CELEX: C2006/224/57
Language: it
Date: 2006-09-16 00:00:00
Title: Causa C-332/06 P: Ricorso proposto il 1 o agosto 2006 dalla Repubblica ellenica avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) 20 giugno 2006 nella causa T-251/04, Repubblica ellenica/Commissione

16.9.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 224/30
            
         Ricorso proposto il 1o agosto 2006 dalla Repubblica ellenica avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) 20 giugno 2006 nella causa T-251/04, Repubblica ellenica/Commissione
   (Causa C-332/06 P)
   (2006/C 224/57)
   Lingua processuale: il greco
   Parti
   
      Ricorrenti: Repubblica ellenica (rappresentanti: B. Kontolaimos, consigliere giuridico dello Stato, e I. Chalkias, referendario del Consiglio giuridico dello Stato)
   
      Altra parte nel procedimento: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               Dichiarare il ricorso ricevibile
            
         
               —
            
            
               Annullare o riformare la sentenza del Tribunale di primo grado
            
         
               —
            
            
               Accogliere il ricorso in conformità alle sue conclusioni
            
         
               —
            
            
               Condannare la Commissione alle spese
            
         Motivi e principali argomenti
   1o Motivo di impugnazione: Riteniamo che il Tribunale di primo grado abbia proceduto ad un'erronea interpretazione dell'art. 5, n. 2, lett. c), quinto comma del regolamento n. 729/70 e dell'art. 7, n. 4, lett. a), del regolamento n. 1258/99, in combinato disposto con l'art. 8, n. 1, del regolamento n. 1663/95, come modificato dall'art. 1, n. 3, del regolamento n. 2245/1999, in quanto:
   
               a)
            
            
               la comunicazione della Commissione non era conforme ai requisiti di cui all'art. 8 del regolamento n. 1663/95, e di conseguenza non poteva configurare la comunicazione scritta ai sensi di tale articolo, né poteva fungere da dies a quo del termine di 24 mesi previsto dai regolamenti n. 729/70 e n. 1258/1999. Pertanto, sulla base delle citate disposizioni la Commissione non era, all'epoca, competente ad imporre rettifiche finanziarie, non essendosi conformata alla procedura prevista nei citati regolamenti, che prescrive una discussione bilaterale anche in merito all'importo della rettifica di cui trattasi, la cui stima dev'essere contenuta nella comunicazione ex art. 8 del regolamento n. 1663/95, dalla quale decorre il termine di 24 mesi; in ogni caso, la Commissione ha rifiutato spese che risalgono a un periodo anteriore ai 24 mesi, e
            
         
               b)
            
            
               in quanto il Tribunale di primo grado ha attribuito al regolamento n. 2245/1999 efficacia retroattiva, in quanto quest'ultimo ricomprende spese non solo dell'esercizio finanziario 2000, bensì anche degli esercizi finanziari precedenti.
            
         2o motivo di impugnazione: Riteniamo chi il Tribunale di primo grado sia incorso in un'interpretazione e in un'applicazione erronee del principio di proporzionalità (forza maggiore) e di legittimo affidamento nel settore della ritardata consegna del riso alle scorte di intervento in quanto:
   
               a)
            
            
               il superamento di nove giorni del termine per la consegna del quantitativo complessivo di riso, dovuto a uno sciopero senza preavviso degli autotrasportatori, costituisce un caso classico di forza maggiore, non imputabile alla Repubblica ellenica, le cui competenti autorità hanno fatto il possibile per consegnare l'intero quantitativo di riso, nonostante lo sciopero senza preavviso e
            
         
               b)
            
            
               l'immediata e tempestiva informazione della Commissione, avvenuta prima della scadenza del termine, in merito al ritardo nella consegna a causa dello sciopero e la non immediata risposta da parte della Commissione hanno ingenerato in noi il fermo convincimento che la Commissione non avesse obiezioni in merito a una proroga di pochi giorni.