CELEX: 31968H0335
Language: it
Date: 1968-07-31 00:00:00
Title: 68/335/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 31 luglio 1968, agli Stati membri relativa al risanamento strutturale del mercato dei trasporti di merci per via navigabile

Avis juridique important

|

31968H0335

68/335/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 31 luglio 1968, agli Stati membri relativa al risanamento strutturale del mercato dei trasporti di merci per via navigabile  

Gazzetta ufficiale n. L 218 del 04/09/1968 pag. 0010 - 0012 edizione speciale spagnola: capitolo 07 tomo 1 pag. 0113  edizione speciale portoghese: capitolo 07 tomo 1 pag. 0113 

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 31 luglio 1968 agli Stati membri relativa al risanamento strutturale del mercato dei trasporti di merci per via navigabile(68/335/CEE) 1. Le grandi perturbazioni che si manifestano con sempre maggiore acutezza sul mercato dei trasporti di merci per via navigabile della Comunità determinano un peggioramento continuo e accelerato della situazione economica della navigazione interna.  Questo peggioramento e caratterizzato in particolare dalla tendenza ad aumentare il numero medio dei natanti in attesa di utilizzo, dal prolungamento dei termini di attesa, dall'inasprirsi della concorrenza interna e, particolarmente, dalla pressione  eccessiva esercitata sui noli, nonché dall'aumento del volume di indebitamento delle imprese e dal numero crescente dei pignoramenti e dei fallimenti. Pur essendo impossibile, nelle circostanze attuali, accertare se questi indizi siano soltanto i  sintomi di una sovraccapacità strutturale, il loro carattere e la loro concordanza non consentono di scartare l'idea che siano essenzialmente condizionati dall'esistenza di una certa sovraccapacità. Le varie informazioni fornite alla Commissione dagli  Stati membri e dalla categoria professionale confermano che vi è una capacità largamente eccedentaria, per lo meno nei principali bacini fluviali della Comunità.  II. Nella sua proposta di un regolamento del Consiglio sull'accesso al mercato dei trasporti di merci per via navigabile (1), la Commissione ha già previsto l'attuazione, su scala comunitaria, di provvedimenti di demolizione del materiale fluviale, nel  quadro delle misure di sorveglianza dello sviluppo del parco fluviale.  Con questo, la Commissione, nella sua proposta di regolamento summenzionata non ha escluso che gli Stati membri possano intraprendere azioni al riguardo sul piano nazionale. Essa si è riservata di prendere successivamente ogni inizia iva utile alla  promozione di azioni siffatte.  Al fine di attenuare e possibilmente di eliminare le conseguenze dannose di una sovraccapacità strutturale, vari Stati membri hanno già parzialmente avviato o si propongono di avviare un'azione di demolizione del materiale fluviale esuberante.  III. La Commissione ritiene che il risanamento del mercato della navigazione interna, stante l'interpretazione delle reti idroviarie di gran parte degli Stati membri e le realizzazioni già verificatesi in materia di libera prestazione dei servizi, debba  effettuarsi a livello comunitario e che la demolizione del materiale debba essere finanziata dalla stessa navigazione interna.  Peraltro, data la situazione di crisi sempre più acuta nella quale versa la navigazione interna, la Commissione è di parere che un'iniziativa volta a migliorare la situazione di questo modo di trasporto dovrebbe essere messa in atto a breve scadenza e  dovrebbe comportare provvedimenti di demolizione sul piano nazionale. Questa iniziativa dovrebbe essere completata al più presto dall'azione comunitaria già proposta dalla Commissione, la quale si troverebbe cosí ad essere agevolata nel suo compito.  La Commissione è pure consapevole del fatto che l'entità della sovraccapacità strutturale, che secondo la stima degli esperti nazionali sarebbe di circa due milioni di tonnellate in tutto il parco fluviale della Comunità, richiederebbe la messa a  disposizione di mezzi finanziari tanto ingenti da rendere impossibile alla navigazione interna, nella situazione critica in cui si trova, di sopportarli da sola a breve scadenza, senza rischiare di compromettere la sua posizione economica e  concorrenziale.  Pertanto, tenuto conto principalmente delle disposizioni degli articoli 92 e seguenti e 77 del trattato che istituisce la CEE, la concessione di aiuti contemplata da vari Stati membri servirebbe a procedere subito alla demolizione, sul piano nazionale,  di una parte del materiale esuberante che si presentata tecnicamente ed economicamente obsoleto. In questo ordine d'idee, la Commissione ha citato nella relazione alla proposta di un regolamento del Consiglio relativo all'accesso al mercato dei  trasporti di merci per via navigabile, che gli Stati membri possono avviare azioni di demolizione sul piano nazionale, specialmente sotto forma di aiuti.  Occorre tuttavia che le misure prese sul piano nazionale siano informate a un minimo di criteri e di principi comuni al fine di evitare profonde divergenze, che potrebbero pregiudicare il raggiungimento degli obiettivi previsti in questo campo nel  quadro della politica comune dei trasporti e creare gravi distorsioni di concorrenza nella navigazione interna.  IV. Fondandosi sulle considerazioni di cui sopra, la Commissione ritiene necessario promuovere un'azione di demolizione sul piano nazionale, che faciliti l'operazione più vasta che al riguardo verrà proseguita su scala comunitaria, nel quadro della  sorverglianza dello sviluppo della capacità e, altresí, ritiene necessario di precisare alcuni criteri complementari comuni che devono presiedere alla concessione degli aiuti temporaneamente istituiti sul piano nazionale.  V. Secondo il parere della Commissione, la concessione degli aiuti va effettuata in modo selettivo per quanto concerne e i beneficiari e il materiale fluviale.  In questa visuale, è opportuno che le piccole imprese di navigazione interna possano beneficiare delle indennità di demolizione accordate dagli Stati membri sotto forma di sovvenzioni. Infatti, queste imprese sono le più colpite dalla situazione di  crisi di questo settore di attività e, quindi, non dispongono dei mezzi finanziari occorrenti per ammodernarsi.  D'altra parte, la concessione di una congrua indennità a questa categoria di battellieri gli consentirebbe di cessare definitivamente la loro attività di vettori fluviali e di inserirsi in altri settori, nei quali potranno contribuire allo sviluppo  economico generale e beneficiare quindi di un rialzo del loro livello di vita. L'aiuto degli Stati membri comporta pertanto aspetti sociali ed economici.  Per quanto concerne il materiale fluviale, gli aiuti vanno unicamente accordati alle imbarcazioni tecnicamente ed economicamente più superate. Le imprese succitate sono proprio quelle che dispongono di un siffatto materiale. L'eliminazione di queste  imbarcazioni consentirà pertanto di aumentare la redditività media dei parchi fluviali attraverso l'impiego di un materiale più produttivo e l'attenuazione di un'eccessiva concorrenza. Ne discende che le imprese che rimarranno sul mercato saranno meglio  in grado di sostenere i tributi che saranno loro ulteriormente imposti per completare, nel quadro della regolamentazione comunitaria, l'iniziata azione di demolizione.  VI. La limitazione della concessione degli aiuti ai battellieri che possiedono un solo natante contribuirà pure al riadattamento organico della professione; un tale effetto va ricercato in ogni azione di risanamento del mercato dei trasporti.  VII. Gli aiuti accordati a simili condizioni non possono provocare distorsioni di concorrenza tra imprese di trasporti e tra modi di trasporto, in quanto favoriscono l'eliminazione dal mercato in via definitiva di una parte di capacità eccedentaria;  ecco perché è opportuno che i beneficiari smettano ogni attività di trasportatore di merci per via navigabile, per lo meno durante un periodo determinato.  VIII. La Commissione ritiene che gli aiuti accordati dagli Stati membri possono produrre i loro effetti economici soltanto se vi sono provvedimenti atti ad evitare che investimenti in materiale fluviale nuovo vengano effettuati per categorie che  presentano già una eccedenza durante il periodo di attuazione dell'opera di demolizione.  IX. Nemmeno per i salariati l'azione di demolizione deve determinare conseguenze che possano compromettere il raggiungimento degli obiettivi del trattato CEE, in particolare quelli indicati nell'articolo 2. Senonché, nonostante l'attuale scarsità di  manodopera nella navigazione interna, l'azione raccomandata può avere conseguenze del genere per taluni lavoratori. È quindi necessario assicurare ai salariati membri degli equipaggi dei natanti ammessi alla demolizione il mantenimento dello stesso  livello di vita durante un certo tempo e, se del caso, assicurando loro una riqualificazione professionale.  Per questi motivi, visto l'articolo 155 del trattato CEE, la Commissione RACCOMANDA agli Stati membri che avranno accertato una sovraccapacità strutturale nel loro parco fluviale, di organizzare un'azione di demolizione, su base volontaria, di una parte della capacità eccedentaria tenendo presenti i principi e i criteri seguenti:  1. Accordare alle persone fisiche che possiedono un solo natante e lo sfruttano direttamente, con un indennizzo per la demolizione del materiale fluviale tecnicamente ed economicamente più vecchio e appartenente, fin dal 1o luglio 1965, a queste stesse  persone. Queste persone devono essere cittadine o essere stabilite nel territorio dello Stato membro che organizza la demolizione. Inoltre esse devono impegnarsi a cessare, per trent'anni, ogni attività di trasporto di merci per via navigabile.  2. Fornire i fondi necessari al pagamento d'indennità di demolizione, mediante aiuti sotto forma di sovvenzioni dirette.  3. Individuare il materiale fluviale tecnicamente ed economicamente invecchiato, nei limiti dell'importo degli aiuti accordati da ciascuno Stato membro alle categorie che registrano un'eccedenza di capacità, con riguardo fra l'altro - all'età,  - alla portata lorda in tonnellate o alla potenza in CV, particolarmente in funzione delle dimensioni d'ingombro delle vie navigabili abitualmente praticate,  - del rapporto tonnellaggio/forza motrice per i battelli a propulsione meccanica,  - dello stato di navigabilità,  - dell'attrezzatura dei natanti.  4. Stabilire l'importo dell'indennità di demolizione ad un livello sufficiente per incitare i battellieri considerati a ritirare il loro materiale dal mercato e per consentire loro di riconvertirsi eventualmente per altra attività economica.  5. Prendere ogni provvedimento utile per evitare che nel corso del periodo di attuazione delle misure di demolizione sia messo in servizio materiale fluviale supplementare nelle categorie che accusano eccedenze di capacità.  6. Garantire ai lavoratori salariati membri degli equipaggi dei battelli ammessi alla demolizione dagli Stati membri, finquando non avranno trovato una nuova occupazione e per un periodo massimo di un anno, il mantenimento dello stesso livello di  rimunerazione correspondendo loro una congrua indennità.  Garantire a tal fine - nel caso che i lavoratori in questione accettino un'occupazione meno rimunerata - una compensazione pari alla differenza tra la retribuzione attuale e quella passata, e ciò fino allo spirare del termine summenzionato di un anno.  Organizzare a favore dei lavoratori salariati che non abbiano potuto trovare, nel corso di un congruo periodo di tempo, una nuova occupazione che assicuri loro un eguale trattamento economico, un'operazione di riqualificazione professionale e/o di  reimpiego, suscettibile di beneficiare del concorso del Fondo sociale europeo.  Accordare ai lavoratori salariati che dovrebbero essere collocati a riposo entro un periodo inferiore a cinque anni, il beneficio di una pensione anticipata, pari a quella cui avrebbero avuto diritto se avessero raggiunto il prescritto limite di età.  La Commissione si riserva, nel quadro della procedura di consultazione di cui alla decisione del Consiglio del 21 marzo 1962 (2) e della procedura prevista all'articolo 93, paragrafo 3, del trattato CEE, di formulare qualsiasi eventuale osservazione ai  provvedimenti che gli Stati membri intendono adottare ai fini dell'attuazione di un'operazione di demolizione.  Fatto a Bruxelles, il 31 luglio 1968.  Per la Commissione Il Presidente Jean REY   (1) Doc. R/1749/67 (Trans 84) del 1o. 12. 1967.(2) GU n. 23 del 3. 4. 1962, pag. 720/62.