CELEX: 61986CJ0081
Language: it
Date: 1987-09-29
Title: Sentenza della Corte (Sesta Sezione) del 29 settembre 1987. # De Boer Buizen BV contro Consiglio e Commissione delle Comunità europee. # Responsabilità extracontrattuale - Regime d'esportazione per tubi d'acciaio. # Causa 81/86.

Avis juridique important

|

61986J0081

SENTENZA DELLA CORTE (SESTA SEZIONE) DEL 29 SETTEMBRE 1987.  -  DE BOER BUIZEN BV CONTRO CONSIGLIO E COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE.  -  RESPONSABILITA'EXTRACONTRATTUALE - REGIME D'ESPORTAZIONE DEI TUBI DI ACCIAIO.  -  CAUSA 81/86.  

raccolta della giurisprudenza 1987 pagina 03677 edizione speciale svedese pagina 00165 edizione speciale finlandese pagina 00167

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . RICORSO PER DANNI - NATURA AUTONOMA - ESAURIMENTO DELLE POSSIBILITA D' IMPUGNAZIONE NAZIONALI - ECCEZIONE - IMPOSSIBILITA DI OTTENERE RIPARAZIONE DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE  ( TRATTATO CEE, ARTT . 178 E 215, 2* COMMA )  2 . POLITICA COMMERCIALE COMUNE - RESTRIZIONI DELL' ESPORTAZIONE - ACCORDO FRA LA COMUNITA E GLI STATI UNITI D' AMERICA RELATIVO AGLI SCAMBI DI TUBI D' ACCIAIO - REGIME DI LICENZE D' ESPORTAZIONE - RILASCIO DELLE LICENZE RISERVATO AI PRODUTTORI - DISCRIMINAZIONE NEI CONFRONTI DEI DISTRIBUTORI - INSUSSISTENZA  ( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 60/85, ART . 5; REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE N . 61/85 )  3 . POLITICA COMMERCIALE COMUNE - RESTRIZIONI ALL' ESPORTAZIONE - ACCORDO FRA LA COMUNITA E GLI STATI UNITI D' AMERICA RELATIVO AGLI SCAMBI DI TUBI D' ACCIAIO - RIPARTIZIONE DEL MASSIMALE COMUNITARIO FRA GLI STATI MEMBRI - MARGINE DISCREZIONALE DEL CONSIGLIO  ( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 60/85, ALLEGATO III )  

Massima

1 . L' AZIONE DI RISARCIMENTO A NORMA DEGLI ARTT . 178 E 215, 2* COMMA, DEL TRATTATO E STATA ISTITUITA COME UN RIMEDIO AUTONOMO, DOTATO DI UNA PARTICOLARE FUNZIONE NELL' AMBITO DEL REGIME DELLE IMPUGNAZIONI E SUBORDINATO, QUANTO AL SUO ESERCIZIO, A CONDIZIONI ATTINENTI AL SUO OGGETTO . SE E VERO CHE ESSA DEV' ESSERE VALUTATA ALLA LUCE DEL SISTEMA COMPLESSIVO DI TUTELA GIURISDIZIONALE DEI SINGOLI E CHE LA SUA RICEVIBILITA PUO QUINDI ESSERE SUBORDINATA, IN DETERMINATI CASI, ALL' ESAURIMENTO DEI RIMEDI GIURISDIZIONALI NAZIONALI DISPONIBILI PER OTTENERE L' ANNULLAMENTO DI UN PROVVEDIMENTO DELLE AUTORITA NAZIONALI, E TUTTAVIA NECESSARIO, A TAL FINE, CHE TALI RIMEDI NAZIONALI GARANTISCANO IN MODO EFFICACE LA TUTELA DEI SINGOLI E CHE ESSI POSSANO CONDURRE AL RISARCIMENTO DELL' ASSERITO DANNO . CIO NON AVVIENE NEL CASO DELLA REIEZIONE, IN FORZA DI UN REGOLAMENTO COMUNITARIO, DA PARTE DELLE AUTORITA NAZIONALI, DI UNA DOMANDA DI LICENZA D' ESPORTAZIONE . NE L' ANNULLAMENTO DELLA REIEZIONE AD OPERA DEL GIUDICE NAZIONALE, NE L' ACCERTAMENTO DELL' INVALIDITA DEL REGOLAMENTO DI CUI TRATTASI, ALLA QUALE IL GIUDICE POTREBBE GIUNGERE DOPO ESSERSI VALSO DELLA PROCEDURA DI CUI ALL' ART . 177 DEL TRATTATO, POSSONO INFATTI AVERE IL RISULTATO DI ATTRIBUIRE ALL' OPERATORE ECONOMICO IL DIRITTO AL RILASCIO DI UNA LICENZA O AL RISARCIMENTO DEL DANNO CHE ABBIA SUBITO .  2 . RISERVANDO IL RILASCIO DI LICENZE D' ESPORTAZIONE AI PRODUTTORI, IL REGIME ISTITUITO DALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE PER L' ATTUAZIONE DELL' ACCORDO FRA LA COMUNITA E GLI STATI UNITI D' AMERICA RIGUARDANTE GLI SCAMBI DI TUBI D' ACCIAIO NON DETERMINA UNA DISCRIMINAZIONE NEI CONFRONTI DEI DISTRIBUTORI DEGLI STESSI . I PRODUTTORI COMUNITARI NON SONO INFATTI COLPITI DA DETTO ACCORDO, IL QUALE RIGUARDA SOLO I PRODOTTI ORIGINARI DELLA COMUNITA, NELLO STESSO MODO DEI DISTRIBUTORI I QUALI POSSONO FRUIRE DEL TRASFERIMENTO DELLA LICENZA DA PARTE DEL PRODUTTORE NONCHE CONTINUARE LE ESPORTAZIONI DI PRODOTTI ORIGINARI DI PAESI TERZI . SE TUTTAVIA RISULTASSE CHE I DISTRIBUTORI, IN QUANTO CATEGORIA DI OPERATORI ECONOMICI, DEBBONO SOPPORTARE UNA PARTE SPROPORZIONATA DEGLI ONERI DERIVANTI DALL' ACCORDO, SPETTEREBBE ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE PORVI RIMEDIO MEDIANTE OPPORTUNI PROVVEDIMENTI .  3 . NEL PROCEDERE ALLA RIPARTIZIONE FRA STATI MEMBRI DEL MASSIMALE COMUNITARIO D' ESPORTAZIONE STABILITO DALL' ACCORDO FRA LA COMUNITA E GLI STATI UNITI D' AMERICA RIGUARDANTE GLI SCAMBI DI TUBI D' ACCIAIO, IL CONSIGLIO DISPONE DI UN MARGINE DISCREZIONALE DI CUI SPETTA A CHI CONTESTA LA RIPARTIZIONE STESSA IL PROVARE CHE ESSO SIA STATO SUPERATO .  

Parti

NELLA CAUSA 81/86,  DE BOER BUIZEN BV, SOCIETA DI DIRITTO OLANDESE CON SEDE SOCIALE IN HEERHUGOWAARD, CON L' AVV . W . ALEXANDER, DEL FORO DELL' AIA, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO LO STUDIO DELL' AVV . E . ARENDT,  RICORRENTE,  CONTRO  CONSIGLIO DELLE COMUNITA EUROPEE, RAPPRESENTATO DA E.H . STEIN, SUO CONSIGLIERE GIURIDICO, IN QUALITA D' AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . J . KAESER, BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI,  E  COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SIG . A . HAAGSMA, MEMBRO DEL SUO SERVIZIO GIURIDICO, IN QUALITA D' AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . G . KREMLIS, EDIFICIO JEAN MONNET,  CONVENUTI,  AVENTE AD OGGETTO UNA DOMANDA VOLTA A FAR DICHIARARE, AI SENSI DELL' ART . 215 DEL TRATTATO CEE, LA RESPONSABILITA EXTRACONTRATTUALE DELLE COMUNITA PER IL DANNO SUBITO DALLA RICORRENTE IN SEGUITO ALL' ESECUZIONE DATA DALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE ALL' ACCORDO CON GLI STATI UNITI D' AMERICA RELATIVO AGLI SCAMBI DI TUBI D' ACCIAIO DEL 7 GENNAIO 1985 ( GU L 9, PAG . 1 ),  LA CORTE ( SESTA SEZIONE ),  COMPOSTA DAI SIGNORI C . KAKOURIS, PRESIDENTE DI SEZIONE, T . KOOPMANS, O . DUE, K . BAHLMANN E G.C . RODRIGUEZ IGLESIAS, GIUDICI,  AVVOCATO GENERALE : G.F . MANCINI  CANCELLIERE : D . LOUTERMAN, AMMINISTRATORE  VISTA LA RELAZIONE D' UDIENZA ED IN SEGUITO ALLA TRATTAZIONE ORALE DEL 3 FEBBRAIO 1987,  SENTITE LE CONCLUSIONI DELL' AVVOCATO GENERALE PRESENTATE ALL' UDIENZA DELL' 11 GIUGNO 1987,  HA PRONUNZIATO LA SEGUENTE  SENTENZA  

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO INTRODUTTIVO DEPOSITATO NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 17 MARZO 1986, LA SOCIETA DE BOER BUIZEN BV, CON SEDE SOCIALE IN HEERHUGOWAARD, PAESI BASSI, HA PRESENTATO, A NORMA DEGLI ARTT . 178 E 215, 2* COMMA, DEL TRATTATO CEE, UN RICORSO VOLTO AL RISARCIMENTO DEL DANNO ASSERTIVAMENTE CAUSATOLE DALL' ESECUZIONE, DA PARTE DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE, DELL' ACCORDO CONCLUSO NEL GENNAIO 1985 TRA LA COMUNITA E GLI STATI UNITI D' AMERICA IN MATERIA DI SCAMBI DI TUBI DI ACCIAIO ( GU L 9, PAG . 2; IN PROSIEGUO : L' "ACCORDO ").  2 NEL SUO RICORSO, LA RICORRENTE HA CHIESTO CHE LA COMUNITA VENISSE DICHIARATA RESPONSABILE DEL PRETESO DANNO DA ESSA SUBITO IN QUANTO DOPO IL 1* GENNAIO 1985 SAREBBERO STATE IMPEDITE LE SUE ESPORTAZIONI DI TUBI D' ACCIAIO NEGLI STATI UNITI, MA ESSA HA PRECISATO CHE IN UNA FASE ULTERIORE LE PARTI AVREBBERO DOVUTO ACCORDARSI SULL' ENTITA DEL DANNO SUBITO, FERMO RESTANDO CHE, IN MANCANZA DI UN TALE ACCORDO, SAREBBE STATO PROSEGUITO IL PROCEDIMENTO DINANZI ALLA CORTE . IL CONSIGLIO E LA COMMISSIONE HANNO SVOLTO LE LORO DIFESE PRINCIPALMENTE IN ORDINE ALL' ESISTENZA O MENO DELLA RESPONSABILITA DELLA COMUNITA PER IL DANNO SUBITO DALLA RICORRENTE, ESPRIMENDO DUBBI SULL' ESISTENZA EFFETTIVA DI QUESTO DANNO .  3 DATO CHE LA DISCUSSIONE FRA LE PARTI SI E INCENTRATA PRINCIPALMENTE SULLA RICEVIBILITA DEL RICORSO E SULL' EVENTUALE ILLEGITTIMITA DEL COMPORTAMENTO ADDEBITATO ALLE ISTITUZIONI, OCCORRE ESAMINARE ANZITUTTO QUESTI PUNTI .  4 PER UNA PIU AMPIA ESPOSIZIONE DEL CONTESTO GIURIDICO DELLA CONTROVERSIA, DEI FATTI DI CAUSA E DEI MEZZI E ARGOMENTI DELLE PARTI, SI FA RINVIO ALLA RELAZIONE D' UDIENZA . QUESTI ELEMENTI DEL FASCICOLO VENGONO RIPORTATI IN PROSIEGUO SOLTANTO NELLA MISURA NECESSARIA ALLE DEDUZIONI DELLA CORTE .  SULLA RICEVIBILITA  5 LE ISTITUZIONI CONVENUTE SOSTENGONO CHE IL RICORSO E IRRICEVIBILE . ESSE RITENGONO CHE L' AZIONE CONTEMPLATA DAGLI ARTT . 178 E 215, 2* COMMA, DEL TRATTATO CEE, NON E CONSENTITA AD UN' IMPRESA QUALORA UN' ALTRA AZIONE POSSA GARANTIRE AD ESSA UNA TUTELA EFFICACE . QUESTA IPOTESI RICORREREBBE NEL CASO DI SPECIE, IN QUANTO LA RICORRENTE HA AVUTO LA POSSIBILITA DI IMPUGNARE DINANZI AI GIUDICI NAZIONALI IL MANCATO RILASCIO DELLE LICENZE D' ESPORTAZIONE .  6 IL CONSIGLIO SOTTOLINEA CHE L' ESECUZIONE DELL' ACCORDO E AVVENUTA ESSENZIALMENTE ATTRAVERSO IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 1985, N . 60, RELATIVO ALLE RESTRIZIONI ALL' ESPORTAZIONE DI TUBI DI ACCIAIO VERSO GLI STATI UNITI D' AMERICA ( GU L 9, PAG . 13 ). ORBENE, TALE REGOLAMENTO STABILISCE ESPLICITAMENTE, NEL SUO ART . 5, N . 1, CHE LE LICENZE D' ESPORTAZIONE SONO RILASCIATE DALLE AUTORITA COMPETENTI DI CIASCUNO STATO MEMBRO NEI LIMITI DELL' ASSEGNAZIONE CONCESSAGLI . LA RESPONSABILITA PER LA RIPARTIZIONE TRA LE IMPRESE DI QUESTA QUOTA NAZIONALE INCOMBE QUINDI SOLTANTO ALLE AUTORITA NAZIONALI .  7 SECONDO LA COMMISSIONE, LA RICORRENTE AVREBBE DOVUTO ADIRE IL GIUDICE NAZIONALE COMPETENTE PER IMPUGNARE IL MANCATO RILASCIO DI UNA LICENZA D' ESPORTAZIONE E PER SOLLEVARE, IN TALE AMBITO, IL PROBLEMA DELLA VALIDITA DEI REGOLAMENTI COMUNITARI IN MATERIA . QUALORA TALE PROCEDURA FOSSE SFOCIATA NELL' ACCERTAMENTO DI UN ILLEGITTIMO DINIEGO DELLA LICENZA, LA RICORRENTE AVREBBE POTUTO FONDARSI SU TALE ACCERTAMENTO PER CHIEDERE, A LIVELLO NAZIONALE, IL RISARCIMENTO DI UN EVENTUALE DANNO .  8 AL RIGUARDO OCCORRE OSSERVARE CHE LA RICORRENTE METTE IN DISCUSSIONE NON GIA I PROVVEDIMENTI ADOTTATI DALLE AUTORITA NAZIONALI IN ATTUAZIONE DEI REGOLAMENTI COMUNITARI, BENSI QUESTI STESSI REGOLAMENTI, POICHE ESSA ADDEBITA AL CONSIGLIO ED ALLA COMMISSIONE D' AVER RISERVATO IL RILASCIO, DA PARTE DELLE AUTORITA NAZIONALI, DI LICENZE DI ESPORTAZIONE DI TUBI D' ACCIAIO NEGLI STATI UNITI AI SOLI PRODUTTORI DI TALI MERCI . INFATTI, DALL' ART . 5 DEL SUMMENZIONATO REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 60/85 NONCHE DALL' ART . 3 DEL REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE 9 GENNAIO 1985, N . 61, CHE ISTITUISCE UN CONTROLLO COMUNITARIO DELLE ESPORTAZIONI DI TUBI DI ACCIAIO NEGLI STATI UNITI D' AMERICA ( GU L 9, PAG . 19 ) RISULTA CHE LE LICENZE D' ESPORTAZIONE DEVONO ESSERE CONCESSE SOLTANTO A IMPRESE PRODUTTRICI DI TALI MERCI .  9 SECONDO UNA COSTANTE GIURISPRUDENZA DELLA CORTE, L' AZIONE DI RISARCIMENTO DANNI AI SENSI DEGLI ARTT . 178 E 215, 2* COMMA, E STATA ISTITUITA COME UN MEZZO AUTONOMO, DOTATO DI UNA PARTICOLARE FUNZIONE NELL' AMBITO DEL REGIME DELLE IMPUGNAZIONI, E SUBORDINATO, QUANTO AL SUO ESERCIZIO, A CONDIZIONI ATTINENTI AL SUO OGGETTO . ANCHE SE L' AZIONE DI RISARCIMENTO DANNI DEV' ESSERE VALUTATA ALLA LUCE DEL SISTEMA COMPLESSIVO DI TUTELA GIURISDIZIONALE DEI SINGOLI E ANCHE SE LA SUA RICEVIBILITA PUO QUINDI ESSERE SUBORDINATA, IN CERTI CASI, ALL' ESAURIMENTO DEI RIMEDI GIURISDIZIONALI INTERNI DI CUI E POSSIBILE AVVALERSI PER OTTENERE L' ANNULLAMENTO DI UNA DECISIONE DELL' AUTORITA NAZIONALE, E TUTTAVIA NECESSARIO, A TAL FINE, CHE TALI RIMEDI NAZIONALI GARANTISCANO IN MODO EFFICACE LA TUTELA DEI SINGOLI INTERESSATI E CHE ESSI POSSANO CONDURRE AL RISARCIMENTO DELL' ASSERITO DANNO .  10 UNA SIFFATTA SITUAZIONE, IN CUI L' IMPRESA INTERESSATA POSSA OTTENERE IL RILASCIO DELLA LICENZA O IL RISARCIMENTO DEL DANNO CAUSATO DALLA SUA MANCATA CONCESSIONE, NON RICORRE NELLA FATTISPECIE . LE AUTORITA NAZIONALI ERANO INFATTI TENUTE, IN FORZA DELLE SUMMENZIONATE DISPOSIZIONI DEI REGOLAMENTI NN . 60/85 E 61/85 A CONCEDERE LE LICENZE D' ESPORTAZIONE SOLTANTO A IMPRESE PRODUTTRICI DI TUBI D' ACCIAIO, MENTRE LE IMPRESE DISTRIBUTRICI POTEVANO BENEFICIARE DI UNA SIFFATTA LICENZA SOLTANTO ATTRAVERSO IL TRASFERIMENTO DELLA STESSA DA PARTE DI UN' IMPRESA PRODUTTRICE . L' ANNULLAMENTO, DA PARTE DI UN GIUDICE NAZIONALE, DELLA DECISIONE DI NON CONCEDERE UNA SIFFATTA LICENZA AD UN' IMPRESA DISTRIBUTRICE NON PUO QUINDI AVERE COME RISULTATO IL DIRITTO DA PARTE DI QUEST' ULTIMA DI OTTENERE LA LICENZA O IL RISARCIMENTO DEL DANNO CHE ESSA POTREBBE AVERE SUBITO . LO STESSO DICASI PER UNA DECLARATORIA D' INVALIDITA DELLE DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI DI CUI TRATTASI, ALLA QUALE IL GIUDICE NAZIONALE POTREBBE ADDIVENIRE DOPO AVER SOTTOPOSTO ALLA CORTE UNA QUESTIONE AL RIGUARDO A NORMA DELL' ART . 177 DEL TRATTATO .  11 DA QUESTE CONSIDERAZIONI RISULTA CHE L' ECCEZIONE D' IRRICEVIBILITA SOLLEVATA DALLE ISTITUZIONI CONVENUTA NON PUO ESSERE ACCOLTA .  SUL MERITO  12 LA RICORRENTE FA VALERE CHE LA DISCIPLINA ISTITUITA DALLA COMUNITA PER GARANTIRE L' ESECUZIONE DELL' ACCORDO E ILLEGITTIMA . IN PRIMO LUOGO, TALE DISCIPLINA COMPORTA UNA DISCRIMINAZIONE DEI DISTRIBUTORI RISPETTO AI PRODUTTORI, IN QUANTO QUESTI ULTIMI SONO GLI UNICI BENEFICIARI DELLA CONCESSIONE DI LICENZE D' ESPORTAZIONE DI TUBI D' ACCIAIO . IN SECONDO LUOGO, ESSA HA L' EFFETTO DI RIPARTIRE IN MODO INGIUSTO E DISCRIMINATORIO IL MASSIMALE COMUNITARIO DI ESPORTAZIONE FRA GLI STATI MEMBRI, SENZA TENER CONTO DEI FLUSSI COMMERCIALI TRADIZIONALI .  13 RIGUARDO ALL' ASSERITA DISCRIMINAZIONE DEI DISTRIBUTORI RISPETTO AI PRODUTTORI, LA RICORRENTE AMMETTE CHE I REGOLAMENTI NN . 60/85 E 61/85 RENDONO POSSIBILE IL TRASFERIMENTO DI UNA LICENZA DA UN' IMPRESA PRODUTTRICE AD UN' IMPRESA DISTRIBUTRICE . TALE POSSIBILITA HA TUTTAVIA UN EFFETTO PRATICO MOLTO LIMITATO, IN QUANTO LE LICENZE VENGONO UTILIZZATE INTEGRALMENTE DAI PRODUTTORI STESSI O DALLE LORO AFFILIATE . AI DISTRIBUTORI VERREBBE PERTANTO IMPEDITO DI CONTINUARE LE ESPORTAZIONI DI TUBI D' ACCIAIO NEGLI STATI UNITI, MENTRE SONO STATI ESSI, E NON I PRODUTTORI, AD APRIRE IL MERCATO AMERICANO AI PRODOTTI SIDERURGICI DELLA COMUNITA .  14 OCCORRE OSSERVARE AL RIGUARDO CHE L' ACCORDO SI APPLICA SOLTANTO ALLE ESPORTAZIONI DELLA COMUNITA NEGLI STATI UNITI DI TUBI D' ACCIAIO ORIGINARI DELLA COMUNITA ((" STEEL PIPES AND TUBES (...) ORIGINATING IN THE COMMUNITY", PUNTO 1, PRIMA FRASE )). NE DISCENDE CHE I PRODUTTORI COMUNITARI DI TALI PRODOTTI SONO DIRETTAMENTE COLPITI DALLA LIMITAZIONE DELLE ESPORTAZIONI E CHE LE ESPORTAZIONI DI PRODOTTI ORIGINARI DI PAESI TERZI NON NE SONO INTERESSATE, NEMMENO QUALORA SIANO OPERA DI IMPRESE DISTRIBUTRICI STABILITE NELLA COMUNITA . E' PACIFICO CHE CERTI PAESI TERZI, COME L' AUSTRIA, LA ROMANIA E LA NORVEGIA, SMERCIANO UNA PARTE DELLA LORO PRODUZIONE D' ACCIAIO NEGLI STATI UNITI PER IL TRAMITE DI IMPRESE STABILITE NELLA COMUNITA .  15 PERTANTO, LE IMPRESE PRODUTTRICI DI TUBI D' ACCIAIO DELLA COMUNITA NON SI TROVANO, PER QUANTO RIGUARDA LE LIMITAZIONI ALLE ESPORTAZIONI DERIVANTI DALL' ACCORDO, NELLA STESSA SITUAZIONE DELLE IMPRESE DISTRIBUTRICI . STANDO COSI LE COSE, LE ISTITUZIONI NON ERANO TENUTE AD ISTITUIRE, NELL' AMBITO DELL' ESECUZIONE DI TALE ACCORDO, UNA DISCIPLINA CHE METTESSE SULLO STESSO PIANO I PRODUTTORI ED I DISTRIBUTORI COMUNITARI .  16 NE DERIVA CHE IL MEZZO VERTENTE SULLA DISCRIMINAZIONE FRA DISTRIBUTORI E PRODUTTORI E INFONDATO . TALE CONCLUSIONE NON VIENE INFIRMATA DALLA CIRCOSTANZA CHE LA RICORRENTE ERA SOLITA, SECONDO LE SUE AFFERMAZIONI, RIFORNIRSI DI TUBI IN CERTI STATI MEMBRI, ED IN PARTICOLARE NELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, E NON IN PAESI TERZI .  17 LE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO NON IMPLICANO CHE LE ISTITUZIONI COMUNITARIE, QUANDO HANNO ISTITUITO UN SISTEMA DI LICENZE DI ESPORTAZIONE DI TUBI IN UNO DEI MAGGIORI MERCATI, NON AVESSERO UNA CERTA RESPONSABILITA RISPETTO ALLA SITUAZIONE PARTICOLARE DELLE IMPRESE SPECIALIZZATE NELLA DISTRIBUZIONE DI TALI PRODOTTI, COME ESSE STESSE HANNO PERALTRO AMMESSO CONSENTENDO LA POSSIBILITA DI TRASFERIRE TALI LICENZE ALLE IMPRESE DISTRIBUTRICI . QUALORA RISULTASSE CHE TALI IMPRESE, IN QUANTO CATEGORIA, DOVESSERO SOPPORTARE UNA PARTE SPROPORZIONATA DEGLI ONERI DERIVANTI DALLA LIMITAZIONE DEI MERCATI DI ESPORTAZIONE, SPETTEREBBE ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE PORVI RIMEDIO ATTRAVERSO PROVVEDIMENTI ADEGUATI . DAL FASCICOLO NON RISULTA PERO CHE TALI CONDIZIONI RICORRESSERO NEL CASO DI SPECIE .  18 PER QUANTO RIGUARDA L' ASSERITA DISCRIMINAZIONE FRA STATI MEMBRI, OCCORRE OSSERVARE CHE L' ACCORDO CONTEMPLA L' ESPORTAZIONE DEI TUBI D' ACCIAIO DELLA COMUNITA IN QUANTO TALE, SENZA FAR DISTINZIONE FRA I VARI STATI E SENZA FAR RIFERIMENTO ALLE CORRENTI TRADIZIONALI D' ESPORTAZIONE PROVENIENTI DAGLI STATI MEMBRI . L' ACCORDO FISSA IL MASSIMALE COMUNITARIO D' ESPORTAZIONE PER I TUBI D' ACCIAIO AL 7,6% DEL CONSUMO APPARENTE DEGLI STATI UNITI; IL REGOLAMENTO N . 60/85 DEMANDA ALLA COMMISSIONE IL CALCOLO DEI QUANTITATIVI CHE DISCENDONO DA TALE MASSIMALE E STABILISCE, NEL SUO ALLEGATO III, LA RIPARTIZIONE DI TALI QUANTITATIVI TRA GLI STATI MEMBRI ASSEGNANDO A CIASCUNO DI ESSI UNA PERCENTUALE DELLA QUOTA DEL CONSUMO APPARENTE NEGLI STATI UNITI . TUTTAVIA, LE AUTORITA COMPETENTI DEGLI STATI MEMBRI DEVONO RILASCIARE LE LICENZE D' ESPORTAZIONE TENENDO CONTO, FRA L' ALTRO, DEL "RISPETTO DELLE CORRENTI TRADIZIONALI D' ESPORTAZIONE DELLE IMPRESE" E DEL "RISPETTO DELLE CORRENTI D' ESPORTAZIONE VERSO GLI STATI MEMBRI NEL LORO SCAGLIONAMENTO TRADIZIONALE SULL' ANNO" ( ART . 5, N . 2, DEL REGOLAMENTO N . 60/85 ).  19 IN UNA SIFFATTA SITUAZIONE, SPETTAVA ALLA RICORRENTE DIMOSTRARE PERCHE IL CONSIGLIO, PROCEDENDO ALLA RIPARTIZIONE DEL MASSIMALE COMUNITARIO FRA GLI STATI MEMBRI, AVREBBE DOVUTO RISPETTARE LE CORRENTI TRADIZIONALI D' ESPORTAZIONE DEGLI STATI MEMBRI E, NELLA FATTISPECIE, AVESSE SCONFINATO DAL MARGINE DI DISCREZIONALITA DI CUI DISPONEVA NELL' AMBITO DI TALE COMPITO . LA RICORRENTE SI E TUTTAVIA LIMITATA A FORMULARE LA TESI GENERALE - NON CIRCOSTANZIATA E CONTESTATA DALLE ISTITUZIONI CONVENUTE - SECONDO CUI TALUNI STATI MEMBRI, ED IN PARTICOLARE I PAESI BASSI, AVREBBERO FRUITO DI UNA QUOTA NAZIONALE TROPPO ELEVATA PERCHE NON CONFORME ALLE CORRENTI TRADIZIONALI DI ESPORTAZIONE .  20 OCCORRE PERALTRO AGGIUNGERE CHE DAI DATI FORNITI DALLE PARTI NON EMERGE UNO SCARTO SENSIBILE FRA LE QUOTE DEI DIVERSI STATI MEMBRI RELATIVE ALL' ESPORTAZIONE VERSO GLI STATI UNITI DI TUBI D' ACCIAIO NEL PERIODO PRECEDENTE L' ENTRATA IN VIGORE DEL REGOLAMENTO, DA UN LATO, E LA RIPARTIZIONE DEL MASSIMALE COMUNITARIO DI ESPORTAZIONE FRA GLI STATI MEMBRI CONTENUTA NELL' ALLEGATO III DEL REGOLAMENTO N . 60/85, DALL' ALTRO .  21 DI CONSEGUENZA NON PUO ESSERE ACCOLTO NEMMENO IL MEZZO VERTENTE SULLA DISCRIMINAZIONE FRA STATI MEMBRI .  22 DA TUTTE LE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO DISCENDE CHE L' ILLEGITTIMITA DELLA DISCIPLINA DI LICENZE D' ESPORTAZIONE ISTITUITA CON I REGOLAMENTI NN . 60/85 E 61/85 NON E STATA PROVATA . DI CONSEGUENZA, NON E NECESSARIO ESAMINARE SE RICORRANO LE ALTRE CONDIZIONI NECESSARIE PER PROVARE LA RESPONSABILITA DELLA COMUNITA .  23 IL RICORSO DEVE QUINDI ESSERE RESPINTO IN QUANTO INFONDATO .  

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  24 A NORMA DELL' ART . 69,  PAR  2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE . LA RICORRENTE E RIMASTA SOCCOMBENTE E LE SPESE VANNO QUINDI POSTE A SUO CARICO .  

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI,  LA CORTE ( SESTA SEZIONE )  DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO .  2 ) LA RICORRENTE E CONDANNATA ALLE SPESE .