CELEX: C2003/184/41
Language: it
Date: 2003-08-02 00:00:00
Title: Causa C-239/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, proposto il 4 giugno 2003

2.8.2003                  IT                             Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             C 184/23
       Se le suddette direttive debbano interpretarsi nel senso che              qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
       impongono al giudice nazionale di privilegiare l'interpreta-              proposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
       zione del suo ordinamento che obbliga gli istituti di credito             ricorso contro la Repubblica francese.
       al consumo a portare a conoscenza dello stesso consuma-
       tore la clausola di variazione di detto tasso annuo effettivo
       globale prima di ogni proroga del suddetto contratto.                     La Commissione delle Comunità europee chiede che la Corte
                                                                                 voglia:
2)     Se tali direttive debbano interpretarsi nel senso che la loro
       unica finalità è costituita dalla tutela del consumatore o,
       invece, nel senso che sono dirette a disciplinare il mercato              —     dichiarare che la Repubblica francese, non avendo adot-
       unico del credito al consumo.                                                   tato tutte le misure appropriate per prevenire, ridurre e
                                                                                       combattere l'inquinamento massiccio e protratto dello
                                                                                       stagno di Berre, e avendo omesso di tenere nel debito
       Se l'obbligo di un'interpretazione conforme alla finalità,
                                                                                       conto le disposizioni dell'allegato III al Protocollo con una
       perlomeno di tutela dei consumatori, delle suddette diret-
                                                                                       modifica dell'autorizzazione agli scarichi di sostanze rien-
       tive debba indurre a consentire che il giudice possa
                                                                                       tranti nell'allegato II del Protocollo, a seguito della conclu-
       rilevare d'ufficio le irregolarità che viziano i contratti di
                                                                                       sione di quest'ultimo, è venuta meno agli obblighi ad essa
       credito, come la mancata menzione per iscritto del tasso
                                                                                       incombenti in forza dell'art. 6, nn. 1 e 3, del Protocollo di
       annuale effettivo globale o della sua clausola di variazione.
                                                                                       Atene 17 maggio 1980 relativo alla protezione del mare
                                                                                       Mediterraneo dall'inquinamento di origine tellurica (1) e
3.     Se le suddette direttive vadano interpretate nel senso che                      degli artt. 4, n. 1, e 8, della Convenzione di Barcellona
       devono indurre il giudice a privilegiare l'interpretazione                      16 febbraio 1976 per la protezione del mare Mediter-
       dell'ordinamento nazionale che lo autorizza a far valere                        raneo (2), approvati a nome della Comunità con decisioni
       senza limiti di tempo irregolarità che viziano la stipula-                      del Consiglio 25 luglio 1977, 77/585/CEE (3), e 28 febbraio
       zione o il rinnovo di un contratto di credito al consumo,                       1983, 83/101/CEE (4), nonché dell'art. 300 (ex art. 228),
       come quelle summenzionate, invocate dal consumatore o                           n. 7, del Trattato che istituisce la Comunità europea;
       rilevate d'ufficio nell'ambito di una controversia originata
       da un'azione di pagamento intentata dall'istituto mutuante.
                                                                                 —     condannare la Repubblica francese alle spese.
       Se, nel caso di soluzione negativa, le suddette direttive
       vadano interpretate nel senso che devono indurre il
       giudice a privilegiare l'interpretazione del suo ordina-
       mento nazionale con cui lo si autorizza a disapplicare
       una norma di diritto interno che vieti al consumatore di
       invocare o al giudice di far valere d'ufficio un'irregolarità             Motivi e principali argomenti
       atta a viziare la stipulazione o il rinnovo di un contratto
       di credito al consumo, alla scadenza di un termine in
       deroga al diritto comune, in quanto detta irregolarità                    Ai sensi del suo art. 3, lett. c), la zona di applicazione del
       costituirebbe una restrizione eccezionale dei diritti ad                  Protocollo di Atene comprende gli stagni salati comunicanti
       agire del consumatore e recherebbe pregiudizio all'efficacia              con il mare, cui appartiene lo stagno di Berre. Risulta quindi
       della tutela dello stesso.                                                dall'art. 6, n. 1, del Protocollo che la Repubblica francese deve
                                                                                 ridurre l'immissione diretta o indiretta da parte dell'uomo di
(1) Direttiva del Consiglio 22 dicembre 1986, 87/102/CEE, relativa al            sostanze nel detto stagno ove tale immissione comporti effetti
    ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e ammi-         nocivi, nonché prevenire e combattere tale immissione. Si
    nistrative degli Stati Membri in materia di credito al consumo (GU           tratta di un obbligo di risultato.
    L 42, pag. 48).
(2) Direttiva del Consiglio 22 febbraio 1990, 90/88/CEE, che modifica
    la direttiva 87/102/CEE relativa al ravvicinamento delle disposizioni        La riduzione dell'immissione diretta o indiretta di sostanze da
    legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri in            parte dell'uomo nello stagno di Berre dev'essere rigorosa.
    materia di credito al consumo (GU L 61, pag. 14).
                                                                                 Questo rigore presuppone una diminuzione significativa e
                                                                                 durevole del quantitativo di sostanze immesse, che abbia un
                                                                                 effetto positivo di ampia portata e durevole sull'ambiente, e si
                                                                                 applica anche al metodo che lo Stato sceglie per pervenire a
                                                                                 tale risultato. Orbene, la Repubblica francese non ha ridotto
                                                                                 l'inquinamento di origine tellurica dello stagno di Berre confor-
                                                                                 memente agli obblighi di risultato ad essa incombenti in forza
                                                                                 dell'art. 6, n. 1, del Protocollo in combinato disposto con gli
Ricorso della Commissione delle Comunità europee
                                                                                 artt. 4, n. 1, e 8 della Convenzione di Barcellona 6 febbraio
 contro la Repubblica francese, proposto il 4 giugno 2003
                                                                                 1976 per la protezione del mare Mediterraneo. Infatti, dal
                                                                                 1983, a causa del funzionamento della centrale idroelettrica di
                            (Causa C-239/03)                                     Saint-Chamas, lo stagno è oggetto di un inquinamento di
                                                                                 origine tellurica, massiccio, protratto e specifico, con effetti
                             (2003/C 184/41)                                     negativi rilevanti sulla fauna, la flora e le attrattive ambientali.
                                                                                 Se è vero che tale inquinamento è stato ridotto, la riduzione
                                                                                 degli scarichi è stata tardiva, erratica e soprattutto limitata.
                                                                                 Infine, le misure adottate dalla pubblica amministrazione per
Il 4 giugno 2003 la Commissione delle Comunità europee,                          ridurre su lungo periodo l'inquinamento dello stagno di Berre
rappresentata dai sigg. G. Valero Jordana e B. Stromsky, in                      hanno portata limitata.
 ---pagebreak--- C 184/24                  IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          2.8.2003
Ai sensi dell'art. 6, n. 3, del Protocollo, lo scarico nello stagno            zio giuridico, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle
di sostanze ricomprese nell'art. 6, n. 1, è subordinato a due                  Comunità europee, un ricorso contro la Repubblica ellenica.
condizioni cumulative: da una parte, è necessario che vi sia
un'autorizzazione di scarico rilasciata dalle competenti autorità
nazionali e, d'altra parte, tale autorizzazione deve tenere nel                La Commissione chiede che la Corte voglia:
debito conto l'insieme delle pertinenti disposizioni
dell'allegato III al Protocollo. La Repubblica francese non ha                 —     dichiarare che la Repubblica ellenica, non avendo adottato
rispettato alcuna di queste due condizioni.                                          le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative
                                                                                     necessarie per conformarsi alla direttiva del Parlamento
(1) GU L 67 del 12.03.1983, pag. 3.                                                  europeo e del Consiglio 18 settembre 2000, 2000/53/
(2) Convenzione per la protezione del mare Mediterraneo dall'inquina-                CE (1), relativa ai veicoli fuori uso, è venuta meno agli
    mento (Convenzione di Barcellona), GU L 240 del 19.9.1977,                       obblighi che le incombono in forza di tale direttiva.
    pag. 3.
(3) Decisione del Consiglio 25 luglio 1977, relativa alla conclusione
    della Convenzione per la protezione del mare Mediterraneo dall'in-         —     condannare la Repubblica ellenica alle spese.
    quinamento e del protocollo sulla prevenzione dell'inquinamento
    del mare Mediterraneo dovuto allo scarico di rifiuti da parte di navi
    e di aeromobili (GU L 240 del 19.09.1977, pag. 1).
(4) Decisione del Consiglio 28 febbraio 1983, relativa alla conclusione
    del Protocollo relativo alla protezione del mare Mediterraneo dall'in-
    quinamento di origine tellurica (GU L 67 del 12.03.1983, pag. 1).          Motivi e principali argomenti
                                                                               Ai sensi dell'art. 249, terzo comma, del Trattato istitutivo delle
                                                                               Comunità europee, le direttive vincolano lo Stato membro a
                                                                               cui si rivolgono per quanto riguarda il risultato da raggiungere.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour
administrative (Grand-duché de Luxembourg), con
sentenza 3 giugno 2003, nella causa Ministre des finances                      Ai sensi dell'art. 10, primo comma, del Trattato, gli Stati
         contro Jean-Claude Weidert e Elisabeth Paulus                         membri adottano tutte le misure di carattere generale e parti-
                                                                               colare atte ad assicurare l'esecuzione degli obblighi derivanti
                            (Causa C-242/03)                                   dal Trattato in questione ovvero determinati dagli atti delle
                                                                               istituzioni della Comunità.
                             (2003/C 184/42)
                                                                               La Repubblica ellenica non contesta la necessità di adottare
                                                                               misure per conformarsi alla direttiva summenzionata.
Con sentenza 3 giugno 2003, pervenuta nella cancelleria della
Corte il 6 giugno 2003, nella causa Ministre des finances
contro Jean-Claude Weidert e Elisabeth Paulus, la Cour admini-                 La Commissione constata che a tutt'oggi la Repubblica ellenica
strative (Grand-duché de Luxembourg) ha sottoposto alla Corte                  non ha adottato le misure necessarie alla completa trasposi-
di giustizia delle Comunità europee la seguente questione                      zione della direttiva in questione nell'ordinamento giuridico
pregiudiziale:                                                                 greco.
se l'art. 129c della legge 4 dicembre 1967, relativa all'imposta
sul reddito successivamente modificata, nella versione applica-                (1) GU L 269 del 21 ottobre 2000, pag. 34.
bile all'esercizio fiscale 2000 che concede entro taluni limiti e
condizioni una detrazione fiscale a contribuenti persone fisiche
che acquistano azioni o quote sociali rappresentative di apporti
di denaro in società di capitali residenti pienamente imponibili,
sia compatibile con il principio della libera circolazione dei
capitali all'interno della Comunità europea, quale sancito
dall'art. 56, n. 1, del Trattato CE, tenuto conto delle restrizioni
apportate a tale principio in particolare dall'art. 58, primo
comma, sub a), del Trattato CE.                                                Ricorso della Commissione delle Comunità europee
                                                                                contro la Repubblica ellenica, proposto il 6 giugno 2003
                                                                                                        (Causa C-247/03)
Ricorso della Commissione delle Comunità europee
 contro la Repubblica ellenica, proposto il 6 giugno 2003                                                (2003/C 184/44)
                            (Causa C-246/03)
                             (2003/C 184/43)                                   Il 6 giugno 2003, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                               rappresentata dai sigg. Michel van Beek, consigliere giuridico, e
                                                                               Minas Konstantinidis, membro del servizio giuridico, ha
Il 6 giugno 2003, la Commissione delle Comunità europee,                       proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
rappresentata dal sig. Minas Konstantinidis, membro del servi-                 europee, un ricorso contro la Repubblica ellenica.