CELEX: 62016CA0331
Language: it
Date: 2018-05-02 00:00:00
Title: Cause riunite C-331/16 e C-366/16: Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 2 maggio 2018 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Rechtbank Den Haag, zittingsplaats Middelburg, e dal Raad voor Vreemdelingenbetwistingen — Paesi Bassi, Belgio) — K. / Staatssecretaris van Veiligheid en Justitie (C-331/16), H. F. / Belgische Staat (C-366/16) (Rinvio pregiudiziale — Cittadinanza dell’Unione europea — Diritto di libera circolazione e di libero soggiorno nel territorio degli Stati membri — Direttiva 2004/38/CE — Articolo 27, paragrafo 2, secondo comma — Limitazione del diritto d’ingresso e di soggiorno per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica — Allontanamento dal territorio per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza — Comportamento che rappresenta una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave da pregiudicare un interesse fondamentale della società — Persona la cui domanda di asilo è stata respinta per motivi di cui all’articolo 1, sezione F, della Convenzione di Ginevra o all’articolo 12, paragrafo 2, della direttiva 2011/95/UE — Articolo 28, paragrafo 1 — Articolo 28, paragrafo 3, lettera a) — Protezione contro l’allontanamento — Soggiorno nello Stato membro ospitante durante i dieci anni precedenti — Motivi imperativi di pubblica sicurezza — Nozione)

201806150341954862018/C 231/043312016CJC23120180702IT01ITINFO_JUDICIAL201805024521Cause riunite C-331/16 e C-366/16: Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 2 maggio 2018 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Rechtbank Den Haag, zittingsplaats Middelburg, e dal Raad voor Vreemdelingenbetwistingen — Paesi Bassi, Belgio) — K. / Staatssecretaris van Veiligheid en Justitie (C-331/16), H. F. / Belgische Staat (C-366/16) (Rinvio pregiudiziale — Cittadinanza dell’Unione europea — Diritto di libera circolazione e di libero soggiorno nel territorio degli Stati membri — Direttiva 2004/38/CE — Articolo 27, paragrafo 2, secondo comma — Limitazione del diritto d’ingresso e di soggiorno per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica — Allontanamento dal territorio per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza — Comportamento che rappresenta una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave da pregiudicare un interesse fondamentale della società — Persona la cui domanda di asilo è stata respinta per motivi di cui all’articolo 1, sezione F, della Convenzione di Ginevra o all’articolo 12, paragrafo 2, della direttiva 2011/95/UE — Articolo 28, paragrafo 1 — Articolo 28, paragrafo 3, lettera a) — Protezione contro l’allontanamento — Soggiorno nello Stato membro ospitante durante i dieci anni precedenti — Motivi imperativi di pubblica sicurezza — Nozione)
 ---documentbreak--- C2312018IT410120180502IT00044152Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 2 maggio 2018 (domande di pronuncia pregiudiziale proposte dal Rechtbank Den Haag, zittingsplaats Middelburg, e dal Raad voor Vreemdelingenbetwistingen — Paesi Bassi, Belgio) — K. / Staatssecretaris van Veiligheid en Justitie (C-331/16), H. F. / Belgische Staat (C-366/16)
   (Cause riunite C-331/16 e C-366/16) (
         1
      )
   «(Rinvio pregiudiziale — Cittadinanza dell’Unione europea — Diritto di libera circolazione e di libero soggiorno nel territorio degli Stati membri — Direttiva 2004/38/CE — Articolo 27, paragrafo 2, secondo comma — Limitazione del diritto d’ingresso e di soggiorno per motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica — Allontanamento dal territorio per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza — Comportamento che rappresenta una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave da pregiudicare un interesse fondamentale della società — Persona la cui domanda di asilo è stata respinta per motivi di cui all’articolo 1, sezione F, della Convenzione di Ginevra o all’articolo 12, paragrafo 2, della direttiva 2011/95/UE — Articolo 28, paragrafo 1 — Articolo 28, paragrafo 3, lettera a) — Protezione contro l’allontanamento — Soggiorno nello Stato membro ospitante durante i dieci anni precedenti — Motivi imperativi di pubblica sicurezza — Nozione)»2018/C 231/04Lingua processuale: il neerlandese
      Giudici del rinvio
   
   Rechtbank Den Haag, zittingsplaats Middelburg, Raad voor Vreemdelingenbetwistingen
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: K. (C-331/16), H.F. (C-366/16)
   
      Resistenti: Staatssecretaris van Veiligheid en Justitie (C-331/16,), Belgische Staat (C-366/16)
   
      Dispositivo
   
   
            1)
         
         
            L’articolo 27, paragrafo 2, della direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, che modifica il regolamento (CEE) n. 1612/68 ed abroga le direttive 64/221/CEE, 68/360/CEE, 72/194/CEE, 73/148/CEE, 75/34/CEE, 75/35/CEE, 90/364/CEE, 90/365/CEE e 93/96/CEE, dev’essere interpretato nel senso che il fatto che il cittadino dell’Unione europea o il cittadino di un paese terzo, familiare di detto cittadino, che chiede il rilascio di un permesso di soggiorno in uno Stato membro, sia stato in passato destinatario di una decisione di esclusione dal beneficio dello status di rifugiato ai sensi dell’articolo 1, sezione F, della Convenzione relativa allo status dei rifugiati, firmata a Ginevra il 28 luglio 1951, e completata dal Protocollo relativo allo status dei rifugiati, adottato a New York il 31 gennaio 1967, o dell’articolo 12, paragrafo 2, della direttiva 2011/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, recante norme sull’attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, su uno status uniforme per i rifugiati o per le persone aventi titolo a beneficiare della protezione sussidiaria, nonché sul contenuto della protezione riconosciuta, non consente alle autorità competenti di tale Stato membro di considerare automaticamente che la sua semplice presenza sul territorio di tale Stato costituisca, indipendentemente dall’esistenza di un rischio di recidiva, una minaccia reale, attuale e sufficientemente grave per un interesse fondamentale della società, tale da giustificare l’adozione di misure di ordine pubblico o di pubblica sicurezza.
            La constatazione dell’esistenza di una tale minaccia deve essere fondata su una valutazione, da parte delle autorità competenti dello Stato membro ospitante, del comportamento personale dell’interessato, che prenda in considerazione le conclusioni della decisione di esclusione dal beneficio dello status di rifugiato e gli elementi su cui essa è fondata, in particolare la natura e la gravità dei crimini o degli atti che gli sono contestati, il livello del suo coinvolgimento personale in essi, l’eventuale esistenza di motivi di esonero da responsabilità penale e l’esistenza di una condanna penale. Tale valutazione globale deve anche tenere conto del tempo trascorso dalla presunta commissione di tali crimini o atti nonché del comportamento successivo di tale persona, e in particolare considerare se tale comportamento manifesti la persistenza di un atteggiamento che attenti ai valori fondamentali di cui agli articoli 2 e 3 TUE, in un modo che potrebbe turbare gravemente la tranquillità e la sicurezza fisica della popolazione. Il solo fatto che il comportamento passato di tale individuo s’inserisca nel contesto storico e sociale specifico del suo paese di origine, che non può riprodursi nello Stato membro ospitante, non osta a tale constatazione.
            Conformemente al principio di proporzionalità, le autorità competenti dello Stato membro ospitante devono inoltre bilanciare, da un lato, la tutela dell’interesse fondamentale della società di cui trattasi con, dall’altro, gli interessi della persona di cui trattasi, relativi all’esercizio della sua libertà di circolazione e di soggiorno in quanto cittadino dell’Unione nonché al suo diritto al rispetto della vita privata e familiare.
         
      
            2)
         
         
            L’articolo 28, paragrafo 1, della direttiva 2004/38 deve essere interpretato nel senso che, quando le misure previste comportano l’allontanamento dell’interessato dallo Stato membro ospitante, quest’ultimo deve tenere conto della natura e della gravità del comportamento di tale persona, della durata e, se del caso, della legalità del suo soggiorno in tale Stato membro, del tempo trascorso dal comportamento contestatole, della sua condotta durante tale periodo, del grado della sua attuale pericolosità per la società, nonché della solidità dei legami sociali, culturali e familiari con detto Stato membro.
            L’articolo 28, paragrafo 3, lettera a), della direttiva 2004/38 deve essere interpretato nel senso che esso non si applica al cittadino dell’Unione europea che non gode di un diritto di soggiorno permanente nello Stato membro ospitante, ai sensi dell’articolo 16 e dell’articolo 28, paragrafo 2, di tale direttiva.
         
      (
         1
      )	GU C 326 del 5.9.2016
   
   
      GU C 343 del 19.9.2016