CELEX: 31994D0911
Language: it
Date: 1994-12-15 00:00:00
Title: 94/911/CE: Decisione del Consiglio, del 15 dicembre 1994, che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dell'ambiente e del clima (1994-1998)

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31994D0911

94/911/CE: Decisione del Consiglio, del 15 dicembre 1994, che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dell'ambiente e del clima (1994-1998)  

Gazzetta ufficiale n. L 361 del 31/12/1994 pag. 0001 - 0024 edizione speciale finlandese: capitolo 16 tomo 3 pag. 0012  edizione speciale svedese/ capitolo 16 tomo 3 pag. 0012 

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 15 dicembre 1994 che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dell'ambiente e del clima (1994-1998) (94/911/CE)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 I, paragrafo 4,  vista la proposta della Commissione (1),  visto il parere del Parlamento europeo (2),  visto il parere del Comitato economico e sociale (3),  considerando che, con decisione n. 1110/94/CE (4), il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il quarto programma quadro di azioni comunitarie di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (RST) per il periodo 1994-1998, che definisce  tra l'altro le attività che verranno svolte nel settore dell'ambiente e del clima; che la presente decisione è adottata alla luce dei motivi esposti nel preambolo di tale decisione;  considerando che l'articolo 130 I, paragrafo 3 del trattato prevede che l'attuazione del programma quadro avvenga mediante programmi specifici sviluppati nell'ambito di ciascuna azione del programma quadro e che ogni programma specifico precisi le  modalità dettagliate di attuazione del medesimo, ne fissi la durata e preveda i mezzi ritenuti necessari;  considerando che l'importo ritenuto necessario per realizzare il presente programma ammonta a 532 milioni di ecu; che gli stanziamenti per ogni esercizio finanziario sono stabiliti dall'autorità di bilancio, subordinatamente alla disponibilità di  risorse nell'ambito delle prospettive finanziarie e alle condizioni fissate all'articolo 1, paragrafo 3 della decisione n. 1110/94/CE;  considerando che le azioni da svolgere nell'ambito del presente programma contribuiscono a sviluppare le conoscenze scientifiche e le competenze tecniche di cui l'Unione ha bisogno per esercitare il suo mandato in materia di ambiente conferitole nel  titolo XVI, terza parte del trattato;  considerando che il presente programma può dare un contributo significativo alla promozione della crescita, al rafforzamento della competitività e allo sviluppo dell'occupazione all'interno della Comunità, come sottolineato dal Libro bianco «Crescita,  competitività e occupazione»;  considerando che il contenuto del quarto programma quadro di azioni comunitarie di RST è stato stabilito conformemente al principio di sussidiarietà, che il presente programma specifico precisa il contenuto delle azioni che veranno realizzate  conformemente a tale principio nel settore dell'ambiente e del clima;  considerando che la decisione n. 1110/94/CE stabilisce che un'azione comunitaria è giustificata se la ricerca condotta contribuisce tra l'altro a rafforzare la coesione economica e sociale della Comunità e a favorire il suo sviluppo globale equilibrato,  compatibilmente con il perseguimento dell'obiettivo della qualità scientifica e tecnologica; che il presente programma intende contribuire al conseguimento di tali obiettivi;  considerando che la Comunità dovrebbe sostenere soltanto azioni RST di elevato livello qualitativo;  considerando che al presente programma specifico si applicano le norme per la partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca [compreso il Centro comune di ricerca (CCR)] e delle università, nonché le norme applicabili alla divulgazione dei  risultati della ricerca precisate nelle disposizioni di cui all'articolo 130 J del trattato;  considerando che è necessario prevedere misure atte a favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese (PMI) al presente programma, in particolare attraverso misure di incentivazione tecnologica;  considerando che gli sforzi della Commissione per semplificare e accelerare le procedure relative alle domande e alla selezione e per renderle più trasparenti devono essere proseguiti al fine di favorire l'attuazione del programma e di facilitare  l'azione che le aziende, in particolare le PMI, i centri di ricerca e le università devono intraprendere per partecipare ad un'azione comunitaria di RST;  considerando che il presente programma contribuirà a potenziare le sinergie tra le attività di RST condotte nel settore dell'ambiente e del clima dai centri di ricerca, dalle università e dalle imprese, in particolare le PMI, stabiliti negli Stati  membri e tra queste attività e le corrispondenti azioni comunitarie di RST;  considerando che può risultare opportuno avviare attività di cooperazione internazionale con organizzazioni internazionali e paesi terzi ai fini dell'attuazione del presente programma;  considerando che il presente programma dovrebbe comprendere anche azioni di diffusione e valorizzazione dei risultati di RST, in particolare verso le PMI, soprattutto quelle situate negli Stati membri e nelle regioni che meno partecipano al programma,  nonché azioni di stimolo della mobilità e della formazione dei ricercatori, elaborate nell'ambito del presente programma, secondo quanto necessario per la sua corretta attuazione;  considerando che è opportuno effettuare un'analisi delle eventuali conseguenze socioeconomiche e dei rischi tecnologici connessi con il programma;  considerando che è opportuno controllare in maniera continua e sistematica i progressi compiuti con il presente programma, allo scopo di adeguarlo, se necessario, all'evoluzione scientifica e tecnologica in questo settore; che, a tempo debito, sarà  opportuno procedere ad una valutazione indipendente dei progressi compiuti con il programma per fornire tutte le informazioni di fondo necessarie per determinare gli obiettivi del quinto programma quadro di RST; che al termine del presente programma  sarà opportuno effettuare una valutazione finale dei risultati ottenuti comparati con gli obiettivi fissati nella presente decisione;  considerando che, nella risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio del 1° febbraio 1993, riguardante un programma comunitario di politica e di azione a favore dell'ambiente e di uno  sviluppo sostenibili (5), la ricerca scientifica e il progresso tecnico sono stati considerati tra gli strumenti principali per mettere in atto la politica in questione;  considerando che il presente programma deve essere inserito in una strategia globale della Comunità europea per adempiere gli impegni internazionali risultanti dalla conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo, in particolare quelli  riguardanti la riduzione dei gas a effetto serra;  considerando che la natura delle azioni da svolgere nell'ambito del presente programma richiede un coordinamento con le azioni svolte nell'ambito di altri programmi specifici e una migliore interazione con le azioni svolte in altri ambiti quali EUREKA e  COST;  considerando che verrà rafforzato il coordinamento in particolare con azioni svolte nell'ambito del programma CCR e del programma di cooperazione con paesi terzi e organizzazioni internazionali;  considerando che il CCR può partecipare alle azioni indirette contemplate dal presente programma;  considerando che attraverso il proprio programma di azioni dirette il CCR contribuisce in parte alla realizzazione degli obiettivi comunitari di RST nei settori contemplati dal presente programma;  considerando che è stato consultato il Comitato della ricerca scientifica e tecnica (CREST),  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:   Articolo 1  Per il periodo dalla data di adozione della presente decisione al 31 dicembre 1998 è adottato un programma specifico di ricerca e sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dell'ambiente e del clima, quale definito all'allegato I.   Articolo 2  1.  L'importo ritenuto necessario per l'esecuzione del programma ammonta a 532 milioni di ecu, comprensivi del 7,4 % al massimo per spese di personale e di funzionamento della Commissione:  2.  L'allegato II contiene la ripartizione indicativa dell'importo.  3.  L'autorità di bilancio determina gli stanziamenti per ogni esercizio, fatta salva la disponibilità di risorse nel quadro delle prospettive finanziarie e in conformità delle condizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 3 della decisione n. 1110/94/CE,  tenuto conto dei principi di sana gestione di cui all'articolo 2 del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.   Articolo 3  1.  Le modalità generali di partecipazione finanziaria della Comunità sono quelle previste all'allegato IV della decisione n. 1110/94/CE.  2.  Le modalità di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università, nonché le modalità di diffusione dei risultati sono precisate nelle disposizioni previste all'articolo 130 J del trattato.  3.  L'allegato III contiene le modalità specifiche di realizzazione del presente programma, aggiuntive rispetto a quelle di cui ai paragrafi 1 e 2.   Articolo 4  1.  Per contribuire tra l'altro ad assicurare la realizzazione economicamente efficiente del presente programma, la Commissione esamina, in modo continuo e sistematico, avvalendosi dell'assistenza di esperti esterni e indipendenti, lo stato  di attuazione del programma rispetto agli obiettivi definiti all'allegato I e precisati nel programma di lavoro. Essa esamina in particolare se gli obiettivi, le priorità e gli strumenti finanziari sono ancora adeguati all'evolversi della situazione.  Ove necessario, in funzione dei risultati del suo esame, essa presenta proposte volte ad adeguare o completare il programma.  2.  Per contribuire alla valutazione delle azioni comunitarie prevista dall'articolo 4, paragrafo 2 della decisione n. 1110/94/CE, e in conformità con lo scadenzario fissato in tale paragrafo, la Commissione incarica esperti esterni indipendenti e  qualificati di effettuare una valutazione esterna delle azioni svolte nei settori contemplati dal presente programma e della relativa gestione nel quinquennio precedente tale valutazione.  3.  Al termine del presente programma, la Commissione incarica esperti indipendenti di eseguire una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti all'allegato III della decisione n. 1110/94/CE, e all'allegato I della  presente decisione. Essa trasmette la relazione di valutazione finale al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale.   Articolo 5  1.  La Commissione definisce e, se del caso, aggiorna un programma di lavoro conformemente agli obiettivi enunciati nell'allegato I e alla ripartizione indicativa dell'importo di cui all'allegato II. Il programma di lavoro specifica:  - gli obiettivi scientifici e tecnologici e i compiti di ricerca, compresa eventualmente l'indicazione dei destinatari finali dei risultati;  - il calendario di attuazione, comprese le date degli inviti a presentare proposte;  - le modalità finanziarie e di gestione proposte, tra cui modalità specifiche per l'attuazione delle misure di incentivazione tecnologica per le PMI e di altre misure, comprese quelle di preparazione, di accompagnamento e di sostegno;  - Le modalità relative al coordinamento con le altre azioni di RST svolte in questo settore, in particolare nel quadro del programma del CCR, del programma specifico di cooperazione con paesi terzi e organizzazioni internazionali e di altri programmi  specifici e, se del caso, volte a garantire una maggiore interazione con le azioni svolte in altri ambiti, come EUREKA e COST;  - le modalità relative alla diffusione, alla tutela e alla valorizzazione dei risultati delle azioni di RST svolte nel quadro del programma.  2.  La Commissione elabora gli inviti a presentare proposte di progetti in base al programma di lavoro.   Articolo 6  1.  La Commissione è responsabile dell'attuazione del programma.  2.  Nei casi di cui all'articolo 7, paragrafo 1 la Commissione è assistita da un comitato, composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.  3.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il  parere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per le decisioni che il Consiglio deve adottare su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri  viene attribuita la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla votazione.  4.  La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.  5.  Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.  6.  Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure in questione.   Articolo 7  1.  La procedura di cui all'articolo 6, paragrafi da 2 a 6, si applica nei seguenti casi:  - definizione e aggiornamento del programma di lavoro di cui all'articolo 5, paragrafo 1;  - contenuto degli inviti a presentare proposte e fissazione di criteri e meccanismi per l'approvazione e la selezione dei progetti;  - valutazione delle attività di RST proposte per un finanziamento comunitario nonché dell'importo stimato della partecipazione della Comunità per le singole azioni quando quest'ultimo è pari o superiore a 0,25 milioni di ecu;  - qualsiasi modifica della ripartizione indicativa dell'importo figurante nell'allegato II;  - modalità specifiche per la partecipazione finanziaria della Comunità alle varie azioni previste;  - misure e parametri di riferimento per la valutazione del programma;  - eventuali divergenze dalle modalità di cui all'allegato III;  - partecipazione di soggetti giuridici di paesi terzi e di organizzazioni internazionali ai progetti.  2.  Qualora, ai sensi del paragrafo 1, terzo trattino, l'ammontare della partecipazione della Comunità sia inferiore a 0,25 milioni di ecu, la Commissione informa il comitato in merito ai progetti e all'esito della loro valutazione.  3.  La Commissione informa regolarmente il comitato circa l'evolversi dell'attuazione complessiva del programma.   Articolo 8  La partecipazione al presente programma può essere aperta, sulla base di una valutazione progetto per progetto e senza sostegno finanziario della Comunità, a soggetti giuridici stabiliti in paesi terzi, qualora ciò contribuisca  effettivamente all'attuazione del programma tenendo conto del principio del vantaggio reciproco.   Articolo 9  Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, addì 15 dicembre 1994.  Per il Consiglio Il Presidente A. MERKEL  (1) GU n. C 228 del 17. 8. 1994, pag. 78.(2) GU n. C 341 del 5. 12. 1994.(3) Parere emesso il 14 settembre 1994 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).(4) GU n. L 125 del 18. 5. 1994, pag. 1.(5) GU n. C 138 del 17. 5. 1993, pag. 1.    ALLEGATO I   OBIETTIVI E CONTENUTO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO   Introduzione  Il presente programma specifico rispecchia fedelmente gli orientamenti del quarto programma quadro, applica i criteri di selezione definiti in tale programma e ne precisa gli obiettivi scientifici e tecnologici.  Il capitolo 3 (introduzione e le parti A e B) dell'allegato III, prima azione di detto programma quadro, costituisce parte integrante del presente programma.  Il programma richiede la continuità indispensabile a mantenere e potenziare le capacità di RST già realizzate nel corso dei programmi precedenti. Oltre a portare avanti e valorizzare gli sforzi per far crescere la RST ambientale su scala europea, il  programma consoliderà la realizzazione delle reti di eccellenza, tenendo conto, se del caso, della necessità di promuovere la coesione.  Il programma è incentrato su un numero limitato di temi e di settori per i quali è giustificata un'azione della Comunità. Tuttavia i problemi ambientali diventeranno sempre più complessi e richiederanno un'impostazione interdisciplinare e una ricerca  sulle analisi dei sistemi.  Il programma verte su quattro temi: (A) l'ambiente naturale, la qualità dell'ambiente e il cambiamento su scala mondiale; (B) le tecnologie per l'ambiente; (C) le tecnologie spaziali applicate alla sorveglianza dell'ambiente e alla ricerca ambientale;  (D) dimensione umana delle trasformazioni ambientali.  Nell'intento di concentrare gli sforzi della ricerca comunitaria e di conferirle un profilo di più alto livello nel contesto della ricerca mondiale sul cambiamento a livello planetario, le attività di ricerca prospettate in questo settore saranno  portate avanti nell'ambito della rete ENRICH (European Network for Research into Global Change). Dette ricerche saranno utili per realizzare gli obiettivi del Programma internazionale Geosfera-Biosfera (IGBP), del Programma di ricerca sul clima mondiale  (WCRP) nonché del programma HDP (Human Dimension of Global Environmental Change Programme) nel senso che i risultati potranno essere usati per l'attuazione del Quinto programma quadro di azione per l'ambiente. Si terrà altresì conto delle esigenze  scientifiche indicate all'atto dell'istituzione del Sistema mondiale di osservazione del clima (GCOS) e del Sistema mondiale di osservazione della terra (GTOS). Inoltre le attività del programma saranno coordinate con quelle del programma «Scienze e  tecnologie marine».  Conformemente al programma quadro, le ricerche condotte nell'ambito di ciascun tema e dei vari settori che li compongono dovranno perseguire i seguenti obiettivi:  1. Contribuire a potenziare le basi scientifiche necessarie ad attuare la politica ambientale dell'Unione, rafforzando, se necessario, attraverso la ricerca di base, le capacità strategiche di tale attuazione e riconciliando i concetti di salute e  sicurezza delle persone, di protezione dell'ambiente e di gestione sostenibile delle risorse con le legittime aspirazioni di sviluppo e crescita economici dell'Europa (temi da A a D).  2. Contribuire a realizzare gli obiettivi dei programmi mondiali di ricerca sul cambiamento mondiale (temi A, C e D) concentrandosi sugli aspetti in cui solo un intervento a livello di Unione può produrre risultati significativi attraverso grandi  progetti organizzati in concertazione con gli Stati membri.  3. Contribuire a sviluppare prodotti, tecnologie, tecniche e servizi ambientali che rispondano a nuove esigenze e che, se sfruttati, potrebbero servire a rilanciare la crescita economica (in modo durevole e sostenibile) e a creare nuovi posti di lavoro,  come sottolinea il Libro bianco della Commissione «Crescita, competitività e occupazione» (temi B, C e D).  Ove necessario, l'effettiva attuazione di questi obiettivi sarà facilitata dall'individuazione dei reali «consumatori finali» dei risultati. La ricerca atta a rafforzare le basi scientifiche dovrebbe essere destinata a gruppi di ricerca, reti e  programmi internazionali specifici. La ricerca intesa a rafforzare lo sviluppo e l'attuazione della politica ambientale dell'Unione dovrebbe riflettere le esigenze del programma comunitario di Politica e Azione in relazione all'ambiente e allo sviluppo  sostenibile (1) nonché dell'Agenzia europea dell'ambiente. Lo sfruttamento potenziale a livello industriale dei risultati dei progetti dovrebbe essere agevolato indirizzandolo verso ambienti industriali specifici, in particolare quelli che hanno  attinenza con le PMI.  Le azioni descritte saranno condotte attraverso una stretta collaborazione tra le università, le istituzioni scientifiche e le imprese degli Stati membri, ivi comprese le PMI.  Per promuovere e favorire la partecipazione delle PMI si ricorrerà a misure di stimolo tecnologico basandosi sull'esperienza acquisita in ambito CRAFT e a premi di fattibilità, tenendo conto delle esigenze delle PMI situate in regioni meno avanzate.  Si potranno istituire reti regionali di ricerca interdisciplinare al fine di esaminare, in una prospettiva europea, i problemi specifici di talune regioni europee, tra cui il bacino mediterraneo, le aree del Mar Baltico e del Mare del Nord, le Alpi, le  regioni nordiche e artiche, compreso il circolo polare artico.  Infine, nei settori di sua competenza, azioni complementari saranno attuate dal CCR, in particolare nelle aree A.I «Cambiamento climatico e sue conseguenze sulle risorse naturali», A.II «Fisica e chimica dell'atmosfera, processi biosferici e  conseguenze», B.I «Strumenti, tecniche e metodi di monitoraggio dell'ambiente», B.II «Tecnologie e metodi per la valutazione dei rischi e per la protezione e il ripristino dell'ambiente» e C «Tecniche spaziali applicate al monitoraggio ed alla ricerca  nel campo dell'ambiente» descritti di seguito (2).   CONTENUTO  A. Ricerca sull'ambiente naturale, la qualità dell'ambiente e il cambiamento globale Verranno fornite chiare direttive nell'ambito del programma di lavoro per quanto riguarda la delimitazione degli obiettivi e delle attività di ricerca compresi in questo programma in particolare, e delle pertinenti parti del «Programma di scienze e  tecnologie marine» nonché, se del caso, di altri programmi specifici. Sarà necessario tener conto di altri pertinenti meccanismi di coordinamento che operano attraverso ENRICH.  Settore I:Cambiamento climatico e sue conseguenze sulle risorse naturali A.I.1. Processi fondamentali del sistema climatico Obiettivi - Favorire una migliore comprensione e descrizione dei processi fondamentali del sistema climatico, in particolare per quanto riguarda le influenze reciproche su scala mondiale e regionale.  - Migliorare i modelli climatici, tenendo conto e integrandovi una migliore conoscenza dei processi fondamentali del clima.  Attività di ricerca A.I.1.1) Analisi e descrizione delle interazioni tra atmosfera e superficie terrestre, compreso lo studio del ruolo dei pozzi e serbatoi di gas a effetto serra in relazione ai processi dinamici del sistema climatico, nonché del ruolo nel ciclo  idrologico, in particolare a livello regionale.  A.I.1.2) Analisi e descrizione delle interazioni tra processi atmosferici e circolazione oceanica.  A.I.1.3) Analisi e descrizione delle interazioni tra atmosfera, criosfera e oceani e rispettivo ruolo nel sistema climatico.  A.I.1.4) Studi sugli accoppiamenti radiativi, ivi compreso il ruolo dei gas ad effetto serra nella troposfera e nella bassa stratosfera delle nubi e della loro dinamica e delle particelle in sospensione (aerosol).  A.I.1.5) Studi dei cicli globali dei gas ad effetto serra, loro bilancio atmosferico e loro flussi e trasformazioni negli oceani, nella biosfera e nella litosfera.  A.I.2. Il sistema climatico nel passato Obiettivo Contribuire alla ricostruzione ad alta risoluzione delle condizioni climatiche e ambientali legate al clima, per arricchire la documentazione e migliorare la comprensione delle modalità di funzionamento del sistema climatico.  Attività di ricerca A.I.2.1) Ricostruzione, su scala mondiale regionale, delle condizioni climatiche e ambientali durante gli ultimi cicli climatici (± 250 000 anni).  A.I.2.2) Acquisizione, convalida, analisi e interpretazione di dati provenienti da carotaggi profondi in strati glaciali antichi e ricerche glaciologiche connesse. Modellizzazione della reologia del ghiaccio e del flusso glaciale.  A.I.2.3) Ricostruzione dell'evoluzione e della variabilità del clima nell'olocene e nel tardo olocene.  A.I.2.4) Analisi della dinamica dei cambiamenti climatici e della variabilità dei climi ricostituiti.  A.I.3. Variabilità e simulazione del clima e previsione del cambiamento climatico Obiettivi - Descrivere l'evoluzione e la variabilità del clima in tempi recenti (più o meno secolo scorso) e prevedere evoluzione e variabilità del medesimo nel prossimo secolo, in particolare in risposta a possibili scenari di cambiamenti delle concentrazioni  atmosferiche di gas ad effetto serra, dei solfati in sospensione nell'atmosfera e impoverimento dello strato di ozono.  - Migliorare i modelli climatici, in particolare migliorando la loro rappresentazione dei principali processi dinamici, fisici, chimici e biologici che si ritiene influenzino in modo sostanziale l'attuale situazione del sistema climatico e la sua futura  evoluzione.  - Creare scenari più perfezionati del cambiamento climatico a risoluzione regionale (europea) per utilizzarli nella previsione degli impatti sull'ambiente, la società e l'economia.  Per realizzare questi obiettivi, saranno associati attraverso un'azione concertata i centri europei di modellizzazione del clima onde consentire ai gruppi scientifici di accedere ai modelli e agli strumenti più perfezionati.  Attività di ricerca A.I.3.1) Sviluppo, convalida e applicazione di modelli climatici perfezionati collegati a condizioni presenti e passate.  A.I.3.2) Analisi e descrizione del clima attuale e della sua variabilità mediante dati a scala mondiale e regionale.  A.I.3.3) Analisi della variabilità del clima prevista dagli attuali modelli climatici; sviluppo e applicazione di adeguati metodi statistici per convalidare le previsioni derivanti dai modelli rispetto ai dati reali.  A.I.3.4) Sviluppo di scenari climatici nuovi e migliorati a livello mondiale e regionale.  A.I.3.5) Sviluppo di modelli per la previsione stagionale di parametri climatici, compresi i modelli per la previsione stagionale dei fenomeni estremi (precipitazioni, siccità); elaborazione di metodi per la convalida dei modelli.  A.I.3.6) Sviluppo di metodi di riduzione di scala (downscaling) per giungere ad una simulazione corretta della variabilità del tempo atmosferico (ad esempio, delle precipitazioni), garantendo un'elevata risoluzione in termini spaziali e temporali;  perfezionamento delle previsioni riguardanti le variazioni nel tipo, nella distribuzione e nella frequenza dei fenomeni meteorologici estremi.  A.I.3.7) Studi delle retroazioni delle trasformazioni ambientali a lungo termine (decenni/secoli) sul sistema climatico, con particolare riguardo alle trasformazioni della biosfera e del ciclo idrologico.  A.I.3.8) Studio dei cambiamenti del livello medio dei mari, dei dati statistici sui livelli dei mari, delle tempeste e delle inondazioni, soprattutto per le zone più esposte a quest'ultimo fenomeno.  A.I.4. Ripercussioni dei cambiamenti climatici e di altri fattori ambientali sulle risorse naturali Obiettivo Valutare gli impatti più importanti sulle risorse naturali e la capacità di un adattamento sostenibile a pressioni antropiche variabili e al cambiamento e alla variabilità del clima.  A.I.4.a) Risorse idriche in Europa Obiettivo Migliorare la conoscenza di probabili effetti del cambiamento del clima e di altre trasformazioni ambientali (comprese le mutate richieste antropiche e la pressione demografica) sulle risorse idriche di superficie e sotterranee, in termini di qualità e  di quantità nella prospettiva di migliorare la comprensione dei processi soggiacenti e fornire le basi per la messa a punto, con cognizione di causa, di strategie per la loro gestione futura.  Attività di ricerca A.I.4.a)1) Elaborazione di metodi e di modelli volti a stimare, prevedere e aumentare la disponibilità di risorse idriche in seguito alle trasformazioni ambientali, in particolare nelle regioni in cui si può prevedere una divergenza tra la disponibilità  e la domanda d'acqua.  A.I.4.a)2) Sviluppo di tecniche volte a valutare e migliorare le riserve idriche sotterranee e a valutare le relazioni tra le acque sotterranee e le interazioni acqua/terreno in configurazioni geologiche diverse ed il trasporto di agenti contaminanti  attraverso le falde di acque sotterranee sature e non sature e nelle interazioni acqua marina/acque sotterranee.  A.I.4.a)3) Sviluppo di studi di zone di raccolta integrate e modelizzazione di sistemi fluviali (compresi i modelli di flusso).  A.I.4.a)4) Sviluppo di tecniche destinate a ripristinare la qualità delle acque superficiali e sotterranee impoverite dall'inquinamento a seguito di pratiche agricole, da un utilizzo inadeguato dei terreni o da altre fonti di inquinamento.  A.I.4.a)5) Valutazione e convalida di tecniche e metodi di gestione integrata sia delle acque superficiali che delle acque sotterranee in relazione con azioni appropriate del programma «Telematico».  A.I.4.a)6) Valutazione delle incidenze di una variazione del livello del mare sull'approvvigionamento di acqua nelle regioni costiere e rispetto ad altri fattori.  A.I.4a)7) Valutazione degli effetti del cambiamento climatico sulla quantità e la qualità delle risorse idriche delle regioni di montagna compresa la valutazione dei ghiacciai alpini quale riserva di acqua. Messa a punto di metodi di controllo e  valutazione delle possibilità di utilizzazione sostenibile.  A.I.4.b) Agricoltura, foreste e ambiente naturale Obiettivo Studiare e valutare i probabili effetti del cambiamento climatico e di altre trasformazioni ambientali sulle colture, sulle foreste e su altri ecosistemi terrestri, e le loro conseguenze per le corrispondenti risorse della biosfera in Europa; fornire la  base per valutare l'impatto socio-economico delle conseguenze in questione e per definire strategie relative alla loro futura gestione.  Attività di ricerca A.I.4.b)1) Analisi e descrizione dell'impatto a lungo termine del cambiamento climatico e di altri fattori antropici sull'ambiente naturale e sullo sviluppo sostenibile e sulla produttività dell'agricoltura e della silvicoltura in Europa.  A.I.4.b)2) Elaborazione, convalida e applicazione dei modelli meccanistici regionali che descrivono gli effetti di un cambiamento climatico e dei parametri legati al clima quali la concentrazione di CO2, sull'agricoltura, la silvicoltura e gli  ecosistemi naturali, tenuto conto anche di altri effetti di origine antropica.  A.I.4.b)3) Sviluppo dei modelli di previsione per valutare le reazioni della biodiversità alle trasformazioni ambientali a lungo termine; valutazione delle conseguenze del cambiamento climatico sulla biodiversità; sviluppo della base scientifica per  strategie di conservazione in situ; definizione di criteri per ottimizzare la struttura del paesaggio onde evitare estinzioni e mantenere un'adeguata diversità.  A.I.4.b)4) Studio degli effetti particolari prodotti dal cambiamento climatico sulla foresta boreale e su ecosistemi marginali come le zone umide, la tundra e la taiga nella regione artica e subartica nonché sulle foreste mediterranee.  A.I.4.b)5) Studi integrati sugli effetti del clima e dei fattori antropici sugli ecosistemi di montagna e creazione di relazioni che consentano di valutare l'impatto socioeconomico.  A.I.4.b)6) Elaborazione di modelli destinati a valutare gli impatti potenziali sull'ambiente sia naturale che urbano e sulla salute di un'emissione più elevata di radiazioni UV-B.  A.I.4.b)7) Valutazione della maniera in cui l'utilizzo dei terreni - attraverso attività quali la silvicoltura, le pratiche agricole, l'urbanizzazione, la raccolta e il trattamento dei rifiuti, il drenaggio delle acque, la concentrazione di attività  industriali specifiche nelle regioni costiere, il turismo, le attività del genio civile - possono influenzare l'eutrofizzazione e l'inquinamento degli ecosistemi acquatici.  A.I.4.b)8) Contributo alla comprensione delle modifiche e del ripristino degli ecosistemi forestali a seguito degli incendi di foreste.  A.I.4.c) Risorse terrestri e minaccia di desertificazione ed erosione del suolo in Europa Obiettivi - Garantire un approccio integrato alla comprensione del processo di desertificazione e di erosione del suolo in Europa, nell'ambito del cambiamento climatico ai fini di un'inversione di tale processo. L'approccio terrà in considerazione il sistema  complesso dei vari fattori interdipendenti che portano al degrado delle risorse terrestri in zone sensibili alla desertificazione e all'erosione del suolo.  - Sviluppare i fondamenti scientifici per una gestione razionale delle risorse terrestri in determinate zone europee minacciate o colpite dalla desertificazione e dall'erosione del suolo.  Attività di ricerca A.I.4.c)1) Ricerca integrata che consenta di valutare qualitativamente e quantitativamente il ruolo relativo dei vari processi - di origine climatica, idrologica, biologica e legati al suolo - che intervengono nella desertificazione e nell'erosione del  suolo.  A.I.4.c)2) Modellizzazione della dinamica complessa dei vari processi interessati, a varie scale spaziali e temporali, in sistemi desertificati o sensibili alla desertificazione o all'erosione del suolo, ivi comprese le ripercussioni sul clima, onde  prevedere l'evoluzione del fenomeno.  A.I.4.c)3) Elaborazione di insiemi di dati adeguati che permettano di rilevare eventuali cambiamenti e di convalidare i modelli; individuazione degli indici di desertificazione e di erosione del suolo potenziali.  A.I.4.c)4) Elaborazione e perfezionamento delle misure e delle strategie di lotta per controllare e ridurre il degrado delle risorse terrestri in zone sensibili alla desertificazione e all'erosione del suolo, e valutazione degli interventi tecnologici  indispensabili.  Settore II:Fisica e chimica dell'atmosfera, interazioni con la biosfera e meccanismi d'azione delle modifiche ambientali A.II.1. Fisica e chimica dell'atmosfera Obiettivi - Comprendere i processi che determinano la situazione e l'evoluzione della fascia di ozono nella stratosfera, in particolare i processi che possono provocare la riduzione, e comprendere l'impatto ambientale delle attività umane in modo da prevedere le  modifiche della situazione della fascia di ozono.  - Comprendere e quantificare i processi chimici che avvengono nella troposfera; valutare il contributo dei processi regionali (su scala europea) alle trasformazioni ambientali a livello di emisfero e di globo.  Sarà necessario migliorare l'infrastruttura per la raccolta e la condivisione dei dati risultanti da esperimenti realizzati mediante una collaborazione europea, e agevolare l'accesso a strutture comuni ai fini dell'effettuazione di siffatti esperimenti,  ad esempio aerei di ricerca, osservazioni specifiche da terra e laboratori appropriati. La rete ENRICH parteciperà a tali attività. Sarà parimenti necessaria una stretta cooperazione con altri programmi.  Attività di ricerca A.II.1.a) Chimica della stratosfera e riduzione della fascia di ozono Si ritiene che possa essere necessario un aiuto per agevolare l'accesso a talune strutture di grandi dimensioni al fine di consentire un'efficace attuazione, a livello europeo, di esperimenti in collaborazione su vasta scala, previsti nel quadro delle  attività di ricerca sotto indicate.  - Raccolta di dati, interpretazione e modellizzazione della dinamica e dell'evoluzione della composizione chimica della bassa stratosfera alle medie e alte latitudini dell'emisfero settentrionale; rilevamento dell'inizio e dell'estensione delle  perturbazioni di origine chimica e della riduzione dell'ozono da esse provocata; rappresentazione cartografica dell'evoluzione della concentrazione dell'ozono e dei componenti in tracce nella bassa stratosfera in funzione del tempo e dello spazio;  valutazione delle ripercussioni del trasporto, latitudinale e longitudinale, di aria contaminata chimicamente.  - Comprensione e modellizzazione dei processi omogenei ed eterogenei che influenzano la ripartizione e la distribuzione nella stratosfera dei radicali attivi degli alogeni, dell'azoto e dell'idrogeno; studio della dinamica e della composizione dell'aria  nella bassa stratosfera; valutazione della distribuzione e dell'evoluzione delle radiazioni solari ultraviolette in Europa; valutazione degli scambi tra troposfera e stratosfera.  A.II.1.b) Fisica e chimica della troposfera - Capacità di autodepurazione dell'atmosfera; studio dei processi chimici e meteorologici che determinano le concentrazioni dei componenti ossidanti quali i radicali idrossile e l'ozono, compresi gli effetti dei gas di scarico prodotti dagli aerei e di  altri gas di combustione sul livello di ozono contenuto nell'atmosfera e sulla sua evoluzione, e quelli delle emissioni nel bacino mediterraneo sulla troposfera libera di altre regioni.  - Individuazione delle origini e delle modifiche a livello fisico e chimico delle particelle di aerosol nell'atmosfera e loro interazione con le nubi; studi sulle proprietà e sulla chimica delle nubi.  - Valutazione quantitativa del ruolo svolto dalle emissioni naturali (gas e particelle) nella chimica atmosferica; emissione di componenti organici volatili da parte della vegetazione e loro contributo alla formazione di ozono, liberazione di componenti  solforosi e alogenati durante le attività biologiche dell'ambiente marino ed emissione biologica di azoto in forma ridotta e ossidata; valutazione delle conseguenze delle emissioni provocate dai combustibili fossili.  - Caratterizzazione di «segnali chimici di allarme rapido» che mettano in evidenza il potenziale cambiamento globale nell'atmosfera, come la riduzione dell'ozono troposferico nell'Artico e le concentrazioni elevate di acido nitroso nelle città (nella  prospettiva di sistemi regionali di allarme rapido).  - Sviluppo e convalida di modelli e di strumenti di valutazione che consentano di descrivere la dinamica spaziale e temporale dell'ozono nelle regioni montuose.  A.II.2. Processi biosferici Obiettivi - Capire meglio i processi che avvengono negli ecosistemi terrestri, acquatici, fluviali, costieri e comprendere come e in che misura essi risentono delle trasformazioni ambientali, compresi il futuro e gli effetti delle sostanze tossiche e gli effetti  delle radiazioni UV-B.  - Capire meglio il ruolo svolto dalla biodiversità negli ecosistemi; comprendere i meccanismi che regolano il mantenimento e l'evoluzione della biodiversità e le influenze che le trasformazioni ambientali esercitano su tali meccanismi, compresi gli  effetti delle attività umane.  Attività di ricerca A.II.2.a) Funzionamento degli ecosistemi A.II.2.a)1) Analisi dei processi che intervengono negli ecosistemi; individuazione delle perturbazioni che detti processi subiscono in seguito ai cambiamenti dei fattori ambientali, tenendo conto della loro variabilità spaziale e temporale.  Si dovrà porre l'accento sulla produzione primaria e sui flussi di elementi chimici, di materie organiche, di acqua e di energia all'interno degli ecosistemi e tra di essi (ad esempio tra ecosistemi terrestri e costieri), sui meccanismi fisico-chimici e  biologici che determinano questi flussi, in particolare il ciclo della materia organica, nonché sui processi di retroazione (ad esempio, quelli che controllano le emissioni gassose liberate nell'atmosfera dagli ecosistemi, l'assorbimento e l'emissione  di carbonio, ecc.) e sui processi biologici che svolgono un ruolo importante nel funzionamento e nella dinamica delle popolazioni (aspetti demografici e genetici e evoluzione della biomassa).  A.II.2.a)2) Quantificazione dei flussi di inquinanti organici e inorganici all'interno degli ecosistemi e tra di essi; analisi del comportamento e della trasformazione di questi inquinanti e loro effetti sui processi che avvengono negli ecosistemi;  studio delle interazioni tra gli effetti degli inquinanti e l'eutrofizzazione.  A.II.2.a)3) Formulazione degli indicatori relativi alle ripercussioni sull'ambiente dei vari inquinanti e gas ad effetto serra, eventualmente differenziati per regione, per orientare le scelte tecnologiche e le strategie in caso di scambio tra le  emissioni. La ricerca in quest'ambito potrebbe contribuire a definire indicatori in grado di evidenziare la riduzione dei vari inquinanti.  A.II.2.a)4) Studio dei fattori che determinano la stabilità delle strutture degli ecosistemi, il loro adattamento e la loro resistenza alla trasformazioni ambientali, comprese le loro reazioni al miglioramento delle condizioni ambientali.  A.II.2.a)5) Valutazione degli effetti dei fattori ambientali, naturali e antropici, sui principali processi e strutture biologici nell'ottica di un ecosistema.  A.II.2.a)6) Sviluppo di metodi di analisi funzionali quali basi per la gestione integrata di habitat selezionati e di ecosistemi, dedicando particolare attenzione agli ecosistemi sensibili, come le regioni alpine e montuose, le zone umide, le regioni  insulari e costiere.  A.II.2.a)7) Individuazione e comparazione delle interazioni e dei legami tra diversi fenomeni dei processi e effetti, sia su scala regionale che locale, quali quella tra l'eutrofizzazione e gli inquinanti e le variazioni nell'utilizzo dei terreni.  Impatto dei processi fisici in situazioni contrastate.  A.II.2.a)8) Studi ecotossicologici imperniati sulla distribuzione e gli effetti delle sostanze tossiche e delle combinazioni di tali sostanze; effetti combinati di inquinanti ed altri fattori ambientali.  A.II.2.b) Modifiche dei processi causati dalle radiazioni UV-B (3) A.II.2.b)1) Migliorare la precisione nella definizione delle relazioni tra dose della radiazione UV, in funzione della lunghezza d'onda e della risposta, nei casi degli effetti più significativi.  A.II.2.b)2) Identificazione dei meccanismi che controllano l'adattamento, la tolleranza e la suscettibilità degli esseri viventi, sia a livello di genotipo che di fenotipo.  A.II.2.b)3) Quantificazione delle sinergie e degli antagonismi tra radiazioni UV-B e altri fattori che caratterizzano il cambiamento ambientale come l'aumento della temperatura e del livello di CO2.  A.II.2.b)4) Valutazione della catena di effetti secondari dovuti alle radiazioni UV-B sui processi che avvengono negli ecosistemi e sui cicli biogeochimici, ad esempio cambiamento della composizione, delle associazioni di specie, della velocità di  decomposizione, della competizione, ecc.  A.II.2.c) Biodiversità e trasformazioni ambientali A.II.2.c)1) Comprensione del ruolo svolto dalla biodiversità (compresa la dinamica delle popolazioni) nel mantenere la struttura, la funzione e la stabilità degli ecosistemi.  A.II.2.c)2) Comprensione dei meccanismi che adeguano la biodiversità a livello del paesaggio (in tale contesto può rivelarsi necessaria la ricerca sulla diversità biologica a livelli inferiori di organizzazione). Valutazione degli effetti della  frammentazione dei paesaggi.  B. Tecnologie per l'ambiente Settore I:Strumenti, tecniche e metodi per il monitoraggio dell'ambiente Obiettivi - Contribuire a mettere a punto e perfezionare metodi di analisi e di monitoraggio per emissioni inquinanti e alcuni comparti ambientali, onde garantire un miglior controllo e previsione delle trasformazioni ambientali.  Questo contributo verrà fornito in due forme. (a) Azioni concertate che coinvolgano gli utilizzatori potenziali e i produttori di strumenti, il CCR per i settori di sua competenza, e il programma di RST «Prove e misure»; le azioni in questione saranno  tese a individuare le esigenze degli utilizzatori potenziali e a orientare i lavori di sviluppo. (b) Progetti di RST a compartecipazione finanziaria coordinati con il programma di RST «Prove e misure».  - Mettere a punto metodi e procedure per individuare ed esaminare le conseguenze delle trasformazioni ambientali (per l'ambiente terrestre e costiero e le acque costiere).  Gli obiettivi in questione sono tesi anche a rispondere alle esigenze dell'Agenzia europea dell'ambiente.  Attività di ricerca B.I.1. Contribuire alla realizzazione di strumenti con caratteristiche specifiche, risposta e precisione adeguate per misurare - a livello del suolo o aereo - i componenti in tracce e gli aerosol dell'atmosfera tra il punto di emissione e la troposfera  che danno vita a importanti fenomeni ambientali (riduzione della fascia di ozono, mutamenti nelle radiazioni UV, reazioni fotochimiche, ecc.).  B.I.2. Contribuire all'elaborazione di metodi di analisi per individuare e misurare alcune sostanze inquinanti e componenti delle acque reflue di origine industriale e non industriale.  B.I.3. Contribuire alla realizzazione di nuovi sensori (per esempio biosensori), da utilizzare nel monitoraggio dell'ambiente nei casi in cui i metodi tradizionali siano insufficienti, ad esempio dal punto di vista della sensibilità, selettività,  precisione, affidabilità, preparazione dei campioni, monitoraggio on line, redditività economica.  B.I.4. Elaborare e convalidare metodi e procedure terrestri e aerei (i metodi spaziali sono contemplati nella parte C) per individuare precocemente i cambiamenti dell'ambiente continentale e costiero e studiarne l'evoluzione.  B.I.5. Mettere a punto nuove tecnologie per migliorare la dosimetria delle radiazioni UV-B.  B.I.6. Elaborare nuove tecniche (archeometria) per ricostituire le condizioni ambientali del passato.  Settore II:Tecnologie e metodi per la tutela e il ripristino dell'ambiente nonché per la valutazione dei rischi ambientali.  Obiettivi - Mettere a punto metodi per individuare, comprendere, stimare, valutare comparativamente, gestire e attenuare i rischi per l'ambiente, le risorse naturali e la salute e la sicurezza umana derivanti dalle pratiche agricole, dai processi industriali e da  certi prodotti (compresi quelli chimici), dallo sviluppo urbano e dal retaggio culturale.  - Contribuire a sviluppare processi industriali e prodotti sintetici che presentino meno rischi per l'ambiente; contribuire ad elaborare, perfezionare e applicare sia le tecnologie preventive che quelle curative.  Questo contributo assumerà (a) la forma di azioni concertate che coinvolgano il settore scientifico responsabile dell'analisi e della comprensione dei rischi ambientali e dei più importanti pericoli industriali, le imprese incaricate di sviluppare le  tecnologie, le imprese suscettibili di godere degli sviluppi tecnologici, il CCR per i settori di sua competenza, il legislatore e il programma di RST «Tecnologie industriali e dei materiali» e (b) la forma di progetti a compartecipazione finanziaria  coordinati con i pertinenti programmi di RST.  Attività di ricerca B.II.1. Metodi di valutazione e di gestione dei rischi per l'ambiente e le persone B.II.1.1) Perfezionamento dei metodi per la valutazione dell'esposizione ai rischi e dei pericoli per la salute e l'ambiente diverso dal luogo di lavoro (in particolare, indicatori precoci di esposizione) rappresentati dai prodotti chimici presenti  nell'ambiente; elaborazione di metodi per valutare adeguatamente gli effetti, compresi quelli destinati a sostituire le prove sugli animali. Questa attività di ricerca riguarderà anche la previsione dell'esposizione. Tra gli elementi principali delle  azioni figura la convalida dei metodi esistenti di valutazione e prova migliorando la qualità dei dati utilizzati e delle ipotesi scientifiche. Ciò vale soprattutto per la validità delle estrapolazioni, ad esempio prove in vitro rispetto a prove in  vivo, modello animale rispetto a modello umano, test di laboratorio rispetto a indagini sul campo, dosi elevate rispetto a dosi basse, periodo di esposizione lungo rispetto a periodo breve, popolazioni particolari rispetto a popolazione generale,  popolazione generale rispetto a gruppi vulnerabili, esposizione ad un solo componente rispetto all'esposizione ad una miscela di prodotti chimici.  B.II.1.2) Migliore comprensione dei meccanismi che causano l'emissione accidentale, da parte dell'industria, di prodotti nocivi per l'ambiente o per la salute umana; realizzazione di sistemi di gestione di sicurezza e di attenuazione degli effetti. La  ricerca andrebbe orientata in via prioritaria verso i materiali e i sistemi di produzione che, data la loro elevata tossicità, la loro infiammabilità e propensione a esplodere, il loro utilizzo su larga scala nell'industria o le loro proprietà fisiche  (ad esempio, tendenza a formare nubi che rimangono vicino al suolo o riempiono superfici complesse ostruite), sono all'origine di rischi che si manifestano a distanza dalla fonte. Il lavori nell'ambito di questa attività dovrebbero essere connessi con  la politica dell'UE in materia di prevenzione degli incidenti industriali e sul posto di lavoro e avere come obiettivo lo sviluppo di tecnologie e metodologie attenuanti e strumenti di valutazione ben convalidati.  Il caso dell'inquinamento atmosferico rappresenterà un esempio per integrare tutti gli aspetti citati in precedenza in un paradigma di gestione del rischio per il controllo delle qualità dell'aria, dalla caratterizzazione delle emissioni e la  valutazione dell'esposizione a degli effetti, il biomonitoraggio e l'analisi del rischio fino alla messa a punto di misure di controllo.  B.II.2. Analisi del ciclo di vita dei prodotti industriali e sintetici Elaborazione e convalida di metodologie per l'analisi dei cicli completi di vita dei prodotti industriali e sintetici, per esempio prodotti di carta e imballaggi.  B.II.3. Tecnologie per la protezione e il ripristino dell'ambiente B.II.3.1) Contribuire allo sviluppo e al perfezionamento di processi e prodotti industriali al fine di evitare o ridurre al massimo l'impatto che essi hanno sull'ambiente.  B.II.3.2) Contribuire all'elaborazione e al perfezionamento di tecnologie integrate per ridurre al massimo le emissioni solide, liquide e gassose. La scelta tecnologica deve essere basata su una conoscenza approfondita degli scambi tra inquinanti.  B.II.3.3) Contribuire allo sviluppo e al perfezionamento di nuove tecnologie per il riciclaggio dei materiali, compresa la loro decomposizione in materie prime riutilizzabili e il recupero dell'energia e dei rifiuti. Studio dei sistemi atti a favorire  la riciclabilità dei prodotti.  B.II.3.4) Contribuire allo sviluppo e al perfezionamento di procedimenti per trattare rifiuti organici dell'industria, dell'agricoltura e delle aree urbane. Studio di sistemi e procedimenti microbiologici per intensificare il riciclaggio sicuro di  sostanze organiche nutritive.  B.II.3.5) Gestione dei rifiuti pericolosi; realizzazione di processi sicuri per il trattamento dei rifiuti, compreso il riciclaggio dei materiali o il recupero dell'energia per favorire, secondo i casi, la redditività dell'operazione. Trattamento dei  residui per favorirne la detossificazione, la stabilizzazione e la discarica in condizioni di sicurezza. B.II.3.6) Il programma contribuirà anche allo sviluppo di tecnologie per il ripristino dei siti industriali contaminati e delle discariche abbandonate attraverso metodi rapidi e non invasivi per localizzare e misurare i contaminanti ed esaminare i  processi di assorbimento/desorbimento, i flussi e la biodisponibilità dei contaminanti, onde definire prassi adeguate per le tecnologie di ripristino in situ.  B.II.4. Tecnologie per la tutela e il ripristino di siti storici e industriali In linea con le politiche dell'Unione, sarà potenziata la ricerca a favore della protezione e della conservazione del patrimonio culturale. Diventa necessario ampliare la base scientifica per individuare e valutare le conseguenze delle tecnologie. La  ricerca in quest'ambito sarà completata dalla valutazione dei fattori di rischio ambientale (compreso il turismo) riferiti a una serie di materiali, dell'elaborazione e del perfezionamento di metodi di analisi e di misura non distruttivi e di metodi di  rappresentazione cartografica dei rischi e dei danni, ecc.  Settore III:Tecnologie per la previsione, prevenzione e riduzione dei rischi naturali Obiettivo Ottenere dati quantitativi ed elaborare modelli fisici in modo da migliorare i metodi di previsione, monitoraggio e gestione delle catastrofi e dei rischi naturali. Dovrebbero essere privilegiati il raffronto tra le previsioni teoriche, le osservazioni  e le misurazioni sul campo come pure gli approcci pluridisciplinari.  Attività di ricerca B.III.1. Rischi idrogeologici e idrologici B.III.1.1) Sviluppo e convalida di metodologie per la prevenzione delle inondazioni grazie a dati in situ e al telerilevamento, ed elaborazione di metodologie per la modellizzazione della distribuzione spaziale e temporale delle precipitazioni,  soprattutto in terreni complessi. Sviluppo e sperimentazione di modelli di inondazione (modelli di captazione) che comprendano anche lo studio appropriato del comportamento delle coltri di neve e di ghiaccio. Sviluppo e sperimentazione  dell'accompiamento di modelli meteorologici e idrologici per migliorare la previsione di inondazioni. Sviluppo di modelli integrati di risorse idriche e fiumi per valutare le conseguenze regionali a lungo termine delle opere di ingegneria fluviale.  B.III.1.2) Studio delle tendenze, monitoraggio e rappresentazione cartografica del rischio di inondazioni, smottamenti del terreno e valanghe, in particolare in terreni montagnosi, connessi in particolare con gli effetti del turismo e del cambiamento  della destinazione dei terreni nonché del cambiamento del manto di neve o di ghiaccio. Miglioramento del monitoraggio degli smottamenti di terreno e di fango nonché delle valanghe e miglioramento delle tecniche di allerta, compresi i meccanismi di  innesco. Valutazione dei meccanismi di deformazione gravitazionale e innesco degli smottamenti.  B.III.2. Rischio sismico B.III.2.1) Sviluppo di tecnologie avanzate per l'osservazione e l'analisi, in zone ad elevato impatto potenziale di natura sismica, economica e sociale, delle deformazioni e dei movimenti, compresi gli studi sulle faglie attive e periodicità dei  fenomeni. Potrebbe inoltre essere presa in considerazione una più approfondita comprensione dei tsunami. Elaborazione di strumenti avanzati per localizzare e rilevare terremoti come pure movimenti locali del terreno dovuti a effetti specifici del luogo.  Studi più particolareggiati potrebbero comprendere le reazioni di diversi tipi di roccia ai terremoti, i meccanismi delle faglie nei materiali porosi e la reazione geomorfologica ai terremoti.  B.III.2.2) Sviluppo di sensori automatici avanzati per la sorveglianza continua e il controllo, in zone strategiche dal punto di vista tettonico, dei fenonmeni connessi con i terremoti, che accompagnano o precedono l'attività sismica, compresi gli  effetti sugli habitat umani. Integrazione e convalida di sistemi d'allerta e dei sistemi summenzionati per la previsione di terremoti e maremoti. Miglioramento e armonizzazione delle strutture e dei dispositivi tecnologici per l'acquisizione, la  trasmissione, l'archiviazione e lo scambio dei dati relativi ai terremoti a livello europeo. Applicazione di modelli di previsione con condizioni locali geologiche e geotecniche di pianificazione e costruzione urbana.  B.III.2.3) Perfezionamento delle basi di dati europee nel settore del rischio sismico e sostegno all'agevolazione dell'accesso, ove necessario, alle grandi attrezzature, in particolare sperimentazione e prove per nuove strutture e nuovi materiali adatti  al massimo a ridurre il rischio sismico.  B.III.3. Rischio vulcanico B.III.3.1) Sviluppo di sensori automatici per sorvegliare i fenomeni geofisici e geochimici, accompagnato da una continua ricerca di base sulla natura e il comportamento dei vulcani e lo studio continuo utilizzando i vulcani europei quali laboratori  naturali. Sviluppo e convalida di sistemi automatici di controllo dell'attività vulcanica. Elaborazione e sperimentazione di tecniche di telerilevamento per il controllo delle nubi eruttive. Sviluppo di metodi di elaborazione dati per integrare le varie  fonti d'informazioni indicate (ad esempio, dati di controllo e dati geofisici e geochimici in situ).  B.III.3.2) Creazione di sistemi d'allerta mobili.  B.III.4. Incendi di foreste Rappresentazione cartografica dei rischi di incendio e valutazione, attraverso il telerilevamento, dei danni provocati; modellizzazione del comportamento degli incendi; perfezionamento della base scientifica necessaria per elaborare strumenti per la  gestione e la riduzione degli incendi delle foreste. Miglioramento degli indici di rischio, raccolta ed analisi dei dati statistici relativi agli incendi in questione.  C. Tecniche spaziali applicate al monitoraggio e alla ricerca in campo ambientale Essendo una tecnica relativamente nuova, l'Osservazione della Terra (EO-Earth Observation) richiede ancora attività supplementare di R  &   S, oltre alla realizzazione di applicazioni pratiche che consentano di fornire al pubblico risultati  proporzionali agli attuali investimenti effettuati nel settore spaziale, di migliorare la capacità di monitoraggio e di comprensione del sistema terrestre a livello globale, regionale e locale, di assistere la Commissione e gli Stati membri  nell'attuazione di una politica più efficace e di accrescere l'utilizzazione di dati attinti dall'Osservazione della Terra per sviluppare un settore di servizi che fornisca tali informazioni.  Settore I:Ricerca sui metodi e progetti pilota Obiettivi - Migliorare la capacità tecnologica e scientifica europea in materia di elaborazione e interpretazione dei dati dell'EO e precisarne gli scopi.  - Sviluppare le applicazioni di dati relativi all'EO d'interesse europeo, migliorando la qualità e il rapporto costi/benefici delle informazioni che ne derivano.  Tali obiettivi devono, tra gli altri, rispondere ai bisogni dell'Agenzia europea dell'ambiente.  Attività di ricerca I progetti di ricerca finanziati in questo campo devono essere incentrati sui settori applicativi inerenti alle politiche ambientali dell'Unione europea, compresi gli aspetti pertinenti di altre politiche. Essi devono essere connessi a altre azioni di  ricerca del programma quadro, in particolare nel settore delle scienze e tecnologie marine, dell'agricoltura, della selvicoltura e della pesca.  Le azioni a compartecipazione finanziaria e quelle concertate sono completate da azioni dirette del CCR, nei settori in cui esso è competente e in cui svolge opportune ricerche favorendo una stretta collaborazione tra i ricercatori nel settore  ambientale, gli scienziati dell'EO, le imprese a valore aggiunto, gli utilizzatori operativi e i fornitori di dati ottenuti mediante telerilevamento.  C.I.1. La ricerca sui metodi deve mirare alla risoluzione di problemi specifici altamente prioritari posti dall'utilizzazione dei dati dell'EO. Tale ricerca deve essere svolta con la stretta collaborazione degli scienziati di varie discipline  d'applicazione e dei progettisti degli strumenti al fine di assicurare la completa utilizzazione dei dati dell'EO.  Verranno trattati gli argomenti tecnici indicati di seguito.  - Sviluppo di nuove serie di dati forniti dagli strumenti dell'EO, compatibili con le strutture di dati dei sistemi di informazione geografica. Ciò faciliterà l'integrazione dei dati dell'EO in quelli conservati nei sistemi di informazione statistica,  particolarmente interessanti per il cambiamento climatico, il rilevamento precoce e lo studio di variazioni ambientali terrestri e costiere, per il monitoraggio e la tutela dell'ambiente, per l'agricoltura, la selvicoltura e la pesca.  - Miglioramento della cooperazione tra gli utilizzatori di dati forniti dal satellite per scopi ambientali al fine di giungere a una maggiore utilizzazione dei dati e delle tecnologie dell'EO e favorire il trasferimento dei dati opportuni verso le  applicazioni.  - Sviluppo di strumenti e di tecniche generali per il pretrattamento automatizzato, l'interpretazione e l'integrazione dei dati ottenuti mediante il telerilevamento e sul campo. Sviluppo di metodi per la riduzione dei dati. Nei settori di sua competenza  e in cui esso svolge opportune ricerche in materia di sistemi esperti, reti neuronali, trattamento parallelo e SIG integrati, il CCR fornirà un ulteriore contributo alle azioni avviate in questo settore. In particolare verranno sviluppati modelli e  strutture di dati per i GIS e adeguati a favorire l'integrazione dei dati ricavati dall'Osservazione della Terra in sistemi d'informazione statistici. - Sostegno alla pianificazione di misure in situ e di campagne per la raccolta di dati sul campo; perfezionamento delle procedure di calibrazione e convalida dei dati.  C.I.2. I progetti pilota mirano a verificare, in un contesto operativo, il rapporto costi/benefici di applicazioni selezionate di sensori su satellite o aerotrasportati.  In genere, i progetti pilota si fonderanno sui seguenti elementi: analisi delle esigenze operative dell'utilizzatore/collaboratore (o degli utilizzatori) e della validità delle informazioni ottenute in funzione della qualità dell'informazione;  individuazione di una catena adeguata per la fornitura di dati e di schemi opportuni di elaborazione per ricavarne le informazioni necessarie; elaborazione di un piano di attuazione che metta in evidenza la stretta cooperazione con un utilizzatore  collaboratore; creazione di un sistema pilota pre-operativo.  Se occorre, saranno previsti contatti con le corrispondenti azioni del CCR, soprattutto nei settori della gestione ambientale, della deforestazione tropicale, della combustione della biomassa, del monitoraggio dell'agricoltura e del colore degli oceani.   Si possono prevedere progetti pilota anche nell'ambito dell'istituzione del Centro per l'Osservazione della Terra (CEO-Center for Earth Observation) (settore di ricerca III) per verificare le infrastrutture destinate all'elaborazione e alla gestione dei  dati e per favorire la creazione di comunità coerenti di utilizzatori.  Settore II:Ricerca e sviluppo di eventuali attività operative future Per rafforzare lo sviluppo della politica la Commissione opera sia in veste di cliente che di mandatario per altri utenti, dedicando un impegno particolare allo sviluppo di servizi e attività operativi soddisfacenti sotto il profilo costi/benefici. Ciò  richiede un'impostazione sistematica volta a comprendere le esigenze operative, inclusi l'individuazione delle comunità di utilizzatori, gli strumenti, le missioni, l'elaborazione dei dati del segmento terrestre, nonché il loro trattamento e diffusione.  Per raggiungere gli obiettivi del programma può essere concesso un sostegno allo sviluppo degli strumenti, qualora si rilevi che le missioni via satellite in atto o in programma non soddisfano il fabbisogno della ricerca o del monitoraggio in campo  ambientale. La specificazione degli strumenti finanziati nell'ambito di questa azione deve essere determinata dalla comunità di utilizzatori.  Obiettivi - Individuare e valutare, a livello dell'Unione europea, le esigenze degli utilizzatori in merito alle attività operative di Osservazione della Terra via satellite.  - Garantire che gli strumenti spaziali di interesse per le politiche dell'Unione europea, vengano definiti e messi a punto in maniera da soddisfare le richieste degli utenti, sia esistenti che potenziali.  Attività di ricerca C.II.1. La ricerca deve incentrarsi sull'individuazione delle esigenze degli utilizzatori rispetto alla politica dell'Unione europea in materia di servizi via satellite e aerotrasportati al fine di garantire dati operativi soddisfacenti dal punto di  vista costi/benefici e sulla definizione degli strumenti, delle missioni e delle strutture a terra, necessarie a tale scopo.  C.II.2. Lo sviluppo di nuovi strumenti deve essere preceduto dall'individuazione delle esigenze degli utilizzatori. Il miglioramento delle caratteristiche operative e la garanzia della continuità di strumenti prototipo sviluppati mediante i programmi  dell'Agenzia spaziale europea e delle organizzazioni spaziali europee orientate verso l'operatività, quali EUMETSAT, saranno valutati conformemente agli obiettivi suindicati. Il completamento dello sviluppo degli strumenti VEGETATION e AMAS sulla base  delle attività delle agenzie degli Stati membri è particolamente importante; pertanto esso sarà valutato conformemente agli obiettivi indicati e i risultati forniranno un orientamento per analoghe proposte future.  Settore III:Centro per l'Osservazione della Terra (CEO) Un'infrastruttura terrestre efficiente è un elemento indispensabile per far sì che un gruppo sempre maggiore di utenti utilizzi al meglio i dati disponibili e per dar vita ad applicazioni operative.  Obiettivo Il Centro per l'Osservazione della Terra contribuirà all'istituzione di una rete europea decentralizzata e coordinata di Osservazione della Terra, il «Sistema europeo di Osservazione della Terra» (SEOT), destinato ad accrescere l'utilizzazione e il  valore dei dati forniti dall'Osservazione della Terra.  Attività di ricerca L'attività sarà concentrata sui seguenti punti:  C.III.1. incoraggiare una migliore comunicazione tra utenti singoli e tra gruppi di utenti;  C.III.2. stimolare la creazione di prodotti qualitativamente elevati, laddove necessario;  C.III.3. promuovere il miglioramento della standardizzione dei dati e dell'assicurazione qualità;  C.III.4. coordinare la concezione e il funzionamento degli archivi decentralizzati, delle basi di dati e dei servizi che forniscono dati, esistenti e futuri;  C.III.5. migliorare la visibilità dei dati, servizi e competenze dell'OT.  Un progetto preliminare per la concezione e la realizzazione del CEO sarà proposta alla fine dello studio della fase «Pathfinder» che dovrebbe essere portato a termine nell'estate 1995.  D. Dimensione umana delle trasformazioni ambientali Settore I: Cause ed effetti socio-economici delle trasformazioni ambientali Tutte le attività contemplate da questa sezione del programma dovrebbero essere strettamente coordinate con i programmi di RST sull'energia non nucleare, trasporti, ricerca socio-economica finalizzata e cooperazione con i paesi terzi e con le  organizzazioni internazionali.  Obiettivi - Migliorare la comprensione dei principali fattori sociali ed economici delle trasformazioni ambientali a livello planetario e europeo.  - Valutare i principali rischi e le conseguenze delle trasformazioni ambientali sull'economia e la società, più particolarmente per lo sviluppo dell'Unione europea.  - Comprendere l'interazione dei modelli di produzione e di consumo, la loro ricettività al cambiamento e gli effetti di tali cambiamenti sull'ambiente a livello planetario e europeo.  Questi obiettivi si prefiggiono, tre l'altro, di rispondere alle necessità dell'Agenzia europea per l'Ambiente.  Attività di ricerca D.I.1. Analisi dei contributi totali e relativi delle principali attività economiche, dei comportamenti sociali e dei modelli di consumo alle trasformazioni ambientali a livello planetario e europeo; messa a punto di indici e di indicatori appropriati  della pressione ambientale nonché di modelli che contribuiscano a prevedere le interazioni critiche che portano ad un degrado ambientale.  D.I.2. Valutazione dell'importanza dell'impatto delle trasformazioni ambientali sulla società e su settori economici fondamentali quali l'agricoltura, la selvicoltura, l'industria di produzione, i trasporti e il turismo, e su settori chiave  dell'infrastruttura quali l'energia e l'approvvigionamento idrico, con particolare attenzione alle regioni caratterizzate da una grande vulnerabilità dal punto di vista ambientale e sociale (ad esempio: zone di montagna, zone costiere, sistemi fluviali,  zone urbane, zone alpine, regioni ad elevato tasso di disoccupazione).  D.I.3. Valutazione delle relazioni tra la liberalizzazione degli scambi e modelli di consumo più accettabili e suoi effetti sull'ambiente e sullo sviluppo sia economico che sociale in Europa e nei paesi in via di sviluppo.  Settore II: Risposte economiche e sociali ai problemi dell'ambiente Obiettivi - Individuare ed ampliare la gamma delle possibili opzioni nel settore delle azioni sociali ed economiche per rispondere a situazioni ambientali critiche.  - Sviluppare indicatori e criteri economici e sociali mediante i quali valutare i progressi compiuti nella realizzazione dello sviluppo sostenibile.  Attività di ricerca D.II.1. Fissazione di indicatori quantitativi appropriati dello «sviluppo sostenibile», nel tempo e nello spazio, in settori chiave dell'economia, facendo riferimento alle risorse globali del capitale naturale ed umano, alla capacità ecologica di  supporto (compresa la diversità ecologica e il funzionamento degli ecosistemi), all'efficacia dei materiali e all'uso dell'energia (metabolismo industriale) e includendo le considerazioni etiche connesse all'ambiente (ad esempio, equità nei confronti  delle generazioni presenti e future e tra le medesime).  D.II.2. Studio delle barriere di carattere culturale, storico e di valori che si frappongono allo sviluppo sostenibile.  D.II.3. Miglioramento degli strumenti per valutare e raffrontare i vari strumenti di politica ambientale.  D.II.4. Miglioramento delle impostazioni metodologiche che consentono di incorporare i costi e i benefici per l'ambiente negli indicatori di performance economica e nei sistemi di contabilità; fissazione di impostazioni basilari per l'applicazione, a  vari livelli, di sistemi di contabilità adattati all'ambiente; miglioramento delle tecniche dirette a internalizzare i costi per l'ambiente; valutazione delle ipotesi e delle implicazioni etiche, ponendo tuttavia l'accento su sistemi alternativi di  valutazione ambientale.  D.II.5. Messa a punto di strategie e strumenti per realizzare uno sviluppo sostenibile in settori chiave dell'economia quali l'agricoltura, la silvicoltura, l'aiuto allo sviluppo, l'energia, il turismo e i trasporti migliorando l'efficacia economica e  le basi scientifiche delle combinazioni ottimali di strumenti a favore dell'ambiente (misure normative e incentivi economici), fissazione di norme per l'ambiente e loro qualità, con particolare attenzione ai settori e ai problemi che oltrepassano le  frontiere geografiche e amministrative.  Settore III: Integrazione delle conoscenze scientifiche e delle considerazioni economiche e sociali nella formulazione delle politiche in materia di ambiente Obiettivi - Analizzare e migliorare l'utilizzazione delle conoscenze scientifiche e mettere a punto metodi per trattare il problema dell'incertezza nella formulazione delle politiche in materia ambientale.  - Stabilire impostazioni generiche e interdisciplinari per ottimizzare, nella gestione dei rischi per l'ambiente, la combinazione della valutazione scientifica e della valutazione socio-economica dei rischi.  - Rafforzare le capacità di utilizzazione delle statistiche ambientali nella prospettiva della formulazione delle relative politiche.  - Analizzare e migliorare i modelli e gli strumenti di gestione dei rischi per l'ambiente allorché le loro cause ed effetti oltrepassano le frontiere internazionali e regionali.  Attività di ricerca D.III.1. Sviluppo di nuove impostazioni che integrino parametri scientifici e socio-economici nella gestione dei rischi naturali e tecnologici. Studi su problemi complessi che implicano varie componenti dell'ambiente onde esaminare e migliorare la  gestione integrata dei rischi a livello locale e regionale (ad esempio, il bacino mediteraneo, zone umide, regioni alpine, ambiente umano; rifiuti e problemi connessi alla gestione delle risorse idriche).  D.III.2. Valutazione e miglioramento dei metodi e procedure di utilizzazione delle conoscenze scientifiche nella formulazione, attuazione e valutazione delle politiche in materia di ambiente e altre; esame delle impostazioni alternative onde tener conto  dell'incertezza scientifica nella formulazione delle politiche prendendo in considerazione anche principi essenziali in materia di ambiente quali il «principio di precauzione».  D.III.3. Sviluppo di modelli destinati a stabilire connessioni tra i danni all'ambiente e le altre variabili fisiche e socioeconomiche appropriate. Questo sviluppo avverrà migliorando la concezione e la definizione dei sistemi di informazione  concernenti i danni all'ambiente e le tecniche che consentono di integrare i dati relativi al medesimo.  D.III.4. Messa a punto di metodi per la valutazione dei dati relativi all'ambiente e per la loro trasformazione in informazioni utilizzabili da parte di coloro che prendono decisioni a livello politico e da parte di gruppi di interesse pubblico.  Settore IV: Sviluppo sostenibile e mutamento tecnologico Obiettivi - Comprendere i parametri fondamentali dello sviluppo tecnologico sostenibile rispettoso dell'ambiente e delle sue interazioni con la competitività e l'occupazione nell'Unione europea.  - Sviluppare metodologie per valutare e massimizzare il contributo della RST allo sviluppo sostenibile.  Attività di ricerca D.IV.1. Sviluppare e applicare criteri (ad esempio economici, normativi, di potenziale dell'occupazione, di accettazione sociale) che consentano di definire tecnologie di base che apporteranno un vantaggio competitivo in seguito a miglioramenti  ambientali: o attraverso innovazioni «generiche» quali la minimizzazione dei materiali, il miglioramento della concezione dei prodotti, ecc.; oppure attraverso la valutazione sistematica delle possibile risposte tecnologiche a problemi critici in  materia ambientale (ad esempio, riscaldamento del pianeta, impoverimento della fascia d'ozono, diminuzione della biodiversità, penuria delle risorse idriche, degradazione del suolo, ecc.).  D.IV.2. Sviluppare metodi di valutazione dei costi-rischi-benefici delle tecnologie con incidenze maggiori sull'ambiente comprese impostazioni integrate di valutazione a livello del processo regionale e a livello di produzione (ad esempio, analisi  costi-benefici, eco-audit, valutazione cumulativa dell'impatto ambientale, metabolismo industriale/analisi del biociclo, processo di re-ingegneria); incorporazione di criteri di sostenibilità nella formulazione, valutazione e utilizzazione delle azioni  europee di RST.  D.IV.3. Evidenziare le connessioni tra le preferenze della società basate su considerazioni di carattere ambientale e sul cambiamento tecnologico, ad esempio accettazione sociale delle tecnologie, preferenza della società per prodotti «verdi»;  conseguenze sulla tutela dell'ambiente di nuovi concetti quali gestione del ciclo di vita, estensione della responsabilità del produttore, ecc.; messa a punto di indicatori combinati di performance ambientale e commerciale; studi di impostazioni con  esiti positivi in materia di sviluppo sostenibile a livello dell'impresa.  D.IV.4. Evidenziare i legami esistenti tra i vari tipi di strumenti di politica in materia di ambiente (legislazione; strumenti di mercato) e loro influenza sullo sviluppo tecnologico.   (1) Risoluzione 93/C 138/01 del 1o febbraio 1993 (GU n. C 138 del 17. 5. 1993).(2) Una descrizione delle attività previste per il CCR in questo settore figura nella proposta di decisione del Consiglio concernente le attività del CCR [doc.  COM(94) 68 def. 94/0095 (CNS) del 30 marzo 1994]. Un estratto di questa proposta è allegato alla presente decisione.(3) Per quanto concerne il miglioramento della dosimetria delle radiazioni UV-B dovuto a tecniche di misura perfezionate, cfr. il settore  I delle Tecnologie per l'ambiente.    ALLEGATO II    RIPARTIZIONE INDICATIVA DELL'IMPORTO RITENUTO NECESSARIO  "(in milioni di ecu) "" ID="1">Tema A " ID="1">Ambiente naturale, qualità dell'ambiente e cambiamento globale > ID="2">250 "" ID="1">Tema B " ID="1">Tecnologie per l'ambiente > ID="2">133 "" ID="1">Tema C " ID="1">Tecnologie spaziali applicate al controllo e alla ricerca in campo ambientale > ID="2">109 "" ID="1">Tema D " ID="1">Dimensione umana e cambiamento ambientale > ID="2">40 "" ID="1">Totale > ID="2">532 (1) (2) "">La ripartizione tra i diversi settori non esclude la possibilità che i progetti rientrino in più settori.   (1) Di cui:  - un massimo del 3,8 % per spese di personale e del 3,6 % per spese di funzionamento;  - 5 milioni di ecu per la diffusione e la valorizzazione dei risultati;  - 2 % per la formazione;  - fino al 5 % per misure specifiche nei confronti delle PMI.(2) Un importo di 320 milioni di ecu che rappresenta la differenza tra la somma ritenuta necessaria per questo programma e quella prevista nel quarto programma quadro di RST per l'ambiente e il  clima, è iscritto nel programma specifico di RST «da realizzare, da un lato, per mezzo di azioni dirette (CCR) e, dall'altro, attraverso azioni di sostegno S/T alle politiche comunitarie (1995-1998) nell'ambito di un approccio concorrenziale».    ALLEGATO III   MODALITÀ SPECIFICHE DI REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA  Il programma sarà realizzato attraverso azioni indirette in cui la Comunità apporta un contributo finanziario alle azioni di RST svolte da terzi o da istituti del CCR in associazione con terzi.  1.Azioni a compartecipazione finanziaria  1.1.Progetti di RST eseguiti da imprese, centri di ricerca e università, se del caso incluse attività di ricerca che hanno importanza per l'industria.  Il finanziamento comunitario non supera di norma il 50 % del costo del progetto, con partecipazione progressivamente decrescente quanto più il progetto è vicino al mercato. Le università e gli altri istituti che non hanno una contabilità analitica  saranno rimborsati in base al 100 % dei costi addizionali.   1.2.Incentivazione tecnologica per incoraggiare e agevolare la partecipazione delle PMI alle attività di RST:  - mediante la concessione di premi per la realizzazione della fase esplorativa di un'azione di RST, inclusa la ricerca di partner, durante un periodo massimo di dodici mesi. Il premio sarà concesso previa selezione di una proposta orientativa che dovrà  essere di norma presentata da almeno due PMI indipendenti tra loro, di due Stati membri diversi. Esso coprirà fino al 75 % del costo della fase esplorativa senza superare i 45 000 ecu, e  - mediante un sostegno a progetti di ricerca in cooperazione, in cui le PMI che hanno problemi tecnici analoghi ma non dispongono dell'infrastruttura di ricerca appropriata incaricano enti giuridici di realizzare RST per loro conto. Il finanziamento  comunitario per tali progetti, ai quali partecipano PMI indipendenti tra loro di almeno due diversi Stati membri, coprirà di norma il 50 % del costo della ricerca.   Dopo un primo invito, in entrambi i casi, potranno essere presentate proposte in qualsiasi momento nel periodo contemplato dal programma di lavoro in questione.  Dette azioni saranno completate da misure specifiche di preparazione, di accompagnamento e di sostegno.  2.Misure appropriate per il presente programma specifico:   - sostegno al finanziamento di infrastrutture o impianti necessari per la realizzazione di un'azione coordinata.   La partecipazione finanziaria della Comunità può coprire fino al 50 % dei costi di tali misure.  3.Misure di preparazione, di accompagnamento e di sostegno, tra cui:   - conferenze, seminari, workshops o altre riunioni scientifiche e tecniche, comprese le riunioni di coordinamento intersettoriale o pluridisciplinare;  - ricorso a esperti esterni, incluso l'accesso a basi di dati scientifiche;  - pubblicazioni scientifiche e attività di diffusione, promozione e utilizzazione dei risultati, in coordinamento con le attività realizzate nell'ambito della terza azione; i fattori atti a promuovere l'utilizzazione dei risultati saranno presi in  considerazione fin dall'inizio e lungo tutta la durata dei progetti di RST per i quali i partner costituiranno una rete fondamentale di diffusione e utilizzazione dei risultati;  - studi di analisi delle conseguenze socioeconomiche e dei rischi eventuali per l'ambiente inerenti a tutti i progetti previsti dal programma. Tali studi saranno effettuati in stretta collaborazione con i programmi «Energia non nucleare», «Cooperazione  internazionale», e «Ricerca socioeconomica finalizzata», per garantire un'utilizzazione ottimale e continua dei risultati;  - azioni di formazione connesse con la ricerca prevista dal presente programma;  - valutazione indipendente della gestione del programma e dell'attuazione delle azioni;  - sviluppo di una cooperazione scientifica internazionale, in particolare nel settore della ricerca sul cambiamento globale, tra l'altro con i paesi in via di sviluppo;  - misure di sostegno al funzionamento delle reti di informazione e assistenza decentralizzata alle PMI, in coordinamento con azioni di RST «Euromanagement audit».  La partecipazione finanziaria della Comunità può coprire fino al 100 % dei costi di tali misure.  4. Azioni concertate, consistenti nel coordinamento, segnatamente attraverso «reti di concertazione», dei progetti di RST del presente programma e di quelli già finanziati da autorità pubbliche o organismi privati. Le azioni concertate possono altresì  contribuire al necessario coordinamento dei gruppi di interesse comune che, attraverso progetti di RST a compartecipazione finanziaria, raggruppano intorno allo stesso obiettivo tecnologico o industriale, fabbricanti, operatori di reti, produttori di  software, fornitori di servizi, utilizzatori, università e centri di ricerca.  La participazione finanziaria della Comunità può coprire fino al 100 % dei costi della concertazione.    Estratto della proposta di decisione del Consiglio sul programma del CCR [COM(94) 68 def. - 94/0095 (CNS)] per quanto concerne le attività previste per il Centro comune di ricerca (CCR) nei settori contemplati dal programma specifico «Ambiente e  clima»  Il CCR contribuirà a promuovere la tutela ambientale in stretta cooperazione con il programma di azione a compartecipazione finanziaria corrispondente e attraverso i seguenti tre settori:  - ambiente naturale, qualità dell'ambiente e cambiamento globale;  - tecnologie della tutela ambientale;  - tecniche spaziali applicate per il controllo ambientale e la ricerca.  La Comunità europea dovrebbe apportare un contributo essenziale alla ricerca internazionale in materia di cambiamento globale, in particolare partecipando alle principali iniziative varate della comunità scientifica, come il Programma internazionale  Geosfera-Biosfera (IGBP) - le attività dell'IGAC europeo (International Global Atmosphere Chemistry) Project Office (EIPO) saranno continuate a ISPRA dall'IGBP - il programma di ricerca sul clima mondiale (WCRP) e il programma «Dimensione umana» (HDP).   In questo contesto il Centro comune di ricerca incentrerà i suoi lavori su:  - la sorveglianza e lo studio - in particolare mediante tecnologie di telerilevamento - delle interazioni biosfera-atmosfera e delle interazioni tra processi che hanno luogo sulla terra e nell'oceano e i relativi parametri che influenzano il cambiamento  climatico;  - le analisi fisiche e chimiche dei processi atmosferici (in particolare studio dello zolfo nell'atmosfera), compreso anche il comportamento delle emissioni biogeniche e antropogeniche. Ciò dovrebbe includere sia le misure che la modellizzazione;  - la sorveglianza del cambiamento globale mediante il telerilevamento, ricorrendo a tecniche avanzate di osservazione della terra. Ciò dovrebbe includere la ricerca e lo sviluppo di tecniche destinate a usare i dati spaziali ottenuti dai satelliti di  osservazione per la sorveglianza dell'ambiente marino e dei cambiamenti nell'ecosistema terrestre. Dovranno anche essere potenziate numerose tecniche di punta (tra cui quelle di carattere statistico) destinate a utilizzare il nuovo sistema di  osservazione della terra.  Inoltre il CCR darà un contributo notevole all'attuazione del Centro di osservazione della terra (COT).  La comunità scientifica e i responsabili politici hanno bisogno di dati precisi e coerenti di osservazione della terra riguardanti un lungo periodo. Per andare incontro a tale urgente esigenza, la Comunità europea dovrebbe istituire il Centro di  osservazione della terra in collaborazione stretta con gli Stati membri e in associazione con l'Agenzia spaziale europea. Il progetto mira a garantire agli utilizzatori la disponibilità continua e a lungo termine di dati coerenti relativi  all'osservazione della terra. Organizzerà una rete decentralizzata di organismi europei interessati e integrerà in un unico consesso gli organismi responsabili dell'analisi tematica e i centri di elaborazione dei dati. Il ruolo focale di siffatta rete  dovrà essere svolto dal CCR, mentre i programmi di azioni a compartecipazione finanziaria apporteranno il sostegno alle componenti nazionali della rete.  Il CCR darà pure il suo contributo alla rete ENRICH, mettendo a disposizione i propri lavori scientifici di ricerca sul cambiamento globale.  Il CCR continuerà a contribuire al miglioramento della qualità ambientale, soprattutto attraverso la ricerca sulla qualità dell'aria e dell'acqua e la valutazione dei rischi derivanti dai prodotti e dai rifiuti chimici. Saranno anche continuati i lavori  sulla qualità dell'aria all'interno degli edifici nonché quelli relativi allo studio dell'inquinamento causato dai metalli allo stato di tracce.  Le ricerche relative alle tecnologie innovatrici per la tutela dell'ambiente saranno volte a - migliorare la sicurezza industriale e la gestione dell'ambiente fornendo all'industria, agli organismi di ricerca e alle pubbliche autorità metodologie innovatrici (in particolare strumenti di progettazione) per la valutazione della sicurezza degli  impianti chimici;  - mettere a punto meccanismi per il controllo delle reazioni chimiche che possono diventare incontrollabili, strumenti di previsione della dispersione di prodotti tossici o infiammabili e delle conseguenze di combustione e esplosione.