CELEX: 
Language: it
Date: 2017-04-05
Title: Posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione mediante il diritto penale

Consiglio
               dell'Unione europea
                                                          Bruxelles, 5 aprile 2017
                                                          (OR. en)
                                                          6182/17
   Fascicolo interistituzionale:
         2012/0193 (COD)
                                                          DROIPEN 16
                                                          JAI 105
                                                          GAF 7
                                                          FIN 103
                                                          CADREFIN 18
                                                          FISC 43
                                                          CODEC 196
ATTI LEGISLATIVI ED ALTRI STRUMENTI
Oggetto:          Posizione del Consiglio in prima lettura in vista dell'adozione della
                  DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa
                  alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione
                  mediante il diritto penale
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                                              DGD 2                                        IT
 ---pagebreak---                                       DIRETTIVA (UE) 2017/…
                        DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                                                  del ...
            relativa alla lotta contro la frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione
                                        mediante il diritto penale
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 83, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato delle regioni 1,
deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria 2,
1
         GU C 391 del 18.12.2012, pag. 134.
2
         Posizione del Parlamento europeo del 16 aprile 2014 (non ancora pubblicata nella Gazzetta
         ufficiale) e posizione del Consiglio in prima lettura del …(non ancora pubblicata nella
         Gazzetta ufficiale). Posizione del Parlamento europeo del…(non ancora pubblicata nella
         Gazzetta ufficiale).
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                                                  DGD 2                                             IT
 ---pagebreak--- considerando quanto segue:
(1)     La tutela degli interessi finanziari dell'Unione riguarda non solo la gestione degli
        stanziamenti di bilancio, ma si estende a qualsiasi misura che incida o che minacci di
        incidere negativamente sul suo patrimonio e su quello degli Stati membri, nella misura in
        cui è di interesse per le politiche dell'Unione.
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                                                  DGD 2                                        IT
 ---pagebreak--- (2)     La convenzione elaborata in base all'articolo K.3 del trattato sull'Unione europea, relativa
        alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee 1 del 26 luglio 1995 e i relativi
        protocolli del 27 settembre 1996 2, del 29 novembre 1996 3 e del 19 giugno 1997 4
        ("convenzione") stabiliscono norme minime riguardo alla definizione di illeciti penali e di
        sanzioni nell'ambito della frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione. Gli Stati
        membri hanno elaborato la convenzione, in cui è stato rilevato che la frode ai danni delle
        entrate e delle spese dell'Unione in numerosi casi non restava circoscritta a un singolo
        paese ed era spesso commessa da reti della criminalità organizzata. Su tale base, nella
        convenzione si era già riconosciuto che la tutela degli interessi finanziari dell'Unione
        richiedeva il perseguimento penale di ogni condotta fraudolenta lesiva di tali interessi.
        Parallelamente, è stato adottato il regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio 5.
        Tale regolamento stabilisce norme generali relative a controlli omogenei e a misure e
        sanzioni amministrative riguardanti irregolarità relative al diritto dell'Unione riferendosi, al
        contempo, alle norme settoriali in tale settore, alle condotte fraudolente quali definite nella
        convenzione e all'applicazione del diritto penale e del procedimento penale degli Stati
        membri.
1
      GU C 316 del 27.11.1995, pag. 48.
2
      GU C 313 del 23.10.1996, pag. 1.
3
      GU C 151 del 20.5.1997, pag. 1.
4
      GU C 221 del 19.7.1997, pag. 11.
5
      Regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla
      tutela degli interessi finanziari delle Comunità (GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1).
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 ---pagebreak--- (3)     La politica dell'Unione in materia di tutela degli interessi finanziari dell'Unione è già stata
        oggetto di misure di armonizzazione come il regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95. Per
        garantire l'attuazione della politica dell'Unione in detta materia, è essenziale proseguire nel
        ravvicinamento del diritto penale degli Stati membri completando, per i tipi di condotte
        fraudolente più gravi in tale settore, la tutela degli interessi finanziari dell'Unione ai sensi
        del diritto amministrativo e del diritto civile, evitando al contempo incongruenze sia
        all'interno di ciascuna di tali branche del diritto che tra di esse.
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                                                 DGD 2                                                IT
 ---pagebreak--- (4)     La tutela degli interessi finanziari dell'Unione richiede una definizione comune di frode
        che rientri nell'ambito di applicazione della presente direttiva, che dovrebbe ricomprendere
        la condotta fraudolenta dal lato delle entrate, delle spese e dei beni ai danni del bilancio
        generale dell'Unione europea ("bilancio dell'Unione"), comprese operazioni finanziarie
        quali l'assunzione e l'erogazione di prestiti. La nozione di reati gravi contro il sistema
        comune dell'imposta sul valore aggiunto ("IVA") (sistema comune dell'IVA") istituito
        dalla direttiva 2006/112/CE del Consiglio 1 fa riferimento alle forme più gravi di frode
        dell'IVA, in particolare la frode carosello, la frode dell'IVA dell'operatore inadempiente e
        la frode dell'IVA commessa nell'ambito di un'organizzazione criminale, che creano serie
        minacce per il sistema comune dell'IVA e, di conseguenza, per il bilancio dell'Unione. I
        reati contro il sistema comune dell'IVA dovrebbero essere considerati gravi qualora siano
        connessi al territorio di due o più Stati membri, derivino da un sistema fraudolento per cui
        tali reati sono commessi in maniera strutturata allo scopo di ottenere indebiti vantaggi dal
        sistema comune dell'IVA e il danno complessivo causato dai reati sia almeno pari a
        10 000 000 EUR. La nozione di danno complessivo si riferisce al danno stimato che derivi
        dall'intero sistema fraudolento, sia per gli interessi finanziari degli Stati membri interessati
        sia per l'Unione, escludendo interessi e sanzioni. La presente direttiva mira a contribuire
        agli sforzi per combattere tali fenomeni criminali.
1
      Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune
      d’imposta sul valore aggiunto (GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1).
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                                                 DGD 2                                               IT
 ---pagebreak--- (5)     Quando esegue il bilancio dell'Unione nel quadro della gestione concorrente o indiretta, la
        Commissione può delegare compiti d'esecuzione del bilancio agli Stati membri, oppure
        affidarli a organi e organismi istituiti in applicazione dei trattati o ad altre entità o persone.
        In caso di gestione concorrente o indiretta, gli interessi finanziari dell'Unione dovrebbero
        beneficiare dello stesso livello di tutela di cui beneficiano nel quadro della gestione diretta
        della Commissione.
(6)     Ai fini della presente direttiva, costituiscono spese relative agli appalti le spese connesse
        agli appalti pubblici quali definiti nell'articolo 101, paragrafo 1, del regolamento (UE,
        Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio 1.
(7)     Il diritto dell'Unione in materia di riciclaggio di denaro è pienamente applicabile al
        riciclaggio di denaro riguardante beni provenienti dai reati contemplati dalla presente
        direttiva. È opportuno un richiamo a detto diritto al fine di garantire che il regime
        sanzionatorio introdotto dalla presente direttiva si applichi a tutti i casi gravi di reati contro
        gli interessi finanziari dell'Unione.
(8)     La corruzione costituisce una minaccia particolarmente grave per gli interessi finanziari
        dell'Unione e può essere in molti casi legata a una condotta fraudolenta. Poiché tutti i
        funzionari pubblici hanno il dovere di esercitare il proprio giudizio o la propria
        discrezionalità in modo imparziale, la dazione di tangenti per influenzare il giudizio o la
        discrezionalità di un funzionario pubblico e la ricezione di tali tangenti dovrebbero
        rientrare nella definizione di corruzione, indipendentemente dal diritto o dalle disposizioni
        regolamentari applicabili nel paese o all'organizzazione internazionale di appartenenza del
        funzionario interessato.
1
      Regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
      25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale
      dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio
      (GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1).
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 ---pagebreak--- (9)     Possono ledere gli interessi finanziari dell'Unione alcuni tipi di condotta di un funzionario
        pubblico incaricato della gestione di fondi o beni, sia che sia in carica sia che agisca in una
        funzione di sorveglianza, che mirano alla appropriazione indebita di fondi o beni, per uno
        scopo contrario a quello previsto e per mezzo dei quali detti interessi vengano danneggiati.
        Occorre pertanto introdurre una definizione precisa dei reati in cui rientrino tali tipi di
        condotta.
(10)    Per quanto riguarda i reati di corruzione passiva e di appropriazione indebita, è necessario
        includere una definizione di funzionario pubblico che abbracci tutti coloro che ricoprono
        un incarico formale nell'Unione, negli Stati membri o nei paesi terzi. I soggetti privati sono
        sempre più coinvolti nella gestione dei fondi dell'Unione. Al fine di tutelare adeguatamente
        i fondi dell'Unione dalla corruzione e dall'appropriazione indebita, la definizione di
        "funzionario pubblico" deve pertanto comprendere persone che, pur non ricoprendo un
        incarico formale, sono tuttavia investite di funzioni di pubblico servizio, e le esercitano in
        maniera analoga, relativamente a fondi dell'Unione, come i contraenti coinvolti nella
        gestione di tali fondi.
(11)    Riguardo ai reati contemplati nella presente direttiva, il concetto di intenzionalità deve
        applicarsi a tutti gli elementi costitutivi di tali reati. Il carattere intenzionale di un'azione o
        di un'omissione può essere dedotto da circostanze materiali oggettive. I reati che non hanno
        il requisito dell'intenzionalità non sono oggetto della presente direttiva.
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                                                  DGD 2                                                 IT
 ---pagebreak--- (12)    La presente direttiva non obbliga gli Stati membri a prevedere sanzioni detentive per la
        commissione di reati che non hanno carattere di gravità, nei casi in cui l'intenzione è
        presunta ai sensi del diritto nazionale.
(13)    Nella pratica, alcuni reati contro gli interessi finanziari dell'Unione sono spesso
        strettamente correlati ai reati di cui all'articolo 83, paragrafo 1, del trattato sul
        funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e agli atti legislativi dell'Unione che sono
        basati su tale disposizione. Nel formulare la presente direttiva è pertanto opportuno
        garantire la coerenza tra tali gli atti legislativi e la presente direttiva.
(14)    Nella misura in cui gli interessi finanziari dell'Unione possono essere lesi o minacciati
        dalla condotta imputabile a persone giuridiche, queste dovrebbero essere responsabili dei
        reati commessi in loro nome, quali definiti nella presente direttiva.
(15)    Per garantire una tutela equivalente degli interessi finanziari dell'Unione in tutta l'Unione
        mediante misure che siano dissuasive, è opportuno che gli Stati membri prevedano alcuni
        tipi e livelli di sanzioni applicabili qualora siano commessi i reati definiti nella presente
        direttiva. I livelli delle sanzioni non dovrebbero andare oltre quanto è proporzionato ai
        reati.
(16)    Poiché la presente direttiva detta soltanto norme minime, gli Stati membri hanno facoltà di
        mantenere in vigore o adottare norme più rigorose per reati che ledono gli interessi
        finanziari dell'Unione.
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                                                   DGD 2                                              IT
 ---pagebreak--- (17)    La presente direttiva non preclude l'adeguata ed efficace applicazione di misure disciplinari
        o di sanzioni diverse da quelle di natura penale. Le sanzioni non assimilabili a sanzioni
        penali, che sono irrogate nei confronti della stessa persona per la stessa condotta possono
        essere tenute in considerazione in sede di condanna della persona in questione per un reato
        definito nella presente direttiva. Per gli altri tipi di sanzione dovrebbe essere pienamente
        rispettato il principio del divieto di essere giudicato o punito due volte per lo stesso reato
        (ne bis in idem). La presente direttiva non configura come reati condotte che non sono
        anche oggetto di sanzioni disciplinari o di altre misure relative alla violazione di doveri
        d'ufficio, nei casi in cui dette sanzioni disciplinari o altre misure possono essere applicate
        alle persone interessate.
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 ---pagebreak--- (18)    Le sanzioni per le persone fisiche dovrebbero prevedere, in taluni casi, una pena massima
        di almeno quattro anni di reclusione. Tra tali casi dovrebbero essere ricompresi almeno
        quelli in cui siano stati arrecati danni o ottenuti vantaggi considerevoli, presumendo
        considerevoli i danni o vantaggi per un valore superiore a 100 000 EUR. Qualora il diritto
        di uno Stato membro non preveda una soglia esplicita per un danno o vantaggio
        considerevole quale base per una pena massima, gli Stati membri dovrebbero assicurare
        che i loro tribunali prendano in considerazione l'entità del danno o del vantaggio in sede di
        determinazione delle sanzioni per frode e altri reati che ledono gli interessi finanziari
        dell'Unione. La presente direttiva non osta a che gli Stati membri prevedano altri elementi
        che indichino il carattere di gravità di un reato, ad esempio nei casi in cui il danno o il
        vantaggio sia potenziale ma di carattere molto consistente. Tuttavia, per i reati contro il
        sistema comune dell'IVA, la soglia al raggiungimento della quale il danno o il vantaggio
        dovrebbe essere presunto considerevole è, in conformità della presente direttiva, pari a
        10 000 000 EUR. L'introduzione di livelli minimi delle pene detentive massime è
        necessaria a garantire una tutela equivalente degli interessi finanziari dell'Unione in tutta
        l'Unione. Le sanzioni si prefiggono di servire da forte deterrente per potenziali autori di
        reati, con effetti in tutta l'Unione.
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 ---pagebreak--- (19)    Gli Stati membri dovrebbero assicurare che il fatto che un reato sia commesso nell'ambito
        di un'organizzazione criminale come definita nella decisione quadro 2008/841/GAI del
        Consiglio 1, sia considerato una circostanza aggravante in conformità delle norme
        applicabili previste dai rispettivi ordinamenti giuridici. Dovrebbero assicurare che i giudici
        possano prendere in considerazione la circostanza aggravante all'atto di giudicare gli autori
        di reati, pur non avendo l'obbligo di tenerne conto nella loro pena. Gli Stati membri non
        hanno l'obbligo di prevedere la circostanza aggravante qualora il diritto nazionale preveda
        che i reati definiti nella decisione quadro 2008/841/GAI siano puniti come un reato distinto
        e ciò può comportare livelli sanzionatori più severi.
(20)    Considerate, in particolare, la mobilità degli autori di reati e dei proventi derivanti dalle
        attività illegali ai danni degli interessi finanziari dell'Unione e la complessità delle indagini
        transfrontaliere che ne conseguono, è opportuno che ciascuno Stato membro stabilisca la
        propria giurisdizione al fine di poter contrastare tali attività. Ciascuno Stato membro
        dovrebbe così garantire che la propria giurisdizione contempli i reati che siano commessi
        utilizzando tecnologie dell'informazione e della comunicazione a cui l'autore ha avuto
        accesso dal proprio territorio.
1
      Decisione quadro 2008/841/GAI del Consiglio, del 24 ottobre 2008, relativa alla lotta contro
      la criminalità organizzata (GU L 300 dell'11.11.2008, pag. 42).
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                                                   DGD 2                                              IT
 ---pagebreak--- (21)    Data la possibile compresenza di più giurisdizioni per i reati transfrontalieri rientranti
        nell'ambito di applicazione della presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero garantire
        che il principio del ne bis in idem sia pienamente rispettato nell'applicazione del diritto
        nazionale di recepimento della presente direttiva.
(22)    Gli Stati membri dovrebbero dotarsi di norme sui termini di prescrizione necessari al fine
        di consentire ad essi di contrastare le attività illegali ai danni degli interessi finanziari
        dell'Unione. Nel caso di reati punibili con una pena massima di almeno quattro anni di
        reclusione, il termine di prescrizione dovrebbe essere pari ad almeno cinque anni a
        decorrere dal momento in cui il reato è stato commesso. Ciò non dovrebbe creare alcun
        pregiudizio agli Stati membri che non prevedono termini di prescrizione per le indagini,
        l'azione penale e l'esecuzione.
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                                                 DGD 2                                                IT
 ---pagebreak--- (23)    Fatte salve le norme in materia di cooperazione transfrontaliera e di assistenza giudiziaria
        in materia penale, nonché altre norme del diritto dell'Unione, in particolare ai sensi del
        regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio 1, è
        necessario prevedere disposizioni adeguate per la cooperazione per garantire un'azione
        efficace contro i reati definiti nella presente direttiva a danno degli interessi finanziari
        dell'Unione, anche mediante lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e la
        Commissione, come pure l'assistenza tecnica ed operativa prestata dalla Commissione alle
        autorità nazionali competenti in funzione delle esigenze per agevolare il coordinamento
        delle indagini. Tale assistenza non dovrebbe comportare la partecipazione della
        Commissione stessa alle indagini o alle azioni penali condotte dalle autorità nazionali in
        ordine a singoli casi di reato. La Corte dei conti e i revisori dei conti incaricati dell'audit in
        relazione ai bilanci delle istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione dovrebbero
        comunicare all' Ufficio europeo per la lotta antifrode ("OLAF") e alle altre autorità
        competenti qualsiasi fatto qualificabile come reato ai sensi della presente direttiva e gli
        Stati membri dovrebbero garantire che gli organismi nazionali di revisione contabile ai
        sensi dell'articolo 59 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 facciano altrettanto,
        conformemente all'articolo 8 del regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013.
1
      Regolamento (UE, Euratom) n. 883/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio,
      dell'11 settembre 2013, relativo alle indagini svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode
      (OLAF) e che abroga il regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del
      Consiglio e il regolamento (Euratom) n. 1074/1999 del Consiglio (GU L 248 del 18.9.2013,
      pag. 1).
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                                                  DGD 2                                               IT
 ---pagebreak--- (24)    È opportuno che la Commissione riferisca al Parlamento europeo e al Consiglio riguardo
        alle misure adottate dagli Stati membri per conformarsi alla presente direttiva. La relazione
        può, se necessario, essere corredata di proposte che vagliano eventuali sviluppi, in
        particolare per quanto riguarda il finanziamento del bilancio dell'Unione.
(25)    La convenzione dovrebbe essere sostituita dalla presente direttiva per gli Stati membri
        vincolati dalla stessa.
(26)    Ai fini dell'applicazione dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera d), della direttiva (UE)
        2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio 1, il riferimento alla frode grave ai danni
        degli interessi finanziari dell'Unione secondo la definizione di cui all'articolo 1,
        paragrafo 1, e all'articolo 2, paragrafo 1, della convenzione dovrebbe essere inteso come
        riferimento alla frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione secondo la definizione di
        cui all'articolo 3 e all'articolo 7, paragrafo 3, della presente direttiva ovvero, per quanto
        riguarda i reati contro il sistema comune dell'IVA, secondo la definizione di cui
        all'articolo 2, paragrafo 2, della presente direttiva.
1
      Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015,
      relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento
      del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del
      Consiglio e che abroga la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la
      direttiva 2006/70/CE della Commissione (GU L 141 del 5.6.2015, pag. 73).
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                                                  DGD 2                                               IT
 ---pagebreak--- (27)    La corretta attuazione della presente direttiva da parte degli Stati membri comporta il
        trattamento di dati personali da parte delle autorità nazionali competenti e lo scambio di
        tali dati tra Stati membri, da un lato, e gli organismi competenti dell'Unione, dall'altro. È
        opportuno che il trattamento dei dati personali a livello nazionale tra autorità nazionali
        competenti sia regolato dall'acquis dell'Unione. Lo scambio di dati personali tra
        Stati membri dovrebbe essere eseguito in conformità della direttiva (UE) 2016/680 del
        Parlamento europeo e del Consiglio 1. Nella misura in cui i dati personali sono trattati dalle
        istituzioni, organi e organismi dell'Unione, dovrebbero applicarsi il regolamento (CE)
        n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio 2 o, se del caso, altri atti giuridici
        dell'Unione che disciplinano il trattamento di dati di carattere personale da parte di tali
        organi e organismi, nonché le norme applicabili in materia di segreto istruttorio.
1
      Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa
      alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte
      delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di
      reati o esecuzione di sanzioni penali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga
      la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 89).
2
      Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
      18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei
      dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera
      circolazione di tali dati (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).
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                                                 DGD 2                                              IT
 ---pagebreak--- (28)    L'auspicato effetto deterrente dell'applicazione di sanzioni penali impone particolare
        cautela con riferimento ai diritti fondamentali. La presente direttiva rispetta i diritti
        fondamentali e osserva i principi riconosciuti, in particolare, dalla Carta dei diritti
        fondamentali dell'Unione europea ("Carta"), segnatamente il diritto alla libertà e alla
        sicurezza, la protezione dei dati di carattere personale, la libertà professionale e il diritto di
        lavorare, la libertà d'impresa, il diritto di proprietà, il diritto a un ricorso effettivo e a un
        giudice imparziale, la presunzione d'innocenza e i diritti della difesa, i principi della
        legalità e della proporzionalità dei reati e delle pene e il principio del ne bis in idem. La
        presente direttiva mira a garantire il pieno rispetto di tali diritti e principi e deve essere
        attuata di conseguenza.
(29)    Gli Stati membri dovrebbero adottare le misure necessarie a garantire il tempestivo
        recupero delle somme e il loro trasferimento al bilancio dell'Unione, fatte salve le
        pertinenti norme settoriali dell'Unione in materia di rettifiche finanziarie e recupero degli
        importi spesi indebitamente.
(30)    Le misure e le sanzioni amministrative svolgono un importante ruolo nella tutela degli
        interessi finanziari dell'Unione. La presente direttiva non esenta gli Stati membri
        dall'obbligo di applicare e attuare le misure e le sanzioni amministrative dell'Unione ai
        sensi degli articoli 4 e 5 del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95.
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                                                  DGD 2                                                  IT
 ---pagebreak--- (31)    La presente direttiva dovrebbe obbligare gli Stati membri a prevedere, nei rispettivi diritti
        nazionali, sanzioni penali per gli atti di frode e i reati connessi alla frode che ledono gli
        interessi finanziari dell'Unione cui la direttiva stessa si applica. La presente direttiva non
        dovrebbe stabilire obblighi in relazione all'applicazione a casi specifici di tali sanzioni o di
        qualsiasi altro sistema di contrasto disponibile. Gli Stati membri possono, in linea di principio,
        continuare ad applicare parallelamente misure e sanzioni amministrative nel settore oggetto
        della presente direttiva. Nell'applicare il diritto nazionale di recepimento della presente
        direttiva, gli Stati membri dovrebbero, tuttavia, garantire che l'irrogazione di sanzioni
        penali per reati a norma della presente direttiva e di misure e sanzioni amministrative non
        comporti una violazione della Carta.
(32)    La presente direttiva non dovrebbe pregiudicare le competenze degli Stati membri per
        quanto riguarda la strutturazione e l'organizzazione delle rispettive amministrazioni fiscali
        nel modo che ritengono opportuno per assicurare l'adeguatezza della determinazione, del
        calcolo e della riscossione dell'imposta sul valore aggiunto, nonché l'effettiva applicazione
        della normativa sull'IVA.
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                                                   DGD 2                                                 IT
 ---pagebreak--- (33)    La presente direttiva si applica fatte salve le disposizioni relative alla revoca delle
        immunità stabilite dal TFUE, dal protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia
        dell'Unione europea nonché dal protocollo n. 7 sui privilegi e sulle immunità
        dell'Unione europea, allegati al TFUE e al trattato sull'Unione europea (TUE) e dai testi
        che vi danno attuazione, o norme simili incorporate nel diritto nazionale. Nel recepimento
        della presente direttiva nel diritto nazionale nonché nell'applicare il diritto nazionale di
        recepimento della presente direttiva si tiene pienamente conto di tali privilegi e immunità,
        compreso il rispetto della libertà di mandato dei membri.
(34)    La presente direttiva non pregiudica le norme e i principi generali di diritto penale
        nazionale relativi all'applicazione e all'esecuzione delle pene conformemente alle
        circostanze concrete di ogni singolo caso.
(35)    Poiché l'obiettivo della presente direttiva non può essere conseguito in misura sufficiente
        dagli Stati membri, ma può piuttosto, a motivo della sua portata ed effetti, essere
        conseguito meglio a livello dell'Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di
        sussidiarietà sancito dall'articolo 5 TUE. La presente direttiva si limita a quanto è
        necessario per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità
        enunciato nello stesso articolo.
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                                                 DGD 2                                               IT
 ---pagebreak--- (36)    A norma dell'articolo 3 e dell'articolo 4 bis, paragrafo 1, del protocollo n. 21 sulla
        posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia,
        allegato al TUE e al TFUE, l'Irlanda ha notificato che desidera partecipare all'adozione e
        all'applicazione della presente direttiva.
(37)    A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito e
        dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al TUE e al TFUE,
        e fatto salvo l'articolo 4 di tale protocollo, il Regno Unito non partecipa all'adozione della
        presente direttiva, non è da essa vincolato, né è soggetto alla sua applicazione.
(38)    A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca, allegato
        al TUE e al TFUE, la Danimarca non partecipa all'adozione della presente direttiva, non è
        da essa vincolata, né è soggetta alla sua applicazione.
(39)    La Corte dei Conti è stata consultata e ha espresso un parere 1,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
1
      GU C 383 del 12.12.2012, pag. 1.
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                                                  DGD 2                                              IT
 ---pagebreak---                                                TITOLO I
      OGGETTO, DEFINIZIONI E AMBITO DI APPLICAZIONE
                                                 Articolo 1
                                                   Oggetto
La presente direttiva stabilisce norme minime riguardo alla definizione di reati e di sanzioni in
materia di lotta contro la frode e altre attività illegali che ledono gli interessi finanziari dell'Unione,
al fine di rafforzare la protezione contro reati che ledono tali interessi finanziari, in conformità
dell'acquis dell'Unione in questo settore.
                                                 Articolo 2
                                   Definizioni e ambito di applicazione
1.        Ai fini della presente direttiva, si applicano le seguenti definizioni:
          a)    per "interessi finanziari dell'Unione" si intendono tutte le entrate, le spese e i beni che
                sono coperti o acquisiti oppure dovuti in virtù:
                i)     del bilancio dell'Unione;
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                                                    DGD 2                                               IT
 ---pagebreak---                ii)    dei bilanci di istituzioni, organi e organismi dell'Unione istituiti in virtù dei
                      trattati o dei bilanci da questi direttamente o indirettamente gestiti e controllati;
        b)     si intende per "persona giuridica" qualsiasi entità che abbia personalità giuridica in
               forza del diritto applicabile, ad eccezione degli Stati o di altri organismi pubblici
               nell'esercizio dei pubblici poteri e delle organizzazioni internazionali pubbliche.
2.      In materia di entrate derivanti dalle risorse proprie provenienti dall'IVA, la presente
        direttiva si applica unicamente ai casi di reati gravi contro il sistema comune dell'IVA. Ai
        fini della presente direttiva, i reati contro il sistema comune dell'IVA sono considerati gravi
        qualora le azioni od omissioni di carattere intenzionale secondo la definizione di cui
        all'articolo 3, paragrafo 2, lettera d), siano connesse al territorio di due o più Stati membri
        dell'Unione e comportino un danno complessivo pari ad almeno 10 000 000 EUR.
3.      La presente direttiva non incide sulla struttura e sul funzionamento dell'amministrazione
        degli Stati membri.
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                                                   DGD 2                                                IT
 ---pagebreak---                                              TITOLO II
                           REATI IN MATERIA DI FRODE
                               CHE LEDE GLI INTERESSI
                              FINANZIARI DELL'UNIONE
                                                Articolo 3
                          Frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione
1.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, se commessa intenzionalmente, la
        frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione costituisca reato.
2.      Ai fini della presente direttiva si considerano frode che lede gli interessi finanziari
        dell'Unione:
        a)    in materia di spese non relative agli appalti, l'azione od omissione relativa:
              i)     all'utilizzo o alla presentazione di dichiarazioni o documenti falsi, inesatti o
                     incompleti, cui consegua l'appropriazione indebita o la ritenzione illecita di
                     fondi o beni provenienti dal bilancio dell'Unione o dai bilanci gestiti da
                     quest'ultima, o per suo conto;
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                                                  DGD 2                                               IT
 ---pagebreak---            ii)   alla mancata comunicazione di un'informazione in violazione di un obbligo
                 specifico, cui consegua lo stesso effetto; ovvero
           iii)  alla distrazione di tali fondi o beni per fini diversi da quelli per cui erano stati
                 inizialmente concessi;
        b) in materia di spese relative agli appalti, almeno allorché commessa al fine di
           procurare all'autore del reato o ad altri un ingiusto profitto arrecando pregiudizio agli
           interessi finanziari dell'Unione, l'azione od omissione relativa:
           i)    all'utilizzo o alla presentazione di dichiarazioni o documenti falsi, inesatti o
                 incompleti, cui consegua l'appropriazione indebita o la ritenzione illecita di
                 fondi o beni provenienti dal bilancio dell'Unione o dai bilanci gestiti da
                 quest'ultima o per suo conto;
           ii)   alla mancata comunicazione di un'informazione in violazione di un obbligo
                 specifico, cui consegua lo stesso effetto; ovvero
           iii)  alla distrazione di tali fondi o beni per fini diversi da quelli per cui erano stati
                 inizialmente concessi, che leda gli interessi finanziari dell'Unione;
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                                              DGD 2                                                IT
 ---pagebreak---         c) in materia di entrate diverse dalle entrate derivanti dalle risorse proprie provenienti
           dall'IVA di cui alla lettera d), l'azione od omissione relativa:
           i)    all'utilizzo o alla presentazione di dichiarazioni o documenti falsi, inesatti o
                 incompleti, cui consegua la diminuzione illegittima delle risorse del bilancio
                 dell'Unione o dei bilanci gestiti da quest'ultima o per suo conto;
           ii)   alla mancata comunicazione di un'informazione in violazione di un obbligo
                 specifico, cui consegua lo stesso effetto; ovvero
           iii)  alla distrazione di un beneficio lecitamente ottenuto, cui consegua lo stesso
                 effetto;
        d) in materia di entrate derivanti dalle risorse proprie provenienti dall'IVA, l'azione od
           omissione commessa in sistemi fraudolenti transfrontalieri in relazione:
           i)    all'utilizzo o alla presentazione di dichiarazioni o documenti falsi, inesatti o
                 incompleti relativi all'IVA, cui consegua la diminuzione di risorse del bilancio
                 dell'Unione;
           ii)   alla mancata comunicazione di un'informazione relativa all'IVA in violazione
                 di un obbligo specifico, cui consegua lo stesso effetto; ovvero
           iii)  alla presentazione di dichiarazioni esatte relative all'IVA per dissimulare in
                 maniera fraudolenta il mancato pagamento o la costituzione illecita di diritti a
                 rimborsi dell'IVA.
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                                               DGD 2                                              IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 4
                       Altri reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione
1.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché il riciclaggio di denaro come
        descritto all'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva (UE) 2015/849 e riguardante beni
        provenienti dai reati rientranti nell'ambito di applicazione della presente direttiva
        costituisca reato.
2.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, se intenzionali, la corruzione
        passiva e la corruzione attiva costituiscano reato.
        a)    Ai fini della presente direttiva, s'intende per "corruzione passiva" l'azione del
              funzionario pubblico che, direttamente o tramite un intermediario, solleciti o riceva
              vantaggi di qualsiasi natura, per sé o per un terzo, o ne accetti la promessa per
              compiere o per omettere un atto proprio delle sue funzioni o nell'esercizio di queste
              in un modo che leda o possa ledere gli interessi finanziari dell'Unione.
        b)    Ai fini della presente direttiva, s'intende per "corruzione attiva" l'azione di una
              persona che prometta, offra o procuri a un funzionario pubblico, direttamente o
              tramite un intermediario, un vantaggio di qualsiasi natura per il funzionario stesso o
              per un terzo, affinché questi compia o ometta un atto proprio delle sue funzioni o
              nell'esercizio di queste in un modo che leda o possa ledere gli interessi finanziari
              dell'Unione.
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                                                 DGD 2                                             IT
 ---pagebreak--- 3.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché, se intenzionale, l'appropriazione
        indebita costituisca reato.
        Ai fini della presente direttiva, s'intende per "appropriazione indebita" l'azione del
        funzionario pubblico, incaricato direttamente o indirettamente della gestione di fondi o
        beni, tesa a impegnare o erogare fondi o ad appropriarsi di beni o utilizzarli per uno scopo
        in ogni modo diverso da quello per essi previsto, che leda gli interessi finanziari
        dell'Unione.
4.      Ai fini della presente direttiva, s'intende per "funzionario pubblico":
        a)    un funzionario dell'Unione o un funzionario nazionale, compresi i funzionari
              nazionali di un altro Stato membro e i funzionari nazionali di un paese terzo;
              i)     per "funzionario dell'Unione" s'intende una persona:
                     –     che rivesta la qualifica di funzionario o di altro agente assunto per
                           contratto dall'Unione ai sensi dello statuto dei funzionari e del regime
                           applicabile agli altri agenti dell'Unione europea stabilito dal regolamento
                           (CEE, EURATOM, CECA) n. 259/68 del Consiglio 1 (“statuto dei
                           funzionari”); ovvero
                     –     distaccata da uno Stato membro o da qualsiasi organismo pubblico o
                           privato presso l'Unione, che vi eserciti funzioni corrispondenti a quelle
                           esercitate dai funzionari o dagli altri agenti dell'Unione.
1
      GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1.
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                                                  DGD 2                                             IT
 ---pagebreak---                   Fatte salve le disposizioni sui privilegi e le immunità di cui ai protocolli n. 3 e
                  n. 7, sono assimilati ai funzionari dell'Unione i membri di istituzioni, organi o
                  organismi dell'Unione, istituiti a norma dei trattati e il relativo personale cui
                  non si applica lo statuto dei funzionari;
           ii)    per "funzionario nazionale" s'intende: il "funzionario" o il "funzionario
                  pubblico" secondo quanto definito nel diritto nazionale dello Stato membro o
                  del paese terzo in cui la persona in questione svolge le sue funzioni.
           Tuttavia, nel caso di procedimenti giudiziari che coinvolgono un funzionario
           nazionale di uno Stato membro, o un funzionario nazionale di un paese terzo, avviati
           da un altro Stato membro, quest'ultimo è tenuto ad applicare la definizione di
           "funzionario nazionale" soltanto nella misura in cui tale definizione è compatibile
           con il suo diritto interno.
           Il termine "funzionario nazionale" comprende qualsiasi persona che eserciti una
           funzione esecutiva, amministrativa o giurisdizionale a livello nazionale, regionale o
           locale. È assimilata a un funzionario nazionale qualsiasi persona che eserciti una
           funzione legislativa a livello nazionale, regionale o locale;
        b) qualunque altra persona a cui siano state assegnate o che eserciti funzioni di pubblico
           servizio che implichino la gestione degli interessi finanziari dell'Unione, o decisioni
           che li riguardano, negli Stati Membri o in paesi terzi.
6182/17                                                                 RM/gma                      27
                                              DGD 2                                                IT
 ---pagebreak---                                             TITOLO III
    DISPOSIZIONI GENERALI RELATIVE ALLA FRODE E AD
   ALTRI REATI CHE LEDONO GLI INTERESSI FINANZIARI
                                          DELL'UNIONE
                                               Articolo 5
                           Istigazione, favoreggiamento, concorso e tentativo
1.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché siano punibili come reato
        l'istigazione, il favoreggiamento e il concorso nella commissione di uno dei reati di cui agli
        articoli 3 e 4.
2.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché sia punibile come reato il tentativo
        di commettere uno dei reati di cui all'articolo 3 e all'articolo 4, paragrafo 3.
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                                                 DGD 2                                            IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 6
                                Responsabilità delle persone giuridiche
1.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché le persone giuridiche possano
        essere ritenute responsabili di uno dei reati di cui agli articoli 3, 4 e 5 commessi a loro
        vantaggio da qualsiasi soggetto, a titolo individuale o in quanto membro di un organo della
        persona giuridica, e che detenga una posizione preminente in seno alla persona giuridica
        basata:
        a)    sul potere di rappresentanza della persona giuridica;
        b)    sul potere di adottare decisioni per conto della persona giuridica; oppure
        c)    sull'autorità di esercitare un controllo in seno alla persona giuridica.
2.      Gli Stati membri adottano inoltre le misure necessarie affinché le persone giuridiche
        possano essere ritenute responsabili qualora la mancata sorveglianza o il mancato controllo
        da parte di un soggetto tra quelli di cui al paragrafo 1 del presente articolo abbiano reso
        possibile la commissione, da parte di una persona sottoposta all´autorità di tale soggetto, di
        uno dei reati di cui agli articoli 3, 4 o 5, a vantaggio di tale persona giuridica.
3.      La responsabilità delle persone giuridiche ai sensi dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo
        non esclude la possibilità di procedimenti penali contro le persone fisiche che abbiano
        commesso i reati di cui agli articoli 3 e 4 o che siano penalmente responsabili ai sensi
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                                                  DGD 2                                             IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 7
                                    Sanzioni per le persone fisiche
1.      Nei riguardi delle persone fisiche, gli Stati membri assicurano che i reati di cui agli articoli
        3, 4 e 5 siano puniti con sanzioni penali effettive, proporzionate e dissuasive.
2.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché i reati di cui agli articoli 3 e 4
        siano punibili con una pena massima che preveda la reclusione.
3.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché i reati di cui agli articoli 3 e 4
        siano punibili con una pena massima di almeno quattro anni di reclusione qualora ne
        derivino danni o vantaggi considerevoli.
        I danni o vantaggi derivanti dai reati di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettere a), b) e c), e
        all'articolo 4 si presumono considerevoli qualora il danno o il vantaggio sia di valore
        superiore a i 100 000 EUR.
        I danni o i vantaggi derivanti dai reati di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettera d), e soggetti
        all'articolo 2, paragrafo 2, si presumono sempre considerevoli.
        Gli Stati membri possono altresì prevedere una pena massima di almeno quattro anni di
        reclusione per altre circostanze gravi definite nel loro diritto nazionale.
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                                                 DGD 2                                                  IT
 ---pagebreak--- 4.        Qualora un reato di cui all'articolo 3, paragrafo2, lettere a), b) e c), e all'articolo 4,
          comporti danni inferiori a 10 000 EUR o vantaggi inferiori a 10 000 EUR, gli Stati membri
          possono prevedere sanzioni di natura diversa da quella penale.
5.        Quanto disposto al paragrafo 1 non pregiudica l'esercizio dei poteri disciplinari da parte
          delle autorità competenti nei riguardi dei funzionari pubblici.
                                                Articolo 8
                                         Circostanze aggravanti
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che qualora un reato di cui agli articoli
3, 4 o 5 sia commesso nell'ambito di un'organizzazione criminale ai sensi della decisione
quadro 2008/841/GAI, ciò sia considerato una circostanza aggravante.
                                                Articolo 9
                                   Sanzioni per le persone giuridiche
Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché la persona giuridica riconosciuta
responsabile ai sensi dell'articolo 6 sia sottoposta a sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive,
che comprendono sanzioni pecuniarie penali o non penali e che possono comprendere anche altre
sanzioni quali:
a)        l'esclusione dal godimento di un beneficio o di un aiuto pubblico;
b)        l'esclusione temporanea o permanente dalle procedure di gara pubblica;
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                                                   DGD 2                                             IT
 ---pagebreak--- c)        l'interdizione temporanea o permanente di esercitare un'attività commerciale;
d)        l'assoggettamento a sorveglianza giudiziaria;
e)        provvedimenti giudiziari di scioglimento;
f)        la chiusura temporanea o permanente degli stabilimenti che sono stati usati per commettere
          il reato.
                                                Articolo 10
                                        Congelamento e confisca
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per consentire il congelamento e la confisca degli
strumenti e dei proventi dei reati di cui agli articoli 3, 4 e 5. Gli Stati membri vincolati dalla
direttiva 2014/42/UE del Parlamento europeo e del Consiglio 1 vi provvedono in conformità di tale
direttiva.
1
        Direttiva 2014/42/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 aprile 2014, relativa al
        congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato
        nell'Unione europea (GU L 127 del 29.4.2014, pag. 39).
6182/17                                                                      RM/gma                 32
                                                   DGD 2                                           IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 11
                                               Giurisdizione
1.      Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie a stabilire la propria giurisdizione per i
        reati di cui agli articoli 3, 4 e 5 nei seguenti casi:
        a)     il reato è stato commesso in tutto o in parte sul proprio territorio; o
        b)     l'autore del reato è un proprio cittadino.
2.      Ciascuno Stato membro adotta le misure necessarie a stabilire la propria giurisdizione per i
        reati di cui agli articoli 3, 4 e 5 laddove l'autore del reato sia soggetto allo statuto dei
        funzionari al momento della commissione del reato. Ciascuno Stato membro può astenersi
        dall'applicare le norme sulla giurisdizione di cui al presente paragrafo, o può applicarle
        solo in particolari casi o solo quando siano soddisfatte specifiche condizioni, e ne informa
        la Commissione.
3.      Uno Stato membro informa la Commissione qualora lo stesso decida di estendere la
        propria giurisdizione ai reati di cui agli articoli 3, 4 o 5 che sono stati commessi al di fuori
        del proprio territorio in una delle seguenti situazioni:
        a)     l'autore del reato risieda abitualmente nel proprio territorio;
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                                                   DGD 2                                             IT
 ---pagebreak---         b)    il reato sia commesso a vantaggio di una persona giuridica che ha sede nel proprio
              territorio; oppure
        c)    l'autore del reato sia uno dei propri funzionari che agisce nella sue funzioni ufficiali.
4.      Nel caso di cui al paragrafo 1, lettera b), gli Stati membri adottano le misure necessarie per
        garantire che l'esercizio della loro giurisdizione non sia soggetto alla condizione che il
        reato sia perseguibile solo su querela della vittima nel luogo in cui è stato commesso il
        reato o su denuncia dello Stato sul cui territorio è stato commesso il reato.
                                              Articolo 12
         Termini di prescrizione per i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione
1.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie a prevedere un termine di prescrizione che
        consenta di condurre le indagini, esercitare l'azione penale, svolgere il processo e prendere
        la decisione giudiziaria in merito ai reati di cui agli articoli 3, 4 e 5 entro un congruo lasso
        di tempo successivamente alla commissione di tali reati, al fine di contrastare tali reati
        efficacemente.
2.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie per permettere che le indagini, l'azione
        penale, il processo e la decisione giudiziaria per i reati di cui agli articoli 3, 4 e 5 punibili
        con una pena massima di almeno quattro anni di reclusione, possano intervenire per un
        periodo di almeno cinque anni dal momento in cui il reato è stato commesso.
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                                                 DGD 2                                                 IT
 ---pagebreak--- 3.      In deroga al paragrafo 2, gli Stati membri possono fissare un termine di prescrizione più
        breve di cinque anni, ma non inferiore a tre anni, purché prevedano che tale termine possa
        essere interrotto o sospeso in caso di determinati atti.
4.      Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché :
        a)     una pena superiore ad un anno di reclusione, o in alternativa,
        b)     una pena detentiva, in caso di reato punibile con una pena massima di almeno quattro
               anni di reclusione,
        irrogata a seguito di condanna definitiva per uno dei reati di cui agli articoli 3, 4 o 5, possa
        essere eseguita per almeno cinque anni dalla data della condanna definitiva. Tale periodo
        può includere proroghe del termine di prescrizione derivanti da interruzione o da
        sospensione.
                                               Articolo 13
                                                 Recupero
La presente direttiva non pregiudica il recupero:
1)      a livello di Unione, delle somme indebitamente pagate nel quadro della commissione dei
        reati di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettere a), b) e c), o agli articoli 4 o 5;
2)      a livello nazionale, dell'IVA non pagata nel quadro della commissione dei reati di cui
        all'articolo 3, paragrafo 2, lettera d), o agli articoli 4 o 5.
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                                                   DGD 2                                             IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 14
                       Interazione con altri atti giuridici applicabili dell'Unione
L'applicazione di misure, sanzioni e ammende amministrative contemplate dal diritto dell'Unione,
in particolare quelle previste dagli articoli 4 e 5 del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95, o da
disposizioni del diritto nazionale adottate conformemente a un obbligo specifico derivante dal
diritto dell'Unione, non pregiudica le disposizioni della presente direttiva. Gli Stati membri
provvedono affinché qualsiasi procedimento penale avviato sulla base di disposizioni nazionali che
attuano la presente direttiva non pregiudichi indebitamente l'applicazione adeguata ed effettiva di
misure, sanzioni e ammende amministrative non assimilabili a un procedimento penale contemplate
dal diritto dell'Unione o da disposizioni nazionali di attuazione.
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                                                   DGD 2                                           IT
 ---pagebreak---                                             TITOLO IV
                                   DISPOSIZIONI FINALI
                                              Articolo 15
                            Cooperazione tra Stati membri e Commissione
                      (OLAF) e altre istituzioni, organi e organismi dell'Unione
1.      Fatte salve le norme in materia di cooperazione transfrontaliera e di assistenza giudiziaria
        in materia penale, gli Stati membri, Eurojust, la Procura europea e la Commissione
        cooperano, nell'ambito delle loro rispettive competenze, nella lotta contro i reati di cui agli
        articoli 3, 4 e 5. A tal fine, la Commissione e, se del caso, Eurojust offrono l'assistenza
        tecnica e operativa di cui le autorità nazionali competenti necessitano per facilitare il
        coordinamento delle loro indagini.
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                                                 DGD 2                                              IT
 ---pagebreak--- 2.      Le autorità competenti degli Stati membri possono, nell'ambito delle loro competenze,
        scambiare informazioni con la Commissione per semplificare l'accertamento dei fatti e
        assicurare un'azione efficace contro i reati di cui agli articoli 3, 4 e 5. La Commissione e le
        autorità nazionali competenti tengono conto, in ciascun caso specifico, dei requisiti di
        riservatezza e delle norme in materia di protezione dei dati. Fatto salvo il diritto nazionale
        in materia di accesso alle informazioni, a questo scopo, quando fornisce informazioni alla
        Commissione, uno Stato membro subordina l'uso di tali informazioni a condizioni
        specifiche applicabili sia alla Commissione sia a qualunque altro Stato membro a cui
        l'informazione è inoltrata.
3.      La Corte dei conti e i revisori dei conti incaricati dell'audit in relazione ai bilanci delle
        istituzioni, degli organi e degli organismi dell'Unione, istituiti in applicazione dei trattati, e
        ai bilanci gestiti e controllati dalle istituzioni, comunicano all'OLAF e alle altre autorità
        competenti qualsiasi fatto qualificabile come reato ai sensi degli articoli 3, 4 o 5 di cui
        vengano a conoscenza nell'esercizio delle loro funzioni. Gli Stati membri provvedono
        affinché gli organi nazionali di revisione dei conti facciano altrettanto.
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                                                   DGD 2                                              IT
 ---pagebreak---                                                   Articolo 16
Sostituzione della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee
La convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee, del 26 luglio
1995, e relativi protocolli del 27 settembre 1996, del 29 novembre 1996 e del 19 giugno 1997, è
sostituita dalla presente direttiva per gli Stati membri vincolati da essa, con effetto dal … [due anni
dalla data di adozione della presente direttiva].
Per gli Stati membri vincolati dalla presente direttiva, i riferimenti alla convenzione si intendono
fatti alla presente direttiva.
                                                  Articolo 17
                                                 Recepimento
1.         Gli Stati membri adottano e pubblicano, entro … [due anni dalla data di adozione della
           presente direttiva], le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie
           per conformarsi alla presente direttiva. Essi comunicano immediatamente alla
           Commissione il testo di tali disposizioni. Essi applicano tali disposizioni a decorrere dal …
           [due anni dalla data dell'adozione della presente direttiva].
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                                                    DGD 2                                            IT
 ---pagebreak---         Le disposizioni adottate dagli Stati membri contengono un riferimento alla presente
        direttiva o sono corredate di tale riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Esse
        recano altresì l'indicazione che, per gli Stati membri vincolati dalla presente direttiva, nelle
        disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in vigore, i riferimenti alla
        convenzione sostituita dalla presente direttiva s'intendono fatti a quest'ultima. Le modalità
        del riferimento e la formulazione dell'indicazione sono stabilite dagli Stati membri.
2.      Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni fondamentali di
        diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
                                              Articolo 18
                                       Relazioni e valutazione
1.      Entro … [4 anni dalla data di adozione della presente direttiva] la Commissione presenta al
        Parlamento europeo e al Consiglio una relazione che valuta in che misura gli Stati membri
        abbiano adottato le misure necessarie per conformarsi alla presente direttiva.
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                                                 DGD 2                                              IT
 ---pagebreak--- 2.      Fatti salvi gli obblighi di relazione previsti da altri atti giuridici dell'Unione, gli Stati
        membri trasmettono su base annuale alla Commissione le seguenti statistiche relative ai
        reati di cui agli articoli 3, 4 e 5, se disponibili a livello centrale nello Stato membro
        interessato:
        a)     il numero di procedimenti penali avviati, archiviati, conclusi con un proscioglimento,
               conclusi con una condanna e in corso;
        b)     gli importi recuperati a seguito di procedimenti penali e i danni stimati.
3.      Entro … [7 anni dalla data di adozione della presente direttiva] e tenendo conto della sua
        relazione trasmessa ai sensi del paragrafo 1 nonché delle statistiche degli Stati membri
        trasmesse ai sensi del paragrafo 2, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al
        Consiglio una relazione che valuta l'impatto della normativa nazionale di recepimento della
        presente direttiva sulla prevenzione della frode che lede gli interessi finanziari dell'Unione.
4.      Entro … [5 anni dalla data di adozione della presente direttiva] e sulla base delle statistiche
        trasmesse dagli Stati membri, ai sensi del paragrafo 2, la Commissione presenta una
        relazione al Parlamento europeo e al Consiglio, che valuta, rispetto all'obiettivo generale
        che consiste nel rafforzare la tutela degli interessi finanziari dell'Unione, se:
        a)     la soglia di cui all'articolo 2, paragrafo 2, è adeguata;
        b)     le disposizioni relative ai termini di prescrizione di cui all'articolo 12 sono
               sufficientemente efficaci;
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                                                   DGD 2                                              IT
 ---pagebreak---           c)    la presente direttiva affronta efficacemente i casi di frode negli appalti.
5.        Le relazioni di cui ai paragrafi 3 e 4 sono accompagnate, se necessario, da una proposta
          legislativa che può includere una disposizione specifica sulla frode negli appalti.
                                                Articolo 19
                                             Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
                                                Articolo 20
                                                Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva conformemente ai trattati.
Fatto a…, il
Per il Parlamento europeo                                      Per il Consiglio
Il presidente                                                  Il presidente
6182/17                                                                     RM/gma                  42
                                                   DGD 2                                           IT