CELEX: 52005PC0199
Language: it
Date: 2005-05-20
Title: Proposta di decisione del Consiglio che impartisce direttive alla Commissione per la negoziazione degli emendamenti alla convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari

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52005PC0199

Proposta di decisione del Consiglio che impartisce direttive alla Commissione per la negoziazione degli emendamenti alla convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari  /* COM/2005/0199 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 20.5.2005COM(2005) 199 definitivoProposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOche impartisce direttive alla Commissione per la negoziazione degli emendamenti alla convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari(presentata dalla Commissione)RELAZIONEINTRODUZIONELa convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari ( Convention on the Physical Protection of Nuclear Materials, di seguito “convenzione CPPNM”) è stata sottoscritta nel 1980 ed è entrata in vigore nel 1987. Ne fanno parte 106 paesi e la Comunità europea dell’energia atomica (di seguito “Euratom”)[1]. Tutti gli Stati membri dell’Unione europea sono Parte della convenzione CPPNM.A norma dell’articolo 18, paragrafo 4, lettera a) della convenzione, Euratom ha firmato la convenzione CPPNM il 13.6.1980 e vi ha aderito il 6.10.1991[2].L’obiettivo principale della convenzione CPPNM è l’applicazione di misure di protezione fisica nel trasporto internazionale di materiali nucleari.Nel 1999 alcuni paesi hanno sostenuto che la convenzione non fosse esaustiva e che si dovesse procedere ad un riesame, soprattutto perché non trattava alcuni aspetti importanti legati alla protezione fisica. Erano state, ad esempio, evidenziate lacune nella protezione del materiale durante l’uso, il deposito e il trasporto all’interno delle frontiere nazionali. La convenzione, inoltre, non tratta adeguatamente la questione della protezione degli impianti nucleari contro atti di sabotaggio. Per rispondere a questi timori il Direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA) ha istituito, nel giugno del 2001, un “Gruppo aperto di esperti legali e tecnici incaricati di preparare una proposta di emendamento della convenzione CPPNM”, per discutere se fosse necessario rivedere la convenzione in questione.Il gruppo si è riunito sei volte a Vienna (la prima il 3 dicembre 2001). La Commissione europea (di seguito “la Commissione”) ha partecipato a tutti gli incontri del gruppo, che ha concluso i lavori nel marzo 2003 e ha preparato un rapporto conclusivo contenente una proposta di emendamento. Il rapporto è stato distribuito a tutte le Parti della convenzione, compresa la Commissione per conto di Euratom. Tuttavia, poiché la prima proposta di emendamento conteneva diverse clausole tra parentesi sulle quali non è stato possibile raggiungere un accordo durante il dibattito, non è stata ottenuta la maggioranza delle Parti necessaria per convocare la Conferenza per l’esame degli emendamenti.Nel frattempo, nel giugno 2004 un gruppo di 25 Parti della convenzione, sotto la guida dell’Austria, ha presentato una nuova proposta di emendamento, che potrebbe essere definita come un testo “consensuale”.La revisione più importante è il fatto che, nella nuova proposta, è stato inserito direttamente nel testo un elenco di principi fondamentali in materia di protezione fisica dei materiali nucleari e degli impianti nucleari, che prima figurava in allegato.Anche questa nuova proposta è stata distribuita a tutte le Parti della convenzione CPPNM dal segretariato dell’IAEA per avviare la procedura di convocazione della Conferenza per l’esame degli emendamenti, come previsto dall’articolo 20 della convenzione.La Commissione ha ricevuto la nuova proposta nel settembre 2004. Per poter convocare la Conferenza e discutere gli emendamenti all’IAEA deve pervenire una richiesta dalla maggioranza delle Parti firmatarie della convenzione. La maggioranza richiesta sarà verosimilmente raggiunta nel primo semestre del 2005.EMENDAMENTI PROPOSTI ALLA CONVENZIONEL’emendamento della convenzione CPPNM ha principalmente lo scopo di estenderne l’ambito di applicazione, che ora è limitato essenzialmente al trasporto internazionale di materiale nucleare, e includervi in maniera più ampia l’uso, il deposito e il trasporto del materiale nucleare all’interno delle frontiere nazionali, oltre che la protezione dei materiali e degli impianti nucleari contro atti di sabotaggio. L’emendamento proposto sottolinea inoltre l’importanza della responsabilità nazionale in materia di protezione fisica e della tutela delle informazioni riservate. Infine, per rafforzare il regime di protezione fisica, è stato inserito un elenco di principi fondamentali di protezione fisica dei materiali nucleari e degli impianti nucleari.Di seguito vengono presentati i punti principali dell’emendamento proposto.Viene inserito, in particolare, un nuovo articolo 1 bis che specifica gli obiettivi della convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari. Per rispecchiare l’ampliamento del campo di applicazione della convenzione, l’ articolo 2 è aggiornato e all’ articolo 1 sono inserite due nuove definizioni (“sabotaggio” e “impianto nucleare”).Inoltre, l’articolo 2, paragrafo 2 , della convenzione viene modificato per sancire l’importanza della responsabilità nazionale per quanto riguarda la protezione fisica.L’articolo 6 , sulla tutela delle informazioni riservate, è integrato di conseguenza e aggiornato sulla base dell’ambito di applicazione più vasto della convenzione CPPNM.Viene aggiunto un nuovo articolo 2 bis che definisce gli obblighi giuridici, compresi l’istituzione, l’attuazione e il mantenimento del regime appropriato di protezione fisica per soddisfare gli obiettivi di protezione fisica fissati, l’istituzione e il mantenimento del quadro legislativo e regolamentare e l’istituzione e la designazione della o delle autorità competenti.Nello stesso articolo è introdotto l’obbligo giuridico di applicare, nella misura del possibile e del ragionevole, i principi fondamentali di protezione fisica dei materiali nucleari e degli impianti nucleari introdotti nella convenzione.La convenzione è infine rafforzata con l’introduzione di nuove misure di cooperazione nei casi di minaccia credibile di sabotaggio di materiali nucleari o impianti nucleari, di sabotaggio degli stessi ( articolo 5 ) e attraverso l’introduzione di nuovi reati connessi al sabotaggio, al fatto di contribuire a, organizzare o commissionare un reato e al contrabbando ( articolo 7 ).IL RUOLO DELLA COMUNITÀ A FIANCO DEGLI STATI MEMBRI NEL PROCESSO DI NEGOZIAZIONE INTERNAZIONALE AI FINI DELL’EMENDAMENTO DELLA CONVENZIONE CPPNMA norma dell’articolo 101, paragrafo 1, del trattato Euratom “nell’ambito della sua competenza, la Comunità può impegnarsi mediante la conclusione di accordi o convenzioni con uno Stato terzo, …”.Il ruolo e la competenza della Comunità nell’ambito della convenzione CPPNM sono stati chiaramente definiti dalla Corte di giustizia nel 1978[3]:Paragrafo 21: “…l’art. 2, lett. e), [del trattato Euratom] affida alla Comunità il compito di garantire, mediante adeguati controlli, che le materie nucleari non vengano distolte dalle finalità cui sono destinate, senza stabilire alcuna distinzione quanto alla natura degli atti mediante i quali ciò potrebbe avvenire e le circostanze in cui essi siano eventualmente compiuti; che, infine, la stessa espressione “controllo di sicurezza”, che il trattato adopera per caratterizzare le disposizioni del capo VII, ha portata più vasta che non quella correlativa alla semplice sostituzione della destinazione dichiarata dall’utilizzatore di materie nucleari con una destinazione diversa. Quel che il trattato intende prendere in considerazione, in tale contesto, è ogni uso di materie nucleari a fini diversi da quelli cui esse sono destinate, il quale implichi un rischio per la “sicurezza”, cioè il pericolo di un pregiudizio per gli interessi vitali delle popolazioni e degli Stati. Non può esservi quindi alcun dubbio sul fatto che la nozione di “controllo di sicurezza”, secondo il trattato, è sufficientemente ampia per comprendere anche provvedimenti di protezione fisica.”Paragrafo 27: “…È questa [la Comunità], perciò l’unica ad essere in grado di garantire la salvaguardia, nella gestione delle materie nucleari, degli interessi generali della collettività, sul piano che le è proprio.”Paragrafo 28: “… È quindi alla Comunità che spetta, in ragione del suo diritto di proprietà, la competenza ad ovviare, con spirito di coerenza, agli imprevisti. Ne risulta che, in quanto la convenzione progettata miri a far fronte a pericoli di nuovo genere, la Comunità è a ciò interessata in quanto proprietaria delle materie da proteggere.”La Corte concludeva infine che “la partecipazione degli Stati membri ad una convenzione come quella relativa alla protezione fisica delle materie, degli impianti e dei trasporti nucleari … è compatibile con le disposizioni del trattato CEEA soltanto a condizione che, per i settori di sua competenza, la Comunità partecipi in quanto tale alla convenzione, a fianco degli Stati”.Quando ha aderito alla convenzione CPPNM, la Commissione ha dichiarato al depositario, come prescritto dall’articolo 18, paragrafo 4, lettera c) per le organizzazioni internazionali che diventano Parte della convenzione, gli articoli non applicabili all’Euratom. La Commissione ha dichiarato che gli articoli da 7 a 13[4] non sono applicabili alla Comunità, contrariamente a quanto avviene per gli Stati membri.CONCLUSIONIVisti gli emendamenti proposti alla convenzione illustrati in precedenza e vista la deliberazione della Corte di giustizia, è necessario che la Comunità continui a partecipare a pieno titolo al processo di negoziazione internazionale al fine di emendare la convenzione in questione, in particolare per garantire che le disposizioni della convenzione CPPNM siano compatibili con le disposizioni del trattato Euratom e il rispettivo diritto derivato.La Commissione propone pertanto al Consiglio di adottare, a norma dell’articolo 101, paragrafo 2, del trattato Euratom, la decisione allegata che autorizza la Commissione a negoziare, per le materie di competenza comunitaria, gli emendamenti alla convenzione CPPNM nell’ambito della prossima Conferenza per l’esame degli emendamenti alla convenzione, conformemente alle direttive allegate.Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOche impartisce direttive alla Commissione per la negoziazione degli emendamenti alla convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleariIL CONSIGLIO DELL ’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica (di seguito “Euratom”), in particolare l’articolo 101, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione[5],considerando quanto segue:1.  A norma dell’articolo 2, lettera e), del trattato Euratom la Comunità deve “garantire, mediante adeguati controlli, che le materie nucleari non vengano distolte dalle finalità cui sono destinate”.2.  La convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari è stata firmata nel 1980 ed è entrata in vigore nel 1987. Ne fanno parte 106 paesi e l’Euratom. Tutti gli Stati membri dell’Unione europea sono Parte della convenzione.3.  In un prossimo futuro sarà convocata una Conferenza per l’esame degli emendamenti alla convenzione, come sancito dall’articolo 20 della convenzione medesima.4.  La Corte di giustizia[6] ha stabilito che “la partecipazione degli Stati membri ad una convenzione come quella relativa alla protezione fisica delle materie, degli impianti e dei trasporti nucleari … è compatibile con le disposizioni del trattato CEEA soltanto a condizione che, per i settori di sua competenza, la Comunità partecipi in quanto tale alla convenzione, a fianco degli Stati” e che alcuni obblighi previsti dalla convenzione possono essere posti in vigore “per quanto riguarda la Comunità, soltanto grazie ad una stretta associazione, tanto nel processo di negoziazione e di stipulazione quanto nell’adempimento degli impegni assunti, fra le istituzioni della Comunità e gli Stati membri”.5.  La Comunità deve pertanto partecipare a pieno titolo al processo di negoziazione al fine di emendare la convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari, in particolare per garantire che le disposizioni della convenzione siano compatibili con le disposizioni del trattato Euratom e il diritto derivato,DECIDE:Articolo unicoLa Commissione negozia, per le materie di competenza comunitaria, gli emendamenti alla convenzione sulla protezione fisica dei materiali nucleari nell’ambito della prossima Conferenza per l’esame degli emendamenti alla convenzione, conformemente alle direttive allegate.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATODirettive di negoziatoNel corso dei negoziati la Commissione s’impegna a garantire che gli emendamenti apportati alla convenzione siano compatibili con le politiche e con le disposizioni del trattato Euratom e con il diritto derivato.

[1] Situazione all’8.11.2004.

[2] Decisione del Consiglio, del 9 giugno 1980, che approva la conclusione, da parte della Commissione, della convenzione internazionale sulla protezione fisica delle materie nucleari, GU L 149 del 17.6.1980, pag. 41.

[3] Deliberazione della Corte 1/78 del 14 novembre 1978, Raccolta della giurisprudenza 1978, pag. 2151.

[4] Gli articoli da 7 a 13 della convenzione riguardano la definizione di reati penali, l’esercizio della giurisdizione sui suddetti reati, la possibilità di estradizione per gli autori e altre questioni attinenti.

[5] GU C del , pag. .

[6] Deliberazione della Corte 1/78 del 14 novembre 1978, Raccolta della giurisprudenza 1978, pag. 2151.