CELEX: C2001/173/08
Language: it
Date: 2001-06-16 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) 8 febbraio 2001 nel procedimento C-350/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale dell'Arbeitsgericht Bremen): Wolfgang Lange contro Georg Schünemann GmbH ("Direttiva del Consiglio 14 ottobre 1991, 91/533/CEE, relativa all'obbligo del datore di lavoro di informare il lavoratore delle condizioni applicabili al contratto o al rapporto di lavoro — Normale orario di lavoro giornaliero o settimanale — Norme applicabili allo svolgimento di lavoro straordinario — Regime probatorio")

16.6.2001               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                   C 173/5
francese (agenti: sig.re K. Rispal-Bellanger e C. Vasak), avente          1)    —      Non avendo determinato le appropriate modalità di
ad oggetto il ricorso diretto a far dichiarare che:                                    utilizzazione dei contingenti ad essa assegnati per le
                                                                                       campagne di pesca 1988 e 1990 e non avendo vigilato
                                                                                       sul rispetto della normativa comunitaria in materia di
                                                                                       conservazione delle specie attraverso un controllo sufficien-
                                                                                       te delle attività di pesca, nonché attraverso ispezioni
—    non avendo determinato le appropriate modalità di                                 adeguate della flotta da pesca, degli sbarchi e della
     utilizzazione dei contingenti ad essa assegnati per le                            registrazione delle catture, tanto per la campagna di pesca
     campagne di pesca 1988 e 1990;                                                    1988 quanto per la campagna di pesca 1990;
                                                                                —      non avendo vietato provvisoriamente la pesca ai pescherecci
                                                                                       battenti bandiera francese o registrati sul suo territorio,
                                                                                       benché si ritenesse che le catture effettuate avessero esaurito
                                                                                       il relativo contingente e, eventualmente, avendo vietato la
—    non avendo vigilato sul rispetto della normativa comuni-                          pesca quando il contingente era stato largamente superato,
     taria in materia di conservazione delle specie attraverso                         e ciò tanto per la campagna di pesca 1988 quanto per la
     un controllo sufficiente delle attività di pesca, nonché                          campagna di pesca 1990,
     attraverso ispezioni adeguate della flotta da pesca, degli                        e
     sbarchi e della registrazione delle catture tanto per la
     campagna di pesca 1988 quanto per la campagna di                           —      non avendo intentato azioni penali o amministrative
     pesca 1990;                                                                       contro il capitano o qualsiasi altra persona responsabile
                                                                                       delle attività di pesca effettuate dopo l’adozione dei divieti
                                                                                       di pesca per le campagne di pesca 1988 e 1990,
                                                                                la Repubblica francese è venuta meno agli obblighi ad essa
                                                                                incombenti in forza, rispettivamente, del combinato disposto
—    non avendo vietato provvisoriamente la pesca ai pesche-                    degli artt. 5, n. 2, del regolamento (CEE) del Consiglio
     recci battenti bandiera francese o registrati nel suo                      25 gennaio 1983, n. 170, che istituisce un regime comunitario
     territorio, benché si ritenesse che le catture effettuate                  di conservazione e di gestione delle risorse della pesca, e 1, n. 1,
     avessero esaurito il relativo contingente, e avendo alla                   del regolamento (CEE) del Consiglio 23 luglio 1987, n. 2241,
     fine vietato la pesca quando il contingente era stato                      che istituisce alcune misure di controllo delle attività dı̀ pesca,
     ampiamente superato, e ciò tanto per la campagna di                       dell’art. 11, n. 2, del regolamento n. 2241/87, e del combinato
     pesca 1988 quanto per la campagna di pesca 1990,                           disposto degli artt. 5, n. 2, del regolamento n. 170/83 e 1,
                                                                                n. 2, del regolamento n. 2241/87.
                                                                          2)    La Repubblica francese è condannata alle spese.
     e                                                                    (1) GU C 333 del 20.11.1999.
                                                                                               SENTENZA DELLA CORTE
—    non avendo intentato azioni penali o amministrative
     contro il capitano o qualsiasi altra persona responsabile                                        (Quinta Sezione)
     delle attività di pesca svolte dopo l’adozione dei divieti di
     pesca, per le campagne 1988 e 1990,                                                               8 febbraio 2001
                                                                          nel procedimento C-350/99 (domanda di pronuncia pre-
                                                                          giudiziale dell’Arbeitsgericht Bremen): Wolfgang Lange
                                                                                         contro Georg Schünemann GmbH (1)
                                                                          («Direttiva del Consiglio 14 ottobre 1991, 91/533/CEE,
la Repubblica francese è venuta meno agli obblighi ad essa                relativa all’obbligo del datore di lavoro di informare il
incombenti in forza, rispettivamente, del combinato disposto              lavoratore delle condizioni applicabili al contratto o al
degli artt. 5, n. 2, del regolamento (CEE) 25 gennaio 1983,               rapporto di lavoro — Normale orario di lavoro giornaliero o
n. 170, che istituisce un regime comunitario di conservazione             settimanale — Norme applicabili allo svolgimento di lavoro
e di gestione delle risorse della pesca (GU L 24, pag. 1), e 1,                           straordinario — Regime probatorio»)
n. 1, del regolamento (CEE) del Consiglio 23 luglio 1987,
n. 2241, che istituisce alcune misure di controllo delle attività                                      (2001/C 173/08)
di pesca (GU L 207, pag. 1), dell’art. 11, n. 2, del regolamento
n. 2241/87, e del combinato disposto degli artt. 5, n. 2, del                                   (Lingua processuale: il tedesco)
regolamento n. 170/83 e 1, n. 2, del regolamento n. 2241/87,
la Corte (Quinta Sezione), composta dai sigg. A. La Pergola,              (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
presidente di sezione, M. Wathelet, D.A.O. Edward (relatore),                             Raccolta della giurisprudenza della Corte)
P. Jann e L. Sevón, giudici; avvocato generale: S. Alber,
cancelliere: R. Grass, ha pronunciato il 1o febbraio 2001 una             Nel procedimento C-350/99, avente ad oggetto la domanda di
sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:                        pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
 ---pagebreak--- C 173/6                  IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            16.6.2001
dell’art. 234 CE, dall’Arbeitsgericht Bremen (tribunale del                                       SENTENZA DELLA CORTE
lavoro di Brema) (Germania), nella causa dinanzi ad esso
pendente tra Wolfgang Lange e Georg Schünemann GmbH,
domanda vertente sull’interpretazione della direttiva del Consi-                                        (Seconda Sezione)
glio 14 ottobre 1991, 91/533/CEE, relativa all’obbligo del
datore di lavoro di informare il lavoratore delle condizioni
applicabili al contratto o al rapporto di lavoro (GU L 288,                                              14 febbraio 2001
pag. 32), la Corte (Quinta Sezione), composta dai sigg. A. La
Pergola (relatore), presidente di sezione, M. Wathelet,
D.A.O. Edward, P. Jann e L. Sevón, giudici, avvocato generale:
                                                                               nella causa C-219/99, Commissione delle Comunità euro-
D. Ruiz-Jarabo Colomer, cancelliere: sig.ra L. Hewlett, ammini-
                                                                                              pee contro Repubblica Francese (1)
stratore, ha pronunciato l’8 febbraio 2001 una sentenza il cui
dispositivo è del seguente tenore:
                                                                               («Inadempimento di uno Stato — Inadempimento non conte-
                                                                                                  stato — Direttiva 95/16/CE»)
1)    L’art. 2, n. 2, lett. i), della direttiva del Consiglio 14 ottobre
      1991, 91/533/CEE, relativa all’obbligo del datore di lavoro di
      informare il lavoratore delle condizioni applicabili al contratto                                  (2001/C 173/09)
      o al rapporto di lavoro, deve essere interpretato nel senso
      che tale disposizione non riguarda lo svolgimento di lavoro
      straordinario. Tuttavia, risulta dall’art. 2, n. 1, della direttiva
      che il datore di lavoro è tenuto a comunicare al lavoratore                                  (Lingua processuale: il francese)
      dipendente una clausola avente la natura di elemento essenziale
      del contratto o del rapporto di lavoro in forza della quale
      quest’ultimo è obbligato a prestare lavoro straordinario dietro
      semplice richiesta del datore di lavoro. Questa informazione             (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
      deve essere comunicata alle stesse condizioni previste dalla                           «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
      direttiva per gli elementi espressamente menzionati al suo
      art. 2, n. 2. Essa può eventualmente risultare, per analogia con
      la norma che, ai sensi dell’art. 2, n. 3, della detta direttiva,
      trova applicazione, segnatamente, al normale orario di lavoro,           Nella causa C-219/99, Commissione delle Comunità europee
      da un riferimento alle disposizioni legislative, regolamentari,          (agent: sig. H. van Lier) contro Repubblica francese (agenti:
      amministrative, statutarie o ai contratti collettivi che disciplina-     sig.ra K. Rispal-Bellager e sig. D. Colas), avente ad oggetto il
      no le materie ivi considerate.                                           ricorso diretto a far dichiarare che, non avendo adottato
                                                                               le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative
                                                                               necessarie per conformarsi alla direttiva del Parlamento euro-
                                                                               peo e del Consiglio 29 giugno 1995, 95/16/CE, per il
2)    Nessuna disposizione della direttiva 91/533 impone di conside-           ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative
      rare inapplicabile un elemento essenziale del contratto o del            agli ascensori (GU L 213, pag. 1), la Repubblica francese è
      rapporto di lavoro che non è stato menzionato in un documento            venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza della
      scritto consegnato al lavoratore dipendente, o non vi sia stato          direttiva medesima, la Corte (Seconda Sezione), composta dai
      menzionato con sufficiente precisione.                                   sigg.ri V. Skouris, presidente di sezione, R. Schintgen e
                                                                               N. Colneric (relatore), giudici, avvocato generale: F.G. Jacobs,
                                                                               cancelliere: R. Grass, ha pronunciato il 14 febbraio 2001 una
                                                                               sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
3)    La direttiva 91/533 non impone al giudice nazionale, né gli
      vieta, di applicare i principi di diritto nazionale che presumono
      un ostacolo probatorio quando una delle parti non ha adempiuto           1)    Non avendo emanato, entro il termine prescritto, le disposizioni
      i propri obblighi legali di informazione nel caso in cui il datore             legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per
      di lavoro sia venuto meno all’obbligo di informazione previsto                 conformarsi alla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio
      dalla direttiva.                                                               29 giugno 1995, 95/16/CE, per il ravvicinamento delle
                                                                                     legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori, la
                                                                                     Repubblica francese è venuta meno agli obblighi ad essa
                                                                                     incombenti in forza della direttiva medesima.
                                                                               2)    La Repubblica francese è condannata alle spese.
(1) GU C 333 del 20.11.1999.
                                                                               (1) GU C 226 del 7.8.1999.