CELEX: 52001PC0344
Language: it
Date: 2001-06-25
Title: 

Avis juridique important

|

52001PC0344

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica, a favore degli assistenti parlamentari europei, il regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità e il regolamento (CEE) n. 574/72 del Consiglio che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71  /* COM/2001/0344 def. - COD 2001/0137 */  

Gazzetta ufficiale n. 270 E del 25/09/2001 pag. 0141 - 0143

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica, a favore degli assistenti parlamentari europei, il regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità e il regolamento (CEE) n. 574/72 del Consiglio che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71(presentata dalla Commissione)RELAZIONEI. Commento generaleLa normativa relativa alle spese e alle indennità dei deputati l Parlamento europeo, adottata dall'Ufficio di presidenza di e istituzione, prevede all'articolo 14 la possibilità, per ogni deputato, di godere di un'indennità intesa a coprire le spese derivanti in particolare dall'assunzione di uno o più assistenti (più deputati possono assumere congiuntamente lo stesso assistente), nei limiti dell'indennità di segreteria fissata dall'Ufficio di presidenza e indicata nella sezione 1 - Parlamento europeo del bilancio generale dell'Unione europea.Spetta a ciascun deputato decidere il numero dei propri assistenti e l'entità della loro remunerazione in funzione delle qualifiche richieste. Il regime giuridico degli assistenti, per quanto attiene alle condizioni di lavoro, alla sicurezza sociale e agli obblighi fiscali, è disciplinato dal diritto nazionale dei diversi Stati membri e, per alcuni aspetti, dal diritto comunitario.Per armonizzare le condizioni di assunzione e di lavoro degli assistenti, la Commissione aveva proposto di modificare il Regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee (RAA) prevedendo la possibilità di annoverare gli assistenti parlamentari europei tra gli agenti ausiliari [1].[1]  COM(1998) 312 del 18 maggio 1998, GU C 179 dell'11.6.1998.Tale proposta è stata tuttavia osteggiata in sede di Consiglio, dove non è stato pertanto possibile adottare la proposta della Commissione.Il Parlamento europeo ha in seguito deciso di chiarire taluni aspetti dello status degli assistenti nell'ambito della suddetta regolamentazione interna. La normativa in questione è stata poi modificata il 6 luglio 2000 con l'introduzione dell'obbligo di depositare una copia del contratto stipulato tra il deputato e i suoi assistenti nonché (quando si tratta di un contratto di lavoro), un attestato dell'iscrizione ad un regime nazionale di sicurezza sociale e della stipula di un contratto di assicurazione contro gli incidenti sul lavoro.Tali disposizioni non incidono tuttavia sul regime giuridico al quale l'assistente è soggetto per quanto attiene alle condizioni di lavoro, alla sicurezza sociale e agli obblighi tributari. Le materie anzidette continuano ad essere disciplinate dall'ordinamento nazionale e, per alcuni aspetti, dalla pertinente normativa comunitaria.Nell'applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71 [2] e del regolamento (CEE) n. 574/72 [3] agli assistenti parlamentari europei sono emersi vari problemi inerenti alla sicurezza sociale. I regolamenti in questione coordinano i sistemi di sicurezza sociale degli Stati membri al fine di evitare taluni svantaggi, dovuti alle differenze tra i regimi degli Stati membri, per le persone che si spostano all'interno della Comunità. Tale coordinamento determina in particolare lo Stato membro la cui legislazione in materia di sicurezza sociale è applicabile. I lavoratori subordinati sono in linea di massima soggetti alla legislazione sulla sicurezza sociale dello Stato membro sul cui territorio esercitano la propria attività professionale (articolo 13, paragrafo 2, lettera a)). Sono previste norme specifiche qualora il lavoratore svolga normalmente un'attività subordinata sul territorio di due o più Stati membri (articolo 14, paragrafo 2). In tal caso il lavoratore subordinato è soggetto alla legislazione dello Stato membro sul cui territorio risiede, se esercita parte della propria attività su tale territorio.[2]  Regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno Comunità - GU L 149 del 5.7.1971, pag. 2. Regolamento aggiornato dal regolamento (CE) n. 118/97 (GU L 28 del 30.1.1997, pag. 1) e modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1399/1999 (GU L 164 del 30.6.1999, pag. 1).[3]  Regolamento (CEE) n. 574/72, del 21 marzo 1972, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71 - GU L 74 del 27.3.1972, pag. 1. Regolamento aggiornato dal regolamento (CE) n. 118/97 (GU L 28 del 30.1.1997, pag. 1) e modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 89/2001 della Commissione (GU L 14 del 18.1.2001, pag. 16).La determinazione della legislazione sulla sicurezza sociale applicabile nel caso degli assistenti parlamentari europei ha comportato alcune difficoltà, a loro volta fonte di incertezza giuridica, a causa della specifica attività svolta dagli assistenti al servizio dei propri datori di lavoro (i deputati europei) e della eterogeneità delle situazioni. Gli interessati, molti dei quali svolgono le mansioni in questione per un periodo di tempo limitato, esercitano infatti spesso tali attività sul territorio di più Stati membri, in particolare quelli in cui si trovano la sede o gli uffici del Parlamento europeo, oltre allo Stato membro di origine del parlamentare. È talvolta difficile, inoltre, determinare esattamente lo Stato in cui risiedono gli assistenti parlamentari europei.Per aumentare la certezza giuridica in questo campo e determinare più agevolmente e senza equivoci la legislazione applicabile a questo particolare tipo di lavoratori, al servizio dei parlamentari europei con l'incarico di assisterli nell'espletamento del loro mandato elettivo, è parso opportuno modificare il regolamento (CEE) n. 1408/71. La modifica in questione conferirà agli assistenti parlamentari europei il diritto di optare, alla stregua degli agenti ausiliari delle istituzioni comunitarie, per un determinato regime di sicurezza sociale.Il conferimento di tale diritto è inoltre giustificato dal fatto che gli assistenti parlamentari europei sono assunti sulla base del bilancio dell'Unione ed operano al servizio di membri di un'istituzione comunitaria.II. Commento agli articoliArticolo 1Modifica del regolamento (CEE) n. 1408/711. Inserimento all'articolo 1 di una definizione del concetto di "assistente parlamentare europeo"Per evitare ogni tipo di discussione su quali persone possano godere del diritto di opzione offerto agli assistenti parlamentari europei occorre definire adeguatamente tale categoria di lavoratori.La definizione proposta fa riferimento alle disposizioni dell'articolo 14 della regolamentazione interna del Parlamento europeo relativa alle spese e alle indennità dei deputati, modificato il 6 luglio 2000, che consente a uno o più membri del Parlamento europeo di assumere, durante il proprio mandato, una o più persone con le mansioni di assistente. Dalle disposizioni del suddetto articolo 14 e dalla definizione proposta emerge che il o i membri del Parlamento europeo interessati sono da considerarsi il datore di lavoro dei lavoratori in questione.La definizione adottata riguarda i soli lavoratori subordinati, e non i fornitori di servizi ai quali potrebbero altresì rivolgersi i membri del Parlamento europeo. Si ritiene infatti che l'attività di detti fornitori di servizi abbia generalmente un carattere circoscritto, tale da non giustificare che gli interessati godano di un regime di deroga per quanto attiene alla determinazione della legislazione sulla sicurezza sociale applicabile. Occorre sottolineare che i fornitori di servizi che lavorano per uno o più membri del Parlamento europeo possono di norma fornire servizi anche ad altri clienti. Per tali motivi non è opportuno offrire un diritto di opzione ai fornitori di servizi, in quanto esso tenderebbe a riguardare non soltanto le operazioni svolte per i parlamentari europei, ma anche tutti i servizi resi dallo stesso operatore ad altri clienti.2. Modifica dell'articolo 16Si propone anzitutto di inserire, nel titolo dell'articolo 16, il riferimento agli assistenti parlamentari europei. Si propone inoltre di aggiungere a detto articolo un paragrafo 4 che conferisca all'assistente parlamentare europeo il diritto di optare tra:- la legislazione applicabile ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 2, lettera a), vale a dire la legislazione dello Stato membro sul cui territorio egli svolge la propria attività subordinata o, se del caso, la legislazione applicabile ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 2, lettera b), qualora egli svolga normalmente la propria attività sul territorio di due o più Stati membri;- la legislazione dello Stato membro alla cui legislazione egli è stato soggetto da ultimo;- la legislazione dello Stato membro di cui egli è cittadino.Il riferimento all'articolo 14, paragrafo 2, lettera b), presenta una novità rispetto al diritto di opzione riconosciuto agli agenti ausiliari. Tale riferimento si giustifica in quanto molti assistenti svolgono abitualmente la propria attività sul territorio di due o più Stati membri. In tal caso, l'articolo 14, paragrafo 2, lettera b), prevede che si applichi la legislazione dello Stato membro sul cui territorio risiede l'interessato, se questi svolge parte della propria attività sul territorio in questione o se è alle dipendenze di più datori di lavoro aventi domicilio sul territorio di diversi Stati membri, oppure la legislazione dello Stato membro sul cui territorio ha domicilio il datore di lavoro dell'interessato, se quest'ultimo non risiede sul territorio di uno degli Stati membri in cui svolge la propria attività.Per tenere inoltre conto dell'ipotesi eccezionale dell'esercizio simultaneo, da parte dell'assistente parlamentare europeo, di altre attività subordinate e/o autonome sul territorio di uno o più Stati membri diversi da quello in cui vige la legislazione da lui prescelta, si propone che, anche per queste altre attività, egli sia soggetto alla legislazione di quest'ultimo Stato membro. Ai fini dell'applicazione della legislazione per la quale ha optato, si presumerà inoltre che l'assistente eserciti tutte le attività professionali sul territorio di tale Stato membro.Contrariamente a quanto attualmente previsto per gli agenti ausiliari, il diritto di opzione degli assistenti riguarda tutti i rami della sicurezza sociale che rientrano nel campo di applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71, compresi gli assegni familiari, per i quali gli agenti ausiliari dispongono di un particolare regime.Il diritto di opzione, che può essere esercitato una sola volta, ha effetto dall'inizio dell'attività dell'assistente parlamentare europeo.Articolo 2Modifica del regolamento (CEE) n. 574/72Si propone di completare, con un riferimento agli assistenti parlamentari europei e ai membri del Parlamento europeo, l'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 574/72. Si tratta dell'articolo che disciplina le procedure per l'esercizio del diritto di opzione. Spetta ai membri del Parlamento europeo interessati informare l'istituzione designata dall'autorità competente dello Stato membro per la legislazione del quale ha optato l'assistente. Ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 10, lettera b), del regolamento (CEE) n. 574/72, le istituzioni in questione sono indicate nell'allegato 10 del medesimo regolamento.È previsto che l'istituzione interessata trasmetta all'assistente un certificato attestante che egli è soggetto alla legislazione dello Stato in questione; detta istituzione deve inoltre trasmettere una copia dello stesso certificato all'istituzione competente di ogni altro Stato membro sul cui territorio l'assistente svolge attività professionali. Se necessario, queste ultime istituzioni forniscono all'istituzione competente dello Stato membro la cui legislazione è applicabile le informazioni necessarie per il computo dei contributi dovuti in virtù di tale legislazione.Si applicherebbe agli assistenti anche l'attuale paragrafo 4 dell'articolo 14, che contiene una particolare disposizione applicativa nel caso in cui venga scelta la legislazione della Repubblica federale di Germania.Articolo 3Disposizioni transitorieQuesto articolo contiene disposizioni transitorie volte a permettere agli assistenti che, al momento dell'entrata in vigore delle modifiche proposte, lavorano già alle dipendenze di uno o più parlamentari europei di esercitare il diritto di opzione entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento.III. Applicazione nei paesi dello Spazio economico europeoLa libera circolazione delle persone è uno degli obiettivi e dei principi dell'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) entrato in vigore il 1° gennaio 1994 [4]. Nel capo 1 della parte terza, relativa alla libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali, gli articoli 28, 29 e 30 riguardano la libera circolazione dei lavoratori subordinati e dei lavoratori autonomi. In particolare, l'articolo 29 ribadisce i principi espressi dall'articolo 42 del trattato CE, riguardante la sicurezza sociale delle persone che si spostano all'interno della Comunità. La presente proposta di regolamento, se adottata, dovrà pertanto essere applicata agli Stati membri del SEE.[4]  GU L 1 del 3.1.1994, come modificato dalla decisione del Comitato misto SEE n. 7/94 del 21.3.1994 (GU L 160 del 28.6.1994).2001/0137 (COD)Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica, a favore degli assistenti parlamentari europei, il regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità e il regolamento (CEE) n. 574/72 del Consiglio che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 42 e 308,vista la proposta della Commissione [5],[5]  GU C del , pag. .deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [6],[6]  GU C del , pag. .considerando quanto segue:(1) La normativa relativa alle spese e alle indennità dei deputati al Parlamento europeo, adottata dall'Ufficio di presidenza di tale istituzione, prevede all'articolo 14 la possibilità, per ogni deputato, di godere di un'indennità intesa a coprire le spese derivanti in particolare dall'assunzione di uno o più assistenti (più deputati possono assumere congiuntamente lo stesso assistente), nei limiti dell'indennità di segreteria fissata dall'Ufficio di presidenza e indicata nella sezione 1 - Parlamento europeo del bilancio generale dell'Unione europea.(2) Il regime in materia di sicurezza sociale degli assistenti parlamentari europei è disciplinato dalla normativa nazionale degli Stati membri competenti, ai sensi del regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità [7] e del regolamento (CEE) n. 574/72 del Consiglio, del 21 marzo 1972, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CEE) n. 1408/71 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all'interno della Comunità [8].[7]  GU L 149 del 5.7.1971, pag. 2. Regolamento aggiornato dal regolamento (CE) n. 118/97 (GU L 28 del 30.1.1997, pag. 1) e modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1399/1999 (GU L 164 del 30.6.1999, pag. 1).[8]  GU L 74 del 27.3.1972, pag. 1. Regolamento aggiornato dal regolamento (CE) n. 118/97 (GU L 28 del 30.1.1997, pag. 1) e modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 89/2001 della Commissione (GU L 14 del 18.1.2001, pag. 16).(3) Tenuto conto della eterogeneità delle situazioni e della peculiarità delle mansioni svolte dagli assistenti parlamentari alle dipendenze di uno o più deputati europei, la determinazione della legislazione applicabile in materia di sicurezza sociale ai sensi del regolamento (CEE) n. 1408/71 è stata fonte di incertezze e di difficoltà pratiche di gestione della copertura previdenziale. Tale situazione è pregiudizievole sia per i lavoratori in questione e il loro datore di lavoro, sia per gli enti di sicurezza sociale degli Stati membri.(4) Per permettere di individuare più agevolmente e senza equivoci lo Stato membro alla cui legislazione sulla sicurezza sociale sono soggetti gli assistenti parlamentari europei e per garantire a questi ultimi una copertura previdenziale appropriata, è apparso necessario riconoscere loro il diritto di optare per la legislazione da applicare in materia di sicurezza sociale. Tenuto conto della natura derogatoria di tale regime, giustificata dallo specifico ruolo svolto dagli assistenti presso i parlamentari europei, è opportuno riservare i vantaggi di questo diritto ai soli assistenti subordinati.(5) Tale diritto di opzione, riconosciuto a questa specifica categoria di lavoratori subordinati, deve pertanto essere inserito nel regolamento (CEE) n. 1408/71 e nel relativo regolamento applicativo, ed occorrerà tener conto di tale diritto in caso di esercizio simultaneo di altre attività professionali subordinate e/o autonome da parte degli assistenti parlamentari europei. È inoltre opportuno stabilire, nell'ambito del presente regolamento, disposizioni transitorie per gli assistenti parlamentari che abbiano iniziato a svolgere l'attività in questione prima della data di entrata in vigore del presente regolamento.(6) Questa modifica delle norme di coordinamento dei regimi nazionali di sicurezza sociale, nell'ambito del regolamento (CEE) n. 1408/71 e del relativo regolamento applicativo, è atta ad agevolare l'esercizio del diritto alla libera circolazione da parte degli assistenti alle dipendenze dei deputati al Parlamento europeo con il compito di coadiuvare questi ultimi nell'espletamento del loro mandato elettivo in seno a detta istituzione comunitaria,HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Modifica del regolamento (CEE) n. 1408/71Il regolamento (CEE) n. 1408/71 è così modificato:1) All'articolo 1 è aggiunta la seguente lettera w):"w) il termine "assistente parlamentare europeo" designa il lavoratore subordinato alle dipendenze di uno o più membri del Parlamento europeo per coadiuvare tale o tali deputati nell'espletamento del loro mandato elettivo per la durata di tale mandato.".2) L'articolo 16 è così modificato:a) Il titolo è sostituito dal titolo seguente:"Norme particolari concernenti il personale di servizio delle missioni diplomatiche e degli uffici consolari, gli agenti ausiliari delle Comunità europee e gli assistenti parlamentari europei".b) È aggiunto il seguente paragrafo 4:"4. Gli assistenti parlamentari europei possono optare tra:- l'applicazione della legislazione di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lettera a), oppure, se del caso, di cui all'articolo 14, paragrafo 2, lettera b);- l'applicazione della legislazione dello Stato membro alla cui legislazione sono stati soggetti da ultimo;- l'applicazione della legislazione dello Stato membro di cui sono cittadini.Questo diritto di opzione, che può essere esercitato una sola volta, ha effetto a partire dall'inizio dell'attività di assistente parlamentare europeo.L'assistente parlamentare europeo che eserciti simultaneamente altre attività subordinate e/o autonome sul territorio di uno o più Stati membri diversi da quello in cui vige la legislazione da lui prescelta è soggetto alla legislazione di quest'ultimo Stato membro anche per tali attività.Ai fini dell'applicazione della legislazione per la quale ha optato, si presume che l'assistente eserciti l'insieme delle attività professionali sul territorio di detto Stato membro.".Articolo 2Modifica del regolamento (CEE) n. 574/72Il testo dell'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 574/72 è sostituito dal testo seguente:"Articolo 14Esercizio del diritto di opzione da parte degli agenti ausiliari delle Comunità europee e degli assistenti parlamentari europei1. Il diritto di opzione previsto all'articolo 16, paragrafi 3 e 4, del regolamento deve essere esercitato al momento della conclusione del contratto di assunzione. L'autorità abilitata a concludere tale contratto nel caso degli ausiliari e il o i membri del Parlamento europeo interessati nel caso degli assistenti parlamentari informano l'istituzione designata dall'autorità competente dello Stato membro per la legislazione del quale l'agente ausiliario o l'assistente parlamentare ha optato. Detta istituzione ne informa, se necessario, ogni altra istituzione dello stesso Stato membro.2. L'istituzione designata dall'autorità competente dello Stato membro per la cui legislazione ha optato l'agente ausiliario o l'assistente parlamentare europeo gli rilascia un certificato, in cui si attesta che è soggetto alla legislazione di tale Stato membro per il periodo in cui è occupato al servizio delle Comunità europee in qualità di agente ausiliario o per il periodo in cui è occupato in qualità di assistente parlamentare europeo.Qualora un assistente parlamentare europeo svolga simultaneamente attività di assistente sul territorio di due o più Stati membri o qualora svolga simultaneamente altre attività subordinate e/o attività autonome sul territorio di uno o più Stati membri diversi da quello in cui vige la legislazione per la quale ha optato, l'istituzione designata dall'autorità competente dello Stato membro la cui legislazione è applicabile trasmette una copia del certificato di cui al primo comma all'istituzione designata dall'autorità competente di ogni altro Stato membro sul cui territorio l'assistente svolga attività professionali. Se necessario quest'ultima istituzione o, ove del caso, queste ultime istituzioni forniscono all'istituzione designata dall'autorità competente dello Stato membro la cui legislazione è applicabile le informazioni necessarie per il computo dei contributi che il datore o i datori di lavoro e/o l'assistente sono tenuti a versare in virtù di tale legislazione.3. Le autorità competenti degli Stati membri designano, se necessario, le istituzioni competenti per gli agenti ausiliari delle Comunità europee e per gli assistenti parlamentari europei.4. Se l'agente ausiliario o l'assistente parlamentare europeo occupato nel territorio di uno Stato membro diverso dalla Repubblica federale di Germania ha optato per l'applicazione della legislazione tedesca, le disposizioni di tale legislazione sono applicate come se l'agente ausiliario o l'assistente parlamentare europeo fosse occupato nel luogo in cui ha sede il governo tedesco. L'autorità competente designa l'istituzione competente in materia di assicurazione malattia.".Articolo 3Disposizioni transitorieUn assistente parlamentare europeo già alle dipendenze di uno o più membri del Parlamento europeo alla data di entrata in vigore del presente regolamento può esercitare il diritto di opzione di cui all'articolo 16, paragrafo 4, del regolamento (CEE) n. 1408/71 entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento.Questa opzione ha effetto a partire dal primo giorno del mese successivo a quello dell'invio della comunicazione di cui all'articolo 14, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 574/72.Articolo 4Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il 1° ... [primo giorno del secondo mese successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee].Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioLa Presidente Il Presidente