CELEX: 61981CJ0006
Language: it
Date: 1982-03-02
Title: Sentenza della Corte del 2 marzo 1982. # BV Industrie Diensten Groep contro J.A. Beele Handelmaatschappij BV. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Gerechtshof 's-Gravenhage - Paesi Bassi. # Libera circolazione delle merci - Imitazione servile. # Causa 6/81.

Avis juridique important

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61981J0006

SENTENZA DELLA CORTE DEL 2 MARZO 1982.  -  BV INDUSTRIE DIENSTEN GROEP CONTRO J. A. BEELE HANDELMAATSCHAPPIJ BV.  -  (DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL GERECHTSHOF DELL'AIA).  -  LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - IMITAZIONE SERVILE.  -  CAUSA 6/81.  

raccolta della giurisprudenza 1982 pagina 00707 edizione speciale spagnola pagina 00121 edizione speciale svedese pagina 00327 edizione speciale finlandese pagina 00343

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI - RESTRIZIONI QUANTITATIVE - MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE - REPRESSIONE DELL ' IMITAZIONE SERVILE - PRODOTTO IMPORTATO QUASI IDENTICO AD UN ALTRO PRODOTTO GIA MESSO IN COMMERCIO NELLO STESSO STATO MEMBRO - PRONUNZIA GIUDIZIALE CHE VIETA LA VENDITA - AMMISSIBILITA  ( TRATTATO CEE , ART . 30 )    

Massima

LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO CEE IN MATERIA DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI NON OSTANO A CHE UNA DISPOSIZIONE DI DIRITTO NAZIONALE CHE SI APPLICA INDISTINTAMENTE AI PRODOTTI NAZIONALI E AI PRODOTTI IMPORTATI PERMETTA AD UN COMMERCIANTE , CHE VENDA DA TEMPO , NELLO STATO MEMBRO DI CUI TRATTASI , UN PRODOTTO CHE SI DISTINGUE DA ALTRI PRODOTTI SIMILI , DI OTTENERE ,  NEI CONFRONTI DI UN ALTRO COMMERCIANTE , UN PROVVEDIMENTO GIUDIZIALE CON CUI SI VIETI A QUESTI DI CONTINUARE A COMMERCIARE IN TALE STATO MEMBRO UN PRODOTTO IMPORTATO DA UN ALTRO STATO MEMBRO IN CUI SIA STATO MESSO IN VENDITA LEGITTIMAMENTE , MA CHE RISULTI SENZ ' ALCUNA NECESSITA QUASI IDENTICO AL PRIMO , CREANDO COSI INUTILE CONFUSIONE FRA I DUE PRODOTTI .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 6/81 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DAL GERECHTSHOF DELL ' AIA , NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE TRA  BV INDUSTRIE DIENSTEN GROEP , CON SEDE IN L ' AIA ,       E  J . A . BEELE HANDELMAATSCHAPPIJ BV , CON SEDE IN HOORN ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 30-36 DEL TRATTATO ,  

Motivazione della sentenza

1 CON SENTENZA 11 DICEMBRE 1980 , PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 14 GENNAIO 1981 , IL GERECHTSHOF DELL ' AIA HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE , IN FORZA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , UNA QUESTIONE PREGIUDIZIALE VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO IN MATERIA DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .    2 LA QUESTIONE E STATA SOLLEVATA NELL ' AMBITO DI UNA CONTROVERSIA FRA UN ' IMPRESA OLANDESE , IMPORTATRICE ESCLUSIVA DI CASSETTE PER LA POSA DI CAVI FABBRICATE IN SVEZIA E VENDUTE NEI PAESI BASSI DAL 1963 , ED UN ' ALTRA IMPRESA OLANDESE , CHE VENDE DAL 1978 , NEI PAESI BASSI , CASSETTE PER LA POSA DI CAVI FABBRICATE NELLA     REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA . RISULTA DAGLI ATTI CHE LE CASSETTE PER LA POSA DI CAVI DI PRODUZIONE SVEDESE ERANO PROTETTE IN PASSATO DA UN BREVETTO , FRA L ' ALTRO NELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA E NEI PAESI BASSI , E CHE LA PRODUZIONE DELLE CASSETTE IN GERMANIA , NONCHE LA LORO IMPORTAZIONE NEI PAESI BASSI , SONO COMINCIATE DOPO LA SCADENZA DEL PERIODO DI VALIDITA DEI BREVETTI .    3 LA PRIMA DELLE DUE IMPRESE SUDDETTE HA PRESENTATO AL PRESIDENTE DELL ' ARRONDISSEMENTSRECHTBANK DELL ' AIA UNA DOMANDA DI PROVVEDIMENTI URGENTI NEI CONFRONTI DELLA SECONDA , SOSTENENDO CHE LE CASSETTE PER LA POSA DI CAVI FABBRICATE IN GERMANIA COSTITUISCONO UN ' IMITAZIONE SERVILE DELLE CASSETTE DI FABBRICAZIONE SVEDESE , E CHIEDENDO AL PRESIDENTE DI VIETARE ALLA CONVENUTA DI VENDERE O DI FAR VENDERE NEI PAESI BASSI LE CASSETTE DI FABBRICAZIONE TEDESCA .    4 IN SEGUITO ALL ' ACCOGLIMENTO DI QUESTA DOMANDA DA PARTE DEL PRESIDENTE DELL ' ARRONDISSEMENTSRECHTBANK , LA SECONDA IMPRESA INTERPONEVA APPELLO DINANZI AL GERECHTSHOF DELL ' AIA . SECONDO LA SENTENZA DI RINVIO , QUESTO GIUDICE PERVENIVA ALLA CONCLUSIONE PROVVISORIA CHE IL FABBRICANTE TEDESCO AVREBBE POTUTO CONCEPIRE UN TIPO DI CASSETTE DIVERSO DA QUELLO SVEDESE SENZA COMPROMETTERE LA QUALITA DEL PRODOTTO NE DAL PUNTO DI VISTA ECONOMICO , NE DA QUELLO TECNICO E CHE , NON AVENDOLO FATTO , HA CREATO CONFUSIONE FRA I DUE PRODOTTI . PER QUESTO MOTIVO , IL GERECHTSHOF E DEL PARERE CHE IL PRESIDENTE DELL ' ARRONDISSEMENTSRECHTBANK AVESSE A RAGIONE RITENUTO CHE IL PRODOTTO TEDESCO COSTITUIVA , SECONDO IL DIRITTO OLANDESE , UN ' IMITAZIONE SERVILE DELLE CASSETTE DI PRODUZIONE SVEDESE . AVENDO L ' APPELLANTE SOSTENUTO CHE LE CASSETTE DA ESSA VENDUTE SONO STATE REGOLARMENTE MESSE IN COMMERCIO IN UN ALTRO STATO MEMBRO , SICCHE L ' APPELLATA HA VIOLATO , CON LA SUA AZIONE INIBITORIA , GLI ARTT . 30-36 DEL TRATTATO CEE , IL GERECHTSHOF HA DECISO DI SOTTOPORRE ALLA CORTE LA SEGUENTE QUESTIONE PREGIUDIZIALE :    ' DATO CHE  A ) UN COMMERCIANTE DISTRIBUISCE NEI PAESI BASSI PRODOTTI NON PIU TUTELATI DA BREVETTO I QUALI , SENZA ALCUNA NECESSITA , SONO QUASI IDENTICI AI PRODOTTI CHE      GIA DA TEMPO VENGONO DISTRIBUITI NEI PAESI BASSI DA UN ALTRO COMMERCIANTE E CHE SI DIFFERENZIANO DA ALTRI PRODOTTI DI TIPO ANALOGO , DI GUISA CHE IL PRIMO COMMERCIANTE CREA IN TAL MODO INUTILE CONFUSIONE ;   B)SECONDO LA LEGGE OLANDESE , COSI FACENDO , IL PRIMO COMMERCIANTE TIENE NEI CONFRONTI DEL SECONDO UN COMPORTAMENTO ILLECITO , QUALIFICABILE COME CONCORRENZA SLEALE ;   C)LA LEGGE OLANDESE ATTRIBUISCE PERCIO AL SECONDO COMMERCIANTE IL DIRITTO DI OTTENERE UN PROVVEDIMENTO GIURISDIZIONALE COL QUALE SI VIETI AL PRIMO COMMERCIANTE DI CONTINUARE A DISTRIBUIRE I PRODOTTI IN QUESTIONE NEI PAESI BASSI ;   D)I PRODOTTI DEL SECONDO COMMERCIANTE VENGONO FABBRICATI IN SVEZIA E QUELLI DEL PRIMO COMMERCIANTE NELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA ;   E)IL PRIMO COMMERCIANTE IMPORTA I PRODOTTI DALLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA , OVE GLI STESSI VENGONO REGOLARMENTE POSTI IN COMMERCIO DA UN SOGGETTO CHE NON E NE IL SECONDO COMMERCIANTE , NE IL FABBRICANTE SVEDESE , NE QUALSIASI PERSONA A COSTORO VINCOLATA O DA ESSI A CIO AUTORIZZATA ,   SE IN TAL CASO LE NORME DEL TRATTATO RELATIVE ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI , SALVO RESTANDO QUANTO DISPOSTO DALL ' ART . 36 , OSTINO A CHE IL SECONDO COMMERCIANTE OTTENGA DAL GIUDICE UN SIFFATTO PROVVEDIMENTO INIBITORIO NEI CONFRONTI DEL PRIMO COMMERCIANTE ' .     5 RISULTA DAGLI ATTI CHE LA NORMA OLANDESE ALLA QUALE SI RIFERISCE LA QUESTIONE PREGIUDIZIALE , COME D ' ALTRONDE LA TUTELA CONTRO L ' IMITAZIONE SERVILE DELLA MAGGIOR PARTE DEGLI STATI MEMBRI , E STATA SVILUPPATA IN MODO SOSTANZIALE DALLA GIURISPRUDENZA . COME LA COMMISSIONE HA FATTO RILEVARE , LE NORME NAZIONALI RELATIVE ALLA TUTELA CONTRO L ' IMITAZIONE SERVILE NON HANNO COSTITUITO OGGETTO , FINO AD ORA , DI TENTATIVI DI RAVVICINAMENTO SUL PIANO COMUNITARIO . PER QUESTO MOTIVO , L ' ESAME DELLA CONFORMITA DI DETTA TUTELA ALLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO IN MATERIA DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI DEVE LIMITARSI ALLE MODALITA DI     PROTEZIONE NELL ' AMBITO DEL DIRITTO OLANDESE , DESCRITTE NELLA SENTENZA DI RINVIO DEL GERECHTSHOF .    6 DA QUESTA SENTENZA RISULTA CHE , SALVA RESTANDO LA SOLUZIONE DA DARSI ALLA QUESTIONE SOLLEVATA , IL GERECHTSHOF E PROPENSO A CONFERMARE IL DIVIETO DI VENDITA NEI PAESI BASSI DI PRODOTTI CHE PRESUME SIANO STATI MESSI IN VENDITA REGOLARMENTE IN UN ALTRO STATO MEMBRO .    7 UN DIVIETO DI QUESTO TIPO COSTITUISCE UN OSTACOLO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI FRA GLI STATI MEMBRI , ALLA QUALE SI APPLICA IN LINEA DI PRINCIPIO L ' ART . 30 , IL QUALE VIETA LE MISURE D ' EFFETTO EQUIVALENTE A RESTRIZIONI QUANTITATIVE ALL ' IMPORTAZIONE . TUTTAVIA , LA CORTE HA PIU VOLTE AFFERMATO ( TRA L ' ALTRO NELLE SENTENZA 20 FEBBRAIO 1979 , CAUSA 120/78 , CASSIS DE DIJON , RACC . PAG . 649 , E 18 GIUGNO 1981 , CAUSA 113/80 , COMMISSIONE C / IRLANDA , NON ANCORA PUBBLICATA ) CHE , IN MANCANZA DI UNA NORMATIVA COMUNE IN MATERIA DI PRODUZIONE E DI COMMERCIO DI UN PRODOTTO , GLI OSTACOLI PER LA CIRCOLAZIONE INTRACOMUNITARIA DERIVANTI DA DISPARITA DELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI VANNO ACCETTATI QUALORA LE RELATIVE PRESCRIZIONI POSSANO AMMETTERSI COME NECESSARIE PER RISPONDERE AD ESIGENZE IMPERATIVE ATTINENTI , IN PARTICOLARE , ALLA LEALTA DEI NEGOZI COMMERCIALI E ALLA DIFESA DEI CONSUMATORI . OCCORRE DUNQUE VALUTARE SE LA TUTELA CONTRO L ' IMITAZIONE SERVILE SECONDO LE MODALITA DESCRITTE DALLA SENTENZA DI RINVIO SODDISFI TALI CONDIZIONI .    8 BENCHE , NEL CASO DI SPECIE , SI TRATTI DELLA PROTEZIONE DI UN PRODOTTO FABBRICATO IN UN PAESE TERZO CONTRO LA MESSA IN COMMERCIO DI UN PRODOTTO FABBRICATO IN UNO STATO MEMBRO , IL RICHIAMO AI PRECEDENTI INDICATI DAL GIUDICE NAZIONALE NON DIPENDE DALL ' ORIGINE NAZIONALE DEL PRODOTTO IMITATO E , RISPETTIVAMENTE , DI QUELLO CHE COSTITUISCE L ' IMITAZIONE . INOLTRE , LA SENTENZA DI RINVIO NON FORNISCE ALCUN ELEMENTO ATTO A FAR RITENERE CHE L ' APPLICAZIONE DEI PRINCIPI ENUNZIATI IN TALI SENTENZE SIA STATA PIEGATA ALLE ESIGENZE PARTICOLARI DELLA PRODUZIONE NAZIONALE , SVANTAGGIANDO , IN PRATICA , I PRODOTTI IMPORTATI . OCCORRE PERTANTO IPOTIZZARE CHE I PRINCIPI ENUNZIATI NELLE SENTENZE RICHIAMATE DAL GIUDICE NAZIONALE VALGANO INDISTINTAMENTE PER I PRODOTTI NAZIONALI E PER QUELLI IMPORTATI .        9 UNA PRASSI GIURISPRUDENZIALE DI UNO STATO MEMBRO SECONDO CUI RISULTI VIETATA L ' IMITAZIONE SERVILE DEL PRODOTTO ALTRUI CHE SIA ATTA A CREARE CONFUSIONE E , INFATTI , IDONEA A TUTELARE I CONSUMATORI ED A FAVORIRE LA LEALTA DEI NEGOZI COMMERCIALI - OBIETTIVI , QUESTI , DI INTERESSE GENERALE CHE , IN BASE ALLE SENTENZE DELLA CORTE MENZIONATE IN PRECEDENZA , POSSONO COSTITUIRE UNA GIUSTIFICAZIONE DEGLI OSTACOLI PER LA CIRCOLAZIONE INTRACOMUNITARIA DERIVANTI DA DISPARITA DELLE LEGISLAZIONI NAZIONALI RELATIVE AL COMMERCIO DEI PRODOTTI DI CUI TRATTASI . CHE QUESTO PRINCIPIO RISPONDA EFFETTIVAMENTE AD ESIGENZE IMPERATIVE RISULTA D ' ALTRONDE DAL FATTO CHE ESSO CORRISPONDE AL CONCETTO ESPRESSO DALL ' ART . 10 BIS DELLA CONVENZIONE DI PARIGI PER LA PROTEZIONE DELLA PROPRIETA INDUSTRIALE , EMENDATA L ' ULTIMA VOLTA A STOCCOLMA IL 14 LUGLIO 1967 , IN FORZA DEL QUALE E VIETATO , TRA L ' ALTRO , TUTTO CIO CHE POSSA DAR LUOGO A CONFUSIONE CON I PRODOTTI DEI CONCORRENTI , NONCHE DALLA CIRCOSTANZA CHE DETTO PRINCIPIO E STATO RICONOSCIUTO , IN LINEA GENERALE , DALLA GIURISPRUDENZA DELLA MAGGIOR PARTE DEGLI STATI MEMBRI .    10 ONDE STABILIRE SE UN ORIENTAMENTO GIURISPRUDENZIALE COME QUELLO CUI FA RIFERIMENTO LA SENTENZA DI RINVIO SIA NECESSARIO PER CONSEGUIRE GLI OBIETTIVI IN PRECEDENZA ENUNZIATI , OPPURE VADA AL DI LA DI QUANTO RISULTA GIUSTIFICATO DA TALI OBIETTIVI , OCCORRE ESAMINARE PIU ATTENTAMENTE LE MODALITA D ' APPLICAZIONE ILLUSTRATE NELLA SENTENZA .    11 IN PROPOSITO , DALLA STESSA FORMULAZIONE DELLA QUESTIONE RISULTA IN PRIMO LUOGO CHE , SECONDO QUANTO ACCERTATO IN VIA PROVVISORIA DAL GIUDICE NAZIONALE , I PRODOTTI DI CUI QUESTI HA DECISO DI VIETARE LO SMERCIO SONO , SENZ ' ALCUNA NECESSITA , QUASI IDENTICI AI PRODOTTI IMITATI , E CHE L ' APPELLANTE NELLA CAUSA PRINCIPALE HA PERTANTO POSTO IN ESSERE UN ' INUTILE CONFUSIONE . RISULTA INOLTRE DALLA SENTENZA DI RINVIO CHE LA NECESSITA O L ' INUTILITA DELL ' IMITAZIONE E STATA VALUTATA NON SOLO DAL PUNTO DI VISTA TECNICO , BENSI ANCHE DA QUELLO ECONOMICO E COMMERCIALE .    12 IN SECONDO LUOGO , DALLA FORMULAZIONE DELLA QUESTIONE PREGIUDIZIALE , OLTRE CHE DAGLI ATTI , RISULTA CHE NON VI E ALCUN INDIZIO DI INTESA NE DI RAPPORTO DI DIPENDENZA TRA IL FABBRICANTE SVEDESE DEL PRODOTTO ORIGINARIO ED IL FABBRICANTE TEDESCO DEL PRODOTTO CHE SI RITIENE COSTITUIRE UNA IMITAZIONE ED IL CUI SMERCIO NEI PAESI BASSI E AL CENTRO DELLA CONTROVERSIA .        13 QUALORA CONCORRANO LE CONDIZIONI INDICATE NELLA SENTENZA DI RINVIO , NON SI POTRA RITENERE CHE UN PROVVEDIMENTO GIURISDIZIONALE IN MATERIA DI IMITAZIONE SERVILE DEI PRODOTTI ALTRUI VADA AL DI LA DELLE ESIGENZE IMPERATIVE INERENTI ALLA TUTELA DEI CONSUMATORI ED ALLA LEALTA DEI NEGOZI COMMERCIALI .    14 L ' APPELLANTE NELLA CAUSA PRINCIPALE HA SOLLEVATO DINANZI A QUESTA CORTE IL PROBLEMA DEI PEZZI DI RICAMBIO . ESSA HA SOTTOLINEATO CHE LE CASSETTE PER LA POSA DI CAVI SONO MONTATE NON SOLO NEGLI EDIFICI , MA ANCHE SULLE NAVI , E CHE IL DIVIETO DI COMMERCIARE IL PRODOTTO TEDESCO NEI PAESI BASSI RENDE NECESSARIO EFFETTUARE LE RIPARAZIONI NEI PAESI BASSI CON PEZZI DI RICAMBIO DELLE CASSETTE SVEDESI , ANCHE NEI CASI IN CUI SULLA NAVE SIANO MONTATE CASSETTE DI PRODUZIONE TEDESCA . GIACCHE TALE PROBLEMA NON E STATO SOLLEVATO DAL GIUDICE NAZIONALE , E GIACCHE L ' APPELLATA NELLA CAUSA PRINCIPALE HA ESPRESSO , NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO DINANZI A QUESTA CORTE , IL CONVINCIMENTO CHE IL PROVVEDIMENTO INIBITORIO DA ESSA RICHIESTO NON SI RIFERISCE AI PEZZI DI RICAMBIO DESTINATI ALLA RIPARAZIONE DELLE CASSETTE DI PRODUZIONE TEDESCA , NON E NECESSARIO RISOLVERE QUESTO PROBLEMA , PER IL QUALE LE CONSIDERAZIONI FIN QUI SVOLTE NON RISULTANO NECESSARIAMENTE DECISIVE .    15 LA QUESTIONE SOLLEVATA DAL GERECHTSHOF DELL ' AIA VA PERTANTO RISOLTA NEL SENSO CHE LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO CEE IN MATERIA DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI NON OSTANO A CHE UNA DISPOSIZIONE DI DIRITTO NAZIONALE CHE SI APPLICHI INDISTINTAMENTE AI PRODOTTI NAZIONALI E AI PRODOTTI IMPORTATI PERMETTA AD UN COMMERCIANTE , CHE VENDA DA TEMPO , NELLO STATO MEMBRO DI CUI TRATTASI , UN PRODOTTO CHE SI DISTINGUE DA ALTRI PRODOTTI SIMILI , DI OTTENERE , NEI CONFRONTI DI UN ALTRO COMMERCIANTE , UN PROVVEDIMENTO GIUDIZIALE CON CUI SI VIETI A QUESTI DI CONTINUARE A COMMERCIARE IN TALE STATO MEMBRO UN PRODOTTO IMPORTATO DA UN ALTRO STATO MEMBRO IN CUI SIA STATO MESSO IN VENDITA LEGITTIMAMENTE , MA CHE RISULTI SENZ ' ALCUNA NECESSITA QUASI IDENTICO AL PRIMO , CREANDO COSI INUTILE CONFUSIONE FRA I DUE PRODOTTI .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  16 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DEL REGNO UNITO E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POS    SONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE , IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , CUI SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNZIANDOSI SULLA QUESTIONE SOTTOPOSTALE DAL GERECHTSHOF DELL ' AIA CON SENTENZA DELL ' 11 DICEMBRE 1980 , DICHIARA :   LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO CEE IN MATERIA DI LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI NON OSTANO A CHE UNA DISPOSIZIONE DI DIRITTO NAZIONALE CHE SI APPLICHI INDISTINTAMENTE AI PRODOTTI NAZIONALI E AI PRODOTTI IMPORTATI PERMETTA AD UN COMMERCIANTE , CHE VENDA DA TEMPO , NELLO STATO MEMBRO DI CUI TRATTASI , UN PRODOTTO CHE SI DISTINGUE DA ALTRI PRODOTTI SIMILI , DI OTTENERE , NEI CONFRONTI DI UN ALTRO COMMERCIANTE , UN PROVVEDIMENTO GIUDIZIALE CON CUI SI VIETI A QUESTI DI CONTINUARE A COMMERCIARE IN TALE STATO MEMBRO UN PRODOTTO IMPORTATO DA UN ALTRO STATO MEMBRO IN CUI SIA STATO MESSO IN VENDITA LEGITTIMAMENTE , MA CHE RISULTI SENZ ' ALCUNA NECESSITA QUASI IDENTICO AL PRIMO , CREANDO COSI INUTILE CONFUSIONE FRA I DUE PRODOTTI .