CELEX: 31980D0334
Language: it
Date: 1979-12-20 00:00:00
Title: 80/334/CEE: Decisione della Commissione, del 20 dicembre 1979, relativa all'irrogazione di un'ammenda ai sensi dell'articolo 15 del regolamento n. 17 all'impresa «Fabbrica Pisana SpA», con sede in Pisa (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)

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31980D0334

80/334/CEE: Decisione della Commissione, del 20 dicembre 1979, relativa all'irrogazione di un'ammenda ai sensi dell'articolo 15 del regolamento n. 17 all'impresa «Fabbrica Pisana SpA», con sede in Pisa (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 075 del 21/03/1980 pag. 0030 - 0034

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 20 dicembre 1979 relativa all'irrogazione di un'ammenda ai sensi dell'articolo 15 del regolamento n. 17 all'impresa « Fabbrica Pisana SpA », con sede in Pisa (Il testo in lingua italiana è il solo facente fede)(80/334/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 85,  visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962 (1), in particolare gli articoli 14 e 15,  sentite le osservazioni fornite dall'impresa interessata, in occasione dell'audizione del 12 ottobre 1979, conformemente all'articolo 19, paragrafo 1, del regolamento n. 17 e al regolamento n. 99/63/CEE della Commissione (2),  sentito il parere emesso il 30 novembre 1979, ai sensi dell'articolo 10 del regolamento n. 17, dal comitato consultivo in materia di intese e di posizioni dominanti,  I 1. considerando che il direttore generale della concorrenza, in data 22 marzo 1978, rilasciò a due funzionari della direzione ispezione un mandato scritto per procedere a una visita di accertamento ai sensi dell'articolo 14 del regolamento n. 17 presso  la sede di Milano della Fabbrica Pisana SpA;  che la visita di accertamento in parola ebbe inizio il 3 maggio 1978 presso la sede di Milano della suddetta impresa, in presenza di due suoi dirigenti, del capo del servizio legale e del direttore commerciale, e fu proseguita il 10 luglio 1978 in  presenza del direttore commerciale, nonché del rappresentante della competente autorità italiana in entrambe le occasioni;  che scopo della visita di accertamento era di ottenere informazioni sulla produzione e la commercializzazione del vetro nel territorio della Comunità e, in particolare, di prendere visione di tutta la corrispondenza intercorsa, a far tempo dal 1o  gennaio 1975, tra la Fabbrica Pisana e altri produttori di vetro, o con società fiduciarie o di gestione cui fossero stati affidati dai produttori stessi compiti di coordinamento e/o controllo relativamente alla produzione e/o alla commercializzazione  del vetro;  2. considerando che gli ispettori della Commissione, previa esibizione dei loro mandati di verifica, richiamarono l'attenzione della società sulle disposizioni degli articoli 14 e 15 del regolamento n. 17, relative ai poteri di accertamento della  Commissione, e, in particolare, sulle disposizioni dell'articolo 15, paragrafo 1, menzionate nel testo dei mandati, secondo cui la Commissione può, mediante decisione, infliggere ammende alle imprese che, pur sottoponendosi agli accertamenti,  presentino, intenzionalmente o per negligenza, in maniera incompleta i libri e/o altri documenti aziendali richiesti;  che i responsabili della Fabbrica Pisana SpA, debitamente invitati, dichiararono di volersi sottomettere agli accertamenti;  3. considerando che il 3 maggio 1978 gli ispettori della Commissione effettuarono un controllo dei dossiers contenenti la corrispondenza intercorsa, a far tempo dal 1o gennaio 1975, tra la Fabbrica Pisana e le associazioni di grossisti trasformatori,  come pure dei dossiers della corrispondenza scambiata con gli altri produttori di vetro, italiani o stranieri;  che su quest'ultimo punto la Fabbrica Pisana dichiarò non esservi altri dossiers di corrispondenza con gli altri produttori di vetro, oltre a quelli relativi ad acquisti e vendite di prodotti;  4. considerando che il 10 luglio 1978 gli ispettori della Commissione domandarono alla società Fabbrica Pisana di esibire tutti i documenti aziendali, posteriori al 1o gennaio 1975, relativi a eventuali accordi tra produttori di vetro italiani, o  d'altri paesi membri della Comunità, aventi per oggetto la produzione o la commercializzazione del vetro;  che la società Fabbrica Pisana, rispondendo a tale domanda, dichiarò di ignorare l'esistenza di simili accordi, consentendo tuttavia a mettere a disposizione degli agenti della Commissione tutta la documentazione e tutti gli archivi della società;  5. considerando che l'esame completo e minuzioso degli archivi di svariati uffici della società Fabbrica Pisana permise di accertare l'esistenza di una copia di una lettera datata 7 marzo 1977, con la quale la società Fabbrica Pisana inviava alla  società fiduciaria Fides, Unione fiduciaria SpA, Milano, gli elenchi dettagliati delle fatture, per cliente, relativi al periodo aprile 1976 - gennaio 1977, confermando altresì la propria partecipazione ad una riunione prevista per il 14 marzo  successivo presso la sede della Fides;  che in seguito al rinvenimento di questa lettera gli ispettori della Commissione chiesero alla Fabbrica Pisana, come risulta dal processo verbale stilato nell'occasione, di presentare loro qualsiasi documento aziendale - lettere, corrispondenza, note e  comunicazioni interne, resoconti, processi verbali, appunti - posteriore al 31 dicembre 1974, relativo a riunioni, negoziati, contatti, incontri avuti con rappresentanti di altri produttori di vetro e di società fiduciarie o di gestioni espletanti, per  conto dei produttori e su loro incarico, funzioni di coordinamento e/o di controllo della produzione e/o della commercializzazione del vetro;  che la società Fabbrica Pisana replicò per iscritto, sullo stesso verbale, « di aver messo a disposizione degli ispettori », che li hanno esaminati, « tutti gli archivi della società »;  che gli ispettori stessi precisarono immediatamente sul verbale che « la corrispondenza e la documentazione presentate per il periodo richiesto non erano complete »;  II 6. considerando che, nel corso di una visita di accertamento effettuata il 7 febbraio 1979 ai sensi dell'articolo 14 del regolamento n. 17 presso la sede di Milano della Fides, gli ispettori della Commissione presero copia dei seguenti documenti:  a) Protocollo d'accordo, datato 30 marzo 1976 e applicabile fino al 1978, tra le società Fabbrica Pisana Saint-Gobain, SIV Società italiana vetro SpA e Fabbrica Lastre di vetro P. Sciarra SpA.  Il contenuto di detto protocollo è, in sintesi, il seguente:  - un accordo di specializzazione per talune categorie di vetro piano, avente efficacia a decorrere dal 1o aprile 1976;  - un accordo di limitazione delle vendite sul mercato italiano con la attribuzione di quote quantitative;  - il conferimento alla società Fides dell'incarico di controllare le quantità prodotte e vendute, in particolare mediante l'effettuazione di verifiche contabili presso le sedi e i magazzini delle imprese produttrici;  - un sistema di controllo del livello dei prezzi di listino e dei prezzi realmente praticati dai produttori.  b) Una lettera inviata in data 8 aprile 1976 dalla Fabbrica Pisana alla società Fides.  Questa lettera ha per oggetto la conferma del mandato conferito alla Fides, a partire dal 1o aprile 1976 e per tutta la durata dell'accordo del 30 marzo 1976, di raccogliere ogni informazione e documento, prendendone copia, necessari per l'esecuzione  dell'incarico conferitole in virtù del citato protocollo del 30 marzo 1976. Inoltre la società Fides è autorizzata a accedere a tutti gli uffici, stabilimenti e magazzini della Fabbrica Pisana, nonché a comunicare alle società Fabbrica Lastre di vetro  P. Sciarra e SIV Società italiana vetro le informazioni raccolte.  La lettera precisa infine il criterio di ripartizione della spesa relativa alle competenze della Fides, e cioè 50 % a carico della Fabbrica Pisana, 25 % a carico della società Sciarra e 25 % a carico della società SIV.  c) Lettera della Fides alla Fabbrica Pisana, Milano, in data 21 giugno 1976. Questa lettera precisa il nome delle persone incaricate dalla Fides di eseguire i controlli.  d) Lettera della Fides alla Fabbrica Pisana, in data 22 settembre 1976, confidenziale e personale, all'attenzione dell'amministratore delegato. Con questa lettera la Fides invia la fattura n. MR 219 del 22 settembre 1976, relativa alle sue prestazioni.   e) Lettera della Fides alla Fabbrica Pisana del 4 agosto 1977. Con essa vengono confermati gli accordi verbali in corso, in base a cui la Fides è incaricata di trasmettere un'elaborazione periodica dei dati relativi ai consumi nazionali quali risultano  dai flussi d'importazione e esportazione e dalla produzione globale nazionale.  f) Dieci formulari di trasmissione, inviati dalla Fides all'amministratore delegato della Fabbrica Pisana, relativi ai lavori effettuati dalla Fides per conto della società Fabbrica Pisana.   "" ID="1">Formulari> ID="2">× 999.95> ID="3">Mg/zz del 5 aprile 1976,"> ID="1"" ID="2">× 912> ID="3">Bo/fm del 7 luglio 1976,"> ID="1"" ID="2">912> ID="3">Bo/sv del 22 ottobre 1976,"> ID="1"" ID="2">912> ID="3">Pt/sv del 9 dicembre 1976,">  ID="1"" ID="2">19110> ID="3">Sh/tr del 15 febbraio 1977,"> ID="1"" ID="2">× 19110> ID="3">Bl/tr del 4 aprile 1977,"> ID="1"" ID="2">29110> ID="3">Sh/ag del 3 giugno 1977,"> ID="1"" ID="2">× 19110> ID="3">Os/zl del 17 ottobre 1977,"> ID="1""  ID="2">× 19110> ID="3">Os/lc del 14 novembre 1977,"> ID="1"" ID="2">× 19110> ID="3">Os/lc del 19 iugno 1978;"> 7. considerando che tutti questi documenti riguardano un accordo concluso in data 30 marzo 1976 tra produttori di vetro, e che per il controllo e l'esecuzione dell'accordo stesso apposito mandato fu conferito dai produttori alla Fides;  che pertanto le domande formulate, oralmente e per iscritto, nel corso degli accertamenti effettuati il 3 maggio e il 10 luglio 1978 concernevano espressamente i documenti succitati;  che tuttavia la società Fabbrica Pisana non esibì alcuno di questi documenti agli ispettori della Commissione;  III 8. considerando che la società Fabbrica Pisana, replicando, per iscritto, il 16 luglio 1979, e nel corso dell'audizione del 12 ottobre 1979, agli addebiti mossi dalla Commissione ha eccepito che:  - durante la visita del 3 maggio 1978, a cui assistettero, per conto della società Fabbrica Pisana, il responsabile del servizio legale e il direttore commerciale, gli ispettori della Commissione richiesero esclusivamente informazioni sul mercato del  vetro piano e sull'attività della società in termini molto generali, mentre le domande sui rapporti tra i produttori furono poste in via del tutto incidentale;  - nel corso della visita del 10 luglio 1978, invece, furono poste domande precise sui rapporti tra i produttori di vetro e una qualche società fiduciaria, che svolgesse attività per conto di questi. Tuttavia il direttore commerciale della società, il  solo responsabile dell'impresa presente quel giorno, non fornì alcuna informazione sul detto accordo perché, ricoprendo quella carica, in seno alla società, da poco tempo, ne ignorava l'esistenza e non vi aveva preso parte;  9. considerando che la società Fabbrica Pisana ritiene peraltro di aver ottemperato al suo obbligo di esibire agli ispettori della Commissione i documenti richiesti con l'aver messo a loro disposizione tutti gli archivi della società, così come  dichiarato dal proprio rappresentante;  che essi ispettori, ignorando dove fossero custoditi i documenti richiesti, procedettero all'esame degli archivi dei differenti uffici e servizi della società, ma non di quelli della direzione amministrativa dove in effetti i documenti in questione si  trovavano;  che la Fabbrica Pisana sostiene che lo svolgersi dei fatti nel modo sopradelineato fu conseguenza di un cumulo irripetibile di circostanze, quali l'assenza, il 10 luglio 1978, del direttore generale, il fatto che gli ispettori della Commissione non  esaminarono gli archivi della direzione amministrativa, dove i documenti relativi all'accordo del 30 marzo 1976 erano conservati, per l'esecuzione operativa e contabile dell'accordo stesso, e la non conoscenza, da parte del direttore commerciale, della  sua esistenza;  IV 10. considerando che, ai sensi dell'articolo 14 del regolamento n. 17, la Commissione, per l'assolvimento dei compiti affidatile dall'articolo 89 del trattato CEE, può procedere a tutti gli accertamenti necessari presso le imprese, e che a tal fine gli  agenti della Commissione sono investiti dei poteri indicati all'articolo 14, paragrafo 1, del citato regolamento, tra cui quello di controllare i libri e gli altri documenti aziendali, prendere copie o estratti di documenti, e di accedere a tutti i  locali dell'impresa;  che ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 2, del predetto regolamento gli agenti incaricati dalla Commissione di procedere ai suddetti accertamenti esercitano i loro poteri su presentazione di un mandato scritto che precisi l'oggetto e lo scopo  dell'accertamento, nonché la sanzione prevista dall'articolo 15, paragrafo 1, lettera c), dello stesso regolamento n. 17, per l'ipotesi in cui i libri o gli altri documenti aziendali richiesti siano presentati in modo incompleto;  che ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1, del regolamento n. 17 la Commissione può, mediante decisione, infliggere alle imprese ammende varianti da cento a cinquemila unità di conto quando, intenzionalmente o per negligenza, presentino in maniera  incompleta, all'atto degli accertamenti effettuati a norma dell'articolo 14, i libri o altri documenti aziendali richiesti;  considerando che la società Fabbrica Pisana, il 3 maggio e il 10 luglio 1978, accettò di sottoporsi agli accertamenti e a tutte le obbligazioni conseguenti ai sensi degli articoli 14 e 15 del regolamento n. 17 e che non compete affatto agli ispettori  della Commissione di valutare o contestare le competenze o il grado di conoscenza degli affari della società dei rappresentanti della società stessa, soggetto passivo dalla visita di accertamento;  che in effetti compete esclusivamente all'impresa interessata il designare i propri rappresentanti e che, inoltre, nel caso in ispecie, la Fabbrica Pisana fu avvertita preventivamente delle ispezioni del 3 maggio e del 10 luglio 1978, per cui avrebbe  potuto adottare, in ogni caso, tutte le disposizioni necessarie per designare i responsabili abilitati a rappresentarla;  che la tesi secondo cui la società Fabbrica Pisana avrebbe pienamente soddisfatto ai suoi obblighi mettendo a completa disposizione degli ispettori della Commissione gli archivi della società non può essere accolta, in quanto l'obbligo delle imprese di  presentare in modo completo i documenti richiesti dagli ispettori della Commissione deve intendersi non come mera possibilità di accedervi, ma come obbligo di produrre effettivamente tutti i documenti esistenti che siano stati precisamente richiesti;  che parimenti non può validamente invocarsi il fatto che gli ispettori della Commissione non abbiano esaminato gli archivi della direzione amministrativa, dal momento che nessuno dei responsabili dell'impresa li informò che i documenti richiesti erano o  potevano essere in quella direzione, e che nulla permetteva di supporre, a priori, che documenti di quella natura potessero essere là conservati;  11. considerando che, nel caso in ispecie, la società Fabbrica Pisana, resa edotta, perlomeno sin dal 10 luglio 1978, della natura e della portata reale delle richieste formulate dagli ispettori della Commissione quali risultano dal verbale redatto in  loco durante la visita di accertamento, avrebbe certamente potuto dimostrare la propria buona fede informando tempestivamente la Commissione, nel periodo immediatamente successivo a quella data, di voler mettere a disposizione tutta la documentazione  richiesta;  che, d'altronde, il fatto che, nel corso dell'ispezione del 10 luglio 1978, gli ispettori abbiano dato rilievo al rinvenimento della copia della lettera indirizzata il 7 marzo 1977 dalla Fabbrica Pisana alla Fides, non poteva lasciar alcun dubbio sulla  natura e il contenuto della documentazione richiesta dalla Commissione alla Fabbrica Pisana;  che, inoltre, è ragionevole supporre che la società Fabbrica Pisana sia stata tempestivamente informata dalla società Fides, sua mandataria, del rifiuto da questa opposto di sottostare a una visita di accertamento, disposta nei suoi confronti per l'8  giugno 1978, avente per oggetto l'esistenza di accordi nel settore del vetro;  che la lettera indirizzata dalla Fabbrica Pisana alla Fides il 6 ottobre 1978, di cui la Commissione non ebbe conoscenza in quel momento, e con la quale la Fabbrica Pisana autorizzò la società fiduciaria a fornire agli agenti della Commissione la  propria documentazione, nell'eventualità in cui questi ne facessero nuovamente richiesta, non dimostra affatto la buona fede della Fabbrica Pisana, ma deve soltanto considerarsi una misura precauzionale nel caso in cui la Commissione avesse ordinato,  mediante decisione, l'effettuazione di una visita di accertamento nei confronti della Fides; il che effettivamente avvenne il 30 gennaio 1979;  12. considerando che la società Fabbrica Pisana non può validamente sostenere che la mancata presentazione dei documenti richiesti il 3 maggio e il 10 luglio 1978 fu dovuta esclusivamente al verificarsi di un concorso eccezionale di circostanze, quali  l'assenza del direttore generale e la non conoscenza da parte del direttore commerciale, e il fatto che gli archivi della direzione amministrativa non furono esaminati dagli ispettori della Commissione, in quanto compete in ogni caso alle imprese di  designare esse stesse, e sotto la loro responsabilità, i propri rappresentanti in occasione delle visite di accertamento disposte dalla Commissione, e di presentare esse stesse i documenti richiesti ai sensi dell'articolo 14 del regolamento n. 17;  13. considerando che la società Fabbrica Pisana, presentando in modo manifestamente incompleto la documentazione richiesta dagli agenti della Commissione, in occasione di accertamenti effettuati ai sensi dell'articolo 14 del regolamento n. 17, ha  intenzionalmente commesso un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera c), del regolamento n. 17, e che, inoltre, la società Fabbrica Pisana non poteva ignorare l'ampiezza dei poteri di accertamento conferiti alla Commissione,  né la natura esatta dei documenti richiesti, tenuto conto del modo in cui si svolsero gli accertamenti, in due giorni distinti, il 3 maggio e il 10 luglio 1978, e del rifiuto, espresso dalla sua mandataria Fides, l'8 giugno 1978, di sottoporsi ad una  visita di accertamento nei suoi uffici;  che ricorrono quindi le condizioni per l'applicazione dell'articolo 15, paragrafo 1;  14. considerando che l'infrazione di cui l'impresa Fabbrica Pisana si è resa responsabile non è certamente priva di gravità, nella misura in cui la mancata presentazione dei documenti richiesti ha reso più difficile il compito della Commissione di  assicurare il rispetto delle regole di concorrenza del trattato CEE;  che, pertanto, vi è motivo di infliggere un'ammenda a carico della società Fabbrica Pisana, il cui importo sia proporzionato alla gravità dell'infrazione commessa,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:   Articolo 1  La presentazione di documentazione incompleta da parte della Fabbrica Pisana SpA con sede in Pisa, in occasione degli accertamenti effettuati dalla Commissione il 3 maggio e 10 luglio 1978 a norma dell'articolo 14 del regolamento n. 17,  costituisce un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera c), del regolamento n. 17.   Articolo 2  La Commissione infligge alla società Fabbrica Pisana un'ammenda dell'importo di cinquemila unità di conto, pari a 5 795 050 lire italiane. Il pagamento di tale somma dovrà essere effettuato, nei tre mesi successivi alla notifica della  presente decisione all'impresa interessata, mediante versamento sul conto: 971.699/13/25 COMIT, Roma, intestato alla Commissione delle Comunità europee.   Articolo 3  La presente decisione costituisce titolo esecutivo conformemente a quanto disposto dall'articolo 192 del trattato CEE.   Articolo 4  La Fabbrica Pisana SpA, con sede in Pisa (Italia), via Aurelia 1, è destinataria della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, il 20 dicembre 1979.  Per la Commissione Raymond VOUEL Membro della Commissione   (1) GU n. 13 del 21. 2. 1962, pag. 204/62.(2) GU n. 127 del 20. 8. 1963, pag. 2268/63.