CELEX: 51987PC0161
Language: it
Date: 1987-04-08
Title: COOPERAZIONE COMUNITARIA IN MATERIA DI PROTEZIONE CIVILE (Comunicazione della Commissione)#PROGETTO DI RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO E DEI RAPPRESENTATI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI riuniti in seno al Consiglio, relativa all'instaurazione di una cooperazione comunitaria in materia di protezione civile

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (87) 161
Vol. 1987/0094
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
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conformément aux articles 26(3) et 59(2) de la décision (UE, Euratom) 2015/444 de la
Commission du 13 mars 2015 concernant les règles de sécurité aux fins de la protection des
informations classifiées de l'Union européenne.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as last amended by Council
Regulation (EU) 2015/496 of 17 March 2015 (OJ L 79, 27.3.2015, p. 1), this file is open to the
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on the security rules for protecting EU classified information.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
Verordnung (EU) Nr. 2015/496 vom 17. März 2015 (ABI. L 79 vom 25.3.2015, S. 1), ist dieser Akt
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Übereinstimmung mit Artikel 5 der genannten Verordnung freigegeben; beziehungsweise werden
sie auf Grundlage von Artikel 26(3) und 59(2) der Entscheidung der Kommission (EU, Euratom)
2015/444    vom   13.   März   2015   über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak---    COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                        COM(87 ) 161 def
                                                        Bruxelles , 13 aprile 1987
                   COOPERAZIONE COMUNITARIA IN MATERIA
                           DI PROTEZIONE CIVILE
                    ( Comunicazione della Commissione )
               PROGETTO DI RISOLUZIONE DEL CONSIGLIO E DEI
               RAPPRESENTATI DEI GOVERNI DEGLI STATI MEMBRI
      riuniti in seno al Consiglio , relativa all' instaurazione di
      una cooperazione comunitaria in materia di protezione civile
C0MC87 ) 161 def
 ---pagebreak---                                      SOMMARIO
  I. INTRODUZIONE
 II . NATURA DEL PROBLEMA
III . ELEMENTI DI UNA COOPERAZIONE
      . Vademecum
      . Rete permanente di corrispondenti
        a ) Portata e modalità del coordinamento
        b ) Disposizioni amministrative e modalità di funzionamento
      . Simulazione di catastrofi e formazione
      . Informazione del pubblico
Progetto di risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degl
Stati membri , riuniti in seno al Consiglio .
 ---pagebreak--- I. INTRODUZIONE
     1 . I Ministri responsabili della Protezione civile degli Stati membri della
         Comunità ,     nella    loro riunione    informale tenutasi      a  Roma  i  giorni 2
         e 3 maggio 1985 , hanno espresso l' auspicio :
         - che la Commissione possa esplorare le possibilità di cooperazione tra
            gli Stati membri ;
         - che sia convocato un Gruppo ad alto livello incaricato di esaminare i
            problemi     della    Protezione   civile   per  un' informazione    permanente  e
            reciproca     e    che   regolarmente    abbiano   luogo    incontri    a  livello
            ministeriale .
     2 . La Commissione ha trasmesso agli Stati membri ,              nel novembre 1985 ,   un
         documento di lavoro ( 1 ) sui risultati delle sue prime riflessioni .
     3 . In una riunione del marzo 1986 ,          gli alti funzionari responsabili della
         Protezione civile si sono trovati d' accordo sull' utilità di preparare un
         inventario       della    cooperazione     esistente    sul    piano   bilaterale   e
         multilaterale .       Questo lavoro è stato preparato dagli esperti nazionali
         ( 2) e,    nel novembre 1986 ,      gli alti funzionari degli Stati membri hanno
         esaminato tale relazione e hanno identificato un certo numero di settori
         che   potranno     costituire oggetto di       una  cooperazione vantaggiosa      sul
         piano comunitario .
     4 . D' altro canto ,      il Parlamento europeo ha più volte espresso la propria
         sensibilità in materia ,          pronunciandosi per l' istituzione ,       a livello
         comunitario ,      di un piano europeo per l' organizzazione dei soccorsi in
(1 )
       Doc . SEC ( 85 ) 1833 .
(2)
       DOC SEC ( 86 ) 1655 .
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         caso di catastrofi ( 3 ) e invitando la Commissione a presentare proposte
         per un coordinamento dei soccorsi fra Stati membri .
     5 . Conformemente al principio che è stato posto a fondamento di                ogni
         iniziativa in questo settore ,       la dimensione comunitaria deve arrecare
         un valore aggiunto all' azione considerata ,         sia che la cooperazione
         comporti un effetto scala benefico ,        sia che essa     limiti o eviti    i
         doppioni .
II . NATURA DEL PROBLEMA
     6 . Talune catastrofi ,    siano esse naturali o provocate dall' uomo ,      possono
         superare la capacità di reazione degli Stati membri ( 4 ).
         La gestione delle catastrofi ha lo scopo di ridurne gli effetti sulle
         popolazioni e , per quanto possibile , di garantirne la prevenzione . Essa
         pertanto va oltre la semplice reazione alle situazioni            improvvise e
         ingloba la previsione ,    l' allarme tempestivo ,    i soccorsi d' urgenza , il
         controllo del disastro ,     l' aiuto nonché il riassetto a breve e a media
         scadenza .
     7 . Uno dei principali problemi , in tutti i vari tipi di castrofi , è quello
         della   messa in opera dei       mezzi  disponibili    per recarvi    rimedio e
         dell' efficacia dell' intervento . Le due cose sono condizionate da :
     Risoluzione     Ghergo - doc . 1-111 / 81 ,   Risoluzione    Combe - doc . 1-364/ 81
     nonché 1-1349 / 83 : cfr . GUCE C 77 / 84 del 19.2.1984 .
     Il presente documento non riguarda :
     - gli incidenti di origine nucleare ;
     - gli incidenti di origine chimica ( Seveso ) e l' inquinamento marino e
        delle acque dolci
     - il terrorismo
     - le epidemie di massa ,
        settori che costituiscono oggetto di altre procedure .
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          - un' informazione rapida sulla natura ,        il rischio ,   l' ampiezza ,  e la
             portata del disastro;
          - un' identificazione e un censimento rapido delle risorse e dei mezzi
             disponibili ;
          - la capacità di trasmettere l' informazione alle persone autorizzate a
             prendere    decisioni    e   a   quelle  autorizzate    a   recare   un   aiuto
             immediato;
          - un adeguamento dell' aiuto alle necessità specifiche le quali ,               in
             taluni casi , sono nuove .
          Per   far   fronte    nel  miglior    modo  possibile   alle    varie  situazioni
          d' urgenza ,     tutti    gli    Stati   membri   hanno   messo    a   punto   una
          pianificazione nazionale ,        con una grande varietà di piani settoriali
          concernenti le catastrofi specifiche .
          La cooperazione fra Stati membri consente ,            oltre un intervento più
          efficace ,    lo scambio di esperienze tecniche e un risparmio di tempo e
          di mezzi nello sviluppo della metodologia più appropriata .
      8 . Gli    alti    funzionari     sono    stati  d' accordo    sull' opportunità    di
          concentrare prima di tutto l' iniziativa sulla fase attività durante il
          disastro ,     attività che     in numerosi   paesi   dipende tradizionalmente
          dalla Protezione civile .
III . ELEMENTI DI UNA COOPERAZIONE
      VADEMECUM
      9 . Attualmente ,     l' informazione circola fra i paesi grazie ai           contatti
          ufficiali     o   ufficiosi     fra    responsabili   dei    dipartimenti    della
          Protezione civile .
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La cooperazione sara facilitata e valorizzata dall' esistenza di un manuale che
descriva la situazione aggiornata in materia di soccorso nella Comunità , e
includa informazioni sui meccanismi di preallarme e di            tempestivo allarme ,
sulle possibilità di ricorrere ad un aiuto esterno ,         nonché sul coordinamento
degli   interventi  che vanno oltre le frontiere nazionali e sul catalogo dei
mezzi che possono essere utilizzati .       Il manuale servirà da guida per i membri
della Protezione civile e le altre autorità responsabili della pianificazione
dei   soccorsi   a livello     nazionale o   locale per consentire      loro di  meglio
preparare i loro interventi in caso di disastri gravi .
Il progetto di vademecum comprende essenzialmente i seguenti tipi di dati :
- accordi    bilaterali   e    multilaterali   in  vigore   concernenti    la reciproca
  assistenza ;
- i sistemi di allarme ,      i mezzi di attuazione dei piani di soccorso e le reti
  di comunicazione ;
- le procedure in vigore per lo scambio d' informazioni ,        compresa la frequenza
  delle riunioni ;
- la   denominazione    e   le  coordinate   degli   organismi  con  cui    mettersi  in
   contatto ;
- tutte le risorse specializzate ( cataloghi di mezzi : attrezzatura , personale,
   servizi , banca di dati , ...).
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RETE PERMANENTE DI CORRISPONDENTI
10 . Uno dei principali problemi è infatti             l' informazione reciproca e rapida
     sull' evento .   Finora , le informazioni sulla natura e sull' entità dei mezzi
     necessari ,     che   sono  normalmente       rese     disponibili    dalle    istituzioni
     competenti ,    sono molto limitate .        Occorre ora allestire meccanismi più
     efficienti di     cooperazione fra tutti gli            Stati membri     e procedure che
     consentano di valutare le azioni da prevedere ,                  nonché   inventari degli
     interventi attuati .
     Gli    alti    funzionari    hanno      riconosciuto       che     andrebbero      adottate
     disposizioni a livello comunitario per potenziare ,                mediante una migliore
     conoscenza e una maggior cooperazione ,             i mezzi d' intervento degli Stati
     membri   in caso di catastrofi ,         tanto nella fase di          soccorso immediato
     quanto in quella dell' aiuto d' urgenza a breve termine .
     a ) Portata e modalità della cooperazione
11 . La  cooperazione     sarà  imperniata      principalmente       sulla   fase di    soccorso
     immediato e d' urgenza .
     Sin    dall' apparire    dell' evento ,      l' obiettivo      fondamentale     dev' essere
     caratterizzato dalla rapidità dell' intervento .            Pertanto ,     la cooperazione
     consiste essenzialmente in uno scambio d' informazioni fra corrispondenti ,
     in particolare sulla situazione nel paese o nei paesi interessati ,                  nonché
     nell' elaborazione di un inventario delle azioni intraprese .
12 . Il primo compito dei        corrispondenti       consisterà perciò        nel diffondere ,
     quando sarà necessario ,      le informazioni sulla natura e sull' entità delle
     necessità in tutte te situazioni d' urgenza .              Dal canto loro ,      gli Stati
     membri    trasmetteranno     ai    corrispondenti         ogni    informazione      di  cui
     dispongono .
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13 . Inoltre , dovrà essere elaborato un inventario delle azioni realizzate dagli
     Stati membri e degli interventi della Comunità ,             inventario che sarà
     distribuito a tutti gli interessati sotto forma di relazioni sull' andamento
     del complesso delle operazioni .     Ne sarà informato in modo adeguato anche il
     pubblico .
14 . Scopo delle operazioni      in comune è anche di      adeguare più opportunamente
     l' aiuto alle necessità , nel corso di una seconda fase .
  V In    questa  fase , l' obiettivo della coerenza delle azioni realizzate prende il
     sopravvento su quello della rapidità .
     La preparazione della fase       successiva di  ristabilimento di  una situazione
     normale nella regione colpita dalla catastrofe si avvarrà evidentemente di
     tutte le informazioni accumulate durante la fase di aiuto d' urgenza .
     b) Disposizioni amai ni strati ve e modalità di funzionamento
15 . Gli Stati membri e la Commissione designeranno una persona che disponga dei
     mezzi di comunicazione appropriati ,      che sarà l' interlocutore diretto degli
     altri corrispondenti e centralizzerà i dati concernenti gli aiuti di urgenza .
16 . I contatti all' interno della rete così costituita dovranno essere realizzati
     con la massima elasticità in base alle modalità seguenti :
     - via telefono, telex o telefax , per consentire la massima rapidità ;
     ~ nel corso di     riunioni  informali che   il corrispondente della Commissione
       dovrà convocare qualora risulti necessario , e alle quali parteciperanno i
        corrispondenti interessati ad una determinata operazione ;
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     - nel    corso    di    missioni   in   loco   alle    quali  potranno     partecipare    i
        corrispondenti direttamente interessati a seguito degli interventi dei loro
        paesi .
17 . La possibiliti di        riunire periodicamente      i  responsabili    della Protezione
     civile negli Stati membri era già stata evocata a Roma ,             in occasione della
     riunione ministeriale del maggio 1985 .
     E'   fuori   dubbio che     le  consultazioni    organizzate   dalla   Commissione e     le
     riunioni di esperti in materia di Protezione civile sono state di reciproca
     utilità e che tali       incontri hanno contribuito ad una migliore conoscenza e
     comprensione delle singole situazioni dei singoli problemi .
     Un contatto permanente e incontri periodici tra esperti favoriranno sia una
     concertazione che una consultazione sulle attività di ciascuno Stato membro .
     Siffatte     riunioni     consentiranno    anche    lo   scambio   di    informazioni     e
     l' aggiornamento     di   qualsiasi   elemento    sull' innovazione    e   sui   progressi
     realizzati da ciascuna Stato membro sia in materia di sistemi d' informazione
     che di mezzi d' intervento che ciascuno può mettere a disposizione .
     Questo gruppo ,      che potrebbe riunirsi       una volta all' anno o più spesso a
     richiesta di uno Stato membro o della Commissione ,            avrebbe dunque numerose
     missioni    connesse     alle  varie  azioni   e   attività   menzionate    nel   presente
     documento .    In particolare ,     avrebbe il compito di verificare l' attuazione
     negli   Stati membri      degli elementi    di  cooperazione   istituiti ,     e di  farne
     regolarmente rapporto .
18 . Inoltre ,   potrà esaminare qualsiasi altra forma di collaborazione in materia
     di Protezione civile ,        che coinvolga anche altre fasi non ancora prese in
     considerazione in modo approfondito ( previsione , prevenzione , ecc .).
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SIMULAZIONE DI CATASTROFI E FORMAZIONE
19 . E'   necessario   verificare       la   compatibilità    dei  concetti  e  dei    mezzi
     disponibili mediante esercizi di simulazione .
     In particolare , la cooperazione da sviluppare in questi settori dovrà servire
     a creare progressivamente :
     a ) una " lingua comune " ed una standardizzazione linguistica sia di concetti
         che della strategia e della logistica ;
     b ) delle " capacità d' intervento" che ,      a motivo delta loro specializzazione ,
         potrebbero essere attivate e avviate con i mezzi più rapidi sui luoghi
         della catastrofe ; una frequenza radio comune e un numero di chiamata unico
         negli Stati membri potrebbero, semplificare questo compito .
20 . Questo tipo di problemi è stato affrontato con successo dalla Commissione nel
     settore specifico della lotta contro gli           incendi forestali .  Infatti ,   nel
     1985 ,   su iniziativa della Commissione ,       è stata finanziata e organizzata in
     Francia dalla Comunità economica europea una prima esercitazione comunitaria
     di lotta contro gli incendi forestali .
     L' esercitazione   " FLORAC   85 "   ha  dimostrato   che era possibile mobilitare e
     avviare in    24 ore    mezzi  terrestri    e aerei    contro gli  incendi forestali ,
     provenienti dalla Repubblica federale di Germania , dalla Grecia ,, dall' Italia ,
     dalla Spagna e dal Portogallo .
     Nel corso dell' esercitazione è         stato rilevato che si potrebbero eliminare
     numerosi ostacoli all' efficacia di questa cooperazione , se ciascun socio :
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     - accettasse       il   principio     di   una    standardizzazione      minima    del   proprio
        materiale e un' armonizzazione delle procedure d' impegno dei mezzi ;
     - prevedesse una concertazione periodica regolare tra tecnici e responsabili
        ad alto livello per mettere a punto le norme standardizzate o armonizzate /
        e • fornisse      la materia prima per un' informazione / formazione da utilizzarsi
        nei i moduli di formazione nazionale di ciascuna Protezione civile .
21 . Quest' esperienza specifica solleva un interesse più generale in materia di
     Protezione civile /        poiché sul tema di qualsiasi tipo di catastrofe naturale
     emergeranno        immediatamente        analogie     e    somiglianze      con    l' attuazione
     d' interventi per altri tipi di catastrofi .
     La dimensione europea delle operazioni concepibili                  in questo vasto settore
     consisterà      nella    scelta    di  un   periodo     comune  per    lo   svolgimento     delle
     esercitazioni /        nella    presenza    di    osservatori    degli    Stati    membri     alle
     esercitazioni / ed eventualmente nell' organizzazione di seminari per esaminare
     i risultati delle varie esercitazioni / nella scelta / per quanto possibile / di
     tipi     di   " rischio"     diversi /     nell' elaborazione     di    uno   o   più   opuscoli
     informativi ad hoc destinati al pubblico / nella scelta di regioni frontaliere
     che    implichino una       collaborazione più specifica          fra alcuni     Stati membri /
     ecc ..
22 . Il settore della Protezione civile comporta anche l' intervento dei corpi di
     soccorso specializzati          in   caso di     catastrofe /   nonché un' intera       serie di
     attività     tecniche      come   il   pronto    soccorso /    il    salvataggio     ( marittimo /
     terrestre /      sotterraneo )/ la comunicazione radio ( radioamatori ). E' opportuno
     incoraggiare        con     un   adeguato      intervento     economico      l' estensione      di
     quest' attività /       sia come qualità ,        con una formazione migliore ,         che come
     quantità , l' allargandola su scala comunitaria .
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INFORMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DEL PUBBLICO
23 . In questo contesto ,        l' informazione va estesa nel senso più ampio poiché
     include due concetti : da un lato ,           consiste nell' inculcare nel cittadino le
     nozioni   preventive ,      educandolo ad un comportamento            adeguato in caso di
     catastrofe ,   affinché possa proteggere se stesso ed eventualmente partecipare
     al soccorso .
     Quest' azione è ,     innanzitutto, la prerogativa dei pubblici poteri nazionali i
     quali adempiono tale obbligo generalmente con una serie di mezzi ( mass-media ,
     pubblicità ,    scuole ) che vanno sostenuti e sviluppati .            Spetta alla Comunità
     associarsi a quest' azione .
24 . Dall' altro ,    l' informazione     riguarda anche       i   mezzi  approntati    a   tutti i
     livelli   per far fronte alle catastrofi .               In questo contesto,         una delle
     iniziative    comuni     più   utili    è   certamente    la   creazione   di  un    numero di
     chiamata unico per tutti          gli Stati      membri ,    che permetta ai    cittadini di
     avviare i soccorsi , d' informarsi sull' entità di una catastrofe , la situazione
     delle vittime o la loro identità .
25 . La Commissione prenderà le iniziative necessarie per valorizzare qualsiasi
     forma di    cooperazione e sensibilizzare il              cittadino alla solidarietà che
     esiste tra Stati membri .        Queste azioni , perfettamente consone allo spirito e
     al   quadro    dell' Europa      dei    cittadini ,      contribuiranno     positivamente    a
     sviluppare    la    consapevolezza      di   appartenenza      ad una   stessa   Comunità .  I
     giovani ,   in particolare , potrebbero essere più interessati a quest' azione da
     progetti    concreti    di   scambi    e di    formazione che presentino un carattere
     altruistico e dinamico e rispondano quindi alla loro esigenza d' impegno e
     d' azione .
 ---pagebreak---                                           Progetto di
Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri ,
          riuniti in seno al Consiglio , relativa all' instaurazione di una
             cooperazione comunitaria in materia di protezione civile
Il Consiglio e i      rappresentanti dei governi degli Stati membri ,                 riuniti in
seno al Consiglio :
- considerando     che    tutti   gli    Stati   membri    hanno    predisposto      sistemi     di
  pianificazione per far fronte alle catastrofi naturali e di origine umana
  che possono verificarsi sul loro territorio ;             che tali sistemi differiscono
  da uno Stato all' altro quanto all' astensione ,           alla scala d' intervento e ai
  mezzi mobilitabili ;
- considerando      che    la   Commissione     esegue    già    ricerche      in    materia     di
  previsione ,     prevenzione      e il   contenimento     degli    effetti      di   catastrofi
  naturali   e di    incidenti    industriali     rilevanti   e che      i  risultati      di  tali
  ricerche possono essere utili in caso di cooperazione comunitaria sul piano
  della Protezione civile ;         che d' altra parte sono già operanti strumenti di
  cooperazione comunitaria         in altri    settori ,    quali    quello del       rischio di
  incidenti     industriali      rilevanti      ( direttiva    del 24.6.1982 )         e     quello
  dell' inquinamento causato dallo spandimento in mare di sostanze pericolose
  ( decisione del 6.3.1986 );
- ritenendo che una cooperazione tra gli              Stati membri     in tale settore possa
  accrescere     la   capacità     di   reagire    di   ciascuno     di    essi ,    secondo     le
  circostanze     e    le    necessità ;    che    tale   cooperazione       possa     rafforzare
  l' efficacia dell' azione nazionale di           gestione della crisi ;          che è quindi
  auspicabile      intraprendere       iniziative      concrete     in     materia      su    scala
  comunitaria ;
- riallacciandosi all' accordo di principio raggiunto in tale prospettiva dai
  ministri responsabili della protezione civile nella riunione svoltasi a Roma
  il 2-3 maggio 1985 ;
 ---pagebreak---                                            - 2 -
vista la relazione sulla coooperazione in caso di catastrofi presentata
dagli esperti nazionali nell' ottobre 1986;
viste le conclusioni alle quali sono giunti gli alti funzionari responsabili
della protezione civile nella loro riunione del novembre 1986;
ricordando     le    risoluzioni      1-111 / 80   e   1-364 / 81    del  Parlamento     europeo
sull' aiuto reciproco tra Stati membri in caso di catastrofe , nelle quali la
Commissione è stata invitata a presentare proposte per il coordinamento dei
soccorsi tra Stati membri ;
convinti che un' iniziativa          in questo settore          contribuirebbe direttamente
alla protezione        del    cittadino europeo e          favorirebbe     in modo tangibile
l' Europa dei cittadini ;
desiderosi di dare un contributo sempre maggiore al progresso sociale dei
popoli europei ,       conformemente agli obiettivi fondamentali dei trattati che
istituiscono      le   Comunità e      coerentemente      con    il   nuovo impulso     impresso
dall' Atto unico europeo alla realizzazione dell' Unione europea ,
1 . Decidono    l' istituzione di       una rete permanente di           corrispondenti degli
    Stati   membri    e   della   Commissione     nel    settore    della   R-otezione   civile .
    Questa    rete ,     che    entrerebbe     in    funzione     il 1° luglio 1987,        dovrà
    consentire lo scambio di informazioni immediate e rapide sulle necessità
    e sui mezzi disponibili nella Comunità per far fronte alle catastrofi
    naturali    e    di    origine    umana    che    si   verificano .       Tale  dispositivo
    concorrerà ad accrescere le capacità di soccorso di cui gli Stati membri
    dispongono singolarmente .
    Inoltre dovranno svolgersi riunioni periodiche dei                     responsabili     della
     Protezione civile negli         Stati membri        per promuovere        la realizzazione
    delle    iniziative      che    potrebbero      rivelarsi      utili    ( esercitazioni    di
    simulazione ,        informazione dei           cittadini ,       facilità     di    ricorso
    all' assistenza , numero di chiamata unico, formazione dei giovani ecc .).
 ---pagebreak---                                      - 3 -
2 . Decidono l' adozione di un vademecum della      rotezione civile nella Comunità
    europea ,   secondo il progetto presentato dalla Commissione ,       e invitano
    questa a provvedere quanto prima alla sua messa a punto definitiva e alla
    sua pubblicazione .
3 . Invitano la Commissione a promuovere lo svolgimento periodico,         da parte
    degli Stati membri ,   di esercitazioni di simulazione ,    coordinate su scala
    europea , che potrebbero beneficiare di un aiuto comunitario , per verificare
    ed estendere in tutta la Comunità un' efficace organizzazione dei soccorsi
    in caso di catastrofi naturali e di origine umana .
4 . Invitano la Commissione a prevedere incentivi economici per sviluppare i
    sistemi   di  formazione  per  la   qualificazione    di giovani  volontari  nel
    settore della protezione civile e le azioni atte a favorire la cooperazione
    tra giovani volontari dei diversi Stati membri .
5 . Incoraggiano la Commissione a proseguire il        suo sforzo di coordinamento
    delle ricerche nel settore delle catastrofi naturali e di origine umana .
6 . Incaricano la Commissione di studiare la possibilità di estendere ad altri
    settori ,   sul piano comunitario ,  il sistema delle reti d' informazione già
    istituite dal Consiglio .
 ---pagebreak---                                  SCHEDA FINANZIARIA
Nuova linea di bilancio (a decorrere dal 1988 ):
Articolo 694 " Cooperazione comunitaria in materia di protezione civile ".
Proposta di classifica : SNO
Descrizione dell' azione :
Attuazione delle decisioni      del Consiglio del 25 maggio 1987 concernenti        la
protezione civile .
Il    commento  al bilancio   dell' articolo   694   ( nuova linea ) è  formulato nel
seguente modo (a decorrere dal 1988 ):      " cooperazione comunitaria in materia di
protezione civile ".
Natura della spesa e modo di calcolo :
“ Attuazione di    una rete permanente di      corrispondenti degli    Stati membri e
   della Commissione nel settore della protezione civile : p.m .
   ( varie spese di attrezzatura di telecomunicazioni )
- Vademecum : spese di stampa                                30.000 ECU
- Esercitazione ( quali Florac 85 )
   Partecipazione CEE :                                      300.000 ECU
- Formazione : organizzazione di corsi sul posto             170.000 ECU
Incidenza finanziaria dell' azione sugli stanziamenti d' intervento :
500.000 ECU proposti per il 1988 ( voce 694 ).
Personale e funzionamento :
1 A - 1 B - 1 C ( Il fabbisogno di personale per queste azioni sarà esaminato o
                   nell' ambito del riassetto interno o nell' ambito del " rolling
                   pian ").
 ---pagebreak---         Scheda relativa all' incidenza di taluni atti legislativi sulle piccole
                          e medie imprese e sull' occupazione
  1 . OBBLIGHI AMMINISTRATIVI DERIVANTI DALL' APPLICAZIONE DELLA LEGISLAZIONE PER
      LE IMPRESE
  2 . VANTAGGI PER LE IMPRESE
      - NO
      - QUALI
  3 . INCONVENIENTI PER LE IMPRESE
      ( Costi supplementari )
      - N0
      - CONSEGUENZE
  4 . EFFETTI SULL' OCCUPAZIONE
| 5 . VI E' STATA CONCERTAZIONE PRELIMINARE CON LE PARTI SOCIALI ?
      - NO
      - PARERE DELLE PARTI SOCIALI
  6 . ESISTÈ UNA ALTERNATIVA MENO VINCOLANTE?
      - NO
                                                                                j