CELEX: 62008TN0060
Language: it
Date: 2009-01-12 00:00:00
Title: Causa T-60/08 P: Impugnazione proposta il 12 gennaio 2009 da Georgi Kerelov avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica 29 novembre 2007 , causa F-19/07, Kerelov/Commissione

21.3.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 69/39
            
         Impugnazione proposta il 12 gennaio 2009 da Georgi Kerelov avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica 29 novembre 2007, causa F-19/07, Kerelov/Commissione
   (Causa T-60/08 P)
   (2009/C 69/91)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Georgi Kerelov (Pazardzhik, Bulgaria) (rappresentante: avv. A. Kerelov)
   
      Altra parte nel procedimento: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni del ricorrente
   
               —
            
            
               Annullare la sentenza del Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea 29 novembre 2007, causa F-19/07, Kerelov/Commissione;
            
         
               —
            
            
               accogliere le conclusioni presentate dal ricorrente in primo grado;
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta alla totalità delle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con la presente impugnazione il ricorrente chiede l'annullamento della sentenza del Tribunale della funzione pubblica (TFP) 29 novembre 2007, causa F-19/07, Kerelov/Commissione, che respinge il ricorso con il quale il ricorrente aveva chiesto, da un lato, l'annullamento delle decisioni della commissione giudicatrice del concorso generale EPSO/AD/43/06 di non iscriverlo nell'elenco di riserva del detto concorso e di estrometterlo da quest'ultimo, nonché, dall'altro, il risarcimento degli asseriti danni subiti.
   A sostegno della sua impugnazione il ricorrente deduce dieci motivi riguardanti o diretti a far riconoscere:
   
               —
            
            
               una violazione dei principi che governano il processo amministrativo in materia di prova, poiché il TFP avrebbe invertito l'onere della prova;
            
         
               —
            
            
               una violazione del principio del contraddittorio, in quanto il TFP non avrebbe concesso al ricorrente un termine ad esso sufficiente a prendere posizione sui nuovi documenti inseriti nel fascicolo;
            
         
               —
            
            
               una violazione del principio del carattere pubblico del procedimento, poiché il TFP non ha tenuto una nuova udienza a seguito del deposito di nuovi documenti;
            
         
               —
            
            
               una violazione dell'obbligo d'imparzialità, in quanto il TFP non avrebbe adottato misure necessarie ad istruire il fascicolo;
            
         
               —
            
            
               un errore di diritto, in quanto il TFP avrebbe considerato che il potere di estromettere un candidato appartiene alla commissione giudicatrice e non al direttore dell'Ufficio europeo di selezione del personale delle Comunità europee (EPSO);
            
         
               —
            
            
               un errore di diritto, poiché il TFP avrebbe considerato che il divieto di contatti tra candidati di un concorso e membri della commissione giudicatrice viene meno al momento della pubblicazione dell'elenco di riserva sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e non al momento della fine dei lavori della commissione giudicatrice;
            
         
               —
            
            
               una violazione dei principi del diritto amministrativo materiale nel confermare la decisione della commissione giudicatrice del 2 febbraio 2007 di estromettere il ricorrente dal concorso, dal momento che:
               
                           —
                        
                        
                           la detta decisione non sarebbe stata inserita nel fascicolo nella sua versione originale;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la detta decisione non conterrebbe motivi di fatto sufficientemente precisi per consentire al suo destinatario di acquisire conoscenza dei fatti esatti sui quali si è basata la decisione; e
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la commissione giudicatrice non avrebbe invitato il ricorrente a fornire chiarimenti su fatti ad esso contestati, vale a dire sull'invio di due lettere alla commissione giudicatrice;
                        
                     
         
               —
            
            
               l'esigenza di una verifica d'ufficio di qualsiasi altra violazione delle norme giuridiche applicabili che il TFP avrebbe potuto commettere.