CELEX: 21975A0511(02)
Language: it
Date: 1975-05-11 00:00:00
Title: 75/372/CECA: Accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e lo Stato d'Israele, dall'altra - Protocolli n. 1 e n. 2

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21975A0511(02)

75/372/CECA: Accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e lo Stato d'Israele, dall'altra - Protocolli n. 1 e n. 2  

Gazzetta ufficiale n. L 165 del 28/06/1975 pag. 0062 - 0075 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 2 pag. 0210  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 2 pag. 0210  edizione speciale greca: capitolo 11 tomo 7 pag. 0215  edizione speciale spagnola: capitolo 11 tomo 6 pag. 0005  edizione speciale portoghese: capitolo 11 tomo 6 pag. 0005 

II  (Atti per i quali la pubblicazione non è una condizione di applicabilità)  CONSIGLIO  ACCORDO  tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da una parte, e lo Stato di Israele, dall'altra  (75/372/CECA)    IL REGNO DEL BELGIO,  IL REGNO DI DANIMARCA,  LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,  LA REPUBBLICA FRANCESE,  L'IRLANDA,  LA REPUBBLICA ITALIANA,  IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO,  IL REGNO DEI PAESI BASSI,  E IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,  Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, di seguito denominati «Stati membri»,  da una parte,  LO STATO DI ISRAELE,  dall'altra,  CONSIDERANDO che la Comunità economica europea e lo Stato d'Israele concludono un accordo concernente i settori di competenza di tale Comunità,  PERSEGUENDO gli stessi obiettivi e desiderosi di trovare soluzioni analoghe per il settore di competenza della Comunità europea del carbone e dell'acciaio,  HANNO DECISO, nel perseguimento di tali obiettivi e considerando che nessuna disposizione del presente accordo può essere interpretata nel senso di esimere le parti contraenti dagli obblighi che loro incombono in virtù di altri accordi internazionali,  DI CONCLUDERE IL PRESENTE ACCORDO:     Articolo 1 Il presente accordo si applica ai prodotti di competenza della Comunità europea del carbone e dell'acciaio, figuranti in allegato, originari di tale Comunità e di Israele.   TITOLO I Scambi commerciali  Articolo 2 1. I prodotti originari d'Israele beneficiano, all'importazione nella Comunità, delle disposizioni di cui al protocollo n. 1.  2. I prodotti originari della Comunità beneficiano, all'importazione in Israele, delle disposizioni di cui al protocollo n. 2.  3. Le disposizioni che fissano le regole di origine per l'applicazione dell'accordo tra la Comunità economica europea e lo Stato di Israele, firmato in data odierna, valgono anche per il presente accordo.   Articolo 3 1. Nessun nuovo dazio doganale all'importazione né tassa di effetto equivalente, nessuna nuova restrizione quantitativa all'importazione né misure di effetto equivalente vengono introdotti negli scambi tra la Comunità ed Israele.  2. Le tasse di effetto equivalente a dazi doganali all'importazione introdotte negli scambi tra la Comunità e Israele a partire dal 1º gennaio 1974 sono soppresse alla entrata in vigore dell'accordo.  Ogni tassa di effetto equivalente ad un dazio doganale all'importazione la cui aliquota superava al 31 dicembre 1974 quella effettivamente applicata al 1º gennaio 1974 viene portata al livello di quest'ultima all'entrata in vigore dell'accordo.   Articolo 4 1. Nessun nuovo dazio doganale all'esportazione e nessuna tassa d'effetto equivalente sono introdotti negli scambi tra la Comunità ed Israele.  2. I dazi doganali all'esportazione e le tasse di effetto equivalente che colpiscono i prodotti di una parte contraente a destinazione dell'altra parte sono soppressi il 1º luglio 1977.   Articolo 5 1. La parte contraente che intende ridurre il livello effettivo dei suoi dazi doganali o tasse di effetto equivalente applicati ai paesi terzi che beneficiano della clausola della nazione più favorita, o sospenderne l'applicazione, notifica possibilmente la riduzione o sospensione alla commissione mista almeno trenta giorni prima della sua entrata in vigore. Essa prende atto di ogni osservazione dell'altra parte contraente in merito alle distorsioni che ne possono risultare.  2. In caso di modifica della nomenclatura delle tariffe doganali delle parti contraenti per prodotti contemplati nell'accordo, la commissione mista può adattare la nomenclatura tariffaria di questi prodotti quale figura nell'accordo.   Articolo 6 L'accordo non modifica le disposizioni del trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, né i poteri e le competenze derivanti da tale trattato.   Articolo 7 L'accordo non osta al mantenimento o all'instaurazione di unioni doganali, di zone di libero scambio o di regimi di traffico di frontiera, purché questi non modifichino il regime degli scambi previsto nell'accordo, ed in particolare le disposizioni riguardanti le norme sull'origine.   Articolo 8 Le parti contraenti si astengono da ogni misura o pratica di carattere fiscale interno che stabilisca, direttamente o indirettamente, una discriminazione tra i prodotti di una parte contraente ed i prodotti similari originari dell'altra parte contraente.  I prodotti esportati nel territorio di una delle parti contraenti non possono beneficiare di ristorni di imposizioni interne superiori alle imposizioni ad esse applicate, direttamente o indirettamente.   Articolo 9 I pagamenti relativi agli scambi di merci e il trasferimento di tali pagamenti nello Stato membro della Comunità in cui risiede il creditore o in Israele, non sono soggetti ad alcuna restrizione, purché tali scambi formino oggetto delle disposizioni dell'accordo.    Articolo 10 L'accordo lascia impregiudicati i divieti o le restrizioni all'importazione, all'esportazione o al transito, giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute o della vita delle persone e degli animali, o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale o di tutela della proprietà industriale e commerciale, nonché la normativa riguardante l'oro e l'argento. Tuttavia tali divieti o restrizioni non devono costituire un mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le parti contraenti.   Articolo 11 1. Sono incompatibili con il buon funzionamento dell'accordo, nella misura in cui possano pregiudicare gli scambi tra la Comunità ed Israele:    i) ogni accordo tra imprese, ogni decisione di associazione di imprese e ogni pratica concordata tra imprese, che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza, per quanto riguarda la produzione e gli scambi di merci;       ii) lo sfruttamento abusivo, da parte di una o più imprese, di una posizione dominante nella totalità del territorio delle parti contraenti o in una parte sostanziale di questo;       iii) ogni aiuto pubblico che falsi, o minacci di falsare, la concorrenza, favorendo talune imprese o talune produzioni.         2. Se una parte contraente reputa che una determinata pratica sia incompatibile con il presente articolo, può adottare le misure necessarie nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 16.   Articolo 12 Se le offerte fatte da imprese israeliane sono tali da pregiudicare il funzionamento del mercato comune e se tale pregiudizio è imputabile ad una differenza nelle condizioni di concorrenza in materia di prezzi, gli Stati membri possono adottare le misure appropriate nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 16.   Articolo 13 Quando l'aumento delle importazioni di un determinato prodotto provoca o rischia di provocare un grave pregiudizio ad un'attività produttiva esercitata nel territorio di una delle parti contraenti, e quando tale aumento è dovuto:    - alla riduzione parziale o totale, nella parte contraente importatrice, dei dazi doganali e delle tasse di effetto equivalente su tale prodotto, prevista nell'accordo,       - ed al fatto che i dazi e le tasse di effetto equivalente riscossi dalla parte contraente esportatrice sulle importazioni di materie prime o di prodotti intermedi impiegati nella fabbricazione del prodotto in questione sono sensibilmente inferiori ai dazi ed alle imposizioni corrispondenti riscossi dalla parte contraente importatrice,         la parte contraente interessata può adottare le misure necessarie nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 16.   Articolo 14 Se una delle parti contraenti costata pratiche di dumping nelle sue relazioni con l'altra parte contraente, essa può adottare le misure necessarie contro tali pratiche conformemente all'accordo relativo all'attuazione dell'articolo VI dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 16.   Articolo 15 In caso di serie perturbazioni in un settore dell'attività economica o di difficoltà tali da alterare gravemente una situazione economica regionale, la parte contraente interessata può adottare le misure appropriate, nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 16.   Articolo 16 1. Se una parte contraente sottopone le importazioni di prodotti che possono provocare le difficoltà di cui agli articoli 13 e 15 ad una procedura amministrativa intesa a fornire prontamente informazioni circa l'evoluzione delle correnti commerciali, essa ne informa l'altra parte contraente.  2. Nei casi di cui agli articoli 11, 12, 13, 14, 15 e 24, prima di adottare le misure ivi previste, oppure appena possibile nei casi contemplati nel paragrafo 3, lettera e), la parte contraente in questione fornisce alla Commissione mista tutti gli elementi utili per consentire un accurato esame della situazione al fine di addivenire ad una soluzione accettabile per le parti contraenti.  Devono essere scelte con priorità le misure che comportano meno perturbazioni nel funzionamento dell'accordo.  Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate alla commissione mista e formano oggetto, al suo interno, di consultazioni periodiche, volte soprattutto alla loro soppressione non appena le condizioni lo permettano.   3. Per l'attuazione del paragrafo 2, si applicano le seguenti disposizioni:    a) Per quanto riguarda l'articolo 11, ciascuna parte contraente può adire la Commissione mista se reputa che una determinata pratica sia incompatibile con il buon funzionamento dell'accordo a norma dell'articolo 11, paragrafo 1.  Le parti contraenti comunicano alla commissione mista ogni informazione utile e le forniscono l'assistenza necessaria per l'esame del caso e, all'occorrenza, per l'eliminazione della pratica incriminata.  Se la parte contraente in causa non ha posto fine alle pratiche incriminate nel termine fissato in sede di commissione mista, oppure se quest'ultima non raggiunge un accordo nel termine di tre mesi dal giorno in cui è stata adita, la parte contraente interessata può adottare le misure di salvaguardia che ritiene necessarie per rimediare alle serie difficoltà risultanti dalle pratiche di cui trattasi ed in particolare può procedere ad una revoca di concessioni tariffarie.       b) Per quanto riguarda l'articolo 12, le parti contraenti comunicano alla commissione mista ogni informazione utile e le prestano l'assistenza necessaria per l'esame del caso nonché, se occorre, per l'applicazione delle misure appropriate.  Se Israele non ha messo fine alle pratiche incriminate nel termine fissato in sede di commissione mista, a difetto di accordo in sede di commissione mista, entro il termine di un mese dal giorno in cui è stata adita, gli Stati membri possono adottare le misure di salvaguardia che ritengono necessarie per evitare un pregiudizio al funzionamento del mercato comune o per mettervi fine ; essi possono, in particolare, procedere ad una revoca di concessioni tariffarie.       c) Per quanto riguarda l'articolo 13, le difficoltà derivanti dalla situazione contemplata in tale articolo vengono notificate per esame alla commissione mista che può prendere ogni decisione utile per porvi termine.  Se entro trenta giorni a decorrere dalla notifica la commissione mista o la parte contraente esportatrice non adottano una decisione che ponga termine alle difficoltà, la parte contraente importatrice è autorizzata a riscuotere una tassa di compensazione sul prodotto importato.  Detta tassa di compensazione è calcolata in funzione dell'incidenza che hanno sul valore delle merci in questione le disparità tariffarie costatate per le materie prime o per i prodotti intermedi incorporati.       d) Per quanto riguarda l'articolo 14, si procede ad una consultazione in sede di commissione mista prima che la parte contraente interessata adotti le misure necessarie.       e) Quando circostanze eccezionali che richiedono un intervento immediato escludono la possibilità di un esame preventivo, la parte contraente interessata può applicare senza indugio, nelle situazioni di cui agli articoli 13, 14 e 15 nonché nel caso di aiuti all'esportazione aventi un'incidenza diretta e immediata sugli scambi, le misure cautelative strettamente necessarie per rimediare alla situazione.          Articolo 17 In caso di difficoltà o di grave minaccia di difficoltà nella bilancia dei pagamenti di uno o più Stati membri della Comunità o di Israele, la parte contraente interessata può adottare le misure di salvaguardia necessarie. Essa ne informa senza indugio l'altra parte contraente.   TITOLO II Disposizioni generali e finali  Articolo 18 1. È istituita una commissione mista incaricata di gestire l'accordo e di curarne la corretta esecuzione. A tal fine, essa formula raccomandazioni. Essa adotta decisioni nei casi contemplati dall'accordo. L'applicazione di tali decisioni è assicurata dalle parti contraenti secondo le rispettive norme.  2. Ai fini della corretta esecuzione dell'accordo, le parti contraenti procedono a scambi di informazioni e, a richiesta di una di esse, si consultano in sede di commissione mista.  3. La commissione mista stabilisce mediante decisione il proprio regolamento interno.   Articolo 19 1. La commissione mista è composta da rappresentanti degli stati membri e da rappresentanti d'Israele.  2. La commissione mista si pronuncia di comune accordo.    Articolo 20 1. La presidenza della commissione mista è esercitata a turno da ciascuna delle parti contraenti secondo modalità che saranno previste nel suo regolamento interno.  2. La commissione mista si riunisce almeno una volta all'anno, su iniziativa del suo presidente, per procedere ad un esame del funzionamento generale dell'accordo.  Essa si riunisce, inoltre, ogni qualvolta lo esiga una speciale necessità, a richiesta di una delle parti contraenti, secondo le condizioni che saranno stabilite nel suo regolamento interno.  3. La commissione mista può decidere di istituire ogni gruppo di lavoro atto ad assisterla nell'espletamento dei suoi compiti.   Articolo 21 Nessuna disposizione dell'accordo vieta ad una parte contraente di prendere le misure:    a) che essa reputa necessarie per impedire la divulgazione di informazioni contrarie agli interessi fondamentali della propria sicurezza;       b) che riguardano il commercio di armi, munizioni o materiale bellico o la ricerca, lo sviluppo o la produzione indispensabili a fini difensivi, sempreché tali misure non alterino le condizioni di concorrenza per quanto riguarda i prodotti non destinati a fini specificatamente militari;       c) che essa reputa indispensabili per la propria sicurezza in tempo di guerra o in caso di grave tensione internazionale.          Articolo 22 Nei settori contemplati dall'accordo:    - il regime applicato da Israele nei confronti della Comunità non può dar luogo ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri, i loro cittadini o le loro società;       - il regime applicato dalla Comunità nei confronti di Israele non può dar luogo ad alcuna discriminazione tra i cittadini o le società israeliani.          Articolo 23 1. Quando una parte contraente ritiene utile, nell'interesse comune delle parti contraenti, sviluppare le relazioni stabilite dall'accordo estendendole a settori non compresi in quest'ultimo, essa presenta all'altra parte contraente una richiesta motivata.  Le parti contraenti possono incaricare la commissione mista di esaminare tale richiesta e di formulare, se del caso, le raccomandazioni, in particolare allo scopo di avviare negoziati.  2. Gli accordi risultanti dai negoziati di cui al paragrafo 1 sono sottoposti alla ratifica o all'approvazione delle parti contraenti secondo le loro procedure specifiche.   Articolo 24 1. Le parti contraenti si astengono da ogni misura che possa compromettere la realizzazione degli scopi dell'accordo.  2. Esse adottano tutte le misure di carattere generale o particolare atte ad assicurare l'esecuzione degli obblighi dell'accordo.  Se una parte contraente reputa che l'altra parte abbia mancato ad un obbligo che le incombe in virtù dell'accordo, essa può adottare le misure necessarie nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 16.   Articolo 25 I protocolli allegati all'accordo ne costituiscono parte integrante.   Articolo 26 Ogni parte contraente può denunciare l'accordo con notifica all'altra parte contraente. L'accordo scade in un termine di dodici mesi a decorrere dalla data di tale notifica.   Articolo 27 L'accordo si applica, da un lato, ai territori in cui il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio è applicabile nei modi previsti dal trattato stesso e, dall'altro, allo Stato d'Israele.   Articolo 28 Il presente accordo è redatto in duplice esemplare in lingua danese, francese, inglese, italiana, olandese, tedesca ed ebraica, ciascuno di detti testi facente ugualmente fede.  Il presente accordo sarà approvato dalle parti contraenti secondo le loro procedure specifiche.  Esso entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data nella quale le parti contraenti si sono notificate l'espletamento delle procedure a tal fine necessarie.          Udfærdiget i Bruxelles, den første Sivan fem tusind syv hundrede og femogtredive i den hebraiske kalender, svarende til den ellevte maj nitten hundrede og femoghalvfjerds.  Geschehen zu Brüssel am ersten Siwan fünftausendsiebenhundertfünfunddreißig des hebräischen Kalenders ; dieser Tag entspricht dem elften Mai neunzehnhundertfünfundsiebzig.  Done at Brussels, the first day of Sivan in the year five thousand seven hundred and thirty-five of the Hebrew calendar, corresponding to the eleventh day of May in the year one thousand nine hundred and seventy-five.  Fait à Bruxelles, le premier Sivan cinq mil sept cent trente-cinq du calendrier hébraïque, correspondant au onze mai mil neuf cent soixante-quinze.  Fatto a Bruxelles, il primo Sivan cinquemilasettecentotrentacinque del calendario ebraico, corrispondente all'undici maggio millenovecentosettantacinque.  Gedaan te Brussel, een Siwan vijfduizend zevenhonderd vijfendertig van de Hebreeuwse kalender, welke datum overeenkomt met de elfde mei negentienhonderd vijfenzeventig. >PIC FILE= "T0000257">    Pour le Royaume de Belgique  Voor het Koninkrijk België >PIC FILE= "T0000258">  >PIC FILE= "T0000259">   Für die Bundesrepublik Deutschland >PIC FILE= "T0000260">   Pour la République française >PIC FILE= "T0000261">   For Ireland >PIC FILE= "T0000262">    Per la Repubblica italiana >PIC FILE= "T0000263">   Pour le grand-duché de Luxembourg >PIC FILE= "T0000264">   Voor het Koninkrijk der Nederlanden >PIC FILE= "T0000265">   For the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland >PIC FILE= "T0000266">           ALLEGATO  Elenco dei prodotti di cui all'articolo 1 dell'accordo >PIC FILE= "T0000267">    >PIC FILE= "T0000268">    >PIC FILE= "T0000269">    >PIC FILE= "T0000270">       PROTOCOLLO N. 1 relativo all'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 1, dell'accordo  Articolo 1 I dazi doganali e le tasse d'effetto equivalente all'importazione nella Comunità dei prodotti di competenza della Comunità europea del carbone e dell'acciaio sono soppressi secondo il ritmo seguente: >PIC FILE= "T0000271">    Articolo 2 1. Per ciascun prodotto i dazi di base sui quali si debbono effettuare le riduzioni di cui all'articolo 1 sono:    - per la Comunità nella sua composizione originaria : i dazi effettivamente applicati nei confronti di Israele al 1º gennaio 1974;       - per la Danimarca, l'Irlanda ed il Regno Unito: i dazi effettivamente applicati nei confronti di Israele il 1º gennaio 1972.         2. I dazi ridotti calcolati conformemente all'articolo 1 sono applicati arrotondando al primo decimale.  Fatta salva la futura applicazione da parte della Comunità dell'articolo 39, paragrafo 5, dell'atto relativo alle condizioni di adesione ed agli adattamenti dei trattati per i dazi specifici o per la parte specifica dei dazi misti delle tariffe doganali irlandese e del Regno Unito, l'articolo 1 è applicato arrotondando al quarto decimale.   Articolo 3 1. I prodotti di cui al presente protocollo, originari di Israele, non possono beneficiare di un trattamento più favorevole all'importazione nella Comunità di quello che gli Stati membri si accordano tra di loro.  2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo precedente, non viene tenuto conto dei dazi doganali e tasse d'effetto equivalente, derivanti dall'applicazione degli articoli 32 e 36 dell'atto relativo alle condizioni di adesione e agli adattamenti dei trattati.   Articolo 4 Le restrizioni quantitative all'importazione nella Comunità sono soppresse alla data di entrata in vigore dell'accordo, e le misure di effetto equivalente a restrizioni quantitative all'importazione entro il 1º gennaio 1976.     PROTOCOLLO N. 2 relativo all'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 2, dell'accordo   Articolo unico Israele applica all'importazione dei prodotti di competenza della Comunità europea del carbone e dell'acciaio originari della Comunità, il protocollo n. 2 dell'accordo tra la Comunità economica europea e lo Stato d'Israele, firmato in data odierna.    ALLEGATO  Elenco dei prodotti di cui all'articolo 1 dell'accordo >PIC FILE= "T0000267">    >PIC FILE= "T0000268">    >PIC FILE= "T0000269">    >PIC FILE= "T0000270">       PROTOCOLLO N. 1 relativo all'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 1, dell'accordo  Articolo 1 I dazi doganali e le tasse d'effetto equivalente all'importazione nella Comunità dei prodotti di competenza della Comunità europea del carbone e dell'acciaio sono soppressi secondo il ritmo seguente: >PIC FILE= "T0000271">    Articolo 2 1. Per ciascun prodotto i dazi di base sui quali si debbono effettuare le riduzioni di cui all'articolo 1 sono:    - per la Comunità nella sua composizione originaria : i dazi effettivamente applicati nei confronti di Israele al 1º gennaio 1974;       - per la Danimarca, l'Irlanda ed il Regno Unito: i dazi effettivamente applicati nei confronti di Israele il 1º gennaio 1972.         2. I dazi ridotti calcolati conformemente all'articolo 1 sono applicati arrotondando al primo decimale.  Fatta salva la futura applicazione da parte della Comunità dell'articolo 39, paragrafo 5, dell'atto relativo alle condizioni di adesione ed agli adattamenti dei trattati per i dazi specifici o per la parte specifica dei dazi misti delle tariffe doganali irlandese e del Regno Unito, l'articolo 1 è applicato arrotondando al quarto decimale.   Articolo 3 1. I prodotti di cui al presente protocollo, originari di Israele, non possono beneficiare di un trattamento più favorevole all'importazione nella Comunità di quello che gli Stati membri si accordano tra di loro.  2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo precedente, non viene tenuto conto dei dazi doganali e tasse d'effetto equivalente, derivanti dall'applicazione degli articoli 32 e 36 dell'atto relativo alle condizioni di adesione e agli adattamenti dei trattati.   Articolo 4 Le restrizioni quantitative all'importazione nella Comunità sono soppresse alla data di entrata in vigore dell'accordo, e le misure di effetto equivalente a restrizioni quantitative all'importazione entro il 1º gennaio 1976.     PROTOCOLLO N. 2 relativo all'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 2, dell'accordo   Articolo unico Israele applica all'importazione dei prodotti di competenza della Comunità europea del carbone e dell'acciaio originari della Comunità, il protocollo n. 2 dell'accordo tra la Comunità economica europea e lo Stato d'Israele, firmato in data odierna.