CELEX: 52000PC0828(02)
Language: it
Date: 2000-12-14
Title: Proposta di decisione del Consiglio che istituisce una seconda fase del programma di incentivazione e di scambi, di formazione e di cooperazione per le autorità incaricate dell'applicazione della legge negli Stati membri dell'Unione europea (OISIN II)

Avis juridique important

|

52000PC0828(02)

Proposta di decisione del Consiglio che istituisce una seconda fase del programma di incentivazione e di scambi, di formazione e di cooperazione per le autorità incaricate dell'applicazione della legge negli Stati membri dell'Unione europea (OISIN II)  /* COM/2000/0828 def. - CNS 2000/0340 */  

Gazzetta ufficiale n. 096 E del 27/03/2001 pag. 0339 - 0341

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che istituisce una seconda fase del programma di incentivazione e di scambi,  di formazione e di cooperazione per le autorità incaricate dell'applicazione della legge negli Stati membri dell'Unione europea (OISIN II)(presentate dalla Commissione)RELAZIONE1. INTRODUZIONEIl 31 dicembre 2000, tre dei programmi finanziati su base pluriennale, istituiti con Azioni comuni adottate sulla base dell'articolo K.3 del trattato sull'Unione europea, giungeranno a termine. Si tratta delle seguenti tre azioni comuni:*Azione comune 96/636/GAI del 28 ottobre 1996 che istituisce un programma di incentivazione e di scambi destinato agli operatori della giustizia (GROTIUS) [1];[1]  GU L 287, dell'8.11.1996, pag. 3.*Azione comune 96/700/GAI del 29 novembre 1996 che stabilisce un programma di incentivazione e di scambi destinato alle persone responsabili della lotta contro la tratta degli esseri umani e lo sfruttamento sessuale dei bambini (STOP) [2];[2]  GU L 322, del 12.12.1996, pag. 7.*Azione comune 97/12/GAI del 20 dicembre 1996 che istituisce un programma comune di scambi, di formazione e di cooperazione per le autorità incaricate dell'applicazione della legge (OISIN) [3].[3]  GU L 7, del 10.1.1997, pag. 5.L'importo di riferimento finanziario per l'esecuzione dei programmi è stato, rispettivamente, di 8,8 milioni di euro per GROTIUS, 6,5 milioni di euro per STOP, e 8 milioni di euro per OISIN. Per ciascuno degli esercizi di attuazione sono stati adottati, e pubblicati nella Gazzetta ufficiale, programmi annuali che fissavano gli obiettivi e le priorità tematiche, descrivevano le procedure ed invitavano gli organizzatori a presentare i progetti per un esame ai fini del cofinanziamento. Numerosi progetti sono stati approvati per il cofinanziamento. I Comitati incaricati di assistere la Commissione nell'attuazione dei programmi, composti da rappresentanti di ciascuno Stato membro, si sono riuniti generalmente due volte all'anno durante l'esecuzione dei programmi, in particolare per discutere ed esprimere i loro pareri sui programmi annuali e sulle proposte della Commissione relative ai progetti individuati ai fini del cofinanziamento.La Commissione ha riferito in tre occasioni (gli esercizi 1996 e 1997 sono stati oggetto di un'unica relazione) al Parlamento europeo ed al Consiglio in merito all'esecuzione dei programmi. Dalle relazioni si evince che i programmi hanno conseguito gli obiettivi fissati e che le risorse erogate sono state utilizzate con profitto attraverso il sostegno dei numerosi progetti illustrati nelle relazioni. La relazione che sarà trasmessa al Parlamento europeo ed al Consiglio sull'attuazione dei programmi nell'esercizio finanziario 2000 consentirà di trarre ulteriori conclusioni circa l'efficacia e l'impatto dei programmi.Una valutazione esterna condotta all'inizio del 2000 ha confermato che i programmi hanno raggiunto gli obiettivi fissati ed hanno avuto positive ripercussioni nei settori della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale a livello europeo. Anche l'efficacia dei programmi in rapporto alle risorse erogate è risultata soddisfacente.La valutazione esterna ha suggerito, tuttavia, l'esame di alcune modalità atte a migliorare l'impatto dei progetti cofinanziati, ad esempio una riduzione del numero di seminari e conferenze, una migliore preparazione dei progetti, e una più ampia diffusione dei risultati. Tali conclusioni sono state tenute in considerazione nelle proposte di proroga dei programmi.Il trattato di Amsterdam, entrato in vigore il 1° maggio 1999, ha introdotto il concetto di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Le conclusioni del Consiglio europeo di Tampere del 15-16 ottobre 1999 hanno poi attribuito a tale concetto un particolare rilievo per l'Unione europea. Inoltre la Commissione ha adottato un Quadro di controllo per l'esame dei progressi compiuti nella creazione di tale spazio.È chiaro che i programmi possono continuare a svolgere un ruolo significativo nella cooperazione giudiziaria e di polizia a livello europeo anche dopo l'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, poiché contribuiscono all'obiettivo generale della creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. La Commissione è pertanto giunta alla conclusione che i programmi dovrebbero essere prorogati in modo che le attività condotte a livello europeo che contribuiscono alla creazione di detto spazio continuino a ricevere tale importante sostegno. Nel caso del programma STOP il Parlamento europeo è giunto alla medesima conclusione nella sua Risoluzione del 19 maggio 2000 sulla seconda comunicazione della Commissione "Per ulteriori azioni nella lotta contro la tratta di donne".In futuro, tuttavia, sarà necessario procedere ad un riorientamento strategico del funzionamento e della gestione dei programmi ammissibili al cofinanziamento nel settore della cooperazione giudiziaria e di polizia. A tale proposito, si può prevedere, ad esempio, l'inserimento di tutti i programmi del Titolo VI in un unico "programma- quadro".2. LE PROPOSTE DI DECISIONE DEL CONSIGLIO: EVOLUZIONELe proposte di decisione del Consiglio che istituiscono una seconda fase, rispettivamente, dei programmi GROTIUS (generale e penale), STOP e OISIN si basano sulle esperienze acquisite nel corso della quinquennale esecuzione dei programmi originari. Una conclusione tratta dall'attività di rinnovo dei programmi è che in futuro si renderà necessario un riorientamento strategico di tutti i programmi che sostengono le attività nel campo della cooperazione giudiziaria e di polizia. Un riorientamento che preveda un «programma-quadro per il Titolo VI» sarebbe coerente con la tendenza generale della Commissione a concentrarsi su programmi di maggior respiro e potrebbe eventualmente portare ad un aumento delle risorse disponibili. Un programma-quadro semplificherebbe inoltre le procedure di bilancio, renderebbe le attività più visibili e permetterebbe maggiori sinergie tra i quattro programmi del Titolo VI, attualmente separati, pur mantenendo una sostanziale distinzione attraverso l'iscrizione in «capitoli».A motivo di tale futuro riorientamento la proroga dei programmi è limitata ad un periodo di due anni. Si potrà così procedere contemporaneamente al riorientamento strategico di tutti i programmi riconducibili al Titolo VI, poiché il programma di scambi, di formazione e di cooperazione destinato alle persone responsabili della lotta contro la criminalità organizzata (programma "Falcone") giunge a termine il 31 dicembre 2002.Sebbene la struttura e in certa misura la formulazione delle proposte si discosti dalle Azioni comuni che istituiscono originariamente i programmi, non si intende modificare i rispettivi campi d'applicazione, ad eccezione di GROTIUS che è stato suddiviso in due programmi, GROTIUS «generale e penale» e GROTIUS «civile»: una specifica proposta relativa a quest'ultimo programma è già stata adottata dalla Commissione [4].[4]  COM(2000)516 def. del 5.9.2000.Il motivo è che l'attuale programma Grotius è stato istituito nel 1996 con una Azione comune relativa alla cooperazione giudiziaria in campo civile e penale. All'epoca, la cooperazione giudiziaria, tanto civile che penale, era disciplinata dall'ex articolo K.1 del trattato sull'Unione europea.Il trattato di Amsterdam, che è entrato in vigore il 1° maggio 1999, ha modificato le disposizioni relative alla cooperazione giudiziaria. La cooperazione giudiziaria in campo civile ricade ora nel disposto dell'articolo 61 e dell'articolo 65 del trattato che istituisce la Comunità europea, mentre la cooperazione giudiziaria in materia penale rientra nel campo di applicazione dell'articolo 29 e dell'articolo 34 del trattato sull'Unione europea. La separazione delle rispettive basi giuridiche ha richiesto pertanto l'elaborazione di due decisioni distinte.L'ambito di applicazione dei programmi Grotius, OISIN e STOP concerne principalmente gli operatori delle professioni specializzate nel settore, quali giudici, magistrati, operatori della giustizia, servizi di polizia, altri servizi incaricati dell'applicazione della legge, pubblici ufficiali e le persone responsabili per l'assistenza alle vittime. Tuttavia, anche gli istituti di formazione, le università, le associazioni di volontariato ed altri centri di ricerca possono partecipare ai programmi.Gli obiettivi principali consistono nel contribuire alla creazione di uno spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia per poter offrire un elevato grado di protezione ai cittadini, e nel combattere la criminalità organizzata.In questa prospettiva, il programma Grotius è inteso a perseguire obiettivi specifici di cooperazione tra gli operatori della giustizia, promuovendo una maggiore conoscenza dei diversi ordinamenti giuridici e sistemi giudiziari e facilitando la cooperazione giudiziaria tra gli Stati membri.OISIN incoraggerà la cooperazione tra gli operatori dei servizi incaricati dell'applicazione della legge degli Stati membri al fine di consentire loro di ottenere una migliore conoscenza dei metodi di lavoro dei loro omologhi in altri Stati membri nonché dei vincoli ai quali possono essere soggetti.STOP è inteso ad elaborare iniziative contro la tratta di esseri umani e lo sfruttamento sessuale dei bambini, compresa la lotta contro la pedofilia infantile e la violenza che vi è collegata, nonché finalizzate all'assistenza delle vittime di tali attività criminali.Gli strumenti proposti sono:- azioni di formazione sulla legislazione, le procedure operative e le buone prassi negli Stati membri;- scambi e programmi di mobilità tra le istituzioni degli Stati membri;- seminari, colloqui e conferenze;- attività di ricerca e studi sulle leggi ed i nuovi metodi di lavoro;- diffusione delle informazioni e dei risultati positivi.La struttura proposta rispecchia l'evoluzione generale dei programmi comunitari, ad esempio il programma DAPHNE. Sono state inoltre introdotte nuove formulazioni terminologiche e, in certa misura, nuove categorie d'intervento, ad esempio:*le proposte fanno riferimento ad un "programma di lavoro annuale" anziché ad un "programma annuale",*le proposte introducono azioni specifiche e misure complementari, in relazione agli argomenti definiti nel Programma di lavoro annuale.*le proposte cercano di rendere più chiari i criteri di valutazione e di selezione delle azioni.L'importo di riferimento finanziario proposto per i programmi è stato aumentato in considerazione del crescente interesse dimostrato nei confronti dei programmi e degli obiettivi più ambiziosi. Gli importi di riferimento finanziario per l'esecuzione dei programmi sono pari, rispettivamente, a 4 milioni di euro per GROTIUS, 4 milioni di euro per STOP, e 8 milioni di euro per OISIN. Si propone che il cofinanziamento sia limitato d'ora in avanti al 70% invece dell'80%, di modo da indurre i promotori ad elaborare stime più precise dei costi dei loro progetti e da mobilitare maggiormente il cofinanziamento nazionale a favore dei programmi.Quanto agli obiettivi dei programmi proposti, essi sono stati più direttamente collegati ai trattati, attualmente al trattato di Amsterdam, ed alle politiche ed ai piani d'azione su scala europea nell'ambito del Titolo VI. La partecipazione dei paesi candidati alle azioni nell'ambito dei programmi è inoltre sottolineata come un obiettivo di particolare importanza. La partecipazione degli organismi e dei servizi pubblici dai paesi candidati ai progetti che rientrano negli attuali programmi dovrebbe ricevere maggiore sostegno, specialmente in considerazione del futuro ampliamento dell'Unione europea. La Commissione pertanto propone anche che le azioni specifiche (descritte di seguito) possano essere applicate ai settori nei quali i paesi candidati hanno espresso l'interesse ad adottare misure. L'inoltro formale di una proposta spetterà comunque ancora ad uno Stato membro o ad un'organizzazione di uno Stato membro, che rimarrà responsabile dell'adeguata esecuzione dell'azione approvata. Tuttavia, per informare i paesi candidati sulle procedure e, quindi, sulle attività del programma, la Commissione potrebbe invitare rappresentanti dei paesi candidati, in qualità di osservatori, a riunioni informative, che si terrebbero a seguito delle riunioni ufficiali dei Comitati costituiti per assistere la Commissione nell'attuazione dei programmi.Tale attività d'informazione faciliterà l'opera di preparazione degli accordi che devono essere conclusi con ciascun paese candidato in relazione ad un contributo al bilancio dei programmi.Passando ad un'altra innovazione delle proposte, le esperienze acquisite nell'attuazione dei programmi precedenti indicano che, a volte, le proposte trasmesse alla Commissione presentano delle lacune nei temi trattati rispetto alle priorità tematiche individuate nei programmi annuali. Inoltre si potrebbero prevedere azioni mirate per rispondere a determinate esigenze in settori specifici. Si propone pertanto che il Programma di lavoro annuale possa individuare alcune azioni specifiche indicanti le categorie (campagne, conferenze, programmi di scambio, ricerche), nonché un argomento ed un obiettivo ben determinati. Tali azioni specifiche beneficeranno di un finanziamento al 100%. La Commissione, nella sua proposta per i programmi di lavoro annuali, può specificare tali azioni da intraprendere ed invitare i promotori a presentare proposte per l'attuazione delle stesse. Le proposte ricevute saranno valutate alla luce degli stessi criteri validi per qualsiasi altra proposta.Sulla base delle esperienze acquisite, ma anche delle conclusioni espresse nella valutazione esterna, si ritiene inoltre che i programmi dovrebbero prevedere le misure complementari necessarie per raggiungere più efficacemente gli obiettivi dei programmi stessi. Tali misure sono intese a supporto delle azioni già cofinanziate dai programmi. In altri termini, la Commissione potrebbe indicare nei programmi di lavoro annuali argomenti e temi (ad esempio una iniziativa volta a pubblicare un opuscolo contenente i risultati di un'azione, o la creazione di siti web o di basi-dati per l'inserimento delle informazioni raccolte nel corso delle azioni del programma, o ancora riunioni di esperti che si occupano di un argomento specifico del programma) in relazione alle quali il cofinanziamento per gli organizzatori dei progetti può arrivare al 100%.Tuttavia, le proposte limitano la percentuale degli stanziamenti annuali, da utilizzare per le suddette azioni specifiche e misure complementari che sono finanziate interamente con risorse comunitarie, al 10% dell'importo di ciascuna delle due categorie di spesa.Le proposte relative alle procedure di comitato per l'esecuzione dei programmi si basano sulla decisione del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione, la c.d. "decisione sulla comitatologia" [5]. Tale decisione si applica soltanto ai Comitati che operano nei settori di competenza comunitaria dei trattati, ma le procedure previste dalla decisione e prese a modello dalle citate proposte sono in pratica simili a quelle applicate fin dal 1996 nell'esecuzione dei programmi.[5]  GU L 184, del 17.7.1999, pag. 23.In base al testo delle proposte, le misure di attuazione dei programmi dovrebbero essere adottate conformemente a due distinte procedure: la procedura consultiva e la procedura di gestione. Le proposte non prevedono la possibilità di scelta della procedura, che dipende infatti dall'importo del cofinanziamento richiesto, ossia se tale importo è superiore o inferiore a 50 000 euro, tenendo conto del fatto che mediamente le azioni raramente superano la somma di 100 000 euro di investimenti totali. Pertanto, si propone che tutte le decisioni di cofinanziamento delle azioni proposte dagli organizzatori, nonché le decisioni di finanziamento delle misure complementari, siano soggette alla procedura consultiva. Il motivo è che la Commissione è responsabile del processo di selezione e chiede che il Comitato esprima il proprio parere sull'elenco di tutte le azioni, comprese le misure complementari.L'adozione del programma di lavoro annuale e delle azioni specifiche seguirà invece la procedura di gestione. Tale procedura è proposta perché il programma di lavoro annuale è uno strumento molto più importante, soprattutto nel definire i temi di priorità per i potenziali organizzatori che sottopongono progetti e nel raccomandare le azioni specifiche.La procedura consultiva impone alla Commissione di tenere in massima considerazione il parere del comitato e di informarlo del modo in cui ne ha tenuto conto. La procedura di gestione prevede che la Commissione possa adottare le misure, a meno che non vi sia una votazione contraria del Comitato espressa a maggioranza qualificata.3. LE PROPOSTE DI DECISIONE DEL CONSIGLIO: GLI ARTICOLIArticolo 1L'articolo 1 istituisce una seconda fase dei programmi e ne indica la durata: un periodo di due anni, a partire dal 1° gennaio 2001.Articolo 2L'articolo 2 definisce gli obiettivi del programma. Essi sono definiti con diretto riferimento all'obiettivo generale fissato nel trattato di Amsterdam e conseguentemente anche ai piani d'azione e agli altri testi adottati in vista della creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Ciascun programma definisce quindi i propri obiettivi nel contesto dell'obiettivo generale. A tal fine la partecipazione dei paesi candidati riveste particolare rilievo.Articolo 3L'articolo 3 specifica gli aventi diritto al cofinanziamento dei programmi. Per ciascun programma sono individuati i rispettivi organismi promotori dei progetti ed i destinatari. L'articolo contiene inoltre un'indicazione di cosa si debba intendere per "dimensione europea" dei progetti e del numero di partner dagli Stati membri e dai paesi candidati che devono parteciparvi.L'articolo 3 introduce anche le azioni specifiche e le misure complementari che possono essere finanziate al 100% al fine di conseguire pienamente gli obiettivi del programma.Articolo 4L'articolo 4 precisa le categorie di azioni del programma e include le azioni che sono attuate nell'ambito degli attuali programmi.Articolo 5Il primo paragrafo dell'articolo 5 è riferito alle norme in materia di bilancio applicabili ai programmi, mentre i successivi paragrafi definiscono i principi di base per il finanziamento delle azioni.Articolo 6L'articolo 6 concerne l'esecuzione dei programmi. Il paragrafo 1 stabilisce che l'esecuzione dei programmi avviene in cooperazione tra la Commissione e gli Stati membri. Il secondo paragrafo enuncia una regola di base che la Commissione deve osservare ed il terzo paragrafo precisa i tre compiti attribuiti alla Commissione ai fini dell'esecuzione del programma. Il paragrafo 4 precisa le competenze del Comitato di cui all'articolo 7 con riferimento all'esame delle misure ed alla formulazione di un parere in proposito.Il paragrafo 5 precisa i criteri generali di valutazione e di scelta delle azioni da finanziare nell'ambito del programma. La Commissione ha cercato di formulare questo punto con la massima chiarezza poiché è di primaria importanza che i potenziali promotori di progetti conoscano i criteri sulla base dei quali le loro proposte saranno valutate. La Commissione giustificherà la scelta o il rifiuto delle proposte sulla base di questi criteri.Articolo 7Il primo paragrafo dell'articolo 7 stabilisce che la Commissione è assistita, nell'attuazione del programma, da un Comitato composto da rappresentanti degli Stati membri. Il paragrafo 2 dispone che sia adottato un regolamento interno ed il paragrafo 3 prevede che la Commissione possa invitare rappresentanti dei paesi candidati alle riunioni d'informazione.Articolo 8L'articolo 8 descrive la procedura consultiva. L'articolo 6, paragrafo 4 dispone che tale procedura si applica per l'esame dei progetti presentati dai promotori individuati nell'articolo 3, paragrafo 1 e delle misure complementari citate nell'articolo 3, paragrafo 4.Articolo 9L'articolo 9 descrive la procedura di gestione. L'articolo 6, paragrafo 4 dispone che tale procedura si applica per l'adozione del programma di lavoro annuale e per l'approvazione delle azioni specifiche nell'ambito del programma di lavoro annuale.Articolo 10L'articolo 10 fa obbligo alla Commissione di procedere ad una valutazione e al controllo del programma. Inoltre la Commissione è tenuta a riferire annualmente al Parlamento europeo ed al Consiglio sui risultati di tali operazioni.Articolo 11L'articolo 11 stabilisce che la data di entrata in vigore della decisione che istituisce il programma è quella della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.2000/0340 (CNS)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOche istituisce una seconda fase del programma di incentivazione e di scambi,  di formazione e di cooperazione per le autorità incaricate dell'applicazione della legge negli Stati membri dell'Unione europea (OISIN II)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 34, paragrafo 2, lettera c),vista la proposta della Commissione del ... 2000,visto il parere del Parlamento europeo,considerando quanto segue:(1) L'articolo 29 del trattato sull'Unione europea stabilisce che l'obiettivo che l'Unione si prefigge è di fornire ai cittadini un elevato livello di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, sviluppando tra gli Stati membri un'azione in comune nel settore della cooperazione di polizia.(2) Le conclusioni del Consiglio europeo di Tampere del 15 e 16 ottobre 1999 sollecitano il rafforzamento della cooperazione fra gli organismi impegnati nella prevenzione della criminalità.(3) Il programma OISIN, istituito con l'azione comune 97/12/GAI [6] del 20 dicembre 1996, ha contribuito a rafforzare la cooperazione fra le autorità incaricate dell'applicazione della legge degli Stati membri.[6]  GU L 7, del 10.1.1997, pag. 5.(4) La proroga di tale programma, espressamente prevista dalla citata azione comune, consentirà di migliorare ulteriormente tale cooperazione.(5) È auspicabile garantire la continuità delle azioni sostenute dal programma OISIN prorogandolo per una seconda fase della durata di due anni.(6) Il programma OISIN deve essere aperto in misura maggiore ai paesi candidati all'adesione, agevolandone la partecipazione ai progetti sostenuti dal programma.(7) Alla luce dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [7], è opportuno che le misure di esecuzione di cui all'articolo 3, paragrafo 1 e paragrafo 4, secondo trattino della presente decisione siano adottate secondo la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della citata decisione 1999/468/CE.[7]  GU L 184, del 17.7.1999, pag. 23.(8) Le misure necessarie per l'applicazione della presente decisione, previste all'articolo 3, paragrafo 4, primo trattino ed all'articolo 6, paragrafo 3, primo trattino, costituiscono delle misure di gestione ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione; esse devono pertanto essere adottate secondo la procedura di gestione prevista all'articolo 4 della stessa,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1 - Istituzione del programma1. La presente decisione istituisce una seconda fase del programma di cooperazione denominato "OISIN", creato con l'azione comune 97/12/GAI del 20 dicembre 1996.2. Il programma è prorogato per il periodo dal 1° gennaio 2001 al 31 dicembre 2002; tale proroga può essere rinnovata alla scadenza.Articolo 2 - Obiettivi del programma1. Il programma contribuisce all'obiettivo generale di fornire ai cittadini un elevato livello di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. In tale contesto, il programma intende incoraggiare la cooperazione tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge degli Stati membri e consentire a tali autorità una migliore conoscenza dei metodi di lavoro dei loro omologhi in altri Stati membri nonché dei vincoli cui possono essere soggetti.2. I paesi candidati all'adesione possono partecipare ai progetti, onde familiarizzarsi con l'acquis dell'Unione europea e prepararsi all'adesione. Possono partecipare al programma anche altri paesi terzi, quando ciò sia nell'interesse dei progetti.Articolo 3 - Accesso al programma1. Il programma cofinanzia i progetti presentati dalle autorità responsabili della prevenzione della criminalità degli Stati membri dell'Unione europea e mira a conseguire gli obiettivi precisati all'articolo 2.2. Ai fini della presente decisione, per "autorità incaricate dell'applicazione della legge" si intendono tutti gli organismi pubblici degli Stati membri competenti, secondo la legislazione nazionale, a prevenire, a scoprire e a combattere la criminalità.3. Per essere ammessi al cofinanziamento, i progetti devono prevedere la partecipazione di almeno tre Stati membri o di due Stati membri ed un paese candidato all'adesione e perseguire uno degli obiettivi indicati nell'articolo 2.4. Il programma può altresì finanziare:-azioni specifiche che presentino un interesse particolare con riferimento alle priorità del programma o alla cooperazione con i paesi candidati all'adesione;-misure complementari, quali seminari, riunioni di esperti o altre azioni volte alla divulgazione delle informazioni acquisite nell'ambito del programma.Articolo 4 - Azioni del programmaIl programma comprende le seguenti categorie di azioni:-formazione,-scambi e tirocini,-studi e ricerche,-riunioni e seminari,-diffusione dei risultati conseguiti nell'ambito del programma.Articolo 5 - Finanziamento del programma1. Gli stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio nei limiti delle prospettive finanziarie.2. Il cofinanziamento di un progetto nell'ambito del programma esclude qualsiasi altro finanziamento a titolo di un altro programma finanziato dal bilancio delle Comunità europee.3. Le decisioni di finanziamento danno luogo alla conclusione di convenzioni di finanziamento fra la Commissione e gli organizzatori. Tali decisioni e convenzioni sono soggette al controllo finanziario della Commissione, nonché alle verifiche da parte della Corte dei conti.4. L'intervento a carico del bilancio comunitario non può superare il 70% del costo complessivo del progetto.5. Tuttavia, le azioni specifiche e le misure complementari citate all'articolo 3, paragrafo 4 possono essere finanziate al 100%, fino ad un massimo del 10% della dotazione finanziaria annuale assegnata al programma per ciascuna delle due categorie.Articolo 6 - Attuazione del programma1. La Commissione è responsabile della gestione e dell'attuazione del programma, in cooperazione con gli Stati membri.2. Il programma è gestito dalla Commissione conformemente al regolamento finanziario del 21 dicembre 1977 applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.3. Ai fini dell'attuazione del programma, la Commissione:-elabora un programma di lavoro annuale che definisce obiettivi specifici, priorità tematiche e eventualmente un elenco di azioni specifiche e di misure complementari;-valuta e seleziona i progetti presentati dagli organizzatori citati all'articolo 3, paragrafo 1.4. La Commissione presenta al comitato di cui all'articolo 7 i progetti relativi alle misure da adottare per l'esecuzione del programma. L'esame dei progetti presentati dagli organizzatori e delle misure complementari avviene conformemente alla procedura consultiva di cui all'articolo 8. Il programma annuale di lavoro e le azioni specifiche sono esaminate conformemente alla procedura di gestione di cui all'articolo 9.5. La Commissione valuta e seleziona i progetti presentati dagli organizzatori secondo i criteri seguenti:-la conformità con gli obiettivi del programma;-la dimensione europea e l'apertura ai paesi candidati;-la compatibilità con i lavori intrapresi o previsti nel quadro delle priorità politiche dell'Unione europea in materia di cooperazione di polizia e doganale;-la complementarità con altri progetti di cooperazione già conclusi, in corso o previsti per il futuro;-la capacità dell'organizzatore di attuare il progetto;-la qualità del progetto sotto gli aspetti della concezione, dell'organizzazione, della presentazione e dei risultati previsti;-l'importo della sovvenzione chiesta a titolo del programma e la sua proporzionalità rispetto ai risultati previsti;-l'impatto dei risultati previsti sugli obiettivi del programma.Articolo 7 - Comitato1. La Commissione è assistita da un comitato, denominato Oisin, composto di rappresentanti degli Stati membri dell'Unione europea e presieduto dal rappresentante della Commissione.2. Il comitato adotta il proprio regolamento interno su proposta del presidente secondo le modalità previste all'articolo 7, paragrafo 1 della decisione 1999/468/CE del Consiglio.3. La Commissione può invitare i rappresentanti dei paesi candidati all'adesione a riunioni informative che faranno seguito alle riunioni del comitato.Articolo 8 - Procedura consultivaQuando venga fatto riferimento al presente articolo, si applica la procedura consultiva di cui all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE, fatto salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 3 della stessa.Articolo 9 - Procedura di gestione1. Quando venga fatto riferimento al presente articolo, si applica la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della decisione 1999/468/CE, fatto salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 3 della stessa.2. Il periodo indicato all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 1999/468/CE è stabilito in tre mesi.Articolo 10 - Valutazione1. La Commissione procede ogni anno ad una valutazione delle azioni svolte per l'esecuzione del programma dell'anno precedente.2. La Commissione presenta ogni anno al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'attuazione del programma. La prima relazione è presentata entro il 31 luglio 2002.Articolo 11 - Entrata in vigoreLa presente decisione entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles, [...]Per il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA1. DENOMINAZIONE DELL'AZIONEProposta di decisione del Consiglio che istituisce una seconda fase del programma di incentivazione e di scambi, di formazione e di cooperazione destinato alle autorità incaricate dell'applicazione della legge negli Stati membri dell'Unione europea (OISIN II)2. LINEA DI BILANCIO INTERESSATAB5-8203. BASE GIURIDICAArticolo 34 TUE4. DESCRIZIONE DELL'AZIONE4.1 Obiettivo generale dell'azioneL'azione mira a garantire la continuità del programma OISIN, che giunge a termine il 19 dicembre 2000.Obiettivo del programma OISIN è incoraggiare la cooperazione tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge degli Stati membri e consentire a tali autorità una migliore conoscenza dei metodi di lavoro dei loro omologhi in altri Stati membri nonché dei vincoli cui essi possono essere soggetti. Si deve intendere per «autorità incaricate dell'applicazione della legge» tutti gli organismi pubblici competenti, secondo la legislazione nazionale, a prevenire, a scoprire e a combattere la criminalità, vale a dire essenzialmente le forze di polizia ed i servizi doganali.OISIN cofinanzia azioni di formazione, programmi di scambi e di tirocini, l'organizzazione di riunioni, conferenze o seminari, azioni di studio o ricerche, nonché la divulgazione dei risultati delle attività finanziate a livello europeo.Tali attività rappresentano importanti strumenti per conseguire gli obiettivi della creazione di uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia in scala dell'Unione attraverso una cooperazione più stretta ed efficace delle autorità incaricate dell'applicazione della legge degli Stati membri. Esse si collegano alle conclusioni del Consiglio europeo di Tampere del 15 e 16 ottobre 1999, che invitano a rafforzare la cooperazione fra i servizi impegnati nella prevenzione della criminalità.4.2 Periodo interessato e condizioni per il rinnovoIl programma è previsto per una durata di due anni (2001-2002). Ciò consentirà di studiare la fattibilità di una fusione dei programmi esistenti (Grotius, OISIN, Falcone e STOP) in un unico programma-quadro disciplinato dalle disposizioni del titolo VI del trattato UE.5. CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE O DELLE ENTRATE5.1 SNO5.2 SD5.3 SPESE: 8 milioni di euro.6. NATURA DELLE SPESE-sovvenzione per cofinanziamento, assieme ad altre fonti del settore pubblico o privato, delle azioni presentate dai promotori di progetti degli Stati membri fino al 70% del costo del progetto.-sovvenzione al 100% delle azioni specifiche che riguardano aspetti prioritari d'interesse europeo e delle misure complementari, nel limite del 10% del bilancio annuale per ciascuna delle due categorie.7. INCIDENZA FINANZIARIA7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (rapporto tra costi singoli e costo totale)L'importo di riferimento finanziario previsto per l'attuazione del presente programma per il periodo 2001-2002 è pari a 8 milioni di euro.Esso corrisponde alla dotazione di bilancio per l'anno 2000 di 3 milioni di euro del programma OISIN precedente moltiplicato per due (durata dell'azione), con un aumento del 33%. Siffatto aumento è giustificato da due elementi:*il rafforzamento delle azioni di cooperazione tra i servizi impegnati nella lotta alla criminalità degli Stati membri, derivante dall'entrata in vigore il 1° maggio 1999 del trattato di Amsterdam e dalla definizione delle priorità in materia di giustizia e di affari interni da parte del Consiglio europeo di Tampere nell'ottobre 2000;*l'aumento del numero dei progetti di cooperazione dall'entrata in vigore del programma, nonché il costante miglioramento della qualità dei progetti. Molti progetti di qualità elevata che contribuiscono alle priorità dell'Unione europea in materia di cooperazione di polizia rischiano altrimenti di non poter essere finanziati in mancanza di un incremento delle risorse finanziarie assegnate al programma. La relazione esterna di valutazione dei programmi attinenti al Titolo VI, consegnata alla Commissione nell'aprile 2000, giunge alla conclusione che sarebbe opportuno aumentare gli stanziamenti disponibili al fine di promuovere i progetti di qualità che, altrimenti, non potrebbero essere presi in considerazione.7.2 Ripartizione per elementi dell'azioneLa ripartizione per elementi dell'azione dipenderà dai progetti che saranno presentati dagli Stati membri. La gestione del programma avverrà comunque sulla base di programmi di lavoro annuali che cercheranno di mettere in evidenza la necessità di allocare minori risorse finanziarie all'organizzazione di seminari e conferenze e di destinare maggiori risorse agli scambi e alle attività di studio o ricerca, conformemente alle conclusioni della valutazione della prima fase del programma realizzata nel 1999/2000. Con tali premesse, la ripartizione indicativa per il periodo 2001/2002 potrebbe risultare la seguente:Stanziamenti d'impegno in milioni di euro (prezzi correnti)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7.3 Spese operative per studi, esperti, ecc. incluse nella parte B del bilancioNon pertinente7.4 Scadenzario degli stanziamenti d'impegno e di pagamentoStanziamenti d'impegno in milioni di euro&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;8. DISPOSIZIONI ANTI-FRODELe disposizioni generali anti-frode sono applicabili. Inoltre, sono previsti dei controlli in loco su campione.9. ELEMENTI DI ANALISI COSTO-EFFICACIA9.1 Obiettivi specifici e quantificabili, destinatari dell'azione-Obiettivi specifici: oltre all'obiettivo generale di promozione della cooperazione tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge, il programma OISIN definirà in programmi di lavoro annuali le priorità che dovranno essere collegate quanto più strettamente possibile al Quadro di controllo per l'esame dei progressi compiuti nella creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell'Unione europea (comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo). Senza pregiudicare il programma di lavoro per il 2001, che dovrà essere stabilito dal comitato di gestione, si possono tracciare le seguenti indicazioni:-aumentare la conoscenza del funzionamento dei servizi impegnati nella lotta alla criminalità degli Stati membri e dei paesi candidati,-promuovere la consapevolezza dei valori comuni dei sistemi di repressione del crimine degli Stati membri;-stabilire relazioni di lavoro e di fiducia reciproca tra le autorità incaricate dell'applicazione della legge;-favorire il dibattito sul miglioramento della cooperazione di polizia e su metodi di lavoro utilizzati a titolo sperimentale,-confrontare i reciproci orientamenti in materia di sicurezza pubblica e di lotta alla criminalità,-diffondere le informazioni sui risultati dei progetti a livello europeo.-Destinatari dell'azione: le autorità incaricate dell'applicazione della legge degli Stati membri, vale a dire i servizi di polizia e di dogana degli Stati membri, con possibilità di associare le autorità incaricate dell'applicazione della legge degli Stati candidati all'adesione o servizi o esperti di altri Stati terzi la cui partecipazione risulti necessaria all'attuazione dell'azione. Nel caso di seminari e conferenze, il beneficiario finale è in generale un organismo pubblico di uno Stato membro dell'Unione o, eccezionalmente, un organismo pubblico di uno Stato candidato all'adesione, in associazione con promotori di progetti provenienti da due Stati membri. Per le attività di studio o ricerca, il beneficiario finale può essere un istituto pubblico o privato, o un esperto indipendente. In questa ipotesi il beneficiario del finanziamento deve essere individuato attraverso le procedure applicabili agli appalti pubblici.9.2 Giustificazione dell'azione-Necessità dell'intervento finanziario comunitario, in particolare in funzione del principio di sussidiarietà: contribuire al conseguimento degli obiettivi stabiliti dal trattato di Amsterdam e dal Consiglio europeo di Tampere in materia di cooperazione di polizia, promuovere lo sviluppo di relazioni professionali tra servizi degli Stati membri non direttamente coinvolti nella gestione di politiche comunitarie, facilitare la creazione di reti di promotori di progetti, controllare il carattere di transnazionalità dei progetti, diffondere i risultati a livello europeo.-Scelta delle modalità d'intervento:* vantaggi rispetto alle misure alternative (vantaggi comparativi): diffusione dei risultati su scala europea, risposta a livello europeo alle necessità degli operatori, migliore coordinamento tra i destinatari.* analisi di azioni analoghe eventualmente condotte a livello comunitario o a livello nazionale: a livello comunitario, non esistono altre azioni specifiche, e a livello nazionale le azioni sono limitate e non permettono di raggiungere l'effetto di rete e la diffusione delle buone prassi nello spazio europeo.* effetti derivati e moltiplicatori previsti: sinergia e valore aggiunto su scala europea.-Principali fattori aleatori che possono incidere sui risultati specifici dell'azione. L'esperienza maturata nelle azioni precedenti dimostra che non ve ne sono. Al contrario, vi è una crescente domanda dei servizi di lotta alla criminalità degli Stati membri e una maggiore sensibilità a livello europeo per questo tipo di azione in vista della creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia in Europa.9.3 Controllo e valutazione dell'azione-Indicatori di efficacia:* indicatori di output (misura delle attività intraprese): analisi e diffusione dei risultati dei progetti, creazione di partenariati transnazionali,* indicatori d'impatto secondo gli obiettivi perseguiti: aumento della formazione delle autorità incaricate dell'applicazione della legge finalizzati alla conoscenza dei sistemi di polizia e doganali degli altri Stati membri, aumento delle azioni concrete di cooperazione (numero di sessioni di formazione, di scambi, di conferenze o seminari), effettiva divulgazione dei risultati delle azioni finanziate dal programma.-Modalità e periodicità della valutazione prevista: valutazione interna annuale e complessiva; valutazione esterna complessiva.-Valutazione dei risultati ottenuti (in caso di prosecuzione o di rinnovo di un'azione esistente). Valutazione positiva indipendente interna ed esterna, risultati conformi agli obiettivi, necessità di continuazione delle azioni intraprese, domanda crescente dei promotori di progetti.10. SPESE AMMINISTRATIVE (SEZIONE III, PARTE A DEL BILANCIO GENERALE)Il fabbisogno di risorse umane e amministrative deve essere coperto all'interno della dotazione assegnata alla DG di gestione.10.1 Incidenza a livello di personale&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Per le risorse aggiuntive, indicare con quale periodicità dovranno essere messe a disposizione.10.2 Incidenza finanziaria complessiva delle risorse umane aggiuntive(EUR)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi indicano il costo totale dei posti aggiuntivi per l'intera durata dell'azione, se essa è determinata, per 12 mesi se indeterminata.10.3 Aumento di altre spese di funzionamento che derivano dall'azione, in particolare spese derivanti dalle riunioni di comitati e gruppi di esperti(EUR)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;La natura delle attività finanziate dal programma OISIN non comporta spese di esperti, poiché le valutazioni dei progetti sono effettuate da esperti interni alla Commissione, da un lato, e dall'altro da organismi pubblici esterni quali Europol o l'Association of the European Police Colleges, che operano gratuitamente per la Commissione. Gli importi corrispondono alle spese totali dell'azione se la durata della stessa è determinata o alle spese per 12 mesi se la durata è indeterminata.