CELEX: 61999CC0091
Language: it
Date: 2000-03-14
Title: Conclusioni dell'avvocato generale Mischo del 14 marzo 2000. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica portoghese. # Inadempimento di uno Stato - Direttiva 96/43/CE - Mancata trasposizione entro il termine prescritto. # Causa C-91/99.

Avviso legale importante

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61999C0091

Conclusioni dell'avvocato generale Mischo del 14 marzo 2000.  -  Commissione delle Comunità europee contro Repubblica portoghese.  -  Inadempimento di uno Stato - Direttiva 96/43/CE - Mancata trasposizione entro il termine prescritto.  -  Causa C-91/99.  

raccolta della giurisprudenza 2000 pagina I-04389

Conclusioni dell avvocato generale

1 Con ricorso proposto ai sensi dell'art. 169 del Trattato CE (divenuto art. 226 CE), la Commissione delle Comunità europee invita la Corte a dichiarare il mancato recepimento da parte della Repubblica portoghese della direttiva del Consiglio 26 giugno 1996, 96/43/CE, che modifica e codifica la direttiva 85/73/CEE  per assicurare il finanziamento delle ispezioni e dei controlli veterinari degli animali vivi e di taluni prodotti di origine animale, e che modifica le direttive 90/675/CEE e 91/496/CEE (1) (in prosieguo: la «direttiva»). 2 L'art. 4, n. 1, primo e secondo comma, della direttiva in parola dispone quanto segue: «Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi: i) alle disposizioni dell'art. 7 e del capitolo I, punto 1, lettera e) dell'allegato A il 1_ luglio 1996; ii) alle disposizioni del capitolo II e del capitolo III, sezione II dell'allegato A e del capitolo II dell'allegato C il 1_ luglio 1997; iii) alle altre modifiche il 1_ luglio 1997. Gli Stati membri dispongono di un termine supplementare che può giungere sino al 1_ luglio 1999 per conformarsi alle disposizioni del capitolo III, sezione I dell'allegato A». 3 Il 5 novembre 1997, non avendo ricevuto alcuna comunicazione relativa al recepimento della direttiva nell'ordinamento giuridico portoghese e non disponendo di alcun'altra informazione che le consentisse di concludere che la Repubblica portoghese si era conformata al suo obbligo di recepire la direttiva, la Commissione ha avviato il procedimento di cui all'art. 169 del Trattato, invitando il governo portoghese a presentarle le sue osservazioni. 4 Questo comunicava che era in corso l'elaborazione di un progetto di decreto legge di trasposizione. 5 Il 24 agosto 1998 la Commissione notificava un parere motivato alla Repubblica portoghese, fissandole un termine di due mesi per conformarsi alla direttiva. 6 Il 17 marzo 1999, stante il silenzio delle autorità portoghesi, la Commissione proponeva un ricorso per inadempimento contro la Repubblica portoghese. 7 Nel controricorso 18 maggio 1999 il governo portoghese fa valere che il progetto di decreto legge è stato approvato in sede di Consiglio dei Ministri e che la Commissione ne è stata informata con lettera 18 marzo 1999. Afferma che, il 28 aprile 1999, detto progetto di decreto legge è stato inviato alla Commissione con l'informazione che presto sarebbe stato pubblicato nel Diário da República. Il governo portoghese invita la Corte a sospendere il procedimento fino al 30 giugno 1999, data in cui le farà pervenire il decreto legge di recepimento, a decidere che l'adozione del decreto legge ha fatto venir meno l'inadempimento e a condannare la Commissione alle spese. 8 Il 2 luglio 1999, chiusasi la fase scritta, il governo portoghese ha depositato nella cancelleria della Corte una copia del decreto legge di recepimento 11 giugno 1999, n. 208/99. Ha informato la Commissione del recepimento della direttiva con lettera 23 giugno 1999. 9 Secondo giurisprudenza costante, «l'esistenza di un inadempimento deve essere valutata in relazione alla situazione dello Stato membro quale si presentava alla scadenza del termine stabilito nel parere motivato e la Corte non può tener conto dei mutamenti successivi» (2). 10 Dagli elementi del fascicolo emerge che il recepimento delle disposizioni di cui all'art. 4, n. 1, primo comma, della direttiva non è stato effettuato entro i termini fissati. Il fatto che le disposizioni di cui trattasi nel frattempo siano state recepite non ha alcuna incidenza sull'esistenza dell'inadempimento. Si deve considerare pertanto che il ricorso della Commissione è fondato su questo punto. 11 Ciò non vale per le disposizioni menzionate nell'art. 4, n. 1, secondo comma. Per il loro recepimento gli Stati membri dispongono, ai termini stessi di detto comma, di un termine supplementare  «che può giungere sino al 1_ luglio 1999». 12 Detto termine non era ancora scaduto alla data che la Commissione aveva fissato alla Repubblica portoghese per conformarsi al parere motivato. 13 Si deve pertanto respingere il ricorso per la parte in cui esso riguarda l'adozione delle misure necessarie per conformarsi alle disposizioni di cui all'art. 4, n. 1, secondo comma, della direttiva. 14 Siccome la Commissione ha chiesto la condanna della Repubblica portoghese alle spese, e siccome ritengo che quest'ultima debba risultare soccombente, vi suggerisco di condannare la Repubblica portoghese a tutte le spese. Conclusione 15 Di conseguenza, suggerisco alla Corte di dichiarare quanto segue: «1) Non avendo adottato, entro i termini prescritti, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alle disposizioni di cui all'art. 4, n. 1, primo comma, della direttiva del Consiglio 26 giugno 1996, 96/43/CE, che modifica e codifica la direttiva 85/73/CEE per assicurare il finanziamento delle ispezioni e dei controlli veterinari degli animali vivi e di taluni prodotti di origine animale, e che modifica le direttive 90/675/CEE e 91/496/CEE, la Repubblica portoghese è venuta meno agli obblighi impostile da detto articolo. 2) Per il resto, il ricorso è respinto. 3) La Repubblica portoghese è condannata alle spese». (1) - GU L 162, pag. 1, e corrigendum nella GU 1997, L 8, pag. 32. (2) - Sentenza 16 dicembre 1997, causa C-316/96, Commissione/Italia (Racc. pag. I-7231, punto 14).