CELEX: 61975CJ0060
Language: it
Date: 1976-01-22
Title: Sentenza della Corte del 22 gennaio 1976. # Carmine Antonio Russo contro Azienda di Stato per gli interventi sul mercato agricolo (AIMA). # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Pretura di Bovino - Italia. # Causa 60-75.

Avis juridique important

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61975J0060

SENTENZA DELLA CORTE DEL 22 GENNAIO 1976.  -  CARMINE ANTONIO RUSSO CONTRO AZIENDA DI STATO PER GLI INTERVENTI SUL MERCATO AGRICOLO (AIMA).  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL PRETORE DI BOVINO).  -  CAUSA 60/75.  

raccolta della giurisprudenza 1976 pagina 00045 edizione speciale greca pagina 00007 edizione speciale portoghese pagina 00009 edizione speciale svedese pagina 00001 edizione speciale finlandese pagina 00001

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . AGRICOLTURA - ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI - STATI MEMBRI - INTERVENTI - LICEITA - CONDIZIONI  ( TRATTATO CEE, ART . 40 )  2 . AGRICOLTURA - ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI - CEREALI - PREZZI - FORMAZIONE - STATI MEMBRI - INTERVENTI - DIVIETO  ( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 120/67, ART . 2 )  3 . AGRICOLTURA - ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI - CEREALI - PREZZI - SINGOLI PRODUTTORI - DIRITTI - STATI MEMBRI - INTERVENTI ILLECITI - DANNO - RISARCIMENTO - DIRITTO INTERNO - APPLICAZIONE  ( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 120/67, ART . 2 )  

Massima

1 . UN INTERVENTO SUL MERCATO AGRICOLO, DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO, E COMPATIBILE CON L' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO NEL SETTORE CONSIDERATO, SOLTANTO QUALORA NON METTA IN PERICOLO GLI OBIETTIVI O IL FUNZIONAMENTO DI TALE ORGANIZZAZIONE .  2 . L' ATTIVITA DI UNO STATO MEMBRO CONSISTENTE NELL' ACQUISTARE GRANO DURO SUL MERCATO MONDIALE E NEL RIVENDERLO POI SUL MERCATO COMUNITARIO A PREZZO INFERIORE AL PREZZO INDICATIVO E INCOMPATIBILE CON L' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI CEREALI . 3 . IL SINGOLO PRODUTTORE DI CEREALI HA DIRITTO, IN FORZA DELLA DISCIPLINA COMUNITARIA, A CHE NON VENGANO FRAPPOSTI OSTACOLI ALLA POSSIBILITA DI RICAVARE UN PREZZO CHE SI AVVICINI A QUELLO INDICATIVO E CHE, COMUNQUE, NON SIA INFERIORE A QUELLO D' INTERVENTO .  NELL' IPOTESI CHE IL DANNO CAUSATO AL PRODUTTORE DERIVI DA UN INTERVENTO DELLO STATO MEMBRO IN CONTRASTO COL DIRITTO COMUNITARIO, LO STATO DOVRA RISPONDERNE, NEI CONFRONTI DEL SOGGETTO LESO, IN CONFORMITA ALLE DISPOSIZIONI DI DIRITTO INTERNO RELATIVE ALLA RESPONSABILITA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE .  

Parti

NEL PROCEDIMENTO 60-75,  AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE, A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE DAL PRETORE DI BOVINO NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE TRA  CARMINE ANTONIO RUSSO  E  AZIENDA DI STATO PER GLI INTERVENTI SUL MERCATO AGRICOLO ( AIMA ),  

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 13 GIUGNO 1967, N . 120, CHE ISTITUISCE UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO NEL SETTORE DEI CEREALI ( GU PAG . 2269 ), 

Motivazione della sentenza

1 CON ORDINANZA 2 MAGGIO 1975, PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 7 LUGLIO 1975, IL PRETORE DI BOVINO HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE, IN FORZA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO CEE, VARIE QUESTIONI VERTENTI SULL' INTERPRETAZIONE DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 13 GIUGNO 1967, N . 120, CHE ISTITUISCE UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DI MERCATO NEL SETTORE DEI CEREALI ( GU PAG . 2269 ). LE QUESTIONI SONO STATE SOLLEVATE NEL CORSO DI UN PROCEDIMENTO PER RISARCIMENTO DI DANNI, PROMOSSO DA UN PRODUTTORE ITALIANO DI GRANO DURO CONTRO L' AZIENDA DI STATO PER GLI INTERVENTI SUL MERCATO AGRICOLO ( AIMA ). L' ATTORE SI RITIENE LESO DALL' ATTIVITA DI QUESTO ENTE, CONSISTENTE NELL' ACQUISTARE INGENTI QUANTITATIVI DI GRANO DURO SUL MERCATO MONDIALE E NEL RIVENDERLI AI PASTIFICI ITALIANI A PREZZI DI GRAN LUNGA INFERIORI NON SOLO A QUELLI D' ACQUISTO, MA ANCHE AL PREZZO D' INTERVENTO FISSATO SECONDO LE NORME RELATIVE ALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO NEL SETTORE DEI CEREALI .  2 L' ATTIVITA DELL'AIMA ERA STATA AUTORIZZATA DAL GOVERNO ITALIANO, CON PROVVEDIMENTO ADOTTATO PER MOTIVI DI POLITICA ANTINFLAZIONISTICA ED INTESO A GARANTIRE L' APPROVVIGIONAMENTO DELL' INDUSTRIA PASTAIA A PREZZI CHE LE CONSENTISSERO DI NON PRODURRE IN PERDITA, NONOSTANTE I PREZZI MASSIMI IMPOSTI PER LA VENDITA, ALL' INGROSSO E AL MINUTO, DEI PRODOTTI FINITI . ALL' EPOCA DELL' EMANAZIONE DEL SUDDETTO PROVVEDIMENTO, I PREZZI DEL MERCATO MONDIALE ERANO NOTEVOLMENTE SUPERIORI A QUELLI STABILITI IN FORZA DELLA DISCIPLINA COMUNITARIA, ED IL GRANO DURO, LA CUI PRODUZIONE NELLA COMUNITA E DEFICITARIA, NON POTEVA ESSERE ESPORTATO NEI PAESI TERZI . DAL FASCICOLO RISULTA, IN PRIMO LUOGO, CHE IL PREZZO PRATICATO DALL'AIMA NEL RIVENDERE IL PRODOTTO AI PASTIFICI ERA DI CIRCA 13 000 LIT . IL QUINTALE ( E CIOE INFERIORE AL PREZZO INDICATIVO, IL QUALE ERA DELL' ORDINE DI 16 400 LIT ., E PERFINO AL PREZZO D' INTERVENTO, CHE AMMONTAVA PRESS' A POCO A 15 000 LIT .); INOLTRE, CHE IL PREZZO OTTENUTO DALL' ATTORE PER UNA PARTITA DI GRANO DURO VENDUTA NEL GENNAIO 1975 ERA STATO PARI A 17 000 LIT . IL QUINTALE .  3 CON LE PRIME DUE QUESTIONI, IL GIUDICE NAZIONALE CHIEDE IN SOSTANZA SE L' ATTIVITA DI UNO STATO MEMBRO, CONSISTENTE NELL' ACQUISTARE GRANO DURO SUL MERCATO MONDIALE E NEL RIVENDERLO A PREZZI INFERIORI A QUELLO D' ACQUISTO, O ADDIRITTURA A QUELLO D' INTERVENTO, SIA COMPATIBILE CON L' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO NEL SETTORE DEI CEREALI . LE ALTRE TRE QUESTIONI RIGUARDANO LA SITUAZIONE SOGGETTIVA DEGLI OPERATORI IN CASO DI ILLECITA INGERENZA DELLO STATO NEL SISTEMA DI FORMAZIONE DEI PREZZI CONTEMPLATO DALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO, E LE CONSEGUENZE RELATIVE AL FATTO CHE L' INTERVENTO STATALE SI SIA EVENTUALMENTE RISOLTO IN UNA LESIONE DEI DIRITTI ATTRIBUITI AI SINGOLI OPERATORI DALLE NORME COMUNITARIE .  4 LE QUESTIONI DI CUI SOPRA SONO SORTE IN RAGIONE DEL CARATTERE DISPOSITIVO DEI PROVVEDIMENTI RELATIVI ALL' INTERVENTO STATALE SUL MERCATO DEI CEREALI, INTERVENTO CHE NON AVEVA LO SCOPO DI INFLUIRE DIRETTAMENTE SULLA FORMAZIONE DEI PREZZI SU DETTO MERCATO, BENSI' DI ARGINARE L' AUMENTO DEI PREZZI AL CONSUMO DI TALUNI GENERI ALIMENTARI A BASE DI GRANO DURO .  5 UN INTERVENTO DEL GENERE, DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO, PUO' ESSERE COMPATIBILE CON L' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO NEL SETTORE DEI CEREALI SOLTANTO QUALORA NON METTA IN PERICOLO GLI OBIETTIVI O IL FUNZIONAMENTO DI TALE ORGANIZZAZIONE . ORA, UNO DEI PRINCIPALI OBIETTIVI DI QUEST' ULTIMA, QUELLO DI GARANTIRE AI PRODUTTORI UN PREZZO CHE SI AVVICINI IL PIU POSSIBILE A QUELLO INDICATIVO, VIENE MESSO IN PERICOLO IN QUANTO L' ATTIVITA DELL' ENTE STATALE PUO' INFLUIRE SULL' ANDAMENTO DEL MERCATO E PROVOCARE UNA TENDENZA AL RIBASSO, PER CUI I PREZZI VENGANO A SITUARSI AL DI SOTTO DEL LIVELLO DEL PREZZO INDICATIVO . SI DEVE PERCIO' CONCLUDERE CHE L' ATTIVITA DI UNO STATO MEMBRO CONSISTENTE NELL' ACQUISTARE GRANO DURO SUL MERCATO MONDIALE E NEL RIVENDERLO POI SUL MERCATO COMUNITARIO A PREZZO INFERIORE AL PREZZO INDICATIVO E INCOMPATIBILE CON L' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI CEREALI .  6 CIO' NON IMPLICA, TUTTAVIA, CHE SIA LEGITTIMA LA PRETESA DI RISARCIMENTO FATTA VALERE DA UN OPERATORE CHE, AVENDO VENDUTO I SUOI PRODOTTI AD UN PREZZO SUPERIORE A QUELLO INDICATIVO, HA FRUITO DEI VANTAGGI CHE IL REGOLAMENTO TENDE A GARANTIRE . IL SINGOLO PRODUTTORE, INFATTI, HA DIRITTO IN FORZA DELLA DISCIPLINA COMUNITARIA, A CHE NON VENGANO FRAPPOSTI OSTACOLI ALLA POSSIBILITA DI RICAVARE UN PREZZO CHE SI AVVICINI A QUELLO INDICATIVO E CHE, COMUNQUE, NON SIA INFERIORE A QUELLO D' INTERVENTO . IL REGOLAMENTO N . 120/67 E PER L' APPUNTO INTESO A PORRE LO SVILUPPO DELL' AGRICOLTURA COMUNITARIA AL RIPARO DALLE VARIAZIONI DEI PREZZI MONDIALI E, IN TAL MODO, A GARANTIRE UN EQUO TENORE DI VITA ALLA POPOLAZIONE AGRICOLA, NONCHE A STABILIZZARE I MERCATI MEDIANTE UN SISTEMA COMUNITARIO DI PRELIEVI E RESTITUZIONI, CHE COSTITUISCONO, PER IL BUON FUNZIONAMENTO DEL MERCATO COMUNE AGRICOLO, UNA PROTEZIONE CONTRO I RISCHI DEL MERCATO MONDIALE .  7 DETTO REGOLAMENTO NON MIRA, QUINDI, A GARANTIRE AGL' INTERESSATI IL DIRITTO DI TRARRE PROFITTO DALLE ALEE CONGIUNTURALI, QUALORA IL LIVELLO DEI PREZZI MONDIALI SUPERI QUELLO RITENUTO AUSPICABILE PER LA REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DELL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO . IL SINGOLO AGRICOLTORE NON PUO' QUINDI LEGITTIMAMENTE SOSTENERE, IN BASE AL DIRITTO COMUNITARIO, DI AVER SUBITO UN DANNO, QUALORA IL PREZZO DA LUI OTTENUTO SUL MERCATO SIA SUPERIORE AL PREZZO INDICATIVO .  8 SPETTA AL GIUDICE NAZIONALE, CONSIDERATE LE CIRCOSTANZE DEL CASO, DI ACCERTARE DI VOLTA IN VOLTA L' EVENTUALE ESISTENZA DI TALE DANNO .  9 NELL' IPOTESI CHE IL DANNO DERIVI DALLA VIOLAZIONE DI UNA NORMA DI DIRITTO COMUNITARIO DA PARTE DELLO STATO, QUESTO DOVRA RISPONDERNE, NEI CONFRONTI DEL SOGGETTO LESO, IN CONFORMITA ALLE DISPOSIZIONI DI DIRITTO INTERNO RELATIVE ALLA RESPONSABILITA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE .  

Decisione relativa alle spese

10 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO ITALIANO E DALLA COMMISSIONE, CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI, IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO NEL CORSO DELLA CAUSA PENDENTE DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE, CUI SPETTA QUINDI DI PRONUNZIARSI SULLE SPESE .  PER QUESTI MOTIVI,  

Dispositivo

LA CORTE,  PRONUNZIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DAL PRETORE DI BOVINO CON ORDINANZA 2 MAGGIO 1975, AFFERMA PER DIRITTO :  IL REGOLAMENTO 13 GIUGNO 1967, N . 120, CHE ISTITUISCE UN' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI CEREALI, VA INTERPRETATO NEL SENSO CHE :  A ) L' ATTIVITA DI UNO STATO MEMBRO CONSISTENTE NELL' ACQUISTARE GRANO DURO SUL MERCATO MONDIALE E NEL RIVENDERLO POI SUL MERCATO COMUNITARIO A PREZZO INFERIORE AL PREZZO INDICATIVO E INCOMPATIBILE CON L' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI;  B ) IL SINGOLO PRODUTTORE HA DIRITTO, IN FORZA DELLA DISCIPLINA COMUNITARIA, A CHE NON VENGANO FRAPPOSTI OSTACOLI ALLA POSSIBILITA DI RICAVARE UN PREZZO CHE SI AVVICINI A QUELLO INDICATIVO E CHE, COMUNQUE, NON SIA INFERIORE A QUELLO D' INTERVENTO;  C ) NELL' IPOTESI CHE IL DANNO CAUSATO AL PRODUTTORE DERIVI DA UN INTERVENTO DELLO STATO MEMBRO IN CONTRASTO COL DIRITTO COMUNITARIO, LO STATO DOVRA RISPONDERNE, NEI CONFRONTI DEL SOGGETTO LESO, IN CONFORMITA ALLE DISPOSIZIONI DI DIRITTO INTERNO RELATIVE ALLA RESPONSABILITA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE .