CELEX: 51988PC0506
Language: it
Date: 1988-09-23
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che modifica il regolamento (CEE) n. 918/83 relativo alla fissazione del regime comunitario delle franchigie doganali (presentata dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 506
Vol. 1988/0182
 ---pagebreak--- Disclaimer
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
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2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                        COM(88 ) 506 def .
                                                        Bruxelles , 23 settembre 1988
                       »y
                              oposta di??.
              REG   REGOLAMENTO( CEE )   DEL CONSIGLIO
                  r  t                 *   . \
   che modifica il ^regolamento' (.CEE ) n.       918 / 83 relativo
         alla fissazione del ^regime comunitario
                  delle franchigie-'doganali
               ( presentata dalla Commissione )
 ---pagebreak---                                                                          Gc      rt><$
                                  RELAZIONE
Oggetto : Tariffa doganale comune e cooperazione internazionale in materia
          di ricerca scientifica senza scopi commerciali .
1.  Più di qualsiasi altra attività dello spirito umano , l' odierna ricerca
    scientifica fondamentale ha portata mondiale . A prescindere dalla
    ricerca applicata per scopi industriali o militari , la collaborazione
    internazionale      per   ottenere   risultati      nella   ricerca   fondamentale ,
    nonché la diffusione di tali risultati , figurano tra i segni più
    incoraggianti      del   futuro sviluppo dell' umanità nella pace e nella
    prosperità .
    Benché sia naturale che tale cooperazione nel settore della ricerca si
    svolga entro strutture politiche integrate in realtà regionali ,                    la
    Comunità scientifica , tuttavia , tende a liberarsi dai legami                      di
    carattere storico o politico e             a  stabilire   collegamenti     a  livello
    continentale ,      o   addirittura      intercontinentale     e   mondiale .     Tale
    orientamento si delinea con chiarezza quando vengono fondati organismi
    internazionali dotati di personalità giuridica propria , quali il centro
    europeo per la ricerca nucleare ( CEPN ) . L' istituto Laue-Langevin ( ILL )
    di Grenoble rappresenta un caso specifico : pur fondandosi su di un
    accordo intergovernativo tra F,D e UK , esso dispone di personalità
    giuridica    di    diritto    francese .   Ma   in molti    casi  la cooperazione
    in  materia     di    ricerca   scientifica     non   si  svolge  in    un   contesto
    internazionale istituzionalizzato , bensì' mediante strutture e risorse
    finanziate da diversi Stati . Citiamo ad esempio :
    - gli istituti universitari o altri istituti aventi compiti di ricerca ,
    come quelli che dipendono dalla Max-Planck-Gesellschaft in Germania ,
    dal comitato nazionale per le ricerche ( CNR ) in Italia o della
    Commission Nationale de Recherches Scientif iques ( CNRS ) in Francia ,
                                                                                           Z
 ---pagebreak---    - il Commissar iat à l' Energie Atomique ( CEA ) in Francia
   - la Deutsches Elekronen-Synchrotron ( DESY ) in Germania .
2. Alcuni    di   questi    organismi    dotati      di    struttura     internazionale   o
   nazionale , in virtù del loro statuto , funzionano in modo tale che le
   installazioni sono aperte a          ricercatori        esterni più che ai membri
   dell' istituto stesso , come nel caso del CERN , DESY ,               ILL e del futuro
   ESRF di Grenoble .     La collaborazione in materia di            ricerca    scientifica
   che   si   organizza    intorno    a   tali     installazioni      con    infrastrutture
   costose e alla quale partecipano istituti di ricerca del mondo intero ,
   conduce    a  trasferire     materiali ,    attrezzature ,     accessori     e pezzi  di
                                                                       di sposizione
   ricambio ; tali diversi strumenti rimangono alla Libera / degli istituti
   collaboratori     e vengono     utilizzati      nelle    installazioni per      svolgere
   programmi di ricerca che possono protrarsi per cinque , dieci o venti
   anni . Situazioni analoghe si presentano ( benché con minore frequenza )
   anche    nei  riguardi    di   istituti     di   ricerca    che   funzionano    in  modo
   diverso da quelli sopra citati .
3. Quando il materiale necessario alla ricerca è importato nella Comunità
   da paesi terzi che non fruiscono di regime tariffario preferenziale ( ad
   es . un paese EFTA ) , in linea di massima il materiale stesso è soggetto
   all' applicazione della tariffa doganale comune ( TDC ) . In pratica , tale
   situazione ha implicazioni notevolmente diverse , secondo le modalità di
   organizzazione dei singoli         istituti      interessati .     Infatti ,   organismi
   quali il CERN o gli istituti di ricerca che dipendono dall' EURATOM
   fruiscono , per tuttte le importazioni effettuate nell' adempimento dei
   loro compiti , di una franchigia doganale a titolo di " privilegi ed
   immunità usuali ", secondo un protocollo generalmente allegato all' atto
   di   fondazione     dell' organismo .    Altri     istituti     non    fruiscono   dello
   statuto di     ente   internazionale      :  si   trovano    in tale     situazione  gli
   istituti       che     dipendono        dal       CEA ,     CNR ,      CRNS     o    dal
   Max- Planck- Gesellschaft,       dal     DESY     e     dal    ILL .    Pertanto ,   nei
   trasferimenti di materiale o attrezzature da paesi terzi , nel quadro
   degli accordi di cooperazione scientifica citati al precedente punto 2 ,
   tali istituti si trovano ad affrontare il problema dell' applicazione
   della TDC .
 ---pagebreak---  4.    Già in passato le autorità amministrative di taluni Stati ritenevano
       che   tali  accordi     di   cooperazione    scientifica  non     dovessero   essere
       ostacolati dalle barriere doganali . Pertanto , esse applicavano
       estensivamente le disposizioni di ammissione temporanea della loro
       legislazione nazionale , autorizzando l’ammissione temporanea per un
      periodo corrispondente alla durata effettiva delle operazioni di
       ricerca . Il fatto che il regime di ammissione temporanea si trovasse
       cosi' praticamente snaturato e trasformato in franchigia definitiva -
       dato che i termini potevano essere di cinque ,            dieci o venti anni -
       appariva una preoccupazione secondaria , in quanto il risultato di tale
      prassi amministrativa era confacente all' obiettivo previsto .
       Dal tjennaio 1986 ( 1 ), il regime comunitario                        stabilito dal
       regolamento    ( CEE )  n.    3599 /82 del    Consiglio  del    21    dicembre  1982
       relativo al regime dell ' ammiss ione temporanea ( 2 )»           non consente più
       alle amministrazioni nazionali di agire in tal modo . Le disposizioni di
       detto    regolamento      determinano    con    maggior  rigore      i   limiti  che
       distinguono     l' ammissione temporanea dalla franchigia definitiva ,
                     più
       fissando con /precisione i termini applicabili al primo regime . In tal
                   généra l i tà
      modo , per la / dei casi in cui l' ammissione temporanea è concessa in
       esenzione totale dai dazi doganali , il limite è estensibile fino a
       24 mesi ( ad es . per i ''materiali professionali "        ( art . 7 e 4 del
       regolamento ) mentre in taluni casi esso è limitato a 6 mesi ( ad es .
       art . 11 : " materiale scientifico ".
                        Pur tenendo conto della possibilità di una proroga " entro
       limiti ragionevoli " quando lo giustifichino circostanze eccezionali ,
      occorre rilevare che l' economia generale del regime                 comunitario di
      ammissione temporanea non è tale da dare soluzione soddisfacente al
      problema posto dagli accordi di cooperazione scientifica .
( 1 ) Regolamento ( CEE ) n : 1620 / 85 del 13.6.1985 . G.U. n . L 155 del 14.6.1985
( 2 ) G.U. n . L 376 del 31.12.1982
 ---pagebreak--- 5.    In tal caso , pertanto , la questione dell' eventuale franchigia dai dazi
      doganali    deve    essere    esaminata     sotto   il   profilo    dell 1 importa zione
      def inltiva del materiale         scientifico .    In proposito ,     le   disposizioni
      ( art . 52 e 55 )     del regolamento ( CEE ) n . 918/83 del Consiglio del 28
      marzo    1983   relativo     alla   fissazione     del   regime   comunitario      delle
      franchigie     doganali     (1)  collegano    l' esenzione dai     dazi    doganali    al
      concetto di strumento o apparecchio scientifico ( definito tale in base
      alle caratteristiche tecniche oggettive )            ed alla mancanza di prodotti
      comunitari equivalenti ( franchigie denominate " UNESCO ", per l' accordo
      internazionale che è all' origine di tali disposizioni ).
      Il   criterio     della    produzione     comunitaria     equivalente      consente    di
      equilibrare gli interessi della ricerca scientifica e dell' industria
      comunitaria . Gli istituti di ricerca scientifica della Comunità possono
      procurarsi gli strumenti e gli apparecchi loro necessari importandoli
      dai paesi     terzi    in   esenzione    dai   dazi   doganali   quando     l' industria
      comunitaria       non    possa    offrire     prodotti      di  valore      scientifico
      equivalente . In cambio , tale regolamentazione garantisce all' industria
      comunitaria la " preferenza comunitaria " qualora i suoi strumenti ed
      apparecchi      siano    dotati    di   " valore    scientifico "     pari    a   quelli
      eventualmente reperibili sul mercato extra comunitario .
      Ma tale " contratto " che gli istituti di ricerca della Comunità sono
      tenuti ad osservare a favore dell' industria comunitaria , si giustifica
      soltanto quando si         tratta   di   costituire ,    mantenere o      rinnovare    le
      attrezzature di tali istituti .         Orbene , le importazioni di materiale da
      parte o per conto degli istituti di ricerca situati nei paesi terzi ,
      nell' ambito     di   accordi    di   cooperazione ,     non   sono    destinati     alla
                                                                                        di sposi zi one
      " ricerca comunitaria " . I prodotti in questione restano alla Libera /
      degli istituti extra comunitari ; il fatto di gravare di dazi doganali
      tali    importazioni ,    che   rimangono prive       di   effetti per      l' industria
      comunitaria , pregiudica la cooperazione scientifica internazionale .
( 1 ) G.U. n . L 1105 del 23.4.1983
 ---pagebreak---       Tale   orientamento ,  infatti ,  impedirà    la   conclusione  ili accordi   di
      cooperazione , sviando i tentativi di collaborazione verso altri paesi ,
      oppure costringerà gli istituti in questione a pagare i dazi doganali e
      cosi ad essere " penalizzati ", ma non li inciterà ad acquistare nella
      Comunità il materiale necessario per l' esecuzione dei loro programmi di
      ricerca .
6.    La Commissione propone , pertanto , di emendare il regolamento ( CEE ) n .
      918/ 83 del Consiglio , modificato da ultimo dal regolamento ( CEE ) n .
      1315/88 del 3 maggio       1988  ( 1 ), prevedendo la franchigia dai dazi
      doganali per i prodotti importati da o per conto di istituti di ricerca
      situati all' esterno della Comunità . Tale franchigia sarebbe legata alla
      condizione che i prodotti , una volta entrati nella Comunità , rimangano
                disposizione
      alla Libera / degli istituti precitati e siano utilizzati
      da questi per lo svolgimento , presso istituti di ricerca comunitaria ed
      in virtù di accordi di cooperazione scientifica conclusi con questi
      ultimi ,   di programmi  di   ricerca per     scopi   non commerciali .  I  dazi
      doganali    diventerebbero   esigibili    non    appena  i prodotti   importati
      fossero assegnati ad altre utilizzazioni , in particolare quando fossero
      destinati a completare gli impianti e le attrezzature di proprietà
      degli    istituti   comunitari .    In  quest' ultimo    caso ,  la  franchigia
      rimarebbe subordinata alle condizioni stabilite dagli articoli 52 e
      seguenti del regolamento 918/ 83 per quanto riguarda gli strumenti ed
      apparecchi scientifici .
      La   Commissione   sarebbe  chiamata ,   previa    consultazione del    comitato
      delle franchigie , a decidere di volta in volta in merito alle richieste
      di franchigia che le fossero presentate per il tramite degli Stati
      membri .
( 1 ) G.U. n . L 123 del 17.5.1988
 ---pagebreak---                                       Proposta di
                           REGOLAMENTO (C EE~> £F.L CON SIGLI O
                 che modifica il regolamento ( CEE ) n . 918/ 83 relativo
                          alla fissazione del regime comunitario
                                 delle franchigie doganali
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
visto il trattato che istituisce La Comunità economica europea , in
particolare L' articolo 28 ,
visto La proposta della Commissione ( 1 ),
 considerando che       la cooperazione internazionale nel          campo della   ricerca
 scientifica si trova in pieno sviluppo ; che è opportuno incorraggiare tali
 contatti , di grande importanza per il mondo di oggi e di domani ;
 considerando che detta cooperazione consiste principalmente nel fatto che
 gli istituti di ricerca la cui sede si trova in uno Stato membro della Comunità ,
 mettono      le   loro    installazioni ,    che   spesso    hanno   richiesto   elevati
 investimenti ,      a disposizione di ricercatori        di   altri paesi ,  compresi  i
 paesi    terzi    ;  che   in  tal  modo  questi    ultimi possono eseguire      i  loro
 programmi di ricerca nell' ambito di accordi di cooperazione stipulati fra
 istituti di ricerca di paesi diversi ; che per condurre a buon fine i loro
 lavori , i ricercatori necessitano di talune attrezzature che importano per
 utilizzarle durante lunghi periodi ;
 ( 1 ) GU n . C
 ---pagebreak--- considerando che le importazioni di tali attrezzature non possono fruire
del     n-giine comunitario relativo a 1 1 ' ninni i HH i > me tem|x>rano<*i ,      pi evinto dal
rotolamento ( CEE ) n . 3599/ 82 del Consiglio                (1 ),   data
la lunga durata di utilizzazione delle attrezzature stesse ;
considerando che si tratta di ricerche prive di carattere commerciale ; che
le     importazioni      di    attrezzature     non   hanno    lo   scopo    di    migliorare     le
installazioni degli istituti comunitari nell' ambito dei quali si attuano
gli accordi di cooperazione di cui sopra e che , inoltre , le attrezzature
                                      disposizione
importate rimangono al la libera / degli istituti extracomunitari che hanno
firmato gli accordi ; che si tratta di situazioni sui generis che non sono
previste dalle disposizioni degli articoli da 52 a 59 del regolamento                     ( CEE ) n .
918/ 83      del Consiglio ( 2), modificato da ultimo dal regolamento ( CEE) n . 1315/88 (3); che
pertanto occorre prevedere disposizioni specifiche in materia di franchigie
all' importazione ,
HA ADOTTATO IL PRESENTE          REGOLAMENTO :
                                              Articolo   1
Nel regolamento ( CEE ) n . 918 / 83 sono inseriti i seguenti articoli :
                                         " Articolo 59 bis
   1 . Sono ammesse in franchigia dai dazi all' importazione, le attrezzature importate per
        scopi non commerciali , da o per conto di un istituto o un organismo di
        ricerca scientifico la cui sede si trova all' esterno della Comunità .
 (1 ) GU n . L376 del 31 . 12.1982 , pag . 1 .
 ( 2 ) GU n. Li 05 del 2 3-4.1983, pag . 1 .
 (3 ) GU n . 1123 del 17.5 . 1988 , pag . 2.
 ---pagebreak--- 2. T<a franchigia è concessa conforment.e alle disposizioni d ' appi i r-az i onr> p
   seinpreclié le attrezzature :
   a)   siano     destinate       ad    essere     utilizzate ,      dai   membri    o   dai
        rappresentanti degli istituti ed organismi di cui al paragrafo 1 ,
        nel quadro di accordi di cooperazione scientifica che consentano
        loro   di   svolgere     programmi     di   ricerca     scientifica ,   presso   gli
        istituti     di   ricerca      scientifica     la   cui    sede   si   trovi   nella
        Comunità ,    abilitati a tal fine dalle autorità competenti degli
        Stati membri ;
   b)   rimangano ,     durante    la permanenza       nel   territorio     doganale   della
                             . disposi zi one
        Comunità , alla Libera / degli istituti di cui al paragrafo 1 .
                                     Articolo 59 ter
1. Le attrezzature citate all' articolo 59 bis , che siano state ammesse a
   fruire    della     franchigia      secondo    le   condizioni      stabilite   in   tale
   articolo ,   non    possono     costituire     oggetto    di   prestito ,   locazione   o
   cessione a titolo oneroso o gratuito senza preventiva comunicazione
   alle autorità competenti .
2. In caso di prestito , locazione o cessione ad un istituto od organismo
   legittimato       a    beneficiare         della     franchigia       in    applicazione
   dell' articolo      59   bis ,    la   franchigia      resta    acquisita    qualora   il
   beneficiario utilizzi le attrezzature per scopi che danno diritto alla
   concessione della franchigia stessa .
   Negli altri casi , fatte salve le disposizioni degli articoli 52 e 53 ,
   l' esecuzione     del    prestito ,     della     locazione      o   della   cessione   è
   subordinata al pagamento preventivo dei dazi all' importazione , secondo
   l' aliquota in vigore alla data del prestito , della locazione o della
   cessione ,   in base alla specie e al valore in dogana riconosciuti od
   ammessi a tale data dalle autorità competenti .
3. Gli istituti o gli organismi di cui all' articolo 59 bis , paragrafo 1 ,
   che prevedano di utilizzare le attrezzature ammesse in franchigia per
   scopi, diversi da quelli stabiliti da detto articolo , sono tenuti ad
   informarne le autorità competenti .
 ---pagebreak--- 4.  Fatte salve le disposizioni degli articoli 52 e 53 ,            le attrezzature
    utilizzate dall' istituto o dal 1 1 orqan I amo beneficiarlo della fianclilgla
    per   scopi  diversi  da  quelli     stabiliti   dall ' articolo   59 bis  sono
    soggette all' applicazione dei dazi all' importazione , secondo l' aliquota
    vigente alla data in cui le attrezzature stesse sono destinate ad altro
    uso , in base alla specie e al valore in dogana riconosciuti o ammessi a
    tale data dalle autorità competenti .".
                                Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1989 .
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e diretta -
mente applicabile in ciascuno degli Stati membri .
Fatto a Bruxelles , addi                                          Per il Consiglio
 ---pagebreak--- Fiche d' impact de certains actes législatifs sur les PME et l' emploi
Kéf . : Proposition de règlement du Conseil modifiant le règlement ( CEE ) n°
        918 / 83 relatif  à   l' établissement du  régime  communautaire   des
        franchises douanières .
        La proposition visée en référence a pour but de prévoir des mesures
de franchise à l' importation d' équipements destinés à être utilisés dans le
cadre d' accord de recherche scientifique internationale .
        Ces importations seront réalisées par tm ou pour le compte
d' établissements et d' organismes de recherche situés dans des pays tiers .
        Il n' apparaît pas que ce dispositif puisse avoir un impact sur les
petites et moyennes entreprises et l' emploi