CELEX: 52000PC0181
Language: it
Date: 2000-04-03
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui requisiti di rendimento energetico dei reattori per lampade fluorescenti

Avis juridique important

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52000PC0181

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui requisiti di rendimento energetico dei reattori per lampade fluorescenti  /* COM/2000/0181 def. - COD 99/0127 */  

Gazzetta ufficiale n. C 274 E del 26/09/2000 pag. 0066 - 0075

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sui requisiti di rendimento energetico dei reattori per lampade fluorescenti(presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)RELAZIONEA seguito del parere formulato dal Parlamento europeo il 20 gennaio 2000 (prima lettura), la Commissione trasmette al Consiglio la proposta di direttiva modificata ai sensi dell'articolo 250 paragrafo 2 del trattato CE.Obiettivo della proposta modificata è apportare alcune rettifiche e precisazioni alla proposta originaria, lasciandone inalterate la struttura e le finalità generali.Dei diciannove emendamenti adottati dal Parlamento, quindici sono stati accolti ed uno, recepito nella sostanza, è stato riformulato.La Commissione concorda sul fatto che, per contribuire in misura significativa alla riduzione delle emissioni di CO2, la proposta debba essere in certo modo rafforzata, ed accoglie pertanto la prima parte dell'emendamento 1 del Parlamento, che rende esplicito l'obiettivo della direttiva di realizzare sul mercato dei reattori la transizione ai reattori elettronici.La Commissione condivide l'opinione del Parlamento secondo cui occorre adottare un approccio dinamico, e nella fattispecie prevedere un terzo insieme di requisiti di efficienza per una fase successiva, ma ritiene che sarebbe difficile fissare fin d'ora ed inserire nella proposta un terzo gruppo di valori di rendimento come proposto dal Parlamento; propone pertanto di prendere in esame, dopo l'entrata in vigore del secondo gruppo, i livelli tecnicamente ed economicamente praticabili in quel momento e, in collaborazione con le parti interessate, determinare i livelli di efficienza ottimali dal punto di vista economico e tecnico nonché il modo migliore per ottenerli; potrà trattarsi di un accordo volontario con i produttori, di una nuova proposta che abbini ai nuovi valori ammessi un mandato per gli enti di normazione, o ancora di una modifica della presente proposta. Quindi gli emendamenti 17, 19 e 20 sono respinti.La Commissione, desiderosa quanto il Parlamento di garantire un'effettiva applicazione della direttiva, accoglie l'emendamento 12.Tutti gli emendamenti tecnici (3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 14) relativi all'ulteriore definizione dei reattori "quali componenti singole o incorporati in apparecchi per illuminazione" sono recepiti dalla Commissione, in quanto precisano il campo di applicazione della proposta.Sono accolti anche gli emendamenti 15 e 16, che estendono il periodo transitorio che precede la prima fase.1999/0127 (COD)Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sui requisiti di rendimento energetico dei reattori per lampade fluorescentiIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEAvisto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,vista la proposta della Commissione [1],[1] GU C ..., ..., pag. ...visto il parere del Comitato economico e sociale [2],[2] GU C ..., ..., pag. ...deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 251 del trattato [3][3] GU C ..., ..., pag. ...considerando quando segue:(1) È importante promuovere misure per assicurare il buon funzionamento del mercato interno.(2) Nella risoluzione del 15 gennaio 1985, concernente il miglioramento dei programmi di risparmio di energia degli Stati membri, il Consiglio ha invitato gli Stati membri a proseguire ed eventualmente aumentare i loro sforzi per promuovere un'utilizzazione più razionale dell'energia grazie alla messa a punto di politiche integrate di risparmio energetico.(3) L'elettricità consumata dalle lampade fluorescenti rappresenta una percentuale non trascurabile del consumo di elettricità della Comunità e quindi del consumo totale di energia; i vari modelli di reattori per lampade fluorescenti attualmente disponibili sul mercato comunitario presentano, per pari tipo di lampada, livelli di assorbimento estremamente diversi, cioè rendimenti energetici variabili.(4) Taluni Stati membri sono in procinto di adottare disposizioni legislative riguardanti il rendimento energetico dei reattori per lampade fluorescenti suscettibili di creare ostacoli al commercio di questi prodotti all'interno della Comunità.(5) In sede di ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari o amministrative degli Stati membri in materia di sanità, sicurezza, tutela dell'ambiente e protezione dei consumatori occorre basarsi su un livello di protezione elevato; la presente direttiva, oltre a garantire un elevato livello di tutela dell'ambiente e di protezione dei consumatori, si prefigge di aumentare in modo significativo il rendimento energetico dei reattori.(6) L'adozione di questi provvedimenti è di competenza della Comunità;, conformemente a quanto disposto all'articolo 3 B del trattato, tali provvedimenti rientrano nei limiti degli obiettivi assegnati alla Comunità.(7) Inoltre l'articolo 174 del trattato prevede, fra gli obiettivi della politica della Comunità in materia di ambiente, la tutela e il miglioramento della qualità dell'ambiente ed un'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali; la produzione e il consumo di elettricità rappresentano circa il 30% delle emissioni antropiche di biossido di carbonio (CO2) e circa il 35% del consumo di energia primaria nella Comunità e che queste percentuali sono in aumento.(8) La decisione 89/364/CEE del Consiglio, del 5 giugno 1989, concernente un programma d'azione comunitario per un impiego più efficiente dell'energia elettrica, persegue il duplice obiettivo di indurre i consumatori a utilizzare strumenti ed apparecchiature a rendimento più elevato e di migliorare il rendimento di tali strumenti ed apparecchiature.(9) Il Consiglio, nelle sue conclusioni del 29 ottobre 1990, ha stabilito l'obiettivo di stabilizzare entro il 2000 le emissioni di biossido di carbonio (CO2) della Comunità ai livelli del 1990; il protocollo di Kyoto concordato il 10 dicembre 1997 in seno alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico auspica una riduzione dell'8% delle emissioni di gas ad effetto serra della Comunità entro il 2012; per conseguire tali obiettivi sono necessarie misure più incisive volte a limitare e ridurre le emissioni di CO2 nella Comunità.(10) La decisione 91/565/CEE ha istituito un programma per promuovere l'efficienza energetica nella Comunità (programma SAVE); la decisione 96/737/CE ha istituito un nuovo programma pluriennale (programma SAVE II) volto a proseguire e consolidare l'azione del primo.(11) La maggior parte dei reattori a bassa perdita presenta un costo più elevato, ma tale differenza di costo iniziale può essere compensata entro pochi anni dall'energia così risparmiata; inoltre nel computo non rientra l'ulteriore vantaggio di evitare i costi esterni della produzione di energia elettrica, quali le emissioni di biossido di carbonio (CO2) e di altri inquinanti; l'obiettivo generale della direttiva è il progressivo abbandono dei reattori magnetici ad alto assorbimento a favore dei reattori elettronici, che oltre a presentare un maggior rendimento in generale permettono ulteriori risparmi di energia grazie a caratteristiche tecniche quale la dimmerabilità.(12) La presente direttiva, intesa ad eliminare gli ostacoli tecnici al miglioramento del rendimento energetico dei reattori per lampade fluorescenti, deve seguire il «nuovo approccio» stabilito dalla risoluzione del Consiglio, del 7 maggio 1985, relativa ad una nuova strategia in materia di armonizzazione tecnica e normalizzazione, la quale enuncia espressamente che l'armonizzazione normativa è limitata all'adozione, mediante direttive, dei requisiti essenziali cui i prodotti immessi sul mercato devono conformarsi.(13) Le conclusioni del Consiglio del 19 giugno 1998 impongono un programma di misure comune e coordinate complementari e coordinate, quali norme sui prodotti migliori e mirate a ridurre in modo dinamico il consumo energetico.(14) Ai fini di una corretta attuazione della direttiva è importante instaurare un efficace dispositivo di esecuzione, che garantisca eque condizioni di concorrenza per i produttori e la tutela dei diritti dei consumatori.(15) Occorre altresì tener conto della decisione 93/465/CEE del Consiglio, del 22 luglio 1993, concernente i moduli relativi alle varie fasi delle procedure di valutazione della conformità e le norme per l'apposizione e l'utilizzazione della marcatura CE di conformità, da utilizzare nelle direttive di armonizzazione tecnica.(16) Nell'interesse del commercio internazionale, può essere opportuno in alcuni casi applicare norme internazionali; l'assorbimento elettrico di un reattore è definito dal Comitato europeo di normalizzazione nella norma EN 50294 del luglio 1998, sulla base di norme internazionali.(17) Per poter circolare liberamente, i reattori per lampade fluorescenti conformi ai requisiti di rendimento energetico della presente direttiva devono recare la marcatura «CE» e le relative informazioni.(18) La presente direttiva si applica esclusivamente ai reattori per lampade fluorescenti alimentati dalla rete elettrica.(19) Considerando che, a causa delle massicce importazioni nel mercato comunitario, non appare possibile conseguire gli obiettivi della presente proposta mediante accordi negoziali con il comitato delle associazioni europee dei costruttori di apparecchi per illuminazione, o CELMA,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La presente direttiva si applica agli alimentatori per lampade fluorescenti nuovi, alimentati della rete elettrica, definiti all'allegato I e denominati in appresso «reattori».Sono esclusi dalla presente direttiva i seguenti tipi di reattori:- reattori incorporati nelle lampade;- reattori non-normalizzati, specificatamente studiati per apparecchi di illuminazione da installare all'interno di mobili (conformemente alla norma europea EN 60920, punto 2.1.3);- reattori destinati ad essere esportati dalla Comunità sotto forma di componenti singole o all'interno di apparecchi per illuminazione.Article 21. Gli Stati membri prendono gli opportuni provvedimenti per garantire che i reattori oggetto della presente direttiva possano essere immessi in commercio, sia come componenti singole sia all'interno di apparecchi per illuminazione, e messi in servizio soltanto se il loro assorbimento elettrico è inferiore o uguale al livello massimo ammesso per la rispettiva categoria di appartenenza, calcolato secondo le procedure definite nell'allegato I, fermo restando il disposto dell'articolo 9.2. Il fabbricante dei reattori di cui alla presente direttiva, il suo mandatario stabilito nella Comunità o il responsabile della commercializzazione, (sia come componenti singole sia incorporati in apparecchi di illuminazione), di tali dispositivi, provvedono affinché ciascun reattore immesso sul mercato come componente singola o all'interno di un apparecchio per illuminazione sia conforme al requisito di cui al paragrafo 1.Articolo 31. Gli Stati membri non possono vietare, limitare o impedire l'immissione in commercio o la messa in servizio nel loro territorio di reattori recanti la marcatura «CE» e conformi al disposto della presente direttiva, siano essi componenti singole o incorporati in apparecchi di illuminazione,.2. Salvo prova contraria, gli Stati membri presumono conformi al disposto della presente direttiva i reattoriche recano la marcatura «CE» di cui all'articolo 5, siano essi componenti singole o incorporati in apparecchi di illuminazione,.3. (a) Qualora i reattori (siano essi componenti singole o incorporati in apparecchi di illuminazione), siano assoggettati anche ad altre direttive concernenti altri aspetti, le quali prevedono l'apposizione della marcatura «CE», questa indica che, fino a prova contraria, il  prodotto si presume conforme anche al disposto di tali direttive.(b) Tuttavia, nel caso in cui una o più di dette direttive lascino al fabbricante la facoltà di scegliere il regime da applicare durante un periodo transitorio, la marcatura «CE» deve indicare che il reattore soddisfa soltanto il disposto delle direttive applicate dal fabbricante. In tal caso gli estremi delle direttive applicate, così come pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, devono essere riportati nei documenti, nelle avvertenze o nelle istruzioni prescritte dalle direttive stesse e che accompagnano il  prodotto in questione.(c) Se il reattore è destinato all'esportazione dalla Comunità (come componente singola o all'interno di un apparecchio per illuminazione), ciò deve essere chiaramente indicato dal fabbricante, dal suo mandatario autorizzato stabilito nella Comunità o dal responsabile dell'immissione (sia come componenti singole sia all'interno di apparecchi per illuminazione), dei reattori sul mercato comunitario, nei documenti, nelle avvertenze o nelle istruzioni prescritte dalle direttive stesse e che accompagnano il reattore in questione, sia esso una componente singola o incorporato in un apparecchio di illuminazione.Articolo 4Le procedure di valutazione della conformità e gli obblighi relativi alla marcatura «CE» dei reattori sono stabiliti all'allegato II.Articolo 51. Quando sono immessi in commercio, sia come componenti singole sia all'interno di apparecchi di illuminazione, i reattori recano la marcatura «CE». Questa è costituita dalle iniziali «CE», nella veste tipografica indicata all'allegato III, che deve essere apposta in modo visibile, leggibile e indelebile sul reattore ed eventualmente sull'imballaggio.2. È vietato apporre sui reattori, siano essi componenti singole o incorporati in apparecchi di illuminazione, marchi o iscrizioni che possano trarre in inganno i terzi circa il significato o il simbolo grafico della marcatura «CE». Sul reattore, sull'imballaggio, sulle istruzioni o su altri documenti possono essere apposti altri marchi, purché ciò non pregiudichi la visibilità e leggibilità della marcatura «CE».Articolo 61. Se uno Stato membro constata che la marcatura «CE» è stata apposta indebitamente, impone al fabbricante o al suo mandatario stabilito nella Comunità di rendere conforme il prodotto e di porre fine alla violazione entro un mese dalla notifica, alle condizioni stabilite dallo Stato membro stesso. Nel caso in cui né il fabbricante né il suo mandatario siano stabiliti nella Comunità, tale obbligo incombe alla persona responsabile dell'immissione del reattore sul mercato comunitario, come componente singola o all'interno di apparecchi per illuminazione,.2. Nel caso in cui l'inosservanza dell'obbligo di cui al paragrafo 1 si protragga per oltre un mese, lo Stato membro prende, secondo la procedura di cui all'articolo 7, gli opportuni provvedimenti atti a vietare o limitare l'immissione in commercio del reattore in questione o a garantirne il ritiro dal commercio, e determina le relative sanzioni .Articolo 71. Le eventuali decisioni prese in virtù della presente direttiva nel senso di limitare l'immissione in commercio di reattori, siano essi singole componenti o incorporati in apparecchi di illuminazione, devono essere debitamente motivate. La decisione è tempestivamente comunicata ai soggetti interessati, che sono contestualmente informati delle possibili vie di ricorso in base alla legislazione vigente nello Stato membro di competenza e dei termini entro i quali i ricorsi devono essere promossi.2. Lo Stato membro informa tempestivamente la Commissione del provvedimento adottato, motivando la decisione. La Commissione trasmette l'informazione agli altri Stati membri.Articolo 81. Gli Stati membri adottano e pubblicano le disposizioni necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro un anno dalla sua adozione. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Essi applicano tali disposizioni allo scadere del termine di  18 mesi a decorrere dalla data di adozione della presente direttiva.Quando gli Stati membri adottano dette disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva oppure sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della loro pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione i testi delle disposizioni di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.3. Per un periodo di  18mesi a decorrere dall'adozione della presente direttiva, gli Stati membri autorizzano l'immissione sul mercato di reattori che soddisfano i requisiti vigenti nel loro territorio alla data di adozione della presente direttiva.Articolo 91. Dopo quattro anni dall'adozione della presente direttiva diventa applicabile il secondo gruppo di valori massimi ammessi di assorbimento elettrico, riportato all'allegato IA.2. Entro quattro anni dall'adozione della presente direttiva, la Commissione confronta i risultati ottenuti con quelli previsti. Nell'ottica di varare una terza fase di aumento del rendimento energetico, essa esamina, in collaborazione con le parti interessate, l'eventuale necessità di stabilire un terzo gruppo di valori massimi ammessi di assorbimento elettrico, per un ulteriore significativo aumento del rendimento energetico dei reattori. In tal caso, i nuovi valori e la relativa data di entrata in vigore si baseranno sui livelli economicamente e tecnicamente praticabili in quel momento contingente. Sarà altresì considerata ogni altra misura ritenuta idonea a migliorare il rendimento energetico dei reattori.2bis) La Commissione esamina altresì la quota di reattori prodotti nell'UE ed esportati al di fuori dell'Unione europea sotto forma di componenti singole o all'interno di apparecchi per illuminazione, nell'ottica di applicare ad essa il meccanismo di flessibilità definito dal protocollo di Kyoto. Essa propone norme ispirate ai principi della presente direttiva nelle appropriate sedi internazionali.Articolo 10La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 11Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles,Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioLa Presidente Il PresidenteALLEGATO IMetodo di calcolo dell'assorbimento elettrico massimo ammesso per ciascun tipo di reattore e relative procedure di verifica della conformitàIl consumo di elettricità di un circuito lampada-reattore dipende dalla potenza in ingresso nel circuito, a sua volta funzione della potenza della lampada e del tipo di reattore. Per questo motivo l'assorbimento massimo ammesso di un dato reattore è definito mediante la massima potenza del circuito lampada-reattore, con livelli diversi definiti per ciascuna potenza di lampada e tipo di reattore.Per calcolare l'assorbimento elettrico massimo di un reattore, quest'ultimo deve innanzitutto essere classificato nell'opportuna categoria dell'elenco seguente:Categoria Descrizione1 Reattore per lampada lineare2 Reattore per lampada compatta a 2 tubi3 Reattore per lampada compatta piatta a 4 tubi4 Reattore per lampada compatta a 4 tubi5 Reattore per lampada compatta a 6 tubi6 Reattore per lampada compatta tipo 2DL'assorbimento massimo di elettricità, espresso in W, è definito dalla seguente tabella:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Definizioni:La terminologia utilizzata nel presente allegato si rifà alle definizioni della norma europea EN 50294, del luglio 1998, elaborata dal Comitato europeo di normalizzazione.ALLEGATO IASecondo gruppo di valori massimi ammessi di assorbimento elettrico, che diventa applicabile quattro anni dopo l'adozione della presente direttiva.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO IIProcedure di valutazione della conformità (Modulo A)1. Questo allegato descrive la procedura con cui il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità, che soddisfa gli obblighi di cui al punto 2, accerta e dichiara che il reattore è conforme alle prescrizioni delle direttive ad esse applicabili. Il fabbricante appone su ciascun reattore la marcatura CE e redige per iscritto una dichiarazione di conformità.2. Il fabbricante predispone la documentazione tecnica descritta al punto 3 e lui stesso o il suo mandatario stabilito nella Comunità la tiene a disposizione delle autorità nazionali competenti, a fini ispettivi, per almeno tre anni dalla data di fabbricazione dell'ultimo esemplare prodotto. Nel caso in cui né il fabbricante né il suo mandatario siano stabiliti nella Comunità, l'obbligo di tenere a disposizione la documentazione tecnica incombe alla persona responsabile dell'immissione del prodotto nel mercato comunitario.3. La documentazione tecnica deve consentire di valutare la conformità del reattore alle prescrizioni della presente direttiva. Nella misura necessaria a tal fine essa deve comprendere una descrizione del progetto, della fabbricazione e del funzionamento del reattore e contenere almeno i seguenti elementi:i) nome ed indirizzo del fabbricante;ii) una descrizione del modello sufficientemente dettagliata da permetterne l'identificazioneiii) principali specifiche di progettazione del modello, eventualmente corredate da disegni, con particolare riferimento agli aspetti rilevanti per l'assorbimento elettrico;iv) istruzioni per l'uso, se previste;v) rapporti sulle misurazioni dell'assorbimento elettrico effettuate conformemente al punto 5;vi) particolari sulla conformità di tali misurazioni rispetto ai requisiti di rendimento energetico di cui all'allegato I.4. Se corrisponde ai requisiti del presente allegato, può essere usata la documentazione tecnica predisposta a norma di altre normative comunitarie;5. I fabbricanti di reattori sono responsabili della determinazione dell'assorbimento elettrico di ciascun reattore assoggettato alla presente direttiva mediante le procedure descritte dalla norma europea EN 50294, nonché della conformità del dispositivo con i requisiti di cui all'articolo 2.6. Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità conserva con la documentazione tecnica una copia della dichiarazione di conformità.7. Il fabbricante prende tutte le misure necessarie affinché, nel processo di fabbricazione, sia garantita la conformità del prodotto alla documentazione tecnica di cui al punto 2 e alle prescrizioni della direttiva ad esso applicabili. ALLEGATO IIIMarcatura CE di conformitàLa marcatura di conformità è costituita dalle iniziali "CE" secondo il simbolo grafico che segue:In caso di riduzione o ingrandimento della marcatura CE, devono essere rispettate le proporzioni indicate dal simbolo graduato di cui sopra.I diversi elementi della marcatura CE devono avere sostanzialmente la stessa dimensione verticale, che non può essere inferiore a 5 mm.