CELEX: 21994A1231(24)
Language: it
Date: 1993-03-08 00:00:00
Title: Accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Bulgaria, dall'altra - Protocollo n. 1 sui tessili e sui capi di abbigliamento - Protocollo n. 2 sui prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (prodotti CECA) - Protocollo n. 3 sugli scambi tra la Bulgaria e la Comunità di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del trattato CEE - Protocollo n. 4 sulla definizione della nozione di «prodotti originari» e sui metodi di cooperazione amministrativa - Protocollo n. 5 sulle specifiche disposizioni relative agli scambi tra la Bulgaria, la Spagna e il Portogallo - Protocollo n. 6 sull'assistenza reciproca nel settore doganale - Protocollo n. 7 sulle concessioni con limiti annui - Protocollo n. 8 sui corsi d'acqua transfrontalieri - Atto finale - Dichiarazioni comuni

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21994A1231(24)

Accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Bulgaria, dall'altra - Protocollo n. 1 sui tessili e sui capi di abbigliamento - Protocollo n. 2 sui prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (prodotti CECA) - Protocollo n. 3 sugli scambi tra la Bulgaria e la Comunità di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del trattato CEE - Protocollo n. 4 sulla definizione della nozione di «prodotti originari» e sui metodi di cooperazione amministrativa - Protocollo n. 5 sulle specifiche disposizioni relative agli scambi tra la Bulgaria, la Spagna e il Portogallo - Protocollo n. 6 sull'assistenza reciproca nel settore doganale - Protocollo n. 7 sulle concessioni con limiti annui - Protocollo n. 8 sui corsi d'acqua transfrontalieri - Atto finale - Dichiarazioni comuni  

Gazzetta ufficiale n. L 358 del 31/12/1994 pag. 0003 - 0222 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 39 pag. 0004  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 39 pag. 0004 

ACCORDO EUROPEO che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Bulgaria, dall'altraIL REGNO DEL BELGIO,IL REGNO DI DANIMARCA,LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,LA REPUBBLICA ELLENICA,IL REGNO DI SPAGNA,LA REPUBBLICA FRANCESE,L'IRLANDA,LA REPUBBLICA ITALIANA,IL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO,IL REGNO DEI PAESI BASSI,LA REPUBBLICA PORTOGHESE,IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,Parti contraenti del trattato che istituisce la COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA, del trattato che istituisce la COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO e del trattato che istituisce la COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA,qui di seguito denominati «Stati membri», ela COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA, la COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA e la COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO,qui di seguito denominate «Comunità»,da una parte,e la REPUBBLICA DI BULGARIA,qui di seguito denominata «Bulgaria»,dall'altra,CONSIDERANDO l'importanza dei legami tradizionali esistenti fra la Comunità, i suoi Stati membri e la Bulgaria e i valori comuni che condividono,RICONOSCENDO che la Comunità e la Bulgaria desiderano rafforzare tali legami e instaurare una relazione intensa e duratura, basata sul reciproco interesse e sulla reciprocità, la quale favorisca la partecipazione della Bulgaria al processo di integrazione europea, consolidando e ampliando in rapporti già avviati in passato, in particolare con l'accordo sugli scambi e sulla cooperazione economica e commerciale, firmato l'8 maggio 1990,CONSIDERANDO le possibilità di instaurare un rapporto qualitativamente diverso offerte dall'affermarsi di una nuova democrazia in Bulgaria,CONSIDERANDO che la Comunità, gli Stati membri e la Bulgaria si sono impegnati a rafforzare le libertà politiche ed economiche che costituiscono le fondamenta dell'associazione,RICONOSCENDO il carattere fondamentale della democratizzazione della Bulgaria, realizzata in modo pacifico e volta a costruire un nuovo sistema politico ed economico basato sullo Stato di diritto e sul rispetto dei diritti umani, sul pluralismo politico e su un sistema multipartitico pluralista che preveda elezioni libere e democratiche e la creazione delle condizioni giuridiche ed economiche necessarie per lo sviluppo di un'economia di mercato, nonché la necessità di portare avanti e di completare tale processo, con l'assistenza della Comunità,CONSIDERANDO il preciso impegno assunto dalla Comunità, dai suoi Stati membri e dalla Bulgaria in difesa dello Stato di diritto e dei diritti umani, ivi compresi quelli delle persone appartenenti a gruppi minoritari, e per la piena applicazione di tutti gli altri principi e disposizioni contenuti nell'atto finale della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE), nei documenti conclusivi delle riunioni di Vienna e di Madrid, nella Carta di Parigi per una nuova Europa, e rispetto ai principi e alle disposizioni della Carta europea dell'energia,DECISI a promuovere l'intensificazione dei contatti tra i rispettivi cittadini e il libero flusso delle informazioni e delle idee, come convenuto tra le Parti nell'ambito della CSCE,CONSAPEVOLI dell'importanza del presente accordo per instaurare e far progredire in Europa un sistema stabile basato sulla cooperazione, il quale abbia nella Comunità uno dei suoi fondamenti,PERSUASI che la piena realizzazione dell'associazione sia inscindibile dalla prosecuzione del processo di riforma politica, economica e legislativa attualmente in corso in Bulgaria, nonché dall'introduzione dei fattori necessari alla cooperazione e al ravvicinamento in atto tra i sistemi delle Parti, segnatamente alla luce delle conclusioni della conferenza CSCE di Bonn,DESIDERANDO istituire un dialogo politico regolare sulle questioni bilaterali e internazionali di reciproco interesse per sviluppare e completare l'associazione,TENENDO CONTO dell'intenzione della Comunità di fornire alla Bulgaria un appoggio determinante per il completamento del passaggio a un'economia di mercato e di aiutarla a sostenere la conseguenze sociali ed economiche del riadeguamento strutturale,TENENDO CONTO altresì dell'intenzione della Comunità di creare strumenti di cooperazione e di assistenza economica, tecnica e finanziaria su basi globali e pluriennali,CONSIDERANDO l'impegno assunto dalla Comunità e dalla Bulgaria in materia di libero scambio, e in particolare, per quanto concerne i principi dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio,TENENDO PRESENTI le disparità economiche e sociali esistenti tra la Comunità e la Bulgaria e riconoscendo pertanto che gli obiettivi dell'associazione dovrebbero essere conseguiti tramite adeguate disposizioni del presente accordo,CONVINTI che il presente accordo creerà un nuovo clima per le loro relazioni economiche e in particolare per lo sviluppo degli scambi e degli investimenti, strumenti indispensabili della ristrutturazione e dell'ammodernamento tecnologico dell'economia bulgara,DESIDERANDO instaurare una cooperazione culturale e sviluppare gli scambi di informazioni,COSCIENTI che l'obiettivo finale della Bulgaria è entrare a far parte della Comunità e che la presente associazione, a giudizio delle Parti, contribuirà al raggiungimento di tale obiettivo,HANNO DECISO di concludere il presente accordo e a tal fine hanno designato come plenipotenziariIL REGNO DEL BELGIO:Robert URBAIN,ministro del commercio estero e degli affari europei;IL REGNO DI DANIMARCA:Jørgen ØSTRØM MØLLER,segretario di Stato agli affari esteri;LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,Klaus KINKEL,ministro federale degli affari esteri;LA REPUBBLICA ELLENICA:Michel PAPACONSTANTINOU,ministro degli affari esteri;IL REGNO DI SPAGNA:Javier SOLANA,ministro degli affari esteri;LA REPUBBLICA FRANCESE:Elisabeth GUIGOU,ministro incaricato degli affari europei;L'IRLANDA:Dick SPRING,ministro degli affari esteri;LA REPUBBLICA ITALIANA:Valdo SPINI,segretario di Stato agli affari esteri;IL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO:Jacques POOS,ministro degli affari esteri;IL REGNO DEI PAESI BASSI:P. KOOIJMANS,ministro degli affari esteri;LA REPUBBLICA PORTOGHESE:J.M. DURAO BARROSO,ministro degli affari esteri;IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD:Douglas HURD,ministro degli affari esteri e del Commonwealth;LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA, LA COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA E LA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO:Niels HELVEG PETERSEN,ministro degli affari esteri del Regno di Danimarca, presidente in esercizio del Consiglio delle Comunità europee;Sir Leon BRITTAN,membro della Commissione delle Comunità europee;Hans VAN DEN BROEK,membro della Commissione delle Comunità europee;LA REPUBBLICA DI BULGARIA:Luben BEROV,primo ministro e ministro per gli affari esteri;I QUALI, dopo aver scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo 11. È istituita un'associazione tra la Comunità e i suoi Stati membri, da una parte, e la Bulgaria, dall'altra.2. Obiettivi di tale associazione sono:- costituire un ambito adeguato per il dialogo politico tra le Parti il quale consenta lo sviluppo di strette relazioni politiche;- istituire gradualmente una zona di libero scambio tra la Comunità e la Bulgaria, la quale copra sostanzialmente tutti gli scambi tra le Parti;- promuovere l'espansione degli scambi nonché relazioni economiche armoniose tra le Parti, incentivando così uno sviluppo economico dinamico e la prosperità della Bulgaria;- gettare le basi della cooperazione economica, finanziaria, culturale e sociale, nonché dell'assistenza della Comunità alla Bulgaria;- sostenere gli sforzi della Bulgaria volti a sviluppare la sua economia e a portare a termine la sua trasformazione in un'economia di mercato;- costituire un contesto adeguato per la graduale intengrazione della Bulgaria nella Comunità. A tal fine, si istituiranno nuove regole, politiche e prassi conformi ai meccanismi del mercato e la Bulgaria dovrà adoperarsi per soddisfare tutti i requisiti;- creare le adeguate istituzioni per rendere efficace l'associazione.TITOLO I DIALOGO POLITICO Articolo 2Tra le Parti si instaura un dialogo politico regolare, che esse intendono sviluppare e intensificare. Tale dialogo accompagna e consolida il ravvicinamento tra la Comunità e la Bulgaria, sostiene i mutamenti politici ed economici in corso in Bulgaria e contribuisce a istituire nuovi legami di solidarietà e nuove forme di cooperazione. Il dialogo politico e la cooperazione, basati sulle aspirazioni e sui valori comuni:- favoriscono la piena integrazione della Bulgaria nella comunità delle nazioni democratiche e il suo progressivo ravvicinamento alla Comunità. Il ravvicinamento economico promosso dal presente accordo porta ad una maggiore convergenza politica;- conducono a una migliore reciproca comprensione e a una progressiva convergenza di posizioni sulle questioni internazionali, in particolare su quelle che potrebbero avere notevoli ripercussioni su una delle Parti;- permettono a ciascuna delle Parti di tener conto della posizione e degli interessi dell'altra nei propri processi decisionali;- contribuiscono al ravvicinamento delle posizioni delle Parti in materia di sicurezza, migliorando in tal modo la sicurezza e la stabilità in tutta Europa.Articolo 31. Tra il presidente del Consiglio europeo e il presidente della Commissione delle Comunità europee, da una parte, e il presidente della Repubblica di Bulgaria, dall'altra, si svolgono le opportune riunioni.2. A livello ministeriale, il dialogo politico avviene nell'ambito del Consiglio di associazione. A questo spetta la responsabilità generale di tutte le questioni che le Parti ritengono utile sottomettergli.Articolo 4Le Parti istituiscono altre procedure e altri meccanismi di dialogo politico, in particolare nelle forme seguenti:- tramite incontri al livello di funzionari d'alto grado (dirigenti politici) tra funzionari bulgari, da una parte, e la presidenza del Consiglio delle Comunità europee e la Commissione delle Comunità europee, dall'altra;- utilizzando appieno tutti i canali diplomatici tra le Parti, ivi compresi gli opportuni contatti a livello bilaterale e multilaterale, ad esempio all'ONU, nelle riunioni della CSCE e in altri ambiti multilaterali;- inserendo la Bulgaria nel gruppo dei paesi che vengono sistematicamente informati sulle questioni affrontate nell'ambito della cooperazione politica europea e scambiandosi informazioni al fine di conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 2;- con qualsiasi altro mezzo che possa contribuire a consolidare, sviluppare e intensificare il dialogo politico.Articolo 5A livello parlamentare, il dialogo politico si svolge nell'ambito del comitato di associazione parlamentare.TITOLO II PRINCIPI GENERALI Articolo 6Il rispetto dei principi democratici e dei diritti umani stabiliti dall'atto finale di Helsinki e dalla Carta di Parigi per una nuova Europa ispira la politica interna ed estera delle Parti e costituisce un elemento essenziale della presente associazione.Articolo 71. L'associazione prevede un periodo transitorio della durata massima di dieci anni diviso in due fasi successive, che in linea di principio durano cinque anni ciascuna. La prima fase inizia all'entrata in vigore dell'accordo.2. Tenendo presente che i principi dell'economia di mercato costituiscono un elemento essenziale dell'associazione, il Consiglio di associazione provvede periodicamente ad esaminare l'applicazione dell'accordo e i risultati ottenuti dalla Bulgaria nel processo di trasformazione in un'economia di mercato sulla base dei principi stabiliti nel preambolo.3. Nel corso dei dodici mesi che precedono il termine della prima fase, il Consiglio di associazione si riunisce per decidere il passaggio alla seconda fase e gli eventuali cambiamenti da apportare per quanto riguarda le misure di attuazione delle disposizioni che disciplinano la seconda fase. A tal fine si tiene conto dei risultati dell'analisi di cui al paragrafo 2.4. Le due fasi previste nei paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano al titolo III.TITOLO III LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI Articolo 81. Nel corso di un periodo transitorio della durata massima di dieci anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, la Comunità e la Bulgaria istituiscono progressivamente una zona di libero scambio, secondo le disposizioni del presente accordo e in conformità con le disposizioni dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT).2. Per classificare le merci importate nella Comunità si applica la nomenclatura combinata delle merci. Per classificare le merci importate in Bulgaria si applica la tariffa doganale bulgara.3. Il dazio di base di ciascun prodotto cui si applicano le riduzioni successive previste dal presente accordo è quello effettivamente applicato erga omnes il giorno precedente all'entrata in vigore del presente accordo.4. Qualora, successivamente all'entrata in vigore del presente accordo, venga applicata una riduzione tariffaria erga omnes, in particolare una riduzione derivante dall'accordo sulle tariffe doganali concluso a seguito dell'Uruguay Round del GATT, il suddetto dazio ridotto sostituisce il dazio di base di cui al paragrafo 3 a partire dalla data di applicazione della riduzione.5. La Comunità e la Bulgaria si comunicano a vicenda i rispettivi dazi di base.CAPITOLO I Prodotti industriali Articolo 91. Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti originari della Comunità e della Bulgaria elencati nei capitoli da 25 a 97 della nomenclatura combinata e della tariffa doganale bulgara, fatta eccezione per i prodotti elencati nell'allegato I.2. Le disposizioni degli articoli da 10 a 14 non si applicano ai prodotti citati negli articoli 16 e 17.Articolo 101. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità a prodotti originari della Bulgaria diversi da quelli elencati negli allegati IIa, IIb e III sono aboliti all'entrata in vigore del presente accordo.2. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti originari della Bulgaria elencati nell'allegato IIa sono progressivamente aboliti in base al seguente calendario:- alla data di entrata in vigore del presente accordo ogni dazio è ridotto al 50 % del dazio di base;- un anno dopo l'entrata in vigore del presente accordo i dazi rimanenti sono eliminati.I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti originari della Bulgaria elencati nell'allegato IIb sono progressivamente ridotti, a partire dalla data di entrata in vigore del presente accordo, di una quota annuale del 20 % del dazio di base, in modo da giungere a una completa abolizione alla fine del quarto anno dalla data di entrata in vigore del presente accordo.3. I prodotti di origine bulgara elencati nell'allegato III beneficiano di una sospensione dei dazi doganali sulle importazioni entro i limiti di massimali o contingenti tariffari annui comunitari che aumenteranno progressivamente alle condizioni specificate nell'allegato, in modo da giungere a una totale abolizione dei dazi doganali sulle importazioni dei prodotti in questione entro e non oltre la fine del quinto anno.Contemporaneamente, i dazi doganali sulle importazioni applicabili una volta esauriti i contingenti o dopo la reintroduzione di dazi doganali in relazione a prodotti coperti da massimali tariffari, sono progressivamente ridotti, a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo, mediante riduzioni annuali del 15 % del dazio di base. I dazi residui sono aboliti entro la fine del quinto anno.4. Le restrizioni quantitative sulle importazioni nella Comunità di prodotti originari della Bulgaria e le misure d'effetto equivalente sono abolite alla data di entrata in vigore del presente accordo.Articolo 111. I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Bulgaria ai prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato IV sono aboliti all'entrata in vigore del presente accordo.2. I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Bulgaria ai prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato V sono progressivamente ridotti in base al seguente calendario:- un anno dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto all'80 % del dazio di base;- tre anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto al 40 % del dazio di base;- cinque anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo i dazi residui sono eliminati.3. I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Bulgaria ai prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato VI sono progressivamente ridotti in base al seguente calendario:- tre anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto all'80 % del dazio di base;- cinque anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto al 60 % del dazio di base;- sei anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto al 45 % del dazio di base;- sette anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto al 30 % del dazio di base;- otto anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo ciascun dazio è ridotto al 15 % del dazio di base;- nove anni dopo l'entrata in vigore del presente accordo i dazi residui sono eliminati.4. Le restrizioni quantitative sulle importazioni in Bulgaria di prodotti originari della Comunità e le misure d'effetto equivalente sono abolite all'entrata in vigore del presente accordo, fatta eccezione per quelle elencate nell'allegato VII che sono abolite in base al calendario riportato in tale allegato.Articolo 12Le disposizioni relative all'abolizione dei dazi doganali sulle importazioni si applicano anche ai dazi doganali di carattere fiscale.Articolo 131. All'entrata in vigore del presente accordo, la Comunità abolisce tutti gli oneri di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni per quanto riguarda le sue importazioni dalla Bulgaria.2. All'entrata in vigore del presente accordo, la Bulgaria abolisce tutti gli oneri di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni per quanto riguarda le sue importazioni dalla Comunità, fatta eccezione per quelle elencate nell'allegato VIII che sono abolite in base al calendario riportato in tale allegato.Articolo 141. La Comunità e la Bulgaria aboliscono progressivamente, entro e non oltre la fine del quinto anno dall'entrata in vigore del presente accordo, tutti i dazi doganali sulle reciproche esportazioni e gli oneri di effetto equivalente.2. Le restrizioni quantitative sulle esportazioni verso la Bulgaria e tutte le misure di effetto equivalente sono abolite dalla Comunità all'entrata in vigore del presente accordo.3. Le restrizioni quantitative sulle esportazioni verso la Comunità e tutte le misure di effetto equivalente sono abolite dalla Bulgaria all'entrata in vigore del presente accordo, fatta eccezione per quelle elencate nell'allegato IX che sono abolite entro e non oltre la fine del quinto anno dall'entrata in vigore del presente accordo.Articolo 15Ciascuna delle Parti si dichiara disposta a ridurre i suoi dazi doganali sugli scambi con la controparte più rapidamente di quanto previsto agli articoli 10 e 11 qualora lo permettano le sue condizioni economiche generali e la situazione del settore economico interessato.Il Consiglio di associazione può formulare raccomandazioni in tal senso.Articolo 16Il protocollo n. 1 specifica le condizioni applicabili ai prodotti tessili indicati nel protocollo stesso.Articolo 17Il protocollo n. 2 specifica le condizioni applicabili ai prodotti coperti dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.Articolo 181. Le disposizioni del presente capitolo non ostano al mantenimento da parte della Comunità di una componente agricola nei dazi applicabili ai prodotti elencati nell'allegato X originari della Bulgaria.2. Le disposizioni del presente capitolo non ostano all'introduzione da parte della Bulgaria di una componente agricola nei dazi applicabili ai prodotti elencati nell'allegato X originari della Comunità.CAPITOLO II Agricoltura Articolo 191. Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti agricoli originari della Comunità e della Bulgaria.2. Per «prodotti agricoli» si intendono i prodotti elencati nei capitoli da 1 a 24 della nomenclatura combinata e della tariffa doganale bulgara e i prodotti elencati nell'allegato I, fatta però eccezione per i prodotti della pesca, quali sono definiti nel regolamento (CEE) n. 3687/91 relativo all'organizzazione comune del mercato dei prodotti della pesca.Articolo 20Il protocollo n. 3 specifica le condizioni applicabili agli scambi dei prodotti agricoli trasformati elencati nel suddetto protocollo.Articolo 211. Alla data di entrata in vigore del presente accordo, la Comunità abolisce le restrizioni quantitative sulle importazioni di prodotti agricoli originari della Bulgaria applicate ai sensi del regolamento (CEE) n. 3420/83 del Consiglio nella forma esistente alla data della firma del presente accordo.2. Alla data di entrata in vigore del presente accordo, i prodotti agricoli originari della Bulgaria elencati nell'allegato XI beneficiano della riduzione dei dazi doganali e dei prelievi doganali entro i limiti dei contingenti comunitari o della riduzione dei dazi doganali, alle condizioni specificate nel suddetto allegato.3. Alle importazioni in Bulgaria dei prodotti agricoli originari della Comunità elencati nell'allegato XIIa non si applicano restrizioni quantitative.I prodotti agricoli originari della Comunità elencati nell'allegato XIIb sono soggetti alle restrizioni quantitative specificate nel suddetto allegato.4. La Comunità e la Bulgaria si accordano a vicenda le concessioni di cui agli allegati XIII e XIV, in modo reciproco ed equilibrato, alle condizioni specificate negli allegati stessi.5. Tenendo conto del volume dei loro scambi di prodotti agricoli, della loro appartenenza a settori particolarmente sensibili, delle regole della politica agricola comune della Comunità e delle regole della politica agricola della Bulgaria, del ruolo dell'agricoltura nell'economia bulgara, nonché delle conseguenze dei negoziati commerciali multilaterali nell'ambito dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, la Comunità e la Bulgaria esaminano in sede di Consiglio di associazione, prodotto per prodotto e in modo ordinato e reciproco, le possibilità di riconoscersi a vicenda ulteriori concessioni.Articolo 22Fatte salve altre disposizioni del presente accordo e in particolare dell'articolo 31, qualora, dato il carattere particolarmente sensibile dei mercati agricoli, le importazioni di prodotti originari di una delle Parti, soggette alle concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 21, provochino gravi perturbazioni ai mercati della contraparte, le due Parti avviano immediatamente consultazioni per trovare una soluzione adeguata. In attesa di tale soluzione, la Parte interessata può adottare le misure che ritiene necessarie.CAPITOLO III Prodotti della pesca Articolo 23Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti della pesca originari della Comunità e della Bulgaria coperti dal regolamento (CEE) n. 3687/91.Articolo 24Ai prodotti della pesca si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni dell'articolo 21, paragrafo 5.CAPITOLO IV Disposizioni comuni Articolo 25Le disposizioni del presente capitolo si applicano agli scambi di tutti i prodotti, salvo quanto altrimenti disposto nel presente capitolo o nei protocolli n. 1, 2 o 3.Articolo 261. A partire dalla data di entrata in vigore del presente accordo non si introducono nuovi dazi doganali sulle importazioni o sulle esportazioni, né oneri di effetto equivalente, sugli scambi tra la Comunità e la Bulgaria, né si aumentano quelli già applicati.2. A partire dalla data di entrata in vigore del presente accordo non si introducono nuove restrizioni quantitative sulle importazioni o sulle esportazioni, né misure d'effetto equivalente, sugli scambi tra la Comunità e la Bulgaria, né si rendono più restrittive quelle esistenti.3. Fatte salve le concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 21, le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo non limitano in alcun modo il perseguimento delle rispettive politiche agrarie della Bulgaria e della Comunità o l'adozione di misure nel quadro di tali politiche.Articolo 271. Le due Parti si astengono dall'introdurre qualsiasi misura o prassi di natura fiscale interna che istituisca, direttamente o indirettamente, discriminazioni tra i prodotti di una Parte e i prodotti analoghi originari del territorio della controparte.2. I prodotti esportati nel territorio di una delle due Parti non possono beneficiare di un rimborso delle imposte interne eccedente l'ammontare delle imposte dirette o indirette cui sono stati soggetti.Articolo 281. Il presente accordo non osta al mantenimento o all'istituzione di unioni doganali, zone di libero scambio o accordi sugli scambi transfrontalieri se non nella misura in cui essi alterano le condizioni commerciali previste dal presente accordo.2. Nell'ambito del Consiglio di associazione si tengono consultazioni tra le Parti in merito agli accordi istitutivi delle suddette unioni doganali o zone di libero scambio e, se del caso, in merito ad altre importanti questioni relative alla loro rispettiva politica commerciale con i paesi terzi. Nel caso in cui un paese terzo entri a far parte della Comunità, in particolare, si tengono consultazioni di questo tipo per garantire che si possa tener conto dei reciproci interessi della Comunità e della Bulgaria sanciti nel presente accordo.Articolo 29La Bulgaria può adottare misure eccezionali di durata limitata in deroga alle disposizioni dell'articolo 11 e dell'articolo 26, paragrafo 1, sotto forma di dazi doganali maggiorati.Tali misure possono riguardare unicamente le nuove industrie, o determinati settori in corso di ristrutturazione o in gravi difficoltà, in particolare qualora dette difficoltà producano gravi problemi sociali.I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Bulgaria ai prodotti originari della Comunità introdotti dalle suddette misure non possono superare il 25 % ad valorem e mantengono un elemento di preferenza per i prodotti originari della Comunità. Il valore complessivo delle importazioni dei prodotti soggetti a tali misure non può superare il 15 % del totale delle importazioni dalla Comunità di prodotti industriali, quali sono definiti nel capitolo I, nel corso dell'ultimo anno per il quale siano disponibili dati statistici.Le suddette misure sono applicate per un periodo non superiore ai cinque anni, a meno che il Consiglio di associazione non autorizzi una durata superiore. Esse cessano di applicarsi al più tardi allo scadere del periodo di transizione.Nessun prodotto può essere assoggettato a una misura di questo tipo qualora siano trascorsi più di tre anni dall'eliminazione di tutti i dazi e di tutte le restrizioni quantitative o degli oneri o misure d'effetto equivalente relativi a quel prodotto.La Bulgaria informa il Consiglio di associazione di ogni misura eccezionale che intenda adottare e, a richiesta della Comunità si tengono consultazioni nell'ambito del Consiglio di associazione sulle suddette misure e sui settori di applicazione prima di attuarle. In occasione dell'adozione di tali misure, la Bulgaria fornisce al Consiglio di associazione un calendario con le date di eliminazione dei dazi doganali introdotti ai sensi del presente articolo. Detto calendario prevede la graduale eliminazione di tali dazi a partire al più tardi due anni dopo la loro introduzione, a tassi annuali uguali. Il Consiglio di associazione può decidere un calendario diverso.Articolo 30Qualora una delle Parti ritenga che negli scambi con la controparte stiano verificandosi pratiche di dumping, nell'accezione dell'articolo VI dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, essa può prendere le misure adeguate nei confronti di tali pratiche in conformità dell'accordo relativo all'applicazione dell'articolo VI dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, della relativa legislazione interna e delle condizioni e procedure di cui all'articolo 34.Articolo 31Qualora un prodotto venga importato in quantità maggiorate tali e in condizioni tali da provocare o minacciare di provocare:- pregiudizio grave ai fabbricanti nazionali di prodotti analoghi o direttamente concorrenziali nel territorio di una delle Parti, o- gravi perturbazioni in qualsiasi settore dell'economia o difficoltà che potrebbero causare un grave deterioramento della situazione economica di una regione,la Parte interessata, sia essa la Comunità o la Bulgaria, può adottare le adeguate misure alle condizioni e secondo le procedure specificate nell'articolo 34.Articolo 32Qualora l'osservanza delle disposizioni degli articoli 14 e 26 porti a:i) una riesportazione verso un paese terzo nei confronti del quale la Parte esportatrice applichi, per il prodotto in questione, restrizioni quantitative sulle esportazioni, dazi all'esportazione o misure d'effetto equivalente;oii) una penuria grave, o la minaccia di penuria grave, di un prodotto essenziale per la Parte esportatrice,e qualora le circostanze di cui sopra diano luogo, o possano probabilmente dar luogo a gravi difficoltà per la Parte esportatrice, quest'ultima può adottare le adeguate misure alle condizioni e secondo le procedure specificate nell'articolo 34. Dette misure hanno carattere non discriminatorio e sono revocate quando la situazione non ne giustifica più il mantenimento.Articolo 33Gli Stati membri e la Bulgaria adeguano progressivamente gli eventuali monopoli di Stato di natura commerciale per garantire che, alla scadenza del quinto anno successivo all'entrata in vigore dell'accordo, non esistano discriminazioni tra cittadini degli Stati membri e della Bulgaria rispetto alle condizioni alle quali le merci vengono acquistate e commercializzate. Il Consiglio di associazione è informato delle misure adottate a tal fine.Articolo 341. Nel caso in cui la Comunità o la Bulgaria assoggettino le importazioni di prodotti suscettibili di creare le difficoltà di cui all'articolo 31 a una procedura amministrativa finalizzata a fornire tempestive informazioni sull'andamento dei flussi commerciali, esse ne informano la controparte.2. Nei casi specificati agli articoli 30, 31 e 32, prima di adottare le misure previste in tali articoli o, nei casi in cui si applica il paragrafo 3, lettera d) del presente articolo, il più rapidamente possibile, la Parte interessata, sia essa la Comunità o la Bulgaria, fornisce al Consiglio di associazione tutte le opportune informazioni al fine di cercare una soluzione accettabile per entrambe le Parti.Nella scelta delle misure si deve dare la priorità a quelle che perturbano meno il funzionamento dell'accordo.Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate al Consiglio di associazione e sono oggetto di consultazioni periodiche nell'ambito di tale organismo, in particolare al fine di determinare un calendario per la loro abolizione non appena lo consentano le circostanze.3. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, si applicano le seguenti disposizioni.a) Per quanto riguarda l'articolo 31, le difficoltà generate dalla situazione di cui a detto articolo vengono sottoposte all'esame del Consiglio di associazione, che può decidere tutte le misure necessarie per porvi fine.Qualora il Consiglio di associazione o la Parte esportatrice non abbiano preso una decisione che ponga fine alle difficoltà o non sia stata raggiunta altra soluzione soddisfacente entro trenta giorni da quando è stata sollevata la questione, la Parte importatrice può adottare le misure adeguate per risolvere il problema. La portata di dette misure non deve eccedere quanto è necessario per porre riparo alle difficoltà insorte.b) Per quanto riguarda l'articolo 30, il Consiglio di associazione è informato del caso di dumping non appena le autorità della Parte importatrice hanno aperto l'indagine. Qualora non si sia posta fine al dumping o non si sia trovata altra soluzione soddisfacente entro trenta giorni da quando la questione è stata sottoposta al Consiglio di associazione, la Parte importatrice può adottare le misure adeguate.c) Per quanto riguarda l'articolo 32, le difficoltà generate dalle situazioni specificate in detto articolo sono sottoposte all'esame del Consiglio di associazione.Il Consiglio di associazione può adottare qualsiasi decisione necessaria per porre fine alle difficoltà. Qualora esso non abbia preso tale decisione entro trenta giorni da quando gli è stata sottoposta la questione, la Parte esportatrice può applicare le misure adeguate alle esportazioni del prodotto interessato.d) Qualora circostanze eccezionali, che richiedono un intervento immediato, rendano impossibile un'informazione o, a seconda dei casi, un esame preventivo, la Parte interessata, sia essa la Comunità o la Bulgaria, può applicare immediatamente, nelle situazioni specificate negli articoli 30, 31 e 32, le misure precauzionali e provvisorie strettamente necessarie per far fronte alla situazione; il Consiglio di associazione ne viene subito informato.Articolo 35Il protocollo n. 4 stabilisce le norme di origine per l'applicazione delle preferenze tariffarie previste nel presente accordo.Articolo 36Il presente accordo non preclude l'applicazione di proibizioni o restrizioni sulle importazioni, sulle esportazioni o sul transito di merci giustificate da motivi di pubblica moralità, da considerazioni politiche o di pubblica sicurezza, da motivi legati alla tutela della salute e della vita umana, animale o vegetale, alla tutela delle risorse naturali esauribili, alla protezione dei tesori nazionali di valore artistico, storico o archeologico, alla protezione della proprietà intellettuale, industriale e commerciale o alle norme relative all'oro e all'argento. Le suddette proibizioni o restrizioni non costituiscono tuttavia uno strumento di arbitraria discriminazione o una restrizione non dichiarata degli scambi tra le Parti.Articolo 37Il protocollo n. 5 riporta le specifiche disposizioni da applicarsi agli scambi tra la Bulgaria, da una parte, e la Spagna e il Portogallo, dall'altra.TITOLO IV CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI, STABILIMENTO, PRESTAZIONE DI SERVIZI CAPITOLO I Circolazione dei lavoratori Articolo 381. Nel rispetto delle condizioni e modalità applicabili in ciascuno Stato membro:- il trattamento accordato ai lavoratori di nazionalità bulgara legalmente occupati nel territorio di uno Stato membro è esente da qualsiasi discriminazione basata sulla nazionalità, per quanto riguarda le condizioni di lavoro, di retribuzione o di licenziamento, rispetto ai cittadini di quello Stato;- il coniuge e i figli legalmente residenti di un lavoratore legalmente occupato nel territorio di uno Stato membro, fatta eccezione per i lavoratori stagionali e per i lavoratori oggetto di accordi bilaterali nell'accezione dell'articolo 42, salvo diverse disposizioni di tali accordi, hanno accesso al mercato del lavoro di quello Stato membro nel periodo di soggiorno di lavoro autorizzato di quel lavoratore.2. Nel rispetto delle condizioni e modalità applicabili in quel paese, la Bulgaria accorda il trattamento di cui al paragrafo 1 ai lavoratori cittadini di uno Stato membro legalmente occupati sul suo territorio, nonché ai loro coniugi e figli legalmente residenti in tale territorio.Articolo 391. Al fine di coordinare i sistemi di sicurezza sociale per i lavoratori di nazionalità bulgara legalmente occupati nel territorio di uno Stato membro e per i membri della loro famiglia legalmente residenti in tale territorio, e nel rispetto delle condizioni e modalità applicabili in ciascuno Stato membro,- tutti i periodi di assicurazione, occupazione o residenza trascorsi dai suddetti lavoratori nei vari Stati membri sono cumulati ai fini delle pensioni e rendite di vecchiaia, di invalidità e di morte e ai fini dell'assistenza sanitaria a favore di tali lavoratori e familiari;- le pensioni o rendite di vecchiaia, di morte, per infortuni sul lavoro o malattie professionali, o per invalidità derivante da tali cause, fatta eccezione per le indennità non basate sui contributi versati dai lavoratori, sono liberamente trasferibili al tasso applicato ai sensi della legislazione dello Stato membro debitore o degli Stati membri debitori;- ai lavoratori in questione sono versati gli assegni familiari per i membri della loro famiglia sopra indicati.2. La Bulgaria accorda ai lavoratori cittadini di uno Stato membro che sono legalmente occupati sul suo territorio e ai membri della loro famiglia legalmente residenti sul suo territorio un trattamento analogo a quello specificato al paragrafo 1, secondo e terzo trattino.Articolo 401. Il Consiglio di associazione adotta con apposita decisione le disposizioni adeguate per il conseguimento dell'obiettivo di cui all'articolo 39.2. Il Consiglio di associazione adotta con apposita decisione norme particolareggiate in materia di cooperazione amministrativa le quali diano le necessarie garanzie di gestione e di controllo per l'applicazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1.Articolo 41Le disposizioni adottate dal Consiglio di associazione in conformità dell'articolo 40 non modificano eventuali diritti o obblighi derivanti da accordi bilaterali tra la Bulgaria e gli Stati membri qualora tali accordi prevedano un trattamento più favorevole per i cittadini della Bulgaria o degli Stati membri.Articolo 421. Tenendo conto della situazione del mercato del lavoro nello Stato membro, nel rispetto della sua legislazione e delle regole in vigore in quello Stato membro in materia di mobilità dei lavoratori:- si dovrebbero mantenere e, se possibile, ampliare le agevolazioni esistenti per l'accesso all'occupazione dei lavoratori bulgari accordate dagli Stati membri ai sensi di accordi bilaterali;- gli altri Stati membri considerano favorevolmente l'opportunità di concludere accordi analoghi.2. Il Consiglio di associazione valuta l'opportunità di concedere ulteriori facilitazioni, ivi comprese le possibilità di accesso alla formazione professionale, in conformità con le norme e procedure in vigore negli Stati membri e tenendo conto della situazione del mercato del lavoro degli Stati membri e della Comunità.Articolo 43Nel corso della seconda fase di cui all'articolo 7, o anche prima se così si dovesse decidere, il Consiglio di associazione esamina altri modi per favorire la circolazione dei lavoratori, tenendo conto tra l'altro della situazione sociale ed economica e delle necessità della Bulgaria e della situazione dell'occupazione nella Comunità. Il Consiglio di associazione formula raccomandazioni in tal senso.Articolo 44Al fine di agevolare la ristrutturazione delle risorse di manodopera derivante dalla ristrutturazione economica in atto in Bulgaria, la Comunità fornisce assistenza tecnica per l'istituzione di un adeguato sistema di sicurezza sociale in Bulgaria nei modi specificati all'articolo 89.CAPITOLO II Stabilimento Articolo 451. A partire dall'entrata in vigore del presente accordo, ciascuno Stato membro accorda un trattamento non meno favorevole di quello accordato alle proprie società e ai propri cittadini per lo stabilimento di società e cittadini bulgari e per le attività di società e cittadini bulgari stabiliti sul suo territorio, fatta eccezione per i settori specificati nell'allegato XVa.2. La Bulgaria:i) a partire dall'entrata in vigore del presente accordo, accorda un trattamento non meno favorevole di quello concesso alle proprie società e ai propri cittadini per lo stabilimento di società e cittadini comunitari, fatta eccezione per i settori e i rami d'attività specificati negli allegati XVb e XVc, per i quali tale trattamento sarà concesso al più tardi entro il termine del periodo transitorio di cui all'articolo 7;ii) a partire dall'entrata in vigore del presente accordo, accorda un trattamento non meno favorevole di quello concesso alle proprie società e ai propri cittadini per le attività di società e cittadini comunitari stabiliti sul suo territorio.3. Le disposizioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo non si applicano ai settori figuranti all'allegato XVd.4. Nel corso dei periodi transitori di cui al paragrafo 2, punto i), la Bulgaria non adotta nuovi regolamenti o misure che introducano discriminazioni per quanto riguarda lo stabilimento di società e cittadini comunitari sul suo territorio rispetto alle società e ai cittadini bulgari.5. Ai fini del presente accordo,a) per «stabilimento» si intende:i) per quanto riguarda i cittadini, il diritto di intraprendere e svolgere attività economiche in qualità di lavoratori autonomi e di avviare e gestire iniziative, in particolare società, che controllano di fatto. I termini lavoro autonomo e iniziative economiche non comprendono la ricerca o l'assunzione sul mercato del lavoro, né conferiscono il diritto di accesso al mercato del lavoro di un'altra Parte. Le disposizioni del presente capitolo non si applicano alle persone che non sono unicamente lavoratori autonomi;ii) per quanto riguarda le società, il diritto di intraprendere e svolgere attività economiche attraverso la creazione e la gestione di succursali, filiali e agenzie;b) per «succursale» di una società si intende una società di fatto controllata dalla prima società;c) le «attività economiche» comprendono in particolare le attività di tipo industriale, commerciale, artigianale e professionale.6. Nel corso dei periodi transitori di cui al paragrafo 2, punto i), il Consiglio di associazione esamina periodicamente l'opportunità di accelerare il riconoscimento del trattamento nazionale nei settori di cui agli allegati XVb e XVc e l'inserimento di aspetti e questioni compresi nell'allegato XVd nel campo di applicazione delle disposizioni del paragrafo 2, punto i) del presente articolo. I suddetti allegati possono essere emendati su decisione del Consiglio di associazione.Una volta scaduti i periodi transitori di cui al paragrafo 2, punto i), il Consiglio di associazione può, in via eccezionale, su richiesta della Bulgaria e qualora se ne presentasse la necessità, decidere di prolungare per un periodo limitato la durata dell'esclusione di determinati aspetti o questioni elencati agli allegati XVb e XVc.Articolo 461. Nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 45, fatta eccezione per i servizi finanziari di cui all'allegato XVb, ciascuna Parte può disciplinare lo stabilimento e l'attività di società e cittadini sul proprio territorio, sempreché tali regolamenti non discriminino le società e i cittadini della controparte rispetto alle società e ai cittadini della Parte in questione.2. Per quanto riguarda i servizi finanziari di cui all'allegato XVb, il presente accordo lascia impregiudicato il diritto delle Parti di adottare misure necessarie per la conduzione della loro politica monetaria, o dettate da ragioni di prudenza per assicurare la tutela degli investitori, dei risparmiatori, degli assicurati o di persone nei cui confronti esista un'obbligazione fiduciaria, o per garantire l'integrità e la stabilità del sistema finanziario. Le suddette misure non discriminano in base alla cittadinanza le società e i cittadini della controparte rispetto alle società e ai cittadini della Parte in questione.Articolo 47Al fine di rendere più agevole per i cittadini della Comunità e della Bulgaria l'avviamento e lo svolgimento di attività professionali regolamentate rispettivamente in Bulgaria e nella Comunità, il Consiglio di associazione valuta le iniziative da prendere per permettere il reciproco riconoscimento dei titoli professionali. Il Consiglio di associazione può adottare tutte le misure necessarie a tal fine.Articolo 48Le disposizioni dell'articolo 46 non precludono l'applicazione ad opera di una delle Parti di particolari norme relative allo stabilimento e all'attività sul suo territorio di filiali e agenzie di società di un'altra Parte non registrate nel territorio della Parte in questione, che siano giustificate da differenze giuridiche o tecniche tra tali filiali e agenzie e le filiali e agenzie delle società registrate sul suo territorio o, per quanto riguarda i servizi finanziari, da motivi cautelari. La differenza di trattamento non eccede ciò che è strettamente necessario in conseguenza di tali differenze giuridiche o tecniche o, per quanto riguarda i servizi finanziari di cui all'allegato XVb, per motivi cautelari.Articolo 491. Ai fini del presente accordo, per «società comunitaria» e «società bulgara» si intende una società o un'impresa costituita in conformità delle leggi di uno Stato membro o rispettivamente della Bulgaria che abbia la sede legale, l'amministrazione centrale o il principale centro degli affari rispettivamente nel territorio della Comunità o della Bulgaria. Qualora tuttavia la società o l'impresa costituita in conformità delle leggi di uno Stato membro o della Bulgaria dovesse avere solo la sede legale nel territorio rispettivamente della Comunità o della Bulgaria, è necessario che le sue attività siano legate in modo effettivo e continuativo con l'economia, rispettivamente, di uno degli Stati membri o della Bulgaria.2. Per quanto riguarda i trasporti marittimi internazionali, possono beneficiare delle disposizioni del presente capitolo e del capitolo III del presente titolo anche cittadini o società di navigazione degli Stati membri o della Bulgaria stabiliti al di fuori rispettivamente della Comunità o della Bulgaria e controllate da cittadini rispettivamente di uno Stato membro o della Bulgaria, qualora le loro navi siano registrate rispettivamente in quello Stato membro o in Bulgaria in conformità delle rispettive legislazioni.3. Ai fini del presente accordo, per cittadino della Comunità e della Bulgaria si intende una persona fisica che abbia la cittadinanza, rispettivamente, di uno Stato membro o della Bulgaria.4. Le disposizioni del presente accordo lasciano impregiudicata l'applicazione ad opera di ciascuna delle Parti delle misure eventualmente necessarie per prevenire l'aggiramento delle sue misure relative all'accesso al suo mercato da parte di paesi terzi, mediante le disposizioni del presente accordo.Articolo 50Ai fini del presente accordo, per «servizi finanziari» si intendono le attività descritte nell'allegato XVb. Il Consiglio di associazione può ampliare o modificare il campo di applicazione dell'allegato XVb.Articolo 51Nel corso dei primi cinque anni successivi alla data di entrata in vigore del presente accordo o, per i settori di cui agli allegati XVb e XVc, nel corso del periodo transitorio di cui all'articolo 7, la Bulgaria può introdurre disposizioni in deroga alle disposizioni del presente capitolo per quanto riguarda lo stabilimento di società e cittadini comunitari qualora determinati settori:- siano in corso di ristrutturazione; o- siano in gravi difficoltà, in particolare se dette difficoltà comportano gravi problemi sociali in Bulgaria; o- rischino l'eliminazione dal mercato o una drastica riduzione della quota di mercato complessivamente detenuta da società o cittadini bulgari in un determinato settore o ramo d'attività in Bulgaria; o- siano nuove industrie in Bulgaria.Le suddette misure:i) cessano di applicarsi al più tardi due anni dopo il termine del quinto anno successivo alla data di entrata in vigore del presente accordo;ii) sono ragionevoli e necessarie per porre rimedio alla situazione;iii) e si riferiscono unicamente allo stabilimento in Bulgaria successivo all'entrata in vigore di tali misure e non discriminano le attività di società e cittadini comunitari già stabiliti in Bulgaria nel momento in cui viene introdotta una determinata misura rispetto alle società o ai cittadini bulgari.Su richiesta della Bulgaria, in via eccezionale e qualora se ne presenti la necessità, il Consiglio di associazione può decidere di prolungare il periodo di cui al punto i) per un determinato settore e per un periodo limitato non superiore alla durata del periodo transitorio di cui all'articolo 7.Nell'elaborare e nell'applicare le suddette misure, la Bulgaria riconosce ogniqualvolta possibile un trattamento preferenziale alle società e ai cittadini comunitari, e in nessun caso accorda loro un trattamento meno favorevole di quello accordato a società o cittadini di qualsiasi paese terzo.Prima di introdurre le suddette misure, la Bulgaria consulta il Consiglio di associazione; essa inoltre non le mette in vigore prima di un mese dopo la notifica al Consiglio di associazione delle misure concrete da introdurre in Bulgaria, fatta eccezione per quando il rischio di danni irreparabili esiga l'adozione di misure urgenti, nel qual caso la Bulgaria consulta il Consiglio di associazione immediatamente dopo averle introdotte.Al termine del quinto anno successivo all'entrata in vigore del presente accordo o, per i settori di cui agli allegati XVb e XVc, a termine del periodo transitorio di cui all'articolo 7, la Bulgaria può introdurre misure di questo tipo solo con l'autorizzazione del Consiglio di associazione e alle condizioni stabilite da quest'ultimo.Articolo 521. Le disposizioni del presente capitolo non si applicano ai servizi di trasporto aereo, di navigazione interna e di cabotaggio marittimo.2. Il Consiglio di associazione può formulare raccomandazioni volte a migliorare lo stabilimento e le operazioni nei settori contemplati dal paragrafo 1.Articolo 531. In deroga alle disposizioni del capitolo I del presente titolo, i beneficiari di diritti di stabilimento riconosciuti rispettivamente dalla Bulgaria e dalla Comunità hanno facoltà di assumere, o di far assumere da una delle loro consociate, in conformità della legislazione vigente nel paese ospitante, rispettivamente nel territorio della Bulgaria e nella Comunità, persone che siano cittadini rispettivamente degli Stati membri della Comunità e della Bulgaria, purché esse siano personale chiave ai sensi del paragrafo 2 e siano impiegate esclusivamente dai suddetti beneficiari o dalle loro consociate. Il permesso di soggiorno e di lavoro di tali persone copre soltanto il periodo dell'impiego.2. Il personale chiave dei beneficiari dei diritti di stabilimento, in appresso denominati «società», è il seguente:a) Alti dirigenti superiori di una società principalmente preposti alla gestione della stessa, sotto la generale supervisione o direzione soprattutto del consiglio di amministrazione o degli azionisti con mansioni comprendenti:- direzione della società oppure di un dipartimento o di una sottodivisione della stessa;- direzione e controllo del lavoro di altri funzionari che svolgono mansioni ispettive, professionali o direttive;- facoltà di procedere personalmente ad assunzioni e licenziamenti, oppure di raccomandare assunzioni, licenziamenti o altre azioni relative al personale.b) Persone impiegate da una società che possiedano un'elevata o non comune:- competenza riguardo ad un tipo di lavoro o di attività che richieda specifiche conoscenze tecniche;- preparazione essenziale per l'attività della società, il materiale di ricerca, i metodi o la gestione.Queste persone possono comprendere, ma non comprendono esclusivamente, membri di professioni riconosciute.Ciascuna delle persone in questione deve essere impiegata presso la società interessata per almeno un anno prima di essere distaccata.Articolo 541. Le disposizioni del presente capitolo si applicano fatte salve le restrizioni giustificate da motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica.2. Esse non si applicano alle attività che nel territorio di ciascuna delle Parti sono connesse, anche occasionalmente, all'esercizio dei pubblici poteri.Articolo 55Le società che sono controllate ed esclusivamente possedute in comproprietà da società o cittadini bulgari e da società o cittadini comunitari sono anch'esse interessate dalle disposizioni del presente capitolo e del capitolo III del presente titolo.CAPITOLO III Prestazione di servizi tra la Comunità e la Bulgaria Articolo 561. Le Parti si impegnano in conformità alle disposizioni del presente capitolo a prendere i provvedimenti necessari per consentire progressivamente la prestazione di servizi da parte di società o di cittadini comunitari o bulgari stabiliti in una Parte diversa da quella della persona alla quale i servizi sono destinati tenendo conto dello sviluppo del settore dei servizi nelle Parti.2. Parallelamente al processo di liberalizzazione di cui al paragrafo 1, fatte salve le disposizioni dell'articolo 59, paragrafo 1, le Parti permettono la temporanea circolazione delle persone fisiche che forniscono il servizio o che sono impiegate dal fornitore del servizio come personale chiave quale definito nell'articolo 53, paragrafo 2, ivi comprese le persone fisiche che sono rappresentanti di una società o di un cittadino della Comunità o della Bulgaria e che chiedono un ingresso temporaneo al fine di negoziare la vendita dei servizi o di stipulare accordi di vendita dei servizi per il fornitore in questione, a condizione che detti rappresentanti non si occupino di effettuare vendite dirette alla collettività o di fornire essi stessi servizi.3. Il Consiglio di associazione prende le misure necessarie per la progressiva attuazione delle disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo.Articolo 57Per quanto riguarda la prestazione di servizi di trasporto tra la Comunità e la Bulgaria, le disposizioni dell'articolo 56 sono sostituite dalle disposizioni seguenti:1) Per quanto riguarda i trasporti marittimi internazionali, le Parti si impegnano ad applicare efficacemente il principio dell'accesso senza restrizioni al mercato e ai traffici su base commerciale.a) La disposizione di cui sopra non pregiudica i diritti e gli obblighi derivanti all'una o all'altra delle Parti contraenti del presente accordo in forza del codice di comportamento delle Nazioni Unite per le conferenze di linea.Le compagnie non conferenziate hanno facoltà di operare in concorrenza con una conferenziata a condizione che aderiscano al principio della concorrenza leale su base commerciale.b) Le Parti confermano il loro impegno per un contesto di libera concorrenza quale elemento essenziale del trasporto di carichi secchi e carichi liquidi alla rinfusa.2) In applicazione dei principi del punto 1, le Parti:a) non introducono nei futuri accordi bilaterali con paesi terzi clausole di ripartizione del carico, tranne per i rari casi in cui società di linea di una qualsiasi delle Parti del presente accordo non abbiano altrimenti una reale opportunità di esercitare la loro attività verso e dal paese terzo interessato;b) vietano accordi di ripartizione del carico nei futuri accordi bilaterali relativi al trasporto di rinfuse secche e di rinfuse liquide;c) aboliscono, all'entrata in vigore del presente accordo, tutte le misure unilaterali e gli ostacoli amministrativi, tecnici e di altro genere che potrebbero avere effetti restrittivi o discriminatori sulla libera prestazione di servizi nel settore dei trasporti marittimi internazionali.3) Al fine di garantire uno sviluppo coordinato ed una progressiva liberalizzazione dei trasporti tra le Parti secondo le reciproche esigenze commerciali, le condizioni di reciproco accesso al mercato dei trasporti aerei e dei trasporti terrestri costituiscono l'oggetto di speciali accordi in materia di trasporti, da negoziare tra le Parti dopo l'entrata in vigore del presente accordo.4) Prima della conclusione degli accordi di cui al punto 3, le Parti non prendono nessuna misura o iniziativa più restrittiva o discriminatoria rispetto alla situazione esistente nel giorno anteriore a quello dell'entrata in vigore del presente accordo.5) Durante il periodo transitorio, la Bulgaria adegua progressivamente la sua legislazione, ivi comprese le norme amministrative, tecniche e di altro genere, alla legislazione comunitaria vigente in qualsiasi momento nel campo dei trasporti aerei e terrestri, nella misura in cui favorisce la liberalizzazione e il reciproco accesso ai mercati delle Parti e facilita la circolazione di passeggeri e merci.6) Parallelamente al comune progresso nel conseguimento degli obiettivi del presente capitolo, il Consiglio di associazione esamina in qual modo si possano creare le condizioni necessarie per migliorare la libera prestazione dei servizi di trasporto aereo e terrestre.Articolo 58Le disposizioni dell'articolo 54 si applicano alle questioni contemplate dal presente capitolo.CAPITOLO IV Disposizioni generali Articolo 591. Ai fini del titolo IV, il presente accordo non impedisce in alcun modo alle Parti di applicare le rispettive leggi e disposizioni in materia di ingresso e soggiorno, lavoro, condizioni di lavoro e stabilimento delle persone fisiche, nonché di prestazione dei servizi, a condizione che, così facendo, esse non le applichino in modo da vanificare o compromettere i benefici spettanti all'una o all'altra ai sensi di una specifica disposizione del presente accordo. La presente disposizione non pregiudica l'applicazione dell'articolo 54.2. Le disposizioni dei capitoli II, III e IV del titolo IV sono adattate con decisione del Consiglio di associazione alla luce dell'esito dei negoziati sui servizi in corso nell'ambito dell'Uruguay Round e, in particolare, per garantire che in base a qualsiasi disposizione del presente accordo una Parte conceda all'altra Parte un trattamento non meno favorevole di quello concesso in base alle disposizioni di un futuro accordo generale sul commercio e sui servizi (GATS).In attesa dell'adesione della Bulgaria ad un futuro accordo GATS, e fatte salve le eventuali decisioni in merito del Consiglio di associazione,i) la Comunità riconosce alle società e ai cittadini bulgari un trattamento non meno favorevole di quello riconosciuto ai sensi delle disposizioni di un futuro accordo GATS alle società e ai cittadini degli altri membri di tale accordo;ii) la Bulgaria riconosce alle società e ai cittadini della Comunità un trattamento non meno favorevole di quello riconosciuto dalla Bulgaria alle società e ai cittadini di qualsiasi paese terzo.3. L'esclusione delle società e dei cittadini comunitari stabiliti in Bulgaria, conformemente alle disposizioni del titolo IV, capitolo II, dagli aiuti statali concessi dalla Bulgaria nel campo dei servizi relativi alla pubblica istruzione, dei servizi sanitari e sociali e dei servizi culturali è considerata, per tutta la durata del periodo transitorio di cui all'articolo 7, compatibile con le disposizioni del titolo IV e con le norme in materia di concorrenza di cui al titolo V.TITOLO V PAGAMENTI, CAPITALI, CONCORRENZA E ALTRE DISPOSIZIONI DI CARATTERE ECONOMICO E RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI CAPITOLO I Pagamenti correnti e movimenti di capitale Articolo 60Le Parti si impegnano ad autorizzare, in moneta liberamente convertibile, qualsiasi pagamento sul conto corrente della bilancia dei pagamenti nella misura in cui le transazioni sottostanti ai pagamenti riguardino movimenti di merci, servizi o persone tra le Parti, liberalizzati in conformità del presente accordo.Articolo 611. Per quanto riguarda le transazioni sul conto capitale della bilancia dei pagamenti, a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, gli Stati membri e la Bulgaria rispettivamente garantiscono la libera circolazione dei capitali relativi ad investimenti diretti effettuati in società costituite in conformità delle leggi del paese ospitante e agli investimenti effettuati in conformità delle disposizioni del titolo IV, capitolo II, nonché la liquidazione o il rimpatrio di detti investimenti e dei profitti da essi derivanti.In deroga alla disposizione di cui sopra, la libera circolazione, la liquidazione e il rimpatrio suddetti sono garantiti entro la fine della prima fase di cui all'articolo 7 per tutti gli investimenti connessi allo stabilimento di cittadini comunitari che si stabiliscono in Bulgaria come lavoratori autonomi ai sensi del titolo IV, capitolo II.2. Fatto salvo il paragrafo 1, gli Stati membri, a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, e la Bulgaria, a decorrere dalla fine del quinto anno successivo all'entrata in vigore del presente accordo, non introducono nuove restrizioni valutarie sul movimento dei capitali e sui pagamenti correnti ad esso connessi tra residenti della Comunità e della Bulgaria e non rendono più restrittivi gli accordi esistenti.3. I paragrafi 1 e 2 non impediscono alla Bulgaria di applicare restrizioni sugli investimenti all'estero da parte di società e cittadini bulgari. Ciò tuttavia non osta alla liquidazione o al rimpatrio degli investimenti effettuati in Bulgaria e dei profitti da essi derivati.4. Le Parti si consultano reciprocamente per facilitare il movimento dei capitali tra la Comunità e la Bulgaria al fine di promuovere gli obiettivi del presente accordo.Articolo 621. Nel corso dei cinque anni successivi all'entrata in vigore del presente accordo, le Parti prendono misure atte a consentire la creazione delle condizioni necessarie per l'ulteriore graduale applicazione delle norme comunitarie in materia di libera circolazione dei capitali.2. Entro la fine del quinto anno successivo all'entrata in vigore del presente accordo, il Consiglio di associazione esamina in che modo rendere possibile la piena applicazione delle norme comunitarie in materia di movimento dei capitali.Articolo 63In relazione alle disposizioni del presente capitolo, fatte salve le disposizioni dell'articolo 65, fino all'introduzione della totale convertibilità della valuta bulgara ai sensi dell'articolo VIII del Fondo monetario internazionale (FMI), la Bulgaria può, in casi eccezionali, applicare restrizioni valutarie connesse alla concessione o all'assunzione di crediti a breve e medio termine, nella misura in cui tali restrizioni le siano imposte per la concessione di detti crediti e siano autorizzate in base allo statuto della Bulgaria nell'ambito del FMI.La Bulgaria applica le suddette restrizioni in modo non discriminatorio. Le restrizioni vengono applicate in modo da arrecare la minima perturbazione possibile al presente accordo. La Bulgaria informa senza indugio il Consiglio di associazione dell'introduzione delle misure in questione nonché di qualsiasi modifica delle stesse.CAPITOLO II Concorrenza e altre disposizioni di carattere economico Articolo 641. Sono incompatibili con il corretto funzionamento del presente accordo, nella misura in cui possano essere pregiudizievoli al commercio tra la Comunità e la Bulgaria:i) tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza;ii) lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante nell'intero territorio della Comunità o della Bulgaria, o in una sua parte sostanziale;iii) qualsiasi aiuto statale che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsi o minacci di falsare la concorrenza.2. Le pratiche contrarie al presente articolo sono valutate secondo i criteri derivanti dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del trattato che istituisce la Comunità economica europea.3. Entro tre anni dall'entrata in vigore del presente accordo, il Consiglio di associazione adotta mediante decisione le norme necessarie per l'attuazione dei paragrafi 1 e 2.4. a) Ai fini dell'applicazione della disposizione del paragrafo 1, punto iii), le Parti accettano che, durante i primi cinque anni successivi all'entrata in vigore del presente accordo, qualsiasi aiuto statale concesso dalla Bulgaria venga valutato tenendo conto del fatto che la Bulgaria va assimilata alle regioni della Comunità di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato che istituisce la Comunità economica europea. Il Consiglio di associazione, tenendo conto della situazione economica della Bulgaria, decide se detto periodo debba essere prorogato per ulteriori periodi di cinque anni.b) Ciascuna delle Parti garantisce la trasparenza nel campo degli aiuti pubblici, tra l'altro riferendo ogni anno all'altra Parte sull'importo totale e sulla distribuzione dell'aiuto concesso e fornendo, su richiesta, informazioni sui piani di aiuto. Su richiesta di una delle Parti, l'altra fornisce informazioni su particolari singoli casi di aiuto pubblico.5. Per quanto riguarda i prodotti di cui al titolo III, capitoli II e III:- la disposizione del paragrafo 1, punto iii) non si applica;- le pratiche contrarie al paragrafo 1, punto i) dovrebbero essere valutate secondo i criteri stabiliti dalla Comunità in base agli articoli 42 e 43 del trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare quelli fissati nel regolamento (CEE) n. 26/1962 del Consiglio.6. Se la Comunità o la Bulgaria ritengono che una particolare pratica sia incompatibile ai sensi del paragrafo 1, e- non sia adeguatamente affrontata nel quadro delle norme di attuazione di cui al paragrafo 3,o- in assenza di tali norme, e se tale pratica arreca o minaccia di arrecare grave danno all'interesse dell'altra Parte o un pregiudizio sostanziale alla sua economia nazionale, ivi compreso il settore dei servizi,esse possono prendere misure opportune previa consultazione nell'ambito del Consiglio di associazione o dopo 30 giorni lavorativi dalla richiesta di consultazione.Nel caso di pratiche incompatibili ai sensi del paragrafo 1, punto iii), tali misure appropriate possono, qualora si applichi in materia l'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, essere adottate soltanto in conformità delle procedure e alle condizioni fissate da detto Accordo e da qualsiasi altro strumento pertinente negoziato sotto i suoi auspici, applicabile tra le Parti.7. In deroga ad eventuali disposizioni contrarie adottate in conformità del paragrafo 3, le Parti si scambiano informazioni tenendo conto delle limitazioni imposte dal rispetto del segreto professionale.8. Il presente articolo non si applica ai prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, ai quali si applica il protocollo n. 2.Articolo 651. Le Parti si adoperano per evitare l'imposizione di misure restrittive, ivi comprese misure relative alle importazioni, a fini di bilancia dei pagamenti. In caso di imposizione di tali misure, la Parte che le ha introdotte presenta all'altra Parte il calendario relativo alla loro abolizione.2. Qualora uno o più Stati membri o la Bulgaria abbiano, o corrano un imminente rischio di avere, gravi difficoltà di bilancia dei pagamenti, la Comunità o la Bulgaria, secondo il caso, possono, in conformità delle condizioni stabilite nel quadro dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, adottare misure restrittive, ivi comprese misure relative alle importazioni, di durata limitata e la cui portata non può essere più ampia di quanto sia necessario per ovviare alla situazione della bilancia dei pagamenti. La Comunità o la Bulgaria, secondo il caso, informano senza indugio l'altra Parte.3. Le eventuali misure restrittive non si applicano ai trasferimenti relativi a investimenti e, in particolare, al rimpatrio degli importi investiti o reinvestiti e di qualsiasi tipo di reddito da essi derivante.Articolo 66Per quanto riguarda le imprese pubbliche e le imprese cui sono stati riconosciuti diritti speciali o esclusivi, il Consiglio di associazione garantisce che, dal terzo anno a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, si applichino i principi del trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 90, e i principi del documento conclusivo della riunione di Bonn, dell'aprile 1990, della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (in particolare la libertà di decisione degli imprenditori).Articolo 671. La Bulgaria continua a migliorare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale, al fine di assicurare, entro la fine del quinto anno successivo all'entrata in vigore del presente accordo, un livello di protezione simile a quello esistente nella Comunità, ivi compresi comparabili mezzi di esercizio di tali diritti.2. Entro la stessa scadenza, la Bulgaria presenta domanda di adesione alla Convenzione di Monaco sulla concessione del brevetto europeo, del 5 ottobre 1973, e aderisce alle altre convenzioni multilaterali sui diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale (di cui all'allegato XVI, paragrafo 1) di cui gli Stati membri sono parte o che sono di fatto applicate dagli Stati membri.Articolo 681. Le Parti sono favorevoli ad una maggiore apertura dell'aggiudicazione degli appalti pubblici in base ai principi di non discriminazione e di reciprocità, segnatamente nell'ambito del GATT.2. A decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, le imprese bulgare definite all'articolo 49 possono accedere alle procedure di aggiudicazione dei contratti nella Comunità conformemente alle norme comunitarie in materia, beneficiando di un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle imprese comunitarie.PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 294A1231(24).1Entro e non oltre il termine del periodo transitorio di cui all'articolo 7, le imprese comunitarie, definite all'articolo 49, possono accedere alle procedure di aggiudicazione dei contratti in Bulgaria, beneficiando di un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle imprese bulgare.A decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, le imprese comunitarie stabilite in Bulgaria a norma del capitolo II del titolo IV a titolo di succursali, definite ai sensi dell'articolo 45, e con la modalità di cui all'articolo 55, possono accedere alle procedure di aggiudicazione dei contratti beneficiando di un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle imprese bulgare. Le imprese comunitarie stabilite in Bulgaria a titolo di filiali ed agenzie, definite ai sensi dell'articolo 45, beneficiano di tale trattamento al più tardi entro la fine del periodo transitorio.Il Consiglio di associazione esamina periodicamente la possibilità per la Bulgaria di far accedere alle procedure di aggiudicazione in vigore in questo paese tutte le imprese comunitarie prima del termine del periodo transitorio.3. Per quanto riguarda lo stabilimento, l'attività e la fornitura di servizi tra la Comunità e la Bulgaria, nonché l'occupazione e la circolazione della manodopera per l'esecuzione dei contratti d'appalto pubblici, si applicano le disposizioni degli articoli da 38 a 59.CAPITOLO III Ravvicinamento delle legislazioni Articolo 69Le Parti riconoscono che un importante requisito per l'integrazione economica della Bulgaria nella Comunità è il ravvicinamento della legislazione presente e futura della Bulgaria a quella della Comunità. La Bulgaria deve pertanto adoperarsi per rendere la propria legislazione progressivamente compatibile con quella comunitaria.Articolo 70Il ravvicinamento legislativo comprende in particolare i seguenti settori: legislazione doganale, diritto societario, legislazione bancaria, conti societari e imposizione delle imprese, proprietà intellettuale, tutela dei lavoratori sul posto di lavoro, servizi finanziari, regole di concorrenza, tutela della salute e della vita di esseri umani, animali e piante, tutela dei consumatori, imposizione indiretta, norme e standard tecnici, legislazione e normative in campo nucleare, trasporti e ambiente.Articolo 71La Comunità fornisce alla Bulgaria l'assistenza tecnica necessaria per attuare queste misure, che possono comprendere, tra l'altro:- scambi di esperti;- tempestiva comunicazione di informazioni, in particolare per quanto riguarda gli aspetti legislativi;- organizzazione di seminari;- attività di formazione;- collaborazione per la traduzione della legislazione comunitaria nei settori pertinenti.TITOLO VI COOPERAZIONE ECONOMICA Articolo 721. La Comunità e la Bulgaria avviano una cooperazione economica onde contribuire allo sviluppo e al potenziale di crescita della Bulgaria, rafforzando i legami economici esistenti sulla base più ampia possibile, a vantaggio di entrambe le Parti.2. Si studiano politiche e altre misure, improntate al principio dello sviluppo sostenibile, per favorire lo sviluppo economico e sociale della Bulgaria. L'elaborazione di tali politiche deve tener conto fin dall'inizio degli aspetti ambientali e garantirne la compatibilità con i requisiti di uno sviluppo sociale equilibrato.3. A tal fine, la cooperazione dovrebbe concentrarsi soprattutto su politiche e misure relative all'industria, ivi compresi gli investimenti, l'agricoltura e il settore agroindustriale, l'energia, i trasporti, le telecomunicazioni, lo sviluppo regionale e il turismo.4. Infine, si rivolge particolare attenzione alle misure atte a promuovere la cooperazione tra i paesi dell'Europa centrale e orientale per uno sviluppo equilibrato della regione.Articolo 73Cooperazione industriale1. La cooperazione mira in particolare a promuovere:- la cooperazione industriale tra operatori economici delle due Parti, soprattutto al fine di rafforzare il settore privato;- la partecipazione della Comunità alle iniziative dei settori pubblico e privato bulgari volte a modernizzare e a ristrutturare l'industria per passare dalla pianificazione centrale all'economia di mercato, in condizioni tali da tutelare l'ambiente;- la ristrutturazione dei singoli settori; a questo proposito, il Consiglio di associazione esamina in particolare i problemi relativi al settore del carbone e dell'acciaio e la conversione del settore della difesa;- la creazione di nuove imprese nelle zone con un potenziale di crescita, in particolare in taluni settori dell'industria leggera, dell'industria dei beni di consumo e dei servizi;- il trasferimento di tecnologia e know-how.2. Le azioni di cooperazione industriale tengono conto delle priorità stabilite dalla Bulgaria, e puntano in particolare a costituire un contesto adeguato per le imprese, a migliorare il know-how in materia di gestione e a promuovere la trasparenza in materia di mercati e di condizioni per l'attività delle imprese, e comprendono, se del caso, assistenza tecnica.Articolo 74Promozione e tutela degli investimenti1. La cooperazione mira a mantenere, e se necessario migliorare, il quadro giuridico e un clima favorevole agli investimenti privati, nazionali e stranieri, e alla loro tutela, indispensabile per la ricostruzione economica e industriale in Bulgaria. La cooperazione mira inoltre a incoraggiare e a promuovere gli investimenti dall'estero e la privatizzazione in Bulgaria.2. Più in particolare, la cooperazione si prefigge:- la conclusione degli opportuni accordi tra gli Stati membri e la Bulgaria per la promozione e la tutela degli investimenti;- la conclusione degli opportuni accordi tra gli Stati membri e la Bulgaria per evitare la doppia imposizione;- l'applicazione di disposizioni adeguate per il trasferimento di capitali;- un'ulteriore deregolamentazione e un miglioramento dell'infrastruttura economica;- lo scambio di informazioni sulle opportunità di investimento, tramite fiere ed esposizioni commerciali, settimane commerciali e altre manifestazioni;- lo scambio di informazioni sulle leggi, sui regolamenti e sulle prassi amministrative nel campo degli investimenti.3. La Bulgaria si atterrà alle norme sulle misure d'investimento collegate agli scambi quando esse saranno adottate nell'ambito del GATT.Articolo 75Norme in campo agricolo e industriale e valutazione della conformità1. Le Parti cooperano al fine di ridurre le differenze nei settori della standardizzazione e delle procedure di valutazione della conformità.2. A tale scopo, la cooperazione punta a:- promuovere l'uso delle normative tecniche comunitarie e delle norme e procedure per la valutazione della conformità europea;- se del caso, concludere accordi sul riconoscimento reciproco in questi settori;- incoraggiare l'attiva e sistematica partecipazione della Bulgaria ai lavori degli organismi specializzati (CEN, CENELEC, ETSI e EOTC);- sostenere la Bulgaria all'interno dei programmi europei nel settore delle misure e delle prove;- promuovere gli scambi di informazioni tecnologiche e metodologiche nel campo del controllo di qualità e dei processi di produzione.3. La Comunità fornisce alla Bulgaria l'assistenza tecnica necessaria.Articolo 76Cooperazione scientifica e tecnologica1. Le Parti promuovono la cooperazione nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico, rivolgendo particolare attenzione alle seguenti iniziative:- scambi d'informazioni sulle rispettive politiche in materia di scienza e di tecnologia;- organizzazione di riunioni comuni sulle questioni scientifiche (seminari e gruppi di lavoro);- attività comuni di ricerca e sviluppo volte a promuovere il progresso scientifico e il trasferimento di tecnologia e di know-how;- attività di formazione e programmi di mobilità per ricercatori e specialisti di entrambe le Parti;- creazione di un contesto favorevole alla ricerca e all'applicazione di nuove tecnologie e tutela adeguata dei diritti di proprietà intellettuale per quanto riguarda i risultati della ricerca;- partecipazione della Bulgaria ai programmi comunitari a norma del paragrafo 3.Si fornisce la necessaria assistenza tecnica.2. Il Consiglio di associazione fissa procedure adeguate per sviluppare la cooperazione.3. La cooperazione prevista dal programma quadro comunitario nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico viene eseguita in base ad intese specifiche da negoziare e da concludere conformemente alle procedure legali di ciascuna delle Parti.Articolo 77Istruzione e formazione1. La cooperazione si prefigge lo scopo di consentire uno sviluppo equilibrato delle risorse umane e di innalzare il livello dell'istruzione generale e le qualifiche professionali in Bulgaria, sia nel settore pubblico sia in quello privato, tenendo conto delle priorità della Bulgaria. Si creano contesti istituzionali e piani di cooperazione (basati sulla Fondazione europea per la formazione, quando sarà istituita, e sul programma TEMPUS). In questo contesto si esamina anche l'opportunità di una partecipazione della Bulgaria ad altri programmi comunitari.2. La cooperazione si concentra in particolare sui seguenti settori:- riforma del sistema scolastico e di formazione bulgaro;- formazione iniziale, praticantato e riqualificazione, ivi compresa la formazione di alti dirigenti e alti funzionari del settore pubblico e privato, in particolare nei settori prioritari, da stabilirsi;- cooperazione tra università, cooperazione tra università e imprese e mobilità di insegnanti, studenti, amministratori e giovani;- promozione dell'insegnamento nel campo degli studi europei nell'ambito delle opportune istituzioni;- reciproco riconoscimento dei periodi di studio e dei diplomi;- insegnamento delle lingue comunitarie e della lingua bulgara;- formazione di traduttori e interpreti e promozione dell'uso delle norme linguistiche e della terminologia comunitaria.Articolo 78Agricoltura e settore agroindustriale1. Scopo della cooperazione in questo settore è ammodernare, ristrutturare e privatizzare l'agricoltura e il settore agroindustriale della Bulgaria, cercando in particolare di:- sviluppare le aziende agricole private e i canali di distribuzione, i metodi di ammasso, la commercializzazione, la gestione, ecc.;- modernizzare le infrastrutture rurali (trasporti, approvvigionamento idrico, telecomunicazioni);- migliorare la pianificazione territoriale, compresa la pianificazione edilizia e urbana;- migliorare la produttività e la qualità mediante metodi e prodotti appropriati, provvedere alla formazione e al controllo dell'uso dei metodi antinquinamento connessi ai mezzi di produzione;- ristrutturare, sviluppare e ammodernare le imprese di trasformazione e le loro tecniche di commercializzazione;- promuovere la complementarità nel settore agricolo;- promuovere la cooperazione industriale nel settore agricolo e lo scambio di know-how, segnatamente tra i settori privati della Commissione e della Bulgaria;- intensificare la cooperazione fitozoosanitaria e nel settore della tutela dei prodotti agroalimentari (in particolare i trattamenti di ionizzazione), ivi comprese la legislazione e le ispezioni veterinarie e la legislazione relativa ai prodotti vegetali e fitosanitaria, ai fini di una graduale armonizzazione con le norme comunitarie mediante un'assistenza in materia di formazione e di organizzazione di controlli;- sviluppare aree, tecnologie e raccolti ecologicamente puliti;- sviluppare e promuovere un'efficace cooperazione in materia di sistemi di assicurazione della qualità compatibili con i modelli comunitari;- promuovere uno sviluppo rurale integrato in Bulgaria;- scambiare informazioni relative alla politica e alla legislazione agricola.2. La Comunità fornisce l'assistenza tecnica necessaria per perseguire questi obiettivi.Articolo 79Energia1. Nel rispetto dei principi dell'economia di mercato e della Carta europea dell'energia, le Parti cooperano per consentire la progressiva integrazione dei mercati dell'energia in un ambito europeo.2. La cooperazione comprende, tra l'altro, la necessaria assistenza tecnica nei seguenti settori:- formulazione e pianificazione della politica energetica, anche per quanto riguarda gli aspetti a lungo termine;- gestione e formazione nel settore energetico;- promozione del risparmio e dell'utilizzazione razionale dell'energia;- sviluppo delle risorse energetiche;- miglioramento della distribuzione e miglioramento e diversificazione delle forniture;- impatto ambientale della produzione e del consumo di energia;- settore dell'energia nucleare;- maggiore apertura del mercato energetico, ivi compresa la facilitazione del transito del gas e dell'elettricità;- settori dell'elettricità e del gas, compresa la valutazione della possibilità di interconnessione delle reti di fornitura;- ammodernamento delle infrastrutture energetiche;- definizione di un contesto per la cooperazione tra imprese nel settore;- trasferimento di tecnologia e know-how.Articolo 80Sicurezza nucleare1. La cooperazione mira a garantire un'utilizzazione più sicura dell'energia nucleare.2. La cooperazione si concentra nei seguenti settori:- miglioramento della sicurezza operativa delle centrali nucleari bulgare;- valutazione della fattibilità di riadattamento della centrale nucleare esistente dotata di reattori VVER-440;- sviluppo della formazione del personale direttivo e non degli impianti nucleari;- sviluppo della legislazione e dei regolamenti bulgari in materia di sicurezza nucleare e rafforzamento delle autorità di vigilanza e delle loro risorse;- sicurezza nucleare, misure di emergenza e gestione in caso di incidenti;- protezione contro le radiazioni, compresi i controlli ambientali;- problemi relativi al ciclo del combustibile e salvaguardia dei materiali nucleari;- gestione delle scorie radioattive;- disattivazione e smantellamento degli impianti nucleari;- decontaminazione.3. La cooperazione comprende altresì scambi d'informazioni e di esperienze, nonché attività di ricerca e di sviluppo conformemente all'articolo 76.Articolo 81Ambiente1. Le Parti intensificano e rafforzano la cooperazione in campo sanitario e ambientale, cui hanno riconosciuto carattere prioritario.2. La cooperazione riguarda in particolare i seguenti settori:- controllo efficace dei livelli di inquinamento e sistemi di informazione sulla situazione ambientale;- lotta all'inquinamento atmosferico e idrico locale, regionale e transnazionale;- sistemi di produzione e di utilizzo dell'energia sostenibili, efficienti e efficaci dal punto di vista ambientale e sicurezza degli stabilimenti industriali;- gestione delle risorse idriche per quanto riguarda i corsi d'acqua posti lungo le frontiere, compresi quelli transnazionali, in conformità con i principi del diritto internazionale e in particolare con le disposizioni della convenzione sulla protezione e sull'utilizzazione dei corsi d'acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali;- classificazione e manipolazione in condizioni di sicurezza delle sostanze chimiche;- qualità delle acque, in particolare delle vie navigabili transfrontaliere (ivi compresi il Danubio e il Mar Nero);- efficace prevenzione e riduzione dell'inquinamento idrico, in particolare per quanto riguarda le fonti di acqua potabile;- riduzione, riciclaggio e smaltimento in condizioni di sicurezza dei rifiuti, applicazione della Convenzione di Basilea;- controllo dell'impatto ambientale dell'agricoltura, della degradazione, della salinità e dell'acidificazione del suolo;- protezione delle foreste, della flora e della fauna; ripristino della stabilità ecologica nelle campagne;- pianificazione territoriale, ivi compresa la pianificazione edilizia e urbana;- gestione delle zone costiere;- uso di strumenti economici e fiscali;- cambiamento del clima planetario e sua prevenzione;- istruzione e consapevolezza ambientale;- attuazione di programmi regionali internazionali, relativi tra l'altro al bacino danubiano e al Mar Nero.3. La cooperazione avviene principalmente tramite:- scambi di informazioni e di esperti, anche per il trasferimento delle tecnologie pulite;- programmi di formazione;- armonizzazione delle legislazioni (norme comunitarie), dei regolamenti, degli standard, delle norme e della metodologia;- cooperazione a livello regionale, compresa eventualmente l'esecuzione di programmi comuni a livello internazionale, in particolare per quanto riguarda la gestione, la protezione e la qualità delle acque delle vie navigabili transfrontaliere; cooperazione nell'ambito dell'Agenzia europea per l'ambiente, quando sarà stata creata;- elaborazione di strategie, soprattutto per quanto riguarda le questioni globali e climatiche;- studi di impatto ambientale;- miglioramento della gestione ambientale, tra l'altro per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche.4. Il protocollo n. 8 stabilisce le condizioni applicabili alla gestione, alla protezione e alla qualità delle acque delle vie navigabili transfrontaliere.Articolo 82Trasporti1. Le Parti sviluppano e intensificano la cooperazione per consentire alla Bulgaria di:- ristrutturare e modernizzare i trasporti;- migliorare la circolazione dei passeggeri e delle merci e l'accesso al mercato dei trasporti eliminando gli ostacoli amministrativi, tecnici e di altro tipo;- facilitare il transito dei vettori comunitari per la Bulgaria, su strada come per ferrovia, sulle vie navigabili interne e con il trasporto combinato;- raggiungere livelli operativi paragonabili a quelli della Comunità.2. In particolare, la cooperazione comprende:- programmi di formazione economica, giuridica e tecnica;- assistenza tecnica e consulenze, nonché scambi d'informazioni.3. I settori prioritari della cooperazione sono i seguenti:- trasporti su strada, compresa la graduale agevolazione delle condizioni di transito;- gestione delle ferrovie e degli aeroporti, compresa la cooperazione tra le competenti autorità nazionali;- sviluppo di una rete stradale e ammodernamento, lungo le strade principali di interesse comune e sui collegamenti transeuropei, delle infrastrutture stradali, delle vie navigabili, ferroviarie, per il trasporto combinato, portuali e aeroportuali;- pianificazione territoriale, compresa la pianificazione edilizia e urbana;- miglioramento delle attrezzature tecniche per conformarsi alle norme comunitarie, in particolare nei settori del trasporto su strada e per ferrovia, del trasporto plurimodale e del trasbordo;- definizione di politiche di trasporto coerenti compatibili con quelle applicabili nella Comunità;- promozione di programmi tecnologici e di ricerca comuni in conformità a quanto previsto all'articolo 76.Articolo 83Telecomunicazioni e servizi postali1. Le Parti ampliano e intensificano la cooperazione nel settore e a tale scopo avviano in particolare le seguenti iniziative:- scambi di informazioni sulle politiche in materia di telecomunicazioni e servizi postali;- scambi di informazioni tecniche e di altro tipo e organizzazione di seminari, gruppi di lavoro e conferenze per esperti di entrambe le Parti;- attività di formazione e consulenza;- trasferimenti di tecnologia e di know-how in relazione a tutti gli aspetti delle telecomunicazioni e dei servizi postali;- designazione in entrambe le Parti di organismi adeguati per attuare progetti comuni;- promozione delle norme, dei sistemi di certificazione e delle disposizioni regolamentari europee;- sviluppo di nuovi servizi, impianti e mezzi di comunicazione, soprattutto di quelli con applicazioni commerciali.2. Queste attività si concentrano nei seguenti settori prioritari:- sviluppo e applicazione di una politica settoriale di mercato delle telecomunicazioni e dei servizi postali in Bulgaria, nonché di strumenti e procedure giuridici e regolamentari;- ammodernamento della rete di telecomunicazioni bulgara e integrazione nelle reti europea e mondiale;- cooperazione con gli organismi di standardizzazione europei;- integrazione nei sistemi transeuropei; aspetti giuridici e regolamentari delle telecomunicazioni;- gestione delle telecomunicazioni nel nuovo contesto economico: strutture organizzative, strategia e pianificazione, principi di base delle commesse.Articolo 84Banche, assicurazioni e altri servizi finanziari1. Le Parti collaborano allo scopo di creare e sviluppare un contesto adeguato per incoraggiare la creazione di un settore bancario, assicurativo e dei servizi finanziari in Bulgaria.2. La cooperazione si concentra sui seguenti elementi:- miglioramento ed efficienza dei sistemi di contabilizzazione e revisione dei conti in uso in Bulgaria sulla base delle norme comunitarie;- consolidamento e ristrutturazione dei sistemi bancari e finanziari;- sviluppo e armonizzazione dei sistemi di vigilanza e regolamentazione dei servizi bancari e finanziari;- compilazione di glossari terminologici;- scambio di informazioni, in particolare per quanto riguarda le proposte di legge;- la preparazione e la traduzione delle disposizioni legislative comunitarie e bulgare.3. A tal fine, la cooperazione comprende la concessione di assistenza tecnica e formazione.Articolo 85Cooperazione nel settore della revisione dei conti e dei controlli finanziari1. Le Parti cooperano al fine di sviluppare efficienti sistemi di controllo finanziario e di revisione dei conti all'interno dell'amministrazione bulgara, ispirati ai metodi e alle procedure uniformi della Comunità.2. La cooperazione si concentra sui seguenti elementi:- scambio di informazioni relative ai sistemi di revisione dei conti;- unificazione della documentazione attinente alla revisione dei conti;- attività di formazione e consulenza.3. A tal fine, la Comunità fornisce la necessaria assistenza tecnica.Articolo 86Politica monetariaSu richiesta delle autorità bulgare, la Comunità fornisce l'assistenza tecnica necessaria per sostenere gli sforzi della Bulgaria per giungere all'introduzione della piena convertibilità del lev e il graduale ravvicinamento delle politiche del governo bulgaro a quelle del Sistema monetario europeo. Si procede altresì a scambi informali di informazioni sui principi e sul funzionamento del Sistema monetario europeo.Articolo 87Riciclaggio del denaro1. Le Parti istituiscono un ambito di cooperazione per prevenire l'utilizzazione dei loro sistemi finanziari per il riciclaggio dei proventi delle attività illecite in generale, e dei reati connessi alla droga in particolare.2. La cooperazione nel settore comprende un'assistenza amministrativa e tecnica volta a definire norme adeguate contro il riciclaggio del denaro equivalenti a quelle adottate in materia dalla Comunità dai consessi internazionali, ivi compresa la Task Force «Azione finanziaria» (FATF).Articolo 88Sviluppo regionale1. Le Parti intensificano la cooperazione in materia di sviluppo regionale e di pianificazione territoriale.2. A tal fine, si possono adottare le seguenti misure:- scambio di informazioni tra autorità nazionali, regionali o locali sulle politiche regionali e di pianificazione territoriale e, se del caso, assistenza alla Bulgaria per l'elaborazione di tali politiche;- azione comune delle autorità regionali e locali in materia di sviluppo economico;- studio di un'impostazione comune per lo sviluppo delle regioni della Bulgaria poste lungo i confini della Comunità;- programmi di visite per esaminare la possibilità di cooperazione e di assistenza;- scambi di funzionari o esperti;- assistenza tecnica, specialmente per lo sviluppo delle zone più svantaggiate;- avvio di programmi di scambi di informazioni e di esperienze, con vari metodi tra cui i seminari.Articolo 89Cooperazione nel settore sociale1. Le Parti instaurano una cooperazione in materia di sanità e di sicurezza al fine di migliorare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, prendendo a riferimento il livello di protezione esistente nella Comunità. In particolare, la cooperazione comprende:- assistenza tecnica;- scambi di esperti;- cooperazione tra imprese;- informazione e assistenza amministrativa e di altro genere alle imprese e attività di formazione;- cooperazione nel settore della sanità.2. In materia di occupazione, la cooperazione tra le Parti si concentra soprattutto sui seguenti aspetti:- organizzazione del mercato del lavoro;- servizi di collocamento e di consulenza professionale;- pianificazione ed esecuzione di programmi di ristrutturazione a livello regionale;- promozione dello sviluppo dell'occupazione locale.La collaborazione in questo campo è realizzata mediante azioni quali l'effettuazione di studi, la fornitura dei servizi di esperti, informazioni e formazione.3. Per quanto riguarda la previdenza sociale, la cooperazione tra le Parti punta ad adeguare il sistema previdenziale bulgaro alla nuova situazione economica e sociale, principalmente assicurando i servizi di esperti e fornendo informazioni e formazione.Articolo 90TurismoLe Parti promuovono e intensificano la cooperazione, in particolare:- agevolando il settore turistico e, nei casi opportuni, riducendo le formalità relative al turismo;- assistendo la Bulgaria nella privatizzazione del settore turistico nonché nell'elaborazione di politiche statali e aziendali efficienti al fine di istituire meccanismi legali, amministrativi e finanziari ottimali per un suo ulteriore sviluppo;- intensificando gli scambi di informazioni attraverso le reti internazionali, le banche dati, ecc.;- trasferendo know-how mediante cicli di formazione, scambi e seminari;- esaminando la possibilità di realizzare operazioni comuni (progetti transfrontalieri, gemellaggi tra città, ecc.);- scambiandosi opinioni e organizzando gli adeguati scambi di informazioni sulle principali questioni di reciproco interesse relative al settore del turismo.Articolo 91Piccole e medie imprese1. Le Parti si adoperano per sviluppare e potenziare le piccole e medie imprese (PMI) soprattutto nel settore privato e la cooperazione tra PMI comunitarie e bulgare.2. A tale scopo, esse promuovono gli scambi di informazioni e di know-how nei seguenti settori:- miglioramento, se del caso, delle condizioni giuridiche, amministrative, tecniche, fiscali e finanziarie per la creazione e l'espansione delle PMI e per la cooperazione transfrontaliera;- fornitura dei servizi specializzati richiesti dalle PMI (formazione alla gestione, contabilità, marketing, controllo di qualità, ecc.) e potenziamento degli organismi che forniscono tali servizi;- instaurazione di contatti appropriati con gli operatori comunitari per migliorare i flussi di informazioni alle PMI e promuovere la cooperazione transfrontaliera [ad esempio, il Business cooperation Network (BC-NET), i centri d'informazione europei, le conferenze, ecc.].3. La cooperazione comprende la fornitura di assistenza tecnica, in particolare per la creazione di un adeguato sostegno istituzionale per le PMI, a livello nazionale e regionale, in materia di servizi finanziari, di formazione, di consulenza, tecnologici e di marketing.Articolo 92Informazione e settore degli audiovisivi1. La Comunità e la Bulgaria prendono adeguate misure per stimolare un efficace scambio di informazioni, privilegiando i programmi volti a diffondere tra la popolazione le informazioni di base sulla Comunità, nonché a fornire agli ambienti specializzati bulgari dati più specifici e, nei limiti del possibile, l'accesso alle banche dati della Comunità.2. Le Parti cooperano per la promozione del settore degli audiovisivi in Europa. In particolare, il settore degli audiovisivi bulgaro potrebbe prendere parte ad attività avviate dalla Comunità nel quadro del programma MEDIA secondo le procedure stabilite dagli organismi responsabili della gestione di ciascuna attività e in conformità delle disposizioni della decisione del Consiglio delle Comunità europee del 21 dicembre 1990 che ha istituito il programma. La Comunità incoraggia il settore bulgaro degli audiovisivi a partecipare agli opportuni programmi EUREKA.Le Parti coordinano, e se del caso armonizzano, le loro politiche relative alla regolamentazione delle trasmissioni transfrontaliere, alle norme tecniche nel settore degli audiovisivi e alla promozione della tecnologia europea degli audiovisivi.La cooperazione potrebbe comprendere, tra l'altro, lo scambio di programmi, borsisti e opportunità per la formazione di giornalisti e altri professionisti del settore dei mezzi d'informazione.Articolo 93Tutela dei consumatori1. Le Parti cooperano al fine di conseguire una totale compatibilità tra i sistemi di tutela dei consumatori della Bulgaria e della Comunità.2. A tal fine, la cooperazione comprendre, nell'ambito delle possibilità esistenti:- scambi di informazioni e di esperti;- accesso alle banche dati della Comunità;- attività di formazione e assistenza tecnica.Articolo 94Dogane1. La cooperazione mira a garantire l'osservanza di tutte le disposizioni che si intendono adottare per quanto riguarda gli scambi e a ravvicinare il sistema doganale bulgaro a quello della Comunità, in modo da agevolare la liberalizzazione prevista nel presente accordo.2. In particolare, la cooperazione comprende:- gli scambi di informazioni;- la creazione di adeguate infrastrutture ai passaggi di frontiera tra le Parti;- l'introduzione del documento amministrativo unico e della nomenclatura combinata in Bulgaria;- l'interconnessione tra i sistemi di transito della Comunità e della Bulgaria;- la semplificazione dei controlli e delle formalità per il trasporto di merci;- l'organizzazione di seminari e tirocini;- il sostegno per l'introduzione di moderni sistemi informativi doganali.Si fornisce l'assistenza tecnica necessaria.3. Fatta salva l'ulteriore cooperazione prevista dal presente accordo, in particolare dall'articolo 97, l'assistenza reciproca tra autorità amministrative delle Parti competenti per quanto riguarda le questioni doganali è disciplinata dalle disposizioni del protocollo n. 6.Articolo 95Cooperazione statistica1. La cooperazione in questo settore mira a creare un sistema statistico efficiente che fornisca rapidamente e tempestivamente i dati statistici affidabili necessari per sostenere e sorvegliare il processo di riforma economica e per contribuire allo sviluppo dell'impresa privata in Bulgaria.2. In particolare, le Parti cooperano al fine di:- rafforzare l'apparato statistico della Bulgaria;- procedere all'armonizzazione con i metodi, le norme e le classificazioni internazionali (in particolare comunitari);- fornire i dati necessari per portare avanti e controllare la riforma economica;- fornire agli operatori economici del settore privato i dati macro e microeconomici necessari;- garantire il carattere riservato dei dati;- scambiare informazioni statistiche.3. La Comunità fornisce l'assistenza tecnica necessaria.Articolo 96Economia1. La Comunità e la Bulgaria agevolano il processo di riforma e di integrazione economica collaborando per migliorare la comprensione dei principi di base delle rispettive economie, nonché l'elaborazione e l'attuazione della politica economica nelle economie di mercato.2. A tal fine, la Comunità e la Bulgaria:- si scambiano informazioni sui risultati e sulle prospettive macroeconomici nonché sulle strategie di sviluppo;- analizzano in comune le questioni economiche di interesse reciproco, compresa l'elaborazione della politica economica e gli strumenti per la sua attuazione;- mediante il programma d'azione per la cooperazione economica (ACE), in particolare, promuovono una cooperazione su vasta scala tra economisti e dirigenti della Comunità e della Bulgaria, al fine di accelerare i trasferimenti di know-how per l'elaborazione delle politiche economiche e di procedere ad una vasta diffusione dei risultati della ricerca in materia.Articolo 97Droghe1. La cooperazione è in particolare finalizzata a rendere più efficienti le politiche e le misure destinate a contrastare la diffusione e il traffico illecito di sostanze narcotiche e psicotrope e a ridurre l'abuso di tali prodotti.2. Le Parti concordano gli opportuni metodi di cooperazione per raggiungere tali obiettivi, incluse le modalità di attuazione di azioni comuni. Le loro azioni si basano sulla consultazione e su uno stretto coordinamento per quanto riguarda gli obiettivi e le iniziative nei settori di cui al paragrafo 1.3. La cooperazione tra le Parti comprende assistenza tecnica e amministrativa, che potrebbe essere destinata in particolare ai seguenti settori:- elaborazione e attuazione delle normative nazionali;- creazione o rafforzamento di enti, centri di informazione e centri sociali e sanitari;- sviluppo dell'efficienza degli enti impegnati nella lotta contro il traffico illecito di droga;- formazione di personale e ricerca;- prevenzione dell'utilizzazione abusiva di precursori e di altre sostanze chimiche essenziali utilizzate per la produzione illecita di stupefacenti e sostanze psicotrope, attraverso l'istituzione di norme adeguate equivalenti a quelle adottate dalla Comunità e dagli organismi internazionali competenti, in particolare la «Chemical Action Task Force» (CAFT).Le Parti possono concordare l'inclusione di altri settori.TITOLO VII COOPERAZIONE CULTURALE Articolo 98Tenendo conto della dichiarazione solenne sull'Unione europea, le Parti si impegnano a promuovere, incoraggiare e agevolare la cooperazione culturale. All'occorrenza, possono essere estesi alla Bulgaria i programmi di cooperazione culturale comunitari o quelli di uno o più Stati membri e si possono sviluppare ulteriori attività di reciproco interesse.Tale cooperazione può comprendere, in particolare:- gli scambi, non a fine commerciale, di artisti e opere d'arte;- la produzione cinematografica e il settore cinematografico, tenendo conto della cooperazione nel settore degli audiovisivi di cui all'articolo 92;- le traduzioni letterarie;- la conservazione e il restauro di monumenti e località (patrimonio architettonico e culturale);- la formazione degli addetti agli affari culturali;- l'organizzazione di manifestazioni culturali di carattere europeo.TITOLO VIII COOPERAZIONE FINANZIARIA Articolo 99Al fine di raggiungere gli obiettivi del presente accordo e in conformità degli articoli 100, 101, 103 e 104, fatto salvo l'articolo 102, la Bulgaria beneficia di assistenza finanziaria temporanea da parte della Comunità sotto forma di sovvenzioni e prestiti, compresi prestiti della Banca europea per gli investimenti, conformemente alle disposizioni dell'articolo 18 dello statuto della Banca, per accelerare la trasformazione economica del paese e aiutarlo a far fronte alle conseguenze economiche e sociali dell'adeguamento strutturale.Articolo 100Tale assistenza finanziaria è coperta:- sia nell'ambito dell'operazione PHARE prevista dal regolamento (CEE) n. 3906/89 del Consiglio, e relative modifiche, su base pluriennale, sia nel contesto di un nuovo finanziamento pluriennale deciso dalla Comunità previe consultazioni con la Bulgaria e tenuto conto del disposto degli articoli 103 e 104 del presente accordo;- dai prestiti concessi dalla Banca europea per gli investimenti fino alla data di scadenza della relativa disponibilità; a seguito di consultazioni con la Bulgaria, la Comunità fissa l'importo massimo e il periodo di disponibilità dei prestiti della Banca europea per gli investimenti a favore della Bulgaria per gli anni successivi.Articolo 101Gli obiettivi e i settori dell'assistenza finanziaria comunitaria sono stabiliti in un programma indicativo da concordare tra le due Parti. Le Parti informano il Consiglio di associazione.Articolo 1021. In caso di necessità straordinaria e tenendo conto degli orientamenti operativi del G-24 e della disponibilità di tutte le risorse finanziarie, su richiesta della Bulgaria e in coordinamento con le istituzioni finanziarie internazionali, nel contesto del G-24, la Comunità valuta la possibilità di concedere assistenza finanziaria temporanea:- a sostegno di misure finalizzate a introdurre e mantenere la convertibilità della divisa bulgara;- a sostegno della stabilizzazione a medio termine e degli sforzi di adeguamento strutturale, ivi compresa l'assistenza a favore della bilancia dei pagamenti.2. Tale assistenza finanziaria è subordinata alla presentazione da parte della Bulgaria in seno al G-24 di programmi approvati dal FMI, finalizzati alla convertibilità e alla ristrutturazione dell'economia nazionale, nonché alla loro approvazione da parte della Comunità, al rispetto costante di tali programmi da parte della Bulgaria e, quale obiettivo finale, alla rapida transizione verso il ricorso a fonti private di finanziamento.3. Il Consiglio di associazione è informato delle condizioni alle quali tale assistenza è concessa e del rispetto degli impegni assunti dalla Bulgaria per quanto riguarda tale assistenza.Articolo 103L'assistenza finanziaria comunitaria è valutata alla luce delle necessità emerse, del livello di sviluppo del paese e tenendo conto delle priorità stabilite, delle potenzialità di assorbimento dell'economia bulgara, della capacità di rimborsare i prestiti e di progredire in direzione di un'economia di mercato e della ristrutturazione della Bulgaria.Articolo 104Al fine di permettere un impiego ottimale delle risorse disponibili, le Parti si adoperano affinché i contributi comunitari siano erogati in stretto coordinamento con quelli provenienti da altre fonti quali gli Stati membri della Comunità, altri paesi, inclusi quelli del G-24, e le istituzioni finanziarie internazionali quali il FMI, la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.TITOLO IX DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI, GENERALI E FINALI Articolo 105È istituito un Consiglio di associazione incaricato della sorveglianza dell'attuazione del presente accordo. Esso si riunisce una volta all'anno a livello ministeriale e quando le circostanze lo richiedono. Esso esamina qualsiasi questione importante inerente al presente accordo e qualunque altro problema bilaterale o internazionale di reciproco interesse.Articolo 1061. Il Consiglio di associazione è composto, da un lato, dai membri del Consiglio delle Comunità europee e da membri della Commissione delle Comunità europee e, dall'altro, da membri designati dal governo bulgaro.2. I membri del Consiglio di associazione possono farsi rappresentare, in conformità delle condizioni previste al riguardo dal regolamento interno dello stesso.3. Il Consiglio di associazione adotta il proprio regolamento interno.4. Il Consiglio di associazione è presieduto a turno da un membro del Consiglio delle Comunità europee e da un membro del governo bulgaro, in conformità delle disposizioni previste al riguardo dal suo regolamento interno.5. Se del caso, la Banca europea per gli investimenti (BEI) partecipa, in qualità di osservatore, ai lavori del Consiglio di associazione.Articolo 107Ai fini della realizzazione degli obiettivi del presente accordo, il Consiglio di associazione ha il potere di prendere decisioni nei casi contemplati dall'accordo stesso. Tali decisioni sono vincolanti per le Parti che adottano le misure necessarie per la loro attuazione. Il Consiglio di associazione può altresì formulare adeguate raccomandazioni.Le decisioni e raccomandazioni sono elaborate previo accordo tra le due Parti.Articolo 1081. Ciascuna Parte può deferire al Consiglio di associazione qualsiasi controversia relativa all'applicazione o all'interpretazione del presente accordo.2. Il Consiglio di associazione può comporre la controversia mediante una decisione.3. Ciascuna Parte è tenuta a prendere i provvedimenti necessari ai fini dell'attuazione della decisione di cui al paragrafo 2.4. Nel caso non sia possibile comporre la controversia conformemente al disposto del paragrafo 2, ciascuna Parte può designare un arbitro e darne notifica all'altra; l'altra Parte deve designare un secondo arbitro entro due mesi. Ai fini dell'applicazione della presente procedura, la Comunità e gli Stati membri sono considerati una delle Parti in causa della controversia.Il Consiglio di associazione designa un terzo arbitro.Le decisioni arbitrali sono pronunciate a maggioranza.Ciascuna Parte in causa deve adottare le misure necessarie all'attuazione della decisione arbitrale.Articolo 1091. Nell'esercizio delle sue funzioni, il Consiglio di associazione è assistito da un comitato di associazione composto, da un lato, da rappresentanti dei membri del Consiglio delle Comunità europee e da membri della Commissione delle Comunità europee e, dall'altro, da rappresentanti del governo bulgaro, normalmente alti funzionari.Il regolamento interno del Consiglio di associazione determina le funzioni del comitato di associazione, tra cui figurano la preparazione delle riunioni del Consiglio di associazione e il funzionamento del comitato.2. Il Consiglio di associazione può delegare al comitato di associazione taluni suoi poteri. In questi casi, il comitato di associazione adotta le sue decisioni alle condizioni stabilite all'articolo 107.Articolo 110Il Consiglio di associazione può decidere l'istituzione di qualsiasi altro comitato o organo speciale che lo assista nell'esercizio delle sue funzioni.Nel suo regolamento interno, il Consiglio di associazione precisa la composizione e le funzioni di tali comitati o organi, nonché le modalità del loro funzionamento.Articolo 111È istituito un comitato parlamentare di associazione. Tale comitato riunisce e consente lo scambio di opinioni tra membri del Parlamento bulgaro e del Parlamento europeo. Il calendario e la frequenza delle riunioni sono decisi dal comitato stesso.Articolo 1121. Il comitato parlamentare di associazione è composto, da un lato, da membri del Parlamento europeo e, dall'altro, da membri del Parlamento bulgaro.2. Il comitato parlamentare di associazione adotta il proprio regolamento interno.3. Il comitato parlamentare di associazione è presieduto a turno dal Parlamento europeo e dal Parlamento bulgaro, in conformità delle disposizioni da stabilire nel suo regolamento interno.Articolo 113Il comitato parlamentare di associazione può chiedere informazioni inerenti all'attuazione del presente accordo al Consiglio di associazione; quest'ultimo fornisce al comitato le informazioni richieste.Il comitato parlamentare di associazione è tenuto al corrente delle decisioni del Consiglio di associazione.Il comitato parlamentare di associazione può rivolgere raccomandazioni al Consiglio di associazione.Articolo 114Nell'ambito del presente accordo, ciascuna Parte si impegna a garantire che le persone fisiche e giuridiche dell'altra Parte possano adire, senza discriminazioni rispetto ai propri cittadini, i competenti organi giuridici e amministrativi delle Parti per tutelare i loro diritti individuali e di proprietà, inclusi quelli riguardanti la proprietà intellettuale, industriale e commerciale.Articolo 115L'accordo non impedisce ad una Parte contraente di adottare qualsiasi misura:a) ritenuta necessaria a precludere la divulgazione di informazioni contrarie ai suoi interessi essenziali in materia di sicurezza;b) inerente alla produzione o al commercio di armi, munizioni o materiale bellico o alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione indispensabili in materia di difesa, a condizione che tali misure non alterino le condizioni di concorrenza rispetto a prodotti non destinati ad uso specificamente militare;c) ritenuta essenziale per la propria sicurezza in caso di gravi disordini interni che compromettano il mantenimento della legge e dell'ordine, in tempo di guerra o in occasione di gravi tensioni internazionali che possano sfociare in una guerra o ai fini del rispetto di impegni assunti per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.Articolo 1161. Nei settori coperti dal presente accordo e fatta salva qualsiasi disposizione speciale ivi contenuta:- le misure applicate dalla Bulgaria nei confronti della Comunità non devono dare origine ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri, i loro cittadini o le loro aziende o imprese;- le misure applicate dalla Comunità nei confronti della Bulgaria non devono dare origine ad alcuna discriminazione tra cittadini bulgari o tra aziende o imprese bulgare.2. Le disposizioni del paragrafo 1 non pregiudicano il diritto delle Parti di applicare le pertinenti disposizioni della loro normativa fiscale nei confronti di contribuenti che non si trovino in situazioni identiche per quanto riguarda il luogo di residenza.Articolo 117Quando sono importati nella Comunità, i prodotti originari della Bulgaria non beneficiano di un trattamento più favorevole di quello che gli Stati membri si applicano reciprocamente.Il trattamento concesso alla Bulgaria nel quadro del titolo IV e del titolo V, capitolo I non deve essere più favorevole di quello che gli Stati membri si applicano reciprocamente.Articolo 1181. Le Parti adottano qualsiasi provvedimento generale o specifico necessario per l'adempimento degli obblighi che incombono loro nel quadro del presente accordo. Esse si adoperano per la realizzazione degli obiettivi fissati nel presente accordo.2. Qualora una delle Parti ritenga che l'altra Parte non abbia ottemperato ad un obbligo previsto dal presente accordo, essa può adottare le misure appropriate. Prima di procedere, fatta eccezione per i casi particolarmente urgenti, essa fornisce al Consiglio di associazione tutte le informazioni pertinenti necessarie per un esauriente esame della situazione ai fini della ricerca di una soluzione accettabile per le Parti.Nella scelta delle misure, si privilegiano quelle meno lesive per il funzionamento del presente accordo. Le misure decise sono comunicate senza indugio al Consiglio di associazione e, qualora l'altra Parte ne faccia richiesta, sono oggetto di consultazioni in seno al Consiglio di associazione.Articolo 119Fino a quando i privati cittadini e gli operatori economici non godranno di diritti equivalenti in virtù dell'applicazione del presente accordo, esso non reca pregiudizio ai diritti loro garantiti da accordi vigenti che vincolano uno o più Stati membri, da un lato, e la Bulgaria, dall'altro, fatta eccezione per i campi di competenza europea e fatti salvi gli obblighi degli Stati membri derivanti dal presente accordo nei settori di loro competenza.Articolo 120I protocolli dal n. 1 al n. 8 gli allegati da I a XVI costituiscono parte integrante del presente accordo.Articolo 121Il presente accordo è concluso per un periodo illimitato.Ciascuna Parte può denunciare il presente accordo dandone notifica all'altra Parte. Il presente accordo cessa di essere applicabile sei mesi dopo la data di tale notifica.Articolo 122Il presente accordo si applica, da un lato, ai territori in cui si applicano i trattati che istituiscono la Comunità economica europea, la Comunità europea dell'energia atomica e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, alle condizioni indicate in detti trattati, e, dall'altro, al territorio della Repubblica di Bulgaria.Articolo 123Il presente accordo è redatto in due esemplari in lingua danese, francese, greca, inglese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, tedesca e bulgara, ciascun testo facente ugualmente fede.Articolo 124Il presente accordo è approvato dalle Parti conformemente alle loro rispettive procedure.Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui le Parti si comunicano reciprocamente che le procedure di cui al primo comma sono state completate.A decorrere dalla sua entrata in vigore, il presente accordo sostituisce l'accordo tra la Comunità economica europea, la Comunità europea dell'energia atomica e la Bulgaria sul commercio e la cooperazione economica e commerciale, firmato a Bruxelles l'8 maggio 1990.Articolo 1251. Nel caso in cui, in attesa che siano completate le procedure necessarie per l'entrata in vigore del presente accordo, le disposizioni di talune parti dello stesso, in particolare quelle riguardanti la circolazione delle merci, siano messe in vigore nel 1993 mediante un accordo interinale tra la Comunità e la Bulgaria, le Parti contraenti concordano che, in tali circostanze, ai fini dell'applicazione del titolo III, articoli 64 e 67 del presente accordo e dei protocolli dal n. 1 al n. 7, per «data di entrata in vigore del presente accordo», si intende:- la data di entrata in vigore dell'accordo intermedio, per quanto riguarda gli obblighi da attuare a decorrere da tale data e- il 1° gennaio 1993, per quanto riguarda gli obblighi da attuare successivamente alla data di entrata in vigore con riferimento alla data di entrata in vigore.2. Se l'entrata in vigore è successiva al 1° gennaio, si applicano le disposizioni del protocollo n. 7.En fe de lo cual, los plenipotenciarios abajo firmantes suscriben el presente acuerdo.Til bekræftelse heraf har undertegnede befuldmægtigede underskrevet denne aftale.Zur Urkund dessen haben die unterzeichneten Bevollmächtigten ihre Unterschriften unter dieses Abkommen gesetzt.Åéò ðßóôùóç ôùí áíùôÝñù, ïé õðïãåãñáììÝíïé ðëçñåîïýóéïé Ýèåóáí ôéò õðïãñáöÝò ôïõò óôçí ðáñïýóá óõìöùíßá.In witness whereof the undersigned Plenipotentiaries have signed this Agreement.En foi de quoi, les plénipotentiaires soussignés ont apposé leur signatures au bas du présent accord.In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti hanno apposto le loro firme in calce al presente accordo.Ten blijke waarvan de ondergetekende gevolmachtigden hun handtekening onder deze Overeenkomst hebben gesteld.Em fé do que, os plenipotenciários abaixo assinados apuseram as suas assinaturas no final do presente acordoHecho enUdfærdiget iGeschehen zu¸ãéíå óôéòDone atFait àFatto aGedaan teFeito emPour le Royaume de BelgiqueVoor het Koninkrijk BelgiëPå Kongeriget Danmarks vegneFür die Bundesrepublik DeutschlandÃéá ôçí ÅëëçíéêÞ ÄçìïêñáôßáPor el Reino de EspañaPour la République françaiseThar cheann Na hÉireannFor IrelandPer la Repubblica italianaPour le Grand-Duché de LuxembourgVoor het Koninkrijk der NederlandenPela República PortuguesaFor the United Kingdom of Great Britain and Northern IrelandPor el Consejo y la Comisión de las Comunidades EuropeasFor Rådet og Kommissionen for De Europæiske FællesskaberFür den Rat und die Kommission der Europäischen GemeinschaftenÃéá ôï Óõìâïýëéï êáé ôçí ÅðéôñïðÞ ôùí Åõñùðáúêþí ÊïéíïôÞôùíFor the Council and the Commission of the European CommunitiesPour le Conseil et la Commission des Communautés européennesPer il Consiglio e la Commissione delle Comunità europeeVoor de Raad en de Commissie van de Europese GemeenschappenPelo Conselho e Pela Comissão das Comunidades EuropeiasALLEGATO IElenco dei prodotti di cui agli articoli 9 e 19 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IIaElenco dei prodotti di cui all'articolo 10, paragrafo 2, primo comma >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IIbElenco dei prodotti di cui all'articolo 10, paragrafo 2, secondo comma >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IIIElenco dei prodotti di cui all'articolo 10, paragrafo 3  >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IVElenco dei prodotti di cui all'articolo 11, paragrafo 1 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VElenco dei prodotti di cui all'articolo 11, paragrafo 2 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VIElenco dei prodotti di cui all'articolo 11, paragrafo 3  >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VIIRelativo alle disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 4 Entro la fine del periodo di transizione, la Bulgaria abolirà il divieto di importazione di autoveicoli usati di almeno dieci anni, calcolati dalla data della prima immatricolazione, corrispondenti ai seguenti codici della tariffa doganale bulgara:8703 21 108703 22 108703 23 108703 24 108703 31 108703 32 108703 33 108703 90 10ALLEGATO VIIIRelativo alle disposizioni dell'articolo 13 Per quanto riguarda le sue importazioni dalla Comunità, la Bulgaria abolirà gli oneri di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni in base al seguente calendario:- entro 5 anni dall'entrata in vigore dell'accordo sarà abolita l'imposta del 10 % sulle importazioni di autoveicoli di cilindrata pari o superiore a 2 500 cm3 corrispondenti ai seguenti codici della tariffa doganale bulgara:8703 23 108703 24 10L'imposta sarà progressivamente eliminata nel modo seguente:- un anno dopo l'entrata in vigore dell'accordo l'imposta sarà ridotta all'8 %;- tre anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo l'imposta sarà ridotta al 4 %;- cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo l'imposta residua sarà eliminata;- entro 5 anni dall'entrata in vigore dell'accordo sarà abolita l'imposta del 5 % sulle importazioni di prodotti di profumeria e cosmetici corrispondenti ai seguenti codici della tariffa doganale bulgara:3304330533063307- entro il 1° gennaio 1995, la commissione di sdoganamento dello 0,5 % sarà trasformata in modo da equivalere unicamente ai servizi resi per lo sdoganamento.ALLEGATO IXRelativo alle disposizioni dell'articolo 14, paragrafo 3 1. Entro la fine del quinto anno dall'entrata in vigore dell'accordo, la Bulgaria abolirà le licenze non automatiche per le esportazioni di prodotti corrispondenti ai seguenti codici della tariffa doganale bulgara:Cascami e avanzi di metalli ferrosi7204 10 007204 21 007204 29 007204 30 007204 41 007204 49 00Cascami e avanzi di metalli non ferrosi7404 00 007503 00 007602 00 007802 00 007902 00 008002 00 00Entro il periodo di cinque anni, la Bulgaria si riserva il diritto di sostituire il sistema delle licenze non automatiche con un'imposta sulle esportazioni, che sarà abolita in conformità delle disposizioni dell'articolo 14, paragrafo 1.2. Entro il 1° gennaio 1994 la Bulgaria sostituirà i massimali sulle esportazioni di pelli grezze di animali della razza bovina, ovina e caprina e di pelli di maiale corrispondenti ai seguenti codici della tariffa doganale bulgara:410141024103 10 004103 90 004107con imposte sulle esportazioni, che saranno eliminate al più tardi entro la fine del quinto anno dall'entrata in vigore dell'accordo conformemente alle disposizioni dell'articolo 14, paragrafo 1.ALLEGATO X Merci di cui all'articolo 18 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO XIa Elenco dei prodotti di cui all'articolo 21, paragrafo 2 (1) I prodotti figuranti nel presente allegato sono soggetti a una riduzione dei prelievi del 50 %>SPAZIO PER TABELLA>(1) In deroga alle norme per l'interpretazione della nomenclatura combinata, la formula utilizzata per la designazione delle merci va considerata puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, dal campo di applicazione dei codici NC. Laddove sono riportati codici «ex» NC, il regime preferenziale si determina applicando congiuntamente i codici NC e la designazione corrispondente.ALLEGATO XIbElenco dei prodotti di cui all'articolo 21, paragrafo 2 (1) >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO XIIa Elenco dei prodotti di cui all'articolo 21, paragrafo 3 A decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo, la Bulgaria abolirà le restrizioni quantitative sulle importazioni dei prodotti elencati in appresso originari della Comunità:contingenti all'importazione per il periodo 1° novembre - 31 maggio perex 0702 00 00 Pomodori di serraex 0707 00 00 Cetrioli di serraALLEGATO XIIb Elenco dei prodotti di cui all'articolo 21, paragrafo 3 Prodotti originari della Bulgaria per i quali la Comunità emetterà automaticamente licenze di importazione fino ai quantitativi indicati.>SPAZIO PER TABELLA>Ulteriori quantitativi dei suddetti prodotti originari della Comunità possono essere importati in Bulgaria entro i limiti dei contingenti complessivi bulgari per i prodotti in questione e alle condizioni ad essi applicate.ALLEGATO XIIIa Elenco dei prodotti di cui all'articolo 21, paragrafo 4 (1) Le importazioni nella Comunità dei seguenti prodotti della Bulgaria sono soggette alle concessioni qui di seguito specificate.I quantitativi importati in relazione ai codici NC di cui al presente allegato, fatta eccezione per i codici 0104 e 0204, sono soggetti a una riduzione dei prelievi e dei dazi del 20 % nel primo anno, del 40 % nel secondo anno, del 60 % negli anni successivi.>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO XIIIbElenco dei prodotti di cui all'articolo 21, paragrafo 4 (1) Le importazioni nella Comunità dei seguenti prodotti originari della Bulgaria sono soggette alle concessioni qui di seguito specificate:>SPAZIO PER TABELLA> Allegato agli allegati XIb e XIIIbRegime dei prezzi minimi applicabili all'importazione di alcuni frutti in bacche destinati alla trasformazione1. Per ciascuna campagna di commercializzazione, si stabiliscono dei prezzi minimi all'importazione per i prodotti seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>I suddetti prezzi minimi sono stabiliti dalla Comunità, in consultazione con la Bulgaria, tenuto conto dell'evoluzione dei prezzi, dei quantitativi importati e delle tendenze del mercato comunitario.2. Il rispetto del regime dei prezzi minimi all'importazione è soggetto ai seguenti criteri:- in nessun trimestre di una campagna di commercializzazione il valore medio unitario dei vari prodotti di cui al punto 1 importati nella Comunità deve essere inferiore al prezzo minimo all'importazione stabilito per il prodotto in questione;- in nessun periodo di quindici giorni il valore medio unitario dei prodotti di cui al punto 1 importati nella Comunità deve essere inferiore al 90 % del prezzo minimo all'importazione stabilito per il prodotto in questione, a partire dal momento in cui i quantitativi importati nel corso di quel periodo non sono inferiori al 4 % del livello normale annuale delle importazioni.3. Qualora non venga rispettato uno di questi criteri, la Comunità può introdurre misure per garantire che sia rispettato il proprio prezzo minimo all'importazione per ciascuna fornitura dei prodotti in questione importata dalla Bulgaria.ALLEGATO XIVaElenco dei prodotti di cui all'articolo 21, paragrafo 4 (1) I quantitativi di prodotti importati dalla Comunità in Bulgaria figuranti alle voci tariffarie della tariffa doganale bulgara indicati nel presente allegato sono soggetti a una riduzione del dazio applicabile e degli oneri di effetto equivalente del: - 10 % il primo anno, - 20 % il secondo anno e - 30 % gli anni successivi. >SPAZIO PER TABELLA> (1) In deroga alle norme per l'interpretazione della tariffa doganale bulgara (TDB), la formula utilizzata per la designazione delle merci va considerata puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, dal campo di applicazione dei codici della TDB. Laddove sono riportati codici «ex» TDB, il regime preferenziale si determina applicando congiuntamente i codici TDB e la designazione corrispondente.ALLEGATO XIVbElenco dei prodotti di cui all'articolo 21, paragrafo 4 (1) I quantitativi di prodotti importati dalla Comunità in Bulgaria figuranti alle voci tariffarie della tariffa doganale bulgara indicati nel presente allegato sono soggetti a una riduzione del dazio applicabile e degli oneri di effetto equivalente del: - 5 % il primo anno, - 10 % il secondo anno e - 15 % gli anni successivi. >SPAZIO PER TABELLA>(1) In deroga alle norme per l'interpretazione della tariffa doganale bulgara (TDB), la formula utilizzata per la designazione delle merci va considerata puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, dal campo di applicazione dei codici della TDB. Laddove sono riportati codici «ex» TDB, il regime preferenziale si determina applicando congiuntamente i codici TDB e la designazione corrispondente.ALLEGATO XVa Atti legali relativi a proprietà immobiliari nelle regioni di frontiera, in conformità della legislazione in vigore in alcuni Stati membri della Comunità ALLEGATO XVb Servizi finanziari DefinizioniPer servizio finanziario si intende qualsiasi servizio di carattere finanziario prestato da un operatore del ramo di una delle Parti. I servizi finanziari comprendono le seguenti attività:A. Tutti i servizi assicurativi e attinenti le assicurazioni:1. assicurazione diretta (ivi compresa la coassicurazione):i) assicurazione sulla vita,ii) assicurazione generale;2. riassicurazione e retrocessione;3. intermediazione assicurativa, ad esempio servizi di brokeraggio e di agenzia;4. servizi accessori del settore assicurativo, quali i servizi di consulenza, i servizi attuariali, di valutazione dei rischi e di liquidazione dei risarcimenti.B. Servizi bancari e altri servizi finanziari (esclusi quelli assicurativi):1. assunzione di depositi e di altri fondi rimborsabili dai risparmiatori;2. ogni genere di crediti, compresi, tra l'altro, il credito al consumo, il credito ipotecario, il factoring e il finanziamento di operazioni commerciali;3. leasing finanziario;4. tutti i servizi relativi ai pagamenti e ai trasferimenti di denaro, comprese le carte di credito, di addebito e di prelievo, gli assegni turistici e le tratte bancarie;5. fideiussioni e scoperti;6. compravendita, per conto della clientela, in borsa, in un mercato terziario o altrove, di:a) strumenti del mercato monetario (assegni, effetti, certificati di deposito, ecc.),b) valuta straniera,c) prodotti derivati, ivi compresi, ma non limitatamente a, contratti a termine e opzioni,d) titoli relativi ai tassi di cambio e ai tassi d'interesse, compresi prodotti quali i riporti valutari, gli accordi per scambi futuri di tassi d'interesse, ecc.,e) titoli trasferibili,f) altri titoli e attività finanziarie negoziabili, compreso il metallo prezioso;7. partecipazione a emissioni di titoli di ogni tipo, comprese la sottoscrizione e la collocazione (pubblica o privata) in qualità di agente e la prestazione di servizi relativi a tali emissioni;8. intermediazione di credito;9. gestione delle attività, ad esempio gestione delle liquidità o del portafoglio, tutte le forme di gestione di investimenti collettivi, gestione di fondi pensionistici, servizi di amministrazione fiduciaria, di deposito di custodia;10. servizi di liquidazione e di compensazione relativi ad attività finanziarie, compresi i titoli, i prodotti derivati e gli altri strumenti negoziabili;11. servizi finanziari accessori di consulenza, di intermediazione e di altro genere relativi a tutte le attività di cui ai punti da 1 a 10, comprese informazioni commerciali e analisi dei crediti, ricerca e consulenza nel settore degli investimenti e della gestione di portafoglio, consulenza in materia di rilevamenti e di ristrutturazioni e strategie aziendali;12. fornitura di informazioni finanziarie, programmi per l'elaborazione di dati finanziari e simili, da parte di operatori che prestano altri servizi finanziari.Dalla definizione di servizi finanziari sono escluse le seguenti attività:a) attività svolte da banche centrali o da qualsiasi altra istituzione pubblica ai fini della messa in atto delle politiche monetarie e dei cambi;b) attività svolte da banche centrali, enti o dipartimenti statali o pubbliche istituzioni, per conto o con la garanzia del governo, fatta eccezione per i casi in cui tali attività possono essere svolte da operatori del settore dei servizi finanziari in concorrenza con i suddetti enti pubblici;c) attività che rientrano in un sistema ufficiale di previdenza sociale o di assistenza pensionistica pubblica, fatta eccezione per i casi in cui tali attività possono essere svolte da operatori del settore dei servizi finanziari in concorrenza con i suddetti enti pubblici o istituzioni private.ALLEGATO XVc Settori esclusi dal trattamento nazionale per un determinato periodo I. Acquisto di partecipazioni sufficienti a garantire una maggioranza nell'adozione di decisioni o a bloccare l'adozione di decisioni in aziende impegnate in attività di produzione o commercio di armi, munizioni o attrezzature militari, banche e assicurazioni, prospezioni minerarie, sviluppo o estrazione di risorse naturali dal mare territoriale, dalla piattaforma continentale o dalla zona economica esclusiva.II. Rappresentanza in tribunale e servizi legali che non prevedono consulenze legali in campo aziendale.III. Organizzazione di giochi d'azzardo, lotterie, ecc.ALLEGATO XVd Settori esclusi I. Acquisto di terreni.II. Acquisto di abitazioni, fatta eccezione per il caso in cui sono stati esercitati i diritti di costruzione o secondo una procedura stabilita per legge.III. Possesso di proprietà immobiliari in alcune regioni, secondo quanto previsto all'articolo 5, paragrafo 3, punto 3 della legge bulgara sull'attività economica degli stranieri e sulla tutela degli investimenti dall'estero.ALLEGATO XVI Proprietà intellettuale 1. L'articolo 67, paragrafo 2 si riferisce alle seguenti convenzioni multilaterali:- protocollo dell'accordo di Madrid sulla registrazione internazionale dei marchi (Madrid, 1989);- convenzione internazionale relativa alla protezione degli artisti interpreti o esecutori, dei produttori di fonogrammi e degli organismi di radiodiffusione (Roma, 1961).2. Il Consiglio di associazione può decidere che l'articolo 67, paragrafo 2 si applichi ad altre convenzioni multilaterali attuali o future, in particolare all'accordo GATT-TRIPS (Trade related intellectual property right, diritto di proprietà intellettuale nel settore commerciale).3. Le Parti contraenti confermano l'importanza da esse riconosciuta agli obblighi derivanti dalle seguenti convenzioni multilaterali:- convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche (atto di Parigi, 1971);- convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale (atto di Stoccolma, 1967, emendato nel 1979);- accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi (atto di Stoccolma, 1967, emendato nel 1979);- trattato di Budapest sul riconoscimento internazionale del deposito di microorganismi agli effetti della procedura brevettuale (1977, modificato nel 1980);- trattato sulla cooperazione in materia di brevetti (Washington, 1970, emendato nel 1979 e modificato nel 1984).4. Prima del termine della prima fase, la Bulgaria adeguerà la sua legislazione nazionale alle disposizioni sostanziali dell'accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei beni e dei servizi ai fini del marchio registrato (Ginevra, 1977, emendato nel 1979).5. Ai fini del punto 3 del presente allegato e delle disposizioni dell'articolo 76, paragrafo 1 relative alla proprietà intellettuale, le Parti contraenti sono la Bulgaria, la Comunità economica europea e i suoi Stati membri, ciascuno per le proprie competenze nelle questioni attinenti alla proprietà industriale, intellettuale e commerciale coperte dalle suddette convenzioni o dall'articolo 76, paragrafo 1.6. Le disposizioni del presente allegato e le disposizioni dell'articolo 76, paragrafo 1 relative alla proprietà intellettuale lasciano impreguidicata la competenza della Comunità economica europea e dei suoi Stati membri in materia di proprietà industriale, intellettuale e commerciale.PROTOCOLLO N. 1 sui tessili e sui capi di abbigliamento Articolo 1 Il presente protocollo si applica ai tessili e ai capi di abbigliamento (in appresso denominati «prodotti tessili»), così definiti:- per quanto riguarda gli aspetti quantitativi, i prodotti tessili sono quelli elencati all'allegato I dell'accordo bilaterale tra la Comunità e la Bulgaria sul commercio dei prodotti tessili siglato l'11 luglio 1986 e applicato in via provvisoria dal 1° gennaio 1987, modificato dallo scambio di lettere siglato a Bruxelles il 21 novembre 1991, e dallo scambio di lettere siglato a Bruxelles il 18 dicembre 1992;- per quanto riguarda gli aspetti tariffari, i prodotti tessili sono quelli della sezione XI (capitoli da 50 a 63) della nomenclatura combinata della Comunità e della tariffa doganale bulgara.Articolo 2 1. I dazi doganali all'importazione applicabili nella Comunità ai prodotti tessili della sezione XI (capitoli da 50 a 63) della nomenclatura combinata, originari della Bulgaria ai sensi del protocollo n. 4 dell'accordo, vengono ridotti, fino ad eliminarli al termine di un periodo di sei anni dall'entrata in vigore dell'accordo, secondo il seguente calendario:- all'entrata in vigore dell'accordo, a cinque settimi del dazio di base;- all'inizio del terzo anno, a quattro settimi del dazio di base;- all'inizio del quarto anno, a tre settimi del dazio di base;- all'inizio del quinto anno, a due settimi del dazio di base;- all'inizio del sesto anno, a un settimo del dazio di base;- all'inizio del settimo anno, sono aboliti i dazi residui.2. I dazi doganali all'importazione applicabili in Bulgaria ai prodotti tessili della sezione XI (capitoli da 50 a 63) della tariffa doganale bulgara, originari della Comunità ai sensi del protocollo n. 4 dell'accordo, vengono progressivamente aboliti conformemente all'articolo 11 dell'accordo.3. I dazi doganali applicabili ai prodotti compensatori importati nella Comunità originari della Bulgaria ai sensi del protocollo n. 4 dell'accordo e derivanti dall'esecuzione in Bulgaria di operazioni contemplate dal regolamento (CEE) n. 636/82 del Consiglio vengono aboliti alla data di entrata in vigore dell'accordo.4. Le disposizioni degli articoli 12 e 13 dell'accordo si applicano agli scambi di prodotti tessili tra le Parti.Articolo 3 1. Dalla data di entrata in vigore dell'accordo e fino all'entrata in vigore del protocollo di cui al paragrafo 2, gli aspetti quantitativi e le altre questioni connesse alle esportazioni nella Comunità di prodotti tessili originari della Bulgaria continuano ad essere disciplinati dall'accordo bilaterale sul commercio dei prodotti tessili tra la Comunità e la Bulgaria, siglato l'11 luglio 1986 e applicato in via provvisoria dal 1° gennaio 1987, modificato dallo scambio di lettere siglato a Bruxelles il 21 novembre 1991 e dallo scambio di lettere siglato a Bruxelles il 18 dicembre 1992. Le Parti convengono di apportare le necessarie modifiche al suddetto accordo bilaterale sul commercio dei prodotti tessili per tener conto della politica comunitaria in materia di prodotti tessili dopo il 1° gennaio 1993.Le Parti convengono che, per quanto riguarda le esportazioni nella Comunità di prodotti tessili originari della Bulgaria, l'articolo 26, paragrafo 2 e l'articolo 31 dell'accordo non si applicano durante il periodo di applicazione del suddetto accordo bilaterale sul commercio dei prodotti tessili.2. La Bulgaria e la Comunità si impegnano a negoziare appena possibile un nuovo protocollo sugli aspetti quantitativi e sulle altre questioni connesse ai loro scambi di prodotti tessili, tenendo conto del futuro regime che disciplinerà il commercio internazionale dei prodotti tessili, in discussione nei negoziati multilaterali di Ginevra. Nel nuovo protocollo sono determinate le modalità e il calendario di abolizione degli ostacoli non tariffari. Questo periodo è pari a metà del periodo di integrazione che verrà deciso nei negoziati dell'Uruguay Round a partire dal 1° gennaio 1991, e non inferiore a cinque anni a decorrere dal 1° gennaio 1993, o dall'entrata in vigore dell'accordo, se successiva. Il nuovo protocollo entra in vigore allo scadere dell'accordo sui prodotti tessili di cui al paragrafo 1.3. In funzione dello sviluppo del commercio dei tessili tra le Parti, del grado di accesso delle esportazioni tessili originarie della Comunità in Bulgaria e dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round, nel nuovo protocollo si dovrà prevedere un notevole miglioramento del regime applicabile alle importazioni nella Comunità per quanto riguarda i livelli delle importazioni, i tassi di incremento, la flessibilità per i limiti quantitativi e l'abolizione di determinati limiti quantitativi esaminandoli caso per caso. In deroga all'articolo 26, paragrafo 2 e all'articolo 31 dell'accordo, il nuovo protocollo prevede anche un meccanismo di salvaguardia specifico per i tessili. Detto meccanismo non è complessivamente più restrittivo del meccanismo di salvaguardia previsto nell'accordo sui tessili di cui al paragrafo 1.4. Le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente applicabili alle importazioni in Bulgaria di prodotti tessili comunitari verranno abolite nel corso dello stesso periodo previsto per la soppressione delle restrizioni quantitative e delle misure di effetto equivalente alle importazioni tessili nella Comunità.Articolo 4 Dall'entrata in vigore dell'accordo non vengono imposte nuove restrizioni quantitative né misure di effetto equivalente, salvo quanto disposto nell'ambito dell'accordo e dei relativi protocolli. In nessun caso si applicano barriere non tariffarie agli scambi di prodotti tessili tra la Comunità e la Bulgaria successivamente al periodo di transizione di cui all'articolo 7 dell'accordo.PROTOCOLLO N. 2 sui prodotti CECA Articolo 1 Il presente protocollo si applica ai prodotti elencati nell'allegato I del protocollo stesso.CAPITOLO I Prodotti di acciaio CECA Articolo 2 I dazi doganali applicabili alle importazioni nella Comunità di prodotti di acciaio CECA originari della Bulgaria vengono progressivamente aboliti secondo il seguente calendario:1) all'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio viene ridotto all'80 % del dazio di base;2) si effettuano ulteriori riduzioni al 60, al 40, al 20, e allo 0 % del dazio di base all'inizio del secondo, terzo, quarto, e quinto anno dall'entrata in vigore dell'accordo.Articolo 3 1. I dazi doganali applicabili in Bulgaria alle importazioni di prodotti di acciaio CECA originari della Comunità elencati nell'allegato II del presente protocollo vengono aboliti alla data di entrata in vigore dell'accordo.2. I dazi doganali applicabili in Bulgaria alle importazioni dei prodotti di acciaio CECA originari della Comunità elencati nell'allegato III del presente protocollo vengono progressivamente aboliti secondo il seguente calendario:- un anno dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto all'80 % del dazio di base;- tre anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 40 % del dazio di base;- cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, i dazi residui sono eliminati.3. I dazi doganali applicabili in Bulgaria alle importazioni dei prodotti di acciaio CECA originari della Comunità elencati nell'allegato IV del presente protocollo vengono progressivamente aboliti secondo il seguente calendario:- tre anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto all'80 % del dazio di base;- cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 60 % del dazio di base;- sei anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 45 % del dazio di base;- sette anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 30 % del dazio di base;- otto anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 15 % del dazio di base;- nove anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, i dazi residui sono eliminati.Articolo 4 1. Le restrizioni quantitative all'importazione nella Comunità di prodotti di acciaio CECA originari della Bulgaria e le misure di effetto equivalente vengono abolite all'entrata in vigore dell'accordo.2. Le restrizioni quantitative all'importazione in Bulgaria di prodotti di acciaio CECA originari della Comunità e le misure di effetto equivalente vengono abolite all'entrata in vigore dell'accordo.Articolo 5 Qualora, nel corso di un periodo uguale alla deroga prevista per le sovvenzioni di cui all'articolo 9, paragrafo 4 e dato il carattere particolarmente sensibile dei mercati dell'acciaio, le importazioni di specifici prodotti d'acciaio originari di una delle Parti provochino o minaccino di provocare gravi danni ai fabbricanti di prodotti analoghi o gravi perturbazioni dei mercati dell'acciaio della controparte, le Parti avviano immediatamente consultazioni per trovare una soluzione adeguata. In attesa di tale soluzione, e in deroga alle altre disposizioni dell'accordo, in particolare degli articoli 31 e 34, qualora circostanze eccezionali richiedano un intervento immediato, la Parte importatrice può adottare subito le misure quantitative o d'altro genere strettamente necessarie per far fronte alla situazione, nel rispetto degli obblighi internazionali e multilaterali.CAPITOLO II Prodotti di carbone CECA Articolo 6 I dazi doganali applicabili alle importazioni nella Comunità di prodotti di carbone CECA originari della Bulgaria vengono progressivamente aboliti secondo il seguente calendario:1) il 1° gennaio 1994, ciascun dazio sarà ridotto al 50 % del dazio di base;2) il 31 dicembre 1995, i dazi rimanenti saranno eliminati.Articolo 7 I dazi doganali applicabili alle importazioni in Bulgaria di prodotti di carbone CECA originari della Comunità sono progressivamente aboliti secondo le disposizioni dell'articolo 11 dell'accordo:- per quanto riguarda i prodotti elencati nell'allegato II del presente protocollo, i dazi doganali sono aboliti alla data di entrata in vigore dell'accordo;- per quanto riguarda i prodotti elencati nell'allegato IV del presente protocollo, i dazi doganali sono progressivamente ridotti conformemente alle disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 3 dell'accordo.Articolo 8 1. Le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente applicabili nella Comunità ai prodotti di carbone CECA originari della Bulgaria vengono abolite entro un anno dall'entrata in vigore dell'accordo, fatta eccezione per quelle relative ai prodotti e alle regioni di cui all'allegato V, che vengono abolite entro quattro anni dall'entrata in vigore dell'accordo.2. Le restrizioni quantitative applicabili in Bulgaria sulle importazioni di prodotti di carbone originari della Comunità e le misure di effetto equivalente sono abolite all'entrata in vigore dell'accordo.CAPITOLO III Disposizioni comuni Articolo 9 1. Quanto segue è incompatibile con il corretto funzionamento dell'accordo, poiché può compromettere gli scambi tra la Comunità e la Bulgaria:i) tutti gli accordi di cooperazione o concentrazione tra imprese, le decisioni delle associazioni di imprese e le pratiche concertate tra imprese che si prefiggono o hanno l'effetto di impedire, limitare o distorcere la concorrenza;ii) lo sfruttamento abusivo, da parte di una o più imprese, di una posizione dominante sull'intero territorio, o in una parte considerevole, della Comunità o della Bulgaria;iii) qualsiasi forma di aiuti di Stato, fatta eccezione per le deroghe concesse a norma del trattato CECA.2. Tutte le pratiche contrarie al presente articolo saranno valutate secondo criteri derivanti dall'applicazione degli articoli 65 e 66 del trattato che istituisce la CECA, degli articoli 85 e 86 del trattato che istituisce la CEE e delle norme in materia di aiuti di Stato, compreso il diritto derivato.3. Entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, il Consiglio di associazione adotta le disposizioni necessarie per l'applicazione dei paragrafi 1 e 2.4. Le Parti contraenti riconoscono che, nei primi cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, in deroga al paragrafo 1, punto iii) del presente articolo, la Bulgaria può eccezionalmente, per quanto riguarda i prodotti di acciaio CECA, concedere aiuti di Stato a scopo di ristrutturazione, a condizione che:- gli aiuti contribuiscano a rendere vitali le imprese beneficiarie, nelle normali condizioni di mercato, per la fine del periodo di ristrutturazione;- l'importo e l'intensità degli aiuti siano strettamente limitati alla misura assolutamente necessaria per ripristinare detta vitalità e vengano progressivamente ridotti;- il programma di ristrutturazione sia connesso ad una razionalizzazione e riduzione della capacità di produzione globale in Bulgaria.5. Ciascuna Parte deve garantire la trasparenza nel settore degli aiuti di Stato scambiando ininterrottamente informazioni complete con l'altra Parte relative all'importo, all'intensità e alla finalità dell'aiuto, e comunicando un piano di ristrutturazione dettagliato.6. Se la Comunità o la Bulgaria ritengono che una determinata pratica sia incompatibile con il combinato disposto dai paragrafi 1 e 4 del presente articolo, e che- le disposizioni di applicazione di cui al paragrafo 3 non siano sufficienti per risolvere la questione o- in mancanza di tali disposizioni, o se tali pratiche causano o minacciano di causare pregiudizio agli interessi dell'altra Parte o grave pregiudizio alla sua industria nazionale,la Parte lesa può prendere le misure appropriate a condizione che non si trovi nessuna soluzione entro 30 giorni dalla presentazione della richiesta formale.Nel caso di pratiche incompatibili con il paragrafo 1, punto iii) del presente articolo, dette misure appropriate possono comprendere soltanto quelle adottate conformemente alle procedure e alle condizioni stabilite dall'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, nonché da tutti gli altri strumenti negoziati nel suo ambito e applicabili tra le Parti.Articolo 10 Le disposizioni degli articoli 12, 13 e 14 dell'accordo si applicano agli scambi di prodotti CECA tra le Parti.Articolo 11 Le Parti convengono che uno degli organismi speciali creati dal Consiglio di associazione debba essere un gruppo di contatto, che discuterà dell'esecuzione del presente protocollo.ALLEGATO I Elenco dei prodotti di carbone e di acciaio CECA 2601 11 002601 12 002602 00 002619 00 102701 11 002701 11 902701 12 102701 12 902701 19 002701 20 002702 10 002702 20 002704 00 192704 00 307201 10 117201 10 197201 10 307201 10 907201 20 007201 30 107201 30 907201 40 007202 11 207202 11 807202 99 117203 10 007203 90 007204 10 007204 21 007204 29 007204 30 007204 41 107204 41 917204 41 997204 49 107204 49 307204 49 917204 49 997204 50 107204 50 907206 10 007206 90 007207 11 117207 11 197207 12 117207 12 197207 19 117207 19 157207 19 317207 20 117207 20 157207 20 177207 20 317207 20 337207 20 517207 20 557207 20 577207 20 717208 11 007208 12 107208 12 917208 12 957208 12 987208 13 107208 13 917208 13 957208 13 987208 14 107208 14 917208 14 997208 21 107208 21 907208 22 107208 22 917208 22 957208 22 987208 23 107208 23 917208 23 957208 23 987208 24 107208 24 917208 24 997208 31 007208 32 107208 32 307208 32 517208 32 597208 32 917208 32 997208 33 107208 33 917208 33 997208 34 107208 34 907208 35 107208 35 907208 41 007208 42 107208 42 307208 42 517208 42 597208 42 917208 42 997208 43 107208 43 917208 43 997208 44 107208 44 907208 45 107208 45 907208 90 107209 11 007209 12 107209 12 907209 13 107209 13 907209 14 107209 14 907209 21 007209 22 107209 22 907209 23 107209 23 907209 24 107209 24 917209 24 997209 31 007209 32 107209 32 907209 33 107209 33 907209 34 107209 34 907209 41 007209 42 107209 42 907209 43 107209 43 907209 44 107209 44 907209 90 107210 11 107210 12 117210 12 197210 20 107210 31 107210 39 107210 41 107210 49 107210 50 107210 60 117210 60 197210 70 317210 70 397210 90 317210 90 337210 90 357210 90 397210 90 907211 11 007211 12 107211 12 907211 19 107211 19 917211 19 997211 21 007211 22 107211 22 907211 29 107211 29 917211 29 997211 30 107211 41 107211 41 917211 49 107211 90 117212 10 107212 10 917212 21 007212 29 117212 30 117212 40 107212 40 917212 50 317212 50 517212 60 117212 60 917213 10 007213 20 007213 31 007213 39 007213 41 007213 49 007213 50 107213 50 907214 20 007214 30 007214 40 107214 40 917214 40 997214 50 107214 50 917214 50 997214 60 007215 90 107216 10 007216 21 007216 22 007216 31 117216 31 197216 31 917216 31 997216 32 117216 32 197216 32 917216 32 997216 33 107216 33 907216 40 107216 40 907216 50 107216 50 907216 90 107218 10 007218 90 117218 90 137218 90 157218 90 197218 90 507219 11 107219 11 907219 12 107219 12 907219 13 107219 13 907219 14 107219 14 907219 21 117219 21 197219 21 907219 22 107219 22 907219 23 107219 23 907219 24 107219 24 907219 31 107219 31 907219 32 107219 32 907219 33 107219 33 907219 34 107219 34 907219 35 107219 35 907219 90 117219 90 197220 11 007220 12 007220 20 107220 90 117220 90 317221 00 107221 00 907222 10 117222 10 197222 10 517222 10 597222 10 997222 30 107222 40 117222 40 197222 40 307224 10 007224 90 017224 90 097224 90 157224 90 307225 10 107225 10 917225 10 997225 20 107225 20 307225 30 007225 40 107225 40 307225 40 507225 40 707225 40 907225 50 107225 50 907225 90 107226 10 107226 10 307226 20 107226 20 317226 20 517226 20 717226 91 107226 91 907226 92 107226 99 117226 99 317227 10 007227 20 007227 90 107227 90 307227 90 807228 10 107228 10 307228 20 117228 20 197228 20 307228 30 107228 30 307228 30 807228 60 107228 70 107228 70 317228 80 107228 80 907301 10 007302 10 317302 10 397302 10 907302 20 007302 40 107302 90 10ALLEGATO IIElenco dei prodotti di carbone e di acciaio CECA di cui all'articolo 3, paragrafo 1 e all'articolo 7 del protocollo n. 2  >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IIIElenco dei prodotti di carbone e di acciaio CECA di cui all'articolo 3, paragrafo 2 del protocollo n. 2  >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IVElenco dei prodotti di carbone e di acciaio CECA di cui all'articolo 3, paragrafo 3 e all'articolo 7 del protocollo n. 2  >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO V Prodotti e regioni che figurano tra le eccezioni di cui all'articolo 8 del protocollo n. 2 Prodotti2601 11 002601 12 002602 00 002619 00 102701 11 002701 11 902701 12 102701 12 902701 19 002701 20 002702 10 002702 20 002704 00 192704 00 30RegioniTutte le regioni:- della Repubblica federale di Germania,- del Regno di Spagna.PROTOCOLLO N. 3 sugli scambi tra la Bulgaria e la Comunità di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del trattato CEE Articolo 1 1. La Comunità accorda le concessioni tariffarie figuranti nell'allegato I per i prodotti agricoli trasformati originari della Bulgaria. Per quanto riguarda le merci di cui all'allegato II, si accordano riduzioni delle componenti variabili entro i limiti quantitativi fissati dalla Comunità.2. Durante il 1996, la Bulgaria accorderà per i prodotti agricoli trasformati originari della Comunità di cui all'allegato III le concessioni tariffarie stabilite in conformità del presente protocollo.3. Il Consiglio di associazione può:- ampliare l'elenco dei prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo;- aumentare le quantità di prodotti agricoli trasformati che beneficiano delle concessioni tariffarie di cui al presente protocollo.4. Il Consiglio di associazione può sostituire le concessioni di cui al paragrafo 1 con un regime di importi compensativi, senza limitazioni quantitative, definito tenendo conto delle disparità di prezzo dei prodotti agricoli constatate sui mercati della Comunità e della Bulgaria per i prodotti agricoli che entrano nella fabbricazione dei prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo. Essa stabilisce l'elenco delle merci soggette a detti importi, nonché l'elenco dei prodotti di base, ed adotta, a tal fine, le modalità generali di applicazione.Articolo 2 Ai fini degli articoli seguenti s'intende per:- «merci», i prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo;- «elemento agricolo del prelievo o del dazio», la parte del prelievo o del dazio corrispondente alle quantità di prodotti agricoli incorporate e dedotta dal prelievo o dal dazio applicabile a questi prodotti quando vengano importati tal quali;- «elemento non agricolo del prelievo o del dazio», la parte del prelievo o del dazio ottenuta deducendo dal prelievo o dazio totale l'elemento agricolo del prelievo o del dazio;- «prodotti di base», i prodotti agricoli che si considerano entrati nella fabbricazione delle merci ai sensi del regolamento (CEE) n. 3033/80;- «importo di base», l'importo calcolato per un prodotto di base conformemente all'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 3033/80 e che serve a determinare l'elemento mobile applicabile ad una merce particolare, conformemente a questo stesso regolamento.Articolo 3 1. A partire dall'entrata in vigore dell'accordo la Comunità sopprime gradualmente l'elemento non agricolo del dazio secondo le scadenze figuranti nell'allegato I. Se del caso, non si applica alcun limite quantitativo.2. La Comunità applica alle importazioni originarie della Bulgaria un elemento agricolo all'importazione calcolato in base alle seguenti disposizioni:a) Per le merci per le quali l'allegato I prevede un elemento mobile (MOB), quest'ultimo è uguale a quello applicabile alle importazioni da tutti i paesi terzi.b) Per le merci per le quali l'allegato I prevede un elemento mobile ridotto (MOBR), detto elemento è calcolato riducendo del 20 % nel 1993, del 40 % nel 1994 e del 60 % a partire dal 1995 gli importi di base per i quali è accordata una riduzione del prelievo in applicazione del presente accordo e riducendo rispettivamente del 10, del 20 e del 30 % l'importo di base per gli altri prodotti di base.PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 294A1231(24).2Detta riduzione dell'elemento mobile è accordata unicamente nei limiti dei contingenti tariffari stabiliti nell'allegato II. Per le quantità eccedenti tali contingenti tariffari viene ripristinato l'elemento mobile applicabile nei confronti di qualsiasi paese terzo.3. In conformità con la procedura di cui all'articolo 1, paragrafo 3, l'elemento mobile relativo alle merci comprese o successivamente inserite nell'allegato I è sostituito da un elemento mobile ridotto se applicabile e in conformità del paragrafo 2, qualora le suddette merci siano aggiunte all'allegato III.Articolo 4 1. La Bulgaria riduce progressivamente i suoi dazi all'importazione delle merci figuranti all'allegato III in base al calendario stabilito dal Consiglio di associazione. Dette riduzioni iniziano nel 1996 e si concludono entro il 1° gennaio 2000.2. I dazi applicabili in Bulgaria alle merci di cui all'allegato III dall'entrata in vigore dell'accordo fino al 31 dicembre 1996 sono quelli in vigore il 28 febbraio 1993. Tuttavia, se in seguito alle riforme della politica agraria bulgara l'incidenza dell'elemento agricolo dell'imposizione dovesse aumentare, la Bulgaria provvede a darne comunicazione al Consiglio di associazione che può accettare l'aumento del dazio in causa fino alla concorrenza di tale incidenza.3. I dazi applicabili a partire dal 1° gennaio 2000 non possono superare l'equivalente dei dazi applicabili ai prodotti agricoli incorporati nelle merci in rapporto ai quantitativi dei suddetti prodotti agricoli necessari per la trasformazione delle merci.Articolo 5 Le riduzioni degli elementi mobili, di cui all'articolo 3 si applicano unicamente a partire dal 1° maggio 1993.ALLEGATO I Dazi applicabili all'importazione nella Comunità di merci originarie della Bulgaria >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO II Contingenti tariffari applicabili all'importazione nella Comunità di merci originarie della Bulgaria >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO III 1302 12 001505 90 001518 00 391518 00 901519 11 001519 12 001519 19 101520 90 001704 10 111704 10 191704 10 911704 10 991805 00 001806 20 101806 31 001806 32 101806 32 901806 90 111806 90 191806 90 311806 90 391806 90 501806 90 601806 90 701806 90 901901 10 001901 90 901902 19 111902 19 901904 10 101904 10 301904 10 901905 30 111905 30 191905 30 301905 30 511905 30 591905 30 911905 30 991905 90 101905 90 201905 90 301905 90 401905 90 451905 90 551905 90 601905 90 902101 10 112101 10 992102 10 312102 10 392102 20 112102 20 192102 30 002103 20 002103 90 902105 00 102105 00 912105 00 992106 10 102106 10 902106 90 912106 90 992201 90 002202 90 102202 90 912202 90 952202 90 992203 00 102203 00 902205 10 102205 10 90PROTOCOLLO N. 4 sulla definizione della nozione di «prodotti originari» e sui metodi di cooperazione amministrativa TITOLO I DEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI «PRODOTTI ORIGINARI» Articolo 1 Criteri di origineAi fini dell'applicazione dell'accordo e fatte salve le disposizioni dell'articolo 2 del presente protocollo, sono considerati:1) Prodotti originari della Comunità:a) i prodotti totalmente ottenuti nella Comunità ai sensi dell'articolo 3;b) i prodotti ottenuti nella Comunità nella cui produzione si utilizzano prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4.2) Prodotti originari della Bulgaria:a) i prodotti totalmente ottenuti in Bulgaria ai sensi dell'articolo 3 del presente protocollo;b) i prodotti ottenuti in Bulgaria nella cui produzione si utilizzano prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4.Articolo 2 Cumulo bilaterale1. In deroga all'articolo 1, punto 1, lettera b), i materiali originari della Bulgaria ai sensi del presente protocollo sono considerati alla stregua di materiali originari della Comunità e non si richiede che tali materiali siano stati oggetto, nella Comunità, di lavorazioni o trasformazioni sufficienti, a condizione che siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni che vanno al di là di quelle previste dall'articolo 4, paragrafo 3 del presente protocollo.2. In deroga all'articolo 1, punto 2, lettera b), i materiali originari della Comunità ai sensi del presente protocollo sono considerati alla stregua di materiali originari della Bulgaria e non si richiede che tali materiali siano stati oggetto, in Bulgaria, di lavorazioni o trasformazioni sufficienti, a condizione che siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni che vanno al di là di quelle previste dall'articolo 4, paragrafo 3 del presente protocollo.Articolo 3 Prodotti totalmente ottenuti1. Ai sensi dell'articolo 1, punto 1, lettera a) e punto 2, lettera a), sono considerati «totalmente ottenuti» nella Comunità o in Bulgaria:a) i prodotti minerari estratti dal loro suolo o dal loro fondo marino od oceanico;b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;c) gli animali vivi, ivi nati ed allevati;d) i prodotti che provengono da animali vivi che ivi sono allevati;e) i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate;f) i prodotti della pesca marittima e altri prodotti estratti dal mare con le loro navi;g) i prodotti fabbricati a bordo delle loro navi-officina, esclusivamente a partire dai prodotti indicati alla lettera f);h) gli articoli fuori uso a condizione che siano ivi raccolti e possano servire soltanto al ricupero di materie prime;i) gli scarti e i residui provenienti da operazioni manifatturiere ivi effettuate;j) le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti indicati alle lettere da a) ad i).2. L'espressione «loro navi» di cui al paragrafo 1, lettera f) si applica soltanto nei confronti delle navi:- che sono immatricolate o registrate in Bulgaria o in uno Stato membro della Comunità,- che battono bandiera della Bulgaria o di uno Stato membro della Comunità,- che appartengono almeno per metà a cittadini della Bulgaria o di Stati membri della Comunità o ad una società la cui sede principale è situata in Bulgaria o in uno di tali Stati, di cui il dirigente o i dirigenti, il presidente del consiglio di amministrazione o di vigilanza e la maggioranza dei membri di tali consigli sono cittadini della Bulgaria o di Stati membri della Comunità e di cui, inoltre, per quanto riguarda la società di persone o le società a responsabilità limitata, almeno la metà del capitale appartiene alla Bulgaria, a tali Stati, a loro enti pubblici o cittadini,- il cui stato maggiore è interamente composto di cittadini della Bulgaria o di Stati membri della Comunità,- e il cui equipaggio è composto, almeno per il 75 %, di cittadini della Bulgaria o di Stati membri della Comunità.3. Le espressioni «la Bulgaria» e «la Comunità» comprendono anche le acque territoriali della Bulgaria o degli Stati membri della Comunità.Le navi operanti in alto mare, comprese le «navi-officina» a bordo delle quali viene effettuata la trasformazione o la lavorazione dei prodotti della loro pesca, sono considerate parte del territorio della Comunità o della Bulgaria, purché rispondano alle condizioni di cui al paragrafo 2.Articolo 4 Prodotti sufficientemente lavorati1. Ai fini dell'articolo 1, i materiali non originari sono considerati sufficientemente lavorati o trasformati quando il prodotto ottenuto è classificato in una voce doganale diversa da quella in cui sono classificati tutti i materiali non originari impiegati per la sua fabbricazione, fatte salve le disposizioni di cui ai paragrafi 2 e 3.Nel presente protocollo, per «capitoli» e «voci» s'intendono i capitoli e le voci doganali (codici a quattro cifre) utilizzati nella nomenclatura che costituisce il «sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci» (qui di seguito denominato «sistema armonizzato» o SA). Per «classificato» s'intende la classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata voce doganale.2. Per i prodotti citati nelle colonne 1 e 2 della lista di cui all'allegato II, le condizioni stabilite per detti prodotti nella colonna 3 si applicano in luogo della regola di cui al paragrafo 1.a) Quando, nell'elenco dell'allegato II, viene applicata una regola percentuale per determinare il carattere originario di un prodotto ottenuto nella Comunità o in Bulgaria, il valore aggiunto mediante la lavorazione o la trasformazione corrisponde alla differenza tra il prezzo franco fabbrica del prodotto ottenuto e il valore dei materiali importati da paesi terzi nella Comunità o in Bulgaria.b) Nell'elenco di cui all'allegato II, per «valore» s'intende il valore in dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari utilizzati, o - qualora esso non sia noto né verificabile - il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel territorio in questione.Il presente paragrafo si applica mutatis mutandis quando è necessario stabilire il valore dei materiali originari utilizzati.c) Nell'elenco di cui all'allegato II, per «prezzo franco fabbrica» s'intende il prezzo pagato per il prodotto ottenuto al fabbricante nel cui stabilimento è stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione, purché includa il valore di tutti i materiali utilizzati nella fabbricazione, detratte le imposte interne rimborsate o rimborsabili quando il prodotto ottenuto è esportato.d) Per «valore in dogana» s'intende quello definito conformemente all'accordo relativo all'attuazione dell'articolo VII dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, firmato a Ginevra il 12 aprile 1979.3. Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 1 e 2, le lavorazioni o trasformazioni seguenti sono sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dal cambiamento o meno della voce doganale:a) le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione come tali delle merci durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe);b) le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, selezione, classificazione, assortimento (ivi inclusa la composizione di serie di merci), lavaggio, verniciatura, riduzione in pezzi;c) i) il cambiamento di imballaggi, nonché le divisioni e le riunioni di colli;ii) le semplici operazioni di messa in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in astucci e scatole, o su tavolette, ecc., e ogni altra semplice operazione di condizionamento;d) l'apposizione sui prodotti o sui loro imballaggi di marchi, etichette o altri segni distintivi similari;e) la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse, quando uno o più componenti della miscela non rispondano alle condizioni fissate nel presente protocollo per poter essere considerati originari della Comunità o della Bulgaria;f) la semplice riunione di parti di oggetti allo scopo di formare un oggetto completo;g) il cumulo di due o più operazioni indicate nelle lettere da a) a f);h) la macellazione degli animali.Articolo 5 Elementi neutriAllo scopo di determinare se un prodotto è originario della Comunità o della Bulgaria, non è necessario accertare l'origine dell'energia elettrica, del combustibile, degli impianti, delle macchine e degli utensili utilizzati per la fabbricazione di tale prodotto né dei materiali che non entrano a far parte della sua composizione finale.Articolo 6 Accessori, pezzi di ricambio e utensiliGli accessori, pezzi di ricambio e utensili che vengono consegnati con un materiale, una macchina, un apparecchio o un veicolo e fanno parte della sua normale attrezzatura e il cui prezzo è compreso in quello di questi ultimi o non è fatturato a parte sono considerati un tutto unico con il materiale, la macchina, l'apparecchio o il veicolo considerato.Articolo 7 AssortimentiGli assortimenti, ai sensi della regola generale 3 del sistema armonizzato sono considerati originari a condizione che tutti gli articoli che entrano nella loro composizione siano originari. Tuttavia, un assortimento composto di articoli originari e non originari è considerato originario nel suo insieme, a condizione che il valore degli articoli non originari non superi il 15 % del prezzo franco fabbrica dell'assortimento.Articolo 8 Trasporto diretto1. Il trattamento preferenziale previsto dall'accordo si applica unicamente ai prodotti o ai materiali trasportati dal territorio della Comunità in quello della Bulgaria senza attraversare altri territori. Tuttavia, il trasporto dei prodotti originari della Bulgaria o della Comunità in una sola spedizione non frazionata può effettuarsi con attraversamento di territori diversi da quello della Comunità o della Bulgaria, all'occorrenza con trasbordo o deposito temporaneo in tali territori, a condizione che i prodotti rimangano sotto la sorveglianza delle autorità doganali dello Stato di transito o di deposito e non vi abbiano subito altre operazioni a parte lo scarico e il ricarico od operazioni destinate a garantirne la buona conservazione.2. La prova che le condizioni di cui al paragrafo 1 sono state soddisfatte viene fornita alle autorità doganali competenti presentando:a) un documento di trasporto unico rilasciato nel paese di esportazione per l'attraversamento del paese di transito;b) un certificato rilasciato dalle autorità doganali del paese di transito contenente:- una descrizione esatta delle merci,- la data di scarico e ricarico delle merci o, eventualmente, del loro imbarco e sbarco, con l'indicazione delle navi o degli altri mezzi di trasporto utilizzati,- la certificazione delle condizioni in cui si è effettuata la sosta delle merci nel paese di transito;c) o, in assenza dei documenti suddetti, qualsiasi documento probatorio.Articolo 9 Clausola territorialeLe condizioni stabilite nel presente titolo, relative all'acquisizione del carattere di prodotto originario, vanno rispettate senza interruzione nel territorio della Comunità o della Bulgaria fatte salve le eccezioni di cui all'articolo 2.Gli eventuali prodotti originari esportati dalla Comunità o dalla Bulgaria verso un altro paese e reimportati sono considerati, fatte salve le pertinenti disposizioni dell'articolo 2, non originari, a meno che si fornisca alle autorità doganali la prova soddisfacente:- che le merci di ritorno sono le stesse che erano state esportate e- che esse non sono state sottoposte ad alcuna operazione, oltre a quelle necessarie alla loro conservazione in buono stato durante la loro permanenza nel paese in questione.TITOLO II PROVA DELL'ORIGINE Articolo 10 Certificato di circolazione EUR.1Il carattere originario dei prodotti, ai sensi del presente protocollo, viene dimostrato mediante un certificato di circolazione EUR.1, il cui modello figura nell'allegato III del presente protocollo.Articolo 11 Normale procedura di rilascio dei certificati1. Il certificato EUR.1 viene rilasciato solo su richiesta scritta compilata dall'esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal suo rappresentante autorizzato, sul modulo il cui modello figura all'allegato III del presente protocollo, che deve essere compilato conformemente allo stesso.Le autorità doganali dello Stato di esportazione conservano per almeno due anni le domande di certificati EUR.1.2. L'esportatore, o il suo rappresentante, presenta con la domanda di certificato EUR.1 ogni utile documento giustificativo, atto a fornire la prova che le merci da esportare possono dar luogo al rilascio di un certificato EUR.1.L'esportatore si impegna a presentare, su richiesta delle autorità competenti, tutte le giustificazioni supplementari che le medesime ritengano necessarie per accertare l'esattezza del carattere originario delle merci ammissibili al regime preferenziale, nonché ad accettare qualsiasi controllo della propria contabilità e del processo di fabbricazione delle merci da parte delle suddette autorità.L'esportatore è tenuto a conservare per almeno due anni i documenti giustificativi di cui al presente paragrafo.3. Il certificato EUR.1 può esser rilasciato solo se è idoneo a costituire titolo giustificativo per l'applicazione dell'accordo.4. Il certificato EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali di uno Stato membro della Comunità economica europea se le merci da esportare possono essere considerate prodotti originari della Comunità ai sensi dell'articolo 1, punto 1 del presente protocollo. Il certificato EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali della Bulgaria se le merci da esportare possono essere considerate prodotti originari della Bulgaria ai sensi dell'articolo 1, punto 2 del presente protocollo.5. Qualora si applichino le disposizioni dell'articolo 2 sul cumulo, le autorità doganali degli Stati membri della Comunità o della Bulgaria sono abilitate a rilasciare i certificati EUR.1 secondo le condizioni fissate dal presente protocollo, se le merci da esportare possono essere considerate prodotti originari della Comunità o della Bulgaria ai sensi del presente protocollo e purché le merci a cui i certificati EUR.1 si riferiscono si trovino nella Comunità o in Bulgaria.In questi casi, il rilascio dei certificati EUR.1 è subordinato alla presentazione della prova dell'origine precedentemente rilasciata o compilata, che deve essere conservata per almeno due anni dalle autorità doganali dello Stato di esportazione.6. Poiché il certificato EUR.1 costituisce il titolo giustificativo per l'applicazione del regime tariffario e di contingentamento preferenziale previsto dall'accordo, spetta alle autorità doganali del paese d'esportazione prendere le disposizioni necessarie per la verifica dell'origine delle merci e per il controllo degli altri dati del certificato EUR.1.7. Al fine di accertare se siano soddisfatte le condizioni per il rilascio dei certificati EUR.1 le autorità doganali hanno la facoltà di richiedere tutti i documenti giustificativi e di procedere a tutti i controlli che esse ritengano utili.8. Spetta alle autorità doganali del paese d'esportazione accertare che il modulo di cui al paragrafo 1 sia compilato correttamente. Esse verificano in particolare che la rubrica riservata alla descrizione delle merci sia stata riempita in modo da escludere qualsiasi possibilità di aggiunta fraudolenta. A tale scopo, la descrizione delle merci deve essere effettuata senza spaziature. Se la rubrica non viene completamente riempita, deve essere tracciata una linea orizzontale sotto l'ultima riga, cancellando a tratti di penna la parte non riempita.9. La data di rilascio del certificato deve essere indicata nella casella riservata alle autorità doganali.10. Il certificato EUR.1 viene rilasciato al momento dell'esportazione delle merci a cui si riferisce dalle autorità doganali dello Stato d'esportazione. Esso viene tenuto a disposizione dell'esportatore dal momento in cui l'esportazione viene realmente effettuata o assicurata.Articolo 12 Certificati EUR.1 di lunga durata1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 10, le autorità doganali dello Stato di esportazione possono rilasciare un certificato EUR.1 quando soltanto una parte delle merci alle quali esso si riferisce sono esportate; si tratta, in questo caso, di un certificato che copre tutta una serie di esportazioni della stessa merce dallo stesso esportatore allo stesso importatore, avente una validità massima di un anno a decorrere dalla data del rilascio, in appresso denominato «certificato LT».2. I certificati LT sono rilasciati, conformemente alle disposizioni dell'articolo 11, a discrezione delle autorità doganali dello Stato di esportazione e in base alla loro valutazione dell'esigenza di ricorrere a tale procedura, soltanto qualora si ritenga che il carattere originario delle merci rimanga costante durante il periodo di validità del certificato LT. Se una o più merci non sono più coperte dal certificato LT, l'esportatore deve informarne immediatamente le autorità doganali che hanno rilasciato il certificato.3. Ove si ricorra alla procedura del certificato LT, le autorità doganali dello Stato di esportazione possono prescrivere l'utilizzazione di certificati EUR.1 muniti di un segno distintivo destinato a contraddistinguerli.4. La casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1 deve essere vidimata, conformemente alla procedura abituale, dalle autorità doganali dello Stato di esportazione.5. Nella casella n. 7 del certificato EUR.1 deve figurare una delle seguenti frasi:«CERTIFICADO LT VÁLIDO HASTA EL . . .»«LT-CERTIFICAT GYLDIGT INDTIL . . .»«LT-CERTIFICATE GÜLTIG BIS . . .»«ÐÉÓÔÏÐÏÉÇÔÉÊÏ LT ÉÓÊÉÏÍ ÌÅ×ÑÉ . . .»«LT-CERTIFICATE VALID UNTIL . . .»«CERTIFICAT LT VALABLE JUSQU'AU . . .»«CERTIFICATO LT VALIDO FINO AL . . .»«LT-CERTIFICAAT GELDIG TOT EN MET . . .»«LT-CERTIFICADO VALIDO ATÉ . . .»«LT-CERTIFICAT VALIDEN DO . . .»(con la data in cifre arabe).6. Non è prescritta l'indicazione nelle caselle n. 8 e n. 9 del certificato LT di marche e numeri, numero e natura dei colli, peso lordo (kg) o altre misure (l, m3, ecc.). La casella n. 8 deve tuttavia contenere una descrizione e designazione delle merci abbastanza precisa da permetterne l'identificazione.7. In deroga all'articolo 17, il certificato LT deve essere presentato all'ufficio doganale di importazione al più tardi al momento della prima importazione delle merci a cui il certificato si riferisce. Se l'importatore effettua le operazioni di sdoganamento presso più uffici doganali dello Stato di importazione, le autorità doganali possono chiedergli di fornire una copia del certificato LT a ciascuno di tali uffici.8. Quando alle autorità doganali è stato presentato un certificato LT, la prova del carattere originario delle merci importate è fornita, per tutta la durata di validità del suddetto certificato, da fatture rispondenti ai seguenti requisiti:a) se in una fattura figurano prodotti originari della Comunità o della Bulgaria e prodotti non originari, l'esportatore è tenuto ad effettuare una chiara distinzione tra queste due categorie;b) l'esportatore è tenuto ad indicare su ogni fattura il numero del certificato LT a cui le merci si riferiscono, nonché la data limite di validità del suddetto certificato ed a menzionare il paese o i paesi di cui le merci sono originarie.L'apposizione sulla fattura, da parte dell'esportatore, del numero del certificato LT nonché dell'indicazione del paese di origine equivale alla dichiarazione che le merci rispondono ai requisiti previsti dal presente protocollo per l'ottenimento dell'origine preferenziale negli scambi tra la Comunità e la Bulgaria.Le autorità doganali del paese di esportazione possono esigere che le diciture suddette da apporre sulla fattura siano convalidate dalla firma a mano seguita dall'indicazione per esteso del nome e cognome della persona che firma;c) la descrizione e la designazione delle merci sulle fatture devono essere sufficientemente particolareggiate da far apparire chiaramente che le merci figurano anche sul certificato LT a cui le fatture si riferiscono;d) le fatture possono essere compilate soltanto per merci esportate durante il periodo di validità del certificato LT a cui si riferiscono. Esse possono essere tuttavia presentate all'ufficio doganale del luogo di importazione entro un termine di quattro mesi a decorrere dalla data di emissione da parte dell'esportatore.9. Nell'ambito della procedura del certificato LT, le fatture conformi ai requisiti di cui al presente articolo possono essere compilate e/o trasmesse mediante sistemi di telecomunicazione o elaboratori elettronici. Tali fatture sono accettate dalle dogane del paese di importazione quale prova del carattere originario delle merci importate, secondo le modalità fissate dalle autorità doganali di tale paese.10. Qualora le autorità doganali dello Stato di esportazione constatino che un certificato e/o una fattura redatti in conformità del presente articolo non sono validi per le merci fornite, esse ne informano immediatamente le autorità doganali dello Stato di importazione.11. Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano l'applicazione delle normative della Comunità, degli Stati membri e della Bulgaria concernenti le formalità doganali e l'uso dei documenti doganali.Articolo 13 Rilascio a posteriori del certificato EUR.11. In via eccezionale, il certificato EUR.1 può essere rilasciato anche dopo l'esportazione delle merci a cui si riferisce, quando non sia stato rilasciato al momento dell'esportazione a causa di errori, omissioni involontarie o circostanze particolari.2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, nella domanda presentata l'esportatore deve:- indicare luogo e data di spedizione delle merci a cui si riferisce il certificato EUR.1,- attestare che non è stato rilasciato nessun certificato EUR.1 al momento dell'esportazione delle merci di cui trattasi e precisarne i motivi.3. Le autorità doganali possono rilasciare a posteriori un certificato EUR.1 solo dopo aver verificato che le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi a quelle della pratica corrispondente.I certificati EUR.1 rilasciati a posteriori devono recare una delle menzioni seguenti:«NACHTRÄGLICH AUSGESTELLT», «DÉLIVRÉ A POSTERIORI», «RILASCIATO A POSTERIORI», «AFGEGEVEN A POSTERIORI», «ISSUED RETROSPECTIVELY», «UDSTEDT EFTERFØLGENDE», «ÅÊÄÏÈÅÍ ÅÊ ÔÙÍ ÕÓÔÅÑÙÍ», «EXPEDIDO A POSTERIORI», «EMITIDO A POSTERIORI», «ISDADEN A POSTERIORI».4. Le menzioni di cui al paragrafo 3 devono figurare nella casella «Osservazioni» del certificato EUR.1.Articolo 14 Rilascio di duplicati del certificato EUR.11. In caso di furto, perdita o distruzione di un certificato EUR.1, l'esportatore può richiedere alle autorità doganali che l'hanno rilasciato un duplicato, compilato sulla base dei documenti d'esportazione che sono in loro possesso.2. I duplicati così rilasciati devono recare una delle menzioni seguenti:«DUPLIKAT», «DUPLICATA», «DUPLICATO», «DUPLICAAT», «DUPLICATE», «DUPLIKAT», «ÁÍÔÉÃÑÁÖÏ», «DUPLICADO», «SEGUNDA VÍA», «DUBLICAT».3. Le menzioni di cui al paragrafo 2 vengono apposte nella casella «Osservazioni» del certificato EUR.1.4. Il duplicato su cui deve essere riprodotta la data del certificato EUR.1 originale ha efficacia a decorrere da tale data.Articolo 15 Procedura semplificata di rilascio dei certificati1. In deroga agli articoli 11, 12 e 14 del presente protocollo, è applicabile, secondo le disposizioni seguenti, una procedura semplificata per il rilascio dei certificati EUR.1.2. Le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono autorizzare qualsiasi esportatore, qui di seguito denominato «esportatore autorizzato», che effettui frequenti esportazioni di merci per cui possono essere rilasciati certificati EUR.1 e che offra alle autorità doganali ogni garanzia per controllare il carattere originario dei prodotti, a non presentare all'ufficio doganale dello Stato esportatore, al momento dell'esportazione, né la merce, né la domanda di un certificato EUR.1 relativo alla merce, allo scopo di consentire il rilascio di un certificato EUR.1 alle condizioni previste all'articolo 11 del presente protocollo.3. L'autorizzazione di cui al paragrafo 2 specifica, a scelta delle autorità doganali, che la casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1 deve:a) essere munita preventivamente dell'impronta del timbro dell'ufficio doganale competente dello Stato d'esportazione nonché della firma, a mano o no, di un funzionario del predetto ufficio;b) oppure essere stampigliata dall'esportatore autorizzato con l'impronta di un timbro speciale ammesso dalle autorità doganali dello Stato di esportazione e conforme al modello che figura nell'allegato V del presente protocollo; questa impronta può essere anche già stampata sui moduli.4. Nei casi di cui al paragrafo 3, lettera a), la casella n. 7 «Osservazioni» del certificato EUR.1 reca una delle seguenti diciture:«PROCEDIMIENTO SEMPLIFICADO», «FORENKLET PROCEDURE», «VEREINFACHTES VERFAHREN», «ÁÐËÏÕÓÔÅÕÌÅÍÇ ÄÉÁÄÉÊÁÓÉÁ», «SIMPLIFIED PROCEDURE», «PROCÉDURE SIMPLIFIÉE», «PROCEDURA SEMPLIFICATA», «VEREENVOUDIGDE PROCEDURE», «PROCEDIMENTO SIMPLIFICADO», «OPROSTENA PROCEDURA».5. La casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1 viene eventualmente compilata dall'esportatore autorizzato.6. L'esportatore autorizzato indica, all'occorrenza, nella casella n. 13 «Richiesta di controllo» del certificato EUR.1, il nome e l'indirizzo dell'autorità doganale competente ad effettuare il controllo del certificato EUR.1.7. Nel caso della procedura semplificata, le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono prescrivere l'utilizzazione di certificati EUR.1 muniti di un segno distintivo destinato a contraddistinguerli.8. Nelle autorizzazioni di cui al paragrafo 2, le autorità doganali precisano in particolare:a) le condizioni secondo cui sono redatte le domande di certificati EUR.1;b) le condizioni secondo cui tali domande vengono conservate per almeno due anni;c) nei casi di cui al paragrafo 3, lettera b), l'autorità che è competente ad effettuare il controllo a posteriori di cui all'articolo 27 del presente protocollo.9. Le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono escludere alcune categorie di merci dal trattamento speciale di cui al paragrafo 2.10. Le autorità doganali rifiutano le autorizzazioni di cui al paragrafo 2, all'esportatore che non offra tutte le garanzie che esse ritengano utili. Le autorità doganali possono ritirare l'autorizzazione in ogni momento. Esse devono farlo se non sono più soddisfatte le condizioni dell'autorizzazione o se l'esportatore autorizzato non offre più le garanzie suddette.11. L'esportatore autorizzato può essere tenuto ad informare le autorità doganali, secondo le modalità da esse determinate, delle spedizioni che intende effettuare, per consentire loro di procedere ad un eventuale controllo prima della spedizione della merce.12. Le autorità doganali dello Stato di esportazione possono procedere a tutti i controlli dell'esportatore autorizzato ritenuti necessari. L'esportatore deve accettare tali controlli.13. Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano l'applicazione delle normative della Comunità, degli Stati membri e della Bulgaria relative alle formalità doganali e all'uso dei documenti doganali.Articolo 16 Sostituzione dei certificati1. La sostituzione di uno o più certificati EUR.1 con uno o più altri certificati è sempre possibile, a condizione che venga effettuata dall'ufficio doganale o da altre autorità competenti cui spetta la responsabilità del controllo delle merci.2. Quando prodotti originari della Comunità o della Bulgaria, importati in una zona franca sotto scorta di un certificato EUR.1, subiscono una lavorazione o una trasformazione, le autorità doganali competenti devono rilasciare, su domanda dell'esportatore, un nuovo certificato EUR.1 se la lavorazione o la trasformazione cui si è proceduto sono conformi alle disposizioni del presente protocollo.3. Il certificato sostitutivo è considerato come il certificato EUR.1 definitivo ai fini dell'applicazione del presente protocollo, comprese le disposizioni del presente articolo.4. Il certificato sostitutivo è rilasciato in base a domanda scritta da parte del riesportatore, previa verifica da parte delle autorità competenti delle informazioni fornite nella domanda. La data e il numero di serie del certificato EUR.1 originario devono figurare nella casella n. 7.Articolo 17 Validità dei certificati1. Il certificato EUR.1 deve essere presentato entro quattro mesi dalla data di rilascio da parte delle autorità doganali dello Stato d'esportazione all'ufficio doganale dello Stato importatore nel quale sono introdotte le merci.2. I certificati EUR.1 presentati alle autorità doganali dello Stato importatore una volta scaduto il termine di presentazione di cui al paragrafo 1 possono essere accettati ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a causa di forza maggiore o a circostanze eccezionali.3. In altri casi di presentazione in ritardo, le autorità doganali dello Stato importatore possono accettare i certificati EUR.1 se le merci sono state loro presentate prima della scadenza di detto termine.Articolo 18 Esposizioni1. Le merci spedite dalla Comunità o dalla Bulgaria per un'esposizione in un paese diverso dalla Bulgaria o da uno Stato membro della Comunità e vendute, dopo l'esposizione, per essere importate in Bulgaria o nella Comunità beneficiano, all'importazione, delle disposizioni dell'accordo, purché soddisfino le condizioni previste nel presente protocollo al fine di essere riconosciute originarie della Comunità o della Bulgaria e purché alle autorità doganali competenti sia fornita la prova:a) che un esportatore ha spedito tali merci dalla Comunità o dalla Bulgaria nel paese dell'esposizione e ivi le ha esposte;b) che detto esportatore ha venduto le merci o le ha cedute a un destinatario in Bulgaria o nella Comunità;c) che le merci sono state spedite durante l'esposizione o subito dopo in Bulgaria o nella Comunità nello stato in cui sono state inviate all'esposizione;d) che dal momento in cui sono state inviate all'esposizione le merci non sono state utilizzate per scopi diversi dalla dimostrazione a tale esposizione.2. Alle autorità doganali competenti deve essere presentato, nelle condizioni normali, un certificato EUR.1 con l'indicazione della denominazione e dell'indirizzo dell'esposizione. All'occorrenza può essere richiesta una prova documentale supplementare della natura delle merci e delle condizioni in cui esse sono state esposte.3. Il paragrafo 1 è applicabile a qualsiasi esposizione, fiera o manifestazione pubblica analoga, di carattere commerciale, industriale, agricolo o artigianale - diversa da quelle organizzate per finalità private in negozi o locali commerciali e aventi per oggetto la vendita di merci straniere - durante la quale le merci restano sotto controllo della dogana.Articolo 19 Presentazione dei certificatiIl certificato EUR.1 deve essere presentato alle autorità doganali dello Stato d'importazione secondo le modalità previste dalla legge di tale Stato. Dette autorità possono esigere la presentazione di una traduzione. Esse possono anche richiedere che la dichiarazione d'importazione sia completata da un attestato dell'importatore certificante che le merci soddisfano le condizioni richieste per l'applicazione dell'accordo.Articolo 20 Importazione con spedizioni scaglionateFermo restando l'articolo 4, paragrafo 3 del presente protocollo, quando, su richiesta del dichiarante in dogana, un articolo, smontato o non smontato, rientrante nei capitoli 84 e 85 del sistema armonizzato viene importato con spedizioni scaglionate alle condizioni fissate dalle autorità competenti, esso viene considerato come costituente un solo articolo e può essere presentato un certificato EUR.1 per l'articolo completo al momento dell'importazione della prima spedizione parziale.Articolo 21 Conservazione dei certificatiI certificati EUR.1 vengono conservati dalle autorità doganali dello Stato importatore secondo le norme vigenti in tale Stato.Articolo 22 Formulario EUR.21. Fatto salvo l'articolo 10, il carattere originario, ai sensi del presente protocollo, delle spedizioni contenenti unicamente prodotti originari e di valore unitario non superiore a 5 110 ECU può essere dimostrato mediante un formulario EUR.2, il cui modello figura nell'allegato IV del presente protocollo.2. Il formulario EUR.2 è compilato e firmato dall'esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal suo rappresentante autorizzato, conformemente al presente protocollo.3. Viene compilato un formulario EUR.2 per ogni spedizione.4. L'esportatore che ha richiesto il formulario EUR.2 fornisce, su richiesta, alle autorità doganali dello Stato di esportazione tutti i documenti giustificativi relativi all'uso del formulario.5. Le disposizioni degli articoli 17, 19 e 21 si applicano mutatis mutandis ai formulari EUR.2.Articolo 23 DiscordanzeLa constatazione di lievi discordanze tra le menzioni esistenti nel certificato EUR.1 o nel formulario EUR.2 e quelle contenute nei documenti presentati all'ufficio doganale per l'espletamento delle formalità d'importazione delle merci non comporta ipso facto l'invalidità del certificato EUR.1 o del formulario EUR.2 se viene regolarmente accertato che questi corrispondono alle merci presentate.Articolo 24 Esonero dalla prova dell'origine1. Sono considerati prodotti originari, senza che sia necessario presentare un certificato di circolazione EUR.1 o compilare un formulario EUR.2, i prodotti oggetto di piccole spedizioni a privati o contenuti nei bagagli dei passeggeri, a condizione che non si tratti di importazioni a carattere commerciale, o che si sia dichiarato che essi soddisfano i requisiti per l'applicazione dell'accordo e che non vi sia alcun dubbio sulla veridicità di detta dichiarazione.2. Sono considerate prive di valore commerciale le importazioni che presentano un carattere occasionale e che consistono unicamente in merci riservate all'uso personale o familiare dei destinatari o dei viaggiatori, purché sia evidente, per la loro natura e quantità, che non sono destinate ad usi commerciali.Inoltre, il valore totale di questi prodotti non deve superare 365 ECU per i piccoli pacchetti e 1 025 ECU per il contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori.Articolo 25 Importi espressi in ECU1. Gli importi nella moneta nazionale dello Stato esportatore equivalenti a quelli espressi in ECU sono fissati dallo Stato esportatore e notificati alle altre Parti dell'accordo. Se gli importi sono superiori agli importi corrispondenti fissati dallo Stato d'importazione, quest'ultimo li accetta se la merce è fatturata nella moneta dello Stato d'esportazione o di un altro paese citato all'articolo 2 del presente protocollo.Se la merce è fatturata nella moneta di un altro Stato membro della Comunità o della Bulgaria, lo Stato d'importazione riconosce l'importo notificato dal paese considerato.2. Fino al 30 aprile 1993 incluso, l'ECU da utilizzare nella moneta nazionale di un determinato paese è il controvalore nella moneta nazionale di tale paese dell'ECU in vigore al 3 ottobre 1990. Per ogni periodo successivo di due anni, esso è il controvalore nella moneta nazionale di tale paese dell'ECU in vigore il primo giorno feriale del mese di ottobre dell'anno precedente il periodo di due anni.TITOLO III COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA Articolo 26 Comunicazione dell'impronta dei timbri e degli indirizziLe autorità doganali degli Stati membri e quelle della Bulgaria si comunicano a vicenda, tramite la Commissione delle Comunità europee, il facsimile dell'impronta dei timbri utilizzati nei loro uffici per il rilascio dei certificati EUR.1 e l'indirizzo delle autorità doganali competenti per il rilascio dei certificati EUR.1 e per il controllo di detti certificati e dei formulari EUR.2.Articolo 27 Controllo dei certificati EUR.1 e dei formulari EUR.21. Il controllo a posteriori dei certificati EUR.1 o dei formulari EUR.2 è effettuato per sondaggio o ogniqualvolta le autorità doganali dello Stato di importazione abbiano fondati dubbi sull'autenticità del documento o sull'esattezza delle informazioni relative alla reale origine della merce in questione.2. Ai fini del controllo a posteriori dei certificati EUR.1, le autorità doganali dello Stato di esportazione conservano per almeno due anni le copie dei certificati EUR.1 e i documenti di esportazione ad essi relativi.3. Allo scopo di assicurare una corretta applicazione del presente protocollo, la Bulgaria e gli Stati membri della Comunità si prestano mutua assistenza, tramite le rispettive amministrazioni doganali, per il controllo dell'autenticità dei certificati EUR.1, compresi quelli rilasciati in base all'articolo 11, paragrafo 5, e dei formulari EUR.2, nonché dell'esattezza delle informazioni relative all'effettiva origine dei prodotti.4. Per l'applicazione delle disposizioni del paragrafo 1, le autorità doganali dello Stato di importazione rinviano il certificato EUR.1 o il formulario EUR.2, o una fotocopia dei suddetti documenti, alle autorità doganali dello Stato di esportazione, indicando, all'occorrenza, i motivi di fondo o di forma che giustificano un'inchiesta. Esse allegano ai certificati EUR.1 e ai formulari EUR.2 ogni documento commerciale, o copia dello stesso, nonché ogni informazione che hanno potuto ottenere e che faccia ritenere che le menzioni riportate sui suddetti certificati o formulari sono inesatte.5. Se decidono di soprassedere all'applicazione delle disposizioni dell'accordo in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali dello Stato di importazione offrono all'importatore lo svincolo delle merci, con riserva delle misure conservative giudicate necessarie.6. I risultati del controllo a posteriori sono comunicati, appena possibile, alle autorità doganali dello Stato di importazione. Essi devono permettere di stabilire se il certificato EUR.1 o il formulario EUR.2 contestati si applicano alle merci in causa e se tali merci possono realmente beneficiare del regime preferenziale.Qualora, in caso di dubbi fondati, non sia pervenuta alcuna risposta entro dieci mesi dalla data della richiesta di controllo, oppure qualora la risposta non contenga informazioni sufficienti per determinare l'autenticità del documento in questione o l'effettiva origine delle merci, le autorità richiedenti le escludono dal regime preferenziale previsto dall'accordo, a meno che si tratti di casi di forza maggiore o di circostanze eccezionali.7. Le controversie che le autorità doganali dello Stato di importazione e dello Stato di esportazione non riescono a comporre e che danno adito a controversie circa l'interpretazione del presente protocollo vengono sottoposte al comitato di cooperazione doganale.8. Tutte le controversie tra l'importatore e le autorità doganali dello Stato di importazione vengono risolte in base alla legislazione di detto Stato.9. Qualora dalla procedura di controllo o da altre informazioni disponibili emerga che le disposizioni del presente protocollo non sono osservate, la Comunità o la Bulgaria, di propria iniziativa o su richiesta dell'altra Parte, procedono o fanno procedere al più presto ad indagini adeguate per identificare e prevenire tali inadempienze e, a questo fine, possono invitare l'altra Parte a partecipare alle indagini.10. Qualora dalla procedura di controllo e da altre informazioni disponibili emerga che le disposizioni del presente protocollo non sono osservate, le merci sono accettate come prodotti originari nell'ambito del presente protocollo soltanto previo espletamento delle procedure cui è stato fatto ricorso della cooperazione amministrativa prevista dal presente protocollo, compresa in particolare, la procedura di controllo.Analogamente, alle merci è rifiutato il trattamento di prodotti originari nell'ambito del presente protocollo soltanto previo espletamento della procedura di controllo.Articolo 28 SanzioniSi applicano sanzioni nei confronti di chiunque rediga o faccia redigere un documento contenente dati inesatti, allo scopo di fare ammettere una merce al beneficio del regime preferenziale.Articolo 29 Zone francheGli Stati membri e la Bulgaria adottano ogni misura necessaria ad evitare che le merci che sono state scambiate sotto la scorta di un certificato EUR.1 e che sostano durante il trasporto in una zona franca situata nel loro territorio siano oggetto di sostituzioni o trasformazioni diverse dalle trasformazioni usuali destinate ad evitarne il deterioramento.TITOLO IV CEUTA E MELILLA Articolo 30 Applicazione del protocollo1. Nell'espressione «Comunità» utilizzata nel presente protocollo non rientrano Ceuta e Melilla. Nell'espressione «prodotti originari della Comunità» non rientrano i prodotti originari di Ceuta e di Melilla.2. Il presente protocollo si applica, mutatis mutandis, ai prodotti originari di Ceuta e di Melilla, fatte salve le condizioni particolari di cui all'articolo 31.Articolo 31 Condizioni particolari1. Le disposizioni seguenti sono applicabili in sostituzione dell'articolo 1 ed i riferimenti a detto articolo si applicano mutatis mutandis al presente articolo.2. Purché siano stati trasportati direttamente a norma dell'articolo 8, sono considerati:1) prodotti originari di Ceuta e di Melilla:a) i prodotti totalmente ottenuti a Ceuta e a Melilla;b) i prodotti ottenuti a Ceuta e a Melilla nella cui produzione si utilizzano prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione:i) che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4 del presente protocollo, oppureii) che tali prodotti siano originari della Bulgaria o della Comunità ai sensi del presente protocollo e che siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni superiori a quelle di cui all'articolo 4, paragrafo 3.2) prodotti originari della Bulgaria:a) i prodotti totalmente ottenuti in Bulgaria;b) i prodotti ottenuti in Bulgaria nella cui produzione si utilizzano prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione:i) che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4 del presente protocollo, oppureii) che tali prodotti siano originari di Ceuta, di Melilla o della Comunità ai sensi del presente protocollo e che siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni superiori a quelle di cui all'articolo 4, paragrafo 3.3. Ceuta e Melilla sono considerate un solo territorio.4. L'esportatore o il suo rappresentante autorizzato è tenuto ad apporre le menzioni «Bulgaria» e «Ceuta» o «Melilla» nella casella n. 2 del certificato EUR.1. Inoltre, quando trattasi di «prodotti originari di Ceuta o di Melilla», il carattere originario deve essere indicato nella casella n. 4 del certificato EUR.1.5. Le autorità doganali spagnole sono incaricate di garantire l'applicazione del presente protocollo a Ceuta e a Melilla.TITOLO V DISPOSIZIONI FINALI Articolo 32 Modifiche del protocolloIl Consiglio di associazione procede ogni due anni, o quando la Bulgaria o la Comunità ne facciano richiesta, all'esame dell'attuazione delle disposizioni del presente protocollo, ai fini di apportarvi le modifiche o gli adeguamenti che si rivelassero necessari.Tale esame tiene conto, in particolare, della partecipazione delle Parti contraenti a zone di libero scambio o ad unioni doganali con paesi terzi.Articolo 33 Comitato di cooperazione doganale1. È istituito un comitato di cooperazione doganale incaricato di assicurare la cooperazione amministrativa ai fini dell'applicazione corretta ed uniforme del presente protocollo e di assolvere ogni altro compito che possa venirgli affidato nel settore doganale.2. Il comitato è composto, da un lato, di esperti degli Stati membri e di funzionari dei servizi della Commissione delle Comunità europee responsabili per i problemi doganali e, dall'altro, di esperti doganali designati dalla Bulgaria.Articolo 34 Prodotti petroliferiI prodotti elencati nell'allegato VI sono temporaneamente esclusi dal campo di applicazione del presente protocollo. Tuttavia, le disposizioni in materia di cooperazione amministrativa si applicano, mutatis mutandis, ai suddetti prodotti.Articolo 35 AllegatiGli allegati del presente protocollo costituiscono parte integrante dello stesso.Articolo 36 Esecuzione del protocolloLa Comunità e la Bulgaria prendono, ciascuna per quanto la riguarda, le misure necessarie all'esecuzione del presente protocollo.Articolo 37 Merci in transito o in depositoLe disposizioni dell'accordo possono applicarsi alle merci rispondenti alle disposizioni del presente protocollo che, alla data dell'entrata in vigore dell'accordo, si trovano in viaggio o sono in regime di deposito provvisorio, di deposito doganale o di zona franca nella Comunità o in Bulgaria, a condizione che vengano presentati - entro un termine di quattro mesi a decorrere da tale data - alle autorità doganali dello Stato di importazione un certificato EUR.1, rilasciato a posteriori dalle autorità competenti dello Stato di esportazione, nonché i documenti dai quali risulti che le merci sono state oggetto di trasporto diretto.ALLEGATO I NOTE Premessa Le seguenti note si applicano, ove necessario, a tutti i manufatti che contengono materiali non originari, anche se non soggetti alle condizioni specifiche elencate nell'allegato II, ma alla regola del cambiamento di voce di cui all'articolo 4, paragrafo 1.Nota 1 1.1. Le prime due colonne dell'elenco descrivono il prodotto ottenuto. La prima colonna indica la voce o il capitolo del sistema armonizzato, mentre nella seconda colonna figura la designazione delle merci usata in detto sistema per tale voce o capitolo. Ad ogni prodotto menzionato nelle prime due colonne corrisponde una regola nella colonna 3. Ove tuttavia la voce che figura nella prima colonna è preceduta da «ex», ciò significa che la regola nella colonna 3 si applica soltanto alla parte di voce o di capitolo descritta nella colonna 2.1.2. Quando nella colonna 1 compaiono più voci raggruppate insieme, o il codice di un capitolo, e di conseguenza la descrizione dei prodotti nella colonna 2 è espressa in termini generali, la corrispondente regola nella colonna 3 si applica a tutti i prodotti che nel sistema armonizzato sono classificati nelle voci del capitolo o in una delle voci raggruppate nella colonna 1.1.3. Quando nella lista compaiono più regole, ciascuna applicabile a differenti prodotti tutti classificati nella stessa voce, ciascun capoverso (trattino) riporta la descrizione della parte di voce cui si applica la corrispondente regola nella colonna 3.Nota 2 2.1. Per «fabbricazione» s'intende qualsiasi tipo di lavorazione o trasformazione, incluso il montaggio o le operazioni specifiche. Vedi altresì la nota 3.5.2.2. Per «materiale» s'intende qualsiasi «ingrediente», «materia prima», «componente» o «parte» ecc., impiegato nella fabbricazione del prodotto.2.3. Per «prodotto» s'intende il prodotto che viene fabbricato, anche se esso è destinato ad essere successivamente impiegato in un'altra operazione di fabbricazione.2.4. Per «merci» si intendono sia i materiali che i prodotti.Nota 3 3.1. Quando una voce o parte di voce non è compresa nell'elenco, ad essa si applica nell'elenco la regola del cambiamento di voce di cui all'articolo 4, paragrafo 1. Se un prodotto citato nell'elenco è soggetto alla condizione del cambiamento di voce, tale condizione è menzionata nella regola della colonna 3.3.2. La lavorazione o la trasformazione richiesta da una regola della colonna 3 deve essere eseguita soltanto in relazione ai materiali non originari impiegati. Analogamente, le restrizioni contenute in una regola della colonna 3 si applicano soltanto ai materiali non originari impiegati.3.3. Quando una regola prescrive che possono essere utilizzati «materiali di qualsiasi voce», è ammesso l'utilizzo anche di materiali della stessa voce del prodotto, fatte salve le limitazioni specifiche eventualmente indicate nella regola stessa. Tuttavia l'espressione «fabbricazione a partire da materiali di qualsiasi voce compresi gli altri materiali della voce . . .» significa che possono essere utilizzati materiali classificati nella stessa voce del prodotto purché diversi da quelli indicati nella descrizione del prodotto riportata nella colonna 2 dell'elenco.3.4. Se un prodotto fabbricato con materiali non originari che ha ottenuto il carattere di prodotto originario in base alla regola del cambiamento di voce, oppure in base alla propria regola specifica nell'elenco, viene utilizzato nel processo di fabbricazione di un altro prodotto, la regola dell'elenco applicabile al prodotto finito in cui esso è incorporato non gli si applica.Ad esempio:Un motore della voce 8407, per il quale la regola d'origine impone che il valore dei materiali non originari incorporati non deve superare il 40 % del prezzo franco fabbrica, è ottenuto da «sbozzi di forgia» della voce 7224.Se la forgiatura è stata effettuata nel paese in questione a partire da un lingotto non originario, il pezzo forgiato ha già ottenuto il carattere di prodotto originario conformemente alla regola per la voce ex 7224 nella lista. Pertanto esso è considerato originario nel calcolo basato sul valore per il motore, a prescindere dal fatto che esso sia stato ottenuto nello stesso impianto industriale o no. Perciò il valore del lingotto non originario non viene preso in considerazione quando si somma il valore dei materiali non originari utilizzati.3.5. Anche se la regola del cambiamento di voce, o la regola che figura nell'elenco, è stata osservata, il prodotto finito non è originario se la trasformazione eseguita, considerata nel complesso, è insufficiente ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3.3.6. Ai fini dell'applicazione delle norme di origine, l'unità di qualificazione sarà il prodotto specifico considerato l'unità di base nel determinare la classificazione in base alla nomenclatura del sistema armonizzato; nel caso degli assortimenti di prodotti, classificati a norma della regola generale 3 per l'interpretazione del sistema armonizzato, l'unità di qualificazione verrà determinata in funzione di ciascun articolo dell'assortimento: questa disposizione si applica altresì agli assortimenti delle voci 6308, 8206 e 9605.Di conseguenza:- quando un prodotto composto di una serie o di un assortimento di articoli è classificato in un'unica voce a norma del sistema armonizzato, l'insieme costituisce l'unità di qualificazione;- quando una spedizione comprende un certo numero di prodotti identici classificati nella stessa voce del sistema armonizzato, ogni prodotto deve essere considerato singolarmente nell'applicare le norme di origine;- quando, a norma della regola generale 5 del sistema armonizzato, l'imballaggio fa parte del prodotto ai fini della classificazione, esso viene incluso anche per la determinazione dell'origine.Nota 4 4.1. La regola nell'elenco rappresenta l'entità minima di lavorazione o trasformazione richiesta, e l'esecuzione di lavorazioni o trasformazioni più importanti è pure idonea a conferire il carattere di prodotto originario; d'altro canto, l'esecuzione di lavorazioni o trasformazioni inferiori a quelle richieste non può conferire il carattere di prodotto originario. Pertanto, se una regola autorizza l'impiego di un materiale non originario che si trova ad un certo stadio di lavorazione, l'impiego del materiale in uno stadio di lavorazione precedente è autorizzato, mentre l'impiego del materiale in uno stadio successivo non lo è.4.2. Quando una regola nell'elenco specifica che un prodotto può essere fabbricato a partire da più di un materiale, ciò significa che è ammesso l'utilizzo di uno qualsiasi o più di tali materiali, non che tutti i materiali debbano essere utilizzati.Ad esempio:La regola per i tessuti autorizza l'impiego di fibre naturali ed anche, fra l'altro, di sostanze chimiche. Ciò non significa che entrambi debbano essere impiegati, bensì che si può usare un materiale, o l'altro, oppure entrambi.Se, tuttavia, una restrizione si applica ad un determinato materiale ed altre restrizioni ad altri materiali, nell'ambito della medesima regola, allora le restrizioni si applicano soltanto ai materiali effettivamente impiegati.Ad esempio:La regola per una macchina da cucire richiede che il meccanismo per la tensione del filo deve essere originario e che anche il meccanismo detto «zigzag» deve essere un prodotto originario; queste due restrizioni si applicano soltanto se i meccanismi in questione sono effettivamente incorporati nella macchina da cucire.4.3 Quando nell'elenco una regola specifica che un prodotto va fabbricato partendo da un determinato materiale, tale condizione non vieta ovviamente l'impiego di altri materiali che, per loro natura, non possono rispettare questa regola.Ad esempio:La regola per la voce 1904 che esclude specificamente l'uso di cereali o loro derivati non impedisce l'uso di sali minerali, sostanze chimiche ed altri additivi che non sono prodotti a partire da cereali.Ad esempio:Nel caso di un prodotto fabbricato con materiali non tessuti, se la regola prescrive che per tale gruppo di prodotti il materiale non originario utilizzato può unicamente essere il filato, non è ammesso partire da «tessuti non tessuti», nemmeno se i non tessuti non possono essere normalmente ottenuti da filati. In tal caso, il materiale di partenza dovrebbe normalmente trovarsi ad uno stadio precedente al filato, cioè allo stadio di fibra.Vedi anche la nota 7.3 concernente i tessili.4.4 Se una regola dell'elenco autorizza l'impiego di materiali non originari, indicando due o più percentuali del loro tenore massimo, tali percentuali non sono cumulabili. Il tenore massimo di tutti i materiali non originari impiegati non può mai eccedere la percentuale più elevata fra quelle indicate. Inoltre, non deve essere superata alcuna delle percentuali specificate, in relazione ai materiali cui si riferiscono.Nota 5 5.1. Nell'elenco con l'espressione «fibre naturali» s'intendono le fibre diverse da quelle artificiali o sintetiche che si trovano in uno stadio precedente alla filatura, compresi i cascami e, se non altrimenti specificato, l'espressione «fibre naturali» comprende le fibre che sono state cardate, pettinate o altrimenti preparate, ma non filate.5.2. Il termine «fibre naturali» comprende crini della voce 0503, seta delle voci 5002 e 5003 nonché fibre di lana, peli fini o grossolani di animali delle voci dal 5101 al 5105, fibre di cotone delle voci dal 5201 al 5203 e le altre fibre vegetali delle voci dal 5301 al 5305.5.3. Nell'elenco, con i termini «pasta tessile», «sostanze chimiche» e «materiali per la fabbricazione della carta» sono designati i materiali che non sono classificati nei capitoli da 50 a 63 e che possono essere utilizzati per fabbricare fibre artificiali, sintetiche o di carta o filati.5.4. Nell'elenco, per «fibre in fiocco sintetiche o artificiali» si intendono i fasci di filamenti, le fibre in fiocco o i cascami sintetici o artificiali delle voci dal 5501 al 5507.Nota 6 6.1. Nel caso dei prodotti misti classificati nelle voci che compaiono nell'elenco e per cui si fa riferimento alla presente nota, le condizioni esposte alla colonna 3 non si applicano ad alcun materiale tessile di base impiegato che globalmente rappresenti il 10 % o meno del valore totale di tutti i materiali tessili di base usati (vedi anche note 6.3 e 6.4).6.2. Tuttavia, questa tolleranza si applica esclusivamente ai prodotti misti nella cui composizione entrano due o più materiali tessili di base.Per materiali tessili di base si intendono i seguenti:- seta;- lana;- peli grossolani di animali;- peli fini di animali;- crine di cavallo;- cotone;- materiali per la fabbricazione della carta e carta;- lino;- canapa;- iuta ed altre fibre tessili liberiane;- sisal ed altre fibre tessili del genere Agave;- cocco, abaca, ramiè ed altre fibre tessili vegetali;- filamenti sintetici;- filamenti artificiali;- fibre sintetiche in fiocco;- fibre artificiali in fiocco.Ad esempio:Un filato della voce 5205 ottenuto da fibre di cotone della voce 5203 e da fibre sintetiche in fiocco della voce 5506 è un filato misto. Perciò, materiali tessili non originari che non soddisfano le regole di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da materiale chimico o da pasta tessile) possono essere usati fino a un massimo del 10 % del valore del filato.Ad esempio:Un tessuto di lana della voce 5112 ottenuto da filato di lana della voce 5107 e da filato di fibre sintetiche in fiocco della voce 5509 è un tessuto misto. Perciò, filati sintetici che non soddisfano le norme di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da materiali chimici o da pasta tessile) o filati di lana che non soddisfano le norme di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da fibre naturali, non cardate né pettinate né altrimenti preparate per la filatura o una combinazione di entrambi possono essere utilizzati fino a un massimo del 10 % del valore del tessuto.Ad esempio:Una superficie tessile «tutfed» della voce 5802 ottenuta da filato di cotone della voce 5205 e da tessuto di cotone della voce 5210 è un prodotto misto solo se il tessuto di cotone è esso stesso un tessuto misto ottenuto da filati classificati in due voci separate, oppure se il filato di cotone usato è esso stesso misto.Ad esempio:Se la stessa superficie tessile «tutfed» fosse stata ottenuta da filato di cotone della voce 5205 e da tessuto sintetico della voce 5407, la superficie tessile «tutfed» sarebbe un prodotto misto.Ad esempio:Un tappeto con ciuffi di filato artificiale e ciuffi di filato di cotone ed il dorso di iuta è un prodotto misto, poiché sono stati utilizzati tre materiali tessili di base. Perciò può essere utilizzato qualsiasi materiale non originario che è utilizzato ad uno stadio di lavorazione superiore a quello ammesso dalla regola, a condizione che il suo valore globale non ecceda il 10 % del valore del materiale tessile nel tappeto. Perciò, il dorso di iuta, i filati artificiali e/o i filati di cotone potrebbero essere importati in questa fase di lavorazione a condizione che il limite di valore sia rispettato.6.3. Nel caso di tessuti nella cui composizione entrano «filati di poliuretano segmentato con segmenti flessibili di poliestere, anche rivestiti», questa tolleranza viene portata al 20 % o meno del peso totale per tale filato.6.4 Nel caso di tessuti nella cui composizione entra un nastro consistente di un'anima di lamina di alluminio, oppure di un'anima di pellicola di materia plastica, ricoperta o no di polvere di alluminio, della larghezza non superiore a 5 mm, inserita mediante incollatura tra due pellicole di plastica, questa tolleranza viene portata al 30 % o meno del peso totale per tale nastro.Nota 7 7.1. Nel caso dei prodotti tessili contrassegnati nell'elenco da una nota a piè di pagina relativa alla presente nota i materiali tessili, escluse le fodere e le controfodere, che non soddisfano la regola esposta nella colonna 3 per il prodotto finito in questione possono essere usati, purché siano classificati in una voce diversa da quella del prodotto e il loro valore non superi l'8 % del prezzo franco fabbrica del prodotto.7.2. Tutte le guarnizioni, accessori o altri materiali non tessili utilizzati che contengono tessili non debbono soddisfare le condizioni di cui alla colonna 3 (anche se non rientrano nella nota 4.3).7.3. Conformemente alla nota 4.3, qualsiasi guarnizione, accessorio o altro materiale (che non contenga materiali tessili) non tessile non originario può tuttavia essere utilizzato liberamente qualora esso non possa essere ottenuto a partire dai materiali elencati nella colonna 3.Ad esempio:Se una regola dell'elenco richiede per un prodotto tessile specifico, come una camicia, che la fabbricazione debba partire dal filato, ciò non vieta l'uso di particolari metallici, come i bottoni, poiché questi non possono essere ottenuti da materiali tessili.7.4. Qualora sia applicabile una regola di percentuale, il valore delle guarnizioni ed accessori deve essere preso in considerazione nel calcolo del valore dei materiali non originari incorporati.ALLEGATO II ELENCO DELLE LAVORAZIONI O TRASFORMAZIONI DI CUI DEVONO ESSERE OGGETTO I MATERIALI NON ORIGINARI PER CONFERIRE UN CARATTERE ORIGINARIO AL PRODOTTO FINITO  >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO III CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE EUR.1 1. Il certificato EUR.1 è compilato sul modulo il cui modello figura nel presente allegato. Questo modulo è stampato in una o più lingue in cui l'accordo è redatto. Il certificato EUR.1 viene compilato in una di tali lingue e in conformità delle disposizioni di diritto interno dello Stato d'esportazione; se viene compilato a mano, deve essere scritto in inchiostro e in carattere stampatello.2. Il certificato EUR.1 deve avere il formato di 210 × 297 mm, con una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più nel senso della lunghezza, ed essere stampato su carta collata bianca per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di 25 grammi il metro quadrato. Il certificato deve avere un fondo arabescato di colore verde, in modo da far risaltare qualsiasi falsificazione con mezzi meccanici o chimici.3. Le autorità competenti degli Stati membri della Comunità e della Bulgaria possono riservarsi la stampa dei certificati EUR.1 oppure affidarne il compito a tipografie da essi autorizzate. In quest'ultimo caso, su ogni certificato EUR.1 deve essere indicata tale autorizzazione. Ogni certificato EUR.1 deve recare menzione del nome e dell'indirizzo della tipografia o un segno che ne consenta l'identificazione. Il certificato deve recare, inoltre, un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.ALLEGATO IV FORMULARIO EUR.2 1. Il formulario EUR.2 è compilato sul modulo il cui modello figura nel presente allegato. Questo modulo è stampato in una o più lingue in cui l'accordo è redatto. Il formulario viene compilato in una di tali lingue e in conformità delle disposizioni di diritto interno dello Stato d'esportazione; se viene compilato a mano, deve essere scritto in inchiostro e in carattere stampatello.2. Il formulario EUR.2 ha il formato di 210 × 148 mm. Una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più è ammessa per quanto riguarda la lunghezza. La carta da usare è una carta collata bianca per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di 64 g/m2.3. Le autorità competenti degli Stati membri della Comunità e della Bulgaria possono riservarsi la stampa dei formulari o affidarne l'esecuzione a tipografie che abbiano ottenuto la loro autorizzazione. In quest'ultimo caso, su ogni foglio deve essere indicata tale autorizzazione. Inoltre, ogni formulario deve recare menzione del nome e dell'indirizzo della tipografia o un segno che ne consenta l'identificazione. Il formulario deve recare, inoltre, un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.ALLEGATO V Modello dell'impronta del timbro di cui all'articolo 15, paragrafo 3, lettera b) >INIZIO DI UN GRAFICO>(1) Sigla o stemma dello Stato d'esportazione.(2) Indicazioni che permettono di identificare l'esportatore autorizzato.>FINE DI UN GRAFICO>ALLEGATO VIELENCO DEI PRODOTTI DI CUI ALL'ARTICOLO 34, TEMPORANEAMENTE ESCLUSI DAL CAMPO D'APPLICAZIONE DEL PRESENTE PROTOCOLLO  >SPAZIO PER TABELLA>PROTOCOLLO N. 5 CAPITOLO I Disposizioni specifiche relative agli scambi tra Spagna e Bulgaria Articolo 1 Le disposizioni dell'accordo relative agli scambi di cui al titolo III sono modificate nel modo seguente per tener conto delle misure e degli impegni previsti nell'Atto di adesione del Regno di Spagna alle Comunità europee (di seguito denominato «l'Atto di adesione»).Articolo 2 Ai sensi dell'Atto di adesione, la Spagna non accorda ai prodotti originari della Bulgaria un trattamento più favorevole di quello riservato alle importazioni originarie degli altri Stati membri o in libera circolazione negli altri Stati membri.Articolo 3 1. I dazi applicati dal Regno di Spagna ai prodotti agricoli, definiti ai sensi dell'articolo 19 dell'accordo, originari della Bulgaria ed elencati negli allegati XI e XIII dell'accordo sono progressivamente allineati a quelli applicati dalla Comunità a Dieci in base alla procedura e al calendario stabiliti dall'articolo 75, paragrafi 2 e 3 dell'Atto di adesione.2. I prelievi applicati dal Regno di Spagna ai prodotti di cui all'articolo 21, paragrafo 2 dell'accordo originari della Bulgaria ed elencati nell'allegato XI e alla componente agricola dei prodotti di cui al protocollo n. 3 originari della Bulgaria sono quelli applicati ciascun anno dalla Comunità a Dieci corretti in base agli importi compensativi «adesione» previsti dall'Atto di adesione.Articolo 4 L'adempimento da parte della Spagna degli obblighi previsti dall'articolo 10, paragrafo 4 dell'accordo avviene al momento previsto per gli altri Stati membri, sempre che la Bulgaria sia stata esclusa dal campo di applicazione dei regolamenti (CEE) n. 1765/82 e (CEE) n. 3420/83 relativi ai regimi d'importazione dei prodotti originari dei paesi a commercio di Stato.Articolo 5 Alle importazioni in Spagna di prodotti originari della Bulgaria possono applicarsi restrizioni quantitative fino al 31 dicembre 1995 per i prodotti elencati nell'allegato A.Articolo 6 Le disposizioni del presente protocollo lasciano impregiudicate quelle previste dal regolamento (CEE) n. 1911/91 del Consiglio, del 26 giugno 1991, relativo all'applicazione delle disposizioni di diritto comunitario alle isole Canarie e dalla decisione 91/314/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1991, che istituisce un programma di opzioni specificamente connesse alla lontananza e all'insularità delle isole Canarie (POSEICAN).CAPITOLO II Disposizioni specifiche relative agli scambi tra Portogallo e Bulgaria Articolo 7 Le disposizioni dell'accordo relative agli scambi di cui al titolo III sono modificate nel modo seguente per tener conto delle misure e degli impegni previsti dall'Atto di adesione della Repubblica portoghese alle Comunità europee (in seguito denominato «l'Atto di adesione»).Articolo 8 Ai sensi dell'Atto di adesione, il Portogallo non accorda alla Bulgaria un trattamento più favorevole di quello riservato alle importazioni originarie degli altri Stati membri.Articolo 9 1. I dazi applicabili da parte della Repubblica portoghese ai prodotti industriali originari della Bulgaria di cui all'articolo 10 dell'accordo e ai protocolli n. 1 e 2, nonché alle componenti non agricole dei prodotti compresi nel protocollo n. 3 sono progressivamente aboliti in base alla procedura e al calendario specificato nel presente articolo.2. Il punto di partenza fondamentale per lo smantellamento delle tariffe sono i dazi effettivamente applicati dalla Repubblica portoghese nei suoi scambi con la Comunità a Dieci al 1° gennaio 1985; all'entrata in vigore dell'accordo i dazi sono allineati con quelli applicati dalla Comunità a Dieci.Per quanto riguarda i prodotti di cui all'allegato XXXI dell'Atto di adesione, tuttavia, lo smantellamento delle tariffe segue lo stesso calendario e parte dai dazi effettivamente applicati dalla Repubblica portoghese nei suoi scambi con i paesi terzi al 1° gennaio 1985.Articolo 10 1. I dazi applicati dalla Repubblica portoghese ai prodotti agricoli, definiti ai sensi dell'articolo 19 dell'accordo, originari della Bulgaria ed elencati negli allegati XI e XIII dell'accordo sono progressivamente allineati con quelli applicati dalla Comunità a Dieci in base alla procedura e al calendario specificati più oltre nel presente articolo.2. Per i prodotti agricoli diversi da quelli di cui al paragrafo 3 del presente articolo, la Repubblica portoghese riduce le proprie tariffe a partire da quelle da essa effettivamente applicate nei suoi scambi con i paesi terzi al 1° gennaio 1985. La differenza tra le suddette tariffe e quelle applicate dalla Comunità a Dieci è ridotta annualmente in base al seguente calendario:- all'entrata in vigore dell'accordo la differenza è ridotta al 27,2 % della differenza originale;- il 1° gennaio 1994 la differenza è ridotta al 18,1 % della differenza originale;- il 1° gennaio 1996 la differenza è ridotta al 9 % della differenza originale;- a partire dal 1° gennaio 1996 la Repubblica portoghese applica gli stessi dazi della Comunità a Dieci.3. La Repubblica portoghese applica ai prodotti agricoli di cui ai regolamenti n. 136/66/CEE, (CEE) n. 804/68, (CEE) n. 805/68, (CEE) n. 1035/72, (CEE) n. 2727/75, (CEE) n. 2759/75, (CEE) n. 2771/75, (CEE) n. 2777/75, (CEE) n. 1418/76 e (CEE) n. 822/87 un dazio che riduce la differenza tra il dazio effettivamente applicato il 31 dicembre 1990 e il dazio preferenziale in base al seguente calendario:- a partire dall'entrata in vigore dell'accordo la differenza è ridotta al 49,9 % della differenza iniziale;- il 1° gennaio 1994 la differenza è ridotta al 33,2 % della differenza iniziale;- il 1° gennaio 1995 la differenza è ridotta al 16,5 % della differenza iniziale.A partire dal 1° gennaio 1996 il Portogallo applica totalmente i tassi preferenziali.Articolo 11 L'adempimento da parte del Portogallo degli obblighi previsti dall'articolo 10, paragrafo 4 dell'accordo avviene al momento previsto per gli altri Stati membri, sempre che la Bulgaria sia stata esclusa dal campo di applicazione dei regolamenti (CEE) n. 1765/82 e (CEE) n. 3420/83 relativi ai regimi d'importazione dei prodotti originari dei paesi a commercio di Stato.Articolo 12 Alle importazioni in Portogallo di prodotti originari della Bulgaria possono applicarsi restrizioni quantitative fino al 31 dicembre 1995 per i prodotti elencati nell'allegato B.ALLEGATO A >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO B 0103 10 000103 91 100103 92 110103 92 190701 10 000701 90 100701 90 510701 90 590803 00 100803 00 900804 30 002204 21 102204 21 212204 21 232204 21 252204 21 292204 21 312204 21 332204 21 352204 29 102204 29 212204 29 232204 29 252204 29 292204 29 312204 29 332204 29 352204 29 39PROTOCOLLO N. 6 sull'assistenza reciproca nel settore doganale Articolo 1 DefinizioniAi fini del presente protocollo si intende per:a) «legislazione doganale»: le disposizioni, applicabili nei territori delle Parti contraenti, che disciplinano l'importazione e il transito delle merci, nonché l'assoggettamento delle stesse ad altra procedura doganale, comprese le misure di divieto, restrizione e controllo adottate dalle suddette Parti;b) «dazi doganali»: i dazi, le imposte, i diritti o gli altri importi riscossi nei territori delle Parti contraenti in applicazione della legislazione doganale, esclusi i diritti e le tasse il cui importo è limitato al costo approssimativo dei servizi resi;c) «autorità richiedente»: l'autorità amministrativa competente, all'uopo designata da una Parte contraente, che presenta una domanda di assistenza nel settore doganale;d) «autorità interpellata»: l'autorità amministrativa competente, all'uopo designata da una Parte contraente, che riceve una richiesta di assistenza nel settore doganale;e) «infrazione»: ogni violazione della legislazione doganale ovvero ogni tentata violazione di detta legislazione.Articolo 2 Campo di applicazione1. Le Parti contraenti si prestano reciproca assistenza nei modi e alle condizioni specificati nel presente protocollo, per garantire la corretta applicazione della legislazione doganale, in particolare in materia di prevenzione, individuazione ed esame delle violazioni di detta legislazione.2. L'assistenza nel settore doganale prevista dal presente protocollo si applica ad ogni autorità amministrativa delle Parti contraenti competente per l'applicazione di tale protocollo. Essa non pregiudica le norme che disciplinano l'assistenza reciproca in materia penale e non comprende le informazioni ottenute in virtù delle facoltà esercitate a richiesta dell'autorità giudiziaria, salvo assenso da parte di dette autorità.Articolo 3 Assistenza su domanda1. Su domanda dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata fornisce tutte le informazioni pertinenti che consentono all'autorità richiedente di garantire la corretta applicazione della legislazione doganale, comprese le informazioni riguardanti le operazioni attuate o programmate che violino o possano violare detta legislazione.2. L'autorità interpellata comunica all'autorità richiedente, su sua richiesta, se le merci esportate dal territorio di una delle Parti contraenti sono state correttamente importate nel territorio dell'altra Parte, precisando, se del caso, il regime doganale applicato alle stesse.3. Su domanda dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata prende le misure necessarie a garantire che siano sottoposti a sorveglianza:a) le persone fisiche o giuridiche nei confronti delle quali sussistono fondati motivi di ritenere che violino o abbiano violato la legislazione doganale;b) i movimenti di merci per i quali è stata segnalata la possibilità di gravi infrazioni della legislazione doganale;c) i mezzi di trasporto per i quali vi sono fondati motivi di ritenere che siano stati, siano ovvero possano essere utilizzati per violare la legislazione doganale.Articolo 4 Assistenza spontaneaLe Parti contraenti si prestano reciproca assistenza, nell'ambito delle rispettive competenze, qualora lo ritengano necessario per la corretta applicazione delle legislazione doganale, in particolare allorché ricevano informazioni riguardanti:- operazioni per le quali sia stata violata, si violi o si possa violare tale normativa, che possono interessare le altre Parti contraenti;- nuovi mezzi o metodi utilizzati per effettuare dette operazioni;- merci note per essere soggette a gravi infrazioni della legislazione doganale per quanto concerne l'importazione, l'esportazione, il transito o qualsiasi altro regime doganale.Articolo 5 Consegna/NotificaSu domanda dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata prende, conformemente alla propria legislazione, tutte le misure necessarie per:- consegnare tutti i documenti e- notificare tutte le decisioni,rientranti nel campo di applicazione del presente protocollo, ad un destinatario, residente o stabilito nel suo territorio. In tal caso si applica l'articolo 6, paragrafo 3.Articolo 6 Forma e contenuto delle domande di assistenza1. Le domande presentate conformemente al presente protocollo sono fatte per iscritto. Ad esse vengono allegati i documenti necessari per la loro evasione. Qualora l'urgenza della situazione lo richieda, possono essere accettate anche domande orali le quali, tuttavia, devono essere immediatamente confermate per iscritto.2. Le domande presentate conformemente al paragrafo 1 del presente articolo devono contenere le seguenti informazioni:a) autorità richiedente che presenta la domanda;b) misura richiesta;c) oggetto e motivo della domanda;d) leggi, norme e altri documenti legali in causa;e) ragguagli il più possibile esatti ed esaurienti sulle persone fisiche o giuridiche oggetto d'indagine;f) esposizione succinta dei fatti, salvo per i casi di cui all'articolo 5.3. Le domande sono presentate nella lingua o in una delle lingue ufficiali dell'autorità interpellata o in una lingua concordata con detta autorità.4. Se la domanda non risponde ai requisiti formali stabiliti può esserne richiesta la correzione o il completamento; tuttavia, possono essere disposte misure cautelative.Articolo 7 Disbrigo delle domande1. Per evadere le domande di assistenza l'autorità interpellata ovvero, qualora essa non possa agire direttamente, il servizio amministrativo al quale la domanda è stata indirizzata da parte di detta autorità, procede, nell'ambito delle sue competenze e delle risorse disponibili, come se agisse per proprio conto o su domanda di altre autorità della stessa Parte contraente, fornendo informazioni già in suo possesso, svolgendo adeguate indagini o disponendone l'esecuzione.2. Le domande di assistenza sono evase conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari e alle altre disposizioni di legge della Parte contraente interpellata.3. I funzionari debitamente autorizzati di una Parte contraente possono, d'intesa con l'altra Parte contraente interessata e alle condizioni da questa stabilite, ottenere informazioni dagli uffici dell'autorità interpellata o di altra autorità, della quale l'autorità interpellata è responsabile, sulle infrazioni della legislazione doganale, che occorrano all'autorità richiedente ai fini del presente protocollo.4. I funzionari di una Parte contraente, d'intesa con l'altra Parte contraente, possono essere presenti alle indagini condotte sul territorio di quest'ultima.Articolo 8 Forma in cui devono essere comunicate le informazioni1. L'autorità interpellata comunica i risultati delle indagini all'autorità richiedente sotto forma di documenti, copie autenticate di documenti, relazioni e simili.2. I documenti di cui al paragrafo 1 possono essere sostituiti da informazioni computerizzate prodotte, in qualsiasi forma, per gli stessi fini.Articolo 9 Eccezioni all'obbligo di fornire assistenza1. Le Parti contraenti possono rifiutare di prestare assistenza, come disposto nel presente protocollo, qualora ciò possa:a) pregiudicare la sovranità, l'ordine pubblico, la sicurezza o altri interessi essenziali, ob) riguardare norme valutarie o fiscali diverse da quelle relative ai dazi doganali, ovveroc) violare un segreto industriale, commerciale o professionale.2. Se l'autorità richiedente domanda un'assistenza che non sarebbe in grado di fornire se ne venisse richiesta, lo fa presente nella sua domanda. Spetta quindi all'autorità interpellata decidere il seguito da dare a tale domanda.3. Se l'assistenza è rifiutata o negata la decisione e le sue motivazioni devono essere notificate senza indugio all'autorità richiedente.Articolo 10 Osservanza della riservatezza1. Tutte le informazioni comunicate in qualsiasi forma ai sensi del presente protocollo sono di carattere riservato. Esse sono coperte dal segreto d'ufficio e sono tutelate dalle leggi applicabili nel territorio della Parte contraente che le ha ricevute e dalle corrispondenti disposizioni cui debbono conformarsi le autorità comunitarie.2. I dati nominativi non vengono trasmessi qualora vi siano fondati motivi di ritenere che il loro trasferimento o il loro uso contravvenga ai principi fondamentali del diritto di una delle Parti, in particolare, qualora la persona interessata subisca un indebito pregiudizio. Su richiesta, la Parte che riceve le informazioni comunica alla Parte che le fornisce l'uso fattone e i risultati ottenuti.3. I dati nominativi possono essere trasmessi solo alle autorità doganali e, qualora siano necessari ai fini di un'azione penale, alla pubblica accusa e alle autorità giudiziarie. Altre persone o autorità possono ottenere dette informazioni solo previa autorizzazione dell'autorità che le fornisce.4. La Parte che fornisce le informazioni verifica l'esattezza delle stesse. Qualora risulti che le informazioni fornite sono inesatte o devono essere cancellate, ne dovrà informare senza indugio la Parte ricevente. Quest'ultima è tenuta ad apportare le correzioni o a procedere alla cancellazione.5. Fatti salvi i casi di pubblico interesse prevalente, la persona interessata può ottenere, su richiesta, informazioni sulla memorizzazione dei dati e sui fini di tale memorizzazione.Articolo 11 Uso delle informazioni1. Le informazioni ottenute possono essere utilizzate solo ai fini del presente protocollo; le Parti contraenti possono utilizzarle per altri fini solo previo consenso scritto dell'autorità amministrativa che le ha fornite; esse sono soggette a tutte le restrizioni stabilite da detta autorità. Queste disposizioni non si applicano alle informazioni riguardanti i reati relativi agli stupefacenti e alle sostanze psicotrope. Dette informazioni possono essere comunicate ad altre autorità direttamente coinvolte nella lotta contro il traffico illecito di stupefacenti, nei limiti dell'articolo 2.2. Le disposizioni del paragrafo 1 non ostano all'uso delle informazioni in azioni giudiziarie o amministrative promosse a seguito della mancata osservanza della legislazione doganale.3. Le Parti contraenti, nei loro documenti probatori, nelle loro relazioni e testimonianze, nonché nei procedimenti e nelle azioni penali promossi dinanzi ad un tribunale possono utilizzare le informazioni ottenute e i documenti consultati conformemente alle disposizioni del presente protocollo.Articolo 12 Esperti e testimoniUn funzionario dell'autorità interpellata può essere autorizzato a comparire, nei limiti dell'autorizzazione concessa, in qualità di esperto o testimone in azioni giudiziarie o amministrative riguardanti le materie di cui al presente protocollo nella giurisdizione di un'altra Parte contraente e produrre oggetti, documenti ovvero loro copie autenticate che possano occorrere nel procedimento. Nella richiesta di comparizione deve essere precisato su quale argomento e a quale titolo il funzionario sarà interrogato.Articolo 13 Spese di assistenzaLe Parti contraenti rinunciano reciprocamente a tutte le richieste di rimborso delle spese sostenute in virtù del presente protocollo, escluse, a seconda dei casi, le spese per esperti e testimoni, nonché interpreti e traduttori che non dipendano da pubblici servizi.Articolo 14 Esecuzione1. La gestione del presente protocollo è affidata alle autorità doganali centrali della Bulgaria, da una parte, e ai competenti servizi della Commissione, nonché se del caso, alle autorità doganali degli Stati membri della Comunità europea, dall'altra. Essi decidono in merito a tutte le misure pratiche e alle disposizioni necessarie per la sua applicazione, tenendo conto delle norme per la protezione dei dati. Essi possono raccomandare ai competenti organismi le modificazioni del presente protocollo che ritengano necessarie.2. Le Parti contraenti si consultano e si tengono reciprocamente informate in merito alle specifiche norme di attuazione adottate conformemente alle disposizioni del presente articolo.Articolo 15 Complementarità1. Il presente protocollo completa e non pregiudica l'applicazione di qualsiasi accordo di reciproca assistenza che sia stato concluso o possa essere concluso tra singoli o più Stati membri della Comunità europea e la Bulgaria. Inoltre esso non osta all'ampliamento dell'assistenza reciproca di cui ai suddetti accordi.2. Fatto salvo l'articolo 11, detti accordi non arrecano pregiudizio alle disposizioni della Comunità che disciplinano la comunicazione, tra i competenti servizi della Commissione e le autorità doganali degli Stati membri, di tutte le informazioni ottenute in materia doganale che possano interessare la Comunità.PROTOCOLLO N. 7 sulle concessioni con limiti annui Le Parti convengono che, qualora l'accordo entri in vigore dopo il ¹° gennaio di un qualsivoglia anno, ogni concessione accordata entro limiti quantitativi annui sarà adeguata proporzionalmente, ad eccezione delle concessioni della Comunità di cui agli allegati III e XI.Per quanto concerne gli allegati III e XI, i prodotti per i quali sono stati rilasciati certificati d'importazione ai sensi dei regolamenti (CEE) del Consiglio recanti applicazione di preferenze tariffarie generalizzate tra il ¹° gennaio e l'entrata in vigore dell'accordo saranno imputati ai contingenti o massimali tariffari indicati in detti allegati.PROTOCOLLO N. 8 sui corsi d'acqua transfrontalieri Le Parti contraenti,ricordando i principi su cui si basano in particolare:- la Convenzione sulla protezione e sull'utilizzazione dei corsi d'acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali;- la Convenzione sulla valutazione dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliero;- la Convenzione sugli effetti transfrontalieri degli incidenti industriali;- la Convenzione di Ramsar;considerando che l'articolo 81 dell'accordo, relativo alla cooperazione ambientale, costituisce il contesto entro il quale si possono sviluppare le iniziative delle Parti nel campo della cooperazione transfrontaliera attraverso progammi di comune interesse;considerando che la gestione delle acque dei fiumi transfrontalieri è uno dei settori di cooperazione elencati nell'articolo 81 dell'accordo,concordano di creare, nel comune interesse delle Parti e con l'assistenza finanziaria della Comunità ai sensi delle relative disposizioni del titolo VIII dell'accordo, un sistema di monitoraggio della qualità delle acque dei loro fiumi transfrontalieri al fine di:- ridurre adeguatamente il livello di inquinamento delle acque dei fiumi transfrontalieri, che garantisca un loro utilizzo economico ecologicamente sano, e di cercare di prevenire ogni altra forma di inquinamento di tali acque, in particolare in relazione a eventuali incidenti;- istituire un tempestivo sistema di allarme in caso di inondazioni o di pericolosi livelli di inquinamento delle acque di tali fiumi;- promuovere, attraverso il loro impegno comune, la lotta contro l'erosione del suolo dovuta ai corsi d'acqua transfrontalieri;- promuovere l'utilizzazione razionale delle risorse idriche dei fiumi transfrontalieri in conformità delle disposizioni della Convenzione sulla protezione e sull'utilizzazione dei corsi d'acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali;- promuovere un'efficace protezione della flora e della fauna all'estuario dei fiumi transfrontalieri che attraversano i rispettivi territori.ATTO FINALE I plenipotenziari:del REGNO DEL BELGIO,del REGNO DI DANIMARCA,della REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,della REPUBBLICA ELLENICA,del REGNO DI SPAGNA,della REPUBBLICA FRANCESE,dell'IRLANDA,della REPUBBLICA ITALIANA,del GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO,del REGNO DEI PAESI BASSI,della REPUBBLICA PORTOGHESE,del REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 294A1231(24).3Parti contraenti del trattato che istituisce la COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA, del trattato che istituisce la COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO e del trattato che istituisce la COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA, qui di seguito denominati «Stati membri», e della COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA, della COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA e della COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO, qui di seguito denominate «Comunità»,da una parte, ei plenipotenziari della REPUBBLICA DI BULGARIA, qui di seguito denominata «Bulgaria»,dall'altra,riuniti a Bruxelles l'otto marzo millenovecentonovantatré per la firma dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Bulgaria, dall'altra, qui di seguito denominato «accordo europeo», hanno adottato i testi elencati in appresso:l'accordo europeo, nonché i seguenti protocolli:Protocollo n. 1 sui tessili e sui capi di abbigliamentoProtocollo n. 2 sui prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio (prodotti CECA)Protocollo n. 3 sugli scambi tra la Bulgaria e la Comunità di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del trattato CEEProtocollo n. 4 sulla definizione della nozione di «prodotti originari» e sui metodi di cooperazione amministrativaProtocollo n. 5 sulle specifiche disposizioni relative agli scambi tra la Bulgaria, la Spagna e il PortogalloProtocollo n. 6 sull'assistenza reciproca nel settore doganaleProtocollo n. 7 sulle concessioni con limiti annuiProtocollo n. 8 sui corsi d'acqua transfrontalieriI plenipotenziari degli Stati membri e della Comunità, nonchè i plenipotenziari della Bulgaria hanno adottato il testo delle dichiarazioni comuni elencate in appresso ed allegate al presente atto finale:Dichiarazione comune relativa all'articolo 8, paragrafo 3 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 8, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 10, paragrafo 3 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 21, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 21, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 38, paragrafo 1 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 38 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 39 dell'accordoDichiarazione comune relativa al titolo IV, capitolo II dell'accordoDichiarazione comune relativa al titolo IV, capitolo II dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 45, paragrafo 2 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 57, punto 3 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 59 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 60 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 64 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 67 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 110 dell'accordoDichiarazione comune relativa al protocollo n. 1 dell'accordoDichiarazione comune relativa al protocollo n. 2, articolo 5 e all'articolo 9, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione comune relativa al protocollo n. 4 dell'accordoDichiarazione comune relativa al protocollo n. 6, articolo 5 dell'accordoDichiarazione comune relativa al protocollo n. 8 dell'accordoI plenipotenziari degli Stati membri e della Comunità, nonchè i plenipotenziari della Bulgaria hanno inoltre preso atto degli scambi di lettere elencati in appresso e allegati al presente atto finale:Accordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e la Bulgaria per quanto riguarda il transitoAccordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e la Bulgaria per quanto riguarda le infrastrutture di trasporto terrestreAccordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e la Bulgaria per quanto riguarda talune disposizioni applicabili ai bovini viviAccordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e la Bulgaria relativo ad alcune disposizioni applicabili nei settori dei suini e del pollameAccordo in forma di scambio di lettere tra la Comunità europea e la Bulgaria per quanto riguarda il riconoscimento del carattere regionale della peste suina africana nel Regno di SpagnaI plenipotenziari della Bulgaria hanno preso atto delle dichiarazioni elencate in appresso ed allegate al presente atto finale:Dichiarazione della Comunità relativa all'articolo 21, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione della Comunità relativa all'articolo 21, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione della Comunità relativa all'articolo 2, paragrafo 3 del protocollo n. 1 dell'accordoDichiarazione della Comunità relativa all'articolo 9, paragrafo 1, punto iii) e paragrafo 4 del protocollo n. 2 dell'accordoDichiarazione della Comunità relativa all'articolo 9, paragrafo 4 del protocollo n. 2 dell'accordoI plenipotenziari degli Stati membri e della Comunità hanno preso atto delle dichiarazioni elencate in appresso ed allegate al presente atto finale:Dichiarazione della Bulgaria relativa all'articolo 14, paragrafo 3 dell'accordoDichiarazione della Bulgaria relativa all'articolo 21, paragrafo 3 dell'accordoDichiarazione della Bulgaria relativa all'articolo 45, paragrafo 3, per quanto riguarda l'allegato XVd dell'accordoDichiarazione della Bulgaria relativa all'articolo 59 dell'accordoDichiarazione della Bulgaria relativa all'articolo 67 dell'accordoDichiarazione della Bulgaria relativa al protocollo n. 2 dell'accordoDichiarazione della Bulgaria relativa al protocollo n. 3 dell'accordoFatto a Bruxelles, addì otto marzo millenovecentonovantatréPour le Royaume de BelgiqueVoor het Koninkrijk BelgiëPå Kongeriget Danmarks vegneFür die Bundesrepublik DeutschlandÃéá ôçí ÅëëçíéêÞ ÄçìïêñáôßáPor el Reino de EspañaPour la République françaiseThar cheann Na hÉireannFor IrelandPer la Repubblica italianaPour le Grand-Duché de LuxembourgVoor het Koninkrijk der NederlandenPela República PortuguesaFor the United Kingdom of Great Britain and Northern IrelandPor el Consejo y la Comisión de las Comunidades EuropeasFor Rådet og Kommissionen for De Europæiske FællesskaberFür den Rat und die Kommission der Europäischen GemeinschaftenÃéá ôï Óõìâïýëéï êáé ôçí ÅðéôñïðÞ ôùí Åõñùðáúêþí ÊïéíïôÞôùíFor the Council and the Commission of the European CommunitiesPour le Conseil et la Commission des Communautés européennesPer il Consiglio e la Commissione delle Comunità europeeVoor de Raad en de Commissie van de Europese GemeenschappenPelo Conselho e Pela Comissão das Comunidades EuropeiasDICHIARAZIONI COMUNI 1. Articolo 8, paragrafo 3 Le Parti dichiarano che per «dazio effettivamente applicato» si intende, per quanto riguarda la Bulgaria, l'aliquota di dazio applicata alle nazioni più favorite (dazi doganali, e per i prodotti figuranti nell'allegato VIII oneri di effetto equivalente a dazi doganali) e, per quanto riguarda la Comunità, il dazio previsto dalla tariffa doganale (autonomo o convenzionale, nonché le sospensioni e i contingenti tariffari «permanenti» che figurano nella tariffa stessa). Qualora tuttavia si applichino sospenioni temporanee dei dazi doganali per una specifica finalità, per specifici quantitativi o per specifiche forniture, tali sospensioni non sono considerate il «dazio effettivamente applicato». Il giorno precedente la data di entrata in vigore dell'accordo, le Parti si notificano reciprocamente l'elenco dei prodotti soggetti a tali sospensioni temporanee dei dazi.2. Articolo 8, paragrafo 4 La Comunità e la Bulgaria confermano che qualora si proceda ad una riduzione dei dazi mediante una sospensione di dazi per un determinato periodo, tali dazi ridotti sostituiscono i dazi di base solo per la durata di tale sospensione e che, qualora sia decisa una sospensione parziale dei dazi, viene tutelato il margine preferenziale tra le Parti.3. Articolo 10, paragrafo 3, secondo comma Le Parti dichiarano che i dazi ridotti calcolati in base alle disposizioni del presente accordo devono essere arrotondati alla prima cifra decimale, per eccesso quando la seconda cifra decimale è compresa tra 5 e 9, e per difetto quando è compresa tra 0 e 4.4. Articolo 21, paragrafo 4 In attesa che si concludano i negoziati dell'Uruguay Round nel quadro dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio e prorogando per un anno l'accordo del 1990, la Comunità e la Bulgaria concordano di avviare negoziati nel secondo semestre del 1993 al fine di raggiungere una soluzione reciprocamente accettabile sulla proroga dell'accordo del 1990 relativo agli animali della specie ovina e alle carni ovine, in particolare per quanto riguarda:- il rispetto dei periodi sensibili;- la sospensione del dazio;- la procedura di sorveglianza dei prezzi.5. Articolo 21, paragrafo 4 La Comunità e la Bulgaria concordano di avviare negoziati al fine di concludere:- un accordo tra la Repubblica di Bulgaria e la Comunità economica europea sulla reciproca protezione delle denominazioni dei vini e sui controli enologici;- un accordo relativo al reciproco riconoscimento di concessioni tariffarie per i vini, a condizione che siano rispettate le normative della Comunità e della Bulgaria in materia di importazioni, in particolare nel settore delle prassi e delle certificazioni enologiche.Entrambe le Parti fanno il possibile affinché i suddetti accordi entrino in vigore contemporaneamente all'accordo interinale.6. Articolo 38, paragrafo 1 Si conviene che il concetto di «condizioni e modalità applicabili in ciascuno degli Stati membri» include, all'occorrenza, le norme comunitarie.7. Articolo 38 Si conviene che il termine «figli» è definito in conformità della normativa nazionale del paese ospite interessato.8. Articolo 39 Si conviene che l'espressione «membri della loro famiglia» è definita in conformità della normativa nazionale del paese ospite interessato.9. Titolo IV, capitolo II Fatte salve le disposizioni del titolo IV, capitolo II, le Parti concordano che il trattamento applicato ai cittadini o alle imprese di una Parte è considerato meno favorevole del trattamento applicato a quelli dell'altra Parte se tale trattamento è ufficialmente o di fatto meno favorevole di quello concesso a cittadini o imprese della controparte.10. Titolo IV, capitolo II Si conviene che le «filiali» e le «agenzie» di cui al titolo IV, capitolo II non hanno personalità giuridica e non presuppongono una «rappresentanza commerciale» ai sensi dell'articolo 4 della legge bulgara del 1992 sull'attività economica degli stranieri e sulla tutela degli investimenti dall'estero.11. Articolo 45, paragrafo 2, punto ii) Le Parti convengono che le disposizioni dell'articolo 45, paragrafo 2, punto ii) non ostano all'applicazione della legislazione bulgara di cui all'allegato XVc relativa all'acquisizione da parte di un'impresa o di un cittadino comunitari di una partecipazione di maggioranza in imprese esistenti nei settori elencati nel suddetto allegato, indipendentemente dal fatto che l'impresa comunitaria o il cittadino della Comunità siano già nel territorio della Bulgaria.12. Articolo 57, punto 3 Le Parti dichiarano che gli accordi di cui all'articolo 57, punto 3 devono mirare ad estendere quanto più ampiamente possibile alle relazioni tra Comunità e Bulgaria i regolamenti e le politiche applicabili nella Comunità e negli Stati membri nel settore dei trasporti.13. Articolo 59 Il solo fatto di esigere un visto per persone fisiche di talune parti e non per quelle di altre non va considerato invalidante o riduttivo dei vantaggi previsti da un impegno specifico.14. Articolo 60 Quando il Consiglio di associazione è chiamato ad adottare misure finalizzate all'ulteriore liberalizzazione per quanto concerne il settore dei servizi o le persone, deve altresì stabilire per quali operazioni connesse con tali misure sono autorizzati i versamenti in valuta convertibile.15. Articolo 64 Le Parti non fanno uso improprio delle disposizioni sul segreto professionale per impedire l'accesso a informazioni in materia di concorrenza.16. Articolo 67 Le Parti concordano che, ai fini dell'attuazione del presente accordo di associazione, il concetto di «proprietà intellettuale, industriale e commerciale» è inteso in senso analogo a quello dell'articolo 36 del trattato CEE e include, in particolare, la tutela dei diritti d'autore e dei diritti connessi, dei brevetti, del disegno industriale, dei marchi commerciali e di servizi, delle topografie di circuiti integrati, del software, delle indicazioni geografiche, nonché la protezione contro la concorrenza sleale e la tutela delle informazioni riservate in materia di know-how.17. Articolo 110 Le Parti convengono che il Consiglio di associazione, conformemente all'articolo 110 dell'accordo, esamini la creazione di un ambito consultivo comprendente membri del Comitato economico e sociale della Comunità e di controparti corrispondenti della Bulgaria.18. Protocollo n. 1 dell'accordo Le Parti confermano la loro intenzione di avviare i negoziati in merito al nuovo protocollo sulle disposizioni quantitative di cui all'articolo 3, paragrafo 2 del protocollo n. 1 prima della fine del 1992.19. Articolo 5 e articolo 9, paragrafo 4 del protocollo n. 2 dell'accordo La Comunità e la Bulgaria dichiarano che l'articolo 5 e l'articolo 9, paragrafo 4 del protocollo n. 2 non si possono considerare dei precedenti nei negoziati per l'adesione della Bulgaria all'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio o all'organizzazione multilaterale del commercio che potrebbe scaturire dai negoziati dell'Uruguay Round.20. Protocollo n. 4 dell'accordo La Comunità e la Bulgaria confermano di essere disposte a prendere in considerazione in futuro, nell'ambito del Consiglio di associazione, la possibilità di un cumulo regionale con la Polonia, l'Ungheria, la Cecoslovacchia e la Romania, in funzione dei progressi fatti nel rispetto delle adeguate condizioni tecniche e amministrative.21. Articolo 5 del protocollo n. 6 dell'accordo Le Parti contraenti sottolineano il fatto che il riferimento fatto nell'articolo 5 del protocollo n. 6 dell'accordo alle rispettive legislazioni può coprire, se del caso, un impegno internazionale da esse assunto, quale la convenzione dell'Aia del 15 novembre 1965 sulla notificazione e sulla comunicazione all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziari, in materia civile o commerciale.22. Protocollo n. 8 dell'accordo Si conviene che l'assistenza fornita dalla Comunità per l'applicazione del protocollo n. 8 non incide sull'assistenza finanziaria complessiva prevista dal titolo VIII.DICHIARAZIONI UNILATERALI DELLA COMUNITÀ 1. Articolo 21, paragrafo 4 La Comunità si dichiara d'accordo a mantenere, per un altro periodo di cinque anni e alle stesse condizioni, il regime preferenziale per taluni formaggi previsto dal regolamento (CEE) n. 1767/82.2. Articolo 21, paragrafo 4 Per consentire all'industria bulgara di adeguarsi ai requisiti del regolamento (CEE) n. 690/92, la Comunità accetta un periodo di transizione di diciotto mesi, che inizierà il più presto possibile. Nel corso di tale periodo, i formaggi di pecora originari della Bulgaria e importati nella Comunità saranno accettati con un contenuto di latte vaccino non superiore al 3 %.3. Articolo 2, paragrafo 3 del protocollo n. 1 dell'accordo La Comunità conferma che il trattamento accordato alla Bulgaria ai sensi delle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 3 del protocollo n. 1 è sostanzialmente identico a quello accordato nei protocolli convenuti con la Polonia, l'Ungheria e la Repubblica federativa ceca e slovacca, e che in linea di principio qualsiasi futuro emendamento del regolamento del Consiglio n. 636/82 si applicherà in maniera uniforme a ciascuno dei cinque paesi dell'Europa centrale e orientale.4. Articolo 9, paragrafo 1, punto iii) e paragrafo 4 del protocollo n. 2 dell'accordo La Comunità conferma che, a suo giudizio, il riferimento agli aiuti pubblici di cui all'articolo 9, paragrafo 1, punto iii) e paragafo 4 implica l'esclusione dei sussidi ai trasporti che costituiscano sussidi diretti o indiretti alla siderurgia.5. Articolo 9, paragrafo 4 del protocollo n. 2 dell'accordo Resta inteso che la possibilità di una proroga eccezionale del periodo di cinque anni è rigorosamente limitata al caso particolare della Bulgaria e non indebolisce la posizione della Comunità nei confronti di altri casi, né pregiudica alcun impegno internazionale. L'eventuale deroga prevista al paragrafo 4 tiene conto delle particolari difficoltà della Bulgaria nel ristrutturare il settore dell'acciaio ed il fatto che tale processo è stato appena avviato.DICHIARAZIONI UNILATERALI DELLA BULGARIA 1. Articolo 14, paragrafo 3 In conformità con l'articolo 26, paragrafo 1, la Bulgaria conferma che le tasse sulle esportazioni di cui all'allegato IX eventualmente introdotte non dovranno avere un effetto più restrittivo del sistema delle licenze non automatiche e dei massimali alle esportazioni.2. Articolo 21, paragrafo3 La Bulgaria farà il possibile al fine di aumentare i quantitativi di tabacco coperti dalle restrizioni quantitative previste all'allegato XIIb parallelamente al procedere dei negoziati nel settore del vino.3. Articolo 45, paragrafo 3, per quanto riguarda l'allegato XVd Il divieto di acquistare terreni non preclude la possibilità di acquisire un titolo di proprietà su un edificio eretto su tale terreno. Il proprietario del terreno può, in base alla legge bulgara sulla proprietà, concedere il diritto di erigere un edificio sul proprio terreno a un terzo, che diviene proprietario dell'edificio. Il proprietario del terreno può trasferire la proprietà di un edificio già esistente separatamente da quella del terreno.4. Articolo 59 La Bulgaria si impegna a negoziare attivamente la propria adesione al GATT e agli altri accordi compresi nell'organizzazione multilaterale del commercio che scaturirà dai negoziati dell'Uruguay Round entro un periodo compatibile con la progressiva realizzazione dell'associazione.5. Articolo 67 La Bulgaria conferma che, in base alla sua nuova legge sui brevetti, ai cittadini degli Stati membri della Comunità sarà riconosciuto un trattamento non meno favorevole di quello riconosciuto a qualsiasi paese terzo ai sensi di qualsiasi accordo bilaterale, ivi compreso quello tra Bulgaria e Stati Uniti d'America firmato nell'aprile del 1991, in particolare nel settore della tutela provvisoria dei brevetti.6. Lettera del governo bulgaro alla Comunità Il governo della Bulgaria dichiara che non invocherà le disposizioni del protocollo n. 2 sui prodotti CECA, in particolare l'articolo 9, in modo da non mettere in discussione la compatibilità con il suddetto protocollo degli accordi stipulati dal settore del carbone comunitario con le aziende elettriche e con l'industria dell'acciaio per assicurare la vendita del carbone comunitario.7. Protocollo n. 3 dell'accordo La Bulgaria farà il possibile per aumentare i quantitativi di gelato coperti dalle restrizioni quantitative previste all'allegato XIIb al fine di giungere alla loro abolizione parallelamente al procedere dei negoziati nel settore del vino.