CELEX: C2003/275/15
Language: it
Date: 2003-11-15 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 23 settembre 2003 nella causa C-109/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale dell'Immigration Appeal Tribunal): Secretary of State for the Home Department contro Hacene Akrich ("Libera circolazione dei lavoratori — Cittadino di un paese terzo coniugato con un cittadino di uno Stato membro — Coniuge colpito da divieto di ingresso e di soggiorno in tale Stato membro — Stabilimento temporaneo della coppia in un altro Stato membro — Stabilimento ai fini di conferire al coniuge il diritto di ingresso e di soggiorno nel primo Stato membro in forza del diritto comunitario — Abuso")

15.11.2003                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                   C 275/9
3)    Gli artt. 454 e 455 del regolamento n. 2454/93 non                      uno Stato membro, la Corte, composta dal sig. G.C. Rodríguez
      impongono allo Stato membro che rilevi un’infrazione o                  Iglesias, presidente, dai sigg. J.-P. Puissochet, M. Wathelet,
      un’irregolarità commessa in occasione di un trasporto effettuato        R. Schintgen e C.W.A. Timmermans, presidenti di sezione, dai
      con un carnet TIR di ricercare, a parte le comunicazioni previste       sigg. D.A.O. Edward, A. La Pergola e P. Jann, dalle sig.re
      dall’art. 455, n. 1, del detto regolamento e un avviso di ricerca       F. Macken e N. Colneric (relatore), e dal sig. S. von Bahr,
      indirizzato all’ufficio doganale di destinazione, il luogo dove         giudici, avvocato generale: sig. L.A. Geelhoed, cancelliere: sig.ra
      l’infrazione o l’irregolarità è stata effettivamente commessa e         L. Hewlett, amministratore, ha pronunciato il 23 settembre
      l’identità dei debitori dei dazi doganali, chiedendo l’assistenza       2003 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
      amministrativa di un altro Stato membro per il chiarimento dei
      fatti.
                                                                              1)    Per poter fruire, in una situazione come quella di cui alla causa
(1) GU C 118 del 21.4.2001.                                                         principale, dei diritti previsti dall’art. 10 del regolamento (CEE)
                                                                                    del Consiglio 15 ottobre 1968, n. 1612, relativo alla
                                                                                    libera circolazione dei lavoratori all’interno della Comunità, il
                                                                                    cittadino di un paese terzo, coniugato con un cittadino
                                                                                    dell’Unione, deve soggiornare legalmente in uno Stato membro
                                                                                    nel momento in cui avviene il suo trasferimento in un altro
                                                                                    Stato membro verso cui il cittadino dell’Unione emigra o è
                                                                                    emigrato.
                   SENTENZA DELLA CORTE                                       2)    L’art. 10 del regolamento n. 1612/68 non è applicabile
                                                                                    quando il cittadino di uno Stato membro e il cittadino di un
                                                                                    paese terzo hanno contratto un matrimonio di comodo, al fine
                         23 settembre 2003                                          di eludere le disposizioni relative all’ingresso e al soggiorno dei
                                                                                    cittadini di paesi terzi.
nella causa C-109/01 (domanda di pronuncia pregiudiziale
dell’Immigration Appeal Tribunal): Secretary of State for                     3)    In presenza di un matrimonio autentico tra un cittadino di uno
      the Home Department contro Hacene Akrich (1)                                  Stato membro e un cittadino di un paese terzo, la circostanza
                                                                                    che i coniugi si siano stabiliti in un altro Stato membro per
                                                                                    godere dei diritti conferiti dal diritto comunitario al momento
(«Libera circolazione dei lavoratori — Cittadino di un paese                        del ritorno nello Stato membro di cui il primo è cittadino non è
terzo coniugato con un cittadino di uno Stato membro —                              pertinente ai fini della valutazione della loro situazione giuridica
Coniuge colpito da divieto di ingresso e di soggiorno in tale                       da parte delle competenti autorità di quest’ultimo Stato.
Stato membro — Stabilimento temporaneo della coppia in
un altro Stato membro — Stabilimento ai fini di conferire al
coniuge il diritto di ingresso e di soggiorno nel primo Stato
     membro in forza del diritto comunitario — Abuso»)                        4)    Nel momento in cui un cittadino di un primo Stato membro,
                                                                                    coniugato con un cittadino di un paese terzo con il quale vive in
                                                                                    un secondo Stato membro, ritorna nello Stato membro di cui
                                                                                    ha la cittadinanza per ivi esercitare un’attività lavorativa
                           (2003/C 275/15)                                          subordinata, se il suo coniuge non fruisce dei diritti previsti
                                                                                    dall’art. 10 del regolamento n. 1612/68, non avendo soggior-
                                                                                    nato legalmente nel territorio di uno Stato membro, le autorità
                     (Lingua processuale: l’inglese)                                competenti del primo Stato membro devono tuttavia, per
                                                                                    valutare la domanda di ingresso e di soggiorno del detto coniuge
                                                                                    nel territorio di quest’ultimo Stato, tener conto del diritto al
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella             rispetto della vita familiare ai sensi dell’art. 8 della Convenzione
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                          europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà
                                                                                    fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950, sempreché
                                                                                    il matrimonio sia autentico.
Nel procedimento C-109/01, avente ad oggetto la domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
dell’art. 234 CE, dall’Immigration Appeal Tribunal (Regno                     (1) GU C 150 del 19.5.2001.
Unito), nella causa dinanzi ad esso pendente tra Secretary of
State for the Home Department e Hacene Akrich domanda
vertente sull’interpretazione del diritto comunitario in materia
di libera circolazione delle persone e di diritto di soggiorno di
un cittadino di un paese terzo coniugato con un cittadino di