CELEX: 31989D0489
Language: it
Date: 1989-07-28 00:00:00
Title: DECISIONE DEL CONSIGLIO del 28 luglio 1989 che istituisce un programma d' azione inteso a promuovere la conoscenza di lingue straniere nella Comunità europea (Lingua) (89/489/CEE) #

Avis juridique important

|

31989D0489

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 28 luglio 1989 che istituisce un programma d' azione inteso a promuovere la conoscenza di lingue straniere nella Comunità europea (Lingua) (89/489/CEE)  -   

Gazzetta ufficiale n. L 239 del 16/08/1989 pag. 0024 - 0032

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 28 luglio 1989 che istituisce un programma d'azione inteso a promuovere la conoscenza di lingue straniere nella Comunità europea (Lingua) (89/489/CEE) IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare gli articoli 128 e 235,  vista la decisione 63/266/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1963, relativa alla determinazione dei principi generali per l'attuazione di una politica comune di formazione professionale (1), in particolare il settimo principio,  vista la proposta della Commissione (2),  visto il parere del Parlamento europeo (3),  visto il parere del Comitato economico e sociale (4),  considerando che il settimo principio della decisione 63/266/CEE stabilisce che l'adeguata formazione degli insegnanti e degli istruttori, di cui è opportuno aumentare il numero e sviluppare le capacità tecniche e pedagogiche, costituisce uno degli elementi fondamentali di ogni efficace politica di  formazione professionale; che il decimo principio della suddetta decisione prevede che si possano prendere misure specifiche per taluni problemi riguardanti determinati settori d'attività o categorie di persone;  considerando che il trattato prevede, all'articolo 52, l'abolizione delle restrizioni alla libertà di stabilimento e, all'articolo 59, l'abolizione delle restrizioni alla libera prestazione dei servizi;  considerando che il trattato prevede l'instaurazione della libera circolazione dei lavoratori ed incarica il Consiglio di stabilire le apposite misure a tal fine; che il miglioramento della capacità di comunicare utilizzando lingue straniere agevolerà  ulteriormente il conseguimento di tali obiettivi;  considerando che il regolamento (CEE) n. 1612/68 del Consiglio, del 15 ottobre 1968, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all'interno della Comunità (5), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 312/76 (6), ha disposto che i lavoratori  subordinati ed i lavoratori autonomi che esercitano il diritto di libera circolazione in un altro Stato membro possano essere accompagnati dai familiari;   considerando che il Consiglio europeo, nella dichiarazione solenne sull'Unione europea approvata nella riunione di Stoccarda, del 19 giugno 1983, e in quelle di Fontainebleau del 23 e 24 giugno 1984 e di Milano del 28 e 29 giugno 1985, in cui fu  adottata la relazione Adonnino sulle misure necessarie per realizzare l'«Europa dei cittadini», ha posto in rilievo l'importanza che riveste l'insegnamento e lo studio delle lingue straniere nella Comunità;  considerando che il Consiglio e i ministri della pubblica istruzione, riuniti in sede di Consiglio, adottando il 9 febbraio 1976 una risoluzione (7) comprendente un'azione in materia di istruzione hanno indicato che l'insegnamento delle lingue straniere  è un settore d'interesse comunitario e nella riunione del 4 giugno 1984 hanno adottato conclusioni a questo soggetto;  considerando che l'instaurazione del mercato interno dovrebbe essere agevolata dal miglioramento quantitativo e qualitativo dell'insegnamento e dello studio delle lingue straniere all'interno della Comunità per consentire ai cittadini della Comunità di  comunicare tra loro e di superare le difficoltà linguistiche che ostacolano la libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi e dei capitali;  considerando che una migliore conoscenza delle lingue straniere consentirà ai cittadini della Comunità di fruire dei vantaggi conseguenti alla realizzazione del mercato interno e favorirà la comprensione e la solidarietà tra i popoli che costituiscono  la Comunità, pur conservando la diversità linguistica e la ricchezza culturale dell'Europa;  considerando che nell'incoraggiare la diversificazione dell'insegnamento e dello studio delle lingue straniere nel quadro dell'attuazione del programma Lingua si terrà conto anche del ruolo delle varie lingue comunitarie nel mondo sotto l'aspetto della  loro rilevanza economica, commerciale e culturale;  considerando che è necessario contribuire a promuovere l'attuazione delle politiche nazionali degli Stati membri relative alla formazione nelle lingue straniere senza nuocere alle caratteristiche dei loro sistemi d'istruzione e di formazione;  considerando che occorre in modo specifico incoraggiare l'insegnamento, quali lingue straniere, di tutte le lingue ufficiali della Comunità, nonché dell'irlandese, che è una  delle lingue in cui sono stati redatti i trattati che istituiscono le Comunità europee, e del lussemburghese, lingua parlata su tutto il territorio lussemburghese;  considerando che i vari programmi comunitari, in particolare Erasmus (8), Comett (9), «Gioventù per l'Europa» (10) e il Terzo programma comune inteso a favorire gli scambi di giovani lavoratori all'interno della Comunità (11) non raggiungeranno  pienamente gli obiettivi perseguiti se non sono affiancati da misure intese a promuovere la formazione linguistica e che devono essere completati da misure nel campo della formazione di orientamento;  considerando che questo programma d'azione comporta aspetti concernenti la politica dell'insegnamento e della formazione i quali possono essere considerati trascendenti la definizione dei principi generali per l'attuazione di una politica comune di  formazione professionale, prevista all'articolo 128 del trattato; che questi aspetti del programma possono contribuire, insieme con gli obiettivi di formazione professionale con i quali sono strettamente connessi, allo sviluppo armonioso delle attività  economiche in tutta la Comunità; che in questa misura il trattato non ha previsto i necessari poteri d'azione e che in proposito risulta necessaria un'azione per realizzare, nel funzionamento del mercato comune, uno degli obiettivi della Comunità,  DECIDE:    Articolo 1 È adottato il programma d'azione della Comunità europea per promuovere la conoscenza di lingue straniere.  Tale programma, in appresso denominato «programma Lingua», sarà realizzato per un periodo di cinque anni a decorrere dal 1g gennaio 1990.  Articolo 2 Il programma Lingua comprende:  a)  un complesso di orientamenti comuni per promuovere la conoscenza delle lingue straniere nella Comunità, precisati nell'articolo 5.  b)  una serie di provvedimenti da attuare a livello comunitario, contemplati all'articolo 8 e precisati nell'allegato, destinati a fornire un valore aggiunto ai provvedimenti adottati dagli Stati membri.   Articolo 3 Nel contesto del programma Lingua, il termine «Università» si riferisce a tutti i tipi di istituti d'istruzione e di formazione postsecondari che rilascino, eventualmente nel quadro di una formazione superiore, qualifiche o titoli di tale  livello, qualunque ne sia la rispettiva denominazione negli Stati membri.  Nel contesto del programma Lingua il termine «istituto di istruzione e di formazione» si riferisce a tutte le categorie di istituti d'istruzione e formazione (non compresi nella precedente definizione di unversità) sostenuti dallo Stato membro o dalle  autorità pubbliche degli Stati membri.  Nel contesto del programma Lingua, l'insegnamento delle lingue straniere riguarda soltanto l'insegnamento, quali lingue straniere, delle lingue: danese, francese, greca, inglese, irlandese, italiana, lussemburghese, olandese, portoghese, spagnola e  tedesca.  Articolo 4 Obiettivo principale del programma Lingua è promuovere un miglioramento quantitativo e qualitativo della conoscenza delle lingue straniere, per far evolvere le capacità di comunicazione all'interno della Comunità. A tal fine esso fornisce la  possibilità di appoggiare ed integrare, con misure a livello comunitario, le politiche e le azioni degli Stati membri miranti a questo scopo.  Articolo 5 Il programma Lingua contribuisce a facilitare l'attuazione delle politiche adottate e applicate negli Stati membri, nell'ambito delle loro strutture interne e delle caratteristiche e possibilità dei rispettivi sistemi d'istruzione e di  formazione, e volte a:  - incoraggiare tutti i cittadini ad acquisire una conoscenza pratica di lingue straniere;  - aumentare le possibilità di insegnamento e apprendimento delle lingue straniere nella Comunità e in particolare incentivare la conoscenza delle lingue straniere meno diffuse e meno insegnate;  - aumentare l'offerta di possibilità per gli studenti universitari di integrare lo studio delle discipline principali con quello delle lingue straniere assicurando a quest'ultimo uno spazio riconosciuto negli esami, nei diplomi e negli altri titoli di  studio;  - elevare il livello dell'insegnamento delle lingue straniere migliorando la formazione iniziale e permanente degli insegnanti e formatori in lingue straniere, moltiplicando, in particolare, le opportunità di cui essi possono usufruire per conseguire  un'adeguata preparazione all'estero;  - incoraggiare i datori di lavoro e le organizzazioni professionali a promuovere la formazione in lingue straniere dei lavoratori per consentire loro di beneficiare in pieno del mercato interno, segnatamente tenendo conto delle necessità delle piccole e  medie imprese e delle regioni periferiche e meno sviluppate della Comunità;  - promuovere l'innovazione nei metodi di formazione in lingue straniere e nello sfruttamento delle tecnologie di comunicazione che essa utilizza.  Articolo 6 Le misure della Comunità previste all'articolo 8 contribuiscono a facilitare l'attuazione delle politiche che gli Stati membri adottano e applicano nell'ambito delle loro strutture interne e delle caratteristiche e possibilità dei loro  sistemi di istruzione e formazione e che sono volte a:  - consentire agli insegnanti di ruolo di lingue straniere di migliorare la loro competenza professionale, in particolare mediante periodi di formazione permanente o esperienza professionale in uno Stato membro in cui si parli la lingua che essi  insegnano;  - permettere agli studenti che studiano le lingue straniere e principalmente ove i sistemi di istruzione degli Stati membri lo consentano, a quelli che si specializzano in questo settore per diventare insegnanti di lingue straniere, di trascorrere un  periodo riconosciuto di formazione iniziale di almeno tre mesi in uno Stato membro in cui si parli la lingua che essi studiano;  - incoraggiare le parti sociali, le organizzazioni professionali e gli istituti di formazione permanente a creare mezzi atti a sviluppare le capacità linguistiche dei lavoratori; nonché sviluppare le conoscenze di lingue straniere nell'ambito della  formazione professionale iniziale e permanente;  - incoraggiare i giovani, nell'ambito della formazione professionale, di orientamento e professionale, a partecipare a programmi di scambi basati su progetti pedagogici;  - promuovere l'innovazione nelle metodologie per l'insegnamento delle lingue straniere.  Gli Stati membri presentano entro il 31 dicembre 1992 una relazione sulla situazione dei settori sovraindicati.  Articolo 7 Gli Stati membri designano una o più strutture competenti per provvedere al coordinamento a livello nazionale dell'attuazione delle azioni definite nell'allegato.  Articolo 8 Al fine di dare un vigoroso impulso comunitario all'opera che gli Stati membri svolgono per migliorare il livello della conoscenza delle lingue straniere presso i lavoratori e i futuri lavoratori, la Commissione attua i vari provvedimenti di  sostegno precisati nell'allegato, tenendo conto della diversità delle esigenze e situazioni esistenti nei vari Stati membri, sopratutto per quanto riguarda le lingue meno insegnate e meno utilizzate nella Comunità.  Articolo 9 1.  La Commissione attua il programma Lingua conformemente alle disposizioni dell'allegato.  2.  Nell'assolvere tale compito, la Commissione è assistita da un comitato composto da due rappresentanti designati da ciascuno Stato membro e presieduto dal rappresentante della Commissione. I membri del comitato possono essere assistiti da esperti o  consulenti.  Il comitato coordina il suo lavoro con il comitato del programma Erasmus per quanto riguarda l'azione II dell'allegato della presente decisione.  3.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato progetti concernenti:  a)  gli orientamenti generali che guidano il programma Lingua,  b)  gli orientamenti generali per il sostegno finanziario che verrà fornito dalla Comunità,  c)  i problemi dell'equilibrio generale del programma Lingua, compresa la ripartizione tra i vari tipi di azioni e l'incoraggiamento dell'utilizzazione di tutte le lingue straniere.  4.  Il comitato formula il suo parere su questi progetti entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per  l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precisato. Il presidente non  partecipa al voto.  La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio.  La Commissione può differire di un mese al massimo, a decorrere da tale comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise.  Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro il termine di cui al comma precedente.  5.  La Commissione può inoltre consultare il comitato su qualsiasi altro problema concernente l'attuazione del programma Lingua.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, formula il suo parere sul progetto,  eventualmente procedendo a votazione.  Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.  La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.  Articolo 10 L'importo stimato necessario per l'esecuzione del programma Lingua nel periodo quinquennale 1990-1994 ammonta a 200 milioni di ECU.  Gli stanziamenti annuali necessari per fornire il contributo comunitario alle azioni previste nel programma sono fissati nella procedura annuale di bilancio, rispettando le prospettive finanziarie decise in comune dal Parlamento europeo, dal Consiglio e  dalla Commissione, nonché la loro evoluzione.  Articolo 11 La Commissione vigila sulla coerenza e complementarità tra le azioni che la Comunità svolge nel quadro del programma Lingua e di altri programmi comunitari riguardanti la formazione professionale, la mobilità e gli scambi di persone, in  particolare i programmi Erasmus, Comett, Delta, «Gioventù per l'Europa» e il Terzo programma comune inteso a favorire gli scambi di giovani lavoratori all'interno della Comunità. La Commissione mantiene i necessari contatti con le organizzazioni  internazionali operanti in tal campo e in particolare con il Consiglio d'Europa.  Articolo 12 La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al comitato dell'istruzione una relazione annuale sul funzionamento del programma Lingua.  Articolo 13 Alla fine del secondo anno di realizzazione del programma Lingua il Consiglio valuta l'esperienza acquisita nell'attuazione del programma stesso, sulla base di una relazione presentata dalla Commissione, corredata, se del caso, da proposte  per adattarla.   Fatto a Bruxelles, addì 28 luglio 1989.  Per il Consiglio Il Presidente M. CHARASSE  (1) GU n. 63 del 20. 4. 1969, pag. 1338/63. (2) GU n. C 51 del 28. 2. 1989, pag. 7. (3) GU n. C 120 del 16. 5. 1989. (4) GU n. C 139 del 5. 6. 1989, pag. 12. (5) GU n. L 257 del 19. 10. 1968, pag. 2. (6) GU n. L 39 del 14. 2. 1976, pag. 2.(7) GU n. C 38 del 19. 2. 1976, pag. 1.(8) GU n. L 166 del 25. 6. 1987, pag. 20. (9) GU n. L 222 dell'8. 8. 1986, pag. 17. (10) GU n. L 158 del 25. 6. 1988, pag. 42. (11) GU n. L 331 del 19. 12. 1984, pag. 36.   ALLEGATO    AZIONE I  MISURE ATTE A PROMUOVERE LA FORMAZIONE PERMANENTE DEGLI INSEGNANTI DI LINGUE STRANIERE 1.  Nell'ambito di questa azione sono considerati insegnanti di lingue straniere coloro la cui attività regolare è l'insegnamento di una o più lingue in quanto lingue straniere a qualsiasi livello di educazione o formazione diversa da quella a livello  universitario.  2.  Un aiuto finanziario sarà concesso attraverso la o le strutture designate da ogni Stato membro a norma dell'articolo 7, per contribuire all'estensione e al miglioramento qualitativo della formazione continua permanente degli insegnanti di lingue e  dei formatori di insegnanti di lingue straniere nella Comunità. Lo scopo è di consentire la partecipazione a progetti di formazione permanente, in particolare in altri Stati membri, di un numero crescente di insegnanti e di formatori di insegnanti nella  Comunità. Le modalità di applicazione saranno disciplinate nel quadro degli orientamenti generali per l'attuazione del programma adottati in conformità dell'articolo 9.  3.  Per il calcolo della sovvenzione annua complessiva da concedere a tal fine ai singoli Stati membri, si tien conto del numero totale degli insegnanti di lingua, del numero di giovani di età compresa tra 10 e 21 anni, del prodotto interno lordo pro  capite rispetto alla media comunitaria, nonché dei costi derivanti dalla distanza geografica tra gli Stati membri. Il contributo massimo per ciascun beneficiario ammonta a 1 500 ECU.  4.  Nell'attribuzione delle borse, sarà data priorità alle attività di formazione permanente degli insegnati di lingue straniere e dei formatori che consentano loro di:  - migliorare le loro capacità di comunicazione nella lingua straniera e la conoscenza della cultura della Stato membro ospitante,  - favorire la diversificazione nell'insegnamento di lingue straniere,  - incentivare la conoscenza delle lingue meno diffuse e meno insegnate,  - aiutarli a stabilire e sviluppare le strutture necessarie per organizzare scambi educativi per conto dei rispettivi istituti di istruzione e di orientamento.  5.  Un aiuto finanziario sarà erogato ai programmi di cooperazione europea tra istituti di formazione permanente per gli insegnanti di lingue straniere concepiti in modo da offrire agli insegnanti interessati la possibilità di partecipare a progetti di  formazione permanente, nel proprio Stato membro o in altri Stati membri.  A sostegno di ogni programma, gli istituti partecipanti potranno ricevere ciascuno un aiuto di un importo annuo massimo di 25 000 ECU, normalmente per un periodo stimato di tre anni.  6.  Questi aiuti possono essere utilizzati anche per sostenere le misure degli Stati membri intese a favorire la riconversione degli insegnanti di lingue straniere.     AZIONI II  MISURE VOLTE A PROMUOVERE L'APPRENDIMENTO DI LINGUE STRANIERE ALL'UNIVERSITÀ E, IN PARTICOLARE, A SVILUPPARE LA FORMAZIONE INIZIALE DEGLI INSEGNANTI DI LINGUE STRANIERE 1.  La Comunità ha l'intenzione di promuovere lo sviluppo della rete europea di cooperazione universitaria, istituita nel contesto del programma Erasmus, al fine di dare impulso su scala comunitaria alla mobilità e allo scambio di studenti che si  specializzano nello studio delle lingue straniere o studiano tali lingue parallelamente ad un'altra disciplina e, in particolare, al fine di promuovere la formazione iniziale degli insegnanti di lingue straniere conformemente all'articolo 6 della  decisione. Tale azione, che sarà gestita secondo la procedura prevista per il programma Erasmus, consisterà nelle seguenti misure:  a)  programmi di cooperazione interuniversitaria,  b)  borse di studio,  c)  sussidi per la mobilità e lo scambio di insegnanti e di formatori in lingue straniere.  Programmi di cooperazione interuniversitaria 2.  Ogni programma di cooperazione interuniversitaria finanziato nel contesto del programma Lingua dev'essere concepito in modo da dare agli studenti interessati la possibilità di compiere in uno Stato membro almeno del quale studiano la lingua un  periodo di studi riconosciuto quale parte integrante di un corso che conduca al conseguimento di un diploma o di un titolo di studio universitario. Per il sostegno finanziario di ciascun accordo, ogni istituto partecipante potrà ricevere contributi, con  un massimale annuo di 25 000 ECU, di norma in previsione di un periodo di tre anni; la somma concessa sarà calcolata valutando il preventivo dettagliato presentato dagli istituti interessati. Le modalità di applicazione saranno stabilite nel quadro  degli orientamenti generali per la realizzazione del programma adottati in conformità dell'articolo 9.  Borse di studio 3.  La Comunità erogherà fondi per il sussidio diretto di studenti che si specializzano nello studio delle lingue straniere all'università, e principalmente a quelli che si specializzano in questo settore per diventare insegnanti di lingue straniere  (ove i sistemi di istruzione degli Stati membri consentano di individuarli), affinché possano trascorrere un periodo di studio in un altro Stato membro, nel contesto della rete europea sopra definita.  Queste borse potranno essere concesse anche agli studenti che studiano una lingua straniera parallelamente ad un'altra disciplina, sempre restando nel quadro della rete europea sopra definita. Ciò deve permettere l'avvio di esperimenti-pilota che  favoriscano l'insegnamento di lingue straniere all'università.  Tuttavia, a titolo eccezionale, potranno essere concesse borse di studio anche a studenti che seguano corsi esulanti dal contesto della rete universitaria sopra definita.  4.  Nello stabilire la ripartizione adeguata delle borse di studio, la Comunità terrà conto del numero di studenti che saranno scambiati all'interno della rete universitaria europea nel corso del suo sviluppo, basandosi, come ipotesi, su un importo  medio annuo di 2 000 ECU per borsa. Durante il primo anno ad ogni Stato membro saranno concesse almeno 75 borse; tale numero sarà portato progressivamente a 150. L'importo della dotazione residua sarà ripartito tra gli Stati membri secondo i seguenti  criteri: numero complessivo degli studenti universitari ai sensi dell'articolo 3 e numero complessivo di giovani di età compresa tra 18 e 25 anni in ciascuno Stato membro.  5.  Le borse di studio concesse dalla Comunità agli studenti saranno amministrate dalle competenti autorità designate dagli Stati membri nel contesto del programma Erasmus. Tali autorità assegneranno borse di studio di un valore massimo di 5 000 ECU per  studente, per un soggiorno all'estero di una durata corrispondente a un anno accademico, subordinatamente alle seguenti condizioni:  a)  le borse contribuiranno a sostenere le spese supplementari di mobilità (comprese le spese di viaggio, le spese per l'apprendimento della lingua nel paese ospitante e le spese supplementari causate allo studente dal fatto di vivere fuori dal suo  paese d'origine);  b) sarà data priorità agli studenti di lingue straniere che frequentano corsi rientranti nella rete europea e (ove il sistema d'istruzione degli Stati membri consenta di individuarli), quelli che si specializzano in questo settore per diventare insegnanti  di lingue straniere;  c) sarà data priorità agli studenti che frequentano corsi per l'apprendimento delle lingue meno diffuse e meno insegnate;  d) le borse saranno concesse soltanto qualora il periodo di studi da trascorrere in un altro Stato membro sia pienamente riconosciuto dall'università di provenienza dello studente;  e) l'università ospite non addebiterà tasse di iscrizione e, se necessario, i borsisti continueranno a pagare le tasse di iscrizione nell'università di origine;  f) di norma, le borse saranno concesse per periodi di studio in un altro Stato membro di durata compresa tra tre mesi e un anno; non saranno di norma concesse borse agli studenti del primo anno di studi universitari;  g) le borse di studio e i prestiti concessi agli studenti nello Stato membro d'origine continueranno ad essere versati integralmente agli studenti durante il loro periodo di studio presso l'università ospite.  6.  Qualunque modifica intervenga nel programma Erasmus quanto ai criteri applicabili per stabilire l'importo concesso a ciascuno Stato membro, o quanto all'importo da destinare alle borse di studio, sarà applicata a questa azione del programma Lingua.   Borse per la mobilità e lo scambio del corpo insegnante e degli amministratori nell'istruzione superiore 7.  La Comunità contribuirà a finanziare le visite in altri Stati membri del corpo insegnante, dei formatori e degli amministratori dell'istruzione superiore che si occupano dell'insegnamento di lingue straniere, per:  - consentire loro di programmare e preparare piani di cooperazione interuniversitaria con omologhi di altri Stati membri,  - preparare, in particolare, le condizioni necessarie allo scambio di studenti e al riconoscimento reciproco dei periodi di studio compiuti all'estero,  - scambiare esperienze in merito agli sviluppi più recenti, per quanto riguarda la metodologia dell'insegnamento delle lingue straniere,  - acquisire un'esperzienza europea nel settore dell'organizzazione della formazione iniziale degli insegnanti di lingue straniere,  - predisporre un controllo e valutare i progetti pilota per la promozione dell'insegnamento di lingue straniere negli istituti di insegnamento superiore, nei confronti degli studenti che studiano lingue straniere in connessione con un'altra disciplina.   8.  La Comunità interverrà altresì per incentivare la mobilità di docenti universitari di lingue straniere in modo da favorire l'elaborazione di corsi integrati, consentendo al corpo insegnante di insegnare per un dato periodo presso le università di  diversi Stati membri nel quadro della rete europea.     AZIONE III  MISURE INTESE A PROMUOVERE LA CONOSCENZA DI LINGUE STRANIERE UTILIZZATE NEI RAPPORTI PROFESSIONALI E NEL MONDO ECONOMICO Tale azione non è volta a sostituire le attività svolte dalle imprese o da altre organizzazioni professionali nel settore della formazione linguistica orientata verso il mondo economico. Tuttavia, essa ha lo scopo di contribuire, mediante varie misure  strategiche, allo sviluppo dell'insegnamento e dell'apprendimento delle lingue straniere quale componente essenziale della formazione di orientamento dei lavoratori e dei formatori soprattutto nelle piccole e medie imprese. Tale azione è costituita  dalle misure qui di seguito enunciate.  A.  Diagnosi dei fabbisogni La Comunità sosterrà lo sviluppo e la diffusione delle tecniche di diagnosi e di analisi del fabbisogno di lingue straniere, e della necessità di formazione in tali lingue, delle organizzazioni professionali e dei lavoratori e delle imprese, in  particolare delle piccole e medie imprese. Tale sostegno sarà affiancato da un'indagine sulle tecniche di tal genere applicate negli Stati membri e nelle imprese; in seguito saranno intraprese attività di sviluppo che includano un campione adeguato di  imprese.  B.  Elaborazione di materiale didattico e di metodi di apprendimento aperto B.1.  Esperimenti pilota per l'elaborazione di materiale La Comunità contribuirà, mediante esperimenti pilota, all'elaborazione di materiale didattico per l'insegnamento delle lingue straniere, adattato alle esigenze specifiche di ciascun settore della vita economica nelle varie lingue della Comunità. Sarà  data priorità agli esperimenti che riguardano le lingue meno diffuse e meno insegnate nella Comunità.  Si terrà conto dell'esperienza acquisita attraverso altri programmi comunitari (Eurotra, ad esempio).  B.2.  Sostegno ai metodi di apprendimento aperto delle lingue nei settori professionali e tecnologici La Commissione sovvenzionerà progetti che interessino imprese od organizzazioni professionali di almeno due Stati membri le quali utilizzano metodi di apprendimento aperto nell'insegnamento delle lingue straniere (fra cui tutta la gamma dei mezzi di  comunicazione multimedia), per ampliare le possibilità di formazione intensiva personalizzata.  B.3.  Le richieste comuni di contributi per le attività di cui ai paragrafi B. 1 e B. 2 devono essere presentate alla Commissione direttamente o tramite la o le strutture di cui all'articolo 7.  I progetti che la Comunità sovvenzionerà dovranno:  a)  porre in evidenza la partecipazione degli utenti,  b)  dimostrare il valore aggiunto delle azioni presentate, mediante il loro potenziale innovativo, o l'effetto moltiplicatore da esse derivante.  I progetti avranno tanto più la precedenza, per quanto riguarda l'intervento comunitario, quanto più avranno ripercussioni in più Stati membri.  La Commissione terrà conto del parere dei responsabili della struttura di ciascuno Stato membro interessato.  Di norma, l'intervento comunitario non supererà il 50 % delle spese dei progetti approvati.  La Commissione farà in modo di garantire i possibili collegamenti con altri programmi comunitari, quali Delta, Media e Comett, nonché con programmi simili di altre organizzazioni internazionali, quale il Consiglio d'Europa.  C.  Sviluppo della mobilità e degli scambi linguistici La Commissione sosterrà la creazione di un sistema di scambi e mobilità per rappresentanti di piccole e medie imprese e di organizzazioni professionali che si occupano della formazione in lingue straniere per le esigenze della vita economica.  Gli scambi tra formatori in lingue straniere, specializzati in diversi settori professionali e tecnologici, beneficeranno anch'essi dell'aiuto della Commissione. Tali scambi avranno luogo per preparare le misure previste al punto B.  D.  Introduzione di certificati In collaborazione con rappresentanti della professione interessata o del settore economico in questione, sarà concesso un aiuto ad istituti degli Stati membri incaricati dell'elaborazione di curricoli e del rilascio di diplomi, ai fini dell'introduzione  di qualifiche in lingue straniere destinate a tali professioni o settori economici, nonché per l'elaborazione di relativi curricoli e materiali didattici. Le esperienze già effettuate vanno utilizzate e trasposte ad altre lingue.  Per tali misure, istituti di almeno due Stati membri saranno invitati a presentare richieste comuni di contributo tramite la o le strutture di cui all'articolo 7. L'aiuto della Comunità potrà ammontare fino al 50 % del costo del progetto approvato.  Le attività che saranno sovvenzionate nel quadro della presente azione verranno realizzate di concerto con le strutture di cui all'articolo 7 della presente decisione. Le modalità saranno stabilite nel quadro degli orientamenti generali di cui  all'articolo 9.     AZIONE IV  MISURE VOLTE A PROMUOVERE LO SVILUPPO DI SCAMBI DI GIOVANI IN FASE DI FORMAZIONE PROFESSIONALE, DI ORIENTAMENTO E TECNICA NELLA COMUNITÀ 1.  Saranno erogati aiuti finanziari alla struttura (o alle strutture) designata(e) in ogni Stato membro ai sensi dell'articolo 7, al fine di sostenere lo sviluppo di scambi per soggiorni di giovani in fase di formazione professionale di orientamento e  tecnica, d'una durata minima di quattordici giorni, organizzati nell'ambito di un progetto di istituto di educazione.  Spetta ad ogni Stato membro definire quanto sopra e limitarne il campo o allargarlo, per esempio a tutti coloro che hanno più di 16 anni o a tutti coloro che si trovano in un periodo di istruzione post-obbligatoria.  2.  Tali contributi finanziari saranno concessi dalla Commissione per coprire le spese relative all'elaborazione, all'attuazione e al controllo di tali progetti negli istituti destinati di norma ad allievi di età compresa fra 16 e 25 anni.  3.  Il calcolo della sovvenzione da concedere ai singoli Stati membri terrà conto dei seguenti elementi:  - il numero di giovani rientranti nei limiti di età compresa tra 16 e 25 anni rispetto alla popolazione totale,  - prodotto interno lordo pro capite dello Stato membro rispetto alla media comunitaria,  - distanza geografica tra gli Stati membri,  - riequilibrio del flusso di scambi all'interno della Comunità.  La sovvenzione per gli scambi non supererà il 50 % delle spese complessive sostenute (viaggio e programma), ma in alcuni casi, debitamente giustificati, il contributo potrà giungere fino al 75 % delle spese.  4.  Per poter beneficiare del contributo comunitario, gli scambi di giovani in fase di formazione professionale, di orientamento o tecnico debbono essere basati su progetti degli istituti, prefiggersi il miglioramento delle capacità di comunicazione  nelle lingue straniere e contribuire a rafforzare l'interesse dei partecipanti ad acquisire conoscenze nelle lingue straniere.  Su tale base, le sovvenzioni saranno concesse prioritariamente ai progetti degli istituti che:  - elaborano esperimenti con potenziale innovativo nel settore degli scambi di giovani in fase di formazione professionale, di orientamento o tecnico o dell'apprendimento delle lingue straniere;  - mettono in risalto la dimensione europea della formazione professionale, di orientamento o tecnico;  - sostengono l'insegnamento delle lingue meno diffuse e meno insegnate nella Comunità.  5.  Inoltre, attraverso le strutture di cui al punto 1, saranno erogati aiuti anche per la realizzazione di un programma di visite preparatorie di tali scambi, che saranno effettuate dai responsabili di questi ultimi negli istituti interessati. Il  contributo medio ammonterà a 500 ECU per visita.  6.  Le modalità di applicazione saranno stabilite nel quadro degli orientamenti generali per l'attuazione del programma adottate a norma dell'articolo 9.     AZIONE V  MISURE COMPLEMENTARI A. 1.  La Comunità concederà un sostegno supplementare per le funzioni delle strutture designate dagli Stati membri ai sensi dell'articolo 7.  Il sostegno comunitario contribuirà all'istituzione di una rete di comunicazione tra le strutture nazionali destinato ad agevolare la reciproca cooperazione in modo da conseguire gli obiettivi del programma Lingua.  2.  Il finanziamento comunitario mira a sostenere gli scambi transnazionali fra le strutture. Inoltre, gli aiuti comunitari contribuiranno alla promozione degli obiettivi ed alla diffusione dei risultati degli orientamenti e dei provvedimenti adottati  in virtù del programma Lingua.  3.  Al fine di fornire un supporto informativo alle attività svolte in virtù del programma Lingua e di intensificare la cooperazione in questo settore all'interno della Comunità, il programma sosterrà le associazioni a livello europeo, in particolare  quelle che si occupano della metodologia per l'insegnamento delle lingue straniere, nonché dell'incentivazione dell'uso delle lingue straniere nei mass media.  4.  Sarà fornita, a livello comunitario, l'assistenza tecnica necessaria per sostenere le attività intraprese ai sensi della decisione, tenendo conto della necessità di pervenire ad una maggiore conoscenza nella Comunità delle iniziative innovatrici in  alcuni settori e di promuovere un'evoluzione equilibrata che incoraggi l'insegnamento e l'apprendimento di tutte le lingue straniere. Inoltre, la Commissione prenderà disposizioni specifiche per animare e valutare in modo permanente tali attività e  divulgare in tutte le lingue della Comunità le esperienze così acquisite.  B.  1.  Durante la fase iniziale del programma Lingua, verrà erogato un aiuto finanziario in via sperimentale per contribuire alla diversificazione dell'insegnamento e dell'apprendimento delle lingue straniere, fornendo assistenza nella creazione e nello  scambio di materiali didattici per le lingue generalmente meno diffuse e meno insegnate.  2.  Istituti scolastici situati in diversi Stati membri saranno invitati a presentare richieste comuni riguardanti un programma di sviluppo triennale per l'elaborazione del materiale didattico di cui sopra.