CELEX: 31970H0124
Language: it
Date: 1969-12-22 00:00:00
Title: 70/124/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 22 dicembre 1969, alla Repubblica italiana, relativa al riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale del sale (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

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70/124/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 22 dicembre 1969, alla Repubblica italiana, relativa al riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale del sale (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 031 del 09/02/1970 pag. 0014 - 0016 edizione speciale danese: serie II tomo VI pag. 0025  edizione speciale inglese: serie II tomo VI pag. 0024 

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 22 dicembre 1969 alla Repubblica italiana, relativa al riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale del sale (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede) (70/124/CEE)   I     1. Con lettera del 24 marzo 1959, il governo italiano ha comunicato alla Commissione della Comunità economica europea che in Italia il cloruro di sodio (sale marino, salgemma, sale di sorgente) è soggetto ad un monopolio nazionale a carattere commerciale ai sensi dell'articolo 37 del trattato CEE.  In virtù di questa disposizione, gli Stati membri sono tenuti a riordinare progressivamente i monopoli nazionali in modo che venga esclusa, alla fine del periodo transitorio, qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi.       2. La L. 17 luglio 1942 n. 907 (modificata dalla legge 11 luglio 1952 n. 1641) ha riservato allo Stato ogni forma di produzione e di vendita nel territorio italiano nonché l'importazione di tutti i sali. Sono tuttavia escluse da questa disciplina le isole di Sicilia e Sardegna, le isole minori adiacenti e i comuni di Livigno e di Campione d'Italia. L'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato (AAMS) può concedere deroghe al divieto di fabbricazione da parte di privati. La vendita è effettuata per il tramite della rete di distribuzione dell'AAMS.  Per quanto riguarda il regime fiscale è da notare che il sale alimentare è soggetto ad un'imposta di consumo, mentre i sali industriali sono esenti da imposta.       3. Fin dal 1958 il governo italiano ha preso alcune misure allo scopo di riordinare questo monopolio:      a) Con L. 19 dicembre 1958 n. 1085 e poi con L. 13 luglio 1965 n. 825, è stato adottato per il sale alimentare, come per gli altri generi soggetti a monopolio fiscale, il principio dell'esplicitazione della tariffa di vendita al pubblico : sono stabiliti per legge, e pubblicati, in relazione a ciascun prezzo richiesto dal fornitore di detti prodotti, l'ammontare dell'imposta di consumo, nonché gli importi spettanti rispettivamente all'AAMS per spese di distribuzione e al rivenditore a titolo di aggio. Il totale costituisce la tariffa di vendita al pubblico. I fornitori possono dunque, scegliendo un determinato prezzo di cessione, stabilire il prezzo finale di vendita dei loro prodotti.            b) Il decr. pres. 9 marzo 1961 n. 390 ha ammesso, in deroga alla L. 1942, l'introduzione in Italia di sale nei limiti di un contingente annuale pari al 5 % della produzione nazionale. Altre deroghe per quanto concerne le importazioni di sali industriali sono state apportate con legge 5 luglio 1966 n. 519, relativa all'approvvigionamento di sale all'industria. La disciplina che risulta, per i vari tipi di sali, dalle citate disposizioni è la seguente:        - il sale alimentare proveniente dagli Stati membri della CEE può essere importato nei limiti dei contingenti, per uso personale. Il nulla osta dell'AAMS è richiesto quando si tratti di quantità superiore a 5 chilogrammi. Non è ammessa peraltro alcuna deroga al monopolio dall'AAMS in ordine alla vendita : il decreto 9 marzo 1961 prevede infatti (art. 5) che la vendita, in territorio italiano soggetto a monopolio, può essere effettuata soltanto attraverso l'organizzazione di vendita del monopolio. L'introduzione di sale alimentare ai fini della vendita è dunque subordinata alla cessione del prodotto in conto deposito all'AAMS;               - per quanto riguarda i sali industriali, l'importazione diretta da parte degli utilizzatori è ammessa senza restrizioni quantitative. Essa è tuttavia subordinata, secondo i tipi di sali, al nulla osta dell'AAMS nonché ad un'autorizzazione del ministero per il commercio estero, o soltanto a quest'ultima. Secondo le spiegazioni fornite dalle autorità italiane, tale autorizzazione ha per solo scopo di evitare qualsiasi utilizzazione dei sali in questione per l'alimentazione umana. La commercializzazione sul mercato italiano dei prodotti importati è libera.                                 4. Il primo contingente (per l'anno 1961) fu fissato con D.M. 16 giugno 1961 ad 1.050.000 quintali e annualmente ampliato : nel 1966 ha raggiunto i 2.111.930 quintali. Questi contingenti sono tuttavia rimasti quasi del tutto inutilizzati : sono state importate solo quantità trascurabili di sali industriali. Il 29 luglio 1966 la Commissione aveva raccomandato alla Repubblica italiana di sopprimere i contingenti. Il governo italiano si era dichiarato d'accordo con la misura raccomandata dalla Commissione e l'11 settembre 1967 aveva trasmesso alla Commissione un progetto di legge in tal senso che l'amministrazione competente aveva sottoposto all'approvazione del Consiglio dei ministri italiano. L'iter legislativo di questo progetto non si è ancora concluso.       5. La Commissione ritiene che le misure prese finora dal governo italiano, pur costituendo un notevole progresso verso l'eliminazione, nel settore considerato, di qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi, non bastano ancora per realizzare l'obiettivo dell'articolo 37.  In considerazione del fatto che il periodo transitorio volge al termine, occorre ora adottare misure che permettano di escludere qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi.  L'articolo 37, che fa parte del titolo relativo alla libera circolazione delle merci e, in particolare, del capitolo sull'abolizione delle restrizioni quantitative fra gli Stati membri, mira a raggiungere alla fine del periodo transitorio, per i prodotti soggetti a un monopolio nazionale a carattere commerciale (o ad un regime assimilato), lo stesso risultato che, per gli altri prodotti, viene raggiunto tramite l'applicazione degli articoli 30-34, cioè la libera circolazione delle merci.  Una diversa procedura è stata prevista allo scopo di ottenere questo risultato nei settori coperti dai monopoli nazionali. Il riordinamento progressivo di questi è stato previsto, da un canto, al fine di tener conto del fatto che, per gli Stati membri interessati, i prodotti soggetti a monopolio davano luogo a problemi particolari e, d'altro canto, onde evitare che l'abolizione, in detti settori, delle restrizioni quantitative e delle misure di effetto equivalente resti priva di conseguenze pratiche. Si poteva infatti temere che la liberalizzazione degli scambi in ordine ai prodotti soggetti a monopolio non si sarebbe realizzata se i monopoli, in virtù dei loro diritti esclusivi d'importare, di esportare e di commercializzare certi prodotti, fossero rimasti liberi di decidere in che misura, ed a quali condizioni, i prodotti provenienti dagli altri Stati membri possono essere ammessi sul mercato nazionale (o in che misura i prodotti nazionali possono essere esportati verso gli altri Stati membri).  Per questa ragione l'articolo 37 ha previsto che alla fine del periodo transitorio venga esclusa «qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi».  Va sottolineato che l'articolo 37 non si limita a esigere la soppressione delle discriminazioni che risultano direttamente dalle disposizioni applicabili ai prodotti soggetti a monopolio : in mancanza di una disposizione sui monopoli nazionali, tale obiettivo potrebbe essere realizzato mediante altre norme del trattato, in particolare quelle che vietano le tasse di effetto equivalente ai dazi doganali e le misure d'effetto equivalente alle restrizioni quantitative. Discende da quanto in precedenza è stato detto in merito alle caratteristiche peculiari dei monopoli nazionali e  delle restrizioni che essi possono provocare, che l'obiettivo del «riordinamento» - e cioè l'esclusione di qualsiasi discriminazione - è di escludere che possano ancora verificarsi, alla fine del periodo transitorio, le discriminazioni cui possono dar luogo certi poteri particolari di cui i monopoli dispongono in ordine all'importazione e allo smercio sul loro mercato, o all'esportazione, di certi prodotti.  Questi sono gli obiettivi fissati dall'articolo 37 : l'Italia è tenuta a riordinare il monopolio del sale, prima della fine del periodo transitorio, in maniera tale che essi vengano realizzati. La Commissione, dal canto suo, oltre l'obbligo generale di vegliare all'applicazione del trattato, ha quello di raccomandare, secondo il disposto del paragrafo 6 dell'articolo 37, le modalità del riordinamento previsto da tale articolo.  Nel caso di specie la Commissione ritiene che l'obiettivo dell'articolo 37 non sarà realizzato finché sussisteranno restrizioni quantitative e finché la vendita del sale alimentare sul mercato italiano sarà riservata all'AAMS. Per quanto concerne i sali industriali, sarà necessario che le autorizzazioni di importazione, nella misura in cui siano effettivamente necessarie per prevenire le frodi fiscali, siano concesse automaticamente e senza indugio.  Per questi motivi la Commissione ritiene che la soluzione migliore, perché fin d'ora di sicura efficacia, per realizzare l'obiettivo dell'articolo 37, consista nell'eliminazione delle restrizioni quantitative summenzionate e del diritto esclusivo dell'AAMS in ordine alla vendita del sale alimentare, nonché nella concessione automatica e senza indugio di ogni autorizzazione d'importazione per quanto concerne i sali industriali.       6. Il monopolio del sale alimentare ha carattere fiscale. In virtù dell'articolo 90, paragrafo 2, del trattato CEE le imprese aventi carattere di monopolio fiscale sono sottoposte alle norme del trattato nei limiti in cui l'applicazione di tali norme non osti all'adempimento della specifica missione loro affidata ; d'altro canto, lo sviluppo degli scambi non deve essere compromesso in misura contraria agli interessi della Comunità.  La Commissione ritiene che la missione fiscale del monopolio del sale non giustifichi il mantenimento delle restrizioni quantitative all'importazione e delle restrizioni in materia di commercializzazione. Con l'adozione, nel 1958, del sistema di esplicitazione del prezzo di vendita al pubblico e con la conseguente instaurazione di un rapporto diretto e costante fra ciascun prezzo di vendita e ciascun prezzo di cessione, il governo italiano aveva già privato il carattere fiscale del monopolio di gran parte del suo significato : dato che la quota fiscale corrispondente ad un dato prezzo di vendita è fissata in anticipo, viene ridotta per l'autorità la possibilità di ricavare dalla vendita dei singoli prodotti il massimo gettito fiscale possibile, in che risiede l'essenziale della finalità fiscale. In queste condizioni sembra possibile realizzare la funzione fiscale del monopolio ricorrendo semplicemente all'imposta di consumo.     II   Per questi motivi, la Commissione delle Comunità europee raccomanda alla Repubblica italiana di adottare, in conformità dell'articolo 37 del trattato CEE, le seguenti misure:      1. Eliminare ogni restrizione quantitativa all'importazione del sale.           2. Permettere che possano essere effettuate liberamente tutte le operazioni necessarie ai fini della commercializzazione del sale alimentare in provenienza degli altri Stati membri sul mercato italiano. A tal fine, in particolare:        - permettere ai fornitori degli Stati membri di creare in Italia la propria rete di commercio all'ingrosso e di disporre di scorte;               - permettere che i prezzi dei prodotti provenienti dagli altri Stati membri possano essere stabiliti sulla base di una trattativa fra venditori e acquirenti nei vari stadi della commercializzazione;               - permettere ai fornitori degli altri Stati membri di fare liberamente pubblicità per i loro prodotti;               - adottare tutte le misure necessarie per garantire l'indipendenza commerciale dei dettaglianti nei confronti dei pubblici poteri.                          3. Provvedere affinché le autorizzazioni relative ai sali industriali, nella misura in cui esse siano effettivamente necessarie per prevenire le frodi fiscali, siano concesse automaticamente e senza indugio.                   Fatto a Bruxelles, il 22 dicembre 1969.  Per la Commissione  Il Presidente Jean REY