CELEX: 62019CB0268
Language: it
Date: 2021-06-01 00:00:00
Title: Causa C-268/19: Ordinanza della Corte (Settima Sezione) del 1° giugno 2021 2021 (demanda di pronuncia pregiudiziale dello Juzgado de Primera Instancia n° 7 de Orense — Spagna) — UP / Banco Santander SA, già Banco Pastor SAU (Rinvio pregiudiziale – Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte – Tutela dei consumatori – Direttiva 93/13/CEE – Contratto di mutuo ipotecario – Clausole abusive – Clausola di limitazione della variabilità del tasso d’interesse (clausola di tasso minimo) – Contratto di novazione – Assenza di carattere vincolante)

6.9.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 357/3
            
         
      Ordinanza della Corte (Settima Sezione) del 1o giugno 2021 2021 (demanda di pronuncia pregiudiziale dello Juzgado de Primera Instancia no 7 de Orense — Spagna) — UP / Banco Santander SA, già Banco Pastor SAU
      (Causa C-268/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte - Tutela dei consumatori - Direttiva 93/13/CEE - Contratto di mutuo ipotecario - Clausole abusive - Clausola di limitazione della variabilità del tasso d’interesse (clausola di tasso minimo) - Contratto di novazione - Assenza di carattere vincolante)
      (2021/C 357/03)
      Lingua processuale: lo spagnolo
      
         Giudice del rinvio
      
      Juzgado de Primera Instancia no 7 de Orense
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: UP
      
         Resistente: Banco Santander SA, già Banco Pastor SAU
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 6, paragrafo 1, della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, dev’essere interpretato nel senso che non osta a che una clausola di un contratto concluso tra un professionista e un consumatore, il cui carattere abusivo è suscettibile di essere accertato giudizialmente, possa essere oggetto di un contratto di novazione tra tale professionista e detto consumatore, purché al momento della conclusione di detto contratto di novazione il consumatore fosse cosciente del carattere non vincolante di detta clausola nonché delle conseguenze da essa derivanti, sicché la sua adesione a detto contratto di novazione sia frutto di un consenso libero e informato, circostanza questa che spetta al giudice nazionale verificare.
               
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 3, paragrafo 1, e l’articolo 4, paragrafo 2, della direttiva 93/13 devono essere interpretati nel senso che il requisito di trasparenza che incombe a un professionista in forza di tali disposizioni implica che, al momento della conclusione di un contratto novazione tra un professionista e un consumatore, le cui clausole non sono state oggetto di negoziato individuale, e che è inteso a modificare una clausola potenzialmente abusiva di un contratto precedentemente concluso tra queste stesse parti, tale professionista fornisca a detto consumatore le informazioni pertinenti che gli avrebbero permesso di comprendere le conseguenze giuridiche che gliene sarebbero derivate e, in particolare, il fatto che la clausola iniziale avrebbe potuto essere eventualmente abusiva, circostanza questa che spetta al giudice nazionale verificare.
               
            
         (1)  GU C 238 del 15.7.2019.