CELEX: C2005/143/01
Language: it
Date: 2005-06-11 00:00:00
Title: Nota informativa riguradante le domande di pronuncia pregiudiziale da parte delle giurisdizioni nazionali

11.6.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 143/1
            
         Avviso
   Una nota d'informazione destinata ai giudici nazionali relativa al procedimento pregiudiziale dinanzi alla Corte di giustizia è stata loro comunicata tramite le autorità nazionali competenti nel 1996. Poiché tale nota si è rivelata utile nella prassi, la Corte ha deciso di aggiornarla alla luce dell'esperienza e ritiene appropriato diffonderla oggi attraverso la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
   
      NOTA INFORMATIVA
   
   riguradante le domande di pronuncia pregiudiziale da parte delle giurisdizioni nazionali
   (2005/C 143/01)
   
               1.
            
            
               Il sistema del rinvio pregiudiziale è un meccanismo fondamentale del diritto dell'Unione europea, che ha per oggetto di fornire alle giurisdizioni nazionali lo strumento per assicurare un'interpretazione e un'applicazione uniformi di tale diritto in tutti gli Stati membri.
            
         
               2.
            
            
               La Corte di giustizia delle Comunità europee è competente a pronunciarsi in via pregiudiziale sull'interpretazione del diritto dell'Unione europea e sulla validità degli atti di diritto derivato. Questa competenza generale le è conferita dall'art. 234 del Trattato CE e, in taluni casi precisi, da altre norme.
            
         
               3.
            
            
               Poiché il procedimento pregiudiziale si basa sulla cooperazione tra la Corte e i giudici nazionali, sembra opportuno, al fine di assicurarne l'efficacia, fornire alle giurisdizioni le indicazioni seguenti.
            
         
               4.
            
            
               Queste indicazioni pratiche, prive di qualsiasi valore vincolante, mirano ad orientare i giudici nazionali circa l'opportunità di procedere ad un rinvio pregiudiziale e, eventualmente, ad aiutarli a formulare e presentare le questioni sottoposte alla Corte.
            
         Sul ruolo della Corte nell'ambito del procedimento pregiudiziale
   
               5.
            
            
               Nell'ambito del procedimento pregiudiziale, il ruolo della Corte di giustizia è quello di fornire un'interpretazione del diritto comunitario o di statuire sulla sua validità, e non di applicare tale diritto alla situazione di fatto che è alla base del procedimento dinanzi al giudice nazionale, ruolo che spetta a quest'ultimo. La Corte non è competente né a pronunciarsi su questioni di fatto sollevate nell'ambito della causa principale né a risolvere le divergenze di opinione in merito all'interpretazione o all'applicazione delle norme di diritto nazionale.
            
         
               6.
            
            
               La Corte si pronuncia sull'interpretazione o sulla validità del diritto comunitario, cercando di dare una risposta utile per la definizione della controversia, ma spetta alle giurisdizioni di rinvio trarne le conseguenze disapplicando eventualmente la norma nazionale di cui trattasi.
            
         Sulla decisione di sottoporre una questione alla Corte
   L'autore della questione
   
               7.
            
            
               Nell'ambito degli artt. 234 del Trattato CE e 150 del Trattato CEEA, le giurisdizioni degli Stati membri, qualora debbano statuire nell'ambito di un procedimento destinato a concludersi con una decisione di carattere giurisdizionale, possono in via di principio sottoporre alla Corte una questione pregiudiziale. La nozione di giurisdizione è interpretata dalla Corte quale nozione autonoma di diritto comunitario.
            
         
               8.
            
            
               Tuttavia, nel settore particolare degli atti adottati dalle istituzioni nell'ambito del titolo IV della Terza parte del Trattato CE, relativo ai visti, all'asilo, all'immigrazione ed alle altre politiche connesse con la libera circolazione delle persone — in particolare in materia di competenza giurisdizionale e di riconoscimento e di esecuzione delle decisioni giudiziarie –, il rinvio è consentito solo ai giudici che statuiscono in ultimo grado, conformemente all'art. 68 del Trattato CE.
            
         
               9.
            
            
               Inoltre, conformemente all'art. 35 del Trattato sull'Unione europea, gli atti adottati dalle istituzioni nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale possono costituire oggetto di un rinvio pregiudiziale solo da parte dei giudici degli Stati membri che hanno accettato la competenza della Corte, nel qual caso ciascuno Stato determina se la facoltà di adire la Corte sia concessa a tutte le sue giurisdizioni o sia riservata a quelle che statuiscono in ultimo grado.
            
         
               10.
            
            
               Non è necessario che le parti sollevino la questione; il giudice nazionale può sottoporla all'ufficio.
            
         Il rinvio per interpretazione
   
               11.
            
            
               Ogni giudice interessato può sottoporre alla Corte una questione relativa all'interpretazione di una norma di diritto comunitario qualora lo ritenga necessario ai fini della soluzione di una controversia ad esso sottoposta.
            
         
               12.
            
            
               Tuttavia, una giurisdizione avverso le cui decisioni non possa proporsi un ricorso giurisdizionale di diritto interno è, in via di principio, tenuta a sottoporre alla Corte tale questione, salvo qualora esista già una giurisprudenza in materia (e il contesto eventualmente nuovo non sollevi alcun dubbio reale circa la possibilità di applicare tale giurisprudenza) o qualora non vi sia alcun dubbio quanto alla corretta interpretazione della norma comunitaria.
            
         
               13.
            
            
               Pertanto, una giurisdizione avverso le cui decisioni possa proporsi un ricorso di diritto interno, può, in particolare quando ritiene di aver ricevuto sufficienti chiarimenti dalla giurisprudenza della Corte, decidere essa stessa circa l'esatta interpretazione del diritto comunitario e l'applicazione di quest'ultimo alla situazione di fatto che essa constata. Tuttavia, un rinvio pregiudiziale può risultare particolarmente utile, nella fase appropriata del procedimento, quando si tratta di una questione di interpretazione nuova che presenta un interesse generale per l'applicazione uniforme del diritto comunitario attraverso l'Unione, o quando la giurisprudenza esistente non sembra potersi applicare ad un contesto di fatto inedito.
            
         
               14.
            
            
               Spetta al giudice nazionale indicare perché l'interpretazione richiesta sia necessaria per pronunciare la sua sentenza.
            
         Il rinvio per esame di validità
   
               15.
            
            
               Anche se i giudici nazionali hanno la possibilità di respingere i motivi di invalidità dedotti dinanzi ad essi, spetta unicamente alla Corte dichiarare un atto comunitario invalido.
            
         
               16.
            
            
               Ogni giudice nazionale deve quindi sottoporre una questione alla Corte allorché nutre dubbi sulla validità di un atto comunitario, indicando i motivi per cui ritiene che l'atto comunitario possa essere viziato da invalidità.
            
         
               17.
            
            
               Tuttavia, il giudice nazionale, ove nutra gravi perplessità in ordine alla validità di un atto della Comunità sul quale è fondato un atto interno, può in via eccezionale sospendere temporaneamente l'applicazione di quest'ultimo o adottare ogni altro provvedimento provvisorio al riguardo. Egli è tenuto, in tal caso, a sottoporre la questione di validità alla Corte di giustizia, indicando i motivi per i quali ritiene che l'atto comunitario sia invalido.
            
         Quando sottoporre una questione pregiudiziale
   
               18.
            
            
               La giurisdizione nazionale può rinviare alla Corte una questione pregiudiziale non appena constati che una pronuncia sul punto o sui punti relativi all'interpretazione o alla validità è necessaria per emettere la sua decisione; essa è nella migliore posizione per valutare in quale fase del procedimento occorra sottoporre una tale questione.
            
         
               19.
            
            
               È tuttavia auspicabile che la decisione di rinvio di una questione pregiudiziale venga presa in una fase del procedimento nella quale il giudice del rinvio sia in grado di definire l'ambito di fatto e di diritto del problema, affinché la Corte disponga di tutti gli elementi necessari per verificare, eventualmente, che il diritto comunitario si applica alla causa principale. Può anche risultare nell'interesse di una buona amministrazione della giustizia che la questione pregiudiziale venga sottoposta a seguito del contraddittorio tra le parti.
            
         Sulla forma del rinvio pregiudiziale
   
               20.
            
            
               La decisione con la quale il giudice nazionale sottopone una questione pregiudiziale alla Corte può rivestire qualsiasi forma ammessa dal diritto nazionale per i provvedimenti interlocutori. Occorre tuttavia tenere in mente che è questo il documento che serve come base per il procedimento che si svolge dinanzi alla Corte e che quest'ultima deve poter disporre degli elementi che le consentano di fornire una soluzione utile al giudice nazionale. Inoltre, è solo la domanda di pronuncia pregiudiziale che viene notificata agli interessati legittimati a presentare osservazioni dinanzi alla Corte — in particolare gli Stati membri e le istituzioni — e che costituisce oggetto di una traduzione.
            
         
               21.
            
            
               La necessità di tradurre la domanda richiede una redazione semplice, chiara e precisa, senza elementi superflui.
            
         
               22.
            
            
               Una lunghezza che non supera una decina di pagine è spesso sufficiente per esporre il contesto di una domanda di pronuncia pregiudiziale in maniera adeguata. Pur rimanendo succinta, la decisione di rinvio deve tuttavia essere sufficientemente completa e contenere tutte le informazioni pertinenti in modo da consentire alla Corte, nonché agli interessati legittimati a presentare osservazioni, di intendere correttamente l'ambito di fatto e di diritto della controversia nel procedimento nazionale. In particolare, la decisione di rinvio deve:
               
                           —
                        
                        
                           contenere una breve esposizione dell'oggetto della controversia, nonché dei fatti pertinenti quali sono stati constatati, o, quanto meno, chiarire le ipotesi di fatto sulle quali la questione pregiudiziale è basata;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           riportare il contenuto delle disposizioni nazionali che possono trovare applicazione ed identificare, eventualmente, la giurisprudenza nazionale pertinente, indicando ogni volta i riferimenti precisi (ad esempio, pagina di una Gazzetta ufficiale o di una determinata raccolta; eventualmente con riferimento su Internet);
                        
                     
                           —
                        
                        
                           identificare con la maggiore precisione possibile le disposizioni comunitarie pertinenti nella fattispecie;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           esplicitare i motivi che hanno indotto il giudice del rinvio a sollevare questioni sull'interpretazione o la validità di talune disposizioni comunitarie nonché il nesso che esso stabilisce tra queste disposizioni e la normativa nazionale che si applica alla causa principale;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           comprendere, eventualmente, una sintesi della parte essenziale degli argomenti pertinenti delle parti nella causa principale.
                        
                     Per facilitarne la lettura e la possibilità di farvi riferimento, è utile che i vari punti o paragrafi della decisione di rinvio siano numerati.
            
         
               23.
            
            
               Infine, la giurisdizione del rinvio, se si ritiene in grado di farlo, può indicare succintamente il suo punto di vista sulla soluzione da dare alle questioni pregiudiziali sottoposte.
            
         
               24.
            
            
               La o le questioni pregiudiziali stesse devono figurare in una parte distinta e chiaramente identificata della decisione di rinvio, di solito all'inizio o alla fine di questa. Esse devono essere comprensibili senza far riferimento alla motivazione della domanda, che fornirà tuttavia il contesto necessario per una valutazione adeguata.
            
         Sugli effetti del rinvio pregiudiziale sul procedimento dinanzi al giudice nazionale.
   
               25.
            
            
               La proposizione di una domanda di pronuncia pregiudiziale comporta la sospensione del procedimento nazionale fino alla pronuncia della Corte.
            
         
               26.
            
            
               Tuttavia, il giudice nazionale rimane competente ad adottare provvedimenti cautelari, in particolare nell'ambito del rinvio per esame di validità (v. sopra punto 17).
            
         Sulle spese ed il gratuito patrocinio
   
               27.
            
            
               Il procedimento pregiudiziale dinanzi alla Corte è gratuito e la Corte non statuisce sulla ripartizione delle spese tra le parti nella causa principale; spetta al giudice nazionale statuire a tal riguardo.
            
         
               28.
            
            
               In caso di risorse insufficienti di una parte e qualora le norme nazionali lo consentano, la giurisdizione del rinvio può concedere a tale parte un sussidio per coprire le spese, in particolare di rappresentanza, che essa deve sostenere dinanzi alla Corte. La Corte stessa può anch'essa concedere un tale sussidio.
            
         Sulla corrispondenza tra il giudice nazionale e la Corte
   
               29.
            
            
               La decisione di rinvio e i documenti pertinenti (in particolare, se del caso, il fascicolo della causa, eventualmente sotto forma di copia) devono essere inviati direttamente alla Corte dalla giurisdizione nazionale mediante plico raccomandato (indirizzato alla «Cancelleria della Corte di giustizia delle Comunità europee, L-2925 Lussemburgo», tel. +352 4303-1).
            
         
               30.
            
            
               Fino alla pronuncia della decisione, la cancelleria della Corte resterà in contatto con il giudice nazionale al quale trasmetterà copia degli atti di procedura.
            
         
               31.
            
            
               La Corte trasmetterà la sua decisione alla giurisdizione del rinvio. Sarebbe opportuno che il giudice nazionale informi la Corte del seguito che verrà dato a tale decisione nella controversia nazionale e invii ad essa eventualmente la sua decisione finale.