CELEX: 61972CJ0035
Language: it
Date: 1973-06-27
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 27 giugno 1973. # Walter Kley contro Commissione delle Comunità europee. # Causa 35-72.

Avis juridique important

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61972J0035

SENTENZA DELLA CORTE (SECONDA SEZIONE) DEL 27 GIUGNO 1973.  -  WALTER KLEY CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSA 35/72.  

raccolta della giurisprudenza 1973 pagina 00679 edizione speciale greca pagina 00593 edizione speciale portoghese pagina 00281

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - ASSUNZIONE - TRAMUTAMENTO - ATTO CHE RECA PREGIUDIZIO - PRESUPPOSTI - MOTIVAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE, ARTT . 25, 91 )  2 . DIPENDENTI - ATTITUDINI - VALUTAZIONE - COMPETENZA DELL' AMMINISTRAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE, ART . 43 )  

Massima

1 . IL TRAMUTAMENTO, ANCHE SE NON TOCCA GL' INTERESSI MATERIALI O NON MENOMA IL PRESTIGIO DEL DIPENDENTE, IN CONSIDERAZIONE DELLA NATURA DELLE FUNZIONI E DELLE CIRCOSTANZE PUO' TUTTAVIA LEDERE I SUOI INTERESSI MORALI E LE SUE ASPETTATIVE DI CARRIERA .  IL TRAMUTAMENTO EFFETTUATO CONTRO LA VOLONTA DELL' INTERESSATO E UN ATTO CHE RECA PREGIUDIZIO AI SENSI DELL' ART . 25 DELLO STATUTO E VA QUINDI MOTIVATO .  2 . LA VALUTAZIONE DELLE ATTITUDINI DI UN DIPENDENTE E DI COMPETENZA DELL' AMMINISTRAZIONE .  

Parti

NELLA CAUSA 35-72,  WALTER KLEY, DIPENDENTE DELLA COMUNITA EUROPEA DELL' ENERGIA ATOMICA, RESIDENTE IN ISPRA ( VARESE ), VIA ESPERIA B 8, CON L' AVVOCATO ERNEST ARENDT, ASSISTITO DALL' AVVOCATO NICOLAS DECKER, ENTRAMBI DEL FORO DI LUSSEMBURGO, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO LO STESSO AVVOCATO ARENDT, 34 B, RUE PHILIPPE-II, RICORRENTE,  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO, SIG . JOSEPH GRIESMAR, IN QUALITA D' AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL PROPRIO CONSIGLIERE GIURIDICO, SIG . EMILE REUTER, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE 11 GENNAIO 1972 CHE HA TRAMUTATO IL RICORRENTE DA CAPO DELLA " DIVISIONE FISICA " A CONSIGLIERE PRESSO LA " DIREZIONE SCIENTIFICA " DEL CENTRO COMUNE DI RICERCHE D' ISPRA, 

Motivazione della sentenza

1 IL RICORSO E DIRETTO ALL' ANNULLAMENTO DEL SILENZIO-RIFIUTO OPPOSTO AL RECLAMO PROPOSTO DAL RICORRENTE, IL 10 FEBBRAIO 1972, CONTRO LA DECISIONE 11 GENNAIO 1972 CON CUI IL DIRETTORE GENERALE DEL CENTRO COMUNE DI RICERCHE D' ISPRA L' HA RIMOSSO DAL POSTO DI CAPO DELLA DIVISIONE FISICA, E L' HA NOMINATO CONSIGLIERE PRESSO LA DIREZIONE SCIENTIFICA .  SULLA RICEVIBILITA  2/3 LA COMMISSIONE ECCEPISCE L' IRRICEVIBILITA DEL RICORSO, SOSTENENDO CHE QUESTO E DIRETTO CONTRO UN ATTO CHE NON RECA PREGIUDIZIO AL RICORRENTE AI SENSI DELL' ART . 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE .  IL TRAMUTAMENTO NON MODIFICHEREBBE AFFATTO LA SITUAZIONE MATERIALE DEL RICORRENTE, NON DIMINUIREBBE LA SUA DIGNITA GERARCHICA E QUINDI NON PEGGIOREREBBE LA SUA SITUAZIONE GIURIDICA .  4/6 IL TRAMUTAMENTO, ANCHE SE NON TOCCA GL' INTERESSI MATERIALI O NON MENOMA IL PRESTIGIO DEL DIPENDENTE, IN CONSIDERAZIONE DELLA NATURA DELLE FUNZIONI E DELLE CIRCOSTANZE PUO' TUTTAVIA LEDERE I SUOI INTERESSI MORALI E LE SUE ASPETTATIVE DI CARRIERA . NON SI PUO' QUINDI RITENERE A PRIORI CH' ESSO NON RECHI PREGIUDIZIO ALL' INTERESSATO . L' ECCEZIONE VA PERCIO' DISATTESA .  NEL MERITO  SULLA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE  7/8 A NORMA DELL' ART . 25 DELLO STATUTO, OGNI DECISIONE CHE RECA PREGIUDIZIO DEVE ESSERE MOTIVATA . IL TRAMUTAMENTO EFFETTUATO CONTRO LA VOLONTA DELL' INTERESSATO, PER LE RAGIONI SOPRAINDICATE RECA PREGIUDIZIO E LA RELATIVA DECISIONE VA QUINDI MOTIVATA .  9/13 IL RICORRENTE SOSTIENE CHE LA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA NON SODDISFA LE CONDIZIONI POSTE DALL' ART . 25 DELLO STATUTO, IN QUANTO NON E COMPLETA NE VERIDICA . L' AFFERMAZIONE, CONTENUTA NEL MEMORANDUM CON CUI LA DECISIONE E STATA PORTATA A CONOSCENZA DEL RICORRENTE, SECONDO CUI EGLI NON AVREBBE INTERESSE PER I " COMPITI DI GESTIONE " SAREBBE SMENTITA DAL FATTO CHE, PER DIECI ANNI, EGLI HA BRILLANTEMENTE SVOLTO DEI COMPITI DI GESTIONE . IN REALTA, LA DECISIONE SAREBBE DOVUTA AL SUO RIFIUTO DI DARE ESECUZIONE ALLA DECISIONE DEL DIRETTORE GENERALE RELATIVA AL TRAMUTAMENTO DEI MEMBRI DELLA SEZIONE FISICA SPERIMENTALE, COME PURE AL SUO RIFIUTO DI ASSUMERE LA RESPONSABILITA DEL REATTORE DI RICERCHE ISPRA-I . IL 10 GENNAIO 1972, IL DIRETTORE GENERALE, ONDE GIUSTIFICARE LA PROPRIA DECISIONE, AVREBBE FATTO ALLUSIONE ALL' ATTEGGIAMENTO ASSUNTO DAL RICORRENTE A PROPOSITO DELLA RIORGANIZZAZIONE DEL CENTRO . IN OCCASIONE DI UN COLLOQUIO CON DEI RICERCATORI DEL CENTRO, AVVENUTO IL 26 GENNAIO 1972, IL DIRETTORE GENERALE AVREBBE MOTIVATO LA PROPRIA DECISIONE CON L' INOSSERVANZA, PER DUE VOLTE, DELLA SUA AUTORITA .  14/16 QUESTE DEDUZIONI, NON ESPRESSAMENTE CONTRADDETTE DALLA CONVENUTA, SONO STATE SOSTANZIALMENTE CONFERMATE DURANTE LA DISCUSSIONE ORALE . SI PUO' QUINDI RAGIONEVOLMENTE RITENERE CHE L' ATTEGGIAMENTO DEL RICORRENTE SIA STATO UN MOTIVO DETERMINANTE DELLA DECISIONE . PER STABILIRE SE SIANO STATE SODDISFATTE LE CONDIZIONI POSTE DALL' ART . 25, E OPPORTUNO CONSIDERARE LE CIRCOSTANZE NELLE QUALI IL PROVVEDIMENTO DI CUI E CAUSA E STATO ADOTTATO .  17/20 I DOCUMENTI PRODOTTI IN CAUSA DIMOSTRANO L' ESISTENZA DI UNA DIVERGENZA D' OPINIONI FONDAMENTALE FRA IL RICORRENTE E IL DIRETTORE GENERALE, PER QUANTO RIGUARDA I PROGETTI DI RIORGANIZZAZIONE DEL CENTRO, E UN ATTEGGIAMENTO SPESSO INTRANSIGENTE DEL RICORRENTE . QUESTI HA DICHIARATO DI NON ESSERE INTERESSATO ALL' ATTUAZIONE DEI PROGETTI DEL DIRETTORE GENERALE, PER LO MENO PER QUANTO RIGUARDA LA GESTIONE DEL REATTORE ISPRA-I . IL FATTO DI CARATTERIZZARE L' ATTEGGIAMENTO DEL RICORRENTE RICHIAMANDOSI ALLA SUA MANCANZA D' INTERESSE PER I COMPITI DI GESTIONE ERA, IN QUESTE CIRCOSTANZE, UNA CONCLUSIONE RAGIONEVOLE E DEL RESTO ESPRESSA CON MOLTA DISCREZIONE . MALGRADO LA FORMA MOLTO ELLITTICA DELLA MOTIVAZIONE, LA DECISIONE IMPUGNATA SODDISFA QUINDI LE CONDIZIONI POSTE DALL' ART . 25 .  21 IL MEZZO VA DISATTESO .  SULLA VIOLAZIONE DEGLI ARTT . 5 E 7 DELL' ALLEGATO I DELLO STATUTO  22/24 IL RICORRENTE INVOCA L' ART . 7 DELLO STATUTO, SECONDO IL QUALE IL DIPENDENTE DEV' ESSERE ASSEGNATO AD UN POSTO DELLA SUA CATEGORIA O DEL SUO RUOLO CORRISPONDENTE AL SUO GRADO, E SOSTIENE CHE LE MANSIONI CHE GLI ERANO STATE AFFIDATE NON CORRISPONDONO AL SUO GRADO . IN PROPOSITO IL RICORRENTE, PUR AMMETTENDO CHE IL POSTO DI CONSIGLIERE PRESSO LA DIREZIONE SCIENTIFICA CORRISPONDE TECNICAMENTE AL SUO GRADO, SOSTIENE CHE IL SUO NUOVO POSTO E PRIVO DI REALE CONTENUTO . ESSO NON SAREBBE STATO PREVISTO DALL' ORGANIGRAMMA, BENSI' SAREBBE STATO CREATO PER LIBERARSI DI LUI, IN VIOLAZIONE DELL' ART . 5 .  25/27 E' MANIFESTO CHE IL COMPITO PRINCIPALE CHE IL DIRETTORE GENERALE VOLEVA ATTRIBUIRE AL RICORRENTE NEL SUO NUOVO POSTO CONSISTEVA NEL PROVVEDERE AL COORDINAMENTO DELL' ATTIVITA DEI GRUPPI DI LAVORO NELL' AMBITO DEL PROGRAMMA SPERIMENTALE CONNESSO ALL' USO DEL REATTORE SORA E NELLO STENDERE UNA RELAZIONE COMPLESSIVA A PROPOSITO DELL' ATTIVITA STESSA . IL RICORRENTE HA RIFIUTATO DI ASSUMERE QUESTO COMPITO SOSTENENDO CHE, DAL PUNTO DI VISTA ORGANIZZATIVO, ERA ERRATO IL METODO CONSISTENTE NELL' ELABORARE UNA RELAZIONE COMPLESSIVA SENZA AVERE AUTORITA SUI RICERCATORI INTERESSATI E SENZA ESSERNE DIRETTAMENTE RESPONSABILE . STANDO COSI' LE COSE, IL COMPITO RIFIUTATO DAL RICORRENTE HA DOVUTO ESSERE AFFIDATO AL VICEDIRETTORE SCIENTIFICO, IL QUALE HA STESO A SUO TEMPO UNA RELAZIONE COMPLETA .  28/30 IL RICORRENTE NON HA AFFATTO PROVATO CHE QUESTO COMPITO SAREBBE STATO DI UN LIVELLO MANIFESTAMENTE INFERIORE AL POSTO CORRISPONDENTE AL SUO GRADO, BENSI' SI E LIMITATO AD INDICARE I MOTIVI PER CUI EGLI LO CONSIDERAVA INADATTO ALLE SUE ATTITUDINI . LA VALUTAZIONE DELLE ATTITUDINI DI UN DIPENDENTE E DI COMPETENZA DELL' AMMINISTRAZIONE . DI CONSEGUENZA, ANCHE SE IL POSTO DI CONSIGLIERE ERA STATO CREATO AL SOLO SCOPO DI TOGLIERE AL RICORRENTE LA RESPONSABILITA DIRETTA DELLA DIVISIONE FISICA E ANCHE SE I SUOI NUOVI COMPITI NON FIGURAVANO NELL' ORGANIGRAMMA, QUESTA CIRCOSTANZA NON INDICA AFFATTO CHE NON VI FOSSE CORRISPONDENZA TRA IL GRADO E IL POSTO DEL RICORRENTE .  31 IL MEZZO VA DISATTESO .  SULLO SVIAMENTO DI POTERE  32/35 SECONDO IL RICORRENTE, IL TRAMUTAMENTO PUO' ESSERE INFICIATO DA SVIAMENTO DI POTERE OVE, IN BASE AD INDIZI OBIETTIVI, PERTINENTI E CONCORDANTI, APPAIA ESSERE STATO DISPOSTO PER SCOPI DIVERSI DA QUELLI DICHIARATI . IL RICORRENTE RAVVISA UN INDIZIO DEL GENERE NELLA DOMANDA DEL DIRETTORE GENERALE DIRETTA A FAR ADOTTARE NEI SUOI CONFRONTI DEI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI, COME PURE NEL FATTO CHE LA STESSA DOMANDA E STATA REVOCATA IL GIORNO STESSO IN CUI IL DIRETTORE GENERALE HA ADOTTATO IL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO . QUESTA CIRCOSTANZA RENDEREBBE MANIFESTO CHE IL TRAMUTAMENTO ERA IN REALTA UN PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE DISSIMULATO . IL DIRETTORE GENERALE AVREBBE ADOTTATO QUESTO PROVVEDIMENTO DISCIPLINARE PER IL FATTO CHE IL RICORRENTE SI ERA OPPOSTO AI SUOI PROGETTI DI RIORGANIZZAZIONE DEL CENTRO .  36/37 L' ATTEGGIAMENTO ASSUNTO DAL RICORRENTE NEL CONFRONTO DI DETTI PROGETTI COSTITUIVA UN OSTACOLO REALE PER LA RIORGANIZZAZIONE DEL LAVORO A ISPRA, RIORGANIZZAZIONE DI CUI IL DIRETTORE GENERALE ERA RESPONSABILE IN QUANTO SUPERIORE GERARCHICO . QUALE CHE FOSSE LA GIUSTIFICAZIONE DELLA DOMANDA DIRETTA ALL' ADOZIONE DEI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI, LA SUCCESSIVA REVOCA DI QUESTA E LA DECISIONE DI TRAMUTARE IL RICORRENTE POSSONO ESSERE CONSIDERATE COME UNA SOLUZIONE ALTERNATIVA NELL' INTERESSE DEL SERVIZIO, SOLUZIONE CHE NON ESORBITAVA DALLA COMPETENZA DEL DIRETTORE GENERALE .  38/39 IL DIRETTORE GENERALE AVEVA IL DIRITTO DI RITENERE CHE IL RICORRENTE NON AVESSE TITOLO PER FARSI AFFIDARE LA REALIZZAZIONE DI PROGETTI AI QUALI SI ERA OPPOSTO CON TANTA VEEMENZA . A SOSTEGNO DELLE SUE DEDUZIONI IL RICORRENTE NON HA FORNITO ALCUNA PROVA DEL FATTO CHE IL DIRETTORE DEL CENTRO, IL QUALE DEL RESTO AGIVA ENTRO I LIMITI DELLA SUA COMPETENZA, SI SAREBBE VALSO DEI SUOI POTERI PER UNO SCOPO DIVERSO DALL' INTERESSE DEL SERVIZIO .  40 IL MEZZO VA QUINDI DISATTESO .  

Decisione relativa alle spese

IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE . A NORMA DELL' ART . 69, PAR 2 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE . TUTTAVIA, A NORMA DELL' ART . 70 DELLO STESSO REGOLAMENTO, NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLA COMUNITA, LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE . 

Dispositivo

LA CORTE ( SECONDA SEZIONE ),  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO .  2 ) CIASCUNA DELLE PARTI SOPPORTERA LE SPESE DA ESSA INCONTRATE .