CELEX: 52013DC0367
Language: it
Date: 2013-05-29 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 dell’Ungheria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza dell’Ungheria 2012-2016

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		52013DC0367
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 dell’Ungheria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza dell’Ungheria 2012-2016 /* COM/2013/0367 final - 2013/ () */
			
				
		
		
			
			   	 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2013
dell’Ungheria 
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza
dell’Ungheria 2012-2016
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla
prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici[2], in particolare l’articolo 6,
paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[3],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[4],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del Comitato per l’occupazione,
previa consultazione del Comitato economico e
finanziario,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio
europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una
nuova strategia per la crescita e l’occupazione basata su un maggiore
coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui
occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
competitività dell’Europa.
(2)       Sulla base delle proposte
della Commissione, il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010, una
raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli
Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione
sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione[5], che insieme formano gli “orientamenti
integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli
orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e di
occupazione.
(3)       Il 29 giugno 2012 i
capi di Stato e di governo hanno convenuto un patto per la crescita e l’occupazione
che offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello nazionale, dell’UE
e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche
possibili. Essi hanno convenuto le misure da adottare a livello degli Stati
membri, in particolare affermando l’impegno pieno verso il conseguimento degli
obiettivi della strategia Europa 2020 e l’attuazione delle raccomandazioni
specifiche per paese.
(4)       Il 6 luglio 2012 il Consiglio
ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2012 dell’Ungheria
e ha formulato il suo parere sul programma di convergenza aggiornato dell’Ungheria
2011-2015.
(5)       Il 28 novembre 2012 la
Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita[6], segnando l’inizio del semestre
europeo di coordinamento delle politiche economiche 2013. Sempre il 28 novembre
2012 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011,
la relazione sul meccanismo di allerta[7],
in cui annoverava l’Ungheria tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto
di un esame approfondito.
(6)       Il 14 marzo 2013 il Consiglio
europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il
risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando la
necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e
favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l’erogazione
di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di
contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di
modernizzare la pubblica amministrazione.
(7)       Il 10 aprile 2013, la
Commissione ha pubblicato i risultati dell’esame approfondito[8] per l’Ungheria, a norma dell’articolo
5 del regolamento (UE) n. 1176/2011. L’analisi ha portato la Commissione a
concludere che l’Ungheria si trova in una situazione di squilibrio
macroeconomico da monitorare e che necessita un’azione politica incisiva. In
particolare, al fine di ridurre il rischio di importanti effetti negativi sul
funzionamento dell’economia, è opportuno prestare massima attenzione all’aggiustamento
in corso della posizione patrimoniale netta sull’estero fortemente negativa,
dovuta soprattutto alla riduzione dell’indebitamento del settore privato a
fronte di un elevato debito della pubblica amministrazione e di un contesto
imprenditoriale fragile. 
(8)       Il 24 aprile 2013 l’Ungheria
ha presentato il suo programma di convergenza 2013 relativo al periodo 2012-2016
e il 22 aprile 2013 il suo programma nazionale di riforma 2013. I due programmi
sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro
correlazioni.
(9)       Sulla base della valutazione
del programma di convergenza 2013 (in appresso “il programma”) a norma del
regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo scenario
macroeconomico sul quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma sia
alquanto ottimistico. Le proiezioni di crescita delle autorità ungheresi per il
2013 e il 2014 pari allo 0,7% e all’1,9% sono superiori di circa mezzo punto
percentuale rispetto alle previsioni di primavera 2013 della Commissione. L’obiettivo
della strategia di bilancio delineata nel programma è garantire la correzione
duratura del disavanzo eccessivo entro il termine del 2012 e il costante
rispetto dell’obiettivo a medio termine (OMT). Nel 2012 l’Ungheria ha compiuto
un notevole sforzo di bilancio e ha conseguito un disavanzo di bilancio dell’1,9%
del PIL, risultato migliore dell’obiettivo di disavanzo del 2,5% del PIL
raccomandato dal Consiglio, in parte grazie a entrate una tantum supplementari
pari allo 0,2% del PIL che si sono aggiunte a quelle già prese in
considerazione al momento della raccomandazione del Consiglio. Tuttavia, le
misure correttive per il 2012 e anni successivi, in particolare quelle
annunciate nell’autunno 2012, si concentravano soprattutto sul lato delle
entrate, e principalmente su determinati settori, sollevando dubbi circa la
sostenibilità dello sforzo di risanamento. Secondo le previsioni di primavera 2013
della Commissione, al fine di correggere il disavanzo eccessivo in modo
duraturo, occorre adoperarsi ulteriormente sia nel 2013 che nel 2014. A seguito
della pubblicazione delle previsioni di primavera il governo ha adottato un
nuovo pacchetto di misure correttive. La valutazione aggiornata della
Commissione prevede che, grazie alle nuove misure, il disavanzo resterà al di
sotto della soglia del 3% del PIL nel 2013 e nel 2014. Il nuovo obiettivo a
medio termine che si prefigge il programma è un saldo strutturale di-1,7% del
PIL, anziché di -1,5%, in linea con i requisiti del patto di stabilità e
crescita. Nel 2012 l’Ungheria ha registrato un saldo strutturale di -0,7% del
PIL, nettamente superiore all’OMT riveduto, e le previsioni di primavera 2013
della Commissione prevedono che il saldo strutturale rimarrà in linea con l’OMT
nel periodo oggetto delle previsioni attestandosi a -1,1% nel 2013 e a -1,8%
nel 2014. In base alle misure adottate successivamente alle previsioni di
primavera 2013 della Commissione, il saldo strutturale potrebbe rimanere ad un
livello superiore all’obiettivo a medio termine anche nel 2014. Il tasso di
crescita della spesa pubblica nel 2013 e nel 2014, al netto delle misure
discrezionali relative alle entrate, sarà sostanzialmente in linea con il
parametro di riferimento a medio termine del tasso di crescita potenziale del
PIL, ma si prevede che sarà nettamente superiore nel 2015 e nel 2016, anni per
i quali il parametro di riferimento della spesa non sarà quindi rispettato.
Secondo le previsioni del governo, il rapporto debito pubblico/PIL continuerà a
decrescere durante tutto il periodo oggetto del programma, per scendere dal 79,2%
nel 2012 al 77,2% nel 2014 e ancora al 73,4% nel 2016, ma resterà superiore al
valore di riferimento del 60% del PIL. Al contrario, le previsioni di primavera
2013 della Commissione, tenendo conto dei rischi che pesano sui piani di
risanamento, prevedono solo un calo marginale al 78,9% del PIL nel 2014, o di
ulteriori 0,5 punti percentuali circa in virtù delle nuove misure correttive.
Dal 2013 l’Ungheria sarà nel periodo di transizione per quanto riguarda il
rispetto del criterio del debito, e secondo le previsioni di primavera 2013
della Commissione sta compiendo progressi sufficienti verso l’osservanza del
criterio del debito nel 2013 e nel 2014.
(10)     Il quadro di bilancio a medio
termine rimane puramente indicativo, pertanto l’orizzonte temporale della
programmazione di bilancio si limita all’anno effettivo del bilancio. Inoltre,
malgrado taluni recenti miglioramenti, i compiti obbligatori e le risorse
analitiche del consiglio di bilancio non sono ancora commisurate al suo potere
di veto senza precedenti e alla necessità di un controllo sistematico ex-post
del rispetto delle regole numeriche di bilancio. Sarebbe opportuno rafforzare
il quadro di bilancio a medio termine e ampliare i compiti obbligatori del
consiglio di bilancio, al fine di migliorare la solidità e la credibilità del
quadro della governance di bilancio, recentemente modernizzato.   
(11)     Il settore finanziario
ungherese sta riducendo la leva finanziaria ad un ritmo molto sostenuto, in
parte a causa di alcune misure che hanno avuto un forte impatto negativo sulla
redditività delle banche e hanno contribuito all’inasprimento delle condizioni
del credito. Gestire il deterioramento della qualità del portafoglio
costituisce una delle maggiori difficoltà per il settore finanziario, insieme
al numero crescente di crediti in sofferenza. Negli ultimi anni il governo ha
adottato una serie di misure per aiutare i beneficiari di prestiti in valuta
estera, spesso senza consultare i soggetti portatori d’interessi del settore
bancario. Tuttavia, queste misure non erano sempre destinate a beneficiari in
difficoltà. L’adozione di varie misure in breve tempo può aumentare l’azzardo
morale dei beneficiari dei prestiti, a causa della continua aspettativa di
altri aiuti statali. La crisi finanziaria mondiale ha dimostrato in quale
misura il sistema bancario esistente possa obbligare le autorità nazionali ad
agire per salvaguardare la stabilità finanziaria. Il primo programma di
assistenza finanziaria all’Ungheria affermava la necessità di una vigilanza
avanzata, compresa l’attribuzione di poteri reali in caso di emergenza all’autorità
di vigilanza finanziaria e l’istituzione di un meccanismo di risoluzione.
Sebbene negli ultimi tre anni i poteri dell’autorità di vigilanza finanziaria
ungherese siano stati ampliati in modo sostanziale, il legislatore non ha
attribuito all’autorità sufficienti poteri di monitoraggio.
(12)     L’Ungheria non ha seguito la
raccomandazione del 2012 che invitava ad istituire un quadro stabile e non
distorsivo in materia di tassazione delle imprese, ed ha aumentato il carico
fiscale per determinati settori imprenditoriali introducendo ulteriori
soprattasse settoriali permanenti. Sebbene la nuova imposta a carico delle
piccole imprese introdotta nel quadro della legge sulla tutela del lavoro sia
ben concepita, l’esistenza di aliquote fiscali diverse a seconda del settore
imprenditoriale ostacola l’efficace allocazione delle risorse e incide sugli
investimenti e sull’erogazione di prestiti. L’introduzione di aliquote ridotte
per i contributi previdenziali prevista dalla legge sulla tutela del lavoro è
un passo nella giusta direzione per ridurre il cuneo fiscale sul lavoro.
Tuttavia, il cuneo fiscale sui soggetti a basso reddito rimane elevato e
sarebbe auspicabile perfezionare il sistema per intervenire in modo più mirato
a favore di questo gruppo. L’Ungheria prevede inoltre di affrontare il mancato
rispetto dell’obbligo tributario con una serie di misure, quali l’obbligo di
collegare tutti i registratori di cassa con le autorità tributarie. Per quanto
riguarda la tassazione dei prodotti energetici, le misure adottate non
forniscono incentivi tesi a ridurre il consumo di energia e producono effetti
distorsivi.
(13)     Il modesto tasso di
occupazione è legato ad un tasso molto basso di partecipazione al mercato del
lavoro. La disoccupazione giovanile è aumentata dall’11% nel 2001 al 28,1% nel 2012.
Il programma di lavori pubblici impiega la maggior parte delle risorse
finanziarie per fornire ai disoccupati di lunga durata un reddito da lavoro
anziché prestazioni sociali, e i suoi benefici a lungo termine sull’occupabilità
sono ancora da dimostrare. L’Ungheria ha rafforzato le politiche attive del
mercato del lavoro ma talune categorie di persone svantaggiate dovrebbero
accedervi più facilmente e il livello di partecipazione degli adulti all’apprendimento
permanente è ancora uno dei più bassi dell’UE. Negli ultimi cinque anni il
tasso di occupazione femminile è rimasto grosso modo allo stesso livello basso.
Al fine di incoraggiare le donne a partecipare al mercato del lavoro il governo
ha ampliato le strutture di cura all’infanzia e ha promosso formule di lavoro
flessibili. La situazione sociale continua a peggiorare: il 31% della
popolazione è a rischio di povertà o di esclusione sociale e una percentuale
elevata di persone vive in condizione di grave deprivazione materiale. La
povertà continua a incidere in modo sproporzionato sulle regioni e le comunità
svantaggiate, in particolare quella dei Rom.
(14)     Il contesto imprenditoriale
ungherese è peggiorato costantemente negli ultimi tre anni a causa di una serie
di misure, tra cui restrizioni a carico degli investitori, e dell’instabilità
del quadro normativo, soprattutto nel settore dei servizi. Le recenti
restrizioni che colpiscono in modo sproporzionato gli investitori stranieri si
concentrano soprattutto nel settore dei servizi, compresi quelli al dettaglio.
Il programma di semplificazione amministrativa comprendeva 114 misure volte a
ridurre gli oneri amministrativi per le imprese di circa 500 miliardi di HUF,
ma la sua attuazione è stata leggermente ritardata. Nonostante l’entrata in
vigore di una nuova legge sugli appalti pubblici il 1º gennaio 2012, la
concorrenza rimane scarsa nel settore. Il programma contro la corruzione è un
elemento centrale del “Magyary Program”. Tuttavia il programma non affronta né
il problema dell’insufficiente controllo del rispetto della normativa in
materia né la necessità di controlli più severi sul finanziamento dei partiti,
una delle principali fonti di preoccupazione. Inoltre, la maggior parte delle
misure annunciate non sono ancora state realizzate e manca il monitoraggio
delle misure attuate. Gli sviluppi in Ungheria nel 2012 e nel 2013 hanno
accresciuto le preoccupazioni riguardanti l’indipendenza del potere
giudiziario. Secondo il quadro di valutazione dell’innovazione dell’Unione, l’Ungheria
si classifica tra gli innovatori moderati. Gli investimenti in R&S delle
imprese sono effettuati principalmente da imprese di proprietà straniera.
(15)     L’Ungheria è riuscita a
ridurre il numero degli abbandoni scolastici. Poiché esistono ancora notevoli
differenze regionali, le novità del sistema centralizzato di istruzione
pubblica, se non attuate con attenzione, potrebbero avere un impatto negativo e
accrescere le disuguaglianze sociali e la segregazione. Malgrado negli ultimi
anni vi sia stata una crescita significativa del numero di studenti che
iniziano l’istruzione superiore, occorre impegnarsi più a fondo per raggiungere
la media dell’UE e l’obiettivo nazionale di Europa 2020. Non è certo che l’attuale
riforma dell’istruzione superiore possa facilitare l’accesso degli studenti
svantaggiati.
(16)     L’attuazione delle misure
contemplate nel piano Szell Kalman, teso a migliorare l’efficienza in termini
di costi e le prestazioni dei servizi di trasporto pubblico, è soggetta a
notevoli ritardi e la mancanza di una strategia globale nel settore ostacola la
sostenibilità finanziaria del sistema dei trasporti. Sebbene l’Ungheria abbia
adeguatamente aumentato le interconnessioni della rete elettrica con i paesi
confinanti, come raccomandato nel 2012, l’insufficiente indipendenza dell’autorità
di regolamentazione dell’energia nel fissare i prezzi dell’energia e l’elevata
proporzione di prezzi regolamentati continuano a destare preoccupazioni.
(17)     Nell’ambito del
semestre europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della
politica economica dell’Ungheria, ha valutato il programma di convergenza e il
programma nazionale di riforma e ha presentato un esame approfondito. La
Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della
sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell’Ungheria,
ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla
luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione
europea nel suo insieme, offrendo un contributo a livello dell’UE per le future
decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo
trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 7.
(18)     Alla luce di tale valutazione,
il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza dell’Ungheria e il suo
parere[9]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
(19)     Alla luce dei risultati dell’esame
approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha
esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di convergenza. Le
sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011
trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 1, 2,3, 4, 5 e 7,
RACCOMANDA che l’Ungheria adotti
provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di:
1.           attuare una strategia di
bilancio credibile e favorevole alla crescita, precisando le misure necessarie
che si concentrano su risparmi di spesa, e mantenere una solida posizione di
bilancio nel rispetto dell’obiettivo a medio termine durante il periodo oggetto
del programma; basandosi sulle misure sopraindicate, portare il rapporto debito
pubblico/PIL su un percorso saldamente discendente, anche per contribuire ad
attenuare gli squilibri macroeconomici accumulati; rafforzare il quadro di
bilancio a medio termine rendendolo maggiormente vincolante e collegandolo
strettamente a regole numeriche; ampliare i compiti obbligatori del consiglio
di bilancio, compresi il controllo sistematico ex-post del rispetto
delle regole numeriche di bilancio e la preparazione di periodiche previsioni
macroeconomiche e di bilancio e di valutazioni dell’incidenza sul bilancio
delle proposte politiche più importanti;
2.           contribuire a ripristinare la
normale erogazione di prestiti all’economia, soprattutto migliorando la capacità
di accumulazione di capitale nel settore finanziario, riducendo tra l’altro l’onere
supplementare che grava attualmente su di esso; migliorare la qualità del
portafoglio eliminando le attività deteriorate dai bilanci delle banche,
consultare i soggetti portatori d’interessi sulle nuove azioni politiche e
garantire che le nuove misure non accrescano l’azzardo morale tra i beneficiari
di prestiti; rafforzare la regolamentazione e la vigilanza finanziaria, in
particolare conferendo maggiori poteri effettivi in caso di emergenza all’autorità
di vigilanza finanziaria ungherese e istituendo un regime di risoluzione per il
settore bancario;
3.           assicurare un sistema di
imposizione delle imprese stabile, più equilibrato e prevedibile; semplificare
l’imposizione delle imprese e ridurre al minimo le distorsioni dell’allocazione
delle risorse causate dalle imposte settoriali, in modo da favorire la crescita
e l’occupazione; continuare a rendere l’imposizione del lavoro più favorevole
all’occupazione mediante la riduzione del carico fiscale sui lavoratori a basso
reddito, tra l’altro perfezionando i criteri di ammissibilità a godere dei
benefici della legge sulla tutela del lavoro e spostando l’imposizione verso
imposte ambientali; attuare pienamente e rafforzare le misure già annunciate
per migliorare il rispetto dell’obbligo tributario e per ridurne i costi;
4.           combattere la disoccupazione
giovanile, ad esempio tramite una “garanzia per i giovani”; rafforzare le
politiche attive del mercato del lavoro e migliorare il sistema di definizione
del profilo cliente del servizio pubblico per l’impiego; ridurre la prevalenza
del programma di lavori pubblici fra le misure per l’occupazione e rafforzarne
la componente di attivazione; potenziare i programmi di formazione per accrescere
la partecipazione all’apprendimento permanente; continuare ad ampliare le
strutture di cura all’infanzia e a promuovere la partecipazione delle donne al
mercato del lavoro; garantire che l’obiettivo della strategia nazionale di
inclusione sociale sia integrato in tutte le altre politiche, al fine di
ridurre la povertà, in particolare fra i bambini e i Rom;
5.           creare un contesto
imprenditoriale favorevole, in particolare ripristinare un contesto
interessante per gli investitori diretti esteri, rendendo il quadro normativo
più stabile e promuovendo la concorrenza sul mercato; garantire la pronta
attuazione delle misure previste per ridurre gli oneri amministrativi,
migliorare la concorrenza negli appalti pubblici e adottare misure adeguate per
contrastare la corruzione; rispondere alle preoccupazioni relative all’indipendenza
del potere giudiziario; eliminare gli ostacoli recentemente introdotti nel
settore dei servizi, compresi i servizi al dettaglio; introdurre incentivi
mirati a sostegno delle imprese innovative;
6.           attuare una strategia
nazionale per l’abbandono scolastico e garantire che il sistema d’istruzione
fornisca a tutti i giovani competenze e qualifiche pertinenti al mercato del
lavoro; migliorare l’accesso all’istruzione ordinaria inclusiva, in particolare
per i Rom; favorire la transizione tra i vari livelli di istruzione e verso il
mercato del lavoro; attuare una riforma dell’istruzione superiore che consenta
il conseguimento di un titolo d’istruzione terziaria a un più vasto numero di
giovani, in particolare agli studenti svantaggiati;
7.           abolire progressivamente la
regolamentazione dei prezzi dell’energia, garantendo al contempo l’efficace
tutela dei clienti vulnerabili dal punto di vista economico; adottare ulteriori
misure per garantire l’indipendenza dell’autorità nazionale di
regolamentazione; garantire la sostenibilità finanziaria delle imprese
pubbliche nel settore dei trasporti, riducendo i costi di funzionamento e
aumentando le entrate.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
[3]               COM(2013) 367 final.
[4]               P7_TA(2013)0052 e P7_TA(2013)0053.
[5]               Decisione 2013/208/UE del Consiglio, del 22 aprile 2013.
[6]               COM(2012) 750 final.
[7]               COM(2012) 751 final.
[8]               SWD(2013) 119 final.
[9]               A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.