CELEX: C2001/369/16
Language: it
Date: 2001-12-22 00:00:00
Title: Causa C-415/01: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno del Belgio, presentato il 19 ottobre 2001

22.12.2001                IT                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               C 369/9
      sia dannosa per il settore dello zucchero non solo                  Se, nell’ambito di un perfezionamento passivo triangolare,
      l’importazione dei miscele di zucchero e cacao con                  una corretta interpretazione degli artt. 145-151 del codice
      origine cumulata CE/PTOM, ma anche l’importazione                   doganale comunitario (regolamento CEE n. 2913/92) (1) vieti
      dei miscele di zucchero e cacao con origine cumulata                ad un operatore di dedurre, al momento dell’immissione in
      ACP/PTOM, tuttavia non lo ha in alcun modo dimostrato.              libera pratica dei prodotti compensatori, l’importo dei dazi
                                                                          all’importazione che sarebbero applicabili alle merci d’esporta-
                                                                          zione temporanea in funzione della loro corretta voce dogana-
—     Violazione dell’art. 109, n. 2, della decisione PTOM:               le, nell’ipotesi in cui la voce doganale dichiarata al momento
      la Commissione non ha controllato che le misure di                  della loro esportazione fosse stata diversa perché errata.
      salvaguardia adottate con il regolamento impugnato
      turbassero il meno possibile il funzionamento dell’asso-
      ciazione. La Commissione non ha neppure controllato
      che le misure di salvaguardia in oggetto raggiungessero             (1) Regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913,
      l’effetto auspicato. Infine, le misure di salvaguardia ecce-             che istituisce un codice doganale comunitario (GU L 302 del
      dono quanto necessario: una misura di salvaguardia che                   19.10.1992, pag. 1).
      prevedesse il prezzo minimo per l’importazione per la
      miscela ACP/PTOM sarebbe stata, da un lato, adeguata
      per raggiungere l’obiettivo perseguito e, d’altro lato, meno
      gravosa per gli PTOM e le imprese interessate.
—     Sviamento di potere: l’art. 109 della decisione PTOM non
      conferisce alla Commissione un potere discrezionale per
      correggere o integrare le possibilità di cumulo d’origine
      ACP/PTOM previste dal Consiglio, quando il ricorso a tale
      possibilità ha conseguenze che al momento dell’adozione             Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
      della decisione PTOM erano previste o perseguite.                      tro il Regno del Belgio, presentato il 19 ottobre 2001
—     Violazione del principio del legittimo affidamento.
                                                                                                    (Causa C-415/01)
—     Violazione dell’art. 253 CE: la misura di salvaguardia di
      cui trattasi non è in alcun modo suffragata da cifre o fatti.
                                                                                                     (2001/C 369/16)
(1) GU ..., p. ...
                                                                          Il 19 ottobre 2001 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                          rappresentata dal sig. G.V. Jordana e dalla sig.ra J. Adda, in
                                                                          qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
                                                                          presentato dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                          europee un ricorso contro il Regno del Belgio.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal tribunal                  La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte
d’instance de Metz, con ordinanza 8 ottobre 2001, nella                   voglia:
causa SA GEFCO contro Receveur Principal des Douanes
                  (Esattore principale delle dogane)
                                                                          —      dichiarare che, non avendo la Regione fiamminga e la
                                                                                 Regione vallona né trasposto l’art. 4, nn. 1 e 2, e
                           (Causa C-411/01)                                      l’allegato I della direttiva 79/409/CEE (1), né assicurato la
                                                                                 delimitazione delle zone di protezione speciale situate sui
                                                                                 loro territori opponibili ai terzi, né adottato i provvedi-
                            (2001/C 369/15)                                      menti necessari a garantire la classificazione di un sito in
                                                                                 una zona di protezione speciale comporti automatica-
                                                                                 mente e simultaneamente l’applicazione di un regime di
                                                                                 protezione e conservazione conforme al diritto comunita-
                                                                                 rio, il Regno del Belgio è venuto meno agli obblighi
Con ordinanza 8 ottobre 2001, pervenuta nella cancelleria                        incombentigli ex art. 4, nn. 1 e 2, della direttiva
della Corte il 17 ottobre 2001, nella causa SA GEFCO contro                      79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli
Receveur Principal des Douanes (Esattore principale delle                        selvatici in combinato disposto con l’art. 4, n. 4, di
dogane), il tribunal d’instance de Metz ha sottoposto alla Corte                 detta direttiva, come parzialmente modificato, a tenore
di giustizia delle Comunità europee la seguente questione                        dell’art. 7 della direttiva 92/43/CEE (2), dall’art. 6, nn. 2, 3
pregiudiziale:                                                                   e 4 di quest’ultima direttiva.
 ---pagebreak--- C 369/10                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          22.12.2001
—      condannare il Regno del Belgio alle spese.                            assistito dagli avv.ti H. van der Woude e V. Landes, avocats,
                                                                             con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto alla Corte
                                                                             di giustizia un ricorso contro la Repubblica francese.
Motivi e principali argomenti
—      il solo fatto di aver designato un certo numero di zone di            La ricorrente chiede che la Corte voglia:
       protezione speciale non costituisce di per se stesso una
       trasposizione completa e corretta dell’art. 4, nn. 1 e 2,
       della direttiva poiché tali designazioni hanno l’unico                —     dichiarare che, non avendo provveduto a trasporre in
       scopo di attuare gli obblighi generali iscritti nella direttiva.            forma corretta né completa l’art. 14, lett. a) e lett. b),
       Al contrario nessuna disposizione giuridicamente vinco-                     l’art. 15, nn. 1 e 2, l’art. 16, n. 1, l’art. 19, nn. 2, 3 e 4,
       lante applicabile sul territorio dell’una o dell’altra regione              della direttiva del Consiglio 23 aprile 1990, 90/219/CEE,
       impone la classificazione in zone di protezione speciale                    come modificata, sull’impiego confinato di microrganismi
       dei territori più idonei in numero e in superficie alla                     geneticamente modificati (1), e non avendo provveduto a
       conservazione delle specie di uccelli menzionate all’allega-                trasporre le disposizioni della detta direttiva relativamente
       to I e delle specie migratrici non menzionate in tale                       a talune forme di impiego confinato di competenza del
       allegato che ritornano regolarmente per quanto riguarda                     Ministero della difesa, la Repubblica francese è venuta
       le aree di riproduzione, di muta e di svernamento e le                      meno agli obblighi che le incombono in forza della detta
       zone in cui si trovano le stazioni lungo le rotte di                        direttiva, nonché dell’art. 249 del Trattato CE;
       migrazione.
—      la delimitazione delle zone di protezione speciale ad                 —     condannare la Repubblica francese alle spese.
       opera delle regioni non è opponibile ai terzi, in assenza
       di pubblicazione, ed in assenza di disposizioni di diritto
       nazionale che prevedono espressamente che la pubblica-
       zione del decreto senza le carte non inficerà il loro
       carattere vincolante nei confronti dei terzi.
—      quanto alla Regione fiamminga, le zone di protezione                  Motivi e principali argomenti
       speciale non fruiscono di un regime di protezione e
       conservazione come previsto dal diritto comunitario in
       materia, dal momento che sono applicabili soltanto
       misure disperse e frammentarie o, viceversa, misure di
       un’estrema genericità vigenti esattamente allo stesso                 La Commissione ritiene che le misure di trasposizione comuni-
       modo sia al di fuori sia all’interno delle zone di protezione         cate dalle autorità francesi non recepiscano che in modo
       speciale.                                                             incompleto alcune disposizioni della direttiva, e segnatamente:
(1) Direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente
    la conservazione degli uccelli selvatici (GU L 103 del 25.4.1979,        —     l’art. 14, lett. a), per quanto riguarda l’impiego a scopo di
    pag. 1).                                                                       insegnamento, ricerca o sviluppo, di OGM appartenenti
(2) Direttiva del Consiglio 21 maggio 1992, 92/43/CEE, relativa alla               al gruppo I o II, ed in merito all’impiego a scopo
    conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e            industriale o commerciale per quanto riguarda gli impian-
    della fauna selvatiche (GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7).                       ti non soggetti ad autorizzazione;
                                                                             —     l’art. 14, lett. b), per quanto riguarda gli impianti soggetti
                                                                                   a dichiarazione, ed in riferimento all’obbligo di mettere a
                                                                                   disposizione degli altri Stati membri interessati talune
                                                                                   informazioni sulle misure di sicurezza e sul comporta-
                                                                                   mento da adottare in caso di incidente;
Ricorso proposto il 5 novembre 2001 dalla Commissione
   delle Comunità europee contro la Repubblica francese
                                                                             —     l’art. 15, n. 1, in quanto le misure adottate dalle autorità
                          (Causa C-429/01)                                         francesi non riportano in elenco le informazioni che
                                                                                   l’utilizzatore è tenuto a fornire;
                           (2001/C 369/17)
                                                                             —     l’art. 15, n. 2, per quanto concerne la predisposizione di
                                                                                   un piano per l’attuazione delle misure volte ad avvertire
Il 5 novembre 2001 la Commissione delle Comunità europee,                          tutti gli Stati membri che potrebbero essere coinvolti
rappresentata dal sig. G. zur Hausen, in qualità di agente,                        nell’incidente;