CELEX: 62009CJ0276
Language: it
Date: 2010-12-02
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 2 dicembre 2010.#Everything Everywhere Ltd contro Commissioners for Her Majesty’s Revenue and Customs.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: High Court of Justice (England & Wales), Chancery Division - Regno Unito.#Sesta direttiva IVA - Esenzione - Art. 13, parte B, lett. d), punti 1 e 3 - Negoziazione di crediti - Operazioni relative ai pagamenti ed ai giroconti - Esistenza di due prestazioni di servizi distinte o di una prestazione unica - Spese supplementari fatturate in caso di utilizzo di determinati metodi di pagamento per servizi di telefonia mobile.#Causa C-276/09.

Causa C‑276/09
      Everything Everywhere Ltd, già T‑Mobile (UK) Ltd 
      contro
      Commissioners for Her Majesty’s Revenue and Customs
      [domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla High Court of Justice (England & Wales), Chancery Division]
      «Sesta direttiva IVA — Esenzione — Art. 13, parte B, lett. d), punti 1 e 3 — Negoziazione di crediti — Operazioni relative ai pagamenti ed ai giroconti — Esistenza di due prestazioni di servizi distinte o di una prestazione unica — Spese supplementari fatturate in caso di utilizzo di determinati metodi di pagamento per servizi di telefonia mobile»
      Massime della sentenza
      Disposizioni tributarie — Armonizzazione delle legislazioni — Imposte sulla cifra d’affari — Sistema comune d’imposta sul
            valore aggiunto — Prestazioni di servizi — Operazioni composte da più elementi
      [Direttiva del Consiglio 77/388, artt. 2, punto 1, e 13 parte B, lett. d), punti 1 e 3]
      Ai fini della riscossione dell’imposta sul valore aggiunto, le spese supplementari fatturate da un prestatore di servizi di
         telecomunicazioni ai suoi clienti, qualora questi ultimi paghino detti servizi non con il sistema dell’addebito diretto o
         con giroconto tramite il Bankers’ Automated Clearing System (BACS), ma con carta di credito, carta di debito, assegno oppure
         in contanti presso lo sportello di una banca o di un agente autorizzato a ricevere il pagamento per conto di tale prestatore
         di servizi, non costituiscono il corrispettivo di una prestazione di servizi distinta ed indipendente dalla prestazione di
         servizi principale, consistente nel fornire servizi di telecomunicazioni.
      
      Invero, una siffatta attività, alla quale i clienti non possono ricorrere indipendentemente dalla fruizione del servizio di
         telefonia mobile, non presenta, dal punto di vista di questi ultimi, alcun interesse autonomo rispetto a detto servizio.
      
      In particolare, una prestazione dev’essere considerata accessoria ad una prestazione principale quando essa non costituisce
         per la clientela un fine a sé stante, bensì il mezzo per fruire nelle migliori condizioni del servizio principale offerto
         dal prestatore.
      
      (v. punti 25, 27, 32 e dispositivo)
SENTENZA DELLA CORTE (Terza Sezione)
      2 dicembre 2010 (*)
      
      «Sesta direttiva IVA – Esenzione – Art. 13, parte B, lett. d), punti 1 e 3 – Negoziazione di crediti – Operazioni relative ai pagamenti ed ai giroconti – Esistenza di due prestazioni di servizi distinte o di una prestazione unica – Spese supplementari fatturate in caso di utilizzo di determinati metodi di pagamento per servizi di telefonia mobile»
      Nel procedimento C‑276/09,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dalla High Court of
         Justice (England & Wales), Chancery Division (Regno Unito), con decisione 8 aprile 2009, pervenuta in cancelleria il 20 luglio
         2009, nella causa
      
      Everything Everywhere Ltd, già T‑Mobile (UK) Ltd,
      
      contro
      Commissioners for Her Majesty’s Revenue and Customs,
      LA CORTE (Terza Sezione),
      composta dal sig. K. Lenaerts, presidente di sezione, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta, dai sigg. G. Arestis, J. Malenovský
         e T. von Danwitz (relatore), giudici,
      
      avvocato generale: sig. P. Cruz Villalón
      cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore principale
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 30 settembre 2010,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per l’Everything Everywhere Ltd, già T‑Mobile (UK) Ltd, dal sig. J. Peacock, QC, e dal sig. M. Angiolini, barrister;
      –        per il governo del Regno Unito, dalla sig.ra H. Walker, in qualità di agente, assistita dal sig. R. Hill, barrister;
      –        per il governo ellenico, dai sigg. S. Spyropoulos e M. Germani nonché dalla sig.ra V. Karra, in qualità di agenti;
      –        per l’Irlanda, dai sigg. D. O’Hagan, in qualità di agente, assistito dal sig. B. Doherty, barrister;
      –        per la Commissione europea, dal sig. R. Lyal e dalla sig.ra M. Afonso, in qualità di agenti,
      vista la decisione, adottata dopo aver sentito l’avvocato generale, di giudicare la causa senza conclusioni,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’art. 13, parte B, lett. d), punti 1 e 3, della sesta
         direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative
         alle imposte sulla cifra di affari – Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145, pag. 1;
         in prosieguo: la «sesta direttiva»), il quale prevede che sono esenti da imposta sul valore aggiunto (in prosieguo: l’«IVA»),
         fra l’altro, la negoziazione di crediti nonché le operazioni relative ai pagamenti ed ai giroconti. 
      
      2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra l’Everything Everywhere Ltd, già T‑Mobile (UK) Ltd (in
         prosieguo: l’«Everything Everywhere»), ed i Commissioners for Her Majesty’s Revenue and Customs (in prosieguo: i «Commissioners»)
         in merito alla disciplina, in materia di IVA, delle spese addebitate dall’Everything Everywhere ai suoi clienti nel caso in
         cui essi optino per determinati metodi di pagamento delle loro fatture mensili.
      
       Contesto normativo
       La normativa dell’Unione 
      3        Ai sensi dell’art. 2, punto 1, della sesta direttiva, sono soggette ad IVA «le cessioni di beni e le prestazioni di servizi,
         effettuate a titolo oneroso all’interno del paese da un soggetto passivo che agisce in quanto tale».
      
      4        L’art. 13, parte B, della sesta direttiva, intitolato «Altre esenzioni», prevede quanto segue:
      
      «Fatte salve altre disposizioni comunitarie, gli Stati membri esonerano, alle condizioni da essi stabilite per assicurare
         la corretta e semplice applicazione delle esenzioni sottoelencate e per prevenire ogni possibile frode, evasione ed abuso:
      
      (...)
      d)      le operazioni seguenti:
      1.      la concessione e la negoziazione di crediti nonché la gestione di crediti da parte di chi li ha concessi;
      (...)
      3.      le operazioni, compresa la negoziazione, relative ai depositi di fondi, ai conti correnti, ai pagamenti, ai giroconti, ai
         crediti, agli assegni e ad altri effetti commerciali, ad eccezione del ricupero dei crediti;
      
      (...)».
       La normativa nazionale
      5        L’esenzione prevista dall’art. 13, parte B, lett. d), punti 1 e 3, della sesta direttiva è stata trasposta nel Regno Unito
         dalla sezione 5, punti 1 e 5, dell’allegato 9 della legge del 1994 sull’IVA (Value Added Tax Act 1994), che esenta dall’IVA:
      
      «1.      [i]l pagamento, il giroconto o la riscossione di denaro, garanzie di crediti, cambiali e ordini di pagamento, o altra operazione
         relativa al denaro o a valori assimilabili;
      
      (...)
      5.      [l]a fornitura di servizi di intermediazione in rapporto a qualsiasi transazione prevista dai punti 1, 2, 3, 4 o 6 (qualora
         sia conclusa una transazione di tal genere) da parte di una persona che agisce in qualità di intermediario».
      
      6        Le note 5‑5B della sezione 5 dell’allegato 9 della legge del 1994 sull’IVA dispongono quanto segue:
      
      «(5)      ai fini del punto 5, i “servizi di intermediazione” consistono nel porre in contatto, allo scopo di procurare servizi finanziari
      a)      persone che cercano o possono cercare di ottenere servizi finanziari
      b)      persone che forniscono servizi finanziari
      congiuntamente (nel caso di servizi finanziari che ricadono nei punti 1, 2, 3 o 4) allo svolgimento di lavoro preparatorio
         alla conclusione di contratti per la fornitura di quei servizi finanziari, senza tuttavia includere la fornitura di ricerche
         di mercato, l’ideazione di prodotti, la pubblicità, i servizi promozionali e simili oppure la raccolta, il confronto e la
         trasmissione di informazioni in collegamento con tali attività.
      
      (5A)      Ai fini del punto 5, una persona “agisce in qualità di intermediario autorizzato” qualora agisca come intermediario, o come
         uno degli intermediari, tra
      
      a)      chi fornisce servizi finanziari, e
      b)      chi cerca o può cercare di ottenere servizi finanziari,
      (...)
      (5B)      Ai fini delle note 5 e 5A si intende con “servizi finanziari” l’esecuzione di qualsiasi operazione che ricada nei punti 1,
         2, 3, 4 o 6».
      
       Causa principale e questioni pregiudiziali
      7        L’Everything Everywhere è un’impresa del settore delle telecomunicazioni che fornisce servizi di telefonia mobile. Per fruire
         di tali servizi, i clienti possono pagare in anticipo, mediante accredito sul proprio conto cliente, oppure al termine del
         periodo di fatturazione. In quest’ultimo caso, l’Everything Everywhere invia ai propri clienti una fattura mensile che questi
         ultimi possono pagare con diversi metodi. Essi possono così scegliere tra il pagamento:
      
      –        mediante prelievo effettuato secondo il sistema di «addebito diretto»;
      –        con giroconto tramite il Bankers’ Automated Clearing System [sistema automatico di compensazione interbancaria (BACS)] (in
         prosieguo: il «giroconto BACS»); 
      
      –        con carta di debito o carta di credito, telefono o Internet;
      –        tramite un terzo che agisce in qualità di agente autorizzato a ricevere il pagamento, ad esempio presso lo sportello di un
         ufficio postale («Post Office»);
      
      –        con assegno spedito via posta, oppure
      –        presso lo sportello di una succursale della banca dell’Everything Everywhere, vale a dire la HSBC Bank plc, o di un’altra
         banca, con accredito sul conto corrente dell’Everything Everywhere. 
      
      8        Quando un cliente paga la propria fattura con il sistema di «addebito diretto» o con giroconto BACS, l’Everything Everywhere
         non pone spese supplementari a suo carico.
      
      9        Un prelievo con il sistema di «addebito diretto» presuppone un «mandato di addebito diretto», vale a dire un ordine permanente
         impartito dal cliente alla propria banca di procedere a pagamenti su richiesta dell’Everything Everywhere. Su tale base quest’ultima
         si attiva, per ogni pagamento esigibile, per ottenere dalla suddetta banca, attraverso il BACS, il trasferimento della somma
         dovuta dal cliente. Il giroconto BACS è di volta in volta effettuato su iniziativa del cliente, che ordina alla propria banca
         di trasferire una somma determinata dal proprio conto a quello dell’Everything Everywhere.
      
      10      Ogni pagamento effettuato con uno degli altri metodi menzionati al punto 7 della presente sentenza dà invece luogo alla fatturazione,
         il mese successivo, di un importo supplementare di 3 GBP, definito dall’Everything Everywhere «separate payment handling charge»
         (spese separate di gestione del pagamento; in prosieguo: le «SPHC»).
      
      11      Così, le SPHC sono fatturate al cliente che paga con carta di debito o carta di credito dando avvio, tramite telefono o via
         Internet, ad una procedura informatizzata che si conclude con il trasferimento della somma dovuta dalla banca emittente della
         carta al conto corrente dell’Everything Everywhere. Lo stesso accade in caso di pagamento in contanti, presso lo sportello
         di una banca ovvero di un agente autorizzato a ricevere il pagamento, in particolare di un ufficio postale, con il quale l’Everything
         Everywhere ha concluso un accordo che prevede la riscossione di tali pagamenti per suo conto. L’Everything Everywhere fattura
         altresì le SPHC ai clienti che pagano i servizi di telefonia mobile con assegno consegnando l’assegno allo sportello di una
         banca di loro scelta oppure inviando il medesimo alla banca dell’Everything Everywhere mediante busta contenente l’indirizzo
         prestampato di quest’ultima banca.
      
      12      Le SPHC sono previste dalle condizioni generali applicate dall’Everything Everywhere. Esse sono menzionate negli opuscoli
         informativi dell’Everything Everywhere che riportano le sue tariffe, nonché sul sito Internet di quest’ultima. Circa il 28%
         dei clienti dell’Everything Everywhere sceglie di pagare con metodi diversi dall’«addebito diretto» o dal giroconto BACS e,
         conseguentemente, è tenuto a corrispondere le SPHC.
      
      13      Le SPHC non si applicano né ai clienti che pagano in anticipo tutti i servizi di telefonia mobile mediante accredito sul loro
         conto cliente, né alla clientela professionale.
      
      14      L’Everything Everywhere ritiene che le SPHC debbano essere considerate il corrispettivo di un servizio di gestione dei pagamenti
         effettuato a titolo oneroso e che esse siano pertanto esenti da IVA ai sensi dell’art. 13, parte B, lett. d), della sesta
         direttiva. Nel mese di agosto 2005, l’Everything Everywhere ha presentato una domanda riguardante un importo di GBP 4 063 228,08,
         che rappresenta l’eccedenza di imposta pagata a valle per il periodo dall’agosto 2003 al luglio 2005 per le SPHC. I Commissioners
         hanno respinto tale domanda. L’Everything Everywhere ha proposto ricorso avverso detto rigetto dinanzi al VAT and Duties Tribunal,
         il quale ha confermato la decisione dei Commissioners dichiarando che le SPHC erano soggette ad IVA.
      
      15      L’Everything Everywhere ha proposto appello contro la decisione del VAT and Duties Tribunal dinanzi al giudice del rinvio.
         Secondo quest’ultimo, il punto su cui verte la controversia, in sostanza, è se le SPHC costituiscano il corrispettivo di una
         prestazione di servizi distinta dalla fornitura di servizi di telecomunicazioni e rientrante nell’esenzione prevista dall’art. 13,
         parte B, lett. d), punti 1 o 3, della sesta direttiva.
      
      16      Il giudice del rinvio rileva in particolare che le parti della causa principale hanno riconosciuto che l’art. 13, parte B,
         lett. d), punto 3, della sesta direttiva era già stato interpretato dalla Corte nella sentenza 5 giugno 1997, causa C‑2/95,
         SDC (Racc. pag. I‑3017), segnatamente ai punti 53 e 66 di detta sentenza, nella quale la Corte ha dichiarato che, per quanto
         concerne un’«operazione relativa ai giroconti», i servizi forniti devono essere idonei ad operare trasferimenti di fondi ed
         a implicare modifiche giuridiche ed economiche. Tuttavia, le parti non concorderebbero sull’interpretazione di tali termini.
      
      17      Ritenendo che la soluzione della controversia principale dipenda dall’interpretazione del diritto dell’Unione, la High Court
         of Justice (England & Wales), Chancery Division, ha deciso di sospendere il giudizio e di sottoporre alla Corte le seguenti
         questioni pregiudiziali:
      
      «1)      Quali siano le caratteristiche di un servizio esente che è “idone[o] ad operare trasferimenti di fondi e a implicare modifiche
         giuridiche ed economiche”. In particolare:
      
      a)      se l’esenzione sia applicabile a servizi che, altrimenti, non dovrebbero essere prestati da nessuna delle istituzioni finanziarie
         che: i) effettuano un addebito su un conto; ii) effettuano un corrispondente accredito su un altro conto, oppure iii) eseguono
         un’operazione intermedia tra i) e ii);
      
      b)      se detta esenzione sia applicabile a servizi che non comportano l’esecuzione di operazioni di addebito su un conto corrente
         e del corrispondente accredito su un altro conto corrente ma che, nel caso in cui il trasferimento di fondi sia eseguito,
         possono essere considerati la causa di tale trasferimento.
      
      2)      Se l’esenzione prevista all’art. 13, parte B, lett. d), punto 3, della sesta direttiva per le “operazioni (…) relative (…)
         ai pagamenti [o] ai giroconti” si applichi a serviz[i] di riscossione e gestione di pagamenti mediante carte di credito o
         di debito, come quelli svolti dal soggetto d’imposta nel presente caso. In particolare, qualora la trasmissione dei file di
         saldo al termine di ogni giornata da parte del soggetto d’imposta abbia l’effetto automatico di causare l’addebito sul conto
         del cliente e l’accredito sul conto del soggetto d’imposta, se tali servizi ricadano nell’ambito di applicazione dell’art. 13,
         parte B, lett. d), punto 3, [della sesta direttiva].
      
      3)      Se la soluzione da fornirsi alla questione sub 2) dipenda dalla circostanza che il soggetto d’imposta ottenga da sé i codici
         di autorizzazione per la successiva trasmissione oppure ottenga tali codici mediante l’agenzia della sua banca accettante.
      
      4)      Se l’esenzione di cui all’art. 13, parte B, lett. d), punto 1, della sesta direttiva per la “negoziazione di crediti” si applichi
         a servizi come quelli offerti dal soggetto d’imposta nella fattispecie, con riferimento ai pagamenti effettuati mediante carta
         di credito, attraverso e come risultato dei quali il conto della carta di credito del cliente subisce l’addebito di ulteriori
         importi.
      
      5)      Se l’esenzione per le “operazioni (…) relative (…) ai pagamenti [o] ai giroconti” si applichi a servizi di accettazione e
         di gestione di pagamenti effettuati avvalendosi di agenti di parte terza, come quelli nella fattispecie offerti dal soggetto
         d’imposta mediante l’Ufficio postale e la PayPoint.
      
      6)      Se l’esenzione prevista per le “operazioni (…) relative (…) ai pagamenti [o] ai giroconti” si applichi ai servizi di riscossione
         e di gestione dei pagamenti effettuati mediante assegno inviato al soggetto d’imposta o al suo agente, qualora tali pagamenti
         debbano essere gestiti dal soggetto d’imposta e dalla sua banca.
      
      7)      Se l’esenzione prevista per le “operazioni (…) relative (…) ai pagamenti [o] ai giroconti” si applichi a servizi, come quelli
         offerti dal soggetto d’imposta nella fattispecie, consistenti nel riscuotere e gestire pagamenti effettuati allo sportello
         di una banca, per accredito, da svolgersi mediante il sistema bancario, sul conto bancario del soggetto d’imposta.
      
      8)      Quali particolari fattori debbano essere presi in considerazione nel decidere se le spese (come le spese di gestione del pagamento
         nel presente caso) applicate da un soggetto d’imposta al suo cliente in rapporto alla scelta di quest’ultimo di effettuare
         il pagamento in suo favore utilizzando a questo scopo una particolare modalità, e che vengono identificate specificamente
         nel testo del contratto ed indicate separatamente nelle fatture inviate al cliente, costituiscano una prestazione di servizi
         separata ai fini dell’IVA».
      
       Sulle questioni pregiudiziali
      18      Con le sue questioni, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se, da un lato, le SPHC costituiscano il corrispettivo di
         una prestazione di servizi, fornita dall’Everything Everywhere ai suoi clienti, rientrante fra le esenzioni dall’IVA previste
         dall’art. 13, parte B, lett. d), punto 1, della sesta direttiva (quarta questione) o dal suddetto art. 13, parte B, lett. d),
         punto 3 (questioni dalla prima alla terza e dalla quinta alla settima), e se, dall’altro, la suddetta prestazione sia distinta
         dalla fornitura di servizi di telefonia mobile (ottava questione).
      
      19      Dal momento che, in mancanza di una simile prestazione di servizi distinta dalla fornitura di servizi di telefonia mobile,
         alle SPHC si applicherebbe la stessa disciplina tributaria degli importi dovuti per questi ultimi servizi (v., in tal senso,
         sentenze 25 febbraio 1999, causa C‑349/96, CPP, Racc. pag. I‑973, punto 32, e 21 giugno 2007, causa C‑453/05, Ludwig, Racc. pag. I‑5083,
         punto 20), occorre esaminare, in primo luogo, l’ottava questione.
      
       Sull’ottava questione
      20      Con tale questione, il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se, ai fini della riscossione dell’IVA e, in particolare, dell’applicazione
         delle disposizioni relative alle esenzioni previste dalla sesta direttiva, le spese supplementari fatturate da un prestatore
         di servizi di telecomunicazioni ai suoi clienti qualora questi utilizzino determinati metodi di pagamento costituiscano il
         corrispettivo di una prestazione di servizi di gestione dei pagamenti fornita dal suddetto prestatore ai suoi clienti, da
         considerarsi come una prestazione distinta dalla fornitura dei servizi di telecomunicazioni.
      
      21      Dall’art. 2 della sesta direttiva discende che ciascuna prestazione dev’essere considerata di regola autonoma e indipendente
         (v., in particolare, sentenze CPP, cit., punto 29; 29 marzo 2007, causa C‑111/05, Aktiebolaget NN, Racc. pag. I‑2697, punto 22,
         e 19 novembre 2009, causa C‑461/08, Don Bosco Onroerend Goed, Racc. pag. I‑11079, punto 35).
      
      22      Tuttavia, l’operazione costituita da un’unica prestazione sotto il profilo economico non dev’essere artificialmente divisa
         in più parti per non alterare la funzionalità del sistema dell’IVA (v., in particolare, sentenze CPP, cit., punto 29; Aktiebolaget
         NN, cit., punto 22, e 22 ottobre 2009, causa C‑242/08, Swiss Re Germany Holding, Racc. pag. I‑10099, punto 51).
      
      23      Inoltre, in talune circostanze, più prestazioni formalmente distinte, che potrebbero essere fornite separatamente e dar così
         luogo, individualmente, a imposizione o a esenzione, devono essere considerate come un’unica operazione quando non sono indipendenti
         (v. sentenze 21 febbraio 2008, causa C‑425/06, Part Service, Racc. pag. I‑897, punto 51; 11 giugno 2009, causa C‑572/07, RLRE
         Tellmer Property, Racc. pag. I‑4983, punto 18, e Don Bosco Onroerend Goed, cit., punto 36).
      
      24      Ciò accade, ad esempio, nel caso in cui più elementi debbano essere considerati nel senso che costituiscono la prestazione
         principale, mentre altri elementi debbano essere considerati alla stregua di una o più prestazioni accessorie cui si applica
         la stessa disciplina tributaria della prestazione principale (v., in particolare, sentenze CPP, cit., punto 30; 15 maggio
         2001, causa C‑34/99, Primback, Racc. pag. I‑3833, punto 45, e RLRE Tellmer Property, cit., punto 18, nonché ordinanza 14 maggio
         2008, cause riunite C‑231/07 e C‑232/07, Tiercé Ladbroke e Derby, punto 21).
      
      25      In particolare, una prestazione dev’essere considerata accessoria ad una prestazione principale quando essa non costituisce
         per la clientela un fine a sé stante, bensì il mezzo per fruire nelle migliori condizioni del servizio principale offerto
         dal prestatore (v., in particolare, citate sentenze CPP, punto 30; Primback, punto 45, e RLRE Tellmer Property, punto 18,
         nonché ordinanza Tiercé Ladbroke e Derby, cit., punto 21). 
      
      26      Per stabilire se il soggetto passivo fornisce al consumatore, considerato come consumatore medio, più prestazioni principali
         distinte oppure una prestazione unica, occorre individuare gli elementi caratteristici dell’operazione in questione e prendere
         in considerazione tutte le circostanze in cui questa si svolge (v., in tal senso, citate sentenze CPP, punti 28 e 29; Aktiebolaget
         NN, punti 21 e 22, e Ludwig, punto 17, nonché ordinanza Tiercé Ladbroke e Derby, cit., punti 19 e 20).
      
      27      Nel caso della controversia oggetto della causa principale, si deve rilevare che il servizio essenziale fornito da un prestatore
         quale l’Everything Everywhere ai propri clienti è il servizio di telefonia mobile. L’attività esercitata da tale impresa al
         momento della fatturazione del servizio in questione, in particolare la messa a disposizione dei clienti di un’infrastruttura
         che consente ai medesimi di pagare le fatture non solo con il sistema dell’«addebito diretto» o con giroconto BACS, ma altresì
         con carta di credito, con assegno o in contanti, non costituisce per tali clienti un fine a sé stante. L’asserita prestazione
         di servizi, alla quale i clienti in questione non possono ricorrere indipendentemente dalla fruizione del servizio di telefonia
         mobile, non presenta, dal punto di vista di questi ultimi, alcun interesse autonomo rispetto a detto servizio. Essa offre
         ai clienti solamente la possibilità di pagare le fatture di telefonia mobile secondo il metodo di pagamento che ritengono
         più comodo e consente, peraltro, al prestatore di servizi di incrementare il volume del servizio fornito a titolo principale
         (v., in tal senso, sentenza Primback, cit., punto 47).
      
      28      Inoltre, il ricevimento di un pagamento e la gestione di quest’ultimo sono intrinsecamente connessi ad ogni prestazione di
         servizi fornita a titolo oneroso. È inerente ad una simile prestazione che il prestatore dei servizi chieda di essere pagato
         e compia gli atti necessari affinché il cliente possa procedere ad un pagamento effettivo come corrispettivo della prestazione
         fornita. In linea di principio, qualunque modalità di pagamento di una prestazione di servizi implica che il prestatore proceda
         a determinate attività per la gestione del pagamento, anche se l’entità di dette attività può variare da un metodo di pagamento
         all’altro. Secondo la descrizione dei differenti metodi di pagamento che figura nella decisione di rinvio, anche per il pagamento
         con il sistema di «addebito diretto» è necessaria, ai fini di un pagamento effettivo, un’attività del creditore, che consiste,
         per quest’ultimo, nell’utilizzare il mandato conferitogli e nel richiedere alla banca del cliente interessato di procedere
         al trasferimento della somma dovutagli (v., in tal senso, sentenza 28 ottobre 2010, causa C‑175/09, AXA UK, non ancora pubblicata
         nella Raccolta, punti 9, 10 e 33).
      
      29      La circostanza, evidenziata nell’ottava questione sottoposta, che nel testo del contratto sia specificamente identificato
         un distinto prezzo per l’asserito servizio finanziario e che tale prezzo sia indicato separatamente nelle fatture inviate
         ai clienti non è, di per sé, determinante. Infatti, secondo la giurisprudenza della Corte, il fatto che venga fatturato un
         prezzo unico o che siano contrattualmente previsti prezzi distinti non ha importanza decisiva al fine di determinare se si
         debbano ritenere sussistenti due o più operazioni distinte ed indipendenti o un’operazione economica unica (v., in tal senso,
         sentenze CPP, cit., punto 31, nonché 27 ottobre 2005, causa C‑41/04, Levob Verzekeringen e OV Bank, Racc. pag. I‑9433, punto 25).
      
      30      Ne consegue che i clienti dell’Everything Everywhere che pagano le loro fatture di telefonia mobile con uno dei metodi di
         pagamento che danno luogo al versamento delle SPHC non intendono acquistare due prestazioni distinte, vale a dire una prestazione
         di telefonia mobile ed una prestazione che consisterebbe nel garantire la gestione dei loro pagamenti. Dal punto di vista
         del cliente, la prestazione di servizi di gestione dei pagamenti, asseritamente fornita dal prestatore di servizi di telecomunicazione
         ai suoi clienti in caso di pagamento di detti servizi con determinate modalità, in circostanze come quelle di cui alla causa
         principale deve essere considerata, ai fini dell’IVA, come accessoria alla prestazione principale di servizi di telecomunicazioni
         (v., per analogia, sentenza 22 ottobre 1998, cause riunite C‑308/96 e C‑94/97, Madgett e Baldwin, Racc. pag. I‑6229, punti 24
         e 25).
      
      31      Tale conclusione non può essere invalidata dal principio di neutralità fiscale inerente al sistema comune dell’IVA, che osta
         a che prestazioni di servizi simili, che si trovano quindi in concorrenza le une con le altre, siano trattate in maniera diversa
         sotto il profilo dell’IVA (v., in particolare, sentenze 6 maggio 2010, causa C‑94/09, Commissione/Francia, non ancora pubblicata
         nella Raccolta, punto 40, e 10 giugno 2010, causa C‑58/09, Leo-Libera, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 34), dal
         momento che la situazione dell’Everything Everywhere è completamente diversa da quella di un operatore economico che fornisce
         ai suoi clienti servizi finanziari a titolo di prestazione principale.
      
      32      Conseguentemente, occorre risolvere l’ottava questione dichiarando che, ai fini della riscossione dell’IVA, le spese supplementari
         fatturate da un prestatore di servizi di telecomunicazioni ai suoi clienti, qualora questi ultimi paghino detti servizi non
         con il sistema dell’«addebito diretto» o con giroconto BACS, ma con carta di credito, carta di debito, assegno oppure in contanti
         presso lo sportello di una banca o di un agente autorizzato a ricevere il pagamento per conto di tale prestatore di servizi,
         non costituiscono il corrispettivo di una prestazione di servizi distinta ed indipendente dalla prestazione di servizi principale,
         consistente nel fornire servizi di telecomunicazioni. 
      
       Sulle questioni dalla prima alla settima
      33      Alla luce della soluzione fornita all’ottava questione, non è necessario risolvere le questioni dalla prima alla settima.
      
       Sulle spese
      34      Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Terza Sezione) dichiara:
      Ai fini della riscossione dell’imposta sul valore aggiunto, le spese supplementari fatturate da un prestatore di servizi di
            telecomunicazioni ai suoi clienti, qualora questi ultimi paghino detti servizi non con il sistema dell’«addebito diretto»
            o con giroconto tramite il Bankers’ Automated Clearing System, ma con carta di credito, carta di debito, assegno oppure in
            contanti presso lo sportello di una banca o di un agente autorizzato a ricevere il pagamento per conto di tale prestatore
            di servizi, non costituiscono il corrispettivo di una prestazione di servizi distinta ed indipendente dalla prestazione di
            servizi principale, consistente nel fornire servizi di telecomunicazioni.
      Firme
      * Lingua processuale: l’inglese.