CELEX: 51997PC0154
Language: it
Date: 1997-04-23
Title: Proposta di direttiva del Consiglio relativa a diritti aeroportuali

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51997PC0154

Proposta di direttiva del Consiglio relativa a diritti aeroportuali  /* COM/97/0154 def. - SYN 97/0127 */  

Gazzetta ufficiale n. C 257 del 22/08/1997 pag. 0002

Proposta di direttiva del Consiglio relativa a diritti aeroportuali (97/C 257/02) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(97) 154 def. - 97/0127(SYN)(Presentata dalla Commissione il 20 giugno 1997)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 84, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,visto il parere del Comitato delle regioni,deliberando conformemente alla procedura di cui all'articolo 189 C del trattato, in cooperazione con il Parlamento europeo,(1) considerando che la Comunità ha attuato progressivamente una politica comune dei trasporti aerei, in particolare al fine di completare il mercato interno, secondo il disposto dell'articolo 7 A del trattato;(2) considerando che il mercato interno consiste in uno spazio senza frontiere interne in cui è garantita la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali;(3) considerando che è necessario garantire, predisponendo un quadro normativo comunitario, condizioni di mercato giuste ed eque per gli utenti e i passeggeri, da un lato, e per i proprietari e egli enti gestori di aeroporti, dall'altro;(4) considerando tuttavia che tali norme devono rispettare il principio di proporzionalità ai sensi dell'articolo 3 B, terzo comma del trattato, e devono quindi limitarsi a stabilire i principi fondamentali in materia;(5) considerando inoltre che la gestione amministrativa e la situazione finanziaria degli aeroporti più piccoli non giustificano l'applicazione del quadro normativo comunitario a questi ultimi;(6) considerando che all'interno del suddetto mercato non si devono operare discriminazioni tra voli intracomunitari quando vengono prestati servizi equivalenti;(7) considerando che gli aeroporti possono essere gestiti come imprese commerciali che devono mirare all'efficienza per rendere redditizie le proprie attività e rispondere in modo più adeguato alle esigenze del mercato e dei passeggeri;(8) considerando peraltro che all'interno di detto mercato gli aeroporti si trovano in situazione di concorrenza limitata;(9) considerando che gli aeroporti, tra le loro numerose attività, svolgono la funzione essenziale di garantire l'assistenza agli aeromobili dal momento dell'atterraggio fino al decollo, per consentire agli utenti di esercitare la loro attività di trasporto aereo;(10) considerando che a tale scopo gli aeroporti offrono un certo numero di impianti e di servizi direttamente connessi all'utilizzazione dell'aeromobile e di cui devono poter coprire i costi;(11) considerando che, a differenza delle altre entrate dell'aeroporto o dei tributi che possono essere imposti agli utenti, i diritti aeroportuali costituiscono il corrispettivo dovuto per l'uso degli impianti e dei servizi forniti dall'aeroporto;(12) considerando che tali servizi e impianti possono, per loro natura, essere forniti solo dall'aeroporto; che, vista tale situazione di monopolio, l'ammontare dei diritti deve essere commisurato ai costi sostenuti per la fornitura di detti servizi e impianti, tenendo comunque presente l'obiettivo della coesione economica e sociale;(13) considerando che l'aeroporto deve inoltre essere in grado di coprire la totalità dei costi necessari al proprio funzionamento in termini di efficienza, sicurezza e tutela ambientale tramite una modulazione del livello dei diritti;(14) considerando che quindi è importante garantire la trasparenza dei costi determinati da tali servizi o impianti; che, di conseguenza, le modifiche apportate al sistema di calcolo o al livello dei diritti aeroportuali devono essere illustrate agli utenti dell'aeroporto;(15) considerando parimenti che, per permettere agli aeroporti di gestire efficacemente le infrastrutture e quindi soddisfare in modo più adeguato le esigenze degli utenti, l'ente gestore dell'aeroporto deve disporre di informazioni sufficienti circa le previsioni e gli obiettivi degli utenti riguardo all'aeroporto;(16) considerando che le motivazioni delle modifiche o degli investimenti previsti dall'aeroporto devono essere fornite nel quadro di procedure di consultazione tra gli enti gestori e gli utenti dell'aeroporto;(17) considerando che l'ente gestore dell'aeroporto deve avere il controllo della gestione e del finanziamento delle proprie infrastrutture;(18) considerando che è necessario adottare opportune disposizioni affinché le violazioni del diritto comunitario siano sanzionate in modo tale che la sanzione risulti efficace, proporzionata e dissuasiva;(19) considerando che la presente direttiva non pregiudica l'applicazione delle disposizioni del trattato, in particolare degli articoli da 85 a 95,HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 Scopo e campo di applicazioneLa presente direttiva ha lo scopo di garantire il rispetto dei principi di non discriminazione, di aderenza ai costi e di trasparenza in materia di diritti aeroportuali.Essa si applica a tutti gli aeroporti o sistemi aeroportuali situati su un territorio soggetto alle disposizioni del trattato e aperto al traffico commerciale. Tuttavia, gli articoli da 4 a 7 si applicano solo agli aeroporti il cui traffico annuale è uguale o superiore a 250 000 movimenti di passeggeri o 25 000 tonnellate di merci.Articolo 2 DefinizioniAi fini della presente direttiva valgono le seguenti definizioni:1. aeroporto: qualsiasi zona specificamente attrezzata per l'atterraggio, il decollo e le manovre degli aeromobili, compresi gli eventuali impianti annessi destinati a far fronte alle esigenze del traffico e a permettere l'assistenza agli aeromobili, nonché gli impianti necessari per accogliere i servizi aerei commerciali;2. ente gestore: l'ente cui, in base alle leggi e ai regolamenti nazionali, è stato attribuito, esclusivamente o insieme ad altre attività, il compito di amministrare e gestire le infrastrutture aeroportuali, di coordinare e di controllare le attività dei diversi operatori presenti nell'aeroporto o nel sistema aeroportuale considerato;3. servizio aereo intracomunitario: qualsiasi volo commerciale, regolare o meno, tra due aeroporti della Comunità;4. diritti aeroportuali: qualsiasi somma percepita in un aeroporto, a favore dell'ente gestore e a carico degli utenti, per remunerare impianti e servizi che, per loro natura, possono essere forniti solo dall'aeroporto e sono connessi alla gestione dei passeggeri e delle merci, all'atterraggio, alla segnalazione, allo stazionamento degli aeromobili ed eventualmente alla sicurezza dei passeggeri, nonché alle conseguenze che queste operazioni possono comportare a livello ambientale, ad esclusione degli importi destinati a remunerare i servizi di navigazione aerea o di meteorologia;5. sistema aeroportuale: un raggruppamento di aeroporti che servono la stessa città, o lo stesso agglomerato urbano, ai sensi dell'articolo 2, lettera m) e dell'allegato II, del regolamento (CEE) n. 2408/92 del Consiglio (1);6. utente di un aeroporto: qualsiasi persona fisica o giuridica che trasporta per via aerea passeggeri, posta e/o merci da o verso l'aeroporto considerato.Articolo 3 Non discriminazioneGli Stati membri provvedono affinché negli aeroporti il livello dei diritti aeroportuali sia identico per servizi aerei intracomunitari equivalenti in termini di tipo e/o caratteristiche dell'aeromobile, di distanza di volo e/o di formalità amministrative e doganali.Articolo 4 Aderenza ai costi1. Gli Stati membri provvedono affinché il livello dei diritti aeroportuali percepiti negli aeroporti o nei sistemi aeroportuali sia fissato in congruo rapporto al costo globale dei servizi e degli impianti che hanno lo scopo di remunerare. Per determinare il livello di tale costo, si tiene conto dei seguenti elementi in particolare:a) i costi di finanziamento delle infrastrutture, compreso il deprezzamento del valore dell'attivo nel periodo considerato e il finanziamento delle infrastrutture per le quali il progetto e la data d'inizio dei lavori sono stati debitamente approvati e l'autorizzazione amministrativa, se richiesta, è stata concessa;b) le spese finanziare;c) le spese di esercizio e di manutenzione;d) le spese amministrative generali e i diversi tributi;e) una congrua remunerazione del capitale investito.2. Fatta salva l'applicazione delle regole di concorrenza del trattato, i diritti aeroportuali applicati nell'aeroporto nazionale principale dello Stato membro possono essere stabiliti ad un livello che consenta all'ente gestore, al fine di promuovere la coesione economica e sociale, di sostenere finanziariamente il livello dei diritti degli aeroporti regionali del medesimo Stato membro, alle seguenti condizioni:a) il contributo finanziario provenga da entrate dell'aeroporto principale non derivanti dai diritti aeroportuali; oppureb) il contributo provenga dai diritti aeroportuali stabiliti a norma del paragrafo 1; ovveroc) qualora le condizioni di cui alle lettere a) e b) non siano rispettate e le sovvenzioni concesse dalle autorità pubbliche non siano sufficienti, ciascuno degli aeroporti regionali abbia registrato un traffico annuale inferiore a 300 000 movimenti di passaggeri o a 30 000 tonnellate di merci, e il traffico annuale di passeggeri in trasferimento o in transito nell'aeroporto principale rappresenti almeno il 5 % del traffico globale di questo aeroporto.3. I costi sono determinati in base ai principi di contabilità e di valutazione generalmente accolti in tutti gli Stati membri.Articolo 5 Modulazioni1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 4, gli enti gestori possono includere i costi esterni relativi alla tutela dell'ambiente che derivano dal traffico aereo e applicare modulazioni in base alle esigenze della gestione delle infrastrutture aeroportuali o delle variazioni del grado di frequentazione dell'aeroporto durante un periodo determinato.Gli Stati membri vigilano affinché tali modulazioni non abbiano lo scopo di generare entrate supplementari per l'aeroporto.2. L'ente gestore può inoltre, nell'ambito della propria politica commerciale:a) tener conto interamente o parzialmente delle entrate non derivanti dai diritti aeroportuali, per stabilire il livello globale dei diritti;b) concedere riduzioni nel rispetto delle norme del trattato.3. Le modulazioni del livello dei diritti aeroportuali vengono applicate in maniera trasparente e non discriminatoria.Articolo 6 Trasparenza1. Per migliorare la qualità del servizio offerto agli utenti, gli Stati membri provvedono affinché gli enti gestori comunichino ad ogni utente gli elementi su cui si basa la determinazione del livello dei diritti aeroportuali. Essi sono costituiti da quanto segue:a) una enumerazione chiara dei diversi servizi forniti dall'aeroporto a fronte dei diritti aeroportuali richiesti;b) le modalità di calcolo applicate dell'ente gestore.2. L'ente gestore indica agli utenti dell'aeroporto o alle associazioni che li rappresentano segnatamente quanto segue:a) l'importo corrispondente a ciascuna categoria di diritti aeroportuali percepiti nell'aeroporto;b) il numero totale di impiegati nei servizi che danno luogo all'esazione dei diritti aeroportuali;c) le previsioni sulla situazione dell'aeroporto per quanto riguarda i diritti aeroportuali, l'evoluzione del traffico e gli investimenti.3. Gli Stati membri provvedono affinché gli utenti di un aeroporto forniscano all'ente gestore i dati riguardanti segnatamente:a) le previsioni sul loro traffico;b) le previsioni sulla composizione delle loro flotta;c) i loro progetti di sviluppo nell'aeroporto;d) le loro esigenze riguardo all'aeroporto considerato.Articolo 7 Consultazioni1. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per organizzare in ciascun aeroporto una consultazione tra l'ente gestore e gli utenti dell'aeroporto. Essa ha lo scopo di acquisire, prima della decisione di modificazione del sistema o del livello dei diritti aeroportuali, il loro parere sulle modifiche progettate. Tale parere non è vincolante per l'autorità incaricata della decisione di modifica.La consultazione ha luogo almeno una volta all'anno.2. Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché ogni decisione che modifichi il sistema di calcolo o il livello dei diritti aeroportuali sia comunicata dall'aeroporto ai propri utenti o alle associazioni che li rappresentano almeno due mesi prima dell'entrata in vigore delle modifiche.3. Gli Stati membri provvedono affinché gli utenti dell'aeroporto possano chiedere di essere consultati una seconda volta in caso di disaccordo rispetto alla decisione presa.Articolo 8 SanzioniGli Stati membri stabiliscono il regime di sanzioni applicabili alle violazioni delle disposizioni nazionali adottate in applicazione della presente direttiva e prendono tutte le misure necessarie per assicurarne l'esecuzione. Le sanzioni previste devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.Gli Stati membri notificano alla Commissione tali disposizioni anteriormente al 1° gennaio 2002, e ogni ulteriore modifica delle disposizioni nel più breve termine.Articolo 9 Attuazione1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva anteriormente al 1° gennaio 2002. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni legislative nazionali da essi adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva. La Commissione ne informa gli altri Stati membri.Articolo 10 Revisione e relazioni1. Anteriormente al 1° gennaio 2004, la Commissione presenta al Parlamento europeo ed al Consiglio una relazione sull'applicazione della presente direttiva, nonché, se del caso, le opportune proposte.2. Gli Stati membri e la Commissione collaborano nell'applicazione della presente direttiva, in particolare per quanto riguarda la raccolta delle informazioni necessarie all'elaborazione della relazione di cui al paragrafo 1.Articolo 11 Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 12 DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU n. L 240 del 24. 8. 1992, pag. 8.