CELEX: 52005PC0443
Language: it
Date: 2005-09-21
Title: Proposta di decisione del Consiglio concernente il programma specifico “Capacità” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione

Avviso legale importante

|

52005PC0443

Proposta di decisione del Consiglio concernente il programma specifico “Capacità” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione  /* COM/2005/0443 def. - CNS 2005/0188 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 21.9.2005COM(2005) 443 definitivo2005/0188 (CNS)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOconcernente il programma specifico “Capacità” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione(presentata dalla Commissione)RELAZIONE (TRATTATO CE)1. CONTESTO DELLA PROPOSTALe proposte concernenti cinque programmi specifici fanno seguito alla proposta relativa al 7° programma quadro (2007-2013) adottata il 6 aprile 2005[1]. La struttura proposta comprende quattro programmi specifici principali – “Cooperazione”, “Idee”, “Persone” e “Capacità”, corrispondenti ognuno ad un obiettivo importante della politica di ricerca europea; un altro programma specifico concerne le azioni dirette del Centro comune di ricerca. La Commissione presenterà prossimamente le proposte relative alle “Norme per la partecipazione e la diffusione” applicabili al 7° programma quadro.Il contesto politico e gli obiettivi sono illustrati nella comunicazione “Costruire il SER della conoscenza a vantaggio della crescita”[2]. Per conseguire questi obiettivi ed attuare pienamente i programmi specifici, sarà necessario raddoppiare lo stanziamento di bilancio come proposto dalla Commissione.La ricerca, la tecnologia, l’istruzione e l’innovazione sono uno strumento efficace per creare posti di lavoro a lungo termine e sostenibili. Sono inoltre strumenti fondamentali per garantire la crescita economica, la competitività, la qualità della vita e preservare l’ambiente. Il programma quadro di ricerca, insieme ai programmi comunitari nei settori dell’istruzione e dell’innovazione, mira a procedere verso l’economia e la società della conoscenza. I programmi specifici del 7° programma quadro sono strutturati in modo da affrontare, parallelamente alle attività nazionali e private necessarie, i principali punti deboli in relazione al livello, alla qualità e all’impatto della ricerca europea.L’Europa deve investire maggiormente nella ricerca e occorre riaffermare con forza questo concetto affinché l’Unione europea progredisca verso l’obiettivo di investire nel settore della ricerca il 3% del suo PIL entro il 2010. Il 7° programma quadro contribuirà a questo processo, sia mediante il finanziamento diretto sia incentivando altri investimenti pubblici e privati nel settore della ricerca.L’Europa ha bisogno di un numero più elevato di ricercatori per rafforzare e migliorare le sue attività di ricerca. Parallelamente ad altre azioni, come la Carta europea dei ricercatori e i provvedimenti adottati sul piano nazionale, il 7° programma quadro è strutturato in modo da incentivare un numero più elevato di persone ad intraprendere una carriera nella ricerca e da attirare i migliori talenti del settore della ricerca in Europa.Il sostegno finanziario a livello europeo offre la possibilità di rafforzare l’eccellenza e l’efficacia della ricerca, obiettivi che non si possono raggiungere a livello nazionale. I programmi specifici del 7° programma quadro contribuiscono ad un ulteriore consolidamento dello Spazio europeo della ricerca, in quanto permettono di conseguire una massa critica e di realizzare strutture in nuovi settori di ricerca con nuovi mezzi e di favorire la libera circolazione delle idee, delle conoscenze e dei ricercatori.Nell’ambito dell’attuazione dei programmi specifici si sfrutterà al massimo il potenziale delle azioni intraprese a livello europeo volte a rafforzare l’eccellenza nella ricerca, in particolare mediante inviti a presentare proposte a livello di UE basati su una valutazione rigorosa ed indipendente delle proposte. Ciò implica l’individuazione e il sostegno dell’eccellenza ovunque esista sul territorio dell’Unione europea e la creazione di capacità per l’eccellenza futura della ricerca.L’impatto dei programmi specifici sarà rafforzato dalle complementarità con altre politiche e altri programmi comunitari, in particolare i Fondi strutturali, i programmi in materia di istruzione e il programma “Competitività ed innovazione”.2. CONSULTAZIONI PRELIMINARINella preparazione delle proposte concernenti i programmi specifici, si è tenuto conto delle opinioni espresse dalle istituzioni dell’UE, in particolare il Parlamento europeo e il Consiglio, nonché di altre parti interessate, ricercatori ed utilizzatori della ricerca compresi. Sono stati considerati anche le discussioni in corso e i contributi ricevuti in relazione alla proposta di decisioni relative al 7° programma quadro, le ampie consultazioni e gli elementi rilevati nel corso della preparazione della proposta e ulteriori lavori destinati ad individuare le priorità di ricerca future, come quelli svolti dalle piattaforme tecnologiche europee.La proposta concernente i programmi specifici si basa sull’approfondita valutazione di impatto realizzata in vista della proposta concernente il Settimo programma quadro[3] che ha evidenziato il considerevole valore aggiunto di ciascun programma specifico proposto. Tali proposte tengono inoltre conto dell’esito della valutazione quinquennale del programma quadro[4].3. ASPETTI GIURIDICILa proposta concernente i programmi specifici si basa sul Titolo XVIII del trattato, articoli da 163 a 173, ed in particolare sull’articolo 166, paragrafo 3, concernente l’attuazione del programma quadro mediante programmi specifici.4. ESECUZIONE DEL BILANCIOLe schede finanziarie allegate a ciascuna proposta di decisione illustrano le incidenze sul bilancio e le risorse umane e amministrative.La Commissione intende istituire un’agenzia esecutiva cui affidare determinati compiti associati all’attuazione dei programmi specifici “Cooperazione”, “Persone” e “Capacità”. Lo stesso approccio sarà adottato per l’attuazione del programma “Idee” (cfr. il punto 7.2 qui di seguito).5. UN’ATTUAZIONE COERENTE E FLESSIBILE5.1. Adeguarsi a nuove esigenze ed opportunitàÈ indispensabile che i programmi specifici siano sufficientemente flessibili da rimanere all’avanguardia dei progressi scientifici e tecnologici e far fronte alle esigenze scientifiche, industriali, strategiche o sociali emergenti. Queste azioni consentiranno ai ricercatori stessi di individuare temi di particolare importanza da questo punto di vista. Per altre azioni, questo obiettivo sarà conseguito in primo luogo mediante i programmi di lavoro che saranno aggiornati su base annuale. L’aggiornamento sarà effettuato con l’assistenza dei comitati di rappresentanti degli Stati membri il cui lavoro sarà incentrato sui programmi di lavoro. Le revisioni dei programmi potranno avvenire più rapidamente qualora emergano nuove priorità che richiedono un intervento rapido, in particolare quelle derivanti da esigenze impreviste di carattere strategico.Questa programmazione pluriennale beneficerà di un’ampia gamma di contributi informativi affinché le attività finanziate mantengano un nesso diretto con l’evoluzione delle esigenze di ricerca dell’industria e delle politiche UE. Si ricorrerà a consulenze esterne, anche per ciascun tema nell’ambito del programma specifico “Cooperazione”, avvalendosi di gruppi di esperti effettivamente pluridisciplinari in cui si rispetterà l’equilibrio tra accademici e rappresentanti dell’industria.Per il programma “Idee” si adotterà un approccio completamente nuovo in quanto la preparazione del programma di lavoro annuale sarà affidata ad un comitato scientifico indipendente nell’ambito dell’istituzione di un autonomo Consiglio europeo della ricerca (cfr. il punto 7.2, qui di seguito).Apporti esterni complementari, in particolare per il programma “Cooperazione”, saranno agevolati dalle Piattaforme tecnologiche europee istituite in vari settori che dovrebbero svolgere un ruolo determinante e dinamico al fine di garantire la pertinenza industriale. Le priorità di ricerca individuate nelle agende strategiche di ricerca definite dalle piattaforme sono integrate nelle proposte concernenti i programmi specifici e costituiscono un notevole contributo alla programmazione pluriennale.Altre istanze e gruppi possono fornire alla Commissione rapide consulenze su nuove priorità in determinati settori, come il Forum di strategia europea sulle infrastrutture di ricerca (ESFRI) e altre piattaforme istituite per riflettere su agende strategiche di ricerca utili per la politica sociale e di protezione dell’ambiente.Un’importante nuova opportunità offerta dal programma quadro è un meccanismo di finanziamento innovativo, il cosiddetto meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi , destinato ad incentivare le spese di RST del settore privato agevolando l’accesso ai prestiti della Banca europea per gli investimenti (BEI) per azioni europee di ampia portata che richiedono una combinazione di varie fonti di finanziamento, ivi compresi i prestiti. Queste azioni europee di ampia portata sono le “iniziative tecnologiche congiunte” e i progetti in collaborazione di ampie dimensioni finanziati direttamente dal programma quadro nell’ambito del programma “Cooperazione”, nonché nuovi progetti di infrastrutture di ricerca nell’ambito del programma “Capacità”. Si potranno prendere in considerazione anche altri progetti europei in collaborazione di ampie dimensioni, come quelli di Eureka, a condizione che rispettino i criteri di ammissibilità. Il contributo previsto dei programmi specifici alla BEI migliorerà considerevolmente l’accesso al finanziamento con ricorso al credito ed eserciterà pertanto un notevole effetto leva sugli investimenti privati nella RST.5.2. Questioni trasversaliLa Commissione garantirà la coerenza generale dell’attuazione del 7° programma quadro, tenendo pienamente conto dell’autonomia e dell’indipendenza garantite al Consiglio europeo della ricerca nel programma Idee.I programmi di lavoro di tutti i programmi specifici saranno aggiornati in modo coordinato affinché si possa tenere debitamente conto delle questioni trasversali. Ai comitati di rappresentanti degli Stati membri spetta anche l’importante responsabilità di assistere la Commissione ai fini della coerenza e del coordinamento effettivi dell’attuazione tra i vari programmi specifici e nell’ambito di ciascuno di essi. Ciò presuppone un elevato livello di coordinamento, negli Stati membri, tra rappresentanti di comitati di diversa configurazione.Qualora le azioni da finanziare evidenzino una forte rilevanza rispetto a determinati elementi dei programmi specifici “Cooperazione”, “Persone” e “Capacità”, si ricorrerà ad inviti congiunti sulla base dell’esperienza maturata nell’ambito del 6° programma quadro. Ciò sarà particolarmente importante per i temi di ricerca che riguardano più temi del programma “Cooperazione”, e questi inviti saranno chiaramente evidenziati nel programma di lavoro.Le questioni seguenti, che sono comuni ai programmi specifici “Cooperazione”, “Persone” e “Capacità”, rivestono particolare rilievo e sono previste disposizioni speciali ai fini di un approccio coordinato:-  Cooperazione internazionale: tutti questi programmi specifici sono aperti alla cooperazione internazionale e prevedono azioni mirate sotto questo aspetto. Nell’ambito dell’intero programma quadro sarà adottato un approccio strategico per promuovere l’eccellenza e la competitività della ricerca europea e per affrontare problematiche specifiche a livello mondiale o regionale, qualora vi siano interessi e vantaggi reciproci. Nell’ambito dei programmi specifici si garantirà un approccio coerente conformemente a questa strategia e il programma “Capacità” svolgerà un ruolo fondamentale in materia.-  Infrastrutture di ricerca: il principale sostegno alle infrastrutture di ricerca sarà apportato dal programma “Capacità”; tale programma garantirà una strategia coordinata con le attività di ricerca pertinenti degli altri programmi, in particolare il programma “Cooperazione”.-  Politica di ricerca di natura trans-settoriale: si adotteranno disposizioni per un coordinamento efficace nell’ambito dei servizi della Commissione, in particolare per garantire che le attività soddisfino in ogni momento le esigenze degli sviluppi delle politiche dell’UE. A tal fine, la programmazione pluriennale può avvalersi dell’assistenza di gruppi di utilizzatori di vari servizi della Commissione associati alle politiche in questione, e in questo contesto sarà istituita una struttura interna per il coordinamento delle scienze e delle tecnologie marine nelle aree tematiche pertinenti.-  Partecipazione delle PMI : nei programmi specifici la partecipazione delle PMI sarà ottimizzata. Oltre alle azioni specifiche potenziate destinate alle PMI previste nel programma “Capacità”, degli interessi in materia di ricerca delle PMI si tiene conto nell’intero programma Cooperazione e i temi di particolare interesse per le PMI saranno individuati nei programmi di lavoro e negli inviti a presentare proposte; le attività del programma “Persone” attribuiscono particolare rilievo al coinvolgimento delle PMI che possono partecipare anche al programma “Idee”. Le misure di semplificazione previste e la maggiore flessibilità nella scelta del sistema di finanziamento agevoleranno notevolmente la partecipazione delle PMI.-  Diffusione e trasferimento delle conoscenze : la necessità di promuovere la valorizzazione dei risultati della ricerca è una delle principali caratteristiche comuni ai programmi specifici, con un accento particolare sul trasferimento di conoscenze tra paesi e discipline e dall’università all’industria, anche tramite la mobilità dei ricercatori. Il coinvolgimento di utilizzatori potenziali nella definizione delle priorità (in particolare mediante le Piattaforme tecnologiche europee) costituisce un aspetto di fondamentale importanza in questo senso. Le azioni complementari nell’ambito del programma “Competitività ed innovazione” rinforzeranno inoltre l’utilizzazione dei risultati di ricerca affrontando gli ostacoli all’innovazione e rafforzando le capacità di innovazione.-  Scienza nella società : questa attività nel programma “Capacità” svolgerà altresì un ruolo per garantire che gli aspetti sociali siano adeguatamente presi in considerazione in tutti i programmi specifici e che le interazioni tra gli scienziati e il grande pubblico aumentino.6. SEMPLIFICAZIONE E METODI GESTIONALILe proposte contenute nel documento di lavoro della Commissione del 6 aprile 2005 e il dialogo approfondito con gli Stati membri e le parti interessate che ne è seguito consentiranno di semplificare notevolmente l’attuazione del Settimo programma quadro. Molte delle misure proposte saranno introdotte nelle “regole di partecipazione e diffusione”, in particolare per ridurre considerevolmente la burocrazia e semplificare i meccanismi di finanziamento e gli obblighi di rendicontazione.Nell’ambito dei programmi specifici i miglioramenti proposti comprendono:-  Maggiore efficienza e coerenza nell’attuazione mediante l’affidamento dei compiti amministrativi ad un’agenzia esecutiva.-  Razionalizzazione dei meccanismi di finanziamento in modo che l’attuazione di ciascun programma specifico si avvalga degli strumenti necessari per realizzare gli obiettivi del programma.-  Una presentazione più chiara dei criteri di valutazione da riprendere nei programmi di lavoro in base ai principi stabiliti in ciascun programma specifico.-  Programmi di lavoro presentati chiaramente in modo che i potenziali partecipanti siano adeguatamente informati circa le opportunità disponibili adatte alle loro esigenze e ai loro interessi particolari. Ad esempio, i programmi di lavoro e gli inviti evidenzieranno, se del caso, le tematiche di particolare interesse per le PMI o quelle in cui la cooperazione con paesi terzi è vantaggiosa.-  Semplificazione da altri punti di vista, come la semplificazione della procedura di approvazione dei progetti, i nuovi meccanismi di finanziamento e sostegno, e un uso più esteso delle basi di dati e degli strumenti di informazione ai fini di una migliore comunicazione.7. CONTENUTO DEI PROGRAMMI SPECIFICI7.1. CooperazioneIl programma specifico “Cooperazione” mira a portare l’Europa in prima linea in settori scientifici e tecnologici fondamentali, sostenendo la cooperazione tra università, imprese, centri di ricerca ed enti pubblici nell’insieme dell’Unione europea e nel resto del mondo. I programmi quadro precedenti dimostrano l’impatto di tali azioni nella ristrutturazione della ricerca in Europa e nella messa in comune e la mobilitazione di risorse. Grazie al 7° programma quadro questi impatti saranno più ampiamente distribuiti. Le nove tematiche proposte corrispondono ai principali settori di progresso delle conoscenze e delle tecnologie in cui occorre rafforzare la ricerca di qualità per affrontare le sfide che si pongono in Europa sul piano sociale, economico, ambientale e industriale.Il programma contiene forti elementi di continuità con i programmi quadro precedenti sulla base del chiaro valore aggiunto apportato da questa modalità di sostegno europeo. Inoltre il presente programma specifico comporta importanti novità che richiedono particolare attenzione in fase di attuazione.-  La risposta all’esigenza di ambiziose partnership paneuropee pubblico-privato per accelerare lo sviluppo di tecnologie importanti, mediante l’avvio di Iniziative tecnologiche congiunte[5]. È stato individuato un primo insieme di iniziative con obiettivi ed elementi da fornire chiari nei settori seguenti: medicina innovativa, nanoelettronica, sistemi informatici incorporati, idrogeno e celle a combustibile, aeronautica e gestione del traffico aereo e monitoraggio globale ai fini della protezione ambientale e della sicurezza. Queste iniziative saranno oggetto di proposte separate (ad esempio sulla base dell’articolo 171 del trattato). Nel corso dell’attuazione del 7° programma quadro, potranno essere istituite altre iniziative tecnologiche congiunte, ad esempio nel settore della produzione dell’energia a zero emissioni e delle energie rinnovabili.-  Rafforzamento del coordinamento dei programmi di ricerca nazionali. Il piano ERA-NET , che ha ottenuto buoni risultati, sarà portato avanti ed attuato nell’ambito delle aree tematiche. Le ERA-NET esistenti, istituite nell’ambito del 6° programma quadro, potranno presentare proposte di follow-up per approfondire la cooperazione o ampliare i consorzi accogliendo nuovi partecipanti; saranno finanziate inoltre nuove ERA-NET che riguarderanno nuove tematiche. Il sistema sarà aperto anche agli enti pubblici che prevedono un programma di ricerca non ancora operativo. Inoltre, sarà adottato il piano ERA-NET plus per fornire un incentivo agli inviti congiunti per progetti di ricerca transnazionali organizzati da diversi paesi.-  Sulla base dell’esperienza dell’iniziativa dell’articolo 169 “Partenariato per le sperimentazioni cliniche Europa-paesi in via di sviluppo” (EDCTP) e in stretta collaborazione con gli Stati membri sono state individuate altre quattro iniziative articolo 169 . Nel programma “Cooperazione” sono previste iniziative di questo tipo nei settori dell’ ambient assisted living (domotica per categorie deboli), della ricerca sul Mar Baltico e della metrologia, mentre nel programma “Capacità” è prevista un’iniziativa per raggruppare programmi nazionali di ricerca sulle PMI. Nel corso dell’attuazione del 7° programma quadro potranno essere stabilite altre “iniziative tecnologiche congiunte”.-  Nell’ambito di ciascun tema è previsto un approccio maggiormente orientato sulla cooperazione internazionale che consiste nell’individuazione di azioni di cooperazione specifiche nei programmi di lavoro conformemente alla strategia di cooperazione internazionale prevista e mediante un dialogo e reti strategici con varie regioni di paesi partner.-  Nell’ambito di ciascun tema sarà finanziata una componente che permetterà di rispondere in modo flessibile alle esigenze emergenti e alle esigenze strategiche impreviste; l’attuazione si baserà sull’esperienza maturata nell’ambito dei programmi “Sostegno scientifico alle politiche” e “Scienze e tecnologie nuove ed emergenti” introdotti nel 6° programma quadro, così come il programma “Tecnologie future ed emergenti” nel settore delle TIC.7.2. IdeeL’Europa non registra risultati eccezionali in termini di ricerca veramente avanzata né nella padronanza di nuovi settori scientifici in rapido sviluppo. Il programma “Idee” fornirà un meccanismo paneuropeo destinato a sostenere i ricercatori, gli ingegneri e gli studiosi veramente creativi che, per la loro curiosità e sete di conoscenza, sono i candidati più probabili al conseguimento di scoperte inaspettate e spettacolari in grado di modificare la nostra concezione del mondo, di aprire nuove prospettive di progresso tecnologico, di risolvere annosi problemi sociali ed ambientali. Incentivare la qualità della ricerca di base mediante procedure competitive di selezione a livello europeo apporterà notevoli benefici sociali ed economici[6].Il programma “Idee” adotta il termine “ricerca di frontiera”, che rispecchia una nuova concezione della ricerca di base. In prima linea nella creazione di nuove conoscenze, la “ricerca di frontiera”, è un’attività intrinsecamente rischiosa che implica la ricerca di progressi fondamentali nella scienza, la tecnologia e l’ingegneria, senza tenere conto dei pre-definiti confini tra le discipline e delle frontiere nazionali.Il programma seguirà un’impostazione “orientata sui ricercatori” offrendo loro la possibilità di proporre temi di loro scelta. Saranno attribuite sovvenzioni a singoli gruppi di ricercatori, lasciando piena libertà a che la composizione di ciascun gruppo sia adatta allo svolgimento dei progetti: con membri appartenenti a uno o più organismi situati in uno o più paesi. Ad ogni modo, la composizione di ciascun gruppo dovrebbe essere determinata dall’eccellenza scientifica e non dai requisiti amministrativi. Il programma garantirà la differenziazione dalle azioni nazionali di finanziamento della ricerca di base grazie ai suoi obiettivi strategici e la sua portata europea.L’istituzione di un Consiglio europeo della ricerca (CER) per l’attuazione del programma “Idee” costituisce un nuovo punto di partenza. Nell’ambito del CER saranno istituiti due componenti strutturali – un consiglio scientifico indipendente e una struttura esecutiva specifica – che opereranno in base ai principi di fiducia, credibilità e trasparenza. Il CER dovrebbe fornire mezzi finanziari adeguati e lavorare con estrema efficienza, garantendo un elevato livello di autonomia ed integrità e rispettando, nello stesso tempo, i requisiti in materia di responsabilità.Il Consiglio scientifico sarà composto da rappresentanti della comunità scientifica europea del più alto livello che agiranno a titolo personale, indipendentemente da interessi politici o di altra natura. I membri del CER saranno nominati dalla Commissione in esito ad una procedura di designazione indipendente.Il mandato del Consiglio scientifico comprenderà i compiti seguenti:1.  Strategia scientifica : istituzione di una strategia scientifica generale per il programma alla luce delle opportunità scientifiche e delle esigenze scientifiche europee. Su base permanente e conformemente alla strategia scientifica, stabilirà il programma di lavoro e le modifiche necessarie, ivi compresi gli appelli a presentare proposte e i criteri applicabili al finanziamento delle proposte. Se necessario, definirà temi o gruppi di destinatari specifici (ad esempio, giovani o emergenti).2.  Monitoraggio e controllo qualità : se opportuno dal punto di vista scientifico, questo organismo elaborerà pareri sull’attuazione e gestione degli appelli per la presentazione di proposte, i criteri di esame, i processi di valutazione “inter-pares”, inclusa la selezione degli esperti ed i metodi, sulla cui base saranno scelte le proposte da finanziare; nonché ogni altra questione riguardante le realizzazioni e l’impatto del programma specifico e la qualità della ricerca svolta. Controllerà inoltre la qualità delle attività svolte e l’attuazione del programma e delle sue realizzazioni, proponendo raccomandazioni per azioni correttive o future.3.  Comunicazione e diffusione: Il CER assicurerà la comunicazione con la comunità scientifica e le principali parti in causa sulle attività e realizzazioni del programma e sulle sue delibere, avendo cura di aggiornare regolarmente la Commissione a riguardo.La struttura esecutiva specifica sarà responsabile dell’attuazione del programma, come indicato nel programma di lavoro annuale. In particolare, sarà suo compito applicare le procedure di esame, la valutazione “inter-pares” e la procedura di selezione, sulla base dei principi stabiliti dal Consiglio scientifico, provvedendo inoltre alla gestione finanziaria e scientifica delle sovvenzioni. La struttura esecutiva manterrà un costante contatto con il Consiglio scientifico su tutti gli aspetti dell’esecuzione del programma. All’inizio, la Commissione intende delegare i compiti esecutivi ad un’agenzia. In seguito, previa una valutazione indipendente dell’efficienza delle strutture e dei meccanismi del CER, potrebbe essere istituita una struttura alternativa, ad esempio in base all’articolo 171 del trattato.La Commissione europea agirà da garante della piena autonomia ed integrità del CER. La responsabilità della Commissione per l’attuazione del programma consisterà nell’assicurare che sia istituita la struttura esecutiva del CER e che il programma sia realizzato dal CER conformemente agli obiettivi stabiliti, sulla base degli orientamenti scientifici e i requisiti dell’eccellenza scientifica stabiliti in piena autonomia dal Consiglio scientifico.La Commissione è responsabile dell’adozione formale del programma di lavoro del programma “Idee”. Eserciterà questa responsabilità conformemente alla strategia illustrata. In generale, la Commissione adotterà il programma di lavoro così come presentato dal Consiglio scientifico. Qualora non sia possibile adottare il programma di lavoro proposto, perché, ad esempio, non coerente con gli obiettivi di programma o conforme ad altri atti legislativi comunitari, la Commissione sarà tenuta a spiegarne pubblicamente i motivi. Questa procedura è destinata a garantire che il funzionamento del CER, conformemente ai principi di autonomia e integrità, sia pienamente e chiaramente rispettato.7.3. PersoneIl programma specifico “Persone” rientra in un’ampia strategia integrata destinata a rafforzare, qualitativamente e quantitativamente, le risorse umane del settore R&S in Europa. Il programma incentiverà le persone ad intraprendere una carriera nella ricerca, incoraggerà i ricercatori a rimanere in Europa e aiuterà ad attirare i migliori talenti in Europa. Le azioni su scala europea garantiscono un valore aggiunto eccezionale grazie a strumenti armonizzati, a effetti strutturanti più marcati e ad una maggiore efficienza rispetto agli accordi bilaterali tra Stati membri.Le attività previste si basano sulla lunga e positiva esperienza delle azioni Marie Curie per soddisfare le esigenze dei ricercatori in materia di formazione, mobilità e sviluppo della carriera. Pur garantendo una certa continuità, il programma attribuisce una maggiore importanza agli aspetti seguenti:-  Un effetto strutturante più marcato, ad esempio mediante l’introduzione del cofinanziamento di programmi regionali, nazionali ed internazionali nella linea d’azione “Formazione continua e sviluppo delle carriere”. La modalità “cofinanziamento” non sostituirà il sistema europeo di borse individuali post-dottorato che costituiscono una pratica esclusiva del 6° programma quadro. Le borse individuali hanno tuttavia raggiunto una fase di maturità in Europa. Nello stesso tempo le offerte nazionali in questo ambito sono ancora frammentate in termini di obiettivi, metodi di valutazione e condizioni di lavoro e sono spesso limitate per quanto concerne la dimensione internazionale o europea. Si propone pertanto di cofinanziare, sulla base di inviti aperti a presentare proposte, un certo numero di programmi selezionati che corrispondono agli obiettivi del programma di lavoro. La valutazione e la selezione si baseranno sul merito, indipendentemente dall’origine dei borsisti selezionati, garantendo condizioni di assunzione e di lavoro accettabili (in termini di salario, previdenza sociale, tutorato, sviluppo professionale).-  Partecipazione dell’industria : il carattere “dal basso verso l’altro” delle azioni Marie Curie sarà mantenuto, ma si porrà un accento più marcato sulla formazione e lo sviluppo delle carriere in vari settori, in particolare il settore privato. A tal fine si porrà l’accento sullo sviluppo di capacità e competenze complementari fondamentali per una migliore comprensione della ricerca nelle imprese e per la qualità della loro ricerca. A tal fine si incentiveranno le esperienze intersettoriali mediante la partecipazione attiva dell’industria a tutte le azioni e attivando un meccanismo specifico per la condivisione delle conoscenze mediante partenariati tra settore pubblico e privato, ivi comprese le PMI.-  La dimensione internazionale sarà rafforzata. Oltre alle borse per un soggiorno all’estero con obbligo di rientrare nella sede di origine, destinate a contribuire alla formazione continua e allo sviluppo della carriera dei ricercatori UE, la cooperazione internazionale mediante i ricercatori dei paesi terzi viene ulteriormente ampliata. Sono previste anche nuove dimensioni per la collaborazione con i paesi confinanti dell’UE e i paesi che hanno sottoscritto un accordo S&T con l’UE. Inoltre si offrirà sostegno alle “diaspore scientifiche” dei ricercatori europei all’estero e dei ricercatori stranieri in Europa.7.4. CapacitàIl programma specifico “Capacità” rafforzerà la capacità di ricerca e innovazione in tutta l’Europa. Il programma prevede la continuità e il rafforzamento delle azioni dei programmi quadro precedenti, ma anche importanti novità.Un nuovo elemento importante è l’approccio strategico previsto per il sostegno alla costruzione di nuove infrastrutture di ricerca parallelamente al proseguimento del sostegno alle infrastrutture di ricerca esistenti ai fini di un loro uso ottimale. Il sostegno alla costruzione di nuove infrastrutture sarà realizzato mediante una strategia in due fasi: una fase preparatoria e una fase di costruzione. Sulla base del lavoro svolto dall’ESFRI ( European Strategy Forum on Research Infrastructure ) per l’elaborazione di una tabella di marcia europea per la nuove infrastrutture di ricerca, la Commissione individuerà i progetti prioritari che, nell’ambito del 7° programma quadro, potrebbero beneficiare di un sostegno comunitario. Per questi progetti, la Commissione interverrà in quanto “mediatrice”; in particolare per agevolare i meccanismi di ingegneria finanziaria per la fase di costruzione, facilitando anche l’accesso ai prestiti BEI mediante il Meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi. L’allegato 1 contiene l’”elenco delle opportunità” dell’ESFRI: si tratta di esempi concreti di nuove infrastrutture di ricerca di ampie dimensioni di cui la comunità scientifica europea avrà bisogno nel prossimo decennio.I due sistemi per finanziare la ricerca a beneficio delle PMI e delle associazioni di PMI saranno mantenuti con uno stanziamento di bilancio superiore in modo da soddisfare le crescenti esigenze delle PMI in termini di esternalizzazione della ricerca.Le azioni “regioni della conoscenza” si basano sull’azione pilota che ha ottenuto buoni risultati. Si intende permettere alle reti transnazionali di regioni di valorizzare al massimo le loro capacità di ricerca, consentire loro di assorbire nuove conoscenze derivanti dalla ricerca ed agevolare la nascita di “aggregati di ricerca” che associano università, centri di ricerca, imprese ed autorità regionali.Un nuovo importante elemento è l’azione destinata a “sbloccare” l’intero potenziale di ricerca nelle regioni della convergenza e delle regioni ultraperiferiche. La realizzazione dell’economia e della società della conoscenza presuppone il rafforzamento dell’eccellenza della ricerca europea, ma anche un’utilizzazione più adeguata dell’elevato potenziale di ricerca, finora inutilizzato, presente nell’insieme dell’UE. Saranno varate azioni specifiche che consentiranno di assumere ricercatori provenienti da altri paesi UE, distaccare personale di ricerca e amministrativo, istituire meccanismi di valutazione e acquisire e sviluppare apparecchiature di ricerca. Queste azioni integreranno le esigenze e le opportunità di rafforzare le capacità di ricerca dei centri di eccellenza esistenti ed emergenti nelle regioni che possono beneficiare dei Fondi strutturali.La parte “Scienza nella società” costituisce un considerevole ampliamento del lavoro svolto nell’ambito del programma quadro precedente. Si mira ad incentivare il miglioramento delle attività scientifiche, a incoraggiare l’elaborazione di politiche comunitarie di migliore qualità e un maggior coinvolgimento ed un’informazione più adeguata del pubblico.Un obiettivo importante del 7° programma quadro è l’elaborazione di una politica scientifica e tecnologica forte e coerente, obiettivo sostenuto dalle attività del programma “Capacità”, soprattutto contribuendo all’individuazione di priorità nel settore della cooperazione.Lo sviluppo coerente delle politiche attribuirà maggior rilievo al coordinamento delle politiche di ricerca nazionali e regionali mediante un meccanismo di sostegno specifico alle iniziative di cooperazione strategica transnazionale da parte di Stati membri e regioni. Ciò rafforzerà l’attuazione del metodo aperto di coordinamento nelle politiche di ricerca e favorirà iniziative concertate o congiunte tra gruppi di paesi e regioni in settori, caratterizzate da una forte dimensione internazionale.7.5. Azioni del Centro comune di ricercaPur continuando a fornire un sostegno scientifico e tecnico al processo di elaborazione delle politiche comunitarie, il CCR rafforzerà ulteriormente il suo orientamento ai clienti e intensificherà il collegamento in rete con la comunità scientifica; svilupperà inoltre le sue attività nel contesto specifico della crescita, dello sviluppo sostenibile e della sicurezza.Le azioni del CCR risponderanno anche all’appello a favore di una “regolamentazione migliore” contenuto nella nuova agenda di Lisbona. Le nuove sfide legate all’esigenza crescente di far fronte alle crisi, alle emergenze e agli imperativi politici pressanti saranno affrontate costruendo capacità e strutture in determinati settori al fine di fornire un adeguato sostegno in un contesto europeo. Un elemento fondamentale di questo programma sarà inoltre una strategia integrata di sostegno scientifico e tecnico alle politiche.8. ISTITUIRE IL SER DELLA CONOSCENZA A VANTAGGIO DELLA CRESCITAI rapidi progressi necessari per realizzare un’economia e una società della conoscenza presuppongono nuovi obiettivi ambiziosi e richiedono una nuova efficacia nella ricerca europea. Tutti gli operatori dell’Unione europea – governi nazionali, istituti di ricerca, imprese – devono fare la propria parte.Tutti i programmi specifici destinati ad attuare il Settimo programma quadro sono concepiti in modo tale da ottimizzare l’efficacia e l’impatto delle spese di ricerca a livello europeo nell’ambito dello stanziamento di bilancio disponibile. Le caratteristiche principali sono: l’accento sui quattro obiettivi dei programmi specifici, accompagnate da attività e mezzi attuativi per conseguire gli obiettivi perseguiti; un forte elemento di continuità; una costante attenzione allo sviluppo delle competenze esistenti e alla creazione di capacità per l’eccellenza della ricerca del futuro; una gestione razionalizzata e semplificata tale da garantire facilità di utilizzo e efficacia rispetto ai costi; e una flessibilità intrinseca in modo che il programma quadro possa reagire di fronte alle nuove necessità e opportunità.Allegato“ELENCO DELLE PROPOSPETTIVE”[7] dell’ESFRI-  Impianto di ricerca sugli antiprotoni e gli ioni ( Facility for Antiproton and Ion Research -FAIR)-  Impianto di fasci secondari intensi di isotopi instabili (SPIRAL II)-  Telescopio sottomarino per neutrini (KM3NeT)-  Telescopio di grande diametro ( Extremely Large Telescope -ELT) per l’astronomia ottica-  Infrastruttura paneuropea di ricerca sulle nanostrutture ( Pan-european research infrastructure for Nano-structures- PRINS)-  Fonte di spallazione europea ( European Spallation Source -ESS) fonte di neutroni-  XFEL europeo – per raggi X duri-  Rete “IRUVX FELs” – dai raggi infrarossi ai raggi X soffici-  Modernizzazione del Laboratorio europeo delle radiazioni da sincrotrone (ESRF)-  Computer ad alte prestazioni per l’Europa ( High Performance Computer for Europe HPCEUR)-  Navi di ricerca costiera – essenzialmente nel mar Baltico-  Rompighiaccio di ricerca Aurora Borealis-  Osservatorio multidisciplinare europeo del fondo marino (EMSO)-  Infrastruttura europea di ricerca e protezione della biodiversità-  Infrastruttura avanzata di imaging del cervello e del corpo intero-  Infrastruttura di bioinformatica per l’Europa-  Rete europea di centri di ricerca clinica avanzata-  Rete europea di biobanche e risorse genomiche-  Laboratori ad alta sicurezza per le malattie emergenti e le minacce che pesano sulla sanità pubblica-  Infrastruttura di analisi funzionale del genoma completo di un mammifero-  Impianti tipo di prova per la ricerca biomedica-  Osservatorio europeo di ricerca nelle scienze umane e nella scienze sociali (EROHS)-  Indagine sociale europea (ESS)“Progetti internazionali”-  ITER-  Stazione spaziale internazionale (ISS)-  Linear Collider Internazionale (ILC)-  Square Kilometer Array (SKA) – radiotelescopio-  International Fusion Materials Irradiation Facility (IFMIF)2005/0188 (CNS)Proposta diDECISIONE DEL CONSIGLIOconcernente il programma specifico “Capacità” recante attuazione del Settimo programma quadro (2007-2013) di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione(Testo rilevante ai fini del SEE)IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 166,vista la proposta della Commissione[8],visto il parere del Parlamento europeo[9],visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[10],considerando quanto segue:(1) In conformità dell’articolo 166, paragrafo 3, del trattato, la decisione n….. del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il Settimo programma quadro di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) (in appresso “il programma quadro”) viene attuata mediante programmi specifici, che ne precisano le modalità di realizzazione, ne fissano la durata e stabiliscono i mezzi ritenuti necessari.(2) Il programma quadro è articolato in quattro tipi di attività: la cooperazione transnazionale su temi definiti a livello politico (“Cooperazione”), la ricerca realizzata su iniziativa della comunità dei ricercatori (“Idee”), il sostegno alla formazione e allo sviluppo della carriera dei singoli ricercatori (“Persone”) e il sostegno alle capacità di ricerca (“Capacità”). Le attività indirette facenti capo al programma specifico “Capacità” dovranno essere realizzate attraverso il presente programma specifico.(3) Al presente programma si applicano le regole relative alla partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università e alla diffusione dei risultati delle attività di ricerca, vigenti per il programma quadro (in appresso “regole di partecipazione e diffusione”).(4) Il programma quadro integra le attività svolte negli Stati membri ed altre azioni comunitarie necessarie per l’impegno strategico complessivo ai fini del conseguimento degli obiettivi di Lisbona, parallelamente, in particolare, alle azioni concernenti i Fondi strutturali, l’agricoltura, l’istruzione, la formazione, la competitività e l’innovazione, l’industria, la sanità, la tutela dei consumatori, l’occupazione, l’energia, i trasporti e l’ambiente.(5) Le attività di innovazione e quelle connesse alle PMI, finanziate nell’ambito del programma quadro, dovrebbero essere complementari a quelle svolte nell’ambito del programma quadro “Competitività e innovazione”.(6) L’attuazione del programma quadro può comportare dei programmi aggiuntivi che prevedano la partecipazione esclusiva di determinati Stati membri, la partecipazione della Comunità a programmi avviati da più Stati membri o la creazione di imprese comuni o di qualsiasi altra struttura ai sensi degli articoli 168, 170 e 171 del trattato.(7) Il presente programma specifico dovrebbe partecipare alla sovvenzione concessa alla Banca europea per gli investimenti per l’istituzione del “meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi” per agevolare l’accesso ai prestiti BEI.(8) Come stabilito all’articolo 170 del trattato, la Comunità ha concluso una serie di accordi internazionali nel settore della ricerca ed occorre impegnarsi per rafforzare la cooperazione internazionale in questo ambito, al fine di integrare ulteriormente la Comunità europea nella comunità di ricerca mondiale. Al presente programma specifico possono pertanto partecipare i paesi che hanno sottoscritto gli accordi necessari a tal fine, mentre ai progetti possono partecipare, sulla base del reciproco vantaggio, soggetti di paesi terzi ed organizzazioni internazionali per la cooperazione scientifica.(9) Le attività di ricerca condotte nell’ambito del presente programma devono rispettare i principi etici fondamentali, compresi quelli enunciati nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.(10) Il Programma quadro dovrebbe contribuire a promuovere lo sviluppo sostenibile.(11) Occorre garantire la sana gestione finanziaria del programma quadro, un’attuazione più efficiente e semplice possibile ed un accesso agevole per tutti i partecipanti, in conformità al regolamento (CE, EURATOM) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, al regolamento (CE, EURATOM) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità d’esecuzione del regolamento finanziario e ad eventuali modifiche future.(12) È inoltre opportuno adottare misure atte a prevenire le irregolarità e le frodi, nonché intraprendere i passi necessari ai fini del recupero di fondi perduti, indebitamente versati o utilizzati in modo improprio, ai sensi del regolamento (CE, EURATOM) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee, del regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, recante modalità d'esecuzione del regolamento finanziario e delle eventuali modifiche future, del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità[11], del regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio dell'11 novembre 1996 relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità[12] e del regolamento (CE) n. 1074/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)[13].(13) Le misure adottate ai fini dell'attuazione della presente decisione dovrebbero essere conformi alla decisione 1999/468/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione[14].(14) Al programma specifico “Capacità” dovrebbe essere attribuita una propria linea di bilancio nell’ambito del bilancio generale delle Comunità europee.(15) In fase di attuazione del programma occorre considerare con particolare attenzione l’integrazione della dimensione di genere, nonché altri aspetti quali le condizioni di lavoro, la trasparenza delle procedure di assunzione e le prospettive di carriera dei ricercatori assunti per i progetti ed i programmi finanziati nell’ambito delle azioni previste dal presente programma, che dovrebbero ispirarsi alla raccomandazione della Commissione dell’11 marzo 2005 riguardante la Carta europea dei ricercatori e un codice di condotta per l’assunzione di ricercatori[15].HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:ArticoloPer il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013 è adottato il programma specifico “Capacità” concernente le attività comunitarie nel campo della ricerca e dello sviluppo tecnologico, ivi comprese le attività di dimostrazione, in appresso denominato il “programma specifico”.Articolo 2Il programma specifico sosterrà le attività attinenti al programma “Capacità”, promuovendo taluni aspetti fondamentali delle capacità europee nel campo della ricerca e dell’innovazione, ovvero:a) infrastrutture di ricerca;b) ricerca a favore delle imprese di piccole e medie dimensioni (PMI)c) regioni della conoscenzad) potenziale di ricercae) scienza nella societàf) attività orizzontali di cooperazione internazionalenonché lo sviluppo coerente delle politiche di ricerca.L’attuazione del presente programma specifico può comportare l'istituzione di programmi aggiuntivi che prevedono la partecipazione esclusiva di determinati Stati membri, la partecipazione della Comunità a programmi avviati da più Stati membri, o la creazione di imprese comuni o di qualsiasi altra struttura ai sensi degli articoli 168, 170 e 171 del trattato.Gli obiettivi e le linee di indirizzo di tali attività sono definiti nell’allegato I.Articolo 3Conformemente a quanto indicato all’allegato II del programma quadro, l’importo ritenuto necessario per l’attuazione del programma specifico è di 7486 milioni di euro, di cui una quota inferiore al 6% è destinata alle spese amministrative della Commissione. Una ripartizione indicativa di tale importo è riportata nell'allegato II.Articolo 41. Tutte le attività di ricerca svolte nell'ambito del programma specifico sono realizzate nel rispetto dei principi etici fondamentali.2. Nell'ambito del presente programma non sono finanziati i seguenti settori di ricerca:-  attività di ricerca finalizzate alla clonazione umana a fini riproduttivi,-  attività di ricerca volte a modificare il patrimonio genetico degli essere umani che potrebbero rendere tali modifiche ereditarie[16],-  attività di ricerca volte alla creazione di embrioni umani a fini di ricerca o per la produzione di cellule staminali, anche mediante il trasferimento di nuclei di cellule somatiche .3. Nell'ambito del presente programma non sono finanziate le seguenti attività di ricerca:-  attività di ricerca vietate in tutti gli Stati membri-  attività di ricerca da svolgere in uno Stato membro in cui sono vietate.Articolo 51. Il programma specifico è attuato mediante i meccanismi di finanziamento che figurano all’allegato III del Settimo programma quadro.2. All’allegato III del presente programma specifico sono illustrate le disposizioni per una sovvenzione alla Banca europea per gli investimenti per l’istituzione di un “meccanismo di finanziamento con ripartizione dei rischi”.3. All’allegato IV del presente programma specifico è illustrata un’iniziativa per la realizzazione congiunta di programmi nazionali di ricerca, che formerà oggetto di una decisione separata, a norma dell'articolo 169 del trattato.4. Le regole di partecipazione e diffusione si applicano al presente programma specificoArticolo 61. Ai fini dell’attuazione del programma specifico, la Commissione elabora un programma di lavoro che definisce con maggiore dettaglio gli obiettivi e le priorità scientifiche e tecnologiche indicate all'allegato I, il meccanismo di finanziamento da utilizzare per i temi oggetto di inviti a presentare proposte, nonché il relativo calendario di attuazione.2. Il programma di lavoro tiene conto delle pertinenti attività di ricerca svolte dagli Stati membri, dai paesi associati e dalle organizzazioni europee ed internazionali e sarà opportunamente aggiornato.3. Il programma di lavoro stabilisce i criteri per la valutazione delle proposte di azioni indirette presentate nell’ambito dei regimi di finanziamento e per la selezione dei progetti. Tra questi figurano l’eccellenza, l’impatto e l'attuazione e, in tale contesto, il programma di lavoro può stabilire requisiti, coefficienti di ponderazione e punteggi minimi più precisi o completi.4. Il programma di lavoro può stabilire:a) le organizzazioni che percepiscono finanziamenti sotto forma di una quota di adesioneb) azioni di sostegno per le attività condotte da determinati soggetti giuridici.Articolo 71. La Commissione è responsabile dell’attuazione del programma specifico.2. La procedura stabilita all’articolo 8, paragrafo 2, si applica per l'approvazione:a) del programma di lavoro di cui all’articolo 6, paragrafo 1b) di eventuali modifiche della ripartizione indicativa degli importi fissati all’allegato II.3. Per l’approvazione di azioni di RST che comportano l'impiego di embrioni umani e di cellule staminali di embrioni umani si applica la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 3.Articolo 81. La Commissione è assistita da un comitato.2. Quando si fa riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di gestione stabilita all’articolo 4 della decisione 1999/468/CE, in conformità dell’articolo 7, paragrafo 3 della stessa.3. Quando si fa riferimento al presente paragrafo, si applicano le disposizioni degli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE.4. Il periodo previsto all’articolo 4, paragrafo 3, e all’articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è stabilito a due mesi.5. La Commissione riferisce periodicamente al comitato dei progressi complessivi compiuti nell’attuazione del programma specifico e lo informa di tutte le azioni di RST finanziate nell’ambito di questo programma.Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO IOBIETTIVI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI, GRANDI LINEE DELLE ATTIVITÀ E DELLE AREE TEMATICHEINTRODUZIONEQuesto programma specifico accrescerà le capacità di ricerca e innovazione in tutta l’Europa, assicurandone l'impiego ottimale. Tale obiettivo sarà raggiunto attraverso:-  l’impiego e lo sviluppo ottimale delle infrastrutture di ricerca-  il rafforzamento del potenziale innovativo delle PMI e della loro capacità di fruire della ricerca-  il sostegno allo sviluppo di aggregati di ricerca di portata regionale-  la valorizzazione del potenziale di ricerca nelle regioni incluse nell’obiettivo di convergenza e nelle regioni più periferiche dell’UE-  l’avvicinamento tra scienza e società, affinché la scienza e la tecnologia si inseriscano armoniosamente nella società europea; e-  azioni e misure orizzontali a sostegno della cooperazione internazionale.Il presente programma specifico promuoverà inoltre lo sviluppo coerente delle politiche di ricerca.I principi dello sviluppo sostenibile e della parità di genere saranno debitamente integrati nel programma. Si terrà conto, ove opportuno nell’ambito delle attività del programma specifico, delle considerazioni di carattere etico, giuridico e degli aspetti culturali di più ampio respiro delle attività di ricerca che si intendono svolgere e delle loro potenziali applicazioni, nonché delle ripercussioni socioeconomiche dello sviluppo e delle prospettive nel campo della scienza e della tecnologia.Nell’ambito di questo programma specifico si possono avviare azioni di coordinamento di programmi non comunitari, avvalendosi del regime ERA-NET e della partecipazione della Comunità a programmi nazionali di ricerca attuati congiuntamente (articolo 169 del trattato), secondo le modalità indicate nel programma specifico ‘Cooperazione’.Si cercherà di realizzare delle sinergie ed azioni complementari alle altre politiche e programmi comunitari, quali la politica regionale dell’UE, i fondi strutturali, il programma per la competitività e l’innovazione, nonché i pertinenti programmi per l’istruzione e la formazione.Sviluppo coerente delle politiche di ricercaLe attività avviate nell’ambito di questo programma favoriranno lo sviluppo coerente delle politiche di ricerca, completando le attività di coordinamento condotte nel quadro del programma ‘Cooperazione’ ed appoggiando le politiche e le iniziative comunitarie (quali ad es. iniziative legislative, raccomandazioni e linee direttrici) finalizzate ad incrementare la coerenza e l’impatto delle politiche degli Stati membri.Queste attività contribuiranno all’attuazione della strategia di Lisbona, segnatamente al conseguimento dell’obiettivo dell’investimento del 3 % nella ricerca, aiutando gli Stati membri e l’Unione a sviluppare delle politiche di ricerca e sviluppo più efficaci, con l’intento di migliorare la ricerca del settore pubblico ed i suoi legami con l’industria, di promuovere gli investimenti privati nella ricerca, creando in particolare un contesto favorevole attraverso un maggiore sostegno ed impulso pubblico agli investimenti privati.Tra le attività previste rientrano[17]:-  Monitoraggio e analisi delle politiche del settore pubblico e delle strategie del settore privato in materia di ricercaTale attività è finalizzata a fornire informazioni ed analisi a sostegno della formulazione, attuazione, valutazione e coordinamento transnazionale delle politiche degli organi ed enti pubblici. Tale attività abbraccia:-  Un servizio di informazioni strategiche (ERAWATCH) per la formulazione di politiche per la ricerca empirica e per favorire la realizzazione dello Spazio europeo di ricerca (SER), che offra una migliore visione della natura, delle componenti e dell’evoluzione delle politiche, delle iniziative e dei sistemi nazionali e regionali di ricerca. Il servizio comprende l’elaborazione periodica di analisi, da un’ottica europea, delle questioni di rilievo per la formulazione di politiche di ricerca, più precisamente: i fattori che determinano l’evoluzione dei sistemi di ricerca e le loro implicazioni per le politiche e le strutture di governance ; le problematiche/sfide all’orizzonte e le opzioni strategiche; un inventario a livello europeo dei progressi compiuti dagli Stati membri nella realizzazione dello Spazio europeo di ricerca e dell’obiettivo del 3 %.-  Attività di monitoraggio degli investimenti nella ricerca industriale, per fornire una fonte di informazione complementare ed esauriente, che aiuti ad indirizzare la politica del settore pubblico e consenta alle imprese di effettuare analisi comparative delle rispettive strategie di investimento nel campo della R&S. Tale attività comprende la periodica elaborazione di quadri di valutazione per impresa e per settore degli investimenti nella R&S, studi delle tendenze degli investimenti privati nella R&S, analisi dei fattori che incidono sulle decisioni di investimento nella R&S e le prassi aziendali, analisi delle ricadute economiche, nonché valutazione dei risvolti a livello delle politiche.-  Lo sviluppo e l’analisi di indicatori dell’attività di ricerca e dei suoi riflessi sull’economia. Tale attività comprende l’elaborazione e la pubblicazione di dati chiave e quadri di valutazione di portata nazionale e regionale relativi alle scienze ed alla tecnologia, sulla base eventualmente di indicatori statistici ufficiali; l’analisi dei punti di forza e debolezza dei sistemi di R&S degli Stati membri; nonché l’analisi della posizione e delle realizzazioni dell’Unione nel campo della ricerca scientifica e tecnologica.Le suddette attività saranno condotte in collaborazione con il Centro comune di ricerca, nonché attraverso studi e gruppi di esperti.-  Coordinamento delle politiche di ricerca, comprese le iniziative di cooperazione transnazionale avviate a livello nazionale o regionale su temi di interesse comuneDetta attività mira a rafforzare il coordinamento delle politiche di ricerca attraverso azioni a sostegno (i) dell’attuazione di metodi aperti di coordinamento (MAC) e (ii) di iniziative avviate con approccio dalla base in diversi paesi e regioni, cui partecipino eventualmente altri soggetti interessati (comprese l’industria, le organizzazioni europee ed organizzazioni della società civile).Le attività si incentreranno su questioni di interesse comune connesse alla ricerca e ad altre politiche pertinenti, che dovrebbero essere affrontate per la realizzazione dello Spazio europeo di ricerca e dell’obiettivo di investire il 3 % del PIL dell’Unione europea nella ricerca. Le predette attività serviranno a: favorire lo sviluppo di politiche nazionali e regionali più efficaci attraverso l’apprendimento reciproco e la revisione da parte di specialisti (‘ peer review ’); incoraggiare l’attuazione di iniziative comuni o in concertazione tra gruppi di paesi e regioni interessate, in settori aventi una forte dimensione o impatto transnazionale; individuare eventuali tematiche, che richiedono un intervento complementare e sinergetico a livello comunitario e nazionale.Le iniziative intraprese da diversi paesi e regioni possono riguardare attività quali lo scrutinio inter pares delle politiche nazionali e regionali, lo scambio di esperienze e personale, l’elaborazione congiunta di valutazioni e studi d’impatto, nonché lo sviluppo e l’attuazione di iniziative congiunte.Aspetti eticiL’attuazione di questo programma specifico e delle conseguenti attività di ricerca deve avvenire nel rispetto dei principi etici fondamentali, tenendo contro tra l’altro dei principi enunciati dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, tra i quali figurano: la tutela della dignità umana e il diritto alla vita, la protezione dei dati di carattere personale e il rispetto della vita privata e familiare, la tutela degli animali e dell’ambiente, in conformità al diritto comunitario e ai testi aggiornati delle convenzioni internazionali, delle direttive e dei codici di condotta pertinenti, quali ad es. la Dichiarazione di Helsinki, la Convenzione del Consiglio d’Europa sui diritti dell’uomo e la biomedicina firmata a Oviedo il 4 aprile 1997 e i relativi protocolli addizionali, la Convenzione dell’ONU sui diritti del fanciullo, la Dichiarazione universale sul genoma umano e i diritti dell’uomo adottata dall’UNESCO, la Convenzione dell’ONU sulle armi biologiche e batteriologiche (BTWC), il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l’alimentazione e l’agricoltura e le risoluzioni pertinenti dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).Si dovrà inoltre tener conto dei pareri del Gruppo europeo di consulenti sulle implicazioni etiche della biotecnologia (1991-1997) e dei pareri del Gruppo europeo di Etica delle scienze e delle nuove tecnologie (EGE) (dal 1998).Nel rispetto del principio della sussidiarietà e della diversità delle strategie in Europa, i partecipanti ai progetti di ricerca devono attenersi alla normativa, ai regolamenti ed alle norme etiche vigenti nei paesi in cui è svolta l’attività di ricerca. Comunque sia, si applica la normativa nazionale e le attività di ricerca vietate in un determinato Stato membro o altro paese che siano condotte sul territorio del medesimo non fruiranno del finanziamento comunitario.Prima di iniziare le attività di ricerca e di sviluppo tecnologico, i realizzatori dei progetti di ricerca dovranno eventualmente ottenere l’autorizzazione delle commissioni etiche nazionali o locali competenti. La Commissione procederà sistematicamente allo scrutinio delle proposte concernenti questioni delicate sotto il profilo etico o i cui risvolti etici non siano stati sufficientemente approfonditi. In taluni casi specifici i progetti potranno essere vagliati sotto il profilo etico nel corso dell’attuazione.Conformemente a quanto statuito all'articolo 4, paragrafo 3, della presente decisione, non saranno finanziate le attività di ricerca vietate in tutti gli Stati membri.Il Protocollo sulla protezione ed il benessere degli animali allegato al trattato prescrive che nella formulazione e nell’attuazione delle politiche comunitarie, compresa quella della ricerca, la Comunità tenga pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali. La direttiva 86/609/CEE del Consiglio relativa alla protezione degli animali utilizzati a fini sperimentali o ad altri fini scientifici statuisce che tutti gli esperimenti con animali devono: essere eseguiti in modo da evitare angoscia e sofferenze o dolori inutili agli animali da esperimento, impiegare il minimo numero di animali, implicare animali con il più basso sviluppo neurologico e causare a questi meno dolore, sofferenza, angoscia o danni durevoli possibili. Le modifiche del patrimonio genetico degli animali e la clonazione di animali possono essere prese in considerazione solo qualora abbiano finalità eticamente ammissibili e siano condotte in condizioni tali da garantire il benessere degli animali e il rispetto dei principi della biodiversità.Nel corso dell’attuazione del presente programma, la Commissione esaminerà regolarmente i progressi scientifici e l’evoluzione delle disposizioni nazionali ed internazionali, affinché siano integrati nel programma.La ricerca sulle implicazioni etiche degli sviluppi tecnologici e scientifici è condotta nell’ambito della sezione “Scienza e società” del presente programma.1. INFRASTRUTTURE DI RICERCAObiettivoOttimizzare l’impiego e lo sviluppo delle migliori infrastrutture di ricerca esistenti in Europa, nonché favorire la creazione di nuove infrastrutture di ricerca (o l’ammodernamento sostanziale delle infrastrutture esistenti) di interesse paneuropeo in tutti i campi scientifici e tecnologici, necessarie alla comunità scientifica europea per rimanere all’avanguardia nel campo della ricerca e per permettere all’industria di potenziare la propria base del sapere e il proprio know how tecnologico.StrategiaInfrastrutture di ricerca moderne ed efficienti sono assolutamente necessarie, per raggiungere il primato in campo scientifico e tecnologico, affinché l’Europa diventi l’economia più concorrenziale e dinamica al mondo fondata sulla conoscenza. Le infrastrutture di ricerca sono un elemento fondamentale per la creazione di conoscenza, la sua successiva diffusione, applicazione e valorizzazione, con conseguente stimolo per l’innovazione. In tutti i settori scientifici e tecnologici l'accesso a tali infrastrutture diventa sempre più imperativo. Molte infrastrutture di ricerca sono evolute, trasformandosi da grandi centri specialistici dedicati ad un’unica disciplina in centri di servizio a disposizione di una grande varietà di comunità scientifiche. Grazie alla tecnologia ICT, l’attuale nozione di infrastruttura si sta espandendo, per abbracciare sistemi distribuiti di hardware, software e contenuti, dotati di un enorme valore aggregato, grazie alla loro funzione di ricettacoli di conoscenza in numerose discipline disparate.L’azione qui proposta contribuirà segnatamente allo sviluppo, alla valorizzazione e alla conservazione del sapere, attraverso il sostegno ad infrastrutture di ricerca, fondate su una strategia orientata all’eccellenza, promossa dalla base, e alla selettività dell’azione. L’ammodernamento strategico di infrastrutture in rete basate sulla tecnologia ICT è inoltre ritenuta una forza di propulsione del cambiamento del modo di esercitare la scienza.Nell’ambito del programma quadro comunitario per la Ricerca e lo sviluppo tecnologico per “infrastrutture di ricerca” si intendono gli impianti, le risorse o i servizi necessari alla comunità dei ricercatori per effettuare la ricerca in tutti i campi scientifici e tecnologici. Tale nozione comprende, oltre alle risorse umane necessarie:-  le apparecchiature o serie di strumenti principali utilizzati per finalità di ricerca-  le risorse conoscitive quali collezioni, archivi, informazioni strutturate o sistemi pertinenti alla gestione di dati, impiegati nella ricerca scientifica-  le infrastrutture basate su tecnologie ICT abilitanti, quali la tecnologia Grid, infrastrutture di calcolo, il software e le comunicazioni-  qualsiasi altra unità di carattere unico utilizzata per ricerca scientifica.Sono ammesse a fruire del finanziamento solo le infrastrutture di ricerca o le reti di infrastrutture di ricerca di chiaro interesse-sotto il profilo del rendimento e dell’accessibilità-per la Comunità scientifica europea (università, settore pubblico e industria). Queste devono dare un contributo significativo allo sviluppo di capacità di ricerca europee.Il coordinamento complessivo delle infrastrutture di ricerca tematica del programma specifico “Cooperazione” è assicurato dal presente programma.AttivitàLe attività saranno condotte lungo le seguenti direttrici:-  ottimizzazione dell’impiego delle infrastrutture di ricerca esistenti ed incremento del loro rendimento-  promozione dello sviluppo di nuove infrastrutture di ricerca (o sostanziale ammodernamento delle infrastrutture già esistenti) di interesse paneuropeo, sulla base dell’attività dell’ESFRI (Foro per la strategia europea in materia di infrastrutture di ricerca)-  attuazione di misure di sostegno, anche per far fronte ad esigenze emergenti.1.1. Infrastrutture di ricerca esistentiLe azioni riguardanti le infrastrutture di ricerca saranno tese a potenziare le capacità e le prestazioni a livello europeo di specifiche infrastrutture di ricerca, nonché a sensibilizzare le comunità di utilizzatori alle possibilità offerte dalle infrastrutture di ricerca e ad incrementare il loro impegno per gli investimenti nella ricerca di alto livello. Le attività consistono nel favorire l’uso efficiente degli impianti, delle risorse e dei servizi in tutti i campi della scienza e della tecnologia, attraverso la promozione dell’accesso “transnazionale”, nonché dell’ottimizzazione delle infrastrutture di ricerca europee attraverso la “integrazione” delle capacità e degli sforzi.1.1.1. Accesso transnazionaleLe infrastrutture di ricerca di livello mondiale richiedono massicci investimenti a lungo termine di risorse (umane e finanziarie). Tali infrastrutture dovrebbero essere utilizzate e sfruttate su scala europea dalla più vasta collettività possibile di scienziati e di clienti industriali. L’Unione europea dovrebbe contribuire alla realizzazione di tale obiettivo promuovendo l’ accesso transnazionale , inteso a schiudere nuove possibilità alle équipe di ricerca delle regioni periferiche e più esterne di accedere alle migliori infrastrutture (compreso il relativo personale) di ricerca. Tale accesso ad utilizzatori esterni dovrebbe essere realizzato in modo concreto sia mediante l’accesso fisico degli interessati, sia mediante i mezzi di comunicazione telematica. Potrebbe anche configurarsi come prestazione di servizi scientifici a distanza. Per l’esecuzione di tale attività si bandiranno inviti a presentare proposte per tutti i settori della scienza e della tecnologia-senza alcuna preferenza per l’uno o l’altro campo-, elaborati sulla base di segnalazioni precedentemente pervenute (‘approccio dalla base’ o ‘bottom-up’ ).1.1.2. Attività di integrazioneL’ottimizzazione ed il potenziamento delle capacità e del rendimento delle infrastrutture di ricerca a livello europeo devono essere costantemente stimolati e migliorati per far fronte alle crescenti e nuove esigenze scientifiche. Il miglior modo per realizzare tale obiettivo è stimolare il loro impiego e sviluppo, nonché il loro ammodernamento, in un modo coordinato.Per le infrastrutture di ricerca esistenti, le attività di integrazione saranno realizzate attraverso:-  inviti, elaborati con approccio dalla base, per intensificare il coordinamento e l’aggregazione delle rispettive risorse tra i gestori di infrastrutture, al fine di propagare una cultura di cooperazione . Tali attività dovrebbero inoltre essere volte a: migliorare l’impostazione, a livello europeo, del funzionamento delle infrastrutture di ricerca, a favorire il loro sviluppo comune in termini di capacità e rendimento, nonché a promuovere il loro impiego coerente e interdisciplinare-  inviti mirati, qualora sia evidente che azioni specifiche possano favorire e sostenere infrastrutture di ricerca potenzialmente importanti a lungo termine, nonché accelerarne l’affermazione a livello europeo. Gli inviti saranno banditi in stretto coordinamento con le attività svolte nelle varie aree tematiche, per garantire che tutte le iniziative intraprese a livello europeo e nell’ambito comunitario rispondano alle esigenze di ogni area in materia di infrastrutture di ricerca. È già possibile indicare[18] i settori per i quali si impone un migliore uso ed il potenziamento delle infrastrutture europee esistenti, per soddisfare le esigenze strategiche a lungo termine sia degli attori della ricerca nelle università, nel settore pubblico e nell’industria, sia della collettività in genere, quali le esigenze relative a: le scienze della vita e le sue applicazioni, le tecnologie ICT, lo sviluppo della ricerca industriale (compresa la metrologia), la promozione dello sviluppo duraturo (con particolare riferimento all’ambiente), nonché le scienze umane e sociali.1.1.3. Infrastrutture in rete basate su ICTL’instaurazione di infrastrutture in rete ( e-Infrastructures ) offre servizi continui alle comunità di ricercatori, attraverso processi complessi ideati per consentire a comunità virtuali di attingere a risorse ICT (calcolo elettronico, connessione, strumentazione) distribuite. Il rafforzamento di una strategia europea ed il potenziamento delle attività ivi connesse-condotte a livello europeo in questo settore-possono contribuire in misura significativa ad accrescere il potenziale di ricerca europeo ed il suo sfruttamento, nonché a consolidare le infrastrutture in rete , quale chiave di volta dello Spazio europeo di ricerca, “precursore” dell’innovazione interdisciplinare e forza di propulsione del cambiamento del modo di esercitare la scienza. Potrebbe inoltre contribuire all’integrazione dei gruppi di ricerca delle regioni periferiche e più esterne.Le attività proposte per la sezione infrastruttura in rete , sulla base di inviti specifici a presentare proposte mirati, mireranno a favorire l’ulteriore sviluppo ed espansione di infrastrutture di comunicazione di elevata capacità e ad alta velocità (GÉANT) ed operanti con tecnologia Grid, nonché delle capacità di calcolo ad alta prestazione, ponendo l’accento sulla necessità di promuovere il potenziamento di strutture, distribuite e di prestigio mondiale, per il calcolo ad alta prestazione, la conservazione di dati e sistemi avanzati di visualizzazione. Le attività sono inoltre tese a promuovere sia il ricorso a queste infrastrutture da parte delle comunità di utilizzatori, sia ad accrescere la loro importanza a livello mondiale ed ad aumentare il livello di fiducia di cui godono, sfruttando le realizzazioni delle infrastrutture GÉANT e Grid.Occorrerà inoltre coordinare il sostegno alle biblioteche ed agli archivi digitali, ai centri di immagazzinamento di dati, alla conservazione e all’accesso nel lungo termine di dati digitali e alla necessaria aggregazione a livello europeo delle risorse, per allestire centri di collezione ( repositories ) di dati digitali per la comunità scientifica e le future generazioni di scienziati. Nell’ambito delle attività si affronteranno gli aspetti concernenti la maggiore fiducia nelle infrastrutture in rete e il potenziamento della loro sicurezza. Le attività proposte saranno inoltre finalizzate a preconizzare e ad integrare le nuove esigenze e soluzioni, al fine di favorire l’individuazione di banchi di prova su ampia scala per la sperimentazione di nuove tecnologie rivoluzionarie e di rispondere alle esigenze di nuovi utilizzatori, compreso l’apprendimento in rete ( e-learning ). Il gruppo di riflessione in materia di infrastrutture in rete (eIRG – e-Infrastructure Reflection Group) offrirà regolarmente la propria assistenza attraverso raccomandazioni in materia di strategia.1.2. Nuove infrastrutture di ricercaIl presente programma specifico contribuirà a favorire la creazione di nuove infrastrutture di ricerca (o a l’ammodernamento radicale di quelle esistenti), concentrando i propri sforzi su infrastrutture “uniche”, aventi un impatto di portata fondamentale e paneuropea sullo sviluppo dei relativi campi scientifici in Europa.1.2.1. Studi di concezione di nuove infrastrutture di ricercaPromuovere la creazione di nuove infrastrutture di ricerca, attraverso inviti a presentare proposte, elaborati con approccio dalla base, per lo stanziamento di contributi per le fasi esplorative ed il finanziamento di studi di fattibilità relativi a nuove infrastrutture.1.2.2 Assistenza alla costruzione di nuove infrastrutturePromuovere la creazione di nuove infrastrutture di ricerca sulla base delle attività condotte dall’ESFRI concernente l’elaborazione di un piano logistico europeo per le nuove infrastrutture di ricerca. La Commissione indicherà i progetti prioritari, ammessi a fruire di eventuale finanziamento comunitario nell’ambito del Programma quadro.L’attività concernente la costruzione di nuove infrastrutture sarà articolata in due fasi:-  Fase 1: Assistenza alla fase preparatoria:La prima fase consisterà nel bando di inviti, circoscritti ai progetti prioritari indicati dalla Commissione. La fase preparatoria deve comprendere la messa a punto di piani di costruzione dettagliati, dell’assetto giuridico, della gestione e della pianificazione pluriennale dell’infrastruttura di ricerca prevista e l’accordo definitivo tra le parti interessate. In questa fase preparatoria la Commissione europea funge da “mediatrice”, favorendo in particolare l'allestimento di meccanismi e strumenti di finanziamento per la fase costruttiva.-  Fase 2: assistenza alla fase costruttivaNella seconda fase si procede alla realizzazione dei piani di costruzione, partendo dagli accordi tecnici, giuridici, amministrativi e finanziari stipulati, avvalendosi in particolare della complementarietà degli strumenti nazionali e comunitari (quali fondi strutturali o Banca europea per gli investimenti). Il finanziamento per la fase costruttiva a titolo del Programma quadro può essere concesso a progetti prioritari per i quali tale finanziamento sia essenziale. In questi progetti, le decisioni sono adottate secondo procedure determinate in funzione del tipo e del livello del contributo finanziario (ad es. sovvenzione diretta, prestiti della Banca europea per gli investimenti, la cui fruizione può essere agevolata mediante il meccanismo di finanziamento con ripartizione del rischio (allegato III), articolo 171).3. Misure di sostegno, anche per le nuove esigenzeL’elevato grado di coordinamento all’interno dell’Unione in fase di formulazione e deliberazione della politica europea in materia di infrastrutture di ricerca è la chiave per il successo di questa attività. Nel corso dell’intero programma sono previste misure atte a favorire tale coordinamento, nonché lo sviluppo della cooperazione internazionale.Dette attività saranno realizzate principalmente mediante inviti permanenti e aperti, elaborati con approccio dalla base. Loro obiettivo è sostenere: l’analisi delle esigenze emergenti, le attività dell’ESFRI e dell’eIRG, l’attuazione efficiente del programma (attraverso il sostegno ad es. a conferenze, contratti di esperti, studi di impatto, ecc.) nonché la dimensione internazionale delle attività svolte nell’ambito del presente programma specifico e la diffusione dell’eccellenza europea a livello internazionale. Nel contesto della cooperazione internazionale, le attività realizzate in questo capitolo specifico del programma “Capacità” consentiranno inoltre di stabilire le esigenze di paesi terzi specifici ed i rispettivi interessi, su cui costruire iniziative di cooperazione e sviluppare legami reciproci tra infrastrutture di ricerca importanti di paesi terzi e dello Spazio europeo di ricerca, nell’ambito di inviti selettivi.2. RICERCA A FAVORE DELLE PMIObiettiviRafforzare la capacità di innovazione delle PMI europee ed il loro contributo allo sviluppo di prodotti e mercati basati sulle nuove tecnologie, favorendo l ’ esternalizzazione della loro attività di ricerca, l’incremento del loro impegno di ricerca, l’estensione delle loro reti, la migliore valorizzazione dei risultati della ricerca e l’acquisizione di know how tecnologico.StrategiaLe PMI costituiscono il nucleo dell’industria europea. Dovrebbero essere un elemento chiave del sistema di innovazione e nella catena di trasformazione delle conoscenze in nuovi prodotti, processi e servizi. A fronte di una crescente concorrenza nel mercato interno e a livello mondiale, le PMI europee hanno la necessità di incrementare l’intensità delle loro conoscenze e attività di ricerca, di espandere geograficamente le loro attività aziendali ed internazionalizzare le loro reti di conoscenza. Tutti gli Stati membri conducono attività a favore delle PMI, ma spesso trascurano di incoraggiare e finanziare la cooperazione nel campo della ricerca transnazionale ed il trasferimento tecnologico. Occorrono azioni a livello dell’Unione per integrare e potenziare l’impatto delle azioni attuate a livello nazionale e regionale.È prevista l’attuazione di azioni specifiche a sostegno di PMI o associazioni di PMI aventi la necessità di demandare l’attività di ricerca ad università e centri di ricerca (“esecutori di RST”). Tali azioni riguarderanno l’intero spettro delle attività scientifiche e tecnologiche. Nel valutare le proposte di progetti si terrà debito conto dell’incidenza economica prevista sulle PMI. I finanziamenti saranno erogati attraverso due strumenti: Ricerca a favore di PMI e Ricerca a favore di associazioni di PMI . Il primo strumento è destinato principalmente a PMI con livello tecnologico medio-basso, con scarse o inesistenti capacità di ricerca, ma anche a PMI con un'elevata intensità di ricerca, costrette ad affidare a terzi attività di ricerca per completare le loro capacità di ricerca primarie. Il secondo strumento è destinato ad associazioni di PMI, le quali sono normalmente meglio qualificate a conoscere od indicare i problemi tecnici comuni alle imprese loro aderenti, ad operare per conto di questi ed a promuovere la reale diffusione ed acquisizione dei risultati.Oltre a queste azioni specifiche, si incoraggerà ed agevolerà la partecipazione delle PMI all’intero Programma quadro. Nella definizione del contenuto delle aree tematiche del programma “Cooperazione” si è altresì tenuto debitamente conto delle esigenze e del potenziale di ricerca delle PMI. Le attività relative a tali aree tematiche saranno realizzate attraverso progetti di diversa dimensione e portata in funzione del campo e del tema in questione.Nell’ambito dell’attuazione del programma quadro comunitario di RST, la complementarietà e le sinergie saranno assicurate mediante azioni del programma quadro “Competitività e innovazione”, volte ad incoraggiare e favorire la partecipazione delle PMI al programma quadro comunitario di RST.AttivitàÈ prevista l’attuazione dei due seguenti strumenti specifici per le PMI:-  Ricerca a favore di PMIDi questo strumento possono avvalersi piccoli gruppi di PMI innovatrici per risolvere problemi tecnologici comuni o complementari. I progetti, relativamente a breve termine, debbono essere imperniati sulle esigenze d'innovazione delle PMI che affidano l’attività di ricerca ad esecutori di RST e debbono denotare un chiaro potenziale di valorizzazione da parte delle PMI interessate.-  Ricerca a favore di associazioni di PMIDi questo strumento possono avvalersi le associazioni di PMI per sviluppare soluzioni tecniche per problemi comuni a un grande numero di PMI in settori industriali o segmenti specifici della filiera, attraverso la ricerca necessaria, ad esempio, a sviluppare norme europee o per conformarvisi, e per rispettare requisiti normativi in settori quali la sanità, la sicurezza e la tutela dell'ambiente. I progetti, che possono durare diversi anni, devono essere promossi da associazioni di PMI, che commissionano attività di ricerca ad esecutori di RST per conto delle imprese aderenti, e devono coinvolgere un certo numero di singole PMI.Aspetti comuni degli strumenti:-  degli strumenti possono avvalersi altre imprese ed utilizzatori finali qualora ciò sia nell’interesse delle PMI o delle associazioni di PMI-  oltre alla ricerca, i progetti devono comprendere attività volte all’assimilazione e all’effettiva valorizzazione dei risultati della ricerca, quali l’effettuazione di prove, la dimostrazione, formazione, il trasferimento di tecnologia, la gestione delle conoscenze e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Nell'ambito del strumento Ricerca a favore di associazioni di PMI , i progetti dovrebbero inoltre comprendere attività volte alla reale diffusione dei risultati della ricerca alle PMI aderenti all’associazione ed eventualmente, oltre tale cerchia-  nell’ambito dei due suddetti strumenti vigono norme speciali in materia di diritti di proprietà e di accesso.3. REGIONI DELLA CONOSCENZAObiettiviRafforzare il potenziale di ricerca delle regioni europee, incoraggiando e finanziando in particolare lo sviluppo, in tutta l’Europa, di “aggregati di ricerca di portata regionale”, che riuniscano autorità regionali, università, centri di ricerca, imprese e altre parti interessate.StrategiaSi sta progressivamente diffondendo la consapevolezza dell’importanza del ruolo svolto dalle regioni nell’ambito della ricerca e dello sviluppo a livello europeo. Parallelamente si riscontra che gli investimenti nella R&S incrementano il potere di attrazione delle regioni, accrescendo al contempo la competitività delle imprese locali. Gli aggregati ad alta intensità di R&S sono tra i migliori propulsori di tale attività di investimento, che si traduce direttamente in incremento del vantaggio competitivo locale e con effetti positivi in termini di crescita ed occupazione. L’Azione pilota del 2003 “Regioni della conoscenza”[19] ha confermato l’importanza di tali aggregati e l’opportunità di finanziare e promuovere il loro sviluppo.L’azione considerata permetterà alle regioni europee di potenziare la loro capacità di investire nella RST, massimizzando parallelamente le possibilità di partecipazione proficua dei soggetti interessati ai progetti di ricerca europei. Migliorando le sinergie tra le politiche di ricerca e le politiche regionali-principalmente attraverso l’elaborazione di strategie regionali di ricerca, che possono essere integrate nella strategia di sviluppo economico degli organi amministrativi regionali-si cercherà di realizzare un intervento più massiccio e mirato dei Fondi strutturali a favore degli investimenti e delle attività di R&S.Le attività contemplate nella sezione “Regioni della conoscenza” mirano a favorire la definizione e l’attuazione di politiche e strategie ottimali per lo sviluppo di aggregati di R&S. Tali attività miglioreranno in particolare la rilevanza e l'efficacia delle strategie di ricerca regionali, attraverso lo scambio di conoscenze, favoriranno e intensificheranno la cooperazione tra aggregati, contribuiranno a consolidare lo sviluppo duraturo degli aggregati di R&S esistenti, favorendo altresì la creazione di nuovi aggregati. Si sosterranno in particolare i progetti elaborati sulla base della domanda ed orientati alla soluzione di problemi di aree o settori tecnologici specifici[20].Le suddette azioni sono destinate a tutte le regioni, comprese quelle inquadrate nell’obiettivo di convergenza[21].AttivitàIn genere, i progetti dovrebbero coinvolgere le autorità regionali, le agenzie di sviluppo regionali, le università, i centri di ricerca e l’industria, nonché-eventualmente – le strutture per il trasferimento di tecnologie, le organizzazioni finanziarie o della società civile. I progetti condotti nell’ambito delle “ Regioni della conoscenza ” comprenderanno le attività qui di seguito elencate.-  Analisi, sviluppo e attuazione dei piani di ricerca degli aggregati regionali e loro cooperazione. In questo ambito rientrano l’analisi e l’elaborazione di piani esecutivi incentrati sulle capacità e le priorità della R&S. I progetti si avvarranno di tecniche di previsione, metodi di comparazione od altro, per dimostrare i benefici attesi, quali il rafforzamento dei legami tra gli aggregati e gli interessati, l’ottimizzazione della partecipazione a progetti di ricerca europei e l’incremento delle ricadute sullo sviluppo regionale.-  “ Tutorato ”, da parte delle regioni altamente sviluppate, delle regioni con un profilo di ricerca meno sviluppato, improntato alla costituzione di aggregati orientati alla R&S. Nell’ambito di consorzi regionali transnazionali saranno mobilitati e riuniti gli attori della ricerca nelle università, nell’industria e nel settore pubblico, per trovare soluzioni di “orientamento” con la partecipazione delle regioni tecnologicamente meno sviluppate, cui tali soluzioni sono destinate.-  Iniziative per migliorare l’integrazione nel tessuto economico regionale degli attori e delle istituzioni nel campo della ricerca, attraverso la loro interazione a livello di aggregato. Rientrano in questo ambito le attività transnazionali per migliorare i legami sia tra i soggetti interessati alla ricerca e la realtà economica locale, sia tra le attività degli aggregati.Verranno inoltre sostenute le attività volte a favorire lo scambio sistematico di informazioni, nonché le interazioni tra progetti simili ed eventualmente con azioni (quali ad es. seminari di analisi e sintesi, tavole rotonde, pubblicazioni) di altri programmi comunitari pertinenti.4. POTENZIALE DI RICERCAObiettivoStimolare la realizzazione dell’intero potenziale di ricerca dell’Unione allargata, liberando e sviluppando il potenziale di ricerca delle regioni inquadrate nell’obiettivo di convergenza dell'UE e delle regioni più periferiche, e contribuire a potenziare le capacità dei ricercatori di tali regioni di partecipare proficuamente alle attività di ricerca condotte a livello dell’Unione.StrategiaPer favorire la realizzazione dell’intero potenziale di ricerca dell’Unione allargata, si cercherà di mobilitare il potenziale di gruppi di ricerca mediante un'azione specifica, finalizzata particolarmente ai gruppi di ricerca delle regioni che rientrano nell’obiettivo di convergenza e delle regioni più periferiche dell’Unione europea, che attualmente non sfruttano appieno le loro possibilità o che necessitano di nuove conoscenze e sostegno per realizzare il loro potenziale. Le azioni si dovrebbero basare in gran parte su misure realizzate in passato, quali i Centri europei di eccellenza, negli ex paesi in via di adesione ed ex paesi candidati nell’ambito del Quinto programma quadro, e le borse di ospitalità Marie Curie per il trasferimento tecnologico. Le attività condotte integreranno altresì gli sforzi condotti dal Fondo sociale europeo nell’ambito della nuova Politica di coesione (2007-2013), orientati allo sviluppo del potenziale umano di ricerca a livello nazionale nelle aree ammesse a fruire del suo contributo.Grazie all’accento posto sul rafforzamento e l’ampliamento dei rapporti di cooperazione di tali gruppi di ricerca con centri di ricerca in altri paesi dell’Unione, le attività contribuiranno in modo sostanziale alla mobilitazione ed allo sviluppo a lungo termine del potenziale dei gruppi interessati. Con una migliore pubblicità ed il riconoscimento internazionale delle potenzialità di leadership e della qualità degli scienziati che li compongono, questi gruppi di ricerca acquisteranno maggiore visibilità e ciò favorirà la loro partecipazione allo Spazio europeo di ricerca.AttivitàL’azione privilegerà in particolare le collaborazioni strategiche, compresi i gemellaggi, tra gruppi di ricerca-del settore sia pubblico sia privato-delle regioni ammesse a fruire delle misure di convergenza o delle regioni più periferiche dell’UE (scelte sulla base della qualità e dell’elevato potenziale) e gruppi di ricerca di chiara fama di altre parti dell’Europa. Particolare risalto sarà dato alle ricadute a lungo termine della collaborazione, sia a livello dell’Unione sia a livello regionale. Nell’ottica della piena realizzazione del potenziale (ovvero il rafforzamento delle conoscenze, lo sviluppo di ulteriori competenze, ivi compresa la gestione della ricerca o l’acquisto di visibilità) dei gruppi interessati, l'azione prevede altresì il sostegno a selezionati gruppi di ricerca delle regioni ammesse, nell'ambito di programmi di ricerca sviluppati nel quadro di partenariati strategici per:-  lo scambio di know-how ed esperienze, attraverso il distacco transnazionale reciproco di personale scientifico di ricerca tra i centri selezionati delle regioni sopraindicate ed una o più organizzazioni partner in un altro Stato membro dell'UE, con meccanismi automatici di reintegro obbligatorio nell'organismo d'origine del personale distaccato proveniente dai centri selezionati nelle suddette regioni-  l’assunzione, da parte dei centri selezionati, di ricercatori esperti “esterni” ( incoming ) per la partecipazione al trasferimento tecnologico e/o alla formazione di ricercatori, strumento altresì ideato specificamente per incentivare il ritorno di ricercatori emigrati all’estero-  l’acquisizione e lo sviluppo di talune apparecchiature di ricerca per i centri selezionati-  l’organizzazione di seminari e conferenze per favorire il trasferimento di conoscenze, a livello nazionale ed internazionale, con la partecipazione sia del personale di ricerca dei centri selezionati sia di ricercatori invitati di altri paesi, nell’ambito dello sviluppo della capacità di formazione e della reputazione internazionale dei suddetti centri; la partecipazione a conferenze internazionali o iniziative di formazione a breve termine, a titolo del programma, da parte del personale di ricerca dei centri selezionati, al fine dello scambio di conoscenze, l’instaurazione di contatti e l’immersione in un ambiente più internazionale-  attività di diffusione e promozionali, per dare una maggiore visibilità ai centri selezionati ed alle loro attività.Al di là delle misure di sostegno sopra descritte, l’azione offrirà strumenti di valutazione, che consentano ai centri di ricerca delle regioni ammesse – indipendentemente dal fatto che questi richiedano o meno un finanziamento-di ottenere la valutazione da parte di autorevoli esperti internazionali indipendenti, designati dalla Commissione, del livello qualitativo generale della loro ricerca e delle loro infrastrutture.5. SCIENZA E SOCIETÀObiettivoStimolare l’integrazione armoniosa nel tessuto sociale europeo degli sforzi scientifici e tecnologici e delle relative politiche di ricerca, al fine di instaurare una reale Società europea democratica della conoscenza e.StrategiaLa sezione “Scienza e società” amplia in misura notevole e prolunga l’attività pilota avviata nell’ambito del Sesto programma quadro, riflettendo le maggiori ambizioni della politica di ricerca europea.Lo sviluppo delle società europee dipende in grande misura dalla loro capacità di creare, sfruttare e diffondere conoscenze e, grazie ad esse, di rinnovarsi costantemente. In questa ottica, la ricerca scientifica svolge un ruolo fondamentale e dovrebbe continuare a fungere da “propulsore” della crescita, del benessere e dello sviluppo sostenibile.A tal fine, è assolutamente necessario instaurare un clima sociale e culturale propizio alla realizzazione di attività di ricerca fruttuose e sfruttabili. Occorre pertanto che si tenga conto delle legittime preoccupazioni ed esigenze della società, nel contesto di un più ampio dibattito democratico, con un opinione pubblica più impegnata ed informata, nonché di un migliore quadro per scelte collettive su problematiche scientifiche. Si dovrebbe inoltre instaurare un clima favorevole alla scelta di professioni scientifiche, ad un nuovo slancio negli investimenti per la ricerca ed alla successiva diffusione di conoscenze, tutti elementi su cui poggia la strategia di Lisbona.Questa sezione del programma “Capacità” si concentrerà quindi sulla realizzazione di una serie di condizioni, grazie alle quali l'ambiente favorevole all’attività di ricerca, di cui sopra, diventi una realtà diffusa in Europa e non più un’eccezione.Occorre anzitutto occuparsi del pericolo di una spaccatura all’interno delle nostre società sul piano scientifico, ossia che si crei un fossato tra chi non ha accesso alle conoscenze necessarie e chi vi può accedere; tra chi non può incidere in alcun modo sulla formulazione della politica di ricerca e chi non ha la possibilità. È da questo che nascono i sentimenti ambivalenti espressi dai cittadini rispetto ai potenziali vantaggi della scienza e la loro reale sottoposizione allo scrutinio da parte della collettività. Da un lato i cittadini non esitano a chiedere un maggiore impegno di ricerca per risolvere i problemi che affliggono attualmente la società (malattie, inquinamento, epidemie, disoccupazione, ecc.) e ad esigere una migliore previsione del loro eventuale impatto futuro. D’altro, non celano la loro diffidenza verso taluni usi della scienza ed eventuali interferenze nei processi decisionali di interessi di parte.L’integrazione spesso insoddisfacente della scienza nella società è da ricondurre ai seguenti fattori:-  insufficiente partecipazione della collettività alla fissazione delle priorità e degli orientamenti della politica scientifica, invece necessaria per consentire un ampio dibattito sugli eventuali rischi ivi connessi e sulle conseguenze-  crescenti riserve verso taluni sviluppi scientifici, sentimento di assenza di controllo ed interrogativi circa il rispetto dei valori fondamentali-  impressione di isolamento del mondo della scienza dalla realtà quotidiana della vita economica e sociale-  dubbi circa l’obiettività dei dati scientifici forniti a chi è investito delle decisioni politiche.La strategia scelta è tesa a:– rendere più aperti e trasparenti i meccanismi di accesso e validazione del sapere su cui si devono fondare delle politiche più solide– fissare punti di riferimento per un impegno di ricerca eticamente valido, che tenga conto dei diritti fondamentali– consentire all’Europa di svolgere un ruolo più attivo a livello mondiale, nel dibattito e nella promozione di valori comuni, delle pari opportunità e del dialogo sociale– colmare il divario che separa quanti hanno un’istruzione scientifica da chi non l’ha, stimolare l’interesse per la cultura scientifica nell’ambiente in cui tutti i cittadini sono a diretto contatto (sollecitando al riguardo le amministrazioni comunali, le regioni, le fondazioni, i centri scientifici, ecc.)– promuovere il dialogo sociale sulla politica di ricerca ed incoraggiare le organizzazioni della società civile ad assumere un ruolo più attivo nelle attività di ricerca– creare un’immagine della ricerca e dei ricercatori comprensibile a tutti, in particolare ai giovani– aiutare le donne a percorrere una carriera scientifica ed a meglio utilizzare il loro talento scientifico per il bene della collettività– rinnovare la comunicazione scientifica, favorendo il ricorso a mezzi moderni più incisivi, aiutando gli scienziati ad operare in stretta collaborazione con i professionisti dei mezzi di comunicazione.La sezione “Scienza e società” sarà realizzata mediante:-  azioni e ricerche inerenti alle politiche, finanziate direttamente da questo capitolo del programma-  cooperazione, ispirata al metodo aperto di coordinamento, tra Stati membri, per l’individuazione di obiettivi comuni ed il consolidamento delle prassi nazionali-  promozione, sostegno e monitoraggio dell’assimilazione delle problematiche trattate nell’ambito della sezione “Scienza e società” e dei loro riflessi su altre parti del programma quadro[22]. Il coordinamento globale delle problematiche riguardanti il capitolo “Scienza e società”-sia nell’ambito del programma quadro sia di altre attività comunitarie in materia (ad es. quelle relative all’istruzione e alla cultura)-sarà assicurato nell’ambito di quest’area tematica.Si seguiranno tre linee di azione.Prima linea di azione : Gestione più dinamica del rapporto tra scienza e società-  Rafforzare e migliorare il sistema scientifico europeoConsiderata l’aspettativa che il sistema scientifico europeo sostenga il nostro potenziale d’innovazione è opportuno che la società abbia una migliore visione dei suoi elementi, della sua economia, delle sue regole e consuetudini. È prevista la trattazione di tre aspetti di ampia rilevanza, puntando l’attenzione sui soggetti coinvolti e la dinamica dello Spazio europeo di ricerca.-  Migliorare l’uso in Europa dei pareri e delle consulenze scientifiche nell’elaborazione di politiche, monitorandone l’impatto, e sviluppare strumenti e meccanismi concreti (quali ad esempio reti telematiche)-  accrescere la fiducia nella comunità scientifica, nonché la sua autoregolazione-  promuovere il dibattito sulla diffusione delle informazioni, compreso l’accesso ai risultati e l'avvenire delle pubblicazioni scientifiche.-  Accrescere l’attività volta a prevedere e chiarire le problematiche politiche, sociali ed eticheLe aspirazioni e le preoccupazioni della società nonché i principi etici fondamentali devono essere meglio integrati nel processo di ricerca, creando un clima più sicuro e costruttivo per i ricercatori e l’intera società. Entrano in causa due elementi:-  il maggiore impegno per le problematiche inerenti alla scienza-  le condizioni per un dibattito informato sull’etica e la scienza.-  Migliorare la coscienza della collocazione della scienza e della tecnologia nella societàPer affrontare il rapporto tra scienza e società con politiche costruttive, occorre espandere, consolidare e diffondere a livello europeo il sapere accumulato nell’ambito della storia, della sociologia e della filosofia della scienza. A tal fine gli studiosi di queste discipline dovrebbero costituire delle reti per strutturare la ricerca ed i dibattiti, in modo da rivelare il reale contributo della scienza alla costruzione della società e all’identità europea, dando particolare risalto a:-  i legami tra scienza, democrazia e diritto-  la ricerca nel campo dell’etica della scienza e della tecnologia-  l’influenza reciproca tra scienza e cultura-  il ruolo e l’immagine degli scienziati.-  Evoluzione del ruolo delle universitàL’attività sarà tesa a favorire le opportune riforme per consentire alle università di svolgere la loro funzione di creazione, diffusione e condivisione del sapere, assieme all’industria ed alla collettività (secondo lo spirito delle iniziative comunitarie per la ricerca universitaria). Risalto verrà dato a:-  la definizione delle migliori condizioni generali per una ricerca universitaria più efficiente-  le misure volte a promuovere la costituzione di partenariati strutturati con le imprese, tenendo conto delle capacità delle università di gestire la ricerca-  la maggiore condivisione delle conoscenze tra le università e la collettività.Seconda linea di azione : Rafforzamento del potenziale ed estensione degli orizzonti-  Genere e ricercaConformemente a quanto stabilito negli orientamenti politici del documento di lavoro interno della Commissione, nelle conclusioni del Consiglio[23] ed in altri orientamenti politici comunitari pertinenti, si creerà il contesto per delle azioni positive, al fine di rafforzare il ruolo delle donne nella ricerca scientifica e di accentuare la dimensione di genere nel campo della ricerca. Questo contesto costituirà lo sfondo per il dibattito politico, il monitoraggio, il coordinamento e il sostegno della ricerca. In tale ambito rientrano:-  il rafforzamento del ruolo delle donne nella ricerca scientifica-  la dimensione di genere nella ricerca-  l’integrazione della dimensione di genere nella politica e nei programmi di ricerca dell’UE.-  Giovani e scienzaLe attività saranno concepite in modo da: promuovere la scelta di carriere in ambito scientifico, favorire i legami intergenerazionali ed incrementare il livello generale di ‘alfabetizzazione scientifica’. Gli scambi e la cooperazione a livello europeo si concentreranno sui metodi didattici per le scienze, orientati ad un pubblico giovane, sul sostegno (concetti, materiale) agli insegnanti in materie scientifiche, sullo sviluppo di legami tra scuola e vita professionale. È inoltre prevista la possibilità di finanziare manifestazioni di ampia portata europea, che facciano incontrare scienziati autorevoli– in veste di “modelli” – e giovani aspiranti scienziati. E’ prevista la trattazione di attività di ricerca di base, tenendo conto dei contesti sociali e dei valori culturali. Tre sono gli aspetti da sviluppare:-  il sostegno alla didattica scientifica formale ed informale nelle scuole-  il rafforzamento dei legami tra l’istruzione scientifica e la carriera scientifica-  le azioni di ricerca e coordinamento concernenti i nuovi metodi didattici scientifici.Terza linea di azione : Comunicazione tra scienza e societàLe attività saranno tese a favorire validi canali di comunicazione nelle due direzioni, che permettano alla collettività di interessarsi alla scienza ed agli scienziati di entrare in contatto con la collettività. La strategia consisterà nel favorire una più stretta collaborazione e lo scambio delle prassi migliori tra scienziati e professionisti dei mezzi di comunicazione, nonché un maggiore coinvolgimento dei gruppi destinatari, ossia i giovani, i ricercatori impegnati nella divulgazione e la stampa specializzata. L’impegno si concentrerà su:-  l’offerta in tempo utile di informazioni attendibili alla stampa scientifica, compresa l’assistenza allo sviluppo di un centro europeo d’informazione per la stampa scientifica-  l’allestimento di iniziative di formazione per avvicinare i mass media e la comunità scientifica, superando le barriere che li separano-  la promozione della dimensione europea nell’ambito di manifestazioni rivolte al pubblico-  la promozione della scienza con strumenti audiovisivi, attraverso coproduzioni europee e la distribuzione di programmi scientifici-  la promozione di una comunicazione transnazionale di eccellenza nel campo della ricerca e della scienza, mediante l’istituzione di premi popolari-  la ricerca volta a migliorare la comunicazione scientifica in termine di metodi e prodotti.6. ATTIVITÀ DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALEObiettivoPer diventare competitiva e svolgere un ruolo di primo piano a livello mondiale, la Comunità europea deve sviluppare una politica internazionale vigorosa e coerente nel campo della scienza e della tecnologia.Tale politica internazionale deve perseguire due obiettivi interdipendenti:-  favorire la competitività europea mediante partenariati strategici con paesi terzi in settori scientifici prestabiliti, invitando i migliori scienziati del terzo mondo a lavorare in Europa e a collaborare con l’Europa-  affrontare problemi specifici che affliggono i paesi terzi, o di portata mondiale, sulla base del mutuo beneficio ed interesse.StrategiaAl fine di individuare e stabilire i settori prioritari della ricerca di comune interesse con i paesi terzi considerati (Paesi partner per la cooperazione internazionale[24]) per azioni specifiche di cooperazione internazionale nell’ambito del programma specifico ‘Cooperazione’, si intendono intensificare il dialogo politico in atto e le reti di partenariato con le varie regioni dei suddetti paesi terzi, da cui attingere per la concretizzazione di tali azioni. Si rafforzerà la coerenza delle attività nazionali relative alla cooperazione scientifica, sostenendo il coordinamento dei programmi nazionali (degli Stati membri, Paesi candidati associati) attraverso il coordinamento multilaterale delle politiche e delle attività nazionali di RST. Nell’ambito del Programma quadro la cooperazione con i paesi terzi sarà orientata in particolare ai seguenti gruppi di paesi[25]:-  paesi candidati[26]-  paesi partner mediterranei (MPC), paesi dei Balcani occidentali, nonché dell'Europa dell'Est, del Caucaso e dell'Asia centrale[27]-  paesi in via di sviluppo-  paesi emergenti.Le azioni tematiche di cooperazione internazionale sono realizzate nell’ambito del programma specifico “Cooperazione”. Le azioni internazionali nel campo del potenziale umano sono condotte nell’ambito del programma “Persone”. Le attività di sostegno orizzontali della cooperazione internazionale sono illustrate nel presente programma, che assicura il coordinamento complessivo delle azioni di cooperazione internazionale condotte nell'ambito dei diversi programmi.AttivitàLe principali attività per lo sviluppo di politiche concordate di cooperazione internazionale e scientifica sono:-  Fissazione di priorità regionali e definizione di politiche di cooperazione nel campo della scienza e della tecnologia (S&T)La cooperazione all’interno dell’UE in materia di scienza e tecnologia (S&T) per la fissazione di priorità si fonderà sul dialogo politico globale con i paesi e le regioni partner, tenendo conto della loro realtà socioculturale e delle loro capacità di ricerca. Tale dialogo si svolge su più livelli: in sedi di dibattito internazionali (le varie convenzioni dell’ONU), nell’ambito del dialogo bilaterale istituzionalizzato tra regioni[28] (incontri Asia-Europa (ASEM)), America latina, Caraibi ed UE (ALCUE), partenariati con i paesi del Mediterraneo e dei Balcani occidentali; in sede di accordi di cooperazione UE-ACP (paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico) e Stati dell’Europa orientale, Caucaso e Asia centrale[29] nonché in sede di accordi bilaterali e multilaterali ed incontri informali a livello transregionale tra scienziati e altri soggetti della società.La massima priorità sarà accordata all’intensificazione del dialogo bilaterale tra regioni, al fine di indirizzare e fissare il quadro per la cooperazione scientifica e tecnica internazionale, e concordare quali siano le aree di ricerca di interesse comune. Tale dialogo e partenariato nel campo scientifico e tecnologico sono lo strumento più efficace per realizzare obiettivi di portata mondiale concordati tra le parti, nel rispetto delle esigenze specifiche regionali e nazionali. Nell’ambito del Programma quadro, la cooperazione scientifica e tecnica internazionale sarà quindi disciplinata in modo coerente, attraverso la formulazione integrata di politiche di ricerca, sulla base del suddetto dialogo e dei suddetti accordi di cooperazione[30].Queste iniziative saranno realizzate attraverso attività specifiche di cooperazione internazionale, che svilupperanno il dialogo biregionale, in stretta consultazione con gli Stati membri, i paesi associati e i paesi partner nella cooperazione internazionale.La fissazione di priorità e la formulazione delle politiche di cooperazione scientifica e tecnica produrranno un effetto diretto e misurabile sulle altre attività previste per la cooperazione internazionale nel campo della S&T dal programma specifico “Capacità”, ossia: il miglioramento e lo sviluppo di accordi S&T e di partenariati di cooperazione S&T, nonché favorevoli effetti sinergici sul coordinamento di politiche ed attività nazionali in materia di cooperazione internazionale nel campo della S&T (accordi S&T).Nell'ambito degli accordi S&T, nel rispetto delle attività prioritarie stabilite, sarà data priorità all’individuazione di nuovi elementi emergenti, la cui realizzazione richieda interventi ed avalli a livello politico.Inoltre, la partecipazione di scienziati a programmi di ricerca nazionali di paesi terzi permetterà altresì di sfruttare appieno le possibilità degli accordi S&T e consentirà agli scienziati di conoscere i sistemi di ricerca dei paesi terzi, favorendo la conoscenza delle rispettive culture. A tal fine, il Programma quadro sovvenzionerà i costi della partecipazione alle attività di ricerca dei programmi nazionali di ricerca dei paesi terzi, da parte di scienziati degli Stati membri e dei paesi associati, qualora ciò sia nell’interesse ed offra vantaggi reciproci. Tale partecipazione sarà realizzata mediante procedure selettive.I progetti comuni (di notevole entità sotto il profilo dei partenariati, delle competenze e del finanziamento), sviluppati nell’ambito del predetto dialogo e degli accordi di cooperazione scientifica e tecnica, saranno impostati in funzione delle necessità ed avranno un notevole impatto socioeconomico. I progetti saranno finalizzati specificamente alle priorità indicate nell’ambito del dialogo politico a livello regionale sulla cooperazione scientifica e tecnica e saranno oggetto di bandi specifici per regioni o gruppi di paesi partner della cooperazione internazionale. I risultati di questo dialogo serviranno a stabilire le priorità ed i bisogni relativi ad azioni specifiche di cooperazione internazionale per le varie aree tematiche del programma specifico “Cooperazione”.-  Rafforzamento e sviluppo di partenariati di cooperazione scientifica e tecnica comprese le attività strutturali e le retiL’attuazione delle priorità individuate sarà perfezionata e concretizzata attraverso l’istituzione di equi partenariati di cooperazione scientifica e tecnica, cui aderisca una pluralità di soggetti interessati (i partner del settore della ricerca, l’industria, le amministrazioni pubbliche e la società civile) per la promozione di capacità e azioni di ricerca. Questo meccanismo si è dimostrato il più atto a mobilitare in modo sinergico le forze dei partner. Tali partenariati richiederanno strategie multidisciplinari per far fronte alle disparate esigenze a livello mondiale, regionale e/o nazionale.Lo sviluppo di partenariati di cooperazione scientifica e tecnica si baserà sulla leadership biregionale e il coordinamento delle iniziative politiche in settori prioritari prestabiliti. Il funzionamento di questi partenariati sarà assicurato da gruppi direttivi, composti da un numero ristretto di rappresentanti di ciascuna regione, aperti a tutti i partner delle regioni interessate, che terranno conto degli interessi e delle capacità di ricerca dei vari partner. Questi partenariati promuoveranno delle attività di ricerca comuni ed il dialogo politico permanente sull’efficienza e l’efficacia della cooperazione realizzata per determinare le esigenze future.-  Sostegno al coordinamento delle politiche e ad attività nazionali nel campo della cooperazione scientifica e tecnica internazionalePer promuovere/incoraggiare una strategia efficiente dell’Unione europea in materia di cooperazione scientifica internazionale è essenziale che le politiche nazionali siano costantemente coordinate, al fine di realizzare gli impegni assunti nell’ambito del dialogo biregionale e bilaterale per la cooperazione scientifica e tecnica.Tale coordinamento aumenterà l’efficienza e l'impatto delle iniziative bilaterali di cooperazione scientifica e tecnica avviate in collaborazione tra gli Stati membri e i paesi partner nella cooperazione internazionale, favorendo delle sinergie positive. Il coordinamento rafforzerà altresì le complementarietà tra le attività di cooperazione scientifica e tecnica condotte dalla Comunità e dagli Stati membri.La misura promuoverà inoltre l’attuazione di una “visione comune”, favorendo strategie programmatiche innovatrici e l’instaurazione di legami di collaborazione più stretti, tra gli Stati membri e con gli Stati membri, per lo sviluppo e la realizzazione di una cooperazione coerente a livello comunitario nell’ambito della scienza e della tecnologia.ALLEGATO IIRIPARTIZIONE INDICATIVA DELLA DOTAZIONE FINANZIARIARipartizione indicativa tra i programmi (importi espressi in milioni di euro):Capacità |Infrastrutture di ricerca* | 3961 |Ricerca a favore delle PMI** | 1901 |Regioni della Conoscenza | 158 |Potenziale di Ricerca | 554 |Scienza e Società*** | 554 |Attività di Cooperazione internazionale | 358 |TOTALE | 7486 |* Comprensivo di un contributo alla sovvenzione a fondo perduto destinata alla Banca europea per gli investimenti, come indicato all'allegato III. Gli interessi maturati su questo contributo saranno sommati alla sovvenzione a fondo perduto concessa alla Banca europea per gli investimenti.** Comprensivo di un importo destinato all’iniziativa ex articolo 169 nel campo delle PMI che svolgono attività di ricerca.*** Comprensivo di un importo destinato al sostegno dello sviluppo coerente di politiche.ALLEGATO IIIMeccanismo di finanziamento con ripartizione del rischioCome indicato all'allegato II, la Comunità concederà una sovvenzione (Azione di coordinamento e sostegno) alla Banca europea per gli investimenti (BEI). Tale sovvenzione contribuirà all’obiettivo comunitario di stimolare gli investimenti del settore privato nella ricerca, aumentando la capacità della Banca di gestire il rischio, in modo da permettere di (i) incrementare il volume dei prestiti BEI destinato ad attività con un certo livello di rischio e (ii) finanziare azioni europee di RST più rischiose di quanto sarebbe possibile senza il sostegno comunitario.La BEI presterà dei fondi raccolti sui mercati finanziari internazionali seguendo le usuali procedure, disposizioni e regolamenti. La suddetta sovvenzione sarà quindi impiegata assieme alle risorse proprie per accantonamenti e l’allocazione interna di capitale, a copertura dei rischi connessi ai suddetti prestiti in relazione ad azioni europee di RST di grande portata, ammesse a fruire di finanziamenti.Sulla base di una propria analisi finanziaria, la BEI valuterà il livello dei rischi finanziari e stabilirà il livello dell’accantonamento o dell’allocazione di capitale. La valutazione e la classificazione del rischio e le successive decisioni circa la costituzione di accantonamenti e l’allocazione di capitale sono una prassi normale della Banca, approvata e controllata dai suoi soci, che non verrà modificata in ragione del contributo della Comunità, la quale non avrà sopravvenienze passive.La sovvenzione sarà versata su base annuale ed il suo importo sarà fissato nel programma di lavoro, sulla base della relazione d'attività e selle previsioni che la BEI presenterà alla Comunità.L'accordo relativo alla sovvenzione che verrà stipulato con la BEI fisserà le modalità e le condizioni per la destinazione di fondi della Comunità ad accantonamenti ed allocazioni di capitale. Esso comprenderà inoltre disposizioni in merito a:-  Le aree tematiche e le attività ammesse. Al fine di mantenere un equilibrio tra i programmi specifici contribuenti e le loro aree tematiche ed attività, il contratto prevede che la Comunità possa adeguare le condizioni di ammissibilità di qualsiasi area tematica o attività, lasciando impregiudicate eventuali modifiche ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 2.-  La ammissibilità di azioni europee di RST di grande portata. Come regola generale, lo sviluppo di infrastrutture di ricerca finanziato a titolo di questo programma specifico è automaticamente ammesso alla fruizione del meccanismo. Possono eventualmente essere prese in considerazione altre infrastrutture di ricerca. Conformemente a quanto stabilito dal regolamento adottato a norma dell’articolo 167 del trattato, l’accordo di sovvenzione fisserà anche le modalità di procedura e garantirà alla Comunità la possibilità, in determinate situazioni, di opporsi (diritto di veto) all’impiego della sovvenzione per la costituzione di accantonamenti in relazione ad un prestito proposto dalla BEI.-  Le norme per la determinazione della quota di rischio finanziario coperto dalla sovvenzione della Comunità e la soglia oltre la quale la BEI può utilizzare la predetta sovvenzione.-  Le modalità per l'esercizio da parte della Comunità del controllo sulle operazioni prestito della BEI connesse alla sovvenzione.ALLEGATO IVCoordinamento dei programmi di ricerca non comunitariNei paragrafi che seguono si riporta un’iniziativa per la realizzazione comune di programmi di ricerca nazionali, che sarà oggetto di una decisione distinta sulla base dell’articolo 169 del trattato. Nel corso della realizzazione del Settimo programma quadro potranno essere definite e proposte ulteriori iniziative.Nella fattispecie, si istituiranno una struttura specifica di esecuzione, nonché una struttura organizzativa e gli opportuni organi di gestione necessari per la realizzazione dell’azione. Come stabilito all’allegato II, la Comunità finanzierà l’iniziativa e parteciperà attivamente alla sua realizzazione, mediante gli strumenti più appropriati.-  Iniziativa ex articolo 169 nel campo delle PMI che effettuano attività di ricercaTale iniziativa mira a lanciare ed attuare un programma comune di R&S a favore delle PMI che effettuano attività di ricerca, con l’intento di potenziare la loro capacità di ricerca ed innovazione. Forte dell’esperienza acquisita nell’ambito di EUREKA, l’iniziativa stimolerà e finanzierà progetti transnazionali di ricerca e sviluppo guidati da tali PMI. Questa iniziativa va completa le altre azioni destinate alle PMI, attuate nell’ambito del Settimo programma quadro.La Comunità finanzierà l’iniziativa e parteciperà alla sua realizzazione avvalendosi degli strumenti ad essa più appropriati.SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA1. DENOMINAZIONE DELLA PROPOSTA:Proposta di DECISIONE del CONSIGLIO recante adozione di un programma specifico di attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione “Capacità” (2007-2013)2. QUADRO ABM / ABB (GESTIONE PER ATTIVITÀ/SUDDIVISIONE PER ATTIVITÀ)RICERCA3. LINEE DI BILANCIO3.1. Linee di bilancio (linee operative e corrispondenti linee di assistenza tecnica e amministrativa e loro denominazione:02 02 06 Progetto pilota: regioni della conoscenza; 02 02 02 01 Ricerca e innovazione; 08 08 01 02 Attività orizzontali di ricerca implicanti le PMI; 08 08 01 03 Misure specifiche a sostegno della cooperazione internazionale; 08 10 01 01 Ricerca e innovazione; 08 10 01 03 Infrastrutture di ricerca; 08 10 01 04 Scienza e società; 09 04 03 Infrastrutture di ricerca(la nomenclatura di bilancio definitiva del 7PQ sarà stabilita in tempo utile)3.2. Durata dell’azione e dell’incidenza finanziaria:2007-2013 previa approvazione delle nuove prospettive finanziarie.3.3. Caratteristiche di bilancio:Linea di bilancio | Natura della spesa | Nuova | Partecipazione EFTA | Partecipazione di paesi candidati | Rubrica delle prospettive finanziarie |02, 06, 08, 09, e 11 | Non obblig. | [31]/ | Sì | Sì | Sì | N. [1a] |XX.01 | Non obblig. | Non Dissoc.[32] | Sì | No | No | N. [1a ...] |XX.01.05 | Non obblig. | Non Dissoc. | Sì | Sì | Sì | N. [1a ...] |4. SINTESI DELLE RISORSE4.1. Risorse finanziarie4.1.1. Sintesi degli stanziamenti di impegno (SI) e degli stanziamenti di pagamento (SP)[33]Mio EUR (al terzo decimale)Risorse umane e spese connesse (SND) | 8.2.5 d | 11,633 | 11,866 | 12,103 | 12,345 | 12,592 | 12,844 | 13,101 | 86,483 |Spese amministrative diverse dalle spese per risorse umane ed altre spese connesse, non incluse nell’importo di riferimento (SND) | 8.2.6 e | 0,807 | 0,824 | 0,840 | 0,857 | 0,874 | 0,891 | 0,909 | 6,002 |Totale del costo indicativo dell’intervento………………… | f |TOTALE SI comprensivo di cofinanziamento | a+c+d+e+f |4.1.2. Compatibilità con la programmazione finanziaria( La proposta è compatibile con la nuova programmazione finanziaria (Comunicazione della Commissione del febbraio 2004 relativa alle prospettive finanziarie 2007-2013 COM (2004) 101).( La proposta impone una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziarie( La proposta può comportare l’applicazione delle disposizioni dell’Accordo interistituzionale[39] (relative allo strumento di flessibilità o alla revisione delle prospettive finanziarie)4.1.3. Incidenza finanziaria sulle entrate( Nessuna incidenza finanziaria sulle entrate( La proposta ha la seguente incidenza finanziaria sulle entrate:Alcuni Stati associati possono contribuire al finanziamento dei programmi quadro.In base all’articolo 161 del regolamento finanziario, il Centro comune di ricerca può beneficiare di entrate provenienti da varie attività concorrenziali e altre prestazioni per conto di terzi.In base all’articolo 18 del regolamento finanziario, talune entrate possono essere destinate specificamente a finanziare spese determinate.Mio EUR (al primo decimale)Prima dell’azione [Anno n-1] | Situazione a seguito dell’azione |Totale risorse umane[40] | 1.848 | 1.848 | 1.848 | 1.848 | 1.848 | 1.848 | 1.848 |5. CARATTERISTICHE E OBIETTIVI5.1. Necessità dell’azione nel breve e nel lungo termineIl presente programma specifico affronta la necessità di potenziare l’eccellenza delle capacità di ricerca e di innovazione in Europa. Questa esigenza sarà soddisfatta finanziando un’infrastruttura di ricerca moderna ed efficiente, rafforzando la capacità d'innovazione delle PMI e il potenziale di ricerca delle regioni europee, realizzando appieno il potenziale di ricerca dell’Unione allargata, creando una reale e democratica società europea della conoscenza, capace di assumere un ruolo leader a livello mondiale.5.2. Valore aggiunto dell’intervento comunitario, coerenza ed eventuale sinergia con altri strumenti finanziariIl programma specifico in parola è studiato per massimizzare l’efficacia e l’effetto della spesa per la ricerca a livello europeo con i mezzi finanziari disponibili; esso è fortemente improntato alla continuità e contiene nuove e importanti strategie atte a creare capacità per l’eccellenza futura nel campo della ricerca. Ove possibile si ricercheranno opportune sinergie e complementarietà con altre politiche e programmi comunitari.5.3. Obiettivi e risultati attesi della proposta nel contesto della gestione del bilancio per attività (ABM) e relativi indicatoriQuesto programma specifico potenzierà le capacità di ricerca e di innovazione a livello europeo e assicurerà il loro uso ottimale. Tali obiettivi saranno raggiunti attraverso iniziative condotte in sei aree, elencate qui appresso, i cui obiettivi sono illustrati in modo più particolareggiato all’allegato I:-  l’impiego e lo sviluppo ottimale delle infrastrutture di ricerca-  il rafforzamento del potenziale innovativo delle PMI e della loro capacità di fruire della ricerca-  il sostegno allo sviluppo di aggregati di ricerca di portata regionale-  la valorizzazione del potenziale di ricerca nelle regioni incluse nell’obiettivo di convergenza e nelle regioni più periferiche dell’UE-  l’avvicinamento tra scienza e società, affinché la scienza e la tecnologia si inseriscano armoniosamente nella società europea; e-  azioni e misure orizzontali a sostegno della cooperazione internazionale.Questo programma specifico promuoverà anche lo sviluppo coerente delle politiche di ricerca.Saranno sviluppati indicatori di esecuzione a tre livelli. Indicatori quantitativi e qualitativi atti a indicare l’andamento o l’orientamento del progresso scientifico e tecnico, quali nuove norme unificate e strumenti, tecniche scientifiche, domande di brevetti e accordi di licenze, nuovi prodotti, processi e servizi.Indicatori di gestione per controllare il grado di esecuzione a livello interno delle organizzazioni e coadiuvare le scelte decisionali degli organi direttivi. Tra questi possono rientrare il livello di esecuzione del bilancio e i tempi per la firma dei contratti e la liquidazione dei pagamenti.Indicatori di risultato (impatto) per valutare l’efficacia globale della ricerca rispetto a obiettivi di alto livello. Tra questi potrebbe rientrare la valutazione di impatto a livello aggregato di programma quadro (ad es. l’incidenza sul conseguimento degli obiettivi di Lisbona, Göteborg, Barcellona ed altri) e la valutazione a livello del programma specifico (quale ad es. contributo alla scienza e tecnologia e ai risultati economici a livello comunitario).5.4. Modalità di attuazione (indicativa)Indicare di seguito le modalità di attuazione scelte:( Gestione centralizzata-  ( diretta della Commissione-  ( indiretta, con delega a:-  ( agenzie esecutive-  ( organismi istituiti dalle Comunità a norma dell’articolo 185 del regolamento finanziario-  ( organismi pubblici nazionali/organismi con funzioni di servizio pubblicoٱ Gestione concorrente o decentrataٱ con Stati membriٱ con paesi terziٱ Gestione congiunta con organizzazioni internazionali (specificare)Osservazioni:La Commissione propone di gestire in modo centralizzato questo programma, la cui gestione dovrebbe essere effettuata dalla Commissione, direttamente o indirettamente mediante delega ad una Agenzia esecutiva o a strutture istituite a norma dell’articolo 169 o dell’articolo 171 del trattato.Per le azioni ex articolo 169 o ex articolo 171 del trattato – segnatamente quelle relative ad iniziative su ampia scala finanziate da più soggetti e che prevedano lo sviluppo di nuove infrastrutture di interesse europeo – le strutture di gestione saranno decise di volta in volta in funzione delle caratteristiche specifiche dell’azione considerata, che saranno create mediante le decisioni che istituiscono le azioni e la cui gestione sarà affidata a servizi esterni alla Commissione.I progetti specifici per le PMI (Ricerca a favore delle PMI e Ricerca per le associazioni di PMI) danno luogo ad attività che generano tutta una serie di piccole operazioni, in cui il legame tra il monitoraggio approfondito dei progetti realmente finanziati e lo sviluppo della politica di S&T è indiretto o inesistente. La gestione di dette attività sarà affidata ad un'Agenzia esecutiva che si occuperà della gestione dei bandi e del ricevimento delle proposte, dell’adozione degli strumenti per l’esecuzione del bilancio, dell’aggiudicazione dei contratti e delle sovvenzioni, che tratterà con i capi progetto dei singoli progetti e dei relativi pagamenti e che raccoglierà, analizzerà e trasmetterà alla Commissione tutte le informazioni necessarie per l’attuazione del programma. La Commissione manterrà la supervisione politica e si occuperà della preparazione delle procedure e dei programmi di lavoro. Le informazioni ricevute saranno integrate dalla Commissione nel programma di lavoro, nei programmi futuri e in altre iniziative politiche, grazie ad un’azione di monitoraggio e di controllo a livello di portafoglio di progetto o di sottoprogramma.Le altre parti del programma per le quali il legame tra un monitoraggio approfondito dei progetti realmente finanziati e lo sviluppo della politica di S&T è palese, saranno affidate ad un'agenzia esecutiva. Detta agenzia si occuperà delle valutazioni, del ricevimento e della gestione amministrativa delle proposte presentate, provvederà ad invitare e remunerare i valutatori esperti (scelti dalla Commissione), fornirà l’assistenza logistica per la valutazione delle proposte e svolgerà altri eventuali compiti, quali la verifica della solidità finanziaria e la presentazione di dati statistici. Non si esclude la possibilità di subappaltare a imprese private determinati compiti (ad es. lo sviluppo e la gestione di strumenti informatici e l'assistenza relativa). La valutazione, l'aggiudicazione del contratto e la gestione dei progetti saranno effettuate dai servizi della Commissione, al fine di mantenere uno stretto legame tra tali attività e l’elaborazione di politiche.6. CONTROLLO E VALUTAZIONELe modalità relative al monitoraggio e alla valutazione sono stabilite nella scheda finanziaria legislativa della proposta del Settimo programma quadro, COM(2005) 119 def.7. MISURE ANTIFRODESi devono inoltre adottare opportune misure atte a prevenire le irregolarità e le frodi nonché i provvedimenti necessari ai fini del recupero di fondi perduti, versati indebitamente o utilizzati in modo improprio ai sensi del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio del 25 giugno 2002 che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee[41], del regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione del 23 dicembre 2002 recante modalità di applicazione del regolamento finanziario 1605/2002[42], del regolamento n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità[43], del regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio dell’11 novembre 1996 relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità[44] e del regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall’Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)[45]8. DETTAGLI SULLE RISORSE8.1. Obiettivi della proposta in termini di costi finanziariStanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)8.2.2. Descrizione delle mansioni derivanti dall’azioneAttuazione del Programma quadro8.2.3. Origine delle risorse umane (statutaria)(Se sono indicate più origini, specificare il numero di posti per origine)( Posti attualmente assegnati alla gestione del programma da sostituire o prolungare( Posti preassegnati nell’ambito dell’esercizio SPA/PPB (Strategia politica annuale/Progetto preliminare di bilancio) per l’anno 2006( Posti da richiedere nella prossima procedura SPA/PPB( Posti da riassegnare usando le risorse esistenti nel servizio interessato (riassegnazione interna)( Posti necessari per l’anno n ma non previsti nell’esercizio SPA/PPB dell’anno considerato8.2.4. Altre spese amministrative incluse nell’importo di riferimento (XX 01 04/05 – Spese di gestione amministrativa [51]Mio EUR (al terzo decimale)8.2.6. Altre spese amministrative non incluse nell’importo di riferimento[52]Mio EUR (al terzo decimale)Anno 2007 | Anno 2008 | Anno 2009 | Anno 2010 | Anno 2011 | Anno 2012 e 2013 | TOTALE |XX 01 02 11 01 – Missioni | 0,320 | 0,326 | 0,333 | 0,339 | 0,346 | 0,713 | 2,376 |XX 01 02 11 02 – Riunioni e conferenze | 0,010 | 0,010 | 0,011 | 0,011 | 0,011 | 0,023 | 0,076 |XX 01 02 11 03 – Comitati[53] | 0,478 | 0,487 | 0,497 | 0,507 | 0,517 | 1,065 | 3,550 |XX 01 02 11 04 – Studi e consulenze |XX 01 02 11 05 – Sistemi di informazione |2 Totale altre spese di gestione (XX 01 02 11) |3 Altre spese di natura amministrativa (specificare indicando la linea di bilancio) |Totale spese amministrative diverse dalle spese per risorse umane e altre spese connesse (NON incluse nell’importo di riferimento) | 0,807 | 0,824 | 0,840 | 0,857 | 0,874 | 1,801 | 6,002 |Calcolo – Altre spese amministrative non incluse nell’importo di riferimentoQuesti dati sono stimati sulla base degli importi richiesti dalla DG RTD per l’esercizio 2006 DG RTD maggiorati del 2% per tenere conto dell’inflazione annua prevista. (Scheda 1 REV)I fabbisogni di risorse umane ed amministrative saranno coperti dallo stanziamento destinato alla DG incaricata della gestione, nell’ambito della procedura annuale di attribuzione. Nell’assegnare i posti si dovrebbe tenere conto di un'eventuale ridistribuzione dei posti tra i servizi sulla base delle nuove prospettive finanziarie.[1] COM(2005) 119.[2] COM(2005) 118.[3] SEC(2005) 430.[4] COM(2005) 387.[5] Come stabilito nel documento di lavoro dei servizi della Commissione, Report on European Technology Platforms and Joint Technology Initiatives: Fostering Public-Private R&D Partnerships to Boost Europe’s Industrial Competitiveness , SEC(2005) 800, 10 giugno 2005.[6] Frontier Research: the European Challenge. Relazione del gruppo di esperti ad alto livello, Commissione europea, maggio 2005.[7] Towards New Research Infrastructures for Europe: the ESFRI “List of Opportunities”, marzo 2005, www.cordis.lu/esfri/[8] GU C del , pag. .[9] GU C del , pag. .[10] GU C del , pag. .[11] GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.[12] GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.[13] GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.[14] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23[15] C(2005)576 def.[16] La ricerca per il trattamento del tumore delle gonadi può beneficiare di finanziamenti.[17] Le attività inerenti al rafforzamento ed al miglioramento del sistema scientifico europeo, quali la consulenza e le competenze in campo scientifico, che contribuiscono a una “migliore regolazione” rientrano nella sezione dedicata alla scienza e alla società del presente programma specifico.[18] Anche indicate da ESFRI.[19] Un’azione pilota denominata “Regioni della conoscenza” è stata inserita nel bilancio comunitario per l’esercizio 2003 su iniziativa del Parlamento europeo. A questa esperienza è seguito un altro invito a presentare proposte nel quadro del Sesto programma quadro comunitario per la RST (2004) nell'ambito del programma “Politiche di sviluppo coerenti”.[20] Questo non preclude la possibilità di abbinare diversi settori tecnologici qualora ciò sia opportuno.[21] Le regioni inquadrate nell’obiettivo di convergenza sono quelle indicate all’articolo 5 della proposta di regolamento del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, COM(2004) 492. Tra queste rientrano le regioni ammesse a fruire delle disposizioni previste per l'obiettivo di "convergenza", le regioni ammesse a fruire dei finanziamenti erogati dal Fondo di coesione, nonché le regioni più periferiche.[22] Compreso il vaglio sotto il profilo etico delle procedure utilizzati per proposte riguardanti questioni delicate nell’ambito del programma specifico “Cooperazione”.[23] “Le donne e la scienza: Eccellenza ed innovazione – Uguaglianza tra uomini e donne nella scienza” (SEC/2005/370); conclusioni del Consiglio del 18 aprile 2005.[24] Si rinvia alle norme di partecipazione.[25] Tra questi rientrano i paesi terzi confinanti con le regioni più esterne dell'Unione.[26] Le azioni destinate ai paesi candidati associati a pieno titolo saranno limitate ad azioni specifiche per favorire e stimolare la loro integrazione nel programma quadro.[27] Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakstan, Repubblica del Kirghizistan, Moldova, Russia, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan.[28] In questo contesto per dialogo bilaterale a livello regionale s’intende il dialogo tra gli Stati membri, la Comunità e i paesi terzi interessati.[29] A cui potrebbero partecipare anche il Centro internazionale di scienza e tecnologia (CIST) ed il Centro per la scienza e la tecnologia dell’Ucraina (STCU).[30] Considerati gli interessi della Comunità, si sono conclusi accordi con tutti i più importanti partner industrializzati o dei paesi emergenti, nonché con la quasi totalità dei paesi inclusi nella politica europea di vicinato.[31] Stanziamenti dissociati (SD)[32] Stanziamenti non dissociati (SND)[33] Questi dati si riferiscono alla spesa per l’intero Programma quadro CE (cfr. COM(2005) 119 def.).[34] Spesa non rientra nel Capitolo xx 01 del Titolo xx interessato.[35] Gli stanziamenti di pagamento si riferiscono al 2013 e agli anni successivi[36] Spesa che rientra nell’articolo xx 01 05 del Titolo xx.[37] Gli stanziamenti di pagamento si riferiscono al 2013 e agli anni successivi[38] Spesa che rientra nel Capitolo xx 01 ma non negli articoli xx 01 05.[39] Punti 19 e 24 dell’Accordo interistituzionale.[40] I dati della tabella si riferiscono unicamente al personale finanziato dalla tabella degli effettivi per tutte le azioni indirette sotto la responsabilità delle direzioni generali RTD, INFSO, TREN, ENTR e FISH. Questi dati pertanto non comprendono i posti figuranti nella tabella degli effettivi del bilancio operativo e nella tabella degli effettivi del CCR (cfr. COM(2005) 439def. e COM(2005) 445 def.).[41] GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.[42] GU L 357 del 31.12.2002, pag. 1.[43] GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.[44] GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.[45] GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.[46] Quale descritto nella sezione 5.3.[47] Il cui costo NON è incluso nell’importo di riferimento.[48] Il cui costo NON è incluso nell’importo di riferimento.[49] Il cui costo è incluso nell’importo di riferimento.[50] I dati indicati nella tabella si riferiscono unicamente al personale finanziato dalla tabella degli effettivi per tutte le azioni indirette realizzate sotto la responsabilità delle DG RTD, INFSO, TREN, ENTR e FISH. Tali importi non sono pertanto comprensivi dei posti figuranti nella tabella degli effettivi del bilancio operativo e dei posti figuranti nella tabella degli effettivi del CCR (cfr. COM(2005) 439 e COM(2005) 445 def.).[51] Questi dati si riferiscono alla spesa relativa all’intero Programma quadro CE (cfr.COM(2005)119 def.).[52] Questi dati si riferiscono alla spesa relativa all’intero Programma quadro CE (cfr.COM(2005)119 def.).[53] Comitato EURAB.