CELEX: 51995PC0548
Language: it
Date: 1995-11-10
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CEE) n. 2887/93 con l' imposizione di un dazio antidumping supplementare sulle importazioni di alcuni tipi di bilance elettroniche originarie di Singapore

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                               Bruxelles, 10.11 1995
                                               COM(95) 548 def
                                  Proposta di
                   REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
che modifica il regolamento (CEE) n. 2887/93 con l'imposizione di un dazio antidumping
supplementare sulle importazioni di alcuni tipi di bilance elettroniche originarie di
                                   Singapore
                        (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                    RELAZIONE
1. Con il regolamento (CEE) n. 2887/93 del Consiglio è stato istituito un dazio
   antidumping definitivo del 10,8% sulle importazioni di alcuni tipi di bilance
   elettroniche originarie di Singapore.
2. Con un avviso pubblicato I'll maggio 1994, la Commissione ha annunciato
   l'apertura di un'inchiesta, in conformità dell'articolo 13, paragrafo 11 del
   regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, in merito all'asserito assorbimento
   del dazio da parte dell'unico esportatore noto, la società Teraoka Weigh System
   Pte Ltd.
3. L'inchiesta relativa all'assorbimento del dazio antidumping da parte
   dell'esportatore riguardava il periodo dell'inchiesta originale, dal 1° gennaio al 31
   dicembre 1991, che era stato preso in considerazione ai fini del calcolo del dazio
   antidumping e il periodo compreso tra l'imposizione del dazio antidumping
   definitivo e l'apertura della presente inchiesta, ovvero tra il 23 ottobre 1993 e il 30
   aprile 1994.
4. Per stabilire se il dazio fosse stato effettivamente sostenuto dall'esportatore, la
   Commissione ha esaminato se, dopo l'imposizione del dazio antidumping
   definitivo, i prezzi all'importazione alla frontiera comunitaria fossero diminuiti.
   I prezzi all'importazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente
   pagati o pagabili per il prodotto venduto per l'esportazione nella Comunità, poiché
   tutte le vendite per l'esportazione sono state fatte direttamente a importatori
   indipendenti nella Comunità.
5. Dalle informazioni sui prezzi all'esportazione comunicate dall'esportatore è
   emerso che quest'ultimo aveva parzialmente sostenuto il dazio antidumping.
   È stato in tal modo calcolato un margine di assorbimento del 4,6%, al quale deve
   corrispondere l'aliquota del dazio antidumping supplementare necessario.
6. Poiché l'istituzione del dazio antidumping era stata considerata nell'interesse della
   Comunità, anche qualsiasi misura intesa a compensare l'importo dell'assorbimento
   corrisponde all'interesse della Comunità.
7. Viene quindi imposto un dazio antidumping supplementare, con il quale il dazio
   antidumping del 10,8% attualmente in vigore aumenta al 15,4% (10,8% +4,6%).
 ---pagebreak---                            REGOLAMENTO (CE) n.... DEL CONSIGLIO
  che modifica il regolamento (CEE) n. 2887/93 con l'imposizione di un dazio antidumping
  supplementare sulle importazioni di alcuni tipi di bilance elettroniche originarie di
  Singapore
  IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
  visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
 visto il regolamento (CE) n. 3283/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994, relativo alla
 difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
 Comunità europea1, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1251/952, in
 particolare l'articolo 23,
 visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio3, dell'll luglio 1988, relativo alla
 difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non
 membri della Comunità economica europea, modificato da ultimo dal regolamento (CE)
 n. 522/944, in particolare l'articolo 12, l'articolo 13, paragrafo 11 e l'articolo 14,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
1
          GUn.   L 349 del 31.12.1994, pag. 1.
2
          GUn.   L 122 del 2.6.1995, pag. 1.
3
          GUn.   L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
4
          GU n.  L 66 del 10.3.1994, pag. 10.                                             ,
 ---pagebreak---                                    A. PROCEDIMENTO
1. Con il regolamento (CEE) n. 2887/935 del Consiglio è stato istituito un dazio
   antidumping definitivo del 10,8% sulle importazioni di alcuni tipi di bilance
   elettroniche originarie di Singapore.
2. La Commissione ha successivamente ricevuto una denuncia secondo la quale il
   dazio antidumping era stato sostenuto, interamente o in parte, dall'unico
   esportatore noto, la società Teraoka Weigh System Pte Ltd. Gli elementi di prova
   a sostegno di tale affermazione erano costituiti dai listini prezzi degli importatori
   che vendono il prodotto in oggetto, dai quali, secondo il denunziante, risultava
   che dopo l'imposizione del dazio antidumping i prezzi della maggior parte dei
   modelli sono rimasti invariati oppure sono diminuiti e che pertanto il dazio
   antidumping è stato sostenuto dall'esportatore interessato.
3. La denuncia è stata presentata dai produttori comunitari che avevano presentato la
   denuncia antidumping iniziale.
4. Poiché la denuncia conteneva elementi di prova in merito all'assorbimento del
   dazio antidumping da parte dell'esportatore, la Commissione ha annunciato
   l'apertura di un'inchiesta a norma dell'articolo 13, paragrafo 11 del regolamento
   (CEE) n. 2423/88 (in appresso "il regolamento di base") con un avviso pubblicato
   nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee6.
5. La Commissione ha ufficialmente informato l'esportatore e gli importatori
   notoriamente interessati e ha dato alle parti interessate la possibilità di
   comunicare osservazioni scritte.
6. L'esportatore soggetto all'inchiesta e sei importatori indipendenti hanno risposto al
   questionario della Commissione.
   GU n. L 263 del 22.10.1993, pag. 1.
   GU n. C 129 dell'I 1.5.1994, pag. 6.
 ---pagebreak--- 7.  L'inchiesta relativa all'asserito assorbimento del dazio antidumping da parte
    dell'esportatore riguardava il periodo dell'inchiesta originale, dal 1° gennaio al 31
    dicembre 1991 (in appresso "periodo di riferimento"), che era stato preso in
    considerazione ai fini del calcolo del dazio antidumping e il periodo compreso tra
    l'imposizione del dazio antidumping definitivo e l'apertura della presente
    inchiesta, ovvero tra il 23 ottobre 1993 e il 30 aprile 1994 (in appresso "periodo
    dell'inchiesta").
                                   B. PRODOTTO
8.  I prodotti in esame sono le bilance elettroniche per il commercio al minuto, con
    indicazione numerica del peso, del prezzo unitario e del prezzo da pagare
    (provviste o no di un dispositivo per stampare le tre indicazioni suddette), di cui
    al codice NC 8423 81 50 (codice Taric 8423 81 50 10).
    C. ASSORBIMENTO DEL DAZIO ANTIDUMPING DA PARTE
                           DELL'ESPORTATORE
I.   Accertamento dell'assorbimento del dazio
9.  Per stabilire se il dazio fosse stato effettivamente sostenuto dall'esportatore, la
    Commissione ha esaminato se, dopo l'imposizione del dazio antidumping
    definitivo, i prezzi all'importazione franco frontiera comunitaria (prima del
    pagamento dei dazi doganali e del dazio antidumping) fossero diminuiti. I prezzi
    all'importazione sono stati determinati in base ai prezzi effettivamente pagati o
    pagabili per il prodotto venduto per l'esportazione nella Comunità, poiché tutte le
    vendite per l'esportazione sono state fatte direttamente a importatori indipendenti
    nella Comunità. La Commissione ha elaborato le sue risultanze in base ai prezzi
    all'esportazione comunicati dall'esportatore nella risposta al questionario.
10. Per quanto riguarda la produzione di Singapore, un modello, completamente
    nuovo, non era stato esportato nella Comunità nel periodo di riferimento. Questo
    modello non è stato quindi preso in considerazione ai fini del calcolo.
 ---pagebreak--- 11. Nel periodo di riferimento le importazioni erano principalmente fatturate in Yen,
    mentre nel periodo dell'inchiesta erano fatturate in USD. La fatturazione in USD è
    iniziata quasi in concomitanza dell'imposizione del dazio definitivo. Ai fini del
    confronto, i prezzi all'importazione sono stati convertiti in dollari di Singapore, la
    valuta utilizzata per calcolare il margine di dumping, in base ai tassi di cambio
    correnti nei rispettivi periodi.
12. Dalle informazioni sui prezzi all'esportazione comunicate dall'esportatore risulta
    chiaramente che, dopo l'imposizione del dazio definitivo, i prezzi all'esportazione
    sono sensibilmente diminuiti per la maggior parte dei modelli.
13. Pertanto, riducendo i propri prezzi all'esportazione nella Comunità dopo
    l'imposizione del dazio antidumping definitivo, l'esportatore di bilance
    elettroniche originarie di Singapore ha sostenuto, interamente o in parte, il dazio
    antidumping.
H.  Livello dell'assorbimento del dazio
14. Il livello dell'assorbimento del dazio antidumping è stato calcolato confrontando
    la differenza tra la media ponderata dei prezzi franco frontiera comunitaria dei
    singoli modelli nel periodo di riferimento e la media ponderata degli stessi prezzi
    nel periodo dell'inchiesta.
15. Per stabilire il livello dell'assorbimento del dazio, la Commissione ha calcolato
    l'importo dell'assorbimento per modello, che è pari all'importo della riduzione del
    prezzo all'esportazione, più il dazio che si intendeva riscuotere inizialmente
    (corrispondente al margine di dumping) nel periodo di riferimento, meno
    l'importo del dazio antidumping effettivamente pagato sul prezzo all'esportazione
    ridotto nel periodo dell'inchiesta.
16. Quando la riduzione del prezzo all'esportazione era superiore all'importo del
    dazio inizialmente previsto (pari al margine di dumping), all'importo sostenuto
    dall'esportatore è stato imposto un limite massimo in modo da non superare tale
    margine.
17. L'importo totale dell'assorbimento è del 4,6%, espresso in percentuale del prezzo
    franco frontiera comunitaria per tutti i modelli esportati e corrisponde all'importo
    del dazio antidumping supplementare necessario.
 ---pagebreak---                            D. ALTRE CONSIDERAZIONI
18. La Commissione non ha ricevuto informazioni dalle quali si potesse dedurre che
    il valore normale stabilito nel periodo di riferimento abbia subito modifiche. Si
    può quindi concludere che il margine di dumping è aumentato in misura uguale
    alla riduzione dei prezzi all'esportazione e che di conseguenza è almeno pari alla
    somma del dazio originale e dell'importo sostenuto.
                          E. OSSERVAZIONI RICEVUTE
19. L'esportatore di Singapore ha affermato che, nell'inchiesta relativa all'asserito
    assorbimento, la Commissione avrebbe dovuto fare il confronto tra i prezzi in una
    valuta comunitaria e non nella valuta di un paese terzo, poiché la diminuzione dei
    prezzi espressa nella valuta di un paese terzo non implica necessariamente che i
    prezzi sul mercato comunitario diminuiscano in misura corrispondente.
    Per valutare le affermazioni relative all'assorbimento del dazio, la Commissione
    doveva confrontare i prezzi all'esportazione dei prodotti originari di Singapore al
    primo acquirente indipendente nel periodo di riferimento con i prezzi applicati
    nel periodo dell'inchiesta, per stabilire se l'esportatore avesse sostenuto il dazio.
    Occorre ricordare che i prezzi dell'esportatore erano espressi in Yen nel periodo di
    riferimento e in USD nel periodo dell'inchiesta. Per risolvere il problema del
    confronto tra prezzi all'esportazione in valute diverse, la Commissione li ha
    convertiti nella valuta dell'esportatore, il dollaro di Singapore, che, come già si è
    detto, era stata utilizzata nell'inchiesta originale per calcolare il margine di
    dumping. L'argomentazione secondo la quale il confronto sarebbe più appropriato
    in un'altra valuta non sembra giustificata.
    La Commissione ritiene inoltre infondata l'argomentazione secondo la quale il
    calo dei prezzi in una valuta estera non implicherebbe necessariamente la
    diminuzione dei prezzi sul mercato comunitario, con il conseguente assorbimento
    del dazio. L'articolo 13, paragrafo 11, lettera a) del regolamento di base precisa
    che, per stabilire se il dazio antidumping sia stato effettivamente sostenuto, deve
    essere esaminato il comportamento dell'esportatore e che se, come nel presente
    caso, il prezzo dell'esportatore è diminuito, esiste la prova (refutabile) che
    l'esportatore ha sostenuto il dazio.
 ---pagebreak--- 20. L'esportatore di Singapore ha inoltre sostenuto che, poiché la Commissione aveva
    tenuto conto delle differenze tra le caratteristiche fisiche delle diverse versioni di
    un unico modello nel periodo di riferimento, stabilendo margini di dumping
    distinti per le diverse versioni, lo stesso metodo avrebbe dovuto essere seguito
    nella presente inchiesta. E stato inoltre sostenuto che il calo dei prezzi
    dell'esportatore era dovuto al fatto che gli importatori, dopo l'imposizione dei
    dazi, preferivano acquistare le versioni più semplici.
    Riguardo alle caratteristiche fisiche, non era sempre possibile confrontare
    esattamente ogni versione dello stesso modello tra il periodo di riferimento e il
    periodo dell'inchiesta, in quanto queste versioni e le relative strutture di
    commercializzazione sono cambiate nel corso del tempo. Per quanto riguarda
    l'affermazione secondo la quale gli importatori preferivano acquistare le versioni
    più semplici dopo l'istituzione del dazio antidumping, occorre rilevare che nel
    periodo dell'inchiesta il 30% delle vendite (pari al 65% in termini di valore delle
    esportazioni complessive) era costituito dal modello più complesso e costoso, che
    non era stato esportato nel periodo di riferimento.L'esportatore ha inoltre cessato
    di esportare la versione di un determinato modello che era meno cara delle
    versioni dello stesso modello importate nel periodo dell'inchiesta. Non è stato
    comunque possibile confermare l'affermazione secondo la quale gli importatori si
    erano orientati verso versioni meno costose, in considerazione del considerevole
    aumento delle importazioni immediatamente prima dell'imposizione dei dazi
    provvisori, come è esposto nel punto 27.
    L'inchiesta ha quindi messo in evidenza una situazione più complessa di quella
    descritta dall'esportatore e ha dimostrato che, anche se alcuni fattori avrebbero
    potuto giustificare una flessione dei prezzi, altri elementi esercitavano invece una
    pressione al rialzo. In tali circostanze è stato ritenuto più appropriato e più
    corretto effettuare un confronto in base ai singoli modelli. La Commissione ha
    calcolato la media ponderata dei prezzi per ciascun modello, invece che per le
    singole versioni, nei due periodi suddetti. Questo metodo è considerato
    appropriato nel contesto di un'inchiesta a norma dell'articolo 13, paragrafo 11, il
    cui obiettivo non è di stabilire un margine di dumping, bensì di determinare
    eventuali modifiche dei prezzi dell'esportatore.
 ---pagebreak---     Occorre inoltre ricordare che era stato imposto un unico dazio antidumping su
    tutti i modelli e tutte le versioni del prodotto simile. Poiché la presente inchiesta
    ha l'obiettivo di stabilire se il dazio sia stato sostenuto dall'esportatore, per i
    confronti tra i prezzi non è necessario utilizzare la stessa ripartizione stabilita per i
    valori normali nel periodo di riferimento.
21. È stato inoltre affermato che le detrazioni effettuate per le differenze inerenti alle
    caratteristiche fisiche ai fini della determinazione del prezzo all'esportazione nel
    periodo di riferimento avrebbero dovuto essere adeguate, in quanto il costo dello
    stesso modello poteva variare in funzione della destinazione, a causa delle diverse
    opzioni chieste dagli acquirenti nei vari segmenti del mercato comunitario. È stato
    nuovamente affermato che gli importatori, dopo l'imposizione dei dazi
    antidumping, manifestavano maggiore interesse per le versioni più semplici e
    quindi meno costose.
    Oltre alla difficoltà di distinguere questa argomentazione rispetto a quella trattata
    nel punto 20, l'esame di diversi segmenti di mercato all'interno della Comunità e
    di strutture dei costi assertivamente distinte non sembra pertinente nel contesto di
    un'inchiesta a norma dell'articolo 13, paragrafo 11. L'obiettivo dell'inchiesta non è
    infatti di verificare e di confrontare la struttura dei costi dei modelli in oggetto in
    diversi periodi di tempo, bensì di stabilire se l'esportatore di Singapore abbia
    ridotto i prezzi all'esportazione tra i due periodi in esame.
22. L'esportatore di Singapore ha contestato il fatto che la Commissione abbia inserito
    nel confronto un modello non esportato nel periodo di riferimento, anche se è
    stato riconosciuto che il modello apparteneva alla stessa gamma di quello
    utilizzato ai fini del confronto. È stato inoltre sostenuto che esisteva una
    sostanziale differenza di prezzo tra i due modelli.
    La Commissione ha considerato che, per le sue caratteristiche, il modello
    sostituiva un modello precedente della stessa gamma, pur avendo un numero di
    serie diverso. Questa ipotesi è stata confermata durante le visite di verifica presso
    le sedi degli importatori. È stato pertanto considerato appropriato inserire questo
    modello nel confronto.
 ---pagebreak---                                     F. CONCLUSIONE
23. Alla luce delle risultanze suesposte, il Consiglio conclude che l'esportatore ha
    effettivamente sostenuto una parte del dazio antidumping riducendo in misura
    corrispondente il prezzo all'esportazione e che il margine di dumping è almeno
    pari alla somma del dazio originale e dell'importo sostenuto.
                         G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
24. L'obiettivo del dazio antidumping supplementare, a norma dell'articolo 13,
    paragrafo 11 del regolamento di base, è di compensare l'importo del dazio
    antidumping sostenuto dall'esportatore.
25. La Commissione non ha motivo di ritenere che sia necessario modificare le
    risultanze sull'interesse della Comunità esposte nei punti 53-54 del regolamento
    (CEE) n. 1103/937, che istituisce il dazio provvisorio e confermate nei punti 18-
    19 del regolamento (CEE) n. 2887/93, che istituisce il dazio antidumping
    definitivo sulle importazioni del prodotto in oggetto.
26. Inoltre, poiché l'assorbimento del dazio antidumping da parte dell'esportatore
    annulla l'effetto del dazio stesso e di conseguenza impedisce l'eliminazione del
    pregiudizio causato dalle pratiche di dumping e poiché l'imposizione del dazio
    antidumping era stata considerata nell'interesse della Comunità, una misura volta
    a ripristinare l'effetto di tale dazio è nell'interesse della Comunità.
    GUn. L 112 del 6.5.1993, pag. 20.
 ---pagebreak--- 27.  L'esportatore di Singapore ha rilevato che le sue esportazioni nella Comunità sono
      sensibilmente diminuite, passando da 4 543 unità nell'anno di calendario 1991 a
     963 unità nei sette mesi del periodo dell'inchiesta e ha messo in dubbio che
     l'imposizione del dazio supplementare fosse nell'interesse della Comunità, data la
     diminuzione della sua quota di mercato.
     Tuttavia, dato che il dazio antidumping era stato imposto in seguito
     all'accertamento del dumping causa del pregiudizio, è evidente che il volume
     delle importazioni nel 1991 era stato ottenuto con le pratiche di dumping. Di
     conseguenza, era prevedibile che tale volume diminuisse dopo l'imposizione del
     dazio antidumping anche se il dazio era stato parzialmente assorbito
     dall'esportatore. Questo fatto di per sé non costituisce quindi un valido motivo per
     considerare che il dazio supplementare non sia appropriato, quando sia stato
     accertato che il dazio originale è stato sostenuto totalmente o in parte
     dall'esportatore. Il fatto che il dazio antidumping abbia comunque avuto alcuni
     effetti non esclude l'assorbimento del dazio e la riduzione, se non il totale
     annullamento, dei suoi effetti.
     Inoltre, a proposito di questa argomentazione, occorre rilevare che prima
     dell'imposizione del dazio antidumping sono state eseguite ingenti importazioni
     dei prodotti dell'esportatore. Gli importatori avevano quindi scorte sufficienti per
     le vendite nel periodo dell'inchiesta senza dover importare un quantitativo
     equivalente alle vendite effettive. Alla fine del periodo di riferimento, infatti, le
     scorte erano ancora considerevoli. Per i motivi suesposti è stato quindi
     considerato opportuno imporre un dazio antidumping supplementare.
                  H. DAZIO ANTIDUMPING SUPPLEMENTARE
 28. Per compensare il livello di assorbimento e per ripristinare gli effetti del dazio
     originale, è necessario un dazio supplementare del 4,6% affinché l'attuale prezzo
     all'esportazione raggiunga il livello previsto nel regolamento (CEE) n. 2887/93.
29.  L'aliquota del dazio antidumping attualmente in vigore è del 10,8% del prezzo
     netto, franco frontiera comunitaria. Poiché, per compensare il livello di
     assorbimento, deve essere istituito un dazio supplementare del 4,6%, il dazio
     antidumping totale è del 15,4%.
                                                                                         9
 ---pagebreak--- 30. Per motivi di praticità, l'imposizione del dazio supplementare è in forma di
    modifica del regolamento (CEE) n. 2887/93. Non si tratta quindi di una modifica
    del dazio antidumping ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1 del regolamento di
    base e la data di scadenza del dazio, compreso il dazio supplementare, rimane
    pertanto invariata, fatta salva la disposizione pertinente del regolamento (CE) n.
    3283/94.
                                                                                    10
 ---pagebreak---  HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                         Articolo 1
 Il testo dell'articolo 1, paragrafo 2, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2887/93 è
 sostituito dal testo seguente:
 "b)      Singapore
         Prodotti fabbricati da:
         - Teraoka Weigh-System PTE Ltd:        15,4 %
         (codice addizionale Taric 8703)
         - Tutti gli altri esportatori:        31,0%
         (codice addizionale Taric 8704)"
                                         Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                       Per il Consiglio
                                                       Il Presidente
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(95) 548 def.
                                                DOCUMENTI
IT                                                                        02 11
                                             N. di catalogo : CB-C0-95-585-IT-C
                                                              ISBN 92-77-95839-1
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo