CELEX: 31983R0985
Language: it
Date: 1983-04-26 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 985/83 della Commissione del 26 aprile 1983 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di cloruro di bario originario della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca

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31983R0985

Regolamento (CEE) n. 985/83 della Commissione del 26 aprile 1983 che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di cloruro di bario originario della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca  

Gazzetta ufficiale n. L 110 del 27/04/1983 pag. 0011 - 0014

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 985/83 DELLA COMMISSIONE  del 26 aprile 1983  che istituisce un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di cloruro di bario originario della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3017/79 del Consiglio, del 20 dicembre 1979, relativo alla protezione contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 1580/82 (2), ed in particolare l'articolo 11,  previe consultazioni in sede di comitato consultivo istituito a norma del regolamento suddetto,  considerando quanto segue:  A. Procedura  1. Nel giugno 1982 la Commissione ha ricevuto una denuncia presentata dal Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC), a nome di un produttore insediato in Francia che rifornisce praticamente tutto il mercato comunitario. La denuncia conteneva elementi di prova in merito all'esistenza di pratiche di dumping, nonché al grave pregiudizio da esse derivante, ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura di un'indagine. La Commissione, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (3), ha quindi reso nota l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni nella Comunità di cloruro di bario (cristallizzato e/o anidro) di cui alla sottovoce 28.30 A II della tariffa doganale comune e corrispondente al codice Nimexe 28.30-20, originario della Repubblica popolare cinese e della Repubblica democratica tedesca ed ha avviato un'indagine.  2. La Commissione ha informato ufficialmente gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori, nonché il ricorrente ed ha offerto alle parti direttamente interessate l'opportunità di rendere noto il proprio punto di vista per iscritto e di essere intese oralmente.  3. Tutti gli esportatori interessati e buona parte degli importatori hanno reso noto il proprio punto di vista per iscritto; gli esportatori ed alcuni importatori, su loro richiesta, sono stati intesi oralmente.  4. La China National Chemicals Import and Export Corporation (Repubblica popolare cinese) (Associazione nazionale cinese per le importazioni e le esportazioni di prodotti chimici) ha chiesto di incontrare il principale produttore comunitario per un raffronto delle rispettive tesi. La Commissione era disposta ad accogliere la richiesta, ma il produttore comunitario ha rifiutato di partecipare all'incontro e pertanto non è stato possibile organizzare un confronto.  5. Soltanto una delle industrie comunitarie che acquistano o transformano il prodotto interessato ha presentato il proprio punto di vista.  6. La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione preliminare ed ha effettuato controlli presso la sede del produttore comunitario, di un grande importatore e di un fabbricante del prodotto in questione in un paese ad economia di mercato scelto per determinare il valore normale.  7. L'indagine relativa al dumping riguardava il periodo agosto 1981 - luglio 1982.  B. Valore normale  8. Per accertare se le importazioni provenienti dalla Cina e dalla Repubblica democratica tedesca erano oggetto di dumping, la Commissione ha dovuto considerare che tali paesi non sono ad economia di mercato ed ha quindi dovuto basare le proprie determinazioni sul valore normale in un paese ad economia di mercato. A questo proposito il ricorrente aveva proposto gli Stati Uniti d'America come paese analogo.  9. Il principale importatore del prodotto in questione originario della Cina si è dichiarato contrario a tale proposta, sostenendo che il produttore americano è l'unico in tutti gli Stati Uniti e pertanto usufruisce di una posizione di monopolio che gli consente di imporre ai propri clienti prezzi nettamente superiori a quelli derivanti dalle normali condizioni di mercato.  L'importatore propone inoltre di considerare i prezzi franco fabbrica di un produttore della Repubblica federale di Germania in vigore il 31 marzo 1981, data alla quale quest'ultimo ha dovuto chiudere il proprio stabilimento e i suoi clienti hanno cominciato a rivolgersi all'importatore in questione. I prezzi praticati dal produttore suddetto, in base a quanto afferma l'importatore, sono stati stabiliti in un regime di libera concorrenza con il ricorrente, non tenendo conto delle importazioni cinesi, le quali si erano allineate sul livello già stabilito.  10. Considerando i quantitativi delle importazioni negli Stati Uniti d'America del prodotto in questione originario della Cina (tra il 32 % e il 45 %), secondo la Commissione esiste in detto paese una concorrenza interna sufficiente affinché i livelli dei prezzi siano proporzionati ai costi di produzione.  Secondo le conclusioni a cui la Commissione è giunta, appare quindi opportuno e corretto determinare il valore normale in base ai prezzi praticati sul mercato interno degli Stati Uniti d'America.  Inoltre, l'alternativa indicata dall'importatore del prodotto originario della Cina non è stata ritenuta accettabile dalla Commissione non potendo i prezzi proposti essere considerati rappresentativi, soprattutto perché le vendite probabilmente erano state effettuate in perdita e risalivano ad un periodo escluso dal campo dell'indagine.  11. Un importatore del prodotto in questione originario della Repubblica democratica tedesca ha proposto la Spagna come paese analogo. La Commissione non ha tuttavia accettato la proposta, poiché l'importatore non aveva motivato la propria obiezione nei confronti della scelta degli Stati Uniti e il principale importatore del prodotto in questione originario della Cina non considerava la Spagna un'alternativa valida, non essendo l'unità di produzione in Spagna paragonabile a quella cinese. Anche la proposta di considerare i costi di produzione dei produttori comunitari non è stata considerata accettabile, poiché un'alternativa di questo tipo è ammissibile unicamente quando non esiste un'altra base adeguata per stabilire il valore normale.  C. Prezzo all'esportazione  12. I prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente corrisposti o richiesti per i prodotti esportati nella Comunità.  D. Confronto  13. Nel confronto tra il valore normale ed i prezzi all'esportazione, la Commissione ha tenuto conto delle divergenze tali da incidere sulla comparabilità dei prezzi, quali le differenze tra le condizioni di pagamento e di consegna.  14. Alcuni importatori del prodotto in questione hanno chiesto di modificare il valore normale, sostenendo che il prodotto oggetto di dumping era di qualità inferiore. La richiesta non è stata tuttavia accolta poiché non sono state presentate prove.  15. Il principale importatore del prodotto in questione originario della Cina ha chiesto di modificare il valore normale, adducendo come motivo l'esistenza di vantaggi per quanto riguarda il costo della materia prima in Cina, nonché la diversità dei processi di produzione. La richiesta non è stata accolta, poiché non è possibile definire in quale misura tali vantaggi, se realmente esistono e non sono controbilanciati da svantaggi in termini di concorrenza, si riflettano nel valore normale, qualora le stesse condizioni si verifichino nel paese ad economia di mercato scelto per stabilire il valore normale. Il produttore americano del prodotto in questione, esprimendo su richiesta della Commissione il proprio parere sui vantaggi citati dal principale importatore, ha affermato di non potersi pronunciare in mancanza di cognizioni precise sui diversi processi di produzione.  16. Tutti i confronti sono stati effettuati allo stadio franco fabbrica.  E. Margini  17. Dall'esame preliminare dei fatti risulta l'esistenza di pratiche di dumping per quanto riguarda la China National Chemicals Import and Export Corporation (Repubblica popolare cinese) e la AHB Chemie-Export-Import (Repubblica democratica tedesca), con un margine di dumping pari all'importo per il quale il valore normale fissato con il metodo di cui ai paragrafi precedenti supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.  18. Il margine varia secondo il paese esportatore. La media ponderata del margine di dumping per il prodotto in questione originario della Cina e per il prodotto originario della Repubblica democratica tedesca supera il 75 %.  F. Pregiudizio  19. Per quanto riguarda il pregiudizio provocato dalle importazioni oggetto di dumping, secondo gli elementi a disposizione della Commissione, le importazioni nella Comunità di cloruro di bario originario della Cina sono salite da 3 088 a 3 543 tonnellate tra il 1980 e il 1982, con un conse guente aumento della quota di mercato del 19 % per il cloruro di bario cristallizzato e del 12 % complessivamente per il cloruro di bario cristallizzato e anidro nello stesso periodo. Nei primi due mesi del 1983 le importazioni dei prodotti in questione erano pari a circa 3 000 tonnellate.  20. In mancanza di dati precisi sulle importazioni nella Repubblica federale di Germania del prodotto in questione originario della Repubblica democratica tedesca la Commissione, in base ai dati disponibili, ritiene che le importazioni totali e la quota di mercato siano rimaste abbastanza stabili negli ultimi anni, fatta eccezione per il mercato del Regno Unito, in cui hanno registrato un incremento rilevante.  21. Durante il periodo di riferimento, la media ponderata dei prezzi di vendita delle importazioni suddette era inferiore ai prezzi dei produttori comunitari rispettivamente del 14 % e dell'11 %. I prezzi di rivendita dei prodotti importati erano inferiori a quelli necessari per coprire i costi dei produttori comunitari, tenendo conto di un ragionevole margine di profitto.  22. Per quanto riguarda l'incidenza sul principale produttore comunitario, secondo i dati noti alla Commissione, la produzione comunitaria globale è scesa da 19 756 a 12 206 tonnellate tra il 1980 ed il 1982. Inoltre, secondo gli elementi a disposizioni della Commissione nello stesso periodo, la produzione ed il tasso di utilizzazione delle capacità del principale produttore comunitario sono diminuiti del 42 %.  23. Pur con un andamento piuttosto irregolare, tra il 1980 e il 1982 le scorte del principale produttore comunitario hanno registrato una notevole tendenza all'aumento.  24. Le vendite di cloruro di bario cristallizzato nella CEE da parte del principale produttore comunitario sono diminuite del 33 % tra il 1980 ed il 1982. Il principale produttore comunitario ha potuto conservare il proprio volume totale di vendite di cloruro di bario nella CEE unicamente fornendo cloruro di bario anidro al principale importatore del prodotto in questione originario della Cina.  25. Per quanto riguarda il cloruro di bario cristallizzato, la quota di mercato del principale produttore comunitario è scesa dal 30 % al 27 % tra il 1980 ed il 1982. Per evitare un ulteriore pregiudizio da parte del principale importatore di cloruro di bario originario della Cina, il quale poteva importare cloruro di bario anidro oltre al cloruro di bario cristallizzato, oppure trasformare direttamente o indirettamente il cloruro di bario cristallizzato importato in cloruro di bario anidro, il principale produttore comunitario è stato costretto a firmare un contratto pluriennale di forniture di cloruro di bario anidro allo stesso importatore. Con questo contratto il principale produttore comunitario ha potuto mantenere la propria quota globale di mercato relativa al cloruro di bario cristallizzato e anidro.  26. La perdita sofferta dal principale produttore comunitario per quanto riguarda il prodotto in questione è ulteriormente aumentata del 53 % tra il 1980 ed il 1982.  27. Il numero dei lavoratori occupati dal principale produttore comunitario per il prodotto in questione è rimasto abbastanza stabile dal 1980 in poi. Le importazioni oggetto di dumping da parte dei paesi suddetti, qualora dovessero continuare ad aumentare, costituirebbero tuttavia una grave minaccia per l'occupazione.  28. La Commissione ha esaminato se il pregiudizio è stato provocato da altri fattori quali una flessione del consumo globale del prodotto in questione nella Comunità. Tuttavia, considerando il notevole incremento delle importazioni oggetto di dumping, nonché i prezzi ai quali i prodotti sono offerti in vendita nella Comunità, la Commissione ha stabilito che le importazioni di cloruro di bario originario della Cina e della Repubblica democratica tedesca effettuate a prezzi di dumping, considerate isolatamente, sono tali da costituire grave pregiudizio al principale produttore comunitario nel settore.  G. Interesse della Comunità  29. Secondo il principale importatore di cloruro di bario originario della Cina, l'istituzione di provvedimenti di salvaguardia sarebbe contraria agli interessi comunitari, poiché aumenterebbe notevolmente il rischio che il ricorrente raggiunga una posizione di monopolio, mentre alcuni settori rilevanti dell'economia comunitaria sarebbero danneggiati dai prezzi più elevati. Considerando che difficoltà finanziarie particolarmente gravi incontrate dal principale produttore comunitario nella produzione e nella vendita del prodotto in questione, e per evitare la chiusura dello stabilimento del produttore stesso, in seguito alla quale la Comunità dovrebbe dipendere in misura significativa dai pesi terzi per la fornitura dei prodotti in questione, la Commissione ha concluso che occorre intervenire per tutelare gli interessi della Comunità. Non sono state inoltre presentate prove soddisfacenti in merito alle conseguenze negative dei provvedimenti di salvaguardia sugli utilizzatori del prodotto in questione. Per evitare un ulteriore pregiudizio nel corso della procedura, è quindi necessario intervenire istituendo un dazio antidumping provvisorio. H. Aliquota del dazio  30. Vista la portata del pregiudizio causato, l'aliquota del dazio dovrebbe essere inferiore ai margini di dumping accertati a titolo provvisorio, ma sufficiente per eliminare il pregiudizio provocato.  31. Avendo confrontato la media ponderata dei prezzi e dei costi del ricorrente, tenendo conto del margine di profitto di quest'ultimo, con i costi dei singoli importatori e le particolari condizioni di commercializzazione, ove possibile, la Commissione ha concluso che attualmente il pregiudizio potrebbe essere eliminato mediante l'imposizione di un dazio pari all'importo per il quale il prezzo franco frontiera comunitario, dazio escluso, corrisposto al primo importatore nello Stato membro d'importazione, è inferiore a 319 ECU.  32. È opportuno fissare un termine entro il quale le parti interessate possono rendere noto il loro punto di vista e chiedere di essere intese oralmente,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio provvisorio antidumping sul cloruro di bario di cui alla sottovoce 28.30 A II della tariffa doganale comune, corrispondente al codice Nimexe 28.30-20, originario della Cina e della Repubblica democratica tedesca.  2. Il dazio è pari all'importo per il quale il prezzo netto per tonnellata, franco frontiera comunitaria, dazi non corrisposti, è inferiore a 319 ECU.  I prezzi franco frontiera comunitaria sono considerati netti se, secondo le condizioni di vendita, il pagamento viene effettuato entro trenta giorni dalla data della spedizione, e vengono aumentati o ridotti dell'1 % per ogni mese in più o in meno rispetto al termine suddetto.  3. Al dazio in questione si applicano i provvedimenti in vigore in materia di dazi doganali.  4. L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è subordinata al deposito di una cauzione pari all'importo del dazio provvisorio.  Articolo 2  Fatto salvo l'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c), del regolamento (CEE) n. 3017/79, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento le parti interessate possono comunicare il loro punto di vista e chiedere di essere intese oralmente dalla Commissione.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Fatti salvi gli articoli 11, 12 e 14 del regolamento (CEE) n. 3017/79, il presente regolamento si applica per un periodo di quattro mesi oppure sino all'approvazione di provvedimenti definitivi da parte del Consiglio.  Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 26 aprile 1983.  Per la Commissione  Wilhelm HAFERKAMP  Vicepresidente  (1) GU n. L 339 del 31. 12. 1979, pag. 1.  (2) GU n. L 178 del 22. 6. 1982, pag. 9.  (3) GU n. C 207 del 10. 8. 1982, pag. 5.