CELEX: 51989PC0499
Language: it
Date: 1989-10-17
Title: PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO RELATIVA AD UN CONTRIBUTO FINANZIARIO DELLA COMUNITA PER L' ERADICAZIONE DELLA PESTE SUINA AFRICANA IN SARDEGNA

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                               C0M(89)499 def.
                                               Bruxelles, 17 ottobre 1989
                          Proposta di
                   DECISIONE DEL CONSIGLIO
  relativa ad un contributo finanziario della Comunità per
    l'eradicazione della peste suina africana in Sardegna
                (presentata dalla Commissione)
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La presenza delia peste suina africana in Sardegna ostacola gli scambi di
suini vivi, di carni suine e di taluni prodotti a base di carni suine.
La malattia ò apparsa nell'isola nel 1978 e per la sua eradlcazione è
stato posto in atto un complesso di misure di lotta. Nel 1980 il
Consiglio ha adottato una decisione relativa a misure finanziarie della
Comunità per I'eradicazione della malattia, allo scopo di incentivare
 l'azione già svolta al riguardo. La malattia, pero', non è stata
eradicata.
Si ritiene pertanto necessario proseguire e potenziare il programma. La
nuova azione, più incisiva, dovrebbe consentire reradicazione totale
della peste suina africana, che costituisce un pericolo costante per gli
allevamenti suini della Comunità. L'eradicazlone di questa malattia è
necessaria per la realizzazione del mercato interno e figura nel
calendario del Libro Bianco.
Per quanto riguarda la presente proposta, la Commissione ha adottato la
proposta del comitato di regolamentazione. La scelta ò giustificata, in
questo caso, dalla necessità di non sconvolgere il meccanismo di gestione
in campo veterinario. Essa non pregiudica, tuttavia, la preferenza della
Commissione per la procedura del comitato consultivo.
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                          DECISIONE DEL CONSIGLIO
           relativa ad un contributo finanziario della Comunità
        per I'eradicazione della peste suina africana in Sardegna
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
visto II trattato che istituisce      la Comunità     economica europea,  in
particolare l'articolo 43,
vista la proposta della Commissione,
visto II prarere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando che la peste suina africana è apparsa in Sardegna nel 1978;
che la Comunità ha già adottato provvedimenti di carattere finanziario a
favore dell'Italia con la decisione 80/1097/CEE del Consiglio (1),
modificata da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3768/85 (2>;
considerando che la persistenza della malattia ostacola la            libera
circolazione di suini vivi, di carni fresche di suini e di            taluni
prodotti a base di carni suine;
considerando che I'eradicazione totale e definitiva della malattia
costituisce una premessa fondamentale - in relazione agli scambi di suini
vivi e di carni ssuine - per la realizzazione del mercato unico nel
settore delle carni sulne e per             l'aumento    della produttività
dell'allevamento, nonché, di conseguenza, per II miglioramento del tenore
di vita delle persone occupate in questo settore;
considerando che l'Italia deve presentare un nuovo piano di eradicazione
della peate suina africana, da attuarsi entro un periodo di cinque anni;
(1) GU n. L 325 del 1°.12.1980, pag. 8
(2) GU n. L 362 del 31.12.1985, pag. 8
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considerando che il piano di eradlcazione deve comprendere misure che
garantiscano l'efficacia dell'azione intrapresa, ma deve costituire anche
un cambiamento di strategia; che l'adozione di queste misure e il loro
adeguamento in funzione degli sviluppi della situazione necessita una
procedura di stretta collaborazione fra gli Stati membri e la
Commissione;
considerando che gli Stati membri debbono essere regolarmente informati
dei risultati ottenuti grazie alle misure applicate,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                Articolo 1
L'Italia elabora un nuovo plano per      I'eradicazione della peste suina
africana in Sardegna.
                                Articolo 2
Il plano di cui all'articolo 1 deve comprendere, oltre all'indicazione
dell'organismo   responsabile   della    sua    applicazione e   del   suo
coordinamento:
1. Misure volte a eliminare     I focolai    di  peste suina africana,  in
   particolare:
   (a)   la macellazione immediata e la distruzione di tutti gli animali
         della specie suina presenti nelle aziende
         - nelle quali sia stato constatato un caso clinico di peste
            sulna africana,
         - che I risultati di un'Indagine epidemiologica possano far
            considerare contaminate.
         La macellazione e la distruzione devono essere effettuate in
         modo da evitare qualsiasi rischio di diffusione del virus;
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   (b)   la pulizia e la disinfezione delle aziende, nonché la
         distruzione di insetti e roditori, una volta eliminati I suini;
   (e)   la compensazione immediata ed adeguata dei proprietari degli
         allevamenti i cui suini sono stati macellati conformemente al
         disposto delia lettera a ) ;
   (d)   l'istituzione, per motivi sanitari, di un periodo di attesa
         prima del ripopolamento dell'allevamento, di durata pari ad
         almeno un mese dopo          la macellazione degli      animali  e
         l'ultimazione delle operazioni di cui alla lettera b ) , per
         quanto riguarda le aziende in cui l'allevamento viene effettuato
         In edifici chiusi, e di almeno tre mesi per le altre aziende;
   (e)   il ripopolamento graduale delle aziende, ricorrendo, in primo
         luogo, alla introduzione di suini "sentinella", nei quali sia
         stata constatata l'assenza di anticorpi della peste suina
         africana prima del loro ingresso nell'azienda e dopo un mese di
         permanenza nella stessa;
   (f)   il controllo costante delle aziende sul piano sierologico fino
         al loro completo ripopolamento;
   (g)   l'istituzione di una zona di protezione di almeno 3 km di
         raggio, In caso sia stato diagnosticato un caso clinico di
         malattia come Indicato alla lettera a ) , primo trattino. La zona
         di protezione deve restare In vigore per almeno 30 giorni. Per
         i primi 15 giorni, I suini non possono lasciare le aziende. Dal
         quindicesimo al trentesimo giorno, i suini possono lasciare le
         aziende    rispettive    soltanto    per    essere    trasportati,
         direttamente, sotto controllo ufficiale, ad un macello per
         essere immediatamente macellati. Il trasporto può' essere
         autorizzato dall'autorità competente soltanto previo esame, da
         parte del veterinario ufficiale, di tutti i suini presenti
         nell'azienda e qualora sia stato accertato che nessuno dei suini
         lasci sospettare di essere infetto dalla peste suina africana.
2. Misure di controllo degli allevamenti suini, in particolare:
   (a)   prove sierologiche su campioni        rappresentativi    di suini
         prelevati in tutti gli allevamenti di ciascuna delle Provincie,
         Iniziando da quella di Nuoro.
         Tuttavia, nei casi particolari      descritti    in  appresso,  si
         applicano le seguenti modalità:
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          -  nel caso degli allevamenti di produzione, di riproduzione
             o a circuito chiuso misto, tutte le scrofe riproduttrici o
             destinate alla riproduzione devono essere sottoposte ad
             esame sierologico ad intervalli regolari;
         - nel caso delle aziende miste che si procurano suini da
             fonti esterne, se non vi ò una netta separazione tra
             l'unità di riproduzione e l'unità di ingrasso dei suini,
             tutti i suini dell'azienda devono essere sottoposti a
             esame sierologico ad intervalli regolari;
    (b)  esami sierologici sistematici presso tutti gli allevamenti
         nei quali uno o più capi abbiano dato esito positivo alle
         prove sierologiche di cui alla lettera a ) , e proseguimento
         degli esami sino a che tutti gli animali risultati positivi
         siano stati Individuati ed eliminati;
    (e)   indagine epidemiologica per identificare le aziende in cui
         sono nati I suini che hanno dato esito positivo alle prove
         sierologiche o I cui suini possono aver avuto contatti, con
         altri suini, ed esami sierologici sistematici         In tali
         aziende;
    (d)  esami sierologici         (esecuzione di prove prima di ogni
         spostamento) di tutti            i suini che entrano o escono
         dall'azienda a scopo di riproduzione o di Ingrasso;
    (e)  esecuzione di prove sierologiche presso campioni di suini
         prelevati al momento delia macellazione;
   (f)   eliminazione, mediante macellazione e successiva distruzione,
         di tutti gli animali che hanno dato esito positivo alle prove
         sierologiche eseguite nell'ambito delle misure di cui alle
          lettere a ) , b ) , e) e d ) ;
   (g)   compensazione immediata e adeguata dei proprietari dei suini
         macellati e distrutti conformemente al disposto della lettera
         f);
   (h)   analisi di laboratorio dei campioni prelevati su suini
         selvatlei macellatI.
3. Misure per l'identificazione dei suini e la registrazione degli
   allevamenti suini, In partIcolare:
   (a)   istituzione di un sistema di identificazione di tutti I suini
         presenti In Sardegna, in modo da poter individuare In
         qualsiasi momento la provincia e l'allevamento di origine;
   (b)   registrazione di tutte le aziende dedite all'allevamento
         suino in Sardegna, con precisazione del tipo di produzione,
         del patrimonio zootecnico, dell'entrata di suini con la
         relativa provenienza, dell'uscita di suini, con la relativa
         destinazione.
4. Misure volte a predisporre le Infrastrutture per II controllo
   sanitario, l'Identificazione e il prelievo di campioni di sangue
   presso i suini allevati principalmente in pascoli liberi.
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                                 Articolo 3
La Commissione esamina il piano elaborato dalle autorità italiane per
valutare se esso ò conforme ai requisiti previsti per la sua approvazione
o se debbano esservi apportate modifiche. Il piano e le eventuali
modifiche devono essere approvati conformemente alla procedura stabilita
al l'articolo 9.
                                 Articolo 4
Le misure previste dalla presente decisione beneficiano del contributo
finanziario della Comunità.
                                 Articolo 5
1. Il contributo finanziarlo della Comunità ò concesso per un periodo di
    cinque anni a decorrere dalla data stabilita dalla Commissione nella
    decisione di approvazione del piano di cui all'articolo 1.
2. L'importo stimato del contributo a carico del bilancio comunitario,
    Iscritto nel capitolo concernente le spese relative al settore
    agricolo ò fissato a 9 milioni di ecu per la durata del periodo di cui
    al paragrafo 1.
                                 Articolo 6
1. A condizione che tutte le misure previste siano applicate e siano
    conformi   al   piano   approvato   dalla    Commissione    conformemente
    all'articolo 3, le spese sostenute dall'Italia per le misure di cui
    - all'articolo 2, punto 1, lettere a ) , b ) , e), e) e f), e punto 2,
    - all'articolo 2, paragrafi 3 e 4,
    beneficiano del contributo finanziarlo della Comunità, limitatamente
    all'Importo di cui all'articolo 5.
2. La Comunità rimborsa II 50 % delle spese di cui al paragrafo 1, primo
    trattino, e il 30 % delle spese di cui al paragrafo 1, secondo
    trattino.
3. Le modalità di applicazione del presente articolo sono adottate, ove
    occorra, conformemente alla procedura stabi I ita al l'artico lo 9.
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                                  Articolo 7
 1. Le domande di pagamento devono riguardare           le spese sotenute
     dall'Italia durante l'anno civile e devono essere presentate alla
     Commissione anteriormente al 1° luglio dell'anno successivo.
 2. La Commissione decide In merito all'aiuto previa consultazione del
     comitato previsto all'articolo 9.
 3. Le modalità di applicazione del presente articolo        sono  adottate
    conformemente alla procedura stabilita all'articolo 9.
                                  Articolo 8
Gli articoli 8 e 9 del regolamento (CEE) n. 729/70 del Consigiio (1) si
applicano mutatis mutandis.
                                  Articolo 9
1. La Commissione é assistita dal comitato veterinario permanente (in
    appresso denominato "il comitato"), istituito con la decisione
    68/361/CEE del Conslgllo<2>.
2. Ove si faccia ricorso alla procedura di cui al presente articolo, il
    comitato è chiamato a pronunciarsi dal proprio presidente, per
     Iniziativa di quest'utlimo o su richiesta del rappresentante di uno
    Stato membro.
3. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto
    delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul
    progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione
    dell'urgenza della questione in esame. Il parere ò formulato alla
    maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per
    l'adozione delle decisioni che II Consiglio deve prendere su proposta
    della Commissione. Nelle votazioni al Comitato, viene attribuita ai
    voti del rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita
    all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla votazione.
4. La Commissione adotta     le misure previste qualora siano conformi al
   parere del comitato.
(1) GU n. L    94 del 28.4.1970, pag. 13
(2) GU n. L 255 del 18.10.1968, pag. 23
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5. Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in
   mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al
   Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio
   delibera a maggioranza qualificata.
   Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi a
   decorrere dalla data in cui gli é stata sottoposta la proposta, la
   Commissione adotta le misure proposte.
                               Articolo 10
1. La Commissione esegue regolari controlli in       loco  per  accertarsi
   dell'applicazione del piano di eradlcazione.
   La Commissione provvede regolarmente, almeno una volta all'anno, ad
   Informare, in seno al Comitato, gli Stati membri sugi! sviluppi della
   situazione, alla luce delle informazioni fornite dalle autorità
   Italiane,    che   presentano    alla   Commissione    una    relazione
   particolareggiata, unitamente alle domande di pagamento, nonché
   eventuali relazioni di esperti che, agendo per conto della Comunità e
   su designazione della Commissione stessa, hanno effettuato ispezioni
   in loco.
2. Qualora II piano di eradlcazione debba essere modificato nel corso
   della sua attuazione, e adottata, conformemente alla procedura
   stabilita all'articolo 9, una nuova decisione di approvazione.
                               Articolo 11
La Repubblica italiana ò destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, addi
                                                    Per il Consigi io
 ---pagebreak---                     S C H E D A                 F I N A N Z I A R I A
      Riguardante :
      Progetto di decisione del Consiglio che istituisce un'azione finanziarla della Coiun Ita
      per I'eradicazione della peste sulna africana In Sardegna.
 1.   linea di bilancio            Voce               DenoiInazione
       III B                       381                Program»! di eradicazione delle Malattie
                                                      nella Comunità.
 2.   Base giuridica
      Articolo 43 del trattato
 3.   Classificazione : Spesa obbligatoria
 4.  Obiettivo del provvedi pento e descrizione dell'azione:
      Eradicazlone della peste suina africana in Sardegna Mediante un aiuto finanziario per
      analisi sierologica - Macellazione di an Ita li - Misure di controllo.
 5.   Metodo di calcolo
5.1. Natura della spesa
     Rimborso di una parte delle spese nazionali.
5.2. Percentuale del fInanzlanento comunitario
     30% per le Misure di controllo
     50% per le altre spese imputabili
5.3. Calcolo
                  (in Mio di ECU)    Spese Imputabili      Aliquota    Partecipazione CEE
                  Macellazioni            10,3                50Z             5,15
                  anal, sterol.            5,0                50%             2,5
                  controlli                 3.0               30%             1,0
                  Totale                  18,3                                 8,65
6.    incidenze finanziarie sugli stanzi aient I operativi
6.1. Scadenziario degli stanziaMenti                              'In Milioni di ECU)
          Eserclzlo               SI/SP
          1990                    Pi
          1991                  1,350
          1992                    2,450
          1993                    2,850
          1994                  1,300
          1995                    0,700
          Eserclzl successlvi
          Totale                  8,650
6.2. Finanzi amento durante l'esercizio In corso:
     Nessuno
7.   Osservazioni :
     Questa proposta è necessaria per il completamento del Mercato interno.
 ---pagebreak---                                                                       ISSN 0254-1505
                                                               COM (89) 499 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                               03
                                          N. di catalogo : CB-CO-89-495-IT-C
                                                             ISBN 92-77-54306-X
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo