CELEX: C2004/156/14
Language: it
Date: 2004-06-12 00:00:00
Title: Causa C-186/04: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Conseil d'État (Belgio), section d'administration (Consiglio di Stato, sezioni giurisdizionali) con ordinanza 1o aprile 2004, nella causa P. Housieaux contro Délégués du Conseil de la Région de Bruxelles-Capitale (Delegati del Consiglio della regione di Bruxelles-Capitale), con l'intervento della Société de développement régional de Bruxelles (S.D.R.B.), della S.A. Batipont Immobilier (B.P.I.) e della SA Immomills L. de Waele Development (I.L.D.W.D.)

12.6.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 156/7
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Conseil d'État (Belgio), section d'administration (Consiglio di Stato, sezioni giurisdizionali) con ordinanza 1o aprile 2004, nella causa P. Housieaux contro Délégués du Conseil de la Région de Bruxelles-Capitale (Delegati del Consiglio della regione di Bruxelles-Capitale), con l'intervento della Société de développement régional de Bruxelles (S.D.R.B.), della S.A. Batipont Immobilier (B.P.I.) e della SA Immomills L. de Waele Development (I.L.D.W.D.)
   (Causa C-186/04)
   (2004/C 156/14)
   Con ordinanza 1o aprile 2004, pervenuta nella cancelleria della Corte il 23 aprile 2004, nella causa P. Housieaux contro Délégués du Conseil de la Région de Bruxelles-Capitale, con l'intervento della Société de développement régional de Bruxelles (S.D.R.B.), della S.A. Batipont Immobilier (B.P.I.) e della SA Immomills L. de Waele Development (I.L.D.W.D.), il Conseil d'État ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
   
               1)
            
            
               Se il termine di due mesi di cui all'art. 3, n. 4, della direttiva del Consiglio 7 giugno 1990, 90/313/CEE, concernente la libertà d'accesso all'informazione in materia d'ambiente (1), sia un termine ordinatorio, ossia un termine semplicemente indicativo per l'autorità alla quale è stata indirizzata una richiesta d'informazione, o un termine perentorio il cui il rispetto s'impone a questa autorità.
            
         
               2)
            
            
               Qualora il termine di due mesi sia un termine perentorio e, alla sua scadenza, l'autorità alla quale una richiesta d'informazioni è stata indirizzata non abbia preso alcuna decisione, quale sia la «decisione», menzionata all'art. 4, ultima frase, della direttiva citata, contro cui si può esperire un ricorso giurisdizionale o amministrativo «in conformità del sistema giuridico nazionale pertinente».
            
         
               3)
            
            
               Se gli artt. 3, n. 4, e 4 della direttiva citata vietino che un «sistema giuridico nazionale pertinente» interpreti il silenzio dell'autorità cui è stata indirizzata una richiesta d'informazione, silenzio mantenuto durante i due mesi indicati all'art. 3, n. 4, della direttiva, come una decisione implicita di rigetto della richiesta, decisione che non è dunque motivata, ma che può costituire oggetto del ricorso giurisdizionale o amministrativo di cui all'art. 4.
            
         
               4)
            
            
               Qualora il termine di due mesi di cui all'art. 3, n. 4, sia un termine ordinatorio, se gli artt. 3, n. 4, e 4 della direttiva impediscano che un «sistema giuridico nazionale» possa offrire a colui che chiede l'informazione la facoltà di ingiungere all'autorità di rispondere alla sua richiesta d'informazione in un certo termine, prevedendo che, in assenza di risposta, il silenzio persistente dell'autorità varrà decisione implicita di rifiuto di comunicare l'informazione, decisione che potrà essere oggetto di un ricorso giurisdizionale (o) amministrativo.
            
         
      (1)  GU L 158 del 23.6.1990, pag. 56.