CELEX: C2000/063/35
Language: it
Date: 2000-03-04 00:00:00
Title: Causa C-1/00: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto il 4 gennaio 2000

4.3.2000                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                  C 63/19
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                      Il principio di cautela, che guida le azioni della Commissione,
  tro la Repubblica francese, proposto il 4 gennaio 2000                   non ha, contrariamente a quanto sembra suggerire la Francia,
                                                                           l’effetto di obbligare la Commissione a seguire obbligatoria-
                                                                           mente qualsiasi opinione scientifica senza alcuna facoltà
                          (Causa C-1/00)                                   di valutazione. L’art. 7 della decisione della Commissione
                                                                           97/404/CE (5), prevedendo fin dall’inizio la possibilità di pareri
                          (2000/C 63/35)                                   di minoranza, conseguenza normale dell’indipendenza dei
                                                                           membri (art. 4) precisa che le opinioni di minoranza sono
                                                                           sempre incluse nei pareri del CSD. La necessaria libertà della
Il 4 gennaio 2000 la Commissione delle Comunità europee,                   scienza e la complessità delle situazioni concrete hanno
rappresentata dai signori Dierk Booss, consigliere giuridico               necessariamente l’effetto che possono esistere su praticamente
principale, e Gérard Berscheid, membro del servizio giuridico,             qualsiasi questione opinioni scientifiche di minoranza. La
in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo                  Commissione ha seguito tali precetti.
presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro dello stesso
servizio, Centre Wagner, Kirchberg, ha proposto dinanzi alla
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
Repubblica francese.
La Commissione delle Comunità europee conclude che la
                                                                           Oltre alla violazione delle decisioni in questione, l’imposizio-
Corte voglia:
                                                                           ne di restrizioni all’entrata delle merci da altri Stati membri
                                                                           costituisce un’infrazione dell’art. 28 CE. Poiché, d’altra parte,
— dichiarare che, rifiutandosi di adottare i provvedimenti                 le esigenze in materia veterinaria e sanitaria che si applicano
    necessari per conformarsi alla decisione del Consiglio                 ai prodotti che rientrano dai regimi DBES e alla loro
    16 marzo 1998, 98/256/CE, che stabilisce misure d’emer-                spedizione al di fuori del Regno Unito (proprio come la
    genza in materia di protezione contro l’encefalopatia                  maggior parte del settore veterinario) sono soggette ad
    spongiforme bovina, che modifica la decisione 94/474/CE                un’armonizzazione comunitaria che costituisce un sistema
    e abroga la decisione 96/239/CE (1), nella versione modifi-            coerente e esaustivo destinato per l’appunto ad assicurare la
    cata dalla decisione della Commissione 98/692/CE (2), in               protezione della salute dell’uomo e degli animali, l’embargo
    particolare all’art. 6 ed all’allegato III della stessa, ed alla       non può essere giustificato dalla Francia con riferimento
    decisione      della     Commissione        23 luglio      1999,       all’art. 30 CE.
    1999/514/CE, che fissa la data in cui possono iniziare le
    spedizioni di prodotti bovini dal Regno Unito nel quadro
    del programma di esportazione su base cronologica in
    virtù dell’art. 6, n. 5, della decisione del Consiglio,
    98/256/CE (3), in particolare all’art. 1 della stessa, e segnata-
    mente rifiutandosi di consentire la commercializzazione
    nel suo territorio dei prodotti ammessi in forza del citato            Infine, la Commissione ritiene che, rifiutandosi di conformarsi
    regime (DBES), contemplati dai citati art. 6 e allegato III,           alle decisioni in questione già da oltre quattro mesi e mezzo,
    dopo il 1o agosto 1999, la Repubblica francese ha violato              la Francia è altresı̀ venuta meno ai suoi obblighi di cooperazio-
    ambedue queste decisioni ed in particolare le citate disposi-          ne ai sensi dell’art. 10 CE.
    zioni nonché il Trattato CE, e segnatamente gli artt. 28 e
    10 del medesimo.
— condannare la Repubblica francese alle spese.
Motivi e principali argomenti                                              (1) GU L 113 del 15.4.1998, pag. 33.
                                                                           (2) Decisione della Commissione 25.11.1998 che modifica la decisio-
                                                                                ne 98/256/CEE.
Ai sensi dell’art. 249 CE, una decisione è obbligatoria in tutti i         (3) GU L 195 del 28.7.1999, pag. 42.
suoi elementi per i destinatari da essa designati. Ciò vale anche         (4) Relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi
per le decisioni in questione che vincolano tutti gli Stati                     intercomunitari di taluni animali vivi e prodotti nella prospettiva
                                                                                della realizzazione del mercato interno, modificata dala direttiva
membri. La formulazione chiara, precisa ed incondizionata di
                                                                                del Consiglio 17 dicembre 1992, 92/118/CEE, che stabilisce le
tali decisioni, ed in particolare dell’art. 1 della decisione                   condizioni sanitarie e di polizia sanitaria per gli scambi e le
1999/514/CE, che fissa la data delle spedizioni al 1o agosto                    importazioni nella Comunità di prodotti non soggetti, per quanto
1999, non lascia alcun margine di discrezionalità agli Stati                    riguarda tali condizioni, alle normative comunitaire specifiche di
membri quanto alla data ed alle modalità della ripresa delle                    cui all’allegato A, capitolo 1, della direttiva 89/662/CEE e, per
spedizioni in forza del DBES. Uno Stato membro non può,                        quanto riguarda i patogeni, della direttiva 90/425/CEE (GU L 62
avvalendosi del parere scientifico di un ente nazionale, sostitui-              del 15 marzo 1993, pag. 49).
re la propria valutazione dei rischi a quella effettuata dalla             (5) GU L 169 del 27.6.1997, pag. 85.
Commissione in conformità ai suoi poteri, nel caso di specie
quelli risultanti dall’art. 10, n. 4, della direttiva del Consiglio
90/425/CEE (4).