CELEX: C2000/233/37
Language: it
Date: 2000-08-12 00:00:00
Title: Causa C-230/00: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno del Belgio, proposto il 9 giugno 2000

12.8.2000                 IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 233/19
(DAFSE) contro Partex — Companhia Portuguesa de Serviços,                  1)    se osta all’applicazione dell’art. 30 n. 4 della direttiva
SA, il Supremo Tribunal Administrativo, Prima Sezione, Prima                     93/37/CEE (1), la previsione di clausole di bando di
Divisione, ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità                  gara per appalto di lavori pubblici, che impediscano la
europee una questione pregiudiziale. Il Supremo Tribunal                         partecipazione di imprese che non abbiano corredato le
Administrativo chiede che la Corte di giustizia si pronunci                      proprie offerte con giustificazioni del prezzo indicato,
sulla corretta interpretazione delle seguenti norme del diritto                  pari ad almeno il 75 % del valore richiesto a base d’asta;
comunitario:
                                                                           2)    se osta all’applicazione dell’art. 30 n. 4 della direttiva
—     artt. 5, n. 4, e 7, n. 2, del regolamento (CEE) del Consiglio              93/37/CEE, la previsione di un meccanismo di rilievo
      17 ottobre 1983, n. 2950(1), concernente l’applicazione                    automatico della soglia di anomalia delle offerte da
      della decisione 83/516/CEE (2) relativa ai compiti del                     sottoporre a verifica di congruità, fondato su un criterio
      Fondo sociale europeo, e                                                   casistico ed una media aritmetica, tale da non consentire
                                                                                 agli imprenditori di conoscere preventivamente tale
                                                                                 soglia;
—     art. 5 della decisione del Consiglio 17 ottobre 1983,
      83/516/CEE, relativa ai compiti del Fondo sociale euro-
      peo,                                                                 3)    se osta all’applicazione dell’art. 30 n. 4 della direttiva
                                                                                 93/37/CEE, la previsione di un contraddittorio anticipato,
                                                                                 senza che l’impresa cui è ascritta la presentazione di
in modo da poter stabilire se la decisione di certificazione, per                un’offerta anomala abbia la certezza di poter far valere
la quale è competente il DAFSE, nel caso in cui talune spese                     le sue ragioni, dopo l’apertura delle buste e prima
dovessero essere considerate irragionevoli e certificate solo                    dell’adozione del provvedimento di esclusione;
parzialmente (la parte in cui la certificazione è negativa),
impedisca alla Commissione di approvare pagamenti relativi a               4)    se osta all’applicazione dell’art. 30 n. 4 della direttiva
spese non certificate dal competente organo dello Stato                          93/37/CEE, la previsione che l’amministrazione aggiudi-
membro.                                                                          catrice possa prendere in considerazione giustificazioni
                                                                                 riguardanti, esclusivamente: l’economia del procedimento
                                                                                 di costruzione o le soluzioni tecniche adottate o le
(1) GU L 289 del 22.10.1983, pag. 1.                                             condizioni eccezionalmente favorevoli di cui dispone
(2) GU L 289 del 22.10.1983, pag. 38.                                            l’offerente;
                                                                           5)    se osta all’applicazione dell’art. 30 n. 4 della direttiva
                                                                                 93/37/CEE, la esclusione di giustificazioni relative ad
                                                                                 elementi i cui valori minimi sono rilevabili da listini
                                                                                 ufficiali;
                                                                           (1) Direttiva 93/37/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, che
                                                                               coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Con-                           lavori (GU L 199, del 9.08.1993, pag. 54).
siglio di Stato in sede giurisdizionale — Sezione IVa —
con ordinanza 7 marzo 2000, nella causa Cavalleri Ottavio
SpA in proprio e quale mandataria dell’associazione
temporanea d’impresa con la Anselmi Cave Ghiaia Srl
contro l’ANAS — Ente Nazionale per le Strade e nei
confronti dell’impresa Lauro Cantieri Valsesia SpA in
proprio e quale mandataria dell’associazione temporanea
                     costituita con la IOS SpA
                                                                           Ricorso della Commissione delle Comunità europee
                                                                              contro il Regno del Belgio, proposto il 9 giugno 2000
                           (Causa C-225/00)
                                                                                                   (Causa C-230/00)
                            (2000/C 233/36)
                                                                                                    (2000/C 233/37)
Con ordinanza 7 marzo 2000 pervenuta nella Cancelleria della
Corte di Giustizia delle Comunità Europee il 5 giugno 2000,
nella causa Cavalleri Ottavio SpA in proprio e quale mandataria            Il 9 giugno 2000 la Commissione delle Comunità europee,
dell’associazione temporanea d’impresa con la Anselmi Cave                 rappresentata dal signor H. van Lier, membro del suo servizio
Ghiaia Srl contro l’ANAS Ente Nazionale per le Strade e nei                giuridico, in qualità di agente, con gli avv.ti H. van der Wande
confronti dell’impresa Lauro Cantieri Valsesia SpA in proprio              e T.E.M. Chellingworth, del foro di Bruxelles, con domicilio
e quale mandataria dell’associazione temporanea costituita con             eletto in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la
la IOS SpA, il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale —                Cruz, membro del servizio giuridico, Centre Wagner, Kirch-
Sezione IVa, ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comuni-           berg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
tà europee le seguenti questioni pregiudiziali:                            europee un ricorso contro il Regno del Belgio.
 ---pagebreak--- C 233/20                   IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          12.8.2000
La ricorrente chiede che la Corte voglia:                                    quali la decisione deve essere adottata, deve essere considerata
                                                                             una violazione estremamente seria delle direttive sopra indi-
                                                                             cate.
—     dichiarare che il Regno del Belgio non avendo adottato le
      disposizioni di legge, amministrative e di regolamento
                                                                             ( 1) GU L 194, pag. 39.
      necessarie per dare piena trasposizione all’art. 9 della               ( 2) GU L 129, pag. 23.
      direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE, relati-            ( 3) GU L 20, pag. 43.
      va ai rifiuti (1), come modificata con direttiva del Consiglio         ( 4) GU 1984, L 188, pag. 20.
      91/156/CEE, agli artt. 3, 4, 5 e 7 della direttiva del                 ( 5) GU 1985, L 175, pag. 40.
      Consiglio 4 maggio 1976, 76/464/CEE, concernente l’in-
      quinamento provocato da certe sostanze pericolose scari-
      cate nell’ambiente idrico della Comunità(2), agli artt. 4, 5,
      7 e 10, della direttiva del Consiglio 17 dicembre 1979,
      80/68/CEE, concernente l’inquinamento provocato da
      certe sostanze pericolose scaricate nell’ambiente idrico
      della Comunità (3), agli artt. 3, 4, 5, 9 e 10 della direttiva
      del Consiglio 28 giugno 1984, 84/360/CEE, concernente                  Ricorso della Commissione delle Comunità europee
      la lotta contro l’inquinamento atmosferico provocato                   contro la Repubblica francese, proposto il 13 giugno 2000
      dagli impianti industriali (4), agli artt. 2 e 8 della direttiva
      del Consiglio 27 giugno 1985, 85/337/CEE, concernente                                           (Causa C-233/00)
      la valutazione dell’impatto ambientale di determinati
      progetti pubblici e privati (5), è venuto meno agli obblighi
      incombentigli ai sensi dell’art. 249 CE nonché dalle                                             (2000/C 233/38)
      direttive sopra menzionate;
                                                                             Il 13 giugno 2000 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                             rappresentata dai signori Götz zur Hausen e Jean-Francis
—     condannare il Regno del Belgio alle spese di causa                     Pasquier, consiglieri giuridici, in qualità di agenti, con domicilio
                                                                             eletto in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la
                                                                             Cruz, membro del servizio giuridico, Centre Wagner, Kirch-
                                                                             berg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                             europee, un ricorso contro la Repubblica francese.
Motivi e principali argomenti
                                                                             La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte
                                                                             voglia:
La Commissione è del parere che il cosiddetto «silenzio-                     —     dichiarare che la Repubblica francese, non avendo attuato
assenso» previsto dalla normativa regionale fiamminga e                            correttamente gli artt. 2, lett. a), e 3, nn. 2, 3 e 4,
vallona sia in contrasto con le disposizioni menzionate nelle                      della direttiva del Consiglio 7 giugno 1990, 90/313/CEE,
conclusioni sopra esposte. Il meccanismo dell’«autorizzazione                      concernente la libertà di accesso all’informazione in
tacita» opera come segue: Qualora l’autorità competente in                         materia di ambiente (1), è venuta meno agli obblighi ad
prima istanza non prenda alcuna decisione su una domanda                           essa incombenti in forza della detta direttiva nonché
di autorizzazione, l’autorizzazione richiesta deve ritenersi                       dell’art. 249, terzo comma, del Trattato;
respinta (principio del silenzio-rifiuto). Nell’istanza superiore
vige però proprio il principio opposto. Qualora l’autorità che              —     condannare la Repubblica francese alle spese.
decide sul ricorso non adotti entro i termini stabiliti alcuna
decisione, l’autorizzazione deve ritenersi concessa (il principio
del silenzio-assenso). Tale regola vale anche in caso di rigetto             Motivi e principali argomenti
espresso o tacito di un’autorizzazione in prima istanza.
                                                                             —     Attuazione incompleta del combinato disposto degli
                                                                                   artt. 2, lett. a), e 3, n. 1, della direttiva 90/313/CEE
                                                                                   (ambito d’applicazione dell’obbligo di comunicazione): la
Un «silenzio-assenso» che emerga dall’unico fatto che il termine                   nozione di «documento amministrativo», utilizzata dalla
per la decisione è trascorso, non può mai considerarsi come                       legge (francese) n. 78/753 sarebbe più ristretta di quella
un atto esplicito dell’amministrazione. Le sopra menzionate                        di «informazioni relative all’ambiente» della direttiva, di
direttive non richiedono alcun mero obbligo amministrativo                         modo che alcuni documenti in possesso dell’amministra-
formale, bensı̀ una decisione sostanziale. L’autorizzazione                        zione e contenenti informazioni in materia ambientale di
richiesta può inoltre essere semplicemente concessa una volta                     potenziale interesse per i cittadini potrebbero non essere
compiuto un accertamento preliminare. Il meccanismo del                            comunicabili in base alla legge 1978.
silenzio-assenso non garantisce che un’autorizzazione non
venga concessa senza un siffatto accertamento. Inoltre, la                   —     Attuazione scorretta dell’art. 3, n. 2, primo comma (ecce-
possibilità che, qualora l’autorità competente in primo grado                      zioni al principio di comunicazione delle informazioni in
pervenga alla decisione che la richiesta autorizzazione debba                      materia di ambiente): l’art. 6, ultimo trattino, della legge
essere respinta, tale decisione potrebbe essere messa da parte                     n. 78-753 consente di opporre un diniego a una richiesta
in grado di appello con il semplice scadere dei termini entro i                    di consultazione di informazioni quando la consultazione