CELEX: 51998PC0343
Language: it
Date: 1998-05-29
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di corde di fibre sintetiche originarie dell'India e decide la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                  Bruxelles, 29.05,1998
                                                  COM(l 998) 343 dcf.
                                    Proposta di
                    REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di corde di fibre
    sintetiche originarie dell'India e decide la riscossione definitiva del dazio
                             antidumping provvisorio
                         (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                     RELAZIONE
 1. L' 8 gennaio 1998 la Commissione ha istituito dazi antidumping provvisori del
     53,0% e dell'82,0% sulle importazioni di corde di fibre sintetiche originarie
    dell'India.
 2. Successivamente la Commissione ha continuato a chiedere tutte le informazioni
    ritenute necessarie ai fini delle risultanze definitive. Le principali conclusioni
    sono esposte qui di seguito.
 3. I margini di dumping sono stati modificati, ove necessario, in funzione dei dati
    supplementari forniti dall'esportatore interessato che ha collaborato.
4. Per quanto riguarda il pregiudizio e la causa del pregiudizio si è in sostanza
    concluso che, tra il 1993 e il periodo dal 1° luglio 1996 al 31 maggio 1997,
    l'industria comunitaria ha subito una considerevole pressione al ribasso sui prezzi
    delle vendite e ha registrato un consistente calo dei profitti nonché la perdita di
    parte della sua quota di mercato. Tale situazione ha coinciso con un notevole
    aumento del volume e della quota di mercato delle corde di fibre sintetiche
    originarie dell'India, vendute a prezzi che sono risultati i più bassi sul mercato e
    che erano inferiori ai prezzi dell'industria comunitaria.
5. La stima del volume totale delle importazioni in dumping nella Comunità è stata
    leggermente riveduta in seguito alle informazioni fornite dall'esportatore che ha
    collaborato. Tuttavia, tale revisione non ha modificato le conclusioni della
    Commissione in merito al pregiudizio e alla causa del pregiudizio.
6. Quanto all'interesse della Comunità, si è concluso che non vi erano ragioni valide
    per non imporre misure definitive.
7. Poiché i livelli di eliminazione del pregiudizio determinati sono inferiori ai
    margini di dumping accertati, i dazi definitivi devono essere basati su detti livelli,
    ai sensi dell'articolo 9 (4) del regolamento (CE) n. 384/96. Su tale base, si
    propone di imporre dazi antidumping definitivi sulle importazioni di corde di
    fibre sintetiche originarie dell'India alle seguenti aliquote:
- Garware Wall ropes Ltd:           53,0%
- Altri produttori:         82,0%
8. La maggioranza degli Stati membri in seno al comitato consultivo antidumping
    era favorevole all'istituzione di misure definitive.
                                              /L
 ---pagebreak---                       REGOLAMENTO (CE) N.                  DEL CONSIGLIO
                                                 del
  che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di corde di fibre
        sintetiche originarie dell'India e decide la riscossione definitiva del dazio
                                     antidumping provvisorio
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, in particolare l'articolo 9, paragrafo 4,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver sentito il comitato consultivo,
                                                                   e
considerando quanto segue:
1
    GU L 56 del 6. 3. 1996, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 2331/96 (GU L 317
    del 6. 12. 1996, pag. 1).
                                                     4.   CX-
 ---pagebreak---                                     A. MISURE PROVVISORIE
 (1)    Con il regolamento (CE) n. 18/98 della Commissione2 (in appresso "regolamento
        provvisorio") sono stati istituiti dazi antidumping provvisori sulle importazioni di
        corde di fibre sintetiche di cui ai codici NC 5607 49 11, 5607 49 19, 5607 50 11 e
        5607 50 19 originarie dell'India.
                           B. FASE SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO
 (2)    Dopo l'istituzione delle misure antidumping provvisorie diverse parti interessate
        hanno presentato per iscritto le loro osservazioni.
 (3)    L'unico esportatore indiano che ha collaborato, Garware-Wall Ropes Ltd, ha
        chiesto e ottenuto di essere inteso.
 (4)    La Commissione ha continuato a chiedere e verificare tutte le informazioni da
        essa ritenute necessarie ai fini delle risultanze definitive.
 (5)    Le parti sono state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai
        quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi antidumping definitivi e la
        riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazi provvisori. Inoltre
        alle parti e stato concesso un periodo di tempo entro il quale presentare
        osservazioni dopo la comunicazione di tali informazioni.
(6)     Le osservazioni presentate oralmente e per iscritto dalle parti interessate sono
        state esaminate e, ove ritenuto opportuno, prese in considerazione nelle risultanze
        definitive.
2
     GU L 4 dell'8. 1. 1998, pag. 28.
 ---pagebreak---           C. GIUSTIFICAZIONE DELL'APERTURA DEL PROCEDIMENTO
 (7)  L'esportatore indiano che ha collaborato ha ribadito le sue obiezioni in merito
      all'apertura del procedimento.
      La questione è già stata trattata nel punto 1 del regolamento provvisorio. A questo
     riguardo occorre notare che le osservazioni presentate dall'esportatore indiano
      interessato non contenevano elementi di prova né argomenti tali da invalidare le
     conclusioni esposte nel punto 1 del regolamento provvisorio.
                   D. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(8)  In assenza di nuovi dati, si confermano le risultanze provvisorie esposte nei punti
     da 7 a 9 del regolamento provvisorio.
                                          E. DUMPING
                                        1. Valore normale
(9)  Il produttore/esportatore che ha collaborato ha sostenuto e dimostrato che il costo
     di produzione usato per esaminare se le vendite suhfnercato interno erano o meno
     effettuate nel corso di normali operazioni commerciali conteneva sconti
     commerciali considerati quali spese di vendita, mentre i prezzi delle vendite sul
     mercato interno utilizzati allo stesso scopo erano al netto di tali sconti. La
     Commissione ha accettato questa osservazione e ha modificato di conseguenza sia
     il valore normale costruito che quello basato sui prezzi interni.
(10) Le altre risultanze esposte nei punti da 10 a 12 del regolamento provvisorio in
     ordine alla determinazione del valore normale sono confermate.
 ---pagebreak---                                    2. Prezzo all'esportazione
(11)  In assenza, di nuovi dati, si confermano le risultanze esposte nel punto 13 del
      regolamento provvisorio.
                                           3. Confronto
(12)  Il produttore/esportatore che ha collaborato ha sostenuto che il metodo usato dalla
      Commissione per concedere adeguamenti per il dazio di ritorno non rifletteva
      l'importo dei dazi all'importazione pagati per il prodotto in questione venduto sul
      mercato interno. Egli ha osservato che la Commissione non avrebbe dovuto
      assegnare l'adeguamento per il dazio di ritorno sulla base del fatturato interno del
      prodotto in questione bensì sulla base del quantitativo venduto sul mercato
      interno. Dopo un ulteriore esame della questione, l'osservazione è stata accettata e
      i calcoli sono stati modificati di conseguenza.
(13)  La società che ha collaborato ha nuovamente chiesto adeguamenti per
      l'infrastruttura del mercato interno e per differenze inerenti alle caratteristiche
     fisiche tra i prodotti esportati e quelli venduti sul mercato interno. Tuttavia, non
     avendo la società fornito prove a sostegno della sua richiesta, si confermano le
     risultanze esposte nel punto 15 del regolamento provvisorio.
(14) Per quanto riguarda i costi di credito, la società che ha collaborato, cui già nella
     fase provvisoria sono stati concessi adeguamenti per i costi di credito direttamente
     connessi alle vendite sul mercato interno, ha sostenuto che la Commissione
     avrebbe dovuto concedere un ulteriore adeguamento in considerazione delle
     differenze tra i tassi d'interesse per il finanziamento del capitale d'esercizio
     interno e d'esportazione. Questa richiesta ha dovuto essere respinta, in quanto la
     società non è stata in grado di quantificare correttamente le differenze citate né di
     mostrare in che modo esse possano aver influito sulla comparabilità dei prezzi. In
     tale contesto occorre notare che una differenza nei costi sostenuti per le vendite
     per esportazione e per quelle sul mercato interno in sé non giustifica un
 ---pagebreak---      adeguamento ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera k) del regolamento (CE)
     n. 384/96 (in appresso "regolamento di base").
                                   4. Margine di dumping
(15) In assenza di nuovi argomenti circa il metodo usato per il calcolo del margine di
     dumping, si conferma di metodo descritto nei punti 16 e 17 del regolamento
     provvisorio. Su tale base, i margini di dumping sono stabiliti come segue:
     - in seguito alle modifiche di calcolo sopra citate, per il produttore/esportatore
        che ha collaborato il margine di dumping definitivo, espresso in percentuale
        del prezzo cif frontiera comunitaria, è pari all'87,5%;
     - per i produttori/esportatori indiani diversi da quello che ha collaborato alla
        presente inchiesta il margine di dumping definitivo, espresso in percentuale del
        prezzo cif frontiera comunitaria, è pari al 243,0%.
                              F. INDUSTRIA COMUNITARIA
(16) In assenza di nuovi dati, si confermano le risultanze esposte nel punto 18 del
     regolamento provvisorio.
 ---pagebreak---                                       G. PREGIUDIZIO
                                      1. Campionamento
(17) L'esportatore indiano che ha collaborato ha contestato il campione di produttori
     comunitari scelto dalla Commissione ai fini dell'inchiesta sul pregiudizio
     sostenendo che era diverso da quello usato nel precedente procedimento relativo
     alle importazioni di corde di fibre sintetiche orginarie dell'India, chiuso senza
     l'istituzione di misure. L'esportatore in questione ha sostenuto che non usare lo
     stesso campione di produttori comunitari avrebbe comportato un'analisi distorta,
     in quanto la Commissione non sarebbe stata in grado di valutare il livello
     dell'eventuale pregiudizio subito dall'industria comunitaria nel quadro del
     presente procedimento rispetto a quello rilevato nel caso precedente.
(18) Inoltre, l'esportatore indiano ha osservato che quattro delle società del campione
     erano state scelte incongruamente per l'esame del pregiudizio e che, se di
     conseguenza fossero state escluse, i restanti produttori comunitari del campione
     non sarebbero più stati rappresentativi dell'industria comunitaria. Egli ha
     sostenuto in particolare che l'attività di una società era stata gravemente colpita da
     un incendio che ne aveva distrutto gli impianti e che qualunque pregiudizio da
     essa subito si sarebbe dovuto imputare a tale circostanza, che una seconda società
     non aveva fornito informazioni complete sulle operazioni di vendita e, infine, che
     due società del campione fabbricavano principalmente corde ad alte prestazioni
     per attività sportive, prodotto che non poteva essere considerato concorrente
     rispetto a quelli venduti dagli esportatori indiani nella Comunità, ossia semplici
     corde di tipo comune, appartenenti alla fascia inferiore del mercato.
(19) Nella presente inchiesta i produttori comunitari del campione sono stati scelti in
     base ai livelli di produzione e di vendita e alla situazione geografica, ossia con lo
     stesso metodo usato nel procedimento precedente, che non è stato contestato. In
     tale contesto occorre notare che alcune delle società selezionate nel procedimento
     precedente al momento dell'apertura del presente procedimento non producevano
     più il prodotto in questione. Le società del campione rappresentavano il 47% della
     produzione e il 44% delle vendite sul mercato comunitario del prodotto in
 ---pagebreak---      questione effettuate dall'industria comunitaria nel periodo dell'inchiesta. Inoltre,
     il campione comprendeva società e produttori sia di piccole che di grandi
     dimensioni di diversi Stati membri. Le società del campione, pertanto, sono
     rappresentative    dell'industria   comunitaria    ai sensi    dell'articolo 17 del
     regolamento di base.
(20) Per quanto riguarda le osservazioni fatte in relazione ad alcune società del
     campione, è stato accertato che una di tali società è stata effettivamente colpita da
     un incendio. Tuttavia, gli impianti non sono stati danneggiati e gli effetti
     dell'incendio sui risultati finanziari della società hanno potuto essere individuati
     nella sua contabilità e sono stati debitamente esclusi ai fini delle risultanze sul
     pregiudizio. Quanto alla seconda società citata dall'esportatore e all'affermazione
     che essa avrebbe fornito informazioni insufficienti, si fa presente che detta società
     ha fornito tutte le informazioni richieste durante l'inchiesta. Infine, per quanto
     concerne l'affermazione relativa alle due società produttrici di corde ad alte
     prestazioni per attività sportive, si nota che tali corde rientrano nella definizione
     del prodotto oggetto del presente procedimento. È stato altresì accertato che le
     due società in questione realizzavano una produzione significativa di corde
     standard direttamente comparabili a quelle vendute dall'esportatore indiano.
     Si conclude pertanto che l'inserimento dei suddetti produttori comunitari nel
                                                           <
     campione è pienamente giustificato.
                                 2. Consumo nella Comunità
(21) Ai fini della determinazione del consumo apparente totale sul mercato
     comunitario, il totale delle vendite dei produttori comunitari è stato sommato alle
     importazioni nella Comunità.
(22) Come esposto in modo più particolareggiato al punto 23, ai fini delle risultanze
     definitive il volume delle importazioni è stato determinato sulla base dei dati
     Eurostat. Ne è risultato un cambiamento delle cifre relative al consumo per il
     periodo considerato (ossia il periodo tra il 1993 e il 31 maggio 1997). Su tale
     base, il consumo comunitario è aumentato da 21 8201 nel 1993 a 26 325 t nel
     1995 e si
 ---pagebreak---       è in seguito mantenuto relativamente stabile, raggiungendo 26 773 t nel periodo
      dell'inchiesta, con un incremento globale del 23% nel periodo considerato.
            3. Volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping
(23)  In via provvisoria, il volume delle importazioni originarie dell'India è stato
      determinato in base ai dati sulle vendite per l'esportazione verso la Comunità
      forniti dall'esportatore indiano che ha collaborato, previamente verificati dalla
      Commissione.
     Dopo l'imposizione delle misure provvisorie, l'esportatore indiano che ha
     collaborato ha contestato tale determinazione. Egli ha sostenuto che una parte
     delle vendite per l'esportazione verso la Comunità non era stata immessa in libera
     pratica nella Comunità, ma era stata depositata in magazzini doganali nel
     territorio comunitario in parte per successive vendite per esportazione a navi
     d'alto mare, senza sdoganamento. Di conseguenza, ha chiesto che per determinare
     il volume e la quota di mercato delle importazioni indiane fossero usati i dati
     Eurostat anziché il volume delle vendite comunicato dalla società alla
     Commissione.
(24) La Commissione ha esaminato la questione. Occorre notare che i quantitativi
     indicati dall'esportatore indiano che ha collaborato come venduti nella Comunità
     erano superiori a quelli delle importazioni figuranti nelle statistiche Eurostat, in
     particolare nel 1996 e durante il periodo dell'inchiesta. Mentre nella fase
     provvisoria nessun importatore aveva collaborato all'inchiesta e la Commissione
     aveva basato le sue conclusioni sui dati forniti dall'esportatore indiano, dopo
     l'imposizione delle misure provvisorie diversi importatori hanno fornito alla
     Commissione dati dai quali risulta che, effettivamente, durante il periodo
     dell'inchiesta alcuni quantitativi acquistati dall'esportatore indiano che ha
     collaborato non sono stati immessi in libera pratica sul mercato comunitario.
 ---pagebreak---       In tale contesto, Eurostat sembra essere una fonte di informazione più attendibile
      ai fini della determinazione del volume delle importazioni indiane per il periodo
      esaminato che non i quantitativi di esportazioni indicati dall'esportatore indiano
      che ha collaborato. Tuttavia, è stato anche accertato che, nel periodo
      dell'inchiesta, una parte dei volumi depositati in magazzini doganali nel territorio
      della Comunità non era stata ancora rivenduta e avrebbe potuto essere immessa in
      libera pratica nella Comunità a prezzi molto bassi.
      In ogni caso, occorre notare che sia i dati Eurostat sia il volume di vendite
      indicato dall'esportatore indiano che ha collaborato rivelano la stessa tendenza
      all'aumento del volume e della quota di mercato delle importazioni indiane nel
      periodo considerato. Complessivamente, tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta il
      volume delle importazioni in dumping, quale riveduto, è aumentato del 107%
     (passando da 440 t nel 1993 a 1089 t nel 1995 e scendendo poi a 911 t nel periodo
     dell'inchiesta). La quota di mercato di tali importazioni è aumentata dal 2% nel
      1993 al 4,1% nel 1995 per poi scendere al 3,4% nel periodo dell'inchiesta.
     Occorre notare che il relativo calo registrato dopo il 1995 ha coinciso con il
     precedente procedimento antidumping relativo al prodotto in questione.
                       4. Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
(25) Sono state presentate le seguenti osservazioni riguardo alla determinazione della
     sottoquotazione dei prezzi.
(26) L'esportatore indiano che ha collaborato ha sostenuto che la determinazione della
     sottoquotazione dei prezzi non avrebbe dovuto essere basata sull'elenco
     dettagliato delle vendite per esportazione da lui stesso fornito alla Commissione,
     in quanto una parte significativa di tali esportazioni non era stata immessa in
     libera pratica nella Comunità. L'esportatore ha precisato che sarebbe stato invece
     opportuno utilizzare i prezzi medi Eurostat. Tale richiesta riguardava anche la
     determinazione del margine di pregiudizio, basata anch'essa sui prezzi
     all'esportazione usati per valutare la sottoquotazione.
 ---pagebreak---       Tuttavia, secondo i dati disponibili (Eurostat), circa il 70% del volume totale delle
     vendite effettuate dall'esportatore indiano nella Comunità durante il periodo
     dell'inchiesta è stato immesso in libera pratica nella Comunità. I prezzi di tali
     vendite per esportazione, che sono stati verificati dalla Commissione, sono stati
     pertantoritenutirappresentativi dei prezzi effettivi delle importazioni in questione
     nella Comunità. Inoltre, non si sono potute determinare differenze nei prezzi
     all'esportazione tra le singole operazioni destinate o meno all'immissione in
     libera pratica.
     Inoltre, data la varietà di tipi di corde compresi nella definizione del prodotto in
     questione, i prezzi medi Eurostat, in quanto valori medi per tipi di corde molto
     diversi, non avrebbero consentito un equo confronto dei prezzi.
     Larichiestapertanto non è stata/considerata giustificata.
     È stato inoltre sostenuto che, in ogni caso, le operazioni di vendita per
     esportazione relative alle grandi corde di polipropilene per ormeggio dovevano
     essere escluse dalla valutazione della sottoquotazione e del livello di eliminazione
     del pregiudizio, in quanto tali tipi di corde erano venduti soltanto a navi d'alto
     mare e pertanto non venivano mai immessi in libera pratica nella Comunità.
     Tuttavia, è stato accertato che, nel periodo dell'inchiesta, un volume
     considerevole dei suddetti tipi di corde esportati dall'India verso la Comunità era
     stato successivamente immesso in libera pratica nella Comunità. Inoltre, non sono
     stati forniti alla Commissione dati sufficienti per individuare, tra tutte le
     operazioni di vendita per esportazione relative ai tipi di corde in questione, quejle
     seguite dall'immissione in libera pratica nella Comunità. Non si è pertanto potuto
     tener conto di questo argomento.
(27) L'esportatore indiano che ha collaborato ha inoltre sostenuto che il metodo usato
     dalla Commissione per distinguere i vari tipi di corde di fibre sintetiche venduti
     sul mercato comunitario ai fini della determinazione della sottoquotazione e del
     margine di pregiudizio non teneva pienamente conto delle differenze tra i prodotti
     di valore elevato e inferiore.
                                               10
 ---pagebreak---      A tale riguardo si nota che il metodo usato consentiva di distinguere le corde in
     base al tipo di materia prima impiegata, al numero di trefoli, al diametro della
     corda e alla lavorazione (corde intrecciate o ritorte). Questi sono risultati i
     principali criteri oggettivi e individuabili in base ai quali sono stati determinati i
     prezzi del prodotto in questione sia dai produttori comunitari del campione che
     dall'esportatore indiano interessato.
     Pertanto, il criterio applicato nella fase provvisoria per determinare la
     sottoquotazione dei prezzi è stato usato anche per le risultanze definitive.
(28) Su tale base, come già indicato nel punto 24 del regolamento provvisorio, è stato
     accertato che, durante il periodo dell'inchiesta, i margini di sottoquotazione,
     espressi in percentuale dei prezzi medi di vendita dell'industria comunitaria per i
     tipi di prodotti comparabili, erano compresi tra lo 0% e il 38%, con una media
     ponderata globale del 16%.
     5. Situazione dell'industria comunitaria
(29) L'esportatore indiano che ha collaborato ha osservato che il calo dell'occupazione
     constatato durante il periodo in esame non poteva essere un indicatore di
     pregiudizio, in quanto era compensato da un aumento della produttività. È stato
     altresì osservato che, secondo le risultanze elaborate dalla Commissione nel
     precedente procedimento relativo alle importazioni di corde di fibre sintetiche
     originarie dell'India, qualsiasi calo dell'occupazione fino al 1995 era dovuto a
     fattori diversi dalle importazioni indiane oggetto di dumping.
     Occorre ricordare che, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 5 del regolamento di
     base, un singolo fattore di pregiudizio non costituisce necessariamente una base di
     giudizio determinante in merito all'incidenza delle importazioni in dumping sulla
     situazione dell'industria comunitaria.
     A tale riguardo, non si mette in dubbio che nei primi anni novanta il calo
     dell'occupazione possa essere stato determinato da fattori diversi dalle
                                              11
 ---pagebreak---      importazioni in dumping, quali la ristrutturazione dell'industria. Tuttavia, occorre
     anche notare che, dopo un leggero aumento nel 1996, i livelli occupazionali sono
     nuovamente diminuiti nel periodo dell'inchiesta. Inoltre, nonostante l'aumento
     della produttività nel periodo considerato, l'industria comunitaria ha registrato
     una significativa diminuzione della quota di mercato in un periodo in cui il
     consumo comunitario era aumentato del 23%. Essa ha inoltre registrato un
     notevole deterioramento dei risultati finanziari dal 1995 in poi, con una perdita
     media ponderata dei ricavi netti pari a -7,1% nel periodo dell'inchiesta, e ha
     subito una forte pressione sui prezzi da parte delle importazioni indiane durante
     tutto il periodo considerato, con una sottoquotazione fino al 38% durante il
     periodo dell ' inchiesta.
                            6. Conclusioni in merito al pregiudizio
(30) In assenza di altre osservazioni circa la situazione dell'industria comunitaria, alla
     luce di quanto precede si conferma la conclusione che l'industria comunitaria ha
     subito un pregiudizio grave ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1 del regolamento di
     base, come indicato nei punti da 25 a 35 del regolamento provvisorio.
                                              12
 ---pagebreak---                               H. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
                      1. Effetti delle importazioni oggetto di dumping
(31) L'esportatore indiano che ha collaborato ha sostenuto che qualsiasi pregiudizio
     grave subito dall'industria comunitaria non era imputabile alle importazioni
     originarie dell'India. Gli argomenti addotti sono stati i seguenti:
(32) La perdita di quota di mercato complessivamente subita dai produttori comunitari
     non era dovuta alle importazioni originarie dell'India, bensì allo spostamento dei
     produttori comunitari verso la produzione di corde per usi speciali, con un più alto
     valore aggiunto, destinate principalmente ai mercati d'esportazione. In tal modo
     tali produttori hanno creato un vuoto nell'offerta di corde di tipo comune sul
     mercato comunitario, occupato, tra l'altro, dalle importazioni indiane. È stato
     inoltre affermato che, in ogni caso, i produttori comunitari mancavano della
     capacità produttiva necessaria per soddisfare la crescente domanda del mercato
     comunitario.
     A tale riguardo occorre notare che, anche se, come accertato, l'industria
     comunitaria stava sviluppando la produzione di corde di qualità superiore in
     termini di valore aggiunto e specializzazione, alla fine del periodo dell'inchiesta
     la maggior parte della produzione dell'industria comunitaria ancora consisteva in
     corde di tipo comune.
     Inoltre, la Commissione ha esaminato l'andamento delle esportazioni del
     campione di produttori comunitari nel periodo considerato. È risultato che tra il
     1993 e il periodo dell'inchiesta il volume di tali esportazioni è rimasto stabile,
     intorno alle 1 900 t, corrispondenti al 15% circa della produzione totale delle
     società del campione.
     Quanto alla capacità produttiva dell'intera industria comunitaria, essa è stata
     superiore al consumo comunitario totale per tutto il periodo considerato (durante
     il periodo dell'inchiesta il consumo totale è stato di 26 700 t contro una capacità
     totale di 36 OOOt).
                                              13
 ---pagebreak---       La perdita di quota di mercato dell'industria comunitaria non poteva pertanto
      essere imputata né a un aumento delle vendite per esportazione, né a un'offerta
      insufficiente di corde di tipo comune o a una capacità produttiva inadeguata.
(33)  Per quantoriguardail calo di redditività registrato dall'industria comunitaria tra il
      1995 e il periodo dell'inchiesta, l'esportatore indiano che ha collaborato ha
      osservato che la diminuzione dei prezzi delle materie prime tra il 1995 e il periodo
      dell'inchiesta doveva aver comportato un aumento della redditività dei produttori
      comunitari durante tale periodo di tempo. Egli ha quindi sostenuto che il calo di
      redditività in tale periodo di tempo era dovuto ad un aumento delle spese generali,
      in particolare delle quote di ammortamento e degli interessi, in seguito ai
      consistenti investimenti fatti dall'industria comunitaria. In ogni caso, il calo di
     redditività non poteva dipendere dalle importazioni indiane, che tra.il 1995 e il
     periodo dell'inchiesta erano diminuite.
     È stato accertato che tra il 1995 e il periodo dell'inchiesta i prezzi medi delle
     materie prime sono diminuiti dell'I 1% circa. Visto che le materie prime
     rappresentano circa il 50% del costo totale di produzione del prodotto in
     questione, la diminuzione del costo delle materie prime ha consentito ai produttori
     comunitari di ridurre il loro costo di produzione del 5%. Tuttavia, nello stesso
     periodo, i prezzi medi di vendita dei produttori comunitari, sotto la forte pressione
     dei prezzi delle importazioni indiane, sono diminuiti del 16%.
     Inoltre, per quanto riguarda le ripercussioni degli investimenti dell'industria
     comunitaria sulla redditività, è stato accertato che tali investimenti hanno avuto
     un'incidenza marginale sul costo di produzione dei produttori comunitari durante
     il periodo considerato, soprattutto per il fatto che i costi relativi ai nuovi
     investimenti sono stati compensati dall'aumento di produttività e da una
     complessivariduzionedelle altre spese generali e amministrative.
     Infine occorre notare che le importazioni originarie dell'India, nonostante la lieve
     flessione registrata tra il 1995 e il periodo dell'inchiesta, durante il periodo
     considerato sono complessivamente aumentate del 107%. Inoltre è stato accertato
     che i prezzi di tali importazioni sono stati notevolmente inferiori a quelli dei
                                               14
 ---pagebreak---       produttori comunitari per tutto il periodo considerato, compreso il periodo dal
       1995 in poi, esercitando quindi una pressione al ribasso sui prezzi delle vendite di
      detti produttori, che tra il 1995 e il periodo dell'inchiesta hanno subito un netto
      calo, diminuendo del 16%.
      Il calo di redditività registrato dai produttori comunitari tra il 1995 e il periodo
      dell'inchiesta era pertanto chiaramente connesso ad una forte flessione dei prezzi
      delle vendite in tale periodo di tempo, la quale a sua volta si verificava in
      concomitanza di una considerevole sottoquotazione dei prezzi da parte delle
      importazioni indiane nel mercato del prodotto in questione.
(34) L'esportatore indiano che ha collaborato ha anche sostenuto che i produttori
     comunitari avevano uno svantaggio concorrenziale inerente, in quanto
     acquistavano le materie prime a prezzi notevolmente più alti rispetto agli
     esportatori indiani. Tuttavia, occorre notare che se gli esportatori indiani non
     avessero venduto il prodotto in questione a prezzi di dumping i loro prezzi non
     sarebbero stati inferiori a quelli dell'industria comunitaria. L'argomento quindi
     non è pertinente. In ogni caso, è stato accertato che i prezzi ai quali l'esportatore
     indiano che ha collaborato acquistava le materie prime erano inferiori del 14%
     circarispettoa quelli pagati dall'industria comunitaria. Visto che le materie prime
     rappresentano il 50% dell'intero costo di produzione, tale differenza potrebbe
     tutt'al più spiegare una differenza nei prezzi di Vendita al massimo del 7%,
     percentuale ben inferiore al livello di sottoquotazione delle importazioni indiane
     rispetto ai prezzi dei produttori comunitari, che comprende margini di
     sottoquotazione fino al 38%, con una media ponderata del 16%.
(35) Infine è stato sostenuto che rispetto al precedente procedimento relativo alle
     importazioni di corde di fibre sintetiche originarie dell'India, chiuso con
     risultanze negative in merito alla causa del pregiudizio, non aveva avuto luogo un
     mutamento delle circostanze che potesse giustificare l'elaborazione nel presente
     procedimento di conclusioni diverse in merito al nesso di causalità tra dumping e
     pregiudizio.
     Occorre ricordare che nel procedimento precedente erano stati accertati sia il
     dumping da parte degli esportatori indiani che il pregiudizio per l'industria
                                               15
 ---pagebreak---       comunitaria. Tuttavia, i dati allora disponibili non permettevano di determinare
      conchiarezza il nesso di causalità tra le importazioni in dumping e il pregiudizio
      subito dall'industria comunitaria.
      Nel presente caso, secondo la prassi consueta delle istituzioni comunitarie,
      l'esame del pregiudizio ha riguardato un periodo di tempo di quasi 5 anni, dal
      1993 al maggio 1997. Occorre notare che tale periodo coincide in parte con quello
      esaminato nel procedimento precedente.
      Tuttavia, rispetto al procedimento precedente, la presente inchiesta ha esaminato
      gli effetti delle importazioni per un periodo di tempo più lungo dopo la comparsa
      di un volume di importazioni indiane consistente. Infatti, nei due procedimenti il
     periodo dell'inchiesta termina rispettivamente nel marzo 1996 e nel maggio 1997
     e l'aumento delle importazioni in questione è stato particolarmente evidente dopo
     il 1994. Inoltre, nel presente caso, sono state fornite informazioni attendibili
      sull'andamento della redditività dell'industria comunitaria per l'intero periodo
     considerato, non disponibili nel caso precedente.
     A differenza di quanto avvenuto nell'inchiesta precedente, è stato pertanto
     possibile accertare un nesso di causalità tra le importazioni in questione e il
     pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
                                     2. Effetti di altri fattori
     (a) Importazioni da altri paesi terzi
(36) L'esportatore indiano che ha collaborato ha sostenuto che causa del grave
     pregiudizio subito dall'industria comunitaria erano le importazioni da paesi
     diversi dall'India. In particolare, secondo quanto asserito, i prezzi delle
     importazioni di corde difibresintetiche originarie della Polonia, della Repubblica
     ceca, della Slovenia e della Tunisia erano stati inferiori a quelli dei produttori
     comunitari per tutto il periodo considerato. L'esportatore indiano ha inoltre
     sostenuto che i prezzi delle suddette importazioni erano inferiori ai prezzi indiani
     per i tipi di corde che rappresentavano la maggior parte del totale delle
     importazioni di corde difibresintetiche originarie delFIndia nella Comunità,
     ossia le corde di polietilene e di polipropilene, e che, quindi, la pressione sui
                                                 16
 ---pagebreak--- prezzi subita dall'industria comunitaria era ampiamente imputabile alle
importazioni dai paesi suindicati e non a quelle dall'India.
La Commissione ha esaminato l'andamento delle importazioni di corde di
polietilene e di polipropilene originarie della Polonia, della Repubblica ceca, della
Slovenia e della Tunisia in confronto alle importazioni degli stessi tipi di corde
dall'India. Da tale esame è emerso che durante l'intero periodo considerato i
prezzi medi delle importazioni originarie della Slovenia e della Tunisia erano
approssimativamente allo stesso livello dei prezzi delle esportazioni indiane.
Inoltre, è stato accertato che le importazioni originarie della Slovenia e della
Tunisia, sebbene in aumento nel periodo considerato,                 rappresentavano
rispettivamente soltanto lo 0,8% e 1*1,3% del consumo comunitario totale nel
periodo dell'inchiesta. L'incidenza di tali importazioni dovrebbe pertanto essere
considerata meno importante di quella delle importazioni indiane. Quanto alla
Polonia, i prezzi medi delle importazioni originarie di questo paese sono risultati,
talvolta, lievemente inferiori a quelli delle importazioni indiane. Tuttavia, la quota
di mercato complessiva di queste importazioni è diminuita dal 2,6% nel 1993 al
2% nel periodo dell'inchiesta. Quanto alla Repubblica ceca, la quota di mercato
delle importazioni originarie di questo paese è passata dallo 0,8% nel 1993 al 2%
nel periodo dell'inchiesta. È stato tuttavia accertato che soltanto nel 1993 i prezzi
di tali importazioni erano notevolmente inferiori a quelli delle importazioni
originarie dell'India. Durante il periodo dell'inchiesta le importazioni originarie
della Repubblica ceca sono state introdotte nel mercato comunitario a prezzi
pressoché uguali a quelli delle esportazioni indiane.
Infine occorre notare che il confronto tra i prezzi delle importazioni indiane e
quelli delle importazioni originarie della Polonia e della Repubblica ceca per tutti
i tipi di corde di fibre sintetiche compresi nella definizione del prodotto in
questione, ossia non soltanto le corde di polietilene e di polipropilene, ha mostrato
che per l'intero periodo considerato, tranne il 1993, i prezzi delle importazioni
indiane erano i più bassi sul mercato comunitario. Questo confronto è tanto più
rappresentativo in quanto riguarda tutti i tipi di prodotti compresi nella
definizione del prodotto in questione.
                                          17
 ---pagebreak---      Pertanto si confermano le risultanze e conclusioni esposte al punto 41 del
     regolamento provvisorio in merito all'effetto delle importazioni da paesi diversi
     dall'India sul pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
                            3. Conclusione sul rapporto di causalità
(37) Alla luce di quanto precede, pur non potendosi escludere che alcune delle
     importazioni originarie di paesi diversi dall'India possano aver inciso
     negativamente sulla situazione dell'industria comunitaria, la loro incidenza non
     risulta tale da annullare il rapporto di causalità tra il pregiudizio subito
     dall'industria comunitaria e le importazioni oggetto di dumping originarie
     dell'India. In assenza di nuovi dati, si conferma pertanto la conclusione che le
     importazioni di corde di fibre sintetiche originarie dell'India, considerate
     isolatamente, hanno causato un pregiudizio grave all'industria comunitaria, come
     esposto nei punti da 36 a 43 del regolamento provvisorio.
(38) A tale conclusione si giunge soprattutto sulla base della perdita di quota di
     mercato dell'industria comunitaria e del concomitante calo di redditività, che
     hanno coinciso con un aumento del volume e della quota di mercato delle
     importazioni provenienti dall'India, i cui prezzi si sono sempre mantenuti al di
     sotto di quelli dell'industria comunitaria.
                                               18
 ---pagebreak---                               I. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
 (39)  È stato sostenuto che la conclusione riguardo all'interesse della Comunità esposta
       nel regolamento provvisorio non era avvalorata da elementi concreti. In
       particolare, la Commissione non avrebbe chiesto sufficienti informazioni circa
       l'impatto delle misure sugli utilizzatori per sostenere le sue conclusioni riguardo
       all'interesse della Comunità.
      Occorre notare che la Commissione ha contattato tutte le associazioni note di
      utilizzatori, in particolare quelle dei settori della navigazione e della pesca, tutti i
      distributori noti del prodotto in questione nella Comunità e tutte le principali
      industrie a monte note. Sono state ricevute soltanto risposte limitate e generiche.
      Inoltre, nessuna ulteriore osservazione documentata è stata presentata dalle
      suddette parti dopo l'istituzione delle misure provvisorie.
(40)  In assenza di nuovi dati, si confermano le risultanze sull'interesse della Comunità
      esposte nei punti da 44 a 52 del regolamento provvisorio.
                                    J. DAZIO DEFINITIVO
                       1. Livello necessario per eliminare il pregiudizio
(41)  L'esportatore indiano che ha collaborato ha sostenuto che ai fini della
      determinazione del livello necessario per eliminare il pregiudizio i suoi prezzi
      all'esportazione dovevano essere adeguati in considerazione della differenza tra i
      prezzi pagati per le materie prime dai produttori indiani e da quelli comunitari.
      Tuttavia, come indicato nel punto 53 del regolamento provvisorio, il livello
      necessario per eliminare il pregiudizio è stato determinato sulla base dei costi di
      produzione dell'industria comunitaria maggiorati di un adeguato margine di
      profitto. Pertanto, qualsiasi considerazione relativa alle differenze tra i produttori
                                                19
 ---pagebreak---       indiani e quelli comunitari in fatto di costi di produzione non è rilevante a tale
     riguardo.
(42)  Si conferma quindi il metodo usato dalla Commissione per determinare il livello
     necessario per eliminare il pregiudizio, quale indicato nel punto 53 del
     regolamento provvisorio.
     Su tale base, è stato accertato un margine di pregiudizio pari al 53% del prezzo
     netto medio ponderato,francofrontieracomunitaria, dazio non corrisposto. Per le
     società-che non hanno collaborato all'inchiesta il margine di pregiudizio era pari
     all'82%, come indicato nel punto 53 del regolamento provvisorio.
     Poiché l'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio subito
     dall'industria comunitaria è inferiore ai margini di dumping accertati, il dazio
     antidumping da istituire dovrebbe essere basato su detto importo, ai sensi
     dell'articolo 9, paragrafo 4 del regolamento di base.
                         2. Forma del dazio antidumping definitivo
(43) Dato l'elevato numero di tipi di corde in questione, la misura più appropriata
     sembra essere un dazio ad valorem.
            K. RISCOSSIONE DEFINITIVA DEL DAZIO PROVVISORIO
(44) In considerazione delle conclusioni definitive sul dumping e sul pregiudizio e
     visto che l'aliquota del dazio definitivo è uguale a quella determinata a titolo
     provvisorio, gli importi depositati a titolo di dazi antidumping provvisori devono
     essere definitivamente riscossi,
                                               20
 ---pagebreak---  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                          Articolo 1
 1.    È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di corde di fibre
sintetiche di cui ai codici NC 5607 49 11, 5607 49 19, 5607 50 11 e 5607 50 19
originarie dell'India.
2.     L'aliquota del dazio applicabile al prezzo netto, francofrontieracomunitaria, dazio
non corrisposto, è la seguente:
        prodotti fabbricati da:
        - Garware Wall ropes Ltd:          53,0% (codice addizionale Taric 8755)
        - altri produttori:                82,0% (codice addizionale Taric 8900)
3.     Salvo diversa indicazione, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
                                         Articolo 2
Gli importi depositati a titolo di dazi antidumping provvisori a norma del regolamento
(CE) n. 18/98 sono riscossi definitivamente in ragione dell'aliquota del dazio istituito a
titolo definitivo.
                                                 21
 ---pagebreak---                                         Articolo 3
lì presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                                    Per il Consiglio
                                                                    Il presidente
                                                 22
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(98) 343 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 02  11 10
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-351-IT-C
                                                              ISBN 92-78-36819-9
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                                J3