CELEX: 52022PC0151
Language: it
Date: 2022-04-05
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulle sostanze che riducono lo strato di ozono e che abroga il regolamento (CE) n. 1005/2009

COMMISSIONE
                       EUROPEA
                                                 Strasburgo, 5.4.2022
                                                 COM(2022) 151 final
                                                 2022/0100 (COD)
                                     Proposta di
   REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
    sulle sostanze che riducono lo strato di ozono e che abroga il regolamento
                                (CE) n. 1005/2009
                          (Testo rilevante ai fini del SEE)
     {SEC(2022) 157 final} - {SWD(2022) 98 final} - {SWD(2022) 99 final} -
                              {SWD(2022) 100 final}
IT                                                                             IT
 ---pagebreak---                                                  RELAZIONE
   1.        CONTESTO DELLA PROPOSTA
   •         Motivi e obiettivi della proposta
   Definizione del problema e obiettivi
   Il Green Deal europeo ha lanciato una nuova strategia di crescita mirata a trasformare l'UE in
   una società equa e prospera, dotata di un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle
   risorse e competitiva. Tale comunicazione ribadisce l'intenzione della Commissione di
   innalzare il livello dei suoi obiettivi ambientali e rendere l'Europa il primo continente
   climaticamente neutro entro il 2050. Mira inoltre a proteggere la salute e il benessere dei
   cittadini dai rischi di natura ambientale e dalle relative conseguenze. In risposta all'urgenza
   dell'azione per il clima, l'UE si è posta obiettivi più ambiziosi in materia di clima attraverso il
   regolamento (UE) 2021/1119 (la normativa europea sul clima)1, adottato nel 2021. La
   normativa sul clima stabilisce un obiettivo vincolante di riduzione netta dei gas a effetto serra
   pari ad almeno il 55 % entro il 2030 rispetto al 1990 e la neutralità climatica dell'UE al più
   tardi entro il 2050. L'UE ha altresì aumentato il proprio contributo iniziale determinato a
   livello nazionale nell'ambito dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, passando da
   almeno il 40 % di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 ad almeno
   il 55 % di riduzione netta delle emissioni di gas a effetto serra. Il conseguimento di tali
   obiettivi e la possibilità di mantenere la temperatura media a livello mondiale entro gli 1,5 °C
   richiede il rafforzamento di tutti gli strumenti pertinenti a sostegno della decarbonizzazione
   dell'economia dell'UE.
   Le sostanze che riducono lo strato di ozono (ODS) sono sostanze chimiche prodotte dall'uomo
   che, dopo l'emissione, di frequente raggiungono l'atmosfera superiore e danneggiano lo strato
   di ozono della stratosfera che protegge la superficie terrestre dai pericolosi raggi UV del sole.
   Tale danno si traduce nel cosiddetto "buco dell'ozono" con notevoli impatti negativi sulla
   nostra salute e sulla biosfera, i quali a loro volta comportano costi finanziari elevati. Inoltre le
   ODS sono forti gas a effetto serra con un alto potenziale di riscaldamento globale.
   In ragione dell'azione globale intrapresa contro la riduzione dello strato di ozono attraverso
   l'adozione del protocollo di Montreal relativo a sostanze che riducono lo strato di ozono
   nel 1987 (di seguito: il protocollo), il buco dell'ozono è sulla via del ripristino, a condizione
   che sia assicurato il rispetto delle misure esistenti e tutte le nuove sfide vengano affrontate
   rapidamente. Inoltre sono stati ottenuti significativi benefici connessi al clima, ad esempio per
   il periodo dal 1988 al 2010 tali benefici sono stati 5-6 volte superiori a quelli ottenuti durante
   il primo periodo di impegno 2008-2012 del protocollo di Kyoto2. Nel 2019 i ricercatori hanno
   stimato che il protocollo aveva evitato un riscaldamento fino a 1,1 °C su parti dell'Artico3.
   Di conseguenza è fondamentale che l'UE eviti qualsiasi inversione di rotta e garantisca che la
   sua politica in materia di ODS sia allineata agli obiettivi del Green Deal europeo, del
   protocollo e dell'accordo di Parigi.
   Il regolamento (CE) n. 1005/2009 sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (regolamento
   ODS) è il principale strumento di contrasto delle ODS nell'UE. Il suo obiettivo generale
   consiste nel prevenire le emissioni di ODS e salvaguardare il rispetto del protocollo. Il
   1
           GU L 243 del 9.7.2021, pag. 1.
   2
           Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP) 2011. A critical link in protecting the climate
           and the ozone layer. https://www.unep.org/resources/report/hfcs-critical-link-protecting-climate-and-
           ozone-layer.
   3
           Rishav Goyal et al. 2019. Reduction in surface climate change achieved by the 1987 Montreal Protocol.
IT                                                       1                                                       IT
 ---pagebreak---    regolamento ODS è stato sottoposto a una valutazione "REFIT"4 la quale ha concluso che,
   sebbene il regolamento fosse in generale idoneo allo scopo, potrebbe essere meglio allineato
   al Green Deal europeo e la sua progettazione potrebbe essere leggermente migliorata.
   In tale contesto, la presente proposta mira a sostituire il regolamento ODS, pur mantenendo
   un rigoroso livello di controllo, in particolare al fine di:
   1.         allineare le misure con il Green Deal europeo imponendo ulteriori riduzioni delle
              emissioni che sono praticabili a fronte di costi proporzionati;
   2.         garantire una sorveglianza più completa in merito alle ODS, comprese le sostanze
              che non sono (ancora) soggette a controllo;
   3.         semplificare e migliorare l'efficienza delle norme esistenti per ridurre i costi
              amministrativi;
   4.         migliorare la chiarezza e la coerenza con altre norme.
   Contesto
   In risposta alla riduzione dello strato di ozono e al "buco dell'ozono" scoperto negli anni
   Ottanta, la comunità internazionale ha concordato di adottare misure ai sensi della
   convenzione di Vienna del 1985 per la protezione dello strato di ozono. Il protocollo della
   convenzione ha stabilito un'eliminazione globale della produzione e del consumo di quasi
   100 sostanze che riducono lo strato di ozono. Il protocollo e le successive decisioni delle
   sue 197 parti contraenti hanno creato un quadro giuridico globale per il controllo delle ODS.
   L'UE e i suoi Stati membri sono parti del protocollo e sono vincolati all'eliminazione dei
   diversi gruppi di ODS. Tutte le date di eliminazione progressiva per i paesi sviluppati fanno
   ormai parte del passato.
   Di conseguenza il regolamento ODS vieta in generale la produzione, il commercio e l'uso di
   ODS esentando alcuni usi specifici. Numerose ODS sono state gradualmente eliminate
   nell'Unione anni prima del calendario globale concordato ai sensi del protocollo. Il
   regolamento ODS si spinge altresì oltre il protocollo limitando il commercio e l'uso di
   prodotti e apparecchiature che contengono ODS. Infine il regolamento ODS tratta,
   nell'allegato I, le ODS controllate ai sensi del protocollo e nell'allegato II le cosiddette
   "sostanze nuove" che non sono (ancora) controllate dal protocollo.
   Il regolamento ODS è integrato dalla decisione (UE) 2010/372 della Commissione
   riguardante l'uso di sostanze controllate come agenti di fabbricazione, dal regolamento (UE)
   n. 1088/2013 della Commissione sulle licenze di importazione ed esportazione di prodotti ed
   apparecchiature che contengono o dipendono dagli halon per gli usi critici sugli aeromobili e
   il regolamento (UE) n. 291/2011 della Commissione sugli usi essenziali di sostanze
   controllate diverse dagli idroclorofluorocarburi per usi essenziali di laboratorio e a fini di
   analisi.
   •          Coerenza con le disposizioni vigenti nel settore normativo interessato
   Il regolamento proposto (così come l'attuale regolamento ODS) presenta numerose
   somiglianze con il regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra5
   (regolamento sui gas fluorurati), che è in fase di riesame parallelo. Questi due regolamenti
   devono garantire congiuntamente che l'Unione rispetti i suoi obblighi in materia di ODS e
   4
            Valutazione del regolamento (CE) n. 1005/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio,
            del 16 settembre 2009, sulle sostanze che riducono lo strato di ozono {SWD(2019) 407 final}
            https://ec.europa.eu/clima/sites/default/files/ozone/docs/swd_2019_406_en.pdf.
   5
            GU L 150 del 20.5.2014, pag. 195.
IT                                                           2                                          IT
 ---pagebreak---    idrofluorocarburi (HCF) ai sensi del protocollo. Sebbene i due riesami non abbiano un
   impatto diretto l'uno sull'altro, incidono sui portatori di interessi e su settori analoghi, nonché
   su attività analoghe (commercio, uso di apparecchiature, ecc.) e utilizzano misure di controllo
   analoghe, compreso un sistema di concessione di licenze commerciali come richiesto dal
   protocollo. Di conseguenza tanto l'industria quanto le autorità hanno chiesto che le loro norme
   pertinenti siano strettamente allineate (ad esempio per quanto riguarda i controlli doganali, le
   norme sulle fughe, le definizioni, ecc.).
   •          Coerenza con le altre normative dell'Unione
   Il regolamento (UE) n. 2021/1119 fissa un obiettivo vincolante di neutralità climatica
   nell'Unione entro il 2050 nel perseguimento dell'obiettivo a lungo termine relativo alla
   temperatura previsto dall'accordo di Parigi. Ai fini del conseguimento dell'obiettivo della
   neutralità climatica, la normativa europea sul clima fissa altresì il traguardo vincolante
   dell'UE in materia di clima per il 2030 che consiste in una riduzione netta delle emissioni di
   gas a effetto serra di almeno il 55 % rispetto ai livelli del 1990. Entrambi gli obiettivi, quello
   per il 2030 e quello per il 2050, richiedono l'allineamento di tutte le politiche pertinenti
   dell'UE. Sebbene la rilevanza climatica delle emissioni di ODS non sia presa in
   considerazione ai fini di tali obiettivi, qualsiasi azione destinata a prevenire e ridurre
   ulteriormente le emissioni di ODS si traduce in ulteriori risparmi che possono contribuire al
   conseguimento dell'obiettivo relativo alla temperatura ai sensi dell'accordo di Parigi.
   Inoltre vi sono altresì stretti legami con le politiche in materia di rifiuti 6 e sostanze chimiche7,
   così come con la normativa doganale e in materia di vigilanza del mercato. Il presente riesame
   si prefigge di ottenere maggiore chiarezza allineandosi più strettamente a tali atti legislativi.
   Sono attualmente in fase di riesame anche la direttiva 2010/75/UE sulle emissioni industriali
   (direttiva sulle emissioni industriali) e il regolamento (CE) n. 166/2006 relativo all'istituzione
   di un registro europeo delle emissioni (PRTR europeo).
   Quest'ultimo sorveglia le emissioni di ODS, ma in merito a tali dati sarebbe utile una
   maggiore granularità per integrare i dati da comunicare raccolti ai sensi del regolamento. Ai
   sensi della direttiva sulle emissioni industriali, i valori limite di emissione sono stabiliti
   dall'autorità competente e non dovrebbero superare i livelli di emissione associati alle migliori
   tecnologie disponibili (BAT). Una considerazione più sistematica delle ODS come parametro
   ambientale chiave nello sviluppo dei documenti di riferimento sulle BAT (BREF) sarebbe
   utile per quanto riguarda il controllo delle emissioni industriali. Data la rilevanza delle
   emissioni a fine ciclo delle schiume isolanti contenenti ODS, esistono forti sinergie con gli
   obiettivi dell'economia circolare e le politiche dell'UE in materia di rifiuti. La revisione mirata
   del 2023 della direttiva quadro sui rifiuti in merito alla quale è stato avviato il lavoro di
   valutazione d'impatto costituisce una buona opportunità per rafforzare questi legami con il
   regolamento ODS.
   2.         BASE GIURIDICA, SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ
   •          Base giuridica
   La presente proposta si basa sull'articolo 192, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento
   dell'Unione europea, in linea con l'obiettivo relativo a: salvaguardia, tutela e miglioramento
   6
            Ad esempio il regolamento (CE) n. 1013/2006 sulle spedizioni transfrontaliere di rifiuti, la direttiva
            rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (direttiva 2012/19/UE, direttiva RAEE) e la direttiva
            quadro sui rifiuti (direttiva 2008/98/CE).
   7
            Ad esempio il REACH (regolamento (CE) n. 1907/2006), la direttiva sulle emissioni industriali
            (direttiva 2010/75/UE) e il regolamento sul registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di
            sostanze inquinanti (PRTR europeo) (regolamento (CE) n. 166/2006).
IT                                                            3                                                         IT
 ---pagebreak---    della qualità dell'ambiente; protezione della salute umana; e promozione sul piano
   internazionale di misure destinate a risolvere i problemi dell'ambiente.
   •         Sussidiarietà
   La proposta integra la legislazione dell'UE che esiste a livello UE dal 2000 ed è chiaramente
   conforme al principio di sussidiarietà per i motivi illustrati di seguito.
   Innanzitutto, la protezione del sistema climatico è una questione transfrontaliera. I singoli
   Stati membri non possono risolvere i problemi da soli. L'entità del problema richiede
   un'azione a livello UE e un'azione a livello mondiale.
   Il regolamento ODS vieta la produzione, l'immissione sul mercato e l'ulteriore fornitura,
   importazione, esportazione e uso di sostanze, prodotti e apparecchiature controllati che
   utilizzano tali sostanze. Di conseguenza è rilevante ai fini del funzionamento del mercato
   interno. Per il funzionamento del mercato interno dell'UE e la libera circolazione delle merci,
   è altamente preferibile che tali misure siano adottate a livello UE.
   Il protocollo considera l'UE un'organizzazione regionale d'integrazione economica e l'UE
   deve pertanto ottemperare agli obblighi del protocollo a livello di Unione (ad esempio
   comunicazione, sistema di licenze, riduzione graduale dei consumi). Ciò richiede una
   legislazione pertinente allo stesso livello; sarebbe infatti molto difficile se non impossibile
   ottenere la conformità tra 27 diversi sistemi nazionali.
   •         Proporzionalità
   La proposta è conforme al principio di proporzionalità. Le misure si basano su una
   valutazione approfondita del loro rapporto costo-efficacia.
   In termini generali, la proposta migliora principalmente taluni aspetti del regolamento ODS.
   Laddove siano proposte ulteriori restrizioni (ossia obblighi di recupero), la proposta
   garantisce la disponibilità di alternative tecnicamente ed economicamente praticabili. Se in
   circostanze particolari ciò non si verifica, consente la concessione di deroghe.
   Le modifiche in materia di comunicazione sono minori e non dovrebbero comportare costi
   significativi per le imprese. Al contrario, alcune modifiche comportano risparmi sui costi ed
   evitano inutili oneri amministrativi per le imprese e le autorità nazionali competenti (ad
   esempio eliminazione del sistema di assegnazione di quote).
   Non sono proposte disposizioni dettagliate nei settori in cui gli obiettivi potrebbero essere
   conseguiti meglio mediante l'azione in altri settori strategici, ad esempio mediante la
   normativa sui rifiuti o sull'etichettatura. Ciò per evitare sovrapposizioni che potrebbero
   portare a una non chiara ripartizione delle responsabilità, creando un onere aggiuntivo per le
   autorità pubbliche e le imprese.
   •         Scelta dell'atto giuridico
   Lo strumento giuridico prescelto è un regolamento poiché la proposta mira a sostituire e
   migliorare il regolamento ODS mantenendone la struttura generale sulle misure di controllo
   (divieti, esenzioni e deroghe, comunicazione). Il regolamento ODS si è dimostrato efficace e
   idoneo allo scopo. Dato che la proposta comprende diversi adattamenti e modifiche alla
   struttura del regolamento ODS, quest'ultimo dovrebbe essere abrogato e sostituito con un
   nuovo regolamento per garantire la chiarezza giuridica. Eventuali modifiche sostanziali (ossia
   l'abrogazione o la trasformazione in una direttiva) creerebbero oneri indebiti per gli Stati
   membri così come un'ulteriore incertezza per le imprese attive in questo settore.
IT                                                  4                                              IT
 ---pagebreak---    3.         RISULTATI DELLE VALUTAZIONI EX POST, DELLE CONSULTAZIONI
              DEI PORTATORI DI INTERESSI E DELLE VALUTAZIONI D'IMPATTO
   •          Valutazioni ex post / Vaglio di adeguatezza della legislazione vigente
   Il 26 novembre 2019 la Commissione ha pubblicato la sua relazione di valutazione8
   sull'attuazione del regolamento ODS in linea con i requisiti di cui all'iniziativa "Legiferare
   meglio". Il comitato per il controllo normativo ha riconosciuto che i risultati della valutazione
   erano ben motivati, ma ha consigliato di descrivere meglio: i) il contributo del regolamento
   attualmente in vigore in aggiunta ai risultati precedentemente conseguiti; ii) il ruolo globale
   dell'UE in questo settore; e iii) la necessità di mantenere una grande ambizione, in particolare
   per quanto concerne l'azione per il clima. Tale comitato ha suggerito altresì di rendere il testo
   più facile da leggere per i non esperti. Tenendo presenti questi suggerimenti, il testo di
   valutazione è stato riscritto nelle parti pertinenti.
   Dalla valutazione emerge che il regolamento ODS garantisce il rispetto del protocollo e
   influenza positivamente paesi terzi a fare altrettanto. Ha salvaguardato un'ambizione
   ambientale elevata eliminando la grande maggioranza degli usi passati di ODS, garantendo
   allo stesso tempo parità di condizioni per le industrie e le imprese interessate tra gli Stati
   membri. Di conseguenza la valutazione ha concluso che la maggior parte degli obblighi e
   delle misure del regolamento attualmente in vigore sono idonei allo scopo e dovrebbero
   pertanto rimanere in vigore.
   Tuttavia la valutazione riconosce altresì che le sue misure non sono pienamente allineate al
   Green Deal europeo e che sarebbero possibili riduzioni ulteriori delle emissioni a fronte di
   costi proporzionati. In particolare si potrebbe risparmiare una quantità significativa dello
   strato di ozono e delle emissioni rilevanti per il clima a fronte di costi relativamente bassi se le
   ODS presenti in alcuni materiali da costruzione che contengono schiume soffiate con ODS
   venissero sistematicamente recuperate e distrutte o riutilizzate. Inoltre alcune misure
   potrebbero essere più efficaci o addirittura abolite, poiché sono diventate di fatto obsolete
   nella situazione attuale, nella quale le ODS sono diventate in genere vietate. Ciò
   consentirebbe di evitare costi amministrativi parzialmente ridondanti. Inoltre sono state
   rilevate talune lacune nella sorveglianza. Infine alcune norme sono risultate leggermente
   incoerenti rispetto ad altre normative dell'UE. Rientrano in tale contesto, tra l'altro, la
   normativa doganale e gli obblighi relativi alle verifiche di frontiera. Allo stesso modo vi sono
   margini di semplificazione, miglioramento e chiarimento per quanto concerne la coerenza del
   regolamento.
   •          Consultazioni dei portatori di interessi
   La Commissione ha svolto un'ampia consultazione con i portatori di interessi, compresa una
   consultazione pubblica online tenutasi dal 13 luglio 2020 al 9 novembre 20209. È stata inoltre
   organizzata una consultazione mirata che ha coinvolto 42 portatori di interessi, concepita
   specificamente per le imprese, le ONG e le autorità competenti attive in materia di
   ODS. Infine, il 26 febbraio 2021, si è tenuto un seminario online rivolto ai portatori di
   interessi destinato a presentare i risultati preliminari della valutazione d'impatto e chiedere il
   loro contributo sulle lacune esistenti nei dati. Tale seminario ha registrato la partecipazione
   di 66 portatori di interessi.
   8
            Valutazione del regolamento (CE) n. 1005/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio,
            del 16 settembre 2009, sulle sostanze che riducono lo strato di ozono {SWD(2019) 407 final}.
   9
            https://ec.europa.eu/info/law/better-regulation/have-your-say/initiatives/12310-Ozone-layer-protection-
            revision-of-EU-rules/public-consultation_it.
IT                                                          5                                                       IT
 ---pagebreak---    Nel complesso i portatori di interessi hanno convenuto che il regolamento ODS rimane uno
   strumento efficace per affrontare la riduzione dello strato di ozono ed è importante
   salvaguardare i progressi compiuti.
   Quasi tutti i partecipanti alla consultazione pubblica hanno convenuto che è necessaria
   un'ulteriore riduzione delle emissioni delle schiume alla fine del ciclo di vita. Le autorità e le
   imprese degli Stati membri hanno confermato il notevole impatto ambientale positivo di tale
   opzione. Alcune autorità degli Stati membri hanno espresso preoccupazioni in merito ai costi
   per il corretto trattamento dei rifiuti.
   Inoltre la semplificazione del sistema di licenze alla luce dell'ambiente dello sportello unico
   dell'Unione europea per le dogane10 e il rafforzamento delle misure per la prevenzione delle
   attività illecite sono stati nel complesso considerati obiettivi importanti dai portatori di
   interessi. Tutte le imprese (compresi gli utenti di laboratori che hanno risposto) e le autorità
   pubbliche hanno concordato in merito all'opzione che prevede la semplificazione della
   registrazione per l'uso in laboratorio. Inoltre tutti i partecipanti del settore e la maggior parte
   delle autorità pubbliche hanno ritenuto importante abolire il sistema delle quote. L'industria
   aeronautica ha altresì evidenziato l'impossibilità di un divieto in relazione all'halon; un aspetto
   confermato dalle autorità.
   Tutti i gruppi di portatori di interessi non aziendali che hanno partecipato alla consultazione
   pubblica hanno dato grande importanza a misure di comunicazione aggiuntive, mentre le
   imprese sono state divise in merito a questo aspetto.
   Molti dei suggerimenti destinati a garantire maggiore coerenza e chiarimento sono stati forniti
   dai portatori di interessi nel contesto della valutazione così come in quello delle attività di
   consultazione per il presente riesame. Due terzi dei partecipanti alla consultazione pubblica
   hanno sottolineato l'importanza di garantire un testo giuridico del regolamento più chiaro e
   accessibile.
   Le consultazioni sono state pertanto prese pienamente in considerazione nello sviluppo della
   proposta, in particolare per quanto riguarda la progettazione delle misure strategiche
   considerate e i loro potenziali impatti.
   •         Assunzione e uso di perizie
   La Commissione ha raccolto un'ampia consulenza tecnica da una serie di studi di esperti11,
   compreso uno studio preparatorio completo per il riesame del regolamento. Al settore
   industriale, alle autorità degli Stati membri e alla società civile è stato chiesto di fornire
   contributi e sostegno tecnico per la preparazione dello studio.
   •         Valutazione d'impatto
   La Commissione ha effettuato una valutazione d'impatto. Tre opzioni strategiche che
   riguardano diverse misure strategiche sono state esaminate in termini di efficacia nel
   conseguimento degli obiettivi perseguiti, nonché di loro impatto ambientale, economico e
   sociale. Per ciascun obiettivo di riesame è stata individuata una serie di misure. Le misure,
   che sono complementari e non si escludono a vicenda, sono state raggruppate in tre opzioni
   strategiche sulla base dei costi previsti (di abbattimento):
   10
           Proposta della Commissione di regolamento del Parlamento europeo e del consiglio che istituisce
           l'ambiente dello sportello unico dell'Unione europea per le dogane e modifica il regolamento (UE)
           n. 952/2013 (COM(2020) 673 final), del 28 ottobre 2020.
   11
           Gli studi principali sono: Ramboll (2019). Support study for the evaluation of Regulation (EC)
           No 1005/2009 on substances that deplete the ozone layer; SKN Enviros (2012), Further Assessment of
           Policy Options for the Management and Destruction of Banks of ODS and F-Gases in the EU. Final
           Report.
IT                                                      6                                                     IT
 ---pagebreak---             opzione 1: comprende misure che si traducono in risparmi sui costi oppure
             soltanto in costi molto bassi. Si concentra principalmente sulle semplificazioni e su
             una migliore coerenza e su chiarimenti, ma comprende anche un'ulteriore misura
             molto efficiente in termini di costi per ridurre le emissioni, che richiede il recupero
             delle schiume contenenti ODS presenti nei pannelli con rivestimento metallico;
            opzione 2 (l'opzione prescelta): prevede quanto previsto dall'opzione 1, ma
             comprende anche misure aggiuntive che si prevede genereranno alcuni costi, in
             particolare misure mirate alla riduzione delle emissioni, ad esempio ampliando
             l'ambito delle schiume contenenti ODS per le quali è richiesto il recupero, nonché
             una sorveglianza e un controllo più completi;
            l'opzione 3 comprende tutte le misure valutate, comprese quelle che presentano costi
             elevati (di abbattimento).
   Lo scenario di base, rispetto al quale sono state valutate le opzioni strategiche, presuppone
   che il regolamento ODS e gli atti di esecuzione siano pienamente attuati senza alcuna
   modifica. L'opzione 1 è quella che prevede costi bassi. Consentirebbe di risparmiare una
   quantità rilevante di emissioni rispetto allo scenario di base e conseguirebbe risparmi sui costi
   per le imprese e le autorità. L'opzione 2 raddoppia pressoché le riduzioni aggiuntive delle
   emissioni a costi moderati di abbattimento. I costi aggiuntivi si riferiscono in gran parte al
   recupero delle schiume da parte dei proprietari di edifici. Tali costi saranno tuttavia ripartiti su
   numerosi anni e su un numero elevato di persone/soggetti. Le riduzioni complessive delle
   emissioni dell'opzione 3 sono solo marginalmente superiori a quelle dell'opzione 2, mentre le
   misure aggiuntive incluse nell'opzione 3 determinerebbero probabilmente costi molto elevati
   per le imprese e potrebbero avere notevoli effetti negativi sull'occupazione. Tutte le modifiche
   relative a una coerenza e una chiarezza migliori sono incluse in tutte e tre le opzioni.
   Sulla base della valutazione si conclude che l'opzione 2 comprende il pacchetto di misure
   prescelte. Consegue riduzioni significativamente maggiori delle emissioni rispetto
   all'opzione 1 ed è pertanto più coerente con il Green Deal europeo. Inoltre i costi di
   abbattimento per l'opzione 2 sono molto ragionevoli rispetto ai costi previsti nella strategia
   dell'UE a lungo termine necessaria ai fini del conseguimento della neutralità climatica. Al
   contrario, l'opzione 3 aggiungerebbe costi considerevoli a fronte di risparmi solo incrementali
   e i potenziali benefici ambientali sarebbero incerti.
   L'opzione prescelta è quindi caratterizzata da quanto segue:
            la misura principale per evitare ulteriori emissioni è l'obbligo esplicito di recuperare
             alcuni tipi di schiume contenenti ODS12 dai rifiuti delle attività di costruzione e
             demolizione nonché di distruggere o riutilizzare le ODS in esse contenute; si stima
             un risparmio di circa 180 milioni di CO2 equivalente fino al 2050;
            Sarà vietato distruggere gli halon al fine di preservare gli stock non vergini per usi
             critici esentati e quindi impedire che si renda necessario il riavvio di una nuova
             produzione di halon per tali usi;
            sono incluse tutte le misure destinate a ridurre gli oneri per le imprese e le autorità
             e/o a migliorare i controlli in essere;
            sono incluse tutte le misure destinate a migliorare la sorveglianza;
            sono incluse tutte le misure destinate a migliorare la coerenza e i chiarimenti.
   12
           Pannelli con rivestimento metallico, nonché pannelli laminati quando possibile con onere della prova a
           carico del proprietario/appaltatore.
IT                                                       7                                                        IT
 ---pagebreak---    L'iniziativa contribuisce agli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare alla "lotta contro i
   cambiamenti climatici", ma anche alla "salute e benessere", alla "vita sulla terra" così come a
   "produzione e consumo sostenibili". Risponde al principio del "digitale per default"
   modernizzando il sistema di licenze e sfruttando appieno le opportunità offerte dall'iniziativa
   "Ambiente dello sportello unico dell'Unione europea per le dogane" collegando
   elettronicamente gli uffici doganali degli Stati membri al sistema di licenze ODS centrale
   della Commissione europea. È inoltre pienamente in linea con il principio "non arrecare un
   danno significativo" poiché rafforzerà ulteriormente i controlli sulle ODS e ridurrà le
   emissioni rilevanti in termini di ozono e clima.
   Il comitato per il controllo normativo ha espresso parere positivo, ma ha raccomandato di
   fornire maggiore chiarezza sulla descrizione delle misure e sui loro impatti valutati. La
   valutazione d'impatto è stata aggiornata per affrontare tali questioni, in particolare per quanto
   riguarda la misura principale di riduzione delle emissioni relativa al recupero e alla
   distruzione di schiume isolanti.
   •         Efficienza normativa e semplificazione
   La presente proposta si concentra in particolare sull'aumento dell'efficienza delle misure
   esistenti, piuttosto che sulla creazione di misure nuove, dato che si tratta di un regolamento
   che è già in evoluzione da oltre tre decenni in risposta agli obblighi previsti dal protocollo, ai
   nuovi sviluppi e ai cambiamenti nelle tecnologie.
   La proposta dovrebbe offrire alle imprese una serie di vantaggi in termini di semplificazione.
   In particolare l'abolizione dei requisiti di registrazione per gli usi di laboratorio si tradurrà in
   risparmi sui costi per le imprese in quanto ridurrà l'onere amministrativo sui 2 211 laboratori
   registrati nel 2020, spesso piccole e medie imprese (PMI). Inoltre anche l'abolizione del
   sistema di assegnazione annuale delle quote riduce i costi amministrativi per le imprese che
   devono presentare domanda per tale quota su base annuale. Infine le imprese che richiedono
   licenze a lungo termine anziché licenze per singola spedizione ridurranno i costi
   amministrativi.
   La registrazione e il rilascio delle licenze di cui alla presente proposta saranno attuati
   attraverso il sistema di licenze esistente per le ODS. È necessario un adattamento per la sua
   interconnessione con i sistemi delle autorità doganali nazionali tramite l'ambiente dello
   sportello unico dell'Unione europea per le dogane. Attraverso tale interconnessione, la validità
   delle licenze verrà automaticamente verificata presso gli uffici doganali per ogni singola
   spedizione. Fino a quando quest'ultimo sistema elettronico non sarà operativo in tutti gli Stati
   membri, continuerà a funzionare il sistema di licenze attualmente in uso.
   Complessivamente i risparmi sui costi ottenibili ammontano a fino a 180 000 EUR l'anno per
   l'industria (più un risparmio non ricorrente di 36 000 EUR) e 254 giorni-persona l'anno per le
   autorità oltre a un risparmio non ricorrente di 440 giorni-persona, associati a risparmi annui
   sui costi per le tecnologie dell'informazione pari a 31 500 EUR.
   •         Diritti fondamentali
   Le norme proposte di cui alla presente iniziativa garantiscono il pieno rispetto dei diritti e dei
   principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
   4.        INCIDENZA SUL BILANCIO
   La proposta non presente alcuna incidenza incrementale sul bilancio dell'Unione europea.
IT                                                   8                                                   IT
 ---pagebreak---    5.         ALTRI ELEMENTI
   •          Piani attuativi e modalità di monitoraggio, valutazione e informazione
   Il monitoraggio e la valutazione futuri del regolamento ODS possono fare affidamento sui dati
   di comunicazione delle imprese che vengono raccolti e aggregati ogni anno dall'Agenzia
   europea dell'ambiente. Inoltre la comunicazione da parte degli Stati membri ai sensi
   dell'articolo 26 consente di: i) monitorare la disponibilità di stock di halon per soddisfare i
   residui usi critici; e ii) comunicare attività di commercio illecito che possono fornire
   un'indicazione del successo dell'allineamento alle norme doganali e del miglioramento dei
   controlli, anche attraverso l'ammodernamento del sistema di licenze. I miglioramenti
   dell'efficienza saranno monitorati dalla quantità di risorse comunque necessarie per
   l'attuazione del sistema da parte della Commissione, nonché dal numero di licenze (operatori)
   delle quali le imprese avrebbero ancora bisogno.
   L'applicazione del recupero dei banchi di schiuma sarebbe nelle mani delle autorità degli Stati
   membri. Esistono sinergie con le normative nazionali sui rifiuti che potrebbero già monitorare
   la presenza di sostanze pericolose quali le ODS nei rifiuti da demolizione, il che
   consentirebbe di garantire meglio che le ODS vengano effettivamente recuperate per la
   distruzione.
   La Commissione monitorerà l'attuazione delle misure proposte. In questo contesto la
   Commissione coopererà strettamente con le autorità nazionali, ad esempio gli esperti
   nazionali sulle sostanze che riducono lo strato di ozono, le autorità doganali e le autorità di
   vigilanza del mercato. Il comitato cui si fa riferimento nella proposta assisterà la
   Commissione nel suo lavoro e discuterà, se del caso, questioni sull'attuazione armonizzata
   delle norme proposte. Sarà monitorato altresì lo sviluppo della pertinente giurisprudenza della
   Corte di giustizia dell'Unione europea.
   Gli impatti del regolamento dovrebbero essere valutati regolarmente; la prima relazione
   dovrebbe essere presentata entro il 2033. In questo contesto, sarebbe necessario uno studio di
   esperti per stimare i progressi compiuti sui banchi di schiuma. La valutazione dovrebbe altresì
   esaminare l'andamento dei costi amministrativi.
   •          Illustrazione dettagliata delle singole disposizioni della proposta
   La proposta mantiene i sistemi di controllo attualmente in vigore previsto dal regolamento
   ODS, ossia i divieti generali di produzione, uso e commercializzazione di ODS e prodotti e
   apparecchiature che utilizzano ODS, nonché le deroghe applicabili in merito a taluni usi per i
   quali non sono ancora disponibili alternative (materia prima, agente di fabbricazione, usi
   essenziali di laboratorio e a fini di analisi). A seguito dell'eliminazione delle ODS per quasi
   tutti gli usi, alcune norme non sono state mantenute non essendo più necessarie: ciò riguarda
   in particolare il sistema di assegnazione delle quote per l'importazione e l'uso di sostanze
   esentate e l'obbligo di registrazione per gli usi di laboratorio e a fini di analisi delle
   ODS. Inoltre la proposta garantisce i necessari allineamenti con la più recente normativa
   dell'UE, in particolare il regolamento (UE) n. 517/2014 sui gas fluorurati a effetto serra e la
   proposta della Commissione che rivede tale regolamento (in termini di definizioni,
   disposizioni in materia di sanzioni e controlli da parte delle autorità doganali); così come con
   il regolamento (UE) n. 952/2013 che istituisce il codice doganale dell'Unione, nonché con
   decisioni delle parti del protocollo.
   Le deroghe obsolete ai divieti sono state soppresse per fini di chiarezza giuridica e per evitare
   il commercio illecito. La struttura del regolamento ODS è stata leggermente modificata per
   aumentare la coerenza.
IT                                                  9                                                IT
 ---pagebreak---    Capo I
   La proposta definisce l'oggetto, l'ambito di applicazione e le definizioni applicabili del
   regolamento. Talune definizioni contenute nel regolamento ODS sono state cancellate per
   motivi di chiarezza giuridica o perché sono diventate obsolete.
   Capo II
   La proposta stabilisce i divieti generali di produzione, importazione, immissione sul mercato,
   uso e commercializzazione di ODS.
   Capo III
   La proposta stabilisce le deroghe ai divieti di cui al capo I (articoli da 6 a 14) e include
   condizioni per tali deroghe (articolo 15).
   Al fine di garantire la coerenza con il regolamento (UE) n. 517/2014, importatori e produttori
   devono fornire prove della distruzione o del recupero per successivo uso del trifluorometano
   ottenuto come sottoprodotto nella produzione di ODS. La proposta precisa inoltre che, in
   generale, è vietato l'ingresso nel territorio di contenitori non ricaricabili, quindi tutti i regimi
   doganali.
   Capo IV
   La proposta modernizza il sistema di licenze istituito nel regolamento ODS per tener conto
   della sua interconnessione con l'ambiente dello sportello unico dell'Unione europea per le
   dogane, che consentirà controlli doganali automatici per ciascuna spedizione. Nel contesto di
   tale configurazione, gli importatori e gli esportatori di sostanze che riducono lo strato di
   ozono e prodotti che utilizzano tali sostanze dovranno soltanto richiedere licenze in veste di
   "operatori", anziché licenze per ciascuna spedizione, dato che l'ambiente dello sportello unico
   dell'Unione europea per le dogane, previsto dalla proposta della Commissione adottata
   il 28 ottobre 2020, abilita automaticamente i controlli in tempo reale su ciascuna
   spedizione. La proposta chiarisce altresì il ruolo delle autorità doganali e, se del caso, delle
   autorità di vigilanza del mercato, nell'attuazione dei divieti e delle restrizioni stabiliti nella
   proposta di regolamento e rafforza i loro poteri per prevenire il commercio illecito di ODS.
   Sono stati altresì chiariti e adattati gli obblighi degli operatori economici al fine di consentire
   il funzionamento corretto dell'ambiente dello sportello unico dell'Unione europea per le
   dogane13.
   Come previsto dal protocollo, la presente proposta mantiene il divieto di scambi commerciali
   con i soggetti non parti di tale protocollo.
   Capo V
   Per garantire le massime riduzioni delle emissioni, a costi proporzionati, si propone di rendere
   obbligatorio il recupero delle ODS contenute in taluni tipi di schiume usate come materiali
   isolanti nell'edilizia, dai rifiuti delle attività di costruzione e demolizione, nonché la
   distruzione delle ODS ivi contenute tramite tecnologie approvate (o, in alternativa, il riutilizzo
   della schiuma). La distruzione di halon è vietata ai sensi della proposta al fine di garantire
   che, laddove possibile, vengano recuperati e riutilizzati, prevenendo così la necessità di una
   futura produzione di halon per usi critici. Gli obblighi per quanto riguarda le fughe stabiliti
   dal regolamento ODS sono stati semplificati tenendo conto del divieto di usare ODS per
   ricaricare prodotti e apparecchiature ad eccezione dell'uso di halon nei sistemi di protezione
   antincendio per usi critici.
   13
            COM(2020) 673 final.
IT                                                   10                                                 IT
 ---pagebreak---    Capo VI
   La proposta introduce obblighi di comunicazione per gli Stati membri e per le imprese
   (quest'ultimo è un obbligo previsto dal protocollo). Al fine di completare la sorveglianza, gli
   obblighi di comunicazione per le imprese relativi a "sostanze nuove" di cui all'allegato II sono
   stati allineati a quelli applicabili alle sostanze di cui all'allegato I. Gli obblighi di
   comunicazione sono stati estesi anche in relazione alle emissioni e alle vendite nell'Unione.
   La proposta aggiunge altresì tre nuove sostanze per garantire una sorveglianza adeguata della
   loro produzione, della loro commercializzazione e del loro uso. Il potenziale di riscaldamento
   globale delle ODS è stato aggiunto agli allegati al fine di aumentare la consapevolezza degli
   impatti climatici delle ODS.
   Capo VII
   La proposta specifica i casi in cui è necessario lo scambio di informazioni e la cooperazione
   con le autorità competenti all'interno di uno Stato membro, nonché tra gli Stati membri e con
   le autorità competenti di paesi terzi.
   La proposta stabilisce inoltre l'obbligo per le autorità competenti di verificare il rispetto del
   regolamento da parte delle imprese sulla base del rischio e laddove siano disponibili prove
   concrete.
   Capo VIII
   Infine la proposta stabilisce che il livello e il tipo delle sanzioni amministrative per le
   violazioni del regolamento devono essere effettivi, dissuasivi e proporzionati e devono tenere
   conto anche dei criteri pertinenti (quali la natura e la gravità della violazione). In particolare
   propone una sanzione amministrativa da infliggere in caso di produzione, uso o commercio
   illeciti di ODS o dei prodotti e delle apparecchiature contemplati dal presente regolamento. Le
   disposizioni proposte sono allineate e completano la proposta della Commissione di direttiva
   del Parlamento europeo e del Consiglio sulla tutela penale dell'ambiente adottata
   il 15 dicembre 202114.
   14
            COM(2021) 851 final.
IT                                                 11                                                 IT
 ---pagebreak---                                                                  2022/0100 (COD)
                                                     Proposta di
           REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
             sulle sostanze che riducono lo strato di ozono e che abroga il regolamento
                                                (CE) n. 1005/2009
                                         (Testo rilevante ai fini del SEE)
   IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 192,
   paragrafo 1,
   vista la proposta della Commissione europea,
   previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo15,
   visto il parere del Comitato delle regioni16,
   deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria,
   considerando quanto segue:
   (1)      La comunicazione sul Green Deal europeo ha lanciato una nuova strategia di crescita
            mirata a trasformare l'Unione in una società giusta e prospera, dotata di un'economia
            moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva. Tale comunicazione
            ribadisce l'intenzione della Commissione di innalzare il livello dei suoi obiettivi
            ambientali e rendere l'Europa il primo continente climaticamente neutro entro il 2050 e
            mira a proteggere la salute e il benessere dei cittadini dai rischi e dagli impatti legati
            all'ambiente. Inoltre l'Unione è impegnata a favore dell'Agenda 2030 per lo sviluppo
            sostenibile e dei suoi obiettivi di sviluppo sostenibile.
   (2)      Lo strato di ozono protegge gli esseri umani e altri esseri viventi dalle radiazioni
            ultraviolette dannose del sole. È scientificamente assodato che le continue emissioni di
            sostanze che riducono lo strato di ozono causano danni significativi allo strato di
            ozono, con ripercussioni gravi sulla salute umana, sugli ecosistemi, sulla biosfera, e
            vaste implicazioni economiche se non vi si pone rimedio.
   (3)      In applicazione della decisione 88/540/CEE del Consiglio17, l'Unione è diventata parte
            della convenzione di Vienna del 1985 per la protezione dello strato di ozono e del
            protocollo di Montreal relativo a sostanze che riducono lo strato di ozono
            ("protocollo") adottato nel 1987. Il protocollo e le successive decisioni delle parti
            costituiscono un insieme di misure di controllo vincolanti a livello globale destinate ad
            affrontare la riduzione dello strato di ozono.
   15
            GU C […] del […], pag. […].
   16
            GU C […] del […], pag. […].
   17
            Decisione 88/540/CEE del Consiglio, del 14 ottobre 1988, relativa alla conclusione della convenzione
            di Vienna per la protezione dello strato di ozono e del protocollo di Montreal relativo a sostanze che
            riducono lo strato di ozono (GU L 297 del 31.10.1988, pag. 8).
IT                                                        12                                                       IT
 ---pagebreak---    (4)  Il regolamento (UE) n. 1005/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio18, assicura,
        tra l'altro, che l'Unione rispetti il protocollo. La Commissione, nella valutazione del
        regolamento (CE) n. 1005/200919, ha concluso che le misure di controllo stabilite a
        norma di tale regolamento restano, in generale, adeguate allo scopo.
   (5)  Vi sono prove evidenti che le sostanze che riducono lo strato di ozono sono presenti in
        minore concentrazione nell'atmosfera e che l'ozono stratosferico sta iniziando a
        ripristinarsi. Si prevede, tuttavia, che il ripristino dello strato di ozono alle
        concentrazioni esistenti prima del 1980 non potrà avvenire prima della metà del
        XXI secolo. Di conseguenza l'aumento delle radiazioni UV continua a costituire una
        grave minaccia per la salute e l'ambiente. Evitare il rischio di ulteriori ritardi nel
        ripristino dello strato di ozono resta subordinato alla garanzia della piena attuazione
        degli obblighi esistenti e dell'adozione delle misure necessarie per affrontare eventuali
        sfide future in modo rapido ed efficace.
   (6)  La maggior parte delle sostanze che riducono lo strato di ozono presenta altresì un
        elevato potenziale di riscaldamento globale e contribuisce all'aumento della
        temperatura del pianeta. Considerando le conclusioni significative della relazione
        speciale del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) 20, il
        presente regolamento dovrebbe garantire tutti gli sforzi possibili per ridurre le
        emissioni di sostanze che riducono lo strato di ozono. La riduzione delle emissioni
        contribuisce al conseguimento dell'obiettivo dell'accordo di Parigi adottato ai sensi
        della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici 21: mantenere
        l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli
        preindustriali e proseguire l'azione volta a limitare tale aumento persino a 1,5 °C.
   (7)  Al fine di aumentare la consapevolezza sul potenziale di riscaldamento globale delle
        sostanze che riducono lo strato di ozono, oltre al potenziale di riduzione dell'ozono di
        tali sostanze, nel presente regolamento dovrebbe essere elencato anche il rispettivo
        potenziale di riscaldamento globale.
   (8)  Il regolamento (CE) n. 1005/2009 e la precedente normativa dell'Unione hanno
        stabilito misure di controllo più rigorose rispetto a quelle previste dal protocollo,
        imponendo norme di importazione ed esportazione più restrittive.
   (9)  Ai sensi del regolamento (CE) n. 1005/2009, la produzione e l'immissione sul mercato
        di sostanze che riducono lo strato di ozono sono state gradualmente eliminate per
        quasi tutti gli usi. È stata inoltre vietata l'immissione sul mercato di prodotti e
        apparecchiature che contengono o dipendono da sostanze che riducono lo strato di
        ozono, tranne alcuni casi nei quali l'uso di tali sostanze è ancora consentito. Anche
        dopo l'eliminazione graduale delle sostanze che riducono lo strato di ozono, a
        determinate condizioni, è necessario continuare a consentire deroghe per determinati
        usi, laddove non siano ancora disponibili alternative.
   (10) Tenendo conto delle piccole quantità di sostanze che riducono lo strato di ozono
        effettivamente impiegate per usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi, è
        necessario stabilire una misura di controllo proporzionata al riguardo. L'obbligo di
   18
        Regolamento (CE) n. 1005/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, sulle
        sostanze che riducono lo strato di ozono (GU L 286 del 16.9.2009, pag. 1).
   19
        Valutazione del regolamento (CE) n. 1005/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio,
        del 16 settembre 2009, sulle sostanze che riducono lo strato di ozono (SWD(2019) 407 final),
        del 26 novembre 2019.
   20
        Relazione speciale dell'IPCC. Global warming of 1.5 C (agosto 2021).
   21
        GU L 282 del 19.10.2016, pag. 4.
IT                                                   13                                                    IT
 ---pagebreak---         registrazione ai sensi del regolamento (CE) n. 1005/2009 dovrebbe essere sostituito da
        quello di conservare registri al fine di consentire il controllo dell'uso illecito e la
        sorveglianza degli sviluppi di alternative.
   (11) L'immissione sul mercato e l'uso di halon dovrebbero essere consentiti soltanto per usi
        critici, che dovrebbero essere determinati tenendo conto della disponibilità di sostanze
        o tecnologie alternative e degli sviluppi di norme internazionali.
   (12) Il comitato per le opzioni tecniche per gli halon (HTOC, Halons Technical Options
        Committee) istituito ai sensi del protocollo ha indicato che gli stock di halon non
        vergini per usi critici potrebbero non essere sufficienti per soddisfare i fabbisogni dal
        2030 in poi a livello globale. Per evitare che si renda necessaria una nuova produzione
        di halon per soddisfare i fabbisogni futuri, è importante adottare misure destinate ad
        aumentare la disponibilità degli stock di halon recuperati dalle apparecchiature.
   (13) Ai sensi del regolamento (CE) n. 1005/2009, la deroga per usi critici del bromuro di
        metile (per fini di quarantena e trattamento anteriore al trasporto) è cessata il 18 marzo
        2010. Tuttavia dovrebbe rimanere disponibile la possibilità di concedere una deroga in
        situazioni di emergenza, ossia per l'insorgere di parassiti o di focolai di malattie
        imprevisti, laddove il ricorso in emergenza sarà consentito ai sensi del regolamento
        (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio22 e del regolamento (UE)
        n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio23.
   (14) Le restrizioni stabilite nel presente regolamento per quanto concerne i prodotti e le
        apparecchiature contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono dovrebbero
        riguardare anche i prodotti e le apparecchiature che dipendono da tali sostanze al fine
        di prevenire l'elusione di tali restrizioni.
   (15) È importante garantire che le sostanze che riducono lo strato di ozono possano essere
        immesse sul mercato a fini di rigenerazione nell'Unione. Le sostanze che riducono lo
        strato di ozono e i prodotti e le apparecchiature che dipendono da tali sostanze o il cui
        funzionamento dipende da tali sostanze dovrebbero poter essere immessi sul mercato a
        fini di distruzione mediante tecnologie approvate dalle parti o tecnologie non ancora
        riconosciute ma equivalenti dal punto di vista ambientale.
   (16) Per le sostanze che riducono lo strato di ozono i contenitori non ricaricabili
        dovrebbero essere vietati, considerando che una certa quantità di tali sostanze rimane
        inevitabilmente nei contenitori una volta svuotati ed è poi rilasciata nell'atmosfera. È
        quindi necessario vietarne l'importazione, l'immissione sul mercato, la successiva
        fornitura o messa a disposizione sul mercato, l'uso, salvo per usi di laboratorio e a fini
        di analisi, e l'esportazione.
   (17) Il regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio24 prevede
        l'etichettatura delle sostanze classificate come sostanze che riducono lo strato di ozono
        e l'etichettatura delle miscele contenenti tali sostanze. Poiché è consentito immettere in
        libera pratica nel mercato dell'Unione sostanze che riducono lo strato di ozono
        prodotte per materie prime, agenti di fabbricazione, usi di laboratorio e a fini di analisi,
        tali sostanze dovrebbero essere distinte dalle sostanze prodotte per altri usi.
   22
        Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo
        all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari (GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1).
   23
        Regolamento (UE) n. 528/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, relativo
        alla messa a disposizione sul mercato e all'uso dei biocidi (GU L 167 del 27.6.2012, pag. 1).
   24
        Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008,
        relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele (GU L 353
        del 31.12.2008, pag. 1).
IT                                                        14                                                        IT
 ---pagebreak---    (18) L'esportazione di prodotti e apparecchiature contenenti idroclorofluorocarburi può
        essere eccezionalmente consentita nei casi in cui può essere più vantaggioso consentire
        a tali prodotti e apparecchiature di terminare il loro ciclo di vita naturale in un paese
        terzo piuttosto che eliminarli e smaltirli nell'Unione.
   (19) Dato che il processo di produzione di talune sostanze che riducono lo strato di ozono
        può comportare emissioni di trifluorometano prodotto da gas fluorurati a effetto serra
        come sottoprodotto, tali emissioni di sottoprodotti dovrebbero essere distrutte o
        recuperate per un uso successivo come condizione per l'immissione sul mercato della
        sostanza che riduce lo strato di ozono. I produttori e gli importatori dovrebbero essere
        tenuti a documentare le misure adottate per prevenire le emissioni di trifluorometano
        durante il processo di produzione.
   (20) Per evitare il commercio illecito di sostanze e prodotti vietati soggetti al presente
        regolamento, i divieti stabiliti in questa sede così come gli obblighi di licenza per il
        commercio non dovrebbero riguardare soltanto l'ingresso di merci nel territorio
        doganale per l'immissione in libera pratica nell'Unione, ma anche la custodia
        temporanea e tutte le altre procedure doganali stabilite dal diritto doganale
        dell'Unione. Dovrebbero essere consentite agevolazioni per la concessione di licenze
        per le merci in custodia temporanea, al fine di evitare oneri inutili per operatori e
        autorità doganali.
   (21) Il sistema di licenze per le importazioni e le esportazioni di sostanze che riducono lo
        strato di ozono è un requisito essenziale ai sensi del protocollo per sorvegliare il
        commercio e prevenire attività illecite. Al fine di garantire controlli doganali
        automatici, in tempo reale, a livello di spedizione, nonché uno scambio elettronico e
        l'archiviazione di informazioni su tutte le spedizioni di sostanze, prodotti e
        apparecchiature soggetti all'applicazione del presente regolamento presentate in
        dogana, è necessario interconnettere il sistema elettronico per il rilascio di licenze per
        le sostanze che riducono lo strato di ozono con l'ambiente dello sportello unico
        dell'Unione europea per le dogane istituito dal regolamento (UE) n. …/… del
        Parlamento europeo e del Consiglio [riferimento completo da inserire in seguito
        all'adozione di tale regolamento]25. Data l'interconnessione con l'ambiente dello
        sportello unico dell'Unione europea per le dogane, è sproporzionato prevedere un
        sistema di licenze per spedizioni nell'Unione.
   (22) Al fine di agevolare i controlli doganali è importante specificare quali informazioni
        presentare alle autorità doganali in caso di importazione ed esportazione di sostanze e
        prodotti oggetto del presente regolamento, nonché i compiti delle autorità doganali e,
        laddove pertinente, delle autorità di vigilanza del mercato nell'applicare divieti e
        restrizioni alle importazioni e esportazioni delle sostanze suddette nonché dei prodotti
        e delle apparecchiature contemplati dal presente regolamento.
   (23) Al fine di garantire che le sostanze, i prodotti e le apparecchiature soggetti
        all'applicazione del presente regolamento che sono stati importati illegalmente nel
        mercato dell'Unione non rientrino nel mercato, le autorità competenti dovrebbero
        confiscare o sequestrare tali prodotti per smaltimento. La riesportazione di prodotti
        non conformi al presente regolamento dovrebbe essere vietata in ogni caso.
   25
        Regolamento (UE) n. …/… del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'ambiente dello
        sportello unico dell'Unione europea per le dogane e modifica il regolamento (UE) n. 952/2013
        (GU C del , pag. [riferimento completo da aggiungere in seguito all'adozione di tale regolamento]).
IT                                                  15                                                      IT
 ---pagebreak---    (24) Gli Stati membri dovrebbero garantire che le autorità doganali che effettuano i
        controlli ai sensi del presente regolamento dispongano di risorse e conoscenze
        adeguate, ad esempio attraverso la formazione messa a loro disposizione, e siano
        sufficientemente attrezzate per affrontare i casi di commercio illecito delle sostanze,
        dei prodotti e delle apparecchiature contemplati dal presente regolamento. Gli Stati
        membri dovrebbero designare gli uffici doganali che soddisfano tali condizioni e sono
        pertanto incaricati di effettuare controlli doganali su importazioni, esportazioni e casi
        di transito.
   (25) Per contrastare le violazioni del presente regolamento, in particolare il commercio
        illecito, sono estremamente importanti la cooperazione e lo scambio fra gli Stati
        membri e con la Commissione delle necessarie informazioni tra tutte le autorità
        competenti che intervengono nell'attuazione del presente regolamento, vale a dire le
        autorità doganali, le autorità di vigilanza del mercato, le autorità ambientali e qualsiasi
        altra autorità competente con funzioni di ispezione. Data la natura riservata dello
        scambio di informazioni relative ai rischi doganali, è opportuno servirsi del sistema di
        gestione dei rischi doganali.
   (26) La Commissione, nell'assolvere i compiti che le sono assegnati in virtù del presente
        regolamento, e al fine di promuovere la cooperazione e un adeguato scambio di
        informazioni tra essa e le autorità competenti in caso di controlli di conformità e
        commercio illecito di sostanze che riducono lo strato di ozono, dovrebbe essere
        assistita dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF). L'OLAF dovrebbe avere
        accesso a tutte le informazioni necessarie per facilitare lo svolgimento dei suoi
        compiti.
   (27) Ai fini del rispetto del protocollo, dovrebbero essere vietate l'importazione e
        l'esportazione di sostanze che riducono lo strato di ozono nonché di prodotti e
        apparecchiature contenenti tali sostanze o che dipendono da tali sostanze da e verso
        uno Stato non parte del protocollo.
   (28) Il rilascio intenzionale di sostanze che riducono lo strato di ozono nell'atmosfera, se è
        illegale, costituisce una grave violazione del presente regolamento e dovrebbe essere
        esplicitamente vietato. Le imprese dovrebbero adottare tutte le misure possibili per
        ridurre il rilascio accidentale nell'atmosfera di sostanze che riducono lo strato di
        ozono, considerando anche il loro potenziale di riscaldamento globale. Di conseguenza
        è necessario stabilire disposizioni in materia di recupero delle sostanze usate che
        riducono lo strato di ozono da prodotti e apparecchiature, nonché di prevenzione delle
        fughe di tali sostanze. Al fine di massimizzare le riduzioni delle emissioni gli obblighi
        di recupero dovrebbero essere estesi anche ai proprietari di edifici e ai contraenti
        quando rimuovono determinate schiume dagli edifici.
   (29) È necessario stabilire norme sulle nuove sostanze che riducono lo strato di ozono non
        ancora contemplate dal protocollo (elencate nell'allegato II), considerando le quantità
        prodotte e usate nell'Unione nonché l'effetto sull'ozono stratosferico delle emissioni di
        tali sostanze.
   (30) Gli Stati membri dovrebbero comunicare alla Commissione i casi di commercio
        illecito individuati dalle autorità competenti, e le sanzioni comminate.
   (31) L'uso di halon dovrebbe essere consentito soltanto per gli usi critici stabiliti nel
        presente regolamento. Gli Stati membri dovrebbero comunicare le quantità di halon
        installate, usate o stoccate per usi critici nonché le misure di contenimento destinate a
        ridurre le emissioni di tali sostanze e i progressi compiuti nell'individuare alternative.
IT                                                16                                                IT
 ---pagebreak---         Dette informazioni sono necessarie per conoscere le quantità di halon ancora
        disponibili nell'Unione per usi critici nonché per sorvegliare il progresso tecnologico
        in questo settore, dal quale emergerà che per determinati usi l'halon non è più
        necessario.
   (32) Il protocollo prevede l'elaborazione di relazioni sul commercio delle sostanze che
        riducono lo strato di ozono. I produttori, gli importatori e gli esportatori di sostanze
        che riducono lo strato di ozono dovrebbero pertanto riferire annualmente in merito al
        commercio di tali sostanze. Dovrebbe essere comunicato anche il commercio di
        sostanze che riducono lo strato di ozono non ancora contemplate dal protocollo (di cui
        all'allegato II), al fine di consentire una valutazione della necessità di estendere anche
        a tali sostanze alcune o tutte le misure di controllo applicabili alle sostanze di cui
        all'allegato I.
   (33) Le autorità competenti degli Stati membri, tra cui le autorità ambientali, le autorità di
        vigilanza del mercato e le autorità doganali, dovrebbero effettuare controlli secondo un
        approccio basato sul rischio al fine di garantire il rispetto di tutte le disposizioni del
        presente regolamento. Tale approccio è necessario al fine di focalizzarsi sulle attività
        che presentano il rischio più alto di commercio illecito o rilascio illecito di sostanze
        che riducono lo strato di ozono nell'atmosfera. Inoltre le autorità competenti
        dovrebbero effettuare controlli quando sono in possesso di prove o altre informazioni
        pertinenti in merito a potenziali casi di non conformità. Ove opportuno e nella misura
        del possibile, tali informazioni dovrebbero essere comunicate alle autorità doganali per
        procedere ad un'analisi dei rischi prima dei controlli, a norma dell'articolo 47 del
        regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio26. È importante
        provvedere a che le autorità competenti responsabili dell'imposizione delle sanzioni
        siano informate dei casi di violazione del presente regolamento per poter imporre la
        sanzione adeguata laddove necessario.
   (34) È opportuno che gli Stati membri stabiliscano le norme relative alle sanzioni da
        applicare in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e ne
        assicurino l'applicazione. Le sanzioni dovrebbero essere effettive, proporzionate e
        dissuasive.
   (35) È necessario prevedere sanzioni amministrative di entità e tipologia tali da scoraggiare
        effettivamente le violazioni del presente regolamento.
   (36) Le violazioni gravi del presente regolamento dovrebbero essere perseguite anche
        penalmente a norma della direttiva 2008/99/CE del Parlamento europeo e del
        Consiglio27.
   (37) Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione del presente regolamento, è
        opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione per quanto riguarda:
        l'elaborazione di un elenco di imprese che possono usare sostanze che riducono lo
        strato di ozono come agenti di fabbricazione, le quantità massime da usare per il
        reintegro o il consumo, i livelli massimi di emissione per ciascuna impresa; la
        determinazione degli usi essenziali e a fini di analisi per i quali è consentita la
        produzione e l'importazione entro un determinato periodo di tempo e la specificazione
        degli utilizzatori autorizzati, la concessione di deroghe alle date limite e alle date
        ultime stabilite in relazione agli usi critici degli halon; l'autorizzazione alla produzione
   26
        Regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 ottobre 2013, che istituisce il
        codice doganale dell'Unione (GU L 269 del 10.10.2013, pag. 1).
   27
        Direttiva 2008/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, sulla tutela
        penale dell'ambiente (GU L 328 del 6.12.2008, pag. 28).
IT                                                    17                                                           IT
 ---pagebreak---         temporanea, all'immissione sul mercato, all'ulteriore fornitura e all'uso di bromuro di
        metile in casi di emergenza; l'autorizzazione all'esportazione di prodotti e
        apparecchiature contenenti idroclorofluorocarburi; le modalità dettagliate della
        dichiarazione di conformità per le apparecchiature precaricate e la verifica; le prove
        della distruzione o del recupero del trifluorometano risultante come sottoprodotto
        durante la fabbricazione di sostanze che riducono lo strato di ozono; la forma e il
        contenuto dei requisiti di etichettatura; l'autorizzazione del commercio con soggetti
        non contemplati dal protocollo; e il formato delle informazioni che gli Stati membri
        devono trasmettere sugli usi critici degli halon e sul commercio illecito, nonché il
        formato e i mezzi di fornitura delle informazioni che le imprese devono comunicare, in
        particolare sulla produzione, l'importazione, l'esportazione, l'uso delle materie prime e
        la distruzione. È opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al
        regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio28.
   (38) Al fine di modificare taluni elementi non essenziali del presente regolamento, è
        opportuno delegare alla Commissione il potere di adottare atti conformemente
        all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea ("TFUE") per
        quanto concerne: i processi per i quali le sostanze che riducono lo strato di ozono
        possono essere usate come agenti di fabbricazione e la quantità massima consentita per
        tali usi, comprese le loro emissioni nell'Unione, le condizioni per l'immissione sul
        mercato e l'ulteriore distribuzione di sostanze che riducono lo strato di ozono per usi
        essenziali di laboratorio e a fini di analisi, i tempi stabiliti nell'allegato V per usi critici
        degli halon, il funzionamento del sistema di licenze per le sostanze che riducono lo
        strato di ozono, le misure supplementari per il monitoraggio delle sostanze e dei
        prodotti e apparecchiature vincolati a custodia temporanea e a regimi doganali, le
        norme applicabili all'immissione in libera pratica di prodotti e apparecchiature
        importati da o esportati verso soggetti non contemplati dal protocollo; l'elaborazione di
        un elenco di prodotti e apparecchiature per i quali il recupero delle sostanze che
        riducono lo strato di ozono e la loro distruzione siano tecnicamente ed
        economicamente praticabili, e la specificazione delle tecnologie da applicare;
        modifiche degli allegati I e II che elencano le sostanze che riducono lo strato di ozono;
        l'aggiornamento del potenziale di riscaldamento globale e del potenziale di riduzione
        dell'ozono delle sostanze elencate; gli obblighi di comunicazione per gli Stati membri
        in merito agli usi critici degli halon e al commercio illecito, nonché gli obblighi di
        comunicazione da parte delle imprese, in particolare per quanto concerne la
        produzione, l'importazione, l'esportazione, gli usi come materia prima e la distruzione.
        È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga
        adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti
        nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al
        fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il
        Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli
        esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle
        riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali
        atti delegati.
   (39) La tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte
        degli Stati membri è disciplinata dal regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento
   28
        Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che
        stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri
        dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011,
        pag. 13).
IT                                                       18                                                        IT
 ---pagebreak---             europeo e del Consiglio29 e la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento
            dei dati personali da parte della Commissione è disciplinata dal regolamento (UE)
            2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio30, in particolare per quanto
            riguarda i requisiti di riservatezza e sicurezza del trattamento, il trasferimento dei dati
            personali dalla Commissione agli Stati membri, la legittimità del trattamento dei dati e
            i diritti degli interessati in materia di informazione, accesso ai loro dati personali
            nonché rettifica degli stessi.
   (40)     Conformemente all'articolo 42, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2018/1725, il
            Garante europeo della protezione dei dati è stato consultato e ha formulato il suo
            parere il [data di emissione del parere].
   (41)     Poiché gli obiettivi del presente regolamento non possono essere conseguiti in misura
            sufficiente dagli Stati membri ma, a motivo della natura transfrontaliera del problema
            ambientale affrontato e degli effetti del regolamento sul commercio all'interno
            dell'Unione e sul commercio estero, possono essere conseguiti meglio a livello di
            Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito
            dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a
            quanto è necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di
            proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
   (42)     Poiché si rendono necessarie varie modifiche del regolamento (CE) n. 1005/2009, a
            fini di chiarezza è opportuno procedere alla sua abrogazione e sostituzione,
   HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                        Capo I
                                           Disposizioni generali
                                                        Articolo 1
                                                         Oggetto
   Il presente regolamento stabilisce le norme in materia di produzione, importazione,
   esportazione, immissione sul mercato, ulteriore fornitura, nonché uso, recupero, riciclo,
   rigenerazione e distruzione delle sostanze che riducono lo strato di ozono, in materia di
   comunicazione delle informazioni relative a tali sostanze e all'importazione, esportazione,
   immissione sul mercato, ulteriore fornitura e uso di prodotti e apparecchiature che contengono
   tali sostanze o il cui funzionamento dipende da tali sostanze.
                                                        Articolo 2
                                              Ambito di applicazione
   1.         Il presente regolamento si applica alle sostanze che riducono lo strato di ozono
              elencate agli allegati I e II e ai loro isomeri, sole o in miscela.
   29
            Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla
            protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera
            circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei
            dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
   30
            Regolamento (UE) 2018/1725 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2018, sulla tutela
            delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni, degli organi
            e degli organismi dell'Unione e sulla libera circolazione di tali dati, e che abroga il regolamento (CE)
            n. 45/2001 e la decisione n. 1247/2002/CE (GU L 295 del 21.11.2018, pag. 39).
IT                                                          19                                                            IT
 ---pagebreak---    2.       Il presente regolamento si applica anche ai prodotti e alle apparecchiature, e alle loro
            parti, contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono o il cui funzionamento
            dipende da tali sostanze.
                                                  Articolo 3
                                                  Definizioni
   Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni seguenti:
            (1)    "materia prima", ogni sostanza che riduce lo strato di ozono sottoposta a
                   trasformazione chimica mediante un processo a seguito del quale la sua
                   composizione d'origine è totalmente modificata e le cui emissioni sono
                   trascurabili;
            (2)    "agenti di fabbricazione", le sostanze che riducono lo strato di ozono usate
                   come agenti chimici di fabbricazione nei processi elencati nell'allegato III;
            (3)    "importazione": l'ingresso di sostanze, prodotti e apparecchiature contemplati
                   dal presente regolamento nel territorio doganale dell'Unione, nella misura in
                   cui il territorio è coperto dalla ratifica del protocollo di Montreal del 1987
                   relativo a sostanze che riducono lo strato di ozono; comprende la custodia
                   temporanea e i regimi doganali di cui agli articoli 201 e 210 del regolamento
                   (UE) n. 952/2013;
            (4)    "esportazione": l'uscita di sostanze, prodotti e apparecchiature dal territorio
                   doganale dell'Unione, nella misura in cui il territorio è coperto dalla ratifica del
                   protocollo di Montreal del 1987 relativo a sostanze che riducono lo strato di
                   ozono;
            (5)    "immissione sul mercato": la fornitura o la messa a disposizione di terzi, per la
                   prima volta nell'Unione, contro pagamento o gratuitamente, l'immissione
                   doganale in libera pratica nell'Unione e l'uso di sostanze prodotte o di prodotti
                   o apparecchiature fabbricati per uso proprio;
            (6)    "uso", l'impiego di sostanze che riducono lo strato di ozono nella produzione,
                   manutenzione o assistenza, compresa la ricarica, di prodotti e apparecchiature o
                   in altre attività di cui al presente regolamento;
            (7)    "recupero": la raccolta e lo stoccaggio di sostanze che riducono lo strato di
                   ozono provenienti da prodotti e apparecchiature o contenitori, effettuati nel
                   corso delle operazioni di manutenzione o assistenza o prima dello smaltimento
                   del prodotto, dell'apparecchiatura o del contenitore;
            (8)    "riciclo": il riutilizzo di sostanze che riducono lo strato di ozono recuperate
                   previa effettuazione di processi di depurazione di base, quali filtrazione e
                   essiccazione;
            (9)    "rigenerazione": il ritrattamento delle sostanze che riducono lo strato di ozono
                   recuperate allo scopo di ottenere un rendimento equivalente a quello di una
                   sostanza vergine, tenendo conto della destinazione d'uso;
            (10) "impresa": la persona fisica o giuridica che esercita un'attività di cui al presente
                   regolamento;
            (11) "prodotti e apparecchiature": tutti i prodotti e le apparecchiature, comprese le
                   loro parti, ad eccezione dei container, utilizzati per il trasporto o lo stoccaggio
                   di sostanze che riducono lo strato di ozono;
IT                                                    20                                                IT
 ---pagebreak---              (12) "sostanze vergini": le sostanze che non sono state usate in precedenza;
             (13) "smantellamento": l'interruzione del funzionamento o dell'uso di un prodotto o
                    di un'apparecchiatura contenente sostanze che riducono lo strato di ozono,
                    compresa la chiusura definitiva di un'installazione;
             (14) "distruzione": il processo tramite il quale una sostanza che riduce lo strato di
                    ozono è permanentemente trasformata o decomposta completamente, per
                    quanto possibile, in una o più sostanze stabili che non riducono lo strato di
                    ozono;
             (15) "stabilimento nell'Unione": per una persona fisica, la residenza abituale
                    nell'Unione; per una persona giuridica, la stabile organizzazione nell'Unione di
                    cui all'articolo 5, punto 32), del regolamento (UE) n. 952/2013.
                                                 Capo II
                                                  Divieti
                                                  Articolo 4
                                 Sostanze che riducono lo strato di ozono
   1.        Sono vietati la produzione, l'immissione sul mercato, qualsiasi successiva fornitura o
             messa a disposizione di terzi nell'Unione, contro pagamento o gratuitamente, nonché
             l'uso di sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I.
   2.        Sono vietate le importazioni e le esportazioni di sostanze che riducono lo strato di
             ozono elencate nell'allegato I.
                                                  Articolo 5
        Prodotti e apparecchiature contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono o
                              il cui funzionamento dipende da tali sostanze
   1.        Sono vietati l'immissione sul mercato e qualsiasi successiva fornitura o messa a
             disposizione di terzi nell'Unione, contro pagamento o gratuitamente, di prodotti e
             apparecchiature contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono elencate
             nell'allegato I o il cui funzionamento dipende da tali sostanze.
   2.        Sono vietate le importazioni e le esportazioni di prodotti e apparecchiature contenenti
             sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I o il cui
             funzionamento dipende da tali sostanze.
             Il presente paragrafo non si applica agli effetti personali.
                                                Capo III
                                          Deroghe ai divieti
                                                  Articolo 6
                                               Materia prima
   In deroga all'articolo 4, paragrafo 1, le sostanze che riducono lo strato di ozono elencate
   nell'allegato I possono essere prodotte, immesse sul mercato e successivamente fornite o
IT                                                    21                                             IT
 ---pagebreak---    messe a disposizione di terzi nell'Unione, contro pagamento o gratuitamente, per essere usate
   come materia prima.
                                                Articolo 7
                                        Agenti di fabbricazione
   1.      In deroga all'articolo 4, paragrafo 1, le sostanze che riducono lo strato di ozono
           elencate nell'allegato I possono essere prodotte, immesse sul mercato e
           successivamente fornite o messe a disposizione di terzi nell'Unione, contro
           pagamento o gratuitamente, per essere usate come agenti di fabbricazione nei
           processi di cui all'allegato III, nel rispetto delle condizioni di cui ai paragrafi 2 e 3 del
           presente articolo.
   2.      Le sostanze che riducono lo strato di ozono di cui al paragrafo 1 possono essere usate
           come agenti di fabbricazione solo nelle installazioni esistenti al 1° settembre 1997, a
           condizione che le emissioni di tali sostanze provenienti da dette installazioni siano
           trascurabili, fatte salve le condizioni di cui al paragrafo 3.
   3.      La Commissione può stabilire, mediante atti di esecuzione, un elenco di imprese alle
           quali è permesso l'uso delle sostanze che riducono lo strato di ozono elencate
           nell'allegato I come agenti di fabbricazione nei processi di cui all'allegato III nelle
           installazioni di cui al paragrafo 2, fissando le quantità massime utilizzabili per il
           reintegro o per il consumo come agenti di fabbricazione e i livelli massimi di
           emissioni per ciascuna delle imprese interessate. Tali atti di esecuzione sono adottati
           secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 28, paragrafo 2.
   4.      Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
           all'articolo 29 al fine di modificare l'allegato III laddove ciò sia necessario in ragione
           di sviluppi tecnici o decisioni adottate dalle parti del protocollo di Montreal del 1987
           relativo a sostanze che riducono lo strato di ozono ("il protocollo").
                                                Articolo 8
                           Usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi
   1.      In deroga all'articolo 4, paragrafo 1, le sostanze che riducono lo strato di ozono
           elencate nell'allegato I possono essere prodotte, immesse sul mercato e
           successivamente fornite o messe a disposizione di terzi nell'Unione, contro
           pagamento o gratuitamente, per usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi nel
           rispetto delle condizioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo.
   2.      La Commissione può determinare, mediante atti di esecuzione, gli usi essenziali di
           laboratorio e a fini di analisi per i quali la produzione e l'importazione di sostanze
           che riducono lo strato di ozono possono essere consentite nell'Unione, il periodo di
           validità della deroga e gli utilizzatori che possono avvalersi di tali usi essenziali di
           laboratorio e a fini di analisi. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la
           procedura d'esame di cui all'articolo 28, paragrafo 2.
   3.      L'impresa che immette sul mercato o successivamente fornisce o mette a
           disposizione di terzi nell'Unione, contro pagamento o gratuitamente, sostanze che
           riducono lo strato di ozono per usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi di cui al
           paragrafo 1 conserva i registri contenenti le informazioni seguenti:
           a)     nome delle sostanze;
IT                                                   22                                                  IT
 ---pagebreak---       b)     quantità immessa sul mercato o fornita;
      c)     finalità d'uso delle sostanze;
      d)      elenco degli acquirenti e dei fornitori.
   4. L'impresa che utilizza sostanze che riducono lo strato di ozono per usi di laboratorio
      e a fini di analisi di cui al paragrafo 1 conserva registri contenenti le informazioni
      seguenti:
      a)     nome delle sostanze;
      b)     quantità fornite o usate;
      c)     finalità d'uso delle sostanze;
      d)     elenco dei fornitori.
   5. I registri di cui ai paragrafi 3 e 4 sono conservati per un periodo minimo di cinque
      anni e, su richiesta, sono messi a disposizione delle autorità competenti degli Stati
      membri e della Commissione.
   6. Le sostanze che riducono lo strato di ozono per usi essenziali di laboratorio e a fini di
      analisi di cui al paragrafo 1 possono essere immesse sul mercato e successivamente
      fornite o messe a disposizione di terzi nell'Unione, contro pagamento o
      gratuitamente, soltanto nel rispetto delle condizioni di cui all'allegato IV.
   7. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
      all'articolo 29 al fine di modificare l'allegato IV laddove ciò sia necessario in ragione
      di sviluppi tecnici o decisioni adottate dalle parti del protocollo.
                                           Articolo 9
                                      Usi critici di halon
   1. In deroga all'articolo 4, paragrafo 1, gli halon possono essere immessi sul mercato e
      impiegati per usi critici conformemente all'allegato V. Gli halon possono essere
      immessi in commercio e successivamente forniti o messi a disposizione di terzi
      nell'Unione, contro pagamento o gratuitamente, soltanto dalle imprese autorizzate
      dall'autorità competente dello Stato membro interessato per lo stoccaggio degli halon
      per usi critici.
   2. I sistemi di protezione antincendio e gli estintori che contengono halon impiegati per
      gli usi di cui al paragrafo 1 o il cui funzionamento dipende da tali halon sono
      smantellati entro le date limite specificate nell'allegato V. Gli halon ivi contenuti
      sono recuperati conformemente all'articolo 20, paragrafo 5.
   3. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
      all'articolo 29 al fine di modificare l'allegato V, qualora non siano disponibili
      alternative o tecnologie tecnicamente ed economicamente praticabili per gli usi
      elencati in tale allegato entro i tempi di cui all'allegato V o qualora esse non siano
      accettabili in ragione dell'impatto sull'ambiente o sulla salute, oppure qualora sia
      necessario garantire il rispetto degli impegni internazionali dell'Unione in merito ad
      usi critici di halon stabiliti in particolare ai sensi del protocollo, dell'Organizzazione
      dell'aviazione civile internazionale (ICAO) o della convenzione internazionale per la
      prevenzione dell'inquinamento causato da navi (MARPOL).
   4. Mediante atti di esecuzione e su richiesta motivata dell'autorità competente di uno
      Stato membro, la Commissione può concedere deroghe temporanee alle date limite o
IT                                             23                                                IT
 ---pagebreak---          alle date ultime specificate nell'allegato V per un caso specifico laddove sia
         dimostrato nella richiesta che non sia disponibile alcuna alternativa tecnicamente ed
         economicamente praticabile per la specifica applicazione in questione. La
         Commissione può includere in tali atti di esecuzione obblighi di comunicazione e
         può richiedere la presentazione di prove a sostegno necessarie per sorvegliare il
         ricorso alla deroga, comprese prove sulle quantità recuperate per il riciclo o la
         rigenerazione, i risultati delle verifiche della presenza di fughe e le quantità di halon
         inutilizzati negli stock. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura
         d'esame di cui all'articolo 28, paragrafo 2.
                                            Articolo 10
                             Uso di emergenza di bromuro di metile
   1.    In caso di emergenza, se necessario a seguito della diffusione imprevista di
         particolari parassiti o malattie, la Commissione, su richiesta dell'autorità competente
         di uno Stato membro, può, mediante atti di esecuzione, autorizzare temporaneamente
         la produzione, l'immissione sul mercato e l'uso di bromuro di metile, a condizione
         che l'immissione sul mercato e l'uso del bromuro di metile siano ammessi
         rispettivamente dal regolamento (CE) n. 1107/2009 e dal regolamento (UE)
         n. 528/2012. Eventuali quantità inutilizzate di bromuro di metile sono distrutte.
   2.    Gli atti di esecuzione di cui al paragrafo 1 specificano le misure da adottare per
         ridurre le emissioni di bromuro di metile durante l'uso e si applicano per un periodo
         non superiore a 120 giorni e per una quantità non superiore a 20 tonnellate metriche
         di bromuro di metile. La Commissione può includere in tali atti di esecuzione
         obblighi di comunicazione e può richiedere la presentazione di prove a sostegno
         necessarie per sorvegliare l'uso del bromuro di metile, comprese prove della
         distruzione delle sostanze in seguito alla cessazione della deroga. Tali atti di
         esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 28,
         paragrafo 2.
                                            Articolo 11
      Prodotti e apparecchiature contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono o
                         il cui funzionamento dipende da tali sostanze
   1.    In deroga all'articolo 5, paragrafo 1, i prodotti e le apparecchiature per i quali l'uso
         delle rispettive sostanze che riducono lo strato di ozono è autorizzato conformemente
         all'articolo 8 o all'articolo 9 possono essere immessi sul mercato e successivamente
         forniti o messi a disposizione di terzi all'interno dell'Unione contro pagamento o
         gratuitamente.
   2.    Ad eccezione degli usi critici di cui all'articolo 9, sono vietati e smantellati i sistemi
         di protezione antincendio e gli estintori contenenti halon.
   3.    I prodotti e le apparecchiature contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono o
         il cui funzionamento dipende da tali sostanze sono smantellati quando raggiungono
         la fine del ciclo di vita.
IT                                               24                                                 IT
 ---pagebreak---                                                    Articolo 12
                                         Distruzione e rigenerazione
   In deroga all'articolo 4, paragrafo 1, e all'articolo 5, paragrafo 1, le sostanze che riducono lo
   strato di ozono elencate nell'allegato I così come i prodotti e le apparecchiature contenenti tali
   sostanze o il cui funzionamento dipende da tali sostanze possono essere immesse sul mercato
   e successivamente fornite o messe a disposizione di terzi nell'Unione, contro pagamento o
   gratuitamente, per essere distrutte all'interno dell'Unione a norma dell'articolo 20,
   paragrafo 7. Le sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I possono
   altresì essere immesse sul mercato a fini di rigenerazione all'interno dell'Unione.
                                                   Articolo 13
                                                  Importazioni
   1.        In deroga all'articolo 4, paragrafo 2, e all'articolo 5, paragrafo2, sono consentite le
             importazioni seguenti
             (a)     sostanze che riducono lo strato di ozono da usare come materia prima
                    conformemente all'articolo 6;
             (b)    sostanze che riducono lo strato di ozono da usare come agenti di fabbricazione
                    conformemente all'articolo 7;
             (c)    sostanze che riducono lo strato di ozono destinate ad usi essenziali di
                    laboratorio e a fini di analisi conformemente all'articolo 8;
             (d)    sostanze che riducono lo strato di ozono destinate alla distruzione mediante le
                    tecnologie di cui all'articolo 20, paragrafo 7;
             (e)    bromuro di metile per usi di emergenza conformemente all'articolo 10;
             (f)    halon recuperati, riciclati o rigenerati, a condizione che siano importati soltanto
                    per gli usi critici di cui all'articolo 9, paragrafo 1, da parte di imprese
                    autorizzate dall'autorità competente dello Stato membro interessato per lo
                    stoccaggio degli halon per gli usi critici;
             (g)    prodotti e apparecchiature che contengono o dipendono da halon, destinati agli
                    usi critici di cui all'articolo 9, paragrafo 1;
             (h)    prodotti e apparecchiature che contengono sostanze che riducono lo strato di
                    ozono o il cui funzionamento dipende da tali sostanze destinati alla distruzione,
                    se del caso mediante le tecnologie di cui all'articolo 20, paragrafo 7;
             (i)    prodotti e apparecchiature contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono
                    o il cui funzionamento dipende da tali sostanze per soddisfare gli usi essenziali
                    di laboratorio e a fini di analisi di cui all'articolo 8.
   2.        Le importazioni di cui al paragrafo 1 sono subordinate alla presentazione di una
             licenza rilasciata dalla Commissione alle autorità doganali conformemente
             all'articolo 16.
             La licenza di cui al primo comma non è necessaria in caso di custodia temporanea.
IT                                                      25                                              IT
 ---pagebreak---                                            Articolo 14
                                          Esportazione
   1. In deroga all'articolo 4, paragrafo 2, e all'articolo 5, paragrafo 2, sono consentite le
      esportazioni seguenti:
      a)     sostanze che riducono lo strato di ozono destinate ad usi essenziali di
             laboratorio e a fini di analisi di cui all'articolo 8;
      b)     sostanze che riducono lo strato di ozono da usare come materia prima
             conformemente all'articolo 6;
      c)     sostanze che riducono lo strato di ozono da usare come agenti di fabbricazione
             conformemente all'articolo 7;
      d)     idroclorofluorocarburi vergini o rigenerati, per usi diversi da quelli di cui alle
             lettere a) e b), fatta eccezione per la distruzione;
      e)     halon recuperati, riciclati o rigenerati, stoccati per gli usi critici di cui
             all'articolo 9, paragrafo 1, da parte di imprese autorizzate dall'autorità
             competente di uno Stato membro;
      f)     prodotti e apparecchiature che contengono o il cui funzionamento dipende da
             halon per soddisfare gli usi critici di cui all'articolo 9, paragrafo 1;
      g)     prodotti e apparecchiature contenenti sostanze che riducono lo strato di ozono
             importate ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 1, lettera i), o il cui funzionamento
             dipende da tali sostanze.
   2. In deroga all'articolo 5, paragrafo 2, la Commissione, mediante atti di esecuzione, su
      richiesta di un'autorità competente di uno Stato membro, può autorizzare
      l'esportazione di prodotti e apparecchiature contenenti idroclorofluorocarburi qualora
      sia dimostrato che, alla luce del valore economico e della durata di vita prevista della
      specifica merce, il divieto causerebbe un onere sproporzionato per l'esportatore e tale
      esportazione è in linea con la legislazione nazionale del paese di destinazione. Tali
      atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 28,
      paragrafo 2.
      L'esportazione richiede la previa notifica della Commissione al paese di destinazione.
   3. Le esportazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 sono subordinate alla presentazione di una
      licenza alle autorità doganali rilasciata dalla Commissione conformemente
      all'articolo 16.
      La licenza di cui al primo comma non è necessaria in caso di riesportazione in
      seguito a custodia temporanea.
                                           Articolo 15
                                   Condizioni delle deroghe
   1. Sono vietati l'importazione, l'immissione sul mercato, qualsiasi successiva fornitura o
      messa a disposizione di terzi all'interno nell'Unione, contro pagamento o
      gratuitamente, l'uso o l'esportazione di contenitori non ricaricabili per sostanze che
      riducono lo strato di ozono vuoti o riempiti completamente o parzialmente, fatta
      eccezione per gli usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi di cui
      all'articolo 8. Tali contenitori possono essere stoccati o trasportati solo per il
      successivo smaltimento.
IT                                              26                                                IT
 ---pagebreak---       Le autorità doganali o le autorità di vigilanza del mercato confiscano, sequestrano,
      ritirano o richiamano dal mercato per smaltimento i contenitori non ricaricabili
      vietati di cui al primo comma. È vietata la riesportazione di contenitori non
      ricaricabili vietati.
      Il primo e il secondo comma si applicano a:
      (a)    contenitori che non possono essere ricaricati senza adattamenti (non
             ricaricabili); e
      (b)    contenitori che potrebbero essere ricaricati ma sono importati o immessi sul
             mercato senza che ne sia prevista la restituzione per la ricarica.
   2. Le sostanze che riducono lo strato di ozono non sono immesse sul mercato salvo se i
      produttori o gli importatori forniscono all'autorità competente prove attestanti che il
      trifluorometano ottenuto come sottoprodotto durante il processo di fabbricazione,
      anche della materia prima, è stato distrutto o recuperato per uso successivo,
      impiegando le migliori tecniche disponibili.
      Ai fini della presentazione di tali prove, gli importatori e i produttori redigono una
      dichiarazione di conformità e vi allegano la documentazione giustificativa
      concernente l'impianto di produzione e le misure di mitigazione adottate per
      prevenire emissioni di trifluorometano. I produttori e gli importatori conservano la
      dichiarazione di conformità e la documentazione giustificativa per almeno cinque
      anni dall'immissione sul mercato e, su richiesta, le mettono a disposizione delle
      autorità nazionali competenti e della Commissione.
      La Commissione può, mediante atti di esecuzione, stabilire le modalità dettagliate
      relative alla dichiarazione di conformità e alla documentazione giustificativa di cui al
      secondo comma. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame
      di cui all'articolo 28, paragrafo 2.
   3. Le sostanze che riducono lo strato di ozono prodotte o immesse sul mercato come
      materia prima, come agenti di fabbricazione o per usi essenziali di laboratorio e a fini
      di analisi di cui agli articoli 6, 7 e 8 possono essere usate unicamente a tali scopi.
      I contenitori delle sostanze destinate agli usi di cui agli articoli 6, 7 e 8 sono
      etichettati con una chiara indicazione del fatto che la sostanza può essere usata
      soltanto per lo scopo applicabile. Qualora le sostanze siano soggette alle disposizioni
      relative all'etichettatura di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008, l'indicazione è
      inclusa nelle etichette di cui a detto regolamento.
      La Commissione può, mediante atti di esecuzione, stabilire il formato e l'indicazione
      da usare sulle etichette di cui al secondo comma. Tali atti di esecuzione sono adottati
      secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 28, paragrafo 2.
                                           Capo IV
                                Commercializzazione
                                           Articolo 16
                                      Sistema di licenze
   1. La Commissione istituisce e garantisce il funzionamento del sistema elettronico per il
      rilascio di licenze per le sostanze che riducono lo strato di ozono elencate
IT                                              27                                             IT
 ---pagebreak---         nell'allegato I così come per i prodotti e le apparecchiature contenenti tali sostanze o
        il cui funzionamento dipende da tali sostanze ("sistema di licenze").
   2.   Le imprese che desiderano ottenere le licenze rispettivamente richieste ai sensi
        dell'articolo 13, paragrafo 2, e dell'articolo 14, paragrafo 3, presentano le domande
        utilizzando il sistema di licenze. Prima di presentare domanda le imprese dispongono
        di una registrazione valida nel sistema di licenze. Le imprese provvedono a disporre
        di una registrazione valida nel sistema di licenze anche prima di procedere alle
        comunicazioni di cui all'articolo 24.
        Le domande per il rilascio di licenze sono trattate entro 30 giorni. Le licenze sono
        rilasciate conformemente alle norme e alle procedure di cui all'allegato VII.
   3.   Le licenze possono essere rilasciate ad imprese stabilite nell'Unione e ad imprese
        stabilite al di fuori dell'Unione.
        Le imprese stabilite al di fuori dell'Unione conferiscono mandato a un rappresentante
        esclusivo stabilito nell'Unione che si assume la piena responsabilità del rispetto del
        presente regolamento. Il rappresentante esclusivo può essere lo stesso designato ai
        sensi dell'articolo 8 del regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del
        Consiglio31.
   4.   Le licenze possono essere temporanee. Restano valide fino alla scadenza, fino alla
        sospensione o revoca da parte della Commissione in applicazione del presente
        articolo o fino alla revoca da parte dell'impresa.
   5.   Ogni impresa titolare di una licenza notifica alla Commissione, durante il periodo di
        validità della licenza, le eventuali variazioni intervenute durante tale periodo
        relativamente alle informazioni presentate conformemente all'allegato VII.
   6.   La Commissione può richiedere ulteriori informazioni ove necessario per confermare
        l'esattezza e la completezza delle informazioni fornite dalle imprese conformemente
        all'allegato VII.
   7.   Le autorità competenti degli Stati membri, comprese le autorità doganali, o la
        Commissione possono richiedere un certificato che attesti la natura o la
        composizione delle sostanze da importare o esportare e possono richiedere copia
        della licenza rilasciata dal paese di origine dell'importazione o di destinazione
        dell'esportazione.
   8.   La Commissione può condividere i dati presentati nel sistema di licenze nella misura
        necessaria in casi specifici con le autorità competenti delle parti del protocollo in
        questione.
   9.   La licenza è sospesa in presenza di un ragionevole sospetto di mancato rispetto di
        qualsiasi obbligo pertinente stabilito nel presente regolamento. La licenza è revocata
        in presenza di prove attestanti il mancato rispetto di qualsiasi obbligo stabilito nel
        presente regolamento. La domanda di licenza è altresì respinta o la licenza è revocata
        qualora vi siano prove di violazioni gravi o ripetute della normativa doganale o
   31
      Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006,
      concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche
      (REACH), che istituisce un'Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva
      1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE)
      n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della
      Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE (GU L 396 del 30.12.2006, pag. 1).
IT                                                  28                                                        IT
 ---pagebreak---          ambientale dell'Unione da parte dell'impresa in relazione alle sue attività ai sensi del
         presente regolamento.
         Le imprese sono informate, quanto prima, dell'eventuale respingimento della
         domanda di licenza o della sospensione o revoca della licenza, specificando i motivi
         del respingimento, della sospensione o della revoca. Anche gli Stati membri sono
         informati di tali casi.
   10.   Le imprese adottano tutte le misure necessarie per garantire che l'esportazione di
         sostanze che riducono lo strato di ozono:
         (a)    non costituisca un caso di commercio illecito;
         (b)    non abbia effetti negativi sull'attuazione delle misure di controllo previste dal
                paese di destinazione per rispettare i suoi obblighi derivanti dal protocollo;
         (c)    non causi un eccesso di restrizioni quantitative previste dal protocollo per il
                paese di cui alla lettera b).
   11.   Ai fini dell'applicazione del presente regolamento le autorità competenti degli Stati
         membri, comprese le autorità doganali, hanno accesso al sistema di licenze.
         L'accesso delle autorità doganali al sistema di licenze è garantito tramite l'ambiente
         dello sportello unico dell'Unione europea per le dogane di cui ai paragrafi 14 e 15.
   12.   La Commissione e le autorità competenti degli Stati membri garantiscono la
         riservatezza delle informazioni incluse nel sistema di licenze.
   13.   Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
         all'articolo 29 al fine di modificare l'allegato VII laddove sia necessario per garantire
         il funzionamento corretto del sistema di licenze, per agevolare l'applicazione dei
         controlli doganali o laddove sia necessario al rispetto del protocollo.
   14.   La Commissione garantisce l'interconnessione del sistema di licenze con l'ambiente
         dello sportello unico dell'Unione europea per le dogane attraverso il sistema di
         scambio di certificati nell'ambito di detto sportello istituito dal regolamento (UE) n.
         …/… [riferimento completo da inserire in seguito all'adozione di tale
         regolamento]32.
   15.   Gli Stati membri garantiscono l'interconnessione dei rispettivi ambienti nazionali di
         sportello unico per le dogane con l'ambiente dello sportello unico dell'Unione
         europea per le dogane attraverso il sistema di scambio di certificati ai fini dello
         scambio di informazioni con il sistema di licenze.
                                              Articolo 17
                                      Controlli del commercio
   1.    Le autorità doganali e le autorità di vigilanza del mercato applicano alle importazioni
         e alle esportazioni i divieti e le altre restrizioni del presente regolamento.
   2.    Ai fini delle importazioni, l'impresa titolare della licenza in applicazione
         dell'articolo 13, paragrafo 2, è l'importatore, o laddove non disponibile il dichiarante,
         indicato nella dichiarazione in dogana.
   32
       Regolamento (UE) n. …/… del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'ambiente dello
       sportello unico dell'Unione europea per le dogane e modifica il regolamento (UE) n. 952/2013
       (GU C del , pag. [riferimento completo da aggiungere in seguito all'adozione di tale regolamento]).
IT                                                 29                                                      IT
 ---pagebreak---       Ai fini dell'esportazione, l'impresa titolare della licenza in applicazione
      dell'articolo 14, paragrafo 3, è l'esportatore indicato nella dichiarazione in dogana.
   3. In caso di importazione di sostanze che riducono lo strato di ozono elencate
      nell'allegato I e di prodotti e apparecchiature contenenti tali sostanze o il cui
      funzionamento dipende da tali sostanze, l'importatore, o se non disponibile il
      dichiarante, indicato nella dichiarazione in dogana o nella dichiarazione di custodia
      temporanea e, in caso di esportazione l'esportatore indicato nella dichiarazione in
      dogana, fornisce alle autorità doganali nella dichiarazione, se del caso:
      (a)    il numero della licenza in applicazione dell'articolo 13, paragrafo 2, e
             dell'articolo 14, paragrafo 3;
      (b)    il numero di registrazione e identificazione degli operatori economici (EORI);
      (c)    la massa netta di sostanze che riducono lo strato di ozono, anche se incluse in
             prodotti e apparecchiature;
      (d)    la massa netta moltiplicata per il potenziale di riduzione dell'ozono delle
             sostanze che riducono lo strato di ozono, anche se incluse in prodotti e
             apparecchiature;
      (e)    il codice delle merci con il quale le merci sono classificate.
   4. Le autorità doganali verificano, in particolare, che in caso di importazione
      l'importatore indicato nella dichiarazione in dogana, o se non disponibile il
      dichiarante, e in caso di esportazione l'esportatore indicato nella dichiarazione in
      dogana, disponga di una licenza valida in applicazione dell'articolo 13, paragrafo 2 e
      dell'articolo 14, paragrafo 3.
   5. Se del caso, le autorità doganali comunicano le informazioni relative allo
      sdoganamento delle merci al sistema di licenze tramite l'ambiente dello sportello
      unico dell'Unione europea per le dogane.
   6. Gli importatori di sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I in
      contenitori ricaricabili mettono a disposizione delle autorità doganali, al momento
      della presentazione della dichiarazione in dogana relativa all'immissione in libera
      pratica, una dichiarazione di conformità comprensiva di prove a conferma delle
      modalità previste per la restituzione del contenitore per ricarica.
   7. Gli importatori di halon a norma dell'articolo 13, paragrafo 1, lettera f), e gli
      esportatori di halon a norma dell'articolo 14, paragrafo 1, lettera e), mettono a
      disposizione delle autorità doganali, al momento della presentazione della
      dichiarazione in dogana relativa all'immissione in libera pratica o all'esportazione, un
      certificato attestante la natura della sostanza di cui all'articolo 13, paragrafo 1,
      lettera f), e all'articolo 14, paragrafo 1, lettera e).
   8. Gli importatori di sostanze che riducono lo strato di ozono mettono a disposizione
      delle autorità doganali, al momento della presentazione della dichiarazione in dogana
      relativa all'immissione in libera pratica, le prove di cui all'articolo 15, paragrafo 2.
   9. Quando effettuano i controlli basati sull'analisi dei rischi nel contesto del quadro di
      gestione dei rischi doganali e in conformità all'articolo 46 del regolamento (UE)
      n. 952/2013, le autorità doganali verificano il rispetto delle norme in materia di
      importazione ed esportazione stabilite nel presente regolamento. L'analisi dei rischi
      tiene conto in particolare di tutte le informazioni disponibili sulla probabilità di
IT                                             30                                              IT
 ---pagebreak---              commercio illecito delle sostanze che riducono lo strato di ozono e sui precedenti di
             conformità dell'impresa.
   10.       Sulla base dell'analisi dei rischi, quando effettua i controlli doganali fisici delle
             sostanze, dei prodotti e delle apparecchiature disciplinati dal presente regolamento,
             l'autorità doganale verifica in particolare quanto segue in merito alle importazioni e
             alle esportazioni:
             (a)    le merci presentate corrispondano a quelle descritte nella licenza e nella
                    dichiarazione in dogana;
             (b)    le merci siano adeguatamente etichettate a norma dell'articolo 15, paragrafo 3,
                    prima dell'immissione in libera pratica.
             L'importatore o l'esportatore mette la propria licenza a disposizione delle autorità
             doganali durante i controlli a norma dell'articolo 15 del regolamento (UE)
             n. 952/2013.
   11.       Le autorità doganali confiscano o sequestrano le sostanze, i prodotti e le
             apparecchiature vietati dal presente regolamento per smaltimento a norma degli
             articoli 197 e 198 del regolamento (UE) n. 952/2013. Le autorità di vigilanza del
             mercato ritirano o richiamano dal mercato tali sostanze, prodotti e apparecchiature a
             norma dell'articolo 16 del regolamento (UE) n. 2019/1020 del Parlamento europeo e
             del Consiglio33.
             È vietata la riesportazione di sostanze, prodotti e apparecchiature non conformi al
             presente regolamento.
   12.       Le autorità doganali degli Stati membri designano o autorizzano gli uffici doganali o
             altri luoghi, e specificano il percorso verso di essi, conformemente agli articoli 135
             e 267 del regolamento (UE) n. 952/2013, ai fini della presentazione in dogana delle
             sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I nonché dei prodotti e
             apparecchiature contenenti tali sostanze o il cui funzionamento dipende da tali
             sostanze all'ingresso nel territorio doganale dell'Unione o all'uscita da esso. Gli uffici
             doganali o luoghi sono sufficientemente attrezzati per effettuare i pertinenti controlli
             fisici sulla base dell'analisi dei rischi e sono edotti sulle questioni relative alla
             prevenzione delle attività illecite ai sensi del presente regolamento.
             Soltanto gli uffici doganali e i luoghi designati o autorizzati di cui al primo comma
             sono abilitati ad aprire o terminare un regime di transito di sostanze che riducono lo
             strato di ozono elencate nell'allegato I e di prodotti e apparecchiature contenenti tali
             sostanze o il cui funzionamento dipende da tali sostanze.
                                                  Articolo 18
                             Misure di sorveglianza del commercio illecito
   Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 29
   al fine di integrare il presente regolamento stabilendo misure supplementari di controllo
   rispetto a quelle del presente regolamento per la sorveglianza delle sostanze che riducono lo
   strato di ozono e dei prodotti ed apparecchiature che contengono tali sostanze o il cui
   funzionamento dipende da tali sostanze, sottoposti a custodia temporanea o a regime doganale
   33
           Regolamento (UE) 2019/1020 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, sulla
           vigilanza del mercato e sulla conformità dei prodotti e che modifica la direttiva 2004/42/CE e i
           regolamenti (CE) n. 765/2008 e (UE) n. 305/2011 (GU L 169 del 25.6.2019, pag. 1).
IT                                                     31                                                   IT
 ---pagebreak---    tra cui il deposito doganale o la zona franca ovvero in transito nel territorio doganale
   dell'Unione, sulla base di una valutazione dei potenziali rischi di commercio illecito collegati
   a tali movimenti, comprese metodologie di tracciamento delle sostanze immesse sul mercato,
   tenendo conto dei vantaggi ambientali e dell'impatto socioeconomico di tali misure.
                                              Articolo 19
      Scambi commerciali con Stati o organizzazioni regionali d'integrazione economica e
                               territori non contemplati dal protocollo
   1.       Sono vietate l'importazione e l'esportazione di sostanze che riducono lo strato di
            ozono elencate nell'allegato I e di prodotti e apparecchiature contenenti tali sostanze
            o il cui funzionamento dipende da tali sostanze da e verso uno Stato o
            un'organizzazione regionale d'integrazione economica che non abbia accettato di
            essere vincolato o vincolata dalle disposizioni del protocollo applicabili ad una
            particolare sostanza controllata.
   2.       Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
            all'articolo 29 al fine di integrare il presente regolamento stabilendo le norme
            applicabili all'immissione in libera pratica nell'Unione e all'esportazione di prodotti e
            apparecchiature importati da ed esportati verso uno Stato o un'organizzazione
            regionale d'integrazione economica cui si applica il paragrafo 1, prodotti con
            sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I ma che non
            contengono sostanze inequivocabilmente identificate come sostanze che riducono lo
            strato di ozono elencate in tale allegato, nonché le norme sull'identificazione di tali
            prodotti e apparecchiature. Nell'adottare gli atti delegati la Commissione tiene conto
            delle decisioni adottate dalle parti del protocollo e, per quanto riguarda le norme
            sull'identificazione di tali prodotti e apparecchiature, della consulenza tecnica
            periodicamente fornita alle parti del protocollo.
   3.       In deroga al paragrafo 1, gli scambi di sostanze che riducono lo strato di ozono
            elencate nell'allegato I e di apparecchiature che contengono tali sostanze o il cui
            funzionamento dipende da tali sostanze o che sono prodotte con una o più di tali
            sostanze, con uno Stato o un'organizzazione regionale d'integrazione economica di
            cui al paragrafo 1, possono essere autorizzati dalla Commissione mediante atti di
            esecuzione se è stabilito, in una riunione delle parti del protocollo in applicazione
            dell'articolo 4, paragrafo 8, del protocollo stesso, che lo Stato o l'organizzazione
            regionale d'integrazione economica si conforma al protocollo e ha presentato la
            relativa documentazione in conformità all'articolo 7 del protocollo. Tali atti di
            esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 28,
            paragrafo 2.
   4.       Fatte salve le decisioni adottate ai sensi del paragrafo 2, il paragrafo 1 si applica ai
            territori non contemplati dal protocollo allo stesso modo in cui tali decisioni si
            applicano agli Stati o alle organizzazioni regionali d'integrazione economica di cui al
            paragrafo 1.
   5.       Qualora le autorità di un territorio non contemplato dal protocollo si conformino
            pienamente al protocollo ed abbiano presentato la relativa documentazione in
            conformità all'articolo 7 del protocollo, la Commissione può decidere, mediante atti
            di esecuzione, che le disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo non si
            applichino, parzialmente o totalmente, a detto territorio. Tali atti di esecuzione sono
            adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 28, paragrafo 2.
IT                                                 32                                                 IT
 ---pagebreak---                                            Capo V
                               Controllo delle emissioni
                                           Articolo 20
      Recupero e distruzione delle sostanze che riducono lo strato di ozono usate
   1.  Le sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I contenute in
       apparecchiature di refrigerazione e di condizionamento d'aria e pompe di calore,
       apparecchiature contenenti solventi o sistemi di protezione antincendio ed estintori
       sono recuperate, nel corso delle operazioni di manutenzione o assistenza delle
       apparecchiature o prima che tali apparecchiature siano smantellate o eliminate, per
       essere distrutte oppure per essere riciclate o rigenerate.
   2.  I proprietari di edifici e i contraenti assicurano che durante una ristrutturazione le
       attività di riqualificazione o demolizione che implicano la rimozione di pannelli con
       rivestimento metallico contenenti schiume con sostanze che riducono lo strato di
       ozono elencate nell'allegato I siano per quanto possibile evitate mediante il recupero
       per il riutilizzo o la distruzione delle schiume e delle sostanze in esse contenute.
   3.  I proprietari di edifici e i contraenti assicurano che durante una ristrutturazione le
       attività di riqualificazione o demolizione che implicano la rimozione di schiume in
       pannelli laminati installati in cavità o strutture edificate contenenti sostanze che
       riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I siano per quanto possibile evitate
       mediante il recupero per il riutilizzo o la distruzione delle schiume e delle sostanze in
       esse contenute.
   4.  Se il recupero delle schiume di cui al primo comma non è tecnicamente praticabile, il
       proprietario dell'edificio o il contraente redige la documentazione che attesta
       l'impossibilità del recupero nel caso specifico. Detta documentazione è conservata
       per cinque anni ed è messa a disposizione delle autorità competenti e della
       Commissione, su richiesta.
   5.  Gli halon contenuti nei sistemi di protezione antincendio e negli estintori sono
       recuperati, nel corso delle operazioni di manutenzione o assistenza delle
       apparecchiature o prima che tali apparecchiature siano smantellate o eliminate, per
       essere riciclati o rigenerati.
       La distruzione di halon è vietata salvo se vi sono prove documentate del fatto che la
       purezza della sostanza recuperata o riciclata non ne consente tecnicamente la
       rigenerazione e il successivo riutilizzo. Le imprese che distruggono halon in tali casi
       conservano detta documentazione per un periodo minimo di cinque anni. La
       documentazione è messa a disposizione delle autorità competenti e della
       Commissione, su richiesta.
   6.  Le sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I contenute in
       prodotti e apparecchiature diversi da quelli indicati nei paragrafi da 1 a 5 sono
       recuperate, se tecnicamente ed economicamente praticabile, per la distruzione, il
       riciclo o la rigenerazione oppure sono distrutte senza previo recupero.
   7.  Le sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I così come i
       prodotti e le apparecchiature che contengono tali sostanze sono distrutti soltanto
       impiegando tecnologie approvate dalle parti del protocollo o tecnologie di
       distruzione non ancora approvate, ma equivalenti dal punto di vista ambientale e
IT                                              33                                               IT
 ---pagebreak---             conformi alla normativa dell'Unione e nazionale in materia di rifiuti nonché a
            requisiti aggiuntivi di tale normativa.
   8.       Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
            all'articolo 29 al fine di integrare il presente regolamento con un elenco dei prodotti e
            delle apparecchiature per i quali il recupero di sostanze che riducono lo strato di
            ozono o la distruzione di prodotti ed apparecchiature senza previo recupero di
            sostanze che riducono lo strato di ozono sono considerati tecnicamente ed
            economicamente praticabili, specificando, se opportuno, le tecnologie da applicare.
   9.        Gli Stati membri promuovono il recupero, il riciclo, la rigenerazione e la distruzione
            delle sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I e fissano i
            requisiti professionali minimi del personale impiegato.
                                                Articolo 21
     Rilascio di sostanze che riducono lo strato di ozono e verifiche della presenza di fughe
   1.       Il rilascio intenzionale nell'atmosfera di sostanze che riducono lo strato di ozono,
            anche se contenute in prodotti e apparecchiature, è vietato se non è tecnicamente
            necessario per le destinazioni d'uso consentite dal presente regolamento.
   2.       Le imprese adottano tutte le precauzioni necessarie per prevenire e ridurre al minimo
            qualsiasi rilascio involontario delle sostanze che riducono lo strato di ozono elencate
            nell'allegato I durante la produzione, anche se risultato inavvertitamente durante la
            fabbricazione di altre sostanze chimiche, il processo di fabbricazione di
            apparecchiature, l'uso, lo stoccaggio e il trasferimento da un contenitore o un sistema
            a un altro o il trasporto.
   3.       Le imprese che usano apparecchiature contenenti sostanze che riducono lo strato di
            ozono elencate nell'allegato I garantiscono che qualsiasi fuga rilevata sia riparata
            senza indebito ritardo, fatto salvo il divieto di usare le sostanze che riducono lo strato
            di ozono.
   4.       Le imprese di cui al paragrafo 3 conservano un registro in cui riportano la quantità e
            il tipo di sostanze che riducono lo strato di ozono aggiunte e la quantità recuperata
            durante le attività di manutenzione, di assistenza e di smaltimento definitivo delle
            apparecchiature o dei sistemi. Esse conservano inoltre registri di altre informazioni
            pertinenti, inclusi i dati della società o del tecnico che ha eseguito la manutenzione o
            l'assistenza nonché le date e i risultati delle verifiche effettuate della presenza di
            fughe. Detti registri sono conservati per un periodo minimo di cinque anni e sono
            messi a disposizione dell'autorità competente di uno Stato membro e della
            Commissione, su richiesta.
   5.       Gli Stati membri stabiliscono i requisiti professionali minimi del personale che
            svolge le attività di cui al paragrafo 3.
IT                                                   34                                                IT
 ---pagebreak---                                          Capo VI
        Elenchi di sostanze che riducono lo strato di ozono e
                                comunicazione dei dati
                                         Articolo 22
         Modifiche agli elenchi delle sostanze che riducono lo strato di ozono
   1. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
      all'articolo 29 al fine di modificare l'allegato II per includervi tutte le sostanze non
      contemplate dal presente regolamento ma che il comitato di valutazione scientifica,
      istituito nel quadro del protocollo, o un'altra autorità riconosciuta di pari rango
      considera abbiano un notevole potenziale di riduzione dell'ozono.
   2. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
      all'articolo 29 al fine di modificare l'allegato I per includervi tutte le sostanze che
      soddisfano le condizioni di cui al paragrafo 1 e sono esportate, importate, prodotte o
      immesse sul mercato in quantità significative e, se del caso, per determinare
      eventuali deroghe alle restrizioni di cui ai capi I, II o IV.
   3. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
      all'articolo 29 al fine di modificare gli allegati I e II per quanto riguarda il potenziale
      di riscaldamento globale e il potenziale di riduzione dell'ozono delle sostanze
      elencate, laddove necessario alla luce delle nuove relazioni di valutazione del gruppo
      intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico oppure delle nuove relazioni
      del comitato di valutazione scientifica istituito nel quadro del protocollo.
                                         Articolo 23
                   Comunicazione dei dati da parte degli Stati membri
   1. Ogni anno entro il 30 giugno [OP: inserire l'anno di applicazione del presente
      regolamento], gli Stati membri trasmettono alla Commissione, in formato
      elettronico, le informazioni seguenti relative all'anno civile precedente:
      a)     le quantità di halon installate, usate e stoccate per gli usi critici, ai sensi
             dell'articolo 9, paragrafo 1, le misure prese per ridurre le emissioni ed una
             stima delle stesse e i progressi compiuti nella valutazione e nell'uso di sostanze
             alternative appropriate;
      b)     casi di commercio illecito, in particolare i casi rilevati durante le verifiche
             condotte ai sensi dell'articolo 26, compresa l'irrogazione di sanzioni di cui
             all'articolo 27, laddove applicabili.
   2. La Commissione può stabilire, se opportuno, mediante atti di esecuzione, il formato
      nel quale devono essere inviate le informazioni di cui al paragrafo 1. Tali atti di
      esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 28,
      paragrafo 2.
   3. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
      all'articolo 29 al fine di modificare il paragrafo 1 del presente articolo se necessario
      alla luce delle decisioni delle parti del protocollo.
IT                                            35                                                  IT
 ---pagebreak---                                           Articolo 24
                      Comunicazione dei dati da parte delle imprese
   1. Ogni anno, entro il 31 marzo [OP: inserire l'anno di applicazione del presente
      regolamento], ciascuna impresa comunica alla Commissione, tramite uno strumento
      elettronico di comunicazione, i dati elencati nell'allegato VI per ciascuna sostanza
      che riduce lo strato di ozono con riferimento all'anno civile precedente.
      Gli Stati membri hanno accesso allo strumento elettronico di comunicazione delle
      imprese soggette alla loro competenza giurisdizionale.
      Prima della comunicazione le imprese si registrano nel sistema di licenze.
   2. La Commissione e le autorità competenti degli Stati membri adottano misure
      opportune per tutelare la riservatezza delle informazioni ad essa trasmesse
      conformemente al presente articolo.
   3. Laddove necessario, la Commissione stabilisce, mediante atti di esecuzione, il
      formato e i mezzi della comunicazione di cui all'allegato VI. Tali atti di esecuzione
      sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 28, paragrafo 2.
   4. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
      all'articolo 29 al fine di modificare l'allegato VI se necessario alla luce delle decisioni
      delle parti del protocollo.
                                        Capo VII
                                     Applicazione
                                          Articolo 25
                         Cooperazione e scambio di informazioni
   1. Le autorità competenti degli Stati membri, comprese le autorità doganali, le autorità
      di vigilanza del mercato, le autorità ambientali e le altre autorità con funzioni di
      ispezione, cooperano tra loro, con le autorità degli altri Stati membri, con la
      Commissione e, se necessario, con le autorità amministrative di paesi terzi per
      garantire il rispetto del presente regolamento.
      Quando per garantire una corretta attuazione del quadro di gestione dei rischi
      doganali è necessario cooperare con le autorità doganali, le autorità competenti
      forniscono tutte le informazioni necessarie alle dogane a norma dell'articolo 47,
      paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 952/2013.
   2. Le autorità doganali, le autorità di vigilanza del mercato o altre autorità competenti
      di uno Stato membro, quando rilevano una violazione del presente regolamento ne
      informano l'autorità ambientale o, se non pertinente, altra autorità competente per
      l'applicazione di sanzioni a norma dell'articolo 27.
   3. Gli Stati membri provvedono a che le loro autorità competenti siano in grado di
      accedere in modo efficiente a tutte le informazioni necessarie per l'applicazione del
      presente regolamento e di scambiarle. Dette informazioni comprendono i dati relativi
      alle dogane, le informazioni sulla proprietà e la situazione finanziaria, eventuali
      violazioni ambientali, nonché i dati registrati nel sistema di licenze.
IT                                             36                                                 IT
 ---pagebreak---         Le informazioni sono messe a disposizione delle autorità competenti degli altri Stati
        membri e della Commissione se necessario per garantire l'applicazione del presente
        regolamento.
   4.   Le autorità competenti, quando rilevano una violazione del presente regolamento che
        possa interessare più di uno Stato membro, avvisano le omologhe degli altri Stati
        membri. In particolare le autorità competenti informano le omologhe degli altri Stati
        membri quando rilevano sul mercato un prodotto non conforme al presente
        regolamento al fine di consentirne il sequestro, la confisca, il ritiro o il richiamo dal
        mercato per smaltimento.
        Le autorità doganali utilizzano il sistema di gestione dei rischi doganali per tali
        attività di comunicazione.
        Le autorità doganali si scambiano tutte le informazioni d'interesse relative alla
        violazione delle disposizioni del presente regolamento conformemente al
        regolamento (CE) n. 515/97 del Parlamento europeo e del Consiglio34 e, se
        necessario, chiedono assistenza agli altri Stati membri e alla Commissione.
                                                 Articolo 26
                                           Obbligo di verifica
   1.   Le autorità competenti degli Stati membri effettuano verifiche per accertare che le
        imprese rispettino gli obblighi imposti dal presente regolamento.
   2.   Le verifiche sono effettuate secondo un approccio basato sui rischi che tiene conto,
        in particolare, dei precedenti di conformità delle imprese, del rischio di non
        conformità di un prodotto specifico al presente regolamento e di qualsiasi altra
        informazione pertinente trasmessa dalla Commissione, da autorità nazionali
        competenti nel settore doganale, di vigilanza del mercato, ambientale e da altre
        autorità con funzioni di ispezione o da autorità competenti di paesi terzi.
        Le autorità competenti effettuano verifiche quando sono in possesso di prove o altre
        informazioni pertinenti, anche sulla base di indicazioni circostanziate di terzi, in
        merito alla potenziale inosservanza del presente regolamento.
        Le autorità competenti degli Stati membri svolgono le verifiche che la Commissione
        ritiene necessarie per assicurare il rispetto del presente regolamento.
   3.   Le verifiche di cui ai paragrafi 1 e 2 comprendono visite in loco presso gli
        stabilimenti con la frequenza adeguata e la verifica della documentazione e delle
        apparecchiature di interesse.
        Le verifiche sono effettuate senza preavvisare l'impresa, tranne quando per garantirne
        l'efficacia è necessaria una notifica preventiva. Gli Stati membri provvedono a che le
        imprese forniscano alle autorità competenti tutta l'assistenza necessaria per
        consentire loro di effettuare le verifiche previste dal presente articolo.
   4.   Le autorità competenti tengono registri in cui indicano in particolare la natura e i
        risultati delle verifiche e le misure adottate in caso di non conformità. I registri di
        tutte le verifiche effettuate sono conservati per almeno cinque anni.
   34
      Regolamento (CE) n. 515/97 del Consiglio, del 13 marzo 1997, relativo alla mutua assistenza tra le
      autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per
      assicurare la corretta applicazione delle normative doganale e agricola (GU L 82 del 22.3.1997, pag. 1).
IT                                                   37                                                        IT
 ---pagebreak---    5.  Su richiesta di un altro Stato membro, lo Stato membro può condurre verifiche o altre
       indagini ufficiali nei confronti di imprese sospettate di essere implicate nel
       trasferimento illecito di sostanze nonché prodotti e apparecchiature di cui al presente
       regolamento che operano nel suo territorio. L'esito della verifica è comunicato allo
       Stato membro richiedente.
   6.  Nell'esecuzione dei compiti ad essa assegnati in forza del presente regolamento, la
       Commissione può chiedere tutte le informazioni necessarie alle autorità competenti
       degli Stati membri e alle imprese. Quando invia una richiesta di informazioni a
       un'impresa, la Commissione ne invia contemporaneamente copia all'autorità
       competente dello Stato membro nel cui territorio l'impresa ha sede.
   7.  La Commissione adotta misure atte ad incentivare un adeguato scambio di
       informazioni e la cooperazione tra le autorità competenti degli Stati membri e tra
       queste ultime e la Commissione. La Commissione adotta le misure opportune per
       tutelare la riservatezza delle informazioni ottenute in virtù del presente articolo.
                                         Capo VII
      Sanzioni, procedura di comitato ed esercizio della delega
                                          Articolo 27
                                           Sanzioni
   1.  Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni da applicare in caso di
       violazione del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie per
       assicurarne l'applicazione. Le sanzioni previste devono essere effettive,
       proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano tali norme e misure alla
       Commissione, entro il 1° gennaio [OP inserire = 1 anno dall'entrata in vigore del
       presente regolamento], e provvedono poi a dare immediata notifica delle eventuali
       modifiche successive.
   2.  Fatti salvi gli obblighi degli Stati membri ai sensi della direttiva 2008/99/CE,
       conformemente al diritto nazionale, gli Stati membri provvedono affinché le autorità
       competenti abbiano il potere di irrogare sanzioni amministrative adeguate e di
       adottare altre misure amministrative in relazione a tali violazioni.
   3.  Gli Stati membri garantiscono l'adeguatezza e proporzionalità in termini di livello e
       tipo di sanzioni che sono applicate tenendo conto quanto meno dei criteri seguenti:
       (a)   la natura e la gravità della violazione;
       (b)   il carattere doloso o colposo della violazione;
       (c)   eventuali precedenti violazioni del presente regolamento da parte dell'impresa
             tenuta responsabile;
       (d)   la situazione finanziaria dell'impresa tenuta responsabile;
       (e)   i vantaggi economici derivati o attesi dall'infrazione.
   4.  Gli Stati membri provvedono affinché le autorità competenti siano in grado quanto
       meno di imporre le sanzioni seguenti in caso di violazioni del presente regolamento:
       (a)   sanzioni pecuniarie;
       (b)   confisca o sequestro di beni ottenuti illecitamente o di proventi ricavati
             dall'impresa in ragione della violazione;
IT                                             38                                              IT
 ---pagebreak---       (c)    sospensione o revoca dell'autorizzazione all'esercizio delle attività rientranti
             nell'ambito di applicazione del presente regolamento.
   5. In caso di produzione, importazione, esportazione, immissione sul mercato o uso
      illeciti delle sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I o dei
      prodotti e apparecchiature contenenti tali sostanze o il cui funzionamento dipende da
      tali sostanze, gli Stati membri prevedono sanzioni amministrative massime pari ad
      almeno cinque volte il valore di mercato delle sostanze o dei prodotti e delle
      apparecchiature in questione. In caso di recidiva entro un periodo di cinque anni, gli
      Stati membri prevedono sanzioni amministrative massime pari ad almeno otto volte
      il valore di mercato delle sostanze o dei prodotti e delle apparecchiature in questione.
      In caso di violazione dell'articolo 21, paragrafo 1, il potenziale impatto sul clima si
      riflette tenendo conto del prezzo del carbonio nella determinazione della sanzione
      amministrativa pecuniaria.
                                           Articolo 28
                                   Procedura di comitato
   1. La Commissione è assistita dal comitato per le sostanze che riducono lo strato di
      ozono. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
   2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del
      regolamento (UE) n. 182/2011.
                                           Articolo 29
                                   Esercizio della delega
   1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni
      stabilite nel presente articolo.
   2. Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 7, paragrafo 4, all'articolo 8,
      paragrafo 7, all'articolo 9, paragrafo 3, all'articolo 16, paragrafo 13, all'articolo 18,
      all'articolo 19, paragrafo 2, all'articolo 20, paragrafo 8, all'articolo 22, all'articolo 23,
      paragrafo 3, e all'articolo 24, paragrafo 4, è conferito alla Commissione a tempo
      indeterminato a decorrere dal [data di applicazione del regolamento].
   3. La delega di potere di cui all'articolo 7, paragrafo 4, all'articolo 8, paragrafo 7,
      all'articolo 9, paragrafo 3, all'articolo 16, paragrafo 13, all'articolo 18, all'articolo 19,
      paragrafo 2, all'articolo 20, paragrafo 8, all'articolo 22, all'articolo 23, paragrafo 3 e
      all'articolo 24, paragrafo 4, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento
      europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi
      specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla
      pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una
      data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già
      in vigore.
   4. Prima dell'adozione dell'atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati
      da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo
      interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.
   5. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica
      al Parlamento europeo e al Consiglio.
IT                                             39                                                   IT
 ---pagebreak---    6.       L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 4, dell'articolo 8,
            paragrafo 7,      dell'articolo 9,    paragrafo 3,     dell'articolo 16,   paragrafo 13,
            dell'articolo 18, dell'articolo 19, paragrafo 2, dell'articolo 20, paragrafo 8,
            dell'articolo 22, dell'articolo 23, paragrafo 3 e dell'articolo 24, paragrafo 4, entra in
            vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni
            entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima
            della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno
            informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è
            prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
                                               Capo VIII
                              Disposizioni transitorie e finali
                                                Articolo 30
                                                 Riesame
   Entro il 1° gennaio 2033 la Commissione pubblica una relazione sull'attuazione del presente
   regolamento.
                                                Articolo 31
                                               Abrogazione
   Il regolamento (CE) n. 1005/2009 è abrogato.
   I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento e si leggono
   secondo la tavola di concordanza di cui all'allegato VIII.
                                                Articolo 32
                                            Entrata in vigore
   Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione
   nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
   L'articolo 16, paragrafi 14 e 15 e l'articolo 17, paragrafo 5, del presente regolamento si
   applicano a decorrere dal:
   (a)      [[1° marzo 2023] data = data di applicazione specificata nel regolamento del
            Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'ambiente dello sportello unico
            dell'Unione europea per le dogane e modifica il regolamento (UE) n. 952/2013
            nell'allegato per la parte relativa alle sostanze che riducono lo strato di ozono] per
            quanto riguarda il regime doganale di immissione in libera pratica di cui
            all'articolo 201 del regolamento (UE) n. 952/2013 e per l'esportazione;
IT                                                  40                                                IT
 ---pagebreak---    (b)      [[1° marzo 2025] data = data di applicazione specificata nel regolamento del
            Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'ambiente dello sportello unico
            dell'Unione europea per le dogane e modifica il regolamento (UE) n. 952/2013
            nell'allegato per la parte relativa alle sostanze che riducono lo strato di ozono] per
            quanto riguarda i regimi di importazione diversi dal regime di cui alla lettera a).
   Fatto a Strasburgo, il
   Per il Parlamento europeo                     Per il Consiglio
   La presidente                                 Il presidente
   [...]
IT                                                 41                                              IT
 ---documentbreak---                          COMMISSIONE
                         EUROPEA
                                                 Strasburgo, 5.4.2022
                                                 COM(2022) 151 final
                                                 ANNEXES 1 to 8
                                     ALLEGATI
                                         della
           proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio
   sulle sostanze che riducono lo strato di ozono e che abroga il regolamento (CE)
                                     n. 1005/2009
        {SEC(2022) 157 final} - {SWD(2022) 98 final} - {SWD(2022) 99 final} -
                                {SWD(2022) 100 final}
IT                                                                                 IT
 ---pagebreak---                                                   Allegato I
          Sostanze che riducono lo strato di ozono di cui all'articolo 2, paragrafo 1 1
Gruppo        Sostanza                                                                Potenziale GWP3
                                                                                      di
                                                                                      riduzione
                                                                                      dell'ozono2
Gruppo I      CFCl3            CFC-11        Triclorofluorometano                     1,0           5 560
              CF2Cl2           CFC-12        Diclorodifluorometano                    1,0           11 200
              C2F3Cl3          CFC-          Triclorotrifluoroetano                   0,8           6 520
                               113
              C2F4Cl2          CFC-          Diclorotetrafluoroetano                  1,0           9 430
                               114
              C2F5Cl           CFC-          Cloropentafluoroetano                    0,6           9 600
                               115
Gruppo II     CF3Cl            CFC-13        Clorotrifluorometano                     1,0           16 200
              C2FCl5           CFC-          Pentaclorofluoroetano                    1,0           ()
                               111
              C2F2Cl4          CFC-          Tetraclorodifluoroetano                  1,0           4 620
                               112
              C3FCl7           CFC-          Eptaclorofluoropropano                   1,0           ()
                               211
              C3F2Cl6          CFC-          Esaclorodifluoropropano                  1,0           ()
                               212
              C3F3Cl5          CFC-          Pentaclorotrifluoropropano               1,0           ()
                               213
              C3F4Cl4          CFC-          Tetraclorotetrafluoropropano             1,0           ()
                               214
              C3F5Cl3          CFC-          Tricloropentafluoropropano               1,0           ()
                               215
1
   L'allegato comprende le sostanze ivi elencate e i loro isomeri, soli o in miscela.
2
   Le cifre relative al potenziale di riduzione dell'ozono sono stime basate sulle attuali conoscenze e saranno
   riesaminate e modificate periodicamente alla luce delle decisioni adottate dalle parti.
3
   In base alla sesta relazione di valutazione, capitolo 7: The Earth's energy budget, climate feedbacks, and
   climate sensitivity - Supplementary Material adopted by the Intergovernmental Panel on Climate Change,
   salvo indicazione contraria.

   Valore di default, potenziale di riscaldamento globale non ancora disponibile.
                                                            1
 ---pagebreak--- Gruppo       Sostanza                                                          Potenziale GWP3
                                                                               di
                                                                               riduzione
                                                                               dell'ozono2
             C3F6Cl2            CFC-            Dicloroesafluoropropano        1,0         ()
                                216
             C3F7Cl             CFC-            Cloroeptafluoropropano         1,0         ()
                                217
Gruppo       CF2BrCl            halon-          Bromoclorodifluorometano       3,0         1 930
III                             1211
             CF3Br              halon-          Bromotrifluorometano           10,0        7 200
                                1301
             C2F4Br2            halon-          Dibromotetrafluoroetano        6,0         2 170
                                2402
             CBr2 F2            halon-          Dibromodifluorometano          1,25        216
                                1202
Gruppo       CCl4               CTC             Tetraclorometano (tetraclorur  1,1         2 200
IV                                              o di carbonio)
Gruppo V     C2H3Cl34           1,1,1-          1,1,1-                         0,1         161
                                TCA             tricloroetano (metilcloroformi
                                                o)
Gruppo       CH3Br              bromuro Bromometano                            0,6         2,43
VI                              di metile
Gruppo       CHFBr2             HBFC-           Dibromofluorometano            1,00        ()
VII                             21 B2
             CHF2Br             HBFC-           Bromodifluorometano            0,74        380
                                22 B1
             CH2FBr             HBFC-           Bromofluorometano              0,73        ()
                                31 B1
             C2HFBr4            HBFC-           Tetrabromofluoroetano          0,8         ()
                                121 B4
             C2HF2Br3           HBFC-           Tribromodifluoroetano          1,8         ()
                                122 B3
             C2HF3Br2           HBFC-           Dibromotrifluoroetano          1,6         ()
                                123 B2
 4
    La formula non si riferisce all'1,1,2-tricloroetano.
                                                            2
 ---pagebreak--- Gruppo Sostanza                                    Potenziale GWP3
                                                   di
                                                   riduzione
                                                   dell'ozono2
       C2HF4Br   HBFC-  Bromotetrafluoroetano      1,2         201
                 124 B1
       C2H2FBr3  HBFC-  Tribromofluoroetano        1,1         ()
                 131 B3
       C2H2F2Br2 HBFC-  Dibromodifluoroetano       1,5         ()
                 132 B2
       C2H2F3Br  HBFC-  Bromotrifluoroetano        1,6         177
                 133 B1
       C2H3FBr2  HBFC-  Dibromofluoroetano         1,7         ()
                 141 B2
       C2H3F2Br  HBFC-  Bromodifluoroetano         1,1         ()
                 142 B1
       C2H4FBr   HBFC-  Bromofluoroetano           0,1         ()
                 151 B1
       C3HFBr6   HBFC-  Esabromofluoropropano      1,5         ()
                 221 B6
       C3HF2Br5  HBFC-  Pentabromodifluoropropano  1,9         ()
                 222 B5
       C3HF3Br4  HBFC-  Tetrabromotrifluoropropano 1,8         ()
                 223 B4
       C3HF4Br3  HBFC-  Tribromotetrafluoropropano 2,2         ()
                 224 B3
       C3HF5Br2  HBFC-  Dibromopentafluoropropano  2,0         ()
                 225 B2
       C3HF6Br   HBFC-  Bromoesafluoropropano      3,3         ()
                 226 B1
       C3H2FBr5  HBFC-  Pentabromofluoropropano    1,9         ()
                 231 B5
       C3H2F2Br4 HBFC-  Tetrabromodifluoropropano  2,1         ()
                 232 B4
       C3H2F3Br3 HBFC-  Tribromotrifluoropropano   5,6         ()
                 233 B3
                                   3
 ---pagebreak--- Gruppo         Sostanza                                                              Potenziale GWP3
                                                                                     di
                                                                                     riduzione
                                                                                     dell'ozono2
               C3H2F4Br2         HBFC-        Dibromotetrafluoropropano              7,5               ()
                                 234 B2
               C3H2F5Br          HBFC-        Bromopentafluoropropano                1,4               ()
                                 235 B1
               C3H3FBr4          HBFC-        Tetrabromofluoropropano                1,9               ()
                                 241 B4
               C3H3F2Br3         HBFC-        Tribromodifluoropropano                3,1               ()
                                 242 B3
               C3H3F3Br2         HBFC-        Dibromotrifluoropropano                2,5               ()
                                 243 B2
               C3H3F4Br          HBFC-        Bromotetrafluoropropano                4,4               ()
                                 244 B1
               C3H4FBr3          HBFC-        Tribromofluoropropano                  0,3               ()
                                 251 B1
               C3H4F2Br2         HBFC-        Dibromodifluoropropano                 1,0               ()
                                 252 B2
               C3H4F3Br          HBFC-        Bromotrifluoropropano                  0,8               ()
                                 253 B1
               C3H5FBr2          HBFC-        Dibromofluoropropano                   0,4               ()
                                 261 B2
               C3H5F2Br          HBFC-        Bromodifluoropropano                   0,8               ()
                                 262 B1
               C3H6FBr           HBFC-        Bromofluoropropano                     0,7               ()
                                 271 B1
Gruppo         CHFCl2            HCFC-        Diclorofluorometano                    0,040             160
VIII                             215
               CHF2Cl            HCFC-        Clorodifluorometano                    0,055             1 960
                                 224
               CH2FCl            HCFC-        Clorofluorometano                      0,020             79,4
                                 31
               C2HFCl4           HCFC-        Tetraclorofluoroetano                  0,040             58,3
5
    Identifica la sostanza più valida da un punto di vista commerciale come prescritto dal protocollo.
                                                             4
 ---pagebreak--- Gruppo        Sostanza                                                         Potenziale GWP3
                                                                               di
                                                                               riduzione
                                                                               dell'ozono2
                             121
              C2HF2Cl3       HCFC-        Triclorodifluoroetano                0,080           56,4
                             122
              C2HF3Cl2       HCFC-        Diclorotrifluoroetano                0,020           90,4
                             1234
              C2HF4Cl        HCFC-        Clorotetrafluoroetano                0,022           597
                             1244
              C2H2FCl3       HCFC-        Triclorofluoroetano                  0,050           306
                             131
              C2H2F2Cl2      HCFC-        Diclorodifluoroetano                 0,050           122
                             132
              C2H2F3Cl       HCFC-        Clorotrifluoroetano                  0,060           2755
                             133
              C2H3FCl2       HCFC-        Diclorofluoroetano                   0,070           46,6
                             141
              CH3CFCl2       HCFC-        1,1-Dicloro-1-fluoroetano            0,110           860
                             141b4
              C2H3F2Cl       HCFC-        Clorodifluoroetano                   0,070           1755
                             142
              CH3CF2Cl       HCFC-        1-Cloro-1,1-difluoroetano            0,065           2 300
                             142b4
              C2H4FCl        HCFC-        Clorofluoroetano                     0,005           105
                             151
              C3HFCl6        HCFC-        Esaclorofluoropropano                0,070           1105
                             221
              C3HF2Cl5       HCFC-        Pentaclorodifluoropropano            0,090           5005
                             222
              C3HF3Cl4       HCFC-        Tetraclorotrifluoropropano           0,080           6955
                             223
6
   Scientific Assessment of Ozone Depletion: 2018; Appendice A Summary of Abundances, Lifetimes, Ozone
   Depletion Potentials (ODPs), Radiative Efficiencies (REs), Global Warming Potentials (GWPs), and Global
   Temperature change Potentials (GTPs)
                                                         5
 ---pagebreak--- Gruppo Sostanza                                    Potenziale GWP3
                                                   di
                                                   riduzione
                                                   dell'ozono2
       C3HF4Cl3  HCFC-  Triclorotetrafluoropropano 0,090       1 0905
                 224
       C3HF5Cl2  HCFC-  Dicloropentafluoropropano  0,070       1 5605
                 225
       CF3CF2CH  HCFC-  3,3-Dicloro-1,1,1,2,2-     0,025       137
       Cl2       225ca4 pentafluoropropano
       CF2ClCF2C HCFC-  1,3-Dicloro-1,1,2,2,3-     0,033       568
       HClF      225cb4 pentafluoropropano
       C3HF6Cl   HCFC-  Cloroesafluoropropano      0,100       2 4555
                 226
       C3H2FCl5  HCFC-  Pentaclorofluoropropano    0,090       3505
                 231
       C3H2F2Cl4 HCFC-  Tetraclorodifluoropropano  0,100       6905
                 232
       C3H2F3Cl3 HCFC-  Triclorotrifluoropropano   0,230       1 4955
                 233
       C3H2F4Cl2 HCFC-  Diclorotetrafluoropropano  0,280       3 4905
                 234
       C3H2F5Cl  HCFC-  Cloropentafluoropropano    0,520       5 3205
                 235
       C3H3FCl4  HCFC-  Tetraclorofluoropropano    0,090       4505
                 241
       C3H3F2Cl3 HCFC-  Triclorodifluoropropano    0,130       1 0255
                 242
       C3H3F3Cl2 HCFC-  Diclorotrifluoropropano    0,120       2 0605
                 243
       C3H3F4Cl  HCFC-  Clorotetrafluoropropano    0,140       3 3605
                 244
       C3H4FCl3  HCFC-  Triclorofluoropropano      0,010       705
                 251
       C3H4F2Cl2 HCFC-  Diclorodifluoropropano     0,040       2755
                 252
                                     6
 ---pagebreak--- Gruppo Sostanza                             Potenziale GWP3
                                            di
                                            riduzione
                                            dell'ozono2
       C3H4F3Cl HCFC- Clorotrifluoropropano 0,030       6655
                253
       C3H5FCl2 HCFC- Diclorofluoropropano  0,020       845
                261
       C3H5F2Cl HCFC- Clorodifluoropropano  0,020       2275
                262
       C3H6FCl  HCFC- Clorofluoropropano    0,030       3405
                271
Gruppo CH2BrCl  BCM   Bromoclorometano      0,12        4,74
IX
                                  7
 ---pagebreak---                                                   Allegato II
          Sostanze che riducono lo strato di ozono di cui all'articolo 2, paragrafo 17
  Sostanza                                                                    Potenziale di            GWP9
                                                                              riduzione
                                                                              dell'ozono8
  C3H7Br                  1-Bromopropano (n-bromuro di                        0,02 — 0,10              0,052
                          propile)
  C2H5Br                  Bromoetano (bromuro di etile)                       0,1 — 0,2                0,487
  CF3I                    Trifluoroiodometano (ioduro di                      0,01 — 0,02              ()
                          trifluorometile)
  CH3Cl                   Clorometano (cloruro di metile)                     0,02                     5,54
  C3H2BrF3                2-Bromo-3,3,3-trifluoro-1-propene                   0,0510                  ()
                          (2-BTP)
  CH2Cl2                  Diclorometano (DCM)                                 non zero11               11,2
  C2Cl4                   Tetracloroetene (percloroetilene                    0.006 — 0.0074           ()
                          (PCE))
7
    L'allegato comprende le sostanze ivi elencate e i loro isomeri, soli o in miscela.
8
    Le cifre relative al potenziale di riduzione dell'ozono sono stime basate sulle attuali conoscenze e saranno
    riesaminate e modificate periodicamente alla luce delle decisioni adottate dalle parti.
9
    In base alla sesta relazione di valutazione, capitolo 7: The Earth's energy budget, climate feedbacks, and
    climate sensitivity - Supplementary Material adopted by the Intergovernmental Panel on Climate Change,
    salvo indicazione contraria.

    Valore di default, potenziale di riscaldamento globale non ancora disponibile.
10
    Scientific Assessment of Ozone Depletion: 2018; Appendice A Summary of Abundances, Lifetimes, Ozone
    Depletion Potentials (ODPs), Radiative Efficiencies (REs), Global Warming Potentials (GWPs), and Global
    Temperature change Potentials (GTPs)
11
    Nuove sostanze che riducono lo strato di ozono comunicate dalle parti: Decisioni XIII/5, X/8 e IX/24
    (aggiornamento maggio 2012). https://ozone.unep.org/resources?term_node_tid_depth%5B883%5D=883
                                                             8
 ---pagebreak---                                           Allegato III
                                    Agenti di fabbricazione
1. I processi di cui all'articolo 7 sono:
        a)    uso di tetracloruro di carbonio per eliminare il cloruro di azoto nella
              produzione di cloro e di soda caustica;
        b)    uso di tetracloruro di carbonio nella produzione di gomma clorurata;
        c)    uso di tetracloruro di carbonio nella produzione di polifenilen-tereftalamide
              (PPTA);
        d)    uso     di      CFC-12      nella     sintesi  fotochimica     di    precursori
              perfluoropolieterepoliperossidici     di Z-perfluoropolieteri e       composti
              difunzionali;
        e)    uso di tetracloruro di carbonio nella produzione di cyclodime.
2. Il quantitativo massimo di sostanze che riducono lo strato di ozono utilizzabili come
   agenti di fabbricazione nell'Unione non può superare le 921 tonnellate metriche all'anno.
   Il quantitativo massimo di sostanze che riducono lo strato di ozono che possono essere
   rilasciate negli usi come agenti di fabbricazione nell'Unione non può superare le 15
   tonnellate metriche all'anno.
                                                  9
 ---pagebreak---                                            Allegato IV
   Condizioni per l'immissione sul mercato e l'ulteriore distribuzione di sostanze che
   riducono lo strato di ozono per usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi di cui
                                   all'articolo 8, paragrafo 6
1.     Le sostanze che riducono lo strato di ozono per usi essenziali di laboratorio e a fini di
       analisi presentano il grado di purezza seguente:
         Sostanza                                  %
         CTC (qualità di reagente)                 99,5
         (1,1,1-tricloroetano)                     99,0
         CFC 11                                    99,5
         CFC 13                                    99,5
         CFC 12                                    99,5
         CFC 113                                   99,5
         CFC 114                                   99,5
         Altre sostanze che riducono lo 99,5
         strato di ozono con punto di
         ebollizione > 20 °C
         Altre sostanze che riducono lo 99,0
         strato di ozono con punto di
         ebollizione < 20 °C
    Queste sostanze che riducono lo strato di ozono possono essere successivamente
    miscelate da produttori, agenti o distributori con altre sostanze chimiche controllate o
    non controllate ai sensi del protocollo, come è prassi negli usi di laboratorio e a fini di
    analisi.
2.  Le sostanze che riducono lo strato di ozono di cui al punto 1 e le miscele contenenti dette
    sostanze sono fornite in contenitori richiudibili o cilindri ad alta pressione di capienza
    inferiore a 3 litri o in ampolle in vetro di capienza di 10 ml o inferiore, chiaramente
    contrassegnate come sostanze che riducono lo strato di ozono, limitate a usi di
    laboratorio e a fini di analisi e con l'indicazione che le sostanze usate o in eccesso
    devono essere raccolte e riciclate, se possibile. Se il riciclo non è possibile, devono
    essere distrutte.
3.  Le sostanze che riducono lo strato di ozono di cui al punto 1 usate o eccedentarie e le
    miscele contenenti tali sostanze sono raccolte e riciclate, se possibile. Se il riciclo non è
    possibile, tali sostanze e relative miscele devono essere distrutte.
                                                    10
 ---pagebreak---                                             Allegato V
                  Usi critici dello halon di cui all'articolo 9, paragrafo 1
   Ai fini del presente allegato si applicano le definizioni seguenti:
1.     "data ultima", la data oltre la quale non è più consentito l'uso degli halon per estintori
       o impianti antincendio in attrezzature e impianti nuovi nell'applicazione interessata;
2.     "attrezzature nuove", le attrezzature per le quali alla data ultima non si è verificato
       nessuno dei casi seguenti:
              a)    firma del relativo contratto di fornitura o di conversione;
              b)    presentazione della domanda per il rilascio dell'omologazione o
                    certificazione di tipo presso la competente autorità di regolamentazione.
                    Per gli aeromobili, la presentazione di una domanda di certificazione di
                    tipo si riferisce alla presentazione di una domanda di nuova certificazione
                    di tipo;
3.     "impianti nuovi", gli impianti per i quali alla data limite non si sia verificato nessuno
       dei seguenti casi:
              a)    firma del relativo contratto di sviluppo;
              b)    presentazione della domanda per il rilascio dell'autorizzazione di
                    pianificazione presso l'autorità di regolamentazione competente;
4.     "data limite", la data oltre la quale gli halon non devono più essere usati
       nell'applicazione interessata e entro la quale gli estintori o i sistemi antincendio
       contenenti halon devono essere smantellati;
5.     "inertizzazione", prevenzione dell'innesco della combustione di un'atmosfera
       infiammabile o esplosiva tramite l'aggiunta di un diluente o di un agente inibitore;
6.      "spazio di norma occupato", lo spazio protetto nel quale, per assicurare il
       funzionamento efficace delle apparecchiature o dell'impianto, è necessaria la
       presenza continuativa, o pressoché continuativa, di membri del personale. Per le
       applicazioni militari, il regime di occupazione dello spazio protetto è quello
       applicabile in caso di combattimento;
7.      "spazio di norma inoccupato", lo spazio protetto occupato solo per periodi limitati,
       specialmente per operazioni di manutenzione, e in cui per assicurare il
       funzionamento efficace delle apparecchiature o dell'impianto non è necessaria la
       presenza continuativa di persone.
                                                   11
 ---pagebreak---                               USI CRITICI DEGLI HALON
                        Applicazione                       Data ultima  Data limite
Categoria di       Finalità          Tipo di       Tipo di (31 dicembre (31 dicembre
apparecchiature o                    estintore     halon   dell'anno    dell'anno
di impianti                                                indicato)    indicato)
1. Nei veicoli     1.1.              Sistema fisso 1301    2010         2035
militari terrestri Protezione dei
                   compartimenti                   1211
                   macchine
                                                   2402
                   1.2.              Sistema fisso 1301    2011         2040
                   Protezione del
                   vano                            2402
                   equipaggio
2. Sulle navi      2.1.              Sistema fisso 1301    2010         2040
militari di        Protezione dei
superficie         compartimenti                   2402
                   macchine di
                   norma
                   occupati
                   2.2.              Sistema fisso 1301    2010         2035
                   Protezione dei
                   vani motore di                  1211
                   norma
                   inoccupati                      2402
                   2.3.              Sistema fisso 1301    2010         2030
                   Protezione dei
                   compartimenti                   1211
                   elettrici      di
                   norma
                   inoccupati
                   2.4.              Sistema fisso 1301    2010         2030
                   Protezione
                   delle centrali
                   di comando
                   2.5.              Sistema fisso 1301    2010         2030
                   Protezione
                   delle sale delle
                   pompe          di
                   alimentazione
                   2.6.              Sistema fisso 1301    2010         2030
                   Protezione dei
                   locali adibiti al
                                                12
 ---pagebreak---                    deposito       di               1211
                   liquidi
                   infiammabili                    2402
3. Nei sottomarini 3.1.              Sistema fisso 1301 2010 2040
militari           Protezione dei
                   compartimenti
                   macchine
                   3.2.              Sistema fisso 1301 2010 2040
                   Protezione
                   delle centrali
                   di comando
                   3.3.              Sistema fisso 1301 2010 2040
                   Protezione dei
                   locali       dei
                   generatori
                   diesel
                   3.4.              Sistema fisso 1301 2010 2040
                   Protezione dei
                   vani elettrici
4. Sugli           4.1.              Sistema fisso 1301 2024 2040
aeromobili         Protezione
                   delle stive di                  1211
                   norma
                   inoccupate                      2402
                   4.2.              Estintore     1211 2014 2025
                   Protezione        portatile
                   delle cabine e                  2402
                   del        vano
                   equipaggio
                   4.3.              Sistema fisso 1301 2014 2040
                   Protezione
                   delle gondole                   1211
                   motore e dei
                   motori                          2402
                   ausiliari
                   4.4.              Sistema fisso 1301 2011 2040
                   Inertizzazione
                   dei serbatoi                    2402
                   4.6.              Sistema fisso 1301 2011 2040
                   Protezione
                   degli                           1211
                   scomparti per
                   il carico a                     2402
                   secco       (dry
                   bay)
                                                13
 ---pagebreak---                                       Allegato VI
                     Comunicazione dei dati di cui all'articolo 24
1. Ai fini del presente allegato, la produzione comprende la quantità di sostanze che
   riducono lo strato di ozono prodotte intenzionalmente o inavvertitamente, anche
   come sottoprodotto, salvo se distrutto nell'ambito del processo di fabbricazione o
   secondo una procedura documentata conformemente al presente regolamento e alla
   legislazione dell'Unione e nazionale sui rifiuti, ma non comprende le quantità
   riciclate o rigenerate.
2. Per ciascuna sostanza che riduce lo strato di ozono, ciascun produttore comunica
   separatamente i dati seguenti:
   a)     la produzione totale;
   b)     la produzione immessa sul mercato o usata dal produttore per proprio conto
          nell'Unione, distinguendo la produzione usata come materia prima, come
          agente di fabbricazione e per altri usi;
   c)     la produzione per soddisfare usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi
          nell'Unione;
   d)     la produzione per soddisfare usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi di
          un'altra parte del protocollo;
   e)     le quantità riciclate, rigenerate o distrutte e la tecnologia impiegata per la
          distruzione, compresi i quantitativi prodotti e distrutti di sottoprodotti di cui al
          punto 1;
   f)     gli stock;
   g)     le operazioni di acquisto e di vendita ad altre imprese dell'Unione;
   h)     le emissioni, comprese quelle relative alla produzione, alla sottoproduzione,
          allo stoccaggio e al trasporto, compreso il trasferimento da un contenitore
          all'altro.
3. Per ciascuna sostanza che riduce lo strato di ozono, ciascun importatore comunica
   separatamente i dati seguenti:
   (a)    le quantità immesse in libera pratica nell'Unione, indicando separatamente le
          importazioni per uso come materia prima e come agente di fabbricazione, per
          usi essenziali di laboratorio e a fini di analisi e per la distruzione. Gli
          importatori che hanno importato le sostanze controllate a fini di distruzione
          comunicano anche la destinazione o le destinazioni finali effettive per ciascuna
          delle sostanze in questione, indicando separatamente per ciascuna destinazione
          la quantità di ciascuna sostanza e il nome e l'indirizzo dell'impianto di
          distruzione cui la sostanza è stata consegnata;
   b)     le quantità importate in base ad altri regimi doganali, con indicazione separata
          del regime doganale pertinente e degli usi designati;
   c)     le quantità di sostanze usate importate per essere riciclate o rigenerate;
                                               14
 ---pagebreak---        d)     gli stock;
       e)     le operazioni di acquisto e di vendita ad altre imprese dell'Unione;
       f)     il paese di origine.
4.     Per ciascuna sostanza che riduce lo strato di ozono, ciascun esportatore comunica
       separatamente i dati seguenti:
        a)    le quantità di tali sostanze esportate, distinguendo le quantità esportate in
              ciascun paese di destinazione e le quantità esportate per uso come materia
              prima e come agente di fabbricazione, quelle per usi essenziali di laboratorio e
              a fini di analisi e quelle per usi critici;
       b)     gli stock;
       c)     le operazioni di acquisto e di vendita ad altre imprese dell'Unione;
       d)     il paese d'origine.
5.     Ogni impresa che distrugge sostanze che riducono lo strato di ozono e che non
       rientrano nel punto 2, lettera e), del presente allegato comunica i dati seguenti,
       separatamente per ciascuna sostanza:
       a)     le quantità distrutte, comprese le quantità contenute in prodotti o
              apparecchiature;
       b)     gli stock in attesa di essere distrutti, comprese le quantità contenute in prodotti
              o apparecchiature;
       c)     la tecnologia impiegata per la distruzione;
       d)     le emissioni, comprese quelle connesse alla distruzione, allo stoccaggio e al
              trasporto, compreso il trasferimento da un contenitore all'altro.
   Ogni impresa che distrugge le sostanze che riducono lo strato di ozono elencate
   nell'allegato I e che non rientrano nel punto 2, lettera e), comunica anche i dati relativi
   agli acquisti presso altre imprese e alle vendite ad altre imprese nell'Unione.
6.     Ogni impresa che utilizza come materia prima o come agente di fabbricazione
       sostanze che riducono lo strato di ozono comunica i dati seguenti, separatamente per
       ciascuna sostanza:
       a)     le quantità usate come materia prima o agente di fabbricazione;
       b)     gli stock;
       c)     i processi e le eventuali emissioni, comprese quelle connesse al trasporto e allo
              stoccaggio, compreso il trasferimento da un contenitore all'altro.
   Ogni impresa che utilizza, come materia prima o come agente di fabbricazione, le
   sostanze che riducono lo strato di ozono elencate nell'allegato I comunica anche i dati
   relativi agli acquisti presso altre imprese e alle vendite ad altre imprese nell'Unione.
                                                     15
 ---pagebreak---                                         Allegato VII
                                Sistema di rilascio di licenze
1. Ai fini della registrazione nel sistema di licenze di cui all'articolo 16, le imprese
   trasmettono alla Commissione le informazioni seguenti:
   (a)    i recapiti dell'impresa, compreso un numero di telefono, il nome figurante nei
          documenti ufficiali pertinenti e l'indirizzo completo, anche, se del caso, del
          rappresentante esclusivo di cui all'articolo 16, paragrafo 3;
   b)     il numero di registrazione e identificazione degli operatori economici (EORI)
   c)     il nome completo e l'indirizzo elettronico della persona di contatto dell'impresa,
          compreso, se pertinente, il rappresentante esclusivo di cui all'articolo 16,
          paragrafo 3;
   d)     la descrizione delle attività dell'impresa (precisando se l'impresa è importatrice
          o esportatrice di sostanze);
   e)     la conferma scritta dell'intenzione dell'impresa di registrarsi, che attesta la
          correttezza ed esattezza delle informazioni fornite nel sistema di licenze,
          firmata da un titolare effettivo o da un dipendente dell'impresa autorizzato a
          rendere dichiarazioni giuridicamente vincolanti per conto dell'impresa e, se
          pertinente, anche dal rappresentante esclusivo dell'impresa di cui
          all'articolo 16, paragrafo 3;
   f)     altre informazioni necessarie per individuare il formato giuridico o finanziario
          o le specifiche aziendali dell'impresa.
2. Per poter presentare domanda di licenza di cui all'articolo 13, paragrafo 2 e
   all'articolo 14, paragrafo 3, le imprese trasmettono alla Commissione le informazioni
   seguenti in un formato elettronico previsto dal sistema di licenze:
   a)     nel caso di importazioni o esportazioni di sostanze che riducono lo strato di
          ozono, la descrizione di ciascuna sostanza, compresi:
          i)      il nome e la destinazione d'uso della sostanza;
          ii)     il numero di classificazione tariffaria delle merci della tariffa integrata
                  dell'Unione europea "TARIC";
          iii)    se la sostanza è contenuta in una miscela;
   b)     nel caso di importazioni o esportazioni di prodotti ed apparecchiature che
          contengono sostanze che riducono lo strato di ozono o il cui funzionamento si
          basa su tali sostanze:
          i)      il tipo e la destinazione d'uso dei prodotti e delle apparecchiature;
          ii)     il nome della sostanza;
          iii)    il numero di classificazione tariffaria delle merci della tariffa integrata
                  dell'Unione europea "TARIC";
                                                 16
 ---pagebreak--- c) nel caso di importazioni di sostanze controllate o prodotti e apparecchiature
   destinati ad essere distrutti, il nome e l'indirizzo dell'impianto o degli impianti
   di distruzione;
d) altre informazioni ritenute necessarie ai fini della corretta attuazione delle
   regole di importazione ed esportazione previste dal presente regolamento e per
   conformarsi agli obblighi internazionali.
                                        17
 ---pagebreak---                           Allegato VIII
                      Tavola di concordanza
Regolamento (CE) n. 1005/2009     Presente regolamento
Articolo 1                        Articolo 1
Articolo 2                        Articolo 2
Articolo 3, punto 1)              Articolo 3, punto 1)
Articolo 3, punto 2)              -
Articolo 3, punto 3)              -
Articolo 3, punto 4)              -
Articolo 3, punto 5)              -
Articolo 3, punto 6)              -
Articolo 3, punto 7)              -
Articolo 3, punto 8)              -
Articolo 3, punto 9)              -
Articolo 3, punto 10)             -
Articolo 3, punto 11)             Articolo 3, punto 1)
Articolo 3, punto 12)             Articolo 3, punto 2)
Articolo 3, punto 13)             -
Articolo 3, punto 14)             Allegato VI, punto 1)
Articolo 3, punto 15)             -
Articolo 3, punto 16)             -
Articolo 3, punto 17)             -
Articolo 3, punto 18)             Articolo 3, punto 3)
Articolo 3, punto 19)             Articolo 3, punto 4)
Articolo 3, punto 20)             Articolo 3, punto 5)
Articolo 3, punto 21)             Articolo 3, punto 6)
Articolo 3, punto 22)             -
                                    18
 ---pagebreak--- Regolamento (CE) n. 1005/2009      Presente regolamento
Articolo 3, punto 23)              Articolo 3, punto 7)
Articolo 3, punto 24)              Articolo 3, punto 8)
Articolo 3, punto 25)              Articolo 3, punto 9)
Articolo 3, punto 26)              Articolo 3, punto 10)
Articolo 3, punto 27)              -
Articolo 3, punto 28)              -
Articolo 3, punto 29)              -
Articolo 3, punto 30)              Articolo 3, punto 12)
Articolo 3, punto 31)              Articolo 3, punto 11)
Articolo 4                         Articolo 4, paragrafo 1
Articolo 5, paragrafo 1            Articolo 4, paragrafo 1
Articolo 5, paragrafo 2            Articolo      15,    paragrafo   1,
                                   primo comma
Articolo 5, paragrafo 3            -
Articolo 6, paragrafo 1            Articolo 5, paragrafo          1  e
                                   articolo 11, paragrafo 1
Articolo 6, paragrafo 2            Articolo 11, paragrafo 2
Articolo 7, paragrafo 1            Articolo 6
Articolo 7, paragrafo 2            Articolo 15, paragrafo 3
Articolo 8, paragrafo 1            Articolo 7, paragrafo 1
Articolo 8, paragrafo 2            Articolo 7, paragrafo 2
Articolo 8, paragrafo 3            Articolo 15, paragrafo 3
Articolo 8, paragrafo 4, primo Articolo 7, paragrafo 3
comma
Articolo 8, paragrafo 4, secondo e Allegato III
terzo comma
Articolo 8, paragrafo 5            Articolo 7, paragrafo 4
Articolo 9                         Articolo 12
                                     19
 ---pagebreak--- Regolamento (CE) n. 1005/2009         Presente regolamento
Articolo 10, paragrafo 1              Articolo 8, paragrafo 1
Articolo 10, paragrafo 2              Articolo 8, paragrafo 2
Articolo 10, paragrafo 3, primo e Articolo 15, paragrafo 3
secondo comma
Articolo 10, paragrafo 3, terzo Articolo 8, paragrafo 6
comma
Articolo 10, paragrafi da 4 a 8       -
Articolo 11                           -
Articolo 12, paragrafo 1              -
Articolo 12, paragrafo 2              -
Articolo 12, paragrafo 3              articolo 10, paragrafi 1 e 2,
Articolo 13, paragrafo 1              Articolo 9, paragrafo 1
Articolo 13, paragrafo 2              Articolo 9, paragrafo 3
Articolo 13, paragrafo 3              Articolo 9, paragrafo 2
Articolo 13, paragrafo 4              Articolo 9, paragrafo 4
Articolo 14                           -
Articolo 15, paragrafo 1              Articolo 4, paragrafo 2 e articolo 5,
                                      paragrafo 2
Articolo 15, paragrafo 2, lettere da Articolo 13, paragrafo 1, lettere da
a) a d)                               a) a d)
Articolo 15, paragrafo 2, lettera e)  -
Articolo 15, paragrafo 2, lettera f), Articolo 13, lettera e)
prima frase
Articolo 15, paragrafo 2, lettera f), -
seconda e terza frase
Articolo 15, paragrafo 2, lettera g)  Articolo 13, paragrafo 1, lettera f)
Articolo 15, paragrafo 2, lettera h)  Articolo 13, paragrafo 1, lettera h)
Articolo 15, paragrafo 2, lettera i)  Articolo 13, paragrafo 1, lettera i)
Articolo 15, paragrafo 2, lettera j)  Articolo 13, paragrafo 1, lettera g)
                                        20
 ---pagebreak--- Regolamento (CE) n. 1005/2009        Presente regolamento
Articolo 15, paragrafo 2, lettera k) -
Articolo 15, paragrafo 3             Articolo 13, paragrafo 2
Articolo 16                          -
Articolo 17, paragrafo 1             Articolo 4, paragrafo 2 e articolo 5,
                                     paragrafo 2
articolo 17, paragrafo 2, lettere da Articolo 14, paragrafo 1, lettere da
a) a c)                              a) a c)
articolo 17, paragrafo 2, lettera d) Articolo 14, paragrafo 1, lettera g)
Articolo 17, paragrafo 2, lettera e) Articolo 14, paragrafo 1, lettera e)
Articolo 17, paragrafo 2, lettera f) Articolo 14, paragrafo 1, lettera d)
Articolo 17, paragrafo 2, lettere da -
g) a h)
Articolo 17, paragrafo 3             Articolo 14, paragrafo 2
Articolo 17, paragrafo 4             Articolo 14, paragrafo 3
Articolo 18, paragrafo 1             Articolo 16, paragrafo 1
Articolo 18, paragrafo 2             Articolo 16, paragrafo 2
Articolo 18, paragrafo 3             Allegato VI, punto 2
Articolo 18, paragrafo 4             Articolo 16, paragrafo 5
Articolo 18, paragrafo 5             Allegato VII, punto 7
Articolo 18, paragrafo 6, prima Articolo 16, paragrafo 8
frase
Articolo 18, paragrafo 6, seconda -
frase e lettere a) e b)
Articolo 18, paragrafo 7             -
Articolo 18, paragrafo 8             -
Articolo 18, paragrafo 9             Articolo 16, paragrafo 13
Articolo 19                          Articolo 18
Articolo 20                          Articolo 19
Articolo 21                          -
                                       21
 ---pagebreak--- Regolamento (CE) n. 1005/2009       Presente regolamento
Articolo 22, paragrafo 1            Articolo 20, paragrafo 1
Articolo 22, paragrafo 2            Articolo 20, paragrafo 7
Articolo 22, paragrafo 3            -
Articolo 22, paragrafo 4, primo Articolo 20, paragrafo 6
comma
Articolo 22, paragrafo 4, secondo Articolo 20, paragrafo 8
comma
Articolo 22, paragrafo 5, primo Articolo 20, paragrafo 9
comma
Articolo 22, paragrafo 5, secondo e -
terzo comma
Articolo 23, paragrafo 1            Articolo 21, paragrafo 2
Articolo 23, paragrafo 2            -
Articolo 23, paragrafo 3            Articolo 21, paragrafo 4
Articolo 23, paragrafo 4, primo Articolo 21, paragrafo 4
comma, prima frase
Articolo 23, paragrafo 4, primo -
comma, seconda frase, e secondo
comma
Articolo 23, paragrafo 5            Articolo 20, paragrafo 1
Articolo 23, paragrafo 6            Articolo 20, paragrafo 2
Articolo 23, paragrafo 7            -
Articolo 24, paragrafo 1            -
Articolo 24, paragrafo 2            -
Articolo 24, paragrafo 3            Articolo 22, paragrafo 2
Articolo 25                         Articolo 28
Articolo 26                         Articolo 23
Articolo 27, paragrafo 1            Articolo 24, paragrafo 1
Articolo 27, paragrafi da 2 a 6     Allegato VI
Articolo 27, paragrafo 7            -
                                      22
 ---pagebreak--- Regolamento (CE) n. 1005/2009     Presente regolamento
Articolo 27, paragrafo 8          Articolo 24, paragrafo 2
Articolo 27, paragrafo 9          Articolo 24, paragrafo 3
Articolo 27, paragrafo 10         Articolo 24, paragrafo 4
Articolo 28,   paragrafo 1, prima Articolo 26, paragrafo 1
frase
Articolo 28, paragrafo 1, seconda Articolo 26, paragrafo 2, terzo
frase                             comma
Articolo 28, paragrafo 2          -
Articolo 28, paragrafo 3          Articolo 25, paragrafo 6
Articolo 28, paragrafo 4          Articolo 25, paragrafo 7
Articolo 28, paragrafo 5          Articolo 25, paragrafo 5
Articolo 29                       Articolo 27, paragrafo 1
Articolo 30                       Articolo 31
Articolo 31                       Articolo 32
Allegato I                        Allegato I
Allegato I                        Allegato II
Allegato III                      Allegato III
Allegato IV                       -
Allegato V                        Allegato IV
Allegato VI                       Allegato V
Allegato VII                      -
Allegato VIII                     Allegato VIII
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