CELEX: 51991PC0229
Language: it
Date: 1991-06-28 00:00:00
Title: RACCOMANDAZIONE PER UNA DECISIONE DEL CONSIGLIO SULL' AVVIO DI NEGOZIATI TRA LA COMUNITA E TALUNI PAESI TERZI CIRCA LE NORME APPLICABILI AL TRASPORTO DI MERCI E PASSEGGERI PER VIA NAVIGABILE TRA LE PARTI INTERESSATE

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                     C0MC91) 229def.
                                     Bruxelles, 11 luglio 1991
            Raccomandazione per una decisione del
            Consiglio sull'avvio di negoziati tra
            la Comunità e taluni paesi terzi circa
   le norme applicabili al trasporto di merci e passeggeri
         per via navigabile tra le parti interessate
                  (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                  Raccomandazione per una decisione del
                 Consiglio sull'avvio di negoziati tra
                 la Comunità e taluni paesi terzi circa
        le norme applicabili al trasporto di merci e passeggeri
              per via navigabile tra le parti interessate
    Introduzione
1. Fino ad oggi il ruolo svolto dai battelli dei paesi terzi - ad
   eccezione della Svizzera - sul mercato comunitario dei trasporti
   per via navigabile è stato marginale. Tale situazione rispecchiava
    il quadro politico generale ed era altresì dovuta al limitato
   numero di collegamenti tra le idrovie comunitarie e quelle dei
   paesi terzi.
2.  Importanti mutamenti si stanno attualmente verificando a livello
   sia politico che infrastruttura le. I cambiamenti politici
   recentemente avvenuti nell'Europa centrale e orientale stanno dando
    luogo al passaggio dall'economia pianificata ad economie di
   mercato, più aperte ai contatti con la Comunità. Questa evoluzione
   coincide con la fase di completamento del collegamento Reno-
   Danubio. Inoltre, con l'unificazione tedesca, fiumi come l'Elba e
    l'Oder saranno in futuro meglio integrati nella rete idroviaria
   comunitaria internazionale. Si deve pertanto prevedere
   l'intensificazione del traffico idroviario con i paesi terzi
   dell'Europa centrale e si devono fissare le norme commerciali ad
   esso appi icabiIi.
3. Per quanto riguarda i volumi di traffico sul canale Reno - Danubio,
   le previsioni indicano generalmente circa 10 milioni di tonnellate
   di merci per il 2000* . Le principali voci dovrebbero essere
   carbone, minerale di ferro, prodotti metallici e semilavorati,
   prodotti chimici e prodotti agricoli.
   La flotta operante sul Danubio comprende 5 500 unità circa con una
   capacità di carico totale di 4,9 milioni di t, contro una flotta
   comunitaria di 15 000 unità per 12,8 milioni di t.
   Si consideri che nel canale Reno - Danubio la limitata larghezza
   delle chiuse (12 m) non consente il passaggio di determinate unità
   - in particolare dei grandi spintori - dal bacino del Reno a quello
   del Danubio e viceversa.
   Il totale del trasporto per vie navigabili all'interno della
   Comunità è di circa 425 milioni per anno
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    ValMtazlpne
4.  Le norme che disciplinano i trasporti per via navigabile tra gli
    Stati membri e i paesi terzi sono frammentarie e diverse. Alcuni
    Stati membri hanno concluso accordi bilaterali con paesi terzi o
    stanno prendendo in considerazione tale eventualità, altri Stati
    membri interessati non hanno invece ancora preso nessuna iniziativa
     in materia.
    Gli accordi bilaterali in generale contengono disposizioni
    riguardanti le tariffe relative al traffico bilaterale, la
    ripartizione del traffico esclusivamente tra i vettori dei due
    paesi interessati e il libero transito. In alcuni casi prevedono
    altresì limitati diritti di cabotaggio sulla base di autorizzazioni
    speciali e la partecipazione al traffico tra lo Stato contraente e
    paesi terzi.
    Ai fini dell'applicazione del principio della libera prestazione
    dei servizi di cui agli articoli 59, 61 e 75 paragrafo 1 del
    trattato e avuto riguardo alla pertinente giurisprudenza della
    Corte di Giustizia<'), tutte le restrizioni imposte ai vettori
    comunitari sulla base dalla nazionalità o del luogo di
    stabilimento devono essere abolite. Questo obbligo giuridico non è
     limitato al traffico comunitario interno, ma si applica anche ai
    trasporti tra gli Stati membri e i paesi terzi, in quanto il
    sistema di misure comunitarie interne relative all'applicazione
    delle disposizioni del trattato non può essere separato da quello
    delle relazioni esterne* 2 *.
    Gli accordi bilaterali vigenti devono pertanto essere adeguati al
    diritto comunitario.
5.  La situazione è ugualmente frammentaria per quanto riguarda le
    vigenti disposizioni sull'accesso al mercato dei trasporti tra
    porti situati nel territorio della Comunità (cabotaggio C E ) . Alcune
    parti del mercato comunitario interno sono tuttora riservate ai
    vettori nazionali, benché la Corte di Giustizia* 1 ) abbia
    precisato che il Consiglio deve entro breve raggiungere un accordo
    sulla proposta della Commissione in materia di cabotaggio* 3 ).
    Altre parti del mercato sono aperte a tutti i vettori comunitari e
    svizzeri, mentre per taluni altri settori (ad esempio traffico
    nord-sud) non esistono simili norme in materia di accesso.
    Si noti inoltre che alcuni degli accordi bilaterali di cui al
    paragrafo 4 prevedono per le autorità nazionali dello Stato membro
    contraente la possibilità di concedere ai vettori di paesi terzi
    speciali autorizzazioni ad hoc che consentono loro di effettuare
    operazioni di trasporto nazionali o internazionali tra due porti
    situati nel territorio della Comunità.
(1) Causa 13/83 del 22 maggio 1985, Raccolta 1985, pag. 1556.
(2) Causa 22/70 (AETR) del 31 marzo 1971.
(3) Proposta COM(85) 610 def. del 27.11.1985.
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6.  Una logica conseguenza della creazione del mercato unico per il
    mondo esterno sarà il fatto che la Comunità verrà considerata
    un'entità unica e pertanto un'area di cabotaggio. La costituzione
    di una zona di cabotaggio implica che il traffico entro e tra gli
    Stati membri sia assimilato al cabotaggio e in linea di principio
     riservato ai trasportatori comunitari; i preesistenti diritti dei
    vettori di paesi terzi sanciti da convenzioni internazionali
    saranno comunque pienamente rispettati. Questa è attualmente la
    situazione per la Svizzera.
7.   Il regolamento (CEE) n. 1101/89 del Consiglio, dei 27 aprile 1989,
    relativo al risanamento strutturale del settore della navigazione
     interna ha stabilito un programma comunitario per l'eliminazione
    delle sovraccapacità strutturali. Tutti i vettori comunitari
    operanti sulle idrovie col legate a quelle di altri Stati membri
    sono attualmente soggetti alle condizioni imposte dal regolamento
    citato, che influiscono sui costi sia d'esercizio che
    d'investimento. Il governo svizzero ha adottato misure identiche
    per la sua flotta.
     I vettori stabiliti fuori della Comunità e della Svizzera non sono
    soggetti alle suddette norme.
    Le organizzazioni che rappresentano il settore della navigazione
     interna a livello comunitario hanno diverse volte manifestato la
     loro crescente preoccupazione per il rischio di concorrenza sleale
    da parte di vettori di paesi terzi non soggetti alle stesse norme
    economiche cui sono soggetti quelli comunitari. Detti vettori
    potrebbero occupare il posto lasciato dai battelli demoliti nel
    quadro del programma della CEE a spese della categoria. Il
    mantenimento degli effetti positivi delle misure di demolizione
     introdotte dal regolamento del Consiglio sopracitato richiede
    pertanto la definizione di norme comuni in materia di accesso al
    mercato per i vettori dei paesi terzi.
    Proposta
8.  Ê in tale contesto che la Comunità deve prendere in considerazione
     lo sviluppo di una politica di relazioni esterne nel settore dei
    trasporti per via navigabile.
     I paesi terzi interessati sono la Polonia e gli Stati contraenti
    della convenzione del Danubio* 1 ). Fra questi ultimi l'Austria si
    trova in una condizione speciale in quanto membro dell'EFTA (cfr.
     iI punto 10).
    L'impostazione di fondo della Commissione nei confronti dei paesi
    terzi dell'Europa centrale e orientale riguardo ai trasporti per
    via navigabile consiste nel l'adoperarsi per la definizione di norme
    comuni che consentano la realizzazione più completa possibile della
     libera circolazione di beni e servizi e siano altresì intese ad
    armonizzare le condizioni di trasporto.
    La realizzazione di questo obiettivo è connessa ai progressi
    compiuti nei paesi terzi interessati con la conversione delle loro
    economie nazionali e ai principi del mercato. In considerazione
    delle incertezze esistenti riguardo ai tempi di questo processo, si
    propone che i negoziati vengano condotti in due fasi.
(1) Ungheria, Cecoslovacchia, Romania, Bulgaria, URSS, Iugoslavia e
    Austr ia.
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9.  La prima fase dovrebbe essere incentrata sulla conclusione di
    accordi che stabiliscano le condizioni relative al traffico
     idroviario bilaterale tra la Comunità e i paesi terzi interessati.
     In questa fase il cabotaggio CE, ovvero il trasporto di merci tra
    due porti comunitari da parte di vettori di paesi terzi, non
    dovrebbe essere consentito. Tuttavia, a seconda dei progressi
    compiuti nell'armonizzazione delle condizioni di trasporto, si
    potrebbe inserire nei negoziati della prima fase la possibilità di
    cabotaggio consecutivo su una base di reciprocità (effettuazione di
    una singola operazione di trasporto tra due porti comunitari o tra
    due porti di un paese terzo nel viaggio di ritorno successivo ad
    un'operazione di trasporto bilaterale).
    Se le circostanze lo consentiranno, la seconda fase, che potrebbe
     iniziare una volta raggiunto dalle due parti un accettabile livello
    di armonizzazione dei metodi di lavoro delle imprese di trasporti,
    dovrebbe mirare alla graduale ulteriore liberalizzazione
    dell'accesso al mercato del bacino del Danubio e della CEE e, nel
    contempo, stabilire le condizioni economiche e amministrative
    relative a tali operazioni.
    La presente comunicazione riguarda soltanto la prima fase. L'avvio
    della seconda fase sarà subordinato alla presentazione di una
    specifica comunicazione al Consiglio.
10. Nel quadro dei negoziati in corso tra l'EFTA e la CEE sulla
    creazione di uno spazio economico europeo la reciproca libertà di
    accesso alle vie navigabili e la libertà di stabilimento nel
    settore della navigazione interna fanno parte dei temi di
    negoziato. L'Austria e la Svizzera sono gli unici Stati dell'EFTA
    che hanno collegamenti idroviari diretti con la Comunità. È inteso
    che nel contesto di un accordo generale l'acquis comunitario in
    materia di navigazione interna sarà applicabile alle parti
    contraenti dell'EEA non appena avranno acquisito il diritto di
     libero accesso alle idrovie comunitarie. Quanto detto riguarda in
    particolare l'Austria, in quanto la Svizzera quale parte contraente
    della convenzione di Mannheim già gode entro certi limiti di tale
    diritto.
     In attesa dell'esito dei colloqui EFTA-CE, i negoziati proposti
    dalla presente comunicazione possono essere inizialmente orientati
    verso i paesi non EFTA. Se i negoziati sullo spazio economico
    europeo si concluderanno con esito positivo nel senso sopra
     indicato, non saranno necessari negoziati bilaterali con i paesi
    dell'EFTA, in quanto l'accordo EEA dovrebbe pienamente soddisfare
    le esigenze della Comunità. Tuttavia, qualora l'esito dei lavori
    relativi ail'EEA risultasse tale da non coprire sufficientemente la
    questione dei trasporti idroviari bilaterali, le direttive di
    negoziato richieste dalla presente comunicazione potrebbero essere
    usate anche per avviare negoziati con i paesi EFTA interessati.
    Prima fase
11. I negoziati intesi a stabilire norme uniformi in materia di
    traffico bilaterale tra la Comunità e I paesi terzi dovrebbero
    essere condotti dalla Commissione in associazione con gli Stati
    membri. Esperti di detti Stati sarebbero chiamati a prestare opera
    di consulenza alla delegazione della Comunità.
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    Le organizzazioni che rappresentano il settore della navigazione
     interna a livello comunitario dovrebbero essere periodicamente
    consultate dai negoziatori e le loro opinioni dovrebbero essere
    prese in considerazione nel corso dei negoziati.
12. Gli accordi con I paesi terzi dovrebbero contenere disposizioni in
    materia di prezzo dei trasporti, accesso al mercato e ripartizione
    del traffico, restando inteso che le parti contraenti dovrebbero
    stabilire di eliminare qualsiasi forma di aiuto statale diretto per
     i costi d'esercizio e di creare uguali condizioni di accesso al
    mercato per i vettori delle due parti interessate al traffico in
    questione.
    Detti accordi dovrebbero inoltre comprendere le norme dì carattere
    economico, amministrativo e tecnico che influiscono sulle
    operazioni di trasporto; lo scopo dovrebbe essere quello di
    eliminare gli attuali problemi, in particolare sulla base del
    principio della parità di trattamento tra i vettori comunitari e
    quelli dell'altra parte contraente nel traffico bilaterale.
13. In conclusione, gli accordi della Comunità con i paesi terzi sul
    traffico idroviario bilaterale procurerebbero i seguenti vantaggi:
    - a -   principi chiari, equi ed efficienti verrebbero fissati per
             il settore della navigazione interna nello sviluppo dei
            collegamenti con gli Stati non appartenenti alla Comunità;
    - b -   a tutti i vettori comunitari verrebbero garantite pari
            opportunità sul mercato;
    - e -   si eviterebbero distorsioni della concorrenza applicando il
            principio della parità di trattamento tra I vettori delle
            due parti ;
    - d -   sarebbe garantito che i risultati conseguiti in virtù del
            regolamento (CEE) n. 1101/89 del Consiglio non sarebbero
            messi in pericolo o compromessi in seguito
            all'intensificazione degli scambi est-ovest;
    - e -   si potrebbero ottenere la massima trasparenza e semplicità
            nelle norme amministrative riguardanti i trasporti
            bilateral I ;
    - f -    la Comunità potrebbe dimostrare il proprio impegno a
            seguire nel settore idroviario una politica aperta verso
            l'esterno e ad essere disponibile agli scambi con ì paesi
            terzi. Gli accordi sul traffico bilaterale potrebbero
            servire come primo passo verso un'ulteriore liberalizzazione
            e cooperazione.
14. Allo stadio attuale, non appare necessario specificare una base
    legale precisa per decidere l'avvio dei negoziati conformemente a
    certe direttive di negoziazione. Infatti, non è attualmente
    possibile essere del tutto sicuri circa una base legale precisa che
    sarà necessaria per la decisione del Consiglio per la conclusione
    del futuro accordo confromemente all'Articolo 228 CEE, poiché esso
    dipenderà dal contenuto esatto che emergerà dall'Accordo.
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15. Pertanto, la Commissione raccomanda al Consiglio di decidere che:
        la Comunità avvi! negoziati con i paesi terzi citati ai punti 8
        e 10 circa le norme applicabili al trasporto di merci e
        passeggeri per via navigabile tra le parti interessate;
        la Commissione conduca detti negoziati in cooperazione con gli
        Stati membri e secondo le direttive allegate.
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                        Direttive di negoziato
1. Obiett ivo generale
   Obiettivo generale dei negoziati é la conclusione di uno o più
   accordi tra la Comunità e taluni paesi terzi circa le norme
   applicabili al trasporto di merci e passeggeri per via navigabile
   tra la Comunità e detti Stati. I negoziati, che non devono
   necessariamente svolgersi nello stesso tempo, saranno condotti con
   ciascuno dei paesi terzi interessati ai fini della conclusione di
   diversi accordi bilaterali o multilaterali oppure di un unico
   accordo multilaterale. Un ulteriore obiettivo é quello di
   assicurare un trattamento uguale a tutte le parti.
2. Ambito
    I negoziati coprono gli aspetti commerciali, tecnici e
   amministrativi delle relazioni tra la Comunità e i paesi terzi nel
   campo dei trasporti per via navigabile. Data la situazione politica
   ed economica attuale, i negoziati dovrebbero essere incentrati
   sulla definizione di norme volte a disciplinare il traffico
   bilaterale tra la Comunità e i paesi terzi. Essi potrebbero inoltre
   riguardare la possibilità del cabotaggio consecutivo (effettuazione
   di una singola operazione di trasporto tra due porti comunitari o
   tra due porti di un paese terzo nel viaggio di ritorno successivo
   ad un'operazione di trasporto bilaterale).
3. Obiettivi particolari
   Gli accordi stabiliscono le norme relative all'organizzazione del
   mercato secondo principi economici commerciali. In particolare essi
   contengono disposizioni in materia di accesso al mercato,
   condizioni di trasporto e prezzi. Si dovrebbe mirare
   all'instaurazione di condizioni di concorrenza eque e leali aventi
   come risultato prezzi tali da coprire i costi e da offrire la
   possibilità di un'equa partecipazione ai vettori delle due parti.
   Nel quadro di questi accordi, le norme amministrative, tecniche ed
   economiche relative alle operazioni di trasporto in questione
   dovrebbero essere il più possibile armonizzate e semplificate per
   facilitare un fiorente sviluppo del traffico idroviario tra le
   part i contraenti.
4. Entrata in vigore
   I negoziati saranno condotti con tutti i paesi terzi cui si fa
   riferimento nella comunicazione alla Commissione. Non si esclude
   tuttavia, qualora l'esito dei negoziati lo rendesse necessario
   nell'interesse della Comunità, una conclusione separata con un
   gruppo di paesi.
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5. Misure di control lo
   Adeguate misure di controllo saranno adottate per garantire
   l'osservanza delle disposizioni dell'accordo.
6. Periodo di validità dell'accordo
   Gli accordi saranno conclusi per un periodo di 5 anni, prorogabile,
7. Cessazione dell'accordo
   I paesi terzi, da un lato, o la Comunità, dall'altro, potranno
   denunciare l'accordo previa consultazione delle altre parti e
   debita notifica.
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                                                               COM(91)229def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              07
                                          N. di catalogo : CB-CO-91-293-IT-C
                                                             ISBN 92-77-73911-8
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo