CELEX: 31987R3687
Language: it
Date: 1987-12-08 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 3687/87 del Consiglio dell' 8 dicembre 1987 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di mercurio originario dell' Unione Sovietica e decide la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio su tali importazioni

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31987R3687

Regolamento (CEE) n. 3687/87 del Consiglio dell' 8 dicembre 1987 che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di mercurio originario dell' Unione Sovietica e decide la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio su tali importazioni  

Gazzetta ufficiale n. L 346 del 10/12/1987 pag. 0027 - 0030

*****REGOLAMENTO  (CEE) N. 3687/87 DEL CONSIGLIO  dell'8 dicembre 1987  che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di mercurio originario dell'Unione Sovietica e decide la riscossione definitiva del dazio antidumping provvisorio su tali importazioni  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2176/84 del Consiglio, del 23 luglio 1984, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato dal regolamento (CEE) n. 1761/87 (2), in particolare l'articolo 12,  vista la proposta della Commissione, presentata previa consultazione del comitato consultivo istituito a norma del regolamento suddetto,  considerando quanto segue:  A. Azione provvisoria  (1) Con il regolamento (CEE) n. 2450/87 (3), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di mercurio originario dell'Unione Sovietica.  B. Procedura successiva  (2) Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio il produttore comunitario ha chiesto e ottenuto di essere inteso dalla Commissione. Entro i termini fissati dal regolamento (CEE) n. 2450/87 l'esportatore dell'Unione Sovietica « Raznoimport » ha reso note per iscritto le sue osservazioni, alle quali la Commissione ha risposto.  L'esportatore dell'Unione Sovietica ha inoltre chiesto ed ottenuto di essere informato in merito ai fatti e alle considerazioni essenziali sulla base dei quali la Commissione aveva formulato le sue conclusioni e intendeva proporre l'istituzione di un dazio definitivo, nonché la riscossione degli importi garantiti dal dazio provvisorio. Entro il termine fissato in seguito a tale riunione di informazione, l'esportatore ha presentato alcune osservazioni.  (3) L'esportatore dell'Unione Sovietica ha fatto riferimento all'inchiesta in corso a norma del regolamento n. 17 (4), relativo ad eventuali intese in materia di prezzi tra produttori con sede nella Comunità e in paesi terzi. Dall'esistenza di tale inchiesta l'esportatore dell'Unione Sovietica ha dedotto che il produttore comunitario non sarebbe competitivo e che il prezzo sul mercato comunitario sarebbe artificialmente elevato. L'esportatore sovietico non ha tuttavia presentato alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni.  Secondo la Commissione, la presente procedura non interferisce in alcun modo con le inchieste avviate a norma del regolamento n. 17, relativo ad eventuali accordi in materia di prezzi tra produttori con sede nella Comunità e in paesi terzi. Del resto, lo scopo di una procedura antidumping non è e non potrebbe essere la ratifica o l'attuazione di pratiche commerciali restrittive e l'apertura di tale procedura non priva le imprese del diritto d'invocare gli articolo 85 e 86 del trattato. È d'altra parte possibile che la Commissione effettui un riesame della procedura ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2176/84 in seguito all'eventuale constatazione di una infrazione agli articoli 85 e 86 e all'apertura di una procedura a norma del regolamento n. 17.  C. Dumping  (4) L'esportatore sovietico ha ripresentato la proposta iniziale di calcolare il valore normale in base ai prezzi indicativi delle operazioni in contanti pubblicati dal London Metal Bullettin (LMB).  La proposta non è accettabile. Da un lato, trattandosi di esportazioni da un paese che non ha un'economia di mercato, occorreva determinare il valore normale in base al prezzo di mercato o al valore costruito in un paese terzo ad economia di mercato; d'altro lato, l'inchiesta ha mostrato che nel periodo di riferimento i prezzi indicativi pubblicati dall'LMB, che tengono conto unicamente di una parte delle operazioni in contanti, non erano tali da coprire i costi di produzione nei paesi ad economia di mercato.  (5) La Commissione ha basato il calcolo del valore normale sul valore costruito - ottenuto addizionando il costo di produzione ed un equo margine di profitto, così come definito dall'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2176/84 - del prodotto analogo fabbricato da Placer US Inc.,  San Francisco, produttore indipendente negli Stati Uniti d'America. Tale metodo è giustificato a norma del capitolo B 1, punti 3 e 6 del regolamento (CEE) n. 2450/87. Non è emerso alcun nuovo elemento tale da indurre a modificare le conclusioni preliminari a questo proposito.  (6) I prezzi all'esportazione sono stati determinati in base ai prezzi realmente pagati dagli importatori comunitari indipendenti all'esportatore sovietico per il mercurio effettivamente entrato nella Comunità. L'esportatore sovietico ha affermato che le sue vendite all'esportazione sono effettuate a operatori internazionali e che egli pertanto non esercita alcun controllo sulla destinazione finale del prodotto.  Dall'inchiesta è emerso che l'esportatore ha effettuato le proprie vendite a prezzi cif porto della Comunità. Occorre inoltre rilevare che, ai fini dell'applicazione della normativa comunitaria, sono determinanti le conseguenze del comportamento dell'esportatore e non le intenzioni che avrebbero potuto motivare tale comportamento.  (7) Dopo l'istituzione del dazio provvisorio non è stato presentato alcun nuovo elemento di prova in merito al calcolo del margine di dumping. Sono state quindi confermate le conclusioni preliminari relative al dumping praticato dall'esportatore.  D. Pregiudizio  (8) È confermato che le importazioni nella Comunità di mercurio originario dell'Unione Sovietica, precedentemente inesistenti, nel secondo semestre del 1986 sono aumentate sino a raggiungere quasi 200 t, con una quota di mercato del 22 % per il periodo in questione (oppure dell'11 % su base annua per il 1986). Il mercurio importato dall'Unione Sovietica è stato venduto nella Comunità a prezzi inferiori al 17 %-54 % ai prezzi del produttore comunitario come risulta dal capitolo C del regolamento (CEE) n. 2450/87.  (9) L'esportatore sovietico ha affermato di essersi limitato a vendere ai prezzi pubblicati nell'LMB e di non essere, pertanto, responsabile del calo dei prezzi sul mercato della Comunità.  Dall'inchiesta emerge tuttavia che vendendo attraverso operatori internazionali, alle condizioni illustrate nel capitolo C del regolamento (CEE) n. 2450/87, a prescindere dal prezzo, quantitativi rilevanti di mercurio in un periodo di tempo molto breve su un mercato ristretto e con una domanda poco elastica, l'esportatore sovietico ha provocato reazioni a catena sui prezzi del mercurio e causato un cedimento generale. Conseguentemente per salvaguardare la propria quota di mercato il produttore comunitario è stato costretto a ridurre i prezzi ad un livello insufficiente per compensare i costi di produzione ed ha quindi subito gravi perdite finanziarie. Le importazioni nella Comunità di mercurio originario dell'URSS hanno pertanto provocato un sostanziale pregiudizio al produttore comunitario.  (10) L'esportatore sovietico ha affermato che il pregiudizio subito dal produttore comunitario sarebbe dovuto a due altri fattori: il deprezzamento del dollaro e la tendenza al ribasso dei prezzi del mercurio.  Per quanto riguarda il deprezzamento del dollaro, la Commissione ha esaminato l'andamento dei prezzi di vendita del prodotto spagnolo espressi in dollari, come risulta dal capitolo C del regolamento (CEE) n. 2450/87. La Commissione ha di conseguenza eliminato dal metodo di calcolo del pregiudizio l'effetto delle oscillazioni dei cambi.  (11) Per quanto riguarda la tendenza al ribasso dei prezzi del mercurio, la Commissione ha accertato che i prezzi del produttore comunitario, espressi in dollari, rimasti stabili sino a tutto il 1985, hanno perso il 6 %-8 % circa nel primo semestre 1986. Senza le importazioni dall'Unione Sovietica a prezzi di dumping, tenendo conto della relativa rigidità della domanda e della situazione del mercato del mercurio, si può ritenere che l'andamento dei prezzi del produttore comunitario nel secondo semestre 1986 sarebbe stato conforme a quello dei sei mesi precedenti, vale a dire si sarebbe probabilmente registrato un calo supplementare pari all'8 % circa. Tale fattore, che avrebbe comunque contribuito in misura minore al calo dei prezzi, è stato eliminato dal calcolo del pregiudizio.  (12) Nel secondo semestre 1986 le vendite in dumping di mercurio originario dell'Unione Sovietica, considerate isolatamente, sono state effettuate a prezzi mediamente inferiori del 35 % circa ai prezzi di vendita del produttore comunitario provocando un crollo dei prezzi superiore al 50 % nello stesso periodo. Tenendo conto del deprezzamento del dollaro e della tendenza al ribasso dei prezzi del mercurio, la Commissione ha potuto valutare il pregiudizio direttamente attribuibile ai prezzi praticati dall'esportatore sovietico.  (13) È stato inoltre accertato in quale misura le vendita del produttore algerino abbiano contribuito al margine di pregiudizio constatato.  Dall'inchiesta è emerso che, come il produttore comunitario, il produttore algerino, il quale vende piccoli quantitativi di mercurio a numerosi clienti, consumatori finali e/o operatori internazionali sotto forma di vendite in contanti, contratti a termine oppure transazioni di compensazione, nel secondo semestre 1986 per smerciare la produzione è stato costretto ad allineare i suoi prezzi su quelli praticati dall'esportatore dell'Unione Sovietica. Tale affermazione non è stata contestata dall'esportatore sovietico. Di conseguenza le esportazioni da parte del produttore algerino non hanno provocato il cedimento dei prezzi del mercurio nel 1986.  (14) In conclusione, il notevole incremento delle importazioni dall'Unione Sovietica, i relativi prezzi di vendita nella Comunità e le loro ripercussioni sui prezzi e sulla situazione finanziaria del produttore comunitario, hanno indotto la Commissione a concludere che gli effetti delle importazioni in dumping di mercurio originario dell'Unione Sovietica, considerati separatamente, recano un grave pregiudizio all'industria comunitaria interessata.  Il Consiglio conferma tale conclusione.  E. Interesse della Comunità  (15) Per valutare l'interesse delle Comunità, la Commissione ha preso in esame la portata del pregiudizio provocato unicamente dalle importazioni in dumping effettuate dall'Unione Sovietica, tali da minacciare la sopravvivenza dell'unico produttore comunitario di un prodotto ritenuto di importanza strategica e ha tenuto conto del fatto che la situazione dell'industria suddetta è gravemente pregiudicata dall'esportatore sovietico, il principale produttore del mondo, che dispone di una capacità annua di esportazione molto elevata. Il Consiglio conferma la conclusione formulata nel regolamento (CEE) n. 2450/87, secondo la quale nell'interesse della Comunità è necessario, in tali condizioni, adottare opportune misure.  F. Dazio definitivo  (16) In considerazione delle caratteristiche del mercato mondiale del prodotto in questione e della situazione della concorrenza, nel regolamento che istituisce il dazio provvisorio la Commissione aveva deciso di istituire un dazio specifico. Il Consiglio ritiene opportuno confermare il dazio specifico a titolo definitivo.  Vista l'incidenza del dumping praticato dall'esportatore sovietico sull'andamento dei prezzi del mercato comunitario, il pregiudizio subito dal produttore comunitario può essere eliminato con l'istituzione di un dazio di importo pari a 70 ECU per bombola di contenuto netto di 34,5 kg (peso standardizzato) oppure a 2,03 ECU per chilogrammo di mercurio. Tale importo non è stato contestato da alcun nuovo elemento o calcolo.  G. Entrata in vigore del dazio  (17) Nel ricorso il produttore comunitario ha chiesto che il dazio antidumping fosse istituito con effetto retroattivo.  Indipendentemente dal fatto se gli importatori erano o avrebbero dovuto essere al corrente che l'esportatore sovietico praticava il dumping, il Consiglio ha confermato l'osservazione della Commissione secondo la quale nella fattispecie sono riunite le condizioni di un dumping sporadico. Il Consiglio non ritiene tuttavia necessario istituire un dazio antidumping con effetto retroattivo su tali importazioni, in considerazione del fatto che le importazioni dall'Unione Sovietica nei 90 giorni precedenti l'istituzione del dazio provvisorio sono state trascurabili.  H. Riscossione del dazio provvisorio  (18) In considerazione della gravità delle pratiche di dumping e del pregiudizio provocato, il Consiglio ritiene che sia opportuno riscuotere definitivamente e integralmente gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio istituito sulle importazioni di mercurio originario dell'Unione Sovietica,  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:  Articolo 1  1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di mercurio della sottovoce 28.05 D della tariffa doganale comune, corrispondente ai codici Nimexe 28.05-71 e 28.05-79, originario dell'Unione Sovietica.  2. L'importo del dazio è di 70 ECU per bombola di contenuto netto di 34,5 kg (peso standardizzato) oppure di 2,03 ECU per chilogrammo netto di mercurio.  3. Sono applicabili le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali.  Articolo 2  Sono riscossi a titolo definitivo gli importi vincolati a titolo di dazio antidumping provvisorio istituito a norma del regolamento (CEE) n. 2450/87 sulle importazioni di mercurio originario dell'Unione Sovietica.  Articolo 3  Il presente regolamento entra in vigore, il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, addì 8 dicembre 1987.  Per il Consiglio  Il Presidente  N. WILHJELM  (1) GU n. L 201 del 30. 7. 1984, pag. 1.  (2) GU n. L 167 del 26. 6. 1987, pag. 9.  (3) GU n. L 227 del 14. 8. 1987, pag. 8.  (4) GU n. 13 del 21. 2. 1962, pag. 204/62.