CELEX: 62021TN0485
Language: it
Date: 2021-08-09 00:00:00
Title: Causa T-485/21: Ricorso proposto il 9 agosto 2021 — BNetzA/ACER

4.10.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 401/15
            
         
      Ricorso proposto il 9 agosto 2021 — BNetzA/ACER
      (Causa T-485/21)
      (2021/C 401/17)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Bundesnetzagentur für Elektrizität, Gas, Telekommunikation, Post und Eisenbahnen (Agenzia federale dell’energia elettrica, del gas, delle telecomunicazioni, delle poste e delle ferrovie; in prosieguo: la «BnetzA») (Germania) (rappresentanti: avv. U. Karpenstein e K. Reiter)
      
         Convenuta: Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione n. A-001-2021 (consolidata) della commissione dei ricorsi della convenuta del 28 maggio 2021 (decisione impugnata),
               
            
                  —
               
               
                  in subordine, nell’ipotesi in cui il Tribunale non annulli in toto la decisione impugnata, annullarla nella parte in cui vengano confermate le parti e le disposizioni della decisione n. 30/2020 della convenuta del 30 novembre 2020 di seguito elencate:
                  
                              —
                           
                           
                              articolo 1, paragrafo 1, seconda frase, articolo 2, paragrafo 2, lettera j), e articolo 3 dell’allegato I;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              articolo 7 dell’allegato I;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              articolo 12, paragrafo 2, dell’allegato I;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              tutte le parti e le disposizioni riguardanti espressamente le summenzionate disposizioni da (i) a (iii).
                           
                        
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alle spese del procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce i seguenti motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo: l’estensione delle metodologie di ripartizione dei costi ad altri elementi della rete diversi da quelli interzonali sarebbe incompatibile con le disposizioni dell’articolo 16, paragrafo 13, del regolamento (UE) 2019/943 (1) e dell’articolo 74 del regolamento (UE) 2015/1222 (2). In ogni caso, mancherebbe il necessario fondamento normativo. Quantomeno sarebbe stato erroneo desumere l’ambito di applicazione delle metodologie di ripartizione dei costi dalle esigenze di sicurezza operativa e dal principio «chi inquina paga».
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo: il divieto di compensazione violerebbe, in particolare, l’articolo 16, paragrafi 11 e 13, del regolamento (UE) 2019/943. Inoltre, esso renderebbe le metodologie di ripartizione dei costi in sé contraddittorie.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo: la determinazione di un livello di tolleranza provvisorio per legittimi flussi di ricircolo effettuata dalla convenuta in base a propri criteri sarebbe lesiva del diritto dell’Unione sotto il profilo formale e sostanziale. Formalmente, la convenuta violerebbe la competenza dei gestori dei sistemi di trasmissione e delle autorità di regolazione nazionali con riguardo alla determinazione del livello di tolleranza. Inoltre, tale determinazione verrebbe effettuata nonostante la mancanza dell’analisi del livello dei legittimi flussi di ricircolo da parte dei gestori dei sistemi di trasmissione, come richiesto dall’articolo 16, paragrafo 13, secondo comma, del regolamento (UE) 2019/943. Sostanzialmente, le metodologie di ripartizione dei costi, determinando un livello di tolleranza uniforme e distribuito in parti uguali sulle zone di offerta da cui originano i flussi di ricircolo, sarebbero in contrasto con il divieto di determinazione di singoli livelli di tolleranza «per ogni confine tra singole zone di offerta». Il livello di tolleranza provvisoriamente determinato sarebbe quantomeno privo del necessario fondamento normativo.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo: l’adozione preferenziale di flussi di ricircolo alla base delle metodologie di ripartizione dei costi rispetto ai flussi interni ai fini della determinazione delle cause dei sovraccarichi di rete sarebbe in contrasto con l’articolo 16, paragrafo 13, del regolamento (UE) 2019/943. Inoltre, da essa scaturirebbe una distorsione degli incentivi. Sarebbe altresì incompatibile con i principi di equità e di non discriminazione.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo: quantomeno in base alla necessaria considerazione globale, le metodologie di ripartizione dei costi risulterebbero contrarie al diritto dell’Unione. L’esteso ambito di applicazione, il divieto di compensazione, l’erronea determinazione del livello di tolleranza e la preferenza accordata ai flussi di ricircolo rispetto ai flussi interni sono elementi interrelati che si accentuano reciprocamente. Quantomeno nel loro insieme essi comporterebbero una violazione del principio «chi inquina paga», del principio di non discriminazione e del principio di equità. Inoltre, le metodologie di ripartizione dei costi sarebbero incompatibili, almeno nel loro effetto complessivo, con la finalità dell’Unione di aumentare la quota di energie rinnovabili. Dette metodologie sarebbero, considerate congiuntamente, sproporzionate e in ogni caso prive del necessario fondamento normativo.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo: l’obbligo incondizionato dei gestori dei sistemi di trasmissione, disposto dalle metodologie di ripartizione dei costi, di elaborare proposte di modifica e presentarle alle autorità di regolazione per approvazione entro dodici mesi dall’attuazione di tali metodologie violerebbe l’articolo 16, paragrafo 13, del regolamento (UE) 2019/943 e l’articolo 74, paragrafo 6, lettera b), in combinato disposto con l’articolo 9, paragrafo 13, del regolamento (UE) 2015/1222.
               
            
         (1)  Regolamento (UE) 2019/943 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, sul mercato interno dell’energia elettrica (rifusione) (GU 2019, L 158, pag. 54).
      
         (2)  Regolamento (UE) 2015/1222 della Commissione, del 24 luglio 2015, che stabilisce orientamenti in materia di allocazione della capacità e di gestione della congestione (GU 2015, L 197, pag. 24).