CELEX: 52011PC0266
Language: it
Date: 2011-05-06
Title: Proposta congiunta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria

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		52011PC0266
		
			REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria Proposta congiunta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria /* COM/2011/0266 def. - NLE 2011/0113 */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
(1)              
La decisione 2011/[…]/PESC del Consiglio, del […],
dispone l’adozione di misure restrittive in considerazione della gravità della
situazione in Siria. 
(2)              
Le misure consistono in un embargo sulle armi, in
un divieto di esportare attrezzature per la repressione interna, in restrizioni
all’ammissione nell’UE e nel congelamento dei fondi e delle risorse economiche
di persone e entità responsabili della violenta repressione a danno della
popolazione civile in Siria. 
(3)              
Per porre in essere alcune di queste misure occorre
un’ulteriore azione a livello dell’Unione. L’Alto Rappresentante dell’UE per
gli Affari esteri e la politica di sicurezza e la Commissione propongono di
porre in essere tali misure mediante un regolamento fondato sull’articolo 215,
paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).
2011/0113 (NLE)
Proposta congiunta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
concernente misure restrittive in
considerazione della situazione in Siria
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 215, paragrafo 1, 
vista la decisione 2011/[…]/PESC del
Consiglio, del […], concernente misure restrittive in considerazione della
situazione in Siria,
vista la proposta congiunta dell’Alto
Rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e
della Commissione,
sentito il garante europeo della protezione
dei dati,
considerando quanto segue:
(1)              
La decisione 2011/[…]/PESC del Consiglio, del […],
dispone un embargo sulle armi, un divieto di esportare attrezzature per la
repressione interna, restrizioni all’ammissione nell’UE e il congelamento dei
fondi e delle risorse economiche di determinate persone e entità responsabili
della violenta repressione a danno della popolazione civile in Siria. Tali
persone, entità e organismi sono elencati nell’allegato alla decisione stessa.
(2)              
Alcune di queste misure rientrano nell’ambito del
trattato sul funzionamento dell’Unione europea e, pertanto, al fine di
garantirne l’applicazione uniforme da parte degli operatori economici di tutti
gli Stati membri, la loro attuazione richiede un’azione normativa a livello
dell’Unione.
(3)              
Il presente regolamento rispetta i diritti
fondamentali e osserva i principi riconosciuti, segnatamente, dalla Carta dei
diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare il diritto a un
ricorso effettivo e a un giudice imparziale e il diritto alla protezione dei
dati personali. Il presente regolamento deve essere applicato conformemente a
tali diritti. 
(4)              
A norma dell’articolo 291, paragrafo 2, del TFUE,
allorché sono necessarie condizioni uniformi di esecuzione di atti
giuridicamente vincolanti dell’Unione come i regolamenti fondati sull’articolo
215 del TFUE, questi atti conferiscono competenze di esecuzione alla Commissione.
(5)              
Ai fini dell’attuazione del presente regolamento e
per garantire la massima certezza giuridica all’interno dell’Unione, devono
essere pubblicati i nomi e gli altri dati pertinenti relativi a persone fisiche
e giuridiche, entità e organismi i cui fondi e le cui risorse economiche devono
essere congelati a norma del presente regolamento. Qualsiasi trattamento di
dati personali deve essere conforme al regolamento (CE) n. 45/2001 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela
delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte
delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione
di tali dati[1], e
alla direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre
1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento
dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati[2].
(6)              
Il presente regolamento deve entrare in vigore
immediatamente per garantire l’efficacia delle misure ivi contemplate,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Ai fini del presente regolamento si intende
per:
a)           “fondi”: tutte le attività e i
benefici finanziari di qualsiasi natura, compresi, ma si tratta di un elenco
non limitativo:
i)       i contanti, gli assegni, le cambiali, i
vaglia postali e gli altri strumenti di pagamento;
ii)       i depositi presso istituti finanziari o
altre entità, i saldi sui conti, i debiti e gli obblighi;
iii)      i titoli negoziati a livello pubblico e
privato e i prestiti obbligazionari, comprese le azioni, i certificati
azionari, le obbligazioni, i pagherò, i warrant, le obbligazioni ipotecarie e i
contratti finanziari derivati;
iv)      gli interessi, i dividendi o altri
redditi generati dalle attività;
v)      il credito, il diritto di compensazione,
le garanzie, le fideiussioni e gli altri impegni finanziari;
vi)      le lettere di credito, le polizze di
carico e gli atti di cessione;
vii)     i documenti da cui risulti un interesse
riguardante capitali o risorse finanziarie;
b)           “congelamento di fondi”: il divieto
di spostare, trasferire, alterare, utilizzare o trattare i fondi o di avere
accesso ad essi in modo da modificarne il volume, l’importo, la collocazione,
la proprietà, il possesso, la natura e la destinazione o da introdurre altri
cambiamenti tali da consentire l’uso dei fondi in questione, compresa la
gestione di portafoglio;
c)           “risorse economiche”: le attività di
qualsiasi tipo, tangibili o intangibili, mobili o immobili, che non sono fondi
ma che possono essere utilizzate per ottenere fondi, beni o servizi;
d)           “congelamento delle risorse
economiche”: il blocco preventivo della loro utilizzazione al fine di ottenere
fondi, beni o servizi in qualsiasi modo, compresi tra l’altro la vendita, l’affitto
e le ipoteche;
e)           “assistenza tecnica”: qualsiasi
supporto tecnico di riparazione, perfezionamento, fabbricazione, assemblaggio,
prova, manutenzione o altro servizio tecnico e che può assumere le seguenti
forme: istruzione, pareri, formazione, trasmissione dell’apprendimento del
funzionamento o delle competenze o servizi di consulenza, comprese le forme
orali di assistenza;
f)            “territorio
dell’Unione”: i territori degli Stati membri cui si applica il trattato, alle
condizioni ivi stabilite, compreso lo spazio aereo.
Articolo 2
È vietato:
a)      vendere, fornire, trasferire o esportare,
direttamente o indirettamente, attrezzature che potrebbero essere utilizzate
per la repressione interna elencate nell’allegato I, originarie o meno dell’Unione,
a qualsiasi persona, entità o organismo in Siria o a qualsiasi altra persona,
entità o organismo per un uso in Siria;
b)      partecipare, consapevolmente e
deliberatamente, ad attività aventi l’obiettivo o il risultato di eludere i
divieti di cui alla lettera a).
Articolo 3
1.           È vietato:
a)      fornire, direttamente o indirettamente,
assistenza tecnica pertinente ai beni e alle tecnologie inclusi nell’elenco
comune delle attrezzature militari dell’Unione europea (elenco comune delle
attrezzature militari)[3] o
alla fornitura, alla fabbricazione, alla manutenzione e all’uso dei beni
inseriti in tale elenco, a qualunque persona, entità od organismo in Siria o
per un uso in Siria;
b)      fornire, direttamente o indirettamente,
assistenza tecnica o servizi di intermediazione pertinenti ad attrezzature che
potrebbero essere utilizzate per la repressione interna, elencate nell’allegato
I, a qualunque persona, entità od organismo in Siria o per un uso in Siria;
c)      fornire, direttamente o indirettamente,
finanziamenti o assistenza finanziaria pertinenti ai beni e alle tecnologie
inclusi nell’elenco comune delle attrezzature militari o nell’allegato I,
compresi in particolare sovvenzioni, prestiti e assicurazione dei crediti all’esportazione,
per la vendita, la fornitura, il trasferimento o l’esportazione dei beni o
delle tecnologie suddetti o la fornitura di assistenza tecnica connessa a
qualunque persona, entità od organismo in Siria o per un uso in Siria;
d)      partecipare, consapevolmente e
deliberatamente, ad attività aventi l’obiettivo o il risultato di eludere i
divieti di cui alle lettere da a) a c).
2.           In deroga al paragrafo 1, i
divieti ivi menzionati non si applicano alla fornitura di assistenza tecnica,
finanziamenti e assistenza finanziaria pertinenti a 
·              
assistenza tecnica destinata esclusivamente a
sostenere la Forza di disimpegno degli osservatori delle Nazioni Unite (UNDOF);
·              
materiale militare non letale che potrebbe essere
utilizzato per la repressione interna, destinato unicamente ad uso umanitario o
protettivo, a programmi di sviluppo istituzionale delle Nazioni Unite (“ONU) e
dell’Unione o a programmi di gestione delle crisi dell’Unione o dell’ONU, o
·              
veicoli non da combattimento equipaggiati con
materiali per difese balistiche, adibiti esclusivamente alla protezione del
personale dell’Unione e dei suoi Stati membri in Siria,
purché la fornitura in questione sia stata
preventivamente approvata dall’autorità competente di uno Stato membro
identificata sui siti web elencati nell’allegato III.
3.           Il paragrafo 1 non si applica
all’abbigliamento protettivo, compresi i giubbotti antiproiettile e gli elmetti
militari, temporaneamente esportato in Siria da personale dell’ONU, da
personale dell’Unione o dei suoi Stati membri, da rappresentanti dei mass media
o da operatori umanitari e nel campo dello sviluppo, e persone associate, per
uso esclusivamente individuale.
Articolo 4
1.           Sono congelati tutti i fondi
e le risorse economiche appartenenti, posseduti, detenuti o controllati dalle
persone fisiche o giuridiche, dalle entità e dagli organismi elencati nell’allegato
II. 
2.           Nessun fondo o risorsa
economica è messo a disposizione, direttamente o indirettamente, delle persone
fisiche o giuridiche, delle entità o degli organismi elencati nell’allegato II
o utilizzato a loro beneficio.
3.           È vietata la partecipazione,
consapevole e deliberata, ad attività aventi l’obiettivo o il risultato,
diretto o indiretto, di eludere le misure di cui ai paragrafi 1 e 2.
Articolo 5
1.           Nell’allegato II figurano le
persone fisiche o giuridiche, le entità e gli organismi che il Consiglio ha
identificato, a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, della decisione 2011/[…]/PESC
del […], come persone e entità responsabili della violenta repressione a danno
della popolazione civile in Siria, nonché le persone fisiche o giuridiche e le
entità ad essi associati.
2.           L’allegato II contiene solo
le seguenti informazioni sulle persone fisiche dell’elenco:
a)      a scopo di identificazione: cognome e
nomi (compresi gli eventuali alias e titoli); data e luogo di nascita;
nazionalità; numero del passaporto e della carta d’identità; codice fiscale e
numero di previdenza sociale; sesso; indirizzo o altre informazioni sul luogo
in cui si trovano; funzione o professione; 
b)      data in cui la persona fisica o
giuridica, l’entità o l’organismo sono stati inseriti nell’allegato;
c)      motivi dell’inserimento nell’elenco.
3.           L’allegato II può contenere
anche informazioni sui familiari delle persone elencate, purché l’inclusione di
tali informazioni sia ritenuta necessaria, in un caso specifico, al solo scopo
di verificare l’identità della persona fisica in questione.
Articolo 6
In deroga all’articolo 4, le autorità
competenti degli Stati membri identificate nei siti web elencati nell’allegato
III possono autorizzare lo svincolo o la messa a disposizione di taluni fondi o
risorse economiche congelati, alle condizioni che ritengono appropriate, dopo
aver stabilito che i fondi o le risorse economiche sono:
(a)         
necessari per soddisfare le esigenze di base delle
persone di cui all’allegato II e dei loro familiari dipendenti, compresi i
pagamenti relativi a generi alimentari, affitti o ipoteche, medicinali e cure
mediche, imposte, premi assicurativi e utenza di servizi pubblici;
(b)         
destinati esclusivamente al pagamento di onorari
ragionevoli e al rimborso delle spese sostenute per le prestazioni legali; 
(c)         
destinati esclusivamente al pagamento di diritti o
di spese connessi alla normale gestione o alla custodia dei fondi o delle
risorse economiche congelati o
(d)         
necessari per coprire spese straordinarie, a
condizione che l’autorità competente pertinente abbia comunicato alle autorità
degli altri Stati membri e alla Commissione, almeno due settimane prima dell’autorizzazione,
i motivi per i quali essa ritiene che debba essere concessa una determinata
autorizzazione.
Lo Stato membro interessato informa gli altri
Stati membri e la Commissione delle autorizzazioni concesse a norma del
presente paragrafo.
Articolo 7
In deroga all’articolo 4, le autorità
competenti degli Stati membri elencate nell’allegato III possono autorizzare
che taluni fondi o risorse economiche congelati siano sbloccati a condizione
che:
(e)         
i fondi o le risorse economiche in questione siano
oggetto di un vincolo giudiziario, amministrativo o arbitrale sorto prima della
data in cui la persona, l’entità o l’organismo di cui all’articolo 4 è stata/o
inserita/o nell’allegato II o di una sentenza giudiziaria, amministrativa o
arbitrale pronunciata prima di tale data;
(f)           
i fondi o le risorse economiche in questione
vengano usati esclusivamente per soddisfare i crediti garantiti da tale vincolo
o riconosciuti validi da tale sentenza, entro i limiti fissati dalle leggi e
dai regolamenti applicabili che disciplinano i diritti dei creditori;
(g)         
il vincolo o la sentenza non vada a favore di una
delle persone, delle entità o degli organismi di cui all’allegato II e
(h)         
il riconoscimento del vincolo o della sentenza non
sia contrario all’ordine pubblico dello Stato membro interessato.
Lo Stato membro interessato informa gli altri
Stati membri e la Commissione delle autorizzazioni concesse a norma del
presente articolo.
Articolo 8
1.           L’articolo 4, paragrafo 2,
non si applica al versamento sui conti congelati di:
a)      interessi o altri profitti dovuti su
detti conti o
b)      pagamenti dovuti nel quadro di contratti,
accordi o obblighi conclusi o sorti precedentemente alla data in cui tali conti
sono stati assoggettati alle disposizioni del presente regolamento,
purché tali interessi, altri profitti e pagamenti
siano congelati a norma dell’articolo 4, paragrafo 1.
2.           L’articolo 4, paragrafo 2,
non osta a che enti finanziari o creditizi nell’Unione accreditino sui conti
congelati fondi trasferiti verso i conti di una persona, di un’entità o di un
organismo figurante nell’elenco, purché tali versamenti siano anch’essi
congelati. L’ente finanziario o creditizio informa senza indugio l’autorità
competente pertinente in merito a tali transazioni.
Articolo 9
In deroga all’articolo 4, e purché un
pagamento da parte di una persona, di un’entità o di un organismo di cui all’allegato
II sia dovuto in forza di un contratto o di un accordo concluso o di un obbligo
sorto per la persona, l’entità o l’organismo in questione prima della data di
designazione di tale persona, entità o organismo, le autorità competenti degli
Stati membri, indicate sui siti web elencati nell’allegato II, possono
autorizzare, alle condizioni che ritengono appropriate, che taluni fondi o
risorse economiche congelati siano sbloccati purché il pagamento non sia
direttamente o indirettamente ricevuto da una persona o entità di cui all’articolo
4.
Articolo 10
1.           Il congelamento di fondi e
risorse economiche, o il rifiuto di mettere a disposizione fondi o risorse
economiche, se effettuato ritenendo in buona fede che tale azione sia conforme
al presente regolamento, non comporta alcun genere di responsabilità per la
persona fisica o giuridica, l’entità o l’organismo che lo attua, né per i suoi
direttori o dipendenti, a meno che non si dimostri che i fondi e le risorse
economiche sono stati congelati o trattenuti in seguito a negligenza.
2.           Il divieto di cui all’articolo
4, paragrafo 2, non comporta alcun genere di responsabilità per le persone
fisiche o giuridiche, le entità e gli organismi che hanno messo a disposizione
fondi o risorse economiche se essi non sapevano, e non avevano alcun motivo
ragionevole di sospettare, che le loro azioni avrebbero violato il divieto in
questione.
Articolo 11
1.           Fatte salve le norme
applicabili in materia di relazioni, riservatezza e segreto professionale, le
persone fisiche e giuridiche, le entità e gli organismi sono tenuti:
a)      a fornire immediatamente all’autorità
competente dello Stato membro in cui risiedono o sono situati, quale indicata
sui siti web elencati nell’allegato III, qualsiasi informazione atta a
facilitare il rispetto del presente regolamento, quali i dati relativi ai conti
e agli importi congelati a norma dell’articolo 4, e a trasmettere tali
informazioni alla Commissione, direttamente o attraverso gli Stati membri, e
b)      a collaborare con detta autorità
competente per qualsiasi verifica di tali informazioni.
2.           Le informazioni fornite o
ricevute ai sensi del presente articolo sono utilizzate unicamente agli scopi
per i quali sono state fornite o ricevute.
Articolo 12
La Commissione e gli Stati membri si informano
immediatamente delle misure adottate ai sensi del presente regolamento e si
comunicano tutte le informazioni pertinenti in loro possesso riguardanti il
presente regolamento, in particolare quelle relative a problemi di violazione e
di applicazione delle norme e alle sentenze pronunciate dai tribunali
nazionali.
Articolo 13
1.           La Commissione è autorizzata:
a)      a modificare l’allegato II in base alle
decisioni prese in relazione all’allegato della decisione 2011/.../PESC del
Consiglio e
b)      a modificare l’allegato III in base alle
informazioni fornite dagli Stati membri.
2.           Qualsiasi persona fisica o
giuridica, entità o organismo può presentare osservazioni relative al suo
inserimento nell’elenco alla Commissione, che pubblicherà un avviso sulle
modalità di presentazione di tali osservazioni. Qualora siano presentate
osservazioni, la Commissione riesamina l’elenco pertinente e informa
opportunamente la persona, l’entità o l’organismo. 
3.           La Commissione tratta i dati
personali per svolgere i propri compiti a norma del presente regolamento. Tali
compiti comprendono: 
a)      la preparazione e l’introduzione delle
modifiche dell’allegato II del presente regolamento; 
b)      l’inclusione del contenuto dell’allegato
II nell’elenco elettronico consolidato delle persone, dei gruppi e delle entità
oggetto di sanzioni finanziarie dell’Unione europea, disponibile sul sito web
della Commissione[4]; 
c)      il trattamento delle informazioni sull’impatto
delle misure contemplate dal presente regolamento, come il valore dei fondi
congelati e le informazioni sulle autorizzazioni rilasciate dalle autorità
competenti.
4.           La Commissione può trattare i
dati pertinenti relativi a reati commessi da persone fisiche figuranti nell’elenco
e a condanne penali o misure di sicurezza riguardanti tali persone solo nella
misura necessaria alla preparazione dell’allegato II del presente regolamento.
Questi dati non vengono resi pubblici né scambiati.
5.           Ai fini del presente
regolamento, l’unità della Commissione indicata nell’allegato III è designata
come “responsabile del trattamento” per la Commissione ai sensi dell’articolo
2, lettera d), del regolamento (CE) n. 45/2001 per garantire che le
persone fisiche interessate possano esercitare i loro diritti a norma del
regolamento (CE) n. 45/2001.
Articolo 14
1.           Gli Stati membri stabiliscono
le norme relative alle sanzioni da irrogare in caso di violazione delle
disposizioni del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie ad
assicurare che tali sanzioni siano applicate. Le sanzioni previste devono
essere efficaci, proporzionate e dissuasive.
2.           Gli Stati membri notificano
senza indugio tali norme alla Commissione dopo l’entrata in vigore del presente
regolamento, così come ogni successiva modifica.
Articolo 15
Laddove il presente regolamento imponga di
notificare, informare o comunicare in altro modo con la Commissione, l’indirizzo
e gli altri estremi da usare per tali comunicazioni sono quelli indicati nell’allegato
III.
Articolo 16
Il presente regolamento si applica:
a)           nel territorio dell’Unione, compreso
il suo spazio aereo;
b)           a bordo di tutti gli aeromobili e di
tutti i natanti sotto la giurisdizione di uno Stato membro;
c)           a qualsiasi cittadino di uno Stato
membro che si trovi all’interno o all’esterno del territorio dell’Unione;
d)           a qualsiasi persona giuridica,
entità o organismo registrata/o o costituita/o conformemente alla legislazione
di uno Stato membro;
e)           a qualsiasi persona giuridica,
entità o organismo relativamente ad attività economiche esercitate interamente
o parzialmente all’interno dell’Unione.
Articolo 17
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il […]
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
                                                                       […]
ALLEGATO I
Elenco del materiale di cui all’articolo
2 e all’articolo 3 che potrebbe essere usato per la repressione interna 
1.           Armi da fuoco, munizioni e accessori
connessi:
1.1    armi da fuoco non sottoposte ad
autorizzazione dai punti ML 1 e ML 2 dell’elenco comune delle attrezzature
militari dell’Unione europea (“elenco comune delle attrezzature militari”)[5];
1.2    munizioni specificamente progettate per le
armi da fuoco elencate al punto 1.1 e loro componenti appositamente progettati;
1.3    congegni di mira non sottoposti ad
autorizzazione dall’elenco comune delle attrezzature militari.
2.           Bombe e granate non sottoposte ad
autorizzazione dall’elenco comune delle attrezzature militari.
3.           Veicoli:
3.1    veicoli equipaggiati con un cannone ad
acqua, appositamente progettati o modificati a fini antisommossa;
3.2    veicoli specificamente progettati o
modificati per essere elettrificati onde respingere gli assalitori;
3.3    veicoli specificamente progettati o
modificati per rimuovere barricate, incluse apparecchiature da costruzione con
protezione balistica;
3.4    veicoli specificamente progettati per il
trasporto dei detenuti e/o degli imputati in custodia preventiva;
3.5    veicoli specificamente progettati per
installare barriere mobili;
3.6    componenti per i veicoli di cui ai punti
da 3.1 a 3.5, specificamente progettati a fini antisommossa.
Nota 1  Questo punto non sottopone ad
autorizzazione i veicoli specificamente progettati a fini antincendio.
Nota 2  Ai fini del punto 3.5 il termine “veicoli”
include i rimorchi.
4.           Sostanze esplosive e attrezzature
collegate:
4.1    apparecchi e dispositivi specificamente
progettati per provocare esplosioni con mezzi elettrici o non elettrici,
compresi gli apparecchi di innesco, i detonatori, gli ignitori, gli acceleranti
di esplosione e le corde di detonazione e i relativi componenti appositamente
progettati; tranne quelli appositamente progettati per un impiego commerciale
specifico, ossia per l’attivazione o il funzionamento mediante esplosione di
altre attrezzature o dispositivi la cui funzione non è l’innesco di un’esplosione
(ad esempio, gonfiatori degli air bag per autoveicoli, limitatori di tensione o
azionatori antincendio a sprinkler);
4.2    cariche esplosive a taglio lineare non
sottoposte ad autorizzazione dall’elenco comune delle attrezzature militari;
4.3    Altri esplosivi non sottoposti ad
autorizzazione dall’elenco comune delle attrezzature militari e sostanze
collegate:
a.       amatolo;
b.       nitrocellulosa (contenente oltre il
12,5% di azoto);
c.       nitroglicole;
d.       tetranitrato di pentaeritrite (PETN);
e.       cloruro di picrile;
f.        2,4,6 trinitrotoluene (TNT).
5.           Apparecchiature protettive non
sottoposte ad autorizzazione dal punto ML 13 dell’elenco comune delle
attrezzature militari:
5.1    giubbotto antiproiettile per la protezione
da armi da fuoco e/o da taglio;
5.2    elmetti con protezione balistica e/o
protezione da antiframmentazione, elmetti antisommossa, scudi antisommossa e
scudi balistici.
Nota  Questo punto non sottopone ad
autorizzazione:
-        le apparecchiature specificamente
progettate per attività sportive;
-        le apparecchiature specificamente
progettate per esigenze di sicurezza sul lavoro.
6.           Simulatori, diversi da quelli
sottoposti ad autorizzazione dal punto ML 14 dell’elenco comune delle
attrezzature militari, per la formazione nell’uso delle armi da fuoco, e
software appositamente progettato.
7.           Apparecchiature per la visione
notturna e la registrazione di immagini termiche e amplificatori d’immagine,
diversi da quelli sottoposti ad autorizzazione dall’elenco comune delle
attrezzature militari.
8.           Filo spinato tagliente.
9.           Coltelli militari, coltelli e
baionette da combattimento con lama eccedente in lunghezza i 10 cm.
10.         Apparecchiature di fabbricazione
specificamente progettate per gli articoli di cui al presente elenco.
11.         Tecnologia specifica per lo sviluppo,
la fabbricazione o l’uso degli articoli di cui al presente elenco.
ALLEGATO II
Elenco delle persone fisiche e giuridiche,
delle entità o degli organismi di cui all’articolo 4 
1.           
ALLEGATO
III
Elenco delle autorità competenti degli
Stati membri di cui all’articolo 3, paragrafo 2, all’articolo 6, all’articolo
7, all’articolo 8, all’articolo 9, all’articolo 11, paragrafo 1, e all’articolo
13, paragrafo 4, e indirizzo per le notifiche alla Commissione europea
(riservato agli Stati membri) 
A.        Autorità
competenti di ciascuno Stato membro:
BELGIO
BULGARIA
REPUBBLICA CECA
DANIMARCA
GERMANIA
ESTONIA
IRLANDA
GRECIA
SPAGNA
FRANCIA
ITALIA
CIPRO
LETTONIA
LITUANIA
LUSSEMBURGO
UNGHERIA
MALTA
PAESI BASSI
AUSTRIA
POLONIA
PORTOGALLO
ROMANIA
SLOVENIA
SLOVACCHIA
FINLANDIA
SVEZIA
REGNO UNITO
B.         Indirizzo
per le notifiche o altre comunicazioni alla Commissione europea:
Commissione europea
Servizio degli
strumenti di politica estera 
CHAR 12/096
B-1049
Bruxelles/Brussel 
Belgio
E-mail: relex-sanctions@ec.europa.eu 
Tel.: (32 2) 295 66 73
[1]               GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.
[2]               GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31.
[3]               GU L 69 del 18.3.2010, pag. 19.
[4]               http://ec.europa.eu/external_relations/cfsp/sanctions/consol-list_en.htm
[5]               GU L 88 del 29.3.2007, pag. 58.