CELEX: C1999/188/42
Language: it
Date: 1999-07-03 00:00:00
Title: Causa C-145/99: Ricorso del 21 aprile 1999 contro la Repubblica italiana presentato dalla Commissione delle Comunità europee

C 188/18                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           3.7.1999
detrazione dal reddito imponibile di tale società ai fini                    La ricorrente conclude che la Corte voglia:
dell’accertamento dell’imposta sulle società né in tale Stato
membro né nell’altro Stato membro, mentre, qualora la sede
stabile si dovesse trovare nel territorio del medesimo Stato                 a) constatare che la Repubblica italiana:
membro della società, le menzionate perdite di esercizio
potrebbero essere senz’altro portate a detrazione dal reddito                    — mantenendo, in violazione dell’articolo 59 del Trattato
imponibile di tale società.                                                          CE, un divieto generale imposto agli avvocati stabiliti
                                                                                     in altri Stati membri ed esercitanti in Italia in regime di
                                                                                     libera prestazione di servizi, di disporre in tale Stato
                                                                                     dell’infrastruttura necessaria all’effettuazione della loro
                                                                                     prestazione di servizi;
                                                                                 — subordinando, in violazione dell’articolo 52 del Tratta-
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verfas-                              to, l’iscrizione come avvocato ad un albo italiano al
sungsgerichtshof con ordinanza 10 marzo 1999, nella                                  possesso della cittadinanza italiana ed al possesso di
causa Adria-Wien Pipeline GmbH e Wietersdorfer &                                     qualifiche acquisite esclusivamente in Italia, nonché al
Peggauer Zementwerke GmbH contro Finanzlandesdirek-                                  mantenimento della residenza in una circoscrizione
                          tion für Kärnten                                           giudiziaria italiana;
                          (Causa C-143/99)                                       — applicando in forma discriminatoria, nei confronti
                                                                                     degli avvocati provenienti da altri Stati membri, le
                           (1999/C 188/41)                                           «misure compensative» (prova attitudinale) previste
                                                                                     all’articolo 4 della direttiva del Consiglio 89/48/CEE
Con ordinanza 10 marzo 1999, pervenuta nella cancelleria                             del 21 dicembre 1988(1);
della Corte il 21 aprile 1999, nella causa Adria-Wien Pipeline
GmbH e Wietersdorfer & Peggauer Zementwerke GmbH                                 — recependo in maniera incompleta la stessa direttiva
contro Finanzlandesdirektion für Kärnten, il Verfassungsge-                          89/48/CEE, stante l’assenza di un regolamento di
richtshof ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità                       attuazione che stabilisca le modalità della prova attitu-
europee le seguenti questioni pregiudiziali:                                         dinale per gli avvocati provenienti da altri Stati membri,
1. Se le misure normative di uno Stato membro, che prevedo-                  è venuta meno agli obblighi ad essa imposti dagli articoli 52 e
     no la parziale restituzione di imposte sul consumo di                   59 del Trattato CE e della direttiva 89/48/CEE;
     energia applicate al gas naturale ed all’energia elettrica, ma
     che accordano tale restituzione solo alle imprese il cui
     fulcro di attività può dimostrarsi consistere nella produzio-          b) condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.
     ne di beni economici materiali, vadano considerate quali
     aiuti di Stato ai sensi dell’art. 92 del Trattato CE.
2. In caso di soluzione affermativa della prima questione: se                Motivi e principali argomenti
     una siffatta misura normativa debba considerarsi aiuto di
     Stato in conformità dell’art. 92 del Trattato CE, anche
     quando essa sia accordata a tutte le imprese a prescindere
     dal fatto che il loro fulcro di attività può dimostrarsi               a) Un avvocato stabilito in un altro Stato membro e che
     consistere nella produzione di beni economici materiali.                    esercita in regime di libera prestazione di servizi, deve
                                                                                 avere la possibilità di disporre in Italia di un’infrastruttura
                                                                                 che gli permetta di effettuare la prestazione richiesta dal
                                                                                 proprio cliente. Il divieto di cui all’articolo 2 della legge
                                                                                 n. 31/1982, in ragione del suo carattere assoluto e generale,
                                                                                 è pertanto incompatibile con il principio della libertà di
                                                                                 prestazione dei servizi cosı̀ come enunciato e definito agli
                                                                                 articoli 59 e 60 del Trattato e cosı̀ come interpretato dalla
Ricorso del 21 aprile 1999 contro la Repubblica italiana                         Corte di giustizia, in particolare nella sentenza Gebhard (2).
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                          (Causa C-145/99)                                   b) La Commissione ritiene che la persistenza nella legge
                                                                                 professionale italiana di una disposizione quale l’articolo
                                                                                 17.1.7), che prescrive come requisito di iscrizione all’albo
                           (1999/C 188/42)                                       degli avvocati la residenza nella circoscrizione del Tribuna-
                                                                                 le del corrispondente Consiglio dell’ordine, nonostante la
Il 21 aprile 1999, la Commissione delle Comunità europee,                        disapplicazione di tale disposizione raccomandata dal
rappresentata dai sigg. Enrico Traversa, consigliere giuridico, e                Consiglio nazionale forense ai Consigli locali dell’ordine
Bernard Mongin, membro del servizio giuridico, in qualità di                     con il proprio parere del 29 aprile 1994, sia l’esatto
agenti, elettivamente domiciliata presso il sig. Carlos Gómez                   contrario di quelle «situazioni precise, chiare e trasparenti»
de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a Lussemburgo, ha                          che la Corte esige dagli Stati membri per consentire agli
presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                     avvocati di «conoscere i diritti» loro conferiti dall’artico-
ricorso contro la Repubblica italiana.                                           lo 52 del Trattato e di «avvalersene».
 ---pagebreak--- 3.7.1999               IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 188/19
c) L’articolo 17 della legge professionale n. 1576 del 1933               La ricorrente conclude che la Corte voglia:
    non è stato minimamente modificato, neanche mediante
    un semplice richiamo agli altri due atti aventi forza di legge        — annullare la decisione della Commissione C(99) n. 209
    rilevanti in materia (il decreto legislativo n. 115/1992 e la             def. del 3.2.1999 (1), relativa alla liquidazione dei conti
    legge n. 149/1994), per stabilire chiaramente che non                     presentati dagli Stati membri per le spese dell’esercizio
    sono applicabili agli avvocati degli altri Stati membri né la             finanziario 1995 finanziato dal Fondo Europeo Agricolo
    condizione di nazionalità, né quella di possesso di una                   di orientamento e di Garanzia (FEAOG) Sezione garanzia,
    laurea italiana, né quella di effettuazione della pratica legale          nella parte in cui, nel determinare il totale delle spese
    in Italia. Questa negligenza del legislatore italiano crea una            italiane imputate al Fondo, ha eseguito correzioni finanzia-
    situazione di grave incertezza giuridica per l’avvocato di                rie danno dell’Italia.
    un altro Stato membro che intende stabilirsi in Italia.
                                                                          Motivi e principali argomenti
d) Lo Stato italiano, nell’esigere dall’avvocato proveniente da
    un altro Stato membro una formazione comparabile a
    quella di un laureato italiano in giurisprudenza, abusa del
    diritto ad esso conferito dall’articolo 4 della direttiva             1. Ammasso pubblico di cereali — Controllo effettuato
    89/48/CEE di subordinare il riconoscimento del titolo                     dall’UCLAF presso un «ente assuntore» — Quantità di
    professionale ad una prova attitudinale. La difficoltà della              frumento duro non ammissibili
    prova attitudinale, difficoltà che è di gran lunga superiore
    a quella dell’esame ordinario di abilitazione alla professione            Con riguardo alla quantità di frumento non ammissibile,
    di avvocato, rappresenta l’espressione di tale applicazione               le autorità italiane, oltre a contestare integralmente la
    abusiva e quindi illegale dell’articolo 4 della direttiva.                regolarità della procedura con la quale erano stati prelevati
                                                                              i campioni di prodotto da analizzare, nonché la circostanza
                                                                              che la riscontrata mancanza delle caratteristiche qualitative
e) Nonostante il fatto che l’articolo 9 del decreto legislativo               richieste fosse presente sin dall’origine, rilevano che dall’a-
    115/92 abbia conferito al Ministro di Grazia e Giustizia il               nalisi comparata dei quantitativi di grano duro effettiva-
    potere di adottare un decreto per disciplinare in via                     mente giacenti in magazzino alla data di ogni singolo
    generale le modalità di svolgimento della prova attitudina-               controllo e dal risultato delle analisi effettuate, contempo-
    le, tale decreto non è ancora stato emanato. Ne consegue                  raneamente e sugli stessi campioni, dai n. 2 laboratori
    che, da un lato, la legge italiana è rimasta priva di                     incaricati era risultato che il quantitativo di grano duro che
    regolamento di esecuzione, almeno per quanto riguarda                     presentava, univocamente per i citati laboratori, la mancanza
    gli avvocati e che, dall’altro, il recepimento della direttiva            dei requisiti minimi di conferibilità all’intervento pubblico
    89/48 è incompleto.                                                       era pari ad un minor quantitativo, rispetto a quello
                                                                              contestato dalla Commissione.
                                                                          2. Aiuto al consumo d’olio d’oliva — Omissione della revoca
(1) GU L 19 del 24.1.1989, pag. 16.                                           del riconoscimento alle imprese di condizionamento in
(2) Causa C-55/94, sentenza del 30.11.1995, Raccolta pag. I-4165.             Italia
                                                                              La Commissione aveva ritenuto che la data dalla quale
                                                                              avrebbe dovuto operare il ritiro del riconoscimento fosse
                                                                              quella della singola domanda oggetto di contestazione,
                                                                              anziché quella del verbale con il quale la domanda stessa
                                                                              era stata oggetto di controllo, ritenendo inammissibili
                                                                              gli aiuti corrisposti alle singole imprese subito dopo la
                                                                              presentazione della domanda (e prima del verbale di
                                                                              accertamento).
                                                                              Il Governo italiano afferma che la Commissione, rifiutan-
Ricorso del 21 aprile 1999 contro la Commissione delle                        dosi di prendere in considerazione le date dei verbali, si è
  Comunità europee presentato dalla Repubblica italiana                       rifiutata, in pratica, di prendere atto che prima di quella
                                                                              data, nessun ritiro potendo essere legittimamente disposto,
                                                                              tutti i pagamenti riguardanti periodi antecedenti erano
                                                                              stati correttamente erogati e dovevano, conseguentemente,
                        (Causa C-147/99)                                      essere riconosciuti a carico del bilancio comunitario.
                                                                          3. Premio per pecora/capra
                         (1999/C 188/43)
                                                                              Il Governo italiano intende contestare la correzione in
                                                                              questione nella parte in cui ha applicato una rettifica
Il 21 aprile 1999 la Repubblica italiana, rappresentata dal suo               forfettaria del 25 % con riferimento alla regione Sicilia
agente Prof. Umberto Leanza, assistito dall’avvocato dello Stato              per la campagna di commercializzazione 1993 e con
Danilo Del Gaizo, e domiciliata in Lussemburgo presso                         riferimento alle regioni Sicilia e Calabria per la campagna di
l’Ambasciata d’Italia, rue Marie-Adelaïde, 5, ha presentato alla              commercializzazione 1994. L’applicazione della suddetta
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la                percentuale è illegittima in quanto effettuata retroattiva-
Commissione delle Comunità europee.                                           mente rispetto all’entrata in vigore delle linee guida per