CELEX: C2005/182/41
Language: it
Date: 2005-07-23 00:00:00
Title: Causa C-128/05: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, presentato il 18 marzo 2005

23.7.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 182/21
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, presentato il 18 marzo 2005
   (Causa C-128/05)
   (2005/C 182/41)
   Lingua processuale: il tedesco
   Il 18 marzo 2005, la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dal sig. Dimitris Triantafyllou, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica d'Austria.
   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               constatare che la Repubblica d'Austria ha violato gli obblighi ad essa derivanti dagli artt. 2, 6,9, n. 2, lett. b), 17,18 e 22, nn. 3-5 della Sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati Membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (1) in quanto consente a soggetti passivi non residenti in Austria, che effettuano attività di trasporto di viaggiatori in Austria, di non presentare dichiarazioni dei redditi e di non pagare l'importo netto dell'imposta sul valore aggiunto, quando la loro cifra d'affari realizzata in Austria non supera EUR 22 000, parte dal presupposto, in questo caso, che l'importo dell'imposta sul valore aggiunto dovuta equivale all'imposta sul valore aggiunto detraibile e basa l'applicazione del regime semplificato sul fatto che l'imposta sul valore aggiunto austriaca non viene indicata nelle fatture o in documenti sostitutivi.
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Dal 1o aprile 2002 in Austria si applica un regime semplificato per i trasporti internazionali di viaggiatori effettuati da soggetti passivi residenti in altri Stati membri o in Stati terzi. A tali soggetti passivi viene consentito di non presentare una dichiarazione dei redditi e di non pagare l'importo netto dell'imposta sul valore aggiunto, quando la cifra d'affari realizzata in Austria non superi EUR 22 000. La normativa parte dal presupposto che in questo caso l'importo dell'imposta sul valore aggiunto dovuta corrisponde all'imposta sul valore aggiunto detraibile. Al contempo i soggetti passivi che si avvalgono di tale regime semplificato possono non indicare l'IVA austriaca nelle loro fatture o in documenti sostitutivi.
   Tale normativa contrasta con le disposizioni della direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE («Sesta direttiva IVA») e con la decisione del Consiglio 19 maggio 2001, 2001/242/CE.
   La Commissione osserva che la direttiva citata contiene sì la possibilità di un regime forfettario per le piccole imprese, ma il concetto di «piccole imprese» applicato dalla normativa austriaca — cifra d'affari realizzata in Austria minore di EUR 22 000 -, non corrisponde alla nozione comunitaria, da interpretare uniformemente, di «piccola impresa». Non sarebbe inoltre provato che il regime forfettario austriaco non porta ad alcuna riduzione d'imposta che superi la semplificazione che l'art. 24, n. 1, della direttiva citata mira a consentire. L'esenzione da altri obblighi di fatturazione, dichiarazione dei redditi e di registrazione rappresenterebbe inoltre l'aspetto formale della semplificazione eccessiva.
   La Commissione sostiene che la normativa austriaca controversa non può essere accettata nemmeno sulla base della decisione del Consiglio menzionata. È vero che tale decisione autorizza la Repubblica d'Austria a tassare in deroga all'art. 11 della direttiva citata i trasporti internazionali di viaggiatori effettuati da soggetti passivi non residenti in Austria mediante veicoli non immatricolati in Austria, dal 1o gennaio 2001 al 31 dicembre 2005, ma tale deroga sarebbe espressamente vincolata alla condizione che la tratta effettuata in Austria deve essere tassata con riferimento ad una base imponibile media per persona e per chilometro.
   
      (1)  GU L 145, pag. 1