CELEX: 31970H0119
Language: it
Date: 1969-12-22 00:00:00
Title: 70/119/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 22 dicembre 1969, alla Repubblica italiana, relativa al riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale dei fiammiferi (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

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31970H0119

70/119/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 22 dicembre 1969, alla Repubblica italiana, relativa al riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale dei fiammiferi (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 031 del 06/02/1970 pag. 0001 - 0003 edizione speciale danese: serie II tomo VI pag. 0010  edizione speciale inglese: serie II tomo VI pag. 0010 

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 22 dicembre 1969 alla Repubblica italiana, relativa al riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale dei fiammiferi (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede) (70/119/CEE)   I     1. Con lettera del 24 marzo 1959, il governo italiano ha comunicato alla Commissione della Comunità economica europea che in Italia i fiammiferi sono soggetti ad un monopolio nazionale a carattere commerciale ai sensi dell'articolo 37 del trattato CEE.  In virtù di questa disposizione gli Stati membri sono tenuti a riordinare progressivamente i monopoli nazionali in modo che venga esclusa, alla fine del periodo transitorio, qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi.       2. Il R.D.L. 11 marzo 1923 n. 560 e l'annessa convenzione hanno abolito il monopolio di Stato della vendita dei fiammiferi, che esisteva dal 1916, istituendo in sua vece un'imposta di fabbricazione. Veniva creato al tempo stesso un consorzio obbligatorio di tutte le fabbriche italiane di fiammiferi, il «Consorzio industrie fiammiferi» (CIF), con il quale lo Stato stipulava la citata convenzione ed al quale veniva da un canto conferito il monopolio della fabbricazione e della vendita dei fiammiferi sul territorio italiano e veniva d'altro canto affidato il compito di garantire il pagamento all'erario dell'imposta di fabbricazione sui fiammiferi.  L'importazione è riservata allo Stato, che può accordare autorizzazioni ai privati.  Lo Stato si è impegnato a non consentire, finché vigerà la convenzione, l'istituzione di nuove fabbriche di fiammiferi e loro surrogati. In occasione di una proroga della convenzione, è stato deciso che quest'obbligo si riferisce anche all'apertura di fabbriche con produzione esclusivamente destinata all'esportazione (articolo 12 delle norme di esecuzione del D.L. 17 aprile 1948 n. 525, relativo al rinnovo della convenzione fra lo Stato e il CIF).  La convenzione, che scadeva il 31 maggio 1932, è stata prorogata più volte. In virtù dell'ultima proroga (D.M. 29 aprile 1965), la scadenza è prevista per il 31 dicembre 1974.  Per quanto riguarda la fabbricazione, il CIF ha facoltà di distribuire fra le varie fabbriche aderenti al consorzio la produzione del quantitativo occorrente per coprire il fabbisogno del mercato nazionale. I fiammiferi sono in seguito venduti dai produttori al CIF, che li distribuisce tramite la rete di vendita dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) (con R.D.L. 5 aprile 1925 n. 396 i fiammiferi sono stati assimilati ai generi di monopolio).  I prezzi di vendita dei fiammiferi sono stabiliti con decreto del ministro delle finanze su proposta di una Commissione nella quale il CIF è rappresentato (articolo 6 del decreto 11 marzo 1923). Si tratta di prezzi di massima : è in facoltà del consorzio di vendere a meno (articolo 6 della convenzione).        3. Da diversi anni il fabbisogno del mercato italiano è coperto quasi esclusivamente dalla produzione nazionale (1 tonnellata è stata importata nel 1965 in provenienza dagli Stati membri, mentre le importazioni globali, cioè da ogni provenienza, erano di 3 tonnellate ; nessuna importazione è stata effettuata nel 1966 (importazioni globali : 1 tonnellata) ; 4 tonnellate sono state importate nel 1967 (importazioni globali : 4 tonnellate), e 3 tonnellate nel 1968 (importazioni globali : 4 tonnellate).  La Commissione aveva ritenuto che questa situazione desse luogo a discriminazioni nelle condizioni relative agli sbocchi a danno dei produttori degli altri Stati membri, e l'11 aprile 1962 aveva raccomandato alla Repubblica italiana, in virtù dell'articolo 37, paragrafo 6:      - di consentire l'importazione e lo smercio dei fiammiferi provenienti dagli altri Stati membri assicurando l'ammissione dei fornitori di questi ultimi all'approvvigionamento della rete di distribuzione dell'Amministrazione dei monopoli, oppure mediante altri mezzi adatti allo scopo, nei limiti di un quantitativo, per il 1962, pari al 5 % della produzione nazionale del 1960, e di aumentare tale quantitativo almeno del 15 % ogni anno;           - di fissare i prezzi di vendita al consumo in modo tale che, a parte il dazio doganale, un margine eguale fra il prezzo di cessione e il prezzo di vendita venga applicato alle merci importate dagli altri Stati membri, nonché alle merci nazionali con uno stesso prezzo di cessione;           - di ammettere la pubblicità per i fiammiferi provenienti dagli altri Stati membri alle condizioni vigenti per i prodotti nazionali.             Nessuna misura è stata presa dal governo italiano allo scopo di conformarsi a questa raccomandazione. Con lettera del 13 maggio 1963 il governo italiano si dichiarava disposto ad esaminare la possibilità di soluzioni nel senso raccomandato dalla Commissione, a condizione tuttavia che fossero contemporaneamente risolti i problemi derivanti dalle restrizioni all'importazione esistenti in Francia e in Germania.  Come ha già avuto modo di indicare al governo italiano, in risposta alla nota del 13 maggio 1963, la Commissione, pur essendo conscia dell'importanza dei problemi sollevati dal governo italiano, ritiene che le difficoltà che potrebbero presentarsi per quanto concerne l'instaurazione del mercato comune potranno essere risolte in maniera equilibrata solo se tutti gli Stati membri applichino le disposizioni del trattato. Come prima si è rammentato, l'articolo 37 obbliga la Repubblica italiana ad escludere, a far data dal 1º gennaio 1970, qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi ; lo stesso obbligo incombe alla Repubblica francese, alla quale la Commissione rivolge, nello stesso tempo che alla Repubblica italiana, una raccomandazione relativa al riordinamento del monopolio dei fiammiferi. Quanto alla Repubblica federale di Germania, essa può invocare l'applicazione dell'articolo 37, paragrafo 5, in virtù del quale gli obblighi degli Stati membri sussistono solo in quanto compatibili con gli accordi internazionali esistenti. La Commissione è disposta, nel caso in cui il mancato riordinamento del monopolio tedesco provocasse difficoltà per l'Italia, a discutere il problema con le autorità italiane, sulla base di elementi concreti. A questo proposito la Commissione rammenta che, in virtù dell'articolo 37, paragrafo 3, comma 2, qualora un prodotto non sia soggetto che in un solo Stato membro o in più Stati membri a un monopolio nazionale a carattere commerciale, la Commissione può autorizzare gli altri Stati membri ad applicare misure di salvaguardia di cui essa determina le condizioni e modalità, fino a quando non sia stato realizzato il riordinamento previsto dal paragrafo 1.  In considerazione di quanto precede, l'obbligo di riordinamento imposto dall'articolo 37 non può essere subordinato alla soluzione dei problemi evocati dal governo italiano.  In considerazione del fatto che il periodo transitorio volge al termine, occorre ora adottare misure che permettano di escludere qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi.  L'articolo 37, che fa parte del titolo relativo alla libera circolazione delle merci e, in particolare, del capitolo sull'abolizione delle restrizioni quantitative fra gli Stati membri, mira a raggiungere, alla fine del periodo transitorio, per i prodotti soggetti a un monopolio nazionale a carattere commerciale (o ad un regime assimilato), lo stesso risultato che, per gli altri prodotti, viene raggiunto tramite l'applicazione degli articoli 30-34, cioè la libera circolazione delle merci.  Una diversa procedura è stata prevista allo scopo di ottenere questo risultato nei settori coperti dai monopoli nazionali. Il riordinamento progressivo di questi è stato previsto da un canto al fine di tener conto del fatto che, per gli Stati membri interessati, i prodotti soggetti a monopolio davano luogo a problemi particolari e, d'altro canto, onde evitare che l'abolizione, in detti settori, delle restrizioni quantitative e delle misure di effetto equivalente, resti priva di conseguenze pratiche. Si poteva infatti temere che la liberalizzazione degli scambi in ordine ai prodotti soggetti a monopolio non si sarebbe realizzata se i monopoli, in virtù dei loro  diritti esclusivi d'importare, di esportare e di commercializzare certi prodotti, fossero rimasti liberi di decidere in che misura, ed a quali condizioni, i prodotti provenienti dagli altri Stati membri possono essere ammessi sul mercato nazionale (o in che misura i prodotti nazionali possono essere esportati verso gli altri Stati membri).  Per questa ragione l'articolo 37 ha previsto che alla fine del periodo transitorio venga esclusa «qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi».  Va sottolineato che l'articolo 37 non si limita a esigere la soppressione delle discriminazioni che risultano direttamente dalle disposizioni applicabili ai prodotti soggetti a monopolio : in mancanza di una disposizione sui monopoli nazionali, tale obiettivo potrebbe essere realizzato mediante altre norme del trattato, in particolare quelle che vietano le tasse di effetto equivalente ai dazi doganali e le misure d'effetto equivalente alle restrizioni quantitative. Discende da quanto in precedenza è stato detto in merito alle caratteristiche peculiari dei monopoli nazionali e delle restrizioni che essi possono provocare, che l'obiettivo del «riordinamento» - e cioè l'esclusione di qualsiasi discriminazione - è di escludere che possano ancora verificarsi, alla fine del periodo transitorio, le discriminazioni cui possono dar luogo certi poteri particolari di cui i monopoli dispongono in ordine all'importazione e allo smercio sul loro mercato, o all'esportazione, di certi prodotti.  Questi sono gli obiettivi fissati dall'articolo 37 : l'Italia è tenuta a riordinare il monopolio dei fiammiferi, prima della fine del periodo transitorio, in maniera tale che essi vengano realizzati. La Commissione, dal canto suo, oltre l'obbligo generale di vegliare all'applicazione del trattato, ha quello di raccomandare, secondo il disposto del paragrafo 6 dell'articolo 37, le modalità del riordinamento previsto da tale articolo.       4. Come è stato detto prima sub 3, la riserva del mercato italiano alla produzione nazionale costituisce una discriminazione a danno dei fornitori degli altri Stati membri. Va sottolineato in proposito che l'introduzione sul mercato italiano di una determinata quantità di fiammiferi provenienti dagli altri Stati membri, e il progressivo aumento di detta quantità, non basteranno per realizzare l'obiettivo dell'articolo 37 finché lo Stato potrà, rifiutando le autorizzazioni d'importazione, decidere in che misura e per quali qualità il fabbisogno del mercato italiano può essere soddisfatto ricorrendo ai fornitori degli altri Stati membri e finché d'altro canto, il CIF, essendo il solo autorizzato a vendere i fiammiferi sul mercato italiano, potrà impedire a tali fornitori di penetrare su questo mercato.  Per questi motivi la Commissione ritiene che la soluzione migliore, perché fin d'ora di sicura efficacia, per realizzare l'obiettivo fissato dall'articolo 37, consiste nella soppressione della riserva d'importazione a favore dello Stato nonché del diritto esclusivo di commercializzare, di cui gode il CIF, nella misura in cui quella riserva e questo diritto esclusivo concernono il commercio fra Stati membri.       5. In virtù dell'articolo 90, paragrafo 2, del trattato CEE le imprese aventi carattere di monopolio fiscale sono sottoposte alle norme del trattato nei limiti in cui l'applicazione di tali norme non osti all'adempimento della specifica missione loro affidata ; d'altro canto, lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi della Comunità.  I fiammiferi sono sottoposti in Italia ad un'imposta di fabbricazione ; non si può dunque parlare di un monopolio fiscale. È vero che il CIF svolge una funzione fiscale : nella sua qualità di distributore delle marche contrassegno, ed in quanto versa in anticipo l'imposta allo Stato, il CIF semplifica il compito di riscossione delle entrate fiscali. Manca tuttavia un legame necessario e diretto fra l'imposizione fiscale e il diritto esclusivo del CIF di commercializzare i fiammiferi.  In considerazione, d'altra parte, dello scarso numero di fabbricanti di fiammiferi, la Commissione ritiene che l'assolvimento del compito di riscuotere entrate fiscali non sarebbe messo in pericolo dall'adozione del sistema puro e semplice dell'imposta di fabbricazione, quale esiste del resto in Italia come in altri paesi, per prodotti la cui importanza, dal punto di vista del gettito fiscale, è molto più grande di quella dei fiammiferi, e per i quali nessun monopolio è stato cionondimeno istituito.     II   Per questi motivi, la Commissione delle Comunità europee raccomanda alla Repubblica italiana di adottare, in conformità dell'articolo 37 del trattato CEE, le seguenti misure:      1. Permettere senza alcuna restrizione l'importazione di fiammiferi in provenienza dagli Stati membri. A tal fine, tutte le formalità necessarie per l'introduzione di detti prodotti sul mercato italiano devono poter essere espletate direttamente dagli acquirenti o dalle persone da questi designate, in modo che gli interessati possano disporre immediatamente dei prodotti in questione.           2. Permettere che possano essere effettuate liberamente tutte le operazioni necessarie ai fini della  commercializzazione, sul mercato italiano, dei fiammiferi provenienti dagli altri Stati membri. A tal fine, in particolare:        - permettere ai fornitori degli Stati membri di creare in Italia la propria rete di commercio all'ingrosso e di disporre di scorte;               - permettere che i prezzi dei prodotti provenienti dagli altri Stati membri possano essere stabiliti sulla base di una trattativa fra venditori e acquirenti nei vari stadi della commercializzazione;               - permettere ai fornitori degli altri Stati membri di fare liberamente pubblicità per i loro prodotti;               - adottare tutte le misure necessarie per garantire l'indipendenza commerciale dei dettaglianti nei confronti dei pubblici poteri.                                   Fatto a Bruxelles, il 22 dicembre 1969.  Per la Commissione  Il Presidente  Jean REY