CELEX: 52005PC0440
Language: it
Date: 2005-09-21
Title: Proposta di decisione del Consiglio concernente il programma specifico “Capacità” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione

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52005PC0440

Proposta di decisione del Consiglio concernente il programma specifico “Capacità” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione  /* COM/2005/0440 def. - CNS 2005/0185 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 21.9.2005COM(2005) 440 definitivo2005/0185 (CNS)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOconcernente il programma specifico “Capacità” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione(presentata dalla Commissione)RELAZIONE (TRATTATO CE)1. CONTESTO DELLA PROPOSTALe proposte concernenti cinque programmi specifici fanno seguito alla proposta relativa al 7° programma quadro (2007-2013) adottata il 6 aprile 2005[1]. La struttura proposta comprende quattro programmi specifici principali – “Cooperazione”, “Idee”, “Persone” e “Capacità”, corrispondenti ognuno ad un obiettivo importante della politica di ricerca europea; un altro programma specifico concerne le azioni dirette del Centro comune di ricerca. La Commissione presenterà prossimamente le proposte relative alle “Norme per la partecipazione e la diffusione” applicabili al 7° programma quadro.Il contesto politico e gli obiettivi sono illustrati nella comunicazione “Costruire il SER della conoscenza a vantaggio della crescita”[2]. Per conseguire questi obiettivi ed attuare pienamente i programmi specifici, sarà necessario raddoppiare lo stanziamento di bilancio come proposto dalla Commissione.La ricerca, la tecnologia, l’istruzione e l’innovazione sono uno strumento efficace per creare posti di lavoro a lungo termine e sostenibili. Sono inoltre strumenti fondamentali per garantire la crescita economica, la competitività, la qualità della vita e preservare l’ambiente. Il programma quadro di ricerca, insieme ai programmi comunitari nei settori dell’istruzione e dell’innovazione, mira a procedere verso l’economia e la società della conoscenza. I programmi specifici del 7° programma quadro sono strutturati in modo da affrontare, parallelamente alle attività nazionali e private necessarie, i principali punti deboli in relazione al livello, alla qualità e all’impatto della ricerca europea.L’Europa deve investire maggiormente nella ricerca e occorre riaffermare con forza questo concetto affinché l’Unione europea progredisca verso l’obiettivo di investire nel settore della ricerca il 3% del suo PIL entro il 2010. Il 7° programma quadro contribuirà a questo processo, sia mediante il finanziamento diretto sia incentivando altri investimenti pubblici e privati nel settore della ricerca.L’Europa ha bisogno di un numero più elevato di ricercatori per rafforzare e migliorare le sue attività di ricerca. Parallelamente ad altre azioni, come la Carta europea dei ricercatori e i provvedimenti adottati sul piano nazionale, il 7° programma quadro è strutturato in modo da incentivare un numero più elevato di persone ad intraprendere una carriera nella ricerca e da attirare i migliori talenti del settore della ricerca in Europa.Il sostegno finanziario a livello europeo offre la possibilità di rafforzare l’eccellenza e l’efficacia della ricerca, obiettivi che non si possono raggiungere a livello nazionale. I programmi specifici del 7° programma quadro contribuiscono ad un ulteriore consolidamento dello Spazio europeo della ricerca, in quanto permettono di conseguire una massa critica e di realizzare strutture in nuovi settori di ricerca con nuovi mezzi e di favorire la libera circolazione delle idee, delle conoscenze e dei ricercatori.Nell’ambito dell’attuazione dei programmi specifici si sfrutterà al massimo il potenziale delle azioni intraprese a livello europeo volte a rafforzare l’eccellenza nella ricerca, in particolare mediante inviti a presentare proposte a livello di UE basati su una valutazione rigorosa ed indipendente delle proposte. Ciò implica l’individuazione e il sostegno dell’eccellenza ovunque esista sul territorio dell’Unione europea e la creazione di capacità per l’eccellenza futura della ricerca.L’impatto dei programmi specifici sarà rafforzato dalle complementarità con altre politiche e altri programmi comunitari, in particolare i Fondi strutturali, i programmi in materia di istruzione e il programma “Competitività ed innovazione”.2. CONSULTAZIONI PRELIMINARINella preparazione delle proposte concernenti i programmi specifici, si è tenuto conto delle opinioni espresse dalle istituzioni dell’UE, in particolare il Parlamento europeo e il Consiglio, nonché di altre parti interessate, ricercatori ed utilizzatori della ricerca compresi. Sono stati considerati anche le discussioni in corso e i contributi ricevuti in relazione alla proposta di decisioni relative al 7° programma quadro, le ampie consultazioni e gli elementi rilevati nel corso della preparazione della proposta e ulteriori lavori destinati ad individuare le priorità di ricerca future, come quelli svolti dalle piattaforme tecnologiche europee.La proposta concernente i programmi specifici si basa sull’approfondita valutazione di impatto realizzata in vista della proposta concernente il Settimo programma quadro[3] che ha evidenziato il considerevole valore aggiunto di ciascun programma specifico proposto. Tali proposte tengono inoltre conto dell’esito della valutazione quinquennale del programma quadro[4].3. ASPETTI GIURIDICILa proposta concernente i programmi specifici si basa sul Titolo XVIII del trattato, articoli da 163 a 173, ed in particolare sull’articolo 166, paragrafo 3, concernente l’attuazione del programma quadro mediante programmi specifici.4. ESECUZIONE DEL BILANCIOLe schede finanziarie allegate a ciascuna proposta di decisione illustrano le incidenze sul bilancio e le risorse umane e amministrative.La Commissione intende istituire un’agenzia esecutiva cui affidare determinati compiti associati all’attuazione dei programmi specifici “Cooperazione”, “Persone” e “Capacità”. Lo stesso approccio sarà adottato per l’attuazione del programma “Idee” (cfr. il punto 7.2 qui di seguito).5. UN’ATTUAZIONE COERENTE E FLESSIBILE5.1. Adeguarsi a nuove esigenze ed opportunitàÈ indispensabile che i programmi specifici siano sufficientemente flessibili da rimanere all’avanguardia dei progressi scientifici e tecnologici e far fronte alle esigenze scientifiche, industriali, strategiche o sociali emergenti. Queste azioni consentiranno ai ricercatori stessi di individuare temi di particolare importanza da questo punto di vista. Per altre azioni, questo obiettivo sarà conseguito in primo luogo mediante i programmi di lavoro che saranno aggiornati su base annuale. L’aggiornamento sarà effettuato con l’assistenza dei comitati di rappresentanti degli Stati membri il cui lavoro sarà incentrato sui programmi di lavoro. Le revisioni dei programmi potranno avvenire più rapidamente qualora emergano nuove priorità che richiedono un intervento rapido, in particolare quelle derivanti da esigenze impreviste di carattere strategico.Questa programmazione pluriennale beneficerà di un’ampia gamma di contributi informativi affinché le attività finanziate mantengano un nesso diretto con l’evoluzione delle esigenze di ricerca dell’industria e delle politiche UE. Si ricorrerà a consulenze esterne, anche per ciascun tema nell’ambito del programma specifico “Cooperazione”, avvalendosi di gruppi di esperti effettivamente pluridisciplinari in cui si rispetterà l’equilibrio tra accademici e rappresentanti dell’industria.Per il programma “Idee” si adotterà un approccio completamente nuovo in quanto la preparazione del programma di lavoro annuale sarà affidata ad un comitato scientifico indipendente nell’ambito dell’istituzione di un autonomo Consiglio europeo della ricerca (cfr. il punto 7.2, qui di seguito).Apporti esterni complementari, in particolare per il programma “Cooperazione”, saranno agevolati dalle Piattaforme tecnologiche europee istituite in vari settori che dovrebbero svolgere un ruolo determinante e dinamico al fine di garantire la pertinenza industriale. Le priorità di ricerca individuate nelle agende strategiche di ricerca definite dalle piattaforme sono integrate nelle proposte concernenti i programmi specifici e costituiscono un notevole contributo alla programmazione pluriennale.Altre istanze e gruppi possono fornire alla Commissione rapide consulenze su nuove priorità in determinati settori, come il Forum di strategia europea sulle infrastrutture di ricerca (ESFRI) e altre piattaforme istituite per riflettere su agende strategiche di ricerca utili per la politica sociale e di protezione dell’ambiente.Un’importante nuova opportunità offerta dal programma quadro è un meccanismo di finanziamento innovativo, il cosiddetto meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi , destinato ad incentivare le spese di RST del settore privato agevolando l’accesso ai prestiti della Banca europea per gli investimenti (BEI) per azioni europee di ampia portata che richiedono una combinazione di varie fonti di finanziamento, ivi compresi i prestiti. Queste azioni europee di ampia portata sono le “iniziative tecnologiche congiunte” e i progetti in collaborazione di ampie dimensioni finanziati direttamente dal programma quadro nell’ambito del programma “Cooperazione”, nonché nuovi progetti di infrastrutture di ricerca nell’ambito del programma “Capacità”. Si potranno prendere in considerazione anche altri progetti europei in collaborazione di ampie dimensioni, come quelli di Eureka, a condizione che rispettino i criteri di ammissibilità. Il contributo previsto dei programmi specifici alla BEI migliorerà considerevolmente l’accesso al finanziamento con ricorso al credito ed eserciterà pertanto un notevole effetto leva sugli investimenti privati nella RST.5.2. Questioni trasversaliLa Commissione garantirà la coerenza generale dell’attuazione del 7° programma quadro, tenendo pienamente conto dell’autonomia e dell’indipendenza garantite al Consiglio europeo della ricerca nel programma Idee.I programmi di lavoro di tutti i programmi specifici saranno aggiornati in modo coordinato affinché si possa tenere debitamente conto delle questioni trasversali. Ai comitati di rappresentanti degli Stati membri spetta anche l’importante responsabilità di assistere la Commissione ai fini della coerenza e del coordinamento effettivi dell’attuazione tra i vari programmi specifici e nell’ambito di ciascuno di essi. Ciò presuppone un elevato livello di coordinamento, negli Stati membri, tra rappresentanti di comitati di diversa configurazione.Qualora le azioni da finanziare evidenzino una forte rilevanza rispetto a determinati elementi dei programmi specifici “Cooperazione”, “Persone” e “Capacità”, si ricorrerà ad inviti congiunti sulla base dell’esperienza maturata nell’ambito del 6° programma quadro. Ciò sarà particolarmente importante per i temi di ricerca che riguardano più temi del programma “Cooperazione”, e questi inviti saranno chiaramente evidenziati nel programma di lavoro.Le questioni seguenti, che sono comuni ai programmi specifici “Cooperazione”, “Persone” e “Capacità”, rivestono particolare rilievo e sono previste disposizioni speciali ai fini di un approccio coordinato:-  Cooperazione internazionale: tutti questi programmi specifici sono aperti alla cooperazione internazionale e prevedono azioni mirate sotto questo aspetto. Nell’ambito dell’intero programma quadro sarà adottato un approccio strategico per promuovere l’eccellenza e la competitività della ricerca europea e per affrontare problematiche specifiche a livello mondiale o regionale, qualora vi siano interessi e vantaggi reciproci. Nell’ambito dei programmi specifici si garantirà un approccio coerente conformemente a questa strategia e il programma “Capacità” svolgerà un ruolo fondamentale in materia.-  Infrastrutture di ricerca: il principale sostegno alle infrastrutture di ricerca sarà apportato dal programma “Capacità”; tale programma garantirà una strategia coordinata con le attività di ricerca pertinenti degli altri programmi, in particolare il programma “Cooperazione”.-  Politica di ricerca di natura trans-settoriale: si adotteranno disposizioni per un coordinamento efficace nell’ambito dei servizi della Commissione, in particolare per garantire che le attività soddisfino in ogni momento le esigenze degli sviluppi delle politiche dell’UE. A tal fine, la programmazione pluriennale può avvalersi dell’assistenza di gruppi di utilizzatori di vari servizi della Commissione associati alle politiche in questione, e in questo contesto sarà istituita una struttura interna per il coordinamento delle scienze e delle tecnologie marine nelle aree tematiche pertinenti.-  Partecipazione delle PMI : nei programmi specifici la partecipazione delle PMI sarà ottimizzata. Oltre alle azioni specifiche potenziate destinate alle PMI previste nel programma “Capacità”, degli interessi in materia di ricerca delle PMI si tiene conto nell’intero programma Cooperazione e i temi di particolare interesse per le PMI saranno individuati nei programmi di lavoro e negli inviti a presentare proposte; le attività del programma “Persone” attribuiscono particolare rilievo al coinvolgimento delle PMI che possono partecipare anche al programma “Idee”. Le misure di semplificazione previste e la maggiore flessibilità nella scelta del sistema di finanziamento agevoleranno notevolmente la partecipazione delle PMI.-  Diffusione e trasferimento delle conoscenze : la necessità di promuovere la valorizzazione dei risultati della ricerca è una delle principali caratteristiche comuni ai programmi specifici, con un accento particolare sul trasferimento di conoscenze tra paesi e discipline e dall’università all’industria, anche tramite la mobilità dei ricercatori. Il coinvolgimento di utilizzatori potenziali nella definizione delle priorità (in particolare mediante le Piattaforme tecnologiche europee) costituisce un aspetto di fondamentale importanza in questo senso. Le azioni complementari nell’ambito del programma “Competitività ed innovazione” rinforzeranno inoltre l’utilizzazione dei risultati di ricerca affrontando gli ostacoli all’innovazione e rafforzando le capacità di innovazione.-  Scienza nella società : questa attività nel programma “Capacità” svolgerà altresì un ruolo per garantire che gli aspetti sociali siano adeguatamente presi in considerazione in tutti i programmi specifici e che le interazioni tra gli scienziati e il grande pubblico aumentino.6. SEMPLIFICAZIONE E METODI GESTIONALILe proposte contenute nel documento di lavoro della Commissione del 6 aprile 2005 e il dialogo approfondito con gli Stati membri e le parti interessate che ne è seguito consentiranno di semplificare notevolmente l’attuazione del Settimo programma quadro. Molte delle misure proposte saranno introdotte nelle “regole di partecipazione e diffusione”, in particolare per ridurre considerevolmente la burocrazia e semplificare i meccanismi di finanziamento e gli obblighi di rendicontazione.Nell’ambito dei programmi specifici i miglioramenti proposti comprendono:-  Maggiore efficienza e coerenza nell’attuazione mediante l’affidamento dei compiti amministrativi ad un’agenzia esecutiva.-  Razionalizzazione dei meccanismi di finanziamento in modo che l’attuazione di ciascun programma specifico si avvalga degli strumenti necessari per realizzare gli obiettivi del programma.-  Una presentazione più chiara dei criteri di valutazione da riprendere nei programmi di lavoro in base ai principi stabiliti in ciascun programma specifico.-  Programmi di lavoro presentati chiaramente in modo che i potenziali partecipanti siano adeguatamente informati circa le opportunità disponibili adatte alle loro esigenze e ai loro interessi particolari. Ad esempio, i programmi di lavoro e gli inviti evidenzieranno, se del caso, le tematiche di particolare interesse per le PMI o quelle in cui la cooperazione con paesi terzi è vantaggiosa.-  Semplificazione da altri punti di vista, come la semplificazione della procedura di approvazione dei progetti, i nuovi meccanismi di finanziamento e sostegno, e un uso più esteso delle basi di dati e degli strumenti di informazione ai fini di una migliore comunicazione.7. CONTENUTO DEI PROGRAMMI SPECIFICI7.1. CooperazioneIl programma specifico “Cooperazione” mira a portare l’Europa in prima linea in settori scientifici e tecnologici fondamentali, sostenendo la cooperazione tra università, imprese, centri di ricerca ed enti pubblici nell’insieme dell’Unione europea e nel resto del mondo. I programmi quadro precedenti dimostrano l’impatto di tali azioni nella ristrutturazione della ricerca in Europa e nella messa in comune e la mobilitazione di risorse. Grazie al 7° programma quadro questi impatti saranno più ampiamente distribuiti. Le nove tematiche proposte corrispondono ai principali settori di progresso delle conoscenze e delle tecnologie in cui occorre rafforzare la ricerca di qualità per affrontare le sfide che si pongono in Europa sul piano sociale, economico, ambientale e industriale.Il programma contiene forti elementi di continuità con i programmi quadro precedenti sulla base del chiaro valore aggiunto apportato da questa modalità di sostegno europeo. Inoltre il presente programma specifico comporta importanti novità che richiedono particolare attenzione in fase di attuazione.-  La risposta all’esigenza di ambiziose partnership paneuropee pubblico-privato per accelerare lo sviluppo di tecnologie importanti, mediante l’avvio di Iniziative tecnologiche congiunte[5]. È stato individuato un primo insieme di iniziative con obiettivi ed elementi da fornire chiari nei settori seguenti: medicina innovativa, nanoelettronica, sistemi informatici incorporati, idrogeno e celle a combustibile, aeronautica e gestione del traffico aereo e monitoraggio globale ai fini della protezione ambientale e della sicurezza. Queste iniziative saranno oggetto di proposte separate (ad esempio sulla base dell’articolo 171 del trattato). Nel corso dell’attuazione del 7° programma quadro, potranno essere istituite altre iniziative tecnologiche congiunte, ad esempio nel settore della produzione dell’energia a zero emissioni e delle energie rinnovabili.-  Rafforzamento del coordinamento dei programmi di ricerca nazionali. Il piano ERA-NET , che ha ottenuto buoni risultati, sarà portato avanti ed attuato nell’ambito delle aree tematiche. Le ERA-NET esistenti, istituite nell’ambito del 6° programma quadro, potranno presentare proposte di follow-up per approfondire la cooperazione o ampliare i consorzi accogliendo nuovi partecipanti; saranno finanziate inoltre nuove ERA-NET che riguarderanno nuove tematiche. Il sistema sarà aperto anche agli enti pubblici che prevedono un programma di ricerca non ancora operativo. Inoltre, sarà adottato il piano ERA-NET plus per fornire un incentivo agli inviti congiunti per progetti di ricerca transnazionali organizzati da diversi paesi.-  Sulla base dell’esperienza dell’iniziativa dell’articolo 169 “Partenariato per le sperimentazioni cliniche Europa-paesi in via di sviluppo” (EDCTP) e in stretta collaborazione con gli Stati membri sono state individuate altre quattro iniziative articolo 169 . Nel programma “Cooperazione” sono previste iniziative di questo tipo nei settori dell’ ambient assisted living (domotica per categorie deboli), della ricerca sul Mar Baltico e della metrologia, mentre nel programma “Capacità” è prevista un’iniziativa per raggruppare programmi nazionali di ricerca sulle PMI. Nel corso dell’attuazione del 7° programma quadro potranno essere stabilite altre “iniziative tecnologiche congiunte”.-  Nell’ambito di ciascun tema è previsto un approccio maggiormente orientato sulla cooperazione internazionale che consiste nell’individuazione di azioni di cooperazione specifiche nei programmi di lavoro conformemente alla strategia di cooperazione internazionale prevista e mediante un dialogo e reti strategici con varie regioni di paesi partner.-  Nell’ambito di ciascun tema sarà finanziata una componente che permetterà di rispondere in modo flessibile alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste; l’attuazione si baserà sull’esperienza maturata nell’ambito dei programmi “Sostegno scientifico alle politiche” e “Scienze e tecnologie nuove ed emergenti” introdotti nel 6° programma quadro, così come il programma “Tecnologie future ed emergenti” nel settore delle TIC.7.2. IdeeL’Europa non registra risultati eccezionali in termini di ricerca veramente avanzata né nella padronanza di nuovi settori scientifici in rapido sviluppo. Il programma “Idee” fornirà un meccanismo paneuropeo destinato a sostenere i ricercatori, gli ingegneri e gli studiosi veramente creativi che, per la loro curiosità e sete di conoscenza, sono i candidati più probabili al conseguimento di scoperte inaspettate e spettacolari in grado di modificare la nostra concezione del mondo, di aprire nuove prospettive di progresso tecnologico, di risolvere annosi problemi sociali ed ambientali. Incentivare la qualità della ricerca di base mediante procedure competitive di selezione a livello europeo apporterà notevoli benefici sociali ed economici[6].Il programma “Idee” adotta il termine “ricerca di frontiera”, che rispecchia una nuova concezione della ricerca di base. In prima linea nella creazione di nuove conoscenze, la “ricerca di frontiera”, è un’attività intrinsecamente rischiosa che implica la ricerca di progressi fondamentali nella scienza, la tecnologia e l’ingegneria, senza tenere conto dei pre-definiti confini tra le discipline e delle frontiere nazionali.Il programma seguirà un’impostazione “orientata sui ricercatori” offrendo loro la possibilità di proporre temi di loro scelta. Saranno attribuite sovvenzioni a singoli gruppi di ricercatori, lasciando piena libertà a che la composizione di ciascun gruppo sia adatta allo svolgimento dei progetti: con membri appartenenti a uno o più organismi situati in uno o più paesi. Ad ogni modo, la composizione di ciascun gruppo dovrebbe essere determinata dall’eccellenza scientifica e non dai requisiti amministrativi. Il programma garantirà la differenziazione dalle azioni nazionali di finanziamento della ricerca di base grazie ai suoi obiettivi strategici e la sua portata europea.L’istituzione di un Consiglio europeo della ricerca (CER) per l’attuazione del programma “Idee” costituisce un nuovo punto di partenza. Nell’ambito del CER saranno istituiti due componenti strutturali – un consiglio scientifico indipendente e una struttura esecutiva specifica – che opereranno in base ai principi di fiducia, credibilità e trasparenza. Il CER dovrebbe fornire mezzi finanziari adeguati e lavorare con estrema efficienza, garantendo un elevato livello di autonomia ed integrità e rispettando, nello stesso tempo, i requisiti in materia di responsabilità.Il Consiglio scientifico sarà composto da rappresentanti della comunità scientifica europea del più alto livello che agiranno a titolo personale, indipendentemente da interessi politici o di altra natura. I membri del CER saranno nominati dalla Commissione in esito ad una procedura di designazione indipendente.Il mandato del Consiglio scientifico comprenderà i compiti seguenti:1.  Strategia scientifica : istituzione di una strategia scientifica generale per il programma alla luce delle opportunità scientifiche e delle esigenze scientifiche europee. Su base permanente e conformemente alla strategia scientifica, stabilirà il programma di lavoro e le modifiche necessarie, ivi compresi gli appelli a presentare proposte e i criteri applicabili al finanziamento delle proposte. Se necessario, definirà temi o gruppi di destinatari specifici (ad esempio, giovani o emergenti).2.  Monitoraggio e controllo qualità : se opportuno dal punto di vista scientifico, questo organismo elaborerà pareri sull’attuazione e gestione degli appelli per la presentazione di proposte, i criteri di esame, i processi di valutazione “inter-pares”, inclusa la selezione degli esperti ed i metodi, sulla cui base saranno scelte le proposte da finanziare; nonché ogni altra questione riguardante le realizzazioni e l’impatto del programma specifico e la qualità della ricerca svolta. Controllerà inoltre la qualità delle attività svolte e l’attuazione del programma e delle sue realizzazioni, proponendo raccomandazioni per azioni correttive o future.3.  Comunicazione e diffusione: Il CER assicurerà la comunicazione con la comunità scientifica e le principali parti in causa sulle attività e realizzazioni del programma e sulle sue delibere, avendo cura di aggiornare regolarmente la Commissione a riguardo.La struttura esecutiva specifica sarà responsabile dell’attuazione del programma, come indicato nel programma di lavoro annuale. In particolare, sarà suo compito applicare le procedure di esame, la valutazione “inter-pares” e la procedura di selezione, sulla base dei principi stabiliti dal Consiglio scientifico, provvedendo inoltre alla gestione finanziaria e scientifica delle sovvenzioni. La struttura esecutiva manterrà un costante contatto con il Consiglio scientifico su tutti gli aspetti dell’esecuzione del programma. All’inizio, la Commissione intende delegare i compiti esecutivi ad un’agenzia. In seguito, previa una valutazione indipendente dell’efficienza delle strutture e dei meccanismi del CER, potrebbe essere istituita una struttura alternativa, ad esempio in base all’articolo 171 del trattato.La Commissione europea agirà da garante della piena autonomia ed integrità del CER. La responsabilità della Commissione per l’attuazione del programma consisterà nell’assicurare che sia istituita la struttura esecutiva del CER e che il programma sia realizzato dal CER conformemente agli obiettivi stabiliti, sulla base degli orientamenti scientifici e i requisiti dell’eccellenza scientifica stabiliti in piena autonomia dal Consiglio scientifico.La Commissione è responsabile dell’adozione formale del programma di lavoro del programma “Idee”. Eserciterà questa responsabilità conformemente alla strategia illustrata. In generale, la Commissione adotterà il programma di lavoro così come presentato dal Consiglio scientifico. Qualora non sia possibile adottare il programma di lavoro proposto, perché, ad esempio, non coerente con gli obiettivi di programma o conforme ad altri atti legislativi comunitari, la Commissione sarà tenuta a spiegarne pubblicamente i motivi. Questa procedura è destinata a garantire che il funzionamento del CER, conformemente ai principi di autonomia e integrità, sia pienamente e chiaramente rispettato.7.3. PersoneIl programma specifico “Persone” rientra in un’ampia strategia integrata destinata a rafforzare, qualitativamente e quantitativamente, le risorse umane del settore R&S in Europa. Il programma incentiverà le persone ad intraprendere una carriera nella ricerca, incoraggerà i ricercatori a rimanere in Europa e aiuterà ad attirare i migliori talenti in Europa. Le azioni su scala europea garantiscono un valore aggiunto eccezionale grazie a strumenti armonizzati, a effetti strutturanti più marcati e ad una maggiore efficienza rispetto agli accordi bilaterali tra Stati membri.Le attività previste si basano sulla lunga e positiva esperienza delle azioni Marie Curie per soddisfare le esigenze dei ricercatori in materia di formazione, mobilità e sviluppo della carriera. Pur garantendo una certa continuità, il programma attribuisce una maggiore importanza agli aspetti seguenti:-  Un effetto strutturante più marcato, ad esempio mediante l’introduzione del cofinanziamento di programmi regionali, nazionali ed internazionali nella linea d’azione “Formazione continua e sviluppo delle carriere”. La modalità “cofinanziamento” non sostituirà il sistema europeo di borse individuali post-dottorato che costituiscono una pratica esclusiva del 6° programma quadro. Le borse individuali hanno tuttavia raggiunto una fase di maturità in Europa. Nello stesso tempo le offerte nazionali in questo ambito sono ancora frammentate in termini di obiettivi, metodi di valutazione e condizioni di lavoro e sono spesso limitate per quanto concerne la dimensione internazionale o europea. Si propone pertanto di cofinanziare, sulla base di inviti aperti a presentare proposte, un certo numero di programmi selezionati che corrispondono agli obiettivi del programma di lavoro. La valutazione e la selezione si baseranno sul merito, indipendentemente dall’origine dei borsisti selezionati, garantendo condizioni di assunzione e di lavoro accettabili (in termini di salario, previdenza sociale, tutorato, sviluppo professionale).-  Partecipazione dell’industria : il carattere “dal basso verso l’altro” delle azioni Marie Curie sarà mantenuto, ma si porrà un accento più marcato sulla formazione e lo sviluppo delle carriere in vari settori, in particolare il settore privato. A tal fine si porrà l’accento sullo sviluppo di capacità e competenze complementari fondamentali per una migliore comprensione della ricerca nelle imprese e per la qualità della loro ricerca. A tal fine si incentiveranno le esperienze intersettoriali mediante la partecipazione attiva dell’industria a tutte le azioni e attivando un meccanismo specifico per la condivisione delle conoscenze mediante partenariati tra settore pubblico e privato, ivi comprese le PMI.-  La dimensione internazionale sarà rafforzata. Oltre alle borse per un soggiorno all’estero con obbligo di rientrare nella sede di origine, destinate a contribuire alla formazione continua e allo sviluppo della carriera dei ricercatori UE, la cooperazione internazionale mediante i ricercatori dei paesi terzi viene ulteriormente ampliata. Sono previste anche nuove dimensioni per la collaborazione con i paesi confinanti dell’UE e i paesi che hanno sottoscritto un accordo S&T con l’UE. Inoltre si offrirà sostegno alle “diaspore scientifiche” dei ricercatori europei all’estero e dei ricercatori stranieri in Europa.7.4. CapacitàIl programma specifico “Capacità” rafforzerà la capacità di ricerca e innovazione in tutta l’Europa. Il programma prevede la continuità e il rafforzamento delle azioni dei programmi quadro precedenti, ma anche importanti novità.Un nuovo elemento importante è l’approccio strategico previsto per il sostegno alla costruzione di nuove infrastrutture di ricerca parallelamente al proseguimento del sostegno alle infrastrutture di ricerca esistenti ai fini di un loro uso ottimale. Il sostegno alla costruzione di nuove infrastrutture sarà realizzato mediante una strategia in due fasi: una fase preparatoria e una fase di costruzione. Sulla base del lavoro svolto dall’ESFRI ( European Strategy Forum on Research Infrastructure ) per l’elaborazione di una tabella di marcia europea per la nuove infrastrutture di ricerca, la Commissione individuerà i progetti prioritari che, nell’ambito del 7° programma quadro, potrebbero beneficiare di un sostegno comunitario. Per questi progetti, la Commissione interverrà in quanto “mediatrice”; in particolare per agevolare i meccanismi di ingegneria finanziaria per la fase di costruzione, facilitando anche l’accesso ai prestiti BEI mediante il Meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi. L’allegato 1 contiene l’”elenco delle opportunità” dell’ESFRI: si tratta di esempi concreti di nuove infrastrutture di ricerca di ampie dimensioni di cui la comunità scientifica europea avrà bisogno nel prossimo decennio.I due sistemi per finanziare la ricerca a beneficio delle PMI e delle associazioni di PMI saranno mantenuti con uno stanziamento di bilancio superiore in modo da soddisfare le crescenti esigenze delle PMI in termini di esternalizzazione della ricerca.Le azioni “regioni della conoscenza” si basano sull’azione pilota che ha ottenuto buoni risultati. Si intende permettere alle reti transnazionali di regioni di valorizzare al massimo le loro capacità di ricerca, consentire loro di assorbire nuove conoscenze derivanti dalla ricerca ed agevolare la nascita di “aggregati di ricerca” che associano università, centri di ricerca, imprese ed autorità regionali.Un nuovo importante elemento è l’azione destinata a “sbloccare” l’intero potenziale di ricerca nelle regioni della convergenza e delle regioni ultraperiferiche. La realizzazione dell’economia e della società della conoscenza presuppone il rafforzamento dell’eccellenza della ricerca europea, ma anche un’utilizzazione più adeguata dell’elevato potenziale di ricerca, finora inutilizzato, presente nell’insieme dell’UE. Saranno varate azioni specifiche che consentiranno di assumere ricercatori provenienti da altri paesi UE, distaccare personale di ricerca e amministrativo, istituire meccanismi di valutazione e acquisire e sviluppare apparecchiature di ricerca. Queste azioni integreranno le esigenze e le opportunità di rafforzare le capacità di ricerca dei centri di eccellenza esistenti ed emergenti nelle regioni che possono beneficiare dei Fondi strutturali.La parte “Scienza nella società” costituisce un considerevole ampliamento del lavoro svolto nell’ambito del programma quadro precedente. Si mira ad incentivare il miglioramento delle attività scientifiche, a incoraggiare l’elaborazione di politiche comunitarie di migliore qualità e un maggior coinvolgimento ed un’informazione più adeguata del pubblico.Un obiettivo importante del 7° programma quadro è l’elaborazione di una politica scientifica e tecnologica forte e coerente, obiettivo sostenuto dalle attività del programma “Capacità”, soprattutto contribuendo all’individuazione di priorità nel settore della cooperazione.Lo sviluppo coerente delle politiche attribuirà maggior rilievo al coordinamento delle politiche di ricerca nazionali e regionali mediante un meccanismo di sostegno specifico alle iniziative di cooperazione strategica transnazionale da parte di Stati membri e regioni. Ciò rafforzerà l’attuazione del metodo aperto di coordinamento nelle politiche di ricerca e favorirà iniziative concertate o congiunte tra gruppi di paesi e regioni in settori, caratterizzate da una forte dimensione internazionale.7.5. Azioni del Centro comune di ricercaPur continuando a fornire un sostegno scientifico e tecnico al processo di elaborazione delle politiche comunitarie, il CCR rafforzerà ulteriormente il suo orientamento ai clienti e intensificherà il collegamento in rete con la comunità scientifica; svilupperà inoltre le sue attività nel contesto specifico della crescita, dello sviluppo sostenibile e della sicurezza.Le azioni del CCR risponderanno anche all’appello a favore di una “regolamentazione migliore” contenuto nella nuova agenda di Lisbona. Le nuove sfide legate all’esigenza crescente di far fronte alle crisi, alle emergenze e agli imperativi politici pressanti saranno affrontate costruendo capacità e strutture in determinati settori al fine di fornire un adeguato sostegno in un contesto europeo. Un elemento fondamentale di questo programma sarà inoltre una strategia integrata di sostegno scientifico e tecnico alle politiche.8. ISTITUIRE IL SER DELLA CONOSCENZA A VANTAGGIO DELLA CRESCITAI rapidi progressi necessari per realizzare un’economia e una società della conoscenza presuppongono nuovi obiettivi ambiziosi e richiedono una nuova efficacia nella ricerca europea. Tutti gli operatori dell’Unione europea – governi nazionali, istituti di ricerca, imprese – devono fare la propria parte.Tutti i programmi specifici destinati ad attuare il Settimo programma quadro sono concepiti in modo tale da ottimizzare l’efficacia e l’impatto delle spese di ricerca a livello europeo nell’ambito dello stanziamento di bilancio disponibile. Le caratteristiche principali sono: l’accento sui quattro obiettivi dei programmi specifici, accompagnate da attività e mezzi attuativi per conseguire gli obiettivi perseguiti; un forte elemento di continuità; una costante attenzione allo sviluppo delle competenze esistenti e alla creazione di capacità per l’eccellenza della ricerca del futuro; una gestione razionalizzata e semplificata tale da garantire facilità di utilizzo e efficacia rispetto ai costi; e una flessibilità intrinseca in modo che il programma quadro possa reagire di fronte alle nuove necessità e opportunità.Allegato 1“ELENCO DELLE PROPOSPETTIVE”[7] dell’ESFRI-  Impianto di ricerca sugli antiprotoni e gli ioni ( Facility for Antiproton and Ion Research -FAIR)-  Impianto di fasci secondari intensi di isotopi instabili (SPIRAL II)-  Telescopio sottomarino per neutrini (KM3NeT)-  Telescopio di grande diametro ( Extremely Large Telescope - ELT) per l’astronomia ottica-  Infrastruttura paneuropea di ricerca sulle nanostrutture ( Pan-european research infrastructure for Nano-structures - PRINS)-  Fonte di spallazione europea ( European Spallation Source - ESS) fonte di neutroni-  XFEL europeo – per raggi X duri-  Rete “IRUVX FELs” – dai raggi infrarossi ai raggi X soffici-  Modernizzazione del Laboratorio europeo delle radiazioni da sincrotrone (ESRF)-  Computer ad alte prestazioni per l’Europa ( High Performance Computer for Europe HPCEUR)-  Navi di ricerca costiera – essenzialmente nel mar Baltico-  Rompighiaccio di ricerca Aurora Borealis-  Osservatorio multidisciplinare europeo del fondo marino (EMSO)-  Infrastruttura europea di ricerca e protezione della biodiversità-  Infrastruttura avanzata di imaging del cervello e del corpo intero-  Infrastruttura di bioinformatica per l’Europa-  Rete europea di centri di ricerca clinica avanzata-  Rete europea di biobanche e risorse genomiche-  Laboratori ad alta sicurezza per le malattie emergenti e le minacce che pesano sulla sanità pubblica-  Infrastruttura di analisi funzionale del genoma completo di un mammifero-  Impianti tipo di prova per la ricerca biomedica-  Osservatorio europeo di ricerca nelle scienze umane e nella scienze sociali (EROHS)-  Indagine sociale europea (ESS)“Progetti internazionali”-  ITER-  Stazione spaziale internazionale (ISS)-  Linear Collider Internazionale (ILC)-  Square Kilometer Array (SKA) – radiotelescopio-  International Fusion Materials Irradiation Facility (IFMIF)2005/0185 (CNS)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOconcernente il programma specifico “Cooperazione” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione(Testo rilevante ai fini del SEE)IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 166,vista la proposta della Commissione[8],visto il parere del Parlamento europeo[9],visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[10],Considerando quanto segue:(1) Conformemente all’articolo 166, paragrafo 3, del trattato, la decisione n …./CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il Settimo programma quadro di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) (in appresso “il programma quadro”) viene attuata mediante programmi specifici, che ne precisano le modalità di realizzazione, ne fissano la durata e stabiliscono i mezzi ritenuti necessari.(2) Il programma quadro è articolato in quattro tipi di attività: la cooperazione transnazionale su temi definiti a livello politico (“Cooperazione”), la ricerca realizzata su iniziativa della comunità dei ricercatori (“Idee”), il sostegno alla formazione e allo sviluppo della carriera dei singoli ricercatori (“Persone”) e il sostegno alle capacità di ricerca (“Capacità”). Le attività indirette facenti capo al programma specifico “Persone” dovranno essere realizzate nell’ambito del presente programma specifico.(3) Al presente programma si applicano le regole, vigenti per il programma quadro, relative alla partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università e alla diffusione dei risultati delle attività di ricerca (in appresso “regole per la partecipazione e la diffusione”).(4) Il programma quadro integra le attività svolte negli Stati membri ed altre azioni comunitarie necessarie per l’impegno strategico complessivo ai fini del conseguimento degli obiettivi di Lisbona, parallelamente, in particolare, alle azioni concernenti i Fondi strutturali, l’agricoltura, l’istruzione, la formazione, la competitività e l’innovazione, l’industria, la sanità, la tutela dei consumatori, l’occupazione, l’energia, i trasporti e l’ambiente.(5) Le attività di innovazione e quelle connesse alle PMI, finanziate nell’ambito del programma quadro, dovrebbero essere complementari a quelle svolte nell’ambito del programma quadro “Competitività e innovazione”.(6) L’attuazione del programma quadro può comportare l’istituzione di programmi aggiuntivi che prevedono la partecipazione esclusiva di determinati Stati membri, la partecipazione della Comunità a programmi avviati da più Stati membri o la creazione di imprese comuni o di qualsiasi altra struttura ai sensi degli articoli 168, 169 e 171 del trattato.(7) Il presente programma specifico contribuisce alla sovvenzione destinata alla Banca europea per gli investimenti per la costituzione di un “meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi” al fine di migliorare l’accesso ai prestiti della BEI.(8) Come stabilito all’articolo 170 del trattato, la Comunità ha sottoscritto una serie di accordi internazionali nel settore della ricerca e si dovrebbe dare il possibile per rafforzare la cooperazione internazionale nel campo della ricerca al fine di integrare ulteriormente la Comunità europea nella comunità mondiale dei ricercatori. Il presente programma specifico deve pertanto essere aperto alla partecipazione dei paesi che hanno concluso accordi in tal senso e prevedere anche la partecipazione a livello di progetti, sulla base del vantaggio reciproco, di soggetti di paesi terzi e di organizzazioni internazionali per la cooperazione scientifica.(9) Le attività di ricerca condotte nell’ambito del presente programma devono rispettare i principi etici fondamentali, compresi quelli enunciati nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.(10) Il programma quadro dovrebbe contribuire a promuovere lo sviluppo sostenibile.(11) Occorre garantire la sana gestione finanziaria del Settimo programma quadro, la sua attuazione nel modo più efficiente e semplice possibile ed un accesso agevole per tutti i partecipanti, in conformità al regolamento (CE, EURATOM) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, al regolamento (CE, EURATOM) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità di esecuzione del regolamento finanziario, e ad eventuali modifiche future.(12) È inoltre opportuno adottare misure atte a prevenire le irregolarità e le frodi, nonché intraprendere i passi necessari ai fini del recupero di fondi perduti, indebitamente versati o utilizzati in modo improprio, ai sensi del regolamento (CE, EURATOM) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, del regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità d’esecuzione del regolamento finanziario e delle eventuali modifiche future, del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità[11], del regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio dell’11 novembre 1996 relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità[12] e del regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)[13].(13) Le misure adottate ai fini dell’attuazione della presente decisione dovrebbero essere conformi alla decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione[14].(14) Ciascuna area tematica deve disporre delle propria linea di bilancio nel Bilancio generale delle Comunità europee.(15) In fase di attuazione del programma occorre considerare con particolare attenzione l’integrazione della dimensione di genere, nonché altri aspetti quali le condizioni di lavoro, la trasparenza delle procedure di assunzione e le prospettive di carriera dei ricercatori assunti per progetti e programmi finanziati nell’ambito delle azioni previste dal presente programma. La raccomandazione della Commissione dell’11 marzo 2005 riguardante la Carta europea dei ricercatori e un codice di condotta per l’assunzione di ricercatori[15] costituisce un quadro di riferimento adeguato in questo senso.HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Per il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013 è adottato il programma specifico “Cooperazione” concernente le attività comunitarie nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico, ivi comprese le attività di dimostrazione, in appresso denominato il “programma specifico”.Articolo 2Il programma specifico sosterrà le attività attinenti al programma “Cooperazione” a sostegno dell’intera gamma di azioni di ricerca condotte nell’ambito della cooperazione transnazionale nelle seguenti aree tematiche:4.  Salute;5.  Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie;6.  Tecnologie dell’informazione e della comunicazione;7.  Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione;8.  Energia;9.  Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici);10.  Trasporti (ivi compresa l’aeronautica);11.  Scienze socioeconomiche e scienze umane;12.  Sicurezza e spazio.L’attuazione del programma specifico può comportare l’istituzione di programmi aggiuntivi che prevedono la partecipazione esclusiva di determinati Stati membri, la partecipazione della Comunità a programmi avviati da più Stati membri o la creazione di imprese comuni o di qualsiasi altra struttura ai sensi degli articoli 168, 169 e 171 del trattato.Gli obiettivi e linee di indirizzo di tali attività sono definiti nell’allegato I.Articolo 3Conformemente all’allegato II del programma quadro, l’importo ritenuto necessario per l’attuazione del programma specifico è di 44432 milioni di euro, di cui una quota inferiore al 6% è destinata alle spese amministrative della Commissione. La ripartizione indicativa di questo importo è riportata all’allegato II.Articolo 41. Tutte le attività di ricerca svolte nell’ambito del programma specifico sono realizzate nel rispetto dei principi etici fondamentali.2. Nell’ambito del presente programma non sono finanziati i seguenti settori di ricerca:-  attività di ricerca finalizzate alla clonazione umana a fini riproduttivi,-  attività di ricerca volte a modificare il patrimonio genetico degli esseri umani che potrebbero rendere tali modifiche ereditarie[16],-  attività di ricerca volte alla creazione di embrioni umani a fini di ricerca o per la produzione di cellule staminali, anche mediante il trasferimento di nuclei di cellule somatiche .3. Nell’ambito del presente programma non sono finanziate le seguenti attività di ricerca:-  attività di ricerca vietate in tutti gli Stati membri,-  attività di ricerca da svolgere in uno Stato membro in cui sono vietate.Articolo 51. Il programma specifico è attuato mediante i meccanismi di finanziamento che figurano all’allegato III del programma quadro.2. L’allegato III del presente programma specifico stabilisce un primo insieme di “Iniziative tecnologiche congiunte” che saranno oggetto di decisioni separate, ad esempio a norma dell’articolo 171 del trattato e precisa le modalità di concessione di una sovvenzione alla Banca europea per gli investimenti per la costituzione di un “meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi”.3. L’allegato IV stabilisce una serie di iniziative per l’attuazione congiunta di programmi nazionali di ricerca che sono soggette a una decisione separata sulla base dell’articolo 169 del trattato.4. Le regole di partecipazione e diffusione si applicano al presente programma specifico.Articolo 61. Ai fini dell’attuazione del programma specifico, la Commissione elabora un programma di lavoro che definisce con maggiore dettaglio gli obiettivi e le priorità scientifiche e tecnologiche riportati all’allegato I, il meccanismo di finanziamento da utilizzare per i temi oggetto di inviti a presentare proposte, nonché il relativo calendario di attuazione.2. Il programma di lavoro tiene conto delle attività di ricerca pertinenti svolte dagli Stati membri, dai paesi associati e dalle organizzazioni europee ed internazionali e sarà opportunamente aggiornato.3. Il programma di lavoro stabilisce i criteri per la valutazione delle proposte di azioni indirette presentate nell’ambito dei regimi di finanziamento e per la selezione dei progetti. I criteri concerneranno l’eccellenza, l’impatto e l’attuazione. In questo ambito potranno essere ulteriormente elaborati o completati nel programma di lavoro dei criteri aggiuntivi, i coefficienti di ponderazione e i punteggi minimi.4. Il programma di lavoro può stabilire:13.  le organizzazioni che percepiscono finanziamenti sotto forma di una quota di adesione;14.  azioni di sostegno per le attività condotte da determinati soggetti giuridici.Articolo 71. La Commissione è responsabile dell’attuazione del programma specifico.2. La procedura di cui all’articolo 8, paragrafo 2, si applica per l’adozione:15.  del programma di lavoro di cui all’articolo 6, paragrafo 1;16.  di eventuali adeguamenti della ripartizione indicativa dell’importo riportata all’allegato II. .3. Per l’approvazione di azioni di RST che comportano l’impiego di embrioni umani e di cellule staminali di embrioni umani si applica la procedura di cui all’articolo 8, paragrafo 3.Articolo 81. La Commissione è assistita da un comitato.2. Quando si fa riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di gestione stabilita all’articolo 4 della decisione 1999/468/CE, conformemente all’articolo 7, paragrafo 3, della stessa.3. Quando si fa riferimento al presente paragrafo, si applicano le disposizioni degli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE.4. Il periodo previsto all’articolo 4, paragrafo 3, e all’articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a due mesi.5. La Commissione riferisce periodicamente al comitato dei progressi complessivi compiuti nell’attuazione del programma specifico e lo informa di tutte le azioni di RST finanziate nell’ambito di questo programma.Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO IOBIETTIVI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI, LINEE DI INDIRIZZO GENERALI DEI TEMI E DELLE ATTIVITÀIn questo programma specifico si offrirà sostegno alla cooperazione transnazionale a tutti i livelli nell’Unione europea ed altrove, in una serie di aree tematiche che corrispondono ai principali settori del progresso della conoscenza e delle tecnologie, in cui la ricerca deve essere sostenuta e potenziata per affrontare le sfide che si pongono in Europa sul piano sociale, economico, sanitario, ambientale ed industriale.L’obiettivo generale è contribuire allo sviluppo sostenibile promuovendo al tempo stesso la ricerca ai massimi livelli di eccellenza .I nove temi individuati per l’azione comunitaria sono elencati qui di seguito.17.  Salute18.  Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie19.  Tecnologie dell’informazione e della comunicazione20.  Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione21.  Energia22.  Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici)23.  Trasporti (ivi compresa l’aeronautica)24.  Scienze socioeconomiche e scienze umane25.  Sicurezza e spazioCiascun tema è descritto in termini di obiettivo, strategia di attuazione e attività, comprese quelle che comportano iniziative di vasta portata (cfr. allegati III e IV), cooperazione internazionale, esigenze emergenti ed esigenze strategiche impreviste.Il principio dello sviluppo sostenibile e la parità di genere saranno tenuti in debito conto. Inoltre, se pertinenti, fra le attività del presente programma specifico rientreranno anche gli aspetti di carattere etico, sociale, giuridico e gli aspetti culturali in senso lato delle attività di ricerca da intraprendere e delle potenziali applicazioni di tali ricerche, nonché le ripercussioni socioeconomiche dello sviluppo scientifico e tecnologico e le prospettive.Ricerche pluridisciplinari e transettoriali, ivi compresi gli inviti congiuntiSi presterà particolare attenzione alle aree scientifiche prioritarie che riguardano più temi, come le scienze e le tecnologie marine. La pluridisciplinarità sarà incentivata mediante approcci congiunti transettoriali di temi di ricerca e sviluppo tecnologico che rivestono un interesse per varie aree tematiche. Queste strategie transettoriali saranno attuate in particolare mediante i seguenti strumenti:-  il ricorso a inviti congiunti nell’ambito di più temi qualora un tema di ricerca rivesta un chiaro interesse per le attività svolte nell’ambito di ciascuno dei temi in questione;-  la particolare attenzione prestata alla ricerca interdisciplinare nell’ambito dell’attività “esigenze emergenti”;-  il ricorso a consulenze esterne provenienti da un’ampia gamma di discipline e contesti per l’elaborazione del programma di lavoro;-  per quanto concerne la ricerca orientata alle politiche, garantendo la coerenza con le politiche dell’UE.La Commissione europea garantirà il coordinamento tra i temi del presente programma specifico e le azioni realizzate nell’ambito di altri programmi specifici del 7° programma quadro, come quelle concernenti le infrastrutture di ricerca nel programma specifico “Capacità”.Adeguamento all’evoluzione delle esigenze e delle opportunitàLa costante pertinenza dei temi di ricerca per l’industria sarà garantita grazie anche al lavoro delle varie “Piattaforme tecnologiche europee”. Il presente programma specifico contribuirà in questo modo all’attuazione delle agende strategiche di ricerca stabilite ed elaborate dalle piattaforme tecnologiche europee qualora rivestano un vero valore aggiunto europeo. Le nove aree tematiche stabilite tengono già ampiamente conto delle esigenze generali di ricerca individuate nelle agende strategiche di ricerca esistenti. L’integrazione più dettagliata del loro contenuto tecnico avverrà in seguito, al momento dell’elaborazione del programma di lavoro particolareggiato in vista degli inviti presentare proposte specifici.Sarà inoltre garantita la costante pertinenza dei temi per la formulazione, l’attuazione e la valutazione delle politiche e della regolamentazione europee. Ciò riguarda settori di intervento come la salute, la sicurezza, la tutela dei consumatori, l’energia, l’ambiente, l’aiuto allo sviluppo, la pesca, gli affari marittimi, l’agricoltura, la salute e il benessere degli animali, i trasporti, l’istruzione e la formazione, la società dell’informazione e i media, l’occupazione, gli affari sociali, la coesione, la giustizia e gli affari interni, nonché la ricerca prenormativa e conormativa destinata a migliorare la qualità delle norme e della loro attuazione. In questo ambito, possono svolgere un ruolo utile anche le piattaforme che associano le parti interessate e la comunità di ricerca al fine di riflettere su agende strategiche di ricerca che rivestono interesse per la politica sociale, la politica ambientale o altri settori di intervento.Nell’ambito di ciascun tema, oltre alle attività definite, saranno realizzate, all’insegna dell’apertura e della flessibilità, azioni specifiche destinate a rispondere alle “esigenze emergenti” e alle “esigenze strategiche impreviste”. L’attuazione di queste azioni garantirà un approccio semplice, coerente e coordinato nell’insieme del programma specifico, nonché il finanziamento di lavori di ricerca interdisciplinari che riguardano più aree tematiche o altri argomenti.-  Esigenze emergenti: si potrà apportare un sostegno specifico a proposte di ricerca destinate a individuare o studiare approfonditamente, in un settore determinato e/o un settore che si trova all’intersezione tra più discipline, nuove opportunità scientifiche e tecnologiche, che potrebbero portare a progressi significativi. Questo sostegno sarà realizzato mediante:-  ricerca aperta, “dal basso verso l’alto”, su argomenti stabiliti dai ricercatori stessi al fine di individuare nuove opportunità scientifiche e tecnologiche (azioni “Adventure”) o valutare nuove scoperte o fenomeni di recente osservazione che potrebbero essere indice di rischi o problemi per la società (azioni “Insight”);-  iniziative orientate su obiettivi specifici, che costituiscono vere sfide, in settori scientifici e tecnologici emergenti caratterizzati da prospettive di progressi significativi e un impatto potenziale considerevole sull’evoluzione economica e sociale, e possono comportare insiemi di progetti complementari (azioni “Pathfinder”).-  Esigenze strategiche impreviste: si tratta di reagire in modo flessibile alle nuove esigenze strategiche che emergono durante l’attuazione del programma quadro, in caso ad esempio di sviluppi o eventi imprevisti che richiedono una reazione rapida, come le nuove epidemie, le preoccupazioni emergenti relative alla sicurezza prodotti alimentari, gli interventi o le azioni di solidarietà in caso di catastrofi naturali. Queste attività saranno attuate in stretta relazione con le politiche interessate dell’Unione europea. Il programma di lavoro annuale potrà subire modifiche qualora si manifestassero esigenze di ricerca urgenti.-  Diffusione, trasferimento di conoscenze e impegno più ampioAl fine di rafforzare la diffusione e l’utilizzo degli esiti delle ricerche comunitarie, in tutte le aree tematiche,[17] si sosteranno la diffusione delle conoscenze e il trasferimento dei risultati, anche tra i responsabili politici, mediante il finanziamento di iniziative di collegamento in rete/intermediazione, seminari e eventi, assistenza di esperti esterni e servizi elettronici di informazione:-  integrazione di azioni di diffusione e trasferimento di conoscenze nei progetti e i consorzi mediante adeguate disposizioni nei sistemi di finanziamento ed obblighi di rendicontazione;-  offerta di un’assistenza mirata ai progetti e ai consorzi al fine di consentir loro di accedere alle competenze necessarie per ottimizzare la valorizzazione dei risultati;-  azioni specifiche di diffusione caratterizzate da un approccio proattivo per diffondere i risultati di una gamma di progetti, anche quelli realizzati nell’ambito di programmi quadro precedenti e di altri programmi di ricerca, che riguardano settori o gruppi di interesse specifici in qualità di utilizzatori potenziali;-  diffusione tra i responsabili politici, ivi compresi gli organismi di standardizzazione, al fine di agevolare l’uso dei risultanti pertinenti per le politiche da parte degli organismi appropriati sul piano internazionale, europeo, nazionale o regionale;-  servizi CORDIS destinati a promuovere la diffusione delle conoscenze e la valorizzazione dei risultati della ricerca;-  iniziative destinate a favorire il dialogo e i dibattiti su temi scientifici e risultati della ricerca con un ampio pubblico al di fuori della comunità dei ricercatori.Nell’insieme del programma quadro sarà garantito il coordinamento della diffusione e del trasferimento delle conoscenze. Nell’ambito del programma “Competitività ed innovazione” saranno realizzate azioni complementari destinate a sostenere l’innovazione. Si sfrutteranno le potenziali sinergie tra istruzione e ricerca e si individueranno le buone pratiche, in particolare per promuovere le carriere nel settore della ricerca.Partecipazione delle PMILa partecipazione ottimale delle piccole e medie imprese (PMI) sarà agevolata nelle varie aree tematiche, in particolare perfezionando le procedure finanziarie e amministrative e offrendo una maggiore flessibilità nella scelta del sistema di finanziamento adeguato. Inoltre, le esigenze e il potenziale in materia di ricerca delle PMI sono debitamente considerati nella definizione del contenuto delle aree tematiche del presente programma specifico, e le aree che rivestono un interesse particolare per le PMI saranno segnalate nel programma di lavoro. Il programma specifico “Capacità” prevede azioni specifiche a sostegno della ricerca a vantaggio delle PMI o delle associazioni di PMI, mentre il programma per la competitività e l’innovazione finanzierà azioni destinate a promuovere la partecipazione delle PMI al programma quadro.Aspetti eticiNell’attuazione del presente programma specifico e delle attività di ricerca che ne derivano occorre rispettare i principi etici fondamentali. Si tratta in particolare dei principi enunciati nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea che comprendono la protezione della dignità e della vita umana, la protezione dei dati personali e della privacy, nonché la protezione degli animali e dell’ambiente conformemente al diritto comunitario e alle versioni più recenti delle convenzioni, delle linee guida e dei codici di condotta internazionali in materia, tra cui la dichiarazione di Helsinki, la convenzione del Consiglio d’Europa sui diritti umani e la biomedicina firmato a Oviedo il 4 aprile 1997 e i suoi protocolli aggiuntivi; la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei minori, la dichiarazione universale sul genoma umano e i diritti dell’uomo adottata dall’UNESCO, la convenzione delle Nazioni Unite sulle armi biologiche e tossiche (BTWC), il trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura e le relative risoluzioni dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).Si terrà inoltre conto dei pareri del gruppo europeo di esperti sulle implicazioni etiche delle biotecnologie (1991–1997) e dei pareri del gruppo europeo per l’etica delle scienze e delle nuove tecnologie (dal 1998).Conformemente al principio di sussidiarietà e data la diversità degli approcci attuati in Europa, i partecipanti ai progetti di ricerca devono conformarsi alla legislazione, alla regolamentazione e alle norme etiche vigenti nei paesi in cui si svolgeranno le ricerche. In ogni caso, si applicano le disposizioni nazionali e la Comunità non concederà alcun finanziamento per realizzazione, in un determinato Stato membro o in un altro paese, di ricerche che siano vietate dalle autorità nazionali.Se del caso, i partecipanti ai progetti di ricerca devono ottenere l’accordo dei comitati etici nazionali o locali competenti prima di avviare le loro attività di RST. Le proposte riguardanti temi sensibili o i cui aspetti etici non siano stati adeguatamente valutati saranno sistematicamente oggetto di una valutazione etica da parte della Commissione. In determinati casi, detto esame potrà aver luogo nel corso della realizzazione di un progetto.Conformemente all’articolo 4, paragrafo 3, della presente decisione non si concederà nessun finanziamento ad attività di ricerca vietate in tutti gli Stati membri.Il protocollo di Amsterdam sulla protezione ed il benessere degli animali allegato al trattato impone alla Comunità di tenere conto dei requisiti in materia di benessere degli animali nel formulare e attuare le politiche comunitarie, compresa la ricerca. La direttiva 86/609/CEE del Consiglio relativa alla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici stabilisce quanto segue: gli esperimenti devono essere concepiti in modo da evitare angoscia, dolore e sofferenze inutili agli animali da esperimento; il numero degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici deve essere ridotto ad un minimo; occorre utilizzare animali con un grado ridotto di sensibilità neurofisiologica; occorre realizzare gli esperimenti che causano meno dolore, sofferenza, angoscia o danni durevoli. La modifica del patrimonio genetico degli animali e la clonazione di animali possono essere previsti solo se gli scopi perseguiti si giustificano dal punto di vista etico e se le condizioni di queste attività garantiscono il benessere degli animali e il rispetto dei principi della diversità biologica.Durante l’attuazione del presente programma, la Commissione monitorerà regolarmente i progressi scientifici e l’evoluzione delle disposizioni nazionali in modo da tener conto di tutti i nuovi sviluppi in materia.La ricerca concernente gli aspetti etici legati agli sviluppi scientifici e tecnologici sarà realizzata nell’ambito della parte “Scienza nella società” del programma specifico “Capacità”.Ricerca in collaborazioneLa maggior parte dei finanziamenti dell’UE destinati alla ricerca sarà consacrata alla ricerca in collaborazione che ne costituisce il nucleo centrale. L’obiettivo è avviare, nei principali settori di progresso delle conoscenze, progetti di ricerca e reti di elevata qualità in grado di attirare ricercatori ed investimenti dall’Europa e dal mondo intero, rafforzando nel contempo la base industriale e tecnologica comunitaria e sostenendo le politiche comunitarie.A tal fine la ricerca in collaborazione, che prevede anche l’attiva partecipazione dell’industria, sarà sostenuta mediante una serie di meccanismi di finanziamento: progetti in collaborazione, reti di eccellenza, azioni di coordinamento/sostegno.Iniziative tecnologiche congiunteIn un numero limitato di casi, la portata dell’obiettivo di RST e l’entità delle risorse necessarie giustificano l’istituzione di partnership pubblico/privato a lungo termine che assumono la forma di “Iniziative tecnologiche congiunte”. Queste iniziative, risultanti essenzialmente dal lavoro delle piattaforme tecnologiche europee e concernenti uno o più aspetti specifici di ricerca nel loro settore, assoceranno investimenti del settore privato e finanziamenti pubblici nazionali ed europei, ivi compresi finanziamenti provenienti dal programma quadro di ricerca e finanziamenti con ricorso al credito concessi dalla Banca europea per gli investimenti. Le iniziative tecnologiche congiunte saranno istituite in base a proposte separate (ad esempio in base all’articolo 171 del trattato).Le iniziative tecnologiche congiunte da realizzare sono individuate sulla base di una serie di criteri, tra cui:-  valore aggiunto dell’intervento a livello europeo;-  grado di definizione e chiarezza dell’obiettivo perseguito;-  portata dell’impegno finanziario e in termini di risorse dell’industria;-  entità dell’impatto sulla competitività e la crescita industriali;-  importanza del contributo a favore di obiettivi strategici più ampi;-  capacità di attirare aiuti nazionali supplementari e incentivare finanziamenti industriali, immediatamente o in futuro;-  incapacità degli strumenti esistenti di conseguire l’obiettivo.Si presterà particolare attenzione alla coerenza e al coordinamento complessivi tra iniziative tecnologiche congiunte e programmi e progetti nazionali negli stessi settori. Se del caso, si incentiverà anche la partecipazione di PMI.Nell’allegato III è riportato un primo insieme di Iniziative tecnologiche congiunte che possono essere oggetto di decisioni separate (ad esempio a norma dell’articolo 171 del trattato). Altre iniziative tecnologiche congiunte potranno essere stabilite sulla base dei criteri summenzionati e proposte nel corso dell’attuazione del 7° programma quadro.Coordinamento dei programmi di ricerca non comunitariL’azione svolta in questo ambito si avvarrà di due strumenti principali: il piano ERA-NET e la partecipazione della Comunità a programmi nazionali di ricerca avviati congiuntamente (articolo 169 del trattato). L’azione servirà anche a rafforzare la complementarità e le sinergie tra il programma quadro e le attività svolte nell’ambito di strutture intergovernative, quali EUREKA, EIROforum e COST. Sarà concesso un sostegno finanziario alle attività di gestione e coordinamento in modo che COST possa continuare a contribuire al coordinamento e agli scambi tra équipe di ricerca finanziate a livello nazionale.Le azioni che rientrano nell’ambito di una delle aree tematiche sono finanziate in quanto parte integrante delle attività previste nell’ambito di tale area. Le azioni a carattere orizzontale sono finanziate congiuntamente da tutte le aree tematiche interessate.Le azioni che rientrano nell’ambito di un altro programma specifico recante attuazione del 7° programma quadro sono finanziate nell’ambito di tale programma specifico.Il piano ERA-NET svilupperà e rafforzerà il coordinamento delle attività nazionali e regionali di ricerca:-  fornendo un quadro di riferimento per i soggetti che attuano programmi di ricerca pubblici per rafforzare il coordinamento delle loro attività. Ciò comprende il sostegno di nuovi piani ERA-NET, nonché l’ampliamento e l’approfondimento della portata degli ERA-NET esistenti, estendendo ad esempio la loro partnership e rendendo reciprocamente accessibili i loro programmi;-  fornendo un sostegno finanziario comunitario supplementare a quei partecipanti che istituiscono un fondo comune destinato agli inviti a presentare proposte congiunti tra i loro rispettivi programmi nazionali e regionali (“ERA-NET PLUS”).La partecipazione della Comunità ai programmi nazionali avviati congiuntamente a norma dell’articolo 169 è particolarmente interessante per la cooperazione europea su ampia scala, secondo una “geometria variabile” tra Stati membri che condividono esigenze e/o interessi. Tali iniziative saranno avviate in settori individuati in stretta collaborazione con gli Stati membri, e non escludono una cooperazione con programmi intergovernativi sulla base dell’insieme di criteri definiti nel 7° programma quadro.L’allegato IV descrive una serie di iniziative destinate all’attuazione congiunta nell’ambito di programmi di ricerca nazionali. Queste saranno oggetto di una decisione separata in base all’articolo 169 del trattato. Ulteriori iniziative possono esser individuate e proposte nel corso dell’attuazione del 7° programma quadro.Cooperazione internazionaleLe azioni di cooperazione internazionale sosteranno una politica scientifica e tecnologica internazionale che si pone due obiettivi interdipendenti:-  sostenere e promuovere la competitività europea mediante partnership di ricerca strategiche in campo scientifico e tecnologico con paesi terzi, ivi compresi paesi altamente industrializzati ed economie emergenti, invitando i migliori scienziati dai paesi terzi a lavorare in e con l’Europa;-  affrontare problemi specifici che colpiscono i paesi terzi o problemi di portata mondiale, sulla base dell’interesse e dei vantaggi reciproci.La politica di cooperazione scientifica internazionale dell’UE attribuirà particolare rilievo e svilupperà la cooperazione al fine di produrre, condividere e valorizzare le conoscenze attraverso partenariati di ricerca equi, che tengano conto del contesto nazionale, regionale e socioeconomico, nonché della base di conoscenze dei paesi partner. L’approccio strategico mira a rafforzare la competitività dell’UE e a favorire lo sviluppo mondiale sostenibile grazie a questi partenariati conclusi a livello bilaterale, regionale e mondiale, tra l’UE e i paesi terzi secondo il principio dell’interesse e dei vantaggi reciproci. A tal fine, il ruolo dell’UE in quanto operatore mondiale dovrebbe essere incentivato anche mediante programmi multilaterali di ricerca internazionale. Le azioni di cooperazione internazionale finanziate riguarderanno grandi sfide politiche al fine di aiutare l’UE a tener fede ai suoi impegni internazionali e contribuire alla condivisione dei valori europei, quali la competitività, il progresso socioeconomico, la protezione dell’ambiente e le regole di previdenza sociale, nell’ambito dello sviluppo sostenibile mondiale.Nel contesto del presente programma specifico, la cooperazione internazionale sarà attuata in ciascuna area tematica e nell’ambito di più temi, mediante:-  l’apertura di tutte le attività svolte nelle aree tematiche ai ricercatori e agli istituti di ricerca di tutti i paesi partner nell’ambito della cooperazione internazionale e dei paesi industrializzati[18]. Inoltre sarà incoraggiata la partecipazione di paesi terzi in settori di interesse reciproco;-  azioni specifiche di cooperazione in ciascuna area tematica destinate a paesi terzi qualora sussista un interesse reciproco nella cooperazione su temi particolari. L’individuazione di esigenze e priorità specifiche sarà strettamente legata agli accordi di cooperazione bilaterali pertinenti e ai dialoghi multilaterali e biregionali in corso tra l’UE e questi paesi o gruppi di paesi. Le priorità saranno definite in funzione delle esigenze specifiche, del potenziale e del livello di sviluppo economico della regione o del paese in questione. A tal fine, sarà elaborato un piano strategico e attuativo in materia di cooperazione internazionale che comporterà azioni specifiche mirate concernente un solo tema o di natura trasversale, ad esempio in settori quali la sanità, l’agricoltura, servizi igienici in materia di risorse idriche; le risorse idriche, la sicurezza alimentare, la coesione sociale, l’energia, l’ambiente, la pesca, l’acquacoltura e le risorse naturali, la politica economica sostenibile e le tecnologie di informazione e comunicazione. Queste azioni fungeranno da strumenti privilegiati per attuare la cooperazione tra l’UE e questi paesi. Mirano in particolare a rafforzare le capacità di ricerca e cooperazione dei paesi candidati, dei paesi confinanti, dei paesi in via di sviluppo e delle economie emergenti. Le azioni saranno oggetto di inviti mirati e si farà il possibile per agevolare l’accesso a tali azioni dei paesi terzi interessati, in particolare dei paesi in via di sviluppo.Queste attività saranno attuate in stretto coordinamento con le azioni di cooperazione internazionale nell’ambito dei programmi specifici “Persone” e “Capacità”.TEMI1. SaluteObiettivoMigliorare la salute dei cittadini europei e rafforzare la competitività delle industrie e delle aziende europee del settore della salute, affrontando nello stesso tempo questioni sanitarie di livello mondiale come le nuove epidemie. Si porrà l’accento sulla ricerca traslazionale (trasformazione di scoperte fondamentali in applicazioni cliniche), lo sviluppo e la convalida di nuove terapie, i metodi di promozione e prevenzione della salute, le tecnologie e gli strumenti diagnostici, nonché i sistemi sanitari sostenibili ed efficienti.StrategiaQueste attività di ricerca consentiranno di approfondire le nostre conoscenze per promuovere più efficacemente la buona salute, prevenire e curare le principali malattie e fornire cure sanitarie adeguate. Contribuiranno ad integrare la vasta quantità di dati genomici al fine di generare nuove conoscenze e applicazioni mediche e biotecnologiche. Incentiveranno la ricerca traslazionale in materia sanitaria che è fondamentale per ottenere benefici pratici dalla ricerca biomedica. Tali ricerche consentiranno all’Europa di contribuire più efficacemente alle attività internazionali di lotta contro le malattie diffuse a livello mondiale, come dimostra il programma in corso EDCTP “Partenariato per le sperimentazioni cliniche Europa-paesi in via di sviluppo” per combattere l’HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi (articolo 169)[19]. Rafforzeranno la ricerca orientata sulla politica sanitaria su scala europea e in particolare i confronti tra modelli, sistemi e dati contenuti nelle base di dati nazionali.Queste attività di ricerca contribuiranno a rafforzare la competitività dei settori delle biotecnologie applicate alle cure sanitarie e delle tecnologie mediche in Europa, in cui le PMI costituiscono i principali motori economici, nonché nel settore farmaceutico. In particolare si prevede di sostenere la Piattaforma tecnologia europea[20] sui farmaci innovativi al fine di eliminare gli ostacoli in materia di ricerca che rallentano il processo di sviluppo di medicinali. Ci si impegnerà in particolare per colmare il divario tra le attività di ricerca e la valorizzazione dei risultati, fornendo un sostegno alla verifica teorica e alla convalida clinica. Queste ricerche contribuiranno anche all’elaborazione di norme e standard per nuove terapie avanzate (ad es. medicina rigenerativa) necessarie per aiutare l’industria comunitaria a far fronte alla concorrenza mondiale.Qualora opportuno, le questioni di genere nella ricerca saranno prese in considerazione ed integrate nei progetti[21]. Particolare attenzione sarà accordata alla comunicazione dei risultati della ricerca e all’avvio di un dialogo con la società civile, in particolare con gruppi di pazienti, nella fase più precoce possibile, su nuovi sviluppi derivanti dalla ricerca biomedica e genetica. Si garantirà inoltre l’ampia diffusione ed utilizzazione dei risultati.Due problematiche fondamentali, la salute dei bambini[22] e la salute degli anziani saranno trattate in tutti e tre i principali gruppi di attività descritti qui di seguito, le cui priorità saranno precisate nel programma di lavoro. Sono previsti anche altri settori multidisciplinari. Questo metodo trasversale garantirà un approccio visibile e coerente in relazione a queste problematiche nell’insieme dell’area tematica, evitando nel contempo le sovrapposizioni.Attività-  Biotecnologie, tecnologie e strumenti generici per la salute umanaQuesta attività mira a sviluppare e convalidare gli strumenti e le tecnologie necessarie per la produzione di nuove conoscenze e la loro traduzione in applicazioni pratiche nel settore della sanità e della medicina.-  Ricerca high-throughput (ad elevate prestazioni): elaborazione di nuovi strumenti di ricerca nella biologia moderna che rafforzeranno notevolmente la produzione di dati e miglioreranno la standardizzazione, l’acquisizione e l’analisi di dati e di campioni (biobanche). Le ricerche si incentreranno sulle nuove tecnologie per il sequenziamento, l’espressione genica, la genotipizzazione e la fenotipizzazione, la genomica strutturale, la bioinformatica e la biologia dei sistemi, e altre tecnologie “-omiche”.-  Individuazione, diagnosi e monitoraggio : sviluppo di strumenti e tecnologie di visualizzazione, imaging (trattamento delle immagini), individuazione e analisi per la ricerca biomedica, per la previsione, la diagnosi, il monitoraggio e la prognosi delle malattie, nonché per sostenere e orientare gli interventi terapeutici. Si privilegerà un approccio multidisciplinare che integra settori quali la biologia molecolare e cellulare, la fisiologia, la genetica, la fisica, la chimica, le nanotecnologie, i microsistemi, i dispositivi e le tecnologie informatiche. Si accorderà particolare rilievo ai metodi non invasivi o poco invasivi e agli aspetti della garanzia della qualità.-  Strategie ed interventi terapeutici innovativi: consolidamento e ulteriore sviluppo di terapie e tecnologie avanzate che presentano un notevole potenziale di applicazione. L’accento sarà posto sulla terapia genica e cellulare, la medicina rigenerativa, i trapianti, l’immunoterapia e i vaccini, e altre terapie. Le tecnologie connesse, come i sistemi avanzati di somministrazione mirata, gli impianti e le protesi avanzate, nonché gli interventi non invasivi o poco invasivi saranno anch’esse oggetto di ricerche.-  Previsione dell’adeguatezza, della sicurezza e dell’efficacia delle terapie: si mira a sviluppare e convalidare i parametri, gli strumenti, i metodi e le norme necessarie per fare in modo che i pazienti possano beneficiare di nuovi biofarmaci sicuri ed efficaci (per quanto riguarda i farmaci convenzionali[23], questi aspetti saranno esaminati nell’ambito dell’iniziativa tecnologica congiunta sui farmaci innovativi). L’accento sarà posto su strategie quali la farmacogenomica, e i metodi e i modelli in silico , in vitro (ivi comprese le alternative alla sperimentazione animale) e in vivo .-  Ricerca traslazionale per la salute umanaQuesta attività mira ad approfondire le conoscenze sui processi e i meccanismi biologici in condizioni di buona salute o in caso di determinate patologie, al fine di tradurre queste conoscenze in applicazioni cliniche e garantire che il proseguimento delle ricerche si basi sui dati clinici.-  Integrazione di dati e processi biologici: rilevazione di dati su ampia scala, biologia dei sistemi .-  Rilevazione di dati su larga scala : si tratta di utilizzare tecnologie high-throughput per generare dati utili per lo studio e la comprensione della funzione genica e dei prodotti genici e delle loro interazioni in reti complesse. La ricerca si incentrerà sulla genomica, la proteomica, la genetica delle popolazioni, la genetica comparativa e funzionale.-  Biologia dei sistemi : si porrà l’accento su attività di ricerca pluridisciplinare che integreranno un’ampia varietà di dati e svilupperanno e applicheranno approcci sistemici per comprendere e modellizzare i processi biologici.-  Ricerca sul cervello e relative patologie, sviluppo umano e invecchiamento.-  Ricerca sul cervello e relative patologie: si tratta di comprendere meglio la struttura integrata e la dinamica del cervello, di studiare le patologie del cervello e individuare nuove terapie. La ricerca si incentrerà sullo studio delle funzioni cerebrali, dal livello molecolare fino alla funzione della cognizione, e sul trattamento delle malattie e dei disturbi neurologici e psichiatrici, ivi comprese le terapie rigenerative e di “riparazione”.-  Sviluppo umano e invecchiamento : si tratta di comprendere meglio il processo dello sviluppo nel corso della vita e dell’invecchiamento sano. La ricerca sarà incentrata sullo studio dei sistemi umani e dei sistemi modello, ivi comprese le interazioni con fattori quali l’ambiente, il comportamento e il genere.-  Ricerca traslazionale concernente le principali malattie infettive: affrontare le gravi minacce che pesano sulla sanità pubblica.-  Resistenza ai medicinali antimicrobici: si porrà l’accento sull’associazione della ricerca di base sui meccanismi molecolari di resistenza, dell’ecologia microbica e delle interazioni tra gli agenti patogeni e i loro ospiti, con una ricerca clinica su nuovi interventi destinati a ridurre l’insorgenza e la diffusione di infezioni multiresistenti.-  HIV/AIDS, malaria e tubercolosi : la ricerca si incentrerà sullo sviluppo di nuove terapie, strumenti diagnostici, vaccini preventivi e barriere chimiche contro la trasmissione, come i microbicidi contro l’HIV. Le attività di ricerca si incentreranno sulla lotta contro le tre malattie su scala planetaria ma riguarderanno anche aspetti specificatamente europei. Si presterà particolare attenzione alle attività di ricerca preclinica e di ricerca clinica precoce, e, se opportuno, si attiverà una collaborazione con iniziative su scala mondiale.-  Nuove epidemie : la ricerca si incentrerà sulla lotta contro gli agenti patogeni emergenti che comportano rischi di pandemie, zoonosi comprese (ad esempio la SARS e l’influenza ad alta patogenicità). Se del caso, saranno adottate disposizioni per avviare rapidamente ricerche in collaborazione destinate ad accelerare lo sviluppo di strumenti diagnostici, farmaci e vaccini ai fini della prevenzione, del trattamento e della lotta efficaci contro le nuove epidemie.-  Ricerca traslazionale in altre importanti malattie.-  Cancro : la ricerca si incentrerà sull’eziologia della malattia, l’individuazione e la convalida di bersagli farmacologici ( drug target ) e di marcatori biologici utili ai fini della prevenzione, della diagnosi precoce e del trattamento; ed infine sull’efficacia della prognosi, della diagnosi e degli interventi terapeutici.-  Malattie cardiovascolari : la ricerca si incentrerà sulla diagnosi, la prevenzione, il trattamento e il controllo delle malattie cardiache e vascolari (ivi compresi gli aspetti vascolari dell’ictus) sulla base di ampi approcci pluridisciplinari.-  Diabete e obesità: per quanto concerne il diabete la ricerca si incentrerà sull’eziologia, la prevenzione e il trattamento dei vari tipi di diabete. Per quanto riguarda l’obesità la ricerca si baserà su strategie pluridisciplinari relative ai fattori genetici, lo stile di vita e l’epidemiologia.-  Malattie rare : la ricerca si incentrerà su studi paneuropei di storia naturale e patofisiologia, sullo sviluppo di interventi di prevenzione, diagnostici e terapeutici. Questo settore comprenderà lo studio dei fenotipi rari di Mendel delle malattie comuni.-  Altre malattie croniche : la ricerca si incentrerà su malattie non mortali ma con un forte impatto sulla qualità della vita dei pazienti anziani, come le disabilità funzionali e sensoriali ed altre malattie croniche (ad esempio patologie reumatoidi).-  Ottimizzare la prestazione delle cure sanitarie per i cittadini europeiQuesta attività mira a fornire la base necessaria sia per consentire l’adozione, in conoscenza di causa, di decisioni politiche riguardanti i sistemi sanitari sia per migliorare l’efficacia delle strategie di promozione della salute e di prevenzione, diagnosi e cura delle malattie.-  Migliorare la promozione della salute e la profilassi: si tratta di fornire elementi di prova sulle migliori misure di sanità pubblica in termini di stile di vita e interventi a livelli e in contesti diversi. La ricerca si incentrerà sui determinati della salute in senso lato e la loro interazione sia a livello di individui che di comunità (ad esempio, regime alimentare, stress, tabacco e altre sostanze, attività fisica, contesto culturale, fattori socioeconomici ed ambientali). La salute mentale sarà studiata in una prospettiva temporale che copra l’intera durata di vita.-  Passare dalla ricerca clinica alla pratica clinica, con un’utilizzazione più adeguata dei farmaci ed un ricorso appropriato agli interventi orientati sul comportamento e l’organizzazione, nonché alle terapie e alle tecnologie al servizio della salute. Sarà prestata particolare attenzione alla sicurezza del paziente: si tratta di individuare le migliori pratiche cliniche, comprendere il processo decisionale in situazioni cliniche di cure primarie e cure specialistiche, promuovere le applicazioni della medicina basata sulle prove e il rafforzamento del ruolo dei pazienti. La ricerca si incentrerà sulla valutazione comparativa delle strategie, lo studio dei risultati di interventi diversi, ivi compresi i farmaci, tenendo conto delle varie prove ottenute con la farmacovigilanza, delle specificità del paziente (ad esempio, suscettibilità genetica, età, genere e accettazione della terapia) e dell’analisi costi-benefici.-  Qualità, solidarietà e sostenibilità dei sistemi sanitari: si tratta di fornire ai vari paesi una base che consenta loro di adattare i loro sistemi sanitari sulla base dell’esperienza maturata in altri paesi, tenendo conto dell’importanza dei contesti nazionali e delle caratteristiche della popolazione (invecchiamento, mobilità, flussi migratori, istruzione, situazione socioeconomica e evoluzione delle condizioni di lavoro ecc.). La ricerca si incentrerà sugli aspetti organizzativi, finanziari e regolamentari dei sistemi sanitari, la loro attuazione e i loro risultati in termini di efficienza, efficacia e equità. Particolare attenzione sarà attribuita alle questioni legate agli investimenti e alle risorse umane.Cooperazione internazionaleLa cooperazione internazionale è un elemento integrante di quest’area tematica e riveste un’importanza particolare per i settori concernenti problemi sanitari mondiali, come la resistenza agli antibiotici, l’HIV/AIDS, la malaria, la tubercolosi e le nuove pandemie. Può inoltre comportare la determinazione di priorità nell’ambito di iniziative, come la “ Global HIV/AIDS Vaccine Enterprise ”. Con riserva del consolidamento di una partnership sostenibile a lungo termine nel campo della ricerca clinica tra l’Europa e i paesi in via di sviluppo, il programma EDCTP beneficerà di un sostegno supplementare[24], in funzione dei suoi risultati e delle sue esigenze future. Tale programma continuerà ad incentrarsi sulle sperimentazioni cliniche avanzate per lo sviluppo di nuovi vaccini, microbicidi e farmaci contro le tre malattie già menzionate in Africa subsahariana.Saranno realizzate azioni di cooperazione specifiche in settori stabiliti mediante dialoghi biregionali svolti in paesi/regioni terzi e in istanze internazionali, nonché nell’ambito degli “obiettivi del millennio per lo sviluppo”. Queste aree prioritarie, adattate alle esigenze locali e aperte alle partnership, possono riguardare: ricerca in materia di politica sanitaria, ricerca sui sistemi e i servizi sanitari, salute materna e infantile, salute riproduttiva, controllo e monitoraggio delle malattie contagiose trascurate e nuove esigenze strategiche impreviste in queste regioni.In collaborazione col tema “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione” sarà versata una quota annuale di iscrizione all’organizzazione del programma scientifico “Frontiera umana” (HFSPO)[25]. Ciò consentirà agli Stati membri dell’UE che non fanno parte del G-8 di beneficiare pienamente del programma scientifico “Frontiera umana” (HFSP) e di offrire una maggiore visibilità alla ricerca europea.Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche imprevisteLa ricerca sulle esigenze emergenti sarà svolta nell’ambito di iniziative “dal basso vero l’alto” e “mirate”, in coordinamento con altri temi e riguarderà in larga parte ricerche pluridisciplinari. Il sostegno alle esigenze strategiche impreviste dell’Unione europea può concernere, ad esempio, la salute e la sicurezza sul lavoro, la valutazione d’impatto sulla salute, la valutazione dei rischi, gli indicatori statistici, la gestione e la comunicazione nel campo della sanità pubblica, nonché gli obblighi derivanti dai trattati internazionali in materia sanitaria, tra cui la convenzione quadro sul controllo del tabacco[26] e il regolamento sanitario internazionale[27]. Queste ricerche integreranno le ricerche orientate alla politica sanitaria già menzionate.2. Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologieObiettivoCreazione di una bioeconomia europea basata sulla conoscenza[28] associando scienza, industria ed altre parti interessate, per sfruttare opportunità di ricerca nuove e emergenti che riguardano problematiche sociali ed economiche quali: la crescente richiesta di prodotti alimentari più sicuri, più sani e di migliore qualità, ottenuti tenendo conto del benessere degli animali e dei contesti rurali; l’uso e la produzione sostenibili di risorse biologiche rinnovabili; il rischio crescente di malattie epizootiche e zoonotiche e di disturbi legati all’alimentazione; le minacce alla sostenibilità e alla sicurezza della produzione agricola e ittica dovute soprattutto ai cambiamenti climatici.StrategiaQuesto tema consoliderà la base di conoscenze, porterà alla realizzazione di innovazioni e garantirà un sostegno strategico alla creazione e allo sviluppo di una “bioeconomia europea basata sulla conoscenza”. La ricerca si incentrerà sulla gestione, la produzione e il consumo sostenibili delle risorse biologiche, in particolare grazie alle scienze della vita e alle biotecnologie, nonché sulla convergenza con altre tecnologie, al fine di sviluppare nuovi prodotti ecoefficienti e concorrenziali nei seguenti settori europei: agricoltura, pesca, acquacoltura, prodotti alimentari[29], sanità, silvicoltura e industrie connesse. Le ricerche contribuiranno considerevolmente all’attuazione e all’elaborazione di politiche e regolamentazioni dell’UE e tratteranno o sosteranno, in particolare, la politica agricola comune; le questioni relative all’agricoltura e al commercio; la regolamentazione in materia di sicurezza alimentare; la politica zoosanitaria comunitaria, le norme comunitarie in materia di salute, controllo delle patologie e benessere degli animali; l’ambiente e la biodiversità; la strategia forestale dell’UE; la riforma della politica comune della pesca ai fini dello sviluppo sostenibile della pesca e dell’acquacoltura. La ricerca mirerà anche a sviluppare indicatori nuovi ed esistenti a sostegno dell’analisi, dello sviluppo e del monitoraggio di queste politiche.Il comparto agroalimentare, composto al 90% da PMI, beneficerà ampiamente di numerose attività di ricerca, ivi comprese le attività di diffusione mirata e di trasferimento tecnologico, soprattutto per quanto concerne l’integrazione e l’adozione di tecnologie, metodologie e processi ecoefficienti avanzati e lo sviluppo di norme. Le start-up ad alto contenuto tecnologico dei settori delle biotecnologie, delle nanotecnologie e delle TIC, dovrebbero fornire contributi importanti in materia di selezione vegetale, miglioramento delle colture, protezione delle specie vegetali, tecnologie avanzate di rilevazione e monitoraggio destinate a garantire la sicurezza e la qualità dei prodotti alimentari, e nuovi processi bioindustriali.Numerose piattaforme tecnologiche europee contribuiranno alla determinazione delle priorità di ricerca comuni in questa area tematica in settori quali la genomica e le biotecnologie vegetali, la silvicoltura e le industrie collegate, la zoosanità sul piano mondiale, la cura degli animali da allevamento, i prodotti alimentari, l’acquacoltura e la biotecnologia industriale, individuando possibili iniziative di ampia portata, come progetti di dimostrazione per la produzione di prodotti chimici di base dalla biomassa (cellulosa, biocarburanti, biopolimeri). Tali piattaforme contribuiranno ad un’ampia partecipazione e integrazione di tutte le parti interessate. Laddove opportuno si realizzeranno azioni destinate a rafforzare il coordinamento di programmi di ricerca nazionali, in stretta collaborazione con i progetti ERA-Net, le piattaforme tecnologiche e altri operatori, come il comitato permanente per la ricerca agricola (CPRA) o un’eventuale futura struttura di coordinamento della ricerca marina europea.Nell’ambito di queste attività si dovrà tenere conto, laddove opportuno, degli aspetti sociali, etici, di genere, giuridici, ambientali, economici e culturali in senso lato, nonché dei rischi e degli impatti potenziali (previsione) o degli sviluppo scientifici e tecnologici.Attività-  Produzione e gestione sostenibili delle risorse biologiche provenienti dalla terra, dalla silvicoltura e dagli ambienti acquatici[30]-  Agevolare la ricerca sui principali fattori a lungo termine per una produzione e una gestione sostenibili delle risorse biologiche (microrganismi, specie vegetali ed animali), comprendente la valorizzazione della biodiversità e di nuove molecole bioattive nell’ambito di questi sistemi biologici. La ricerca comprenderà le tecnologie “omiche”, come la genomica, la proteomica, la metabolomica e le tecnologie convergenti, e la loro integrazione in strategie di biologia dei sistemi, nonché lo sviluppo di strumenti e tecnologie di base, in particolare nel settore della bioinformatica e delle relative basi di dati, e metodi di individuazione di varietà in seno a gruppi di specie.-  Rafforzare lo sviluppo sostenibile e la competitività, riducendo nel contempo gli impatti ambientali nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura, della pesca e dell’acquacoltura, grazie allo sviluppo di tecnologie, apparecchiature, sistemi di monitoraggio, impianti e sistemi di produzione nuovi, al perfezionamento della base scientifica e tecnica della gestione della pesca, e a una migliore conoscenza delle interazioni tra sistemi diversi (agricoltura e silvicoltura; pesca e acquacoltura) nell’ambito di un approccio che considera l’intero ecosistema. Per le risorse biologiche del suolo, si presterà particolare attenzione ai sistemi di produzione biologici e a ridotto impiego di pesticidi, ad una migliore gestione delle risorse e allo sviluppo di nuovi mangimi e di nuove varietà vegetali (colture ed alberi) caratterizzati dal miglioramento della composizione, della resistenza allo stress, dell’efficacia nell’utilizzo di nutrienti e dell’architettura. Questi lavori saranno integrati da ricerche sulla biosicurezza, la coesistenza e la tracciabilità dei sistemi e dei prodotti vegetali nuovi. La fitosanità sarà migliorata grazie ad una conoscenza più approfondita dell’ecologia, della biologia dei parassiti, delle malattie e di altre minacce, e mediante il sostegno alla lotta contro l’insorgenza delle malattie e il perfezionamento degli strumenti e delle tecniche di lotta antiparassitaria sostenibile. Per quanto concerne le risorse biologiche provenienti dagli ambienti acquatici, la ricerca si incentrerà su: funzioni biologiche di base, sistemi di produzione e mangimi sicuri e non inquinanti per le specie di coltura, biologia della pesca, dinamica della pesca multispecifica, interazioni tra attività di pesca ed ecosistema marino e sistemi di gestione regionali e pluriennali basati sulle flotte di pesca.-  Ottimizzazione della produzione e del benessere animali, nei settori dell’allevamento, della pesca e dell’acquacoltura, in particolare mediante la valorizzazione delle conoscenze genetiche, nuovi metodi di allevamento, una conoscenza più approfondita della fisiologia e del comportamento animale, e una maggiore conoscenza delle malattie degli animali, in particolare le zoonosi, e dei mezzi per combatterle. In questo settore si svilupperanno strumenti di sorveglianza, prevenzione e controllo, si sosterrà la ricerca applicata su vaccini e metodi diagnostici, lo studio dell’ecologia di agenti infettivi conosciuti o nuovi e di altre minacce, in particolare gli atti dolosi, e lo studio degli impatti di vari sistemi di produzione agricola e delle condizioni climatiche. Si svilupperanno nuove conoscenze per lo smaltimento sicuro dei rifiuti animali e una gestione più adeguata dei sottoprodotti.-  Sviluppo degli strumenti necessari per i responsabili politici ed altri operatori per agevolare l’attuazione di strategie, politiche e strumenti legislativi adeguati, in particolare al fine di sostenere la costruzione della “bioeconomia europea basata sulle conoscenze” (KBBE) e far fronte alle esigenze dello sviluppo rurale e costiero. La politica comune della pesca sarà sostenuta mediante lo sviluppo di strategie adattive favorevoli ad un approccio globale dell’ecosistema per la valorizzazione delle risorse marine. Le ricerche utili per tutte le politiche comprenderanno: studi socioeconomici, esami comparativi di vari sistemi di produzione agricola, sistemi di gestione della pesca efficaci rispetto ai costi, ricerche sull’allevamento di animali non destinati all’alimentazione, interazioni con la silvicoltura e studi destinati a migliorare i redditi nelle zone rurali e costiere.-  “Dalla tavola ai campi”- Prodotti alimentari, salute e benessere-  Studio del comportamento dei consumatori, in quanto fattore fondamentale per la competitività dell’industria alimentare, e dell’impatto dell’alimentazione sulla salute e il benessere dei cittadini europei. La ricerca si incentrerà sulla percezione e gli atteggiamenti dei consumatori nei confronti dei prodotti alimentari, sulla comprensione delle tendenze in atto nella nostra società, l’individuazione dei fattori che determinano le scelte alimentari e l’accesso dei consumatori ai prodotti alimentari.-  Comprensione delle abitudini e dei fattori alimentari, in quanto importante elemento controllabile dell’aumento e della riduzione dell’insorgenza di malattie e disturbi legati all’alimentazione. La ricerca comporterà lo sviluppo e l’applicazione della nutrigenomica e della biologia sistemica, nonché lo studio delle interazioni tra nutrizione e funzioni fisiologiche e psicologiche; potrebbe inoltre portare alla riformulazione di alimenti preparati e all’elaborazione di alimenti innovativi, alimenti dietetici e alimenti con particolari proprietà nutrizionali e sanitarie. Lo studio di prodotti alimentari e regimi alimentari tradizionali, locali e stagionali rivestirà una notevole importanza per individuare l’impatto di alcuni alimenti e regimi alimentari sulla salute, ed elaborare un orientamento integrato in materia di alimentazione.-  Ottimizzazione dell’innovazione nel settore alimentare europeo, grazie all’integrazione di tecnologie avanzate nella produzione alimentare tradizionale, l’adozione di tecnologie di trattamento per migliorare la funzionalità degli alimenti, lo sviluppo e la dimostrazione di metodi di trattamento e imballaggio altamente tecnologici ed ecoefficienti, lo sviluppo di applicazioni di controllo intelligenti e di metodi più efficaci di gestione dei sottoprodotti, dei rifiuti e dell’energia. Nuovi lavori di ricerca si incentreranno sullo sviluppo di tecnologie nuove e sostenibili per l’alimentazione animale (per garantire la sicurezza del trattamento e della formulazione dei mangimi) e il controllo della loro qualità.-  Garantire la sicurezza chimica e microbiologica e migliorare la qualità dell’offerta di prodotti alimentari in Europa. A tal fine occorre comprendere i rapporti tra ecologia microbica e sicurezza dei prodotti alimentari; sviluppare metodi e modelli in relazione all’integrità delle catene di approvvigionamento alimentare; elaborare nuovi metodi di rilevazione e tecnologie e strumenti per la valutazione e la gestione dei rischi e la comunicazione in questo ambito, e approfondire le conoscenze in materia di percezione dei rischi.-  Protezione della salute umana e dell’ambiente grazie ad una migliore conoscenza degli impatti ambientali sulla/della catena alimentare umana e animale. Queste ricerche comportano lo studio dei contaminanti dei prodotti alimentari e delle loro conseguenze sulla salute, lo sviluppo di strumenti e metodi perfezionati per la valutazione dell’impatto delle catene alimentari umana e animale sull’ambiente. La garanzia della qualità e dell’integrità della catena alimentare richiede nuovi modelli per i concetti di analisi della catena e gestione totale della catena alimentare (ivi compresi gli aspetti legati ai consumatori).-  Scienze della vita e biotecnologie per prodotti e processi non alimentari sostenibili-  Rafforzamento della base di conoscenze ed elaborazione di tecnologie avanzate per la produzione di biomassa terrestre o marina per applicazioni nel settore energetico ed industriale. Queste attività riguarderanno la genomica e la metabolomica vegetale, animale e microbica ai fini del miglioramento della produttività e della composizione delle materie prime e delle fonti di biomassa per una conversione ottimale in prodotti ad elevato valore aggiunto, utilizzando, come nuovi fonti, organismi terrestri e acquatici, naturali o perfezionati. Questi lavori integreranno totalmente l’analisi del ciclo di vita delle pratiche agricole, del trasporto, dello stoccaggio e della commercializzazione di bioprodotti. Di conseguenza la ricerca si incentrerà sull’applicazione di biotecnologie industriali lungo l’intera catena di coltura per valorizzare pienamente il potenziale della bioraffinazione, anche sotto gli aspetti socioeconomici, agronomici, ecologici e di consumo. Questo lavoro sarà agevolato da una migliore comprensione e un miglior controllo del metabolismo vegetale e microbico a livello cellulare e intracellulare, dalla produzione di prodotti di base di elevato valore che utilizzano bioprocessi che aumentano il rendimento, la qualità e la purezza dei prodotti di conversione, ivi compresa la progettazione di processi biocatalitici. D’altra parte le biotecnologie destinate ad elaborare prodotti e processi di silvicoltura nuovi e perfezionati, di alta qualità, ad elevato valore aggiunto e rinnovabili, saranno utilizzate o sviluppate per rafforzare il carattere sostenibile della produzione di legno, in particolare il legno da costruzione e le riserve di bioenergia rinnovabili. Infine, si esaminerà il potenziale delle biotecnologie nell’individuazione, sorveglianza, prevenzione, trattamento ed eliminazione dell’inquinamento, con particolare accento sull’ottimizzazione del valore economico dei rifiuti e dei sottoprodotti mediante il ricorso a bioprocessi nuovi, da soli o associati a sistemi vegetali e/o catalizzatori chimici.Cooperazione internazionaleLa cooperazione internazionale è un elemento fondamentale per la ricerca in materia di prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie e sarà fortemente incentivata nell’insieme del settore. Si sosterrà anche la ricerca che riveste un interesse specifico per i paesi in via di sviluppo, tenendo conto degli obiettivi del “Millennio per lo sviluppo” e delle attività già in corso. Si avvieranno azioni specifiche per incentivare la cooperazione con regioni e paesi partner prioritari – in particolare quelli coinvolti in dialoghi biregionali e accordi scientifici e tecnologici bilaterali, nonché i paesi limitrofi, le economie emergenti e i paesi in via di sviluppo.La cooperazione internazionale sarà necessaria per affrontare le sfide che richiedono un vasto impegno internazionale, come la dimensione e la complessità della biologia dei sistemi vegetali e dei microrganismi o sfide di portata mondiale e impegni internazionali dell’UE (sicurezza dell’approvvigionamento alimentare e sicurezza intrinseca dei prodotti alimentari e dell’acqua potabile, diffusione a livello mondiale di malattie animali, sfruttamento equo della biodiversità; ricostituzione degli stock ittici mondiali al fine di raggiungere il rendimento massimo sostenibile entro il 2015 e impatto del/sul cambiamento climatico).Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche imprevisteLa ricerca sulle esigenze emergenti può concernere lo sviluppo di nuovi concetti e tecnologie, ad esempio i sistemi di gestione delle crisi e l’integrità della catena alimentare.Una risposta flessibile alle esigenze strategiche impreviste terrà conto delle politiche da attuare per costruire una bioeconomia europea basata sulla conoscenza.3. Tecnologie dell’informazione e della comunicazioneObiettivoMigliorare la competitività dell’industria europea e consentire all’Europa di dominare e plasmare gli sviluppi futuri delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) in modo da soddisfare la domanda della società e dell’economia. Le attività rafforzeranno la base scientifica e tecnologica europea nel settore delle TIC e conferiranno all’Europa un ruolo di punta in questo campo, contribuiranno ad orientare ed incentivare l’innovazione mediante l’uso di queste tecnologie e garantiranno che i progressi realizzati nelle TIC vengano rapidamente trasformati in benefici per i cittadini, le imprese, l’industria e le amministrazioni pubbliche europee.IntroduzioneLe tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) svolgono un ruolo unico e comprovato nell’incentivazione dell’innovazione, della creatività e della competitività di tutti i settori industriali e dei servizi. Sono fondamentali per affrontare la grandi sfide cui la società è confrontata e per modernizzare i servizi pubblici, e contribuiscono al progresso in tutti i settori scientifici e tecnologici. L’Europa deve pertanto dominare e plasmare l’evoluzione futura delle TIC e fare in modo che i servizi e i prodotti basati su queste tecnologie siano adottati ed utilizzati per apportare i massimi benefici possibili ai cittadini e alle imprese.Questi sono gli obiettivi della politica dell’UE nel settore della società dell’informazione, contenuti nell’iniziativa i2010, che mira a creare un’economia dell’informazione convergente e competitiva, ad ottenere un aumento considerevole degli investimenti europei nella ricerca e nell’innovazione legate alle TIC e un elevato livello di accessibilità alla società dell’informazione.Le nuove tecnologie TIC offriranno numerose possibilità di creare prodotti e servizi di valore più elevato, molti dei quali in settori in cui l’Europa vanta già una posizione di leadership industriale e tecnologica. L’istituzione di partnership a livello europeo costituisce l’approccio ottimale per gli investimenti nelle TIC. Oggi più che mai questo impegno è necessario per sostenere i costi di ricerca in costante aumento in un’epoca di forte concorrenza mondiale, in cui le tecnologie sono sempre più complesse e interdipendenti.L’area tematica delle TIC stabilisce priorità in materia di ricerca strategica intorno a pilastri tecnologici, garantisce l’integrazione “end-to-end” delle tecnologie e fornisce le conoscenze e i mezzi per sviluppare un’ampia gamma di applicazioni innovative delle TIC. Queste attività avranno un effetto leva sui progressi industriali e tecnologici nel settore delle TIC e miglioreranno la posizione concorrenziale di importanti settori ad alta intensità di TIC – sia grazie a prodotti e servizi innovativi ad elevato valore basati sulle TIC, sia grazie al perfezionamento dei processi organizzativi nelle imprese e nelle amministrazioni. Nell’ambito di questo tema saranno sostenute anche altre politiche dell’Unione europea, mobilitando le TIC affinché soddisfino le esigenze del pubblico e della società.Le attività riguarderanno azioni in collaborazione e azioni di collegamento in rete, il sostegno a iniziative tecnologiche congiunte – ivi compresi determinati aspetti della ricerca nei settori delle tecnologie nanoelettroniche e dei sistemi informatici incorporati – e a iniziative di coordinamento di programmi nazionali – anche nel settore dell’ Ambient Assisted Living (ossia la domotica per la categorie più deboli). Le priorità delle attività comprenderanno temi che si basano, tra l’altro, sul lavoro delle piattaforme tecnologiche europee. Si cercheranno sinergie tematiche con attività connesse svolte nell’ambito di altri programmi specifici.La partecipazione attiva delle piccole e medie imprese e di altri operatori di dimensioni ridotte è indispensabile, dato il ruolo che svolgono nella promozione dell’innovazione. Il loro coinvolgimento è importante anche per l’elaborazione e lo sviluppo di nuove prospettive in materia di TIC e delle loro applicazioni, e per la loro trasformazione in mezzi di produzione.Attività-  I pilastri tecnologici delle TIC-  Nanoelettronica, fotonica e micro/nanosistemi integrati : tecnologie progettuali, di processi e dispositivi destinate a migliorare le caratteristiche di dimensione, densità, prestazione, efficienza energetica, fabbricazione e efficacia rispetto ai costi dei componenti, sistemi su chip (SOC), soluzioni SIP ( systems-in-a-package ) e sistemi integrati; componenti fotoniche di base per un’ampia gamma di applicazioni; sistemi di stoccaggio di dati ad elevate prestazioni/ad alta densità; soluzioni di visualizzazione per grandi superfici/altamente integrate; sensori, dispositivi di attuazione; visione e trattamento di immagine, sistemi a potenza ridotta, fonti di energia alternative/stoccaggio; integrazione di tecnologie/sistemi “micro-nano-bio-info” integrati multifunzionali; macroelettronica; integrazione in vari materiali/oggetti; interfaccia con organismi viventi; (auto)assemblaggio di molecole o di atomi in strutture stabili.-  Reti di comunicazione universali e a capacità illimitata : tecnologie e sistemi efficaci rispetto ai costi di reti mobili e a larga banda, in particolare di reti terrestri e satellitari; convergenza di varie reti fisse, mobili, senza filo e di radiodiffusione, con una portata locale, regionale o mondiale; interoperabilità di servizio e applicazioni per comunicazioni via cavo e senza fili; gestione di risorse in rete, riconfigurabilità di servizio; immissione in una rete complessa di appositi dispositivi multimediali intelligenti; sensori e microchip personalizzati ed intelligenti.-  Sistemi incorporati, elaborazione e controllo : sistemi hardware/software più potenti, sicuri, distribuiti, affidabili ed efficaci, in grado di percepire e controllare l’ambiente circostante e di adeguarvisi, ottimizzando nello stesso tempo l’utilizzo delle risorse; metodi e strumenti di modellizzazione di sistemi per controllare la complessità; architetture componibili aperte e piattaforme ad invarianza di scala ( scale-free) ; middleware e sistemi operativi distribuiti che consentono la creazione di ambienti collaborativi e di intelligenza ambiente veramente trasparenti, per l’individuazione, l’attivazione, l’elaborazione, la comunicazione, lo stoccaggio e la fornitura di servizi; architetture di elaborazione che integrano componenti eterogenei, in rete e riconfigurabili che comprendono la compilazione, la programmazione e il sostegno al run-time (tempo di esecuzione); controllo di sistemi su ampia scala, distribuiti e indeterminati.-  Software, grid, sicurezza e affidabilità : tecnologie, strumenti e metodi per software, architetture e middleware dinamici e affidabili su cui si basano servizi ad intensità di conoscenze, ivi compresa la loro fornitura in quanto risorse di base; infrastrutture orientate sui servizi, interoperabili e ad invarianza di scala, virtualizzazione di risorse di tipo grid, sistemi operativi “rete-centrici”; piattaforme aperte e strategie collaborative per lo sviluppo di software, servizi e sistemi; strumenti di composizione; controllo dei comportamenti emergenti dei sistemi complessi; perfezionamento dell’affidabilità e della resistenza di sistemi e servizi su grande scala, distribuiti e a connessione intermittente; sistemi e servizi sicuri ed affidabili, in particolare controllo dell’accesso e autenticazione rispettosi della privacy, politiche dinamiche in materia di sicurezza e fiducia, metamodelli di affidabilità e fiducia.-  Conoscenza, sistemi cognitivi e di apprendimento : metodi e tecniche miranti all’acquisizione, interpretazione, rappresentazione e personalizzazione delle conoscenze, alla navigazione e al recupero, condivisione e restituzione delle stesse, che riconoscono le relazioni semantiche nel contenuto destinato ad essere utilizzato da esseri umani o macchine; sistemi artificiali che percepiscono, interpretano e valutano le informazioni e sono in grado di cooperare, agire in modo autonomo ed imparare; teorie ed esperimenti che vanno al di là di progressi marginali, avvalendosi di elementi di cognizione naturale, in particolare l’apprendimento e la memoria, anche per far progredire i sistemi di apprendimento degli esseri umani.-  Simulazione, visualizzazione, interazione e realtà miste : strumenti di modellizzazione, simulazione, visualizzazione, interazione, di realtà virtuale, aumentata e mista e loro integrazione in ambienti end-to-end ; strumenti di progettazione innovativa e creatività in materia di prodotti, servizi e media audiovisivi digitali; interfacce più naturali, intuitive e di facile uso e nuovi modi di interazione con la tecnologia, le macchine, i dispositivi e altri artefatti; sistemi di traduzione multilingue ed automatica.Nuove prospettive per le TIC, sulla base di altre discipline scientifiche e tecnologiche (fisica, scienza dei materiali, biotecnologie, scienze della vita, scienze cognitive e sociali) sono presenti nell’insieme dell’area tematica sulle TIC. Queste prospettive consentono di realizzare progressi significativi che porteranno all’innovazione nel settore delle TIC e alla creazione di settori industriali e servizi completamente nuovi. Si spazia dalla miniaturizzazione dei dispositivi TIC a dimensioni compatibili e adatti all’interazione con organismi vivi (come i componenti TIC e i sistemi informatici nuovi basati su strutture biomolecolari sintetiche), alle nuove scienze di elaborazione e comunicazione ispirate dal mondo vivente, ai dispositivi TIC interamente ecocompatibili ispirati dai sistemi naturali, alla modellizzazione e la simulazione del mondo vivente (come la simulazione della fisiologia umana su vari livelli biologici).-  Integrazione di tecnologie-  Ambienti personali : integrazione di interfacce multimodali, tecniche di rilevamento e microsistemi, dispositivi informatici e di comunicazione, sistemi TIC incorporati in accessori personali; sistemi indossabili e impianti e loro connessione ai servizi e alle risorse, con particolare attenzione all’integrazione di tutti gli elementi della presenza e dell’identità di una persona.-  Ambienti domestici : comunicazione, sorveglianza, controllo e assistenza per il domicilio, gli edifici e gli spazi pubblici; interoperabilità ed uso continuo di tutti i dispositivi, tenendo conto dei fattori di redditività, prezzo e usabilità; nuovi servizi e nuove forme di contenuti e servizi digitali interattivi; accesso all’informazione e gestione delle conoscenze.-  Sistemi robotici : sistemi robotici flessibili ed affidabili che operano in ambienti umani e non strutturati e che collaborano con gli esseri umani; robot in rete e cooperativi; robot miniaturizzati; progettazione e modellizzazione modulari di sistemi robotici integrati.-  Infrastrutture intelligenti : strumenti TIC che rendono le infrastrutture critiche più efficaci e di agevole uso, più adattabili e meno problematiche in termini di manutenzione, più resistenti all’uso e ai guasti; strumenti di integrazione di dati; TIC per la valutazione sistemica dei rischi e l’allarme tempestivo e l’allarme automatico.-  Ricerca sulle applicazioni-  TIC per affrontare le sfide della società : si tratta di fare in modo che tutti i cittadini europei ottengano il massimo beneficio dai prodotti e i servizi TIC, di migliorare il grado di inclusione, l’accesso continuo e l’interattività dei servizi di interesse pubblico, e di rafforzare il ruolo in materia di innovazione svolto dai servizi del settore pubblico, migliorandone l’efficacia e l’efficienza.-  Nell’ambito della sanità : sistemi personali non invasivi che consentono agli individui di gestire il loro benessere, come i dispositivi di controllo indossabili e impiantabili e i sistemi autonomi che contribuiscono ad uno stato di salute soddisfacente; tecniche emergenti come l ’imaging molecolare per una prevenzione più adeguata e cure mediche personalizzate; sviluppo delle conoscenze sulla salute e relative applicazioni nella pratica clinica; modellizzazione e simulazione di funzione organiche; dispositivi di micro- e nanorobotica per applicazioni chirurgiche e terapeutiche a scarsa invasività.-  Per le autorità pubbliche : uso delle TIC secondo una strategia interdisciplinare nelle pubbliche amministrazioni associato a cambiamenti organizzativi e acquisizione di nuove competenze per fornire a tutti servizi innovativi incentrati sui cittadini; ricerche e soluzioni avanzate fondate sulle TIC e destinate a migliorare il processo democratico e partecipativo, il funzionamento e la qualità dei servizi pubblici, l’interazione con e tra amministrazioni e governi e atte a sostenere i processi legislativi e di elaborazione delle politiche in tutte le fasi di democrazia.-  Per rafforzare l’ inclusione : potenziare il ruolo degli individui e delle loro collettività e garantire una partecipazione più equa di tutti i cittadini alla società dell’informazione, evitando nel contempo i “divari digitali” dovuti alle disabilità, alla carenza di competenze, alla povertà, all’isolamento geografico, alla cultura, al genere o all’età, sostenendo inoltre le tecnologie assistive, promuovendo l’autonomia delle persone, rafforzando le competenze digitali e sviluppando prodotti e servizi “progettati per tutti” ( designed-for-all ).-  Per la mobilità : sistemi di sicurezza integrati dei veicoli basati sulle TIC e su architetture e interfacce aperte, sicure ed affidabili; sistemi cooperativi interoperabili miranti a migliorare l’efficacia e la sicurezza dei trasporti, grazie alla comunicazione tra i veicoli e con l’infrastruttura di trasporto, e l’integrazione di tecnologie di localizzazione precise e solide; servizi “ location-aware ” (consapevoli della localizzazione) di informazioni sulla mobilità e servizi multimodali personalizzati, comprendenti soluzioni di servizio intelligenti per il turismo.-  A sostegno dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile : gestione del rischio e delle situazioni di emergenza; reti di sensori intelligenti per il miglioramento della previsione dei pericoli, la gestione delle risorse naturali, ivi compresi i sistemi di riduzione degli agenti inquinanti; rafforzamento dell’efficienza energetica; gestione delle reazioni degli esseri umani in caso di stress ambientali e per preservare la biodiversità; sistemi di allarme e comunicazione tempestiva ed affidabile in materia di sicurezza pubblica; tecnologie assistive e sistemi di sostegno per operazioni in condizioni difficili, rischiose e pericolose; produzione ecoefficiente e sostenibile delle TIC; gestione avanzata dei dati e delle informazioni per il monitoraggio ambientale e la valutazione dei rischi ambientali, a favore delle iniziative INSPIRE e GEOSS.-  TIC per i contenuti, la creatività e lo sviluppo personale-  Forme innovative di contenuti interattivi, non lineari e autoadattabili ( self-adaptive ); creatività e esperienza d’uso rafforzata; personalizzazione e fornitura di contenuti multimedia; associazione della produzione e della gestione del contenuto interamente digitale con le tecnologie “semantiche” emergenti; utilizzo orientato alle esigenze dell’utilizzatore, accesso al contenuto e creazione di contenuto.-  Sistemi, strumenti e servizi di apprendimento con supporto tecnologico, adeguati a vari tipi di discenti in contesti diversi; problematiche inerenti al processo di apprendimento umano quando il processo avviene mediante delle TIC; miglioramento delle capacità individuali di diventare un discente attivo.-  Servizi intelligenti di accesso al patrimonio culturale sotto forma digitale; strumenti atti a consentire alle collettività di creare una nuova memoria culturale basata sul patrimonio vivo; metodi e strumenti di conservazione dei contenuti digitali; rendere gli oggetti digitali utilizzabili dagli utilizzatori futuri, preservando nel contempo l’autenticità e l’integrità della loro creazione originale e del contesto di utilizzazione.-  TIC al servizio delle imprese e dell’industria-  Sistemi di imprese dinamici, orientati alla rete, per la creazione e la fornitura di prodotti e di servizi; controllo e gestione decentralizzati di risorse intelligenti; ecosistemi di imprese digitali, in particolare soluzioni software adattabili alle esigenze di organizzazioni di piccole e medie dimensioni; servizi di collaborazione destinati a spazi di lavoro distribuiti; maggiore presenza di gruppi; gestione di gruppo e sostegno alla condivisione.-  Fabbricazione: controlli intelligenti in rete per la fabbricazione ad alta precisione e scarso consumo di risorse; automatizzazione e logistica senza fili, in vista di una riconfigurazione rapida degli impianti; ambienti integrati per la modellizzazione, la simulazione, la presentazione e la produzione virtuale; tecnologie di fabbricazione di sistemi TIC miniaturizzati e per sistemi interconnessi con vari tipi di materiali ed oggetti.-  TIC al servizio della fiducia-  Strumenti atti a rafforzare la fiducia nelle TIC e nelle loro applicazioni; sistemi di gestione di identità multiple e federate; tecniche di autenticazione e autorizzazione; sistemi atti a soddisfare le esigenze di privacy legate ai nuovi sviluppi tecnologici; gestione dei diritti e degli attivi; strumenti di protezione contro le minacce informatiche.Cooperazione internazionaleLa cooperazione internazionale sarà incentivata nell’area tematica delle TIC al fine di affrontare questioni di interesse comune per giungere a soluzioni interoperabili con partner strategici con vantaggi reciproci elevati e di contribuire all’espansione della società dell’informazione nelle economie emergenti e nei paesi in via di sviluppo. Saranno individuate azioni specifiche per i paesi e le regioni con cui l’Europa deve rafforzare la collaborazione, ponendo l’accento sulla cooperazione con le economie emergenti, i paesi in via di sviluppo e i paesi vicini.In collaborazione col tema 1 “Salute” sarà versata una quota annuale di iscrizione al programma internazionale “Frontiera delle conoscenze umane” (HFSP) al fine di promuovere la ricerca interdisciplinare e nuove collaborazioni tra ricercatori di settori diversi ed offrire la possibilità ai paesi che non fanno parte del G-8 di beneficare pienamente di tale programma.Le attività riprese nell’ambito di questo tema sostengono il programma Sistemi di fabbricazione intelligente (IMS), che prevede la cooperazione in materia di RST tra le regioni che ne fanno parte[31].Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche imprevisteUn’attività Tecnologie future ed emergenti attirerà ed incentiverà l’eccellenza in materia di ricerca transdiciplinare in settori di ricerca emergenti legati alle TIC. Riguarderà in particolare: esplorazione delle nuove frontiere della miniaturizzazione e dell’elaborazione, ivi compresa ad esempio la valorizzazione degli effetti quantici; la padronanza della complessità dei sistemi informatici e di comunicazione in rete; l’esplorazione e la sperimentazione di nuovi concetti di sistemi intelligenti per nuovi prodotti e servizi personalizzati.La ricerca destinata ad una migliore comprensione delle tendenze e degli impatti delle TIC sulla società e l’economia può riguardare ad esempio: l’incidenza delle TIC sulla produttività, l’occupazione, le competenze e i salari; le TIC in quanto motori di innovazione nei servizi pubblici e privati; ostacoli al rafforzamento e all’accelerazione dell’uso delle TIC e dell’innovazione in questo settore; nuovi modelli d’impresa e modalità di funzionamento; usabilità, utilità e accettabilità delle soluzioni basate sulle TIC; privacy, sicurezza e fiducia delle infrastrutture TIC; questioni etiche legate agli sviluppi delle TIC; nessi con i quadri giuridici, di regolamentazione e di governance legati alle TIC; analisi del sostegno apportato dalle TIC alle politiche dell’UE e relativa incidenza.4. Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzioneObiettivoRafforzare la competitività dell’industria europea e garantire la sua trasformazione da un’industria ad alta intensità di risorse ad un’industria ad alta intensità di conoscenze, mediante la produzione di conoscenze rivoluzionarie per nuove applicazioni all’intersezione tra tecnologie e discipline diverse.StrategiaPer rafforzare la sua competitività, l’industria europea ha bisogno di innovazioni radicali. Deve concentrare le sue capacità su prodotti e tecnologie ad elevato valore aggiunto per soddisfare le esigenze dei clienti e i requisiti ambientali, sanitari e altre aspettative della società. La ricerca svolge un ruolo fondamentale per far fronte a queste sfide contrastanti.Un elemento chiave di questo tema è l’integrazione effettiva delle nanotecnologie e delle scienze dei materiali nei nuovi metodi di produzione in modo da ottenere il massimo impatto sulla trasformazione dell’industria, pur favorendo modi di produzione e di consumo sostenibili. Nell’ambito di questo tema saranno finanziate tutte le attività industriali che evidenziano sinergie con altri temi. Le applicazioni beneficeranno di un sostegno in tutti i settori e aree: scienze dei materiali, tecnologie di fabbricazione e trattamento ad alte prestazioni, nanobiotecnologia o nanoelettronica.La strategia a medio termine prevede di concentrarsi sulla convergenza delle conoscenze e delle competenze derivanti da discipline diverse, valorizzando le sinergie scientifiche e tecnologiche legate alle applicazioni. A lungo termine il tema mira a investire sulle eccezionali prospettive delle nanoscienze e delle nanotecnologie per creare un’industria e un’economia veramente basate sulla conoscenza. In entrambi i casi sarà necessario garantire l’assimilazione delle conoscenze prodotte, mediante una diffusione e una valorizzazione adeguate dei risultati.Le piattaforme tecnologiche europee (ad esempio nei potenziali settori della chimica rispettosa dell’ambiente, dei nuovi processi di fabbricazione, della sicurezza industriale, della nanomedicina, dell’acciaio e dell’industria forestale) e il sostegno alle Iniziative tecnologiche congiunte garantiranno un prezioso contributo alle esigenze dell’industria e alla complementarità delle iniziative e dei progetti finanziati.Il tema riveste un interesse particolare per le PMI, date le loro esigenze e il loro ruolo nel progresso e l’utilizzo delle tecnologie. Tra i settori di particolare interesse si annoverano: nano-strumenti, nano-utensili e nano-dispositivi (vista la concentrazione, in questo settore, di PMI ad alta tecnologia e in forte sviluppo); tecniche tessili (tipiche di un settore tradizionale che registra un processo di rapida trasformazione che interessa molte PMI); sistemi spaziali; industrie meccaniche (ad esempio, il settore delle macchine utensili in cui alcune PMI europee occupano una posizione di primo piano a livello mondiale) nonché altri settori a forte presenza di PMI che beneficeranno dell’introduzione di modelli di impresa, materiali e prodotti nuovi.Azioni specifiche destinate a coordinare programmi e attività congiunte svolti su scala nazionale e regionale saranno realizzate nell’ambito dei piani ERA-NET and ERA-NET+ in modo da promuovere la convergenza dei programmi di ricerca e rafforzare la massa critica e le sinergie nell’ambito delle piattaforme tecnologiche europee. La ricerca industriale beneficerà inoltre del coordinamento delle attività in settori quali la metrologia, la tossicologia, le norme e la nomenclatura.Attività-  Nanoscienze e nanotecnologieL’obiettivo è creare materiali e sistemi con proprietà e comportamenti predefiniti, sulla base delle conoscenze e dell’esperienza sempre più estese sulla materia su scala nanometrica. Ne risulterà una nuova generazione di prodotti e servizi competitivi ad elevato valore aggiunto, che offrono prestazioni superiori in un’ampia gamma di applicazioni, riducendo nel contempo gli eventuali impatti negativi sull’ambiente e la salute. Si incentiverà l’interdisciplinarità che integra approcci teorici e sperimentali.La ricerca si incentrerà sulle nuove conoscenze in materia di interazione degli atomi, delle molecole e delle loro aggregazioni con entità naturali e artificiali, ma riguarderà anche gli strumenti, gli utensili, le linee pilota e le attività di dimostrazione necessarie per elaborare strategie originali per la fabbricazione basata sulle nanotecnologie nei settori industriali più promettenti.Le attività riguarderanno inoltre le problematiche connesse e il contesto e l’accettazione delle nanotecnologie nella società. Ciò comporterà ricerche su tutti gli aspetti della valutazione del rischio (ad esempio nanotossicologia e nanoecotossicologia) nonché in materia di sicurezza, nomenclatura, metrologia e norme, la cui importanza è sempre maggiore per aprire la strada ad applicazioni industriali. Si avvieranno inoltre azioni specifiche per creare poli di conoscenza e di competenza nonché un centro di collegamento responsabile dell’attuazione della strategia integrata e responsabile in materia di nanotecnologie presentata dalla Commissione nel piano d’azione associato a questa tematica[32].-  MaterialiI nuovi materiali avanzati – a più elevata intensità di conoscenze, nuove funzionalità e migliori prestazioni - stanno diventando un elemento sempre più cruciale per la competitività industriale e lo sviluppo sostenibile. Secondo i nuovi modelli dell’industria manifatturiera, sempre più spesso sono proprio i materiali che fanno aumentare il valore dei prodotti e le loro prestazioni e non le fasi di trasformazione o lavorazione.Le attività di ricerca verteranno, in particolare, sullo sviluppo di materiali basati sulla conoscenza con caratteristiche personalizzate. Ciò richiede il controllo intelligente delle caratteristiche intrinseche, della lavorazione e della produzione, ma comporta anche la necessità di tener conto dei potenziali impatti sulla salute e sull’ambiente nell’arco dell’intero ciclo di vita. Sarà data particolare importanza ai nuovi materiali avanzati ottenuti sfruttando le nanotecnologie e le biotecnologie e/o traendo ispirazione e insegnamento dalla natura ( learning from nature ), soprattutto per i nanomateriali, i biomateriali e i materiali ibridi a prestazioni elevate.Verrà incoraggiato un approccio multidisciplinare che coinvolga i settori della chimica, della fisica e sempre di più anche delle scienze biologiche. Altri elementi fondamentali per comprendere meglio i fenomeni dei materiali, migliorarne la valutazione e l’affidabilità ed estendere il concetto di materiali virtuali per la progettazione dei materiali sono la caratterizzazione, la progettazione e la simulazione dei materiali, con particolare riferimento ai rapporti struttura-proprietà dei materiali a varie scale. Saranno finanziate le attività di integrazione dei livelli nanomolecolari nelle tecnologie della chimica e dei materiali per lo sviluppo di nuovi concetti e processi come nella catalisi, e le attività di intensificazione e ottimizzazione dei processi.-  Nuove modalità di produzioneOccorre un nuovo approccio alla fabbricazione per trasformare l’industria dell’UE da un ambiente industriale ad alta intensità di risorse ad un ambiente basato sulla conoscenza; tale impostazione dipenderà dall’adozione di atteggiamenti completamente inediti nei confronti dell’acquisizione, diffusione, protezione e finanziamento continui delle nuove conoscenze e degli usi cui sono destinate, anche nell’ottica di realizzare modelli di produzione e di consumo sostenibili. A tal fine bisogna creare le condizioni ottimali per un’innovazione continua (a livello di attività industriali e sistemi produttivi, in particolare la costruzione, i dispositivi e i servizi) e per lo sviluppo di “risorse” di produzione generiche (cioè tecnologie, organizzazione e impianti di produzione), nel rispetto delle esigenze di sicurezza e ambientali.La ricerca verterà su alcune componenti: sviluppo e convalida di nuovi modelli e strategie industriali riguardanti tutti gli aspetti del ciclo di vita dei prodotti e dei processi; sistemi adattativi di produzione in grado di superare le attuali limitazioni dei processi e di permettere l’introduzione di nuovi metodi di fabbricazione e produzione; produzione in rete per lo sviluppo di strumenti e metodi destinati ad operazioni in collaborazione e a valore aggiunto su scala mondiale; strumenti per incrementare la rapidità di trasferimento e integrazione delle nuove tecnologie nella progettazione e nel funzionamento di processi manifatturieri; valorizzazione della convergenza tra nanotecnologie, biotecnologie, tecnologie informatiche e della conoscenza per offrire nuovi prodotti e concetti tecnici e favorire la creazione di nuove industrie.-  Integrazione di tecnologie per applicazioni industrialiL’integrazione delle conoscenze e delle tecnologie dei tre settori di ricerca descritti in precedenza è fondamentale per accelerare la trasformazione dell’industria e dell’economia europee, che deve essere sempre ispirata ai principi della sicurezza, della responsabilità sociale e della sostenibilità.Le ricerche tratteranno principalmente le nuove applicazioni e soluzioni inedite che rispondano alle problematiche più importanti e le esigenze di RST messe in luce nell’ambito delle varie piattaforme tecnologiche europee. L’integrazione delle nuove conoscenze e delle nanotecnologie, delle tecnologie dei materiali e di produzione sarà sostenuta in applicazioni settoriali e intersettoriali, ad esempio nel campo della sanità, della costruzione, dell’industria spaziale, dei trasporti, dell’energia, della chimica, dell’ambiente, dei tessili e dell’abbigliamento, della carta e della pasta per carta, dell’ingegneria meccanica e, più in generale, nell’ambito della sicurezza industriale.Cooperazione internazionaleLa ricerca industriale è sempre più caratterizzata da una dimensione internazionale e per questo è necessaria una strategia ben coordinata con i paesi terzi. La cooperazione internazionale sarà pertanto fondamentale in tutto il tema.Tra le azioni specifiche è possibile segnalare: attività con i paesi industrializzati e con i paesi che hanno sottoscritto un accordo di cooperazione tecnico-scientifica nei settori oggetto di questo tema; iniziative specifiche con le economie emergenti e i paesi in via di sviluppo per garantire loro l’accesso alle conoscenze; dialogo con i principali paesi riguardo a un “codice di condotta” per lo sviluppo responsabile e sicuro delle nanotecnologie; iniziativa IMS per sistemi di fabbricazione intelligente che consente la cooperazione in materia di RST tra le regioni partecipanti[33]. Saranno incentivate le iniziative per il coordinamento e lo scambio dei dati (ad esempio i dati ambientali e sulla sicurezza sanitaria per le nanotecnologie), elementi che dovrebbero aprire la strada verso una comprensione comune delle esigenze di regolamentazione da parte dei decisori politici di tutto il mondo.Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche imprevisteLa ricerca sulle esigenze emergenti sarà realizzata, in particolare, per sviluppare e consolidare le capacità europee in settori di ricerca specifici, emergenti e multidisciplinari che presentino notevoli potenzialità per il futuro. Le eventuali esigenze strategiche impreviste saranno affrontate all’insegna della flessibilità e le attività in quest’ambito potranno, ad esempio, riguardare la normazione, il sostegno al passaggio ad un’industria basata sulla conoscenza nel rispetto della sicurezza oppure i potenziali impatti delle nanotecnologie sull’ambiente e sulla salute.5. EnergiaObiettivoTrasformare l’attuale sistema energetico fondato sui combustibili fossili in un sistema maggiormente sostenibile basato su una gamma di fonti e vettori energetici diversi associati ad una maggiore efficienza energetica per far fronte alle sfide, sempre più pressanti, della sicurezza dell’approvvigionamento e dei cambiamenti climatici, rafforzando nel contempo la competitività delle industrie energetiche europee.StrategiaLe proiezioni oggi disponibili indicano che la maggior parte dei più importanti indicatori energetici (consumo di energia, dipendenza dai combustibili fossili, dipendenza dalle importazioni, emissioni di CO2, prezzi energetici ecc.) va nella direzione sbagliata, sia nell’UE che, in misura maggiore, nel resto del mondo. La ricerca in campo energetico favorirà un’inversione di tendenza, garantendo un giusto equilibrio tra elementi quali l’aumento dell’efficienza energetica, l’accessibilità economica, l’accettabilità e la sicurezza delle tecnologie e delle fonti energetiche esistenti, puntando allo stesso tempo ad un passaggio verso modalità alternative di produzione e consumo dell’energia in Europa nel lungo termine. In questo senso la ricerca dell’UE contribuirà direttamente al successo della politica dell’Unione e soprattutto al raggiungimento degli obiettivi, attuali e futuri, di riduzione del consumo energetico e dei gas serra nell’UE.Seguendo una strategia che considera un ampio ventaglio di tecnologie, e nel rispetto delle conclusioni del Libro verde “Verso una strategia europea di sicurezza dell’approvvigionamento energetico”[34], le attività di ricerca punteranno allo sviluppo di tecnologie economicamente efficaci per realizzare un’economia energetica più sostenibile in Europa (e nel mondo) e per permettere all’industria europea di concorrere con successo sulla scena mondiale. Le attività riguarderanno tutti gli orizzonti temporali e tutta la filiera di attività - dalla ricerca di base e applicata fino allo sviluppo tecnologico passando per la dimostrazione tecnologica su vasta scala (con i cosiddetti “progetti faro”); queste attività saranno supportate da ricerche trasversali e socioeconomiche finalizzate a convalidare i risultati della ricerca e a fornire una base razionale per le decisioni politiche e lo sviluppo di un contesto di mercato. Se possibile sarà adottato un approccio integrato, che stimoli il feedback e la cooperazione necessari tra i vari soggetti coinvolti. Saranno infine incoraggiate le azioni integrate trasversali o che sfruttano le sinergie tra i vari settori di ricerca.Rafforzare la competitività del settore energetico europeo, confrontato alla dura concorrenza mondiale, è un obiettivo importante di questo tema, che mette a disposizione dell’industria europea le capacità per ottenere o mantenere la leadership mondiale nel settore delle principali tecnologie energetiche. Più specificamente, le PMI sono la linfa vitale del settore energetico, svolgono un ruolo di primo piano nella catena energetica e sono determinanti per incentivare l’innovazione. È pertanto essenziale che partecipino con forza alle attività di ricerca e di dimostrazione e devono essere sollecitate a farlo.Le agende strategiche di ricerca e le strategie di diffusione sviluppate nell’ambito delle piattaforme tecnologiche europee offrono uno spunto importante per le priorità di ricerca di questo tema. Tali piattaforme vertono sull’idrogeno e sulle celle a combustibile e sul fotovoltaico; il concetto è esteso ad altri settori come i biocarburanti, la produzione di energia a emissioni zero e le future reti dell’elettricità. La piattaforma tecnologica sull’idrogeno e le celle a combustibile rappresenterà un punto di partenza per un’iniziativa tecnologica congiunta; iniziative analoghe potrebbero essere organizzate in altri settori, come quello delle fonti rinnovabili e della generazione pulita di energia elettrica (“a emissioni zero”). Se utile, saranno organizzate azioni per rafforzare il coordinamento tra programmi nazionali.Per migliorare la diffusione e l’impiego dei risultati della ricerca in tutti i settori si punterà a sostenere la divulgazione delle conoscenze e il trasferimento dei risultati, anche ai responsabili a livello politico. Queste iniziative andranno ad integrare le azioni del programma “Energia intelligente per l’Europa” nell’ambito del programma sulla competitività e l’innovazione, a favore dell’innovazione e dell’eliminazione degli ostacoli non tecnologici alla diffusione sul mercato di tecnologie energetiche ormai dimostrate.Attività-  Idrogeno e celle a combustibileLa strategia integrata per la ricerca e la diffusione formulata dalla piattaforma tecnologica europea per l’idrogeno e le celle a combustibile rappresenta la base per un programma strategico integrato riguardante le applicazioni mobili (trasporti), fisse e portatili, che mira a dare una solida base tecnologica per la creazione di un’industria competitiva nell’UE per la fornitura di idrogeno e celle a combustibile e la produzione di apparecchiature. Il programma comprenderà: attività di ricerca (di base e applicata) e sviluppo tecnologico; progetti di dimostrazione su vasta scala (“progetti faro”) per convalidare i risultati della ricerca e dare un feedback per le successive attività di ricerca; attività di ricerca trasversali e socioeconomiche che servano ad ispirare valide strategie di transizione e garantiscano una base razionale per le decisioni politiche e lo sviluppo di un contesto di mercato. Le attività di ricerca applicata industriale, di dimostrazione e le attività trasversali del programma saranno preferibilmente messe in atto nell’ambito dell’iniziativa tecnologica congiunta. Questa azione - gestita in maniera strategica e orientata agli obiettivi – sarà integrata e condotta in stretto coordinamento con attività di ricerca in collaborazione più a monte per realizzare scoperte su materiali, processi e tecnologie emergenti di importanza critica.-  Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabiliAttività di sviluppo e dimostrazione di tecnologie integrate per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, adatte alle varie condizioni regionali; le attività forniranno gli strumenti per aumentare notevolmente la percentuale di elettricità prodotta da fonti rinnovabili nell’UE. Le ricerche dovrebbero migliorare l’efficienza globale di conversione, far abbassare sensibilmente il costo dell’elettricità, rafforzare l’affidabilità dei processi interessati e ridurre ulteriormente l’impatto ambientale. L’attenzione sarà rivolta in particolare al fotovoltaico, all’eolico e alla biomassa (compresa la frazione biodegradabile dei rifiuti). La ricerca sarà inoltre finalizzata a sfruttare tutto il potenziale di altre fonti rinnovabili quali l’energia geotermica, il solare termico, l’energia oceanica e i piccoli impianti idroelettrici.-  Produzione di combustibile rinnovabileSviluppo e dimostrazione di tecnologie di conversione perfezionate per la produzione sostenibile e le catene di approvvigionamento di combustibili solidi, liquidi e gassosi da biomassa (compresa la frazione biodegradabile dei rifiuti), con particolare riguardo ai biocarburanti. L’attenzione sarà rivolta in particolare ai nuovi tipi di biocombustibili e a nuove vie di produzione e distribuzione per i biocarburanti esistenti, ad esempio la produzione integrata di energia e di altri prodotti a valore aggiunto attraverso le bioraffinerie. Per apportare benefici “dalla fonte all’utente” in termini di emissioni di carbonio, la ricerca punterà a migliorare l’efficienza energetica, a rafforzare l’integrazione tra le varie tecnologie e l’uso di feedstock . In quest’ambito saranno affrontate anche questioni come la logistica del feedstock , la ricerca prenormativa e la normazione per un uso sicuro e affidabile nelle applicazioni fisse e per i trasporti. Per sfruttare le potenzialità connesse alla produzione rinnovabile di idrogeno, saranno sostenuti i processi che utilizzano biomassa, energia elettrica ottenuta da fonti rinnovabili ed energia solare.-  Fonti di energia rinnovabili per il riscaldamento e la refrigerazioneSviluppo e dimostrazione di un ventaglio di tecnologie finalizzate ad aumentare il potenziale di riscaldamento e refrigerazione ricorrendo a fonti di energia rinnovabili per dare un contributo all’energia sostenibile. Si tratta di ridurre sensibilmente i costi, di aumentare l’efficienza, di limitare ulteriormente l’impatto sull’ambiente e ottimizzare l’uso di tecnologie in condizioni regionali diverse. Le attività di ricerca e dimostrazione comprendono nuovi sistemi e componenti per applicazioni industriali (compresa la desalinazione termica dell’acqua di mare), teleriscaldamento/refrigerazione in ambito urbano e/o in spazi dedicati, integrazione negli edifici e stoccaggio dell’energia.-  Tecnologie di cattura e immagazzinamento di CO 2 per la generazione di elettricità ad emissioni zeroInevitabilmente i combustibili fossili contribuiranno a rappresentare una percentuale rilevante del mix energetico ancora per vari decenni. Per garantire la compatibilità ambientale, in particolare riguardo ai cambiamenti climatici, occorre ridurre drasticamente gli impatti ambientali negativi connessi all’utilizzo dei combustibili fossili, puntando a una produzione di energia estremamente efficiente, con emissioni quasi nulle. In questo senso è decisivo sviluppare e giungere alla dimostrazione di tecnologie di cattura e stoccaggio del CO2 al contempo efficienti e affidabili, che riducano il costo di queste operazioni a meno di 20 EUR/tonnellata, con percentuali di cattura del CO2 superiori al 90%; sarà inoltre necessario dimostrare la stabilità, sicurezza e affidabilità dello stoccaggio di CO2 sul lungo periodo.-  Tecnologie del carbone pulitoLa maggior parte dell’energia elettrica nel mondo viene ancora prodotta dalle centrali a carbone, che possono tuttavia diventare più efficienti sotto il profilo energetico e meno inquinanti, soprattutto in termini di emissioni di CO2. Per mantenere la competitività del settore e contribuire a gestire le emissioni di CO2, saranno finanziate attività di sviluppo e dimostrazione di tecnologie pulite di conversione del carbone che serviranno ad aumentare notevolmente l’efficienza e l’affidabilità degli impianti, a ridurre le emissioni di sostanze inquinanti e ad abbattere i costi complessivi, in varie condizioni di funzionamento. Con lo sguardo rivolto all’eliminazione delle emissioni nella produzione di energia elettrica, queste attività dovrebbero preparare, integrare ed essere connesse agli sviluppi nel settore delle tecnologie per la cattura e lo stoccaggio del CO2.-  Reti di energia intelligentiPer favorire la transizione verso un sistema energetico più sostenibile è necessario un impegno di R&S di ampia portata per aumentare l’efficienza, la flessibilità, la sicurezza e l’affidabilità dei sistemi e delle reti di distribuzione dell’elettricità e del gas in Europa. Nel caso delle reti elettriche, l’obiettivo di trasformare le attuali reti elettriche in una rete solida e interattiva di servizi (clienti/operatori) e di eliminare gli ostacoli alla diffusione su vasta scala e all’integrazione efficace delle fonti di energia rinnovabili e della generazione di energia distribuita (ad esempio con celle a combustibile, microturbine, motori alternativi) richiederà lo sviluppo e la dimostrazione di tecnologie abilitanti fondamentali (ad esempio soluzioni TIC innovative, tecnologie per lo stoccaggio delle fonti di energia rinnovabili, elettronica di potenza e dispositivi superconduttori ad alta temperatura critica - HTS). Per le reti del gas si tratterà di giungere alla dimostrazione di processi e sistemi più intelligenti ed efficienti per il trasporto e la distribuzione del gas, compresa l’integrazione efficace delle fonti di energia rinnovabili.-  Efficienza e risparmi energeticiLe ampie possibilità potenziali in termini di risparmio energetico e miglioramento dell’efficienza energetica[35] devono essere sfruttate con l’ottimizzazione, la convalida e la dimostrazione di nuovi concetti e nuove tecnologie per l’edilizia, i servizi e l’industria. Ciò comporta una combinazione di strategie e tecnologie sostenibili per ottenere una maggiore efficienza energetica, l’impiego di fonti di energia rinnovabili e la poligenerazione e l’integrazione di sistemi di gestione della domanda su larga scala nelle città e nelle collettività. Queste iniziative di ampia portata possono essere sostenute da attività innovative di RST rivolte a specifici componenti e tecnologie, ad esempio la poligenerazione e gli edifici ecologici. Un obiettivo prioritario è ottimizzare il sistema energetico a livello di comunità locale, conciliando una sensibile riduzione nella domanda di energia con la soluzione di approvvigionamento più sostenibile e accessibile sotto il profilo economico, compreso l’uso di nuovi combustibili in appositi parchi veicoli[36].-  Conoscenze per l’elaborazione della politica energeticaSviluppo di strumenti, metodi e modelli per la valutazione dei principali aspetti economici e sociali connessi alle tecnologie energetiche. Le attività comprenderanno la creazione di database e scenari per un’UE allargata e la valutazione dell’impatto dell’energia e delle politiche connesse all’energia sulla sicurezza dell’approvvigionamento, l’ambiente, la società e la competitività del comparto energetico. Particolare importanza riveste l’impatto dell’evoluzione tecnologica sulle politiche dell’UE.Cooperazione internazionaleVisto che le problematiche, le minacce e le opportunità nel campo dell’energia hanno una dimensione planetaria, la collaborazione internazionale è un elemento sempre più importante della ricerca in questo settore. Le azioni specifiche rappresenteranno un supporto per iniziative di cooperazione multilaterali strategicamente importanti come la International Partnership for the Hydrogen Economy (IPHE), il Carbon Sequestration Leadership Forum (CSLF) e la Coalizione di Johannesburg per l’energia rinnovabile ( Johannesburg Renewable Energy Coalition - JREC). Saranno finanziate altre azioni specifiche su questioni come le conseguenze ambientali delle politiche energetiche, l’interdipendenza dell’approvvigionamento energetico, il trasferimento tecnologico e la creazione di capacità.La cooperazione scientifica internazionale nel settore dell’energia finanzierà anche l’obiettivo dell’iniziativa energetica dell’UE per l’eliminazione della povertà e lo sviluppo sostenibile (EUEI) avviata in occasione del Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile di Johannesburg e finalizzata, in particolare, al conseguimento degli obiettivi del Millennio ( Millennium Development Goals o MDG), garantendo un accesso affidabile ed economico all’energia sostenibile per le popolazioni più povere.Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche imprevisteLa ricerca in questo contesto servirà a individuare e studiare nuove opportunità scientifiche e tecnologiche nel settore dell’approvvigionamento energetico, dell’uso della conversione e della sostenibilità, spesso in combinazione con altri settori e discipline come le biotecnologie e i nuovi materiali e processi di produzione. Per quanto riguarda le esigenze strategiche impreviste, che impongono una reazione tempestiva, sono compresi, ad esempio, gli sviluppi di iniziative internazionali sui cambiamenti climatici e la risposta a gravi perturbazioni o instabilità nell’approvvigionamento o nel prezzo dell’energia.6. Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici)ObiettivoGestione sostenibile dell’ambiente umano e naturale e delle sue risorse mediante l’approfondimento delle conoscenze sulle interazioni tra biosfera, ecosistemi e attività umane e lo sviluppo di nuove tecnologie, strumenti e servizi al fine di affrontare in modo integrato le questioni ambientali a livello mondiale. L’attenzione si incentrerà sulla previsione dei cambiamenti del clima e dei sistemi ecologici, terrestri e oceanici; su strumenti e tecnologie per il monitoraggio, la prevenzione e l’attenuazione delle pressioni ambientali e dei rischi, anche sulla salute, nonché per la sostenibilità dell’ambiente naturale e antropizzato.StrategiaLa tutela dell’ambiente è un elemento fondamentale per la qualità della vita delle generazioni attuali e future e per la crescita economica. Le risorse naturali del pianeta e l’ambiente antropizzato sono sotto pressione per l’aumento della popolazione, l’urbanizzazione, la continua espansione delle attività agricole, dei trasporti e del settore energetico, senza contare la variabilità del clima e il surriscaldamento su scala locale, regionale e planetaria. Di fronte a questa situazione l’UE deve garantire una crescita continua e sostenibile, riducendo al contempo le ripercussioni negative per l’ambiente. La cooperazione a livello comunitario è giustificata dal fatto che i paesi, le regioni e le città hanno problemi ambientali comuni e che, data la scala, la portata e l’estrema complessità delle ricerche in campo ambientale, serve una massa critica. Una cooperazione a questo livello favorisce anche una pianificazione comune, l’utilizzo di database interoperabili e collegati tra loro e lo sviluppo di indicatori, metodi di valutazione e sistemi comuni di osservazione e previsione coerenti e di vasta scala. La cooperazione internazionale si rivela inoltre necessaria per integrare le conoscenze e promuovere una migliore gestione su scala mondiale.Le attività di ricerca in questo ambito[37] contribuiranno all’adempimento degli impegni che l’UE e gli Stati membri hanno assunto a livello internazionale, ad esempio con la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), i protocolli di Kyoto e di Montreal, le iniziative che hanno fatto seguito al protocollo di Kyoto, la convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, la convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione e il Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2002, compresa l’iniziativa sull’acqua dell’UE (e la promozione di una produzione e di un consumo sostenibili). Le ricerche daranno anche un contributo al Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), all’iniziativa riguardante il Gruppo sulle osservazioni della Terra (GEO) e terranno conto del rapporto Millennium Ecosystem Assessment . Infine, daranno un sostegno alle esigenze di ricerca messe in luce dalla legislazione e dalle politiche dell’UE già in vigore o emergenti, dal Sesto programma d’azione per l’ambiente, dalle strategie tematiche ad esso connesse e da altre strategie che dovessero rivelarsi utili (come la strategia per il mercurio) e infine dai piani d’azione sulle tecnologie ambientali e su Ambiente e salute.Incentivando tecnologie ambientali innovative sarà possibile ottenere un uso sostenibile delle risorse, attenuare gli effetti dei cambiamenti climatici e adattarsi ad essi, e proteggere gli ecosistemi e l’ambiente antropizzato. La ricerca darà anche un contributo a sviluppi tecnologici che rafforzeranno la posizione di mercato delle imprese europee, ed in particolare delle PMI, in settori quali le tecnologie ambientali. Le piattaforme tecnologiche (come quelle sull’approvvigionamento idrico e i servizi igienici, la chimica sostenibile, le costruzioni e la silvicoltura) confermano la necessità di un intervento dell’UE e per questo, nel contesto delle attività proposte di seguito, verrà finanziata la realizzazione delle componenti interessate dei rispettivi programmi di ricerca.I programmi nazionali saranno maggiormente coordinati fra loro ampliando e approfondendo l’ambito di applicazione delle reti ERA-Net esistenti nel campo della ricerca ambientale, compresa un’attuazione congiunta di programmi di ricerca sul Mar Baltico e nuovi piani ERA-Net.Particolare importanza sarà infine attribuita alle azioni finalizzate a potenziare la divulgazione dei risultati delle ricerche dell’UE – anche sfruttando le sinergie con meccanismi di finanziamento complementari esistenti nell’UE e negli Stati membri – e alla loro adozione da parte degli utenti finali interessati, con particolare riferimento ai responsabili delle politiche.Attività-  Cambiamenti climatici, inquinamento e rischi-  Pressioni sull’ambiente e sul climaSi avverte la necessità di una ricerca integrata sui meccanismi del clima e del sistema Terra per osservare e analizzare come essi evolvano e per predirne l’evoluzione futura. Ciò permetterà di dar vita a misure efficaci di adattamento e attenuazione per quanto riguarda i cambiamenti climatici e i relativi impatti. Saranno preparati modelli avanzati sui cambiamenti climatici riguardanti varie scale (da quella planetaria a quella sub-regionale), che saranno successivamente applicati per valutare i cambiamenti in atto, le potenziali ripercussioni e le soglie critiche. Verranno studiati i cambiamenti in atto nella composizione dell’atmosfera e nel ciclo dell’acqua e saranno definiti approcci fondati sui rischi, che tengano conto dei cambiamenti nei modelli di eventi quali le inondazioni, le forti precipitazioni e le siccità. Altre attività prenderanno in esame i fattori che incidono negativamente sulla qualità ambientale e sul clima e connessi all’inquinamento dell’aria, delle acque e del suolo, oltre che le interazioni tra l’atmosfera, lo strato di ozono stratosferico, la superficie coperta, i ghiacci e gli oceani. Verranno infine analizzati i meccanismi di retroazione e i cambiamenti improvvisi (ad esempio nella circolazione oceanica) e gli impatti sulla biodiversità e sugli ecosistemi.-  Ambiente e saluteLa ricerca multidisciplinare sulle interazioni tra fattori di rischio ambientali e salute umana serve per sostenere il piano d’azione “Ambiente e salute” e integrare le considerazioni riguardanti la salute pubblica e la caratterizzazione delle patologie in riferimento a rischi ambientali emergenti. Le attività di ricerca riguarderanno principalmente le esposizioni molteplici attraverso diverse vie di esposizione, l’individuazione delle fonti di inquinamento e i fattori di stress ambientali nuovi o emergenti (ad esempio l’aria interna ed esterna, i campi elettromagnetici, il rumore e l’esposizione a sostanze tossiche) nonché i potenziali effetti sulla salute. La ricerca punterà anche ad integrare le attività di ricerca sul biomonitoraggio umano in relazione ad aspetti scientifici, metodologie e strumenti al fine di definire un approccio coerente e coordinato. In quest’ambito potranno rientrare studi di coorte (prospettivi) europei, con particolare attenzione ai gruppi di popolazione vulnerabili, e metodi e strumenti atti a migliorare la caratterizzazione dei rischi, la valutazione e la comparazione dei rischi e degli impatti sulla salute. La ricerca punterà a sviluppare biomarcatori e strumenti di modellizzazione che tengano conto delle varie esposizioni, delle variazioni in termini di vulnerabilità e dell’incertezza. Fornirà inoltre metodi e strumenti di supporto alla decisione (come indicatori, analisi costi-benefici e multi-criterio, valutazioni d’impatto sulla salute, analisi della sostenibilità e del Global Burden of Disease (BoD), cioè il carico complessivo di anni di vita in buona salute persi a causa della disabilità o della mortalità precoce) per la gestione dei rischi e la comunicazione in merito e per l’elaborazione e l’analisi delle politiche.-  Pericoli naturaliPer gestire le catastrofi naturali serve un approccio multi-rischio. Occorrono conoscenze e metodi perfezionati e un quadro integrato per valutare i rischi, i pericoli e il grado di vulnerabilità. D’altra parte è necessario formulare strategie per la mappatura, la prevenzione e l’attenuazione dei rischi, tenendo conto anche dei fattori economici e sociali. Verranno svolti studi sulle catastrofi legate al clima (forti precipitazioni meteorologiche, siccità, incendi boschivi, smottamenti e inondazioni) e sui rischi geologici (terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami, ecc.). Le attività di ricerca condotte in quest’ambito consentiranno di capire più accuratamente i processi alla base di questi fenomeni e di migliorare i metodi di previsione secondo un approccio probabilistico; serviranno inoltre come base per lo sviluppo di sistemi d’informazione e allarme rapido. Saranno infine quantificate le ripercussioni dei principali pericoli naturali a livello di società.-  Gestione sostenibile delle risorse-  Conservazione e gestione sostenibile delle risorse naturali e antropicheLe attività di ricerca saranno finalizzate ad approfondire la base di conoscenze e a produrre i modelli e gli strumenti avanzati necessari per la gestione delle risorse e la creazione di modelli di consumo sostenibili. Tali attività consentiranno di prevedere il comportamento degli ecosistemi e il loro recupero, di mitigare il degrado e gli effetti della perdita di importanti elementi strutturali e funzionali degli ecosistemi (per la biodiversità, le acque, il suolo e le risorse marine). La ricerca sulla modellizzazione degli ecosistemi terrà conto delle pratiche di protezione e conservazione. Saranno incentivati approcci innovativi per sviluppare attività economiche legate ai servizi connessi agli ecosistemi. Saranno formulate strategie per prevenire la desertificazione, il degrado del territorio e l’erosione e per arrestare la perdita di biodiversità. Le ricerche andranno anche nella direzione di una gestione sostenibile delle foreste e dell’ambiente urbano, compresa la pianificazione, e della gestione dei rifiuti. La ricerca sfrutterà (e darà anche il proprio contributo al)lo sviluppo di sistemi aperti, distribuiti e interoperabili di informazione e gestione dei dati e fornirà la base per le valutazioni, le previsioni e i servizi connessi alle risorse naturali e al loro uso.-  Evoluzione degli ambienti mariniPer capire l’impatto delle attività umane sugli oceani, sui mari e sulle risorse dell’ambiente marino (compresi i fenomeni dell’inquinamento e dell’eutrofizzazione dei mari regionali e delle zone costiere) servono ricerche specifiche. Le attività di ricerca negli ambienti acquatici, negli ecosistemi delle profondità marine e nei fondali serviranno a osservare, monitorare e prevedere il comportamento di questo ambiente particolare e ad approfondire la nostra comprensione del mare e dell’uso sostenibile delle risorse oceaniche. L’impatto delle attività antropiche sugli oceani sarà valutato adottando strategie integrate che tengano conto della biodiversità marina, dei processi e dei servizi che caratterizzano gli ecosistemi, della circolazione oceanica e della geologia dei fondali marini.-  Tecnologie ambientali-  Tecnologie ambientali per la gestione e la conservazione sostenibili dell’ambiente naturale e antropizzatoEmerge la necessità di tecnologie ambientali nuove o perfezionate per ridurre l’impatto ambientale delle attività umane, tutelare l’ambiente e gestirne le risorse con maggiore efficacia e per sviluppare nuovi prodotti, processi e servizi che si rivelino più compatibili con l’ambiente rispetto a quelli oggi esistenti. In particolare la ricerca approfondirà i seguenti aspetti: tecnologie di prevenzione o riduzione dei rischi ambientali, di attenuazione dei pericoli e delle catastrofi, di mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità; tecnologie a favore di una produzione e di un consumo sostenibili; tecnologie per la gestione delle risorse o dell’inquinamento con modalità più efficaci (acque, suolo, aria, risorse marine e altre risorse naturali, rifiuti); tecnologie per una gestione sostenibile ed ecocompatibile dell’ambiente umano, compreso l’ambiente edificato, le zone urbane e gli aspetti della conservazione e del recupero del patrimonio culturale.-  Valutazione, verifica e collaudo delle tecnologieLe ricerche in questo contesto saranno finalizzate alla valutazione dei rischi e delle prestazioni delle tecnologie, anche di processi e prodotti, e punteranno a sviluppare ulteriormente metodi a tal fine, come l’analisi del ciclo di vita. Saranno inoltre studiati i seguenti aspetti: opportunità di lungo termine, potenzialità di mercato e aspetti socioeconomici delle tecnologie ambientali; valutazione del rischio chimico, strategie e metodi di prova intelligenti per ridurre le sperimentazioni su animali, tecniche di quantificazione del rischio; sostegno alla ricerca per lo sviluppo del programma europeo di verifica e collaudo delle tecnologie ambientali.-  Osservazione della Terra e strumenti di valutazione-  Osservazione della TerraLe attività di ricerca riguarderanno lo sviluppo e l’integrazione del sistema dei sistemi per l’osservazione della Terra (GEOSS) per le questioni riguardanti l’ambiente e lo sviluppo sostenibile nell’ambito dell’iniziativa GEO[38]. Verranno trattati temi quali l’interoperabilità tra sistemi di osservazione, gestione delle informazioni e condivisione dei dati, ottimizzazione delle informazioni per la conoscenza, la modellizzazione e la previsione dei fenomeni ambientali. Le attività in questione verteranno, in particolare, sui pericoli naturali, i cambiamenti climatici, i fenomeni meteorologici, gli ecosistemi, le risorse naturali, le acque, l’utilizzo del territorio, l’ambiente e la salute, la biodiversità (compresi gli aspetti della valutazione del rischio, i metodi di previsione e gli strumenti di valutazione) per fare progressi nelle aree in cui il GEOSS potrebbe arrecare vantaggi alla società e contribuire al GMES.-  Strumenti di valutazione per lo sviluppo sostenibileOccorrono strumenti per valutare quantitativamente il contributo che le politiche di ricerca e per l’ambiente offrono alla competitività e allo sviluppo sostenibile, compresa la valutazione delle strategie di mercato e fondate sulla regolamentazione, oltre che le ripercussioni delle tendenze attuali sui modelli di produzione e di consumo. Tra gli strumenti in questione ricordiamo modelli che prendano in considerazione i legami tra economia, ambiente e società e, dunque, strategie fruttuose ed efficaci di adattamento e prevenzione. Le attività di ricerca saranno inoltre finalizzate a migliorare gli indicatori esistenti e a formularne di nuovi per valutare le priorità della politica a favore dello sviluppo sostenibile; verteranno inoltre sull’analisi delle interrelazioni tra tali indicatori, anche alla luce degli indicatori di sviluppo sostenibile di cui l’UE già dispone. Tra le attività figurerà anche l’analisi delle tecnologie, delle cause socioeconomiche, le esternalità, la governance e gli studi di previsione a medio termine ( foresight ). Tra i settori cui applicare le ricerche si ricordano le politiche in materia di assetto territoriale e sull’ambiente marino nonché i conflitti economici, politici e sociali legati ai cambiamenti climatici.Cooperazione internazionaleI problemi ambientali sono inevitabilmente caratterizzati da una dimensione transfrontaliera, regionale o planetaria e la cooperazione internazionale sarà pertanto una componente essenziale di questo tema. Settori particolari riguardano gli impegni internazionali dell’UE – come le convenzioni sui cambiamenti climatici, la diversità biologica, la lotta alla desertificazione, le sostanze chimiche e i rifiuti e le decisioni scaturite dal Vertice di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile e altre convenzioni di portata regionale. Bisognerà prestare attenzione anche alle azioni di ricerca derivanti da strategie e piani d’azione dell’UE in campo ambientale[39].La conclusione di partnership scientifiche e tecnologiche con i paesi in via di sviluppo contribuirà alla realizzazione degli obiettivi del Millennio (i Millennium Development Goals ) in vari campi nei quali anche le PMI potrebbero svolgere un ruolo determinante (ad esempio per quanto riguarda la possibilità di invertire la perdita di risorse ambientali, il miglioramento della gestione e dell’approvvigionamento idrici e dell’uso sanitario delle acque e la soluzione delle problematiche ambientali dovute all’urbanizzazione). Particolare importanza meriterà la relazione tra le tematiche ambientali di scala planetaria e i problemi di sviluppo regionale e locale riguardanti le risorse naturali, la biodiversità, l’utilizzo del territorio, i rischi e i pericoli naturali e antropici, i cambiamenti climatici, le tecnologie ambientali, l’ambiente e la salute e gli strumenti di analisi delle politiche. La cooperazione con i paesi industrializzati rafforzerà invece l’accesso ad una ricerca di eccellenza su scala mondiale.La creazione del sistema GEOSS per l’osservazione della Terra incentiverà la cooperazione internazionale volta a capire i sistemi terrestri e le questioni della sostenibilità e a coordinare il rilevamento dei dati per fini scientifici, politici e strategici.Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche imprevisteLe attività di ricerca sulle esigenze emergenti riguardanti questo tema potrebbero trattare le questioni delle interazioni tra persone, ecosistemi e biosfera, oppure i nuovi rischi connessi a catastrofi dovute a cause umane o tecnologiche, per citare due esempi.Il sostegno che la ricerca potrebbe offrire in caso di esigenze strategiche impreviste in campo ambientale potrebbe, ad esempio, riguardare le valutazioni d’impatto per la sostenibilità delle nuove politiche dell’UE in campo ambientale, marittimo o in termini di norme e regolamentazioni.7. Trasporti (ivi compresa l’aeronautica)ObiettivoSulla base dei progressi tecnologici, sviluppare sistemi paneuropei di trasporto integrati, più ecologici e “intelligenti” a vantaggio dei cittadini e della società, nel rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali; consolidare e approfondire la competitività e il ruolo trainante che le industrie europee rivestono nel mercato mondiale.StrategiaIl sistema europeo dei trasporti è un elemento cruciale per la prosperità socioeconomica dell’Europa: svolge infatti ruoli essenziali per il trasporto di persone e di merci nel contesto locale, regionale, nazionale, europeo e internazionale. Questo tema affronterà alcune delle problematiche più attuali, come illustrato nel Libro bianco sui trasporti[40], per migliorare il contributo che i sistemi di trasporto apportano alla società e alla competitività industriale nell’UE allargata, riducendo al minimo gli impatti e le conseguenze negativi in termini di ambiente, consumi energetici, sicurezza e salute pubblica.Si opterà per un nuovo approccio integrato che colleghi tutti i modi di trasporti, tratti le dimensioni socioeconomica e tecnologica della ricerca e dello sviluppo delle conoscenze e incorpori sia l’innovazione che il contesto politico.Le varie piattaforme tecnologiche istituite in questo campo (ACARE per l’aeronautica e il trasporto aereo, ERRAC per il trasporto ferroviario, ERTRAC per il trasporto su strada, WATERBORNE per il trasporto per vie navigabili e la piattaforma Idrogeno e celle a combustibile) hanno formulato visioni a lungo termine e agende strategiche di ricerca che rappresentano un contributo importante alla definizione del tema e integrano le esigenze dei responsabili politici e le aspettative della società. Alcuni aspetti specifici delle agende strategiche di ricerca possono giustificare l’istituzione di iniziative tecnologiche congiunte. Le attività ERA-NET offrono varie opportunità al fine di agevolare un maggiore coordinamento transnazionale per aspetti specifici nel settore dei trasporti e laddove possibile verranno portate avanti.Tra le attività particolarmente importanti per le PMI vi sono le iniziative tese a: garantire solide catene di approvvigionamento orientate dalle tecnologie nei vari settori; consentire alle PMI di accedere alle attività di ricerca; rendere più agevoli il ruolo e l’avvio di PMI ad alta tecnologia, soprattutto nelle tecnologie avanzate per i trasporti e nelle attività “correlate ai servizi” che caratterizzano i trasporti, senza dimenticare lo sviluppo di applicazioni e di sistemi nel campo della navigazione satellitare.Le esigenze della politica e la formulazione, la valutazione e l’attuazione delle nuove linee politiche (ad esempio la politica marittima) saranno aspetti trattati all’interno delle varie linee di attività e anche a livello trasversale. Le attività comprenderanno studi, modelli e strumenti relativi al monitoraggio e alle previsioni strategici e punteranno ad integrare le conoscenze sulle principali questioni economiche, sociali, ambientali e di sicurezza che interessano i trasporti. Le attività a sostegno di argomenti tematici trasversali si incentreranno sulle specificità dei trasporti, come gli aspetti di sicurezza che devono essere un elemento intrinseco del sistema di trasporto, l’utilizzo di fonti di energia alternative nelle applicazioni di trasporto e il monitoraggio degli effetti ambientali dei trasporti, compresi i cambiamenti climatici.Saranno inoltre finanziate attività di diffusione e valorizzazione dei risultati e le valutazioni d’impatto, con particolare riferimento alle esigenze di utenti particolari e ai requisiti delle politiche nel settore dei trasporti.Attività-  Aeronautica e trasporti aereiLe attività daranno un contributo alle principali politiche comunitarie e all’attuazione dell’agenda strategica di ricerca ACARE. Gli obiettivi quantitativi puntano al 2020, riferimento anche per questa agenda. La ricerca verterà su tutti gli aspetti del sistema di trasporto aereo connessi agli aeromobili, ai passeggeri e altri aspetti.Rendere più ecologici i trasporti aerei: sviluppo di tecnologie finalizzate a ridurre l’impatto ambientale dei trasporti aerei con l’obiettivo di dimezzare le emissioni di biossido di carbonio (CO2), abbattere dell’80% le emissioni specifiche di ossidi di azoto (NOx) e dimezzare il rumore percepito. Le ricerche punteranno in particolare a privilegiare le tecnologie dei motori ecologici, comprese le tecnologie a combustibili alternativi e la maggiore efficienza di aeromobili ad ala fissa e ala rotante, nuove strutture leggere intelligenti e una migliore aerodinamica. Saranno compresi gli aspetti riguardanti il miglioramento delle operazioni con aeromobili in aeroporto (movimento degli aeromobili - airside – e movimentazioni merci e passeggeri - landside ) e la gestione del traffico aereo, nonché i processi di fabbricazione, manutenzione e riciclaggio.Aumentare l’efficienza temporale: introduzione di un cambiamento deciso nell’aviazione per far fronte alla prevista crescita dei movimenti di aeromobili (tre volte superiori a quelli di oggi) migliorando la puntualità in tutte le condizioni atmosferiche e riducendo drasticamente il tempo dedicato alle procedure di viaggio presso gli aeroporti. Le ricerche svilupperanno e applicheranno un sistema innovativo di gestione del traffico aereo ( Air Traffic Management - ATM) nell’ambito dell’iniziativa SESAME[41], integrando le componenti aria, terra e spazio, oltre alla gestione del flusso di traffico e una maggiore autonomia degli aeromobili. Saranno trattati anche gli aspetti della progettazione degli aeromobili finalizzata a migliorare la movimentazione delle merci e dei passeggeri, soluzioni inedite per un utilizzo efficiente degli aeroporti e il collegamento dei trasporti aerei al sistema di trasporto generale. L’iniziativa SESAME garantirà il coordinamento più efficiente nell’ambito dello sviluppo dei sistemi ATM in Europa[42].Garantire la soddisfazione e la sicurezza della clientela: introduzione di un cambiamento decisivo nella scelta offerta ai passeggeri e nella flessibilità degli orari, riducendo al contempo di cinque volte il tasso di incidenti. Le nuove tecnologie offriranno una scelta più ampia di configurazioni aeromobile/motore - dai veicoli di grandi dimensioni a quelli di dimensioni ridotte -, una maggiore automazione in tutti gli elementi del sistema, compreso il sistema di pilotaggio. Le attività verteranno anche sul miglioramento del comfort dei passeggeri, sul loro benessere e su nuovi servizi, nonché su misure di sicurezza attiva e passiva, con particolare attenzione all’elemento umano. Le ricerche comprenderanno l’adeguamento delle operazioni aeroportuali e di traffico aereo ai vari tipi di velivoli utilizzati e un utilizzo ininterrotto (24 ore su 24) con livelli di rumore accettabili per la collettività.Migliorare il rapporto costi-efficienza: si tratterà di incentivare una catena logistica in grado di dimezzare i tempi tra lo sviluppo dei prodotti e la loro commercializzazione (il cosiddetto time-to-market ) e di ridurre i costi operativi e legati allo sviluppo dei prodotti, offrendo così ai cittadini un trasporto più accessibile sotto il profilo economico. Le ricerche punteranno a migliorare l’intero processo industriale, dalla fase di progettazione allo sviluppo del prodotto, alla fabbricazione e alle operazioni legate alla messa in servizio, compresa l’integrazione della catena logistica. Saranno comprese capacità di simulazione e automazione, tecnologie e metodi per la realizzazione di aerei a manutenzione zero e lo snellimento delle operazioni di gestione degli aerei, degli aeroporti e del traffico aereo.Protezione degli aeromobili e dei passeggeri: attività finalizzate ad impedire che azioni ostili di qualsiasi tipo provochino ferimenti, perdite, danni o pericoli per i viaggiatori o i cittadini dovuti ad un utilizzo inappropriato degli aerei. Le ricerche verteranno in particolare sugli elementi interessati del sistema dei trasporti aerei, ad esempio le misure di sicurezza in cabina e la progettazione delle cabine di pilotaggio, il controllo automatico e l’atterraggio automatico in caso di utilizzo non autorizzato di un aereo, la protezione contro attacchi esterni e aspetti di sicurezza connessi alla gestione dello spazio aereo e delle operazioni aeroportuali.Ricerca di punta per i trasporti aerei del futuro : studio di tecnologie più radicali, innovative e compatibili con l’ambiente che possano favorire il cambio di velocità necessario per il trasporto aereo nella seconda metà di questo secolo e oltre. Le attività di ricerca riguarderanno aspetti quali nuovi concetti in materia di propulsione e portanza, nuove idee per lo spazio interno degli aeromobili, nuovi concetti per gli aeroporti, nuovi metodi di guida e controllo degli aeromobili, concetti alternativi per il funzionamento del sistema di trasporto aereo e la sua integrazione con altri modi di trasporto.Trasporti di superficie (ferroviari, stradali e per vie navigabili)Rendere più ecologici i trasporti di superficie: sviluppo di tecnologie e conoscenze per ridurre l’inquinamento (atmosferico, delle acque e del suolo) e l’impatto ambientale, ad esempio a livello di cambiamenti climatici, salute, biodiversità e rumore. Le ricerche punteranno a migliorare l’efficienza energetica e la compatibilità ambientale dei sistemi di propulsione ( power trains) e promuoveranno l’impiego di carburanti alternativi, compreso l’idrogeno e le celle a combustibile. Le attività saranno rivolte alle tecnologie per le infrastrutture, i veicoli, le navi e i componenti e si occuperanno anche di ottimizzare il sistema nel suo complesso. Le attività di ricerca specifiche del settore dei trasporti comprenderanno elementi quali la fabbricazione, la costruzione, il funzionamento, la manutenzione, la riparazione, l’ispezione, il riciclaggio, le strategie di rottamazione e gli interventi in mare in caso di incidenti.Incentivare il trasferimento modale e decongestionare gli assi di trasporto [43] : sviluppo e dimostrazione di trasporti “da porta a porta”, senza soluzioni di continuità, per le persone e le merci e di tecnologie in grado di garantire un’efficace intermodalità, anche alla luce della competitività del trasporto ferroviario. Sono comprese attività che affrontano l’aspetto dell’interoperabilità e l’ottimizzazione operativa delle reti, dei sistemi e dei servizi di trasporto in ambito locale, regionale, nazionale ed europeo e l’integrazione degli stessi nel contesto del trasporto intermodale. Queste attività punteranno ad ottimizzare l’utilizzo delle infrastrutture (compresi i terminali e le reti specializzate), a migliorare la gestione dei trasporti, del traffico e delle informazioni e a potenziare la logistica nel settore merci e l’intermodalità nel settore passeggeri. Saranno sviluppati sistemi intelligenti, nuovi concetti e tecnologie per i veicoli/le navi, ad esempio per le operazioni di carico e scarico. Tra le conoscenze che dovranno ispirare la formulazione delle politiche ricordiamo la determinazione dei prezzi e la tariffazione delle infrastrutture, le valutazioni delle misure nell’ambito della politica dei trasporti UE e le politiche e i progetti sulle reti transeuropee.Garantire una mobilità urbana sostenibile: si tratterà di approfondire in via prioritaria la mobilità delle persone e delle merci concentrando le ricerche sui “veicoli di prossima generazione” e sulla loro adozione da parte del mercato, riunendo tutti gli elementi che contribuiscono a realizzare un trasporto stradale pulito, efficiente sotto il profilo energetico, sicuro e intelligente. Le attività di ricerca sui nuovi concetti di mobilità, sui sistemi organizzativi e di gestione della mobilità innovativi e sui trasporti di alta qualità garantiranno un accesso a tutti ed elevati livelli di integrazione intermodale. Saranno formulate e sperimentate strategie innovative per un trasporto urbano pulito[44]. Verrà dato uno spazio particolare ad elementi quali le modalità di trasporto non inquinanti, la gestione della domanda di trasporto, la razionalizzazione dei trasporti privati e le strategie, i servizi e le infrastrutture di informazione e comunicazione. Tra gli strumenti a sostegno della formulazione e dell’attuazione delle politiche figurerà la pianificazione territoriale e dei trasporti.Migliorare la sicurezza tecnica e i sistemi di protezione: sviluppo di tecnologie e di sistemi intelligenti per la protezione di persone vulnerabili come i conducenti, i (moto)ciclisti, i passeggeri, gli equipaggi e i pedoni. Saranno sviluppati sistemi tecnici avanzati e metodologie di analisi dei rischi per la progettazione di veicoli, navi e infrastrutture. L’attenzione sarà incentrata sugli approcci integrativi che mettono in relazione gli elementi umani, l’integrità strutturale, la sicurezza preventiva, attiva e passiva, la gestione dei soccorsi e delle crisi. La sicurezza dovrà essere considerata un fattore intrinseco dell’intero sistema di trasporto e dovrà riguardare le infrastrutture, le merci e i container, gli utilizzatori e gli operatori dei trasporti, i veicoli e le navi e provvedimenti a livello di orientamento politico e di legislazione, compresi strumenti di supporto alle decisioni e convalida; l’aspetto sicurezza sarà trattato ogni qualvolta sia un requisito intrinseco del sistema di trasporto.Potenziare la competitività: aumento della competitività delle industrie dei trasporti, garantendo servizi di trasporto sostenibili, efficienti e al contempo accessibili sotto il profilo dei costi, e creando nuove competenze e opportunità di lavoro grazie alle attività di ricerca e sviluppo. Le tecnologie applicabili ai processi industriali avanzati comprenderanno la progettazione, la fabbricazione, l’assemblaggio, la costruzione e la manutenzione e punteranno a ridurre i costi nell’arco del ciclo di vita e i tempi morti di sviluppo. Saranno privilegiati i prodotti di concezione innovativa e servizi di trasporto perfezionati in grado di soddisfare maggiormente la clientela. Infine sarà formulata una nuova organizzazione della produzione che comprenda la gestione della catena logistica e i sistemi di distribuzione.Sostegno al sistema europeo di navigazione via satellite (GALILEO)La navigazione europea via satellite comprende i sistemi EGNOS e GALILEO e fornisce un’infrastruttura di posizionamento e sincronizzazione.[45]Sfruttare tutte le potenzialità: promozione di un uso più accentuato dei servizi, dall’accesso aperto all’accesso per applicazioni professionali e scientifiche, dai servizi per applicazioni a rischio vita ai servizi di “ricerca e soccorso” fino ai servizi autenticati per applicazioni di tipo governativo ( Public Regulated Services o PRS); applicazioni per la gestione del trasporto merci; sfruttamento dei servizi derivati e dimostrazione dei benefici e della maggiore efficienza connessi con la navigazione satellitare.Fornire gli strumenti e creare l’ambiente adatto : attività atte a garantire un utilizzo sicuro dei servizi, in particolare tramite la certificazione nei principali campi di applicazione; preparazione e conferma dell’idoneità dei servizi rispetto alle nuove politiche e normative, compreso l’aspetto dell’attuazione; servizi autenticati per applicazioni di tipo governativo ( Public Regulated Services o PRS) in base alla politica di accesso approvata; sviluppo di dati e sistemi digitali essenziali nell’ambito della topologia, cartografia e geodesia da utilizzare nelle applicazioni di navigazione; esigenze e requisiti in materia di sicurezza e protezione.Adeguare i ricevitori ai requisiti e aggiornare le tecnologie essenziali ( core ) : si tratterà di migliorare le prestazioni dei ricevitori, di integrare le tecnologie di miniaturizzazione e a basso consumo, di completare la copertura della navigazione indoor accoppiata a dispositivi di identificazione delle radio-frequenze, sfruttare le tecnologie software per ricevitori che combinino altre funzioni come le telecomunicazioni e supportare le principali tecnologie di navigazione basate su infrastrutture a terra per garantire robustezza e flessibilità.Sostenere l’evoluzione delle infrastrutture: le attività saranno finalizzate a preparare il sistema di seconda generazione, ad adeguarlo alla continua evoluzione della domanda degli utenti e delle previsioni di mercato, a sfruttare l’internazionalizzazione dell’infrastruttura per puntare ai mercati mondiali e a sviluppare norme applicabili su scala mondiale.Cooperazione internazionaleLa cooperazione internazionale è una componente importante delle attività di RST in questo campo e sarà pertanto incentivata nei settori di interesse per l’industria e i responsabili delle politiche. Nell’ambito di ampi settori tematici ci sarà spazio per azioni specifiche laddove c’è attrazione del mercato (ad esempio lo sviluppo degli scambi globali e la connessione di reti e servizi a livello continentale e intercontinentale); laddove vi sono opportunità di accesso e acquisizione di conoscenze scientifiche e tecnologiche complementari alle attuali conoscenze disponibili in Europa e che possono presentare vantaggi reciproci e nei settori in cui l’Europa risponde a esigenze sentite a livello planetario (come nel caso dei cambiamenti climatici) o dà un contributo alla formulazione di norme internazionali e sistemi globali (ad esempio nel caso della logistica applicata e dell’infrastruttura di navigazione satellitare).Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche imprevisteLe iniziative in quest’ambito andranno a sostenere attività di ricerca che rispondano ad eventi critici e alle sfide dei sistemi di trasporto del futuro, come i nuovi concetti di trasporto e di veicolo, l’automazione, la mobilità o l’organizzazione.Per quanto riguarda le esigenze strategiche impreviste che possono comportare la necessità di ricerche specifiche nel settore dei trasporti si possono ricordare questioni sociali di ampia portata come l’evoluzione demografica, lo stile di vita e le aspettative della società rispetto ai sistemi di trasporto, e i rischi o i problemi emergenti che rivestono grande importanza per la società europea.8. Scienze socioeconomiche e scienze umaneObiettivoGenerare una comprensione approfondita e condivisa delle complesse e interconnesse sfide socioeconomiche che l’Europa deve affrontare, ad esempio la crescita, l’occupazione e la competitività, la coesione sociale e la sostenibilità, la qualità della vita, l’istruzione, gli aspetti culturali e l’interdipendenza globale, in particolare nell’intento di istituire una base di conoscenze più adeguata per le politiche nei settori interessati.StrategiaLe ricerche sono destinate in via prioritaria ad affrontare le principali problematiche sociali, economiche e culturali alle quali l’Europa e il mondo intero sono già confrontati o lo saranno in futuro. L’agenda di ricerca proposta rappresenta un approccio coerente a queste problematiche e sfide. La creazione di una base di conoscenze socioeconomiche e di scienze umane su tali problematiche darà un contributo rilevante per incentivare una comprensione condivisa di queste questioni in tutta Europa e servirà a risolvere problemi internazionali di portata più ampia. Le priorità fissate per la ricerca in quest’ambito aiuteranno a formulare, attuare, determinare l’impatto e valutare le politiche in quasi tutti i settori in cui opera la Comunità su scala europea, nazionale, regionale e locale; inoltre, la maggior parte delle attività di ricerca è caratterizzata da una forte dimensione internazionale.Oltre alle attività di ricerca e previsione a medio termine in campo socioeconomico verrà data particolare importanza alla ricerca nell’ambito delle scienze umane, che offrirà prospettive diverse e darà un contributo essenziale a tutto il tema, ad esempio su aspetti di carattere storico, culturale e filosofico, comprese le questioni attinenti della lingua, dell’identità e dei valori.Le attività faranno anche riferimento ai programmi nazionali di ricerca nel settore, che saranno complementari alle attività descritte di seguito, e sfrutteranno il sistema ERA-NET e l’eventuale ricorso all’articolo 169. Per alcune tematiche si potrà anche ricorrere alle piattaforme sociali per discutere le future agende di ricerca; tutte queste iniziative richiederanno la partecipazione della comunità di ricerca e delle componenti sociali.La ricerca sarà agevolata da infrastrutture di ricerca che produrranno nuovi dati per le ricerche attraverso indagini, che metteranno a disposizione i dati esistenti ai fini della ricerca comparativa internazionale e daranno accesso ai materiali originali e a strumenti avanzati di ricerca, oltre che ai risultati delle ricerche attualmente in corso in vari campi. Alcune di queste azioni saranno svolte attraverso l’elemento “Infrastrutture” del programma “Capacità” e altre attraverso progetti previsti nell’ambito di questo tema. Le ricerche potranno contare sull’accesso e sull’utilizzo delle statistiche ufficiali.Ci saranno azioni specifiche di divulgazione rivolte a destinatari specifici e al pubblico in generale, tra le quali seminari e conferenze per i ricercatori durante i quali essi potranno discutere con i responsabili delle politiche e con altri soggetti interessati, e di diffusione dei risultati attraverso vari mezzi.Sarà infine garantito un adeguato coordinamento degli elementi di ricerca sulle scienze socioeconomiche e le scienze umane e di previsione presenti nel programma “Cooperazione” e in altri programmi specifici.AttivitàCrescita, occupazione e competitività in una società della conoscenzaIn quest’ambito si tratterà di sviluppare e integrare attività di ricerca riguardanti la crescita, l’occupazione e la competitività per migliorare e integrare la conoscenza di questi temi al fine di proseguire nello sviluppo di una società della conoscenza. Tali attività saranno importanti in termini di orientamento politico e contribuiranno ai progressi verso il raggiungimento di tali obiettivi. Le attività di ricerca comprenderanno i seguenti aspetti:-  l’evoluzione del ruolo della conoscenza nell’economia, compreso il ruolo dei vari tipi di conoscenze e competenze, istruzione e formazione continua e investimenti immateriali;-  strutture economiche, cambiamenti strutturali e aspetti legati alla produttività, compreso il ruolo del settore dei servizi, della finanza, della demografia, della domanda e dei processi di cambiamento a lungo termine;-  questioni di ordine istituzionale e politico, compresa la politica macroeconomica, i mercati del lavoro, i contesti istituzionali e la coerenza e il coordinamento tra le politiche.Le attività comprenderanno nuove e importanti sfide e opportunità derivanti dalla sempre maggiore globalizzazione, dalle economie emergenti, dalla rilocalizzazione e dall’allargamento dell’UE. Per quanto riguarda il tema dell’occupazione, verranno trattate sia la disoccupazione che la sottoccupazione.Associare obiettivi economici, sociali e ambientali in una prospettiva europeaIn quest’ambito verrà sostenuto l’obiettivo sociale di conciliare gli obiettivi di ordine economico, sociale e ambientale per rafforzare la base per lo sviluppo sostenibile. La ricerca nell’ambito di questa attività affronterà due argomenti interdipendenti:-  la verifica di come i modelli europei ed extraeuropei sono riusciti a conciliare gli obiettivi citati, le condizioni alle quali ciò è avvenuto, compreso il ruolo svolto dal dialogo, dai patti sociali, dai cambiamenti istituzionali e dalla capacità di affrontare le nuove sfide;-  la coesione economica tra regioni e sviluppo regionale nel contesto dell’UE allargata; la coesione sociale (cioè disuguaglianze, protezione sociale e servizi sociali, politiche fiscali, relazioni etniche, istruzione ed esclusione sociale, salute) e il rapporto tra coesione sociale e problemi sociali quali la povertà, gli alloggi, la criminalità, la delinquenza e le problematiche della droga.Quando si affronteranno questi argomenti sarà necessario valutare l’esistenza di compromessi o di sinergie tra gli obiettivi economici, sociali e ambientali nel contesto mondiale, gli aspetti legati al territorio, la sostenibilità a lungo termine e gli aspetti d’interesse per i paesi in via di sviluppo.Le principali tendenze sociali e le loro implicazioniIn questo contesto le attività saranno finalizzate a comprendere e a valutare le implicazioni di particolare tendenze di fondo che caratterizzano la società europea e che hanno ripercussioni rilevanti per i cittadini, la loro qualità della vita e le politiche, e in tal modo ispireranno le politiche in molti settori. La ricerca empirica e teorica affronterà inizialmente tre tendenze principali:-  i cambiamenti demografici, ad esempio l’invecchiamento, la natalità e le migrazioni;-  i cambiamenti negli aspetti correlati dello stile di vita, della famiglia, del lavoro, dei consumi, della salute e della qualità della vita, comprese le tematiche riguardanti l’infanzia, i giovani e le disabilità;-  le interazioni culturali in una prospettiva internazionale che comprenda le tradizioni di società diverse, la diversità delle popolazioni, la discriminazione, il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza.Saranno esaminate anche le questioni di genere e l’evoluzione dei valori, nonché i cambiamenti a livello di criminalità e percezione del crimine e di responsabilità sociale delle imprese.L’Europa nel mondoLe attività in quest’ambito sono finalizzate a comprendere le interazioni e le interdipendenze in continua evoluzione tra le varie regioni del mondo e le implicazioni che esse hanno per le regioni interessate, ed in particolare per l’Europa; sono inoltre mirate a studiare la questione attinente di come affrontare le minacce e i rischi emergenti in un contesto mondiale e i legami con i diritti umani, le libertà e il benessere. La ricerca percorrerà due strade tra loro connesse:-  i flussi commerciali, la finanza, gli investimenti, le migrazioni e il loro impatto; lo sviluppo disequilibrato, la povertà e la sostenibilità; le relazioni politico-economiche e la governance mondiale. In quest’ambito si tratterà di studiare le interazioni tra culture, compresi i mezzi di comunicazione e le religioni, e gli approcci peculiari adottati al di fuori dell’Europa;-  i conflitti, le relative cause e la loro soluzione; il rapporto tra sicurezza e fattori destabilizzanti come la povertà, la criminalità, il degrado ambientale e la scarsità di risorse; il terrorismo, con relative cause e conseguenze; le politiche in materia di sicurezza e la percezione dell’insicurezza e i rapporti tra ambito civile e militare.In entrambi i casi si dovrà approfondire il ruolo che l’Europa svolge nel mondo, lo sviluppo del multilateralismo e del diritto internazionale, la promozione della democrazia e dei diritti fondamentali (comprese tutte le diverse nozioni di questi concetti) e la visione che il mondo esterno ha dell’Europa.Il cittadino nell’Unione europeaNell’ottica del futuro sviluppo dell’UE le attività di ricerca sono finalizzate a migliorare, in primo luogo, la comprensione di tutti gli aspetti che incidono sul raggiungimento di un senso di “proprietà” democratica e di una partecipazione attiva da parte di tutti i cittadini, oltre che sulla realizzazione di una governance efficace e democratica; in secondo luogo si tratterà di capire meglio le diversità e i punti in comune dell’Europa in termini di cultura, istituzioni, ordinamenti giuridici, storia, lingue e valori. La ricerca verterà pertanto sui seguenti elementi:-  partecipazione (anche dei giovani), rappresentazione, responsabilità e legittimità; la sfera pubblica europea, i media e la democrazia; varie forme di governance nell’UE e nei processi politici; il ruolo della società civile; la cittadinanza e i diritti; i valori della popolazione;-  le diversità e i punti di convergenza in Europa, comprese le origini storiche e l’evoluzione; differenze a livello di istituzioni (comprese norme, prassi, ordinamenti giuridici); patrimonio culturale; visioni e prospettive diverse per l’integrazione europea, compresi i pareri della popolazione; le identità; le strategie rispetto alla convivenza di molteplici culture; il ruolo delle lingue, dell’arte e delle religioni; atteggiamenti e valori.Indicatori socioeconomici e scientificiAl fine di migliorare l’utilizzo degli indicatori nella formulazione delle politiche, le attività saranno finalizzate a sviluppare una comprensione più approfondita dell’impiego di tali indicatori per la formulazione e l’applicazione delle politiche e a proporre migliorie agli indicatori e ai metodi che ne determinano l’uso. Le ricerche approfondiranno le seguenti questioni:-  modalità di utilizzo degli indicatori per definire gli obiettivi delle politiche e per formulare e attuare queste ultime in vari settori e a vari livelli (dalla macroscala alla microscala), verifica dell’adeguatezza degli indicatori esistenti e dell’utilizzo che ne viene fatto; proposte riguardanti nuovi indicatori o serie di indicatori;-  verifica di come le politiche basate su dati concreti potrebbero essere maggiormente sostenute dall’uso degli indicatori e metodi di utilizzo degli indicatori stessi; indicatori per le politiche che perseguono molteplici obiettivi, per il coordinamento delle politiche e per la regolamentazione; sostegno che le statistiche ufficiali possono dare agli indicatori;-  utilizzo degli indicatori e approcci connessi per valutare i programmi di ricerca, comprese le valutazioni d’impatto.Attività di previsioneIn quest’ambito occorre fornire ai responsabili delle politiche a livello nazionale, regionale e comunitario una conoscenza a livello di previsione ( foresight ) per poter individuare con tempestività le sfide che si profileranno sul lungo termine e i settori di interesse comune che possono servire a formulare le politiche del caso. Le attività svolte saranno di quattro tipi:-  ampio esercizio di previsione socioeconomica su un numero limitato di problematiche e opportunità fondamentali per l’UE: si dovranno esaminare aspetti cruciali quali le tendenze future e le implicazioni dell’invecchiamento, delle migrazioni, della globalizzazione delle conoscenze, dell’evoluzione della criminalità e dei rischi più rilevanti;-  esercizio di previsione tematica, più mirato, sugli sviluppi nei settori emergenti della ricerca o nelle ricerche che interessano vari settori esistenti e previsione sul futuro delle discipline scientifiche;-  previsione sui sistemi e sulle politiche di ricerca in Europa e sul futuro dei principali soggetti interessati;-  apprendimento e cooperazione reciproci tra iniziative di previsione svolte a livello nazionale e/o regionale; cooperazione tra iniziative di previsione dell’UE, dei paesi terzi e iniziative internazionali.Cooperazione internazionaleData la forte dimensione internazionale della ricerca, la cooperazione internazionale interesserà tutti i settori di questo tema. Verranno realizzate anche azioni specifiche di cooperazione internazionale su alcuni argomenti scelti su base multilaterale e bilaterale, che saranno definiti secondo le esigenze dei paesi partner e dell’Europa stessa.Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche imprevisteLa ricerca finalizzata a rispondere alle esigenze emergenti darà ai ricercatori la possibilità di individuare e approfondire sfide di ricerca che non figurano tra le attività descritte. In particolare, queste attività devono incentivare un nuovo modo di pensare le problematiche che interessano l’Europa e che finora non sono state approfondite, oppure altri argomenti, prospettive e discipline. Le attività di ricerca destinate a rispondere ad esigenze strategiche impreviste saranno svolte in stretta consultazione con tutti i soggetti coinvolti dalle politiche.9. Sicurezza e SpazioObiettivoSviluppare le tecnologie e le conoscenze che permetteranno di creare le capacità (soprattutto civili) necessarie al fine di assicurare la sicurezza dei cittadini nei confronti di minacce quali il terrorismo e la criminalità e di ripercussioni e conseguenze di incidenti involontari come le catastrofi naturali o gli incidenti industriali; consentire un utilizzo ottimale e concertato delle tecnologie disponibili e in evoluzione a beneficio della sicurezza europea e nel rispetto dei diritti umani fondamentali; incentivare la cooperazione tra fornitori e utenti al fine di trovare soluzioni in materia di sicurezza; tutte queste attività devono al contempo consolidare la base tecnologica dell’industria europea della sicurezza e rafforzarne la competitività.Sostenere un programma spaziale europeo incentrato su applicazioni quali GMES, a beneficio dei cittadini e della competitività dell’industria spaziale europea. Si contribuirà in tal modo allo sviluppo di una politica spaziale europea, ad integrazione delle attività condotte dagli Stati membri e da altri organismi importanti quali l’Agenzia spaziale europea.9.1 SicurezzaStrategiaLa sicurezza all’interno dell’UE è uno dei presupposti per la prosperità e la libertà. Il tema della ricerca in materia di sicurezza è incentrato soprattutto sulle applicazioni civili e rappresenta un supporto per l’attuazione delle politiche e delle iniziative dell’UE in materia di sicurezza (come la politica estera e di sicurezza comune o il programma dell’Aia) che si prefiggono di creare uno spazio di giustizia, libertà e sicurezza nell’ambito dell’UE, ma anche in altri settori come i trasporti, la salute (ad esempio il programma dell’UE sulla sicurezza sanitaria[46]), la protezione civile (compresi le catastrofi naturali e i disastri industriali), l’energia e l’ambiente. In tal modo questo tema darà un contributo anche alla crescita, all’occupazione e alla competitività dell’industria europea della sicurezza. Le ricerche favoriranno la cooperazione e il coordinamento tra i vari soggetti nazionali e internazionali coinvolti per evitare attività superflue e per sfruttare le eventuali sinergie esistenti. Tutte le attività nell’ambito di questo tema saranno ispirate dal principio del rispetto della privacy e delle libertà civili.Le attività a livello comunitario riguarderanno quattro settori della sicurezza ( mission areas ) che sono stati individuati in risposta a specifiche sfide di notevole importanza politica e valore aggiunto europeo per quanto riguarda le minacce e i potenziali incidenti a livello di sicurezza, e tre settori di interesse trasversale. Ciascun settore presenta sei fasi, diverse per tempi e per importanza: individuazione (fase connessa agli incidenti), prevenzione (fase connessa alle minacce), protezione (fase connessa agli obiettivi), preparazione (fase connessa all’intervento), risposta (fase connessa alle crisi) e recupero (fase connessa alle conseguenze). Le attività di ricerca devono descrivere tutte le iniziative necessarie nelle varie fasi. Le prime quattro fasi si riferiscono a tutto quanto serve per evitare gli incidenti e attenuarne i potenziali effetti negativi, mentre le altre due riguardano la necessità di far fronte ad un incidente e alle sue conseguenze sul lungo periodo.Per ciascuna fase dei singoli settori occorre individuare una serie specifica di capacità che i responsabili della sicurezza dei cittadini devono possedere per far fronte con efficacia alle minacce e agli incidenti. Tali capacità mostrano come procedere e in molti casi possono rivelarsi utili per più di una fase e/o settore. L’acquisizione delle competenze si basa su una combinazione di conoscenze, tecnologie e misure organizzative. Queste ultime, tuttavia, vanno ben oltre un programma di ricerca; le attività di ricerca in materia di sicurezza a livello europeo contribuiranno a fornire le conoscenze e le tecnologie per creare le capacità necessarie.Sarà una ricerca multidisciplinare e orientata alla missione da compiere e riguarderà vari elementi, dalla tecnologia allo sviluppo dei metodi, fino all’integrazione, alla dimostrazione e alla validazione delle tecnologie. Sono da privilegiare le tecnologie polivalenti per ampliare al massimo il loro ambito di applicazione e incentivare le interazioni reciproche e la diffusione di tecnologie esistenti per il settore civile. Il tema della ricerca in materia di sicurezza andrà ad integrare e completare le attività di ricerca attinenti alla sicurezza e orientate alle tecnologie e ai sistemi già svolte nell’ambito di altri temi.Le ricerche verteranno principalmente sulle applicazioni civili nel campo della sicurezza. Poiché vi sono tuttavia dei settori nei quali la tecnologia può avere applicazioni sia civili che militari, verrà istituito un quadro adeguato di coordinamento con l’Agenzia europea per la difesa.Viene fortemente incoraggiata la partecipazione delle piccole e medie imprese (PMI) e delle autorità e organizzazioni responsabili della sicurezza dei cittadini. L’agenda di ricerca a più lungo termine elaborata dall’ESRAB (European Security Research Advisory Board)[47] darà un contributo per la definizione del contenuto e della struttura della ricerca in questo tema.AttivitàLe attività verteranno sui seguenti settori ( mission areas ):-  Protezione contro il terrorismo e la criminalità: le attività verteranno in particolare sugli aspetti legati alle minacce di potenziali incidenti (criminali, attrezzature e risorse utilizzate dai criminali o come strumenti di attacco). Per affrontare questo settore serve una serie di capacità, che si riferiscono principalmente alle fasi di “individuazione”, “prevenzione”, “preparazione” e “risposta”. L’obiettivo è sia quello di evitare l’incidente che quello di attenuarne le potenziali conseguenze. La creazione delle capacità necessarie richiederà di privilegiare aspetti come quelli indicati di seguito: tipo di minaccia (ad esempio chimica, biologica, radiologica e nucleare), consapevolezza (ad esempio raccolta, rilevamento, valorizzazione e condivisione di informazioni sensibili; allarmi), rilevamento (di sostanze pericolose, individui o gruppi, comportamenti sospetti, ecc.), identificazione (di persone, di tipi e quantitativi di sostanze ecc.), prevenzione (ad esempio controllo di accessi e di movimenti di risorse finanziarie, controllo delle strutture finanziarie), preparazione (valutazione del rischio, controllo di eventuali emissioni deliberate di agenti chimici o biologici, valutazione dei livelli di risorse strategiche come forza lavoro, competenze, apparecchiature, beni di consumo per eventi di vasta scala ecc.), neutralizzazione e contenimento degli effetti di atti terroristici e crimini, elaborazione di dati per il controllo dell’applicazione delle leggi.-  Sicurezza delle infrastrutture e imprese di pubblica utilità: le attività verteranno principalmente sugli obiettivi di un incidente; nel caso delle infrastrutture, ad esempio, tali obiettivi potrebbero esse siti dove avvengono manifestazioni su vasta scala, siti importanti dal punto di vista politico (come la sede del parlamento) o di valore simbolico (ad esempio monumenti), mentre per le imprese di pubblica utilità si tratterebbe delle reti energetiche (per la distribuzione di petrolio, elettricità e gas), i sistemi di distribuzione dell’acqua e i trasporti (aerei, terrestri e via mare), le comunicazioni (anche radiotelevisive), il settore finanziario, amministrativo, la sanità pubblica e altro. Per affrontare questo settore serve una serie di capacità, che si riferiscono principalmente alle fasi di “protezione” e di “preparazione”. L’obiettivo è sia quello di evitare l’incidente che quello di attenuarne le potenziali conseguenze. La creazione delle capacità necessarie richiederà di privilegiare aspetti come quelli indicati di seguito: analisi e valutazione dei punti deboli delle infrastrutture fisiche e del relativo funzionamento; garantire le infrastrutture, i sistemi e i servizi critici in rete, sia pubblici che privati, esistenti e futuri, per quanto riguarda le caratteristiche fisiche e il funzionamento; sistemi di controllo e di allarme per reagire tempestivamente in caso di incidente; protezione contro gli effetti a cascata di un incidente.-  Sicurezza alle frontiere: le attività verteranno in particolare su due tipi di problematiche: questioni di sicurezza connesse all’accesso (previsto o imprevisto) nel caso in cui i confini dell’UE sono il perimetro più esterno ai fini della protezione del territorio europeo (confini verdi e blu) ed esigenze di accesso alle frontiere nell’ambito delle infrastrutture (di trasporto) e dunque obiettivi potenziali di minacce alla sicurezza. Per affrontare questo settore serve una serie di capacità, che si riferiscono principalmente alle fasi della “individuazione”, “prevenzione” e “protezione”. L’obiettivo è sia quello di evitare l’incidente che quello di attenuarne le potenziali conseguenze. La creazione delle capacità necessarie richiederà di privilegiare aspetti come quelli indicati di seguito: maggiore efficacia ed efficienza di tutti i sistemi, gli strumenti e le procedure connessi alla sicurezza utilizzati nei nodi di accesso alle frontiere (ad esempio, identificazione delle persone, rilevamento non invasivo di persone e merci, monitoraggio delle sostanze, campionamento, riconoscimento dallo spazio, compresa la cattura e l’analisi dei dati ecc.); aumento della sicurezza alle frontiere interne e costiere dell’Europa (ad esempio mediante il rilevamento non invasivo e subacqueo di veicoli, monitoraggio dei veicoli, riconoscimento dallo spazio compresa la cattura e l’analisi dei dati, la vigilanza, le operazioni a distanza ecc.); valutazione e gestione dei flussi migratori (illegali).-  Ripristino della sicurezza in caso di crisi: le attività riguarderanno in particolare le operazioni di gestione delle emergenze come nel caso degli interventi della protezione civile (comprese le catastrofi naturali e gli incidenti industriali), gli aiuti umanitari e gli interventi di soccorso e il sostegno alla politica estera e di sicurezza comune. Per affrontare questo settore serve una serie di capacità, che si riferiscono principalmente alle fasi di “preparazione”, “risposta” e “recupero”. L’obiettivo è quello di attenuare le conseguenze di un incidente. La creazione delle capacità necessarie richiederà di privilegiare aspetti come quelli indicati di seguito: preparazione, a livello organizzativo e operativo, per affrontare incidenti che interessano la sicurezza (ad esempio, coordinamento tra organizzazioni e comunicazione delle emergenze, valutazione delle riserve strategiche, inventari strategici ecc.), gestione delle crisi (ad esempio, valutazione dell’incidente e bisogni prioritari, evacuazione e isolamento della zona, neutralizzazione e contenimento degli effetti di atti terroristici e crimini ecc.), aiuti umanitari di emergenza e gestione delle conseguenze e degli effetti a cascata di un incidente con implicazioni a livello di sicurezza (ad esempio, funzionamento del sistema sanitario pubblico, continuità delle attività economiche, misure per creare la fiducia, ripristino delle funzioni interrotte o distrutte a livello di società ecc.).I settori descritti in precedenza saranno sostenuti da attività nei seguenti settori di interesse comune a più ambiti:-  Integrazione e interoperabilità dei sistemi di sicurezza: le attività dovranno consentire e/o dare un contributo alle prestazioni delle tecnologie necessarie per creare le capacità descritte in precedenza, incentrandosi pertanto su questioni di interesse trasversale come il potenziamento dell’interoperabilità e dell’intercomunicazione tra sistemi, apparecchiature, servizi e processi, garantendo al contempo la loro affidabilità, la protezione della riservatezza e dell’integrità delle informazioni, la tracciabilità di tutte le operazioni e l’elaborazione dei dati connessi ecc. Le attività verteranno anche sugli aspetti della normazione e della formazione (compresi quelli riguardanti l’interoperabilità a livello culturale, umano e di organizzazioni).-  Sicurezza e società: le attività hanno una dimensione trasversale e devono pertanto essere il risultato di un’interazione tra scienze naturali, tecnologia e altre scienze, in particolare le scienze politiche, le scienze sociali e le scienze umane. Le attività verteranno in particolare su analisi culturali e socioeconomiche mirate, sulla creazione di scenari e su altre attività di ricerca connesse a tematiche quali: la sicurezza come concetto in evoluzione (analisi globali delle esigenze in termini di sicurezza per definire le principali prescrizioni operative per affrontare la continua fluttuazione della situazione della sicurezza); punti deboli e nuove minacce (ad esempio nel campo del terrorismo e del crimine organizzato); atteggiamento dei cittadini in situazioni di crisi (percezione del terrorismo e della criminalità, comportamento delle folle, comprensione e accettazione dei controlli di sicurezza (e ai fini della protezione) da parte del pubblico; preparazione e disponibilità dei cittadini in caso di atti terroristici; questioni legate alla comunicazione tra autorità e cittadini in situazioni di crisi; sensibilizzazione alle minacce; orientamenti ai cittadini sui sistemi di assistenza e consulenza in materia di sicurezza interna esistenti negli Stati membri e nell’UE; analisi comportamentali, psicologiche e altre analisi del caso dei terroristi; questioni etiche relative alla protezione dei dati personali e all’integrità delle informazioni. La ricerca punterà anche a sviluppare indicatori statistici sulla criminalità per permettere di valutare l’evoluzione del fenomeno.-  Coordinamento e strutturazione della ricerca in materia di sicurezza: questo settore offre la base per le attività di coordinamento e organizzazione delle attività di ricerca sulla sicurezza svolte a livello nazionale, europeo ed internazionale, al fine di creare sinergie tra la ricerca in campo civile, sulla sicurezza e sulla difesa e per le attività di coordinamento tra la domanda e l’offerta nel campo della ricerca sulla sicurezza. Le attività verteranno anche sul miglioramento delle condizioni e dei procedimenti giuridici applicabili.Cooperazione internazionaleLa cooperazione internazionale nell’ambito delle attività di ricerca in materia di sicurezza sarà attuata in linea con gli aspetti interni ed esterni della politica di sicurezza dell’UE. Nel programma di lavoro potranno essere indicati con maggiore precisione eventuali requisiti e criteri specifici per la cooperazione internazionale.Azioni specifiche di cooperazione internazionale verranno prese in considerazione nei casi in cui si possa trarre vantaggio reciproco in linea con la politica di sicurezza dell’UE (ad esempio per le ricerche relative alle attività di sicurezza che trovano applicazione su scala mondiale).Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche imprevisteIl tema della ricerca in materia di sicurezza è, per sua natura e concezione, flessibile. Le attività consentiranno di fare spazio a minacce per la sicurezza ancora sconosciute e alle eventuali esigenze che possano sorgere in termini di strategia politica. Questa flessibilità andrà ad integrare il carattere mirato delle attività descritte in precedenza.9.2 SpazioStrategiaIn questo settore l’UE contribuirà a definire obiettivi comuni sulla base delle esigenze degli utenti e degli obiettivi delle politiche europee, a coordinare le attività, ad evitare attività superflue, a favorire l’interoperabilità e a formulare norme. La politica spaziale europea[48] risponderà agli obiettivi delle amministrazioni pubbliche e dei responsabili delle decisioni, puntando allo stesso tempo a rafforzare la competitività dell’industria europea. Tale politica sarà messa in atto attraverso un programma spaziale europeo e il Settimo programma quadro contribuirà a sostenere o completare le azioni di ricerca e di sviluppo tecnologico svolte da altri soggetti, pubblici e privati, in Europa.Le azioni comprese in questo tema daranno un contributo agli obiettivi politici dell’UE in vari settori come l’agricoltura, la pesca, l’ambiente, le telecomunicazioni, la sicurezza, lo sviluppo, la salute, gli aiuti umanitari, i trasporti e la scienza, e garantiranno che l’Europa sia coinvolta nella cooperazione regionale e internazionale. Gli strumenti spaziali dovrebbero contribuire anche all’applicazione del diritto in alcuni dei settori citati.Le attività che figurano in questa priorità sono finalizzate a: sfruttare le risorse spaziali per la messa a punto di applicazioni, in particolare il GMES (il monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza); svolgere attività sull’esplorazione dello spazio; consentire attività a sostegno del ruolo strategico dell’Unione europea.Le attività orientate allo sfruttamento dello spazio dovrebbero essere complementari alle azioni svolte nell’ambito del programma specifico “Cooperazione” (ed in particolare quelle del tema “Ambiente” in collegamento con il GEOSS, e quelle previste dal tema “Tecnologie dell’informazione e della comunicazione”). Saranno inoltre sviluppate sinergie tematiche con eventuali attività correlate previste da altri programmi specifici. Azioni complementari sono previste anche nel programma “Competitività e innovazione” e nei programmi di istruzione e formazione.Le attività di ricerca e di trasferimento tecnologico di questo tema potrebbero essere particolarmente interessanti per le PMI che sviluppano tecnologie innovative, che devono familiarizzarsi con le nuove opportunità offerte dalle tecnologie spaziali ( spin-in ) o che sviluppano applicazioni in altri mercati per le proprie tecnologie spaziali ( spin-off ).Alcune parti delle attività spaziali potrebbero essere gestite da soggetti esterni come l’Agenzia spaziale europea[49]. Per il GMES le attività di ricerca possono essere messe in atto attraverso un’iniziativa tecnologica congiunta (cfr. allegato III).Attività-  Applicazioni basate sulla tecnologia spaziale al servizio della società europea-  Monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza (GMES)L’obiettivo delle attività in questo campo è quello di sviluppare sistemi adeguati via satellite per il monitoraggio e l’allarme rapido, intesi come fonte di dati unica e a disposizione ovunque nel mondo, e di consolidare e incentivare l’evoluzione a livello di utilizzo operativo. Questo programma offrirà inoltre sostegno allo sviluppo di servizi GMES operativi, che consentano ai decisori di meglio anticipare o attenuare le situazioni di crisi e gli aspetti legati alla gestione dell’ambiente e della sicurezza. Le attività di ricerca devono in particolare contribuire ad utilizzare al massimo i dati GMES rilevati da fonti spaziali e ad integrarli con i dati ottenuti da altri sistemi di osservazione in prodotti complessi destinati a fornire informazioni e servizi personalizzati agli utenti finali grazie ad un’efficace integrazione dei dati e gestione delle informazioni. Le attività di ricerca dovrebbero anche servire a potenziare le tecniche di monitoraggio e le tecnologie strumentali associate, a sviluppare nuovi sistemi basati sulle tecnologie spaziali, ove questo risulti necessario, o a migliorare l’interoperabilità dei sistemi esistenti e a consentirne l’impiego in servizi (pre)operativi che rispondano a tipi di domanda specifici.-  In campo ambientale, la domanda può comprendere l’acquisizione di conoscenze indipendenti sullo stato e sull’evoluzione dell’utilizzo sostenibile delle risorse rinnovabili (ad esempio la vegetazione o le foreste), sulle terre umide, la copertura del suolo e l’utilizzo del territorio, l’approvvigionamento di cibo, l’ambiente agricolo e la pesca, i pozzi di assorbimento e i depositi di carbonio; i processi e la chimica dell’atmosfera e le condizioni degli oceani. Dovrà essere preso in considerazione il sesto programma d’azione per l’ambiente per quanto riguarda le politiche ambientali che monitorano i cambiamenti climatici e la qualità dell’aria, del suolo e delle acque.-  Nel settore della sicurezza la domanda comprende una migliore acquisizione, accesso e scambio dei dati e delle informazioni necessari per i soccorsi di emergenza e la gestione delle crisi. Occorre garantire il sostegno alla protezione civile per gli interventi di prevenzione/attenuazione, monitoraggio, gestione dei rischi e valutazione dei rischi naturali e tecnologici, oltre che per gli aiuti umanitari ai fini di valutare adeguatamente le necessità e per la pianificazione delle emergenze nell’ambito delle catastrofi naturali e delle crisi umanitarie (rifugiati, persone sfollate all’interno dei paesi ecc.). Va inoltre considerata la possibilità di offrire un supporto per l’attuazione delle politiche dell’UE, in particolare per quanto riguarda la prevenzione dei conflitti e i controlli alle frontiere.-  Aspetti di sicurezza (complementari alle attività nell’ambito della ricerca sulla sicurezza e alle attività del GMES)Il rapporto dello SPASEC[50] ha sottolineato che i servizi spaziali svolgono un ruolo determinante per il benessere della società europea e che dunque la protezione delle infrastrutture critiche del settore spaziale è una priorità. A tal fine possono essere necessari servizi e capacità per la sorveglianza delle risorse spaziali e per la protezione delle infrastrutture terrestri. Il sistema di sorveglianza dello spazio potrebbe, ad esempio, fornire informazioni sulle principali caratteristiche dei satelliti (parametri orbitali, stato delle attività ecc.), sulle principali caratteristiche dei materiali potenzialmente pericolosi per il pianeta (ad esempio, la loro traiettoria o i parametri fisici) e altre informazioni utili sulla meteorologia spaziale e sugli oggetti vicini alla Terra ( Near Earth Objects ). In questo settore si può prevedere di svolgere studi di fattibilità e di finanziare progetti di dimostrazione.-  Applicazioni delle comunicazioni satellitariIn quest’ambito si punta a sostenere applicazioni e servizi innovativi nell’ambito delle comunicazioni satellitari, che siano integrati senza soluzione di continuità in reti di comunicazione elettronica mondiali destinate a cittadini e imprese in settori applicativi che possono comprendere la protezione civile, la sicurezza, l’ e-government , la telemedicina, la tele-istruzione, gli interventi di ricerca e soccorso, il turismo e le attività ricreative, la navigazione personale, la gestione del parco veicoli, l’agricoltura e le foreste. La ricerca punterà in particolare allo sviluppo di nuove applicazioni e alla realizzazione di missioni di dimostrazione e di sistemi preoperativi nell’ambito dei quali le comunicazioni via satellite rappresentano una risposta efficiente a tutte queste esigenze.-  Esplorazione dello spazio-  In questo caso si tratta di contribuire alle attività di esplorazione (umana e robotica) dello spazio comprese le implicazioni in termini di trasferimento tecnologico, e di permettere alla comunità scientifica di accedere ai risultati e ai dati acquisiti durante le missioni esplorative effettuate nell’ambito del programma spaziale europeo. Le attività di ricerca saranno effettuate, in particolare, attraverso azioni di supporto, studi di fattibilità e progetti preoperativi. Dovranno inoltre essere esaminate altre dimensioni quali le opportunità intrinseche di cooperazione a livello internazionale e l’importanza della sensibilizzazione e della divulgazione dei risultati.-  RST per rafforzare le basi della tecnologia spaziale-  Tecnologia spazialeIn generale, l’obiettivo è favorire una maggiore competitività del settore europeo delle tecnologie spaziali in senso lato.Più in particolare, le attività di ricerca potrebbero dare un contributo alla tecnologia di trasporto spaziale in vari modi: valutando le esigenze a lungo termine; contribuendo a realizzare studi di sistemi che tengano conto delle richieste degli utenti finali; contribuendo alla ricerca tecnologica a monte per la prossima generazione di razzi propulsori.-  Scienze dello spazioIn quest’ambito l’obiettivo è lo sviluppo di tecnologie avanzate da applicare alle scienze spaziali. Le scienze spaziali studiano in profondità la struttura dell’universo, permettono una conoscenza approfondita del pianeta Terra e offrono un nuovo approccio alle scienze della vita e alle scienze fisiche; oltre a questo, sono anche un importante volano per i nuovi sviluppi tecnologici che portano a molte applicazioni vantaggiose per la società. Il Settimo programma quadro dovrebbe integrare i programmi scientifici in corso laddove si rilevano delle lacune e rappresentare un sostegno per le attività scientifiche a bordo della stazione spaziale internazionale (ISS). Sono inoltre previste attività di supporto per agevolare l’accesso ai dati scientifici.Cooperazione internazionaleLo sfruttamento e l’esplorazione dello spazio sono, per loro natura, iniziative di scala planetaria. Un’efficace cooperazione internazionale nel settore spaziale aiuterà a migliorare la posizione politica dell’Unione sullo scenario mondiale, a rafforzare la competitività economica dell’Unione e a consolidarne la reputazione in termini di eccellenza scientifica. La cooperazione nel settore spaziale darà inoltre un contributo al conseguimento degli obiettivi della politica estera dell’UE (si pensi, ad esempio, al sostegno ai paesi in via di sviluppo o ai paesi vicini).Per questi motivi lo spazio deve essere considerato un settore privilegiato per le attività internazionali, soprattutto se in collaborazione con le principali potenze, affermate o emergenti, in ambito spaziale come la Russia, gli Stati Uniti, la Cina, l’India, il Canada, il Giappone, l’Ucraina e altri paesi impegnati in attività spaziali.In quest’ambito si tenterà anche di incentivare il ricorso a soluzioni basate sullo spazio per favorire lo sviluppo sostenibile, soprattutto in Africa. Questa posizione è coerente con l’approccio globale adottato dal GMES per quanto riguarda il monitoraggio dell’ambiente[51].Per offrire migliori possibilità di realizzare una collaborazione efficace e per garantire che il programma spaziale europeo possa contare sulle migliori competenze internazionali nel settore spaziale si ricorrerà ad azioni specifiche di cooperazione per progetti bilaterali o multilaterali, iniziative internazionali e globali e per la cooperazione con le economie emergenti e i paesi in via di sviluppo.Rispondere alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche imprevisteLa ricerca sulle esigenze emergenti consentirà di trovare soluzioni innovative a sviluppi tecnologici nel campo della ricerca spaziale e permetterà di realizzare eventuali adattamenti e applicazioni per altri settori (come la gestione delle risorse, i processi biologici e i nuovi materiali). La ricerca destinata a rispondere ad esigenze impreviste a livello politico potrà vertere su aspetti quali soluzioni basate sullo spazio a favore dei paesi in via di sviluppo, lo sviluppo di nuovi strumenti e metodi per l’osservazione dello spazio e la comunicazione attinenti alle politiche comunitarie interessate e infine un contributo all’inclusione sociale.ALLEGATO II: RIPARTIZIONE INDICATIVA DELL’IMPORTOLa ripartizione indicativa tra i programmi è la seguente (in milioni di EUR):Salute | 8 317 |Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie | 2 455 |Tecnologie dell’informazione e della comunicazione | 12 670 |Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione | 4 832 |Energia | 2 931 |Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici) | 2 535 |Trasporti (ivi compresa l’aeronautica) | 5 940 |Scienze socioeconomiche e scienze umane | 792 |Sicurezza e Spazio | 3960 |TOTALE * | 44 432 [52],[53] |* Compreso un contributo alla sovvenzione destinata alla Banca europea per gli investimenti di cui all’allegato III. Gli interessi su questo contributo devono essere aggiunti alla sovvenzione alla BEI. Il tema “Scienze socioeconomiche e scienze umane” non contribuisce a questo importo.ALLEGATO IIIIniziative tecnologiche congiunte e meccanismo di finanziamento di ripartizione del rischioIniziative tecnologiche congiunteDi seguito vengono presentati i settori di ricerca per una prima serie di iniziative tecnologiche congiunte, scelti sulla base dei criteri definiti nell’allegato I. Le iniziative in questione affrontano vari tipi di problematiche; ne consegue pertanto che le strutture devono essere concepite caso per caso, in modo da adattarsi alle caratteristiche particolari del settore di ricerca interessato. In ciascun caso verrà individuata una struttura specifica per attuare l’agenda di ricerca concordata nell’ambito dell’iniziativa tecnologica congiunta e per riunire gli investimenti pubblici e privati necessari e il coordinamento a livello europeo. Per mettere in atto l’agenda di ricerca la Commissione stanzierà un importo in base a diverse proposte distinte (ad esempio a norma dell’articolo 171 del trattato). Le iniziative tecnologiche congiunte possono inoltre essere individuate in base ai criteri dell’allegato I ed essere proposte nel corso dell’attuazione del Settimo programma quadro.-  Iniziativa per i farmaci innovativiQuesta iniziativa tecnologica è finalizzata ad aumentare la competitività del settore farmaceutico europeo proponendo un approccio coordinato per superare gli ostacoli alla ricerca sul processo di sviluppo dei farmaci, a ridurre i tempi di sviluppo dei farmaci e a ridurre il tasso di abbandono dei nuovi medicinali nelle sperimentazioni cliniche. Tutto ciò dovrebbe accelerare l’accesso a medicinali più mirati e permettere una redditività più rapida degli investimenti per la ricerca, che a sua volta dovrebbe incentivare i privati ad investire di più in altre attività di ricerca.La ricerca precompetitiva, definita attraverso l’agenda strategica di ricerca dell’iniziativa sui farmaci innovativi, comprenderà le seguenti attività: sviluppo di strumenti e di metodi per prevedere con più accuratezza l’idoneità, la sicurezza e l’efficacia dei farmaci, infrastrutture intelligenti per l’integrazione dei dati e la gestione delle conoscenze grazie ad una cooperazione più intensa tra l’industria, il mondo accademico e i centri clinici in tutte le fasi in cui sia necessario. La ricerca affronterà anche le lacune in termini di istruzione e formazione per garantire che l’Europa disponga delle competenze necessarie per tradurre i risultati della ricerca in benefici concreti per i pazienti. Sarà garantita una stretta cooperazione tra la Comunità europea e l’industria e altri soggetti interessati, come gli organismi di regolamentazione, i pazienti, il mondo accademico, il comparto medico e altri, e verranno mobilitati fondi pubblici e privati. L’agenda strategica di ricerca sarà messa in atto attraverso l’iniziativa per i farmaci innovativi e si provvederà a creare un’apposita struttura di partnership pubblico-privato appositamente a questo scopo.-  Tecnologie per la nanoelettronica 2020La nanoelettronica riveste un’importanza strategica vitale per la competitività dell’Europa, visto che i suoi prodotti sono determinanti per l’innovazione in altri settori (nel multimediale, nelle telecomunicazioni, nei trasporti, per la sanità, l’ambiente e i processi industriali ecc.). Per questo le attività di R&S e innovazione devono essere meglio strutturate, ottimizzate e integrate in un processo più vasto che coinvolga tutti i soggetti determinanti per ottenere risultati positivi in questo campo.L’iniziativa verterà sulla necessità di tecnologie al silicio in quattro settori tecnologici: i) riduzione delle dimensioni dei dispositivi logici e delle memorie per incrementare le prestazioni e abbattere i costi; ii) sviluppo di funzioni a valore aggiunto, comprese le funzioni di rilevamento, attivazione e packaging , e relativa integrazione con dispositivi logici e memorie per formare soluzioni complesse di sistemi su microprocessore ( System-on-Chip ) o in un unico contenitore ( System-in-Package ); iii) apparecchiature e materiali; iv) automazione della progettazione.-  Sistemi di calcolo integratiI sistemi di calcolo integrati – cioè la parte di elettronica e software invisibile che conferisce “intelligenza” a prodotti e processi – rivestono un’importanza strategica per la competitività di importanti settori industriali europei come il comparto automobilistico, l’avionica, l’elettronica di consumo, le telecomunicazioni, i sistemi medici e l’industria manifatturiera. Inoltre, la possibilità di collegare tra loro questi dispositivi apre opportunità per mercati e applicazioni sociali completamente nuovi nei quali l’Europa deve trovarsi in buona posizione per poterne beneficiare.L’iniziativa tecnologica congiunta sui Sistemi di calcolo integrati riunirà e concentrerà le attività di ricerca, incentivando gli investimenti pubblici e privati finalizzati a condividere i rischi elevati e a mantenere un elevato livello di ambizione. L’iniziativa verterà sulla progettazione, lo sviluppo e la diffusione di sistemi elettronici e software pervasivi, interoperabili ed efficaci sotto il profilo dei costi, ma comunque potenti e sicuri. Fornirà progetti di riferimento che presentano approcci architetturali standard per determinate serie di applicazioni, middleware che consente una connettività e un’interoperabilità senza soluzioni di continuità, strumenti software e metodi di progettazione integrati per accelerare la fase di sviluppo e di realizzazione dei prototipi nonché nuovi approcci per l’interazione tra computer e mondo reale.-  Iniziativa sull’idrogeno e le celle a combustibileL’idrogeno e le celle a combustibile sono tecnologie energetiche che possono determinare un cambiamento paradigmatico nelle modalità di produzione e utilizzo dell’energia in Europa, perché offrono grandi potenzialità di sviluppo verso un approvvigionamento energetico sostenibile, indipendente e a lungo termine e danno all’Europa un vantaggio competitivo determinante. La transizione verso un’economia all’idrogeno comporta ingenti investimenti in termini di ricerca e capitali per la creazione di nuove industrie, nuove strutture logistiche, infrastrutture e risorse umane.L’iniziativa tecnologica congiunta definirà e metterà in atto un programma europeo a obiettivi per la ricerca industriale, lo sviluppo tecnologico e la dimostrazione finalizzati a produrre tecnologie robuste dell’idrogeno e delle celle a combustibile che saranno sviluppate fino al punto da poter essere commercializzate. I temi principali dell’agenda di ricerca di questa iniziativa saranno i seguenti: sviluppo di celle a combustibile per tutti i settori e i tipi di applicazione; approvvigionamento sostenibile di idrogeno, compresa la produzione, la distribuzione, lo stoccaggio e la consegna; progetti per la dimostrazione integrata e su vasta scala di tecnologie avanzate e praticamente mature in un vero contesto operativo; attività preparatorie per un contesto di mercato. Tutti questi aspetti saranno attuati sulla base di una solida tabella di marcia tecnologica europea in continua evoluzione e di casi aziendali ( business case ) che descrivano con precisione le strategie per la transizione e gli obiettivi a lungo termine e le tappe intermedie di attuazione.-  Aeronautica e trasporti aereiL’Europa deve rimanere all’avanguardia delle principali tecnologie perché solo così in futuro potrà disporre di un’industria aeronautica e un trasporto aereo caratterizzati dalla sostenibilità, dall’innovazione e dalla competitività. Trattandosi di un comparto ad alta intensità di RST, la competitività che oggi vantano le imprese europee dell’aeronautica e del trasporto aereo sui mercati mondiali è il risultato di ingenti investimenti privati destinati alla ricerca nel corso di vari decenni (in genere pari al 13-15% del fatturato) . Data la specificità del settore, i nuovi sviluppi dipendono spesso da un’efficace collaborazione tra settore pubblico e privato.Alcuni aspetti dell’agenda strategica di ricerca ACARE comportano una scala di effetto e una continuità d’intenti tali che l’iniziativa tecnologica congiunta deve vertere principalmente su un programma di ricerca coerente e dedicato in materia di tecnologie avanzate e deve promuovere elementi quali l’integrazione, la validazione su vasta scala e la dimostrazione.Nel settore dell’aeronautica e del trasporto aereo dovrebbero essere affrontati aspetti diversi quali la compatibilità ambientale e l’efficienza dei costi degli aerei (il cosiddetto “aereo ecologico”) e la gestione del traffico aereo a sostegno della politica del Cielo unico europeo e dell’iniziativa SESAME.-  Monitoraggio globale per l’ambiente e la sicurezza (GMES)L’Europa deve disporre di capacità autonome, fondate su una norma europea per il monitoraggio globale, che aiuterà molto l’Europa e le sue industrie in questo settore, dove i concorrenti stanno investendo ingentemente per la formulazione di norme per i sistemi di monitoraggio globale.Il GMES deve ottemperare al mandato fissato nella risoluzione del Consiglio sul GMES[54] che ha fatto seguito al Vertice europeo di Göteborg del 2001, al piano d’azione sul GMES del febbraio 2004[55] e all’inclusione del sistema nell’Iniziativa per la crescita e nell’elenco delle proposte prioritarie per la prima tornata di progetti “Quick Start”.Il futuro del GMES dipende da importanti investimenti sul lungo termine sia da parte degli utenti che dei fornitori delle infrastrutture (pubblici e privati). Per questo il GMES deve dare un’immagine chiara e coerente di sé, che gli utenti, le amministrazioni pubbliche e l’industria possano riconoscere facilmente. A prescindere dai settori specifici di applicazione del sistema, saranno necessarie una serie di norme accettate, meccanismi e politiche di validazione e un’unica istanza di responsabilità politica.A tal fine, potrebbe essere istituita una struttura di gestione del GMES sotto forma di iniziativa tecnologica congiunta, in grado di riunire tutti i soggetti in gioco e le risorse di cui essi dispongono, con particolare riguardo alle organizzazioni degli utilizzatori a livello nazionale ed europeo.Nel caso del GMES, un’iniziativa tecnologica congiunta dovrebbe garantire un forte coordinamento delle attività connesse al GMES, anche attraverso le funzioni indicate di seguito:-  consolidamento delle richieste degli utenti per ciascun settore di applicazione del GMES;-  sorveglianza e sostegno allo sviluppo dei servizi operativi del GMES, nonché delle capacità e delle infrastrutture correlate;-  eventuale validazione di tali servizi;-  sviluppo di meccanismi in grado di garantire un accesso a lungo termine ai dati (il cosiddetto “acquisto dei dati”).Un’iniziativa tecnologica congiunta in quest’ambito sarebbe inoltre uno strumento efficace per incentivare il coinvolgimento attivo del settore privato, che potrebbe fungere da elemento di coordinamento e finanziamento per l’industria (comprese le PMI) e per altri potenziali soggetti (appaltatori) che desiderino contribuire alla realizzazione del GMES attraverso i procedimenti concorrenziali del caso.Il GMES darà all’Europa una posizione di leadership in un settore di gestione e utilizzo di infrastrutture importanti, comprese le capacità strategiche in campo spaziale. Potrebbe inoltre fornire una base per consentire uno sfruttamento efficiente di risorse naturali limitate da parte di soggetti pubblici e privati, incidendo così positivamente sulla produttività di molti settori che hanno bisogno di disporre di informazioni coerenti e aggiornate sulle risorse disponibili.Meccanismo di finanziamento di ripartizione del rischioCome indicato nell’allegato II, la Comunità darà un contributo (nell’ambito di un’azione di coordinamento e sostegno) alla Banca europea degli investimenti (BEI), che servirà a realizzare l’obiettivo comunitario di incentivare gli investimenti privati nella ricerca incrementando la capacità della BEI di gestire il rischio; questo dovrebbe far sì che i) un volume più ingente dei prestiti della BEI vada a progetti di un certo livello di rischio e ii) sia possibile finanziare azioni di RST più rischiose di quanto sarebbe possibile fare senza l’aiuto comunitario.La BEI presterà fondi ottenuti dai mercati finanziari internazionali secondo le norme, i regolamenti e procedure standard che essa applica. La BEI utilizzerà pertanto il contributo comunitario unitamente ai propri fondi come accantonamenti e allocazione di capitale all’interno della banca per coprire una parte dei rischi associati a tali prestiti concessi per azioni europee di RST di ampia portata che ne possono beneficiare.Sulla base della propria valutazione finanziaria la BEI determinerà il livello di rischio finanziario e stabilità l’importo dell’accantonamento o dell’allocazione di capitale. La valutazione e classificazione del rischio e le conseguenti decisioni sugli accantonamenti e l’allocazione di capitale sono procedure standard della Banca, che sono approvate e controllate dagli azionisti e che non risulteranno modificate dall’intervento comunitario. Non vi sarà alcuna obbligazione eventuale per la Comunità.La sovvenzione sarà stanziata su base annua e l’importo annuo sarà stabilito nei programmi di lavoro, sulla base dei rapporti di attività e delle previsioni che la BEI presenterà alla Comunità.Nella convenzione di sovvenzione che sarà sottoscritta con la BEI saranno fissati i termini e le condizioni per l’utilizzo dei finanziamenti comunitari come accantonamenti e allocazione di capitale. Tale convenzione conterrà inoltre, ma non esclusivamente, i seguenti termini e condizioni:-  temi e attività ammissibili. Per mantenere un giusto equilibrio tra i programmi specifici e i temi e le azioni al loro interno, la Commissione può, per contratto, adeguare le condizioni di ammissibilità relative ad un tema o un’attività definita, fatte salve eventuali modifiche previste all’articolo 7, paragrafo 2;-  ammissibilità di vaste azioni europee di RST. Per definizione, le “iniziative tecnologiche congiunte” e i progetti in collaborazione di ampia portata finanziati dalla Comunità nell’ambito dei temi e delle attività del presente programma specifico che partecipano al contributo devono essere automaticamente ammissibili; anche altri grandi progetti europei in collaborazione, ad esempio EUREKA, potrebbero essere presi in considerazione. In base al regolamento adottato a norma dell’articolo 167 del trattato, la convenzione di sovvenzione definirà anche le modalità procedurali e darà alla Comunità il diritto di veto, a determinate condizioni, riguardo all’utilizzo della sovvenzione come accantonamento a fronte di un prestito proposto dalla BEI;-  le regole per definire la ripartizione del rischio finanziario che dovrà essere coperto dalla sovvenzione comunitaria e la soglia di rischio oltre la quale la BEI può utilizzare la sovvenzione comunitaria;-  modalità secondo le quali la Comunità vigilerà sulle operazioni di prestito della BEI connesse alla sovvenzione.ALLEGATO IVCoordinamento dei programmi di ricerca non comunitariDi seguito sono proposte alcune iniziative per l’attuazione congiunta di programmi di ricerca nazionali, che saranno oggetto di una decisione distinta fondata sull’articolo 169 del trattato. Altre iniziative potranno essere individuate e proposte nel periodo di attuazione del Settimo programma quadro.Per ogni decisione, verrà istituita una struttura dedicata di attuazione e una struttura organizzativa con gli organismi di governance necessari per realizzare l’azione. Come indicato nell’allegato II, la Comunità concederà un sostegno finanziario per le iniziative e parteciperà attivamente alla loro attuazione con i mezzi più opportuni per ciascuna azione.-  Iniziativa ai sensi dell’articolo 169 nel campo della ricerca sul Mar Baltico Si tratta di varare e mettere in atto un programma congiunto di RST che integri vari programmi nazionali nel campo delle scienze marine e dello sviluppo sostenibile del Mar Baltico. In linea con diverse convenzioni internazionali, europee e regionali che si occupano del Mar Baltico, questa iniziativa dovrà permettere di creare una piattaforma per sintetizzare e divulgare i risultati in questo campo e di creare le necessarie attività di R&S a favore dello sviluppo sostenibile del Mar Baltico.-  Iniziativa ai sensi dell’articolo 169 nel campo della domotica per categorie deboli ( Ambient Assisted Living )Un programma congiunto di R&S sulla domotica per categorie deboli aiuterà a mettere insieme le attività di ricerca in corso a livello nazionale per studiare come le TIC possano migliorare la qualità della vita degli anziani e prolungare il periodo di tempo durante il quale siano in grado di vivere autonomamente nel loro ambiente domestico e nel loro ambiente circostante. Le attività comprendono, ad esempio, l’assistenza per svolgere le attività quotidiane, la possibilità di agevolare i contatti sociali, il monitoraggio della salute e dell’attività e il rafforzamento della sicurezza e della protezione. Un elemento prioritario sarà quello dell’integrazione di dispositivi, sistemi e servizi in soluzioni affidabili, sicure ed economicamente efficaci. L’iniziativa punterà ad una cooperazione su vasta scala in ambito europeo con una massa critica sufficiente e un impegno di lungo termine.-  Iniziativa ai sensi dell’articolo 169 nel campo della metrologiaL’iniziativa sarà finalizzata a varare e a mettere a punto un programma di R&S coeso e congiunto nel campo della metrologia nel quale confluiscano alcuni programmi nazionali e che consenta all’Europa di rispondere al continuo aumento della domanda di applicazioni metrologiche di punta quale strumenti di innovazione a sostegno della ricerca e della politica scientifica. L’iniziativa andrà a sostenere, in particolare, gli obiettivi dei sistemi di misura europei nazionali realizzati attraverso le reti di laboratori metrologici nazionali.SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA1. DENOMINAZIONE DELLA PROPOSTA:Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO concernente il programma specifico “Cooperazione” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione.2. QUADRO ABM / ABB (GESTIONE PER ATTIVITÀ/SUDDIVISIONE PER ATTIVITÀ)RICERCA3. LINEE DI BILANCIO3.1. Linee di bilancio (linee operative e corrispondenti linee di assistenza tecnica e amministrativa) e loro denominazione:02 04 01 Spazio; 02 04 02 Azione preparatoria per il rafforzamento della ricerca europea in materia di sicurezza; 08 02 01 Genomica e biotecnologie per la salute; 08 05 01 Qualità e sicurezza dei prodotti alimentari; 09 04 01 Tecnologie per la Società dell’informazione; 08 03 01 Nanotecnologie, materiali intelligenti, nuovi processi e dispositivi di produzione; 08 06 01 01 Sistemi energetici sostenibili; 06 06 02 01 Sistemi energetici sostenibili; 08 06 01 03 Cambiamento globale ed ecosistemi; 08 04 01 Aeronautica; 08 06 01 02 Trasporti di superficie sostenibili; 06 06 01 Aeronautica e spazio; 06 06 02 02 Trasporti di superficie sostenibili; 08 07 01 Cittadini e governance nella società della conoscenza; 08 08 01 01 – 06 06 03 – 09 04 02 – 11 05 01 - Sostegno alle politiche e anticipazione delle esigenze scientifiche e tecnologiche.(la nomenclatura definitiva per il bilancio del Settimo programma quadro sarà definita a tempo debito)3.2. Durata dell’azione e dell’incidenza finanziaria:2007-2013 a condizione che vengano approvate le nuove prospettive finanziarie.3.3. Caratteristiche di bilancio:Linea di bilancio | Natura della spesa | Nuova | Partecipazione EFTA | Partecipazione di paesi candidati | Rubrica delle prospettive finanziarie |02, 06, 08, 09, e 11 | SNO | SD[56]/ | Sì | Sì | Sì | n. [1a] |XX.01 | SNO | SND[57] | Sì | No | No | n. [ 1a…] |XX.01.05 | SNO | SND | Sì | Sì | Sì | n. [ 1a…] |4. SINTESI DELLE RISORSE4.1. Risorse finanziarie4.1.1. Sintesi degli stanziamenti di impegno (SI) e degli stanziamenti di pagamento (SP)[58]Mio EUR (al terzo decimale)Risorse umane e spese connesse (SND) | 8.2.5 d | 11,633 | 11,866 | 12,103 | 12,345 | 12,592 | 12,844 | 13,101 | 86,483 |Spese amministrative diverse dalle spese per risorse umane ed altre spese connesse, non incluse nell’importo di riferimento (SND) | 8.2.6 e | 0,807 | 0,824 | 0,840 | 0,857 | 0,874 | 0,891 | 0,909 | 6,002 |Totale del costo indicativo dell’interventoTOTALE SI comprensivo del costo delle risorse umane | a+c+d+e | 5 674,377 | 7 183,791 | 8 677,340 | 10 316,316 | 11 981,867 | 13 605,871 | 15 378,756 | 72 818,319 |TOTALE SP comprensivo del costo delle risorse umane | b+c+d+e | 2 701,204 | 4 800,186 | 6 845,974 | 8 748,741 | 10 356,602 | 11 983,321 | 27 382,292 | 72 818,319 |CofinanziamentoSe la proposta prevede il cofinanziamento da parte degli Stati membri o di altri organismi (precisare quali), indicare nella tabella seguente una stima del livello di cofinanziamento (si aggiungano altre righe se è prevista la partecipazione di diversi organismi):Mio EUR (al terzo decimale)Organismo di cofinanziamento | Anno n | n + 1 | n + 2 | n + 3 | n + 4 | n + 5 e segg. | Totale |…………………… | f |TOTALE SI comprensivo di cofinanziamento | a+c+d+e+f |4.1.2. Compatibilità con la programmazione finanziaria( La proposta è compatibile con la prossima programmazione finanziaria (Comunicazione della Commissione del febbraio 2004 - Prospettive finanziarie 2007 – 2013, COM(2004)101).( La proposta impone una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziarie( La proposta può comportare l’applicazione delle disposizioni dell’Accordo interistituzionale[64] (relative allo strumento di flessibilità o alla revisione delle prospettive finanziarie)4.1.3. Incidenza finanziaria sulle entrate( Nessuna incidenza finanziaria sulle entrate( La proposta ha la seguente incidenza finanziaria sulle entrate:Alcuni paesi associati possono contribuire al finanziamento dei programmi quadro.A norma dell’articolo 161 del regolamento finanziario, il Centro comune di ricerca può beneficiare di entrate provenienti da azioni realizzate su base concorrenziale e da altri servizi forniti a organismi esterni.A norma dell’articolo 18 del regolamento finanziario, alcune entrate possono essere destinate specificamente a finanziare spese determinate.Mio EUR (al primo decimale)Prima dell’azione [Anno n-1] | Situazione a seguito dell’azione |Totale risorse umane[65] | 1 848 | 1 848 | 1 848 | 1 848 | 1 848 | 1 848 | 1 848 |5. CARATTERISTICHE E OBIETTIVI5.1. Necessità dell’azione a breve e lungo termineIl programma specifico “Cooperazione” affronta la necessità di rafforzare la competitività e sostenere le politiche dell’UE acquisendo una posizione di leadership in settori scientifici e tecnologici di primo piano. Questo obiettivo sarà conseguito sostenendo la cooperazione nel campo della ricerca, ai più elevati livelli di eccellenza, tra università, industria, centri di ricerca e autorità pubbliche in tutta l’Unione europea e nel resto del mondo.5.2. Valore aggiunto dell’intervento comunitario, coerenza ed eventuale sinergia con altri strumenti finanziariIl valore aggiunto insito nel sostegno offerto da questo programma specifico risiede nel fatto di poter riunire risorse, discipline, eccellenza scientifica per raggiungere una massa critica, un livello di apprendimento e sinergie che non potrebbero essere raggiunti rimanendo a livello nazionale. La maggiore integrazione delle attività di R&S europee sarà garantita attraverso un migliore coordinamento delle politiche nazionali, la diffusione dei risultati su scala comunitaria, la creazione di gruppi e reti di ricerca paneuropei e la trattazione di problematiche politiche di portata paneuropea.5.3. Obiettivi e risultati attesi della proposta nel contesto della gestione del bilancio per attività (ABM) e relativi indicatoriL’obiettivo generale è quello di dare un contributo allo sviluppo sostenibile promuovendo la ricerca ai massimi livelli di eccellenza. Si tratta di sostenere la cooperazione transnazionale in vari settori tematici che corrispondano ai principali campi di evoluzione delle conoscenze e delle tecnologie, dove la ricerca deve essere sostenuta e rafforzata per affrontare le problematiche di ordine sociale, economico, ambientale e industriale su scala europea.L’azione dell’UE si articola attorno a nove temi:26.  Salute27.  Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie28.  Tecnologie dell’informazione e della comunicazione29.  Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione30.  Energia31.  Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici)32.  Trasporti (ivi compresa l’aeronautica)33.  Scienze socioeconomiche e scienze umane34.  Sicurezza e spazio.Gli obiettivi precisi di ciascun tema sono definiti nell’allegato I della proposta legislativa.Saranno formulati indicatori di prestazione a tre livelli:-  indicatori quantitativi e qualitativi che indichino la strada o la direzione dell’evoluzione tecnica e scientifica (ad esempio nuove norme e strumenti, tecniche scientifiche, domande di brevetto e contratti di licenza, nuovi prodotti, processi e servizi);-  indicatori di gestione per monitorare le prestazioni all’interno e informare le decisioni dei più alti livelli dirigenziali (ad esempio grado di esecuzione del bilancio, tempi per la firma dei contratti e tempi per i pagamenti);-  indicatori di risultato (impatto) per valutare l’efficacia complessiva della ricerca rispetto a obiettivi di livello elevato. Essi potrebbero comprendere la valutazione del programma quadro a livello aggregato (ad esempio l’impatto sul conseguimento degli obiettivi di Lisbona, Göteborg, Barcellona e altri) e la valutazione a livello di programmi specifici (ad esempio il contributo alle prestazioni economiche e scientifiche/tecnologiche dell’UE).5.4. Modalità di attuazione (indicativa)Indicare di seguito la scelta delle modalità di attuazione:( Gestione centralizzata( diretta della Commissione( indiretta, con delega a:( agenzie esecutive( organismi istituiti dalle Comunità a norma dell’articolo 185 del regolamento finanziario( organismi pubblici nazionali/organismi con funzioni di servizio pubblicoٱ Gestione concorrente o decentrataٱ con Stati membriٱ con paesi terziٱ Gestione congiunta con organizzazioni internazionali (specificare)Osservazioni:La Commissione propone una gestione centralizzata del presente programma, sia diretta da parte della Commissione sia indiretta, da parte di un’agenzia esecutiva o di strutture create per l’esecuzione dei programmi di ricerca e sviluppo messi in atto da vari Stati membri (articolo 169 del trattato) o imprese comuni e altre strutture (articolo 171 del trattato).Per le azioni che rientrano nell’articolo 169 o nell’articolo 171 del trattato, le strutture di decisione saranno stabilite caso per caso, in base alle caratteristiche specifiche dell’azione interessata. Le azioni comporteranno una gestione esterna ai servizi della Commissione.Per quanto riguarda altre parti del programma, dove risulta chiaro il nesso tra il controllo dettagliato dei progetti effettivi finanziati e lo sviluppo della politica scientifica e tecnologica, la gestione dei bandi e le valutazioni saranno affidate ad un’agenzia esecutiva che si occuperà anche di altri incarichi quali il ricevimento e la gestione amministrativa delle proposte presentate, gli inviti ai valutatori (esperti scelti dalla Commissione) e il relativo pagamento, il supporto logistico per la valutazione delle proposte e altre eventuali mansioni come il controllo dell’idoneità finanziaria delle proposte e la fornitura di dati statistici. Non è esclusa la possibilità di continuare a subappaltare mansioni specifiche a imprese private (ad esempio per lo sviluppo, il funzionamento e il supporto degli strumenti informatici). La valutazione, l’aggiudicazione degli appalti e la gestione dei progetti saranno, in genere, a carico dei servizi della Commissione per mantenere uno stretto contatto tra le attività interessate e le politiche formulate. In alcuni settori del programma, tuttavia, anche queste mansioni potranno essere affidate ad un’agenzia esecutiva.6. CONTROLLO E VALUTAZIONEGli aspetti del controllo e della valutazione sono definiti nella scheda finanziaria legislativa della proposta sul Settimo programma quadro, COM(2005) 119 def.7. MISURE ANTIFRODESi devono inoltre adottare misure atte a prevenire le irregolarità e le frodi e intraprendere i passi necessari ai fini del recupero di fondi perduti, indebitamente versati o utilizzati scorrettamente ai sensi del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee[66], del regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità d’esecuzione del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002[67], del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità[68], del regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio, dell’11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità[69] e del regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)[70].8. DETTAGLI SULLE RISORSE8.1. Obiettivi della proposta in termini di costi finanziariStanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)8.2.2. Descrizione delle mansioni derivanti dall’azioneAttuazione del programma quadro.8.2.3. Origine delle risorse umane (statutaria)(Se sono indicate più origini, specificare il numero di posti per origine)( Posti attualmente assegnati alla gestione del programma da sostituire o prolungare( Posti pre-assegnati nell’ambito dell’esercizio SPA/PPB (Strategia Politica Annuale/Progetto Preliminare di Bilancio) per l’anno 2006( Posti da richiedere nella prossima procedura SPA/PPB( Posti da riassegnare usando le risorse esistenti nel servizio interessato (riassegnazione interna)( Posti necessari per l’anno n ma non previsti nell’esercizio SPA/PPB dell’anno considerato8.2.4. Altre spese amministrative incluse nell’importo di riferimento (XX 01 05 – Spese di gestione amministrativa)[76]Mio EUR (al terzo decimale)8.2.6 Altre spese amministrative non incluse nell’importo di riferimento[77] Mio EUR (al terzo decimale) |2007 | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 e 2013 | TOTALE |XX 01 02 11 01 – Missioni | 0,320 | 0,326 | 0,333 | 0,339 | 0,346 | 0,713 | 2,376 |XX 01 02 11 02 – Riunioni e conferenze | 0,010 | 0,010 | 0,011 | 0,011 | 0,011 | 0,023 | 0,076 |XX 01 02 11 03 – Comitati[78] | 0,478 | 0,487 | 0,497 | 0,507 | 0,517 | 1,065 | 3,550 |XX 01 02 11 04 – Studi e consulenze |XX 01 02 11 05 - Sistemi di informazione |2 Totale altre spese di gestione (XX 01 02 11) |3 Altre spese di natura amministrativa (specificare indicando la linea di bilancio) |Totale spese amministrative diverse dalle spese per risorse umane e altre spese connesse (NON incluse nell’importo di riferimento) | 0,807 | 0,824 | 0,840 | 0,857 | 0,874 | 1,801 | 6,002 |-  Calcolo – Altre spese amministrative non incluse nell’importo di riferimentoLa stima è stata fatta sulla base delle richieste della DG RTD per il 2006 aumentate del 2% per tenere conto dell’inflazione annua prevista (scheda 1 REV).Il fabbisogno di risorse umane ed amministrative sarà coperto dallo stanziamento concesso alla DG preposta alla gestione nell’ambito della procedura di assegnazione annuale. La ripartizione dei posti dovrebbe tenere conto di un’eventuale ridistribuzione dei posti tra i servizi sulla base delle nuove prospettive finanziarie.[1] COM(2005) 119.[2] COM(2005) 118.[3] SEC(2005) 430.[4] COM(2005) 387.[5] Come stabilito nel documento di lavoro dei servizi della Commissione, Report on European Technology Platforms and Joint Technology Initiatives: Fostering Public-Private R&D Partnerships to Boost Europe’s Industrial Competitiveness , SEC(2005) 800, 10 giugno 2005.[6] Frontier Research: the European Challenge. Relazione del gruppo di esperti ad alto livello, Commissione europea, maggio 2005.[7] Towards New Research Infrastructures for Europe: the ESFRI “List of Opportunities”, marzo 2005, www.cordis.lu/esfri/[8] GU C , , pag. .[9] GU C , , pag. .[10] GU C , , pag. .[11] GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.[12] GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.[13] GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.[14] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.[15] C(2005) 576 def.[16] Le ricerche sulla cura del cancro delle gonadi possono beneficiare di finanziamenti.[17] In determinati casi, la ricerca in materia di sicurezza può prevedere alcune restrizioni, conformemente alle regole di partecipazione e diffusione.[18] Come stabilito nelle “regole di partecipazione e diffusione”. Particolari requisiti possono essere stabiliti per la ricerca in materia di sicurezza.[19] Qualora necessario nuove importanti iniziative in materia di coordinamento dei programmi nazionali di ricerca possono beneficiare di finanziamenti.[20] Le agende strategiche di ricerca di altre piattaforme tecnologiche europee possono essere finanziate qualora siano particolarmente utili per le industrie del settore sanitario.[21] Fattori di rischio, meccanismi biologici, cause, manifestazioni cliniche, conseguenze e cure delle malattie e dei disturbi differiscono spesse tra donne e uomini. Pertanto tutte le attività finanziate nell’ambito di questo tema devono rispecchiare la possibile presenza di tali differenze nei loro protocolli di ricerca, nelle metodologie e nell’analisi dei risultati.[22] Si offrirà particolare sostegno a studi clinici specifici per fornire prove sull’uso appropriato di prodotti off-patent utilizzati attualmente presso popolazioni pediatriche off-label.[23] Farmaci e biofarmaci.[24] Ad esempio una sovvenzione al gruppo europeo di interesse economico (GEIE) responsabile dell’attuazione del programma EDCPT.[25] La Comunità europea è membro dell’Organizzazione HFSP (HFSPO) e ha già finanziato l’HFSP nell’ambito dei precedenti programmi quadro.[26] Convenzione quadro sul controllo del tabacco, 2004/513/CE[27] International Health Regulations 2005 – Risoluzione 58.3 della 58sima World Health Assembly , 23 maggio 2005[28] Il temine “bioeconomia” comprende tutte le industrie ed i settori economici che producono, gestiscono o sfruttano, in un modo o nell’altro, risorse biologiche (e relativi servizi, industrie di produzione e di consumo, come l’agricoltura, i prodotti alimentari, la pesca, la silvicoltura ecc.).[29] I prodotti alimentari comprendono i frutti di mare.[30] Le ricerche complementari relative alla gestione e alla conservazione sostenibili sono previste nell’ambito del tema “Ambiente ivi compresi i cambiamenti climatici”. La ricerca concernente altri strumenti e tecnologie a favore della produzione e della gestione sostenibili sarà svolta nell’ambito dei temi pertinenti.[31] Un accordo per la cooperazione scientifica e tecnologica nei settori degli IMS è stato stipulato tra la Comunità europea e gli Stati Uniti d’America, il Giappone, l’Australia, il Canada, la Corea e i paesi EFTA di Norvegia e Svizzera.[32] Comunicazione della Commissione, Nanoscienze e nanotecnologie: un piano d’azione per l’Europa 2005-2009 . COM(2005) 243.[33] L’accordo di cooperazione scientifica e tecnica nei settori dell’IMS è sottoscritto, da un lato, dalla Comunità europea e, dall’altro, dagli Stati Uniti d’America, dal Giappone, dal Canada, dalla Corea e da due Stati dell’EFTA (Norvegia e Svizzera).[34] COM(2000)769.[35] Come indicato nel “Libro verde sull’efficienza energetica: fare di più con meno”, COM(2005)265 del 22 giugno 2005.[36] Sulla base delle esperienze acquisite nel corso delle iniziative CONCERTO e CIVITAS finanziate dal Sesto programma quadro.[37] Attività di ricerca complementari sulla produzione e sull’impiego di risorse biologiche rientrano nel tema “Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie”.[38] Compreso il sostegno finanziario al segretariato del GEO.[39] Tra gli esempi si possono citare le raccomandazioni Killarney per le priorità di ricerca nel campo della biodiversità per l’obiettivo 2010 (conferenza di Malahide del 2004), il piano d’azione dell’UE sui cambiamenti climatici nel contesto della cooperazione allo sviluppo (2004), le azioni prioritarie individuate dal Comitato per la scienza e la tecnologia dell’UNCDD, le strategie dell’UE e su scala mondiale riguardanti la gestione delle sostanze chimiche e dei pesticidi in condizioni di sicurezza ecc.[40] “ La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte”, COM (2001) 370 def.[41] Modernizzazione dell’infrastruttura europea di controllo del traffico aereo con riferimento alla realizzazione del Cielo unico europeo.[42] A tal fine è prevista la costituzione di un’impresa comune per coordinare le attività ATM.[43] Al fine di ristabilire la ripartizione modale del 1998, le attività che vertono su un unico modo di trasporto dovranno concentrarsi sul trasporto su rotaia e per vie navigabili.[44] In quest’ambito sarà fondamentale rifarsi alle esperienze acquisite nell’ambito dell’iniziativa CIVITAS.[45] Le attività di ricerca saranno gestite dall’autorità di vigilanza europea GNSS.[46] Per migliorare la preparazione e la risposta all’emissione deliberata di agenti chimici e/o biologici.[47] Creato nell’ambito dell’azione preparatoria triennale per la ricerca sulla sicurezza (PASR 2004-2006).[48] Politica spaziale europea – Elementi preliminari, COM(2005)208.[49] Alle condizioni fissate nell’accordo quadro tra la Comunità europea e l’Agenzia spaziale europea, COM(2004)85.[50] Rapporto del gruppo di esperti sullo spazio e la sicurezza (marzo 2005).[51] Si pensi, ad esempio, al protocollo di Kyoto, alla convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione, alla convenzione ONU sulla diversità biologica, alle conclusioni del Vertice mondiale del 2002 sullo sviluppo sostenibile e alle conclusioni del Vertice del G-8 del 2005.[52] Sono compresi gli importi per le iniziative tecnologiche congiunte (cfr. allegato III) e il coordinamento dei programmi di ricerca non comunitari (cfr. allegato IV), che saranno stabiliti sulla base di proposte distinte (ad esempio a norma dell’articolo 171 del trattato).[53] È compreso un importo per finanziare la partecipazione di organizzazioni di paesi terzi ai vari temi, comprese le azioni di “apertura” e le “azioni specifiche di cooperazione”.[54] Risoluzione del Consiglio 2001/C 350/02 del 13.11.2001.[55] Monitoraggio globale dell’ambiente e sicurezza (GMES): Creazione di una capacità GMES entro il 2008 - (Piano di azione 2004-2008), COM(2004)65 def. del 3.2.2004.[56] Stanziamenti dissociati (SD).[57] Stanziamenti non dissociati (SND).[58] Queste cifre si riferiscono alla spesa per tutto il programma quadro comunitario (cfr. COM(2005)119 def.).[59] Spesa che non rientra nel Capitolo xx 01 del Titolo xx.[60] Stanziamenti di pagamento che si riferiscono al 2013 e agli anni successivi.[61] Spesa che rientra nell’articolo xx 01 05 del Titolo xx.[62] Stanziamenti di pagamento che si riferiscono al 2013 e agli anni successivi.[63] Spesa che rientra nel Capitolo xx 01, ma non nell’articolo xx 01 05.[64] Punti 19 e 24 dell’Accordo interistituzionale.[65] I dati riportati nella tabella si riferiscono esclusivamente al personale finanziato nel quadro dell’organico per tutte le azioni indirette che ricadono sotto la responsabilità delle DG RTD, INFSO, TREN, ENTR e FISH. Questi dati non comprendono i posti in organico finanziati dal bilancio previsionale di funzionamento e i posti in organico al CCR (cfr. COM(2005) 439 e 445 def.).[66] GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.[67] GU L 357 del 31.12.2002, pag. 1.[68] GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.[69] GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.[70] GU L 136 del 31.05.1999, pag. 1.[71] Cfr. punto 5.3.[72] Il cui costo NON è incluso nell’importo di riferimento.[73] Il cui costo NON è incluso nell’importo di riferimento.[74] Il cui costo è incluso nell’importo di riferimento.[75] I dati riportati nella tabella si riferiscono esclusivamente al personale finanziato nel quadro dell’organico per tutte le azioni indirette che ricadono sotto la responsabilità delle DG RTD, INFSO, TREN, ENTR e FISH. Questi dati non comprendono i posti in organico finanziati dal bilancio previsionale di funzionamento e i posti in organico al CCR (cfr. COM(2005) 439 e 445 def.).[76] Queste cifre si riferiscono alla spesa per tutto il programma quadro comunitario (cfr. COM(2005)119 def).[77] Queste cifre si riferiscono alla spesa per tutto il programma quadro comunitario (cfr. COM(2005)119 def).[78] Comitato EURAB.