CELEX: 62004CJ0101
Language: it
Date: 2005-01-20
Title: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 20 gennaio 2005. # Roger Noteboom contro Rijksdienst voor Pensioenen. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Arbeidsrechtbank Gent - Belgio. # Previdenza sociale dei lavoratori migranti - Regolamento (CEE) n. 1408/71 - Prestazioni di vecchiaia - Assegno per le vacanze concesso al beneficiario di una pensione di anzianità - Lavoratore frontaliero disoccupato avente diritto ad un regime pensionistico. # Causa C-101/04.

Causa C-101/04
      Roger Noteboom
      contro
      Rijksdienst voor Pensioenen
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Arbeidsrechtbank Gent)
      «Previdenza sociale dei lavoratori migranti — Regolamento (CEE) n. 1408/71 — Prestazioni di vecchiaia — Assegno per le vacanze concesso al beneficiario di una pensione di anzianità — Lavoratore frontaliero disoccupato avente diritto ad un regime pensionistico»
      Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 20 gennaio 2005 ?
      Massime della sentenza
      1.     Previdenza sociale dei lavoratori migranti — Normativa comunitaria — Ambito di applicazione ratione materiae — Prestazioni
            previste e prestazioni escluse — Criteri di distinzione — Assegno per le vacanze concesso al beneficiario di una pensione
            di anzianità — Prestazione concessa sulla base di criteri obiettivi che presenta gli elementi costitutivi di una prestazione
            di vecchiaia — Inclusione
      [Regolamento del Consiglio n. 1408/71, art. 4, n. 1]
      2.     Previdenza sociale dei lavoratori migranti — Disoccupazione — Lavoratore frontaliero in disoccupazione completa — Diritto
            alle prestazioni di vecchiaia dello Stato membro di residenza — Presa in conto del periodo di disoccupazione conformemente
            alla normativa di questo Stato
      (Regolamento del Consiglio n. 1408/71, art. 45, nn. 1 e 6)
      1.     Una prestazione può essere considerata prestazione previdenziale rientrante nel campo di applicazione materiale del regolamento
         n. 1408/71 solo se, da un lato, è attribuita ai beneficiari, prescindendo da ogni valutazione individuale e discrezionale
         delle loro esigenze personali, in base ad una situazione legalmente definita e, dall’altro, se si riferisce ad uno dei rischi
         espressamente elencati nell’art. 4, n. 1, del detto regolamento. Per quanto riguarda la seconda condizione, la distinzione
         fra prestazioni escluse e prestazioni previste è basata essenzialmente sugli elementi costitutivi di ciascuna prestazione,
         in particolare sulle sue finalità e sui presupposti per la sua attribuzione, e non sul fatto che essa sia o meno qualificata
         previdenziale da una normativa nazionale.
      
      Ne deriva che una prestazione, quale l’assegno per le vacanze concesso al beneficiario di una pensione di anzianità, soddisfa
         queste due condizioni se le disposizioni relative alla sua concessione conferiscono ai beneficiari un diritto giuridicamente
         definito, tale diritto è concesso automaticamente alle persone che soddisfano determinati criteri oggettivi e gli elementi
         costitutivi della prestazione dimostrano che essa può essere considerata una prestazione di vecchiaia.
      
      (v. punti 21, 23-24, dispositivo 1)
      2.     L’art. 45, n. 6, del regolamento n. 1408/71 dev’essere interpretato nel senso che l’istituzione competente dello Stato membro
         di residenza deve, ai fini della concessione di una prestazione quale l’assegno per le vacanze concesso al beneficiario di
         una pensione di anzianità, prendere in considerazione un periodo di disoccupazione completa nel corso del quale l’ex lavoratore
         dipendente ha beneficiato di prestazioni di disoccupazione ai sensi dell’art. 71, n. 1, lett. a), sub ii), dello stesso regolamento,
         come se tale lavoratore fosse stato assoggettato nel corso della sua ultima occupazione alla legislazione che tale istituzione
         applica.
      
      (v. punti 34, 36, dispositivo 2)

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione)20 gennaio 2005(1)
         
         
               «Previdenza sociale dei lavoratori migranti  –  Regolamento (CEE) n. 1408/71  –  Prestazioni di vecchiaia  –  Assegno per le vacanze concesso al beneficiario di una pensione di anzianità  –  Lavoratore frontaliero disoccupato avente diritto ad un regime pensionistico»
               
            Nel procedimento C-101/04, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, dall'Arbeidsrechtbank
            Gent (Belgio) con decisione 17 febbraio 2004, pervenuta in cancelleria il 26 febbraio 2004, nel procedimento
            
            
             Roger Noteboom 
            
            
            contro
            
             Rijksdienst voor Pensioenen ,
            
            
            
            LA CORTE (Quarta Sezione),,
            
             composta dalla sig.ra  N. Colneric (relatore), facente funzione di presidente della Quarta Sezione, dai sigg. J.N. Cunha Rodrigues
            e E. Levits, giudici,
            
             avvocato generale: sig.ra C. Stix-Hacklcancelliere: sig. R. Grass
             vista la fase scritta del procedimento,viste le osservazioni scritte presentate:
            
            –
             per la Commissione delle Comunità europee, dal sig. D. Martin, in qualità di agente,
            
            
            
            vista la decisione, adottata dopo aver sentito l'avvocato generale, di trattare la causa senza conclusioni,
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
         1
            
          La domanda di pronuncia pregiudiziale riguarda l’interpretazione di talune disposizioni del regolamento (CEE) del Consiglio
         14 giugno 1971, n. 1408, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori
         autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, nella versione modificata e aggiornata dal regolamento
         (CE) del Consiglio 2 dicembre 1996, n. 118/97 (GU 1997, L 28, pag. 1), come modificato dal regolamento (CE) del Consiglio
         29 giugno 1998, n. 1606 (GU L 209, pag. 1; in prosieguo: il «regolamento n. 1408/71»).
         
         
         
         2
            
          Tale domanda è stata proposta nell’ambito di una controversia tra il sig. Noteboom e il Rijksdienst voor Pensioenen (in prosieguo:
         il «Rijksdienst»), ente previdenziale belga, in merito ad un assegno per le vacanze versato ai pensionati.
         
         
            
                Contesto normativo 
               
             La normativa comunitaria 
         
         3
            
          L’art. 1 del regolamento n. 1408/71 prevede quanto segue:
         «Ai fini dell’applicazione del presente regolamento:
         (…)
         
         t)
            i termini «prestazioni», «pensioni» e «rendite» designano tutte le prestazioni, pensioni e rendite, compresi tutti gli elementi
               a carico dei fondi pubblici, le maggiorazioni di rivalutazione o gli assegni supplementari, fatte salve le disposizioni del
               titolo III, nonché le prestazioni in capitale che possono essere sostituite alle pensioni o rendite ed i versamenti effettuati
               a titolo di rimborsi di contributi; 
            
         
         
         (…)».
         
         
         
         
         4
            
          L’art. 4, n. 1, dello stesso regolamento così recita:
         «Il presente regolamento si applica a tutte le legislazioni relative ai settori di sicurezza sociale riguardanti:
         (…)
          le prestazioni di vecchiaia; 
         (…)».
         
         
         
         5
            
          L’art. 45 del regolamento n. 1408/71, contenuto nel terzo capitolo, intitolato «Vecchiaia e morte (pensioni)», del titolo
         III di tale regolamento, stabilisce il principio del cumulo dei periodi di assicurazione compiuti sotto la legislazione di
         ogni Stato membro per l’acquisizione, il mantenimento o il recupero del diritto a prestazioni.
         
         
         
         6
            
          Secondo i nn. 1 e 6 di tale articolo:
         «1. Se la legislazione di uno Stato membro subordina l’acquisizione, il mantenimento o il recupero del diritto alle prestazioni
         in virtù di un regime che non è un regime speciale ai sensi del paragrafo 2 o 3, al compimento di periodi di assicurazione
         o di residenza, l’istituzione competente di questo Stato membro tiene conto, nella misura necessaria, dei periodi di assicurazione
         o di residenza compiuti – sia in un regime generale sia in un regime speciale – sotto la legislazione di ogni altro Stato
         membro, applicabile a lavoratori subordinati o autonomi. A tal fine, essa tiene conto di detti periodi come se si trattasse
         di periodi compiuti sotto la legislazione che essa applica.
         (…)
          6. I periodi di disoccupazione completa nel corso dei quali il lavoratore subordinato beneficia di prestazioni in base all’articolo
         71, paragrafo 1, lettera a), punto ii) o lettera b), punto ii), prima frase, sono presi in considerazione dall’istituzione
         competente dello Stato membro nel cui territorio il lavoratore risiede, a norma della legislazione che tale istituzione applica,
         come se durante la sua ultima occupazione egli fosse stato soggetto a tale legislazione.
         (…)
          Qualora i periodi di disoccupazione completa nel paese di residenza dell’interessato vengano presi in considerazione soltanto
         se sono stati maturati periodi contributivi in detto paese di residenza, questa condizione è considerata soddisfatta se i
         periodi contributivi sono stati maturati in un altro Stato membro».
         
         
         
         7
            
          L’art. 71, n. 1, del regolamento n. 1408/71, compreso nella sezione 3 del titolo III, capitolo 6, intitolata «Disoccupati
         che durante la loro ultima occupazione risiedevano in uno Stato membro diverso dallo Stato competente», dispone quanto segue:
         «Al lavoratore subordinato disoccupato che, durante la sua ultima occupazione, risiedeva nel territorio di uno Stato membro
         diverso da quello competente, beneficia delle prestazioni secondo le seguenti disposizioni:
         
         a)
            (…)
         
         
            
               ii)
                  il lavoratore frontaliero che è in disoccupazione completa beneficia delle prestazioni secondo le disposizioni della legislazione
                     dello Stato membro nel cui territorio risiede come se fosse stato soggetto durante l’ultima occupazione a tale legislazione;
                     tali prestazioni vengono erogate dall’istituzione del luogo di residenza e sono a carico della medesima;
                  
               
         
         
         (…)».
         
          La normativa nazionale 
         
         8
            
          Ai sensi dell’art. 22 del regio decreto 24 ottobre 1967, n. 50, relativo alla pensione di vecchiaia e superstiti dei lavoratori
         subordinati ( Moniteur belge  del 27 ottobre 1967, pag. 11258), come modificato dalla legge 30 marzo 1994 ( Moniteur belge  del 31 marzo 1994, pag. 8866; in prosieguo: il «regio decreto 24 ottobre 1967»):
         «Un assegno per le vacanze e un’indennità integrativa dell’assegno per le vacanze possono essere concessi annualmente ai beneficiari
         di una pensione corrisposta in forza del presente regime.
         (…)
          Le indennità previste nel presente articolo non sono prese in considerazione per l’applicazione delle regole relative al cumulo
         delle prestazioni sociali e per il calcolo dei redditi che la concessione di taluni benefici richiede».
         
         
         
         9
            
          L’art. 56, n. 1, del regio decreto 21 dicembre 1967 sull’adozione del regolamento generale relativo alla pensione di vecchiaia
         e superstiti per i lavoratori subordinati ( Moniteur belge  del 16 gennaio 1968, pag. 441), come modificato dal regio decreto 27 gennaio 1998 ( Moniteur belge  del 20 febbraio 1998, pag. 4793) e dal regio decreto 4 marzo 2002 ( Moniteur belge  del 29 marzo 2002, pag. 13236) (in prosieguo: il «regio decreto 21 dicembre 1967»), così dispone:
         «Annualmente vengono attribuiti un assegno per le vacanze e un’indennità integrativa dell’assegno per le vacanze ai titolari
         di una pensione di vecchiaia e/o superstiti.
          L’assegno per le vacanze e l’indennità integrativa dell’assegno per le vacanze non vengono tuttavia attribuiti durante l’anno
         in cui la pensione inizia effettivamente e per la prima volta a decorrere. L’anno successivo vengono attribuiti un assegno
         per le vacanze e un’indennità integrativa dell’assegno per le vacanze in proporzione al numero di mesi durante i quali il
         titolare ha beneficiato della pensione nel corso dell’anno in cui essa ha iniziato a decorrere. Essi vengono attribuiti in
         misura piena durante gli anni successivi.
         (…)
          In deroga al secondo comma, (…) e fatta salva l’applicazione del n. 2 di questo articolo, l’assegno per le vacanze e l’indennità
         integrativa vengono attribuiti per intero a partire dall’anno in cui la pensione inizia effettivamente e per la prima volta
         a decorrere:
         
         a)
            quando si tratta di una pensione di vecchiaia se il beneficiario è stato titolare di una pensione provvisoria o se ha fruito
               di indennità per malattia, invalidità o disoccupazione involontaria a seguito di un’attività soggetta alla legge 27 giugno
               1969 sulla revisione del decreto legge 28 dicembre 1944 relativo alla previdenza sociale dei lavoratori, di quello del 7 febbraio
               1945 relativo alla previdenza sociale dei marittimi della marina mercantile, o di quello del 10 gennaio 1945 relativo alla
               previdenza sociale dei minatori ed equiparati durante l’intero anno civile precedente l’anno durante il quale la pensione
               di vecchiaia inizia a decorrere;
            
         
         
         b)
            (…)
         
          Le indennità per disoccupazione involontaria a seguito di un’attività di cui all’art. 5, n. 7, del regio decreto 23 dicembre
         1996 vengono equiparate, ai fini dell’applicazione del precedente comma, alle ivi menzionate indennità per disoccupazione
         involontaria».
         
          La causa principale e le questioni pregiudiziali 
         
         10
            
          Il sig. Noteboom è un cittadino belga che ha lavorato nei Paesi Bassi, pur mantenendo il suo domicilio in Belgio.
         
         
         
         11
            
          Poco prima del suo pensionamento egli veniva a trovarsi disoccupato. Durante l’anno precedente a quello in cui ha acquisito
         il diritto al versamento di una pensione di vecchiaia, egli percepiva ininterrottamente prestazioni di disoccupazione. In
         forza dell’art. 71, n. 1, lett. a), sub ii), del regolamento n. 1408/71, tali prestazioni di disoccupazione venivano fissate
         ed erogate secondo la normativa belga in materia.
         
         
         
         12
            
          Dal 1° gennaio 1999 il ricorrente è titolare di una pensione di vecchiaia nell’ambito del regime belga per lavoratori subordinati.
         Nel 1999, il Rijksdienst gli versava, oltre a tale pensione, una somma di BEF 23 069, ovvero EUR 571,87, a titolo di assegno
         per le vacanze. 
         
         
         
         13
            
          Il Rijksdienst ha successivamente ritenuto di aver indebitamente versato tale somma al sig. Noteboom e ne ha chiesto la restituzione
         con decisione notificata il 18 agosto 1999.
         
         
         
         14
            
          Il 14 settembre 1999 il sig. Noteboom ha proposto un ricorso contro tale decisione dinanzi al giudice del rinvio.
         
         
         
         15
            
          Dinanzi a tale giudice, il sig. Noteboom ha fatto valere di aver diritto all’assegno per le vacanze, avendo beneficiato ininterrottamente
         di prestazioni di disoccupazione durante l’anno che ha preceduto quello nel corso del quale il suo diritto al versamento di
         una pensione di vecchiaia è divenuto effettivo.
         
         
         
         16
            
          Il Rijksdienst ha sostenuto, al contrario, che il sig. Noteboom non soddisfaceva le condizioni previste dall’art. 56 del regio
         decreto 21 dicembre 1967. Infatti, la sua disoccupazione non sarebbe seguita ad «un’attività per cui l’interessato era assoggettato
         al regime di previdenza sociale belga». Benché le prestazioni di disoccupazione fossero di fatto versate dalla Stato belga,
         il vero debitore era, secondo il Rijksdienst, lo Stato membro in cui l’interessato ha svolto la sua occupazione e in cui la
         disoccupazione è insorta, nella fattispecie il Regno dei Paesi Bassi.
         
         
         
         17
            
          Inoltre il Rijksdienst ha sostenuto che l’assegno per le vacanze non è chiaramente «una pensione, ma una prestazione ad hoc».
         Esso non rientrerebbe nell’ambito di applicazione ratione materiae del regolamento n. 1408/71.
         
         
         
         18
            
          Il giudice del rinvio rammenta la giurisprudenza della Corte in materia, in particolare la sentenza 5 luglio 1983, causa 171/82,
         Valentini (Racc. pag. 2157), e, in merito alla natura della prestazione in esame, afferma quanto segue:
         
         
         
          
         –
            la sfera di applicazione ratione materiae dell’art. 22 del regio decreto 24 ottobre 1967 coinciderebbe a quello del diritto
               alla pensione di vecchiaia e superstiti; l’assegno per le vacanze viene attribuito a tutti i pensionati, e solo ad essi;
            
         
         
         
         
          
         –
            le risorse per il finanziamento dell’assegno per le vacanze dei pensionati sarebbero esattamente le stesse che servono al
               finanziamento delle pensioni di vecchiaia e superstiti;
            
         
         
         
         
          
         –
            come la pensione di vecchiaia, l’assegno per le vacanze che accompagna tale pensione sarebbe attribuito a persone che a causa
               della loro età non devono più tenersi a disposizione dei servizi per l’impiego. Le prestazioni permetterebbero a tali persone
               di sopperire ai loro bisogni;
            
         
         
         
         
          
         –
            tuttavia, l’assegno per le vacanze sarebbe appunto una somma forfettaria che non ha alcun rapporto con la somma dei salari
               guadagnati o con i periodi di assicurazione compiuti.
            
         
         
         
         
         
         19
            
          Pertanto l’Arbeitsrechtbank Gent ha deciso di sospendere la decisione e di sollevare dinanzi alla Corte le seguenti questioni
         pregiudiziali:
         
         «1)
            Se l’assegno per le vacanze di cui all’art. 22 del regio decreto 24 ottobre 1967, n. 50, e all’art. 56 del regio decreto 21
               dicembre 1967 rientri nella sfera di applicazione ratione materiae del regolamento n. 1408/71 e riguardi, più in particolare,
               una “prestazione di vecchiaia” ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. c), del regolamento.
            
         
         
         2)
            Se l’art. 45, nn. 1 e 6, del regolamento n. 1408/71 debba essere interpretato nel senso che il Rijksdienst voor pensioenen,
               quale istituzione competente nel determinare il diritto all’assegno per le vacanze, debba tener conto dei periodi di assicurazione
               compiuti in un altro Stato membro.
            
         
         
         3)
            Qualora la seconda questione debba essere risolta in modo negativo, se il disposto dell’art. 71, n. 1, lett. a), sub. ii),
               del regolamento n. 1408/71, ai sensi del quale la prestazione viene determinata secondo la legislazione dello Stato membro
               in cui il lavoratore frontaliero risiede “come se fosse stato soggetto durante l’ultima occupazione a tale legislazione”,
               valga solo per prestazioni di disoccupazione o se valga anche per altre prestazioni, come in particolare l’assegno per le
               vacanze di cui agli artt. 22 del regio decreto 24 ottobre 1967, n. 50, e 56 del regio decreto 21 dicembre 1967».
            
         
         
          Sulle questioni pregiudiziali  Sulla prima questione 
         
         20
            
          Con la sua prima questione, che riguarda l’ambito di applicazione ratione materiae del regolamento n. 1408/71, il giudice
         del rinvio chiede in sostanza se una prestazione come l’assegno per le vacanze di cui agli artt. 22 del regio decreto 24 ottobre
         1967 e 56 del regio decreto 21 dicembre 1967 costituisca una prestazione di vecchiaia ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. c),
         del regolamento n. 1408/71.
         
         
         
         21
            
          Secondo una giurisprudenza costante, una prestazione può essere considerata prestazione previdenziale solo se, da un lato,
         è attribuita ai beneficiari, prescindendo da ogni valutazione individuale e discrezionale delle loro esigenze personali, in
         base ad una situazione legalmente definita e, dall’altro, se si riferisce ad uno dei rischi espressamente elencati nell’art. 4,
         n. 1, del regolamento n. 1408/71 (v., al riguardo, sentenze 16 luglio 1992, causa C‑78/91, Hughes, Racc. pag. I‑4839, punto
         15; 15 marzo 2001, causa C‑85/99, Offermanns, Racc. pag. I‑2261, punto 28, e 7 novembre 2002, causa C‑333/00, Maaheimo, Racc. pag. I‑10087,
         punto 22).
         
         
         
         22
            
          Una prestazione come l’assegno per le vacanze in esame nella presente causa soddisfa tali condizioni.
         
         
         
         23
            
          Per quanto riguarda la prima condizione, occorre osservare che le disposizioni relative alla concessione di tale assegno per
         le vacanze, in particolare l’art. 56, n. 1, del regio decreto 21 dicembre 1967, conferiscono ai beneficiari un diritto giuridicamente
         definito e che tale diritto è concesso automaticamente alle persone che soddisfano determinati criteri oggettivi, al di fuori
         di qualsiasi valutazione individuale e discrezionale dei loro bisogni personali.
         
         
         
         24
            
          Per quanto riguarda la seconda condizione, occorre ricordare che la Corte ha ripetutamente statuito che la distinzione fra
         prestazioni escluse dalla sfera di applicazione del regolamento n. 1408/71 e prestazioni che vi rientrano è basata essenzialmente
         sugli elementi costitutivi di ciascuna prestazione, in particolare sulle sue finalità e sui presupposti per la sua attribuzione,
         e non sul fatto che essa sia o meno qualificata previdenziale da una normativa nazionale (v., in particolare, sentenze Hughes,
         cit., punto 14, nonché 10 ottobre 1996, cause riunite C‑245/94 e C‑312/94, Hoever e Zachow, Racc. pag. I-4895, punto 17).
         
         
         
         
         25
            
          Pertanto, per quanto riguarda la natura giuridica di una prestazione come quella in esame nella causa principale, la qualificazione
         come assegno per le vacanze non è decisiva per valutare se tale prestazione possa essere considerata come una prestazione
         di vecchiaia ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. c), del regolamento n. 1408/71.
         
         
         
         26
            
          Al contrario, occorre constatare che gli elementi costitutivi dell’assegno per le vacanze in esame dimostrano che esso può
         essere considerato come una prestazione di vecchiaia ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. c), del regolamento n. 1408/71, erogata
         come assegno complementare ai sensi dell’art. 1, lett. t), del regolamento n. 1408/71.
         
         
         
         27
            
          In primo luogo, dalle disposizioni relative alla concessione di tale assegno per le vacanze risulta che esso è versato esclusivamente
         ai beneficiari di una pensione di vecchiaia e/o superstiti. Inoltre, il giudice del rinvio ha rilevato che le fonti di finanziamento
         degli assegni per le vacanze dei pensionati sono le stesse di quelle che finanziano le pensioni di vecchiaia e superstiti.
         
         
         
         28
            
          In secondo luogo, come ha rilevato il giudice del rinvio, l’assegno per le vacanze che accompagna la pensione di vecchiaia
         permette ai beneficiari di sopperire ai loro bisogni. Come ha osservato la Commissione, lo scopo di tale assegno è precisamente
         quello di garantire ai pensionati un’integrazione finanziaria che permetta loro eventualmente di andare in vacanza.
         
         
         
         29
            
          La circostanza, richiamata dal giudice del rinvio, secondo cui l’assegno per le vacanze consiste in una somma forfettaria
         che non ha alcun rapporto con la somma dei salari guadagnati o con i periodi di assicurazione compiuti non rimette in questione
         la sua qualificazione giuridica in quanto prestazione di vecchiaia ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. c), del regolamento n. 1408/71.
         Certamente, la Corte ha osservato che simili prestazioni sono normalmente finanziate e acquisite sulla base di versamenti
         propri dei beneficiari e calcolate in funzione della durata della loro iscrizione al regime di assicurazione (v. sentenza
         Valentini, cit., punto 14). Tuttavia, le circostanze del caso di specie, esaminate ai punti 27 e 28 della presente sentenza,
         provano che si tratta di una prestazione di vecchiaia ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. c), del regolamento n. 1408/71.
         
         
         
         30
            
          Occorre quindi risolvere la prima questione nel senso che una prestazione come l’assegno per le vacanze previsto agli artt. 22
         del regio decreto 24 ottobre 1967 e 56 del regio decreto 21 dicembre 1967 costituisce una prestazione di vecchiaia ai sensi
         dell’art. 4, n. 1, lett. c), del regolamento n. 1408/71.
         
          Sulla seconda questione 
         
         31
            
          Con la sua seconda questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se l’art. 45, nn. 1 e 6, del regolamento n. 1408/71
         debba essere interpretato nel senso che l’istituzione competente dello Stato membro di residenza, nel determinare il diritto
         ad una prestazione quale quella in esame nella causa principale, debba tener conto di un periodo di disoccupazione assoluta
         nel corso del quale l’ex lavoratore dipendente ha beneficiato di prestazioni ai sensi dell’art. 71, n. 1, lett. a), sub ii),
         dello stesso regolamento, nonostante il fatto che la disoccupazione non sia il seguito di un’attività per cui tale lavoratore
         era assoggettato alla legislazione che tale istituzione applica.
         
         
         
         32
            
          Tale problema è esaminato all’art. 45, n. 6, del regolamento n. 1408/71, che occorre quindi anzitutto interpretare. 
         
         
         
         33
            
          Dal primo comma di tale disposizione risulta che un periodo di disoccupazione assoluta nel corso del quale il lavoratore dipendente
         beneficia di prestazioni ai sensi dell’art. 71, n. 1, lett. a), sub ii), del regolamento n. 1408/71 è preso in considerazione
         da parte dell’istituzione competente dello Stato membro sul territorio del quale risiede il lavoratore, conformemente alla
         legislazione che applica tale istituzione, come se fosse stato assoggettato a tale legislazione nel corso della sua ultima
         occupazione.
         
         
         
         34
            
          Pertanto, il diritto ad una prestazione come quella in esame nella causa principale deve essere determinato tenendo conto
         dei periodi di disoccupazione completa del lavoratore frontaliero che hanno dato luogo alla concessione di prestazioni di
         disoccupazione ai sensi dell’art. 71, n. 1, lett. a), sub ii), del regolamento n. 1408/71, come se egli fosse stato assoggettato
         alla normativa dello Stato membro di residenza nel corso della sua ultima occupazione.
         
         
         
         35
            
          Ne consegue che non è necessario interpretare l’art. 45, n. 1, del regolamento n. 1408/71.
         
         
         
         36
            
          Alla luce di quanto precede, occorre rispondere alla seconda questione che l’art. 45, n. 6, del regolamento n. 1408/71 deve
         essere interpretato nel senso che l’istituzione competente dello Stato membro di residenza deve, ai fini della concessione
         di una prestazione come quella in esame nella causa principale, prendere in considerazione un periodo di disoccupazione completa
         nel corso del quale l’ex lavoratore dipendente ha beneficiato di prestazioni ai sensi dell’art. 71, n. 1, lett. a), sub ii),
         dello stesso regolamento, come se tale lavoratore fosse stato assoggettato nel corso della sua ultima occupazione alla legislazione
         che tale istituzione applica.
         
          Sulla terza questione 
         
         37
            
          Tenuto conto della risposta fornita alla seconda questione, non occorre rispondere alla terza questione sollevata.
         
         
         Sulle spese
         38
            
          Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese Le spese sostenute per presentare osservazioni alla Corte, diverse da quelle
         delle dette parti, non possono dar luogo a rifusione.
         
         
         
         
         
         
            
            
         
         
          Per questi motivi, la Corte (Quarta Sezione) dichiara:
         
            
            
            
               1)
                   Una prestazione come l’assegno per le vacanze previsto all’art. 22 del regio decreto 24 ottobre 1967, n. 50, relativo alla
                     pensione di vecchiaia e di superstite dei lavoratori subordinati, come modificato dalla legge 30 marzo 1994, e all’art. 56
                     del regio decreto 21 dicembre 1967 sull’adozione del regolamento generale relativo alla pensione di vecchiaia e superstiti
                     per i lavoratori subordinati, come modificato dal regio decreto 27 gennaio 1998 e del regio decreto 4 marzo 2002, costituisce
                     una prestazione di vecchiaia ai sensi dell’art. 4, n. 1, lett. c), del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408,
                     relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari
                     che si spostano all’interno della Comunità, nella sua versione modificata e aggiornata dal regolamento (CE) del Consiglio
                     2 dicembre 1996, n. 118/87, come modificato dal regolamento (CE) del Consiglio 29 giugno 1998, n. 1606. 
                  
               
            
            
            
            
               2)
                   L’art. 45, n. 6, del regolamento n. 1408/71, nella sua versione modificata e aggiornata dal regolamento n. 118/97, come modificato
                     dal regolamento n. 1606/98, deve essere interpretato nel senso che l’istituzione competente dello Stato membro di residenza
                     deve, ai fini della concessione di una prestazione come quella in esame nella causa principale, prendere in considerazione
                     un periodo di disoccupazione completa nel corso del quale l’ex lavoratore dipendente ha beneficiato di prestazioni ai sensi
                     dell’art. 71, n. 1, lett. a), sub ii), dello stesso regolamento n. 1408/71, come se tale lavoratore fosse stato assoggettato
                     nel corso della sua ultima occupazione alla legislazione che tale istituzione applica. 
                  
               
            
             Firme
      
      
          1 –
            
            Lingua processuale: l'olandese.