CELEX: 31982R0171
Language: it
Date: 1982-01-25 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 171/82 della Commissione, del 25 gennaio 1982, che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di acido ossalico originario della Cina e della Cecoslovacchia

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31982R0171

Regolamento (CEE) n. 171/82 della Commissione, del 25 gennaio 1982, che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di acido ossalico originario della Cina e della Cecoslovacchia  

Gazzetta ufficiale n. L 019 del 27/01/1982 pag. 0026 - 0028

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 171/82 DELLA COMMISSIONE  del 25 gennaio 1982  che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di acido ossalico originario della Cina e della Cecoslovacchia  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte dei paesi non membri della Comunità (1), in particolare l'articolo 11,  previa consultazione all'interno del comitato consultivo istituito dal suddetto regolamento,  considerando che nell'agosto 1981 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dal Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC) a nome di tutti i produttori comunitari di acido ossalico; che la denuncia conteneva elementi di prova circa l'esistenza di pratiche di dumping rispetto a prodotti simili originari della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca, dell'Ungheria e della Cina, nonché del notevole pregiudizio da esse derivante;  considerando che le prove suddette erano sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta;  considerando che la Commissione, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), ha annunciato l'avvio di una procedura relativa alle importazioni di acido ossalico originario della Cina, della Cecoslovacchia, della Repubblica democratica tedesca e dell'Ungheria ed ha avviato l'indagine a livello comunitario;  considerando che la Commissione ha informato ufficialmente gli importatori e gli esportatori notoriamente interessati;  considerando che la Commissione ha fornito alle parti direttamente interessate l'opportunità di rendere noto il loro punto di vista per iscritto e di essere intese oralmente;  considerando che la maggioranza delle parti interessate si è avvalsa di questa opportunità;  considerando che, ai fini di una valutazione preliminare del margine di dumping e della portata del pregiudizio, la Commissione ha effettuato controlli in loco presso alcuni agenti di esportatori e presso alcuni importatori, in particolare in Italia, dove sono stati importati quantitativi di acido ossalico dai quattro paesi interessati, tra cui Aprochimide (Muggio), Benfer (Milano), G. Faravelli (Milano) e Usvico (Milano); che la Commissione ha preso contatti con alcuni altri agenti ed importatori; che la Commissione ha inoltre effettuato un controllo presso le sedi di tutti i produttori comunitari ricorrenti, vale a dire in Francia, Rhône Poulenc SA (Parigi) e Société française Hoeschst SA (Parigi), e, in Italia, Rumianca SpA (Milano);  considerando che nel corso di detta indagine preliminare la Commissione ha accertato che le importazioni nella CEE di acido ossalico provenienti dalla Repubblica democratica tedesca e dall'Ungheria rappresentavano una piccola percentuale del consumo della CEE nel periodo di riferimento; che l'eventuale pregiudizio a danno dei produttori comunitari attribuibile a tali importazioni era considerato minimo;  considerando che la Commissione ha conseguentemente escluso dall'indagine preliminare le importazioni di acido ossalico originario della Repubblica democratica tedesca e dell'Ungheria;  considerando che, per accertare se le importazioni di acido ossalico originario della Cina e della Cecoslovacchia venivano effettuate a prezzi di dumping, la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che la Cina e la Cecoslovacchia non sono paesi ad economia di mercato;  considerando che la Commissione doveva quindi basare i propri calcoli su un valore normale in un paese ad economia di mercato e che a questo proposito il ricorrente aveva citato il mercato interno spagnolo;  considerando che, in base ai contratti stabiliti con il produttore spagnolo, nonché ad un controllo effettuato presso la sua sede, un confronto con il valore normale dell'acido ossalico prodotto in Spagna è apparso ragionevole, almeno ai fini di un accertamento preliminare del dumping, poiché i processi produttivi, le norme tecniche e la tecnologia sono simili;  considerando che, tenendo conto del notevole grado di protezione del mercato spagnolo, nonché del fatto che il produttore spagnolo è l'unico a produrre l'acido ossalico in Spagna, si è ritenuto opportuno prendere come base del valore normale il valore costruito in Spagna, prendendo debitamente in considerazione una perdita subita nel periodo di riferimento, nonché un margine di profitto del 6 % considerato ragionevole secondo le dichiarazioni del produttore spagnolo;  considerando che, per tenere debitamente conto delle differenze in grado di influenzare la comparabilità tra i prezzi, è stata presa in considerazione la disparità tra le condizioni di pagamento nelle transazioni tra i produttori cinesi e cecoslovacchi e quello spagnolo; che è stato inoltre tenuto conto dei costi per il trasporto sino alla frontiera comunitaria e di altro tipo; che in base alle informazioni ottenute in merito alle importazioni in Italia nonché delle informazioni presentate dagli esportatori, ricevute nei due casi con un notevole ritardo, è stato effettuato un confronto per stabilire i margini di dumping tra il valore costruito in Spagna e il prezzo fob modificato per il prodotto cinese e tra il prezzo cif alla frontiera comunitaria e il valore costruito spagnolo, aggiornato su una base « franco consegna », per il prodotto cecoslovacco;  considerando che dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza dei dumping in merito alle importazioni originarie della Cina e della Cecoslovacchia, con un margine di dumping pari all'importo per il quale i valori normali calcolati secondo il metodo sopra descritto superano i prezzi ai quali le merci vengono esportate nella Comunità; che il margine più basso riscontrato in tal modo è pari al 29,2 %;  considerando che, per quando riguarda il pregiudizio subito dall'industria comunitaria, dai dati in possesso della Commissione risulta che le importazioni nella Comunità di acido ossalico in questione originario della Cina e della Cecoslovacchia sono aumentate da circa 3 540 t a 11 464 t nel periodo 1979/1980 e dovrebbero raggiungere 6 200 t nel 1981;  considerando che la quota di mercato detenuta da tali importazioni nella Comunità è passata dal 22 al 57 % nel periodo 1979/1980 e dovrebbe rimanere approssimativamente invariata nel 1981;  considerando che, per quanto riguarda i paesi esportatori interessati, la Cina e la Cecoslovacchia nel 1980 detenevano rispettivamente il 40 e il 17 % del mercato comunitario; che le quote di mercato dovrebbero restare pressoché invariate nel 1981;  considerando che tutte queste importazioni sono state effettuate a prezzi di dumping;  considerando che, per quanto riguarda i prezzi di vendita dell'industria della CEE, almeno un tentativo da parte del principale produttore della CEE volto ad aumentare il prezzo dell'acido ossalico ha provocato una notevole flessione nelle vendite; che risulta inoltre che i clienti precedenti o potenziali dei tre produttori della CEE hanno acquistato prodotti a prezzi di dumping dai paesi interessati, provocando quindi una depressione dei prezzi dei produttori comunitari in modo che questi ultimi non hanno potuto coprire i costi di produzione;  considerando che l'intera industria comunitaria ha subito ulteriori perdite in seguito al considerevole incremento delle importazioni a prezzi di dumping di acido ossalico originario dei succitati paesi;  considerando che la produzione di acido ossalico nella Comunità è scesa da 14 740 t a 7 670 t tra il 1979 e il 1980, e viene valutata a 5 980 t nel 1981; che lo sfruttamento delle capacità è sceso dal 67 al 34 % nel periodo 1979/1980 e viene valutato a 26 % nel 1981;  considerando che le vendite da parte dei produttori comunitari sono diminuite di oltre 70 % nel periodo 1979/1981;  considerando che tutti i produttori comunitari hanno registrato notevoli incrementi delle scorte di acido ossalico durante il periodo in esame;  considerando che, ad eccezione di un produttore comunitario che produce acido ossalico come sottoprodotto, i restanti produttori hanno interrotto la loro attività per lunghi periodi nel 1980 e nel 1981, con gravi conseguenze sull'occupazione;  considerando che la Commissione ha esaminato il pregiudizio causato da altri fattori che singolarmente o associati possono provocare pregiudizio all'industria comunitaria; che, nonostante una flessione nel consumo di acido ossalico nella Comunità nel 1981, i prodotti cinesi e cecoslovacchi venduti a prezzi di dumping hanno mantenuto la propria quota di mercato, e quindi il loro effetto negativo non è diminuito; che le importazioni di acido ossalico originario di altri paesi terzi sono state effettuate in quantitativi modesti o addirittura irrilevanti e pertanto non è possibile ascrivere loro l'origine del pregiudizio; che, benché i produttori comunitari, cinesi e cecoslovacchi utilizzino sistemi di produzione e materie prime diversi, queste differenze non sono considerate tali da poter modificare l'esito dell'indagine preliminare;  considerando che, alla luce di quanto precede, la Commissione ha concluso a titolo provvisorio che le importazioni a prezzi di dumping provocano grave pregiudizio;  considerando che, di conseguenza, al fine di evitare un ulteriore pregiudizio durante la procedura, gli interessi della Comunità richiedono un'azione immediata con l'imposizione di un dazio provvisorio antidumping sulle importazioni di acido ossalico originarie della Cina e della Cecoslovacchia, ad un tasso che, tenuto conto della portata del pregiudizio causato, dovrebbe essere pari al margine di dumping minimo accertato in via provvisoria, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio provvisorio antidumping sull'acido ossalico di cui alla sottovoce 29.15 A I della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 29.15-11, originario della Cina e della Cecoslovacchia.  2. L'aliquota del dazio ammonta a 29,2 % sulla base del valore in dogana determinato in conformità del regolamento (CEE) n. 1224/80 del Consiglio, del 28 maggio 1980, relativo al valore in dogana delle merci (1).  3. Al dazio suddetto si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  4. La messa in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una cauzione pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 3017/79, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare il loro punto di vista e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 3017/79, il presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi, oppure fino all'adozione di misure definitive da parte del Consiglio.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 25 gennaio 1982.  Per la Commissione  Wilhelm HAFERKAMP  Vicepresidente  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 1.  (2) GU n. C 241 del 19. 9. 1981, pag. 11.  (1) GU n. L 134 del 31. 5. 1980, pag. 1.