CELEX: 51993PC0575
Language: it
Date: 1993-03-16
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 85/337/CEE del Consiglio concernente la valutazione dell' impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ» EUROPEE
                                                                                     COM(93) 575 def.
                                                                                     Bruxelles, 16.03.1994
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                                                           Proposta di
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                                                 DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                                               che modifica la direttiva 85/337/CEE
                                            del Consiglio concernente la valutazione
                                         dell'impatto ambientale di determinati progetti
                                                        pubblici e privati
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                                          (Presentata dalla Commissione al Consiglio)
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 ---pagebreak---                                             RELAZIONE
 1. Motivazione della proposta
 La presente proposta di direttiva che modifica la direttiva n. 337/85/CEE concernente la
valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati(1), soddisfa alle
prescrizioni dell'articolo 11, paragrafo 4, che impegna la Commissione a presentare al Consiglio
proposte supplementari intese ad assicurare un'applicazione sufficientemente coordinata delle
disposizioni di detta direttiva.
Essa è basata essenzialmente sui risultati della relazione sull'attuazione della direttiva n.
337/85/CEE(2), che la Commissione ha presentato al Parlamento e al Consiglio, a norma del
suddetto articolo 11 della direttiva.
In effetti, dall'esperienza acquisita nel corso di questo periodo risulta che, malgrado i
considerevoli sforzi compiuti per adattare meglio le procedure nazionali esistenti alle nuove
esigenze in materia di valutazione degli incidenti che colpiscono l'ambiente, esistono difficoltà
nell'applicazione pratica di questa direttiva, dovute a talune divergenze tra l'interpretazione degli
Stati membri e quelle dei servizi della Commissione. Questi ultimi hanno più volte constatato
che l'approccio seguito dagli Stati membri nell'applicazione delle disposizioni della direttiva era
incompleto.
D'altro canto, questa proposta tiene conto degli impegni presi dalla Comunità e dagli Stati
membri a livello intemazionale firmando la convenzione d'Espoo concernente la valutazione
dell'impatto ambientale in un contesto transfrontaliera (3). Pertanto essa contiene alcuni
adattamenti di taluni articoli della direttiva n. 337/85/CEE, in particolare dell'articolo 7 la cui
nuova formulazione è stata elaborata in funzione degli obiettivi di detta convenzione.
Infine, con la presente proposta si vuole tener conto delle preoccupazioni espresse sia dal
Parlamento europeo nel quadro della sua risoluzione concernente l'agricoltura e I'ambiente(4), sia
dalla Commissione stessa nella sua comunicazione sullo stesso argomento (5).
(,)
      GUn. L 175 del 5.7.1985.
(2)
      Doc. COM (93) 28 del 2.4.1993.
w
      GUn. C 104 del 24.4.1992.
(4)
      GUn. C 68 del 24.3.1986.
(5)
      Doc. COM (88) 338 def. dell'8.6.1988.
 ---pagebreak--- 1.1. Relazione sull'attuazione della direttiva 85/337
L'analisi dettagliata delle informazioni fornite dalla relazione sull'attuazione della direttiva n.
337/85/CEE mette in evidenza che le modalità di applicazione della direttiva variano
notevolmente da uno Stato membro all'altro.
Tali differenzeriguardanoin particolare le disposizioni della direttiva che concernono:
-il campo d'applicazione materiale definito dal combinato disposto dell'articolo 2, paragrafo 1,
e dell'articolo 4 (allegati I e II);
-le informazioni che devono essere fornite a norma del combinato disposto dell'articolo 5e
dell'allegato II;
-la sorveglianza degli effetti derivanti dàlia realizzazione dei progetti (monitoring).
1.1.1. Campo d'applicazione
Uno degli elementi chiave per valutare l'applicazione pratica della direttiva sono i dati sul
numero globale e sui tipi di progetti per i quali sono state effettuate valutazioni. Tali dati
mostrano chiaramente che le differenze tra le cifre annuali relative al numero di valutazioni sono
dovute alla diversa portata degli obblighi introdotti nelle legislazioni nazionali per i progetti
dell'allegato II e ai valori limite (soglie) diversi applicati a tali progetti.
Il campo materiale d'applicazione della direttiva n. 337/85/CEE, quale definito dall'attuale
articolo 4, comprende sia i progetti per i quali la valutazione è obbligatoria in ogni caso
(progetti dell'allegato I), sia i progetti per i quali la valutazione deve essere svolta soltanto se
gli Stati membri la considerano necessaria in rapporto alle loro caratteristiche (progetti
dell'allegato II).
Diversamente dall'interpretazione data da alcuni Stati membri a quest'ultima disposizione, la
Commissione ritiene che il potere discrezionale riconosciuto agli Stati membri non può
comportare come conseguenza la totale inefficacia della disposizione generale dell'articolo 2,
paragrafo 1, secondo il quale i progetti cui siriferiscela direttiva (progetti sia dell'allegato I che
II), devono essere sottoposti ad una valutazione qualora possano avere incidenze notevoli
sull'ambiente.
La differenza di approccio tra i progetti dell'allegato I e quelli dell'allegato II, stabilita
dall'articolo 4, deriva, secondo la Commissione, essenzialmente dal fatto che per i progetti di
cui all'allegato I è stata unanimamentericonosciutala necessità di sottoporli ad una valutazione
obbligatoria e sistematica, mentre per i progetti di cui all'allegato II si è convenuto che gli Stati
membri esaminino, nel rispetto del loro regime costituzionale ed amministrativo, le modalità
secondo le quali tali progetti sono valutati riguardo al loro impatto sull'ambiente.
A questo proposito, la relazione sottolinea che, se da un lato è giusto preoccuparsi della
copertura incompleta dei progetti dell'allegato II, occorre preoccuparsi, dall'altro, se si adottano
soglie molto basse (o non si adotta nessuna soglia), con il risultato che si sottopongono a
valutazione molti progetti di dimensioni relativamente ridotte.
Pertanto la Commissione propone di modificare il paragrafo 2 di questo articolo in modo da
precisare:
 ---pagebreak--- i)     le condizioni alle quali i progetti dell'allegato II devono essere sottoposti a valutazione
       ambientale, cioè quando essi possono danneggiare in modo significativo le zone di
       protezione speciale designate dagli Stati membri e notificate alla Commissione a norma
       delle direttive comunitarie in materia di protezione dell'ambiente;
ii)    la procedura di selezione che, al di fuori di questi casi, gli Stati membri dovranno applicare
       per verificare se i progetti dell'allegato II debbano o meno essere sottoposti a valutazione,
       e ciò applicando criteri definiti e approvati a livello comunitario. Tali criteri potranno
       essere corredati anche, ove necessario, delle soglie che gli Stati membri stessi dovranno
       fissare in applicazione dei principi di sussidiarietà e di responsabilità condivisa.
 1.1.2. Contenuto dello studio d'impatto
La prassi attuale seguita per determinare le informazioni previste dall'articolo 5 varia
notevolmente da uno Stato membro all'altro, ma nella maggior parte dei casi gli studi di impatto
finora realizzati negli Stati membri contengono soltanto le informazioni minime previste dal
paragrafo 2 di questo articolo, trascurando totalmente la disposizione del paragrafo 1, secondo
la quale queste informazioni devono, a determinate condizioni, essere quelle indicate all'allegato
ni.
Al fine di assicurare una maggiore pertinenza delle informazioni raccolte al tipo di progetto in
questione e migliorare la qualità di tali informazioni, la Commissione ritiene che la portata di
questo articolo potrebbe essere meglio precisata con l'introduzione del concetto di definizione
del campo di investigazione dello studio di impatto ("scoping").
Un simile approccio permetterà di indicare quali delle informazioni specificate all'allegato III
devono essere raccolte e presentate dal committente. In ogni caso tra queste informazioni
dovrebbe essere inclusa la descrizione delle alternative previste dal committente.
A questo proposito, il commitente, per soddisfare effettivamente alle esigenze di pertinenza e
di qualità delle informazioni, potrà d'ora in poi avvalersi dei dati disponibili presso qualsiasi
autorità, e ciò in conformità della direttiva n. 313/90/CEE concernente la libertà di accesso
all'informazione(6), la quale prescrive all'articolo 3 che le autorità pubbliche devono mettere le
informazioni relative all'ambiente a disposizione di qualsiasi persona fisica o giuridica che ne
faccia richiesta, senza che quest'ultima sia obbligata a far valere un interesse.
1.1.3. Sorveglianza degli effetti ("monitoring")
La stessa relazione mette in evidenza che la procedura di valutazione prevista dalla direttiva n.
337/85/CEE è insufficiente dal punto di vista tecnico, in quanto non contiene disposizioni
relative alla sorveglianza degli effetti sull'ambiente dovuti alla realizzazione del progetto.
L'obbligo della sorveglianza, potrebbe avere un effetto benefico sull'attuazione dei progetti,
consentendo alle autorità competenti e al committente di prendere al più presto le necessarie
misure di attenuazione o di compensazione e migliorare il rapporto costi/benefìci di queste
ultime.
(6)
      GUL 158 del 23.6.1990.
 ---pagebreak--- Inoltre, il suddetto obbligo consentirebbe un maggiore disponibilità da parte delle autorità
ambientali e della popolazione nei confronti dei progetti i cui studi di impatto presentano
incertezze o lacune a livello di informazioni, in quanto esse potrebbero essererivedutedurante
la fase di sorveglianza.
Una disposizione in tal sensofiguragià nella convenzione di Espoo, della quale gli Stati membri
e la Comunità sono tenuti ad assicurare l'osservanza nel contesto dell'impatto transfrontaliere
Tuttavia, la Commissione ritiene che per il momento non sia opportuno adattare la direttiva
comunitaria alle disposizioni della suddetta convenzione, stabilendo l'obbligo di una sorveglianza
sistematica delle condizioni nelle quali è stata presa la decisione di autorizzare il progetto, e
delle misure di correzione previste per evitare, ridurre o compensare gli effetti negativi
sull'ambiente. L'azione di sorveglianza sistematica dei progetti permetterà tra l'altro di ricavare
un'esperienza utile per future attività analoghe.
Prima di presentare proposte concrete, la Commissione intende approfondire la questione dei
costi e dei benefìci di un tale adeguamento, nonché la conformità al principio della sussidiarietà.
1.1.4. Queste nuove disposizioni sono coerenti con le esperienze compiute in materia di
valutazione ambientale sia a livello internazionale sia a livello nazionale in taluni Stati membri.
Secondo la Commissione, esse sono tali da dare una maggiore efficacia a questa procedura,
permettendo così di ottenere un maggior beneficio in termini di salvaguardia dell'ambiente.
1.2.Coerenza con il quinto programma in materia di ambiente e con il Libro bianco "Crescita,
competitività, occupazione"
Questo programma riconosce il ruolo fondamentale che deve svolgere la valutaizone degli effetti
sull'ambiente nel processo di adozione di decisioni, sia a livello di progetti, sia a livello delle
strategie di sviluppo che ne sono alla base.
In quanto strumento di conoscenza, la valutazione consente infatti ai responsabili delle decisioni
di valutare meglio gli effetti sull'ambiente degli investimenti necessari, in particolare nei settori
definiti prioritari nel quinto programma(7) e nel Libro bianco "Crescita, competitività,
occupazione"(8).
In proposito, le disposizioni in vigore e quelle proposte consentono agli Stati membri di adottare
misure atte a semplificare e concentrare le procedure d'autorizzazione nazionali esistenti,
evitando il verificarsi diritardiinutili nel corso della pianificazione e dell'esecuzione dei progetti
prioritari definiti tali a livello comuntiario, in particolare nel quadro delle reti transeuropee.
Inoltre, un'applicazione più sistematica e meglio coordinata della procedura di valutazione
ambientale potrà contribuire anche a ridurre le distorsioni delle condizioni di concorrenza che
potrebbero derivare dall'adozione di prassi molto diverse da uno Stato membro all'altro.
(7)
      Doc. COM(92) 23 def. del 12.6.1992, pagg. 26-27.
(8)
      Doc. 93/700 def. del 5.12.1993.
 ---pagebreak--- 2. Vantaggi e costi della proposta
2.1.1 vantaggi potenziali delle nuove disposizioni esaminate nei particolari al punto 1.2 sono
considerevoli:
      una maggiore pertinenza e specificità delle informazioni che il committente deve
      comunicare sulla base delle indicazioni fornite dall'autorità competente di comune accordo
      con le autorità responsabili dell'ambiente e in consultazione con il committente. A questo
      proposito è opportuno sottolineare che la partecipazione del pubblico a questa fase della
      procedura di valutazione, nelle forme opportune, migliorerebbe il dialogo con le
      popolazioni e faciliterebbe così il necessario consenso riguardo al progetto;
      un accesso più facile ai dati pertinenti esistenti per coloro che ne hanno bisogno;
      un maggiore controllo della qualità degli studi di impatto e della loro valutazione;
      una migliore presa in considerazione delle misure di attenuazione, che spesso sono male
      integrate nella elaborazione dei progetti;
      una diminuzione del numero delle valutazioni di progetti molto piccoli (quando è
      improbabile che abbiano una influenza sull'ambiente).
2.2.1 costi connessi all'applicazione di queste nuove misure possono essere considerati in termini
di finanziamento, di tempo e di personale. Questi tre parametri dipendono dal numero e dalla
natura delle valutazioni da effettuare; è impossibile a questo punto formulare stime precise.
L'esperienza acquisita negli Stati membri mostra, in linea generale, che i costi finanziari della
realizzazione di uno studio di impatto ambientale rappresentano un'infima parte del costo totale
del progetto. Soltanto nel caso di piccoli progetti che non richiedono grandi capitali, i costi
possono superare, in via eccezionale, l'l% del costo totale del progetto(9).
Si può quindi ragionevolmente presumere che, in generale, il costo dello studio d'impatto
ambientale è inferiore alla soglia dell'1%.
Invece i costi delle misure di attenuazione variano sensibilmente da progetto a progetto e
dipendono essenzialmente dalle limitazioni ambientali. Se le norme concernenti la ricercata
protezione dell'ambiente sono le stesse, i necessari provvedimenti di attenuazione potranno essere
presi in considerazione fin dalla prima fase di elaborazione del progetto; il che normalmente
dovrebbe portare ad una diminuzione dei costi dell'investimento globale.
Inoltre, il calendario globale di attuazione dei progetti non sembra essere gravemente
compromesso dal tempo necessario alla realizzazione dello studio d'impatto ambientale, in
quanto questo può essere incluso nella procedura di autorizzazione.
<9)
      Cfr. Relazione sull'attuazione dlela direttiva 85/337/CEE (doc. COM(93) 28 def, pagg.
      55-57).
 ---pagebreak--- D'altro canto, è evidente che se lo "scoping" è ben gestito, il tempo necessario per la sua
realizzazione sarà ampiamente compensato dalle possibili economie nelle fasi successive della
procedura di autorizzazione.
Infine, tenuto conto che l'applicazione di queste disposizioni comporterà alcuni bisogni
supplementari in materia di formazione delle persone partecipanti alla valutazione, nonché
nell'elaborazione di linee direttrici in questi campi, la Commissione ha già intrapreso in
cooperazione con gli Stati membri un programma di assistenza tecnica a tal fine.
3. Sussidiarietà e proporzionalità
3.1. Lo scopo essenziale dell'armonizzazione delle disposizioni in materia di valutazione delle
incidenze sull'ambiente è stabilire a livello comunitario un quadro generale diriferimenti,che
permetta di garantire all'interno degli Stati membri lo stesso intervento a favore della protezione
dell'ambiente.
Tale obiettivo è valido anche per le nuove disposizioni contenute nella presente proposta, nella
misura in cui le modifiche previste non alterano la portata reale degli obblighi degli Stati
membri che derivano dalla direttiva.
In effetti, avvalendosi delle proprie strutture amministrative e organizzative nazionali, ma
basandosi su principi stabiliti a livello comunitario, gli Stati membri devono:
      definire il contenuto e la forma delle informazioni che il committente deve comunicare;
      precisare come sono presi in considerazione i risultati della valutazione e come gli effetti
      della realizzazione dei progetti sono sottoposti a sorveglianza;
      esaminare se, in talune condizioni, le probabili incidenze sull'ambiente dei progetti
      dell'allegato IIrichiedonoo meno una valutazione.
3.2. Pertanto, queste disposizioni sono coerenti con il principio della sussidiarietà definito
dall'articolo 130 R del Trattato eriaffermatonel quinto programma in materia ambientale.
4. Consultazione degli ambienti socioeconomici
La consultazione del Comitato economico e sociale a norma dell'articolo 198 del Trattato
permetterà di assicurare un ampio dibattito con i rappresentanti dei settori economici e
socioprofessionali.
5. Situazione legislativa negli Stati membri
Benché le nuove disposizioni in materia di "screening" "scoping" e "monitoring" non siano
ancora completamente recepite nella legislazione degli Stati membri, talune prassi di queste
procedure sono già applicate in misura diversa all'interno di vari Stati membri e al di fuori di
essi. La successiva tabella dà un quadro delle esperienze acquisite ed indica in quale misura
queste procedure e il monitoringrivestonoun carattere formale.
 ---pagebreak---                           SJ^UAyOJgEjr^gÇSL^TJWAJgjLJ^TAT^                                               'Monitora»"
     STATI MEMBRI                   SCREENING                                SOOPING                                 MONITORING
         Belgio   Bianco unico dai progetti sottoposti     La regolamentazione in vigore nelle     Le condizioni di autorizzazione per gli
                  alla VIA nelle Fiandre (1 e 2 dei        Fiandre non comprende alcuna            impianti industriali possono richiedere
                  decreti amministrativi sulla VIA).       disposizione inderogabile.              che sia svolto un "monitoring".
                  Valloni»: valutazione più specifica      Inchiesta pubblica prevista per i
                  dei progetti per stabilir» la            progetti avviati da un ente pubblico.
                  necessiti di una VIA.
       Danimarca  Elenco dei progetti che richiudono       Notisi una disposizione inderogabile.   Le aut oiit.à locali svolgono lu attività di
                  una VIA in base ad una serie di          Discussione informale in preparazione   "monitoring" come parte del processo di
                  leggi: nessuna procedura di              della VIA.                              pianificazione.
                  selezione.
     Paasi Bassi  Elenco dei progetti che richiedono       L'autorità competente elabora le        I regolamenti richiedono il "monitoring"
                  una VIA ai sensi dell'allegato C del     linee guida previa consultazione        degli effetti indicati in modo
                  decreto relativo alla VIA: nessuna       obbligatoria delle altre autorità,      particolareggiato nella VIA.
                  procedura di selezione.                  della Commissione V(A indipendente e
                                                           della popolazione.
         Gracia   Due elenchi di progetti (gruppo 1 e      Attualmente non esiste nessuna          La PERPA assicura soltanto un "monitoring"
                  gruppo 2 ) : tutti i progetti            disposizione formale. Sono in           e controlli a posteriori occasionali.
                  richiedono una VIA, ma i due gruppi      preparazione norme vincolanti.
                  hanno requisiti diversi in materia di
                  dichiarazione dell'impatto
                  sull'ambiente: nessuna procedura di
                  selezione.
       Ga mania   Elenco dei progetti che richiedono       Discussione dei requisiti in materia    Alcuni progetti sono sottoposti a
                  una VIA a livello regionale (Lander)     di informazione tra il committente e    "monitoring" a norma della legge sulla VIA
                  e federale: studio dell'importanza       l'autorità competente obbligatoria a    e l'ente di autorizzazione può richiedere
                  degli effetti in caso di modifica dei    livello federale; in alcuni "Lander",   un ulteriore "monitoring".
                  progetti.                                consultazione obbligatoria della
                                                           popolazione.
        Irlanda   Elenco unico dei progetti: VIA           Attualmente non esiste alcuna           Non esiste un sistema formale per il
                  obbligatoria quando il progetto          disposizione formale. Proposta di       "monitoring" a norma della
                  supera il valore soglia, selezione       legge sulla protezione dell'ambiente    regolamentazione sulla VIA. La proposta di
                  possibile caso per caso quando il        che prevede per classi di progetti      legge sulla protezione dell'ambiente può
                  progetto non supera il valore soglia.    linee direttive per lo "scoping"        comprendere disposizioni sul "monitoring"
                                                           riguardo dilu informazioni della VIA.   e la valutazione.
         Italia   Elenco unico dei progetti che            Nessuna disposizione inderogabile.      L'autorizzazione può essere subordinata
                  richiedono una VIA; nessuna procedura                                            alla creazione di una rete di
                  di selezione.                                                                    "monitoring".
        Francia   Elenco dei progetti che richiedono       Nessuna dÌ3|x>aizion<- indeiogabiln pei Tutte le "installations classéus" sono
                  una VIA in base ad una serie di          uno "scoping" leu mal» e sistematico.   boccette a "monitoring" «volto dagli
                  leggi: nessuna procedura di                                                      ispettorati competenti. Tutti gli altri
                  selezione.                                                                       progetti sono esentati.
      Portogallo  Allegato del D.R. n. 38/90, elenco di    Nessuna disposizione inderogabile.      Nessuna disposizione formale per il
                  progetti e soglie (24 tipi di                                                    "moni tor ig".
                  progetti).
        Spagna    Elenco dei progetti che richiedono       Soltanto "scoping" volontario (viene    Il "monitoring" è richiesto dal programma
                  una VIA in base ad una serie di          svolto nella maggior parte dei casi).   di sorveglianza. Condizionale nella
                  leggi, a livello nazionale e a                                                   dichiarazione di impatto ambientale.
                  livello delle comunità autonome
                   (elenchi dei progetti supplementari
                  che richiedono una dichiarazione di
                  impatto ambientale): nessuna
                  procedura di selezione.
    Regno Unito   Nessun criterio/soglia inderogabili;     Nessuna disposizione inderogabile.      Nessuna disposizione inderogabile, ma
                  la regolamentazione del RU prevede       La consultazione tra società            talune procedure di autorizzazione possono
                  che i progetti siano esaminati caso      costruttrice o autorità competenti è    comprendere condizioni di "monitoring".
                  per caso da parte delle autorità         raccomandata da DoE.
                  competenti.
     Lussemburgo  I proqut.ti sottoposti ad inchiesta      Nessuna disposizione formale per lo     Il "monitoring" e garantito dalla
                  pubblica (allegato 1 e la maqgior        "scoping"; elenchi di controllo         procedura "commodo e incommodo".
                  parte del l'allegato II) sono            ulabornti dal l'autorità competente
                  .iott<j|x>sti ad una VTA in basto ad una poi proqot I. i :ipw-i| ici. Non e
                  VIA preliminare, meni r« ql i altri      prevista una nuova 1«ginlai ione.
                  progetti vengono tuioinjn.it i cario per
                  caso.
(2)
 ---pagebreak---                                      SITUAZIONE LEGISLATIVA NEI PAESI CANDIDATI ALL'ADESIONE RIGUARDO
                                                ALLO "SCREENING". "SCOPING" E "MONITORING"
                                                                    db
  STATI MKMBR1                SCAEKNJNCi                                        SCOPING                              MONITORINC
     Austria   Elenco unico dei progotti.                 L'autorità competente, previa           "Monitoring" monitoring obbligatorio sotto
                                                          consultazione delle altre autorità e    la responsabilità dell'autorità
                                                          della popolazione, decide in merito     competente: i risultati devono essere
                                                          all'ammissibilità di un progetto di     comunicati alle altre autorità.
                                                          dichiarazione di impatto ambientale
                                                          proposto dal committente.
    Finlandia  Elenco unico «lei progetti; inoltre,       Le autorità competenti approvano,       "Monitoring" dei progetti obbligatoria in
(NB.: progetto possibilità di uno "screening" caso        previa consultazione della              base a leggi settoriali; programma di
di legge       per caso da parte del ministro             popolazione e con la partecipazione     "monitoring" obbligatorio facente parte
relativa alla  dell'ambiente.                            del committente, il contenuto della      della dichiarazione di impatto ambientale;
VIA)                                                     dichiaraziono di impatto ambientale.     le informazioni relative al "monitoring"
                                                                                                  sono rese pubbliche.
    Norvegia   Elenco unico dui progetti che •            L'autorità competente decide, provi.»   Programma di "monitoring" obbligatorio
               richiedono, in linea di massima, una       consultazione della popolazione del     tacente parte delta dichiarazione di
               VIA; per i progetti non compresi in       ministro dell'ambiente, sulla             impatto ambientale; l'autorità competente
               tale elenco, possibilità di                necessità di una dichiarazione          stabilisce un programma, previa
               "screening" caso per caso da parte         completa di impatto ambientale e        consultazione della popolazione e del
               del ministro dell'ambiente.                approva le linee guida del suo          ministro dell'ambiente; la responsabilità
                                                         contenuto.                               del programma incombe sul committente.
               In linea di massima, secondo la legge     Oqni autorità competente è               Nessuna disposizione o procedura specifica
               della gestione delle risorse               legittimata a stabilire la portata di   in materia di VIA per quanto riguarda il
               natutrali, tutti i progetti che           ciascuna valutazione, ma le procedure    "monitoring". Disposizioni più generali
               richiedono un'autorizzazione in base      di "screening" sono ancora stabilite     per sorvegliare l'attuazione del progetto
               a 13 divorile loqyi, devono essere        d a 1 I fi 1 «H|(|(> .                   [Kiauono odiatore in b«s«* « piocedme di
               sottoposti alla Vi A.                                                              autor istigazione spoci ti'.lie.
 ---pagebreak---                                                           TAHELL^C
              LEGISLAZIONE IN VIGORE IN TALUNI PAESI TERZI IN MATERIA DI "SCREENING", "SCOPINO" E "MONITORING"
     PAESI              'ìl.'HKKNlNG                                                                         MONITORINE
    Canada                  SI                                                                                       SI
      USA                   SI                                      SI                          Variabile   M u l t a t i l o in l a l u n j c a s i
Nuova Zelanda               SI                                      No                                               SI
  Australia                 Si                                      Sì                              Variabile - generalmente no
   Svizzera                 Sì                                      Sì                      Nessuna disposizione specifica nei
                                                                                            regolamenti
                                                             10
 ---pagebreak--- 6. Base giuridica
La scelta dell'articolo 130 S, paragrafo 1, si giustifica essenzialmente con il fatto che la direttiva
85/337 risale al 1985 e si fonda sugli articoli 100 e 235 CEE; il primo articolo, in quanto vi
possono essere distorsioni della concorrenza derivanti dalle diverse disposizioni in materia di
studi di impatto ambientale nei vari Stati membri; il secondo, per l'assenza di una disposizione
in materia ambientale esplicita nel trattato di Roma. La presente proposta viene presentata dopo
l'entrata in vigore del Trattato sull'Unione e mette l'accento sulle implicazioni ambientali degli
obblighi comunitari per quanto riguarda lo studio di impatto ambientale e si fonda, pertanto,
sull'articolo 130 S, paragrafo 1.
In effetti, la procedura di valutazione ambientale non è uno strumento indispensabile per il buon
funzionamento del mercato interno, ma serve anzitutto a fornire alle autorità competenti le
informazioni opportune sulla base delle quali potranno prendere una decisione su un determinato
progetto con cognizione di causa; essa è quindi uno strumento fondamentale della politica
dell'ambiente.
D'altro canto, le considerazioni relative alle condizioni di disuguale concorrenza, che potrebbero
derivare dai costi della procedura di valutazione ambientale e che creerebbero quindi distorsioni
di mercato tra gli Stati membri, non costituiscono che un aspetto complementare della necessità
di questa azione comune, nella misura in cui il costo di detta procedura non è tale da influire
in modo determinante sulla scelta dell'ubicazione del progetto da parte dell'investitore.
7. Commenti sugli articoli della proposta
L'articolo 1 illustra le modifiche delle disposizioni della direttiva (CEE) n.337/85.
Articolo 1
Si propone di trasferire e precisare la definizione di "modifica di progetto" che attualmente
figura in quanto classe di progetti nell'allegato II della direttiva. Questa operazione è ritenuta
necessaria poiché in pratica sono sorti problemi di interpretazione per quanto riguarda sia la
portata della modifica prevista (trasformazione di un progetto) sia il cambiamento delle
condizioni in cui il progetto è stato autorizzato.
Articolo 4
Le modifiche apportate al dispositivo di questo articolo mirano da un lato a renderle coerenti
con la direttiva (CEE) n. 43/92 che riguarda la conservazione degli habitat, e dall'altro ad attuare
la procedura di selezione che gli Stati membri dovranno applicare per individuare i progetti
dell'allegato II che devono essere sottoposti ad una valutazione.
Articolo 5
Questo articolo introduce la procedura di "scoping", il cui scopo essenziale è di facilitare lo
scambio di osservazioni tra le varie parti e di migliorare la qualità della valutazione.
                                                  11
 ---pagebreak--- Articolo 6
 Si tratta di precisare al paragrafo 1 che le autorità ambientali devono essere consultate non
soltanto sulla richiesta di autorizzazione presentata dal comittente, ma anche sulle informazioni
fornite da ques'ultimo.
Parimenti, al paragrafo 2, viene precisato che la consultazione del pubblico deve svolgersi prima
dell'autorizzazione del progetto e non prima dell'inizio effettivo dei lavori. In effetti,
l'autorizzazione può essere concessa molto tempo prima dell'inizio dei lavori e questo inizio può
aver luogo quando ormai la decisione di autorizzazione non può più essere revocata e la
consultazione del pubblico avrebbe allora un carattere semplicemente platonico.
Articolo 7
In conformità della convenzione di Espoo, la presente proposta raccomanda un sensibile
miglioramento delle relazioni bilaterali tra gli Stati membri per quanto riguarda la consultazione
delle autorità di uno Stato membro che potrebbe essere particolarmente colpito, e la
partecipazione di tali autorità alla procedura di valutazione ambientale(10).
Gli Stati membri interessati al progetto sono quindi tenuti ad esaminarne insieme gli effetti
transfrontalieri e a studiare i provvedimenti per ridurre o compensare tali effetti, e ciò sulla base
dei pareri espressi dalle autorità responsabili dell'ambiente e dai rispettivi cittadini. Ciò dovrebbe
garantire una cooperazione più stretta tra gli Stati membri, tenuto conto del fatto che
l'inquinamento, come è stato rilevato nel quinto programma d'azione in materia ambientale, non
si ferma alle frontiere.
Articolo 8
Un'altra difficoltà di applicazione della direttiva, che è stata rilevata nella suddetta relazione,
riguarda l'influenza che la procedura di valutazione può avere nell'indirizzare la decisione di
autorizzazione in senso favorevole alle preoccupazioni ambientali.
Sembra in effetti che le decisioni assunte dalle autorità competenti non dimostrino abbastanza
l'attenzione che esse dedicano ai risultati della procedura di valutazione in termini di prevenzione
e di compensazione degli effetti sull'ambiente.
L'obbligo di tenere espressamente conto dei pareri formulati dall'autorità ambientale e dal
pubblico interessato, dovrebbe, in una certa misura, contribuire ad una maggiore trasparenza
delle decisioni assunte dall'autorità competente.
(,0)
       Doc. COM(92) 93 def. del 12.6.1992.
                                                   12
 ---pagebreak--- Articolo 9
La modifica introdotta mira essenzialmente ad esigere una giustificazione delle decisioni prese
dall'autorità competente in modo che il pubblico possa rendersi conto degli effetti della
valutazione ambientale su tali decisioni.
Articolo 11
Tenuto conto della nuova formulazione dell'articolo 4 della direttiva n. 337/85/CEE, il paragrafo
2 di questo articolo diventa superfluo ed è quindi soppresso.
Articolo 12
La nuova formulazione dell'articolo 2 rende questo articolo superfluo ed è pertanto soppresso.
Articolo 13
Questo articolo è stato soppresso in quanto le disposizioni dell'articolo 130 T del trattato
permettono ormai agli Stati membri di adottare norme più rigorose nel settore della protezione
dell'ambiente.
Allegato I
Questo allegato è completato dall'introduzione di due nuove categorie di progetti, una relativa
agli impianti per il ritrattamento dei combustibili nucleari irradiati e l'altra concernente gli
ammassi provvisori di residui radioattivi.
Per quanto riguarda gli impianti per il ritrattamento, la loro inclusione è giustificata dal fatto che
i residui radioattivi di questo tipo di impianti sono maggiori di quelli delle centrali nucleari che
figurano già in questo allegato. Parimenti deve essere sottoposto a valutazione, prima del rilascio
dell'autorizzazione, anche l'ammasso provvisorio di rifiuti tanto pericolosi per la salute
dell'uomo.
Infine la proposta di modifica chiarisce la definizione di impianti chimici integrati.
Allegato II
Quanto a questo allegato, le modifiche consistono essenzialmente nel raggruppamento di talune
classi di progetti e in una formulazione più precisa delle definizioni di tali progetti.
Per esempio, si suggerisce di ristrutturare la classe dei progetti agricoli, spostando i progetti di
destinazione di terre non coltivate e il recupero di territori sul mare in una nuova classe
consacrata ai progetti di sistemazione del territorio.
Un'altra, nuova classe "Turismo e svaghi" comprende ora gli impianti di piste da sci e da
guidoslitta, terreni da golf, porti turistici, terreni per campeggio e caravaning, villaggi di vacanza
e centri di svago e culturali.
                                                     13
 ---pagebreak--- Altre modifiche riguardano la classe dei progetti di infrastrutture.
Tutte queste modifiche sono in funzione di una migliore definizione del campo materiale di
applicazione della direttiva.
Allegato 11 bis (nuovo allegato)
L'introduzione di questo nuovo allegato della direttiva 337/85/CEE mira a rendere applicabile
la nuova disposizione dell'articolo 4, paragrafo 3.
In effetti questo allegato stabilisce criteri di selezione, che permettono agli Stati membri di
valutare, in funzione degli stessi criteri, se i progetti dell'allegato II possono avere o meno
incidenze notevoli sull'ambiente.
Allegato III
Il punto 2 di questo allegato è stato modificato per rendere obbligatorio l'esame delle principali
alternative del progetto e per esigere anche l'esame dell'"opzione zero". Ciò corrisponde a
considerazioni di efficacia                                                        della direttiva
e di armonizzazione delle disposizioni nazionali in materia.
Allegato IV
Questo nuovo allegato alla direttiva n. 337/85/CEE mira a precisare la procedura di
consultazione tra Stati membri e le informazioni che sono considerate appropriate nel caso di
progetti che hanno un impatto transfrontaliere
                                                 14
 ---pagebreak---                                               Proposta di
                                    DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                                  che modifica la direttiva 85/337/CEE
                               del Consiglio concernente la valutazione
                            dell'impatto ambientale di determinati progetti
                                            pubblici e privati
 IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
 visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 130 S,
 paragrafo 1,
 vista la proposta della Commissione^,
 in cooperazione con il Parlamento(2)
 visto il parere del Comitato economico e sociale(1);
 considerando che la valutazione ambientale prevista dalla direttiva 85/337/CEE del Consiglio (4)
 serve essenzialmente a fornire alle autorità competenti le informazioni adeguate che permettano
 di decidere su un determinato progetto con cognizione di causa per quanto riguarda i possibili
 effetti che esso può avere sull'ambiente; che pertanto essa rappresenta uno strumento
 fondamentale della politica ambientale quale definita all'articolo 130 R del trattato;
considerando che occorre garantire a livello comunitario un grado sufficiente di protezione
 dell'ambiente fissando un quadro generale di valutazione e criteri che consentano di stabilire
 quali progetti debbano essere sottoposti a valutazione dell'impatto ambientale, ma che, secondo
il principio di sussidiarietà, le autorità competenti degli Stati membri sono i soggetti più ideonei
per l'applicazione di tali criteri nei casi concreti;
 considerando che la relazione sull'applicazione della direttiva 85/337/CEE adottata dalla
Commissione il 2 aprile 1993, indica che esistono difficoltà nell'applicazione di tale direttiva;
che è pertanto opportuno precisare talune disposizioni di questa direttiva al fine di ottenere dalla
procedura di valutazione un maggior beneficio, senza tuttavia alterare la portata reale degli
obblighi degli Stati membri derivanti dalla direttiva;
(1)
    GU n.   C ...
(2)
    GU n.   C ...
(3)
    GU n.   C ....
(4)
    GU n.   L 175 del 5.7.1985, pag. 40.
                                                   15
 ---pagebreak--- considerando che è comunque necessario prevedere disposizioni intese al miglioramento delle
regole relative alla procedura di valutazione;
considerando che è opportuno completare l'elenco dei progetti che hanno incidenze notevoli
sull'ambiente e che pertanto devono essere sottoposti ad una valutazione sistematica;
considerando che è opportuno anche precisare che una simile valutazione è obbligatoria per i
progetti elencati nell'allegato II della direttiva, che possono influire in modo rilevante sugli
obiettivi specifici di protezione ambientale definiti di comune accordo a livello comunitario; che
negli altri casi spetta invece agli Stati membri esaminare se è necessaria una valutazione in
applicazione dei criteri di selezione definiti nella presente direttiva;
considerando che talune di queste disposizioni rendono le norme della direttiva coerenti con la
convenzione sulla valutazione dell'impatto sull'ambiente in un contesto transfrontali ero
(convenzione Espoo), che la Comunità ha firmato contemporaneamente agli Stati membri il
25 febbraio 1991,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                              Articolo 1
La direttiva 85/337/CEE è modificata come di seguito indicato.
1) All'articolo 1, paragrafo 2, dopo la prima definizione è inserita la definizione seguente:
     "- modifica di un progetto: qualsiasi trasformazione che modifichi la sostanza di un
         progetto o qualsiasi cambiamento rilevante nelle modalità di esecuzione o di gestione;"
2) L'articolo 4 è sostituito dal testo seguente:
                                              "Articolo 4
     1. Fatto salvo il disposto dell'articolo 2, paragrafo 3, i progetti elencati nell'allegato I sono
         sottoposti a valutazione in conformità degli articoli da 5 a IO.
     2. Fatto salvo il disposto dell'articolo 2, paragrafo 3, i progetti elencati nell'allegato II sono
         sottoposti a valutazione in conformità degli articoli da 5 a 10, qualora possano influire
         in modo rilevante sulle zone di protezione speciale designate dagli Stati membri a norma
         della legislazione comunitaria.
     3. Negli altri casi i progetti elencati nell'allegato II sono esaminati dall'autorità competente
         per accertare se, in funzione delle soglie eventualmente fissate dagli Stati membri e,
         sulla base dei criteri di selezione definiti dall'allegato II bis, il loro probabile impatto
         sull'ambiente richieda o meno una valutazione in conformità degli articoli da 5 a 10.
         Gli Stati membri provvedono affinché le decisioni adottate dall'autorità competente siano
         pubblicate."
                                                   16
 ---pagebreak--- 3) All'articolo 5, il paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:
    "1. Per i progetti che, a norma dell'articolo 4, devono essere sottoposti a valutazione
         dell'impatto ambientale in conformità degli articoli da 5 a 10, gli Stati membri
        provvedono affinché l'autorità competente determini, di comune accordo con le autorità
        di cui all'articolo 6 e in consultazione con il committente, le informazioni indicate
        nell'allegato III che quest'ultimo deve fornire, in forma appropriata, in quanto:
   a) tali informazioni siano attinenti ad una determinata fase della procedura di
        autorizzazione nonché alle caratteristiche specifiche di un determinato progetto o tipo
        di progetto e delle componenti dell'ambiente che possono subire un pregiudizio;
   b) si possa ragionevolmente esigere che il committente raccolga i dati, tenuto conto in
        particolare delle conoscenze e dei metodi di valutazione disponibili."
4) All'articolo 5, il paragrafo 2 è soppresso.
5) All'articolo 5, il paragrafo 3 è sostituito dal testo seguente:
   "3. Gli Stati membri provvedono affinchè le autorità mettano a diposizione del committente
        le informazioni pertinenti di cui dispongono segnatamente in relazione all'articolo 3.
6) All'articolo 6, il paragrafo 1 è sostituito dal testo seguente:
   "1. Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie affinché le autorità che possono
        essere interessate al progetto per la loro specifica responsabilità in materia di ambiente,
        abbiano la possibilità di esprimere il loro parere sulle informazioni fornite dal
        committente e sulla domanda di autorizzazione. Gli Stati membri designano a tal fine
        le autorità da consultare, in generale o caso per caso, al momento della presentazione
        delle domande di autorizzazione. Queste autorità ricevono le informazioni raccolte ai
        sensi dell'articolo 5. Le modalità delia consultazione sono fissate dagli Stati membri."
7) All'articolo 6, paragrafo 2, secondo trattino l'espressione "dell'avvio" è sostituita con
   l'espressione "dell'autorizzazione".
8) L'articolo 7 è sostituito dal testo seguente:
                                            "Articolo 7
   1. Qualora uno Stato membro ritenga che uno dei progetti di cui all'articolo 4 possa avere
        un notevole impatto negativo sull'ambiente di un altro Stato membro, o qualora uno
        Stato membro il cui ambiente potrebbe essere considerevolmente danneggiato ne faccia
        richiesta, lo Stato membro sul cui territorio sarà realizzato il progetto comunica all'altro
        Stato membro, al più tardi entro il giorno in cui informa i suoi propri cittadini, le
        informazioni indicate nell'allegato IV.
                                                 17
 ---pagebreak---     2. Gli Stati membri interessati avviano consultazioni, per le quali saràfissatoun calendario
        appropriato, sui seguenti argomenti:
        i)    le principali soluzioni sostitutive del progetto che sono state esaminate;
        ii)   le misure che potranno essere adottate per prevenire, ridurre e, se possibile,
              compensare gli effetti negativi al di là delle frontiere;
        iii) le possibili forme di reciproca assistenza prevedibili, al fine di attenuare qualsiasi
              rilevante impatto transfrontaliero dannoso del progetto proposto;
        iv) le misure che possono essere adottate per la sorveglianza dell'impatto
              transfrontaliero del progetto a spese dello Stato membro nel quale il progetto è
              stato proposto.
    3. Le autorità dello Stato membro il cui ambiente può essere considerevolmente
        danneggiato procedono alla consultazione delle autorità interessate e della popolazione
        secondo le modalità stabilite dall'articolo 6 e comunicano, entro il termine previsto al
        paragrafo 2, il loro parere sul progetto alle autorità dell'altro Stato membro, nel cui
        territorio sarà realizzato progetto stesso."
        Tuttavia, il fatto che il parere menzionato al primo comma non sia stato espresso entro
        il termine e nelle forme previste nello stesso comma dalle autorità dello Stato membro
        il cui ambiente può essere danneggiato e alle quali è stata fatta regolare comunicazione
        a norma del paragrafo 2, non può essere utilmente adotto al fine di contestare la validità
        della decisione delle autorità competenti in merito al progetto."
9) L'articolo 8 è sostituito dal testo seguente:
                                            "Articolo 8
    I pareri e le informazioni raccolti in conformità degli articoli 5, 6 e 7 debbono essere
    presi in considerazione nel quadro della procedura di autorizzazione."
10)     L'articolo 9 è sostituito dal testo seguente:
                                            "Articolo 9
        La o le autorità competenti pubblicano la decisione da esse adottata e ne informano,
        eventualmente, l'altro Stato membro che è stato consultato in conformità dell'articolo 7,
        indicando:
              il contenuto della decisione e le condizioni eventualmente aggiunte alla decisione;
              i motivi e le considerazioni su cui è basata la decisione di rifiuto o di
              autorizzazione nonostante il tenore negativo dei pareri richiesti a norma degli
              articoli 6 e 7;
                                                 18
 ---pagebreak---                eventualmente una descrizione delle misure utili per prevenire, ridurre e, se
               possibile, compensare gli effetti negativi gravi."
11)      All'articolo 11 ilparagrafo 2 è soppresso.
12)      L'articolo 13 è soppresso.
13)      Gli allegati sono modificati conformemente all'allegato della presente direttiva.
                                             Articolo 2
1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e
    amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 giugno 1996.
    Essi ne informano immediatamente la Commissione.
    Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste devono contenere un riferimento
    alla presente direttiva od essere corredate di siffatto riferimento all'atto della pubblicazione
    ufficiale. Le modalità delriferimentosono decise dagli Stati membri.
2. Per le domande di autorizzazione sottoposte all'autorità competente prima del 1 ° luglio 1996,
    continuano ad applicarsi le disposizioni della direttiva 85/337/CEE nella versione originaria."
                                            Articolo 3
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
                                            Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                           Per il Consiglio
                                                           Il Presidente
                                                 19
 ---pagebreak---                                               ALLEGATO
1.     All'allegato I, il punto 3 è sostituito dal testo seguente:
"3.a) impianti per il ritrattamento di combustibili nucleari irradiati;
   b) impianti destinati esclusivamente all'immagazzinamento definitivo o all'eliminazione
       definitiva dei residui radioattivi e gli impianti di immagazzinamento temporaneo
       centralizzato per i residui radioattivi e per gli elementi combustibili irradiati."
2.) All'allegato I, il punto 6 è sostituito dal testo seguente:
"6.    Impianti chimici integrati: impianti situati in una zona geografica dove si trovano affiancati
       vari stabilimenti di produzione industriale di prodotti chimici che appartengono o meno
       alla stessa società e che sono funzionalmente connessi tra di loro."
3)     All'allegato I, il punto 8 è sostituito dal testo seguente:
"8.a Vie navigabili che consentono l'accesso di navi di stazza superiore a 1350 tonnellate;
    b Porti marittimi commerciali e impianti portuali, ivi compresi gli impianti al largo, nonché
        i porti e gli impianti di navigazione interna che consentono l'accesso di navi di stazza
        superiore a 1350 tonnellate."
4) All'allegato II, il punto 1 è sostituito dal testo seguente:
    "1. Agricoltura
       a)   Progetti di ricomposizione rurale
       b)   Progetti di irrigazione e di drenaggio delle terre
       e)   Imboschimento, rimboschimento e disboscamento
       d)   Allevamenti intensivi
       e)   Produzione di specie esotiche di flora o di fauna
       f)   Acquicoltura intensiva di pesci o di crostacei".
5)     All'allegato II, al punto 3, la lettera "h)" è soppressa.
6)     All'allegato II, il punto 10 è sostituito con il testo seguente:
       "10. Progetti di infrastruttura
                                                   20
 ---pagebreak---    a)   Lavori di preparazione di zone industriali
   b)    Lavori di riassetto urbano, ivi compresa la costruzione di centri commerciali e
         parcheggi
   e)    Lavori di adeguamento e costruzione (raddoppio, elettrificazione, adattamento allo
         scarto standard) delle ferrovie o delle vie per il trasporto combinato, piattaforme
         ferroviarie, piattaforme intermodali, terminali intermodali;
   d)    Costruzione di aerodromi nonché ampliamento della capacità aereoportuale di
          aerodromi già esistenti (progetti che non figurano all'allegato I);
   e)    Costruzione e sistemazione di strade (allargamento e raddoppio), porti e impianti
         portuali ivi compresi i porti pescherecci (progetti che non figurano all'allegato I);
   f)     Costruzione di vie navigabili, opere di canalizzazione e di regolazione dei corsi
          d'acqua
   g)     Dighe e altri impianti destinati a trattenere le acque o ad accumularle in modo
          durevole
   h)     Tram, metropolitane sopraelevate e sotterranee, funivie o linee simili di tipo
          particolare, esclusivamente o principalmente adibite al trasporto di persone
   i)     Installazioni di oleodotti e gasdotti
   j)     Installazione di acquedotti a lunga distanza
   k)     Opere costiere destinate a combattere l'erosione e lavori marittimi volti a modificare
          la costa mediante la costruzione, per esempio, di dighe, moli, gettate e altri lavori
          di difesa dal mare."
7) All'allegato II, il punto 11 è sostituito dal testo seguente:
   "II. Altri progetti
   a)     Piste permanenti per corse e prove di automobili e motociclette
   b)     Impianti di smaltimento di rifiuti industriali e domestici (non compresi
          nell'allegato I)
   e)     Impianti di depurazione
   d)     Depositi di fanghi
   e)     Immagazzinamento di rottami di ferro
   f)     Banchi di prova per motori, turbine o reattori
                                               21
 ---pagebreak---     g)     Produzione di fibre minerali artificiali
    h)     Produzione, condizionamento, carico o messa in cartucce di polveri ed esplosivi
    i)     Stabilimenti di squartamento"
8)  All'allegato II, sono inseriti i punti qui di seguito indicati.
    "1 Ibis.Turismo e svaghi
    a)     Impianti per piste da sci e da guidoslitta e impianti di risalita e di produzione di
           neve artificiale
    b)     Terreni da golf e strutture connesse
    e)     Porti turistici
    d)     Villaggi di vacanza, complessi alberghieri e strutture connesse
    e)     Terreni da campeggio e caravaning
    f)     Centri di svago, centri culturali"
    " 11 ter. Progetti di riassetto del territorio
    a)     Cambiamento di destinazione di terre non coltivate, di spazi seminaturali o di foreste
           naturali e seminaturali.
    b)     Recupero di territori sul mare."
9)  All'allegato II, il punto 12 è sostituito dal testo seguente:
    "12. Modifica dei progetti di cui all'allegato 1 o all'allegato II, nonché i progetti di cui
           all'allegato I, che servono esclusivamente o essenzialmente per lo sviluppo e il
           collaudo di nuovi metodi o prodotti e che non sono utilizzati per più di due anni."
10) E' inserito un nuovo allegato II bis.
                                               22
 ---pagebreak---                                        "ALLEGATO II BIS
          CRITERI DI SELEZIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 4, PARAGRAFO 3
1. Caratteristiche
    Le caratteristiche del progetto devono essere prese in considerazione in particolare in
     rapporto ai seguenti elementi:
           dimensione del progetto0}
           utilizzazione delle risorse naturali
           produzione di rifiuti
           inquinamento e disturbi ambientali
           rischio di incidenti
           impatto sul patrimonio naturale e storico, tenuto conto della destinazione delle
           zone che possono essere danneggiate (in particolare zone turistiche; urbane o
           agricole).
2.  Ubicazione del progetto
    La sensibilità ambientale delle zone geografiche che possono essere danneggiate dal
    progetto, deve essere presa in considerazione, tenendo conto in particolare dei seguenti
    elementi:
           la ricchezza relativa, la qualità e la capacità di rigenerazione delle risorse naturali
           della zona;
           la capacità di carico dell'ambiente naturale, con particolare attenzione alle seguenti
           zone:
    a)     zone umide;
    b)     zone costiere;
    e)     zone montuose e forestali;
    d) riserve e parchi naturali;
    e)     zone classificate o protette dalla legislazione degli Stati membri;
    f)     zone nelle quali gli standard di qualità ambientale stabiliti dalla legislazione
           comunitaria sono già superati;
    g) zone a forte densità demografica;
    h) paesaggi importanti dal punto di vista storico, culturale e archeologico."
(i)
    La dimensione del progetto deve essere considerata in particolare in rapporto alla durata,
    alla frequenza e alia sensibilità delle sue probabili incidenze.
                                                23
 ---pagebreak--- 11) All'allegato III, Il punto 2 è sostituito dal testo seguente:
     "2.    Una descrizione delle principali soluzioni alternative possibili, ivi compresa l'opzione
             "zero", con indicazione dei motivi principali della scelta compiuta dal committente
            tenendo conto dell'impatto sull'ambiente."
12) E' aggiunto un nuovo allegato IV:
                                          "ALLEGATO IV
                          INFORMAZIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 7
1.   Una descrizione del progetto corredata di tutte le informazioni disponibili sul suo
     eventuale impatto trasnfrontaliero.
2.   Un'informaizone sulla natura della decisione che potrà essere adottata.
3.   Un'indicazione del termine ragionevole entro il quale l'altro Stato membro dovrà
     rispondere per comunicare che ha l'intenzione di partecipare alla procedura di valutazione.
     La notifica di tale intenzione è accompagnata da tutte le informazioni disponibili e
     appropriate relative all'ambiente della parte di territorio che potrebbe essere danneggiata.
4.   Le informazioni raccolte ai sensi dell'articolo 5.
5.   Un'indicazione riguardante la data in cui sarà presa la decisione relativa al progetto e il
     termine, calcolato in maniera ragionevole, entro cui lo Stato membro cherischiadi essere
     danneggiato dovrà far pervenire il proprio parere allo Stato membro sul territorio del quale
     è ubicato il progetto."
                                                 24
 ---pagebreak---                      FORMULARIO DI VALUTAZIONE DELL'IMPATTO
                LE CONSEGUENZE DELLA PROPOSTA PER LE IMPRESE
Titolo della proposta: proposta di direttiva che modifica la direttiva 85/337/CEE concernente la
valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati.
Oggetto della proposta
La proposta non impone nuovi obblighi oltre a quelli già stabiliti nella direttiva 85/137/CEE in
vigore, ma sono necessarie altre disposizioni comunitarie in questo campo per i seguenti motivi:
        eliminare le incertezze che la direttiva in vigore presenta, comerisultadall'analisi della
        sua attuazione (COM(93) 28 def);
        garantire l'attuazione della convenzione internazionale sulla valutazione dell'impatto
        ambientale in un contesto transfrontaliero (Convenzione di Espoo) (COM(92) 93 def.),
        le cui disposizioni corrispondono a quelle dell'articolo 7 della direttiva;
        migliorare l'efficacia della direttiva aggiungendo disposizioni più esplicite riguardo
        all'esame dei progetti dell'allegato II in merito alla necessità di una valutazione
        dell'impatto ambientale (VIA) e riguardo alla portata e al controllo della valutazione.
        Poiché alcuni Stati membri hanno adottato simili disposizioni e altri no, la mancanza
        di una normativa a livello comunitario influisce sulla protezione dell'ambiente e può
        causare distorsioni di mercato;
        chiarire alcuni termini o espressioni usati nella direttiva (per es. "impianti chimici
        integrati").
Le conseguenze per le imprese
 Per chi avrà conseguenze la proposta?
Tenendo presente che questa proposta di modifica non impone nuovi obblighi relativi alla
procedura da applicare;
        vi sono tre aggiunte all'allegato 1 che impongono la valutazione soltanto per le imprese
        specializzate nel trattamento di combustibile nucleare spento e quelle che realizzano uno
        dei progetti di cui all'allegato II, che possono riguardare le zone di protezione speciale
        previste dalla legislazione comunitaria in materia di protezione ambientale;
        quindi, nel complesso, le aggiunte all'allegato I riguarderanno soltanto un piccolissimo
        numero di progetti eseguiti da grandi imprese nucleari. Per quantoriguardai progetti
        di cui all'allegato II che devono essere realizzati in una zona di protezione speciale o
        nelle vicinanze, per cui possono influire su tale zona, è impossibile stabilire se tali
        progetti saranno attuati da imprese di grandi, medie o piccole dimensioni;
                                                 25
 ---pagebreak---         le nuove disposizioni relative alla selezione eviteranno l'esecuzione della VIA per i
       progetti, in genere di piccole dimensioni, dell'allegato II, che probabilmente non hanno
       un grande impatto sull'ambiente;
        la disposizione che riguarda la definizione dello studio d'impatto renderà più rapido il
       processo di elaborazione dello studio stesso in conformità delle disposizioni dell'allegato
       III della direttiva, poiché il campo di indagine della valutazione sarà stabilito e
       concordato prima dell'elaborazione di detta valutazione e non dopo che sia stata
       presentata all'autorità competente. Tale soluzione è stata considerata positiva, tra gli
       altri, dalle industrie che producono e distribuiscono energia elettrica in Europa;
       la proposta di introdurre l'obbligo di fornire particolari sulla sorveglianza dell'impatto
       non avrà conseguenze per nessun tipo particolare di imprese, ma piuttosto per i progetti
       che hanno un impatto costante sull'ambiente.
Che cosa dovranno fare le imprese per conformarsi alla proposta?
       Nella grande maggioranza dei casi, non più di quello che fanno attualmente in base alla
       direttiva vigente sulla VIA. A parte l'obbligo di sottoporre taluni progetti (per es. il
       trattamento di combustibile nucleare esausto e quelli che influiscono sulle zone protette)
       ad una valutazione, non vi è un notevole incremento del numero di VIA che le imprese
       dovranno svolgere negli Stati membri. Il processo di esame e alcuni chiarimenti
       concernenti i progetti dell'allegato II serviranno a ridurre l'onere di talune imprese.
       La nuova disposizione relativa alla nuova definizione dello studio d'impatto dovrebbe
       accelerare il processo di raccolta delle informazioni. Inoltre ridurrà la necessità di
       raccogliere costose informazioni complementari poiché esse saranno già state
       determinate all'inizio.
Quali effetti economici potrà avere la proposta?
 Sull'occupazione:
       Poiché lo scopo della VIA non è di impedire gli investimenti, ma di informare meglio
       chi ha il potere decisionale in merito alle conseguenze dei progetti, alle misure di
       attenuazione di tali conseguenzee, alle localizzazioni e agli sviluppi alternativi, le
       conseguenze per l'occupazione saranno probabilmente trascurabili, a parte alcune
       situazioni locali nei casi in cui sia scelta, in base alla VIA, una ubicazione alternativa.
       Si può prevedere anche un certo incremento del lavoro di consulenza.
 Sugli investimenti e sulla creazione di imprese:
       Grazie alle migliori informazioni sull'impatto di una proposta, sia gli investitori che gli
       imprenditori saranno meglio informati dei rischi inerenti ad un particolare progetto.
 Sulla competitività delle imprese:
                                                26
 ---pagebreak---        Presumendo che tutti gli Stati membri recepiscano correttamente le nuove disposizioni,
       le conseguenze nella Comunità dovrebbero essere neutre. Per quanto riguarda gli altri
       paesi, gli effetti dipenderanno dai sistemi in vigore. Infatti taluni paesi, per esempio il
       Canada e gli Stati Uniti, hanno sistemi di VIA analoghi o più avanzati (in taluni casi
       comprendono una valutazione effettuata a livelli più elevati di elaborazione della
       politica, della pianificazione e della programmazione). Nei paesi in via di sviluppo la
       valutazione dell'impatto ambientale è in genere meno avanzata.
       La proposta comprende disposizioni che permettono di tener conto della situazione
       specifica delle piccole e medie imprese (disposizioni ridotte o diverse ecc.)?
       Ai sensi del nuovo articolo 4, compete agli Stati membri stabilire, sulla base di criteri
       specifici e considerato il probabile impatto dei progetti, se sia necessaria la valutazione.
       Tale soluzione dà agli Stati membri la possibilità di specificare i livelli di attività che
       esonerano le imprese di piccole e medie dimensioni dall'obbligo di svolgere la VIA per
       progetti che rientrano nel loro normale campo di attività. È poco probabile che
       un'impresa di piccole o medie dimensioni esegua un progetto dell'allegato I.
Consultazioni
       Al di fuori della Commissione, il gruppo di lavoro degli esperti degli Stati membri ha
       esaminato la proposta nel corso di tre riunioni e l'ha modificata per alcuni aspetti
       importanti (per es. sopprimendo alcuni progetti che erano stati inclusi nell'allegato I).
       Inoltre, le osservazioni formulate dall'UNICE hanno condotto ad altre modifiche della
       propsta, in particolare per quanto riguarda la definizione di impianti chimici integrati.
       All'interno della Commissione è dato per scontato che gli altri servizi espongano durante
       le discussioni le principali preoccupazioni dei loro settori.
       Tuttavia le consultazioni con il Comitato economico e sociale ai sensi dell'articolo 198
       del trattato garantiranno una discussione di vasta portata con i gruppi socio-economici
       interessati.
                                               27
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(93) 575 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                             M
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-613-IT-C
                                                             ISBN 92-77-61505-2
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo