CELEX: 52004PC0654
Language: it
Date: 2004-10-13
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull’accesso al mercato dei servizi portuali

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                          Bruxelles, 13.10.2004
                                          COM(2004) 654 definitivo
                                          2004/0240 (COD)
                              Proposta di
   DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
             sull’accesso al mercato dei servizi portuali
                    (presentata dalla Commissione)
IT                                                                 IT
 ---pagebreak---                                                     RELAZIONE
              INTRODUZIONE
   Nell’interesse dei consumatori e delle imprese la liberalizzazione in tutti i settori di trasporto
   figura esplicitamente nell’Agenda di Lisbona. Effettivamente, nelle conclusioni del Consiglio
   europeo di Lisbona del 28 marzo 2000, il trasporto figura tra i settori nei quali la
   Commissione, il Consiglio e gli Stati membri, ciascuno secondo le rispettive competenze,
   sono stati invitati ad accelerare il processo di liberalizzazione.
   Conseguentemente, il 13 febbraio 2001 la Commissione ha adottato una comunicazione al
   Parlamento europeo ed al Consiglio intitolata “Migliorare la qualità dei servizi nei porti
   marittimi: elemento determinante per la politica europea dei trasporti” (noto come “Pacchetto
   portuale”). La chiave di volta della comunicazione è rappresentata da una direttiva del
   Parlamento europeo e del Consiglio concernente l’accesso al mercato dei servizi portuali.
   I principi e le finalità di questa iniziativa ambiziosa sono stati ribaditi nel Libro bianco che la
   Commissione ha pubblicato successivamente in quell’anno.
   La proposta ha dato vita ad un ampio ed intenso dibattito, sia nell’ambito del procedimento
   legislativo interistituzionale1 sia tra gli operatori e tutti i soggetti interessati.
   Tuttavia, il 20 novembre 2003, all’esito di tre anni di procedimento legislativo
   interistituzionale, e al termine della procedura di conciliazione, il Parlamento europeo, riunito
   in sessione plenaria, ha respinto il testo di compromesso con 229 voti contrari, 209 favorevoli
   e 16 astensioni.
              LA NECESSITÀ DI ADOTTARE UN QUADRO NORMATIVO COMUNITARIO
   La Commissione ritiene che continui a sussistere la necessità di adottare un quadro normativo
   comunitario per l’accesso al mercato dei servizi portuali e che questa esigenza si sia fatta
   ancora più acuta in seguito agli avvenimenti degli ultimi tre anni.
              Garantire il funzionamento del mercato comunitario dei trasporti
   La Commissione desidera sottolineare il fatto che, durante le discussioni interistituzionali
   sulla sua precedente iniziativa legislativa, la filosofia e i principi generali della sua proposta
   sono rimasti immutati. Ciò dimostra che la maggior parte degli argomenti illustrati nella
   proposta della Commissione del 2001 per suffragare la necessità di un quadro legislativo
   comunitario per l’accesso ai servizi portuali restano tuttora validi.
   In primo luogo, il Consiglio europeo, riconoscendo l’obbligo di osservare le indicazioni
   dell’Agenda di Lisbona ha, in due occasioni (Barcellona nel 2002 e Bruxelles nel 2003)
   esplicitamente e ripetutamente invitato tutte le istituzioni a lavorare in vista dell’adozione
   della direttiva sui servizi portuali.
   1
            Nel corso della Sessione plenaria del 14 novembre 2001 il PE ha approvato, con una serie di
            emendamenti, la proposta della Commissione di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
            sull’accesso al mercato dei servizi portuali.
IT                                                        2                                                IT
 ---pagebreak---    Inoltre, le statistiche, le proiezioni e le linee evolutive dei trasporti hanno più volte
   confermato le idee della Commissione (illustrate nel Libro bianco del 2001 sui Trasporti),
   secondo le quali il modo più efficace per affrontare le esigenze sempre crescenti nel settore
   dei trasporti consiste nel trasferire una quota più rilevante del traffico di merci e di passeggeri
   verso il trasporto marittimo. In questo modo sarà possibile ridurre la congestione della rete
   stradale ed accrescere la coesione con le regioni periferiche.
   Il trasporto marittimo a corto raggio e le autostrade del mare sono strumenti idonei ad
   assorbire l’incremento del traffico di merci che è previsto entro il 2010 (in altri termini, il
   volume del traffico merci aumenterà del 50% rispetto ai livelli del 1998). I porti, che
   dovranno migliorare la loro performance vedranno così affluire un maggior volume di affari.
             Completare il mercato interno e creare condizioni di concorrenza omogenee tra i
             porti
   A norma del trattato, la Commissione ha il diritto e l’obbligo di esaminare tutte le possibilità
   che il trattato le offre per procedere nella liberalizzazione del mercato della prestazione di
   servizi portuali. Questo punto riveste un’importanza particolare, ora che l’Unione si è
   ampliata fino a comprendere 25 Stati membri, 20 dei quali hanno porti marittimi.
   Le libertà fondamentali sancite dal trattato che istituisce l’UE (libertà di stabilimento, libera
   circolazione dei lavoratori, dei beni e dei servizi), come pure le sue regole di concorrenza si
   applicano parimenti al settore dei servizi portuali. Quasi mezzo secolo dopo la creazione della
   Comunità non esiste ancora un quadro normativo comunitario specificamente applicabile ai
   servizi portuali; questi ultimi restano praticamente il solo settore dei servizi di trasporto in cui
   la Commissione deve trattare caso per caso gli eventuali problemi connessi all’applicazione
   delle regole sopra richiamate.
   Si tratta di un’area del mercato caratterizzata dalla complessità e varietà delle normative
   nazionali e di altro genere nonché dalla eterogeneità dei servizi portuali e dei porti (sotto il
   profilo del loro status giuridico, del regime della proprietà, del tipo di gestione, delle
   dimensioni, delle funzioni e delle caratteristiche geografiche.
   Di conseguenza, l’adozione di un quadro comunitario che detti le regole di base da applicare
   ai porti dell’UE consentirebbe di creare un terreno di gioco omogeneo per la concorrenza
   all’interno dei porti e tra i porti.
   Un quadro comunitario relativo ai servizi portuali non dovrebbe applicarsi ai porti di tutte le
   dimensioni. Devono essere presi in considerazione soltanto i porti in cui il volume del traffico
   marittimo raggiunge quello di un “porto marittimo internazionale (categoria A)” quale
   definito dalla decisione n. 1692/96/CE sullo sviluppo delle reti transeuropee di trasporto2.
   Gli Stati membri hanno tuttavia la possibilità di decidere di applicare la presente direttiva
   anche agli altri porti.
   2
           Decisione n. 1692/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 luglio 1996 sugli Orientamenti
           comunitari per lo sviluppo delle reti transeuropee dei trasporti (GU L 228 del 9.9.1996, pag. 1),
           modificata dalla decisione n. 1346/2001/CE (GU L 185, 6.7.2001, pag. 1).
IT                                                      3                                                       IT
 ---pagebreak---    Due questioni principali devono essere affrontate e risolte:
   –         Per quanto attiene la concorrenza tra i porti (ossia tra fornitori che prestano lo stesso
             servizio portuale all’interno di un porto) la fornitura efficiente dei servizi in questo
             settore del mercato è essenziale per il funzionamento dei porti comunitari e, quindi,
             per la realizzazione della politica comunitaria sopra descritta.
             I servizi portuali sono servizi aventi un valore commerciale, che sono prestati a titolo
             oneroso agli utilizzatori di un porto e il cui prezzo è di norma compreso nei
             canoni/diritti che gli utenti pagano per poter far scalo in un porto o potervi effettuare
             determinate operazioni. Si tratta di servizi tecnico-nautici di pilotaggio, rimorchio ed
             ormeggio, di tutte le operazioni di movimentazione delle merci (carico e scarico,
             movimentazione, trasbordo e le altre operazioni di trasporto tra due terminali) e dei
             servizi ai passeggeri (ivi compreso l’imbarco e lo sbarco). Questi servizi possono
             essere serviti sia all’interno della zona portuale sia sulla via navigabile di accesso al
             porto e di uscita dal porto.
             Si deve tenere nella dovuta considerazione la specificità di ciascun porto e il suo
             rilievo per i prestatori di servizi portuali. In particolare ciò può avvenire nel caso dei
             porti in cui esistano vincoli di spazio o di capacità o quando si debba tener conto di
             specifiche esigenze di sicurezza marittima, di protezione contro atti ostili e di tutela
             dell’ambiente.
   –         Per quanto riguarda la concorrenza tra i porti, la Commissione condivide il parere dei
             due co-legislatori (Parlamento e Consiglio) secondo cui, per un verso, la direttiva
             sulla trasparenza finanziaria dovrebbe applicarsi a tutti i porti disciplinati dalla
             proposta legislativa, e, per altro verso, è necessario adottare orientamenti in tema di
             aiuti di Stato (che sono di esclusiva competenza della Commissione) relativi al
             finanziamento delle infrastrutture portuali; essa agirà di conseguenza su questi due
             piani.
             Nel rispetto totale delle conquiste del diritto sociale e del diritto del lavoro, e creando
             in pari tempo occasioni di occupazione nel settore
   Nel corso della discussione sulla proposta, è stata più volte avanzata la tesi secondo la quale la
   liberalizzazione del mercato dei servizi portuali avrebbe avuto effetti negativi
   sull’occupazione e sulle condizioni sociali e avrebbe compromesso la sicurezza
   nell’accezione più ampia del termine (safety and security) nei porti.
   Questa tesi non ha fondamento. La Commissione ha sempre sostenuto che la sua proposta è
   neutrale in relazione alle disposizioni sociali e del lavoro (comunitarie e nazionali) comprese
   le esigenze di formazione e di qualifica professionale, nonché nel settore della protezione
   dell’ambiente e della sicurezza. Pertanto, la proposta non incide assolutamente
   sull’applicazione delle disposizioni in questione, sempreché esse siano compatibili col diritto
   comunitario e con gli obblighi internazionali della Comunità e dello Stato membro
   interessato.
   Inoltre, il trasferimento dei volumi supplementari di traffico verso i porti creerà
   inevitabilmente un aumento di attività che si tradurrà in un miglioramento dei livelli
   occupazionali nei porti.
IT                                                    4                                                  IT
 ---pagebreak---    Infine, e per promuovere l’applicazione del quadro normativo proposto, la Commissione
   invita gli Stati membri a ratificare le convenzioni adottate sotto l’egida di organizzazioni
   internazionali, in particolare, le pertinenti convenzioni dell’ILO/OIL3.
             LA PROPOSTA DELLA COMMISSIONE
   Visto quanto precede, la Commissione ritiene che sussista sempre la necessità, nell’interesse
   degli operatori, delle pubbliche autorità e dei consumatori, di istituire regole chiare e
   specifiche sull’accesso al mercato dei servizi portuali che tenga conto delle caratteristiche
   precipue di tale mercato.
   Pertanto, nella sua veste di istituzione dotata del potere di iniziativa, la Commissione presenta
   una nuova proposta di direttiva sull’accesso al mercato dei servizi portuali.
   La filosofia, i principi e gli obbiettivi fondamentali che la Commissione desiderava
   raggiungere con la comunicazione del 2001 rimangono inalterati. La Commissione riconosce
   tuttavia che le modifiche apportate al suo testo nel corso del procedimento legislativo, nonché
   i pareri formulati da tutte le Parti interessate hanno effettivamente arricchito la proposta
   iniziale.
   Di conseguenza, il nuovo testo della Commissione si basa sia sulla proposta originaria del
   2001 e sulla proposta modificata del 2002 ma anche sui numerosi emendamenti costruttivi
   proposti dal Parlamento europeo nel corso delle due letture, dalla posizione comune del
   Consiglio e dal testo emerso al comitato di conciliazione.
   Ad esempio, i seguenti punti restano immutati:
   –         L’ambito di applicazione della direttiva, cioè le soglie di traffico da prendere in
             considerazione per applicare o non applicare la direttiva a un determinato porto o
             servizio portuale.
             a)    Per quanto riguarda i porti, sono presi in considerazione unicamente i porti
                   della rete transeuropea dei trasporti di categoria A (vedi punto II.2, articolo 2).
             b)    I servizi interessati sono definiti all’articolo 3.
   –         La direttiva non incide in alcun modo sui diritti ed obblighi degli Stati membri per
             quanto attiene il rispetto della loro normativa sociale, con particolare riferimento alle
             norme nazionali applicabili in materia di salute, sicurezza e condizioni di impiego
             delle persone (articolo 4).
   –         Le disposizioni della direttiva non incidono affatto sui diritti ed obblighi degli Stati
             membri in tema di ordine pubblico, sicurezza e protezione contro atti ostili nei porti,
             né in materia di protezione dell’ambiente (articolo 5).
   –         I criteri di rilascio dell’autorizzazione devono essere obiettivi, trasparenti, non
             discriminatori, pertinenti e proporzionati e devono essere resi pubblici (articolo 7).
   3
           ILO Convention C 137 of 1973 on Dock Work; ILO Convention C152 of 1979 on Occupational Safety
           and Health (Dock Work); ILO Convention C145 of 1976 on Continuity of Employment (Seafarers)
IT                                                    5                                                  IT
 ---pagebreak---    –        Le ragioni che inducono ad istituire una limitazione del numero dei prestatori di
            servizi per uno o più servizi portuali devono essere obbiettive. Deve essere
            autorizzato il numero più elevato possibile di prestatori di servizi portuali
            (articolo 9).
   –        L’imparzialità dell’autorità competente in relazione alle decisioni che limitano il
            numero dei prestatori di servizi è la garanzia di imparzialità nelle procedure di
            selezione (articoli 8 e 9).
   –        Per quanto riguarda i servizi di pilotaggio la Commissione proporrà il testo che è
            stato approvato durante la procedura di conciliazione (articolo 14).
            Pertanto, il pilotaggio rientra ora nell’ambito dell’applicazione della direttiva, la
            quale gli riconosce natura di servizio commerciale. Tuttavia, si insiste in modo
            particolare sull’importanza essenziale di regole specifiche per tale servizio.
            Durante la discussione sulla proposta iniziale, il Parlamento europeo, il Consiglio e
            la Commissione hanno riconosciuto le specificità inerenti a tale servizio, ed in
            particolare gli oneri di servizio pubblico e le esigenze di sicurezza marittima. Per tale
            motivo queste istituzioni hanno ritenuto che il rilascio delle autorizzazioni di
            pilotaggio può essere subordinato all’osservanza di criteri particolarmente severi
            correlati agli obblighi di servizio pubblico ed alla sicurezza marittima; quest’ultimo
            aspetto potrebbe riguardare una conoscenza precisa delle zone in cui vengono
            effettuate le operazioni di pilotaggio e l’idoneità a navigare in esse. A tale scopo le
            autorità competenti possono, a seconda dei casi, riservare a se stesse il servizio di
            pilotaggio oppure concedere ad un’organizzazione un diritto esclusivo di fornire
            servizi di pilotaggio in un determinato porto. Il testo della proposta permette quindi
            attualmente di scegliere la soluzione più adeguata al porto di cui trattasi.
            Va osservato che l’autoproduzione nel settore del pilotaggio è prevista dalla direttiva
            previo rilascio di appositi certificati di esenzione.
   –        L’ente gestore del porto ha l’obbligo di tenere una contabilità trasparente.
   Le principali novità che figurano ora nella nuova proposta della Commissione sono le
   seguenti:
   –        Di norma, è ammessa l’autoproduzione nelle operazioni su merci e passeggeri
            mediante ricorso al personale a terra dell’impresa che pratica l’autoproduzione.
            Il ricorso al personale a terra per esercitare l’autoproduzione determinerà un aumento
            dell’occupazione nei porti i cui primi beneficiari saranno le collettività locali. Al
            riguardo, è del tutto ovvio che questo personale dovrà avere condizioni di lavoro
            pienamente conformi alle legislazioni sociali e del lavoro, nazionali e comunitarie, e
            che dovrà beneficiare dello stesso regime generale applicabile al personale addetto
            alla movimentazione delle merci.
            Alle compagnie che effettuano un servizio regolare autorizzato nell’ambito del
            trasporto marittimo a corto raggio o delle autostrade del mare è consentito, oltre che
            ricorrere al loro personale di terra, anche di effettuare l’autoproduzione ricorrendo al
            personale navigante regolarmente impiegato sulle sue navi.
IT                                                   6                                                IT
 ---pagebreak---      I servizi di trasporto marittimo autorizzati, i servizi di trasporto marittimo a corto
     raggio e le autostrade del mare rientrano in politiche comunitarie che hanno come
     obbiettivo principale la riduzione del volume del trasporto terrestre, in particolare
     quello su gomma. Le autostrade del mare sono definite nella decisione
     n. 884/2004/CE del Parlamento europeo del Consiglio, del 29 aprile 2004, che
     modifica la decisione n. 1692/96/CE sugli orientamenti comunitari per lo sviluppo
     della rete transeuropea dei trasporti. La direttiva disciplina inoltre i collegamenti
     marittimi tra i porti dello stesso Stato membro (cabotaggio).
     L’Unione promuove una più intensa utilizzazione di questi modi di trasporto
     marittimo, in particolare mediante finanziamenti dei fondi comunitari. È quindi del
     tutto normale emanare disposizioni comunitarie che incoraggiano ulteriormente la
     loro utilizzazione.
     Va osservato che per l’esercizio dell’autoproduzione è necessaria un’autorizzazione.
     I criteri per il rilascio di queste autorizzazioni devono essere identici a quelli
     applicati ai prestatori di servizi portuali identici o simili, sempreché tali condizioni
     siano pertinenti. Nel rilasciare queste autorizzazioni, le autorità competenti agiscono
     con efficienza e rapidità. Le autorizzazioni restano valide finché gli operatori che
     effettuano l’autoproduzione rispondono ai criteri prescritti per il loro rilascio.
   – Le autorizzazioni per i prestatori di servizi diventano obbligatorie (articolo 7). La
     Commissione intende così conciliare l’esigenza di consentire ai prestatori di servizi
     portuali competenti di accedere in modo efficiente ed effettivo al mercato dei servizi
     portuali con la necessità di garantire la buona gestione del porto (con i vincoli che gli
     sono propri) e con un livello di qualifiche professionali soddisfacente.
     Entro un periodo determinato, decorrente dall’entrata in vigore della presente
     direttiva, tutti i prestatori di servizi portuali operanti in un determinato porto
     dovranno farsi rilasciare un’autorizzazione per esercitare la loro attività. La
     procedura di rilascio delle autorizzazioni consentirà di determinare ciò che avverrà
     nell’ipotesi di un’ulteriore limitazione dei numero dei prestatori autorizzati a fornire
     un servizio portuale (articolo 10).
     a)     Le autorizzazioni rilasciate anteriormente all’entrata in vigore della direttiva
            dovranno essere riesaminate, entro un termine ragionevole, poiché esse non
            sono state rilasciate secondo procedure conformi alle sue pertinenti
            disposizioni. Tuttavia, in pari tempo, occorre tener conto delle legittime
            aspettative dei prestatori di servizi già presenti sul mercato. Il sistema si
            applicherà parimenti alle autorizzazioni rilasciate dopo l’entrata in vigore della
            direttiva.
            Il periodo massimo è fissato in 12 mesi decorrenti dalla data limite per il
            recepimento della direttiva (12 + 18 mesi).
            Il sistema proposto consente di rilasciare un’autorizzazione senza condizioni
            supplementari, ma prevede anche la possibilità di applicare un procedimento di
            selezione (articolo 11) qualora l’autorità portuale decida in tal senso e/o se lo
            richiede un prestatore di servizi nuovo o già operante in tale porto.
IT                                            7                                                IT
 ---pagebreak---             b)     Nell’ipotesi in cui il numero di prestatori dei servizi sia limitato:
                   –      l’autorizzazione rilasciata all’esito di una procedura di selezione resta
                          valida, senza modificazioni;
                   –      l’autorizzazione rilasciata senza che sia stata esperita una procedura di
                          selezione cessa di essere valida e deve essere lanciata una nuova
                          procedura di selezione;
                   –      è prevista un’indennità per il prestatore di servizi già presente sul
                          mercato che non risulti prescelto all’esito della procedura di selezione,
                          nella totale osservanza delle regole di concorrenza del trattato;
                   –      le disposizioni sono alquanto differenti in relazione alle autorizzazioni
                          che riguardano diritti di proprietà in un determinato porto, poiché in tal
                          caso occorre tener conto delle specificità di ciascun porto.
   –        Durata di validità delle autorizzazioni (articolo 12); la loro durata è ancora collegata
            agli investimenti realizzati da prestatori di servizi. I termini proposti sono in armonia
            con le norme generali in tema di ammortamento applicate nell’UE.
   –        La Commissione condivide il parere dei due co-legislatori (PE e Consiglio), secondo
            il quale è necessario risolvere la questione della concorrenza tra i porti. Pertanto,
            come concordato in sede di conciliazione:
            a)     è stato inserito il testo che prevede l’applicazione della direttiva sulla
                   trasparenza finanziaria a tutti i porti disciplinati dalla direttiva qui proposta
                   (articolo 16);
            b)     è stato parimenti inserito il testo relativo agli orientamenti in materia di aiuti di
                   Stato. È previsto che gli orientamenti relativi agli aiuti di Stato vengano
                   adottati dalla Commissione entro un anno dalla data di adozione della direttiva
                   (articolo 17).
            COMMENTO AI SINGOLI ARTICOLI
   Articolo 1: definisce gli obbiettivi della direttiva, cioè la libertà, per i prestatori di servizi
   portuali dell’UE, di fornire i servizi e di effettuare l’autoproduzione nei porti marittimi,
   nell’osservanza di alcune restrizioni obbiettive e necessarie.
   Articolo 2: definisce la sfera di operatività della direttiva. Spiega, rinviando all’articolo delle
   definizioni, quali servizi portuali siano disciplinati e fissa le soglie per determinare quali porti
   entrano nel suo campo di applicazione.
   Articolo 3: definisce i termini fondamentali e più particolarmente i servizi portuali ai quali si
   applicano le sue disposizioni.
   Articolo 4: precisa che la direttiva non pregiudica in alcun modo i diritti e gli obblighi degli
   Stati membri in relazione alla loro legislazione sociale, in particolare delle norme applicabili
   in materia di salute, sicurezza e condizioni di lavoro delle persone.
IT                                                    8                                                  IT
 ---pagebreak---    Articolo 5: ricorda che la direttiva non incide in alcun modo sui diritti e gli obblighi degli
   Stati membri in materia di ordine pubblico, sicurezza nei porti e in materia di tutela
   dell’ambiente.
   Articolo 6: chiarisce che la direttiva non si sostituisce a nessuno degli obblighi cui sono
   soggette le autorità degli Stati membri in forza delle direttive sugli appalti pubblici 92/50,
   93/36, 93/37 e 93/38, nonché del regolamento n. 3577/92. Inoltre, quando una di queste
   direttive prescrive già l’affidamento di un appalto mediante gara pubblica, le relative modalità
   sono quelle stabilite in queste direttive e non quelle stabilite nella presente proposta. Il
   paragrafo 3 garantisce inoltre l’applicazione delle direttive 89/48, 92/51 e 99/42 relative al
   reciproco riconoscimento dell’istituzione e della formazione professionale, in particolare
   laddove gli Stati membri rilascino autorizzazioni basate sulle qualifiche professionali di un
   prestatore di servizi.
   Articolo 7: detta il principio fondamentale secondo cui tutti i prestatori di servizi portuali
   devono esercitare le loro attività sulla base di un’autorizzazione rilasciata dall’autorità
   competente. L’autorizzazione deve essere concessa nel termine di 12 mesi decorrenti dal
   termine ultimo di recepimento della direttiva negli ordinamenti nazionali. Una possibilità
   consiste nell’applicare una procedura di selezione. Le modalità del rilascio dell’autorizzazione
   devono rispettare i seguenti criteri: debbono essere trasparenti, non discriminatori, obiettive,
   pertinenti e proporzionate. Devono essere pubblicate e deve anche essere resa pubblica la
   procedura da seguire per il rilascio dell’autorizzazione. Le autorizzazioni devono essere
   rilasciate in modo rapido ed efficiente L’articolo contiene un breve elenco di criteri cui è
   subordinato il rilascio dell’autorizzazione, che possono comprendere anche taluni oneri di
   servizio pubblico. Prevede anche l’obbligo, a carico della autorità competente, di fornire una
   formazione adeguata qualora sia indispensabile che i potenziali prestatori di servizi
   dispongano di conoscenze locali e conferisce al prestatore di servizi il diritto di impiegare il
   personale di sua scelta
   Articolo 8: descrive e definisce la procedura di selezione che deve essere utilizzata per
   rilasciare le autorizzazioni. Il ricorso a questa procedura sarà necessario qualora il numero dei
   prestatori di servizi sia ristretto in relazione ad uno o più servizi portuali. È previsto parimenti
   il caso in cui nessun prestatore di servizi soddisfacente venga individuato all’esito della
   procedura di selezione. Infine, garantisce l’imparzialità dell’autorità competente, nella sua
   veste di organo decisionale nell’ambito della procedura di selezione di un prestatore di un
   servizio che l’autorità stessa desidera fornire. A tal fine deve essere designato un organismo
   indipendente.
   Articolo 9: definisce le regole della trasparenza che devono essere applicate quando risulti
   necessario, in un determinato porto, limitare il numero dei prestatori di servizi. È prescritto
   che debba essere autorizzato il più grande numero possibile di prestatori di servizi.
   Articolo 10: definisce le regole da seguire qualora il numero dei prestatori di un determinato
   servizio portuale sia limitato. In particolare, vengono istituiti regimi diversi in funzione dei
   metodi utilizzati per il rilascio dell’autorizzazione, con o senza procedimento di selezione.
   L’articolo riguarda anche le autorizzazioni che prevedono l’esercizio di diritti di proprietà in
   un determinato porto.
   Articolo 11: stabilisce le norme applicabili alle autorizzazioni pregresse e future per i nuovi
   porti o per le nuove parti di un porto.
IT                                                    9                                                 IT
 ---pagebreak---    Articolo 12: stabilisce la durata massima della validità delle autorizzazioni. La norma di base
   è che le autorizzazioni hanno una durata limitata; la durata della validità di un’autorizzazione
   è collegata al presupposto dell’investimento in beni mobili o immobili. La durata varia a
   seconda che l’investimento sia stato effettuato in beni mobili o in beni immobili.
   Articolo 13: precisa che le disposizioni della direttiva si applicano anche agli operatori che
   effettuano l’autoproduzione. L’autoproduzione per un determinato servizio può essere
   rifiutata soltanto in casi eccezionali e ben definiti. Per quanto riguarda i servizi regolari di
   trasporto marittimo autorizzati che rientrano nell’ambito del trasporto marittimo a corto
   raggio o delle autostrade del mare e per quanto riguarda le operazioni di movimentazione
   delle merci e l’assistenza ai passeggeri, l’operatore che effettua l’autoproduzione è autorizzato
   a ricorrere, oltreché al proprio personale a terra, anche al personale navigante regolarmente
   impiegato a bordo delle navi che effettuano i suddetti servizi. Per praticare l’autoproduzione è
   obbligatorio munirsi di un’autorizzazione, e, in tal caso, i requisiti per il suo rilascio non
   possono essere più restrittivi di quelli stabiliti per gli altri prestatori di servizi portuali identici
   o comparabili. Le autorizzazioni devono essere rilasciate con rapidità ed efficacia e restano
   valide fintantoché l’operatore che effettua l’autoproduzione continua a soddisfare le
   condizioni di rilascio. Devono continuare ad essere osservate le normative nazionali nel
   settore sociale, del lavoro e della formazione. È possibile disporre che gli operatori che
   praticano l’autoproduzione contribuiscano a sopportare il costo inerente agli oneri di servizio
   pubblico che gravano sul servizio in questione.
   Articolo 14: prevede un regime particolare per il pilotaggio per esigenze di sicurezza
   marittima e di servizio pubblico. Per il pilotaggio è ammessa l’autoproduzione. È previsto
   l’obbligo degli Stati membri di presentare una relazione sui provvedimenti presi per
   migliorare l’efficienza dei servizi di pilotaggio. La direttiva prevede anche l’autoproduzione
   sotto forma di attestato di esenzione dal pilotaggio (Pilotage Exemption Certificates).
   Articolo 15: garantisce la piena trasparenza della procedura di selezione e impone agli Stati
   membri di predisporre procedure di ricorso, ivi compreso il controllo giurisdizionale.
   Articolo 16: prevede che la direttiva 80/723/CEE della Commissione sulla trasparenza
   finanziaria si applichi ai porti disciplinati dalla presente direttiva e prevede relazioni sulla
   trasparenza dei rapporti finanziari.
   Articolo 17: prevede che la Commissione adotti orientamenti sugli aiuti di Stato in tema di
   finanziamento delle infrastrutture portuali entro un anno dall’entrata in vigore della direttiva.
   Articolo 18: istituisce l’obbligo, per i prestatori di servizi, di tenere contabilità separate per le
   attività di prestazione dei servizi portuali.
   Articolo 19: impone l’obbligo della trasparenza contabile all’ente gestore del porto.
   Articolo 20: riguarda lo status internazionale dei porti, delle vie navigabili e delle zone
   marittime.
   Articolo 21: prevede che gli Stati membri presentino un rapporto sull’applicazione della
   direttiva e che la Commissione elabori una relazione sulla base di tali rapporti, accompagnata,
   se necessario, da una proposta di revisione
   Articolo 22: riguarda l’obbligo degli Stati membri di dare attuazione alla direttiva.
IT                                                   10                                                     IT
 ---pagebreak---    Articolo 23: riguarda l’entrata in vigore della direttiva.
   Articolo 24: specifica i destinatari della direttiva.
IT                                                   11       IT
 ---pagebreak---                                                                2004/0240 (COD)
                                                   Proposta di
               DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                                sull’accesso al mercato dei servizi portuali
   IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 80, paragrafo 2,
   viste le proposte della Commissione4,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo5,
   visto il parere del Comitato delle regioni6,
   deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato7,
   considerando quanto segue:
   (1)      Scopo dell’articolo 49 del trattato è eliminare le restrizioni alla libera prestazione dei
            servizi all’interno della Comunità. A norma dell’articolo 51 del trattato, questo
            obiettivo dev’essere conseguito nell’ambito della politica comune dei trasporti, nel
            rispetto, fra l’altro, delle regole di tutela sociale e ambientale previste dal trattato.
   (2)      In materia di servizi di trasporto marittimo in quanto tali, tale obiettivo è stato
            conseguito mediante il regolamento (CEE) n. 4055/86 del Consiglio, del 22 dicembre
            1986, che applica il principio della libera prestazione dei servizi ai trasporti marittimi
            tra Stati membri e tra Stati membri e paesi terzi8, nonché dal regolamento (CEE) n.
            3577/92 del Consiglio, del 7 dicembre 1992, concernente l’applicazione del principio
            della libera prestazione dei servizi ai trasporti marittimi fra Stati membri (cabotaggio
            marittimo)9.
   (3)      I servizi portuali sono indispensabili per il buon funzionamento dei trasporti marittimi,
            in considerazione del fatto che danno un contributo essenziale all’utilizzo efficiente
            delle infrastrutture di trasporto marittimo.
   4
            GU C […] del […], pag. […].
   5
            GU C […] del […], pag. […].
   6
            GU C […] del […], pag. […].
   7
            GU C […] del […], pag. […].
   8
            GU L 378 del 31.12.1986, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento n. 3573/90 (GU
            L 353 del 17.12.1990, pag. 16).
   9
            GU L 364 del 12.12.1992, pag. 7.
IT                                                      12                                                   IT
 ---pagebreak---    (4) Nel Libro verde sui porti e sulle infrastrutture marittime del dicembre 1997 la
       Commissione aveva manifestato l’intenzione di proporre una disciplina legislativa
       finalizzata a liberalizzare l’accesso al mercato dei servizi portuali nei porti della
       Comunità che hanno un traffico internazionale.
   (5) Essendo una delle misure che rafforzeranno in generale la concorrenza all’interno dei
       porti della Comunità e tra i medesimi, facilitare l’accesso al mercato dei servizi
       portuali a livello di Comunità dovrebbe avere l’effetto di rimuovere le barriere che si
       frappongono all’ingresso nel mercato dei prestatori di servizi portuali e degli operatori
       che praticano l’autoproduzione, migliorare la qualità dei servizi offerti agli utenti dei
       porti, accrescere l’efficienza e la flessibilità, contribuire a ridurre i costi e,
       conseguentemente, a promuovere il trasporto marittimo a corto raggio e il trasporto
       combinato. Inoltre, occorre rendere trasparenti le relazioni finanziarie dei porti
       marittimi o sistemi portuali e dei prestatori di servizi portuali con le autorità pubbliche
       nonché il finanziamento pubblico dei porti.
   (6) L’esistenza di normative e prassi nazionali ha creato disparità nelle procedure
       applicate e determinato un’incertezza normativa circa i diritti spettanti ai prestatori di
       servizi portuali e i doveri delle autorità competenti. È quindi interesse della Comunità
       fissare un quadro normativo comunitario che stabilisca le norme fondamentali relative
       all’accesso al mercato dei servizi portuali, ai diritti e agli obblighi dei prestatori di
       servizi e degli operatori che praticano l’autoproduzione, siano essi già attivi o solo
       potenziali, agli enti di gestione dei porti, nonché alle procedure per il rilascio delle
       autorizzazioni e alle procedure di selezione.
   (7) La legislazione comunitaria sull’accesso ai servizi portuali non dovrebbe escludere
       l’applicazione di altre norme comunitarie, quali le regole di concorrenza, comprese
       quelle relative ai servizi di interesse economico generale, in particolare in materia di
       situazioni di monopolio.
   (8) Per raggiungere l’obiettivo della presente direttiva senza imporre ulteriori oneri ai più
       piccoli, cosa che risulterebbe sproporzionata rispetto ai risultati attesi, è opportuno che
       la presente direttiva si applichi ai porti il cui volume totale annuo di traffico marittimo
       corrisponde a quello dei “porti marittimi di importanza internazionale (categoria A)”,
       quali definiti nella decisione n. 1692/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
       del 23 luglio 1996, sugli orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete
       transeuropea dei trasporti10, fatta salva, tuttavia, la facoltà degli Stati membri di
       applicare la presente direttiva anche ad altri porti. All’atto della determinazione del
       volume totale annuo di traffico gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di non
       tenere conto del traffico che si svolge in aree di un porto non aperte al traffico
       commerciale generale.
   (9) Gli Stati membri dovrebbero parimenti essere in condizione di escludere dall’ambito
       di applicazione della presente direttiva porti aventi carattere prevalentemente
       stagionale, purché sia soddisfatta la condizione di garantire un adeguato livello di
       accesso al mercato per le attività di servizi portuali.
   10
       GU L 228 del 9.9.1996, pag. 1. Decisione modificata dalla decisione n. 2004/884/CE (GU L 167 del
       30.4.2004, pag. 1).
IT                                               13                                                     IT
 ---pagebreak---    (10) Un sistema portuale geograficamente prossimo designato da uno Stato membro è
        sottoposto agli stessi vincoli di un singolo porto e, ai fini della presente direttiva, gli
        Stati membri dovrebbero essere in condizione di trattarlo come un porto singolo.
   (11) Gli Stati membri dovrebbero essere liberi di scegliere il modello gestionale di due o
        più porti geograficamente prossimi che potrebbero essere compresi in un sistema
        portuale.
   (12) Gli Stati membri dovrebbero designare l’autorità o le autorità competenti per
        l’attuazione della presente direttiva. Queste autorità possono essere pubbliche o private
        e essere responsabili di uno o più dei compiti previsti dalla presente direttiva e di uno
        o più porti.
   (13) La presente direttiva non dovrebbe ostare in alcun modo all’applicazione della
        legislazione sociale nazionale, compresa la normativa in materia di salute, sicurezza e
        occupazione del personale, da parte dei prestatori di servizi e degli operatori che
        praticano l’autoproduzione.
   (14) La presente direttiva dovrebbe lasciare del tutto impregiudicati i diritti e gli obblighi
        degli Stati membri o quelli delle autorità competenti da questi designate, in materia di
        ordine pubblico, di sicurezza dei beni e delle persone nei porti e di tutela
        dell’ambiente.
   (15) Quando l’autorizzazione di cui alla presente direttiva assume la forma di un contratto
        che entra nell’ambito di applicazione della direttiva 92/50/CEE del Consiglio, del
        18 giugno 1992, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di
        servizi11, della direttiva 93/36/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, che coordina le
        procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture12, della direttiva
        93/37/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993 che coordina le procedure di
        aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori13 e della direttiva 93/38/CEE del
        Consiglio, del 14 giugno 1993, che coordina le procedure di appalto degli enti
        erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché
        degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni14, si applicano dette
        direttive. Si applica parimenti il regolamento (CEE) n. 3577/92 qualora
        l’autorizzazione di cui alla presente direttiva assuma la forma di contratto di servizio
        pubblico che rientra nell’ambito di applicazione di detto regolamento. Si osservano,
        infine, in quanto applicabili, le direttive 89/48/CEE15, 92/51/CEE16 del Consiglio e la
        direttiva 1999/42/CE17 del Parlamento europeo e del Consiglio, relative al reciproco
        riconoscimento dell’istruzione e della formazione professionale.
   (16) I contratti per la fornitura di servizi portuali che sono stati aggiudicati a seguito di una
        procedura di gara d’appalto sulla base di un altro strumento del diritto comunitario non
   11
        GU L 209 del 24.7.92, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/78/CE della
        Commissione (GU L 285 del 29.10.2001, pag. 1).
   12
        GU L 199 del 9.8.93, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dall’atto di adesione del 2003.
   13
        GU L 199 del 9.8.1993, pag. 54. Direttiva modificata da ultimo dall’atto di adesione del 2003.
   14
        GU L 199 del 9.8.1993 pag. 84. Direttiva modificata da ultimo dall’atto di adesione del 2003.
   15
        GU L 19 del 24.1.1989, pag. 16. Direttiva modificata dalla direttiva 2004/108/CE del Parlamento
        europeo e del Consiglio (GU L 32 del 5.2.2004, pag. 15).
   16
        GU L 209 del 24.7.1992, pag. 25. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2001/19/CE.
   17
        GU L 201, 31.7.1999, pag. 77.
IT                                                    14                                                IT
 ---pagebreak---         dovrebbero essere sottoposti a una procedura di selezione ai sensi delle disposizioni
        della presente direttiva.
   (17) Nell’interesse di una gestione portuale efficiente e sicura, gli Stati membri dovrebbero
        esigere che i prestatori di servizi portuali siano muniti di un’apposita autorizzazione. I
        criteri per il rilascio di tale autorizzazione dovrebbero essere obiettivi, trasparenti, non
        discriminatori, pertinenti e proporzionati e dovrebbero essere resi pubblici. Le autorità
        competenti dovrebbero rilasciare le autorizzazioni in modo rapido ed efficiente e
        nell’osservanza delle disposizioni della presente direttiva.
   (18) Per garantire ai candidati prestatori di servizi un accesso adeguato alla formazione
        pertinente, qualora le qualifiche tecniche professionali richieste comprendano
        cognizioni locali specifiche o un’esperienza delle condizioni locali, gli Stati membri
        possono obbligare i prestatori di servizi in possesso di dette cognizioni o esperienza a
        offrire una siffatta formazione pertinente, se del caso a pagamento.
   (19) È opportuno che i prestatori di servizi portuali e gli operatori che praticano
        l’autoproduzione abbiano il diritto di impiegare personale di loro scelta, nel rispetto
        delle regole pertinenti applicabili in materia di occupazione, condizioni di lavoro ed
        altri aspetti sociali, nonché di formazione e competenza professionale.
   (20) Poiché i porti costituiscono zone geografiche circoscritte, l’accesso al mercato dei
        servizi portuali può, in taluni casi, essere soggetto a vincoli di spazio o di capacità,
        nonché a considerazioni inerenti alla sicurezza del traffico o a certi requisiti imposti
        dalla normativa ambientale. In tali casi, e per garantire che il porto operi nel suo
        complesso in modo efficiente potrebbe pertanto essere necessario limitare il numero
        dei prestatori autorizzati di servizi portuali, purché sia garantito il rispetto sia degli
        oneri di servizio pubblico del prestatore di servizi o dell’ente di gestione del porto sia
        delle norme ambientali. I criteri in base ai quali sono effettuate le suddette limitazioni
        dovrebbero essere obiettivi, trasparenti, non discriminatori, pertinenti e proporzionati.
   (21) Quando l’autorità competente, conformemente alla politica di sviluppo di un porto
        resa pubblica, determina la gamma delle attività commerciali che possono essere
        esercitate nel porto o in aree del porto, ciò non dovrebbe essere considerato una
        limitazione del numero di prestatori di servizi.
   (22) Nel caso di una limitazione del numero di prestatori di servizi, tale numero dovrebbe
        essere il più elevato possibile in rapporto alle circostanze. La selezione dei prestatori
        di servizi dovrebbe essere effettuata dall’autorità competente in base ad una procedura
        di selezione trasparente, obiettiva, aperta ed equa, che applichi regole non
        discriminatorie.
   (23) Perché sia aperta e trasparente è opportuno che la procedura di selezione sia resa
        accessibile ai settori interessati e che una documentazione completa sia trasmessa agli
        interessati. Dovrebbe inoltre essere pubblicata la decisione adottata all’esito della
        procedura di selezione.
   (24) La situazione che attualmente si registra nei porti comunitari, con una moltitudine di
        autorizzazioni, di metodi di selezione degli operatori e autorizzazioni di durata diversa,
        e la stessa esigenza della certezza del diritto, impongono che a tutti i prestatori di
        servizi esistenti venga rilasciata un’autorizzazione entro un termine determinato.
IT                                                 15                                                IT
 ---pagebreak---         Decorso detto termine, tutte le autorizzazioni dovrebbero essere rilasciate a norma
        della presente direttiva.
   (25) Su decisione dell’autorità portuale, ovvero su richiesta di un prestatore di servizi già
        esistente, dovrebbe essere organizzata una procedura di selezione per la concessione
        dell’autorizzazione.
   (26) Qualora dopo l’entrata in vigore della presente direttiva il numero delle autorizzazioni
        risultasse limitato, le autorizzazioni non rilasciate a seguito di gara dovrebbero perdere
        la loro validità e dovrebbe essere attivata una procedura di selezione.
   (27) È opportuno che gli Stati membri adottino disposizioni in base alle quali il prestatore
        di servizi esistente che non risulti selezionato all’esito della relativa procedura riceva
        dal prestatore selezionato una compensazione per gli investimenti che ha realizzato in
        passato che non siano ancora totalmente ammortizzati e che siano rilevati dal nuovo
        prestatore selezionato, tenuto conto dell’equilibrio economico complessivo del
        servizio fornito nel periodo precedente, secondo criteri chiari e prestabiliti.
   (28) È essenziale fare in modo che le decisioni e le disposizioni procedurali di cui alla
        presente direttiva vengano adottate e siano riconosciute come tali in base ai principi di
        trasparenza e non discriminazione. Di conseguenza, laddove l’autorità competente che
        decide in merito alle limitazioni relative a uno o più servizi portuali in un porto
        determinato è essa stessa un prestatore di tale servizio o di un servizio analogo nello
        stesso porto, le decisioni sulle limitazioni ovvero l’approvazione o la supervisione di
        tali decisioni dovrebbero essere attribuite ad un’autorità competente diversa e
        indipendente. Laddove l’autorità competente incaricata della procedura di selezione in
        un porto è essa stessa un prestatore di tale servizio o di un servizio analogo nello
        stesso porto, la procedura ovvero l’approvazione o la supervisione di detta procedura
        dovrebbero anch’esse essere attribuite ad un’autorità competente diversa e
        indipendente.
   (29) Dovrebbe essere fatto divieto all’ente di gestione del porto di operare discriminazioni
        tra i vari prestatori di servizi. È in particolare necessario evitare discriminazioni a
        favore di imprese o organismi nei quali esso detiene interesse.
   (30) Qualora, a seguito della procedura di selezione, non sia possibile individuare un
        prestatore di servizi idoneo, l’ente di gestione del porto dovrebbe avere la possibilità di
        riservare a se stesso, per un periodo limitato, la prestazione di tale servizio, a
        condizione che soddisfi i criteri stabiliti per il rilascio di un’autorizzazione e rispetti i
        requisiti di trasparenza prescritti dalla presente direttiva. Al termine di detto periodo
        deve essere attivata una nuova procedura di selezione. L’ente gestore del porto
        dovrebbe ricevere dal prestatore di servizi selezionato una compensazione per gli
        investimenti che ha realizzato in passato che non siano ancora totalmente ammortizzati
        e che siano rilevati dal nuovo prestatore selezionato, tenuto conto dell’equilibrio
        economico complessivo del servizio fornito nel periodo precedente, secondo criteri
        chiari e prestabiliti.
   (31) È opportuno che le autorizzazioni rilasciate abbiano durata limitata nel tempo. Esse
        dovrebbero essere tuttavia concesse per periodi che consentano un normale
        ammortamento e una normale rimunerazione degli investimenti effettuati. Nel
        determinare la durata dell’autorizzazione è ragionevole tenere in considerazione se il
IT                                               16                                                   IT
 ---pagebreak---         prestatore di servizi abbia o no effettuato investimenti in strutture e, in caso
        affermativo, se tali strutture siano o no mobili.
   (32) Gli investimenti in beni capitali mobili comparabili, come ponti per container, gru a
        portale nave-banchina, scaricatori a ponte e rimorchiatori specializzati, dovrebbero
        essere assimilati agli investimenti in beni immobili.
   (33) Gli Stati membri possono istituire una procedura che consenta al prestatore di servizi
        che intenda effettuare o assumersi l’impegno irrevocabile di effettuare cospicui
        investimenti in beni immobili degli ultimi 10 anni prima della scadenza
        dell’autorizzazione esistente e che dimostri che tali investimenti migliorano
        l’efficienza globale del servizio in questione, di chiedere all’autorità competente di
        avviare una procedura di selezione a norma dell’articolo 8 per una nuova
        autorizzazione prima che scada l’autorizzazione in questione
   (34) Laddove possibile, è opportuno autorizzare l’autoproduzione nel rispetto delle
        condizioni fissate dalla presente direttiva e che i criteri eventualmente applicabili agli
        operatori che praticano l’autoproduzione siano identici a quelli previsti per i prestatori
        dei servizi portuali per lo stesso servizio o per servizi di natura analoga.
   (35) In relazione alle operazioni di movimentazione delle merci e ai servizi prestati ai
        passeggeri nell’ambito dei servizi regolari autorizzati di trasporto marittimo ricadenti
        nella definizione di trasporto marittimo a corto raggio o di autostrade del mare18, gli
        Stati membri devono riconoscere alle imprese il diritto di esercitare l’autoproduzione
        utilizzando, oltre al proprio personale di terra, anche il personale regolarmente
        impiegato a bordo delle navi che prestano i suddetti servizi. L’esercizio
        dell’autoproduzione deve essere subordinato al rilascio di un’autorizzazione
        preventiva sulla base di criteri relativi, in particolare, alle condizioni di occupazione,
        alle qualifiche professionali e agli aspetti sociali e ambientali. Il rilascio di tali
        autorizzazioni da parte delle autorità competenti deve avvenire in modo rapido ed
        efficiente. Le autorizzazioni così rilasciate conservano la loro validità per tutto il
        tempo in cui gli operatori che esercitano l’autoproduzione continuano a soddisfare i
        requisiti prescritti per il rilascio.
   (36) L’autoproduzione non dovrebbe compromettere l’efficienza globale delle attività
        portuali o abbassare il livello di tutela delle norme in materia di salute dei lavoratori,
        in materia sociale e di sicurezza né abbassare i livelli di formazione rispetto ai livelli di
        cui fruisce il personale esistente.
   (37) La particolare rilevanza dei servizi di pilotaggio ai fini della sicurezza dei trasporti
        marittimi e quindi della tutela ambientale in regioni particolarmente sensibili rende
        necessaria l’applicazione di norme specifiche. Gli Stati membri dovrebbero riferire sui
        loro progressi verso una maggiore efficacia dei servizi di pilotaggio.
   (38) In questo contesto dovrebbe essere consentito alle autorità competenti di riconoscere la
        natura obbligatoria del pilotaggio e di altri servizi tecnico-nautici.
   18
        Come definiti nella decisione n. 884/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile
        2004, che modifica la decisione n. 1692/96/CE sugli orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete
        transeuropea dei trasporti, GU L 167 del 30.4.2004.
IT                                                    17                                                       IT
 ---pagebreak---    (39) L’esenzione dall’obbligo del pilotaggio, anche limitatamente a determinate categorie
        di navi, eventualmente tramite appositi certificati di esenzione, dev’essere parimenti
        considerata autoproduzione. Se tali esenzioni sono soggette ad un’autorizzazione
        speciale, le condizioni di rilascio dell’autorizzazione devono essere pertinenti,
        obbiettive, trasparenti e non discriminatorie.
   (40) La locazione delle attrezzature non costituisce prestazione di un servizio portuale. Essa
        dovrebbe rispettare tuttavia i principi di trasparenza e non discriminazione.
   (41) È necessario imporre agli enti di gestione dei porti soggetti alla presente direttiva che
        operino anche come imprese fornitrici di servizi l’obbligo di tenere una contabilità
        separata per le attività esercitate in quanto enti gestori e per le attività esercitate in
        condizioni di concorrenza.
   (42) L’obbligo di tenere una contabilità separata per ciascun servizio portuale dovrebbe
        applicarsi a tutte le imprese che sono state selezionate per fornire tali servizi.
   (43) È opportuno che siano istituite procedure di ricorso avverso le decisioni delle autorità
        competenti.
   (44) La presente direttiva dovrebbe lasciare del tutto impregiudicati i diritti e gli obblighi
        degli Stati membri per quanto concerne lo status internazionale di porti, vie navigabili
        e zone marittime.
   (45) È importante garantire che la presente direttiva promuova lo sviluppo di nuovi porti e
        di nuovi impianti portuali. Ogni investimento del genere effettuato da un soggetto
        commerciale conformemente alla normativa nazionale relativa all’acquisizione di beni
        dovrebbe essere considerato, in generale, a disposizione di tutti.
   (46) La presente direttiva non dovrebbe esigere che uno Stato membro intraprenda alcuna
        azione che determini una perdita di proprietà od un’interferenza con il diritto di
        proprietà contraria ai principi generali del diritto comunitario, a meno che tale perdita
        o interferenza sia giustificata alla luce di tali principi generali e che possa essere
        richiesto ad un prestatore di servizi autorizzato o selezionato di versare una
        compensazione per tale perdita o interferenza conformemente a detti principi generali.
   (47) La presente direttiva non incide sull’applicazione delle norme del trattato. In
        particolare, la Commissione dovrebbe continuare a vegliare sull’osservanza di queste
        norme esercitando, se necessario, tutti i poteri ad essa conferiti dall’articolo 86 del
        trattato.
   (48) In base alle relazioni presentate dagli Stati membri sull’applicazione della presente
        direttiva, la Commissione dovrebbe preparare un rapporto di valutazione corredato,
        all’occorrenza, di proposte di revisione della direttiva stessa. La Commissione
        dovrebbe inoltre valutare le questioni relative alla formazione, alle qualifiche
        professionali e alle condizioni sociali del personale che effettua le operazioni di
        movimentazione delle merci nei porti, nonché le condizioni prevalenti nel settore
        dell’autoproduzione.
   (49) Poiché l’obiettivo dell’azione proposta, ossia garantire a chiunque, persona fisica o
        giuridica stabilita nella Comunità, l’accesso al mercato dei servizi portuali, non può
IT                                               18                                                IT
 ---pagebreak---        essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può dunque, a causa delle
       dimensioni dell’azione, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità
       può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato.
       In ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato allo stesso articolo, la
       presente direttiva non va al di là di quanto necessario per conseguire tale obiettivo.
   HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                              Articolo 1
                                               Finalità
   1.    Ai prestatori comunitari di servizi portuali è riconosciuta la libertà di fornire servizi
         portuali nei porti marittimi nell’osservanza delle disposizioni della presente direttiva.
   2.    La libera prestazione dei servizi portuali può essere soggetta a vincoli di capacità o di
         spazio disponibili nel porto o nel sistema portuale, di sicurezza o protezione del
         traffico marittimo, o inerenti alla strategia di sviluppo del porto nel rispetto degli
         obblighi in materia di sicurezza, tutela ambientale e servizio pubblico. I servizi
         connessi con la via navigabile di accesso al/dal porto o sistema portuale possono
         altresì essere soggetti a specifici vincoli in materia di sicurezza.
   3.    I prestatori di servizi portuali e gli operatori che esercitano l’autoproduzione hanno
         accesso non discriminatorio agli impianti portuali generalmente accessibili nella
         misura necessaria all’esercizio della loro attività.
                                              Articolo 2
                                      Ambito di applicazione
   1.    La presente direttiva si applica ai servizi portuali indicati all’articolo 3 che sono
         prestati a titolo oneroso agli utilizzatori del porto.
   2.    La presente direttiva si applica a tutti i porti marittimi o sistemi portuali situati nel
         territorio di uno Stato membro e aperti al traffico marittimo commerciale generale, a
         condizione che la media del volume annuo del traffico marittimo del porto in
         questione, nei tre anni precedenti, non sia stato inferiore a 1,5 milioni di tonnellate di
         merci e/o a 200 000 passeggeri.
         A tal fine, gli Stati membri possono decidere, se del caso, che il traffico nelle aree di
         un porto non aperte al traffico commerciale generale non venga preso in
         considerazione.
   3.    Se un porto raggiunge una soltanto delle due soglie di traffico, le disposizioni della
         presente direttiva si applicano soltanto a tale soglia di traffico.
   4.    Gli Stati membri possono applicare la presente direttiva anche ad altri porti.
   5.    Gli Stati membri possono escludere dall’ambito di applicazione della presente
         direttiva porti a carattere prevalentemente stagionale, purché sia soddisfatta la
         condizione di garantire un adeguato livello di accesso al mercato per i servizi
         portuali.
IT                                                19                                                IT
 ---pagebreak---             Un elenco di questi porti deve essere riesaminato a scadenze regolari, la prima volta
            entro cinque anni dall’entrata in vigore della presente direttiva e successivamente
            ogni tre anni; qualsiasi modifica viene notificata alla Commissione per informazione.
   6.       In base alle informazioni fornite dagli Stati membri, la Commissione pubblica, a
            titolo informativo, nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea un elenco dei porti e
            dei sistemi portuali di cui al presente articolo. Tale elenco è pubblicato per la prima
            volta entro i tre mesi successivi all’entrata in vigore della presente direttiva e,
            successivamente, una volta all’anno.
   7.       Gli Stati membri possono prescrivere che il naviglio utilizzato principalmente per la
            prestazione di servizi portuali sia registrato in uno Stato membro e batta la bandiera
            di uno Stato membro.
   8.       Gli Stati membri possono escludere dall’ambito di applicazione della presente
            direttiva i servizi cui si applica l’articolo 296 del trattato o che sono dichiarati segreti
            o l’esecuzione dei quali richieda di essere accompagnata da speciali misure di
            sicurezza conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari o
            amministrative vigenti nello Stato membro in questione o allorché lo richieda la
            tutela degli interessi fondamentali di sicurezza dello Stato.
                                                 Articolo 3
                                                 Definizioni
   Ai fini della presente direttiva si applicano le seguenti definizioni:
   1)       “porto marittimo” o “porto”: una zona di terra e di mare appositamente predisposta e
            dotata di attrezzature che le consentono, in via principale, di accogliere naviglio,
            effettuare operazioni di carico, scarico, deposito di merci, presa in consegna e
            riconsegna di tali merci e l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri;
   2)       “via navigabile di accesso al/dal porto”: l’accesso al porto dal mare aperto, e
            viceversa, quale un corridoio di navigazione, fiume, canale o fiordo;
   3)       “sistema portuale”: due o più porti geograficamente prossimi e affidati a un unico
            ente di gestione;
   4)       “porto a carattere prevalentemente stagionale”: un porto che raggiunge il 50% della
            media annua del traffico marittimo globale registrato negli ultimi tre anni nell’arco di
            tre mesi consecutivi;
   5)       “ente di gestione del porto” o “autorità portuale” (nel seguito: “ente di gestione del
            porto”): l’organismo al quale la normativa nazionale affida, insieme ad altre attività o
            in via esclusiva, il compito di amministrare e gestire infrastrutture portuali e
            coordinare e, se del caso, controllare le attività degli operatori presenti nel porto o nel
            sistema portuale considerato. L’ente di gestione può essere formato da più organismi
            distinti o essere responsabile di più porti;
   6)       “servizi portuali”: i servizi tecnico-nautici di pilotaggio (entro i limiti di cui
            all’articolo 14), rimorchio, ormeggio, tutte le operazioni di movimentazione delle
            merci (compresi carico e scarico, scaricamento, stivaggio, trasbordo ed altri trasporti
IT                                                    20                                                 IT
 ---pagebreak---        all’interno del terminale) e servizi passeggeri (compreso l’imbarco e lo sbarco). Essi
       sono prestati o all’interno della zona portuale o sulla via di accesso al porto / di
       uscita dal porto o del sistema portuale disciplinati dalla presente direttiva.
   7)  “prestatore di servizi portuali” o “prestatore di servizi”: qualsiasi persona fisica o
       giuridica che fornisca o desideri fornire, dietro compenso, una o più categorie di
       servizi portuali;
   8)  “obbligo di servizio pubblico”: l’obbligo, stabilito da un’autorità competente, di
       garantire un’offerta adeguata di alcune categorie di servizi portuali;
   9)  “autoproduzione”: situazione nella quale un’impresa, che generalmente può
       acquistare servizi portuali fornisce a se stessa, ricorrendo al proprio personale di
       terra, ad eccezione della situazione di cui all’articolo 13, paragrafo 2, ed a proprie
       attrezzature, una o più categorie di servizi portuali sulla base dei criteri stabiliti nella
       presente direttiva;
   10) “personale di terra”: le persone impiegate dall’impresa di autoproduzione che non
       fanno parte del personale navigante.
   11) “certificato di esenzione dall’obbligo di pilotaggio”: il documento rilasciato
       dall’autorità competente che consente l’esenzione o la modifica del regime di
       obbligatorietà del pilotaggio;
   12) “autorizzazione”: qualsiasi permesso, anche in forma contrattuale, che consente ad
       una persona fisica o giuridica di fornire una o più categorie di servizi portuali o di
       effettuare l’autoproduzione;
   13) “limitazione del numero dei prestatori”: la situazione in cui l’autorità competente non
       consente a un prestatore di servizi che soddisfa i criteri per l’autorizzazione di cui
       all’articolo 7 di prestare una o più categorie di servizi. Tale limitazione può aver
       luogo unicamente per motivi dovuti a vincoli di spazio o capacità disponibili, per
       motivi di sicurezza o in ottemperanza a prescrizioni della normativa ambientale.
   14) “servizio regolare autorizzato di trasporto marittimo”: un servizio regolare di
       trasporto marittimo a corto raggio effettuato esclusivamente fra porti situati nel
       territorio doganale della Comunità. Il punto di partenza, di scalo e di arrivo di tale
       servizio non può trovarsi fuori del territorio doganale della Comunità (p.es. in uno
       Stato terzo) né nella zona franca di un porto quando tale zona franca sia delimitata
       principalmente da una recinzione.
   15) “autorità competente” o “autorità competenti”: l’organismo o gli organismi designati
       dagli Stati membri che, parallelamente o non con lo svolgimento di altre attività,
       hanno il compito, ai sensi della normativa nazionale, di applicare le disposizioni
       della presente direttiva. Possono comprendere più organismi distinti o essere
       responsabili di più porti.
IT                                            21                                                    IT
 ---pagebreak---                                                    Articolo 4
                                              Protezione sociale
   La presente direttiva lascia del tutto impregiudicata l’applicazione della legislazione sociale
   degli Stati membri, incluse le normative nazionali pertinenti relative alla salute, alla sicurezza
   e all’impiego del personale. Le norme sociali non devono offrire una tutela inferiore a quella
   prescritta dalla normativa comunitaria applicabile.
                                                   Articolo 5
                                 Sicurezza nei porti e tutela dell’ambiente
   La presente direttiva lascia del tutto impregiudicati i diritti e gli obblighi degli Stati membri o
   delle autorità competenti da questi designate, in materia di ordine pubblico, di sicurezza nei
   porti o di tutela dell’ambiente.
                                                   Articolo 6
                                         Altre disposizioni legislative
   1.        La presente direttiva lascia impregiudicati gli obblighi imposti alle autorità
             competenti dalle direttive 92/50/CEE, 93/36/CEE, 93/37/CEE e 93/38/CEE.
             Essa lascia parimenti impregiudicati i contratti di servizio pubblico conclusi a norma
             del regolamento (CEE) n. 3577/92.
   2.        Qualora, in applicazione di una delle direttive di cui al paragrafo 1, sia obbligatorio
             esperire gara pubblica per l’affidamento di un contratto di servizi, l’articolo 8,
             l’articolo 15 e l’articolo 19, paragrafi 1 e 2, della presente direttiva non si applicano
             all’affidamento di tale contratto.
   3.        La presente direttiva lascia impregiudicati gli eventuali obblighi imposti alle autorità
             competenti dalle direttive 89/48/CEE, 92/51/CEE e 1999/42/CE relative al reciproco
             riconoscimento delle formazioni professionali tra Stati membri.
                                                   Articolo 7
                                                Autorizzazione
   1.        Entro e non oltre diciotto mesi decorrenti dalla data di cui all’articolo 22, tutti i
             prestatori di servizi portuali presenti in un porto devono esercitare la loro attività
             sulla base di un’autorizzazione, rilasciata dall’autorità competente, avente uno dei
             periodi di validità massima previsti dall’articolo 12.
   2.        Per decisione dell’autorità competente o su richiesta di un prestatore di servizi
             esistente o potenziale, l’autorizzazione è rilasciata con la procedura di cui
             all’articolo 8.
   3.        I criteri per il rilascio dell’autorizzazione da parte dell’autorità competente devono
             essere trasparenti, non discriminatori, obiettivi, pertinenti e proporzionati. Se
             applicabili, detti criteri devono riguardare unicamente:
IT                                                     22                                              IT
 ---pagebreak---       a)     le qualifiche professionali del prestatore di servizi e del suo personale, la sua
             solidità finanziaria e l’esistenza di una sufficiente copertura assicurativa,
      b)     la sicurezza marittima o la sicurezza e la protezione del porto o dell’accesso ad
             esso, dei suoi impianti, delle attrezzature e delle persone,
      c)     l’osservanza della normativa sociale o del lavoro, comprese le norme delle
             convenzioni collettive, a condizione che siano compatibili col diritto
             comunitario.
      d)     il rispetto dei requisiti ambientali locali, nazionali e internazionali,
      e)     la politica di sviluppo del porto.
      L’autorizzazione può comprendere obblighi di servizio pubblico relativi a sicurezza,
      regolarità, continuità, qualità, prezzo e condizioni alle quali il servizio può essere
      fornito.
   4. I criteri di cui al paragrafo 3 sono resi pubblici e i prestatori di servizi portuali sono
      informati in anticipo in merito alla procedura da seguire per ottenere
      l’autorizzazione. Quest’obbligo si applica anche se l’autorizzazione correla la
      prestazione del servizio alla realizzazione di un investimento in beni immobili.
   5. Gli Stati membri possono adottare norme relative all’accesso alla professione e agli
      attestati di idoneità da ottenere previo esame.
      Inoltre, qualora le qualifiche tecniche professionali richieste comprendano cognizioni
      locali o un’esperienza delle condizioni locali, gli Stati membri garantiscono ai
      candidati prestatori di servizi un accesso adeguato alla formazione pertinente a
      condizioni trasparenti e non discriminatorie e, se del caso, a pagamento.
   6. Ai fini della prestazione dei servizi contemplati dall’autorizzazione, il prestatore dei
      servizi portuali ha il diritto di impiegare personale di propria scelta purché
      quest’ultimo soddisfi i criteri di cui al paragrafo 3 e conformemente alla legislazione
      dello Stato membro in cui il prestatore dei servizi effettua le suddette prestazioni, a
      condizione che tale legislazione sia compatibile con il diritto comunitario.
   7. L’autorità competente modifica o revoca un’autorizzazione qualora, in modo
      sostanziale, non siano, o non siano più, rispettati i criteri di cui al paragrafo 3 oppure
      non sia, o non sia più, osservata la legislazione sociale dello Stato.
                                           Articolo 8
                          Procedura di rilascio delle autorizzazioni
   1. Quando si fa riferimento al presente articolo, l’autorità competente adotta i
      provvedimenti necessari per istituire un procedimento di selezione trasparente ed
      obiettivo, nell’osservanza di criteri di selezione proporzionati, non discriminatori e
      pertinenti.
   2. L’autorità competente rende pubblico, perché ne vengano a conoscenza i settori
      interessati della Comunità, un invito alle parti interessate a partecipare alla selezione.
IT                                             23                                                IT
 ---pagebreak---       Tale pubblicazione avviene nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea per le
      autorizzazioni relative all’articolo 12, paragrafo 2, lettera b) e per tutte le altre
      autorizzazioni tramite qualsiasi mezzo idoneo per mettere, in tempo utile, le
      informazioni necessarie a disposizione di chiunque sia interessato a partecipare alla
      procedura di selezione.
   3. L’autorità competente provvede affinché sia trasmessa una documentazione
      completa alle parti interessate che ne facciano richiesta. La documentazione fornita ai
      potenziali prestatori comprende almeno i seguenti elementi:
      a)     i criteri di autorizzazione adottati a norma dell’articolo 7, paragrafo 3, nonché i
             criteri di selezione che definiscono le prescrizioni minime dell’autorità;
      b)    i criteri di affidamento che definiscono i motivi in base ai quali l’autorità
             sceglierà fra le proposte che soddisfano i criteri di selezione;
      c)     le condizioni normative e organizzative per la prestazione del servizio,
             compresi gli obblighi contemplati dall’autorizzazione e che indicano i beni
             materiali e immateriali messi a disposizione del prestatore di servizi prescelto
             insieme alle modalità e alle disposizioni applicabili;
      d)     le penali e le modalità di risoluzione in caso di inosservanza delle condizioni
             contrattuali; e
      e)     il periodo di validità dell’autorizzazione.
   4. La procedura prevede un periodo di almeno cinquantadue giorni tra la diffusione
      dell’invito a presentare le proposte e il termine ultimo per la loro ricezione.
   5. Per ciascuna procedura l’autorità competente rende pubblica la decisione risultante
      dalla procedura di selezione.
   6. Qualora, in esito alla procedura di selezione per il rilascio dell’autorizzazione, non
      sia stato possibile individuare alcun prestatore di servizi idoneo per un servizio
      portuale specifico, l’ente di gestione del porto può, a norma dell’articolo 19,
      riservarsi la fornitura di tale servizio per un periodo non superiore a cinque anni, al
      termine del quale deve essere avviata una nuova procedura per il rilascio di
      un’autorizzazione. L’ente di gestione del porto è indennizzato dal prestatore di
      servizi selezionato per tutti gli investimenti pertinenti che ha realizzato durante il
      periodo precedente che non siano ancora totalmente ammortizzati e che il nuovo
      prestatore selezionato rileva, tenuto conto dell’equilibrio economico generale del
      servizio prestato nel periodo precedente, sulla base di criteri chiari e prestabiliti.
   7. Qualora l’autorità competente che esperisce la procedura di selezione per uno o più
      servizi portuali in un determinato porto sia essa stessa prestatrice di un servizio
      identico o analogo in tale porto, o desideri diventarlo, ovvero abbia il controllo
      diretto o indiretto su un prestatore effettivo o potenziale di un servizio identico o
      analogo nello stesso porto, gli Stati membri interessati designano un’autorità
      competente diversa e indipendente e le affidano la procedura di selezione o
      l’approvazione o il controllo di tale procedura.
IT                                             24                                                IT
 ---pagebreak---    8. Qualora, all’esito di una procedura di selezione, l’autorizzazione venga rilasciata ad
      un altro prestatore di servizi, questi deve rispettare i diritti del personale del
      prestatore precedente. Le norme sociali non devono offrire una tutela inferiore a
      quella prescritta dalla normativa comunitaria applicabile.
                                            Articolo 9
            Limitazione del numero dei prestatori di uno o più servizi portuali
   1. Gli Stati membri provvedono affinché nel caso di limitazione del numero dei
      prestatori di servizi l’autorità competente:
      a)     informi le parti interessate della categoria o delle categorie di servizi portuali e,
             se del caso, della parte specifica del porto ai quali si applicano le restrizioni,
             specificandone i motivi;
      b)     autorizzi il numero più elevato possibile di prestatori di servizi, tenuto conto
             delle circostanze.
   2. L’autorità competente può, se del caso, determinare la gamma delle attività
      commerciali che devono essere effettuate nel porto o in aree del porto, in particolare
      le categorie di merci da movimentare, e l’attribuzione dello spazio o della capacità
      del porto destinati a tali attività, in conformità della politica di sviluppo del porto resa
      pubblica, senza che ciò costituisca una limitazione del numero di prestatori.
   3. Qualora l’autorità competente che decide le limitazioni in relazione a uno o più
      servizi portuali in un porto specifico sia essa stessa prestatrice di un servizio identico
      o di un servizio o servizi analoghi in tale porto o abbia il controllo diretto o indiretto
      su un prestatore di un servizio identico o di un servizio o servizi analoghi in tale
      porto, gli Stati membri designano un’autorità competente diversa e indipendente e le
      affidano la decisione sulle limitazioni o l’approvazione o il controllo di detta
      decisione.
                                           Articolo 10
                                 Rilascio delle autorizzazioni
   1. Qualora, dopo la data indicata dell’articolo 7, paragrafo 1, abbiano luogo limitazioni
      per uno o più servizi portuali e qualora ricorra la condizione di cui all’articolo 7,
      paragrafo 2, tutte le autorizzazioni per questi servizi in vigore al momento in cui
      hanno luogo tali limitazioni conservano la loro validità fino alla loro scadenza.
   2. Qualora abbiano luogo limitazioni per uno o più servizi portuali dopo la data indicata
      all’articolo 7, paragrafo 1 e non ricorra la condizione di cui all’articolo 7,
      paragrafo 2, tutte le autorizzazioni per questi servizi in vigore al momento in cui
      hanno luogo tali limitazioni perdono la loro validità e deve essere avviata la
      procedura di cui all’articolo 8 entro sei mesi dalla data in cui ha avuto luogo la
      limitazione.
      Gli Stati membri adottano le opportune disposizioni affinché un prestatore di servizi
      esistente che non venga selezionato per effetto dell’applicazione del presente articolo
      riceve dal prestatore che risulta selezionato una compensazione a fronte degli
IT                                              25                                                 IT
 ---pagebreak---       investimenti che ha effettuato in precedenza, che non sono ancora totalmente
      ammortizzati, e che il nuovo prestatore rileva, tenuto conto dell’equilibrio economico
      globale del servizio prestato durante il periodo precedente, sulla base di criteri chiari
      e prestabiliti.
   3. Le autorizzazioni esistenti, compresi i diritti derivanti dalla proprietà di un porto o in
      un porto, possono conservare la loro validità senza modificazioni dopo la data di cui
      all’articolo 7, paragrafo 1. In tal caso possono non applicarsi le disposizioni
      dell’articolo 12.
      Tuttavia, qualora dopo la data di cui all’articolo 7, paragrafo 1, abbiano luogo
      limitazioni per uno o più servizi portuali, le autorizzazioni per questi servizi in vigore
      al momento in cui hanno luogo tali limitazioni, ivi compresi i diritti derivanti dalla
      proprietà di un porto o in un porto, conservano la loro validità senza modificazioni
      fino alla loro scadenza, ma comunque entro i termini stabiliti dall’articolo 12,
      decorrenti dalla data indicata all’articolo 7, paragrafo 1.
                                         Articolo 11
                          Nuovo porto o nuova parte di un porto
   1. Uno o più investitori che hanno finanziato a condizioni commerciali e costruito
      congiuntamente un nuovo porto o una nuova parte di un porto, comprese le sue
      infrastrutture di base prima della data di cui all’articolo 7, paragrafo 1, che desiderino
      fornire servizi portuali ad esclusione dei servizi tecnico-nautici quali definiti
      dall’articolo 3, paragrafo 6, devono munirsi di un’apposita autorizzazione entro i
      termini stabiliti dall’articolo 12, decorrenti dalla data di cui all’articolo 7,
      paragrafo 1.
      Qualora, dopo la data di cui all’articolo 7, paragrafo 1, abbiano luogo limitazioni per
      uno o più servizi portuali, e a condizione che la possibilità di realizzare gli
      investimenti sia stata aperta a tutti, tutte le autorizzazioni per questi servizi in vigore
      al momento in cui hanno luogo dette limitazioni conservano la loro validità fino alla
      loro scadenza.
   2. Qualora, dopo la data di cui all’articolo 7, paragrafo 1, la decisione di costruire un
      nuovo porto o una nuova parte di un porto dipenda dalla decisione parallela di un
      futuro prestatore di servizi di impegnarsi irrevocabilmente a realizzare investimenti
      rilevanti in questo nuovo porto o nuova parte di un porto, comprese le sue
      infrastrutture di base, le autorizzazioni devono essere rilasciate per un periodo
      limitato a norma dell’articolo 12, senza che al futuro prestatore di servizi siano
      imposti ulteriori obblighi.
   3. Nell’ipotesi di una successiva limitazione del numero di prestatori di servizi per uno
      o più servizi portuali, tutte le autorizzazioni in vigore per questi servizi alla data in
      cui dette limitazioni hanno luogo conservano la loro validità fino alla loro scadenza a
      condizione che la possibilità di realizzare gli investimenti sia stata aperta a tutti.
   4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano ai servizi tecnico-nautici di cui
      all’articolo 3, paragrafo 6.
IT                                            26                                                  IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 12
                                                Durata
   Le autorizzazioni sono rilasciate per un periodo di tempo limitato e sono rinnovabili per un
   periodo da stabilire secondo i criteri seguenti:
   1.      Qualora non sia stato effettuato alcun investimento considerato significativo dalla
           competente autorità ai fini della prestazione dei servizi, la durata massima della sua
           autorizzazione è di otto anni.
   2.      Qualora siano stati effettuati investimenti considerati significativi dalla competente
           autorità in:
           a)     beni mobili, la durata massima del periodo è di dodici anni;
           b)     beni immobili e beni mobili di capitale comparabili, come ponti per container,
                  gru a portale nave-banchina, scaricatori a ponte e rimorchiatori specializzati, la
                  durata massima del periodo è di trenta anni, indipendentemente dal fatto che la
                  loro proprietà venga o no trasferita all’ente di gestione del porto.
           Se gli investimenti effettuati dal prestatore di servizi includono beni sia mobili che
           immobili, la durata massima del periodo è più lungo dei periodi massimi considerati.
   3.      Gli Stati membri possono istituire una procedura che consenta al prestatore di servizi
           che intenda effettuare o assumersi l’impegno irrevocabile di effettuare cospicui
           investimenti in beni immobili durante i 10 anni che precedono la scadenza
           dell’autorizzazione e possa dimostrare che tali investimenti comportano un
           miglioramento dell’efficienza globale del servizio in questione, di chiedere che
           l’autorità competente avvii una procedura di selezione a norma dell’articolo 8 per
           una nuova autorizzazione prima che termini l’autorizzazione in questione.
   4.      Le autorità competenti rendono pubbliche, per informazione generale dei settori
           interessati nella Comunità, le autorizzazioni di cui è imminente la scadenza, almeno
           sei mesi prima di tale termine.
                                              Articolo 13
                                            Autoproduzione
   1.      Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per consentire di effettuare
           l’autoproduzione, laddove possibile, a norma della presente direttiva.
           Gli Stati membri assicurano che le autorità competenti rifiutino l’autoproduzione per
           una o più categorie di servizi portuali solo quanto esistano ragioni obbiettive o
           vincoli relativi allo spazio o alla capacità disponibili, o per motivi di sicurezza o per
           motivi imposti dall’osservanza di requisiti ambientali.
   2.      In relazione alle operazioni di movimentazione delle merci e ai servizi prestati ai
           passeggeri nell’ambito dei servizi regolari autorizzati di trasporto marittimo ricadenti
IT                                                  27                                               IT
 ---pagebreak---         nella definizione di trasporto marittimo a corto raggio o di autostrade del mare19, gli
        Stati membri riconoscono il diritto di esercitare l’autoproduzione utilizzando anche il
        personale regolarmente impiegato a bordo delle navi.
   3.   L’autoproduzione è soggetta a autorizzazione. I criteri di concessione di quest’ultima
        devono essere identici a quelli che si applicano ai prestatori dello stesso tipo di
        servizi portuali o di servizi analoghi quali indicati all’articolo 7, paragrafo 3, purché
        essi siano pertinenti. Il rilascio di tali autorizzazioni da parte delle autorità
        competenti deve avvenire in modo rapido ed efficiente. Le autorizzazioni così
        rilasciate conservano la loro validità per tutto il tempo in cui gli operatori che
        esercitano l’autoproduzione continuano a soddisfare i requisiti prescritti per il
        rilascio.
   4.   La presente direttiva non incide in alcun modo sull’applicazione delle norme
        nazionali in materia di requisiti di formazione e qualifiche professionali, occupazione
        e tutela sociale, comprese le convenzioni collettive, purché esse siano compatibili
        con il diritto comunitario e con gli obblighi internazionali della Comunità e dello
        Stato membro interessato.
   5.   Qualora l’autoproduzione sia soggetta al pagamento di un canone quale contributo
        agli oneri di servizio pubblico per i servizi tecnico-nautici a cui non possono far
        fronte gli operatori che praticano l’autoproduzione, il canone è fissato secondo criteri
        pertinenti, obiettivi, trasparenti e non discriminatori e deve essere proporzionato ai
        costi inerenti l’osservanza degli obblighi di servizio pubblico.
                                               Articolo 14
                                               Pilotaggio
   1.   Per quanto concerne il servizio del pilotaggio, gli Stati membri possono subordinare
        la concessione dell’autorizzazione di cui all’articolo 7 a criteri particolarmente
        rigorosi connessi alla sicurezza marittima e agli obblighi di servizio pubblico.
        Le autorità competenti possono inoltre riconoscere l’obbligatorietà del pilotaggio e
        prevedere per il servizio le regole organizzative che ritengono opportune per ragioni
        di sicurezza e per motivi attinenti agli obblighi di servizio pubblico, compresa la
        possibilità, qualora lo impongano la situazione e/o l’accesso di un porto o gruppo di
        porti, di riservare a se stesse il servizio in questione o attribuirlo, se del caso
        direttamente, ad un unico prestatore. Esse possono in particolare esigere che il
        servizio sia prestato da persone competenti che soddisfano le condizioni di equità e
        non discriminazione stabilite dal diritto interno.
   2.   L’esenzione dal pilotaggio obbligatorio o l’esenzione di talune categorie di
        imbarcazioni dal pilotaggio obbligatorio, eventualmente tramite certificati di
        esenzione dall’obbligo di pilotaggio, costituisce autoproduzione. Qualora tali
        esenzioni siano soggette ad autorizzazione speciale, le condizioni per il rilascio
        devono essere appropriate, obiettive, trasparenti e non discriminatorie.
   19
      Come definiti nella decisione n. 884/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile
      2004, che modifica la decisione n. 1692/96/CE sugli orientamenti comunitari per lo sviluppo della rete
      transeuropea dei trasporti, GU L 167 del 30.4.2004.
IT                                                  28                                                       IT
 ---pagebreak---        Gli Stati membri presentano alla Commissione nel termine di cinque anni decorrenti
       dall’entrata in vigore della presente direttiva, una relazione sulle misure adottate per
       migliorare l’efficienza dei servizi di pilotaggio.
                                              Articolo 15
                                                Ricorsi
   1.  Gli Stati membri provvedono affinché qualsiasi parte che abbia un interesse legittimo
       possa ricorrere avverso le decisioni o le misure individuali adottate, ai sensi della
       presente direttiva, dalle autorità competenti o dall’ente di gestione del porto.
   2.  Se la domanda di accesso alla prestazione di servizi portuali ai sensi della presente
       direttiva viene respinta, il richiedente deve essere informato dei motivi in base ai
       quali non gli è stata rilasciata l’autorizzazione o non è stato selezionato. Tali motivi
       devono essere obiettivi, non discriminatori, fondati e debitamente motivati. Il
       richiedente deve avere la possibilità di ricorrere avverso tali decisioni. Il ricorso deve
       essere proposto dinanzi a un organo giurisdizionale nazionale o a un’autorità
       pubblica che sia indipendente nella sua organizzazione, nel suo finanziamento, nella
       sua struttura giuridica e nel suo iter decisionale indipendente dall’autorità
       competente o dell’ente di gestione del porto considerato e da qualunque altro
       prestatore di servizi.
   3.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che le decisioni degli
       organi di ricorso siano soggette a sindacato giurisdizionale.
                                              Articolo 16
                               Trasparenza delle relazioni finanziarie
   1.  Per creare eque condizioni di concorrenza tra e all’interno dei porti comunitari, i
       porti o i sistemi portuali di cui all’articolo 2 sono tenuti a presentare allo Stato
       membro e alla Commissione, entro i termini stabiliti, i dati di cui alla direttiva
       80/723/CEE della Commissione20. Quanto precede vale anche per le relazioni
       finanziarie fra gli Stati membri e i prestatori di servizi portuali, a prescindere dal
       fatto che ad essi si applichino le altre norme della direttiva 80/723/CEE.
   2.  La Commissione e gli Stati membri hanno l’obbligo di adottare, sulla base dei dati
       presentati dai porti e dai sistemi portuali, le misure richieste dal diritto comunitario
       per la realizzazione di eque condizioni di concorrenza tra i porti comunitari e
       all’interno dei porti comunitari.
   3.  Entro tre anni dalla data di entrata in vigore della presente direttiva e,
       successivamente, ogni cinque anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo
       e al Consiglio una relazione sulla trasparenza delle relazioni finanziarie all’interno
       dei porti e dei sistemi portuali e sulle misure adottate dagli Stati membri in questo
       ambito.
   20
      GU L 195 del 29.7.1980, pag. 35. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2000/52/CE (GU L 193
      del 29.7.2000, pag. 75).
IT                                                29                                                       IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 17
                                   Trasparenza del finanziamento pubblico
   La Commissione elabora, entro un anno dall’entrata in vigore della presente direttiva,
   orientamenti comuni concernenti i finanziamenti concessi ai porti dagli Stati membri o
   mediante risorse statali e indica quali finanziamenti a favore dei porti sono compatibili con il
   mercato interno.
                                                  Articolo 18
                                    Disposizioni in materia di contabilità
   I prestatori di servizi selezionati tengono una contabilità separata per ciascun servizio portuale
   per il quale hanno ottenuto l’autorizzazione. I prestatori di servizi selezionati tengono una
   contabilità separata per ciascun servizio portuale.
                                                  Articolo 19
                       Trasparenza della contabilità degli enti di gestione dei porti
   1.        Qualora fornisca servizi portuali, l’ente di gestione del porto deve soddisfare i criteri
             indicati all’articolo 7, paragrafo 3 e deve tenere separati i conti di ciascuna delle
             proprie attività di servizio portuale da quelli relativi alle altre attività. I conti devono
             essere redatti conformemente alle prassi commerciali vigenti e ai principi contabili
             generalmente riconosciuti, onde garantire che:
             a)     i conti interni corrispondenti alle singole attività siano separati;
             b)     i costi e i ricavi siano correttamente imputati o attribuiti sulla base di principi di
                    contabilità dei costi applicati in modo coerente e obiettivamente giustificati;
             c)     siano chiaramente definiti i principi di contabilità analitica sui quali si fonda la
                    tenuta dei conti separati.
   2.        La relazione del revisore dei conti sui conti annuali deve evidenziare tutti i flussi
             finanziari fra l’attività di servizio portuale dell’ente di gestione del porto e le restanti
             attività. La relazione del revisore dei conti deve essere conservata dallo Stato
             membro interessato e, a richiesta, essere messa a disposizione della Commissione.
             Una relazione distinta del revisore dei conti può essere considerata sufficiente purché
             contenga le stesse informazioni.
   3.        La presente direttiva lascia del tutto impregiudicati i diritti ed obblighi degli Stati
             membri a norma della direttiva 80/723/CEE.
                                                  Articolo 20
                                             Status internazionale
   La presente direttiva lascia del tutto impregiudicati i diritti e gli obblighi degli Stati membri in
   relazione allo status internazionale di porti, vie navigabili e zone marittime.
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                                    Relazione informativa e revisione
   Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione sull’applicazione della presente
   direttiva entro 36 mesi dalla data della sua entrata in vigore.
   Sulla base delle relazioni degli Stati membri, la Commissione procederà alla valutazione
   dell’attuazione della direttiva ad opera degli Stati membri, corredandola, ove occorra, di una
   proposta di revisione.
                                               Articolo 22
                                               Attuazione
   Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
   necessarie per conformarsi alla presente direttiva al più tardi entro [18 mesi dalla data di
   entrata in vigore della presente direttiva]. Essi ne informano immediatamente la
   Commissione.
   Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla
   presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione
   ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto
   interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
                                               Articolo 23
   La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
   Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
                                               Articolo 24
   Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
   Fatto a Bruxelles, il
   Per il Parlamento europeo                                  Per il Consiglio
   Il Presidente                                              Il Presidente
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