CELEX: 62010CA0043
Language: it
Date: 2012-09-11 00:00:00
Title: Causa C-43/10: Sentenza della Corte (Grande Sezione) dell’ 11 settembre 2012 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Symvoulio tis Epikrateias — Grecia) — Nomarchiaki Aftodioikisi Aitoloakarnanias e a./Ypourgos Perivallontos e a. (Rinvio pregiudiziale — Direttive 85/337/CEE, 92/43/CEE, 2000/60/CE e 2001/42/CE — Azione comunitaria in materia di acque — Deviazione del corso di un fiume — Nozione di «termine» per l’elaborazione dei piani di gestione dei distretti idrografici)

17.11.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 355/2
            
         Sentenza della Corte (Grande Sezione) dell’11 settembre 2012 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Symvoulio tis Epikrateias — Grecia) — Nomarchiaki Aftodioikisi Aitoloakarnanias e a./Ypourgos Perivallontos e a.
   (Causa C-43/10) (1)
   
   (Rinvio pregiudiziale - Direttive 85/337/CEE, 92/43/CEE, 2000/60/CE e 2001/42/CE - Azione comunitaria in materia di acque - Deviazione del corso di un fiume - Nozione di «termine» per l’elaborazione dei piani di gestione dei distretti idrografici)
   2012/C 355/03
   Lingua processuale: il greco
   
      Giudice del rinvio
   
   Symvoulio tis Epikrateias
   
      Parti nella causa principale
   
   
      Ricorrenti: Nomarchiaki Aftodioikisi Aitoloakarnanias, Dimos Agriniou, Dimos Oiniádon, Emporiko kai Viomichaniko Epimelitirio Aitoloakarnanias, Enosi Agrotikon Synetairismon Agriniou, Aitoliki Etaireia Prostasias Topiou kai Perivallontos, Elliniki Ornithologiki Etaireia, Elliniki Etaireia gia tin prostasia tou Perivallontos kai tis Politistikis Klironomias, Dimos Mesologiou, Dimos Aitolikou, Dimos Inachou, Topiki Enosi Dimon kai Koinotiton Nomou Aitoloakarnanias, Pagkosmio Tameio gia ti Fysi WWF Ellas
   
      Convenuti: Ypourgos Perivallontos, Chorotaxias kai Dimosion ergon, Ypourgos Esoterikon, Dimosias Dioikisis kai Apokentrosis, Ypourgos Oikonomias kai Oikonomikon, Ypourgos Anaptyxis, Antagonistikotitas kai Naftilias, Ypourgos Agrotikis Anaptyxis kai Trofimon, Ypourgos Politismou
   
      Oggetto
   
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Symvoulio tis Epikrateias — Interpretazione della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque (GU L 327, pag. 1) — Lavori di deviazione del corso di un fiume — Nozione di termine per la predisposizione dei piani di gestione dei distretti idrografici ai sensi dell’articolo 13, paragrafo 6, della direttiva
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               Gli articoli 13, paragrafo 6, e 24, paragrafo 1, della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione comunitaria in materia di acque, devono essere interpretati nel senso che essi fissano, rispettivamente, al 22 dicembre 2009 la data di scadenza del termine impartito agli Stati membri per la pubblicazione dei piani di gestione dei distretti idrografici e al 22 dicembre 2003 la data di scadenza del termine massimo concesso agli Stati membri per realizzare la trasposizione di detta direttiva, e segnatamente degli articoli 3-6, 9, 13 e 15 di quest’ultima.
            
         
               2)
            
            
               La direttiva 2000/60 deve essere interpretata nel senso che:
               
                           —
                        
                        
                           essa non osta, in linea di principio, ad una norma nazionale che autorizzi, prima del 22 dicembre 2009, un trasferimento di acqua da un bacino idrografico ad un altro o da un distretto idrografico ad un altro quando ancora non siano stati adottati dalle autorità nazionali competenti i piani di gestione dei distretti idrografici interessati;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           un trasferimento siffatto non deve essere idoneo a compromettere seriamente la realizzazione degli obiettivi prescritti da detta direttiva;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           tuttavia, il suddetto trasferimento, ove sia idoneo a determinare effetti negativi per l’acqua quali quelli enunciati all’articolo 4, paragrafo 7, della medesima direttiva, può essere autorizzato, quantomeno, se sono soddisfatte le condizioni dettate alle lettere a)-d) di tale disposizione, e
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l’impossibilità per il bacino idrografico o per il distretto idrografico ricevente di soddisfare con le proprie risorse idriche il proprio fabbisogno di acqua potabile, di produzione di elettricità o di irrigazione non è una condizione indispensabile perché un simile trasferimento d’acqua sia compatibile con la citata direttiva, purché siano soddisfatte le condizioni sopra menzionate.
                        
                     
         
               3)
            
            
               Il fatto che un parlamento nazionale approvi dei piani di gestione di bacini idrografici, quali quelli controversi nel giudizio principale, senza che sia stata attuata alcuna procedura di informazione, consultazione o partecipazione del pubblico, non rientra nella sfera di applicazione dell’articolo 14 della direttiva 2000/60, e in particolare in quella del paragrafo 1 di tale articolo.
            
         
               4)
            
            
               La direttiva 85/337/CEE del Consiglio, del 27 giugno 1985, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, come modificata dalla direttiva 2003/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 maggio 2003, e in particolare l’articolo 1, paragrafo 5, di detta direttiva, devono essere interpretati nel senso che essa non osta ad una legge, come la legge n. 3481/2006, adottata dal Parlamento greco il 2 agosto 2006, la quale approvi un progetto di deviazione parziale delle acque di un fiume, come quello controverso nel giudizio principale, sul fondamento di uno studio dell’impatto ambientale di tale progetto che era stato posto a base di una decisione amministrativa adottata al termine di una procedura conforme agli obblighi di informazione e di partecipazione del pubblico previsti dalla direttiva summenzionata, e ciò malgrado che tale decisione sia stata annullata in sede giurisdizionale, purché la legge suddetta costituisca un atto legislativo specifico, in modo tale che gli obiettivi di detta direttiva possano essere raggiunti tramite la procedura legislativa. Spetta al giudice nazionale verificare che queste due condizioni siano state rispettate.
            
         
               5)
            
            
               Un progetto di deviazione parziale delle acque di un fiume, quale quello controverso nel giudizio principale, non deve essere considerato come un piano o un programma rientrante nell’ambito di applicazione della direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente.
            
         
               6)
            
            
               Le zone comprese nell’elenco nazionale dei siti di importanza comunitaria — trasmesso alla Commissione europea in applicazione dell’articolo 4, paragrafo 1, secondo comma, della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche —, e poi incluse nell’elenco dei SIC stabilito dalla decisione 2006/613/CE della Commissione, del 19 luglio 2006, che adotta, a norma della direttiva 92/43/CEE del Consiglio, l’elenco dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea, beneficiavano, dopo la notifica di detta decisione 2006/613 allo Stato membro interessato, della tutela della succitata direttiva prima che fosse pubblicata tale decisione. In particolare, dopo questa notifica, lo Stato membro interessato doveva altresì adottare le misure di salvaguardia previste dall’articolo 6, paragrafi 2-4, della direttiva suddetta.
            
         
               7)
            
            
               La direttiva 92/43, e in particolare l’articolo 6, paragrafi 3 e 4, della medesima, devono essere interpretati nel senso che essa osta a che un progetto di deviazione di acque non direttamente connesso o necessario alla conservazione di una zona di protezione speciale, ma idoneo ad avere incidenze significative su quest’ultima, sia autorizzato in assenza di elementi o di dati attendibili e attuali relativi all’avifauna di questa zona.
            
         
               8)
            
            
               La direttiva 92/43, e in particolare l’articolo 6, paragrafo 4, della medesima, devono essere interpretati nel senso che delle motivazioni attinenti, da un lato, all’irrigazione e, dall’altro, all’approvvigionamento di acqua potabile, invocate a sostegno di un progetto di deviazione di acque, possono configurare motivi imperativi di rilevante interesse pubblico atti a giustificare la realizzazione di un progetto arrecante pregiudizio all’integrità dei siti di cui trattasi. Qualora un progetto siffatto pregiudichi l’integrità di un sito di importanza comunitaria ospitante un tipo di habitat naturale e/o una specie prioritari, la sua realizzazione può, in linea di principio, essere giustificata da motivi connessi all’approvvigionamento di acqua potabile. In determinate circostanze, essa potrebbe essere giustificata a titolo delle conseguenze positive di primaria importanza che l’irrigazione ha per l’ambiente. Per contro, l’irrigazione non può, in linea di principio, rientrare tra le considerazioni correlate alla salute delle persone e alla sicurezza pubblica, giustificanti la realizzazione di un progetto quale quello controverso nel giudizio principale.
            
         
               9)
            
            
               A norma della direttiva 92/43, e segnatamente dell’articolo 6, paragrafo 4, primo comma, prima frase, di quest’ultima, è necessario, per stabilire le misure compensative adeguate, prendere in considerazione l’estensione della deviazione di acque e l’entità dei lavori che tale deviazione comporta.
            
         
               10)
            
            
               La direttiva 92/43 — e segnatamente l’articolo 6, paragrafo 4, primo comma, della stessa — interpretata alla luce dell’obiettivo dello sviluppo sostenibile, quale sancito all’articolo 6 CE, autorizza, nel caso di siti facenti parte della rete Natura 2000, la trasformazione di un ecosistema fluviale naturale in un ecosistema fluviale e lacustre antropizzato, purché siano soddisfatte le condizioni enunciate nella citata disposizione di tale direttiva.
            
         
      (1)  GU C 100 del 17.4.2010.