CELEX: 61972CJ0046
Language: it
Date: 1973-05-30
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 30 maggio 1973. # Robert de Greef contro Commissione delle Comunità europee. # Causa 46-72.

Avis juridique important

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61972J0046

SENTENZA DELLA CORTE (SECONDA SEZIONE) DEL 30 MAGGIO 1973.  -  ROBERT DE GREEF CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSA 46/72.  

raccolta della giurisprudenza 1973 pagina 00543 edizione speciale greca pagina 00547 edizione speciale portoghese pagina 00231

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - ATTRIBUZIONI - ESERCIZIO - MODALITA - RIPARTIZIONE DEL LAVORO - DEROGHE - SUBDELEGAZIONE - AMMISSIBILITA - LIMITI  ( DECISIONE DELLA COMMISSIONE 26 FEBBRAIO 1971, ART . 5 )  2 . DIPENDENTI - REGIME DISCIPLINARE - PROCEDIMENTO - ATTI - FIRMA DA PARTE DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA - AMMISSIBILITA  ( STATUTO DEL PERSONALE, ALLEGATO IX, ARTT . 8 E 9 )  3 . DIPENDENTI - REGIME DISCIPLINARE - SANZIONE - GRAVITA DELL' ILLECITO - AUTORITA DISCIPLINARE - POTERE DI VALUTAZIONE - CORTE DI GIUSTIZIA - SINDACATO - LIMITI  ( STATUTO DEL PERSONALE, ARTT . 87 E 91 )  

Massima

1 . LA SUBDELEGAZIONE DI POTERI, O LA DEROGA AI CRITERI STABILITI DALLA COMMISSIONE ( NELLA DECISIONE 26 FEBBRAIO 1971 ) PER LA RIPARTIZIONE DEL LAVORO TRA I SUOI UFFICI, PUO' RENDERE NULLO L' ATTO COMPIUTO DALL' AMMINISTRAZIONE SOLO SE MENOMA UNA DELLE GARANZIE OFFERTE AI DIPENDENTI DALLO STATUTO O VIOLA LE NORME DI UNA SANA AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE .  2 . IL FATTO CHE IL PRESIDENTE ABBIA FIRMATO I VARI ATTI RELATIVI AL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE VA CONSIDERATO COME IL NORMALE ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI, LE QUALI COMPRENDONO IL POTERE DI CERTIFICARE LA REGOLARITA DEL PROCEDIMENTO E DI AUTENTICARE GLI ATTI DELLA COMMISSIONE .  3 . SE SONO PROVATI I FATTI ADDEBITATI AL DIPENDENTE, LA SCELTA DELLA SANZIONE APPROPRIATA SPETTA ALL' AUTORITA DISCIPLINARE . LA CORTE NON PUO' SOSTITUIRE LA PROPRIA VALUTAZIONE A QUELLA DI DETTA AUTORITA, SALVO IL CASO DI PALESE ECCESSO O SVIAMENTO DI POTERE .  

Parti

NELLA CAUSA 46-72,  ROBERT DE GREEF, GIA DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RESIDENTE IN SAINT-JOSSE-TEN-NOODE-BRUXELLES, CON L' AVV . PHILIPPE NIMAL, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . JACQUES MERSCH, BOULEVARD PRINCE HENRI 11A, RICORRENTE,  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . LOUIS DE LA FONTAINE, IN QUALITA D' AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL PROPRIO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . EMILE REUTER, BOULEVARD ROYAL 4,  CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE CHE HA SOSPESO IL RICORRENTE, DEL PARERE EMESSO NEI SUOI CONFRONTI DALLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA E DEL PROVVEDIMENTO DI DESTITUZIONE ADOTTATO A SUO CARICO, COME PURE IL RISARCIMENTO DEI DANNI, 

Motivazione della sentenza

1/3 IL RICORSO E DIRETTO ALL' ANNULLAMENTO DEL PROVVEDIMENTO DI DESTITUZIONE ADOTTATO IL 14 APRILE 1972 DAL DIRETTORE GENERALE DEL PERSONALE DELLA COMMISSIONE, IVI COMPRESI GLI ATTI CHE L' HANNO PRECEDUTO, ATTI RELATIVI AD UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE PROMOSSO NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE A CAUSA DELLA SUA PARTECIPAZIONE AL COMPORTAMENTO RIPROVEVOLE DI UN ALTRO DIPENDENTE, GIUSEPPE DRESCIG ( SENTENZA ODIERNA NELLA CAUSA 49-72 ), IMPLICANTE L' ABUSO DI FUNZIONI PUBBLICHE E L' ESIGERE UNA SOMMA DI DANARO DA UNA PERSONA DESIDEROSA DI ESSERE ASSUNTA DALLA COMMISSIONE . SENZA CONTESTARE I FATTI CHE HANNO DATO ORIGINE ALLA SANZIONE, IL RICORRENTE CONTESTA LA VALIDITA DEL PROVVEDIMENTO, DEDUCENDO L' IRRITUALITA DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, IL TRAVISAMENTO DEI FATTI E LA SPROPORZIONE DELLA SANZIONE INFLITTAGLI . EGLI CHIEDE INOLTRE LA CONDANNA DELLA COMMISSIONE A PAGARGLI LA SOMMA DI 30 000 FB COME RISARCIMENTO DEI DANNI .  SULLA RICEVIBILITA DELLA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DEL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE  4/6 IL RICORSO E DIRETTO ALL' ANNULLAMENTO NON SOLO DEL PROVVEDIMENTO DI DESTITUZIONE IN DATA 14 APRILE 1972, MA ANCHE DEL COMPLESSO DEGLI ATTI CHE L' HANNO PRECEDUTO, IVI COMPRESO IL PROVVEDIMENTO DI SOSPENSIONE ADOTTATO NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE L' 11 GENNAIO 1972 . LA COMMISSIONE ECCEPISCE L' IRRICEVIBILITA, PER DECORSO DEL TERMINE, DELLA DOMANDA DIRETTA CONTRO QUEST' ULTIMO PROVVEDIMENTO . SECONDO LA COMMISSIONE, INFATTI, LA SOSPENSIONE NON ERA UN SEMPLICE ATTO PREPARATORIO, BENSI' UN PROVVEDIMENTO AUTONOMO CHE AVREBBE DOVUTO ESSERE TEMPESTIVAMENTE IMPUGNATO, MEDIANTE RICORSO GERARCHICO O GIURISDIZIONALE .  7/8 IL MOTIVO IN ESAME PUO' AVERE RILIEVO SOLO IN CASO D' ANNULLAMENTO DEL PROVVEDIMENTO DI DESTITUZIONE . E' QUINDI OPPORTUNO ESAMINARE IN PRIMO LUOGO I MOTIVI DIRETTI CONTRO DETTO PROVVEDIMENTO .  SUL MOTIVO DI VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO E, IN PARTICOLARE, DI VIOLAZIONE DELL' ART . 87 DELLO STATUTO E DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE 26 FEBBRAIO 1971  9/10 IL RICORRENTE DEDUCE CHE, A NORMA DELL' ART . 87 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE VIENE INIZIATO DALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, DOPO CHE L' INTERESSATO E STATO SENTITO . A NORMA DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE IN DATA 26 FEBBRAIO 1971, RELATIVA ALL' ESERCIZIO DEI POTERI ATTRIBUITI DALLO STATUTO ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, TALE AUDIZIONE SAREBBE RISERVATA, PER QUANTO RIGUARDA I DIPENDENTI DELLA SUA CATEGORIA, AL DIRETTORE DEL PERSONALE .  11/13 IN CONTRASTO CON DETTA DECISIONE, IL RICORRENTE NON SAREBBE STATO MAI SENTITO DA TALE PERSONA . IL DIRETTORE DEL PERSONALE AVREBBE INFATTI INCARICATO IL CAPO DELLA DIVISIONE DIRITTI INDIVIDUALI IL QUALE, A SUA VOLTA, SI SAREBBE BASATO SULL' INCHIESTA CONDOTTA DALL' UFFICIO SICUREZZA DELLA COMMISSIONE, IL QUALE E DEL TUTTO IGNOTO ALLO STATUTO . LA MANCATA AUDIZIONE REGOLARE DEL RICORRENTE AVREBBE INFLUITO NEGATIVAMENTE NEI SUOI CONFRONTI DURANTE L' INTERO PROCEDIMENTO .  14/16 NON PUO' ESSERE POSTA IN DUBBIO LA LEGITTIMITA DELL' INTERVENTO, NEL CORSO DELL' INCHIESTA PRELIMINARE, DELL' UFFICIO SICUREZZA, REGOLARMENTE ISTITUITO E INCARICATO IN FORZA DELLA POTESTA ORGANIZZATIVA ATTRIBUITA ALLA COMMISSIONE DELL' ART . 16 DEL TRATTATO CHE ISTITUISCE UN CONSIGLIO UNICO ED UNA COMMISSIONE UNICA DELLE COMUNITA EUROPEE . PER QUANTO RIGUARDA IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE VERO E PROPRIO QUESTO, AI SENSI DELL' ART . 87, 2 ) COMMA, SECONDO INCISO, DELLO STATUTO, VIENE PROMOSSO AD INIZIATIVA DELL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, " DOPO CHE L' INTERESSATO E STATO SENTITO ". LO STATUTO NON PRECISA ULTERIORMENTE LE MODALITA E LE FORME SECONDO CUI DETTA AUDIZIONE DEVE AVER LUOGO .  17/19 LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE IN DATA 26 FEBBRAIO 1971 - ADOTTATA IN FORZA DELL' ART . 2 DELLO STATUTO, AI SENSI DEL QUALE CIASCUNA ISTITUZIONE DETERMINA LE AUTORITA CHE ESERCITANO NEL SUO SENO I POTERI ATTRIBUITI ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - STABILISCE ALL' ART . 5 CHE IL DIRETTORE DEL PERSONALE ESERCITA, NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI DELLE CATEGORIE C E D, I POTERI ATTRIBUITI ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA PER QUANTO RIGUARDA L' AUDIZIONE PREVIA CONTEMPLATA DALL' ART . 87, 2 ) COMMA, 2 ) INCISO, DELLO STATUTO . LA RATIO GENERALE DI QUESTA DECISIONE, LA QUALE CONTIENE UN' ENUMERAZIONE PARTICOLAREGGIATA DI FUNZIONI D' IMPORTANZA MOLTO DISEGUALE, RENDE MANIFESTO CHE SI TRATTA DELLA RIPARTIZIONE DEL LAVORO TRA I VARI UFFICI DELLA COMMISSIONE, ANZICHE DI UNA RIGIDA ATTRIBUZIONE DI POTERI LA CUI INOSSERVANZA POSSA DAR LUOGO ALLA NULLITA DEGLI ATTI COMPIUTI . QUESTA NATURA DELLA DECISIONE 26 FEBBRAIO 1971 TROVA CONFERMA NELLA CIRCOSTANZA CHE LA COMMISSIONE L' HA PUBBLICATA NON GIA NELLA GAZZETTA UFFICIALE, BENSI' NEL BOLLETTINO D' INFORMAZIONI DESTINATO AL PERSONALE .  20/21 STANDO COSI' LE COSE, NON SI PUO' RITENERE CHE QUESTO ATTO ESCLUDA A PRIORI QUALSIASI POSSIBILITA DI SUBDELEGAZIONE, DA PARTE DELLA PERSONA DESIGNATA, O DI DEROGA, IN CASI PARTICOLARI, AI CRITERI DI RIPARTIZIONE STABILITI DALLA COMMISSIONE . LA SUBDELEGAZIONE, O LA DEROGA, POTREBBE RENDERE NULLO L' ATTO COMPIUTO DALL' AMMINISTRAZIONE SOLO SE MENOMASSE UNA DELLE GARANZIE OFFERTE AI DIPENDENTI DALLO STATUTO O VIOLASSE LE NORME DI UNA SANA AMMINISTRAZIONE DEL PERSONALE .  22/25 NON E QUESTO IL CASO NOSTRO, DATO CHE IL DIRETTORE GENERALE DEL PERSONALE HA AFFIDATO L' AUDIZIONE DEL RICORRENTE A UNA PERSONA PARTICOLARMENTE QUALIFICATA ALL' UOPO, CIOE AL CAPO DELLA DIVISIONE DIRITTI INDIVIDUALI DIPENDENTE DALLA DIREZIONE GENERALE DEL PERSONALE . DALLA RELAZIONE STESA DA QUESTO INCARICATO EMERGE CHE IL CASO DEL RICORRENTE E STATO ESAMINATO IN MODO APPROFONDITO E IMPARZIALE, E CHE IL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO E STATO SCRUPOLOSAMENTE OSSERVATO . CIO' PREMESSO, L' AUDIZIONE NON PUO' ESSERE CONSIDERATA IRRITUALE . LA PERSONA INCARICATA DELL' AUDIZIONE HA RICAPITOLATO PARTICOLAREGGIATAMENTE COL RICORRENTE I FATTI ACCERTATI DALL' INCHIESTA PRELIMINARE E IL RICORRENTE LI HA AMMESSI SENZA RISERVE . STANDO COSI' LE COSE, NON POSSONO ESSERE MESSI IN DUBBIO NE LA RITUALITA DELL' AUDIZIONE, NE LA REGOLARITA DELL' INCHIESTA CHE L' HA PRECEDUTA .  26 IL MEZZO VA QUINDI DISATTESO .  SUL MEZZO DI ERRATA VALUTAZIONE DEI FATTI  27/29 IL RICORRENTE DEDUCE ANCORA CHE, DURANTE L' INTERA FASE PRELIMINARE, LE PERSONE INCARICATE DELL' ISTRUTTORIA HANNO APPLICATO AI FATTI ADDEBITATIGLI DEI TERMINI PROPRI DEL DIRITTO PENALE, CIOE QUELLI DI " ESTORSIONE " E " TRUFFA ". QUESTI TERMINI NON AVREBBERO DOVUTO ESSERE USATI IN UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE . NEL FAR CIO', LE PERSONE DI CUI TRATTASI AVREBBERO USURPATO I POTERI SPETTANTI UNICAMENTE AL GIUDICE PENALE . SE CIO' NON BASTASSE, I RAPPORTI DEL RICORRENTE CON LA PERSONA CH' EGLI AVEVA PRESENTATO AL DRESCIG ONDE FARLA ASSUMERE, MEDIANTE PAGAMENTO DI UNA SOMMA DETERMINATA, DALLA COMMISSIONE SAREBBERO STATI INTERPRETATI IN MODO INESATTO, O MALEVOLO, DALLA PERSONA INCARICATA DELL' INCHIESTA PRELIMINARE, MENTRE LA SUA INTENZIONE SAREBBE STATA UNICAMENTE QUELLA DI RENDERSI UTILE ALLA PERSONA DI CUI TRATTASI .  30/31 NULLA VIETA ALLE AUTORITA DISCIPLINARI DI SERVIRSI DI ACCOSTAMENTI ALLE NOZIONI PROPRIE DEL DIRITTO PENALE ONDE DEFINIRE, ED EVENTUALMENTE VALUTARE, I FATTI SOTTOPOSTI AL LORO ESAME . DATA LA NETTA SEPARAZIONE TRA IL REGIME DISCIPLINARE E L' AZIONE PENALE, CIO' NON IMPLICA ALCUN RISCHIO DI CONFUSIONE LESIVA PER IL DIPENDENTE SOTTOPOSTO A PROCEDIMENTO DISCIPLINARE .  32/33 OLTRACCIO', NON SI PUO' FAR CARICO ALLE PERSONE INCARICATE DELL' INCHIESTA DISCIPLINARE DI AVER FATTO DELLE CONGETTURE SUI MOVENTI DEL RICORRENTE, POSTO CHE IPOTESI DEL GENERE FANNO PARTE INTEGRANTE DI QUALSIASI METODO D' INVESTIGAZIONE . IL RICORRENTE NON PUO' NEMMENO DOLERSI DI VALUTAZIONI, ANCHE POCO LUSINGHIERE, OBIETTIVAMENTE GIUSTIFICATE DAI FATTI .  34 IL MEZZO VA QUINDI DISATTESO .  SUL MEZZO RELATIVO ALLA VIOLAZIONE DEGLI ARTT . 8 E 9 DELL' ALLEGATO IX DELLO STATUTO  35 IL RICORRENTE DEDUCE ANCORA, CONTRO LA VALIDITA DEL PARERE DELLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA, CHE NON SOLO IL PARERE STESSO E FIRMATO DAL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE, MA ANCHE RISULTEREBBE DAI VERBALI CHE IL PRESIDENTE HA PRESO PARTE ATTIVA ALLE DELIBERAZIONI, MENTRE A NORMA DELL' ART . 8 DELL' ALLEGATO IX DELLO STATUTO, IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA NON PARTECIPA ALLE DELIBERAZIONI, A MENO CHE NON SI TRATTI DI QUESTIONI DI PROCEDURA OVVERO IN CASO DI PARITA DI SUFFRAGI . L' ART . 9 ESIGEREBBE INOLTRE CHE IL PARERE MOTIVATO SIA FIRMATO DAI SOLI MEMBRI DELLA COMMISSIONE .  36/38 L' ART . 8 DELL' ALLEGATO IX HA LO SCOPO DI CONSENTIRE IL FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA, COSTITUITA SU BASE PARITETICA, IN TUTTI I CASI IN CUI IN SENO ALLA COMMISSIONE STESSA PUO' COSTITUIRSI UNA MAGGIORANZA . IL PRESIDENTE DEVE QUINDI INTERVENIRE SOLO IN CASO DI PARITA DI SUFFRAGI E, INOLTRE, QUANDO SI TRATTI DI QUESTIONI DI PROCEDURA . D' ALTRO CANTO, IL PRESIDENTE DISPONE OVVIAMENTE DI TUTTI I POTERI NECESSARI A GARANTIRE IL NORMALE FUNZIONAMENTO DELLA COMMISSIONE DI DISCIPLINA .  39/41 DAI VERBALI PRODOTTI IN CAUSA RISULTA CHE IL PRESIDENTE NON HA AVUTO OCCASIONE DI INTERVENIRE NELLE DELIBERAZIONI SUL PARERE MOTIVATO, DATO CHE I MEMBRI DELLA COMMISSIONE ERANO UNANIMI . IL FATTO CHE IL PRESIDENTE ABBIA FIRMATO I VARI ATTI RELATIVI AL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE VA CONSIDERATO COME IL NORMALE ESERCIZIO DELLE SUE FUNZIONI, LE QUALI COMPRENDONO IL POTERE DI CERTIFICARE LA REGOLARITA DEL PROCEDIMENTO E DI AUTENTICARE GLI ATTI DELLA COMMISSIONE . LA VALIDITA DI QUESTI ATTI NON PUO' QUINDI ESSERE INFICIATA DAL FATTO DI RECARE LA FIRMA DEL PRESIDENTE .  42 IL MEZZO VA PERCIO' DISATTESO .  SULLA GRAVITA DELLA SANZIONE  43/44 IL RICORRENTE SOSTIENE CHE LA SANZIONE INFLITTAGLI - DESTITUZIONE CON CONSERVAZIONE DEL DIRITTO ALLA PENSIONE - E SPROPORZIONATA ALLA GRAVITA DEI FATTI ADDEBITATIGLI, SOPRATTUTTO SE SI HA RIGUARDO AGLI ILLECITI ACCERTATI A CARICO DEL SUO COMPLICE GIUSEPPE DRESCIG . LA COMMISSIONE ECCEPISCE L' INAMMISSIBILITA DEL MEZZO, SOSTENENDO CHE NON SPETTA ALLA CORTE DI SOSTITUIRE LA PROPRIA VALUTAZIONE A QUELLA DELL' AUTORITA DISCIPLINARE .  45/47 ESSENDO PROVATI I FATTI ADDEBITATI AL RICORRENTE, LA SCELTA DELLA SANZIONE SPETTA ALL' AUTORITA DISCIPLINARE . DATO CHE LA CONTROVERSIA NON E DI NATURA PECUNIARIA, LA CORTE NON PUO' SOSTITUIRE LA PROPRIA VALUTAZIONE A QUELLA DI DETTA AUTORITA, SALVO IL CASO DI PALESE ECCESSO O SVIAMENTO DI POTERE . NON E QUESTO IL CASO NOSTRO .  48 IL MEZZO RELATIVO ALLA GRAVITA DELLA SANZIONE INFLITTA VA QUINDI DISATTESO .  SULLA DOMANDA DI DANNI  49 ESSENDO STATI DISATTESI TUTTI I MOTIVI DEDOTTI DAL RICORRENTE, LA DOMANDA DI RISARCIMENTO E PRIVA DI OGGETTO .  

Decisione relativa alle spese

50/52 A NORMA DELL' ART . 69, PAR 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE . IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE . TUTTAVIA, A NORMA DELL' ART . 70 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE . 

Dispositivo

LA CORTE ( SECONDA SEZIONE ),  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO .  2 ) CIASCUNA DELLE PARTI SOPPORTERA LE SPESE DA ESSA INCONTRATE .