CELEX: 52007SC0065
Language: it
Date: 2007-01-23 00:00:00
Title: Raccomandazione per il parere del Consiglio ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di stabilità aggiornato della Germania, 2006-2010

Avviso legale importante

|

52007SC0065

Raccomandazione per il parere del Consiglio ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di stabilità aggiornato della Germania, 2006-2010  /* SEC/2007/0065 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 23.1.2007SEC(2007) 65 definitivoRaccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di stabilità aggiornato della Germania, 2006-2010(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Contesto generaleIl patto di stabilità e crescita, entrato in vigore il 1° luglio 1998, si fonda sull’obiettivo dell’equilibrio delle finanze pubbliche quale strumento per rafforzare le condizioni favorevoli alla stabilità dei prezzi e ad una crescita vigorosa e sostenibile, che promuova la creazione di posti di lavoro. La riforma del patto effettuata nel 2005 ha riconosciuto la sua utilità ai fini del consolidamento della disciplina di bilancio, ma ha inteso rafforzarne l’efficacia e i fondamenti economici e garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine.Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1], che è parte integrante del patto di stabilità e crescita, stabilisce che gli Stati membri presentino al Consiglio e alla Commissione programmi di stabilità o di convergenza e i relativi aggiornamenti annuali (ossia gli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica presentano programmi di stabilità (aggiornati) e gli Stati membri che non l'hanno ancora adottata presentano programmi di convergenza (aggiornati)). Il primo programma di stabilità della Germania è stato presentato nel gennaio 1999. A norma del regolamento, il Consiglio ha formulato un parere in merito il 15 marzo 1999, sulla base di una raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario. Secondo la medesima procedura, gli aggiornamenti dei programmi di stabilità e di convergenza sono valutati dalla Commissione ed esaminati dal comitato di cui sopra; se necessario, possono essere esaminati anche dal Consiglio.2. contesto per la valutazionedle programma aggiornatoLa Commissione ha esaminato l'ultimo aggiornamento del programma di stabilità della Germania, presentato il 30 novembre 2006, e ha adottato una raccomandazione per un parere del Consiglio in merito (v. oltre, nel riquadro, i principali punti oggetto della valutazione).Al fine di determinare il quadro in rapporto al quale viene valutata la strategia di bilancio del nuovo programma di stabilità, i paragrafi che seguono espongono in sintesi:1.  i risultati economici e di bilancio degli ultimi dieci anni2.  la posizione del paese nell’ambito della parte correttiva del patto di stabilità e crescita (procedura per i disavanzi eccessivi)3.  l’ultima valutazione della posizione del paese nell’ambito della parte preventiva del patto di stabilità e crescita (sintesi del parere del Consiglio sul precedente aggiornamento del programma di stabilità) e4.  la valutazione del programma nazionale di riforme dell’ottobre 2006 effettuata dalla Commissione.2.1. Recenti risultati economici e di bilancioNegli ultimi dieci anni la Germania ha attraversato un periodo di adeguamento finalizzato a correggere i passati squilibri connessi alla riunificazione. La moderazione salariale ha contribuito a un recupero della competitività esterna dei prezzi e il paese ha conquistato quote significative nei mercati delle esportazioni, in particolare a partire dal 2000. Merita osservare che il recupero di competitività esterna dei prezzi si è verificata in un periodo in cui negli altri paesi dell’area dell’euro i tassi di interessi reali a lungo termine erano inferiori che in Germania. Buone prestazioni in termini di esportazioni, tuttavia, non si traducono sempre in un aumento immediato della domanda interna, come si è compreso in Germania recentemente.Il problema di crescita del paese è principalmente di natura strutturale. Le prestazioni economiche risentono principalmente di una crescita fiacca della produttività totale dei fattori e di una elevata disoccupazione strutturale. Oltre ad essere più ridotta che in passato, la crescita potenziale ha anche perso terreno rispetto ad altri Stati membri dell’area dell’euro. La politica economica è esposta alla sfida di migliorare le condizioni della crescita, tenendo conto al tempo stesso dell’occupazione, della produttività dei fattori e, in misura minore, della formazione di capitale. Questo difficile compito deve essere portato a termine in un contesto di finanze pubbliche sotto pressione, nonostante i recenti sviluppi.In alcuni settori le autorità tedesche hanno avviato riforme, come quella relativa al mercato del lavoro o, nel settore microeconomico, alla promozione della ricerca e dell’innovazione, che richiedono ancora tempo per dimostrare la loro piena incidenza. In altri, come quello dell’imposta sulle società, le riforme sono in fase di esame. Peraltro, è probabile che siano necessari ulteriori sforzi, soprattutto sul mercato del lavoro, per stimolare in misura consistente la crescita potenziale più a lungo termine.2.2. La procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti della GermaniaA norma dell’articolo 104, paragrafo 7, del trattato e dell’articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1467/97, il 21 gennaio 2003 il Consiglio ha formulato una raccomandazione alla Germania, invitandola a correggere il disavanzo eccessivo il più rapidamente possibile e comunque entro il 2004. La raccomandazione è stata resa pubblica. Come indicato nella comunicazione della Commissione del 14 dicembre 2004, approvata dal Consiglio il 18 gennaio 2005, in considerazione delle circostanze eccezionali venutesi a creare a seguito delle conclusioni del Consiglio del 25 novembre 2003 e della sentenza della Corte di giustizia del 13 luglio 2004, il 2005 doveva essere considerato il termine pertinente per la correzione del disavanzo eccessivo.Poiché nel 2005 il disavanzo dell’amministrazione pubblica ha superato il massimale del 3% del PIL, il 14 marzo 2006 il Consiglio ha deciso di intimare alla Germania, ai sensi dell’articolo 104, paragrafo 9, del trattato CE, di prendere le misure volte alla riduzione del disavanzo ritenute necessarie per correggere la situazione di disavanzo eccessivo “il più rapidamente possibile e comunque entro il 2007”. In particolare il Consiglio ha richiesto che “nel 2006 e nel 2007 la Germania assicuri un miglioramento cumulativo del saldo di bilancio corretto per il ciclo, al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee, di almeno un punto percentuale”. In aggiunta la Germania è stata invitata ad “adottare le misure necessarie affinché, una volta corretto il disavanzo eccessivo, il risanamento finanziario finalizzato al conseguimento dell’obiettivo a medio termine di un bilancio in pareggio in termini strutturali sia proseguito tramite la riduzione del disavanzo strutturale di almeno 0,5% del PIL all’anno.” A seguito della trasmissione di una relazione di attuazione da parte della Germania il 5 luglio, il 19 luglio 2006 la Commissione ha adottato una comunicazione per informare il Consiglio che la Germania aveva adottato misure che le permettono di compiere progressi adeguati nella direzione giusta, cioè la correzione del disavanzo eccessivo entro i termini stabiliti dal Consiglio e che a quel punto non erano necessarie ulteriori iniziative in relazione alla procedura in questione. Nella sua riunione del 10 ottobre 2006 il Consiglio ha condiviso questo parere.2.3. La valutazione contenuta nel parere del Consiglio sul programma precedenteIl 14 marzo 2006, il Consiglio ha adottato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato, relativo al periodo 2005-2009. Il Consiglio ha accolto favorevolmente “la priorità attribuita dal governo al risanamento di bilancio come indicato nel programma”, ma ha osservato che “vi sono rischi legati al conseguimento degli obiettivi di bilancio e alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche”. Tenuto conto anche della sua decisione del 14 marzo conformemente all’articolo 104, paragrafo 9 del trattato, il Consiglio ha invitato “la Germania:-  a garantire il previsto aggiustamento strutturale cumulativo di almeno un punto percentuale negli anni 2006 e 2007, per portare il disavanzo dell’amministrazione pubblica al di sotto del 3% del PIL entro il 2007, in modo al tempo stesso credibile e sostenibile;-  a conseguire rapidamente l’obiettivo di bilancio a medio termine attraverso una riduzione, nel saldo strutturale, di almeno mezzo punto percentuale all’anno dopo la correzione del disavanzo eccessivo, in particolare attuando rigorosamente la prevista restrizione della spesa in modo da poter alleggerire come previsto i contributi sociali, e assicurando che la riforma annunciata dell’imposta sulle società non comprometta il risanamento di bilancio;-  attuare i piani per riformare il sistema federale per migliorare il quadro di bilancio e contribuire così a garantire che gli obiettivi di bilancio siano raggiunti a tutti i livelli dell’amministrazione.”2.4. La valutazione della Commissione del programma nazionale di riforme dell’ottobre 2006Il 18 ottobre 2006 è stata trasmessa la relazione sullo stato di attuazione del programma nazionale di riforme della Germania, presentato nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Il programma nazionale di riforme della Germania individua le seguenti sfide/priorità fondamentali: la società della conoscenza; il funzionamento del mercato e la competitività; le imprese; la sostenibilità delle finanze pubbliche (incluse la crescita sostenibile e la sicurezza sociale); l’innovazione ecologica; e la riforma del mercato del lavoro.Dalla valutazione effettuata dalla Commissione (adottata nell’ambito della sua relazione annuale sullo stato di avanzamento dei lavori del dicembre 2006 [2] ) emerge che la Germania sta attuando il programma nazionale di riforme globalmente con buoni risultati, in particolare per quanto riguarda le sfide macro- e microeconomiche fondamentali e le azioni prioritarie. I progressi nel campo dell’occupazione sono invece più lenti. In considerazione delle capacità e delle carenze identificate, è stato raccomandato alla Germania di procedere all’attuazione di riforme nei settori della sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, della concorrenza sui mercati di beni e servizi, e della disoccupazione strutturale.Riquadro: Punti principali esaminati nella valutazione A norma dell’articolo 5, paragrafo 1, (per i programmi di stabilità) e dell’articolo 9, paragrafo 1, (per i programmi di convergenza) del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, viene esaminato quanto segue: se le ipotesi economiche sulle quali il programma è fondato siano realistiche; l’obiettivo di bilancio a medio termine (OMT) presentato dallo Stato membro e se il percorso di avvicinamento proposto dal programma rispetto a tale obiettivo sia adeguato; se le misure adottate e/o proposte per la realizzazione di tale percorso di avvicinamento siano sufficienti per conseguire l’OMT nel corso del ciclo; al momento della valutazione di questo percorso di avvicinamento all’OMT, se un maggiore sforzo di adeguamento sia stato compiuto in periodi di congiuntura favorevole, sforzo che può essere più limitato in periodi di congiuntura sfavorevole, e, per gli Stati membri dell’area dell’euro e per quelli che fanno parte dell’ERM2, se lo Stato membro persegua, per conseguire il suo OMT, un miglioramento annuo del suo saldo di bilancio corretto per il ciclo, al netto delle misure una tantum e di altre misure temporanee, dello 0,5% del PIL come parametro di riferimento; nel definire il percorso di avvicinamento verso l’OMT (per gli Stati membri che non l’hanno ancora raggiunto) o nel consentire una deviazione temporanea dall’OMT (per gli Stati membri che lo hanno già conseguito), l’attuazione di riforme strutturali sostanziali che producano effetti diretti di contenimento dei costi a lungo termine (compreso il rafforzamento del potenziale di crescita) e che pertanto abbiano un impatto quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche (a condizione che sia mantenuto un opportuno margine di sicurezza rispetto al valore di riferimento del 3% del PIL e che si preveda che la posizione di bilancio ritorni all’OMT entro il periodo coperto dal programma), con un’attenzione particolare per le riforme delle pensioni che introducono un sistema multipilastro comprendente un pilastro obbligatorio, finanziato a capitalizzazione; se le politiche economiche dello Stato membro siano coerenti con gli indirizzi di massima per le politiche economiche. La plausibilità delle ipotesi macroeconomiche del programma è valutata con riferimento alle previsioni dei servizi della Commissione dell’autunno 2006, usando anche la metodologia concordata per la stima della produzione potenziale e dei saldi corretti per il ciclo. La valutazione della coerenza con gli indirizzi di massima per le politiche economiche viene effettuata sulla base degli indirizzi di massima per le politiche economiche nel settore delle finanze pubbliche, inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. La valutazione esamina inoltre: l’evoluzione del rapporto debito/PIL e le prospettive per la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, cui, secondo la relazione del Consiglio del 20 marzo 2005 Migliorare l’attuazione del Patto di stabilità e crescita, “nella sorveglianza delle posizioni di bilancio dovrebbe essere tributata sufficiente attenzione”. Una comunicazione della Commissione del 12 ottobre 2006 espone l’approccio dell’UE nella valutazione della sostenibilità a lungo termine[3]; il grado di integrazione rispetto al programma nazionale di riforme, presentato dagli Stati membri nel contesto della strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Nella sua nota di accompagnamento del 7 giugno 2005 al Consiglio europeo sugli indirizzi economici di massima per il periodo 2005-2008, il Consiglio ECOFIN ha affermato che i programmi nazionali di riforme devono essere coerenti con i programmi di stabilità e di convergenza; il rispetto del codice di condotta[4], che tra l’altro prescrive una struttura e tabelle di dati comuni per i programmi di stabilità e di convergenza. |-  Raccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di stabilità aggiornato della Germania, 2006-2010IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce le Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[5], in particolare l’articolo 5, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,sentito il comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:5.  Il [27 febbraio 2007] il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato della Germania, relativo al periodo 2006-2010.6.  Lo scenario macroeconomico sottostante al programma prevede un rallentamento temporaneo della crescita del PIL reale dal 2,3% nel 2006 all’1,4% nel 2007, prima di assestarsi all’1¾% in media durante il resto del periodo del programma. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili (la prima stima ufficiale della crescita del PIL nel 2006 è del 2,5%), questo scenario appare basato su previsioni plausibili fino al 2008 e lievemente ottimistiche in seguito, rispetto alla proiezioni per la crescita potenziale formulate dalla Commissione. Le proiezioni in materia di inflazione contenute nel programma sembrano piuttosto pessimistiche.7.  Per il 2006 il programma indica un disavanzo delle pubbliche amministrazioni del 2,1% del PIL (rivisto al ribasso all’1,9% dalle ultime dichiarazioni del governo), a fronte di un obiettivo di disavanzo pari al 3,3% del PIL nel precedente aggiornamento del programma di stabilità. Il governo ha ricavato entrate inaspettatamente elevate dalle tasse, che, in linea con il patto di stabilità e crescita, non sono state spese nel 2006. È previsto ora un aumento dell’onere fiscale (le entrate da tasse e contributi sociali) a circa il 40% del PIL nel 2006, circa un 1% del PIL in più rispetto alle previsioni dell’aggiornamento precedente. Nel 2006 la spesa pubblica è stata tenuta sotto controllo. La leggera riduzione delle spese nell’esecuzione di bilancio è dovuta a trasferimenti monetari minori; ciò è dovuto principalmente alle ripercussioni positive impreviste del miglioramento delle condizioni sul mercato del lavoro sull’Agenzia federale per l’occupazione. In secondo luogo, la spesa per interessi e le sovvenzioni sono state inferiori al previsto.8.  L’obiettivo principale della strategia di bilancio a medio termine è garantire la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche. A tal fine il programma propone di continuare il risanamento di bilancio, migliorando al tempo stesso le condizioni relative alla crescita e all’occupazione. Dopo la prevista correzione del disavanzo eccessivo nel 2006, il disavanzo dovrebbe diminuire di ½ punto percentuale all’anno (tranne nel 2008) per raggiungere ½% del PIL nel 2010. Il miglioramento del saldo primario segue lo stesso modello con un avanzo che dovrebbe raggiungere il 2% del PIL entro il 2010. Mentre il bilancio contiene misure correttive sul lato delle entrate, in particolare l’aumento dell’aliquota centrale dell’IVA dal 16% al 19%, il rapporto spesa/PIL e quello entrate/PIL sono destinati a diminuire da un anno all’altro. Il rapporto spesa/PIL dovrebbe diminuire di 2½ punti percentuali scendendo al 43% del PIL entro il 2010; tale obiettivo dovrebbe essere conseguito in primo luogo mediante un contenimento della spesa sociale. Nello stesso periodo, il rapporto entrate/PIL dovrebbe diminuire di 1½ punti percentuali assestandosi al 42% del PIL entro il 2010; l’aumento della quota delle imposte (es. aumento dell’aliquota centrale dell’IVA nel 2007) è globalmente compensato da una diminuzione della quota dei contributi sociali (a seguito di tagli al sussidio di disoccupazione nel 2007 e della diminuzione progressiva dei contributi), mentre le entrate fiscali non diminuiscono. Rispetto all’aggiornamento precedente, gli obiettivi di bilancio sono più elevati per ogni anno tranne il 2008, anno in cui non è previsto un adeguamento.9.  Il saldo strutturale (ovvero il saldo corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee), calcolato in base alla metodologia concordata dovrebbe migliorare, passando da un disavanzo del 2% circa del PIL nel 2006 a ½% circa alla fine del periodo di riferimento del programma, in media di quasi ½% del PIL all’anno. Come nell’aggiornamento precedente del programma di stabilità, l’obiettivo di medio termine (OMT) per la posizione di bilancio presentato nel programma è una posizione in equilibrio in termini strutturali, che il programma non prevede di raggiungere entro il periodo del programma. Poiché l’obiettivo di medio termine è più ambizioso del benchmark minimo (stimato pari ad un disavanzo dell’1½% circa del PIL), il suo conseguimento dovrebbe raggiungere lo scopo di fornire un margine di sicurezza rispetto all’eventualità di un disavanzo eccessivo. L’obiettivo di bilancio a medio termine si situa entro la forcella indicata per gli Stati membri dell’area dell’euro e dell’ERM 2 nel patto di stabilità e crescita e nel codice di condotta e riflette adeguatamente il rapporto debito/PIL e la crescita media del prodotto potenziale a lungo termine.10.  Nel complesso, i rischi legati alle proiezioni di bilancio nel programma sembrano equilibrati per il 2007, ma gli esiti di bilancio per gli anni successivi potrebbero essere peggiori del previsto. In particolare, resta il rischio che il calo previsto del rapporto spesa sociale/PIL non possa essere ottenuto senza misure supplementari che non sono specificate nel programma. In effetti, l’aggiornamento stesso dichiara che sono necessarie ulteriori riforme sul mercato del lavoro e nei sistemi di previdenza sociale. Inoltre, la riforma dell’imposizione societaria prevista per il 2008 pone un rischio considerevole, che va al di là dell’onere di bilancio previsto dal programma. Potrebbe così rivelarsi necessario compensare eventuali ammanchi di entrate dall’imposizione societaria mediante un maggiore contenimento delle spese. Fatta astrazione da tale riforma, le proiezioni relative alle entrate appaiono prudenti. Nel complesso, tuttavia, restano rischi per l’adeguamento di bilancio, in particolare per quanto riguarda l’attuazione del percorso di avvicinamento verso la fine del programma.11.  Sulla base di questa valutazione dei rischi, l’impostazione di bilancio del programma è compatibile con la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2006, un anno prima del termine fissato dal Consiglio. Essa sembra inoltre fornire un margine di sicurezza sufficiente per potere fare fronte, a partire dal 2007, alle normali variazioni macroeconomiche senza superare il valore di riferimento del disavanzo, ossia il 3% del PIL, nonostante resti qualche rischio per il 2008. Negli anni successivi alla correzione del disavanzo eccessivo, il ritmo di avvicinamento all’obiettivo di medio termine del programma dovrebbe essere rafforzato, in particolare nel 2008, per essere in linea con il patto di stabilità e crescita, che specifica che, per gli Stati membri dell’area dell’euro e dell’ERM II, il miglioramento annuale del saldo strutturale dovrebbe essere pari allo 0,5% del PIL come benchmark e che l’aggiustamento dovrebbe essere più elevato in periodi di congiuntura economica favorevole e potrebbe essere minore in quelli di congiuntura economica sfavorevole. In particolare, non sono previsti miglioramenti del saldo strutturale per il 2008, un periodo che dovrebbe essere caratterizzato da un congiuntura favorevole. Rispettando il percorso di avvicinamento strutturale richiesto sarebbe possibile raggiungere l'OMT nel periodo del programma.12.  Il debito pubblico lordo è stimato per il 2006 al 67,9% del PIL, superiore al valore di riferimento del 60% del PIL fissato dal trattato. Il programma prevede che il rapporto debito/PIL diminuisca di 3½ punti percentuali nel corso del programma. L’evoluzione del rapporto del debito può rivelarsi meno favorevole di quanto previsto nel programma tenuto conto dei rischi per gli obiettivi di disavanzo e dell’incertezza quanto agli aggiustamenti stock/flussi, che consentono la riduzione del debito, ipotizzati nel programma. Data questa valutazione dei rischi, nel periodo coperto dal programma il rapporto debito/PIL può non ridursi in misura sufficiente per convergere verso il valore di riferimento.13.  L’impatto a lungo termine sul bilancio dell’invecchiamento in Germania è prossimo alla media UE, anche se l’aumento delle spese per le pensioni appare leggermente inferiore rispetto a quello di numerosi altri paesi, a seguito delle riforme pensionistiche già introdotte. È stato adottato un progetto di legge per innalzare l’età legale per la pensione, portandola gradualmente a 67 anni a partire dal 2012. Per quanto vengano concesse esenzioni al limite di età più elevato, tale misura favorirà la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche. Inoltre, lo sviluppo di regimi pensionistici privati complementari dovrebbe contribuire a incrementare i redditi dei pensionati. La posizione di bilancio iniziale costituisce un rischio per finanze pubbliche sostenibili, anche prima di prendere in considerazione l’impatto a lungo termine sul bilancio dell’invecchiamento della popolazione. Inoltre, il livello del debito lordo è attualmente al di sopra del valore di riferimento indicato dal trattato. Globalmente, la Germania sembra essere a medio rischio per quanto concerne la sostenibilità delle finanze pubbliche.14.  Il programma di stabilità non contiene una valutazione qualitativa dell’impatto globale della relazione di attuazione dell’ottobre 2006 relativa al programma nazionale di riforme nel quadro della strategia di bilancio a medio termine. Inoltre, non fornisce informazioni sistematiche sui costi o risparmi diretti di bilancio delle principali riforme previste dal programma nazionale di riforme e, nelle sue proiezioni di bilancio, non tiene esplicitamente conto delle conseguenze che le azioni delineate in tale programma hanno per le finanze pubbliche. Le misure nel settore delle finanze pubbliche indicate nel programma di stabilità sembrano coerenti con quelle previste nel programma nazionale di riforme. In particolare, in entrambi i programmi vengono messi in evidenza la riforma dell’imposizione societaria, nel 2008, e la riforma dell’assistenza sanitaria. Entrambi i programmi prevedono inoltre, come seconda fase della riforma del sistema federale, un riesame delle relazioni fiscali fra livelli di governo al fine di rafforzare la responsabilità di ciascuno di essi. In questo contesto il programma di stabilità riconosce l’esigenza di sviluppare un quadro istituzionale che garantisca la disciplina di bilancio a tutti i livelli di governo e preveda misure volte a prevenire il manifestarsi di crisi di bilancio.15.  Le misure previste nel settore delle finanze pubbliche sono nel complesso conformi agli indirizzi economici di massima inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008.16.  Per quanto riguarda i requisiti in materia di dati che figurano nel codice di condotta per i programmi di stabilità e convergenza, il programma presenta alcune lacune quanto ai dati richiesti e a quelli opzionali[6].Globalmente, il programma aggiornato è considerato coerente con una correzione del disavanzo eccessivo a partire dal 2006, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza fissata dal Consiglio, mentre negli anni successivi verrà registrato qualche progresso in vista del raggiungimento dell’obiettivo a medio termine. Esistono tuttavia rischi connessi al raggiungimento degli obiettivi di bilancio.In considerazione della valutazione di cui sopra la Germania è invitata:(i) Ad approfittare della congiuntura economica favorevole per rafforzare l’adeguamento strutturale al fine di tendere verso l’obiettivo a medio termine nel 2008 e in seguito, mantenendo un controllo rigoroso sulle spese e garantendo parallelamente che l’annunciata riforma della fiscalità delle imprese non comprometta il consolidamento fiscale;(ii) In considerazione del livello del debito e del previsto aumento delle spese connesse all’invecchiamento della popolazione, a migliorare la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche conseguendo l'OMT e attuando le riforme, in particolare quelle nel campo dell’assistenza sanitaria;(iii) A migliorare il quadro di bilancio al fine di rafforzare la disciplina fiscale a tutti i livelli di governo, in particolare attuando i piani per la seconda fase della riforma del sistema federale.Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 |PIL reale (variazione in %) | PS nov. 2006 | 0.9 | 2,3 | 1,4 | 1 ¾ | 1 ¾ | 1 ¾ |COM nov. 2006 | 0.9 | 2,4 | 1,4 | 2,0 | -- | -- |PS febbr. 2006 | 0,9 | 1 ½ | 1 | 1 ¾ | 1 ¾ | -- |Inflazione IAPC (%) | PS nov. 2006 | -- | -- | -- | -- | -- | -- |COM nov. 2006 | 1,9 | 1,8 | 2,2 | 1,2 | -- | -- |PS febbr. 2006 | -- | -- | -- | -- | -- | -- |Divario tra produzione effettiva e potenziale (in % del PIL potenziale) | PS nov. 20061 | -1,2 | -0,3 | -0,3 | -0,2 | 0,0 | 0,0 |COM nov. 20065 | -1,3 | -0,2 | -0,4 | 0,1 | -- | -- |PS febbr. 20061 | -0,9 | -0,7 | -1,1 | -0,7 | -0,4 | -- |Saldo di bilancio delle pubbliche amministrazioni (in % del PIL) | SP nov. 2006 | -3,2 | -2,1 | -1 ½ | -1 ½ | -1 | -½ |COM nov. 2006 | -3,2 | -2,3 | -1,6 | -1,2 | -- | -- |PS febbr. 2006 | -3,3 | -3,3 | -2 ½ | -2 | -1 ½ | -- |Saldo primario (in % del PIL) | PS nov. 2006 | -0,5 | ½ | 1 | 1 | 1 ½ | 2 |COM nov. 2006 | -0,5 | 0,4 | 1,1 | 1,5 | -- | -- |PS febbr. 2006 | -0,5 | - ½ | ½ | 1 ¼ | 1 ½ | -- |Saldo corretto per il ciclo (in % del PIL) | PS nov. 20061 | -2,6 | -2,0 | -1,5 | -1,5 | -1,0 | -0,6 |COM nov. 2006 | -2,6 | -2,2 | -1,4 | -1,2 | -- | -- |PS febbr. 20061 | -2,9 | -2,9 | -1,8 | -1,5 | -1,1 | -- |Saldo strutturale2 (in % del PIL) | PS nov. 20063 | -2,7 | -2,0 | -1,5 | -1,5 | -1,0 | -0,6 |COM nov. 20064 | -2,7 | -2,2 | -1,4 | -1,2 | -- | -- |PS febbr. 2006 | -3,0 | -2,9 | -1,8 | -1,5 | -1,1 | -- |Debito pubblico lordo (in % del PIL) | PS nov. 2006 | 67,9 | 67,9 | 67 | 66 ½ | 65 ½ | 64 ½ |COM nov. 2006 | 67,9 | 67,8 | 67,7 | 67,3 | -- | -- |PS febbr. 2006 | 67 ½ | 69 | 68 ½ | 68 | 67 | -- |Osservazioni: 1Calcolo dei servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma. 2Saldo di bilancio corretto per il ciclo (come nelle righe precedenti) ad esclusione delle misure temporanee e una tantum. 3Misure una tantum e altre misure temporanee ricavate dal programma (0,1% del PIL nel 2005, ad incremento del disavanzo). 4Misure una tantum e altre misure temporanee di cui alle previsioni dell’autunno 2006 dei servizi della Commissione (0,1% del PIL nel 2005, ad incremento del disavanzo). 5Sulla base di una crescita potenziale stimata dell’1,2%, 1,3%, 1,4% e 1,4% rispettivamente nel periodo 2005-2008. Fonte: Programma di stabilità (PS); previsioni dell’autunno 2006 elaborate dai servizi della Commissione (COM); calcoli effettuati dai servizi della Commissione. |[1] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). Tutti i documenti cui si fa riferimento nel presente testo figurano sul sito: :http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[2] Communication from the Commission to the spring European Council implementing the renewed lisbon strategy for growth and jobs - "A year of delivery", 12.12.2006, COM(2006) 816 [Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo di primavera, "Attuare la nuova strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione – un anno di azioni].[3] Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, La sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche nella UE, 12.10.2006, COM(2006) 574, e Commissione europea, Direzione generale Affari economici e finanziari (2006), The long-term sustainability of public finances in the European Union, European Economy n. 4/2006.[4] "Specifiche sull'attuazione del Patto di stabilità e crescita e linee direttrici sulla presentazione e il contenuto dei programmi di stabilità e convergenza", approvate dal Consiglio Ecofin in data 11 ottobre 2005.[5] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti cui si fa riferimento nel presente testo possono essere reperiti nel seguente sito: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[6] In particolare, il programma non fornisce dati sull'inflazione IAPC, i trasferimenti sociali totali e l’aggiustamento stock/flussi; le informazioni sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti e la ripartizione delle entrate fiscali sono state invece fornite separatamente alla Commissione.