CELEX: C2006/022/02
Language: it
Date: 2006-01-28 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione),  27 ottobre 2005 , nella causa C-41/04 (domanda di pronuncia pregiudiziale dello Hoge Raad der Nederlanden): Levob Verzekeringen BV, OV Bank NV contro Staatssecretaris van Financiën (Sesta direttiva IVA — Artt. 2, 5, 6 e 9 — Cessione di un programma registrato su supporto — Successivo adattamento del programma alle necessità specifiche dell'acquirente — Unica prestazione imponibile — Prestazione di servizi — Luogo della prestazione)

28.1.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 22/1
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Prima Sezione)
   27 ottobre 2005
   nella causa C-41/04 (domanda di pronuncia pregiudiziale dello Hoge Raad der Nederlanden): Levob Verzekeringen BV, OV Bank NV contro Staatssecretaris van Financiën (1)
   
   (Sesta direttiva IVA - Artt. 2, 5, 6 e 9 - Cessione di un programma registrato su supporto - Successivo adattamento del programma alle necessità specifiche dell'acquirente - Unica prestazione imponibile - Prestazione di servizi - Luogo della prestazione)
   (2006/C 22/02)
   Lingua processuale: l'olandese
   Nel procedimento C-41/04, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, dallo Hoge Raad der Nederlanden (Paesi Bassi) con decisione 30 gennaio 2004, pervenuta in cancelleria il 2 febbraio 2004, nella causa tra Levob Verzekeringen BV, OV Bank NV e Staatssecretaris van Financiën, la Corte (Prima Sezione), composta dal sig. P. Jann, presidente di sezione, dal sig. K. Schiemann (relatore), dalla sig.ra N. Colneric, dai sigg. J.N. Cunha Rodrigues e E. Levits, giudici, avvocato generale: sig.ra J. Kokott, cancelliere: sig.ra K. Sztranc, amministratore, ha pronunciato il 27 ottobre 2005 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               L'art. 2, n. 1, della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, dev'essere interpretato nel senso che, nel caso in cui due o più elementi o atti forniti da un soggetto passivo ad un consumatore, considerato come consumatore medio, siano a tal punto strettamente connessi da formare, oggettivamente, sotto il profilo economico, un insieme la cui scomposizione avrebbe carattere artificiale, il complesso di tali elementi o di tali atti costituisce un'unica prestazione ai fini dell'applicazione dell'IVA
            
         
               2)
            
            
               Ciò vale nel caso di un'operazione con la quale un soggetto passivo fornisca ad un consumatore un programma standard in precedenza elaborato e commercializzato, registrato su un supporto, nonché il successivo adattamento di tale programma alle esigenze specifiche dell'acquirente, anche dietro pagamento di prezzi separati.
            
         
               3)
            
            
               L'art. 6, n. 1, della sesta direttiva 77/388 dev'essere interpretato nel senso che una prestazione unica, come quella considerata al punto 2 del presente dispositivo, dev'essere qualificata come «prestazione di servizi» laddove risulti che l'adattamento considerato non sia di portata minore né accessoria, ma rivesta invece carattere predominante; tale ipotesi ricorre, in particolare, allorché, alla luce di elementi quali la sua ampiezza, il suo costo e la sua durata, tale adattamento rivesta un'importanza decisiva al fine di consentire l'uso di un programma su misura da parte dell'acquirente.
            
         
               4)
            
            
               L'art. 9, n. 2, lett. e), terzo trattino, della sesta direttiva 77/388 dev'essere interpretato nel senso che si applica ad una prestazione di servizi unica, quale quella considerata al punto 3 del presente dispositivo, fornita ad un soggetto passivo stabilito nella Comunità, ma fuori del paese del prestatore.
            
         
      (1)  GU C 94 del 17.04.2004.