CELEX: 52001PC0367
Language: it
Date: 2001-07-04
Title: Proposta di Regolamento del Consiglio che istituisce dazi antidumping definitivi e riscuote in via definitiva i dazi provvisori istituiti sulle importazioni di lampade elettroniche fluorescenti compatte integrali (CFL-i) originarie della Repubblica popolare cinese

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                Bruxelles, 04.07.2001
                                                COM(2001) 367 definitivo
                                  Proposta di
                   5(*2/$0(172'(/&216,*/,2
FKHLVWLWXLVFHGD]LDQWLGXPSLQJGHILQLWLYLHULVFXRWHLQYLDGHILQLWLYDLGD]L
SURYYLVRULLVWLWXLWLVXOOHLPSRUWD]LRQLGLODPSDGHHOHWWURQLFKHIOXRUHVFHQWL
 FRPSDWWHLQWHJUDOL &)/L RULJLQDULHGHOOD5HSXEEOLFDSRSRODUHFLQHVH
                        (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                     5(/$=,21(
Il 17 maggio 2000, la Commissione ha avviato un’inchiesta antidumping relativa alle
importazioni nella Comunità di lampade elettroniche fluorescenti compatte integrali
originarie della Repubblica popolare cinese.
L'inchiesta ha rivelato l'esistenza di pratiche di dumping pregiudizievoli e la
Commissione, con il regolamento (CE) n. 255/20011, ha quindi istituito dazi
antidumping provvisori sulle lampade elettroniche fluorescenti compatte integrali
originarie della Repubblica popolare cinese.
L’allegata proposta di regolamento del Consiglio si basa sulle conclusioni definitive
relative al dumping, al pregiudizio, al nesso causale e all’interesse della Comunità,
che confermano essenzialmente le conclusioni provvisorie.
Si propone dunque che il Consiglio adotti l'allegata proposta di regolamento, da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale entro il 8 agosto 2001.
1
  GU L 38 dell’8.2.2001, pag.8.
                                                2
 ---pagebreak---                                            Proposta di
                           5(*2/$0(172'(/&216,*/,2
     FKHLVWLWXLVFHGD]LDQWLGXPSLQJGHILQLWLYLHULVFXRWHLQYLDGHILQLWLYDLGD]L
     SURYYLVRULLVWLWXLWLVXOOHLPSRUWD]LRQLGLODPSDGHHOHWWURQLFKHIOXRUHVFHQWL
      FRPSDWWHLQWHJUDOL &)/L RULJLQDULHGHOOD5HSXEEOLFDSRSRODUHFLQHVH
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, in particolare l'articolo 9,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del comitato
consultivo,
CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:
                                 $0,685(35299,625,(
(1)      Con il regolamento (CE) n. 255/20012 ("regolamento provvisorio"), ha istituito
         dazi antidumping provvisori sulle importazioni di lampade elettroniche
         fluorescenti compatte integrali ("CFL-i") di cui al codice NC ex 8539 31 90
         originarie della Repubblica popolare cinese ("RPC").
                               %352&('85$68&&(66,9$
(2)      Dopo la comunicazione degli elementi e delle considerazioni essenziali in base
         ai quali si erano istituite misure provvisorie sulle importazioni di CFL-i
         originarie della RPC e dopo la pubblicazione del regolamento provvisorio,
         varie parti interessate hanno presentato osservazioni per iscritto. Alle parti che
         hanno chiesto di essere sentite è stata inoltre data tale possibilità.
(3)      La Commissione ha continuato a raccogliere e verificare tutte le informazioni
         ritenute necessarie ai fini delle sue conclusioni definitive.
(4)      Tutte le parti sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base
         ai quali si intendeva raccomandare l'imposizione di dazi antidumping definitivi
1
  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1, regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2238/2000,
  GU L 257 dell’11.10.2000, pag. 2.
2
  GU L 38 dell’8.2.2001, pag. 8
                                                      3
 ---pagebreak---      e la riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazi provvisori. È
     stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano presentare le
     proprie osservazioni in proposito.
(5)  Le osservazioni comunicate oralmente e per iscritto dalle parti sono state
     esaminate e, ove ritenuto opportuno, le risultanze definitive sono state
     debitamente modificate.
                       &$99,2'(/352&(',0(172
(6)  Alcune parti interessate hanno sostenuto che anche certi paesi terzi, in
     particolare la Polonia e l'Ungheria, avrebbero dovuto essere inseriti nel
     procedimento antidumping in quanto la loro mancata inclusione sarebbe
     risultata discriminatoria.
(7)  A tale proposito, si conferma che non sarebbe stato possibile avviare un
     procedimento parallelo a carico di Polonia e Ungheria poiché, sulla base delle
     informazioni disponibili nella fase di avvio, la Commissione non era in
     possesso di prove sulle pratiche di dumping pregiudizievoli da parte di questi
     paesi. L'obiezione è stata pertanto respinta.
             '352'2772,1(6$0((352'27726,0,/(
(8)  Alcuni produttori-esportatori hanno affermato che le CFL-i prodotte nella RPC
     non sono paragonabili a quelle prodotte nella Comunità, poiché i produttori
     cinesi hanno esportato solamente CFL-i con una durata di vita inferiore alle
     6000 ore, che non sono prodotte dall'industria comunitaria.
(9)  A tale proposito, l'inchiesta ha dimostrato che sia i produttori cinesi che quelli
     comunitari producono CFL-i con una durata di vita inferiore alle 6000 ore e
     CFL-i con una durata di vita superiore. Inoltre, si conferma che per il
     confronto effettuato ai fini del calcolo del pregiudizio e del margine di
     sottoquotazione si sono utilizzate CFL-i di durata paragonabile. L'obiezione è
     stata pertanto respinta.
                                   ('803,1*
                                 9DORUHQRUPDOH
(10) Varie parti interessate hanno obiettato sull'opportunità di utilizzare il Messico
     come paese terzo a economia di mercato per fissare il valore normale per la
     RPC.
(11) Alcune parti interessate hanno proposto di calcolare il valore normale sulla
     base delle vendite interne effettuate da due produttori-esportatori cinesi che
     godevano di un trattamento di economia di mercato, invece di stabilire il
     valore normale sulla base di un paese terzo a economia di mercato. L'articolo
     2, paragrafo 7, del regolamento del Consiglio (CE) n. 384/96 (regolamento di
     base) prevede che nel caso di importazioni in provenienza da paesi non retti da
     un'economia di mercato, in particolare da quelli cui si applica il regolamento
     (CE) n. 519/94 del Consiglio, il valore normale sia determinato in base al
     prezzo o al valore costruito in un paese terzo ad economia di mercato sempre
                                              4
 ---pagebreak---      che un produttore-esportatore non soddisfi i criteri di cui alla lettera (c) della
     summenzionata disposizione. Non è stato quindi possibile accogliere la
     richiesta.
(12) Ne consegue che, poiché non sono state presentate nuove argomentazioni sulla
     scelta del Messico come paese analogo, vengono confermate le conclusioni di
     cui al considerando 32 del regolamento provvisorio relativo alla scelta del
     Messico.
(13) Si conferma quindi che i valori normali dei prodotti esportati verso la
     Comunità dai produttori-esportatori cinesi sono stati fissati in base alle
     informazioni fornite dal produttore che ha collaborato nel paese analogo.
(14) In mancanza di nuove informazioni in proposito, vengono confermate le
     conclusioni provvisorie di cui ai considerandi 14-34 del regolamento
     provvisorio.
                              3UH]]RDOO HVSRUWD]LRQH
(15) Un produttore-esportatore ha affermato che un tipo di prodotto era stato
     inserito in una voce sbagliata, fornendo le prove dell'errore. L'osservazione è
     stata verificata e accolta ed è stata effettuata la relativa correzione.
(16) Un produttore-esportatore ha denunciato la presenza di un errore di
     trascrizione relativo ad alcuni prezzi CIF di alcune vendite alla Comunità. La
     richiesta è stata verificata e accolta ed è stata effettuata la relativa correzione.
(17) In mancanza di nuove informazioni in proposito, vengono confermate le
     conclusioni provvisorie di cui ai considerandi 35-38 del regolamento
     provvisorio.
                                     &RQIURQWR
(18) In mancanza di nuove informazioni in proposito, vengono confermate le
     conclusioni provvisorie di cui ai considerandi 39-41 del regolamento
     provvisorio.
                               0DUJLQHGLGXPSLQJ
(19) I calcoli del dumping sono stati riesaminati per verificare se ci fossero dei
     prezzi all'esportazione che differissero in modo significativo in base
     all'acquirente, alla regione e al periodo e se il confronto tra la media ponderata
     del valore normale e la media ponderata dei prezzi all'esportazione ("metodo
     del confronto delle medie") desse la misura completa dell'entità del dumping
     praticato. L'analisi dettagliata delle transazioni di esportazione della Comunità
     ha rivelato, relativamente a un produttore-esportatore cinese, un livello di
     prezzi significativamente diverso in base all'acquirente, alla regione e al
     periodo. In particolare, si è scoperto che i prezzi delle esportazioni destinate ad
     un particolare importatore in Danimarca, verso la fine del periodo
     dell'inchiesta, erano significativamente più bassi. Inoltre, il metodo del
     confronto delle medie non avrebbe dato la misura completa del dumping
     praticato da tale produttore-esportatore. Per il calcolo del margine di dumping
                                                5
 ---pagebreak---      relativo a tale produttore- esportatore la media ponderata del valore normale è
     stata quindi confrontata con tutte le singole transazioni di esportazione verso la
     Comunità. Per tutti gli altri produttori-esportatori il calcolo del dumping è
     stato effettuato tramite il metodo del confronto delle medie.
(20) Dopo le correzioni, i singoli margini di dumping sono i seguenti:
      Changzhou Hailong Electronics & Light Fixtures Co. Ltd., 59,5%
      Changzhou
      City Bright Lighting (Shenzhen) Ltd., Shenzhen                     17,1%
      Deluxe Well Enterprises Ltd., Shenzhen                             37,1%
      Lisheng Electronic & Lighting (Xiamen) Co. Ltd., Xiamen            GHPLQLPLV
      Philips & Yaming Lighting Co. Ltd., Shanghai                       61,8%
      Sanex Electronics Co. Ltd., Suzhou                                 20,2%
      Shenzhen Zuoming Electronic Co. Ltd., Shenzhen                     8,4%
      Zhejiang Yankon Group Co., Ltd. (noto in precedenza come 35,3%
      Zhejiang Sunlight Group Co., Ltd.), Shangyu
(21) Il livello di dumping a livello nazionale per la RPC così calcolato è del 66,1%.
                                 )35(*,8',=,2
                            2VVHUYD]LRQLSUHOLPLQDUL
(22) Si è verificato se l'esclusione delle importazioni attribuibili al produttore-
     esportatore che non ha praticato il dumping avrebbero alterato l'esame degli
     aspetti legati al pregiudizio e al nesso di causalità. Si è concluso che , anche se
     tali importazioni fossero state escluse dall'esame, le conclusioni sull'esistenza
     di grave pregiudizio causato da importazioni oggetto di dumping non
     sarebbero cambiate, soprattutto in considerazione delle notevoli
     sottoquotazioni dei prezzi e del sostanzioso aumento del volume degli scambi
     e delle quote di mercato nonché della diminuzione dei prezzi di vendita, che
     risulterebbero ancora più significativi.
                      'HILQL]LRQHGLLQGXVWULDFRPXQLWDULD
(23) La European Lighting Companies Federation ("il denunziante") ha osservato
     che per l'esame del pregiudizio avrebbero dovuto essere presi in
     considerazione anche i dati relativi alla Philips Lighting B.V. ("Philips"), in
     quanto anche quest'ultima società aveva subito pregiudizio. Essa ha fatto
     riferimento alla relazione del gruppo speciale OMC sulla biancheria da letto
                                               6
 ---pagebreak---         proveniente dall’India3, nella quale si conclude che la Comunità aveva
        erroneamente basato l'esame del pregiudizio su diversi gruppi di produttori
        comunitari.
(24)    Va notato che la relazione del gruppo speciale non è pertinente in questo
        contesto. Infatti, essa riguarda un caso in cui è stato utilizzato un
        campionamento. Contrariamente alla richiesta del denunziante, il gruppo
        speciale ha concluso che i produttori che non fanno parte dell'industria
        comunitaria non dovrebbero essere considerati nella valutazione della
        situazione dell'industria interna del paese importatore. Considerando che la
        Philips ha ritirato il proprio sostegno alla denuncia dopo l'avvio del
        procedimento e che ha interrotto la produzione di CFL-i nella Comunità poco
        dopo il periodo dell'inchiesta, essa non può più essere considerata facente parte
        dell'industria comunitaria, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1, e dell'articolo 5,
        paragrafo 4, del regolamento di base. La richiesta è stata quindi respinta.
(25)    Numerose parti interessate hanno riproposto l'argomentazione che poiché
        erano le stesse società che costituiscono l'industria comunitaria a importare
        dalla RPC il prodotto in oggetto, esse non dovrebbero essere considerate
        facenti parte dell'industria comunitaria. Esse hanno inoltre sostenuto che,
        durante il periodo dell'inchiesta, le importazioni di CFL-i da parte dei
        denunzianti corrispondevano almeno al 10% delle importazioni totali dalla
        RPC nella Comunità.
(26)    Il supplemento d'inchiesta ha confermato che, durante il periodo dell'inchiesta,
        una media del 14,6% delle vendite totali di CFL-i da parte dei produttori
        comunitari erano originarie del paese in questione. Tuttavia, tali attività di
        scambio non hanno alterato il loro status di produttori comunitari, in quanto
        l'attività principale di tali produttori si svolgeva all'interno della Comunità e la
        loro attività di scambio si spiega con la necessità di completare la gamma dei
        prodotti per soddisfare la domanda, e come un tentativo di difendersi dalle
        importazioni a basso prezzo dovute al dumping. Per quanto riguarda
        l'affermazione che durante il periodo dell'inchiesta i denunzianti erano
        responsabili del 10% delle importazioni nella Comunità provenienti dalla
        RPC, va osservato che, in primo luogo, essa non è stata suffragata da dati e
        che, in secondo luogo, l'inchiesta ha rivelato che in realtà tali importazioni
        corrispondevano a una percentuale molto più bassa. Le richieste sono state
        quindi respinte e vengono confermate le conclusioni di cui ai considerandi 51-
        53 del regolamento provvisorio.
                                 ,PSRUWD]LRQLGDOOD53&
          6RWWRTXRWD]LRQH
3
  World Trade Organisation, EUROPEAN COMMUNITIES - ANTI-DUMPING DUTIES ON
  IMPORTS OF COTTON-TYPE BED LINEN FROM INDIA, Relazione del Panel, WT/DS141/R,
  30 ottobre 2000
                                                    7
 ---pagebreak--- (27) Per quanto concerne i margini di sottoquotazione dei prezzi, alcuni produttori-
     esportatori hanno obiettato che i prezzi dell’industria comunitaria usati per tale
     calcolo non erano attendibili poiché, in alcuni casi, i prezzi comunitari delle
     CFL-i con un certo numero di watt erano più’ elevati rispetto a quelli delle
     CFL-i con un numero di watt superiore, mentre avrebbero dovuto essere
     inferiori.
(28) A tale proposito, si conferma che in alcuni casi l'industria comunitaria ha
     venduto CFL-i con un certo numero di watt ad un prezzo superiore a quello
     delle CFL-i con un numero superiore di watt. Lo stesso vale tuttavia per le
     CFL-i prodotte dai produttori-esportatori che hanno avanzato tale obiezione.
     Ovviamente i prezzi non dipendono solamente dal numero di watt, ma anche
     da altri fattori, quali i costi produttivi unitari, che possono variare
     notevolmente in base, tra gli altri fattori, al numero di pezzi prodotti per tipo di
     CFL-i o dalla quantità venduta.
(29) Una parte interessata ha osservato che i prezzi al dettaglio nella Comunità
     sono rimasti pressoché stabili tra il 1996 e il periodo dell'inchiesta mentre,
     nello stesso periodo, i prezzi all'importazione sono diminuiti. Secondo tale
     parere, il calcolo del margine di sottoquotazione dei prezzi sarebbe stato
     fuorviante in quanto basato sui prezzi all'importazione, i quali non riflettono la
     situazione del mercato.
(30) A tale proposito, va ricordato che i margini di sottoquotazione dei prezzi
     vengono normalmente calcolati confrontando i prezzi dei produttori-
     esportatori, adeguati a livello CIF, e i prezzi effettivi franco fabbrica
     dell'industria comunitaria al primo cliente indipendente allo stesso stadio
     commerciale. Nel caso presente, poiché sia i produttori-esportatori che
     l'industria comunitaria hanno venduto alla stessa categoria di clienti durante il
     periodo dell'inchiesta, non sono stati necessari adeguamenti per confrontare i
     prezzi allo stesso stadio commerciale. Inoltre, un confronto basato sui prezzi al
     dettaglio effettivamente praticati non avrebbe illustrato la politica dei prezzi
     dei produttori-esportatori rispetto a quella dell'industria comunitaria, ma
     piuttosto quella dei distributori e dei dettaglianti di CFL-i di qualsiasi origine,
     all'interno della Comunità.
(31) In considerazione di quanto sopra riportato, i margini di sottoquotazione dei
     prezzi sono stati nuovamente esaminati e riveduti sulla base delle correzioni
     apportate ai prezzi all'esportazione, come illustrato sopra, e di un errore
     relativo alla valuta usata per un produttore-esportatore. Le medie ponderate dei
     margini di sottoquotazione, espresse in percentuale rispetto al prezzo
     dell'industria comunitaria, sono le seguenti:
       3DHVH53&                                         6RWWRTXRWD]LRQHGHLSUH]]L
       Margine di sottoquotazione dei prezzi dei Compresi              tra   13,7%     e
       produttori-esportatori che hanno collaborato       45,1%
                     6LWXD]LRQHGHOO LQGXVWULDFRPXQLWDULD
                                               8
 ---pagebreak--- (32) In mancanza di nuove prove, vengono qui confermate le conclusioni
     provvisorie di cui ai considerandi 64-83 del regolamento provvisorio, ovvero
     che l’industria comunitaria ha subito grave pregiudizio durante il periodo
     dell’inchiesta.
                                 1HVVRGLFDXVDOLWj
(33) Una parte interessata ha affermato che, contrariamente a ciò che riferisce il
     considerando 90 del regolamento provvisorio, durante i periodo dell'inchiesta i
     prezzi dei prodotti originari della Polonia erano allo stesso livello - se non
     addirittura inferiori - dei prezzi delle importazioni provenienti dalla RPC.
(34) A tale proposito, i prezzi delle importazioni originarie della Polonia sono stati
     calcolati sulla base di Eurostat in termini di prezzo all'importazione per unità e
     non, come nel caso della parte interessata, in termini di prezzi all'importazione
     per tonnellata. La richiesta è stata pertanto respinta.
(35) In mancanza di nuove prove, vengono qui confermate le conclusioni sul nesso
     di causalità di cui ai considerandi 84-99 del regolamento provvisorio, ovvero
     che le importazioni oggetto di dumping hanno causato un grave pregiudizio
     all'industria comunitaria.
                             ,QWHUHVVHGHOOD&RPXQLWj
(36) Alcune parti interessate hanno obiettato che le misure antidumping avrebbero
     prodotto un aumento dei prezzi delle importazioni originarie dal paese in
     oggetto, con gravi ripercussioni sulla situazione finanziaria degli importatori di
     CFL-i della Comunità.
(37) Per quanto riguarda l'aumento dei prezzi all'importazione nel mercato
     comunitario, sembra improbabile che i prezzi medi aumentino in maniera
     significativa, considerato il basso livello dei dazi per alcuni produttori-
     esportatori cinesi e in particolare del fatto che il maggiore esportatore
     conosciuto, in termini di volume delle esportazioni, non è soggetto a dazio.
     Tuttavia, anche in presenza di un ipotetico aumento dei prezzi, le misure
     mantengono la loro ragion d'essere, in quanto intese a ristabilire un'equa
     concorrenza nel mercato comunitario. È inoltre improbabile che le
     importazioni diminuiranno in modo significativo, considerato che anche se gli
     aumenti dei costi ricadono sui consumatori, questi hanno ancora un forte
     incentivo economico all'acquisto di lampade a risparmio energetico. Per
     quanto riguarda l'effetto dell'istituzione di dazi antidumping sulla situazione
     finanziaria degli importatori, si conferma, in mancanza di nuove prove, che,
     sebbene per gli importatori che commerciano in misura preponderante in CFL-
     i non si possa escludere un impatto negativo, la situazione finanziaria degli
     importatori che commerciano in una gamma più ampia di altri prodotti o che
     commerciano esclusivamente con un produttore-esportatore non soggetto a
     dazio, non risentirà in misura significativa dell'istituzione dei dazi. Sono
     pertanto confermate le conclusioni provvisorie di cui ai considerando 106-109
     del regolamento provvisorio.
                                                9
 ---pagebreak--- (38) Alcune parti interessate hanno obiettato che i dazi avrebbero fatto aumentare
     in modo significativo i prezzi al dettaglio, avendo quindi un impatto negativo
     sui consumatori.
(39) A tale proposito, qualsiasi ipotetico aumento dipende da diversi fattori, per
     esempio dalle politiche commerciali dei produttori-esportatori cinesi, dalla
     capacità degli importatori di fare accettare ai dettaglianti e ai consumatori
     eventuali aumenti dei prezzi all'importazione e dalla misura in cui il mercato
     delle importazioni verrà alterato, considerato che ci sono alcuni importatori
     cinesi soggetti a dazi bassi o non soggetti a dazio.
(40) Un importatore ha sostenuto che la Commissione avrebbe dovuto informare le
     associazioni nazionali degli utilizzatori e dei consumatori, al fine di valutare
     l'interesse della Comunità nelle misure.
(41) A tale proposito, va ricordato che, ai sensi dell'articolo 21, paragrafo 2, del
     regolamento di base, spetta alle parti interessate manifestarsi e sottoporre le
     proprie richieste alla Commissione. Tuttavia, nel presente caso la
     Commissione aveva effettivamente contattato l'Ufficio europeo delle unioni di
     consumatori (BEUC), che rappresenta 32 organizzazioni nazionali
     indipendenti dei consumatori. A seguito della pubblicazione del regolamento
     provvisorio, la Federazione europea della proprietà immobiliare (EPF), che
     rappresenta l'industria che gestisce, tra l'altro, i sistemi di illuminazione negli
     edifici abitativi e commerciali, si è manifestata affermando che il prezzo è il
     criterio più importante per i clienti che scelgono la fonte di
     approvvigionamento di CFL-i. Tuttavia, l'EPF non ha fornito informazioni
     specifiche sull'effetto dei dazi sui prezzi al dettaglio e quindi sul
     comportamento degli utilizzatori e dei consumatori.
(42) Numerose parti interessate hanno affermato che le misure antidumping sono
     contrarie alla politica comunitaria di risparmio energetico, in quanto
     determinerebbero un aumento dei prezzi al dettaglio per i consumatori,
     riducendo in questo modo le vendite di lampade a risparmio energetico (CFL-
     i).
(43) A tale proposito l'industria comunitaria non può sostenere i costi delle
     politiche comunitarie di risparmio energetico accettando di esporsi a pratiche
     commerciali sleali. Va inoltre considerato che, in media, le CFL-i, rispetto alle
     lampade ad incandescenza, consumano il 20% dell'energia e durano 5 volte più
     a lungo e ciò dà loro un notevole vantaggio in termini di costo. Così, anche nel
     caso di un lieve aumento dei prezzi, i consumatori avranno un forte incentivo
     economico all'acquisto di CFL-i.
(44) Alcune parti interessate hanno obiettato che l'istituzione di misure
     antidumping andrebbe contro gli interessi della Comunità nel senso che la
     concorrenza ne risulterebbe ostacolata a causa di uno scambio di informazioni
     sui prezzi. La scomparsa delle CFL-i cinesi dal mercato comunitario, non
     farebbe che aggravare tale ostacolo alla concorrenza.
(45) L'inchiesta ha rivelato che c'era una decisione di un'autorità nazionale garante
     per la concorrenza relativa allo scambio di informazioni sui prezzi tra i
                                             10
 ---pagebreak---      produttori della Comunità, ma che tale decisione non riguardava il prodotto in
     oggetto. Per quanto riguarda il prodotto in oggetto, non sono state trovate
     prove di pratiche illegali dal punto di vista della concorrenza tra produttori
     della Comunità. Inoltre, la Commissione non è a conoscenza di alcun
     problema relativo alla concorrenza nel mercato comunitario a proposito del
     prodotto in oggetto. Infine, considerato il livello dei dazi per alcuni produttori-
     esportatori cinesi, è probabile che un numero significativo di concorrenti
     cinesi continueranno ad essere attivi nel mercato della Comunità e che
     rimarranno disponibili fonti di approvvigionamento alternative provenienti da
     produttori comunitari o da altri paesi terzi non sottoposti a dazio, in particolare
     dalla Polonia e dall'Ungheria, la cui quota di mercato durante il periodo
     dell'inchiesta si aggirava sul 15%.
(46) Sulla base di quanto sopra, vengono confermate le conclusioni di cui ai
     considerandi 100-108 del regolamento provvisorio, ovvero non ci sono ragioni
     convincenti, in termini di interesse della Comunità, contro l'istituzione dei dazi
     antidumping.
                           )0,685($17,'803,1*
                     /LYHOORGLHOLPLQD]LRQHGHOSUHJLXGL]LR
(47) Conformemente all'articolo 9, paragrafo 4, del regolamento di base, l'aliquota
     del dazio antidumping dovrebbe corrispondere al margine di dumping, a meno
     che il margine di pregiudizio non sia inferiore. Al fine di determinare l'entità
     delle misure definitive da istituire, è stato fissato un livello di eliminazione del
     pregiudizio.
(48) Un produttore esportatore ha affermato che il margine di profitto dell'8% usato
     per calcolare il prezzo non pregiudizievole dell'industria comunitaria è troppo
     elevato, in quanto un mercato che diventa più maturo comporta abitualmente
     una riduzione dei margini di profitto.
(49) Va osservato che, in primo luogo, il mercato della CFL-i è in espansione - il
     consumo è aumentato del 117% tra il 1996 e il periodo dell'inchiesta - e che
     perciò non è ragionevole aspettarsi una riduzione dei profitti. Va inoltre
     ricordato che l'industria comunitaria ha raggiunto un livello di redditività di
     circa l'8% nel 1997, anno in cui la situazione dell'industria comunitaria ha
     cominciato a deteriorarsi, in coincidenza con l'aumento del volume delle
     importazioni e la diminuzione dei prezzi delle importazioni provenienti dalla
     RPC. In secondo luogo, come risulta dal considerando 105 del regolamento
     provvisorio, le CFL-i sono prodotti di alta tecnologia che richiedono notevoli
     impegni in termini di ricerca e sviluppo. Affinché rimangano competitive, è
     necessario puntare continuamente sullo sviluppo di modelli nuovi e più
     sofisticati. In considerazione di tali fattori, il margine di profitto dell'8%
     sembra essere un livello che potrebbe essere ragionevolmente raggiunto in
     assenza di pregiudizio causato dal dumping.
(50) Viene quindi confermata la metodologia di calcolo del livello di eliminazione
     del pregiudizio descritta ai considerando 121 e 122 del regolamento
     provvisorio.
                                               11
 ---pagebreak--- (51) Come riferito sopra a proposito dei margini di sottoquotazione dei prezzi,
     anche i margini di pregiudizio sono stati riesaminati e corretti.
                      )RUPDHOLYHOORGHOOHPLVXUHGHILQLWLYH
(52) Alla luce di quanto precede, risulta opportuno, ai sensi dell’articolo 9,
     paragrafo 4, del regolamento di base, istituire un dazio antidumping definitivo
     al livello di pregiudizio accertato per la Philips & Yaming e al livello dei
     margini di dumping accertati per gli altri produttori-esportatori.
(53) Le aliquote del dazio antidumping applicabili ad alcune società a titolo
     individuale indicate nel presente regolamento sono state stabilite in base alle
     risultanze della presente inchiesta. Esse rispecchiano pertanto la situazione
     constatata durante l'inchiesta per le società interessate. Queste aliquote (a
     differenza del dazio istituito per il paese, applicabile a "tutte le altre società")
     sono applicabili esclusivamente alle importazioni di prodotti originari del
     paese interessato e fabbricati dalle società in questione e precisamente dalle
     specifiche persone giuridiche menzionate. I prodotti importati fabbricati da
     qualsiasi altra società non specificamente menzionata con indicazione della
     ragione sociale e della sede nel disposto del presente regolamento, comprese le
     società collegate a quelle specificamente menzionate, non possono beneficiare
     delle aliquote in questione e sono soggetti all'aliquota del dazio applicabile a
     "tutte le altre società".
(54) Le eventuali richieste di applicazione di tali aliquote individuali (ad es. in
     seguito ad un cambiamento della ragione sociale della società o alla creazione
     di nuove unità produttive o di vendita) devono essere inoltrate senza indugio
     alla Commissione4 con tutte le informazioni pertinenti, in particolare
     l'indicazione degli eventuali mutamenti nelle attività della società riguardanti
     la produzione, le vendite sul mercato interno e le vendite all'estero, connessi ad
     es. al cambiamento della ragione sociale o ai cambiamenti a livello di unità
     produttive o di vendita. La Commissione, se del caso, procederà, sentito il
     comitato consultivo, a modificare debitamente il regolamento, aggiornando
     l'elenco delle società che beneficiano di aliquote individuali.
                          5LVFRVVLRQHGHLGD]LSURYYLVRUL
(55) In considerazione dell'entità dei margini di dumping rilevati e del livello di
     pregiudizio causato all'industria comunitaria, si ritiene necessario che gli
     importi delle garanzie costituite a titolo di dazio compensativo provvisorio,
     istituito dal regolamento della Commissione (CE) n. 255/2001, siano
     definitivamente riscossi in ragione dell'aliquota del dazio istituito in via
     definitiva. Nei casi in cui l'aliquota del dazio definitivo imposto sia più elevata
4
     Commissione europea
     Direzione generale del Commercio
     Direzione B
     TERV 0/10Rue de la Loi 200
     B-1049 Bruxelles / Belgio
                                               12
 ---pagebreak---         dell’aliquota del dazio provvisorio, sono riscossi definitivamente soltanto gli
        importi depositati al livello del dazio provvisorio.
      0RGLILFDGHOODUDJLRQHVRFLDOHGLXQDVRFLHWjVRJJHWWDDGXQ DOLTXRWD
                                LQGLYLGXDOHGHOGD]LRDQWLGXPSLQJ
(56)    Il regolamento provvisorio, ovvero il regolamento (CE) n. 255/2001, ha
        istituito un’aliquota di dazio individuale del 35,4% per il produttore esportatore
        Zhejiang Sunlight Group Co., Ltd. Tale società ha chiesto alla Commissione di
        modificare il regolamento affinché la modifica della ragione sociale non
        impedisca alla società di beneficiare dell'aliquota di dazio individuale di cui
        beneficiava sotto la ragione precedente sociale.
(57)    La Commissione ha esaminato le informazioni fornite, dalle quali risulta che
        nessuna attività della società legata alla produzione, alla vendita e
        all'esportazione del prodotto in questione è condizionata dal cambiamento di
        ragione sociale. La Commissione ha appurato che il cambiamento di ragione
        sociale non influenza in alcun modo le conclusioni di cui al regolamento (CE)
        n. 255/2001.
(58)    Gli importi delle garanzie costituite a titolo di dazio compensativo provvisorio,
        istituito dal regolamento della Commissione (CE) n. 255/2001, relativi ai beni
        prodotti da Zhejiang Sunlight Group Co., Ltd. dovranno perciò essere
        definitivamente riscossi in ragione dell'aliquota del dazio istituito in via
        definitiva relativo ai beni prodotti da Zhejiang Yankon Group Co., Ltd., e il
        codice addizionale Taric A241 precedentemente attribuito a Zhejiang Sunlight
        Group Co., Ltd. verrà applicato a Zhejiang Yankon Group Co., Ltd.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                         $UWLFROR
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di lampade
fluorescenti compatte elettroniche a scarica con uno o più tubi di vetro, in cui tutti gli
elementi di illuminazione e tutti i componenti elettronici sono fissati al o incorporati
nel supporto, classificabili al codice NC ex 8539 31 90 (codice TARIC 8539 31 9091)
e originarie della Repubblica popolare cinese.
2. Le aliquote del dazio provvisorio applicabili al prezzo netto franco frontiera
comunitaria, dazio non corrisposto, per i prodotti fabbricati dalle società sotto elencate
sono le seguenti:
    )DEEULFDQWH                                           $OLTXRWD    GHO &RGLFH
                                                          GD]LR            DGGL]LRQDOH
                                                                             7DULF
    Changzhou Hailong Electronics &               Light
    Fixtures Co. Ltd., Changzhou                          59.5               A234
    Luoyang, Changzhou, Jiangsu
                                                 13
 ---pagebreak--- Changzhou 213104
Repubblica popolare cinese
City Bright Lighting (Shenzhen) Ltd.,
Shenzhen                                     17.1 A235
Repubblica popolare cinese
Deluxe Well Enterprises Ltd., Shenzhen
Block 17-18, Hong Qiao Tao Industrial Zone,
Bao An Yuan,                                 37.1 A236
Shenzhen
Repubblica popolare cinese
Lisheng Electronic & Lighting (Xiamen) Co.
Ltd., Xiamen                                 0.0  A237
Repubblica popolare cinese
Philips & Yaming Lighting Co. Ltd., Shanghai
1805 Hu Yi Highway,
Malu Jia Ding District,                      32.3 A238
Shanghai 201801
Repubblica popolare cinese
Sanex Electronics Co., Ltd.
Xin Su Industrial Area, Jiangsu
                                             20.2 A239
Suzhou 215001
Repubblica popolare cinese
Shenzhen Zuoming Electronic Co. Ltd.,
Shenzhen, Guangdong                          8.4  A240
Repubblica popolare cinese
Zhejiang Yankon Group Co., Ltd. (noto in
precedenza come Zhejiang Sunlight Group Co., 35.3 A241
Ltd.)
                                        14
 ---pagebreak---      129 Fengshan Road, Zhejiang
     Shangyu 213104
     Repubblica popolare cinese
     Tutte le altre società                            66.1                A999
3. Salvo indicazione contraria, si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi
doganali.
                                        $UWLFROR
1. Gli importi delle garanzie costituite a titolo di dazio compensativo provvisorio,
istituito dal regolamento della Commissione (CE) n. 255/2001 sulle importazioni di
lampade fluorescenti compatte elettroniche a scarica con uno o più tubi di vetro, in cui
tutti gli elementi di illuminazione e tutti i componenti elettronici sono fissati al o
incorporati nel supporto originarie della Repubblica popolare cinese sono riscossi in
ragione dell'aliquota del dazio istituito in via definitiva. Gli importi delle garanzie
costituite a titolo di dazio compensativo provvisorio, istituito dal regolamento della
Commissione (CE) n. 255/2001 applicabile ai prodotti fabbricati da Zhejiang Sunlight
Group Co., Ltd. dovranno essere riscossi in ragione dell'aliquota del dazio istituito in
via definitiva applicabile ai prodotti fabbricati da Zhejiang Yankon Group Co., Ltd.
(codice addizionale Taric A241).
2. Gli importi depositati sono svincolati nella parte eccedente l'aliquota del dazio
definitivo. Nei casi in cui l'aliquota del dazio definitivo imposto sia più elevata
dell'aliquota del dazio provvisorio, sono riscossi definitivamente soltanto gli importi
depositati al livello del dazio provvisorio.
                                        $UWLFROR
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                             Per il Consiglio
                                                             Il Presidente
                                                15