CELEX: 62019TN0362
Language: it
Date: 2019-06-15 00:00:00
Title: Causa T-362/19: Ricorso proposto il 15 giugno 2019 — UI/Commissione

9.9.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 305/55
            
         
      Ricorso proposto il 15 giugno 2019 — UI/Commissione
      (Causa T-362/19)
      (2019/C 305/66)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: UI (rappresentante: J. Diaz Cordova, avvocato)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione del 27 agosto 2018 dell’Ufficio di gestione e liquidazione dei diritti individuali (PMO), con cui gli è stato negato il beneficio dell’indennità di espatrio;
               
            
                  —
               
               
                  provvedere sulle spese come da Statuto.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce quattro motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che il ricorrente, conformemente al punto 48 della sentenza del 14 dicembre 1995, Diamataras/Commissione (T-72/94, EU:T:1995:212) e al punto 57 della sentenza del 9 marzo 2010, Tzvetanova/Commissione (F-33/09, EU:F:2010:18), non aveva la sua principale occupazione/residenza abituale in Belgio durante l’intero periodo di riferimento. Di conseguenza, egli ha diritto all’indennità di espatrio integrale.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che, conformemente all’ordinanza del 26 settembre 2007, Rocío Salvador Roldán/Commissione (F-129/06, EU:F:2007:166), la registrazione di una società o l’acquisto di un immobile all’interno di uno Stato costituisce un chiaro indizio degli stretti legami con detto Stato (nella presente causa, la Romania). Poiché ciò è avvenuto nel suo caso, il ricorrente ha diritto all’indennità di espatrio integrale.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che, conformemente alla menzionata sentenza nella causa F-33/09, Tzvetanova/Commissione, l’informazione fornita dall’amministrazione comunale belga su cui la convenuta si è fondata nella propria risposta è di tipo meramente formale e non può essere usata per accertare la residenza abituale di una persona. Pertanto, il ricorrente ha diritto all’indennità di espatrio integrale.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sul fatto che, conformemente ai punti 32 e 33 della sentenza del 24 aprile 2001, Miranda/Commissione (T-37/99, EU:T:2001:122), alla giurisprudenza Del Vaglio (giurisprudenza culminata nell’ordinanza del 12 ottobre 2004, Del Vaglio/Commissione, C-352/03 P, EU:C:2004:613) nonché alla sentenza del 15 marzo 2011, Gaëtan Barthélémy Maxence Mioni/Commissione europea (F-28/10, EU:F:2011:23), l’intenzione del ricorrente di conferire un carattere duraturo al suo centro di interessi, vale a dire di fissare la sua residenza abituale, non era associata al Belgio, dato che egli, fra l’altro, ha effettuato una «dichiarazione Limosa» durante il suo periodo di riferimento. Pertanto, egli ha diritto all’indennità di espatrio integrale. Egli pone l’accento sulla circostanza che la convenuta, nella sua risposta, si è erroneamente focalizzata solo sulla presenza fisica del ricorrente in Belgio.