CELEX: 62010CA0619
Language: it
Date: 2012-09-06 00:00:00
Title: Causa C-619/10: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 6 settembre 2012 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Augstākās tiesas Senāts — Lettonia) — Trade Agency Ltd/Seramico Investments Ltd [Cooperazione giudiziaria in materia civile — Regolamento (CE) n. 44/2001 — Esecuzione — Motivi di contestazione — Mancata notificazione della domanda giudiziale — Controllo da parte del giudice richiesto — Portata — Valore delle informazioni contenute nell’attestato — Violazione dell’ordine pubblico — Decisione giudiziaria priva di motivazione]

27.10.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 331/3
            
         
      Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 6 settembre 2012 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Augstākās tiesas Senāts — Lettonia) — Trade Agency Ltd/Seramico Investments Ltd
      (Causa C-619/10) (1)
      
      (Cooperazione giudiziaria in materia civile - Regolamento (CE) n. 44/2001 - Esecuzione - Motivi di contestazione - Mancata notificazione della domanda giudiziale - Controllo da parte del giudice richiesto - Portata - Valore delle informazioni contenute nell’attestato - Violazione dell’ordine pubblico - Decisione giudiziaria priva di motivazione)
      (2012/C 331/05)
      Lingua processuale: il lettone
      
         Giudice del rinvio
      
      Augstākās tiesas Senāts
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Trade Agency Ltd
      
         Convenuta: Seramico Investments Ltd
      
         Oggetto
      
      Domanda di pronuncia pregiudiziale — Augstākās tiesas Senāts — Interpretazione dell’articolo 34, punti 1 e 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 12, pag. 1) — Interpretazione dell’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea — Motivi di diniego del riconoscimento — Diritto ad un ricorso effettivo — Convenuto che lamenta di non aver ricevuto né la notificazione della domanda giudiziale, né la decisione resa in contumacia — Competenza del giudice dell’esecuzione di verificare la notificazione della domanda giudiziale al convenuto contumace quando la notificazione sia certificata dall’attestato ex articolo 54 del regolamento — Decisione del giudice dello Stato membro di origine emessa in contumacia senza valutare la fondatezza della domanda
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 34, punto 2, del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, al quale fa rinvio l’articolo 45, paragrafo 1, di tale regolamento, letto in combinato disposto con i considerando 16 e 17 di detto regolamento, dev’essere interpretato nel senso che, quando il convenuto propone ricorso contro la dichiarazione di esecutività di una decisione emessa in contumacia nello Stato membro di origine e corredata dell’attestato redatto ai sensi dell’articolo 54 del medesimo regolamento, sostenendo di non avere ricevuto comunicazione della domanda giudiziale, il giudice dello Stato membro richiesto, investito del ricorso, è competente a verificare la concordanza tra le informazioni contenute in detto attestato e le prove.
               
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 34, punto 1, del regolamento n. 44/2001, al quale fa rinvio l’articolo 45, paragrafo 1, di tale regolamento, dev’essere interpretato nel senso che il giudice dello Stato membro richiesto non può rifiutare, in forza della clausola relativa all’ordine pubblico, l’esecuzione di una decisione giudiziaria emessa in contumacia e che dirime una controversia nel merito, che non contiene una disamina né dell’oggetto né del fondamento del ricorso ed è priva di qualsiasi argomento sulla fondatezza di quest’ultimo, a meno che non ritenga, in esito ad una valutazione globale del procedimento e considerate tutte le circostanze pertinenti, che tale decisione comporti una lesione manifesta e smisurata del diritto del convenuto a un equo processo, sancito dall’articolo 47, secondo comma, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, a causa dell’impossibilità di proporre ricorso contro tale decisione in maniera utile ed effettiva.
               
            
         (1)  GU C 72 del 5.3.2011.