CELEX: 62020CN0439
Language: it
Date: 2020-09-18 00:00:00
Title: Causa C-439/20 P: Impugnazione proposta il 18 settembre 2020 dalla Commissione europea avverso la sentenza del Tribunale (Quarta Sezione) dell’8 luglio 2020, causa T-110/17, Jiangsu Seraphim Solar System/Commissione

9.11.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 378/21
            
         
      Impugnazione proposta il 18 settembre 2020 dalla Commissione europea avverso la sentenza del Tribunale (Quarta Sezione) dell’8 luglio 2020, causa T-110/17, Jiangsu Seraphim Solar System/Commissione
      (Causa C-439/20 P)
      (2020/C 378/26)
      Lingua processuale: l'inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Commissione europea (rappresentanti: T. Maxian Rusche, G. Luengo, agenti)
      
         Altre parti nel procedimento: Jiangsu Seraphim Solar System Co. Ltd, Consiglio dell’Unione europea
      
         Conclusioni della ricorrente
      
      La ricorrente chiede che la Corte voglia:
      
                  —
               
               
                  anullare la sentenza del Tribunale (Quarta Sezione) dell’8 luglio 2020, causa T-110/17, Jiangsu Seraphim Solar System/Commissione;
               
            
                  —
               
               
                  respingere il ricorso in primo grado in quanto irricevibile;
               
            
                  —
               
               
                  in subordine: respingere il ricorso in primo grado in quanto infondato e, in ogni caso
               
            
                  —
               
               
                  condannare la ricorrente in primo grado alle spese del giudizio di impugnazione e del giudizio di primo grado.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      La ricorrente formula quattro motivi d’impugnazione.
      Primo, il Tribunale ha commesso un errore di diritto per quanto concerne la ricevibilità e l’effettività del ricorso di primo grado.
      Secondo, il Tribunale ha commesso errori di diritto riguardo alla qualificazione della riscossione di dazi come «retroattiva».
      Terzo, il Tribunale ha commesso errori nell’interpretazione dell’articolo 8, paragrafi 1, 9 e 10, e dell’articolo 10, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 1225/2009 (1), nonché dell’articolo 13, paragrafi 1, 9 e 10, e dell’articolo 16, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 597/2009 (2), quando ha concluso che la riscossione di dazi sulle importazioni effettuate in violazione dell’impegno non era possibile.
      Quarto, il Tribunale ha commesso errori nell’interpretazione dell’articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1225/2009 e dell’articolo 24, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 597/2009 quando ha concluso nel senso dell’insussistenza di una base giuridica che abilitasse il Consiglio a prevedere la riscossione del dazio in caso di annullamento, da parte della Commissione, di una fattura corrispondente all’impegno.
      
         (1)  Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (GU 2009, L 343, pag. 51).
      
         (2)  Regolamento (CE) n. 597/2009 del Consiglio, dell’11 giugno 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri della Comunità europea (GU 2009, L 188, pag. 93).