CELEX: 52001PC0125(01)
Language: it
Date: 2001-03-13
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modificazione delle direttive 96/92/CE e 98/30/CE relative a norme comuni per i mercati interni dell'energia elettrica e del gas naturale

Avis juridique important

|

52001PC0125(01)

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modificazione delle direttive 96/92/CE e 98/30/CE relative a norme comuni per i mercati interni dell'energia elettrica e del gas naturale  /* COM/2001/0125 def. - COD 2001/0077 */  

Gazzetta ufficiale n. 240 E del 28/08/2001 pag. 0060 - 0071

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modificazione delle direttive 96/92/CE e 98/30/CE relative a norme comuni per i mercati interni dell'energia elettrica e del gas naturale(presentate dalla Commissione)RELAZIONE ILLUSTRATIVAREVISIONE DELLE DIRETTIVE ELETTRICITÀ E GAS1. IntroduzioneIl Consiglio europeo di Lisbona del 23-24 marzo 2000 ha sollecitato rapidi lavori per completare il mercato interno ed ha chiesto alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri, ciascuno nell'ambito delle sue competenze, di accelerare la liberalizzazione dei settori del gas, dell'elettricità, ecc. con l'obiettivo di realizzare un mercato interno pienamente funzionale ed operativo nei settori in questione. Il Consiglio europeo intende valutare i progressi realizzati nella sua riunione prevista per la primavera 2001 sulla base di una relazione e di proposte pertinenti della Commissione. Il Parlamento europeo ha invitato per parte sua la Commissione ad adottare un calendario preciso per la realizzazione di obiettivi accuratamente definiti nell'ottica di liberalizzare gradualmente e completamente i mercati dell'energia  [1].[1]  Risoluzione "Liberalizzazione dei mercati dell'energia" A5-0180/2000 del 6 luglio 2000.Il Consiglio Energia del 30 maggio 2000 ha sottolineato l'importanza e l'urgenza delle conclusioni cui era pervenuto il Consiglio europeo di Lisbona ed ha invitato la Commissione a presentare tempestivamente proposte di azioni ulteriori.Nella comunicazione della Commissione relativa al "Completamento del mercato interno dell'energia" [2] a titolo di conclusione viene indicato che è giunto il momento di fare al Parlamento e al Consiglio proposte volte al completamento dei mercati interni del gas e dell'energia elettrica che, oltre a realizzare l'obiettivo principale, siano anche compatibili con altre importanti politiche comunitarie in tale settore e possano eventualmente contribuirvi.[2]  GU C ...L'allegata proposta di modifica delle direttive 96/92/CE e 98/30/CE risponde dunque alla domanda del Consiglio europeo e del Consiglio Energia e segue il recente Libro verde sulla sicurezza dell'approvvigionamento [3] che ha posto in evidenza il nesso tra l'accelerazione dell'integrazione dei mercati dell'energia in Europa e la necessità di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento.[3]  COM(2000) 769, pag. 71.2. Obiettivi perseguitiCome illustrato nella comunicazione sopra menzionata, se la Comunità vuole porre in essere un mercato reale ed effettivo del gas e dell'elettricità, le eventuali proposte debbono contenere tanto elementi di natura quantitativa che qualitativa:-la liberalizzazione progressiva della scelta del fornitore riconosciuta a tutti i consumatori di gas e di elettricità ("proposta quantitativa"). Tre sono i motivi per impegnarsi in un ambizioso programma sotto questo profilo: anzitutto garantire che qualsiasi impresa dell'UE fruisca dei vantaggi della concorrenza consistenti in una maggiore efficienza e in un livello inferiore dei prezzi, accrescendo in tal modo la competitività dell'UE e l'occupazione; in secondo luogo garantire che i consumatori dell'UE beneficino integralmente dell'apertura del mercato che comporta per l'utenza domestica fatture meno onerose del gas e dell'elettricità; in terzo luogo garantire pari condizioni negli Stati membri in termini di apertura del mercato e di conseguenza integrare totalmente i quindici mercati nazionali in un solo vero mercato unico pienamente operativo;-il miglioramento in termini strutturali dei mercati comunitari del gas e dell'energia elettrica ("proposte qualitative"). L'esperienza in materia di apertura del mercato, non soltanto nella Comunità, ma anche in altri paesi, ha chiaramente dimostrato che taluni approcci sono di gran lunga più idonei a realizzare lo sviluppo di una concorrenza effettiva. Una netta maggioranza di Stati membri ha adottato un approccio di questo tipo nel settore elettricità e un numero elevato di Stati membri ha proceduto in tal modo anche per il gas.Mano a mano che il mercato interno si sviluppa, in particolare per quanto riguarda la sopra menzionata accelerazione sotto il profilo quantitativo, è dunque essenziale che i metodi applicati per procedere all'apertura del mercato convergano gradualmente nei vari Stati membri affinché si sviluppi un reale mercato interno sulla base di una concorrenza priva di distorsioni. Questa evoluzione risulta anche necessaria se si vuole sfruttare e traslare ai consumatori tutti i vantaggi derivanti dalla realizzazione dei mercati interni dell'elettricità e del gas.È comunemente ammesso che l'accesso di terzi alla rete basato su tariffe pubblicate e non discriminatorie ed una consistente separazione sono elementi non soltanto favorevoli ad instaurare la concorrenza, ma necessari a garantire una concorrenza effettiva. Per completare il mercato interno non è sufficiente quindi liberalizzare integralmente la domanda, ma è necessaria anche l'esistenza di strutture efficienti di mercato. Oltre al bisogno di garantire che un massimo di vantaggi derivanti dalla concorrenza vada a profitto dei cittadini comunitari, queste misure servono a garantire parità di condizioni nei singoli Stati membri e assicurare l'assenza di discriminazioni, soprattutto in presenza di imprese verticalmente integrate che detengono una posizione dominante. Di fatto è divenuto sempre più manifesto che tale questione è altrettanto se non più importante del grado di apertura del mercato in termini quantitativi, nella misura in cui occorra raggiungere una effettiva reciprocità tra Stati membri.Inoltre è opportuno che la presente proposta aggiorni le direttive: alcune delle loro disposizioni ed opzioni sono divenute superflue, oppure non sono state adottate dagli Stati membri. Trattasi della procedura di gara relativa alla liberalizzazione dell'attività di generazione (tranne quando si tratti di una misura di riserva che può essere adottata per ragioni di sicurezza dell'approvvigionamento) e della figura dell'acquirente unico per l'accesso alla rete. In tal caso è possibile prevedere una loro eliminazione dalla direttiva. Questo chiarimento è di particolare importanza se si vogliono predisporre pari condizioni in termini di strutture dei mercati del gas e dell'energia elettrica nei paesi che sono candidati all'adesione alla Comunità. In aggiunta varie questioni amministrative sono state semplificate in modo da ridurre gli adempimenti burocratici. Trattasi di obblighi previsti dalla direttiva che alla luce dell'esperienza possono essere resi meno gravosi. Inoltre sono stati introdotti chiarimenti alle disposizioni delle due direttive per quanto riguarda gli obblighi di separazione contabile.Risulta anche corretto abrogare le direttive 90/547/CEE e 91/296/CEE del Consiglio concernenti il transito di elettricità e gas naturale per garantire regimi di accesso omogenei e non discriminatori per la trasmissione anche quando ciò comporta un vettoriamento transfrontaliero nella Comunità. Per garantire coerenza e evitare confusioni in ordine ai regimi e alle condizioni di accesso, viene suggerito di incorporare e snellire le norme delle direttive concernenti il transito nella proposta di nuova direttiva sul completamento del mercato interno dell'energia consentendo così, se necessario, l'accesso di gestori di reti di trasmissione alla rete di altri gestori di reti trasmissione a condizioni che non sono discriminatorie.Infine è opportuno migliorare le disposizioni in vigore relative agli obiettivi di servizio pubblico per consentire un esercizio efficace e permanente di analisi comparativa e garantire che tutti i cittadini beneficino del diritto alla fornitura di elettricità a prezzi accessibili e ragionevoli (servizio universale) e di un minimo di diritti di tutela del consumatore.Questi miglioramenti alle direttive e l'eliminazione delle disposizioni superflue forniranno inoltre maggiore chiarezza e indicazioni ai paesi candidati in sede di riforma dei loro settori gas ed elettricità.3. Le proposte3.1. Proposte quantitative - riconoscimento progressivo della libertà di tutti i consumatori di scegliere il fornitoreSecondo la proposta gli Stati membri conferiscono a tutta l'utenza di energia elettrica per uso non domestico (cioè l'utenza industriale e commerciale) la libertà di scegliere il fornitore dal 1° gennaio 2003, e tale possibilità è estesa a tutti i clienti (vale a dire 100% di apertura del mercato) dal 1° gennaio 2005.Poiché l'apertura dei mercati del gas è più tardiva di quella dell'elettricità (gli Stati membri dovevano dare attuazione alla direttiva gas 18 mesi dopo l'attuazione della direttiva elettricità) e quindi le imprese del settore gas hanno avuto meno tempo per prepararsi, viene proposto per l'utenza gas per usi non domestici il termine del 1° gennaio 2004, vale a dire un anno dopo quello previsto per il settore elettricità. Per l'introduzione della piena apertura del mercato è tuttavia proposto il medesimo termine stabilito per il settore elettricità, vale a dire il 1° gennaio 2005 in quanto questo lasso di tempo risulta sufficientemente lungo per consentire all'industria del gas dell'UE di prepararsi completamente alla piena concorrenza, garantendo quindi che entrambi i mercati interni operino in parallelo. Ciò risulta di importanza particolare per effetto della crescente convergenza tra i due settori.Le proposte sono state elaborate tenendo conto dell'esperienza dei paesi che hanno già introdotto con successo la piena concorrenza e dei tempi che sono risultati necessari per procedere alla debita preparazione tanto a livello amministrativo che tecnico e legislativo/regolamentare per garantire la tutela del consumatore e il rispetto degli indispensabili obiettivi di servizio pubblico. In particolare i lavori hanno tenuto conto del fatto che la libertà di scelta conferita all'utenza domestica, diversamente dall'utenza industriale e commerciale, spesso impone una rilevante preparazione in termini di meccanismi di fatturazione e l'elaborazione di profili della potenza fornita all'utenza [4]. Inoltre occorreva considerare l'intenzione della maggior parte degli Stati membri di introdurre la piena concorrenza secondo un calendario simile a quello proposto. La comunicazione della Commissione sul completamento del mercato interno dell'energia dimostra chiaramente che i principali obiettivi della Comunità in tale settore, vale a dire elevati standard di servizio pubblico e tutela del consumatore, protezione dell'ambiente, sicurezza dell'approvvigionamento e apertura del mercato sulla base del consenso sociale, possono essere pienamente realizzati nel contesto di questa evoluzione.[4]  Si parla di profilo standard di potenza fornita quando si ipotizza un certo consumo di elettricità di un piccolo consumatore, in volume e secondo orari di domanda. Gli scostamenti dalla curva di carico sono oggetto di conguaglio a seguito di letture periodiche del contatore, eliminando così la necessità di costose letture istantanee del consumo effettivo e di compensazioni rispetto alla quantità oggetto del contratto.3.2. Proposte qualitativeTrattasi di due proposte relative ai metodi di separazione e di accesso alla rete. Quasi tutti coloro che hanno formulato osservazioni nel contesto dell'audizione pubblica sul completamento del mercato interno dell'energia che è stata effettuata dalla Commissione nel settembre 2000 hanno sottolineato che l'adozione di standard elevati e di misure chiare per quanto riguarda questi due problemi è essenziale se si vuole garantire una concorrenza effettiva in tutto il mercato interno e l'esistenza di una reale reciprocità fra gli Stati membri e le imprese.Separazione: per garantire uno standard minimo comune di separazione in tutto il mercato interno dell'energia elettrica e del gas secondo la proposta gli Stati membri devono quanto meno far sì che la trasmissione sia affidata a una impresa che se è controllata, è però giuridicamente e funzionalmente distinta nello svolgimento dei suoi compiti quotidiani dalle attività di generazione e di vendita dell'impresa controllante [gestore indipendente della rete di trasmissione - GRT]. Sono precisate alcune misure che debbono essere rispettate per garantire che l'impresa controllata di trasmissione sia in grado di svolgere le proprie funzioni in modo indipendente da altre attività commerciali del gruppo cui appartiene. Le prescrizioni minime in termini di separazione funzionale sono le seguenti:-divieto per i soggetti incaricati della gestione della rete di trasmissione di partecipare a strutture societarie responsabili, direttamente o indirettamente, della conduzione quotidiana dell'attività di generazione/produzione e fornitura del gruppo integrato;-obbligo di adottare misure appropriate per far sì che gli interessi personali dei quadri direttivi dell'impresa di trasmissione trovino riscontro in misura tale da garantire la loro capacità di agire in modo indipendente;-assegnazione al gestore della rete di trasmissione del pieno controllo di tutti gli impianti necessari all'esercizio, manutenzione e sviluppo della rete;-elaborazione da parte del gestore della rete di trasmissione di un programma di adempimenti che stabilisce le misure adottate per garantire che vengano esclusi comportamenti discriminatori. Il programma deve indicare gli obblighi specifici dei dipendenti per rispondere a questo obiettivo. Esso deve essere predisposto e il suo rispetto controllato da un responsabile designato dal presidente/direttore generale, al quale detto responsabile deve anche riferire, dell'impresa integrata cui appartiene il gestore della rete di trasmissione. Una relazione annuale che indica le misure adottate va presentata dal responsabile all'autorità nazionale di regolazione: detta relazione è anche pubblicata.In varie risposte in occasione dell'audizione pubblica è stato affermato che anche la distribuzione dovrebbe essere separata in modo analogo imponendo la separazione in entità giuridiche distinte  [5] ed è stata sottolineata l'importanza di un accesso non discriminatorio alla distribuzione che è considerato essenziale  [6].[5]  Le direttive gas ed elettricità impongono soltanto la separazione contabile a livello distribuzione insieme a misure volte a garantire che non siano pubblicate informazioni sensibili sotto il profilo commerciale.[6]  I costi di distribuzione sono relativamente notevoli. Per il gas gli investimenti complessivi nella distribuzione di regola sono il doppio rispetto alla trasmissione. In un paese che non ha produzione di gas, gli investimenti per la sua distribuzione possono incidere per il 70% - 80% dell'investimento complessivo nella catena di fornitura all'utente finale.Un'ulteriore apertura del mercato renderà il funzionamento indipendente del sistema di distribuzione importante quanto il funzionamento indipendente del sistema di trasmissione. Per questo motivo la Commissione propone una separazione in entità giuridiche distinte dei gestori della rete di distribuzione dell'elettricità sull'orizzonte 2003 e dei gestori della rete di distribuzione del gas sull'orizzonte 2004 a condizioni più o meno identiche a quelle sopra descritte per il gestore della rete di trasmissione. Tuttavia gli Stati membri possono decidere di introdurre una soglia minima perché potrebbe risultare sproporzionato imporre tale obbligo di separazione a piccole imprese di distribuzione locale.Andrebbe osservato che tale modifica è per il gas un progresso maggiore che per l'elettricità. Nella direttiva gas è richiesta soltanto la separazione della contabilità interna della trasmissione, abbinata a misure atte a garantire gli obblighi di riservatezza relativi alle informazioni di rilevanza commerciale. Tuttavia sei Stati membri di fatto sono passati alla separazione proprietaria o societaria o degli organi di direzione o stanno preparandosi ad introdurla. In aggiunta vale la pena osservare che numerose imprese integrate nel campo del gas praticano strategie analoghe di separazione della gestione e dell'esercizio del vettoriamento dalla funzione di fornitura del gas. È comunemente riconosciuto che uno sviluppo in questo senso porterà ad una struttura della concorrenza più efficace ed equivalente in tutto il mercato interno e consentirà un maggiore accesso al mercato in quanto i soggetti che potenzialmente possono affacciarvisi avranno la certezza che l'accesso non è discriminatorio. Inoltre nell'ambito di imprese integrate ciò fornirà segnali di costo più chiari e incentivi alle varie attività. L'adozione della misura condurrà dunque ad uno sviluppo più rapido e corretto di un mercato interno effettivo del gas.Queste disposizioni sono state considerate importanti dalla prevalente maggioranza di coloro che hanno espresso le loro osservazioni nell'audizione. Alla luce dell'esperienza maturata nell'attuazione delle direttive in vigore, è anche risultato che sono le più importanti per garantire un'effettiva indipendenza funzionale.In risposta alla consultazione non pochi sono stati coloro che hanno affermato la necessità di procedere per il gas ad una separazione più spinta per gli impianti di stoccaggio e GNL e di assoggettarli ad accesso regolamentato. Molti hanno anche sostenuto la necessità della separazione proprietaria completa per la trasmissione. È chiaro che misure di questo tipo darebbero luogo a garanzie più efficaci di accesso non discriminatorio. Inoltre la Commissione riconosce assolutamente il ruolo fondamentale che spetta all'accesso agli impianti di stoccaggio del gas e ad altre strutture ausiliarie fondamentali se si vuole sviluppare  un mercato in concorrenza [7]. Ciò premesso la Commissione ha deciso di proporre di chiarire l'importanza dell'accesso allo stoccaggio, ad altri servizi ausiliari e agli strumenti di flessibilità, rafforzando il metodo di accesso alla rete di distribuzione ed agli impianti GNL (cfr. infra) e di imporre alle imprese del gas di individuare e costituire operatori distinti responsabili di tali attività di stoccaggio e GNL (gestori degli impianti di stoccaggio e GNL) accrescendo così la trasparenza a favore di coloro che chiedono l'accesso a questi impianti chiave. Secondo la Commissione queste misure saranno sufficienti a garantire un accesso effettivo e non discriminatorio ai sistemi del gas e dell'elettricità. Essa ha deciso di non prescrivere, almeno per ora, obblighi di separazione aggiuntivi relativamente allo stoccaggio e agli impianti GNL (vale a dire non imporre entità giuridiche distinte per queste attività). Inoltre propone di inserire una disposizione sulla fornitura non discriminatoria di servizi di bilanciamento sia per il gas per l'elettricità.[7]  Il prelievo di gas varia sensibilmente per la totalità dell'utenza, sia nell'ambito di una singola giornata che da una stagione all'altra nel corso dell'anno. Tuttavia la fornitura è più costante in quanto i produttori di gas cercano di rendere massimo l'utilizzo della capacità dei loro gasdotti. Un accesso non discriminatorio a strumenti mirati alla flessibilità, quali gli impianti di stoccaggio, può quindi risultare fondamentale per un accesso efficiente al sistema gas in genere e per garantire parità di condizioni tra gli operatori già insediati che dispongono di notevoli strutture di stoccaggio e chi si affaccia sul mercato, nonché i clienti che non dispongono di tali strutture.La Commissione continuerà peraltro a monitorare attentamente se si sviluppa un accesso effettivo e non discriminatorio alla trasmissione (compresi i gasdotti upstream), alla distribuzione, al GNL, allo stoccaggio e ad altri impianti ausiliari essenziali. Per garantire un esame permanente di queste problematiche da parte di tutte le istituzioni comunitarie viene proposto di modificare le direttive e chiedere alla Commissione di presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, che analizzi tra l'altro anche le questioni menzionate, prima della fine del secondo e del quarto anno successivo all'entrata in vigore della direttiva modificata (articolo 1 e 2), corredata eventualmente con adeguate proposte di ulteriori azioni.Accesso dei terzi: come sopra detto anche l'accesso effettivo dei terzi è stato considerato da tutti i soggetti consultati come una caratteristica essenziale per garantire lo sviluppo di una effettiva concorrenza. Quasi tutti ritengono che il minimo necessario per garantire la non discriminazione e la necessaria trasparenza e prevedibilità onde porre in essere un'effettiva concorrenza è la pubblicazione e la regolazione di tariffe applicate in modo non discriminatorio a tutti gli utenti, siano essi clienti o imprese, comprese quelle che appartengono al gruppo a cui fa capo il gestore della rete di trasmissione (GRT). Tali tariffe possono essere articolate in classi di utenza obiettivamente definite, sempreché ciò non dia luogo a discriminazioni. Il sistema è stato prescelto da quasi tutti gli Stati membri per quanto riguarda l'elettricità, ma non per il gas [8]. Viene quindi proposto che una struttura tariffaria pubblicata e regolamentata sia la norma minima per le tariffe di trasmissione e distribuzione in ambedue i mercati. È importante garantire che i prossimi paesi aderenti realizzino a loro volta strutture compatibili con l'approccio seguito dagli Stati membri.[8]  Per il gas i seguenti Stati membri hanno o un sistema di accesso negoziato o un sistema ibrido pubblicato/negoziato: Austria, Belgio (che tuttavia di recente ha deciso di passare a un sistema regolamentato di accesso di terzi alla rete), Danimarca, Francia, Germania e Paesi Bassi.Per garantire che l'assenza di discriminazioni sia effettiva in pratica gli Stati membri e le autorità nazionali di regolazione devono procedere ad un controllo attento del comportamento dei gestori della rete di trasmissione e di distribuzione separati in entità giuridiche distinte. Quindi gli Stati membri e le autorità nazionali di regolazione dovranno, tra l'altro, garantire che i gestori della rete di trasmissione e di distribuzione diano seguito alle domande di accesso entro un periodo di tempo ragionevole. Secondo la Commissione non dovrebbero essere in linea di massima superate le due settimane. Essi dovranno altresì garantire che i gestori della rete di trasmissione e di distribuzione non pongano alle imprese che chiedono l'accesso alla rete domande relative alla fonte dell'energia, alla sua destinazione e al successivo percorso che non siano necessarie per adempiere alle loro responsabilità in relazione all'esercizio della rete.Regolazione: le autorità nazionali indipendenti di regolazione esplicano una funzione perno nel garantire un accesso non discriminatorio alla rete in quanto hanno la potestà di stabilire o approvare le tariffe di trasmissione e di distribuzione prima della loro entrata in vigore. Le autorità garanti della concorrenza possono soltanto intervenire ex post in caso di distorsione della concorrenza, mentre le autorità di regolazione hanno una funzione attiva ex ante. Queste autorità svolgono inoltre un ruolo rilevante su questioni relative agli scambi transfrontalieri per la realizzazione di un vero mercato interno. Esse imprimono altresì al mercato connotazioni di trasparenza e di continuità nella regolazione. La direttiva proposta pertanto impone agli Stati membri di costituire autorità indipendenti di regolazione aventi tra l'altro competenza per stabilire e/o approvare le tariffe e le condizioni di accesso alle reti di trasmissione e di distribuzione del gas e dell'elettricità. Quindi l'autorità di regolazione è tenuta ad approvare le tariffe di trasmissione e di distribuzione prima della loro entrata in vigore. L'approvazione può riguardare una proposta fatta dal o dai gestori della rete di trasmissione/distribuzione o una proposta concordata tra gestore o gestori della rete di trasmissione/distribuzione e gli utenti della rete. Comunque è sempre opportuno che i gestori della rete di trasmissione/distribuzione si consultino rigorosamente con tutte le categorie dei loro utenti prima di proporre le tariffe alla rispettiva autorità di regolazione. Nonostante la loro indipendenza questi organismi dovranno cooperare strettamente con altri enti pubblici quali le autorità garanti della concorrenza ove queste ultime mantengano ancora la competenza per comporre altri tipi di controversie relative all'accesso di terzi, ad esempio pratiche discriminatorie in casi individuali.Scambi con paesi non appartenenti all'UE: in un mercato liberalizzato le possibilità per le imprese UE di avere rapporti commerciali con fornitori e clienti al di fuori dell'UE possono essere più ampie e da queste transazioni possono sorgere notevoli vantaggi come avviene per altre industrie. Tuttavia tra l'UE e i paesi terzi deve esistere un accordo di reciprocità di accesso ai mercati oltreché in materia di standard relativi all'ambiente e alla sicurezza al fine di prevenire rischi potenziali per l'ambiente nella Comunità, in particolare per il mercato dell'elettricità. Per queste problematiche potrebbe essere previsto un quadro nel quale inserire accordi bilaterali o regionali. Tuttavia alcuni Stati membri hanno già accordi distinti con paesi non appartenenti all'UE per scambiare energia elettrica. Questi accordi debbono essere sottoposti a monitoraggio in modo da renderli compatibili con gli obiettivi della Comunità ad esempio in materia di sicurezza dell'elettricità prodotta da centrali nucleari. Quindi la direttiva impone agli Stati membri di informare la Commissione in ordine alle importazioni di elettricità dai paesi ai quali la direttiva elettricità non si applica.3.3. Disposizioni di aggiornamentoPer dar riscontro al fatto che varie opzioni previste dall'attuale direttiva elettricità non sono attuate da nessuno Stato membro e sono considerate in genere meno propizie allo sviluppo di mercati in concorrenza rispetto a quelle effettivamente poste in esecuzione, viene proposto di eliminarle dalla direttiva. Ciò è importante per garantire il persistere di condizioni di parità con i potenziali paesi aderenti. Quindi viene proposto di eliminare la procedura di gara per quanto riguarda la generazione. Tuttavia gli Stati membri sono tenuti a prendere disposizioni per bandire eventualmente gare per nuova capacità da utilizzare in via eccezionale per ragioni di sicurezza dell'approvvigionamento. Altra opzione eliminata per quanto riguarda l'accesso dei terzi alla rete nel settore elettrico è l'opzione "acquirente unico".È proposto inoltre un miglioramento sul piano amministrativo al fine di eliminare una prescrizione di procedura che alla luce dell'esperienza è risultata inutile e può essere soppressa senza ridurre l'efficacia della direttiva. Trattasi della prescrizione in base alla quale in caso di rifiuto dell'autorizzazione a costruire nuova capacità di generazione, va inoltrata alla Commissione copia della decisione pertinente. È risultato evidente che la procedura è inutilmente gravosa in quanto il rigetto di molte di queste domande riguarda piccoli impianti ed è dovuto a semplici motivi di programmazione (articolo 5, paragrafo 3 della direttiva 96/92/CE). I vantaggi della procedura sono di conseguenza vanificati dall'onere amministrativo che essa impone, in particolare alle autorità locali. La prescrizione è pertanto soppressa. Le imprese a cui non sono state rilasciate le autorizzazioni conservano tuttavia il diritto di rivolgersi, se lo desiderano, alla Commissione.L'articolo 14, paragrafo 3 della direttiva elettricità e l'articolo 13, paragrafo 3 della direttiva gas stabiliscono che le imprese integrate mantengano una contabilità separata per le loro varie attività. Secondo le definizioni fornite nell'articolo 2, paragrafi 5 e 6 della direttiva elettricità e nell'articolo 2, paragrafi 3 e 5 della direttiva gas i termini trasmissione e distribuzione significano il trasporto di elettricità/gas "ai fini della fornitura ai clienti finali ....". Alcune imprese hanno dedotto da questa formulazione che non è necessario mantenere una contabilità separata per le attività di distribuzione e di fornitura. La Commissione ritiene tale interpretazione non corretta e incompatibile con la lettera e l'obiettivo della disposizione, in particolare porre in essere una situazione di trasparenza e una regolamentazione efficace. Nondimeno per garantire completa chiarezza sulla questione, il progetto di direttiva propone una modifica all'articolo 14, paragrafo 3 della direttiva elettricità e all'articolo 13, paragrafo 3 della direttiva gas.Per quanto riguarda la disposizione in materia di reciprocità contenuta nell'articolo 19 di entrambe le direttive è ora possibile fissare una data ultima alla quale cesserà la sua validità. Poiché è stato proposto che ogni Stato membro sia tenuto a conferire a tutti i clienti la qualifica di idoneità dal 1° gennaio 2005, la disposizione è inefficace da tale data.Infine, viene proposto di abrogare le direttive concernenti il transito di gas ed elettricità (direttive 90/547/CEE e 91/296/CEE del Consiglio) per evitare regimi diversi, obblighi di pubblicazione, sistemi di composizione delle controversie, ecc. per l'accesso alla rete. I gestori della rete di trasmissione, ove necessario e al fine di svolgere le loro funzioni anche in relazione al transito, hanno accesso alla rete di altri operatori di sistemi di trasmissione a condizioni non discriminatorie.3.4. Obiettivi di servizio pubblicoCome menzionato nella comunicazione sul completamento del mercato interno, il raggiungimento di obiettivi di servizio pubblico è una delle priorità fondamentali della Commissione nel settore. Benché le disposizioni in vigore delle direttive gas e elettricità abbiano finora funzionato egregiamente, vi è spazio per miglioramenti, in particolare nel contesto dell'apertura completa del mercato. In primo luogo per garantire il servizio universale dell'energia elettrica man mano che progredisce l'apertura del mercato, la Commissione ritiene importante inserire nella proposta una disposizione in forza della quale gli Stati membri debbano garantire il servizio universale, vale a dire la fornitura di elettricità di alta qualità a tutti i clienti nel loro territorio (articolo 3, paragrafo 3). Del pari, e a titolo complementare, nell'articolo 3, paragrafi  3 e 4 è introdotta la prescrizione a carico degli Stati membri, sia per l'elettricità che per il gas, di emanare disposizioni idonee a garantire il mantenimento degli obiettivi di pubblico servizio, in particolare:*la tutela della clientela vulnerabile; gli Stati membri ad esempio sono tenuti a garantire una tutela appropriata per interruzioni non motivate della fornitura a utenti anziani, disoccupati, portatori di handicap, ecc.;*la tutela dei diritti di base dei clienti finali; gli Stati membri ad esempio dovranno garantire una serie minima di condizioni per i contratti, la trasparenza delle informazioni e la disponibilità di meccanismi poco onerosi e trasparenti di soluzione delle controversie  [9];[9]  L'articolo 17 della proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio presentata dalla Commissione in materia di servizio universale di diritti degli utenti per quanto riguarda le reti dei servizi di comunicazione elettronica COM  (2000) 392 del 12 luglio 2000 contiene disposizioni idonee a garantire questi indirizzi di base.*la coesione economica e sociale; oltre al servizio universale, ove necessario, gli Stati membri dovranno adottare misure idonee a garantire forniture a prezzi appropriati ad esempio nelle aree periferiche;*la protezione dell'ambiente; e*la sicurezza dell'approvvigionamento, in particolare mediante misure che garantiscano adeguati livelli di manutenzione e sviluppo dell'infrastruttura, specie delle interconnessioni.Inoltre e nuovamente a titolo complementare, per ribadire con chiarezza che gli Stati membri dispongono di tutti gli strumenti necessari onde garantire la manutenzione e lo sviluppo della rete, viene proposto di inserire un nuovo articolo nelle direttive gas e elettricità (articolo 8, paragrafo 5 della direttiva elettricità e articolo 7, paragrafo 5 della direttiva gas) in forza del quale gli Stati membri possono chiedere ai gestori della rete di trasmissione di provvedere a livelli minimi di investimenti per la manutenzione e lo sviluppo del sistema di trasmissione, compresa la capacità di interconnessione.Infine, data l'importanza fondamentale della continuità e della sicurezza delle forniture di elettricità come evidenziato nel Libro verde sull'approvvigionamento dell'energia - che con tutta probabilità è il più importante obiettivo di servizio pubblico - è necessario adottare altre varie misure complementari per rafforzare le attuali misure di salvaguardia contenute nelle direttive elettricità e gas. In particolare e in aggiunta agli obblighi a carico degli Stati membri di prendere disposizioni al fine di poter bandire gare per nuova capacità, ove necessario, sarebbe opportuno che gli Stati membri fossero tenuti a seguire con attenzione la situazione del mercato nazionale dell'elettricità e del gas e in particolare l'equilibrio tra domanda e offerta, il livello della domanda attesa in futuro, la capacità addizionale prevista, programmata o in corso di costruzione, e il livello di concorrenza esistente sul mercato. Ogni anno gli Stati membri dovrebbero essere tenuti a pubblicare una relazione che riporta quanto constatato e indica le misure previste per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento. Inoltre, poiché a causa della connotazione di alta interconnessione della rete elettrica dell'UE il rapporto tra domanda e offerta a livello comunitario ha un'importanza essenziale per la sicurezza generale del sistema, sulla base delle relazioni nazionali e della sua azione di monitoraggio, la Commissione dovrebbe pubblicare una comunicazione analoga che riguarda la Comunità nel suo insieme. Per questo motivo viene proposto di inserire queste disposizioni all'articolo 6, paragrafo 6 della direttiva elettricità, versione modificata e nell'articolo 4 bis della direttiva gas, versione modificata.L'articolo 3, paragrafo 2 delle attuali direttive impone agli Stati membri di notificare gli obiettivi di servizio pubblico alla Commissione. Tuttavia poiché nessuno Stato membro ha adottato obiettivi che impongano una deroga dall'una o dall'altra direttiva, non è stata fatta alcuna comunicazione. Per consentire un effettivo esercizio di analisi comparativa da parte della Commissione, che consenta agli Stati membri di verificare che essi mantengono i livelli più elevati di pubblico servizio, è opportuno modificare tale disposizione e chiedere agli Stati membri di notificare ogni due anni tutte le misure adottate per realizzare gli obiettivi di pubblico servizio, a prescindere dal fatto che impongano una deroga dalla direttiva e in particolare i nuovi obblighi sopra menzionati. Su tale base la Commissione dovrebbe essere tenuta a pubblicare ogni due anni una relazione che analizza le varie misure adottate e se necessario, fare raccomandazioni in ordine alle misure da prendere per conformarsi a standard elevati di servizio pubblico.In definitiva un mercato completamente aperto impone l'internalizzazione dei costi esterni per garantire vera parità di condizioni. La Commissione intende quindi promuovere iniziative in questo senso, ad esempio un'imposta sull'energia/sulle emissioni di CO2 per tutta l'UE, regolamentazione rigorosa degli aiuti di Stato, misure di gestione della domanda, interventi mirati a promuovere la cogenerazione e le fonti rinnovabili di energia che sono meno competitive finché i costi esterni non sono presi completamente in considerazione.4. ConclusioneTutti gli elementi di cui dispone la Commissione relativi al funzionamento delle direttive gas ed elettricità indicano che la totalità degli obiettivi di base perseguiti dal mercato interno, vale a dire prezzi più bassi, maggiore competitività, elevati standard di servizio pubblico, sicurezza dell'approvvigionamento e tutela dell'ambiente, sono stati realizzati in un clima di consenso sociale. L'esperienza in paesi che sono passati ad un'apertura completa del mercato dimostra che tali obiettivi possono essere e sono raggiunti in regime di piena concorrenza e sono quindi meglio perseguibili in condizioni di questo tipo. L'opinione prevalente di coloro che hanno formulato osservazioni orali e scritte nel contesto della consultazione pubblica sul completamento dei mercati interni del gas e dell'elettricità conforta tale approccio.Il rapido completamento del mercato interno nel settore rappresenta quindi un passo importante per raggiungere gli obiettivi della Comunità indicati dal Consiglio europeo di Lisbona nella primavera del 2000. L'adozione di queste proposte presumibilmente arrecherà importanti vantaggi in termini di competitività ed occupazione e comporterà prezzi concorrenziali e standard più elevati di servizio ai cittadini della Comunità nel settore del gas e dell'elettricità.2001/0077 (COD)Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modificazione delle direttive 96/92/CE e 98/30/CE relative a norme comuni per i mercati interni dell'energia elettrica e del gas naturale(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 47, paragrafo 2, l'articolo 55 e l'articolo 95,vista la proposta della Commissione [10],[10]  GU C ...visto il parere del Comitato economico e sociale [11],[11]  GU C ...visto il parere del Comitato delle Regioni [12][12]  GU C ...deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [13],[13]  GU C ...considerando quanto segue:(1) La direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 1996, concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica [14] e la direttiva 98/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale [15] hanno contribuito in misura notevole alla realizzazione dei mercati interni dell'energia elettrica e del gas.[14]  GU L 27 del 30.1.1997, pag. 20.[15]  GU L 204 del 21.7.1998, pag. 1.(2) L'esperienza dell'attuazione di tali direttive comprova gli importanti vantaggi che il mercato interno dell'energia elettrica e del gas ha cominciato a produrre in termini di maggiore efficienza, riduzioni dei prezzi, livelli più elevati di servizio e maggiore competitività. Restano tuttavia rilevanti insufficienze e possibilità di migliorare il funzionamento dei mercati.(3) Nella riunione tenuta a Lisbona il 23 e il 24 marzo 2000 il Consiglio europeo ha invitato a intraprendere rapidamente i lavori per completare il mercato interno nel settore dell'energia elettrica e del gas e ad accelerare la liberalizzazione in tali comparti nell'intento di realizzare in essi un mercato interno pienamente operativo. Nella sua risoluzione del 6 luglio 2000 sul secondo rapporto della Commissione relativo alla "Liberalizzazione dei mercati dell'energia" il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di adottare un calendario per la realizzazione di obiettivi precisamente definiti nella prospettiva di liberalizzare gradualmente ma completamente il mercato dell'energia.(4) Gli ostacoli principali per rendere il mercato interno pienamente operativo sono connessi alle questioni di accesso alla rete e ai vari gradi di apertura del mercato nei singoli Stati membri.(5) Per realizzare un accesso non discriminatorio alla rete, è di fondamentale importanza l'indipendenza del gestore della rete di trasmissione. A questo fine vanno rafforzate le disposizioni in materia di separazione. Per garantire un accesso non discriminatorio alla rete di distribuzione devono essere introdotti obblighi di separazione per i gestori della rete di distribuzione del gas e dell'energia elettrica.(6) Per evitare d'imporre un onere finanziario e amministrativo sproporzionato alle piccole imprese di distribuzione è opportuno dare facoltà agli Stati membri, ove necessario, di esentarle da tali obblighi di separazione.(7) È necessario adottare ulteriori misure per garantire tariffe trasparenti, prevedibili e non discriminatorie per l'accesso all'infrastruttura essenziale di trasporto e all'infrastruttura connessa, compreso lo stoccaggio e altre strutture ausiliarie. Tali tariffe devono essere applicate a tutti gli utenti della rete in modo non discriminatorio.(8) Alla luce dell'esperienza acquisita con l'applicazione della direttiva 90/547/CEE del Consiglio del 29 ottobre 1990 concernente il transito di elettricità nelle grandi reti [16] e della direttiva 91/296/CEE del Consiglio del 31 maggio 1991 concernente il transito di gas naturale sulle grandi reti [17] è opportuno prendere misure per garantire regimi di accesso omogenei e non discriminatori per la trasmissione, compreso il transito attraverso i confini tra Stati membri.[16]  GU L 313 del 13.11.1990, pag. 30. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 98/75/CE della Commissione (GU L 276 del 13.10.1998, pag. 9).[17]  GU L 147 del 12.6.1991, pag. 37. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 95/49/CE della Commissione (GU L 233 del 30.9.1995, pag. 86).(9) La presenza di autorità nazionali indipendenti di regolazione è un elemento rilevante per garantire un accesso non discriminatorio alla rete. Tali autorità nazionali devono avere quantomeno la competenza di stabilire o approvare le tariffe di trasmissione e di distribuzione nonché le tariffe di accesso agli impianti del gas naturale liquefatto (GNL) prima della loro entrata in vigore.(10) Le autorità nazionali di regolazione devono poter approvare le tariffe sulla base di una proposta del gestore della rete di trasmissione o del gestore della rete di distribuzione o del gestore GNL oppure sulla base di una proposta concordata tra detti gestori e gli utenti della rete.(11) I vantaggi derivanti dal mercato interno devono essere posti a disposizione dell'insieme dei settori industriale e commerciale della Comunità, comprese le piccole e medie imprese, e di tutti i cittadini della Comunità, nei tempi più brevi possibili per ragioni di competitività e di occupazione.(12) I clienti del gas e dell'energia elettrica devono essere in grado di scegliere liberamente il fornitore. Nondimeno è opportuno seguire un approccio graduale per completare il mercato interno dell'energia elettrica e del gas al fine di dar modo al settore di adattarsi e garantire che siano operanti adeguate misure e sistemi atti a proteggere gli interessi dell'utenza e far sì che quest'ultima disponga di un diritto reale ed effettivo di scegliere il fornitore.(13) Un'apertura progressiva del mercato alla piena concorrenza eliminerà gradualmente le differenze tra Stati membri. È necessario assicurare trasparenza e certezza nell'attuazione della presente direttiva.(14) La direttiva 98/30/CE stabilisce l'accesso agli impianti di stoccaggio in quanto parte del sistema gas. Alla luce dell'esperienza acquisita nella realizzazione del mercato interno sono necessarie misure supplementari per chiarire le disposizioni di accesso allo stoccaggio e ad altri servizi ausiliari e per potenziare la separazione dell'esercizio dei sistemi di trasmissione e di distribuzione e, per il gas, degli impianti di stoccaggio e GNL.(15) Quasi tutti gli Stati membri hanno scelto di garantire la concorrenza sul mercato della generazione dell'energia elettrica attraverso una procedura trasparente di autorizzazione. Tuttavia gli Stati membri dovrebbero conservare le possibilità di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento attraverso il bando di una procedura di gara nel caso in cui con la procedura di autorizzazione non venisse costruita una capacità sufficiente di generazione di energia elettrica.(16) Ai fini della sicurezza dell'approvvigionamento è necessario tenere sotto controllo l'equilibrio tra domanda e offerta nei singoli Stati membri e, in caso di pericolo per la sicurezza dell'approvvigionamento, occorre prendere misure adeguate.(17) Gli Stati membri devono garantire alla totalità dell'utenza il diritto alla fornitura di elettricità di una determinata qualità a prezzi accessibili e ragionevoli. Al fine di garantire nella Comunità la salvaguardia dei livelli qualitativi di pubblico servizio più elevati possibile, tutte le misure adottate dagli Stati membri per realizzare tali obiettivi devono essere regolarmente comunicate alla Commissione. Periodicamente la Commissione pubblica una relazione che analizza le misure adottate a livello nazionale per realizzare gli obiettivi di servizio pubblico e che confronta la loro efficacia al fine di raccomandare le misure da adottare a livello nazionale per realizzare elevati livelli di servizio pubblico.(18) L'obbligo di notificare alla Commissione il diniego di un'autorizzazione a costruire nuova capacità di generazione è risultato un inutile onere amministrativo e deve quindi essere prevista la dispensa dal medesimo.(19) Le direttive 96/92/CEE e 98/30/CEE devono pertanto essere modificate di conseguenza.(20) In base ai principi di sussidiarietà e proporzionalità enunciati all'articolo 5 del trattato, gli scopi dell'intervento prospettato, cioè la realizzazione di mercati interni dell'energia elettrica e del gas pienamente operativi in cui prevalgano condizioni di concorrenza leale, non possono essere realizzati in misura sufficiente dagli Stati membri e quindi, in ragione delle dimensioni e degli effetti dell'intervento, possono essere realizzati meglio a livello comunitario. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi.(21) Per garantire un trattamento omogeneo dell'accesso alle reti dell'elettricità e del gas anche nel caso di flussi in transito, le direttive 90/547/CEE e 91/296/CEE devono essere abrogate,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1Modificazioni della direttiva 96/92/CELa direttiva 96/92/CEE è così modificata:1) L'articolo 2 è così modificato:a) il punto 9 è sostituito dal seguente:"9) "cliente finale", un consumatore che acquista elettricità per proprio uso";b) il punto 22 è sostituito dal seguente:"22) "cliente non domestico", un consumatore che acquista elettricità non destinata al proprio uso domestico, inclusi i produttori, le imprese di trasmissione e distribuzione e i clienti grossisti."2) L'articolo 3 è sostituito dal seguente:"Articolo 31. Gli Stati membri, in base alla loro organizzazione istituzionale e nel dovuto rispetto del principio di sussidiarietà, fanno sì che le imprese elettriche, salvo il disposto del paragrafo 2, siano gestite secondo i principi della presente direttiva, nella prospettiva di realizzare un mercato dell'energia elettrica concorrenziale. Gli Stati membri non discriminano tra dette imprese per quanto riguarda i loro diritti o obblighi.2. Nel pieno rispetto delle pertinenti disposizioni del trattato, in particolare dell'articolo 86, gli Stati membri possono, nell'interesse economico generale, imporre alle imprese che operano nel settore dell'energia elettrica obblighi di servizio pubblico per quanto riguarda la sicurezza, compresa la sicurezza dell'approvvigionamento, la regolarità, la qualità e il prezzo delle forniture, nonché la protezione dell'ambiente. Tali obblighi sono chiaramente definiti, trasparenti, non discriminatori e verificabili. Tra i mezzi per adempiere agli obblighi di servizio pubblico in materia di sicurezza dell'approvvigionamento, gli Stati membri possono introdurre l'esecuzione di programmi a lungo termine, tenendo conto della possibilità che terzi chiedano l'accesso al sistema.3. Gli Stati membri assicurano che nel rispettivo territorio la totalità dell'utenza benefici del servizio universale, cioè del diritto alla fornitura di elettricità di una determinata qualità a prezzi accessibili e ragionevoli. Gli Stati membri adottano le misure atte a garantire elevati livelli di tutela del consumatore, specie per quanto riguarda la trasparenza in materia di condizioni del contratto, le informazioni generali e i dispositivi di composizione delle controversie. Queste misure comprendono in particolare quelle che figurano nell'allegato.4. Gli Stati membri attuano misure idonee a realizzare gli obiettivi della coesione sociale ed economica, della tutela dell'ambiente e della sicurezza dell'approvvigionamento, specie grazie alla manutenzione e alla costruzione della necessaria infrastruttura di rete, compresa la capacità di interconnessione.5. Gli Stati membri possono decidere di non applicare le disposizioni degli articoli 5, 6, 16 e 21 nella misura in cui la loro applicazione osti all'adempimento, in diritto o in fatto, degli obblighi che incombono alle imprese elettriche nell'interesse economico generale e nella misura in cui lo sviluppo degli scambi non sia talmente pregiudicato da nuocere agli interessi della Comunità. Gli interessi della Comunità comprendono, tra l'altro, la concorrenza per quanto riguarda i clienti idonei conformemente alla presente direttiva e all'articolo 86 del trattato."3) È inserito il seguente articolo 3 bis:"Articolo 3 bis1. Gli Stati membri notificano ogni due anni alla Commissione tutte le misure adottate per adempiere gli obblighi del servizio universale e del servizio pubblico, anche se non prevedono deroghe alle disposizioni della presente direttiva. La notificazione riguarda tra l'altro quanto prescritto dall'articolo 3, paragrafo 4 e la salvaguardia dei livelli qualitativi del servizio.2. La Commissione pubblica ogni due anni una relazione che analizza le varie misure adottate negli Stati membri per rispettare livelli qualitativi elevati di pubblico servizio ed esamina l'efficacia di dette misure.Ove del caso, la Commissione formula raccomandazioni in ordine alle misure da adottare a livello nazionale per realizzare elevati livelli qualitativi di servizio pubblico."4) L'articolo 4 è soppresso.5) L'articolo 5 è sostituito dal seguente:"Articolo 51. Per la costruzione di nuovi impianti di generazione gli Stati membri adottano una procedura di autorizzazione informata a criteri di obiettività, trasparenza e non discriminazione.2.  Gli Stati membri stabiliscono i criteri di rilascio delle autorizzazioni di costruzione di impianti di generazione sul loro territorio. Tali criteri possono riguardare quanto segue:a) la sicurezza tecnica e fisica del sistema elettrico, degli impianti e dell'apparecchiatura correlata;b) la protezione della salute e sicurezza pubblica;c) la protezione dell'ambiente;d) l'assetto del territorio e la localizzazione;e) l'uso del suolo pubblico;f) l'uso efficiente dell'energia;g) la natura delle fonti primarie;h) le caratteristiche specifiche del richiedente, quali le capacità tecniche, economiche e finanziarie;i) la conformità alle misure adottate in forza dell'articolo 3.3. I criteri e le procedure sono resi pubblici.4. I richiedenti sono informati dei motivi del diniego dell'autorizzazione. Detti motivi debbono essere obiettivi e non discriminatori, debitamente fondati e adeguatamente documentati. Il richiedente deve disporre di procedure di ricorso."6) L'articolo 6 è così modificato:a) il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:"1. Gli Stati membri provvedono, a fini di sicurezza dell'approvvigionamento, a che sia possibile bandire gare per nuove capacità sulla base di criteri pubblicati. Una procedura di gara tuttavia può essere bandita soltanto se sulla base della procedura di autorizzazione la capacità in costruzione non è sufficiente a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento."b) Il paragrafo 2 è soppresso.c) Il paragrafo 6 è soppresso.7) È inserito il seguente articolo 6 bis:"Articolo 6 bis1. Gli Stati membri designano un organismo, che può essere l'autorità indipendente di regolazione di cui all'articolo 22, per il controllo costante delle questioni di sicurezza dell'approvvigionamento. Detto organismo deve sorvegliare, in particolare, l'equilibrio fra domanda ed offerta sul mercato nazionale, il livello della domanda attesa in futuro e la prevista capacità addizionale in corso di programmazione o di costruzione nonché il livello di concorrenza sul mercato. Entro il 31 luglio di ogni anno l'organismo in questione pubblica una relazione che dà conto della situazione constatata in materia nonché delle misure adottate o previste per risolvere tali questioni e la trasmette immediatamente alla Commissione.2. Sulla scorta della relazione di cui al paragrafo 1, la Commissione presenta ogni anni al Parlamento europeo e al Consiglio una comunicazione che esamina le questioni relative alla sicurezza dell'approvvigionamento di elettricità nella Comunità, in particolare l'equilibrio esistente e previsto tra domanda e offerta. Se del caso, la Commissione formula raccomandazioni."8) All'articolo 7, il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:"6. Il gestore della rete di trasmissione che non sia già totalmente autonomo da altre attività non connesse con la rete sotto il profilo dell'assetto proprietario, deve essere indipendente, quantomeno sotto il profilo della veste giuridica, dell'organizzazione e dell'assunzione delle decisioni, da altre attività non relative alla trasmissione.Per garantire l'indipendenza del gestore della rete si applicano i seguenti criteri:a) le persone responsabili della gestione della rete non possono partecipare a strutture societarie dell'impresa elettrica integrata responsabili, direttamente o indirettamente, della conduzione giornaliera dell'attività di generazione, distribuzione e di fornitura;b) devono essere adottate misure idonee a garantire che gli interessi personali dei responsabili della gestione della rete siano presi in considerazione in modo da garantire che tali persone possano agire con indipendenza;c) il gestore della rete deve esercitare il pieno controllo su tutte le installazioni necessarie alla manutenzione e allo sviluppo della rete;d) il gestore della rete deve predisporre un programma di adempimenti ove figurano le misure prese per escludere comportamenti discriminatori; il programma deve indicare gli obblighi specifici dei dipendenti per raggiungere questo obiettivo; esso deve essere predisposto e il suo rispetto controllato da un responsabile designato dal presidente/direttore generale, al quale detto responsabile deve riferire, dell'impresa elettrica integrata cui appartiene il gestore della rete; una relazione annuale che dà conto delle misure prese deve essere presentata dal responsabile all'autorità nazionale di regolazione e pubblicata."9) È inserito il seguente articolo 7 bis:"Articolo 7 bisI gestori della rete di trasmissione acquisiscono l'energia che utilizzano per l'adempimento delle proprie funzioni secondo procedure trasparenti, non discriminatorie e basate su criteri di mercato."10) All'articolo 8 sono aggiunti i seguenti paragrafi 5 e 6:"5. Gli Stati membri possono imporre ai gestori della rete di trasmissione il rispetto di livelli minimi di investimento per la manutenzione e lo sviluppo della rete, compresa la capacità di interconnessione.6. Le regole di bilanciamento in tempo reale della generazione e del consumo di energia elettrica, adottate dai gestori della rete di trasmissione e di distribuzione, sono trasparenti e non discriminatorie. Le tariffe e le condizioni di prestazione di questi servizi da parte dei gestori della rete sono stabilite in modo non discriminatorio in corrispondenza ai prezzi prevalenti sul mercato e sono fissate o approvate dall'autorità nazionale di regolazione prima della loro entrata in vigore."11) All'articolo 10 è aggiunto il seguente paragrafo 4:"4. Il gestore della rete che non sia già pienamente indipendente, in termini di assetto proprietario, da altre attività non correlate alla rete di distribuzione deve essere indipendente, quantomeno sotto il profilo della veste giuridica, dell'organizzazione e dell'assunzione delle decisioni, dalle altre attività non connesse alla distribuzione.Per garantire l'indipendenza del gestore della rete si applicano i seguenti criteri:a) le persone responsabili della gestione della rete non devono partecipare a strutture societarie dell'impresa elettrica integrata che siano responsabili, direttamente o indirettamente, della conduzione giornaliera delle attività di generazione, trasmissione e fornitura di elettricità;b) devono essere adottate misure idonee ad assicurare che gli interessi personali dei responsabili della gestione della rete siano presi in considerazione in modo che tali persone possano agire con indipendenza;c) il gestore della rete deve esercitare il pieno controllo su tutte le installazioni necessarie alla manutenzione e allo sviluppo della rete;d) il gestore della rete deve predisporre un programma di adempimenti ove figurano le misure prese per escludere comportamenti discriminatori; il programma deve indicare gli obblighi specifici dei dipendenti per raggiungere questo obiettivo; esso è predisposto e il suo rispetto controllato da un responsabile designato dal presidente/direttore generale, al quale detto responsabile deve riferire, dell'impresa elettrica integrata cui appartiene il gestore della rete; una relazione annuale che dà conto delle misure prese deve essere presentata dal responsabile all'autorità nazionale di regolazione e pubblicata.Le disposizioni del primo e del secondo comma si applicano dal 1° gennaio 2003. Gli Stati membri possono decidere di non applicarle alle imprese elettriche integrate che a tale data riforniscono meno di 100 000 clienti.12) È inserito il seguente articolo 12bis:"Articolo 12bisLe disposizioni di cui all'articolo 7, paragrafo 6 e dell'articolo 10, paragrafo 4 non ostano all'esercizio di una rete combinata di trasmissione e distribuzione da parte di un gestore che sia pienamente indipendente, sotto il profilo della veste giuridica, dell'organizzazione e dell'assunzione di decisioni, da altre attività non connesse all'esercizio di una rete di trasmissione o distribuzione e che risponda al dettato dell'articolo 7, paragrafo 6."13) All'articolo 14 il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"3. Le imprese elettriche integrate tengono, nella loro contabilità interna, conti separati per le attività di generazione, distribuzione e fornitura e, se del caso, conti consolidati per altre attività non correlate all'elettricità, come sarebbero tenute a fare se dette attività fossero svolte da imprese separate, al fine di evitare discriminazioni, trasferimenti di risorse tra settori e distorsioni della concorrenza. La contabilità interna comprende uno stato patrimoniale e un conto profitti e perdite per ciascuna attività."14) L'articolo 15 è soppresso.15) L'articolo 16 è sostituito dal seguente:"Articolo 161. Gli Stati membri garantiscono l'attuazione di un sistema di accesso dei terzi alle reti di trasmissione e di distribuzione basato su tariffe pubblicate, praticabili a tutti i clienti idonei, e applicato obiettivamente e senza discriminazioni tra gli utenti della rete. Le tariffe devono ottenere prima della loro entrata in vigore l'approvazione dell'autorità nazionale di regolazione costituita conformemente all'articolo 22.2. Il gestore della rete di trasmissione o distribuzione può rifiutare l'accesso ove manchi della necessaria capacità. Il rifiuto deve essere debitamente motivato, con particolare riguardo all'articolo 3."16) Gli articoli 17 e 18 sono soppressi.17) L'articolo 19 è sostituito dal seguente:"Articolo 191. Gli Stati membri prendono le misure necessarie per assicurare che, entro il 1° gennaio 2003, tutti gli utenti di energia elettrica per uso non domestico siano liberi di acquistarla dal fornitore di loro scelta. Essi garantiscono che, entro il 1° gennaio 2005, tutta l'utenza sia libera di scegliere il fornitore.2. Per evitare squilibri nell'apertura dei mercati dell'energia elettrica si applica quanto segue:a) i contratti di fornitura di elettricità con un cliente idoneo della rete di un altro Stato membro non possono essere vietati se il cliente è considerato idoneo nelle due reti interessate;b) qualora le operazioni di cui alla lettera a) siano rifiutate in quanto il cliente è considerato idoneo soltanto in una delle due reti, la Commissione, tenendo conto della situazione del mercato e dell'interesse comune, può obbligare la parte che rifiuta ad eseguire la fornitura richiesta di energia elettrica, su domanda dello Stato membro in cui è situato il cliente idoneo."18) All'articolo 20, il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:"4. La soluzione delle controversie transfrontaliere è demandata all'autorità preposta alla composizione delle controversie per la rete del gestore che nega l'uso o l'accesso al sistema."19) L'articolo 22 è sostituito dal seguente:"Articolo 221. Gli Stati membri costituiscono autorità nazionali di regolazione. Tali autorità sono totalmente indipendenti dall'industria elettrica. Esse hanno competenza esclusiva almeno riguardo a quanto segue:a) la determinazione o l'approvazione delle condizioni di connessione e accesso alle reti nazionali, comprese le tariffe di trasmissione e distribuzione;b) la determinazione o l'approvazione delle tariffe o le modificazioni delle tariffe a livello nazionale in modo che diano riscontro ai costi o proventi connessi con la trasmissione transfrontaliera di elettricità;c) la definizione delle regole di gestione e assegnazione della capacità di interconnessione congiuntamente con l'autorità o le autorità nazionali di regolazione degli Stati membri con i quali esiste interconnessione;d) l'istituzione o l'approvazione di dispositivi per risolvere problemi di congestione nell'ambito delle reti nazionali di elettricità;e) il rispetto degli obblighi di cui all'articolo 3, paragrafi 3 e 4.2. Gli Stati membri introducono dispositivi idonei ed efficienti di regolazione, controllo e trasparenza al fine di evitare abusi di posizione dominante, in particolare a danno dei consumatori, nonché comportamenti predatori. Detti dispositivi tengono conto delle disposizioni del trattato e in particolare dell'articolo 82.3. Gli Stati membri provvedono affinché, in caso d'inosservanza delle norme di riservatezza previste dalla presente direttiva, siano prese misure idonee, inclusi procedimenti amministrativi o penali secondo il rispettivo diritto nazionale, nei confronti delle persone fisiche o giuridiche responsabili."20) È inserito il seguente articolo 23 bis:"Articolo 23 bisEntro il 31 marzo di ogni anno gli Stati membri informano la Commissione delle importazioni di energia elettrica da paesi terzi effettuate durante il precedente anno solare."21) L'articolo 26 è sostituito dal seguente:"Articolo 26Entro il [indicare una data] ed entro il [indicare una data] la Commissione esamina l'applicazione della presente direttiva e presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'esperienza acquisita e sui progressi compiuti nel realizzare un mercato interno completo e pienamente operativo per l'energia elettrica, in modo che il Parlamento europeo e il Consiglio possano valutare a tempo debito se emanare disposizioni per migliorare ulteriormente il mercato interno dell'energia elettrica. In particolare la relazione esamina in che misura gli obblighi di separazione e di tariffazione di cui alla presente direttiva siano riusciti a garantire un accesso corretto e non discriminatorio al sistema elettrico della Comunità. La relazione valuta inoltre eventuali requisiti di armonizzazione necessari non connessi alle disposizioni della presente direttiva."22) È aggiunto l'allegato di cui all'allegato I della presente direttiva.Articolo 2Modificazione alla direttiva 98/30/CELa direttiva 98/30/CE è così modificata:1) L'articolo 2 è così modificato:a) è inserito il seguente punto 12 bis:"12 bis) "servizi ausiliari": tutti i servizi necessari per l'esercizio delle reti di trasmissione e/o distribuzione e/o impianti GNL compresi gli impianti di stoccaggio e gli strumenti equivalenti di flessibilità, bilanciamento del carico e miscelazione;"b) è inserito il seguente punto 20 bis:"20 bis) "cliente di gas non domestico": un consumatore che acquista gas naturale non destinato al proprio uso domestico; tra questi soggetti sono incluse le imprese di generazione di energia, le imprese del gas naturale e i clienti grossisti;".2) L'articolo 3 è sostituito dal seguente:"Articolo 31. Gli Stati membri, in base alla loro organizzazione istituzionale e nel rispetto del principio di sussidiarietà, fanno sí che, salvo il disposto del paragrafo 2, la conduzione delle imprese del gas naturale sia conforme ai principi della presente direttiva al fine di realizzare un mercato del gas naturale concorrenziale. Gli Stati membri non discriminano tra dette imprese per quanto riguarda i loro diritti od obblighi.2. Nel rispetto delle pertinenti disposizioni del trattato, in particolare dell'articolo 86, gli Stati membri possono imporre alle imprese del gas naturale, nell'interesse economico generale, obblighi di servizio pubblico per quanto riguarda la sicurezza, compresa la sicurezza dell'approvvigionamento, la regolarità, la qualità e il prezzo delle forniture, nonché la protezione dell'ambiente. Tali obblighi devono essere chiaramente definiti, trasparenti, non discriminatori e verificabili. Quale mezzo per adempiere agli obblighi di servizio pubblico in materia di sicurezza dell'approvvigionamento, gli Stati membri possono attuare una programmazione a lungo termine, tenendo conto della possibilità che terzi vogliano accedere al sistema.3. Gli Stati membri adottano le misure atte a garantire elevati livelli di tutela dei consumatori, specie per quanto riguarda la trasparenza in materia di condizioni contrattuali, le informazioni generali e i dispositivi di composizione delle controversie. Queste misure comprendono in particolare quelle che figurano nell'allegato.4. Gli Stati membri attuano misure idonee a realizzare gli obiettivi della coesione economica e sociale, della tutela dell'ambiente e della sicurezza dell'approvvigionamento, specie grazie alla manutenzione e costruzione della necessaria infrastruttura di rete, compresa la capacità di interconnessione.5. Gli Stati membri possono decidere di non applicare le disposizioni dell'articolo 4 per quanto riguarda la distribuzione ove la loro applicazione osti, in diritto o in fatto, all'adempimento degli obblighi imposti alle imprese del gas naturale nell'interesse economico generale e nella misura in cui lo sviluppo degli scambi non sia talmente pregiudicato da nuocere agli interessi della Comunità. Gli interessi della Comunità comprendono, tra l'altro, la concorrenza per quanto riguarda i clienti idonei conformemente alla presente direttiva e all'articolo 86 del trattato."3) È inserito il seguente articolo 3 bis:"Articolo 3 bis1. Gli Stati membri notificano ogni due anni alla Commissione tutte le misure adottate per adempiere gli obblighi di servizio pubblico, anche se non prevedono deroghe alle disposizioni della presente direttiva. La notificazione riguarda tra l'altro le misure relative alla tutela dell'ambiente, alla sicurezza dell'approvvigionamento, alla protezione dell'utenza, compresa l'utenza finale, alla coesione sociale e regionale nonché alla salvaguardia dei livelli qualitativi di servizio.2. La Commissione pubblica ogni due anni una relazione che analizza le varie misure emanate negli Stati membri per rispettare elevati livelli di servizio pubblico e che esamina l'efficacia di tali misure.Se del caso, la Commissione formula raccomandazioni in ordine alle misure da adottare a livello nazionale per realizzare elevati livelli qualitativi di servizio."4) È inserito il seguente articolo 4 bis:"Articolo 4 bis1. Gli Stati membri designano un organismo, che può essere l'autorità indipendente di regolazione di cui all'articolo 22, per il controllo costante della sicurezza degli approvvigionamenti. Tale organismo deve sorvegliare in particolare l'equilibrio tra domanda ed offerta sul mercato nazionale, il livello della domanda attesa in futuro e gli approvvigionamenti disponibili nonché il grado di concorrenza sul mercato. Entro il 31 luglio di ogni anno l'organismo in questione pubblica una relazione che riporta i suoi accertamenti in relazione a tali questioni nonché le misure adottate o previste per risolverle e la trasmette immediatamente alla Commissione.2. Sulla scorta della relazione di cui al paragrafo 1 la Commissione presenta ogni anno al Parlamento europeo e al Consiglio una comunicazione che esamina le questioni relative alla sicurezza dell'approvvigionamento di gas naturale nella Comunità e in particolare l'equilibrio esistente e previsto tra domanda e offerta. Se del caso, la Commissione formula raccomandazioni."5) L'articolo 7 è sostituito dal seguente:"Articolo 71. Gli Stati membri designano o chiedono alle imprese proprietarie di impianti di trasmissione, stoccaggio o GNL di designare per un periodo di tempo deciso dagli Stati membri tenendo conto di criteri di efficienza e di equilibrio economico, uno o più gestori del sistema responsabili della conduzione, della manutenzione e dello sviluppo degli impianti di trasmissione, stoccaggio e GNL in una determinata zona e relative interconnessioni con altri sistemi nell'intento di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento.2. Ciascun gestore di un sistema di trasmissione, stoccaggio e GNL si conforma a quanto segue:a) garantisce la conduzione, manutenzione o sviluppo nel rispetto di condizioni di efficienza economica di impianti di trasmissione, stoccaggio e/o GNL sicuri, affidabili ed efficienti, con la dovuta attenzione alla tutela dell'ambiente;b) non discrimina tra utenti del sistema o categorie di utenti del sistema, in particolare a favore delle imprese ad esso collegate;c) fornisce a qualsiasi altra impresa di trasmissione, stoccaggio o GNL e/o impresa di distribuzione informazioni sufficienti a garantire che il vettoriamento e lo stoccaggio del gas naturale possa essere effettuato in modo compatibile con un funzionamento sicuro ed efficiente del sistema interconnesso.3. Le regole di bilanciamento del sistema del gas adottate dai gestori del sistema di trasmissione e distribuzione sono trasparenti e non discriminatorie. Le tariffe e le condizioni per la prestazione di questi servizi da parte dei gestori del sistema sono stabilite in modo non discriminatorio in corrispondenza ai prezzi prevalenti sul mercato e sono fissate o approvate dall'autorità nazionale di regolazione prima della loro entrata in vigore."6) Sono inseriti i seguenti articoli 7 bis e 7 ter:"Articolo 7 bis1. Gli Stati membri possono imporre ai gestori del sistema di trasmissione il rispetto di livelli minimi di investimento per la manutenzione e lo sviluppo del sistema di trasmissione, compresa la capacità di interconnessione.2. Il gestore del sistema di trasmissione che, in termini di assetto proprietario, sia già totalmente indipendente da altre attività non connesse al sistema di trasmissione deve essere indipendente quantomeno sotto il profilo della veste giuridica, dell'organizzazione e dell'assunzione di decisioni, da altre attività non connesse alla trasmissione.Per garantire l'indipendenza del gestore del sistema si applicano i seguenti criteri:a) le persone responsabili della gestione del sistema di trasmissione non possono partecipare a strutture societarie dell'impresa del gas naturale integrata che siano responsabili, direttamente o indirettamente, della conduzione giornaliera della produzione, distribuzione e fornitura del gas;b) devono essere adottate misure idonee ad assicurare che gli interessi personali dei responsabili della gestione del sistema di trasmissione siano presi in considerazione in modo da garantire che tali persone possano agire con indipendenza;c) il gestore del sistema di trasmissione esercita il pieno controllo su tutti gli impianti necessari alla manutenzione e allo sviluppo della rete;d) il gestore del sistema di trasmissione deve predisporre un programma di adempimenti ove figurano le misure prese per escludere comportamenti discriminatori; il programma deve indicare gli obblighi specifici dei dipendenti per raggiungere questo obiettivo; esso è predisposto, e il suo rispetto è controllato, da un responsabile designato dal presidente/direttore generale, al quale detto responsabile deve riferire, dell'impresa del gas naturale integrata cui appartiene il gestore del sistema di trasmissione; una relazione annuale che dà conto delle misure prese deve essere presentata dal responsabile all'autorità nazionale di regolazione e pubblicata.Articolo 7 terI gestori del sistema di trasmissione si approvvigionano dell'energia che utilizzano per svolgere le loro funzioni secondo procedure trasparenti, non discriminatorie e basate su una logica di mercato."7) All'articolo 10 è aggiunto il seguente paragrafo 4:"4. Il gestore del sistema che non sia già pienamente indipendente, in termini di assetto proprietario, da altre attività non connesse al sistema di distribuzione deve essere indipendente quantomeno sotto il profilo della veste giuridica, dell'organizzazione e dell'assunzione di decisioni, da altre attività non connesse alla distribuzione.Per garantire l'indipendenza del gestore del sistema si applicano i seguenti criteri:a) le persone responsabili della gestione del sistema non devono partecipare a strutture societarie dell'impresa del gas naturale integrata che siano responsabili, direttamente o indirettamente, della conduzione giornaliera della produzione, trasmissione e fornitura del gas;b) devono essere adottate misure idonee ad assicurare che gli interessi personali dei responsabili della gestione del sistema siano presi in considerazione in modo che tali persone possano agire con indipendenza;c) il gestore del sistema deve esercitare il pieno controllo su tutti gli impianti necessari alla manutenzione e allo sviluppo della rete;d) il gestore del sistema deve predisporre un programma di adempimenti ove figurano le misure prese per escludere comportamenti discriminatori; il programma deve indicare gli obblighi specifici dei dipendenti per raggiungere questo obiettivo; esso è predisposto, e il suo rispetto è controllato, da un responsabile designato dal presidente/direttore generale, al quale detto responsabile deve riferire, dell'impresa del gas naturale integrata cui appartiene il gestore del sistema; una relazione annuale che dà conto delle misure prese deve essere presentata dal responsabile all'autorità nazionale di regolazione e pubblicata.Le disposizioni del primo e del secondo comma si applicano dal 1° gennaio 2004. Gli Stati membri possono decidere di non applicarle alle imprese del gas naturale integrate che a tale data riforniscono meno di 100 000 clienti.8) È inserito il seguente articolo 11 bis:"Articolo 11 bisLe disposizioni dell'articolo 7 bis, paragrafo 2 e dell'articolo 10, paragrafo 4 non ostano all'esercizio di un sistema combinato di trasmissione e distribuzione da parte di un gestore che sia pienamente indipendente, sotto il profilo della veste giuridica, dell'organizzazione e dell'assunzione di decisioni, da altre attività non connesse all'esercizio di un sistema di trasmissione o di distribuzione e che risponda al dettato dell'articolo 7 bis, paragrafo 2."9) All'articolo 13, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"3. Le imprese integrate del gas naturale tengono, nella loro contabilità interna, conti separati per le attività di trasmissione, distribuzione, fornitura, GNL e stoccaggio e, se del caso, conti consolidati per le attività non correlate al gas, come sarebbero tenute a fare se dette attività fossero svolte da imprese separate, al fine di evitare discriminazioni, trasferimenti di risorse tra settori e distorsioni della concorrenza. La contabilità interna comprende uno stato patrimoniale e un conto profitti e perdite per ciascuna attività."10) L'articolo 14 e l'articolo 15 sono sostituiti dai seguenti:"Articolo 141. Gli Stati membri garantiscono l'attuazione di un sistema di accesso dei terzi alla rete di trasmissione e di distribuzione e agli impianti GNL basato su tariffe pubblicate, praticabili a tutti i clienti idonei, e applicato obiettivamente e senza discriminazioni tra gli utenti del sistema. Le tariffe devono ottenere prima della loro entrata in vigore l'approvazione dell'autorità nazionale di regolazione costituita conformemente all'articolo 22.2. I gestori del sistema di trasmissione, ove necessario e al fine di svolgere le loro funzioni anche in relazione alla trasmissione transfrontaliera, hanno accesso alla rete di altri gestori del sistema di trasmissione secondo le condizioni e i principi di cui al paragrafo 1.Articolo 151. Per l'organizzazione dell'accesso allo stoccaggio e a strumenti equivalenti di flessibilità ove tecnicamente o economicamente necessario per dare un accesso efficiente al sistema onde rifornire l'utenza, nonché organizzare l'accesso ad altri servizi ausiliari, gli Stati membri possono scegliere di applicare una o entrambe le procedure di cui ai paragrafi 2 e 3. Tali procedure sono applicate secondo criteri obiettivi, trasparenti e non discriminatori.2. In caso di accesso negoziato gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le imprese del gas naturale e i clienti idonei sia all'interno che all'esterno del territorio coperto dal sistema interconnesso possano negoziare l'accesso al sistema al fine di concludere tra loro contratti di fornitura sulla base di accordi commerciali. Le trattative fra le parti riguardo all'accesso al sistema si devono svolgere secondo buona fede.I contratti di accesso al sistema sono negoziati con il pertinente gestore del sistema o le pertinenti imprese del gas naturale. Gli Stati membri impongono alle imprese del gas naturale di pubblicare il (indicare una data( e in seguito ogni anno le loro principali condizioni commerciali per l'uso del sistema.3. Gli Stati membri che optano per una procedura di accesso regolato adottano le misure necessarie per conferire alle imprese del gas naturale e ai clienti idonei, sia all'interno che all'esterno del territorio coperto dal sistema interconnesso, un diritto di accesso al sistema sulla base di tariffe pubblicate e/o altre condizioni e obblighi per l'uso del sistema in questione. Il diritto di accesso per i clienti idonei può essere conferito consentendo loro di stipulare contratti di fornitura con imprese del gas naturale concorrenti diverse dal proprietario o gestore del sistema o da un'impresa collegata."11) L'articolo 16 è soppresso.12) Gli articoli 18 e 19 sono sostituiti dai seguenti:"Articolo 181. Gli Stati membri provvedono affinché entro il 1º gennaio 2004 tutti i clienti di gas per uso non domestico siano liberi di acquistarlo dal fornitore di loro scelta ed abbiano i diritti riconosciuti ai clienti idonei per l'accesso di terzi alla rete onde dar corso a tali forniture conformemente agli articoli 14 e 15.2. Gli Stati membri provvedono affinché entro il 1º gennaio 2005 tutti i clienti siano liberi di acquistare gas dal fornitore di loro scelta ed abbiano i diritti riconosciuti ai clienti idonei per l'accesso di terzi alla rete onde dar corso a tali forniture conformemente agli articoli 14 e 15.Articolo 19Per evitare squilibri nell'apertura dei mercati del gas si applica quanto segue:a) i contratti di fornitura di gas conclusi con un cliente idoneo del sistema di un altro Stato membro non possono essere vietati se il cliente è considerato idoneo in entrambi i sistemi interessati;b) qualora le operazioni di cui alla lettera a) siano rifiutate in quanto il cliente è considerato idoneo soltanto in uno dei due sistemi, la Commissione, tenendo conto della situazione del mercato e dell'interesse comune, può obbligare la parte che rifiuta ad eseguire la fornitura di gas richiesta, su domanda dello Stato membro in cui è situato il cliente idoneo."13) L'articolo 22 è sostituito dal seguente:"Articolo 221. Gli Stati membri costituiscono autorità nazionali di regolazione. Queste autorità sono totalmente indipendenti dall'industria del gas. Esse hanno competenza esclusiva a livello nazionale in ordine a quanto segue:a) la determinazione o l'approvazione delle condizioni di connessione e di accesso alle reti nazionali, comprese le tariffe di trasmissione e di distribuzione, nonché le condizioni e tariffe di accesso ad impianti GNL;b) la definizione delle regole di gestione e assegnazione della capacità di interconnessione congiuntamente con l'autorità o le autorità nazionali di regolazione degli Stati membri con i quali esiste interconnessione;c) l'istituzione o l'approvazione di dispositivi per risolvere problemi di congestione nell'ambito del sistema nazionale del gas;d) il rispetto degli obblighi di cui  all'articolo 3, paragrafi 3 e 4.2. Gli Stati membri introducono dispositivi idonei ed efficienti di regolazione, controllo e trasparenza al fine di evitare abusi di posizione dominante, in particolare a danno dei consumatori, nonché comportamenti predatori. Detti dispositivi tengono conto delle disposizioni del trattato, in particolare dell'articolo 82.3. Gli Stati membri provvedono affinché, in caso d'inosservanza delle norme di riservatezza previste dalla presente direttiva, siano prese misure idonee, inclusi procedimenti amministrativi o penali secondo il rispettivo diritto nazionale, nei confronti delle persone fisiche e giuridiche responsabili."14) L'articolo 28 è sostituito dal seguente:"Articolo 28Entro il (indicare una data( ed entro il (indicare una data(, la Commissione esamina l'applicazione della presente direttiva e presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'esperienza acquisita e sui progressi compiuti nel realizzare un mercato interno completo e pienamente operativo del gas naturale, in modo che il Parlamento europeo e il Consiglio possano valutare a tempo debito se emanare disposizioni per migliorare ulteriormente il mercato interno del gas naturale. In particolare la relazione esamina in che misura gli obblighi di separazione e di tariffazione di cui alla presente direttiva siano riusciti a garantire un accesso corretto e non discriminatorio al sistema del gas della Comunità. La relazione valuta inoltre eventuali requisiti di armonizzazione necessari non connessi alle disposizioni della presente direttiva."15) È aggiunto l'allegato di cui all'allegato II della presente direttiva:Articolo 3Le direttive 90/547/CEE e 91/296/CEE sono abrogate con decorrenza di effetti dal 1° gennaio 2003.Articolo 4Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 2002. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.Articolo 5La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 6Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo     Per il ConsiglioLa Presidente       Il Presidente"Allegato  IAllegato(Articolo 3)Fatte salve le norme comunitarie relative alla tutela del consumatore, nella fattispecie le direttive del Consiglio 97/7/CE [18] e 93/13/CE [19], gli Stati membri provvedono a quanto segue:[18]   GU L 144 del 4.6.1997, pag. 19.[19]   GU L 95 del 21.4.1993, pag. 29.a) che i clienti finali abbiano diritto a un contratto con il loro fornitore del servizio dell'energia elettrica che specifichi:-l'identità e l'indirizzo del fornitore,-i servizi forniti, i livelli di qualità del servizio offerti e la data dell'allacciamento iniziale,-i tipi di servizio di manutenzione offerti,-i mezzi per ottenere informazioni aggiornate su tutte le tariffe vigenti e gli addebiti per manutenzione;-la durata del contratto, le condizioni di rinnovo e la cessazione dei servizi e del contratto,-l'indennizzo e le modalità di rimborso applicabili se i livelli di qualità del servizio stipulati non sono raggiunti, e-le modalità di avvio delle procedure di composizione delle vertenze, conformemente alla lettera f);b) che i clienti finali ricevano adeguata comunicazione dell'intenzione di modificare le condizioni del contratto e abbiano la libertà di recedere in caso di rifiuto delle nuove condizioni;c) alla disponibilità per il pubblico e in particolare per i clienti finali, di informazioni trasparenti sui prezzi e sulle tariffe vigenti e sulle condizioni-tipo per quanto riguarda l'accesso ai servizi dell'energia elettrica e all'uso dei medesimi;d) che i fornitori di elettricità specifichino nelle fatture inviate a ciascun consumatore finale, la composizione della combinazione di combustibili utilizzati per la generazione dell'elettricità consumata dal cliente finale rifornito; vanno specificati i costi relativi dei vari combustibili utilizzati per generare un'unità di energia elettrica fornita ai consumatori finali;e) che siano adottate inoltre misure atte a proteggere la clientela più debole;f) che siano disponibili procedure trasparenti, semplici e poco onerose per l'esame dei reclami dei clienti finali e che siano adottate misure per consentire una equa e rapida soluzione delle vertenze affiancata dalla introduzione, ove garantito, di un sistema di rimborso e/o indennizzo; essi sono tenuti a conformarsi, nella misura del possibile, ai principi di cui alla raccomandazione 98/257/CE della Commissione [20].[20]   GU L 115 del 17.4.1998, pag. 31."Allegato IIAllegato(Articolo 3)Fatte salve le norme comunitarie relative alla tutela del consumatore, nella fattispecie le direttive del Consiglio 97/7/CE [21] e 93/13/CE [22], gli Stati membri provvedono a quanto segue:[21]   GU L 144 del 4.6.1997, pag. 19.[22]   GU L 95 del 21.4.1993, pag. 29.a) che i clienti finali abbiano diritto a un contratto con il loro fornitore del servizio del gas che specifichi:-l'identità e l'indirizzo del fornitore,-i servizi forniti, i livelli di qualità del servizio offerti e la data dell'allacciamento iniziale,-i tipi di servizio di manutenzione offerti,-i mezzi per ottenere informazioni aggiornate su tutte le tariffe vigenti e gli addebiti per manutenzione;-la durata del contratto, le condizioni di rinnovo e la cessazione dei servizi e del contratto,-l'indennizzo e le modalità di rimborso applicabili se i livelli di qualità del servizio stipulati non sono raggiunti, e-le modalità di avvio delle procedure di composizione delle vertenze, conformemente alla lettera f);b) che i clienti finali ricevano adeguata comunicazione dell'intenzione di modificare le condizioni del contratto e abbiano la libertà di recedere in caso di rifiuto delle nuove condizioni;c) alla disponibilità per il pubblico e in particolare per i clienti finali, di informazioni trasparenti sui prezzi e sulle tariffe vigenti e sulle condizioni-tipo per quanto riguarda l'accesso ai servizi del gas e all'uso dei medesimi;d) che siano adottate inoltre misure atte a proteggere la clientela più debole;f) che siano disponibili procedure trasparenti, semplici e poco onerose per l'esame dei reclami dei clienti finali e che siano adottate misure per consentire una equa e rapida soluzione delle vertenze affiancata dalla introduzione, ove garantito, di un sistema di rimborso e/o indennizzo; essi sono tenuti a conformarsi, nella misura del possibile, ai principi di cui alla raccomandazione 98/257/CE della Commissione [23].[23]   GU L 115 del 17.4.1998, pag. 31.REGOLAMENTO RELATIVO ALLE CONDIZIONI DI ACCESSO ALLA RETE PER GLI SCAMBI TRANSFRONTALIERI DI ENERGIA ELETTRICARELAZIONE ILLUSTRATIVAI.  IntroduzioneL'obiettivo ultimo della direttiva elettricità è la realizzazione di un mercato unico integrato effettivo rispetto ad una situazione caratterizzata da quindici mercati più o meno liberalizzati, ma in larga misura nazionali. Questo obiettivo non è stato ancora raggiunto. È vero che gli scambi transfrontalieri - in termini di scambi fisici di elettricità tra paesi - hanno registrato nel tempo un andamento crescente e attualmente sono all'incirca pari all'8% della produzione totale di energia elettrica, tuttavia questa cifra resta ancora relativamente modesta se confrontata con altri settori dell'economia.È ampiamente noto che malgrado quasi tutti gli Stati membri abbiano attuato la direttiva e una certa capacità di trasmissione sia quasi sempre fisicamente disponibile, per gran parte del mercato libero dal punto di vista organizzativo ed economico resta ancora difficile scegliere un fornitore con sede in un altro Stato membro.Per quanto riguarda le tariffe, il gestore della rete di trasmissione (GRT) interessato chiederà per la trasmissione un corrispettivo che non è necessariamente coordinato con i corrispettivi già previsti da altri GRT. Di conseguenza, per effetto delle differenze nella struttura del sistema tariffario applicato negli Stati membri, le somme effettivamente da versare per l'accesso transfrontaliero al sistema possono variare considerevolmente, in funzione dei GRT interessati e senza che esista necessariamente un nesso con i costi realmente sostenuti. Inoltre nei casi in cui è necessario transitare attraverso numerosi Stati membri, questa situazione può portare all'accumulo dei relativi corrispettivi se in tutti i sistemi interessati gli operatori addebitano una somma.Il secondo aspetto fondamentale in un contesto così definito è la capacità limitata delle linee di interconnessione tra i sistemi nazionali di trasmissione. È da prevedere che nei prossimi dieci anni la congestione alle frontiere internazionali resterà un fattore limitativo di grande rilievo della libertà degli scambi di energia elettrica tra alcune regioni dell'Europa. Ciò deriverà non soltanto da un maggiore volume di flussi, ma anche da una diversa struttura dei flussi. Di conseguenza occorrerà aumentare il numero di interconnessioni tra sistemi e la capacità degli impianti esistenti.Dati i limiti delle attuali capacità di interconnessione, i principi di assegnazione delle medesime a soggetti operanti sul mercato risulteranno importanti per determinare quali di essi trarranno vantaggio dalle possibilità di scambio che il mercato interno offre. Rischia infatti di insorgere una discriminazione tra soggetti operanti sul mercato se non sono stabilite regole trasparenti e non discriminatorie. I soggetti già insediati possono emarginare i nuovi concorrenti, in particolare se quote rilevanti di questa capacità sono vincolate in forza di contratti a lungo termine. Ciò ostacolerà lo sviluppo degli scambi con conseguente riduzione dei vantaggi ricavabili dal mercato interno.Di qui la necessità di un quadro comunitario armonizzato delle tariffe per gli scambi transfrontalieri e per l'assegnazione delle capacità disponibili sulle linee di interconnessione.La direttiva elettricità non contiene regole specifiche per le transazioni transfrontaliere. Tuttavia ciò non significa che la questione possa essere risolta facendo esclusivamente conto sulle misure nazionali. Rientrava nella logica di un approccio graduale alla realizzazione del mercato interno dell'energia elettrica che qualche questione specifica dovesse essere affrontata successivamente, una volta fatte da parte degli Stati membri le principali scelte strategiche di attuazione. L'esperienza ha confermato la valutazione cui ha proceduto la Commissione già in una fase iniziale, e cioè che la questione doveva essere affrontata con un'azione comune a livello comunitario.Il primo passo compiuto nel 1998 dalla Commissione è stata la costituzione di un foro europeo di regolamentazione per l'energia elettrica, il cosiddetto Foro di Firenze, nel quale sono rappresentati la Commissione, le amministrazioni nazionali, il Parlamento europeo, il Consiglio delle autorità di regolazione europee e la "European Transmission System Operators Association" (ETSO). Inoltre sono rappresentati i produttori, i consumatori e i soggetti che operano sul mercato. L'obiettivo del foro era quello di definire ed esaminare eventuali soluzioni con tutti i soggetti principali, in particolare in materia di tariffe transfrontaliere e gestione della congestione.Il Foro di Firenze ha dato prova di essere estremamente efficace per suscitare un consenso su questioni notevolmente complicate, in rapida evoluzione e controverse. Benché esso resti uno strumento importante sotto questo profilo, in particolare in quanto garantisce la rappresentanza dell'industria e dei consumatori, l'esperienza recentemente accumulata ha indicato che tale procedura presenta vari svantaggi ove sia necessario raggiungere decisioni concrete su problematiche specifiche:*trattasi di una procedura informale, basata su riunioni tenute due volte l'anno che durano due giorni. In quanto tale non è idonea all'assunzione di decisioni concrete su questioni estremamente specifiche che impongono un esame approfondito;*per avanzare su qualsiasi questione specifica occorre il totale consenso delle parti;*qualsiasi decisione assunta può trovare concreta applicazione solo se le parti la rispettano; non sono previste modalità per garantirne l'attuazione;*alcune questioni, ad esempio il calcolo dell'entità corretta dei pagamenti tra GRT impongono l'adozione regolare di decisioni dettagliate. Il foro non è in grado di occuparsi in modo appropriato di queste problematiche.Alla luce di quanto sopra esposto la Commissione ha ritenuto che è ormai necessario adottare uno strumento normativo per una chiara procedura di assunzione delle decisioni onde effettuare progressi definitivi sui problemi delle tariffe di trasmissione transfrontaliera e della gestione della congestione sulle linee di interconnessione, basandosi su quanto realizzato dal foro.Ciò premesso, l'obiettivo del progetto di regolamento è quello di porre in essere un valido quadro per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica. Le disposizioni contenute nel regolamento sono caratterizzate dalla semplicità massima possibile e limitate a quanto necessario per dettare una disciplina nel diritto comunitario, conformemente al principio di sussidiarietà. L'obiettivo principale è quello di garantire che i costi effettivamente sostenuti dai gestori delle reti di trasmissione trovino accurato riscontro negli oneri per l'accesso al sistema, ivi comprese le linee di interconnessione, e nel contempo evitare costi esorbitanti per le operazione transfrontaliere.II. Struttura sostanziale del progetto di regolamentoPer quanto riguarda le tariffe, il sistema previsto è basato sul principio di applicare compensazioni per i flussi in transito di energia elettrica che i GRT generano sugli altri sistemi, compresi i flussi comunemente chiamati di ricircolo o paralleli. Il progetto di regolamento stabilisce di conseguenza versamenti compensativi a favore del gestore della rete di trasmissione che ospita flussi in transito di energia elettrica, finanziati da contributi dei GRT che sono all'origine di questi flussi in transito. Inoltre il regolamento prevede un certo grado di armonizzazione degli oneri per l'accesso ai sistemi nazionali, nella misura in cui questa armonizzazione risulta necessaria per escludere eventuali effetti di distorsione dovuti ai diversi approcci seguiti nei vari paesi.Per quanto riguarda l'assegnazione della capacità disponibile di interconnessione, il regolamento stabilisce i principi fondamentali che devono essere rispettati in sede di assegnazione. In un allegato al regolamento sono esplicitati altri elementi tecnici.Oltre ai principi sostanziali per quanto riguarda le tariffe e la gestione della congestione, il progetto di regolamento comprende norme per la successiva adozione di indirizzi volti a precisare altri principi e metodologie pertinenti. Questi indirizzi possono essere adottati e modificati senza emendare il regolamento in modo da consentire un rapido adattamento se le circostanze mutano. Di fatto, ad esempio sulle questioni relative alle metodologie di calcolo del costo e alla identificazione concreta e misurazione dei flussi fisici si sono registrati in passato continui progressi e è da prevedere che in futuro vi saranno ulteriori perfezionamenti e miglioramenti.Il regolamento assegna alla Commissione alcune competenze di regolamentazione nella misura in cui ciò è necessario per garantire il funzionamento del mercato interno. La Commissione adotta e modifica quindi i citati indirizzi e determina su base regolare l'entità dei versamenti di compensazione tra GRT. Per garantire la partecipazione delle autorità di regolazione degli Stati membri al processo descritto, la Commissione prenderà queste decisioni previa consultazione di un comitato composto da rappresentanti degli Stati membri, costituito conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione ("procedura dei comitati"). Ai fini della determinazione dell'entità dei versamenti di compensazione, il progetto di regolamento prevede un comitato consultivo [24] in modo da consentire decisioni rapide, mentre ai fini dell'adozione degli indirizzi è previsto un comitato di regolamentazione [25].[24]  Prima di prendere una decisione la Commissione consulta il comitato che esprime un parere di cui la Commissione deve tenere il massimo conto.[25]  Diversamente dal caso del comitato consultivo nella procedura del comitato di regolamentazione la Commissione può essere obbligata ad incorporare il parere del comitato nella decisione che intende assumere.Per quanto riguarda la rappresentanza degli Stati membri nel comitato è importante osservare che l'articolo 22 della direttiva elettricità, una volta emendata come proposto dalla Commissione  [26], dispone che le autorità nazionali di regolazione hanno tra l'altro esclusiva responsabilità a livello nazionale per quanto riguarda la definizione di metodologie per la trasmissione transfrontaliera, compresa la fissazione di tariffe.[26]  Proposta, presentata dalla Commissione, di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 96/92/CE e 98/30/CE relative a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e del gas naturale.III.  Oggetto delle regole contenute nel progetto di regolamento1.  Compensazioni per i flussi in transito di energia elettricaDiversamente da altri settori che comportano un'attività di vettoriamento, ad esempio i trasporti per ferrovia e su strada, le tariffe per la trasmissione di energia elettrica non possono essere fissate in rapporto alla distanza tra il produttore e il consumatore dell'elettricità. Di fatto i flussi fisici di elettricità non coincidono necessariamente con la relazione contrattuale tra il venditore e l'acquirente: se una centrale di generazione nell'Europa settentrionale vende energia elettrica ad un consumatore nell'Europa meridionale, non significa che gli elettroni prodotti dalla centrale siano convogliati di fatto dal nord al sud, bensì piuttosto uno spostamento della bilancia energia elettrica verso il sud.Tuttavia anche se gli scambi non sono precisamente attribuibili a transazioni economiche singole, danno origine a flussi fisici di energia elettrica nell'ambito e tra sistemi di trasmissione. Ciò implica in pratica che una certa quantità di energia elettrica è introdotta nel sistema di trasmissione degli Stati membri di esportazione, mentre nel contempo la medesima quantità di energia elettrica esce per il consumo dal sistema di trasmissione dello Stato membro di importazione. È quindi appropriato e in genere ammesso che gli esportatori e/o gli importatori paghino gli oneri nazionali di rete applicabili alla generazione nel paese di esportazione e/o al consumo nel paese di importazione.Tuttavia nel sistema europeo interconnesso le esportazioni di energia elettrica non riguardano soltanto le reti dei paesi di esportazione e di importazione. Le transazioni di esportazione possono causare flussi di energia elettrica anche in paesi in cui l'energia elettrica non è né immessa nella rete, né riconsegnata al consumo. Ciò sembra plausibile nel caso di una transazione tra paesi non contigui, vale a dire ogniqualvolta il "percorso diretto" al consumatore passa necessariamente attraverso il sistema di trasmissione di un terzo paese. Inoltre, a causa delle leggi della fisica che determinano il "comportamento" dell'energia elettrica sulla rete, le transazioni di esportazione spesso provocano anche flussi fisici in paesi che non sono sul percorso diretto - teorico - dell'energia elettrica [27]. Questi flussi di transito sono comunemente denominati flussi di ricircolo o flussi paralleli.[27]  È stato dimostrato con un'opportuna simulazione, che ad esempio nel caso del trasporto di 1 000 MW dalla Francia del nord soltanto circa il 60% dell'energia elettrica raggiunge l'Italia "direttamente" vale a dire attraversano il confine franco-italiano o attraverso la Svizzera. Il resto raggiunge l'Italia "indirettamente" causando flussi sulla rete in Belgio, nei Paesi Bassi, in Germania, in Austria e in Slovenia.In un mercato liberalizzato e in concorrenza i gestori della rete di trasmissione devono essere remunerati per i costi che hanno sostenuto per questi flussi in transito di energia elettrica. In caso contrario gli utenti della rete locale dovrebbero sostenere i costi relativi, nonostante il fatto che detti flussi di energia elettrica siano interamente causati da soggetti economici che si trovano in altre zone del sistema di trasmissione.Ciò premesso, il progetto di regolamento contiene un sistema basato su tre elementi:In primo luogo, stabilisce che i gestori della rete di trasmissione debbono essere compensati per i costi sostenuti quando ospitano flussi in transito di energia elettrica nella loro rete (articolo 3, paragrafo 1).In secondo luogo esso stabilisce regole sulla determinazione dei costi sostenuti per effetto dei flussi in transito. Di fatto, benché sia necessaria una compensazione per questi costi, deve essere garantito che detta compensazione sia in realtà commisurata ai costi. I costi effettivamente sostenuti per questi flussi debbono essere accuratamente determinati in modo da evitare l'insorgere di profitti eccezionali e di un costo esorbitante delle transazioni.Il progetto di regolamento opta sotto questo profilo per un modello nel quale sono identificati e presi in considerazione i costi medi incrementali prospettici di lungo periodo e sistemati da una rete per il fatto di ospitare flussi in transito rispetto a una situazione caratterizzata dall'assenza di flussi in transito.La logica soggiacente a tale approccio è evitare i "corrispettivi imprevisti" applicati dai GRT attraverso i quali c'è un flusso in transito, in pratica a beneficio dei GRT ubicati nel centro del sistema europeo dell'energia elettrica e a spese di quelli ubicati nei paesi periferici. Di fatto la parte orizzontale essenziale di ciascuna rete nazionale è costruita per servire i clienti del mercato interno e deve essere predisposta a prescindere dall'esistenza di flussi in transito. D'altro lato, i GRT nell'adottare misure specifiche per provvedere ai flussi in transito sopportano costi addizionali. Può trattarsi ad esempio di misure amministrative supplementari, di prescrizioni operative addizionali per la gestione dei flussi in transito, di disposizioni in materia di perdite e di investimenti aggiuntivi dovuti a nuove linee o al potenziamento delle linee esistenti. Trattasi evidentemente di costi specifici sostenuti per ospitare i flussi in transito che i GRT devono poter recuperare. Sarà necessario garantire un'adeguata remunerazione degli investimenti necessari per vettoriare flussi in transito onde predisporre incentivi idonei ad indurre gli operatori a fare questi investimenti. Infine, per rispondere al criterio dell'aderenza ai costi, occorre anche computare i proventi derivanti dai flussi in transito, ad esempio qualora contribuiscano ad una stabilizzazione generale di una rete nazionale.Da ultimo occorre determinare il modo idoneo di finanziare i versamenti di compensazione. In questo contesto va tenuto conto del fatto che i flussi in transito sono dovuti ad operazioni di esportazione/importazione. Tuttavia, tranne che in casi d'eccezione, non è - per ora - tecnicamente possibile identificare se e in quale misura un singolo esportatore/importatore causa flussi in transito. Di conseguenza il progetto di regolamento non prevede un meccanismo mediante il quale i singoli esportatori o importatori sono considerati direttamente responsabili dei flussi in transito. Viceversa esso stabilisce che i gestori delle reti di trasmissione dai quali originano e quelli nei quali finiscono i flussi (GRT esportatori e/o importatori) verseranno - su base proporzionale - le compensazioni (articolo 3, paragrafo 2).Per garantire decisioni precise e rapide sul livello delle compensazioni da versare e da ricevere tra GRT, il progetto di regolamento specifica che la Commissione prenderà periodicamente le decisioni su tali versamenti di compensazione (articolo 3, paragrafo 3). Le autorità di regolazione degli Stati membri sarebbero comunque coinvolte in tale processo partecipando a un comitato consultivo composto da rappresentanti degli Stati membri, costituito conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (procedura dei comitati), che la Commissione consulterà prima di adottare la sua decisione finale.Va osservato che il bilancio della Comunità non subirà alcun effetto per queste compensazioni che verranno effettuate direttamente tra i GRT interessati.Al fine di recuperare i versamenti effettuati per finanziare le compensazioni i GRT sono invitati a ritoccare il loro sistema tariffario nazionale nei modi adeguati (articolo 4, paragrafo 3).Per quanto riguarda le modalità per procedere a tali ritocchi, detti costi potrebbero essere posti a carico degli esportatori e/o degli importatori sulla base del fatto che si tratta della soluzione più equa e aderente ai costi visto che sono gli esportatori e/o gli importatori a causare i flussi in questione.Tuttavia una soluzione di questo tipo comporterebbe alcuni svantaggi rilevanti. In primo luogo, come già spiegato, è impossibile in linea di massima determinare se e in quale misura le singole transazioni di esportazione portano a un transito fisico e a flussi di ricircolo. Le transazioni commerciali di esportazione possono non produrre flussi fisici, in particolare nel caso in cui due transazioni transfrontaliere comportano flussi di segno contrario tra i sistemi. Far pagare un onere specifico agli esportatori in una situazione di questo tipo non potrebbe essere considerato equo o commisurato al costo. Inoltre, i partecipanti ad una borsa dell'energia elettrica operante a livello internazionale non conoscerebbero l'entità esatta degli oneri transfrontalieri dovuti prima della chiusura quotidiana della borsa in quanto solo successivamente la borsa potrebbe calcolare l'energia elettrica scambiata per area di GRT. Ciò condurrebbe all'impossibilità di prevedere gli oneri di trasmissione e quindi i prezzi dell'energia elettrica. Infine un livello moderato dei costi di transazione con le conseguenti potenzialità di incrementare gli scambi va a vantaggio di tutti i consumatori e degli impianti di generazione nel mercato interno. Ciò fa sì che la concorrenza aumenti e che i produttori dispongano di un mercato più vasto, fatto particolarmente rilevante nel caso di sovraccapacità a livello nazionale.Alla luce di queste considerazioni, il progetto di regolamento stabilisce che, pur essendo necessario tener conto delle somme versate e ricevute per effetto del meccanismo di compensazione in sede di elaborazione delle tariffe di rete, non deve essere prevista una tariffa specifica applicabile soltanto agli esportatori o importatori (articolo 4, paragrafo 4).2.  Armonizzazione degli oneri di rete nazionaliCome indicato, gli esportatori e/o gli importatori pagano gli oneri di rete nazionali applicabili alla generazione nel paese di esportazione e/o al consumo nel paese di importazione. Se questi oneri, in particolare quelli sulla generazione, sono considerevolmente diversi nei singoli Stati membri, il mercato presenterà distorsioni. Di fatto, poiché le centrali di generazione debbono incorporare nella fissazione dei prezzi dell'energia prodotta i costi derivanti dagli oneri di rete che debbono versare, quelle soggette ad oneri di rete modesti avranno un vantaggio competitivo rispetto a quelle che debbono pagare oneri elevati.Il livello degli oneri di rete dipende dalla struttura generale del sistema tariffario nazionale, dai principi applicati per il calcolo dei costi e naturalmente dalle peculiarità della rete nazionale in questione.Un elemento importante della struttura dei sistemi tariffari nazionali nel contesto degli scambi transfrontalieri è di conseguenza il rapporto tra i costi assegnati all'attività di generazione e i costi imputati al consumo. È chiaro ad esempio che le centrali di generazione di un paese nel quale tutti i costi di rete sono a carico dei consumatori beneficiano di una posizione migliore di quella delle centrali di generazione di un paese nel quale sono addebitate di una quota di questi costi quando entrano in concorrenza sul mercato interno. Di conseguenza tale rapporto e/o l'entità in termini assoluti degli oneri di rete applicati alla generazione devono essere armonizzati per garantire la neutralità a fini di concorrenza.Alla luce delle precedenti considerazioni il progetto di regolamento prevede che i costi di rete debbano essere principalmente recuperati mediante oneri imposti al consumo (articolo 4, paragrafo 2). Tuttavia una parte più modesta dei costi complessivi addebitati agli utenti di rete può essere recuperata mediante un onere sull'attività di generazione. Ciò consente alle autorità nazionali di regolazione di inserire nella struttura tariffaria dispositivi di segnalazione differenziati per località che permettono di individuare le zone più idonee o non adatte ad insediare nuove centrali di generazione, ad esempio tenuto conto di circostanze locali per quanto riguarda le perdite di rete e la congestione sulla rete. Il progetto di regolamento stabilisce che, ove del caso, gli oneri dovrebbero contenere elementi che forniscono tali segnali. Detti segnali differenziati per località dovranno costituire parte integrante del sistema tariffario transfrontaliero previsto dal regolamento, in particolare in considerazione dell'articolo 4, paragrafo 4.Anche se si riesce a realizzare un sufficiente grado di armonizzazione del rapporto tra oneri sull'attività di generazione e sul consumo e/o l'entità in termini assoluti degli oneri applicati alla generazione persisteranno considerevoli differenze sul loro livello se i principi contabili per la determinazione dei costi differiscono in modo significativo. D'altro lato le circostanze specifiche caratteristiche di ciascun sistema nazionale sono un elemento da prendere in considerazione. Di conseguenza non sarebbe appropriata una completa armonizzazione del livello degli oneri. Tuttavia i principi di base dovrebbero essere identici in tutti gli Stati membri. Il progetto di regolamento quindi stabilisce che gli oneri di accesso debbono essere aderenti ai costi, trasparenti, prossimi a quelli di un operatore di rete efficiente e applicati in modo non discriminatorio e non debbono essere correlati alla distanza tra l'impianto di generazione e il consumatore.Per quanto riguarda i versamenti e le somme ricevute in applicazione del meccanismo di compensazione per i flussi in transito, il progetto di regolamento stabilisce che è necessario tenerne conto in sede di fissazione degli oneri. In effetti per garantire la massima aderenza ai costi degli oneri effettivamente applicati e fissati in anticipo, vale a dire prima che sia noto il risultato preciso del meccanismo di compensazione, è necessario anticipare, per quanto ragionevolmente possibile, il probabile risultato del meccanismo (articolo 4, paragrafo 3).3.  Analisi degli indirizzi per quanto riguarda i principi e le metodologie (articolo 7)Il progetto di regolamento contiene agli articoli 3 e 4 i principi fondamentali relativi alle tariffe transfrontaliere.Tuttavia al fine di garantire che i principi di base siano applicati in modo coerente in tutta la Comunità può risultare necessario fornire elementi più analitici nei loro riguardi. D'altro lato, specie in ordine alle particolarità tecniche, ad esempio le metodologie di contabilizzazione dei costi e le possibilità tecniche di identificare e misurare i flussi fisici, nel passato i progressi sono stati ininterrotti e in futuro sono prevedibili ulteriori miglioramenti e precisazioni.Alla luce di queste considerazioni il progetto di regolamento non fissa tali elementi analitici, ma stabilisce che essi vengano definiti in indirizzi (articolo 7). Questi ultimi devono essere conformi ai principi stabiliti nel regolamento. Essi saranno adottati e modificati dalla Commissione previa consultazione di un comitato di regolamentazione composto di esperti degli Stati membri, costituito conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (procedura dei comitati) al fine di garantire la partecipazione a tale processo delle autorità di regolazione degli Stati membri, nella fattispecie l'autorità nazionale.Gli indirizzi saranno adottati, se del caso, in relazione alle seguenti questioni:a) per quanto riguarda il meccanismo di compensazione tra gestori della rete di trasmissione menzionato all'articolo 3 del regolamento:-gli elementi precisi di metodologie volte a determinare il volume dei flussi in transito ospitati e le esportazioni/importazioni di energia elettrica effettuate, conformemente ai principi di cui all'articolo 3, paragrafo 5 del regolamento;-la metodologia volta a determinare i costi sostenuti per ospitare i flussi in transito di energia elettrica, conformemente ai principi di cui all'articolo 3, paragrafo 6 del regolamento;-gli elementi per la definizione dei GRT tenuti a versare le compensazioni per i flussi in transito, conformemente ai principi di cui all'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento;-gli elementi della procedura di versamento da seguire, conformemente ai principi di cui all'articolo 3, paragrafo 3 del regolamento compresa la definizione del primo periodo di tempo per il quale si procede alle compensazioni;-gli elementi relativi alla partecipazione dei sistemi nazionali che sono interconnessi attraverso linee in corrente continua nell'ambito del meccanismo di compensazione tra gestori della rete di trasmissione;b) per quanto riguarda le tariffe nazionali di cui all'articolo 4 del regolamento:-gli elementi relativi all'armonizzazione dei livelli delle tariffe applicate agli impianti di generazione e ai consumatori (carico) nell'ambito dei sistemi tariffari nazionali, conformemente ai principi di cui all'articolo 4, paragrafo 2 del regolamento.Le autorità nazionali di regolazione sarebbero garanti della fissazione e applicazione delle tariffe nazionali conformemente ai principi stabiliti dal regolamento e agli indirizzi adottati (articolo 8).4. Assegnazione della capacità di interconnessione (articoli 5 e 6)La congestione come definita dal progetto di regolamento è una situazione nella quale la capacità di una interconnessione tra sistemi nazionali di trasmissione non riesce ad assorbire tutte le transazioni derivanti dalle attività di scambio dei soggetti operanti sul mercato  [28]. In tal caso è importante che la limitata capacità disponibile sia assegnata alle imprese in condizioni compatibili con la situazione di concorrenza che ora vige sul mercato interno dell'energia elettrica. Nel contempo occorre prendere misure speciali per salvaguardare la sicurezza del sistema.[28]  Va osservato che nel linguaggio tecnico degli addetti il termine "congestione" è spesso usato anche per indicare una situazione di insufficienza di capacità in un sistema nazionale di trasmissione.Il progetto di regolamento stabilisce i principi di base da osservare nel conformarsi a queste prescrizioni. Per garantire l'affidabilità della rete europea è di importanza essenziale lo scambio di informazioni e la cooperazione tra i gestori della rete di trasmissione, in particolare tenuto conto della mutata articolazione delle transazioni e quindi dei flussi fisici nella nuova situazione di un mercato aperto. I GRT debbono conoscere in anticipo i flussi che possono essere previsti sulla loro rete per cui il regolamento prevede all'articolo 5, paragrafo 1 l'obbligo di provvedere a un coordinamento e introdurre meccanismi di scambio di informazioni a ciò finalizzati. Per ottimizzare l'uso della capacità disponibile di interconnessione dovrebbero essere rese pubbliche ai soggetti operanti sul mercato le informazioni relative alla capacità effettivamente disponibile. Attualmente le capacità di vettoriamento sulle linee di interconnessione in Europa sono pubblicate per il periodo invernale ed estivo. La pubblicazione della capacità disponibile a fini di un uso ottimale dovrebbe tuttavia essere più regolare, a vari intervalli di tempo prima del giorno del trasporto, di qui l'obbligo imposto dal regolamento (articolo 5, paragrafo 3). Inoltre il regolamento impone ai gestori della rete di trasmissione di pubblicare i rispettivi standard di sicurezza e gli standard operativi e di programmazione in apposita documentazione accessibile e pubblica per garantire piena trasparenza delle metodologie seguite dai GRT in sede di determinazione del volume di capacità disponibile (articolo 5, paragrafo 2).Il progetto di regolamento stabilisce inoltre che è necessario porre a disposizione dei soggetti operanti sul mercato la capacità massima delle linee di interconnessione compatibilmente con gli standard di sicurezza di funzionamento della rete e occorre riassegnare al mercato la capacità già attribuita che non è utilizzata da un soggetto.Per quanto riguarda l'assegnazione di capacità di interconnessione da parte dei GRT in caso di problemi di congestione della rete, il progetto di regolamento stabilisce che deve essere prevista una soluzione conforme alla logica di mercato che fornisca segnali economici efficienti ai soggetti operanti sul mercato e ai gestori della rete di trasmissione interessati (articolo 6, paragrafo 1). Le metodologie specifiche che sono conformi a tale prescrizione sono diverse. L'esame dell'attuale situazione dei mercati europei porta alla conclusione che nell'Europa continentale i metodi più facilmente attuabili - in pratica - sembrano al momento le aste implicite ed esplicite combinate con un ridispacciamento coordinato transfrontaliero. L'esperienza recente, peraltro, illustra i notevoli limiti di questo approccio e quindi è necessario procedere a ulteriori miglioramenti sotto questo profilo e riesaminare permanentemente approcci alternativi. In particolare, per quanto riguarda il medio termine è generalmente riconosciuto che un modo estremamente efficiente e trasparente di risolvere il problema della scarsità della capacità di interconnessione è il meccanismo che prevede la differenziazione geografica dei prezzi in presenza di congestioni (market splitting) [29] attualmente seguito nella zona Nordpool. La sua introduzione nei tempi più brevi possibili dovrebbe essere presa in considerazione ancorché adattata alla topologia della rete e alle circostanze del mercato dell'Europa continentale.[29]  Col sistema del "market splitting", l'uso ottimale di una interconnessione è determinato grazie a un raffronto dei prezzi di mercato sui mercati interconnessi interessati.Le somme ricavate dalla gestione della congestione secondo il regolamento debbono essere utilizzate per garantire l'effettiva disponibilità della capacità assegnata, per investimenti sulla rete che mantengono o accrescono la capacità di interconnessione, o per ridurre le tariffe di rete. Comunque le somme ricavate non costituiranno una fonte di profitto addizionale (articolo 6, paragrafo 6).Conformemente alle regole e ai principi sopra enunciati, in un allegato al progetto di regolamento sono contenute alcune disposizioni tecniche e prescrizioni analitiche in materia di gestione e assegnazione delle capacità di interconnessione conformi agli indirizzi convenuti tra la Commissione, le autorità nazionali di regolazione e gli Stati membri nel Foro di Firenze. Affinché l'esperienza che sta continuamente accumulandosi possa essere utilizzata in modo flessibile, ad esempio per quanto riguarda i vari metodi di assegnazione della capacità, la Commissione modificherebbe tali indirizzi previa consultazione del comitato di regolamentazione composto di esperti degli Stati membri e previsto dal progetto di regolamento (cfr. supra al punto 3 e articolo 7, paragrafo 2 del progetto di regolamento).Le autorità nazionali di regolazione garantirebbero che le metodologie di gestione della congestione siano elaborate ed applicate conformemente ai principi stabiliti nel regolamento e negli indirizzi (articolo 8).5.  Comunicazione di informazioni e riservatezza (articolo 9)Per adottare gli indirizzi e decidere le compensazioni da versare per i flussi in transito tra GRT, la Commissione deve disporre delle informazioni e dei dati pertinenti. Di conseguenza il progetto di regolamento stabilisce che queste informazioni vadano comunicate, su richiesta, dagli Stati membri e dalle autorità nazionali di regolazione.La Commissione a sua volta garantisce la riservatezza in ordine a tali informazioni.Inoltre la Commissione può chiedere tutte le necessarie informazioni direttamente alle imprese interessate se indispensabile per adempiere ai suoi compiti in forza del regolamento.6.  ConclusioniL'adozione del presente progetto di regolamento è una componente di rilievo della strategia comunitaria volta a completare il mercato interno dell'energia elettrica. Predisponendo regole basate sui principi dell'equità, dell'aderenza ai costi e della trasparenza, direttamente applicabili per quanto riguarda l'elaborazione delle tariffe e l'allocazione delle capacità disponibili di interconnessione - ad integrazione delle disposizioni contenute nella direttiva elettricità - il regolamento garantirà un accesso efficiente alle reti di trasmissione ai fini delle transazioni transfrontaliere.La sua entrata in vigore al momento in cui prende effetto la modifica della direttiva elettricità che introduce la completa apertura del mercato garantirà che la predetta apertura del mercato consenta in pratica scambi transfrontalieri più efficaci. Il regolamento è quindi uno strumento chiave per promuovere la realizzazione di un effettivo mercato interno dell'elettricità rispetto ad una situazione caratterizzata da quindici mercati più o meno liberalizzati, ma sostanzialmente ancora nazionali.Le implicazioni finanziarie del regolamento per il bilancio della Comunità sono stimate a circa 250 000 euro all'anno. Nel 2002 per coprire tale fabbisogno si attingerebbe al Programma quadro energia (programma ETAP). Per gli anni seguenti, la proposta di un nuovo Programma quadro energia destinato a seguire l'attuale che giunge a scadenza nel 2002, è prevista per il 2001 conformemente al programma di lavoro della Commissione relativo al 2001. La nuova proposta terrà conto del fabbisogno finanziario dell'azione per i prossimi anni.