A, B o C della convenzione,
che sarà esaminata dal comitato d'esame degli inquinanti organici persistenti,
in conformità dell'articolo 8, paragrafi 3 e 4. La proposta contiene le
informazioni specificate nell'allegato D. La procedura di adozione delle
modifiche degli allegati è disciplinata dall'articolo 22 della convenzione.
Secondo i dati scientifici e i relazioni di
riesame disponibili, e tenuto conto dei criteri di selezione indicati
nell'allegato D della convenzione, l'acido perfluoroottanoico (PFOA), i sali di
PFOA e le sostanze connesse al PFOA che possono essere degradate in PFOA in
determinate condizioni ambientali presentano caratteristiche degli inquinanti
organici persistenti (in appresso "POP"). Di seguito, il riferimento
a "PFOA e i suoi composti" designa tutte le forme descritte nel
presente paragrafo.
Una recente analisi di mercato[4], realizzata per conto
della Commissione europea, ha individuato una sola azienda produttrice di
pentadecafluoroottanoato di ammonio (APFO) attiva nel 2010 nell'Unione europea.
Tale impresa ha annunciato la cessazione della produzione di APFO nell'agosto
2010 e della sua commercializzazione nel novembre 2010. L'analisi di mercato ha
inoltre dimostrato che il PFOA e l'APFO sono principalmente utilizzati
nell'Unione per la produzione di fluoropolimeri e fluoroelastomeri[5] e che l'immissione
nell'ambiente avviene in questa fase.
Il 20 giugno 2013, a seguito di un accordo
unanime del comitato degli Stati membri dell'UE a norma del regolamento (CE)
n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, concernente la
registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze
chimiche (REACH)[6],
il PFOA e l'APFO sono stati aggiunti all'elenco delle sostanze candidate
all'autorizzazione[7]
in quanto identificate quali sostanze estremamente problematiche (SVHC). L'identificazione
del PFOA e dell'APFO quali SVHC si è basata su un fascicolo informativo[8] elaborato dalla
Germania conformemente all'allegato XV del regolamento (CE) n. 1907/2006.
I dati scientifici presentati in questo fascicolo hanno dimostrato che il PFOA
e l'APFO rispondono ai criteri di cui all'articolo 57, lettera c),
del regolamento REACH, in quanto tossiche per la riproduzione, di categoria 1B,
e, in particolare, rispondono anche ai criteri dell'articolo 57,
lettera d), del medesimo regolamento, in quanto sostanze persistenti,
bioaccumulabili e tossiche (PBT).
Nell'ottobre 2013, il PFOA e l'APFO sono stati
inseriti nella classificazione armonizzata dell'allegato VI del regolamento
(CE) n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio
delle sostanze e delle miscele (CLP)[9],
modificato dal regolamento (UE) n. 944/2013 della Commissione[10], come sostanze
cancerogene di categoria 2, tossiche per la riproduzione, di categoria 1B,
e sostanze tossiche specifiche per organi bersaglio (fegato) a seguito di
un'esposizione ripetuta, di categoria 1 ("STOT RE 1 fegato"). In
seguito a tale classificazione, l'immissione sul mercato e l'uso di PFOA e APFO
come sostanze o in miscele per la vendita al pubblico sono vietati nell'Unione
europea a partire dal 1º gennaio 2015, a norma del regolamento (CE)
n. 1907/2006, modificato dal regolamento (UE) n. 317/2014[11].
In tale contesto, le autorità competenti
tedesche e norvegesi hanno compilato congiuntamente un fascicolo a norma
dell'allegato XV del regolamento REACH con l'intenzione di proporre
l'inserimento dei composti PFOA nella procedura di restrizione a norma del
regolamento REACH. Tale fascicolo sulle restrizioni[12] è stato trasmesso
all'ECHA il 17 ottobre 2014 e propone una restrizione sulla fabbricazione,
l'uso o l'immissione sul mercato dei composti del PFOA come sostanze in quanto
tali o in quanto componenti di altre sostanze, miscele o prodotti. 
A causa delle loro straordinarie proprietà
tecniche (capacità di repellenza all'acqua, all'olio e al grasso) i composti di
PFOA vengono utilizzati in diversi prodotti di consumo, nonché in applicazioni
industriali. Tali usi provocano un rilascio molto dispersivo di PFOA, dei suoi
sali e delle sostanze connesse nell'ambiente. A livello mondiale le fonti di
PFOA sono notevolmente diminuite negli USA, in Giappone e nell'Unione europea.
Tuttavia, è importante notare che la produzione di fluoropolimeri si sta
spostando verso paesi come la Russia e la Cina, in cui si presume che una
quantità ingente di fluoropolimeri continui ad essere prodotta mediante l'uso
di PFOA. Ciò è confermato dai prodotti di consumo contenenti PFOA che sono
spesso importati dall'esterno dell'Unione. Il mercato globale dei
fluoropolimeri è in continua crescita (5-6% l'anno a livello mondiale). 
Sulla base delle informazioni disponibili, il
fascicolo stima che, alla fase attuale, vengano importate nell'Unione 40
tonnellate (t/a) di PFOA e dei suoi sali ogni anno. Inoltre, si stima che siano
fabbricate nell'Unione 100-1000 t/a di sostanze connesse al PFOA e che
altre 100‑1000 t/a siano importate nell'Unione. Oltre a ciò, le
sostanze connesse al PFOA entrano nell'Unione attraverso prodotti importati,
quali ad esempio i prodotti tessili, che si stima rappresentino un volume
significativo di sostanze connesse al PFOA.
Il fascicolo di restrizione dell'allegato XV
indaga non solamente sulle comprovate caratteristiche PBT del PFOA e dei suoi
composti (evidenziate nelle summenzionate classificazioni REACH e CLP) ma anche
sul potenziale di propagazione a lunga distanza nell'ambiente (LRT). Esso fa
riferimento a una relazione redatta dall'OCSE nel 2006 la quale ha concluso che
il PFOA e i suoi composti sono soggetti al trasporto ambientale a lunga
distanza e sono stati rinvenuti in zone periferiche, fra cui nell'Artico[13]. Secondo le
conclusioni del fascicolo, tali rilevamenti confermano che il problema delle
emissioni di PFOA e dei suoi composti è un problema di inquinamento
transfrontaliero.
Alla luce delle informazioni attualmente
disponibili riguardanti le caratteristiche PBT e LRT del PFOA e dei suoi
composti e sulla base degli studi e delle relazioni sopra descritti, si propone
di considerare che il PFOA e i suoi composti rispettano i criteri di cui
all'allegato D della convenzione e, di conseguenza, sarebbero POP.
Il PFOA e i suoi composti sono ancora
prodotti, utilizzati o emessi non intenzionalmente in quantità significative
nei paesi terzi. Visto che queste sostanze si possono propagare nell'ambiente
per lunghe distanze, i provvedimenti adottati a livello nazionale o unionale
non sono sufficienti a garantire un grado elevato di tutela dell'ambiente e
della salute umana ed è dunque necessaria un'azione internazionale su più ampia
scala.
In previsione della prossima riunione del
POPRC (comitato di esame degli inquinanti organici persistenti), programmata
per ottobre 2015, è opportuno che la Commissione presenti al segretariato della
convenzione, a nome dell'Unione, una proposta di inclusione del PFOA e dei suoi
composti nell'allegato A della convenzione. Il presente atto costituisce una
posizione da adottare a nome dell'Unione ai fini dell'articolo 218, paragrafo
9, del TFUE.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
Nel luglio 2014 le autorità competenti degli
Stati membri dell'UE hanno approvato un documento[14] sull'intesa comune tra
la convenzione, il protocollo e il regolamento REACH.
La decisione di presentare una proposta di
inclusione del PFOA e dei suoi composti nell'allegato A della convenzione si
basa sulle conclusioni del suddetto documento sull'intesa comune in cui si
precisa che il processo di inclusione di una sostanza nell'allegato XVII del
REACH (Restrizioni) può avvenire contemporaneamente al processo di inclusione
di una sostanza in uno degli allegati della convenzione e, inoltre, che il
completamento della procedura di restrizione REACH per una sostanza potrebbe
agevolare lo sviluppo della posizione dell'UE alla conferenza delle parti
quando l'inclusione di detta sostanza dovrà essere decisa.
Nel caso in cui il PFOA e i suoi componenti
siano nominati per l'inserimento nell'allegato A della convenzione, avrà inizio
un ulteriore periodo di consultazione e valutazione con i portatori d'interesse
e ogni altra parte della convenzione interessata a partecipare.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
La presente proposta comporterà la
compilazione di un fascicolo informativo conformemente alle disposizioni di cui
all'articolo 8, paragrafo 1, e i criteri di cui all'allegato D della
convenzione, sulla base del quale sarà presentata una proposta al segretariato
della convenzione per aggiungere il PFOA e suoi composti all'allegato A della
convenzione. 
2015/0066 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla presentazione, a nome
dell'Unione europea, di una proposta d'inclusione di sostanze chimiche
aggiuntive nell'allegato A della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti
organici persistenti
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, in particolare l'articolo 191, paragrafo 1, in
combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 9,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       L'Unione ha ratificato la
convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (in appresso la
"convenzione") il 16 novembre 2004 con decisione 2006/507/CE del
Consiglio, del 14 ottobre 2004, relativa alla conclusione, a nome della
Comunità europea, della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici
persistenti[15].
(2)       L'Unione, in quanto parte
della convenzione, può proporre emendamenti agli allegati della stessa.
L'allegato A della convenzione enumera gli inquinanti organici persistenti
(POP) da eliminare.
(3)       Secondo i dati scientifici e
i rapporti di riesame disponibili e tenuto debitamente conto dei criteri di
selezione indicati nell'allegato D della convenzione, l'acido
perfluoroottanoico (PFOA), i relativi sali e le sostanze ad esso connesse che
possono essere degradate in PFOA in determinate condizioni ambientali (in
seguito "PFOA e i suoi composti") presentano le caratteristiche degli
inquinanti organici persistenti (in seguito "POP"). 
(4)       A norma
dell'articolo 59, paragrafo 1, e di un fascicolo[16] conforme all'allegato
XV del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio, concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la
restrizione delle sostanze chimiche (REACH)[17],
il PFOA e il suo sale di ammonio (APFO) sono stati inclusi nell'elenco delle
sostanze candidate estremamente problematiche poiché riconosciuti conformi ai
criteri di cui all'articolo 57, lettera c), del medesimo regolamento
in quanto tossici per la riproduzione, di categoria 1B, e, in particolare, ai
criteri di cui all'articolo 57, lettera d), del medesimo regolamento
in quanto sostanze persistenti, bioaccumulabili e tossiche.
(5)       Oltre ad essere oggetto delle
disposizioni dell'articolo 69, paragrafo 4, del regolamento REACH, il
PFOA e i suoi composti sono attualmente oggetto di un fascicolo[18] a norma dell'allegato
XV, presentato all'Agenzia europea delle sostanze chimiche, inteso a limitare
la fabbricazione, l'uso o l'immissione sul mercato del PFOA e dei suoi
composti, in quanto tali o come componenti di altre sostanze o in quanto
componenti di miscele o prodotti.
(6)       Il PFOA e i suoi composti
sono sostanze caratterizzate da usi dispersivi a livello mondiale e sono
rilevabili in una pluralità di ambienti. Dato che il PFOA può essere propagato
nell'ambiente per lunghe distanze, i provvedimenti adottati a livello
dell'Unione non sono sufficienti a garantire un grado elevato di tutela
dell'ambiente e della salute umana ed è pertanto necessaria un'azione
internazionale su più ampia scala.
(7)       Di conseguenza, l'Unione
dovrebbe presentare al segretariato della convenzione una proposta d'inclusione
del PFOA e dei suoi composti nell'allegato A della convenzione. La presente
proposta e la posizione dell'Unione per le condizioni di inclusione del PFOA e
dei suoi composti nell'allegato A della convenzione dovrebbero tener conto di
tutte le informazioni pertinenti raccolte nel corso della procedura di
restrizione in corso di cui agli articoli da 68 a 73 del regolamento REACH,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
1. L'Unione presenta una proposta d'inclusione
del PFOA e dei suoi composti nell'allegato A della convenzione di Stoccolma
sugli inquinanti organici persistenti (la "convenzione").
2. La Commissione comunica la proposta a nome
dell'Unione al segretariato della convenzione corredandola di tutte le
informazioni richieste a norma dell'allegato D della convenzione.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il
giorno dell'adozione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 31.7.2006, pag. 1.
[2]               GU L 158 del 30.4.2004, pag. 7.
[3]               GU L 81 del 19.3.2004, pag. 35.
[4]               Van der Putte I, Murin M, van Velthoven M, Affourtit F.
2010, Analysis of the risks arising from the industrial
use of Perfluorooctanoic Acid (PFOA) and Ammonium Perfluorooctanoate (APFO) and
from their use in consumer articles. Evaluation of the risk reduction measures for
potential restrictions on the manufacture, placing on the market and use of
PFOA and APFO (Analisi dei rischi
derivanti dall'uso industriale dell'acido perfluoroottanoico (PFOA) e del
perfluoroottanoato di ammonio (APFO) e dal loro uso in prodotti di consumo.
Valutazione delle misure di riduzione del rischio per potenziali restrizioni in
materia di fabbricazione, immissione sul mercato e uso di PFOA e APFO).
Commissione europea, DG Imprese e industria.
[5]               I fluoropolimeri sono materiali di plastica ad elevate
prestazioni e i fluoroelastomeri sono gomme sintetiche ad elevate prestazioni.
[6]               GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1.
[7]               ED/69/2013 — disponibile all'indirizzo:
http://echa.europa.eu/documents/10162/b54352de-0f2f-454c-bc83-04f191c560b7.
[8]               Disponibile all'indirizzo: http://echa.europa.eu/documents/10162/1b26b219-6783-4981-9acf-154d620937b4
[9]               GU L 353 del 31.12.2008, pag. 1.
[10]             Regolamento (UE) n. 944/2013 della Commissione (5º
adeguamento al progresso tecnico (ATP) del regolamento (CE) n. 1272/2008)
(GU L 261 del 3.10.2013, pag. 5).
[11]             Regolamento (UE) n. 317/2014 della Commissione che
modifica il regolamento (CE) n. 1907/2006 per quanto riguarda l'allegato
XVII (sostanze CMR) (GU L 93, del 28.3.2014, pag. 24).
[12]             Relazione sulle restrizioni del PFOA, elaborata da DE e
NO, pubblicata sul sito internet dell'ECHA il 17.12.14. Disponibile
all'indirizzo: http://www.echa.europa.eu/web/guest/restrictions-under-consideration
[13]             OCSE 2006. Relazione di valutazione iniziale SID dopo SIAM
22 — perfluoroottanoato di ammonio e acido perfluoroottanoico, pag. 1.
[14]             CA/29/2014 — approvato nell'ambito della 15a riunione
delle autorità competenti per REACH e CLP (CARACAL) nel luglio 2014.
[15]             GU L 209 del 31.7.2006, pag. 1.
[16]             Disponibile all'indirizzo: http://echa.europa.eu/documents/10162/1b26b219-6783-4981-9acf-154d620937b4.
[17]             Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione,
l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH) (GU L 369 del
30.12.2006, pag. 1).
[18]             Relazione sulle restrizioni del PFOA, elaborate da DE e
NO, pubblicata sul sito internet dell'ECHA il 17.12.14. Disponibile
all'indirizzo: http://www.echa.europa.eu/web/guest/restrictions-under-consideration.