CELEX: C2002/097/29
Language: it
Date: 2002-04-20 00:00:00
Title: Causa T-38/02: Ricorso della società Groupe Danone contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 22 febbraio 2002

20.4.2002                IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 97/15
A sostegno delle sue pretensioni, l’associazione ricorrente fa                  «Ciampi» nell’ambito del processo unitario di privatizza-
valere i seguenti motivi ed argomenti:                                          zione del sistema bancario italiano, iniziato proprio con
                                                                                la prima. Si ritiene a questo riguardo che la Legge «Amato»
                                                                                aveva formato oggetto di espressa valutazione da parte
                                                                                della Convenuta in diverse occasioni nei riguardi delle
—    Le misure fiscali di favore per le operazioni di concentra-
                                                                                banche siciliane e del banco di Napoli. A quest’ultimo
     zione bancaria non sono selettive e non configurano un
                                                                                riguardo viene invocata la violazione dei principi del
     aiuto ad hoc. Si ritiene a questo riguardo che l’introdu-
                                                                                legittimo affidamento, di proporzionalità e di certezza del
     zioni di incentivi fiscali per le operazioni di concentra-
                                                                                diritto.
     zione bancaria prevista, sin dal 1990, nella regolamenta-
     zione italiana, con la funzione primaria di agevolare la
     privatizzazione del settore non ha altro scopo che
     quello di rendere meglio funzionante e più reattivo
     l’ordinamento fiscale con riferimento alla specifica realtà
     in evoluzione del sistema bancario italiano.
—    Le misure fiscali di favore previste per le operazioni di            Ricorso della società Groupe Danone contro la Commis-
     retrocessioni dei beni non strumentali alle fondazioni               sione delle Comunità europee, proposto il 22 febbraio
     non costituiscono aiuti, nella misura in cui le misure                                               2002
     fiscali previste non comportano un’effettiva rinuncia dello
     Stato all’acquisizione di entrate fiscali.                                                     (Causa T-38/02)
                                                                                                     (2002/C 97/29)
—    Entrambe le misure fiscali non falsano né minacciano di
     falsare la concorrenza. Da parte della Commissione
     mancherebbe su questo punto una qualsiasi indagine                                      (Lingua processuale: il francese)
     istruttoria. Viene sottolineato a questo riguardo, che le
     banche italiane, rispetto alle altre concorrenti comunitari,
     sono anche penalizzate da una maggiore imposizione
     fiscale, che difficilmente si riscontra nei regimi fiscali di        Il 22 febbraio 2002 la società Groupe Danone, con sede in
     altri Stati membri.                                                  Parigi, rappresentata dagli avv.ti Antoine Winkler e Marc
                                                                          Waha, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle
                                                                          Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle
—    Le misure fiscali accordate per le operazioni di concentra-          Comunità europee.
     zione bancaria non influiscono sugli scambi fra gli Stati
     membri.
                                                                          La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
—    Mancanza d’istruttoria e carenza di motivazione sull’in-             —     annullare la decisione in base all’art. 230 del Trattato CE;
     sussistenza di ipotesi di aiuto di minimis.
                                                                          —     ridurre, in subordine, l’ammenda impostale dalla deci-
                                                                                sione, in base all’art. 229 del Trattato CE;
—    Il rifiuto della Convenuta di procedere ad una valutazione
     concreta della regolamentazione italiana in questione                —     condannare la Commissione alle spese.
     l’avrebbe privata dell’opportunità di meglio comprendere
     la portata ed i contenuti della stessa; ciò che l’avrebbe
     probabilmente consentito di accertarne la corretezza
     sotto il profilo dei primo e terzo paragrafi dell’art. 87 CE,        Motivi e principali argomenti
     nonché di valutare correttamente la pertinenza della sua
     finalità. Infatti, la Commissione non avrebbe capito né il
     contenuto né la portata della regolamentazione italiana
                                                                          La decisione impugnata nella presente causa riguarda due
     oggetto della causa.
                                                                          intese sul mercato belga della birra. La prima intesa sarebbe
                                                                          stata conclusa tra le società Interbrew N.V. e Brouwerijen
                                                                          Alken-Maes N.V. Essa comprenderebbe in particolare un patto
—    Nella decisione impugnata, nella valutazione della possi-            generale di non aggressione, un accordo sui prezzi nel
     bile non compatibilità di talune norme della legge in                commercio al minuto e una ripartizione del mercato «Hôtel
     questione ai fini dell’art. 87, par. 1, CE, la Commissione           Restaurant Café» («horeca»). La Commissione non condanna la
     non avrebbe tenuto in nessuna considerazione il rilievo,             Alken-Maes per la sua partecipazione a tale intesa, ma
     ampiamente già trattato nel procedimento davanti alla                unicamente il suo azionista maggioritario dell’epoca, la ricor-
     Commissione della comune valenza e continuità delle                  rente, a causa della propria partecipazione all’intesa e del fatto
     leggi «Amato» (Legge n. 218, del 30 luglio 1990) e                   che essa formava un’entità economica con la Alken-Maes.
 ---pagebreak--- C 97/16                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       20.4.2002
La convenuta rileva anche l’esistenza di una seconda intesa               Ricorso della Jungbunzlauer AG contro la Commissione
sulle birre vendute con i marchi di distributori, conclusa tra la            delle Comunità europee, proposto il 25 febbraio 2002
Interbrew, la Alken-Maes e la Haacht e la Martens, riguardante
una ripartizione del mercato e una concertazione sui prezzi.
Per questa seconda intesa la decisione non condanna la                                             (Causa T-43/02)
ricorrente per il comportamento della sua ex controllata,
giacché non vi sarebbe stata implicata.
                                                                                                    (2002/C 97/30)
La ricorrente non mette in discussione gli accertamenti che                                   (Lingua processuale: il tedesco)
servono di base alla decisione impugnata. A sostegno dei suoi
assunti essa fa valere i seguenti motivi e principali argomenti:
—     La Commissione ha violato i principi di proporzionalità             Il 25 febbraio 2002 la Jungbunzlauer AG, con sede in Basilea
      e di parità di trattamento fissando un «importo di base»            (Svizzera), rappresentata dai sigg. R. Bechtold, M. Karl e
      dell’ammenda di 25 milioni di EUR.                                  U. Soltész, Rechtsanwälte, ha proposto, dinanzi al Tribunale di
                                                                          primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro la
                                                                          Commissione delle Comunità europee.
—     La decisione non sarebbe fondata in fatto, in quanto
      accerta che l’infrazione è durata dal 28 gennaio 1993 al
      28 gennaio 1998. Ciò facendo, la Commissione avrebbe
                                                                          La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      applicato un eccessivo fattore moltiplicatore all’importo
      dell’ammenda.
                                                                          —     annullare la decisione della Commissione 5 dicembre
                                                                                2001 (caso COMP/E-1/36.604 — Acido cidrico);
—     La decisione non sarebbe fondata in fatto ove rileva
      l’esistenza di una coercizione esercitata dalla ricorrente
      per costringere la Interbrew a collaborare all’intesa.              —     in subordine, ridurre l’ammenda inflitta dall’art. 3 della
                                                                                decisione;
—     La decisione non sarebbe fondata né in diritto né in fatto
      nell’aumentare l’ammenda a causa della circostanza che              —     condannare la convenuta alle spese.
      la ricorrente è stata già due volte condannata. In propo-
      sito, la Commissione avrebbe violato i principi «nulla
      poena sine lege», «non bis in idem» e della certezza del
      diritto.
                                                                          Motivi e principali argomenti
—     La decisione non sarebbe fondata né in diritto né in fatto
      ove riduce l’ammenda solo del 10 % per circostanze
      attenuanti. In realtà, la decisione avrebbe negato di               Oggetto della controversia è la decisione della Commissione
      considerare l’influenza del regime di controllo dei prezzi          5 dicembre 2001 (caso COMP/E-1/36.604 — Acido cidrico),
      e la tradizione di concertazione nel settore della birra, la        in cui la Commissione ha accertato che la ricorrente e quattro
      mancanza di effetti dell’intesa sul mercato, la dipendenza          altre imprese hanno violato l’art. 81, n. 1, CE e l’art. 53, n. 1,
      della Alken-Maes di fronte alla posizione dominante della           dell’accordo SEE, in quanto hanno partecipato a un accordo
      Interbrew, le difficoltà finanziarie della Alken-Maes ed il         continuato e/o a pratiche concordate nel settore dell’acido
      contesto di crisi del periodo in esame.                             cidrico. Alla ricorrente è stata inflitta un’ammenda dell’importo
                                                                          di EUR 17,64 milioni.
—     La decisione non sarebbe fondata né in diritto né in fatto
      ove conclude che la ricorrente ha contestato i fatti dedotti
      contro di essa. Per questo motivo la ricorrente avrebbe             In primo luogo la ricorrente fa valere che la decisione è rivolta
      dovuto fruire di una sostanziale riduzione dell’ammenda.            al destinatario sbagliato. In realtà essa avrebbe dovuto essere
                                                                          inviata alla Jungbunzlauer GesmbH, una società consociata
                                                                          della ricorrente.
La ricorrente fa anche valere una violazione dei suoi diritti
della difesa, nonché dell’obbligo di motivazione che incombe
alla Commissione.                                                         La ricorrente fa valere che la Commissione non avrebbe
                                                                          sufficientemente dimostrato le conseguenze effettive sul mer-
                                                                          cato e avrebbe rifiutato di valutare a favore della ricorrente il
                                                                          fatto che la Jungbunzlauer GesmbH avrebbe svolto nell’intesa
                                                                          un ruolo particolare.