CELEX: C2006/022/40
Language: it
Date: 2006-01-28 00:00:00
Title: Causa T-422/05: Ricorso presentato il  21 novembre 2005  — Combescot/Commissione

28.1.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 22/22
            
         Ricorso presentato il 21 novembre 2005 — Combescot/Commissione
   (Causa T-422/05)
   (2006/C 22/40)
   Lingua processuale: l'italiano
   Parti
   
      Ricorrente: Philippe Combescot (Lecce-Italia) [Rappresentanti: Avv.ti Alberto Maritati e Viola Messa]
   
      Convenuta: Commissione europea
   Conclusioni del ricorrente
   
               —
            
            
               dichiarare nulla la Decisione con la quale l'AIPN in data 29.07.2004 ha deciso la rassegnazione di Philippe Combescot alla sede di Bruxelles previo annullamento e contestuale sostituzione di altra analoga decisione assunta in data 13.06.2003;
            
         
               —
            
            
               riconoscere che il sig. Philippe Combescot ha subito danni morali, alla salute oltre che all'immagine dall'adozione del provvedimento, con gravi ripercussioni sul suo equilibrio psicologico;
            
         
               —
            
            
               liquidare in favore del sig. Combescot, a titolo di risarcimento del danno, la somma di Euro 150.000,00.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il presente ricorso si rivolge contro la decisione dell'autorità amministrativa, del 29 luglio 2004, di assegnazione del ricorrente alla siede della Convenuta.
   A sostegno delle sue pretensioni, il ricorrente fa valere che l'atto impugnato:
   
               —
            
            
               Appare illegittimo, ingiustificato ed arbitrario perché non considera che, al momento dell'assegnazione, la Commissione medica aveva riconosciuto il ricorrente inidoneo al servizio fino al 31 dicembre 2004;
            
         
               —
            
            
               Non consente al funzionario di proseguire la terapia prescritta dal suo medico curante;
            
         
               —
            
            
               Non può trovare giustificazione nell'interesse del servizio, nella misura in cui un funzionario in congedo per malattia non può colmare col suo lavoro esigenze dell'ufficio.
            
         Aggiunge il ricorrente che la decisione impugnata ha determinato la perdita dei diritti di funzionario in un paese terzo, in quanto la sua patologia è insorta in un momento in cui egli svolgeva funzioni di Consigliere residente in Guatemala.