CELEX: 52010PC0774
Language: it
Date: 2010-12-20
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo al Sistema europeo dei conti nazionali e regionali nell'Unione europea

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		52010PC0774
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo al Sistema europeo dei conti nazionali e regionali nell'Unione europea /* COM/2010/0774 def. - COD 2010/0374 */
			
				
		
		
			
			   	IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 01
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea 
ALLEGATO A
CAPITOLO 1 - CARATTERISTICHE GENERALI E
PRINCIPI DI BASE
CARATTERISTICHE GENERALI
1.01       Il Sistema europeo dei conti
nazionali e regionali (in appresso "SEC 2010" o "SEC") è un
sistema contabile, comparabile a livello internazionale, che descrive in
maniera sistematica e dettagliata il complesso di una economia (ossia una
regione, un paese o un gruppo di paesi), le sue componenti e le sue relazioni
con altre economie.
1.02       Il SEC 2010 è stato
preceduto dal SEC 95, pubblicato nel 1996. Il manuale del SEC 2010 si
articola in 24 capitoli: i primi 13 presentano la stessa struttura di quelli
del SEC 95, mentre i successivi nuovi capitoli descrivono aspetti del
sistema dei conti che rispecchiano gli sviluppi nella misurazione delle moderne
economie o nell'utilizzo del SEC 95 nell'Unione europea (UE).
1.03       Il manuale è strutturato come
segue. Il capitolo 1 illustra gli aspetti basilari del sistema con riguardo ai
concetti, elenca i principi del SEC e descrive le unità statistiche
fondamentali e i loro insiemi. Presenta inoltre una panoramica della sequenza
dei conti e fornisce una breve descrizione dei principali aggregati, nonché del
ruolo delle tavole delle risorse e degli impieghi e del quadro delle
interdipendenze tra gli operatori economici. Il capitolo 2 descrive le unità
istituzionali utilizzate per misurare l'economia e delinea le modalità di
classificazione, a fini di analisi, di tali unità in settori e in altri insiemi.
Il capitolo 3 illustra tutte le operazioni del sistema dei conti, con
riferimento ai prodotti (beni e servizi) e alle attività non prodotte. Il
capitolo 4 delinea tutte le operazioni finalizzate alla distribuzione e alla
redistribuzione del reddito e della ricchezza nell'economia. Il capitolo 5 illustra
le operazioni finanziarie nell'economia. Il capitolo 6 descrive le variazioni
che può subire il valore delle attività per effetto di eventi non economici o
di variazioni dei prezzi. Il capitolo 7 illustra i conti patrimoniali e il
sistema di classificazione delle attività e delle passività. Il capitolo 8 descrive
la sequenza dei conti e il saldo contabile di ciascun conto. Il capitolo 9
presenta le tavole delle risorse e degli impieghi e ne illustra il ruolo ai
fini della riconciliazione delle misurazioni del reddito, della produzione e
della spesa nell'economia. Descrive inoltre le tavole input-output che possono
essere ricavate dalle tavole delle risorse e degli impieghi. Il capitolo 10
illustra la base concettuale delle misure di prezzo e di volume associate ai
valori nominali osservati nei conti. Il capitolo 11 descrive i parametri
demografici e del mercato del lavoro che possono essere utilizzati con le
misure dei conti nazionali a fini di analisi economica. Il capitolo 12 fornisce
una breve descrizione dei conti nazionali trimestrali e delle differenze
rispetto ai conti annuali.
1.04       Il capitolo 13 descrive gli
scopi della compilazione di una serie di conti regionali, i concetti alla loro
base e i problemi che tale compilazione comporta. Il capitolo 14, che
approfondisce il tema della misurazione dei servizi finanziari prestati dagli
intermediari finanziari e finanziati con gli interessi netti percepiti, è il
frutto di anni di ricerca e sviluppo da parte degli Stati membri per ottenere
una misurazione valida e armonizzata tra tutti i paesi. Il capitolo 15
riguardante licenze, contratti di leasing e altri contratti è necessario per
descrivere un settore di crescente importanza in contabilità nazionale. I
capitoli 16 e 17 relativi alle assicurazioni, all'assicurazione sociale e alle
pensioni illustrano le modalità di trattamento di tali tematiche nei conti
nazionali, in una epoca in cui, per effetto dell'invecchiamento della
popolazione, i problemi legati alla redistribuzione acquistano sempre maggiore rilevanza.
Il capitolo 18 riguarda i conti del resto del mondo, ossia gli equivalenti
in contabilità nazionale dei conti del sistema di misurazione della bilancia
dei pagamenti. Nuovo è anche il capitolo 19 sui conti europei, che
approfondisce aspetti dei conti nazionali per i quali gli accordi commerciali e
le disposizioni istituzionali europee sollevano problemi che richiedono un
approccio armonizzato. Il capitolo 20 descrive i conti del settore delle
amministrazioni pubbliche, un settore di grande attualità in un momento in cui
le strategie di prudenza fiscale degli Stati membri continuano a rivestire un
ruolo cruciale per la gestione della politica economica nell'UE. Il capitolo 21
illustra le relazioni tra la contabilità aziendale e la contabilità nazionale
che assumono sempre maggiore interesse vista la crescente quota del PIL
attribuibile alle società multinazionali in tutti i paesi. Il capitolo 22 mette
in luce la relazione tra i conti satelliti e i principali conti nazionali. I
capitoli 23 e 24 fungono da riferimento: il capitolo 23 contiene le
classificazioni utilizzate per i settori, le attività e i prodotti nel SEC 2010
e il capitolo 24 presenta la sequenza completa dei conti per ogni settore.
1.05       Il SEC 2010 si accorda con le
linee guida mondiali in tema di contabilità nazionale presentate nel Sistema
dei conti nazionali 2008 (SCN 2008), elaborato congiuntamente dalle Nazioni
Unite, dal Fondo monetario internazionale (FMI), dall'Istituto statistico delle
Comunità europee (Eurostat), dall'Organizzazione per la cooperazione e lo
sviluppo economici (OCSE) e dalla Banca mondiale. Il SEC 2010 è focalizzato
sulla realtà dell'Unione europea e sul fabbisogno di dati nell'UE. I concetti e
le classificazioni del SEC 2010, come pure dell'SCN 2008, sono armonizzati
con quelli utilizzati in molte altre statistiche sociali ed economiche quali,
ad esempio, le statistiche dell'occupazione, della produzione o del commercio
estero. Il SEC 2010 funge pertanto da riferimento per le statistiche sociali ed
economiche dell'UE e dei suoi Stati membri.
1.06       Il SEC è costituito da due
principali serie di tavole:
a)      i conti per settore istituzionale;
b)      il quadro delle interdipendenze tra gli
operatori economici e i conti per branca di attività economica.
1.07       I conti per settore descrivono
in maniera sistematica, per ciascun settore istituzionale, i diversi stadi del
processo economico: produzione, generazione, distribuzione, redistribuzione e
utilizzazione del reddito e accumulazione finanziaria e non finanziaria. I conti
per settore comprendono anche i conti patrimoniali, finalizzati a descrivere
gli stock di attività e passività e il patrimonio netto all'inizio e alla fine
del periodo contabile.
1.08       Attraverso le tavole delle
risorse e degli impieghi, il quadro delle interdipendenze tra gli operatori
economici descrive più in dettaglio il processo di produzione (struttura dei
costi, reddito generato e occupazione) e i flussi di beni e servizi
(produzione, importazioni, esportazioni, consumi finali, consumi intermedi e investimenti
per gruppo di prodotti). Due importanti identità contabili sono riflesse in
questo quadro: la somma dei redditi generati in una branca di attività
economica è pari al valore aggiunto prodotto da tale branca e, per ogni
prodotto o raggruppamento di prodotti, l'offerta è pari alla domanda.
1.09       Il SEC comprende concetti
relativi alla popolazione e agli occupati. Tali concetti sono utili per i conti
per settore, per i conti per branca di attività economica e per le tavole delle
risorse e degli impieghi.
1.10       Il SEC 2010 non si riferisce
soltanto alla contabilità nazionale annuale, ma si applica anche ai conti
trimestrali e ai conti relativi a periodi di tempo più lunghi o più brevi,
nonché ai conti regionali.
1.11       Il SEC coesiste con l'SCN in
considerazione dei fini cui sono destinati i dati di contabilità nazionale
nell'UE. La compilazione e la presentazione dei propri conti nazionali, ai fini
della descrizione della situazione economica dei singoli paesi, incombe agli
Stati membri dell'UE. Questi ultimi compilano inoltre una serie di conti che
sono trasmessi alla Commissione (Eurostat) nel quadro di un programma di
trasmissione di dati che sono indispensabili per conseguire importanti
obiettivi delle politiche dell'Unione in campo fiscale, economico e sociale.
Tra questi obiettivi figurano la determinazione dei contributi monetari degli
Stati membri al bilancio dell'UE attraverso la "quarta risorsa", gli
aiuti alle regioni dell'UE per il tramite dei Fondi strutturali e la
sorveglianza della situazione economica negli Stati membri nel quadro della
procedura per i disavanzi eccessivi e del patto di stabilità e di crescita.
1.12       Affinché i prelievi e gli aiuti
siano distribuiti sulla base di dati rilevati e presentati in maniera
rigorosamente uniforme, è necessario che le statistiche economiche utilizzate a
tal fine siano compilate applicando gli stessi concetti e norme identiche. Il
SEC è un regolamento che stabilisce le norme, le convenzioni, le definizioni e
le classificazioni da utilizzare nella compilazione dei conti nazionali degli Stati
membri previsti nel programma di trasmissione di dati di cui all'allegato B di
tale regolamento.
1.13       In considerazione dell'elevata
entità degli importi dei contributi versati e degli aiuti erogati nell'UE, è
indispensabile che il sistema di rilevazione sia applicato in modo uniforme in
ciascuno Stato membro. A questo proposito è importante mostrare grande cautela
nei confronti di stime che non possono essere osservate direttamente sul
mercato, evitando l'utilizzo di procedure basate su modelli per la stima di
dati nei conti nazionali.
1.14       Al fine di assicurare la
massima omogeneità possibile tra i dati degli Stati membri ricavati dai conti
nazionali, i concetti del SEC sono in molti casi più specifici e precisi di quelli
dell'SCN. Tale fondamentale esigenza di stime valide e coerenti ha portato
all'individuazione di una serie di conti nazionali standard nell'UE. Se il
livello di uniformità dei dati tra gli Stati membri è considerato insufficiente,
le stime sono generalmente incluse nei conti cosiddetti "non standard",
comprendenti le tavole aggiuntive e i conti satelliti.
1.15       Un caso in cui l'UE ha ritenuto
necessario procedere con cautela nel SEC 2010 è costituito ad esempio dal
debito previdenziale: per quanto pressante sia l'esigenza di una valutazione ai
fini dell'analisi economica, la regola adottata nell'UE di compilare conti
coerenti nel tempo e nello spazio ha imposto l'adozione di un approccio
prudente. 
Globalizzazione
1.16       La sempre maggiore
globalizzazione delle attività economiche ha incrementato gli scambi
internazionali in tutte le loro forme e ha acuito per i paesi le difficoltà di rappresentazione
delle loro economie nei conti nazionali. La globalizzazione è quel processo
dinamico e pluridimensionale grazie al quale le risorse nazionali diventano più
mobili a livello internazionale, mentre le economie nazionali diventano sempre
più interdipendenti tra loro. L'aspetto della globalizzazione che comporta i
maggiori problemi di misurazione per i conti nazionali è rappresentato dalla
quota crescente di operazioni internazionali effettuate dalle società
multinazionali, allorché le operazioni transfrontaliere si svolgono tra società
madre, consociate e affiliate. Non mancano tuttavia altre aree di criticità, come
dimostra l'elenco che segue:
(1)     determinazione del prezzo dei
trasferimenti tra società affiliate (valutazione delle importazioni e delle
esportazioni);
(2)     aumento dei flussi per lavorazione,
ovvero dei movimenti di beni da un paese all'altro senza corrispondente
trasferimento della proprietà (beni da sottoporre a lavorazione), e del
merchanting;
(3)     scambi internazionali via Internet, a
livello sia di società che di famiglie;
(4)     scambi e utilizzo di prodotti di
proprietà intellettuale in tutto il mondo;
(5)     lavoratori che lavorano all'estero e che
trasferiscono somme rilevanti alle famiglie nel paese di origine (rimesse di
lavoratori, parte dei trasferimenti personali);
(6)     estensione dell'attività delle società
multinazionali in paesi diversi allo scopo di ottimizzare l'efficienza della
produzione e di ridurre al minimo l'onere fiscale globale; ciò può comportare
la creazione di strutture societarie artificiali che non riflettono
necessariamente la realtà economica;
(7)     ricorso a veicoli finanziari offshore
(società veicolo, ecc.) per la gestione finanziaria di attività globali;
(8)     riesportazioni di merci e, nell'UE,
trasporti di merci tra Stati membri dopo l'adesione all'unione economica (quasi
transito);
(9)     aumento dell'incidenza degli investimenti
diretti all'estero e necessità di individuare e di attribuire i flussi di
investimenti diretti.
1.17       Tutti questi aspetti sempre più
comuni della globalizzazione rappresentano una grande sfida per gli statistici
nazionali in sede di rilevazione e di accurata misurazione dei flussi
transfrontalieri. Anche in presenza di un ampio e valido sistema di rilevazione
e di misurazione per il settore del resto del mondo (e pertanto per i conti
internazionali della bilancia dei pagamenti), la globalizzazione richiederà
comunque ulteriori sforzi per salvaguardare la qualità dei conti nazionali per
tutte le economie e per insiemi di economie.
IMPIEGHI DEL SEC
Quadro di riferimento per l'elaborazione
di analisi e la formulazione di politiche
1.18       Il SEC può essere utilizzato
per analizzare e valutare:
a)      la struttura di una economia nel suo
complesso, ad esempio misurandone:
(1)     il valore aggiunto e l'occupazione per
branca di attività economica; 
(2)     il valore aggiunto e l'occupazione per
regione;
(3)     il reddito distribuito per settore;
(4)     le importazioni e le esportazioni per
gruppi di prodotti;
(5)     la spesa per consumi finali per funzione
e per gruppi di prodotti;
(6)     gli investimenti fissi e lo stock di
capitale fisso per branca di attività economica;
(7)     la composizione degli stock e dei flussi
di attività finanziarie per tipo di attività e per settore;
b)      talune parti o aspetti specifici di una
economia, quali ad esempio: 
(1)     le attività bancarie e finanziarie
nell'economia nazionale; 
(2)     il ruolo delle amministrazioni pubbliche
e la situazione delle finanze pubbliche;
(3)     l'economia di una regione specifica (raffrontata
a quella dell'intera nazione);
(4)     il livello di indebitamento e il
risparmio delle famiglie;
c)      l'evoluzione di una economia nel tempo, ad
esempio: 
(1)     l'analisi dei tassi di crescita del PIL; 
(2)     l'analisi dell'inflazione;
(3)     l'analisi degli aspetti stagionali della
spesa delle famiglie sulla base di conti trimestrali;
(4)     l'analisi della mutevole importanza nel
tempo di determinati tipi di strumenti finanziari, ad esempio il rilievo
assunto dagli strumenti finanziari derivati;
(5)     la comparazione delle strutture
industriali dell'economia nazionale sul lungo periodo;
d)      un sistema economico nel suo complesso in
confronto con altre economie, ad esempio:
(1)     la comparazione del ruolo e delle
dimensioni delle amministrazioni pubbliche nei diversi Stati membri dell'UE; 
(2)     l'analisi delle interdipendenze tra le
economie dell'UE;
(3)     l'analisi della composizione e della
destinazione delle esportazioni dell'UE;
(4)     la comparazione dei tassi di crescita del
PIL o del reddito disponibile pro capite nell'UE e nelle altre economie
sviluppate.
1.19       Per l'UE e i suoi Stati membri,
i dati del SEC assolvono una importante funzione in sede di elaborazione e
monitoraggio delle politiche sociali ed economiche.
I diversi impieghi del SEC sono illustrati dai
seguenti esempi:
a)      monitoraggio e orientamento della
politica monetaria e macroeconomica nella zona dell'euro e definizione dei
criteri di convergenza per l'Unione economica e monetaria (UEM) in termini di
dati di contabilità nazionale (ad esempio, tassi di crescita del PIL); 
b)      definizione dei criteri relativi alla
procedura per i disavanzi eccessivi: misurazione del debito e del disavanzo
pubblici;
c)      erogazione di aiuti finanziari alle
regioni dell'UE: l'attribuzione dei fondi alle regioni è basata su statistiche
di contabilità regionale; 
d)      determinazione delle risorse proprie
dell'UE. I dati di contabilità nazionale influiscono su tali risorse in tre
modi:
(1)     le risorse complessive dell'UE sono
determinate quale percentuale della somma dei redditi nazionali lordi (RNL)
degli Stati membri;
(2)     la terza risorsa propria dell'UE è la
risorsa propria basata sull'IVA: i contributi degli Stati membri per tale
risorsa sono determinati in larga misura dai dati di contabilità nazionale,
perché tali dati sono utilizzati per calcolare l'aliquota media dell'IVA;
(3)     l'entità relativa dei contributi degli
Stati membri per la quarta risorsa propria dell'UE è basata sulle rispettive
stime del reddito nazionale lordo: tali stime costituiscono la base per la
maggior parte dei versamenti degli Stati membri.
Caratteristiche dei concetti del SEC
1.20       Nell'intento di trovare un compromesso
tra le esigenze di informazioni e le potenzialità dei dati, i concetti del SEC
presentano diverse importanti caratteristiche. I conti sono:
a)      comparabili a livello internazionale;
b)      armonizzati con altri sistemi statistici
sociali ed economici;
c)      coerenti;
d)      operativi in quanto possono essere misurati
nella pratica;
e)      differenti dalla maggior parte dei
concetti amministrativi;
f)       ben definiti e stabili su un lungo arco
di tempo;
g)      focalizzati sulla descrizione del
processo economico in termini monetari e prontamente osservabili;
h)      idonei a essere applicati in situazioni
differenti e per disparate finalità.
1.21       I concetti sono comparabili a
livello internazionale in quanto:
a)      i concetti del SEC si accordano con
quelli contenuti nelle linee guida mondiali in tema di contabilità nazionale,
ossia nell'SCN;
b)      per gli Stati membri dell'UE, il SEC
costituisce lo standard per la trasmissione di dati di contabilità nazionale a
tutte le organizzazioni internazionali;
La comparabilità internazionale dei concetti
riveste una importanza cruciale in sede di comparazione delle statistiche di
paesi diversi.
1.22       I concetti sono armonizzati con
quelli di altre statistiche sociali ed economiche perché il SEC utilizza
concetti e classificazioni (ad esempio, la NACE Rev. 2) impiegati anche per
altre statistiche economiche e sociali degli Stati membri dell'UE: ad esempio,
statistiche della produzione, del commercio estero e dell'occupazione. Le differenze
concettuali, allorché esistono, sono state ridotte al minimo. Inoltre, tali
concetti e classificazioni dell'UE sono armonizzati con quelli delle Nazioni
Unite.
Tale armonizzazione con le statistiche sociali ed
economiche contribuisce ad accrescere la correlazione tra i dati e la loro
comparabilità, assicurando in tal modo l'elevata qualità dei dati di
contabilità nazionale. Inoltre, le informazioni contenute in tali statistiche
specifiche possono essere meglio correlate alle statistiche generali
sull'economia nazionale. 
1.23       I concetti condivisi utilizzati
nel quadro della contabilità nazionale e negli altri sistemi delle statistiche
economiche e sociali permettono di pervenire a misurazioni coerenti. Ad
esempio, possono essere calcolati i seguenti rapporti:
a)      indicatori della produttività come il
valore aggiunto per ora lavorata (per calcolarlo occorre che siano coerenti i
concetti di valore aggiunto e di ore lavorate);
b)      il reddito nazionale disponibile pro
capite (tale rapporto richiede che siano coerenti i concetti di reddito
nazionale disponibile e i dati demografici);
c)      gli investimenti fissi in percentuale
dello stock di capitale fisso (tale rapporto richiede che siano coerenti le
definizioni di tali flussi e stock);
d)      il disavanzo e il debito pubblico in
percentuale del prodotto interno lordo (tali dati richiedono che siano coerenti
i concetti di disavanzo pubblico, debito pubblico e prodotto interno lordo).
La coerenza interna dei concetti permette di
ricavare stime per differenza: ad esempio, il risparmio può essere stimato
quale differenza tra il reddito disponibile e la spesa per consumi finali.
1.24       I concetti del SEC sono
applicati tenendo presenti le esigenze di rilevazione e di misurazione dei
dati. Il loro carattere operativo è evidenziato in vari modi nelle linee
direttrici sulla compilazione dei conti. 
a)      Le attività o le voci sono descritte solo
nel caso in cui le loro dimensioni siano significative. Un esempio è
rappresentato dalla produzione per uso proprio di beni da parte delle famiglie:
la tessitura di stoffe e la fabbricazione di ceramiche non sono registrate come
produzione perché sono poco rilevanti per i paesi dell'UE.
b)      Per taluni concetti sono fornite
indicazioni sulle modalità da seguire per procedere alla loro stima. Ad
esempio, per definire il consumo di capitale fisso viene fatto riferimento al
metodo dell'ammortamento lineare. Per stimare lo stock di capitale fisso,
qualora manchino informazioni dirette, si deve applicare il metodo
dell'inventario permanente. Un altro esempio è rappresentato dalla valutazione
della produzione per uso proprio: in linea teorica essa dovrebbe essere effettuata
ai prezzi base ma, se necessario, è possibile ricorrere alla somma dei vari
costi sostenuti.
c)      Sono state adottate talune convenzioni.
Ad esempio, i servizi collettivi erogati dalle amministrazioni pubbliche sono
tutti classificati come spesa per consumi finali.
1.25       Tuttavia, non è sempre facile
rilevare direttamente i dati necessari alla compilazione dei conti nazionali in
quanto solitamente i pertinenti concetti si discostano da quelli utilizzati
dalle fonti di dati amministrativi. Esempi di tali fonti sono la contabilità
aziendale, le contabilizzazioni di talune tipologie di imposte (IVA, imposta
sul reddito delle persone fisiche, dazi all'importazione, ecc.), i dati della
sicurezza sociale e i dati ottenuti dagli organi di sorveglianza delle attività
bancarie e di assicurazione. Tali dati amministrativi sono utilizzati come
input per la compilazione dei conti nazionali. In generale essi sono
trasformati per ottemperare alle disposizioni del SEC.
Normalmente i concetti del SEC differiscono dai
corrispondenti concetti amministrativi in quanto:
a)      i concetti amministrativi sono diversi da
paese a paese: di conseguenza, non è possibile assicurare la comparabilità
internazionale dei dati utilizzando concetti amministrativi;
b)      i concetti amministrativi cambiano nel
tempo: non è pertanto possibile effettuare confronti nel tempo utilizzando i
concetti amministrativi;
c)      i concetti alla base dei dati provenienti
da sistemi amministrativi differenti solitamente non sono coerenti tra loro; la
correlazione tra i dati e la loro comparazione, essenziali ai fini
dell'elaborazione dei dati di contabilità nazionale, tuttavia, possono essere
realizzate solo disponendo di una serie coerente di concetti;
d)      i concetti amministrativi si rivelano
normalmente poco idonei per l'analisi economica e la valutazione della politica
economica.
1.26       Pur tuttavia, le fonti di dati
amministrativi soddisfano appieno il fabbisogno di dati dei conti nazionali e
delle altre statistiche perché:
a)      i concetti e le classificazioni originariamente
elaborati a fini statistici possono anche essere adottati a fini
amministrativi, come ad esempio la classificazione della spesa pubblica secondo
il tipo;
b)      le fonti di dati amministrativi tengono
esplicitamente conto delle (specifiche) esigenze di dati delle statistiche; è
questo il caso ad esempio del sistema INTRASTAT per la rilevazione di
informazioni sugli scambi di beni tra gli Stati membri dell'UE.
1.27       I concetti principali del SEC
sono ben definiti e stabili su un lungo arco di tempo perché:
a)      sono accettati come standard
internazionali da molti anni;
b)      nelle linee guida internazionali in tema
di contabilità nazionale che si succedono nel tempo, pochissimi sono i concetti
basilari che subiscono modifiche.
Tale continuità concettuale riduce la necessità di
ricalcolo delle serie temporali. Inoltre, rende i concetti meno vulnerabili
alle pressioni politiche nazionali e internazionali. Per tali motivi, i dati di
contabilità nazionale costituiscono una base di dati obiettiva per l'analisi e
la politica economica.
1.28       I concetti del SEC sono
focalizzati sulla descrizione del processo economico in termini monetari e
rapidamente osservabili. Gli stock e i flussi che non sono prontamente
osservabili in termini monetari o che non presentano una chiara contropartita
monetaria non sono registrati nel SEC.
Tale principio non è stato applicato
rigorosamente, in quanto occorre tenere altresì conto del requisito della
coerenza e delle esigenze degli utenti. Ad esempio, per motivi di coerenza, il
valore dei servizi collettivi prodotti dalle amministrazioni pubbliche è
registrato come produzione perché la corresponsione di redditi da lavoro
dipendente e l'acquisto di beni e servizi di qualunque tipo da parte delle
amministrazioni pubbliche sono prontamente osservabili in termini monetari.
Inoltre, a fini di analisi e per gli scopi della politica economica, la
descrizione dei servizi collettivi delle amministrazioni pubbliche con
riferimento al resto dell'economia nazionale accresce l'utilità della contabilità
nazionale nel suo insieme.
1.29       La portata dei concetti del SEC
può essere illustrata esaminando alcuni importanti casi limite.
Le seguenti attività devono essere registrate come
attività di produzione nel SEC (cfr. paragrafi 3.07-3.09):
a)      la produzione di servizi individuali e
collettivi da parte delle amministrazioni pubbliche;
b)      la produzione per uso proprio di servizi
di abitazione da parte di coloro che occupano l'abitazione di cui sono
proprietari;
c)      la produzione di beni per proprio uso
finale (ad esempio, di prodotti agricoli);
d)      le attività di costruzione per uso
proprio, comprese quelle delle famiglie;
e)      la produzione di servizi da parte di
personale domestico retribuito;
f)       l'allevamento di pesci negli
stabilimenti di pescicoltura;
g)      le attività di produzione vietate dalla
legge nella misura in cui tutte le unità che intervengono nell'operazione vi
partecipano volontariamente;
h)      le attività di produzione i cui proventi
non sono dichiarati per intero alle autorità tributarie (ad esempio, produzione
clandestina di tessuti).
1.30       Non rientrano nella definizione
di attività di produzione e non sono registrati nel SEC:
a)      i servizi personali e domestici prodotti
e consumati all'interno della stessa famiglia (ad esempio, pulizie,
preparazione dei pasti o assistenza a malati o ad anziani);
b)      le attività di volontariato che non
comportano la produzione di beni (ad esempio, le attività di assistenza e di
pulizia non retribuite);
c)      l'accrescimento naturale delle risorse
ittiche in mare aperto.
1.31       Il SEC registra tutti i
prodotti derivanti dall'attività di produzione così definita. I prodotti delle
attività ausiliarie, tuttavia, non sono registrati. Tutti gli input consumati
da una attività ausiliaria sono considerati consumi intermedi dell'attività che
essa supporta. Se una unità che esercita solo attività ausiliarie è
statisticamente osservabile, in quanto è prontamente disponibile una
contabilità distinta per la produzione da essa svolta o la sua ubicazione è
geograficamente diversa da quella dell'unità a favore della quale presta la sua
opera, essa deve essere registrata come una unità distinta e classificata, nei
conti sia nazionali sia regionali, nella branca di attività corrispondente alla
sua attività principale. In mancanza di dati di base appropriati, la produzione
dell'attività ausiliaria può essere stimata sommando i costi. 
1.32       Se le attività sono considerate
come produzione e i relativi prodotti sono registrati, sono contabilizzati
anche i connessi redditi, numero di occupati, consumi finali, ecc. Ad esempio,
dato che la produzione per uso proprio di servizi di abitazione da parte di
coloro che occupano l'abitazione di cui sono proprietari è registrata come
produzione, sono contabilizzati anche il reddito e la spesa per consumi finali
che essa produce per tali persone. È assicurata inoltre la coerenza con il
sistema delle statistiche del lavoro che non registra occupazione con riguardo
alla proprietà di abitazioni. Le attività non registrate come produzione sono
trattate in modo speculare: i servizi domestici prodotti e consumati
all'interno della stessa famiglia non producono né reddito, né spesa per
consumi finali e non comportano occupazione.
1.33       Il SEC adotta inoltre talune
convenzioni, quali ad esempio:
a)      la valutazione della produzione delle
amministrazioni pubbliche;
b)      la valutazione della produzione dei
servizi di assicurazione e dei servizi di intermediazione finanziaria
indirettamente misurati;
c)      la registrazione di tutti i servizi
collettivi erogati dalle amministrazioni pubbliche come spesa per consumi
finali (nessun servizio come consumi intermedi).
Classificazione
per settore
1.34       I conti per settore
istituzionale sono creati attribuendo le unità ai settori, il che consente di
presentare per settore le operazioni e i saldi contabili dei conti. Tale
presentazione settoriale mette in luce molte misurazioni importanti ai fini
della politica economica e fiscale. I principali settori sono quelli delle
famiglie, delle amministrazioni pubbliche, delle società (finanziarie e non finanziarie),
delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie e del resto
del mondo. 
Una distinzione importante è quella tra beni e
servizi destinabili alla vendita e beni e servizi non destinabili alla vendita­­.
Una entità controllata dalle amministrazioni pubbliche, allorché si configuri
come una società che produce per il mercato, è classificata nel settore delle
società e non nel settore delle amministrazioni pubbliche. In tal caso il
disavanzo e i debiti della società non rientrano nel disavanzo e nel debito
delle amministrazioni pubbliche.
1.35       È importante definire chiari e
solidi criteri per l'attribuzione delle entità ai settori.
Il settore pubblico comprende tutte le unità
istituzionali residenti nell'economia che sono controllate dalle
amministrazioni pubbliche. Il settore privato è costituito da tutte le altre
unità residenti.
Nella tavola 1.1 sono delineati i criteri
utilizzati per distinguere tra settore privato e settore pubblico, nonché,
all'interno del settore pubblico, tra settore delle amministrazioni pubbliche e
settore delle società pubbliche e, all'interno del settore privato, tra settore
delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie e settore
delle società private. 
Tavola 1.1 
 Criteri || Controllate dalle amministrazioni pubbliche (settore pubblico) || Controllate da privati (settore privato) 
 Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || Amministrazioni pubbliche || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie 
 Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita || Società pubbliche || Società private 
1.36       Per controllo si intende la
capacità di determinare la politica generale o il programma di una unità
istituzionale. Per la definizione esaustiva di controllo si rinvia al paragrafo
2.26. 
1.37       La distinzione tra beni e
servizi destinabili alla vendita e non destinabili alla vendita e pertanto, per
le entità del settore pubblico, la loro classificazione nel settore delle
amministrazioni pubbliche o nel settore delle società sono determinate
applicando la seguente regola.
Una attività è considerata attività di produzione
di beni e servizi destinabili alla vendita se i relativi beni e servizi sono
scambiati alle seguenti condizioni:
(1)     i venditori agiscono per massimizzare i
loro profitti sul lungo periodo e a tale scopo vendono beni e servizi
liberamente sul mercato a chiunque sia disposto a pagare il prezzo richiesto;
(2)     gli acquirenti agiscono per sfruttare al
massimo le loro risorse limitate, acquistando i prodotti che meglio soddisfano
le loro esigenze al prezzo offerto;
(3)     si ha un mercato effettivo allorché i
venditori e i compratori hanno accesso al mercato e dispongono di informazioni
su di esso. Un mercato effettivo può operare anche se tali condizioni non sono
pienamente soddisfatte.
1.38       Il livello di dettaglio del
quadro concettuale del SEC consente una certa flessibilità: alcuni concetti che
non sono esplicitamente presenti nel SEC possono tuttavia essere facilmente
ricavati da esso. Ne è un esempio la creazione di nuovi settori a seguito della
riclassificazione dei sottosettori definiti nel SEC.
1.39       Una certa flessibilità è data anche
dalla possibilità di introdurre criteri aggiuntivi che non contrastino con la
logica del sistema. Ad esempio, tali criteri possono consentire di redigere
conti dei sottosettori sulla base del numero di addetti per unità di produzione
o del livello dei redditi delle famiglie. Per quanto concerne gli occupati, può
essere introdotta una sottoclassificazione per livello d'istruzione, età e
sesso.
Conti satelliti
1.40       Per taluni fabbisogni specifici
di dati sono compilati conti satelliti distinti.
Ad esempio per:
a)      matrici di contabilità sociale (SAM);
b)      il ruolo del turismo nell'economia
nazionale;
c)      l'analisi dei costi e del finanziamento
della sanità;
d)      la ricerca e lo sviluppo riconosciuti
come investimenti di proprietà intellettuale;
e)      il riconoscimento del capitale umano
quale asset per l'economia nazionale;
f)       l'analisi del reddito e delle spese
delle famiglie sulla base di concetti di reddito e di spesa utili per l'analisi
microeconomica;
g)      l'interazione tra l'ambiente e
l'economia;
h)      la produzione in seno alle famiglie;
i)       l'analisi delle variazioni del
benessere;
j)       l'analisi delle disparità tra i dati di
contabilità nazionale e i dati di contabilità aziendale e la loro influenza sui
mercati finanziari e dei cambi;
k)      la stima del gettito fiscale.
1.41       I conti satelliti soddisfano
tali fabbisogni di dati:
a)      presentando un maggiore dettaglio ove
necessario e omettendo i particolari superflui; 
b)      ampliando l'ambito del sistema contabile
mediante l'aggiunta di informazioni non monetarie, ad esempio sull'inquinamento
e sui beni ambientali;
c)      modificando alcuni concetti di base, ad
esempio ampliando il concetto di investimenti tramite l'inclusione della spesa
in materia di istruzione.
1.42       Una matrice di contabilità
sociale (SAM) è una presentazione matriciale attraverso la quale sono elaborate
le relazioni tra le tavole delle risorse e degli impieghi e i conti per settore
istituzionale. Una SAM fornisce informazioni aggiuntive sul livello e sulla
composizione dell'occupazione e della disoccupazione, attraverso una
ripartizione dei redditi da lavoro dipendente per tipo di persona occupata.
Tale suddivisione si applica tanto all'impiego di lavoro per branca di attività
economica, quale è evidenziato nella tavola degli impieghi, quanto alle risorse
di lavoro per sottogruppo socioeconomico, come risulta dal conto della
attribuzione dei redditi primari per i sottosettori del settore delle famiglie.
In tal modo, sono presentati sistematicamente le risorse e gli impieghi delle
diverse categorie di lavoro.
1.43       Nei conti satelliti tutti i
concetti di base e le classificazioni del sistema standard restano inalterati.
I concetti sono modificati soltanto se questo è lo scopo del conto satellite.
In questi casi il conto satellite contiene una tavola che illustra la
correlazione tra i principali aggregati del conto satellite e quelli del
sistema standard. In tal modo possono essere soddisfatte esigenze più
specifiche senza che il sistema standard perda il suo ruolo di sistema di
riferimento.
1.44       In generale lo schema base del
SEC non comprende misurazioni degli stock e dei flussi che non sono
direttamente osservabili in termini monetari (o senza una chiara contropartita
monetaria). Di norma l'analisi di tali stock e flussi è possibile, in
considerazione della loro natura, anche mediante l'elaborazione di statistiche
in termini non monetari, ad esempio:
a)      la produzione in seno alle famiglie può
essere descritta in termini di ore destinate a impieghi alternativi;
b)      l'istruzione può essere descritta in
termini di tipo di istruzione, numero di allievi, numero medio di anni di
istruzione prima del conseguimento di un diploma, ecc.;
c)      gli effetti dell'inquinamento possono
essere descritti in termini di variazione del numero di specie viventi, di
stato di salute degli alberi nei boschi, di volume di rifiuti, di valori di
ossido di carbonio e di radiazioni, ecc.
1.45       I conti satelliti permettono di
mettere in relazione tali statistiche in unità non monetarie con il sistema
standard dei conti nazionali. La relazione è possibile utilizzando le
classificazioni impiegate nel sistema standard per tali statistiche non
monetarie quali, ad esempio, la classificazione per tipologia di famiglia o la
classificazione per branca di attività economica. In tal modo viene elaborato
un sistema ampliato coerente che può quindi fungere da base di dati per
l'analisi e la valutazione delle interazioni tra le variabili del sistema standard
e quelle del sistema ampliato.
1.46       Il sistema standard e i suoi
principali aggregati non descrivono le variazioni del benessere. Si possono tuttavia
redigere conti ampliati comprendenti anche valori monetari imputati, ad esempio
per:
a)      i servizi personali e domestici prodotti
e consumati all'interno della stessa famiglia;
b)      la maggiore o minore disponibilità di
tempo libero;
c)      i vantaggi e gli svantaggi della vita nei
centri urbani;
d)      le disparità nella distribuzione dei
redditi tra le persone.
1.47       I conti ampliati possono anche
riclassificare come consumi intermedi la spesa finale per necessità deprecabili
(ad esempio, le spese per la difesa), che non contribuiscono cioè al benessere.
Analogamente, i danni causati da inondazioni o da altre catastrofi naturali
potrebbero essere classificati come consumi intermedi, ossia come una riduzione
del benessere (in termini assoluti). In tal modo, si potrebbe tentare di
elaborare un indicatore molto approssimativo e molto imperfetto delle
variazioni del benessere. Il benessere presenta tuttavia molteplici aspetti, la
maggior parte dei quali è meglio espressa in termini non monetari. Una
soluzione migliore per misurare il benessere è pertanto quella di utilizzare
per ciascun aspetto indicatori e unità di misura distinti. Gli indicatori
potrebbero essere rappresentati, ad esempio, dalla mortalità infantile, dalla
speranza di vita, dal livello di alfabetizzazione degli adulti e dal reddito
nazionale pro capite. Tali indicatori potrebbero essere inseriti in un conto
satellite.
1.48       Al fine di disporre di un
sistema coerente e comparabile a livello internazionale, non si utilizzano nel
SEC concetti amministrativi. Tuttavia, ottenere dati basati su concetti
amministrativi può risultare molto utile per conseguire scopi nazionali di vario
tipo. Ad esempio, per stimare il gettito fiscale sono necessarie statistiche
del reddito imponibile, le quali possono essere ottenute apportando talune
modifiche alle statistiche di contabilità nazionale.
1.49       Un approccio simile potrebbe
essere adottato per concetti utilizzati nell'ambito della politica economica
nazionale, ad esempio per:
a)      il concetto di inflazione utilizzato per incrementare
le pensioni, i sussidi di disoccupazione o i redditi da lavoro dipendente per i
dipendenti pubblici;
b)      i concetti di imposte, contributi
sociali, amministrazioni pubbliche e settore collettivo utilizzati in sede di
discussione delle dimensioni ottimali del settore collettivo;
c)      il concetto di branche di attività
economica/settori "strategici" utilizzato nell'ambito della politica
economica nazionale o della politica economica dell'UE;
d)      il concetto di "investimenti
aziendali" utilizzato nell'ambito della politica economica nazionale;
e)      una tavola che presenti registrazioni
complete sulle pensioni.
Conti satelliti o
tavole aggiuntive potrebbero soddisfare tali bisogni di dati.
Il SEC 2010 e l'SCN 2008
1.50       Il SEC 2010 si basa sui
concetti del Sistema dei conti nazionali 2008 (SCN 2008), il quale stabilisce
le linee guida in tema di contabilità nazionale valide per tutti i paesi.
Esistono tuttavia numerose differenze tra il SEC 2010 e l'SCN 2008:
a)      differenze di presentazione: 
(1)     nel SEC le operazioni sui prodotti, le
operazioni di distribuzione e di redistribuzione e le operazioni finanziarie sono
trattate in capitoli distinti; per contro, nell'SCN tali operazioni sono
illustrate nei diversi capitoli ripartiti in base ai conti: ad esempio, nei
capitoli sul conto della produzione, sul conto della distribuzione primaria del
reddito, sul conto del capitale e sul conto del resto del mondo;
(2)     il SEC descrive un concetto fornendo una
definizione e un elenco di ciò che è incluso in tale concetto e di ciò che è
escluso; normalmente l'SCN descrive i concetti in termini più generali e spiega
i motivi che hanno portato all'adozione delle convenzioni;
b)      i concetti del SEC sono in molti casi più
specifici e precisi di quelli dell'SCN, ad esempio: 
(1)     l'SCN non applica criteri specifici in
merito alla distinzione tra beni e servizi destinabili alla vendita, per
proprio uso finale e non destinabili alla vendita; il SEC fornisce pertanto
indicazioni più dettagliate al fine di garantire un approccio uniforme; 
(2)     il SEC presuppone che numerose tipologie
di produzione di beni da parte delle famiglie, quali la tessitura di stoffe e
la fabbricazione di mobili, non siano significative negli Stati membri dell'UE
e non si renda pertanto necessaria la loro registrazione;
(3)     il SEC fa riferimento a disposizioni
istituzionali dell'UE, come il sistema INTRASTAT per la registrazione dei
flussi di beni all'interno dell'UE e i contributi degli Stati membri all'UE;
(4)     il SEC comprende classificazioni proprie
dell'UE: ad esempio, la CPA per i prodotti e la NACE Rev. 2 per le branche di
attività economica (entrambe armonizzate con le corrispondenti classificazioni
delle Nazioni Unite);
(5)     il SEC comprende una classificazione
aggiuntiva per tutte le operazioni con il resto del mondo: esse sono suddivise
in operazioni tra residenti nell'UE e operazioni con non residenti nell'UE;
(6)     il SEC ha rimaneggiato i sottosettori
previsti dall'SCN per il settore delle società finanziarie allo scopo di
soddisfare le esigenze dell'Unione monetaria europea.
Il SEC 2010 e il SEC 1995
1.51       Il SEC 2010 si differenzia dal
SEC 1995 con riguardo sia al campo di applicazione, sia ai concetti. Tali
scostamenti sono riconducibili per la maggior parte alle differenze tra l'SCN
1993 e l'SCN 2008. Sono descritte qui di seguito le principali modifiche
introdotte.
a)      La ricerca e lo sviluppo sono stati riconosciuti
come investimento, con la conseguente creazione di prodotti di proprietà
intellettuale. Tale variazione è registrata in un conto satellite e sarà
inclusa nei conti standard solo quando le misurazioni tra gli Stati membri
dell'UE saranno ritenute sufficientemente valide e armonizzate.
b)      Le spese per armamenti che soddisfano la
definizione generale di attività sono state classificate come investimenti
fissi, anziché come spese per consumi intermedi.
c)      Per la produzione dei beni e servizi
destinabili alla vendita è stato introdotto il concetto analitico di servizi di
capitale, in modo da poter produrre una tavola aggiuntiva per presentarli come
una componente del valore aggiunto.
d)      La definizione di attività finanziarie è
stata estesa per permettere una copertura più ampia degli strumenti finanziari
derivati.
e)      Nuove norme sono state introdotte per la
registrazione dei diritti pensionistici: è stata inserita nei conti una tavola
aggiuntiva che consente di registrare stime per tutte le passività dei sistemi
pensionistici, con o senza costituzione di riserve. La serie completa delle
informazioni necessarie per una analisi esaustiva è contenuta in tale tavola
che presenta le passività e gli associati flussi per tutti i sistemi
pensionistici pubblici e privati, con o senza costituzione di riserve, compresi
i sistemi pensionistici della sicurezza sociale.
f)       È stata universalizzata l'applicazione
delle norme sul trasferimento della proprietà dei beni, con conseguente
modifica della registrazione del merchanting e dei beni trasferiti per essere
sottoposti a lavorazione sia all'estero, sia nell'economia interna. I beni inviati
all'estero per subire una lavorazione sono ora registrati su base netta,
anziché su base lorda come nel SEC e nell'SCN precedenti, il che comporta
importanti implicazioni per la registrazione di tali attività nelle tavole
delle risorse e degli impieghi.
g)      Sono state fornite maggiori indicazioni
sulle società finanziarie, in generale, e sulle società veicolo, in
particolare: il trattamento riservato alle società veicolo all'estero,
controllate dalle amministrazioni pubbliche, è stato modificato al fine di
garantire che le passività assunte da tali società figurino nei conti delle
amministrazioni pubbliche.
h)      È stato chiarito il trattamento da
riservare ai superdividendi corrisposti dalle società pubbliche: essi sono da
considerarsi come pagamenti eccezionali e come prelievi di capitale. 
i)       Sono stati fissati i principi per il
trattamento dei partenariati pubblico-privato ed è stato ampliato il
trattamento delle agenzie di ristrutturazione.
j)       Sono stati forniti chiarimenti sulle
operazioni tra le società pubbliche e le amministrazioni pubbliche, nonché con
veicoli di cartolarizzazione, al fine di migliorare la registrazione di
elementi suscettibili di influire significativamente sul debito pubblico.
k)      È stato definito il trattamento da
riservare alle garanzie di prestiti ed è stato introdotto un nuovo trattamento
per le garanzie standard di prestiti, quali le garanzie di credito all'esportazione
e le garanzie per prestiti agli studenti, consistente nel riconoscimento nei
conti, in funzione della possibile escussione delle garanzie, di una attività e
di una passività finanziaria.
1.52       Le differenze tra il
SEC 2010 e il SEC 95 non sono imputabili soltanto alle modifiche
concettuali apportate: è stato ampliato anche il campo di applicazione con
l'introduzione di nuovi capitoli sui conti satelliti, sui conti delle
amministrazioni pubbliche e sui conti del resto del mondo e sono stati
notevolmente ampliati i capitoli relativi ai conti trimestrali e ai conti
regionali. 
PRINCIPI ALLA BASE DEL SEC COME SISTEMA
1.53       Le principali caratteristiche
che contraddistinguono il sistema sono le seguenti:
a)      le unità statistiche e i loro insiemi;
b)      i flussi e gli stock;
c)      il sistema dei conti e gli aggregati;
d)      il quadro delle interdipendenze tra gli
operatori economici.
LE UNITÀ STATISTICHE E I LORO INSIEMI
1.54       Il SEC utilizza due diversi tipi
di unità e due conseguenti modalità di suddivisione dell'economia molto differenti
e finalizzati a scopi analitici distinti.
1.55       Ai fini della descrizione del
reddito, della spesa e dei flussi finanziari, nonché dei conti patrimoniali, le
unità istituzionali sono raggruppate in settori sulla base delle loro principali
funzioni, nonché dei loro comportamenti e obiettivi.
1.56       Ai fini della descrizione dei
processi di produzione e dell'analisi delle interdipendenze tra gli operatori
economici, le unità di attività economica a livello locale (UAE locali) sono
raggruppate in branche di attività economica, in base al tipo di attività
esercitata. Una attività è caratterizzata da un input di prodotti, da un
processo di produzione e dai prodotti ottenuti per effetto di tale attività di
produzione.
Unità e settori istituzionali
1.57       Le unità istituzionali sono
entità economiche che possono essere proprietarie di beni e attività, possono
assumere passività, nonché esercitare attività economiche e intervenire in
operazioni con altre unità per conto proprio. Il sistema dei conti raggruppa le
unità istituzionali in cinque distinti settori istituzionali nazionali:
a)      società non finanziarie;
b)      società finanziarie;
c)      amministrazioni pubbliche;
d)      famiglie;
e)      istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle famiglie.
I cinque settori costituiscono insieme il totale
dell'economia nazionale. Ogni settore si suddivide inoltre in sottosettori. Il
SEC prevede la compilazione di una serie completa di conti di flussi e di conti
patrimoniali per ciascun settore e sottosettore, nonché per il totale
dell'economia. Le unità non residenti possono interagire con questi cinque
settori nazionali e tali interazioni intervengono tra questi settori e un sesto
settore: il settore del resto del mondo.
Unità di attività economica a livello locale e branche di attività
economica
1.58       Allorché svolgono più di una
attività, le unità istituzionali devono essere suddivise con riferimento alla
tipologia di attività. Le unità di attività economica a livello locale
permettono una siffatta presentazione.
Una UAE locale raggruppa tutte le parti di una
unità istituzionale nella sua funzione di produttore che si trovano in una
unica sede o in siti vicini e che concorrono all'esercizio di una attività a
livello di classe (4 cifre) della NACE Rev. 2.
1.59       Per ogni attività secondaria si
registrano unità di attività economica a livello locale. Tuttavia, nel caso in
cui non siano disponibili i documenti contabili necessari per descrivere
separatamente tali attività, una UAE locale comprende molteplici attività
secondarie. L'insieme di tutte le UAE locali che esercitano la medesima
attività o una attività di tipo simile costituisce una branca di attività
economica.
Una unità istituzionale comprende una o più UAE
locali; una UAE locale appartiene a una unità istituzionale e soltanto a
quella.
1.60       Ai fini dell'analisi del
processo produttivo si fa ricorso a una unità analitica di produzione. Tale
unità è osservabile soltanto quando una UAE locale produce un unico tipo di
prodotto, senza attività secondarie. Essa è designata come unità di produzione
omogenea. Gli insiemi di tali unità costituiscono le branche di produzione
omogenea.
Unità residenti e non residenti; totale
dell'economia e resto del mondo
1.61       Il totale dell'economia è
definito in termini di unità residenti. Una unità costituisce una unità
residente di un paese allorquando essa ha il suo centro di interesse economico
prevalente nel territorio economico di tale paese — ossia allorquando esercita
per un luogo periodo (un anno o più) attività economiche su tale territorio. I
settori istituzionali precedentemente citati sono insiemi di unità
istituzionali residenti.
1.62       Le unità residenti effettuano
operazioni con unità non residenti (unità cioè che sono residenti in altre
economie). Tali operazioni costituiscono le operazioni dell'economia con il
resto del mondo e sono raggruppate nel conto del resto del mondo. Il resto del
mondo assolve pertanto una funzione simile a quella di un settore
istituzionale, sebbene le unità non residenti siano incluse soltanto nella misura
in cui effettuano operazioni con unità istituzionali residenti. 
1.63       Le unità residenti fittizie,
trattate nel sistema dei conti come unità istituzionali, sono definite come:
a)      quelle parti di unità non residenti che
hanno un centro di interesse economico prevalente (ossia che effettuano
operazioni economiche per un anno o più) nel territorio economico del paese;
b)      le unità non residenti proprietarie di
terreni o fabbricati nel territorio economico del paese, per le sole operazioni
connesse a tali terreni o fabbricati.
FLUSSI E STOCK
1.64       Sono registrate due tipologie
di informazioni: i flussi e gli stock. 
I flussi si riferiscono ad azioni e a effetti di
eventi che si verificano entro un determinato periodo di tempo, mentre gli
stock si riferiscono a situazioni in un preciso momento.
Flussi
1.65       I flussi rispecchiano la
creazione, la trasformazione, lo scambio, il trasferimento o la scomparsa di
valore economico. Essi comportano variazioni di valore delle attività o delle
passività di una unità istituzionale. I flussi economici sono di due tipi:
operazioni e altre variazioni delle attività e delle passività. 
Le operazioni figurano in tutti i conti e in tutte
le tavole in cui vi sono dei flussi, tranne che nel conto delle altre
variazioni di volume delle attività e delle passività e nel conto della
rivalutazione delle attività e delle passività. Le altre variazioni delle
attività e delle passività sono registrate soltanto in questi due conti.
Le operazioni elementari e gli altri flussi sono
raggruppati in un numero relativamente ristretto di tipi, in funzione della
loro natura.
Operazioni
1.66       Una operazione è un flusso
economico che rappresenta una interazione consensuale tra unità istituzionali,
oppure una azione all'interno di una unità istituzionale che è opportuno
considerare operazione perché l'unità sta operando in due funzioni differenti.
Le operazioni sono suddivise in quattro gruppi principali:
a)      operazioni sui prodotti
Tali operazioni descrivono la provenienza
(produzione interna o importazione) e l'impiego (consumi intermedi, consumi
finali, investimenti - compresi gli ammortamenti - o esportazione) dei prodotti.
b)      operazioni di distribuzione e di
redistribuzione
Esse descrivono le modalità di distribuzione del
valore aggiunto ottenuto dalla produzione al fattore lavoro, al capitale e alle
amministrazioni pubbliche, nonché la redistribuzione del reddito e della
ricchezza (imposte sul reddito e sul patrimonio e altri trasferimenti).
c)      operazioni finanziarie
Esse descrivono, per ciascun tipo di strumento
finanziario, l'acquisizione netta di attività finanziarie o l'incremento netto
delle passività. Tali operazioni possono costituire la contropartita di
operazioni non finanziarie o implicare soltanto strumenti finanziari.
d)      operazioni non incluse nei tre gruppi
precedenti
Si tratta delle acquisizioni meno cessioni di
attività non finanziarie non prodotte.
Particolarità delle operazioni
Interazioni e
operazioni interne alle unità
1.67       Sebbene la maggior parte delle
operazioni sia costituita da interazioni tra due o più unità istituzionali, il
sistema dei conti registra come operazioni alcune azioni poste in essere
all'interno delle unità istituzionali. Lo scopo della registrazione di queste
ultime operazioni è quello di fornire una raffigurazione più utile sotto il
profilo analitico della produzione, degli impieghi finali e dei costi.
1.68       L'ammortamento, registrato come
costo dal sistema dei conti, costituisce una operazione interna alle unità. Per
la maggior parte, le altre operazioni interne alle unità sono operazioni sui
prodotti che sono di norma registrate allorché le unità istituzionali operanti
nella funzione sia di produttori sia di consumatori finali scelgono di
consumare parte della produzione da esse prodotta. Tale situazione si verifica spesso
nel caso delle famiglie e delle amministrazioni pubbliche.
1.69       Tutta la produzione propria
destinata a impieghi finali all'interno della stessa unità istituzionale deve
essere registrata. Al contrario, la produzione propria destinata a consumi intermedi
all'interno della stessa unità istituzionale deve essere registrata soltanto
allorché la produzione e i consumi intermedi sono realizzati in unità di
attività economica a livello locale differenti della stessa unità
istituzionale. La produzione prodotta e utilizzata a titolo di consumi
intermedi all'interno della stessa unità di attività economica a livello locale
non va registrata.
Operazioni
monetarie e operazioni non monetarie
1.70       Le operazioni sono operazioni
monetarie allorché le unità che intervengono effettuano o riscuotono pagamenti,
assumono passività o ricevono attività espresse in unità di moneta.
Le operazioni che non comportano scambi di denaro o
di attività o passività espresse in unità di moneta sono operazioni non
monetarie. Le operazioni che si svolgono all'interno delle unità sono
operazioni non monetarie. Le operazioni non monetarie in cui interviene più di
una unità istituzionale riguardano operazioni sui prodotti (baratto di
prodotti), operazioni di distribuzione e di redistribuzione (retribuzioni in
natura, trasferimenti in natura, ecc.) e altre operazioni (baratto di attività
non finanziarie non prodotte). Il sistema dei conti registra tutte le
operazioni in termini monetari. Il valore da registrare per le operazioni non
monetarie deve pertanto essere misurato indirettamente o stimato in altro modo.
Operazioni con e
senza contropartita
1.71       Le operazioni in cui intervengono
più unità sono di due tipi: operazioni con contropartita (se qualcosa è
scambiato contro qualcos'altro) o senza contropartita (se non si ottiene nulla
in cambio). Le operazioni con contropartita sono scambi tra unità
istituzionali: offerta di beni, servizi o attività in cambio di una
contropartita, ad esempio denaro. Le operazioni senza contropartita sono
pagamenti in denaro o in natura tra una unità istituzionale e un'altra senza ottenere
nulla in cambio. Operazioni con contropartita si riscontrano in tutti e quattro
i gruppi di operazioni, mentre le operazioni senza contropartita sono
osservabili principalmente tra le operazioni di distribuzione e di
redistribuzione: ad esempio, imposte, prestazioni di assistenza sociale o
donazioni. Tali operazioni senza contropartita sono denominate trasferimenti.
Operazioni
modificate
1.72       Le operazioni sono registrate
come appaiono alle unità istituzionali che le effettuano. Alcune operazioni
sono tuttavia modificate al fine di evidenziare meglio le relazioni economiche
cui si riferiscono. Le operazioni possono essere modificate in tre modi:
dirottamento, frazionamento e riconoscimento della parte principale
nell'operazione.
Dirottamento
1.73       Una operazione che le unità in
questione vedono verificarsi direttamente tra le unità A e C può essere
registrata nei conti come se avvenisse indirettamente con l'intervento di una
terza unità B. Pertanto, una operazione unica tra A e C è registrata come due
operazioni: una tra A e B e una tra B e C. In tal caso l'operazione subisce un
dirottamento.
1.74       Un esempio di dirottamento è
costituito dalla registrazione nei conti dei contributi sociali a carico dei
datori di lavoro versati direttamente da questi ultimi agli enti di previdenza
e di assistenza sociale. Il sistema dei conti registra tali versamenti come due
operazioni distinte: i datori di lavoro corrispondono i contributi sociali a loro
carico ai propri dipendenti e questi riconoscono gli stessi contributi agli
enti di previdenza e di assistenza sociale. Come in tutti i casi di
dirottamento, lo scopo di tale operazione è quello di mettere in evidenza la
sostanza economica alla base dell'operazione che, nell'esempio in parola,
consiste nel far figurare i contributi sociali a carico dei datori di lavoro
come contributi versati a beneficio dei lavoratori dipendenti.
1.75       Un altro tipo di dirottamento è
costituito dalle operazioni registrate come avvenute tra due o più unità
istituzionali senza che le parti in questione ne siano consapevoli. Un esempio
è costituito dai redditi da capitale percepiti su taluni fondi di assicurazione
e incamerati dalle imprese di assicurazione. Il sistema dei conti registra tali
redditi da capitale come se fossero attribuiti dalle imprese di assicurazione
agli assicurati, i quali a loro volta riconoscono il medesimo importo alle
imprese di assicurazione sotto forma di premi supplementari.
Frazionamento
1.76       Si designa come operazione
frazionata una operazione che, pur apparendo alle parti in questione come una
operazione unica, è registrata come due o più operazioni, classificate in
maniera differente. Il frazionamento di operazioni non implica la
partecipazione di altre unità supplementari.
1.77       Un classico esempio di
operazione frazionata è il pagamento dei premi di assicurazione contro i danni.
Sebbene gli assicurati e gli enti assicuratori considerino tali pagamenti come
una unica operazione, il sistema dei conti li scinde in due operazioni molto
diverse: versamenti quale contropartita dei servizi di assicurazione contro i
danni erogati e premi netti di assicurazione contro i danni. Un altro esempio
di frazionamento è la registrazione della vendita di un prodotto come vendita
del prodotto, da una parte, e vendita di un margine commerciale, dall'altra.
Riconoscimento
della parte principale in una operazione
1.78       Allorché una unità effettua una
operazione per conto di un'altra unità (il mandante) che ne sopporta il costo,
l'operazione è registrata esclusivamente nei conti del mandante. Di norma, non
si dovrebbe andare al di là di tale principio tentando, ad esempio, di
attribuire imposte o contributi ai soggetti passivi o ai beneficiari finali
sulla base di ipotesi.
Un esempio è costituito dalla riscossione di
imposte da parte di una unità delle amministrazioni pubbliche per conto di
un'altra. Una imposta è attribuita all'unità delle amministrazioni pubbliche
che:
a) ha facoltà di imporre l'imposta (in qualità di
soggetto attivo o per delega del soggetto attivo d'imposta) e
b) possiede il potere discrezionale di stabilire
e variare l'aliquota dell'imposta.
Casi particolari
1.79       In base alla definizione di
operazione, una interazione tra unità istituzionali deve avvenire
consensualmente. Una operazione effettuata di reciproco accordo implica la
preventiva conoscenza e il preventivo consenso delle unità istituzionali in
questione. Il pagamento di imposte, multe e penali è consensuale nel senso che
il soggetto passivo è un cittadino assoggettato alla legge del paese. Le
confische senza indennizzo non sono tuttavia considerate una operazione, anche
se sono imposte dalla legge.
Le azioni economiche illegali sono considerate
operazioni quando tutte le unità partecipanti intervengono consensualmente. Di
conseguenza, l'acquisto, la vendita o gli scambi di droghe illecite o di
refurtiva si configurano come operazioni, al contrario del furto che non è
considerato una operazione.
Altre variazioni
delle attività e delle passività
1.80       Le altre variazioni delle
attività e delle passività registrano le modifiche che non sono determinate da
operazioni. Sono costituite:
a)      da altre variazioni di volume delle
attività e delle passività o 
b)      da guadagni e perdite in conto capitale.
Altre variazioni
di volume delle attività e delle passività
1.81       Tali variazioni possono essere
ripartite in tre grandi categorie:
a)      comparsa e scomparsa normali di attività
non per effetto di operazioni;
b)      variazioni di attività e passività a
seguito di avvenimenti eccezionali e imprevisti di natura non economica;
c)      variazioni di classificazione e di
struttura.
1.82       Esempi di comparsa e scomparsa
normali di attività di cui alla categoria a) sono la scoperta o l'esaurimento
di giacimenti e la crescita naturale di risorse biologiche non coltivate.
Esempi di variazioni a seguito di avvenimenti eccezionali imprevisti di cui
alla categoria b) sono le perdite per effetto di catastrofi naturali, eventi
bellici o gravi atti di criminalità. Le remissioni di debiti e le confische
senza indennizzo rientrano anch'esse nella categoria b). Un esempio delle
variazioni di classificazione e di struttura di cui alla categoria c) è
costituito dalla riclassificazione di una unità istituzionale da un settore a
un altro.
Guadagni e perdite in conto capitale
1.83       Quando i prezzi delle attività
e delle passività subiscono variazioni, si producono guadagni e perdite in
conto capitale. Essi possono riguardare sia attività finanziarie e non
finanziarie di qualunque tipo, sia passività. I guadagni e le perdite in conto
capitale sono conseguiti dai proprietari di attività e passività semplicemente
come conseguenza del fatto di possedere nel tempo tali attività e passività,
senza alcuna loro trasformazione.
1.84       I guadagni e le perdite in conto
capitale misurati sulla base dei prezzi correnti di mercato sono denominati
guadagni e perdite nominali in conto capitale. Essi possono essere ripartiti in
guadagni e perdite neutrali in conto capitale, che riflettono le variazioni del
livello generale dei prezzi, e guadagni e perdite reali in conto capitale, che
rispecchiano variazioni dei prezzi delle attività oltre quelle del livello
generale dei prezzi.
Stock
1.85       Gli stock sono le consistenze
di attività e passività in un determinato momento. Essi sono registrati
all'inizio e alla fine di ciascun periodo contabile in conti che sono
denominati conti patrimoniali.
1.86       Stock sono anche registrati per
la popolazione e per gli occupati. Tuttavia, tali consistenze sono registrate
come valori medi nel corso del periodo contabile. Stock sono registrati per
tutte le attività che rientrano nella definizione data dal sistema dei conti:
attività e passività finanziarie e attività non finanziarie, sia prodotte sia
non prodotte. Tuttavia, sono prese in considerazione soltanto quelle attività
che sono utilizzate nell'attività economica e sulle quali possono essere
esercitati diritti di proprietà. 
1.87       Non si registrano pertanto
stock per attività quali il capitale umano e le risorse naturali, sulle quali
non possono essere esercitati diritti di proprietà.
Nell'ambito delle definizioni date, il sistema
tratta esaustivamente sia i flussi sia gli stock. Ciò implica che tutte le
variazioni degli stock possono essere pienamente spiegate dai flussi
registrati.
IL SISTEMA DEI CONTI E GLI AGGREGATI
Norme contabili
1.88       I conti si presentano come una
tabella con due colonne. Essi registrano le variazioni di valore per una unità
o un settore in funzione della natura dei flussi economici in essi contabilizzati.
I conti delle operazioni correnti presentano la produzione, nonché la
generazione e l'attribuzione del reddito, la distribuzione e la redistribuzione
del reddito e la sua utilizzazione. I conti della accumulazione sono costituiti
dal conto del capitale e dal conto finanziario, nonché dal conto delle altre
variazioni di volume delle attività e delle passività.
Terminologia per le due sezioni dei conti
1.89       Il sistema dei conti presenta
le "risorse" nella sezione destra dei conti delle operazioni
correnti, in cui sono contabilizzate le operazioni che incrementano il valore
economico di una unità o di un settore. La sezione sinistra dei conti elenca
gli "impieghi", ossia le operazioni che riducono il valore economico.

Nella sezione destra dei conti della accumulazione
figurano le "variazioni delle passività e del patrimonio netto" e nella
sezione sinistra le "variazioni delle attività". I conti patrimoniali
elencano nella sezione destra le passività e il patrimonio netto (pari alla
differenza tra attività e passività) e in quella sinistra le attività. Dalla
comparazione di due conti patrimoniali successivi si ottengono le variazioni
delle passività e del patrimonio netto e le variazioni delle attività.
1.90       Il SEC opera una distinzione
tra proprietà giuridica e proprietà economica. Il trasferimento di beni da una
unità all'altra è registrato solo nel caso in cui sia trasferita la proprietà
economica tra le unità. Il proprietario giuridico è l'unità cui la legge
riconosce i benefici derivanti dalla proprietà. Il proprietario giuridico può
tuttavia pattuire con un'altra unità che quest'ultima accetti i rischi e i
benefici derivanti dall'uso dei prodotti nell'attività di produzione in cambio
del pagamento del corrispettivo convenuto. La natura dell'accordo è un leasing
finanziario, in cui i flussi monetari rispecchiano soltanto la messa a
disposizione del mutuatario del bene da parte del proprietario. Ad esempio, se
il proprietario giuridico di un aereo è una banca che, per farlo volare, stipula
un contratto di leasing finanziario con una compagnia aerea, è quest'ultima ad
essere considerata la proprietaria dell'aereo ai fini della registrazione delle
operazioni nei conti. A fronte della contabilizzazione dell'acquisto dell'aereo
da parte della compagnia aerea, è contemporaneamente registrata la concessione
di un prestito dalla banca alla compagnia per il valore degli importi da
versare in futuro per l'uso dell'aereo. 
Partita
doppia/quadrupla
1.91       Per una unità o un settore, la
contabilità nazionale si basa sul principio della partita doppia. Ogni
operazione è registrata due volte: una prima volta come risorsa (o variazione
delle passività) e una seconda volta come impiego (o variazione delle
attività). Il totale delle operazioni registrate come risorse o variazioni
delle passività deve essere uguale al totale delle operazioni registrate come
impieghi o variazioni delle attività, permettendo così di verificare la coerenza
dei conti.
1.92       I conti nazionali — con tutte
le unità e tutti i settori — sono basati sul principio della partita quadrupla,
in quanto nella maggior parte delle operazioni intervengono due unità
istituzionali. Ciascuna operazione deve essere registrata due volte dalle due
parti che intervengono. Ad esempio, le prestazioni sociali in denaro erogate
dalle amministrazioni pubbliche alle famiglie sono registrate, nei conti delle
amministrazioni pubbliche, come impiego alla voce trasferimenti e come
acquisizione negativa di attività nella rubrica biglietti, monete e depositi e,
nei conti del settore delle famiglie, come risorsa alla voce trasferimenti e
come acquisizione di attività nella rubrica biglietti, monete e depositi.
1.93       Le operazioni che intervengono all'interno
di una singola unità (come il consumo della produzione da parte della stessa
unità che l'ha prodotta) richiedono soltanto due registrazioni, i cui valori
devono essere stimati.
Valutazione
1.94       Fatta eccezione per alcune
variabili riguardanti la popolazione e il lavoro, il sistema dei conti presenta
tutti i flussi e gli stock in termini monetari. I flussi e gli stock sono
misurati con riferimento al valore di scambio, ossia al valore al quale essi
sono – o potrebbero essere – scambiati contro denaro. Nel SEC i prezzi di
mercato servono pertanto da riferimento ai fini della valutazione.
1.95       Nel caso delle operazioni
monetarie e delle attività e passività in denaro, i valori necessari sono
direttamente disponibili. Nella maggior parte degli altri casi il metodo di
valutazione migliore consiste nel prendere in considerazione i prezzi di
mercato di beni, servizi o attività simili. Tale metodo è utilizzato ad esempio
per il baratto e per i servizi di abitazione con riguardo agli alloggi occupati
dai proprietari. Allorché non sono disponibili prezzi di mercato per prodotti
analoghi, ad esempio nel caso dei servizi non destinabili alla vendita prodotti
dalle amministrazioni pubbliche, la valutazione è operata sommando i costi di
produzione. Se non esistono prezzi di mercato cui fare riferimento o non sono
disponibili dati sui costi, i flussi e gli stock potrebbero essere valutati al
valore attuale scontato dei rendimenti futuri previsti. Il ricorso a
quest'ultimo metodo è ammissibile solo come estrema risorsa.
1.96       Gli stock sono valutati ai
prezzi correnti del momento cui si riferisce il conto patrimoniale e non all'epoca
della produzione o dell'acquisizione dei beni o delle attività che
costituiscono tali stock. È necessario valutare gli stock al costo netto di
sostituzione stimato o ai costi di produzione.
Valutazioni
speciali riguardanti i prodotti
1.97       Per effetto delle spese di
trasporto, dei margini commerciali e delle imposte al netto dei contributi ai
prodotti, il produttore e l'utilizzatore di un determinato prodotto gli
attribuiscono un valore differente. Allo scopo di avvicinarsi il più possibile
all'ottica delle parti che intervengono nell'operazione, il sistema dei conti
registra tutti gli impieghi ai prezzi di acquisto, comprensivi delle spese di
trasporto, dei margini commerciali e delle imposte al netto dei contributi ai
prodotti, e registra per contro la produzione ai prezzi base, da cui tali
elementi sono esclusi.
1.98       Le importazioni e le
esportazioni di prodotti sono da registrare ai valori alla frontiera. Il totale
delle importazioni e il totale delle esportazioni sono valutati alla frontiera
doganale dell'esportatore, ossia franco a bordo (FOB). I servizi di
assicurazione e trasporto esteri tra la frontiera dell'esportatore e la
frontiera dell'importatore non sono inclusi nel valore dei beni, ma sono
registrati tra i servizi. Poiché potrebbe rivelarsi impossibile ottenere dati
FOB per le ripartizioni merceologiche più dettagliate, le tavole contenenti
dati sul commercio estero presentano le importazioni valutate alla frontiera
doganale dell'importatore (valore CIF). Tutti i servizi di assicurazione e
trasporto sino alla frontiera dell'importatore sono inclusi nel valore dei beni
importati. Nella misura in cui tali servizi riguardano servizi interni, viene
effettuata una rettifica globale FOB/CIF.
Valutazione a prezzi costanti
1.99       La valutazione a prezzi
costanti consiste nel valutare i flussi e gli stock in un dato periodo
contabile ai prezzi di un periodo precedente. Una siffatta valutazione è intesa
a scindere le variazioni nel tempo del valore dei flussi e degli stock in
variazioni di prezzo e variazioni di volume. I flussi e gli stock a prezzi
costanti sono considerati espressi in termini di volume.
1.100     Molti flussi e stock, come ad
esempio il reddito, non hanno prezzi o parametri quantitativi propri. Tuttavia,
il potere di acquisto di tali variabili può essere ottenuto deflazionando i
valori correnti con un opportuno indice dei prezzi quale, ad esempio, l'indice
dei prezzi per impieghi finali nazionali, esclusa la variazione delle scorte. I
flussi e gli stock deflazionati sono altresì indicati come espressi in termini
reali. Un esempio è costituito dal reddito disponibile reale.
Momento di
registrazione
1.101     I flussi sono registrati
applicando il principio di competenza, ossia al momento della creazione, della
trasformazione o della scomparsa di un valore economico o nel momento in cui
crediti e obbligazioni insorgono, sono trasformati o vengono estinti.
1.102     La produzione è registrata nel
momento in cui è prodotta e non quando è pagata da un acquirente. La vendita di
una attività è contabilizzata nel momento in cui l'attività è trasferita da un
proprietario all'altro e non quando viene effettuato il relativo pagamento. Gli
interessi sono registrati nel periodo contabile in cui maturano, a prescindere
dal fatto che essi vengano corrisposti in tale periodo o meno. La registrazione
in base al principio di competenza si applica a tutti i flussi, sia monetari
sia non monetari, all'interno di una unità, come pure tra unità.
1.103     Nel caso delle imposte e degli
altri flussi concernenti le amministrazioni pubbliche potrebbe essere
necessario rendere meno rigoroso tale approccio, perché la loro registrazione
nei conti di tale settore è spesso effettuata applicando il principio di cassa.
Una perfetta trasformazione di tali flussi dalla registrazione secondo il
principio di cassa a quella secondo il principio di competenza potrebbe
rivelarsi difficile da realizzare: è pertanto possibile adottare un metodo di
approssimazione. 
1.104     Derogando alle prescrizioni
generali in tema di registrazione delle imposte e dei contributi sociali da
versare alle amministrazioni pubbliche, si può procedere a una loro
registrazione al netto della parte la cui riscossione è improbabile, oppure alla
compensazione nello stesso periodo contabile di tale parte, quando questa sia
inclusa nel valore delle imposte e dei contributi sociali, con un trasferimento
in conto capitale dalle amministrazioni pubbliche ai settori pertinenti.
1.105     I flussi devono essere
registrati nello stesso momento per tutte le unità istituzionali interessate e
in tutti i conti. Le unità istituzionali non si attengono sempre alle medesime
norme contabili. Persino quando ciò avviene, si possono verificare differenze
nell'effettiva registrazione per motivi pratici come, ad esempio, per ritardi
nella comunicazione. Di conseguenza, le operazioni possono essere registrate in
momenti diversi dalle parti che vi intervengono. Tali discrepanze sono
eliminate ricorrendo a rettifiche.
Consolidamento e presentazione di valori netti
Consolidamento
1.106     Il consolidamento consiste nella
soppressione, sia dagli impieghi che dalle risorse, delle operazioni che si
svolgono tra unità allorché queste ultime sono raggruppate e nell'eliminazione
di attività e passività finanziarie reciproche. Ciò avviene ad esempio allorché
i conti dei sottosettori delle amministrazioni pubbliche sono combinati.
1.107     Per quanto concerne i
sottosettori o i settori, gli stock e i flussi tra le unità che li
costituiscono non sono consolidati per principio tra le unità.
1.108     Conti consolidati possono essere
tuttavia compilati a fini di analisi e per presentazioni integrative. Le
informazioni sulle operazioni di alcuni (sotto)settori con altri settori e
sulla corrispondente posizione finanziaria "esterna" possono risultare
più significativi dei dati lordi globali.
1.109     Inoltre, i conti e le tavole che
illustrano la relazione creditore/debitore forniscono una immagine dettagliata
del finanziamento dell'economia e sono considerati molto utili ai fini della
analisi dei canali attraverso i quali i surplus finanziari passano dai
prestatori finali ai mutuatari finali.
Presentazione di
valori netti
1.110     Per le singole unità o per i
settori, una stessa operazione può presentarsi sia come impiego sia come
risorsa (ad esempio, oltre a corrispondere interessi essi possono anche percepirne)
e uno stesso strumento finanziario può costituire una attività o una passività.
Il SEC prevede la registrazione di valori lordi, tranne in alcuni casi in cui i
valori netti sono insiti nelle classificazioni stesse.
1.111     La presentazione di valori netti
è implicita per diverse categorie di operazioni: l'esempio più eclatante è
costituito dalla "variazione delle scorte", che mette in evidenza
l'aspetto significativo sotto il profilo analitico dell'investimento globale
anziché riportare le operazioni quotidiane di entrata nelle scorte e di uscita
da queste. Analogamente, tranne poche eccezioni, il conto finanziario e i conti
delle altre variazioni delle attività e delle passività registrano gli aumenti
di attività e di passività su base netta, mettendo in evidenza i risultati
finali di tali tipi di flussi alla fine del periodo contabile.
Conti, saldi contabili e aggregati
1.112     Vari conti registrano, per le
unità o insiemi di unità, le operazioni connesse a un aspetto specifico della
vita economica (ad esempio, la produzione). Nel conto della produzione il
totale delle operazioni nella sezione degli impieghi non corrisponderebbe a
quello delle operazioni nella sezione delle risorse senza l'introduzione di un
saldo contabile. Analogamente una voce a saldo (patrimonio netto) deve essere inserita
tra il totale delle attività e il totale delle passività di una unità o di un
settore istituzionale. I saldi contabili, che già di per sé costituiscono
parametri significativi della performance economica, allorché sono sommati per
l'intera economia diventano aggregati particolarmente importanti.
Sequenza dei conti
1.113     Il sistema poggia su una serie
di conti collegati tra loro. La sequenza completa dei conti per le unità e i
settori istituzionali è composta dai conti delle operazioni correnti, dai conti
della accumulazione e dai conti patrimoniali.
1.114     I conti delle operazioni
correnti riguardano la produzione, nonché la generazione, la distribuzione e la
redistribuzione del reddito così come l'utilizzazione di tale reddito sotto
forma di consumi finali. I conti della accumulazione prendono in considerazione
tutte le variazioni delle attività e delle passività e le variazioni del
patrimonio netto (la differenza per ogni unità istituzionale o insieme di unità
tra le rispettive attività e passività). I conti patrimoniali presentano stock
di attività e di passività e il patrimonio netto.
1.115     La sequenza dei conti per le
unità di attività economica a livello locale e per le branche di attività
economica è limitata ai primi conti delle operazioni correnti, ossia al conto
della produzione e al conto della generazione dei redditi primari, il cui saldo
contabile è il risultato di gestione.
Conto di equilibrio dei beni e servizi
1.116     Il conto di equilibrio dei beni
e servizi illustra, per l'economia nel suo complesso o per gruppi di prodotti,
il totale delle risorse (produzione e importazioni) e degli impieghi di beni e
servizi (consumi intermedi, consumi finali, variazione delle scorte,
investimenti fissi lordi, acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore ed
esportazioni). È diverso dagli altri conti, in quanto non presenta un saldo
contabile da riportare nel conto successivo della sequenza, e costituisce la
presentazione in forma tabulare di una identità contabile, ossia che l'offerta
è pari alla domanda per tutti i prodotti e gruppi di prodotti nell'economia.
Conti del resto del mondo
1.117     Il conto del resto del mondo si
riferisce alle operazioni tra unità istituzionali residenti e non residenti e
ai connessi stock di attività e passività.
Poiché il resto del mondo assolve nella struttura
contabile una funzione simile a quella di un settore istituzionale, il relativo
conto è compilato nell'ottica del resto del mondo. Una risorsa per il resto del
mondo rappresenta un impiego per il totale dell'economia e viceversa. Se un
saldo contabile è positivo, esso indica una eccedenza per il resto del mondo e
un disavanzo per il totale dell'economia; il contrario se il saldo è negativo.
Il conto del resto del mondo è diverso dai conti
degli altri settori perché non presenta tutte le operazioni contabili
effettuate nel resto del mondo, bensì soltanto quelle per le quali esiste una
controparte nell'economia nazionale oggetto di misurazione.
Saldi contabili
1.118     Un saldo contabile è ottenuto come
differenza tra il valore totale delle registrazioni in una sezione di un conto e
il valore totale delle registrazioni nell'altra sezione dello stesso conto. 
I saldi racchiudono una grande quantità di
informazioni e tra essi figurano alcune delle voci più importanti dei conti
come dimostrano i seguenti esempi di saldi contabili: valore aggiunto,
risultato di gestione, reddito disponibile, risparmio,
accreditamento/indebitamento.
Nel grafico in appresso è presentata la sequenza
dei conti sotto forma di flussi; i saldi contabili sono in corsivo.
Grafico della
sequenza dei conti
1.119     Il primo conto nella sequenza è
il conto della produzione, che registra la produzione e gli input nel processo
di produzione e ha come saldo contabile il valore aggiunto.
1.120     Il valore aggiunto è riportato
nel conto successivo, il conto della generazione dei redditi primari. In questo
conto sono registrati i redditi da lavoro dipendente relativi al processo di
produzione e le imposte dovute alle amministrazioni pubbliche per effetto della
produzione, in modo da ricavare quale saldo contabile per ciascun settore il
risultato di gestione (o il reddito misto dei lavoratori indipendenti del
settore delle famiglie). Tale passo è necessario per permettere la misurazione
dell'importo del valore aggiunto conservato nel settore della produzione come
risultato di gestione o reddito misto.
1.121     Il valore aggiunto, ripartito
tra redditi da lavoro dipendente, imposte e risultato di gestione/reddito
misto, è quindi riportato così disaggregato nel conto della attribuzione dei
redditi primari. Tale ripartizione consente di attribuire il reddito di ciascun
fattore al settore beneficiario, anziché al settore produttore. Ad esempio,
tutti i redditi da lavoro dipendente sono attribuiti al settore delle famiglie
o al settore del resto del mondo, mentre il risultato di gestione resta nel
settore delle società dove è stato generato. In questo conto sono registrati
inoltre i flussi relativi ai redditi da capitale che entrano nel settore e
quelli che escono da esso, in modo tale che il saldo contabile rappresenti il
saldo dei redditi primari che affluiscono al settore.
1.122     Il conto successivo, il conto
della distribuzione secondaria del reddito, registra la redistribuzione di tali
redditi attraverso i trasferimenti. I principali strumenti di redistribuzione
sono costituiti dalle imposte versate dal settore delle famiglie alle
amministrazioni pubbliche e le prestazioni sociali erogate a favore delle
famiglie. Il saldo contabile è il reddito disponibile.
1.123     La sequenza principale dei conti
standard continua con il conto di utilizzazione del reddito disponibile, un
conto importante per il settore delle famiglie in quanto è in tale conto che è
registrata la loro spesa per consumi finali, lasciando come saldo il risparmio
delle famiglie. 
1.124     Contemporaneamente, un conto
parallelo, il conto di redistribuzione del reddito in natura, è creato allo
scopo precipuo di evidenziare i trasferimenti sociali in natura quale
trasferimento figurativo dalle amministrazioni pubbliche al settore delle
famiglie, in modo che il reddito di queste ultime possa essere aumentato in
misura pari al valore dei servizi individuali erogati dalle amministrazioni
pubbliche. Nel conto successivo, il conto di utilizzazione del reddito
disponibile corretto, l'utilizzo da parte delle famiglie del reddito
disponibile è aumentato del medesimo importo come se il settore famiglie
acquistasse i servizi individuali erogati dalle amministrazioni pubbliche.
Queste due imputazioni si escludono a vicenda, in modo tale che il suo saldo -
il risparmio - coincide con il risparmio della sequenza principale dei conti.
1.125     Il risparmio è riportato nel
conto del capitale dove è utilizzato per finanziare gli investimenti, tenendo
conto dei trasferimenti in conto capitale verso i settori e a partire da
questi. La spesa insufficiente o eccessiva per l'acquisizione di attività reali
è evidenziata nella voce a saldo "accreditamento o indebitamento".
L'accreditamento evidenzia un surplus a disposizione e l'indebitamento
corrisponde a un disavanzo da finanziare. 
1.126     Si arriva quindi ai conti
finanziari in cui sono dettagliati i prestiti attivi e passivi di ciascun
settore, permettendo di determinare il saldo sotto forma di accreditamento o di
indebitamento. Questo deve coincidere esattamente con
l'accreditamento/indebitamento che costituisce il saldo del conto del capitale;
ogni differenza corrisponde a una discrepanza di misurazione tra le
registrazioni effettive e quelle finanziarie dell'attività economica.
1.127     Nella riga inferiore del
grafico, a sinistra, figura il conto patrimoniale di apertura che evidenzia il
livello di tutte le attività e passività, sia reali sia finanziarie, all'inizio
di un determinato periodo. La ricchezza di una economia è espressa dal suo
patrimonio netto (attività meno passività) che figura in fondo nel conto
patrimoniale.
1.128     Da sinistra verso destra, a
partire dal conto patrimoniale di apertura, sono registrate le diverse
variazioni delle attività e delle passività che si verificano nel periodo
contabile. Il conto del capitale e i conti finanziari evidenziano le variazioni
dovute a operazioni inerenti rispettivamente ad attività reali e ad attività e
passività finanziarie. In assenza di altri effetti ciò permetterebbe di
calcolare immediatamente i dati finali, aggiungendo alla situazione iniziale le
variazioni intervenute. 
1.129     Al di fuori del ciclo economico
della produzione e del consumo possono tuttavia verificarsi variazioni che
influenzano i valori delle attività e delle passività al momento della chiusura
dei conti. Una di queste variazioni è la variazione di volume delle attività,
ossia le variazioni effettive del capitale fisso provocate da eventi che non
rientrano nell'economia. Ne sono un esempio le distruzioni di beni per eventi
catastrofali, come un grave terremoto, nel qual caso la distruzione non è la
conseguenza di una operazione economica di scambio o di trasferimento. Tali
distruzioni devono essere registrate nel conto delle altre variazioni di volume
delle attività e delle passività per tener conto della minore entità delle
attività rispetto a quella prevista sulla base dell'analisi dei meri eventi
economici. Un secondo modo in cui le attività (e le passività) possono subire
variazioni di valore non in conseguenza di una operazione economica è
attraverso la variazione del loro prezzo, che comporta guadagni e perdite in
conto capitale sullo stock di attività detenute. Tale variazione è registrata
nei conti della rivalutazione delle attività e delle passività. La
considerazione di questi due altri effetti sui valori degli stock di attività e
di passività consente di stimare i valori del conto patrimoniale di chiusura,
rettificando i valori di apertura per tener conto delle variazioni dei conti di
flussi di cui all'ultima riga del grafico.
Aggregati
1.130     Gli aggregati sono valori
compositi che misurano il risultato dell'attività del complesso dell'economia:
ad esempio, produzione, valore aggiunto, reddito disponibile, consumi finali,
risparmio, investimenti, ecc. Sebbene il loro calcolo non rappresenti l'unico
scopo del SEC, gli aggregati sono importanti come indicatori sintetici per
analisi macroeconomiche e comparazioni nel tempo e nello spazio.
1.131     Si distinguono due tipi di
aggregati:
a)      aggregati che si riferiscono direttamente
alle operazioni nel sistema dei conti: produzione di beni e servizi, consumi
finali, investimenti fissi lordi, redditi da lavoro dipendente, ecc.;
b)      aggregati che rappresentano saldi contabili:
prodotto interno lordo (PIL) ai prezzi di mercato, risultato di gestione del
totale dell'economia, reddito nazionale lordo (RNL), reddito nazionale
disponibile, risparmio, saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo,
patrimonio netto del totale dell'economia (ricchezza nazionale).
1.132     Le misurazioni dei conti
nazionali pro capite trovano importanti impieghi. Per ampi aggregati, quali il
PIL o il reddito nazionale o i consumi finali delle famiglie, il denominatore
comunemente utilizzato è costituito dalla popolazione totale (residente). Se i
conti o una parte dei conti del settore delle famiglie sono suddivisi per
sottosettori, si utilizzano dati sul numero di famiglie e sul numero di persone
appartenenti a ciascun sottosettore.
Un aggregato chiave: il PIL
1.133     Il prodotto interno lordo (PIL)
è uno degli aggregati fondamentali del SEC e misura il totale delle attività
economiche esercitate su un territorio economico che comportano la produzione di
prodotti atti a soddisfare la domanda finale dell'economia. Sono tre i modi in
cui si può misurare il PIL a prezzi di mercato:
(1)     secondo il metodo della produzione, come
la somma del valore aggiunto di tutte le attività che producono beni e servizi,
più le imposte e meno i contributi ai prodotti;
(2)     secondo il metodo della spesa, come il
totale delle spese finali sostenute per consumare la produzione finale
dell'economia o per aumentare la ricchezza, più le esportazioni e meno le
importazioni di beni e servizi;
(3)     secondo il metodo del reddito, come il
totale di tutti i redditi percepiti nel processo di produzione di beni e
servizi, più le imposte e meno i contributi ai prodotti.
1.134     Questi tre metodi di misurazione
del PIL rispecchiano anche i diversi modi in cui il PIL può essere considerato
in termini di componenti. 
Il valore aggiunto può essere ripartito per
settori istituzionali e per tipologia di attività o di branca di attività: ad
esempio, agricoltura, industria manifatturiera, costruzioni, servizi, ecc.
Le spese finali possono essere ripartite secondo
il tipo: spesa delle famiglie, spesa finale delle istituzioni senza scopo di
lucro al servizio delle famiglie, spesa finale delle amministrazioni pubbliche,
variazione delle scorte, investimenti fissi ed esportazioni, meno i costi delle
importazioni.
Il totale dei redditi percepiti può essere
ripartito secondo il tipo di reddito: redditi da lavoro dipendente e risultato
di gestione.
1.135     Per ottenere la migliore stima possibile
del PIL, gli elementi di questi tre metodi sono inseriti nel quadro delle
interdipendenze tra gli operatori economici. Ciò consente di far quadrare il
valore aggiunto con le stime sul reddito per branca di attività economica e di
bilanciare l'offerta e la domanda di prodotti. Tale approccio integrato
garantisce la coerenza tra le componenti del PIL e una migliore stima del suo
livello di quanto sarebbe possibile utilizzando uno solo di questi tre
approcci. Detraendo dal PIL gli ammortamenti, si ottiene il prodotto interno
netto (PIN) ai prezzi di mercato.
IL QUADRO DELLE INTERDIPENDENZE TRA GLI
OPERATORI ECONOMICI
1.136     Il quadro delle interdipendenze
tra operatori raggruppa le componenti del valore aggiunto lordo, gli input e la
produzione delle branche di attività economica, l'offerta e la domanda di
prodotti e la ripartizione delle risorse e degli impieghi tra i settori
istituzionali dell'economia. Esso disaggrega l'economia allo scopo di
evidenziare le operazioni su tutti i beni e i servizi tra le branche di
attività economica e i consumatori finali in un determinato periodo (ad
esempio, un trimestre o un anno). Le informazioni possono essere presentate in
due modi:
·      tavole delle risorse e degli impieghi;
·      tavole input-output simmetriche.
Tavole delle risorse e degli impieghi
1.137     Le tavole delle risorse e degli
impieghi presentano l'intera economia per branche di attività economica (ad
esempio, industria automobilistica) e per prodotti (ad esempio, articoli
sportivi), illustrando le relazioni tra le componenti del valore aggiunto
lordo, gli input e la produzione delle branche di attività economica, l'offerta
e la domanda di prodotti. Le tavole delle risorse e degli impieghi mettono in
relazione differenti settori istituzionali dell'economia (ad esempio, società
pubbliche) con dati dettagliati sulle importazioni ed esportazioni di beni e
servizi, sulle spese delle amministrazioni pubbliche, sulle spese delle
famiglie e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie e sugli
investimenti.
1.138     La compilazione delle tavole
delle risorse e degli impieghi permette di analizzare la coerenza delle
componenti dei conti nazionali all'interno di un unico quadro dettagliato e,
attraverso l'incorporazione delle componenti dei tre metodi di misurazione del
prodotto interno lordo (metodi della produzione, del reddito e della spesa),
consente di ottenere una stima unica del PIL.
1.139     Se opportunamente bilanciate le
tavole delle risorse e degli impieghi assicurano anche la coerenza nel
collegamento tra le componenti dei tre seguenti conti:
(1)     conto di equilibrio dei beni e servizi, 
(2)     conto della produzione (per branca di
attività economica e per settore istituzionale) e
(3)     conto della generazione dei redditi
primari (per branca di attività economica e per settore istituzionale).
Tavole input-output simmetriche 
1.140     Le tavole input-output
simmetriche sono compilate sulla base dei dati ricavati dalle tavole delle
risorse e degli impieghi e da altre fonti aggiuntive allo scopo di costituire
la base teorica per successive analisi.
1.141     Le tavole comprendono tavole
simmetriche (prodotto per prodotto e branca per branca), l'inversa della
matrice di Leontief e altre analisi diagnostiche quali i moltiplicatori della
produzione. Queste tavole presentano separatamente i consumi dei beni e dei
servizi di produzione nazionale e importati, fornendo in tal modo un quadro
teorico per ulteriori analisi strutturali dell'economia, segnatamente della
composizione e degli effetti delle variazioni della domanda finale
sull'economia. 
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 02
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 2 - UNITÀ E INSIEMI DI UNITÀ 
2.01       L'economia di un paese è un
sistema in cui istituzioni e persone interagiscono, attraverso scambi e
trasferimenti di beni, di servizi e di mezzi di pagamento (ad esempio, di denaro),
allo scopo di produrre e consumare beni e servizi.
Le unità che interagiscono nell'economia sono
entità economiche che possono essere proprietarie di attività, possono assumere
passività, nonché esercitare attività economiche e realizzare operazioni con
altre entità. Esse sono denominate unità istituzionali.
Sono diversi i motivi per cui è necessario
definire le unità utilizzate nei conti nazionali. In primo luogo le unità
costituiscono l'elemento di base per la definizione delle economie in termini
geografici: ad esempio, regioni, paesi e raggruppamenti di paesi come le unioni
monetarie o politiche. In secondo luogo sono lo strumento essenziale per il
raggruppamento delle unità in settori istituzionali. In terzo luogo assumono
una importanza fondamentale ai fini della definizione di quali flussi e stock
registrare. In linea di principio le operazioni tra le diverse componenti della
stessa unità istituzionale non sono registrate nei conti nazionali.
2.02       Le unità e gli insiemi di unità
da prendere in considerazione nell'ambito della contabilità nazionale sono
definiti in relazione al tipo di analisi economica a cui sono destinati e non
in termini di unità abitualmente utilizzate per effettuare le rilevazioni
statistiche. Queste ultime unità (ad esempio, imprese, società holding, unità
di attività economica, unità locali, amministrazioni pubbliche, istituzioni
senza scopo di lucro, famiglie, ecc.) possono non rispondere alle esigenze
della contabilità nazionale, in quanto sono basate su criteri di natura
giuridica, amministrativa o contabile. 
Gli statistici devono tener conto delle
definizioni delle unità di analisi contenute nel SEC, affinché siano
gradualmente introdotti nelle indagini tutti gli elementi di informazione
necessari alla compilazione di dati basati su tali unità di analisi.
2.03       Il SEC è caratterizzato dal
ricorso a tipi di unità che corrispondono a tre modi di scomposizione dell'economia:
(1)     per analizzare flussi e posizioni è
necessario scegliere unità che permettano lo studio delle relazioni di
comportamento dei soggetti economici;
(2)     per analizzare il processo di produzione
è essenziale scegliere unità che mettano in evidenza le relazioni
tecnico-economiche o che riflettano attività locali;
(3)     per realizzare analisi regionali sono
necessarie unità che rispecchino attività economiche a livello locale.
Per soddisfare il primo di questi obiettivi sono
definite le unità istituzionali. Per le relazioni di comportamento descritte al
punto (1) è necessario disporre di unità che riflettano tutte le loro attività
economiche istituzionali.
Per i processi di produzione, per le relazioni
tecnico-economiche e per le analisi regionali di cui ai punti (2) e (3) è
necessario ricorrere a unità quali le unità di attività economica a livello locale.
Tali unità sono descritte più avanti nel presente capitolo.
Prima di definire le unità utilizzate nel SEC, è
necessario delimitare l'economia nazionale.
DELIMITAZIONE DELL'ECONOMIA NAZIONALE
2.04       Le unità che costituiscono l'economia
di un paese e i cui flussi e stock sono registrati nel SEC sono le unità residenti.
Per residenza di una unità istituzionale si intende il territorio economico in
cui essa ha il suo centro di interesse economico prevalente. Tali unità sono
definite unità residenti, a prescindere dalla loro cittadinanza, dalla loro
forma giuridica o dalla loro presenza nel territorio economico nel momento in
cui effettuano una operazione. 
2.05       Per territorio economico si
intende:
a)      la zona (territorio geografico) su cui si
esercita la giurisdizione effettiva e il controllo economico di una unica
amministrazione pubblica;
b)      le zone franche, compresi i magazzini e
le fabbriche sotto controllo doganale;
c)      lo spazio aereo nazionale, le acque
territoriali nonché la piattaforma continentale situata nelle acque
internazionali sulla quale il paese esercita diritti esclusivi; 
d)      le zone franche territoriali, cioè i
territori geografici situati nel resto del mondo e utilizzati, in virtù di
trattati internazionali o di accordi fra Stati, dalle amministrazioni pubbliche
del paese (ambasciate, consolati, basi militari, centri di ricerche, ecc.); 
e)      i giacimenti di petrolio, gas naturale,
ecc. situati nelle acque internazionali al di fuori della piattaforma
continentale del paese, sfruttati da unità che risiedono nel territorio quale è
definito nelle lettere precedenti.
Il naviglio da pesca, le altre navi, le
piattaforme galleggianti e gli aeromobili vengono considerati nel SEC come beni
mobili di proprietà di unità residenti e/o da queste utilizzati, oppure di
proprietà di non residenti e utilizzati da unità residenti. Le operazioni
relative alla proprietà (investimenti fissi lordi) e alla gestione (noleggio,
assicurazione, ecc.) dei beni mobili vengono attribuite all'economia del paese
nel quale il proprietario e/o l'utilizzatore sono rispettivamente residenti.
Nei casi di leasing finanziario è ipotizzato un trasferimento della proprietà.
Il territorio economico può comprendere una zona
più grande o più piccola di quella sopra definita: una zona più grande è ad
esempio una unione monetaria come l'Unione monetaria europea, una zona più
piccola è ad esempio una parte di un paese, come una regione.
2.06       Dal territorio economico sono
escluse le zone franche extraterritoriali. 
Sono escluse altresì le parti del territorio
geografico del paese utilizzate dalle seguenti organizzazioni:
1.      amministrazioni pubbliche di altri paesi;
2.      istituzioni e organi dell'UE;
3.      organizzazioni internazionali in virtù di
trattati internazionali fra Stati.
I territori utilizzati dalle istituzioni e dagli
organi dell'UE e da organizzazioni internazionali costituiscono territori
economici distinti. La peculiarità di tali territori è che gli unici residenti
sono le istituzioni.
2.07       Per "centro di interesse economico
prevalente" si intende l'esistenza all'interno del territorio economico di
un luogo in cui, o a partire dal quale, una unità esercita attività economiche
e svolge operazioni in misura significativa per un periodo di tempo
indeterminato, o per un periodo di durata limitata ma relativamente lungo (un
anno o più). La proprietà di terreni e fabbricati in un territorio economico è
ragione sufficiente per considerare che il proprietario abbia in esso un centro
di interesse economico. 
Le imprese sono quasi sempre collegate a una unica
economia. Per ragioni fiscali e a causa di altri vincoli giuridici si utilizza spesso
una entità giuridica distinta per le operazioni in ogni singola giurisdizione.
Inoltre, una unità istituzionale distinta è individuata a fini statistici allorché
una unica entità giuridica effettua consistenti operazioni in due o più
territori (ad esempio nel caso di imprese multiterritoriali, di filiali e della
proprietà di terreni). Il frazionamento di tali entità giuridiche rende chiara
la residenza di ciascuna delle imprese successivamente individuate. L'esistenza
di un "centro di interesse economico prevalente" non significa che le
entità che effettuano consistenti operazioni in due o più territori non debbano
essere frazionate.
In assenza di una dimensione fisica di una
impresa, la sua residenza è determinata con riferimento al territorio economico
in cui vige l'ordinamento giuridico in base al quale l'impresa è costituita in
società o registrata.
2.08       Le unità da considerarsi
residenti in un paese possono essere suddivise in: 
a)      unità la cui funzione consiste, per l'insieme
delle loro operazioni, ad eccezione delle operazioni relative alla proprietà di
terreni e di fabbricati, nel produrre, finanziare, assicurare o ridistribuire;
b)      unità la cui funzione principale
consiste, per l'insieme delle loro operazioni, ad eccezione delle operazioni
relative alla proprietà di terreni e di fabbricati, nel consumare; 
c)      tutte le unità nella funzione di
proprietari di terreni e di fabbricati, esclusi i proprietari di zone franche
extraterritoriali che fanno parte del territorio economico di altri paesi o
sono Stati indipendenti. 
2.09       Per le unità diverse dalle
famiglie, per l'insieme delle loro operazioni, ad eccezione delle operazioni
relative alla proprietà di terreni e di fabbricati, si possono distinguere i
due seguenti casi:
a)      l'attività è esercitata esclusivamente nel
territorio economico del paese: le unità che effettuano tali attività sono le
unità residenti del paese;
b)      l'attività è esercitata per un anno o più
nel territorio economico di più paesi: soltanto la parte di unità che ha un
centro di interesse economico nel territorio economico del paese è da
considerarsi una unità residente di quel paese.
Una unità istituzionale residente può essere una
unità residente fittizia, nel caso dell'attività espletata nel paese per un
anno o più da una unità che è residente in un altro paese. Allorché è
esercitata per meno di un anno, una attività continua a far parte delle
attività dell'unità istituzionale di produzione e non viene individuata alcuna
unità istituzionale distinta. Se una attività ha scarsa importanza, quantunque
esercitata per più di un anno, e nel caso dell'installazione di impianti all'estero,
non si individua una unità distinta e le attività sono registrate come quelle
dell'unità istituzionale di produzione.
2.10       Le famiglie che hanno un
centro di interesse economico prevalente nel paese sono unità residenti, salvo
che non operino nella funzione di proprietari di terreni e di fabbricati. Esse
sono residenti a prescindere che trascorrano all'estero periodi inferiori a un
anno. Sono compresi, in particolare, i seguenti casi: 
a)      i lavoratori frontalieri, definiti come
le persone che attraversano quotidianamente la frontiera del paese per
esercitare una attività lavorativa in un paese vicino; 
b)      i lavoratori stagionali, definiti come le
persone che, in funzione della stagione, si trasferiscono in un altro paese per
un periodo di alcuni mesi, ma inferiore ad un anno, per esercitarvi una
attività lavorativa;
c)      i turisti, le persone che si recano all'estero
per sottoporsi a cure, gli studenti, i funzionari in trasferta, gli uomini d'affari,
i rappresentanti di commercio, gli artisti e i membri di equipaggi in viaggio
all'estero; 
d)      il personale assunto in loco per lavorare
nelle zone franche extraterritoriali di amministrazioni pubbliche straniere; 
e)      il personale delle istituzioni dell'UE e
di organizzazioni internazionali, civili o militari, con sede in zone franche
extraterritoriali; 
f)       i rappresentanti ufficiali, civili o
militari, delle amministrazioni pubbliche del paese (comprese le loro famiglie)
stabiliti in zone franche territoriali. 
Gli studenti sono sempre considerati come
residenti, indipendentemente dalla durata dei loro studi all'estero.
2.11       Tutte le unità nella funzione
di proprietari di terreni e/o di fabbricati situati nel territorio economico
sono unità residenti o unità residenti fittizie del paese in cui i terreni o i
fabbricati in questione sono ubicati.
LE UNITÀ ISTITUZIONALI
2.12       Definizione - Una
unità istituzionale è una entità economica caratterizzata da autonomia di
decisione nell'esercizio della propria funzione principale. Una unità
residente costituisce una unità istituzionale nel territorio economico in cui
ha il suo centro di interesse economico prevalente se è dotata di autonomia
decisionale e se dispone di una contabilità completa o è in grado di tenere una
contabilità completa. 
Una unità è dotata di autonomia decisionale
nell'esercizio della propria funzione principale quando:
a)      ha diritto di possedere a pieno titolo
beni e attività e può trasferire la proprietà di beni e attività mediante
operazioni effettuate con altre unità istituzionali; 
b)      ha la capacità di prendere decisioni
economiche e di esercitare attività economiche di cui ha la responsabilità
giuridica; 
c)      ha la capacità di assumere a proprio nome
passività e altri obblighi o impegni e di stipulare contratti; 
d)      dispone di una contabilità completa,
comprensiva tanto di documenti contabili nei quali è registrata la totalità
delle operazioni effettuate nel corso del periodo contabile, quanto di un
bilancio delle attività e delle passività. 
2.13       Per quanto riguarda le entità
che non possiedono le caratteristiche dell'unità istituzionale, valgono i
seguenti principi: 
a)      si considera che le famiglie siano dotate
di autonomia decisionale nell'esercizio della loro funzione principale e siano
quindi unità istituzionali, anche se non dispongono di una contabilità
completa; 
b)      le entità che non
dispongono di una contabilità completa e che non sono in grado di tenere una
contabilità completa, quand'anche ciò fosse loro richiesto, non sono unità
istituzionali; 
c)      le entità che pur disponendo di una
contabilità completa non sono dotate di autonomia decisionale sono incluse
nelle unità che le controllano; 
d)      per essere unità istituzionali, le entità
non devono necessariamente rendere pubblica la loro contabilità; 
e)      le entità che fanno parte di un gruppo di
unità che esercitano attività di produzione e dispongono di una contabilità
completa sono considerate unità istituzionali anche se hanno ceduto parte della
propria autonomia decisionale all'organismo (sede centrale) preposto alla
direzione generale del gruppo; la sede centrale stessa è considerata una unità
istituzionale distinta dalle unità che controlla; 
f)       le quasi-società sono entità che dispongono di una contabilità
completa e non hanno personalità giuridica. Il loro comportamento economico e
finanziario si differenzia da quello dei loro proprietari ed è analogo a quello
delle società. Pertanto, si considera che siano dotate di autonomia decisionale
e le si tratta come unità istituzionali distinte. 
Sedi centrali e holding 
2.14       Le sedi centrali e le holding
sono unità istituzionali. Sono definite come segue. 
(1)          La sede centrale è una unità che
esercita un controllo di gestione sulle sue consociate. Le sedi centrali sono
attribuite al settore predominante delle società non finanziarie delle loro
consociate, salvo che queste non siano tutte o prevalentemente società
finanziarie, nel qual caso sono considerate come ausiliari finanziari (S.126)
del settore delle società finanziarie.
In caso di consociate sia finanziarie sia non
finanziarie, la classificazione settoriale è determinata dalla quota di valore
aggiunto preponderante.
Qualora la sede centrale eserciti una attività di
produzione e tale attività sia quella predominante, la sede centrale è
classificata nel settore di quella produzione.
Le sedi centrali sono descritte nella sezione M,
classe 7010, della classificazione CITI Rev. 4 (classe 70.10 della sezione M
della NACE Rev. 2) come segue:
In tale classe rientrano le funzioni di
supervisione e gestione di altre unità della società o dell'impresa, di
pianificazione strategica od organizzativa e di gestione dei processi
decisionali della società o dell'impresa, nonché di controllo operativo e di
gestione quotidiana delle relative unità.
(2)          Una holding che detiene le attività
di consociate senza esercitare alcuna attività di gestione costituisce una
istituzione finanziaria captive (S.127) ed è classificata come società
finanziaria.
Le holding sono descritte nella sezione K, classe
6420, della classificazione CITI Rev. 4 (classe 64.20 della sezione K della
NACE Rev. 2) come segue:
Tale classe include le attività svolte da
holding, ossia da unità che detengono le attività di un gruppo di società
controllate (attraverso il possesso della quota di controllo del capitale
sociale), la cui attività principale consiste nel detenere la proprietà del
gruppo. Le holding incluse in questa categoria non forniscono altri servizi
alle imprese di cui detengono il capitale, ossia esse non amministrano o
gestiscono altre unità.
Insiemi di società
2.15       Allorché una società madre
controlla numerose consociate che a loro volta controllano proprie consociate e
così via, si formano grandi gruppi di società. Ciascun componente del gruppo è
considerato come una unità istituzionale distinta se soddisfa la definizione di
unità istituzionale. 
2.16       È opportuno non trattare i
gruppi di società come unità istituzionali uniche perché i gruppi non sono
sempre stabili nel tempo, né sono facilmente individuabili nella pratica. Può
risultare difficile rilevare dati su gruppi le cui attività non sono
strettamente integrate. Molti gruppi sono troppo ampi ed eterogenei per essere
considerati come singole unità e le loro dimensioni e la loro composizione
possono variare nel tempo a seguito di fusioni e acquisizioni.
Società veicolo
2.17       Una società veicolo - nota
anche con gli acronimi SPV (Special Purpose Vehicle) o SPE (Special Purpose
Entity) - è solitamente una società a responsabilità limitata o una società in
accomandita creata per conseguire obiettivi limitati, specifici o temporanei,
per contenere un rischio finanziario o a fronte di una specifica tassazione o
di un rischio normativo.
2.18       Non esiste una definizione
comune delle società veicolo, ma esse presentano normalmente le seguenti
caratteristiche:
a)      non hanno né dipendenti, né attività non
finanziarie;
b)      possono essere limitate anche solo alla "buca
delle lettere" che ne conferma il luogo di registrazione; 
c)      sono sempre collegate a un'altra società,
spesso una consociata; 
d)      sono residenti su un territorio diverso
da quello di residenza delle società collegate; in assenza di una dimensione fisica
di una siffatta impresa, la sua residenza è determinata con riferimento al
territorio economico in cui vige l'ordinamento giuridico in base al quale l'impresa
è costituita in società o registrata; 
e)      sono gestiti da dipendenti di un'altra
società che può essere o non essere collegata. La società veicolo paga un
corrispettivo per i servizi che le sono prestati e a sua volta si fa
riconoscere dalla società madre o da un'altra società collegata un importo a
copertura di tali costi. Questa rappresenta l'unica produzione cui partecipa la
società veicolo, benché spesso essa possa assumere passività per conto del suo
proprietario e ricevere redditi da investimenti e guadagni in conto capitale
sulle attività detenute. 
2.19       A prescindere che una unità
presenti tutte o nessuna di queste caratteristiche e che sia descritta come una
società veicolo o abbia o non abbia una designazione simile, essa è trattata in
maniera identica a qualsiasi altra unità istituzionale, venendo attribuita al
settore e alla branca di attività economica in funzione della sua attività
principale, salvo che essa sia priva di autonomia di iniziativa.
2.20       Le istituzioni finanziarie
captive, le consociate artificiali e le società veicolo delle amministrazioni
pubbliche prive di autonomia di iniziativa sono attribuite al settore dell'organismo
che le controlla, salvo che siano non residenti nel qual caso sono riconosciute
separatamente dall'organismo che le controlla. Nel caso delle amministrazioni
pubbliche, tuttavia, le attività della consociata sono registrate nei conti
delle amministrazioni pubbliche. 
Istituzioni finanziarie captive 
2.21       Una holding meramente
proprietaria delle attività di consociate è un esempio di istituzione
finanziaria captive. Altre unità ugualmente trattate come istituzioni
finanziarie captive sono le unità che presentano le caratteristiche sopra
descritte per le società veicolo, compresi i fondi di investimento e i fondi
pensione, nonché le unità preposte a detenere e a gestire il patrimonio di
singole persone o famiglie, a detenere attività a fini di cartolarizzazione, a
emettere titoli di credito per conto di imprese collegate (una siffatta società
può essere denominata "conduit"), servire da veicolo per operazioni
di cartolarizzazione e svolgere altre funzioni finanziarie.
2.22       Il grado di autonomia rispetto
alla società madre può essere dimostrato dall'esercizio di un controllo
sostanziale sulle attività e passività e dalla misura in cui sono assunti i
rischi e ottenuti i benefici associati a tali attività e passività. Tali unità
sono classificate nel settore delle società finanziarie.
2.23       Un organismo di questo tipo che
non può agire in maniera autonoma rispetto alla società madre e che si
configura come semplice detentore passivo di attività e passività non è considerato
una unità istituzionale distinta, salvo che non sia residente in una economia
diversa da quella della società madre. Se è residente nella stessa economia
della società madre è considerato una "consociata artificiale" come
descritto in appresso.
Consociate artificiali
2.24       Una consociata, di proprietà in
toto di una società madre, può essere creata per prestare servizi a tale
società, o ad altre società dello stesso gruppo, allo scopo di evitare
imposizioni fiscali, di limitare al minimo le passività in caso di fallimento o
di assicurarsi altri vantaggi tecnici nel quadro della legislazione fiscale o
societaria in vigore in un determinato paese. 
2.25       In generale gli organismi di
questo tipo non soddisfano la definizione di unità istituzionale perché non
possono agire autonomamente rispetto alla società madre e la loro capacità di
detenere o negoziare attività iscritte nel loro bilancio può essere soggetta a
restrizioni. Il livello della loro produzione e il corrispettivo che ne
percepiscono sono determinati dalla società madre che costituisce
(eventualmente con altre società dello stesso gruppo) il loro cliente unico.
Tali organismi sono pertanto considerati non come unità istituzionali distinte,
bensì come parte integrante della società madre, e i relativi conti sono
consolidati con i conti di questa, salvo il caso in cui essi siano residenti in
una economia diversa da quella della società madre.
2.26       Occorre operare una distinzione
tra le consociate artificiali appena descritte e le unità che esercitano
soltanto attività ausiliarie. Il campo delle attività ausiliarie è limitato al
tipo di funzioni di cui tutte le imprese hanno virtualmente bisogno in qualche
misura, come la pulizia dei locali, la gestione della contabilità degli
stipendi del personale o la fornitura di tecnologie dell'informazione all'impresa
(cfr. capitolo 1, paragrafo 1.13).
Società veicolo delle amministrazioni pubbliche
2.27       Le amministrazioni pubbliche
possono istituire anche unità speciali, con caratteristiche e funzioni simili a
quelle delle istituzioni finanziarie captive e delle consociate artificiali.
Tali unità non possono agire in maniera autonoma e possono svolgere solo
attività limitate. Esse non assumono i rischi e non ottengono i benefici
associati alle attività e passività detenute. Tali unità, se sono residenti,
sono da considerarsi parte integrante delle amministrazioni pubbliche, se al
contrario sono non residenti, sono da considerarsi unità distinte. Tutte le
operazioni da esse condotte all'estero sono rispecchiate da corrispondenti
operazioni con le amministrazioni pubbliche. Pertanto una unità che assuma
prestiti all'estero è considerata come se prestasse lo stesso importo a una
amministrazione pubblica, alle stesse condizioni del prestito originario.
2.28       In conclusione, i conti delle
società veicolo che non dispongono di autonomia di iniziativa sono consolidati
con quelli della società madre, tranne nel caso che le società siano residenti
in una economia diversa. Una eccezione a tale regola generale si ha allorché
una società veicolo non residente è costituita da una amministrazione pubblica.

2.29       Per unità residenti fittizie si
intendono: 
a)      quelle parti di
unità non residenti che hanno un centro di interesse economico prevalente
(ossia che nella maggior parte dei casi esercitano attività di produzione
economica per un anno o più) nel territorio economico del paese; 
b)      le unità non residenti proprietarie di
terreni o fabbricati nel territorio economico del paese, per le sole operazioni
connesse a tali terreni o fabbricati. 
Le unità residenti fittizie, a prescindere che
dispongano solo di una contabilità parziale e che siano dotate o meno di
autonomia decisionale, sono considerate unità istituzionali.
2.30       Sono considerate unità
istituzionali:
a)      le unità che sono dotate di autonomia
decisionale e che dispongono di una contabilità completa:
1.       le società di capitali private e
pubbliche;
2.       le società cooperative e le società di
persone riconosciute come entità giuridiche indipendenti;
3.       i produttori pubblici riconosciuti come
entità giuridiche indipendenti in forza di una normativa specifica;
4.       le istituzioni senza scopo di lucro
riconosciute come entità giuridiche indipendenti;
5.       gli enti amministrativi pubblici;
b)      le unità che dispongono di una
contabilità completa e che si ritiene siano dotate di autonomia decisionale pur
non essendo costituite in società separatamente dalla società madre: le
quasi-società; 
c)      le unità che non dispongono
necessariamente di contabilità completa, ma che si ritiene siano dotate di
autonomia decisionale: 
1.       le famiglie;
2.       le unità residenti fittizie.
I SETTORI ISTITUZIONALI
2.31       L'analisi macroeconomica prende
in considerazione non le azioni di ogni singola unità istituzionale
separatamente, bensì le attività aggregate di istituzioni simili. Le unità sono
pertanto raggruppate in insiemi, denominati settori istituzionali, alcuni dei
quali sono suddivisi in sottosettori. 
Tavola 2.1 —
Settori e sottosettori
 Settori e sottosettori ||   || Pubblici || Privati nazionali || Sotto controllo estero 
 Società non finanziarie || S.11 || S.11001 || S.11002 || S.11003 
 Società finanziarie || S.12 ||   ||   ||   
 Istituzioni finanziarie e monetarie || Autorità bancarie centrali || S.121 ||   ||   ||   
 Altre istituzioni finanziarie e monetarie || Istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali || S.122 || S.12201 || S.12202 || S.12203 
 Fondi comuni monetari (FCM) || S.123 || S.12301 || S.12302 || S.12303 
 Società finanziarie, escluse le istituzioni finanziarie e monetarie, le imprese di assicurazione e i fondi pensione || Fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || S.124 || S.12401 || S.12402 || S.12403 
 Altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione || S.125 || S.12501 || S.12502 || S.12503 
 Ausiliari finanziari || S.126 || S.12601 || S.12602 || S.12603 
 Prestatori di fondi e istituzioni finanziarie captive || S.127 || S.12701 || S.12702 || S.12703 
 Imprese di assicurazio-ne e fondi pensione || Imprese di assicurazione || S.128 || S.12801 || S.12802 || S.12803 
 Fondi pensione || S.129 || S.12901 || S.12902 || S.12903 
 Amministrazioni pubbliche || S.13 ||   ||   ||   || 
 Amministrazioni centrali || S.1311 ||   ||   ||   || 
 Amministrazioni di Stati federati || S.1312 ||   ||   ||   || 
 Amministrazioni locali || S.1313 ||   ||   ||   || 
 Enti di previdenza e assistenza sociale || S.1314 ||   ||   ||   || 
 Famiglie || S.14 ||   ||   ||   || 
 Datori di lavoro e lavoratori indipendenti || S.141 + S.142 ||   ||   ||   || 
 Lavoratori dipendenti ||  S.143 ||   ||   ||   || 
 Percettori di redditi da capitale e beneficiari di trasferimenti ||  S.144 ||   ||   ||   || 
 Percettori di redditi da capitale || S.1441 ||   ||   ||   || 
 Titolari di pensioni || S.1442 ||   ||   ||   || 
 Beneficiari di altri trasferimenti || S.1443 ||   ||   ||   || 
 Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || S.15 ||   ||   ||   || 
 Resto del mondo || S.2 ||   ||   ||   || 
 Stati membri, istituzioni e organi dell'UE || S.21 ||   ||   ||   || 
 Stati membri dell'UE || S.211 ||   ||   ||   || 
 Istituzioni e organi dell'UE || S.212 ||   ||   ||   || 
 Paesi non aderenti all'UE e organizzazioni internazionali non residenti nell'UE || S.22 ||   ||   ||   || 
2.32       Ciascuno dei settori e
sottosettori raggruppa le unità istituzionali che hanno un comportamento
economico simile. 
2.33       Le unità istituzionali sono
raggruppate in settori a seconda della tipologia di produttori cui appartengono
e in base alla loro funzione e attività principale, considerate indicative del
loro comportamento economico.
2.34       Il grafico 2.1 illustra come le
unità sono attribuite ai principali settori. Per determinare, sulla base del
grafico, il settore di appartenenza di una unità residente diversa da una
famiglia è necessario verificare se essa è controllata o no da una
amministrazione pubblica e se si tratta di un produttore di beni e servizi
destinabili alla vendita o di un produttore di beni e servizi non destinabili
alla vendita.
2.35       Per controllo di una società
finanziaria o non finanziaria si intende la capacità di determinarne la strategia
generale. Ad esempio, se una società possiede più della metà del capitale di
una consociata, questa è una condizione sufficiente per considerare la
consociata controllata dalla società madre.
2.36       Una unità istituzionale — un'altra
società, una famiglia, una istituzione senza scopo di lucro o una unità delle
amministrazioni pubbliche — esercita il controllo su una società o una
quasi-società quando detiene la proprietà di più della metà delle azioni con
diritto di voto o controlla in altro modo più della metà dei voti degli
azionisti.
2.37       Per controllare più della metà
dei voti degli azionisti, una unità istituzionale non deve necessariamente
detenere la proprietà delle azioni con diritto di voto. Una società C può
essere una consociata di un'altra società B, la maggioranza delle cui azioni
con diritto di voto è detenuta da una terza società A. La società C è
considerata consociata della società B se la società B controlla più della metà
dei voti degli azionisti della società C, o se la società B è azionista della
società C con il diritto di nominare o revocare la maggioranza dei membri del
suo consiglio d'amministrazione.
2.38       Una amministrazione pubblica
può esercitare il controllo su una società in forza di leggi, decreti o
regolamenti specifici che le danno il diritto di indirizzare la gestione della
società. I seguenti otto indicatori sono i principali fattori da considerare
per decidere se una società è controllata da una amministrazione pubblica:
a)      proprietà da parte dell'amministrazione
pubblica della maggioranza dei voti;
b)      controllo da parte dell'amministrazione
pubblica degli amministratori o della dirigenza; 
c)      controllo da parte dell'amministrazione pubblica
della nomina e della revoca dei principali responsabili; 
d)      controllo da parte dell'amministrazione
pubblica dei comitati chiave dell'organismo; 
e)      possesso da parte dell'amministrazione
pubblica di una golden share; 
f)       normative speciali; 
g)      condizione di cliente dominante dell'amministrazione
pubblica; 
h)      concessione di prestiti da parte dell'amministrazione
pubblica.
Un solo indicatore potrebbe essere talvolta sufficiente
per determinare il controllo, ma in altri casi più indicatori distinti
potrebbero collettivamente attestare il controllo.
2.39       Per le istituzioni senza scopo
di lucro riconosciute come entità giuridiche indipendenti i cinque indicatori
di controllo da considerare sono i seguenti:
a)      nomina di funzionari; 
b)      messa a disposizione di opportuni
strumenti; 
c)      accordi contrattuali; 
d)      grado di finanziamento; 
e)      grado di esposizione al rischio dell'amministrazione
pubblica. 
Come nel caso delle società, un solo indicatore
potrebbe essere talvolta sufficiente per stabilire il controllo, ma in altri
casi più indicatori distinti potrebbero collettivamente attestare il controllo.

2.40       La distinzione tra beni e
servizi destinabili alla vendita e non destinabili alla vendita e pertanto, per
gli organismi del settore pubblico, la loro classificazione nel settore delle
amministrazioni pubbliche o nel settore delle società dipendono dai criteri
elencati al paragrafo 1.15.
2.41       I settori sono suddivisi in
sottosettori secondo criteri specifici per ciascun settore. Ad esempio, le
amministrazioni pubbliche possono essere distinte in amministrazioni centrali,
amministrazioni di Stati federati, amministrazioni locali ed enti di previdenza
e assistenza sociale: questo permette una definizione più precisa del
comportamento economico delle unità.
I conti dei settori e dei sottosettori registrano
l'insieme delle attività, principali o secondarie, delle unità istituzionali
classificate nel settore appropriato.
Una unità istituzionale non può appartenere che a
un unico settore o sottosettore.
2.42       Quando la funzione principale
di una unità istituzionale consiste nel produrre beni e servizi, è necessario –
per poter stabilire in quale settore vada classificata tale unità – distinguere
in primo luogo il tipo di produttore cui essa appartiene. 
2.43       Nella tavola 2.2 sono riportati
i tipi di produttori, le funzioni e le attività principali che caratterizzano
ciascun settore.
Tavola 2.2
— Tipi di produttori, funzioni e attività principali classificati per
settore
 Tipo di produttore || Funzione e attività principale || Settore 
 Produttori di beni e servizi destinabili alla vendita || Produzione di beni e di servizi non finanziari destinabili alla vendita || Società non finanziarie (S.11) 
 Produttori di beni e servizi destinabili alla vendita || Intermediazione finanziaria, compresa l'assicurazione Attività finanziarie ausiliarie || Società finanziarie (S.12) 
 Produttori pubblici di beni e servizi non destinabili alla vendita || Produzione e offerta di prodotti non destinabili alla vendita per consumi collettivi e individuali ed effettuazione di operazioni di redistribuzione della ricchezza e del reddito nazionale || Amministrazioni pubbliche (S.13) 
 Produttori di beni e servizi destinabili alla vendita o produttori privati di beni e servizi per proprio uso finale || Consumo Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita e produzione di beni e di servizi per proprio uso finale || Famiglie (S.14) nella funzione di consumatori nella funzione di imprenditori 
 Produttori privati di beni e servizi non destinabili alla vendita || Produzione e offerta di prodotti non destinabili alla vendita per consumi individuali || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (S.15) 
2.44       Per il settore del resto del
mondo (S.2) si registrano flussi e stock tra unità residenti e unità non residenti.
Le unità non residenti non sono caratterizzate da comportamenti e obiettivi
simili, ma sono riconosciute solo in funzione dei flussi e degli stock in relazione
con le unità residenti.
SOCIETÀ NON FINANZIARIE (S.11)
2.45       Definizione - Il settore delle
società non finanziarie (S.11) comprende le unità istituzionali che sono entità
giuridiche indipendenti e che agiscono da produttori di beni e servizi
destinabili alla vendita, la cui attività principale consiste nel produrre beni
e servizi non finanziari. 
              Il settore delle società non
finanziarie comprende anche le quasi-società non finanziarie (cfr. paragrafo
2.13, lettera f)). 
2.46       Le unità istituzionali comprese
in questo settore sono le seguenti: 
a)      le società di capitali private e
pubbliche che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita
e la cui funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non
finanziari; 
b)      le società cooperative e le società di
persone riconosciute come entità giuridiche indipendenti, che agiscono da
produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e la cui funzione
principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari; 
c)      i produttori pubblici riconosciuti come
entità giuridiche indipendenti, che agiscono da produttori di beni e servizi
destinabili alla vendita e la cui funzione principale consiste nel produrre
beni e servizi non finanziari; 
d)      le istituzioni e le associazioni senza
scopo di lucro al servizio delle società non finanziarie, riconosciute come
entità giuridiche indipendenti, che agiscono da produttori di beni e servizi
destinabili alla vendita e la cui funzione principale consiste nel produrre
beni e servizi non finanziari; 
e)      le sedi centrali controllanti un gruppo
di società che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla
vendita, nel caso in cui l'attività prevalente del gruppo di società nel suo
complesso — misurata in base al valore aggiunto — consista nella produzione di
beni e di servizi non finanziari; 
f)       le società veicolo la cui funzione principale
consiste nel fornire beni o servizi non finanziari; 
g)      le quasi-società private e pubbliche che
agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e la cui
funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non finanziari. 
2.47       Le "quasi-società non
finanziarie" sono tutti gli organismi privi di personalità giuridica che
producono beni e servizi destinabili alla vendita e la cui funzione principale
consiste nel produrre beni e servizi non finanziari, che soddisfano le
condizioni per essere considerati quasi-società (cfr. paragrafo 2.13, lettera
f)). 
Le quasi-società devono disporre di informazioni
sufficienti a consentire la compilazione di una contabilità completa e sono
gestite come se fossero società. La relazione de facto con i proprietari è
quella esistente tra una società e i suoi azionisti.
Le quasi-società non finanziarie di proprietà di
famiglie, amministrazioni pubbliche o istituzioni senza scopo di lucro sono
raggruppate nel settore delle società non finanziarie e non nel settore del
rispettivo proprietario.
2.48       La disponibilità di una
contabilità completa, bilanci inclusi, non è una condizione sufficiente per
poter considerare unità istituzionale come ad esempio una quasi-società un
produttore di beni e servizi destinabili alla vendita. Le società di persone e
i produttori pubblici diversi da quelli considerati al paragrafo 2.23, lettere
a), b), c) e f), e le imprese individuali — anche se dispongono di una
contabilità completa — non costituiscono in generale unità istituzionali
distinte, in quanto, di norma, non sono dotati di autonomia decisionale,
essendo la loro gestione sotto il controllo delle famiglie, delle istituzioni
senza scopo di lucro o delle amministrazioni pubbliche che ne sono
proprietarie.
2.49       Le società non finanziarie
comprendono le unità residenti fittizie che sono considerate quasi-società. 
2.50       Il settore delle società non
finanziarie è suddiviso in tre sottosettori: 
a)      società non finanziarie pubbliche
(S.11001);
b)      società non finanziarie private nazionali
(S.11002); 
c)      società non finanziarie sotto controllo
estero (S.11003). 
Sottosettore delle società non
finanziarie pubbliche (S.11001)
2.51       Definizione - Il
sottosettore delle società non finanziarie pubbliche comprende tutte le
società, quasi-società e istituzioni senza scopo di lucro non finanziarie
riconosciute come entità giuridiche indipendenti che agiscono da produttori di
beni e servizi destinabili alla vendita e che sono soggette al controllo di
amministrazioni pubbliche. 
2.52       Le quasi-società pubbliche sono
quasi-società di proprietà diretta di amministrazioni pubbliche.
Sottosettore delle società non
finanziarie private nazionali (S.11002)
2.53       Definizione - Il
sottosettore delle società non finanziarie private nazionali comprende tutte le
società, quasi-società e istituzioni senza scopo di lucro non finanziarie
riconosciute come entità giuridiche indipendenti che agiscono da produttori di
beni e servizi destinabili alla vendita e che non sono controllate da
amministrazioni pubbliche o da unità istituzionali non residenti. 
Questo sottosettore comprende le società e
quasi-società di investimenti diretti all'estero non classificate nel
sottosettore delle società non finanziarie sotto controllo estero (S.11003).
Sottosettore delle società non
finanziarie sotto controllo estero (S.11003)
2.54       Definizione - Il
sottosettore delle società non finanziarie sotto controllo estero comprende
tutte le società e quasi-società non finanziarie controllate da unità
istituzionali non residenti. 
Rientrano in questo sottosettore:
a)      tutte le consociate di società non
residenti;
b)      tutte le società controllate da una unità
istituzionale non residente che non sia essa stessa una società (per esempio,
una società controllata da una amministrazione pubblica estera), ivi comprese
le società controllate da un gruppo di unità non residenti operanti di
concerto; 
c)      tutte le filiali o altri organismi non
costituiti in società appartenenti a produttori non residenti, costituiti o
meno in società, che siano unità residenti fittizie.
SOCIETÀ FINANZIARIE (S.12)
2.55       Definizione - Il settore
delle società finanziarie (S.12) è costituito dalle unità istituzionali che
sono entità giuridiche indipendenti e che agiscono da produttori di beni e
servizi destinabili alla vendita, la cui attività principale consiste nel
produrre servizi finanziari. Tali unità istituzionali comprendono tutte le
società e quasi-società la cui funzione principale consiste:
·      nel prestare servizi di intermediazione finanziaria (intermediari
finanziari) e/o
·      nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie (ausiliari finanziari).
Sono comprese anche le unità istituzionali che prestano
servizi finanziari allorché la maggior parte delle loro attività o delle loro
passività non è negoziata in mercati aperti.
2.56       L'intermediazione finanziaria è
l'attività con la quale una unità istituzionale acquista attività finanziarie e
assume passività per conto proprio effettuando operazioni finanziarie sul
mercato. Nel corso del processo di intermediazione finanziaria le attività e le
passività degli intermediari finanziari sono trasformate o modificate con
riguardo alla scadenza, al volume, al rischio, ecc.
Le attività finanziarie ausiliarie sono attività
che, seppur connesse all'intermediazione finanziaria, non costituiscono esse
stesse una intermediazione finanziaria. 
Intermediari finanziari
2.57       L'attività di intermediazione
finanziaria convoglia mezzi finanziari dai soggetti che dispongono di liquidità
in eccesso verso i soggetti che necessitano di fondi. Un intermediario
finanziario non opera solo in rappresentanza di altre unità istituzionali, ma
assume un rischio acquistando attività finanziarie e assumendo passività per
conto proprio.
2.58       Il processo di intermediazione
finanziaria può riguardare tutte le categorie di passività, ad eccezione di
quelle comprese nella rubrica AF.8 (Altri conti passivi). Le attività
interessate dal processo di intermediazione finanziaria possono essere
classificate in una qualsiasi delle rubriche, ad eccezione della rubrica AF.6 (Assicurazioni,
pensioni e garanzie standard), ma compresa la rubrica degli altri conti attivi.
Gli intermediari finanziari possono investire i loro fondi in attività non
finanziarie, compresi i beni immobili. Una società, per essere considerata un
intermediario finanziario, deve assumere passività sul mercato e trasformare
fondi. Le società immobiliari non rientrano tra gli intermediari finanziari.
2.59       La funzione delle imprese di
assicurazione e dei fondi pensione consiste nel pooling dei rischi. Le passività
di tali istituzioni sono costituite da diritti e riserve per assicurazioni,
pensioni e garanzie standard (AF.6). La contropartita è rappresentata dai fondi
investiti dalle imprese di assicurazione e dai fondi pensione, che agiscono in
qualità di intermediari finanziari.
2.60       I fondi di investimento
(designati in appresso fondi comuni monetari e fondi di investimento diversi
dai fondi comuni monetari) assumono passività principalmente tramite l'emissione
di quote e partecipazioni in fondi di investimento (AF.52). Essi trasformano
tali fondi acquistando attività finanziarie e/o beni immobili. I fondi di
investimento sono classificati come intermediari finanziari. Ogni variazione
del valore delle loro attività e passività diverse dalle loro proprie quote si
riflette nei loro fondi propri (cfr. paragrafo 7.07). Poiché l'ammontare dei
fondi propri è pari al valore delle quote o delle partecipazioni nel fondo di
investimento, ogni modifica del valore delle attività e delle passività del
fondo è rispecchiata dalla variazione del valore di mercato di tali quote o
partecipazioni. I fondi di investimento che investono in beni immobili sono
intermediari finanziari.
2.61       L'intermediazione finanziaria è
limitata alle operazioni di acquisto di attività e di assunzione di passività
con il pubblico o con gruppi specifici e relativamente consistenti della
popolazione. Quando l'attività è limitata a piccoli gruppi di persone o
famiglie, non si ha intermediazione finanziaria.
2.62       Alla regola generale che limita
l'intermediazione finanziaria alle operazioni finanziarie che hanno luogo sul
mercato possono fare eccezione, ad esempio, le banche comunali di credito e
risparmio, che dipendono dalle amministrazioni comunali, o le società di
leasing finanziario che dipendono, per l'acquisizione o l'investimento di
fondi, da un gruppo di società che le controlla. Perché tali banche e società
possano essere considerate intermediari finanziari è necessario che le loro
attività di prestito o di accettazione di risparmio siano indipendenti,
rispettivamente, dall'amministrazione comunale o dal gruppo cui fanno capo.
Ausiliari finanziari
2.63       Le attività finanziarie
ausiliarie comprendono le attività ausiliarie volte a favorire operazioni
inerenti ad attività e passività finanziarie o la trasformazione o la
riorganizzazione di fondi. Gli ausiliari finanziari non si espongono al rischio
connesso all'acquisto di attività finanziarie o all'assunzione di passività. Il
loro compito è quello di facilitare l'intermediazione finanziaria. Le sedi
centrali le cui consociate sono costituite tutte o per la maggior parte da
società finanziarie si configurano come ausiliari finanziari. 
Società finanziarie diverse dagli
intermediari finanziari e dagli ausiliari finanziari
2.64       Le altre società finanziarie diverse
dagli intermediari finanziari e dagli ausiliari finanziari sono unità
istituzionali che prestano servizi finanziari, le cui attività o le cui
passività non sono per la maggior parte negoziate sui mercati aperti. 
Unità istituzionali incluse nel settore
delle società finanziarie
2.65       Le unità istituzionali incluse
nel settore delle società finanziarie (S.12) sono le seguenti: 
a)      le società di capitali private o
pubbliche la cui funzione principale consiste nel prestare servizi di
intermediazione finanziaria e/o nell'esercitare attività finanziarie
ausiliarie; 
b)      le società cooperative e le società di
persone riconosciute come entità giuridiche indipendenti, la cui funzione
principale consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e/o nell'esercitare
attività finanziarie ausiliarie; 
c)      i produttori pubblici riconosciuti come
entità giuridiche, la cui funzione principale consiste nel prestare servizi di
intermediazione finanziaria e/o nell'esercitare attività finanziarie
ausiliarie; 
d)      le istituzioni senza scopo di lucro
riconosciute come entità giuridiche, la cui funzione principale consiste nel
prestare servizi di intermediazione finanziaria e/o nell'esercitare attività
finanziarie ausiliarie, o che sono al servizio di società finanziarie; 
e)      le sedi centrali allorché la funzione
principale di tutte o della maggior parte delle consociate consiste, come nel
caso delle società finanziarie, nel prestare servizi di intermediazione
finanziaria e/o nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie; tali sedi
centrali sono classificate come ausiliari finanziari (S.126);
f)       le holding il cui ruolo principale
consiste nel detenere le attività di un gruppo di consociate; il gruppo può
essere costituito da società finanziarie o non finanziarie: ciò non influisce
sulla classificazione della holding come istituzione finanziaria captive
(S.127);
g)      le società veicolo la cui funzione
principale consiste nel prestare servizi finanziari;
h)      i fondi di investimento non costituiti in
società comprendenti portafogli di investimenti di proprietà dell'insieme dei
partecipanti e alla cui gestione attendono, in generale, altre società
finanziarie; tali fondi sono unità istituzionali distinte dalle società
finanziarie che li gestiscono;
i)       le unità non costituite in società la
cui funzione principale consiste nel prestare servizi di intermediazione
finanziaria e che sono soggette a regolamentazione e sorveglianza (nella
maggior parte dei casi, classificate come istituti di deposito, escluse le
autorità bancarie centrali, imprese di assicurazione o fondi pensione) sono
considerate come dotate di autonomia decisionale e di autonomia di gestione
indipendente dai rispettivi proprietari. Il comportamento economico e
finanziario di tali unità è simile a quello delle società finanziarie e in
questo caso esse sono considerate come unità istituzionali distinte. Ne sono un
esempio le filiali di società finanziarie non residenti.
2.66       I nove sottosettori delle società finanziarie
Il settore delle società finanziarie è suddiviso
nei seguenti sottosettori: 
a)      autorità bancarie centrali (S.121); 
b)      istituti di deposito, escluse le autorità
bancarie centrali (S.122);
c)      fondi comuni monetari (S.123);
d)      fondi di investimento diversi dai fondi
comuni monetari (S.124);
e)      altri intermediari finanziari, escluse le
imprese di assicurazione e i fondi pensione (S.125);
f)       ausiliari finanziari (S.126);
g)      prestatori di fondi e istituzioni
finanziarie captive (S.127);
h)      imprese di assicurazione (S.128);
i)       fondi pensione (S.129).
Raggruppamento dei sottosettori delle
società finanziarie
2.67       Le istituzioni finanziarie e
monetarie, quali sono definite dalla BCE, sono costituite da tutte le unità
istituzionali incluse nei seguenti sottosettori: autorità bancarie centrali
(S.121), istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali,
(S.122) e fondi comuni monetari (S.123). 
2.68       Nelle altre
istituzioni finanziarie e monetarie rientrano gli intermediari finanziari
attraverso i quali gli effetti della politica monetaria delle autorità bancarie
centrali (S.121) sono trasmessi agli altri operatori dell'economia. Si tratta
degli istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali,
(S.122) e dei fondi comuni monetari (S.123).
2.69       Gli intermediari finanziari che
si occupano del pooling dei rischi sono le imprese di assicurazione e i fondi
pensione. Essi sono costituiti dai sottosettori imprese di assicurazione (S.128)
e fondi pensione (S.129).
2.70       Le società finanziarie escluse
le istituzioni finanziarie e monetarie, le imprese di assicurazione e i fondi
pensione sono costituite dai seguenti sottosettori: fondi di investimento
diversi dai fondi comuni monetari (S.124), altri intermediari finanziari,
escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione (S.125), ausiliari
finanziari (S.126) e prestatori di fondi e istituzioni finanziarie
captive (S.127).
Suddivisione dei sottosettori delle
società finanziarie in società finanziarie pubbliche, private e sotto controllo
estero
2.71       Ciascun sottosettore, ad
eccezione del sottosettore S.121, è ulteriormente suddiviso in: 
a)      società finanziarie pubbliche; 
b)      società finanziarie private nazionali;
c)      società finanziarie sotto controllo
estero. 
I criteri di tale suddivisione sono identici a
quelli applicati per le società non finanziarie (cfr. paragrafi 2.51-2.55).
Tavola 2.3 – Settore
delle società finanziarie e relativi sottosettori
 Settori e sottosettori || Pubblici || Privati nazio-nali || Sotto control-lo estero 
 Società finanziarie || S.12 ||   ||   ||   
 Istituzioni finanziarie e monetarie || Autorità bancarie centrali || S.121 ||   ||   ||   
 Altre istituzioni finanziarie e monetarie || Istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali || S.122 || S.12201 || S.12202 || S.12203 
 Fondi comuni monetari || S.123 || S.12301 || S.12302 || S.12303 
 Società finanzia-rie, escluse le istituzioni finanziarie e monetarie, le imprese di assicura-zione e i fondi pensione || Fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || S.124 || S.12401 || S.12402 || S.12403 
 Altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione || S.125 || S.12501 || S.12502 || S.12503 
 Ausiliari finanziari || S.126 || S.12601 || S.12602 || S.12603 
 Prestatori di fondi e istituzioni finanziarie captive || S.127 || S.12701 || S.12702 || S.12703 
 Imprese di assicura-zione e fondi pensione || Imprese di assicurazione || S.128 || S.12801 || S.12802 || S.12803 
 Fondi pensione || S.129 || S.12901 || S.12902 || S.12903 
Autorità bancarie centrali (S.121)
2.72       Definizione - Il
sottosettore delle autorità bancarie centrali (S.121) comprende tutte le
società e quasi-società finanziarie la cui funzione principale consiste nell'emettere
moneta, nel garantirne il valore all'interno e all'esterno del paese e nel
detenere, in tutto o in parte, le riserve internazionali del paese.
2.73       Sono classificati nel
sottosettore S.121 i seguenti intermediari finanziari: 
a)      la banca centrale nazionale, anche nel
caso in cui partecipi al Sistema europeo di banche centrali; 
b)      gli istituti monetari centrali di natura
essenzialmente pubblica (ad esempio quelli di gestione dei cambi o di emissione
della moneta) che dispongono di una contabilità completa e che sono dotati di
autonomia decisionale nei confronti delle amministrazioni centrali. Se tali
attività sono esercitate in seno alle amministrazioni centrali o alle autorità
bancarie centrali, non esistono unità istituzionali distinte. 
2.74       Il sottosettore S.121 non
comprende gli enti, diversi dalle autorità bancarie centrali, che espletano
funzioni di regolamentazione o di sorveglianza delle società finanziarie o dei
mercati finanziari. Tali enti sono classificati nel sottosettore S.126. 
Istituti di deposito, escluse le autorità
bancarie centrali (S.122)
2.75       Definizione - Il
sottosettore degli istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali,
(S.122) è costituito da tutte le società e quasi-società finanziarie che
svolgono principalmente la funzione di intermediazione finanziaria, tranne
quelle classificate nei sottosettori delle autorità bancarie centrali e dei
fondi comuni monetari, la cui attività consiste nell'accettare depositi da
unità istituzionali e nel concedere crediti e/o effettuare investimenti
mobiliari per proprio conto.
2.76       Gli istituti di deposito,
escluse le autorità bancarie centrali, non possono essere descritti
semplicemente come "banche" perché potrebbero includere alcune
società finanziarie che non sono denominate banche e altre società cui ciò
potrebbe essere precluso in taluni paesi, mentre è possibile che alcune società
finanziarie che si autodefiniscono banche non siano in realtà istituti di
credito. Sono classificati nel sottosettore S.122 i seguenti intermediari
finanziari: 
a)      le banche commerciali, le banche
"universali", le banche "polivalenti";
b)      le casse di risparmio (comprese le casse
di risparmio private e quelle che erogano mutui ipotecari); 
c)      gli organismi che gestiscono i conti
correnti postali, le banche postali; 
d)      le casse rurali e le banche di credito
agrario; 
e)      le cooperative e mutue di credito; 
f)       le banche specializzate (banche d'affari,
case d'emissione, banche private, ecc.);
g)      gli istituti di moneta elettronica che
svolgono come attività principale la funzione di intermediazione finanziaria.
2.77       I seguenti intermediari
finanziari sono classificati nel sottosettore S.122 allorché la loro attività
consiste nel ricevere dal pubblico fondi rimborsabili, in forma di depositi o
in altre forme come l'emissione continuata di titoli di credito a lungo
termine; in caso contrario, essi sono classificati nel sottosettore S.124: 
a)      società di credito ipotecario (incluse le
società di credito edilizio e le istituzioni di credito ipotecario); 
b)      istituti di credito municipali.
2.78       Il sottosettore S.122 non
comprende:
a)      le sedi centrali che controllano e
gestiscono altre unità di un gruppo costituito in prevalenza da istituti di
deposito, escluse le autorità bancarie centrali, ma che non sono istituti di
deposito; tali sedi centrali sono classificate nel sottosettore S.126; 
b)      le istituzioni senza scopo di lucro al
servizio di istituti di deposito, che sono riconosciute come entità giuridiche
indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione finanziaria;
tali istituzioni sono classificate nel sottosettore S.126;
c)      gli istituti di moneta elettronica la cui
funzione principale non consiste nel prestare servizi di intermediazione
finanziaria.
Fondi comuni monetari (S.123)
2.79       Definizione - Il
sottosettore dei fondi comuni monetari (S.123) in quanto fondi comuni di
investimento comprende tutte le società e quasi-società finanziarie che
svolgono come attività principale la funzione di intermediazione finanziaria,
tranne quelle classificate nei sottosettori delle autorità bancarie centrali e
delle istituzioni di credito. La loro attività consiste nel ricevere quote o
partecipazioni in fondi di investimento come prossimi sostituti dei depositi di
unità istituzionali e nell'effettuare investimenti per proprio conto
principalmente in quote o partecipazioni in fondi comuni monetari, titoli di
credito a breve termine e/o depositi.
2.80       Sono classificati nel
sottosettore S.123 i seguenti intermediari finanziari: 
a)      i fondi di investimento, compresi i fondi
comuni di investimento mobiliare, le società di investimento a capitale
variabile e le altre società di investimento le cui quote o partecipazioni sono
prossimi sostituti dei depositi. 
2.81       Il sottosettore S.123 non
comprende: 
a)      le sedi centrali che controllano e
gestiscono un gruppo costituito in prevalenza da fondi comuni monetari, ma che
non sono di per sé fondi comuni monetari; tali sedi centrali sono classificate
nel sottosettore S.126; 
b)      le istituzioni senza scopo di lucro al
servizio dei fondi comuni monetari, che sono riconosciute come entità
giuridiche indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione
finanziaria; tali istituzioni sono classificate nel sottosettore S.126. 
Fondi di investimento diversi dai fondi
comuni monetari (S.124)
2.82       Definizione - Il
sottosettore dei fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari
(S.124) è costituito da tutti i fondi comuni di investimento che svolgono come
attività principale la funzione di intermediazione finanziaria, tranne quelli
classificati nel sottosettore dei fondi comuni monetari. La loro attività
consiste nel ricevere da unità istituzionali quote o partecipazioni in fondi di
investimento che non sono prossimi sostituti dei depositi e nell'effettuare
investimenti per proprio conto principalmente in attività finanziarie diverse
dalle attività finanziarie a breve termine e in attività non finanziarie
(generalmente immobiliari).
2.83       I fondi di investimento diversi
dai fondi comuni monetari comprendono i fondi comuni di investimento mobiliare,
le società di investimento a capitale variabile e le altre società di
investimento le cui quote o partecipazioni non sono considerate prossimi
sostituti dei depositi. 
2.84       Sono classificati nel
sottosettore S.124 i seguenti intermediari finanziari:
a)      fondi di investimento aperti le cui quote
o partecipazioni sono, a richiesta dei detentori, riacquistate o rimborsate
direttamente o indirettamente attingendo alle attività dell'impresa;
b)      fondi di investimento chiusi il cui
capitale ha un ammontare fisso: gli investitori che entrano o escono dal fondo
devono rispettivamente acquistare o vendere le quote esistenti; 
c)      fondi di investimento immobiliari; 
d)      fondi di investimento che investono in
altri fondi ("fondi di fondi");
e)      fondi di copertura comprendenti una serie
di fondi comuni di investimento, caratterizzati da investimenti minimi elevati,
da normative blande e da varie strategie di investimento. 
2.85       Il sottosettore S.124 non
comprende: 
a)      i fondi pensione che rientrano nel
sottosettore dei fondi pensione;
b)      i veicoli di investimento delle
amministrazioni pubbliche, denominati fondi sovrani, che in caso di
classificazione come società finanziarie rientrano nelle istituzioni
finanziarie captive; la classificazione di un "veicolo di investimento
delle amministrazioni pubbliche" nel settore rispettivamente delle
amministrazioni pubbliche o delle società finanziarie è operata in funzione dei
criteri specificati nel paragrafo 2.26; 
c)      le sedi centrali che controllano e
gestiscono un gruppo costituito in prevalenza da fondi di investimento diversi
dai fondi comuni monetari, ma che non sono di per sé fondi di investimento;
tali sedi centrali sono classificate nel sottosettore S.126; 
d)      le istituzioni senza scopo di lucro al
servizio dei fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari, che sono
riconosciute come entità giuridiche indipendenti ma che non svolgono una
funzione di intermediazione finanziaria; tali istituzioni sono classificate nel
sottosettore S.126. 
Altri intermediari finanziari, escluse le
imprese di assicurazione e i fondi pensione (S.125)
2.86       Definizione - Il
sottosettore degli altri intermediari finanziari, escluse le imprese di
assicurazione e i fondi pensione, (S.125) comprende tutte le società e quasi-società
finanziarie che svolgono come attività principale la funzione di
intermediazione finanziaria mediante l'assunzione da unità istituzionali di
passività in forme diverse da moneta, depositi o quote in fondi di investimento
o in relazione con assicurazioni, pensioni e garanzie standard.
2.87       Il sottosettore S.125 comprende
gli intermediari finanziari che esercitano principalmente attività di
finanziamento a lungo termine. Nella maggior parte dei casi, il prevalere di
questo tipo di scadenza differenzia tale sottosettore da quelli delle altre
istituzioni finanziarie e monetarie (S.122 e S.123). L'inesistenza di passività
sotto forma di quote in fondi di investimento non considerate come prossimi
sostituti dei depositi o di diritti e riserve per assicurazioni, pensioni e
garanzie standard permette di differenziare questo sottosettore da quelli dei
fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari (S.124), delle imprese
di assicurazione (S.128) e dei fondi pensione (S.129). 
2.88       Il sottosettore degli altri
intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione,
(S.125) è ulteriormente suddiviso in sottosettori costituiti da società veicolo
finanziarie preposte a operazioni di cartolarizzazione, operatori su valori
mobiliari e strumenti derivati, società finanziarie erogatrici di prestiti e
società finanziarie specializzate (cfr. tavola 2.4).
Tavola 2.4 –
Sottosettore degli altri intermediari finanziari, escluse le imprese di
assicurazione e i fondi pensione, (S.125) e sue suddivisioni
 Altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione Società veicolo finanziarie preposte a operazioni di cartolarizzazione Operatori su valori mobiliari e strumenti derivati Società finanziarie erogatrici di prestiti Società finanziarie specializzate 
2.89       Il sottosettore S.125 non
comprende le istituzioni senza scopo di lucro al servizio di altri intermediari
finanziari, che sono riconosciute come entità giuridiche indipendenti ma che
non svolgono una funzione di intermediazione finanziaria; tali istituzioni sono
classificate nel sottosettore S.126. 
Società veicolo finanziarie preposte a
operazioni di cartolarizzazione
2.90       Definizione - Le società
veicolo finanziarie preposte a operazioni di cartolarizzazione sono società che
effettuano operazioni di cartolarizzazione. Se rispondono ai criteri per la
classificazione come unità istituzionali sono classificate nel sottosettore
S.125, altrimenti sono considerate parte integrante della società madre.
Operatori su valori mobiliari e strumenti
derivati, società finanziarie erogatrici di prestiti e società finanziarie
specializzate
2.91       Gli operatori su valori
mobiliari e strumenti derivati sono intermediari finanziari indipendenti. 
2.92       Le società finanziarie erogatrici
di prestiti comprendono ad esempio gli intermediari finanziari che operano nei
seguenti settori: 
a)      leasing finanziario; 
b)      attività di vendita rateale e di
finanziamento personale o commerciale;
c)      factoring. 
2.93       Le società finanziarie
specializzate sono intermediari finanziari quali, ad esempio: 
a)      le società che forniscono capitali di
rischio e di sviluppo; 
b)      le società di finanziamento delle
esportazioni e delle importazioni;
c)      gli intermediari finanziari che
acquisiscono depositi e/o sostituti assimilabili a depositi o assumono prestiti
unicamente nei confronti di istituzioni finanziarie e monetarie; rientrano tra
tali intermediari finanziari anche le controparti centrali (CCP) che effettuano
operazioni di pronti contro termine tra istituzioni finanziarie e monetarie. 
2.94       Le sedi centrali che
controllano e gestiscono un gruppo di consociate la cui funzione principale
consiste nel prestare servizi di intermediazione finanziaria e/o nell'esercitare
attività finanziarie ausiliarie sono classificate nel sottosettore S.126. 
Ausiliari finanziari (S.126)
2.95       Definizione - Il
sottosettore degli ausiliari finanziari (S.126) comprende tutte le società e
quasi-società finanziarie la cui funzione principale consiste nell'esercitare
attività strettamente correlate all'intermediazione finanziaria, che non si
configurano di per sé come intermediari finanziari.
2.96       Sono classificate nel
sottosettore S.126 le seguenti società e quasi-società finanziarie: 
a)      i mediatori (broker) di assicurazione, le
società di salvataggio e avaria, i consulenti in materia di assicurazioni e
pensioni, ecc.; 
b)      i mediatori di credito, i mediatori di
borsa, i consulenti in materia di investimenti, ecc.; 
c)      le società che gestiscono le emissioni di
titoli; 
d)      le società la cui funzione principale
consiste nel garantire mediante avallo cambiali ed effetti simili; 
e)      le società che trattano strumenti
derivati e di copertura, quali swap, opzioni e future (senza emetterli); 
f)       le società che forniscono infrastrutture
per i mercati finanziari; 
g)      le autorità centrali di sorveglianza
degli intermediari finanziari e dei mercati finanziari, allorché costituiscono
unità istituzionali distinte; 
h)      i gestori di fondi pensione, fondi comuni
di investimento, ecc.; 
i)       le borse di valori mobiliari e di
contratti di assicurazione; 
j)       le istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle società finanziarie, che sono riconosciute come entità
giuridiche indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione
finanziaria (cfr. paragrafo 2.44); 
k)      gli istituti di pagamento (che facilitano
i pagamenti tra compratori e venditori). 
2.97       Sono classificate nel
sottosettore S.126 anche le sedi centrali le cui consociate sono tutte o per la
maggior parte società finanziarie. 
Prestatori di fondi e istituzioni
finanziarie captive (S.127)
2.98       Definizione - Il
sottosettore dei prestatori di fondi e delle istituzioni finanziarie captive
(S.127) comprende tutte le società e quasi-società finanziarie che non svolgono
una funzione di intermediazione finanziaria né esercitano attività finanziarie
ausiliarie e le cui attività o passività non sono per la maggior parte
negoziate in mercati aperti.
2.99       In particolare, sono
classificate nel sottosettore S.127 le seguenti società e quasi-società finanziarie:

a)      le entità giuridiche quali trust, agenzie
o società di comodo;
b)      le holding che detengono quote di
controllo del capitale sociale di un gruppo di consociate e la cui attività
principale consiste nel detenere la proprietà del gruppo, senza fornire altri
servizi alle imprese di cui detengono il capitale, ossia che non amministrano o
gestiscono altre unità; 
c)      le società veicolo che rispondono ai
criteri per la classificazione come unità istituzionali e che raccolgono fondi
sui mercati aperti a beneficio della società madre; 
d)      le unità che prestano servizi finanziari
esclusivamente con fondi propri, o con fondi forniti da uno sponsor, a numerosi
clienti e assumono il rischio finanziario di insolvenza del debitore; ne sono
un esempio i prestatori di fondi, le società che erogano prestiti agli studenti
o per il commercio estero attingendo a fondi forniti da uno sponsor, come una
amministrazione pubblica o una istituzione senza scopo di lucro, e i banchi dei
pegni che erogano prevalentemente prestiti; 
e)      i veicoli di investimento delle
amministrazioni pubbliche, spesso denominati fondi sovrani, se classificati
come società finanziarie. 
Imprese di assicurazione (S.128)
2.100     Definizione - Il
sottosettore delle imprese di assicurazione (S.128) comprende tutte le società
e quasi-società finanziarie che svolgono come attività principale la funzione
di intermediazione finanziaria, principalmente nella forma di assicurazione
diretta o di riassicurazione, in conseguenza del pooling dei rischi (cfr.
paragrafo 2.59).
2.101     Le imprese di assicurazione
prestano servizi di: 
a)      assicurazione sulla vita e contro i danni
a favore di singole unità o insiemi di unità;
b)      riassicurazione a favore di altre imprese
di assicurazione.
2.102     I servizi delle imprese di assicurazione
contro i danni possono essere prestati sotto forma di assicurazioni per: 
a)      incendio (ad esempio di immobili privati
o commerciali); 
b)      responsabilità civile (incidenti); 
c)      auto (danni propri o responsabilità verso
terzi); 
d)      natanti, aeromobili e mezzi di trasporto
(compresi i rischi energetici); 
e)      infortunio e malattia;
f)       assicurazione finanziaria (garanzie od
obbligazioni di sicurezza). 
Le società di assicurazione finanziaria o di
assicurazione dei crediti, denominate anche banche di garanzia, prestano
garanzie o emettono obbligazioni di sicurezza a sostegno di operazioni di
cartolarizzazione e altri prodotti di credito.
2.103     Le imprese di assicurazione sono
principalmente mutue assicuratrici o sono costituite in società. Gli organismi costituiti
in società sono di proprietà degli azionisti e molti di loro sono quotati in
borsa. Le mutue assicuratrici sono di proprietà degli assicurati e trasmettono,
tramite dividendi o bonus, gli utili conseguiti agli assicurati "con
utili" o "partecipanti". Gli assicuratori "captive"
sono normalmente di proprietà di una società non finanziaria e assicurano in
prevalenza i rischi dei propri azionisti. 
 Riquadro – Tipi di assicurazioni Si distinguono tre tipi di assicurazioni: assicurazione diretta, riassicurazione e assicurazione sociale. L'assicurazione diretta comprende le assicurazioni contro i danni e le assicurazioni sulla vita (individuali), l'assicurazione sociale comprende la sicurezza sociale e l'assicurazione sociale connessa con l'occupazione. 
 Tipo di assicura-zione || Assicurazione diretta || Riassicura-zione || Assicurazione sociale 
 Assicurazione stipulata da un assicuratore per tutelarsi in caso di richieste di indennizzo in numero inaspettata-mente elevato o di importo eccezional-mente elevato. || Gli assicurati o i beneficiari sono obbligati o incoraggiati ad assicurarsi contro i rischi con l'intervento di un terzo. È soddisfatta almeno una delle seguenti condizioni: - la partecipazione è obbligatoria; - il sistema è collettivo; - il datore di lavoro (ed eventualmente il beneficiario) versa contributi. 
 Assicurazioni sulla vita || Assicura-zioni contro i danni || Sicurezza sociale || Assicurazione sociale connessa con l'occupazione 
 Gli assicurati effettuano regolari versamenti all'assicuratore in cambio dell'impegno di quest'ultimo di versare a una certa data, o anteriormente a tale data, una determinata somma di denaro o una rendita. || Assicura-zione a copertura di rischi di incidenti, malattia, incendio, crediti, ecc. || Organizzata dalle amministrazioni pubbliche attraverso sistemi di sicurezza sociale || Organizzata dai datori di lavoro per conto dei loro dipendenti e delle persone a loro carico o da altri per conto di un gruppo specifico 
 Pensioni di sicurezza sociale || Altre presta-zioni di sicurez-za sociale || Pensioni connesse con l'occupa-zione || Altre presta-zioni di assicura-zione sociale connessa con l'occupa-zione 
 Settore/ sottosettore || Imprese di assicurazione || Imprese di assicurazione || Enti di previdenza e assistenza sociale || Settore dei datori di lavoro o delle imprese di assicurazione e dei fondi pensione 
2.104     Il sottosettore S.128 non
comprende:
a)      le unità istituzionali che rispondono a
tutti e due i criteri indicati nel paragrafo 2.117: tali unità sono
classificate nel sottosettore S.1314;
b)      le sedi centrali che controllano e
gestiscono un gruppo costituito in prevalenza da imprese di assicurazione, ma
che non sono di per sé imprese di assicurazione: tali sedi centrali sono
classificate nel sottosettore S.126;
c)      le istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle imprese di assicurazione, che sono riconosciute come entità
giuridiche indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione
finanziaria: tali istituzioni sono classificate nel sottosettore S.126.
              Fondi pensione (S.129)
2.105     Definizione - Il
sottosettore dei fondi pensione (S.129) comprende tutte le società e
quasi-società finanziarie che svolgono come attività principale la funzione di
intermediazione finanziaria in conseguenza del pooling dei rischi e dei bisogni
degli assicurati (assicurazione sociale). I fondi pensione, come i sistemi di
assicurazione sociale, forniscono reddito ai pensionati e spesso prestazioni in
caso di morte o di invalidità.
2.106     Nel sottosettore S.129 rientrano
soltanto i fondi pensione di assicurazione sociale che costituiscono unità
istituzionali distinte dalle unità che li hanno creati. Siffatti fondi
autonomi sono dotati di autonomia decisionale e dispongono di una contabilità
completa. I fondi pensione non autonomi non costituiscono unità istituzionali e
fanno parte dell'unità istituzionale che li ha creati. 
2.107     Come esempi di partecipanti ai
fondi pensione si possono citare i dipendenti di una impresa o di un gruppo di
imprese, i dipendenti di un comparto o di una branca e le persone che
esercitano la medesima professione. Le prestazioni incluse nel contratto di
assicurazione possono essere versate:
a)      dopo il decesso dell'assicurato, al
coniuge superstite e ai figli; 
b)      all'assicurato dopo il pensionamento;
c)      all'assicurato in caso di invalidità. 
2.108     In alcuni paesi, tutti questi
tipi di rischi possono essere assicurati tanto da imprese di assicurazione
sulla vita, quanto da fondi pensione. In altri paesi, alcune di queste
categorie di rischi sono assicurate solo da imprese di assicurazione sulla
vita. I servizi dei fondi pensione, contrariamente a quelli delle imprese di
assicurazione sulla vita, sono riservati per legge a determinati gruppi di
lavoratori dipendenti e indipendenti.
2.109     I fondi pensione possono essere
creati dai datori di lavoro o dalle amministrazioni pubbliche, come pure da
imprese di assicurazione per conto dei loro dipendenti; unità istituzionali
distinte possono essere istituite per detenere e gestire le attività da
utilizzare a fronte dei diritti pensionistici o per l'erogazione di pensioni.
2.110     Il sottosettore S.129 non
comprende:
a)      le unità istituzionali che rispondono a
tutti e due i criteri indicati nel paragrafo 2.117: tali unità sono
classificate nel sottosettore S.1314;
b)      le sedi centrali che controllano e
gestiscono un gruppo costituito in prevalenza da imprese di assicurazione, ma
che non sono di per sé imprese di assicurazione: tali sedi centrali sono
classificate nel sottosettore S.126;
c)      le istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle imprese di assicurazione, che sono riconosciute come entità
giuridiche indipendenti ma che non svolgono una funzione di intermediazione
finanziaria: tali istituzioni sono classificate nel sottosettore S.126.
AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE (S.13)
2.111     Definizione - Il
settore delle amministrazioni pubbliche (S.13) è costituito dalle unità
istituzionali che agiscono da produttori di beni e servizi non destinabili alla
vendita, la cui produzione è destinata a consumi collettivi e individuali e che
sono finanziati da versamenti obbligatori effettuati da unità appartenenti ad
altri settori, nonché dalle unità istituzionali la cui funzione principale
consiste nella redistribuzione del reddito e della ricchezza del paese.
2.112     Le unità istituzionali comprese
nel settore S.13 sono ad esempio le seguenti:
a)      le amministrazioni pubbliche esistenti in
virtù di un processo giuridico che hanno giurisdizione su altre unità nel
territorio economico e gestiscono e finanziano un insieme di attività, principalmente
consistenti nel fornire alla collettività beni e servizi non destinabili alla
vendita;
b)      una società o una quasi-società a
condizione che la loro produzione consista prevalentemente in beni e servizi
non destinabili alla vendita ed esse siano controllate da una amministrazione
pubblica;
c)      le istituzioni senza scopo di lucro
riconosciute come entità giuridiche indipendenti che agiscono da produttori di
beni e servizi non destinabili alla vendita e che sono controllate da
amministrazioni pubbliche;
d)      i fondi pensione autonomi se la
contribuzione è obbligatoria e le amministrazioni pubbliche gestiscono i fondi
per quanto concerne la fissazione e l'approvazione dei contributi e delle
prestazioni.
2.113     Il settore delle
amministrazioni pubbliche è suddiviso in quattro sottosettori:
a)      amministrazioni centrali (S.1311); 
b)      amministrazioni di Stati federati
(S.1312); 
c)      amministrazioni locali (S.1313); 
d)      enti di previdenza e assistenza sociale
(S.1314). 
Amministrazioni centrali (esclusa la
sicurezza sociale) (S.1311)
2.114     Definizione - Il
sottosettore delle amministrazioni centrali comprende tutti gli organi
amministrativi dello Stato e gli altri enti centrali la cui competenza si
estende normalmente alla totalità del territorio economico, esclusi gli enti di
previdenza e assistenza sociale. 
Il sottosettore S.1311 comprende anche le
istituzioni senza scopo di lucro controllate dalle amministrazioni centrali, la
cui competenza si estende alla totalità del territorio economico.
Gli organismi regolatori del mercato che a titolo
esclusivo o principale sono distributori di contributi sono classificati nel
sottosettore S.1311. Gli organismi la cui attività esclusiva o principale
consiste nell'acquistare, immagazzinare e vendere prodotti agricoli o alimentari
sono classificati nel settore S.11.
Amministrazioni di Stati federati
(esclusa la sicurezza sociale) (S.1312)
2.115     Definizione - Questo
sottosettore è costituito dalle amministrazioni di Stati federati che sono
unità istituzionali distinte ed esercitano alcune delle funzioni amministrative
statali a un livello inferiore a quello delle amministrazioni centrali e
superiore a quello delle unità istituzionali amministrative esistenti a livello
locale, esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale. 
Il sottosettore S.1312 comprende le istituzioni
senza scopo di lucro controllate da amministrazioni di Stati federati, la cui
competenza è limitata al territorio economico di tali Stati.
Amministrazioni locali (esclusa la
sicurezza sociale) (S.1313)
2.116     Definizione - Il
sottosettore delle amministrazioni locali comprende gli enti pubblici
territoriali la cui competenza si estende a una parte soltanto del territorio
economico, escluse le rappresentanze locali degli enti di previdenza e
assistenza sociale. 
Il sottosettore S.1313 comprende le istituzioni
senza scopo di lucro controllate da amministrazioni locali, la cui competenza è
limitata al territorio economico di tali amministrazioni.
Enti di previdenza e assistenza sociale
(S.1314)
2.117     Definizione - Il
sottosettore degli enti di previdenza e assistenza sociale comprende le unità
istituzionali centrali, di Stati federati e locali, la cui attività principale
consiste nell'erogare prestazioni sociali e che rispondono ai seguenti due
criteri: 
a)      in forza di disposizioni legislative o
regolamentari determinati gruppi della popolazione sono tenuti a partecipare al
regime o a versare contributi;
b)      le amministrazioni pubbliche sono
responsabili della gestione dell'istituzione per quanto riguarda la fissazione o
l'approvazione dei contributi e delle prestazioni, a prescindere dal loro ruolo
di organismo di sorveglianza o di datore di lavoro.
Di norma, non esiste alcun legame diretto tra
l'importo del contributo versato da un individuo e il rischio cui tale individuo
è esposto.
FAMIGLIE (S.14)
2.118     Definizione - Il
settore delle famiglie (S.14) è costituito da individui o da gruppi di
individui, nella loro funzione di consumatori e di imprenditori, che producono
beni e servizi finanziari e non finanziari destinabili alla vendita (produttori
di beni e servizi destinabili alla vendita) purché la produzione di beni e
servizi non sia operata da entità distinte trattate come quasi-società. Esso
comprende anche individui o gruppi di individui che producono beni e servizi
non finanziari esclusivamente per proprio uso finale. 
Nella loro funzione di consumatori, le famiglie
possono essere definite come piccoli gruppi di persone che condividono la
stessa abitazione, che mettono in comune i loro redditi e il loro patrimonio e
che consumano collettivamente taluni tipi di beni e di servizi, principalmente
i servizi di abitazione e i pasti. 
Le principali risorse di cui dispongono le
famiglie sono le seguenti:
a)      redditi da lavoro dipendente, 
b)      redditi da capitale, 
c)      trasferimenti effettuati da altri
settori,
d)      proventi della cessione di prodotti
destinabili alla vendita e 
e)      proventi figurativi della produzione di
prodotti destinati all'autoconsumo. 
2.119     Il settore delle famiglie
comprende: 
a)      gli individui o i gruppi di individui la
cui funzione principale consiste nel consumare; 
b)      le persone che vivono stabilmente nelle
convivenze e la cui autonomia di azione o di decisione in materia economica è
limitata o inesistente (ad esempio, membri di ordini religiosi che vivono in
monasteri, lungodegenti ricoverati in ospedali, detenuti che scontano pene di
lunga durata, anziani che vivono in permanenza in case di riposo); tali persone
sono considerate come una unità istituzionale unica, ossia come una unica
famiglia;
c)      gli individui o i gruppi di individui la
cui funzione principale consiste nel consumare e che producono beni e servizi
non finanziari esclusivamente per proprio uso finale; il sistema dei conti
considera soltanto due categorie di servizi prodotti per l'autoconsumo: i
servizi di abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari e i
servizi domestici prodotti da personale retribuito;
d)      le imprese individuali e le società di
persone non riconosciute come entità giuridiche — diverse da quelle considerate
quasi-società — che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla
vendita; 
e)      le istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle famiglie non riconosciute come entità giuridiche indipendenti,
oppure riconosciute come tali ma di limitata importanza. 
2.120     Nel SEC il settore delle
famiglie è suddiviso nei seguenti sottosettori: 
a)      datori di lavoro (S.141) e lavoratori
indipendenti (S.142); 
b)      lavoratori dipendenti (S.143); 
c)      percettori di redditi da capitale
(S.1441); 
d)      titolari di pensioni (S.1442); 
e)      beneficiari di altri trasferimenti
(S.1443). 
2.121     Le famiglie sono classificate in
sottosettori in funzione del tipo di reddito (da lavoro autonomo, da lavoro
dipendente, ecc.) prevalente nella famiglia nel suo insieme. Quando in una
stessa famiglia sono percepiti più redditi di una determinata categoria, la
classificazione è basata sul reddito totale della famiglia in ciascuna
categoria. 
Datori di lavori (e lavoratori
indipendenti) (S.141 e S.142)
2.122     Definizione - Il
sottosettore dei datori di lavoro e dei lavoratori indipendenti è costituito
dalle famiglie la cui principale fonte di reddito è il reddito (misto) (B.3)
percepito dai proprietari di imprese familiari non costituite in società,
impieganti o meno personale retribuito, e generato dalla loro attività di
produzione di beni e servizi destinabili alla vendita, anche se tale attività
non concorre per più della metà al reddito totale della famiglia. 
Lavoratori dipendenti (S.143)
2.123     Definizione - Il
sottosettore dei lavoratori dipendenti è costituito dalle famiglie la cui
principale fonte di reddito è rappresentata da redditi da lavoro dipendente
(D.1). 
Percettori di redditi da capitale
(S.1441)
2.124     Definizione - Il
sottosettore dei percettori di redditi da capitale è costituito dalle famiglie
la cui principale fonte di reddito è rappresentata da redditi da capitale
(D.4). 
Titolari di pensioni (S.1442)
2.125     Definizione - Il
sottosettore dei titolari di pensioni è costituito dalle famiglie la cui
principale fonte di reddito è rappresentata da pensioni. 
Le famiglie di pensionati sono le famiglie il cui
reddito principale è costituito da pensioni, anche di anzianità, incluse le
pensioni versate da ex datori di lavoro.
Beneficiari di altri trasferimenti
(S.1443)
2.126     Definizione - Il
sottosettore dei beneficiari di altri trasferimenti è costituito dalle famiglie
la cui principale fonte di reddito è rappresentata da altri trasferimenti
correnti. 
Gli altri trasferimenti correnti sono tutti i
trasferimenti correnti diversi dai redditi da capitale, dalle pensioni e dai
redditi delle persone che vivono stabilmente nelle convivenze.
2.127     In mancanza di informazioni sull'importanza
relativa delle singole fonti di reddito della famiglia nel suo insieme, si
utilizza, ai fini della classificazione per settori, il reddito della persona
di riferimento, ossia del componente della famiglia che percepisce il reddito
più elevato. Qualora anche questa informazione non fosse disponibile, si prende
in considerazione il reddito del componente della famiglia che dichiara di
essere la persona di riferimento. 
2.128     Per la classificazione delle
famiglie in sottosettori si possono utilizzare altri criteri quali, ad esempio,
la ripartizione delle famiglie secondo l'attività di produzione: famiglie agricole
e famiglie non agricole.
ISTITUZIONI SENZA SCOPO DI LUCRO AL
SERVIZIO DELLE FAMIGLIE (S.15)
2.129     Definizione - Il
settore delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie
(S.15) è costituito dagli organismi senza scopo di lucro che sono entità
giuridiche distinte al servizio delle famiglie e sono produttori privati di
beni e servizi non destinabili alla vendita. Le loro risorse derivano
principalmente da contributi volontari in denaro o in natura versati dalle
famiglie nella loro funzione di consumatori, da pagamenti effettuati dalle
amministrazioni pubbliche e da redditi da capitale. 
2.130     Le istituzioni di limitata
importanza non sono comprese in questo settore, bensì in quello delle famiglie,
perché le loro operazioni non sono distinguibili da quelle delle unità di quel
settore (S.14). Le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie
che producono beni e servizi non destinabili alla vendita e che sono
controllate dalle amministrazioni pubbliche sono classificate nel settore delle
amministrazioni pubbliche.
Il settore delle istituzioni senza scopo di lucro
al servizio delle famiglie comprende le seguenti istituzioni che forniscono
alle famiglie beni e servizi non destinabili alla vendita:
a)      sindacati, organizzazioni professionali o
di categoria, associazioni di consumatori, partiti politici, chiese o società
religiose (comprese quelle finanziate ma non controllate dalle amministrazioni
pubbliche), circoli sociali, culturali, ricreativi e sportivi; 
b)      organismi di beneficenza, di assistenza e
di aiuto finanziati mediante trasferimenti volontari in denaro o in natura
effettuati da altre unità istituzionali.
Il settore S.15 comprende gli organismi di
beneficenza, di assistenza o di aiuto al servizio di unità non residenti, ma
esclude le entità l'appartenenza alle quali dà diritto ad una serie
predeterminata di beni e servizi.
RESTO DEL MONDO (S.2)
2.131     Definizione - Il
resto del mondo (S.2) è un insieme di unità non caratterizzate da funzioni e da
risorse peculiari; esso comprende le unità non residenti nella misura in
cui effettuano operazioni con unità istituzionali residenti o intrattengono
altre relazioni economiche con unità residenti. I conti di questo
settore forniscono una panoramica generale delle relazioni economiche esistenti
tra l'economia del paese e il resto del mondo. Sono incluse le
istituzioni dell'UE e le organizzazioni internazionali. 
2.132     Il resto del mondo non è un
settore per il quale occorre disporre di una contabilità completa, ma è
opportuno considerare il resto del mondo come se fosse un settore. I settori
sono ottenuti disaggregando il totale dell'economia per ottenere insiemi più
omogenei di unità istituzionali residenti, aventi comportamenti economici,
obiettivi e funzioni simili. Non è questo il caso del settore del resto del
mondo, per il quale si registrano operazioni e altri flussi tra società
finanziarie e non finanziarie, istituzioni senza scopo di lucro, famiglie e
amministrazioni pubbliche, da una parte, e unità istituzionali non residenti,
dall'altra, nonché altre relazioni economiche tra residenti e non residenti (ad
esempio, i crediti di residenti nei confronti di non residenti).
2.133     I conti del resto del mondo
includono le sole operazioni che intervengono tra unità istituzionali residenti
e unità non residenti, salvo le seguenti eccezioni:
a)      i servizi di trasporto (fino alla
frontiera del paese esportatore) relativi a beni importati, prestati da unità
residenti, figurano nei conti del resto del mondo con le importazioni FOB,
anche se prodotti da unità residenti; 
b)      le operazioni inerenti ad attività estere
effettuate tra unità residenti classificate in settori diversi nell'economia
nazionale sono registrate nel conto finanziario dettagliato del resto del
mondo; tali operazioni non modificano la posizione finanziaria del paese nei
confronti del resto del mondo, ma hanno una incidenza sulle relazioni
finanziarie dei singoli settori con il resto del mondo;
c)      le operazioni inerenti a passività del
paese effettuate tra unità non residenti di zone geografiche diverse sono
registrate nella ripartizione geografica dei conti del resto del mondo; anche
se non modificano le passività complessive del paese nei confronti del resto
del mondo, tali operazioni hanno una incidenza sulle sue passività nei
confronti delle varie zone geografiche.
2.134     Il settore resto del mondo (S.2)
è suddiviso in: 
a)      Stati membri, istituzioni e organi dell'Unione
europea (S.21): 
1.       Stati membri dell'UE (S.211)
2.       Istituzioni e organi dell'UE (S.212)
b)      Paesi non aderenti all'UE e
organizzazioni internazionali non residenti nell'UE (S.22). 
Classificazione settoriale delle unità di produzione
secondo le principali forme giuridiche correnti
2.135     La tavola in appresso e i
paragrafi 2.94-2.101 ricapitolano i principi della classificazione settoriale
delle unità di produzione, utilizzando le denominazioni correnti dei principali
tipi di istituzioni. 
2.136     Le società di capitali private e
pubbliche che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita
sono classificate come segue: 
a)      nel settore delle società non finanziarie
(S.11), se la loro funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non
finanziari;
b)      nel settore delle società finanziarie
(S.12), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di
intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie.
2.137     Le società cooperative e le
società di persone riconosciute come entità giuridiche indipendenti che
agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita sono
classificate come segue: 
a)      nel settore delle società non finanziarie
(S.11), se la loro funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non
finanziari; 
b)      nel settore delle società finanziarie
(S.12), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di
intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie.
2.138     I produttori pubblici
riconosciuti, in forza di una normativa specifica, come entità giuridiche
indipendenti e che agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla
vendita sono classificati come segue: 
a)      nel settore delle società non finanziarie
(S.11), se la loro funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non
finanziari; 
b)      nel settore delle società finanziarie
(S.12), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di
intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie.
2.139     I produttori pubblici non
riconosciuti come entità giuridiche indipendenti che agiscono da produttori di
beni e servizi destinabili alla vendita sono classificati come segue: 
a)      se sono quasi-società: 
1.       nel settore delle società non
finanziarie (S.11), se la loro funzione principale consiste nel produrre beni e
servizi non finanziari; 
2.       nel settore delle società finanziarie
(S.12), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di
intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie;
b)      se non sono quasi-società, nel settore
delle amministrazioni pubbliche (S.13) in quanto formano parte integrante delle
unità che li controllano.
2.140     Le istituzioni senza scopo di
lucro (associazioni, fondazioni) riconosciute come entità giuridiche
indipendenti sono classificate come segue: 
a)      nel settore delle società non finanziarie
(S.11), se agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e
la loro funzione principale consiste nel produrre beni e servizi non
finanziari; 
b)      nel settore delle società finanziarie
(S.12), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di
intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie; 
c)      se agiscono da produttori di beni e
servizi non destinabili alla vendita:
1.       nel settore delle amministrazioni
pubbliche (S.13), se si tratta di produttori pubblici controllati dalle
amministrazioni pubbliche;
2.       nel settore delle istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie (S.15), se si tratta di produttori
privati.
2.141     Le imprese individuali e le
società di persone non riconosciute come entità giuridiche indipendenti che
agiscono da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita sono
classificate come segue: 
a)      se sono quasi-società: 
1.       nel settore delle società non
finanziarie (S.11), se la loro funzione principale consiste nel produrre beni e
servizi non finanziari;
2.       nel settore delle società finanziarie
(S.12), se la loro funzione principale consiste nel prestare servizi di
intermediazione finanziaria e nell'esercitare attività finanziarie ausiliarie;
b)      se non sono quasi-società, nel settore
delle famiglie (S.14). 
2.142     Le sedi centrali sono
classificate come segue: 
a)      nel settore delle società non finanziarie
(S.11), se l'attività prevalente del gruppo di società che agiscono da
produttori di beni e servizi destinabili alla vendita, nel suo insieme, è
costituita dalla produzione di beni e servizi non finanziari (cfr. paragrafo
2.23, lettera e)); 
b)      nel settore delle società finanziarie
(S.12), se l'attività prevalente del gruppo di società nel suo insieme è costituita
dalla prestazione di servizi di intermediazione finanziaria (cfr. paragrafo 2.40,
lettera e)). 
Le holding (cioè le società che detengono le
attività di un gruppo di consociate) sono sempre considerate società
finanziarie. Le holding detengono le attività di un gruppo di società, ma non
esercitano alcuna attività di gestione con riguardo al gruppo.
2.143     La tavola 2.5 presenta in forma
schematica i vari casi sopraelencati. 
Tavola 2.5 — Classificazione
settoriale delle unità di produzione secondo le principali forme giuridiche
correnti
 Tipo di produttore   Terminologia giuridica corrente || Produttori che producono per il mercato (beni e servizi non finanziari) || Produttori che producono per il mercato (intermediazione finanziaria) || Produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita 
 Società di capitali private e pubbliche || S.11 - Società non finanziarie || S.12 - Società finanziarie || Produttori pubblici || Produttori privati 
 Società cooperative e società di persone riconosciute come entità giuridiche indipendenti || S.11 - Società non finanziarie || S.12 - Società finanziarie ||   ||   
 Produttori pubblici riconosciuti come entità giuridiche indipendenti in forza di una normativa specifica || S.11 - Società non finanziarie || S.12 - Società finanziarie ||   ||   
 Produttori pubblici non riconosciuti come entità giuridiche indipendenti || Con caratteristiche di quasi-società || S.11 - Società non finanziarie || S.12 - Società finanziarie || S.13 -Amministrazioni pubbliche ||   
 Altri ||   ||   ||   ||   
 Istituzioni senza scopo di lucro riconosciute come entità giuridiche indipendenti || S.11 - Società non finanziarie || S.12 - Società finanziarie || S.13 -Amministrazioni pubbliche ||   
 Società di persone non riconosciute come entità giuridiche indipendenti   Imprese individuali || Con caratteristiche di quasi-società || S.11 - Società non finanziarie || S.12 - Società finanziarie || S.13 -Amministrazioni pubbliche || S.15 - Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie 
 Altre || S.14 - Famiglie || S.14 - Famiglie ||   ||   
 Sedi centrali controllanti un gruppo di società la cui attività prevalente è la produzione di || beni e servizi non finanziari || S.11 - Società non finanziarie ||   ||   ||   
 servizi finanziari ||   || S.12 - Società finanziarie ||   ||   
Unità di attività economica a livello locale e
branche di attività economica
2.144     Nella maggior parte dei casi, le
unità istituzionali che producono beni e servizi esercitano simultaneamente una
pluralità di attività: possono esercitare una attività principale, alcune
attività secondarie e alcune attività ausiliarie. 
2.145     Una attività è esercitata
allorché vengono combinate risorse, quali attrezzature, manodopera, tecniche di
produzione, reti informative o prodotti, per creare determinati beni o servizi.
Una attività è caratterizzata da un input di prodotti, da un processo di
produzione e dai prodotti ottenuti a seguito di tale attività di produzione.
Le attività possono essere determinate con
riferimento a un livello specifico della classificazione statistica delle
attività economiche nell'Unione europea (NACE Rev. 2).
2.146     Se una unità esercita più di una
attività, tutte le attività che non sono ausiliarie (cfr. capitolo 3,
paragrafo 3.12) sono classificate secondo il rispettivo valore aggiunto lordo.
Sulla base dell'entità prevalente del valore aggiunto lordo generato è
possibile operare la distinzione tra attività principale e attività secondarie.
2.147     Per analizzare i flussi
originati dal processo di produzione e dall'utilizzo dei beni e dei servizi è
necessario scegliere unità che mettano in evidenza le relazioni di natura
tecnico-economica. Quest'esigenza impone la suddivisione delle unità
istituzionali in unità più piccole e più omogenee con riguardo al tipo di
produzione. Le unità di attività economica a livello locale sono finalizzate a
soddisfare tale esigenza, applicando un approccio operativo.
L'unità di attività economica a livello
locale
2.148     Definizione - L'unità
di attività economica a livello locale (UAE locale) è la parte di una UAE che
corrisponde a una unità locale. Nell'SCN e nella CITI Rev. 4 la UAE locale è denominata
"establishment". L'UAE raggruppa tutte le parti di una unità
istituzionale nella sua funzione di produttore che concorrono all'esercizio di
una attività al livello di classe (4 cifre) della NACE Rev. 2 e corrisponde a
una o più suddivisioni operative dell'unità istituzionale. Il sistema
informativo dell'unità istituzionale deve essere in grado di indicare o di
calcolare per ciascuna UAE locale almeno il valore della produzione, i consumi
intermedi, i redditi da lavoro dipendente, il risultato di gestione, il numero
di occupati e gli investimenti fissi lordi. 
L'unità locale corrisponde a una unità
istituzionale produttrice di beni e servizi situata in un luogo geograficamente
definito.
Una UAE locale può corrispondere a una unità
istituzionale che agisce da produttore, ma non può mai appartenere a due unità
istituzionali differenti.
2.149     Allorché esercita, oltre a una
attività principale, anche una o più attività secondarie, una unità
istituzionale che produce beni o servizi è suddivisa in un egual numero di UAE
e le attività secondarie sono classificate in voci diverse da quella dell'attività
principale. Le attività ausiliarie non sono dissociate dalle attività
principali o secondarie. Tuttavia, le UAE che rientrano in voci particolari
della classificazione possono generare prodotti che non fanno parte del gruppo
omogeneo a causa di attività secondarie ad esse riconducibili che non è
possibile individuare separatamente sulla base dei documenti contabili
disponibili. Una UAE può quindi esercitare una o più attività secondarie. 
La branca di attività economica
2.150     Definizione - Una
branca di attività economica comprende un gruppo di UAE locali che esercitano
una attività economica identica o simile. Al livello di classificazione più
dettagliato, una branca di attività economica è costituita dall'insieme delle
UAE locali che rientrano in una stessa classe (4 cifre) della NACE Rev. 2 e che
esercitano quindi la stessa attività, quale definita nella NACE Rev. 2. 
Le branche di attività economica comprendono sia
le UAE locali che producono beni e servizi destinabili alla vendita, sia le UAE
locali che producono beni e servizi non destinabili alla vendita. Per
definizione, una branca di attività economica è costituita da un gruppo di UAE
locali che esercitano uno stesso tipo di attività produttiva, indipendentemente
dal fatto che le unità istituzionali a cui esse appartengono producano prodotti
destinabili o non destinabili alla vendita.
2.151     Le branche di attività economica
sono suddivise in tre categorie: 
a)      branche di attività economica che
producono beni e servizi destinabili alla vendita e che producono beni e
servizi per proprio uso finale; i servizi per proprio uso finale sono costituiti
dai servizi di abitazione prodotti da coloro che occupano l'abitazione di cui
sono proprietari e dai servizi domestici prodotti da personale retribuito; 
b)      branche di attività economica delle
amministrazioni pubbliche che producono beni e servizi non destinabili alla
vendita; 
c)      branche di attività economica delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie che producono beni
e servizi non destinabili alla vendita. 
Classificazione delle branche di attività
economica
2.152     La classificazione utilizzata
per raggruppare le UAE locali in branche di attività economica è la NACE Rev.
2. 
Unità di produzione omogenea e branche di produzione
omogenea
2.153     L'unità che meglio si presta
alla realizzazione di analisi sul processo di produzione è l'unità di
produzione omogenea. Tale unità è caratterizzata da una attività unica, definita
dai suoi input, da un particolare processo di produzione e dai suoi prodotti
(output). 
L'unità di produzione omogenea
2.154     Definizione - L'unità di
produzione omogenea esercita una attività unica, definita dai suoi input, da un
particolare processo di produzione e dai suoi prodotti (output). I prodotti che
costituiscono gli input e gli output sono a loro volta individuati sulla base
delle loro caratteristiche fisiche, del loro stadio di trasformazione e della
tecnica di produzione utilizzata. Possono essere definiti servendosi della
classificazione dei prodotti (Classificazione statistica dei prodotti associata
alle attività – CPA). Questa classificazione dei prodotti è strutturata in base
al criterio dell'origine industriale, secondo la definizione che ne è data
dalla NACE Rev. 2.
La branca di produzione omogenea
2.155     Definizione - La branca di
produzione omogenea è un raggruppamento di unità di produzione omogenea. L'insieme
delle attività che rientrano in una branca di produzione omogenea è individuata
con riferimento a una classificazione di prodotti. La branca di produzione
omogenea produce i beni o i servizi specificati nella classificazione e
soltanto tali prodotti.
2.156     Le branche di produzione
omogenea sono unità create per realizzare analisi economiche. Le unità di
produzione omogenea abitualmente non possono essere osservate direttamente; per
costituire le branche di produzione omogenea è quindi necessario rielaborare i
dati rilevati a partire dalle unità utilizzate nelle indagini statistiche.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 03
 
ALLEGATO A
della proposta di 
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 3 - OPERAZIONI SUI PRODOTTI E 
SULLE ATTIVITÀ NON PRODOTTE 
OPERAZIONI SUI PRODOTTI IN GENERALE
3.01       Definizione - I prodotti sono
tutti i beni e i servizi che derivano da una attività di produzione quale è
definita nel SEC (cfr. paragrafo 3.07).
3.02       Il SEC individua le seguenti
principali categorie di operazioni sui prodotti:
 Categorie di operazioni ||   || Codice 
 Produzione ||   || P.1 
 Consumi intermedi ||   || P.2 
 Spesa per consumi finali ||   || P.3 
 Consumi finali effettivi ||   || P.4 
 Investimenti lordi ||   || P.5 
 Esportazioni di beni e servizi ||   || P.6 
 Importazioni di beni e servizi ||   || P.7 
3.03       Le operazioni sui prodotti sono
contabilizzate come segue: 
a)      nel conto di equilibrio dei beni e
servizi, la produzione e le importazioni sono registrate nella sezione delle
risorse e le altre operazioni sui prodotti sono registrate nella sezione degli
impieghi; 
b)      nel conto della produzione, la produzione
è registrata nella sezione delle risorse e i consumi intermedi sono registrati
nella sezione degli impieghi; il valore aggiunto lordo è il saldo contabile di
queste due operazioni sui prodotti;
c)      nel conto di utilizzazione del reddito
disponibile, la spesa per consumi finali è registrata nella sezione degli
impieghi; 
d)      nel conto di utilizzazione del reddito
disponibile corretto, i consumi finali effettivi sono registrati nella sezione
degli impieghi; 
e)      nel conto del capitale, gli investimenti
lordi sono registrati fra gli impieghi (come una variazione delle attività non
finanziarie); 
f)       nel conto del resto del mondo dei beni e
dei servizi, le importazioni di beni e servizi sono registrate nella sezione
delle risorse, mentre le esportazioni di beni e servizi sono registrate nella
sezione degli impieghi. 
Molti saldi contabili importanti come il valore
aggiunto, il prodotto interno lordo, il reddito nazionale e il reddito
disponibile sono definiti in termini di operazioni sui prodotti. In sede di
presentazione delle operazioni sui prodotti vengono definiti anche tali saldi
contabili.
3.04       Nella tavola delle risorse, la
produzione e le importazioni sono registrate come risorse. Nella tavola degli
impieghi, i consumi intermedi, gli investimenti lordi, la spesa per consumi
finali e le esportazioni sono registrati come impieghi. Nella tavola
input-output simmetrica, la produzione e le importazioni sono registrate come
risorse e le altre operazioni sui prodotti come impieghi. 
3.05       Le risorse sono valutate ai
prezzi base (cfr. paragrafo 3.44). Gli impieghi sono valutati ai prezzi di
acquisto (cfr. paragrafo 3.06). Per alcuni tipi di risorse e di impieghi, ad
esempio per le importazioni e le esportazioni di beni, vengono utilizzati
principi di valutazione più specifici. 
3.06       Definizione 
Il prezzo di acquisto è il prezzo pagato
dall'acquirente per acquistare i prodotti. Esso comprende:
a)      le imposte al netto dei contributi ai
prodotti (ma escluse le imposte deducibili come l'IVA sui prodotti);
b)      le spese di trasporto pagate
separatamente dall'acquirente per ottenere la consegna nel luogo e nel momento
stabiliti;
c)      gli sconti, rispetto ai prezzi o agli
oneri standard, per acquisti fuori stagione o di grandi quantitativi di prodotti.
Il prezzo di acquisto non comprende:
d)      gli interessi o gli oneri addebitati
nell'ambito di convenzioni creditizie;
e)      gli oneri accessori sostenuti per
ritardato pagamento, ossia in conseguenza del mancato pagamento entro il
periodo fissato all'epoca dell'acquisto. 
Se il momento dell'impiego non
coincide con la data dell'acquisto, si procede a rettifiche onde tenere conto
delle variazioni di prezzo intervenute nel lasso di tempo intercorrente tra i
due momenti (simmetricamente alle variazioni dei prezzi delle scorte). Tali
rettifiche si rendono necessarie soprattutto se i prezzi dei prodotti in
questione variano in misura notevole nel corso di un anno.
ATTIVITÀ DI PRODUZIONE E PRODUZIONE 
3.07       Definizione
L'attività di produzione è una attività esercitata
sotto il controllo, la responsabilità e la direzione di una unità istituzionale
che impiega beni e servizi, lavoro e capitale quali input per generare output
di beni e servizi.
L'attività di produzione non comprende i processi
naturali che avvengono senza l'intervento dell'uomo, come l'accrescimento
naturale delle risorse ittiche nelle acque internazionali. Al contrario, la
piscicoltura costituisce una attività di produzione. 
3.08       L'attività di produzione
comprende:
a)      la produzione di tutti i beni o i servizi
individuali o collettivi forniti a unità diverse da quelle che li hanno
prodotti;
b)      la produzione per uso proprio di
tutti i beni destinati dai rispettivi produttori all'autoconsumo o a
investimenti fissi lordi. 
Un esempio di produzione per uso proprio di beni
destinati a investimenti fissi lordi è rappresentata dalla produzione di
capitale fisso (attività di costruzione, sviluppo di software e prospezioni
minerarie) per investimenti fissi lordi propri. Il concetto di investimenti
fissi lordi è definito ai paragrafi 3.124‑3.134.       
         
La produzione di beni per uso proprio da parte delle famiglie riguarda in
generale:
(1)     la costruzione per uso proprio di
abitazioni; 
(2)     la produzione e l'immagazzinamento di
prodotti agricoli;
(3)     la trasformazione di prodotti agricoli,
come, ad esempio, le attività di macinazione per la produzione di farina, le
attività di essiccamento e di inscatolamento a fini di conservazione della
frutta, la produzione di prodotti lattiero-caseari come il burro e il formaggio
e la produzione di birra, vino e bevande alcoliche;
(4)     la produzione di altri prodotti primari
come l'estrazione di salgemma e di torba e l'adduzione di acqua; 
(5)     altre attività di trasformazione quali le
attività di tessitura, di fabbricazione di ceramiche e di mobili. 
c)      la produzione per uso proprio di servizi
abitativi da parte di coloro che occupano l'abitazione di cui sono proprietari;

d)      i servizi personali e domestici prodotti
da personale domestico retribuito; 
e)      le attività di volontariato che comportano
la produzione di beni come, ad esempio, la costruzione di abitazioni, chiese o
altri edifici. Sono viceversa escluse le attività a titolo di volontariato che
non comportano produzione di beni come, ad esempio, le attività di assistenza e
di pulizia non retribuite. 
Le attività sopraelencate dalla lettera a) alla
lettera e) sono incluse come attività di produzione a prescindere che siano
illegali o non dichiarate alle autorità tributarie, agli enti della sicurezza
sociale, alle autorità statistiche o ad altre istituzioni pubbliche. 
La produzione di beni per uso proprio da parte
delle famiglie è registrata se è significativa, ossia se tale tipo di
produzione è quantitativamente rilevante sul totale dell'offerta di tali beni
in un paese. 
Le uniche attività di produzione di beni per uso
proprio da parte delle famiglie incluse nel SEC sono la costruzione di
abitazioni e le attività di produzione, immagazzinamento e trasformazione di
prodotti agricoli. 
3.09       Dalla produzione è esclusa la
produzione dei servizi personali e domestici prodotti e consumati all'interno
della stessa famiglia. Esempi di servizi domestici prodotti dalle famiglie esclusi
dalla produzione sono i seguenti:
a)      pulizia, decorazione e manutenzione di
abitazioni nella misura in cui tali attività sono consuete anche per i
locatari;
b)      pulizia, manutenzione e riparazione di
beni durevoli per la casa;
c)      preparazione di pasti; 
d)      cura e istruzione dei bambini; 
e)      assistenza a malati o anziani;
f)       trasporto di componenti
della famiglia o di loro beni.
Sono inclusi nella produzione i servizi personali
e domestici prodotti impiegando personale domestico retribuito e i servizi di
abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari. 
Attività principali, secondarie e
ausiliarie
3.10       Definizione
L'attività principale di una unità di attività
economica a livello locale (UAE locale) è l'attività il cui valore aggiunto
supera quello di qualsiasi altra attività esercitata nella stessa unità. La
classificazione dell'attività principale è determinata con riferimento alla
NACE Rev. 2, dapprima al livello più elevato della classificazione e
successivamente ai livelli più dettagliati. 
3.11       Definizione
Una attività secondaria è una attività esercitata
all'interno di una unica UAE locale in aggiunta all'attività principale. Il
prodotto dell'attività secondaria è un prodotto secondario. 
3.12       Definizione
Una attività ausiliaria è una attività il cui
prodotto è destinato a essere impiegato all'interno dell'impresa.
Si tratta di una attività di supporto esercitata
all'interno di una impresa al fine di permettere l'esercizio delle attività
principali o secondarie delle UAE locali. Tutti gli input consumati da una
attività ausiliaria — materiali, lavoro, ammortamenti, ecc. — sono considerati
input dell'attività principale o secondaria che essa supporta.
Sono esempi di attività ausiliarie:
a)      le attività di acquisto,
b)      le attività di vendita,
c)      le attività di marketing,
d)      le attività contabili,
e)      le attività di elaborazione dati,
f)       le attività di trasporto,
g)      le attività di immagazzinamento,
h)      le attività di manutenzione,
i)       le attività di pulizia,
j)       le attività volte a garantire la
sicurezza.
Le imprese possono scegliere di svolgere esse
stesse le attività ausiliarie oppure di acquistare tali servizi sul mercato da
imprese specializzate. 
L'investimento per uso proprio non è una attività
ausiliaria. 
3.13       Le attività ausiliarie non sono
isolate in modo da formare entità distinte o separate rispetto alle attività
principali o secondarie delle entità di cui sono al servizio. Di conseguenza,
le attività ausiliarie devono essere integrate nella UAE locale di cui sono al
servizio.
Le attività ausiliarie possono
essere esercitate in luoghi separati, situati in una regione diversa da quella
dell'UAE locale di cui sono al servizio. L'applicazione rigida della regola
anzidetta per l'attribuzione geografica delle attività ausiliarie porterebbe a
sottostimare gli aggregati nelle regioni in cui sono concentrate attività
ausiliarie. Pertanto, secondo il principio della residenza, le attività
ausiliarie devono essere attribuite alla regione in cui sono esercitate e
restano incluse nella stessa branca di attività economica dell'UAE locale di
cui sono al servizio.
Produzione (P.1) 
3.14       Definizione 
La produzione è costituita dal totale dei prodotti
risultanti dall'attività di produzione nel corso del periodo contabile. 
Esempi di produzione:
a)      i beni e i servizi che una unità di
attività economica (UAE) a livello locale fornisce a una diversa UAE locale
appartenente alla stessa unità istituzionale; 
b)      i beni prodotti da una UAE locale che
rimangono nelle scorte alla fine del periodo in cui sono stati prodotti a
prescindere dal loro impiego successivo. I beni e i servizi prodotti e
consumati nel corso del medesimo periodo contabile e all'interno della stessa
UAE locale non sono individuati separatamente. Essi non sono registrati come
parte della produzione o dei consumi intermedi di tale UAE locale. 
3.15       Allorché una unità
istituzionale comprende più di una unità di attività economica a livello
locale, la produzione di tale unità istituzionale è pari alla somma delle
produzioni delle UAE locali che la compongono, compresi i prodotti scambiati
tra dette UAE locali. 
3.16       Nel SEC si distinguono tre tipi
di produzione: 
a)      produzione di beni e servizi destinabili
alla vendita (P.11); 
b)      produzione di beni e servizi per proprio
uso finale (P.12); 
c)      produzione di beni e servizi non
destinabili alla vendita (P.13). 
Tale distinzione si applica anche alle UAE locali
e alle unità istituzionali: 
a)      produttori di beni e servizi destinabili
alla vendita; 
b)      produttori di beni e servizi per proprio
uso finale;
c)      produttori di beni e servizi non
destinabili alla vendita. 
La distinzione tra beni e servizi destinabili alla
vendita, per proprio uso finale e non destinabili alla vendita è fondamentale perché
ha una incidenza: 
a)      sulla valutazione della produzione e sui
concetti correlati, quali il valore aggiunto, il prodotto interno lordo e la spesa
per consumi finali da parte delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni
senza scopo di lucro al servizio delle famiglie; 
b)      sulla classificazione settoriale delle
unità istituzionali: ad esempio, quali unità sono incluse nel settore delle
amministrazioni pubbliche e quali no. 
Tale distinzione determina i principi di
valutazione da applicare alla produzione: la produzione di beni e servizi
destinabili alla vendita e la produzione per proprio uso finale sono valutate
ai prezzi base, mentre la produzione complessiva dei produttori di beni e
servizi non destinabili alla vendita (UAE locali) è valutata sommando i costi
di produzione. La produzione di una unità istituzionale è valutata come la
somma delle produzioni delle proprie UAE locali e dipende quindi dalla
distinzione tra beni e servizi destinabili alla vendita, per proprio uso finale
e non destinabili alla vendita.
Inoltre, la distinzione è utilizzata per
classificare le unità istituzionali secondo il settore. I produttori di beni e
servizi non destinabili alla vendita sono classificati nei settori delle
amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio
delle famiglie.
La distinzione è operata in maniera discendente:
dapprima per le unità istituzionali, indi per le UAE locali e infine per la
loro produzione.
A livello di prodotti la produzione è classificata
come produzione di beni e servizi destinabili alla vendita, produzione di beni
e servizi per proprio uso finale e produzione di beni e servizi non destinabili
alla vendita, in funzione delle caratteristiche dell'unità istituzionale e
della UAE locale che li producono.
3.17       Definizione 
La produzione di beni e servizi destinabili alla
vendita è costituita dai prodotti venduti sul mercato o destinati a essere
venduti sul mercato. 
3.18       La produzione di beni e servizi
destinabili alla vendita comprende: 
a)      i prodotti venduti a prezzi
economicamente significativi; 
b)      i prodotti oggetto di baratto; 
c)      i prodotti utilizzati per pagamenti in
natura (compresi i redditi da lavoro dipendente in natura e i redditi misti in
natura); 
d)      i prodotti forniti da una UAE locale ad
un'altra all'interno della stessa unità istituzionale per essere utilizzati
quali input intermedi o per impieghi finali;
e)      i prodotti che incrementano le scorte di
prodotti finiti e di prodotti in corso di lavorazione destinati a uno o
all'altro degli impieghi sopracitati (compresa la crescita naturale di prodotti
animali e vegetali e le costruzioni non completate il cui acquirente è
sconosciuto). 
3.19       Definizione 
I prezzi economicamente significativi sono i
prezzi che producono un effetto considerevole sui quantitativi di prodotti che
i produttori sono disposti a fornire e sui quantitativi di prodotti che gli
acquirenti sono pronti ad acquistare. Si hanno tali prezzi se sono adempiute
entrambe le seguenti condizioni:
a)      il produttore è incentivato a adeguare
l'offerta con lo scopo di realizzare un profitto a lungo termine o, come
minimo, di coprire i costi di capitale e gli altri costi e
b)      i consumatori sono liberi di acquistare o
di non acquistare e operano la loro scelta sulla base dei prezzi praticati. 
I prezzi economicamente non significativi sono in
genere praticati per ottenere introiti o per ridurre in qualche misura
l'eccesso di domanda che può verificarsi allorché i servizi sono prestati a
titolo completamente gratuito. 
Il prezzo economicamente significativo di un
prodotto è definito con riferimento all'unità istituzionale e alla UAE locale
che lo hanno prodotto. Ad esempio, tutti i beni e i servizi prodotti dalle
imprese non costituite in società di proprietà delle famiglie e venduti ad
altre unità istituzionali sono ceduti a prezzi economicamente significativi:
tale produzione deve essere considerata produzione di beni e servizi
destinabili alla vendita. Quanto alla produzione di altre unità istituzionali, la
capacità di svolgere una attività di produzione per il mercato a prezzi
economicamente significativi va verificata sulla base di un criterio
quantitativo (il criterio del 50%) utilizzando il rapporto tra i ricavi delle
vendite e i costi di produzione. Per configurarsi come un produttore di beni e
servizi destinabili alla vendita, l'unità deve coprire con le vendite almeno il
50% dei suoi costi su un periodo di vari anni. 
3.20       Definizione
La produzione di beni e servizi per proprio uso
finale è costituita dai beni o dai servizi destinati all'autoconsumo o a
investimenti della medesima unità istituzionale. 
3.21       I prodotti destinati
all'autoconsumo possono essere prodotti soltanto dal settore delle famiglie. Ne
sono un esempio:
a)      i prodotti agricoli trattenuti dagli
agricoltori; 
b)      i servizi di abitazione prodotti da
coloro che occupano l'abitazione di cui sono proprietari; 
c)      i servizi domestici prodotti impiegando
personale retribuito. 
3.22       I prodotti destinati a investimenti
possono essere prodotti da qualsiasi settore. Ne sono un esempio:
a)      le macchine utensili prodotte da imprese
meccaniche; 
b)      le abitazioni costruite o ampliate dalle
famiglie; 
c)      le costruzioni per uso proprio, comprese
le costruzioni in comune, edificate da gruppi di famiglie; 
d)      il software per uso proprio;
e)      la ricerca e sviluppo per uso proprio. La
spesa per ricerca e sviluppo sarà registrata come investimenti fissi soltanto
quando l'affidabilità e la comparabilità delle stime degli Stati membri dell'UE
avranno raggiunto un livello sufficientemente elevato.
3.23       Definizione - La produzione di
beni e servizi non destinabili alla vendita è rappresentata dalla produzione
offerta gratuitamente, o a prezzi economicamente non significativi, ad altre
unità. 
La produzione di beni e servizi non destinabili
alla vendita (P.13) è ripartita in "Flussi monetari inerenti alla
produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita" (P.131),
comprendenti oneri di diversa natura, e "Altra produzione di beni e
servizi non destinabili alla vendita" (P.132), relativa alla produzione
fornita gratuitamente.
La produzione di beni e servizi non destinabili
alla vendita è motivata dalle seguenti ragioni:
a)      può risultare tecnicamente impossibile
far pagare ai singoli individui la fruizione di servizi collettivi in quanto il
consumo di tali servizi non può essere monitorato e controllato; la produzione
di servizi collettivi è organizzata dalle unità delle amministrazioni pubbliche
e finanziata con fondi diversi dagli introiti dalle vendite, segnatamente con
imposte o altre entrate delle amministrazioni pubbliche;
b)      le unità delle amministrazioni pubbliche
e le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie che potrebbero
produrre beni o servizi e fornirli alle singole famiglie contro un
corrispettivo scelgono di non farlo per ragioni sociali o economiche. Ne sono
un esempio la fornitura gratuita o a prezzi economicamente non significativi di
servizi di istruzione e sanitari.
3.24       Definizione
I produttori di beni e servizi destinabili alla
vendita sono le UAE locali o le unità istituzionali la cui produzione è
costituita in prevalenza dalla produzione di beni e servizi destinabili alla
vendita. 
Se una UAE locale o una unità istituzionale sono
produttori che producono per il mercato, la loro produzione principale è per
definizione produzione di beni e servizi destinabili alla vendita, in quanto il
concetto di produzione di beni e servizi destinabili alla vendita è definito
dopo aver applicato la distinzione tra produzione di beni e servizi destinabili
alla vendita, per proprio uso finale e non destinabili alla vendita alla UAE
locale o all'unità istituzionale che li hanno prodotti. 
3.25       Definizione 
I produttori di beni e servizi per proprio uso
finale sono le UAE locali o le unità istituzionali la cui produzione è
destinata in prevalenza al proprio uso finale all'interno della stessa unità
istituzionale. 
3.26       Definizione
I produttori di beni e servizi
non destinabili alla vendita sono le UAE locali o le unità istituzionali la cui
produzione è offerta in prevalenza gratuitamente o a prezzi economicamente non
significativi. 
Unità istituzionali: distinzione tra produttori
di beni e servizi destinabili alla vendita, per proprio uso finale e non
destinabili alla vendita 
3.27       Per le unità istituzionali che
agiscono da produttori, la distinzione tra produttori di beni e servizi
destinabili alla vendita, per proprio uso finale e non destinabili alla vendita
è illustrata nella tavola 3.1, unitamente alla classificazione per settori.
 Tavola 3.1 — Distinzione tra produttori di beni e servizi destinabili alla vendita, produttori di beni e servizi per proprio uso finale e produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita per le unità istituzionali 
 Tipo di unità istituzionale || Classificazione 
 Privata o pubblica? ||   || Istituzione senza scopo di lucro o no? || Produttore di beni e servizi destinabili alla vendita? || Tipo di produttore || Settore o settori 
 1. Produttori privati ||   || 1.1 Imprese non costituite in società di proprietà delle famiglie (escluse le quasi-società di proprietà delle famiglie) ||   ||     ||   ||     ||   || 1.1 = Produttori di beni e servizi destinabili alla vendita o per proprio uso finale ||   || Famiglie 
   ||   || 1.2 Altri produttori privati (incluse le quasi-società di proprietà delle famiglie) ||   || 1.2.1 Istituzioni senza scopo di lucro private ||   || 1.2.1.1 Sì ||   || 1.2.1.1 = Produttori di beni e servizi destinabili alla vendita ||   || Società 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 1.2.1.2 No ||   || 1.2.1.2 = Produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita ||   || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie 
   ||   ||   ||   || 1.2.2 Altri produttori privati diversi dalle istituzioni senza scopo di lucro ||   ||   ||   || 1.2.2 = Produttori di beni e servizi destinabili alla vendita ||   || Società 
 2. Produttori pubblici ||   ||   ||   ||   ||   || 2.1 Sì ||   || 2.1 = Produttori di beni e servizi destinabili alla vendita ||   || Società 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 2.2 No ||   || 2.2 = Produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita ||   || Amministrazioni pubbliche 
3.28       Dalla tavola 3.1 si evince che,
per determinare se una unità istituzionale deve essere classificata tra i
produttori di beni e servizi destinabili alla vendita, i produttori di beni e
servizi per proprio uso finale o i produttori di beni e servizi non destinabili
alla vendita, è necessario operare numerose distinzioni successive. La prima
distinzione è quella tra produttori privati e produttori pubblici. Questi
ultimi sono i produttori controllati dalle amministrazioni pubbliche, in base
alla definizione di controllo fornita al paragrafo 2.38. 
3.29       Come risulta dalla tavola 3.1,
i produttori privati sono presenti in tutti i settori tranne quello delle
amministrazioni pubbliche. Per contro, i produttori pubblici sono presenti solo
nei settori delle società non finanziarie, delle società finanziarie e delle
amministrazioni pubbliche. 
3.30       Una particolare categoria di
produttori privati è rappresentata dalle imprese non costituite in società, di
proprietà delle famiglie. Si tratta di produttori di beni e servizi destinabili
alla vendita o di produttori di beni e servizi per proprio uso finale. La
produzione di questi ultimi è costituita dalla produzione dei servizi di
abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari e dalla
produzione di beni per uso proprio. Tutte le imprese non costituite in società,
di proprietà delle famiglie, sono classificate nel settore delle famiglie, ad
eccezione delle quasi-società di proprietà delle famiglie che si configurano
come produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e sono classificate
nei settori delle società finanziarie e delle società non finanziarie. 
3.31       Per gli altri produttori
privati, una distinzione è operata tra istituzioni senza scopo di lucro private
e altri produttori privati. 
Definizione 
Le istituzioni senza scopo di lucro sono entità
giuridiche o sociali finalizzate alla produzione di beni e servizi, il cui
status non consente loro di rappresentare una fonte di reddito, di utile o di
altro provento finanziario per le unità che le hanno fondate o che le
controllano o le finanziano. Se le loro attività produttive comportano la
formazione di eccedenze, di queste non possono appropriarsi altre unità
istituzionali. 
Se rientra tra i produttori di beni e servizi
destinabili alla vendita, l'istituzione senza scopo di lucro privata è classificata
nei settori delle società finanziarie e delle società non finanziarie.
Una istituzione senza scopo di lucro privata è
classificata nel settore delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio
delle famiglie se si configura come produttore di beni e servizi non
destinabili alla vendita e non è controllata dalle amministrazioni pubbliche.
Allorché sono controllate dalle amministrazioni pubbliche, le istituzioni senza
scopo di lucro private sono classificate nel settore delle amministrazioni
pubbliche. 
Tutti gli altri produttori privati diversi dalle
istituzioni senza scopo di lucro sono produttori di beni e servizi destinabili
alla vendita. Essi sono classificati nei settori delle società finanziarie e
delle società non finanziarie. 
3.32       Nel distinguere tra produzione
di beni e servizi destinabili alla vendita e produzione di beni e servizi non
destinabili alla vendita, nonché tra produttori di beni e servizi destinabili
alla vendita e produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita devono
essere utilizzati vari criteri. I criteri per la distinzione tra beni e servizi
destinabili alla vendita e non destinabili alla vendita (si veda il paragrafo
3.19 sulla definizione di prezzi economicamente significativi) tentano di
valutare l'esistenza di condizioni di mercato e di un sufficiente comportamento
di mercato da parte del produttore. Secondo il criterio quantitativo per la
distinzione tra beni e servizi destinabili alla vendita e non destinabili alla
vendita, per i prodotti venduti a prezzi economicamente significativi i ricavi
delle vendite dovrebbero coprire almeno la maggior parte dei costi di
produzione.
3.33       Nell'applicare tale criterio
quantitativo per la distinzione tra beni e servizi destinabili alla vendita e
non destinabili alla vendita, i ricavi delle vendite e i costi di produzione
sono definiti come specificato in appresso. 
a)      Per ricavi delle vendite si intendono i
proventi delle vendite al netto delle imposte sui prodotti, ma al lordo di
tutti i trasferimenti operati dalle amministrazioni pubbliche o dalle
istituzioni dell'Unione europea e concessi a qualsiasi produttore in questo
tipo di attività: sono compresi cioè tutti i contributi correlati al volume o
al valore della produzione, mentre sono esclusi i trasferimenti a copertura di
debiti o di un disavanzo globale. 
Tale definizione di ricavi delle vendite
corrisponde a quella di produzione ai prezzi base, salvo che: 
(1)     la produzione ai prezzi base è definita
solo dopo aver stabilito se la produzione riguarda beni e servizi destinabili o
non destinabili alla vendita: i ricavi delle vendite sono utilizzati soltanto
per valutare la produzione di beni e servizi destinabili alla vendita, mentre
la produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita è valutata ai
costi; 
(2)     i trasferimenti operati dalle
amministrazioni pubbliche a copertura di un disavanzo globale delle società e
quasi-società pubbliche rientrano tra gli altri contributi ai prodotti come
precisato al paragrafo 4.35, lettera c). Di conseguenza, la produzione di beni
e servizi destinabili alla vendita ai prezzi base comprende i trasferimenti
delle amministrazioni pubbliche a copertura di un disavanzo globale.
b)      Dai ricavi delle vendite sono escluse
altre fonti di reddito quali guadagni in conto capitale (sebbene possano
costituire un elemento normale e previsto del reddito dell'impresa), contributi
agli investimenti, altri trasferimenti in conto capitale (ad esempio, rimborso
di debiti) e acquisti di partecipazioni.
c)      Ai fini dell'applicazione di tale
criterio, i costi di produzione rappresentano la somma dei consumi intermedi,
dei redditi da lavoro dipendente, degli ammortamenti, delle altre imposte sulla
produzione e dei costi di capitale. Per tale criterio, gli altri contributi
alla produzione non sono detratti. Allo scopo di garantire la coerenza dei
concetti di ricavi delle vendite e di costi di produzione in sede di
applicazione del criterio quantitativo per la distinzione tra beni e servizi
destinabili alla vendita e non destinabili alla vendita, dai costi di
produzione sono esclusi tutti i costi sostenuti per investimenti per uso
proprio. Per semplicità, i costi di capitale possono generalmente essere
stimati sulla base degli interessi effettivi netti pagati. Per i produttori di
servizi finanziari, tuttavia, vanno considerati gli oneri di interesse, ossia
va effettuata una rettifica per tener conto dei servizi di intermediazione
finanziaria indirettamente misurati (D.41). 
Il criterio quantitativo per la distinzione tra
beni e servizi destinabili alla vendita e non destinabili alla vendita va
applicato in una ottica pluriennale. Le fluttuazioni secondarie del volume
delle vendite da un anno all'altro non richiedono una riclassificazione delle
unità istituzionali (e delle loro UAE locali e produzioni). 
3.34       Le vendite possono comprendere
vari elementi. Ad esempio, nel caso dei servizi di assistenza sanitaria
prestati da un ospedale, le vendite possono corrispondere: 
a)      ad acquisti dei datori di lavoro da
registrare quale reddito in natura corrisposto ai loro dipendenti e spesa per
consumi finali da parte di tali lavoratori dipendenti; 
b)      ad acquisti delle imprese di
assicurazione private; 
c)      ad acquisti degli enti di previdenza e
assistenza sociale e delle amministrazioni pubbliche da classificare come prestazioni
sociali in natura; 
d)      ad acquisti delle famiglie senza rimborso
(spesa per consumi finali). 
Soltanto gli altri contributi alla produzione
ricevuti e gli aiuti (provenienti, ad esempio, da enti caritativi) non sono
considerati vendite. 
Analogamente, a titolo di esempio, la vendita di
servizi di trasporto da parte di una impresa può configurarsi come consumi
intermedi dei produttori, retribuzione in natura corrisposta dai datori di
lavoro, prestazioni sociali in natura erogate dalle amministrazioni pubbliche e
acquisti delle famiglie senza rimborso. 
3.35       Un caso particolare è
rappresentato dalle istituzioni senza scopo di lucro private al servizio delle
imprese. Tali istituzioni sono normalmente finanziate mediante quote o
contributi versati dalle imprese associate. Le quote di associazione non sono
considerate come trasferimenti, bensì come corrispettivo di servizi resi, ossia
ricavi delle vendite. Tali istituzioni senza scopo di lucro figurano pertanto
tra i produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e sono classificate
nei settori delle società finanziarie e delle società non finanziarie. 
3.36       Nell'applicare il criterio di
comparazione dei ricavi delle vendite e dei costi di produzione delle
istituzioni senza scopo di lucro pubbliche o private, l'inclusione nei ricavi
di tutti i flussi monetari correlati al volume della produzione può risultare
fuorviante in alcuni casi specifici. Un esempio è costituito dal finanziamento
delle scuole private e pubbliche: i contributi delle amministrazioni pubbliche
possono essere proporzionati al numero di alunni, ma anche costituire oggetto
di negoziazione tra scuole e amministrazioni pubbliche. In questo caso, tali
contributi non sono considerati ricavi delle vendite, sebbene possa esistere
una relazione esplicita tra essi e un parametro del volume della produzione
quale il numero di allievi. Ciò implica che una scuola la cui principale fonte
di finanziamento è costituita da tali contributi è un produttore di beni e
servizi non destinabili alla vendita. 
3.37       I produttori
pubblici possono essere produttori di beni e servizi destinabili alla vendita o
produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita. I produttori di beni
e servizi destinabili alla vendita sono classificati nei settori delle società
finanziarie e non finanziarie. Se si configura come produttore di beni e
servizi non destinabili alla vendita, l'unità istituzionale è classificata nel
settore delle amministrazioni pubbliche.
3.38       Le UAE locali che agiscono da
produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e da produttori di beni e
servizi per proprio uso finale non possono fornire prodotti non destinabili
alla vendita. La loro produzione può pertanto essere registrata soltanto come
produzione di beni e servizi destinabili alla vendita o per proprio uso finale
e valutata di conseguenza (cfr. paragrafi 3.42 - 3.53). 
3.39       Le UAE locali che agiscono da
produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita possono fornire una
produzione secondaria nella forma di beni e servizi destinabili alla vendita e
di beni e servizi per proprio uso finale. La produzione di beni e servizi per
proprio uso finale consta degli investimenti per uso proprio. In linea di
principio, per determinare se la produzione è per il mercato si dovrebbero applicare
ai singoli prodotti i criteri qualitativi e quantitativi per la distinzione tra
beni e servizi destinabili alla vendita e non destinabili alla vendita. Una
siffatta produzione secondaria di beni e servizi destinabili alla vendita da
parte di produttori che non producono per il mercato si potrebbe avere, ad
esempio, allorché le strutture ospedaliere delle amministrazioni pubbliche
praticano prezzi economicamente significativi per alcuni servizi da esse
prestati. 
3.40       Altri esempi sono costituiti
dalle vendite di riproduzioni da parte di musei statali o dalle vendite di
previsioni meteorologiche da parte di istituti meteorologici. 
3.41       I produttori
che non producono per il mercato possono anche percepire introiti dalla vendita
a prezzi economicamente non significativi della loro produzione di beni e
servizi non destinabili alla vendita (ad esempio, i proventi della vendita di
biglietti di ingresso). Tali proventi sono di pertinenza della produzione di
beni e servizi non destinabili alla vendita. Tuttavia, se i due tipi di
introiti (derivanti dalla vendita di biglietti di ingresso e dalla vendita di
poster e cartoline) sono di difficile individuazione, essi possono essere
trattati o come proventi della produzione di beni e servizi destinabili alla
vendita o come proventi della produzione di beni e servizi non destinabili alla
vendita. La scelta tra le due registrazioni dipenderà dall'importanza relativa
attribuita ai due tipi di entrate (proventi della vendita di biglietti di
ingresso superiori a quelli della vendita di poster e cartoline o viceversa). 
Momento di registrazione e valutazione
della produzione 
3.42       La produzione va registrata e
valutata nel momento in cui essa è originata dal processo produttivo. 
3.43       Tutta la produzione deve essere
valutata ai prezzi base, ma si utilizzano specifiche convenzioni: 
a)      per la valutazione della produzione di
beni e servizi non destinabili alla vendita; 
b)      per la valutazione della produzione
complessiva di un produttore (UAE locale) di beni e servizi non destinabili
alla vendita; 
c)      per la valutazione della produzione
complessiva di una unità istituzionale della quale una UAE locale è un
produttore di beni e servizi non destinabili alla vendita. 
3.44       Definizione
Il prezzo base è il prezzo che il produttore può
ricevere dall'acquirente per una unità di bene o di servizio prodotta, detratte
le eventuali imposte (imposte sui prodotti) da pagare su quella unità in
conseguenza della sua produzione o della sua vendita, ma compreso ogni
eventuale contributo (contributi ai prodotti) da ricevere su quella unità in
conseguenza della sua produzione o della sua vendita. Sono escluse le spese di
trasporto fatturate separatamente dal produttore, come pure i guadagni e le
perdite in conto capitale su attività finanziarie e non finanziarie.
3.45       La produzione di beni e servizi
per proprio uso finale (P.12) è valutata utilizzando i prezzi base di prodotti
simili venduti sul mercato; ciò genera per tale produzione un risultato netto
di gestione o un reddito misto. Un esempio è costituito dai servizi di
abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari che generano un
risultato netto di gestione. Se non sono disponibili i prezzi base per prodotti
simili, la produzione per proprio uso finale dovrebbe essere valutata sulla
base dei costi di produzione, più una maggiorazione (tranne che per i
produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita) per il risultato
netto di gestione o il reddito misto.
3.46       Gli accrescimenti dei prodotti
in corso di lavorazione sono valutati al prezzo base corrente dei prodotti
finiti.
3.47       Al fine di stimare in anticipo
il valore della produzione considerata come prodotti in corso di lavorazione,
si aggiunge ai costi effettivamente sostenuti una maggiorazione (tranne che per
i produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita) per il risultato
di gestione o il reddito misto stimati. Le stime provvisorie sono
successivamente sostituite da quelle ottenute spalmando sul periodo di durata
dei lavori il valore effettivo (una volta che è noto) dei prodotti finiti. 
Il valore della produzione dei prodotti finiti è
pari alla somma dei valori: 
a)      dei prodotti finiti oggetto di vendita o
di baratto; 
b)      delle entrate nelle scorte di prodotti
finiti meno le uscite; 
c)      dei prodotti finiti per proprio uso
finale. 
3.48       Per i fabbricati e le opere di
ingegneria civile acquistati quando non sono ancora completati, si stima un
valore sulla base dei costi finora sostenuti, compresa una maggiorazione per
tener conto del risultato di gestione o del reddito misto (tale maggiorazione è
determinata allorché il valore può essere stimato sulla base dei prezzi di
fabbricati e opere simili). L'ammontare dei pagamenti rateali potrebbe essere
utilizzato per stimare il valore degli investimenti fissi lordi effettuati
dall'acquirente a ciascuno stadio, ipotizzando che non vi siano pagamenti
anticipati né arretrati. 
Se la costruzione per uso proprio di una opera di
ingegneria civile non è completata entro un unico periodo contabile, il valore
della produzione è stimato applicando il seguente metodo. Si determina la quota
dei costi sostenuti nel periodo corrente sul totale dei costi per l'intera
durata dei lavori di costruzione, quindi si applica tale quota alla stima del
totale della produzione ai prezzi base correnti. Qualora non sia possibile
stimare il valore dell'opera finita ai prezzi base correnti, questa è valutata
sulla scorta dei costi complessivi di produzione, più una maggiorazione (tranne
che per i produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita) per il
risultato netto di gestione o il reddito misto. Se la manodopera è prestata, in
tutto o in parte, gratuitamente, come nel caso di famiglie che costruiscono in
cooperativa, nei costi complessivi di produzione stimati è inclusa una stima
del costo di tale manodopera se essa fosse stata retribuita, basandosi sulle
tariffe salariali per attività simili. 
3.49       La produzione complessiva di un
produttore (una UAE locale) di beni e servizi non destinabili alla vendita è
valutata ai costi complessivi di produzione, ossia alla somma: 
a)      dei consumi intermedi (P.2); 
b)      dei redditi da lavoro dipendente (D.1); 
c)      degli ammortamenti (P.51c); 
d)      delle altre imposte sulla produzione
(D.29) al netto degli altri contributi alla produzione (D.39). 
Gli interessi passivi (esclusi i servizi di
intermediazione finanziaria indirettamente misurati) non sono compresi nei
costi considerati per valutare la produzione di beni e servizi non destinabili
alla vendita. Inoltre, tali costi non includono una imputazione per un
rendimento netto del capitale, né per il valore locativo dei fabbricati non
residenziali posseduti e utilizzati nella produzione di beni e servizi non
destinabili alla vendita. 
3.50       La produzione complessiva di
una unità istituzionale è pari alla somma delle produzioni complessive delle
UAE locali che la compongono. Ciò vale anche per le unità istituzionali che
sono produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita. 
3.51       In mancanza di una produzione
secondaria di beni e servizi destinabili alla vendita dei produttori che non
producono per il mercato, la produzione di beni e servizi non destinabili alla
vendita è valutata ai costi di produzione. Viceversa, se tali produttori
presentano una produzione secondaria di beni e servizi destinabili alla vendita,
la produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita è valutata come
saldo residuo, ossia quale differenza tra i costi complessivi di produzione e i
proventi della produzione di beni e servizi destinabili alla vendita. 
3.52       La produzione di beni e servizi
destinabili alla vendita dei produttori che non producono per il mercato è
valutata a prezzi base. La produzione complessiva di una UAE locale che non
produce per il mercato, comprendente la sua produzione di beni e servizi
destinabili alla vendita, non destinabili alla vendita e per proprio uso
finale, è valutata sommando i costi di produzione. Il valore della sua
produzione di beni e servizi destinabili alla vendita è dato dai proventi della
vendita di tali prodotti, mentre il valore della sua produzione di beni e
servizi non destinabili alla vendita è ottenuto quale differenza tra il valore
della sua produzione complessiva e la somma della sua produzione di beni e
servizi destinabili alla vendita e di beni e servizi per proprio uso finale. Il
valore dei proventi della vendita a prezzi economicamente non significativi di
beni e servizi non prodotti per il mercato non figura in tali calcoli, ma
rientra nel valore della produzione di beni e servizi non destinabili alla
vendita. 
3.53       In merito al momento di
registrazione e alla valutazione della produzione valgono le precisazioni e le
eccezioni qui di seguito riportate secondo l'ordine delle sezioni della CPA.
A. Prodotti dell'agricoltura, silvicoltura e pesca
3.54       La produzione di prodotti agricoli
è registrata come se avvenisse nel corso dell'intero periodo di produzione (e
non solo quando si miete il raccolto o si macellano gli animali). 
I prodotti agricoli in via di maturazione, gli
alberi da legname e il patrimonio ittico o zootecnico destinato
all'alimentazione umana sono considerati, durante tale processo di maturazione
e sviluppo, scorte di prodotti in corso di lavorazione, per diventare, una
volta completato il processo, scorte di prodotti finiti. 
Dalla produzione è esclusa ogni variazione delle
risorse biologiche non coltivate quali, ad esempio, la crescita di animali,
uccelli, pesci in libertà o la crescita naturale di foreste. 
C. Prodotti trasformati e manufatti - F. Lavori di
costruzione 
3.55       In caso di costruzione,
nell'arco di diversi periodi contabili, di un fabbricato o di un'altra opera,
la produzione di ciascun periodo è considerata come venduta all'acquirente alla
fine del periodo: è registrata cioè come investimento fisso dell'acquirente,
anziché come prodotto in corso di lavorazione del comparto delle costruzioni.
La produzione è considerata come venduta all'acquirente per stadi successivi.
Se il contratto prevede versamenti rateali, il valore della produzione può
essere stimato sulla base del valore dei versamenti effettuati in ciascun
periodo. In caso di incertezza sull'acquirente finale, la produzione incompleta
prodotta in ciascun periodo è registrata come prodotti in corso di lavorazione.

G. Servizi di vendita all'ingrosso e al dettaglio;
servizi di riparazione di autoveicoli e motocicli 
3.56       La produzione dei servizi di
commercio all'ingrosso e al dettaglio è misurata sulla scorta dei margini
commerciali realizzati sui beni acquistati per essere rivenduti. 
Definizione 
I margini commerciali corrispondono alla differenza
tra il prezzo di vendita effettivo, o presunto, spuntato su un bene acquistato
per essere rivenduto e il prezzo che dovrebbe essere pagato dal commerciante
per sostituire il bene nel momento in cui esso è venduto o altrimenti ceduto. 
I margini commerciali realizzati su alcuni beni
possono essere negativi in caso di diminuzione dei prezzi di vendita di tali
beni. I margini commerciali sono negativi sui beni che non sono venduti perché
avariati o rubati. I margini commerciali sui beni forniti ai dipendenti come
retribuzione in natura o ritirati per consumi finali dei proprietari sono pari
a zero. 
I guadagni e le perdite in conto capitale non sono
inclusi nei margini commerciali. 
La produzione di un commerciante all'ingrosso o al
dettaglio deriva dalla seguente equazione: 
valore della produzione = 
valore delle vendite 
più valore dei beni acquistati per la rivendita e
destinati a consumi intermedi, redditi da lavoro dipendente in natura o redditi
misti in natura,
meno valore dei beni acquistati per essere
rivenduti, 
più valore degli accrescimenti delle scorte di
beni per la rivendita,
meno valore dei beni usciti dalle scorte di beni
per la rivendita,
meno valore di perdite ricorrenti a causa di
normali tassi di deperimento, furto o danni accidentali. 
H. Servizi di trasporto e magazzinaggio 
3.57       La produzione dei servizi di
trasporto è misurata sulla base dell'ammontare dei ricavi del trasporto di
passeggeri o merci. Il trasporto per uso proprio nell'ambito della UAE locale è
considerato attività ausiliaria e non è individuato e registrato separatamente.

3.58       La produzione dei servizi di
magazzinaggio è misurata come il valore di un accrescimento dei prodotti in
corso di lavorazione. Gli aumenti di prezzo dei beni compresi nelle scorte
vanno considerati come guadagni in conto capitale e non come prodotti in corso
di lavorazione e produzione. Se l'incremento di valore riflette un aumento del
prezzo senza alcuna variazione della qualità, non si ha alcuna ulteriore
produzione durante il periodo, in aggiunta ai costi di magazzinaggio o
all'acquisto esplicito di servizi di magazzinaggio. In tre casi, tuttavia,
l'incremento di valore va considerato come produzione:
a)      la qualità di un bene può migliorare con
l'andar del tempo, come ad esempio nel caso del vino; vanno considerati come
produzione solo quei casi in cui la maturazione rientra nel normale processo di
produzione;
b)      fattori stagionali influenzano l'offerta
e la domanda di un determinato bene e comportano variazioni regolari e
prevedibili del suo prezzo nel corso dell'anno, anche se le sue qualità fisiche
potrebbero non essere cambiate;
c)      il processo di produzione è
sufficientemente lungo da richiedere l'applicazione di coefficienti di sconto
al lavoro eseguito molto prima della consegna.
3.59       La maggior parte delle
variazioni di prezzo dei beni compresi nelle scorte non è costituita da
accrescimenti dei prodotti in corso di lavorazione. Al fine di stimare
l'incremento di valore dei beni immagazzinati ben oltre i costi di
magazzinaggio, si può far ricorso al previsto incremento di valore superiore al
tasso generale di inflazione durante un periodo predeterminato. Qualsiasi
guadagno ottenuto al di fuori del periodo predeterminato continua ad essere
registrato come guadagno o perdita in conto capitale.
I servizi di magazzinaggio non includono le
variazioni di prezzo per effetto del possesso di attività finanziarie, oggetti
di valore o altre attività non finanziarie come terreni e fabbricati.
3.60       La produzione dei servizi delle
agenzie di viaggio è misurata come il valore del compenso del servizio delle
agenzie (onorari o commissioni) e non sulla base degli importi versati dai
viaggiatori alle agenzie, comprendenti le spese del trasporto da parte di
terzi. 
3.61       La produzione dei servizi dei
tour operator è misurata sulla base degli importi complessivi a questi versati
dai turisti. 
3.62       I servizi delle agenzie di
viaggio si differenziano dai servizi prestati dai tour operator in quanto i
primi consistono nella sola intermediazione per conto dei viaggiatori, mentre i
secondi creano un nuovo prodotto, offrono cioè un pacchetto comprendente
diversi elementi: viaggio, pernottamento e attività ricreative. 
I. Servizi di alloggio e di ristorazione 
3.63       Il valore della produzione dei
servizi di alberghi, ristoranti e caffè comprende il valore degli alimenti,
delle bevande, ecc., consumati.
K. Servizi finanziari e assicurativi: produzione delle autorità
bancarie centrali 
              Le autorità bancarie
centrali prestano i seguenti servizi: 
a)      servizi di politica monetaria;
b)      servizi di intermediazione finanziaria;
c)      servizi di sorveglianza delle società
finanziarie.
La produzione delle autorità bancarie centrali è
misurata come somma dei costi sostenuti.
K. Servizi finanziari e assicurativi: servizi
finanziari in generale
              I servizi finanziari
constano dei seguenti servizi:
a)      intermediazione finanziaria (inclusi i
servizi di assicurazione e pensionistici);
b)      servizi degli ausiliari finanziari;
c)      altri servizi finanziari.
3.64       L'intermediazione finanziaria
consiste nella gestione dei rischi finanziari e nella trasformazione della
liquidità. Le società che esercitano tali attività raccolgono fondi, ad
esempio, tramite depositi e mediante l'emissione di obbligazioni e altri
titoli. Esse utilizzano tali risorse finanziarie, in aggiunta ai fondi propri,
per acquisire attività finanziarie attraverso la concessione a terzi di
prestiti e l'acquisto di obbligazioni o altri titoli. L'intermediazione
finanziaria comprende i servizi di assicurazione e pensionistici.
3.65       Le attività finanziarie
ausiliarie facilitano la gestione dei rischi e la trasformazione della
liquidità. Gli ausiliari finanziari agiscono per conto di altre unità e non si
espongono al rischio connesso all'assunzione di passività finanziarie o
all'acquisto di attività finanziarie nel quadro di un servizio di
intermediazione. 
3.66       Gli altri servizi finanziari
comprendono servizi di monitoraggio, quali la sorveglianza del mercato
azionario e delle obbligazioni, servizi di sicurezza, come la protezione di
gioielli di valore e di documenti importanti, e servizi di intermediazione,
come il cambio di valute e la negoziazione di titoli.
3.67       In considerazione della
rigorosa sorveglianza cui sono sottoposti, i servizi finanziari sono prodotti
quasi esclusivamente da istituzioni finanziarie. Ad esempio, se un dettagliante
intende concedere agevolazioni creditizie alla propria clientela, tali
agevolazioni sono normalmente offerte da una società finanziaria consociata o
da un'altra istituzione finanziaria specializzata. 
3.68       I servizi finanziari possono
essere pagati direttamente o indirettamente. Alcune operazioni inerenti ad
attività finanziarie possono comportare oneri sia diretti sia indiretti. I
servizi finanziari sono prestati e remunerati principalmente in quattro modi: 
a)      servizi finanziari prestati contro
pagamento diretto;
b)      servizi finanziari remunerati mediante
l'addebito di interessi;
c)      servizi finanziari di acquisizione e
cessione di attività e passività finanziarie sui mercati finanziari;
d)      servizi finanziari prestati nell'ambito
di sistemi di assicurazione e pensionistici e finanziati attraverso i
contributi assicurativi e i redditi da investimenti. 
Servizi finanziari prestati contro pagamento diretto 
3.69       Tali servizi finanziari,
prestati a fronte del pagamento di oneri espliciti, comprendono una vasta gamma
di servizi che possono essere erogati da istituzioni finanziarie di vario tipo.
Gli esempi che seguono ne illustrano la natura:
a)      i servizi di accensione di un mutuo
ipotecario, di gestione di un portafoglio di investimenti e di gestione di
immobili, prestati dalle banche a favore delle famiglie sono da queste
remunerati;
b)      le istituzioni specializzate ottengono un
compenso dalle società non finanziarie a fronte dell'organizzazione di una
acquisizione o della gestione di una ristrutturazione di un gruppo di società;
c)      le società di carte di credito addebitano
solitamente alle unità che accettano in pagamento le carte di credito una
percentuale su ciascuna vendita;
d)      al detentore di una carta è addebitato,
normalmente ogni anno, un onere esplicito per il possesso della carta.
Servizi finanziari remunerati mediante l'addebito di
interessi
3.70       Nell'intermediazione
finanziaria, ad esempio, una istituzione finanziaria come una banca accetta in deposito
fondi da unità che non ne devono fare un uso immediato e su cui percepiscono in
tal modo interessi e li presta ad altre unità le cui disponibilità finanziarie
sono insufficienti a soddisfare le loro esigenze. La banca predispone pertanto
un meccanismo che consente alle prime unità di prestare alle seconde. Entrambe
le parti pagano un compenso alla banca quale corrispettivo per il servizio
prestato: l'unità che mette a disposizione i fondi paga tale compenso
accettando un tasso di interesse inferiore a quello di riferimento, mentre
l'unità che riceve i fondi lo paga accettando un tasso di interesse superiore a
quello di riferimento. La differenza tra il tasso di interesse corrisposto alle
banche dalle unità che hanno ottenuto un prestito e il tasso d'interesse effettivamente
riconosciuto ai depositanti si configura pertanto come un onere per servizi di
intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) .
3.71       È raro il caso che l'importo
dei fondi prestati da una istituzione finanziaria coincida esattamente con
quello dei fondi depositati presso di essa. Alcuni fondi possono essere stati
depositati, ma non essere stati ancora utilizzati per erogare prestiti. Alcuni
prestiti possono essere stati finanziati con fondi propri della banca e non con
fondi di terzi. A prescindere dalla fonte di finanziamento, un servizio è
prestato per i prestiti e i depositi offerti. Per tutti i prestiti e i depositi
sono imputati servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati.
Tali oneri indiretti si applicano soltanto per i prestiti concessi dalle
istituzioni finanziarie e per i depositi presso di queste.
3.72       Il tasso di riferimento è un
valore intermedio tra i tassi degli interessi bancari sui depositi e di quelli
sui prestiti. Non corrisponde a una media aritmetica dei tassi sui depositi o
sui prestiti. Il tasso utilizzato per le operazioni interbancarie di
concessione e di assunzione di prestiti costituisce una possibile opzione. Sono
tuttavia necessari tassi di riferimento diversi per ciascuna valuta in cui sono
espressi i prestiti e i depositi, in particolare nel caso in cui intervenga una
istituzione finanziaria non residente.
I servizi di intermediazione finanziaria
indirettamente misurati sono descritti dettagliatamente nel capitolo 14. 
Servizi finanziari di acquisizione e cessione di
attività e passività finanziarie sui mercati finanziari
3.73       Un compenso per il servizio è
addebitato allorché una istituzione finanziaria mette in vendita un titolo (ad
esempio, un buono o una obbligazione). Il prezzo di acquisto (lettera) è pari
al valore di mercato stimato del titolo, più un determinato margine. Un altro
compenso è addebitato allorché un titolo è venduto, in quanto il prezzo offerto
al venditore (denaro) è pari al valore di mercato meno un certo margine. Margini
tra i prezzi di acquisto e di vendita si applicano anche nelle compravendite di
azioni, quote dei fondi di investimento e valute estere. Tali margini corrispondono
alla prestazione di servizi finanziari. 
Servizi finanziari prestati nell'ambito di sistemi di
assicurazione e pensionistici e finanziati attraverso i contributi assicurativi
e i redditi da investimenti
3.74       Rientrano in tale sezione le
attività di seguito indicate, ciascuna delle quali si configura come
redistribuzione di fondi. 
a)      Assicurazioni contro i danni - Nel quadro
di una polizza di assicurazione contro i danni, una impresa di assicurazione
riscuote un premio da un cliente finché non le viene richiesto il pagamento di
un indennizzo o finché non scade il periodo di assicurazione. L'impresa di
assicurazione investe il premio e il conseguente reddito da capitale
costituisce una ulteriore fonte di raccolta di fondi. Il reddito da capitale
rappresenta un reddito cui il cliente rinuncia ed è considerato una
integrazione implicita del premio effettivo. L'impresa di assicurazione
stabilisce il livello dei premi effettivi in modo tale che la somma dei premi,
più il reddito da capitale conseguito su di essi e meno gli indennizzi
previsti, lasci un margine che l'impresa di assicurazione trattiene come
produzione.
La produzione per l'assicurazione contro i danni è
calcolata nel seguente modo:
- totale dei premi di competenza dell'esercizio,
- più premi supplementari impliciti (pari al
reddito da capitale conseguito sulle riserve tecniche),
- meno indennizzi dovuti rettificati.
L'impresa di assicurazione dispone di riserve
costituite da premi effettivi di competenza dell'esercizio successivo e di
riserve a fronte di indennizzi da pagare. Le riserve sinistri comprendono i
risarcimenti non ancora richiesti, i risarcimenti richiesti ma non ancora
liquidati, oppure i risarcimenti richiesti e liquidati ma non ancora
corrisposti. Tali riserve sono denominate riserve tecniche e sono utilizzate
per generare redditi da investimenti. I guadagni e le perdite in conto capitale
non costituiscono redditi derivanti dall'investimento delle riserve tecniche di
assicurazione. Le riserve tecniche di assicurazione possono essere investite in
attività secondarie dell'impresa di assicurazione come, ad esempio, la locazione
di abitazioni o di uffici. Il risultato netto di gestione per tali attività
secondarie corrisponde a redditi derivanti dall'investimento di riserve
tecniche di assicurazione.
Il livello di indennizzi appropriato utilizzato ai
fini del calcolo della produzione è denominato "indennizzi
rettificati" e può essere determinato in due modi. Il metodo di previsione
stima il livello degli indennizzi rettificati sulla base di un modello che
prende in considerazione gli indennizzi pagati in passato dall'impresa. Il secondo
metodo utilizza informazioni contabili: gli indennizzi rettificati sono
ottenuti ex post aggiungendo agli indennizzi effettivi dovuti la variazione
delle riserve di perequazione, ossia degli accantonamenti a fronte di
indennizzi di entità inaspettatamente rilevante. Nel caso in cui le riserve di
perequazione non siano sufficienti per riportare a un livello normale gli
indennizzi rettificati, questi sono integrati da prelievi dai fondi propri. Una
caratteristica di entrambi i metodi è che gli indennizzi inaspettatamente
rilevanti non comportano una variabilità delle stime della produzione, né stime
negative.
Le variazioni delle riserve tecniche e delle
riserve di perequazione a seguito di emendamenti della regolamentazione
finanziaria sono registrate come altre variazioni di volume delle attività: esse sono irrilevanti ai fini del calcolo della
produzione. Nel caso in cui, per mancanza di
informazioni, non possa essere utilizzato per la stima degli indennizzi
rettificati nessuno dei due metodi, potrebbe rendersi necessario stimare la
produzione sulla base della somma dei costi, con una maggiorazione per tener
conto dell'utile normale.
Nel caso delle assicurazioni con utili, per
determinare la produzione viene detratta la variazione delle riserve per tali assicurazioni.
b)      Le polizze di assicurazione sulla vita
sono una forma di piani di risparmio. L'assicurato versa per vari anni un
premio all'impresa di assicurazione a fronte dell'impegno di quest'ultima di
offrire determinate prestazioni in futuro. Tali prestazioni potrebbero essere
espresse mediante una formula che prende in considerazione i premi corrisposti
o potrebbero dipendere dal maggiore o minore successo con cui l'impresa di
assicurazione ha investito i fondi. Il metodo di calcolo della produzione per
le assicurazioni sulla vita adotta gli stessi principi generali applicati per
le assicurazioni contro i danni. Tuttavia, in considerazione degli intervalli
di tempo intercorrenti tra la riscossione dei premi e la corresponsione delle
prestazioni, è necessario adottare specifiche disposizioni per le variazioni
delle riserve tecniche. La produzione per le assicurazioni sulla vita è
ottenuta nel seguente modo: 
- premi di competenza dell'esercizio,
- più premi supplementari,
- meno prestazioni dovute,
- meno aumenti (più decrementi) delle riserve
tecniche di assicurazione sulla vita. 
I premi sono definiti nello stesso identico modo
per le assicurazioni sulla vita e per le assicurazioni contro i danni. L'entità
dei premi supplementari è più rilevante nel caso delle assicurazioni sulla vita
rispetto alle assicurazioni contro i danni. Le prestazioni sono registrate nel
momento in cui sono erogate o versate. Per le assicurazioni sulla vita non si
rende necessario ricavare una stima rettificata delle prestazioni perché gli
esborsi monetari non sono così imprevedibili come nel caso delle polizze di
assicurazione contro i danni. Le riserve tecniche di assicurazione sulla vita
aumentano ogni anno per effetto dei nuovi premi versati e dei nuovi redditi da
investimenti attribuiti agli assicurati (ma da questi non prelevati) e
diminuiscono per effetto delle prestazioni corrisposte. È quindi possibile
esprimere il livello di produzione delle assicurazioni sulla vita quale
differenza tra il totale dei redditi da investimenti conseguiti sulle riserve
tecniche di assicurazione sulla vita e la quota di tali redditi effettivamente
attribuita agli assicurati e aggiunta alle riserve tecniche di assicurazione.
Allorché non sia possibile applicare tale metodo
per mancanza di dati o esso non produca risultati significativi, la produzione
per le assicurazioni sulla vita è calcolata come la somma dei costi di
produzione, con una maggiorazione per tener conto dell'utile normale.
c)      La produzione delle attività di
riassicurazione va determinata nello stesso identico modo illustrato per le
assicurazioni contro i danni, a prescindere che esse riguardino assicurazioni
sulla vita o contro i danni. 
d)      La produzione della gestione di un
sistema di assicurazione sociale dipende dal modo in cui questo è organizzato.
Sono elencati in appresso alcuni esempi di organizzazione. 
(1)     I sistemi di sicurezza sociale sono
sistemi di assicurazione sociale che riguardano l'intera collettività e sono
imposti e controllati dalle amministrazioni pubbliche. Hanno lo scopo di
assicurare prestazioni ai cittadini in caso di vecchiaia, invalidità, morte,
malattia, infortunio, disoccupazione, assistenza familiare e sanitaria, ecc. Se
si individuano unità distinte, la loro produzione è determinata, come per tutta
la produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita, sommando i costi.
Se non si individuano unità distinte, la produzione della sicurezza sociale è
inclusa nella produzione delle amministrazioni pubbliche al livello al quale
essa opera.
(2)     Allorché un datore di lavoro gestisce un
proprio sistema di assicurazione sociale, il valore della produzione è
determinato sulla base della somma dei costi integrata da una stima della
remunerazione del capitale fisso utilizzato nella gestione del sistema. Il valore
della produzione è misurato nello stesso modo nel caso in cui il datore di
lavoro crei un fondo pensione distinto per gestire il sistema.
(3)     Se un datore di lavoro si affida a una
impresa di assicurazione perché gestisca il sistema per suo conto, il valore
della produzione è pari alla commissione pagata all'impresa di assicurazione.
(4)     Nel caso di un sistema a cui partecipano
più aziende, il valore della produzione è misurato, come per le polizze di
assicurazione sulla vita, quale differenza tra i redditi da investimenti
percepiti dal sistema e gli accantonamenti aggiunti alle riserve.
e)      La misurazione della produzione dei
sistemi di garanzia standard di prestiti dipende dal tipo di produttore in
questione. Se il sistema di garanzie standard agisce come un produttore di beni
e servizi destinabili alla vendita, il valore della produzione è calcolato come
nel caso delle assicurazioni contro i danni. Se il sistema opera come un
produttore di beni e servizi non destinabili alla vendita, il valore della produzione
è calcolato sommando i costi. 
L. Servizi immobiliari
3.75       La produzione dei servizi di
abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari è valutata al
valore stimato del canone di affitto che un locatario dovrebbe pagare per lo
stesso alloggio, tenendo conto di fattori quali l'ubicazione, i servizi cui è
possibile avere accesso nelle vicinanze, ecc., nonché delle dimensioni e della
qualità dell'abitazione stessa. Per i garage separati dalle abitazioni,
utilizzati dai proprietari a scopi di consumo finale in connessione con l'uso
dell'alloggio, deve essere effettuata una stima simile. Il valore locativo
delle abitazioni occupate dai rispettivi proprietari e ubicate all'estero — ad
esempio, case di vacanze — non dovrebbe essere registrato come produzione
interna, bensì come importazioni di servizi e il corrispondente risultato netto
di gestione come reddito primario percepito dal resto del mondo. Analoghe
registrazioni sono eseguite per le abitazioni occupate dai rispettivi
proprietari nel caso di non residenti. Per gli appartamenti in multiproprietà è
registrata una quota del compenso del servizio. 
3.76       Per stimare il valore dei
servizi di abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari si
utilizza il metodo della stratificazione. Il parco abitativo è stratificato
secondo la localizzazione dell'immobile, la natura dell'alloggio e altri
fattori che incidono sul canone di affitto. Per ottenere una stima del valore
locativo dell'intero parco abitativo si utilizzano informazioni sui canoni di
affitto effettivi delle abitazioni locate. Il canone di affitto effettivo medio
per strato è applicato a tutti gli alloggi di quel particolare strato. Se le
informazioni sugli affitti sono ricavate da indagini per campione, l'estrapolazione
agli affitti dell'intero parco abitativo riguarda sia una parte delle
abitazioni locate, sia tutti gli alloggi occupati dai proprietari. La procedura
dettagliata per la determinazione del canone di affitto per strato viene
effettuata per un anno base, procedendo a estrapolazioni per i periodi
successivi.
3.77       Nel metodo di stratificazione,
il canone di affitto da applicare agli alloggi occupati dai proprietari è
definito come il canone di affitto praticato sul mercato privato per utilizzare
una abitazione non ammobiliata. Per determinare gli affitti figurativi si
prendono in considerazione i canoni di affitto per alloggi non ammobiliati
ricavati dal totale dei contratti stipulati sul mercato privato. Sono inclusi i
canoni di affitto del mercato privato calmierati in forza di normative delle
amministrazioni pubbliche. Nel caso in cui la fonte dell'informazione sia
l'inquilino, il canone di affitto osservato è corretto sommandovi eventuali
indennità di abitazione specifiche versate direttamente al proprietario. Se la
dimensione del campione per gli affitti osservati come descritto in precedenza
non è sufficientemente ampia, ai fini della determinazione dei fitti figurativi
possono essere utilizzati i canoni di affitto rilevati per gli alloggi
ammobiliati, ovviamente rettificando gli importi per tenere conto della
differenza tra alloggi ammobiliati e non ammobiliati. Eccezionalmente possono
essere utilizzati anche i canoni di affitto delle abitazioni di proprietà
pubblica, debitamente incrementati. Non dovrebbero invece essere utilizzati gli
affitti a prezzo ridotto degli alloggi locati a parenti o a lavoratori
dipendenti.
3.78       Il metodo di stratificazione è
utilizzato per l'estrapolazione al totale delle abitazioni locate. Il canone di
affitto medio figurativo di cui sopra potrebbe rivelarsi inadeguato per alcuni
settori del mercato locativo. Ad esempio, i canoni calmierati per gli alloggi
ammobiliati o i canoni pubblici rettificati non costituiscono un riferimento
adeguato per le abitazioni effettivamente locate. In questo caso sono necessari
strati distinti per le abitazioni ammobiliate o gli alloggi sociali
effettivamente locati, in combinazione con appropriati canoni medi di affitto.
3.79       In mancanza di un mercato
locativo sufficientemente ampio in cui le abitazioni locate siano
rappresentative degli alloggi occupati dai proprietari, per tali alloggi si
applica il metodo dei costi di utilizzazione.
In base al metodo dei costi di utilizzazione, la
produzione dei servizi di abitazione è pari alla somma dei consumi intermedi,
degli ammortamenti, di altre imposte al netto dei contributi alla produzione e
del risultato netto di gestione. 
Il risultato netto di gestione è misurato
applicando un coefficiente annuale reale costante di rendimento al valore netto
del parco di alloggi occupati dai proprietari a prezzi correnti (costi di
sostituzione). 
3.80       La produzione dei servizi
immobiliari per fabbricati non residenziali è misurata sulla base del valore
dei canoni di locazione dovuti. 
M. Servizi professionali, scientifici e tecnici -
N. Servizi amministrativi e di supporto
3.81       La produzione dei servizi di
leasing operativo, quali la locazione di macchine o attrezzature, è misurata
sulla base del valore del canone di locazione corrisposto. Il leasing operativo
è differente dal leasing finanziario, il quale si configura come un
finanziamento dell'acquisto di beni attraverso la concessione di un prestito
dal locatore al locatario. Nel caso del leasing finanziario i canoni periodici
sono costituiti da una quota di rimborso di capitale e da una quota di
interessi, con un piccolo compenso per i servizi diretti prestati (si veda il
capitolo 15: "Licenze, contratti di leasing e altri contratti"). 
3.82       La ricerca e lo sviluppo
(R&S) sono una attività creativa esercitata in via sistematica allo scopo
di aumentare lo stock di conoscenze e di utilizzare tali conoscenze per creare
o sviluppare nuovi prodotti, comprese versioni migliorate o nuove qualità di
prodotti esistenti, o scoprire o sviluppare nuovi o più efficienti processi di
produzione. La R&S di consistenza significativa in rapporto all'attività
principale è registrata come attività secondaria della UAE locale. Una UAE
locale separata è riconosciuta allorché sono soddisfatte le condizioni per
l'individuazione di una unità istituzionale distinta. 
3.83       La produzione dei servizi di
R&S è misurata come segue: 
a)      la R&S di laboratori o istituti di
ricerca commerciali specializzati è valutata sulla base dei proventi delle
vendite, di contratti, commissioni, onorari, ecc., applicando la procedura
abituale; 
b)      la produzione della R&S destinata ad
essere utilizzata all'interno della stessa impresa è valutata con riferimento
ai prezzi base stimati che sarebbero pagati se la ricerca venisse effettuata
all'esterno; in mancanza di un mercato di outsourcing della R&S di natura
simile, la R&S è valutata come somma dei costi di produzione, più una
maggiorazione (tranne che per i produttori di beni e servizi non destinabili
alla vendita) per il risultato netto di gestione o il reddito misto;
c)      la R&S svolta da unità della pubblica
amministrazione, università e istituti di ricerca senza scopo di lucro è
valutata sulla base della somma dei costi di produzione. I proventi della
vendita di R&S da parte di produttori che non producono per il mercato
devono essere registrati quali introiti dalla produzione secondaria di beni e
servizi destinabili alla vendita. 
La spesa per R&S va distinta da quella per
l'istruzione e la formazione e non include i costi di sviluppo di software
quale attività principale o secondaria.
O. Servizi di pubblica amministrazione e difesa; servizi di
assicurazione sociale obbligatoria
3.84       I servizi di pubblica
amministrazione e difesa e i servizi di assicurazione sociale obbligatoria sono
erogati quali servizi non destinabili alla vendita e sono valutati come tali. 
P. Servizi di istruzione - Q. Servizi sanitari e
di assistenza sociale
3.85       Per i servizi di istruzione e
per i servizi sanitari è tracciata una precisa linea di demarcazione tra
produttori di beni e servizi destinabili alla vendita e produttori di beni e
servizi non destinabili alla vendita, nonché tra le rispettive produzioni. Ad
esempio, per alcuni tipi di istruzione e di assistenza medica i prezzi
praticati dalle istituzioni pubbliche (o da altre istituzioni grazie a
contributi specifici) possono essere irrisori, mentre per altri tipi di
istruzione e per cure mediche particolari possono essere applicate tariffe
commerciali. Un altro esempio è quello in cui il medesimo tipo di servizio (ad
esempio, l'istruzione superiore) è erogato, da una parte, dalle amministrazioni
pubbliche e, dall'altra, da istituti aventi scopo di lucro. 
I servizi di istruzione e sanitari non comprendono
le attività di R&S; inoltre i servizi sanitari non includono l'istruzione
in campo sanitario impartita, ad esempio, presso cliniche universitarie. 
R. Servizi nel campo dell'arte, dello spettacolo e del tempo libero –
S. Altri servizi 
3.86       La produzione di libri,
supporti registrati, film, software, nastri, dischi, ecc., avviene in due fasi,
pertanto anche la sua misurazione è effettuata in due stadi.
(1)     La produzione dell'originale - un
prodotto di proprietà intellettuale - è misurata con riferimento al prezzo
pagato, se l'originale è venduto, o, nel caso in cui non sia venduto, sulla scorta
dei prezzi base pagati per originali simili, dei loro costi di produzione
(inclusa una maggiorazione per il risultato netto di gestione) o del valore
scontato dei previsti proventi futuri dell'utilizzazione di tale originale in
un processo di produzione.
(2)     Il proprietario di tale bene può
utilizzarlo direttamente, oppure può produrre copie in periodi successivi. Se
il proprietario ha autorizzato altri produttori a utilizzare l'originale in un
processo di produzione, i proventi, le commissioni, le royalty, ecc., percepiti
in forza della licenza concessa costituiscono la produzione di servizi.
Tuttavia, la vendita dell'originale costituisce un investimento fisso negativo.

T. Servizi di datore di lavoro svolti da famiglie
e convivenze 
3.87       La produzione
dei servizi domestici prodotti impiegando personale retribuito è valutata sulla
base dei redditi da lavoro dipendente corrisposti. Questi ultimi comprendono
qualsiasi retribuzione in natura, quali vitto o alloggio.
CONSUMI INTERMEDI (P.2) 
3.88       Definizione
I consumi intermedi sono costituiti dai beni e dai
servizi consumati quali input in un processo di produzione, escluso il capitale
fisso il cui consumo è registrato come ammortamento. Nel corso del processo
produttivo i beni e i servizi subiscono una trasformazione, oppure sono
esauriti. 
3.89       Sono esempi di consumi
intermedi: 
a)      i beni e i servizi utilizzati quali input
nelle attività ausiliarie: ad esempio, le attività di acquisto, di vendita, di
marketing, di elaborazione dati, di trasporto, di immagazzinamento e di
manutenzione, le attività contabili, in materia di sicurezza, ecc.; tali beni e
servizi non sono distinti da quelli consumati nel corso delle attività
principali (o secondarie) di una UAE locale;
b)      i beni e i servizi ricevuti da un'altra
UAE locale della stessa unità istituzionale; 
c)      i canoni di locazione di beni: ad
esempio, il leasing operativo di macchine, autoveicoli, software e originali di
opere di intrattenimento;
d)      i costi di utilizzo di licenze, contratti
di leasing e altri contratti a breve termine registrati come attività non
prodotte; è escluso l'acquisto di tali attività non prodotte;
e)      le quote di associazione, i contributi o
i diritti versati ad associazioni professionali senza scopo di lucro (cfr.
paragrafo 3.35); 
f)       i beni e i servizi non considerati
investimenti lordi, quali: 
(1)     utensili non costosi impiegati per
operazioni comuni, quali seghe, badili, coltelli, asce, martelli, cacciaviti,
chiavi inglesi e altri utensili, e piccoli apparecchi come le calcolatrici tascabili;
tutte le spese relative a tali beni durevoli sono registrate come consumi
intermedi; 
(2)     la manutenzione ordinaria e le
riparazioni di beni utilizzati nella produzione; 
(3)     i servizi di formazione del personale, di
ricerche di mercato e simili, acquistati da una agenzia esterna o prestati da
una UAE locale distinta della stessa unità istituzionale;
(4)     la spesa per ricerca e sviluppo sarà
considerata investimenti fissi soltanto quando l'affidabilità e la
comparabilità delle stime degli Stati membri dell'UE avranno raggiunto un
livello sufficientemente elevato; 
g)      le spese sostenute dai lavoratori
dipendenti, rimborsate dai loro datori di lavoro, per beni necessari alla
produzione di questi ultimi, ad esempio allorché i lavoratori sono tenuti per contratto
ad acquistare per conto proprio utensili o indumenti di sicurezza;
h)      le spese sostenute dai datori di lavoro,
a beneficio sia proprio, sia dei loro dipendenti, perché necessarie per la
produzione, ad esempio:
(1)     rimborso ai dipendenti delle spese di
viaggio, di trasferta, di trasloco e di rappresentanza da questi sostenute
nell'esercizio delle loro funzioni; 
(2)     spese finalizzate ad accrescere il
confort sul luogo di lavoro;
Tali spese sono elencate nella sezione relativa ai
redditi da lavoro dipendente (D.1) (cfr. paragrafo 4.07).
i)       i costi del servizio di assicurazione
contro i danni sostenuti dalle UAE locali (si veda il capitolo 16 relativo alle
assicurazioni); al fine di registrare come consumi intermedi soltanto il
compenso del servizio, dall'ammontare dei premi di assicurazione versati
occorre detrarre, ad esempio, l'importo degli indennizzi corrisposti e la
variazione netta delle riserve matematiche; quest'ultima è attribuita alle UAE
locali in misura proporzionale ai premi versati;
j)       i servizi di intermediazione finanziaria
indirettamente misurati (SIFIM) acquistati dai produttori residenti; 
k)      la produzione da parte delle autorità
bancarie centrali di beni e servizi non destinabili alla vendita va interamente
attribuita a consumi intermedi degli altri intermediari finanziari.
3.90       Dai consumi intermedi sono
esclusi:
a)      i beni considerati investimenti lordi,
quali ad esempio: 
(1)     oggetti di valore;
(2)     prospezioni minerarie; 
(3)     miglioramenti di rilievo al di là di
quelli necessari per conservare in buono stato i beni: ad esempio, rinnovi,
ricostruzioni o ampliamenti;
(4)     software acquistato o prodotto per uso
proprio; 
(5)     armi da guerra e relative attrezzature;
b)      le spese considerate come acquisti di
attività non prodotte, quali ad esempio licenze, contratti di leasing o altri
contratti a lungo termine (cfr. capitolo 15);
c)      le spese dei datori di lavoro considerate
retribuzioni lorde in natura;
d)      la fruizione di servizi collettivi
erogati dalle amministrazioni pubbliche (considerati spesa per consumi
collettivi delle amministrazioni pubbliche) da parte di unità produttrici di
beni e servizi destinabili alla vendita o per proprio uso finale; 
e)      i beni e i servizi prodotti e consumati
nel corso dello stesso periodo contabile e nell'ambito della stessa UAE locale
(essi non sono registrati neppure come produzione); 
f)       i versamenti a favore delle
amministrazioni pubbliche a titolo di tributi e per ottenere il rilascio di
licenze che sono considerati come altre imposte sulla produzione;
g)      gli esborsi per ottenere
il permesso di sfruttare risorse naturali (ad esempio, terreni), considerati
diritti di sfruttamento, ossia una corresponsione di redditi da capitale.
Momento di registrazione e valutazione
dei consumi intermedi 
3.91       I prodotti utilizzati per i
consumi intermedi sono registrati e valutati nel momento in cui entrano nel
processo di produzione. Essi sono valutati ai prezzi di acquisto, al momento
dell'utilizzo, di prodotti o servizi simili. 
3.92       Le unità
produttrici non registrano direttamente l'impiego dei beni nella produzione,
bensì gli acquisti di beni destinati ad essere utilizzati quali input, al netto
dell'aumento delle quantità di tali beni compresi nelle scorte. 
CONSUMI FINALI (P.3, P.4) 
3.93       Sono utilizzati due concetti di
consumi finali: 
a)      spesa per consumi finali (P.3); 
b)      consumi finali effettivi (P.4). 
La spesa per consumi finali è la
spesa per i beni e i servizi utilizzati dalle famiglie, dalle istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie e dalle amministrazioni pubbliche per
il soddisfacimento di bisogni individuali e collettivi. Al contrario, i consumi
finali effettivi si riferiscono alla acquisizione di beni e servizi per il
consumo. La differenza tra questi concetti sta nel trattamento di taluni beni e
servizi finanziati dalle amministrazioni pubbliche o dalle istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie, ma forniti alle famiglie a titolo di
trasferimenti sociali in natura.
Spesa per consumi finali (P.3) 
3.94       Definizione
La spesa per consumi finali è costituita dalla
spesa sostenuta dalle unità istituzionali residenti per beni o servizi
utilizzati per il diretto soddisfacimento di desideri o bisogni individuali o
di bisogni collettivi dei membri della collettività. 
3.95       Nella spesa per consumi finali
delle famiglie figurano ad esempio: 
a)      i servizi di abitazione per gli alloggi
occupati dai rispettivi proprietari; 
b)      i redditi in natura, quali:
(1)     beni e servizi ricevuti a titolo di
reddito in natura dai lavoratori dipendenti; 
(2)     beni o servizi prodotti da imprese non
costituite in società appartenenti alle famiglie, destinati a essere consumati
dai componenti delle famiglie: ad esempio, prodotti alimentari e altri prodotti
agricoli, servizi di abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi
proprietari e servizi domestici prodotti impiegando personale retribuito
(domestici, cuochi, giardinieri, autisti, ecc.); 
c)      le spese per beni e servizi che non
rientrano nei consumi intermedi, quali: 
(1)     l'occorrente per le piccole riparazioni e
la decorazione interna delle abitazioni effettuate sia dai locatari sia dai
proprietari; 
(2)     l'occorrente per la riparazione e la
manutenzione di beni di consumo durevoli compresi i veicoli; 
d)      le spese per beni e servizi che non
rientrano negli investimenti, in particolare i beni di consumo durevoli che
continuano ad assolvere la loro funzione nel corso di numerosi periodi
contabili; è incluso il trasferimento della proprietà di alcuni beni durevoli
da una impresa a una famiglia; 
e)      i servizi finanziari prestati a fronte di
pagamenti diretti e i servizi di intermediazione finanziaria indirettamente
misurati per la parte fruita dalle famiglie a titolo di consumi finali; 
f)       i servizi di assicurazione per
l'ammontare del compenso del servizio implicito; 
g)      i servizi pensionistici per l'ammontare
del compenso del servizio implicito; 
h)      gli esborsi sostenuti dalle famiglie per
ottenere il rilascio di licenze, permessi, ecc., considerati acquisti di
servizi (cfr. paragrafi 4.79 e 4.80); 
i)       l'acquisto di prodotti a prezzi
economicamente non significativi: ad esempio, biglietti di ingresso a un museo.
3.96       Dalla spesa per consumi finali
delle famiglie sono esclusi:
a)      i trasferimenti sociali in natura quali
le spese inizialmente sostenute dalle famiglie, ma successivamente rimborsate
dagli enti di sicurezza sociale, come ad esempio talune spese mediche; 
b)      le spese per beni e servizi che rientrano
nei consumi intermedi o negli investimenti lordi: 
(1)     le spese sostenute per ragioni di lavoro
dalle famiglie proprietarie di imprese non costituite in società: ad esempio,
per beni durevoli quali veicoli, mobili o apparecchiature elettriche
(investimenti fissi lordi) o anche per beni non durevoli come i carburanti
(consumi intermedi);
(2)     le spese sostenute da coloro che occupano
l'abitazione di cui sono proprietari per opere di decorazione, manutenzione e
riparazione diverse da quelle normalmente eseguite dai locatari (considerate
consumi intermedi nella produzione di servizi di abitazione);
(3)     l'acquisto di una abitazione (considerato
investimento fisso lordo); 
(4)     le spese per oggetti di valore
(considerate investimenti fissi lordi); 
c)      le acquisizioni di attività non prodotte,
in particolare l'acquisto di terreni; 
d)      tutti gli esborsi sostenuti dalle
famiglie da considerare come imposte (cfr. paragrafi 4.79‑4.80);
e)      le quote di associazione, i contributi e
i diritti versati dalle famiglie alle istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle famiglie, quali sindacati, enti professionali, associazioni dei
consumatori e associazioni religiose, sociali, culturali, ricreative e
sportive;
f)       i trasferimenti volontari in denaro o in
natura delle famiglie a favore di enti di beneficenza o di organizzazioni di
aiuto e assistenza.
3.97       La spesa per consumi finali
delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie comprende due
categorie distinte: 
a)      il valore dei beni e dei servizi prodotti
dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie diversi dagli
investimenti per uso proprio e diversi dalla spesa delle famiglie e di altre
unità; 
b)      il valore degli acquisti da parte delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie di beni e servizi,
prodotti da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita, forniti a
titolo di trasferimenti sociali in natura — senza alcuna trasformazione — alle
famiglie per essere da queste consumati.
3.98       La spesa per consumi finali
(P.3) delle amministrazioni pubbliche comprende due categorie di spesa, simili
a quelle delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie:
a)      il valore dei beni e dei servizi prodotti
dalle amministrazioni pubbliche stesse (P.1) diversi dagli investimenti per uso
proprio (corrispondenti a P.12), la produzione di beni e servizi destinabili
alla vendita (P.11) e i flussi monetari inerenti alla produzione di beni e
servizi non destinabili alla vendita (P.131); 
b)      il valore degli acquisti da parte delle
amministrazioni pubbliche di beni e servizi, prodotti da produttori di beni e
servizi destinabili alla vendita, forniti — senza alcuna trasformazione — alle
famiglie a titolo di trasferimenti sociali in natura (D.632). I beni e i
servizi forniti dai venditori alle famiglie sono pagati dalle amministrazioni
pubbliche.
3.99       Le società non
sostengono una spesa per consumi finali. I beni o i servizi acquistati dalle
società, identici a quelli utilizzati dalle famiglie per i loro consumi finali,
sono utilizzati come consumi intermedi oppure sono forniti ai dipendenti a
titolo di retribuzione in natura, ossia come spesa per consumi finali imputata
delle famiglie. 
Consumi finali effettivi (P.4) 
3.100     Definizione
I consumi finali effettivi sono costituiti dai
beni o dai servizi acquisiti dalle unità istituzionali residenti per il
soddisfacimento diretto di bisogni umani, siano essi individuali o collettivi. 
3.101     Definizione 
I beni e i servizi per consumi individuali
("beni e servizi individuali") sono i beni e i servizi acquisiti da
una famiglia e utilizzati per il soddisfacimento dei desideri e dei bisogni dei
componenti di tale famiglia. I beni e i servizi individuali presentano le
seguenti caratteristiche:
a)      è possibile osservare e registrare
l'acquisizione dei beni o dei servizi da parte di una singola famiglia o di un
suo componente e anche il momento in cui essa si è verificata;
b)      la famiglia ha assentito alla fornitura
dei beni o dei servizi e assume le iniziative necessarie per consumare tali
beni e servizi: ad esempio, frequentando una scuola o recandosi in ospedale;
c)      i beni o i servizi devono avere natura
tale che la loro acquisizione da parte di una famiglia o di un individuo, o di
un gruppo di persone, ne precluda l'acquisto ad altre famiglie o persone. 
3.102     Definizione
I servizi per consumi collettivi ("servizi
collettivi") sono forniti simultaneamente a tutti i membri della
collettività, oppure a tutti i membri di una particolare categoria della
collettività come, ad esempio, a tutte le famiglie residenti in una determinata
regione. I servizi collettivi presentano le seguenti caratteristiche: 
a)      possono essere erogati contemporaneamente
a ogni membro della collettività o a particolari categorie della collettività,
come i residenti in una particolare regione o località;
b)      la fruizione di tali servizi è
normalmente passiva e non richiede l'assenso o l'attiva partecipazione di tutti
gli individui in questione;
c)      l'erogazione di un servizio collettivo a
favore di un unico individuo non riduce la quantità disponibile per gli altri
membri della collettività o di una categoria specifica di persone. 
3.103     La spesa per consumi finali
delle famiglie comprende esclusivamente beni e servizi individuali. Tutti i
beni e i servizi forniti dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio
delle famiglie sono considerati individuali. 
3.104     Per i beni e i servizi forniti
dalle amministrazioni pubbliche, la linea di demarcazione tra beni e servizi
collettivi e beni e servizi individuali è tracciata sulla base della
Classificazione delle funzioni delle amministrazioni pubbliche (COFOG).
Tutta la spesa per consumi finali delle
amministrazioni pubbliche in ciascuna delle seguenti categorie è considerata
spesa per consumi individuali:
a)      7.1 Prodotti medicinali, attrezzature ed
apparecchi terapeutici
7.2 Servizi ambulatoriali 
7.3 Servizi ospedalieri
7.4 Servizi di sanità pubblica
b)      8.1 Servizi ricreativi e sportivi
8.2 Servizi culturali
c)      9.1 Istruzione prescolastica ed
elementare
9.2 Istruzione secondaria
9.3 Istruzione postsecondaria non universitaria
9.4 Istruzione universitaria
9.5 Istruzione non definibile per livello
9.6 Servizi sussidiari dell'istruzione
d)      10.1 Malattia e invalidità
10.2 Vecchiaia
10.3 Superstiti
10.4 Famiglia e figli
10.5 Disoccupazione
10.6 Abitazione
10.7 Emarginazione sociale n.c.a.
3.105     In alternativa, la spesa per
consumi individuali delle amministrazioni pubbliche corrisponde alla divisione
14 della COICOP, in cui figurano i seguenti gruppi:
14.1 Abitazione (equivalente al gruppo 10.6 della
COFOG)
14.2 Sanità (equivalente ai gruppi 7.1-7.4 della
COFOG)
14.3 Ricreazione e cultura (equivalente ai gruppi
8.1 e 8.2 della COFOG)
14.4 Istruzione (equivalente ai gruppi 9.1-9.6
della COFOG)
14.5 Protezione sociale (equivalente ai gruppi
10.1-10.5 e al gruppo 10.7 della COFOG).
3.106     La spesa per consumi collettivi
corrisponde alla parte residua della spesa per consumi finali delle
amministrazioni pubbliche.
È rappresentata dai seguenti gruppi della COFOG:
a)      Servizi generali delle amministrazioni
pubbliche (divisione 01) 
b)      Difesa nazionale (divisione 02)
c)      Pubblica sicurezza e ordine pubblico
(divisione 03)
d)      Questioni economiche (divisione 04)
e)      Tutela ambientale (divisione 05)
f)       Abitazioni e assetto territoriale
(divisione 06)
g)      Amministrazione generale,
regolamentazione, diffusione di informazioni generali e di statistiche (tutte
le divisioni)
h)      Ricerca
e sviluppo (tutte le divisioni).
3.107     Le relazioni tra i vari concetti
di consumi utilizzati sono evidenziati nella tavola 3.2.
   ||   || Settore che sostiene la spesa ||   ||   
   ||   || Amministrazioni pubbliche ||   || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie ||   || Famiglie ||   || Totale degli acquisti 
 Consumi individuali   ||   || X (= Trasferimenti sociali in natura) ||   || X (= Trasferimenti sociali in natura) ||   || X ||   || Consumi finali effettivi individuali delle famiglie   
 Consumi collettivi   ||   || X ||   || 0 ||   || 0 ||   || Consumi finali effettivi collettivi delle amministrazioni pubbliche 
 Totale ||   || Spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche ||   || Spesa per consumi finali delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie ||   || Spesa per consumi finali delle famiglie ||   || Totale dei consumi finali effettivi = Totale della spesa per consumi finali 
 || || || || || || || || 
3.108     La spesa per consumi finali
delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie comprende
esclusivamente beni e servizi individuali. Il totale dei consumi finali
effettivi è pari alla somma dei consumi finali effettivi delle famiglie e dei
consumi finali effettivi delle amministrazioni pubbliche.
3.109     Non si hanno
trasferimenti sociali in natura con il resto del mondo (anche se siffatti
trasferimenti esistono in termini monetari). Il totale dei consumi finali
effettivi è pari al totale della spesa per consumi finali.
Momento di registrazione e valutazione
della spesa per consumi finali 
3.110     La spesa per un bene è
registrata nel momento in cui è trasferita la proprietà di tale bene, mentre la
spesa per un servizio è registrata nel momento in cui è completata l'erogazione
del servizio. 
3.111     La spesa per beni acquistati
nell'ambito di operazioni di vendita rateale o simili, nonché di leasing
finanziario, è registrata nel momento in cui i beni sono consegnati anche se
non coincide con il momento del trasferimento della proprietà. 
3.112     Il consumo per uso proprio è
registrato nel momento in cui i beni e i servizi destinati all'autoconsumo sono
prodotti. 
3.113     La spesa per consumi finali
delle famiglie è registrata al prezzo di acquisto, ossia al prezzo che
l'acquirente paga effettivamente al momento dell'acquisto dei prodotti. Una
definizione più dettagliata è fornita al paragrafo 3.06.
3.114     I beni e i servizi forniti a
titolo di retribuzioni in natura sono valutati ai prezzi base se sono prodotti
dai datori di lavoro e ai prezzi di acquisto dei datori di lavoro se sono da
questi acquistati. 
3.115     I beni o i servizi destinati
all'autoconsumo sono valutati ai prezzi base.
3.116     La spesa per consumi finali
delle amministrazioni pubbliche o delle istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle famiglie, per prodotti di loro produzione, è registrata nel
momento in cui essi sono prodotti, il quale coincide anche con il momento della
prestazione di tali servizi da parte delle amministrazioni pubbliche o delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. Quanto alla spesa
per consumi finali per i beni e i servizi forniti tramite i produttori di beni
e servizi destinabili alla vendita, il momento di registrazione è il momento
della consegna. 
3.117     La spesa per
consumi finali (P.3) delle amministrazioni pubbliche o delle istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie è pari alla somma della rispettiva
produzione (P.1), più la spesa per prodotti forniti alle famiglie tramite i
produttori di beni e servizi destinabili alla vendita, compresa nei
trasferimenti sociali in natura (D.632), meno i pagamenti da parte di altre
unità, la produzione di beni e servizi destinabili alla vendita (P.11) e i
flussi monetari inerenti alla produzione di beni e servizi non destinabili alla
vendita (P.131), meno gli investimenti per uso proprio (P.12).
Momento di registrazione e valutazione
dei consumi finali effettivi 
3.118     I beni e i servizi sono
acquisiti dalle unità istituzionali allorché esse diventano i nuovi proprietari
dei beni e allorché è completata la consegna dei servizi a tali unità.
3.119     Gli acquisti (consumi finali
effettivi) sono valutati ai prezzi di acquisto per le unità che sostengono la
spesa. 
3.120     I trasferimenti in natura
diversi dai trasferimenti sociali in natura delle amministrazioni pubbliche e
delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie sono trattati
come se fossero trasferimenti in denaro. Di conseguenza, il valore dei beni o
dei servizi è registrato come spesa dalle unità istituzionali o dai settori che
li acquistano. 
3.121     I valori dei
due aggregati della spesa per consumi finali e dei consumi finali effettivi
sono identici. I beni e i servizi acquisiti dalle famiglie residenti attraverso
trasferimenti sociali in natura sono valutati agli stessi prezzi a cui essi
sono valutati negli aggregati di spesa.
INVESTIMENTI LORDI (P.5) 
3.122     Gli investimenti lordi
comprendono: 
a)      gli investimenti fissi lordi (P.51g):
(1)     ammortamenti (P.51c)
(2)     investimenti fissi netti (P.51n) 
b)      la variazione delle scorte (P.52); 
c)      le acquisizioni meno le cessioni di
oggetti di valore (P.53). 
3.123     Gli
investimenti lordi sono misurati al lordo degli ammortamenti. Gli investimenti
netti sono calcolati detraendo gli ammortamenti dagli investimenti lordi.
Investimenti fissi lordi (P.51g) 
3.124     Definizione
Gli investimenti fissi lordi (P.51) sono
costituiti dalle acquisizioni, al netto delle cessioni, di capitale fisso
effettuate dai produttori residenti durante un periodo di tempo determinato,
più taluni incrementi di valore dei beni materiali non prodotti realizzati
mediante l'attività produttiva delle unità di produzione o istituzionali. Il
capitale fisso è costituito dai beni prodotti che sono utilizzati nella
produzione per più di un anno.
3.125     Gli investimenti fissi lordi
comprendono valori sia positivi sia negativi:
a)      valori positivi: 
(1)     beni nuovi o usati acquistati;
(2)     beni prodotti e destinati dal produttore
a uso proprio (compresa la produzione di capitale fisso per uso proprio non
ancora completata o non pienamente matura); 
(3)     beni nuovi o usati acquistati tramite
operazioni di baratto; 
(4)     beni nuovi o usati ricevuti nel quadro di
trasferimenti in conto capitale in natura; 
(5)     beni nuovi o usati acquistati
dall'utilizzatore tramite operazioni di leasing finanziario; 
(6)     miglioramenti di rilievo apportati a beni
e a monumenti storici esistenti; 
(7)     crescita naturale delle risorse
biologiche coltivate che generano ripetutamente nuovi prodotti; 
b)      valori negativi (ossia cessioni di beni
registrate come acquisizioni negative): 
(1)     beni usati venduti; 
(2)     beni usati ceduti tramite operazioni di
baratto; 
(3)     beni usati ceduti nel quadro di
trasferimenti in conto capitale in natura. 
3.126     Le cessioni di beni non
comprendono: 
a)      gli ammortamenti (che includono i normali
danni accidentali previsti); 
b)      le perdite eccezionali, come quelle
dovute a siccità o ad altre calamità naturali, che sono registrate come altre
variazioni di volume delle attività. 
3.127     Si distinguono i seguenti tipi
di investimenti fissi lordi: 
(1)     abitazioni; 
(2)     fabbricati non residenziali e altre
opere; sono inclusi i miglioramenti di rilievo apportati ai terreni; 
(3)     impianti e macchinari, come navi,
automobili e computer; 
(4)     armamenti;
(5)     risorse biologiche coltivate (ad esempio,
alberi e bestiame);
(6)     costi di trasferimento della proprietà di
attività non prodotte, quali terreni, licenze, contratti di leasing e altri
contratti; 
(7)     ricerca e sviluppo compresa la produzione
di R&S liberamente disponibile; la spesa per ricerca e sviluppo sarà
considerata investimenti fissi soltanto quando l'affidabilità e la
comparabilità delle stime degli Stati membri dell'UE avranno raggiunto un
livello sufficientemente elevato; 
(8)     prospezione e valutazione mineraria; 
(9)     software e basi di dati; 
(10)   originali di opere artistiche, letterarie
o di intrattenimento;
(11)   altri diritti di proprietà intellettuale.
3.128     Tra i miglioramenti di rilievo
apportati ai terreni figurano: 
a)      la sottrazione di terreni al mare
mediante la costruzione a questo scopo di dighe e argini; 
b)      il diboscamento di terreni,
l'eliminazione di pietre, ecc., onde poter utilizzare per la prima volta i
terreni per la produzione; 
c)      la bonifica di paludi o l'irrigazione di
terreni aridi mediante la costruzione di argini, fossati e canali
d'irrigazione; la prevenzione di inondazioni o di fenomeni di erosione da parte
del mare o di fiumi mediante la costruzione di frangiflutti, dighe marittime o
di argini di piena. 
Tali attività possono comportare la creazione di
grandi opere nuove, come dighe marittime e argini di piena, che non sono
tuttavia utilizzate per produrre altri beni e servizi, bensì per ottenere
terreni migliori o più estesi. A essere utilizzati nella produzione sono i
terreni, ossia una attività non prodotta. Ad esempio, una diga costruita per
produrre elettricità ha una funzione diversa da quella di una diga costruita
per proteggere i terreni dal mare. Soltanto una diga di quest'ultimo tipo è
classificata tra i miglioramenti apportati ai terreni. 
3.129     Gli investimenti fissi lordi
comprendono i seguenti casi limite: 
a)      le acquisizioni di case galleggianti,
chiatte, case viaggianti e caravan utilizzati quali residenza delle famiglie e
le acquisizioni di strutture ad essi connesse, come i garage; 
b)      le strutture e le attrezzature utilizzate
dalle forze armate; 
c)      le armi leggere e i veicoli corazzati
utilizzati da unità non militari; 
d)      le variazioni della consistenza del
bestiame utilizzato per la produzione su più anni, quale il bestiame da riproduzione,
il bestiame da latte, gli ovini allevati per la lana e gli animali da tiro; 
e)      le variazioni degli alberi coltivati per
più anni, quali alberi da frutto, viti, alberi della gomma, palme, ecc.; 
f)       i miglioramenti apportati ai beni usati
che non si possono configurare come attività di riparazione e manutenzione
ordinaria; 
g)      l'acquisto di beni mediante operazioni di
leasing finanziario; 
h)      i costi terminali, ossia i considerevoli
costi connessi allo smaltimento, come ad esempio i costi di dismissione di
centrali nucleari o di bonifica di discariche.
3.130     Non sono da considerare come
investimenti fissi lordi:
a)      le operazioni incluse tra i consumi
intermedi, come: 
(1)     gli acquisti di piccoli utensili ai fini
della produzione; 
(2)     le riparazioni e la manutenzione
ordinaria; 
(3)     gli acquisti di beni da utilizzare nel
quadro di un contratto di leasing operativo (si veda anche il capitolo 15
"Licenze, contratti di leasing e altri contratti"); per l'impresa che
utilizza tali beni, i canoni rappresentano consumi intermedi, mentre, per il
proprietario dei beni, il costo di acquisizione è registrato come un
investimento fisso lordo; 
b)      le operazioni registrate come variazione
delle scorte:
(1)     animali da macello, compreso il pollame; 
(2)     alberi da legname (prodotti in corso di
lavorazione);
c)      gli impianti e i macchinari acquistati
dalle famiglie a scopi di consumi finali; 
d)      i guadagni e le perdite in conto capitale
su capitale fisso; 
e)      le perdite di capitale fisso dovute a
eventi catastrofali: ad esempio, distruzione di coltivazioni e morìa di
bestiame a seguito di epidemie non normalmente coperte da assicurazione o danni
dovuti a inondazioni, tempeste di vento o incendi boschivi eccezionali; 
f)       accantonamenti o riserve costituiti
senza alcun impegno circa l'effettivo acquisto o la costruzione di uno
specifico bene di investimento, ad esempio fondi delle amministrazioni
pubbliche per infrastrutture. 
3.131     Gli investimenti fissi lordi
nella forma di miglioramenti apportati a beni usati sono registrati come
acquisizioni di nuovi beni dello stesso tipo. 
3.132     I prodotti di proprietà
intellettuale sono il risultato di attività di ricerca e sviluppo, di studi o
innovazione che si traducono in conoscenze il cui utilizzo è soggetto a
restrizioni dalla legge o da altri strumenti di protezione.
Ne sono un esempio:
a)      i risultati della ricerca e dello
sviluppo; 
b)      i risultati delle prospezioni minerarie,
misurati sulla base dei costi di trivellazioni di prova, di rilievi aerei o di altre
indagini, dei costi di trasporto, ecc.; 
c)      il software e le vaste basi di dati da
utilizzare nella produzione per più di un anno; 
d)      gli originali di opere artistiche,
letterarie o di intrattenimento: manoscritti, modelli, film, registrazioni
sonore, ecc. 
3.133     Sia per il capitale fisso sia
per le attività non finanziarie non prodotte, i costi di trasferimento della
proprietà sostenuti dai nuovi proprietari comprendono: 
a)      gli oneri sopportati per la consegna del
bene (nuovo o usato) nel luogo e nel momento fissati: spese di trasporto, di
installazione, di montaggio, ecc.;
b)      gli onorari o le commissioni versati,
come gli onorari riconosciuti ad agrimensori, ingegneri, avvocati, periti, ecc.
e le commissioni pagate ad agenzie immobiliari, banditori, ecc.; 
c)      le imposte che il nuovo proprietario deve
pagare per il trasferimento della proprietà dei beni. Si tratta di imposte sui
servizi prestati da intermediari e non di imposte sui beni acquistati.
Tutti i suddetti costi devono
essere registrati come investimenti fissi lordi dal nuovo proprietario.
Momento di registrazione e valutazione
degli investimenti fissi lordi 
3.134     Gli investimenti fissi lordi
sono registrati nel momento in cui la proprietà dei beni è trasferita all'unità
istituzionale che intende utilizzarli nella produzione. 
Eccezioni a tale regola sono previste nel caso di:

a)      leasing finanziario, in cui il
trasferimento della proprietà dal locatore al locatario è imputato; 
b)      investimenti fissi lordi per uso proprio,
che sono registrati nel momento in cui sono prodotti. 
3.135     Gli investimenti fissi lordi
sono valutati ai prezzi di acquisto, compresi gli oneri di installazione e gli
altri costi connessi al trasferimento della proprietà. Se prodotti per uso
proprio, sono valutati ai prezzi base di beni simili e, nel caso in cui tali
prezzi non siano disponibili, sulla base dei costi di produzione più una
maggiorazione (tranne che per i produttori di beni e servizi non destinabili
alla vendita) per il risultato netto di gestione o il reddito misto. 
3.136     Le acquisizioni di prodotti di
proprietà intellettuale sono valutate in vari modi: 
a)      per le prospezioni minerarie: ai costi
delle perforazioni esplorative e delle trivellazioni di prova e ai costi
sostenuti per rendere possibile l'esecuzione di test (come rilievi aerei o
altre indagini); 
b)      per il software: al prezzo di acquisto,
se è acquistato sul mercato, o al prezzo base stimato, oppure, se non sono
disponibili prezzi base, ai costi di produzione più una maggiorazione per il
risultato netto di gestione (tranne che per i produttori di beni e servizi non
destinabili alla vendita), se è sviluppato all'interno;
c)      per gli originali di opere artistiche,
letterarie o di intrattenimento: al prezzo pagato dall'acquirente se essi sono
venduti oppure, se non sono venduti, applicando uno dei seguenti metodi di
stima:
i)        prezzo base pagato per originali
simili,
ii)       somma dei loro costi di produzione, più
una maggiorazione per il risultato netto di gestione (tranne che per i
produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita), oppure
iii)      valore scontato dei presunti proventi
futuri. 
3.137     Le cessioni, tramite vendita, di
beni usati sono valutate ai prezzi base, al netto di ogni costo sostenuto dal
venditore per il trasferimento della proprietà. 
3.138     I costi di trasferimento della
proprietà possono riguardare sia le attività prodotte, compreso il capitale
fisso, sia le attività non prodotte, come i terreni.
Tali costi sono inclusi nei
prezzi di acquisto nel caso delle attività prodotte. Nel caso dei terreni e
delle altre attività non prodotte, sono distinti dagli acquisti e dalle vendite
e registrati in una rubrica separata della classificazione degli investimenti
fissi lordi.
Ammortamenti (consumo di capitale fisso) (P.51c) 
3.139     Definizione
Gli ammortamenti (consumo di capitale fisso)
(P.51c) corrispondono alla perdita di valore subita dalle attività possedute,
per effetto del normale logorio fisico e dell'obsolescenza. La stima della
diminuzione di valore comprende un accantonamento per perdite di beni a seguito
del verificarsi di eventi accidentali che sono assicurabili. Gli ammortamenti
coprono i costi terminali previsti, come i costi di dismissione di centrali
nucleari o di impianti di trivellazione del petrolio o i costi di bonifica di
discariche. Tali costi sono registrati come ammortamenti alla fine della vita
di servizio dei beni in questione, nel momento in cui i costi terminali sono
registrati come investimenti fissi lordi. 
3.140     Gli ammortamenti sono calcolati
per tutti i beni che costituiscono il capitale fisso (esclusi gli animali),
compresi i diritti di proprietà intellettuale, i miglioramenti di rilievo
apportati ai terreni e i costi di trasferimento della proprietà di attività non
prodotte. 
3.141     Gli ammortamenti qui considerati
differiscono da quelli consentiti a fini fiscali o registrati in contabilità
aziendale. Essi sono stimati sulla base dello stock di capitale fisso e della
durata economica media probabile delle diverse categorie di tali beni. Per il
calcolo dello stock di capitale fisso, qualora manchino informazioni dirette su
di esso, si applica il metodo dell'inventario permanente. Lo stock di capitale
fisso è valutato ai prezzi di acquisto del periodo corrente. 
3.142     Le perdite di beni a seguito di
eventi accidentali che sono assicurabili sono prese in considerazione nel
calcolo della vita media di servizio dei beni in questione. Se per l'economia
nel suo complesso, i danni accidentali subiti entro un determinato periodo
contabile sono pari o prossimi alla media, per le singole unità o per singoli
insiemi di unità, può esistere uno scarto tra danni accidentali effettivamente
subiti e danni accidentali medi. Per i settori, qualsiasi differenza è
registrata come altre variazioni di volume delle attività. 
3.143     Gli ammortamenti vanno calcolati
applicando il metodo dell'ammortamento lineare, ripartendo cioè in quote
costanti il valore da ammortizzare per tutto il periodo di utilizzazione del
bene. In alcuni casi, in funzione della celerità dell'obsolescenza di una
attività, è applicato il metodo dell'ammortamento geometrico. 
3.144     I costi di trasferimento della
proprietà sono ammortizzati come consumo di capitale fisso nell'anno di
acquisizione o di cessione dell'attività.
3.145     Nel sistema dei conti gli
ammortamenti sono registrati sotto ciascun saldo contabile, che è evidenziato
sia lordo sia netto. Un saldo lordo è un saldo contabile da cui non sono stati
detratti gli ammortamenti, mentre un saldo netto è un saldo contabile da cui
sono già stati defalcati gli ammortamenti. 
Variazione delle scorte (P.52) 
3.146     Definizione - La variazione
delle scorte è misurata come la differenza tra il valore delle entrate nelle
scorte e il valore delle uscite dalle scorte e di ogni perdita ricorrente dei
beni compresi nelle scorte.
3.147     Le perdite ricorrenti per
deterioramento fisico, danno accidentale o furto possono riguardare tutti i
tipi di scorte: 
a)      materie prime e prodotti intermedi; 
b)      prodotti in corso di lavorazione; 
c)      prodotti finiti; 
d)      beni per la rivendita (ad esempio, nel
caso di taccheggio). 
3.148     Le scorte comprendono le
seguenti categorie: 
a)      materie prime e prodotti intermedi 
Le materie prime e i prodotti intermedi sono
costituiti da tutti i prodotti conservati nelle scorte per essere utilizzati
quali input intermedi nella produzione, inclusi i prodotti di cui le
amministrazioni pubbliche detengono scorte. Beni quali oro, diamanti, ecc. sono
inclusi se destinati ad impieghi industriali o ad altra produzione. 
b)      prodotti in corso di lavorazione
I prodotti in corso di lavorazione sono costituiti
dai prodotti non ancora finiti. Essi sono registrati nelle scorte dei
rispettivi produttori e possono assumere forme diverse, ad esempio:
(1)     prodotti vegetali in via di maturazione;
(2)     alberi e bestiame; 
(3)     fabbricati e altre opere non ultimati
(eccetto quelli prodotti nell'ambito di un contratto di vendita stipulato a
priori o per uso proprio, considerati entrambi investimenti fissi); 
(4)     altri beni non completati, ad esempio
navi e impianti di trivellazione del petrolio; 
(5)     ricerche avviate ma non ancora concluse
in campo giuridico o a fini di consulenza; 
(6)     produzioni cinematografiche completate
solo in parte; 
(7)     programmi informatici non completati
definitivamente. 
Prodotti in corso di lavorazione sono registrati
per ogni processo produttivo che non risulta completato alla fine del periodo
in esame. Ciò assume particolare rilevanza per i conti trimestrali, ad esempio
per i prodotti agricoli la cui maturazione non si completa entro un trimestre.
Una riduzione dei prodotti in corso di lavorazione
si registra allorché è ultimato il processo produttivo: a quel punto tutti i
prodotti in corso di lavorazione si trasformano in prodotti finiti. 
c)      prodotti finiti 
I prodotti finiti che figurano nelle scorte sono
quei prodotti che i rispettivi produttori non intendono trasformare
ulteriormente prima di cederli ad altre unità istituzionali.
d)      beni per la rivendita 
I beni per la rivendita sono i
prodotti acquistati allo scopo di essere rivenduti nelle stesse condizioni in
cui sono stati acquistati.
Momento di registrazione e valutazione
della variazione delle scorte 
3.149     Il momento di registrazione e la
valutazione della variazione delle scorte sono armonizzati con quelli delle
altre operazioni sui prodotti. Ciò vale in particolare per i consumi intermedi
(ad esempio, per quanto concerne le materie prime e i prodotti intermedi), per
la produzione (ad esempio, per i prodotti in corso di lavorazione e per la
produzione che utilizza prodotti agricoli immagazzinati) e per gli investimenti
fissi lordi (ad esempio, per i prodotti in corso di lavorazione). Se sono
trasformati all'estero con trasferimento della proprietà economica, i beni
devono essere inclusi nelle esportazioni (e successivamente nelle
importazioni). L'esportazione è rispecchiata da una concomitante riduzione
delle scorte e la conseguente successiva importazione è registrata quale
incremento delle scorte, a condizione che i beni non siano immediatamente
utilizzati o venduti.
3.150     Ai fini della determinazione
della variazione delle scorte, i beni che entrano nelle scorte e i beni che ne
escono sono valutati rispettivamente al momento dell'entrata nelle scorte e al
momento dell'uscita dalle scorte. 
3.151     I prezzi utilizzati per valutare
i beni ai fini della determinazione della variazione delle scorte sono i
seguenti: 
a)      la produzione di prodotti finiti che
entrano nelle scorte dei produttori è valutata come se i prodotti fossero
venduti in quel momento, ai prezzi base correnti;
b)      gli accrescimenti dei prodotti in corso
di lavorazione sono valutati con riferimento ai prezzi base correnti stimati
dei prodotti finiti;
c)      le diminuzioni dei prodotti in corso di
lavorazione che escono dalle scorte quando la produzione è ultimata sono
valutate ai prezzi base correnti dei prodotti non finiti; 
d)      i beni che escono dalle scorte per essere
venduti sono valutati ai prezzi base; 
e)      i beni per la rivendita che entrano nelle
scorte dei commercianti all'ingrosso e al dettaglio, ecc., sono valutati ai
prezzi di acquisto, stimati o effettivi, del commerciante; 
f)       i beni per la rivendita che escono dalle
scorte sono valutati ai prezzi di acquisto a cui essi possono essere sostituiti
al momento della loro uscita e non al prezzo del momento in cui sono stati
acquistati.
3.152     Le perdite a causa di deterioramento
fisico, danni accidentali assicurabili o furto sono registrate e valutate come
segue: 
a)      per le materie prime e i prodotti
intermedi: sono valutate come materie prime e prodotti intermedi effettivamente
usciti per essere utilizzati nella produzione (consumi intermedi); 
b)      per i prodotti in corso di lavorazione:
sono valutate come accrescimenti della produzione effettuata nello stesso
periodo; 
c)      per i prodotti finiti e i beni per la
rivendita: sono valutate ai prezzi correnti di beni non deteriorati. 
3.153     Se le informazioni disponibili
sono insufficienti, per la stima della variazione delle scorte si utilizzano i
seguenti metodi di approssimazione: 
a)      se le variazioni di volume delle scorte
sono regolari, un metodo accettabile di approssimazione consiste nel
moltiplicare la variazione di volume delle scorte per i prezzi medi del
periodo, utilizzando prezzi di acquisto per le scorte detenute dagli
utilizzatori o dai commercianti all'ingrosso o al dettaglio e prezzi base per
le scorte detenute dai rispettivi produttori; 
b)      se i prezzi dei beni in questione restano
costanti, le fluttuazioni del volume delle scorte non inficiano la stima della
variazione delle scorte ottenuta moltiplicando la variazione di volume per il
prezzo medio; 
c)      se tanto il volume quanto i prezzi delle
scorte variano sensibilmente nel corso del periodo contabile, si rendono
necessari metodi di stima più sofisticati: ad esempio, valutazioni trimestrali
della variazione delle scorte o ricorso a informazioni sulla distribuzione
delle oscillazioni nel corso del periodo contabile (le fluttuazioni possono
essere più ampie alla fine dell'anno civile, nel momento del raccolto, ecc.); 
d)      se sono disponibili informazioni sui
valori all'inizio e alla fine del periodo (ad esempio, nel caso del commercio
all'ingrosso o al dettaglio in cui esistono spesso scorte di prodotti molto
diversi tra loro), ma non informazioni distinte sui prezzi e sui volumi, sono
stimate le variazioni di volume tra l'inizio e la fine del periodo: un metodo
di stima delle variazioni di volume consiste nello stimare indici di rotazione
costanti delle giacenze per tipo di prodotto. 
Le variazioni di prezzo
stagionali possono rispecchiare una modifica della qualità: ad esempio, i
prezzi delle vendite di liquidazione o i prezzi della frutta e della verdura
fuori stagione. Tali modifiche della qualità sono considerate variazioni di
volume. 
Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore
(P.53) 
3.154     Definizione
Gli oggetti di valore sono beni non finanziari,
utilizzati solo secondariamente per la produzione o il consumo, che non sono
soggetti, in condizioni normali, a deterioramento (fisico) nel tempo e che sono
acquistati e detenuti soprattutto come beni rifugio. 
3.155     Gli oggetti di valore
comprendono i seguenti tipi di beni: 
a)      pietre e metalli preziosi, quali
diamanti, oro non monetario, platino, argento, ecc.; 
b)      oggetti di antiquariato e altri oggetti
d'arte, quali dipinti, sculture, ecc.; 
c)      altri oggetti di valore, quali gioielli
in pietre e metalli preziosi e oggetti da collezione. 
3.156     Tali tipi di beni sono
registrati come acquisizioni o cessioni di oggetti di valore in caso di: 
a)      acquisizioni o cessioni di oro non
monetario, argento, ecc., da parte delle autorità bancarie centrali e di altri
intermediari finanziari;
b)      acquisizioni o cessioni di tali beni da
parte di imprese la cui attività principale o secondaria non concerne la
produzione o il commercio di detti beni: tali acquisizioni o cessioni non sono
incluse nei consumi intermedi o negli investimenti fissi di tali imprese;
c)      acquisizioni o cessioni di tali beni da
parte delle famiglie: dette acquisizioni non rientrano nella spesa per consumi
finali delle famiglie. 
Nel SEC, per convenzione, anche i seguenti casi
sono registrati come acquisizioni o cessioni di oggetti di valore: 
d)      acquisizioni o cessioni di tali beni da
parte di gioiellieri e di commercianti d'arte (secondo la definizione generale
di oggetti di valore, le acquisizioni di tali beni da parte di gioiellieri e di
commercianti d'arte dovrebbero essere registrate come variazione delle scorte);

e)      acquisizioni o cessioni di tali beni da
parte di musei (secondo la definizione generale di oggetti di valore, le
acquisizioni di tali beni da parte di musei dovrebbero essere registrate come
investimenti fissi). 
Tale convenzione evita frequenti riclassificazioni
tra i tre principali tipi di investimenti, ossia tra acquisizioni meno cessioni
di oggetti di valore, investimenti fissi e variazione delle scorte (ad esempio,
nel caso di operazioni su tali beni tra famiglie e commercianti d'arte). 
3.157     La produzione
di oggetti di valore è valutata ai prezzi base. Tutte le altre acquisizioni di
oggetti di valore sono valutate al prezzo di acquisto pagato, compresi
eventuali onorari o commissioni di intermediari. Se gli oggetti di valore sono
acquistati presso commercianti, sono inclusi i margini commerciali. Le cessioni
di oggetti di valore sono valutate ai prezzi percepiti dai venditori al netto
di commissioni o onorari corrisposti ad agenti o altri intermediari. Le
acquisizioni e le cessioni di oggetti di valore tra settori residenti si
annullano reciprocamente, lasciando apparire soltanto i margini degli agenti o
degli intermediari. 
ESPORTAZIONI E IMPORTAZIONI DI BENI E SERVIZI (P.6 e
P.7) 
3.158     Definizione 
Le esportazioni di beni e servizi sono costituite
dalle operazioni (vendite, baratto e donazioni) inerenti a beni e servizi
ceduti da residenti a non residenti. 
3.159     Definizione 
Le importazioni di beni e servizi sono costituite
dalle operazioni (vendite, baratto e donazioni) inerenti a beni e servizi
ceduti da non residenti a residenti. 
3.160     Le esportazioni e le importazioni
di beni e servizi non comprendono: 
a)      le operazioni commerciali delle filiali,
ossia: 
(1)     le consegne a non residenti effettuate da
affiliate non residenti di imprese residenti: ad esempio, le vendite all'estero
da parte di affiliate estere di una multinazionale di proprietà di residenti o
da questi controllata;
(2)     le consegne a residenti effettuate da
affiliate residenti di imprese non residenti: ad esempio, le vendite delle
affiliate residenti di una multinazionale estera: 
b)      i flussi di reddito primario da e verso
il resto del mondo, quali redditi da lavoro dipendente, interessi e redditi da
investimenti diretti; i redditi da investimenti diretti possono comprendere una
parte non individuabile per la prestazione di servizi diversi quali, ad
esempio, la formazione di dipendenti, i servizi di gestione e l'utilizzo di
brevetti e marchi commerciali; 
c)      gli acquisti o le vendite transfrontaliere
di attività finanziarie o di attività non prodotte come i terreni.
3.161     Le importazioni e le
esportazioni di beni e servizi sono ripartite in: 
a)      scambi intra-UE; 
b)      importazioni ed esportazioni da e verso
paesi extra-UE. 
Con i termini importazioni ed
esportazioni ci si riferisce al complesso delle due ripartizioni. 
Esportazioni e importazioni di beni (P.61
e P.71) 
3.162     Si hanno esportazioni e importazioni
di beni allorquando vi è un trasferimento della proprietà economica di beni tra
residenti e non residenti, a prescindere dal verificarsi di un corrispondente
movimento fisico di beni attraverso le frontiere. 
3.163     Per le consegne tra aziende
affiliate (filiali o società controllate o affiliate estere), un trasferimento
della proprietà economica è imputato ogniqualvolta i beni sono oggetto di
consegna tra imprese affiliate. Ciò vale solo quando la responsabilità della
decisione sui livelli di offerta e sui prezzi ai quali la produzione è fornita
al mercato incombe all'unità che riceve i beni. 
3.164     Si ha esportazione di beni senza
che questi varchino la frontiera di un paese nei seguenti casi:
a)      beni prodotti da unità residenti operanti
in acque internazionali, venduti direttamente a non residenti in paesi esteri
(ad esempio, petrolio, gas naturale, prodotti della pesca, soccorsi marittimi,
ecc.); 
b)      mezzi di trasporto o altre attrezzature
mobili non vincolate a una sede fissa; 
c)      beni perduti o distrutti dopo il
trasferimento della proprietà, ma prima di aver varcato la frontiera del paese
esportatore; 
d)      merchanting, ossia nel caso di acquisto
di un bene da parte di un residente da un non residente con successiva sua
rivendita a un altro non residente, senza che il bene entri nell'economia del
residente.
Casi analoghi si registrano per le importazioni di
beni. 
3.165     Le esportazioni e le importazioni
di beni comprendono le operazioni tra residenti e non residenti riguardanti:
a)      oro non monetario; 
b)      argento, diamanti e altre pietre e
metalli preziosi; 
c)      banconote e monete non in circolazione e
titoli non emessi (valutati come beni e non al valore facciale); 
d)      energia elettrica, gas e acqua; 
e)      bestiame sospinto attraverso le
frontiere; 
f)       pacchi postali; 
g)      esportazioni delle amministrazioni
pubbliche, compresi i beni finanziati da sovvenzioni e prestiti; 
h)      beni la cui proprietà è acquisita o
ceduta da organismi regolatori del mercato; 
i)       beni consegnati da una impresa residente
alle sue affiliate non residenti, tranne nel caso di beni da sottoporre a lavorazione;

j)       beni ricevuti da una impresa residente
dalle sue affiliate non residenti, tranne nel caso di beni da sottoporre a
lavorazione; 
k)      beni di contrabbando o prodotti non
dichiarati ai fini dell'assoggettamento a imposte sulle importazioni e all'IVA;

l)       altre spedizioni non registrate, quali
donazioni e spedizioni di importo inferiore al valore minimo stabilito. 
3.166     Le esportazioni e le importazioni
di beni non comprendono i seguenti beni che possono tuttavia varcare le
frontiere nazionali: 
a)      beni in transito
attraverso un paese; 
b)      beni in provenienza o diretti a:
ambasciate, basi militari o altre enclave di un paese all'interno delle
frontiere nazionali di un altro paese; 
c)      mezzi di trasporto e altre attrezzature
mobili che lasciano temporaneamente un paese senza alcun trasferimento della
proprietà economica (ad esempio, apparecchiature trasferite all'estero per
realizzare installazioni o nell'ambito di attività di costruzione); 
d)      apparecchiature ed altri beni inviati
all'estero per trasformazione, manutenzione o riparazione; lo stesso vale per i
beni sottoposti a lavorazione all'estero allorché ciò implica sostanziali
modifiche fisiche dei beni;
e)      altri beni che lasciano temporaneamente
un paese per farvi ritorno generalmente entro meno di un anno nel loro stato
originario e senza trasferimento della proprietà economica;
Ne sono un esempio i beni inviati all'estero per
esposizioni o a scopo di intrattenimento, i beni oggetto di operazioni di
leasing operativo, comprese le operazioni su diversi anni, e le merci rese in
quanto non vendute a non residenti. 
f)       beni consegnati in conto deposito,
perduti o distrutti dopo aver varcato la frontiera, ma prima del trasferimento
della loro proprietà. 
3.167     Le esportazioni e le importazioni
di beni sono registrate nel momento in cui è trasferita la proprietà di tali
beni. Si considera che il trasferimento della proprietà si verifichi nel
momento in cui le parti che intervengono nell'operazione la registrano nei loro
libri o conti. Ciò può non coincidere con i diversi stadi del processo
contrattuale, quali: 
a)      il momento dell'assunzione
dell'obbligazione (data del contratto); 
b)      il momento della fornitura dei beni o dei
servizi e dell'acquisizione del diritto a ottenere il pagamento (data del
trasferimento); 
c)      il momento dell'adempimento
dell'obbligazione di pagare (data del pagamento). 
3.168     Le esportazioni e le importazioni
di beni devono essere valutate franco a bordo (FOB) alla frontiera del paese
esportatore. Tale valore è dato: 
a)      dal valore dei beni ai prezzi base; 
b)      più i correlati servizi di
distribuzione e di trasporto fino a quel punto della frontiera, comprese le
spese di caricazione per l'ulteriore trasporto; 
c)      più tutte le imposte al netto dei
contributi sui beni esportati; per gli scambi intra-UE sono incluse l'IVA e le
altre imposte sui prodotti pagate nel paese esportatore. 
Nelle tavole delle risorse e degli impieghi e
nelle tavole input-output simmetriche, le importazioni di beni per singoli
gruppi di prodotti sono valutate al prezzo CIF (costo, assicurazione e nolo)
alla frontiera del paese importatore. 
3.169     Definizione
Il prezzo CIF è il prezzo di un bene consegnato
alla frontiera del paese importatore, o il prezzo di un servizio prestato a un
residente, al netto di ogni dazio o altra imposta sulle importazioni e di
margini commerciali e di trasporto nel paese.
3.170     Può risultare talvolta
necessario effettuare stime o misurazioni sostitutive per il valore FOB, come
nei seguenti casi: 
a)      i beni oggetto di operazioni di baratto
sono valutati ai prezzi base che si sarebbero spuntati in caso di cessione dei
beni contro contanti; 
b)      operazioni tra aziende affiliate: di
norma sono utilizzati i valori effettivi di trasferimento; tuttavia, se
risultano notevolmente differenti dai prezzi di mercato, essi sono sostituiti
da un prezzo di mercato stimato equivalente;
c)      beni trasferiti nell'ambito di operazioni
di leasing finanziario: i beni sono valutati sulla base dei prezzi di acquisto
pagati dal locatore e non del valore cumulato dei canoni periodici; 
d)      importazioni di beni stimate sulla base
di dati doganali (per il commercio extra-UE) o informazioni INTRASTAT (per il
commercio intra-UE): nessuna delle due fonti di dati utilizza valori FOB, bensì
valori CIF, rispettivamente, alla frontiera dell'UE e alla frontiera nazionale;
poiché i valori FOB sono utilizzati soltanto al livello più aggregato e i
valori CIF sono utilizzati a livello di gruppo di prodotti, tali rettifiche
sono apportate al livello più aggregato e sono denominate rettifiche CIF/FOB; 
e)      importazioni ed
esportazioni di beni stimate sulla base di informazioni provenienti da indagini
o vari tipi di informazione ad hoc: in tali casi si ottiene il valore totale
delle vendite articolato per prodotti. La stima si basa sui prezzi di acquisto
e non sui valori FOB.
Esportazioni e importazioni di servizi
(P.62 e P.72) 
3.171     Definizione 
Le esportazioni di servizi sono costituite da
tutti i servizi prestati da residenti a favore di non residenti. 
3.172     Definizione 
Le importazioni di servizi sono costituite da
tutti i servizi prestati da non residenti a favore di residenti. 
3.173     Esempi di esportazioni di
servizi: 
a)      trasporto di beni esportati, dopo che
questi hanno lasciato la frontiera del paese esportatore, se tali servizi sono
prestati da vettori residenti (caselle 2 e 3 della tavola 3.3);
b)      trasporto da parte di vettori residenti
di beni importati: 
(1)     fino alla frontiera del paese esportatore
se i beni sono valutati FOB per compensare il valore del trasporto incluso nel
valore FOB (casella 3 della tavola 3.4);
(2)     fino alla frontiera del paese importatore
se i beni sono valutati CIF per compensare il valore del trasporto incluso nel
valore CIF (caselle 3 e 2 CIF della tavola 3.4); 
c)      trasporto di beni da parte di residenti
per conto di non residenti, non implicante importazioni o esportazioni dei beni
(ad esempio, il trasporto di beni che non lasciano il paese come esportazioni o
il trasporto di beni al di fuori del territorio del paese); 
d)      trasporti di passeggeri per conto di non
residenti da parte di vettori residenti; 
e)      attività di trasformazione e riparazione
per conto di non residenti; tali attività devono essere registrate nette, ossia
come una esportazione di servizi escluso il valore dei beni oggetto di lavorazione
o di riparazione; 
f)       installazione di impianti all'estero
allorché un progetto ha per sua natura durata limitata; 
g)      servizi finanziari prestati da residenti
a favore di non residenti, comprensivi del compenso del servizio esplicito e
implicito come i servizi di intermediazione finanziaria indirettamente
misurati; 
h)      servizi di assicurazione prestati da
residenti a favore di non residenti, per l'ammontare del compenso del servizio
implicito;
i)       spese di non residenti per turismo e
viaggi d'affari; classificate come servizi, esse richiedono, ai fini delle
tavole delle risorse e degli impieghi e delle tavole input-output simmetriche,
una articolazione per prodotti componenti; 
j)       spese di non residenti per servizi
sanitari e di istruzione prestati da residenti; è inclusa l'erogazione di tali
servizi tanto sul territorio nazionale quanto all'estero;
k)      servizi di case per vacanze occupate dai
proprietari non residenti (cfr. paragrafo 3.77); 
l)       royalty corrisposte da non residenti a
favore di residenti, la cui riscossione è associata all'impiego autorizzato di
diritti di proprietà intellettuale, quali brevetti, copyright, marchi di
fabbrica, processi industriali, franchising, ecc., e all'utilizzo, attraverso
la concessione di licenze, di originali o prototipi prodotti, quali
manoscritti, dipinti, ecc.
3.174     Le importazioni di servizi sono
speculari alle esportazioni di servizi elencate al paragrafo 3.149. Si
rendono pertanto necessarie delucidazioni soltanto per le seguenti importazioni
di servizi. 
3.175     Esempi di importazioni di
servizi di trasporto: 
a)      trasporto di beni esportati, fino alla
frontiera del paese esportatore, se tali servizi sono prestati da vettori non
residenti, onde compensare il valore del servizio di trasporto incluso nel
valore FOB dei beni esportati (casella 4 della tavola 3.3); 
b)      trasporto da parte di vettori non
residenti di beni importati: 
(1)     dalla frontiera del paese esportatore
quale servizio di trasporto separato se i beni importati sono valutati FOB
(caselle 4 e 5 FOB della tavola 3.4); 
(2)     dalla frontiera del paese importatore
quale servizio di trasporto separato se i beni importati sono valutati CIF (in
tal caso il valore del servizio di trasporto tra le frontiere del paese
esportatore e del paese importatore è già incluso nel valore CIF delle merci)
(casella 4 della tavola 3.4); 
c)      trasporto di beni da parte di non
residenti per conto di residenti, non implicante importazioni o esportazioni di
beni (ad esempio, il trasporto di merci in transito o i trasporti al di fuori
del territorio nazionale);
d)      trasporti internazionali o nazionali di
passeggeri per conto di residenti da parte di vettori non residenti.
Le importazioni di servizi di trasporto non
comprendono il trasporto dei beni esportati dopo che questi hanno lasciato la
frontiera del paese esportatore se tali servizi sono prestati da vettori non
residenti (caselle 5 e 6 della tavola 3.3). Le esportazioni di beni sono
valutate FOB e tutti i servizi di trasporto devono pertanto essere considerati
operazioni tra non residenti, ossia tra vettori non residenti e importatori non
residenti. Ciò vale per i servizi di trasporto pagati dall'esportatore
nell'ambito di contratti di esportazione CIF. 
3.176     Le importazioni connesse ad
acquisti diretti all'estero da parte di residenti riguardano tutti gli acquisti
di beni e servizi effettuati da residenti mentre si trovano all'estero per
affari o per motivi personali. Devono essere distinte due categorie di spesa in
quanto ciascuna richiede un diverso trattamento: 
a)      tutte le spese sostenute dalle persone in
viaggio d'affari in relazione con la loro attività costituiscono consumi
intermedi; 
b)      tutte le altre spese, sostenute da
persone in viaggio d'affari o altri viaggiatori, costituiscono spesa per
consumi finali delle famiglie. 
3.177     Le esportazioni e le importazioni
di servizi sono registrate nel momento in cui i servizi sono prestati, il quale
coincide con il momento in cui i servizi sono prodotti. Le esportazioni di
servizi sono valutate ai prezzi base e le importazioni di servizi ai prezzi di
acquisto. 
Tavola 3.3 — Trattamento del trasporto di
beni esportati 
3.178     Indicazioni per la lettura della
tavola: nella prima parte sono individuate sei possibilità di trasporto di beni
esportati, a seconda che il vettore sia o no residente e a seconda del luogo
ove avviene il trasporto: da una località sul territorio nazionale alla
frontiera nazionale, dalla frontiera nazionale alla frontiera del paese
importatore o dalla frontiera del paese importatore a una località di tale paese.
Nella seconda parte della tavola è precisato, per ciascuna di tali sei
possibilità, se i costi di trasporto devono essere registrati come esportazioni
di beni, esportazioni di servizi, importazioni di beni o importazioni di
servizi.
 Territorio interno ||   || Territorio intermedio ||   || Territorio del paese importatore 
 1. vettore residente ||   || 2. vettore residente ||   || 3. vettore residente 
 4. vettore non residente ||   || 5. vettore non residente ||   || 6. vettore non residente 
   ||   || Esportazioni di beni (FOB) ||   || Esportazioni di servizi ||   || Importazioni di beni (CIF/FOB) ||   || Importazioni di servizi 
 1. 2. 3. 4. 5. 6. ||   || x - - x - - ||   || - x x - - - ||   || - - - - - - ||   || - - - x - - 
Tavola 3.4 — Trattamento del trasporto di
beni importati 
3.179     Indicazioni per la lettura della
tavola: nella prima parte sono individuate sei possibilità di trasporto di beni
importati, a seconda che il vettore sia o no residente e a seconda del luogo
ove avviene il trasporto: da una località del paese esportatore alla frontiera
di tale paese, dalla frontiera del paese esportatore alla frontiera del paese
importatore e dalla frontiera nazionale a una località del paese. Nella seconda
parte della tavola è precisato, per ciascuna di tali sei possibilità, se i
costi di trasporto devono essere registrati come importazioni di beni,
importazioni di servizi, esportazioni di beni o esportazioni di servizi. In
alcuni casi (caselle 2 e 5), tale registrazione dipende dal principio di
valutazione applicato per i beni importati. Si noti che la transizione dalla
valutazione CIF alla valutazione FOB dei beni importati consta di una: 
a)      rettifica CIF/FOB, ossia da 2 CIF a 2 FOB
(riduce il totale delle importazioni e delle esportazioni); 
b)      riclassificazione CIF/FOB, ossia da 5 CIF
a 5 FOB (lascia invariati i totali delle importazioni e delle esportazioni). 
 Territorio interno ||   || Territorio intermedio ||   || Territorio del paese esportatore 
 1. vettore residente ||   || 2. vettore residente ||   || 3. vettore residente 
 4. vettore non residente ||   || 5. vettore non residente ||   || 6. vettore non residente 
   ||   || Valutazione dei beni importati ||   || Importazioni di beni ||   || Importazioni di servizi ||   || Esportazioni di beni (FOB) ||   || Esportazioni di servizi 
 1. 2. 3. 4. 5. 6. ||   || CIF/FOB FOB CIF CIF/FOB CIF/FOB FOB CIF CIF/FOB ||   || - - x x - - x x ||   || - - - - x x - - ||   || - - - - - - - - ||   || - - x x - - - - 
OPERAZIONI SU BENI USATI 
3.180     Definizione 
I beni usati sono i beni (fatta eccezione per le
scorte) che hanno già avuto un utilizzatore. 
3.181     Rientrano nella categoria dei
beni usati: 
a)      i fabbricati e gli altri beni di
investimento che sono stati venduti da unità di produzione ad altre unità: 
(1)     per essere riutilizzati nelle condizioni
in cui si trovano;
(2)     per essere demoliti o smantellati; i
prodotti che ne derivano diventano materie prime (ad esempio, rottami di ferro)
utilizzate per la produzione di beni nuovi (ad esempio, acciaio); 
b)      gli oggetti di valore venduti da una
unità all'altra; 
c)      i beni di consumo durevoli che sono stati
venduti dalle famiglie ad altre unità: 
(1)     per essere riutilizzati nelle condizioni
in cui si trovano; 
(2)     per essere demoliti e trasformati in materiali
di demolizione;
d)      i beni non durevoli (per esempio, carta
straccia, vecchie bottiglie, stracci, ecc.) che sono stati venduti da una
qualsiasi unità per essere riutilizzati o per diventare materie prime per la
fabbricazione di beni nuovi.
I trasferimenti di beni usati sono registrati come
spesa negativa (acquisto) per il venditore e come spesa positiva (acquisto) per
l'acquirente. 
3.182     Tale definizione dei beni usati
comporta le seguenti conseguenze: 
a)      allorché la vendita di oggetti di valore
o di beni usati interviene tra due produttori residenti, i valori positivi e
negativi registrati per investimenti fissi lordi si annullano per l'economia in
generale, fatta eccezione per i costi di trasferimento della proprietà;
b)      allorché un bene immobile usato (ad
esempio un fabbricato) è venduto a un non residente, si considera che
quest'ultimo acquisti una attività finanziaria, ossia il capitale di una unità
residente fittizia e che tale unità acquisti successivamente il bene; la
compravendita del bene avviene tra unità residenti;
c)      allorché un bene mobile usato, come una
nave o un aereo, viene esportato, nell'economia non viene registrato alcun
investimento fisso lordo positivo per compensare l'investimento fisso lordo
negativo del venditore;
d)      i beni durevoli, come i veicoli, possono
essere classificati come capitale fisso o come beni di consumo durevoli in
funzione del proprietario e dell'uso a cui essi sono destinati; se la proprietà
di un bene di questo tipo è trasferita da una impresa a una famiglia e il bene
è destinato a consumi finali, si registra un investimento fisso lordo negativo
per l'impresa e una spesa per consumi positiva per la famiglia; nel caso in cui
la proprietà di un bene di questo tipo venga trasferita da una famiglia a una
impresa, si registra per la famiglia una spesa per consumi finali negativa e
per l'impresa un investimento fisso lordo positivo; 
e)      le operazioni su oggetti di valore usati
devono essere registrate come acquisto di oggetti di valore (investimento lordo
positivo) per l'acquirente e come cessione di oggetti di valore (investimento
lordo negativo) per il venditore; nel caso di operazioni con il resto del
mondo, deve essere registrata l'importazione o l'esportazione di beni; la
vendita di un oggetto di valore da parte di una famiglia non è registrata come
spesa per consumi finali negativa; 
f)       le vendite all'estero da parte delle
amministrazioni pubbliche di beni durevoli militari usati sono registrate come
esportazioni di beni e come investimenti fissi negativi delle amministrazioni
pubbliche. 
3.183     Le
operazioni su beni usati sono registrate nel momento in cui viene trasferita la
proprietà. Si applicano i principi di valutazione appropriati per il tipo di
operazioni sui prodotti in questione.
ACQUISIZIONI MENO CESSIONI DI ATTIVITÀ NON PRODOTTE
(NP) 
3.184     Definizione
Le attività non prodotte sono costituite dalle
attività non derivanti da processi di produzione che possono essere utilizzate
nella produzione di beni e servizi.
3.185     Si distinguono tre categorie di
acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte:
a)      acquisizioni meno cessioni di risorse
naturali (NP.1);
b)      acquisizioni meno cessioni di licenze,
contratti di leasing e altri contratti (NP.2);
c)      acquisti meno vendite di avviamento
commerciale e di risorse di marketing (NP.3). 
3.186     Le risorse naturali comprendono
le seguenti rubriche:
a)      terreni;
b)      riserve di minerali e di energia;
c)      risorse biologiche non coltivate;
d)      risorse idriche;
e)      spettri radio;
f)       altre risorse naturali. 
Dalle risorse naturali sono escluse le risorse
biologiche coltivate, le quali rientrano nelle attività prodotte. Le
compravendite di risorse biologiche coltivate non sono registrate come
acquisizioni meno cessioni di risorse naturali, bensì come investimenti fissi.
Anche i pagamenti a fronte dell'impiego temporaneo di risorse naturali non sono
registrati come acquisizioni di risorse naturali, bensì come fitti di terreni e
diritti di sfruttamento di giacimenti, ossia come redditi da capitale (si veda
il capitolo 15 "Licenze, contratti di leasing e altri contratti"). 
3.187     I terreni sono comprensivi della
copertura del suolo e delle relative acque di superficie. Per relative acque di
superficie si intendono le acque interne (bacini idrici, laghi, fiumi, ecc.)
sulle quali possono essere esercitati diritti di proprietà. 
3.188     Nella rubrica relativa ai
terreni non rientrano: 
a)      i fabbricati edificati sui terreni o le
opere di ingegneria civile che li attraversano (ad esempio, strade, tunnel,
ecc.);
b)      i vigneti, i frutteti o le altre
piantagioni di alberi e coltivazioni, ecc.; 
c)      i giacimenti; 
d)      le risorse biologiche non coltivate; 
e)      le risorse idriche sotterranee. 
I beni di cui alle lettere a) e b) si configurano
come attività prodotte, mentre i beni di cui alle lettere c), d) ed e) come
altri tipi di attività non prodotte. 
3.189     Le acquisizioni e le cessioni di
terreni e di altre risorse naturali sono valutate ai prezzi correnti di mercato
in vigore nel momento in cui sono effettuate. Le operazioni inerenti a risorse
naturali sono registrate con lo stesso valore nei conti sia dell'acquirente sia
del venditore. Da tale valore sono esclusi i costi connessi al trasferimento
della proprietà delle risorse naturali: essi sono considerati investimenti
fissi lordi. 
3.190     Le licenze, i contratti di
leasing e gli altri contratti in qualità di attività non prodotte comprendono
le seguenti classi:
a)      contratti di leasing operativo
negoziabili;
b)      permessi di sfruttamento di risorse
naturali, come, ad esempio, le quote di pesca;
c)      permessi di esercizio di attività
specifiche, quali, ad esempio, permessi di emissione e licenze di esercizio per
il servizio di taxi o per l'apertura di un numero limitato di case da gioco in
una determinata area;
d)      diritti esclusivi su futuri beni e servizi,
ad esempio contratti di giocatori di calcio o il diritto esclusivo di un
editore di pubblicare le nuove opere di un determinato autore.
3.191     La rubrica licenze, contratti di
leasing e altri contratti delle attività non prodotte non comprende il leasing
operativo di tali attività; i flussi monetari connessi al leasing operativo
sono registrati come consumi intermedi.
Il valore delle acquisizioni e delle cessioni di
licenze, contratti di leasing e altri contratti non comprende i connessi costi
di trasferimento della proprietà. Tali costi costituiscono un elemento degli
investimenti fissi lordi. 
3.192     Definizione - Il valore
dell'avviamento commerciale e delle risorse di marketing è pari alla differenza
tra l'importo pagato per una impresa come azienda avviata e il saldo algebrico
tra la somma delle sue attività e la somma delle sue passività. Per calcolare
il valore totale delle attività al netto delle passività occorre procedere
separatamente all'individuazione e alla valutazione di ciascuna di esse. 
3.193     L'avviamento viene registrato
solo se il suo valore è evidenziato da una operazione di mercato, ad esempio
dalla vendita dell'intera impresa. Allorché specifiche risorse di marketing
sono vendute singolarmente e separatamente rispetto all'intera azienda, la loro
vendita è anch'essa registrata in questa rubrica.
3.194     Le acquisizioni meno le cessioni
di attività non prodotte sono registrate nel conto del capitale dei settori,
del totale dell'economia e del resto del mondo. 
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 04
 
ALLEGATO A
della proposta di 
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 4 - OPERAZIONI DI DISTRIBUZIONE E
DI REDISTRIBUZIONE
 4.01 Definizione || Le operazioni di distribuzione e di redistribuzione sono le operazioni mediante le quali il valore aggiunto generato dalla produzione è distribuito ai fattori lavoro e capitale, nonché alle amministrazioni pubbliche, e mediante le quali è operata la redistribuzione del reddito e della ricchezza. 
Una distinzione è operata fra trasferimenti
correnti e trasferimenti in conto capitale, con questi ultimi che
redistribuiscono non già il reddito, bensì il risparmio o la ricchezza.
REDDITI DA LAVORO DIPENDENTE (D.1)
 4.02 Definizione || I redditi da lavoro dipendente (D.1) sono definiti come il compenso complessivo, in denaro o in natura, riconosciuto da un datore di lavoro a un lavoratore dipendente quale corrispettivo per il lavoro svolto da quest'ultimo durante il periodo contabile. 
I redditi da lavoro dipendente sono costituiti da:
a)      retribuzioni lorde (D.11):
–              
retribuzioni in denaro;
–              
retribuzioni in natura.
b)      contributi sociali a carico dei datori di
lavoro (D.12):
–              
contributi sociali effettivi a carico dei datori di
lavoro (D.121);
–              
contributi pensionistici effettivi a carico dei
datori di lavoro (D.1211);
–              
contributi non pensionistici effettivi a carico dei
datori di lavoro (D.1212);
–              
contributi sociali figurativi a carico dei datori
di lavoro (D.122):
–              
contributi pensionistici figurativi a carico dei
datori di lavoro (D.1221);
–              
contributi non pensionistici figurativi a carico
dei datori di lavoro (D.1222).
RETRIBUZIONI LORDE (D.11)
Retribuzioni in denaro
4.03       Le retribuzioni in denaro
includono i contributi sociali, le imposte sul reddito e gli altri oneri a
carico del lavoratore dipendente, compresi quelli trattenuti dal datore di
lavoro e da questi versati direttamente ai sistemi di assicurazione sociale,
all'amministrazione fiscale, ecc., per conto del lavoratore. 
Le retribuzioni in denaro includono i
seguenti tipi di retribuzioni:
a)      retribuzioni base, corrisposte a
intervalli regolari;
b)      maggiorazioni quali i compensi per lavoro
straordinario, notturno, festivo, in condizioni disagevoli o di pericolo;
c)      indennità di contingenza, indennità di
residenza e di trasferta all'estero;
d)      gratifiche o altri compensi a carattere
eccezionale connessi alla performance globale dell'impresa nel quadro di
programmi di incentivazione; premi di produzione, partecipazioni agli utili,
gratifiche natalizie e di fine anno, escluse le prestazioni sociali (cfr. paragrafo
4.07, lettera c)); mensilità aggiuntive (tredicesima, quattordicesima, ecc.);
e)      indennità di trasporto dal domicilio al
posto di lavoro e viceversa, escluse le indennità o i rimborsi per trasferte,
spese di viaggio, di trasloco e di rappresentanza sostenute dai dipendenti
nell'esercizio delle loro funzioni (cfr. paragrafo 4.07, lettera a));
f)       retribuzioni per ferie e festività;
g)      commissioni, mance, gettoni di presenza,
percentuali e compensi versati ai dipendenti;
h)      importi versati dai datori di lavoro ai
loro dipendenti nell'ambito di programmi di risparmio;
i)       compensi a carattere eccezionale
corrisposti ai lavoratori che lasciano l'impresa purché tali importi non siano
connessi a un contratto collettivo di lavoro;
j)       indennità di alloggio versate in denaro
dai datori di lavoro ai loro dipendenti.
Retribuzioni in natura
 4.04 Definizione || Le retribuzioni in natura sono costituite dai beni e servizi, o altre prestazioni non in denaro, forniti gratuitamente o a prezzo ridotto dai datori di lavoro, che possono essere utilizzati dai lavoratori dipendenti a loro piacimento per il soddisfacimento dei propri bisogni o desideri o di quelli degli altri componenti delle loro famiglie. 
4.05       Esempi di retribuzioni in
natura: 
a)      cibi e bevande, compresi quelli consumati
durante viaggi di lavoro, ma escluse le bevande o i pasti speciali necessari in
conseguenza di condizioni di lavoro eccezionali; anche le riduzioni di prezzo
di cui usufruiscono i lavoratori dipendenti nelle mense gratuite o
sovvenzionate, o grazie a buoni mensa, sono incluse nelle retribuzioni in
natura; 
b)      servizi di abitazione acquistati o
prodotti per conto proprio con riguardo ad alloggi che possono essere
utilizzati da tutti i componenti della famiglia cui appartiene il lavoratore
dipendente; 
c)      uniformi o altri capi di abbigliamento
speciale che il lavoratore sceglie di portare frequentemente, oltre che sul
posto di lavoro, anche al di fuori di questo;
d)      servizi di veicoli o di altri beni di
consumo durevoli messi a disposizione dei lavoratori dipendenti per uso
personale;
e)      beni e servizi che rappresentano il
prodotto dei processi di produzione propri del datore di lavoro: viaggi
gratuiti per i dipendenti di enti ferroviari o di compagnie aeree, carbone
gratuito per i minatori o prodotti alimentari gratuiti per gli addetti all'agricoltura;
f)       strutture sportive, ricreative o di
vacanza messe a disposizione dei lavoratori e delle loro famiglie;
g)      trasporto dal domicilio al posto di
lavoro e viceversa, purché non organizzato durante l'orario di lavoro;
parcheggio di autovetture nel caso in cui il lavoratore sarebbe altrimenti tenuto
a pagare il parcheggio;
h)      strutture per i figli dei lavoratori
dipendenti;
i)       esborsi a beneficio dei dipendenti
effettuati dai datori di lavoro nei confronti di consigli d'impresa o enti
similari;
j)       azioni gratuite distribuite ai
dipendenti;
k)      prestiti ai dipendenti a tassi di
interesse agevolati; il valore di tale prestazione è stimato come la differenza
tra l'importo che il lavoratore dovrebbe versare se dovesse pagare i tassi di
interesse di mercato e l'importo degli interessi effettivamente corrisposto; la
prestazione è registrata come retribuzione nel conto della generazione dei
redditi primari e il versamento di un interesse figurativo dai lavoratori ai
datori di lavoro è registrato nel conto della distribuzione primaria del
reddito; 
l)       stock option, con le quali un datore di
lavoro conferisce a un lavoratore dipendente il diritto di acquistare azioni a
un prezzo prefissato in un determinato momento futuro (cfr. paragrafi
4.168-4.178);
m)     redditi generati da attività non oggetto
di rilevazione nei settori delle società e trasferiti ai lavoratori dipendenti
che partecipano a tali attività per loro uso privato. 
4.06       I beni e i servizi forniti ai
dipendenti come retribuzioni in natura sono valutati ai prezzi base, se sono
prodotti dai datori di lavoro, e ai prezzi di acquisto, se sono acquistati dai
datori di lavoro. Allorché i beni e i servizi in questione sono forniti
gratuitamente, il valore complessivo delle retribuzioni in natura è calcolato con
riferimento ai prezzi base di tali beni o servizi (o ai loro prezzi di acquisto
da parte dei datori di lavoro se sono da questi acquistati). Nel caso in cui i
beni e i servizi siano forniti a prezzi ridotti anziché gratuitamente, da tale
valore è detratto l'importo pagato dai lavoratori. 
4.07       Le retribuzioni non
comprendono:
a)      le spese sostenute dai datori di lavoro,
necessarie per il processo di produzione dei datori di lavoro, come ad esempio:
(1)     le indennità o i rimborsi per trasferte,
spese di viaggio, di trasloco e di rappresentanza sostenute dai lavoratori
dipendenti nell'esercizio delle loro funzioni; 
(2)     le spese sostenute per migliorare il
comfort sul luogo di lavoro, per esami medici resi necessari dalla natura del
lavoro, per la fornitura di indumenti di lavoro indossati sul posto di lavoro;
(3)     i servizi di alloggio sul posto di lavoro
di natura tale da non poter essere utilizzati dalle famiglie dei lavoratori: ad
esempio, baracche, dormitori, ostelli per lavoratori, ecc.;
(4)     le bevande o i pasti speciali resi
necessari da condizioni di lavoro eccezionali;
(5)     le indennità versate ai dipendenti per
l'acquisto di attrezzi, di materiali o di indumenti di lavoro necessari per la
loro attività professionale o la parte della retribuzione che, per contratto, i
dipendenti sono tenuti a destinare all'acquisto di tali beni; nella misura in
cui i dipendenti tenuti per contratto ad acquistare attrezzi, materiali,
indumenti di lavoro speciali, ecc. non sono pienamente rimborsati, la parte
delle spese da loro sostenute e non rimborsate è detratta dagli importi da essi
percepiti come retribuzione e aggiunta ai consumi intermedi dei datori di
lavoro;
Tale spesa per i beni e i servizi che i datori di
lavoro sono obbligati a fornire ai loro dipendenti, affinché siano in grado di
esplicare la loro attività, rientra nei consumi intermedi dei datori di lavoro.
b)      l'ammontare delle retribuzioni che i
datori di lavoro corrispondono, temporaneamente, ai dipendenti in caso di
malattia, maternità, invalidità, infortuni sul lavoro, ecc.: tali versamenti
sono considerati altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale
(D.6222) e figurano per il medesimo importo tra i contributi non pensionistici
figurativi a carico dei datori di lavoro (D.1222); 
c)      le altre prestazioni di assicurazione
sociale connesse con l'occupazione, sotto forma di assegni familiari, di
indennità scolastiche, ecc., o di qualsiasi altra indennità riguardante le
persone a carico, e sotto forma di servizi medici (diversi da quelli resi necessari
dalla natura del lavoro) erogati gratuitamente a favore dei lavoratori e dei
componenti delle loro famiglie;
d)      le imposte versate dal datore di lavoro
sulla massa salariale, ad esempio una imposta sui ruoli paga: tali imposte a
carico dell'impresa sono calcolate sulla base di una percentuale delle
retribuzioni pagate o di un importo fisso per ciascun dipendente e sono
considerate altre imposte sulla produzione;
e)      i pagamenti a cottimo dei lavoratori a
domicilio. Se il reddito percepito dal lavoratore a domicilio è in funzione del
valore della produzione di un qualche processo di produzione per il quale tale
persona è responsabile, a prescindere dalla quantità di lavoro da esso
richiesta, tale tipo di remunerazione implica che il lavoratore è un lavoratore
indipendente. 
CONTRIBUTI SOCIALI A CARICO DEI DATORI DI
LAVORO (D.12)
 4.08 Definizione || I contributi sociali a carico dei datori di lavoro sono i contributi sociali che i datori di lavoro versano ai sistemi di sicurezza sociale o agli altri sistemi di assicurazione sociale connessi con l'occupazione al fine di garantire l'erogazione di prestazioni sociali ai propri dipendenti. 
Un importo pari al valore dei contributi sociali
versati dai datori di lavoro per garantire ai propri dipendenti di beneficiare
delle prestazioni sociali è registrato a titolo di redditi da lavoro
dipendente. I contributi sociali a carico dei datori di lavoro possono essere
effettivi o figurativi.
Contributi sociali effettivi a carico dei
datori di lavoro (D.121)
 4.09 Definizione   || I contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro (D.121) sono costituiti dai versamenti che i datori di lavoro effettuano, a beneficio dei propri dipendenti, agli enti assicuratori (sistemi di sicurezza sociale e altri sistemi di assicurazione sociale connessi con l'occupazione). Tali versamenti abbracciano tutti i contributi obbligatori, contrattuali e volontari relativi all'assicurazione contro i rischi o i bisogni sociali. 
I contributi a carico dei datori di lavoro,
quantunque versati direttamente agli enti assicuratori, sono considerati un
elemento dei redditi da lavoro dipendente. Successivamente essi sono registrati
come se fossero corrisposti dai lavoratori dipendenti agli enti assicuratori.
I contributi sociali effettivi a carico dei datori
di lavoro si suddividono in contributi connessi alle pensioni e contributi
relativi ad altre prestazioni, che sono registrati separatamente nelle seguenti
due rubriche: 
a)      contributi pensionistici effettivi a
carico dei datori di lavoro (D.1211); 
b)      contributi non pensionistici effettivi a
carico dei datori di lavoro (D.1212).
I contributi non pensionistici effettivi a carico
dei datori di lavoro corrispondono ai contributi connessi a rischi o bisogni
sociali diversi dalla pensione, quali malattia, maternità, invalidità,
infortuni sul lavoro, licenziamento, ecc., dei loro dipendenti.
Contributi sociali figurativi a carico dei datori
di lavoro (D.122)
 4.10 Definizione   || I contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro (D.122) rappresentano la contropartita di altre prestazioni di assicurazione sociale (al netto di eventuali contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti) erogate direttamente dai datori di lavoro ai loro dipendenti, ex dipendenti e altri aventi diritto senza ricorrere a imprese di assicurazione o a fondi pensione autonomi e senza costituzione di un fondo speciale o di una riserva distinta a tale fine. 
I contributi sociali figurativi a carico dei datori
di lavoro si suddividono in due categorie.
a)      Contributi pensionistici figurativi a
carico dei datori di lavoro (D.1221) 
Per quanto riguarda le pensioni, i sistemi di
assicurazione sociale sono classificati come sistemi a contribuzione definita o
a prestazione definita.
Un sistema a contribuzione definita è un sistema
nel quale le prestazioni sono determinate dai contributi versati al sistema e
dal rendimento dell'investimento dei fondi. Al momento del pensionamento è sul lavoratore
che gravano tutti i rischi in merito alle prestazioni da erogare. Nel caso dei
sistemi di questo tipo non esistono contributi figurativi, salvo che il datore
di lavoro non gestisca direttamente il sistema. In questo caso i costi di
gestione del sistema sono considerati un contributo figurativo corrisposto al
lavoratore come componente dei redditi da lavoro dipendente. Tale importo è
registrato anche come spesa per consumi finali delle famiglie per servizi
finanziari.
Un sistema a prestazione definita è un sistema nel
quale le prestazioni da erogare ai beneficiari sono definite in funzione delle regole
stabilite dal sistema, ossia sulla base di una formula per determinare
l'ammontare o l'importo minimo da versare. In un sistema a prestazione definita
normalmente versano contributi sia il datore di lavoro, sia il lavoratore
dipendente. Il contributo di quest'ultimo è obbligatorio e proporzionato alla
sua retribuzione. Sul datore di lavoro gravano i costi per la copertura delle
prestazioni e a lui incombono i rischi connessi all'erogazione delle
prestazioni.
Nel caso di un sistema a prestazione definita, si
ha un contributo figurativo del datore di lavoro che è calcolato come segue.
Il contributo figurativo del datore di lavoro è
pari:
- all'aumento delle prestazioni dovuto
all'occupazione nel periodo corrente
- meno       la somma
dei contributi effettivi a carico del datore di lavoro
- meno       la somma di tutti i
contributi del lavoratore dipendente
- più           i
costi di gestione del sistema.
Alcuni sistemi sono detti a contribuzione zero
perché non prevedono il versamento di contributi effettivi né da parte del
datore di lavoro, né da parte del lavoratore dipendente. Un contributo
figurativo del datore di lavoro viene comunque calcolato e imputato come
descritto in precedenza.
Se i diritti pensionistici dei sistemi previsti
per il personale delle amministrazioni pubbliche non sono registrati nei conti
standard, i contributi pensionistici figurativi a carico delle amministrazioni
pubbliche nella funzione di datori di lavoro devono essere stimati sulla base
di calcoli attuariali. Solo nel caso in cui i calcoli attuariali non garantiscano
un sufficiente livello di attendibilità, possono essere utilizzati due altri
metodi per stimare i contributi pensionistici figurativi a carico delle
amministrazioni pubbliche:
(1)     sulla base di una aliquota ragionevole
delle retribuzioni corrisposte ai lavoratori in attività o
(2)     quale differenza tra le prestazioni
attuali da erogare e i contributi effettivi versati (sia dai lavoratori
dipendenti, sia dalle amministrazioni pubbliche in qualità di datori di
lavoro). 
b)      Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di
lavoro (D.1222) 
Il fatto che talune prestazioni sociali siano
erogate ai dipendenti direttamente dai datori di lavoro e non per il tramite
degli enti di previdenza e di assistenza sociale o di altri enti assicuratori
non impedisce che esse siano registrate come prestazioni sociali. Poiché
costituisce parte del costo del lavoro dei datori di lavoro, l'onere del
finanziamento di tali prestazioni è incluso nei redditi da lavoro dipendente.
Per tali lavoratori è pertanto imputata una retribuzione fino alla concorrenza
del valore dei contributi sociali necessari per garantire il diritto alle
prestazioni sociali in questione. Tale valore prende in considerazione
qualsiasi contributo effettivo versato dal datore di lavoro o dal lavoratore
dipendente e dipende non soltanto dai livelli delle prestazioni suscettibili di
essere erogate attualmente, ma anche dalla probabile evoluzione futura degli
oneri a carico dei datori di lavoro nell'ambito di tali sistemi per effetto di
vari fattori, quali le previste variazioni della consistenza numerica, della
distribuzione per età e della speranza di vita dei loro attuali ed ex
dipendenti. I valori imputati per i contributi sono determinati sulla base di calcoli
attuariali analoghi a quelli utilizzati per stabilire l'importo dei premi da versare
alle imprese di assicurazione.
Nella pratica, tuttavia, può risultare difficile
stabilire l'esatto ammontare di tali contributi figurativi. È possibile che il
datore di lavoro stesso proceda all'effettuazione di stime, eventualmente sulla
base dei contributi versati ad analoghi sistemi con costituzione di riserve,
allo scopo di valutare i propri probabili impegni futuri. Quando siffatte stime
esistono, si può fare ricorso ad esse. Un altro metodo accettabile è quello di
utilizzare una aliquota ragionevole delle retribuzioni corrisposte ai
lavoratori in attività. Altrimenti, l'unica alternativa possibile consiste
nell'utilizzare le prestazioni non pensionistiche senza costituzione di riserve
erogate dal datore di lavoro durante lo stesso periodo contabile quale stima
della retribuzione figurativa che sarebbe necessaria per coprire i contributi
figurativi. Le prestazioni effettivamente erogate nel periodo corrente
forniscono una stima accettabile dei contributi e delle connesse retribuzioni
figurative.
4.11       Nei conti dei settori i costi
relativi alle prestazioni sociali dirette sono registrati, una prima volta,
come elemento dei redditi da lavoro dipendente, nella sezione degli impieghi
del conto della generazione dei redditi primari e, una seconda volta, come
prestazioni sociali, nella sezione degli impieghi del conto della distribuzione
secondaria del reddito. Per far quadrare quest'ultimo conto, si considera che
le famiglie dei lavoratori dipendenti restituiscano ai settori dei datori di
lavoro i contributi sociali figurativi destinati a finanziare, unitamente agli
eventuali contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti, le prestazioni
sociali dirette loro erogate dagli stessi datori di lavoro. Questo circuito
fittizio è analogo a quello dei contributi sociali effettivi a carico dei
datori di lavoro che transitano nei conti delle famiglie, considerando che
siano queste ultime a versarli agli enti assicuratori.

4.12       Momento di registrazione dei
redditi da lavoro dipendente: 
a)      le retribuzioni lorde (D.11) sono
registrate nel periodo durante il quale il lavoro è effettuato; tuttavia, le
gratifiche e gli altri esborsi eccezionali, quali la tredicesima mensilità,
sono registrati nel momento in cui devono essere pagati; il momento di
registrazione delle stock option è spalmato sul periodo compreso tra la data di
assegnazione e la data di maturazione dell'opzione; se ciò non fosse possibile,
il valore dell'opzione è registrato alla data di maturazione; 
b)      i contributi sociali effettivi a carico
dei datori di lavoro (D.121) sono registrati nel periodo durante il quale il
lavoro è effettuato;
c)      i contributi sociali figurativi a carico
dei datori di lavoro (D.122) sono registrati come segue:
(1)     nel periodo durante il quale è svolta
l'attività, se essi rappresentano la contropartita di prestazioni sociali
dirette obbligatorie; 
(2)     nel momento in cui le prestazioni sono
erogate, se essi rappresentano la contropartita di prestazioni sociali dirette
volontarie.
4.13       I redditi da lavoro dipendente
sono costituiti: 
a)      dai redditi da lavoro che i lavoratori
dipendenti residenti percepiscono da datori di lavoro residenti; 
b)      dai redditi da lavoro che i lavoratori
dipendenti residenti percepiscono da datori di lavoro non residenti;
c)      dai redditi da lavoro che i lavoratori
dipendenti non residenti percepiscono da datori di lavoro residenti.
Questi elementi sono registrati come segue:
(1)     i redditi da lavoro che i lavoratori
dipendenti residenti e non residenti percepiscono da datori di lavoro residenti
— lettere a) e c) — sono registrati nella sezione degli impieghi del conto
della generazione dei redditi primari dei settori istituzionali e delle branche
di attività economica cui appartengono i datori di lavoro;
(2)     i redditi da lavoro che i lavoratori
dipendenti residenti percepiscono da datori di lavoro residenti e non residenti
— lettere a) e b) — sono registrati nella sezione delle risorse del conto della
attribuzione dei redditi primari delle famiglie;
(3)     i redditi da lavoro che i lavoratori
dipendenti residenti percepiscono da datori di lavoro non residenti — lettera
b) — sono registrati nella sezione degli impieghi del conto del resto del mondo
dei redditi primari e dei trasferimenti correnti;
(4)     i redditi da lavoro che i lavoratori
dipendenti non residenti percepiscono da datori di lavoro residenti — lettera
c) — sono registrati nella sezione delle risorse del conto del resto del mondo
dei redditi primari e dei trasferimenti correnti.
IMPOSTE SULLA PRODUZIONE E SULLE
IMPORTAZIONI (D.2)
 4.14 Definizione || Le imposte sulla produzione e sulle importazioni (D.2) sono i prelievi obbligatori unilaterali, in denaro o in natura, operati dalle amministrazioni pubbliche o dalle istituzioni dell'Unione europea sulla produzione e sulle importazioni di beni e servizi, sull'utilizzazione del lavoro, sulla proprietà o sull'utilizzo di terreni, fabbricati o altri beni impiegati nell'attività di produzione. Tali imposte sono dovute a prescindere dai profitti conseguiti. 
4.15       Le imposte sulla produzione e
sulle importazioni comprendono: 
a)      imposte sui prodotti (D.21): 
(1)     imposta sul valore aggiunto (IVA) e
imposte similari (D.211);
(2)     imposte e dazi sulle importazioni,
esclusa l'IVA (D.212):
–              
dazi sulle importazioni (D.2121);
–              
imposte sulle importazioni, esclusi i dazi e l'IVA
(D.2122);
(3)     imposte sui prodotti, escluse le imposte
sulle importazioni e l'IVA (D.214);
b)      altre imposte sulla produzione (D.29). 
IMPOSTE SUI PRODOTTI (D.21)
 4.16 Definizione || Le imposte sui prodotti (D.21) sono le imposte da pagare per singola unità di bene o di servizio prodotto o scambiato. Esse possono corrispondere a un importo monetario specifico per una unità di quantità di un bene o di un servizio, oppure possono essere calcolate quale percentuale del prezzo unitario o del valore del bene o del servizio prodotto o scambiato. Le imposte che gravano su un prodotto, a prescindere dall'unità istituzionale tenuta a pagarle, sono annoverate tra le imposte sui prodotti salvo che non siano esplicitamente incluse in un'altra rubrica. 
Imposta sul valore aggiunto (IVA) e
imposte similari (D.211)
 4.17 Definizione || Le imposte simili all'IVA sono le imposte sui beni o sui servizi percepite in varie fasi dalle imprese, che in definitiva gravano in toto sull'acquirente finale. 
Nella rubrica D.211 (Imposta sul valore aggiunto
(IVA) e imposte similari) sono incluse, oltre all'imposta sul valore aggiunto
riscossa dalle amministrazioni pubbliche sui prodotti di produzione interna e
importati, anche le altre imposte deducibili applicate secondo modalità
analoghe a quelle previste per l'IVA. Le imposte simili all'IVA sono denominate
di seguito "IVA". La caratteristica comune delle imposte simili
all'IVA è costituita dal fatto che i produttori sono tenuti a versare alle
amministrazioni pubbliche soltanto la differenza tra l'IVA sulle loro vendite e
l'IVA sui loro acquisti destinati a consumi intermedi o a investimenti fissi
lordi.
L'IVA è registrata su base netta nel senso che:
a)      la produzione di beni e servizi nonché le
importazioni sono valutate al netto dell'IVA fatturata;

b)      gli acquisti di beni e servizi sono
registrati includendo l'IVA non deducibile. L'IVA è registrata a carico degli
acquirenti e non dei venditori e, più precisamente, soltanto a carico di quegli
acquirenti che non hanno la possibilità di detrarla. La parte più cospicua
dell'IVA è registrata come gravante sui consumi finali, essenzialmente sui
consumi delle famiglie.
A livello del totale dell'economia, l'IVA è pari
alla differenza tra il totale dell'IVA fatturata e il totale dell'IVA
deducibile (cfr. paragrafo 4.27). 
Imposte e dazi sulle importazioni,
esclusa l'IVA (D.212)
 4.18 Definizione || Le imposte e i dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA, (D.212) comprendono i prelievi obbligatori, esclusa l'IVA, operati dalle amministrazioni pubbliche o dalle istituzioni dell'Unione europea sui beni importati per immetterli in libera pratica sul territorio economico e sui servizi prestati a favore delle unità residenti da unità non residenti. 
Tali prelievi comprendono:
a)      dazi sulle importazioni (D.2121): si
tratta dei dazi sulle importazioni e di qualsiasi altro prelievo
all'importazione da corrispondere secondo le tariffe doganali sui beni di un
certo tipo allorquando essi entrano nel territorio economico di un paese per
esservi utilizzati; 
b)      imposte sulle importazioni, esclusi i
dazi sulle importazioni e l'IVA (D.2122).
Tale rubrica comprende:
(1)     i prelievi sui prodotti agricoli
importati;
(2)     gli importi compensativi monetari
prelevati all'importazione;
(3)     le accise e le particolari imposte su
taluni prodotti importati allorché tali imposte su analoghi prodotti di origine
interna vengono pagate dalla branca produttrice stessa;
(4)     le imposte generali sulle vendite che
colpiscono i beni e i servizi importati;
(5)     le imposte su determinati servizi erogati
da imprese non residenti a favore di unità residenti nel territorio economico;
(6)     gli utili, trasferiti allo Stato, realizzati
dalle imprese pubbliche che importano in regime di monopolio taluni beni o
servizi.
Il valore netto delle imposte e dei dazi sulle
importazioni, esclusa l'IVA, è calcolato detraendo dalle imposte e dai dazi
sulle importazioni, esclusa l'IVA, (D.212) i contributi alle importazioni
(D.311).
Imposte sui prodotti, escluse le imposte
sulle importazioni e l'IVA (D.214)
 4.19 Definizione || Le imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA (D.214), sono le imposte sui beni e sui servizi da pagare a seguito della produzione, dell'esportazione, della vendita, del trasferimento, del leasing o della consegna di tali beni o servizi o in conseguenza della loro destinazione all'autoconsumo o a investimenti. 
4.20       Tale rubrica comprende, in
particolare:
a)      le accise e le imposte di consumo
(diverse da quelle incluse tra le imposte e i dazi sulle importazioni); 
b)      le imposte di bollo corrisposte sulla
vendita di prodotti specifici, quali alcolici o tabacco, e sui documenti
giuridici o su assegni;
c)      le imposte sulle operazioni finanziarie e
di capitale da corrispondere in sede di acquisto o di vendita di attività
finanziarie e non finanziarie, comprese le divise estere; tali imposte sono
dovute allorché è trasferita la proprietà di terreni o di altri beni, tranne
che a seguito di trasferimenti in conto capitale (principalmente successioni e
donazioni): esse sono trattate come imposte sui servizi degli intermediari;
d)      le imposte sull'immatricolazione degli
autoveicoli;
e)      i diritti su spettacoli e trattenimenti;
f)       le imposte su concorsi a premi e
scommesse, escluse le imposte sulle vincite;
g)      le imposte sui premi assicurativi;
h)      altre imposte o tasse su servizi
specifici: alberghi e ristoranti, abitazione, trasporti, comunicazioni,
pubblicità;
i)       le imposte generali sulle vendite o
sugli affari (escluse le imposte simili all'IVA): sono comprese le imposte
sulle vendite all'ingrosso e al dettaglio, le imposte sugli acquisti, le
imposte sugli affari;
j)       gli utili dei monopoli fiscali
trasferiti allo Stato, fatta eccezione per i monopoli sulle importazioni di
determinati beni o servizi (inclusi nella rubrica D.2122); i monopoli fiscali
sono imprese pubbliche cui è stato concesso un monopolio legale sulla
produzione o sulla distribuzione di un particolare tipo di beni o servizi al
fine di conseguire introiti e non per tutelare interessi pubblici di ordine
economico o sociale; se, nel quadro degli indirizzi generali di politica
sociale o economica, ad una impresa pubblica sono concessi poteri di monopolio
in considerazione della natura specifica dei beni o dei servizi o della
tecnologia di produzione — ad esempio, le imprese di pubblici servizi, il
servizio postale e delle telecomunicazioni, il servizio ferroviario, ecc. —,
tale monopolio non è considerato un monopolio fiscale;
k)      i diritti sulle esportazioni e gli
importi compensativi monetari prelevati all'esportazione.
4.21       Le imposte nette sui prodotti
sono ottenute detraendo dalle imposte sui prodotti (D.21) i contributi ai
prodotti (D.31).
ALTRE IMPOSTE SULLA PRODUZIONE (D.29)
 4.22 Definizione || Le altre imposte sulla produzione (D.29) comprendono tutte le imposte prelevate sulle imprese a motivo dell'esercizio dell'attività di produzione, indipendentemente dalla quantità o dal valore dei beni o servizi prodotti o venduti. 
Le altre imposte sulla produzione possono gravare sui
terreni, sul capitale fisso o sul fattore lavoro impiegati nel processo di
produzione o su talune attività od operazioni.
4.23       Le altre imposte sulla
produzione (D.29) comprendono:
a)      le imposte sulla proprietà o
sull'utilizzo di terreni, fabbricati o altre opere impiegati dalle imprese
nell'attività di produzione (comprese le abitazioni occupate dai rispettivi
proprietari); 
b)      le imposte sull'utilizzo di capitale
fisso (ad esempio, veicoli, impianti, macchinari) ai fini della produzione, a
prescindere dal fatto che tali beni siano di proprietà o noleggiati;
c)      le imposte sulla massa salariale totale e
sui ruoli paga;
d)      le imposte su operazioni internazionali
(ad esempio, viaggi all'estero, rimesse dall'estero od operazioni simili con
non residenti) ai fini della produzione;
e)      le tasse versate dalle imprese per
ottenere licenze professionali e per l'esercizio di attività se tali licenze
sono concesse automaticamente previo pagamento degli importi dovuti; in tal
caso è probabile che esse costituiscano semplicemente uno strumento per incamerare
fondi, quantunque le amministrazioni pubbliche possano rilasciare in cambio un
certificato o una autorizzazione; tuttavia, se le amministrazioni pubbliche
colgono l'occasione del rilascio di licenze per svolgere una funzione di
regolamentazione, ad esempio nel caso in cui procedano a controlli
sull'idoneità o sulla sicurezza dei locali destinati all'esercizio
dell'attività, sull'affidabilità o la sicurezza delle attrezzature utilizzate,
sulla competenza professionale del personale impiegato o sulla qualità o sullo
standard dei beni o dei servizi prodotti quale presupposto per la concessione
di tale licenza, gli esborsi sono considerati spese per l'acquisto di servizi,
salvo che il loro importo non risulti assolutamente incongruo rispetto al costo
dei controlli eseguiti dalle amministrazioni pubbliche;
f)       le imposte sull'inquinamento provocato
dalle attività di produzione: si tratta delle imposte gravanti sulle emissioni
o sullo scarico nell'ambiente di gas o liquidi nocivi o altri prodotti dannosi;
non sono inclusi gli importi corrisposti per la raccolta e lo smaltimento dei
rifiuti o delle sostanze nocive da parte delle autorità pubbliche, i quali
costituiscono consumi intermedi delle imprese;
g)      la sottocompensazione dell'IVA risultante
dall'applicazione del regime forfettario, frequente in campo agricolo.
4.24       Le altre imposte sulla
produzione non comprendono le imposte sull'uso personale di veicoli, ecc., da
parte delle famiglie, registrate tra le imposte correnti sul reddito, sul
patrimonio, ecc.
IMPOSTE SULLA PRODUZIONE E SULLE
IMPORTAZIONI VERSATE ALLE ISTITUZIONI DELL'UNIONE EUROPEA
4.25       Le imposte sulla produzione e
sulle importazioni versate alle istituzioni dell'Unione europea comprendono le
seguenti imposte percepite dalle amministrazioni nazionali per conto delle
istituzioni dell'Unione europea: introiti nel quadro della politica agricola
comune (prelievi sui prodotti agricoli importati, importi compensativi monetari
prelevati all'importazione e all'esportazione, contributi zucchero e
isoglucosio, prelievi di corresponsabilità sul latte e sui cereali) e introiti
provenienti dal commercio con paesi terzi (dazi doganali prelevati sulla base
della tariffa doganale integrata dell'Unione europea (TARIC)).
Le imposte sulla produzione e sulle importazioni
versate alle istituzioni dell'Unione europea non comprendono la terza risorsa
propria basata sull'IVA, inclusa negli altri trasferimenti correnti nella
rubrica D.76 (Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL) (cfr. paragrafo 4.140).
IMPOSTE SULLA PRODUZIONE E SULLE
IMPORTAZIONI: MOMENTO DI REGISTRAZIONE E IMPORTI DA REGISTRARE
4.26       Registrazione delle imposte
sulla produzione e sulle importazioni: le imposte sulla produzione e sulle
importazioni sono registrate nel momento in cui sono effettuate le attività o
le operazioni o si verificano gli altri eventi che fanno insorgere l'obbligo di
pagare le imposte.
4.27       Taluni eventi, operazioni o
attività economiche che fanno insorgere l'obbligo di pagare le imposte sfuggono
all'osservazione delle autorità fiscali. Tali eventi, operazioni o attività non
danno origine ad attività finanziarie o a passività nella forma di importi da
pagare o da ricevere. Gli importi da registrare sono soltanto quelli attestati
da ruoli, dichiarazioni o altri documenti che creano una passività nella forma
di un obbligo per i contribuenti di pagare una imposta. Per le imposte non
comprovate da una documentazione fiscale probante non è effettuata alcuna
imputazione.
Gli importi delle imposte registrati nei conti
sono ricavati da due fonti: gli importi attestati da ruoli o dichiarazioni e il
gettito fiscale.
a)      Se come fonte si utilizzano i ruoli e le
dichiarazioni, gli importi vengono rettificati applicando un coefficiente che
consente di tener conto degli importi accertati e dichiarati, ma non percepiti.
Una soluzione alternativa consiste nel registrare un trasferimento in conto
capitale (D.995, come descritto al paragrafo 4.165, lettera j)) a favore dei
pertinenti settori, di importo equivalente a quello della rettifica. I
coefficienti sono stimati sulla base dell'esperienza acquisita e delle attuali
previsioni circa gli importi accertati e dichiarati, ma non percepiti. I
coefficienti sono specifici per i vari tipi di imposta.
b)      Se come fonte si utilizza il gettito
fiscale, questo viene rettificato per tenere conto del fattore temporale, in
modo tale che gli importi in questione vengano attribuiti al periodo in cui si
è svolta l'attività che ha determinato l'insorgenza del debito di imposta. Tale
rettifica è basata sull'intervallo di tempo medio intercorrente tra l'attività
in questione e la riscossione dell'imposta.
4.28       L'importo totale delle imposte
registrate comprende gli interessi di mora e le pene pecuniarie applicati dalle
autorità fiscali allorché l'importo di tali interessi e pene pecuniarie non è
individuabile separatamente. L'importo totale delle imposte è comprensivo
dell'ammontare degli oneri accessori alla riscossione o al recupero di imposte
dovute. Dall'importo totale delle imposte è detratto l'ammontare di tutte le
riduzioni di imposta decise dalle amministrazioni pubbliche nel quadro della
loro politica economica e l'ammontare dei rimborsi di imposta a restituzione di
imposte non dovute.
4.29       Nel sistema dei conti, le
imposte sulla produzione e sulle importazioni (D.2) sono registrate:
a)      nella sezione degli impieghi del conto
della generazione dei redditi primari del totale dell'economia; 
b)      nella sezione delle risorse del conto
della attribuzione dei redditi primari del settore delle amministrazioni
pubbliche e del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
Le imposte sui prodotti sono registrate nella
sezione delle risorse del conto di equilibrio dei beni e servizi del totale
dell'economia. Ciò permette di far quadrare le risorse di beni e servizi,
valutate al netto delle imposte sui prodotti, con gli impieghi, valutati al
lordo di tali imposte.
Le altre imposte sulla produzione (D.29) sono
registrate nella sezione degli impieghi dei conti della generazione dei redditi
primari dei settori e delle branche di attività economica che le versano.
CONTRIBUTI (D.3)
 4.30 Definizione || I contributi (D.3) sono i trasferimenti correnti unilaterali operati a favore dei produttori residenti dalle amministrazioni pubbliche o dalle istituzioni dell'Unione europea. 
La concessione di contributi è effettuata allo
scopo di: 
a)      influenzare i livelli di produzione, 
b)      influenzare i prezzi dei prodotti, o
c)      influenzare la remunerazione dei fattori
della produzione.
I produttori di beni e servizi non destinabili
alla vendita possono percepire altri contributi alla produzione soltanto
allorché tali versamenti sono effettuati in forza di normative generali, la cui
applicazione si estende tanto ai produttori di beni e servizi destinabili alla
vendita quanto ai produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita.
Per la produzione di beni e servizi non
destinabili alla vendita (P.13) non si registrano contributi ai prodotti.
4.31       I contributi erogati dalle
istituzioni dell'Unione europea riguardano soltanto i trasferimenti correnti operati
direttamente da queste a favore delle unità di produzione residenti.
4.32       I contributi sono classificati
come segue:
a)      contributi ai prodotti (D.31): 
(1)     contributi alle importazioni (D.311);
(2)     altri contributi ai prodotti (D.319);
b)      altri contributi alla produzione (D.39). 
CONTRIBUTI AI PRODOTTI (D.31)
 4.33 Definizione || I contributi ai prodotti (D.31) sono i contributi erogati per singola unità di bene o servizio prodotto o importato. 
L'ammontare dei contributi ai prodotti può
essere calcolato sulla base: 
a)      di un determinato importo di denaro per
una unità di quantità di un bene o servizio; 
b)      di una determinata percentuale del prezzo
per unità; 
c)      della differenza tra un dato prezzo di
riferimento e il prezzo di mercato pagato da un acquirente. 
I contributi ai prodotti, generalmente concessi
allorché i beni sono prodotti, venduti o importati, possono essere erogati in
altri casi: allorché i beni sono trasferiti, locati, consegnati o destinati
all'autoconsumo o a investimenti.
I contributi ai prodotti riguardano esclusivamente
la produzione di beni e servizi destinabili alla vendita (P.11) o la produzione
di beni e servizi per proprio uso finale (P.12).
Contributi alle importazioni (D.311)
 4.34 Definizione || I contributi alle importazioni (D.311) sono i contributi su beni e servizi che divengono erogabili allorché i beni varcano la frontiera per essere utilizzati nel territorio economico o allorché i servizi sono prestati a favore di unità istituzionali residenti. 
I contributi alle importazioni includono le
perdite subite, per effetto dell'applicazione degli indirizzi di politica
economica fissati dalle amministrazioni pubbliche, dagli organismi commerciali
pubblici la cui funzione consiste nell'acquistare da non residenti prodotti da
rivendere, a prezzi inferiori, a residenti.
Altri contributi ai prodotti (D.319)
4.35       Gli altri contributi ai
prodotti (D.319) comprendono:
a)      i contributi ai prodotti utilizzati
all'interno del territorio economico: si tratta dei contributi accordati ai
produttori residenti per la loro produzione utilizzata o consumata nel
territorio economico; 
b)      le perdite degli organismi commerciali
pubblici la cui attività consiste nell'acquistare i prodotti di produttori
residenti per rivenderli a prezzi inferiori a residenti o non residenti,
allorché esse sono subite a seguito dell'applicazione degli indirizzi di
politica sociale o economica fissati dalle amministrazioni pubbliche;
c)      i contributi concessi alle società e
quasi-società pubbliche a copertura delle perdite non occasionali da esse
subite nella loro attività produttiva dovendo praticare prezzi inferiori ai
costi medi di produzione in ottemperanza agli indirizzi di politica sociale ed
economica stabiliti in sede europea o dalle amministrazioni pubbliche;
d)      i contributi diretti alle esportazioni
accordati direttamente ai produttori residenti allorché i beni lasciano il
territorio economico o i servizi sono prestati a favore di non residenti —
fatta eccezione per i rimborsi alla frontiera doganale delle imposte sui
prodotti precedentemente versate e la rinuncia all'esazione delle imposte che
sarebbero dovute se i beni fossero venduti o utilizzati all'interno del
territorio economico.
ALTRI CONTRIBUTI ALLA PRODUZIONE (D.39)
 4.36 Definizione || Gli altri contributi alla produzione (D.39) sono i contributi, diversi dai contributi ai prodotti, che le unità di produzione residenti percepiscono a motivo dell'esercizio dell'attività di produzione. 
Per la loro produzione di beni e servizi non
destinabili alla vendita, i produttori che non producono per il mercato possono
percepire altri contributi alla produzione soltanto allorché tali versamenti da
parte delle amministrazioni pubbliche sono effettuati in forza di normative
generali, la cui applicazione si estende tanto ai produttori di beni e servizi
destinabili alla vendita quanto ai produttori di beni e servizi non destinabili
alla vendita.
4.37       Gli altri contributi
alla produzione comprendono:
a)      i contributi sui salari o sulla
manodopera: si tratta dei contributi erogabili con riferimento alla massa
salariale, alla forza di lavoro totale, all'occupazione di particolari
categorie di lavoratori (quali i lavoratori disabili o i lavoratori rimasti
disoccupati per lunghi periodi di tempo) o ai costi dei programmi di formazione
professionale organizzati o finanziati dalle imprese;
b)      i contributi per la riduzione
dell'inquinamento: si tratta dei contributi correnti intesi a coprire, in tutto
o in parte, i costi delle misure supplementari intraprese per ridurre o
eliminare le emissioni di sostanze inquinanti;
c)      i contributi in conto interessi accordati
a unità di produzione residenti, anche se intesi a promuovere operazioni di
investimento; se il contributo concorre, contemporaneamente, al finanziamento
dell'ammortamento del debito e al pagamento degli interessi sul capitale e non
è possibile scindere i due elementi, l'insieme del contributo è considerato
come contributo agli investimenti; i contributi in conto interessi sono
trasferimenti correnti destinati ad alleggerire gli oneri di gestione dei
produttori: essi sono registrati nei conti come contributi accordati ai
produttori beneficiari, anche se la differenza di interesse viene, di fatto,
versata direttamente dalle amministrazioni pubbliche alle istituzioni di
credito che hanno concesso i prestiti;
d)      la sovracompensazione dell'IVA risultante
dall'applicazione del regime forfettario, frequente ad esempio in campo
agricolo.
4.38       Non sono considerati come
contributi:
a)      i trasferimenti correnti operati dalle
amministrazioni pubbliche a favore delle famiglie nella loro funzione di
consumatori: tali trasferimenti sono registrati come prestazioni sociali (D.62
o D.63) oppure come trasferimenti correnti diversi (D.75);
b)      i trasferimenti correnti operati tra
amministrazioni pubbliche nella loro funzione di produttori di beni e servizi
non destinabili alla vendita, esclusi gli altri contributi alla produzione
(D.39): tali trasferimenti sono registrati nella rubrica D.73 (Trasferimenti correnti
tra amministrazioni pubbliche);
c)      i contributi agli investimenti (D.92);
d)      i versamenti straordinari ai fondi di
assicurazione sociale nella misura in cui sono destinati a incrementare le
riserve matematiche di detti fondi: tali versamenti sono registrati nella
rubrica D.99 (Altri trasferimenti in conto capitale);
e)      i trasferimenti operati dalle
amministrazioni pubbliche a favore delle società e quasi-società non
finanziarie a copertura delle perdite accumulate nel corso di diversi esercizi
o delle perdite eccezionali dovute a cause esterne all'impresa: tali
trasferimenti sono classificati nella rubrica D.99 (Altri trasferimenti in
conto capitale);
f)       la cancellazione dei debiti contratti da
unità di produzione nei confronti delle amministrazioni pubbliche (per esempio,
anticipazioni accordate dalle amministrazioni pubbliche ad imprese non
finanziarie per perdite di gestione accumulate nel corso di vari esercizi):
tali operazioni sono contabilizzate nella rubrica D.99 (Altri trasferimenti in
conto capitale);
g)      gli indennizzi erogati dalle
amministrazioni pubbliche o dal resto del mondo con riguardo a beni di
investimento danneggiati o distrutti a seguito di eventi bellici, altri
avvenimenti politici o calamità naturali: tali flussi sono registrati nella
rubrica D.99 (Altri trasferimenti in conto capitale);
h)      le partecipazioni al capitale di società
e le azioni di proprietà delle amministrazioni pubbliche: tali partecipazioni
sono registrate nella rubrica AF.5 (Partecipazioni e quote di fondi di
investimento);
i)       i versamenti delle amministrazioni
pubbliche che si accollano gli oneri di pensione anormali gravanti su una
impresa pubblica: tali versamenti sono contabilizzati nella rubrica D.75
(Trasferimenti correnti diversi);
j)       i versamenti delle amministrazioni
pubbliche ai produttori di beni e servizi destinabili alla vendita intesi a
pagare, in tutto o in parte, i beni e i servizi che tali produttori forniscono
direttamente e singolarmente alle famiglie nel contesto della tutela contro i rischi
e i bisogni sociali (cfr. paragrafo 4.84) e cui le famiglie hanno diritto. Tali
versamenti sono inclusi nella spesa per consumi individuali (P.31) delle
amministrazioni pubbliche e successivamente nei trasferimenti sociali in natura
(acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) (D.632) delle
amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio
delle famiglie e nei consumi effettivi individuali (P.41) delle famiglie.
4.39       Momento di registrazione: i
contributi sono registrati nel momento in cui si verifica l'operazione o
l'evento (produzione, vendita, importazione, ecc.) che dà origine al
contributo.
Casi particolari:
a)      i contributi che corrispondono alla
differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita praticato da un
organismo commerciale pubblico sono registrati nel momento in cui i beni sono
acquistati dall'organismo;
b)      i contributi destinati alla copertura di
una perdita subita da un produttore sono registrati nel momento in cui le
amministrazioni pubbliche decidono di coprire tale perdita.
4.40       I contributi sono registrati:
a)      con segno negativo nella sezione degli
impieghi del conto della generazione dei redditi primari del totale
dell'economia;
b)      con segno negativo nella sezione delle
risorse del conto della attribuzione dei redditi primari del settore delle
amministrazioni pubbliche e del conto del resto del mondo dei redditi primari e
dei trasferimenti correnti.
I contributi ai prodotti sono registrati, con
segno negativo, nella sezione delle risorse del conto di equilibrio dei beni e
servizi del totale dell'economia. 
Gli altri contributi alla produzione (D.39) sono
registrati nella sezione delle risorse dei conti della generazione dei redditi
primari dei settori o delle branche di attività economica che li percepiscono.
L'applicazione di un sistema di tassi di cambio
multipli sulle imposte sulla produzione e sulle importazioni, nonché sui
contributi, comporta che in un siffatto sistema (non attualmente applicato tra
gli Stati membri dell'Unione europea): 
a)      le imposte implicite sulle importazioni
sono considerate imposte sulle importazioni, esclusi i dazi sulle importazioni
e l'IVA (D.2122);
b)      le imposte implicite sulle esportazioni
sono considerate imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e
l'IVA (D.214);
c)      i contributi impliciti alle importazioni
sono considerati contributi alle importazioni (D.311);
d)      i contributi impliciti alle esportazioni
sono considerati altri contributi ai prodotti (D.319).
REDDITI DA CAPITALE (D.4)
 4.41 Definizione || Si hanno redditi da capitale (D.4) allorché i proprietari di attività finanziarie e di risorse naturali mettono tali attività a disposizione di altre unità istituzionali. I redditi corrisposti per l'utilizzo di attività finanziarie sono denominati redditi da investimenti, mentre i redditi corrisposti per lo sfruttamento di risorse naturali sono denominati diritti di sfruttamento. I redditi da capitale rappresentano la somma dei redditi da investimenti e dei diritti di sfruttamento. 
I redditi da capitale sono classificati come
segue:
a)      interessi (D.41);
b)      utili distribuiti dalle società (D.42):
(1)     dividendi (D.421);
(2)     redditi prelevati dai membri delle
quasi-società (D.422);
c)      utili reinvestiti di investimenti diretti
all'estero (D.43);
d)      altri redditi da investimenti (D.44):
(1)     redditi da investimenti da attribuire
agli assicurati (D.441);
(2)     redditi da investimenti da corrispondere
per diritti pensionistici (D.442);
(3)     redditi da investimenti da attribuire ai
sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento (D.443);
e)      fitti di terreni e diritti di
sfruttamento di giacimenti (D.45).
INTERESSI (D.41)
 4.42 Definizione || Gli interessi (D.41) sono i redditi da capitale percepiti dai proprietari delle seguenti attività finanziarie: a)      depositi (AF.2) b)      titoli di credito (AF.3) c)      prestiti (AF.4) d)      altri conti attivi (AF.8) quale contropartita per aver messo tali attività a disposizione di un'altra unità istituzionale. 
I redditi derivanti dalla detenzione e dalle
assegnazioni di diritti speciali di prelievo (DSP) così come i redditi
derivanti da conti in oro non allocated sono considerati interessi. Le attività
finanziarie che danno origine a interessi sono crediti dei creditori nei
confronti dei debitori. I creditori prestano denaro ai debitori, il che porta
alla creazione di uno o l'altro degli strumenti finanziari sopra elencati.
4.43       Interessi su depositi e
prestiti
Gli importi degli interessi da versare sui
depositi e da riscuotere sui prestiti da parte delle istituzioni finanziarie comprendono
una rettifica per un margine che rappresenta il compenso implicito dei servizi
prestati dalle istituzioni finanziarie nel concedere i prestiti e
nell'accettare i depositi. Gli interessi versati o riscossi sono suddivisi in
una parte che rappresenta il compenso del servizio e in una parte
corrispondente al concetto di interessi utilizzato in contabilità nazionale.
Gli interessi effettivamente versati alle istituzioni finanziarie o effettivamente
riscossi da queste, denominati interessi bancari, devono essere disaggregati in
modo tale che il concetto di interessi utilizzato in contabilità nazionale e il
compenso del servizio possano essere registrati separatamente. Gli importi
degli interessi secondo il concetto di contabilità nazionale corrisposti dai
mutuatari alle istituzioni finanziarie sono inferiori agli interessi bancari e
la differenza corrisponde al valore stimato del compenso del servizio versato.
Per contro, gli importi degli interessi secondo il concetto di contabilità
nazionale riscossi dai depositanti sono superiori agli interessi bancari e la
differenza è pari all'ammontare del compenso del servizio pagato. Gli importi
del compenso del servizio sono registrati come vendite di servizi nel conto
della produzione delle istituzioni finanziarie e nella sezione degli impieghi
dei conti dei clienti di tali istituzioni.
Interessi su titoli di credito
4.44       Gli interessi su titoli di
credito comprendono gli interessi su effetti e su strumenti a breve termine
simili, nonché gli interessi su obbligazioni. 
Interessi su effetti e su strumenti a
breve termine simili
4.45       La differenza tra il valore
facciale e il prezzo pagato al momento dell'emissione (ossia lo sconto) è un
parametro degli interessi da corrispondere per la durata dell'effetto. L'incremento
di valore di un effetto dovuto all'accumularsi di interessi maturati non
costituisce un guadagno in conto capitale perché è riconducibile a un aumento
del capitale da rimborsare e non a una variazione del prezzo dell'attività. Le
altre variazioni del valore di un effetto sono considerate guadagni/perdite in
conto capitale. 
Interessi su obbligazioni
4.46       Le obbligazioni sono titoli a
lungo termine che conferiscono al loro possessore il diritto incondizionato a
un gettito monetario fisso — o variabile nella misura determinata per contratto
— nella forma di pagamenti periodici, a un importo fissato in precedenza da
corrispondere a una o più date determinate allorché il titolo è rimborsato,
oppure a un reddito risultante dalla combinazione delle due formule
sopracitate. 
a)      Obbligazioni a tasso zero - Non si ha
pagamento di cedole. Gli interessi basati sulla differenza tra il prezzo di
rimborso e il prezzo di emissione devono essere distribuiti negli anni fino
alla scadenza dell'obbligazione. L'interesse maturato ogni anno è reinvestito
nel titolo dal suo possessore; pertanto, nel conto finanziario sono effettuate
le seguenti registrazioni di contropartita, di importo uguale al valore
dell'interesse maturato: una acquisizione di ulteriori titoli da parte del
possessore e una ulteriore emissione di obbligazioni da parte dell'emittente o
debitore (ossia una crescita del "volume" del titolo originario).
b)      Altri titoli compresi i titoli a sconto
(deep discount bond) - Gli interessi si compongono di due elementi:
(1)     l'importo di denaro da riscuotere a ogni
periodo contro presentazione di una cedola;
(2)     l'importo d'interesse maturato in ogni
periodo, attribuibile allo scarto tra il prezzo di rimborso e il prezzo di
emissione, calcolato come nel caso delle obbligazioni a tasso zero.
c)      Titoli indicizzati 
(1)     Gli importi delle cedole da pagare e/o
del capitale da rimborsare sono correlati all'evoluzione di un indice generale
dei prezzi. La modifica di valore del capitale da rimborsare tra l'inizio e la
fine di un particolare periodo contabile, dovuta alla variazione dell'indice di
riferimento, è considerata come interesse maturato in tale periodo da
aggiungere agli interessi da pagare per quel periodo.
(2)     Gli importi da pagare alla scadenza sono
correlati a un indice ristretto che comprende un elemento di guadagno in conto
capitale. Gli interessi maturati devono essere determinati fissando il tasso di
accrescimento al momento dell'emissione. Gli interessi, di conseguenza, sono
pari alla differenza tra il prezzo di emissione e le previsioni di mercato
iniziali di tutti i pagamenti che il debitore dovrà effettuare. Tale importo è
registrato come interessi maturati sulla vita dello strumento. Con questo
metodo si registra come reddito il rendimento alla scadenza ipotizzato al
momento dell'emissione, il quale ingloba i risultati dell'indicizzazione
previsti al momento della creazione dello strumento. Qualsiasi scostamento
dell'indice di riferimento rispetto all'andamento originariamente previsto
determina guadagni o perdite in conto capitale che normalmente non si
compensano nel corso della vita dello strumento.
Gli interessi maturati in conseguenza
dell'indicizzazione sono reinvestiti nel titolo e devono essere registrati nei
conti finanziari del possessore e dell'emittente.
Swap di tassi di interesse e forward rate
agreement
4.47       I flussi monetari derivanti da
operazioni di swap di qualunque tipo non sono considerati interessi da
registrare come redditi da capitale, bensì sono registrati nel conto
finanziario come operazioni inerenti a strumenti finanziari derivati. Le
operazioni nell'ambito di forward rate agreement (accordi per scambio futuro di
tassi di interesse) non sono registrate come redditi da capitale, bensì sono
registrate nel conto finanziario come operazioni inerenti a strumenti
finanziari derivati.
Interessi su operazioni di leasing
finanziario
4.48       Il leasing finanziario è un
metodo di finanziamento dell'acquisto, ad esempio, di impianti e macchinari. Il
locatore acquista un determinato bene e il locatario si impegna a
corrispondergli un certo numero di canoni periodici onde consentirgli di
coprire, nel periodo del contratto, i suoi costi, compresi gli interessi sul
capitale utilizzato per l'acquisto del bene.
Si considera che il locatore conceda al locatario
un prestito di importo pari al valore del prezzo di acquisto pagato per i beni
e che l'intero prestito venga rimborsato nel periodo di durata del contratto.
Il canone corrisposto ad ogni scadenza dal locatario è pertanto considerato
come costituito da due elementi: una quota di rimborso del capitale e una quota
di interessi. Il tasso di interesse sul prestito figurativo è determinato sulla
base del rapporto tra l'ammontare dei canoni periodici corrisposti per tutta la
durata del contratto e il prezzo di acquisto del bene. La quota del canone
relativa agli interessi diminuisce gradatamente man mano che il capitale viene
rimborsato. Il prestito iniziale del locatario e i successivi rimborsi del
capitale sono registrati nei conti finanziari del locatario e del locatore. Gli
interessi corrisposti sono registrati nel conto della distribuzione primaria
del reddito come interessi.
Altri interessi
4.49       Gli altri interessi
comprendono:
a)      le commissioni bancarie sullo scoperto;
b)      i premi di fedeltà;
c)      i premi corrisposti per estrazione ai
detentori di obbligazioni. 
Momento di registrazione
4.50       Gli interessi sono registrati
secondo il principio di competenza, ossia in via di continua accumulazione nel
tempo a favore del creditore sull'importo del credito in essere. L'interesse
maturato per ciascun periodo contabile deve essere registrato a prescindere che
esso sia o non sia effettivamente pagato o aggiunto al capitale da rimborsare.
Qualora gli interessi non vengano corrisposti, l'incremento del capitale è registrato
nel conto finanziario quale acquisizione di una attività finanziaria da parte
del creditore, con corrispondente acquisizione di una passività da parte del
debitore.
4.51       Gli interessi sono registrati
al lordo delle imposte su di essi applicate. Gli interessi versati e riscossi
sono registrati al lordo dei contributi in conto interessi, a prescindere che
questi siano direttamente erogati alle istituzioni finanziarie o ai beneficiari
(cfr. paragrafo 4.37).
Poiché il valore dei servizi prestati dagli intermediari
finanziari è attribuito ai loro diversi clienti, gli effettivi pagamenti di
interessi agli intermediari finanziari — o le riscossioni di interessi da
questi — sono rettificati per eliminare i margini che rappresentano il compenso
implicito del servizio di tali intermediari. Dall'ammontare degli interessi
versati dai mutuatari agli intermediari finanziari deve essere defalcato un
importo pari al valore stimato del compenso da versare. Analogamente vanno
diminuiti gli interessi riscossi dai depositanti. I compensi sono considerati
il corrispettivo della prestazione di servizi da parte degli intermediari
finanziari ai loro clienti e non corresponsioni di interessi.
4.52       Nel sistema dei conti, gli
interessi sono registrati: 
a)      nella sezione delle risorse e nella
sezione degli impieghi del conto della attribuzione dei redditi primari dei
settori;
b)      nella sezione delle risorse e nella
sezione degli impieghi del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
UTILI DISTRIBUITI DALLE SOCIETÀ (D.42)
Dividendi (D.421)
 4.53 Definizione || I dividendi (D.421) costituiscono una forma di redditi da capitale che spettano ai proprietari di azioni (AF.5) quale corrispettivo, ad esempio, per aver messo a disposizione delle società le loro risorse finanziarie. 
L'aumento del capitale proprio attraverso
l'emissione di azioni costituisce una forma di raccolta di fondi. A differenza
del capitale di prestito, il capitale proprio non fa insorgere una passività
definita in termini monetari e non dà diritto ai possessori delle azioni di una
società a un reddito fisso o predeterminato. Per dividendi si intendono tutti
gli utili distribuiti dalle società ai loro azionisti o proprietari.
4.54       I dividendi comprendono
altresì: 
a)      le azioni distribuite agli azionisti come
pagamento del dividendo dell'esercizio; sono escluse le azioni gratuite che
rappresentano la capitalizzazione di fondi propri nella forma di riserve e di
utili non distribuiti e che costituiscono nuove azioni distribuite agli
azionisti in proporzione al numero di azioni da essi possedute;
b)      il reddito versato alle amministrazioni
pubbliche dalle imprese pubbliche riconosciute come entità giuridiche
indipendenti non costituite in società;
c)      i redditi generati da attività non
oggetto di rilevazione e trasferiti ai proprietari di società che partecipano a
tali attività per loro uso privato. 
4.55       Nella rubrica D.421 (Dividendi)
non rientrano i superdividendi. 
I superdividendi sono i dividendi di importo
elevato rispetto al livello recente dei dividendi e degli utili. Al fine di
determinare se i dividendi sono ingenti si utilizza il concetto di reddito
distribuibile. Il reddito distribuibile di una società è pari al reddito da
impresa, più tutti i trasferimenti correnti da ricevere, meno tutti i
trasferimenti correnti da effettuare, meno la rettifica per variazione dei
diritti pensionistici. Il rapporto tra dividendi e reddito distribuibile negli
ultimi anni è utilizzato per valutare la plausibilità del livello attuale dei
dividendi. Se il livello dei dividendi dichiarati è notevolmente superiore, i
dividendi in eccesso sono trattati come operazioni finanziarie e denominati
"superdividendi". I superdividendi sono considerati prelievi di
capitale (F.5) dalla società. Ciò vale per tutte le società, sia che si tratti
di imprese costituite in società o di quasi-società o di società sotto
controllo estero o private nazionali. 
4.56       Nel caso delle società
pubbliche i superdividendi sono pagamenti irregolari e di importo elevato o
pagamenti che superano il reddito da impresa del pertinente esercizio,
finanziati a partire da riserve accantonate o da vendite di attività. I
superdividendi delle società pubbliche devono essere registrati come prelievi
di capitale (F.5) per la differenza tra i pagamenti e il reddito da impresa del
pertinente esercizio (cfr. paragrafo 20.206). 
Gli acconti sui dividendi sono descritti nel
paragrafo 20.207. 
4.57       Momento di registrazione: pur
rappresentando una quota di reddito generato nel corso di un certo periodo di
tempo, i dividendi non sono registrati applicando il principio di competenza.
Per un breve periodo di tempo tra la delibera e l'effettivo pagamento dei
dividendi, le azioni possono essere vendute "ex dividendo": ciò
significa che il diritto a percepire il dividendo spetta al proprietario delle
azioni al momento della delibera del dividendo e non al loro proprietario alla
data del pagamento. Una azione venduta "ex dividendo" ha pertanto un
valore inferiore rispetto a una azione ceduta senza tale vincolo. Il momento di
registrazione dei dividendi è il momento in cui l'azione inizia ad essere
quotata a un prezzo ex dividendo e non a un prezzo comprensivo del dividendo. 
I dividendi sono registrati:
a)      nella sezione degli impieghi del conto
della attribuzione dei redditi primari dei settori nei quali sono classificate
le società;
b)      nella sezione delle risorse del conto
della attribuzione dei redditi primari dei settori nei quali sono classificati
gli azionisti;
c)      nella sezione delle risorse e nella
sezione degli impieghi del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
Redditi prelevati dai membri delle
quasi-società (D.422)
 4.58 Definizione || I redditi prelevati dai membri delle quasi-società (D.422) sono gli importi che questi prelevano per i propri bisogni dagli utili conseguiti dalle quasi-società di loro proprietà. 
Tali prelievi sono registrati al lordo delle
imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc., che sono sempre considerate
pagate dai proprietari delle imprese.
Allorché una
quasi-società consegue utili, l'unità che ne è proprietaria può decidere di
lasciarle una parte e la totalità degli utili, segnatamente a scopi di
investimento. Tali redditi a disposizione delle quasi-società sono registrati
come risparmio proprio di queste ultime e solo gli utili effettivamente
prelevati dalle unità proprietarie sono registrati nei conti nella rubrica dei
redditi prelevati dai membri delle quasi-società.
4.59       Allorché gli utili sono
conseguiti nel resto del mondo da succursali, agenzie, uffici, ecc. di imprese
residenti, se queste succursali, ecc. sono considerate unità non residenti, gli
utili non distribuiti sono registrati come utili reinvestiti di investimenti
diretti all'estero (D.43). Solo gli utili realmente trasferiti all'impresa madre
sono registrati nei conti come redditi prelevati dai membri delle quasi-società
percepiti dal resto del mondo. I medesimi principi si applicano in sede di
contabilizzazione delle relazioni tra le succursali, le agenzie, gli uffici,
ecc. operanti nel territorio economico e le imprese madri non residenti a cui
appartengono.
4.60       I redditi prelevati
dai membri delle quasi-società comprendono il risultato netto di gestione
riconosciuto ai residenti in quanto proprietari di terreni o fabbricati nel
resto del mondo o ai non residenti per terreni o fabbricati ubicati sul
territorio economico. Con riguardo alle operazioni inerenti a terreni e
fabbricati effettuate sul territorio economico di un paese da unità non
residenti, vengono create unità fittizie residenti di proprietà delle unità non
residenti.
Il valore locativo delle abitazioni ubicate
all'estero e occupate dai rispettivi proprietari è registrato come importazioni
di servizi e il corrispondente risultato netto di gestione come redditi primari
percepiti dal resto del mondo; il valore delle abitazioni occupate dai
rispettivi proprietari non residenti è registrato come esportazioni di servizi
e il pertinente risultato netto di gestione come redditi primari corrisposti al
resto del mondo.
I redditi prelevati dai membri delle quasi-società
comprendono i redditi generati da attività non oggetto di rilevazione delle
quasi-società, che sono trasferiti ai proprietari partecipanti a tali attività
per loro uso privato.
4.61       I redditi prelevati dai membri
delle quasi-società non comprendono gli introiti percepiti dai proprietari: 
a)      dalla vendita di beni di investimento
usati;
b)      dalla vendita di terreni e di altre
attività non prodotte;
c)      da prelievi di capitale.
Nel conto finanziario tali importi sono considerati
prelievi di capitale in quanto equivalgono a una liquidazione parziale o totale
di una partecipazione nella quasi-società. Se le quasi-società appartengono ad
amministrazioni pubbliche e registrano permanentemente, dovendo applicare gli
indirizzi di politica sociale ed economica stabiliti dalle amministrazioni
pubbliche, un deficit di gestione, i trasferimenti regolari di fondi dalle
amministrazioni pubbliche alle imprese a copertura delle loro perdite sono
considerati contributi.
4.62       Momento di registrazione: i
redditi prelevati dai membri delle quasi-società sono registrati nel momento in
cui sono effettuati i prelievi. 
4.63       Nel sistema dei conti, i
redditi prelevati dai membri delle quasi-società figurano: 
a)      nella sezione degli impieghi del conto della
attribuzione dei redditi primari dei settori nei quali le quasi-società sono
classificate;
b)      nella sezione delle risorse del conto
della attribuzione dei redditi primari dei settori proprietari;
c)      nella sezione degli impieghi e nella
sezione delle risorse del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
UTILI REINVESTITI DI INVESTIMENTI DIRETTI
ALL'ESTERO (D.43)
 4.64 Definizione Gli utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero (D.43) corrispondono al risultato di gestione dell'impresa di investimenti diretti all'estero 
   || più || i redditi da capitale o i trasferimenti correnti da ricevere 
   || meno || i redditi da capitale o i trasferimenti correnti da effettuare compresi i trasferimenti effettivi agli investitori diretti stranieri e le imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. dell'impresa di investimenti diretti all'estero. 
4.65       Una impresa di investimenti
diretti all'estero è una impresa costituita o meno in società della quale un
investitore residente in un'altra economia possiede il 10% o più delle azioni
ordinarie o del diritto di voto, nel caso di una società, o una partecipazione
equivalente, nel caso di una impresa non costituita in società. Le imprese di
investimenti diretti all'estero comprendono le entità indicate come consociate,
società collegate e filiali. Una consociata è una impresa di cui l'investitore
possiede più del 50%, una società collegata è una impresa di cui l'investitore
possiede il 50% o una quota inferiore e una filiale è una impresa non
costituita in società posseduta interamente o congiuntamente. La relazione con
l'impresa di investimenti diretti all'estero può essere diretta o indiretta in
funzione della catena di proprietà. Il concetto di impresa di investimenti
diretti all'estero è un concetto più ampio di quello di società sotto controllo
estero.
4.66       Il reddito da impresa delle
imprese di investimenti diretti all'estero può essere effettivamente
distribuito sotto forma di dividendi o di redditi prelevati dai membri delle
quasi-società. Inoltre, gli utili non distribuiti sono considerati come se
fossero distribuiti e trasferiti agli investitori diretti stranieri
proporzionalmente alla loro partecipazione al capitale dell'impresa e come se
fossero da questi successivamente reinvestiti mediante apporti di capitale nel
conto finanziario. Gli utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero
possono essere positivi o negativi.
4.67       Momento di registrazione: gli
utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero sono registrati nel momento
in cui sono conseguiti.
Nel sistema dei conti, gli utili reinvestiti di
investimenti diretti all'estero sono registrati:
a)      nella sezione degli impieghi e nella
sezione delle risorse del conto della attribuzione dei redditi primari dei
settori; 
b)      nella sezione degli impieghi e nella
sezione delle risorse del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
ALTRI REDDITI DA INVESTIMENTI (D.44)
REDDITI DA INVESTIMENTI DA ATTRIBUIRE
AGLI ASSICURATI (D.441)
 4.68 Definizione || I redditi da investimenti da attribuire agli assicurati corrispondono al totale dei redditi primari ricavati dall'investimento delle riserve tecniche di assicurazione. Le riserve sono quelle per le quali le imprese di assicurazione riconoscono una corrispondente passività nei confronti degli assicurati. 
Le riserve tecniche di assicurazione sono
investite dalle imprese di assicurazione in attività finanziarie o terreni (dai
quali ricavano redditi netti da capitale, ossia al netto degli eventuali
interessi corrisposti) o in fabbricati (che producono risultati netti di
gestione).
I redditi da investimenti da attribuire agli
assicurati sono registrati separatamente per le assicurazioni sulla vita e per
le assicurazioni contro i danni.
Per le assicurazioni contro i danni, l'impresa di
assicurazione assume una passività nei confronti degli assicurati per un
ammontare pari all'importo dei premi depositati presso l'impresa ma non ancora
di competenza dell'esercizio, al valore di qualunque indennizzo dovuto ma non
ancora versato e a una riserva per richieste di risarcimento non ancora
notificate, oppure notificate ma non ancora liquidate. Per far fronte a tale
passività l'impresa di assicurazione costituisce riserve tecniche. Il reddito
da investimenti su tali riserve è considerato reddito da attribuire agli
assicurati e a questi distribuito nel conto della attribuzione dei redditi
primari; tale reddito è successivamente riversato all'impresa di assicurazione a
titolo di premi supplementari nel conto della distribuzione secondaria del
reddito.
Anche nel caso di una unità istituzionale che
gestisce - contro pagamento di una commissione - un sistema di garanzie
standard di prestiti possono essere rilevati redditi da investimenti conseguiti
sulle riserve del sistema e tali redditi devono pertanto figurare come
distribuiti alle unità che pagano le commissioni (e che potrebbero non
coincidere con le unità che beneficiano delle garanzie) e considerati come
oneri supplementari nel conto della distribuzione secondaria del reddito.
Nel caso delle rendite e delle assicurazioni sulla
vita, le imprese di assicurazione assumono passività nei confronti degli
assicurati e dei beneficiari delle rendite per un importo pari al valore
attuale dei diritti previsti. Per far fronte a tali passività le imprese di
assicurazione detengono fondi appartenenti agli assicurati sotto forma di utili
dichiarati per le assicurazioni con utili, nonché di accantonamenti sia per gli
assicurati sia per i beneficiari di rendite in vista del pagamento di futuri
utili e di altri diritti. Tali fondi sono investiti in varie attività
finanziarie e non finanziarie. 
Gli utili dichiarati agli assicurati sulla vita
sono registrati come redditi da investimenti da riconoscere agli assicurati e
sono considerati come premi supplementari versati dagli assicurati alle imprese
di assicurazione. 
I redditi da investimenti da attribuire agli
assicurati sulla vita sono registrati come pagati dall'impresa di assicurazione
e percepiti dalle famiglie nel conto della attribuzione dei redditi primari.
Diversamente che nel caso delle assicurazioni contro i danni o delle pensioni,
gli importi equivalgono a risparmio e sono pertanto registrati come una
operazione finanziaria, segnatamente come aumento delle passività delle imprese
di assicurazione sulla vita, in aggiunta ai nuovi premi, meno il compenso del
servizio e meno le prestazioni da erogare.
REDDITI DA INVESTIMENTI DA CORRISPONDERE
PER DIRITTI PENSIONISTICI (D.442)
4.69       I diritti pensionistici
derivano da due diversi tipi di sistemi pensionistici: a contribuzione definita
o a prestazione definita. 
Un sistema a contribuzione definita è un sistema
nel quale i contributi sia dei datori di lavoro sia dei lavoratori dipendenti
sono investiti per conto dei lavoratori dipendenti in qualità di futuri beneficiari
di pensione. Le pensioni non sono finanziate con il ricorso ad alcuna altra
fonte e i fondi non sono destinati ad alcun altro uso. I redditi da
investimenti da corrispondere per diritti pensionistici nel caso dei sistemi a
contribuzione definita sono pari ai redditi da investimenti sui fondi, più
qualsiasi reddito derivante dalla locazione di terreni o fabbricati di
proprietà del fondo.
La peculiarità di un sistema a prestazione
definita è l'utilizzo di una formula per determinare il livello degli importi
da corrispondere ai beneficiari di pensione. Tale caratteristica rende
possibile determinare il livello dei diritti come il valore attuale di tutti i
futuri pagamenti, calcolati sulla base di ipotesi attuariali sulla durata di
vita e di ipotesi economiche sul tasso di interesse o sul tasso di sconto. Il
valore attuale dei diritti in essere all'inizio dell'anno aumenta perché si è
avvicinata di un anno la data in cui i diritti sono pagabili. Tale aumento è
considerato reddito da investimenti da attribuire ai titolari di pensione nel
caso dei sistemi a prestazione definita. Sull'importo dell'aumento non incide
il fatto che il sistema pensionistico disponga effettivamente o meno di fondi
sufficienti a far fronte a tutte le obbligazioni, né il tipo di incremento dei
fondi, che si tratti ad esempio di redditi da investimenti o di guadagni in
conto capitale. 
REDDITI DA
INVESTIMENTI DA ATTRIBUIRE AI SOTTOSCRITTORI DI QUOTE DI FONDI COMUNI DI
INVESTIMENTO (D.443)
4.70       I redditi da investimenti da
attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento
comprendono due elementi distinti: 
–              
dividendi da attribuire ai sottoscrittori di quote
di fondi comuni di investimento (D.4431),
–              
utili non
distribuiti da attribuire ai sottoscrittori di quote
di fondi comuni di investimento (D.4432).
La componente dividendo è registrata nello stesso
identico modo dei dividendi delle singole società come descritto in precedenza.
La componente utili non distribuiti è registrata applicando gli stessi principi
descritti per le imprese di investimenti diretti all'estero, ma è calcolata
escludendo tutti gli utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero. I
restanti utili non distribuiti sono attribuiti ai sottoscrittori di quote di
fondi di investimento (senza lasciare risparmio nei fondi) e sono da questi
reinvestiti nei fondi con una operazione registrata nel conto finanziario.
I redditi da capitale percepiti dai fondi comuni
di investimento sono registrati come redditi da capitale dei sottoscrittori di
quote dei fondi anche se non sono distribuiti, bensì reinvestiti per conto dei
sottoscrittori.
I partecipanti ai fondi pagano indirettamente -
attingendo alle loro quote - le società preposte alla gestione dei loro
investimenti. Tale compenso del servizio è una
spesa a carico dei partecipanti ai fondi e non dei fondi stessi.
Momento di registrazione: gli altri redditi da
investimenti sono registrati nel momento in cui maturano.
4.71       Nel sistema dei conti, gli
altri redditi da investimenti sono registrati: 
a)      nella sezione delle risorse del conto
della attribuzione dei redditi primari degli assicurati e dei sottoscrittori di
quote di fondi;
b)      nella sezione degli impieghi del conto
della attribuzione dei redditi primari degli enti assicuratori, dei fondi pensione
e dei fondi di investimento;
c)      nella sezione delle risorse e nella
sezione degli impieghi del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
FITTI DI TERRENI E DIRITTI DI
SFRUTTAMENTO DI GIACIMENTI (D.45)
4.72       Definizione - Si tratta dei
redditi percepiti dal proprietario di una risorsa naturale quale corrispettivo
per aver messo tale risorsa a disposizione di una altra unità istituzionale. 
I redditi sono di due tipi: fitti di terreni e
diritti di sfruttamento di giacimenti. Per i diritti di sfruttamento di altre
risorse naturali quali gli spettri radio si procede in modo analogo.
Se i fitti o i diritti di sfruttamento
costituiscono una forma di reddito da capitale, per contro i canoni di
locazione sono considerati corrispettivi per servizi resi. I canoni di
locazione corrispondono a pagamenti effettuati nel quadro di un contratto di
leasing operativo per utilizzare un bene appartenente a un'altra unità. I
diritti di sfruttamento corrispondono a un pagamento effettuato nel quadro di
un leasing di risorse per avere accesso a una risorsa naturale.
Fitti di terreni
Il canone di affitto che un proprietario terriero
riscuote da un affittuario rappresenta una forma di reddito da capitale. I
fitti di terreni comprendono anche i canoni di affitto da corrispondere ai
proprietari di corsi e specchi d'acqua interni per godere del diritto di
sfruttare tali acque a scopi ricreativi o diversi, compresa la pesca.
Un proprietario versa imposte fondiarie o sostiene
spese di manutenzione in quanto proprietario. Tali imposte e spese si
considerano pagate dal soggetto che utilizza i terreni e da questi detratte dal
canone di affitto che sarebbe tenuto a versare al proprietario. I canoni di
affitto da cui sono detratte imposte o altre spese a carico del proprietario
sono denominati "fitti al netto di imposte".
4.73       I fitti dei terreni non
includono i canoni di affitto dei fabbricati e delle abitazioni su di essi
costruiti; tali canoni sono considerati come pagamento di un servizio
destinabile alla vendita erogato dal proprietario al locatario dell'immobile o
dell'abitazione e sono registrati nei conti come consumi intermedi o finali
dell'unità locataria. Se non si dispone di elementi oggettivi che permettano
una ripartizione tra fitto dei terreni e canone di affitto dei sovrastanti
edifici, l'intero importo è considerato fitto dei terreni, se il valore di
questi ultimi è stimato essere superiore al valore degli edifici, e canone di
affitto in caso contrario. 
Diritti di sfruttamento di giacimenti
4.74       In tale rubrica sono compresi i
diritti spettanti ai proprietari di giacimenti minerari o di combustibili
fossili (carbone, petrolio o gas naturale), siano essi unità private o
amministrazioni pubbliche, in cambio dell'autorizzazione concessa ad altre
unità istituzionali di procedere a prospezioni o di sfruttare tali depositi per
un periodo di tempo determinato. 
4.75       Momento di registrazione: i
fitti di terreni e i diritti di sfruttamento di giacimenti sono registrati nel
periodo in cui sono pagabili. 
4.76       Nel sistema dei conti, i fitti
di terreni e i diritti di sfruttamento di giacimenti sono registrati: 
a)      nella sezione delle risorse e nella
sezione degli impieghi del conto della attribuzione dei redditi primari dei
settori;
b)      nella sezione delle risorse e nella
sezione degli impieghi del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
IMPOSTE CORRENTI SUL REDDITO, SUL
PATRIMONIO, ECC. (D.5)
 4.77 Definizione || Le imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. (D.5) comprendono tutti i pagamenti obbligatori unilaterali, in denaro o in natura, riscossi periodicamente dalle amministrazioni pubbliche e dal resto del mondo sul reddito e sul patrimonio delle unità istituzionali, nonché talune imposte periodiche che non sono basate né sul reddito né sul patrimonio. 
Le imposte correnti sul reddito, sul patrimonio,
ecc. si dividono in:
a)      imposte sul reddito (D.51);
b)      altre imposte correnti (D.59).
IMPOSTE SUL REDDITO (D.51)
 4.78 Definizione || Le imposte sul reddito (D.51) sono le imposte aventi per oggetto i redditi, gli utili e i guadagni in conto capitale. Esse sono determinate sulla base dei redditi effettivi o presunti delle persone fisiche, delle famiglie, delle società o delle istituzioni senza scopo di lucro e comprendono le imposte sui redditi da capitale, le imposte fondiarie e le imposte sul patrimonio immobiliare se tali proprietà servono da base per stimare il reddito dei loro proprietari. 
Le imposte sul reddito includono:
a)      le imposte sul reddito delle persone fisiche
o delle famiglie come, ad esempio, i redditi da lavoro, da capitale e da
impresa, le pensioni, ecc., comprese le imposte trattenute dai datori di lavoro
come le ritenute alla fonte; sono incluse anche le imposte sul reddito dei
proprietari di imprese non costituite in società;
b)      le imposte sul reddito o sugli utili
delle società;
c)      le imposte sui guadagni in conto
capitale;
d)      le imposte sulle vincite conseguite in
relazione a scommesse o alla partecipazione a concorsi a premi, corrisposte
sugli importi riscossi dai vincitori, da distinguere dalle imposte sugli affari
dei produttori che organizzano concorsi a premi o scommesse, considerate
imposte sui prodotti.
ALTRE IMPOSTE CORRENTI (D.59)
4.79       Le altre imposte correnti
(D.59) comprendono: 
a)      le imposte correnti sul capitale, ossia
le imposte gravanti sulla proprietà o sull'utilizzo dei terreni o dei
fabbricati da parte dei proprietari, e le imposte correnti sul patrimonio netto
e su altri beni come i gioielli, escluse le imposte di cui alla rubrica D.29
(pagate dalle imprese a motivo dell'esercizio dell'attività di produzione) e
alla rubrica D.51 (Imposte sul reddito);
b)      le imposte per-capita, percepite per
adulto o per famiglia, indipendentemente dal reddito o dal patrimonio;
c)      le imposte sulle spese, versate sul
totale delle spese delle persone o delle famiglie;
d)      gli esborsi sostenuti dalle famiglie per
ottenere il diritto di possedere o di utilizzare, a fini non professionali,
veicoli, natanti o aeromobili o per ottenere il rilascio di licenze di caccia o
pesca sportiva, ecc.; la distinzione tra imposte e acquisti di servizi dalle
amministrazioni pubbliche è effettuata applicando gli stessi criteri utilizzati
nel caso degli esborsi sostenuti dalle imprese: se il rilascio delle licenze
non richiede alcun adempimento o solo minimi adempimenti da parte delle
amministrazioni pubbliche e il rilascio è automatico previo pagamento
dell'importo stabilito, è probabile che le licenze costituiscano semplicemente
uno strumento per incamerare fondi, quantunque le amministrazioni pubbliche
possano rilasciare in cambio un qualche certificato o una autorizzazione; in
questi casi, l'esborso è considerato imposta; tuttavia, se le amministrazioni
pubbliche colgono l'occasione del rilascio di licenze per svolgere una funzione
di regolamentazione (ad esempio, per verificare la competenza o le qualifiche
della persona che richiede la licenza), gli importi corrisposti dovrebbero
essere considerati non già imposte, bensì spese per l'acquisto di servizi dalle
amministrazioni pubbliche, a meno che non risulti evidente l'incongruità di
tali esborsi rispetto ai costi di erogazione dei servizi;
e)      le imposte sulle operazioni
internazionali, quali viaggi all'estero, rimesse dall'estero, investimenti
esteri, ecc., escluse quelle pagate dai produttori ed esclusi i dazi
all'importazione pagati dalle famiglie.
4.80       Sono esclusi dalle imposte
correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc.: 
a)      le imposte sulle successioni o le imposte
sulle donazioni tra vivi da prelevare sul capitale dei beneficiari: tali
imposte figurano nella rubrica D.91 (Imposte in conto capitale);
b)      le imposizioni straordinarie sul capitale
o sul patrimonio (una tantum): tali imposte sono registrate nella rubrica D.91 (Imposte
in conto capitale);
c)      le imposte su terreni, fabbricati o altri
beni posseduti o noleggiati dalle imprese e da queste utilizzati per l'attività
di produzione: tali imposte sono registrate nella rubrica D.29 (Altre imposte
sulla produzione);
d)      gli esborsi sostenuti dalle famiglie per
ottenere diritti diversi da quello di utilizzare veicoli, natanti o aeromobili
o per ottenere il rilascio di licenze diverse da quelle di caccia o pesca
sportiva: nella maggior parte dei casi il rilascio di patenti di guida,
brevetti di pilota o porto d'armi, i diritti corrisposti alle amministrazioni
pubbliche per l'accesso a musei o a biblioteche, le tasse per la raccolta dei
rifiuti, i bolli per passaporti, le tasse aeroportuali, le tariffe giudiziarie,
ecc. sono considerati acquisti di servizi erogati dalle amministrazioni
pubbliche se rispondono ai criteri di cui al paragrafo 4.79, lettera d),
per essere registrati come servizi.
4.81       L'importo totale delle imposte
comprende gli interessi di mora e le pene pecuniarie applicati dalle autorità
fiscali allorché i dati sono insufficienti per individuare separatamente
l'importo di tali interessi e pene pecuniarie. Esso comprende altresì gli
eventuali oneri in relazione al recupero e all'accertamento delle imposte da
pagare, al netto delle riduzioni d'imposta decise dalle amministrazioni
pubbliche nel quadro della loro politica economica e di tutti i rimborsi di
imposta a restituzione di imposte non dovute. 
L'erogazione di contributi o prestazioni sociali
attraverso il sistema fiscale sotto forma di crediti di imposta è sempre più
frequente, accrescendo la correlazione tra i sistemi di pagamento e i sistemi
di esazione fiscale. I crediti di imposta rappresentano uno sgravio fiscale e
riducono il debito di imposta per il beneficiario.
Se è previsto il pagamento dell'eccedenza al
beneficiario allorché lo sgravio è superiore al debito, il regime dei crediti
di imposta diventa un sistema di pagamento. In un siffatto regime possono
essere effettuati pagamenti a favore di non contribuenti come pure di
contribuenti. In un regime di questo tipo l'intero importo dei crediti di
imposta è registrato come spesa delle amministrazioni pubbliche e non come
decurtazione del gettito fiscale.
Per contro, alcuni regimi di crediti di imposta
non prevedono pagamenti e i crediti di imposta sono limitati all'entità del
debito di imposta. In un siffatto regime tutti i crediti di imposta sono
inglobati nel sistema fiscale e riducono il gettito fiscale delle
amministrazioni pubbliche.
4.82       Le imposte correnti sul
reddito, sul patrimonio, ecc. sono registrate nel momento in cui si svolgono le
attività o le operazioni o si verificano gli altri eventi che fanno insorgere
l'obbligo di pagare le imposte. 
Tuttavia, taluni eventi, operazioni o attività
economiche, che a norma della legislazione fiscale dovrebbero far insorgere per
le unità in questione l'obbligo di pagare le imposte, sfuggono costantemente
all'osservazione delle autorità fiscali. Non sarebbe realistico presupporre che
tali eventi, operazioni o attività diano origine ad attività finanziarie o
passività nella forma di importi da pagare o da ricevere. Gli importi da
registrare sono quelli attestati da ruoli, dichiarazioni o altri documenti che
creano una passività nella forma di un obbligo per i contribuenti di pagare una
imposta. Per le imposte non comprovate da una documentazione fiscale probante
non è effettuata alcuna imputazione.
Gli importi delle imposte registrati nei conti
sono ricavati da due fonti: gli importi attestati da ruoli o dichiarazioni e il
gettito fiscale.
a)      Se come fonte si utilizzano i ruoli e le
dichiarazioni, gli importi vengono rettificati applicando un coefficiente che
consente di tener conto degli importi accertati e dichiarati, ma non percepiti.
Una soluzione alternativa consiste nel registrare un trasferimento in conto
capitale a favore dei pertinenti settori, di importo equivalente a quello della
rettifica. I coefficienti sono stimati sulla base dell'esperienza acquisita e
delle attuali previsioni circa gli importi accertati e dichiarati, ma non
percepiti. I coefficienti sono specifici per i vari tipi di imposta.
b)      Se come fonte si utilizza il gettito
fiscale, questo viene rettificato per tenere conto del fattore temporale, in
modo tale che gli importi in questione vengano attribuiti al periodo in cui si
sono svolte le attività o le operazioni - o si sono verificati gli altri eventi
- che hanno determinato l'insorgenza del debito di imposta (o al momento in cui
è stato definito l'ammontare dovuto nel caso di talune imposte sul reddito).
Tale rettifica è basata sull'intervallo di tempo medio intercorrente tra le
attività, le operazioni o gli altri eventi in questione (o la determinazione
dell'ammontare dell'imposta) e la riscossione dell'imposta.
Se ritenute alla fonte dal datore di lavoro, le
imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. sono incluse nelle
retribuzioni indipendentemente dal fatto che il datore di lavoro le abbia
versate alle amministrazioni pubbliche o meno. Il settore delle famiglie è
considerato come il settore che versa l'intero importo alle amministrazioni
pubbliche. Gli importi non effettivamente versati figurano nella rubrica D.995
come trasferimenti in conto capitale dalle amministrazioni pubbliche ai settori
dei datori di lavoro.
In alcuni casi l'obbligo di pagare una imposta sul
reddito può essere determinato soltanto in un esercizio successivo a quello in
cui il reddito è stato generato. È pertanto necessario dar prova di
flessibilità nel determinare il momento di registrazione di tali imposte. Le
imposte sul reddito ritenute alla fonte come pure il regolare pagamento
anticipato di imposte sul reddito possono essere registrati nel periodo in cui
sono effettuati i versamenti, mentre qualsiasi debito di imposta sul reddito a
titolo definitivo può essere registrato nel periodo in cui tale debito è
determinato.
Le imposte correnti sul reddito, sul patrimonio,
ecc. sono registrate:
a)      nella sezione degli impieghi del conto
della distribuzione secondaria del reddito dei settori in cui sono classificati
i contribuenti;
b)      nella sezione delle risorse del conto
della distribuzione secondaria del reddito delle amministrazioni pubbliche;
c)      nella sezione degli impieghi e nella
sezione delle risorse del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
CONTRIBUTI E PRESTAZIONI SOCIALI (D.6)
 4.83 Definizione || Le prestazioni sociali sono i trasferimenti, in denaro o in natura, operati a favore delle famiglie e finalizzati a sgravare queste ultime dall'onere finanziario rappresentato da vari rischi o bisogni. I trasferimenti sono operati tramite sistemi organizzati collettivamente o, al di fuori di tali sistemi, dalle amministrazioni pubbliche e dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. Le prestazioni sociali includono i versamenti delle amministrazioni pubbliche ai produttori di cui beneficiano singolarmente le famiglie nel contesto della tutela contro i rischi e i bisogni sociali. 
4.84       I rischi e i bisogni che
possono dar luogo a prestazioni sociali sono i seguenti: 
a)      malattia;
b)      invalidità;
c)      malattie professionali o infortuni sul
lavoro;
d)      vecchiaia;
e)      superstiti;
f)       maternità;
g)      famiglia;
h)      promozione dell'occupazione;
i)       disoccupazione;
j)       abitazioni;
k)      istruzione;
l)       indigenza.
Nel caso delle abitazioni, si considerano
prestazioni sociali gli importi versati dalle amministrazioni pubbliche ai
locatari allo scopo di rendere meno onerosi gli affitti da questi pagati,
escluse le indennità speciali corrisposte dalle amministrazioni pubbliche nella
funzione di datori di lavoro.
4.85       Le prestazioni sociali
comprendono: 
a)      i trasferimenti correnti e forfettari da
sistemi che percepiscono contributi, coprono l'intera collettività o ampie
fasce della collettività e sono imposti e controllati da unità delle
amministrazioni pubbliche (sistemi di sicurezza sociale);
b)      i trasferimenti correnti e forfettari da
sistemi organizzati dai datori di lavoro per conto dei loro dipendenti, ex
dipendenti o persone a loro carico (altri sistemi di assicurazione sociale
connessi con l'occupazione); i contributi possono essere versati dai lavoratori
e/o dai datori di lavoro o anche da lavoratori indipendenti;
c)      i trasferimenti correnti da
amministrazioni pubbliche e da istituzioni senza scopo di lucro al servizio
delle famiglie, non subordinati al preventivo pagamento di contributi e
generalmente correlati a una valutazione del reddito disponibile. Tali
trasferimenti sono generalmente indicati come prestazioni di assistenza
sociale.
4.86       Le prestazioni sociali non
comprendono: 
a)      gli indennizzi erogati sulla base di
polizze stipulate unicamente su iniziativa dell'assicurato, indipendentemente
dal suo datore di lavoro o dalle amministrazioni pubbliche;
b)      le indennità assicurative relative a
polizze stipulate al solo scopo di ottenere uno sconto anche qualora tali
polizze discendano da un contratto collettivo.
4.87       Perché una polizza individuale
sia considerata come parte di un sistema di assicurazione sociale, i rischi o
gli eventi contro cui i partecipanti sono assicurati devono corrispondere ai
rischi o ai bisogni elencati al paragrafo 4.84 e devono risultare soddisfatte
inoltre una o più delle seguenti condizioni: 
a)      la partecipazione al sistema è
obbligatoria per legge o in virtù dei termini e delle condizioni del contratto
di lavoro di un lavoratore dipendente o di un gruppo di lavoratori dipendenti;
b)      il sistema è un sistema collettivo,
gestito a favore di un gruppo determinato di lavoratori — siano essi lavoratori
dipendenti, lavoratori indipendenti o persone non occupate —, cui possono
partecipare esclusivamente i membri di quel gruppo;
c)      un datore di lavoro versa un contributo
(effettivo o figurativo) al sistema per conto del lavoratore, a prescindere che
anche il lavoratore dipendente versi o meno un contributo.
4.88       Definizione - I
sistemi di assicurazione sociale sono i sistemi presso i quali i partecipanti
sono obbligati o incoraggiati dai loro datori di lavoro o dalle amministrazioni
pubbliche ad assicurarsi contro taluni rischi o eventi che possono pregiudicare
il loro benessere o quello delle persone a loro carico. Tali sistemi prevedono
il versamento di contributi sociali da parte dei lavoratori dipendenti o di
altri soggetti, o dei datori di lavoro per conto dei loro dipendenti, allo
scopo di garantire — ai lavoratori o agli altri soggetti contribuenti, alle persone
a loro carico o ai loro superstiti — il diritto a beneficiare, immediatamente o
in un periodo successivo, delle prestazioni di assicurazione sociale. 
I sistemi di assicurazione sociale sono
organizzati per gruppi di lavoratori o sono per legge a disposizione di tutti i
lavoratori o di determinate categorie di lavoratori, comprese le persone non
occupate e i lavoratori dipendenti. Variano dai sistemi privati predisposti per
determinati gruppi di lavoratori alle dipendenze di un unico datore di lavoro,
ai regimi di sicurezza sociale cui è affiliata l'intera forza lavoro di un
paese. La partecipazione a tali sistemi può essere volontaria per i lavoratori
in questione, ma nella maggior parte dei casi è obbligatoria. Ad esempio,
l'affiliazione a sistemi organizzati da singoli datori di lavoro può essere
imposta in virtù dei termini e delle condizioni di lavoro collettivamente
concordate tra i datori di lavoro e i loro dipendenti. 
4.89       Si possono distinguere due
tipologie di sistemi di assicurazione sociale. 
a)      Il primo è costituito dai sistemi di
sicurezza sociale riguardanti l'intera collettività o ampie fasce della
collettività, imposti, controllati e finanziati dalle amministrazioni
pubbliche. Le pensioni erogate da tali sistemi possono o no essere correlate ai
livelli retributivi del beneficiario o alla sua carriera professionale. Le
prestazioni non pensionistiche sono meno frequentemente correlate ai livelli
delle retribuzioni. 
b)      Il secondo tipo è costituito dagli altri
sistemi di assicurazione sociale connessi con l'occupazione. Tali sistemi si
basano su una relazione datore di lavoro/lavoratore per l'erogazione di una
pensione ed eventualmente di altri prestazioni previste dal contratto di
lavoro. In tal caso la responsabilità per l'erogazione di prestazioni non
incombe alle amministrazioni pubbliche nel quadro della sicurezza sociale. 
4.90       I sistemi di assicurazione
sociale organizzati dalle amministrazioni pubbliche esclusivamente per i propri
dipendenti e non per i lavoratori in generale sono classificati come altri
sistemi di assicurazione sociale connessi con l'occupazione e non come sistemi
di sicurezza sociale. 
CONTRIBUTI SOCIALI NETTI (D.61)
4.91       Definizione - I
contributi sociali netti sono i contributi effettivi o figurativi versati dalle
famiglie ai sistemi di assicurazione sociale al fine di assicurarsi il diritto
all'erogazione di prestazioni sociali. I contributi sociali netti (D.61) sono
costituiti dai: 
- contributi sociali effettivi a carico dei datori
di lavoro (D.611)
- più       contributi
sociali figurativi a carico dei datori di lavoro (D.612)
- più       contributi
sociali effettivi a carico delle famiglie (D.613)
- più       contributi
sociali supplementari a carico delle famiglie (D.614)
- meno   compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale (D.61SC).
Il compenso del servizio dei sistemi di
assicurazione sociale corrisponde alle competenze da riconoscere alle unità che
gestiscono i sistemi. Esso figura qui ai fini del calcolo dei contributi
sociali netti (D.61) e non costituisce una operazione di redistribuzione, bensì
è parte della produzione e della spesa per consumi.
Contributi sociali effettivi a carico dei
datori di lavoro (D.611)
4.92       I contributi sociali effettivi
a carico dei datori di lavoro (D.611) corrispondono al flusso D.121. 
I contributi sociali effettivi a carico dei datori
di lavoro sono versati dai datori di lavoro ai sistemi di sicurezza sociale e
agli altri sistemi di assicurazione sociale connessi con l'occupazione al fine
di garantire l'erogazione di prestazioni sociali ai propri dipendenti.
Poiché i contributi sociali effettivi a carico dei
datori di lavoro sono da questi versati a beneficio dei lavoratori alle loro
dipendenze, il valore dei contributi è registrato come uno degli elementi che
compongono i redditi da lavoro dipendente, unitamente alle retribuzioni in
denaro e in natura. I contributi sociali sono successivamente registrati come
versati, a titolo di trasferimenti correnti, dai lavoratori dipendenti ai
sistemi di sicurezza sociale e agli altri sistemi di assicurazione sociale
connessi con l'occupazione.
La rubrica D.611 è suddivisa in due sottorubriche:
a)      contributi pensionistici effettivi a
carico dei datori di lavoro (D.6111), corrispondenti al flusso D.1211; 
b)      contributi non pensionistici effettivi a
carico dei datori di lavoro (D.6112), corrispondenti al flusso D.1212.
4.93       I contributi sociali effettivi
possono essere versati in virtù di disposizioni regolamentari, di un contratto
collettivo di lavoro in vigore in una particolare branca di attività economica,
di un accordo stipulato tra datore di lavoro e dipendenti in una impresa, di un
contratto di lavoro o, in alcuni casi, volontariamente. 
I contributi volontari si riferiscono a:
a)      contributi sociali che persone non
giuridicamente assoggettate all'obbligo di corrispondere contributi versano a
un ente di previdenza e di assistenza sociale;
b)      contributi sociali versati a imprese di
assicurazione (o a fondi pensione classificati nel medesimo settore) nel quadro
di un sistema di assicurazione complementare gestito dalle imprese a beneficio
dei propri dipendenti e al quale questi ultimi aderiscono liberamente;
c)      contributi versati alle casse mutue che
raggruppano su base volontaria lavoratori dipendenti o indipendenti.
4.94       Momento di registrazione: i
contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro (D.611) sono
registrati nel momento in cui viene svolto il lavoro che fa insorgere l'obbligo
di versare i contributi. 
4.95       Gli importi dei contributi
sociali da versare al settore delle amministrazioni pubbliche, registrati nei
conti, sono ricavati da due fonti: gli importi attestati da ruoli o
dichiarazioni e il gettito contributivo. 
a)      Se come fonte si utilizzano i ruoli e le
dichiarazioni, gli importi vengono rettificati applicando un coefficiente che
consente di tener conto degli importi accertati e dichiarati, ma non percepiti.
Una soluzione alternativa consiste nel registrare un trasferimento in conto
capitale a favore dei pertinenti settori, di importo equivalente a quello della
rettifica. I coefficienti sono stimati sulla base dell'esperienza acquisita e
delle attuali previsioni circa gli importi accertati e dichiarati, ma non
percepiti. I coefficienti sono specifici per i vari tipi di contributi sociali.

b)      Se come fonte si utilizza il gettito contributivo,
questo viene rettificato per tenere conto del fattore temporale, in modo tale
che gli importi in questione vengano attribuiti al periodo in cui si è svolta
l'attività che ha generato l'obbligo del versamento del contributo sociale (o
in cui tale obbligo è insorto). Tale rettifica può essere basata
sull'intervallo di tempo medio intercorrente tra l'attività (o l'insorgenza
dell'obbligo) in questione e la riscossione del contributo.
Se ritenuti alla fonte dal datore di lavoro, i
contributi sociali da versare al settore delle amministrazioni pubbliche sono
inclusi nelle retribuzioni indipendentemente dal fatto che il datore di lavoro
li abbia trasferiti alle amministrazioni pubbliche o meno. Il settore delle
famiglie figura successivamente come il settore che versa l'intero importo alle
amministrazioni pubbliche. Gli importi non effettivamente versati figurano
nella rubrica D.995 come trasferimenti in conto capitale dalle amministrazioni
pubbliche ai settori dei datori di lavoro.
4.96       I contributi sociali effettivi
a carico dei datori di lavoro sono registrati:
a)      nella sezione degli impieghi del conto
della distribuzione secondaria del reddito delle famiglie;
b)      nella sezione degli impieghi del conto
del resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti (nel caso
di famiglie non residenti);
c)      nella sezione delle risorse del conto
della distribuzione secondaria del reddito dei datori di lavoro o degli enti
assicuratori residenti;
d)      nella sezione delle risorse del conto del
resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti (nel caso di
datori di lavoro o di enti assicuratori non residenti).
4.97       Contributi sociali figurativi a
carico dei datori di lavoro (D.612) 
 Definizione || I contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro (D.612) rappresentano la contropartita (al netto di eventuali contributi sociali a carico dei lavoratori dipendenti) delle prestazioni sociali erogate direttamente dai datori di lavoro (non legate cioè al versamento di contributi effettivi a carico dei datori di lavoro) ai loro dipendenti o ex dipendenti e altri aventi diritto. 
Tali contributi corrispondono al flusso D.122 come
specificato con riferimento ai redditi da lavoro dipendente. Il loro valore
deve essere determinato sulla base di considerazioni attuariali, di una
aliquota ragionevole delle retribuzioni corrisposte ai lavoratori in attività,
oppure delle prestazioni non pensionistiche senza costituzione di riserve
erogate dall'impresa durante lo stesso periodo contabile. 
I contributi sociali figurativi a carico dei
datori di lavoro (D.612) sono ripartiti in:
a)      contributi pensionistici figurativi a
carico dei datori di lavoro (D.6121), corrispondenti al flusso D.1221;
b)      contributi non pensionistici figurativi a
carico dei datori di lavoro (D.6122), corrispondenti al flusso D.1222.
4.98       Momento di registrazione: i
contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro che rappresentano
la contropartita di prestazioni sociali dirette obbligatorie sono registrati
nel periodo durante il quale è svolta l'attività. I contributi sociali
figurativi a carico dei datori di lavoro che rappresentano la contropartita di
prestazioni sociali dirette volontarie sono registrati nel momento in cui le
prestazioni sono erogate. 
4.99       I contributi sociali figurativi
a carico dei datori di lavoro sono registrati: 
a)      nella sezione degli impieghi del conto
della distribuzione secondaria del reddito delle famiglie e del conto del resto
del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti;
b)      nella sezione delle risorse del conto
della distribuzione secondaria del reddito dei settori cui appartengono i
datori di lavoro o gli enti assicuratori residenti e del conto del resto del
mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti.
4.100     Contributi sociali effettivi a
carico delle famiglie (D.613) 
 Definizione || I contributi sociali effettivi a carico delle famiglie sono i contributi sociali versati per proprio conto ai sistemi di assicurazione sociale dai lavoratori dipendenti, dai lavoratori indipendenti o dalle persone non occupate. 
I contributi sociali effettivi a carico delle
famiglie (D.613) sono ripartiti in:
a)      contributi pensionistici effettivi a
carico delle famiglie (D.6131);
b)      contributi non pensionistici effettivi a
carico delle famiglie (D.6132).
Momento di registrazione: i contributi sociali
effettivi a carico delle famiglie sono registrati secondo il principio di
competenza. Per i lavoratori in attività, si tratta del momento in cui viene
svolta l'attività che fa insorgere l'obbligo di versare i contributi. Per le
persone non occupate, si tratta del momento in cui i contributi devono essere
versati. 
Nel sistema dei conti, i contributi sociali
effettivi a carico delle famiglie sono registrati:
a)      nella sezione degli impieghi del conto
della distribuzione secondaria del reddito delle famiglie e del conto del resto
del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti;
b)      nella sezione delle risorse del conto
della distribuzione secondaria del reddito dei settori cui appartengono i
datori di lavoro e del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
4.101     Contributi sociali supplementari
a carico delle famiglie (D.614) 
Definizione - I contributi sociali
supplementari a carico delle famiglie sono costituiti dai redditi da capitale
conseguiti durante il periodo contabile sull'insieme dei diritti pensionistici
e non pensionistici. 
Tale rubrica è suddivisa in due sottorubriche:
a)      contributi pensionistici supplementari a
carico delle famiglie (D.6141);
b)      contributi non pensionistici
supplementari a carico delle famiglie (D.6142). Questi ultimi corrispondono ai
contributi supplementari a carico delle famiglie connessi a rischi o bisogni
sociali diversi dalla pensione, quali malattia, maternità, invalidità,
infortuni sul lavoro, licenziamento, ecc. 
I contributi sociali supplementari a carico delle
famiglie sono inclusi nei redditi da capitale che i gestori di fondi pensione
versano alle famiglie nel conto della attribuzione dei redditi primari (rubrica
D.442 - Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici).
Poiché nella pratica è trattenuto dai gestori di
fondi pensione, tale reddito è considerato nel conto della distribuzione
secondaria del reddito come restituito dalle famiglie ai fondi pensione sotto
forma di contributi sociali supplementari a carico delle famiglie.
Momento di registrazione: i contributi sociali
supplementari a carico delle famiglie sono registrati nel momento in cui
maturano.
PRESTAZIONI SOCIALI DIVERSE DAI TRASFERIMENTI
SOCIALI IN NATURA (D.62)
4.102     La rubrica D.62 comprende tre
sottorubriche: 
- prestazioni di
sicurezza sociale in denaro (D.621);
- altre prestazioni di
assicurazione sociale (D.622);
- prestazioni di
assistenza sociale in denaro (D.623).
Prestazioni di sicurezza sociale in
denaro (D.621)
4.103     Definizione - Le
prestazioni di sicurezza sociale in denaro sono le prestazioni di assicurazione
sociale erogate in denaro alle famiglie dagli enti di previdenza e assistenza
sociale. I rimborsi sono esclusi e trattati come trasferimenti sociali in
natura (D.632). 
Le prestazioni sono erogate nel quadro di sistemi
di sicurezza sociale.
Possono essere suddivise in:
–              
prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale in
denaro (D.6211);
–              
prestazioni non pensionistiche di sicurezza sociale
in denaro (D.6212).
Altre prestazioni di assicurazione
sociale (D.622)
4.104     Definizione - Le
altre prestazioni di assicurazione sociale corrispondono alle prestazioni erogate
dai datori di lavoro nel contesto di altri sistemi di assicurazione sociale
connessi con l'occupazione. Le altre prestazioni di assicurazione sociale
connesse con l'occupazione sono le prestazioni sociali (in denaro o in natura)
erogate dai sistemi di assicurazione sociale diversi dalla sicurezza sociale ai
soggetti che versano contributi ai sistemi, alle persone a loro carico o ai
loro superstiti. 
Tali prestazioni comprendono:
a)      le retribuzioni, di importo normale o
ridotto, che continuano ad essere versate nei periodi di assenza dal lavoro per
malattia, infortunio, maternità, ecc.;
b)      gli assegni familiari, le indennità
scolastiche o le altre indennità erogati per le persone a carico;
c)      le pensioni di vecchiaia o superstiti
corrisposte a ex dipendenti o ai loro superstiti e le indennità versate ai
dipendenti o ai loro superstiti in caso di collocamento in cassa integrazione,
di invalidità, di infortunio mortale, ecc. (se tali prestazioni sono collegate
a contratti collettivi di lavoro);
d)      le cure mediche per patologie non
correlate al lavoro;
e)      il ricovero in case di riposo e
convalescenziari.
Le altre prestazioni di assicurazione sociale
(D.622) possono essere ripartite in:
–              
altre prestazioni pensionistiche di assicurazione
sociale (D.6221);
–              
altre prestazioni non pensionistiche di
assicurazione sociale (D.6222).
Prestazioni di assistenza sociale in
denaro (D.623)
4.105     Definizione - Le
prestazioni di assistenza sociale in denaro sono i trasferimenti correnti
operati a favore delle famiglie dalle amministrazioni pubbliche o da
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie per soddisfare i
medesimi bisogni delle prestazioni sociali, ma senza rientrare in un sistema di
assicurazione sociale per la cui partecipazione è normalmente richiesto il
versamento di contributi sociali. 
Sono pertanto escluse tutte le prestazioni erogate
dagli enti di previdenza e assistenza sociale. Prestazioni di assistenza
sociale possono essere erogate nei seguenti casi:
a)      allorché non esiste alcun sistema di
assicurazione sociale che tuteli contro gli eventi in questione;
b)      allorché, sebbene possano esistere uno o
più sistemi di assicurazione sociale, le famiglie in questione non vi
partecipano e non possono beneficiare delle prestazioni di assicurazione
sociale;
c)      allorché le prestazioni di assicurazione
sociale sono ritenute inadeguate per coprire i bisogni in questione e le
prestazioni di assistenza sociale rappresentano una integrazione;
d)      nel quadro della politica sociale
generale.
Sono esclusi da tali prestazioni i trasferimenti
correnti connessi a eventi o a circostanze contro i quali normalmente i sistemi
di assicurazione sociale non forniscono protezione (ad esempio, i trasferimenti
per calamità naturali, contabilizzati come altri trasferimenti correnti o altri
trasferimenti in conto capitale).
4.106     Momento di registrazione delle
prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura (D.62): 
a)      le prestazioni sociali in denaro sono
registrate nel momento in cui è stabilito il diritto alle prestazioni;
b)      le prestazioni sociali in natura sono
registrate nel momento in cui i servizi sono prestati o nel momento in cui è
trasferita la proprietà dei beni forniti direttamente alle famiglie dai
produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita.
4.107     Le prestazioni sociali diverse
dai trasferimenti sociali in natura (D.62) sono registrate: 
a)      nella sezione degli impieghi del conto
della distribuzione secondaria del reddito dei settori che erogano le
prestazioni;
b)      nella sezione degli impieghi del conto
del resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti (nel caso
di prestazioni erogate dal resto del mondo);
c)      nella sezione delle risorse del conto
della distribuzione secondaria del reddito delle famiglie;
d)      nella sezione delle risorse del conto del
resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti (nel caso di
prestazioni erogate a favore di famiglie non residenti).
TRASFERIMENTI SOCIALI IN NATURA (D.63)
 4.108 Definizione || Per trasferimenti sociali in natura (D.63) si intendono i beni e i servizi individuali forniti gratuitamente, o a prezzi economicamente non significativi, alle singole famiglie dalle amministrazioni pubbliche e dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, a prescindere che queste li abbiano acquistati sul mercato o li abbiano prodotti quale produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita. Essi sono finanziati con l'imposizione fiscale, altri redditi delle amministrazioni pubbliche o contributi di sicurezza sociale, oppure, nel caso delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, con elargizioni e redditi da capitale. 
I servizi prestati gratuitamente, o a prezzi
economicamente non significativi, alle famiglie sono descritti come servizi
individuali onde distinguerli dai servizi collettivi, quali la difesa e
l'illuminazione pubblica, erogati alla collettività nel suo insieme o ad ampie
fasce della collettività. I servizi individuali sono costituiti principalmente
dai servizi sanitari e di istruzione, benché siano frequentemente erogati anche
altri tipi di servizi, quali i servizi culturali, ricreativi e di abitazione.
4.109     La rubrica D.63 (Trasferimenti sociali
in natura) è ripartita in due sottorubriche. 
Trasferimenti sociali in natura (produzione di
beni e servizi non destinabili alla vendita da parte delle amministrazioni
pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie)
(D.631)
Definizione -
I trasferimenti sociali in natura (produzione di beni e servizi non destinabili
alla vendita da parte delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie) (D.631) sono operati direttamente a
favore dei beneficiari dai produttori di beni e servizi non destinabili alla
vendita. Va detratto qualunque pagamento effettuato dalle famiglie.
Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni
e servizi destinabili alla vendita da parte delle amministrazioni pubbliche e
delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie) (D.632)
Definizione -
I trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla
vendita da parte delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie) (D.632):
a)         assumono
la forma di rimborsi, da parte degli enti di previdenza e di assistenza sociale,
di determinate spese sostenute dalle famiglie per acquistare taluni beni e
servizi specifici;
b)         sono
operati direttamente a favore dei beneficiari dai produttori di beni e servizi
destinabili alla vendita, dai quali le amministrazione pubbliche acquistano i
corrispondenti beni e servizi.
Va detratto
qualunque pagamento effettuato dalle famiglie.
Allorché una famiglia acquista un bene o un
servizio ottenendo successivamente da un ente di previdenza e di assistenza
sociale il rimborso, in tutto o in parte, dell'importo pagato, si può
considerare che la famiglia agisca per conto dell'ente in questione. La
famiglia concede infatti all'ente di previdenza e di assistenza sociale un
credito a breve termine che si estingue allorché la famiglia è rimborsata.
L'importo rimborsato è contabilizzato come se la
spesa fosse stata sostenuta direttamente dall'ente di previdenza e di
assistenza sociale nel momento in cui la famiglia ha effettuato l'acquisto,
mentre l'unica spesa registrata per la famiglia è costituita dalla (eventuale)
differenza tra il prezzo di acquisto pagato e l'ammontare del rimborso.
Pertanto i rimborsi di spese non sono considerati trasferimenti correnti in
denaro tra gli enti di previdenza e di assistenza sociale e le famiglie.
4.110     I trasferimenti sociali in
natura (D.63) riguardano, ad esempio, le cure mediche, dentistiche o
chirurgiche, le degenze ospedaliere, gli occhiali o le lenti a contatto, gli
strumenti e le apparecchiature mediche e i beni o servizi simili nel contesto
della tutela contro i rischi e i bisogni sociali. 
Non sono coperti dai sistemi di assicurazione
sociale, ad esempio, l'edilizia sociale, le indennità di alloggio, i nidi
d'infanzia, la formazione professionale, gli sconti sulle tariffe dei mezzi di
trasporto (purché sia perseguito uno scopo sociale) e simili beni o servizi nel
contesto della tutela contro i rischi e i bisogni sociali. In un contesto
diverso dalla tutela contro i rischi e i bisogni sociali, allorché le
amministrazioni pubbliche forniscono gratuitamente, o a prezzi economicamente
non significativi, alle singole famiglie beni e servizi, ad esempio,
ricreativi, culturali o sportivi, si considera che si tratti di trasferimenti
sociali in natura (produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita da
parte delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro
al servizio delle famiglie) (D.631). 
4.111     Momento di registrazione: i
trasferimenti sociali in natura (D.63) sono registrati nel momento in cui i
servizi sono prestati o nel momento in cui è trasferita la proprietà dei beni
forniti direttamente alle famiglie dai produttori. 
I trasferimenti sociali in natura (D.63) sono
registrati:
a)      nella sezione degli impieghi del conto di
redistribuzione del reddito in natura dei settori che erogano le prestazioni;
b)      nella sezione delle risorse del conto di
redistribuzione del reddito in natura delle famiglie.
Il consumo dei beni e dei servizi trasferiti è
registrato nel conto di utilizzazione del reddito disponibile corretto.
Non esistono trasferimenti sociali in natura con
il resto del mondo (essi sono registrati nella rubrica D.62 (Prestazioni sociali
diverse dai trasferimenti sociali in natura)). 
ALTRI TRASFERIMENTI CORRENTI (D.7)
PREMI NETTI DI ASSICURAZIONE CONTRO I
DANNI (D.71)
 4.112 Definizione || I premi netti di assicurazione contro i danni (D.71) sono i premi da pagare in forza di polizze di assicurazione stipulate da unità istituzionali. Le polizze di assicurazione stipulate da singole famiglie sono quelle sottoscritte su loro iniziativa e a proprio beneficio, senza l'intervento dei datori di lavoro o delle amministrazioni pubbliche e al di fuori di qualsiasi sistema di assicurazione sociale. I premi netti di assicurazione contro i danni comprendono sia i premi effettivamente pagati dagli assicurati per garantirsi la copertura assicurativa durante il periodo contabile corrente (premi di competenza dell'esercizio), sia i premi supplementari costituiti dai redditi da capitale attribuiti agli assicurati al netto del compenso del servizio prestato dalle imprese di assicurazione. 
I premi netti di assicurazione contro i danni sono
gli importi pagati per garantirsi una copertura assicurativa contro diversi
eventi o rischi suscettibili di danneggiare cose o proprietà o di arrecare
danni a persone, dovuti a cause naturali o provocati dall'uomo, quali ad
esempio incendi, inondazioni, incidenti, collisioni, naufragi, furti, atti di violenza,
malattie, ecc., oppure contro i rischi di perdite finanziarie a seguito di
malattia, disoccupazione, infortunio, ecc.
I premi netti di assicurazione contro i danni sono
ripartiti in:
a)      premi netti di assicurazione diretta
contro i danni (D.711); 
b)      premi netti di riassicurazione contro i
danni (D.712).
4.113     Momento di registrazione: i
premi netti di assicurazione contro i danni sono registrati nel periodo cui competono.

I premi di assicurazione dai quali è detratto il compenso
del servizio sono costituiti da quella parte del totale dei premi di
assicurazione versati nel periodo corrente o in periodi anteriori che copre i
rischi in essere nel periodo corrente.
I premi di competenza dell'esercizio in corso
devono essere distinti dai premi da pagare durante il periodo corrente, in
quanto questi ultimi coprono rischi non soltanto per il periodo corrente, ma
anche per periodi futuri.
I premi netti di assicurazione contro i danni sono
registrati:
a)      nella sezione degli impieghi del conto
della distribuzione secondaria del reddito degli assicurati residenti;
b)      nella sezione degli impieghi del conto
del resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti (nel caso
di assicurati non residenti);
c)      nella sezione delle risorse del conto
della distribuzione secondaria del reddito delle imprese di assicurazione
residenti;
d)      nella sezione delle risorse del conto del
resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti (nel caso di
imprese di assicurazione non residenti).
INDENNIZZI DI ASSICURAZIONE CONTRO I
DANNI (D.72)
 4.114 Definizione || Gli indennizzi di assicurazione contro i danni (D.72) sono i risarcimenti dovuti in forza di contratti di assicurazione contro i danni, ossia gli importi che le imprese di assicurazione sono tenute a versare a titolo di liquidazione dei danni subiti da persone o cose (compresi i beni di investimento). 
Tale rubrica è suddivisa in due sottorubriche:
a)      indennizzi di assicurazione diretta
contro i danni (D.721); 
b)      indennizzi di riassicurazione contro i
danni (D.722).
4.115     Gli indennizzi di assicurazione
contro i danni non comprendono gli importi versati a titolo di prestazioni
sociali. 
La liquidazione di indennizzi di assicurazione
contro i danni è considerata un trasferimento a favore del beneficiario. Tali
flussi monetari sono considerati trasferimenti correnti anche nel caso in cui
gli importi degli indennizzi conseguenti alla distruzione accidentale di un
bene o al grave ferimento di una persona siano elevati.
Gli indennizzi di importo eccezionalmente elevato,
ad esempio a seguito di un disastro, possono essere considerati, non già come
trasferimenti correnti, bensì come trasferimenti in conto capitale (cfr.
paragrafo 4.164, lettera k)).
Gli importi percepiti dagli indennizzati non sono
generalmente destinati ad alcuno scopo particolare e i beni che sono stati
danneggiati o distrutti non devono essere necessariamente riparati o
sostituiti.
Indennizzi sono dovuti anche in conseguenza di
danni arrecati dagli assicurati a terzi o a beni di proprietà di terzi. In
questi casi gli indennizzi sono contabilizzati come versati direttamente
dall'impresa di assicurazione ai terzi da indennizzare e non indirettamente per
il tramite degli assicurati. 
4.116     I premi netti e gli indennizzi
di riassicurazione sono calcolati nello stesso identico modo dei premi e degli
indennizzi di assicurazione contro i danni. Poiché le attività di riassicurazione
sono concentrate solo in alcuni paesi, le polizze di riassicurazione sono
stipulate per la maggior parte con unità non residenti. 
Alcune unità, in particolare del settore delle
amministrazioni pubbliche, possono concedere una garanzia a copertura del
rischio di inadempienza di un debitore, in condizioni che presentano le stesse
caratteristiche delle assicurazioni contro i danni. Ciò avviene allorché sono
concesse molte garanzie di tipo simile ed è possibile effettuare una stima
realistica del livello generale di inadempienza. In tal caso, alle competenze
riconosciute (e al corrispondente reddito da capitale percepito) è applicato lo
stesso trattamento adottato per i premi di assicurazione contro i danni, mentre
alle escussioni di garanzie standard di prestiti è applicato un trattamento
analogo a quello previsto per gli indennizzi di assicurazione contro i danni.
4.117     Momento di registrazione: gli
indennizzi di assicurazione contro i danni sono registrati nel momento in cui
si verifica l'evento o il rischio assicurato. 
Essi sono registrati:
a)      nella sezione degli impieghi del conto
della distribuzione secondaria del reddito delle imprese di assicurazione
residenti;
b)      nella sezione degli impieghi del conto
del resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti (nel caso
di imprese di assicurazione non residenti);
c)      nella sezione delle risorse del conto
della distribuzione secondaria del reddito dei settori beneficiari;
d)      nella sezione delle risorse del conto del
resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti (nel caso di
beneficiari non residenti).
TRASFERIMENTI CORRENTI TRA
AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE (D.73)
 4.118 Definizione || I trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche (D.73) comprendono i trasferimenti tra i vari sottosettori delle amministrazioni pubbliche (amministrazioni centrali, amministrazioni di Stati federati, amministrazioni locali, enti di previdenza e di assistenza sociale) ad eccezione delle imposte, dei contributi, dei contributi agli investimenti e degli altri trasferimenti in conto capitale. 
I trasferimenti correnti tra amministrazioni
pubbliche non comprendono le operazioni per conto di altre unità, che sono da
registrare nei conti una sola volta: nella sezione delle risorse dell'unità
beneficiaria per conto della quale l'operazione è realizzata (cfr.
paragrafo 1.41). Ciò si verifica in particolare allorché una
amministrazione pubblica (ad esempio una amministrazione centrale) riscuote
imposte che devono essere automaticamente trasferite, in tutto o in parte, a
un'altra amministrazione pubblica (ad esempio, una amministrazione locale). In
questo caso, la parte del gettito fiscale destinata all'altra amministrazione
pubblica è contabilizzata come riscossa direttamente da tale amministrazione e
non come un trasferimento corrente tra amministrazioni pubbliche. Questa
soluzione si applica in particolare nel caso di imposte che assumono la forma
di sovrimposte o addizionali alle imposte percepite da una amministrazione
centrale e che sono destinate a un'altra amministrazione pubblica. I ritardi
nel trasferimento delle imposte dalla prima alla seconda amministrazione danno
origine a registrazioni nella rubrica "Altri conti attivi e passivi"
del conto finanziario.
Nei trasferimenti correnti tra amministrazioni
pubbliche sono inclusi i trasferimenti di entrate fiscali che si configurano
come operazioni di trasferimento indifferenziato di risorse dalle
amministrazioni centrali alle altre amministrazioni pubbliche. Questi
trasferimenti non si riferiscono a nessuna specifica categoria di imposte e non
vengono operati automaticamente, bensì essenzialmente tramite alcuni fondi (per
esempio, fondi delle province, dei comuni) e secondo criteri di ripartizione
fissati dalle amministrazioni centrali.
4.119     Momento di registrazione: i
trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche sono registrati nel
momento in cui essi devono essere operati conformemente a quanto stabilito dalla
normativa vigente. 
4.120     I trasferimenti correnti tra
amministrazioni pubbliche sono registrati nella sezione degli impieghi e nella
sezione delle risorse del conto della distribuzione secondaria del reddito dei
sottosettori delle amministrazioni pubbliche. I trasferimenti correnti tra
amministrazioni pubbliche sono flussi interni al settore delle amministrazioni
pubbliche e non figurano nel conto consolidato dell'insieme del settore.
AIUTI INTERNAZIONALI CORRENTI (D.74)
 4.121 Definizione || Gli aiuti internazionali correnti (D.74) comprendono tutti i trasferimenti in denaro o in natura tra amministrazioni pubbliche nazionali e amministrazioni pubbliche del resto del mondo o organizzazioni internazionali, esclusi i contributi agli investimenti e gli altri trasferimenti in conto capitale. 
4.122     La rubrica D.74 comprende: 
a)      i contributi delle amministrazioni
pubbliche nazionali alle organizzazioni internazionali (escluse le imposte che
gli Stati membri devono versare alle organizzazioni sovranazionali);
b)      i trasferimenti correnti che le
amministrazioni pubbliche ricevono dalle istituzioni o dalle organizzazioni
menzionate alla lettera a); i trasferimenti correnti che le istituzioni
dell'Unione europea effettuano direttamente a favore delle unità residenti
produttrici di beni e servizi destinabili alla vendita sono registrati come
contributi versati dal resto del mondo;
c)      i trasferimenti correnti tra
amministrazioni pubbliche nazionali, operati mediante versamenti in denaro (per
esempio, finalizzati al finanziamento del deficit di bilancio di Stati
stranieri o di Territori d'oltremare) o mediante aiuti in natura (ad esempio,
aiuti alimentari, materiale militare, aiuti d'urgenza in caso di calamità
naturali sotto forma di generi alimentari, vestiario, medicinali, ecc.);
d)      le retribuzioni versate da una
amministrazione pubblica nazionale, da una istituzione dell'Unione europea o da
una organizzazione internazionale a esperti o a personale tecnico messi a
disposizione dei paesi in via di sviluppo.
Gli aiuti internazionali correnti comprendono i
trasferimenti tra una amministrazione pubblica nazionale e le organizzazioni
internazionali aventi sede in quel paese, in quanto le organizzazioni
internazionali non sono considerate unità istituzionali residenti nei paesi in
cui sono insediate.
4.123     Momento di registrazione: gli
aiuti internazionali correnti sono registrati, nel caso dei trasferimenti
obbligatori, nel momento in cui devono essere operati conformemente alle
normative in vigore e, nel caso dei trasferimenti volontari, nel momento in cui
i trasferimenti sono effettuati. 
4.124     Gli aiuti internazionali
correnti sono registrati: 
a)      nella sezione degli impieghi e nella
sezione delle risorse del conto della distribuzione secondaria del reddito del
settore delle amministrazioni pubbliche;
b)      nella sezione degli impieghi e nella
sezione delle risorse del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
TRASFERIMENTI CORRENTI DIVERSI (D.75)
Trasferimenti correnti alle istituzioni
senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (D.751)
 4.125 Definizione || I trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie comprendono tutti i contributi volontari (diversi dai lasciti), le quote di associazione e l'assistenza finanziaria che tali istituzioni ricevono dalle famiglie (comprese le famiglie non residenti) e, in misura inferiore, da altre unità. 
4.126     I trasferimenti correnti alle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie comprendono: 
a)      le quote di associazione regolarmente
versate dalle famiglie a sindacati e a organizzazioni politiche, sportive,
culturali, religiose e simili, classificate nel settore delle istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie;
b)      i contributi
volontari (esclusi i lasciti) che le famiglie, le società e il resto del mondo
versano alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie,
compresi i trasferimenti in natura, sotto forma di offerte di generi
alimentari, di vestiario, di coperte, di medicinali, ecc., a enti caritativi
per la distribuzione a famiglie residenti o non residenti; tale trattamento è
limitato ai beni di consumo in quanto le largizioni di entità elevata (oggetti
di valore trattati come attività non finanziarie) devono essere registrate
negli altri trasferimenti in conto capitale (D.99) (cfr. paragrafo 4.165,
lettera e)); 
         Le offerte da parte delle famiglie di
beni usati o dismessi non sono registrate nei conti come trasferimenti.
c)      aiuti e contributi concessi dalle
amministrazioni pubbliche, fatta eccezione per i trasferimenti aventi lo scopo
specifico di finanziare le spese in conto capitale che figurano tra i
contributi agli investimenti. 
Sono escluse dai trasferimenti correnti alle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie le quote di
associazione versate alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle
imprese, quali camere di commercio o associazioni professionali. Tali quote
sono considerate corrispettivi di servizi prestati.
4.127     Momento di registrazione: i
trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle
famiglie sono registrati nel momento in cui sono operati. 
4.128     I trasferimenti correnti alle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie sono registrati: 
a)      nella sezione degli impieghi del conto
della distribuzione secondaria del reddito dei settori che erogano i
trasferimenti;
b)      nella sezione degli impieghi del conto
del resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti;
c)      nella sezione delle risorse del conto
della distribuzione secondaria del reddito del settore delle istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie.
Trasferimenti correnti tra famiglie
(D.752)
 4.129 Definizione || I trasferimenti correnti tra famiglie consistono in tutti i trasferimenti correnti in denaro o in natura che le famiglie residenti operano a favore di altre famiglie residenti o non residenti o ricevono da queste. Si tratta in particolare delle rimesse degli emigrati o dei lavoratori che si sono stabiliti permanentemente all'estero (o che lavorano all'estero per un periodo pari o superiore a un anno) a favore dei componenti delle rispettive famiglie che risiedono nei paesi di origine o delle rimesse di denaro dei genitori ai figli residenti altrove. 
4.130     Momento di registrazione: i
trasferimenti correnti tra famiglie sono registrati nel momento in cui il
trasferimento è operato. 
4.131     I trasferimenti correnti tra
famiglie sono registrati: 
a)      nella sezione degli impieghi e nella
sezione delle risorse del conto della distribuzione secondaria del reddito
delle famiglie;
b)      nella sezione degli impieghi e nella
sezione delle risorse del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
Altri trasferimenti correnti diversi (D.759)
Ammende e multe
 4.132 Definizione || Le ammende e le multe inflitte alle unità istituzionali da organi giurisdizionali o simili sono considerate trasferimenti correnti obbligatori. 
4.133     Gli altri trasferimenti correnti
diversi (D.759) non comprendono: 
a)      le pene pecuniarie inflitte dalle
autorità tributarie per evasione fiscale o ritardato pagamento di imposte che
non possono essere distinte dalle relative imposte e restano pertanto
classificate come imposte;
b)      gli esborsi sostenuti per ottenere il
rilascio di licenze: tali pagamenti sono considerati imposte, oppure
corrispettivi di servizi prestati dalle amministrazioni pubbliche.
4.134     Momento di registrazione: le
ammende e le multe sono registrate nel momento in cui insorge l'obbligo del
loro pagamento. 
Concorsi a premi e scommesse
 4.135 Definizione || Gli importi versati per partecipare a concorsi a premi o per scommesse comprendono due elementi: il compenso del servizio riconosciuto all'unità che organizza il concorso o accetta la scommessa e un trasferimento corrente residuo a favore dei vincitori. 
Il compenso del servizio può essere di importo
rilevante e coprire le imposte sulla produzione dei servizi in questione. Il
sistema dei conti considera che i trasferimenti siano operati direttamente tra
coloro che partecipano ai concorsi a premi o alle scommesse, ossia tra le famiglie.
In caso di partecipazione ai concorsi a premi o alle scommesse di famiglie non
residenti possono verificarsi consistenti trasferimenti netti tra il settore
delle famiglie e il resto del mondo.
Momento di registrazione: i trasferimenti correnti
sono registrati nel momento in cui sono operati.
Risarcimenti
 4.136 Definizione || I risarcimenti sono i trasferimenti correnti, diversi dagli indennizzi di assicurazione contro i danni, con i quali le unità istituzionali rifondono ad altre unità istituzionali i danni subiti da persone o cose. I risarcimenti sono obbligatori se imposti in sede giudiziale, oppure volontari se concordati in sede extragiudiziale. Nella presente rubrica figurano gli importi volontariamente versati dalle amministrazioni pubbliche o dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie a risarcimento dei danni provocati da calamità naturali, diversi da quelli classificati come trasferimenti in conto capitale. 
4.137     Momento di registrazione: i
risarcimenti sono registrati nel momento in cui sono corrisposti (risarcimenti
volontari), oppure nel momento in cui sono dovuti (risarcimenti obbligatori). 
4.138     Altre tipologie di trasferimenti
correnti:
a)      trasferimenti correnti, diversi dalle
imposte, operati dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle
famiglie a favore delle amministrazioni pubbliche;
b)      trasferimenti a copertura di oneri
anormali di pensione, operati dalle amministrazioni pubbliche a favore di imprese
pubbliche classificate nel settore delle società e quasi-società non
finanziarie;
c)      borse di studio e premi accordati alle
famiglie residenti o non residenti dalle amministrazioni pubbliche o dalle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie;
d)      premi accordati periodicamente alle
famiglie dalle amministrazioni pubbliche a titolo di ricompensa per aver
risparmiato nel periodo in questione;
e)      rimborsi, da parte delle famiglie, delle
spese sostenute per loro conto dagli enti di assistenza sociale;
f)       trasferimenti correnti dalle istituzioni
senza scopo di lucro al servizio delle famiglie al resto del mondo;
g)      attività di sponsorizzazione delle
società a condizione che tali pagamenti non possano essere considerati acquisti
di pubblicità o di altri servizi (ad esempio, trasferimenti per motivi filantropici
o borse di studio);
h)      trasferimenti correnti, diversi da quelli
registrati come prestazioni sociali, dalle amministrazioni pubbliche alle
famiglie nella funzione di consumatori;
i)       trasferimenti di contropartita dalle
autorità bancarie centrali alle istituzioni finanziarie e monetarie (S.122 e
S.125), a copertura dei consumi intermedi della quota non direttamente
attribuita della produzione delle autorità bancarie centrali (cfr. capitolo 14
"Servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati").
4.139     Momento di registrazione: i
trasferimenti di cui al paragrafo 4.138 sono registrati nel momento in cui
vengono effettuati, fatta eccezione per quelli operati dalle amministrazioni
pubbliche o a queste diretti, che sono registrati nel momento in cui sono
dovuti. 
I trasferimenti correnti diversi sono registrati:
a)      nella sezione delle risorse e nella
sezione degli impieghi del conto della distribuzione secondaria del reddito di
tutti i settori;
b)      nella sezione delle risorse e nella sezione
degli impieghi del conto del resto del mondo dei redditi primari e dei
trasferimenti correnti.
RISORSE PROPRIE DELL'UE BASATE SU IVA E RNL
(D.76)
 4.140 Definizione || La terza e la quarta risorsa propria dell'UE basate rispettivamente sull'IVA e sull'RNL costituiscono trasferimenti correnti operati dalle amministrazioni pubbliche di ciascuno Stato membro a favore delle istituzioni dell'Unione europea. 
La terza risorsa propria dell'UE basata sull'IVA
(D.761) e la quarta risorsa propria dell'UE basata sull'RNL (D.762)
costituiscono contributi al bilancio delle istituzioni europee. L'importo dei
contributi di ciascuno Stato membro è determinato dai rispettivi livelli della
base IVA e dell'RNL.
La rubrica D.76 comprende anche vari contributi
non fiscali versati dalle amministrazioni pubbliche alle istituzioni
dell'Unione europea (D.763). 
Momento di registrazione: la terza e la quarta
risorsa propria dell'UE basate rispettivamente sull'IVA e sull'RNL sono
registrate nel momento in cui sono dovute.
La terza e la quarta risorsa propria dell'UE
basate rispettivamente sull'IVA e sull'RNL sono contabilizzate:
a)      nella sezione degli impieghi del conto
della distribuzione secondaria del reddito delle amministrazioni pubbliche;
b)      nella sezione delle risorse del conto del
resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti.
RETTIFICA PER VARIAZIONE DEI DIRITTI
PENSIONISTICI (D.8)
 4.141 Definizione || La rettifica per variazione dei diritti pensionistici (D.8) è la rettifica necessaria per far figurare nel risparmio delle famiglie la variazione dei diritti pensionistici vantati dalle famiglie. La variazione dei diritti pensionistici deriva dai premi e dai contributi registrati nel conto della distribuzione secondaria del reddito quali contributi sociali. 
4.142     Poiché nei conti finanziari e
patrimoniali del sistema dei conti le famiglie sono considerate proprietarie
dei diritti pensionistici, si rende necessaria l'introduzione di una posta di
rettifica onde evitare che una eventuale eccedenza dei contributi pensionistici
rispetto alle prestazioni influisca sul risparmio delle famiglie. 
Allo scopo di annullare tale effetto, una
rettifica pari:
   || al valore totale dei contributi sociali effettivi e figurativi inerenti alle pensioni versati ai sistemi pensionistici 
 più || il valore totale dei contributi supplementari corrispondenti ai redditi da capitale attribuiti ai beneficiari dei sistemi pensionistici 
 meno || il valore dell'associato compenso del servizio 
 meno || il valore totale delle pensioni versate quali prestazioni di assicurazione sociale dai sistemi pensionistici 
 è aggiunta al reddito disponibile (o al reddito disponibile corretto) delle famiglie nei conti di utilizzazione del reddito prima di determinare l'aggregato "risparmio". 
In tal modo il risparmio delle famiglie resta
identico a quello che si otterrebbe se i contributi pensionistici e le pensioni
versate non venissero registrati come trasferimenti correnti nel conto della
distribuzione secondaria del reddito. Tale posta di rettifica è necessaria per
assicurare la concordanza tra il risparmio delle famiglie e la variazione dei
loro diritti pensionistici registrata nel conto finanziario. Ovviamente si
rendono necessarie rettifiche di segno opposto nei conti di utilizzazione del
reddito delle unità preposte al pagamento di pensioni.
4.143     Momento di registrazione: la
rettifica per variazione dei diritti pensionistici è registrata in funzione del
calendario dei flussi che la compongono.
4.144     La rettifica per variazione dei
diritti pensionistici è registrata:
a)      nella sezione degli impieghi del conto di
utilizzazione del reddito dei settori in cui sono classificate le unità
preposte al pagamento di pensioni;
b)      nella sezione degli impieghi del conto
del resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti (nel caso
di istituzioni non residenti);
c)      nella sezione delle risorse del conto di
utilizzazione del reddito del settore delle famiglie;
d)      nella sezione delle risorse del conto del
resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti (nel caso di
famiglie non residenti).
TRASFERIMENTI IN CONTO CAPITALE (D.9)
 4.145 Definizione || I trasferimenti in conto capitale comportano l'acquisto o la cessione di una o più attività da parte di almeno una delle parti che intervengono nell'operazione. A prescindere che siano in denaro o in natura, i trasferimenti determinano una corrispondente variazione delle attività finanziarie o non finanziarie iscritte nei conti patrimoniali di una o di entrambe le parti che intervengono nell'operazione. 
4.146     I trasferimenti in conto
capitale in natura consistono in trasferimenti della proprietà di un bene
(diverso da scorte e denaro) o nella cancellazione di un debito da parte di un
creditore, senza alcuna contropartita. 
Un trasferimento in conto capitale in denaro
consiste nel trasferimento del denaro che una parte ha riscosso dalla cessione
di uno o più beni (diversi da scorte) o che l'altra parte dovrebbe o è tenuta a
utilizzare per l'acquisto di uno o più beni (diversi da scorte). La seconda
parte — il beneficiario — è obbligata ad utilizzare il denaro per acquistare
uno o più beni quale condizione perché il trasferimento sia operato.
Il valore del trasferimento di una attività non
finanziaria è valutato sulla base del prezzo stimato al quale l'attività, nuova
o usata, potrebbe essere venduta sul mercato, più eventuali costi di trasporto,
costi di installazione o altri costi di trasferimento della proprietà sostenuti
dal donante, ma escluso ogni siffatto onere a carico del beneficiario. I
trasferimenti di attività finanziarie sono valutati in modo identico alle altre
acquisizioni o cessioni di attività finanziarie o passività. 
4.147     I trasferimenti in conto
capitale comprendono le imposte in conto capitale (D.91), i contributi agli
investimenti (D.92) e gli altri trasferimenti in conto capitale (D.99). 
IMPOSTE IN CONTO CAPITALE (D.91)
 4.148 Definizione || Le imposte in conto capitale (D.91) sono le imposte percepite a intervalli irregolari, e solo saltuariamente, sul valore delle attività o del patrimonio netto posseduti dalle unità istituzionali o sul valore dei beni trasferiti tra unità istituzionali a seguito di successioni e donazioni tra vivi o altri trasferimenti. 
4.149     Le imposte in conto capitale
comprendono: 
a)      imposte sui trasferimenti in conto
capitale: imposte sulle successioni e sulle donazioni tra vivi, gravanti sul
capitale dei beneficiari; sono escluse le imposte sulle vendite di beni;
b)      imposte straordinarie sul patrimonio:
imposte a carattere non ricorrente sulle attività o sul patrimonio netto appartenenti
alle unità istituzionali. Sono inclusi i contributi di miglioria, ossia i
tributi sull'incremento di valore dei terreni in seguito alla modifica della
loro destinazione da terreni agricoli a terreni edificabili a fini commerciali
o abitativi.
Le imposte sui guadagni in conto capitale non sono
registrate come imposte in conto capitale, bensì nella rubrica "Imposte correnti
sul reddito, sul patrimonio, ecc.".
4.150     Gli importi delle imposte
registrati nei conti sono ricavati da due fonti: gli importi attestati da ruoli
o dichiarazioni e il gettito fiscale. 
a)      Se come fonte si utilizzano i ruoli e le
dichiarazioni, gli importi vengono rettificati applicando un coefficiente che
consente di tener conto degli importi accertati e dichiarati, ma non percepiti.
Una soluzione alternativa consiste nel registrare un trasferimento in conto
capitale a favore dei pertinenti settori, di importo equivalente a quello della
rettifica. I coefficienti sono stimati sulla base dell'esperienza acquisita e
delle attuali previsioni circa gli importi accertati e dichiarati, ma non
percepiti. I coefficienti sono specifici per i vari tipi di imposta.
b)      Se come fonte si utilizza il gettito
fiscale, questo viene rettificato per tenere conto del fattore temporale, in
modo tale che gli importi in questione vengano attribuiti al periodo in cui si
è svolta l'attività che ha determinato l'insorgenza del debito di imposta, o se
questo non è noto, al momento in cui è stato definito l'ammontare dell'imposta.
Tale rettifica è basata sull'intervallo di tempo medio intercorrente tra
l'attività (o la determinazione dell'ammontare dell'imposta) e la riscossione
dell'imposta.
4.151     Le imposte in conto capitale
sono registrate: 
a)      nella sezione delle variazioni delle
passività e del patrimonio netto (-) del conto del capitale dei settori in cui
sono classificati i contribuenti;
b)      nella sezione delle variazioni delle
passività e del patrimonio netto (+) del conto del capitale delle
amministrazioni pubbliche;
c)      nella sezione delle variazioni delle
passività e del patrimonio netto del conto del capitale del resto del mondo.
CONTRIBUTI AGLI INVESTIMENTI (D.92)
 4.152 Definizione || I contributi agli investimenti (D.92) sono i trasferimenti in conto capitale, in denaro o in natura, operati dalle amministrazioni pubbliche o dal resto del mondo a favore di altre unità istituzionali residenti o non residenti allo scopo di finanziare in tutto o in parte le loro acquisizioni di capitale fisso. 
I contributi agli investimenti versati dal resto
del mondo comprendono quelli erogati direttamente dalle istituzioni dell'Unione
europea (ad esempio, i trasferimenti operati dal Fondo europeo agricolo di
garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR)).
4.153     Per contributi agli investimenti
in natura si intendono i trasferimenti di mezzi di trasporto, impianti o altri
macchinari operati dalle amministrazioni pubbliche a favore di altre unità
residenti o non residenti, nonché la messa a disposizione di unità residenti o
non residenti di fabbricati o di altre opere. 
4.154     Il valore degli investimenti
realizzati dalle amministrazioni pubbliche a vantaggio di altri settori
dell'economia è registrato come contributi agli investimenti se il beneficiario
può essere identificato e acquista la proprietà degli investimenti realizzati.
In tal caso, gli investimenti sono registrati nella sezione delle variazioni
delle attività del conto del capitale dei beneficiari e sono finanziati dal
contributo agli investimenti che è registrato nella sezione delle variazioni
delle passività e del patrimonio netto del medesimo conto. 
4.155     Sono inclusi nei contributi agli
investimenti (D.92) sia i versamenti in una unica soluzione destinati a
finanziare gli investimenti nello stesso periodo, sia i versamenti rateali
relativi a investimenti realizzati nel corso di un periodo precedente. Sono
considerati contributi agli investimenti i versamenti annuali delle
amministrazioni pubbliche alle imprese per la parte che costituisce
l'ammortamento di debiti contratti dalle imprese in vista della realizzazione
di progetti di investimento delle amministrazioni pubbliche.
4.156     Sono esclusi dai contributi agli
investimenti i contributi in conto interessi erogati dalle amministrazioni
pubbliche. L'operazione con cui le amministrazioni pubbliche si accollano una
parte degli interessi costituisce una operazione corrente di distribuzione e di
redistribuzione. Tuttavia, se il contributo concorre contemporaneamente al
finanziamento dell'ammortamento del debito contratto e al pagamento degli
interessi sul capitale mutuato e non è possibile scindere le due quote,
l'insieme del contributo è registrato nei conti come contributo agli
investimenti.
4.157     I contributi agli investimenti
al settore delle società e quasi-società non finanziarie comprendono, oltre ai
contributi concessi alle imprese private, gli apporti di capitale a favore
delle imprese pubbliche riconosciute come unità istituzionali, a condizione che
le amministrazioni pubbliche che operano i conferimenti non conservino un credito
nei confronti delle imprese pubbliche.
4.158     I contributi agli investimenti
al settore delle famiglie comprendono, oltre agli aiuti agli investimenti e
all'ammodernamento erogati alle imprese diverse dalle società o quasi-società,
i premi erogati alle famiglie per la costruzione, l'acquisto e la
ristrutturazione di abitazioni.
4.159     I contributi agli investimenti
ad amministrazioni pubbliche comprendono i versamenti (esclusi i contributi in
conto interessi) operati a favore dei sottosettori delle amministrazioni
pubbliche allo scopo di finanziare operazioni di investimento. I contributi
agli investimenti tra amministrazioni pubbliche sono flussi interni al settore
delle amministrazioni pubbliche e non figurano nel conto consolidato per
l'insieme del settore. Un esempio di contributi agli investimenti tra
amministrazioni pubbliche è costituito dai trasferimenti erogati dalle
amministrazioni centrali alle amministrazioni locali allo specifico scopo di
finanziare gli investimenti fissi lordi di queste ultime. I trasferimenti
destinati a fini molteplici o indeterminati sono registrati come trasferimenti
correnti tra amministrazioni pubbliche anche se utilizzati per coprire le spese
di investimento. 
4.160     La distinzione tra contributi
agli investimenti concessi dalle amministrazioni pubbliche o dal resto del
mondo alle istituzioni senza scopo di lucro e i trasferimenti correnti a tali
istituzioni è operata sulla base dei criteri esposti al paragrafo 4.159.
4.161     I contributi agli investimenti
concessi al resto del mondo sono limitati ai trasferimenti aventi per specifico
obiettivo il finanziamento di operazioni di investimento da parte di unità non
residenti. Essi comprendono, ad esempio, i versamenti a fondo perduto per la
costruzione di ponti, strade, fabbriche, ospedali o scuole nei paesi in via di
sviluppo o per la costruzione di fabbricati destinati alle organizzazioni
internazionali. Possono comprendere versamenti sia rateali su un periodo di
tempo, sia in una unica soluzione. È altresì ricompresa in questa rubrica la
messa a disposizione, gratuitamente o a un prezzo ridotto, di beni di
investimento.
4.162     Momento di registrazione: i
contributi agli investimenti in denaro sono registrati nel momento in cui il
pagamento deve essere effettuato; i contributi agli investimenti in natura sono
contabilizzati nel momento in cui è trasferita la proprietà delle attività.
4.163     I contributi agli investimenti
sono registrati:
a)      nella sezione delle variazioni delle
passività e del patrimonio netto (-) del conto del capitale delle
amministrazioni pubbliche;
b)      nella sezione delle variazioni delle
passività e del patrimonio netto (+) del conto del capitale dei settori che
percepiscono i contributi;
c)      nella sezione delle variazioni delle
passività e del patrimonio netto del conto del capitale del resto del mondo.
ALTRI TRASFERIMENTI IN CONTO CAPITALE
(D.99)
 4.164 Definizione || Gli altri trasferimenti in conto capitale (D.99) comprendono tutti i trasferimenti diversi dai contributi agli investimenti e dalle imposte in conto capitale che operano una redistribuzione non già del reddito, bensì del risparmio o della ricchezza tra i diversi settori o sottosettori dell'economia o con il resto del mondo. Possono essere in denaro o in natura (assunzione o cancellazione di debiti) e corrispondono a trasferimenti volontari di ricchezza. 
4.165     Gli altri trasferimenti in conto
capitale comprendono i trasferimenti elencati in appresso. 
a)      Indennizzi corrisposti dalle
amministrazioni pubbliche o dal resto del mondo ai proprietari di beni strumentali
distrutti o danneggiati a seguito di eventi bellici, altri avvenimenti politici
o calamità naturali (inondazioni, ecc.).
b)      Trasferimenti operati dalle
amministrazioni pubbliche a favore di società e quasi-società non finanziarie,
destinati alla copertura di perdite accumulate nel corso di vari esercizi o di
perdite eccezionali dovute a cause esterne all'impresa (anche nel caso di
apporti di capitale).
c)      Trasferimenti operati tra sottosettori
delle amministrazioni pubbliche a copertura di spese eccezionali o di disavanzi
accumulati. Tali trasferimenti tra sottosettori delle amministrazioni pubbliche
sono flussi interni al settore delle amministrazioni pubbliche e non figurano
nel conto consolidato per l'insieme del settore.
d)      Premi accordati una tantum alle famiglie
dalle amministrazioni pubbliche a titolo di ricompensa per aver risparmiato
durante un certo numero di anni.
e)      Lasciti, donazioni di importo
considerevole tra vivi e donazioni tra unità appartenenti a settori differenti,
compresi i lasciti e le donazioni alle istituzioni senza scopo di lucro. Sono
un esempio di donazioni alle istituzioni senza scopo di lucro i lasciti a
favore di università a copertura dei costi di costruzione di nuove residenze
per studenti, biblioteche, laboratori, ecc.
f)       Operazioni di contropartita delle
remissioni di debiti tra unità istituzionali appartenenti a settori o
sottosettori differenti (per esempio, la cancellazione di un debito di un paese
estero da parte di amministrazioni pubbliche; versamenti a titolo di garanzia
che liberano il debitore inadempiente dal suo obbligo), ad eccezione del caso
particolare delle imposte e dei contributi sociali da versare al settore delle
amministrazioni pubbliche (cfr. paragrafo 4.165, lettera j)). Tali
cancellazioni consensuali di crediti sono considerate trasferimenti in conto
capitale dal creditore al debitore per un valore uguale all'ammontare del
debito in essere al momento della cancellazione. Analogamente, anche
l'operazione di contropartita dell'assunzione di debiti e di altre operazioni
simili (attivazione di garanzie nel caso di garanzie non standard,
rinegoziazione del debito allorché una parte del debito è estinta o trasferita)
costituisce un trasferimento in conto capitale. Per contro, sono escluse:
(1)     la cancellazione di crediti finanziari
nei confronti di una quasi-società o l'assunzione di passività dalla
quasi-società da parte del suo proprietario (si considerano come operazioni
inerenti a partecipazioni e quote di fondi di investimento (F.5));
(2)     la cancellazione o l'assunzione da parte
di una amministrazione pubblica dei debiti di una società pubblica che scompare
come unità istituzionale dal sistema dei conti (sono registrate nel conto delle
altre variazioni di volume delle attività e delle passività (K.5));
(3)     la cancellazione o l'assunzione da parte
di una amministrazione pubblica dei debiti di una società pubblica nell'ambito
di un processo di privatizzazione in corso, destinato a essere completato entro
breve tempo (sono considerate come operazioni inerenti a partecipazioni e quote
di fondi di investimento (F.5)). 
La cancellazione unilaterale di un credito non
costituisce una operazione tra unità istituzionali e non è registrata pertanto
né nel conto del capitale né nel conto finanziario: se il creditore decide di
procedere a siffatta cancellazione, questa è registrata nei conti delle altre
variazioni di volume delle attività e delle passività del creditore e del
debitore. I fondi svalutazione crediti sono considerati registrazioni contabili
interne all'unità di produzione istituzionale e non sono registrati se non nel
caso di perdite previste su prestiti non produttivi, che figurano come voce per
memoria nei conti patrimoniali. Anche il rifiuto di riconoscere un debito da
parte del debitore non costituisce una operazione e non è oggetto di
registrazioni.
g)      La parte dei guadagni (o delle perdite)
in conto capitale realizzati che viene ridistribuita a un altro settore, come
ad esempio i guadagni in conto capitale ridistribuiti alle famiglie dalle
imprese di assicurazione. Tuttavia le operazioni di contropartita dei
trasferimenti alle amministrazioni pubbliche dei proventi di privatizzazioni
effettuate indirettamente (ad esempio, per il tramite di una holding) sono
registrate come operazioni inerenti a partecipazioni e quote di fondi di
investimento (F.5) e non hanno pertanto alcuna incidenza sul livello di
accreditamento/indebitamento delle amministrazioni pubbliche. 
h)      Indennizzi di importo elevato a fronte di
danni o lesioni non assicurati mediante la sottoscrizione di polizze di
assicurazione (fatta eccezione per gli indennizzi corrisposti da
amministrazioni pubbliche o dal resto del mondo di cui alla lettera a)). Gli
indennizzi sono imposti in sede giudiziale o concordati in sede
extragiudiziale. Ne sono un esempio i risarcimenti per danni causati da
esplosioni, fuoriuscite di petrolio, effetti collaterali di farmaci, ecc.
i)       Trasferimenti straordinari operati a
favore dei fondi di assicurazione sociale dai datori di lavoro (comprese le
amministrazioni pubbliche) o dalle amministrazioni pubbliche (nel quadro della
loro funzione sociale), nella misura in cui tali flussi monetari sono destinati
ad accrescere le riserve matematiche di tali fondi. Anche la connessa rettifica
dai fondi di assicurazione sociale alle famiglie è registrata come altri
trasferimenti in conto capitale (D.99). 
j)       Se l'ammontare delle imposte e dei
contributi sociali da versare al settore delle amministrazioni pubbliche è
registrato sulla base di ruoli e di dichiarazioni, la parte di tali importi la
cui riscossione è improbabile deve essere cancellata nello stesso periodo
contabile. A ciò si provvede con la registrazione nella rubrica D.995 di
"altri trasferimenti in conto capitale" (D.99) tra le amministrazioni
pubbliche e i pertinenti settori. Il flusso D.995 è suddiviso secondo la
codifica delle imposte e dei contributi sociali in questione.
k)      Liquidazione di indennizzi a seguito di
una catastrofe. Il valore complessivo degli indennizzi, determinato sulla base
delle informazioni rilevate presso le compagnie di assicurazione, è registrato
come trasferimenti in conto capitale dalle imprese di assicurazione agli
assicurati. Se le imprese di assicurazione non sono in grado di fornire
informazioni sull'ammontare dei risarcimenti in caso di disastri, i relativi
indennizzi sono stimati quale differenza tra gli indennizzi effettivi e gli
indennizzi rettificati del periodo in cui si è verificata la catastrofe.
l)       Attività realizzate collettivamente nel
caso in cui la responsabilità per la loro manutenzione incomba in seguito alle
amministrazioni pubbliche.
4.166     Il momento di registrazione è
così determinato: 
a)      gli altri trasferimenti in conto capitale
in denaro sono registrati nel momento in cui deve essere effettuato il
pagamento;
b)      gli altri trasferimenti in conto capitale
in natura sono registrati nel momento in cui è trasferita la proprietà
dell'attività o nel momento in cui il debito è annullato dal creditore.
4.167     Gli altri trasferimenti in conto
capitale figurano nella sezione delle variazioni delle passività e del
patrimonio netto del conto del capitale dei settori e del resto del mondo.
ALLEGATO - Stock option conferite ai
dipendenti
4.168     Una particolare forma di reddito
in natura è costituita dalle stock option con le quali un datore di lavoro
conferisce a un lavoratore dipendente il diritto di acquistare quote (azioni) a
un prezzo prefissato in un determinato momento futuro. Le stock option sono
simili a uno strumento finanziario derivato e il lavoratore dipendente può decidere
di non esercitare il diritto di opzione o perché il prezzo dell'azione è
inferiore al prezzo al quale egli può esercitare il suo diritto, o perché egli
non lavora più alle dipendenze di tale datore di lavoro e ha perduto quindi il
suo diritto. 
4.169     Normalmente un datore di lavoro
informa i propri dipendenti della decisione di offrire stock option a un prezzo
prefissato (strike price o prezzo di esercizio) dopo una certa data a
determinate condizioni (ad esempio, che il lavoratore sia ancora alle dipendenze
dell'impresa o in funzione delle prestazioni dell'impresa). Il momento di
registrazione nei conti nazionali delle stock option assegnate ai lavoratori
dipendenti deve essere definito con precisione. La "data di
assegnazione" (grant date) è il momento in cui l'opzione è assegnata al
lavoratore dipendente, la "data di maturazione" (vesting date) è la
prima data in cui l'opzione può essere esercitata e la "data di
esercizio" (exercise date) è la data in cui l'opzione è effettivamente
esercitata (o si estingue). 
4.170     Secondo le raccomandazioni
contabili dello IASB, l'impresa determina un fair value per le opzioni alla
data di assegnazione moltiplicando il prezzo di esercizio delle azioni a quella
data per il numero di opzioni di cui è previsto l'esercizio alla data di
maturazione e dividendo il prodotto per il numero di anni di attività
lavorativa necessari prima della data di maturazione. 
4.171     Nel SEC, in caso di mancanza di
un prezzo di mercato osservabile come pure di una stima operata dalla società
secondo le sopraccitate raccomandazioni, la valutazione delle opzioni può
essere stimata utilizzando un modello finalizzato a rilevare due effetti sul
valore dell'opzione. Il primo effetto consiste in una proiezione dell'importo
dell'eccedenza del prezzo di mercato delle azioni in questione sul prezzo di
esercizio alla data di maturazione. Il secondo effetto tiene conto della
aspettativa che il prezzo salga ulteriormente tra la data di maturazione e la
data di esercizio.
4.172     Prima dell'esercizio
dell'opzione, l'accordo tra il datore di lavoro e il lavoratore si configura
come uno strumento finanziario derivato e compare come tale nei conti
finanziari di entrambe le parti. 
4.173     Una stima del valore delle stock
option deve essere effettuata alla data di assegnazione. Tale importo deve
essere incluso nei redditi da lavoro dipendente e spalmato, se possibile, sul
periodo compreso tra la data di assegnazione e la data di maturazione
dell'opzione. Se ciò non è possibile, il valore dell'opzione deve essere
registrato alla data di maturazione.
4.174     I costi di gestione delle stock
option gravano sul datore di lavoro e sono considerati consumi intermedi come
qualsiasi altra funzione amministrativa associata ai redditi da lavoro
dipendente.
4.175     Sebbene il valore delle stock
option sia considerato reddito, non si ha alcun reddito da investimenti
associato a esse. 
4.176     Nel conto finanziario
l'acquisizione di stock option da parte delle famiglie fa corrispondere alla
pertinente parte dei redditi da lavoro dipendente una passività del datore di
lavoro.
4.177     In linea di principio, qualsiasi
variazione di valore che intervenga tra la data di assegnazione e la data di
maturazione deve essere trattata come parte dei redditi da lavoro dipendente,
mentre ogni variazione di valore tra la data di maturazione e la data di
esercizio dell'opzione è da considerarsi non già come redditi da lavoro
dipendente, bensì come guadagno o perdita in conto capitale. Nella pratica è
molto improbabile che le stime dei costi delle stock option per i datori di
lavoro siano rivedute nel periodo compreso tra la data di assegnazione e la
data di esercizio dell'opzione. Per ragioni pratiche, pertanto, l'intero
aumento di valore tra la data di assegnazione e la data di esercizio
dell'opzione è da considerarsi come guadagno o perdita in conto capitale. Un
aumento di valore del prezzo dell'azione al di sopra del prezzo di esercizio si
configura come un guadagno in conto capitale per il lavoratore e una perdita in
conto capitale per il datore di lavoro e viceversa. 
4.178     Allorché l'opzione è esercitata,
la registrazione nel conto patrimoniale scompare per essere sostituita dal
valore delle quote (azioni) acquistate. Tale variazione di classificazione
avviene mediante operazioni nel conto finanziario e non per il tramite del
conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 05
 
ALLEGATO A
della proposta di 
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea 
ALLEGATO A
CAPITOLO 5 - OPERAZIONI FINANZIARIE
Definizione
5.01       Le
operazioni finanziarie (F) sono le operazioni inerenti ad attività finanziarie
(AF) e a passività effettuate tra unità istituzionali residenti, nonché tra tali
unità e le unità istituzionali non residenti. 
5.02       Una operazione finanziaria tra
unità istituzionali si configura come una contemporanea creazione o
liquidazione di una attività finanziaria e della passività di contropartita, come
un trasferimento della proprietà di una attività finanziaria oppure come l'assunzione
di una passività.
CARATTERISTICHE GENERALI
Attività finanziarie, crediti finanziari
e passività
Definizione
5.03       Le attività finanziarie
sono costituite da tutti i crediti finanziari, dalle partecipazioni e dall'oro
monetario sotto forma di oro fisico.
5.04       Le attività finanziarie costituiscono
riserve di valore il cui possesso o il cui utilizzo per un certo periodo di
tempo conferiscono al loro proprietario economico uno o più benefici. Esse
permettono di trasferire valore da un periodo contabile a un altro. I benefici
sono liquidati mediante flussi monetari, normalmente nella forma di biglietti e
monete (AF.21) e di depositi trasferibili (AF.22). 
Definizione
5.05       Un credito finanziario consiste
nel diritto del creditore di ricevere uno o più pagamenti dal debitore. 
I crediti finanziari sono attività finanziarie con
corrispondenti passività di contropartita. Le partecipazioni e le quote di
fondi di investimento (AF.5) sono considerate una attività finanziaria con
passività di contropartita anche se l'importo del credito vantato nei confronti
della società non è determinato.
Definizione
5.06       Si ha una passività allorché il
debitore è obbligato a corrispondere uno o più pagamenti al creditore.
5.07       L'oro
monetario sotto forma di oro fisico detenuto dalle autorità monetarie quale
attività di riserva è considerato una attività finanziaria anche se il suo
detentore non vanta crediti nei confronti di altre unità. Per l'oro fisico non
esiste una passività di contropartita.
Attività condizionate e passività
condizionate
Definizione
5.08       Le attività condizionate e le
passività condizionate sono accordi in base ai quali una parte è obbligata a
corrispondere uno o più pagamenti a un'altra unità soltanto all'adempiersi di
determinate condizioni.
Poiché non fanno insorgere obblighi
incondizionati, le attività e le passività condizionate non costituiscono attività
e passività finanziarie.
5.09       Sono attività condizionate e
passività condizionate:
a)      le garanzie di pagamento concesse una
tantum da terzi, in quanto il pagamento è dovuto soltanto in caso di inadempimento
del debitore;
b)      gli impegni all'erogazione di
finanziamenti che costituiscono una garanzia sulla disponibilità di fondi, per
i quali non esiste alcuna attività finanziaria fintanto che i fondi non sono
effettivamente messi a disposizione;
c)      le lettere di credito che costituiscono
un impegno a effettuare un pagamento a condizione che siano presentati
determinati documenti specificati da un contratto;
d)      le linee di credito che rappresentano un
impegno a concedere prestiti a un determinato cliente fino a un limite
prefissato; 
e)      le note issuance facilities (NIF) che
garantiscono a un potenziale debitore che sarà in grado di vendere titoli di
debito (note) a breve termine e che la banca che presta la facility assorbirà
ogni titolo non collocato sul mercato o metterà a disposizione fondi
equivalenti;
f)       i diritti pensionistici nel quadro di
sistemi pensionistici a prestazione definita senza costituzione di riserve
delle amministrazioni pubbliche o dei sistemi pensionistici della sicurezza
sociale. Siffatti diritti pensionistici sono registrati nella tavola aggiuntiva
relativa ai sistemi pensionistici dell'assicurazione sociale e non nei conti standard.
5.10       Le attività e le passività
condizionate non includono:
a)      le riserve per assicurazioni, pensioni e
garanzie standard (AF.6);
b)      gli strumenti finanziari derivati (AF.7)
allorché i contratti hanno di per sé un valore di mercato in quanto negoziabili
od oggetto di compensazione sul mercato.
5.11       Pur non essendo registrate nei
conti, le attività e le passività condizionate sono importanti a fini di
analisi e in sede di delineazione delle politiche. Occorre pertanto che le
informazioni che le riguardano siano rilevate e presentate come dati
aggiuntivi. Anche nel caso in cui le attività e le passività condizionate non
comportino successive obbligazioni di pagamento, un loro livello elevato può risultare
rivelatore di un alto grado di rischio delle unità che le offrono.
Riquadro 5.1 - Trattamento delle garanzie nel
sistema dei conti
Definizione
B5.1.1. Le garanzie sono contratti mediante i
quali il garante si impegna nei confronti del soggetto che effettua un prestito
a coprire la perdita che questo dovrebbe subire in caso di inadempimento da
parte del debitore.
Spesso a fronte della prestazione della
garanzia è previsto il pagamento di una commissione.
B5.1.2. Si distinguono tre diversi tipi di
garanzia. Essi riguardano soltanto le garanzie prestate nel caso di attività
finanziarie: per le garanzie sotto forma di garanzia del fabbricante o in altra
forma non è proposto alcun particolare trattamento. I tre tipi di garanzia sono
descritti qui di seguito.
a)      Garanzie prestate mediante uno strumento
finanziario derivato, come un credit default swap. Tali strumenti sono basati
sui rischi di inadempimento delle attività finanziarie di riferimento e non
sono correlati a singoli prestiti o titoli di credito.
b)      Le garanzie standard sono le garanzie
emesse in numero elevato, solitamente per piccoli importi. Ne sono un esempio
le garanzie di credito all'esportazione e le garanzie per prestiti a studenti.
Se è aleatorio stabilire la probabilità di escussione di una singola garanzia
standard, il fatto che esistano molte garanzie simili consente di calcolare una
stima affidabile del numero di escussioni. Si considera pertanto che le
garanzie standard diano origine ad attività finanziarie e non ad attività
condizionate.
c)      Le garanzie una tantum allorché la
mancanza di casi comparabili rende impossibile calcolare l'associato rischio
con un minimo di precisione. La concessione di una garanzia una tantum è
considerata una attività o una passività condizionata e non è registrata come una
attività o una passività finanziaria.
Categorie di attività e passività finanziarie
5.12       Si distinguono otto categorie
di attività finanziarie:
AF.1 Oro monetario e diritti speciali di prelievo
AF.2 Biglietti, monete e depositi
AF.3 Titoli di credito
AF.4 Prestiti
AF.5 Partecipazioni e quote di fondi di
investimento
AF.6 Assicurazioni, pensioni e garanzie standard
AF.7 Strumenti finanziari derivati e stock option
conferite ai dipendenti
AF.8 Altri conti attivi e passivi
5.13       Per ogni attività finanziaria
esiste una passività di contropartita, tranne che per l'oro monetario sotto
forma di oro fisico detenuto dalle autorità monetarie quale attività di
riserva, classificato nella rubrica oro monetario e diritti speciali di
prelievo. Fatta salva questa eccezione, si distinguono otto categorie di passività
speculari alle attività finanziarie di contropartita.
5.14       La classificazione delle
operazioni finanziarie coincide con la classificazione delle attività e delle
passività finanziarie. Si distinguono otto categorie di operazioni finanziarie:
F.1    Operazioni inerenti a oro monetario e
diritti speciali di prelievo
F.2    Operazioni inerenti a biglietti, monete e
depositi
F.3    Operazioni inerenti a titoli di credito
F.4    Operazioni inerenti a prestiti
F.5    Operazioni inerenti a partecipazioni e
quote di fondi di investimento
F.6    Operazioni inerenti ad assicurazioni,
pensioni e garanzie standard
F.7    Operazioni inerenti a strumenti finanziari
derivati e stock option conferite ai dipendenti
F.8    Operazioni inerenti ad altri conti attivi
e passivi
5.15       In considerazione della
simmetria dei crediti finanziari e delle passività, viene utilizzato il termine
"strumento" per fare riferimento a entrambi gli aspetti di attività e
di passività delle operazioni finanziarie. Il suo uso non implica una
estensione della copertura delle attività e delle passività finanziarie attraverso
l'inclusione di poste fuori bilancio che sono talvolta descritte come strumenti
finanziari nelle statistiche monetarie e finanziarie.
Conti patrimoniali, conto finanziario e
conti di altri flussi
5.16       Le attività finanziarie
detenute e le passività in essere in un particolare momento sono registrate nel
conto patrimoniale. Le operazioni finanziarie determinano variazioni tra il
conto patrimoniale di apertura e il conto patrimoniale di chiusura. Tuttavia,
le variazioni tra il conto patrimoniale di apertura e il conto patrimoniale di
chiusura sono dovute anche ad altri flussi, che non costituiscono interazioni
consensuali tra unità istituzionali. Gli altri flussi relativi ad attività e
passività finanziarie sono ripartiti in rivalutazioni delle attività e delle
passività finanziarie e in variazioni di volume delle attività e delle
passività finanziarie non dovute a operazioni finanziarie. Le rivalutazioni
sono registrate nel conto della rivalutazione delle attività e delle passività
e le variazioni di volume nel conto delle altre variazioni di volume delle
attività e delle passività. 
5.17       L'ultimo conto della sequenza
dei conti a registrare operazioni è il conto finanziario, il quale non presenta
un saldo contabile da riportare in un altro conto. Il saldo contabile del conto
finanziario, pari alla differenza tra l'acquisizione netta di attività
finanziarie e l'incremento netto delle passività, è l'accreditamento (+) o l'indebitamento
(-) (B.9F).
5.18       Il saldo contabile del conto
finanziario coincide sotto il profilo concettuale con quello del conto del
capitale. Nella pratica, tuttavia, tra i due saldi contabili si rileva spesso
una discrepanza riconducibile al fatto che essi sono calcolati sulla base di
dati statistici differenti. 
Valutazione
5.19       Le operazioni finanziarie sono
registrate al valore dell'operazione, ossia al valore in valuta nazionale al
quale le attività finanziarie e/o le passività sono create, liquidate,
scambiate o assunte tra unità istituzionali, sulla base di considerazioni
commerciali.
5.20       Il valore dell'operazione
registrato è identico per le operazioni finanziarie e per le operazioni
finanziarie e non finanziarie di contropartita. Sono possibili tre alternative:
a)      l'operazione finanziaria dà origine a un
pagamento in valuta nazionale: il valore dell'operazione è pari agli importi
scambiati;
b)      l'operazione finanziaria è una operazione
in valuta estera e l'operazione di contropartita non è una operazione in valuta
nazionale: il valore dell'operazione è pari all'importo in divisa nazionale al
tasso di mercato in vigore al momento in cui è effettuato il pagamento;
c)      né l'operazione finanziaria né l'operazione
di contropartita sono operazioni in denaro o in altri mezzi di pagamento: il
valore dell'operazione è pari al valore corrente di mercato delle attività finanziarie
e/o delle passività in questione.
5.21       Il valore dell'operazione si
riferisce a una operazione finanziaria specifica e alla sua operazione di
contropartita. In teoria, il valore dell'operazione deve essere distinto da un
valore basato su una quotazione di mercato, su un prezzo "equo" di
mercato o su un qualsiasi prezzo indicativo del complesso dei prezzi per una
classe di attività finanziarie e/o passività simili. Tuttavia, nei casi in cui
l'operazione di contropartita di una operazione finanziaria è costituita, ad
esempio, da un trasferimento e l'operazione finanziaria potrebbe essere quindi motivata
da considerazioni diverse da quelle puramente commerciali, il valore dell'operazione
coincide con il valore corrente di mercato delle attività e/o delle passività
in questione.
5.22       Il valore dell'operazione non
include il compenso del servizio, onorari, commissioni o oneri simili per
servizi prestati in sede di effettuazione delle operazioni: tali oneri devono
essere registrati come corrispettivi di servizi. Anche le imposte sulle
operazioni finanziarie sono escluse e sono trattate come imposte sui servizi
nell'ambito delle imposte sui prodotti. Allorché una operazione finanziaria
comporta una nuova emissione di passività, il valore dell'operazione è pari all'importo
della passività assunta, escluso ogni interesse pagato anticipatamente.
Analogamente, allorché una passività è estinta, il valore dell'operazione deve
corrispondere tanto per il creditore quanto per il debitore alla diminuzione
della passività. 
Registrazioni su base netta e lorda
Definizione
5.23       Per registrazione su
base netta delle operazioni finanziarie si intende la presentazione delle
acquisizioni di attività finanziarie al netto delle cessioni di attività
finanziarie e delle assunzioni di passività al netto dei rimborsi di passività.

Le operazioni finanziarie possono essere
presentate su base netta per attività finanziarie con caratteristiche diverse e
con debitori o creditori differenti, a condizione che le attività rientrino
nella stessa rubrica o sottorubrica.
Definizione
5.24       Per registrazione su base lorda
delle operazioni finanziarie si intende la presentazione separata delle
acquisizioni e delle cessioni di attività finanziarie, così come delle
assunzioni e dei rimborsi di passività.
L'importo di accreditamento/indebitamento ottenuto
dalla registrazione su base lorda delle operazioni finanziarie è identico a
quello che si otterrebbe se le operazioni finanziarie fossero registrate su
base netta.
Per analisi
dettagliate dei mercati finanziari occorre che le operazioni finanziarie siano
registrate su base lorda.
Consolidamento
Definizione
5.25       Per consolidamento del
conto finanziario si intende il processo di compensazione tra le operazioni
inerenti ad attività finanziarie di un determinato insieme di unità
istituzionali e le operazioni inerenti a passività di contropartita dello
stesso insieme di unità istituzionali.
Il consolidamento può essere realizzato a livello
di totale dell'economia, di settori istituzionali e di sottosettori. Il conto
finanziario del resto del mondo è consolidato per definizione in quanto sono
registrate soltanto le operazioni delle unità istituzionali non residenti con
le unità istituzionali residenti.
5.26       Il livello di consolidamento varia
in funzione dei diversi tipi di analisi. Ad esempio, il consolidamento del
conto finanziario per il totale dell'economia mette in evidenza le operazioni
finanziarie dell'economia con le unità istituzionali non residenti, in quanto, con
il consolidamento, tutte le operazioni finanziarie tra unità istituzionali
residenti sono presentate su base netta. Il consolidamento per settori permette
di individuare le operazioni finanziarie complessive tra i settori creditori
netti e i settori debitori netti. Il consolidamento a livello di sottosettore
per le società finanziarie può fornire informazioni molto più dettagliate sull'intermediazione
finanziaria e consentire, ad esempio, l'individuazione delle operazioni delle
istituzioni finanziarie e monetarie con le altre società finanziarie, nonché
con gli altri settori residenti e le unità istituzionali non residenti. Il
consolidamento può fornire informazioni utili a livello di sottosettore anche
nell'ambito del settore delle amministrazioni pubbliche, in quanto sono esaminate
le operazioni tra i diversi livelli delle amministrazioni pubbliche.
5.27       Di norma, le registrazioni
contabili nel sistema dei conti non sono consolidate, dato che un conto
finanziario consolidato necessita di informazioni sul raggruppamento di unità
istituzionali di contropartita. Ciò richiede
dati sulle operazioni finanziarie sulla base del principio "from whom to
whom". Ad esempio, per la compilazione
delle passività delle amministrazioni pubbliche consolidate è necessario
distinguere, tra i detentori delle passività, tra amministrazioni pubbliche e
altre unità istituzionali.
Presentazione di valori netti
Definizione
5.28       La presentazione di valori netti è il consolidamento, operato a livello
di singola unità istituzionale, con il quale le registrazioni contabili nelle
due sezioni del conto per la stessa rubrica sono compensate tra loro. La
presentazione di valori netti dovrebbe essere evitata salvo che non manchino
dati.
5.29       Si possono distinguere vari
gradi di presentazione di valori netti a seconda che la detrazione delle
operazioni inerenti a passività dalle operazioni inerenti ad attività
finanziarie sia operata a livello di rubrica o di sottorubrica di attività
finanziaria.
5.30       Allorché una ripartizione di
una unità istituzionale acquista titoli emessi da un'altra ripartizione della
stessa unità istituzionale, nel suo conto finanziario l'operazione non è registrata
come acquisizione di un credito nei confronti di un'altra ripartizione. L'operazione
è registrata come rimborso di passività, anziché come acquisizione di attività.
Si considera che tali strumenti finanziari siano presentati su base netta. La
presentazione di valori netti va evitata se è necessario evidenziare lo strumento
finanziario nella sezione sia delle attività sia delle passività per
ottemperare a disposizioni giuridiche in tema di presentazione.
5.31       La presentazione di valori
netti potrebbe essere inevitabile per le operazioni di una unità istituzionale
con riguardo a strumenti finanziari derivati, dato che non sono normalmente
disponibili dati distinti sulle operazioni inerenti ad attività e passività. È
opportuno presentare tali operazioni su base netta perché il valore di una
posizione con riguardo a strumenti finanziari derivati può cambiare di segno,
ossia passare da una attività a una passività, con il variare del valore dello
strumento "sottostante" in rapporto al prezzo del contratto.
Norme contabili circa le operazioni
finanziarie
5.32       La registrazione in partita
quadrupla è una procedura contabile mediante la quale ogni operazione in cui
intervengono due unità istituzionali è registrata due volte da ciascuna unità.
Ad esempio gli scambi di merci contro pagamento in denaro tra imprese comporta
registrazioni sia nel conto della produzione sia nel conto finanziario di
ciascuna unità. La registrazione in partita quadrupla garantisce la simmetria
della registrazione da parte delle unità istituzionali che intervengono nell'operazione
e, di conseguenza, la coerenza dei conti.
5.33       Ad ogni operazione finanziaria
corrisponde sempre una operazione di contropartita. Questa può essere
costituita da un'altra operazione finanziaria o da una operazione non
finanziaria.
5.34       Una operazione e la sua
operazione di contropartita, allorché sono entrambe operazioni finanziarie, modificano
la composizione del portafoglio di attività e passività finanziarie. Esse
possono variare i totali sia delle attività finanziarie sia delle passività
delle unità istituzionali, ma non modificano l'accreditamento/indebitamento o
il patrimonio netto.
5.35       L'operazione di contropartita
di una operazione finanziaria può essere costituita da una operazione non
finanziaria, come una operazione sui prodotti, una operazione di distribuzione
e di redistribuzione o una operazione inerente ad attività non finanziarie non
prodotte. Nei casi in cui l'operazione di contropartita non è costituita da una
operazione finanziaria, risulta modificato l'accreditamento/indebitamento delle
unità istituzionali.
Operazioni finanziarie aventi come
contropartita un trasferimento corrente o un trasferimento in conto capitale
5.36       L'operazione di contropartita
di una operazione finanziaria può essere costituita da un trasferimento. In tal
caso, l'operazione finanziaria implica il trasferimento della proprietà di una
attività finanziaria, l'assunzione di una passività in qualità di debitore
(assunzione di debito), oppure la contemporanea liquidazione di una attività
finanziaria e della corrispondente passività (cancellazione o remissione di
debiti). L'assunzione e la cancellazione di debiti sono trasferimenti in conto
capitale (D.9) e sono registrate nel conto del capitale.
5.37       Se il proprietario di una
quasi-società assume passività da questa o cancella crediti finanziari nei suoi
confronti, l'operazione di contropartita dell'assunzione o della cancellazione
di debiti costituisce una operazione inerente ad azioni e altre partecipazioni
(F.51). Tuttavia, se l'operazione è finalizzata alla copertura delle perdite
accumulate o di una perdita eccezionalmente elevata o è effettuata nel contesto
di perdite non occasionali, l'operazione è allora classificata come una
operazione non finanziaria: trasferimento in conto capitale o trasferimento
corrente.
5.38       Se una amministrazione pubblica
cancella o assume i debiti di una società pubblica che scompare come unità
istituzionale nel sistema dei conti, non si procede alla registrazione di alcuna
operazione nel conto del capitale o nel conto finanziario, bensì alla
registrazione di un flusso nel conto delle altre variazioni di volume delle
attività e delle passività.
5.39       Se una amministrazione pubblica
cancella o assume i debiti di una società pubblica nell'ambito di un processo
di privatizzazione destinato a essere completato entro breve tempo, l'operazione
di contropartita costituisce una operazione inerente ad azioni e altre
partecipazioni (F.51) fino alla concorrenza del totale dei proventi della
privatizzazione. Si considera cioè che, cancellando o assumendo i debiti della
società pubblica, l'amministrazione pubblica aumenti temporaneamente la sua
partecipazione nella società. Per privatizzazione si intende la rinuncia al
controllo esercitato su tale società pubblica mediante la cessione di azioni. L'assunzione
o la cancellazione di debiti comporta un incremento dei fondi propri della
società pubblica, anche in assenza di una emissione di azioni.
5.40       La cancellazione, in tutto o in
parte, di crediti inesigibili da parte dei creditori e la cancellazione
unilaterale di una passività da parte di un debitore (rifiuto di riconoscere un
debito) non sono operazioni in quanto non implicano interazioni consensuali tra
unità istituzionali. La cancellazione, in tutto o in parte, di crediti
inesigibili da parte dei creditori è registrata nel conto delle altre
variazioni di volume delle attività e delle passività. 
Operazioni finanziarie aventi come
contropartita redditi da capitale
5.41       L'operazione di contropartita
di una operazione finanziaria può essere costituita da redditi da capitale.
5.42       Gli interessi (D.41) sono
versati ai creditori e sono corrisposti dai debitori di alcuni tipi di crediti
finanziari classificati nelle rubriche AF.1 (Oro monetario e diritti speciali
di prelievo), AF.2 (Biglietti, monete e depositi), AF.3 (Titoli di credito), AF.4
(Prestiti) e AF.8 (Altri conti attivi e passivi).
5.43       Gli interessi sono registrati
in via di continua accumulazione nel tempo a favore del creditore sull'importo
del credito in essere. L'operazione di contropartita di una registrazione nella
rubrica D.41 (Interessi) è una operazione finanziaria che crea un credito
finanziario del creditore nei confronti del debitore. L'accumularsi degli
interessi è registrato nel conto finanziario con lo strumento finanziario cui
si riferisce. L'effetto di tale operazione finanziaria è che l'interesse è
reinvestito. L'effettiva corresponsione di interessi non è registrata come
interessi (D.41), bensì come una operazione nella rubrica F.2 (Biglietti,
monete e depositi) combinata con un equivalente rimborso della pertinente
attività che riduce il credito finanziario netto del creditore nei confronti
del debitore.
5.44       Se non sono corrisposti alla
scadenza prevista, gli interessi maturati danno luogo ad arretrati. Poiché sono
gli interessi maturati ad essere registrati, gli arretrati non modificano il
totale delle attività o delle passività finanziarie.
5.45       Il reddito delle società
comprende i dividendi (D.421), i redditi prelevati dai membri delle
quasi-società (D.422), gli utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero
(D.43) e gli utili non distribuiti delle imprese nazionali. L'effetto dell'operazione
finanziaria di contropartita nel caso degli utili reinvestiti è che il reddito
da capitale è reinvestito nell'impresa di investimenti diretti.
5.46       I dividendi sono registrati
come redditi da investimenti nel momento in cui le azioni cominciano a essere
quotate ex dividendo. Lo stesso vale per i redditi prelevati dai membri delle
quasi-società. Una registrazione differente è effettuata per i dividendi
straordinariamente elevati o per i prelievi non in linea con gli importi dei
redditi recentemente a disposizione per la distribuzione ai proprietari della
società. Il reddito distribuito oltre il valore normale è registrato come
prelievi di capitale nel conto finanziario e non come redditi da investimenti.
5.47       Anche nel caso in cui non siano
distribuiti, i redditi da capitale dei fondi comuni di investimento attribuiti
ai partecipanti, al netto di una parte dei costi di gestione, sono registrati
nei redditi da capitale con una registrazione di contropartita nel conto
finanziario nella rubrica "Partecipazioni e quote di fondi di investimento".
La conseguenza è che i redditi attribuiti ai partecipanti ma non distribuiti
sono considerati come reinvestiti nel fondo.
5.48       Redditi da investimenti sono
attribuiti agli assicurati (D.44), ai titolari di diritti pensionistici e ai
detentori di quote di fondi di investimento. A prescindere dagli importi
effettivamente distribuiti da imprese di assicurazione, fondi pensione o fondi
di investimento, l'intero ammontare dei redditi da investimenti percepiti dall'impresa
di assicurazione o da un fondo va registrato come attribuito agli assicurati o
ai detentori di quote, mentre gli importi non effettivamente distribuiti sono
registrati nel conto finanziario come reinvestimento.
Momento di registrazione
5.49       Le operazioni finanziarie e le
relative operazioni di contropartita sono registrate nello stesso momento.
5.50       Allorché l'operazione di
contropartita di una operazione finanziaria è una operazione non finanziaria,
entrambe sono registrate nel momento in cui è effettuata l'operazione non
finanziaria. Ad esempio, in caso di vendita di beni e servizi con conseguente
creazione di un credito commerciale, l'operazione finanziaria deve essere registrata
nel momento in cui sono effettuate le registrazioni nel conto non finanziario,
allorché è trasferita la proprietà dei beni o è erogato il servizio.
5.51       Allorché l'operazione di
contropartita di una operazione finanziaria è anch'essa una operazione finanziaria,
si possono considerare tre alternative:
a)      entrambe le operazioni finanziarie sono
operazioni in denaro o in altri mezzi di pagamento: esse sono allora registrate
nel momento in cui viene effettuato il primo pagamento;
b)      soltanto una delle due operazioni
finanziarie è una operazione in denaro o in mezzi di pagamento: le operazioni
sono registrate nel momento in cui viene effettuato il pagamento;
c)      nessuna delle due operazioni finanziarie
è una operazione in denaro o in altri mezzi di pagamento: le operazioni sono
registrate nel momento in cui viene effettuata la prima operazione.
Conto finanziario per debitore/creditore
5.52       Il conto finanziario per
debitore/creditore o secondo il principio "from whom to whom"
costituisce un ampliamento del conto finanziario non consolidato. Si tratta di
una presentazione tridimensionale delle operazioni finanziarie in cui appaiono
entrambe le parti che intervengono in una operazione e da cui emerge la natura
dello strumento finanziario oggetto dell'operazione. 
Tale presentazione fornisce informazioni sulle
relazioni debitore/creditore ed è coerente con un conto patrimoniale
finanziario basato sul principio "from whom to whom". Non sono
fornite informazioni sulle unità istituzionali alle quali le attività finanziarie
sono state vendute o dalle quali sono state acquistate. Lo stesso vale per le
corrispondenti operazioni inerenti a passività. Il conto finanziario per
debitore/creditore è noto anche come matrice dei flussi di fondi.
5.53       Sulla base del principio contabile
della partita quadrupla un conto finanziario per debitore/creditore presenta
tre dimensioni: la rubrica dello strumento finanziario, il settore del debitore
e il settore del creditore. Un conto finanziario per debitore/creditore
necessita di tavole tridimensionali con disaggregazioni per strumento
finanziario, debitore e creditore. Queste tavole presentano una classificazione
incrociata delle operazioni finanziarie per settore del debitore e settore del
creditore, come evidenziato nella tavola 5.1.
5.54       Dalla tavola compilata per la rubrica
dei titoli di credito emerge che, per effetto delle operazioni effettuate
durante il periodo di riferimento, i titoli di credito acquistati, al netto delle
cessioni, dalle famiglie e dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio
delle famiglie (275) rappresentano crediti nei confronti delle società non
finanziarie (65), delle società finanziarie (43), delle amministrazioni
pubbliche (124) e del resto del mondo (43). Dalla tavola si evince che, per
effetto delle operazioni effettuate durante il periodo di riferimento, le
società non finanziarie hanno assunto passività sotto forma di titoli di
credito, al netto dei rimborsi, per un valore di 147: l'incremento delle loro
passività in tale forma è stato pari a 30 nei confronti di altre società non
finanziarie, a 23 nei confronti delle società finanziarie, a 5 nei confronti
delle amministrazioni pubbliche, a 65 nei confronti delle famiglie e delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio alle famiglie e a 24 nei confronti
del resto del mondo. Le famiglie e le istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle famiglie non hanno emesso titoli di credito. Per effetto della
presentazione consolidata del resto del mondo, non sono indicate le operazioni
tra unità istituzionali non residenti. Tavole analoghe possono essere compilate
per qualunque altro tipo di strumenti finanziari.
Tavola 5.1 - Conto finanziario per
debitore/creditore per i titoli di credito
 Settore debitore   Settore creditore || Assunzione netta di titoli di credito da parte di 
 Società non finanziarie || Società finanziarie || Ammini-strazioni pubbliche || Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Economia nazionale || Resto del mondo || Tota-le 
 Acquisi-zione netta di titoli di credito da parte di || Società non finanziarie || 30 || 11 || 67 ||   || 108 || 34 || 142 
 Società finanziarie || 23 || 22 || 25 ||   || 70 || 12 || 82 
 Amministrazioni pubbliche || 5 || 2 || 6 ||   || 13 || 19 || 32 
 Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 65 || 43 || 124 ||   || 232 || 43 || 275 
 Economia nazionale || 123 || 78 || 222 ||   || 423 || 108 || 531 
 Resto del mondo || 24 || 28 || 54 ||   || 106 ||   || 106 
 Totale || 147 || 106 || 276 ||   || 529 || 108 || 637 
5.55       Il conto finanziario per
debitore/creditore permette di individuare il finanziatore e il finanziato, l'importo
del finanziamento e l'attività finanziaria utilizzata. Consente di rispondere a
domande come le seguenti:
a)      quali sono i settori di contropartita
delle attività finanziarie acquistate nette o delle passività assunte nette da
un settore istituzionale? 
b)      in quali società ha una partecipazione il
settore delle amministrazioni pubbliche?
c)      per quali importi i settori residenti e
il resto del mondo acquistano (al netto delle cessioni) titoli di credito
emessi (al netto dei rimborsi) da amministrazioni pubbliche, da società
finanziarie o non finanziarie e dal resto del mondo?
CLASSIFICAZIONE
DETTAGLIATA DELLE OPERAZIONI FINANZIARIE PER RUBRICA
Sono definiti e descritti qui di seguito gli
strumenti finanziari. Per registrare una operazione si utilizza il codice F,
per registrare il connesso livello di stock o la posizione di una attività o di
una passività si utilizza il codice AF.
Oro monetario e diritti speciali di
prelievo (F.1)
5.56       La rubrica F.1 (Oro monetario e
diritti speciali di prelievo (DSP)) consta di due sottorubriche:
a)      oro monetario (F.11);
b)      diritti speciali di prelievo (DSP)
(F.12).
Oro monetario (F.11)
Definizione
5.57       L'oro monetario è l'oro su cui
vantano diritti le autorità monetarie e che è detenuto come attività di
riserva. 
Comprende l'oro fisico e i conti in oro non
allocated presso non residenti che attribuiscono il diritto di ottenere la
consegna di oro.
5.58       Il settore delle autorità
monetarie comprende le autorità bancarie centrali e le istituzioni delle
amministrazioni centrali che svolgono operazioni normalmente di pertinenza
delle autorità bancarie centrali. In tali operazioni rientrano l'emissione di
moneta, la gestione delle attività di riserva e la gestione dei fondi di
stabilizzazione dei cambi.
5.59       L'assoggettamento al controllo
effettivo delle autorità monetarie implica che:
a)      gli organismi residenti possono negoziare
tali strumenti con non residenti solo alle condizioni specificate dalle
autorità monetarie o previa loro esplicita autorizzazione;
b)      su richiesta, le autorità monetarie hanno
accesso a tali crediti nei confronti di non residenti per soddisfare le
esigenze di finanziamento della bilancia dei pagamenti e ad altri scopi
analoghi;
c)      vige una norma o esiste un altro accordo
vincolante che conferma tale ruolo di agenzia del residente.
5.60       Tutto l'oro monetario è incluso
nelle attività di riserva o è detenuto da organizzazioni finanziarie internazionali.
È composto da :
a)      oro fisico (compreso l'oro monetario detenuto
in conti in oro allocated);
b)      conti in oro non allocated presso non
residenti.
5.61       L'oro monetario sotto forma di
oro fisico è l'unica attività finanziaria per la quale non esiste una passività
di contropartita. Si presenta nella forma di monete, lingotti o barre con
titolo di almeno 995/1000. L'oro fisico non detenuto come attività di riserva è
una attività non finanziaria ed è incluso nell'oro non monetario.
5.62       I conti in oro allocated
attribuiscono la proprietà di uno specifico lingotto d'oro. L'organismo che
deposita l'oro in custodia ne rimane proprietario. Tali conti offrono
normalmente servizi di acquisto, deposito e vendita. Se l'oro è detenuto come
attività di riserva, i conti in oro allocated sono classificati come oro
monetario e pertanto come una attività finanziaria. In caso contrario, essi
rappresentano la proprietà di un bene, segnatamente di oro non monetario.
5.63       Diversamente dai conti in oro
allocated, i conti in oro non allocated rappresentano un diritto nei confronti
del gestore di ottenere la consegna di oro. Se l'oro è detenuto come attività
di riserva, i conti in oro non allocated sono classificati come oro monetario e
pertanto come una attività finanziaria. In caso contrario, essi sono
classificati come depositi.
5.64       Le operazioni inerenti a oro
monetario sono costituite in prevalenza da operazioni di compravendita di oro
monetario tra autorità monetarie o talune organizzazioni finanziarie
internazionali. Non possono intervenire in tali operazioni unità istituzionali
diverse da queste. Gli acquisti di oro monetario sono registrati nei conti
finanziari delle autorità monetarie come incrementi delle attività finanziarie,
mentre le vendite costituiscono diminuzioni delle attività finanziarie. Le
registrazioni di contropartita sono costituite rispettivamente da una
diminuzione o da un incremento delle attività finanziarie del resto del mondo.
5.65       Se le autorità monetarie
incrementano le loro riserve di oro monetario aggiungendo oro non monetario (ad
esempio, acquistando oro sul mercato), oppure diminuiscono tali riserve
destinando l'oro monetario a scopi non monetari (ad esempio, vendendo oro sul
mercato), si considera che esse abbiano rispettivamente monetizzato o
demonetizzato oro. La monetizzazione o la demonetizzazione di oro non
comportano registrazioni nel conto finanziario, bensì registrazioni nel conto
delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività a titolo di
variazioni nella classificazione delle attività e delle passività, ossia come
riclassificazione di oro da oggetto di valore (AN.13) a oro monetario (AF.11)
(cfr. paragrafi 6.22-6.24). La demonetizzazione di oro consiste nella
riclassificazione di oro monetario in oggetto di valore.
5.66       I depositi, i prestiti e i
titoli espressi in oro sono considerati attività finanziarie diverse dall'oro
monetario e sono classificati nella rubrica appropriata, unitamente ad attività
finanziarie simili denominate in valuta estera. Gli swap su oro costituiscono
una forma di pronti contro termine su titoli (repurchase agreement), relativi a
oro monetario o non monetario. Essi implicano lo scambio di oro contro un
deposito, con l'accordo che in una determinata data futura sarà effettuata l'operazione
inversa a un prezzo dell'oro prefissato. Sulla base del principio generale di
registrazione delle operazioni inverse, la parte che ottiene oro non lo
registra nel suo conto patrimoniale, mentre il fornitore di oro non cancella l'oro
dal suo conto patrimoniale. Gli swap su oro sono registrati da entrambe le
parti come prestiti garantiti, in cui la garanzia è costituita dall'oro. Si
effettuano swap su oro monetario tra le autorità monetarie o tra queste e altre
parti, mentre gli swap su oro non monetario sono operazioni simili in cui non
intervengono autorità monetarie. 
5.67       I prestiti in oro consistono
nella consegna di oro per un determinato periodo di tempo. Come nel caso di
altre operazioni inverse, è trasferita la proprietà giuridica dell'oro, ma il
prestatore assume i rischi e acquisisce i benefici delle oscillazioni del
prezzo dell'oro. I soggetti che prendono a prestito oro spesso ricorrono a tali
operazioni a fini di copertura delle vendite a terzi in periodi di carenza di
oro. Un compenso, determinato sulla base del valore dell'attività sottostante e
della durata dell'operazione inversa, è corrisposto al proprietario originario
per l'uso dell'oro.
5.68       Poiché l'oro monetario è una
attività finanziaria, gli introiti ricavati dalla concessione di prestiti in
oro rappresentano il compenso per aver messo una attività finanziaria a
disposizione di un'altra unità istituzionale. I compensi associati ai prestiti
di oro monetario sono trattati come interessi. Per semplicità, lo stesso
principio si applica ai compensi corrisposti nel caso di prestiti di oro non
monetario.
DSP (F.12)
Definizione
5.69       I diritti speciali di prelievo
(DSP) sono attività di riserva internazionali create dal Fondo monetario
internazionale (FMI) e assegnate ai suoi membri a integrazione delle attività
di riserva esistenti.
5.70       Il dipartimento dell'FMI
responsabile dei DSP gestisce le riserve mediante l'assegnazione dei DSP ai
paesi membri dell'FMI e a talune agenzie internazionali (collettivamente
denominati i partecipanti).
5.71       La creazione di DSP (assegnazioni)
e l'estinzione di DSP (cancellazioni) costituiscono operazioni. Le assegnazioni
di DSP sono registrate su base lorda, quale acquisizione di attività nei conti
finanziari delle autorità monetarie del singolo partecipante e come assunzione
di passività da parte del resto del mondo.
5.72       I DSP sono detenuti
esclusivamente da detentori ufficiali — le autorità bancarie centrali e talune
agenzie internazionali — e sono trasferibili tra i partecipanti e gli altri
detentori ufficiali. I DSP assegnati rappresentano il diritto incondizionato e
garantito di ciascun detentore di ottenere altre attività di riserva, in
particolare valute estere, dagli altri membri dell'FMI.
5.73       I DSP sono attività con
corrispondenti passività, ma tali attività rappresentano crediti nei confronti
dell'insieme dei partecipanti e non dell'FMI. Un partecipante può vendere a un
altro partecipante alcuni o tutti i DSP che gli sono stati assegnati e ricevere
in cambio altre attività di riserva, in particolare divise estere.
Biglietti, monete e depositi (F.2)
Definizione
5.74       Per biglietti, monete e
depositi si intendono i biglietti e le monete in circolazione, nonché i
depositi sia in moneta nazionale, sia in valuta estera.
5.75       Si distinguono tre sottorubriche:
a)      biglietti e monete (F.21);
b)      depositi trasferibili (F.22);
c)      altri depositi (F.29).
Biglietti e monete (F.21)
Definizione
5.76       I biglietti e le monete sono le
banconote e le monete emesse o autorizzate dalle autorità monetarie.
5.77       Comprendono:
a)      le banconote e le monete emesse da
autorità monetarie residenti quale moneta nazionale in circolazione e detenute
da residenti e da non residenti;
b)      le banconote e le monete emesse da
autorità monetarie non residenti quale valuta estera in circolazione e detenute
da residenti.
5.78       Non comprendono: 
a)      le banconote e le monete non in
circolazione: ad esempio, le scorte di proprie banconote delle autorità
bancarie centrali o le riserve di banconote in caso di emergenza;
b)      le monete commemorative non normalmente
utilizzate per effettuare pagamenti. Tali monete sono classificate come oggetti
di valore.
Riquadro 5.2 - Monete emesse dall'Eurosistema
B.5.2.1 Le banconote e le monete in euro
emesse dall'Eurosistema costituiscono la moneta nazionale degli Stati membri
dell'UE della zona dell'euro. Sebbene l'euro sia trattato come una moneta
nazionale, gli euro detenuti dai residenti di ciascuno Stato membro
partecipante costituiscono passività della banca centrale nazionale residente
solo in misura pari alla sua quota nominale del totale dell'emissione, sulla
base della sua quota di capitale della BCE. Una delle conseguenze è che, nella
zona dell'euro, in una ottica nazionale, una parte della moneta nazionale
detenuta da residenti potrebbe costituire un credito finanziario nei confronti
di non residenti.
B5.2.2. Banconote e monete emesse dall'Eurosistema.
Le banconote sono emesse dall'Eurosistema, mentre le monete sono emesse dalle
amministrazioni centrali della zona dell'euro, sebbene per convenzione esse
siano considerate passività delle banche centrali nazionali che come
contropartita vantano un credito fittizio nei confronti delle amministrazioni
pubbliche. Le banconote e le monete in euro possono essere detenute da
residenti nella zona euro o da non residenti in tale zona. 
Depositi (F.22 e F.29)
Definizione
5.79       I depositi sono contratti
standard non negoziabili offerti al grande pubblico da istituti di deposito e
in alcuni casi da amministrazioni pubbliche in qualità di debitori, che
consentono il deposito e il successivo prelievo di importi di denaro da parte
del creditore. Solitamente i depositi assicurano la restituzione dell'intero
capitale all'investitore da parte del debitore. 
Depositi trasferibili (F.22)
Definizione
5.80       I depositi trasferibili sono i
depositi immediatamente convertibili in moneta, alla pari, a vista, che possono
essere direttamente utilizzati per effettuare pagamenti mediante assegni,
cambiali, ordini di bonifico, addebitamenti o accreditamenti diretti o simili,
senza alcuna limitazione o senza il pagamento di una penale.
5.81       I depositi trasferibili
rappresentano in prevalenza passività di istituti di deposito residenti, in
alcuni casi di amministrazioni centrali, e di unità istituzionali non
residenti. I depositi trasferibili comprendono:
a)      le posizioni interbancarie tra
istituzioni finanziarie e monetarie;
b)      i depositi costituiti presso le autorità
bancarie centrali dagli istituti di deposito, oltre l'importo delle riserve
obbligatorie, che possono essere utilizzati senza preavviso o senza limitazioni;

c)      i depositi costituiti presso le autorità
bancarie centrali da altre istituzioni finanziarie e monetarie sotto forma di
conti in oro non allocated di oro non monetario e i corrispondenti depositi
sotto forma di conti in metalli preziosi;
d)      i depositi di valute estere nell'ambito
di operazioni swap;
e)      la posizione di riserva nei confronti
dell'FMI che forma la "tranche di riserva", ossia i diritti speciali
di prelievo o gli importi in valuta estera che un paese membro può ottenere
dall'FMI con breve preavviso, e gli altri crediti nei confronti dell'FMI che
possono essere messi rapidamente a disposizione del paese membro, comprese le
linee di credito concesse dal paese dichiarante all'FMI nel quadro degli
Accordi generali di prestito (General Agreement to Borrow - GAB) e dei nuovi
accordi di prestito (New Arrangements to Borrow - NAB).
5.82       I depositi trasferibili possono
prevedere lo scoperto di conto. Se un conto è scoperto, si considera che sia
stato effettuato un prelievo dal deposito per la parte dei fondi ritirati fino
all'azzeramento del conto e che sia stato concesso un prestito per la parte
eccedente. 
5.83       Depositi
trasferibili possono essere detenuti da tutti i settori residenti e dal resto
del mondo.
5.84       I depositi trasferibili
possono essere suddivisi, secondo la valuta, in depositi trasferibili espressi
in moneta nazionale e depositi trasferibili espressi in valuta estera.
Altri depositi (F.29)
Definizione
5.85       Gli altri depositi sono i
depositi diversi dai depositi trasferibili. Gli altri depositi non possono
essere utilizzati per effettuare pagamenti, salvo alla scadenza o trascorso un
determinato periodo di preavviso, e non sono convertibili in moneta o in
depositi trasferibili senza una significativa limitazione o senza il pagamento di
una penale.
5.86       Gli altri depositi
comprendono:
a)      i depositi a termine, ossia i depositi la
cui disponibilità non è immediata, perché vincolati per un periodo di tempo
determinato, vincolati fino a una certa data o soggetti a preavviso; sono
compresi anche i depositi costituiti dagli istituti di deposito presso le
autorità bancarie centrali a titolo di riserve obbligatorie, nella misura in
cui i depositanti non possono effettuare prelievi senza preavviso o
limitazioni;
b)      i depositi a risparmio, i libretti di
risparmio, i certificati di risparmio non negoziabili o i certificati di
deposito non negoziabili;
c)      i depositi inerenti a piani o
contratti di risparmio: tali depositi prevedono spesso l'obbligo per il
depositante di effettuare versamenti regolari per un certo periodo di tempo e l'indisponibilità
del capitale versato e degli interessi maturati finché non è trascorso un
periodo di tempo determinato; talvolta, essi sono combinati con l'emissione,
alla fine del periodo di risparmio, di prestiti proporzionali agli importi
accumulati, destinati a finanziare l'acquisto o la costruzione di una
abitazione;
d)      i certificati di deposito emessi da
associazioni mutue di risparmi e prestiti, società di credito edilizio,
cooperative di credito e simili, talvolta denominati quote, che sono
riscattabili a vista o con preavvisi relativamente brevi, ma che non sono
trasferibili;
e)      i margini rimborsabili connessi a
strumenti finanziari derivati che costituiscono passività di istituzioni
finanziarie e monetarie;
f)       le operazioni di pronti contro termine (repurchase
agreement) a breve termine che costituiscono passività di istituzioni
finanziarie e monetarie;
g)      le passività nei confronti dell'FMI, che
sono componenti di riserve internazionali e non sono rappresentate da prestiti;
consistono nell'impiego dei crediti accordati dal Fondo nell'ambito del suo
Conto delle risorse generali, il quale misura la quantità della moneta di un
paese membro presso l'FMI che tale paese è obbligato a riacquistare.
5.87       Gli altri depositi non
comprendono i certificati di deposito e di risparmio negoziabili, i quali sono
classificati nella rubrica AF.3 (Titoli di credito).
5.88       Gli altri depositi possono
essere suddivisi, secondo la valuta, in altri depositi espressi in moneta
nazionale e altri depositi espressi in valuta estera.
Titoli di credito (F.3)
Definizione
5.89       I titoli di credito sono
strumenti finanziari negoziabili che comprovano l'esistenza di un debito.
Principali caratteristiche dei titoli di
credito
5.90       I titoli di credito presentano
le seguenti caratteristiche: 
a)      data di emissione: la data in cui il
titolo è stato emesso; 
b)      prezzo di emissione: il prezzo al quale
gli investitori acquistano il titolo al momento dell'emissione;
c)      data di rimborso o data di scadenza: la data
in cui, secondo il contratto, sarà effettuato il rimborso definitivo del
capitale;
d)      prezzo di rimborso o
valore facciale: l'importo che l'emittente pagherà al detentore del titolo alla
scadenza di questo; 
e)      scadenza originaria: periodo che intercorre
tra la data di emissione e la data del pagamento finale stabilita nel
contratto;
f)       vita residua: periodo che intercorre tra
la data di riferimento e la data del rimborso definitivo stabilita nel
contratto;
g)      tasso cedolare: il tasso di interesse che
l'emittente versa ai detentori dei titoli di credito; il tasso può essere fisso
per tutta la durata del titolo o variare in funzione dell'inflazione, dei tassi
di interessi o dei prezzi di talune attività; le cambiali e le obbligazioni a
tasso zero non comportano il pagamento di interessi;
h)      data della cedola: la data alla quale l'emittente
versa gli interessi ai detentori dei titoli di credito; 
i)       denominazione: il prezzo di emissione,
il prezzo di rimborso e il tasso cedolare possono essere espressi (o rimborsati)
in moneta nazionale o in valuta estera;
j)       rating dei titoli di credito: la
valutazione dell'affidabilità creditizia delle singole emissioni di titoli. L'assegnazione
nelle varie classi di rating è effettuata da agenzie riconosciute. 
Con riguardo alla lettera c), la data di scadenza
può coincidere con la data di conversione di un titolo di credito in azioni. In
questo caso per convertibilità si intende la facoltà del detentore del titolo
di scambiarlo contro azioni ordinarie dell'emittente. Per scambiabilità si
intende la facoltà del detentore del titolo di scambiarlo contro azioni di un'altra
società diversa dall'emittente. I titoli di debito perpetuo, che non hanno una
scadenza prestabilita, sono classificati come titoli di credito.
5.91       I titoli di credito comprendono
attività e passività finanziarie che possono essere classificate secondo
diversi criteri: scadenza, settore e sottosettore detentore ed emittente,
valuta e tipo di tasso di interesse. 
Classificazione secondo la scadenza
originaria e la valuta
5.92       Secondo la scadenza originaria
le operazioni inerenti a titoli di credito sono suddivise in due sottorubriche:

a)      titoli di credito a breve termine (F.31);

b)      titoli di credito a lungo termine (F.32).

5.93       I titoli di credito possono essere
espressi in moneta nazionale o in valuta estera. Può essere opportuno procedere
a una ulteriore ripartizione dei titoli di credito espressi in valute estere differenti,
in funzione dell'importanza relativa delle singole divise per una economia. 
5.94       I titoli di credito il cui
capitale e i cui interessi sono correlati a una valuta estera sono classificati
come espressi in tale valuta. 
Classificazione per tipo di tasso di
interesse
5.95       Secondo il tipo di tasso di
interesse, i titoli di credito possono essere classificati in tre gruppi: 
a)      titoli di credito a tasso di interesse
fisso; 
b)      titoli di credito a tasso di interesse
variabile;
c)      titoli di credito a tasso di interesse
misto. 
Titoli di credito a tasso di interesse
fisso
5.96       I titoli di credito a tasso di
interesse fisso comprendono: 
a)      titoli di credito emessi e
rimborsati alla pari;
b)      titoli di credito emessi a un prezzo
sopra o sotto la pari, ad esempio, buoni del Tesoro, carta commerciale, pagherò
cambiari, tratte, vaglia cambiari e certificati di deposito;
c)      deep discount bond: titoli che
corrispondono interessi minimi e sono emessi a un prezzo molto al di sotto
della pari;
d)      obbligazioni a tasso zero: si tratta di
titoli che prevedono un solo pagamento senza corresponsione di interessi; l'obbligazione
è venduta a un prezzo inferiore al valore alla pari e il capitale è rimborsato
alla scadenza o talvolta in tranche; le obbligazioni a tasso zero possono
essere create a partire da titoli di credito a tasso fisso, scindendoli in due
parti, una parte cedolare e una parte capitale, e negoziandoli separatamente; 
e)      STRIPS (acronimo per "Separate
Trading of Registered Interest and Principal Securities", negoziazione
distinta della quota interessi e della quota capitale di un titolo): si tratta
di titoli la cui parte cedolare è stata scorporata dalla parte capitale e le
due parti sono negoziate separatamente;
f)       titoli di debito perpetuo, titoli del
debito redimibile, obbligazioni riscattabili e titoli che prevedono il rimborso
progressivo del capitale;
g)      obbligazioni convertibili, che
possono essere convertite, a scelta del detentore, in azioni dell'emittente,
venendo allora classificate come azioni;
h)      titoli scambiabili che prevedono l'opzione
di scambiare il titolo contro azioni di una società diversa dall'emittente,
solitamente una consociata o una società in cui l'emittente detiene una
partecipazione, a una data futura e a determinate condizioni.
5.97       I titoli a tasso fisso
comprendono anche altri titoli come i titoli con warrant, le obbligazioni
subordinate, le azioni privilegiate che danno diritto a un reddito fisso ma non
prevedono la partecipazione alla distribuzione del valore residuo di una
società in caso di liquidazione, ecc. 
Titoli di credito a tasso di interesse
variabile
5.98       Nel caso dei titoli di credito
a tasso di interesse variabile il pagamento degli interessi e/o del capitale è
correlato a: 
a)      un indice generale dei prezzi di
beni e servizi (come l'indice dei prezzi al consumo),
b)      un tasso di interesse o
c)      il prezzo di una attività.
5.99       I titoli a tasso
variabile sono solitamente classificati come titoli di credito a lungo termine,
salvo che non abbiano una scadenza originaria pari o inferiore a un anno. 
5.100     Tra i titoli correlati all'inflazione
o al prezzo di una attività figurano i titoli di credito emessi sotto forma di
obbligazioni indicizzate all'inflazione o a merci. Le cedole e/o il valore di
rimborso di un titolo indicizzato a merci variano in funzione del variare del
prezzo di una merce. I titoli il cui interesse è correlato al rating di credito
di un altro mutuatario sono classificati come titoli indicizzati, in quanto i
rating non cambiano in maniera continua in risposta alle condizioni di mercato.
5.101     Per i titoli indicizzati a tassi
di interesse, l'interesse nominale contrattuale e/o il valore di rimborso del
capitale variano in funzione delle variazioni della moneta nazionale. Al
momento dell'emissione, l'emittente non può conoscere il valore dell'interesse
e il valore di rimborso del capitale.
Titoli di credito a tasso di interesse
misto
5.102     I titoli di credito a tasso di
interesse misto presentano nel corso della loro esistenza un tasso di interesse
sia fisso sia variabile e sono classificati come titoli a tasso variabile.
Comprendono i titoli dotati:
a)      contemporaneamente di una cedola fissa e
di una cedola variabile,
b)      di una cedola fissa o variabile fino a un
determinato momento e, rispettivamente, variabile o fissa da quel momento fino
alla scadenza, o
c)      di una cedola il cui importo è prefissato
per tutta la durata del titolo ma non è costante nel tempo. Tali titoli sono
denominati "titoli stepped".
Emissioni con collocamento privato
5.103     Tra i titoli di credito figurano
anche le emissioni con collocamento privato, ossia la vendita diretta di titoli
da parte dell'emittente a un ristretto numero di investitori. L'affidabilità
creditizia degli emittenti di questi titoli non è normalmente valutata dalle
agenzie di rating e i titoli non sono generalmente rivenduti o riquotati. Di
conseguenza il loro mercato secondario è limitato. Tuttavia, la maggior parte
delle emissioni con collocamento privato risponde al criterio di negoziabilità
ed esse sono classificate come titoli di credito.
Cartolarizzazione
Definizione
5.104     Per cartolarizzazione si intende
l'emissione di titoli di credito il cui interesse o il cui rimborso del
capitale sono garantiti da determinate attività o da futuri flussi di reddito.
Oggetto di cartolarizzazione possono essere numerosi tipi di attività o di
futuri flussi di reddito quali, tra gli altri, mutui ipotecari residenziali e
commerciali, prestiti al consumo, prestiti di società, prestiti delle
amministrazioni pubbliche, contratti di assicurazione, derivati creditizi e
futuri introiti.
5.105     La cartolarizzazione di attività
o di futuri flussi di reddito ha costituito una importante innovazione
finanziaria che ha portato alla fondazione e all'utilizzo su larga scala di
nuove società finanziarie preposte a facilitare la creazione, la
commercializzazione e l'emissione di titoli. La cartolarizzazione presenta
numerosi vantaggi per le società: permette di avere accesso a finanziamenti
meno costosi di quelli bancari, di ridurre i vincoli in materia di capitale di
vigilanza, di trasferire vari tipi di rischio, come il rischio di credito o il
rischio di assicurazione, e di diversificare le fonti di finanziamento.
5.106     I programmi di cartolarizzazione
variano da un mercato mobiliare all'altro e all'interno degli stessi. Si
possono distinguere due grandi gruppi di tali programmi:
a)      i programmi di cartolarizzazione in cui
interviene una società finanziaria preposta alla cartolarizzazione di attività,
caratterizzati dal trasferimento dal detentore originario delle attività che
servono da garanzia (cartolarizzazione dei crediti classica);
b)      programmi di cartolarizzazione in cui
interviene una società finanziaria preposta alla cartolarizzazione di attività,
caratterizzati dal trasferimento del solo rischio di credito ricorrendo a
credit default swap: il proprietario originario conserva le attività, ma
trasferisce il rischio di credito (cartolarizzazione sintetica).
5.107     Nel caso dei programmi di
cartolarizzazione del tipo a) viene creata una società di cartolarizzazione con
il compito di detenere le attività oggetto di cartolarizzazione o le altre
attività cancellate dal conto patrimoniale del detentore originario e di
emettere titoli garantiti da tali attività.
5.108     È importante stabilire se la
società finanziaria preposta alla cartolarizzazione delle attività gestisce
attivamente il suo portafoglio, mediante l'emissione di titoli e l'assunzione
di rischi, o se si limita ad agire semplicemente come un fondo che gestisce
passivamente attività o detiene titoli. Se ha la proprietà giuridica di un
portafoglio di attività, se emette titoli che presentano un interesse nel
portafoglio, se dispone di una contabilità completa e se assume rischi di
mercato e di credito, la società finanziaria agisce in qualità di intermediario
finanziario da classificare nella rubrica degli altri intermediari finanziari. Le
società finanziarie preposte alla cartolarizzazione di attività, denominate
anche società veicolo, solitamente non sopportano il rischio di credito o di
mercato in quanto ogni variazione di valore delle attività da esse detenute
imputabile a tali rischi è direttamente compensata da una diminuzione del
valore del capitale e/o degli interessi da corrispondere ai detentori dei
titoli garantiti da attività (asset-backed securities - ABS). Le agenzie di
rating considerano inoltre le società di cartolarizzazione come totalmente a
prova di insolvenza. Le società finanziarie preposte alla cartolarizzazione di
attività si differenziano dagli organismi creati al solo scopo di detenere
specifici portafogli di attività e passività finanziarie. Se sono residenti
nello stesso paese della società madre, tali organismi sono aggregati a questa,
altrimenti, come organismi non residenti, sono considerati unità istituzionali
distinte e sono classificati come istituzioni finanziarie captive.
5.109     Nel caso dei programmi di cartolarizzazione
del tipo b), il proprietario originario delle attività che intende acquistare
protezione trasferisce, mediante credit default swap (CDS), il rischio di
credito connesso a un insieme di attività di riferimento diversificate a una
società di cartolarizzazione, senza cedere le attività. I proventi della
emissione di titoli sono collocati in un deposito o in un altro investimento
sicuro come, ad esempio, obbligazioni tripla A e gli interessi maturati sul
deposito, unitamente al premio derivante dall'operazione di CDS, finanziano gli
interessi sui titoli emessi. In caso di perdita, il capitale dovuto ai
detentori di titoli garantiti dalle attività si riduce, colpendo dapprima le
tranche junior con minor grado di prelazione. Il pagamento degli interessi e il
rimborso del capitale potrebbero anche essere reindirizzati dagli investitori
in titoli al proprietario originario della garanzia al fine di coprire le
perdite per inadempienza.
5.110     I titoli garantiti da attività
(ABS) sono titoli di credito per i quali il pagamento del rimborso del capitale
e/o degli interessi è finanziato solo a partire da flussi di cassa prodotti da
uno specifico pool di attività finanziarie o non finanziarie.
5.111     Le
obbligazioni garantite (covered bond) sono titoli emessi da una società
finanziaria o pienamente garantiti da una società finanziaria. In caso di
insolvenza della società finanziaria emittente o di garanzia, i detentori dei
titoli vantano una prelazione sul pool di copertura, in aggiunta ai loro
diritti ordinari nei confronti della società finanziaria.
Prestiti (F.4)
Definizione
5.112     Si ha un prestito allorché un mutuante
presta fondi a un mutuatario. 
Principali caratteristiche dei prestiti
5.113     I prestiti presentano le
seguenti caratteristiche:
a)      le condizioni di concessione del prestito
sono fissate dalla società finanziaria che lo concede, oppure sono pattuite,
direttamente o per il tramite di un intermediario, tra il mutuante e il
mutuatario;
b)      l'iniziativa dell'operazione è assunta
normalmente dal mutuatario;
c)      un prestito costituisce un debito
incondizionato nei confronti del creditore, che deve essere rimborsato alla
scadenza e che produce interessi.
5.114     I prestiti possono costituire
attività o passività finanziarie di tutti i settori residenti e del resto del
mondo. Gli istituti di deposito registrano normalmente le passività a breve
termine come depositi e non come prestiti. 
Classificazione dei prestiti secondo la
scadenza originaria, la valuta e lo scopo 
5.115     I prestiti possono essere
ripartiti secondo la scadenza originaria in:
a)      prestiti con scadenza originaria a breve
termine, inclusi i prestiti rimborsabili a vista (F.41);
b)      prestiti con scadenza originaria a
lungo termine (F.42).
5.116     A fini analitici può esser utile
ripartire ulteriormente i prestiti come segue:
a)      prestiti espressi in valuta nazionale;
b)      prestiti espressi in valuta estera.
Una utile ripartizione dei prestiti alle famiglie
è la seguente:
a)      prestiti al consumo; 
b)      mutui immobiliari;
c)      altri prestiti.
Distinzione tra operazioni inerenti a
prestiti e operazioni inerenti a depositi
5.117     La distinzione tra operazioni
inerenti a prestiti (F.4) e operazioni inerenti a depositi (F.22) consiste nel
fatto che un debitore offre un contratto standard non negoziabile nel caso di
un prestito, ma non nel caso di un deposito. 
5.118     I prestiti a breve termine
concessi agli istituti di deposito sono classificati come depositi trasferibili
o come altri depositi, mentre i prestiti a breve termine accettati dalle unità
istituzionali diverse dagli istituti di deposito sono classificati come
prestiti a breve termine. 
5.119     I collocamenti di fondi tra
istituti di deposito sono sempre registrati come depositi.
Distinzione tra operazioni inerenti a
prestiti e operazioni inerenti a titoli di credito
5.120     La distinzione tra operazioni
inerenti a prestiti (F.4) e operazioni inerenti a titoli di credito (F.3)
consiste nel fatto che i prestiti sono strumenti finanziari non negoziabili,
mentre i titoli di credito sono strumenti finanziari negoziabili.
5.121     I prestiti sono rappresentati
nella maggior parte dei casi da un unico documento e le operazioni inerenti a
prestiti sono condotte tra un solo creditore e un solo debitore. Per contro, le
emissioni di titoli riguardano un grande numero di documenti identici, ciascuno
di importo arrotondato, che insieme costituiscono l'ammontare totale del
prestito.
5.122     Un mercato secondario dei prestiti
esiste. Nel caso in cui diventino negoziabili su un mercato organizzato, i
prestiti devono essere riclassificati come titoli di credito, a condizione che l'esistenza
di contrattazioni sul mercato secondario e di quotazioni frequenti dell'attività
finanziaria, nonché la presenza di market maker siano dimostrate, ad esempio, dalla
differenza tra le quotazioni d'acquisto e di vendita. Ciò comporta normalmente
una esplicita conversione del prestito originario.
5.123     I prestiti standard sono offerti
nella maggior parte dei casi da società finanziarie e sono spesso concessi alle
famiglie. La società finanziaria stabilisce le condizioni e alle famiglie è
lasciata solo la scelta se accettare o rifiutare l'offerta. Per contro, le
condizioni dei prestiti non standard rappresentano spesso il risultato di
contrattazioni tra il creditore e il debitore. Si tratta di un importante criterio
che facilita la distinzione tra prestiti non standard e titoli di credito. Nel
caso di emissioni pubbliche di titoli, le condizioni di emissione sono
stabilite dal mutuatario, eventualmente dopo aver consultato la banca capofila.
Nel caso di emissioni con collocamento privato, tuttavia, il creditore e il
debitore contrattano le condizioni di emissione.
Distinzione tra operazioni inerenti a
prestiti, crediti commerciali e cambiali
5.124     Il credito commerciale è il
credito concesso direttamente dai fornitori di beni e servizi ai propri
clienti. Si ha un credito commerciale allorché il pagamento di beni e servizi è
effettuato in un momento diverso da quello in cui avviene il trasferimento
della proprietà di un bene o l'erogazione di un servizio.
5.125     Il credito commerciale si
differenzia dai prestiti destinati a finanziare le attività commerciali, da
classificare come prestiti. Le cambiali commerciali tratte su un cliente da un
fornitore di beni e servizi, successivamente scontate da quest'ultimo presso una
società finanziaria, diventano un credito di un terzo nei confronti del
cliente: a condizione che siano negoziabili, tali strumenti sono classificati
come crediti commerciali e anticipazioni.
Prestiti di titoli e pronti contro
termine 
Definizione
5.126     I prestiti di titoli sono
operazioni mediante le quali una parte trasferisce temporaneamente titoli a una
controparte. Quest'ultima può essere tenuta a fornire in cambio, a titolo di
garanzia, attività sotto forma di contanti o di titoli. La proprietà giuridica
è ceduta a entrambe le parti che intervengono nell'operazione, pertanto i
titoli oggetto del prestito e le attività di garanzia possono essere vendute o
prestate a terzi. 
Definizione
5.127     Una operazione di pronti contro
termine (repurchase agreement) è un contratto in base al quale una parte cede a
pronti titoli, come titoli di credito o azioni, in cambio di denaro o altri
mezzi di pagamento, e contemporaneamente si impegna riacquistare a termine gli
stessi titoli o titoli simili a un prezzo prestabilito. L'impegno di riacquisto
può riferirsi a una precisa data futura o a una data "aperta". 
5.128     I prestiti di titoli con
garanzia in contanti e i pronti contro termine sono operazioni differenti che
producono gli stessi effetti economici di un prestito garantito, in quanto
comportano entrambi la presentazione di titoli a garanzia di un prestito o di
un deposito, nel caso in cui un istituto di deposito venda i titoli in
questione. Le caratteristiche dei due tipi di operazioni sono illustrate nella
tavola 5.2.
Tavola 5.2 - Principali caratteristiche dei
prestiti di titoli e dei pronti contro termine
 Caratteristica || Prestiti di titoli || Pronti contro termine 
 Garanzia in contanti || Senza garanzia in contanti || Titoli specifici || Garanzia generale 
 Metodo di scambio formale || Prestito di titoli con l'impegno di restituirli || Vendita di titoli e impegno a riacquistarli alle condizioni dell'accordo quadro 
 Forma di scambio || Titoli contro contanti || Titoli contro altre (eventuali) garanzie || Titoli contro contanti || Contanti contro titoli 
 Compenso corrisposto al fornitore di || garanzia in contanti (la parte che prende a prestito i titoli) || titoli (non a garanzia) (la parte che presta i titoli) || contanti || contanti 
 Corrispettivo pagabile come || commis-sione || commissione || repo rate || repo rate 
5.129     Si considera che nel caso delle
operazioni di prestiti di titoli e di pronti contro termine non si configuri un
trasferimento della proprietà economica dei titoli in quanto il prestatore
continua a percepire i redditi derivanti dai titoli ed è assoggettato ai rischi
o acquisisce i benefici connessi a eventuali oscillazioni del prezzo dei
titoli.
5.130     L'erogazione e la riscossione di
fondi nell'ambito di operazioni di pronti contro termine o di prestiti di
titoli con garanzia in contanti non comportano nuove emissioni di titoli di
credito. Tali erogazioni di fondi a favore di unità istituzionali diverse dalle
istituzioni finanziarie e monetarie sono considerate prestiti, mentre per gli
istituti di deposito sono considerate depositi.
5.131     Se una operazione di prestiti di
titoli non comporta l'erogazione di contanti, ossia se i titoli sono scambiati
con altri titoli o se una delle parti fornisce un titolo senza garanzia, essa
non si configura come operazione inerente a prestiti, depositi o titoli.
5.132     I marginal call in denaro in una
operazione di pronti contro termine sono classificati come prestiti.
5.133     Gli swap su oro sono simili a operazioni
di pronti contro termine su titoli, salvo che il collaterale è costituito da
oro. Essi comportano lo scambio di oro contro un deposito in valuta estera, con
l'accordo che in una determinata data futura sarà effettuata l'operazione
inversa a un prezzo dell'oro prefissato. L'operazione è registrata come un
deposito o un prestito garantito. 
Leasing finanziario
Definizione
5.134     Un contratto di leasing
finanziario è un contratto mediante il quale il locatore, in qualità di
proprietario giuridico di una attività, trasferisce al locatario i rischi e i
benefici derivanti dalla proprietà dell'attività. In un contratto di leasing
finanziario si considera che il locatore conceda al locatario un prestito con
il quale quest'ultimo acquisisce l'attività. Una volta eseguita l'operazione,
il cespite figura nel bilancio del locatario e non del locatore; il relativo prestito
figura come una attività del locatore e una passività del locatario.
5.135     I contratti di leasing
finanziario si differenziano dagli altri contratti di leasing per il fatto che
i rischi e i benefici della proprietà sono trasferiti dal proprietario giuridico
del bene all'utilizzatore di tale bene. Altre forme di leasing sono i) il
leasing operativo, ii) il leasing di risorse e iii) le licenze, i contratti di
leasing e gli altri contratti.
Altri tipi di prestiti
5.136     Tra i prestiti rientrano:
a)      gli scoperti di conto nel caso di
depositi trasferibili, allorché l'importo dello sconfinamento non è considerato
un deposito trasferibile negativo; 
b)      gli scoperti nel caso di altri conti
correnti, ad esempio i saldi intragruppo tra le società non finanziarie e le
loro consociate, ma esclusi i saldi che rappresentano passività di istituzioni
finanziarie e monetarie, classificate nelle sottorubriche relative ai depositi;
c)      i crediti finanziari dei
dipendenti per effetto della loro partecipazione agli utili della società;
d)      i margini rimborsabili connessi a
strumenti finanziari derivati che costituiscono passività di unità
istituzionali diverse dalle istituzioni finanziarie e monetarie;
e)      i prestiti che rappresentano la
contropartita di accettazioni bancarie;
f)       i crediti ipotecari;
g)      i crediti al consumo;
h)      i crediti rotativi;
i)       i prestiti rateali;
j)       i prestiti a garanzia dell'adempimento
di talune obbligazioni;
k)      le garanzie di deposito quali crediti
finanziari delle società di riassicurazione nei confronti delle società
cedenti;
l)       i crediti finanziari nei
confronti dell'FMI rappresentati da prestiti nel Conto delle risorse generali,
compresi i prestiti nell'ambito degli Accordi generali di prestito (GAB) e dei
Nuovi accordi di prestito (NAB);
m)     le passività verso l'FMI rappresentate da
crediti dell'FMI o da prestiti nell'ambito dello strumento della "Poverty
Reduction and Growth Facility" (PRGF). 
5.137     Il caso particolare dei prestiti
non produttivi è esaminato al capitolo 7. 
Attività finanziarie escluse dai prestiti
5.138     Dalla categoria dei prestiti
sono esclusi:
a)      gli altri conti attivi e passivi (AF.8),
compresi i crediti commerciali e le anticipazioni (AF.81);
b)      le attività o le passività finanziarie derivanti
dalla proprietà di beni immobili, quali terreni e fabbricati, da parte di non
residenti. Esse sono classificate nella rubrica AF.519 (Altre partecipazioni). 
Partecipazioni e quote di fondi di
investimento (F.5)
Definizione
5.139     Le partecipazioni e le quote di
fondi di investimento sono rappresentative del diritto residuale sulle attività
delle unità istituzionali che hanno emesso tali strumenti finanziari di partecipazione
e quote.
5.140     La rubrica relativa alle
partecipazioni e alle quote di fondi di investimento è suddivisa in due sottorubriche:
a)      azioni e altre partecipazioni (F.51);
b)      quote e partecipazioni in fondi di
investimento (F.52).
Azioni e altre partecipazioni (F.51)
Definizione
5.141     Le azioni e le altre
partecipazioni sono attività finanziarie rappresentative del diritto sul valore
residuo di una società, dopo che sono stati soddisfatti tutti gli altri
creditori.
5.142     La proprietà di partecipazioni
in organismi giuridici è normalmente comprovata da azioni, quote, ricevute di
deposito, partecipazioni o documenti simili. 
Ricevute di deposito
Definizione
5.143     Le ricevute di deposito
rappresentano la proprietà di titoli quotati in altre economie; la proprietà
delle ricevute di deposito è considerata come proprietà diretta dei titoli
sottostanti. Un depositario emette ricevute quotate in una borsa che
rappresentano la proprietà di titoli quotati in un'altra borsa. Le ricevute
facilitano le operazioni su titoli in economie diverse da quella in cui questi
sono quotati. I titoli sottostanti possono essere costituiti da azioni o obbligazioni.
5.144     Le azioni e altre partecipazioni
sono suddivise in:
a)      azioni quotate (F.511);
b)      azioni non quotate (F.512);
c)      altre partecipazioni (F.519).
5.145     Sia
le azioni quotate sia le azioni non quotate sono negoziabili e possono essere
descritte come titoli rappresentativi di capitale.
Azioni quotate (F.511)
Definizione
5.146     Le azioni quotate sono i titoli
rappresentativi di capitale oggetto di quotazione in una borsa riconosciuta o
in un qualunque altro tipo di mercato secondario. L'esistenza di quotazioni per
le azioni incluse nel listino di borsa implica che sono in genere prontamente
disponibili prezzi correnti di mercato.
Azioni non quotate (F.512)
Definizione
5.147     Le azioni non quotate sono i titoli
rappresentativi di capitale non oggetto di quotazione in una borsa valori.
5.148     I titoli rappresentativi di
capitale comprendono le azioni emesse da società per azioni non quotate come
segue:
a)      le azioni di capitale che conferiscono ai
detentori lo status di soci e contemporaneamente il diritto a una parte sia del
complesso degli utili distribuiti, sia dell'attivo netto delle società in caso
di liquidazione;
b)      le azioni di godimento il cui capitale è
stato rimborsato ma che continuano ad attribuire ai loro detentori, i quali
mantengono lo status di soci, il diritto a una quota degli utili che rimangono
da distribuire dopo che il capitale sociale è stato remunerato e dell'eventuale
surplus di liquidazione ossia dell'attivo netto diminuito dell'ammontare del
capitale sociale;
c)      le azioni di dividendo, denominate anche
azioni di fondazione, certificati azionari di investimento, ecc., che non
rappresentano quote di capitale sociale; tali azioni non conferiscono ai loro
detentori lo status di socio (con conseguente diritto al rimborso della loro quota
del capitale sociale, diritto alla remunerazione di tale capitale, diritto di
voto in assemblea, ecc.), ma attribuiscono loro il diritto a una frazione degli
utili che restano da distribuire dopo che il capitale sociale è stato
remunerato e a una parte di ogni eventuale surplus restante in caso di
liquidazione;
d)      le azioni privilegiate che conferiscono
ai loro detentori il diritto a partecipare alla distribuzione del valore
residuo di una società in sede di liquidazione. I possessori di tali azioni hanno
anche diritto a ricevere o a partecipare alla distribuzione di dividendi
aggiuntivi oltre l'importo stabilito per le azioni ordinarie. I dividendi
aggiuntivi sono normalmente erogati proporzionalmente ai dividendi ordinari
dichiarati. In caso di liquidazione, gli azionisti privilegiati hanno diritto a
una quota del surplus da distribuire ai soci ordinari e ottengono un importo
pari all'ammontare da essi pagato per acquistare le azioni. 
Offerta pubblica iniziale, ammissione al
listino, uscita dal listino e riacquisto di azioni proprie
5.149     Una offerta pubblica iniziale (Initial
Public Offering - IPO) è l'offerta al pubblico per la prima volta dei titoli
rappresentativi di capitale emessi da una società. I titoli sono spesso emessi
da piccole società di recente costituzione per motivi finanziari, oppure da
grandi imprese allo scopo di essere quotate in borsa. In una offerta pubblica
iniziale l'emittente può avvalersi della consulenza di un organismo di
collocamento (underwriter) che lo assiste nel determinare il tipo di titoli da
emettere, il miglior prezzo di offerta e il momento adatto alla presentazione
sul mercato.
5.150     La quotazione si riferisce al
fatto che le azioni di una società figurano nel listino delle azioni
ufficialmente negoziate in una borsa valori. Normalmente è la società emittente
a chiedere l'ammissione alla quotazione, ma in alcuni paesi la borsa può
inserire nel listino una società, ad esempio, perché i suoi titoli sono già
attivamente negoziati tramite canali informali. Tra i requisiti per ottenere la
quotazione iniziale figurano normalmente la compilazione da diversi anni di
conti finanziari, l'offerta al pubblico di una quantità di azioni sufficientemente
rilevante, sia in termini assoluti sia in percentuale rispetto al totale del capitale
in essere, la compilazione di un prospetto informativo comprendente spesso il
parere di valutatori indipendenti. Le azioni di una società possono anche
uscire dal listino di una borsa. Ciò avviene allorché una società cessa l'attività,
fallisce, non possiede più i requisiti per l'ammissione alla quotazione in una
borsa o si è trasformata in una quasi-società o una impresa non costituita in
società, spesso a seguito di operazioni di fusione o di acquisizione. La
quotazione in borsa è registrata come una emissione di azioni quotate associata
al rimborso di azioni non quotate, mentre l'uscita dalla borsa è registrata
come rimborso di azioni quotate con eventuale emissione di azioni non quotate.
5.151     Le società possono acquistare
azioni proprie. Tale operazione è nota anche come buy-back. L'acquisto di
azioni proprie è registrato come una operazione finanziaria mediante la quale
gli azionisti ricevono contanti in cambio della cessione di una parte del
capitale in essere della società. Si assiste cioè a uno scambio di contanti
contro la riduzione del numero di azioni circolanti. La società ritira le
azioni o le tiene come riserva per una eventuale riemissione.
Attività finanziarie escluse dai titoli
rappresentativi di capitale
5.152     I titoli rappresentativi di
capitale non comprendono:
a)      le azioni offerte in vendita ma non
sottoscritte in sede di emissione: tali azioni non sono registrate;
b)      le obbligazioni e il capitale di prestito
convertibili in azioni: essi sono classificati come titoli di credito (AF.3)
fino al momento della loro conversione;
c)      le quote sottoscritte dagli accomandatari
nelle società in accomandita: esse sono classificate come altre partecipazioni;
d)      le partecipazioni delle amministrazioni
pubbliche al capitale di organizzazioni internazionali aventi la forma
giuridica di società per azioni: esse sono classificate come altre
partecipazioni (AF.519);
e)      le emissioni di azioni gratuite, ossia l'attribuzione
gratuita di nuove azioni agli azionisti proporzionalmente al numero di azioni
possedute Tali emissioni, che non modificano la passività della società nei
confronti degli azionisti né la quota delle attività che ciascun azionista
possiede nella società, non rappresentano una operazione finanziaria. Allo
stesso modo, le emissioni frazionate non sono registrate.
Altre partecipazioni (F.519)
Definizione
5.153     Le altre partecipazioni
comprendono tutte le forme di partecipazione al capitale diverse da quelle
classificate nelle sottorubriche AF.511 (Azioni quotate) e AF.512 (Azioni non
quotate).
5.154     Le altre partecipazioni
comprendono:
a)      tutte le forme di partecipazione al
capitale sociale di società, non rappresentate da azioni, incluse le seguenti: 
1)      quote nelle società in accomandita
sottoscritte dagli accomandatari; 
2)      quote sociali nelle società a
responsabilità limitata i cui proprietari sono soci e non azionisti; 
3)      partecipazioni al capitale delle società
di persone riconosciute come entità giuridiche indipendenti; 
4)      partecipazioni al capitale di cooperative
riconosciute come entità giuridiche indipendenti; 
b)      le partecipazioni delle amministrazioni
pubbliche al capitale — non suddiviso in azioni — delle società pubbliche
riconosciute come entità giuridiche indipendenti in forza di una normativa
specifica; 
c)      le partecipazioni delle amministrazioni
pubbliche al capitale delle autorità bancarie centrali;
d)      le partecipazioni delle amministrazioni
pubbliche al capitale delle organizzazioni internazionali e sovranazionali, con
l'eccezione dell'FMI, anche se questi presentano la forma giuridica di società
per azioni (ad esempio, la Banca europea per gli investimenti);
e)      le risorse finanziarie della BCE cui
contribuiscono le autorità bancarie centrali nazionali;
f)       i conferimenti nelle quasi-società
finanziarie e non finanziarie: l'ammontare di tali conferimenti corrisponde ai
nuovi apporti in denaro o in natura, al netto di eventuali prelievi di
capitale;
g)      i crediti finanziari delle unità non
residenti nei confronti delle unità residenti fittizie e viceversa.
Valutazione delle operazioni inerenti ad
azioni e altre partecipazioni 
5.155     I nuovi titoli sono registrati
al prezzo di emissione, corrispondente al valore nominale maggiorato dell'aggio
di emissione.
5.156     Le operazioni inerenti ad azioni
in circolazione sono registrate al valore dell'operazione, il quale, nel caso
non sia noto, è stimato sulla base della quotazione in borsa o del prezzo di
mercato per le azioni quotate e del valore equivalente a quello di mercato per
le azioni non quotate.
5.157     Le azioni ricevute come corresponsione
del dividendo sono valutate al valore del dividendo proposto dall'emittente.
5.158     Le emissioni di azioni gratuite
non sono registrate. Tuttavia, nei casi in cui le emissioni di azioni gratuite
comportano variazioni del valore totale di mercato delle azioni di una società,
tali variazioni sono registrate nel conto della rivalutazione delle attività e
delle passività.
5.159     Il valore delle operazioni
inerenti ad azioni e altre partecipazioni (F.51) è pari all'ammontare dei fondi
trasferiti dai proprietari alle società o quasi-società. In taluni casi,
possono essere trasferiti fondi mediante l'assunzione di passività delle
società o quasi-società.
Quote e partecipazioni in fondi di
investimento (F.52)
Definizione
5.160     Le quote di fondi di investimento
sono partecipazioni in fondi costituiti in forma di società o di trust. I fondi
di investimento sono organismi d'investimento collettivo che raccolgono fondi
dagli investitori e li investono in attività finanziarie e/o non finanziarie.
5.161     I fondi di investimento assumono
varie denominazioni quali fondi comuni di investimento, fondi comuni di
investimento mobiliare, società di investimento a capitale variabile o
Organismi di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari (OICVM). Possono
assumere varie forme: fondi aperti, semiaperti o chiusi.
5.162     Le quote di fondi di
investimento possono essere quotate o non quotate. Se non sono quotate, sono
normalmente rimborsabili a vista, a un valore corrispondente alla loro parte
dei fondi propri della società finanziaria. Tali fondi propri sono rivalutati
regolarmente sulla base dei valori di mercato delle loro diverse componenti.
5.163     Le quote di fondi di
investimento sono suddivise in:
- quote e partecipazioni in fondi comuni monetari
(AF.521);
- quote e partecipazioni in fondi di investimento
diversi dai fondi comuni monetari (F.529).
Quote e partecipazioni in fondi comuni
monetari (F.521)
Definizione
5.164     Le quote di fondi comuni
monetari sono emesse da fondi comuni monetari, possono essere trasferibili e
sono spesso considerate molto affini ai depositi.
Quote e partecipazioni in fondi di
investimento diversi dai fondi comuni monetari (F.529)
Definizione
5.165     Le altre quote e partecipazioni
in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari comprovano un
diritto a una parte del valore di un fondo di investimento diverso da un fondo
comune monetario. Sono emesse da fondi di investimento.
5.166     Le altre quote e partecipazioni
in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari non quotate sono
normalmente rimborsabili a vista, a un valore corrispondente alla loro parte
dei fondi propri della società finanziaria. Tali fondi propri sono rivalutati
regolarmente sulla base dei valori di mercato delle loro diverse componenti.
Valutazione delle operazioni inerenti a
quote e partecipazioni in fondi di investimento
5.167     Le operazioni inerenti a quote e
partecipazioni in fondi di investimento includono il valore dei contributi
netti ai fondi.
Assicurazioni, pensioni e garanzie
standard (F.6)
5.168     La rubrica relativa alle
assicurazioni, pensioni e garanzie standard è suddivisa in sei sottorubriche:
a)      riserve tecniche di assicurazioni diverse
da quelle sulla vita (F.61); 
b)      diritti a rendite e assicurazioni sulla
vita (F.62);
c)      diritti pensionistici (F.63);
d)      diritti dei fondi pensione nei confronti
dei gestori dei fondi (F.64);
e)      diritti a prestazioni non pensionistiche
(F.65);
f)       riserve per escussioni di garanzie
standard (F.66).
Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita (F.61)
Definizione
5.169     Le riserve tecniche di
assicurazioni diverse da quelle sulla vita corrispondono ai diritti finanziari
che gli assicurati contro i danni vantano nei confronti delle imprese di
assicurazione contro i danni con riguardo ai premi di competenza dell'esercizio
successivo e agli indennizzi dovuti.
5.170     Le operazioni inerenti a riserve
tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita con riguardo ai premi di
competenza dell'esercizio successivo e agli indennizzi dovuti si riferiscono a
rischi quali incidenti, malattia o incendio, nonché alla riassicurazione.
5.171     I premi di competenza dell'esercizio
successivo sono i premi corrisposti che non riguardano il periodo in corso. I
premi sono normalmente versati all'inizio del periodo cui si riferisce la
polizza di assicurazione. Poiché, sulla base del principio di competenza, i
premi sono spalmati sull'intera durata dell'assicurazione, la corresponsione
del premio comporta un pagamento anticipato.
5.172     Gli indennizzi da pagare sono
gli indennizzi dovuti ma non ancora liquidati, compresi i casi in cui gli
importi siano oggetto di controversia o in cui il sinistro che dà luogo all'indennizzo
si sia verificato ma non sia stato ancora denunciato. Gli indennizzi dovuti ma
non ancora liquidati corrispondono alle riserve sinistri, ossia agli
accantonamenti costituiti dalle imprese di assicurazione in previsione degli
esborsi che esse dovranno sostenere a fronte di sinistri già avvenuti, ma il
cui indennizzo non è stato ancora liquidato.
5.173     Gli enti assicuratori possono
costituire altre riserve tecniche, come le riserve di perequazione, ma queste
sono riconosciute come passività, con corrispondenti attività di contropartita,
solo nel momento in cui si verifica un evento che fa insorgere una passività.
Altrimenti le riserve di perequazione costituiscono registrazioni contabili
interne dell'ente assicuratore, che rappresentano accantonamenti a copertura di
sinistri occasionali e non crediti degli assicurati.
Diritti a rendite e assicurazioni sulla
vita (F.62)
Definizione
5.174     I diritti a rendite e
assicurazioni sulla vita corrispondono ai diritti finanziari degli assicurati e
dei beneficiari di rendite nei confronti delle imprese di assicurazione sulla
vita.
5.175     I diritti a rendite e ad
assicurazioni sulla vita sono utilizzati per erogare prestazioni agli
assicurati alla scadenza della polizza o per indennizzare i beneficiari in caso
di morte degli assicurati e sono pertanto tenuti distinti dai fondi degli
azionisti. Le riserve sotto forma di rendite sono basate sul calcolo attuariale
del valore attuale delle obbligazioni di pagamento di redditi futuri fino alla
morte dei beneficiari. 
5.176     Le operazioni inerenti a diritti
a rendite e assicurazioni sulla vita sono costituite da incrementi al netto di
diminuzioni. 
5.177     Gli incrementi in termini di
operazioni finanziarie sono costituiti da:
a)      premi effettivi di competenza del periodo
contabile corrente;
b)      premi supplementari corrispondenti ai
redditi derivanti dall'investimento dei diritti attribuiti agli assicurati,
previa detrazione del compenso del servizio.
5.178     Le diminuzioni sono costituite
da:
a)      indennizzi dovuti ai titolari di polizze
di assicurazione per il caso di sopravvivenza e simili;
b)      importi dovuti per polizze di
assicurazione riscattate prima della scadenza.
5.179     Nel caso di assicurazioni
collettive stipulate da una società per conto dei suoi dipendenti, i
beneficiari sono questi ultimi — dato che essi sono considerati come gli
assicurati — e non il datore di lavoro.
Diritti pensionistici (F.63)
Definizione
5.180     I diritti pensionistici
comprendono i diritti finanziari vantati dai lavoratori attuali e dagli ex
lavoratori nei confronti: 
a)      dei loro datori di lavoro,
b)      di un sistema creato dal datore di lavoro
per erogare pensioni nel quadro di un accordo salariale raggiunto tra il datore
di lavoro e i suoi dipendenti, o
c)      di un ente assicuratore.
5.181     Le operazioni inerenti a diritti
pensionistici sono costituite da incrementi al netto di diminuzioni che devono
essere distinti dai guadagni o dalle perdite nominali in conto capitale sui
fondi investiti dai fondi pensione.
5.182     Gli incrementi in termini di
operazioni finanziarie sono costituiti da:
a)      contributi effettivi ai sistemi
pensionistici versati dai lavoratori dipendenti, dai datori di lavoro, dai
lavoratori indipendenti o da altre unità istituzionali per conto di singoli o
famiglie che vantano diritti sui sistemi, di competenza del periodo contabile
in corso;
b)      contributi supplementari corrispondenti
ai redditi derivanti dall'investimento dei diritti pensionistici dei sistemi
pensionistici che sono attribuiti alle famiglie partecipanti, previa detrazione
del compenso del servizio per la gestione del sistema durante il periodo in
corso.
5.183     Le diminuzioni sono costituite
da:
a)      prestazioni sociali pari agli importi da
erogare ai pensionati o ai loro aventi diritto sotto forma di versamenti
regolari o altre prestazioni;
b)      prestazioni sociali costituite da
indennità forfettarie versate al momento del collocamento a riposo del lavoratore.
Diritti pensionistici condizionati
5.184     Tra i
diritti pensionistici non rientrano i diritti pensionistici condizionati
attribuiti da unità istituzionali classificate come sistemi pensionistici a
prestazione definita senza costituzione di riserve delle amministrazioni
pubbliche o come enti di previdenza e di assistenza sociale preposti
all'erogazione di pensioni. Non tutte le loro operazioni sono registrate e gli
altri flussi e stock ad essi relativi non figurano nei conti standard, bensì
nella tavola aggiuntiva relativa ai sistemi pensionistici dell'assicurazione
sociale. I diritti pensionistici condizionati non costituiscono passività dei
sottosettori delle amministrazioni centrali, delle amministrazioni di Stati
federati, delle amministrazioni locali o degli enti di previdenza e assistenza
sociale, né attività finanziarie dei futuri beneficiari.
Diritti dei fondi pensione nei confronti
dei gestori dei fondi (F.64)
5.185     Un datore di lavoro può affidare
a un terzo la gestione di un fondo pensione per i suoi dipendenti. Il datore di
lavoro che continui a stabilire le condizioni del sistema pensionistico e
mantenga la responsabilità di qualsiasi disavanzo finanziario come pure il
diritto a trattenere eventuali eccedenze è descritto come il gestore del fondo
e l'unità che opera sotto la sua direzione è designata come l'amministratore
del fondo. Nel caso in cui l'accordo tra il datore di lavoro e il terzo preveda
che il datore di lavoro trasferisca al terzo i rischi e le responsabilità per
ogni disavanzo in cambio del diritto di quest'ultimo di trattenere ogni
eventuale eccedenza, il terzo assume la funzione sia di gestore, sia di
amministratore del fondo.
5.186     Allorché il gestore e l'amministratore
del fondo sono unità differenti e gli importi di competenza del fondo pensione
sono inferiori all'incremento dei diritti, si registrano diritti del fondo
pensione nei confronti del gestore del fondo. Nel caso in cui gli importi di
competenza del fondo pensione sono superiori all'incremento dei diritti, la
differenza è corrisposta dal fondo pensione al gestore del fondo.
Diritti a prestazioni non pensionistiche
(F.65)
5.187     La differenza tra i contributi
netti e le prestazioni rappresenta un incremento delle passività dei sistemi di
assicurazione nei confronti dei beneficiari. Tale posta figura come rettifica
nel conto di utilizzazione del reddito e, in quanto aumento di passività, anche
nel conto finanziario. È raro il caso di un utilizzo di tale posta, pertanto
per ragioni pratiche le variazioni dei diritti a prestazioni non pensionistiche
possono essere incluse con quelle relative alle prestazioni pensionistiche.
Riserve per escussioni di garanzie
standard (F.66)
Definizione
5.188     Le riserve per escussioni
di garanzie standard corrispondono ai diritti finanziari vantati dai titolari
di garanzie standard nei confronti delle unità istituzionali che le emettono.
5.189     Sono costituite da pagamenti
anticipati di commissioni nette e da accantonamenti a fronte di escussioni di
garanzie standard. Come nel caso delle riserve premi, le riserve per escussioni
di garanzie standard comprendono commissioni (premi) di competenza dell'esercizio
successivo ed escussioni (indennizzi) non ancora liquidate.
5.190     Le garanzie standard sono le
garanzie emesse in numero elevato, solitamente per piccoli importi, sulla base
di condizioni identiche. Tre sono le parti che intervengono: il mutuatario, il
prestatore e il garante. Il mutuatario oppure il prestatore possono concordare
con il garante che questo rimborsi il prestatore in caso di inadempienza del
mutuatario. Ne sono un esempio le garanzie di credito all'esportazione e le
garanzie per prestiti a studenti.
5.191     Se la probabilità di
inadempienza di un particolare mutuatario non può essere determinata, è
possibile stimare invece il numero di inadempienti su un insieme di mutuatari
simili. Come gli assicuratori contro i danni, anche i garanti che operano applicando
criteri commerciali si aspettano che tutte le commissioni percepite, più i
redditi da capitale conseguiti su di esse e le riserve, coprano le perdite da
inadempienza e i connessi costi, lasciando un margine di utile. Un trattamento
simile a quello previsto per le assicurazioni contro i danni è pertanto
adottato per tali garanzie, descritte come garanzie standard.
5.192     Le garanzie standard comprendono
le garanzie su diversi strumenti finanziari quali depositi, titoli di credito,
prestiti e crediti commerciali. Possono essere emesse da una società
finanziaria, comprese (ma non solo) le imprese di assicurazione, ma anche da
amministrazioni pubbliche.
5.193     Una unità istituzionale, quando
offre garanzie standard, riscuote una commissione e assume passività a fronte
dell'eventuale escussione della garanzia. Il valore della passività nei conti
del garante è pari al valore attuale delle presunte escussioni di garanzie sul
totale delle garanzie emesse, al netto degli importi che il garante preveda di
recuperare dai debitori inadempienti. La passività è denominata riserve per
escussioni di garanzie standard.
5.194     Una garanzia può coprire un
periodo di diversi anni, mentre una commissione può essere corrisposta
annualmente o una tantum. In linea di principio la commissione rappresenta l'onere
di competenza di ciascun anno in cui la garanzia è in vigore, con la
diminuzione della passività mano a mano che la scadenza si avvicina
(ipotizzando un rimborso rateale). Pertanto la registrazione è simile a quella operata
per le rendite, con la commissione pagata di pari passo della diminuzione della
futura passività.
5.195     Una garanzia standard implica l'esistenza
di numerose garanzie dello stesso tipo, seppure non aventi tutte la medesima
durata, né l'identica data di inizio e di fine.
5.196     Le commissioni nette sono
calcolate sommando le commissioni da ricevere e le commissioni supplementari
(pari al reddito da capitale attribuito all'unità che corrisponde la
commissione per la garanzia) e sottraendo i costi amministrativi e di altra
natura. Tali commissioni nette possono essere corrisposte da qualunque settore
dell'economia e sono percepite dal settore nel quale è classificato il garante.
In caso di escussione di garanzie standard il garante effettua un pagamento a
favore del prestatore dello strumento finanziario oggetto di garanzia, a
prescindere dal fatto che la commissione sia stata corrisposta dal prestatore o
dal mutuatario. Le operazioni finanziarie si riferiscono alla differenza tra i
flussi monetari delle commissioni relative a nuove garanzie e delle escussioni
di garanzie in essere.
Garanzie standard e garanzie ordinarie
5.197     Le garanzie standard si
differenziano dalle garanzie ordinarie per due loro peculiarità:
a)      sono caratterizzate da operazioni di tipo
simile ripetute più volte e dal pooling dei rischi;
b)      i garanti sono in grado di stimare la
perdita media sulla base delle statistiche disponibili.
Le garanzie ordinarie sono individuali e i garanti
non sono in grado di elaborare stime attendibili del rischio di escussione. La
concessione di una garanzia ordinaria rappresenta un rischio e non è registrata
se non nel caso di talune garanzie concesse dalle amministrazioni pubbliche e
descritte nel capitolo 20. 
Strumenti finanziari derivati e stock
option conferite ai dipendenti (F.7)
5.198     La rubrica relativa agli
strumenti finanziari derivati e alle stock option conferite ai dipendenti è suddivisa
in due sottorubriche:
a)      strumenti finanziari derivati (F.71);
b)      stock option conferite ai dipendenti
(F.72).
Strumenti finanziari derivati (F.71)
Definizione
5.199     Gli strumenti finanziari
derivati sono strumenti finanziari correlati a un altro strumento o indicatore
finanziario o a una merce determinati, grazie ai quali specifici rischi
finanziari possono essere negoziati in quanto tali sui mercati finanziari. Gli
strumenti finanziari derivati soddisfano le seguenti condizioni:
a)      sono correlati a una attività finanziaria
o non finanziaria, a un insieme di attività o a un indice;
b)      sono negoziabili e possono essere oggetto
di compensazione sul mercato;
c)      non è anticipato un capitale da
rimborsare.
5.200     Gli strumenti finanziari
derivati servono a molteplici scopi, tra i quali la gestione dei rischi, la
copertura, l'arbitrato tra i mercati, la speculazione e la retribuzione dei
lavoratori dipendenti. Essi permettono di trasferire specifici rischi
finanziari - quali i rischi valutari, i rischi connessi ai tassi d'interesse e
ai prezzi delle materie prime, i rischi di capitale, i rischi di credito - ad
altre entità disponibili ad assumere tali rischi, solitamente senza che avvenga
uno scambio di attività primarie. Gli strumenti finanziari derivati sono
pertanto designati come attività secondarie. 
5.201     Il valore di uno strumento
finanziario derivato dipende dal prezzo dell'attività sottostante: il prezzo di
riferimento. Questo prezzo può essere correlato a una attività finanziaria o
non finanziaria, a un tasso di interesse, a un tasso di cambio, a un altro
strumento derivato o a uno spread tra due prezzi. Lo strumento finanziario derivato
può riferirsi anche a un indice, a un paniere di prezzi o ad altri elementi
come i permessi di emissione o le condizioni atmosferiche.
5.202     Gli strumenti finanziari
derivati possono essere classificati secondo lo strumento in opzioni, contratti
a termine e derivati creditizi, oppure secondo il rischio di mercato in swap di
valute, swap di interessi, ecc.
Opzioni
Definizione
5.203     Le opzioni sono contratti che
riconoscono al loro detentore il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare dall'emittente
dell'opzione o di vendere a questo una attività a un prezzo prefissato entro un
certo periodo di tempo oppure a una certa data.
Il diritto di acquistare è denominato call
option e il diritto di vendere è designato come put option.
5.204     L'acquirente dell'opzione
corrisponde un premio (il prezzo dell'opzione) a fronte dell'impegno dell'emittente
dell'opzione di vendere o di acquistare l'importo stabilito dell'attività
sottostante al prezzo pattuito. Il premio rappresenta una attività finanziaria
per il detentore dell'opzione e una passività per l'emittente dell'opzione. In
teoria si può ritenere che il premio includa un compenso del servizio, da
registrare separatamente. In mancanza di dati dettagliati, tuttavia, l'individuazione
di tale elemento richiederebbe la formulazione di un numero eccessivo di
ipotesi. 
5.205     I warrant costituiscono una
forma di opzione che conferisce ai detentori il diritto, ma non l'obbligo, di
acquistare dall'emittente del warrant un certo numero di azioni o di
obbligazioni a particolari condizioni durante un periodo di tempo determinato.
Esistono anche warrant in valuta il cui valore si basa sull'importo necessario
in una valuta per acquistare un'altra valuta, warrant connessi a terze valute,
nonché warrant aventi come sottostanti indici, merci o determinati panieri.
5.206     Il warrant può essere staccato e
negoziato separatamente dal titolo di credito. Di conseguenza vanno registrati
in teoria due strumenti finanziari distinti: il warrant come strumento
finanziario derivato e l'obbligazione come titolo di credito. I warrant
incorporanti strumenti finanziari derivati sono classificati in base alle loro
caratteristiche principali.
Contratti a termine
Definizione
5.207     I contratti a termine sono
contratti finanziari con i quali due parti si impegnano a scambiarsi una
determinata quantità di una attività sottostante a un prezzo prefissato (prezzo
strike), a una data stabilita.
5.208     I future sono contratti a
termine negoziati in mercati organizzati. I future e gli altri contratti a
termine sono normalmente, ma non sempre, liquidati con un pagamento in contanti
o con la consegna di un'altra attività finanziaria anziché con la consegna dell'attività
sottostante e sono pertanto valutati e negoziati separatamente da questa. Tra i
contratti a termine più comuni figurano gli swap e i forward rate agreement.
Differenze tra opzioni e contratti a
termine
5.209     Le opzioni si differenziano dai
contratti a termine sotto i seguenti aspetti.
a)      All'avvio dell'operazione, nel caso di un
contratto a termine non si ha normalmente un pagamento anticipato e il
contratto derivato ha all'inizio un valore pari a zero; nel caso di una opzione,
al momento della sottoscrizione del contratto è corrisposto un premio e all'avvio
dell'operazione il contratto è valutato al valore del premio.
b)      Poiché i prezzi di mercato, i tassi di
interesse o i tassi di cambio subiscono oscillazioni nel corso della durata di
un contratto a termine, il contratto può assumere un valore positivo (attività)
per una parte e un corrispondente valore negativo (passività) per la
controparte. Tali posizioni possono invertirsi in funzione delle oscillazioni
della valutazione di mercato dell'attività sottostante rispetto al prezzo
strike del contratto. Tale caratteristica rende complicato individuare le
operazioni inerenti alle attività separatamente dalle operazioni inerenti alle
passività. A differenza degli altri strumenti finanziari, pertanto, le
operazioni relative ai contratti a termine sono normalmente registrate su base netta.
Nel caso di una opzione l'acquirente è sempre il creditore e l'emittente è
sempre il debitore.
c)      Alla scadenza, nel caso di un contratto a
termine l'operazione non è soggetta a condizioni, mentre, nel caso di una opzione,
l'esercizio dell'opzione è deciso dal suo acquirente. Alcune opzioni sono
esercitate automaticamente se alla scadenza sono positive.
Swap
Definizione
5.210     Gli swap sono accordi
contrattuali tra due parti che si impegnano a scambiarsi, nel tempo e a
condizioni predeterminate, flussi monetari con riferimento a importi nominali
pattuiti. Le tipologie più comuni di swap sono gli swap su tassi di interesse,
gli swap su cambi e gli swap su valute.
5.211     Gli swap su tassi di interesse
comportano uno scambio di flussi di interessi di tipo diverso con riferimento a
importi nominali che non vengono mai scambiati. Gli swap possono riguardare ad
esempio i tassi di interesse fisso, i tassi di interesse variabile, i tassi in
valuta, ecc. Alla liquidazione si procede spesso mediante pagamenti netti in
contanti per un importo pari alla differenza tra i due tassi di interesse
specificati nel contratto, applicati agli importi nominali pattuiti.
5.212     Gli swap su cambi sono
operazioni in divise estere a un tasso di cambio stabilito nel contratto.
5.213     Gli swap su valute comportano
uno scambio di flussi monetari connessi al pagamento di interessi e uno scambio
di capitale a un determinato tasso di cambio alla scadenza del contratto.
Forward rate agreement
Definizione
5.214     Il forward rate agreement
è un contratto con il quale due controparti, allo scopo di tutelarsi contro
oscillazioni dei tassi di interesse, si impegnano a trasferirsi, a una certa
data, flussi di interessi facenti riferimento a importi nominali che non
vengono mai scambiati. La liquidazione dei forward rate agreement è effettuata
mediante pagamenti netti in contanti in modo simile a quanto avviene nel caso
degli swap su tassi di interesse. I flussi sono correlati alla differenza tra
il tasso pattuito e il tasso di mercato al momento del regolamento.
Derivati creditizi
Definizione
5.215     I derivati creditizi sono
strumenti finanziari derivati il cui scopo principale è il trasferimento del
rischio di credito.
I derivati creditizi sono finalizzati a trasferire
il rischio di inadempienza con riguardo a prestiti e titoli. Possono assumere
la forma di contratti simili alle opzioni o ai contratti a termine e, come
altri strumenti finanziari derivati, sono frequentemente stipulati nell'ambito
di accordi giuridici standard che facilitano la valutazione di mercato. Il
rischio di credito è trasferito dal venditore del rischio, che acquista la
copertura da tale rischio, all'acquirente del rischio, che vende la protezione,
in cambio di un premio.
5.216     In caso di inadempienza, l'acquirente
del rischio di credito versa un importo in contanti al venditore del rischio.
Un derivato creditizio può essere anche liquidato tramite la consegna di titoli
di credito attraverso l'unità inadempiente. 
5.217     Tra le tipologie di derivati
creditizi figurano le credit default option, i credit default swap (CDS) e i
total return swap. Un indice CDS, in quanto indice dei derivati creditizi
negoziati, riflette l'andamento dei premi dei CDS.
Credit default swap
Definizione
5.218     I credit default swap (CDS) sono
contratti di assicurazione dei crediti destinati a coprire le perdite dei
creditori allorché:
a)      si verifica un credit event con riguardo
a una unità di riferimento, anziché in relazione con un particolare titolo di
credito o un prestito; un credit event che interessa l'entità di riferimento in
questione può consistere nell'insolvenza del debitore, ma anche nell'inadempimento
da parte di questo del pagamento di una qualsiasi passività (appropriata)
scaduta, come nel caso di una ristrutturazione di debiti, di rottura di un
contratto, ecc.;
b)      le obbligazioni derivanti da un
determinato strumento di debito, normalmente un titolo di credito o un
prestito, non sono adempiute. Come nel caso dei contratti di swap, il creditore
in quanto compratore dei CDS, ossia l'acquirente del rischio, effettua il
pagamento di una serie di premi al garante, ossia il venditore del rischio.
5.219     Se l'unità in questione non è
insolvente o non si verifica l'inadempimento delle obbligazioni in relazione
allo strumento di debito, l'acquirente del rischio continua a corrispondere
premi fino alla scadenza del contratto. In caso contrario, il venditore del
rischio indennizza l'acquirente per la perdita subita e quest'ultimo smette di
versare i premi.
Strumenti finanziari non compresi negli
strumenti finanziari derivati
5.220     Gli strumenti finanziari
derivati non comprendono:
a)      lo strumento sottostante cui si riferisce
lo strumento finanziario derivato;
b)      i titoli strutturati che combinano un
titolo di credito, o un paniere di titoli, con uno strumento finanziario
derivato, o un paniere di strumenti finanziari derivati, allorché lo strumento
finanziario derivato è inseparabile dal titolo di credito e il capitale
inizialmente investito è rilevante in rapporto ai rendimenti possibili dello
strumento finanziario derivato incorporato; per contro, gli strumenti
finanziari che implicano l'investimento di capitali di importo modesto in
rapporto ai rendimenti possibili e che sono a rischio sono classificati come
strumenti finanziari derivati; gli strumenti finanziari la cui componente
titolo di credito è separabile dalla componente strumento finanziario derivato
sono classificati di conseguenza;
c)      i margini rimborsabili connessi a
strumenti finanziari derivati che sono classificati tra gli altri depositi o i
prestiti, in funzione delle unità istituzionali che intervengono; tuttavia, i
margini non rimborsabili che riducono o eliminano le posizioni di attività/passività
che possono verificarsi nel corso dell'esistenza del contratto sono trattati
come liquidazioni e classificati come operazioni inerenti a strumenti
finanziari derivati;
d)      gli strumenti secondari non negoziabili e
non oggetto di compensazione sul mercato;
e)      gli swap su oro che presentano la stessa
natura delle operazioni di pronti contro termine su titoli.
Stock option conferite ai dipendenti
(F.72)
Definizione
5.221     Le stock option conferite
ai dipendenti sono accordi stipulati a una certa data che danno il diritto ai
dipendenti di acquistare un determinato numero di azioni della società in cui
lavorano a un determinato prezzo d'esercizio a una successiva data stabilita o durante
un certo periodo di tempo immediatamente successivo alla data di maturazione
del diritto. 
È utilizzata la seguente terminologia:
la data del contratto è la "data di
assegnazione";
il prezzo di acquisto pattuito è il "prezzo
strike";
la prima data alla quale può essere effettuato l'acquisto
è la "data di maturazione";
il periodo di tempo successivo alla data di
maturazione a partire dalla quale può essere effettuato l'acquisto è il
"periodo di esercizio".
5.222     Le operazioni inerenti a stock
option conferite ai dipendenti sono registrate nel conto finanziario come
contropartita dell'elemento dei redditi da lavoro dipendente rappresentato dal
valore delle stock option. Il valore delle stock option è spalmato sul periodo
compreso tra la data di assegnazione e la data di maturazione, o, in mancanza
di dati dettagliati, è registrato alla data di maturazione. Successivamente le
operazioni sono registrate alla data di esercizio o, se le opzioni sono
negoziabili e sono effettivamente negoziate, tra la data di maturazione e la
scadenza del periodo di esercizio.
Valutazione delle operazioni inerenti a
strumenti finanziari derivati e a stock option conferite ai dipendenti
5.223     La negoziazione secondaria di
opzioni e la loro liquidazione prima della scadenza comportano operazioni
finanziarie. Una opzione che giunge a scadenza può essere esercitata o meno.
Nel primo caso, il venditore dell'opzione versa all'acquirente di questa la
differenza tra il prezzo corrente di mercato dell'attività sottostante e il
prezzo base predefinito (prezzo strike) o, in alternativa, vi può essere l'acquisto
o la vendita dell'attività finanziaria o non finanziaria sottostante al prezzo
di mercato corrente, unitamente a un pagamento di contropartita tra acquirente
e venditore dell'opzione pari al prezzo base. La differenza tra il prezzo
corrente di mercato dell'attività sottostante e il prezzo base è in entrambi i
casi pari al valore di liquidazione dell'opzione, ossia al prezzo dell'opzione
alla scadenza. Nel caso in cui l'opzione non sia esercitata, non si hanno
operazioni. Tuttavia, il venditore dell'opzione consegue un guadagno in conto
capitale e l'acquirente dell'opzione realizza una perdita in conto capitale (in
entrambi i casi pari al premio pagato allorché il contratto è stato
sottoscritto), da registrare nel conto della rivalutazione delle attività e
delle passività.
5.224     Le operazioni da registrare per
gli strumenti finanziari derivati comprendono tutte le commissioni
eventualmente previste nei contratti, nonché il valore netto dei pagamenti
effettuati. Può anche risultare necessario registrare operazioni connesse alla
stipula di contratti su strumenti finanziari derivati. Spesso, tuttavia, le
parti concludono un contratto su strumenti finanziari derivati senza che si
determini alcun flusso monetario tra di esse. In questi casi il valore dell'operazione
di stipula del contratto è pari a zero e nel conto finanziario non si effettua
alcuna registrazione.
5.225     Tutte le commissioni esplicite
corrisposte ai broker o agli altri intermediari o da questi percepite per l'organizzazione
di operazioni con riguardo a opzioni, future o swap e ad altri contratti
derivati sono considerate come corrispettivi per la prestazione di servizi e
registrate nei conti appropriati. Si considera che le parti che intervengono in
un contratto di swap non si prestino a vicenda un servizio, mentre gli importi
eventualmente corrisposti a terzi per organizzare l'operazione sono considerati
invece come corrispettivi per l'erogazione di servizi. In un contratto di swap
che prevede lo scambio di capitali, i corrispondenti flussi devono essere
registrati come operazioni inerenti allo strumento sottostante e i flussi di
altri pagamenti devono essere registrati nella rubrica F.7 (Strumenti
finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti). Se in teoria si
può ritenere che il premio versato al venditore di una opzione includa il
compenso del servizio, nella pratica risulta spesso impossibile individuare
tale elemento. Pertanto, il prezzo intero deve essere registrato come
acquisizione di attività finanziarie da parte dell'acquirente e come incremento
di passività da parte del venditore.
5.226     Allorché i contratti di swap non
prevedono lo scambio di capitali, inizialmente non viene registrata alcuna
operazione. Viene implicitamente creato in quel momento uno strumento
finanziario derivato con valore iniziale pari a zero. Successivamente il valore
dello swap sarà uguale:
a)      per gli importi di capitale, al valore
corrente di mercato della differenza tra i previsti valori futuri di mercato
dei capitali da riscambiare e gli importi specificati nel contratto;
b)      per gli altri flussi, al valore corrente
di mercato dei futuri flussi specificati nel contratto.
5.227     Le variazioni di valore nel
tempo dello strumento finanziario derivato sono registrate nel conto della
rivalutazione delle attività e delle passività.
5.228     I successivi ritrasferimenti dei
capitali avvengono alle condizioni stabilite nel contratto di swap e potrebbero
comportare lo scambio di attività finanziarie a un prezzo diverso dal prezzo di
mercato di tali attività in quel momento. Il pagamento di contropartita tra le
parti contraenti è quello specificato nel contratto. La differenza tra il
prezzo di mercato e il prezzo stabilito nel contratto è pari al valore di
liquidazione dell'attività/passività quale risulta alla scadenza ed è
registrata come operazione inerente a strumenti finanziari derivati e a stock
option conferite ai dipendenti (F.7). Tutte le operazioni inerenti a strumenti
finanziari derivati e a stock option conferite ai dipendenti devono coincidere
con il guadagno o la perdita di rivalutazione totale per l'intera durata del
contratto di swap. Tale trattamento è analogo a quello illustrato per le
opzioni che giungono a scadenza. 
5.229     Per una unità istituzionale, una
operazione di swap o di forward rate agreement è registrata nella rubrica
"Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai
dipendenti" nella sezione delle attività se presenta un valore attivo
netto. Allorché presenta un valore passivo netto, l'operazione di swap va
registrata comunque per convenzione nella sezione delle attività onde evitare
continui passaggi da una sezione all'altra. I pagamenti negativi netti
accrescono pertanto il valore netto.
Altri conti attivi e passivi (F.8)
Definizione
5.230     Gli altri conti attivi e passivi
sono attività e passività finanziarie create quale contropartita di operazioni
allorché vi è uno scarto temporale tra tali operazioni e i relativi flussi
monetari.
5.231     Gli altri conti attivi e passivi
comprendono le operazioni inerenti ai crediti finanziari che derivano dal
regolamento anticipato o posticipato di operazioni su beni e servizi, di
operazioni di distribuzione e di redistribuzione o di operazioni finanziarie
sul mercato secondario.
5.232     Le operazioni finanziarie
inerenti ad altri conti attivi e passivi includono:
a)      crediti commerciali e anticipazioni
(F.81);
b)      altri conti attivi e passivi, esclusi i
crediti commerciali e le anticipazioni (F.89).
Crediti commerciali e anticipazioni
(F.81)
Definizione
5.233     I crediti commerciali e
le anticipazioni sono costituiti dai crediti finanziari derivanti dalla
concessione diretta di credito da parte dei fornitori di beni e servizi ai
propri clienti e dalle anticipazioni per prodotti in corso di lavorazione o
lavori da effettuare, nella forma di pagamenti anticipati da parte dei clienti
di beni e servizi non ancora forniti.
5.234     Si hanno crediti commerciali e
anticipazioni allorché il momento del pagamento di beni e servizi non coincide
con quello del trasferimento della proprietà di un bene o dell'erogazione di un
servizio. Se il pagamento è anteriore al trasferimento della proprietà si ha
una anticipazione.
5.235     I servizi di intermediazione
finanziaria indirettamente misurati di competenza dell'esercizio ma non ancora
pagati sono inglobati nel corrispondente strumento finanziario, solitamente
interessi, e i premi di assicurazione versati anticipatamente sono inclusi
nelle riserve tecniche di assicurazione (F.61). In nessuno dei due casi si ha
una registrazione come crediti commerciali e anticipazioni.
5.236     I crediti commerciali e le
anticipazioni comprendono:
a)      i crediti finanziari connessi alla
consegna di beni o all'erogazione di servizi il cui pagamento non è ancora
stato effettuato;
b)      i crediti commerciali accettati da
società di factoring salvo che non siano considerati prestiti;
c)      i fitti di fabbricati che maturano nel
tempo;
d)      gli arretrati riguardanti il pagamento di
beni e servizi salvo che non siano rappresentati da un prestito.
5.237     I crediti commerciali devono
essere distinti dai finanziamenti sotto forma di cambiali commerciali e dai
crediti concessi da terzi per finanziare gli scambi commerciali. 
5.238     I prestiti volti a finanziare i
crediti commerciali non sono classificati come crediti commerciali e
anticipazioni, bensì come prestiti.
5.239     I crediti commerciali e le
anticipazioni possono essere ripartiti secondo la scadenza originaria in
crediti commerciali e anticipazioni a breve termine e a lungo termine.
Altri conti attivi e passivi, esclusi i
crediti commerciali e le anticipazioni (F.89)
Definizione
5.240     Gli altri conti attivi e
passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni, sono crediti
finanziari derivanti da scarti temporali tra le operazioni di distribuzione e
di redistribuzione o le operazioni finanziarie sul mercato secondario e i
relativi flussi monetari.
5.241     Gli altri conti attivi e
passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni, comprendono i
crediti finanziari che traggono origine dallo scarto temporale tra le
operazioni e i corrispondenti flussi monetari riguardo, ad esempio, a:
a)      retribuzioni;
b)      imposte e contributi sociali;
c)      dividendi;
d)      fitti di terreni e diritti di
sfruttamento di giacimenti;
e)      compravendite di titoli.
5.242     Gli interessi maturati e gli
arretrati di interessi sono registrati con l'attività o la passività
finanziaria cui si riferiscono e non come altri conti attivi e passivi. Se non
sono registrati come reinvestiti nell'attività finanziaria, gli interessi
maturati sono classificati negli altri conti attivi e passivi.
5.243     Nel caso delle commissioni su
prestiti di titoli e su prestiti di oro, considerate come interessi, le
corrispondenti registrazioni sono incluse negli altri conti attivi e passivi,
anziché con lo strumento cui si riferiscono.
5.244     Gli altri conti attivi e
passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni, non comprendono:
a)      le discrepanze statistiche diverse dagli
scarti temporali tra le operazioni su beni e servizi, le operazioni di
distribuzione e di redistribuzione o le operazioni finanziarie e i relativi
flussi monetari;
b)      i pagamenti anticipati o posticipati nel
caso della creazione di attività finanziarie o del rimborso di passività
diverse da quelle classificate negli altri conti attivi e passivi: tali
pagamenti anticipati o posticipati sono classificati nella pertinente rubrica;
c)      la parte delle imposte e dei contributi
sociali da versare alle amministrazioni pubbliche la cui riscossione è
improbabile e che rappresenta pertanto un credito delle amministrazioni
pubbliche privo di valore reale.
Capitolo 5 - Allegato 1 - CLASSIFICAZIONE DELLE
OPERAZIONI FINANZIARIE
5.A1.01  Le operazioni finanziarie possono
essere classificate sulla base di vari criteri: secondo il tipo di strumento
finanziario, la negoziabilità, il tipo di reddito, la scadenza, la valuta e il tipo
di interessi.
Classificazione delle operazioni
finanziarie secondo la rubrica
5.A1.02  Le operazioni finanziarie sono
classificate in rubriche e sottorubriche come illustrato nella tavola 5.3. La
classificazione delle operazioni inerenti ad attività e passività finanziarie coincide
con la classificazione delle attività e delle passività finanziarie. 
Tavola
5.3 - Classificazione delle operazioni finanziarie
 Rubrica || Codice 
 Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || F.1 ||   ||   
 Oro monetario ||   || F.11 ||   
 Diritti speciali di prelievo (DSP) ||   || F.12 ||   
 Biglietti, monete e depositi || F.2 ||   ||   
 Biglietti e monete ||   || F.21 ||   
 Depositi trasferibili ||   || F.22 ||   
 Altri depositi ||   || F.29 ||   
 Titoli di credito || F.3 ||   ||   
 A breve termine ||   || F.31 ||   
 A lungo termine ||   || F.32 ||   
 Prestiti || F.4 ||   ||   
 A breve termine ||   || F.41 ||   
 A lungo termine ||   || F.42 ||   
 Partecipazioni e quote di fondi di investimento || F.5 ||   ||   
 Azioni e altre partecipazioni ||   || F.51 ||   
 Azioni quotate ||   ||   || F.511 
 Azioni non quotate ||   ||   || F.512 
 Altre partecipazioni ||   ||   || F.519 
 Quote e partecipazioni in fondi di investimento ||   || F.52 ||   
 Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari ||   ||   || F.521 
 Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari ||   ||   || F.522 
 Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || F.6 ||   ||   
 Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita ||   || F.61 ||   
 Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita ||   || F.62 ||   
 Diritti pensionistici ||   || F.63 ||   
 Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi ||   || F.64 ||   
 Diritti a prestazioni non pensionistiche ||   || F.65 ||   
 Riserve per escussioni di garanzie standard ||   || F.66 ||   
 Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || F.7 ||   ||   
 Strumenti finanziari derivati diversi dalle stock option conferite ai dipendenti ||   || F.71 ||   
 Stock option conferite ai dipendenti ||   || F.72 ||   
 Altri conti attivi e passivi || F.8 ||   ||   
 Crediti commerciali e anticipazioni ||   || F.81 ||   
 Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni ||   || F.89 ||   
5.A1.03  La classificazione delle
operazioni finanziarie e delle attività e passività finanziarie è fondata
principalmente sulla liquidità, sulla negoziabilità e sulle caratteristiche
giuridiche degli strumenti finanziari. Le definizioni delle rubriche
sono in generale indipendenti dalla classificazione delle unità istituzionali.
Il livello di dettaglio della classificazione delle attività e delle
passività finanziarie può essere ulteriormente accresciuto grazie a una
classificazione incrociata per unità istituzionali. Ne è un esempio la
classificazione incrociata dei depositi trasferibili tra istituti di deposito
diversi dalle autorità bancarie centrali a titolo di posizioni interbancarie.
Classificazione delle operazioni
finanziarie secondo la negoziabilità
5.A1.04  I crediti finanziari possono
essere distinti in negoziabili o non negoziabili. Sono negoziabili se la
loro proprietà è rapidamente trasferibile da una unità all'altra tramite
consegna o girata, oppure se possono essere oggetto di compensazione nel caso
degli strumenti finanziari derivati. Se qualunque strumento finanziario è
potenzialmente scambiabile, gli strumenti negoziabili sono destinati a essere
scambiati in un mercato organizzato o fuori borsa, sebbene l'effettivo scambio
non costituisca una condizione imprescindibile per la negoziabilità. I criteri
di negoziabilità sono:
a)      la trasferibilità o la possibilità di
compensazione nel caso di strumenti finanziari derivati;
b)      la standardizzazione
spesso comprovata da fungibilità e dall'attribuzione di un codice ISIN;
c)      il non mantenimento, da parte del
detentore di una attività, del diritto di regresso nei confronti dei detentori
precedenti.
5.A1.05  I titoli, gli strumenti
finanziari derivati e le stock option conferite ai dipendenti (AF.7) sono
crediti finanziari negoziabili. Nei titoli sono compresi i titoli di credito
(AF.3), le azioni quotate (AF.511), le azioni non quotate (AF.512) e le quote e
partecipazioni in fondi di investimento (AF.52). Pur essendo negoziabili, gli
strumenti finanziari derivati e le stock option conferite ai dipendenti non
sono classificati come titoli. Essi sono correlati a specifiche attività
finanziarie o non finanziarie o a indici e consentono la negoziazione sui
mercati finanziari di rischi finanziari in quanto tali.
5.A1.06  L'oro monetario e i diritti
speciali di prelievo (DSP) (AF.1), i biglietti, le monete e i depositi (AF.2),
i prestiti (AF.4), le altre partecipazioni (AF.519), le assicurazioni, pensioni
e garanzie standard (AF.6) e gli altri conti attivi e passivi (AF.8) non
sono negoziabili.
Titoli strutturati 
5.A1.07  I titoli strutturati combinano un
titolo, o un paniere di titoli, con uno strumento finanziario derivato, o un
paniere di strumenti finanziari derivati. Strumenti finanziari che non
sono titoli strutturati sono, ad esempio, i depositi strutturati, che combinano
le caratteristiche dei depositi e degli strumenti finanziari derivati. A
differenza dei titoli di credito, gli strumenti finanziari derivati non
comportano la corresponsione iniziale di un capitale da rimborsare in un
periodo successivo. 
Classificazione delle operazioni
finanziarie secondo il tipo di reddito
5.A1.08  Le operazioni finanziarie sono
classificate in funzione del tipo di reddito da esse generato. La
correlazione tra il reddito e le corrispondenti attività e passività finanziarie
facilita il calcolo dei tassi di rendimento. La tavola 5.4 illustra la
classificazione dettagliata secondo l'operazione e secondo il tipo di reddito.
Se l'oro monetario e i DSP, i depositi, i titoli di credito, i prestiti e
gli altri conti attivi e passivi producono interessi, le partecipazioni generano
prevalentemente dividendi, utili reinvestiti o redditi prelevati dai membri
delle quasi-società. Redditi da investimenti sono attribuiti ai
detentori di quote di fondi di investimento e di riserve tecniche di
assicurazione. La remunerazione connessa alla partecipazione a uno
strumento finanziario derivato non è registrata come reddito perché manca il
corrispondente capitale. 
Tavola 5.4 - Classificazione delle
operazioni finanziarie secondo il tipo di reddito
 Operazioni finanziarie || Codice || Tipo di reddito || Codice 
 Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || F.1 || Interessi || D.41 
 Biglietti e monete || F.21 || Nessuno ||   
 Depositi trasferibili || F.22 || Interessi || D.41 
 Altri depositi || F.29 || Interessi || D.41 
 Titoli di credito || F.3 || Interessi || D.41 
 Prestiti || F.4 || Interessi || D.41 
 Azioni e altre partecipazioni || F.51 || Utili distribuiti dalle società || D.42 
 Utili reinvestiti || D.43 
 Azioni quotate e non quotate || F.511 || Dividendi || D.421 
 Utili reinvestiti || D.43 
 Altre partecipazioni || F.519 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || D.422 
 Utili reinvestiti || D.43 
 Dividendi || D.421 
 Quote e partecipazioni in fondi di investimento || F.52 || Redditi da investimenti attribuiti ai detentori di quote di fondi di investimento || D.443 
 Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || F.6 || Redditi da investimenti attribuiti agli assicurati || D.441 
 Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici || D.442 
 Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || F.7 || Nessuno ||   
 Altri conti attivi e passivi || F.8 || Interessi || D.41 
Classificazione delle operazioni
finanziarie secondo il tipo di tasso di interesse
5.A1.09  Le attività
e le passività finanziarie fruttifere di interesse possono essere ripartite
secondo il tipo di tasso di interesse in strumenti a tasso fisso, variabile o
misto.
5.A1.10  Nel caso degli strumenti
finanziari a tasso fisso gli interessi nominali corrisposti in base al
contratto sono fissi in termini di valuta nella quale sono denominati per l'intera
durata dello strumento finanziario o per un certo numero di anni. All'avvio
dell'operazione, il calendario dei pagamenti degli interessi e del rimborso del
capitale e i relativi importi sono noti al debitore.
5.A1.11  Nel caso degli strumenti
finanziari a tasso variabile, l'importo della quota interessi e della quota capitale
è correlato a un tasso di interesse, all'indice generale dei prezzi dei beni e
servizi o al prezzo di una attività. Il valore di riferimento varia in
funzione dell'andamento delle condizioni di mercato.
5.A1.12  Gli strumenti finanziari a tasso
di interesse misto presentano nel corso della loro esistenza un tasso di
interesse sia fisso sia variabile e sono classificati come strumenti finanziari
a tasso variabile.
Classificazione delle operazioni
finanziarie secondo la scadenza
5.A1.13  Ai fini dell'analisi dei tassi d'interesse,
del rendimento di una attività, della liquidità o della capacità di servizio
del debito, può essere opportuna una ripartizione delle attività e passività finanziarie
in base alla scadenza.
Scadenza a breve e a lungo termine
Definizione
5.A1.14  Una attività o una passività
finanziaria a breve termine è rimborsabile a vista su richiesta del creditore o
entro un periodo pari o inferiore a un anno. Una attività o una
passività finanziaria a lungo termine è rimborsabile a una certa data superiore
a un anno, oppure non ha una scadenza definita. 
Scadenza originaria e vita residua
Definizione
5.A1.15  La scadenza originaria di attività
e passività finanziarie è definita come il periodo che intercorre tra la data
di emissione e la data prevista per il pagamento finale. La vita residua
di attività e passività finanziarie è definita come il periodo che intercorre
tra la data di riferimento e la data prevista per il pagamento finale.
5.A1.16  Il concetto della scadenza
originaria è utile ai fini dell'analisi dell'attività di emissione di debiti.
Pertanto i titoli di credito e i prestiti sono suddivisi secondo la
scadenza originaria in titoli di credito e prestiti a breve e a lungo termine.
5.A1.17  La vita residua costituisce un
dato utile nelle analisi delle posizioni debitorie e della capacità di servizio
del debito.
Classificazione delle operazioni
finanziarie secondo la valuta
5.A1.18  Molte delle rubriche,
sottorubriche e sottovoci delle attività e passività finanziarie possono essere
ripartite in base alla valuta in cui queste ultime sono espresse.
5.A1.19  Tra le attività o le passività finanziarie
in valuta estera figurano le attività o le passività finanziarie espresse in un
paniere di valute, ad esempio i DSP, e le attività o le passività finanziarie espresse
in oro. Una distinzione tra moneta nazionale e valuta estera è
particolarmente utile con riguardo alle rubriche AF.2 (Biglietti, monete e
depositi), AF.3 (Titoli di credito) e AF.4 (Prestiti).
5.A1.20  La valuta di pagamento può
differire dalla valuta in cui è espresso uno strumento finanziario. La valuta
di pagamento si riferisce alla valuta nella quale è convertito il valore delle
posizioni e dei flussi di strumenti finanziari, quali i titoli, ogni qualvolta
si verifica un pagamento.
Aggregati monetari
5.A1.21  Ai fini dell'analisi della
politica monetaria può essere necessaria l'individuazione nel conto finanziario
di aggregati monetari quali M1, M2 and M3. Nel SEC 2010 gli
aggregati monetari non sono definiti. 
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 06
 
ALLEGATO A
della proposta di 
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea 
ALLEGATO A
CAPITOLO 6 - ALTRI FLUSSI
1. Introduzione
Le variazioni di valore delle attività e delle
passività che non derivano da operazioni sono designate come altri flussi. Tali
flussi non costituiscono operazioni perché non presentano una o più delle
caratteristiche delle operazioni. Ad esempio, nel caso delle confische senza
indennizzo le unità istituzionali non agiscono consensualmente, oppure la
variazione può essere dovuta a eventi naturali, quali un terremoto, anziché a
un fenomeno puramente economico. Il valore di una attività espresso in valuta
estera, inoltre, può cambiare in conseguenza della variazione di un tasso di
cambio. 
2. Altre variazioni delle attività e delle passività
 6.01 Definizione || Le altre variazioni delle attività e delle passività sono flussi economici, diversi dalle operazioni registrate nei conti finanziari e del capitale, che modificano il valore delle attività e delle passività. 
Si distinguono due tipi di "altre
variazioni": variazioni di volume delle attività e delle passività e
guadagni e perdite nominali in conto capitale.
2.1 Altre variazioni di volume delle
attività e delle passività (K.1 - K.6)
6.02       Nel conto del capitale, le
attività prodotte e non prodotte possono entrare e uscire da un settore tramite
acquisizioni e cessioni di attività, ammortamenti o entrate nelle scorte,
uscite dalle scorte e perdite ricorrenti di beni presenti nelle scorte. Nel
conto finanziario, le attività e le passività finanziarie entrano nel sistema
dei conti nel momento in cui un debitore accetta un futuro obbligo di pagare un
creditore ed escono dal sistema dei conti quando l'obbligazione è adempiuta.
6.03       Le altre variazioni di volume
delle attività e delle passività comprendono flussi che consentono alle
attività e alle passività di entrare nei conti e di uscirne tramite modalità
diverse dalle operazioni. Ne sono un esempio le entrate e le uscite di attività
a seguito della scoperta, del depauperamento e dell'esaurimento di beni
naturali. 
6.04       Le altre variazioni di volume
delle attività e delle passività comprendono inoltre l'effetto di avvenimenti
eccezionali e imprevisti di natura non economica, nonché le modifiche
risultanti da una riclassificazione o da una ristrutturazione di unità
istituzionali o di attività e passività.
6.05       Le altre variazioni di volume
delle attività e delle passività comprendono sei rubriche:
a)      comparsa economica di attività (K.1); 
b)      scomparsa economica di attività non
prodotte (K.2);
c)      distruzioni di beni per eventi catastrofali
(K.3);
d)      confische senza indennizzo (K.4);
e)      altre variazioni di volume non
classificate altrove (K.5);
f)       variazioni di classificazione (K.6).
2.1.1 Comparsa economica di attività
(K.1)
6.06       La comparsa economica di
attività consiste nell'aumento di volume delle attività prodotte e non prodotte
che non è riconducibile al processo di produzione. Rientrano in tale rubrica:
a)      i monumenti storici, ossia le strutture o
i siti di particolare rilevanza archeologica, storica o culturale, allorché il
loro valore viene riconosciuto per la prima volta nel conto patrimoniale; 
b)      gli oggetti di valore, quali pietre
preziose, oggetti di antiquariato e oggetti d'arte, allorché viene riconosciuto
per la prima volta l'elevato valore o l'importanza artistica di un oggetto non
registrato in precedenza nel conto patrimoniale;
c)      le scoperte di risorse sotterranee
sfruttabili, quali le riserve accertate di carbone, petrolio, gas naturale,
minerali metalliferi o minerali non metalliferi; è compresa altresì la rivalutazione
di valore delle riserve allorché ne diventa economico lo sfruttamento per
effetto del progresso tecnologico o di variazioni dei prezzi relativi;
d)      la crescita naturale di risorse
biologiche non coltivate, quali le foreste naturali o il patrimonio ittico,
allorché la crescita di tali attività economiche non è gestita o controllata
direttamente da una unità istituzionale e non è considerata pertanto come
produzione;
e)      i trasferimenti di altre risorse naturali
all'attività economica, ossia la trasformazione in attività economiche di
risorse naturali; ne sono un esempio lo sfruttamento di foreste vergini, la
trasformazione di terreni da incolti o improduttivi in terreni con utilità
economica, la bonifica di terreni e le attività iniziali di captazione per
l'adduzione di acqua; le risorse naturali possono acquisire valore anche grazie
alla loro prossimità a una attività economica, ad esempio il valore dei terreni
può aumentare a seguito di una lottizzazione nelle vicinanze o della creazione
di una strada d'accesso; le spese sostenute per migliorare i terreni sono
registrate come investimenti fissi lordi, ma qualsiasi scarto tra l'aumento di
valore dei terreni e il valore dei miglioramenti dei terreni è registrato come
comparsa economica;
f)       le variazioni qualitative di attività
naturali dovute a un mutamento degli impieghi economici; le variazioni di
qualità sono registrate come variazioni di volume; le variazioni qui registrate
rappresentano la contropartita di mutamenti di impiego economico evidenziati come
variazioni di classificazione (cfr. paragrafo 6.21): ad esempio, la
riclassificazione da terreni coltivati a terreni fabbricabili può comportare un
aumento di valore, così come una variazione di classificazione, in tal caso
l'attività è già tale ed è la variazione della sua qualità per effetto di un
mutamento della destinazione economica ad essere considerata come comparsa di
attività; un altro esempio è rappresentato dall'aumento di valore del bestiame
da latte se è avviato alla macellazione prima di quanto previsto;
g)      la comparsa iniziale di valore a seguito
della concessione di contratti di locazione, altri contratti trasferibili,
permessi e licenze; il valore di tali contratti, permessi o licenze rappresenta
una attività allorché il valore del diritto che essi attribuiscono supera i
costi da pagare e il detentore può monetizzarlo cedendoli ad altri;
h)      le variazioni di valore dell'avviamento
commerciale e di risorse di marketing, che si concretizzano allorché le unità
istituzionali sono cedute a un prezzo superiore al valore dei fondi propri
(cfr. paragrafo 7.07): lo scarto tra il prezzo di acquisto e il valore dei
fondi propri è denominato avviamento commerciale. L'avviamento non evidenziato
da un atto di compravendita non è considerato una attività economica.
2.1.2 Scomparsa economica di attività non
prodotte (K.2)
6.07       La scomparsa economica di
attività non finanziarie non prodotte comprende:
a)      l'esaurimento di risorse naturali, ovvero
la diminuzione di valore delle riserve dei giacimenti e l'esaurimento di
risorse biologiche non coltivate incluse tra le attività (cfr. paragrafo 6.06,
lettera e)) a seguito della raccolta di prodotti, del diboscamento di terreni o
dello sfruttamento oltre i livelli sostenibili di estrazione; molte delle
possibili registrazioni in questa rubrica sono esattamente speculari a quelle
descritte nel paragrafo 6.06, lettere c) - f); 
b)      ogni altra scomparsa economica di
attività non prodotte, ovvero:
i)        la riduzione di valore dell'avviamento
commerciale e di risorse di marketing;
ii)       la scadenza dei diritti attribuiti da
contratti di locazione, altri contratti trasferibili, permessi e licenze.
2.1.3 Distruzioni di beni per eventi
catastrofali (K.3)
6.08       Le distruzioni di beni per
eventi catastrofali, registrate come altre variazioni di volume, sono la
conseguenza di eventi specifici e riconoscibili che si verificano su larga
scala e che comportano la distruzione di attività economiche.
6.09       Tali eventi comprendono
terremoti, eruzioni vulcaniche, maremoti, trombe d'aria particolarmente
distruttive, siccità e altri disastri naturali, atti di guerra, tumulti e altri
avvenimenti politici, nonché incidenti tecnologici quali la fuoriuscita di
prodotti tossici o il rilascio nell'atmosfera di particelle radioattive. Ne
sono un esempio:
a)      il depauperamento dei terreni provocato
da inondazioni eccezionali o da tempeste di vento; 
b)      la distruzione di coltivazioni per
effetto di siccità o malattie;
c)      la distruzione di fabbricati, macchinari
o oggetti di valore a seguito di incendi boschivi o di terremoti;
d)      la distruzione accidentale di moneta o di
titoli al portatore quale conseguenza di catastrofi naturali o di avvenimenti
politici o la distruzione di titoli di proprietà.
2.1.4 Confische senza indennizzo (K.4)
6.10       Le confische senza indennizzo
si verificano allorquando le amministrazioni pubbliche o altre unità
istituzionali prendono possesso delle attività appartenenti ad altre unità
istituzionali, comprese le unità non residenti, senza un pieno indennizzo, per
motivi diversi dal pagamento di imposte, ammende o prelievi simili. Le
confische di proprietà in relazione con attività criminali sono considerate
ammende. La parte non indennizzata di tali confische unilaterali è registrata
come altre variazioni di volume.
6.11       I pignoramenti e la ripresa di
possesso di attività da parte dei creditori non sono registrati come confische
senza indennizzo perché tale possibilità è prevista, esplicitamente o
implicitamente, dall'accordo tra le parti.
2.1.5 Altre variazioni di volume non
classificate altrove (K.5)
6.12       Le altre variazioni di volume
non classificate altrove corrispondono agli effetti di eventi imprevisti
sul valore economico delle attività.
6.13       Esempi di altre variazioni di
volume, non classificate altrove, di attività non finanziarie.
a)      Obsolescenza imprevista - Le ipotesi
utilizzate per calcolare gli ammortamenti non coprono l'obsolescenza imprevista
del capitale fisso. Gli importi accantonati per la sua normale obsolescenza
possono risultare inferiori a quella effettivamente constatata. Devono pertanto
essere eseguite delle registrazioni per tener conto della diminuzione di valore
del capitale fisso a seguito, ad esempio, dell'introduzione di una tecnologia
perfezionata.
b)      Differenze tra le perdite effettive e gli
accantonamenti compresi negli ammortamenti per danni normali - Gli ammortamenti
non comprendono i danni imprevisti e gli importi stimati per i danni ritenuti
probabili possono risultare inferiori o superiori ai danni effettivi. Devono
pertanto essere apportate rettifiche per tener conto dell'imprevista
diminuzione o dell'imprevisto aumento di valore del capitale fisso a seguito di
tali eventi. Le perdite oggetto di rettifica non sono sufficientemente
rilevanti da essere considerate distruzioni di beni per eventi catastrofali.
c)      Deterioramento di beni non preso in
considerazione negli ammortamenti - Si tratta della diminuzione di valore del
capitale fisso a seguito, ad esempio, degli imprevisti effetti dell'acidità
dell'aria e delle piogge sulle facciate degli edifici o sulle carrozzerie degli
autoveicoli.
d)      Abbandono di strutture di produzione
prima del completamento o prima del loro impiego economico.
e)      Perdite eccezionali di magazzino (ad
esempio, per incendio, furto, attacchi di parassiti) non considerate come
distruzioni di beni per eventi catastrofali.
6.14       Esempi di variazioni di volume,
non classificate altrove, di attività e passività finanziarie.
a)      Perdite di moneta o di titoli al
portatore a seguito di eventi (ad esempio, incendi o furti) diversi da
distruzioni di beni per eventi catastrofali e ritiro dalla circolazione di
biglietti e monete che hanno cessato di avere corso legale, esclusi gli importi
connessi con la variazione di classificazione da moneta a oggetti di valore. 
b)      Variazioni di crediti finanziari per
effetto di cancellazioni - Sono escluse dal conto finanziario perché manca un
accordo consensuale tra le parti. In particolare, un creditore può decidere che
un credito finanziario non è più esigibile, ad esempio a seguito di fallimento
del debitore o di liquidazione di una società, con conseguente cancellazione di
tale attività dal suo conto patrimoniale. Il riconoscimento da parte del
creditore dell'impossibilità di riscuotere il credito è registrato tra le altre
variazioni di volume delle attività. La corrispondente passività deve essere
anch'essa cancellata dal conto patrimoniale del debitore, al fine di far
quadrare i conti del totale dell'economia. Un'eccezione a questo principio
generale è prevista per le imposte e i contributi sociali da versare alle
amministrazioni pubbliche (cfr. punto 6.15, lettera d).
c)      Variazioni dei diritti pensionistici e
dei diritti inerenti a rendite e ad assicurazioni sulla vita, a seguito di
variazioni delle ipotesi demografiche.
d)      Riserve per escussioni di garanzie standard
allorché le escussioni previste superano gli introiti e i recuperi previsti.
6.15       Le altre variazioni di volume
non classificate altrove non comprendono:
a)      le variazioni di crediti finanziari a
seguito di cancellazioni parziali che rispecchiano valori reali di mercato di
crediti finanziari negoziabili: tali variazioni sono registrate nel conto della
rivalutazione delle attività e delle passività;
b)      la cancellazione di debiti decisa
consensualmente dal debitore e dal creditore (remissione di debiti): tale
cancellazione è registrata come una operazione tra il creditore e il debitore
(cfr. paragrafo 4.165, lettera f));
c)      il rifiuto di riconoscere un debito: la
cancellazione unilaterale di una passività da parte di un debitore non è presa
in considerazione;
d)      le imposte e i contributi sociali da
versare alle amministrazioni pubbliche la cui riscossione è unilateralmente
riconosciuta da queste come improbabile (cfr. paragrafi 1.57, 4.27 e
4.82). 
2.1.6 Variazioni di classificazione (K.6)
6.16       Le variazioni di
classificazione comprendono le variazioni nella classificazione dei settori, le
variazioni della struttura delle unità istituzionali e le variazioni nella
classificazione delle attività e delle passività.
2.1.6.1 Variazioni nella classificazione
dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali (K.61)
6.17       La riclassificazione di una
unità istituzionale da un settore ad un altro trasferisce il suo intero conto
patrimoniale. Ad esempio, se diventa finanziariamente distinta dal suo proprietario,
una unità istituzionale classificata nel settore delle famiglie può essere
equiparata a una quasi-società e venire riclassificata nel settore delle
società non finanziarie.
6.18       Le variazioni nella
classificazione dei settori trasferiscono l'intero conto patrimoniale da un
settore o da un sottosettore a un altro. Il trasferimento può comportare un
consolidamento o un deconsolidamento di attività e passività che rientrano
anch'essi in questa rubrica.
6.19       Le variazioni della struttura
delle unità istituzionali si riferiscono alla comparsa e alla scomparsa di
talune attività e passività finanziarie a seguito di riorganizzazioni di
società. Allorquando una società scompare come entità giuridica indipendente a
seguito della sua incorporazione da parte di una o più società, tutte le
attività e le passività finanziarie, comprese le azioni e le altre
partecipazioni, in essere tra tale società e le società che compiono
l'incorporazione scompaiono dal sistema dei conti. Tuttavia, l'acquisto di
azioni e altre partecipazioni di una società nel quadro di una fusione deve
essere registrato come una operazione finanziaria tra la società acquirente e i
precedenti proprietari della società. La sostituzione delle azioni esistenti
con azioni della società acquirente o di una nuova società è registrata come
rimborso di azioni con la contemporanea emissione di nuove azioni. Le attività
e le passività finanziarie in essere tra la società incorporata e i terzi
restano invariate e sono trasferite alla società o alle società incorporanti.
6.20       Analogamente, la comparsa di
nuove attività e passività finanziarie a seguito dello scorporo di una società
in due o più unità istituzionali è registrata come variazioni nella
classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità
istituzionali.
2.1.6.2 Variazioni nella classificazione
delle attività e delle passività (K.62)
6.21       Le variazioni nella
classificazione delle attività e delle passività si verificano allorché le
attività e le passività che figurano in una determinata rubrica nel bilancio
patrimoniale di apertura compaiono in una rubrica differente nel conto
patrimoniale di chiusura. Ne sono un esempio la variazione della destinazione
di uso di terreni o la trasformazione di abitazioni in locali commerciali o viceversa.
Nel caso dei terreni, sono effettuate due registrazioni per lo stesso valore:
una registrazione negativa per la vecchia rubrica e una registrazione positiva
per la nuova. Qualsiasi variazione di valore dei terreni derivante dalla
modifica della destinazione di uso è considerata una variazione di volume e non
una rivalutazione ed è pertanto registrata come comparsa economica di attività
o scomparsa economica di attività non prodotte.
6.22       La comparsa o la scomparsa di
oro monetario detenuto sotto forma di oro fisico non possono discendere da una
operazione finanziaria: l'entrata nel sistema dei conti e l'uscita da questo
avviene per il tramite di altre variazioni di volume delle attività.
6.23       L'oro fisico costituisce un
caso particolare. L'oro fisico può costituire una attività finanziaria, nota
come oro monetario, o un oggetto di valore, noto come oro non monetario, in
funzione del soggetto che lo detiene e dello scopo per il quale è detenuto. La
monetizzazione consiste nella variazione della classificazione dell'oro fisico
da oro non monetario in oro monetario. La demonetizzazione consiste nella
variazione della classificazione dell'oro fisico da oro monetario in oro non
monetario.
6.24       Le operazioni relative all'oro
fisico sono contabilizzate come segue:
a)      allorché una autorità monetaria vende oro
fisico che rappresenta una attività di riserva a una unità istituzionale non
residente diversa da una autorità monetaria o a una unità istituzionale
residente, si registra un'operazione inerente a oro non monetario; la
demonetizzazione di oro come variazione della classificazione dell'oro fisico
da oro monetario in oro non monetario si verifica immediatamente prima
dell'operazione ed è registrata come altre variazioni di volume delle attività
dell'autorità monetaria; 
b)      allorché una autorità monetaria acquista
oro fisico da una unità istituzionale residente o non residente per le sue
attività di riserva e tale oro non costituisce già una attività di riserva, si
registra un'operazione inerente a oro non monetario; la monetizzazione di oro
come variazione della classificazione dell'oro fisico da oro non monetario in
oro monetario si verifica immediatamente dopo l'operazione ed è registrata come
altre variazioni di volume delle attività dell'autorità monetaria;
c)      allorché l'acquirente e il venditore sono
autorità monetarie di economie diverse e entrambe detengono l'oro fisico come
parte delle loro attività di riserva, si ha una operazione su oro fisico che è
registrata nel conto finanziario;
d)      negli altri casi l'oro fisico resta
sempre oro non monetario e si registrano pertanto operazioni inerenti a oro non
monetario.
Gli esempi sopra riportati per una autorità
monetaria valgono anche nel caso di una organizzazione finanziaria
internazionale.
6.25       Le variazioni nella
classificazione delle attività e delle passività non comprendono la conversione
di titoli in azioni, che comporta la registrazione di due operazioni
finanziarie. 
2.2 Guadagni e perdite nominali in conto
capitale (K.7) 
6.26       Nel conto della rivalutazione
delle attività e delle passività sono registrati i guadagni e le perdite
nominali in conto capitale conseguiti durante un periodo contabile dai
proprietari di attività e passività, per effetto di variazioni del livello e
della struttura dei prezzi di questi. I guadagni e le perdite nominali in conto
capitale (rubrica K.7) comprendono i guadagni e le perdite neutrali in conto
capitale (sottorubrica K.71) e i guadagni e le perdite reali in conto capitale
(sottorubrica K.72).
 6.27 Definizione || I guadagni e le perdite nominali in conto capitale (K.7) su una attività corrispondono agli aumenti o alle diminuzioni di valore di tale attività conseguiti dal suo proprietario economico per effetto di aumenti o diminuzioni del suo prezzo. I guadagni e le perdite nominali in conto capitale su una passività finanziaria corrispondono alle diminuzioni o agli aumenti della quotazione di tale passività conseguenti a diminuzioni o ad aumenti del suo prezzo. 
6.28       Un guadagno in conto capitale è
il risultato di un aumento del valore di una attività, oppure di una
diminuzione del valore di una passività. Una perdita in conto capitale è il
risultato di una diminuzione del valore di una attività, oppure di un aumento
del valore di una passività.
6.29       I guadagni e le perdite nominali
in conto capitale registrati nel conto della rivalutazione delle attività e
delle passività sono quelli conseguiti su attività o passività, a prescindere
che siano realizzati o meno. Un guadagno nominale è considerato realizzato
allorché l'attività in questione è venduta, rimborsata, utilizzata o altrimenti
ceduta o allorché la passività è rimborsata. Un guadagno non realizzato è un
guadagno ottenuto su una attività tuttora posseduta o su una passività ancora
in essere alla fine del periodo contabile. Per guadagno realizzato si intende
normalmente il guadagno conseguito nell'intero periodo nel quale l'attività è
posseduta o la passività è in essere, a prescindere che tale periodo coincida o
meno con il periodo contabile. Tuttavia, poiché i guadagni e le perdite in
conto capitale sono registrati secondo il principio di competenza, la
distinzione tra guadagni e perdite realizzati e non realizzati, benché utile
per alcuni scopi, non è operata nelle classificazioni e nei conti.
6.30       I guadagni e le perdite in
conto capitale comprendono i guadagni e le perdite conseguiti su qualunque tipo
di attività non finanziarie, di attività finanziarie e di passività. Sono
pertanto compresi anche i guadagni e le perdite in conto capitale su scorte di
beni di qualsiasi tipo detenuti dai produttori, compresi i prodotti in corso di
lavorazione.
6.31       I guadagni e le perdite
nominali in conto capitale possono essere conseguiti su attività detenute o su
passività assunte per un qualsiasi periodo di tempo durante il periodo contabile
e non soltanto su attività o passività che appaiono nei conti patrimoniali di
apertura e/o di chiusura. I guadagni e le perdite nominali in conto capitale
conseguiti tra due momenti di tempo dal proprietario di una particolare
attività o passività o di una quantità determinata di un certo tipo di attività
o passività sono definiti come la differenza tra il valore corrente di tale
attività o passività nel secondo dei due momenti e il valore corrente della
stessa attività o passività nel primo dei due momenti, supponendo che
l'attività o la passività stessa non cambino, qualitativamente o
quantitativamente, durante tale periodo. 
6.32       Il guadagno nominale in conto
capitale (G) conseguito su una certa quantità q di una attività tra i momenti 0
e t può essere espresso come segue: G = (pt − p0) ×
q,
6.33       in cui p0 e pt
sono i prezzi dell'attività rispettivamente nei momenti 0 e t. Per le attività
e le passività finanziarie con valore corrente fisso in valuta nazionale, p0
e pt coincidono per definizione e i guadagni nominali in conto
capitale sono sempre pari a 0.
6.34       Ai fini del calcolo dei
guadagni e delle perdite nominali in conto capitale è necessario che le
acquisizioni e le cessioni di attività siano valutate applicando gli stessi
principi utilizzati per la loro registrazione nei conti finanziari e del
capitale e che gli stock di attività siano valutati applicando gli stessi
criteri utilizzati per la loro registrazione nel conto patrimoniale. Nel caso
del capitale fisso, il valore di una acquisizione è pari all'ammontare pagato
dall'acquirente al produttore, o al venditore, più i connessi costi di
trasferimento della proprietà sostenuti dall'acquirente. Il valore di cessione
di un bene usato è pari alla differenza tra l'ammontare percepito dal venditore
dall'acquirente e i costi di trasferimento della proprietà sostenuti dal
venditore.
6.35       Una eccezione alla norma
descritta al paragrafo 6.34 si ha nel caso in cui il prezzo pagato differisca
dal valore di mercato dell'attività. Un trasferimento in conto capitale è
allora imputato per la differenza tra il prezzo pagato e il valore di mercato e
l'acquisizione è registrata al valore di mercato. È questo il caso, in
particolare, delle operazioni in cui intervengono settori che non producono per
il mercato.
6.36       Si possono distinguere quattro differenti
situazioni che danno origine a guadagni e perdite nominali in conto capitale.
a)      Una attività è detenuta per tutto il
periodo contabile: il guadagno nominale in conto capitale conseguito durante il
periodo contabile è pari alla differenza tra il valore nel conto patrimoniale
di chiusura e il valore nel conto patrimoniale di apertura, detratti gli
ammortamenti nel periodo contabile. Tali valori sono i valori stimati
dell'attività se questa dovesse essere acquistata nel momento in cui sono
redatti i conti patrimoniali. Il guadagno nominale non è realizzato. 
b)      Una attività è detenuta all'inizio del
periodo ed è venduta durante il periodo: il guadagno nominale in conto capitale
conseguito è pari alla differenza tra il valore di cessione e il valore nel
conto patrimoniale di apertura, detratti gli ammortamenti nel periodo contabile
anteriore alla vendita. Il guadagno nominale è realizzato.
c)      Una attività è acquisita durante il
periodo ed è ancora detenuta alla fine del periodo: il guadagno nominale in
conto capitale conseguito è pari alla differenza tra il valore nel conto
patrimoniale di chiusura e il valore di acquisto dell'attività, detratti gli
ammortamenti nel periodo contabile. Il guadagno nominale non è realizzato.
d)      Una attività è acquistata ed è ceduta
durante il periodo contabile: il guadagno nominale in conto capitale conseguito
è pari alla differenza tra il valore di cessione e il valore di acquisto,
detratti gli ammortamenti nel periodo contabile tra l'acquisto e la vendita. Il
guadagno nominale è realizzato.
6.37       I guadagni e le perdite
nominali in conto capitale inclusi sono quelli conseguiti su attività e
passività, a prescindere che siano realizzati o meno. Essi sono registrati nel
conto della rivalutazione delle attività e delle passività dei settori in
questione, del totale dell'economia e del resto del mondo.
2.2.1 Guadagni e perdite neutrali in
conto capitale (K.71)
 6.38 Definizione || I guadagni e le perdite neutrali in conto capitale (K.71) su una attività o su una passività sono definiti come il valore dei guadagni o delle perdite in conto capitale conseguiti nel caso in cui la variazione nel tempo del prezzo di tale attività o passività coincida con quella del livello generale dei prezzi. 
6.39       I guadagni e le perdite
neutrali in conto capitale sono calcolati per facilitare la determinazione dei
guadagni e delle perdite reali in conto capitale, i quali ridistribuiscono il
potere d'acquisto reale tra i settori.
6.40       Indicando con r l'indice
generale dei prezzi, il guadagno neutrale in conto capitale (GN) su una data
quantità q di una attività tra i momenti 0 e t risulta dalla seguente
espressione: GN = p0 × q (rt/r0 − 1),
in cui p0 × q è il valore corrente
dell'attività nel momento 0 e rt/r0 è il fattore della variazione
dell'indice generale dei prezzi tra i momenti 0 e t. Lo stesso termine rt/r0
è applicato a tutte le attività e passività.
6.41       L'indice generale dei prezzi da
utilizzare per il calcolo dei guadagni e delle perdite neutrali in conto
capitale è un indice dei prezzi per la spesa finale.
6.42       I guadagni e le perdite
neutrali in conto capitale sono registrati nel conto dei guadagni e delle
perdite neutrali in conto capitale, il quale costituisce un sottoconto del
conto della rivalutazione delle attività e delle passività dei settori, del
totale dell'economia e del resto del mondo.
2.2.2 Guadagni e perdite reali in conto
capitale (K.72)
 6.43 Definizione || I guadagni e le perdite reali in conto capitale (K.72) su una attività o su una passività sono definiti come la differenza tra i guadagni e le perdite nominali in conto capitale e i guadagni e le perdite neutrali in conto capitale su quella attività. 
6.44       Il guadagno reale in conto
capitale (GR) su una data quantità q di una attività tra i momenti 0 e t è dato
da: GR = G - GN
oppure GR = (pt/p0 - rt/r0)
× p0 × q
6.45       I valori dei guadagni e delle
perdite reali in conto capitale sulle attività e sulle passività dipendono
pertanto dalle oscillazioni dei loro prezzi nel periodo in questione rispetto
alle oscillazioni, in media, degli altri prezzi, quali sono misurate
dall'indice generale dei prezzi.
6.46       I guadagni e le perdite reali
in conto capitale sono registrati nel conto dei guadagni e delle perdite reali
in conto capitale, il quale costituisce un sottoconto del conto della
rivalutazione delle attività e delle passività.
2.2.3 Guadagni e perdite in conto
capitale per tipo di attività e di passività finanziarie
Oro monetario e DSP (AF.1)
6.47       Poiché il prezzo dell'oro
monetario è normalmente quotato in dollari USA, il valore dell'oro monetario è
oggetto di guadagni e perdite nominali in conto capitale per effetto di
variazioni del tasso di cambio, nonché dello stesso prezzo dell'oro. 
6.48       Dato che i diritti speciali di
prelievo rappresentano un paniere di valute, il loro valore in termini di
valuta nazionale e, di conseguenza, il valore dei guadagni e delle perdite in
conto capitale variano in funzione dell'evoluzione dei tassi di cambio delle
valute contenute nel paniere rispetto alla valuta nazionale.
Biglietti, monete e depositi (AF.2)
6.49       Il valore corrente dei
biglietti, delle monete e dei depositi espressi in valuta nazionale resta
costante nel tempo. Il «prezzo» di siffatte attività è sempre pari all'unità,
mentre la quantità è data dal numero di unità della moneta in cui esse sono
espresse. I guadagni e le perdite nominali in conto capitale su tali attività
sono sempre pari a zero. Per tale motivo, la differenza tra i valori degli
stock di apertura e di chiusura di tali attività è interamente rappresentata,
fatta eccezione per le altre variazioni di volume, dai valori delle operazioni
sulle attività. È questo uno dei rari casi in cui è normalmente possibile
ricavare le operazioni a partire dalle variazioni dei dati dei conti
patrimoniali.
6.50       Gli interessi maturati sui
depositi sono registrati nel conto finanziario come simultaneamente reinvestiti
quali depositi.
6.51       La valuta estera detenuta e i
depositi espressi in altre divise comportano normalmente guadagni e perdite
nominali in conto capitale per effetto di oscillazioni dei tassi di cambio.
6.52       Al fine di calcolare i guadagni
e le perdite neutrali e reali in conto capitale sulle attività con valore corrente
fisso, oltre ai valori nei conti patrimoniali di apertura e di chiusura sono
necessari dati sul momento e sul valore delle operazioni. Si supponga, ad
esempio, che un deposito sia effettuato e prelevato entro il periodo contabile,
allorché il livello generale dei prezzi è in aumento. Il guadagno neutrale sul
deposito è positivo e il guadagno reale è negativo, per un ammontare che varia
in funzione della durata del deposito e del tasso di inflazione. La
registrazione di tali perdite reali è impossibile se non si dispone di dati sul
valore delle operazioni durante il periodo contabile e sui momenti in cui sono
effettuate. 
6.53       In generale si può ritenere
che, se il valore assoluto totale delle operazioni positive e negative è
rilevante in relazione ai valori iscritti nei conti patrimoniali di apertura e
di chiusura, le stime approssimative dei guadagni e delle perdite neutrali e
reali in conto capitale sulle attività e sulle passività finanziarie con valore
corrente fisso, fondate unicamente sui dati dei conti patrimoniali, possono
risultare poco soddisfacenti. Persino la registrazione dei valori delle
operazioni finanziarie su base lorda — ossia registrando separatamente i
depositi effettuati e prelevati anziché la differenza tra il valore totale dei
depositi e dei prelievi — potrebbe non essere sufficiente in assenza di
informazioni sugli aspetti temporali dei depositi.
Titoli di credito (AF.3)
6.54       Allorché titoli di credito a
lungo termine, quali le obbligazioni, sono emessi a un prezzo sopra o sotto la
pari (comprese le obbligazioni a tasso zero e i deep discount bond), la
differenza tra il prezzo di emissione e il valore facciale o di rimborso alla
scadenza misura gli interessi che gli emittenti sono tenuti a pagare nel corso
dell'esistenza dei titoli. Tali interessi sono registrati come redditi da
capitale corrisposti dagli emittenti e percepiti dai possessori dei titoli di
credito a lungo termine, in aggiunta agli eventuali interessi cedolari
effettivamente corrisposti dagli emittenti a intervalli determinati nel periodo
in cui i titoli sono in essere.
6.55       Gli interessi maturati sono
registrati nel conto finanziario come se fossero simultaneamente reinvestiti
nei titoli da parte dei possessori di questi. Gli interessi sono pertanto
registrati nel conto finanziario come acquisizione di una attività che va ad
aggiungersi all'attività esistente. L'aumento graduale del prezzo di mercato di
un titolo di credito a lungo termine, attribuibile all'accumularsi di interessi
maturati reinvestiti, riflette un incremento del capitale in essere, ossia
delle dimensioni dell'attività. Si tratta essenzialmente di un aumento di
quantità o di volume e non di un aumento di prezzo. Esso non produce un
guadagno in conto capitale per il possessore del titolo di credito a lungo
termine, né una perdita in conto capitale per il suo emittente. I titoli
cambiano qualitativamente nel tempo mano a mano che la loro scadenza si
avvicina ed è importante riconoscere che gli aumenti del loro valore dovuti
all'accumularsi degli interessi maturati non rappresentano variazioni di prezzo
e non producono guadagni in conto capitale.
6.56       Tuttavia, anche i prezzi dei
titoli di credito a lungo termine a reddito fisso sono soggetti a oscillazioni
in caso di variazione dei tassi di interesse di mercato, che sono di segno
opposto rispetto alle variazioni dei tassi di interesse. L'incidenza di una
determinata variazione dei tassi di interesse sul prezzo di un singolo titolo
di credito a lungo termine è tanto minore quanto più il titolo è prossimo alla
scadenza. Le variazioni dei prezzi dei titoli di credito a lungo termine,
attribuibili a variazioni dei tassi di interesse di mercato, rappresentano
variazioni di prezzo e non variazioni quantitative. Esse producono pertanto
guadagni e perdite nominali in conto capitale sia per gli emittenti che per i
possessori dei titoli. Un aumento dei tassi di interesse comporta un guadagno
nominale in conto capitale per l'emittente del titolo e una perdita nominale in
conto capitale di pari entità per il possessore del titolo e viceversa nel caso
di un calo dei tassi di interesse.
6.57       Nel caso dei titoli di credito
a reddito variabile, l'importo del pagamento degli interessi o del rimborso del
capitale è correlato a un indice generale dei prezzi dei beni e servizi, come
l'indice dei prezzi al consumo, a un tasso di interesse EURIBOR, LIBOR o al
rendimento di un titolo, oppure al prezzo di un bene. 
Allorché gli importi degli interessi pagati e/o
del capitale in essere sono correlati a un indice generale o esteso dei prezzi,
la modifica di valore del capitale in essere tra l'inizio e la fine di un
particolare periodo contabile, dovuta alla variazione dell'indice di
riferimento, è considerata come interesse maturato in tale periodo e si
aggiunge agli interessi da pagare per quel periodo.
Allorché l'indicizzazione degli importi da pagare
alla scadenza comprende un elemento di guadagno in conto capitale, solitamente
una indicizzazione basata su un unico oggetto precisamente definito, qualsiasi
scarto dell'indice dall'andamento originariamente previsto comporta guadagni o
perdite in conto capitale che normalmente non si compensano nel corso
dell'esistenza dello strumento.
6.58       Guadagni e perdite nominali in
conto capitale possono essere conseguiti anche su titoli di credito a breve
termine oltre che su titoli di credito a lungo termine. Tuttavia, poiché tali
titoli hanno una scadenza molto più ravvicinata, i guadagni in conto capitale
prodotti da variazioni dei tassi di interesse sono generalmente molto inferiori
a quelli conseguiti sui titoli di credito a lungo termine con lo stesso valore
facciale.
Prestiti (AF.4)
6.59       Quanto detto in precedenza per
i biglietti, le monete e i depositi vale anche per i prestiti che non sono
oggetto di negoziazione. Tuttavia, allorché un prestito in essere è ceduto a
un'altra unità istituzionale, la diminuzione di valore del prestito, ovvero la
differenza tra il prezzo di rimborso e il prezzo dell'operazione, è registrata
nel conto della rivalutazione delle attività e delle passività del venditore e
dell'acquirente nel momento dell'operazione.
Partecipazioni e quote di fondi di
investimento (AF.5)
6.60       Le azioni gratuite incrementano
il numero delle azioni e il valore nominale delle azioni emesse, ma non
modificano di per sé il valore di mercato della totalità delle azioni. Ciò vale
anche per il pagamento del dividendo in azioni che costituisce una
distribuzione proporzionale di altre azioni di una società ai detentori delle
azioni ordinarie di tale società. Le azioni gratuite e le azioni di dividendo
non sono registrate nei conti. Tuttavia, poiché tali emissioni sono destinate
ad aumentare la liquidità delle azioni sul mercato con conseguente possibile
aumento del valore totale di mercato delle azioni emesse, ogni variazione di
tale tipo è registrata come guadagno nominale in conto capitale.
Assicurazioni, pensioni e garanzie
standard (AF.6)
6.61       Allorché i diritti e le riserve
per assicurazioni, pensioni e garanzie standard sono denominati in valuta
nazionale non si hanno guadagni e perdite nominali in conto capitale, così come
non se ne hanno per biglietti, monete e depositi né per i prestiti. Le attività
utilizzate dalle istituzioni finanziarie per soddisfare i loro impegni sono
soggette a guadagni e perdite in conto capitale.
6.62       Le passività nei confronti
degli assicurati e dei beneficiari variano a seguito di operazioni, altre
variazioni di volume e rivalutazioni. Le rivalutazioni sono dovute a variazioni
delle ipotesi di base dei modelli utilizzati per i calcoli attuariali. Tali
ipotesi riguardano il tasso di sconto, i livelli retributivi e il tasso di
inflazione. 
Strumenti finanziari derivati e stock
option conferite ai dipendenti (AF.7)
6.63       Il valore degli strumenti
finanziari derivati può variare a seguito di variazioni del valore degli strumenti
sottostanti, della volatilità del prezzo di tali strumenti, oppure per effetto
dell'approssimarsi della data di esecuzione o della scadenza. Siffatte
variazioni di valore riguardanti gli strumenti finanziari derivati e le stock
option conferite ai dipendenti sono tutte da considerare come variazioni di
prezzo e sono registrate come rivalutazione.
Altri conti attivi e passivi (AF.8)
6.64       Quanto detto in precedenza per
i biglietti, le monete, i depositi e i prestiti in valuta nazionale vale anche
per gli altri conti attivi e passivi che non sono oggetto di negoziazione.
Tuttavia, allorché un credito commerciale in essere è ceduto a un'altra unità
istituzionale, la differenza tra il prezzo di rimborso e il prezzo
dell'operazione è registrata come rivalutazione al momento dell'operazione.
Tuttavia, poiché un credito commerciale presenta generalmente una scadenza a
breve, la cessione del credito potrebbe implicare la creazione di un nuovo
strumento finanziario.
Attività espresse in valuta estera
6.65       Il valore delle attività e
delle passività espresse in valuta estera è misurato sulla base del loro valore
di mercato corrente in valuta estera convertito nella divisa nazionale al tasso
di cambio corrente. Si possono pertanto conseguire guadagni e perdite nominali
in conto capitale per effetto di variazioni non soltanto del prezzo delle
attività, ma anche del tasso di cambio. Il valore complessivo dei guadagni e
delle perdite nominali in conto capitale conseguiti nel periodo contabile è
calcolato sottraendo il valore delle operazioni e delle altre variazioni di
volume dalla differenza tra i valori nei conti patrimoniali di apertura e di
chiusura. A tale scopo, le operazioni inerenti ad attività e passività espresse
in valuta estera sono convertite in valuta nazionale utilizzando i tassi di
cambio in vigore nel momento in cui avvengono le operazioni, mentre i valori
nei conti patrimoniali di apertura e di chiusura sono convertiti utilizzando i
tassi di cambio in vigore alla data cui i conti patrimoniali si riferiscono.
Ciò implica che il valore totale delle operazioni in quanto acquisizioni nette
— acquisizioni meno cessioni — espresso in valuta estera è convertito, in
pratica, sulla base di un tasso di cambio medio ponderato, con i pesi
rappresentati dai valori delle operazioni effettuate in momenti diversi.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 07
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 7 - CONTI PATRIMONIALI
 7.01 Definizione || Un conto patrimoniale è un documento, redatto in un particolare momento, che evidenzia il valore delle attività di cui una unità istituzionale o un insieme di unità hanno la proprietà economica e delle passività assunte da tale unità o insieme di unità. 
7.02       Il saldo contabile di un conto
patrimoniale è il patrimonio netto (B.90). Lo stock delle attività e delle
passività registrate nel conto patrimoniale è valutato di norma ai prezzi di
mercato correnti alla data cui il conto patrimoniale si riferisce o, per alcune
categorie di attività e passività, ai valori nominali. Conti patrimoniali sono
compilati per i settori e i sottosettori istituzionali residenti, per il totale
dell'economia nazionale e per il resto del mondo.
7.03       Il conto patrimoniale completa
la sequenza dei conti, presentando l'effetto finale sullo stock di ricchezza di
una economia delle registrazioni nei conti della produzione, della distribuzione
e di utilizzazione del reddito, nonché della accumulazione.
7.04       Per i settori istituzionali il
saldo contabile del conto patrimoniale è il patrimonio netto.
7.05       Per il totale dell'economia
nazionale, il saldo contabile è spesso designato come ricchezza nazionale,
ossia come il valore totale delle attività non finanziarie e delle attività
finanziarie nette nei confronti del resto del mondo.
7.06       Il conto patrimoniale del resto
del mondo è compilato in modo analogo ai conti patrimoniali dei settori e dei
sottosettori istituzionali residenti. È interamente costituito dalle posizioni
dei non residenti nei confronti dei residenti in merito alle attività e alle
passività finanziarie. Nel manuale BPM6 il corrispondente conto patrimoniale
compilato nell'ottica dei residenti nei confronti dei non residenti è
denominato posizione netta sull'estero (PNE).
7.07       I fondi propri sono definiti
come la somma del patrimonio netto (B.90) e del valore delle partecipazioni e
delle quote di fondi di investimento (AF.5) che figurano come passività nel
conto patrimoniale.
7.08       Per i settori e i sottosettori
delle società non finanziarie e delle società finanziarie, l'entità dei fondi
propri costituisce un indicatore significativo sotto il profilo analitico
come il patrimonio netto.
7.09       Il patrimonio netto delle
società differisce normalmente dal valore delle loro azioni e altre
partecipazioni emesse. Il patrimonio netto delle quasi-società è pari a zero
poiché si considera che il valore della partecipazione dei proprietari sia pari
alla differenza tra le attività e le passività diverse dai fondi propri.
Pertanto anche il patrimonio netto delle imprese di investimenti diretti
residenti, che sono filiali di imprese non residenti e sono pertanto
considerate quasi-società, è pari a zero.
7.10       Il saldo tra le attività e le
passività finanziarie è denominato patrimonio finanziario netto (BF.90).
7.11       Un conto patrimoniale si
riferisce al valore delle attività e delle passività in un determinato momento.
I conti patrimoniali sono compilati all'inizio e alla fine di un periodo
contabile; il conto patrimoniale di apertura all'inizio del periodo è identico
al conto patrimoniale di chiusura compilato alla fine del periodo precedente.
7.12       Il valore degli stock di un
determinato tipo di attività iscritto nel conto patrimoniale di apertura è
correlato con quello figurante nel conto patrimoniale di chiusura dalla
seguente uguaglianza contabile:
 il valore dello stock di un determinato tipo di attività nel conto patrimoniale di apertura 
 più || operazioni || il valore totale di siffatta attività acquistata tramite operazioni durante il periodo contabile 
 meno || il valore totale di siffatta attività ceduta tramite operazioni durante il periodo contabile 
 meno || gli ammortamenti (se del caso) 
 più || altre variazioni di volume delle attività e delle passività || le altre variazioni di segno positivo del volume di tale attività 
 meno || le altre variazioni di segno negativo del volume di tale attività 
 più || rivalutazioni || il valore dei guadagni nominali in conto capitale conseguiti durante il periodo per effetto di variazioni di prezzo dell'attività 
 meno || il valore delle perdite nominali in conto capitale conseguite durante il periodo per effetto di variazioni di prezzo dell'attività 
 è uguale al valore dello stock di tale attività nel conto patrimoniale di chiusura. 
Può anche essere compilata una tavola per
correlare il valore dello stock di un determinato tipo di passività nel conto
patrimoniale di apertura con il suo valore nel conto patrimoniale di chiusura.
7.13       Le relazioni contabili tra i
conti patrimoniali di apertura e di chiusura tramite operazioni, altre
variazioni di volume delle attività e delle passività e guadagni e perdite in
conto capitale sono presentate in forma schematica nell'allegato 7.2.
TIPI DI ATTIVITÀ E DI PASSIVITÀ
Definizione di una attività
7.14       Le attività registrate nei
conti patrimoniali sono attività economiche.
 7.15 Definizione || Una attività economica è una riserva di valore che rappresenta i benefici conseguiti dal suo proprietario economico per effetto del possesso o dell'utilizzo dell'attività per un periodo di tempo. Essa permette di trasferire valore da un periodo contabile a un altro. 
7.16       I benefici economici sono
costituiti dai redditi primari, come il risultato di gestione, se il
proprietario economico utilizza l'attività, o dai redditi da capitale, se il
proprietario economico ne concede l'uso ad altri. Tali benefici derivano dall'utilizzo
dell'attività e dai proventi, compresi i guadagni o le perdite in conto
capitale, della cessione o della liquidazione dell'attività.
7.17       Il proprietario economico di
una attività non ne è necessariamente anche il proprietario giuridico. Il
proprietario economico è l'unità istituzionale cui spettano i benefici
associati all'utilizzo dell'attività, per effetto dell'accettazione dei
connessi rischi.
7.18       Una sintesi della
classificazione e della copertura delle attività economiche è contenuta nella
tavola 7.1. La definizione dettagliata di ciascuna categoria di attività figura
nell'allegato 7.1 del presente capitolo.
ESCLUSIONI DALLE ATTIVITÀ E DALLE
PASSIVITÀ
7.19     Sono esclusi dalle attività e dalle
passività:
a)      il capitale umano,
b)      i beni naturali che non sono considerati
attività economiche (aria, acqua dei fiumi, ecc.);
c)      i beni di consumo durevoli;
d)      le attività e le passività condizionate
che non sono attività e passività finanziarie (cfr. paragrafo 7.31).
CATEGORIE DI ATTIVITÀ E DI PASSIVITÀ
7.20       Nei conti patrimoniali si
distinguono due grandi categorie: le attività non finanziarie (contraddistinte
con la sigla AN) e le attività e passività finanziarie (AF).
7.21          Le attività non finanziarie sono ripartite in attività non finanziarie
prodotte (contrassegnate con la sigla AN.1) e attività non finanziarie non
prodotte (AN.2).
ATTIVITÀ NON FINANZIARIE PRODOTTE (AN.1)
 7.22 Definizione || Le attività non finanziarie prodotte (AN.1) rappresentano il risultato dei processi di produzione. 
7.23       La classificazione delle
attività prodotte enumera le attività in funzione del loro ruolo nel processo
di produzione. Si distinguono: il capitale fisso, che è utilizzato
ripetutamente o continuamente nell'attività di produzione per più di un anno,
le scorte, che sono esaurite nell'attività di produzione come consumi
intermedi, sono vendute o sono altrimenti cedute, e gli oggetti di valore.
Questi ultimi non sono utilizzati essenzialmente a fini di produzione o di
consumo, ma sono acquistati e detenuti principalmente come riserve di valore.
ATTIVITÀ NON FINANZIARIE NON PRODOTTE
(AN.2)
 7.24 Definizione || Le attività non finanziarie non prodotte (AN.2) sono le attività economiche che non rappresentano il risultato dei processi di produzione, ma sono ottenute con altre modalità. Esse comprendono: risorse naturali, licenze, contratti di leasing e altri contratti, permessi, avviamento commerciale e risorse di marketing. 
7.25       La classificazione delle
attività non prodotte distingue le attività sulla base delle modalità della
loro creazione. Alcune di tali attività esistono naturalmente, mentre altre,
note come opere dell'ingegno, sono create tramite azioni giuridiche o
contabili.
7.26       La scelta delle risorse
naturali da includere nel conto patrimoniale dipende, nel rispetto della
definizione generale di attività economica, dal fatto che i beni siano o no
oggetto di effettiva proprietà economica e siano o no in grado di apportare
benefici economici ai loro proprietari, in considerazione della tecnologia,
delle conoscenze scientifiche e delle opportunità economiche esistenti, delle
risorse disponibili e dei prezzi relativi. Sono escluse le risorse naturali
sulle quali non sono esercitati diritti di proprietà, quali l'aria o i mari.
7.27       Le licenze, i permessi, i
contratti di leasing e gli altri contratti sono considerati attività non
finanziarie solo se un contratto giuridico conferisce benefici economici
superiori ai corrispettivi da riconoscere e tali benefici possono essere
realizzati sotto il profilo giuridico e nella pratica mediante il loro
trasferimento a terzi.
ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE (AF)
 7.28 Definizione || Le attività finanziarie (AF) sono una categoria di attività economiche in cui sono compresi tutti i crediti finanziari, le partecipazioni e l'oro monetario sotto forma di oro fisico (cfr. paragrafo 5.03). Si ha una passività allorché il debitore è obbligato a corrispondere uno o più pagamenti al creditore (cfr. paragrafo 5.06). 
7.29       Le attività finanziarie sono
riserve di valore che rappresentano uno o più benefici che il proprietario
economico delle attività consegue per effetto del loro possesso o del loro utilizzo
per un certo periodo di tempo. Esse permettono di trasferire valore da un
periodo contabile a un altro. I benefici sono scambiati per il tramite di mezzi
di pagamento (cfr. paragrafo 5.04).
7.30       Per ogni attività finanziaria
esiste una passività di contropartita, fatta eccezione per l'oro monetario
sotto forma di oro fisico, classificato nella rubrica AF.1 (Oro monetario e
diritti speciali di prelievo).
7.31       Le passività condizionate e le attività
condizionate sono accordi in base ai quali una parte è obbligata a
corrispondere uno o più pagamenti a un'altra unità soltanto all'adempiersi di
determinate condizioni (cfr. paragrafo 5.08). Esse non costituiscono attività e
passività finanziarie. 
7.32       La classificazione delle
attività e delle passività finanziarie coincide con la classificazione delle
operazioni finanziarie (cfr. paragrafo 5.14). Le definizioni delle rubriche e
delle sottorubriche delle attività e delle passività finanziarie e le relative
note esplicative sono contenute nel capitolo 5 e non sono riportate nuovamente
in questo capitolo. L'allegato 1 contiene tuttavia una sintesi di tutte le
attività e le passività definite nel sistema dei conti.
 Tavola 7.1. — Classificazione delle attività 
 AN. || ATTIVITÀ NON FINANZIARIE (AN.1 + AN.2) 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 AN.11 || Capitale fisso[1]   
 AN.111 || Abitazioni 
 AN.112 || Fabbricati non residenziali e altre opere 
 AN.1121 || Fabbricati non residenziali 
 AN.1122 || Altre opere 
 AN.1123 || Miglioramenti dei terreni 
 AN.113 || Impianti e macchinari 
 AN.1131 || Mezzi di trasporto 
 AN.1132 || Apparecchiature ICT 
 AN.1139 || Altri impianti e macchinari 
 AN.114 || Armamenti 
 AN.115 || Risorse biologiche coltivate 
 AN.1151 || Risorse animali che generano ripetutamente nuovi prodotti 
 AN.1152 || Alberi, raccolti e risorse vegetali che generano ripetutamente nuovi prodotti 
 AN.117 || Prodotti di proprietà intellettuale 
 AN.1171 || Ricerca e sviluppo 
 AN.1172 || Prospezione e valutazione mineraria 
 AN.1173 || Software e basi di dati 
 AN.11731 || Software 
 AN.11732 || Basi di dati 
 AN.1174 || Originali di opere artistiche, letterarie o di intrattenimento 
 AN.1179 || Altri prodotti di proprietà intellettuale 
 AN.12 || Scorte 
 AN.121 || Materie prime e prodotti intermedi 
 AN.122 || Prodotti in corso di lavorazione 
 AN.1221 || Prodotti in corso di lavorazione relativi a risorse biologiche coltivate 
 AN.1222 || Altri prodotti in corso di lavorazione 
 AN.123 || Prodotti finiti 
 AN.124 || Scorte militari 
 AN.125 || Beni per la rivendita 
 AN.13 || Oggetti di valore 
 AN.131 || Pietre e metalli preziosi 
 AN.132 || Oggetti di antiquariato e altri oggetti d'arte 
 AN.133 || Altri oggetti di valore 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 AN.21 || Risorse naturali 
 AN.211 || Terreni 
 AN.2111 || Terreni sottostanti a fabbricati e ad altre opere 
 AN.2112 || Terreni coltivati 
 AN.2113 || Parchi con relative acque di superficie 
 AN.2119 || Altri terreni con relative acque di superficie 
 AN.212 || Riserve di minerali e di energia 
 AN.213 || Risorse biologiche non coltivate 
 AN.214 || Risorse idriche 
 AN.215 || Altre risorse naturali 
 AN.2151 || Spettri radio 
 AN.2159 || Altre 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti 
 AN.221 || Contratti di leasing operativo negoziabili 
 AN.222 || Permessi di sfruttamento di risorse naturali 
 AN.223 || Permessi di esercizio di attività specifiche 
 AN.224 || Diritti esclusivi su futuri beni e servizi 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 AF || ATTIVITÀ FINANZIARIE[2] (AF.1 + AF.2 + AF.3 + AF.4 + AF.5 + AF.6 + AF.7 + AF.8)   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 AF.11 || Oro monetario 
 AF.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi 
 AF.21 || Biglietti e monete 
 AF.22 || Depositi trasferibili 
 AF.29 || Altri depositi 
 AF.3 || Titoli di credito 
 AF.31 || A breve termine 
 AF.32 || A lungo termine 
 AF.4 || Prestiti 
 AF.41 || A breve termine 
 AF.42 || A lungo termine 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 AF.51 || Azioni e altre partecipazioni 
 AF.511 || Azioni quotate 
 AF.512 || Azioni non quotate 
 AF.519 || Altre partecipazioni 
 AF.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento 
 AF.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari 
 AF.529 || Altre quote e partecipazioni in fondi di investimento 
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 AF.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita 
 AF.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita 
 AF.63 || Diritti pensionistici 
 AF.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi 
 AF.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche 
 AF.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard 
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 AF.71 || Strumenti finanziari derivati 
 AF.72 || Stock option conferite ai dipendenti 
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi 
 AF.81 || Crediti commerciali e anticipazioni 
 AF.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni 
VALUTAZIONE DELLE REGISTRAZIONI NEL CONTO
PATRIMONIALE
PRINCIPI GENERALI DI VALUTAZIONE
7.33       Ogni posta del conto
patrimoniale è valutata come se fosse acquistata alla data cui si riferisce il
conto patrimoniale. Le attività e le passività sono valutate ai prezzi di
mercato della data cui il conto patrimoniale si riferisce.
7.34       I valori registrati dovrebbero
rispecchiare i prezzi osservabili sul mercato alla data cui si riferisce il
conto patrimoniale. Se non esistono prezzi osservabili sul mercato – ad
esempio, nel caso in cui un mercato esista, ma non si siano rilevate nel
recente passato vendite dei beni in questione – si devono stimare i prezzi che
si dovrebbero pagare se le attività fossero acquistate sul mercato alla data
cui si riferisce il conto patrimoniale.
7.35       Prezzi di mercato sono
normalmente disponibili per molte attività e passività finanziarie, beni
immobili esistenti (fabbricati e altre opere, più i sottostanti terreni), mezzi
di trasporto usati, coltivazioni e allevamenti, come pure per il capitale fisso
nuovo e le scorte.
7.36       Le attività non finanziarie
prodotte per uso proprio dovrebbero essere valutate ai prezzi base o, se questi
non sono disponibili, ai prezzi base di prodotti simili o, qualora ciò non
fosse possibile, sommando i loro costi.
7.37       In aggiunta ai prezzi osservati
sul mercato oppure stimati sulla base dei prezzi osservati o dei costi
sostenuti, il valore delle attività non finanziarie può essere determinato:
a)      mediante la rivalutazione e la
cumulazione delle acquisizioni, al netto delle cessioni, durante l'esistenza
delle attività, oppure
b)      sulla base del valore attuale, ossia del
valore scontato, di benefici economici futuri.
7.38       La valutazione di mercato
costituisce il principio basilare per la valutazione di posizioni (e
operazioni) inerenti a strumenti finanziari. Gli strumenti finanziari
corrispondono ai crediti finanziari, ossia alle attività finanziarie per le
quali esiste una corrispondente passività di contropartita. Il valore di
mercato è il valore al quale una attività finanziaria è acquistata o ceduta tra
due parti, volontariamente ed esclusivamente sulla base di considerazioni
commerciali, esclusi onorari, commissioni e imposte. Nel determinare il valore
di mercato le parti tengono conto anche degli interessi maturati.
7.39       Il valore nominale rispecchia
la somma degli importi originariamente anticipati, più ogni successivo
anticipo, meno i rimborsi, più gli interessi maturati. Il valore nominale non
coincide con il valore facciale.
a)      Il valore nominale in valuta nazionale di
uno strumento finanziario denominato in una divisa estera comprende i guadagni
e le perdite in conto capitale derivanti da variazioni dei tassi di cambio.
Il valore degli strumenti finanziari denominati in
divisa estera dovrebbe essere convertito in valuta nazionale al tasso di cambio
di mercato corrente alla data cui si riferisce il conto patrimoniale. Tale
tasso dovrebbe essere intermedio tra i tassi a pronti di acquisto e di vendita
per le operazioni in valuta.
b)      Per gli strumenti finanziari come i
titoli di credito correlati a un indice ristretto, il valore nominale può
includere anche i guadagni o le perdite in conto capitale derivanti da
oscillazioni dell'indice.
c)      In un qualsiasi momento il valore di
mercato di uno strumento finanziario può discostarsi dal valore nominale per
effetto di rivalutazioni dovute a variazioni dei prezzi di mercato. Siffatte
variazioni dei prezzi di mercato sono riconducibili a condizioni generali di
mercato, quali variazioni del tasso di interesse di mercato, a situazioni
particolari, quali una modifica della percezione dell'affidabilità creditizia
dell'emittente di un titolo, e a variazioni della liquidità generale del
mercato e di quella specifica del titolo.
d)      Si applica pertanto la seguente equazione:
valore di mercato = valore nominale +
rivalutazioni dovute a variazioni del prezzo di mercato. 
7.40       Per alcune attività non
finanziarie, i prezzi di acquisto iniziali rivalutati si riducono a zero nell'arco
di tempo in cui è previsto che le attività abbiano utilità. Il valore di una
siffatta attività in un determinato momento è dato dalla differenza tra il
prezzo di acquisto corrente e il valore cumulato di tali diminuzioni di valore.
Di norma, il capitale fisso può essere registrato nei conti patrimoniali ai
prezzi di acquisto correnti diminuiti del valore cumulato degli ammortamenti.
Tale valore è noto come costo netto di sostituzione. La somma dei valori così
diminuiti di tutto il capitale fisso ancora utilizzato è definita come stock di
capitale netto; aggiungendovi il valore cumulato degli ammortamenti si ottiene
lo stock di capitale lordo.
ATTIVITÀ NON FINANZIARIE (AN)
ATTIVITÀ NON FINANZIARIE PRODOTTE (AN.1)
Capitale fisso (AN.11)
7.42       Il capitale fisso è registrato
ai prezzi di mercato (o ai prezzi base nel caso della produzione per uso
proprio di nuovi beni) oppure, quando ciò non sia possibile, ai prezzi di
acquisto al netto di una quota pari al valore cumulato degli ammortamenti. I
costi di trasferimento della proprietà sostenuti dagli acquirenti sono inclusi
nel valore registrato nel conto patrimoniale, previa detrazione del valore dell'ammortamento
per il periodo durante il quale l'acquirente presume di detenere l'attività
economica.
Prodotti di proprietà intellettuale (AN.117)
7.43       La prospezione e la valutazione
mineraria (rubrica AN.1172) sono stimate sulla base del complesso degli importi
versati ad altre unità istituzionali che effettuano la prospezione e la
valutazione o, in alternativa, sulla base dei costi sostenuti per le prospezioni
intraprese per conto proprio. La parte delle prospezioni realizzate in passato
e non ancora completamente ammortizzate dovrebbe essere rivalutata ai prezzi e
ai costi del periodo corrente.
7.44       Gli originali di prodotti di
proprietà intellettuale, come software e originali di opere artistiche,
letterarie o di intrattenimento, dovrebbero essere valutati ai prezzi di
acquisto se sono oggetto di commercializzazione sul mercato. Il loro valore
iniziale è stimato sommando i costi di produzione, opportunamente rivalutati ai
prezzi del periodo corrente. Se il loro valore non può essere determinato
applicando questo metodo, è stimato il valore attuale dei futuri proventi che
si prevede deriveranno dall'utilizzo dell'attività.
7.45       I costi di trasferimento della
proprietà di attività non prodotte diverse dai terreni che nel conto del
capitale sono presentati separatamente e sono trattati come investimenti fissi
lordi, nei conti patrimoniali sono incorporati nel valore dell'attività cui si
riferiscono pur trattandosi di attività non prodotte. Nei conti patrimoniali,
pertanto, i costi di trasferimento della proprietà non sono presentati in
maniera distinta. I costi di trasferimento della proprietà di attività
finanziarie sono considerati consumi intermedi nel caso in cui le attività
siano acquistate da società o amministrazioni pubbliche, consumi finali nel
caso in cui le attività siano acquistate dalle famiglie ed esportazioni nel
caso in cui le attività siano acquistate da non residenti.
7.46       Le scorte dovrebbero essere
valutate ai prezzi correnti alla data cui si riferisce il conto patrimoniale e
non ai prezzi ai quali i prodotti sono stati valutati quando sono entrati nelle
scorte.
7.47       Le scorte di materie prime e di
prodotti intermedi sono valutate ai prezzi di acquisto, mentre le scorte dei
prodotti finiti e dei prodotti in corso di lavorazione sono valutate ai prezzi
base. Le scorte dei beni destinati a essere rivenduti senza ulteriore
trasformazione da parte dei distributori sono valutate ai prezzi correnti alla
data cui si riferisce il conto patrimoniale, escluse le spese di trasporto
eventualmente sostenute dai commercianti all'ingrosso e al dettaglio. Quanto
alle scorte di prodotti in corso di lavorazione, il valore nel conto
patrimoniale di chiusura è stimato applicando l'aliquota dei costi totali di
produzione sostenuti entro la fine del periodo al prezzo base di un prodotto
finito similare alla data cui si riferisce il conto patrimoniale. Nel caso in
cui non siano noti i prezzi base dei prodotti finiti, questi sono stimati
aggiungendo al valore dei costi di produzione una maggiorazione per il
risultato netto di gestione atteso o il reddito misto netto stimato.
7.48       Le coltivazioni non permanenti
(eccetto gli alberi) e il bestiame da macello possono essere valutati con
riferimento ai prezzi di tali prodotti sui mercati. Gli alberi da taglio sono
valutati scontando i futuri proventi dalla vendita del legname ai prezzi
correnti e detraendo i costi connessi alla coltivazione, all'abbattimento, ecc.
degli alberi.
Oggetti di valore (AN.13)
7.49       Gli oggetti di valore, quali
opere d'arte, oggetti di antiquariato, gioielli, pietre preziose, oro non
monetario e altri metalli, sono valutati ai prezzi correnti. Se esistono
mercati organizzati per gli oggetti di valore, questi dovrebbero essere
valutati ai prezzi effettivi o stimati che verrebbero pagati, esclusi eventuali
commissioni o onorari di intermediari, se essi fossero venduti sul mercato alla
data cui si riferisce il conto patrimoniale. Altrimenti, essi dovrebbero essere
valutati ai prezzi di acquisto rivalutati ai prezzi correnti.
ATTIVITÀ NON FINANZIARIE NON PRODOTTE
(AN.2)
Risorse naturali (AN.21)
Terreni (AN.211)
7.50       Nel conto patrimoniale, i
terreni sono valutati ai prezzi correnti di mercato. Le spese sostenute per
migliorare i terreni sono registrate come investimenti fissi lordi e il valore
aggiuntivo che esse apportano è escluso dal valore dei terreni iscritto nel
conto patrimoniale, ma figura in una rubrica distinta delle attività non
finanziarie prodotte (AN.1123). 
7.51       I terreni sono valutati al
prezzo che si stima sarebbe realizzato in caso di vendita sul mercato, compresi
i costi di trasferimento della proprietà di una vendita futura. Se un
trasferimento si verifica effettivamente, esso viene registrato per convenzione
come investimenti fissi lordi e i costi sono esclusi dal valore dei terreni
iscritto nel conto patrimoniale nella rubrica AN.211 e registrati come attività
nella rubrica AN.1123. Il valore viene ridotto a zero attraverso gli ammortamenti
nel corso del periodo durante il quale il nuovo proprietario ritiene di
utilizzare i terreni.
7.52       Se il valore dei terreni non
può essere distinto da quello dei sovrastanti fabbricati o delle altre opere
costruite su di essi, le attività devono essere globalmente classificate nella
rubrica dell'attività di maggior valore.
Riserve di minerali e di energia (AN.212)
7.53       Le riserve minerarie, esistenti
sulla superficie terrestre o al di sotto di essa, che sono economicamente
sfruttabili alla luce della tecnologia esistente e dei prezzi relativi sono
valutate sulla base del valore attuale dei ricavi netti che si prevede saranno
ottenuti dallo sfruttamento commerciale di tali attività.
Altri beni naturali (AN.213, AN.214 e
AN.215)
7.54       Poiché è probabile che non
siano disponibili prezzi rilevati sul mercato per le risorse biologiche non
coltivate, le risorse idriche e le altre risorse naturali, queste devono essere
valutate al valore attuale dei proventi futuri che si prevede di ricavare da
esse.
Licenze, contratti di leasing e altri
contratti (AN.22)
 7.55 Definizione || Le licenze, i contratti di leasing e gli altri contratti sono registrati come attività se sono soddisfatte le seguenti condizioni: - il prezzo di utilizzo di una attività o di erogazione di un servizio fissato nella licenza, nel contratto di leasing e in un altro contratto è differente dal prezzo corrente di mercato e - una delle parti contraenti può realizzare tale differenza di prezzo. 
Le licenze, i contratti di leasing e gli altri
contratti possono essere valutati sulla base di informazioni di mercato sui
trasferimenti degli strumenti che conferiscono i diritti oppure possono essere
stimati come il valore attuale dei rendimenti futuri previsti alla data del
conto patrimoniale rispetto alla situazione in essere al momento dell'inizio
del contratto giuridico.
7.56       Le attività comprese in tale
rubrica sono i contratti di leasing operativo negoziabili, le licenze di
sfruttamento di risorse naturali, i permessi di esercizio di attività
specifiche e i diritti esclusivi su futuri beni e servizi.
7.57       Il valore dell'attività è pari
al valore netto attuale della differenza tra il prezzo corrente e il prezzo
indicato nel contratto. Se le altre condizioni
restano inalterate, tale valore diminuisce con l'avvicinarsi della scadenza del
contratto. Le variazioni di valore
dell'attività per effetto di variazioni del prezzo corrente sono registrate
come guadagni e perdite nominali in conto capitale.
7.58       I contratti di leasing
operativo negoziabili sono registrati soltanto se il locatario esercita il suo
diritto di realizzare la differenza di prezzo.
Acquisti meno vendite di avviamento
commerciale e di risorse di marketing (AN.23).
7.59       Il valore iscritto nel conto
patrimoniale come avviamento commerciale e risorse di marketing corrisponde
alla differenza tra il prezzo pagato al momento della vendita di una unità
istituzionale e il valore registrato per i fondi propri di tale unità,
rivalutata per tener conto di qualsiasi successiva riduzione dato che il valore
iniziale è ammortizzato come altra variazione di volume (rubrica K.2). Il tasso
di ammortamento è in linea con le norme contabili commerciali.
7.60       Nelle risorse di marketing sono
compresi marchi di fabbrica, nomi commerciali, logo e domini.
ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE (AF)
7.61       Le attività e le passività finanziarie
che costituiscono strumenti finanziari negoziabili, quali i titoli di credito,
i titoli mobiliari, le quote o le partecipazioni in fondi di investimento e gli
strumenti finanziari derivati, sono valutate al valore di mercato. Gli
strumenti finanziari non negoziabili sono valutati al valore nominale (cfr.
paragrafi 7.38 e 7.39). Nel conto patrimoniale, le attività e le passività finanziarie
di contropartita hanno lo stesso valore. In tale valore non dovrebbero essere
compresi onorari, commissioni e imposte, i quali sono registrati come servizi
prestati all'atto dell'effettuazione delle operazioni.
Oro monetario e diritti speciali di
prelievo (AF.1)
7.62       L'oro monetario (AF.11) deve
essere valutato al prezzo fissato sui mercati organizzati dell'oro.
7.63       Il valore dei diritti speciali
di prelievo (DSP) (AF.12) è determinato quotidianamente dall'FMI e i tassi di
cambio rispetto alle valute nazionali si possono ottenere dai mercati valutari.
Biglietti, monete e depositi (AF.2)
7.64       Per i biglietti e le monete
(AF.21), la valutazione è effettuata sulla base del valore nominale della
moneta.
7.65       Per i depositi (AF.22, AF.29),
gli importi da registrare nel conto patrimoniale corrispondono ai valori nominali.
7.66       I biglietti, le monete e i
depositi in divisa estera sono convertiti in valuta nazionale al valore
intermedio tra i tassi denaro e lettera sul mercato a pronti alla data della
compilazione del conto patrimoniale.
Titoli di credito (AF.3)
7.67       I titoli di credito sono
registrati al valore di mercato.
7.68       I titoli di credito a breve
termine (AF.31) sono valutati al valore di mercato. Se non sono disponibili, i
valori di mercato possono essere stimati, salvo nei periodi di forte inflazione
o contrassegnati da tassi di interesse nominale elevati, sulla base del valore
nominale per:
a)      i titoli di credito a breve termine
emessi alla pari;
b)      i titoli di credito a breve termine
emessi sotto la pari.
7.69       I titoli di credito a lungo
termine (AF.32) sono valutati al valore di mercato a prescindere che si tratti
di titoli su cui sono regolarmente pagati interessi o di deep discount bond o
titoli a tasso zero sui quali non è pagato alcun interesse o è pagato un
interesse minimo.
Prestiti (AF.4)
7.70       I valori da registrare nei
conti patrimoniali sia dei creditori sia dei debitori corrispondono ai valori
nominali a prescindere che i prestiti siano produttivi o non produttivi.
Partecipazioni e quote di fondi di
investimento (AF.5)
7.71       Le azioni quotate (AF.511) sono
valutate al loro valore di mercato. Lo stesso valore è contabilizzato tanto
nella sezione delle attività quanto nella sezione delle passività sebbene le
azioni e le altre partecipazioni non rappresentino sotto il profilo giuridico
una passività dell'emittente, bensì un diritto di proprietà su una quota del
valore di liquidazione di una società, valore che non è noto a priori.
7.72       Le azioni quotate sono valutate
a un prezzo medio rappresentativo, rilevato nelle borse valori o su altri
mercati finanziari organizzati.
7.73       Il valore delle azioni non
quotate (AF.512), che non sono oggetto di negoziazione sui mercati organizzati,
dovrebbe essere stimato con riferimento:
a)       al valore delle azioni quotate, se del
caso,
b)      al valore dei fondi propri, o
c)       scontando gli utili previsti mediante l'applicazione
agli utili recenti rettificati dell'unità istituzionale di un appropriato
rapporto tra prezzo di mercato e utili. 
Tuttavia, tali stime devono tener conto delle
differenze esistenti fra azioni quotate e azioni non quotate, in particolare
per quanto concerne la liquidità, del patrimonio netto accumulato dalla società
e della sua branca di attività.
7.74       La scelta del metodo di stima
dipende dalle statistiche di base disponibili. Potrebbero essere presi in considerazione,
ad esempio, i dati sulle operazioni di fusione riguardanti azioni non quotate.
Nel caso in cui il valore dei fondi propri delle società non quotate segua una
tendenza, in media e in proporzione al loro capitale nominale, analoga a quella
di società simili le cui azioni sono quotate, il valore da registrare nel conto
patrimoniale può essere calcolato servendosi del rapporto tra il valore dei
fondi propri di società non quotate e quello di società quotate: 
valore di azioni non quotate = prezzo di mercato
di azioni quotate simili × (fondi propri di società non quotate)/(fondi propri
di società simili quotate).
7.75       Poiché il rapporto fra prezzo
di una azione e fondi propri può variare da una branca di attività all'altra, è
preferibile calcolare il prezzo corrente delle azioni non quotate per singola
branca. Inoltre possono esservi altre differenze tra società quotate e società
non quotate suscettibili di influenzare il metodo di stima.
7.76       Le altre partecipazioni
(AF.519) sono le partecipazioni non rappresentate da titoli. Possono includere
le partecipazioni in quasi-società (quali filiali, trust, società in
accomandita e altre società di persone), società di capitali pubbliche, fondi
non costituiti in società e unità fittizie (comprese le unità fittizie
residenti create per evidenziare la proprietà di immobili e di risorse naturali
da parte di non residenti). La proprietà di organizzazioni internazionali non
sotto forma di azioni è classificata come altre partecipazioni.
7.77       Le altre partecipazioni in
quasi-società sono valutate con riferimento ai fondi propri di queste, dato che
il loro patrimonio netto è per convenzione pari a zero. Per le altre unità va
adottato il metodo di valutazione più appropriato tra quelli previsti per le
azioni non quotate.
7.78       Le società che emettono azioni
o quote possono inoltre avere altre partecipazioni.
7.79       Le quote e partecipazioni in
fondi di investimento (AF.52) sono valutate al valore di mercato se sono
quotate, altrimenti il loro valore di mercato può essere stimato come descritto
per le azioni non quotate. Se sono riscattabili dal fondo stesso sono valutate
al valore di riscatto.
Assicurazioni, pensioni e garanzie
standard (AF.6)
7.80       Gli importi registrati per le
riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita (AF.61)
comprendono i premi versati ma non di competenza dell'esercizio, più gli
accantonamenti a fronte di indennizzi da liquidare. Questi ultimi rappresentano
il valore attuale degli importi che si prevede dovranno essere versati per liquidare
richieste di risarcimento, comprese quelle oggetto di contestazione, più un
accantonamento a fronte della liquidazione dei sinistri già verificatisi ma non
ancora denunciati. 
7.81       Gli importi registrati per
diritti a rendite e assicurazioni sulla vita (AF.62) rappresentano le riserve
necessarie per soddisfare tutte le future richieste di indennizzo.
7.82       Gli importi registrati per
diritti pensionistici (AF.63) dipendono dal tipo di sistema di pensionamento.
7.83       In un sistema a prestazione
definita il livello delle pensioni cui i lavoratori dipendenti assicurati
avranno diritto è determinato da una formula stabilita in precedenza. La
passività di un sistema di pensionamento di questo tipo coincide con il valore
attuale delle prestazioni garantite. 
7.84       In un sistema a contribuzione
definita le prestazioni corrisposte dipendono dall'andamento delle attività
acquisite dal sistema pensionistico. La passività di un sistema di
pensionamento di questo tipo è pari al valore corrente di mercato delle attività
del fondo. Il patrimonio netto del fondo è sempre zero.
7.85       Il valore registrato per le
riserve per escussioni di garanzie standard (AF.66) è pari al livello previsto
delle richieste, meno il valore di qualsiasi recupero previsto. 
Strumenti finanziari derivati e stock
option conferite ai dipendenti (AF.7)
7.86       Gli strumenti finanziari
derivati (AF.71) dovrebbero essere registrati nel conto patrimoniale al loro
valore di mercato. Se non sono disponibili, come ad esempio nel caso delle
opzioni fuori borsa, i prezzi di mercato dovrebbero essere valutati sulla base
dell'importo necessario per l'acquisto o la compensazione del contratto o del
valore del premio da pagare.
7.87       Per le opzioni si considera che
l'emittente abbia assunto una passività di contropartita che rappresenta il
costo di acquisto dei diritti del detentore dell'opzione.
7.88       Il valore di mercato delle
opzioni e dei contratti a termine varia da positivo (attività) a negativo
(passività) in funzione delle oscillazioni dei prezzi degli strumenti
sottostanti: le opzioni e i contratti a termine possono rappresentare quindi
una attività o una passività per gli emittenti e i detentori. Per alcune
opzioni e contratti a termine sono previsti pagamenti di margini, con
liquidazione giornaliera dei guadagni e delle perdite: in questi casi il valore
nel conto patrimoniale è pari a zero.
7.89       Le stock option conferite ai
dipendenti (AF.72) sono valutate con riferimento al fair value delle azioni in
questione. Il fair value è misurato alla data di assegnazione delle opzioni
utilizzando il valore di mercato di opzioni equivalenti negoziate o ricorrendo,
se tale valore non è disponibile, a un modello di determinazione dei prezzi
delle opzioni. 
Altri conti attivi e passivi (AF.8)
7.90       I crediti commerciali e le
anticipazioni (AF.81) e gli altri conti attivi e passivi (AF.89), che risultano
da scarti temporali tra le operazioni di distribuzione e di redistribuzione,
quali imposte, contributi sociali, dividendi, fitti di terreni e diritti di
sfruttamento di giacimenti, retribuzioni, e le operazioni finanziarie, sono
valutati, tanto per i creditori quanto per i debitori, al valore nominale. Da
tutti gli importi delle imposte e dei contributi sociali da versare inclusi
nella rubrica AF.89 dovrebbero essere esclusi gli importi la cui riscossione è
improbabile in quanto rappresentano un credito delle amministrazioni pubbliche
privo di valore.
CONTI PATRIMONIALI FINANZIARI
7.91       Il conto patrimoniale
finanziario presenta nella sezione sinistra le attività finanziarie e in quella
destra le passività. Il saldo contabile del conto patrimoniale finanziario è
costituito dalle attività finanziarie nette (BF.90).
7.92       Il conto patrimoniale
finanziario di un settore o di un sottosettore residente può essere consolidato
o non consolidato. Il conto patrimoniale finanziario non consolidato presenta
tutte le attività e le passività finanziarie delle unità istituzionali
classificate nel settore o nel sottosettore, comprese quelle le cui attività o
passività di contropartita sono detenute nello stesso settore o sottosettore.
Per contro, dal conto patrimoniale finanziario consolidato sono eliminate le
attività e le passività finanziarie la cui contropartita è classificata nel
medesimo settore o sottosettore. Il conto patrimoniale finanziario del resto
del mondo è consolidato per definizione. Di norma, le registrazioni contabili
nel sistema dei conti non sono consolidate. Pertanto il conto patrimoniale
finanziario di un settore o di un sottosettore residente deve essere compilato
in forma non consolidata. 
7.93       Il conto patrimoniale
finanziario per debitore/creditore costituisce un ampliamento del conto
patrimoniale finanziario in quanto presenta in più una ripartizione delle
attività finanziarie per settore debitore e una ripartizione delle passività
per settore creditore. Esso fornisce pertanto informazioni sulla relazione
debitore/creditore ed è coerente con il conto finanziario per
debitore/creditore.
VOCI PER MEMORIA
7.94       Nei conti patrimoniali sono
incluse tre voci per memoria che presentano un interesse particolare per
determinati settori sotto il profilo analitico:
a)      beni di consumo durevoli (AN.m);
b)      investimenti diretti all'estero (AF.m1);
c)      prestiti non produttivi (AF.m2).
Beni di consumo durevoli (AN.m).
 7.95 Definizione || I beni di consumo durevoli sono i beni durevoli utilizzati ripetutamente dalle famiglie a fini di consumi finali per periodi di tempo superiori a un anno. Essi sono inclusi nei conti patrimoniali come voci per memoria. Sono esclusi dal conto patrimoniale standard perché sono registrati come impieghi nel conto di utilizzazione del reddito del settore delle famiglie come interamente consumati nel periodo contabile e non gradualmente. 
7.96       Gli stock di beni di consumo
durevoli detenuti dalle famiglie nella funzione di consumatori finali — mezzi
di trasporto (AN.1131) e altri impianti e macchinari (AN.1139) — sono valutati
ai prezzi di mercato nella voce per memoria, al netto del valore cumulato degli
ammortamenti. Nel capitolo 23 è fornito
un elenco completo dei sottogruppi e delle voci dei beni di consumo durevoli.
7.97       I beni durevoli, come i
veicoli, sono classificati come capitale fisso o come beni di consumo durevoli
in funzione della classificazione settoriale del proprietario e dell'uso a cui
essi sono destinati: ad esempio, un veicolo può
essere utilizzato in parte da una quasi-società a fini di produzione e in parte
da una famiglia a titolo di consumi finali. I valori registrati nel conto
patrimoniale per il settore delle società non finanziarie (S.11) dovrebbero
rispecchiare la quota degli impieghi attribuibili alla quasi-società. Un
esempio simile vale per il sottosettore dei datori di lavoro (compresi i
lavoratori indipendenti) (S.141 + S.142). La quota attribuita al settore delle famiglie (S.14) nella funzione di
consumatori finali va registrata nella voce per memoria, al netto del valore
cumulato degli ammortamenti. 
Investimenti diretti all'estero (AF.m1) 
7.98       Le attività e le passività finanziarie
che costituiscono investimenti diretti sono registrate, secondo la natura dell'investimento,
nelle rubriche AF.4 (Prestiti), AF.5 (Partecipazioni e quote di fondi di
investimento) e AF.8 (Altri conti attivi e passivi). L'importo degli
investimenti diretti inclusi in ciascuna di queste rubriche è registrato come una
distinta voce per memoria.
Prestiti non produttivi (AF.m2)
7.99       I prestiti sono registrati nel
conto patrimoniale al valore nominale.
7.100     Taluni prestiti per i quali da
un certo periodo di tempo i debitori non versano più quanto dovuto sono inclusi
come voce per memoria nel conto patrimoniale del creditore. Tali prestiti sono
denominati prestiti non produttivi.
 7.101 Definizione || Un prestito è non produttivo quando a) il pagamento degli interessi o della quota di rimborso del capitale è scaduto da 90 giorni o più, b) gli interessi da pagare per 90 giorni o più sono stati capitalizzati, rifinanziati o il loro pagamento è stato consensualmente procrastinato o c) i pagamenti sono scaduti da meno di 90 giorni ma esistono validi motivi (ad esempio, richiesta di fallimento da parte del debitore) che fanno dubitare che gli importi dovuti saranno interamente versati. 
7.102     Tale definizione di prestito non
produttivo va interpretata tenendo conto delle convenzioni nazionali sul
momento in cui un prestito va considerato non produttivo. Una volta
classificato come tale, un prestito (o qualsiasi prestito sostitutivo) dovrebbe
restare così classificato finché non viene effettuato il pagamento o non è
cancellato il capitale di questo prestito o di eventuali prestiti che
sostituiscono quello originario. 
7.103     Per i prestiti non produttivi
sono necessarie due voci per memoria: 
a)      il valore nominale di tali prestiti, come
registrato nel conto patrimoniale standard, e
b)      l'equivalente valore di mercato di tali
prestiti.
7.104     Il valore che si avvicina di più
all'equivalente valore di mercato è il "fair value", ossia un valore
prossimo a quello che si rileverebbe in una eventuale operazione di mercato tra
due parti. Il "fair value" può essere determinato sulla base di operazioni
su strumenti simili o utilizzando il valore attuale scontato dei flussi di
cassa che potrebbe essere ricavato dal conto patrimoniale del creditore. In
mancanza di dati sul "fair value", per determinare la voce per
memoria si dovrà ricorrere come alternativa all'evidenziazione del valore
nominale al netto delle perdite previste.
Registrazione
dei prestiti non produttivi
7.105     I prestiti non produttivi dei
settori delle amministrazioni pubbliche e delle società finanziarie, come pure
di altri settori che presentano importi significativi, devono essere registrati
come voci per memoria. Anche i prestiti nei
confronti del resto del mondo o detenuti da tale settore sono da registrare
come voci per memoria se il loro importo è rilevante. 
7.106     Nella tabella che segue sono
descritti le posizioni e i flussi registrati per i prestiti non produttivi al
fine di presentare un quadro più completo degli stock, delle operazioni, delle
riclassificazioni e delle cancellazioni.
7.107     L'esempio prende in
considerazione prestiti in essere al momento t-1 con un valore nominale di
1000, di cui 500 sono produttivi e 500 non produttivi. La quota principale dei
prestiti non produttivi (400) è coperta da accantonamenti per perdite su
prestiti, mentre la parte restante (100) non lo è. La seconda parte della
tabella fornisce informazioni dettagliate supplementari sul valore di mercato equivalente
dei prestiti non produttivi. È ricavata come differenza tra il valore nominale
e gli accantonamenti per perdite su prestiti. Al momento t-1 si considera pari
a 375. Nel periodo compreso tra t-1 e t, alcune parti dei prestiti sono
riclassificate (da prestiti produttivi o non ancora coperti a non produttivi o
viceversa) o cancellate. I flussi sono evidenziati nelle corrispondenti colonne
della tabella. Per gli accantonamenti per perdite su prestiti sono presentati
anche i valori nominali e i valori di mercato equivalenti.
7.108     Le valutazioni degli
accantonamenti devono essere effettuate tenendo presenti lo status giuridico
delle unità, nonché le norme contabili e fiscali ad esse applicabili, il che
potrebbe portare a risultati assai eterogenei in termini di importo e durata
degli accantonamenti. Ciò rende difficile registrare i prestiti non produttivi
nei conti standard e ne determina la registrazione come voce per memoria. È
preferibile indicare i valori di mercato equivalenti come voce per memoria in
aggiunta ai valori nominali dei prestiti, produttivi e non produttivi.
Registrazione dei prestiti non produttivi
 
Capitolo 7 – Allegato 7.1
Definizione delle singole attività
 Classificazione delle attività || Definizioni 
 ATTIVITÀ NON FINANZIARIE (AN) || Attività non finanziarie sulle quali le unità istituzionali esercitano, individualmente o collettivamente, diritti di proprietà e il cui possesso, il cui utilizzo o la cui concessione a terzi perché siano usate per un certo periodo di tempo permettono ai rispettivi proprietari di conseguire benefici economici. Sono costituite da capitale fisso, scorte, oggetti di valore, opere dell'intelletto e prodotti di proprietà intellettuale. 
 Attività non finanziarie prodotte (AN.1) || Attività non finanziarie ottenute mediante processi di produzione. Le attività non finanziarie prodotte sono costituite da capitale fisso, scorte e oggetti di valore, come specificato in appresso. 
 Capitale fisso (AN.11) || Attività non finanziarie prodotte, utilizzate ripetutamente o continuamente nei processi di produzione per più di un anno. Il capitale fisso è composto da abitazioni, fabbricati non residenziali e altre opere; impianti e macchinari, armamenti, risorse biologiche coltivate e prodotti di proprietà intellettuale, come specificato in appresso. 
 Abitazioni (AN.111) || Fabbricati utilizzati interamente o principalmente come abitazioni, comprese le costruzioni annesse, come i garage, e tutti gli impianti permanenti usualmente installati nelle abitazioni. Sono inclusi altresì i caravan, le case galleggianti, le chiatte e le case viaggianti utilizzati quali residenze principali delle famiglie, come pure i monumenti pubblici (cfr. AN.1121) se destinati principalmente ad abitazioni. Sono inclusi anche i costi dei lavori di preparazione del sito e sgombero. Esempi: edifici residenziali come i fabbricati a uno o due alloggi e gli altri edifici residenziali destinati a essere occupati stabilmente. Le abitazioni non completate sono incluse nella misura in cui si considera che l'utilizzatore finale ne è divenuto proprietario, o perché la costruzione è per uso proprio o perché è stato stipulato un contratto di compravendita. Le abitazioni acquistate per il personale militare sono incluse in quanto sono utilizzate, così come le abitazioni acquistate dai civili, per la produzione di servizi di abitazione. Il valore delle abitazioni è al netto del valore dei terreni sottostanti, da includere nella rubrica AN.211 (Terreni) se classificati separatamente. 
 Fabbricati non residenziali e altre opere (AN.112) || Sono costituiti da fabbricati non residenziali, altre opere e miglioramenti dei terreni, come specificato in appresso. I fabbricati e le altre opere non ancora completati sono inclusi nella misura in cui si considera che l'utilizzatore finale ne è divenuto proprietario, o perché la costruzione è per uso proprio o perché è stato stipulato un contratto di compravendita. Sono inclusi i fabbricati e le altre opere acquistati a fini militari. Il valore dei fabbricati non residenziali e delle altre opere è al netto del valore dei terreni sottostanti, da includere nella rubrica AN.211 (Terreni) se classificati separatamente.   
 Fabbricati non residenziali (AN.1121) || Fabbricati diversi dalle abitazioni, compresi gli impianti e le attrezzature che costituiscono parte integrante delle costruzioni e compresi i costi dei lavori di preparazione del sito e sgombero. Sono inclusi altresì i monumenti pubblici (cfr. AN.1122) destinati principalmente a uso non residenziale. I monumenti pubblici sono designati come tali perché rivestono a livello nazionale, regionale o locale un particolare interesse storico, religioso o simbolico. Sono definiti pubblici perché accessibili al pubblico e non perché di proprietà delle amministrazioni pubbliche. Ai visitatori è spesso richiesto il pagamento di un biglietto di ingresso. Gli ammortamenti di nuovi monumenti o di miglioramenti di rilievo apportati ai monumenti esistenti dovrebbero essere calcolati ipotizzando una loro durata opportunamente lunga. Altri esempi di fabbricati non residenziali: depositi e fabbricati industriali, fabbricati commerciali, sale di spettacoli, alberghi, ristoranti, edifici a indirizzo didattico-culturale, strutture sanitarie, ecc. 
 Altre opere (AN.1122) || Opere diverse dai fabbricati residenziali, compresi i costi di costruzione di strade, di posa di fognature e dei lavori di preparazione del sito e sgombero. Sono inclusi altresì i monumenti pubblici non classificati come abitazioni o fabbricati non residenziali, i pozzi, le gallerie e le altre opere connesse allo sfruttamento di riserve di minerali e di energia, nonché le dighe e le opere di difesa dalle inondazioni finalizzate a migliorare i terreni adiacenti ma che non ne costituiscono parte integrante. Esempi: autostrade, vie, strade, ferrovie, piste di campi di aviazione, ponti, autostrade sopraelevate, gallerie e sottopassaggi, idrovie, porti, dighe e altre opere idrauliche, condotte per grandi distanze, linee di comunicazione ed elettriche, condotti e cavi urbani e relativi lavori, costruzioni per attività estrattive e manifatturiere, impianti sportivi e ricreativi. 
 Miglioramenti dei terreni (AN.1123) || Valore delle operazioni che comportano grandi miglioramenti della quantità, della qualità o della produttività dei terreni o ne impediscono il depauperamento. Ne sono un esempio l'aumento di valore dell'attività per effetto di operazioni di diboscamento, di sistemazione dei terreni, di scavo di pozzi, ecc. Sono inclusi anche i costi di trasferimento della proprietà dei terreni non ancora ammortizzati. 
 Impianti e macchinari (AN.113) || Mezzi di trasporto, apparecchiature per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT) e altri impianti e macchinari come specificato in appresso, diversi da quelli acquistati dalle famiglie per consumi finali. Gli utensili relativamente poco costosi e acquistati a prezzi relativamente stabili, come gli attrezzi, possono essere esclusi. Sono esclusi altresì gli impianti e i macchinari che costituiscono parte integrante dei fabbricati, inclusi nelle rubriche relative alle abitazioni e ai fabbricati non residenziali. A meno che non siano prodotti per uso proprio, gli impianti e i macchinari non completati sono esclusi, in quanto si suppone che l'utilizzatore finale ne divenga proprietario soltanto alla consegna. Sono inclusi gli impianti e i macchinari diversi dagli armamenti acquistati a scopi militari. Gli impianti e macchinari quali veicoli, mobili, elettrodomestici, computer, apparecchi per telecomunicazioni, ecc. acquistati dalle famiglie per consumi finali non sono considerati una attività, bensì sono inclusi nella voce per memoria "Beni di consumo durevoli" del conto patrimoniale delle famiglie. Le case galleggianti, le chiatte, le case viaggianti e i caravan utilizzati dalle famiglie quali abitazioni principali sono inclusi tra le abitazioni. 
 Mezzi di trasporto (AN.1131) || Mezzi per il trasporto di persone e cose. Esempi: mezzi di trasporto, escluse le parti, di cui alla divisione 29 ("Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi") e alla divisione 30 ("Altri mezzi di trasporto") della Classificazione dei prodotti associata alle attività 2008 (CPA 2008). 
 Apparecchiature ICT (AN.1132) || Apparecchiature per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (ICT): dispositivi di controllo elettronico e componenti elettronici per tali dispositivi. Ne sono un esempio i prodotti compresi nei gruppi 261 ("Componenti e schede elettronici") e 262 ("Elaboratori elettronici e unità periferiche") della CPA 2008. 
 Altri impianti e macchinari (AN.1139) || Impianti e macchinari non classificati altrove. Ne sono un esempio i prodotti, escluse le parti e i servizi di installazione, riparazione e manutenzione, di cui alla divisione 26 ("Prodotti informatici, elettronici ed ottici") (esclusi i gruppi 261 e 262), alla divisione 27 ("Apparecchiature elettriche"), alla divisione 28 ("Macchine e apparecchi meccanici n.c.a."), alla divisione 31 ("Mobilio") e alla divisione 32 ("Altri manufatti") della CPA 2008. 
 Armamenti (AN.114) || Veicoli e altri apparecchi quali navi da guerra, sottomarini, velivoli militari, carri armati, portamissili, lanciamissili, ecc. Le armi monouso da essi trasportate sono registrate per la maggior parte come scorte militari (cfr. la rubrica AN.124), mentre altre, quali i missili balistici ad alto potenziale distruttivo, che si considerano mezzi di deterrenza sono classificate come capitale fisso. 
 Risorse biologiche coltivate (AN.115) || Bestiame da riproduzione, da latte, da tiro, ecc., nonché vigneti, frutteti e altre piantagioni permanenti gestiti o controllati direttamente da unità istituzionali, come specificato in appresso. Le coltivazioni non giunte a maturazione sono escluse, a meno che non siano prodotte per uso proprio. 
 Risorse animali che generano ripetutamente nuovi prodotti (AN.1151) || Animali la cui crescita naturale e la cui riproduzione sono gestite o controllate direttamente da unità istituzionali. Sono compresi il bestiame da riproduzione (inclusi pesci e pollame), bestiame da latte, animali da tiro, ovini o altri animali allevati per la produzione della lana, animali allevati per essere utilizzati nei trasporti o per gare di corsa e animali da compagnia. 
 Alberi, raccolti e risorse vegetali che generano ripetutamente nuovi prodotti (AN.1152) || Alberi (compresi arbusti e viti) coltivati per i prodotti che essi forniscono per più anni, compresi quelli coltivati per utilizzarne i frutti, la linfa, la resina, la corteccia o le foglie, la cui crescita naturale e la rigenerazione sono gestite o controllate direttamente da unità istituzionali. 
 Prodotti di proprietà intellettuale (AN.117) || Capitale fisso — costituito da risultati di ricerca e sviluppo, da prospezione e valutazione mineraria, da software e basi di dati, da originali di opere artistiche, letterarie o di intrattenimento e da altri beni immateriali, come specificato in appresso — che si intende utilizzare per più di un anno. 
 Ricerca e sviluppo (AN.1171) || Valore delle spese per attività creative esercitate in via sistematica al fine di aumentare lo stock di conoscenze, compresa la conoscenza dell'uomo, della cultura e della società, e di utilizzare tali conoscenze allo scopo di concepire nuove applicazioni. Il valore è determinato in termini di benefici economici previsti in futuro. Salvo che non sia ragionevolmente stimabile, il valore è calcolato, per convenzione, come la somma dei costi, compresi quelli della ricerca e dello sviluppo che non ha prodotto risultati. La ricerca e lo sviluppo che non fornisce benefici al proprietario non è classificata come attività, ma è registrata come consumi intermedi. 
 Prospezione e valutazione mineraria (AN.1172) || Importo delle spese per la ricerca di petrolio, di gas naturale e di giacimenti non petroliferi e per la successiva valutazione dei risultati di tale ricerca. Tali spese comprendono i costi precedenti all'ottenimento delle autorizzazioni, i costi per il rilascio delle autorizzazioni e i costi di acquisizione, i costi di valutazione e i costi delle perforazioni esplorative e delle trivellazioni di prova, come pure i costi di rilievi aerei o altre indagini, i costi di trasporto, ecc., sostenuti per rendere possibile l'esecuzione delle prospezioni. 
 Software (AN.11731) || Programmi informatici, descrizioni del programma e supporti per software di sistema e per software applicativo. Sono inclusi anche lo sviluppo iniziale e le successive estensioni di software, nonché l'acquisizione di copie classificate come attività nella rubrica AN.11731. 
 Basi di dati (AN.11732) || File di dati organizzati in modo da permettere l'accesso a tali dati e il loro uso efficiente in termini di risorse. Per le basi di dati create esclusivamente per uso proprio la valutazione è stimata sulla base dei costi, escludendo i costi relativi al sistema di gestione della base e i costi di acquisizione dei dati. 
 Originali di opere artistiche, letterarie o di intrattenimento (AN.1174) || Pellicole, supporti di registrazione sonora, manoscritti, nastri, modelli, ecc., originali, su cui sono registrati o incisi spettacoli teatrali, programmi radiofonici e televisivi, interpretazioni musicali, eventi sportivi, opere letterarie e artistiche, ecc. Sono incluse le opere prodotte per uso proprio. In taluni casi, come ad esempio per i film, vi possono essere più originali. 
 Altri prodotti di proprietà intellettuale (AN.1179) || Nuove informazioni, conoscenze specializzate, ecc., non classificate altrove, il cui utilizzo nell'attività di produzione è limitato alle unità che possono far valere diritti di proprietà su di esse o alle altre unità che hanno ottenuto dai proprietari l'autorizzazione a utilizzarle. 
 Scorte (AN.12) || Attività prodotte costituite dai beni e servizi ottenuti nel periodo corrente o in un periodo precedente e detenuti per la vendita, per l'impiego nella produzione o per altri usi in un momento successivo. Consistono in materie prime e prodotti intermedi, prodotti in corso di lavorazione, prodotti finiti e beni per la rivendita, come specificato in appresso. Sono incluse tutte le scorte detenute dalle amministrazioni pubbliche, comprese, ma non solo, le scorte di materiali strategici, di cereali e di altri prodotti di base di particolare importanza per un paese. 
 Materie prime e prodotti intermedi (AN.121) || Beni che i rispettivi proprietari intendono utilizzare quali input intermedi nei propri processi di produzione e non per la rivendita. 
 Prodotti in corso di lavorazione (AN.122) || Beni e servizi parzialmente completati ma che non sono normalmente messi a disposizione di altre unità senza una ulteriore trasformazione o che non sono maturi e il cui processo di produzione sarà continuato in un periodo successivo dallo stesso produttore. Sono escluse le costruzioni parzialmente completate considerate già di proprietà del proprietario finale, o perché la produzione è per uso proprio o perché è stato stipulato un contratto di compravendita. I prodotti della rubrica AN.122 sono costituiti dai prodotti in corso di lavorazione relativi a risorse biologiche coltivate e dagli altri prodotti in corso di lavorazione, come specificato in appresso. 
 Prodotti in corso di lavorazione relativi a risorse biologiche coltivate (AN.1221) || Bestiame allevato per i prodotti ottenuti soltanto previa loro macellazione, come i polli e i pesci allevati a scopo commerciale; alberi e altri vegetali che forniscono prodotti soltanto una volta abbattuti e coltivazioni non ancora giunte a maturazione che forniscono ripetutamente prodotti. 
 Altri prodotti in corso di lavorazione (AN.1222) || Beni diversi dalle risorse biologiche coltivate e servizi la cui trasformazione, la cui fabbricazione o il cui assemblaggio sono stati parzialmente realizzati dal produttore, ma che non sono normalmente venduti, consegnati o ceduti ad altri senza una ulteriore trasformazione. 
 Prodotti finiti (AN.123) || Beni pronti per la vendita o la consegna da parte del produttore. 
 Scorte militari (AN.124) || Munizioni, missili, razzi, bombe e altre armi monouso lanciati da sistemi d'arma. Sono esclusi alcuni tipi di missili ad alto potenziale distruttivo (cfr. rubrica AN.114). 
 Beni per la rivendita (AN.125) || Beni acquistati da imprese – ad esempio, commercianti all'ingrosso e al dettaglio - allo scopo di essere rivenduti senza ulteriore trasformazione (tranne che per essere presentati in modo da risultare più attraenti per i clienti). 
 Oggetti di valore (AN.13) || Attività prodotte non utilizzate principalmente a scopo di produzione o di consumo, che si prevede aumenteranno o perlomeno non diminuiranno di valore in termini reali, che non si deteriorano nel tempo in condizioni normali e che sono acquistate e detenute principalmente come riserve di valore. Gli oggetti di valore sono costituiti da pietre e metalli preziosi, da oggetti di antiquariato e altri oggetti d'arte e da altri oggetti di valore, come specificato in appresso. 
 Pietre e metalli preziosi (AN.131) || Pietre e metalli preziosi non detenuti dalle imprese per essere impiegati quali input nei processi di produzione. 
 Oggetti di antiquariato e altri oggetti d'arte (AN.132) || Pitture, sculture, ecc., riconosciute come opere d'arte e oggetti di antiquariato. 
 Altri oggetti di valore (AN.133) || Oggetti di valore non classificati altrove, quali oggetti da collezione e gioielli di valore rilevante in pietre e metalli preziosi. 
 Attività non finanziarie non prodotte (AN.2) || Attività non finanziarie non ottenute mediante processi di produzione. Le attività non prodotte sono costituite da risorse naturali, licenze, contratti di leasing e altri contratti e avviamento e risorse di marketing, come specificato in appresso. 
 Risorse naturali (AN.21) || Attività non prodotte presenti in natura sulle quali possono essere esercitati diritti di proprietà, incluso il trasferimento di questi. Sono esclusi i beni legati all'ambiente sui quali non sono o non possono essere esercitati diritti di proprietà, come i mari o l'aria. Le risorse naturali sono costituite da terreni, riserve di minerali e di energia, risorse biologiche non coltivate, risorse idriche e altre risorse naturali, come specificato in appresso. 
 Terreni (AN.211) || Terreni, compresa la copertura del suolo nonché le relative acque di superficie, su cui sono esercitati diritti di proprietà. Sono esclusi i fabbricati o le altre opere costruiti su di essi o che li attraversano, le coltivazioni, gli alberi e gli animali, i giacimenti, le risorse biologiche non coltivate e le risorse idriche non superficiali. 
 Riserve di minerali e di energia (AN.212) || Riserve comprovate di minerali, poste sulla superficie terrestre o al di sotto di essa, economicamente sfruttabili considerata la tecnologia attuale e i prezzi relativi. I diritti di proprietà sui giacimenti sono normalmente separabili da quelli sui terreni. Nella rubrica AN.212 sono comprese le riserve conosciute di carbone, di petrolio, di gas naturale o di altri combustibili, di minerali metalliferi e di minerali non metalliferi. 
 Risorse biologiche non coltivate (AN.213) || Animali, alberi e piante che forniscono prodotti utilizzabili una sola o più volte, sui quali sono esercitati diritti di proprietà, ma la cui crescita naturale e/o la cui rigenerazione non sono gestite o controllate direttamente da unità istituzionali. Esempi: foreste vergini e zone di pesca nel territorio del paese. Dovrebbero essere incluse soltanto le risorse che sono attualmente sfruttabili a scopo economico o che lo saranno entro breve tempo. 
 Risorse idriche (AN.214) || Falde acquifere e altre risorse di acque sotterranee nella misura in cui la loro scarsità induce a esercitare diritti di proprietà e/o di uso e comporta una valutazione di mercato e talune misure di controllo economico. 
 Altre risorse naturali (AN.215) || Sono compresi gli spettri radio (AN.2151) e le altre risorse naturali (AN.2159) non classificate altrove. 
 Spettri radio (AN.2151) || Spettri elettromagnetici. Il leasing o le licenze di utilizzo di spettri sono classificati altrove (AN.222) se essi soddisfano la definizione di attività. 
 Altre (AN.2159) || Altre risorse naturali non classificate altrove. 
 Licenze, contratti di leasing e altri contratti (AN.22) || Accordi contrattuali per l'esercizio di attività che conferiscono benefici economici superiori ai corrispettivi da riconoscere, nel caso in cui tali benefici possano essere realizzati sotto il profilo giuridico e nella pratica. L'attività registrata nella rubrica AN.22 rappresenta il potenziale guadagno in conto capitale realizzabile allorché il prezzo di mercato per l'uso di una attività o la prestazione di un servizio è superiore al prezzo del contratto o della licenza o al prezzo che si otterrebbe in mancanza di un contratto o di una licenza. Rientrano in tale rubrica i contratti di leasing operativo negoziabili, i permessi di sfruttamento di risorse naturali, i permessi di esercizio di attività specifiche e i diritti esclusivi su futuri beni e servizi. 
 Contratti di leasing operativo negoziabili (AN.221) || Diritti di proprietà di terzi connessi ad attività non finanziarie diverse dalle risorse naturali, allorché il contratto conferisce benefici economici superiori ai corrispettivi da riconoscere e tali benefici possono essere realizzati sotto il profilo giuridico e nella pratica, ad esempio mediante il loro trasferimento a terzi. L'attività registrata nella rubrica AN.221 è pari al valore rappresentato dal trasferimento dei diritti all'utilizzo dell'attività in questione, ossia alla differenza tra il prezzo realizzabile dal trasferimento e il corrispettivo da riconoscere. Ne è un esempio anche il caso di un locatario che paga un canone fisso, mentre il valore di mercato del canone è superiore. Se il locatario è in grado di realizzare la differenza di prezzo subaffittando a terzi, il diritto di realizzare il valore rappresenta una attività sotto forma di leasing operativo negoziabile. 
 Permessi di sfruttamento di risorse naturali (AN.222) || Si tratta delle licenze, dei permessi e dei contratti che consentono di utilizzare risorse naturali per un periodo di tempo limitato senza che sia esaurito completamente il valore economico dell'attività, allorché il contratto conferisce benefici economici superiori ai corrispettivi da riconoscere e tali benefici possono essere realizzati sotto il profilo giuridico e nella pratica, ad esempio mediante il loro trasferimento a terzi. La risorsa naturale in questione continua ad essere registrata nel conto patrimoniale del proprietario e una attività distinta, rappresentativa del valore che il trasferimento dei diritti a utilizzare la risorsa ha per il loro detentore, è riconosciuta come un permesso di sfruttamento di risorse naturali. L'attività registrata è pari al valore che il trasferimento dei diritti rappresenta per il loro detentore, ossia alla differenza tra il prezzo del trasferimento e il corrispettivo da riconoscere alla parte che concede il permesso. Ne è un esempio anche il caso di un affittuario di un terreno che paga un canone fisso, mentre il valore di mercato del canone è superiore. Se il locatario è in grado di realizzare la differenza di prezzo subaffittando il terreno a terzi, il diritto di realizzare il valore rappresenta una attività. 
 Permessi di esercizio di attività specifiche (AN.223) || Permessi trasferibili, diversi da quelli che consentono di sfruttare risorse naturali o di utilizzare una attività appartenente alla parte che concede il permesso, che limitano il numero di unità cui è consentito l'esercizio di una attività e permettono ai titolari di conseguire utili in regime di quasi monopolio. L'attività registrata è pari al valore che il trasferimento dei diritti rappresenta per il soggetto che li detiene, ossia alla differenza tra il prezzo del trasferimento e il corrispettivo da riconoscere alla parte che rilascia il permesso. Il titolare del permesso deve essere in grado, sotto il profilo giuridico e nella pratica, di trasferire i diritti a terzi. 
 Diritti esclusivi su futuri beni e servizi (AN.224) || Diritti contrattuali trasferibili che attribuiscono l'uso esclusivo di beni e servizi. Una parte che ha stipulato un contratto di acquisto di beni o servizi a un prezzo fisso da una seconda parte è in grado, sotto il profilo giuridico e nella pratica, di trasferire a terzi l'obbligazione della seconda parte. Ne sono un esempio il valore trasferibile di un giocatore di calcio legato da un contratto a una squadra e il valore trasferibile di diritti esclusivi alla pubblicazione di opere letterarie o all'esercizio di prestazioni musicali. L'attività registrata nella rubrica AN.224 è pari al valore che il trasferimento dei diritti riveste per il loro detentore. 
 Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing (AN.23) || Differenza tra l'importo pagato per una unità istituzionale come azienda avviata e la somma delle sue attività al netto della somma delle sue passività, previa individuazione e valutazione separata di ciascuna di esse. Il valore dell'avviamento comprende pertanto tutto ciò che porta un beneficio a lungo termine senza poter essere individuato separatamente come attività, nonché il valore derivante dal fatto che le attività sono utilizzate congiuntamente e non rappresentano un semplice insieme di attività distinte. Nella rubrica AN.23 sono incluse anche le risorse di marketing, quali marchi di fabbrica, logo e domini, se venduti separatamente dall'intera impresa. 
 ATTIVITÀ E PASSIVITÀ FINANZIARIE (AF) || Le attività finanziarie sono attività economiche comprendenti i crediti finanziari e l'oro monetario sotto forma di oro fisico. Le attività finanziarie sono riserve di valore il cui possesso per un certo periodo di tempo conferisce al loro proprietario economico un beneficio. Esse permettono di trasferire valore da un periodo contabile a un altro. I benefici o la serie di benefici conseguiti sono scambiati mediante mezzi di pagamento. I mezzi di pagamento sono costituiti da oro monetario, diritti speciali di prelievo, biglietti, monete e depositi trasferibili. I crediti finanziari, denominati anche strumenti finanziari, sono attività finanziarie con corrispondenti passività di contropartita. Si ha una passività allorché i debitori sono obbligati a corrispondere uno o più pagamenti ai creditori. 
 Oro monetario e DSP (AF.1) || Nel sistema dei conti, per ogni attività finanziaria classificata in questa rubrica esiste una passività di contropartita, fatta eccezione per l'oro monetario sotto forma di oro fisico. 
 Oro monetario (AF.11) || Oro su cui vantano diritti le autorità monetarie, o altri organismi assoggettati al controllo effettivo delle autorità monetarie, detenuto come attività di riserva. Comprende l'oro fisico (incluso l'oro monetario detenuto in conti in oro allocated) e i conti in oro non allocated presso non residenti che attribuiscono il diritto di ottenere la consegna di oro. 
 Diritti speciali di prelievo (DSP) (AF.12) || Attività di riserva internazionali create dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) e assegnate ai suoi membri a integrazione delle attività di riserva esistenti. 
 Biglietti, monete e depositi (AF.2) || Cartamoneta in circolazione e depositi, in moneta nazionale e in valuta estera. 
 Biglietti e monete (AF.21) || Banconote e monete in circolazione comunemente utilizzate per effettuare pagamenti. 
 Depositi trasferibili (AF.22) || Depositi immediatamente convertibili in moneta, alla pari, a vista, che possono essere direttamente utilizzati per effettuare pagamenti mediante assegni, cambiali, ordini di bonifico, addebitamenti o accreditamenti diretti o simili, senza alcuna limitazione o senza il pagamento di una penale. 
 Posizioni interbancarie (AF.221) ||   
 Altri depositi trasferibili (AF.229) || Depositi trasferibili diversi dalle posizioni interbancarie. 
 Altri depositi (AF.29) || Depositi diversi dai depositi trasferibili che non possono essere utilizzati per effettuare pagamenti in qualsiasi momento e non sono convertibili in moneta o in depositi trasferibili senza una significativa limitazione o senza il pagamento di una penale. 
 Titoli di credito (AF.3) || Strumenti finanziari negoziabili che comprovano l'esistenza di un debito. La negoziabilità è riferita al rapido trasferimento della proprietà giuridica da un proprietario all'altro mediante consegna o girata del titolo. Per essere negoziabile un titolo di credito deve essere idoneo alla potenziale negoziazione su un mercato organizzato o fuori borsa, sebbene non sia necessario che la sua effettiva negoziabilità sia dimostrata. 
 Titoli di credito a breve termine (AF.31) || Titoli di credito con scadenza originaria normalmente pari o inferiore a un anno e titoli di credito a vista, rimborsabili su richiesta del creditore. 
 Titoli di credito a lungo termine (AF.32) || Titoli di credito con scadenza originaria normalmente superiore a un anno o a scadenza indeterminata. 
 Prestiti (AF.4) || Attività finanziarie che si creano allorché i creditori prestano fondi ai debitori, direttamente o indirettamente attraverso un mediatore, e che non sono attestate da un documento oppure sono attestate da un documento non negoziabile. 
 Prestiti a breve termine (AF.41) || Prestiti con scadenza originaria normalmente pari o inferiore a un anno e prestiti a vista, rimborsabili su richiesta del creditore. 
 Prestiti a lungo termine (AF.42) || Prestiti con scadenza originaria normalmente superiore a un anno o a scadenza indeterminata. 
 Partecipazioni e quote di fondi di investimento (AF.5) || Attività finanziarie che rappresentano diritti di proprietà su società o quasi-società. Tali attività finanziarie conferiscono normalmente ai loro detentori il diritto a una quota degli utili delle società o quasi-società e a una quota dei fondi propri di queste in caso di loro liquidazione. 
 Azioni e altre partecipazioni (AF.51) || Attività finanziarie rappresentative del diritto sul valore residuo di una società o di una quasi-società, dopo che sono stati soddisfatti tutti i creditori. 
 Azioni quotate (AF.511) || Azioni oggetto di quotazione in una borsa riconosciuta o in un qualunque altro tipo di mercato secondario. L'esistenza di quotazioni per le azioni incluse nel listino di borsa implica che sono in genere prontamente disponibili prezzi correnti di mercato. 
 Azioni non quotate (AF.512) || Azioni non oggetto di quotazione in una borsa riconosciuta, né in un qualunque altro tipo di mercato secondario. 
 Altre partecipazioni (AF.519) || Tutte le forme di partecipazione al capitale diverse da quelle classificate nelle sottorubriche AF.511 e AF.512. 
 Quote e partecipazioni in fondi di investimento (AF.52) || Quote di partecipazione in fondi costituiti in forma di società o di trust. Sono emesse da fondi di investimento, ossia da organismi d'investimento collettivo che raccolgono fondi dagli investitori e li investono in attività finanziarie e/o non finanziarie. 
 Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari (AF.521) || Quote emesse da fondi comuni monetari, ossia da fondi di investimento che investono soltanto o principalmente in titoli di credito a breve termine, quali buoni del Tesoro, certificati di deposito e carta commerciale, nonché in titoli di credito a lungo termine prossimi alla scadenza. Le quote e partecipazioni in fondi comuni monetari possono essere trasferibili e sono spesso considerate molto affini ai depositi. 
 Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari (F.529) || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari comprovanti un diritto a una parte del valore di un fondo di investimento diverso da un fondo comune monetario. Sono emesse da fondi di investimento che investono in attività di vario tipo, quali titoli di credito, azioni, investimenti in merci, immobili, quote di altri fondi di investimento e attività strutturate. 
 Assicurazioni, pensioni e garanzie standard (AF.6) || Attività finanziarie di assicurati o beneficiari e passività di imprese di assicurazione, fondi pensione o emittenti di garanzie standard. 
 Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita (AF.61) || Attività finanziarie che rappresentano i diritti degli assicurati nei confronti delle imprese di assicurazione contro i danni, con riguardo ai premi di competenza dell'esercizio successivo e agli indennizzi dovuti. 
 Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita (AF.62) || Attività finanziarie che rappresentano i diritti finanziari degli assicurati e dei beneficiari di rendite sulle riserve tecniche delle imprese di assicurazione sulla vita. 
 Diritti pensionistici (AF.63) || Attività finanziarie detenute da attuali e futuri pensionati nei confronti dei gestori dei fondi, ossia i loro datori di lavoro, di un sistema creato dal datore di lavoro per erogare pensioni nel quadro di un accordo salariale raggiunto tra il datore di lavoro e i suoi dipendenti o di una impresa di assicurazione sulla vita (o contro i danni).   
 Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi (AF.64) || Attività finanziarie che rappresentano i diritti dei fondi pensione nei confronti dei rispettivi gestori in caso di eventuali disavanzi e che rappresentano i diritti dei gestori dei fondi nei confronti dei fondi pensione in caso di eccedenze, allorché i proventi degli investimenti superano l'incremento dei diritti e la differenza va corrisposta al gestore del fondo. 
 Diritti a prestazioni non pensionistiche (AF.65) || Differenza tra i contributi netti e le prestazioni, che rappresenta un incremento delle passività dei sistemi di assicurazione nei confronti dei beneficiari. 
 Riserve per escussioni di garanzie standard (AF.66) || Attività finanziarie detenute dai titolari di garanzie standard nei confronti delle società che emettono garanzie. 
 Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti (AF.7) || Attività finanziarie correlate a un'altra attività finanziaria, a una attività non finanziaria o a un indice, grazie alle quali specifici rischi finanziari possono essere negoziati in quanto tali sui mercati finanziari. 
 Strumenti finanziari derivati (AF.71) || Attività finanziarie quali opzioni, contratti a termine e derivati creditizi. Le opzioni, negoziabili o fuori borsa (OTC), sono contratti che riconoscono al loro detentore il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare (nel caso di una call option) dall'emittente dell'opzione (writer) o di vendere a questo (nel caso di una put option) una attività finanziaria o non finanziaria (lo strumento di riferimento) a un prezzo predefinito (strike price o prezzo base) entro un certo periodo di tempo (opzione di tipo americano) oppure a una certa data (opzione di tipo europeo). A partire da tali strategie di base sono state sviluppate molte strategie combinate come le bear call/put spread, le bull call/put spread o le butterfly options spread. Da questi tipi di opzioni sono state derivate opzioni dalla struttura complessa, dette esotiche. I contratti a termine sono contratti finanziari incondizionati con i quali due parti si impegnano a scambiarsi una determinata quantità di una attività sottostante (finanziaria o non finanziaria) a un prezzo prefissato (prezzo strike) a una data stabilita. I derivati creditizi assumono la forma di contratti a termine o di opzioni il cui scopo principale è il trasferimento del rischio di credito. Sono finalizzati a trasferire il rischio di inadempienza con riguardo a prestiti e titoli. Come altri strumenti finanziari derivati, sono frequentemente stipulati nell'ambito di accordi giuridici standard e comportano garanzie e margini che facilitano la valutazione del valore di mercato. Il rischio di credito è trasferito dal venditore del rischio, che acquista la copertura da tale rischio, all'acquirente del rischio, che vende la protezione, in cambio di un premio. In caso di inadempienza, l'acquirente del rischio di credito versa un importo in contanti al venditore del rischio. 
 Stock option conferite ai dipendenti (AF.72) || Attività finanziarie sotto forma di accordi stipulati a una certa data (la "data di assegnazione") che danno il diritto ai dipendenti di acquistare un determinato numero di azioni della società in cui lavorano a un determinato prezzo d'esercizio (detto "prezzo strike") a una data stabilita (la "data di maturazione") o durante un certo periodo di tempo (il "periodo di esercizio") immediatamente successivo alla data di maturazione del diritto. 
 Altri conti attivi e passivi (AF.8) || Attività finanziarie create quale contropartita di operazioni finanziarie o non finanziarie allorché vi è uno scarto temporale tra le operazioni e i relativi flussi monetari. 
 Crediti commerciali e anticipazioni (AF.81) || Attività finanziarie derivanti dalla concessione diretta di credito da parte dei fornitori di beni e servizi ai propri clienti e da anticipazioni per prodotti in corso di lavorazione o lavori da effettuare, nella forma di pagamenti anticipati da parte dei clienti di beni e servizi non ancora forniti. 
 Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni (AF.89) || Attività finanziarie derivanti da scarti temporali tra le operazioni di distribuzione e di redistribuzione o le operazioni finanziarie sul mercato secondario e i relativi flussi monetari. 
 Voci per memoria || Il sistema dei conti prevede tre voci per memoria che evidenziano attività non individuate separatamente nel sistema standard e che presentano un interesse analitico più specifico. 
 Beni di consumo durevoli (AN.m) || Beni durevoli acquistati dalle famiglie per consumi finali (diversi da quelli destinati dalle famiglie a riserve di valore o dalle imprese non costituite in società di proprietà delle famiglie a scopi di produzione). 
 Investimenti diretti all'estero (AF.m1) || Gli investimenti diretti all'estero implicano una relazione a lungo termine che rispecchia un interesse duraturo di una unità istituzionale residente in una economia (investitore diretto) in una unità istituzionale residente in un'altra economia. Lo scopo di un investitore diretto è quello di esercitare una influenza significativa sulla gestione dell'unità in cui ha investito. 
 Prestiti non produttivi (AF.m2) || Un prestito è non produttivo quando il pagamento degli interessi o della quota di rimborso del capitale è scaduto da 90 giorni o più, gli interessi da pagare per 90 giorni o più sono stati capitalizzati, rifinanziati o il loro pagamento è stato procrastinato di comune accordo o i pagamenti sono scaduti da meno di 90 giorni ma esistono validi motivi (ad esempio, richiesta di fallimento da parte del debitore) che fanno dubitare che gli importi dovuti saranno interamente versati. 
Capitolo 7 – Allegato 7.2
L'allegato 7.2 contiene uno schema delle
registrazioni tra il conto patrimoniale di apertura e il conto patrimoniale di
chiusura che illustra in dettaglio per ciascuna rubrica di attività le
possibili variazioni del valore nel conto patrimoniale: per il tramite di
operazioni, altre variazioni di volume delle attività e delle passività e
guadagni e perdite in conto capitale.
 Classifica-zione delle attività, delle passività e del patrimonio netto || IV.1 Conto patrimo-niale di apertura || III.1 e III.2 Operazioni || III.3.1 Altre variazioni di volume || III.3.2 Guadagni e perdite in conto capitale || IV.3 Conto patrimo-niale di chiusura 
 III.3.2.1 Guadagni e perdite neutrali in conto capitale || III.3.2.2 Guadagni e perdite reali in conto capitale 
 Attività non finanziarie || AN. || P.5, NP || K.1, K.2, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62. || K.71 || K.72 || AN. 
 Attività non finanziarie prodotte || AN.1 || P.5 || K.1, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.1 
 Capitale fisso[3]   || AN.11 || P.51g, P.51c || K.1, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.11 
 Abitazioni || AN.111 || P.51g, P.51c || K.1, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.111 
 Fabbricati non residenziali e altre opere || AN.112 || P.51g, P.51c || K.1, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.112 
 Impianti e macchinari || AN.113 || P.51g, P.51c || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.113 
 Armamenti || AN.114 || P.51g, P.51c || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.114 
 Risorse biologiche coltivate || AN.115 || P.51g, P.51c || K.1, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.115 
 Prodotti di proprietà intellettuale || AN.117 || P.51g, P.51c || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.117 
 Scorte || AN.12 || P.52 || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.12 
 Oggetti di valore || AN.13 || P.53 || K.1, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.13 
 Attività non finanziarie non prodotte || AN.2 || NP || K.1, K.21, K.22, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.2 
 Risorse naturali || AN.21 || NP.1 || K.1, K.21, K.22, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.21 
 Terreni || AN.211 || NP.1 || K.1, K.22, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.211 
 Riserve di minerali e di energia || AN.212 || NP.1 || K.1, K.21, K.22, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.212 
 Risorse biologiche non coltivate || AN.213 || NP.1 || K.1, K.21, K.22, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.213 
 Risorse idriche || AN.214 || NP.1 || K.1, K.21, K.22, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.214 
 Altre risorse naturali || AN.215 || NP.1 || K.1, K.22, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.215 
 Spettri radio || AN.2151 || NP.1 || K.1, K.22, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.2151 
 Altre || AN.2159 || NP.1 || K.1, K.21, K.22, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.2159 
 Licenze, contratti di leasing e altri contratti || AN.22 || NP.2 || K.1, K.22, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.22 
 Avviamento commerciale e risorse di marketing || AN.23 || NP.3 || K.1, K.22, K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AN.23 
 Attività /passività finanziarie [4]   || AF || F || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AF. 
 Oro monetario e DSP (solo attività) || AF.1 || F.1 || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AF.1 
 Biglietti, monete e depositi || AF.2 || F.2 || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AF.2 
 Titoli di credito || AF.3 || F.3 || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AF.3 
 Prestiti || AF.4 || F.4 || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AF.4 
 Partecipa-zioni e quote di fondi di investimento || AF.5 || F.5 || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AF.5 
 Assicura-zioni, pensioni e garanzie standard || AF.6 || F.6 || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AF.6 
 Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || AF.7 || F.7 || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AF.7 
 Altri conti attivi e passivi || AF.8 || F.8 || K.3, K.4, K.5, K.61, K.62 || K.71 || K.72 || AF.8 
 Patrimonio netto || B.90 || B.101 || B.102 || B.1031 || B.1032 || B.90 
 Saldi contabili 
 B.10 || Variazioni del patrimonio netto 
 B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
 B.102 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività 
 B.103 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale 
 B.1031 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale 
 B.1032 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale 
 B.90 || Patrimonio netto 
 Operazioni inerenti ad attività e passività finanziarie 
 F. || Operazioni inerenti ad attività e passività finanziarie 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi 
 F.3 || Titoli di credito 
 F.4 || Prestiti 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi 
 Operazioni su beni e servizi 
 P.5 || Investimenti lordi 
 P.51g || Investimenti fissi lordi 
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) (-) 
 P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso 
 P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi 
 P.5112 || Acquisizioni di beni usati 
 P.5113 || Cessioni di beni usati 
 P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte 
 P.52 || Variazione delle scorte 
 P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore 
 Altre registrazioni nei conti della accumulazione 
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte 
 NP.1 || Acquisizioni meno cessioni di risorse naturali 
 NP.2 || Acquisizioni meno cessioni di licenze, contratti di leasing e altri contratti 
 NP.3 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 K.1 || Comparsa economica di attività 
 K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte 
 K.21 || Esaurimento di risorse naturali 
 K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte 
 K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali 
 K.4 || Confische senza indennizzo 
 K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. 
 K.6 || Variazioni di classificazione 
 K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali 
 K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività 
 K.7 || Guadagni e perdite nominali in conto capitale 
 K.71 || Guadagni e perdite neutrali in conto capitale 
 K.72 || Guadagni e perdite reali in conto capitale 
[1]               Voce per memoria: AN.m - Beni di consumo durevoli.
[2]               Voci per memoria: AF.m1 - Investimenti diretti
all'estero; AF.m2 - Prestiti non produttivi.
[3]               Voce per memoria: AN.m - Beni di consumo durevoli.
[4]               Voci per memoria: AF.m1 - Investimenti diretti
all'estero; AF.m2 - Prestiti non produttivi.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 08
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 8 - SEQUENZA DEI CONTI
Introduzione
Il presente capitolo illustra in dettaglio i vari conti
e i conti patrimoniali della sequenza dei conti nazionali. Analizza inoltre le
interazioni tra l'economia nazionale e il resto del mondo nella stessa sequenza
e descrive il conto di equilibrio dei beni e servizi che riflette l'identità
contabile tra le risorse e gli impieghi di beni e servizi. Infine il capitolo
presenta la serie integrata di conti economici in cui ciascun settore figura
nello stesso conto con una forma aggregata di registrazioni contabili.
Sequenza dei conti
8.01       Il SEC registra i flussi e gli
stock in una serie ordinata di conti che descrivono il ciclo economico dalla
produzione e dalla formazione del reddito, attraverso la sua distribuzione e
redistribuzione, fino alla sua utilizzazione sotto forma di consumi finali.
Infine il SEC registra l'impiego di ciò che rimane sotto forma di risparmio, al
fine di determinare l'accumulazione di
attività, sia finanziarie, sia non finanziarie. 
8.02       Ciascuno dei conti presenta
risorse e impieghi che sono bilanciati con l'introduzione, solitamente nella
sezione degli impieghi del conto, di un saldo contabile. Il saldo è riportato
nel conto successivo come prima posta nella sezione delle risorse. 
8.03       La registrazione strutturata di
operazioni sulla base di una analisi coerente della vita economica consente di
ottenere gli aggregati necessari per lo studio di un settore o di un
sottosettore istituzionale o del totale dell'economia. I conti sono articolati
in modo da evidenziare le informazioni economiche più significative e il saldo
contabile di ciascun conto rappresenta un elemento fondamentale di tali
informazioni.
8.04       I conti sono raggruppati in tre
categorie.
a)      I conti delle operazioni correnti
prendono in considerazione la produzione e l'associata formazione,
distribuzione e redistribuzione del reddito, nonché l'utilizzazione di questo
sotto forma di consumi finali. Il reddito non direttamente impiegato per
consumi finali figura nel saldo contabile "Risparmio" che è riportato
nei conti della accumulazione come prima posta nella sezione delle risorse del
conto del capitale.
b)      I conti della accumulazione analizzano le
variazioni delle attività e delle passività delle unità e permettono di
registrare le variazioni del patrimonio netto (ossia il saldo fra attività e
passività).
c)      I conti patrimoniali presentano il totale
delle attività e delle passività all'inizio e alla fine del periodo contabile,
unitamente al patrimonio netto. I flussi registrati per ciascuna attività e
passività nei conti della accumulazione figurano anche nel conto delle
variazioni patrimoniali.
8.05       La sequenza dei conti si
applica alle unità istituzionali, ai settori e sottosettori istituzionali e al
totale dell'economia.
8.06       I saldi contabili sono sia
lordi, sia netti. Sono lordi se non sono stati ancora detratti gli ammortamenti
e netti se tale detrazione è già stata effettuata. I saldi contabili relativi a
un concetto di reddito sono più significativi se espressi in termini netti, in
quanto gli ammortamenti rappresentano un impegno del reddito disponibile che
occorre soddisfare per mantenere lo stock di capitale dell'economia.
8.07       I conti sono presentati in due
modi:
a)      sotto forma di conti economici integrati,
riunendo in una unica tavola i conti di tutti i settori istituzionali, del
totale dell'economia e del resto del mondo;
b)      sotto forma di serie di conti, fornendo
informazioni più dettagliate (le tavole che illustrano la presentazione di
ciascun conto figurano nella parte del presente capitolo intitolata
"Sequenza dei conti").
8.08       La tavola 8.1 contiene una
presentazione sinottica dei conti, dei saldi contabili e dei principali
aggregati. Il codice dei principali aggregati non figura nella tavola, ma corrisponde
al codice dei saldi contabili con l'aggiunta di un asterisco dopo il numero. Ad
esempio, il codice del saldo dei redditi primari è B.5g e il corrispondente
codice del principale aggregato "Reddito nazionale lordo" è B.5*g.
8.09       Nella tavola, i saldi contabili
sono presentati lordi e contraddistinti come tali dalla presenza della lettera
"g" nel codice. Per ciascun codice esiste una forma netta, ottenuta
previa detrazione della stima degli ammortamenti. Ad esempio, il valore
aggiunto lordo è contrassegnato dal codice B.1g, mentre il suo equivalente
netto, una volta detratti gli ammortamenti, è contrassegnato dal codice B.1n
("Valore aggiunto netto").
Tavola 8.1 — Presentazione sinottica dei
conti, dei saldi contabili e dei principali aggregati
 Conti || Saldi contabili || Principali aggregati 
 Sequenza dei conti dei settori istituzionali 
 Conti delle operazioni correnti || I. || Conto della produzione || I. || Conto della produzione ||   ||   ||   ||   || B.1g || Valore aggiunto lordo || Prodotto interno lordo (PIL) 
   || II. || Conti della distribuzione e di utilizzazione del reddito || II.1 || Conti della distribuzione primaria del reddito || II.1.1 || Conto della generazione dei redditi primari ||   ||   || B.2g B.3g || Risultato lordo di gestione Reddito misto lordo ||   
   ||   ||   ||   ||   || II.1.2 || Conto della attribuzione dei redditi primari || II.1.2.1 || Conto del reddito da impresa || B.4g || Reddito da impresa ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || II.1.2.2 || Conto della attribuzione degli altri redditi primari || B.5g || Saldo dei redditi primari || Reddito nazionale lordo (RNL) 
   ||   ||   || II.2 || Conto della distribuzione secondaria del reddito ||   ||   ||   ||   || B.6g || Reddito disponibile lordo || Reddito nazionale disponibile lordo 
   ||   ||   || II.3 || Conto di redistribuzione del reddito in natura ||   ||   ||   ||   || B.7g || Reddito disponibile corretto lordo ||   
   ||   ||   || II.4 || Conto di utilizzazione del reddito || II.4.1 || Conto di utilizzazione del reddito disponibile ||   ||   || B.8g || Risparmio lordo || Risparmio nazionale lordo 
   ||   ||   ||   ||   || II.4.2 || Conto di utilizzazione del reddito disponibile corretto ||   ||   ||   ||   ||   
 Conti della accumulazione || III. || Conti della accumulazione || III.1 || Conto del capitale || III.1.1 || Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale ||   ||   || B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale ||   
   ||   ||   ||   ||   || III.1.2 || Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie ||   ||   || B.9 || Accreditamento/ indebitamento ||   
   ||   ||   || III.2 || Conto finanziario ||   ||   ||   ||   || B.9 || Accreditamento/ indebitamento ||   
   ||   ||   || III.3 || Conto delle altre variazioni delle attività e delle passività || III.3.1 || Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività ||   ||   || B.102 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività ||   
   ||   ||   ||   ||   || III.3.2 || Conto della rivalutazione delle attività e delle passività ||   ||   || B.103 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite nominali in conto capitale ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || III.3.2.1 || Conto dei guadagni e delle perdite neutrali in conto capitale || B.1031 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite neutrali in conto capitale ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || II.3.2.2 || Conto dei guadagni e delle perdite reali in conto capitale || B.1032 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite reali in conto capitale ||   
 Conti patrimoniali || IV. || Conti patrimoniali || IV.1 || Conto patrimoniale di apertura ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || Patrimonio nazionale 
   ||   ||   || IV.2 || Conto delle variazioni patrimoniali ||   ||   ||   || B.10 || Totale delle variazioni del patrimonio netto || Variaz. del patrimonio nazionale 
   ||   ||   || IV.3 || Conto patrimoniale di chiusura ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || Patrimonio nazionale 
Tavola 8.1 — Presentazione sinottica dei
conti, dei saldi contabili e dei principali aggregati (continuazione)
 Conti || Saldi contabili || Principali aggregati 
 Conti delle operazioni 
   || 0. || Conto di equilibrio dei beni e servizi 
 Conti del resto del mondo (conto delle operazioni del resto del mondo) ||   ||   ||   
 Conti delle operazioni correnti || V. || Conti del resto del mondo || V.I || Conto del resto del mondo dei beni e dei servizi ||   ||   ||   ||   || B.11 || Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo || Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo 
   ||   ||   || V.II || Conto del resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti ||   ||   ||   ||   || B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo 
 Conti della accumulazione ||   ||   || V.III || Conti della accumulazione del resto del mondo || V.III.1 || Conto del capitale || V.III.1.1 || Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo e ai trasferimenti in conto capitale ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || V.III.1.2 || Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie || B.9 || Accreditamento/ indebitamento ||   
   ||   ||   ||   ||   || V.III.2 || Conto finanziario ||   ||   || B.9 || Accreditamento/ indebitamento || Accreditamento/ indebitamento 
   ||   ||   ||   ||   || V.III.3 || Conto delle altre variazioni delle attività e delle passività || V.III.3.1 || Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività || B.102 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || V.III.3.2 || Conto della rivalutazione delle attività e delle passività || B.103 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite nominali in conto capitale ||   
 Conti patrimoniali ||   ||   || V.IV || Conto delle attività e delle passività del resto del mondo || V.IV.1 || Conto patrimoniale di apertura ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || Posizione finanziaria netta del resto del mondo 
   ||   ||   ||   ||   || V.IV.2 || Conto delle variazioni patrimoniali ||   ||   || B.10 || Variazioni del patrimonio netto ||   
   ||   ||   ||   ||   || V.IV.3 || Conto patrimoniale di chiusura ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || Posizione finanziaria netta del resto del mondo 
SEQUENZA DEI CONTI
CONTI DELLE OPERAZIONI CORRENTI
Conto della produzione (I) 
8.10       Il conto della produzione (I)
illustra le operazioni relative al processo di produzione. È redatto per i
settori istituzionali e per le branche di attività economica e comprende, nella
sezione delle risorse, la produzione e, nella sezione degli impieghi, i consumi
intermedi.
8.11       Il conto della produzione
evidenzia uno dei saldi contabili più importanti del sistema - il valore aggiunto,
ossia il valore prodotto da ogni unità che esercita una attività di produzione
- e un aggregato fondamentale: il prodotto interno lordo. Il valore aggiunto è
economicamente significativo tanto per i settori istituzionali quanto per le
branche di attività economica.
8.12       Il valore aggiunto (la voce a
saldo del conto della produzione) può essere calcolato al lordo o al netto
degli ammortamenti: si parlerà quindi di valore aggiunto lordo e di valore
aggiunto netto. Dato che la produzione è valutata ai prezzi base e che i
consumi intermedi sono valutati ai prezzi di acquisto, il valore aggiunto non
comprende le imposte (al netto dei contributi) sui prodotti.
8.13       A livello del totale
dell'economia il conto della produzione comprende nella sezione delle risorse,
oltre alla produzione di beni e servizi, le imposte (al netto dei contributi)
sui prodotti. Esso permette quindi di ottenere quale voce a saldo il prodotto
interno lordo (ai prezzi di mercato). Il codice di questo importante saldo
aggregato, il valore aggiunto a livello di totale dell'economia rettificato per
essere espresso a prezzi di mercato, è B.1*g, ossia il PIL ai prezzi di
mercato. Il codice del prodotto interno netto (PIN) è B.1*n. 
8.14       I servizi di intermediazione
finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) sono attribuiti agli utilizzatori a
titolo di costi. Ciò richiede la riclassificazione di una parte degli interessi
corrisposti agli intermediari finanziari come remunerazione di servizi e la
loro attribuzione come produzione dei produttori di servizi di intermediazione
finanziaria. Un valore equivalente è individuato come consumi degli
utilizzatori. Il valore del PIL, rispetto alla misurazione del SEC 95, è
influenzato dall'importo dei SIFIM attribuiti ai consumi finali, alle
esportazioni e alle importazioni.
Tavola 8.2 — Conto I - Conto della produzione
 Impieghi 
   ||   ||   || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
 3 604 || 3 604 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || P.1 || Produzione 
 3 077 || 3 077 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || P.11 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita 
 147 || 147 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || P.12 || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale 
 380 || 380 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || P.13 || Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita 
 1 883 ||   ||   || 1 883 || 17 || 115 || 222 || 52 || 1 477 || P.2 || Consumi intermedi 
 133 || 133 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.21-D.31 || Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti 
 1854 ||   ||   || 1 854 || 15 || 155 || 126 || 94 || 1 331 || B.1g/B.1*g || Valore aggiunto lordo/Prodotto interno lordo 
 222 ||   ||   || 222 || 3 || 23 || 27 || 12 || 157 || P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) 
 1 632 ||   ||   || 1 632 || 12 || 132 || 99 || 82 || 1 174 || B.1n/B.1*n || Valore aggiunto netto/Prodotto interno netto 
 Risorse 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 P.1 || Produzione || 2 808 || 146 || 348 || 270 || 32 || 3 604 ||   ||   || 3 604 
 P.11 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita || 2 808 || 146 || 0 || 123 || 0 || 3 077 ||   ||   || 3 077 
 P.12 || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale || 0 || 0 || 0 || 147 || 0 || 147 ||   ||   || 147 
 P.13 || Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita ||   ||   || 348 ||   || 32 || 380 ||   ||   || 380 
 P.2 || Consumi intermedi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 1 883 || 1 883 
 D.21-D.31 || Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti ||   ||   ||   ||   ||   || 133 ||   ||   || 133 
 B.1g/B.1*g || Valore aggiunto lordo/Prodotto interno lordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.1n/B.1*n || Valore aggiunto netto/Prodotto interno netto ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Conti della distribuzione e di
utilizzazione del reddito (II)
8.15       La distribuzione e
l'utilizzazione del reddito sono analizzate in quattro fasi successive:
distribuzione primaria, distribuzione secondaria, redistribuzione in natura e
utilizzazione del reddito.
La prima fase riguarda la formazione dei redditi
ottenuti direttamente dal processo di produzione e la loro distribuzione tra i
fattori di produzione (lavoro, capitale) e le amministrazioni pubbliche
(attraverso le imposte sulla produzione e sulle importazioni e i contributi).
Essa consente di determinare il risultato di gestione (o il reddito misto nel
caso delle famiglie) e i redditi primari. 
Nella seconda fase è illustrata la redistribuzione
del reddito attraverso trasferimenti diversi dai trasferimenti sociali in
natura e dai trasferimenti in conto capitale, ottenendo come saldo il reddito
disponibile.
Nella terza fase i servizi individuali prestati
alla società dalle amministrazioni pubbliche e dalle istituzioni senza scopo di
lucro al servizio delle famiglie sono considerati parte dei consumi finali
delle famiglie e un corrispondente reddito è imputato a queste ultime, con
l'ausilio di due conti contenenti voci rettificate. Viene creato un nuovo
conto, denominato conto di redistribuzione del reddito in natura, che presenta
nella sezione delle risorse l'ulteriore reddito imputato alle famiglie e un
corrispondente impiego per le amministrazioni pubbliche e le istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie a titolo di trasferimento imputato in
provenienza da tali settori. Si ottiene così un saldo contabile denominato "Reddito
disponibile corretto", identico al reddito disponibile a livello del
totale dell'economia, ma diverso per i settori delle famiglie, delle
amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio
delle famiglie. 
Nella quarta fase il reddito disponibile è
riportato nel conto successivo, il conto di utilizzazione del reddito
disponibile, che evidenzia in che modo il reddito è consumato, lasciando come
saldo contabile il risparmio. Allorché i servizi individuali sono riconosciuti
come consumi delle famiglie attraverso il conto di redistribuzione del reddito
in natura, il conto di utilizzazione del reddito disponibile corretto evidenzia
in quale modo il reddito disponibile corretto è speso dalle famiglie utilizzando
i trasferimenti sociali in natura ricevuti dalle amministrazioni pubbliche e
dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie, aggiungendo
il valore dei trasferimenti sociali in natura ai consumi finali delle famiglie
per ottenere i consumi finali effettivi. I consumi delle amministrazioni
pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie
sono diminuiti dello stesso importo in modo tale che, allorché è calcolato il
risparmio per i settori delle amministrazioni pubbliche, delle istituzioni
senza scopo di lucro al servizio delle famiglie e delle famiglie, la rettifica
fornisca l'identico saldo del risparmio per ciascun settore come nel caso del
trattamento normale.
Conti della distribuzione primaria del
reddito (II.1)
Conto della generazione dei redditi
primari (II.1.1)
Il conto della generazione dei redditi primari per
settore istituzionale si presenta come illustrato nella tavola 8.3.
8.16       Il conto della generazione dei
redditi primari è presentato anche per branca di attività economica, nelle
colonne delle tavole delle risorse e degli impieghi.
8.17       Il conto della generazione dei
redditi primari evidenzia le operazioni inerenti ai redditi primari nell'ottica
dei settori che costituiscono non già i destinatari, bensì la fonte di tali
redditi.
8.18       Il conto evidenzia la misura in
cui il valore aggiunto copre i redditi da lavoro dipendente e le altre imposte
(al netto dei contributi) sulla produzione. Il saldo contabile è il risultato
di gestione, ossia l'eccedenza (o il disavanzo) risultante dalle attività di
produzione, al lordo degli interessi, dei canoni di locazione o degli oneri che
l'unità di produzione:
a)      deve pagare per l'utilizzo delle attività
finanziarie o delle risorse naturali che ha preso a prestito o in locazione;
b)      deve riscuotere con riferimento alle
attività finanziarie o alle risorse naturali di cui essa è proprietaria.
8.19       Nel caso delle imprese non
costituite in società appartenenti al settore delle famiglie, la voce a saldo
del conto della generazione dei redditi primari contiene implicitamente un
elemento, corrispondente alla remunerazione dell'attività lavorativa esercitata
dal proprietario o dai componenti della famiglia. Tale reddito da lavoro
indipendente presenta caratteristiche di retribuzione e caratteristiche di
utile per effetto delle attività esercitate nella funzione di imprenditore.
Questo reddito, che a rigore di termini non costituisce né unicamente
retribuzioni né esclusivamente utili, è designato come "reddito
misto".
8.20       Nel caso della produzione per
uso proprio dei servizi di abitazione da parte delle famiglie che occupano le
abitazioni di cui sono proprietarie, la voce a saldo del conto della
generazione dei redditi primari è il risultato di gestione (e non il reddito
misto).
Tavola 8.3 — Conto II.1.1 - Conto della
generazione dei redditi primari
 Impieghi 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.1g/B.1*g || Valore aggiunto lordo/Prodotto interno lordo 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.1n/B.1*n || Valore aggiunto netto/Prodotto interno netto 
 1 150 ||   ||   || 1 150 || 11 || 11 || 98 || 44 || 986 || D.1 || Redditi da lavoro dipendente 
 950 ||   ||   || 950 || 6 || 11 || 63 || 29 || 841 || D.11 || Retribuzioni lorde 
 200 ||   ||   || 200 || 5 || 0 || 55 || 5 || 145 || D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro 
 181 ||   ||   || 181 || 4 || 0 || 51 || 4 || 132 || D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro 
 168 ||   ||   || 168 || 4 || 0 || 48 || 4 || 122 || D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro 
 13 ||   ||   || 13 || 0 || 0 || 3 || 0 || 10 || D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro 
 19 ||   ||   || 19 || 1 || 0 || 4 || 1 || 13 || D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro 
 18 ||   ||   || 18 || 1 || 0 || 4 || 1 || 12 || D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro 
 1 ||   ||   || 1 || 0 || 0 || 0 || 0 || 1 || D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro 
 235 ||   || 0 || 235 ||   ||   ||   ||   ||   || D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni 
 141 ||   || 0 || 141 ||   ||   ||   ||   ||   || D.21 || Imposte sui prodotti 
 121 ||   || 0 || 121 ||   ||   ||   ||   ||   || D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari 
 17 ||   || 0 || 17 ||   ||   ||   ||   ||   || D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA 
 17 ||   || 0 || 17 ||   ||   ||   ||   ||   || D.2121 || Dazi sulle importazioni 
 0 ||   || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA 
 3 ||   || 0 || 3 ||   ||   ||   ||   ||   || D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA 
 94 ||   || 0 || 94 || 1 || 0 || 1 || 4 || 88 || D.29 || Altre imposte sulla produzione 
 -44 ||   || 0 || -44 ||   ||   ||   ||   ||   || D.3 || Contributi 
 -8 ||   || 0 || -8 ||   ||   ||   ||   ||   || D.31 || Contributi ai prodotti 
 0 ||   || 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || D.311 || Contributi alle importazioni 
 -8 ||   || 0 || -8 ||   ||   ||   ||   ||   || D.319 || Altri contributi ai prodotti 
 -36 ||   || 0 || -36 || 0 || -1 || 0 || 0 || -35 || D.39 || Altri contributi alla produzione 
 452 ||   ||   || 452 || 3 || 84 || 27 || 46 || 292 || B.2g || Risultato lordo di gestione 
 61 ||   ||   || 61 ||   || 61 ||   ||   ||   || B.3g || Reddito misto lordo 
 214 ||   ||   || 214 || 3 || 15 || 27 || 12 || 157 || P.51c1 || Ammortamenti inclusi nel risultato lordo di gestione 
 8 ||   ||   || 8 ||   || 8 ||   ||   ||   || P.51c2 || Ammortamenti inclusi nel reddito misto lordo 
 238 ||   ||   || 238 || 0 || 69 || 0 || 34 || 135 || B.2n || Risultato netto di gestione 
 53 ||   ||   || 53 ||   || 53 ||   ||   ||   || B.3n || Reddito misto netto 
Tavola 8.3 — Conto II.1.1 - Conto della
generazione dei redditi primari (continuazione)
 Risorse 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 B.1g/B.1*g || Valore aggiunto lordo/Prodotto interno lordo || 1 331 || 94 || 126 || 155 || 15 || 1 854 ||   ||   || 1 854 
 B.1n/B.1*n || Valore aggiunto netto/Prodotto interno netto || 1 174 || 82 || 99 || 132 || 12 || 1 632 ||   ||   || 1 632 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.11 || Retribuzioni lorde ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.21 || Imposte sui prodotti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.2121 || Dazi sulle importazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.29 || Altre imposte sulla produzione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.3 || Contributi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.31 || Contributi ai prodotti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.311 || Contributi alle importazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.319 || Altri contributi ai prodotti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 D.39 || Altri contributi alla produzione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 B.2g || Risultato lordo di gestione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.3g || Reddito misto lordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.2n || Risultato netto di gestione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.3n || Reddito misto netto ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Conto della attribuzione dei redditi primari
(II.1.2)
8.21       A differenza del conto della
generazione dei redditi primari, il conto della attribuzione dei redditi
primari si interessa alle unità e ai settori istituzionali residenti nella loro
funzione non già di produttori, bensì di percettori di redditi primari.
8.22       Per redditi primari si
intendono i redditi che le unità residenti percepiscono per effetto della loro
partecipazione diretta al processo di produzione, nonché i redditi che i
proprietari di attività finanziarie o di risorse naturali percepiscono quale
corrispettivo per aver messo a disposizione di altre unità istituzionali mezzi
finanziari o risorse naturali.
8.23       Per il settore delle famiglie,
i redditi da lavoro dipendente (D.1) che figurano nella sezione delle risorse
del conto della attribuzione dei redditi primari non coincidono con quelli
registrati nella rubrica D.1 nella sezione degli impieghi nel conto della
generazione dei redditi primari. Nel conto della generazione dei redditi
primari delle famiglie la posta nella sezione degli impieghi evidenzia gli importi
corrisposti al personale alle dipendenze delle famiglie. Nel conto della
attribuzione dei redditi primari del settore delle famiglie la posta nella
sezione delle risorse evidenzia invece tutti i redditi da lavoro dipendente
percepiti dalle famiglie lavorando alle dipendenze di imprese, amministrazioni
pubbliche, ecc. Pertanto l'importo registrato nel conto della attribuzione dei
redditi primari delle famiglie è molto più elevato di quello indicato nel conto
della generazione dei redditi primari delle famiglie.
8.24       Il conto della attribuzione dei
redditi primari (II.1.2) può essere compilato soltanto per i settori e i
sottosettori istituzionali. Nel caso delle branche di attività economica
risulta infatti impossibile disaggregare taluni flussi connessi al
finanziamento (prestiti e mutui) e alle attività.
8.25       Il conto della attribuzione dei
redditi primari è suddiviso in un conto del reddito da impresa (II.1.2.1) e in
un conto della attribuzione degli altri redditi primari (II.1.2.2).
Tavola 8.4. — Conto II.1.2 - Conto della
attribuzione dei redditi primari
 Impieghi 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.2g || Risultato lordo di gestione 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.3g || Reddito misto lordo 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.2n || Risultato netto di gestione 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.3n || Reddito misto netto 
 6 ||   || 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.1 || Redditi da lavoro dipendente 
 6 ||   || 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.11 || Retribuzioni lorde 
 0 ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro 
 0 ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro 
 0 ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro 
 0 ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro 
 0 ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro 
 0 ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro 
 0 ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.21 || Imposte sui prodotti 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.2121 || Dazi sulle importazioni 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.29 || Altre imposte sulla produzione 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.3 || Contributi 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.31 || Contributi ai prodotti 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.311 || Contributi alle importazioni 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.319 || Altri contributi ai prodotti 
 0 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.39 || Altri contributi alla produzione 
 435 ||   || 44 || 391 || 6 || 41 || 42 || 168 || 134 || D.4 || Redditi da capitale 
 230 ||   || 13 || 217 || 6 || 14 || 35 || 106 || 56 || D.41 || Interessi 
 79 ||   || 17 || 62 || 0 ||   ||   || 15 || 47 || D.42 || Utili distribuiti dalle società 
 67 ||   || 13 || 54 ||   ||   ||   || 15 || 39 || D.421 || Dividendi 
 12 ||   || 4 || 8 ||   ||   ||   || 0 || 8 || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società 
 14 ||   || 14 || 0 ||   ||   ||   || 0 || 0 || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero 
 47 ||   || 0 || 47 ||   ||   ||   || 47 ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti 
 25 ||   || 0 || 25 ||   ||   ||   || 25 ||   || D.441   || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati 
 8 ||   || 0 || 8 ||   ||   ||   || 8 ||   || D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici 
 14 ||   || 0 || 14 ||   ||   ||   || 14 ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento 
 6 ||   || 0 || 6 ||   ||   ||   || 6 ||   || D.4431 || Dividendi da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento 
 8 ||   || 0 || 8 ||   ||   ||   || 8 ||   || D.4432 || Utili non distribuiti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento 
 653 ||   ||   || 65 || 0 || 27 || 7 || 0 || 31 || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti 
 1 864 ||   ||   || 1 864 || 4 || 1 381 || 198 || 27 || 254 || B.5g/B.5*g || Saldo dei redditi primari, lordo/Reddito nazionale lordo 
 1 642 ||   ||   || 1 642 || 1 || 1 358 || 171 || 15 || 97 || B.5n/B.5*n || Saldo dei redditi primari, netto/Reddito nazionale netto 
Tavola 8.4. — Conto II.1.2 - Conto della
attribuzione dei redditi primari (continuazione)
 Risorse 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 B.2g || Risultato lordo di gestione || 292 || 46 || 27 || 84 || 3 || 452 ||   ||   || 452 
 B.3g || Reddito misto lordo ||   ||   ||   || 61 ||   || 61 ||   ||   || 61 
 B.2n || Risultato netto di gestione || 135 || 34 || 0 || 69 || 0 || 238 ||   ||   || 238 
 B.3n || Reddito misto netto ||   ||   ||   || 53 ||   || 53 ||   ||   || 53 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente ||   ||   ||   || 1 154 ||   || 1 154 || 2 ||   || 1 156 
 D.11 || Retribuzioni lorde ||   ||   ||   || 954 ||   || 954 || 2 ||   || 956 
 D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   || 200 ||   || 200 || 0 ||   || 200 
 D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   || 181 ||   || 181 || 0 ||   || 181 
 D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   || 168 ||   || 168 || 0 ||   || 168 
 D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   || 13 ||   || 13 || 0 ||   || 13 
 D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   || 19 ||   || 19 || 0 ||   || 19 
 D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   || 18 ||   || 18 || 0 ||   || 18 
 D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   || 1 ||   || 1 || 0 ||   || 1 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni ||   ||   || 235 ||   ||   || 235 ||   ||   || 235 
 D.21 || Imposte sui prodotti ||   ||   || 141 ||   ||   || 141 ||   ||   || 141 
 D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari ||   ||   || 121 ||   ||   || 121 ||   ||   || 121 
 D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA ||   ||   || 17 ||   ||   || 17 ||   ||   || 17 
 D.2121 || Dazi sulle importazioni ||   ||   || 17 ||   ||   || 17 ||   ||   || 17 
 D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA ||   ||   || 0 ||   ||   || 0 ||   ||   || 0 
 D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA ||   ||   || 3 ||   ||   || 3 ||   ||   || 3 
 D.29 || Altre imposte sulla produzione ||   ||   || 94 ||   ||   || 94 ||   ||   || 94 
 D.3 || Contributi ||   ||   || -44 ||   ||   || -44 ||   ||   || -44 
 D.31 || Contributi ai prodotti ||   ||   || -8 ||   ||   || -8 ||   ||   || -8 
 D.311 || Contributi alle importazioni ||   ||   || 0 ||   ||   || 0 ||   ||   || 0 
 D.319 || Altri contributi ai prodotti ||   ||   || -8 ||   ||   || -8 ||   ||   || -8 
 D.39 || Altri contributi alla produzione ||   ||   || -36 ||   ||   || -36 ||   ||   || -36 
 D.4 || Redditi da capitale || 96 || 149 || 22 || 123 || 7 || 397 || 38 ||   || 435 
 D.41 || Interessi || 33 || 106 || 14 || 49 || 7 || 209 || 21 ||   || 230 
 D.42 || Utili distribuiti dalle società || 10 || 25 || 7 || 20 || 0 || 62 || 17 ||   || 79 
 D.421 || Dividendi || 10 || 25 || 5 || 13 || 0 || 53 || 14 ||   || 67 
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società ||   ||   || 2 || 7 ||   || 9 || 3 ||   || 12 
 D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 4 || 7 || 0 || 3 || 0 || 14 || 0 ||   || 14 
 D.44 || Altri redditi da investimenti || 8 || 8 || 1 || 30 || 0 || 47 || 0 ||   || 47 
 D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 5 || 0 || 0 || 20 || 0 || 25 || 0 ||   || 25 
 D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   ||   ||   || 8 ||   || 8 || 0 ||   || 8 
 D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 3 || 8 || 1 || 2 || 0 || 14 || 0 ||   || 14 
 D.4431 || Dividendi da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 1 || 3 || 0 || 2 || 0 || 6 || 0 ||   || 6 
 D.4432 || Utili non distribuiti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 2 || 5 || 1 || 0 || 0 || 8 || 0 ||   || 8 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 41 || 3 || 0 || 21 || 0 || 65 ||   ||   || 65 
 B.5g/B.5*g || Saldo dei redditi primari, lordo/Reddito nazionale lordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.5n/B.5*n || Saldo dei redditi primari, netto/Reddito nazionale netto ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Conto del reddito da impresa (II.1.2.1)
8.26       Lo scopo del conto del reddito
da impresa è quello di determinare un saldo contabile equivalente al concetto
di utili correnti prima della distribuzione e al lordo dell'imposta sul
reddito, quale è normalmente utilizzato in contabilità aziendale.
8.27       Nel caso delle amministrazioni
pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie,
tale conto riguarda soltanto le loro attività di produzione di beni e servizi
destinabili alla vendita.
8.28       Il reddito da impresa
corrisponde al risultato di gestione o al reddito misto (nella sezione delle
risorse del conto)
più    i redditi da
capitale da percepire con riguardo alle attività finanziarie e alle altre
attività appartenenti all'impresa (nella sezione delle risorse);
meno gli interessi da
versare sui debiti contratti dall'impresa, gli altri redditi da investimenti da
corrispondere e i canoni da pagare per la locazione da parte dell'impresa di
terreni e di altre risorse naturali (nella sezione degli impieghi).
I redditi da capitale da corrispondere sotto forma
di dividendi, di redditi prelevati dai membri delle quasi-società o di utili
reinvestiti di investimenti diretti all'estero non sono detratti dal reddito da
impresa.
Conto della attribuzione degli altri redditi
primari (II.1.2.2)
8.29       Lo scopo del conto della
attribuzione degli altri redditi primari è quello di tornare dal concetto di
reddito da impresa al concetto di redditi primari. Esso contiene pertanto gli
elementi dei redditi primari non inclusi nel conto del reddito da impresa:
a)      nel caso delle società, gli utili
distribuiti, i redditi prelevati dai membri delle quasi-società e gli utili
reinvestiti di investimenti diretti all'estero (nella sezione degli impieghi);
b)      nel caso delle famiglie:
1.       i redditi da capitale da corrispondere,
fatta eccezione per i canoni di locazione e gli interessi da pagare nel quadro
di attività imprenditoriali (nella sezione degli impieghi);
2.       i redditi da lavoro dipendente (nella
sezione delle risorse);
3.       i redditi da capitale da percepire,
fatta eccezione per quelli da ricevere nel quadro di attività imprenditoriali
(nella sezione delle risorse);
c)      nel caso delle amministrazioni pubbliche:
1.       i redditi da capitale da corrispondere,
fatta eccezione per quelli connessi alle attività di produzione di beni e
servizi destinabili alla vendita (nella sezione degli impieghi);
2.       le imposte sulla produzione e sulle
importazioni al netto dei contributi (nella sezione delle risorse);
3.       i redditi da capitale da percepire,
fatta eccezione per quelli connessi alle attività di produzione di beni e
servizi destinabili alla vendita (nella sezione delle risorse).
Tavola 8.5 — Conto II.1.2.1 - Conto del
reddito da impresa 
 Impieghi 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.2g || Risultato lordo di gestione 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.3g || Reddito misto lordo 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.2n || Risultato netto di gestione 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.3n || Reddito misto netto 
 240 ||   ||   || 240 ||   ||   ||   || 153 || 87 || D.4 || Redditi da capitale 
 162 ||   ||   || 162 ||   ||   ||   || 106 || 56 || D.41 || Interessi 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.42 || Utili distribuiti dalle società 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.421 || Dividendi 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero 
 47 ||   ||   || 47 ||   ||   ||   || 47 ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti 
 25 ||   ||   || 25 ||   ||   ||   || 25 ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati 
 8 ||   ||   || 8 ||   ||   ||   || 8 ||   || D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici 
 14 ||   ||   || 14 ||   ||   ||   || 14 ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento 
 31 ||   ||   || 31 ||   ||   ||   || 0 || 31 || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti 
 343 ||   ||   || 343 ||   ||   ||   || 42 || 301 || B.4g || Reddito lordo da impresa 
 174 ||   ||   || 174 ||   ||   ||   || 30 || 144 || B.4n || Reddito netto da impresa 
Tavola 8.5 — Conto II.1.2.1 - Conto del
reddito da impresa (continuazione)
 Risorse 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 B.2g || Risultato lordo di gestione || 292 || 46 || 27 || 84 || 3 || 452 ||   ||   || 452 
 B.3g || Reddito misto lordo ||   ||   ||   || 61 ||   || 61 ||   ||   || 61 
 B.2n || Risultato netto di gestione || 135 || 34 || 0 || 69 || 0 || 238 ||   ||   || 238 
 B.3n || Reddito misto netto ||   ||   ||   || 53 ||   || 53 ||   ||   || 53 
 D.4 || Redditi da capitale || 96 || 149 ||   ||   ||   || 245 ||   ||   || 245 
 D.41 || Interessi || 33 || 106 ||   ||   ||   || 139 ||   ||   || 139 
 D.42 || Utili distribuiti dalle società || 10 || 25 ||   ||   ||   || 35 ||   ||   || 35 
 D.421 || Dividendi || 10 || 25 ||   ||   ||   || 35 ||   ||   || 35 
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   ||   || 0 
 D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 4 || 7 ||   ||   ||   || 11 ||   ||   || 11 
 D.44 || Altri redditi da investimenti || 8 || 8 ||   ||   ||   || 16 ||   ||   || 16 
 D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 5 ||   ||   ||   ||   || 5 ||   ||   || 5 
 D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   ||   || 0 
 D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 3 || 8 ||   ||   ||   || 11 ||   ||   || 11 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 41 || 3 ||   ||   ||   || 44 ||   ||   || 44 
 B.4g || Reddito lordo da impresa ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.4n || Reddito netto da impresa ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Tavola 8.5 — Conto II.1.2.2 - Conto della
attribuzione degli altri redditi primari
 Impieghi 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.4g || Reddito lordo da impresa 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.4n || Reddito netto da impresa 
 6 ||   || 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.1 || Redditi da lavoro dipendente 
 6 ||   || 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.11 || Retribuzioni lorde 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.21 || Imposte sui prodotti 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.2121 || Dazi sulle importazioni 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.29 || Altre imposte sulla produzione 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.3 || Contributi 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.31 || Contributi ai prodotti 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.311 || Contributi alle importazioni 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.319 || Altri contributi ai prodotti 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.39 || Altri contributi alla produzione 
 214 ||   || 63 || 151 || 6 || 41 || 42 || 15 || 47 || D.4 || Redditi da capitale 
 68 ||   || 13 || 55 || 6 || 14 || 35 ||   ||   || D.41 || Interessi 
 98 ||   || 36 || 62 ||   ||   ||   || 15 || 47 || D.42 || Utili distribuiti dalle società 
 54 ||   || 0 || 54 ||   ||   ||   || 15 || 39 || D.421 || Dividendi 
 44 ||   || 36 || 8 ||   ||   ||   ||   || 8 || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società 
 14 ||   || 14 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento 
 34 ||   ||   || 34 || 0 || 27 || 7 ||   ||   || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti 
 1 864 ||   ||   || 1 864 || 4 || 1 381 || 198 || 27 || 254 || B.5g/B.5*g || Saldo dei redditi primari, lordo/Reddito nazionale lordo 
 1 642 ||   ||   || 1 642 || 1 || 1 358 || 171 || 15 || 97 || B.5n/B.5*n || Saldo dei redditi primari, netto/Reddito nazionale netto 
Tavola 8.5 — Conto II.1.2.2 - Conto della
attribuzione degli altri redditi primari (continuazione)
 Risorse 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 B.4g || Reddito lordo da impresa || 301 || 42 ||   ||   ||   || 343 ||   ||   || 343 
 B.4n || Reddito netto da impresa || 144 || 30 ||   ||   ||   || 174 ||   ||   || 174 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente ||   ||   ||   || 1 154 ||   || 1 154 || 2 ||   || 1 156 
 D.11 || Retribuzioni lorde ||   ||   ||   || 954 ||   || 954 || 2 ||   || 956 
 D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   || 200 ||   || 200 ||   ||   || 200 
 D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   || 181 ||   || 181 ||   ||   || 181 
 D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   || 19 ||   || 19 ||   ||   || 19 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni ||   ||   || 235 ||   ||   || 235 ||   ||   || 235 
 D.21 || Imposte sui prodotti ||   ||   || 141 ||   ||   || 141 ||   ||   || 141 
 D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari ||   ||   || 121 ||   ||   || 121 ||   ||   || 121 
 D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA ||   ||   || 17 ||   ||   || 17 ||   ||   || 17 
 D.2121 || Dazi sulle importazioni ||   ||   || 17 ||   ||   || 17 ||   ||   || 17 
 D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA ||   ||   || 0 ||   ||   || 0 ||   ||   || 0 
 D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA ||   ||   || 3 ||   ||   || 3 ||   ||   || 3 
 D.29 || Altre imposte sulla produzione ||   ||   || 94 ||   ||   || 94 ||   ||   || 94 
 D.3 || Contributi ||   ||   || -44 ||   ||   || -44 ||   ||   || -44 
 D.31 || Contributi ai prodotti ||   ||   || -8 ||   ||   || -8 ||   ||   || -8 
 D.311 || Contributi alle importazioni ||   ||   || 0 ||   ||   || 0 ||   ||   || 0 
 D.319 || Altri contributi ai prodotti ||   ||   || -8 ||   ||   || -8 ||   ||   || -8 
 D.39 || Altri contributi alla produzione ||   ||   || -36 ||   ||   || -36 ||   ||   || -36 
 D.4 || Redditi da capitale ||   ||   || 22 || 123 || 7 || 152 || 38 ||   || 190 
 D.41 || Interessi ||   ||   || 14 || 49 || 7 || 70 || 21 ||   || 91 
 D.42 || Utili distribuiti dalle società ||   ||   || 7 || 20 || 0 || 27 || 17 ||   || 44 
 D.421 || Dividendi ||   ||   || 5 || 13 || 0 || 18 || 14 ||   || 32 
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società ||   ||   || 2 || 7 || 0 || 9 || 3 ||   || 12 
 D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero ||   ||   || 0 || 3 || 0 || 3 || 0 ||   || 3 
 D.44 || Altri redditi da investimenti ||   ||   || 1 || 30 || 0 || 31 || 0 ||   || 31 
 D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati ||   ||   || 0 || 20 || 0 || 20 || 0 ||   || 20 
 D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   ||   || 0 || 8 || 0 || 8 || 0 ||   || 8 
 D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   ||   || 1 || 2 || 0 || 3 || 0 ||   || 3 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti ||   ||   || 0 || 21 || 0 || 21 ||   ||   || 21 
 B.5g/B.5*g || Saldo dei redditi primari, lordo/Reddito nazionale lordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.5n/B.5*n || Saldo dei redditi primari, netto/Reddito nazionale netto ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Conto della distribuzione secondaria del
reddito (II.2)
8.30       Il conto della distribuzione
secondaria del reddito illustra il modo in cui il saldo dei redditi primari di
un settore istituzionale è ridistribuito tra imposte correnti sul reddito, sul
patrimonio, ecc., contributi e prestazioni sociali (esclusi i trasferimenti
sociali in natura) e altri trasferimenti correnti.
8.31       La voce a saldo del conto è il
reddito disponibile, il quale rispecchia le operazioni correnti e rappresenta
l'importo a disposizione per consumi finali o risparmio.
8.32       I contributi sociali sono
registrati nella sezione degli impieghi del conto della distribuzione
secondaria del reddito delle famiglie e nella sezione delle risorse del conto
della distribuzione secondaria del reddito dei settori istituzionali
responsabili della gestione delle assicurazioni sociali. Nel caso in cui tali
contributi siano versati dai datori di lavoro per i propri dipendenti, essi
sono dapprima inclusi, giacché formano parte del costo del lavoro, tra i
redditi da lavoro dipendente nella sezione degli impieghi del conto della
generazione dei redditi primari dei datori di lavoro; inoltre, sono registrati
come redditi da lavoro dipendente nella sezione delle risorse del conto della
attribuzione dei redditi primari delle famiglie in quanto corrispondono a
prestazioni a beneficio delle famiglie.
I contributi sociali registrati nella sezione
degli impieghi del conto della distribuzione secondaria del reddito delle
famiglie si intendono al netto del compenso del servizio dei fondi pensione e
delle altre imprese di assicurazione, le cui risorse sono costituite, in tutto
o in parte, da contributi sociali effettivi.
Nella tavola figura una posta di rettifica per il
compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale. I contributi
sociali netti (D.61) sono registrati al netto di tali oneri, ma, in
considerazione della difficoltà di operare una loro ripartizione tra le
componenti della rubrica D.61, nella tavola sono presentati al lordo del
compenso. La rubrica D.61 rappresenta quindi la somma delle sue componenti, al
netto di tale posta di rettifica.
Conto di redistribuzione del reddito in natura
(II.3)
8.33       Il conto di redistribuzione del
reddito in natura offre una immagine più ampia del reddito delle famiglie
perché include i flussi relativi all'utilizzo dei beni e dei servizi
individuali che tali famiglie ricevono gratuitamente dalle amministrazioni
pubbliche e dalle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie,
ossia i trasferimenti sociali in natura. Ne risultano facilitate le
comparazioni nel tempo in caso di variazione delle condizioni sociali ed
economiche o di condizioni differenti; inoltre ciò permette di integrare
l'analisi del ruolo rivestito dalle amministrazioni pubbliche nella
redistribuzione del reddito.
8.34       I trasferimenti sociali in
natura sono registrati nella sezione delle risorse del conto di redistribuzione
del reddito in natura per quanto concerne le famiglie e nella sezione degli
impieghi per quanto concerne le amministrazioni pubbliche e le istituzioni
senza scopo di lucro al servizio delle famiglie.
8.35       La voce a saldo del conto di
redistribuzione del reddito in natura è costituita dal reddito disponibile
corretto, che costituisce la prima posta nella sezione delle risorse del conto
di utilizzazione del reddito disponibile corretto (II.4.2).
Tavola 8.6 — Conto II.2 - Conto della
distribuzione secondaria del reddito
 Impieghi 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.5g/B.5*g || Saldo dei redditi primari, lordo/Reddito nazionale lordo 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.5n/B.5*n || Saldo dei redditi primari, netto/Reddito nazionale netto 
 1 229 ||   || 17 || 1 212 || 7 || 582 || 248 || 277 || 98 ||   || Trasferimenti correnti 
 213 ||   || 1 || 212 || 0 || 178 || 0 || 10 || 24 || D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. 
 204 ||   || 1 || 203 || 0 || 176 || 0 || 7 || 20 || D.51 || Imposte sul reddito 
 9 ||   ||   || 9 || 0 || 2 || 0 || 3 || 4 || D.59 || Altre imposte correnti 
 333 ||   || 0 || 333 ||   || 333 ||   ||   ||   || D.61 || Contributi sociali netti 
 181 ||   || 0 || 181 ||   || 181 ||   ||   ||   || D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro 
 168 ||   || 0 || 168 ||   || 168 ||   ||   ||   || D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro 
 13 ||   || 0 || 13 ||   || 13 ||   ||   ||   || D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro 
 19 ||   || 0 || 19 ||   || 19 ||   ||   ||   || D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro 
 18 ||   || 0 || 18 ||   || 18 ||   ||   ||   || D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro 
 1 ||   || 0 || 1 ||   || 1 ||   ||   ||   || D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro 
 129 ||   || 0 || 129 ||   || 129 ||   ||   ||   || D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie 
 115 ||   || 0 || 115 ||   || 115 ||   ||   ||   || D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie 
 14 ||   || 0 || 14 ||   || 14 ||   ||   ||   || D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie 
 10 ||   || 0 || 10 ||   || 10 ||   ||   ||   || D.614 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie 
 8 ||   || 0 || 8 ||   || 8 ||   ||   ||   || D.6141 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie 
 2 ||   || 0 || 2 ||   || 2 ||   ||   ||   || D.6142 || Contributi non pensionistici supplementari a carico delle famiglie 
 -6 ||   || 0 || -6 ||   || -6 ||   ||   ||   || D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale 
 384 ||   || 0 || 384 || 5 || 0 || 112 || 205 || 62 || D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura 
 53 ||   || 0 || 53 ||   ||   || 53 ||   ||   || D.621 || Prestazioni di sicurezza sociale in denaro 
 45 ||   || 0 || 45 ||   ||   || 45 ||   ||   || D.6211 || Prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale in denaro 
 8 ||   || 0 || 8 ||   ||   || 8 ||   ||   || D.6212 || Prestazioni non pensionistiche di sicurezza sociale in denaro 
 279 ||   || 0 || 279 || 5 || 0 || 7 || 205 || 62 || D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale 
 250 ||   || 0 || 250 || 3 || 0 || 5 || 193 || 49 || D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale 
 29 ||   || 0 || 29 || 2 || 0 || 2 || 12 || 13 || D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale 
 52 ||   ||   || 52 ||   ||   || 52 ||   ||   || D.623 || Prestazioni di assistenza sociale in denaro 
 299 ||   || 16 || 283 || 2 || 71 || 136 || 62 || 12 || D.7 || Altri trasferimenti correnti 
 58 ||   || 2 || 56 || 0 || 31 || 4 || 13 || 8 || D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni 
 44 ||   || 1 || 43 || 0 || 31 || 4 || 0 || 8 || D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni 
 14 ||   || 1 || 13 ||   ||   ||   || 13 ||   || D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni 
 60 ||   || 12 || 48 ||   ||   ||   || 48 ||   || D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni 
 45 ||   || 0 || 45 ||   ||   ||   || 45 ||   || D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni 
 15 ||   || 12 || 3 ||   ||   ||   || 3 ||   || D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni 
 96 ||   || 0 || 96 ||   ||   || 96 ||   ||   || D.73 || Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche 
 23 ||   || 1 || 22 ||   ||   || 22 ||   ||   || D.74 || Aiuti internazionali correnti 
 53 ||   || 1 || 52 || 2 || 40 || 5 || 1 || 4 || D.75 || Trasferimenti correnti diversi 
 36 ||   || 0 || 36 || 0 || 29 || 5 || 1 || 1 || D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie 
 8 ||   || 1 || 7 ||   || 7 ||   ||   ||   || D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie 
 9 ||   || 0 || 9 || 2 || 4 || 0 || 0 || 3 || D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi 
 9 ||   ||   || 9 ||   ||   || 9 ||   ||   || D.76 || Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL 
 1 826 ||   ||   || 1 826 || 37 || 1 219 || 317 || 25 || 228 || B.6g || Reddito disponibile lordo 
 1 604 ||   ||   || 1 604 || 34 || 1 196 || 290 || 13 || 71 || B.6n || Reddito disponibile netto 
Tavola 8.6 — Conto II.2 - Conto della
distribuzione secondaria del reddito (continuazione)
 Risorse 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 B.5g/B.5*g || Saldo dei redditi primari, lordo/Reddito nazionale lordo || 254 || 27 || 198 || 1 381 || 4 || 1 864 ||   ||   || 1 864 
 B.5n/B.5*n || Saldo dei redditi primari, netto/Reddito nazionale netto || 97 || 15 || 171 || 1 358 || 1 || 1 642 ||   ||   || 1 642 
   || Trasferimenti correnti || 72 || 275 || 367 || 420 || 40 || 1 174 || 55 ||   || 1 229 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. ||   ||   || 213 ||   ||   || 213 || 0 ||   || 213 
 D.51 || Imposte sul reddito ||   ||   || 204 ||   ||   || 204 || 0 ||   || 204 
 D.59 || Altre imposte correnti ||   ||   || 9 ||   ||   || 9 ||   ||   || 9 
  D.61 || Contributi sociali netti || 66 || 212 || 50 || 0 || 5 || 333 || 0 ||   || 333 
  D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 31 || 109 || 38 || 0 || 3 || 181 || 0 ||   || 181 
  D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 27 || 104 || 35 || 0 || 2 || 168 || 0 ||   || 168 
  D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 4 || 5 || 3 || 0 || 1 || 13 || 0 ||   || 13 
  D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 12 || 2 || 4 || 0 || 1 || 19 || 0 ||   || 19 
  D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 12 || 1 || 4 || 0 || 1 || 18 || 0 ||   || 18 
  D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 || 1 || 0 || 0 || 0 || 1 || 0 ||   || 1 
  D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || 25 || 94 || 9 || 0 || 1 || 129 || 0 ||   || 129 
  D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 19 || 90 || 6 || 0 || 0 || 115 || 0 ||   || 115 
  D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 6 || 4 || 3 || 0 || 1 || 14 || 0 ||   || 14 
  D.614 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie ||   || 10 ||   ||   ||   || 10 || 0 ||   || 10 
  D.6141 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie ||   || 8 ||   ||   ||   || 8 || 0 ||   || 8 
  D.6142 || Contributi non pensionistici supplementari a carico delle famiglie ||   || 2 ||   ||   ||   || 2 || 0 ||   || 2 
  D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale || 2 || 3 ||   || 1 ||   || 6 || 0 ||   || 6 
  D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura ||   ||   ||   || 384 ||   || 384 || 0 ||   || 384 
  D.621 || Prestazioni di sicurezza sociale in denaro ||   ||   ||   || 53 ||   || 53 || 0 ||   || 53 
  D.6211 || Prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale in denaro ||   ||   ||   || 45 ||   || 45 || 0 ||   || 45 
  D.6212 || Prestazioni non pensionistiche di sicurezza sociale in denaro ||   ||   ||   || 8 ||   || 8 || 0 ||   || 8 
  D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale ||   ||   ||   || 279 ||   || 279 || 0 ||   || 279 
  D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale ||   ||   ||   || 250 ||   || 250 || 0 ||   || 250 
  D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale ||   ||   ||   || 29 ||   || 29 || 0 ||   || 29 
  D.623 || Prestazioni di assistenza sociale in denaro ||   ||   ||   || 52 ||   || 52 || 0 ||   || 52 
  D.7 || Altri trasferimenti correnti || 6 || 62 || 104 || 36 || 36 || 244 || 55 ||   || 299 
  D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni ||   || 47 ||   ||   ||   || 47 || 11 ||   || 58 
  D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni ||   || 44 ||   ||   ||   || 44 ||   ||   || 44 
  D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni ||   || 3 ||   ||   ||   || 3 || 11 ||   || 14 
  D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni || 6 || 15 || 1 || 35 || 0 || 57 || 3 ||   || 60 
  D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni || 6 ||   || 1 || 35 ||   || 42 || 3 ||   || 45 
  D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni ||   || 15 ||   ||   ||   || 15 || 0 ||   || 15 
  D.73 || Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche ||   ||   || 96 ||   ||   || 96 || 0 ||   || 96 
  D.74 || Aiuti internazionali correnti ||   ||   || 1 ||   ||   || 1 || 22 ||   || 23 
  D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 0 || 0 || 6 || 1 || 36 || 43 || 10 ||   || 53 
  D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie ||   ||   ||   ||   || 36 || 36 ||   ||   || 36 
  D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie ||   ||   ||   || 1 ||   || 1 || 7 ||   || 8 
  D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi ||   ||   || 6 ||   ||   || 6 || 3 ||   || 9 
  D.76 || Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 9 ||   || 9 
 B.6g || Reddito disponibile lordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.6n || Reddito disponibile netto ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Tavola 8.7 — Conto II.3 - Conto di
redistribuzione del reddito in natura
 Impieghi 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.6g || Reddito disponibile lordo 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.6n || Reddito disponibile netto 
 215 ||   ||   || 215 || 31 ||   || 184 ||   ||   ||  D.63 || Trasferimenti sociali in natura 
 211 ||   ||   || 211 || 31 ||   || 180 ||   ||   ||  D.631 || Trasferimenti sociali in natura (beni e servizi non destinabili alla vendita) 
 4 ||   ||   || 4 ||   ||   || 4 ||   ||   ||  D.632 || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) 
 1 826 ||   ||   || 1 826 || 6 || 1 434 || 133 || 25 || 228 || B.7g || Reddito disponibile corretto lordo 
 1 604 ||   ||   || 1 604 || 3 || 1 411 || 106 || 13 || 71 || B.7n || Reddito disponibile corretto netto 
 Risorse 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 B.6g || Reddito disponibile lordo || 228 || 25 || 317 || 1 219 || 37 || 1 826 ||   ||   || 1 826 
 B.6n || Reddito disponibile netto || 71 || 13 || 290 || 1 196 || 34 || 1 604 ||   ||   || 1 604 
  D.63 || Trasferimenti sociali in natura ||   ||   ||   || 215 ||   || 215 ||   ||   || 215 
  D.631 || Trasferimenti sociali in natura (beni e servizi non destinabili alla vendita) ||   ||   ||   || 211 ||   || 211 ||   ||   || 211 
  D.632 || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) ||   ||   ||   || 4 ||   || 4 ||   ||   || 4 
 B.7g || Reddito disponibile corretto lordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.7n || Reddito disponibile corretto netto ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Conto di utilizzazione del reddito (II.4)
8.36       Per i settori istituzionali che
presentano consumi finali, il conto di utilizzazione del reddito illustra il
modo in cui il reddito disponibile (o il reddito disponibile corretto) è
ripartito tra la spesa per consumi finali (o i consumi finali effettivi) e il
risparmio.
8.37       Nel sistema dei conti, soltanto
le amministrazioni pubbliche, le istituzioni senza scopo di lucro al servizio
delle famiglie e le famiglie presentano consumi finali. Inoltre, il conto di
utilizzazione del reddito comprende, per le famiglie e per i fondi pensione,
una posta di rettifica (D.8 - Rettifica per variazione dei diritti
pensionistici) che si ricollega alle modalità di registrazione delle operazioni
tra famiglie e fondi pensione. Le relative precisazioni sono fornite
nel capitolo relativo alle operazioni di distribuzione e di redistribuzione
(paragrafo 4.141). 
Conto di utilizzazione del reddito
disponibile (II.4.1)
8.38       Il conto di utilizzazione del
reddito disponibile include la nozione di spesa per consumi finali finanziata
dai diversi settori in questione: famiglie, amministrazioni pubbliche e
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie.
8.39       La voce a saldo del conto di
utilizzazione del reddito disponibile è il risparmio.
Conto di utilizzazione del reddito
disponibile corretto (II.4.2)
8.40       Il conto di utilizzazione del
reddito disponibile corretto si ricollega al conto di redistribuzione del
reddito in natura (II.3). Esso comprende la nozione di consumi finali
effettivi, corrispondenti al valore dei beni e servizi effettivamente a
disposizione delle famiglie per consumi finali anche nel caso in cui il loro
acquisto sia finanziato dalle amministrazioni pubbliche o da organizzazioni
senza scopo di lucro al servizio delle famiglie.
Di conseguenza, i consumi finali effettivi delle
amministrazioni pubbliche e delle organizzazioni senza scopo di lucro al
servizio delle famiglie corrispondono soltanto a consumi finali collettivi.
8.41       A livello del totale
dell'economia, le spese per consumi finali e i consumi finali effettivi
coincidono: soltanto la distribuzione tra i settori istituzionali è differente.
Lo stesso vale per il reddito disponibile e per il reddito disponibile
corretto.
8.42       Il risparmio costituisce la
voce a saldo di entrambe le versioni del conto di utilizzazione del reddito. Il
suo importo è identico per tutti i settori a prescindere dal fatto che esso sia
ottenuto detraendo la spesa per consumi finali dal reddito disponibile o
sottraendo i consumi finali effettivi dal reddito disponibile corretto.
8.43       Il risparmio è l'importo
(positivo o negativo) derivante dalle operazioni correnti, che stabilisce la
relazione con l'accumulazione. Se il risparmio è positivo, il reddito non speso
è utilizzato per acquistare attività o estinguere passività. Se il risparmio è
negativo, talune attività sono liquidate o alcune passività aumentano.
Tavola 8.8 — Conto II.4.1 - Conto di
utilizzazione del reddito disponibile
 Impieghi 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.6g || Reddito disponibile lordo 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.6n || Reddito disponibile netto 
 1 399 ||   ||   || 1 399 || 32 || 1 015 || 352 ||   ||   || P.3 || Spesa per consumi finali 
 1 230 ||   ||   || 1 230 || 31 || 1 015 || 184 ||   ||   || P.31 || Spesa per consumi individuali 
 169 ||   ||   || 169 || 1 ||   || 168 ||   ||   || P.32 || Spesa per consumi collettivi 
 11 ||   || 0 || 11 || 0 ||   || 0 || 11 || 0 || D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici 
 427 ||   ||   || 427 || 5 || 215 || -35 || 14 || 228 || B.8g || Risparmio lordo 
 205 ||   ||   || 205 || 2 || 192 || -62 || 2 || 71 || B.8n || Risparmio netto 
 -13 ||   || -13 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo 
 Risorse 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 B.6g || Reddito disponibile lordo || 228 || 25 || 317 || 1 219 || 37 || 1 826 ||   ||   || 1 826 
 B.6n || Reddito disponibile netto || 71 || 13 || 290 || 1 196 || 34 || 1 604 ||   ||   || 1 604 
 P.3 || Spesa per consumi finali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 1 399 || 1 399 
 P.31 || Spesa per consumi individuali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 1 230 || 1 230 
 P.32 || Spesa per consumi collettivi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 169 || 169 
 D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici ||   ||   ||   || 11 ||   || 11 || 0 ||   || 11 
 B.8g || Risparmio lordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Tavola 8.9 — Conto II.4.2 - Conto di
utilizzazione del reddito disponibile corretto
 Impieghi 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.7g || Reddito disponibile corretto lordo 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.7n || Reddito disponibile corretto netto 
 1 399 ||   ||   || 1 399 || 1 || 1 230 || 168 ||   ||   || P.4 || Consumi finali effettivi 
 1 230 ||   ||   || 1 230 ||   || 1 230 ||   ||   ||   || P.41 || Consumi effettivi individuali 
 169 ||   ||   || 169 || 1 ||   || 168 ||   ||   || P.42 || Consumi effettivi collettivi 
 11 ||   || 0 || 11 || 0 ||   || 0 || 11 || 0 ||  D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici 
 427 ||   ||   || 427 || 5 || 215 || -35 || 14 || 228 || B.8g || Risparmio lordo 
 205 ||   ||   || 205 || 2 || 192 || -62 || 2 || 71 || B.8n || Risparmio netto 
 -13 ||   || -13 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo 
 Risorse 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 B.7g || Reddito disponibile corretto lordo || 228 || 25 || 133 || 1 434 || 6 || 1 826 ||   ||   || 1 826 
 B.7n || Reddito disponibile corretto netto || 71 || 13 || 106 || 1 411 || 3 || 1 604 ||   ||   || 1 604 
 P.4 || Consumi finali effettivi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 1 399 || 1 399 
 P.41 || Consumi effettivi individuali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 1 230 || 1 230 
 P.42 || Consumi effettivi collettivi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 169 || 169 
  D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici ||   ||   ||   || 11 ||   || 11 || 0 ||   || 11 
 B.8g || Risparmio lordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
CONTI DELLA
ACCUMULAZIONE (III) 
8.44       I conti della accumulazione
sono conti di flussi. Essi registrano le diverse cause delle variazioni delle
attività e delle passività delle unità, nonché la variazione del loro
patrimonio netto.
8.45       Le variazioni delle attività
sono registrate nella sezione sinistra dei conti (con segno positivo o
negativo), le variazioni delle passività e del patrimonio netto nella sezione
destra (con segno positivo o negativo).
Conto del capitale (III.1)
8.46       Il conto del capitale registra
le acquisizioni, al netto delle cessioni, di attività non finanziarie da parte
di unità residenti e misura le variazioni del patrimonio netto dovute al
risparmio (saldo contabile finale dei conti delle operazioni correnti) e ai trasferimenti
in conto capitale.
8.47       Il conto del capitale permette
di determinare la misura in cui le acquisizioni, al netto delle cessioni, di
attività non finanziarie sono state finanziate con il risparmio oppure con
trasferimenti in conto capitale. Esso mette in evidenza un accreditamento,
corrispondente all'importo di cui dispone una unità o un settore per
finanziare, direttamente o indirettamente, altre unità o settori, oppure un
indebitamento, corrispondente all'importo del prestito che una unità o un
settore deve contrarre con altre unità o settori.
Conto delle variazioni del patrimonio netto
dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale (III.1.1)
8.48       Tale conto permette di
determinare le variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai
trasferimenti in conto capitale, corrispondenti al risparmio netto, più i
trasferimenti in conto capitale da ricevere e meno i trasferimenti in conto
capitale da effettuare.
Conto delle acquisizioni di attività non
finanziarie (III.1.2)
8.49       Tale conto registra le
acquisizioni, al netto delle cessioni, di attività non finanziarie allo scopo
di passare dal concetto di variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio
e ai trasferimenti in conto capitale alla nozione di
accreditamento/indebitamento.
Conto finanziario (III.2)
8.50       Il conto finanziario registra,
secondo il tipo di strumento finanziario, le variazioni delle attività e delle
passività finanziarie che compongono la rubrica accreditamento/indebitamento.
Poiché queste devono corrispondere all'eccedenza o al disavanzo a saldo del
conto del capitale, riportati in questo conto come prima posta nella sezione
delle variazioni delle passività e del patrimonio netto, tale conto non
presenta alcuna voce a saldo.
8.51       La classificazione delle
attività e delle passività utilizzata nel conto finanziario è identica a quella
impiegata per i conti patrimoniali.
Tavola 8.10 — Conto III.1.1 - Conto delle
variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto
capitale
 Variazioni delle attività 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.8n || Risparmio netto 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||  D.91r || Imposte in conto capitale da percepire 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.92r || Contributi agli investimenti da ricevere 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.99r || Altri trasferimenti in conto capitale da ricevere 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.91p || Imposte in conto capitale da pagare 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.92p || Contributi agli investimenti da erogare 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.99p || Altri trasferimenti in conto capitale da effettuare 
 192 ||   || -29 || 221 || 20 || 236 || -81 || -16 || 62 || B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
 Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 B.8n || Risparmio netto || 71 || 2 || -62 || 192 || 2 || 205 ||   ||   || 205 
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   || -13 ||   || -13 
  D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere || 33 || 0 || 6 || 23 || 0 || 62 || 4 ||   || 66 
  D.91r || Imposte in conto capitale da percepire ||   ||   || 2 ||   ||   || 2 ||   ||   || 2 
  D.92r || Contributi agli investimenti da ricevere || 23 || 0 || 0 || 0 || 0 || 23 || 4 ||   || 27 
  D.99r || Altri trasferimenti in conto capitale da ricevere || 10 ||   || 4 || 23 ||   || 37 ||   ||   || 37 
  D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare || -16 || -7 || -34 || -5 || -3 || -65 || -1 ||   || -66 
  D.91p || Imposte in conto capitale da pagare || 0 || 0 || 0 || -2 || 0 || -2 || 0 ||   || -2 
  D.92p || Contributi agli investimenti da erogare ||   ||   || -27 ||   ||   || -27 ||   ||   || -27 
  D.99p || Altri trasferimenti in conto capitale da effettuare || -16 || -7 || -7 || -3 || -3 || -36 || -1 ||   || -37 
 B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 88 || -5 || -90 || 210 || -1 || 202 || -10 ||   || 192 
Tavola 8.11 — Conto III.1.2 - Conto delle
acquisizioni di attività non finanziarie
 Variazioni delle attività 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
 414 ||   ||   || 414 || 5 || 55 || 38 || 8 || 308 || P.5g || Investimenti lordi 
 192 ||   ||   || 192 || 2 || 32 || 11 || -4 || 151 || P.5n || Investimenti netti 
 376 ||   ||   || 376 || 5 || 48 || 35 || 8 || 280 || P.51g || Investimenti fissi lordi 
 359 ||   ||   || 359 || 5 || 48 || 35 || 8 || 263 || P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso 
 358 ||   ||   || 358 || 5 || 45 || 38 || 8 || 262 || P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi 
 9 ||   ||   || 9 || 1 || 3 || 0 || 0 || 5 || P.5112 || Acquisizioni di beni usati 
 -8 ||   ||   || -8 || -1 || 0 || -3 ||   || -4 || P.5113 || Cessioni di beni usati 
 17 ||   ||   || 17 ||   ||   ||   ||   || 17 || P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte 
 -222 ||   ||   || -222 || -3 || -23 || -27 || -12 || -157 || P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) 
 28 ||   ||   || 28 || 0 || 2 || 0 || 0 || 26 || P.52 || Variazione delle scorte 
 10 ||   ||   || 10 || 0 || 5 || 3 || 0 || 2 || P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore 
 0 ||   ||   || 0 || 1 || 4 || 2 || 0 || -7 || NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte 
 0 ||   ||   || 0 || 1 || 3 || 2 || 0 || -6 || NP.1 || Acquisizioni meno cessioni di risorse naturali 
 0 ||   || 0 || 0 || 0 || 1 || 0 || 0 || -1 || NP.2 || Acquisizioni meno cessioni di licenze, contratti di leasing e altri contratti 
 0 ||   || 0 || 0 ||   ||   ||   || 0 || 0 || NP.3 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 0 ||   || -10 || 10 || -4 || 174 || -103 || -1 || -56 || B.9 || Accreditamento (+)/indebitamento (-) 
Tavola 8.11 — Conto III.1.2 - Conto delle
acquisizioni di attività non finanziarie (continuazione)
 Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 88 || -5 || -90 || 210 || -1 || 202 || -10 ||   || 192 
 P.5g || Investimenti lordi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 414 || 414 
 P.5n || Investimenti netti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 192 || 192 
 P.51g || Investimenti fissi lordi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 376 || 376 
 P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 359 || 359 
 P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 358 || 358 
 P.5112 || Acquisizioni di beni usati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 9 || 9 
 P.5113 || Cessioni di beni usati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || -8 || -8 
 P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 17 || 17 
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || -222 || -222 
 P.52 || Variazione delle scorte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 28 || 28 
 P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 10 || 10 
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 || 0 
 NP.1 || Acquisizioni meno cessioni di risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 || 0 
 NP.2 || Acquisizioni meno cessioni di licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 NP.3 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.9 || Accreditamento (+)/indebitamento (-) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Tavola 8.12 — Conto III.2 - Conto finanziario
 Variazioni delle attività 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Operazioni e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.9 || Accreditamento (+)/indebitamento (-) 
 483 ||   || 47 || 436 || 2 || 189 || -10 || 172 || 83 || F || Acquisizione netta di attività finanziarie 
 0 ||   || 1 || -1 ||   ||   ||   || -1 ||   || F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 0 ||   || 1 || -1 ||   ||   ||   || -1 ||   || F.11 || Oro monetario 
 0 ||   || 0 || 0 ||   ||   ||   || 0 ||   || F.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) 
 100 ||   || 11 || 89 || 2 || 64 || -26 || 10 || 39 || F.2 || Biglietti, monete e depositi 
 36 ||   || 3 || 33 || 1 || 10 || 2 || 15 || 5 || F.21 || Biglietti e monete 
 28 ||   || 2 || 26 || 1 || 27 || -27 || -5 || 30 || F.22 || Depositi trasferibili 
 -5 ||   ||   || -5 ||   ||   ||   || -5 ||   || F.221 || Posizioni interbancarie 
 33 ||   || 2 || 31 || 1 || 27 || -27 || 0 || 30 || F.229 || Altri depositi trasferibili 
 36 ||   || 6 || 30 || 0 || 27 || -1 || 0 || 4 || F.29 || Altri depositi 
 95 ||   || 9 || 86 || -1 || 10 || 4 || 66 || 7 || F.3 || Titoli di credito 
 29 ||   || 2 || 27 || 0 || 3 || 1 || 13 || 10 || F.31 || A breve termine 
 66 ||   || 7 || 59 || -1 || 7 || 3 || 53 || -3 || F.32 || A lungo termine 
 82 ||   || 4 || 78 || 0 || 3 || 3 || 53 || 19 || F.4 || Prestiti 
 25 ||   || 3 || 22 || 0 || 3 || 1 || 4 || 14 || F.41 || A breve termine 
 57 ||   || 1 || 56 || 0 || 0 || 2 || 49 || 5 || F.42 || A lungo termine 
 119 ||   || 12 || 107 || 0 || 66 || 3 || 28 || 10 || F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 103 ||   || 12 || 91 || 0 || 53 || 3 || 25 || 10 || F.51 || Azioni e altre partecipazioni 
 87 ||   || 10 || 77 || 0 || 48 || 1 || 23 || 5 || F.511 || Azioni quotate 
 9 ||   || 2 || 7 || 0 || 2 || 1 || 1 || 3 || F.512 || Azioni non quotate 
 7 ||   || 0 || 7 || 0 || 3 || 1 || 1 || 2 || F.519 || Altre partecipazioni 
 16 ||   || 0 || 16 || 0 || 13 || 0 || 3 || 0 || F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento 
 7 ||   || 0 || 7 || 0 || 5 || 0 || 2 || 0 || F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari 
 9 ||   || 0 || 9 || 0 || 8 || 0 || 1 || 0 || F.522 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari 
 48 ||   || 0 || 48 || 0 || 39 || 1 || 7 || 1 || F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 7 ||   || 0 || 7 || 0 || 4 || 0 || 2 || 1 || F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita 
 22 ||   || 0 || 22 || 0 || 22 || 0 || 0 || 0 || F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita 
 11 ||   || 0 || 11 ||   || 11 ||   ||   ||   || F.63 || Diritti pensionistici 
 3 ||   || 0 || 3 ||   ||   ||   || 3 ||   || F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi 
 2 ||   || 0 || 2 ||   || 2 ||   ||   ||   || F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche 
 3 ||   || 0 || 3 || 0 || 0 || 1 || 2 || 0 || F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard 
 14 ||   || 0 || 14 || 0 || 3 || 0 || 8 || 3 || F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 12 ||   || 0 || 12 || 0 || 1 || 0 || 8 || 3 || F.71 || Strumenti finanziari derivati 
 5 ||   || 0 || 5 || 0 || 1 || 0 || 3 || 1 || F.711 || Opzioni 
 7 ||   || 0 || 7 || 0 || 0 || 0 || 5 || 2 || F.712 || Contratti a termine 
 2 ||   ||   || 2 ||   || 2 ||   ||   || 0 || F.72 || Stock option conferite ai dipendenti 
 25 ||   || 10 || 15 || 1 || 4 || 5 || 1 || 4 || F.8 || Altri conti attivi e passivi 
 15 ||   || 8 || 7 ||   || 3 || 1 ||   || 3 || F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni 
 10 ||   || 2 || 8 || 1 || 1 || 4 || 1 || 1 || F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni 
Tavola 8.12 — Conto III.2 - Conto finanziario
(continuazione)
 Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 B.9 || Accreditamento (+)/indebitamento (-) || -56 || -1 || -103 || 174 || -4 || 10 || -10 ||   || 0 
 F || Incremento netto delle passività finanziarie || 139 || 173 || 93 || 15 || 6 || 426 || 57 ||   || 483 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 F.11 || Oro monetario ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 F.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   || 0 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi ||   || 65 || 37 ||   ||   || 102 || -2 ||   || 100 
 F.21 || Biglietti e monete ||   ||   || 35 ||   ||   || 35 || 1 ||   || 36 
 F.22 || Depositi trasferibili ||   || 26 || 2 ||   ||   || 28 || 0 ||   || 28 
 F.221 || Posizioni interbancarie ||   || -5 ||   ||   ||   || -5 ||   ||   || -5 
 F.229 || Altri depositi trasferibili ||   || 31 || 2 ||   ||   || 33 ||   ||   || 33 
 F.29 || Altri depositi ||   || 39 ||   ||   ||   || 39 || -3 ||   || 36 
 F.3 || Titoli di credito || 6 || 30 || 38 || 0 || 0 || 74 || 21 ||   || 95 
 F.31 || A breve termine || 2 || 18 || 4 || 0 || 0 || 24 || 5 ||   || 29 
 F.32 || A lungo termine || 4 || 12 || 34 || 0 || 0 || 50 || 16 ||   || 66 
 F.4 || Prestiti || 21 || 0 || 9 || 11 || 6 || 47 || 35 ||   || 82 
 F.41 || A breve termine || 4 || 0 || 3 || 2 || 2 || 11 || 14 ||   || 25 
 F.42 || A lungo termine || 17 || 0 || 6 || 9 || 4 || 36 || 21 ||   || 57 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 83 || 22 ||   ||   ||   || 105 || 14 ||   || 119 
 F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 83 || 11 ||   ||   ||   || 94 || 9 ||   || 103 
 F.511 || Azioni quotate || 77 || 7 ||   ||   ||   || 84 || 3 ||   || 87 
 F.512 || Azioni non quotate || 3 || 4 ||   ||   ||   || 7 || 2 ||   || 9 
 F.519 || Altre partecipazioni || 3 ||   ||   ||   ||   || 3 || 4 ||   || 7 
 F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento ||   || 11 ||   ||   ||   || 11 || 5 ||   || 16 
 F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari ||   || 5 ||   ||   ||   || 5 || 2 ||   || 7 
 F.522 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari ||   || 6 ||   ||   ||   || 6 || 3 ||   || 9 
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   || 48 || 0 ||   ||   || 48 || 0 ||   || 48 
 F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita ||   || 7 ||   ||   ||   || 7 || 0 ||   || 7 
 F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita ||   || 22 ||   ||   ||   || 22 || 0 ||   || 22 
 F.63 || Diritti pensionistici ||   || 11 ||   ||   ||   || 11 || 0 ||   || 11 
 F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi ||   || 3 ||   ||   ||   || 3 || 0 ||   || 3 
 F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche ||   || 2 ||   ||   ||   || 2 || 0 ||   || 2 
 F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard ||   || 3 || 0 ||   ||   || 3 || 0 ||   || 3 
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 || 8 || 0 || 0 || 0 || 11 || 3 ||   || 14 
 F.71 || Strumenti finanziari derivati || 2 || 7 || 0 || 0 || 0 || 9 || 3 ||   || 12 
 F.711 || Opzioni || 2 || 2 || 0 || 0 || 0 || 4 || 1 ||   || 5 
 F.712 || Contratti a termine || 0 || 5 || 0 || 0 || 0 || 5 || 2 ||   || 7 
 F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 1 || 1 ||   ||   ||   || 2 ||   ||   || 2 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || 26 ||   || 9 || 4 ||   || 39 || -14 ||   || 25 
 F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 6 || 0 || 6 || 4 || 0 || 16 || -1 ||   || 15 
 F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || 20 || 0 || 3 || 0 || 0 || 23 || -13 ||   || 10 
Conto delle altre variazioni delle attività
e delle passività (III.3)
8.52       Il conto delle altre variazioni
delle attività e delle passività registra le variazioni delle attività e delle
passività delle unità, diverse da quelle relative al risparmio e ai
trasferimenti volontari di ricchezza che sono registrate nel conto finanziario
e nel conto del capitale. È suddiviso in due conti: il conto delle altre
variazioni di volume delle attività e delle passività (III.3.1) e il conto
della rivalutazione delle attività e delle passività (III.3.2).
Conto delle altre variazioni di volume delle
attività e delle passività (III.3.1)
8.53       I movimenti registrati nel
conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività hanno
una incidenza sul patrimonio netto dei conti patrimoniali delle unità, dei
settori e dei sottosettori in questione. Tali variazioni, denominate "variazioni
del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e
delle passività", costituiscono il saldo del conto.
Conto della rivalutazione delle attività e
delle passività (III.3.2)
8.54       Il conto della rivalutazione
delle attività e delle passività registra le variazioni di valore delle
attività e delle passività dovute a variazioni dei loro prezzi.
Per una data attività o passività, tale variazione
è misurata:
a)      quale differenza tra il valore di tale
attività o passività alla fine del periodo contabile e il suo valore all'inizio
del periodo contabile o alla data in cui essa è stata registrata per la prima
volta nel conto patrimoniale, oppure
b)      quale differenza fra il suo valore nel
momento in cui esce dal conto patrimoniale e il suo valore all'inizio del
periodo contabile o alla data in cui è stata registrata per la prima volta nel
conto patrimoniale.
Tale differenza è denominata "guadagno (o
perdita) nominale in conto capitale".
Un guadagno nominale in conto capitale corrisponde
alla rivalutazione positiva di una attività o alla rivalutazione negativa di
una passività (finanziaria).
Una perdita nominale in conto capitale corrisponde
alla rivalutazione negativa di una attività o alla rivalutazione positiva di
una passività (finanziaria).
8.55       I flussi registrati nel conto
della rivalutazione delle attività e delle passività modificano il patrimonio
netto dei conti patrimoniali delle unità interessate. Tali variazioni, denominate
"variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni o perdite nominali in
conto capitale", costituiscono il saldo del conto. Esse sono registrate
nella sezione delle variazioni delle passività e del patrimonio netto.
8.56       Il conto della rivalutazione
delle attività e delle passività è suddiviso in due sottoconti: il conto dei
guadagni e delle perdite neutrali in conto capitale (III.3.2.1) e il conto dei
guadagni e delle perdite reali in conto capitale (III.3.2.2).
Conto dei guadagni e delle perdite neutrali
in conto capitale (III.3.2.1)
8.57       Il conto dei guadagni e delle
perdite neutrali in conto capitale registra le variazioni di valore delle
attività e delle passività rispetto alle variazioni del livello generale dei
prezzi. Tali variazioni corrispondono alla rivalutazione necessaria per
mantenere il potere d'acquisto generale delle attività e delle passività.
L'indice generale dei prezzi da utilizzare per tale calcolo è l'indice dei
prezzi degli impieghi finali nazionali, esclusa la variazione delle scorte.
Conto dei guadagni e delle perdite reali in
conto capitale (III.3.2.2)
8.58       I guadagni e le perdite reali
in conto capitale misurano lo scarto tra i guadagni e le perdite nominali in
conto capitale e i guadagni e le perdite neutrali in conto capitale.
8.59       Se, per una data attività, i
guadagni nominali in conto capitale, al netto delle perdite nominali in conto
capitale, risultano superiori ai guadagni neutrali in conto capitale, al netto
delle perdite neutrali in conto capitale, l'unità che detiene tale attività
consegue un guadagno reale in conto capitale. Tale guadagno rispecchia il fatto
che il prezzo effettivo di tale attività è aumentato, in media, più rapidamente
del livello generale dei prezzi. Viceversa, una diminuzione del prezzo relativo
dell'attività comporta una perdita reale in conto capitale per l'unità che la
detiene.
Simmetricamente, un aumento del prezzo relativo di
una passività determina una perdita reale in conto capitale su passività,
mentre una diminuzione del prezzo relativo di una passività comporta un
guadagno reale in conto capitale su passività.
Tavola 8.13 — Conto III.3.1 - Conto delle
altre variazioni di volume delle attività e delle passività
 Variazioni delle attività 
 Totale || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   || Altri flussi 
 33 || 33 || 0 || 0 || 7 || 0 || 26 || K.1 || Comparsa economica di attività 
 3 || 3 ||   ||   || 3 ||   ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 30 || 30 || 0 || 0 || 4 || 0 || 26 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 26 || 26 ||   ||   || 4 ||   || 22 || AN.21 || Risorse naturali 
 4 || 4 ||   ||   ||   ||   || 4 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti 
 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 -11 || -11 || 0 || 0 || -2 || 0 || -9 || K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte 
 -8 || -8 || 0 || 0 || -2 || 0 || -6 || K.21 || Esaurimento di risorse naturali 
 -8 || -8 ||   ||   || -2 ||   || -6 || AN.21 || Risorse naturali 
 -3 || -3 || 0 || 0 || 0 || 0 || -3 || K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte 
 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AN.21 || Risorse naturali 
 -1 || -1 ||   ||   ||   ||   || -1 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti 
 -2 || -2 ||   ||   ||   ||   || -2 || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 -11 || -11 || 0 || 0 || -6 || 0 || -5 || K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali 
 -9 || -9 ||   ||   || -4 ||   || -5 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 -2 || -2 ||   ||   || -2 ||   ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AF || Attività e passività finanziarie 
 0 || 0 || 0 || 0 || 5 || 0 || -5 || K.4 || Confische senza indennizzo 
 0 || 0 ||   ||   || 1 ||   || -1 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 0 || 0 ||   ||   || 4 ||   || -4 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 0 || 0 ||   ||   ||   || - ||   || AF || Attività finanziarie 
 2 || 2 || 0 || 0 || 0 || 1 || 1 || K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. 
 1 || 1 ||   ||   ||   ||   || 1 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 1 || 1 ||   ||   ||   || 1 ||   || AF || Attività e passività finanziarie 
 0 || 0 || 0 || 0 || -4 || -2 || 6 || K.6 || Variazioni di classificazione 
 2 || 2 || 0 || 0 || -4 || 0 || 6 || K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali 
 0 || 0 ||   ||   || -3 ||   || 3 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 0 || 0 ||   ||   || -1 ||   || 1 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 2 || 2 ||   ||   ||   ||   || 2 || AF || Attività e passività finanziarie 
 -2 || -2 || 0 || 0 || 0 || -2 || 0 || K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività 
 -2 || -2 ||   ||   ||   || -2 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 0 || 0 ||   ||   || 0 || 0 || 0 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 0 || 0 ||   ||   || 0 || 0 || 0 || AF || Attività e passività finanziarie 
 13 || 13 || 0 || 0 || 0 || -1 || 14 ||   || Totale delle altre variazioni di volume 
 -7 || -7 || 0 || 0 || -3 || -2 || -2 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 -2 || -2 ||   ||   || -3 ||   || 1 || AN.11 || Capitale fisso 
 -3 || -3 ||   ||   ||   ||   || -3 || AN.12 || Scorte 
 -2 || -2 ||   ||   ||   || -2 ||   || AN.13 || Oggetti di valore 
 17 || 17 || 0 || 0 || 3 || 0 || 14 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 9 || 9 || 0 || 0 || 1 || -2 || 10 || AN.21 || Risorse naturali 
 6 || 6 ||   ||   || 2 ||   || 4 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti 
 0 || 0 ||   ||   ||   ||   || 0 || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 3 || 3 || 0 || 0 || 0 || 1 || 2 || AF || Attività finanziarie 
 0 || 0 ||   ||   ||   || 0 || 0 || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 0 || 0 ||   ||   ||   || 0 || 0 || AF.2 || Biglietti, monete e depositi 
 0 || 0 ||   ||   ||   || 0 || 0 || AF.3 || Titoli di credito 
   ||   ||   ||   ||   || 0 || 0 || AF.4 || Prestiti 
 2 || 2 ||   ||   ||   ||   || 2 || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 1 || 1 ||   ||   ||   || 1 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 0 || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.102 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività 
Tavola 8.13 — Conto III.3.1 - Conto delle
altre variazioni di volume delle attività e delle passività (continuazione)
 Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   || Altri flussi || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Totale 
 K.1 || Comparsa economica di attività ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 K.21 || Esaurimento di risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 K.4 || Confische senza indennizzo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 0 || 0 || 0 || 1 || 0 || 1 || 1 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 || 0 || 0 || 1 || 0 || 1 || 1 
 K.6 || Variazioni di classificazione || 0 || 0 || 2 || 0 || 0 || 2 || 2 
 K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 2 || 0 || 2 || 0 || 0 || 2 || 2 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 || 0 || 2 || 0 || 0 || 2 || 2 
 K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
   || Totale delle altre variazioni di volume || 0 || 0 || 2 || 1 || 0 || 3 || 3 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività finanziarie || 0 || 0 || 2 || 1 || 0 || 3 || 3 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti ||   ||   ||   ||   ||   || 0 || 0 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento ||   ||   || 2 ||   ||   || 2 || 2 
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   || 1 ||   || 1 || 1 
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.102 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 14 || -1 || -2 || -1 || 0 || 10 || 10 
Tavola 8.14 — Conto III.3.2 - Conto della rivalutazione delle attività
e delle passività
 Variazioni delle attività 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Altri flussi 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || K.7 || Guadagni e perdite nominali in conto capitale 
 280 ||   ||   || 280 || 8 || 80 || 44 || 4 || 144 || AN || Attività non finanziarie 
 126 ||   ||   || 126 || 5 || 35 || 21 || 2 || 63 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 111 ||   ||   || 111 || 5 || 28 || 18 || 2 || 58 || AN.11 || Capitale fisso 
 7 ||   ||   || 7 ||   || 2 || 1 ||   || 4 || AN.12 || Scorte 
 8 ||   ||   || 8 ||   || 5 || 2 ||   || 1 || AN.13 || Oggetti di valore 
 154 ||   ||   || 154 || 3 || 45 || 23 || 2 || 81 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 152 ||   ||   || 152 || 3 || 45 || 23 || 1 || 80 || AN.21 || Risorse naturali 
 2 ||   ||   || 2 ||   ||   ||   || 1 || 1 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 91 ||   || 7 || 84 || 2 || 16 || 1 || 57 || 8 || AF || Attività e passività finanziarie 
 12 ||   ||   || 12 ||   ||   || 1 || 11 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 0 ||   ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi 
 44 ||   || 4 || 40 || 1 || 6 ||   || 30 || 3 || AF.3 || Titoli di credito 
 0 ||   ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AF.4 || Prestiti 
 35 ||   || 3 || 32 || 1 || 10 ||   || 16 || 5 || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 0 ||   ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 0 ||   ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 0 ||   ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.103 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite nominali in conto capitale 
Tavola 8.14 — Conto III.3.2 - Conto della
rivalutazione delle attività e delle passività (continuazione)
 Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Altri flussi || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 K.7 || Guadagni e perdite nominali in conto capitale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN || Attività non finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 18 || 51 || 7 || 0 || 0 || 76 || 15 ||   || 91 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 12 ||   || 12 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 1 || 34 || 7 ||   ||   || 42 || 2 ||   || 44 
 AF.4 || Prestiti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 17 || 17 ||   ||   ||   || 34 || 1 ||   || 35 
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.103 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite nominali in conto capitale || 134 || 10 || 38 || 96 || 10 || 288 || 4 ||   || 292 
Tavola 8.14 — Conto III.3.2.1 - Conto dei
guadagni e delle perdite neutrali in conto capitale
 Variazioni delle attività 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Altri flussi e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || K.71 || Guadagni e perdite neutrali in conto capitale 
 198 ||   ||   || 198 || 6 || 56 || 32 || 3 || 101 || AN || Attività non finanziarie 
 121 ||   ||   || 121 || 5 || 34 || 20 || 2 || 60 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 111 ||   ||   || 111 || 5 || 28 || 18 || 2 || 58 || AN.11 || Capitale fisso 
 4 ||   ||   || 4 ||   || 2 || 1 ||   || 1 || AN.12 || Scorte 
 6 ||   ||   || 6 ||   || 4 || 1 ||   || 1 || AN.13 || Oggetti di valore 
 77 ||   ||   || 77 || 1 || 22 || 12 || 1 || 41 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 76 ||   ||   || 76 || 1 || 22 || 12 || 1 || 40 || AN.21 || Risorse naturali 
 1 ||   ||   || 1 ||   ||   ||   ||   || 1 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 148 ||   || 12 || 136 || 3 || 36 || 8 || 71 || 18 || AF || Attività e passività finanziarie 
 16 ||   ||   || 16 ||   ||   || 2 || 14 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 32 ||   || 2 || 30 || 2 || 17 || 3 ||   || 8 || AF.2 || Biglietti, monete e depositi 
 28 ||   || 3 || 25 || 1 || 4 ||   || 18 || 2 || AF.3 || Titoli di credito 
 29 ||   || 1 || 28 ||   ||   || 3 || 24 || 1 || AF.4 || Prestiti 
 28 ||   || 2 || 26 ||   || 9 ||   || 14 || 3 || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 8 ||   || 1 || 7 ||   || 5 ||   || 1 || 1 || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 0 ||   ||   || 0 ||   ||   ||   ||   ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 7 ||   || 3 || 4 ||   || 1 ||   ||   || 3 || AF.8 || Altri conti attivi e passivi 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.1031 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite neutrali in conto capitale 
Tavola 8.14 — Conto III.3.2.1 - Conto dei
guadagni e delle perdite neutrali in conto capitale (continuazione)
 Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Codice || Altri flussi e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 K.71 || Guadagni e perdite neutrali in conto capitale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN || Attività non finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 37 || 68 || 13 || 5 || 3 || 126 || 22 ||   || 148 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 16 ||   || 16 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 1 || 26 || 2 ||   || 1 || 30 || 2 ||   || 32 
 AF.3 || Titoli di credito || 1 || 21 || 4 ||   ||   || 26 || 2 ||   || 28 
 AF.4 || Prestiti || 18 ||   || 7 || 3 || 1 || 29 ||   ||   || 29 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 14 || 14 ||   ||   ||   || 28 ||   ||   || 28 
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   || 7 ||   ||   ||   || 7 || 1 ||   || 8 
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 3 ||   ||   || 2 || 1 || 6 || 1 ||   || 7 
 B.1031 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite neutrali in conto capitale || 82 || 6 || 27 || 87 || 6 || 208 || 6 ||   || 214 
Tavola 8.14 — Conto III.3.2.2 - Conto dei
guadagni e delle perdite reali in conto capitale
 Variazioni delle attività 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Altri flussi e saldi contabili 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || K.72 || Guadagni e perdite reali in conto capitale 
 82 ||   ||   || 82 || 2 || 24 || 12 || 1 || 43 || AN || Attività non finanziarie 
 5 ||   ||   || 5 || 0 || 1 || 1 || 0 || 3 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
   ||   ||   ||   || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || AN.11 || Capitale fisso 
 3 ||   ||   || 3 || 0 || 0 || 0 || 0 || 3 || AN.12 || Scorte 
 2 ||   ||   || 2 || 0 || 1 || 1 || 0 || 0 || AN.13 || Oggetti di valore 
 77 ||   ||   || 77 || 2 || 23 || 11 || 1 || 40 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 76 ||   ||   || 76 || 2 || 23 || 11 || 0 || 40 || AN.21 || Risorse naturali 
 1 ||   ||   || 1 || 0 || 0 || 0 || 1 || 0 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 -57 ||   || -5 || -52 || -1 || -20 || -7 || -14 || -10 || AF || Attività e passività finanziarie 
 -4 ||   || 0 || -4 || 0 || 0 || -1 || -3 || 0 || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 -32 ||   || -2 || -30 || -2 || -17 || -3 || 0 || -8 || AF.2 || Biglietti, monete e depositi 
 16 ||   || 1 || 15 || 0 || 2 || 0 || 12 || 1 || AF.3 || Titoli di credito 
 -29 ||   || -1 || -28 || 0 || 0 || -3 || -24 || -1 || AF.4 || Prestiti 
 7 ||   || 1 || 6 || 1 || 1 || 0 || 2 || 2 || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 -8 ||   || -1 || -7 || 0 || -5 || 0 || -1 || -1 || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
   ||   ||   ||   || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 -7 ||   || -3 || -4 || 0 || -1 || 0 || 0 || -3 || AF.8 || Altri conti attivi e passivi 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.1032 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite reali in conto capitale 
Tavola 8.14 — Conto III.3.2.2 - Conto dei
guadagni e delle perdite reali in conto capitale (continuazione)
 Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Altri flussi e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 K.72 || Guadagni e perdite reali in conto capitale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN || Attività non finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || -19 || -17 || -6 || -5 || -3 || -50 || -7 ||   || -57 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || -4 ||   || -4 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -1 || -26 || -2 || 0 || -1 || -30 || -2 ||   || -32 
 AF.3 || Titoli di credito || 0 || 13 || 3 || 0 || 0 || 16 || 0 ||   || 16 
 AF.4 || Prestiti || -18 || 0 || -7 || -3 || -1 || -29 || 0 ||   || -29 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 3 || 3 || 0 || 0 || 0 || 6 || 1 ||   || 7 
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   || -7 ||   ||   ||   || -7 || -1 ||   || -8 
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 ||   || 0 
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || -3 || 0 || 0 || -2 || -1 || -6 || -1 ||   || -7 
 B.1032 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite reali in conto capitale || 52 || 4 || 11 || 9 || 4 || 80 || -2 ||   || 78 
CONTI PATRIMONIALI
(IV)
8.60       I conti patrimoniali hanno lo
scopo di tracciare un quadro delle attività, delle passività e del patrimonio
netto delle unità all'inizio e alla fine del periodo contabile e di illustrare
le variazioni che intervengono tra i diversi conti patrimoniali. I conti sono i
seguenti:
a)      conto patrimoniale di apertura (IV.1);
b)      conto delle variazioni patrimoniali
(IV.2);
c)      conto patrimoniale di chiusura (IV.3).
Conto patrimoniale di apertura (IV.1)
8.61       Il conto patrimoniale di
apertura registra il valore delle attività e delle passività detenute dalle
unità all'inizio del periodo contabile.
Tali elementi sono descritti con l'ausilio della
classificazione delle attività e delle passività.
La loro valutazione è effettuata ai prezzi
correnti all'inizio del periodo contabile. Il saldo tra attività e passività —
ossia il saldo del conto — è il patrimonio netto all'inizio del periodo
contabile.
Conto delle variazioni patrimoniali (IV.2)
8.62       Il conto delle variazioni patrimoniali
registra le variazioni di valore delle attività e delle passività nel corso del
periodo contabile ed aggrega gli importi registrati nei diversi conti della
accumulazione, ossia le variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e
ai trasferimenti in conto capitale, le variazioni del patrimonio netto dovute
ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività e le variazioni
del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale.
Conto patrimoniale di chiusura (IV.3)
8.63       Il conto patrimoniale di
chiusura registra il valore delle attività e delle passività detenute dalle
unità alla fine del periodo contabile. Tali elementi sono descritti impiegando
la stessa classificazione utilizzata nel conto patrimoniale di apertura e sono
valutati ai prezzi correnti alla fine del periodo.
Il saldo tra attività e passività costituisce il
patrimonio netto alla fine del periodo contabile.
8.64       Il valore di una attività o di
una passività nel conto patrimoniale di chiusura è pari alla somma del suo
valore nel conto patrimoniale di apertura e dell'importo registrato per tale
attività o passività nel conto delle variazioni patrimoniali.
Tavola 8.15 — Conto IV.1 - Conti patrimoniali
– Conto patrimoniale di apertura
 Attività 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Stock e variazioni delle attività 
 4 621 ||   ||   || 4 621 || 159 || 1 429 || 789 || 93 || 2 151 || AN || Attività non finanziarie 
 2 818 ||   ||   || 2 818 || 124 || 856 || 497 || 67 || 1 274 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 2 579 ||   ||   || 2 579 || 121 || 713 || 467 || 52 || 1 226 || AN.11 || Capitale fisso 
 114 ||   ||   || 114 || 1 || 48 || 22 ||   || 43 || AN.12 || Scorte 
 125 ||   ||   || 125 || 2 || 95 || 8 || 15 || 5 || AN.13 || Oggetti di valore 
 1 803 ||   ||   || 1 803 || 35 || 573 || 292 || 26 || 877 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 1 781 ||   ||   || 1 781 || 35 || 573 || 286 || 23 || 864 || AN.21 || Risorse naturali 
 22 ||   ||   || 22 ||   ||   || 6 || 3 || 13 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti 
 0 ||   ||   || 0 ||   ||   ||   ||   || 3 || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 9 036 ||   || 805 || 8 231 || 172 || 3 260 || 396 || 3 421 || 982 || AF || Attività e passività finanziarie 
 770 ||   ||   || 770 ||   ||   || 80 || 690 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 1 587 ||   || 105 || 1 482 || 110 || 840 || 150 ||   || 382 || AF.2 || Biglietti, monete e depositi 
 1 388 ||   || 125 || 1 263 || 25 || 198 ||   || 950 || 90 || AF.3 || Titoli di credito 
 1 454 ||   || 70 || 1 384 || 8 || 24 || 115 || 1 187 || 50 || AF.4 || Prestiti 
 2 959 ||   || 345 || 2 614 || 22 || 1 749 || 12 || 551 || 280 || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 496 ||   || 26 || 470 || 4 || 391 || 20 || 30 || 25 || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 21 ||   || 0 || 21 || 0 || 3 || 0 || 13 || 5 || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 361 ||   || 134 || 227 || 3 || 55 || 19 ||   || 150 || AF.8 || Altri conti attivi e passivi 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto 
Tavola 8.15 — Conto IV.1 - Conti patrimoniali
– Conto patrimoniale di apertura (continuazione) 
 Passività e patrimonio netto 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Stock e variazioni delle passività || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 AN || Attività non finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 3 221 || 3 544 || 687 || 189 || 121 || 7 762 || 1 274 ||   || 9 036 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   || 0 || 770 ||   || 770 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 40 || 1 281 || 102 || 10 || 38 || 1 471 || 116 ||   || 1 587 
 AF.3 || Titoli di credito || 44 || 1 053 || 212 || 2 ||   || 1 311 || 77 ||   || 1 388 
 AF.4 || Prestiti || 897 ||   || 328 || 169 || 43 || 1 437 || 17 ||   || 1 454 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 1 987 || 765 || 4 ||   ||   || 2 756 || 203 ||   || 2 959 
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 12 || 435 || 19 ||   || 5 || 471 || 25 ||   || 496 
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 4 || 10 ||   ||   ||   || 14 || 7 ||   || 21 
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 237 ||   || 22 || 8 || 35 || 302 || 59 ||   || 361 
 B.90 || Patrimonio netto || -88 || -30 || 498 || 4 500 || 210 || 5 090 || -469 ||   || 4 621 
Tavola 8.15 — Conto IV.2 - Conti patrimoniali
– Conto delle variazioni patrimoniali
 Variazioni delle attività 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Stock e variazioni delle attività 
 482 ||   ||   || 482 || 11 || 115 || 57 || -4 || 301 || AN || Attività non finanziarie 
 294 ||   ||   || 294 || 7 || 67 || 29 || -4 || 195 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 246 ||   ||   || 246 || 7 || 53 || 23 || -2 || 165 || AN.11 || Capitale fisso 
 32 ||   ||   || 32 || 0 || 4 || 1 || 0 || 27 || AN.12 || Scorte 
 16 ||   ||   || 16 || 0 || 10 || 5 || -2 || 3 || AN.13 || Oggetti di valore 
 186 ||   ||   || 186 || 4 || 48 || 28 || 0 || 106 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 178 ||   ||   || 178 || 4 || 48 || 26 || -1 || 101 || AN.21 || Risorse naturali 
 8 ||   ||   || 8 || 0 || 0 || 2 || 1 || 5 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti 
 0 ||   ||   || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 577 ||   || 54 || 523 || 4 || 205 || -9 || 230 || 93 || AF || Attività e passività finanziarie 
 12 ||   || 1 || 11 || 0 || 0 || 1 || 10 || 0 || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 100 ||   || 11 || 89 || 2 || 64 || -26 || 10 || 39 || AF.2 || Biglietti, monete e depositi 
 139 ||   || 13 || 126 || 0 || 16 || 4 || 96 || 10 || AF.3 || Titoli di credito 
 82 ||   || 4 || 78 || 0 || 3 || 3 || 53 || 19 || AF.4 || Prestiti 
 156 ||   || 15 || 141 || 1 || 76 || 3 || 44 || 17 || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 49 ||   || 0 || 49 || 0 || 39 || 1 || 8 || 1 || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 14 ||   || 0 || 14 || 0 || 3 || 0 || 8 || 3 || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 25 ||   || 10 || 15 || 1 || 4 || 5 || 1 || 4 || AF.8 || Altri conti attivi e passivi 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.10 || Variazioni del patrimonio netto dovute: 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.101 || al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.102 || ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.103 || a guadagni/perdite nominali in conto capitale 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.1031 || a guadagni/perdite neutrali in conto capitale 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.1032 || a guadagni/perdite reali in conto capitale 
Tavola 8.15 — Conto IV.2 - Conti patrimoniali
– Conto delle variazioni patrimoniali (continuazione)
 Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Stock e variazioni delle passività || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 AN || Attività non finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 157 || 224 || 102 || 16 || 6 || 505 || 72 ||   || 577 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 12 ||   || 12 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 || 65 || 37 || 0 || 0 || 102 || -2 ||   || 100 
 AF.3 || Titoli di credito || 7 || 64 || 45 || 0 || 0 || 116 || 23 ||   || 139 
 AF.4 || Prestiti || 21 || 0 || 9 || 11 || 6 || 47 || 35 ||   || 82 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 100 || 39 || 2 || 0 || 0 || 141 || 15 ||   || 156 
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 || 48 || 0 || 1 || 0 || 49 || 0 ||   || 49 
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 || 8 || 0 || 0 || 0 || 11 || 3 ||   || 14 
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 26 || 0 || 9 || 4 || 0 || 39 || -14 ||   || 25 
 B.10 || Variazioni del patrimonio netto dovute: || 237 || 2 || -54 || 304 || 9 || 500 || -6 ||   || 494 
 B.101 || al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 88 || -5 || 90 || 210 || -1 || 202 || -10 ||   || 192 
 B.102 || ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 14 || -1 || -2 || -1 || 0 || 10 ||   ||   || 10 
 B.103 || a guadagni/perdite nominali in conto capitale || 134 || 10 || 38 || 96 || 10 || 288 || 4 ||   || 292 
 B.1031 || a guadagni/perdite neutrali in conto capitale || 82 || 6 || 27 || 87 || 6 || 208 || 6 ||   || 214 
 B.1032 || a guadagni/perdite reali in conto capitale || 52 || 4 || 11 || 9 || 4 || 80 || -2 ||   || 78 
Tavola 8.15 — Conto IV.3 - Conti patrimoniali
– Conto patrimoniale di chiusura
 Attività 
   ||   Corrispondenti registrazioni nei || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Conti del resto del mondo || Totale economia || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Amministrazioni pubbliche || Società finanziarie || Società non finanziarie ||   || Stock e variazioni delle attività 
 5 101 ||   ||   || 5 101 || 170 || 1 544 || 846 || 89 || 2 452 || AN || Attività non finanziarie 
 3 112 ||   ||   || 3 112 || 131 || 923 || 526 || 63 || 1 469 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 2 825 ||   ||   || 2 825 || 128 || 766 || 490 || 50 || 1 391 || AN.11 || Capitale fisso 
 146 ||   ||   || 146 || 1 || 52 || 23 || 0 || 70 || AN.12 || Scorte 
 141 ||   ||   || 141 || 2 || 105 || 13 || 13 || 8 || AN.13 || Oggetti di valore 
 1 989 ||   ||   || 1 989 || 39 || 621 || 320 || 26 || 983 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 1 959 ||   ||   || 1 959 || 39 || 621 || 312 || 22 || 965 || AN.21 || Risorse naturali 
 30 ||   ||   || 30 || 0 || 0 || 8 || 4 || 18 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti 
 3 ||   ||   || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
 9 613 ||   || 859 || 8 754 || 176 || 3 465 || 387 || 3 651 || 1 075 || AF || Attività e passività finanziarie 
 782 ||   || 1 || 781 || 0 || 0 || 81 || 700 || 0 || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 1 687 ||   || 116 || 1 571 || 112 || 904 || 124 || 10 || 421 || AF.2 || Biglietti, monete e depositi 
 1 527 ||   || 138 || 1 389 || 25 || 214 || 4 || 1 046 || 100 || AF.3 || Titoli di credito 
 1 536 ||   || 74 || 1 462 || 8 || 27 || 118 || 1 240 || 69 || AF.4 || Prestiti 
 3 115 ||   || 360 || 2 755 || 23 || 1 825 || 15 || 595 || 297 || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 545 ||   || 26 || 519 || 4 || 430 || 21 || 38 || 26 || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 35 ||   ||   || 35 || 0 || 6 || 0 || 21 || 8 || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 386 ||   || 144 || 242 || 4 || 59 || 24 || 1 || 154 || AF.8 || Altri conti attivi e passivi 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto 
Tavola 8.15 — Conto IV.3 - Conti patrimoniali
– Conto patrimoniale di chiusura (continuazione)
 Passività e patrimonio netto 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 || Corrispondenti registrazioni nei ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Altri flussi e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale economia || Conti del resto del mondo || Conto di equilibrio dei beni e servizi || Totale 
 AN || Attività non finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 3 378 || 3 768 || 789 || 205 || 127 || 8 267 || 1 346 ||   || 9 613 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 782 ||   || 782 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 40 || 1 346 || 139 || 10 || 38 || 1 573 || 114 ||   || 1 687 
 AF.3 || Titoli di credito || 51 || 1 117 || 257 || 2 || 0 || 1 427 || 100 ||   || 1 527 
 AF.4 || Prestiti || 918 || 0 || 337 || 180 || 49 || 1 484 || 52 ||   || 1 536 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 087 || 804 || 6 || 0 || 0 || 2 897 || 218 ||   || 3 115 
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 12 || 483 || 19 || 1 || 5 || 520 || 25 ||   || 545 
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 7 || 18 || 0 || 0 || 0 || 25 || 10 ||   || 35 
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 263 || 0 || 31 || 12 || 35 || 341 || 45 ||   || 386 
 B.90 || Patrimonio netto || 149 || -28 || 444 || 4 804 || 219 || 5 590 || -475 ||   || 5 115 
CONTI DEL RESTO DEL MONDO (V)
8.65       I conti del resto del mondo
registrano le operazioni tra unità residenti e non residenti. Il resto del
mondo non costituisce un settore istituzionale a sé stante, ma nell'ambito del
sistema dei conti assolve una funzione simile a quella di un settore.
8.66       La sequenza dei conti del resto
del mondo rispecchia quella dei conti dei settori istituzionali:
a)      conti delle operazioni correnti;
b)      conti della accumulazione;
c)      conti patrimoniali.
8.67       Tali conti sono compilati
nell'ottica del resto del mondo. Pertanto, quella che per il resto del mondo è
una risorsa, per il totale dell'economia costituisce un impiego e viceversa.
Analogamente, una attività finanziaria detenuta dal resto del mondo rappresenta
una passività per il totale dell'economia e viceversa. Una eccezione è
rappresentata dall'oro fisico detenuto come attività di riserva che, pur non
avendo una passività di contropartita, è registrato nel conto finanziario in
considerazione dell'importanza del suo ruolo nei pagamenti internazionali.
CONTI DELLE OPERAZIONI CORRENTI
Conto del
resto del mondo dei beni e dei servizi (V.I)
8.68       In tale conto, le importazioni
di beni e servizi sono registrate nella sezione delle risorse e le esportazioni
di beni e servizi nella sezione degli impieghi. La voce a saldo del conto, di
importo pari al saldo tra risorse e impieghi, è denominata "saldo degli
scambi di beni e servizi con il resto del mondo". Se il saldo è positivo
si ha eccedenza per il resto del mondo e disavanzo per il totale dell'economia;
il contrario se il saldo è negativo.
8.69       Sia le importazioni sia le
esportazioni sono valutate alla frontiera doganale del paese esportatore. Ma
mentre i valori delle esportazioni sono rilevati a prezzi fob ("franco
a bordo"), i valori delle importazioni sono rilevati a prezzi cif
("cost, insurance and freight"), ossia a prezzi comprensivi
dei costi di trasporto e di assicurazione dal paese di origine fino al paese
importatore. Al fine di ridurre il valore delle importazioni a un prezzo fob
che rifletta il valore alla frontiera del paese d'origine, i costi di trasporto
e di assicurazione devono essere detratti dal valore delle merci misurato al
punto di ingresso nel paese importatore. Tali costi sono poi attribuiti alle
appropriate attività, come importazioni nel caso in cui i servizi siano
prestati da unità non residenti o come produzione nazionale se resi da unità
residenti. 
Se sono prestati da unità residenti, i servizi di
trasporto e di assicurazione inclusi nel prezzo fob di importazione di beni
(ossia tra la fabbrica e la frontiera del paese esportatore) devono essere
inclusi dall'economia che importa i beni nel valore delle esportazioni di
servizi. Al contrario, allorché sono prestati da unità non residenti, i servizi
di trasporto e di assicurazione inclusi nel valore fob di esportazione di beni
devono essere inclusi dall'economia che esporta i beni nel valore delle
importazioni di servizi.
Conto del resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti
correnti (V.II)
8.70       Il conto del resto del mondo
dei redditi primari e dei trasferimenti correnti ha lo scopo di determinare il
saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo, il quale, nel sistema
dei conti, corrisponde al risparmio dei settori istituzionali. Tale conto
compendia tutti i conti che per un settore istituzionale vanno dal conto della
attribuzione dei redditi primari al conto di utilizzazione del reddito.
8.71       Il conto del resto del mondo
dei redditi primari e dei trasferimenti correnti presenta, nella sezione delle
risorse, il saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo. Esso
registra inoltre, nella sezione delle risorse o nella sezione degli impieghi,
tutte le operazioni di distribuzione e di redistribuzione che possono implicare
il resto del mondo, fatta eccezione per i trasferimenti in conto capitale.
Conti della
accumulazione del resto del mondo (V.III)
Conto del capitale (V.III.1)
8.72       Il conto del capitale del resto
del mondo registra le acquisizioni al netto delle cessioni, da parte di unità
non residenti, di attività non prodotte e misura le variazioni del patrimonio
netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale.
8.73       La voce a saldo del conto del
capitale è costituita dall'accreditamento o dall'indebitamento del resto del
mondo. Essa corrisponde, ma con segno opposto, alla somma degli accreditamenti,
o degli indebitamenti, dei settori istituzionali residenti.
Conto finanziario (V.III.2)
8.74       La struttura del conto
finanziario del resto del mondo è identica a quella del conto finanziario dei
settori istituzionali.
Conto delle altre variazioni delle attività
e delle passività (V.III.3)
8.75       Come per i settori
istituzionali, anche per il resto del mondo sono determinate successivamente
variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle
attività e delle passività e dovute a guadagni e perdite nominali in conto
capitale, con questi ultimi ripartiti in guadagni e perdite reali in conto
capitale e guadagni e perdite neutrali in conto capitale.
8.76       La mancanza di attività
prodotte nei conti della accumulazione e nei conti patrimoniali del resto del
mondo discende dalla convenzione di creare una unità istituzionale fittizia,
supponendo che il resto del mondo acquisisca una attività finanziaria. Il
contrario vale per le attività detenute in altre economie da unità residenti. 
Conti patrimoniali
(V.IV)
8.77       I conti patrimoniali del resto
del mondo comprendono attività e passività finanziarie. Essi registrano, nella
sezione delle attività, anche il totale delle acquisizioni, al netto delle
cessioni, tra unità non residenti e residenti di oro monetario e di diritti
speciali di prelievo.
Tavola 8.16 — Sequenza dei conti del resto del
mondo (conto delle operazioni del resto del mondo)
V.I - Conto del resto del mondo dei beni e dei
servizi
 Impieghi || Risorse 
 P.6 || Esportazioni di beni e servizi || 540 || P.7 || Importazioni di beni e servizi || 499 
 P.61 || Esportazioni di beni || 462 || P.71 || Importazioni di beni || 392 
 P.62 || Esportazioni di servizi || 78 || P.72 || Importazioni di servizi || 107 
 B.11 || Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo || -41 ||   ||   ||   
Tavola 8.16 — Sequenza dei conti del resto del
mondo (conto delle operazioni del resto del mondo) (continuazione)
V.II - Conto del resto del mondo dei redditi
primari e dei trasferimenti correnti
 Impieghi || Risorse 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 6 || B.11 || Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo || -41 
 D.11 || Retribuzioni lorde || 6 ||   ||   ||   
   ||   ||   || D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 2 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni || 0 || D.11 || Retribuzioni lorde || 2 
 D.21 || Imposte sui prodotti || 0 || D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari || 0 || D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA || 0 || D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.2121 || Dazi sulle importazioni || 0 ||   ||   ||   
 D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA || 0 || D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni ||   
 D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA ||   || D.21 || Imposte sui prodotti || 0 
 D.29 || Altre imposte sulla produzione || 0 || D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari || 0 
   ||   ||   || D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA || 0 
 D.3 || Contributi || 0 || D.2121 || Dazi sulle importazioni || 0 
 D.31 || Contributi ai prodotti || 0 || D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA || 0 
 D.311 || Contributi alle importazioni || 0 || D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA || 0 
 D.319 || Altri contributi ai prodotti || 0 ||   ||   ||   
 D.39 || Altri contributi alla produzione || 0 || D.29 || Altre imposte sulla produzione || 0 
 D.4 || Redditi da capitale || 44 || D.3 || Contributi || 0 
 D.41 || Interessi || 13 || D.31 || Contributi ai prodotti || 0 
 D.42 || Utili distribuiti dalle società || 17 || D.311 || Contributi alle importazioni || 0 
 D.421 || Dividendi || 13 || D.319 || Altri contributi ai prodotti || 0 
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 4 || D.39 || Altri contributi alla produzione || 0 
 D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 14 ||   ||   ||   
 D.44 || Altri redditi da investimenti || 0 || D.4 || Redditi da capitale || 38 
   ||   ||   || D.41 || Interessi || 21 
   || Trasferimenti correnti || 17 || D.42 || Utili distribuiti dalle società || 17 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || 1 || D.421 || Dividendi || 14 
 D.51 || Imposte sul reddito || 1 || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 3 
 D.59 || Altre imposte correnti || 0 || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 0 
  D.61 || Contributi sociali netti || 0 || D.44 || Altri redditi da investimenti || 0 
  D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   
  D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   || Trasferimenti correnti || 55 
  D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 || D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || 0 
  D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 || D.51 || Imposte sul reddito || 0 
  D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 || D.59 || Altre imposte correnti ||   
  D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 ||  D.61 || Contributi sociali netti || 0 
  D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || 0 ||  D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 
  D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 0 ||  D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 
  D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 0 ||  D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 
  D.614 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie || 0 ||  D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 
  D.6141 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 0 ||  D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 
  D.6142 || Contributi non pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 0 ||  D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 
  D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale || 0 ||  D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || 0 
  D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || 0 ||  D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 0 
  D.621 || Prestazioni di sicurezza sociale in denaro || 0 ||  D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 0 
  D.6211 || Prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 0 ||  D.614 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie || 0 
  D.6212 || Prestazioni non pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 0 ||  D.6141 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 0 
  D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale || 0 ||  D.6142 || Contributi non pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 0 
  D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale || 0 ||  D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale || 0 
  D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale || 0 ||  D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || 0 
  D.623 || Prestazioni di assistenza sociale in denaro ||   ||  D.621 || Prestazioni di sicurezza sociale in denaro || 0 
  D.7 || Altri trasferimenti correnti || 16 ||  D.6211 || Prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 0 
  D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni || 2 ||  D.6212 || Prestazioni non pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 0 
  D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni || 1 ||  D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale || 0 
  D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni || 1 ||  D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale || 0 
  D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni || 12 ||  D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale || 0 
  D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni || 0 ||  D.623 || Prestazioni di assistenza sociale in denaro || 0 
  D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni || 12 ||  D.7 || Altri trasferimenti correnti || 55 
  D.73 || Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche || 0 ||  D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni || 11 
  D.74 || Aiuti internazionali correnti || 1 ||  D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni || 0 
  D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 1 ||  D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni || 11 
  D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 0 ||  D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni || 3 
  D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie || 1 ||  D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni || 3 
  D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 0 ||  D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni || 0 
   ||   ||   ||  D.73 || Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche || 0 
  D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 0 ||  D.74 || Aiuti internazionali correnti || 22 
   ||   ||   ||  D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 10 
   ||   ||   ||  D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 0 
   ||   ||   ||  D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie || 7 
   ||   ||   ||  D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 3 
   ||   ||   ||  D.76 || Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL || 9 
   ||   ||   ||  D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 0 
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo || -13 ||   ||   ||   
Tavola 8.16 — Sequenza dei conti del resto del
mondo (conto delle operazioni del resto del mondo) (continuazione)
V.III - Conti della accumulazione
V.III.1 - Conti del capitale
V.III.1.1 - Conto delle variazioni del
patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale
 Variazioni delle attività || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   ||   || B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo || -13 
   ||   ||   || D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere || 4 
   ||   ||   || D.91r || Imposte in conto capitale da percepire ||   
   ||   ||   || D.92r || Contributi agli investimenti da ricevere || 4 
   ||   ||   || D.99r || Altri trasferimenti in conto capitale da ricevere ||   
   ||   ||   || D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare || -1 
   ||   ||   || D.91p || Imposte in conto capitale da pagare ||   
   ||   ||   || D.92p || Contributi agli investimenti da erogare ||   
   ||   ||   || D.99p || Altri trasferimenti in conto capitale da effettuare || -1 
 B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo e ai trasferimenti in conto capitale || -10 ||   ||   ||   
V.III.1.2 - Conto delle acquisizioni di
attività non finanziarie
 Variazioni delle attività || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   ||   ||   ||   ||   
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte || 0 || B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo e ai trasferimenti in conto capitale || -10 
 NP.1 || Acquisizioni meno cessioni di risorse naturali || 0 ||   ||   ||   
 NP.2 || Acquisizioni meno cessioni di licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   ||   ||   
 NP.3 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   ||   ||   
 B.9 || Accreditamento (+)/indebitamento (-) || -10 ||   ||   ||   
Tavola 8.16 — Sequenza dei conti del resto del
mondo (conto delle operazioni del resto del mondo) (continuazione)
V.III.2 - Conto finanziario
 Variazioni delle attività || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 F || Acquisizione netta di attività finanziarie || 47 || F || Acquisizione netta di attività finanziarie || 57 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 1 || F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 F.11 || Oro monetario || 1 || F.11 || Oro monetario ||   
 F.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 || F.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi || 11 || F.2 || Biglietti, monete e depositi || -2 
 F.21 || Biglietti e monete || 3 || F.21 || Biglietti e monete || 1 
 F.22 || Depositi trasferibili || 2 || F.22 || Depositi trasferibili || 0 
 F.221 || Posizioni interbancarie ||   || F.221 || Posizioni interbancarie ||   
 F.229 || Altri depositi trasferibili || 2 || F.229 || Altri depositi trasferibili ||   
 F.29 || Altri depositi || 6 || F.29 || Altri depositi || -3 
 F.3 || Titoli di credito || 9 || F.3 || Titoli di credito || 21 
 F.31 || A breve termine || 2 || F.31 || A breve termine || 5 
 F.32 || A lungo termine || 7 || F.32 || A lungo termine || 16 
 F.4 || Prestiti || 4 || F.4 || Prestiti || 35 
 F.41 || A breve termine || 3 || F.41 || A breve termine || 14 
 F.42 || A lungo termine || 1 || F.42 || A lungo termine || 21 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 12 || F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 14 
 F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 12 || F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 9 
 F.511 || Azioni quotate || 10 || F.511 || Azioni quotate || 3 
 F.512 || Azioni non quotate || 2 || F.512 || Azioni non quotate || 2 
 F.519 || Altre partecipazioni || 0 || F.519 || Altre partecipazioni || 4 
 F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento || 0 || F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento || 5 
 F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || 0 || F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || 2 
 F.522 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || 0 || F.522 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || 3 
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 || F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || 0 || F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || 0 
 F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || 0 || F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || 0 
 F.63 || Diritti pensionistici || 0 || F.63 || Diritti pensionistici || 0 
 F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi || 0 || F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi || 0 
 F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche || 0 || F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche || 0 
 F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard || 0 || F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard || 0 
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 || F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 
 F.71 || Strumenti finanziari derivati || 0 || F.71 || Strumenti finanziari derivati || 3 
 F.711 || Opzioni || 0 || F.711 || Opzioni || 1 
 F.712 || Contratti a termine || 0 || F.712 || Contratti a termine || 2 
 F.72 || Stock option conferite ai dipendenti ||   || F.72 || Stock option conferite ai dipendenti ||   
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || 10 || F.8 || Altri conti attivi e passivi || -14 
 F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 8 || F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || -1 
 F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || 2 || F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || -13 
Tavola 8.16 — Sequenza dei conti del resto del
mondo (conto delle operazioni del resto del mondo) (continuazione)
V.III.3 - Conti delle altre variazioni delle
attività e delle passività
V.III.3.1 - Conto delle altre variazioni di
volume delle attività e delle passività
   || Altri flussi ||   ||   ||   ||   
 K.1 || Comparsa economica di attività || 0 || K.1 || Comparsa economica di attività || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
  AN.21 || Risorse naturali || 0 || AN.21 || Risorse naturali || 0 
  AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 
  AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 
 K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte || 0 || K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte || 0 
 K.21 || Esaurimento di risorse naturali || 0 || K.21 || Esaurimento di risorse naturali || 0 
  AN.21 || Risorse naturali || 0 || AN.21 || Risorse naturali || 0 
 K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte || 0 || K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte || 0 
  AN.21 || Risorse naturali || 0 || AN.21 || Risorse naturali || 0 
  AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 
  AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 
 K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali || 0 || K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.4 || Confische senza indennizzo || 0 || K.4 || Confische senza indennizzo || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AF || Attività finanziarie || 0 || AF || Attività finanziarie || 0 
 K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 0 || K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.6 || Variazioni di classificazione || 0 || K.6 || Variazioni di classificazione || 0 
 K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 0 || K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 || K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
   || Totale delle altre variazioni di volume || 0 ||   || Totale delle altre variazioni di volume || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
  AN.11 || Capitale fisso || 0 || AN.11 || Capitale fisso || 0 
  AN.12 || Scorte || 0 || AN.12 || Scorte || 0 
  AN.13 || Oggetti di valore || 0 || AN.13 || Oggetti di valore || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
  AN.21 || Risorse naturali || 0 || AN.21 || Risorse naturali || 0 
  AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 
  AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 
 AF || Attività finanziarie || 0 || AF || Attività finanziarie || 0 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 
 AF.3 || Titoli di credito || 0 || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AF.4 || Prestiti || 0 || AF.4 || Prestiti || 0 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
   || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 0 ||   || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 0 
Tavola 8.16 — Sequenza dei conti del resto del
mondo (conto delle operazioni del resto del mondo) (continuazione)
V.III.3 - Conti delle altre variazioni delle
attività e delle passività
V.III.3.2 - Conto della rivalutazione delle
attività e delle passività
 Variazioni delle attività || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.7 || Guadagni (+)/perdite (-) nominali in conto capitale ||   || K.7 || Guadagni (+)/perdite (-) nominali in conto capitale ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 15 
 AN.21 || Risorse naturali ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 12 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   || AF.3 || Titoli di credito || 2 
 AF || Attività finanziarie || 7 || AF.4 || Prestiti || 0 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 1 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 AF.3 || Titoli di credito || 4 || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AF.4 || Prestiti || 0 || AF.8 || Altri conti passivi || 0 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 3 ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi || 0 ||   ||   ||   
   ||   ||   || B.103 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite nominali in conto capitale || 4 
V.III.3.2.1 - Conto dei guadagni e delle
perdite neutrali in conto capitale
 Variazioni delle attività || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.71 || Guadagni (+)/perdite (-) neutrali in conto capitale ||   || K.71 || Guadagni (+)/perdite (-) neutrali in conto capitale ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   || AF || Attività finanziarie || 22 
 AN.21 || Risorse naturali ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 16 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 2 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   || AF.3 || Titoli di credito || 2 
 AF || Attività finanziarie || 12 || AF.4 || Prestiti || 0 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 2 || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 
 AF.3 || Titoli di credito || 3 || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AF.4 || Prestiti || 1 || AF.8 || Altri conti passivi || 1 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi || 3 ||   ||   ||   
   ||   ||   || B.1031 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite neutrali in conto capitale ||   6 
V.III.3.2.2 - Conto dei guadagni e delle
perdite reali in conto capitale
 Variazioni delle attività || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.72 || Guadagni (+)/perdite (-) reali in conto capitale ||   || K.72 || Guadagni (+)/perdite (-) reali in conto capitale ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   || AF || Attività finanziarie || -7 
 AN.21 || Risorse naturali ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || -4 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -2 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AF || Attività finanziarie || -5 || AF.4 || Prestiti || 0 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 1 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -2 || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || -1 
 AF.3 || Titoli di credito || 1 || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AF.4 || Prestiti || -1 || AF.8 || Altri conti passivi || -1 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 1 ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || -1 ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi || -3 ||   ||   ||   
   ||   ||   || B.1032 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni/perdite reali in conto capitale || -2 
Tavola 8.16 — Sequenza dei conti del resto del
mondo (conto delle operazioni del resto del mondo) (continuazione)
V.IV - Conto delle attività e delle passività
del resto del mondo
V.IV.1 - Conto patrimoniale di apertura
 Attività || Passività e patrimonio netto 
 AN || Attività non finanziarie || 0 || AF || Passività finanziarie || 1 274 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 770 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 116 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 || AF.3 || Titoli di credito || 77 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 || AF.4 || Prestiti || 17 
   ||   ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 203 
 AF || Attività finanziarie || 805 || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 25 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 7 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 105 || AF.8 || Altri conti passivi || 59 
 AF.3 || Titoli di credito || 125 ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 70 ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 345 ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 26 ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi || 134 ||   ||   ||   
   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || -469 
V.IV.2 - Conto delle variazioni patrimoniali
 Variazioni delle attività || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 AN || Attività non finanziarie ||   || AF || Passività finanziarie || 72 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 12 
 AN.21 || Risorse naturali ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -2 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   || AF.3 || Titoli di credito || 23 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   || AF.4 || Prestiti || 35 
   ||   ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 15 
 AF || Attività finanziarie || 54 || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 1 || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 11 || AF.8 || Altri conti passivi || -14 
 AF.3 || Titoli di credito || 13 ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 4 ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 15 ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi || 10 ||   ||   ||   
   ||   ||   || B.10 || Variazioni del patrimonio netto dovute: || -6 
   ||   ||   || B.101 || al saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo e ai trasferimenti in conto capitale || -10 
   ||   ||   || B.102 || ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 0 
   ||   ||   || B.103 || a guadagni/perdite nominali in conto capitale || 4 
   ||   ||   || B.1031 || a guadagni/perdite neutrali in conto capitale || 6 
   ||   ||   || B.1032 || a guadagni/perdite reali in conto capitale || -2 
V.IV.3 - Conto patrimoniale di chiusura
 Attività || Passività e patrimonio netto 
 AN || Attività non finanziarie ||   || AF || Passività finanziarie || 1 346 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 782 
 AN.21 || Risorse naturali ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 114 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   || AF.3 || Titoli di credito || 100 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   || AF.4 || Prestiti || 52 
   ||   ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 218 
 AF || Attività finanziarie || 859 || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 25 
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 1 || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 10 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 116 || AF.8 || Altri conti passivi || 45 
 AF.3 || Titoli di credito || 138 ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 74 ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 360 ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 26 ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi || 144 ||   ||   ||   
   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || -475 
CONTO DI
EQUILIBRIO DEI BENI E SERVIZI (0)
8.78       Il conto di equilibrio dei beni
e servizi è inteso a illustrare, per gruppo di prodotti e per il totale
dell'economia, le risorse e gli impieghi di prodotti. Il conto, che non rientra
nella sequenza generale dei conti, illustra l'identità tra risorse e impieghi
di prodotti nell'economia. A livello aggregato, evidenzia la corrispondenza tra
risorse e impieghi di prodotti nelle righe delle tavole delle risorse e degli
impieghi.
8.79       Esso presenta pertanto, per
gruppo di prodotti e per il totale dell'economia, le risorse (produzione e
importazioni) e gli impieghi di beni e servizi (consumi intermedi, consumi
finali, investimenti fissi lordi, variazione delle scorte, acquisizioni meno
cessioni di oggetti di valore, esportazioni).
8.80       Poiché la produzione è valutata
ai prezzi base e gli impieghi ai prezzi di acquisto, è necessario includere
nella sezione delle risorse le imposte sui prodotti (al netto dei contributi ai
prodotti).
8.81       Gli impieghi sono registrati
nella sezione destra del conto di equilibrio dei beni e servizi e le risorse
nella sezione sinistra, ossia nella sezione opposta a quella nei conti delle
operazioni correnti per i settori istituzionali, dato che i flussi di prodotti
costituiscono la contropartita dei flussi monetari.
8.82       Il conto di equilibrio dei beni
e servizi è equilibrato per definizione e non presenta pertanto alcun saldo.
Tavola 8.17 — Conto 0 - Conto di equilibrio
dei beni e servizi
 Risorse || Impieghi 
 P.1 || Produzione || 3 604 || P.2 || Consumi intermedi || 1 883 
 P.11 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita || 3 077 || P.3 || Spesa per consumi finali || 1 399 
 P.12 || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale   || 147 || P.31 || Spesa per consumi individuali || 1 230 
 P.13 || Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || 380 || P.32 || Spesa per consumi collettivi || 169 
 D.21 || Imposte sui prodotti || 141 || P.5g || Investimenti lordi || 414 
 D.31 || Contributi ai prodotti || -8 || P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso   || 359 
 P.7 || Importazioni di beni e servizi || 499 || P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi || 358 
 P.71 || Importazioni di beni || 392 || P.5112 || Acquisizioni di beni usati   || 9 
 P.72 || Importazioni di servizi || 107 || P.5113 || Cessioni di beni usati   || -8 
   ||   ||   || P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte   || 17 
   ||   ||   || P.52 || Variazione delle scorte || 28 
   ||   ||   || P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore || 10 
   ||   ||   || P.6 || Esportazioni di beni e servizi || 540 
   ||   ||   || P.61 || Esportazioni di beni || 462 
   ||   ||   || P.62 || Esportazioni di servizi || 78 
CONTI ECONOMICI INTEGRATI
8.83       I conti economici integrati
compendiano i conti di una economia: conti delle operazioni correnti, conti
della accumulazione e conti patrimoniali.
Essi riuniscono in una unica tavola i conti di
tutti i settori istituzionali, del totale dell'economia e del resto del mondo e
bilanciano tutti i flussi e tutte le attività e passività. Mettono inoltre
immediatamente in evidenza gli aggregati.
8.84       Nella tavola dei conti
economici integrati, gli impieghi, le attività e le variazioni delle attività
sono registrate nella sezione sinistra mentre le risorse, le passività e le
variazioni delle passività e del patrimonio netto sono registrate nella sezione
destra.
8.85       Nell'intento di rappresentare
l'intero processo economico senza appesantire eccessivamente la tavola, i
livelli di aggregazione utilizzati sono i più elevati compatibilmente con la
necessità di consentire la comprensione della struttura del sistema.
8.86       Nelle colonne della tavola
figurano i settori istituzionali: società non finanziarie, società finanziarie,
amministrazioni pubbliche, istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle
famiglie e famiglie. Sono previste inoltre altre colonne: una per il totale
dell'economia, una per il resto del mondo e una per assicurare l'equilibrio tra
gli impieghi e le risorse dei beni e dei servizi.
8.87       Nelle righe della tavola
figurano le diverse rubriche di operazioni, attività e passività, i saldi
contabili e taluni aggregati. 
Tavola 8.18 — Conti economici integrati
Conti delle operazioni correnti
 Impieghi ||   ||   
   ||   ||   ||   || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
 Conti || Totale || Beni e servizi (risor-se) || Re-sto del mondo || Totale econo-mia || Istitu-zioni senza scopo di lucro al servi-zio delle fami-glie || Fami-glie || Amministr. pubbliche || Società finan-ziarie || Società non finan-ziarie ||   || Operazioni e altri flussi, stock e saldi contabili 
 1. Conto della produzione/ Conto del resto del mondo dei beni e dei servizi || 499 || 499 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || P.7 || Importazioni di beni e servizi 
 540 ||   || 540 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || P.6 || Esportazioni di beni e servizi 
 3 604 || 3 604 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || P.1 || Produzione 
 1 883 ||   ||   || 1 883 || 17 || 115 || 222 || 52 || 1 477 || P.2 || Consumi intermedi 
 133 || 133 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.21-D.31 || Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti 
 1 854 ||   ||   || 1 854 || 15 || 155 || 126 || 94 || 1 331 || B.1g/B.1*g || Valore aggiunto lordo/Prodotto interno lordo 
 222 ||   ||   || 222 || 3 || 23 || 27 || 12 || 157 || P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) 
 1 632 ||   ||   || 1 632 || 12 || 132 || 99 || 82 || 1 174 || B.1n/B.1*n || Valore aggiunto netto/Prodotto interno netto 
 -41 ||   || -41 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.11 || Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo 
 II.1.1. Conto della generazione dei redditi primari || 1150 ||   ||   || 1150 || 11 || 11 || 98 || 44 || 986 || D.1 || Redditi da lavoro dipendente 
 191 ||   || 0 || 191 ||   ||   ||   ||   ||   || D.2-D.3 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni al netto dei contributi alla produzione e alle importazioni 
 133 ||   || 0 || 133 ||   ||   ||   ||   ||   || D.21-D.31 || Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti 
 58 ||   || 0 || 58 || 1 || -1 || 1 || 4 || 53 || D.29-D.39 || Altre imposte sulla produzione al netto dei contributi alla produzione 
 452 ||   ||   || 452 || 3 || 84 || 27 || 46 || 292 || B.2g || Risultato lordo di gestione 
 61 ||   ||   || 61 ||   || 61 ||   ||   ||   || B.3g || Reddito misto lordo 
 238 ||   ||   || 238 || 0 || 69 || 0 || 34 || 135 || B.2n || Risultato netto di gestione 
 53 ||   ||   || 53 ||   || 53 ||   ||   ||   || B.3n || Reddito misto netto 
 II.1.2 Conto della attribuzione dei redditi primari || 435 ||   || 44 || 391 || 6 || 41 || 42 || 168 || 134 || D.4 || Redditi da capitale 
 1 864 ||   ||   || 1 864 || 4 || 1 381 || 198 || 27 || 254 || B.5g/B.5*g || Saldo dei redditi primari, lordo/Reddito nazionale lordo 
 1 642 ||   ||   || 1 642 || 1 || 1 358 || 171 || 15 || 97 || B.5n/B.5*n || Saldo dei redditi primari, netto/Reddito nazionale netto 
 II.2 Conto della distribuzione secondaria del reddito || 213 ||   || 1 || 212 || 0 || 178 || 0 || 10 || 24 || D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. 
 333 ||   || 0 || 333 ||   || 333 ||   ||   ||   || D.61 || Contributi sociali netti 
 384 ||   || 0 || 384 || 5 || 0 || 112 || 205 || 62 || D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura 
 299 ||   || 16 || 283 || 2 || 71 || 136 || 62 || 12 || D.7 || Altri trasferimenti correnti 
 1 826 ||   ||   || 1 826 || 37 || 1 219 || 317 || 25 || 228 || B.6g || Reddito disponibile lordo 
 1 604 ||   ||   || 1 604 || 34 || 1 196 || 290 || 13 || 71 || B.6n || Reddito disponibile netto 
 II.3 Conto di redistribuzione del reddito in natura || 215 ||   ||   || 215 || 31 ||   || 184 ||   ||   || D.63 || Trasferimenti sociali in natura 
 1 826 ||   ||   || 1 826 || 6 || 1 434 || 133 || 25 || 228 || B.7g || Reddito disponibile corretto lordo 
 1 604 ||   ||   || 1 604 || 3 || 1 411 || 106 || 13 || 71 || B.7n || Reddito disponibile corretto netto 
 II.4 Conto di utilizzazione del reddito ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.6g || Reddito disponibile lordo 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.6n || Reddito disponibile netto 
 1 399 ||   ||   || 1 399 || 1 || 1 230 || 168 ||   ||   || P.4 || Consumi finali effettivi 
 1 399 ||   ||   || 1 399 || 32 || 1 015 || 352 ||   ||   || P.3 || Spesa per consumi finali 
 11 ||   || 0 || 11 || 0 ||   || 0 || 11 || 0 || D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici 
 427 ||   ||   || 427 || 5 || 215 || -35 || 14 || 228 || B.8g || Risparmio lordo 
 205 ||   ||   || 205 || 2 || 192 || -62 || 2 || 71 || B.8n || Risparmio netto 
 -13 ||   || -13 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo 
Tavola 8.18 — Conti economici integrati
Conti delle operazioni correnti
(continuazione)
 Risorse 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e altri flussi, stock e saldi contabili || Società non finanziarie || Società finan-ziarie || Amministr. pubbliche || Fa-mi-glie || Istitu-zioni senza scopo di lucro al servizio delle fami-glie || Totale econo-mia || Re-sto del mondo || Beni e servizi (impie-ghi) || Totale || Conti 
 P.7 || Importazioni di beni e servizi ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 499 ||   || 499 || I. Conto della produzione/Conto del resto del mondo dei beni e dei servizi 
 P.6 || Esportazioni di beni e servizi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 540 || 540 
 P.1 || Produzione || 2 808 || 146 || 348 || 270 || 32 || 3 604 ||   ||   || 3 604 
 P.2 || Consumi intermedi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 1 883 || 1 883 
 D.21-D.31 || Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti ||   ||   ||   ||   ||   || 133 ||   ||   || 133 
 B.1g/B.1*g || Valore aggiunto lordo/Prodotto interno lordo || 1 331 || 94 || 126 || 155 || 15 || 1 854 ||   ||   || 1 854 || II.1.1. Conto della generazione dei redditi primari     __________ II.1.2 Conto della attribuzione dei redditi primari 
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || 157 || 12 || 27 || 23 || 3 || 222 ||   ||   || 222 
 B.1n/B.1*n || Valore aggiunto netto/Prodotto interno netto || 1 174 || 82 || 99 || 132 || 12 || 1 632 ||   ||   || 1 632 
 B.11 || Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   || -41 ||   || -41 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente ||   ||   ||   || 1 154 ||   || 1 154 || 2 ||   || 1 156 
 D.2-D.3 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni al netto dei contributi alla produzione e alle importazioni ||   ||   || 191 ||   ||   || 191 || 0 ||   || 191 
 D.21-D.31 || Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti ||   ||   || 133 ||   ||   || 133 || 0 ||   || 133 
 D.29-D.39 || Altre imposte sulla produzione al netto dei contributi alla produzione ||   ||   || 58 ||   ||   || 58 || 0 ||   || 58 
 B.2g || Risultato lordo di gestione || 292 || 46 || 27 || 84 || 3 || 452 ||   ||   || 452 
 B.3g || Reddito misto lordo ||   ||   ||   || 61 ||   || 61 ||   ||   || 61 
 B.2n || Risultato netto di gestione || 135 || 34 || 0 || 69 || 0 || 238 ||   ||   || 238 
 B.3n || Reddito misto netto ||   ||   ||   || 53 ||   || 53 ||   ||   || 53 
 D.4 || Redditi da capitale || 96 || 149 || 22 || 123 || 7 || 397 || 38 ||   || 435 
 B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo/Reddito nazionale lordo || 254 || 27 || 198 || 1 381 || 4 || 1 864 ||   ||   || 1 864 || II.2 Conto della distribuzione secondaria del reddito 
 B.5n/B.5*n || Saldo dei redditi primari, netto/Reddito nazionale netto || 97 || 15 || 171 || 1 358 || 1 || 1 642 ||   ||   || 1 642 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. ||   ||   || 213 ||   ||   || 213 || 0 ||   || 213 
 D.61 || Contributi sociali netti || 66 || 213 || 50 || 0 || 4 || 333 || 0 ||   || 333 
 D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura ||   ||   ||   || 384 ||   || 384 || 0 ||   || 384 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || 6 || 62 || 104 || 36 || 36 || 244 || 55 ||   || 299 
 B.6g || Reddito disponibile lordo || 228 || 25 || 317 || 1 219 || 37 || 1 826 ||   ||   || 1 826 || II.3 Conto di redistribuzione del reddito in natura 
 B.6n || Reddito disponibile netto || 71 || 13 || 290 || 1 196 || 34 || 1 604 ||   ||   || 1 604 
 D.63 || Trasferimenti sociali in natura ||   ||   ||   || 215 ||   || 215 ||   ||   || 215 
 B.7g || Reddito disponibile corretto lordo || 228 || 25 || 133 || 1 434 || 6 || 1 826 ||   ||   || 1 826 || II.4 Conto di utilizzazione del reddito 
 B.7n || Reddito disponibile corretto netto || 71 || 13 || 106 || 1 411 || 3 || 1 604 ||   ||   || 1 604 
 B.6g || Reddito disponibile lordo || 228 || 25 || 317 || 1 219 || 37 || 1 826 ||   ||   || 1 826 
 B.6n || Reddito disponibile netto || 71 || 13 || 290 || 1 196 || 34 || 1 604 ||   ||   || 1 604 
 P.4 || Consumi finali effettivi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 1 399 || 1 399 
 P.3 || Spesa per consumi finali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 1 399 || 1 399 
 D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici ||   ||   ||   || 11 ||   || 11 || 0 ||   || 11 
 B.8g || Risparmio lordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Tavola 8.18 — Conti economici integrati
Conti della accumulazione
 Variazioni delle attività 
   ||   ||   ||   || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
 Conti || Totale || Beni e servizi (risor-se) || Re-sto del mondo || Totale eco-no-mia || Istitu-zioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Fa-mi-glie || Amministr. pubbliche || Società finan-ziarie || Società non finan-ziarie ||   || Operazioni e altri flussi, stock e saldi contabili 
 III.1.1 Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.8n || Risparmio netto 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare (-) 
 192 ||   || -29 || 221 || 20 || 236 || -81 || -16 || 62 || B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
 III.1.2 Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie || 414 ||   ||   || 414 || 5 || 55 || 38 || 8 || 308 || P.5g || Investimenti lordi 
 -222 ||   ||   || -222 || -3 || -23 || -27 || -12 || -157 || P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) (-) 
 28 ||   ||   || 28 || 0 || 2 || 0 || 0 || 26 || P.52 || Variazione delle scorte 
 10 ||   ||   || 10 || 0 || 5 || 3 || 0 || 2 || P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore 
 0 ||   || 0 || 0 || 1 || 4 || 2 || 0 || -7 || NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte 
 0 ||   || -10 || 10 || -4 || 174 || -103 || -1 || -56 || B.9 || Accreditamento (+)/indebitamento (-) 
 III.2 Conto finanziario || 483 ||   || 47 || 436 || 2 || 189 || -10 || 172 || 83 || F || Acquisizione netta di attività finanziarie 
 0 ||   || 1 || -1 ||   ||   || 0 || -1 ||   || F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 100 ||   || 11 || 89 || 2 || 64 || -26 || 10 || 39 || F.2 || Biglietti, monete e depositi 
 95 ||   || 9 || 86 || -1 || 10 || 4 || 66 || 7 || F.3 || Titoli di credito 
 82 ||   || 4 || 78 || 0 || 3 || 3 || 53 || 19 || F.4 || Prestiti 
 119 ||   || 12 || 107 || 0 || 66 || 3 || 28 || 10 || F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 48 ||   || 0 || 48 || 0 || 39 || 1 || 7 || 1 || F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 14 ||   || 0 || 14 || 0 || 3 || 0 || 8 || 3 || F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 25 ||   || 10 || 15 || 1 || 4 || 5 || 1 || 4 || F.8 || Altri conti attivi e passivi 
 III.3.1 Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 33 ||   ||   || 33 || 0 || 0 || 7 || 0 || 26 || K.1 || Comparsa economica di attività 
 -11 ||   ||   || -11 || 0 || 0 || -2 ||   || -9 || K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte 
 -11 ||   ||   || -11 || 0 || 0 || -6 || 0 || -5 || K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali 
 0 ||   ||   || 0 || 0 || 0 || 5 || 0 || -5 || K.4 || Confische senza indennizzo 
 2 ||   ||   || 2 || 0 || 2 || 0 || 1 || 1 || K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. 
 0 ||   ||   || 0 || 0 || 0 || -4 || -2 || 6 || K.6 || Variazioni di classificazione 
 13 ||   ||   || 13 || 0 || 0 || 0 || -1 || 14 ||   || Totale delle altre variazioni di volume 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || di cui: 
 -7 ||   ||   || -7 || 0 || 0 || -3 || -2 || -2 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 17 ||   ||   || 17 || 0 || 0 || 3 || 0 || 14 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 3 ||   ||   || 3 || 0 || 0 || 0 || 1 || 2 || AF || Attività e passività finanziarie 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.102 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività 
 III.3.2. Conto della rivalutazione delle attività e delle passività ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || K.7 || Guadagni e perdite nominali in conto capitale 
 280 ||   ||   || 280 || 8 || 80 || 44 || 4 || 144 || AN || Attività non finanziarie 
 126 ||   ||   || 126 || 5 || 35 || 21 || 2 || 63 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 154 ||   || 0 || 154 || 3 || 45 || 23 || 2 || 81 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 91 ||   || 7 || 84 || 2 || 16 || 1 || 57 || 8 || AF || Attività e passività finanziarie 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.103 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni (+)/perdite (-) nominali in conto capitale 
Tavola 8.18 — Conti economici integrati
Conti della accumulazione (continuazione)
 Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e altri flussi, stock e saldi contabili || Società non finan-ziarie || Società finan-ziarie || Amministr. pubbliche || Fa-mi-glie || Istitu-zioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Tota-le eco-no-mia || Re-sto del mon-do || Beni e servizi (impie-ghi) || Totale || Conti 
 B.8n || Risparmio netto || 71 || 2 || -62 || 192 || 2 || 205 ||   ||   || 205 || III.1.1 Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   || -13 ||   || -13 
 D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere || 33 || 0 || 6 || 23 || 0 || 62 || 4 ||   || 66 
 D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare (-) || -16 || -7 || -34 || -5 || -3 || -65 || -1 ||   || -66 
 B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 88 || -5 || -90 || 210 || -1 || 202 || -10 ||   || 192 || III.1.2 Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie 
 P.5g || Investimenti lordi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 414 || 414 
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) (-) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || -222 ||   
 P.52 || Variazione delle scorte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 28 || 28 
 P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 10 || 10 
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0 ||   
 B.9 || Accreditamento (+)/indebitamento (-) || -56 || -1 || -103 || 174 || -4 || 10 || -10 ||   || 0 || III.2 Conto finanziario 
   F || Incremento netto delle passività ||   139 ||   173 ||   93 ||   15 ||   6 ||   426 ||   57 ||   ||   483 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 F.2 || Biglietti, monete e depositi ||   || 65 || 37 ||   ||   || 102 || -2 ||   || 100 
 F.3 || Titoli di credito || 6 || 30 || 38 || 0 || 0 || 74 || 21 ||   || 95 
 F.4 || Prestiti || 21 || 0 || 9 || 11 || 6 || 47 || 35 ||   || 82 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 83 || 22 ||   ||   ||   || 105 || 14 ||   || 119 
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   || 48 || 0 ||   ||   || 48 || 0 ||   || 48 
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 || 8 || 0 || 0 || 0 || 11 || 3 ||   || 14 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || 26 ||   || 9 || 4 ||   || 39 || -14 ||   || 25 
 K.1 || Comparsa economica di attività ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || III.3.1 Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività 
 K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 K.4 || Confische senza indennizzo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 0 || 0 || 0 || 1 || 0 || 1 ||   ||   || 1 
 K.6 || Variazioni di classificazione || 0 || 0 || 2 || 0 || 0 || 2 ||   ||   || 2 
   || Totale delle altre variazioni di volume || 0 || 0 || 2 || 1 || 0 || 3 ||   ||   || 3 
   || di cui: ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 || 0 || 2 || 1 || 0 || 3 ||   ||   || 3 
 B.102 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 14 || -1 || -2 || -1 || 0 || 10 ||   ||   || 10 
 K.7 || Guadagni e perdite nominali in conto capitale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || III.3.2. Conto della rivalutazione delle attività e delle passività 
 AN || Attività non finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 18 || 51 || 7 || 0 || 0 || 76 || 15 ||   || 91 
 B.103 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni (+)/perdite (-) nominali in conto capitale || 134 || 10 || 38 || 96 || 10 || 288 || 4 ||   || 292 
Tavola 8.18 —
Conti economici integrati
Conti patrimoniali
Attività
   ||   ||   ||   || S.1 || S.15 || S.14 || S.13 || S.12 || S.11 ||   ||   
 Conti || Totale || Beni e servizi (risor-se) || Re-sto del mon-do || Tota-le eco-no-mia || Istitu-zioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Fa-mi-glie || Amministr. pubbliche || Società finan-ziarie || Società non finan-ziarie ||   || Operazioni e altri flussi, stock e saldi contabili 
 IV.1 Conto patrimoniale di apertura || 4 621 ||   ||   || 4 621 || 159 || 1 429 || 789 || 93 || 2 151 || AN || Attività non finanziarie 
 2 818 ||   ||   || 2 818 || 124 || 856 || 497 || 67 || 1 274 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 1 803 ||   ||   || 1 803 || 35 || 573 || 292 || 26 || 877 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 9 036 ||   || 805 || 8 231 || 172 || 3 260 || 396 || 3 421 || 982 || AF || Attività e passività finanziarie 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto 
 IV.2 Conto delle variazioni patrimoniali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Totale delle variazioni delle attività 
 480 ||   ||   || 480 || 11 || 115 || 57 || -4 || 301 || AN || Attività non finanziarie 
 294 ||   ||   || 294 || 7 || 67 || 29 || -4 || 195 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 186 ||   ||   || 186 || 4 || 48 || 28 || 0 || 106 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 577 ||   || 54 || 523 || 4 || 205 || -9 || 230 || 93 || AF || Attività e passività finanziarie 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.10 || Totale delle variazioni del patrimonio netto 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.101 || Risparmio e trasferimenti in conto capitale 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.102 || Altre variazioni di volume delle attività e delle passività 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.103 || Guadagni (+)/perdite (-) nominali in conto capitale 
 IV.3 Conto patrimoniale di chiusura || 5 101 ||   ||   || 5 101 || 170 || 1 544 || 846 || 89 || 2 452 || AN || Attività non finanziarie 
 3 112 ||   ||   || 3 112 || 131 || 923 || 526 || 63 || 1 469 || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 1 989 ||   ||   || 1 989 || 39 || 621 || 320 || 26 || 983 || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 9 613 ||   || 859 || 8 754 || 176 || 3 465 || 387 || 3 651 || 1 075 || AF || Attività e passività finanziarie 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto 
Passività e patrimonio
netto
   ||   || S.11 || S.12 || S.13 || S.14 || S.15 || S.1 ||   ||   ||   ||   
   || Operazioni e altri flussi, stock e saldi contabili || Società non finan-ziarie || Società finan-ziarie || Amministr. pubbliche || Fa-mi-glie || Istitu-zioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Totale econo-mia || Resto del mondo || Beni e servizi (impie-ghi) || Totale || Conti 
 AN || Attività non finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || IV.1 Conto patrimoniale di apertura 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 3 221 || 3 544 || 687 || 189 || 121 || 7 762 || 1 274 ||   || 9 036 
 B.90 || Patrimonio netto || -88 || -30 || 498 || 4 500 || 210 || 5 090 || -469 ||   || 4 621 
   || Totale delle variazioni delle attività ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || IV.2 Conto delle variazioni patrimoniali 
 AN || Attività non finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 157 || 224 || 102 || 16 || 6 || 505 || 72 ||   || 577 
 B.10 || Totale delle variazioni del patrimonio netto || 237 || 4 || -54 || 304 || 9 || 500 || -6 ||   || 494 
 B.101 || Risparmio e trasferimenti in conto capitale || 88 || -5 || -90 || 210 || -1 || 202 || -10 ||   || 192 
 B.102 || Altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 14 || -1 || -2 || -1 || 0 || 10 ||   ||   || 10 
 B.103 || Guadagni (+)/perdite (-) nominali in conto capitale || 134 || 10 || 38 || 96 || 10 || 288 || 4 ||   || 292 
 AN || Attività non finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || IV.3 Conto patrimoniale di chiusura 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 3 378 || 3 768 || 789 || 205 || 127 || 8 267 || 1 346 ||   || 9 613 
 B.90 || Patrimonio netto || 149 || -26 || 444 || 4 804 || 219 || 5 590 || -475 ||   || 5 115 
AGGREGATI
8.88       Gli aggregati sono indicatori
sintetici del risultato dell'attività del totale dell'economia. Essi
costituiscono grandezze di riferimento fondamentali per l'analisi
macroeconomica e per le comparazioni nel tempo e nello spazio.
PRODOTTO INTERNO LORDO (PIL) AI PREZZI DI
MERCATO
8.89       Il prodotto interno lordo ai
prezzi di mercato rappresenta il risultato finale dell'attività di produzione
delle unità produttrici residenti. Può essere determinato applicando tre metodi
differenti.
a)      Metodo della produzione - Il PIL è pari
alla somma del valore aggiunto lordo dei diversi settori istituzionali o delle
diverse branche di attività economica, più le imposte sui prodotti e meno i
contributi ai prodotti (che non sono attribuiti a settori o a branche di
attività economica). Esso rappresenta anche la voce a saldo del conto della
produzione del totale dell'economia.
b)      Metodo della spesa - Il PIL è pari alla
somma degli impieghi finali di beni e servizi (consumi finali e investimenti
lordi) da parte delle unità istituzionali residenti, più le esportazioni e meno
le importazioni di beni e servizi.
c)      Metodo del reddito - Il PIL è pari alla
somma degli impieghi del conto della generazione dei redditi primari del totale
dell'economia (redditi da lavoro dipendente, imposte sulla produzione e sulle
importazioni al netto dei contributi, risultato lordo di gestione e reddito
misto del totale dell'economia).
8.90       Detraendo dal PIL gli
ammortamenti, si ottiene il prodotto interno netto (PIN) ai prezzi di mercato.
RISULTATO DI GESTIONE DEL TOTALE
DELL'ECONOMIA
8.91       Il risultato lordo (o netto) di
gestione del totale dell'economia corrisponde alla somma dei risultati lordi (o
netti) di gestione delle diverse branche di attività economica o dei diversi
settori istituzionali.
REDDITO MISTO DEL TOTALE DELL'ECONOMIA
8.92       Il reddito misto lordo (o
netto) del totale dell'economia coincide con il reddito misto lordo (o netto)
del settore delle famiglie.
REDDITO DA IMPRESA DEL TOTALE
DELL'ECONOMIA
8.93       Il reddito lordo (o netto) da
impresa del totale dell'economia corrisponde alla somma dei redditi lordi (o
netti) da impresa dei diversi settori. 
REDDITO NAZIONALE (AI PREZZI DI MERCATO)
8.94       Il reddito nazionale lordo (o
netto) (ai prezzi di mercato) rappresenta il totale dei redditi primari
percepiti dalle unità istituzionali residenti: redditi da lavoro dipendente,
imposte sulla produzione e sulle importazioni al netto dei contributi, redditi
da capitale (da percepire meno quelli da corrispondere), risultato (lordo o
netto) di gestione e reddito misto (lordo o netto).
Il reddito nazionale lordo (ai prezzi di mercato)
equivale al PIL previa detrazione da questo dei redditi primari che le unità
residenti corrispondono a unità non residenti e previa aggiunta dei redditi
primari che le unità residenti percepiscono dal resto del mondo.
Il reddito nazionale non è un concetto di
produzione, bensì un concetto di reddito, che è più significativo se espresso
in termini netti, ossia al netto degli ammortamenti.
REDDITO NAZIONALE DISPONIBILE
8.95       Il reddito nazionale
disponibile lordo (o netto) è pari alla somma dei redditi disponibili lordi (o
netti) dei settori istituzionali. Il reddito nazionale disponibile lordo (o
netto) corrisponde al reddito nazionale lordo (o netto) (ai prezzi di mercato)
da cui sono detratti i trasferimenti correnti (imposte correnti sul reddito,
sul patrimonio, ecc., contributi sociali, prestazioni sociali e altri
trasferimenti correnti) effettuati a favore di unità non residenti e a cui sono
aggiunti i trasferimenti correnti che le unità residenti ricevono dal resto del
mondo.
RISPARMIO
8.96       Tale aggregato misura la parte
di reddito nazionale disponibile che non è utilizzata per la spesa per consumi
finali. Il risparmio nazionale lordo (o netto) è pari alla somma dei risparmi
lordi (o netti) dei diversi settori istituzionali.
SALDO DELLE OPERAZIONI CORRENTI CON IL
RESTO DEL MONDO
8.97       La voce a saldo del conto del
resto del mondo dei redditi primari e dei trasferimenti correnti rappresenta
l'eccedenza (se è negativa) o il disavanzo (se è positiva) per il totale dell'economia
delle sue operazioni correnti (scambi di beni e servizi, redditi primari,
trasferimenti correnti) con il resto del mondo.
ACCREDITAMENTO (+) O INDEBITAMENTO (-)
DEL TOTALE DELL'ECONOMIA
8.98       L'accreditamento (+), o
l'indebitamento (-), del totale dell'economia è pari alla somma degli
accreditamenti o degli indebitamenti dei settori istituzionali. Esso
rappresenta le risorse nette che il totale dell'economia mette a disposizione
del resto del mondo (se di segno positivo) o riceve dal resto del mondo (se di
segno negativo). L'accreditamento (+) o l'indebitamento (-) del totale
dell'economia coincidono — ma con segno opposto — con l'indebitamento (-) o
l'accreditamento (+) del resto del mondo.
PATRIMONIO NETTO DEL TOTALE DELL'ECONOMIA
8.99       Il patrimonio netto del totale
dell'economia corrisponde alla somma dei patrimoni netti dei settori
istituzionali. Esso rappresenta il valore delle attività non finanziarie del
totale dell'economia, al netto del saldo delle attività e passività finanziarie
del resto del mondo.
SPESE ED ENTRATE DELLE AMMINISTRAZIONI
PUBBLICHE 
Le spese e le entrate delle amministrazioni
pubbliche sono definite con riferimento a un elenco di rubriche del SEC.
8.100     Le spese delle amministrazioni
pubbliche comprendono le seguenti rubriche del SEC, registrate nella sezione
degli impieghi dei conti delle amministrazioni pubbliche, ad eccezione della
rubrica D.3, che viene registrata nella sezione delle risorse dei conti delle
amministrazioni pubbliche:
P.2 Consumi intermedi
P.5 Investimenti lordi
D.1 Redditi da lavoro dipendente
D.29 Altre imposte sulla produzione da versare
D.3 Contributi da erogare
D.4 Redditi da capitale da corrispondere
D.5 Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio,
ecc.
D.62 Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti
sociali in natura
D.632 Trasferimenti sociali in natura (acquisti di
beni e servizi destinabili alla vendita)
D.7 Altri trasferimenti correnti
D.8 Rettifica per variazione dei diritti
pensionistici
D.9p Trasferimenti in conto capitale da effettuare
NP Acquisizioni meno cessioni di attività non
prodotte
Le entrate delle amministrazioni pubbliche
comprendono le seguenti rubriche del SEC, registrate nella sezione delle
risorse dei conti delle amministrazioni pubbliche, ad eccezione della rubrica
D.39, che viene registrata nella sezione degli impieghi dei conti delle
amministrazioni pubbliche:
P.11 Produzione di beni e servizi destinabili alla
vendita
P.12 Produzione di beni e servizi per proprio uso
finale
P.13 Flussi monetari inerenti alla produzione di
beni e servizi non destinabili alla vendita
D.2 Imposte sulla produzione e sulle importazioni
da percepire
D.39 Altri contributi alla produzione da percepire
D. 4 Redditi da capitale da percepire
D.5 Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio,
ecc.
D.61 Contributi sociali netti
D.7 Altri trasferimenti correnti
D.9r Trasferimenti in conto capitale da ricevere
Per definizione, la differenza fra le entrate
e le spese delle amministrazioni pubbliche equivale all'accreditamento
(+)/indebitamento (–) del settore delle amministrazioni pubbliche.
Le operazioni inerenti a D.41 (interessi),
D.73 (trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche), D.92 (contributi
agli investimenti) e D.99 (altri trasferimenti in conto capitale) sono
consolidate. Le altre operazioni non sono consolidate.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 09
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 9 - TAVOLE DELLE RISORSE E DEGLI
IMPIEGHI E QUADRO DELLE INTERDIPENDENZE TRA GLI OPERATORI ECONOMICI
Introduzione
9.01       Scopo del presente capitolo è
fornire una panoramica delle tavole delle risorse e degli impieghi e del quadro
delle interdipendenze tra gli operatori economici.
9.02       Al centro del quadro delle
interdipendenze tra gli operatori economici si collocano le tavole delle
risorse e degli impieghi a prezzi correnti e a prezzi dell'anno precedente. Il
quadro è completato dalle tavole input-output simmetriche che sono ricavate
dalle tavole delle risorse e degli impieghi sulla base di ipotesi o di dati
aggiuntivi.
Le tavole delle risorse e degli impieghi e le
tavole input-output simmetriche possono essere ampliate e modificate a fini
specifici, come la compilazione di conti della produttività, di conti del
lavoro, di conti trimestrali, di conti regionali e di conti ambientali in
termini fisici o monetari.
9.03       Le tavole delle risorse e degli
impieghi sono matrici che riportano i valori delle operazioni sui prodotti
dell'economia nazionale, disaggregate per tipologia di prodotti e per branca di
attività economica. Le tavole presentano:
a)      la struttura dei costi di produzione e il
reddito generato dai processi di produzione;
b)      i flussi di beni e servizi prodotti
nell'ambito dell'economia nazionale;
c)      i flussi di beni e servizi tra l'economia
interna e il resto del mondo. A fini di analisi nel contesto europeo è
necessario operare una distinzione tra flussi intra-UE e flussi con paesi
extra-UE.
9.04       Una tavola delle risorse
presenta le risorse di beni e servizi per prodotto e per branca produttrice,
distinguendo tra risorse delle branche interne e importazioni. La tavola 9.1
fornisce una presentazione schematica di una tavola delle risorse.
Tavola 9.1 — Presentazione schematica di una tavola delle risorse
 Risorse || Branche di attività economica produttrici || Resto del mondo || Totale 
 Prodotti || Valore della produzione || Valore delle importazioni || Totale delle risorse per prodotto 
 Totale || Totale della produzione delle branche || Totale delle importazioni || Totale delle risorse 
9.05       Una tavola degli impieghi
presenta gli impieghi dei beni e servizi ripartiti per prodotto e per tipo di
impiego. Gli impieghi presentati nelle colonne sono i seguenti:
a)      consumi intermedi per branca di attività
economica;
b)      spesa per consumi finali delle famiglie,
delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle famiglie;
c)      investimenti lordi; 
d)      esportazioni.
Nelle colonne, tra
i consumi intermedi per branca di attività economica, la tavola presenta le
seguenti componenti del valore aggiunto lordo:
a)      redditi da lavoro dipendente;
b)      altre imposte (al netto dei contributi)
sulla produzione;
c)      reddito misto netto, risultato netto di
gestione e ammortamenti.
La tavola 9.2
fornisce una presentazione schematica di una tavola degli impieghi.
Tavola 9.2 — Presentazione schematica di una tavola degli impieghi
 Impieghi || Branche di attività economica acquirenti || Consumi finali || Investimenti lordi || Resto del mondo || Totale 
 Prodotti ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale || Consumi intermedi || Consumi finali || Investimenti lordi || Esportazioni || Totale degli impieghi 
 Componenti del valore aggiunto || Redditi da lavoro dipendente Altre imposte al netto dei contributi Risultato netto di gestione Ammortamenti (consumo di capitale fisso) ||   
9.06       Nelle tavole delle risorse e
degli impieghi valgono le identità di seguito indicate.
a)      Per ogni branca di attività economica la
produzione è pari alla somma dei consumi intermedi e del valore aggiunto lordo.

b)      Per ogni prodotto le risorse sono pari
alla somma di tutti gli impieghi presentati in righe bilanciate delle tavole
delle risorse e degli impieghi. 
Tale identità vale soltanto nel caso in cui le
risorse e gli impieghi siano valutati sulla stessa base: ossia entrambi ai
prezzi di acquisto o entrambi ai prezzi base (cfr. paragrafi 9.30-9.33).
Pertanto, per ciascun prodotto vale l'identità:
risorse ai prezzi di acquisto = 
produzione del prodotto ai prezzi base
più     importazioni
ai prezzi base
più     margini
commerciali e di trasporto
più     imposte (al
netto dei contributi) sui prodotti
= impieghi del prodotto ai prezzi di acquisto,
che sono uguali a:
domanda intermedia del prodotto
più     spesa per
consumi finali
più     investimenti
lordi
più     esportazioni
A livello del totale dell'economia, la domanda
intermedia totale è pari al totale dei consumi intermedi. I margini commerciali
e di trasporto sono pari a zero per l'intera economia in quanto sono compensati
dalla produzione delle branche che realizzano tali margini. L'identità può
essere stabilita come:
produzione + importazioni + imposte sui prodotti = consumi intermedi + consumi finali +
investimenti + esportazioni
pertanto
produzione - consumi
intermedi + imposte sui prodotti
= consumi finali + investimenti + esportazioni al
netto delle importazioni 
ciò che dimostra l'equivalenza della misurazione
del PIL con il metodo della produzione e con il metodo della spesa.
c)      Il valore aggiunto lordo
rappresenta la differenza tra la produzione e i consumi intermedi per branca di
attività economica. Esso coincide con la somma dei redditi generati. Il valore
aggiunto lordo è pari alla somma di: redditi da lavoro dipendente,
ammortamenti, risultato netto di gestione/reddito misto netto e altre imposte (al
netto dei contributi) sulla produzione. Ciò consente di controllare la coerenza
tra i due metodi di misurazione del PIL: il metodo del reddito e il metodo
della produzione.
9.07       Le tavole delle risorse e degli
impieghi costituiscono il quadro centrale di riferimento per le analisi per
branca di attività economica, quali le analisi della produzione, del valore
aggiunto, dei redditi da lavoro dipendente, dell'occupazione, del risultato di
gestione/reddito misto, delle imposte (al netto dei contributi) sulla
produzione, degli investimenti fissi lordi, degli ammortamenti e dello stock di
capitale.
9.08       Nelle tavole delle risorse e
degli impieghi figurano i flussi registrati nei seguenti conti:
a)      il conto di equilibrio dei beni e servizi;
b)      il conto della produzione;
c)      il conto della generazione dei redditi
primari.
Tali conti presentano la generazione dei redditi e
le risorse e gli impieghi di beni e servizi per settore istituzionale. Le tavole delle risorse e degli impieghi possono integrare tali
informazioni presentando una disaggregazione per branca di attività economica
ed evidenziando variazioni di prezzo e di volume. Le informazioni per settore
istituzionale nei conti per settore e le informazioni per branca di attività
economica nelle tavole delle risorse e degli impieghi possono essere collegate
con l'ausilio di una tavola di classificazione incrociata come la tavola 9.3.
Tavola 9.3 - Tavola di collegamento tra le
tavole delle risorse e degli impieghi e i conti per settore 
   || Branche di attività economica (NACE) 1 – 2 – 3 – 4 – 5 - … || Totale 
 Settore ||   ||   
 S.11 Società non finanziarie ||   ||   
 Consumi intermedi ||   ||   
 Valore aggiunto lordo ||   ||   
 Redditi da lavoro dipendente ||   ||   
  altre imposte (al netto dei contributi) sulla produzione ||   ||   
 Ammortamenti (consumo di capitale fisso) ||   ||   
 Risultato netto di gestione/reddito misto netto ||   ||   
 Produzione ||   ||   
 Investimenti fissi lordi ||   ||   
 Stock di capitale fisso ||   ||   
 Occupati ||   ||   
 S.12 Società finanziarie ||   ||   
 Consumi intermedi ||   ||   
 . . . ||   ||   
 Occupati ||   ||   
 S.13 Amministrazioni pubbliche ||   ||   
 S.14 Famiglie ||   ||   
 S.142 Lavoratori indipendenti ||   ||   
 Servizi di abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari ||   ||   
 S.15 Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie ||   ||   
 Totale dei settori ||   ||   
 Consumi intermedi ||   ||   
 . . . . ||   ||   
 Occupati ||   ||   
9.09       Una tavola input-output
simmetrica è presentata nella tavola 9.4. Si tratta di una matrice che
evidenzia la corrispondenza tra risorse e impieghi attraverso la suddivisione
della produzione prodotto per prodotto o branca per branca e che presenta
dettagliatamente le operazioni per consumi intermedi e impieghi finali. Vi è
una importante differenza concettuale fra una tavola input-output simmetrica e
una tavola degli impieghi: in quest'ultima tavola, le registrazioni mettono in
evidenza il modo in cui i prodotti sono utilizzati dalle branche di attività
economica come consumi intermedi, mentre, nella tavola input-output simmetrica,
sono possibili due presentazioni alternative:
a)      le registrazioni mettono in evidenza il
modo in cui i prodotti sono utilizzati come consumi intermedi per ottenere
prodotti, o
b)      le registrazioni mettono in evidenza il
modo in cui la produzione di una branca di attività economica è utilizzata come
consumi intermedi di altre branche per creare la produzione delle branche.
Pertanto, in una tavola input-output simmetrica
viene utilizzata, tanto per le righe quanto per le colonne, o una
classificazione dei prodotti o una classificazione delle branche di attività
economica.
Tavola 9.4 —
Presentazione schematica di una tavola input-output simmetrica per i prodotti
   || Prodotti risultanti dalla produzione || Consumi finali || Investimenti lordi || Resto del mondo || Totale 
 Prodotti utilizzati || Consumi intermedi || Consumi finali delle famiglie, delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie e delle amministrazioni pubbliche || Investimenti lordi || Esportazioni ||   
 Totale ||   ||   ||   ||   ||   
 Componenti del valore aggiunto lordo ||   ||   ||   ||   ||   
 Resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale ||   ||   ||   ||   ||   
9.10       La maggior parte delle
informazioni statistiche che possono essere ottenute dalle unità di produzione
illustrano quali tipi di prodotti esse hanno prodotto e venduto e, normalmente
in misura meno dettagliata, quali tipi di prodotti esse hanno acquistato e
impiegato. Il formato delle tavole delle risorse e degli impieghi è concepito
in modo da accogliere questo tipo di informazioni statistiche (ossia prodotti
utilizzati per branca di attività economica).
9.11       Per contro, solo raramente sono
disponibili informazioni del tipo "prodotto per prodotto" oppure
"branca per branca", quali sono richieste dalla tavola input-output
simmetrica. Ad esempio, le indagini sulle branche di attività economica
solitamente forniscono informazioni sul tipo di prodotti impiegati nella
produzione e sui beni e servizi prodotti e venduti, mentre non sono disponibili
di norma informazioni sugli input utilizzati per produrre prodotti specifici.
9.12       Le informazioni organizzate
sotto forma di tavole delle risorse e degli impieghi costituiscono il punto di
partenza per la costruzione di tavole input-output simmetriche più analitiche.
Le informazioni "branca per prodotto" delle tavole delle risorse e
degli impieghi possono essere convertite in tavole simmetriche mediante
l'aggiunta di ulteriori informazioni sulla struttura degli input o ipotizzando
strutture di input o quote di mercato identiche per prodotto o per branca.
9.13       Le tavole delle risorse e degli
impieghi e il quadro delle interdipendenze tra gli operatori economici
assolvono tre diverse funzioni: 
–              
descrizione;
–              
strumento statistico;
–              
strumento di analisi.
Descrizione
9.14       Le tavole delle risorse e degli
impieghi forniscono una descrizione sistematica della generazione dei redditi,
delle risorse e degli impieghi per branca. L'evoluzione degli input e degli
output dei processi di produzione delle singole branche di attività economica è
presentata nel contesto dell'economia nazionale, ossia in relazione con i
processi di produzione di altre branche interne e del resto del mondo e la
spesa per consumi finali.
Un ruolo importante delle tavole delle risorse e
degli impieghi è quello di evidenziare le variazioni che intervengono nella
struttura dell'economia, ad esempio la diversa importanza che assumono le varie
branche, i mutamenti che si verificano a livello di input utilizzati e di
prodotti ottenuti e le modifiche della composizione della spesa per consumi
finali, degli investimenti lordi, delle importazioni e delle esportazioni. Tali
variazioni possono derivare da fenomeni quali la globalizzazione,
l'outsourcing, l'innovazione e da variazioni del costo del lavoro, delle
imposte, dei prezzi del petrolio e dei tassi di cambio.
Le tavole delle risorse e degli impieghi a prezzi
dell'anno precedente sono utilizzate per compilare statistiche della crescita
del PIL in volume e per descrivere le variazioni della struttura economica in
termini nominali o di volume. Esse costituiscono anche un quadro nel quale
inscrivere le variazioni dei prezzi nazionali e del costo del lavoro.
Strumento statistico
9.15       Grazie all'utilizzo di
informazioni sulla produzione, sulle spese e sul reddito in sede di costruzione
delle tavole delle risorse e degli impieghi e grazie alla rettifica delle stime
incoerenti è possibile compilare una serie attendibile ed equilibrata di conti
nazionali, comprendenti le stime di aggregati fondamentali quali il PIL a
prezzi correnti e a prezzi dell'anno precedente.
9.16       Per misurare il PIL ai prezzi
di mercato, si possono utilizzare tre metodi: il metodo della produzione, il
metodo della spesa e il metodo del reddito. Questi tre diversi metodi sono
applicati in sede di compilazione delle tavole delle risorse e degli impieghi.
a)      Secondo il metodo della produzione, il
PIL ai prezzi di mercato corrisponde alla produzione ai prezzi base meno i
consumi intermedi ai prezzi di acquisto, più le imposte (al netto dei
contributi) sui prodotti. 
b)      Secondo il metodo della spesa, il PIL ai
prezzi di mercato corrisponde alla somma delle rubriche degli impieghi finali
meno le importazioni: spesa per consumi finali + investimenti lordi +
esportazioni – importazioni.
c)      Secondo il metodo del reddito, il PIL ai
prezzi di mercato corrisponde alla somma dei redditi da lavoro dipendente,
degli ammortamenti, delle altre imposte (al netto dei contributi) sulla
produzione e del risultato netto di gestione/reddito misto netto, più le
imposte (al netto dei contributi) sui prodotti.
Una volta operato il bilanciamento delle tavole
delle risorse e degli impieghi si ottiene una stima unica del PIL ai prezzi di
mercato.
9.17       Le tavole delle risorse e degli
impieghi sono utili in particolare per stimare il PIL ai prezzi di mercato
secondo il metodo della produzione e secondo il metodo della spesa. Le
principali fonti di dati all'uopo disponibili sono le indagini sulle imprese e
dati amministrativi quali le dichiarazioni IVA e le informazioni sulle accise.
Le tavole delle risorse e degli impieghi sono utilizzate per combinare
informazioni ricavate applicando i metodi della produzione e della spesa
mediante il calcolo e il bilanciamento delle risorse e degli impieghi a livello
dei prodotti. Seguendo tale approccio, le risorse di uno specifico prodotto
sono calcolate e attribuite a diversi impieghi come la spesa per consumi finali
delle famiglie, consumi intermedi ed esportazioni. Il metodo del reddito non
consente un esercizio di bilanciamento altrettanto valido in quanto il
risultato di gestione e il reddito misto sono normalmente stimati come saldo
residuo sulla base delle informazioni ottenute applicando gli altri due metodi.
La coerenza delle tavole delle risorse e degli impieghi con i conti per settore
può essere verificata grazie a tavole di collegamento come la tavola 9.3. Tale
confronto può essere di aiuto nella stima del PIL ai prezzi di mercato, grazie
alla comparazione delle informazioni ottenute dai conti profitti e perdite delle
imprese con le equivalenti stime delle branche.
9.18       Le tavole delle risorse e degli
impieghi possono essere utilizzate per numerosi scopi statistici.
Ne sono un esempio:
a)      l'individuazione di lacune e incongruenze
nelle fonti dei dati;
b)      l'elaborazione di stime a saldo, ad
esempio la stima dei consumi finali di prodotti specifici quale saldo residuo
dopo aver attribuito gli altri impieghi dei prodotti;
c)      l'elaborazione di stime mediante
estrapolazioni di dati tra un periodo di base e periodi successivi per i quali
sono disponibili informazioni meno attendibili; ad esempio, è possibile stimare
dati annui sulla base di dati dettagliati sulle risorse e sugli impieghi per un
anno di riferimento e, successivamente, dati trimestrali per estrapolazione dal
periodo di riferimento;
d)      la verifica e il miglioramento della
coerenza, della plausibilità e della completezza dei dati delle tavole delle
risorse e degli impieghi e dei dati da esse ricavati come quelli dei conti
della produzione; a tal fine, il processo di bilanciamento dei conti non è
limitato alle tavole delle risorse e degli impieghi a prezzi correnti:
(1)     con l'ausilio di tavole come la tavola
9.3 che mostrano le relazioni con i conti per settore, è possibile effettuare
una comparazione diretta tra le stime sulla produzione, sulle spese e sui
redditi ottenute nel quadro del sistema delle risorse e degli impieghi e quelle
provenienti da fonti indipendenti utilizzate nei conti per settore; la riconciliazione
a questo stadio garantisce che, una volta esaurito il processo di bilanciamento
tra risorse e impieghi, sia assicurata la coerenza tra le tavole delle risorse
e degli impieghi e i conti per settore;
(2)     l'elaborazione di tavole input-output
simmetriche a partire da quelle delle risorse e degli impieghi può consentire
di individuare eventuali incongruenze e punti deboli in queste ultime tavole;
(3)     mediante l'elaborazione di tavole delle
risorse e degli impieghi a prezzi correnti e a prezzi costanti per due o più
anni, è possibile bilanciare contemporaneamente le stime delle variazioni di
volume, valore e prezzo: rispetto alla compilazione e al bilanciamento delle
tavole delle risorse e degli impieghi per un unico anno considerato
isolatamente e solo a prezzi correnti, ciò rappresenta un notevole incremento
dell'efficacia del quadro delle interdipendenze tra gli operatori economici;
e)      la ponderazione e il calcolo di numeri
indice e di misure di volume e di prezzo, ad esempio, del PIL tramite
deflazione degli impieghi finali per prodotto o applicando il metodo della
doppia deflazione per branca di attività economica. La deflazione è realizzata
al livello più dettagliato possibile di aggregazione delle operazioni, coerente
con stime attendibili delle oscillazioni dei prezzi, per i seguenti motivi:
(1)     in generale, gli indicatori di prezzo e
di volume sono più rappresentativi a un basso livello di aggregazione; 
(2)     le variazioni di qualità possono essere
misurate meglio a un livello più basso di aggregazione, ad esempio è possibile
tener conto di variazioni della composizione delle risorse o degli impieghi di
un gruppo di prodotti;
(3)     gli indici dei prezzi disponibili a
partire dalle statistiche dei prezzi sono spesso di tipo Laspeyres. Le
conseguenze della loro applicazione in sostituzione degli indici di tipo
Paasche teoricamente più appropriati sono meno gravi se essi sono impiegati a
un basso livello di aggregazione. 
Il bilanciamento delle risorse e degli impieghi di
un prodotto è tanto più facile quanto più elevato è il numero dei prodotti e i
dati sono disponibili a questo livello di dettaglio. La qualità dei risultati
ne risente positivamente, in particolare allorché i dati sono lacunosi.
Strumento di analisi
9.19       Sul piano analitico un
importante punto di forza delle tavole input-output è costituito dal fatto che
esse consentono di misurare non solo gli effetti primari allorché si
verificano, ad esempio, variazioni dei prezzi dell'energia o del costo del
lavoro, ma anche gli effetti secondari o più indiretti. Ad esempio, un aumento
significativo dei prezzi dell'energia colpisce non soltanto le branche di
attività economica a uso intensivo di energia, ma anche quelle che utilizzano i
prodotti di tali branche. Tali effetti indiretti possono essere molto
importanti perché talvolta sono più significativi degli effetti diretti.
Le tavole delle risorse degli impieghi più in
dettaglio
Classificazioni 
9.20       La classificazione utilizzata
per le branche di attività economica nelle tavole delle risorse, degli impieghi
e input-output è la NACE, mentre per i prodotti è utilizzata la CPA. Queste classificazioni
sono totalmente coerenti tra loro: a ciascun livello di aggregazione, la CPA
presenta i principali prodotti delle branche di attività economica secondo la
NACE.
9.21       Nelle tavole delle risorse e
degli impieghi, la classificazione dei prodotti è almeno altrettanto
particolareggiata di quella delle branche di attività economica: ad esempio, il
livello a tre cifre della CPA e il livello a due cifre della NACE.
9.22       La classificazione delle
branche e dei prodotti può essere operata sulla base di tre diversi tipi di
criteri: il criterio dell'offerta, il criterio della domanda e le dimensioni.
Se è la produttività ad essere oggetto di analisi, i prodotti e i rispettivi
produttori sono classificati in linea di principio secondo le tipologie di
processi di produzione. Se l'analisi verte sulla domanda, i prodotti sono
classificati per analogia di scopo, raggruppando ad esempio i beni di lusso, o
in funzione dei canali di commercializzazione, come il tipo di punto di vendita.
Ai fini delle analisi input-output si utilizza la stessa classificazione dei
prodotti o delle branche di attività economica per l'offerta e per la domanda.
La classificazione è definita in modo tale che le dimensioni di ciascuna classe
non rappresentino una parte troppo ristretta, né troppo ampia dell'economia
nazionale. Ai fini delle classificazioni internazionali ciò implica che
l'importanza quantitativa della maggior parte delle classi è rilevante in
numerosi paesi.
9.23       Le classificazioni delle branche
di attività economica e dei prodotti nei conti nazionali sono necessariamente
basate su una combinazione di tali criteri, ma sono anche il frutto di retaggi
storici. Perlopiù esse sono definite nell'ottica dei produttori e sono quindi
poco appropriate ad analisi dell'offerta e della domanda. I compilatori e gli
utilizzatori dei dati di contabilità nazionale relativi alle branche di
attività economica e ai prodotti devono avere ben presente ciò che ciascuno dei
gruppi effettivamente include o esclude e quali ne sono le implicazioni. Ad
esempio, la branca delle attività immobiliari include i servizi di abitazione
per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari, mentre dalla branca delle
assicurazioni sono esclusi gli enti di previdenza e assistenza sociale.
9.24       Le unità di attività economica
a livello locale di una stessa branca possono presentare processi di produzione
differenti. Ciò può rispecchiare differenze sostanziali nell'integrazione
verticale, con l'outsourcing di attività ausiliarie (quali i servizi di
pulizia, le attività amministrative e di trasporto e i servizi mensa), la
locazione di macchinari e il ricorso a personale fornito da agenzie di lavoro
temporaneo, e in termini di marketing. Può riflettere anche differenze tra
produttori legali e illegali o tra produttori di regioni diverse.
9.25       In considerazione della
mutevole importanza economica delle differenti branche e dei diversi prodotti,
dell'evoluzione dei processi di produzione e della comparsa di nuovi prodotti,
le classificazioni delle branche e dei prodotti sono regolarmente aggiornate.
Occorre tuttavia trovare un compromesso tra l'esigenza di procedere ad
aggiornamenti al fine di mantenere il passo con l'evoluzione dell'economia e la
necessità di comparabilità dei dati nel tempo, tenuto conto dei costi che tali
rilevanti modifiche comportano per i produttori e per gli utilizzatori dei dati.
9.26       La classificazione dei prodotti
nelle tavole delle risorse e degli impieghi è generalmente più dettagliata
della classificazione delle branche. Quattro ne sono i principali motivi:
a)      i dati disponibili sui prodotti sono
spesso molto più dettagliati di quelli sulle branche;
b)      la produzione caratteristica di una
branca può essere soggetta a prezzi e a regimi fiscali molto differenti, ad
esempio in caso di differenziazione dei prezzi; le attività di compilazione e
di analisi dei dati traggono beneficio dalla distinzione tra prodotti
differenti;
c)      al fine di consentire una deflazione di
elevata qualità e la stima di misure in termini di volume, i gruppi di prodotti
sono omogenei e ben collegati ai deflatori dei prezzi disponibili;
d)      per garantire un processo di compilazione
trasparente, sono necessari prodotti distinti allo scopo di evidenziare
specifiche convenzioni di contabilità nazionale come nel caso dei servizi di
abitazione per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari,
dell'assicurazione e della produzione da parte delle amministrazioni pubbliche
di beni e servizi destinabili e non destinabili alla vendita. 
9.27       La distinzione fra produzione
di beni e servizi destinabili alla vendita, produzione di beni e servizi per
proprio uso finale e produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita
non è necessaria per ciascun gruppo di prodotti e deve essere utilizzata
soltanto per il totale della produzione per branca di attività economica. 
9.28       La distinzione fra produttori
di beni e servizi destinabili alla vendita, produttori per proprio uso finale e
produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita è utilizzata per le
branche di attività economica allorché siffatti tipi di produttori sono
presenti. In generale, tale distinzione è pertanto operata soltanto per la
sottoclassificazione di un numero assai limitato di branche quali, ad esempio,
i servizi sanitari e l'istruzione.
9.29       Per analizzare l'economia degli
Stati membri dell'UE in una prospettiva europea o per ricavare tavole delle
risorse e degli impieghi per l'intera UE, le importazioni e le esportazioni
sono suddivise come segue:
a)      flussi intra-UE, distinguendo tra all'interno
dell'Unione monetaria europea e con gli altri Stati membri dell'UE;
b)      importazioni ed esportazioni con paesi
extra-UE.
Principi di valutazione 
9.30       Nella tavola delle risorse, i
flussi di beni e servizi sono valutati ai prezzi base. Nella tavola degli
impieghi, i flussi di beni e servizi sono valutati ai prezzi di acquisto. Nella
tavola 9.5 è illustrata la transizione dalle risorse ai prezzi base alle
risorse ai prezzi di acquisto che consente di ottenere una valutazione coerente
per le tavole delle risorse e degli impieghi. Poiché le risorse sono pari agli
impieghi per i prodotti, si rilevano due identità:
a)      risorse ai prezzi di
acquisto = impieghi ai prezzi di acquisto;
b)      risorse ai prezzi
base = impieghi ai prezzi base.
9.31       Il valore aggiunto lordo è
registrato ai prezzi base. Esso rappresenta la differenza tra la produzione
valutata ai prezzi base e i consumi intermedi valutati ai prezzi di acquisto.
9.32       Il valore aggiunto lordo al
costo dei fattori non è un concetto utilizzato nel SEC. Esso può essere
calcolato sottraendo dal valore aggiunto ai prezzi base le altre imposte (al
netto dei contributi) sulla produzione.
9.33       Per passare dalla valutazione
delle risorse ai prezzi base alla valutazione ai prezzi di acquisto occorre:
a)      ridistribuire i margini commerciali;
b)      ridistribuire i margini di trasporto;
c)      aggiungere le imposte sui prodotti
(esclusa l'IVA deducibile);
d)      detrarre i contributi ai prodotti.
Un procedimento simile si applica per passare
dagli impieghi ai prezzi di acquisto agli impieghi ai prezzi base, deducendo
tuttavia le imposte sui prodotti e aggiungendo i contributi ai prodotti. Le
tavole 9.8 e 9.9 illustrano più in dettaglio tale transizione. Queste tavole
sono utilizzate anche a scopi analitici, ad esempio per l'analisi dei prezzi e
l'analisi degli effetti delle variazioni delle aliquote delle imposte sui
prodotti.
9.34       Pertanto, dal processo di bilanciamento
si ottengono le seguenti tavole:
a)      le tavole delle risorse e degli impieghi
9.6 e 9.7, le quali mostrano, per singolo prodotto, i risultati finali del bilanciamento
dei totali delle risorse e degli impieghi ai prezzi di acquisto;
b)      le tavole dei margini commerciali e di
trasporto (tavola 9.7) e delle imposte (al netto dei contributi) sui prodotti
(tavola 9.8).
Tavola 9.5 - Tavola delle risorse ai prezzi base e trasformazione in
prezzi di acquisto
 Risorse || Branche di attività economica (NACE)   1 – 2 – 3 – 4 - … || Resto del mondo || Totale delle risorse ai prezzi base || Margini commerciali e di trasporto || Imposte (al netto dei contributi) sui prodotti || Totale delle risorse ai prezzi di acquisto 
 Prodotti (CPA) 1 2 3 4 || Produzione per prodotto e per branca || Importazioni per prodotto (CIF) || Totale delle risorse per prodotto ||   ||   ||   
 Totale || Totale della produzione per branca di attività economica ||   ||   || 0 ||   ||   
 Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita Produzione di beni e servizi per proprio uso finale Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita ||   ||   0   0 ||   || 0     0   0 ||   ||   
Tavola 9.6 - Tavola degli impieghi ai prezzi di acquisto
 Impieghi || Branche di attività economica (NACE) 1 – 2 – 3 – 4 - … || Consumi finali || Investimenti lordi || Resto del mondo || Totale 
 Prodotti (CPA) 1 2 3 4   . . . || Consumi intermedi di prodotti per branca di attività economica || Spesa per consumi finali per prodotto e per: a) famiglie b) istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie c) amministrazioni pubbliche || Investimenti lordi per prodotto e per: a) investimenti fissi lordi b) variazione degli oggetti di valore c) variazione delle scorte || Esportazioni per prodotto (FOB) || Totale degli impieghi per prodotto 
 Totale || Totale dei consumi intermedi per branca di attività economica || Totale dei consumi finali || Totale degli investimenti lordi || Totale delle esportazioni || Totale degli impieghi di prodotti 
 Redditi da lavoro dipendente Altre imposte (al netto dei contributi) sulla produzione Ammortamenti (consumo di capitale fisso) Risultato netto di gestione Reddito misto || Componenti del valore aggiunto lordo per branca ||   
 Totale || Totale degli input per branca 
 Informazioni supplementari Investimenti fissi lordi Stock di capitale fisso Occupati ||   
Margini commerciali e di trasporto
Tavola 9.7 - Margini commerciali e di
trasporto - Risorse
   || Margini commerciali e di trasporto sulle risorse di prodotti ||   
   || Commercio all'ingrosso || Commercio al dettaglio || Trasporti || Margini commerciali e di trasporto 
 Prodotti (CPA) 1 2 3 4     ||   ||   ||   || Margini commerciali e di trasporto sul totale delle risorse e degli impieghi per prodotto 
 Totale || Totale del commercio all'ingrosso || Totale del commercio al dettaglio || Totale dei trasporti || Totale dei margini sulle risorse e sugli impieghi per prodotto 
Tavola 9.7 (continuazione) Margini commerciali
e di trasporto - Impieghi
   ||   || Margini commerciali e di trasporto sugli impieghi di prodotti 
   || Margini commerciali e di trasporto || Branche di attività economica (NACE) 1 – 2 – 3 – 4 - … || Consumi finali || Investimenti lordi 
 Prodotti (CPA) 1 2 3 4   || Margini commerciali e di trasporto sul totale delle risorse e degli impieghi per prodotto || Margini commerciali e di trasporto sui consumi intermedi per prodotto e per branca || Margini commerciali e di trasporto sulla spesa per consumi finali per prodotto e per: a) famiglie b) istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie c) amministrazioni pubbliche || Margini commerciali e di trasporto sugli investimenti lordi per prodotto e per: a) investimenti fissi lordi b) variazione degli oggetti di valore c) variazione delle scorte 
 Totale || Totale dei margini sulle risorse e sugli impieghi per prodotto || Margini commerciali e di trasporto sui consumi intermedi, totale per branca || Totale dei margini commerciali e di trasporto sui consumi finali || Totale dei margini commerciali e di trasporto sugli investimenti lordi 
9.35       Una fase della transizione
delle tavole delle risorse dalla valutazione ai prezzi base alla valutazione ai
prezzi di acquisto e della transizione delle tavole degli impieghi dalla
valutazione ai prezzi di acquisto alla valutazione ai prezzi base è costituita
dalla redistribuzione dei margini commerciali: se la valutazione ai prezzi base
implica la registrazione dei margini commerciali come parte degli scambi di
prodotti, la valutazione ai prezzi di acquisto comporta l'attribuzione dei
margini commerciali ai prodotti cui si riferiscono. Lo stesso vale per i
margini di trasporto.
9.36       Il totale dei margini
commerciali per prodotto è pari alla somma del totale dei margini commerciali
delle branche del commercio e dei margini commerciali delle altre branche. La
stessa identità vale nel caso dei margini di trasporto.
9.37       I margini di trasporto
comprendono le spese di trasporto pagate separatamente dall'acquirente e
incluse negli impieghi dei prodotti ai prezzi di acquisto, ma non nei prezzi
base della produzione di un fabbricante o nei margini commerciali dei
commercianti all'ingrosso o al dettaglio. Sono incluse in particolare le spese
per:
a)      il trasporto di beni dal luogo di
fabbricazione al luogo di consegna all'acquirente, nel caso in cui il
fabbricante paghi il trasporto a un terzo e fatturi separatamente tale importo
all'acquirente;
b)      il trasporto di beni predisposto dal
fabbricante o dal commerciante all'ingrosso o al dettaglio secondo modalità
tali che l'acquirente deve pagare separatamente le spese di trasporto, anche
nel caso in cui il trasporto sia effettuato dallo stesso fabbricante o dal
commerciante all'ingrosso o al dettaglio.
9.38       Tutte le altre spese sostenute
per il trasporto di beni non sono registrate come margini di trasporto, ad
esempio:
a)      se il fabbricante trasporta lui stesso i
beni, i costi di trasporto sono inclusi nei prezzi base della sua produzione:
il trasporto rappresenta una attività ausiliaria e i singoli costi non sono
individuabili come spese di trasporto;
b)      se il fabbricante fa trasportare le merci
senza che venga emessa una fattura separata per i servizi di trasporto, i costi
di tali trasporti sono inclusi nei prezzi base della sua produzione: questi
costi sono individuabili come tali e sono registrati tra i consumi intermedi
del fabbricante;
c)      se i commercianti all'ingrosso e al
dettaglio provvedono a far trasportare i beni dal luogo in cui essi ne hanno
ottenuto la consegna al luogo di consegna ad un altro acquirente, i costi di
questi trasporti sono inclusi nei margini commerciali a condizione che non
vengano fatturati separatamente all'acquirente: come nel caso dei fabbricanti,
questi costi possono riferirsi a una attività ausiliaria dei commercianti
all'ingrosso e al dettaglio, oppure all'acquisto di un servizio di
intermediazione, rientrando così tra i margini commerciali ma non tra i margini
di trasporto; 
d)      se una famiglia acquista beni per consumi
finali e ne affida il trasporto a un terzo, tali costi di trasporto sono
registrati come spesa per consumi finali su servizi di trasporto (e non sono
inclusi nei margini commerciali o di trasporto).
9.39       La tavola 9.7 presenta una
versione semplificata di una matrice dei margini commerciali e di trasporto per
i motivi indicati in appresso.
a)      In sede di trasformazione degli impieghi
occorre operare una distinzione tra commercio all'ingrosso e commercio al
dettaglio, in modo da tener conto delle differenze di prezzo. Nel compilare le
tavole si dovrebbe tener presente che i commercianti all'ingrosso vendono
direttamente tanto alle famiglie quanto a branche di attività economica (ad
esempio, mobili) e che i commercianti al dettaglio vendono tanto a branche di
attività economica (ad esempio, caffè e ristoranti) quanto alle famiglie.
b)      Nel calcolare e analizzare i margini
commerciali sui prodotti relativi alla spesa per consumi finali delle famiglie,
per ciascun gruppo merceologico potrebbero anche essere individuati i canali
distributivi più importanti al fine di tener conto delle differenze di prezzo:
la distinzione tra commercio all'ingrosso e commercio al dettaglio non è
infatti sufficientemente dettagliata. Ad esempio, i beni e i servizi possono
essere acquistati dalle famiglie nei supermercati, nei negozi al dettaglio, nei
grandi magazzini, all'estero, oppure possono essere ottenuti come reddito in
natura. Per alcuni prodotti le vendite secondarie sono importanti: è il caso,
ad esempio, della vendita di sigarette presso caffè, ristoranti e stazioni di
servizio. Le vendite da parte dei commercianti al dettaglio sono rettificate
per ottenere il valore delle vendite alle famiglie, ad esempio detraendo le
vendite alle imprese, alle amministrazioni pubbliche e ai turisti. Ovviamente,
tali distinzioni possono essere operate soltanto se le fonti di dati
disponibili forniscono informazioni sufficienti per stimare la rilevanza di
ciascun canale di distribuzione. Anche per lo stesso commerciante o vettore, a
prodotti differenti corrispondono margini differenti. I dati più appropriati e
più utilizzati, allorché sono disponibili, sono quelli sui margini per tipo di
prodotto.
c)      Per il calcolo dei margini di trasporto
risulta utile una distinzione secondo il modo di trasporto (ad esempio,
trasporto su rotaia, su gomma, per via aerea o per via d'acqua).
Imposte (al netto dei contributi) sulla
produzione e sulle importazioni
9.40       Le imposte sulla produzione e
sulle importazioni comprendono:
a)      imposte sui prodotti (D.21): 
(1)     imposta sul valore aggiunto (IVA) e
imposte similari (D.211);
(2)     imposte e dazi sulle importazioni,
esclusa l'IVA (D.212); 
(3)     imposte sui prodotti, escluse le imposte
sulle importazioni e l'IVA (D.214);
b)      altre imposte sulla produzione (D.29). 
I contributi alla produzione e alle importazioni
sono articolati in modo analogo. Nelle tavole delle risorse e degli impieghi i
contributi figurano nella rubrica "Imposte (al netto dei contributi)
sulla produzione e sulle importazioni".
9.41       Le risorse ai prezzi base
comprendono le imposte al netto dei contributi alla produzione. Per passare dai
prezzi base ai prezzi di acquisto, si aggiungono le varie imposte sui prodotti
e si detraggono i contributi ai prodotti. 
Tavola 9.8 - Imposte (al netto dei contributi)
sui prodotti
Imposte (al netto dei contributi) sulle
risorse
   || Imposte (al netto dei contributi) sulle risorse di prodotti || Totale delle imposte (al netto dei contributi) sui prodotti 
   || IVA || Imposte sulle importazioni || Imposte sulle esportazioni || Altre imposte sui prodotti || Contributi alle importazioni || Contributi alle esportazioni || Altri contributi ai prodotti 
 Prodotti (CPA) 1 2 3 4       ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Imposte (al netto dei contributi) sul totale delle risorse per prodotto e per impiego 
 Totale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Tavola 9.8 -
Imposte (al netto dei contributi) sui prodotti (continuazione)
Imposte (al
netto dei contributi) sugli impieghi
   || Totale delle imposte (al netto dei contributi) sui prodotti || Imposte (al netto dei contributi) sugli impieghi di prodotti 
 Branche di attività economica (NACE) 1 – 2 – 3 – 4 - …. 
 Prodotti (CPA) 1 2 3 4       || Imposte (al netto dei contributi) sul totale delle risorse per prodotto e per impiego || Imposte (al netto dei contributi) sui consumi intermedi di prodotti per branca 
   ||   ||   
9.42       La tavola 9.8, relativa alle
imposte (al netto dei contributi) sui prodotti, costituisce una versione
semplificata in quanto:
a)      per gli impieghi di prodotti non è
operata alcuna distinzione tra i diversi tipi di imposte sui prodotti e i
contributi non sono presentati separatamente; per le risorse di prodotti si
distinguono solo tre tipi di imposte sui prodotti e due tipi di contributi; in
generale è utile presentare separatamente ciascun tipo di imposta sui prodotti
o di contributo ai prodotti e attribuire successivamente il totale ai diversi
gruppi di prodotti;
b)      le aliquote fiscali e i contributi
possono variare in funzione dei diversi canali di distribuzione; anche questi
ultimi dovrebbero pertanto essere distinti allorché ciò è pertinente ed
esistono informazioni sufficienti.
9.43       Le imposte (e i contributi) sui
prodotti corrispondono soltanto agli importi da pagare in forza di accertamenti
tributari, dichiarazioni fiscali, ecc. o agli importi effettivamente versati.
In sede di compilazione delle tavole delle risorse e degli impieghi, le imposte
sui prodotti e i contributi ai prodotti sono normalmente stimati per prodotto,
applicando ai diversi flussi della domanda l'aliquota ufficiale di imposta o di
contributo. Successivamente occorre pertanto valutare le differenze rispetto
agli importi iscritti a ruolo o agli importi effettivamente versati.
a)      Alcune di tali differenze indicano che la
stima iniziale delle imposte sui prodotti nelle tavole delle risorse e degli
impieghi non corrisponde alle definizioni del SEC. Occorre pertanto diminuire
la stima iniziale: 
(1)     in caso di esenzione;
(2)     in caso di attività dell'economia
sommersa o di evasione dal pagamento di imposte sui prodotti (ad esempio,
quando il pagamento delle imposte è obbligatorio, ma non vi è accertamento
tributario).
b)      In alcuni casi, le differenze possono
rivelare errori nell'elaborazione della stima iniziale per le imposte sui
prodotti e i contributi ai prodotti, ad esempio perché è stata sottostimata la
produzione di qualche prodotto. Possono quindi essere operate modifiche delle
stime dei flussi di beni e servizi.
9.44       L'IVA può essere deducibile,
non deducibile o non applicabile: 
a)      l'IVA deducibile è applicata alla maggior
parte dei consumi intermedi e degli investimenti fissi lordi e a una parte
della variazione delle scorte;
b)      l'IVA non deducibile si applica spesso
alla spesa per consumi finali delle famiglie, a una parte degli investimenti
fissi lordi come i nuovi alloggi occupati dai proprietari, a una parte della
variazione delle scorte e a una parte dei consumi intermedi, ad esempio i
consumi intermedi delle amministrazioni pubbliche e delle società finanziarie;
c)      l'IVA è generalmente non applicabile:
(1)     alle esportazioni verso i paesi extra-UE; 
(2)     alle vendite dei beni o dei servizi cui è
applicata una aliquota IVA pari a zero, indipendentemente dal loro impiego; una
aliquota IVA pari a zero implica tuttavia che l'IVA pagata sugli acquisti può
ancora essere recuperata; i consumi intermedi e gli investimenti lordi di tali
produttori sono pertanto corretti in misura pari all'ammontare dell'IVA
recuperata;
(3)     ai produttori esonerati dalla
presentazione della dichiarazione IVA, quali piccole imprese, organizzazioni
religiose, ecc. In questo caso il diritto al recupero dell'IVA sugli acquisti è
generalmente limitato.
9.45       L'IVA è registrata su base
netta: tutte le risorse sono valutate ai prezzi base, ossia escludendo l'IVA
fatturata, mentre gli impieghi intermedi e finali sono registrati ai prezzi di
acquisto, ossia escludendo l'IVA deducibile. 
Altri concetti fondamentali
9.46       Nelle tavole delle risorse e
degli impieghi si utilizzano due poste di rettifica per conciliare la
valutazione delle importazioni in tali tavole con la valutazione nei conti dei
settori istituzionali.
Nella tavola delle risorse, per ottenere una
valutazione comparabile con la produzione interna nello stesso gruppo di
prodotti, le importazioni di beni sono valutate a valori CIF. Il valore CIF
comprende i servizi di trasporto e di assicurazione prestati da residenti (ad
esempio, trasporto per conto proprio o trasporto da parte di vettori
specializzati residenti). Al fine di assicurare una valutazione coerente tra le
importazioni e le esportazioni, è opportuno che le esportazioni di servizi
includano tale valore. 
Nei conti dei settori istituzionali le
importazioni di beni sono valutate a valori FOB, ossia conformemente alla
valutazione delle esportazioni di beni. Tuttavia, nel caso della valutazione
FOB, il valore dei servizi di trasporto e di assicurazione prestati da
residenti, incluso nelle esportazioni di servizi, è di minore entità perché
copre soltanto i servizi prestati all'interno del paese esportatore. La
conseguenza dell'utilizzazione di metodi di valutazione differenti è quindi che
le importazioni totali nette sono identiche, mentre sia il totale delle
importazioni sia il totale delle esportazioni sono più elevati a causa della
valutazione CIF.
Nelle tavole delle risorse e degli impieghi è
possibile appianare le differenze tra i due metodi di valutazione mediante
l'introduzione di poste di rettifica tanto per le importazioni quanto per le
esportazioni. L'importo di tali poste dovrebbe essere pari al valore dei
servizi di trasporto e di assicurazione prestati da residenti, incorporato nel
valore CIF, ma non nel valore FOB, ossia relativi al trasporto e
all'assicurazione dalla frontiera del paese esportatore alla frontiera del
paese importatore. Tali poste di rettifica, una volta introdotte nelle tavole
delle risorse e degli impieghi, non richiedono alcun trattamento particolare
nei calcoli input-output.
9.47       I trasferimenti di beni usati
sono registrati nella tavola degli impieghi come spesa di segno negativo per il
venditore e come spesa di segno positivo per l'acquirente. Per il gruppo
merceologico in questione, i trasferimenti di beni usati equivalgono a una
riclassificazione tra gli impieghi. I costi dell'operazione tuttavia non
costituiscono una riclassificazione, ma sono registrati come un impiego di
servizi, ad esempio di servizi alle imprese o professionali. A fini descrittivi
e analitici, per taluni gruppi merceologici può essere utile indicare
separatamente l'importanza relativa dei trasferimenti di beni usati: ad
esempio, l'incidenza delle auto di seconda mano sul mercato delle auto nuove e
usate o della carta riciclata sull'offerta di prodotti cartacei.
9.48       Ai fini di una corretta
comprensione delle tavole delle risorse e degli impieghi, è utile ricordare
alcune delle convenzioni contabili adottate dal SEC.
a)      Le branche di attività economica sono
costituite da un insieme di unità di attività economica (UAE) che esercitano
una attività economica identica o simile. Una importante caratteristica delle
tavole delle risorse e degli impieghi è costituita dal fatto che esse
registrano separatamente le attività secondarie. Ciò implica che le attività di
produzione delle UAE non devono essere necessariamente omogenee. Il concetto di
UAE è illustrato più in dettaglio nel capitolo 2. Una unità di produzione
completamente omogenea è utilizzata in una tavola input-output simmetrica
prodotto per prodotto.
b)      Se una unità che esercita esclusivamente
attività ausiliarie è statisticamente osservabile, in quanto è prontamente
disponibile una contabilità distinta per la produzione da essa svolta o la sua
ubicazione geografica è diversa da quella dell'unità a favore della quale
presta la sua opera, essa è registrata come una unità distinta e classificata,
nei conti sia nazionali sia regionali, nella branca di attività corrispondente
alla sua attività principale. In mancanza di opportuni dati di base, la
produzione dell'attività ausiliaria può essere stimata sommando i costi. 
Se nessuna di tali condizioni è soddisfatta, tutti
gli input consumati da una attività ausiliaria, quali materiali, lavoro e
ammortamenti, sono considerati input dell'attività principale o secondaria che
essa supporta.
c)      I beni e i servizi prodotti e consumati
nel corso del medesimo periodo contabile e all'interno della stessa UAE locale
non sono individuati separatamente. Pertanto essi non sono registrati come
parte della produzione o dei consumi intermedi di tale UAE locale. 
d)      Le attività minute di trasformazione,
manutenzione o riparazione per conto di altre UAE locali devono essere
registrate su base netta, ossia escludendo il valore dei beni utilizzati.
e)      Si hanno importazioni ed esportazioni
allorquando vi è un trasferimento della proprietà tra residenti e non
residenti. Un movimento fisico di beni attraverso le frontiere nazionali non
comporta di per sé una importazione o una esportazione di tali beni. I beni
inviati all'estero per subire una lavorazione non sono registrati come
esportazioni e importazioni. Per contro, la rivendita a non residenti di beni
acquistati da non residenti senza che i beni entrino nell'economia dichiarante
è registrata come importazione ed esportazione nei conti del produttore e
dell'acquirente finale e come esportazione netta di beni nel quadro di una
operazione di merchanting nei conti dell'economia dichiarante.
f)       I beni durevoli possono essere oggetto
di locazione o di operazioni di leasing operativo. In tali casi, essi sono
registrati come investimenti fissi e stock di capitale fisso della branca dei
loro proprietari, mentre nella branca dei loro utilizzatori si registrano consumi
intermedi per l'ammontare del canone di locazione pagato.
g)      Le persone che lavorano per il tramite di
agenzie di lavoro temporaneo sono considerate occupate nella branca di tali
agenzie e non nelle branche in cui lavorano effettivamente. Di conseguenza, in
queste ultime branche, i corrispettivi riconosciuti alle agenzie per la
fornitura di forza lavoro sono registrati come consumi intermedi e non come
redditi da lavoro dipendente. Il subappalto di manodopera è considerato
prestazione di servizi.
h)      L'occupazione e i redditi da lavoro
dipendente sono concetti assai vasti.
(1)     L'occupazione creata per scopi sociali è
anch'essa considerata occupazione; ciò vale, ad esempio, per i progetti di
avvio al lavoro di persone disabili, di persone disoccupate da lungo tempo e di
giovani in cerca di occupazione. Pertanto, le persone in questione sono
lavoratori dipendenti che percepiscono redditi da lavoro dipendente e non
trasferimenti sociali, benché la loro produttività possa essere inferiore a
quella degli altri lavoratori dipendenti.
(2)     L'occupazione comprende casi di persone
che non lavorano affatto: ad esempio, le persone licenziate che continuano a
percepire emolumenti dai loro ex datori di lavoro per qualche tempo dopo il
licenziamento. Tuttavia l'occupazione in termini di ore lavorate non subisce
distorsioni per effetto di tale convenzione, in quanto non si hanno ore
effettivamente lavorate. 
Informazioni supplementari
9.49       La tavola degli impieghi 9.6
contiene informazioni supplementari: investimenti fissi lordi, stock di
capitale fisso e occupati per branca di attività economica. La ripartizione tra
lavoratori dipendenti e lavoratori indipendenti fornisce utili informazioni
aggiuntive. Le informazioni sugli investimenti fissi lordi e sugli stock di
capitale fisso per branca di attività economica sono necessarie per ricavare
gli ammortamenti per branca di attività economica e ai fini della registrazione
dell'IVA non deducibile sugli investimenti fissi lordi. Le informazioni
sull'occupazione per branca di attività economica sono importanti per
molteplici motivi:
–              
i dati sull'occupazione sono spesso utilizzati per
estrapolare i valori della produzione, i redditi da lavoro dipendente, i
consumi intermedi e il reddito misto; 
–              
rapporti importanti come produzione, redditi da
lavoro dipendente e reddito misto per unità di lavoro come le ore lavorate
possono essere comparati nel tempo e per branca di attività economica allo
scopo di verificare la plausibilità delle stime;
–              
tali informazioni contribuiscono ad assicurare la
coerenza tra i valori per branca e i dati sull'occupazione per branca di
attività economica. Ad esempio, senza una esplicita relazione con i dati
sull'occupazione, il processo di bilanciamento può comportare variazioni dei
valori per branca di attività economica senza corrispondenti variazioni dei
dati sull'occupazione. 
L'aggiunta di informazioni sull'occupazione per
branca di attività economica è utile anche ai fini dell'analisi
dell'occupazione e della produttività.
Fonti di dati e bilanciamento
9.50       Le principali fonti di dati per
la determinazione della produzione per branca di attività economica e per
prodotto sono normalmente rappresentate da indagini economiche sulle imprese,
indagini sulla produzione e relazioni annuali o conti delle principali imprese.
Le indagini sono generalmente esaustive per le grandi imprese, mentre per le
imprese di piccole dimensioni si ricorre a indagini per campione. Per alcune
attività specifiche possono essere utilizzate fonti di dati differenti: ad
esempio, per gli organismi di sorveglianza, i conti delle amministrazioni
pubbliche locali e centrali o degli enti di previdenza e di assistenza sociale.
9.51       Tali dati sono utilizzati per
preparare una prima serie incompleta di tavole delle risorse e degli impieghi
che sono poi sottoposte a bilanciamento in varie fasi successive. Il bilanciamento
manuale dei conti a un basso livello di aggregazione permette di individuare
errori nelle fonti di dati ed errori sistematici e, contemporaneamente, di
apportare modifiche ai dati di base al fine di correggere discordanze
concettuali e di tener conto di unità mancanti. Se la riconciliazione è
effettuata a un livello più elevato di aggregazione, servendosi di un processo
automatico o di un processo di bilanciamento rigorosamente su base sequenziale,
la maggior parte dei controlli viene a mancare perché gli errori si annullano e
le loro cause non possono essere individuate.
Strumenti per l'elaborazione di analisi e
per approfondimenti
9.52       A fini di analisi si possono
utilizzare tre tipi di tavole: 
–              
tavole delle risorse e degli impieghi;
–              
tavole input-output simmetriche, branca per branca;

–              
tavole input-output simmetriche, prodotto per
prodotto. 
Le tavole input-output simmetriche possono essere
ricavate dalle tavole delle risorse e degli impieghi, a prezzi correnti e anche
a prezzi dell'anno precedente.
9.53       La tavola degli impieghi 9.6
non specifica in quale misura i beni e i servizi impiegati sono di produzione
interna oppure di importazione. Questa informazione è tuttavia necessaria per
quelle analisi in cui assume rilievo il rapporto tra risorse e impieghi di beni
e servizi nell'ambito dell'economia nazionale. Un esempio è costituito
dall'analisi dell'impatto delle variazioni delle esportazioni o della spesa per
consumi finali sulle importazioni, sulla produzione interna e su variabili
correlate quali l'occupazione. Per il quadro delle interdipendenze tra gli
operatori economici sarebbe utile disporre di tavole degli impieghi distinte
per i prodotti importati e per i beni e i servizi di produzione interna. 
9.54       La tavola degli impieghi dei
prodotti importati è compilata utilizzando tutte le informazioni disponibili
sugli impieghi delle importazioni. Ad esempio, per alcuni prodotti potrebbero
essere note le principali imprese di importazione e per alcuni produttori
potrebbero essere disponibili informazioni sul volume delle importazioni. In
generale, tuttavia, le informazioni statistiche dirette sugli impieghi delle
importazioni sono scarse e devono essere pertanto integrate da ipotesi
sull'attribuzione dei gruppi merceologici agli impieghi.
9.55       La tavola degli impieghi dei
beni e dei servizi di produzione interna può essere quindi ottenuta detraendo
dalla tavola degli impieghi dell'intera economia la tavola degli impieghi dei
prodotti importati.
9.56       In teoria esistono quattro
modelli di base per la trasformazione di una tavola delle risorse e degli
impieghi in una tavola input-output simmetrica. Tali modelli sono basati
sull'ipotesi di una tecnologia unica o di una struttura fissa di vendita. La
più utilizzata è l'ipotesi di una tecnologia unica per prodotto: ogni prodotto
è fabbricato secondo un metodo specifico a lui proprio, indipendentemente dalla
branca che lo produce. A tale ipotesi si fa spesso ricorso per ricavare una
tavola input-output prodotto per prodotto. Un secondo modello si avvale
dell'ipotesi di una struttura fissa di vendita dei prodotti (ipotesi basata
sulle quote di mercato): ogni prodotto ha una propria struttura di vendita
specifica, a prescindere dalla branca che lo produce. Tale approccio è spesso
utilizzato per ricavare una tavola input-output branca per branca. Sono
possibili modelli ibridi che utilizzano più ipotesi. I modelli basati sulle
ipotesi di una tecnologia unica per branca di attività o di strutture fisse di
vendita per le branche presentano minore rilevanza pratica, in considerazione
della minore probabilità che si riscontrino nella realtà. Una discussione sui
modelli alternativi e sui processi di trasformazione è contenuta nel capitolo
11 del manuale "Eurostat Manual of Supply, Use and Input-Output Tables",
edito nel 2008.
9.57       La scelta della migliore
ipotesi da utilizzare in ciascun caso non è facile. Essa dipende dalla
struttura delle branche di un paese (ad esempio, dal loro grado di
specializzazione), dall'omogeneità delle tecnologie nazionali utilizzate per
fabbricare i prodotti nell'ambito di uno stesso gruppo merceologico e, non da
ultimo, dal livello di dettaglio dei dati di base.
La semplice applicazione dell'ipotesi di una
tecnologia unica per prodotto dà risultati inaccettabili, nella misura in cui i
coefficienti input-output ottenuti appaiono spesso improbabili, quando non
addirittura impossibili nel caso di coefficienti negativi. Tali coefficienti
poco plausibili possono essere riconducibili a errori di misurazione o a una
eterogeneità della composizione dei prodotti della branca di cui il prodotto
trasferito costituisce il prodotto principale. A ciò si può rimediare operando
delle rettifiche fondate su informazioni supplementari o su valutazioni basate
sull'esperienza. Un'altra soluzione consiste nell'applicare l'ipotesi
alternativa di una struttura fissa di vendita dei prodotti. Nella pratica si è
verificato che un utile approccio all'elaborazione di tavole input-output
simmetriche è costituito dall'utilizzo di ipotesi di tecnologia mista in
combinazione con informazioni integrative.
9.58       La tavola input-output
simmetrica può essere disaggregata in due tavole:
a)      una matrice indicante gli impieghi delle
importazioni; il formato di questa tavola è identico a quello della tavola
delle importazioni che accompagna le tavole delle risorse e degli impieghi,
salvo che è utilizzata una struttura simmetrica con la stessa classificazione
su entrambi i lati;
b)      una tavola input-output simmetrica per la
produzione interna.
Quest'ultima tavola dovrebbe essere utilizzata per
il calcolo dei coefficienti cumulati, ossia l'inversa della matrice di
Leontief, corrispondente all'inversa della matrice ottenuta sottraendo dalla
matrice unità I la matrice dei coefficienti tecnici ottenuta dalla matrice
della produzione interna utilizzata come consumi intermedi. L'inversa della
matrice di Leontief può anche essere ricavata per le importazioni. Si dovrebbe
quindi ipotizzare che le importazioni siano state prodotte in modo identico ai
concorrenti prodotti di produzione interna.
9.59       Le tavole delle risorse e degli
impieghi e le tavole input-output simmetriche possono essere utilizzate quali
strumenti di analisi economica. A tal fine, ambedue i tipi di tavole presentano
pregi specifici. Le tavole input-output simmetriche sono prontamente
disponibili per calcolare gli effetti non solo diretti, ma anche indiretti e
cumulativi. Possono anche essere di buona qualità se si è fatto ricorso alla
competenza di esperti e a vari tipi di informazioni statistiche per ricavarle a
partire dalle tavole delle risorse e degli impieghi.
9.60       Le tavole branca per branca
sono adatte alla realizzazione di analisi sulle branche di attività economica,
come ad esempio con riguardo a riforme fiscali, analisi dell'impatto, decisioni
di politica fiscale e politica monetaria. Sono anche più vicine alle varie
fonti di dati statistici. Le tavole prodotto per prodotto sono adatte alla
realizzazione di analisi sulle unità di produzione omogenea, come ad esempio in
tema di produttività, confronto delle strutture dei costi, effetti
sull'occupazione, politica dell'energia e politica ambientale. 
9.61       Le proprietà analitiche delle
tavole prodotto per prodotto e branca per branca non divergono tuttavia in
maniera rilevante. Le differenze tra i due tipi di tavole sono riconducibili
all'esistenza di quantità generalmente limitate di produzione secondaria. Nella
pratica gli impieghi analitici delle tavole input-output presuppongono
implicitamente una tecnologia unica per branca, a prescindere dal modo in cui
le tavole sono state originariamente compilate. Inoltre, nella pratica, ogni
tavola prodotto per prodotto rappresenta una tavola branca per branca
modificata in quanto contiene ancora tutte le caratteristiche delle UAE
istituzionali e delle imprese delle tavole delle risorse e degli impieghi. 
9.62       In generale, le tavole delle
risorse e degli impieghi e le tavole input-output simmetriche possono servire
per molti specifici tipi di analisi quali, ad esempio:
a)      analisi della produzione, della struttura
dei costi e della produttività;
b)      analisi dei prezzi;
c)      analisi dell'occupazione;
d)      analisi della struttura degli
investimenti, dei consumi finali, delle esportazioni, ecc.;
e)      disaggregazione della crescita economica
servendosi delle quote cumulate di costi per attribuire le importazioni ai vari
usi finali; 
f)       analisi del contributo alla crescita
economica e all'occupazione delle esportazioni verso altri (gruppi di) paesi;
g)      analisi delle importazioni di energia;
h)      analisi dell'impatto di nuove tecnologie;
i)       analisi degli effetti delle variazioni
delle aliquote fiscali (ad esempio, dell'IVA) o dell'introduzione di un salario
minimo nazionale;
j)       analisi delle relazioni fra produzione
interna e ambiente, ad esempio focalizzando l'attenzione sull'impiego di
prodotti specifici quali combustibili, carta e vetro o le emissioni di
inquinanti. 
Un macromodello può includere anche solo le quote
cumulate di costi calcolate a partire dalle tavole input-output. In tal modo le
informazioni ricavate dalla tavola input-output sugli effetti diretti e
indiretti, ad esempio sull'importanza del costo del lavoro o delle importazioni
di energia per i consumi privati o le esportazioni, sono incorporate nel
macromodello e possono essere utilizzate a fini di analisi e di previsione. 
9.63       Per essere utilizzate a fini
più specifici, le tavole delle risorse e degli impieghi e le tavole
input-output simmetriche possono essere modificate mediante l'introduzione di
classificazioni alternative e supplementari. Ad esempio:
a)      classificazioni di prodotti e di branche
più dettagliate, basate su classificazioni nazionali o finalizzate a perseguire
scopi specifici come, ad esempio, l'analisi del ruolo della ricerca e dello
sviluppo nell'economia nazionale;
b)      ripartizioni geografiche più dettagliate
delle importazioni e delle esportazioni, ad esempio ripartizione del commercio
intra-UE per paese e ripartizione del commercio extra-UE per aree economiche e
con riferimento ad alcuni paesi specifici come gli Stati Uniti, la Cina,
l'India e il Giappone;
c)      classificazione delle importazioni in:
(1)     importazioni di prodotti che sono
fabbricati anche nel paese (importazioni competitive);

(2)     importazioni di prodotti che non sono
fabbricati nel paese (importazioni complementari);
Entrambi i tipi di importazioni possono presentare
una relazione diversa con l'economia nazionale e assumere per questa una
importanza differente. Potendo sostituirsi alla produzione interna, le
importazioni competitive possono essere oggetto di analisi specifiche, anche ai
fini delle decisioni di politica economica. Pertanto, esse potrebbero essere
inserite come una categoria distinta degli impieghi finali potenziali nelle
tavole degli impieghi. Per le importazioni complementari, ad esempio nel caso
di un improvviso aumento dei prezzi dell'energia, le analisi saranno per lo più
incentrate sull'impatto delle variazioni del loro prezzo sull'economia
nazionale.
d)      classificazione dei redditi da lavoro
dipendente sulla base di criteri quali il livello di istruzione, il lavoro a
tempo pieno e a tempo parziale, l'età e il sesso; la medesima classificazione
potrebbe anche essere applicata a informazioni supplementari sull'occupazione:
le tavole delle risorse e degli impieghi potrebbero pertanto essere utilizzate anche
per analisi del mercato del lavoro;
e)      ripartizione dei redditi da lavoro
dipendente in:
(1)     retribuzioni lorde, di cui: contributi
sociali a carico dei lavoratori dipendenti;
(2)     contributi sociali a carico dei datori di
lavoro;
Questa articolazione consente di analizzare
l'incidenza dei contributi sociali sul costo del lavoro e l'incidenza di tale
onere sul risultato lordo di gestione.
f)       classificazione dei consumi finali
secondo la funzione (COICOP per le famiglie, COPNI per le istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie e COFOG per le amministrazioni
pubbliche). La classificazione di queste spese secondo la funzione consente di
valutare l'impatto di ciascuna funzione sul resto dell'economia come, ad
esempio, l'incidenza della spesa pubblica e privata sulla sanità, sui trasporti
e sull'istruzione.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 10
 
ALLEGATO A 
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell’Unione europea 
ALLEGATO A
Capitolo 10 –
Misure di prezzo e di volume
10.01     In un sistema di conti economici
tutti i flussi e gli stock sono espressi in unità monetarie. L’unità monetaria
è il solo denominatore comune che può essere utilizzato per valutare le
operazioni estremamente diverse registrate nei conti e per ricavare saldi
contabili significativi.
Il problema insito nell’utilizzazione di un’unità
monetaria come unità di misura consiste nel fatto che tale unità non è uno standard
né stabile, né internazionale. Una delle preoccupazioni maggiori dell’analisi
economica è misurare la crescita economica in termini di volume tra differenti periodi.
È così necessario distinguere, nelle variazioni di valore di taluni aggregati
economici, le variazioni derivanti unicamente da variazioni di prezzo dalle
altre che sono denominate variazioni di “volume”.
L’analisi economica consiste anche nell’effettuare
confronti nello spazio, ad esempio tra economie nazionali diverse. Benché l’accento
sia messo sui confronti internazionali dei livelli di produzione e di reddito
in termini di volume, anche il livello dei prezzi presenta un interesse. È
quindi necessario scomporre le differenze di valore degli aggregati economici
tra coppie o gruppi di paesi in modo da far apparire le due componenti, che
riflettono le differenze di volume e le differenze di prezzo.
10.02     Nel caso di confronti temporali
di flussi e di stock, va attribuita pari importanza all’accurata misurazione
delle variazioni di prezzo e di volume. Nel breve periodo l’osservazione delle
variazioni di prezzo non è meno interessante della misurazione del volume dell’offerta
e della domanda. A più lungo termine lo studio della crescita economica deve
tener conto dei movimenti dei prezzi relativi dei vari tipi di beni e servizi.
Lo scopo primario non è semplicemente quello di
fornire misure complete delle variazioni dei prezzi e dei volumi dei principali
aggregati del sistema, bensì quello di raccogliere un insieme di misurazioni
interdipendenti che consentano di effettuare analisi sistematiche e dettagliate
dell’inflazione, della crescita e delle fluttuazioni economiche.
10.03     Come regola generale, per i confronti
nello spazio occorre effettuate misurazioni accurate sia per la componente
volume che per la componente prezzo degli aggregati economici. Poiché il
divario tra la formula di Laspeyres e quella di Paasche è spesso rilevante nei confronti
spaziali, la formula dell’indice di Fisher è la sola accettabile a tal fine.
10.04     I conti economici presentano il
vantaggio di fornire un quadro adeguato per costruire un sistema di indici di
volume e di prezzo e per assicurare la coerenza dei dati statistici. I vantaggi
di un approccio contabile possono essere riassunti come segue:
a)      a livello concettuale l’uso di un quadro
contabile che copra l’intero sistema economico richiede che i prezzi e le unità
fisiche per i diversi prodotti e flussi del sistema siano specificati in modo
coerente. In un ambito di questo tipo, i concetti di prezzo e di volume per un
determinato gruppo di prodotti vengono definiti in modo identico nelle risorse
e negli impieghi;
b)      a livello statistico l’uso del sistema di
conti economici impone vincoli contabili che devono essere rispettati sia a
prezzi correnti che in termini di volume; di norma sarà necessario effettuare
alcune correzioni per assicurare la coerenza dei dati di prezzo e di volume;
c)      inoltre, la creazione di un sistema
integrato di indici di prezzo e di volume nel contesto di un sistema di conti
economici permette ai contabili nazionali di effettuare controlli
supplementari; supponendo che esista un sistema bilanciato di tavole delle
risorse e degli impieghi a prezzi correnti, la costruzione di tali tavole
bilanciate in termini di volume significa che ne può essere automaticamente
derivato un sistema di indici dei prezzi impliciti. L’esame della plausibilità
di tali indici derivati può portare alla revisione e correzione dei dati in
termini di volume e in alcuni casi addirittura a quella dei valori a prezzi
correnti;
d)      infine, l’approccio contabile permette di
misurare le variazioni di prezzo e di volume per alcuni saldi contabili,
essendo questi ultimi derivati per definizione dagli altri elementi dei conti.
10.05     Malgrado i vantaggi di un
sistema integrato, basato sull’equilibrio, sia complessivo che per branca di
attività economica, delle operazioni su beni e servizi, occorre riconoscere che
gli indici di prezzo e di volume così ottenuti non soddisfano tutte le
necessità né rispondono a tutte le possibili domande riguardo alle variazioni
di prezzo o di volume. I vincoli contabili e la scelta delle formule per gli
indici di prezzo e di volume, sebbene essenziali per la costruzione di un
sistema coerente, possono a volte costituire un ostacolo. Si avverte inoltre la
necessità di disporre di informazioni per periodi più brevi, ad esempio mensili
o trimestrali. In questi casi possono dimostrarsi utili altre forme di indici
di prezzo e di volume.
CAMPO DI APPLICAZIONE DEGLI INDICI DI PREZZO E DI
VOLUME NEI CONTI NAZIONALI 
10.06     Tra i flussi che appaiono nei
conti economici a prezzi correnti ve ne sono alcuni, principalmente riguardanti
i prodotti, per i quali la distinzione tra variazioni di prezzo e di volume è
analoga a quella effettuata a livello microeconomico. Per molti altri flussi
del sistema la distinzione è molto meno evidente.
Quando i flussi nei conti riguardano un gruppo di
operazioni elementari su beni e servizi, il cui valore è equivalente al
prodotto di numerose unità fisiche per i rispettivi prezzi unitari, è
sufficiente conoscere la scomposizione del flusso nelle sue componenti per
determinare le variazioni di prezzo e di volume nel tempo.
Quando un flusso comprende una serie di operazioni
relative alla distribuzione e alla intermediazione finanziaria, come pure a
saldi contabili, come il valore aggiunto, è difficile, se non addirittura
impossibile, suddividere direttamente i valori correnti in una componente
prezzo e in una componente volume; sarà quindi necessario adottare soluzioni ad
hoc.
Esiste anche la necessità di misurare il potere d’acquisto
reale di una serie di aggregati, come i redditi da lavoro dipendente, il
reddito disponibile delle famiglie o il reddito nazionale. Ciò può essere
fatto, ad esempio, deflazionandoli mediante un indice dei prezzi dei beni e dei
servizi che possono essere acquistati con essi.
10.07     L’obiettivo e la procedura di
misurazione del potere d’acquisto reale delle stime di reddito sono diversi da
quelli utilizzati per la deflazione dei beni e dei servizi e dei saldi contabili.
Per i flussi di beni e servizi può essere elaborato un sistema integrato di
indici di prezzo e di volume, che fornisce un quadro coerente per misurare la
crescita economica. La valutazione in termini reali dei flussi di reddito
utilizza indici di prezzo che non sono strettamente legati al flusso di
reddito. Pertanto, la scelta del prezzo per la crescita del reddito può
differire a seconda degli obiettivi dell’analisi: non vi è un prezzo unico
individuato nel sistema integrato di indici di prezzo e di volume.
Il sistema integrato di indici di prezzo
e di volume
10.08     La suddivisione sistematica
delle variazioni dei valori correnti nelle componenti “variazioni di prezzo” e
“variazioni di volume” è ristretta ai flussi che rappresentano le operazioni,
registrati nei conti di equilibrio dei beni e servizi e nel quadro di supporto delle
risorse e degli impieghi. Essa viene effettuata sia per i dati riguardanti le
singole branche di attività economica e i singoli prodotti che per quelli
relative al totale dell’economia. I flussi che rappresentano i saldi contabili,
ad esempio valore aggiunto, non possono essere direttamente suddivisi in una
componente prezzo e in una componente volume; ciò può essere ottenuto solo
indirettamente, utilizzando i relativi flussi di operazioni.
L’uso di un quadro contabile impone un duplice
vincolo per il calcolo dei dati:
a)      il saldo del conto di equilibrio dei beni
e servizi deve essere ottenuto per ogni periodo di due anni consecutivi sia a
prezzi costanti che correnti;
b)      ogni flusso a livello del totale dell’economia
deve essere uguale alla somma dei corrispondenti flussi per le varie branche di
attività economica.
Un terzo vincolo, non dovuto all’uso di un quadro
contabile ma derivante da una scelta deliberata, è costituito dal fatto che
ogni variazione del valore delle operazioni deve essere attribuita a una
variazione di prezzo o a una variazione di volume, oppure a una combinazione
delle due.
Qualora questi tre requisiti vengano soddisfatti,
la valutazione dei conti di equilibrio dei beni e servizi e dei conti della
produzione in termini di volume comporta che si possa ottenere un sistema
integrato di indici di prezzo e di volume.
10.09     Gli elementi da prendere in
considerazione per costruire un siffatto sistema integrato sono i seguenti:
Altri indici di prezzo e di volume 
10.10     Oltre alle misure di prezzo e di
volume sopra considerate, anche gli aggregati indicati di seguito possono
essere suddivisi in una componente prezzo e in una componente volume. Gli
obiettivi che si prefiggono tali misurazioni possono variare.
Le scorte all’inizio e alla fine di ogni periodo
devono essere calcolate in termini di volume per ottenere gli aggregati dei
conti patrimoniali. Lo stock di capitale fisso prodotto deve essere calcolato
in termini di volume, onde stimare i rapporti tra prodotto e capitale, nonché
per ottenere una base per valutare gli ammortamenti a prezzi costanti. I
redditi da lavoro dipendente possono essere calcolati in termini di volume, al
fine di misurare la produttività e in alcuni casi anche allorché la produzione
è stata stimata utilizzando dati in termini di volume sugli input. Nel calcolo
dei costi in termini di volume vanno stimati in termini di volume anche gli
ammortamenti, le altre imposte sulla produzione e gli altri contributi alla
produzione.
10.11     I redditi da lavoro dipendente
sono un elemento del reddito. Ai fini della misurazione del potere d’acquisto,
la valutazione può essere effettuata in termini reali operando una deflazione
con un indice che riflette i prezzi dei prodotti acquistati dai lavoratori
dipendenti. Anche altri elementi del reddito, come il reddito disponibile delle
famiglie e il reddito nazionale, possono essere misurati in termini reali nello
stesso modo.
PRINCIPI GENERALI DI MISURAZIONE DEGLI INDICI DI
PREZZO E DI VOLUME
Definizione dei prezzi e dei volumi dei
prodotti destinabili alla vendita
10.12     Gli indici di prezzo e di volume
possono essere ricavati solo per variabili che presentano elementi di prezzo e
di quantità. I concetti di prezzo e di quantità sono strettamente legati a
quello di prodotti omogenei, ovvero i prodotti per cui è possibile definire
unità che sono tutte considerate equivalenti e che possono essere scambiate per
il medesimo valore monetario. È così possibile definire il prezzo di un
prodotto omogeneo come l’importo monetario per cui ciascuna unità di prodotto
può essere scambiata.
Per ogni flusso di prodotto omogeneo, ad esempio
la produzione, è pertanto possibile definire un prezzo (p), una quantità (q)
corrispondente al numero di unità e un valore (v) definito dall’equazione:
v = p X q
Qualità, prezzo e prodotti omogenei
10.13     Un altro modo per definire un
prodotto omogeneo è affermare che è costituito da unità aventi la medesima
qualità. 
I prodotti omogenei hanno un ruolo fondamentale
nei conti nazionali. La produzione è infatti valutata al prezzo di base
determinato dal mercato al momento in cui essa avviene, ovvero spesso prima
della vendita. Le unità prodotte devono pertanto essere valutate non al prezzo
a cui verranno effettivamente vendute ma al prezzo a cui sono vendute unità
equivalenti al momento della produzione delle unità in questione. Ciò è
possibile in modo rigoroso solo per i prodotti omogenei. 
10.14     Nella pratica, tuttavia, due
unità di un prodotto con caratteristiche fisiche identiche possono essere
vendute a prezzi diversi per due ragioni: 
a)      due unità con caratteristiche fisiche
identiche possono essere considerate non equivalenti se sono vendute in luoghi,
in momenti o a condizioni differenti. In questo caso, le unità devono essere
considerate corrispondenti a prodotti omogenei differenti; 
b)      due unità con caratteristiche fisiche
identiche possono essere vendute a prezzi differenti per mancanza di
informazioni o a causa di limitazioni alla libertà di acquisto o in ragione dell’esistenza
di mercati paralleli. In questo caso, le unità devono essere considerate
appartenenti al medesimo prodotto omogeneo. 
Un prodotto omogeneo può pertanto anche essere
definito come un prodotto le cui unità verrebbero tutte vendute al medesimo
prezzo in una situazione di concorrenza perfetta. In assenza di concorrenza
perfetta, il prezzo del prodotto omogeneo è definito dal prezzo medio delle sue
unità. Di conseguenza, nei conti nazionali, per ogni prodotto omogeneo vi è un solo
e unico prezzo, il che consente di applicare le regole generali di valutazione
dei prodotti.
10.15     La mancanza di informazioni
significa che gli acquirenti non sempre possono essere adeguatamente informati
circa le differenze di prezzo esistenti e possono quindi inavvertitamente
comprare a prezzi più alti. Ciò, o il contrario, può verificarsi anche in
situazioni in cui singoli acquirenti e venditori negoziano o contrattano il
prezzo. D’altro canto la differenza tra il prezzo medio di un bene acquistato
in un mercato o in un bazar, dove spesso si hanno tali contrattazioni, e il
prezzo dello stesso bene venduto in un diverso tipo di punto di vendita al
dettaglio, come un grande magazzino, dovrebbe essere normalmente trattata come
riflettente differenze di qualità dovute a diverse condizioni di vendita.
10.16     La differenziazione dei prezzi
implica che i venditori possono essere in grado di far pagare prezzi differenti
a categorie diverse di acquirenti per beni e servizi identici venduti
esattamente nelle stesse circostanze. In tali casi, l’acquirente che appartiene
a una particolare categoria ha una libertà di scelta nulla o limitata. Il
principio adottato è che le variazioni di prezzo devono essere viste come
differenziazione allorquando, per unità identiche vendute esattamente nelle
stesse circostanze in un mercato chiaramente separabile vengono praticati
prezzi diversi, ovvero quando per il medesimo prodotto omogeneo vengono
praticati prezzi diversi. Le variazioni di prezzo dovute a tale
differenziazione non costituiscono differenze di volume.
La possibilità di scambiare nuovamente le merci in
un determinato mercato implica che la differenziazione dei prezzi per questi
tipi di prodotti può essere ritenuta trascurabile nella maggior parte dei casi.
Le differenze di prezzo eventualmente riscontrate sui beni possono normalmente
essere interpretate come dovute a mancanza di informazioni o all’esistenza di
mercati paralleli.
Nel settore dei servizi, ad esempio nei trasporti,
i produttori possono applicare tariffe inferiori per gruppi di persone a basso
reddito, come i pensionati o gli studenti. Se costoro sono liberi di viaggiare
senza limitazioni temporali, il caso va trattato come differenziazione dei
prezzi. Tuttavia, se gli importi che essi devono pagare sono più bassi soltanto
a condizione che i viaggi vengano effettuati esclusivamente in determinate
fasce orarie, normalmente diverse da quelle di punta, il servizio di trasporto
che viene loro offerto è di qualità inferiore, dato che il trasporto soggetto a
limitazioni e il trasporto senza alcuna limitazione possono essere considerati
prodotti omogenei diversi.
10.17     I mercati paralleli esistono per
varie ragioni. Gli acquirenti potrebbero non essere in grado di acquistare le
quantità desiderate a un prezzo più basso poiché l’offerta disponibile a tale
prezzo è insufficiente e può così esistere un mercato parallelo, secondario,
con prezzi più alti. Un mercato parallelo può esistere anche allorché i
venditori possono praticare prezzi più bassi in quanto eludono determinate
imposte. 
10.18     Di conseguenza, se la qualità
viene definita da tutte le caratteristiche comuni a tutte le unità di un
prodotto omogeneo, le differenze di qualità sono rispecchiate dai seguenti
fattori:
a)      caratteristiche fisiche;
b)      consegne in luoghi diversi;
c)      consegne in ore diverse del giorno e in
periodi diversi dell’anno;
d)      differenze riguardo alle condizioni di
vendita, alle circostanze o alle condizioni ambientali in cui i beni o servizi
vengono forniti.
Volume e prezzi costanti
10.19     L’introduzione del concetto di
volume nei conti nazionali è dettata dalla volontà di eliminare l’effetto della
variazione dei prezzi nella struttura dei valori espressi in unità monetarie e rappresenta
pertanto un’estensione del concetto di quantità per gruppi di prodotti. Per un
dato prodotto omogeneo, infatti, l’equazione v = p x q consente di scomporre la
variazione di un valore nel tempo in una variazione di prezzo e in una
variazione di quantità. Nella pratica, tuttavia, vi sono troppi prodotti
omogenei da trattare individualmente, con il risultato che i contabili
nazionali devono lavorare a un livello più aggregato. A
tale livello aggregato, tuttavia, l’equazione v = p x q non
è più utile perché, mentre è possibile aggregare valori, non ha senso aggregare
quantità per ricavare prezzi.
10.20     Vi è tuttavia un modo semplice
per scomporre la variazione del valore di un insieme di prodotti omogenei tra
due periodi, uno dei quali viene considerato il periodo base e l’altro il
periodo corrente. È possibile annullare l’effetto delle variazioni del prezzo
calcolando quale sarebbe stato il valore dell’insieme dei prodotti se non ci
fossero state variazioni di prezzo, ovvero applicando i prezzi del periodo base
alle quantità del periodo corrente. Tale valore a prezzi costanti definisce il
concetto di volume.
In tal modo, il valore di un insieme di prodotti
nel periodo corrente può essere reso come segue: 
dove l’esponente 1 si riferisce al periodo
corrente e l’indice i al prodotto omogeneo specifico. Il volume dell’insieme di
prodotti per il periodo corrente è pertanto definito in relazione al periodo
base mediante la formula:
dove l’esponente 0 si riferisce al periodo base.
Raffrontando il volume dell’insieme di prodotti per il periodo corrente e il
loro valore complessivo per il periodo base, è possibile misurare una
variazione che non è influenzata da variazioni di prezzo. Un indice di volume
può così essere calcolato mediante la formula:
L’indice di volume così definito è un indice di
quantità di Laspeyres in cui ciascun indice di base è ponderato per la quota del
prodotto di base sul totale del valore nel periodo base.
Una volta definito il concetto di volume, è
possibile definire, per analogia con l’equazione v = p x q, non un prezzo ma un
indice di prezzo. L’indice di prezzo è pertanto definito dal rapporto tra il
valore nel periodo corrente e il volume, ovvero mediante la formula:
Tale indice è un indice di prezzo di Paasche in
cui ciascun indice di prezzo di base è ponderato per la quota del prodotto di base
sul totale del valore nel periodo corrente. 
Gli indici di volume e di prezzo definiti in tal
modo dimostrano l’equazione:
Indice di valore = indice di prezzo × indice di
volume
Tale equazione costituisce una versione più
generale dell’equazione v = p x q e consente di scomporre qualsiasi variazione
del valore di un insieme di prodotti in una variazione di volume e in una
variazione di prezzo.
Nel calcolo del volume, le
quantità sono ponderate per i prezzi del periodo base, di modo che il risultato
dipende dalla struttura dei prezzi. È probabile che le variazioni della
struttura dei prezzi siano meno consistenti nei periodi brevi che nei periodi
lunghi. Di conseguenza, il calcolo del volume viene effettuato solo per due
anni consecutivi, ovvero il volume viene calcolato ai prezzi dell’anno
precedente. 
Per raffronti su periodi di
tempo più lunghi, vengono prima calcolati gli indici di volume di Laspeyres e
gli indici di prezzo di Paasche in relazione all’anno precedente e
successivamente vengono determinati gli indici a catena.
10.21     I principali vantaggi dell’uso
degli indici di prezzo di Paasche e degli indici di volume di Laspeyres sono la
semplicità di interpretazione e di calcolo e la proprietà di additività dei
saldi delle risorse e degli impieghi. 
10.22     Gli indici a catena presentano
lo svantaggio di portare a volumi privi di additività che non possono essere
utilizzati nelle procedure di bilanciamento dei prodotti sulla base delle
tavole delle risorse e degli impieghi.
10.23     I dati di volume non additivi
calcolati con gli indici a catena devono essere pubblicati senza aggiustamenti.
Questo metodo è trasparente e mostra agli utenti la dimensione del problema.
Ciò non preclude la possibilità che vi siano situazioni nelle quali i
responsabili della compilazione possano ritenere preferibile eliminare le
discrepanze, al fine di migliorare la coerenza globale dei dati. Quando i
valori dell’anno base sono estrapolati mediante indici di volume a catena,
occorrerà spiegare agli utenti perché non vi è additività nelle tavole.
10.24     Nella pratica, essendo
impossibile misurare prezzi e quantità di tutti i prodotti omogenei di un’economia,
gli indici di volume o di prezzo sono calcolati utilizzando campioni di
prodotti omogenei rappresentativi, partendo dal presupposto che i volumi o i
prezzi dei prodotti non inclusi nel campione varino allo stesso modo della
media del campione. È pertanto necessario utilizzare la classificazione dei
prodotti più dettagliata possibile, in modo che ogni prodotto identificato
abbia la massima omogeneità, indipendentemente dal livello di dettaglio
utilizzato per la presentazione dei risultati.
10.25     Data l’equazione che collega gli
indici di valore, di prezzo e di volume, è necessario calcolare solo due
indici. L’indice di valore si ottiene generalmente in modo diretto raffrontando
semplicemente i valori complessivi per i periodi base e correnti. Si tratta poi
di scegliere se calcolare l’indice di prezzo o l’indice di volume. Nella
maggior parte dei casi l’ipotesi del parallelismo delle variazioni alla base
del metodo è dimostrata più dai prezzi che dai volumi perché i prezzi di
prodotti diversi sono spesso influenzati sensibilmente da alcuni fattori comuni,
quali il costo delle materie prime e le retribuzioni. In tal caso, l’indice di prezzo
deve essere calcolato utilizzando un campione di prodotti di qualità costante
nel tempo, la cui qualità è determinata non sono dalle caratteristiche fisiche
del prodotto ma anche dalle condizioni di vendita, come precedentemente
spiegato. In tal modo tutte le variazioni del valore complessivo causate da
variazioni strutturali tra i vari prodotti appariranno come variazioni di
volume e non come variazioni di prezzo. In alcuni casi, tuttavia, sarà più facile
calcolare un indice di volume e utilizzarlo per ricavarne un indice di prezzo.
A volte può essere persino preferibile calcolare l’indice di valore sulla base
di un indice di prezzo e un indice di volume.
Nuovi prodotti
10.26     Il metodo di calcolo degli
indici di volume e di prezzo descritto precedentemente presuppone l’esistenza
del prodotto in entrambi gli anni consecutivi. In realtà, tuttavia, molti
prodotti appaiono e scompaiono da un anno all’altro e gli indici di volume e di
prezzo devono tenerne conto. Laddove il volume è definito sulla base dei prezzi
dell’anno precedente, non vi sono particolari difficoltà per i prodotti che
esistevano l’anno precedente ma che non esistono più nell’anno corrente, dato
che sono semplicemente associati ad una quantità zero per l’anno corrente. Il
problema si fa più complesso nel caso di nuovi prodotti, dato che per l’anno
precedente non è possibile misurare il prezzo di un prodotto che non esisteva. 
Vi sono due tipi di metodi in questo caso per
stimare il prezzo all’anno precedente: il primo presuppone che il prezzo del
nuovo prodotto vari in modo analogo al prezzo di prodotti simili, mentre il
secondo tenta di calcolare direttamente quale sarebbe stato il prezzo del nuovo
prodotto se fosse esistito nel periodo base. Il primo consiste semplicemente
nell’utilizzare un indice di prezzo calcolato sulla base di un campione di
prodotti omogenei che esistono in entrambi gli anni consecutivi. Nella pratica
questo è il metodo utilizzato per la maggior parte dei nuovi prodotti, dato che
questi sono generalmente troppo numerosi per essere esplicitamente specificati,
in particolare quando la definizione di prodotto omogeneo viene applicata in
modo rigoroso. Con l’altro approccio, i metodi che sono più comunemente
utilizzati sono il metodo edonistico, che consiste nella determinazione del
prezzo di un prodotto sulla base delle sue caratteristiche principali e il
metodo dell’input, che usa il costo di un prodotto per calcolare il suo prezzo.
La questione dei nuovi prodotti riveste particolare
importanza in alcuni settori. Molti beni di investimento sono prodotti in un
unico esemplare e figurano pertanto come prodotti nuovi. È altresì il caso di
molti servizi che non sono mai forniti esattamente allo stesso modo, ad esempio
i servizi di ricerca e sviluppo.
10.27     Per le operazioni su servizi è
spesso più difficile specificare le caratteristiche che determinano le unità
fisiche e possono così sorgere differenze di opinione sui criteri da
utilizzare. Ciò può riguardare importanti branche di attività economica come i
servizi di intermediazione finanziaria, il commercio all’ingrosso e al
dettaglio, i servizi alle imprese, l’istruzione, la ricerca e sviluppo, la
sanità o le attività ricreative. La scelta delle unità fisiche per tali
attività viene presentata nell’Handbook on price and volume measures in
national accounts (manuale sulle misure di prezzo e di volume nei conti
nazionali).
Principi per i servizi non destinabili
alla vendita
10.28     L’elaborazione di un sistema
completo di indici di prezzo e di volume che copra tutte le risorse e gli
impieghi di beni e servizi incontra una particolare difficoltà allorché si
tratta di misurare la produzione dei servizi non destinabili alla vendita.
Questi ultimi differiscono da quelli destinabili alla vendita in quanto non
sono venduti al prezzo di mercato e il loro valore a prezzi correnti è
calcolato come la somma dei costi sostenuti. Tali costi sono i consumi
intermedi, i redditi da lavoro dipendente, le altre imposte al netto dei
contributi alla produzione e gli ammortamenti.
10.29     In mancanza di un prezzo di
mercato unitario, il costo unitario di un servizio non destinabile alla vendita
può essere considerato come l’equivalente del prezzo. Infatti, il prezzo di un
prodotto destinabile alla vendita corrisponde alla spesa che l’acquirente deve
sostenere per entrarne in possesso, mentre il costo unitario di un servizio non
destinabile alla vendita corrisponde alla spesa che la società deve sostenere per
utilizzarlo. Di conseguenza, laddove è possibile definire unità di quantità per
i servizi non destinabili alla vendita, è altresì possibile applicare i
principi generali per il calcolo degli indici di volume e di prezzo
precedentemente descritti. 
È generalmente possibile definire unità di
quantità per i servizi non destinabili alla vendita consumati su base
individuale, come i servizi sanitari o di istruzione, il che significa che, in
tal caso, i principi generali devono essere applicati in modo regolare. 
Il metodo consistente nel calcolare il volume applicando
i costi unitari dell’anno procedente alle quantità dell’anno corrente viene
definito il metodo dell’output.
10.30     È tuttavia difficile definire
unità di quantità per i servizi collettivi non destinabili alla vendita, come ad
esempio i servizi connessi alle amministrazioni pubbliche, alla giustizia o
alla difesa. In questo caso è pertanto necessario utilizzare altri metodi in analogia
con il metodo generale. Tale metodo definisce il volume sulla base di prezzi
costanti, ovvero definisce il volume come la spesa che gli acquirenti avrebbero
sostenuto se i prezzi non fossero variati. Quest’ultima definizione può essere
utilizzata quando non è possibile definire un’unità di quantità, a condizione
che venga applicata alla spesa nel suo complesso e non a un’unità di prodotto.
Dato che il valore di un servizio non destinabile alla vendita viene
determinato sulla base dei relativi costi, è possibile calcolare il volume sulla
base del valore dei costi ai prezzi del periodo base, ovvero sulla base del
valore ai prezzi del periodo base dei consumi intermedi, dei redditi da lavoro
dipendente, delle altre imposte al netto dei contributi alla produzione e degli
ammortamenti. Tale metodo è conosciuto come il metodo dell’input. Il calcolo a
prezzi costanti dei redditi da lavoro dipendente, degli ammortamenti, delle imposte
e dei contributi sulla produzione verrà trattato nei paragrafi seguenti. 
Anche nel caso più favorevole di servizi non
destinabili alla vendita consumati su base individuale, come i servizi sanitari
o di istruzione, non è sempre facile distinguere prodotti omogenei. Le
caratteristiche di tali servizi, infatti, sono raramente definite in modo
talmente preciso da permettere di determinare con certezza l’equivalenza di due
unità di servizio diverse, ovvero la loro corrispondenza con un medesimo
prodotto omogeneo o con due prodotti distinti. I contabili nazionali possono
utilizzare due criteri di equivalenza: 
a)      Il criterio del costo unitario: due unità
di servizi non destinabili alla vendita sono considerate equivalenti se hanno
il medesimo costo unitario. Tale criterio si basa sull’idea che,
collettivamente, coloro che beneficiano dei servizi pubblici sono anche coloro
che li decidono e li pagano. Ad esempio, i cittadini decidono in merito ai
servizi pubblici mediante i loro rappresentanti e li pagano tramite le imposte.
A tali condizioni, non si può pretendere che i cittadini paghino un prezzo
diverso per unità di servizio che considerano equivalenti. Di conseguenza,
secondo tale criterio, due unità di servizio di costo diverso devono essere
considerate corrispondenti a prodotti diversi e un prodotto omogeneo non
destinabile alla vendita è caratterizzato dall’unità del suo costo unitario; 
b)      il criterio del risultato: due unità di
servizi non destinabili alla vendita sono considerate equivalenti se producono
il medesimo risultato. Tale criterio si basa sull’idea che due unità di
servizio considerate equivalenti dai cittadini possono tuttavia essere prodotte
a costi diversi perché i cittadini non controllano completamente il processo di
produzione di tali servizi. Il criterio del costo unitario non è allora più
pertinente e deve essere sostituito da un criterio corrispondente all’utilità per
la società dei servizi non destinabili alla vendita. 
Dato che il criterio del risultato sembra spesso
più pertinente, sono stati effettuati numerosi lavori al fine di elaborare
metodi basati su tale criterio e sono in corso ricerche volte a migliorarli.
Nella pratica, tali metodi portano spesso all’introduzione nel calcolo del
volume di coefficienti di correzione applicati alle quantità; vengono pertanto
denominati metodi con correzione esplicita per la qualità. 
La principale difficoltà dell’attuazione di tali
metodi è legata alla definizione e alla misurazione del risultato. La
misurazione del risultato presuppone infatti la definizione degli obiettivi,
cosa non molto semplice nel settore dei servizi non destinabili alla vendita. Ad
esempio, quali sono gli obiettivi dei servizi sanitari: migliorare lo stato
della sanità pubblica e allungare la durata della vita? Certamente entrambi, ma
allora come devono essere ponderati i diversi obiettivi quando non sono
equivalenti? Ad esempio, qual è la cura migliore, quella che rende possibile
vivere un anno in più in buona salute o quella che rende possibile vivere due
anni in più in cattiva salute? Inoltre, le stime del risultato sono spesso
controverse: in numerosi paesi sono ricorrenti le diatribe sul miglioramento o
il peggioramento del livello scolastico degli alunni. 
Nell’Unione europea, date le difficoltà
concettuali e l’assenza di consenso sui metodi dell’output aggiustati per la
qualità (sulla base dei risultati), tali metodi sono esclusi dal quadro
centrale al fine di preservare la comparabilità dei risultati. Tali metodi sono
riservati a titolo facoltativo alle tavole supplementari, mentre continuano i
lavori di ricerca. Di conseguenza, nel settore dei servizi sanitari e dell’istruzione
non destinabili alla vendita le stime di produzione e di consumo in termini di
volume devono essere calcolate sulla base di misure di produzione diretta – non
aggiustate per la qualità – ponderando le quantità prodotte per i costi unitari
dell’anno procedente di tali servizi, senza applicare alcuna correzione per
tenere conto della qualità. Tali metodi devono essere applicati in modo sufficientemente
dettagliato. Il livello minimo è definito da Eurostat nell’Handbook on price
and volume measures in national accounts. 
Sebbene l’uso di metodi basati sull’input debba
generalmente essere evitato, è possibile, nel settore sanitario, applicare il
metodo dell’input quando la varietà dei servizi è tale che risulta praticamente
impossibile determinare prodotti omogenei. Inoltre, le stime dei conti
nazionali devono essere accompagnate da note esplicative che richiamino l’attenzione
degli utenti sui metodi di misurazione. 
Principi per il valore aggiunto e il PIL
10.31     Il valore aggiunto, la voce a
saldo del conto della produzione, è l’unico saldo contabile a far parte del
sistema integrato di indici di prezzo e di volume. Le caratteristiche
decisamente particolari di questa voce devono tuttavia essere sottolineate,
così come il significato degli indici di volume e di prezzo ad essa collegati.
Il valore aggiunto, diversamente dai vari flussi
di beni e servizi, non rappresenta un’unica categoria di operazioni. Esso non
può quindi essere direttamente suddiviso in una componente prezzo e in una
componente volume.
10.32     Definizione: 
Il valore aggiunto in termine di volume è definito
come la differenza tra la produzione in termine di volume e i consumi intermedi
in termine di volume.
dove P e Q corrispondono ai prezzi e alle quantità
della produzione e p e q ai prezzi e alle quantità dei consumi intermedi. Il
metodo teoricamente corretto per calcolare il valore aggiunto in termini di
volume è quello della doppia deflazione, deflazionando cioè separatamente i due
flussi del conto della produzione (produzione e consumi intermedi) e calcolando
il saldo di questi due flussi rivalutati.
10.33     In alcuni casi, in cui i dati
statistici restano incompleti o non sono sufficientemente attendibili, può
essere necessario far ricorso ad un unico indicatore. Se vi sono dati validi
sul valore aggiunto a prezzi correnti, una alternativa alla doppia deflazione è
quella di deflazionare il valore aggiunto corrente direttamente mediante un
indice dei prezzi per la produzione. Ciò presuppone che la variazione dei
prezzi dei consumi intermedi segua quella dei prezzi della produzione. Un’altra
procedura possibile è quella di estrapolare il valore aggiunto nell’anno base
mediante un indice di volume per la produzione. Questo indice di volume può
essere calcolato o direttamente dai dati di quantità o deflazionando il valore
corrente della produzione mediante un appropriato indice dei prezzi. Questo
metodo presuppone in realtà che le variazioni di volume siano le stesse per la
produzione e per i consumi intermedi.
Per alcune branche produttrici di servizi
destinabili e non destinabili alla vendita, quali attività finanziarie, servizi
commerciali o difesa, potrebbe non essere possibile ottenere stime
soddisfacenti delle variazioni di prezzo o di volume per la produzione. In
questi casi i movimenti di valore aggiunto in termini di volume possono essere
stimati mediante le variazioni dei redditi da lavoro dipendente a tassi di
retribuzione costanti e degli ammortamenti a prezzi costanti. Coloro che
raccolgono i dati possono essere costretti a far ricorso a tali espedienti,
anche quando non vi sono motivi validi per ritenere che la produttività del
lavoro resti immutata nel breve o nel lungo periodo.
10.34     Per loro natura gli indici di
volume e di prezzo per il valore aggiunto sono quindi intrinsecamente diversi
dai corrispondenti indici per i flussi di beni e servizi.
Parimenti dicasi per gli indici di prezzo e di
volume dei saldi contabili aggregati come il prodotto interno lordo. Quest’ultimo
è pari alla somma di tutti i valori aggiunti, ovvero a una addizione di saldi
contabili più le imposte al netto dei contributi ai prodotti, mentre da un
altro punto di vista può essere considerato come rappresentativo del saldo
contabile tra il totale degli impieghi finali e le importazioni.
PROBLEMI SPECIFICI NELL’APPLICAZIONE DEI PRINCIPI
10.35     Sebbene
sia essenzialmente limitato alle operazioni riguardanti beni e servizi, il
sistema integrato degli indici di prezzo e di volume non esclude la possibilità
di misurare le variazioni di prezzo e di volume per alcune altre operazioni.
Imposte e contributi su prodotti e
importazioni
10.36.    La
possibilità sopra esposta esiste in particolare nel caso delle imposte e dei
contributi direttamente collegati alla quantità o al valore dei beni e servizi
che costituiscono oggetto di talune operazioni. I valori di questi figurano
esplicitamente nelle tavole delle risorse e degli impieghi. Applicando le
regole sottodescritte è possibile ottenere misure di prezzo e di volume per le
categorie di imposte e di contributi che sono registrate nei conti di
equilibrio dei beni e servizi, in particolare:
a)      imposte sui prodotti, esclusa l’IVA (D.212
e D.214);
b)      contributi ai prodotti (D.31);
c)      IVA sui prodotti (D.211).
10.37.    Il caso più
semplice è quello delle imposte che rappresentano un importo fisso per unità di
quantità del prodotto che costituisce oggetto dell’operazione. Il valore del
gettito di tali imposte dipende:
a)      dalla quantità dei prodotti oggetto dell’operazione;
b)      dall’ammontare riscosso per unità, cioè
il prezzo dell’imposizione.
La suddivisione della variazione di valore nelle
sue due componenti non presenta virtualmente alcuna difficoltà. La variazione
di volume è determinata dalla variazione delle quantità dei prodotti oggetto di
imposizione; la variazione di prezzo corrisponde alla variazione dell’ammontare
riscosso per unità, cioè alla variazione del prezzo dell’imposizione.
10.38.    Un caso più
frequente è quello nel quale l’imposta rappresenta una certa percentuale del
valore dell’operazione. Il valore del gettito di tali imposte dipende pertanto:
a)      dalla quantità dei prodotti oggetto dell’operazione;
b)      dal prezzo dei prodotti oggetto dell’operazione;
c)      dall’aliquota dell’imposta (in
percentuale).
Il prezzo dell’imposizione è quindi ottenuto
applicando l’aliquota al prezzo del prodotto. La variazione di valore del
gettito di un’imposta di questo tipo può anche essere ripartita in una
variazione di volume, determinata dalla variazione delle quantità dei prodotti
oggetto di imposizione, e in una variazione di prezzo, corrispondente alla
variazione del prezzo dell’imposizione (b x c).
10.39.    L’ammontare
delle imposte sui prodotti, esclusa l’IVA (D.212 e D.214). è misurato in
termini di volume, applicando alle quantità dei prodotti, di produzione interna
o di importazione, i prezzi dell’imposizione dell’anno base o applicando al
valore di produzione o di importazione, rivalutato ai prezzi dell’anno base, le
aliquote di imposta dell’anno base. Occorre tener presente che i prezzi dell’imposizione
possono essere diversi a seconda degli impieghi. Di ciò si tiene conto nelle
tavole delle risorse e degli impieghi.
10.40.    Analogamente,
l’ammontare dei contributi ai prodotti (D.31) viene misurato in termini di
volume, applicando alle quantità dei prodotti, di produzione interna o di
importazione, i prezzi dei contributi dell’anno base o applicando al valore di
produzione o di importazione, rivalutato ai prezzi dell’anno base, le aliquote
dei contributi dell’anno base, tenendo conto dei diversi prezzi dei contributi
per impieghi diversi.
10.41.    L’IVA sui
prodotti (D.211) è calcolata, sia per l’economia nel suo complesso sia per le
singole branche di attività economica che per gli altri utenti, su base netta e
si riferisce solamente all’IVA non deducibile. Quest’ultima è definita come la
differenza tra l’IVA fatturata sui prodotti e l’IVA deducibile dagli
utilizzatori di tali prodotti. In alternativa è anche possibile definire l’IVA
sui prodotti come la somma di tutti gli importi non deducibili che devono
essere versati dagli utenti.
L’IVA non deducibile a prezzi costanti può essere
calcolata applicando le aliquote IVA in vigore nell’anno base ai flussi
espressi nei prezzi dell’anno base. Qualsiasi variazione dell’aliquota IVA per
l’anno corrente si rifletterà quindi nell’indice di prezzo e non nell’indice di
volume dell’IVA non deducibile.
La quota di IVA deducibile nell’IVA fatturata, e
di conseguenza di IVA non deducibile, può subire dei cambiamenti:
a)      a causa di mutamenti riguardo al diritto
di detrarre l’IVA, derivanti da modifiche della legislazione o della normativa
in materia fiscale, aventi effetto immediato o meno;
b)      a causa di cambiamenti nella struttura
degli impieghi del prodotto (ad esempio: aumento della quota degli impieghi per
i quali l’IVA può essere detratta).
              Una variazione dell’ammontare dell’IVA deducibile derivante da
modifiche concernenti il diritto di detrarre l’IVA sarà trattato, in base al
metodo descritto, come una variazione della componente prezzo dell’imposizione,
così come lo sarà un cambiamento dell’aliquota dell’IVA fatturata.
D’altro canto una variazione dell’ammontare dell’IVA
deducibile derivante da cambiamenti nella struttura degli impieghi del prodotto
costituisce una variazione di volume dell’IVA deducibile, riflessa nell’indice
di volume dell’IVA sui prodotti.
Altre imposte e contributi alla
produzione
10.42.    Il
trattamento di altre imposte (D.29) e contributi (D.39) alla produzione pone specifiche
difficoltà nella misura in cui, per definizione, non è possibile attribuirli
direttamente a unità prodotte. Nel caso dei servizi non destinabili alla
vendita, tale difficoltà è aggravata dal fatto che sono utilizzati solo quando
non è possibile definire unità di quantità. In generale è tuttavia possibile
aggirare tale difficoltà definendo altre imposte e contributi alla produzione a
prezzi costanti sulla base dell’importo a cui sarebbero ammontati se non vi
fossero state modifiche della normativa fiscale nel suo complesso e dei prezzi
in relazione al periodo di base. Ad esempio, le imposte sulla proprietà o sull’uso
di un bene possono essere valutate a prezzi costanti applicando al periodo
corrente la normativa e il prezzo dei beni del periodo di base.
Ammortamenti
10.43.    Il calcolo
delle misure di volume degli ammortamenti non pone grandi problemi allorquando
siano disponibili dati validi sulla composizione dello stock di beni di
investimento. Il metodo dell’inventario permanente, utilizzato dalla maggior
parte dei paesi, già implica, per la stima degli ammortamenti a prezzi
correnti, la necessità di effettuare un calcolo dello stock di beni di
investimento a prezzi costanti. Per passare da una valutazione al costo storico
ad una valutazione al costo di sostituzione è anzitutto necessario valutare su
base omogenea i beni di investimento acquistati nell’arco di vari periodi, ad
esempio ai prezzi dell’anno base. Gli indici di prezzo e di volume ottenuti nel
corso del procedimento possono quindi essere utilizzati per calcolare il valore
degli ammortamenti a prezzi costanti e l’indice dei prezzi associato.
Ove non vi sia un inventario permanente dello
stock di beni di investimento, la variazione negli ammortamenti a prezzi
costanti può essere ottenuta deflazionando i dati a prezzi correnti mediante
indici dei prezzi tratti dai dati sugli investimenti fissi lordi per prodotto.
Si deve allora tener conto della struttura di età dei beni di investimento
acquistati.
Redditi da lavoro dipendente
10.44.    Per misurare
il volume dell’input da lavoro dipendente, si può considerare come unità di
quantità per i redditi da lavoro dipendente un’ora di lavoro di un dato tipo e
livello di qualifica. Così come per i beni e servizi, anche in questo caso si
devono riconoscere diverse qualità di lavoro e calcolare quantità relative per
ogni distinto tipo di lavoro. Il prezzo associato ad ogni tipo di lavoro è la
retribuzione oraria, la quale può naturalmente variare a seconda dei tipi di
lavoro. La misurazione del volume del lavoro eseguito può essere effettuata
ricavando la media ponderata delle quantità relative per diversi generi di
lavoro, utilizzando come coefficienti di ponderazione i valori dei redditi da
lavoro dipendente dell’anno precedente o dell’anno base fissato. Come
alternativa può essere calcolato un indice di livello retributivo, calcolando la
media ponderata delle variazioni della retribuzione oraria per diversi tipi di
lavoro, utilizzando anche in questo caso i redditi da lavoro dipendente come
coefficienti di ponderazione. Se un indice di volume di tipo Laspeyres viene
calcolato indirettamente, deflazionando le variazioni dei redditi da lavoro
dipendente a valori correnti mediante un indice della variazione media della
retribuzione oraria, quest’ultimo dovrebbe essere un indice di tipo Paasche.
Stock di capitale fisso e scorte
10.45.    I volumi ai
prezzi dell’anno precedente sono necessari sia per gli stock di capitale fisso
che per le scorte. Per i primi, tali dati, necessari per calcolare i rapporti
tra prodotto e capitale, sono disponibili qualora si utilizzi il metodo dell’inventario
permanente. In altri casi, informazioni sul valore degli stock di capitale
fisso possono essere ottenute dai produttori e la deflazione può essere
effettuata mediante gli indici dei prezzi utilizzati per gli investimenti
fissi, tenendo conto della struttura di età degli stock.
La variazione delle scorte è misurata come il
valore delle entrate nelle scorte al netto del valore delle uscite dalle scorte
e del valore di qualsiasi perdita ricorrente di beni presenti nelle scorte nell’arco
di un determinato periodo. I volumi ai prezzi dell’anno precedente possono
essere ottenuti dalla deflazione di queste componenti. Nella pratica, tuttavia,
è raro che si conoscano realmente le entrate e le uscite degli stock e spesso l’unica
informazione disponibile è il valore degli stock all’inizio e alla fine del
periodo. In tal caso, sarà spesso necessario ipotizzare entrate e uscite
regolari durante il periodo corrente, di modo che il prezzo medio per il
periodo possa essere considerato pertinente sia per le entrate che per le
uscite. A questa condizione, il calcolo della variazione degli stock tramite la
differenza tra i valori delle entrate e delle uscite equivale al calcolo della
differenza tra i valori degli stock iniziali e finali. La variazione degli
stock a prezzi costanti può quindi essere calcolata deflazionando gli stock
iniziali e finali per allinearli al prezzo medio del periodo base. Quando le
variazioni degli stock sono note in termini quantitativi, è possibile, sempre
ipotizzando entrate e uscite regolari, calcolare il volume della variazione
degli stock applicando il prezzo medio del periodo base alla variazione degli
stock in termini quantitativi. 
MISURE DEL REDDITO REALE PER IL TOTALE DELL’ECONOMIA
10.46.    Non è
generalmente possibile suddividere i flussi di reddito in una componente prezzo
e in una componente quantità. Per tale motivo, le misure dei prezzi e dei
volumi non possono essere definite come per i flussi e gli stock di prodotti. I
flussi di reddito possono essere misurati in termini reali solamente se si
scelgono alcuni panieri selezionati di beni e servizi al cui acquisto è
normalmente destinato il reddito e se si usa l’indice dei prezzi per tale
paniere come deflatore dei redditi correnti. La scelta è sempre arbitraria, nel
senso che raramente il reddito è speso specificatamente per acquisti nel corso
del periodo in questione. Una parte di esso può essere risparmiata per
effettuare acquisti in periodi successivi oppure gli acquisti del periodo
possono essere parzialmente finanziati con risparmi effettuati in precedenza.
10.47.    Il prodotto
interno lordo ai prezzi dell’anno precedente misura la produzione totale (al
netto dei consumi intermedi) in termini di volume per il totale dell’economia.
Il reddito reale totale dei residenti è influenzato non solo dal volume della
produzione, ma anche dall’andamento del prezzo delle esportazioni rispetto a
quello delle importazioni dal resto del mondo. Se le ragioni di scambio
migliorano sono necessarie meno esportazioni per pagare un determinato volume
di importazioni, cosicché una certa parte dei beni e servizi di produzione
interna prima destinata alle esportazioni può essere attribuita al consumo o
agli investimenti. 
Il reddito interno lordo reale può essere ottenuto
addizionando il guadagno di potere d’acquisto conseguente al variare della
ragione di scambio internazionale ai dati di volume sul prodotto interno lordo.
Il guadagno – od eventualmente la perdita – di potere d’acquisto è definito
come:
ossia il saldo corrente delle esportazioni meno le
importazioni, deflazionato mediante un indice dei prezzi P, meno la differenza
tra il valore deflazionato delle esportazioni e il valore deflazionato delle
importazioni. La scelta di un appropriato deflatore P per le bilance
commerciali correnti dovrebbe essere lasciata alle autorità statistiche di un
paese, tenendo conto della particolare situazione dello stesso. Nei casi in cui
vi sia incertezza circa la scelta del deflatore, un deflatore adeguato può
essere costituito dalla media degli indici dei prezzi delle importazioni e
delle esportazioni. 
Vari aggregati di reddito reale sono identificati
e definiti nel modo indicato qui di seguito.
Prodotto interno lordo a prezzi costanti
più guadagno o perdita
di potere d’acquisto conseguente al variare della ragione di scambio
internazionale
uguale reddito interno
lordo reale
più redditi primari
reali da percepire dall’estero
meno redditi primari
reali da corrispondere all’estero
uguale reddito nazionale
lordo reale
più trasferimenti
correnti reali da ricevere dall’estero
meno trasferimenti
correnti reali da effettuare verso l’estero
uguale reddito
nazionale disponibile lordo in termini reali
meno ammortamenti a
prezzi costanti
uguale reddito
nazionale disponibile netto in termini reali.
Per poter esprimere i vari aggregati del reddito
nazionale in termini reali, si raccomanda di deflazionare con l’indice dei
prezzi della domanda finale nazionale i redditi primari e i trasferimenti da e
verso l’estero. Il reddito nazionale disponibile in termini reali deve essere
espresso su base netta, deducendo dal suo valore lordo gli ammortamenti a
prezzi costanti.
INDICI DI PREZZO E DI VOLUME PER CONFRONTI NELLO
SPAZIO
10.48.    Il fatto che
i paesi abbiano livelli di prezzo e valute differenti non facilita i confronti
nello spazio dei prezzi e dei volumi. In questo tipo di confronti i tassi di cambio nominali non
costituiscono fattori di conversione idonei poiché non rispecchiano adeguatamente
le differenze nei livelli di prezzo e non sono sufficientemente stabili nel
tempo. 
10.49.    Si applicano
invece le parità di potere d’acquisto (PPA). La PPA è
definita come il numero di unità della valuta del paese B necessario per
acquistare nel paese B la stessa quantità di beni e servizi che un’unità della
valuta del paese A permetterebbe di acquistare nel paese A. Le PPA possono
pertanto essere interpretate come il tasso di cambio di una valuta fittizia comunemente
designata standard di potere d’acquisto (SPA). Se le
spese dei paesi A e B espresse in valute nazionali vengono convertite in SPA,
le cifre che ne risultano sono espresse al medesimo livello di prezzo e nella
medesima valuta, il che consente un confronto significativo dei volumi.
10.50.    Le PPA per
beni e servizi destinabili alla vendita si basano su indagini internazionali
sui prezzi, effettuate simultaneamente in tutti i paesi partecipanti sulla base
di un campione comune di prodotti. I campioni sono descritti in modo chiaro per
quanto riguarda le loro caratteristiche tecniche, nonché altre variabili che si
presuppone influenzino il prezzo, come i costi di impianto e le condizioni di
vendita. Anche se viene data priorità alla comparabilità degli elementi del campione,
questa deve tuttavia essere controbilanciata dalla loro rappresentatività sui
mercati nazionali. Il campione di prodotti dovrebbe idealmente essere
ugualmente rappresentativo in tutti i paesi partecipanti.
10.51.    Per i
servizi non destinabili alla vendita, i confronti nello spazio presentano il
medesimo problema dei confronti nel tempo, dato che in nessuna delle due
dimensioni esistono prezzi di mercato. Tradizionalmente è stato utilizzato un metodo
dell’input (o un metodo del costo degli input), ipotizzando che la produzione sia
pari alla somma degli input. Tale metodo, che implica confronti diretti e
indiretti del volume degli input, non tiene conto delle
differenze di produttività. Per tale ragione, come
nel caso dei confronti intertemporali, si preferiscono metodi che s’incentrano
sulla misurazione diretta della produzione o sui prezzi di produzione, che
vengono successivamente utilizzati per deflazionare la spesa, almeno per i
servizi individuali come l’istruzione e la sanità. 
10.52.    Per il calcolo
delle PPA vengono applicate le stesse formule di numeri indice utilizzate per il
calcolo degli indici temporali. In un contesto bilaterale che interessa due
paesi, A e B, entrambi i paesi possono essere usati per
fornire ponderazioni. Dal punto di vista del
paese A, si potrà calcolare un indice di tipo Laspeyres con ponderazioni del
paese A così come un indice di tipo Paasche con ponderazioni del paese B.
Tuttavia, se le due economie presentano differenze strutturali, lo scarto tra i
due indici potrebbe essere notevole e il risultato finale pesantemente
influenzato dalla scelta dell’indice. Nei confronti
binari è pertanto preferibile applicare la media dei due indici, ovvero l’indice
di Fisher.
10.53.    Le
ponderazioni numeriche esplicite non sono normalmente disponibili a livello dei
singoli elementi del campione. Di conseguenza si applica una forma di
ponderazione implicita a seconda che i paesi riconoscano o no una determinata voce
come rappresentativa dei modelli di consumo nazionali. Il livello più basso di
aggregazione per cui sono disponibili le ponderazioni numeriche è definito come
il livello delle posizioni di base. 
10.54.    La transitività implica che la PPA diretta tra il paese A e il paese C
è uguale alla PPA indiretta ottenuta moltiplicando la PPA diretta tra il paese
A e il paese B (o un altro paese terzo) e la PPA diretta tra il paese B e il
paese C. Le PPA di Fisher a livello delle posizioni di base non sono
transitive, ma è possibile ottenere da queste una serie di PPA transitive che
somigli agli indici di Fisher originali, utilizzando a tal fine il criterio dei
minimi quadrati. L’applicazione della cosiddetta
formula di Èltetö-Köves-Szulc (EKS) minimizza le deviazioni tra gli indici di
Fisher originali e produce una serie completa di PPA transitive a livello delle
posizioni di base.
10.55.    La risultante
serie di PPA transitive per tutti i paesi e tutte le posizioni di base viene aggregata
fino al livello del PIL totale utilizzando le spese dei conti nazionali come
ponderazioni. Le PPA aggregate a livello del PIL o qualsiasi altra categoria
possono essere applicate, ad esempio, nel calcolo delle spese reali e degli
indici di volume spaziali. Una PPA divisa per il tasso di cambio nominale tra
due paesi produce un indice del livello dei prezzi che può essere utilizzato
nelle analisi dei livelli comparativi dei prezzi dei paesi. 
10.56.    La
Commissione (Eurostat) è responsabile del calcolo delle PPA per gli Stati
membri dell’UE in conformità al regolamento (CE) n. 1445/2007
del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, che fissa norme
comuni per la fornitura delle informazioni di base sulle parità di potere d’acquisto,
nonché per il loro calcolo e la loro diffusione.
Nella pratica, i calcoli delle PPA si iscrivono in un programma più ampio in
materia di PPA coordinato congiuntamente dall’Eurostat e dall’OCSE. I
metodi utilizzati nel programma sono descritti in dettaglio nell’Eurostat-OECD Methodological manual on purchasing power
parities (manuale metodologico Eurostat-OCSE sulle parità di potere
d’acquisto).
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 11
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 11 - POPOLAZIONE E INPUT DI LAVORO
11.01     Per alcuni scopi, le
comparazioni tra paesi, tra branche di attività economica o tra settori di una
stessa economia risultano più utili se gli aggregati di contabilità nazionale
(ad esempio, prodotto interno lordo, consumi finali delle famiglie, valore
aggiunto di una branca di attività economica, redditi da lavoro dipendente)
sono rapportati al numero di abitanti e alle variabili riguardanti gli input di
lavoro. In questi casi le definizioni di popolazione e di input di lavoro
devono essere coerenti con i concetti utilizzati in contabilità nazionale e
rientrare nella definizione di produzione dei conti nazionali.
11.02     Scopo del presente capitolo è
descrivere il contesto in cui si inquadrano le statistiche demografiche e
dell'occupazione e fornire indicazioni sul grado di corrispondenza tra tali
statistiche e il sistema dei conti nazionali.
11.03     Gli input di lavoro sono
classificati sulla base delle medesime unità statistiche utilizzate per
l'analisi della produzione, ossia le unità di attività economica a livello
locale e le unità istituzionali.
11.04     Gli aggregati cui sono
rapportati i dati sulla popolazione e sugli input di lavoro sono spesso totali
annuali. In questo caso devono essere utilizzati gli input di lavoro medi e la
popolazione media durante l'anno. Se si eseguono indagini più volte nel corso
dell'anno, i dati considerati rappresentano la media dei risultati ottenuti in
tali diversi momenti. Se una indagine prende in considerazione un periodo
inferiore a un anno, il periodo utilizzato deve essere rappresentativo: le
ultime informazioni disponibili sulle variazioni nel corso dell'anno devono
essere utilizzate per stimare i dati per l'intero anno. Ad esempio, nello
stimare il numero medio degli occupati si deve tener conto di coloro che non
lavorano tutto l'anno come, ad esempio, i lavoratori occasionali e stagionali.
POPOLAZIONE TOTALE
11.05     Definizione
A una certa data, la popolazione totale di un paese
comprende tutte le persone — cittadini di quel paese o stranieri — stabilite in
permanenza nel territorio economico del paese, anche se temporaneamente
assenti. Una media annua del numero di abitanti costituisce una base
appropriata per stimare le variabili di contabilità nazionale o per essere
impiegata quale denominatore nelle comparazioni.
11.06     La popolazione totale è definita
ai fini dei conti nazionali secondo il concetto di residenza di cui al capitolo
2. Per persona stabilita in permanenza si intende ogni persona che si trovi o
abbia l'intenzione di fermarsi nel territorio economico del paese per un
periodo pari o superiore a un anno. Per persona temporaneamente assente si
intende ogni persona stabilita nel paese che si trovi, o abbia l'intenzione di
fermarsi, nel resto del mondo, per un periodo inferiore a un anno. Tutti i
componenti di una stessa famiglia sono residenti laddove la famiglia ha il suo
centro di interesse economico prevalente: questo è definito come il luogo ove
la famiglia dispone di un alloggio, o di una serie di alloggi, che i suoi
componenti considerano, e utilizzano, quale loro residenza principale. Un
componente della famiglia residente che effettui frequenti viaggi al di fuori
del territorio economico resta residente poiché il suo centro di interesse
economico continua a rimanere nell'economia in cui la famiglia è residente.
11.07     La popolazione totale di un
paese comprende:
a)      i connazionali stabiliti nel paese;            
b)      i connazionali — militari esclusi — che
si trovano all'estero per un periodo inferiore a un anno come, ad esempio, i
lavoratori frontalieri e stagionali e i turisti;
c)      gli stranieri — militari esclusi —
stabiliti nel paese per un periodo pari o superiore a un anno, compreso il
personale, con i componenti delle rispettive famiglie, delle istituzioni
dell'Unione europea e delle organizzazioni internazionali civili aventi sede
nel territorio geografico del paese; 
d)      il personale militare straniero delle
organizzazioni internazionali militari aventi sede nel territorio geografico
del paese;
e)      il personale di assistenza tecnica
straniero, inviato in trasferta per un lungo periodo, che lavora nel paese per
più di un anno ed è destinato a essere impiegato dall'amministrazione pubblica
dello Stato ospitante per conto dell'amministrazione pubblica, o
dell'organizzazione internazionale, che finanzia il suo lavoro.
La popolazione totale comprende ugualmente, a
prescindere dalla durata del soggiorno al di fuori del paese: 
a)      gli studenti all'estero indipendentemente
dalla durata dei loro studi all'estero;
b)      i membri delle forze armate nazionali
distaccati nel resto del mondo;
c)      il personale nazionale di basi
scientifiche nazionali situate fuori del territorio geografico del paese; 
d)      il personale diplomatico nazionale in servizio
all'estero;
e)      i connazionali che sono membri di
equipaggi di navi da pesca, altre navi, aeromobili e piattaforme galleggianti
che operano al di fuori del territorio economico del paese;
f)       i pazienti all'estero per cure mediche.
11.08     Viceversa, la popolazione totale
di un paese non comprende:
a)      gli stranieri — militari esclusi — che si
trovano nel territorio per un periodo inferiore a un anno, quali i lavoratori
frontalieri e stagionali, i turisti e gli stranieri presenti per cure mediche;
b)      i membri delle forze armate straniere di
stanza sul territorio geografico;
c)      i connazionali — militari esclusi — che
si trovano all'estero per un periodo pari o superiore a un anno;
d)      il personale militare nazionale delle
organizzazioni internazionali aventi sede nel resto del mondo;
e)      il personale di assistenza tecnica
nazionale inviato in trasferta all'estero per un lungo periodo, destinato ad
essere impiegato dall'amministrazione pubblica dello Stato ospitante per conto
dell'amministrazione pubblica, o dell'organizzazione internazionale, che
finanzia il suo lavoro;
f)       gli studenti stranieri indipendentemente
dalla durata dei loro studi nel paese;
g)      i membri delle forze armate di un paese
straniero di stanza nel paese;
h)      il personale straniero di basi scientifiche
straniere presenti sul territorio geografico del paese;
i)       il personale diplomatico straniero in
servizio nel paese.
11.09     Il concetto di popolazione sopra
definito non corrisponde a quello di popolazione presente o de facto,
comprendente le persone effettivamente presenti sul territorio geografico di un
paese a una certa data. Non coincide neppure con quello di popolazione iscritta
in anagrafe.
POPOLAZIONE ECONOMICAMENTE ATTIVA
11.10     Definizione
La popolazione economicamente attiva comprende
tutte le persone che prestano o sono disponibili a prestare lavoro per le
attività di produzione quali sono definite nei conti nazionali. Sono comprese
tutte le persone che adempiono le condizioni per l'inclusione tra gli occupati
o i disoccupati quali sono definiti in appresso.
Le norme sulle statistiche delle forze di lavoro
sono stabilite dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Tali norme
sono contenute in "risoluzioni" adottate dalla Conferenza
internazionale degli statistici del lavoro; di queste, la più pertinente ai
fini della rilevazione e della compilazione di dati sulle forze di lavoro è la
risoluzione sulle statistiche della popolazione economicamente attiva,
dell'occupazione, della disoccupazione e della sottoccupazione. Tale
risoluzione è stata adottata dalla tredicesima Conferenza internazionale degli
statistici del lavoro nell'ottobre del 1982 e modificata con la risoluzione
della diciottesima Conferenza del dicembre 2008. In essa sono definite le forze
di lavoro in termini di persone che esercitano una attività di produzione quale
è precisata nei conti nazionali.
OCCUPATI
11.11     Definizione
Per occupati si intendono tutte le persone che
esercitano una attività di produzione quale è definita nei conti nazionali.
Gli occupati sono lavoratori dipendenti o
indipendenti. Le persone che esercitano più di una attività lavorativa sono
classificati come lavoratori dipendenti o indipendenti a seconda della
posizione lavorativa principale.
LAVORATORI DIPENDENTI
11.12     Definizione 
I lavoratori dipendenti sono le persone che, per
contratto, lavorano per una unità istituzionale residente, percependo una
remunerazione registrata come redditi da lavoro dipendente.
La definizione di "lavoratori
dipendenti" corrisponde a quella di "occupati retribuiti" dell'OIL.
Si instaura una relazione tra datore di lavoro e lavoratore dipendente
allorquando tra una impresa e una persona è stato stipulato - volontariamente
da entrambe le parti - un contratto, che può essere formale o informale, in
base al quale la persona lavora per l'impresa percependo quale corrispettivo
una retribuzione in denaro o in natura.
I lavoratori che esercitano una attività
lavorativa sia dipendente sia indipendente sono classificati come lavoratori
dipendenti se la posizione lavorativa dipendente costituisce la loro attività
principale in base al reddito percepito. Se non sono disponibili dati sul
reddito, si fa riferimento alle ore lavorate.
11.13     Sono comprese le seguenti
categorie di lavoratori dipendenti: 
a)      le persone assunte da un datore di lavoro
sulla base di un contratto di lavoro, quali, ad esempio, i lavoratori che
svolgono mansioni a contenuto manuale e non manuale, il personale direttivo, il
personale domestico e le persone che esercitano attività di produzione
retribuite nel quadro di programmi di promozione dell'occupazione;
b)      i dipendenti dell'amministrazione
pubblica a questa legati da un rapporto di diritto pubblico;
c)      le forze armate, comprendenti i militari
volontari sia in ferma breve sia a lunga ferma e i militari di leva (compresi i
militari di leva che prestano servizio civile);
d)      i ministri del culto, se retribuiti
direttamente da una amministrazione pubblica o da una istituzione senza scopo
di lucro;
e)      i proprietari di società o di
quasi-società se lavorano in tali imprese;
f)       gli studenti che si sono impegnati
formalmente a fornire una parte del loro lavoro quale input nel processo di
produzione di una impresa in cambio di una retribuzione in denaro o in natura,
nel quadro di una formazione;
g)      i lavoratori a domicilio se esiste un
accordo esplicito secondo cui il lavoratore è remunerato sulla base del lavoro
svolto, ossia della quantità di lavoro che è fornita quale input in un processo
di produzione; i lavoratori a domicilio sono lavoratori dipendenti se il loro contratto
con il datore di lavoro prevede essenzialmente la prestazione di lavoro;
h)      le persone assunte a tempo determinato da
agenzie di lavoro temporaneo che devono essere incluse nella branca di attività
economica dell'agenzia che le ha assunte e non nella branca dell'impresa per la
quale lavorano. 
11.14     Sono considerati lavoratori
dipendenti anche le persone temporaneamente non al lavoro, purché mantengano un
legame formale con la loro posizione lavorativa. Tale legame va determinato
secondo uno o più dei seguenti criteri:
a)      la riscossione in via continuativa di un
salario o di uno stipendio;
b)      la garanzia di riprendere il lavoro al
termine del periodo di inattività o l'esistenza di un accordo circa la data
della ripresa del lavoro.
Si tratta di persone temporaneamente non al lavoro
per motivi di malattia o infortunio, ferie o vacanze, sciopero o serrata,
assenza per ragioni di studio o di formazione, maternità o congedo parentale,
riduzione dell'attività economica, sospensione temporanea del lavoro per vari
motivi, quali maltempo, guasti tecnici o elettrici, mancanza di materie prime o
di carburante, o altra assenza temporanea, con o senza permesso.
LAVORATORI INDIPENDENTI
11.15     Definizione
I lavoratori indipendenti sono le persone che sono
uniche proprietarie, o comproprietarie, delle imprese non costituite in società
in cui lavorano, escluse le imprese classificate come quasi-società. I
lavoratori che esercitano una attività lavorativa sia dipendente sia
indipendente sono classificati come lavoratori indipendenti se la posizione
lavorativa indipendente costituisce la loro attività principale in base al
reddito percepito.
Se non sono disponibili dati sul reddito, si può
fare riferimento alle ore lavorate.
I lavoratori indipendenti possono essere temporaneamente
non al lavoro durante il periodo di riferimento. I redditi percepiti dai
lavoratori indipendenti si configurano come reddito misto.
11.16     I lavoratori indipendenti
comprendono le seguenti categorie:
a)      i coadiuvanti familiari non retribuiti,
compresi coloro che lavorano in imprese non costituite in società la cui
attività consiste nella produzione di beni e servizi destinabili alla vendita;
b)      i lavoratori a domicilio il cui reddito
dipende dal valore dei prodotti di alcuni processi di produzione per cui essi
sono responsabili; il contratto di questi lavoratori prevede la fornitura al
committente di beni e servizi;
c)      i lavoratori che esercitano attività di
produzione intraprese, individualmente o collettivamente, esclusivamente per
proprio uso finale o per investimento proprio. Per essere registrata, tale
produzione deve costituire una parte rilevante dei loro impieghi finali.
I lavoratori che prestano gratuitamente la loro
opera sono compresi tra i lavoratori indipendenti soltanto se le loro attività
si traducono in prodotti (ad esempio, la costruzione di abitazioni, chiese o
altri edifici). Se le attività in regime di volontariato si configurano invece
come servizi (ad esempio, attività di assistenza e di pulizia non retribuite), i
lavoratori non rientrano tra gli occupati perché tali servizi sono esclusi
dalla produzione.
Sebbene i servizi di abitazione per gli alloggi
occupati dai rispettivi proprietari rientrino nella definizione di attività di produzione
dei conti nazionali, non vi è alcun input di lavoro nella produzione di tali
servizi e i proprietari che occupano i rispettivi alloggi non sono considerati
lavoratori indipendenti. 
OCCUPATI E RESIDENZA
11.17     I risultati delle attività delle
unità di produzione sono coerenti in termini di copertura con i dati sugli
occupati soltanto se questi ultimi comprendono sia i residenti sia i non
residenti che lavorano per unità di produzione residenti.
Sono pertanto inclusi tra gli occupati anche i
lavoratori delle seguenti categorie:
a)      i lavoratori frontalieri non residenti,
ossia le persone che varcano ogni giorno il confine per lavorare nel territorio
economico;
b)      i lavoratori stagionali non residenti,
ossia le persone che entrano nel territorio economico e vi soggiornano per meno
di un anno allo scopo di lavorare in branche di attività economica che
richiedono periodicamente manodopera supplementare;
c)      i membri delle forze armate nazionali
distaccati nel resto del mondo;
d)      il personale nazionale di basi
scientifiche nazionali situate fuori del territorio geografico del paese;
e)      il personale diplomatico nazionale in
servizio all'estero;
f)       i membri degli equipaggi di navi da
pesca, altre navi, aeromobili e piattaforme galleggianti, gestite da unità
residenti;
g)      il personale assunto in loco da unità di amministrazioni
pubbliche insediate fuori del territorio economico.
11.18     Viceversa, non sono inclusi tra
gli occupati i lavoratori delle seguenti categorie:
a)      i residenti che lavorano come frontalieri
o stagionali, ossia che esercitano la loro attività in un altro territorio
economico;
b)      i connazionali che sono membri di
equipaggi di navi da pesca, altre navi, aeromobili e piattaforme galleggianti,
gestite da unità non residenti;
c)      il personale assunto in loco da unità di
amministrazioni pubbliche straniere insediate nel territorio geografico del
paese;
d)      il personale delle istituzioni
dell'Unione europea e delle organizzazioni internazionali civili aventi sede
nel territorio geografico del paese (compreso il personale locale assunto
direttamente);
e)      i membri delle forze armate distaccati
presso organizzazioni internazionali militari aventi sede nel territorio
geografico del paese;
f)       il personale nazionale di basi
scientifiche straniere presenti nel territorio economico.
11.19     Allo scopo di permettere il
passaggio ai concetti normalmente utilizzati nelle statistiche sulle forze di
lavoro (occupati su base nazionale), il SEC prevede in particolare di
registrare separatamente:
a)      i militari di leva (non considerati nelle
statistiche sulle forze di lavoro, ma inclusi nel SEC nei servizi delle
amministrazioni pubbliche);
b)      i residenti che lavorano per unità di
produzione non residenti (considerati nelle statistiche sulle forze di lavoro,
ma non compresi tra gli occupati quali sono definiti nel SEC);
c)      i non residenti che lavorano presso unità
di produzione residenti (non considerati nelle statistiche sulle forze di
lavoro, ma compresi tra gli occupati quali sono definiti nel SEC);
d)      i lavoratori residenti che vivono
permanentemente in convivenze;
e)      i lavoratori residenti di età inferiore a
quella presa in considerazione nelle statistiche sulle forze di lavoro.
DISOCCUPATI
11.20     Definizione
Conformemente alle disposizioni adottate
dall'Organizzazione internazionale del lavoro (tredicesima Conferenza internazionale
degli statistici del lavoro), ulteriormente specificate nel contesto
dell'Unione europea nel regolamento (CE) n. 1897/2000 della Commissione
relativo alla definizione operativa di disoccupazione, si intendono per
disoccupati tutte le persone che hanno superato una certa soglia di età e che
durante il periodo di riferimento erano:
a)      "senza lavoro", ossia non
lavoravano come lavoratori retribuiti o lavoratori indipendenti;
b)      "disponibili a lavorare", ossia
a iniziare una attività come lavoratore retribuito o lavoratore indipendente
durante il periodo di riferimento;
c)      "alla ricerca di un lavoro",
vale a dire che avevano assunto iniziative specifiche, in un determinato
periodo di tempo recente, per trovare un lavoro come lavoratore retribuito o
lavoratore indipendente.
11.21     Tra le iniziative specifiche
possono rientrare l'iscrizione presso un ufficio di collocamento pubblico o una
agenzia privata, l'invio di domande di assunzione, la ricerca di lavoro
mediante richieste in cantieri, fattorie, fabbriche, mercati o altri luoghi di
riunione, la pubblicazione di annunci sui giornali o la risposta ad annunci
apparsi sulla stampa, la richiesta di aiuto ad amici o parenti, la ricerca di
terreni, fabbricati, macchine o impianti per la creazione di una propria
impresa, la richiesta del rilascio di permessi e licenze o di erogazione di
risorse finanziarie, ecc.
POSIZIONI LAVORATIVE
11.22     Definizione
Per posizione lavorativa si intende l'attività
esercitata in forza di un contratto implicito o esplicito, stipulato tra una
persona fisica e una unità istituzionale residente, finalizzato allo
svolgimento, per un periodo determinato o indeterminato, di una prestazione
lavorativa contro il corrispettivo di un compenso.
I termini contenuti in tale definizione sono così definiti:
a)      il contratto implicito o esplicito si
riferisce all'apporto di input di lavoro, non alla fornitura di un bene o di un
servizio;
b)      per prestazione lavorativa si intende
qualsiasi attività che contribuisca alla produzione di beni e servizi quale è
definita nei conti nazionali; la liceità della prestazione e l'età del
lavoratore sono irrilevanti;
c)      il termine compenso deve essere
interpretato qui in senso lato, includendo il reddito misto dei lavoratori
indipendenti.
In tale definizione di posizione lavorativa
rientrano posizioni lavorative sia dipendenti sia indipendenti: si tratta di
posizione lavorativa dipendente se la persona appartiene a una unità
istituzionale diversa dal datore di lavoro e di posizione lavorativa
indipendente se la persona appartiene alla stessa unità istituzionale del
datore di lavoro.
11.23     Il concetto di posizione
lavorativa differisce dal concetto di occupati definito in precedenza:
a)      esso include le posizioni lavorative di
secondo, terzo, ecc. lavoro di una stessa persona; tali prestazioni lavorative
possono essere rese una dopo l'altra entro il periodo di riferimento
(normalmente una settimana), oppure, come nel caso di persone che svolgono un
lavoro serale oltre a esercitare un'altra attività durante la giornata, essere
svolte in parallelo;
b)      d'altro canto, il concetto di posizione
lavorativa esclude le persone temporaneamente non al lavoro che mantengono
tuttavia un legame formale con la loro posizione lavorativa nella forma, ad
esempio, di una garanzia di riprendere il lavoro o di un accordo circa la data
della sua ripresa. Una intesa di questo tipo tra un datore di lavoro e un
lavoratore in disoccupazione temporanea o in formazione non è considerata
posizione lavorativa nel sistema dei conti.
POSIZIONE LAVORATIVA E RESIDENZA
11.24     Per posizione lavorativa nel
territorio economico del paese si intende l'attività esercitata in forza di un
contratto implicito o esplicito, stipulato tra una persona fisica (che può
essere residente in un altro territorio economico) e una unità istituzionale
residente nel paese.
Ai fini della misurazione dell'input di lavoro
nell'attività economica interna, assume rilevanza soltanto la residenza
dell'unità istituzionale produttrice, in quanto soltanto i produttori residenti
contribuiscono al prodotto interno lordo.
11.25     Inoltre:
a)      sono incluse nel computo delle posizioni
lavorative nel territorio economico quelle dei dipendenti di una unità
istituzionale produttrice residente che lavorino temporaneamente in un altro
territorio economico, purché la natura e la durata dell'attività non
giustifichino il trattamento dell'unità quale unità residente fittizia
dell'altro territorio;
b)      le posizioni lavorative sono escluse dal
computo delle posizioni lavorative nel territorio economico nel caso in cui il
lavoro sia svolto per conto di unità istituzionali non residenti, ossia di
unità il cui centro d'interesse si trova in un altro paese e che non intendono
essere attive nel territorio del paese per un periodo pari o superiore a un
anno;
c)      le posizioni lavorative del personale
delle organizzazioni internazionali e del personale assunto in loco dalle
ambasciate straniere sono escluse dal computo in quanto le unità datrici di
lavoro non sono residenti.
L'ECONOMIA SOMMERSA
11.26     Il valore delle attività di
produzione che non sono osservate direttamente è incluso in linea di principio
nella produzione quale è definita nei conti nazionali. Sono pertanto compresi i
seguenti tre esempi di siffatte attività:
a)      attività illegali in cui le parti
intervengono volontariamente in una operazione economica;
b)      attività sommerse in cui le operazioni in
sé non sono illegali, ma non sono dichiarate per evitare un controllo da parte
delle autorità;
c)      attività descritte come informali, per le
quali di norma non è tenuta alcuna contabilità.
In linea di principio la retribuzione di tali
lavoratori è inclusa nei redditi da lavoro dipendente o nel reddito misto. Di
tale rettifica va tenuto conto nei dati sull'occupazione e sugli occupati
indipendenti, allorché si calcolano rapporti o si compilano altre statistiche.
Le attività illegali in cui una o l'altra delle
parti non intervengono volontariamente (ad esempio, in caso di furto) non sono
operazioni economiche e non sono incluse nell'attività di produzione quale è
definita nei conti nazionali.
TOTALE DELLE ORE LAVORATE
11.27     Definizione
Il totale delle ore lavorate rappresenta la somma
delle ore effettivamente lavorate in qualità di lavoratore dipendente o
indipendente durante il periodo contabile se la loro produzione rientra nell'attività
di produzione quale è definita nei conti nazionali.
Considerata l'ampiezza della definizione di
lavoratori dipendenti, che comprende le persone temporaneamente non al lavoro
ma che mantengono un legame formale con la loro posizione lavorativa e i
lavoratori a tempo parziale, è opportuno calcolare la produttività sulla base
non già del numero di occupati rilevati, bensì del totale delle ore lavorate.
Il totale delle ore lavorate costituisce il
parametro più appropriato per la misurazione degli input di lavoro per i conti
nazionali.
Specificazione delle ore effettivamente
lavorate
11.28     Il totale delle ore
effettivamente lavorate corrisponde alle ore di lavoro che hanno contribuito
alla produzione e può essere definito con riferimento all'attività di produzione
quale è definita nei conti nazionali. La risoluzione sulla misurazione
dell'orario di lavoro dell'OIL, adottata dalla diciottesima Conferenza
internazionale degli statistici del lavoro, definisce le ore effettivamente
lavorate come il tempo dedicato da una persona all'esercizio di attività che
contribuiscono alla produzione di beni e servizi durante un determinato periodo
di riferimento. La risoluzione specifica le ore lavorate come segue:
(1)     le ore effettivamente lavorate
riguardano le attività lavorative di qualsiasi tipo, che possono essere
prestate in qualsiasi luogo, nel quadro di differenti accordi lavorativi e
retributivi (ore retribuite o non retribuite); 
(2)     le ore effettivamente lavorate non
sono correlate a concetti giuridici o amministrativi e si applicano pertanto a
tutte le persone che lavorano; possono essere prestate durante l'orario normale
di lavoro o stabilito per contratto o come ore di lavoro straordinario; 
(3)     le statistiche delle ore
effettivamente lavorate comprendono:
a)       le ore di lavoro effettivo durante i
periodi normali di lavoro, che contribuiscono direttamente alla produzione;
b)      le ore retribuite dedicate alla
formazione;
c)       le ore lavorate in aggiunta a quelle
dell'orario normale (lavoro straordinario); le ore di lavoro straordinario
vanno incluse anche se non sono retribuite;
d)      il tempo dedicato alla preparazione del
posto di lavoro, alle operazioni di riparazione e manutenzione, alla
preparazione e pulizia degli utensili e ad altri lavori, quali la stesura di
ricevute, di schede di durata delle operazioni e di relazioni;
e)       i tempi morti passati in attesa o in
piedi sul posto di lavoro a causa, per esempio, di mancanza temporanea di
lavoro, di guasti meccanici o di incidenti, o il tempo trascorso sul posto di
lavoro senza esercitare alcuna attività, pur percependo una retribuzione in
forza di un contratto di occupazione garantita;
f)       il tempo corrispondente a brevi periodi
di riposo durante la giornata lavorativa, comprese le pause per ristoro;
g)       i contratti di lavoro intermittente: se
un lavoratore resta a disposizione di un datore di lavoro, in attesa della
chiamata, lontano dal luogo di lavoro, ad esempio a domicilio, il tempo è
incluso nelle ore effettivamente lavorate in funzione del grado di limitazione
delle attività non lavorative e della libertà di movimento della persona;
h)       le ore lavorate dal personale delle
forze armate, compresi i militari di leva, sono incluse anche se non rientrano
nel campo di applicazione dell'indagine sulle forze di lavoro di un paese;
(4)     le statistiche delle ore effettivamente
lavorate non comprendono:
a)       le ore retribuite ma non lavorate, ad
esempio per ferie, festività, assenze per malattia, congedi parentali,
scioperi, brevi assenze per visite mediche, maltempo, ecc.;
b)      le pause per i pasti;
c)       il tempo impiegato per gli spostamenti
tra il domicilio e il luogo di lavoro, includendo però il lavoro eventualmente
svolto durante tali spostamenti;
d)      l'istruzione diversa dalla formazione.
Per definizioni più esaustive di tali criteri
si rinvia alla risoluzione della Conferenza internazionale degli statistici del
lavoro.
11.29     Il totale delle ore lavorate
corrisponde alla somma delle ore effettivamente lavorate durante il periodo
contabile in posizioni lavorative dipendenti o indipendenti nel territorio
economico,
a)      incluse le prestazioni lavorative svolte
al di fuori del territorio economico per conto di unità istituzionali residenti
che non hanno il loro centro di interesse economico all'estero;
b)      escluse le prestazioni lavorative svolte
per conto di unità istituzionali straniere che non hanno il loro centro di
interesse economico nel territorio economico.
11.30     Numerose indagini sulle imprese
registrano le ore retribuite e non le ore lavorate. In tal caso, le ore
lavorate devono essere stimate per ciascun gruppo di posizioni lavorative,
utilizzando ogni informazione disponibile sulle assenze retribuite, ecc.
11.31     A fini di analisi del ciclo
economico può essere utile adeguare il totale delle ore lavorate mediante
l'adozione di un numero standard di giorni di lavoro all'anno.
EQUIVALENZA A TEMPO PIENO
11.32     Definizione - L'occupazione
equivalente a tempo pieno, che è pari al numero di posizioni lavorative
equivalenti a tempo pieno, è definita come il quoziente tra il totale delle ore
lavorate e la media annuale del numero di ore lavorate in posizioni lavorative
a tempo pieno nel territorio economico.
11.33     Tale definizione non descrive
necessariamente le modalità di stima del concetto: poiché la durata di una
posizione lavorativa a tempo pieno è cambiata nel tempo e varia da una branca
di attività economica all'altra, si fa ricorso a metodi che, per ciascun gruppo
di posizioni lavorative, determinano la quota media e le ore medie di lavoro
delle posizioni lavorative non a tempo pieno. In primo luogo, è opportuno
stimare una settimana a tempo pieno normale per ciascun gruppo di posizioni
lavorative. Un gruppo di posizioni lavorative può essere definito, all'interno
di una branca di attività economica, secondo il sesso dei lavoratori e il tipo
di mansioni. Per le posizioni lavorative dipendenti, lo strumento appropriato
per la determinazione di tali dati è rappresentato dal numero di ore stabilite
contrattualmente. L'equivalenza a tempo pieno è calcolata separatamente per
ciascun gruppo di posizioni lavorative ed è poi sommata.
11.34     Il totale delle ore lavorate
costituisce il miglior parametro per la misurazione degli input di lavoro. In
mancanza di tale dato, si può ricorrere in alternativa all'equivalenza a tempo
pieno, la quale è più semplice da calcolare e permette comparazioni
internazionali con i paesi che possono stimare soltanto l'occupazione
equivalente a tempo pieno.
INPUT DI LAVORO DIPENDENTE A
REMUNERAZIONE COSTANTE
11.35     Definizione - Per gli
input di lavoro di tipo o qualifiche simili nel periodo base, l'input di lavoro
dipendente a remunerazione costante misura gli input di lavoro correnti
valutati ai livelli di remunerazione delle posizioni lavorative dipendenti
rilevabili durante un periodo base specificato.
11.36     Il quoziente tra i redditi da
lavoro dipendente a prezzi correnti e gli input di lavoro dipendente a
remunerazione costante fornisce un indice implicito delle retribuzioni,
comparabile con l'indice implicito dei prezzi degli impieghi finali.
11.37     Lo scopo del concetto di input
di lavoro dipendente a remunerazione costante è quello di mettere in luce le
variazioni nella composizione delle forze di lavoro: ad esempio, da lavoratori
a basso salario a lavoratori meglio retribuiti. Per avere utilità, l'analisi deve
essere effettuata a livello di branca di attività economica.
MISURAZIONE DELLA PRODUTTIVITÀ
11.38     Definizione - La
produttività esprime il rapporto tra la quantità di produzione ottenuta da un
processo produttivo e le quantità di un input utilizzato per la sua produzione.
Ad esempio, la produttività del lavoro è normalmente misurata come produzione
per ora lavorata. Risulta perciò di capitale importanza che le misurazioni del
lavoro utilizzate negli studi in cui la produzione è basata su dati di contabilità
nazionale siano coerenti in termini di concetti e di copertura con i conti
nazionali. 
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 12
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 12 - CONTI NAZIONALI TRIMESTRALI
Introduzione
12.01     Nel presente capitolo sono illustrati
i principi e le caratteristiche fondamentali dei conti nazionali trimestrali.
12.02     I conti nazionali trimestrali
sono i conti nazionali che hanno come periodo di riferimento un trimestre. Essi
formano un sistema di indicatori trimestrali integrati e offrono un quadro
contabile globale, in seno al quale i dati economici possono essere compilati e
presentati in un formato appropriato per l'analisi economica, la presa di
decisioni e la delineazione di politiche su base trimestrale.
12.03     Per i conti nazionali
trimestrali valgono gli stessi principi, si applicano le medesime definizioni e
si utilizza la stessa struttura dei conti nazionali annuali. Salvo indicazione
contraria nel presente capitolo, i conti nazionali trimestrali si basano sugli
stessi concetti dei conti nazionali annuali.
12.04     I conti nazionali trimestrali
comprendono l'intera sequenza di conti e conti patrimoniali. Nella pratica, i
limiti posti dalla disponibilità dei dati, dall'esigenza di tempestività e
dalla scarsità di risorse determinano una minore completezza dei conti
nazionali trimestrali rispetto ai conti annuali.
In confronto con i conti annuali, i conti
nazionali trimestrali hanno una portata più limitata: sono focalizzati sulla
misurazione del PIL, sulla misurazione delle risorse e degli impieghi di beni e
servizi e sulla generazione del reddito, mentre il livello di dettaglio è meno
approfondito sulle attività delle branche di attività economica e su operazioni
specifiche. Ciò rispecchia la necessità di trovare un compromesso tra
tempestività, da un lato, e portata, livello di dettaglio e affidabilità, dall'altro.
12.05     Rispetto ai conti nazionali
annuali, i conti trimestrali sono compilati e diffusi con maggiore frequenza.
Essi forniscono una prima sintesi degli sviluppi economici e possono essere
utilizzati per stime rapide dei conti nazionali annuali.
12.06     Le serie temporali delle statistiche
dei conti trimestrali, per effetto della loro cadenza trimestrale, presentano
una componente stagionale e sono influenzate da effetti di calendario. Tali
effetti sono attenuati mediante il ricorso a procedure di destagionalizzazione
e di correzione.
12.07     Per i conti nazionali
trimestrali sono generalmente disponibili fonti di dati più limitate rispetto
ai conti nazionali annuali e per la loro compilazione può essere necessario
fare un ricorso più intensivo a tecniche statistiche ed econometriche. Per la
compilazione dei conti trimestrali si possono seguire due metodi: il metodo
diretto o il metodo indiretto.
12.08     Il metodo diretto, il ricorso al
quale dipende dalla disponibilità a intervalli trimestrali di fonti di dati
simili a quelle utilizzate per l'elaborazione della contabilità annuale, impiega
procedimenti di compilazione analoghi a quelli dei conti annuali. Il metodo
indiretto è basato su tecniche di stima statistica ed econometrica che
utilizzano le informazioni ricavate dai conti annuali e indicatori a breve
termine per interpolazioni ed estrapolazioni a partire dalle stime annuali. La
scelta tra i due metodi dipende dalla rapidità con cui le informazioni
utilizzate nella produzione dei conti annuali sono disponibili nella stessa
forma a livello trimestrale.
12.09     Gli scopi alla base della
compilazione dei conti nazionali trimestrali sono diversi da quelli perseguiti
dai conti nazionali annuali. I primi sono focalizzati sui movimenti a breve
termine dell'economia e realizzano una misurazione coerente di tali movimenti
nel quadro della contabilità nazionale. L'accento è posto sui tassi di crescita
e sulle loro caratteristiche nel tempo, quali l'accelerazione, il rallentamento
o la variazione di segno. I conti nazionali annuali prendono in considerazione
i livelli e la struttura dell'economia, nonché i tassi di crescita.
I conti nazionali trimestrali appaiono più appropriati
dei conti annuali per effettuare analisi del ciclo economico, perché i dati
annuali non evidenziano gli sviluppi economici a breve termine. 
12.10     I conti nazionali trimestrali
possono essere utilizzati in sede di compilazione dei conti nazionali annuali.
Essi accrescono l'affidabilità e la tempestività di questi ultimi e, in alcuni
paesi, i conti annuali sono ricavati direttamente tramite aggregazione, nel
corso dell'anno, dei conti trimestrali. Tale diversità nel ruolo svolto è
dovuta a differenze a livello della disponibilità dei dati e dei processi di
compilazione.
12.11     Per la compilazione dei conti
nazionali trimestrali viene fatto ricorso a una vasta serie di dati, quali le
statistiche congiunturali sulla produzione, sui prezzi, sull'occupazione e sul
commercio estero, gli indicatori di fiducia delle imprese e dei consumatori e
dati amministrativi come il gettito dell'IVA. Con riguardo a tali indicatori i
conti nazionali trimestrali assicurano:
a)      un più vasto campo di applicazione; 
b)      l'esaustività;
c)      un contesto coerente di contabilità
nazionale;
d)      la coerenza con i concetti e i dati dei
conti nazionali;
e)      la comparabilità internazionale sulla
base di un quadro metodologico internazionale, l'SCN. 
12.12     La copertura dei conti nazionali
trimestrali coincide con quella dei conti annuali, comprendendo l'intera
sequenza dei conti e i corrispondenti aggregati, nonché il quadro delle risorse
e degli impieghi. Tuttavia, la ridotta disponibilità di informazioni e la
cadenza trimestrale della compilazione dei conti trimestrali limitano
generalmente la copertura e la portata di tali conti.
I conti trimestrali comprendono:
a)      i principali aggregati, anche con
riferimento all'occupazione e alla popolazione; 
b)      i conti finanziari e non finanziari per
settore istituzionale;
c)      le ripartizioni con un livello di
dettaglio limitato di aggregati fondamentali quali il valore aggiunto lordo, la
spesa per consumi finali, gli investimenti fissi lordi, le importazioni e le
esportazioni di beni e servizi e gli occupati; 
d)      una sequenza dei conti semplificata.
Tali elementi sono utilmente integrati, a fini di
compilazione, da un quadro semplificato delle risorse e degli impieghi.
Caratteristiche peculiari dei conti
nazionali trimestrali
12.13     Sono descritti qui di seguito
gli aspetti del processo di compilazione che rivestono particolare importanza
per i conti nazionali trimestrali:
a)      momento di registrazione; 
b)      stime flash;
c)      bilanciamento e benchmarking;
d)      misure di volume con valori concatenati; 
e)      destagionalizzazione e correzione degli
effetti di calendario. 
Momento di registrazione
12.14     Le norme in merito al momento di
registrazione nei conti trimestrali sono identiche a quelle applicate per i
conti annuali. Tuttavia il periodo più breve di registrazione fa insorgere
specifici problemi di misurazione circa il momento di registrazione. Tali
problemi riguardano in particolare:
a)      i prodotti in corso di lavorazione;
b)      le attività concentrate in periodi
specifici nel corso di un anno;
c)      i pagamenti poco frequenti.
12.15     Per i conti nazionali
trimestrali, la registrazione delle attività e dei flussi concentrati in
periodi specifici dell'anno assume particolare importanza. Nei vari trimestri l'entità
di tali attività, quali la produzione dell'agricoltura, delle costruzioni e del
turismo, dipende da fattori esterni come le condizioni meteorologiche e il
numero di giorni festivi. La corresponsione delle retribuzioni, delle imposte,
delle prestazioni sociali e dei dividendi può essere soggetta a effetti
trimestrali temporanei come, ad esempio, il pagamento in un unico mese di
gratifiche annuali. Eventuali errori di misurazione dell'entità di tali eventi
e del momento cui si riferiscono determinano errori di misurazione della
crescita trimestrale.
Prodotti in corso di lavorazione
12.16     I prodotti in corso di
lavorazione sono i prodotti non completati, che non sono ancora pronti per
essere consegnati. Si hanno allorché la produzione si estende oltre la durata
del periodo considerato. Lunghi cicli di produzione si riscontrano per le
attività di alcuni settori (ad esempio, dell'agricoltura, delle costruzioni e
della fabbricazione di macchinari, di autoveicoli e di navi), nonché nel caso di
servizi quali lo sviluppo di software, i servizi di architettura, la produzione
di film o l'organizzazione di grandi manifestazioni sportive. Questi lunghi
processi di produzione sono spesso accompagnati da pagamenti frazionati, come
in particolare nel caso della cantieristica, delle costruzioni aeree, della
produzione vinicola e dei contratti pubblicitari.
La misurazione di tale produzione impone la
ripartizione di un unico processo in periodi distinti, il che risulta più
difficile nel caso dei conti nazionali trimestrali che non nel caso dei conti
annuali. Tuttavia, per la misurazione dei prodotti in corso di lavorazione
valgono gli stessi principi sia per la registrazione su base trimestrale che
per la registrazione su base annuale.
Attività concentrate in periodi
specifici nel corso di un anno
12.17     L'attribuzione della produzione
sulla base dei costi sostenuti nel tempo costituisce il metodo normale di assegnazione
della produzione finale ai diversi periodi in base al principio di competenza,
ma non sempre è possibile realizzarla completamente. Nessuna produzione
dovrebbe essere attribuita ai periodi in cui non è in corso un processo di
produzione, anche se vengono sostenuti costi. Ciò vale per i costi di utilizzo
del capitale, ad esempio per i canoni di locazione per l'utilizzo di
apparecchiature o macchinari. Tale situazione può verificarsi nel caso dell'agricoltura,
allorché non vi è produzione in alcuni periodi, mentre un altro esempio di
periodi senza produzione è quello dell'industria conserviera che lavora in
funzione dei prodotti raccolti.
Pagamenti poco frequenti
12.18     Per le attività svolte nell'arco
di un anno, i pagamenti poco frequenti sono i pagamenti eseguiti una volta l'anno
o mediante rate con cadenza irregolare. Ne sono un esempio i dividendi, gli
interessi, le imposte, i contributi e le gratifiche, come la gratifica
natalizia, la gratifica ferie, ecc. Tutte queste operazioni di distribuzione
sono registrate sulla base del principio di competenza, nel momento in cui insorge
il diritto al pagamento anziché nel momento dell'effettivo pagamento. La
questione del momento di registrazione si pone anche per i conti nazionali
annuali nella misura in cui alcuni pagamenti possono riferirsi in parte a un
altro esercizio contabile.
12.19     Per trattare il problema del
momento di registrazione si distinguono due diversi tipi di pagamenti.
a)      I pagamenti esclusivamente una tantum
sono registrati nel periodo in cui sono effettivamente eseguiti. I dividendi,
ad esempio, sono normalmente determinati soltanto dopo la chiusura dei conti
alla fine dell'esercizio e potrebbero non riferirsi agli utili conseguiti dalla
società in quell'anno.
b)      I pagamenti che presentano una relazione
fissa con un determinato periodo (maturati ad esempio in un periodo precedente
o nell'arco di numerosi periodi contabili) devono essere attribuiti ai periodi
in cui sono maturati. Ne sono un esempio le imposte sul reddito e sui prodotti
che possono essere riscosse in un periodo successivo.
12.20     L'applicazione del principio di
competenza ai dati trimestrali in questi casi può risultare estremamente
difficile e si rende pertanto necessario adottare metodi alternativi, come un
principio di cassa rettificato o l'attribuzione dei pagamenti ai periodi in
modo tale da ridurre al minimo la distorsione delle caratteristiche delle serie
temporali.
Stime flash
12.21     I conti nazionali trimestrali
delineano un quadro della situazione dell'economia subito dopo la fine del
trimestre di riferimento. La tempestiva disponibilità di tali informazioni
permette di individuare e di interpretare le tendenze economiche. Per tale
motivo sempre più frequentemente le autorità statistiche compilano stime rapide
dei principali aggregati macroeconomici, compresi gli indicatori della crescita
del PIL e di conti nazionali trimestrali.
12.22     Una stima flash è una stima
rapida di una variabile economica per il periodo di riferimento più recente. La
stima flash è normalmente calcolata sulla base di dati incompleti, ma
utilizzando lo stesso modello statistico o econometrico delle stime normali.
Nella compilazione di stime flash è utilizzato il maggior numero di dati
possibile. Tra le stime flash e le stime tradizionali si osservano le seguenti
differenze:
a)      tempestività: le stime flash sono
disponibili prima delle stime tradizionali;
b)      precisione: è necessario trovare un
compromesso tra la tempestività e l'accuratezza; le stime flash sono
generalmente più soggette a revisioni di quelle tradizionali; 
c)      copertura: il numero di variabili oggetto
di stime flash è più limitato che nel caso delle stime tradizionali;
d)      informazioni: le stime flash sono basate
su una serie più limitata di informazioni; spesso i dati per le stime
tradizionali non sono pienamente disponibili;
e)      metodo di stima: a causa della mancanza
di dati, le stime flash devono fare maggiore affidamento su metodi econometrici
e su ipotesi.
Bilanciamento e benchmarking dei conti
nazionali trimestrali
12.23     I conti nazionali trimestrali
costituiscono una serie coerente di conti, compilati su base trimestrale.
Formano parte integrante del quadro dei conti nazionali e sono coerenti con i
conti annuali.
12.24     La coerenza interna dei conti
trimestrali è assicurata attraverso la riconciliazione tra le stime delle
risorse e degli impieghi per i conti compilati su base trimestrale. La coerenza
con i conti annuali è ottenuta effettuando un benchmarking tra i conti
trimestrali e i conti annuali o ricavando i secondi dai primi.
Bilanciamento
12.25     Il processo di bilanciamento o
di riconciliazione costituisce parte integrante dell'esercizio di compilazione
dei conti nazionali e sfrutta al meglio le diverse fonti di informazioni alla
base di varie misurazioni nei conti. In termini generali tale processo mira a
inserire in un quadro delle risorse e degli impieghi i dati statistici alla
base dei diversi metodi di compilazione del PIL e gli altri elementi dei conti,
in modo tale da utilizzare in maniera efficace tutte le informazioni
disponibili. 
12.26     I principi e le procedure di
bilanciamento utilizzati per i conti annuali si applicano anche nel caso dei
conti trimestrali, con il ricorso a procedure integrative per rispecchiare la
cadenza trimestrale della compilazione di questi conti. Tali procedure
aggiuntive tengono conto delle seguenti caratteristiche dei conti trimestrali: 
a)      mantenimento della coerenza tra i dati
destagionalizzati e i dati grezzi;
b)      assicurazione della coerenza tra i prezzi
correnti e le misure di volume;
c)      riconciliazione dei dati ottenuti dai diversi
metodi di calcolo del PIL.
Un quadro trimestrale semplificato delle risorse e
degli impieghi può contribuire al bilanciamento dei conti nazionali
trimestrali. In caso di regolare compilazione di tavole annuali delle risorse e
degli impieghi, le informazioni contenute nelle corrispondenti tavole
trimestrali possono essere esplicitamente collegate alle tavole annuali nel
quadro del processo di bilanciamento e benchmarking. 
Coerenza tra i conti trimestrali e
annuali - Benchmarking
12.27     Il processo di allineamento dei
conti nazionali trimestrali a quelli annuali può essere realizzato in due modi:
a)      allineando i conti trimestrali ai conti
annuali (benchmarking);
b)      compilando i conti annuali a partire dai
conti trimestrali.
12.28     Le discrepanze tra i conti
trimestrali e i conti annuali sono ascrivibili perlopiù a differenze tra le
fonti e a una diversa disponibilità delle informazioni provenienti da fonti
comuni.
12.29     Molti metodi differenti possono
essere utilizzati per riconciliare gli aggregati trimestrali con i corrispondenti
aggregati annuali.
Il metodo ideale consiste nell'individuare le
cause delle discrepanze e nell'ottenere nuovi aggregati trimestrali e annuali riconciliati,
utilizzando tutte le informazioni disponibili. 
Le tecniche di benchmarking assicurano la coerenza
tra le due serie di aggregati, stabilendo una di esse come la serie standard e
adattando l'altra in modo da armonizzarla con la prima, mediante metodi che
variano da semplici rettifiche matematiche a complesse procedure statistiche ed
econometriche. Le tecniche di benchmarking mirano a garantire la coerenza
contabile delle due serie di aggregati in termini di mantenimento dei movimenti
o di altri criteri ben definiti. 
Il benchmarking costituisce parte integrante del
processo di compilazione dei conti e, in linea di principio, dovrebbe essere
realizzato al livello più dettagliato. In pratica ciò può comportare il
benchmarking di serie differenti in fasi successive, con l'utilizzo dei dati di
alcune serie, già oggetto di benchmarking, per stimare altre serie, cui fa
seguito una seconda o una terza fase di benchmarking.
12.30     Nel caso in cui siano gli
aggregati trimestrali a essere utilizzati come riferimento, gli aggregati
annuali sono ricavati sommando gli appropriati dati trimestrali. In tal modo la
coerenza è garantita.
12.31     Molto spesso la riconciliazione
tra aggregati trimestrali e annuali è il risultato di una combinazione di vari
metodi di benchmarking: ad esempio, le stime annuali preliminari possono essere
ricavate mediante aggregazione dei dati trimestrali e successivamente, allorché
sono disponibili informazioni annuali e l'aggregato annuale è stato riveduto, i
corrispondenti dati trimestrali sono sottoposti a revisione mediante
comparazione con i dati annuali.
Misure concatenate delle variazioni di
prezzo e di volume
12.32     Nel caso dei conti nazionali
annuali, per misurare le variazioni di prezzo e di volume si utilizza in linea
di principio un indice a catena annuale. Per coerenza, le misurazioni
trimestrali delle variazioni di prezzo e di volume sono armonizzate con le
misurazioni annuali concatenate.
12.33     Al fine di assicurare la
coerenza tra le misure di prezzo e di volume nei conti trimestrali e annuali, è
necessario che le misure annuali siano ricavate da quelle trimestrali o che i
dati trimestrali siano armonizzati con quelli annuali adottando tecniche di
benchmarking. Ciò vale anche nel caso in cui sia soddisfatto il principio che
le misurazioni trimestrali e annuali utilizzino gli stessi metodi di
compilazione e di presentazione (ad esempio, stessa formula e identici anno
base e periodo di riferimento per l'elaborazione dell'indice). Una piena
coerenza non è possibile perché gli indici trimestrali non rispecchiano
esattamente la stessa crescita dei corrispondenti indici annuali a causa della
forma matematica degli indici.
12.34     Quantunque le misure di volume
concatenate trimestrali potrebbero essere basate su una frequenza di
concatenamento trimestrale, in linea di principio, il concatenamento deve
essere effettuato con frequenza annuale. Le misure di volume trimestrali sono
concatenate annualmente. 
12.35     Le serie di volume concatenate
dei conti nazionali trimestrali sono variazioni di volume trimestrali con
riferimento alle medie annuali dei prezzi dell'anno precedente. Per gli indici
di volume trimestrali concatenati annualmente si possono applicare tre
tecniche:
a)      annual overlap;
b)      one-quarter overlap;
c)      over-the-year. 
La creazione di serie temporali applicando una
delle tre tecniche di concatenamento comporta normalmente rotture strutturali
nelle risultanti serie concatenate, il cui impatto è determinato dalla tecnica
di concatenamento prescelta e dalla variazione della struttura dei prezzi nel
tempo.
12.36     La tecnica "annual
overlap" fa riferimento ai valori medi annuali dell'anno precedente ai
prezzi di quell'anno. Si ottengono così aggregati annuali di misure di volume
trimestrali identiche alle serie di conti nazionali annuali concatenate che
sono ricavate in maniera indipendente. Inoltre i tassi di variazione da un
trimestre all'altro nell'ambito dello stesso anno civile (tra il primo e il
quarto trimestre) non sono interessati da rotture. Tuttavia, le serie dei
volumi sono influenzate da rotture che avvengono tra il quarto trimestre di un
anno e il primo trimestre dell'anno successivo, ciò che appare anche nel
rispettivo tasso di variazione da un trimestre all'altro.
12.37     Per contro, la tecnica "one-quarter
overlap" comporta generalmente tassi di variazione da un trimestre all'altro
senza distorsioni per tutti i trimestri dell'anno, perché le concatenazioni si
riferiscono alle quantità del quarto trimestre dell'anno precedente valutate ai
prezzi medi di quell'anno. A differenza della tecnica "annual
overlap", tuttavia, la tecnica "one-quarter overlap" determina
serie concatenate trimestrali che non sono coerenti con le relative serie di
conti nazionali annuali concatenate, ricavate in maniera indipendente.
12.38     La tecnica di concatenamento "over-the-year"
produce tassi di crescita da un anno all'altro senza distorsioni per tutti i
trimestri, perché il concatenamento si riferisce ai volumi dello stesso
trimestre dell'anno precedente valutate ai prezzi medi di quell'anno. I
risultati di questa tecnica sono tuttavia influenzati da rotture strutturali in
ogni trimestre, in modo tale che ciascun tasso di variazione da un trimestre
all'altro è influenzato da una rottura. La tecnica "over-the-year" è pertanto
quella che presenta il maggiore impatto sul profilo infrannuale di una serie.
12.39     A condizione che gli effetti di
sostituzione (variazioni di volume dovute a mutamenti della struttura dei
prezzi) nel corso di un anno siano limitati, le tre tecniche di concatenamento
trimestrale dei volumi portano a risultati molto simili.
Sulla base di considerazioni pratiche, quali la
coerenza della crescita trimestrale con la crescita concatenata annuale, nonché
la semplicità e la trasparenza dei calcoli, è raccomandato l'utilizzo della
tecnica "annual overlap".
Destagionalizzazione e correzione degli
effetti di calendario
12.40     Per stagionalità si
intende qualsiasi caratteristica che si ripeta in maniera regolare nello stesso
periodo di ciascun anno.
Un esempio di stagionalità è la vendita di gelati
in estate. Gli eventi che si ripetono regolarmente sono spalmati sull'anno
mediante tecniche di destagionalizzazione, mentre l'impatto di eventi
occasionali resta inalterato. La destagionalizzazione permette di tener conto
della diversa durata di un mese e di un trimestre. I risultati
destagionalizzati presentano eventi "normali" che si ripetono nel corso
di tutto l'anno in cui si verificano. Le serie destagionalizzate rivelano più
chiaramente di quelle non destagionalizzate, ad esempio, le seguenti
caratteristiche:
a)      variazioni delle tendenze;
b)      i punti di inversione del ciclo
economico.
12.41     L'effetto di calendario è
l'impatto su una serie temporale:
a)      del numero e della composizione dei
giorni lavorativi/di negoziazione;
b)      delle feste fisse e mobili;
c)      degli anni bisestili e di altri fenomeni
legati al calendario (ad esempio, i ponti).
12.42     La presenza di effetti di
calendario e stagionali nelle serie temporali dei conti nazionali trimestrali nasconde
l'evoluzione della crescita degli aggregati di tali conti. La
destagionalizzazione e la correzione degli effetti di calendario permettono
pertanto di ottenere indicazioni sulle tendenze a partire dai conti nazionali
trimestrali. Inoltre la destagionalizzazione evidenzia l'impatto di effetti o
eventi occasionali, contribuendo alla comprensione degli sviluppi economici
attraverso le statistiche dei conti nazionali trimestrali.
12.43     Le variazioni stagionali sono
normalmente ascrivibili a variazioni della domanda di energia, all'attività
turistica, a condizioni atmosferiche avverse che influenzano le attività
esercitate all'aperto (ad esempio, le costruzioni), alle gratifiche, agli
effetti delle feste fisse, nonché a qualunque tipo di prassi amministrative o
istituzionali. Le variazioni stagionali nei conti nazionali trimestrali
dipendono anche dalle fonti dei dati e dai metodi di compilazione utilizzati.
12.44     Per ottenere una stima
affidabile dei fattori stagionali può essere necessario pretrattare la serie
temporali. Ciò permette di evitare che valori anomali quali le modifiche
temporanee e le variazioni di livello, gli effetti di calendario e i giorni festivi
influenzino la qualità delle stime stagionali. I valori anomali devono restare
tuttavia visibili nei dati destagionalizzati (salvo che non siano il risultato
di errori), perché possono rispecchiare eventi specifici quali scioperi,
catastrofi naturali, ecc. Gli outlier vanno pertanto reinseriti nelle serie
temporali dopo che è stata stimata la componente stagionale.
Sequenza di compilazione delle misure
di volume concatenate destagionalizzate
12.45     Il calcolo di misure di volume
concatenate dei conti nazionali trimestrali, destagionalizzate e corrette degli
effetti di calendario, è il risultato di una serie di operazioni comprendenti
destagionalizzazione e correzione degli effetti di calendario, concatenazione,
benchmarking e bilanciamento, applicate alle informazioni di base o aggregate
disponibili.
12.46     L'ordine delle diverse fasi del
processo di calcolo di misure di volume concatenate e destagionalizzate dei
conti nazionali trimestrali dipende dalle peculiarità del processo di
produzione e dal livello di aggregazione al quale è applicato.
Il procedimento migliore per ottenere serie di
volume concatenate e destagionalizzate consiste nel destagionalizzare le serie
concatenate e di sottoporle poi a un procedimento di benchmarking. 
12.47     Esistono sistemi di compilazione
dei conti nazionali trimestrali nei quali i dati destagionalizzati sono
prodotti a un livello molto dettagliato e persino a un livello al quale non è
applicata alcuna concatenazione: ad esempio, in sede di produzione dei conti
nazionali trimestrali a partire da tavole delle risorse e degli impieghi
trimestrali. L'ordine da seguire in questo caso è il seguente:
destagionalizzazione, bilanciamento, concatenazione e benchmarking. A un livello
disaggregato le stime della componente stagionale potrebbero non essere
altrettanto affidabili di quelle a livelli più elevati dei conti nazionali
trimestrali. Le revisioni della componente stagionale devono essere pertanto
condotte con particolare attenzione. Inoltre il bilanciamento e il concatenamento
dei dati destagionalizzati non devono introdurre una stagionalità nelle serie.
12.48     Le misure di volume dei conti
nazionali trimestrali a prezzi medi dell'anno precedente possono essere
concatenate applicando le tecniche "one-quarter overlap", "annual
overlap" o "over-the-year". Con riguardo alla
destagionalizzazione delle misure di volume dei conti nazionali trimestrali è
preferibile ricorrere alle tecniche "one-quarter overlap" e "annual
overlap". La tecnica "over-the-year" non è raccomandata in
quanto è suscettibile di produrre rotture in ogni singolo movimento delle serie
da un trimestre all'altro.
12.49     Le misure di volume trimestrali
concatenate e destagionalizzate sono armonizzate con i corrispondenti dati
annuali concatenati e non destagionalizzati utilizzando procedure di
benchmarking o tecniche tali da ridurre al minimo l'impatto sulle variazioni
delle serie da un trimestre all'altro. Il benchmarking è necessario per ragioni
meramente pratiche, ossia ai fini della coerenza dei tassi di crescita medi
annuali. Il benchmarking non deve introdurre una stagionalità nelle serie. Sono
le serie annuali concatenate ricavate in maniera indipendente e presentate in
forma non rettificata che dovrebbero servire da riferimento per i conti
nazionali trimestrali soltanto destagionalizzati. Sono ammesse eccezioni all'auspicata
coerenza nel tempo in caso di variazioni stagionali rapide.
12.50     L'effetto di calendario può
essere ripartito in una componente stagionale e una componente non stagionale.
La prima corrisponde alla situazione di calendario media che si ripete ogni
anno nello stesso periodo, mentre la seconda interessa lo scostamento delle
variabili di calendario (quali il numero di giorni lavorativi/di
contrattazione, le feste mobili e i giorni in più degli anni bisestili)
rispetto alla specifica media mensile o trimestrale. 
12.51     La correzione degli effetti di
calendario elimina dalle serie gli effetti non stagionali per i quali esistono
prove statistiche e una spiegazione economica. Gli effetti di calendario con
riguardo ai quali una serie è rettificata devono essere individuabili e
sufficientemente stabili nel tempo o, in alternativa, deve essere possibile
modellizzare opportunamente il loro variabile impatto nel tempo. 
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 13
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO
13 - CONTI REGIONALI
INTRODUZIONE
13.01     Il presente capitolo è inteso a
descrivere i conti regionali in generale e a delineare gli scopi, i principi
concettuali e i problemi di compilazione specifici dei conti regionali. 
13.02     Definizione - I conti regionali
rappresentano una versione a livello regionale dei corrispondenti conti
dell'economia nazionale. I conti regionali forniscono una articolazione
regionale dei principali aggregati, quali il valore aggiunto lordo per branca
di attività economica e i redditi delle famiglie. 
13.03     Salvo diversa indicazione nel
presente capitolo, per i conti regionali si utilizzano i concetti di
contabilità nazionale.
I totali nazionali mascherano le differenze esistenti
tra le regioni in termini di condizioni economiche e di performance. La
popolazione e le attività economiche sono generalmente distribuite in maniera
non uniforme tra le regioni. Le regioni urbanizzate sono generalmente
specializzate nei servizi, mentre le attività agricole, estrattive e
manifatturiere sono localizzate perlopiù nelle regioni non urbanizzate.
Importanti problematiche quali la globalizzazione, l'innovazione,
l'invecchiamento della popolazione, la fiscalità, la povertà, la disoccupazione
e la tutela dell'ambiente presentano spesso una dimensione economica regionale.
I conti regionali costituiscono pertanto una importante integrazione dei conti
nazionali.
13.04     I conti regionali comprendono la
stessa serie di conti dei conti nazionali e mettono in evidenza le strutture
economiche, gli sviluppi e le particolarità delle regioni. A causa di problemi
concettuali e di misurazione, i conti regionali hanno una portata e un livello
di dettaglio più limitati rispetto ai conti nazionali. 
Le tavole sulle attività di produzione regionale
per branca di attività economica evidenziano:
a)      il volume e la dinamica della produzione
e dell'occupazione per regione; 
b)      il contributo delle regioni agli
aggregati nazionali;
c)      la specializzazione di ciascuna regione; 
d)      il ruolo delle diverse regioni per
ciascuna branca di attività. 
I conti regionali del reddito delle famiglie
evidenziano i redditi primari e il reddito disponibile delle famiglie per
regione, nonché le fonti e la distribuzione del reddito tra regioni.
13.05     In numerosi Stati membri
dell'UE, le regioni godono, a vari livelli, di una sostanziale autonomia
decisionale. I conti regionali relativi a tali regioni assumono pertanto una
particolare importanza ai fini della politica regionale e nazionale.
13.06     I conti regionali sono utili
anche per conseguire importanti scopi amministrativi specifici, quali ad
esempio:
a)      assegnare alle amministrazioni regionali
il gettito di una specifica imposta nazionale; 
b)      attribuire fondi nel quadro della
politica di coesione europea.
13.07     I conti regionali possono essere
utilizzati a livelli di aggregazione differenti. Non soltanto a livello di
regioni geografiche, ma anche di raggruppamenti di regioni in base alla
struttura economica, alla posizione geografica e alle relazioni economiche con
le altre regioni (limitrofe). Ciò risulta particolarmente utile ai fini
dell'analisi delle strutture economiche nazionali ed europee e della loro
evoluzione. 
13.08     I conti
regionali sono compilati sulla base di dati regionali rilevati direttamente e
di dati nazionali disaggregati a livello regionale con l'ausilio di ipotesi.
Quanto maggiore è l'esaustività dei dati rilevati direttamente, tanto minore è
il ricorso a ipotesi. La mancanza di informazioni regionali sufficientemente
attendibili, tempestive e complete comporta infatti l'utilizzo di ipotesi in
sede di compilazione dei conti regionali. Ciò implica che alcune differenze tra
le regioni non trovano necessariamente riscontro nei conti regionali.
TERRITORIO REGIONALE 
13.09     Una economia
regionale di un paese fa parte del totale dell'economia di quel paese. Il
totale dell'economia è definito in termini di settori e di unità istituzionali
e comprende tutte le unità istituzionali che hanno un centro di interesse
economico prevalente nel territorio economico del paese (cfr. paragrafo 2.04).
Il territorio economico non coincide esattamente con il territorio geografico
(cfr. paragrafo 2.05). Il territorio economico di un paese è suddiviso
in più territori regionali e un territorio extraregionale. 
13.10     Il territorio
regionale comprende quella parte del territorio economico di un paese che è
direttamente attribuita a una regione, comprese eventuali zone franche, nonché
i magazzini e le fabbriche sotto controllo doganale. 
13.11     Il territorio extraregionale è
costituito dalle parti del territorio economico di un paese che non possono
essere attribuite a una singola regione. Esso comprende: 
a)      lo spazio aereo nazionale, le acque
territoriali e la piattaforma continentale situata nelle acque internazionali
sulla quale il paese esercita diritti esclusivi; 
b)      le zone franche extraterritoriali, cioè i
territori geografici situati nel resto del mondo e utilizzati in virtù di
trattati internazionali o di accordi fra Stati dalle amministrazioni pubbliche
del paese (ambasciate, consolati, basi militari, basi scientifiche, ecc.); 
c)      i giacimenti di
petrolio, gas naturale, ecc. situati nelle acque internazionali al di fuori
della piattaforma continentale del paese, sfruttati da unità residenti. 
13.12     Il territorio
economico dell'Unione europea è uniformemente suddiviso sulla base della
Nomenclatura delle unità territoriali per la statistica (NUTS). Per ottemperare
a esigenze nazionali, i conti regionali possono essere anche compilati a un
livello regionale più dettagliato.
UNITÀ E CONTI REGIONALI 
13.13     Si distinguono due tipi di unità
per l'economia nazionale. In primo luogo, l'unità istituzionale le cui
registrazioni rispecchiano i flussi che interessano il reddito, il capitale, le
operazioni finanziarie, altri flussi e i conti patrimoniali. In secondo luogo,
l'unità di attività economica a livello locale (UAE locale) le cui
registrazioni evidenziano i flussi attinenti al processo di produzione e
all'impiego di beni e servizi.
Unità istituzionali
13.14     Per i conti regionali, in
funzione del livello regionale, si distinguono due tipi di unità istituzionali:
le unità monoregionali e le unità multiregionali.
Le unità monoregionali hanno il loro centro
d'interesse economico prevalente in una sola regione. Tra le unità monoregionali
figurano le famiglie, le società le cui UAE locali sono situate tutte nella
stessa regione, la maggior parte delle amministrazioni locali e regionali, una
parte degli enti di previdenza e assistenza sociale e delle istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie. 
Le unità multiregionali hanno
il loro centro d'interesse economico prevalente in più di una regione. Le
società e le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie sono
esempi di unità che si estendono su più regioni. Altri esempi sono costituiti
dalle unità istituzionali le cui attività riguardano l'intero paese, come le
amministrazioni centrali e un piccolo numero di società operanti in regime di
monopolio o di quasi monopolio. 
13.15     Tutte le
operazioni delle unità istituzionali monoregionali sono attribuite alla regione
in cui queste hanno il loro centro d'interesse economico prevalente. Per le
famiglie, il centro d'interesse economico prevalente si trova nella regione in
cui esse sono residenti, non nella regione in cui prestano la loro attività
lavorativa. Le altre unità monoregionali hanno il loro centro d'interesse
economico prevalente nella regione in cui sono situate. 
13.16     Alcune delle operazioni delle
unità multiregionali non possono essere attribuite alle regioni. È il caso
della maggior parte delle operazioni di distribuzione e di redistribuzione e
delle operazioni finanziarie. Di conseguenza, i saldi contabili delle unità
multiregionali, come il risparmio e l'accreditamento, non sono registrati a
livello regionale per le unità multiregionali. 
Unità di attività economica a livello
locale e attività di produzione regionale per branca di attività economica
13.17     Le imprese possono esercitare
attività di produzione in più di una sede e, ai fini della compilazione dei
conti regionali, è necessario attribuire le attività secondo la sede. Se le
imprese sono ripartite in base all'ubicazione geografica, le parti suddivise
sono denominate unità locali. 
13.18     Le unità istituzionali possono
essere classificate sulla base delle attività economiche per descrivere le
attività di produzione dell'economia per branca di attività economica. Ciò
comporta la creazione di branche eterogenee, in quanto molte imprese esercitano
consistenti attività secondarie che differiscono dalla loro attività
principale. Ne consegue inoltre che alcune branche hanno come prodotto
principale una quota ridotta della produzione totale. Al fine di costituire
gruppi di produttori le cui attività siano più omogenee in termini di
produzione, struttura dei costi e tecnologia di produzione, le imprese sono
ripartite in unità più piccole e più omogenee, denominate "unità di
attività economica".
13.19     L'unità di attività economica a
livello locale (UAE locale) è la parte di una unità di attività economica (UAE)
che corrisponde a una unità locale. Allorché una UAE esercita attività di
produzione in più regioni, le informazioni sulla UAE sono disaggregate per
ottenere conti regionali. Per operare tale disaggregazione è necessario disporre
di informazioni sui redditi da lavoro dipendente, o sugli occupati se tale dato
non è disponibile, e sugli investimenti fissi lordi. Nel caso delle imprese
aventi una sola sede e la cui attività principale rappresenta la maggior parte
del valore aggiunto, la UAE locale coincide con l'impresa.
13.20     Una branca di attività economica
per una regione è costituita da un insieme di UAE locali che esercitano una
attività economica identica o simile.
13.21     Nel definire una UAE locale si
possono distinguere tre diversi casi. 
a)      Una attività di produzione che richiede
un input di lavoro significativo è esercitata in un luogo determinato. Un input
di lavoro significativo, in questo contesto, corrisponde almeno all'equivalente
annuo di una persona che lavora regolarmente a metà tempo.
b)      Una attività di produzione che non
richiede un input di lavoro significativo è esercitata in un luogo determinato.
Tale attività non va generalmente considerata come una UAE locale distinta e la
produzione dovrebbe essere attribuita all'unità locale responsabile della sua
gestione. Esistono tuttavia eccezioni a tale regola, come ad esempio i mulini a
vento, l'estrazione di petrolio e di gas, gli hub di Internet e i distributori
di benzina totalmente automatici: tali attività di produzione possono essere
ubicate in una regione pur essendo interamente gestite a partire da un'altra
regione. La produzione non è tutta registrata nella regione dalla quale è
gestita perché si svolge nell'altra regione. Gli investimenti fissi lordi
dovrebbero essere registrati nella stessa regione della produzione e del valore
aggiunto corrispondenti.
c)      Una attività di produzione non avviene in
un luogo determinato. In tal caso si applica il concetto di residenza (cfr.
paragrafo 2.04) utilizzato a livello nazionale. Ad esempio, i grandi progetti
di costruzione realizzati sotto la responsabilità di soggetti di altre regioni
sono registrati come una UAE locale distinta. Ne sono un esempio la costruzione
di ponti, dighe e centrali elettriche, il cui completamento richiede un anno o
più di lavoro e alla cui gestione provvede un ufficio locale sul cantiere.
Quanto ai progetti di costruzione di durata inferiore a un anno, ai fini
dell'attribuzione della produzione secondo la regione si fa riferimento alla
residenza dell'impresa madre di costruzione.
13.22     Se le operazioni relative alla
produzione tra UAE locali appartenenti alla stessa unità istituzionale e
ubicate in regioni diverse sono registrate, non sono invece contabilizzate le
consegne di prodotti delle attività ausiliarie tra UAE locali, salvo che non
siano osservabili (cfr. paragrafo 1.13). Ne consegue che sono registrate
soltanto le consegne tra UAE locali di prodotti della produzione principale o
secondaria, nella misura in cui tale contabilizzazione è operata nei conti
nazionali. 
13.23     Se una unità che esercita
esclusivamente attività ausiliarie è statisticamente osservabile, in quanto
sono prontamente disponibili conti distinti per la produzione da essa realizzata
o essa presenta una ubicazione geograficamente diversa da quella dell'unità a
favore della quale presta la sua opera, tale unità è registrata come una unità
distinta e classificata, nei conti sia nazionali sia regionali, nella branca di
attività corrispondente alla sua attività principale. In mancanza di opportuni
dati di base, la produzione dell'attività ausiliaria è stimata sommando i
costi. 
METODI DI REGIONALIZZAZIONE
13.24     I conti regionali sono basati
sulle operazioni delle unità che sono residenti in un territorio regionale. In
generale i conti regionali sono compilati utilizzando:
a)      metodi ascendenti,
b)      metodi discendenti o
c)      metodi misti. 
13.25     Un metodo ascendente di stima di
un aggregato regionale consiste nel rilevare direttamente i dati dalle unità
residenti, per compilare quindi stime regionali mediante aggregazione.
Il ricorso a un metodo pseudoascendente è
accettabile qualora non siano disponibili dati per le UAE locali. I dati per le
UAE locali possono essere stimati sulla base dei dati delle imprese, delle UAE
o delle unità locali servendosi di modelli di distribuzione. Le stime sono
successivamente aggregate per ottenere totali regionali come con il metodo
ascendente. 
Nella seconda fase del processo di compilazione,
le stime ascendenti sono riconciliate con i totali dei conti nazionali. 
13.26     Allorché sono disponibili informazioni
soltanto a livello di unità comprendenti numerose UAE locali che esercitano
attività differenti in più regioni, ai fini della compilazione di
disaggregazioni regionali per branca di attività economica si fa ricorso a
indicatori quali i redditi da lavoro dipendente e gli occupati per regione.
13.27     Il metodo discendente consiste
nel ripartire un totale nazionale tra le regioni, senza tentare di distinguere
le unità residenti per regione. Il dato nazionale è ripartito servendosi di un
indicatore distribuito tra le regioni in modo identico alla variabile da
stimare. 
Il concetto di unità residente per regione è
necessario per assicurare la copertura regionale dell'indicatore utilizzato per
ottenere l'attribuzione regionale della variabile in questione. 
13.28     I metodi ascendenti sono
raramente utilizzabili in quanto tali. Possono perciò essere presi in
considerazione metodi misti. Per esempio, è possibile che le stime regionali di
una variabile o di un aggregato di variabili si ottengano con l'ausilio del
metodo ascendente soltanto a livello macroregionale. Per le stime a un livello
regionale più dettagliato si ricorre pertanto a un metodo discendente.
13.29     La misurazione diretta di valori
regionali è da preferire alle misurazioni indirette. Se a livello delle UAE
locali sono disponibili microdati esaustivi e attendibili, i valori regionali
che sotto il profilo concettuale corrispondono ai valori nazionali sono stimati
applicando il metodo ascendente. Per assicurare la concordanza con i totali dei
conti nazionali, tali stime dei conti regionali devono essere poi rese coerenti
con gli aggregati di contabilità nazionale.
13.30     La
misurazione indiretta sulla base di aggregati nazionali e di un indicatore
correlato alla variabile da misurare è soggetta a errori di misurazione. Ad
esempio, i dati nazionali sul valore aggiunto lordo per branca di attività
economica possono essere attribuiti alle regioni sulla base di statistiche
regionali dell'occupazione, ipotizzando che per ciascuna branca il valore
aggiunto lordo per addetto sia identico per tutte le regioni. La compilazione a
un livello dettagliato di disaggregazione delle branche di attività economica
migliora i calcoli secondo il metodo discendente.
13.31     Gli aggregati relativi alle
attività di produzione sono attribuiti alla regione in cui è residente l'unità
che esegue le pertinenti operazioni. La residenza dell'UAE locale è un criterio
essenziale per l'attribuzione di tali aggregati a una particolare regione. Il
principio di residenza è da preferire all'approccio territoriale con il quale
le attività di produzione sono attribuite sulla base del luogo di esercizio di
tali attività. 
13.32     Per branche specifiche, come i
settori delle costruzioni, della produzione e della distribuzione di energia,
delle reti di comunicazione, dei trasporti e dell'intermediazione finanziaria,
e per alcune operazioni nei conti delle famiglie come i redditi da capitale,
l'attribuzione alle regioni pone problemi specifici. Per garantire la
comparabilità internazionale dei conti regionali si applicano gli stessi metodi
di compilazione o metodi che producono risultati simili. 
13.33     Gli investimenti fissi lordi
sono attribuiti alle regioni in funzione della proprietà. Il capitale fisso di
proprietà di una unità multiregionale è attribuito alle UAE locali in cui è
utilizzato. Il capitale fisso utilizzato nel quadro di un contratto di leasing
operativo è registrato nella regione del suo proprietario e quello utilizzato
nel quadro di un contratto di leasing finanziario è registrato nella regione
del suo utilizzatore. 
AGGREGATI RELATIVI ALLE ATTIVITÀ DI PRODUZIONE
Valore aggiunto lordo e prodotto interno
lordo per regione
13.34     Per stimare il prodotto interno
lordo regionale si possono applicare tre metodi: il metodo della produzione,
del reddito e della spesa. 
13.35     Il metodo della produzione
misura il prodotto interno lordo regionale ai prezzi di mercato, addizionando
al valore aggiunto lordo ai prezzi base le imposte (al netto dei contributi)
sui prodotti. Il valore aggiunto lordo ai prezzi base è pari alla differenza
tra la produzione ai prezzi base e i consumi intermedi ai prezzi di acquisto. 
13.36     Il metodo del reddito misura il
prodotto interno lordo regionale ai prezzi di mercato procedendo al calcolo e
all'aggregazione dei diversi impieghi nella parte regionale del conto della
generazione dei redditi primari del totale dell'economia: redditi da lavoro
dipendente, risultato lordo di gestione più imposte (al netto dei contributi)
sulla produzione. Le informazioni per branca di attività economica sui redditi
da lavoro dipendente e sugli occupati sono spesso disponibili a livello
regionale. Tali informazioni sono utilizzate per stimare il valore aggiunto
lordo per branca di attività economica, o direttamente, o applicando il metodo
della produzione. Per la misurazione del prodotto interno lordo regionale il
metodo del reddito coincide con il metodo della produzione. 
13.37     Le informazioni sul risultato
lordo di gestione non sono generalmente disponibili per branca di attività
economica e per regione. Le informazioni sul risultato lordo di gestione dei
produttori di beni e servizi destinabili alla vendita possono essere ricavate
dalla contabilità aziendale delle imprese. Spesso non è disponibile una
ripartizione per settore istituzionale e per regione, il che costituisce un
ostacolo all'utilizzo del metodo del reddito per stimare il prodotto interno
lordo regionale.
13.38     Le imposte (al netto dei
contributi) sulla produzione sono costituite dalle imposte (al netto dei
contributi) sui prodotti e dalle altre imposte (al netto dei contributi) sulla
produzione. L'attribuzione delle imposte (al netto dei contributi) sui prodotti
è trattata al paragrafo 13.43. Per le altre imposte (al netto dei contributi)
sulla produzione, informazioni per branca di attività economica possono essere
ricavate, ad esempio, da indagini sulle imprese o sulla base della specifica
tipologia di imposta o di contributo della branca in questione. Questi elementi
possono servire quindi da indicatore per l'attribuzione del valore aggiunto
lordo per regione. 
13.39     Per la misurazione del prodotto
interno lordo regionale, il metodo della spesa non è utilizzato per mancanza di
informazioni. Mancano ad esempio informazioni dirette sulle compravendite
interregionali e dati circa la disaggregazione tra regioni delle importazioni e
delle esportazioni.
Attribuzione dei SIFIM alle branche
utilizzatrici
13.40     Il trattamento nei conti
regionali dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati
(SIFIM) è analogo a quello a essi riservato nei conti nazionali. L'attribuzione
alle regioni dei consumi intermedi di SIFIM per branche utilizzatrici pone un
problema perché le stime degli stock di prestiti e di depositi non sono normalmente
disponibili per regione. In tal caso i SIFIM sono attribuiti alle branche
utilizzatrici servendosi di un metodo alternativo, utilizzando come chiave di
distribuzione la produzione lorda regionale o il valore aggiunto lordo per
branca di attività economica. 
Occupati
13.41     Le misurazioni della produzione
regionale sono coerenti con le stime degli occupati in una regione quando
questi comprendono sia i residenti sia i non residenti che lavorano per unità
di produzione regionali. Gli occupati a livello regionale sono definiti
coerentemente con i principi relativi agli occupati e alla residenza applicati
per l'economia nazionale (cfr. paragrafo 11.17).
Redditi da lavoro dipendente
13.42     Per i produttori, i redditi da
lavoro dipendente sono attribuiti alle UAE locali in cui le persone sono
occupate. Se tali dati non sono disponibili, i redditi da lavoro dipendente
sono attribuiti sulla base delle ore lavorate. Qualora non siano disponibili né
i redditi da lavoro dipendente né le ore lavorate, si utilizza il numero di
addetti per UAE locale. Nei conti delle famiglie i redditi da lavoro dipendente
sono attribuiti alle regioni in base alla residenza.
Transizione dal valore aggiunto lordo
regionale al prodotto interno lordo regionale 
13.43     Per poter
calcolare il PIL ai prezzi di mercato per regione, occorre attribuire alle
regioni le imposte sui prodotti e i contributi ai prodotti. Per convenzione,
tali imposte e contributi sovraregionali sono attribuiti sulla base del volume
relativo del valore aggiunto lordo di tutte le branche di attività economica
della regione, valutato ai prezzi base. Metodi alternativi di attribuzione
possono essere applicati caso per caso per i territori dotati di sistemi
fiscali specifici, con la conseguenza di produrre aliquote delle imposte sui
prodotti e dei contributi ai prodotti notevolmente diverse all'interno di un
paese.
13.44     Dati pro capite possono essere
calcolati per il PIL di tutte le regioni, ma non a livello di territorio
extraregionale.
13.45     Il prodotto interno lordo regionale
pro capite può risultare notevolmente influenzato dai flussi di pendolari tra
regioni. Gli afflussi netti di pendolari nelle regioni aumentano la produzione
oltre il livello che potrebbe essere raggiunto dalla popolazione attiva
residente. Il PIL pro capite risulta relativamente elevato nelle regioni
caratterizzate da afflussi netti di pendolari e relativamente basso nelle
regioni che presentano deflussi netti di pendolari. 
Tassi di crescita del volume del valore
aggiunto lordo regionale 
13.46     I principi applicati sul piano
dell'economia nazionale per misurare le variazioni di prezzo e di volume
valgono anche per le regioni. A livello di dati regionali insorgono tuttavia
problemi che rendono difficile l'applicazione di tali principi alle regioni. Ad
esempio: 
a)      spesso non sono disponibili informazioni
sulle variazioni dei prezzi a livello regionale; 
b)      se il valore aggiunto regionale a prezzi
correnti è stimato direttamente e non per detrazione dei consumi intermedi
dalla produzione, la doppia deflazione del valore aggiunto regionale non è
possibile;
c)      in assenza di tavole regionali delle
risorse e degli impieghi, le variazioni di prezzo e di volume non possono
essere misurate e valutate in tale ambito.
13.47     Un metodo comunemente utilizzato
consiste pertanto nel deflazionare il valore aggiunto regionale per branca di
attività economica sulla base delle variazioni dei prezzi nazionali per branca.
Ciò è effettuato al livello più dettagliato al quale sono disponibili dati sul
valore aggiunto lordo a prezzi correnti, tenendo conto delle differenze tra le
variazioni dei prezzi nazionali e regionali riconducibili a disparità della
struttura economica per branca di attività economica. Tale soluzione non
elimina tuttavia le grandi differenze che possono sussistere tra le variazioni
dei prezzi nazionali e regionali, quali ad esempio:
a)      le differenze a livello di struttura dei
costi e di composizione dei prodotti all'interno di una stessa branca di
attività economica tra produttori di regioni diverse: per la stessa branca i
divari delle variazioni dei prezzi fra regioni possono essere elevati;
b)      le differenze regionali in relazione alle
variazioni dei prezzi dei principali input, ad esempio le variazioni di prezzo
del fattore lavoro, dei terreni e della locazione di spazi per uffici. In caso
di contratti salariali nazionali senza differenziazioni regionali, le disparità
regionali tra le tariffe salariali sono minime.
13.48     Il valore aggiunto regionale è
deflazionato ricorrendo:
a)      a deflatori regionali, allorché questi sono
disponibili e sono di qualità soddisfacente, utilizzando le variazioni di
prezzo dei prodotti anziché degli input; in alcuni casi i deflatori regionali
possono essere ottenuti indirettamente, combinando le informazioni sulle
variazioni di valore e di volume; quando si utilizzano prezzi regionali
(eventualmente in combinazione con i deflatori nazionali per branca di
attività), i tassi di crescita regionali sono calcolati per assicurare la
coerenza con i tassi di crescita nazionali;
b)      se possibile, a una doppia deflazione, in
particolare allorché la variazione dei prezzi dei consumi intermedi si discosta
da quella della produzione e allorché i consumi intermedi sono rilevanti.
CONTI REGIONALI DEL REDDITO DELLE
FAMIGLIE
13.49     La distribuzione e
redistribuzione del reddito dà luogo a saldi contabili, segnatamente il reddito
primario e il reddito disponibile. Nei conti regionali tali misurazioni del
reddito sono limitate alle famiglie.
13.50     I conti regionali delle famiglie
rappresentano la specificazione regionale dei corrispondenti conti a livello
nazionale. Per motivi di misurazione i conti sono limitati: 
a)      al conto della attribuzione dei redditi
primari; 
b)      al conto della distribuzione secondaria
del reddito. 
Tali conti registrano il reddito primario e il
reddito disponibile delle famiglie che sono residenti in una regione (cfr.
tavola 1).
Tavola 1 - Conti regionali del reddito delle
famiglie
   ||   || Regione || Rettifica per i flussi regionali senza contropartita nazionale || Totale nazionale 
   ||   || a || b ||   ||  Terri-torio extra-regio-nale 
 Conto della attribuzione dei redditi primari ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse || B.2/B.3 Risultato netto di gestione/reddito misto netto ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || D.1 Redditi da lavoro dipendente ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || D. 4 Redditi da capitale da percepire ||   ||   ||   ||   || Meno redditi da capitale intraregionali connessi a B2/B3 ||   
 Impieghi || D.4 Redditi da capitale da corrispondere ||   ||   ||   ||   || Meno redditi da capitale intraregionali connessi a B2/B3 ||   
   || B.5 Redditi primari (saldo contabile) ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Conto della distribuzione secondaria del reddito per le famiglie ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse || B.5 Redditi primari ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || D.62 Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || D.7 Altri trasferimenti correnti, da ricevere ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Impieghi || D.5 Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || D.61 Contributi sociali ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || D.7 Altri trasferimenti correnti, da effettuare ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || B.6 Reddito disponibile (saldo contabile) ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Informazioni supplementari ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Popolazione (numero di abitanti) ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Redditi primari pro capite ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Reddito disponibile pro capite ||   ||   ||   ||   ||   ||   
13.51     I conti regionali delle famiglie
sono basati sulle famiglie residenti nel territorio regionale. La somma del
numero dei componenti delle famiglie residenti corrisponde al totale della
popolazione residente della regione.
13.52     Le regole applicate per la
determinazione della residenza delle famiglie a livello nazionale valgono anche
nel caso dei conti regionali delle famiglie. Una eccezione è prevista per gli
studenti e gli ammalati lungodegenti allorché la regione ospitante e la regione
di residenza si trovino nello stesso paese: in tal caso essi sono trattati come
residenti della regione ospitante se vi soggiornano per più di un anno. 
13.53     I conti delle famiglie possono
essere ampliati facendo ricorso a conti del reddito. Questo richiede la
ripartizione per regione delle statistiche dei conti nazionali sulla spesa per
consumi finali delle famiglie e la rettifica per variazione dei diritti netti
delle famiglie sulle riserve dei fondi pensione. La voce a saldo è costituita
dal risparmio regionale delle famiglie. 
13.54     La ripartizione per regione
della spesa per consumi finali delle famiglie presuppone l'esistenza di
informazioni regionali attendibili, provenienti ad esempio da una indagine
ampliata sui bilanci di famiglia. Tale ripartizione regionale tuttavia spesso
manca e, nei conti nazionali, la spesa per consumi finali delle famiglie è
sovente stimata servendosi di altre informazioni. In questi casi la
realizzazione di disaggregazioni regionali risulta più difficile.
13.55     Le amministrazioni pubbliche
possono svolgere un ruolo importante, erogando alle famiglie servizi di
istruzione, di assistenza sanitaria e servizi sociali mediante trasferimenti
sociali in natura. La rilevanza di tali trasferimenti sociali in natura varia
notevolmente tra i diversi paesi e può presentare forti oscillazioni nel tempo.
L'attribuzione alle regioni di tali trasferimenti sociali in natura permette di
ottenere i consumi finali effettivi regionali delle famiglie e il reddito
disponibile corretto delle famiglie. In considerazione dell'importante ruolo
sociale che i trasferimenti in natura svolgono in alcuni Stati membri, il
confronto tra i consumi finali effettivi e il reddito disponibile effettivo
delle famiglie nei vari Stati membri può delineare un quadro diverso da quello
risultante da una comparazione tra la spesa per consumi finali e il reddito
disponibile delle famiglie.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 14
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 14 - SERVIZI DI INTERMEDIAZIONE
FINANZIARIA INDIRETTAMENTE MISURATI (SIFIM) 
I. CONCETTO DI SERVIZI DI INTERMEDIAZIONE FINANZIARIA
INDIRETTAMENTE MISURATI E INCIDENZA SUI PRINCIPALI AGGREGATI DELLA LORO
ATTRIBUZIONE AGLI UTILIZZATORI
14.01     Tradizionalmente i servizi
finanziari sono prestati per il tramite dell'intermediazione finanziaria, ossia
di un processo mediante il quale una istituzione finanziaria come una banca
accetta depositi da unità che intendono percepire interessi sui loro fondi e
presta tali fondi a unità le cui risorse finanziarie sono insufficienti a
soddisfare le proprie esigenze. La banca instaura in tal modo un meccanismo che
permette alle prime unità di prestare mezzi finanziari alle seconde. L'unità
che presta fondi accetta un tasso di interesse inferiore a quello pagato dal
mutuatario. Il tasso di interesse "di riferimento" è il tasso al
quale entrambe le parti, il prestatore e il mutuatario, sono disposti a
partecipare all'operazione. La differenza tra il tasso di riferimento e il
tasso effettivamente riconosciuto ai depositanti e addebitato ai mutuatari
costituisce il compenso del servizio di intermediazione finanziaria indirettamente
misurato (SIFIM). Il totale dei SIFIM corrisponde alla somma dei due oneri
impliciti a carico del prestatore e del mutuatario. 
14.02     È raro tuttavia il caso che
l'importo dei fondi prestati da una istituzione finanziaria corrisponda
esattamente all'importo dei fondi depositati presso di essa. Una parte delle
somme depositate può non essere ancora stata prestata o alcuni dei prestiti erogati
possono essere finanziati con i fondi propri della banca e non con fondi
provenienti da depositi. Il depositante riceve tuttavia lo stesso importo di
interessi e beneficia dello stesso servizio di intermediazione finanziaria a
prescindere che i suoi fondi siano prestati o meno; analogamente, il mutuatario
versa lo stesso tasso di interesse e fruisce dello stesso servizio di
intermediazione sia che i mezzi finanziari provengano da fondi depositati, sia
che provengano da fondi propri della banca. Per tale motivo, i servizi di
intermediazione finanziaria indirettamente misurati sono stimati per tutti i
prestiti e i depositi di una istituzione finanziaria, indipendentemente
dall'origine dei fondi. Gli importi degli interessi registrati sono calcolati
come il prodotto del tasso di riferimento per il livello dei prestiti o dei
depositi in questione. La differenza tra tali valori e gli importi
effettivamente corrisposti all'istituzione finanziaria è registrata come il
compenso indiretto del servizio riconosciuto dal mutuatario o dal depositante
all'istituzione finanziaria. Gli importi registrati nel sistema dei conti come
interessi sono designati come "interessi SEC", mentre gli importi
complessivi effettivamente versati all'istituzione finanziaria o da questa erogati
sono indicati come "interessi bancari". Il totale del compenso implicito
del servizio corrisponde alla somma degli interessi bancari sui prestiti, meno
gli interessi SEC sugli stessi prestiti, più gli interessi SEC sui depositi,
meno gli interessi bancari sui medesimi depositi.
14.03     I servizi di intermediazione
finanziaria indirettamente misurati si applicano unicamente ai prestiti erogati
dalle istituzioni finanziarie e ai depositi presso di queste. Le istituzioni
finanziarie in questione non devono necessariamente essere residenti e nemmeno
i loro clienti. Si hanno allora importazioni ed esportazioni di SIFIM. Le istituzioni
finanziarie non devono necessariamente erogare contemporaneamente servizi di
deposito e di prestito. Le consociate finanziarie di venditori al dettaglio sono
un esempio di istituzioni finanziarie che effettuano prestiti senza accettare
depositi. Il prestatore di fondi che dispone di una contabilità
sufficientemente dettagliata da essere considerato una società o una
quasi-società può ricevere SIFIM. 
14.04     Per valutare l'incidenza
dell'attribuzione dei servizi di intermediazione finanziaria indirettamente
misurati sul PIL e sul reddito nazionale rispetto alla non attribuzione di tali
servizi, è necessario prendere in considerazione le cinque seguenti possibilità.
a)      I prestiti sono concessi e i depositi
sono accettati da intermediari finanziari residenti a fini di consumi intermedi
di produttori di beni e servizi destinabili alla vendita (comprese le famiglie nella
funzione di proprietari di imprese non costituite in società e di abitazioni)
I SIFIM prodotti dagli intermediari finanziari sono
controbilanciati dai consumi intermedi dei produttori di beni e servizi
destinabili alla vendita. L' incidenza sul PIL e sul reddito nazionale è nulla.

b)      I prestiti sono concessi e i depositi
sono accettati da intermediari finanziari residenti a fini di consumi intermedi
di produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita e di consumi
finali delle famiglie
Allorché i SIFIM sono
consumati da produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita nella forma
di consumi intermedi, la produzione di tali produttori aumenta nella stessa
misura, in quanto i consumi intermedi costituiscono parte della somma dei loro
costi e il flusso di contropartita rappresenta un incremento della spesa per
consumi finali. Pertanto, il PIL e il reddito nazionale aumentano per un
importo pari ai SIFIM attribuiti.
Inoltre, allorché i
SIFIM sono consumati dalle famiglie nella funzione di consumatori finali, il
PIL e il reddito nazionale aumentano per un importo pari ai SIFIM attribuiti.
c)      I prestiti sono concessi e i depositi
sono accettati da intermediari finanziari residenti nei confronti di clienti non
residenti diversi dagli intermediari finanziari (esportazioni di SIFIM)
Si registrano esportazioni di SIFIM, con
conseguente incremento del PIL. Nella transizione dal PIL al reddito nazionale,
tuttavia, tale incremento è controbilanciato da una diminuzione degli interessi
da percepire, al netto degli interessi da corrispondere, nei confronti del
resto del mondo (in quanto i SIFIM sono detratti dagli interessi da percepire sui
prestiti e sono addizionati agli interessi da corrispondere sui depositi). Le
esportazioni di SIFIM non hanno pertanto alcuna incidenza sul reddito
nazionale.
d)      I prestiti sono concessi e i depositi
sono accettati da intermediari finanziari non residenti a fini di consumi
intermedi di produttori di beni e servizi destinabili alla vendita, comprese le
famiglie nella funzione di proprietari di imprese non costituite in società e
di abitazioni (importazioni di SIFIM)
Il PIL diminuisce per un ammontare pari a tali
importazioni di SIFIM in quanto la loro contropartita è rappresentata da
consumi intermedi. Nella transizione dal PIL al reddito nazionale, tuttavia,
tale diminuzione è controbilanciata da un aumento degli interessi da percepire,
al netto degli interessi da corrispondere, nei confronti del resto del mondo
(in quanto i SIFIM sono addizionati agli interessi da percepire sui depositi e
sono detratti dagli interessi da corrispondere sui prestiti). Tale categoria di
importazioni non ha pertanto alcuna incidenza sul reddito nazionale.
e)      I prestiti sono concessi e i depositi
sono accettati da intermediari finanziari non residenti a fini di consumi
intermedi di produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita e di
consumi finali delle famiglie (importazioni di SIFIM)
Le importazioni di SIFIM
da parte di produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita
corrispondono a consumi intermedi. La produzione di tali produttori aumenta nella
stessa misura, in quanto i consumi intermedi costituiscono parte della somma
dei loro costi e il flusso di contropartita rappresenta un incremento della
spesa per consumi finali. In caso di misurazione del PIL secondo il metodo
della produzione, l'incremento dei consumi intermedi è controbilanciato
dall'aumento della produzione, lasciando invariato il valore aggiunto. In caso
di misurazione del PIL secondo il metodo della spesa, l'aumento della spesa per
consumi finali è neutralizzato dall'incremento delle importazioni di servizi.
Nella transizione dal PIL al reddito nazionale, tuttavia, si ha un aumento
degli interessi da percepire, al netto degli interessi da corrispondere, nei
confronti del resto del mondo (in quanto i SIFIM sono addizionati agli
interessi da percepire sui depositi e sono detratti dagli interessi da corrispondere
sui prestiti). Il reddito nazionale aumenta pertanto in misura pari
all'ammontare delle importazioni di SIFIM.
Quando i SIFIM sono
importati dalle famiglie nella funzione di consumatori finali l'incidenza sul
PIL è nulla, mentre il reddito nazionale aumenta in quanto si ha un incremento
degli interessi da percepire, al netto degli interessi da corrispondere, nei
confronti del resto del mondo. 
Per convenzione, i SIFIM non sono calcolati per i
prestiti e i depositi interbancari tra intermediari finanziari residenti, né
tra intermediari finanziari residenti e intermediari finanziari non residenti. Per
contro i depositi e i prestiti interbancari sono utilizzati per calcolare i tassi
di riferimento.
14.05     Sulla base delle cinque possibilità
illustrate nel paragrafo 14.04, l'incidenza dell'attribuzione dei SIFIM sul PIL
e sul reddito nazionale può essere sintetizzata come di seguito indicato.
a)      Il PIL aumenta in misura pari
all'ammontare dei SIFIM prodotti da intermediari finanziari residenti e attribuiti
ai settori delle amministrazioni pubbliche (S.13), delle famiglie nella
funzione di consumatori (S.14), delle istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle famiglie (S.15) e del resto del mondo (S.2).
b)      Il PIL diminuisce in misura pari
all'ammontare dei SIFIM importati attribuiti al settore delle società non
finanziarie (S.11), al settore delle società finanziarie diverse dalle autorità
bancarie centrali, dagli istituti di deposito e dagli altri intermediari
finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione, (S.12
esclusi i sottosettori S.121, S.122, S.125) e al settore delle famiglie nella
funzione di proprietari di abitazioni e di imprese non costituite in società (S.14).

c)      Il reddito nazionale aumenta in misura
pari all'ammontare dei SIFIM (prodotti da intermediari finanziari residenti o
importati) attribuiti ai settori delle amministrazioni pubbliche (S.13), delle
famiglie nella funzione di consumatori (S.14) e delle istituzioni senza scopo
di lucro al servizio delle famiglie (S.15).
II. CALCOLO DELLA PRODUZIONE DI SIFIM DEI SETTORI S.122
E S.125
14.06     I servizi di intermediazione
finanziaria indirettamente misurati sono prodotti dagli intermediari
finanziari: autorità bancarie centrali (S.121); istituti di deposito, escluse
le autorità bancarie centrali (S.122); altri intermediari finanziari, escluse
le imprese di assicurazione e i fondi pensione (S.125). 
I calcoli dei SIFIM riguardano prevalentemente i
sottosettori S.122 e S.125. Per convenzione, non sono calcolati SIFIM per le
autorità bancarie centrali (cfr. parte VI). 
a)      Dati statistici necessari
14.07     Per ciascuno dei sottosettori S.122
e S.125 sono necessari dati nella forma di una tavola di stock di prestiti e di
depositi ripartiti secondo il settore utilizzatore, calcolando una media per un
periodo di quattro trimestri, e i corrispondenti interessi maturati. Gli
interessi sono calcolati previa riattribuzione ai beneficiari dei contributi in
conto interesse.
b)      Tassi di riferimento
14.08     Nei conti patrimoniali degli
intermediari finanziari inclusi nei sottosettori S.122 e S.125, i prestiti e i
depositi accesi con unità residenti devono essere disaggregati al fine di
distinguere tra prestiti e depositi:
–              
interbancari (ossia accesi in seno alle unità
istituzionali che erogano SIFIM, incluse nei sottosettori S.122 e S.125);
–              
accesi con settori istituzionali utilizzatori (S.11
– altri sottosettori del settore S.12 – S.13 – S.14 – S.15) (escluse le
autorità bancarie centrali).
Inoltre, i prestiti e i depositi accesi con il
resto del mondo (S.2) sono ripartiti tra prestiti e depositi accesi con intermediari
finanziari non residenti e prestiti e depositi accesi con altri non residenti.
14.09     Tasso di riferimento interno
Per ottenere la produzione di SIFIM degli
intermediari finanziari residenti secondo il settore istituzionale utilizzatore
residente, si procede al calcolo del tasso di riferimento "interno"
quale quoziente tra gli interessi da percepire sui prestiti in seno e tra i
sottosettori S.122 e S.125 e gli stock di prestiti in seno e tra i sottosettori
S.122 e S.125, come segue:
interessi da percepire
sui prestiti in seno e tra i sottosettori S.122 e S.125
________________________________________________________________________________________
stock di prestiti in
seno e tra i sottosettori S.122 e S.125
In teoria, il tasso di riferimento interno è
identico se, anziché dati sui prestiti, vengono utilizzati dati sui depositi. A
causa di incongruenze tra i dati, tuttavia, la stima sulla base dei dati
relativi ai depositi differisce da quella effettuata a partire da dati sui
prestiti. 
Se i dati sui depositi sono più attendibili, il
tasso di riferimento interno dovrebbe essere calcolato sui depositi
interbancari come il quoziente tra: 
interessi da corrispondere sui depositi in seno e tra i sottosettori S.122
e S.125
________________________________________________________________________________________
stock di depositi in
seno e tra i sottosettori S.122 e S.125
Se i dati sui depositi sono altrettanto
attendibili di quelli sui prestiti, il tasso di riferimento interno dovrebbe
essere calcolato sulla base dei depositi e dei prestiti interbancari come il quoziente
tra la somma degli interessi da percepire sui prestiti accesi e degli interessi
da corrispondere sui depositi tra gli intermediari finanziari e la somma degli stock
dei prestiti e degli stock dei depositi detenuti dagli intermediari finanziari
per conto di altri intermediari finanziari.
In quei casi in cui intermediari finanziari
residenti, per conto dei loro clienti residenti, concedono prestiti e ricevono
depositi espressi in valuta estera, vanno calcolati vari tassi di riferimento "interni"
secondo la valuta o gruppi di valute nella misura in cui ciò migliora
notevolmente le stime. Questo richiederebbe la ripartizione per valuta o per
gruppi di valute sia del calcolo dei tassi di riferimento "interni",
sia dei prestiti e dei depositi degli intermediari finanziari residenti nei
confronti di ciascun settore utilizzatore residente. 
14.10     Tassi di riferimento esterni
Per determinare le importazioni e le esportazioni
di SIFIM si utilizza come tasso di riferimento il tasso interbancario medio,
ponderato sulla base dei livelli delle consistenze nelle rubriche "prestiti
tra intermediari finanziari residenti, da una parte, e intermediari finanziari
non residenti, dall'altra" e "depositi tra intermediari finanziari
residenti, da una parte, e intermediari finanziari non residenti,
dall'altra", incluse nel conto patrimoniale degli intermediari finanziari.
Il tasso di riferimento esterno è calcolato pertanto come il quoziente tra la
somma degli interessi sui prestiti e degli interessi sui depositi tra
intermediari finanziari residenti e intermediari finanziari non residenti e la
somma degli stock di prestiti e di depositi tra intermediari finanziari
residenti e intermediari finanziari non residenti.
Vanno calcolati molteplici tassi di riferimento
esterni per le differenti valute o per gruppi di valute, nel caso in cui siano
disponibili dati per ciascuna valuta o gruppo di valute per le seguenti
categorie e nella misura in cui ciò comporti un significativo miglioramento
delle stime: 
a)       prestiti e depositi degli intermediari
finanziari non residenti nei confronti di ciascun settore utilizzatore; 
b)      prestiti e depositi degli intermediari
finanziari residenti nei confronti di utilizzatori non residenti.
c)       Ripartizione dettagliata dei SIFIM secondo il settore
istituzionale
14.11     Per convenzione, non si
calcolano SIFIM interbancari tra intermediari finanziari residenti, né tra
intermediari finanziari residenti e intermediari finanziari non residenti. I
SIFIM sono calcolati soltanto nei confronti dei settori istituzionali
utilizzatori non bancari. 
Per ciascun settore istituzionale diverso dagli
intermediari finanziari è necessario disporre di dati secondo la seguente
tavola di depositi accettati e di prestiti concessi da intermediari finanziari
residenti:
   || Stock || Interessi da percepire da parte di intermediari finanziari residenti ||   ||   || Stock || Interessi da corrispondere da parte di intermediari finanziari residenti 
 Prestiti concessi da intermediari finanziari residenti (S.122 e S.125)   ||   ||   ||   || Depositi presso intermediari finanziari residenti (S.122 e S.125) ||   ||   
Il totale dei SIFIM per settore istituzionale è
ottenuto come somma dei SIFIM sui prestiti concessi al settore istituzionale e
dei SIFIM sui depositi del settore istituzionale. 
I SIFIM sui prestiti concessi al settore
istituzionale sono stimati come segue:  
interessi da percepire sui prestiti - (stock di prestiti x
tasso di riferimento interno).
I SIFIM sui depositi del settore istituzionale sono
stimati come segue:            
(stock di depositi x tasso di riferimento interno) - interessi
da corrispondere sui depositi.
Una parte della produzione è esportata; sulla base
del conto patrimoniale degli intermediari finanziari si osserva quanto segue:
   || Stock || Interessi da percepire dagli intermediari finanziari residenti ||   ||   || Stock || Interessi da corrispondere da parte degli intermediari finanziari residenti 
   Prestiti a clienti non residenti diversi dalle banche   ||   ||   ||   || Depositi di clienti non residenti diversi dalle banche   ||   ||   
Le esportazioni di SIFIM sono stimate utilizzando
il tasso di riferimento interbancario esterno, per i prestiti concessi a non
residenti (esclusi gli intermediari finanziari), come segue:           
interessi da percepire - (stock di prestiti x tasso
di riferimento esterno).
Le esportazioni di SIFIM sui depositi di non
residenti (esclusi gli intermediari finanziari) sono stimate come segue:         
(stock di depositi x tasso di riferimento esterno) -
interessi da corrispondere.
Allorché numerosi tassi di riferimento sono
utilizzati per valute o gruppi di valute differenti, i prestiti e i depositi
sono ripartiti sia secondo i settori istituzionali utilizzatori, sia secondo le
valute (o gruppi di valute) in cui sono denominate. 
d)      Ripartizione tra consumi finali e consumi
intermedi dei SIFIM attribuiti alle famiglie
14.12     I servizi di intermediazione
finanziaria indirettamente misurati attribuibili alle famiglie sono ripartiti nelle
seguenti categorie: 
a)      consumi intermedi delle famiglie nella
funzione di proprietari di abitazioni;
b)      consumi intermedi delle famiglie nella
funzione di proprietari di imprese non costituite in società;
c)      consumi finali delle famiglie.
Il metodo di stima richiede una ripartizione dei
prestiti alle famiglie (capitale e interessi) nelle seguenti categorie:
d)      prestiti casa;
e)      prestiti alle famiglie nella funzione di
proprietari di imprese non costituite in società; 
f)       altri prestiti alle famiglie.
I prestiti concessi alle famiglie nella funzione
di proprietari di imprese non costituite in società e i prestiti casa sono
generalmente presentati separatamente nelle diverse disaggregazioni dei prestiti
nelle statistiche finanziarie e monetarie. Gli altri prestiti alle famiglie si
ottengono come valore residuo della sottrazione delle due categorie di prestiti
sopra menzionate dal totale. I SIFIM per i prestiti alle famiglie dovrebbero essere
distribuiti tra le tre categorie sulla base delle informazioni sugli stock e
sugli interessi per ciascuno dei tre gruppi. I prestiti casa sono diversi dai
prestiti ipotecari perché questi ultimi possono essere utilizzati per altri
scopi.
I depositi
delle famiglie sono ripartiti come segue:
g)      depositi delle famiglie nella funzione di
proprietari di imprese non costituite in società; 
h)      depositi delle famiglie nella funzione di
consumatori. 
In mancanza di statistiche sui depositi delle
famiglie in qualità di proprietari di imprese non costituite in società, gli
stock di depositi sono calcolati applicando uno dei seguenti metodi.
Metodo 1
Per calcolare gli stock di depositi si ipotizza
che il rapporto tra gli stock di depositi e il valore aggiunto osservato per le
società di più piccole dimensioni si applichi anche alle imprese non costituite
in società.
Metodo 2
Per calcolare gli stock di depositi si ipotizza
che il rapporto tra gli stock di depositi e il fatturato osservato per le
società di più piccole dimensioni si applichi anche alle imprese non costituite
in società.
I SIFIM sui depositi delle famiglie devono essere ripartiti
tra SIFIM sui depositi delle famiglie nella funzione di proprietari di imprese
non costituite in società e SIFIM sui depositi delle famiglie nella funzione di
consumatori sulla base degli stock medi di queste due categorie per le quali,
in mancanza di ulteriori informazioni, può essere utilizzato lo stesso tasso di
interesse.
In alternativa, in mancanza di informazioni
dettagliate sui prestiti e sui depositi delle famiglie, i SIFIM attribuiti alle
famiglie sono ripartiti tra consumi intermedi e consumi finali ipotizzando che
tutti i prestiti siano attribuibili alle famiglie nella funzione di produttori o
di proprietari di abitazioni e che tutti i depositi siano attribuibili alle
famiglie nella funzione di consumatori.
III. CALCOLO DELLE IMPORTAZIONI DI SIFIM 
14.13     Gli intermediari finanziari non
residenti concedono prestiti a residenti e accettano depositi da residenti. Per
ciascun settore istituzionale sono necessari dati secondo la seguente tavola. 
   || Stock || Interessi da percepire da parte di intermediari finanziari non residenti e da corrispondere da parte di utilizzatori residenti ||   ||   || Stock || Interessi da corrispondere da parte di intermediari finanziari non residenti e da percepire da parte di utilizzatori residenti 
 Prestiti concessi da intermediari finanziari non residenti   ||   ||   ||   || Depositi presso intermediari finanziari non residenti   ||   ||   
Le importazioni di SIFIM per ciascun settore
istituzionale sono calcolate come di seguito indicato. 
Le importazioni di SIFIM per i prestiti sono
stimate come segue:       
interessi da percepire da parte di intermediari finanziari non residenti -
(stock di prestiti x tasso di riferimento esterno).
Le importazioni di SIFIM per i depositi sono
stimati come segue:      
(stock di depositi x tasso di riferimento esterno) -
interessi da corrispondere da parte di intermediari finanziari non
residenti.
Si raccomanda l'utilizzo di numerosi tassi di
riferimento esterni per valuta o per gruppo di valute (cfr. paragrafo 14.10.).

IV. SIFIM IN TERMINI DI VOLUME
14.14     Le stime dei SIFIM in termini di
volume sono calcolate sulla base degli stock di prestiti e di depositi
deflazionati a prezzi del periodo base utilizzando un indice generale dei
prezzi come il deflatore implicito dei prezzi per la domanda finale interna.
Il prezzo dei SIFIM è costituito da due
componenti: la prima è la differenza tra il tasso di interesse bancario e il
tasso di riferimento (o l'inverso nel caso dei depositi) che rappresenta il
margine di guadagno dell'intermediario finanziario e la seconda è l'indice dei
prezzi utilizzato per deflazionare gli stock di prestiti e di depositi a prezzi
del periodo base.
I SIFIM in termini di volume sono calcolati come
segue:
     SIFIM in termini di volume sui prestiti concessi al settore istituzionale ||   SIFIM sui prestiti concessi al settore istituzionale =____________________________________ indice dei prezzi ||     margine del periodo base x_______________________________ margine effettivo 
       SIFIM in termini di volume sui depositi del settore istituzionale ||     SIFIM sui depositi del settore istituzionale =___________________________________ indice dei prezzi ||       margine del periodo base x_______________________________ margine effettivo 
Il margine del periodo base sui prestiti è
ottenuto detraendo dal tasso di interesse effettivo sui prestiti il tasso
di riferimento. 
Il margine del periodo base sui depositi è
ottenuto detraendo dal tasso di riferimento il tasso di interesse effettivo
sui depositi.
In termini nominali, il margine effettivo è uguale
al quoziente tra SIFIM e stock, cosicché sostituendo nelle due formule
precedenti il margine effettivo con tale rapporto si ottiene:
     SIFIM in termini di volume sui prestiti concessi al settore istituzionale ||   Stock di prestiti concessi al settore istituzionale =____________________________________ indice dei prezzi ||     x margine del periodo base   
     SIFIM in termini di volume sui depositi del settore istituzionale ||   Stock di depositi del settore istituzionale =___________________________________ indice dei prezzi ||     x margine del periodo base   
V. CALCOLO DEI SIFIM PER BRANCA DI ATTIVITÀ ECONOMICA
14.15     La ripartizione dei SIFIM tra le
branche di attività economica utilizzatrici si basa sugli stock di prestiti e
di depositi di ciascuna branca e, se tale informazione non è attendibile, sulla
produzione di ciascuna branca.
VI. PRODUZIONE DELLE AUTORITÀ BANCARIE CENTRALI
14.16     Per convenzione, la produzione
delle autorità bancarie centrali va misurata come somma dei costi, ossia dei
consumi intermedi, dei redditi da lavoro dipendente, degli ammortamenti e delle
altre imposte (al netto dei contributi) sulla produzione. Per le autorità
bancarie centrali non si calcolano SIFIM.
Gli onorari e le commissioni per servizi direttamente
misurati, fatturati dalle autorità bancarie centrali alle unità residenti e non
residenti, dovrebbero essere attribuiti a tali unità.
Solo la parte della produzione totale delle
autorità bancarie centrali (somma dei costi meno onorari e commissioni) che non
è venduta deve, per convenzione, essere attribuita a consumi intermedi di altri
intermediari finanziari, ossia ai sottosettori S.122 (Istituti di deposito,
escluse le autorità bancarie centrali) e S.125 (Altri intermediari finanziari,
escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione), in proporzione al
valore aggiunto di ciascuno di questi sottosettori.
Per equilibrare i conti dei sottosettori S.122 e S.125,
l'importo dei rispettivi consumi intermedi del servizio prestato dalle autorità
bancarie centrali deve essere controbilanciato per lo stesso importo da
trasferimenti correnti, classificati nella rubrica D.759 (Altri trasferimenti
correnti diversi), ricevuti dalle autorità bancarie centrali.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 15
 
ALLEGATO A
della proposta di 
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea 
ALLEGATO A
CAPITOLO 15 - LICENZE, CONTRATTI DI LEASING
E ALTRI CONTRATTI 
Introduzione
15.01     I contratti sono accordi sulle
condizioni alle quali beni, servizi e attività sono messi a disposizione dei
clienti. I contratti che rappresentano vendite dirette di beni, servizi o
attività determinano il valore e il momento di registrazione che, nel caso dei
beni, coincide con il trasferimento della proprietà. Lo scarto tra il momento
del pagamento e il momento della registrazione è rispecchiato da registrazioni
nella rubrica "Altri conti attivi e passivi" del conto finanziario. 
15.02     I contratti di leasing, le
licenze e i permessi sono contratti che determinano la classificazione dei flussi
monetari e la proprietà economica delle attività; alcuni contratti
rappresentano un tipo diverso di attività non finanziarie.
15.03     Nel presente capitolo la
registrazione dei diversi gruppi di contratti complessi e dei corrispondenti
flussi e stock è illustrata in sette sezioni:
a)      distinzione tra leasing operativo,
leasing di risorse e leasing finanziario;
b)      permessi di sfruttamento di risorse
naturali;
c)      permessi di esercizio di attività
specifiche; 
d)      partenariati pubblico privato;
e)      contratti di concessione di servizi;
f)       contratti di leasing operativo
negoziabili;
g)      diritti esclusivi su futuri beni e
servizi.
Distinzione tra leasing operativo, leasing di risorse
e leasing finanziario
15.04     Si distinguono tre tipi di
leasing di attività non finanziarie (cfr. tavola 15.1): 
a)      leasing operativo;
b)      leasing di risorse; 
c)      leasing finanziario.
Ciascuno di questi contratti di leasing si
riferisce all'uso di una attività non finanziaria:
–              
nel caso del leasing operativo e del leasing di
risorse non vi è alcun trasferimento della proprietà economica e il
proprietario giuridico continua a essere il proprietario economico; si ricorre al
leasing di risorse per le risorse naturali quali terreni e spettri radio; al
leasing operativo si fa ricorso per tutte le altre attività non finanziarie; 
–              
nel caso del leasing finanziario si ha un
trasferimento della proprietà economica e il proprietario giuridico dell'attività
non ne è considerato il proprietario economico; il leasing finanziario può
riguardare tutte le attività non finanziarie, comprese, in alcuni casi, le
risorse naturali.
15.05     I beni e i servizi, le risorse
naturali, le attività e le passività finanziarie hanno tutti un proprietario
giuridico e un proprietario economico. In molti casi le due figure di
proprietari coincidono. In caso contrario, il proprietario giuridico ha ceduto al
proprietario economico la responsabilità per il rischio connesso all'utilizzo
di beni, servizi, risorse naturali, attività e passività finanziarie nel quadro
di una attività economica, unitamente ai corrispondenti benefici. In
contropartita, il proprietario giuridico riceve dal proprietario economico
pagamenti per un altro insieme di rischi e di benefici.
Tavola 15.1 – Registrazione dei tre diversi
tipi di leasing
 Tipo di leasing || Metodo di registrazione per l'utilizzatore 
 Leasing operativo (escluse le risorse naturali) || L'utilizzatore non è il proprietario economico dell'attività non finanziaria.   I canoni di locazione sono registrati come pagamento di un servizio, consumi intermedi o spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche, delle famiglie e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. 
 Leasing di risorse (esclusivamente risorse naturali) || L'utilizzatore non è il proprietario economico delle risorse naturali. I flussi monetari sono diritti di sfruttamento (redditi da capitale). 
 Leasing finanziario || L'utilizzatore è il proprietario economico di una attività non finanziaria, finanziata con un prestito concesso dal locatore. I flussi monetari sono costituiti per la maggior parte da quote di rimborso del capitale e da interessi.   Una parte degli interessi potrebbe essere registrata come servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati se il locatore è un intermediario finanziario. I flussi monetari sono classificati come consumi intermedi o spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche, delle famiglie e delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. 
Tavola 15.2 - Registrazione dei tre diversi
tipi di leasing per tipo di operazione
 Tipo di operazione || Tipo di uso e tipo di attività in questione 
 Consumi intermedi   || Leasing operativo di attività prodotte, ad esempio macchine e diritti di proprietà intellettuale Servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati in relazione con un leasing finanziario 
 Ammortamenti || Esclusivamente per le attività prodotte e per il proprietario economico. 
 Spesa per consumi finali || Leasing operativo di beni di consumo durevoli Acquisto di beni di consumo durevoli (anche quando finanziato con un leasing finanziario o un acquisto rateale) Servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati in relazione con un leasing finanziario ai consumatori finali 
 Acquisto di attività non finanziarie Investimenti fissi   Acquisizione di risorse naturali   Acquisizione di altre attività non prodotte ||   Acquisto di attività prodotte (anche quando finanziato con un leasing finanziario) Acquisto di risorse naturali (compreso il diritto di utilizzo fino a esaurimento) Acquisto del diritto di utilizzare una risorsa naturale per un lungo periodo: ad esempio, quote di pesca 
 Corresponsione di redditi da capitale Diritti di sfruttamento   Interessi ||   Leasing di risorse, ossia pagamenti a fronte dell'uso di risorse naturali Leasing finanziario, ossia acquisto di una attività non finanziaria finanziato contemporaneamente con un prestito 
 Operazione finanziaria: prestito || Leasing finanziario, ossia acquisto di una attività non finanziaria finanziato contemporaneamente con un prestito 
15.06     Definizione - Il proprietario
economico di beni, servizi, risorse naturali, attività o passività finanziarie è
l'unità istituzionale cui spettano i benefici associati al loro utilizzo nel quadro
di una attività economica, a seguito dell'accettazione dei rischi correlati.
15.07     Definizione - Il proprietario
giuridico di beni, servizi, risorse naturali, attività e passività finanziarie è
l'unità istituzionale cui spettano per legge i benefici a questi associati e
che può far valere giuridicamente i propri diritti.
Leasing operativo
15.08     Definizione - In un contratto di
leasing operativo il proprietario giuridico è anche il proprietario economico e
accetta i rischi operativi e acquisisce i benefici economici del cespite
consentendone, contro pagamento, il suo uso ad altri nel quadro di una attività
produttiva.
15.09     Un carattere distintivo del
leasing operativo è che la responsabilità per le riparazioni e la manutenzione
del cespite incombe al proprietario giuridico. 
15.10     In un contratto di leasing
operativo il cespite resta iscritto nel bilancio del locatore.
15.11     I flussi monetari nel quadro di
un contratto di leasing operativo per attività prodotte sono denominati canoni
di locazione e sono registrati come pagamento di un servizio (cfr. tavola 15.2).
Una caratteristica distintiva di tali contratti è il tipo di apparecchiature
oggetto di leasing (tipicamente autoveicoli, gru, trivelle, ecc.), anche se un
contratto di leasing operativo può riguardare le attività non finanziarie di
qualsiasi tipo. Il servizio prestato dal locatore va al di là della semplice
fornitura del bene: comprende altri elementi, quali la comodità e la sicurezza.
Nel caso delle attrezzature, il locatore, proprietario di queste, normalmente
mantiene in perfetta efficienza scorte di tali beni onde poterli noleggiare
appena richiesti o entro breve tempo. Solitamente il locatore ha una ottima
conoscenza del funzionamento delle apparecchiature. Ciò è importante nel caso
di apparecchiature molto sofisticate, quali i computer, in cui il locatario può
non disporre delle necessarie competenze tecniche o degli strumenti atti ad
assicurare l'adeguata manutenzione delle attrezzature. Il locatore può anche
provvedere a sostituire le attrezzature in caso di guasto grave o prolungato.
Nel caso dei fabbricati, al locatore incombe la responsabilità per l'integrità
strutturale dell'edificio: è suo compito intervenire, ad esempio, in caso di
danni dovuti una catastrofe naturale, nonché per mantenere in perfetta
efficienza gli ascensori e gli impianti di riscaldamento e di ventilazione.
15.12     Il leasing operativo si è
originariamente sviluppato per venire incontro alle esigenze degli utilizzatori
che richiedono alcuni tipi di attrezzature solo a intervalli regolari. Molti
contratti di leasing operativo sono di breve durata anche se il locatario può
rinnovare il contratto alla scadenza e sebbene lo stesso utilizzatore possa
utilizzare la stessa attrezzatura in più occasioni. Tuttavia, in considerazione
della sempre maggiore complessità delle apparecchiature, in particolare nel
settore dell'elettronica, i servizi di manutenzione e di assistenza tecnica
prestati dal locatore costituiscono aspetti importanti che possono influenzare
la scelta di un utilizzatore di noleggiare una apparecchiatura anziché di
acquistarla. Altri fattori, come le conseguenze per il bilancio, i flussi di
cassa e i debiti d'imposta dell'impresa, possono far prevalere la scelta di
noleggiare un bene su lunghi periodi anziché di acquistarlo.
Leasing finanziario
15.13     Definizione - In un contratto di
leasing finanziario il locatore è il proprietario giuridico di un bene e il
locatario ne è il proprietario economico, in quanto è quest'ultimo che assume i
rischi operativi e acquisisce i benefici economici derivanti dall'utilizzo del
cespite nel quadro di una attività produttiva. In contropartita, il locatore
accetta un altro insieme di rischi e di benefici dal locatario, sotto forma di
rimborsi associati a un prestito. È frequente il caso che il bene non sia
consegnato fisicamente al locatore, pur essendo questi il proprietario
giuridico del bene, ma direttamente al locatario. Un carattere distintivo del
leasing finanziario è che la responsabilità per le riparazioni e la
manutenzione del cespite incombe al proprietario economico.
15.14     In un contratto di leasing
finanziario si considera che il proprietario giuridico conceda al locatario un
prestito, che quest'ultimo utilizza per acquistare il bene. Il cespite risulta
pertanto iscritto nel bilancio del locatario e non del locatore e il relativo
prestito figura come una attività del locatore e una passività del locatario. I
flussi monetari nel contesto di un contratto di leasing finanziario non sono
considerati come canoni di locazione, bensì come interessi e quote di rimborso
del capitale del prestito figurativo. Se il locatore è un intermediario
finanziario, una parte dei flussi è considerata compenso del servizio (servizi
di intermediazione finanziaria indirettamente misurati).
15.15     Molto spesso la natura del bene
oggetto di leasing finanziario può essere molto diversa da quella dei beni
utilizzati dal locatore nella sua attività produttiva: è il caso, ad esempio,
di un velivolo commerciale di proprietà di una banca che lo noleggia a una
compagnia aerea. Sotto il profilo economico non ha alcun senso far figurare il
velivolo o il suo ammortamento nei conti della banca o non iscriverlo nei conti
della compagnia aerea. Il ricorso a un leasing finanziario evita tale
registrazione inappropriata della proprietà del velivolo e della diminuzione
del suo valore, pur mantenendo corretto il patrimonio netto di entrambe le
parti per tutta la durata del contratto.
15.16     In un contratto di leasing
finanziario solitamente il periodo contrattuale copre l'intera vita economica
del bene. In tal caso il valore del prestito figurativo corrisponde al valore
attuale dei pagamenti da corrispondere nel quadro del contratto di leasing.
Tale valore copre il costo del bene e comprende spesso anche le competenze da
riconoscere al locatore nel corso della durata del contratto. Gli importi
corrisposti regolarmente al locatore possono essere registrati come interessi,
quote di rimborso del capitale del prestito figurativo, competenze del locatore
e, se il locatore è un intermediario finanziario, servizi di intermediazione
finanziaria indirettamente misurati. Se le condizioni del contratto non
specificano come individuare i primi tre elementi, le quote di rimborso del
capitale devono corrispondere al deprezzamento del bene (ammortamento), gli
interessi al rendimento del capitale e il compenso del servizio alla differenza
tra l'importo complessivo da versare e gli altri due elementi.
15.17     Si può avere un leasing
finanziario anche quando il periodo contrattuale ha durata inferiore alla vita
economica del bene. Anche in questo caso il valore del prestito figurativo
copre il costo del bene e le competenze del locatore, più il valore del
compenso del servizio da corrispondere in virtù del contratto di leasing. Gli
importi corrisposti regolarmente al locatore sono registrati come interessi,
quote di rimborso del capitale del prestito figurativo, competenze del locatore
e, se il locatore è un intermediario finanziario, servizi di intermediazione
finanziaria indirettamente misurati. Potrebbero comprendere anche gli anticipi
a finanziamento del riacquisto del bene alla fine del periodo di leasing. In
funzione degli accordi contrattuali, alla fine del periodo di leasing il bene
potrebbe essere trasferito nel bilancio del locatario. Il valore degli importi
residui del prestito saranno pari al valore di mercato previsto del bene alla
fine del periodo di leasing, come determinato all'inizio del contratto. Alla
fine del contratto il bene può essere restituito al locatore, il locatario può
far valere una opzione di acquisto del bene o può essere stipulato un nuovo
contratto di leasing.
In un contratto di leasing finanziario il
locatario deve assumere i rischi connessi all'utilizzo del cespite e acquisisce
i relativi benefici. Pertanto gli eventuali guadagni o perdite in conto
capitale rispetto al valore previsto del bene alla fine del periodo contrattuale
spettano al locatore. In tal caso, se il bene è giuridicamente acquistato dal
locatario alla fine del periodo contrattuale, gli importi versati sono
registrati come rimborso del prestito in quanto il cespite figura già nel
bilancio del locatario.
Se il bene è restituito al locatore, si registra
una operazione di acquisto del bene al suo valore corrente di mercato. I
proventi sono utilizzati per rimborsare l'importo restante del prestito e
qualsiasi differenza tra tali importi è registrata come trasferimento in conto
capitale. Poiché gli importi corrisposti nel corso del periodo contrattuale
comprendono spesso il pagamento di anticipi per l'acquisto del bene, l'operazione
non comporta movimenti di cassa in quanto il prestito è pienamente rimborsato a
quella data. 
Se viene negoziato un ulteriore periodo di
leasing, occorre analizzare il nuovo contratto allo scopo di verificare se si
tratti di un prolungamento di un leasing finanziario o di un leasing operativo.

15.18     Sebbene un contratto di leasing
finanziario abbia normalmente una durata pluriennale, la durata del leasing non
costituisce un elemento sufficiente per distinguere se si tratti di leasing
operativo o di leasing finanziario. In alcuni casi il bene può essere
noleggiato per un breve periodo, anche solo un anno, ma il contratto può
prevedere ad esempio che al locatario incombano tutte le responsabilità per il
bene anche riguardo alla sua manutenzione e a eventuali danni eccezionali.
Benché il periodo contrattuale sia breve e anche nel caso in cui il locatore
non sia una istituzione finanziaria, se il locatario accetta la maggior parte
dei rischi connessi all'uso del bene nell'attività di produzione e acquisisce i
relativi benefici, il leasing è considerato come finanziario e non come
operativo. Nella pratica è tuttavia difficile discostarsi dalla registrazione
effettuata in contabilità aziendale che segue le norme internazionali in
materia, secondo le quali il leasing finanziario è limitato ai contratti di
leasing che coprono la maggior parte della vita economica di un bene.
15.19     Qualunque società specializzata
in leasing finanziario, anche se si tratta di una società immobiliare o di una
società di leasing di aeromobili, va classificata come intermediario
finanziario che concede prestiti alle unità cui cede in leasing un bene. Se il
locatore non è un intermediario finanziario i flussi monetari associati al
prestito figurativo sono ripartiti soltanto in quote di capitale rimborsato e
quote di interessi; nel caso in cui il locatore sia una società finanziaria, va
incluso un ulteriore elemento che rappresenta il compenso del servizio (servizi
di intermediazione finanziaria indirettamente misurati).
15.20     Le vendite rateali costituiscono
una forma di leasing finanziario. 
Definizione - Si ha una vendita rateale allorché
un bene durevole è venduto a un acquirente contro un numero prestabilito di
pagamenti futuri. L'acquirente entra immediatamente in possesso del bene
sebbene questo rimanga giuridicamente di proprietà del locatore a titolo di
garanzia, finché il locatario non abbia versato tutte le rate concordate. 
15.21     Le vendite rateali sono
solitamente limitate ai beni di consumo durevoli e gli acquirenti rientrano in
prevalenza nel settore delle famiglie. I finanziatori che intervengono nelle
vendite rateali sono generalmente unità istituzionali distinte che operano in
stretta collaborazione con i venditori di beni durevoli. 
15.22     Nel caso delle vendite rateali
il bene durevole è registrato come se fosse acquistato dall'acquirente il
giorno in cui questi ne entra in possesso, al prezzo di mercato che avrebbe
pagato in una operazione equivalente. All'acquirente è concesso un prestito
figurativo di valore equivalente. Le rate versate dall'acquirente al
finanziatore sono registrate come quote di rimborso del capitale del prestito e
interessi, in analogia a quanto visto in precedenza per il leasing finanziario.
L'attività di produzione esercitata dai finanziatori di vendite rateali
consiste in una attività di intermediazione finanziaria. Poiché solitamente essi
non addebitano direttamente un importo per i loro servizi, la loro intera
produzione consiste in servizi di intermediazione finanziaria indirettamente
misurati ed è calcolata come differenza tra i redditi da capitale da percepire
e gli interessi da pagare. Come nel caso del leasing finanziario convenzionale,
può risultare difficile rilevare l'importo degli interessi da pagare e occorre
pertanto procedere a una loro stima. 
Leasing di risorse
15.23     Definizione - In un contratto di
leasing di risorse il proprietario di una risorsa naturale mette tale risorsa a
disposizione di un locatario contro un corrispettivo registrato come diritti di
sfruttamento. 
15.24     Nel caso di un leasing di
risorse la risorsa resta iscritta nel bilancio del locatore anche se è utilizzata
dal locatario. Qualsiasi deprezzamento della risorsa naturale è registrato come
scomparsa economica di attività non prodotte (K.21) e non come una operazione
simile a un consumo di capitale fisso in quanto non vi è alcun capitale fisso
da consumare. I flussi monetari nel quadro di un leasing di risorse, e solo
questi, sono registrati come diritti di sfruttamento.
15.25     Un esempio classico di attività
oggetto di leasing di risorse è costituito dai terreni, ma è registrato in modo
analogo anche l'uso di altre risorse naturali quali, ad esempio, legname,
spettri radio e le risorse ittiche, idriche e minerarie. 
Permessi di sfruttamento di risorse naturali
15.26     I permessi di sfruttamento di
risorse naturali possono essere rilasciati dalle amministrazioni pubbliche, ma
anche da proprietari privati, quali un agricoltore o una impresa. 
15.27     Nel caso del rilascio di un
permesso di sfruttamento di risorse naturali si possono distinguere tre opzioni
di registrazione (cfr. tavola 15.3):
a)      il proprietario può prorogare o revocare
il permesso di utilizzare un bene tra un periodo contrattuale e il successivo;
b)      il proprietario può autorizzare l'utilizzo
della risorsa durante un lungo periodo, in modo tale che l'utilizzatore ne
controlli lo sfruttamento durante questo periodo senza nessun intervento, se
non minimo, da parte del proprietario; 
c)      il proprietario autorizza lo sfruttamento
della risorsa fino all'esaurimento di questa. 
La prima opzione si configura come un leasing di
risorse, con la registrazione di diritti di sfruttamento. 
La seconda opzione potrebbe comportare non
soltanto la registrazione di diritti di sfruttamento, ma anche la creazione di
una attività per l'utilizzatore, distinta dalla risorsa stessa, con una
correlazione tra il valore della risorsa e l'attività che ne consente lo
sfruttamento.
Tale attività (rubrica AN.222) è riconosciuta
soltanto se i benefici conferiti sono superiori ai corrispettivi da riconoscere
ed essi possono essere realizzati mediante il trasferimento dell'attività a
terzi. Dapprima il valore dell'attività è considerato comparsa economica di
attività (rubrica K.1) (cfr. paragrafo 6.06, lettera g)). Se non è realizzato,
il valore dell'attività tende allo zero con l'avvicinarsi della fine del
periodo contrattuale.
La terza opzione si configura come una vendita (o
eventualmente una espropriazione) di risorse naturali. 
Tavola 15.3 - Registrazione dei tre diversi
tipi di permessi di sfruttamento di risorse naturali
 Tipo di uso || Metodo di registrazione 
 Permesso di utilizzo temporaneo, eventualmente per un lungo periodo || Leasing di risorse: diritti di sfruttamento (redditi da capitale) 
 Controllo da parte dell'utilizzatore durante un lungo periodo; rischi e benefici spettanti all'utilizzatore; trasferibilità del permesso a un valore realizzabile || Diritti di sfruttamento e creazione di una nuova attività per il diritto di utilizzare la risorsa naturale 
 Sfruttamento fino a esaurimento; uso permanente (tutti i rischi e i benefici spettano all'utilizzatore) || Vendita di risorse naturali 
15.28     Ai fini della distinzione tra
diritti di sfruttamento, creazione di una nuova attività e vendita della
risorsa naturale il criterio principale è costituito dal trasferimento dei
rischi e dei benefici. La risorsa naturale si considera venduta se tutti i
rischi e i benefici sono trasferiti. Una nuova attività è creata allorché il
trasferimento dei rischi e dei benefici fa insorgere un permesso trasferibile e
distinto, che presenta un valore realizzabile. Il ricorso ad altri criteri, fondati
su preaccordi di pagamento, pagamenti anticipati, durata del permesso o
trattamento in contabilità aziendale, può portare a conclusioni errate in
quanto tali criteri non rispecchiano necessariamente il trasferimento di rischi
e benefici. 
15.29     Le risorse naturali, come i
terreni e le risorse minerarie, possono essere acquistate da non residenti, tuttavia
la vendita di risorse naturali non va registrata come vendita a una unità non
residente. In questi casi viene creata una unità residente fittizia che detiene
la proprietà della risorsa naturale e della quale è proprietaria l'unità non
residente. A una registrazione simile si ricorre nel caso dell'acquisto da
parte di residenti di risorse naturali nel resto del mondo.
15.30     I proventi che le
amministrazioni pubbliche ricavano da risorse naturali di tipo particolare
(quali, ad esempio, petrolio e gas naturale) possono essere di natura molto
differente:
a)      diritti di sfruttamento nel caso di
leasing di risorse;
b)      cessioni di attività non prodotte, quali
ad esempio vendite di risorse naturali o vendite di licenze di sfruttamento
durante un lungo periodo di tempo;
c)      dividendi di una società pubblica che
sfrutta risorse naturali;
d)      imposte sul reddito di società che
sfruttano risorse naturali. 
Permessi di esercizio di attività specifiche
15.31     Oltre alle licenze e ai
contratti di leasing che autorizzano lo sfruttamento di una attività, può
essere rilasciato il permesso di esercitare una particolare attività a
prescindere dai beni utilizzati nel suo esercizio. Il rilascio di un siffatto
permesso non dipende dal possesso o meno dei requisiti previsti (ad esempio,
superamento con successo di un esame per ottenere il rilascio della patente di
guida), ma è inteso a limitare il numero di singole unità che esercitano l'attività
in questione. Tali permessi possono essere rilasciati da amministrazioni
pubbliche o da unità istituzionali private: i trattamenti che si applicano nei
due casi sono differenti.
Tavola 15.4 - Registrazione dell'uso e dell'acquisto di attività non
finanziarie secondo il tipo di operazione e di flusso
 Tipo di operazione || Tipo di uso/acquisto, tipo di attività e tipo di pagamento 
 Consumi intermedi || Leasing operativo di attività prodotte, ad esempio macchine e diritti di proprietà intellettuale Pagamenti regolari di forniture idriche da parte di società Servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati in relazione alla creazione di un leasing finanziario 
 Ammortamenti || Esclusivamente per le attività prodotte e per il proprietario economico 
 Spesa per consumi finali || Leasing operativo di beni di consumo durevoli Acquisto di beni di consumo durevoli (anche quando finanziato con un leasing finanziario o un acquisto rateale) 
 Acquisto di attività non finanziarie   Investimenti fissi   Acquisizione di risorse naturali                   Acquisizione di altre attività non prodotte ||     Acquisto di attività prodotte (anche quando finanziato con un leasing finanziario) Acquisto di risorse naturali, compreso il diritto di utilizzo fino a esaurimento Acquisto del diritto di utilizzare una risorsa naturale per un lungo periodo: ad esempio, quote di pesca Quote di multiproprietà trasferibili Acquisto di un contratto trasferibile a un terzo Contratti per futura produzione, ad esempio contratti con calciatori e scrittori 
  Corresponsione di redditi da capitale                 Diritti di sfruttamento || Leasing di risorse, ossia pagamenti a fronte dell'uso di risorse naturali per brevi periodi Pagamenti regolari a fronte del diritto di estrarre acqua Leasing finanziario, ossia acquisto di una attività non finanziaria finanziato contemporaneamente con un prestito 
 Trasferimento di reddito         Altre imposte sulla produzione || Permessi rilasciati dalle amministrazioni pubbliche di esercitare una particolare attività non sulla base del possesso dei requisiti previsti o a un costo sproporzionato rispetto ai costi di gestione del sistema di rilascio dei permessi Permessi di emissione rilasciati dalle amministrazioni pubbliche per controllare il totale delle emissioni 
 Operazione finanziaria: prestito || Leasing finanziario, ossia acquisto di una attività non finanziaria finanziato contemporaneamente con un prestito 
 Altre variazioni di volume delle attività || Esaurimento di risorse naturali da parte del proprietario Diboscamento, pesca e caccia illegali (confische senza indennizzo di risorse coltivate o di risorse naturali) 
 Variazioni di prezzo delle attività || Scadenza di contratti, licenze e permessi registrati come attività 
15.32     Allorché, mediante il rilascio
di licenze, le amministrazioni pubbliche limitano, ad esempio, il numero delle
auto autorizzate a svolgere il servizio taxi o il numero di case da gioco, in
pratica esse creano utili in regime di monopolio per gli operatori autorizzati e
incamerano una parte di tali utili attraverso l'imposizione del pagamento di un
tributo per il rilascio dei permessi. Tali tributi sono registrati come altre
imposte. Questo principio si applica in tutti quei casi in cui le
amministrazioni pubbliche rilasciano licenze per limitare il numero di unità
che operano in un particolare settore, allorché il limite è fissato
arbitrariamente e il rilascio delle licenze non dipende soltanto dal possesso
di determinati requisiti.
15.33     In linea di principio, se la
validità della licenza si estende su parecchi anni, l'importo riscosso deve essere
registrato secondo il principio di competenza, iscrivendo nella rubrica "Altri
conti attivi o passivi" la parte dell'importo relativa agli anni futuri.
15.34     Una siffatta licenza è richiesta
perché il suo titolare acquisisce in tal modo il diritto a beneficiare in
futuro di utili in regime di monopolio, superiori agli importi corrisposti per
acquisire tale diritto. La differenza tra i benefici acquisiti dal titolare
della licenza e il corrispettivo riconosciuto all'organismo che la ha
rilasciata è considerato una attività se il suo titolare può realizzarla,
trasferendola a terzi. Questo tipo di attività è descritto come un permesso di
esercizio di attività specifiche (AN.223).
15.35     I permessi di esercizio di
attività specifiche in quanto attività appaiono dapprima nel conto delle altre
variazioni di volume delle attività e delle passività. Le variazioni di valore,
sia positive sia negative, sono registrate nel conto della rivalutazione delle
attività e delle passività.
15.36     Il valore del permesso in quanto
attività è determinato dal valore al quale può essere venduto, o qualora tale
dato non fosse disponibile, è stimato come il valore attuale dei futuri flussi
di utili in regime di monopolio. In caso di vendita del permesso il nuovo
proprietario acquisisce il diritto di beneficiare degli utili in regime di
monopolio, nonché il diritto di ricevere un rimborso da parte dell'amministrazione
pubblica qualora il permesso fosse annullato.
15.37     Il permesso di esercitare una
determinata attività, rilasciato da una amministrazione pubblica, può essere
considerato una attività soltanto allorché sono soddisfatte tutte le seguenti
condizioni:
a)      per l'attività in questione non è
utilizzato un bene di proprietà della amministrazione pubblica; in caso
contrario, il permesso di utilizzare il bene è considerato un leasing
operativo, un leasing finanziario, un leasing di risorse o eventualmente una
acquisizione di una attività che costituisce il permesso di utilizzare il bene
a discrezione del licenziatario su un lungo arco di tempo;
b)      il rilascio del permesso non è
subordinato al possesso di determinati requisiti: siffatti permessi sono
considerati imposte o remunerazione di servizi;
c)      il numero di permessi è limitato, il che
consente al titolare di beneficiare di utili in regime di monopolio allorché
esercita l'attività in questione;
d)      il titolare del permesso deve essere in
grado di vendere il permesso a terzi.
Se una qualunque di tali condizioni non è
soddisfatta, i flussi monetari sono considerati imposte o remunerazione di
servizi.
15.38     Le unità
diverse dalle amministrazioni pubbliche difficilmente sono in grado di limitare
l'esercizio di una determinata attività. Ciò avviene ad esempio allorché è
obbligatoria o auspicabile l'appartenenza a una associazione professionale e il
numero di partecipanti è rigorosamente limitato. È il caso altresì di un
proprietario che limiti il numero di unità operanti sulla sua proprietà, come
un albergo che conceda a una sola società di taxi di caricare i propri clienti.
In casi come questi i permessi sono considerati remunerazione di servizi. In
linea di principio, i flussi monetari dovrebbero essere spalmati in base al
principio di competenza sull'intero periodo di validità del permesso. Nulla
vieta che tali permessi possano essere trattati come attività se sono
negoziabili, per quanto ciò non avvenga frequentemente.
15.39     Il permesso di esercitare una
determinata attività, riconosciuto da una unità diversa da una amministrazione
pubblica, può essere considerato una attività soltanto allorché sono
soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
a)      per l'attività in questione non è
utilizzato un bene di proprietà dell'unità che concede l'autorizzazione; in
caso contrario, il permesso di utilizzare il bene è considerato un leasing
operativo, un leasing finanziario o un leasing di risorse;
b)      il numero di permessi è limitato, il che
consente al titolare di beneficiare di utili in regime di monopolio allorché
esercita l'attività in questione;
c)      il titolare del permesso deve essere in
grado, sotto il profilo giuridico e nella pratica, di vendere il permesso a
terzi.
Se una qualunque di tali condizioni non è
soddisfatta, i flussi monetari sono considerati remunerazione di servizi.
15.40     Le amministrazioni pubbliche
rilasciano permessi di emissione al fine di controllare le emissioni totali.
Tali permessi non comportano lo sfruttamento di beni naturali in quanto l'atmosfera
non ha alcun valore e non può essere quindi considerata una attività economica
e i costi per ottenere il permesso sono pertanto classificati come imposte. I
permessi sono negoziabili e sono attivamente scambiati. I permessi
costituiscono pertanto attività e devono essere valutati al prezzo di mercato
al quale possono essere venduti.
Partenariati pubblico privato
15.41     I partenariati pubblico privato
(PPP) sono contratti a lungo termine stipulati tra due unità, sulla base dei
quali una unità acquisisce o costruisce una o più attività, le gestisce per un
determinato periodo e quindi le cede a una seconda unità. Tali accordi sono normalmente
stipulati tra una impresa privata e una amministrazione pubblica, ma non sono
escluse altre combinazioni: ad esempio, una società pubblica da una parte e una
istituzione senza scopo di lucro privata dall'altra. 
Le amministrazioni pubbliche possono stipulare un
PPP per molteplici motivi, ad esempio nella speranza che la gestione privata
comporti un produzione più efficiente, per accedere a un ventaglio più ampio di
fonti di finanziamento o al fine di ridurre l'indebitamento pubblico.
Durante il periodo contrattuale il contraente di
un PPP è il proprietario giuridico. Quando il contratto giunge a termine, l'amministrazione
pubblica diventa proprietaria dell'attività sotto il profilo sia giuridico, sia
economico. 
Per maggiori informazioni sul trattamento da
riservare ai PPP si rinvia al capitolo 20 sui conti delle amministrazioni
pubbliche.
Contratti di concessione di servizi
15.42     I contratti di concessione di
servizi attribuiscono a una impresa il diritto esclusivo di prestare
determinati servizi. Ad esempio, nel caso di una concessione di servizi
pubblici, una impresa privata stipula un accordo con una amministrazione
pubblica per ottenere per un determinato numero di anni il diritto esclusivo di
gestire un servizio di pubblica utilità (quale un acquedotto o una autostrada a
pedaggio), di provvedere alla sua manutenzione e di effettuare i relativi
investimenti. I contratti di concessione di servizi non devono essere
registrati come attività nella misura in cui non sono trasferibili o il loro
trasferimento non permette di realizzare alcun valore.
Contratti di leasing operativo negoziabili (AN.221)
15.43     I contratti di leasing operativo
negoziabili sono diritti di proprietà di terzi connessi ad attività non
finanziarie diverse dalle risorse naturali. Il contratto deve conferire
benefici economici superiori ai corrispettivi da riconoscere e tali benefici devono
poter essere realizzati sotto il profilo giuridico e nella pratica mediante il
loro trasferimento a terzi. Il valore del contratto è pari alla differenza tra
i benefici da esso derivanti e i corrispettivi da riconoscere. I contratti di
leasing operativo negoziabili possono includere qualunque tipo di contratto di
affitto e di leasing operativo. Un esempio è il subaffitto di un appartamento a
terzi da parte di un locatario. 
Diritti esclusivi su futuri beni e servizi (AN.224)
15.44     I contratti di futura produzione
di beni e servizi possono anche dare origine a diritti di proprietà di terzi.
Il valore di siffatti contratti è pari alla differenza tra i benefici e i corrispettivi
da riconoscere. Ne sono un esempio:
a)      i diritti esclusivi in merito alle
prestazioni di determinate persone (ad esempio, giocatori di calcio), alla
pubblicazione di opere letterarie o all'esercizio di prestazioni musicali; il
valore di tali diritti corrisponde alla differenza tra l'utile che può essere
ricavato dal loro trasferimento e i costi di cancellazione del contratto in
essere; 
b)      multiproprietà; soltanto una parte dei
contratti di multiproprietà deve essere considerata come acquisizione di una
attività:
(1)     se il proprietario è titolare di un
diritto perpetuo a disporre di un determinato spazio, può diventare membro del
comitato di amministrazione, può vendere liberamente o lasciare in eredità la
sua quota, è molto probabile che la multiproprietà costituisca una attività di
tipo analogo a una abitazione;
(2)     se il proprietario ha stipulato un contratto
per disporre di un alloggio in un certo momento per un periodo di tempo
determinato, è probabile che ciò rappresenti un affitto con pagamento
anticipato, ossia una spesa per consumi finali con pagamento anticipato da
parte delle famiglie; 
(3)     tale contratto di affitto con pagamento
anticipato potrebbe essere ceduto occasionalmente o venduto per la parte
restante della durata del contratto come un leasing operativo trasferibile; 
(4)     un partecipante a un sistema a punti
potrebbe disporre soltanto di un conto attivo sulla base di una attività.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 16
 
ALLEGATO A 
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell’Unione europea 
ALLEGATO A
CAPITOLO 16 –
ASSICURAZIONI 
A. Introduzione
16.01     L’assicurazione è un’attività mediante
la quale le unità istituzionali o i gruppi di unità istituzionali si tutelano
contro le conseguenze finanziarie negative derivanti da determinati eventi
incerti. Si possono distinguere due tipi di assicurazione: l’assicurazione
sociale e le altre assicurazioni. 
16.02     L’assicurazione sociale è un
sistema che copre i rischi e i bisogni sociali. È spesso organizzata in modo
collettivo per un gruppo; la partecipazione al sistema è generalmente
obbligatoria o incoraggiata da terzi. L’assicurazione sociale comprende:
sistemi di sicurezza sociale imposti, controllati e finanziati dalle
amministrazioni pubbliche e sistemi connessi con l’occupazione forniti o
gestiti dai datori di lavoro per conto dei loro dipendenti. L’assicurazione
sociale è descritta al capitolo 17.
16.03     L’assicurazione diversa dall’assicurazione
sociale copre contro eventi quali morte, sopravvivenza, incendio, disastri
naturali, inondazioni, incidenti automobilistici, ecc. L’assicurazione in caso
di morte e di sopravvivenza è denominata assicurazione sulla vita mentre l’assicurazione
contro tutti gli altri eventi è designata assicurazione contro i danni. 
16.04     Il presente capitolo tratta dell’assicurazione
sulla vita e dell’assicurazione contro i danni e descrive le modalità di
registrazione nei conti delle attività di assicurazione. 
16.05     I diritti e gli obblighi connessi
all’assicurazione sono definiti dalla polizza di assicurazione. La polizza è un
accordo tra un assicuratore e un’altra unità istituzionale denominata contraente.
Sulla base dell’accordo, il contraente effettua un pagamento, chiamato premio,
all’assicuratore e quando si verifica un evento specifico l’assicuratore
effettua un pagamento, chiamato indennizzo, al contraente o a una persona designata.
In tal modo, il contraente si tutela contro alcune forme di rischi, mentre l’assicuratore,
mettendo in comune i rischi, mira a ottenere un importo dei premi incassati
superiore all’importo dell’indennizzo da pagare.
16.06     La polizza di assicurazione
definisce i ruoli delle parti interessate, che sono i seguenti:
a)      l’assicuratore, che fornisce la
copertura;
b)      il contraente, responsabile del versamento
dei premi;
c)      il beneficiario, che riceve il
risarcimento;
d)      l’assicurato o l’oggetto del rischio.
Nella pratica, il contraente, il beneficiario e l’assicurato
possono essere la stessa persona. La polizza elenca tali ruoli e specifica la
persona corrispondente a ciascun ruolo. 
16.07     La forma di assicurazione più
comune è denominata assicurazione diretta. Con essa le unità istituzionali si
assicurano presso l’assicuratore contro le conseguenze finanziarie di rischi
specifici. Gli assicuratori diretti possono tuttavia assicurarsi a loro volta,
assicurando presso altri assicuratori parte dei rischi assicurati direttamente.
Si tratta della riassicurazione e i fornitori sono chiamati riassicuratori. 
1. Assicurazione diretta 
16.08     Vi sono due tipi di assicurazione
diretta: l’assicurazione sulla vita e l’assicurazione contro i danni.
16.09     Definizione:
l’assicurazione sulla vita è un’attività nel quadro della quale un contraente effettua
pagamenti regolari a un assicuratore il quale in cambio garantisce di corrispondere
al beneficiario una somma concordata o una rendita a una determinata data o
anche prima se l’assicurato muore prima del tempo. Una polizza vita può dar
luogo a prestazioni derivanti da una serie di rischi. Per esempio, un’assicurazione
sulla vita di tipo previdenziale può corrispondere una prestazione all’assicurato
quando questi compie 65 anni e dopo la sua morte la prestazione può essere
corrisposta al coniuge superstite fino alla morte.
16.10     L’assicurazione sulla vita copre
anche l’assicurazione complementare contro i danni corporali, compresa la
perdita della capacità lavorativa, le assicurazioni in caso di morte a seguito di
infortunio e le assicurazioni per invalidità a seguito di infortunio o di
malattia.
16.11     Alcune classi di assicurazione
sulla vita forniscono un risarcimento quando si verifichi l’evento assicurato, è
il caso, ad esempio, di un’assicurazione legata a un prestito ipotecario, che si
limita a corrisponde una prestazione per estinguere l’ipoteca in caso di
decesso del percettore del reddito prima della scadenza del prestito
corrispondente. Gran parte delle classi includono una componente significativa
di risparmio combinata con una componente di copertura del rischio. A causa
della notevole componente di risparmio, l’assicurazione sulla vita è
considerata una forma di risparmio e le relative operazioni sono registrate nel
conto finanziario. 
16.12     Definizione: l’assicurazione
contro i danni è un’attività mediante la quale un contraente effettua pagamenti
regolari a un assicuratore il quale in cambio garantisce di fornire al
beneficiario una somma concordata al verificarsi di un evento diverso dalla
morte di una persona. Esempi di tali eventi sono: infortunio, malattia,
incendio, ecc. L’assicurazione sugli infortuni che copre i rischi sulla vita è
classificata come assicurazione contro i danni in gran parte dei paesi europei.
16.13     Una polizza vita che corrisponde
una prestazione in caso di morte entro un periodo di tempo determinato ma non
in altre circostanze, generalmente denominata assicurazione a termine, è
considerata nei conti nazionali come assicurazione contro i danni poiché è
possibile pagare l’indennizzo solo ed esclusivamente se si verifica un evento
specifico. Nella pratica, a causa del modo in cui le unità di assicurazione tengono
i loro conti, può non essere sempre possibile distinguere tra assicurazione a
termine e assicurazione sulla vita. In tali circostanze, l’assicurazione a
termine può essere trattata come assicurazione sulla vita.
16.14     Sia l’assicurazione sulla vita
che l’assicurazione contro i danni comportano una ripartizione del rischio. Di
norma gli assicuratori ricevono piccoli versamenti regolari dei premi dai contraenti
e versano importi più importanti agli aventi diritto quando si verificano gli
eventi coperti dalla polizza. Per l’assicurazione contro i danni, i rischi sono
ripartiti su tutta la popolazione che sottoscrive le polizze di assicurazione. L’assicuratore
determina i premi dovuti per un servizio di assicurazione in un determinato
anno sulla base dell’importo degli indennizzi che prevede di pagare nello
stesso anno. Il numero di aventi diritto è generalmente molto inferiore al
numero di contraenti. Per il singolo contraente di una polizza contro i danni
non vi è alcun rapporto tra i premi versati e l’indennizzo ricevuto, anche nel
lungo periodo, ma l’assicuratore stabilisce tale rapporto per ogni classe di
assicurazione contro i danni su base annua. Per quanto riguarda l’assicurazione
sulla vita, il rapporto nel tempo tra i premi versati e l’indennizzo è
importante sia per il contraente che per l’assicuratore. Chi sottoscrive una
polizza vita si aspetta che le prestazioni ricevute siano almeno pari ai premi
versati fino al momento in cui la prestazione è dovuta e costituisce quindi una
forma di risparmio. Nel determinare il rapporto tra il livello dei premi e le
prestazioni, l’assicuratore deve combinare tale aspetto della polizza con i
calcoli attuariali sulla popolazione assicurata per quanto riguarda la speranza
di vita, compreso il rischio di infortuni mortali. Inoltre, nell’intervallo tra
il ricevimento dei premi e il pagamento delle prestazioni, l’assicuratore
beneficia di redditi derivanti dall’investimento di una parte dei premi
ricevuti. Anche tale reddito influisce sul livello dei premi e delle
prestazioni fissato dall’assicuratore.
16.15     Vi sono differenze significative
tra l’assicurazione sulla vita e l’assicurazione contro i danni che comportano
diversi tipi di registrazioni nei conti. L’assicurazione contro i danni si
configura come una ridistribuzione nel periodo corrente tra tutti i contraenti
e pochi aventi diritto. L’assicurazione sulla vita ridistribuisce
principalmente i premi versati in un determinato periodo come prestazioni
corrisposte successivamente allo stesso contraente. 
2. Riassicurazione
16.16     Definizione:
un assicuratore può tutelarsi contro un
numero inaspettatamente elevato di indennizzi, o contro indennizzi
eccezionalmente elevati, sottoscrivendo una polizza di riassicurazione con un
riassicuratore. Le imprese di riassicurazione sono concentrate in un numero
limitato di centri finanziari e pertanto molti dei flussi di riassicurazione
costituiscono operazioni con il resto del mondo. È comune che i
riassicuratori sottoscrivano polizze di riassicurazione con altri riassicuratori
per ripartire ulteriormente il rischio. Questa estensione della riassicurazione
viene denominata retrocessione.
16.17     La riduzione dei rischi può
altresì essere raggiunta quando un gruppo di assicuratori, chiamati
sottoscrittori, accettano congiuntamente i rischi associati a una singola
polizza. Ogni singolo assicuratore è responsabile solo della propria quota della
polizza, riceve la quota corrispondente del premio e partecipa
proporzionalmente al pagamento degli indennizzi o delle prestazioni. La polizza
viene gestita dal lead-manager o dal mediatore di assicurazione. I
Lloyds di Londra sono un esempio di un mercato assicurativo in cui i rischi
diretti e indiretti sono ripartiti tra un gran numero di sottoscrittori. 
16.18     L’assicuratore diretto dispone
di diverse opzioni per organizzare la copertura indiretta dei rischi accettati.
Si possono distinguere le seguenti classi di riassicurazione:
a)      la riassicurazione proporzionale, in cui il
contraente cede al riassicuratore una percentuale concordata di tutti i rischi,
o di tutti i rischi di un determinato portafoglio di polizze assicurative
dirette. Ciò significa che l’assicuratore diretto trasferisce la corrispondente
percentuale dei premi al riassicuratore, che poi copre la medesima quota degli
eventuali indennizzi . In questi casi, tutte le commissioni di riassicurazione
versate dal riassicuratore al contraente vengono trattate come una riduzione
dei premi di riassicurazione sottoscritti.
b)      la riassicurazione non proporzionale,
conosciuta come riassicurazione per eccesso di danno, in cui il riassicuratore
è esposto a rischi solo se l’importo dell’indennizzo diretto supera una soglia
stabilita. Se l’importo dell’indennizzo diretto superiore alla soglia è esiguo
o nullo, il riassicuratore può passare una quota dei suoi profitti all’assicuratore
diretto. La ripartizione dei profitti è trattata nei conti come un trasferimento
corrente dal riassicuratore all’assicuratore diretto, analogamente a quanto
avviene per il pagamento degli indennizzi.
3. Le unità interessate
16.19     Le unità istituzionali che
intervengono nelle operazioni di assicurazione diretta e di riassicurazione
sono principalmente gli assicuratori. È possibile che altri tipi di imprese svolgano
attività di assicurazione non come attività principale, ma generalmente la
normativa in materia di attività assicurativa prevede che debbano essere tenuti
conti separati per tutti gli aspetti dell’attività assicurativa e pertanto è
individuabile un’unità istituzionale distinta, classificata nei sottosettori imprese
di assicurazione (S.128) e fondi pensione (S.129). Le amministrazioni pubbliche
possono effettuare altre attività assicurative, ma anche in questo caso è
probabile che possa essere individuata un’unità distinta. Precisato che possono
quindi essere coinvolti altri settori, nei paragrafi che seguono si presuppone
che gli assicuratori, residenti e non, effettuino tutte le attività di
assicurazione. 
16.20     Le unità che esercitano principalmente
attività strettamente legate all’assicurazione, senza assumere rischi, sono gli
ausiliari delle assicurazioni. Tali unità sono classificate nel sottosettore
degli ausiliari finanziari (S.126) e comprendono per esempio: 
a)      i mediatori di assicurazione; 
b)      le istituzioni private senza scopo di
lucro al servizio delle imprese di assicurazione e dei fondi pensione;
c)      le unità la cui attività principale è
quella di autorità di vigilanza delle imprese di assicurazione e dei fondi
pensione e dei mercati assicurativi.
B. La produzione dell’assicurazione diretta
16.21     L’impresa di assicurazione
accetta un premio da un cliente e lo trattiene fino a quando non viene pagato
un indennizzo o scade il periodo di assicurazione. Nel frattempo, l’impresa di
assicurazione investe il premio e i proventi degli investimenti costituiscono
una fonte aggiuntiva di fondi con cui pagare eventuali indennizzi dovuti. L’impresa
di assicurazione fissa il livello dei premi in modo tale che la loro somma più
i proventi dal loro investimento meno l’indennizzo dovuto facciano guadagnare
un margine all’impresa di assicurazione; tale margine rappresenta la produzione
dell’impresa di assicurazione. La produzione del settore assicurativo viene
misurata sulla base delle politiche di fissazione dei premi degli assicuratori.
A tal fine, è necessario definire quattro elementi distinti, che sono:
a)      i premi di competenza dell'esercizio; 
b)      i premi supplementari; 
c)      gli indennizzi dovuti o le prestazioni
dovute; 
d)      le riserve tecniche di assicurazione.
Ognuno di questi elementi viene analizzato prima di
illustrare la misurazione della produzione, rispettivamente, dell’assicurazione
diretta contro i danni, dell’assicurazione diretta sulla vita e della
riassicurazione.
1. Premi di competenza dell'esercizio
16.22     Definizione: i
premi di competenza dell'esercizio sono la quota di premi contabilizzati che si
riferisce al periodo contabile considerato. I premi contabilizzati coprono il
periodo stipulato nella polizza di assicurazione. La differenza tra i premi contabilizzati
e i premi di competenza dell'esercizio costituisce accantonamenti inclusi nelle
riserve premi. Tali importi sono trattati come attività dei contraenti. Il
concetto di premio di competenza dell'esercizio nella contabilità delle
assicurazioni è coerente con il principio contabile della competenza dei conti
nazionali. 
16.23     Il premio di assicurazione è un
premio versato regolarmente, mensilmente o annualmente, o un premio versato in
un’unica soluzione, di norma all’inizio del periodo assicurato. I premi versati
in un’unica soluzione sono tipici dell’assicurazione dei rischi associati a
grandi eventi, come la costruzione di grandi edifici o attrezzature e per il
trasporto di merci stradale, ferroviario, marittimo e aereo. 
16.24     I premi di competenza dell'esercizio
nell’anno in questione assumono la seguente forma: 
premi contabilizzati
più le riserve premi
all’inizio dell’esercizio contabile
meno le riserve premi
alla fine dell’esercizio contabile.
O, con un’altra presentazione, assumono la
seguente forma:
premi contabilizzati
meno la variazione
(meno l’incremento o più il decremento) delle riserve premi.
16.25     Le riserve premi e altre riserve
sono incluse nelle riserve tecniche di assicurazione diverse da quelle sulla
vita (AF.61) e nelle riserve tecniche di assicurazione sulla vita (AF.62).
La descrizione delle riserve tecniche di assicurazione viene fornita ai
paragrafi da 16.43 a 16.45.
16.26     I contraenti devono pagare un’imposta
specifica sul versamento dei premi di assicurazione. In molti paesi i premi di
assicurazione sulla vita sono esenti da tale imposta. Dato che gli assicuratori
devono trasferire tale imposta alle amministrazioni pubbliche, i relativi
importi non sono registrati nei conti annuali degli assicuratori. Solo una
piccola quota, ossia l’importo residuo dell’anno che deve ancora essere
trasferito alle amministrazioni pubbliche, potrebbe essere inserita nello stato
patrimoniale degli assicuratori alla voce “crediti commerciali”. I versamenti
delle imposte non sono registrati come tali nei conti degli assicuratori. Tale
imposta viene trattata come imposta sui prodotti nei conti nazionali. I
contraenti dovrebbero versare tali importi direttamente nei conti delle
autorità fiscali. 
2. Premi supplementari
16.27     Definizione: i
premi supplementari costituiscono i redditi derivanti dell’investimento delle
riserve tecniche di assicurazione degli assicuratori, che rappresentano passività
nei confronti dei contraenti. 
16.28     Per l’assicurazione sulla vita
in particolare, ma anche in misura minore per l’assicurazione contro i danni, l’importo
totale delle prestazioni o degli indennizzi dovuti in un determinato periodo
supera spesso i premi di competenza dell'esercizio. I premi sono generalmente
versati regolarmente, spesso all’inizio del periodo di assicurazione, mentre
gli indennizzi vengono corrisposti più avanti, e nel caso delle prestazioni
dell’assicurazione sulla vita, anche molti anni dopo. Nel tempo che intercorre
tra il versamento del premio e il pagamento dell’indennizzo, gli importi in
questione restano a disposizione dell’assicuratore, che può investirli
ricavandone un reddito. Tali importi sono denominati riserve tecniche di
assicurazione. I redditi sulle riserve consentono agli assicuratori di fissare
premi più bassi di quanto sarebbe stato il caso. La misura del servizio fornito
tiene conto dell’entità di tali redditi nonché dell’entità relativa dei premi e
degli indennizzi.
16.29     Per l’assicurazione contro i
danni, anche se il pagamento del premio può essere dovuto all’inizio del
periodo di copertura, si hanno premi di competenza dell'esercizio solo su base
continuativa col passare del tempo. In qualsiasi momento prima della fine del
periodo di copertura, l’assicuratore detiene un importo dovuto al contraente
relativo ai servizi e agli eventuali indennizzi da corrispondere in futuro. Si
tratta di una forma di credito concesso dal contraente all’assicuratore
denominata premi di competenza degli esercizi successivi. Allo stesso modo,
anche se il pagamento degli indennizzi da parte dell'assicuratore diventa dovuto
quando si verifica l’evento specificato nella polizza, il relativo importo può
essere corrisposto solo più tardi, spesso a causa delle negoziazioni sugli
importi dovuti. Anche questa è una forma di credito, denominata riserve per
indennizzi da pagare. 
16.30     Anche per l’assicurazione sulla
vita esistono riserve simili, ma in più vi sono due altri tipi di riserve di assicurazione:
le riserve attuariali per l’assicurazione sulla vita e le riserve per le
assicurazioni con partecipazione agli utili. Esse rappresentano gli importi accantonati
per i pagamenti delle prestazioni future. Le riserve vengono generalmente
investite in attività finanziarie e i redditi rappresentano redditi da
investimenti. Possono essere utilizzati per finanziare attività economiche come
quelle immobiliari, per generare un avanzo netto di gestione in uno
stabilimento distinto o come attività secondaria. 
16.31     Tutti i redditi da investimenti
attribuiti ai contraenti figurano come pagabili ai contraenti nel conto dell’attribuzione
dei redditi primari. Per l’assicurazione contro i danni, lo stesso importo
viene poi rimborsato all’assicuratore come premio supplementare nel conto della
distribuzione secondaria del reddito. Per l’assicurazione sulla vita, i premi e
i premi supplementari figurano nel conto finanziario.
3. Indennizzi dovuti rettificati e
prestazioni dovute
16.32     Definizione: gli indennizzi
dovuti e le prestazioni dovute costituiscono le obbligazioni
finanziarie degli assicuratori nei confronti dei beneficiari per quanto
riguarda i rischi che l’evento si verifichi nel periodo in questione come
definito dalla polizza. 
16.33     I concetti di indennizzi dovuti
nell’assicurazione contro i danni e di prestazioni dovute nell’assicurazione
sulla vita sono coerenti con il principio contabile della competenza nei conti
nazionali.
Indennizzi dovuti
rettificati nell’assicurazione contro i danni 
16.34     Gli indennizzi possono essere
suddivisi in indennizzi pagati e indennizzi dovuti. Gli indennizzi dovuti si
riferiscono agli importi dovuti a seguito del verificarsi nel corso dell’anno dei
rischi assicurati, a prescindere dal fatto che il contraente abbia dichiarato o
no il relativo evento. Parte degli indennizzi saranno pagati nell’anno
successivo e anche più tardi. Gli indennizzi conseguenti a eventi verificatisi
nell’anno precedente vengono invece pagati nell’anno in corso. La quota non
pagata degli indennizzi dovuti va a incrementare la riserva per indennizzi da
pagare.
16.35     Gli indennizzi dell’assicurazione
contro i danni dovuti nell’anno civile assumono la seguente forma:
indennizzi pagati 
meno la riserva per
indennizzi da pagare all’inizio dell’esercizio contabile 
più la riserva per
indennizzi da pagare alla fine dell’esercizio contabile. 
O, con altra presentazione, assumono la seguente
forma: 
indennizzi pagati 
più la variazione (più
l’incremento o meno il decremento) delle riserve per indennizzi da pagare.
16.36     I costi esterni o interni legati
agli indennizzi e sostenuti dall’assicuratore non sono inclusi negli indennizzi
dovuti. Tali costi possono comprendere: i costi di acquisizione, di gestione
delle polizze, di gestione degli investimenti e di disbrigo degli indennizzi.
Alcuni costi potrebbero non essere individuabili separatamente nei dati
contabili di base. I costi esterni comprendono le spese per attività che l’assicuratore
ha commissionato a un’altra unità e che pertanto sono registrate nei conti come
consumi intermedi. I costi interni comprendono le spese per attività effettuate
dai dipendenti dell’assicuratore e che pertanto vengono registrate nei conti come
costo del lavoro.
16.37     In caso di eventi catastrofali,
le perdite sostenute non dovrebbero influire sul valore degli indennizzi. I
danni a seguito di eventi catastrofali sono registrati come trasferimento in
conto capitale dall’assicuratore al contraente. Il vantaggio di tale
registrazione è che il reddito disponibile del contraente non aumenta, in modo
contrario alle aspettative, come avverrebbe nel caso in cui gli indennizzi
fossero registrati in modo diverso (cfr. paragrafi 16.93–16.94).
16.38     La produzione di servizi
assicurativi è un processo continuo, che non avviene solo quando il rischio si
concretizza. Tuttavia il livello degli indennizzi dovuti ai contraenti di
polizze di assicurazione contro i danni varia di anno in anno e vi potrebbero essere
eventi che portano a un livello particolarmente elevato di indennizzi. La
volatilità degli indennizzi non influenza direttamente né il volume né il
prezzo dei servizi di assicurazione. Gli assicuratori fissano il livello dei
premi sulla base delle loro stime della probabilità di indennizzi dovuti. Per
tale ragione, la formula per il calcolo della produzione utilizza gli
indennizzi dovuti rettificati, ovvero una stima corretta per la volatilità
degli indennizzi. 
16.39     La stima degli indennizzi dovuti
rettificati può essere ottenuta statisticamente mediante l’approccio delle aspettative
basato sulle precedenti esperienze del livello degli indennizzi. Nell’analisi
della storia degli indennizzi da pagare, tuttavia, si deve tenere conto della
quota degli indennizzi che viene pagata usufruendo della polizza di
riassicurazione dell’assicuratore diretto. Ad esempio, se ha stipulato una
riassicurazione per eccesso di danno, denominata anche riassicurazione non
proporzionale, l’assicuratore diretto fissa come livello dei premi a copertura
delle perdite la somma della perdita massima coperta dalla polizza di
riassicurazione più il premio di riassicurazione che deve pagare. Se ha
sottoscritto una polizza di riassicurazione proporzionale, fissa i suoi premi
in modo da coprire la quota di indennizzi che deve pagare più il premio di
riassicurazione.
16.40     Un metodo alternativo di
rettifica degli indennizzi dovuti per tener conto della loro volatilità consiste
nell’uso di dati contabili sulle variazioni dei fondi propri e delle riserve di
perequazione. Le riserve di perequazione costituiscono accantonamenti
effettuati dagli assicuratori conformemente alle disposizioni legislative o
amministrative per coprire consistenti indennizzi irregolari o imprevedibili in
futuro. Tali importi sono inclusi nelle riserve tecniche di assicurazioni
diverse da quelle sulla vita (AF.61).
Prestazioni dovute nell’assicurazione
sulla vita
16.41     Le prestazioni dovute nell’assicurazione
sulla vita sono gli importi da pagare in base alla polizza nel periodo
contabile in questione. Nel caso dell’assicurazione sulla vita non sono
necessarie rettifiche per volatilità inattesa. 
16.42     Eventuali costi legati alle
prestazioni non sono inclusi nelle prestazioni dovute ma vengono registrati
come consumi intermedi o costo del lavoro.
4. Riserve tecniche di assicurazione
16.43     Definizione:
le riserve tecniche di assicurazione sono costituite dagli
accantonamenti operati dagli assicuratori. Le riserve costituiscono attività dei
contraenti e passività degli assicuratori. Le riserve tecniche possono essere distinte
in assicurazioni sulla vita, assicurazione contro i danni e rendite.
16.44     La direttiva europea sulla
contabilità distingue sette tipi di riserve tecniche. In ciascun caso nello
stato patrimoniale figurano l’importo al lordo della riassicurazione, l’importo
ceduto ai riassicuratori e l’importo netto. Le sette categorie sono le
seguenti:
a)      riserva premi: corrisponde alla
differenza tra i premi contabilizzati e i premi di competenza dell'esercizio.
Questa riserva può, a seconda della legislazione nazionale, includere un
elemento distinto legato ai rischi in corso; 
b)      riserva per l’assicurazione sulla vita:
rispecchia il valore attuale delle prestazioni future attese (incluse tra l’altro
le partecipazioni agli utili distribuiti) meno il valore attuale dei premi
futuri. Le autorità di vigilanza possono fissare un massimale per il tasso di
sconto utilizzato nel calcolo del valore attuale; 
c)      riserva per indennizzi da pagare: corrisponde
alla differenza tra gli indennizzi dovuti e gli indennizzi pagati, ossia il
costo totale stimato, per l’impresa di assicurazione, per la liquidazione di
tutti gli indennizzi derivanti da eventi verificatisi entro la fine dell’esercizio
finanziario, denunciati o no, al netto delle somme già pagate per tali
indennizzi;
d)      riserva per partecipazioni agli utili e
ristorni (se non già inclusa nella categoria di cui alla lettera b): comprende
gli importi da attribuire ai contraenti o ai beneficiari dei contratti, a
titolo di partecipazioni agli utili e di ristorni, purché tali importi non
siano già stati attribuiti ai contraenti o ai beneficiari dei contratti;
e)      riserva di perequazione: comprende tutte
le somme accantonate conformemente alle disposizioni legislative o amministrative
che permettono di perequare le fluttuazioni del tasso dei sinistri negli anni
futuri o di coprire rischi particolari. Le autorità nazionali potrebbero non
consentire questa riserva;
f)       altre riserve tecniche: comprendono, tra
l’altro, la riserva per i rischi in corso (se non inclusa nella categoria di
cui alla lettera a). Questa voce può altresì includere le riserve di
senescenza, che tengono conto degli effetti dell’aumento dell’età sull’importo
degli indennizzi, per esempio per l’assicurazione malattia;
g)      riserve tecniche per le polizze di
assicurazione sulla vita allorché il rischio dell’investimento è assunto dai contraenti.
Questa voce comprende le riserve tecniche costituite per coprire le passività
nei confronti dei contraenti nell’ambito delle polizze di assicurazione sulla
vita, il cui valore del rendimento è determinato in funzione di investimenti
per i quali il contraente sopporta il rischio, o in riferimento a un indice,
come le assicurazioni sulla vita indicizzate. La voce comprende inoltre le
riserve tecniche relative alle tontine.
16.45     Quando si calcolano le
variazioni delle riserve tecniche di assicurazione (F.61 e F.62) utilizzate nel
calcolo della produzione, non si includono i guadagni e le perdite in conto
capitale realizzati e non realizzati.
5. Definizione della produzione dell’assicurazione
16.46     Gli assicuratori forniscono ai
loro clienti un servizio di assicurazione, senza chiedere esplicitamente un
corrispettivo per il loro servizio. 
16.47     L’assicuratore raccoglie i premi
e paga gli indennizzi o le prestazioni al verificarsi dell’evento assicurato.
Gli indennizzi o le prestazioni risarciscono il beneficiario delle conseguenze
finanziare dell’evento assicurato.
16.48     Le riserve tecniche di
assicurazione sono fondi che gli assicuratori usano per investire e ricavare un
reddito. Tali fondi e i relativi redditi da investimenti (premi supplementari)
costituiscono passività nei confronti dei beneficiari. 
16.49     Nella presente sezione sono descritte
le informazioni necessarie per calcolare la produzione dell’assicurazione
diretta e della riassicurazione.
Assicurazione contro i danni
16.50     La produzione dell’assicuratore
è il servizio fornito ai beneficiari.
16.51     Se viene utilizzato un approccio
delle aspettative, la formula per calcolare la produzione è la seguente:
premi di competenza dell'esercizio
più i premi
supplementari
meno gli indennizzi
dovuti rettificati;
ove gli indennizzi dovuti sono rettificati per la
volatilità degli indennizzi utilizzando i dati storici o contabili sulle variazioni
delle riserve di perequazione e dei fondi propri. I premi
supplementari sono meno volatili degli indennizzi e non richiedono pertanto
alcuna rettifica. Ai fini della stima degli indennizzi rettificati le
informazioni sono disaggregate per prodotto, ad esempio l’assicurazione auto, l’assicurazione
fabbricati, ecc.
Se i dati contabili necessari non sono disponibili
e i dati statistici storici non sono sufficienti per consentire di formulare stime
medie ragionevoli della produzione, la produzione dell’assicurazione contro i
danni può essere stimata come la somma dei costi (compresi i costi intermedi,
il costo del lavoro e il costo del capitale) più un importo corrispondente agli
“utili normali”.
Assicurazione sulla vita
16.52     La produzione dell’assicurazione
sulla vita diretta è calcolata separatamente come segue:
premi di competenza dell'esercizio;
più i premi
supplementari;
meno le prestazioni
dovute;
meno gli incrementi (più i decrementi) delle
riserve tecniche e delle assicurazioni con partecipazione agli utili.
16.53     Se non sono disponibili dati
adeguati per il calcolo dell’assicurazione sulla vita secondo questa formula, è
necessario utilizzare un approccio basato sulla somma dei costi, come
specificato per l’assicurazione contro i danni. Come per l’assicurazione contro
i danni si tiene conto degli utili normali.
16.54     Nel calcolo della produzione non
devono essere inclusi i guadagni e le perdite in conto capitale.
Riassicurazione
16.55     La formula per calcolare la
produzione della riassicurazione è analoga a quella per l’assicurazione
diretta. Tuttavia, dato che lo scopo principale della riassicurazione è
limitare l’esposizione al rischio dell’assicuratore diretto, il riassicuratore deve
normalmente far fronte a indennizzi eccezionalmente elevati. Per tale ragione e
per il fatto che il mercato della riassicurazione è concentrato nelle mani di
un numero relativamente ristretto di grandi imprese a livello mondiale, è meno
probabile che il riassicuratore faccia fronte a una perdita inaspettatamente
elevata rispetto all’assicuratore diretto, in particolare nel caso della
riassicurazione per eccesso di danno.
16.56     La produzione della riassicurazione
viene calcolata come la produzione dell’assicurazione diretta contro i danni.
Tuttavia vi sono alcuni pagamenti che sono tipici della riassicurazione. Si
tratta delle commissioni da pagare all’assicuratore diretto nell’ambito della riassicurazione
proporzionale e della partecipazione agli utili nella riassicurazione per
eccesso di danno. Tenendo conto di tali commissioni, la produzione della
riassicurazione si calcola come segue: 
premi di competenza dell'esercizio meno le
commissioni da pagare;
più i premi
supplementari;
meno gli indennizzi
dovuti rettificati e la partecipazione agli utili.
C. Operazioni relative all’assicurazione
contro i danni
16.57     La presente sezione descrive l’insieme
delle registrazioni delle implicazione di una polizza di assicurazione contro i
danni. Le polizze possono essere sottoscritte dalle imprese, dalle famiglie a
titolo privato e da unità nel resto del mondo. Tuttavia, quando una polizza
sottoscritta da un membro di una famiglia si configura come assicurazione
sociale, le registrazioni necessarie sono quelle descritte nel capitolo 17.
1. Attribuzione della produzione dell’assicurazione
tra utilizzatori
16.58     La produzione degli assicuratori
contro i danni è descritta al paragrafo 16.51. Il valore della produzione degli
assicuratori è registrato negli impieghi come segue: 
a)      i consumi intermedi delle imprese,
compresi i seguenti settori: società non finanziarie (S.11), società
finanziarie (S.12), amministrazioni pubbliche (S.13), imprese non costituite in
società delle famiglie (S.141 e S.142) o istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle famiglie (S.15);
b)      spesa per consumi finali delle famiglie a
titolo privato (S.143 e S.144);
c)      esportazioni a favore di contraenti non
residenti (S.2).
16.59     Il valore della produzione è attribuito
agli utilizzatori in funzione del tipo di assicurazione. 
16.60     In alternativa, il valore della
produzione è attribuito ai contraenti come impieghi in proporzione ai premi effettivi
da essi pagati. 
16.61     L’attribuzione della produzione
ai consumi intermedi è ripartita per branca di attività economica.
2. Servizi assicurativi forniti al resto
del mondo e servizi assicurativi ricevuti dal resto del mondo
16.62     Gli assicuratori residenti
possono fornire una copertura assicurativa alle famiglie e alle imprese del
resto del mondo e le famiglie e le imprese residenti possono acquistare la
copertura da assicuratori del resto del mondo. I redditi da investimenti
attribuiti dagli assicuratori residenti ai contraenti comprendono una parte attribuita
ai contraenti nel resto del mondo. I contraenti non residenti versano anche i
premi supplementari all’assicuratore residente. 
16.63     Considerazioni simili si
applicano anche al trattamento delle imprese e delle famiglie residenti che
sottoscrivono polizze con assicuratori non residenti. I contraenti
residenti ricevono redditi da investimenti figurativi dall’estero e versano all’estero
i premi e i premi supplementari. È difficile stimare l’entità di tali flussi,
in particolare in mancanza di assicuratori residenti che consentano di operare
confronti. È possibile utilizzare i dati di contropartita per effettuare delle stime
per l’economia nazionale. È necessario conoscere il livello delle operazioni
dei residenti ed è possibile utilizzare il rapporto tra i premi supplementari e
i premi effettivi nell’economia che fornisce i servizi per stimare i redditi da
investimenti da percepire e i premi supplementari da pagare.
3. Registrazioni contabili
16.64     Per quanto riguarda l’assicurazione
contro i danni che non fa parte dell’assicurazione sociale, vengono registrate
in tutto sei coppie di operazioni; due coppie relative alla misurazione della
produzione e dei consumi del servizio assicurativo, tre coppie connesse alla
distribuzione e una nel conto finanziario. In circostanze eccezionali, nel
conto capitale può essere registrata una settima operazione relativa alla
distribuzione. Il valore della produzione dell’attività, i redditi da
investimenti da attribuire ai contraenti e il valore del compenso del servizio
vengono calcolati specificamente per l’assicurazione contro i danni come
descritto di seguito.
16.65     Le operazioni connesse alla
produzione e ai consumi sono le seguenti:
a)      dato che tutta l’attività da parte delle
unità istituzionali residenti è effettuata dagli assicuratori, la produzione
(P.1) viene registrata nel conto della produzione degli assicuratori;
b)      il servizio può essere consumato da
qualsiasi settore dell’economia o dal resto del mondo; il valore del servizio è
da pagare agli assicuratori. I pagamenti delle imprese costituiscono consumi
intermedi (P.2) e vengono registrati nel loro conto della produzione. I versamenti
dei premi assicurativi da parte delle famiglie a titolo privato costituiscono
spesa per consumi finali (P.3) e vengono registrati nel conto di utilizzazione
del reddito. I pagamenti effettuati dal resto del mondo sono registrati come
esportazioni di servizi (P.62) nel conto del resto del mondo dei beni e dei
servizi.
16.66     Le operazioni di distribuzione e
di redistribuzione sono redditi da investimenti attribuiti ai contraenti in
relazione all’assicurazione contro i danni, ai premi netti di assicurazione
contro i danni e agli indennizzi assicurativi:
a)      i redditi da investimenti derivanti dall’investimento
delle riserve tecniche dell’assicurazione contro i danni (D.441) sono
attribuiti ai contraenti. Sono pertanto registrati come corrisposti dagli assicuratori
e come percepiti da tutti i settori e dal resto del mondo. I redditi da
investimenti sono attribuiti ai contraenti in proporzione alle loro riserve
tecniche di assicurazione contro i danni o in alternativa in proporzione al
premio effettivo contabilizzato (da pagare). Sia i flussi da pagare che quelli
da percepire sono registrati nel conto dell’attribuzione dei redditi primari; 
b)      i premi netti dell’assicurazione diretta
contro i danni (D.711) sono gli importi dei premi e dei redditi da investimenti
usati per finanziare le spese degli assicuratori. Questi sono calcolati come
premi di competenza dell'esercizio più i premi supplementari meno il valore
della produzione degli assicuratori. Questi premi netti sono registrati come pagati
da tutti i settori dell’economia o dal resto del mondo e come percepiti dagli
assicuratori. L’attribuzione dei premi netti tra i settori viene effettuata
conformemente all’attribuzione della produzione;
c)      gli indennizzi di assicurazione diretta
contro i danni (D.721) sono importi che gli assicuratori sono obbligati a
pagare al contraente quando si verifica un evento e sono gli stessi importi
registrati nel calcolo della produzione. Gli indennizzi assicurativi sono
registrati come percepiti da tutti i settori dell’economia e dal resto del
mondo e come pagati dagli assicuratori. I premi netti e gli indennizzi sono
registrati nel conto della distribuzione secondaria del reddito. Alcuni
indennizzi sono dovuti a seguito di danni arrecati dal contraente a beni di
proprietà di terzi o di lesioni provocate a terzi. In tali casi gli indennizzi
sono registrati come pagati direttamente dall’assicuratore alle parti lese e
non indirettamente mediante i contraenti;
d)      gli indennizzi derivanti da danni a
seguito di eventi catastrofali costituiscono trasferimenti in conto capitale
(D.99) piuttosto che trasferimenti correnti e sono registrati nel conto del
capitale come pagati ai contraenti dagli assicuratori;
e)      le riserve tecniche di assicurazione diverse
da quelle sulla vita (AF.61) sono registrate nel conto patrimoniale finanziario.
Tali riserve sono registrate come passività degli assicuratori e come attività
di tutti i settori e del resto del mondo. Le riserve comprendono le riserve
premi e i pagamenti degli indennizzi. Non è richiesta una ripartizione di tale
categoria, anche se nel calcolo dei premi di competenza dell'esercizio e degli
indennizzi dovuti sono necessarie entrambe le componenti.
16.67     Nella tavola 16.1 viene
riportato un esempio di registrazione contabile di questi flussi.
D. Operazioni relative all’assicurazione sulla vita 
16.68     La presente sezione descrive le
differenze tra le registrazioni contabili dell’assicurazione sulla vita e
quelle dell’assicurazione contro i danni. Per una polizza di assicurazione
sulla vita, le prestazioni previste dalla polizza sono trattate come variazioni
patrimoniali e sono registrate nel conto finanziario. Per una polizza di
assicurazione sociale, le prestazioni in forma di pensioni sono registrate come
reddito nel conto della distribuzione secondaria del reddito. La ragione del
diverso trattamento è che una polizza che non sia di assicurazione sociale
viene sottoscritta interamente su iniziativa del contraente. Le polizze di
assicurazione sociale necessitano dell’intervento di un terzo, di norma le
amministrazioni pubbliche o il datore di lavoro, al fine di incoraggiare od
obbligare il contraente a costituire una riserva per disporre di un reddito alla
pensione. L’assicurazione sociale è descritta al capitolo 17.
16.69     Il contraente di una polizza di
assicurazione sulla vita è un individuo classificato nel settore della famiglia
(S.143 o S.144). Se un’impresa sottoscrive una polizza di
assicurazione sulla vita di un dipendente, questa si definisce assicurazione a
termine e non assicurazione sulla vita. Le operazioni relative all’assicurazione
sulla vita avvengono pertanto solo tra gli assicuratori (classificati nel
settore delle imprese di assicurazione S.128) e le famiglie residenti a titolo
privato (S.143 e S.144), a meno che tali operazioni non avvengano con famiglie
non residenti (classificate nel settore “resto del mondo” S.2). Il valore della
produzione dell’assicurazione sulla vita corrisponde al valore della spesa per
consumi finali delle famiglie e alle esportazioni di servizi, sulla base del
medesimo approccio adottato per l’assicurazione contro i danni. I redditi da
investimenti attribuiti ai contraenti vengono trattati come premi
supplementari. Tuttavia, nel caso dell’assicurazione sulla vita, i premi e gli
indennizzi non figurano separatamente e non sono trattati come trasferimenti
correnti. Costituiscono piuttosto componenti di un’operazione netta registrata
nel conto finanziario, dato che le attività finanziarie interessate rappresentano
diritti a rendite e assicurazioni sulla vita.
16.70     Nei conti vengono registrate
quattro coppie di operazioni; due coppie sono relative alla produzione e ai
consumi di servizi assicurativi, una coppia indica l’attribuzione dei redditi da
investimenti ai contraenti e una indica la variazione dei diritti a rendite e
assicurazioni sulla vita:
a)      la produzione dell’assicurazione sulla
vita (P.1) viene registrata nel conto della produzione degli assicuratori; 
b)      il valore dei servizi consumati è
registrato come spesa per consumi finali (P.3) da parte delle famiglie nel
conto di utilizzazione del reddito disponibile o come pagato dal resto del
mondo e viene trattato come esportazioni di servizi (P.62) alle famiglie non
residenti. I versamenti delle famiglie agli assicuratori non residenti
costituiscono importazioni di servizi (P.72);
c)      i redditi da investimenti derivanti dall’investimento
delle riserve tecniche dell’assicurazione sulla vita attribuite ai contraenti (D.441)
sono registrati nel conto dell’attribuzione dei redditi primari. Le partecipazioni
agli utili dichiarate in relazione alle polizze vita sono considerate come
distribuite ai contraenti anche se superano i redditi da investimenti percepiti
dall’istituzione che dichiara la partecipazione agli utili. I redditi da
investimenti sono registrati come pagati dagli assicuratori e come percepiti dalle
famiglie residenti o dalle famiglie non residenti del resto del mondo. I
redditi da investimenti sono distribuiti tra i contraenti in proporzione alle
loro riserve tecniche vita o, qualora tale dato non fosse disponibile, in
proporzione ai premi contabilizzati;
d)      le riserve tecniche di assicurazione
sulla vita e i diritti a rendite (AF.62) sono registrati nel conto patrimoniale
finanziario. Tali riserve sono contabilizzate come passività degli
assicuratori e come attività delle famiglie e del resto del mondo. Tali importi
rispecchiano il carattere di risparmio delle polizze di assicurazione sulla
vita e comprendono le riserve premi e i pagamenti delle prestazioni. Non è
richiesta una ripartizione di tale categoria, anche se nel calcolo dei premi di
competenza dell'esercizio e delle prestazioni dovute sono necessarie entrambe
le componenti.
16.71     Le riserve tecniche di
assicurazione sulla vita e i diritti a rendite rispecchiano le polizze che
rendono un determinato importo pagato in un’unica soluzione a una determinata
data. L’importo pagato in un’unica soluzione può essere utilizzato per
acquistare una rendita che a sua volta converte l’importo pagato in un’unica
soluzione in un flusso di pagamenti. I diritti condizionati dei singoli
contraenti, ovvero l’importo ricevuto alla scadenza o successivamente come
pagamento di un importo in un’unica soluzione o come rendita, non sono aggregati
con il valore delle obbligazioni dell’assicuratore. La differenza è dovuta alla
condizionalità e al calcolo del valore attuale. L’importo da registrare nella
rubrica diritti a rendite e assicurazioni sulla vita è definito conformemente ai
principi contabili degli assicuratori.
16.72     Nella tavola 16.2 viene
riportato un esempio di tali flussi.
E            Operazioni relative alla
riassicurazione
16.73     I conti dei riassicuratori sono
in larga misura identici ai conti degli assicuratori diretti. L’unica
differenza sta nel fatto che le operazioni di assicurazione diretta con contraenti
che a loro volta non forniscono assicurazioni sono sostituite da operazioni
assicurative tra i riassicuratori e gli assicuratori diretti.
16.74     Le operazioni assicurative sono
registrate al lordo della riassicurazione. I premi sono versati all’assicuratore
diretto che successivamente può versare una parte del premio al riassicuratore
(cessione), che può a sua volta versare una parte ancora più piccola a un altro
riassicuratore, e così via (retrocessione). La stessa cosa avviene con gli
indennizzi e con le prestazioni. Il trattamento lordo è in linea con il punto
di vista iniziale del contraente. Il contraente non è generalmente a conoscenza
degli importi ceduti dall’assicuratore diretto al riassicuratore. Qualora il
riassicuratore fallisca, l’assicuratore diretto rimane responsabile del
pagamento dell’intero importo degli indennizzi sui rischi ceduti. 
16.75     La produzione dell’assicurazione
diretta è calcolata al lordo della riassicurazione. Il calcolo alternativo al
netto della riassicurazione consisterebbe nel registrare i premi pagati dai
contraenti diretti come versati in parte all’assicuratore diretto e in parte al
riassicuratore. Tale metodo di registrazione, denominato “registrazione netta”,
non è consentito.
Il successivo diagramma 1 illustra tale processo.
Diagramma 1: flussi tra contraenti e assicuratori
diretti e indiretti
16.76     Il diagramma 1 riassume i seguenti
flussi:
1        il contraente effettua il pagamento del
premio al lordo della riassicurazione all’assicuratore diretto (1a) e la quota del
premio lordo relativa alla riassicurazione viene ceduta al riassicuratore (1b);
2        allo stesso modo viene registrato il
pagamento dell’indennizzo, ma in direzione opposta. L’indennizzo viene pagato
dal riassicuratore all’assicuratore diretto (2b). L’assicuratore diretto
aggiunge a tale importo il proprio indennizzo pagandolo al contraente (2a);
3        l’assicuratore diretto e il
riassicuratore hanno percepito un reddito da capitale grazie all’investimento
delle riserve tecniche. Gli importi dei redditi da capitale vengono trasferiti
dal riassicuratore all’assicuratore diretto (3b) che poi aggiunge a tale
importo i propri redditi da capitale percepiti e ridistribuisce il tutto al
contraente (3a). 
16.77     Tutti i flussi lordi tra il
contraente e l’assicuratore diretto comprendono i corrispondenti importi dei
flussi tra l’assicuratore diretto e il riassicuratore e per tale ragione nel diagramma
le relative frecce appaiono più spesse.
16.78     Come per
l’assicurazione diretta, ad esempio a seguito di eventi catastrofali, una parte
degli indennizzi di riassicurazione è registrata come trasferimenti in conto
capitale anziché come trasferimenti correnti. 
16.79     Tutta la produzione del
riassicuratore costituisce un consumo intermedio dell’assicuratore diretto che
ha sottoscritto la polizza di riassicurazione. Come detto in precedenza, molte
polizze di riassicurazione sono sottoscritte tra assicuratori residenti in
economie diverse. Pertanto, in questi casi il valore della produzione
rappresenta un’importazione per l’assicuratore che sottoscrive la polizza di
riassicurazione e un’esportazione per il riassicuratore. 
16.80     La registrazione dei flussi
legati alla riassicurazione è simile a quella dell’assicurazione contro i
danni, salvo per il fatto che il contraente di una polizza di riassicurazione è
sempre un altro assicuratore. 
16.81     Le operazioni inerenti alla
produzione e ai consumi sono le seguenti:
a)      la produzione (P.1) viene registrata nel
conto della produzione dei riassicuratori. I servizi di riassicurazione sono
spesso forniti da riassicuratori non residenti e in questi casi sono registrati
come importazioni di servizi (P.72);
b)      il servizio del riassicuratore può essere
consumato solo da un assicuratore diretto o da un altro riassicuratore. Se il
contraente è residente, l’uso del servizio di riassicurazione è registrato come
consumo intermedio (P.2) dell’unità contraente. Se il contraente non è
residente, tale uso è registrato come esportazione di servizi (P.62).
16.82     Le operazioni di distribuzione e
di ridistribuzione riguardano i redditi da investimenti attribuiti ai contraenti
in relazione alla riassicurazione, ai premi netti di riassicurazione e agli
indennizzi di riassicurazione:
a)      i redditi da investimenti (D.441)
percepiti dai riassicuratori grazie all’investimento delle riserve tecniche di
riassicurazione sono da pagare ai contraenti, che possono essere assicuratori
diretti o riassicuratori. I riassicuratori e gli assicuratori diretti possono
essere residenti o non residenti;
b)      i premi netti di riassicurazione contro i
danni (D.712) sono pagati dai contraenti e percepiti dai riassicuratori. Ciascuna
delle unità che effettuano o percepiscono il pagamento possono essere non
residenti;
c)      gli indennizzi di riassicurazione contro
i danni (D.722) sono pagati dai riassicuratori e percepiti dai contraenti,
residenti e non residenti. Tanto i premi netti che gli indennizzi sono
registrati nel conto della distribuzione secondaria del reddito;
d)      le registrazioni del conto patrimoniale
riflettono le riserve tecniche di riassicurazione (AF.61). Tali riserve sono
registrate come passività per i riassicuratori e attività per i contraenti, che
possono essere assicuratori diretti o riassicuratori.
16.83     Le commissioni pagabili dai
riassicuratori all’assicuratore in qualità di contraente della riassicurazione
sono portate a riduzione dei premi versati ai riassicuratori. Le partecipazioni
agli utili versate dal riassicuratore all’assicuratore diretto sono registrate
come trasferimenti correnti. Anche se vengono registrate in modo diverso, le
commissioni pagabili e le partecipazioni agli utili riducono entrambe la
produzione del riassicuratore.
16.84     Se gli indennizzi di
assicurazione diretta sono considerati trasferimenti in conto capitale e non
trasferimenti correnti, anche gli indennizzi di riassicurazione per il medesimo
evento sono considerati altri trasferimenti in conto capitale (D.99).
Operazioni legate agli ausiliari delle
assicurazioni
16.84     La produzione dei servizi di
assicurazione ausiliari viene valutata sulla base degli onorari o delle
commissioni addebitate. Nel caso delle istituzioni senza scopo di lucro che
operano come associazioni di imprese di assicurazione e di fondi pensione, la
produzione viene valutata sulla base dell’ammontare delle quote versate dai
membri delle associazioni. Tale produzione è utilizzata come consumo intermedio
dai membri delle associazioni.
G. Rendite
16.85     Il caso più semplice di polizza
di assicurazione sulla vita prevede un flusso di pagamenti nel tempo da parte
del contraente a favore dell’assicuratore in cambio di un pagamento in un’unica
soluzione ricevuto a titolo di indennizzo a una qualche data futura. Nel caso
più semplice della rendita, la figura equivalente al contraente, denominato vitaliziato,
versa in un’unica soluzione una somma all’assicuratore e in cambio riceve un
flusso di pagamenti per un determinato periodo, per il resto della vita del vitaliziato
o per il resto della vita del vitaliziato e di un’altra persona nominata.
16.86     Le rendite sono organizzate
dagli assicuratori e costituiscono uno strumento di gestione del rischio. Il vitaliziato
si tutela dai rischi accettando un determinato flusso di pagamenti, di importo
definito o in funzione di una formula (come nel caso di una rendita indicizzata)
in cambio del pagamento di una somma in un’unica soluzione. L’assicuratore si
assume il rischio di ottenere dall’investimento dell’importo pagato in un’unica
soluzione più di quanto verserà al vitaliziato come flusso di pagamenti. Nella
determinazione dei flussi di pagamenti si tiene altresì conto della speranza di
vita.
16.87     Con la sottoscrizione di una
rendita vi è un trasferimento di fondi dalle famiglie alle imprese di
assicurazione. In molti casi, tuttavia, può trattarsi di una trasformazione immediata
in una rendita di un importo pagato in un’unica soluzione dallo stesso assicuratore
o da un altro alla scadenza di una normale polizza di assicurazione sulla vita
(“rollover”). In tal caso non è necessario registrare il pagamento dell’importo
pagato in un’unica soluzione e l’acquisizione della rendita; è sufficiente una
conversione delle riserve di assicurazione sulla vita in riserve per rendite
nel sottosettore delle imprese di assicurazione e dei fondi pensioni. Se una
rendita è acquistata indipendentemente dalla scadenza di una polizza di assicurazione
sulla vita, questa è registrata come una coppia di operazioni finanziarie tra le
famiglie e le imprese di assicurazione. Le famiglie effettuano un pagamento a
favore delle imprese di assicurazione e ricevono in cambio un’attività in forza
delle condizioni della rendita. Le imprese di assicurazione ricevono dalle
famiglie un’attività finanziaria e assumono nei loro riguardi una passività..
16.88     Le rendite terminano con il
decesso del vitaliziato; a quel punto le riserve rimanenti relative al
vitaliziato sono trasferite all’assicuratore. Tuttavia, ipotizzando che l’assicuratore
abbia effettuato una previsione corretta della speranza di vita per il gruppo dei
vitaliziati nel suo complesso, i fondi medi rimanenti al momento del decesso saranno
pari a zero. Se si registra una variazione della speranza di vita, è necessario
effettuare la revisione delle riserve. Per le rendite in corso, l’allungamento
della speranza di vita riduce l’importo a disposizione dell’assicuratore quale compenso
del servizio, che può anche diventare negativo. In questo caso, l’assicuratore
dovrà attingere ai propri fondi e sperare di ricostituirli in futuro esigendo
per le nuove rendite compensi più elevati per il servizio.
H. Registrazione degli indennizzi di assicurazione
contro i danni 
1. Trattamento degli indennizzi
rettificati
16.89     La registrazione degli
indennizzi dovuti avviene generalmente quando si verifica il relativo evento.
Tale principio viene applicato anche nel caso di indennizzi oggetto di contestazione,
la cui liquidazione può avvenire anche a distanza di anni dal verificarsi dell’evento.
È prevista un’eccezione nei casi in cui la possibilità di chiedere l’indennizzo
viene riconosciuta solo molto tempo dopo il verificarsi dell’evento. Ad esempio,
un’importante serie di indennizzi sono stati riconosciuti solo dopo che è stato
accertato che l’esposizione all’amianto era la causa di gravi malattie e
pertanto dava diritto a un indennizzo nell’ambito di una polizza assicurativa
valida al momento dell’esposizione. In questi casi l’indennizzo viene
registrato quando l’impresa di assicurazione accetta la passività. Tale momento
non corrisponde necessariamente a quello in cui viene concordato l’ammontare
dell’indennizzo o in cui l’indennizzo viene versato.
16.90     Dato che la formula per il
calcolo della produzione utilizza gli indennizzi rettificati e non gli indennizzi
effettivi, i premi e gli indennizzi netti coincidono in un periodo determinato
solo quando gli indennizzi effettivi sono pari a quelli previsti. Tuttavia tali
valori dovrebbero sempre più o meno coincidere negli anni salvo nel’anno in cui
si registra l’evento catastrofale. 
2. Trattamento dei danni a seguito di
eventi catastrofali
16.91     Gli indennizzi sono registrati
come trasferimenti correnti versati dall’assicuratore al contraente. In un
unico caso gli indennizzi sono registrati come altri trasferimenti in conto
capitale (D.99) anziché come trasferimenti correnti: nel caso di un evento
catastrofale. I criteri per stabilire quando le conseguenze di un evento
catastrofale vadano trattate in tal modo vanno determinati in funzione delle circostanze
nazionali, ma possono tuttavia tener conto dei contraenti interessati e dell’entità
dei danni subiti. Il motivo per cui in questo caso gli indennizzi vengono
registrati come trasferimenti in conto capitale si basa sul fatto che molti
indennizzi sono riferiti alla distruzione o a danni gravi a beni quali
abitazioni, edifici e strutture. 
16.92     A seguito di un evento catastrofale,
il valore complessivo degli indennizzi superiore ai premi viene registrato come
trasferimento in conto capitale dall’assicuratore al contraente. I dati sul
livello degli indennizzi da pagare nel quadro delle polizze di assicurazione
sono forniti dalle imprese di assicurazione. Se le imprese di assicurazione non
sono in grado di fornire tali dati, un metodo per stimare il livello degli
indennizzi legati agli eventi catastrofali è quello di considerare la
differenza tra gli indennizzi rettificati e gli indennizzi effettivi nel
periodo dell’evento in questione. 
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 17
 
ALLEGATO A 
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell’Unione europea 
ALLEGATO A
CAPITOLO 17 –
Assicurazioni sociali incluse le pensioni
1. INTRODUZIONE 
 17.01 Definizione: || I sistemi di assicurazione sociale sono quei sistemi nei quali i partecipanti sono obbligati o incoraggiati da terzi ad assicurarsi contro taluni rischi sociali o circostanze che potrebbero influenzare negativamente il loro benessere o quello delle persone a loro carico. In questi sistemi, i contributi sociali sono versati dai lavoratori dipendenti, da terzi o dai datori di lavoro per conto dei loro dipendenti, al fine di garantire ai dipendenti o ad altri contribuenti, alle persone a loro carico o ai superstiti il diritto alle prestazioni di assicurazione sociale, nel periodo in corso o in periodi successivi. I contributi ai sistemi di assicurazione sociale possono essere versati anche per conto di persone non occupate o di lavoratori indipendenti o direttamente da essi. 
17.02     Vi sono due tipi di sistemi di
assicurazione sociale:
a)      i sistemi di sicurezza sociale che
coprono l’intera collettività o ampie fasce della collettività, imposti,
controllati e finanziati dalle amministrazioni pubbliche. Le pensioni versate
nell’ambito di tali sistemi possono o no essere legate ai livelli retributivi
del beneficiario o alle sue esperienze lavorative. Le prestazioni non
pensionistiche sono meno frequentemente legate ai livelli retributivi;
b)      gli altri sistemi connessi con
l'occupazione. Tali sistemi derivano dal rapporto tra il datore di lavoro e il lavoratore
dipendente per la fornitura della pensione ed eventualmente di altri diritti
previsti dalle condizioni di impiego, quando la responsabilità per la fornitura
delle prestazioni non viene attribuita alle amministrazioni pubbliche ai sensi delle
disposizioni in materia di sicurezza sociale.
17.03     Il campo di applicazione dei
sistemi di assicurazione sociale varia da paese a paese e da sistema a sistema
all’interno dello stesso paese. Di seguito si riportano alcuni esempi di questi
sistemi:
a)      le amministrazioni pubbliche obbligano
tutti i lavoratori dipendenti a partecipare a un sistema di sicurezza sociale;
b)      i datori di lavoro fissano come
condizione d’impiego la partecipazione dei dipendenti a un sistema di
assicurazione specificato dal datore di lavoro;
c)      il datore di lavoro incoraggia i
dipendenti a partecipare a un sistema versando i contributi per conto del
dipendente, o
d)      il sindacato offre una copertura
assicurativa vantaggiosa riservata solo agli iscritti al sindacato;
e)      i sistemi diversi dalla sicurezza sociale
possono essere realizzati con un’impresa di assicurazione mediante la
sottoscrizione di una polizza collettiva o di una serie di polizze o possono
essere gestiti da un’impresa di assicurazione dietro corresponsione di un
compenso. In alternativa, i sistemi possono essere gestiti direttamente dal
datore di lavoro per conto proprio o per conto dei dipendenti e delle persone a
loro carico o da altri per conto di un gruppo specifico.
Tavola 17.1: sistemi di assicurazione sociale
 Caratteristiche || Sistema di assicurazione sociale 
 Il beneficiario è obbligato o incoraggiato ad assicurarsi contro eventi (vecchiaia, disoccupazione, malattia, assistenza di lunga durata) tramite l’intervento di terzi. 
 Sicurezza sociale || Sistemi di assicurazione sociale connessi con l'occupazione diversi dalla sicurezza sociale 
 Forma di organizzazione || Organizzato dalle amministrazioni pubbliche tramite enti di previdenza e assistenza sociale || Organizzato dai datori di lavoro per conto dei loro dipendenti e delle persone a loro carico o da altri per conto di un gruppo specifico 
 Classificazione per settore o sottosettore || Enti di previdenza e assistenza sociale (S.1314) || Settore o sottosettore dei datori di lavoro, delle imprese di assicurazione, dei fondi pensione o delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie 
1.1 Sistemi di assicurazione sociale,
assistenza sociale e polizze di assicurazione individuali
17.04     L’assistenza sociale non fa
parte dell’assicurazione sociale. Le prestazioni di assistenza sociale sono erogate
indipendentemente dalla partecipazione a un sistema di assicurazione sociale,
ovvero senza che siano versati contributi specifici a un sistema di
assicurazione sociale. 
17.05     L’assistenza sociale è diversa
dalla sicurezza sociale, poiché si possono ricevere prestazioni di assistenza
sociale dalle amministrazioni pubbliche solo se idonei, e non dipende dalla
scelta di partecipare dimostrata dal versamento di contributi. Generalmente
tutti i membri di famiglie residenti hanno il diritto di presentare domanda di
assistenza sociale ma le condizioni a cui viene concessa sono spesso
restrittive. Viene spesso effettuata una valutazione del reddito disponibile
comprese le prestazioni di assicurazione sociale, in relazione ai bisogni
percepiti di una famiglia. Solo le famiglie al di sotto di una determinata
soglia hanno diritto a questo tipo di assistenza sociale. 
17.06     Le polizze di assicurazione
individuali vengono assimilate ai sistemi di assicurazione sociale se coprono i
rischi e i bisogni sociali quali la malattia e la vecchiaia. Affinché una
polizza individuale sia considerata come parte di un sistema di assicurazione
sociale, le eventualità o le circostanze contro cui i partecipanti sono
assicurati devono corrispondere ai rischi o ai bisogni elencati al paragrafo 4.84
e,inoltre, devono essere soddisfatte una o più delle seguenti condizioni:
a)      la partecipazione al sistema è
obbligatoria in virtù della legge o in virtù delle condizioni previste dal
contratto di lavoro di un lavoratore dipendente o di un gruppo di lavoratori
dipendenti;
b)      il sistema è un sistema collettivo,
gestito a beneficio di un gruppo determinato di lavoratori - lavoratori
dipendenti, lavoratori indipendenti o persone non occupate - cui possono
partecipare esclusivamente i membri di quel gruppo;
c)      un datore di lavoro versa un contributo
(effettivo o figurativo) al sistema per conto del lavoratore dipendente, a
prescindere dal fatto che anche il lavoratore dipendente versi o no un
contributo.
17.07     Gli indennizzi assicurativi su
polizze stipulate al solo scopo di ottenere uno sconto, anche qualora tali
polizze discendano da un contratto collettivo, non sono compresi
nell’assicurazione sociale. Queste polizze di assicurazione individuali sono
registrate come assicurazioni sulla vita e assicurazioni contro i danni. Sono
altresì esclusi dall’assicurazione sociale gli indennizzi basati su polizze
stipulate unicamente su iniziativa propria dell’assicurato, indipendentemente
dal suo datore di lavoro o dalle amministrazioni pubbliche.
1.2 Prestazioni sociali
17.08     Le prestazioni sociali vengono
versate quando si verifica un determinato evento o quando vi sono determinate
condizioni che possono influire negativamente sul benessere delle famiglie
interessate imponendo risorse aggiuntive o riducendo i loro redditi. Le
prestazioni sociali sono fornite in denaro o in natura. Vi sono diverse
circostanze in cui si possono versare le prestazioni sociali:
a)      i beneficiari o le persone a loro carico
necessitano di cure mediche, dentistiche o di altro tipo o di ricoveri
ospedalieri, di cure di convalescenza o di assistenza di lunga durata a seguito
di malattia, infortunio, maternità, invalidità permanente, vecchiaia, ecc. Le
prestazioni sociali possono essere fornite in natura sotto forma di assistenza
o di cure fornite gratuitamente o a prezzi economicamente non significativi, o
tramite il rimborso delle spese sostenute dalle famiglie. Ai beneficiari che
necessitano di assistenza sociale possono anche essere erogate prestazioni
sociali in denaro;
b)      i beneficiari hanno varie persone a
carico: coniuge, figli, familiari anziani, persone invalide, ecc. Le
prestazioni sociali sono solitamente versate in denaro sotto forma di normali assegni
familiari o per persone a carico;
c)      i beneficiari subiscono una riduzione del
reddito perché non sono in grado di lavorare o di lavorare a tempo pieno. Di
norma le prestazioni sociale sono versate in denaro in modo regolare per tutta la
durata di tale condizione. In alcuni casi, in aggiunta al pagamento regolare o
in sostituzione di esso, può essere versata una somma forfettaria. Di seguito
vengono elencate alcune ragioni per cui una persona potrebbe non lavorare:
(1)     pensionamento volontario o obbligatorio;
(2)     disoccupazione involontaria, compresa la
disoccupazione temporanea o parziale;
(3)     malattia, infortunio, nascita di un
figlio, ecc. che impedisce a una persona di lavorare o di lavorare a tempo
pieno;
d)      i beneficiari percepiscono pagamenti per
compensare la riduzione del reddito a seguito del decesso del principale
percettore di reddito;
e)      ai beneficiari viene fornito un alloggio
a titolo gratuito o a prezzi economicamente non significativi o vengono loro
rimborsate le relative spese sostenute. Si tratta di prestazioni sociali in
natura;
f)       i beneficiari percepiscono assegni per
coprire le spese di istruzione sostenute per conto proprio e delle persone a
loro carico. I servizi di istruzione possono essere forniti anche come
prestazioni sociali in natura.
1.2.1 Prestazioni sociali fornite dalle
amministrazioni pubbliche
17.09     Le amministrazioni pubbliche
forniscono le prestazioni sociali tramite pagamenti nel quadro della sicurezza
sociale o dell’assistenza sociale o mediante trasferimenti sociali in natura.
17.10     La sicurezza sociale si
riferisce ai sistemi di assicurazione sociale gestiti dalle amministrazioni
pubbliche.
17.11     La definizione di prestazioni
sociali comprende la fornitura di servizi sanitari e di istruzione. Di norma le
amministrazioni pubbliche rendono disponibili tali servizi a tutti i membri
della collettività senza richiedere la partecipazione a un sistema o il
possesso di determinati requisiti. Tali servizi sono trattati come
trasferimenti sociali in natura e non fanno parte né della sicurezza sociale né
dell'assistenza sociale. Oltre ai servizi sanitari e di istruzione forniti
dalle amministrazioni pubbliche, tali servizi possono essere forniti anche da
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. Anche questi
servizi sono trattati come trasferimenti sociali in natura e non come parte dei
sistemi di assicurazione sociale.
1.2.2 Prestazioni sociali fornite da
altre unità istituzionali 
17.12     Le prestazioni sociali possono
essere fornite dai datori di lavoro ai dipendenti e alle persone a loro carico
o possono essere fornite da altre unità quali i sindacati. Tutte le prestazioni
sociali fornite da unità diverse dalle amministrazioni pubbliche rientrano in
un sistema di assicurazione sociale.
1.2.3 Pensioni e altre forme di
prestazioni 
17.13     Le prestazioni di assicurazione
sociale e i relativi contributi sono suddivisi tra quelli legati alle pensioni
e quelli riguardanti tutti gli altri tipi di prestazioni. La prestazione
pensionistica più importante coperta dai sistemi di assicurazione sociale è il
reddito durante la pensione, ma vi sono altri esempi. Ad esempio, le pensioni
possono essere versate al coniuge superstite o ai lavoratori che hanno subito
un infortunio sul lavoro e non sono più abili al lavoro. In questi casi il
principale percettore di reddito non è più in grado, perché deceduto o invalido,
di fornire un reddito e pertanto i pagamenti sono versati e registrati come
pensioni. 
17.14     Tutte le altre prestazioni sono
classificate come prestazioni non pensionistiche. La distinzione tra
prestazioni pensionistiche e prestazioni non pensionistiche è importante perché
per le pensioni vengono registrate passività a prescindere dal fatto che vi
siano effettivamente attività accantonate per la corresponsione dei diritti,
invece per le prestazioni non pensionistiche vengono registrate riserve solo quando
le riserve esistono realmente.
2. PRESTAZIONI DI ASSICURAZIONE SOCIALE DIVERSE DALLE
PENSIONI
 17.15 Definizione: || Le altre prestazioni di assicurazione sociale, o prestazioni non pensionistiche, sono prestazioni che i beneficiari ricevono, direttamente o indirettamente, in funzione di eventi specifici e di norma conformemente a condizioni giuridiche e contrattuali prestabilite. 
Ad esclusione del reddito durante la pensione,
possono essere coperti diversi eventi quali l’assicurazione sanitaria, l’assicurazione
di disoccupazione e le prestazioni di assicurazione per assistenza di lunga
durata.
17.16     Le altre prestazioni di
assicurazione sociale sono fornite ai beneficiari nel quadro della sicurezza
sociale e dei sistemi connessi con l'occupazione diversi dalla sicurezza
sociale.
2.1 Sistemi di sicurezza sociale diversi
dai sistemi pensionistici
 17.17 Definizione || I sistemi di sicurezza sociale diversi dai sistemi pensionistici sono sistemi assicurativi contrattuali in cui i beneficiari, in quanto partecipanti a un sistema di assicurazione sociale, sono obbligati dalle amministrazioni pubbliche ad assicurarsi contro rischi diversi da quelli legati alla vecchiaia e all’età. Le prestazioni di sicurezza sociale diverse dalle prestazioni pensionistiche, denominate prestazioni non pensionistiche, sono fornite ai beneficiari dalle amministrazioni pubbliche. 
17.18     Di norma i beneficiari versano
contributi obbligatori a un sistema di sicurezza sociale, diverso dal sistema
pensionistico di sicurezza sociale, spesso finanziato col sistema a
ripartizione. I contributi di un tale sistema versati in un periodo sono
utilizzati per finanziare le prestazioni erogate nel medesimo periodo. Manca
qualsiasi elemento di risparmio per le amministrazioni pubbliche o per il
datore di lavoro che gestisce il sistema o per i beneficiari che vi
partecipano. Pertanto non vi è di norma alcuna eccedenza e, in caso di insufficienza
di risorse, le amministrazioni pubbliche possono decidere di modificare gli
impegni legati non solo al rapporto di lavoro futuro ma anche a quello passato.
Tuttavia, in alcuni paesi, i sistemi di sicurezza sociale diversi dai sistemi
pensionistici possono accumulare riserve, denominate fondi di riserva.
17.19     I diritti di sicurezza sociale
diversi dai diritti pensionistici, in quanto importi da pagare in un sistema di
sicurezza sociale, non sono riconosciuti nei conti nazionali standard del SEC.
Le stime degli importi dei diritti da pagare nel quadro dei sistemi di
sicurezza sociale diversi dai sistemi pensionistici, nonché di qualsiasi altro
sistema pensionistico connesso con l'occupazione fornito dalle amministrazioni
pubbliche, non sono incluse nei conti standard e non sono registrate nella tavola
aggiuntiva 17.5.
2.2 Altri sistemi di assicurazione
sociale connessi con l'occupazione
 17.20 Definizione:   || Gli altri sistemi di assicurazione sociale connessi con l'occupazione sono sistemi assicurativi contrattuali, obbligatori per legge o incoraggiati da terzi. Negli altri sistemi di assicurazione sociale connessi con l'occupazione i datori di lavoro possono fissare come condizione d’impiego la partecipazione dei dipendenti, ovvero i beneficiari, a un sistema di assicurazione sociale specificato dal datore di lavoro al fine di assicurarsi contro rischi diversi da quelli legati alla vecchiaia e all’età. Questi sistemi connessi con l'occupazione sono forniti ai beneficiari dal datore di lavoro o da altre unità per conto del datore di lavoro. 
17.21     Gli altri sistemi di
assicurazione sociale connessi con l'occupazione sono considerati, come i correlati
sistemi pensionistici, parte del trattamento retributivo e le contrattazioni tra
i dipendenti e i datori di lavoro possono concentrarsi sulle condizioni di
servizio attuali e sugli scaglioni retributivi. Le prestazioni di assicurazione
sociale diverse dalle pensioni sono spesso fornite dai datori di lavoro privati
tramite sistemi che i datori di lavoro controllano o affidano a terzi, ad esempio
un’impresa di assicurazione che fornisce prestazioni sociali quali la copertura
medica privata. 
2.3 Registrazione degli stock e dei
flussi per tipo di sistema di assicurazione sociale non pensionistico
2.3.1 Sistema di sicurezza sociale
17.22     Dato che la sicurezza sociale
viene normalmente finanziata con il sistema a ripartizione, i diritti maturati nel
quadro della sicurezza sociale, come le prestazioni sociali comprese le
pensioni, non figurano nei conti nazionali standard.
17.23     I diritti pensionistici
derivanti dai sistemi di sicurezza sociale sono inclusi nella tavola aggiuntiva
per le pensioni, il che non avviene per i diritti derivanti dai sistemi di
sicurezza sociale diversi dai sistemi pensionistici. 
17.24     La registrazione dei flussi per
i sistemi di sicurezza sociale diversi dai sistemi pensionistici è relativa ai
contributi versati dal datore di lavoro e dai lavoratori dipendenti e alle
prestazioni di sicurezza sociale.
17.25     Tutti i contributi versati dal
datore di lavoro sono considerati parte dei redditi da lavoro dei dipendenti.
Vengono registrati come operazioni di distribuzione e di redistribuzione, con
un importo versato dal datore di lavoro e percepito dal lavoratore dipendente.
Il lavoratore dipendente versa successivamente un importo pari a quanto riceve
dal datore di lavoro, insieme agli eventuali contributi propri, all’ente di
previdenza e di assistenza sociale. Tale importo viene registrato come impiego
per le famiglie e come risorsa per le amministrazioni pubbliche.
17.26     Anche tutti i contributi versati
dai lavoratori indipendenti e dalle persone non occupate sono inclusi nei
contributi delle famiglie alle amministrazioni pubbliche.
17.27     Le prestazioni di sicurezza
sociale sono registrate come operazioni di distribuzione e di redistribuzione dalle
amministrazioni pubbliche alle famiglie.
17.28     La tavola 17.2 illustra le
operazioni legate al sistema pensionistico di sicurezza sociale. Queste sono
identiche alle operazioni legate ai sistemi di sicurezza sociale diversi dai
sistemi pensionistici.
2.3.2 Altri sistemi di assicurazione
sociale non pensionistici connessi con l'occupazione 
17.29     Per gli altri sistemi di
assicurazione sociale non pensionistici connessi con l'occupazione, i diritti
dei partecipanti sono generalmente registrati man mano che vengono accumulati.
I redditi da investimenti sui diritti esistenti sono registrati come
distribuiti ai beneficiari e da questi reinvestiti nel sistema.
17.30     I contributi sociali versati da
un datore di lavoro a un sistema di assicurazione per conto dei dipendenti sono
considerati come parte dei redditi da lavoro dipendente.
17.31     I redditi da investimenti sui
diritti accumulati sono registrati come distribuiti alle famiglie dal sistema.
I redditi da investimenti comprendono gli interessi e i dividendi più i redditi
distribuiti degli organismi d’investimento collettivo se l’unità istituzionale
detiene partecipazioni in tali organismi. È possibile che il sistema detenga proprietà
e pertanto generi un risultato netto di gestione che viene incluso nei redditi
da investimenti distribuiti ai beneficiari. In tal caso, l'espressione "redditi
da investimenti" è da intendersi come comprendente tale fonte di reddito. I
guadagni e le perdite in conto capitale generate dall’investimento dei diritti
accumulati non sono inclusi nei redditi da investimenti ma vengono registrati
come altre variazioni dovute alle rivalutazioni.
17.32     Una parte dei redditi
distribuiti alle famiglie è utilizzata per coprire i costi di gestione del
sistema. Tale costo figura come produzione del sistema e come spesa per consumi
finali delle famiglie. La parte restante dei redditi distribuiti è trattata
come contributi supplementari rimborsati dalle famiglie al sistema.
17.33     I contributi sociali figurano
come versati dalle famiglie al sistema. L’importo totale dei contributi sociali
è composto dai contributi effettivi dei datori di lavoro come parte dei redditi
da lavoro dipendente, dai contributi effettivi dei lavoratori dipendenti e dei
soggetti che partecipavano in precedenza al sistema, dei lavoratori indipendenti
e delle persone non occupate nonché dei pensionati, e dai contributi
supplementari di cui al paragrafo 17.32. 
17.34     Coloro che contribuiscono al
sistema di assicurazione sociale e che non sono dipendenti possono essere
lavoratori indipendenti o persone non occupate che partecipano per effetto
della loro professione o del loro stato occupazionale precedente. 
17.35     Le prestazioni sociali versate
alle famiglie dall'amministratore del sistema sono registrate come operazioni
di distribuzione e di redistribuzione nella rubrica altre prestazioni di
assicurazione sociale.
17.36     Il pagamento del servizio
fornito dall'amministratore del sistema, pari al valore della produzione del
sistema, viene registrato come spesa per consumi finali delle famiglie.
17.37     L’aumento dei diritti causato da
un eccesso di contributi rispetto alle prestazioni è considerato come versato
dal sistema di assicurazione sociale alle famiglie. Questo perché, dato che
tale aumento di diritti influisce direttamente sul patrimonio netto delle
famiglie, esso dovrebbe essere incluso nei risparmi del settore delle famiglie.

17.38     La rettifica per variazione dei
diritti versati dal sistema alle famiglie viene registrata come un diritto delle
famiglie sul sistema.
17.39     La tavola 17.3 illustra le
operazioni relative ai sistemi pensionistici connessi con l'occupazione. Queste
sono identiche alle operazioni relative ai sistemi di assicurazione sociale
diversi dai sistemi pensionistici.
3. PENSIONI
 17.40 Definizione: || Le pensioni di assicurazione sociale sono prestazioni che i beneficiari ricevono al pensionamento, normalmente a condizioni contrattuali e giuridiche prestabilite, solitamente sotto forma di rendita garantita. 
La principale
prestazione pensionistica dei sistemi di assicurazione sociale è il reddito
durante la pensione, ma vi sono diversi altri casi. Per esempio, le pensioni
possono essere versate al coniuge superstite o ai lavoratori che hanno subito
un infortunio sul lavoro e non sono più abili al lavoro. Tutti i pagamenti
dovuti a eventi, quali il decesso o l'invalidità, a seguito dei quali il
percettore del reddito non è più in grado di procurare reddito a se stesso e
alle persone a suo carico sono considerati pensioni. 
3.1 Tipi di sistemi pensionistici
17.41     Le pensioni fornite ai
beneficiari possono assumere le seguenti forme: 
a)      sistemi pensionistici di assicurazione
sociale;
b)      assistenza sociale, e
c)      polizze assicurative individuali connesse
alle pensioni.
Sono di norma fornite da enti di previdenza e di assistenza
sociale, da altre unità delle amministrazioni pubbliche, da imprese di
assicurazione e da fondi pensione o da unità istituzionali come i datori di
lavoro. In funzioni delle situazioni nazionali possono tuttavia intervenire
altre istituzioni. L’utilizzazione dell'espressione "enti di previdenza e
di assistenza sociale" non significa obbligatoriamente che sia stato
realmente creato un fondo di attività nel quadro del sistema. Le espressioni "enti
di previdenza e di assistenza sociale" e "sistemi di sicurezza
sociale" sono sinonimi.
17.42     Le pensioni di assicurazione
sociale sono fornite ai beneficiari che partecipano ai sistemi di assicurazione
sociale. Le pensioni fornite dalle amministrazioni pubbliche, compresi gli enti
di previdenza e di assistenza sociale, sono denominate pensioni di sicurezza
sociale, mentre le pensioni fornite da altre unità sono designate come altre
pensioni connesse con l'occupazione. La distinzione tra pensioni fornite dalla
sicurezza sociale e pensioni fornite da altri sistemi connessi con
l'occupazione varia considerevolmente da paese a paese con la conseguenza che
la copertura e pertanto la percezione nazionale del termine “sicurezza sociale”
varia in modo considerevole.
3.1.1 Sistemi pensionistici di sicurezza
sociale
 17.43 Definizione: || I sistemi pensionistici di sicurezza sociale sono sistemi assicurativi contrattuali in cui i beneficiari, in quanto partecipanti a un sistema di assicurazione sociale, sono obbligati dalle amministrazioni pubbliche ad assicurarsi contro i rischi legati alla vecchiaia e all’età, quali invalidità, malattia, ecc. Le pensioni di sicurezza sociale sono fornite ai beneficiari dalle amministrazioni pubbliche. 
17.44     Quando le amministrazioni
pubbliche si assumono la responsabilità di fornire le pensioni ad ampi settori
della collettività, la sicurezza sociale ha in realtà la funzione di un sistema
pluriaziendale. 
17.45     Di norma i beneficiari versano
contributi obbligatori a un sistema pensionistico di sicurezza sociale, spesso
finanziato col sistema a ripartizione. I contributi versati in un periodo sono
utilizzati per finanziare le prestazioni erogate nel medesimo periodo. Non vi è
alcuna componente di risparmio né per le amministrazioni pubbliche né per il
datore di lavoro che gestisce il sistema né per i beneficiari che vi
partecipano. Pertanto il sistema non presenta alcuna eccedenza e, in caso di insufficienza
di risorse, le amministrazioni pubbliche possono decidere di modificare gli
impegni legati non solo al rapporto di lavoro futuro ma anche a quello passato.
Tuttavia, in alcuni paesi, i sistemi pensionistici di sicurezza sociale possono
accumulare riserve, denominate fondi di riserva.
17.46     La forma più semplice di
pensione di sicurezza sociale è molto elementare. Il livello può essere fissato
indipendentemente dall’importo dei contributi ma i contributi devono essere
versati per un determinato periodo di tempo o sulla base di altri condizioni
specifiche. Il diritto di un lavoratore dipendente alla pensione nel quadro del
sistema di sicurezza sociale è spesso trasferibile da un datore di lavoro a un
altro.
17.47     Per contro, in alcuni paesi,
gran parte o tutte le prestazioni pensionistiche possono essere fornite tramite
il sistema di sicurezza sociale. In tal caso, le amministrazioni pubbliche
fungono da intermediario per i datori di lavoro di modo che una volta percepiti
i contributi versati dai datori di lavoro e dalle famiglie le amministrazioni
pubbliche si assumono il rischio di effettuare il pagamento finale. Le
amministrazioni pubbliche si assumono il rischio incorso dai datori di lavoro
che il costo delle pensioni possa essere eccessivo per la singola impresa e
garantiscono alla popolazione il pagamento delle pensioni, pur riservandosi la
facoltà di modificarne l’importo anche con effetto retroattivo.
17.48     I diritti pensionistici, in
quanto importi da pagare in un sistema pensionistico di sicurezza sociale, non
sono riconosciuti nei conti nazionali standard del SEC. Le stime degli importi
dei diritti da pagare nel quadro dei sistemi pensionistici di sicurezza
sociale, nonché di qualsiasi altro sistema pensionistico connesso con
l'occupazione a prestazione definita fornito dalle amministrazioni pubbliche,
non sono incluse nei conti nazionali standard ma sono registrate nella tavola
aggiuntiva di cui alla tavola 17.5.
3.1.2 Altri sistemi pensionistici connessi
con l'occupazione
 17.49 Definizione: || Gli altri sistemi pensionistici connessi con l'occupazione sono sistemi assicurativi contrattuali, obbligatori per legge o incoraggiati dalle amministrazioni pubbliche, o in cui i datori di lavoro fissano come condizione d’impiego la partecipazione dei dipendenti, ovvero i beneficiari, a un sistema di assicurazione sociale specificato dal datore di lavoro al fine di assicurarsi contro i rischi legati alla vecchiaia e all’età. Queste pensioni connesse con l'occupazione sono fornite ai beneficiari dal datore di lavoro o da altre unità per conto del datore di lavoro. 
17.50     Salvo nel caso in cui i datori di
lavoro e i beneficiari convengano di modificare gli importi da versare, i
sistemi pensionistici gestiti dai datori di lavoro privati non sono
generalmente soggetti a rettifiche con effetto retroattivo. Vi è tuttavia il
rischio che il datore di lavoro non sia in grado di pagare a seguito del suo
fallimento. La tutela dei diritti pensionistici dei singoli individui sta
diventando sempre più comune. La pensione maturata presso un datore di lavoro può
non essere trasferibile a un nuovo datore di lavoro. Sempre più spesso i
sistemi a carico dei datori di lavoro prevedono l'accantonamento di riserve.
Anche in mancanza di riserve, le convenzioni contabili possono imporre di
riconoscere nei conti i diritti pensionistici degli ex dipendenti e dei
dipendenti attuali.
17.51     Le altre pensioni connesse con
l'occupazione sono considerate parte del trattamento retributivo e la contrattazione
tra i dipendenti e i datori di lavoro può concentrarsi sulle condizioni di
servizio attuali, sugli scaglioni retributivi e sui diritti pensionistici. Spesso
i datori di lavoro privati forniscono le pensioni tramite sistemi che essi
controllano o affidano a terzi, ad esempio un’impresa di assicurazione. È anche
possibile a volte che un’unità specializzata si assuma la responsabilità di
fornire le pensioni per conto di diversi datori di lavoro in cambio dell’assunzione
del rischio di garantire la disponibilità di finanziamenti adeguati per versare
le pensioni promesse. Si tratta di sistemi pensionistici pluriaziendali.
17.52     Sia i dipendenti attuali che gli
ex dipendenti, che sono i beneficiari, possono versare contributi al sistema, e
si considera che percepiscano da esso redditi da capitale. Tali redditi da
capitale sono a loro volta considerati come contributi supplementari da essi versati.
17.53     I sistemi pensionistici sono
suddivisi secondo la loro natura in sistemi a contribuzione definita e sistemi
a prestazione definita.
3.1.3 Sistemi a contribuzione definita
 17.54 Definizione: || Un sistema a contribuzione definita è un sistema pensionistico in cui le prestazioni sono definite esclusivamente sulla base del livello dei fondi costituiti grazie ai contributi versati durante la vita lavorativa del lavoratore dipendente e gli incrementi di valore risultanti dall’investimento dei fondi da parte del gestore del sistema pensionistico. 
17.55     Nel sistema a contribuzione
definita tutto il rischio relativo alla fornitura di un reddito adeguato
durante la pensione viene assunto dal lavoratore dipendente.
17.56     È relativamente semplice fornire
informazioni dettagliate sui sistemi a contribuzione definita dato che deve
essere disponibile una contabilità completa e non sono necessarie stime
attuariali. La maggior parte di tali sistemi si ritrova nel settore delle
società (colonna A della tavola 17.5) ma in alcuni casi è possibile che le
amministrazioni pubbliche fungano da gestore del sistema. I diritti
pensionistici di tutti i sistemi pensionistici a contribuzione definita sono
inclusi nei conti nazionali standard.
3.1.4
Sistemi a prestazione definita
 17.57 Definizione: || Un sistema a prestazione definita è un sistema pensionistico in cui le prestazioni versate al lavoratore dipendente al momento della pensione sono determinate tramite una formula, utilizzata da sola o in combinazione con il pagamento di un importo minimo garantito. 
17.58     Nel sistema a prestazione
definita il rischio relativo alla fornitura di un reddito adeguato durante la
pensione viene assunto dal datore di lavoro o da un’unità che agisce per suo
conto.
3.1.5 Sistemi figurativi a contribuzione
definita e sistemi ibridi
17.59     I sistemi figurativi a
contribuzione definita e i sistemi ibridi sono classificati come sistemi a
prestazione definita.
 17.60 Definizione || Un sistema figurativo a contribuzione definita è simile a un sistema a contribuzione definita ma prevede il pagamento di un importo minimo garantito. 
17.61     In un sistema figurativo a
contribuzione definita i contributi (dei lavoratori dipendenti e dei datori di
lavoro) sono accreditati e accumulati su conti individuali. Questi conti
individuali sono figurativi, nel senso che i contributi ai sistemi sono
utilizzati per pagare le prestazioni pensionistiche agli attuali pensionati.
Alla pensione, il saldo accumulato viene convertito in una rendita mediante una
formula basata, tra l'altro, su una misura della speranza di vita, e viene rivisto
annualmente per adeguarlo alla misura del livello di vita.
17.62     I sistemi ibridi sono quei
sistemi che presentano sia una componente di prestazione definita sia una
componente di contribuzione definita. Un sistema viene classificato come “ibrido”
perché sono presenti entrambe le componenti o perché comprende un sistema figurativo
a contribuzione definita e allo stesso tempo un sistema a contribuzione
definita o a prestazione definita. I sistemi possono essere combinati per un
unico beneficiario o differenziati secondo i gruppi di beneficiari per tipo di
contratto, pensione fornita, ecc.
17.63     Nel sistema figurativo a
contribuzione definita e nel sistema ibrido, il rischio relativo alla fornitura
di un reddito adeguato durante la pensione viene ripartito tra il datore di
lavoro e il lavoratore dipendente.
17.64     In alcuni casi, il rischio del
datore di lavoro può essere assunto da un sistema pluriaziendale che gestisce
il sistema pensionistico a prestazione definita per conto del datore di lavoro.
3.1.6 Distinzione tra sistemi a
prestazione definita e sistemi a contribuzione definita 
17.65     La differenza fondamentale in
termini di registrazioni contrabili tra un sistema pensionistico a prestazione
definita e un sistema pensionistico a contribuzione definita sta nel fatto che,
nel sistema pensionistico a prestazione definita, la prestazione fornita al lavoratore
dipendente nel periodo corrente è determinata sulla base degli impegni assunti
dal datore di lavoro in relazione al livello della pensione, mentre nel sistema
pensionistico a contribuzione definita la prestazione a favore del lavoratore dipendente
nel periodo corrente è determinata dai contributi versati al sistema, dai
redditi da investimenti e dai guadagni e dalle perdite in conto capitale sui
contributi attuali e precedenti. Di conseguenza, mentre in linea di principio sono
disponibili informazioni complete sulle prestazioni a favore dei partecipanti a
un sistema pensionistico a contribuzione definita, le prestazioni a favore dei
partecipanti a un sistema pensionistico a prestazione definita sono stimate attuarialmente.
17.66     In un sistema pensionistico a
prestazione definita quattro sono le cause delle variazioni dei diritti
pensionistici. La prima è l’aumento del servizio corrente, ossia l’aumento dei
diritti associati agli stipendi e ai salari percepiti nel periodo corrente. La
seconda è l’aumento del servizio passato, ossia l’aumento del valore dei
diritti dovuto al fatto che per tutti i partecipanti al sistema il
pensionamento (e la morte) si avvicinano di un anno. La terza causa della variazione
del livello dei diritti è la diminuzione dovuta al versamento delle prestazioni
ai pensionati del sistema. La quarta variazione è dovuta ad altri fattori, che
si rispecchiano nel conto delle altre variazioni delle attività e delle
passività.
17.67     Come nel sistema a contribuzione
definita, il datore di lavoro e/o il dipendente possono versare contributi
effettivi al sistema nel periodo corrente. Tuttavia tali versamenti possono non
essere sufficienti a coprire l’aumento delle prestazioni dovute sulla base
dell'occupazione dell’anno corrente. Dovranno pertanto essere imputati contributi
aggiuntivi del datore di lavoro per ripristinare l'equilibrio tra i contributi
(effettivi e figurativi) e l’aumento dei diritti del servizio corrente. Tali
contributi figurativi sono generalmente positivi ma potrebbero anche essere
negativi se la somma dei contributi percepiti supera l’aumento dei diritti del
servizio corrente. 
17.68     Alla fine del periodo contabile,
il livello dei diritti pensionistici dovuti agli ex dipendenti e ai dipendenti in
attività può essere calcolato stimando il valore attuale degli importi da
pagare durante la pensione mediante calcoli attuariali. Una delle ragioni
dell’aumento di tale importo anno per anno è il fatto che il valore attuale dei
diritti esistenti all’inizio dell’anno e ancora dovuti alla fine dell’anno
aumenta perché il futuro si è avvicinato di un anno e pertanto è necessario
utilizzare un fattore di attualizzazione minore per il calcolo del valore
attuale. È questa evoluzione dell’attualizzazione che determina l’aumento dei
diritti del servizio passato. 
17.69     Un’altra differenza fondamentale
tra il sistema pensionistico a prestazione definita e il sistema pensionistico
a contribuzione definita riguarda il pagamento dei costi di gestione del
sistema pensionistico. In un sistema pensionistico a contribuzione definita, i
rischi sono assunti interamente dai beneficiari. Il sistema pensionistico viene
gestito per conto loro ed essi ne sostengono i costi. Dato che il sistema può
essere gestito da un’unità diversa dal datore di lavoro, è opportuno
considerare i costi operativi come parte dei redditi da investimenti che sono
trattenuti dal sistema per coprire i costi e generare utili. Come avviene nella
contabilità delle assicurazioni, i redditi da investimenti sono considerati
come attribuiti completamente ai beneficiari e destinati per una parte a
coprire i costi e per la parte rimanente ad essere reinvestiti nel sistema.
17.70     Nel sistema pensionistico a
prestazione definita, la situazione è diversa. Il rischio che i fondi siano insufficienti
a coprire i diritti pensionistici è assunto in tutto o in parte dal datore di
lavoro o da un’unità che agisce per suo conto e non solo dai beneficiari. Il
sistema può essere controllato direttamente dal datore di lavoro e far parte
della medesima unità istituzionale o può essere puramente figurativo. Anche in
questo caso la gestione del sistema comporta dei costi. Anche se tali costi
sono inizialmente sostenuti dal datore di lavoro, è opportuno considerarli una
forma di reddito in natura di cui usufruiscono i dipendenti e per praticità
possono essere inclusi nei contributi a carico dei datori di lavoro. Ciò
presuppone che i costi siano interamente sostenuti dai lavoratori dipendenti attualmente
in attività a non dai pensionati. Presuppone anche che l’attribuzione che deve
essere effettuata nel caso dei sistemi figurativi possa essere applicata in
altre circostanze.
17.71     È improbabile che i lavoratori indipendenti
e le persone non occupate contribuiscano ad un sistema a prestazione definita,
anche se ciò è possibile qualora abbiano avuto un precedente impiego che dava
loro diritto a una pensione a prestazione definita e abbiano il diritto di
continuare a partecipare al sistema. Coloro che avevano un precedente impiego,
che ricevano o no una pensione attualmente, hanno un reddito da capitale e
pagano contributi supplementari.
3.2 Amministratore delle pensioni,
gestore delle pensioni, fondo pensione e sistema pensionistico pluriaziendale
17.72     I sistemi di assicurazione
sociale possono essere organizzati dai datori di lavoro, dalle amministrazioni
pubbliche o dalle imprese di assicurazione per conto dei lavoratori dipendenti
o possono essere create unità istituzionali separate per detenere e gestire le
attività da utilizzare per il pagamento delle pensioni e per la loro
distribuzione. Il sottosettore dei fondi pensione comprende solo quei fondi
pensione di assicurazione sociale che costituiscono unità istituzionali
distinte dalle unità che le hanno create.
17.73     Un datore di lavoro può incaricare
un’altra unità di gestire il sistema pensionistico ed effettuare i versamenti
ai beneficiari. Ciò può avvenire in diversi modi.
17.74     In primo luogo, l'operatore del
sistema pensionistico, ovvero l'amministratore delle pensioni, agisce semplicemente
come agente del datore di lavoro, amministrando quotidianamente il sistema
pensionistico; il datore di lavoro rimane responsabile di eventuali carenze del
sistema o gode dei vantaggi di eventuali eccedenze.
17.75     In secondo luogo, il gestore
delle pensioni fissa le condizioni di un altro sistema pensionistico connesso
con l'occupazione, assumendosi la responsabilità finale dei diritti
pensionistici. Il gestore delle pensioni ha altresì un notevole livello di
responsabilità per quanto riguarda la politica di investimento a lungo termine
delle attività, compresa la selezione delle opzioni di investimento e la
struttura dei fornitori amministrativi. Anche se spesso è la medesima unità che
espleta entrambe le funzioni di gestore delle pensioni e di amministratore delle
pensioni, in alcuni casi tali funzioni vengono assolte da diverse unità.
17.76     In terzo
luogo, non è raro il caso di un'unica unità che gestisce i sistemi
pensionistici di diversi datori di lavoro nella forma di un sistema
pensionistico pluriaziendale. Il sistema pensionistico pluriaziendale si assume
la responsabilità di coprire eventuali indisponibilità dei fondi necessari a
far fronte ai diritti in cambio del diritto di trattenere tutti i fondi in
eccesso. Unendo i rischi di diversi datori di lavoro, il sistema pluriaziendale
mira a bilanciare la carenza e l'eccesso di finanziamento in modo da generare
un’eccedenza per l'insieme dei sistemi così come un’impresa di assicurazione
unisce i rischi di molti clienti. In tal caso, il sistema pensionistico pluriaziendale
è il gestore delle pensioni.
17.77     Quando le amministrazioni
pubbliche si assumono la responsabilità di fornire le prestazioni ad ampi
settori della collettività, la sicurezza sociale ha la funzione di un sistema pluriaziendale.
Come le imprese di assicurazione, le amministrazioni pubbliche si assumono la
responsabilità di coprire eventuali indisponibilità dei fondi necessari per far
fronte alle passività pensionistiche o possono avere il diritto di trattenere
eventuali eccedenze. Tuttavia, la sicurezza sociale viene spesso finanziata con
il sistema a ripartizione e pertanto non si crea alcuna eccedenza e, in caso di
carenze di risorse, le amministrazioni pubbliche possono decidere di modificare
i diritti legati non solo al rapporto di lavoro futuro ma anche a quello
passato. 
17.78     La responsabilità del gestore
delle pensioni per eventuali carenze di finanziamento o il beneficio in caso di
eccesso di finanziamento di un sistema pensionistico vengono registrati come una
relazione di passività/attività con l'amministratore delle pensioni. Le
variazioni delle passività tra il gestore e l'amministratore delle pensioni
vengono registrate periodo per periodo. Sono registrati come passività del
gestore delle pensioni non i diritti pensionistici del sistema ma piuttosto la
differenza tra i diritti pensionistici e le attività detenute dal sistema.
Quando le attività detenute dal sistema sono superiori ai diritti
pensionistici, una situazione definita eccesso di finanziamento, viene registrata
una relazione di passività/attività con il gestore delle pensioni allorché è
certo che in caso di liquidazione del sistema l'eventuale eccesso di
finanziamento diventerebbe proprietà del gestore delle pensioni.
17.79     Eventuali guadagni e perdite in
conto capitale sulle attività gestite dall'amministratore delle pensioni
vengono attribuite al gestore delle pensioni di modo che il patrimonio netto
del fondo pensione sia sempre pari a zero.
3.3 Registrazione degli stock e dei
flussi per tipo di sistema pensionistico di assicurazione sociale
3.3.1 Operazioni relative ai sistemi
pensionistici di sicurezza sociale
17.80     Dato che la sicurezza sociale
viene normalmente finanziata con il sistema a ripartizione, i diritti
pensionistici costituiti nel quadro della sicurezza sociale non figurano nei
conti nazionali standard. Se tutti i paesi avessero prestazioni simili fornite
nel quadro della sicurezza sociale e dei sistemi di assicurazione sociale,
sarebbe semplice operare dei confronti internazionali. Tuttavia non è così, e
la percezione nazionale di che cosa si intenda per sicurezza sociale varia in
modo considerevole.
17.81     I diritti pensionistici dei
sistemi di sicurezza sociale non sono inclusi nei conti nazionali standard. La
diversità di tali sistemi e dei sistemi dei datori di lavoro varia nei diversi
paesi dell’UE. I diritti pensionistici dei sistemi di sicurezza sociale sono
inclusi nella tavola aggiuntiva (tavola 17.5) in modo da permettere il
confronto dei dati sulle pensioni dei vari paesi.
17.82     La registrazione dei flussi per
i sistemi pensionistici di sicurezza sociale è relativa ai contributi versati
dal datore di lavoro e dai lavoratori dipendenti e alle prestazioni di
sicurezza sociale.
17.83     Tutti i contributi versati dal
datore di lavoro sono considerati parte dei redditi da lavoro dipendente.
Vengono registrati come operazioni di distribuzione e di redistribuzione tra il
datore di lavoro e il lavoratore dipendente. Il lavoratore dipendente riversa
successivamente all’ente di previdenza e di assistenza sociale quanto riceve
dal datore di lavoro insieme agli eventuali contributi a suo carico. Tale
importo viene registrato come versato dalle famiglie alle amministrazioni
pubbliche.
17.84     Anche i contributi versati dai
lavoratori indipendenti e dalle persone non occupate sono inclusi nei
contributi versati dalle famiglie alle amministrazioni pubbliche.
17.85     Le prestazioni di sicurezza
sociale sono registrate come operazioni di distribuzione e di redistribuzione dalle
amministrazioni pubbliche alle famiglie.
17.86     La tavola 17.2 illustra le
operazioni di un sistema pensionistico di sicurezza sociale.
Tavola 17.2: conti dei contributi sociali e
delle prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale 
 Impieghi || Tipo di conto e di operazione || Risorse 
 Datore di lavoro || Enti di previdenza e di assistenza sociale || Famiglie || Altri settori || Totale economia || Datore di lavoro || Enti di previdenza e di assistenza sociale || Famiglie || Altri settori || Totale economia 
 Conto della generazione dei redditi primari 
 139,0 ||   ||   ||   || 139,0 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro (D.1211) ||   ||   ||   ||   ||   
 Conto dell’attribuzione dei redditi primari 
   ||   ||   ||   ||   || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro (D.1211) ||   ||   || 139,0 ||   || 139,0 
 Conto della distribuzione secondaria del reddito 
   ||   || 226,0 ||   || 226,0 || Contributi di sicurezza sociale (pensioni) ||   || 226,0 ||   ||   || 226,0 
   ||   || 139,0 ||   || 139,0 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro (D.6111) ||   || 139,0 ||   ||   || 139,0 
   ||   || 87,0 ||   || 87,0 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie (D.6131) ||   || 87,0 ||   ||   || 87,0 
   || 210,0 ||   ||   || 210,0 || Prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale (D.6211) ||   ||   || 210,0 ||   || 210,0 
3.3.2 Operazioni relative ad altri
sistemi pensionistici connessi con l'occupazione
17.87     Per gli altri sistemi connessi
con l'occupazione, i diritti pensionistici dei partecipanti sono generalmente
registrati man mano che vengono accumulati. I redditi da investimenti sui
diritti pensionistici esistenti sono registrati come distribuiti ai beneficiari
e da questi reinvestiti nel sistema pensionistico.
17.88     La registrazione delle
operazioni relative a un sistema a contribuzione definita è meno complicata
rispetto alla registrazione di operazioni relative a un sistema a prestazione
definita.
17.89     Per entrambi i tipi di sistemi
si presuppone l’esistenza di un fondo pensione. Per un sistema pensionistico a
contribuzione definita deve esistere un fondo reale. Per un sistema
pensionistico a prestazione definita il fondo può esistere realmente o può
essere figurativo. Se esiste, può far parte della medesima unità istituzionale
del datore di lavoro, può essere un’unità istituzionale distinta con un sistema
pensionistico autonomo o può far parte di un'altra istituzione finanziaria, sia
essa un’impresa di assicurazione o un sistema pensionistico pluriaziendale.
3.3.3 Operazioni relative ai sistemi
pensionistici a contribuzione definita
17.90     I contributi versati dal datore
di lavoro a un sistema pensionistico a contribuzione definita per conto del
lavoratore dipendente vengono considerati come reddito da lavoro dipendente.
17.91     Anche i redditi da investimenti
sui diritti pensionistici accumulati sono registrati come distribuiti alle
famiglie dal fondo pensione. I redditi da investimenti comprendono gli
interessi e i dividendi più i redditi distribuiti degli organismi
d’investimento collettivo se il fondo pensione detiene partecipazioni in tali
organismi. È possibile che il fondo pensione detenga delle proprietà e pertanto
generi un risultato netto di gestione che viene incluso nei redditi da investimenti
come distribuito ai beneficiari delle pensioni. In tal caso, i redditi da
investimenti comprendono questa fonte di reddito, se esiste. I guadagni e le
perdite in conto capitale generate dall’investimento dei diritti pensionistici
accumulati non sono inclusi nei redditi da investimenti ma vengono registrati
come altre variazioni dovute alle rivalutazioni.
17.92     Parte dei redditi distribuiti
alle famiglie è utilizzata per coprire i costi di gestione del fondo pensione.
Tali costi sono registrati come produzione del fondo pensione e come spesa per
consumi finali delle famiglie. La parte restante dei redditi distribuiti è
trattata come contributi pensionistici supplementari rimborsati dalle famiglie
al fondo pensione.
17.93     I contributi sociali sono registrati
come versati dalle famiglie al fondo pensione. L’importo totale dei contributi
sociali è composto dai contributi effettivi a carico dei datori di lavoro come
parte dei redditi da lavoro dipendente, dai contributi effettivi a carico dei lavoratori
dipendenti ed eventualmente di altri soggetti, come i soggetti che
partecipavano in precedenza al sistema, i lavoratori indipendenti e le persone
non occupate e i pensionati, e dai contributi supplementari di cui al paragrafo
17.92. Per chiarezza e al fine di migliorare il confronto con i sistemi a
prestazione definita, i contributi supplementari figurano al loro valore intero.
I contributi totali versati dalle famiglie al fondo pensione sono netti così
come i premi assicurativi, ovvero rappresentano il totale di tutti i contributi
versati meno il compenso del servizio.
17.94     I soggetti diversi dai
lavoratori dipendenti che versano contributi a un sistema pensionistico a
contribuzione definita possono essere lavoratori indipendenti o persone non
occupate che partecipano a un sistema pensionistico a contribuzione definita in
ragione della professione da essi esercitata o della loro precedente situazione
di lavoratori occupati.
17.95     Le prestazioni pensionistiche
versate alle famiglie dal fondo pensione sono registrate come operazioni di
distribuzione e di redistribuzione nella rubrica altre prestazioni
pensionistiche di assicurazione sociale (D.6221).
17.96     Anche per il servizio fornito
dal fondo pensione (pari al valore della produzione del fondo) viene registrata
un'operazione come spesa per consumi finali delle famiglie.
17.97     L’aumento dei diritti
pensionistici causato da un eccesso di contributi rispetto alle prestazioni è registrato
come versamento dal fondo pensione alle famiglie. Analogamente, la diminuzione
dei diritti pensionistici causata da un’insufficienza di contributi rispetto
alle prestazioni è registrata come versamento delle famiglie al fondo pensione.
Le variazioni dei diritti pensionistici influisce direttamente sul patrimonio
netto delle famiglie e di conseguenza sul risparmio del settore delle famiglie.
Dato che gran parte dell’aumento dei diritti pensionistici dei partecipanti a
un sistema pensionistico a contribuzione definita, e quindi in ultima analisi
il finanziamento delle prestazioni, deriva dai guadagni in conto capitale non
compresi nei contributi supplementari dei partecipanti ai sistemi pensionistici
a contribuzione definita, la rettifica per variazione dei diritti pensionistici
per tali soggetti è spesso negativa.
17.98     La rettifica per variazione dei
diritti pensionistici versati dal fondo pensione alle famiglie è registrata
come diritto delle famiglie nei confronti del fondo pensione.
17.99     La tavola 17.3 illustra le
registrazioni necessarie per la contabilizzazione delle operazioni relative a
un sistema a contribuzione definita. È più semplice rispetto alla corrispondente
tavola relativa al sistema a prestazione definita in ragione dell’assenza di
operazioni figurative.
Tavola 17.3: conti delle prestazioni
pensionistiche versate nel quadro di un sistema a contribuzione definita
 Impieghi || Tipo di conto e di operazioni || Risorse 
 Datori di lavoro || Fondi pensione || Famiglie || Altri settori || Totale economia || Datori di lavoro || Fondi pensione || Famiglie || Altri settori || Totale economia 
 Conto della produzione 
   ||   ||   ||   ||   || Produzione (P.1) ||   || 1,4 ||   ||   || 1,4 
 Conto della generazione dei redditi primari 
 11,0 ||   ||   ||   || 11,0 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro (D.1211) ||   ||   ||   ||   ||   || 
 Conto dell'attribuzione dei redditi primari || 
   ||   ||   ||   ||   || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro (D.1211) ||   ||   || 11,0 ||   || 11,0 || 
   ||   ||   || 3,0 || 3,0 || Redditi da capitale (D.4) ||   || 3,0 ||   ||   || 3,0 || 
   || 16,2 ||   ||   || 16,2 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici (D.442) ||   ||   || 16,2 ||   || 16,2 || 
 Conto della distribuzione secondaria del reddito || 
   ||   || 37,3 ||   || 37,3 || Totale dei contributi pensionistici a carico delle famiglie ||   || 37,3 ||   ||   || 37,3 || 
   ||   || 11,0 ||   || 11,0 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro (D.6111) ||   || 11,0 ||   ||   || 11,0 || 
   ||   || 11,5 ||   || 11,5 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie (D.6131) ||   || 11,5 ||   ||   || 11,5 || 
   ||   || 16,2 ||   || 16,2 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie (D.6141) ||   || 16,2 ||   ||   || 16,2 || 
   ||   || -1,4 ||   || -1,4 || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale (D.61SC) ||   || -1,4 ||   ||   || -1,4 || 
   || 26,0 ||   ||   || 26,0 || Prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale (D.6211) ||   ||   || 26,0 ||   || 26,0 || 
 Conto di utilizzazione del reddito || 
   ||   || 1,4 ||   || 1,4 || Spesa per consumi finali (P.3) ||   ||   ||   ||   ||   || 
   || 11,3 ||   ||   || 11,3 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici (D.8) ||   ||   || 11,3 ||   || 11,3 || 
 -11,0 || -11,8 || 25,8 || -3,0 || 0 || Risparmio ||   ||   ||   ||   ||   || 
 Variazione delle attività || Conto finanziario || Variazione delle passività || 
   ||   ||   ||   ||   || Accreditamento/indebitamento (B.9) || -11,0 || -11,8 || 25,8 || -3,0 || 0,0 || 
   ||   || 11,3 ||   || 11,3 || Variazione dei diritti pensionistici (F.63) ||   || 11,3 ||   ||   || 11,3 || 
 -11,0 || -0,5 || 14,5 || -3,0 || 0,0 || Altre attività finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   || 
- Altri flussi relativi ai sistemi pensionistici a
contribuzione definita
17.100   Gli altri fattori che influiscono
sulla variazione della registrazione nel conto patrimoniale per la variazione
dei diritti pensionistici figurano nel conto delle altre variazioni delle
attività e delle passività. In particolare, i diritti dei beneficiari del
sistema riportano i guadagni e le perdite in conto capitale nel conto della
rivalutazione delle attività e delle passività corrispondenti esattamente a
quelli sulle attività detenute dal fondo pensione per adempiere a tali obbligazioni.
17.101   L’investimento dei diritti dei
sistemi pensionistici a contribuzione definita genera guadagni o perdite in
conto capitale. Questi derivano dalle variazioni di valore delle attività
detenute dal fondo pensione e un importo esattamente pari ai guadagni e alle
perdite in conto capitale viene attribuito come aumento dei diritti
pensionistici dei beneficiari. Questo viene registrato nel conto di
rivalutazione delle attività e delle passività.
3.3.4 Operazioni relative ai sistemi
pensionistici a prestazione definita
17.102   Nei sistemi pensionistici a
prestazione definita il datore di lavoro conservano la responsabilità di
effettuare i versamenti delle pensioni. Le alternative che comportano il
ricorso a un sistema pluriaziendale o in cui le amministrazioni pubbliche si
assumono la responsabilità per conto del datore di lavoro seguono le
definizioni di cui ai paragrafi 17.76 e 17.77. 
17.103   Il totale dei contributi versati
da un datore di lavoro a un sistema pensionistico a prestazione definita per
conto del lavoratore dipendente deve essere, insieme a eventuali contributi
effettivi del lavoratore dipendente ed escludendo il costo di gestione del
sistema, almeno tale da corrispondere all’aumento del servizio corrente dei
diritti pensionistici del dipendente. I contributi a carico del datore di
lavoro si dividono in una parte effettiva e una parte figurativa e quest’ultima
viene calcolata in modo da corrispondere esattamente a tutti i contributi al
fondo insieme ai diritti del lavoratore dipendente e ai costi del servizio corrente
di tali diritti.
17.104   I contributi a carico del datore
di lavoro sono calcolati in relazione ai diritti pensionistici acquisiti nel periodo
a prescindere da eventuali redditi da investimenti percepiti dal sistema nel
medesimo periodo o da un eventuale eccesso di finanziamento del sistema. I
diritti del periodo corrente fanno parte dei redditi da lavoro dipendente e la mancata
inclusione del valore intero dei contributi a carico del datore di lavoro
porterà a una sottovalutazione dei redditi da lavoro dipendente e a una
sopravvalutazione del risultato di gestione del datore di lavoro. È importante
che i contributi continuino a essere registrati anche nel caso di sospensione
temporanea del loro versamento, ovvero quando il datore di lavoro non versa i contributi
effettivi, e il beneficio per il datore di lavoro è considerato una variazione
delle passività tra il fondo pensione e il datore di lavoro. Il patrimonio
netto di entrambi rimane invariato, come nel caso in cui i contributi non
vengono registrati nel quadro di una sospensione temporanea del loro versamento,
senza ridurre artificialmente i redditi da lavoro dipendente.
17.105   Alcuni sistemi a prestazione
definita prevedono un periodo minimo prima che il lavoratore dipendente acquisisca
il diritto a ricevere la pensione. Nonostante tale periodo minimo, i contributi
e i diritti devono essere registrati dall’inizio del rapporto di lavoro, rettificati
per un fattore che rispecchia la probabilità che il lavoratore dipendente
rispetti effettivamente tale periodo minimo.
17.106   La somma dei contributi
pensionistici effettivi e figurativi a carico del datore di lavoro è
considerata reddito da lavoro dipendente. Viene registrata come impiego del
datore di lavoro nel conto della generazione dei redditi primari e come risorsa
del lavoratore dipendente nel conto dell’attribuzione dei redditi primari.
17.107   L’aumento
del valore attuale dei diritti dei lavoratori dipendenti in attività e di
coloro che non versano più i contributi ma conservano il diritto alla pensione
in futuro rappresenta i redditi da investimenti distribuiti ai lavoratori dipendenti.
Non viene effettuata alcuna detrazione per eventuali importi finanziati con i
guadagni in conto capitale o che non sono coperti effettivamente dai fondi
esistenti. Essi rappresentano gli importi inequivocabilmente dovuti al lavoratore
dipendente nel quadro degli accordi vigenti; i mezzi con cui il datore di
lavoro può in ultima analisi far fronte a tale obbligazione non sono importanti
ai fini della registrazione come reddito da investimenti, allo stesso modo i
mezzi con cui gli interessi o i dividendi vengono effettivamente finanziati non
influiscono sulla loro registrazione come redditi da investimenti. I redditi da
investimenti sono registrati come impiego per il fondo pensione e come risorsa
per le famiglie. Essi sono immediatamente reinvestiti dalle famiglie nel fondo
e inclusi nei contributi pensionistici supplementari. 
17.108   Nel conto della distribuzione
secondaria del reddito, i contributi sociali figurano come impiego delle
famiglie e come risorsa del fondo pensione. L’importo totale dei contributi
sociali da pagare è composto dai contributi effettivi e figurativi a carico dei
datori di lavoro come parte dei redditi da lavoro dipendente, escluso l’importo
dei costi di gestione del sistema pensionistico, più i contributi effettivi a
carico dei lavoratori dipendenti e i contributi supplementari di cui al
paragrafo 17.107. Come spiegato nella sezione dedicata ai sistemi a
contribuzione definita, i conti riportano il valore intero dei contributi e dei
contributi supplementari con una voce compensativa che rappresenta il compenso
del servizio da pagare. L’importo effettivamente pagato corrisponde all'importo
netto dei contributi.
17.109   Le prestazioni pensionistiche
alle famiglie da parte del sistema pensionistico sono registrate nel conto
della distribuzione secondaria dei redditi. Se le prestazioni sono versate in
forma di rendita, vengono riportati gli importi della rendita e non gli importi
complessivi pagabili in un'unica soluzione al momento della pensione.
17.110   Nel conto di utilizzazione del
reddito viene effettuata la registrazione del pagamento del servizio fornito
dal fondo pensione pari al valore della produzione del fondo pensione più la
produzione delle imprese che gestiscono le rendite acquistate con i diritti
pensionistici. Si tratta di un impiego per le famiglie e di una risorsa per il
fondo pensione.
17.111   Sempre nel conto di utilizzazione
del reddito vi è una registrazione che indica l’aumento dei diritti
pensionistici derivante dalla concessione di ulteriori diritti pensionistici da
parte del datore di lavoro meno la diminuzione delle prestazioni da ricevere.
Tale importo viene registrato come risorsa per le famiglie e come impiego per
il fondo pensione. La ragione sta nel fatto che, influendo direttamente sul
patrimonio netto delle famiglie, tale variazione dei diritti pensionistici dovrebbe
essere inclusa nei risparmi del settore delle famiglie. 
17.112   L’importo evidenziato nel conto
di utilizzazione del reddito come versato dal fondo pensione alle famiglie figura
nel conto finanziario come variazione delle attività delle famiglie nei confronti
del fondo pensione.
17.113   Altre organizzazioni, come i
sindacati, possono gestire un sistema pensionistico a prestazione definita per
i loro iscritti, in tutto e per tutto simile al sistema pensionistico a
prestazione definita del datore di lavoro. Anche le registrazioni sono identiche,
salvo per il fatto che i riferimenti al datore di lavoro vanno intesi come riferimenti
al gestore delle pensioni e i riferimenti ai lavoratori dipendenti vanno intesi
come riferiti ai partecipanti al sistema.
17.114   Al fine di illustrare la
registrazione delle operazioni relative al sistema pensionistico a prestazione
definita, la tavola 17.4 riporta un esempio numerico. Gli importi figurativi
sono riportati in grassetto mentre gli importi risultanti da operazioni di
dirottamento sono riportati in corsivo.   

Tavola 17.4: conti delle prestazioni
pensionistiche versate nel quadro di un sistema a prestazione definita
 Impieghi || Tipo di conto e di operazione || Risorse 
 Datori di lavoro || Fondi pensione || Famiglie || Altri settori || Totale economia || Datori di lavoro || Fondi pensione || Famiglie || Altri settori || Totale economia 
 Conto della produzione 
   ||   ||   ||   ||   || Produzione (P.1) ||   || 0,6 ||   ||   || 0,6 
 Conto della generazione dei redditi primari 
 10,0 ||   ||   ||   || 10,0 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro (D.1211) ||   ||   ||   ||   ||   
 4,1 ||   ||   ||   || 4,1 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro (D.1221) ||   ||   ||   ||   ||   
 Conto dell’attribuzione dei redditi primari 
   ||   ||   ||   ||   || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro (D.1211) ||   ||   || 10,0 ||   || 10,0 
   ||   ||   ||   ||   || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro (D.1221) ||   ||   || 4,1 ||   || 4,1 
   ||   ||   || 2,2 || 2,2 || Redditi da capitale (D.4) ||   || 2,2 ||   ||   || 2,2 
   || 4,0 ||   ||   || 4,0 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici (D.442) ||   ||   || 4,0 ||   || 4,0 
 Conto della distribuzione secondaria del reddito 
   ||   || 19,0 ||   || 19,0 || Totale dei contributi pensionistici a carico delle famiglie ||   || 19,0 ||   ||   || 19,0 
   ||   || 10,0 ||   || 10,0 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro (D.6111) ||   || 10,0 ||   ||   || 10,0 
   ||   || 4,1 ||   || 4,1 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro (D.6121) ||   || 4,1 ||   ||   || 4,1 
   ||   || 1,5 ||   || 1,5 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie (D.6131) ||   || 1,5 ||   ||   || 1,5 
   ||   || 4,0 ||   || 4,0 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie (D.6141) ||   || 4,0 ||   ||   || 4,0 
   ||   || -0,6 ||   || -0,6 || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale (D.618C) ||   || -0,6 ||   ||   || -0,6 
   || 16,0 ||   ||   || 16,0 || Prestazioni pensionistiche (D.6211) ||   ||   || 16,0 ||   || 16,0 
 Conto di utilizzazione del reddito 
   ||   || 0,6 ||   || 0,6 || Spesa per consumi finali (P.3) ||   ||   ||   ||   ||   
   || 3 ||   ||   || 3 || Variazione dei diritti pensionistici (D.8) ||   ||   || 3 ||   || 3 
 -14,1 || -1,2 || 17,5 || -2,2 || 0 || Risparmio ||   ||   ||   ||   ||   
 Variazione delle attività || Conto finanziario || Variazione delle passività 
   ||   ||   ||   ||   || Accreditamento/indebitamento (B.9) || -14,1 || -1,2 || 17,5 || -2,2 || 0 
   ||   || 3 ||   || 3 || Variazione dei diritti pensionistici (F.63) ||   || 3 ||   ||   || 3 
   || 4,1 ||   ||   || 4,1 || Diritti dei fondi pensione nei confronti del datore di lavoro (F.64) || 4,1 ||   ||   ||   || 4,1 
 -10,0 || -2,3 || 14,5 || -2,2 || 0 || Altre attività finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   
17.115   I calcoli attuariali indicano che
l’aumento dei diritti pensionistici derivante dal servizio corrente, ovvero
l’importo netto degli ulteriori diritti pensionistici “acquisiti” nell’anno in
questione è pari a 15. Le famiglie (i contraenti/lavoratori dipendenti)
contribuiscono per 1,5. Il datore di lavoro è pertanto obbligato a fornire 13,5.
Inoltre, i costi di gestione del sistema sono stimati a 0,6. In totale il
datore di lavoro deve quindi fornire 14,1. In realtà contribuisce per 10 e il
restante 4,1 risulta come contributo figurativo. La produzione di 0,6 viene
riportata nel conto della produzione; il consumo di tale servizio viene registrato
nel “conto di utilizzazione del reddito”. I contributi del datore di lavoro
figurano come impiego per il datore di lavoro nel conto della generazione dei
redditi primari e come risorsa per le famiglie nel conto dell’attribuzione dei
redditi primari.
17.116   Nel conto dell’attribuzione dei
redditi primari vengono riportati i redditi da capitale. L’aumento dei diritti
pensionistici derivante dal servizio passato, per effetto della riduzione del fattore
di attualizzazione per l'avvicinarsi di un anno del momento del pensionamento,
è pari a 4. Questo valore è riportato come flusso figurativo di reddito da
capitale dal fondo pensione alle famiglie. Allo stesso tempo, il fondo pensione
percepisce 2,2 come redditi da investimenti dei fondi gestiti. A questo punto
si registra un’insufficienza di risorse del fondo pensione pari a 1,8 ma tale
valore non figura nei conti correnti.
17.117   Nei conti della distribuzione
secondaria del reddito vengono riportati i versamenti delle famiglie al fondo
pensione. Questi possono essere considerati in uno dei due modi seguenti: a) la
somma dei contributi versati dalle famiglie dovrebbe essere pari all’aumento
dei diritti derivanti dal servizio corrente (15) più quello derivante dai redditi
su diritti precedenti (4) ossia 19 in totale; b) gli importi effettivamente
versati sono 10 come contributi effettivi e 4,1 come contributi figurativi a
carico del datore di lavoro, 1,5 come contributi propri delle famiglie, 4 come
contributi supplementari, meno 0,6 per il compenso del servizio, per un totale
pari ancora a 19.
17.118   Nel conto di utilizzazione del
reddito, assieme all’acquisto del compenso del servizio come parte della spesa
per consumi finali delle famiglie, appare la variazione dei diritti
pensionistici come impiego per il fondo pensione e come risorsa per le
famiglie. In questo esempio, l’importo dei contributi delle famiglie è pari a 19
a fronte di prestazioni pensionistiche pari a 16. Si ha pertanto un aumento dei
diritti pensionistici pari a 3 imputabile alle famiglie.
17.119   Le famiglie detengono risparmi
per 17,5, di cui 3 rappresenta l’aumento dei loro diritti pensionistici. Ciò
significa che hanno acquisito altre attività finanziarie (o ridotto le
passività) per 14,5. Tale dato rappresenta la differenza tra le prestazioni
ricevute dalle famiglie (16) e i contributi effettivi a loro carico (1,5).
17.120   Nel conto finanziario del fondo
pensione, il dato di 4,1, che rappresenta i contributi figurativi, figura come diritti
dell'amministratore delle pensioni nei confronti del datore di lavoro. Vi è un diritto
delle famiglie nei confronti del fondo pensione per variazione dei diritti
pensionistici pari a 3. Inoltre, il fondo pensione registra una diminuzione
delle attività o un aumento delle passività pari a 2,3, il dato corrispondente
al reddito disponibile esclusa la componente di contribuzione figurativa a
carico del datore di lavoro.
4. TAVOLA AGGIUNTIVA PER I SISTEMI PENSIONISTICI DI ASSICURAZIONE
SOCIALE
4.1 Struttura della tavola aggiuntiva
17.121   La tavola aggiuntiva (tavola 17.5)
per i sistemi pensionistici di assicurazione sociale fornisce un quadro per la
compilazione e la presentazione di dati comparabili sui conti patrimoniali,
delle operazioni e di altri flussi relativi a tutti i tipi di diritti
pensionistici dal punto di vista del debitore (gestore delle pensioni) e del
creditore (famiglie). La tavola riporta altresì i dati sugli stock e sui flussi
che non sono totalmente registrati nei conti nazionali standard per sistemi
pensionistici specifici come i sistemi a prestazione definita senza
costituzione di riserve delle amministrazioni, il cui gestore sono le
amministrazioni pubbliche, e i sistemi pensionistici di sicurezza sociale. 
17.122   La tavola aggiuntiva riguarda la parte
pensionistica dell’assicurazione sociale relativa esclusivamente alle pensioni
di vecchiaia, incluse le pensioni versate prima della normale età pensionabile.
L'assistenza sociale, l’assicurazione sanitaria e di assistenza di lunga durata,
l'assicurazione distinta per il congedo malattia e l’assicurazione di invalidità
non sono incluse nella presente tavola, né lo sono le polizze di assicurazione
individuale. Nella pratica, tuttavia, potrebbe non essere possibile, o
sufficientemente importante, separare perfettamente gli elementi di
assicurazione sociale non pensionistica. Gli elementi di assistenza sociale
all’interno di sistemi pensionistici generalmente organizzati come
assicurazione sociale potrebbero non essere separabili e pertanto comparire
nella tavola aggiuntiva.
17.123   I diritti dei superstiti (per
esempio i coniugi a carico, i figli e gli orfani) nonché le prestazioni
d'invalidità sono inclusi nella tavola aggiuntiva se costituiscono parte
integrante del sistema pensionistico.
17.124   Tutti gli elementi della tavola
aggiuntiva sono registrati senza detrazioni d’imposta o di ulteriori contributi
sociali o del compenso del servizio associato al sistema pensionistico.
Tavola 17.5: tavola aggiuntiva per i sistemi
pensionistici di assicurazione sociale
 Relazioni || Riga n. || Registra-zione || Conti nazionali standard || Non nei conti nazionali standard || Totale dei sistemi pensionistici || Controparti:te diritti pensionistici di famiglie non residenti4) 
 Gestore delle pensioni || Diverso dalle amministrazioni pubbliche || Amministrazioni pubbliche ||   ||   
   || Sistemi a contribuzione definita || Sistemi a prestazione definita e altri1) sistemi a contribuzione non definita || Totale || Sistemi a contribuzione definita || Sistemi a prestazione definita per dipendenti delle amministrazioni pubbliche2) || Sistemi pensionistici di sicurezza sociale ||   ||   
 Classificati nelle società finanziarie || Classificati nelle amministrazioni pubbliche3) || Classificati nelle amministrazioni pubbliche ||   ||   
 Numero colonna || A || B || C || D || E || F || G || H || I || J 
   ||   || Conto patrimoniale di apertura 
   || 1 || Diritti pensionistici ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   || Variazioni dei diritti pensionistici per effetto di operazioni 
 Σ 2.1 a 2.4 || 2 || Aumento dei diritti pensionistici per effetto dei contributi sociali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || 2.1 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || 2.2 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || 2.3 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || 2.4 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || 3 || Altre variazioni (attuariali) di diritti pensionistici nei sistemi pensionistici di sicurezza sociale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || 4 || Riduzione dei diritti pensionistici per effetto del versamento delle prestazioni pensionistiche ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2 + 3 - 4 || 5 || Variazioni dei diritti pensionistici per effetto dei contributi sociali e delle prestazioni pensionistiche ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || 6 || Trasferimenti di diritti pensionistici tra sistemi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || 7 || Variazioni dei diritti pensionistici per effetto di riforme dei sistemi pensionistici ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   || Variazioni dei diritti pensionistici per effetto di altri flussi 
   || 8 || Variazioni dei diritti per effetto di rivalutazioni6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || 9 || Variazioni dei diritti per effetto di altre variazioni di volume6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   || Conto patrimoniale di chiusura 
 1+ Σ 5 a 9 || 10 || Diritti pensionistici ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   || Indicatori connessi 
   || 11 || Produzione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
1) Questi altri sistemi a contribuzione non definita,
spesso definiti sistemi ibridi, presentano sia elementi di prestazione definita
sia elementi di contribuzione definita. 2) Sistemi organizzati dalle
amministrazioni pubbliche per i suoi ex dipendenti e per i dipendenti in
attività. 3) Si tratta di sistemi a prestazione definita non autonomi i cui
diritti pensionistici sono registrati nei conti nazionali standard. 4) I dati
di contropartita per le famiglie non residenti sono presentati separatamente
solo quando i rapporti pensionistici con il resto del mondo sono significativi.
5) Tali contributi supplementi rappresentano il rendimento dei diritti dei
membri nei confronti dei sistemi pensionistici conseguito sia mediante i
redditi da investimenti sulle attività dei sistemi a contribuzione definita sia,
nel caso dei sistemi a prestazione definita, per effetto della riduzione del
fattore di attualizzazione applicato. 6) È necessario fornire una ripartizione
più dettagliata di tali poste per le colonne G e H sulla base di
modellizzazioni effettuate per tali sistemi. Le celle contrassegnate con █
non sono applicabili; le celle contrassegnate con ▒ contengono dati
diversi dai conti nazionali standard.
4.1.1 Colonne della tavola
17.125   Le colonne della tavola si
riferiscono a tre diversi raggruppamenti di sistemi pensionistici, ovvero: 
(1)     per tipo di registrazione: sistemi
pensionistici totalmente registrati nei conti nazionali standard (colonne A-F)
e sistemi i cui diritti sono registrati solo nella tavola supplementare
(colonne G e H);
(2)     per tipo di gestore delle pensioni: sistemi
pensionistici con gestore diverso dalle amministrazioni pubbliche (colonne A-C)
e sistemi pensionistici delle amministrazioni pubbliche (colonne D-H); i
sistemi pensionistici inclusa la sicurezza sociale classificati nel settore
delle amministrazioni pubbliche figurano nelle colonne D, F, G e H;
(3)     per tipo di sistema pensionistico: sistemi
a contribuzione definita (colonne A-D) e sistemi a prestazione definita
(colonne B e E-G). 
17.126   Nella maggior parte dei casi i
beneficiari dei sistemi pensionistici sono famiglie residenti. In alcuni paesi
il numero di famiglie non residenti che ricevono le prestazioni pensionistiche
può essere significativo. In tal caso viene aggiunta la colonna J per indicare
il totale per le famiglie non residenti.
17.127   La decisione di registrare nei
conti nazionali standard o solo nella tavola aggiuntiva i diritti pensionistici
di un sistema pensionistico a prestazione definita connesso con l'occupazione senza
costituzione di riserve il cui gestore sono le amministrazioni pubbliche
dipende dalle caratteristiche del sistema a prestazione definita. Il principio
guida per l’inclusione nei conti nazionali è la vicinanza del sistema al
sistema pensionistico nazionale di sicurezza sociale.
17.128   Vi è un’ampia diversità di
sistemi nell’UE e includere tutti i sistemi porterebbe a discrepanze nella
registrazione. Pertanto i diritti relativi ai sistemi a prestazione definita connessi
con l'occupazione senza costituzione di riserve il cui gestore sono le
amministrazioni pubbliche vengono registrati solo nella tavola aggiuntiva. Ciò
influisce sul metodo di calcolo nei conti nazionali standard dei contributi
sociali figurativi a carico dei datori di lavoro in tali sistemi.
17.129   I sistemi pensionistici sono
inoltre classificati a seconda che il gestore delle pensioni siano o no le
amministrazioni pubbliche. La definizione di gestore delle pensioni viene
fornita al paragrafo 17.75.
17.130   Alcuni sistemi pensionistici dei
datori di lavoro presentano una partecipazione mista, ad esempio includono sia
dipendenti delle amministrazioni pubbliche sia dipendenti di società pubbliche
e molti sistemi pensionistici congelano la partecipazione dei lavoratori
passati alle dipendenze di altri datori di lavoro. Un sistema che presenta una
quota ridotta di partecipanti non dipendenti di amministrazioni pubbliche
continuerà ad a essere descritto come gestito da un gestore delle
amministrazioni pubbliche.
17.131   I sistemi delle amministrazioni
pubbliche a prestazione definita con costituzione di riserve per i dipendenti
delle amministrazioni pubbliche figurano nelle colonne E e F. La colonna E
riporta i sistemi gestiti da un fondo pensione o da un’impresa di assicurazione
e la colonna F riporta i sistemi gestiti dalle stesse amministrazioni
pubbliche. I sistemi delle amministrazioni pubbliche riservati ai loro
dipendenti i cui i diritti pensionistici non figurano nei conti nazionali
standard sono riportati nella colonna G. La somma delle colonne D, E, F e G
indica pertanto il complesso delle responsabilità delle amministrazioni pubbliche
nei confronti dei loro dipendenti per quanto riguarda i loro diritti
pensionistici. 
17.132   In funzione del tipo di sistema i
sistemi pensionistici sono suddivisi in sistemi pensionistici a contribuzione
definita (colonne A e D) e sistemi pensionistici a prestazione definita
(colonne B, E, F e G). La colonna H si riferisce ai sistemi pensionistici di
sicurezza sociale. 
4.1.2 Righe della tavola
17.133   Le righe della tavola si
riferiscono a voci del conto patrimoniale, alle operazioni e ad altri flussi
associati ai diritti pensionistici dei sistemi inclusi nella tavola aggiuntiva
e riportati separatamente nella tavola 17.7. Vi è una riconciliazione tra gli
stock di apertura dei diritti pensionistici di tali sistemi all’inizio del
periodo e gli stock di chiusura dei diritti pensionistici alla fine del periodo
che tiene conto di tutte le operazioni e degli altri flussi durante il periodo.
Per i sistemi registrati nelle colonne G e H, gli stock dei diritti
pensionistici non sono registrati nei conti nazionali standard, anche se molte
delle operazioni lo sono.
Tavola 17.7: righe della tavola aggiuntiva per
i sistemi pensionistici di assicurazione sociale
 Riga n. ||   
   || Conto patrimoniale di apertura 
 1 || Diritti pensionistici 
   || Variazioni dei diritti pensionistici per effetto di operazioni 
 2 || Aumento dei diritti pensionistici per effetto dei contributi sociali 
 2.1 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro 
 2.2 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro 
 2.3 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie 
 2.4 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie1) 
 3 || Altri aumenti (attuariali) dei diritti pensionistici nei sistemi pensionistici di sicurezza sociale 
 4 || Riduzione dei diritti pensionistici per effetto del versamento delle prestazioni pensionistiche 
 5 || Variazioni dei diritti pensionistici per effetto dei contributi sociali e delle prestazioni pensionistiche 
 6 || Trasferimenti di diritti pensionistici tra sistemi 
 7 || Variazioni dei diritti pensionistici per effetto delle riforme dei sistemi pensionistici 
   || Variazioni dei diritti pensionistici per effetto di altri flussi economici 
 8 || Variazioni dei diritti per effetto di rivalutazioni 2) 
 9 || Variazioni dei diritti per effetto di altre variazioni di volume2) 
   || Conto patrimoniale di chiusura 
 10 || Diritti pensionistici 
   || Indicatori connessi 
 11 || Produzione 
1.      Tali contributi supplementi rappresentano
il rendimento dei diritti dei partecipanti nei confronti dei sistemi
pensionistici conseguito sia mediante i redditi da investimenti sulle attività
dei sistemi a contribuzione definita sia, nel caso dei sistemi a prestazione
definita, per effetto della riduzione del fattore di attualizzazione applicato.
2.      È necessario fornire una ripartizione più
dettagliata di tali voci per le colonne G e H sulla base di modellizzazioni
effettuate per tali sistemi (cfr. paragrafi 17.158 – 17.160).
4.1.2.1 Conto patrimoniale di apertura
e di chiusura 
17.134   La riga 1 indica gli stock di
apertura dei diritti pensionistici, esattamente equivalenti agli stock di
chiusura del precedente periodo contabile. La riga 10 indica i corrispondenti
stock di chiusura dei diritti pensionistici alla fine del periodo contabile. 
4.1.2.2 Variazioni dei diritti
pensionistici per effetto di operazioni 
17.135   I contributi sociali effettivi a
carico del datore di lavoro e del lavoratore dipendente sono registrati alle
righe 2.1 e 2.3, come nei conti nazionali standard. Nel caso di alcuni sistemi
pensionistici, in particolare i sistemi pensionistici di sicurezza sociale, è
necessario distinguere tra i contributi sociali effettivi relativi alle
pensioni dai contributi sociali relativi ad altri rischi sociali quali la
disoccupazione.
17.136   Nei sistemi pensionistici a
prestazione definita i contributi sociali figurativi a carico del datore di
lavoro sono generalmente misurati come saldo contabile: eventuali variazioni
dei diritti durante l’anno non incluse in altre righe della tavola figurano
alla riga 2.2. In tale riga sono indicati gli “effetti dell’esperienza” allorché
i risultati osservati delle ipotesi della modellizzazione delle pensioni (tasso
di crescita delle retribuzioni, tasso d’inflazione, tasso di attualizzazione)
differiscono dai livelli previsti. Per i sistemi a contribuzione definita tale
riga è pari a zero.
17.137   La riga 2.4 indica i redditi da
capitale percepiti o figurativi nei sistemi, che passano attraverso il settore
delle famiglie o il settore del resto del mondo. È opportuno osservare che per
tutti i sistemi a prestazione definita compresa la sicurezza sociale, con o
senza costituzione di riserve, tali redditi da capitale sono equivalenti alla
riduzione del fattore di attualizzazione. In altre parole, il valore è pari al
tasso di attualizzazione moltiplicato per i diritti pensionistici all’inizio
del periodo contabile.
17.138   Alcune voci delle righe delle
colonne G e H, in particolare i contributi effettivi versati dai datori di
lavoro e dai lavoratori dipendenti, figurano nei conti nazionali standard,
anche se i diritti e le variazioni dei diritti non sono riportati. Altre voci
delle colonne G e H che compaiono solo nella tavola aggiuntiva sono riportate
in grigio e spiegate più avanti.
17.139   I contributi figurativi a carico
dei datori di lavoro per i sistemi delle amministrazioni pubbliche i cui
diritti figurano nella colonna G ma non nei conti nazionali standard richiedono
un’attenzione particolare. Nei conti nazionali standard i contributi figurativi
devono essere stimati sulla base di calcoli attuariali. Solo nei casi in cui non
sia possibile ottenere un livello sufficiente di affidabilità con i calcoli
attuariali, è possibile applicare altri due metodi per stimare i contributi
pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro nei sistemi delle
amministrazioni pubbliche come segue: 
(1)     sulla base di una percentuale ragionevole
delle retribuzioni versate ai lavoratori dipendenti in attività;
(2)     come pari alla differenza tra le
prestazioni correnti da versare e i contributi effettivi da versare (sia dei lavoratori
dipendenti sia delle amministrazioni pubbliche in qualità di datori di lavoro).
Le voci per i contributi sociali supplementari
delle famiglie e le altre variazioni dei diritti sono presentate in modo
analogo ai sistemi privati.
17.140   La riga 3 riporta una voce
calcolata sulla stessa base attuariale della sicurezza sociale come “altra
accumulazione (attuariale) di diritti pensionistici negli enti di previdenza e
di assistenza sociale”. Tale voce è pertanto distinta dai contributi sociali
figurativi a carico dei datori di lavoro.
17.141   Dato che la tavola aggiuntiva
fornisce uno sviluppo completo delle variazioni dei diritti pensionistici nel
periodo contabile, è necessario introdurre una riga specifica per tenere conto
del caso in cui i contributi sociali effettivi al sistema pensionistico di
sicurezza sociale non siano calcolati su base attuariale e pertanto vi siano contributi
figurativi che non siano di responsabilità del datore di lavoro. Tali
operazioni figurative dei sistemi pensionistici di sicurezza sociale sono
riportate alla riga 3 come altri aumenti attuariali dei diritti pensionistici
nei sistemi pensionistici di sicurezza sociale. Le registrazioni di questa riga
possono essere positive o negative; sono negative quando in un sistema
pensionistico di sicurezza sociale il tasso di attualizzazione è superiore al
tasso di rendimento interno del sistema. Il tasso di rendimento interno di un
sistema pensionistico è il tasso di attualizzazione che equilibra il valore
attuale dei contributi effettivi versati e al valore attualizzato dei diritti
pensionistici acquisiti mediante tali contributi. Si hanno registrazioni negative
quando ad esempio i contributi vengono aumentati oltre il livello attuariale
richiesto per finanziare una carenza di risorse finanziarie a breve termine.
17.142   La riga 3 non rappresenta
trasferimenti in denaro dal gettito fiscale e viene registrata nei conti
standard come trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche se non
influisce sui diritti pensionistici. In alcuni paesi dell’UE le amministrazioni
pubbliche effettuano trasferimenti ai sistemi pensionistici che aumentano i
diritti pensionistici (ad esempio quando vengono effettuati i trasferimenti per
gruppi sociali specifici che non sono in grado di contribuire direttamente), il
che indica che gli importi dovrebbero essere implicitamente inclusi nel dato
della riga calcolato per differenza.
17.143   Le operazioni (contributi sociali
figurativi a carico del datore di lavoro) devono rispecchiare le differenze nel
periodo contabile tra gli aumenti retributivi presunti ed effettivi (ovvero la parte
di aumento delle retribuzioni dovuta agli “effetti dell’esperienza” o “effetti
attuariali” in sede di modellizzazione), insieme a tutti gli altri effetti
dell’esperienza.
17.144   La riga 3 riporta gli eventuali “effetti
dell’esperienza” osservati nei sistemi pensionistici di sicurezza sociale, allorché
i risultati osservati delle ipotesi della modellizzazione delle pensioni (tasso
di crescita delle retribuzioni, tasso d’inflazione, tasso di attualizzazione)
in un qualsiasi anno differiscono dai livelli previsti.
17.145   La riga 4 riporta le prestazioni
pensionistiche versate durante il periodo contabile. Il pagamento delle
prestazioni pensionistiche ha l’effetto di “liquidare” alcuni diritti
pensionistici inclusi negli stock di apertura della riga 1.
17.146   La riga 5 presenta le variazioni
dei diritti pensionistici per effetto dei contributi e delle prestazioni. È
uguale alla somma della riga 2 e della riga 3 meno la riga 4. Questo saldo
contabile misurato a partire dai conti non finanziari è equivalente a quello
misurato a partire dai conti finanziari. 
17.147   Una caratteristica del panorama
mutevole delle pensioni è la crescente possibilità di avere “pensioni
trasferibili”, per cui una persona che cambia lavoro può trasferire i diritti
pensionistici dal vecchio al nuovo datore di lavoro. In tal caso, i diritti
pensionistici della famiglia interessata restano intatti ma si ha un’operazione
tra i due sistemi pensionistici in quanto il nuovo sistema assume le passività del
precedente. Vi sarà inoltre un’operazione di contropartita in alcune attività
per coprire tali passività.
17.148   Se le amministrazioni pubbliche
si assumono la responsabilità delle prestazioni pensionistiche per i lavoratori
dipendenti di un’unità non facente parte delle amministrazioni pubbliche
mediante un’operazione esplicita, eventuali pagamenti effettuati da tale unità
devono essere registrati come contributi sociali prepagati (F.89). Questo tipo
di sistema è analizzato più in dettaglio nei paragrafi da 20.276 a 20.278.
17.149   Quando un’unità accetta la
responsabilità dei diritti pensionistici di un’altra unità, alla riga 6 vengono
registrate due operazioni. Innanzitutto si ha un trasferimento di diritti
pensionistici dal sistema pensionistico iniziale al nuovo sistema. In secondo
luogo, può esserci un trasferimento in denaro o di altre attività finanziarie come
compensazione del nuovo sistema pensionistico. È possibile che il valore del
trasferimento di attività finanziarie non sia esattamente uguale al valore dei
diritti pensionistici trasferiti. In tal caso è necessaria una terza
registrazione nelle operazioni di trasferimento in conto capitale in modo da rispecchiare
correttamente le variazioni del patrimonio netto delle due unità interessate.
17.150   In risposta a fattori demografici
e di altra natura, i datori di lavoro stanno riformando sempre più i sistemi
pensionistici che gestiscono. Le riforme possono consistere nella modifica
della formula di calcolo delle prestazioni o dell’età pensionabile o di altre
disposizioni del sistema.
17.151   Solo le riforme delle pensioni
attuate determinano registrazioni nei conti nazionali, nelle stime dei diritti
pensionistici nell’anno in cui le riforme entrano in vigore e successivamente
nei flussi osservati. L’annuncio da parte di un datore di lavoro della sua
intenzione di avviare una riforma delle pensioni non costituisce una base
sufficiente per introdurre gli effetti della riforma nei dati contabili
nazionali.
17.152   In alcuni casi di riforma, il
datore di lavoro sceglie di lasciare intatti i diritti acquisiti dai membri attuali
e applica le disposizioni della riforma unicamente alle future acquisizioni di ulteriori
diritti. Non vi è alcun impatto immediato sulle prestazioni pensionistiche
correnti. L’impatto si vedrà sulle misure future delle prestazioni
pensionistiche, in linea con il metodo dell'accumulazione a una certa data (“accrued-to-date”).
17.153   Tuttavia in alcuni casi il datore
di lavoro decide di attuare riforme che hanno un impatto sui diritti accumulati
fino a quel momento dai membri attuali, ad esempio un aumento generale dell’età
pensionabile per tutti i membri. Riforme di questo tipo modificano gli stock
dei diritti pensionistici nell’anno in cui entrano in vigore. Tale impatto deve
essere contabilizzato come flusso e può essere molto significativo dato che ha
un impatto sui diritti pensionistici attuali e futuri.
17.154   Le variazioni dei diritti
pensionistici sono registrate come operazioni nel modo seguente:
a)      se i diritti del sistema pensionistico
sono inclusi nei conti nazionali standard e il datore di lavoro accetta la
modifica delle condizioni dei diritti pensionistici mediante contrattazione con
il lavoratore dipendente interessato, tale modifica viene registrata come
operazione nei conti nazionali standard (nella rubrica contributi sociali
figurativi a carico del datore di lavoro);
b)      se i diritti del sistema pensionistico
non sono registrati nei conti nazionali standard e il datore di lavoro accetta
la modifica delle condizioni dei diritti pensionistici mediante contrattazione con
il lavoratore dipendente interessato, tale modifica viene registrata come
operazione nella tavola aggiuntiva;
c)      nel caso della sicurezza sociale, se le
variazioni dei diritti pensionistici vengono approvate dalle autorità
parlamentari, esse vengono registrate nella tavola aggiuntiva come se fossero
il risultato di contrattazioni.
17.155   Le variazioni dei diritti
pensionistici imposte senza preventiva contrattazione sono registrate come
altre variazioni di volume delle attività.
17.156   Le variazioni dei diritti
accumulati a una certa data derivanti dal servizio precedente sono registrati
come trasferimenti in conto capitale.
17.157   La riga 7 riporta l’impatto delle
riforme delle strutture del sistema pensionistico sui diritti relativi al
servizio precedente. 
4.1.2.3 Variazioni dei diritti
pensionistici per effetto di altri flussi economici 
17.158   Le righe 8 e 9 riportano gli
altri flussi quali le rivalutazioni e altre variazioni di volume associate ai
sistemi pensionistici di assicurazione sociale. La tavola 17.8 presenta gli
altri flussi, suddivisi in rivalutazioni e altre variazioni di volume.
17.159   Le rivalutazioni sono dovute alle
variazioni delle ipotesi chiave della modellizzazione nei calcoli attuariali.
Tali ipotesi riguardano il tasso di attualizzazione, il tasso retributivo e il
tasso d’inflazione. Gli effetti dell’esperienza non sono inclusi a meno che non
sia possibile individuarli separatamente. È più probabile che le altre
variazioni delle stime attuariali vengano registrate come altre variazioni del
volume delle attività. Gli effetti delle variazioni di prezzo dovute
all’investimento dei diritti vengono registrate come rivalutazioni nel conto di
rivalutazione delle attività e delle passività. 
17.160   Quando le ipotesi demografiche
utilizzate nei calcoli attuariali vengono modificate, sono registrate come
altre variazioni di volume delle attività e delle passività.
Tavola 17.8: altri flussi quali le
rivalutazioni e altre variazioni di volume delle attività
 Rivalutazioni 
 Variazioni del tasso di attualizzazione ipotizzato 
 Variazioni dell’andamento retributivo ipotizzato 
 Variazioni dell’andamento dei prezzi ipotizzato 
 Altre variazioni di volume delle attività 
 Variazioni delle ipotesi demografiche 
 Altre variazioni di volume delle attività 
4.1.2.4 Indicatori connessi 
17.161   I servizi finanziari prodotti da
tutti i sistemi pensionistici vengono registrati come pagati dai membri del
sistema e pertanto i costi dei sistemi pensionistici non vengono registrati
come consumi intermedi del datore di lavoro che gestisce il sistema. Di
conseguenza, lo schema 17.1 presenta i servizi finanziari separatamente dai
contributi sociali. Tale presentazione dei servizi finanziari significa che gli
importi riportati come contributi ricevuti dai lavoratori dipendenti da parte dei
loro datori di lavoro sono esattamente equivalenti alla parte di contributi
versati dai dipendenti al sistema pensionistico. Inoltre, non è necessario
riportare quali elementi dei contributi sociali coprono il compenso del
servizio: in un sistema a contribuzione definita saranno i contributi
supplementari delle famiglie e in un sistema a prestazione definita saranno i
contributi a carico del datore di lavoro o delle famiglie.
Dato che la produzione, consumata dai membri del
sistema, viene registrata per tutti i sistemi pensionistici dei datori di
lavoro, la riga 11 presenta la produzione per tipo di sistema.
Schema 17.1: diritti pensionistici e loro variazioni
   || Contributi (effettivi, figurativi) (di cui: redditi da capitale) (righe 2 e 3) || Prestazioni pensionistiche (riga 4) ||   || 
   ||   || 
   ||   || 
   || Servizi finanziari ||   || 
   || Altri flussi (rivalutazioni, altre variazioni di volume) (righe 8 e 9) ||   || 
   || Variazioni dei diritti pensionistici (per effetto di operazioni e di altri flussi economici) ||         Diritti pensionistici alla fine del periodo (riga 10) || 
 Diritti pensionistici all'inizio del periodo (riga 1) ||   ||   || 
   ||   || 
   ||   || 
   ||   || 
 Stock a t0 || Operazioni e altri flussi tra t0 e t1 || Stock a t1 
Lo schema ha carattere puramente illustrativo e le
dimensioni dei diversi riquadri non hanno alcun significato.
4.2. Ipotesi attuariali
4.2.1 Diritti accumulati a una certa data
17.162   I diritti pensionistici sono
misurati nei conti nazionali su base lorda. Per la compilazione dei diritti netti
di qualsiasi tipo non si tiene conto delle attività o dei contributi sociali
accumulati. Vengono considerati solo i diritti pensionistici dovuti per
prestazioni pensionistiche effettive o future.
17.163   Il concetto di passività
accumulate a una certa data è pertinente a fini dei conti nazionali. Esso
comprende il valore attuale dei diritti pensionistici derivante da diritti
pensionistici già accumulati. Ad esempio copre i diritti pensionistici
accumulati dai lavoratori dipendenti in attività, compresi i diritti
pensionistici differiti, e i diritti pensionistici residui degli attuali pensionati.
17.164   Come tutti i dati dei conti
nazionali, anche questi dati sono misurati a posteriori poiché comprendono solo
i valori attuali dei diritti derivanti dai diritti pensionistici accumulati
alla data del conto patrimoniale. Il metodo si basa su operazioni ed eventi
passati osservabili, quali la partecipazione al sistema pensionistico e i
contributi versati. Tuttavia tali misure a posteriori si basano altresì su una
serie di ipotesi formulate nel processo di modellizzazione. Vengono effettuate
stime della probabilità di morte o di invalidità degli attuali contribuenti
prima del raggiungimento dell’età pensionabile. Le misure rispecchiano inoltre
le variazioni future del flusso di pagamenti per effetto di eventuali norme
entrate in vigore prima dell’anno per il quale vengono calcolati i diritti
pensionistici. Infine, il metodo richiede alcune importanti ipotesi sugli
sviluppi futuri, in particolare in relazione al tasso di attualizzazione per i
futuri versamenti pensionistici.
4.2.2 Tasso di attualizzazione
17.165   Il tasso di attualizzazione applicato
per stimare le prestazioni pensionistiche future nel caso di diritti accumulati
a una certa data è una delle più importanti ipotesi da formulare nella
modellizzazione dei sistemi pensionistici, dato che l’impatto cumulativo su
molti decenni può essere notevole. Il tasso di attualizzazione di un
determinato metodo può variare nel tempo, il che può portare a rivalutazioni dei
conti. 
17.166   Il tasso di attualizzazione può
essere considerato equivalente al tasso di rendimento a rischio zero sulle
attività detenute da un sistema pensionistico. Nel caso di diritti
pensionistici da versare in futuro, il tasso di attualizzazione può anche
essere visto come il costo del capitale, nel senso che i pagamenti futuri
devono essere finanziati dalle amministrazioni pubbliche mediante le fonti
abituali:
a)      acquisizione netta di passività, quali prestiti
e titoli di debito;
b)      vendite nette di attività;
c)      entrate delle amministrazioni pubbliche.
Il tasso di attualizzazione può essere ricavato da
tale costo del finanziamento.
17.167   Il tasso di attualizzazione dovrebbe
essere privo di rischio. Di seguito vengono forniti alcuni criteri per determinare
tassi adeguati. Il tasso di attualizzazione sui titoli di Stato e sulle
obbligazioni societarie di elevata qualità, ad esempio con rating “AAA”,
rappresenta un riferimento adeguato. I rendimenti delle obbligazioni societarie
di elevata qualità sono utilizzati solo quando i mercati sono ampi. Le
obbligazioni devono avere una durata residua equivalente a quella dei diritti
pensionistici. Si raccomanda l’uso di un tasso di attualizzazione basato su una
scadenza a lungo termine, dove per lungo termine si intende una scadenza di 10
anni o più. La media di diversi anni del tasso di attualizzazione, legata alla lunghezza
del ciclo economico, può essere applicata per perequare le serie temporali del
tasso di attualizzazione. Le ipotesi sul tasso di attualizzazione devono essere
in linea con quelle sull’andamento futuro delle retribuzioni. Gli Stati membri
devono fornire elementi che dimostrino la validità del tasso di attualizzazione
utilizzato per i diritti pensionistici alla luce dei vari criteri precedentemente
descritti. 
17.168   È necessario utilizzare il
medesimo tasso di attualizzazione per tutti i sistemi pensionistici di cui le
amministrazioni pubbliche sono i gestori delle pensioni (compresi i sistemi
pensionistici di sicurezza sociale) a qualsiasi livello di amministrazione,
dato che i risultati attesi devono avvicinarsi a rendimenti a rischio zero. 
4.2.3 Aumenti retributivi
17.169   Al fine di determinare il livello
delle pensioni, i sistemi pensionistici a prestazione definita applicano spesso
una formula alla retribuzione dei membri, che può essere l'ultima retribuzione,
una media su un certo periodo di anni o la retribuzione percepita nel corso di
tutta la vita lavorativa. Le pensioni finali pagate sono influenzate dall'aumento
medio delle retribuzioni dei membri, in particolare mediante promozioni e
avanzamenti di carriera.
17.170   È pertanto opportuno valutare
quali ipotesi vengono formulate sull'andamento futuro delle retribuzioni.
L’andamento ipotizzato delle retribuzioni a lungo termine dovrebbe
corrispondere al tasso di attualizzazione osservato. Entrambe le variabili
sono, nel lungo termine, interdipendenti.
17.171   Per misurare l’impatto degli
aumenti retributivi, i contabili utilizzano due metodi attuariali. Il metodo
dell'obbligazioni a titolo delle prestazioni accumulate (accrued benefit
obligation – ABO) registra solo le prestazioni effettivamente accumulate a
una certa data. Rappresenta l’importo che il dipendente potrebbe ricevere se
lasciasse l’azienda il giorno dopo e può costituire, ad esempio, la base di
valutazione del patrimonio netto di una persona in caso di divorzio.
17.172   Il metodo
dell'obbligazione a titolo delle prestazioni previste (projected benefit
obbligation – PBO) rappresenta una misurazione più prudente del probabile livello
finale dei diritti. Per una singola persona, il metodo PBO ipotizza quante promozioni
future la persona possa ricevere e calcola di conseguenza la sua ultima retribuzione.
Successivamente, se la persona ha di fatto lavorato solo 20 anni dei 40 previsti,
l'ultima retribuzione viene dimezzata e i diritti pensionistici della persona
vengono calcolati come se tale importo fosse la retribuzione attuale. Mentre
nel caso dell'ABO gli incrementi si verificano ad ogni promozione, nel caso della
PBO gli aumenti sono continui nel tempo. Per la singola persona il valore della
PBO è sempre più elevato rispetto a quello dell'ABO fino al momento della
pensione, quando quest'ultimo raggiunge il valore della PBO.
17.173   L’impatto degli aumenti delle
retribuzioni deve essere rispecchiato nelle operazioni, poiché la concessione
di un aumento della retribuzione rappresenta una decisione economica
consapevole presa dal datore di lavoro. Inoltre, in linea di principio, i
metodi ABO e PBO portano a lungo termine alla registrazione delle medesime
operazioni, anche se il calendario di tali operazioni differisce a seconda
dell’andamento demografico del sistema.
17.174   Le modifiche delle ipotesi sulle
future variazioni delle retribuzioni, effettuate generalmente a distanza di pochi
anni in risposta a una revisione generale delle ipotesi si cui si basa la modellizzazione
delle pensioni o per effetto di un’importante ristrutturazione del personale,
vengono registrate come altri flussi (rivalutazioni).
17.175   Nella pratica si osservano
diverse possibili varianti nell’applicazione dei metodi ABO e PBO, a seconda di
come vengono trattati gli effetti dei prezzi e delle retribuzioni. 
17.176   Un fattore importante è il
trattamento delle modalità di indicizzazione delle pensioni nel caso in cui le
pensioni da versare aumentino in linea con l'aumento nominale delle
retribuzioni dopo il pensionamento. 
17.177   Data l’importanza degli effetti
delle retribuzioni, si raccomanda di basare la scelta tra il metodo ABO o il
metodo PBO sulla formula di base per il calcolo delle prestazioni nel sistema
pensionistico. Se la formula comprende implicitamente o esplicitamente un
fattore di aumento delle retribuzioni (prima o dopo il pensionamento), va
adottato il metodo PBO. In assenza di tale fattore, si adotterà il metodo ABO.
4.2.4 Ipotesi demografiche
17.178   I pagamenti delle pensioni future
sono soggetti a effetti demografici, in termini di equilibrio età/sesso dei
membri e della loro longevità. Esistono tavole demografiche ormai consolidate
per la modellizzazione dei sistemi pensionistici e di assicurazione sulla vita.

17.179   Nel caso dei sistemi
pensionistici connessi con l'occupazione, la partecipazione al sistema è ben
definita e pertanto i dati dovrebbero essere disponibili. Nel caso dei sistemi
di sicurezza sociale, si fa ricorso a dati sulla popolazione in generale nel
caso in cui non siano disponibili dati specifici sulla partecipazione alla
sicurezza sociale.
17.180   Per quanto riguarda le tavole di mortalità,
dette anche tavole di longevità, si preferisce l'uso delle tavole specifiche
per sesso e gruppi di lavoratori dipendenti. Se possibile il gruppo di membri
che riceve una pensione di invalidità dovrebbe essere oggetto di una
modellizzazione utilizzando diverse ipotesi sulla longevità.
17.181   Le ipotesi sulla longevità
dovrebbero includere l’aumento della longevità nel tempo.
17.182   La modellizzazione dei sistemi
pensionistici può comportare il ricorso a ipotesi demografiche diverse dalla
longevità, per esempio i futuri tassi di fertilità, di partecipazione al lavoro
o di immigrazione, nel caso in cui le prestazioni pensionistiche o la formula di
indicizzazione siano basate su un “rapporto di dipendenza” o un tipo di
approccio simile. 
17.183   Quando nell'ambito di un sistema
il prepensionamento è neutro sotto il profilo attuariale, la modellizzazione non
ne risente. I prepensionamenti non neutri sotto il profilo attuariale hanno
invece conseguenze e ciò succede frequentemente visto che generalmente vengono applicati
tassi d’interesse diversi in caso di prepensionamento. Pertanto, è importante l’adeguata
modellizzazione dei comportamenti di prepensionamento, in particolare quando
una riforma prevede l’innalzamento della futura età pensionabile.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 18
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 18 - CONTI DEL RESTO DEL MONDO
Introduzione
18.01     I conti dei settori
istituzionali residenti registrano l'attività economica: produzione, generazione,
distribuzione e redistribuzione del reddito, consumi e accumulazione di
attività e passività. Tali conti evidenziano le operazioni tra unità residenti,
nonché le operazioni tra unità residenti e unità non residenti che
costituiscono il resto del mondo.
18.02     Il SEC è un sistema chiuso nel
senso che ogni operazione è registrata nei conti contemporaneamente tra gli impieghi
e tra le risorse. Ciò consente di compilare una serie coerente e articolata di
conti per le unità residenti e di inserire tutte le attività economiche di
ciascuna unità istituzionale nella sequenza dei conti. Lo stesso non avviene
per le unità non residenti, che possono essere osservate soltanto in caso di
loro interazione con le unità residenti dell'economia oggetto di misurazione.
Pertanto sono registrate soltanto le loro operazioni con unità residenti. Ciò
avviene tramite la creazione di un settore denominato "Resto del
mondo" e mediante la compilazione di una speciale serie di conti, le cui
registrazioni sono limitate alle operazioni delle unità non residenti con le
unità residenti.
18.03     La sequenza dei conti per il
settore del resto del mondo è la seguente: 
a)      conto del resto del mondo dei beni e dei
servizi (V.I), relativo alle importazioni e alle esportazioni di beni e di
servizi;
b)      conto del resto del mondo dei redditi
primari e dei redditi secondari (V.II), comprendente i redditi da lavoro
dipendente, i redditi da capitale e da investimenti e i trasferimenti correnti
quali i trasferimenti personali (comprese le rimesse dei lavoratori) e gli
aiuti internazionali;
c)      conti dell'accumulazione del resto del
mondo (V.III), comprendenti:
(1)     il conto del capitale (V.III.1), che
evidenzia i trasferimenti in conto capitale e le acquisizioni meno cessioni di
attività non finanziarie non prodotte;
(2)     il conto finanziario (V.III.2), che evidenzia
le operazioni inerenti ad attività e passività finanziarie;
(3)     il conto delle variazioni di volume delle
attività e delle passività (V.III.3.1), che evidenzia le confische senza
indennizzo, ecc.;
(4)     il conto della rivalutazione delle
attività e delle passività (V.III.3.2), che evidenzia i guadagni e le perdite
nominali in conto capitale;
d)      conto delle attività e delle passività
del resto del mondo (V.IV), che presenta i conti patrimoniali di apertura e di
chiusura e le variazioni di valore di tali attività e passività tra il conto
patrimoniale di apertura e il conto patrimoniale di chiusura.
La sequenza completa dei conti è presentata nel
capitolo 8 e la numerazione indicata qui sopra tra parentesi si riferisce alla
numerazione dei conti contenuta in tale capitolo.
18.04     Poiché i conti sono compilati
nell'ottica del settore del resto del mondo, nel conto del resto del mondo dei
beni e dei servizi le importazioni nell'economia nazionale figurano tra le risorse
e le esportazioni dall'economia nazionale tra gli impieghi. Una analoga
inversione è operata in tutti i conti del resto del mondo. Un saldo positivo
indica una eccedenza per il resto del mondo e un disavanzo per il totale dell'economia
nazionale. Analogamente, un saldo negativo evidenzia un disavanzo per il resto
del mondo e una eccedenza per l'economia nazionale. Una attività finanziaria
detenuta dal resto del mondo rappresenta una passività per l'economia nazionale
e una passività del resto del mondo costituisce una attività per l'economia nazionale.
18.05     Il quadro standard di
riferimento per le statistiche relative alle operazioni e alle posizioni tra una
economia e il resto del mondo è illustrato nel manuale "Balance of
Payments and International Investment Position Manual 2008" (sesta edizione)
(BPM6). Tale manuale è armonizzato con il Sistema dei conti nazionali 2008, ma
registra le interazioni tra l'economia nazionale e il resto del mondo in una
serie di conti e di conti patrimoniali che presentano le informazioni in
maniera differente. Nel presente capitolo sono illustrati i conti del settore
del resto del mondo del SEC 2010, nonché le relazioni tra tali conti e i conti
internazionali secondo il BPM6.
Territorio economico
18.06     Il concetto di territorio
economico più comunemente utilizzato è quello della zona sotto l'effettivo
controllo economico di una unica amministrazione pubblica. Ai fini dell'analisi
e della politica macroeconomica possono rivestire interesse altre entità, quali
le unioni economiche o monetarie, le regioni o il mondo nel suo insieme. La
definizione completa è fornita nel capitolo 2 (paragrafi 2.04–2.06) 
18.07     La residenza di una entità in un
dato territorio economico è determinata in due fasi: 
(1)     si valuta dapprima se l'entità risponde
ai criteri per essere considerata una unità istituzionale; 
(2)     in caso affermativo, si verifica se soddisfa
i criteri stabiliti nel capitolo 2 per quanto concerne la
"residenza".
Residenza
18.08     Il luogo di residenza di
ciascuna unità istituzionale è il territorio economico al quale essa è più
strettamente legata, indicato come il suo centro di interesse economico prevalente.
I concetti coincidono nel SEC, nell'SCN e nel BPM6. L'introduzione dell'espressione
"centro di interesse economico prevalente" non significa che le
entità che effettuano operazioni considerevoli in due o più territori non
necessitino più di essere frazionate (cfr. paragrafo 18.12) o che le unità
istituzionali senza alcuna presenza fisica significativa possano essere ignorate
(cfr. paragrafi 18.10 e 18.15). Il concetto di residenza è descritto
dettagliatamente nel capitolo 2, sia in termini generali, sia più in
particolare nel caso delle famiglie, delle imprese e di altre entità.
Unità istituzionali
18.09     Il concetto di "unità
istituzionale" è identico nel SEC, nell'SCN e nel BPM6. La definizione
generale è contenuta nel capitolo 2, ai paragrafi 2.12–2.16. Poiché l'attenzione
è rivolta all'economia nazionale, trattamenti specifici sono previsti per le
unità le cui attività travalicano i confini nazionali. In alcuni casi le entità
giuridiche sono fuse in una unica unità istituzionale se sono residenti nella
stessa economia, mentre ciò non avviene se sono residenti in economie
differenti. Analogamente, una unica entità giuridica può essere frazionata se effettua
importanti operazioni in due o più economie. A seguito di tali trattamenti, la
residenza delle unità così ottenute risulta meglio definita e il concetto di
territorio economico ne esce rafforzato.
18.10     Le società e le amministrazioni
pubbliche fanno ricorso alle società veicolo per raccogliere fondi. Allorché la
società veicolo è residente nella stessa economia della società madre, il suo
trattamento è semplice: la società veicolo non presenta normalmente nessuna
delle caratteristiche per poter essere considerata una entità distinta rispetto
alla società madre e le attività da essa detenute e le passività da essa assunte
figurano nei conti della società madre. Nel caso in cui la società veicolo non
sia residente, i criteri di residenza previsti per il settore del resto del
mondo impongono la creazione di una entità distinta. In questo caso le attività
detenute e le passività assunte dalla società veicolo figurano nel settore del
resto del mondo e non nel settore dell'economia nazionale. Il trattamento da
riservare alle società veicolo non residenti appartenenti alle amministrazioni
pubbliche è definito nel paragrafo 2.14.
18.11     I componenti di una famiglia
devono essere tutti residenti nella stessa economia. Se una persona risiede in una
economia diversa da quella degli altri componenti della sua famiglia, non è più
considerata componente di quella famiglia, anche se può detenere attività in
comune con essa o condividere redditi e spese.
Le filiali nei conti internazionali della
bilancia dei pagamenti
18.12     Una filiale è una impresa non
costituita in società appartenente a una unità non residente, denominata
società madre. La filiale è considerata residente e trattata come una quasi-società
nel territorio in cui è ubicata. Affinché le filiali siano riconosciute come unità
istituzionali distinte è necessario disporre di indicazioni su operazioni consistenti
che possono essere disgiunte dal resto dell'entità. Una filiale è individuata
nei seguenti casi:
a)      se dispone di una serie completa di
conti, compreso un bilancio, o
b)      se è possibile e significativo, sotto il
profilo sia economico sia giuridico, procedere, se necessario, alla
compilazione di tali conti. La tenuta di registrazioni distinte è indice dell'esistenza
di una unità effettiva e facilita l'elaborazione di statistiche.
Inoltre sono normalmente presenti uno o più dei
seguenti elementi:
(1)     la filiale esercita o intende esercitare
attività di produzione su una scala significativa in un territorio diverso da
quello della sua sede centrale, per un anno o più: 
i)        se il processo di produzione richiede
una presenza fisica, le operazioni dovrebbero essere fisicamente ubicate in
tale territorio;
ii)       se la produzione non richiede una
presenza fisica, come accade talvolta nel caso dei servizi bancari, dei servizi
di assicurazione, di altri servizi finanziari, della proprietà di brevetti,
marchi o copyright, del merchanting e della "fabbricazione virtuale",
le attività dovrebbero essere riconosciute come esercitate sul territorio in
virtù della registrazione o del domicilio giuridico di queste operazioni in
tale territorio;
(2)     la filiale è riconosciuta come
assoggettata all'eventuale regime di tassazione del reddito dell'economia in
cui è ubicata, anche nel caso in cui le sia accordata l'esenzione da imposta.
18.13     L'individuazione delle filiali
presenta implicazioni per la rilevazione statistica sia della società madre sia
della filiale. Le operazioni della filiale sono escluse da quelle dell'unità
istituzionale della sua sede centrale e la distinzione tra società madre e filiale
deve essere operata in modo coerente in entrambe le economie in questione. È
possibile individuare una filiale nel caso dei progetti di costruzione o di
operazioni mobili come i trasporti, la pesca o la consulenza. Tuttavia, se non
sono sufficientemente rilevanti da permettere l'individuazione di una filiale, le
operazioni sono considerate esportazioni di beni o di servizi della sede
centrale.
18.14     In alcuni casi, le operazioni
preliminari connesse a un futuro progetto di investimento diretto prima della
costituzione di una società sono una prova sufficiente della residenza e
consentono l'individuazione di una quasi-società. Ad esempio, le spese
giuridiche e per licenze in relazione a un progetto sono registrate come
sostenute da una quasi-società e rientrano nei flussi di investimenti diretti
in tale unità, anziché rispettivamente come esportazione di servizi alla sede
centrale o cessione di licenze a non residenti.
Unità residenti fittizie
18.15     Nel caso in cui i terreni
ubicati in un territorio siano di proprietà di una entità non residente, si
considera a fini statistici che il proprietario dei terreni sia una unità
fittizia che viene trattata come residente. Tale unità residente fittizia è una
quasi-società. Lo stesso trattamento si applica anche ai connessi edifici e
alle connesse strutture e agli altri miglioramenti di tali terreni, all'affitto
dei terreni per lunghi periodi e alla proprietà di risorse naturali diverse dai
terreni. In conseguenza di tale trattamento, il non residente è proprietario
dell'unità residente fittizia, anziché direttamente dei terreni. In tal modo i
terreni e le altre risorse naturali restano sempre attività dell'economia in
cui sono ubicati, mentre viene creata una passività sotto forma di una
partecipazione di non residenti. L'unità residente fittizia normalmente eroga
servizi al suo proprietario, ad esempio servizi di alloggio nel caso delle case
di vacanza.
18.16     In generale una unità non
residente stipula un contratto di locazione a lungo termine di un bene immobile,
come un edificio, se intende avviare una produzione nell'economia in cui l'immobile
è ubicato. Se, per qualunque motivo, alla locazione non è associata alcuna
attività di produzione, anche in questo caso viene creata una unità residente
fittizia per tale locazione. Pertanto l'unità non residente è considerata come
proprietaria dell'unità residente fittizia e non dell'edificio, che resta di
proprietà dell'economia in cui è ubicato.
Imprese multiterritoriali
18.17     Alcune imprese esercitano una
attività senza soluzione di continuità in più territori economici. Normalmente
si tratta di attività transfrontaliere, come la gestione di linee aeree o di
navigazione, di impianti idroelettrici sui fiumi di confine, di condotte,
ponti, tunnel e cavi sottomarini. Occorre quindi individuare filiali distinte,
salvo che l'entità non sia gestita come singola unità, senza conti separati o senza
autonomia decisionale per ogni territorio in cui opera. In questo caso, poiché
nei conti nazionali l'attenzione è focalizzata sui dati di ciascuna economia
nazionale, è necessario ripartire le operazioni tra le economie sulla base di
un appropriato indicatore specifico all'impresa, in proporzione alle operazioni
svolte in ciascun territorio. Una siffatta ripartizione può essere adottata
anche nel caso delle imprese operanti in zone soggette all'amministrazione
congiunta di due o più amministrazioni pubbliche.
Ripartizione geografica
18.18     Ai fini della compilazione dei
conti dell'Unione europea, i conti del resto del mondo (S.2) sono suddivisi
come segue:
a) Stati membri, istituzioni e organi dell'Unione
europea (S.21)
1) Stati membri dell'Unione europea (S.211)
i) Stati membri della zona euro (S.2111) 
ii) Stati membri non aderenti all'euro (S.2112)
2) Istituzioni e organi dell'Unione europea
(S.212)
i) Banca centrale europea (BCE) (S.2121)
ii) Istituzioni e organi dell'Unione europea,
esclusa la BCE (S.2122)
b) Paesi non aderenti all'UE e organizzazioni
internazionali non residenti nell'UE (S.22)
18.19     Ai fini della compilazione dei
conti della zona euro, i sottosettori di cui sopra possono essere raggruppati
come segue:
Stati membri della zona euro e Banca centrale
europea (S.2I = S.2111 + S.2121)
Paesi e organizzazioni internazionali non
residenti nella zona euro (S.2X = S.2112 + S.2122 + S.22)
Per una descrizione dei conti europei si
rinvia al capitolo 19.
Conti internazionali della bilancia dei
pagamenti
18.20     I conti nazionali differiscono
dai conti internazionali descritti nel BPM6. I conti internazionali presentano
le operazioni tra una economia e l'estero nell'ottica dell'economia nazionale.
Le importazioni figurano pertanto tra gli impieghi (come debito) e le
esportazioni tra le risorse (come credito).
Una esemplificazione sintetica dei conti
internazionali quali sono presentati nel BPM6 è fornita nella tavola 18.1.
18.21     Una seconda importante
differenza tra i conti internazionali della bilancia dei pagamenti e i conti
del settore del resto del mondo nel SEC è costituita dal ricorso nei conti
internazionali a rubriche funzionali, anziché a strumenti come nelle
classificazioni delle operazioni finanziarie nel SEC. La questione è
ulteriormente discussa nei paragrafi 18.60 e 18.61.
Saldi contabili nei conti correnti dei
conti internazionali
18.22     La struttura dei saldi contabili
della bilancia dei pagamenti è leggermente diversa da quella dei conti
nazionali dato che ciascun conto dei conti internazionali presenta, oltre a un
proprio saldo, anche un saldo da riportare nel conto successivo. Ad esempio, il
conto dei redditi primari ha una sua voce a saldo (saldo dei redditi primari) e
un saldo cumulativo (saldo dei beni, dei servizi e dei redditi primari). Il
saldo del resto del mondo dei redditi primari corrisponde al saldo dei redditi
primari ed è la voce che va ad alimentare l'RNL. Il saldo delle operazioni
correnti con il resto del mondo corrisponde al risparmio del resto del mondo nei
confronti dell'economia nazionale. I saldi contabili della struttura dei conti
del BPM6 sono presentati nella tavola 18.1.
Tavola 18.1 - Conti dei flussi internazionali
della bilancia dei pagamenti
 Bilancia dei pagamenti 
 Conto corrente || Crediti || Debiti || Saldo 
 Conto dei beni e dei servizi ||   ||   ||   
 Beni || 462 || 392 || 70 
 Servizi || 78 || 107 || -29 
 Beni e servizi || 540 || 499 || 41 
 Conto dei redditi primari ||   ||   ||   
 Redditi da lavoro dipendente || 6 || 2 ||   
 Interessi || 13 || 21 ||   
 Utili distribuiti dalle società || 36 || 17 ||   
 Utili reinvestiti || 14 || 0 ||   
 Redditi primari || 69 || 40 || 29 
 Beni, servizi e redditi primari || 609 || 539 || 70 
 Conto dei redditi secondari ||   ||   ||   
 Imposte sul reddito e sul patrimonio || 1 || 0 ||   
 Premi netti di assicurazione contro i danni || 2 || 11 ||   
 Indennizzi di assicurazione contro i danni || 12 || 3 ||   
 Trasferimenti internazionali correnti || 1 || 31 ||   
 Trasferimenti correnti diversi || 1 || 10 ||   
 Redditi secondari || 17 || 55 || -38 
 Saldo del conto corrente ||   ||   || 32 
 Conto capitale 
 Acquisizioni/cessioni di attività non prodotte || 0 ||   ||   
 Trasferimenti in conto capitale || 1 || -4 ||   
 Saldo del conto capitale ||   ||   || -3 
 Accreditamento (+) / indebitamento (-) ||   ||   || 29 
 Conto finanziario (per rubrica funzionale) || Variazioni delle attività || Variazioni delle passività || Saldo 
 Investimenti diretti || -4 || 8 ||   
 Investimenti di portafoglio || 17 || 7 ||   
 Strumenti finanziari derivati, ecc. || 3 || 0 ||   
 Altri investimenti || 42 || 22 ||   
 Riserve || 8 || - ||   
 Totale delle variazioni delle attività/passività || 66 || 37 ||   
 Accreditamento (+) / indebitamento (-) (conto finanziario) ||   ||   || 29 
 Errori ed omissioni nette ||   ||   || 0 
Conti del settore del resto del mondo e
loro relazione con i conti internazionali della bilancia dei pagamenti
Conto del resto del mondo dei beni e dei servizi
18.23     Il conto dei beni e dei servizi
comprende soltanto le importazioni e le esportazioni di beni e di servizi in
quanto queste sono le uniche operazioni su beni e servizi con una dimensione
transnazionale. La registrazione di beni e di servizi è effettuata soltanto
allorché vi è un trasferimento di proprietà economica da una unità situata in una
economia a una unità in un'altra economia. Sebbene a un trasferimento di
proprietà si accompagni normalmente un movimento fisico di beni, non sempre è
così. Nel caso del merchanting, infatti, il trasferimento di proprietà delle
merci può avvenire senza alcun loro movimento fino alla loro rivendita a un
terzo.
Le tavole 18.2 e 18.3 riportano un esempio di
registrazione di redditi primari e di redditi secondari nel SEC e nel BPM6.
Tavola 18.2 - Conto del resto del mondo dei
beni e dei servizi (SEC V.1)
 Impieghi || Risorse 
 P.6 || Esportazioni di beni e servizi || 540 || P.7 || Importazioni di beni e servizi || 499 
 P.61 || Esportazioni di beni || 462 || P.71 || Importazioni di beni || 392 
 P.62 || Esportazioni di servizi || 78 || P.72 || Importazioni di servizi || 107 
 B.11 || Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo || -41 ||   ||   ||   
Tavola 18.3 - Conto dei beni e dei servizi del
BPM6
 Conto corrente || Crediti || Debiti || Saldo 
 Conto dei beni e dei servizi ||   ||   ||   
 Beni || 462 || 392 || 70 
 Servizi || 78 || 107 || -29 
 Beni e servizi || 540 || 499 || 41 
18.24     I movimenti fisici di merci da una
economia a un'altra senza trasferimento di proprietà non rientrano tra le
importazioni e le esportazioni. Pertanto i beni che escono dal paese per essere
sottoposti a lavorazione o che vi rientrano dopo la lavorazione non figurano
come esportazioni e importazioni di beni: solo il compenso concordato per la
lavorazione figura come servizio.
18.25     La bilancia dei pagamenti mette
in rilievo la distinzione tra beni e servizi. Tale distinzione rispecchia non
solo interessi divergenti delle politiche perseguite, in quanto vigono trattati
internazionali differenti per le merci e per i servizi, ma anche la
problematica della diversa disponibilità dei dati, in quanto i dati sui beni
sono normalmente ottenuti da fonti doganali, mentre i dati sui servizi
provengono normalmente da indagini o registrazioni dei pagamenti.
18.26     La principale fonte di dati per le
merci è costituita dalle statistiche sul commercio internazionale di beni
(International Merchandise Trade Statistics - IMTS). Le norme internazionali
sono contenute nella pubblicazione "International Merchandise Trade
Statistics: Concepts and Definitions" (Rev. 2). Il BPM6 individua alcune
possibili cause delle differenze tra i valori delle merci registrati nelle statistiche
del commercio estero e nella bilancia dei pagamenti e raccomanda la
compilazione di una tavola standard di concordanza per aiutare gli utilizzatori
a comprendere tali differenze. Una delle principali cause delle discordanze è
costituita dal fatto che per le IMTS si utilizza una valutazione di tipo CIF
(costo, assicurazione e nolo) per le importazioni, mentre per la bilancia dei
pagamenti si utilizza una valutazione uniforme FOB (franco a bordo, ossia il
valore alla frontiera doganale dell'economia esportatrice) sia per le
importazioni che per le esportazioni. È necessario pertanto defalcare i costi
di assicurazione e nolo sostenuti tra la frontiera doganale dell'esportatore e
la frontiera doganale dell'importatore. A causa delle discordanze tra la
valutazione di tipo FOB e gli effettivi accordi contrattuali, è necessario
riattribuire alcune spese di assicurazione e nolo.
I principi di valutazione sono identici nel SEC e
nella bilancia dei pagamenti. La valutazione FOB va pertanto utilizzata per la
registrazione delle esportazioni e delle importazioni di beni (cfr. paragrafo 18.32).
18.27     Il principio del trasferimento
di proprietà utilizzato per la bilancia dei pagamenti implica che il momento di
registrazione delle merci è coerente con i corrispondenti flussi finanziari.
Nel BPM6 non sono più previste eccezioni al principio del trasferimento di
proprietà. Per contro le IMTS seguono il susseguirsi temporale delle attività
doganali. Se tale cronologia costituisce spesso una accettabile approssimazione,
in alcuni casi possono rendersi necessarie rettifiche, come per i beni
consegnati in conto deposito. Nel caso dei beni inviati all'estero per subire
una lavorazione senza trasferimento di proprietà, i valori dei movimenti dei
beni sono inclusi nelle IMTS ma, poiché il trasferimento di proprietà
costituisce il criterio principale per la bilancia dei pagamenti, quest'ultima
presenta soltanto gli oneri connessi ai "servizi di fabbricazione utilizzando
input fisici di proprietà di terzi" (è raccomandata tuttavia l'indicazione
dei valori dei movimenti delle merci come voce supplementare, allo scopo di
aiutare a comprendere la natura di tali contratti). Per ulteriori indicazioni
sulla contabilizzazione dei contratti di lavorazione si rinvia a una successiva
sezione del presente capitolo. Possono essere necessarie ulteriori rettifiche
delle IMTS per conformare le stime al principio del trasferimento di proprietà economica
dei beni, in generale o in conseguenza della particolare copertura di ciascun
paese. Ne sono un esempio il merchanting, l'oro non monetario, i beni che
entrano nel territorio o lo lasciano illegalmente e le provviste di bordo.
18.28     Le riesportazioni sono
costituite da beni di provenienza estera (beni prodotti in altre economie e
precedentemente importati a titolo di trasferimento di proprietà economica) che
sono esportati senza una sostanziale trasformazione rispetto allo stato in cui
si trovavano al momento dell'importazione. Non essendo prodotti nell'economia
in questione, i beni riesportati presentano un legame meno intenso con l'economia
rispetto ad altre esportazioni. Le economie che costituiscono importanti snodi
di smistamento di merci e in cui sono insediati commercianti all'ingrosso
presentano spesso alti valori di riesportazioni. Queste ultime gonfiano i dati
sia delle importazioni sia delle esportazioni e, quando le attività di
riesportazione sono rilevanti, aumentano anche le quote delle importazioni e
delle esportazioni in rapporto agli aggregati economici. Risulta pertanto utile
presentare separatamente le riesportazioni. I beni importati e in attesa di
essere riesportati sono registrati nelle scorte del proprietario economico
residente. 
Si ha commercio di transito allorché i beni, nel
loro viaggio verso la destinazione finale, attraversano un paese. Per il paese
attraversato i beni sono generalmente esclusi dalle statistiche del commercio
estero, dalle statistiche della bilancia dei pagamenti e dai conti nazionali.
Nel commercio di quasi transito i beni sono
importati in un paese, sdoganati per la libera circolazione nell'UE e
successivamente trasferiti verso un paese terzo all'interno dell'UE. L'entità
che interviene nello sdoganamento normalmente non costituisce una unità
istituzionale quale è definita nel capitolo 2 e pertanto non acquista la
proprietà dei beni. In questo caso le importazioni figurano nei conti nazionali
come importazioni dirette verso la destinazione finale, come nel caso del
commercio di semplice transito. Il valore appropriato è quello registrato
allorché i beni entrano nel paese di destinazione finale.
18.29     I beni sono presentati a un
livello aggregato nella bilancia dei pagamenti. Articolazioni più dettagliate
dei beni possono essere ottenute a partire dai dati delle IMTS.
18.30     Nella bilancia dei pagamenti
sono forniti dati dettagliati per le seguenti dodici componenti standard dei
servizi:
a)      servizi di fabbricazione utilizzando
input fisici di proprietà di terzi;
b)      servizi di manutenzione e di riparazione n.i.a.;
c)      trasporti;
d)      viaggi;
e)      costruzioni;
f)       servizi di assicurazione e di pensione;
g)      servizi finanziari;
h)      oneri per l'utilizzo della proprietà
intellettuale n.i.a.;
i)       telecomunicazioni, servizi informatici e
di informazione;
j)       altri servizi alle imprese;
k)      servizi personali, culturali e ricreativi;
l)       beni e servizi delle amministrazioni
pubbliche n.i.a.
18.31     Tre delle componenti standard
della bilancia dei pagamenti sopra indicate sono basate sugli operatori, ossia
si riferiscono all'acquirente o al fornitore anziché al prodotto stesso. Si tratta
dei viaggi, delle costruzioni e dei beni e servizi delle amministrazioni
pubbliche n.i.a. 
a)      Nei viaggi rientrano tutti i beni e i
servizi acquistati nel corso di visite da non residenti per loro uso personale
o per altri. Nei viaggi rientrano i beni, i servizi di trasporto locale, l'alloggio,
i pasti e altri servizi.
b)      Nelle costruzioni figura il valore totale
dei prodotti consegnati dal costruttore, compresi tutti i materiali di
provenienza locale e pertanto non registrati nelle importazioni e nelle
esportazioni di beni.
c)      I beni e i servizi delle amministrazioni
pubbliche n.i.a. comprendono una vasta serie di articoli che non possono essere
attribuiti a rubriche più specifiche.
Accanto a queste tre componenti riferite agli
operatori, le altre componenti sono basate sui prodotti e sono determinate a
partire da classi più dettagliate della CPA Rev. 2. Ulteriori norme sugli
scambi di servizi figurano nel manuale delle statistiche sugli scambi
internazionali di servizi (MSITS), armonizzate con i conti internazionali.
Valutazione
18.32     Il SEC e i conti internazionali
utilizzano gli stessi principi di valutazione. In entrambi i casi si fa ricorso
ai valori di mercato, salvo utilizzare i valori nominali allorché per alcune
posizioni di strumenti non sono osservabili i prezzi di mercato. Nei conti
internazionali la valutazione delle esportazioni e delle importazioni di beni
costituisce un caso speciale in cui si utilizza un criterio di valutazione
uniforme, segnatamente il valore alla frontiera doganale dell'economia
esportatrice, ossia la valutazione di tipo FOB (franco a bordo). Tale
trattamento permette una valutazione coerente tra l'importatore e l'esportatore
e costituisce una base uniforme di misurazione in quei casi in cui le parti
possono scegliere un ampio ventaglio di condizioni contrattuali differenti,
dalla clausola "franco fabbrica" (in cui tutte le spese di trasporto
e di assicurazione sono a carico dell'importatore) fino alla clausola
"reso sdoganato" (in cui tutte le spese di trasporto, di assicurazione
e i dazi di importazione sono a carico dell'esportatore).
Beni in conto lavorazione
18.33     Il SEC 2010 presenta una
fondamentale differenza rispetto al SEC 95 per quanto riguarda il trattamento
dei beni inviati all'estero per subire una lavorazione senza trasferimento di
proprietà. Nel SEC 95 tali beni erano registrati come esportazioni al momento
della spedizione all'estero e quindi come importazioni al loro rientro, a un
valore più elevato in conseguenza della lavorazione subita. Tale metodo, designato
come registrazione lorda, imputava effettivamente un trasferimento di proprietà,
cosicché i dati del commercio internazionale rappresentavano una stima del
valore dei beni oggetto di scambio. L'SCN 2008, il BPM6 e il SEC 2010 non
imputano un trasferimento di proprietà, bensì ricorrono a una sola registrazione:
una importazione del servizio di lavorazione effettuato. Una siffatta contabilizzazione,
più coerente con i dati istituzionali e con le connesse operazioni finanziarie,
fa insorgere tuttavia una incongruenza con le statistiche del commercio
internazionale di beni (IMTS). Queste continuano a presentare il valore lordo
delle esportazioni delle merci che escono dal paese per essere sottoposte a
lavorazione e delle importazioni delle merci che ritornano nel paese dopo avere
subito la lavorazione.
18.34     Per evitare tale incoerenza nei
conti nazionali, si può registrare il valore dei beni esportati, accanto a
quello dei beni importati, in voci supplementari i cui valori sono quelli contabilizzati
nelle IMTS. Ciò permette di ricavare il servizio di lavorazione netto quale
differenza tra il valore dei beni esportati dopo aver subito la lavorazione e
il valore dei beni importati per essere sottoposti a lavorazione. È questo
servizio che è registrato nei conti nazionali. Pertanto per il paese che invia beni
all'estero a scopo di lavorazione, le esportazioni sono registrate accanto ai
beni sottoposti a lavorazione importati, nella forma di voci supplementari nel
conto del resto del mondo dei beni e dei servizi. Questo permette di riconciliare
le registrazioni nelle IMTS con il valore dei servizi netti importati che
riflettono i costi di lavorazione.
18.35     Un esempio in merito al
trattamento nelle tavole delle risorse e degli impieghi dei beni inviati all'estero
per subire una lavorazione può chiarire meglio la modifica introdotta. Si
ipotizzi il caso di una società conserviera che provvede alla raccolta e alla
trasformazione di ortaggi, ma che esternalizza l'operazione del loro effettivo
inscatolamento a una filiale estera di cui è proprietaria al 100% e che, dopo
aver ricevuto il prodotto inscatolato, lo vende sul mercato.
18.36     Nella tavola 18.4, compilata
conformemente al SEC 95, le importazioni e le esportazioni coincidono con le
registrazioni nelle statistiche del commercio internazionale di beni (IMTS). Le
esportazioni di merci alla filiale estera che provvede all'inscatolamento
ammontano a 50 e i prodotti inscatolati rientrano come importazioni per un
valore di 90.
Tavola 18.4 – Trattamento dei beni in conto lavorazione
come commercio internazionale secondo il SEC 95
   || Acquisti || Domanda finale || Totale 
 Vendite || Fabbricazione di prodotti alimentari || Spese delle famiglie || Esportazioni ||   
 Prodotti alimentari ||   || 90 || 50 || 140 
   ||   ||   ||   ||   
 Importazioni di prodotti alimentari inscatolati || 90 ||   ||   || 90 
 Valore aggiunto || 50 ||   || PIL(E) = || 50 
 Totale della produzione || 140 ||   ||   ||   
Tavola 18.5 – Trattamento dei beni in conto lavorazione
come commercio internazionale secondo il SEC 2010
   || Acquisti || Domanda finale || Totale 
 Vendite || Fabbricazione di prodotti alimentari || Spese delle famiglie || Esportazioni ||   
 Prodotti alimentari ||   || 90 || 0 || 90 
   ||   ||   ||   ||   
 Importazioni di servizi di inscatolamento || 40 ||   ||   || 40 
 Valore aggiunto || 50 ||   ||   || 50 
 Totale della produzione || 90 ||   ||   ||   
18.37     La tavola 18.5 presenta il
trattamento su base netta riservato dal SEC 2010 ai beni in conto lavorazione:
in essa figurano soltanto gli scambi di servizi che non coincidono pertanto con
i movimenti di beni registrati nelle IMTS. La posizione netta, pari alla differenza
tra esportazioni e importazioni, figura nei conti internazionali della bilancia
dei pagamenti e nei corrispondenti conti del settore del resto del mondo. Il BPM6
raccomanda, allorché è noto che le importazioni e le esportazioni nelle
statistiche IMTS riflettono una situazione in cui non si ha trasferimento di
proprietà, di registrarle una accanto all'altra nei dati della bilancia dei
pagamenti, in modo da permettere il calcolo immediato dell'elemento "servizi".
Pertanto nel caso dell'industria conserviera, gli ortaggi spediti all'estero
per essere inscatolati figurerebbero come una esportazione di 50 e i prodotti
inscatolati reimportati apparirebbero come una importazione di valore 90. Tali
dati possono essere posti uno accanto all'altro nelle statistiche dei conti
internazionali come voci supplementari, registrando le esportazioni come
importazioni negative e permettendo pertanto di ricavare le importazioni nette
di servizi di inscatolamento per un valore di 40.
La registrazione di questo esempio secondo il BPM6
è presentata nella tavola 18.6.
Tavola 18.6 – Registrazione della lavorazione
secondo il BPM6
 Conto corrente || Crediti || Debiti || Saldo 
 Conto dei beni e dei servizi ||   ||   || -40 
 Servizi (componenti standard) ||   ||   ||   
 "Servizi di fabbricazione utilizzando input fisici di proprietà di terzi" ||   || 40 || -40 
   ||   ||   ||   
 Voci supplementari ||   ||   ||   
 Beni in conto lavorazione all'estero || 50 || 90 || -40 
Merchanting
Beni oggetto di merchanting 
18.38     Il merchanting è definito come l'acquisto
da parte di un residente (dell'economia dichiarante) da un non residente di
beni che sono successivamente rivenduti a un altro non residente, senza che tali
beni siano presenti fisicamente nell'economia dichiarante. Il merchanting riguarda
in particolare le operazioni relative a beni il cui possesso fisico da parte
del proprietario non è necessario ai fini della realizzazione dell'operazione.
Questi come gli altri chiarimenti relativi al merchanting ricalcano le
indicazioni contenute nei paragrafi del BPM6 ad esso relativi (paragrafi
10.41-10.48).
18.39     Le disposizioni in tema di merchanting
valgono per il commercio all'ingrosso e al dettaglio. Possono valere anche nel
caso di mediazione di merci e della gestione e del finanziamento dell'intero processo
di fabbricazione. Ad esempio, una impresa può subappaltare l'assemblaggio di un
prodotto a una o più imprese in modo tale che i beni siano acquistati dall'impresa
e rivenduti senza entrare nel territorio del proprietario. Se la forma fisica
dei beni subisce una modifica nel periodo in cui essi sono posseduti per
effetto dei servizi di fabbricazione prestati da altre entità, le operazioni
sui beni rientrano nelle operazioni inerenti a prodotti vari anziché essere
registrate come merchanting. Nei casi in cui la forma dei beni non subisce
modifiche, i beni sono inclusi nel merchanting e il loro prezzo di vendita
riflette i ridotti costi di trasformazione nonché i margini del commercio all'ingrosso.
In quei casi in cui il merchanting comprende anche l'organizzazione dell'intero
processo di fabbricazione, il prezzo di vendita può comprendere elementi quali
la remunerazione di attività di progettazione, di gestione, di messa a
disposizione di brevetti e di altro know how, di marketing e di finanziamento.
In particolare nel caso dei prodotti ad alto contenuto tecnologico, l'entità di
tali elementi non fisici può risultare elevata rispetto al valore dei materiali
e dell'assemblaggio.
18.40     I beni oggetto di merchanting sono
registrati nei conti del proprietario nello stesso modo di tutti gli altri beni
di sua proprietà. Essi sono tuttavia contabilizzati in dettaglio nelle statistiche
dei conti internazionali della sua economia perché rivestono un particolare
interesse e non sono coperti dal sistema doganale di quella economia.
Trattamento del merchanting:
a)      l'acquisizione di beni figura come
esportazione negativa di tali beni dell'economia dell'operatore di merchanting;
b)      la vendita di beni figura tra i beni venduti
nel quadro di operazioni di merchanting come esportazione positiva dell'economia
dell'operatore di merchanting;
c)      la differenza tra vendite e acquisti dei
beni figura alla voce "esportazioni nette di beni oggetto di merchanting";
in tale voce sono compresi i margini dell'operatore, i guadagni e le perdite in
conto capitale e le variazioni delle scorte dei beni; per effetto delle perdite
o degli incrementi delle scorte, in alcuni casi le esportazioni nette di beni
oggetto di merchanting possono essere negative;
d)      le registrazioni delle operazioni di merchanting
sono valutate ai prezzi delle operazioni concordati dalle parti e non su base FOB.

18.41     I beni oggetto di merchanting appaiono
soltanto come esportazioni nei conti dell'economia degli operatori di
merchanting. Nelle economie importatrici e esportatrici delle controparti, le
vendite a titolo di esportazioni verso gli operatori di merchanting e gli
acquisti a titolo di importazioni dagli stessi operatori sono inclusi tra i
prodotti vari.
18.42     Le attività di commercio al
dettaglio, di commercio all'ingrosso, di mediazione di merci e di gestione
della fabbricazione possono essere esercitate anche con riferimento a merci
presenti nell'economia del proprietario, nel qual caso esse sono registrate
come "prodotti vari" anziché come beni oggetto di merchanting. In
quei casi in cui i beni non entrano ed escono attraverso l'economia del
proprietario, ma la loro forma fisica è modificata perché sono trasformati in
un'altra economia, le operazioni internazionali sono registrate nella posta "prodotti
vari" anziché come merchanting (i costi di trasformazione sono contabilizzati
come un servizio di fabbricazione gravante sul proprietario).
18.43     Allorché i beni sono venduti a
un residente nella stessa economia dell'operatore di merchanting, l'operazione
non si configura come merchanting. Di conseguenza l'acquisto di beni è
registrato come importazione di prodotti vari nell'economia. Se il soggetto che
ha acquistato beni da un operatore di merchanting nella stessa economia
successivamente li rivende a un residente in un'altra economia, a prescindere
che i beni entrino nell'economia dell'operatore di merchanting, le vendite di
beni sono registrate come esportazione di prodotti vari dall'economia dell'operatore
(sebbene questa situazione sia molto simile a un caso di merchanting, la
definizione di merchanting fornita in precedenza non risulta soddisfatta; inoltre
è poco pratico per il primo operatore registrare gli acquisti come merchanting
perché non può sapere se il secondo operatore porterà o meno i beni nell'economia).
Importazioni ed esportazioni di SIFIM
18.44     Gli interessi effettivi su
prestiti concessi e ottenuti comprendono un elemento di reddito e un compenso
del servizio. Gli istituti di credito offrono ai loro depositanti tassi di
interesse che sono inferiori a quelli pagati dai soggetti che contraggono
prestiti presso di loro. I conseguenti margini di interesse sono utilizzati
dalle società finanziarie per coprire i propri costi e realizzare un utile di
gestione. I margini di interesse rappresentano una alternativa all'addebito
esplicito ai clienti di competenze per l'erogazione di servizi finanziari. Il
SEC dispone l'imputazione di un compenso del servizio per tali "servizi di
intermediazione finanziaria indirettamente misurati" (SIFIM). Il concetto di
SIFIM e le disposizioni per la stima del loro valore sono illustrati nel
capitolo 14.
18.45     Le istituzioni finanziarie che
addebitano implicitamente SIFIM non sono necessariamente residenti, né devono
essere residenti i clienti di tali istituzioni. Sono pertanto possibili
importazioni ed esportazioni di servizi finanziari di questo tipo. Indicazioni
per la compilazione delle importazioni ed esportazioni di tali servizi sono
contenute nel paragrafo 14.10.
Il conto del resto del mondo dei redditi
primari e dei redditi secondari
Le tavole 18.7 e 18.8 riportano un esempio di
registrazione di redditi primari e secondari secondo il SEC e il BPM6.
Tavola 18.7 – Conto del resto del mondo dei
redditi primari e dei redditi secondari (SEC V.II)
 Impieghi || Risorse 
   ||   ||   || B.11 || Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo || -41 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 6 || D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 2 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni || 0 || D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni || 0 
 D.3 || Contributi || 0 || D.3 || Contributi || 0 
 D.4 || Redditi da capitale || 63 || D.4 || Redditi da capitale || 38 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito e sul patrimonio || 1 || D.5 || Imposte correnti sul reddito e sul patrimonio || 0 
 D.6 || Contributi e prestazioni sociali || 0 || D.6 || Contributi e prestazioni sociali || 0 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || 16 || D.7 || Altri trasferimenti correnti || 55 
 D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 0 || D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 0 
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo || -32 ||   ||   ||   
Tavola 18.8 – Il conto dei redditi primari e
il conto dei redditi secondari secondo il BPM6
   || Codice SEC || Crediti || Debiti || Saldo 
 Da beni e servizi ||   ||   ||   || 41 
 Conto dei redditi primari ||   ||   ||   ||   
 Redditi da lavoro dipendente || D.1 || 6 || 2 ||   
 Interessi || D.4 || 13 || 21 ||   
 Utili distribuiti dalle società || 36 || 17 ||   
 Utili reinvestiti || 14 || 0 ||   
 Imposte sulla produzione e sulle importazioni || D.2 || 0 || 0 ||   
 Contributi || D.3 || 0 || 0 ||   
 Redditi primari ||   || 69 || 40 || 29 
 Beni, servizi e redditi primari ||   || 609 || 539 || 70 
 Conto dei redditi secondari ||   ||   ||   ||   
 Imposte sul reddito e sul patrimonio || D.5 || 1 || 0 ||   
 Premi netti di assicurazione contro i danni || D.6, D.7, D.8 || 2 || 11 ||   
 Indennizzi di assicurazione contro i danni || 12 || 3 ||   
 Trasferimenti internazionali correnti || 1 || 31 ||   
 Trasferimenti correnti diversi || 1 || 10 ||   
 Redditi secondari ||   || 17 || 55 || -38 
 Saldo del conto corrente ||   ||   ||   || 32 
Il conto dei redditi primari
18.46     Nella bilancia dei pagamenti le
registrazioni nel conto dei redditi primari comprendono i redditi da lavoro
dipendente e i redditi da capitale, esattamente come nel conto dell'attribuzione
dei redditi primari del SEC. Gli importi delle imposte sulla produzione versate
da residenti e dei contributi percepiti da residenti dalle amministrazioni
pubbliche nazionali sono registrati nel conto della generazione dei redditi
primari, un conto che non fa parte della bilancia dei pagamenti. Gli importi
delle imposte sulla produzione versate da residenti a favore di un'altra
amministrazione pubblica nonché dei contributi percepiti da residenti da un'altra
amministrazione pubblica sono registrati nel conto dei redditi primari della
bilancia dei pagamenti. Le corrispondenti registrazioni figurano, per l'amministrazione
pubblica nazionale, nel conto dell'attribuzione dei redditi primari e, per le
amministrazioni pubbliche estere, nella colonna del resto del mondo di tale
conto e nel conto dei redditi primari della bilancia dei pagamenti.
18.47     In alcune situazioni transnazionali
possono configurarsi casi di fitti, ma solo raramente perché tutti i terreni
sono considerati di proprietà di residenti, se necessario creando una unità
residente fittizia. Se tali unità residenti fittizie sono di proprietà di non
residenti, ogni reddito da esse percepito è classificato come reddito da
investimenti diretti e non come fitti. Un esempio di registrazione di diritti
di sfruttamento nei conti internazionali è rappresentato dai diritti di pesca
nelle acque territoriali concessi per brevi periodi a flotte di pesca
straniere. È comune nei conti internazionali utilizzare l'espressione "redditi
da investimenti" per intendere i redditi da capitale esclusi i fitti di
terreni e i diritti di sfruttamento di giacimenti. I redditi da investimenti
rispecchiano i redditi derivanti dalla proprietà di attività finanziarie e la
disaggregazione dei redditi da investimenti coincide con quella delle attività
e delle passività finanziarie, rendendo possibile il calcolo di tassi di rendimento.
Redditi da investimenti diretti
18.48     Il ruolo degli investimenti
diretti è particolarmente importante ed è rispecchiato tanto nei flussi quanto
nelle posizioni dei conti internazionali. Nel caso degli investimenti diretti
si presuppone che una parte degli utili non distribuiti dell'impresa sia riconosciuta
all'investitore diretto sotto forma di redditi da investimenti. La parte di
utili corrisponde alla quota detenuta dall'investitore diretto nell'impresa.
18.49     Gli utili non distribuiti sono
pari al risultato netto di gestione dell'impresa, più il totale dei redditi da
capitale percepiti, meno il totale dei redditi da capitale da corrispondere
(prima di calcolare gli utili reinvestiti), più i trasferimenti correnti da ricevere,
meno i trasferimenti correnti da operare e meno la posta di rettifica della
variazione dei diritti pensionistici. Gli utili reinvestiti provenienti da
consociate sono inclusi nei redditi da capitale da percepire dall'impresa di
investimenti diretti.
18.50     Gli utili reinvestiti possono
essere negativi, ad esempio allorché l'impresa subisce una perdita o i
dividendi sono distribuiti a partire da guadagni in conto capitale, oppure in
un trimestre in cui è corrisposto un dividendo annuo. Così come gli utili
reinvestiti positivi sono considerati un apporto di capitali nell'impresa di
investimenti diretti da parte dell'investitore diretto, gli utili reinvestiti
negativi sono considerati come prelievi di capitale.
Per una impresa di investimenti diretti di cui è
proprietario al 100% un non residente, gli utili reinvestiti sono pari agli
utili non distribuiti e il saldo dei redditi primari dell'impresa è pari a zero.
Il conto dei redditi secondari
(trasferimenti correnti) del BPM6
18.51     Nel conto dei redditi secondari
sono registrati i trasferimenti correnti tra residenti e non residenti. La
serie di registrazioni di trasferimenti correnti corrisponde esattamente a
quelle del conto della distribuzione secondaria del reddito. Molte di queste
poste sono particolarmente importanti nei conti internazionali, in particolare
gli aiuti internazionali correnti e le rimesse degli immigrati verso i loro
paesi di origine.
18.52     I trasferimenti personali transnazionali
sono costituiti da trasferimenti tra famiglie e rivestono un particolare
interesse perché costituiscono una importante fonte di finanziamento
internazionale per alcuni paesi caratterizzati da forte emigrazione di lavoratori
per lunghi periodi. I trasferimenti personali comprendono le rimesse di
lavoratori a lungo termine, ossia di lavoratori che trasferiscono la residenza in
un'altra economia.
18.53     Altri lavoratori, come i
lavoratori stagionali e frontalieri, mantengono la residenza nella loro economia
di origine. Le operazioni internazionali di tali lavoratori non comprendono trasferimenti,
bensì redditi da lavoro dipendente, imposte e costi di viaggio. Nella bilancia
dei pagamenti una presentazione aggiuntiva delle rimesse personali riunisce i
trasferimenti personali con tali poste correlate. Le rimesse personali
comprendono i trasferimenti personali, i redditi da lavoro dipendente al netto
delle imposte e dei costi di viaggio e i trasferimenti in conto capitale tra
famiglie.
18.54     I flussi di assicurazione, in
particolare i flussi connessi alla riassicurazione, possono essere rilevanti a
livello internazionale. Le operazioni tra l'assicuratore diretto e il
riassicuratore sono registrate come una serie di operazioni completamente
separate, senza che vi sia alcun consolidamento tra le operazioni dell'assicuratore
diretto in qualità di emittente di polizze nei confronti dei suoi clienti, da
un parte, e di titolare di una polizza con il riassicuratore, dall'altra.
Il conto capitale del resto del mondo
18.55     Gli elementi del conto capitale
oggetto di operazioni internazionali sono più limitati di quelli considerati per
i settori nazionali. Le registrazioni nel conto capitale riguardano soltanto le
acquisizioni e le cessioni di attività non finanziarie non prodotte e i
trasferimenti in conto capitale. Non si registrano operazioni come investimenti
di attività prodotte perché la destinazione finale delle esportazioni e delle
importazioni di beni non è nota al momento della registrazione. Non sono
incluse né le acquisizioni né le cessioni di terreni.
18.56     L'accreditamento o l'indebitamento
è il saldo contabile della somma del conto corrente e del conto capitale e del
conto finanziario. Comprende tutti gli strumenti utilizzati per fornire o
acquisire fondi e non solo per concedere e assumere prestiti. Sotto il profilo
concettuale l'accreditamento o l'indebitamento del BPM6 presentano lo stesso
valore della corrispondente voce dei conti nazionali per il totale dell'economia
e dei conti nazionali per il resto del mondo, ma con segno invertito. Nelle
tavole 18.9, 18.10 e 18.11 sono indicati gli elementi dei conti delle operazioni
correnti e del conto del capitale e il relativo saldo, sia nel SEC sia nel BPM6.
Tavola 18.9 - Conto delle variazioni del
patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale (SEC
V.III.1.1)
 Variazioni delle attività || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   ||   || B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo || -32 
   ||   ||   || D.9 || Trasferimenti in conto capitale da ricevere || 4 
   ||   ||   || D.9 || Trasferimenti in conto capitale da effettuare || -1 
 B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || -29 ||   ||   ||   
Tavola 18.10 - Conto delle acquisizioni di
attività non finanziarie (SEC V.III.1.2)
 Variazioni delle attività || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   ||   || B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || -29 
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte || 0 ||   ||   ||   
 B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || -29 ||   ||   ||   
Tavola 18.11 – Conto
capitale secondo il BPM6
   || Crediti || Debiti || Saldo 
 Saldo del conto corrente ||   ||   || 32 
 Conto capitale 
 Acquisizioni / cessioni di attività non prodotte || 0 ||   ||   
 Trasferimenti in conto capitale || 1 || 4 ||   
 Saldo del conto capitale ||   ||   || -3 
 Accreditamento (+) / indebitamento (-) ||   ||   || 29 
Il conto finanziario del resto del mondo e
la posizione patrimoniale sull'estero (IIP) 
18.57     Il conto finanziario della
bilancia dei pagamenti e la IIP rivestono una importanza particolare perché
permettono di valutare meglio i finanziamenti internazionali, nonché la
liquidità e la vulnerabilità internazionali. A differenza di quella utilizzata
nel SEC, la classificazione degli strumenti finanziari della bilancia dei
pagamenti si basa su rubriche funzionali (cfr. paragrafo 18.21), con
dati aggiuntivi sugli strumenti e sui settori istituzionali. Le tavole 18.12 e
18.13 presentano rispettivamente il conto finanziario secondo il SEC e secondo
il BPM6.
Tavola 18.12 – Conto finanziario (SEC V.III.2)
 Variazioni delle attività || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 F || Acquisizione netta di attività finanziarie || 37 || F || Incremento netto delle passività || 66 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 1 || F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi || 11 || F.2 || Biglietti, monete e depositi || -2 
 F.3 || Titoli di credito || 9 || F.3 || Titoli di credito || 20 
 F.4 || Prestiti || 4 || F.4 || Prestiti || 45 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 || F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 14 
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 || F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 || F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || 10 || F.8 || Altri conti attivi e passivi || -14 
   ||   ||   || B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || -29 
Tavola 18.13 – Conto finanziario secondo il
BPM6
 Accreditamento(+) / indebitamento(-) (conto corrente & conto capitale) ||   ||   || 29 
 Conto finanziario (per rubrica funzionale) || Variazioni delle attività || Variazioni delle passività || Saldo 
 Investimenti diretti || -4 || 8 ||   
 Investimenti di portafoglio || 17 || 7 ||   
 Strumenti finanziari derivati, ecc. || 3 || 0 ||   
 Altri investimenti || 42 || 22 ||   
 Riserve || 8 || - ||   
 Totale delle variazioni delle attività/passività || 66 || 37 ||   
 Accreditamento (+) / indebitamento (-) (conto finanziario) ||   ||   || 29 
 Errori ed omissioni nette ||   ||   || 0 
18.58     Le rubriche funzionali del BPM6 forniscono
informazioni sulla motivazione e sulle relazioni tra le parti, il che riveste una
importanza particolare per le analisi economiche internazionali. I dati per
rubrica funzionale sono ulteriormente disaggregati secondo lo strumento e il
settore istituzionale, rendendo possibile la loro correlazione con le
corrispondenti voci del SEC e delle statistiche finanziarie e monetarie. La
classificazione dei settori istituzionali del BPM6 è identica a quella del SEC,
pur risultando normalmente abbreviata (ridotta a cinque settori nelle
componenti standard). Viene inoltre utilizzato un sottosettore supplementare
per le autorità monetarie, che costituisce un sottosettore funzionale in
relazione con le riserve. In esso rientrano le autorità bancarie centrali e
qualsiasi unità delle amministrazioni pubbliche o delle società finanziarie
diverse dalle autorità bancarie centrali che detengono riserve, assumendo in tal
modo rilevanza per i paesi in cui una parte o tutte le riserve non sono
detenute dalle autorità bancarie centrali.
18.59     Le principali relazioni tra le
rubriche di strumenti finanziari dei conti nazionali e le rubriche funzionali
dei conti internazionali sono presentate nella tavola 18.14. Le rubriche
funzionali sono utilizzate sia nella sezione delle attività sia in quella delle
passività del conto finanziario del BPM6. Le relazioni relativamente poco
comuni non sono indicate.
Tavola 18.14 – Relazioni tra le rubriche
funzionali del BPM6 e le rubriche di strumenti finanziari del SEC
   || Rubriche funzionali dei conti internazionali 
 Strumenti del SEC || Investimenti diretti || Investimenti di portafoglio || Strumenti finanziari derivati || Altri investimenti || Riserve 
 Oro monetario ||   ||   ||   ||   || X 
 Diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   || X || X 
 Biglietti, monete e depositi ||   ||   ||   ||   ||   
 Biglietti e monete ||   ||   ||   || X || X 
 Depositi trasferibili ||   ||   ||   || X || X 
 Altri depositi ||   ||   ||   || X || X 
 Titoli di credito || X || X ||   ||   || X 
 Prestiti || X ||   ||   || X || X 
 Partecipazioni e quote di fondi di investimento ||   ||   ||   ||   ||   
 Azioni e altre partecipazioni: ||   ||   ||   ||   ||   
 Azioni quotate || X || X ||   ||   || X 
 Azioni non quotate || X || X ||   || X ||   
 Altre partecipazioni || X ||   ||   ||   ||   
 Quote e partecipazioni in fondi di investimento: ||   ||   ||   ||   ||   
 Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari ||   || X ||   ||   || X 
 Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari ||   || X ||   ||   || X 
 Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   ||   ||   
 Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita ||   ||   ||   || X ||   
 Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita ||   ||   ||   || X ||   
 Diritti pensionistici ||   ||   ||   || X ||   
 Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi || X ||   ||   || X ||   
 Diritti a prestazioni non pensionistiche ||   ||   ||   || X ||   
 Riserve per escussioni di garanzie standard || X ||   ||   || X ||   
 Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   ||   ||   ||   ||   
 Strumenti finanziari derivati ||   ||   || X ||   || X 
 Stock option conferite ai dipendenti ||   ||   || X ||   ||   
 Altri conti attivi e passivi ||   ||   ||   ||   ||   
 Crediti commerciali e anticipazioni || X ||   ||   || X ||   
 Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || X ||   ||   || X ||   
Conti patrimoniali del settore del resto
del mondo
18.60     La parte dei conti patrimoniali
considerata nei conti internazionali è denominata "posizione patrimoniale
sull'estero" (International Investment Position - IIP). La denominazione inglese
mette in evidenza le specifiche componenti del conto patrimoniale nazionale che
sono incluse. La IIP riguarda soltanto le attività e le passività finanziarie.
Nel caso di un immobile di proprietà di una unità non residente, si considera
che proprietaria sia in realtà una unità residente fittizia a sua volta di
proprietà dell'unità non residente sotto forma di attività finanziaria (si veda
anche il paragrafo 18.16). Nel caso dei crediti finanziari, l'elemento
transnazionale si ha allorché una delle parti è residente e la controparte non è
residente. Inoltre, pur essendo una attività senza passività di contropartita, l'oro
fisico è incluso nella IIP quando è detenuto come attività di riserva in
considerazione del suo ruolo nei pagamenti internazionali. Le attività non
finanziarie sono tuttavia escluse in quanto non presentano una passività di
contropartita o un carattere internazionale.
18.61     Il saldo della IIP è la IIP
netta. La somma della IIP netta e delle attività non finanziarie del conto
patrimoniale nazionale corrisponde al patrimonio netto nazionale, perché i
crediti finanziari tra residenti sono pari a zero nel conto patrimoniale
nazionale. La tavola 18.15 presenta un esempio di conto patrimoniale per il
settore del resto del mondo e la tavola 18.16 fornisce un esempio di IIP.
18.62     Le stesse ampie rubriche sono
utilizzate per i redditi da investimenti e per la IIP. Di conseguenza è
possibile calcolare tassi di rendimento medi. I tassi di rendimento possono
essere confrontati nel tempo e per strumenti e scadenze differenti. Ad esempio,
è possibile analizzare le tendenze del rendimento degli investimenti diretti o confrontare
tale rendimento con quello di altri strumenti.
Tavola 18.15 - Conti patrimoniali del settore
del resto del mondo (SEC)
   ||   || Conto patrimoniale di apertura || Variazioni dovute a operazioni || Altre variazioni di volume || Rivalutazione || Conto patrimoniale di chiusura 
 Attività ||   ||   ||   ||   ||   
 Attività non finanziarie ||   ||   ||   ||   ||   
 Attività finanziarie || 805 || 37 || 0 || 7 || 849 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 || 1 || 0 || 0 || 1 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi || 105 || 11 || 0 || 0 || 116 
 F.3 || Titoli di credito || 125 || 9 || 0 || 4 || 138 
 F.4 || Prestiti || 70 || 4 || 0 || 0 || 74 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 345 || 2 || 0 || 3 || 350 
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 26 || 0 || 0 || 0 || 26 
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || 134 || 10 || 0 || 0 || 144 
 Passività || 1074 || 66 || 0 || 3 || 1143 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 770 || 0 || 0 || 0 || 770 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi || 116 || -2 || 0 || 0 || 114 
 F.3 || Titoli di credito || 77 || 20 || 0 || 2 || 99 
 F.4 || Prestiti || 17 || 45 || 0 || 0 || 62 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 3 || 14 || 0 || 1 || 18 
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 25 || 0 || 0 || 0 || 25 
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 7 || 3 || 0 || 0 || 10 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || 59 || -14 || 0 || 0 || 45 
   || Patrimonio netto || 269 ||   ||   ||   || 265 
Tavola 18.16 – Prospetto integrato della
posizione patrimoniale sull'estero del BPM6
 Posizione patrimoniale sull'estero (IIP) || Posizione di apertura || Operazioni || Altre variazioni di volume || Rivalutazione || Posizione di chiusura 
 Attività ||   ||   ||   ||   ||   
 Investimenti diretti || 42 || -4 || 0 || 1 || 39 
 Investimenti di portafoglio || 40 || 17 || 0 || 2 || 59 
 Strumenti finanziari derivati || 0 || 3 || 0 || 0 || 3 
 Altri investimenti || 152 || 42 || 0 || 0 || 194 
 Riserve || 63 || 8 || 0 || 0 || 71 
 Totale delle attività || 297 || 66 || 0 || 3 || 366 
 Passività ||   ||   ||   ||   ||   
 Investimenti diretti || 132 || 8 || 0 || 2 || 142 
 Investimenti di portafoglio || 180 || 7 || 0 || 5 || 192 
 Strumenti finanziari derivati || 0 || 0 || 0 || 0 || 0 
 Altri investimenti || 261 || 22 || 0 || 0 || 283 
 Totale delle passività || 573 || 37 || 0 || 7 || 617 
 Posizione patrimoniale netta sull'estero (IIP netta) || -276 || 29 || 0 || -4 || -251 
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 19
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 19 - CONTI EUROPEI
Introduzione
19.01     Il processo di integrazione
europea ha reso necessaria la compilazione di una serie completa di conti in
grado di rispecchiare l'economia europea nel suo complesso e di migliorare l'analisi
e l'elaborazione delle politiche a livello europeo. I conti europei comprendono
la stessa serie di conti dei conti nazionali degli Stati membri e impiegano i
medesimi concetti.
19.02     Il presente capitolo descrive le
caratteristiche peculiari dei conti europei, ossia dei conti dell'Unione
europea e della zona euro. Per i conti europei è necessario prestare
particolare attenzione alla definizione di unità residenti, ai conti nel resto
del mondo e alla presentazione di valori netti per le operazioni economiche (flussi)
intraeuropee e i conti patrimoniali finanziari (stock).
19.03     Il territorio economico
dell'Unione europea è costituito:
–              
dai territori economici degli Stati membri
dell'Unione europea; 
–              
dai territori economici delle istituzioni dell'Unione
europea.
19.04     Il territorio economico della
zona euro è costituito:
–              
dai territori economici degli Stati membri della zona
euro; 
–              
dal territorio economico della Banca centrale
europea.
Dai conti nazionali ai conti europei
19.05     Sotto
il profilo concettuale i conti europei non sono pari alla somma dei conti
nazionali degli Stati membri, previa conversione in una moneta comune: occorre
infatti aggiungere i conti delle istituzioni dell'Unione
europea residenti. La portata del concetto
di residenza varia nel passaggio dai conti nazionali degli Stati membri ai
conti europei. Un esempio calzante al riguardo è costituito dal trattamento
degli utili reinvestiti delle imprese di investimenti diretti all'estero o
delle società veicolo. Nei conti nazionali degli Stati membri, gli investitori
in una impresa di investimenti diretti all'estero possono essere residenti in
un altro Stato membro dell'Unione europea o della zona euro. I relativi utili
reinvestiti non sono registrati come tali nei conti europei. Inoltre può essere
necessario riclassificare le società veicolo nello stesso settore istituzionale
della loro società madre allorché questa è residente in un altro Stato membro.
Infine, occorre riclassificare i flussi economici transnazionali e gli stock
finanziari tra paesi europei. Tali differenze sono presentate nei grafici 19.1
e 19.2 ipotizzando, per semplicità, una zona europea composta di soli due Stati
membri: A e B. I flussi e gli stock relativi a residenti e non residenti sono
presentati schematicamente mediante l'uso di frecce. 
Grafico 19.1 - Aggregazione dei conti
nazionali degli Stati membri
Allorché i conti nazionali dei paesi A e B sono
aggregati, i conti aggregati del resto del mondo registrano i flussi interni
tra i paesi A e B, nonché con gli altri paesi e con le istituzioni dell'Unione
europea.
Grafico 19.2 - Conti europei
L'Unione europea e la zona euro sono
considerate come una unica entità: i conti delle istituzioni dell'Unione
europea o della Banca centrale europea sono inclusi e nei conti del resto del
mondo sono registrate soltanto le operazioni tra le unità residenti e i paesi
terzi.

Conversione di dati espressi in valute diverse
19.06     Nei
conti europei i flussi economici e gli stock di attività e passività devono
essere espressi in una unica unità monetaria. A tale scopo, i dati registrati
nelle diverse valute nazionali sono convertiti in euro: 
a)      utilizzando
i tassi di cambio di mercato (o una media di questi) in vigore nel periodo per
il quale sono compilati i conti;
o
b)      ricorrendo
a tassi di cambio fissi per l'intero periodo di tempo; può trattarsi del tasso
fisso in vigore alla fine del periodo o all'inizio di questo, oppure di una
media dei tassi di cambio dell'intero periodo; il tasso di cambio utilizzato
influenza il coefficiente di ponderazione (fisso) di un determinato Stato
membro negli aggregati europei;
o
c)      calcolando
un indice tra periodi consecutivi come media ponderata degli indici di crescita
dei dati di ciascuno Stato membro espressi in valuta nazionale. I coefficienti
di ponderazione sono determinati come la quota di ciascun Stato membro,
convertita al tasso di cambio, nel primo periodo di comparazione. Dopo aver
scelto un periodo di riferimento, l'indice a catena può essere applicato a tale
periodo per ottenere livelli per altri periodi di osservazione.
Con il metodo a) i coefficienti
di ponderazione degli Stati membri negli aggregati europei sono aggiornati
conformemente alle parità delle rispettive valute. I livelli degli
aggregati europei sono pertanto aggiornati in qualsiasi momento, ma i
rispettivi movimenti possono essere esposti a oscillazioni dei tassi di
cambio. Nel caso di frazioni, l'incidenza delle oscillazioni dei tassi di
cambio sul numeratore e sul denominatore potrebbe in larga
misura compensarsi.
Con il metodo b) i coefficienti
di ponderazione degli Stati membri non sono aggiornati, salvaguardando in tal
modo i movimenti degli aggregati europei dalle oscillazioni dei tassi di
cambio. I livelli degli aggregati europei possono tuttavia risentire della
scelta dei tassi di cambio (fissi) che riflettono le parità delle valute degli
Stati membri in un determinato momento.
Il metodo c) protegge
i movimenti degli aggregati europei dalle oscillazioni dei tassi di
cambio, mentre i livelli degli aggregati europei rispecchiano in
generale le parità in vigore per ciascun periodo. Ciò va a scapito
dell'additività e di altri vincoli contabili. Se questi sono necessari, devono
essere ripristinati in una fase successiva.
19.07     I
conti europei possono anche essere calcolati convertendo i dati registrati
nelle diverse valute nazionali in standard di potere d'acquisto (SPA). I metodi
a), b) o c) di cui al paragrafo 19.06 possono essere utilizzati a questo scopo,
sostituendo i tassi di cambio con i corrispondenti SPA.
Istituzioni dell'Unione europea
19.08     Nel sistema europeo dei conti,
le istituzioni dell'Unione europea comprendono le seguenti entità:
a)      istituzioni non finanziarie dell'UE:
Parlamento europeo, Consiglio europeo, Consiglio dell'Unione europea, Commissione
europea, Corte di giustizia dell'Unione europea e Corte dei conti europea;
b)      organi non finanziari dell'UE, compresi
gli organismi finanziati dal bilancio generale dell'Unione europea (ad esempio,
il Comitato economico e sociale europeo, il Comitato delle regioni, le agenzie
europee, ecc.) e il Fondo europeo di sviluppo;
c)      istituzioni e organi finanziari dell'UE comprendenti
segnatamente la Banca centrale europea, la Banca europea per gli investimenti e
il Fondo europeo per gli investimenti.
È opportuno notare come nel gruppo b) le agenzie
europee non comprendano le agenzie di regolamentazione dei mercati agricoli la
cui attività principale consiste nell'acquistare e nel vendere prodotti
agricoli allo scopo di stabilizzare i prezzi. Tali agenzie sono considerate
residenti nello Stato membro in cui svolgono la propria attività.
19.09     Le istituzioni e gli organi non
finanziari dell'UE finanziati dal bilancio generale dell'Unione europea
costituiscono una unità istituzionale che presta principalmente servizi
amministrativi non destinabili alla vendita a beneficio dell'Unione europea. Tale
unità è pertanto classificata nel sottosettore "Istituzioni e organi dell'Unione
europea" (S. 1315)[1] del settore "Amministrazioni
pubbliche" (S.13).
19.10     Fintanto che il suo bilancio non
è adottato nel quadro del bilancio generale dell'Unione europea, il Fondo
europeo di sviluppo costituisce una unità istituzionale distinta, classificata
nel sottosettore "Istituzioni e organi dell'Unione europea" (S. 1315)
del settore "Amministrazioni pubbliche" (S.13).
19.11     La Banca centrale europea è una unità
istituzionale classificata nel sottosettore "Autorità bancarie centrali"
(S.121) del settore "Società finanziarie" (S.12).
19.12     La Banca europea per gli
investimenti e il Fondo europeo per gli investimenti sono unità istituzionali
distinte, classificate nel sottosettore "Altri intermediari finanziari,
escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione" (S.125) del
settore "Società finanziarie" (S.12).
19.13     Il territorio economico delle
istituzioni dell'Unione europea comprende le zone franche territoriali situate
negli Stati membri dell'UE o in paesi extra-UE, quali rappresentanze,
delegazioni, uffici, ecc. 
19.14     Le principali operazioni delle
istituzioni dell'Unione europea sono registrate tra le risorse e gli impieghi
come descritto nell'allegato del presente capitolo.
I conti del resto del mondo
19.15     Nei conti europei, i conti del
resto del mondo registrano i flussi economici e gli stock finanziari di
attività e passività tra le unità residenti nell'Unione europea o nella zona euro
e le unità non residenti. Pertanto, dai conti europei del resto del mondo sono
escluse le operazioni che si svolgono all'interno dell'Unione europea o della
zona euro. I flussi osservati all'interno dell'UE o della zona euro sono
denominati "flussi interni" e le posizioni finanziarie tra residenti
dell'UE o della zona euro sono denominati "stock interni".
19.16     Le importazioni e le
esportazioni di beni comprendono gli scambi di "quasi transito",
ossia:
–              
i beni importati da paesi terzi in uno Stato membro
dell'Unione europea o della zona euro da una entità che non è considerata come una
unità istituzionale e successivamente trasferiti in un altro Stato membro
dell'Unione europea o della zona euro e
–              
i beni provenienti da uno Stato membro dell'Unione
europea o della zona euro che sono successivamente esportati in paesi terzi da una
entità che non è considerata come una unità istituzionale.
Le esportazioni di beni sono valutate franco a
bordo (in appresso "FOB") alla frontiera dell'Unione europea o della
zona euro.
Per i beni in quasi transito destinati all'esportazione,
i costi di trasporto e di distribuzione all'interno dell'Unione europea o della
zona euro sono considerati produzione di servizi di trasporto se il vettore è
residente nell'Unione europea o nella zona euro e importazioni di servizi di
trasporto in caso contrario. 
19.17     Nei conti europei, il
merchanting include soltanto l'acquisto da parte di un residente dell'Unione
europea o della zona euro da un non residente di beni che sono successivamente
rivenduti a un altro non residente, senza che i beni siano presenti fisicamente
nell'Unione europea o nella zona euro. Il merchanting è registrato dapprima
come esportazione negativa di beni e successivamente come esportazione positiva
di beni, con la registrazione di qualsiasi differenza temporale tra l'acquisto
e la vendita come variazione delle scorte (cfr. paragrafi 18.41 e 18.60).
Allorché un operatore di merchanting, residente
nell'Unione europea o nella zona euro, acquista beni da un non residente e li rivende
a un residente in un altro Stato membro, l'acquisto è registrato come
esportazione negativa nei conti nazionali dello Stato membro di tale operatore,
ma come importazione nei conti europei.
19.18     Una
impresa di investimenti diretti all'estero è una unità residente nell'Unione
europea o nella zona euro della quale un investitore non residente possiede una
quota pari o superiore al 10% delle azioni ordinarie o dei diritti di voto (nel
caso di una società) o una partecipazione equivalente (nel caso di una impresa
non costituita in società).
Nei conti nazionali
degli Stati membri, gli investitori in una impresa di investimenti diretti
all'estero possono essere residenti in un altro Stato membro dell'Unione
europea o della zona euro. I relativi utili reinvestiti non sono registrati come
tali nei conti europei. 
Bilanciamento delle operazioni
19.19     Uno
dei metodi per compilare i conti europei del resto del mondo consiste nel sopprimere
nei conti del resto del mondo degli Stati membri, sia nella sezione delle
risorse sia nella sezione degli impieghi, i flussi intraeuropei. Sebbene in
teoria tali flussi speculari si compensino, nella pratica non è sempre così a
causa della registrazione asimmetrica della stessa operazione nei conti
nazionali delle controparti.
19.20     Nei
conti europei le asimmetrie creano discrepanze tra i conti del totale
dell'economia e i conti del resto del mondo. Per poter compilare i conti
europei è pertanto necessario provvedere a una riconciliazione di tali conti. A
questo scopo si applicano metodi di riconciliazione come quello dei minimi
quadrati o della ripartizione proporzionale. Nel caso dei beni, si possono
utilizzare le statistiche sugli scambi interni all'Unione per attribuire le
asimmetrie secondo la rubrica di spesa.
19.21     La
soppressione delle asimmetrie e il successivo bilanciamento dei conti determinano
ulteriori differenze tra gli aggregati europei e la somma dei conti nazionali
degli Stati membri.
Misure di prezzo e di volume
19.22     Per
le operazioni su beni e servizi possono essere compilati conti europei non
finanziari ai prezzi dell'anno precedente, applicando una metodologia simile a
quella utilizzata per i conti europei a prezzi correnti. In primo luogo vengono
aggregati i conti, compilati ai prezzi dell'anno precedente, degli Stati membri
e delle istituzioni dell'Unione europea o della Banca centrale europea. In secondo luogo,
le operazioni transnazionali tra Stati membri, valutate ai prezzi dell'anno
precedente, sono defalcate dai conti del resto del mondo. In terzo luogo, le
discrepanze risultanti tra le risorse e gli impieghi sono eliminate applicando
il metodo scelto per bilanciare le operazioni europee a prezzi correnti. 
19.23     I
conti europei ai prezzi dell'anno precedente consentono di calcolare indici di
volume tra il periodo attuale e l'anno precedente. Dopo aver scelto un periodo
di riferimento, gli indici di volume possono essere concatenati e
successivamente applicati ai conti europei ai prezzi correnti dell'anno di
riferimento. Ciò determina la creazione di conti europei in volume per
qualsiasi periodo di osservazione. Se per le misurazioni contabili in termini
di volume è necessario rispettare l'additività e altri vincoli contabili,
questi devono essere ripristinati in una fase successiva.
Conti
patrimoniali
19.24     Nei
conti europei è possibile compilare conti patrimoniali finanziari applicando
una metodologia simile a quella utilizzata per le operazioni:
a)      i conti
patrimoniali finanziari degli Stati membri sono integrati da stock di attività
detenute e di passività assunte dalle istituzioni europee residenti nell'Unione
europea o nella zona euro;
b)      gli stock
di attività finanziarie di un residente nell'Unione europea o nella zona euro detenuti
da un altro residente ("stock interni") sono depennati dai conti del
resto del mondo nazionali; 
c)      gli
squilibri provocati dalle discrepanze tra gli stock interni di attività
finanziarie e le corrispondenti passività sono attribuiti ai diversi settori
mediante operazioni di bilanciamento. 
19.25     Nei
conti europei è possibile compilare conti patrimoniali non
finanziari sommando i conti patrimoniali non finanziari degli Stati membri
dell'Unione europea o della zona euro.
Matrici secondo il principio "from
whom to whom"
19.26     Le
matrici secondo il principio "from whom to whom" mostrano in
dettaglio le operazioni economiche tra i settori
istituzionali o le attività finanziarie da essi detenute. Nei conti nazionali
degli Stati membri, tali matrici illustrano in dettaglio le operazioni
tra settori di origine e settori di destinazione o le attività finanziarie tra
creditori e debitori, nonché tra i settori nazionali e il resto del mondo. 
19.27     Nei
conti europei è possibile compilare matrici secondo il principio "from whom
to whom" aggregando le matrici nazionali e riclassificando come flussi e
stock residenti i flussi e gli stock intraeuropei. A tale scopo, occorre
successivamente operare una distinzione in tali matrici nazionali tra
operazioni (e attività finanziarie detenute) nei confronti delle unità
residenti nell'Unione europea o nella zona euro e dei non residenti nel conto
del resto del mondo. Inoltre, i flussi e gli stock nei confronti delle unità
residenti nell'Unione europea o nella zona euro devono essere ulteriormente differenziati
secondo i settori di contropartita.
Allegato – I conti delle istituzioni dell'Unione europea
Risorse
19A.01.  Le risorse delle istituzioni e
degli organi non finanziari dell'UE sono costituite principalmente da:
a)      dazi doganali e diritti agricoli;
b)      tasse sulla produzione di zucchero,
isoglucosio e sciroppo di inulina;
c)      proventi dell'Imposta sul Valore
Aggiunto;
d)      risorsa basata sul Reddito Nazionale
Lordo (RNL).
19A.02.  Nei conti delle istituzioni dell'UE,
tali flussi sono registrati come risorse del settore "Istituzioni e organi
dell'Unione europea" (S.1315) e come impieghi del resto del mondo (S.211).

19A.03.  I dazi doganali e i diritti
agricoli sono prelevati alle frontiere esterne dell'Unione europea in virtù
della tariffa doganale comune. Essi sono classificati come "Imposte e dazi
sulle importazioni, esclusa l'IVA" (D.212) e comprendono i costi di riscossione.
19A.04.  È riscossa una tassa sulla
produzione delle quote di zucchero, isoglucosio e sciroppo di inulina detenute
dai produttori. Tali contributi sono classificati come "Imposte sui
prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA" (D.214) e
comprendono i costi di riscossione.
19A.05.  Una quota fissa degli importi
riscossi con riferimento ai paragrafi 19A.03 e 19A.04 è trattenuta dagli Stati
membri a copertura dei costi di riscossione. Tale quota era del 25% nel 2009. Nei
conti delle istituzioni dell'UE tali costi di riscossione sono registrati,
nella sezione degli impieghi, come "Consumi intermedi" (P.2) del settore
"Istituzioni e organi dell'Unione europea" (S.1315). Nella sezione
delle risorse, essi sono registrati come "Importazioni di servizi"
(P.72) nei conti del resto del mondo (S.211).
19A.06.  La risorsa costituita dall'imposta
sul valore aggiunto è calcolata applicando una aliquota fissa, denominata
aliquota di prelievo delle risorse IVA, alla base imponibile armonizzata
dell'IVA di ciascuno Stato membro. La base IVA è livellata con riferimento al
reddito nazionale lordo. Per livellamento della base IVA si intende che, nel
caso in cui la base IVA di uno Stato membro superi una determinata percentuale
della base imponibile RNL di tale Stato membro, l'aliquota di prelievo delle
risorse IVA non è applicata alla base IVA bensì a tale percentuale della base imponibile
RNL. La risorsa IVA comprende i pagamenti per l'anno in corso, nonché i saldi
degli anni precedenti, corrispondenti a revisioni delle basi IVA precedenti, allorché
devono essere pagati. La risorsa relativa all'imposta sul valore aggiunto è
classificata tra le "Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL"
(D.76).
19A.07.  La risorsa basata sul reddito
nazionale lordo è un ulteriore contributo al bilancio delle istituzioni dell'UE
determinato sulla base del livello del reddito nazionale lordo di ciascuno
Stato membro. Essa è classificata come "Risorse proprie dell'UE basate su
IVA e RNL" (D.76) e comprende i rimborsi, come pure i versamenti a saldo per
gli anni precedenti. Anche la correzione degli squilibri di bilancio accordata
dagli altri Stati membri a favore di determinati paesi è registrata nella
rubrica D.76, come risorse e impieghi del resto del mondo (S.211).
19A.08.  I contributi degli Stati membri
al Fondo europeo di sviluppo sono classificati come "Aiuti internazionali
correnti" (D.74).
19A.09.  Le partecipazioni degli Stati
membri al capitale versato della Banca europea per gli Investimenti, del Fondo
europeo per gli Investimenti e della Banca centrale europea sono registrate nei
conti finanziari come "Altre partecipazioni" (F.519). Sono registrate
come variazioni delle attività del resto del mondo (S.211) e variazioni delle
passività dei settori "Altri intermediari finanziari, escluse le imprese
di assicurazione e i fondi pensione" (S.125) o "Autorità bancarie
centrali" (S.121).
19A.10.  Gli interessi da pagare sui
prestiti concessi dalla Banca europea per gli Investimenti, previa detrazione dei
servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM), sono
classificati come "Interessi" (D.41). Nei conti delle istituzioni dell'Unione
europea, essi sono registrati come impieghi del resto del mondo (S.2) e risorse
degli "Altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione
e i fondi pensione" (S.125).
19A.11.  Gli interessi da pagare su
prestiti concessi dalla Banca centrale europea sono classificati come "Interessi"
(D.41). Nei conti delle istituzioni dell'Unione europea, essi sono registrati
come impieghi del resto del mondo (S.2111) e come risorse del settore "Autorità
bancarie centrali" (S.121).
Impieghi
19A.12.  I pagamenti effettuati dalle istituzioni
e dagli organi non finanziari dell'UE si riferiscono a: 
a)      operazioni connesse alle attività da essi
esercitate nella funzione di produttori di beni e servizi non destinabili alla
vendita, principalmente: "Consumi intermedi" (P.2), "Investimenti
fissi lordi" (P.51) e "Redditi da lavoro dipendente" (D.1); 
b)      operazioni di distribuzione e di
redistribuzione connesse ai trasferimenti dalle istituzioni dell'UE agli Stati
membri, principalmente nella forma di "Contributi ai prodotti"
(D.31), "Altri contributi alla produzione" (D.39), "Aiuti internazionali
correnti" (D.74), "Altri trasferimenti correnti diversi"
(D.759), "Contributi agli investimenti" (D.92) e "Altri trasferimenti
in conto capitale" (D.99); 
c)      fondi erogati dal Fondo europeo di
Sviluppo a favore di paesi terzi, classificati come "Aiuti internazionali
correnti" (D.74). 
19A.13.  Nei conti delle istituzioni dell'Unione
europea, i pagamenti corrisposti da istituzioni e organi non finanziari dell'UE
sono registrati come impieghi del settore "Istituzioni e organi dell'Unione
europea" (S.1315) e come risorse del resto del mondo (S.211 o S.22).
19A.14.  I pagamenti effettuati dalle
istituzioni e dagli organi non finanziari dell'UE sono generalmente registrati
sulla base delle dichiarazioni di spesa degli Stati membri. Gli anticipi e i
pagamenti ex post sono registrati nei conti finanziari delle istituzioni dell'UE
come "Altri conti attivi e passivi" (F.89).
19A.15.  I pagamenti effettuati dalle
istituzioni e dagli organi finanziari dell'UE si riferiscono a:
a)      operazioni relative alle attività da essi
esercitate nella funzione di produttori di servizi finanziari destinabili alla
vendita, principalmente: "Consumi intermedi" (P.2), "Investimenti
fissi lordi" (P.51) e "Redditi da lavoro dipendente" (D.1); 
b)      interessi (D.41).
Poiché le quote di partecipazione degli Stati
membri al capitale della Banca europea per gli Investimenti non sono considerate
investimenti diretti all'estero, nei conti di questa non sono registrati flussi
imputati di utili reinvestiti (D.43).
19A.16.  I conti delle istituzioni dell'Unione
europea registrano i pagamenti effettuati dalle istituzioni e dagli organi
finanziari dell'UE come impieghi del settore "Altri intermediari
finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione"
(S.125) e come risorse del resto del mondo (S.211 o S.22).
Consolidamento
19A.17.  Nei conti europei, i flussi tra
gli Stati membri e le istituzioni dell'UE non sono normalmente consolidati, tra
le risorse e gli impieghi, in seno al settore "Amministrazioni pubbliche"
(S.13). Tuttavia, nel caso degli "Aiuti internazionali correnti" (D.74),
i trasferimenti dagli Stati membri alle istituzioni dell'UE per finanziare ad
esempio il Fondo europeo di Sviluppo sono consolidati e registrati, nei conti
europei, come impieghi delle "Amministrazioni centrali" nazionali (S.1311)
e come risorse del resto del mondo (S.22).
[1]               Il codice S.1315 è un codice specifico per i conti
europei. Non è citato nel capitolo 23 "Classificazioni" perché in
tale capitolo sono elencati i codici da utilizzare nei conti nazionali degli
Stati membri in cui le istituzioni dell'UE sono registrate nel settore del
resto del mondo.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 20
 
ALLEGATO A 
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell’Unione europea 
ALLEGATO A
Capitolo 20 – I conti delle amministrazioni
pubbliche
INTRODUZIONE
20.01     Le attività delle
amministrazioni pubbliche sono presentate separatamente da quelle del resto
dell’economia perché i poteri, le finalità e le funzioni delle amministrazioni
pubbliche differiscono da quelli di altri settori. Il presente capitolo
illustra i conti del settore delle amministrazioni pubbliche, seguiti da una
presentazione delle statistiche sulla finanza pubblica (SFP) che offre un
quadro integrato delle attività economiche delle amministrazioni pubbliche:
entrate, spese, disavanzi/avanzi, finanziamenti, altri flussi economici e conto
patrimoniale.
20.02     Le amministrazioni pubbliche
hanno il potere di riscuotere imposte e altri prelievi obbligatori e di
approvare leggi che influiscono sul comportamento delle unità economiche. Le
principali funzioni economiche delle amministrazioni pubbliche sono le
seguenti:
a)      fornire beni e servizi alla comunità per
il consumo collettivo (ad esempio pubblica amministrazione, difesa e controllo
dell’osservanza della legge) o per il consumo individuale (ad esempio
istruzione, sanità, servizi ricreativi e culturali), finanziandone l’erogazione
con il gettito fiscale o altre fonti di reddito;
b)      ridistribuire reddito e ricchezza
mediante trasferimenti quali imposte e prestazioni sociali;
c)      svolgere altre attività di produzione non
commerciale.
La sezione I definisce e circoscrive il
settore delle amministrazioni pubbliche.
20.03     La presentazione secondo le SFP
delle attività economiche delle amministrazioni pubbliche fornisce la normale
sequenza di conti in un modo più adeguato alle esigenze degli analisti della
finanza pubblica e dei responsabili delle politiche. La presentazione delle SFP
si serve di aggregati e saldi contabili definiti in termini di concetti,
definizioni, classificazioni e norme contabili del SEC, cosicché si possano
misurare coerentemente con altre variabili macroeconomiche e secondo gli stessi
parametri in altri paesi. Voci quali risparmio e accreditamento/indebitamento
sono già disponibili nella sequenza di conti. Altre voci, quali entrate totali
e spese totali, onere fiscale e debito totale non vengono mostrate
esplicitamente. 
La sezione II contiene la presentazione
delle SFP.
20.04     La sezione III contiene
regole aggiuntive su alcune questioni più complesse in materia di
classificazione e misurazione relativamente al settore delle amministrazioni
pubbliche. 
I.            Definizione del settore delle
amministrazioni pubbliche
20.05     Il settore delle amministrazioni
pubbliche (S.13) comprende tutte le unità amministrative e tutte le istituzioni
senza scopo di lucro che producono beni e servizi non destinabili alla vendita
e sono controllate da unità delle amministrazioni pubbliche. Comprende inoltre
altri produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita, come definiti
ai paragrafi da 20.18 a 20.39.
20.06     Le unità delle amministrazioni
pubbliche sono persone giuridiche istituite mediante un processo politico che
esercitano un’autorità legislativa, giudiziaria o esecutiva su altre unità
istituzionali all’interno di una data area. La loro funzione principale
consiste nel fornire alla comunità e alle famiglie beni e servizi non
destinabili alla vendita e nel ridistribuire reddito e ricchezza.
20.07     Di norma, un’unità delle
amministrazioni pubbliche ha il potere di raccogliere fondi attraverso
trasferimenti obbligatori provenienti da altre unità istituzionali. Al fine di
soddisfare i requisiti di base delle unità istituzionali, un’unità delle
amministrazioni pubbliche deve disporre di fondi propri, ottenuti come reddito
da altre unità o ricevuti sotto forma di trasferimenti da altre unità delle
amministrazioni pubbliche, e deve avere il potere di spendere tali fondi nel
perseguimento dei propri obiettivi politici. Inoltre, deve essere in grado di
contrarre prestiti per conto proprio.
1.           Identificazione delle unità
delle amministrazioni pubbliche
Unità delle amministrazioni pubbliche 
20.08     In tutti i paesi esiste un’entità
fondamentale, in particolare all’interno dell’amministrazione centrale, che
esercita i poteri esecutivi, legislativi e giudiziari a livello nazionale. Le
sue entrate e spese sono regolamentate e controllate direttamente da un
ministero delle Finanze o un suo equivalente mediante un bilancio generale
approvato dall’assemblea legislativa. Malgrado le sue dimensioni e la sua
complessità, normalmente questa entità è una singola unità istituzionale.
Ministeri, agenzie, consigli, commissioni, autorità giudiziarie e organi legislativi
fanno parte di questa unità fondamentale dell’amministrativa centrale. I
singoli ministeri al suo interno non sono riconosciuti come unità istituzionali
separate, poiché non hanno l’autorità di possedere beni, contrarre debiti o
effettuare operazioni per conto proprio.
20.09     I sottosettori delle
amministrazioni pubbliche, quali le amministrazioni degli Stati federati e le
amministrazioni locali, possono comprendere le unità fondamentali primarie
delle amministrazioni pubbliche descritte al punto 20.8, ciascuna relativa
ad un dato livello di governo e a una determinata area geografica.
20.10     Oltre a questa unità primaria,
esistono entità delle amministrazioni pubbliche con personalità giuridica
distinta e che godono di una sostanziale autonomia, che comprende la
discrezionalità in merito al volume e alla composizione della spesa e una fonte
diretta di entrate, come imposte con vincolo di destinazione. Tali entità
vengono spesso costituite per svolgere funzioni specifiche, come ad esempio la
costruzione di strade o l’erogazione di servizi non destinabili alla vendita
nel campo della sanità, dell’istruzione o della ricerca. Queste entità sono
unità separate quando dispongono di una contabilità completa, possiedono beni o
attività a pieno titolo, svolgono attività di produzione di beni e servizi non
destinabili alla vendita di cui hanno diretta responsabilità giuridica e hanno
la capacità di contrarre debiti e stipulare contratti. Tali unità (assieme alle
istituzioni senza scopo di lucro controllate dal governo) sono denominate
“unità fuori bilancio”, perché dispongono di bilanci separati, ricevono
trasferimenti sostanziali dal bilancio principale e le loro fonti di
finanziamento primarie sono integrate da fonti proprie di reddito al di fuori
del bilancio principale. Queste unità sono classificate nel settore delle
amministrazioni pubbliche a meno che non operino prevalentemente come
produttori di beni e servizi destinabili alla vendita controllati da un’altra
unità delle amministrazioni pubbliche.
20.11     Il bilancio generale di
qualsiasi livello amministrativo può comprendere imprese non costituite in
società produttrici di beni e servizi destinabili alla vendita e le
quasi-società. Se si qualificano quali unità istituzionali, tali imprese non
rientrano nelle amministrazioni pubbliche, ma sono classificate nel settore
delle società non finanziarie o delle società finanziarie.
20.12     Gli enti di previdenza e
assistenza sociale sono unità delle amministrazioni pubbliche preposte alla
gestione dei sistemi di sicurezza sociale. I sistemi di sicurezza sociale sono
sistemi di assicurazione sociale riguardanti l’intera collettività o ampie
fasce della stessa, imposti o controllati dalle amministrazioni pubbliche. Un
ente di previdenza e assistenza sociale è considerato un’unità istituzionale se
è organizzato separatamente dalle altre attività delle unità delle
amministrazioni pubbliche, detiene separatamente le proprie attività e
passività ed effettua operazioni finanziarie per conto proprio. 
Istituzioni senza scopo di lucro
classificate nel settore delle amministrazioni pubbliche
20.13     Le istituzioni senza scopo di
lucro produttrici di beni e servizi non destinabili alla vendita e controllate
da unità delle amministrazioni pubbliche rientrano nel settore delle
amministrazioni pubbliche.
20.14     Le amministrazioni pubbliche
possono scegliere di servirsi di istituzioni senza scopo di lucro invece che di
enti amministrativi pubblici per mettere in atto politiche governative, poiché
queste istituzioni sono considerate più imparziali e obiettive e meno soggette
a pressioni politiche. Ad esempio, le istituzioni senza scopo di lucro possono
essere più efficaci delle amministrazioni pubbliche in settori quali ricerca e
sviluppo e definizione e revisione periodica di standard in materia di sanità,
sicurezza, ambiente e istruzione.
20.15     Il controllo di un’istituzione
senza scopo di lucro è definito come la capacità di determinarne la politica
generale o il programma. L’intervento pubblico in forma di regolamenti generali
applicabili a tutte le unità che svolgono la stessa attività non è pertinente
per decidere se una data unità sia controllata dall’amministrazione pubblica.
Per stabilire se un’istituzione senza scopo di lucro sia controllata dall’amministrazione
pubblica occorre considerare i cinque indicatori di controllo che seguono:
a)      nomina dei funzionari;
b)      altre disposizioni come gli obblighi
contenuti nello statuto dell’istituzione;
c)      accordi contrattuali;
d)      grado di finanziamento;
e)      esposizione al rischio.
Un unico indicatore può essere sufficiente per
stabilire l’esistenza di un controllo. Tuttavia, se un’istituzione senza scopo
di lucro finanziata principalmente dall’amministrazione pubblica conserva in
misura significativa la capacità di determinare la sua politica o il suo
programma lungo le linee menzionate negli altri indicatori, non viene
considerata controllata dall’amministrazione pubblica. Nella maggior parte dei
casi l’esistenza di un controllo sarà indicato da una serie di indicatori. Una
decisione basata su questi indicatori implica, per sua natura, un giudizio
soggettivo.
20.16     La caratteristica di produttore
di beni e servizi non destinabili alla vendita di un’istituzione senza scopo di
lucro è determinata come per le altre unità delle amministrazioni pubbliche.
Altre unità delle amministrazioni
pubbliche
20.17     Può essere difficile decidere in
merito alla classificazione dei produttori di beni e servizi che operano sotto
l’influenza di unità delle amministrazioni pubbliche. Le alternative sono di
classificarli come amministrazioni pubbliche o, laddove soddisfino i criteri
applicabili alle unità istituzionali, come società pubbliche. In questi casi,
viene utilizzato il seguente albero delle decisioni.
Albero delle decisioni 
Controllo pubblico
20.18     Il controllo su un’entità è la
capacità di determinarne la politica generale o i programmi. Al fine di
stabilire l’esistenza di un controllo da parte delle amministrazioni pubbliche,
si applicano i criteri utilizzati per le società che potrebbero essere società
pubbliche, come indicato nel capitolo 2, paragrafo 2.32.
Distinzione tra “destinabile alla vendita”
e “non destinabile alla vendita”
Nozione di prezzi economicamente
significativi
20.19     I produttori di beni e servizi
non destinabili alla vendita offrono tutta la loro produzione o la maggior
parte di essa gratuitamente o a prezzi economicamente non significativi. Per
prezzi economicamente significativi s’intendono i prezzi che esercitano un’influenza
sostanziale sui quantitativi di prodotto che i produttori sono disposti a
fornire e sui quantitativi di prodotto che gli acquirenti desiderano
acquistare. Si tratta del criterio utilizzato per classificare la produzione
come destinabile/non destinabile alla vendita e i produttori come produttori di
beni e servizi destinabili/non destinabili alla vendita, e stabilire pertanto
se un’unità istituzionale in cui un’amministrazione pubblica detiene una
partecipazione di controllo debba essere definita come un produttore di beni o
servizi non destinabili alla vendita e pertanto classificata nel settore delle
amministrazioni pubbliche, ovvero come un produttore di beni e servizi
destinabili alla vendita e pertanto classificata come società pubblica. 
20.20     Mentre la valutazione di un
prezzo come economicamente significativo viene effettuata al livello di
ciascuna singola produzione, il criterio che determina la natura di produttore
di beni e servizi destinabili alla vendita/non destinabili alla vendita di un’unità
si applica al livello dell’unità.
20.21     Quando i produttori sono società
private, si può presumere che i prezzi siano economicamente significativi. Per
contro, in presenza di un controllo pubblico i prezzi dell’unità possono essere
stabiliti o modificati per fini di politica pubblica, il che può creare
difficoltà nello stabilire se i prezzi siano economicamente significativi.
Spesso le società pubbliche sono costituite dalle amministrazioni pubbliche per
fornire beni e servizi che il mercato non produrrebbe in quantità o a prezzi
rispondenti alle politiche governative. Nel caso di tali unità che godono del
sostegno delle amministrazioni pubbliche, le vendite possono coprire una quota
consistente dei costi, ma la loro risposta alle forze del mercato sarà diversa
rispetto alle società private.
20.22     Per analizzare la differenza tra
un produttore di beni e servizi destinabili alla vendita e un produttore di
beni e servizi non destinabili alla vendita in relazione all’evoluzione delle
condizioni del mercato, è utile specificare quali unità sono i consumatori dei
beni e dei servizi in questione e se il produttore compete effettivamente sul
mercato o se opera in regime di monopolio.
Criteri relativi all’acquirente della
produzione di un produttore pubblico
Produzione venduta in primo luogo a
società e famiglie
20.23     Di norma, si hanno prezzi
economicamente significativi quando sono soddisfatte le seguenti due condizioni
principali:
1)      il produttore è incentivato ad adeguare l’offerta
all’obiettivo di realizzare un profitto nel lungo termine o almeno di coprire
con le vendite il costo del capitale e altri costi di produzione, ivi compresi
gli ammortamenti, e
2)      i consumatori sono liberi di scegliere
sulla base dei prezzi applicati.
Produzione venduta esclusivamente ad
amministrazioni pubbliche
20.24     Alcuni servizi sono tipicamente
richiesti come servizi ausiliari. Tra essi rientrano attività quali trasporto,
finanziamento e investimento, acquisto, vendita, marketing, servizi
informatici, comunicazioni, pulizia e manutenzione. Un’unità che offre questo
tipo di servizi esclusivamente all’unità madre o ad altre unità all’interno
dello stesso gruppo è un’unità ausiliaria. Non si tratta di un’unità
istituzionale separata ed è classificata con la propria unità madre. Le unità
ausiliarie forniscono tutta la produzione ai rispettivi proprietari per l’utilizzo
come consumo intermedio o investimenti fissi lordi.
20.25     Se un produttore pubblico vende
esclusivamente alle amministrazioni pubbliche ed è l’unico fornitore dei propri
servizi è considerato un produttore di beni e servizi non destinabili alla
vendita, salvo ove sia in concorrenza con un produttore privato. Un caso tipico
è la presentazione di un’offerta per un contratto con un’amministrazione
pubblica a condizioni di mercato, per cui i pagamenti dell’amministrazione
pubblica riguardano esclusivamente i servizi forniti. 
20.26     Se un produttore pubblico non è
l’unico fornitore dell’amministrazione pubblica è considerato un produttore di
beni e servizi destinabili alla vendita se compete con altri produttori sul
mercato e se i suoi prezzi soddisfano i criteri generali per essere
economicamente significativi, come definito ai paragrafi da 20.19 a 20.22.
Produzione venduta ad amministrazioni
pubbliche e ad altri
20.27     Se un produttore pubblico è l’unico
fornitore dei propri servizi, è considerato un produttore di beni e servizi
destinabili alla vendita se le sue vendite a unità non appartenenti alle
amministrazioni pubbliche superano la metà della produzione totale o se le sue
vendite alle amministrazioni pubbliche soddisfano la condizione dell’offerta di
cui al paragrafo 20.25.
20.28     In presenza di numerosi
fornitori, un produttore pubblico è un produttore di beni e servizi destinabili
alla vendita se compete con gli altri produttori presentando un’offerta per un
contratto con l’amministrazione pubblica.
Test per la distinzione tra produttore
di beni e servizi destinabili alla vendita/non destinabili alla vendita 
20.29     È chiara la classificazione
settoriale delle unità fondamentali dell’amministrazione pubblica operanti
nella produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita e/o nella
redistribuzione di reddito e di ricchezza. 
Per altri produttori che operano sotto il
controllo dell’amministrazione pubblica è necessaria una valutazione della loro
attività e delle loro risorse. Per decidere se sono unità che producono beni e
servizi destinabili alla vendita a prezzi economicamente significativi, occorre
verificare i criteri di cui ai paragrafi da 20.19 a 20.28. In sintesi le
condizioni sono le seguenti: 
a)      il produttore è un’unità istituzionale
(condizione necessaria, cfr. anche l’albero delle decisioni di cui al
paragrafo 20.17);
b)      il produttore non si dedica alla
produzione di servizi ausiliari;
c)      il produttore non è l’unico fornitore di
beni e servizi dell’amministrazione pubblica, o, se lo è, ha concorrenti; e
d)      il produttore è incentivato ad adeguare l’offerta
per realizzare un’attività redditizia, a essere in grado di operare alle
condizioni di mercato e a rispettare le sue obbligazioni finanziarie.
La capacità di effettuare un’attività di
produzione di beni e servizi destinabili alla vendita viene verificata in
particolare mediante il normale criterio quantitativo (il criterio del 50%),
basato sul rapporto tra vendite e costi di produzione (secondo la definizione
di cui ai paragrafi 20.30 e 20.31. Per essere un produttore di beni e servizi
destinabili alla vendita, l’unità pubblica deve coprire almeno il 50% dei suoi
costi con le vendite su un periodo pluriennale continuativo. 
20.30     Ai fini del test per la
distinzione tra produttore di beni e servizi destinabili alla vendita/non
destinabili alla vendita, le vendite di beni e servizi corrispondono agli
introiti ottenuti dalle vendite, vale a dire alla produzione di beni e servizi
destinabili alla vendita (P.11) aumentata da eventuali pagamenti per la
produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita (P.13). La produzione
per uso proprio non è considerata come parte delle vendite in questo contesto.
Sono esclusi dalle vendite anche tutti i pagamenti ricevuti dalle
amministrazioni pubbliche, a meno che non siano effettuati anche a favore di
altri produttori che svolgono la stessa attività.
20.31     I costi di produzione
corrispondono alla somma di consumi intermedi, redditi da lavoro dipendente,
ammortamenti e altre imposte sulla produzione. Ai fini del test per la
distinzione tra produttore di beni e servizi destinabili alla vendita/non
destinabili alla vendita, i costi di produzione sono aumentati degli interessi
netti e diminuiti del valore di un’eventuale produzione figurativa, in
particolare la produzione per uso proprio. Non vengono dedotte le sovvenzioni
alla produzione.
Intermediazione finanziaria e
amministrazione pubblica
20.32     Il caso delle unità che svolgono
attività finanziarie merita una speciale considerazione. L’intermediazione
finanziaria è l’attività con la quale un’unità acquista attività finanziarie e
nel contempo assume passività per conto proprio effettuando operazioni sul
mercato.
20.33     Un intermediario finanziario si
espone ad un rischio assumendo passività per conto proprio. Ad esempio, se un’unità
finanziaria pubblica gestisce attività ma non si espone a rischi assumendo
passività per conto proprio non la si può considerare un intermediario
finanziario e l’unità è classificata nel settore delle amministrazioni pubbliche
invece che nel settore delle società finanziarie.
20.34     L’applicazione del criterio
quantitativo del test per la distinzione tra produttore di beni e servizi
destinabili alla vendita/non destinabili alla vendita alle società pubbliche
operanti nell’intermediazione finanziaria o nella gestione di attività in
generale non è pertinente, poiché i loro utili derivano sia da redditi da
capitale che da guadagni in conto capitale.
2. Casi limite
Sedi centrali
20.35     Le sedi centrali pubbliche sono
entità la cui funzione principale consiste nel controllare e dirigere un gruppo
di società controllate da un’unità delle amministrazioni pubbliche. Si
distinguono due casi:
a)      nella misura in cui la sede centrale
pubblica è un’unità istituzionale che gestisce produttori di beni e servizi
destinabili alla vendita, viene classificata in base alla principale attività
del gruppo, nel settore S.11 se la principale attività è la produzione di beni
e servizi non finanziari, o nel settore S.12 se produce prevalentemente servizi
finanziari (cfr. anche i paragrafi 2.23 e 2.59);
b)      se la sede centrale pubblica non è un’unità
istituzionale (ed è pertanto talvolta assimilabile ad un “guscio vuoto”),
ovvero agisce in qualità di agente dell’amministrazione pubblica per scopi
politici, come veicolare fondi tra società controllate e organizzare interventi
di privatizzazione o di dismissione, viene classificata nel settore delle
amministrazioni pubbliche.
20.36     Il termine sede centrale
pubblica qui utilizzato copre unità note anche con la definizione di “società
holding pubbliche”.
20.37     Le società controllate appartenenti al gruppo che esercitano
un’attività di produzione e dispongono di una contabilità completa sono
considerate unità istituzionali anche se hanno ceduto parte della propria
autonomia di decisione all’organismo centrale (cfr. il paragrafo 2.13). Il test
per la distinzione tra produttore di beni e servizi destinabili alla
vendita/non destinabili alla vendita si applica alle singole unità. Può
pertanto accadere che una società controllata, diversamente da altre, venga
riconosciuta come produttore di beni e servizi non destinabili alla vendita e
classificata nel settore delle amministrazioni pubbliche.
Fondi pensione
20.38     I regimi pensionistici dei
datori di lavoro sono meccanismi istituiti per fornire prestazioni
pensionistiche agli aderenti, sulla base di un rapporto contrattuale tra datore
di lavoro e dipendente. Tali regimi comprendono sistemi con costituzione di
riserve, senza costituzione di riserve e con parziale costituzione di riserve. 
20.39     Un sistema con costituzione di
riserve a contribuzione definita, istituito da un’unità delle amministrazioni
pubbliche ma privo di garanzia dell’amministrazione pubblica sul livello delle
pensioni dovute, incerto poiché dipende dal rendimento delle attività, non è
assimilato a un sistema di sicurezza sociale. Di conseguenza, l’unità
individuata come gestore del sistema, nonché il fondo stesso se si tratta di un’unità
istituzionale separata, è considerata una società finanziaria, classificata nel
sottosettore imprese di assicurazione e fondi pensione.
Quasi-società
20.40     Le quasi-società sono imprese
prive di personalità giuridica che operano come se fossero società. Le
quasi-società sono assimilate a società, nel senso che sono considerate unità
istituzionali distinte dalle unità a cui appartengono, in virtù del loro
comportamento economico e finanziario distinto. Quindi, i produttori di beni e
servizi destinabili alla vendita controllati da unità delle pubbliche
amministrazioni e riconosciuti come quasi-società pubbliche sono raggruppati
con le società nei settori delle società non finanziarie o finanziarie.
20.41     Un’istituzione delle
amministrazioni pubbliche o un gruppo di istituzioni che svolgono lo stesso
tipo di attività sotto una gestione comune sono considerate quasi-società
pubbliche nei seguenti casi:
a)      quando applicano prezzi economicamente
significativi;
b)      quando si ritiene abbiano autonomia di
decisione, e
c)      quando dispongono di una contabilità
completa che consente di individuare e calcolare separatamente saldi operativi,
risparmi, attività e passività, ovvero abbiano la possibilità di compilare una
simile contabilità completa.
20.42     L’ammontare del reddito
prelevato da una quasi-società nell’arco di un determinato periodo contabile
viene stabilito dal proprietario. Tale prelievo equivale al pagamento del
dividendo agli azionisti di una società. Dato l’ammontare del prelievo, viene
stabilito l’importo di utili non distribuiti dalla quasi-società. Il
proprietario può investire un importo maggiore di capitali nell’impresa o
ritirare capitali dalla stessa cedendo alcune delle sue attività, e tali flussi
di capitale devono risultare identificabili nei bilanci ogniqualvolta si
verifichino. I flussi di reddito da investimenti e da capitale nelle
quasi-società sono registrati secondo le stesse modalità di flussi analoghi
nelle società. In particolare, i contributi agli investimenti sono registrati
come trasferimenti in conto capitale.
20.43     Le entità che non sono
assimilate a quasi-società restano integrate nelle unità delle amministrazioni
pubbliche che le possiedono. Le unità delle amministrazioni pubbliche sono
costituite prevalentemente da produttori di beni e servizi non destinabili alla
vendita, ma possono comprendere anche produttori di beni e servizi destinabili
alla vendita, le cui vendite si aggiungono alle vendite accessorie, ossia la
vendita a prezzi economicamente significativi della produzione secondaria di
produttori di beni e servizi non destinabili alla vendita. Di conseguenza, per
un’unità delle amministrazioni pubbliche è possibile un avanzo netto di
gestione non uguale a zero e che corrisponde all’avanzo netto di gestione
generato da produttori di beni e servizi destinabili alla vendita.
Agenzie di ristrutturazione
20.44     Alcune unità pubbliche
partecipano alla ristrutturazione di società, che possono essere controllate o
meno da amministrazioni pubbliche. Queste agenzie di ristrutturazione possono
essere unità delle amministrazioni pubbliche già esistenti da tempo o enti
creati per questo preciso scopo. Le amministrazioni pubbliche finanziano la
ristrutturazione in diversi modi, direttamente attraverso conferimenti di
capitale, come trasferimenti in conto capitale, prestiti o acquisizioni di
partecipazioni, o indirettamente, mediante la concessione di garanzie. I
criteri principali per determinare la classificazione settoriale delle agenzie
di ristrutturazione tengono conto del fatto che si tratti di intermediari
finanziari, del carattere commerciale della principale attività e del grado di
rischio assunto dall’ente. In molti casi, il grado di rischio assunto dall’agenzia
di ristrutturazione è basso, poiché agisce con il sostegno finanziario dell’amministrazione
pubblica e per conto della stessa. Le agenzie di ristrutturazione possono
gestire operazioni di privatizzazione o di dismissione.
Agenzie di privatizzazione
20.45     Il primo tipo di agenzia di
ristrutturazione gestisce la privatizzazione di unità delle amministrazioni
pubbliche. Esistono due casi:
a)      l’unità di ristrutturazione, a
prescindere dal suo status giuridico, agisce in qualità di agente diretto dell’amministrazione
pubblica, o ha una durata limitata. La sua funzione primaria consiste nel
ridistribuire il reddito e la ricchezza nazionale trasferendo fondi da un’unità
all’altra. L’unità di ristrutturazione è classificata nel settore delle
amministrazioni pubbliche;
b)      l’unità di ristrutturazione è una società
holding che controlla e gestisce un gruppo di controllate, e solo una parte
minore della sua attività è dedicata a operazioni di privatizzazione e al
trasferimento di fondi da una controllata all’altra per conto delle
amministrazioni pubbliche e per scopi di politica pubblica. L’unità è
classificata come una società e le operazioni effettuate per conto dell’amministrazione
pubblica dovrebbero essere dirottate attraverso l’amministrazione pubblica.
Strutture di dismissione
20.46     Il secondo tipo di agenzia di
ristrutturazione gestisce attività deteriorate e può essere istituita in
presenza di una crisi bancaria o finanziaria. Vengono denominate strutture di
dismissione o “bad banks”. Queste agenzie di ristrutturazione vengono
classificate in base al grado di rischio che si assumono, in considerazione del
grado di sostegno finanziario fornito dall’amministrazione pubblica. 
Nel caso più comune, l’agenzia di ristrutturazione
acquista beni ad un prezzo superiore a quello di mercato con il sostegno
diretto o indiretto dell’amministrazione pubblica e la sua attività risulta
nella redistribuzione di reddito e ricchezza nazionale. Se la struttura di
dismissione non si espone a rischi, viene classificata nel settore delle
amministrazioni pubbliche.
Società a destinazione specifica
20.47     Le società a destinazione
specifica (SDS), denominate anche società veicolo, possono essere costituite
per comodità finanziaria da amministrazioni pubbliche o da entità private. Le
SDS possono essere coinvolte in operazioni fiscali, ivi compresa la
cartolarizzazione di attività, l’assunzione di prestiti per conto di
amministrazioni pubbliche, ecc. Le SDS residenti non sono unità istituzionali
distinte, e sono classificate in base all’attività principale del proprietario;
le SDS che eseguono operazioni fiscali sono classificate nel settore delle
amministrazioni pubbliche.
20.48     Le SDS non residenti sono
riconosciute come unità istituzionali distinte. Tutti i flussi e le posizioni
di stock tra amministrazioni pubbliche e SDS non residenti sono registrati nei
conti delle amministrazioni pubbliche e dell’SDS. Inoltre, quando le SDS non
residenti assumono prestiti o sostengono spese all’estero per conto di
amministrazioni pubbliche, anche quando non vengono registrati flussi tra
amministrazioni pubbliche e SDS relativamente a tali attività fiscali, le
operazioni vengono imputate ai conti delle amministrazioni pubbliche e dell’entità
non residente, per rispecchiare le attività fiscali delle amministrazioni
pubbliche. Se una SDS non residente intraprende un’operazione di
cartolarizzazione senza vendita di attività, l’operazione è intesa come un’assunzione
di debito delle amministrazioni pubbliche. La sostanza economica dell’operazione
viene contabilizzata imputando il debito delle amministrazioni pubbliche nei
confronti della SDS non residente per lo stesso valore e nello stesso momento
in cui la SDS diventa debitrice nei confronti del creditore estero.
Joint venture
20.49     Molte unità delle
amministrazioni pubbliche stipulano accordi con entità private o altre unità
pubbliche per svolgere congiuntamente svariate attività, che possono sfociare
nella produzione di beni e servizi destinabili alla vendita o non destinabili
alla vendita. Queste operazioni congiunte in generale si possono strutturare
secondo tre diverse tipologie: unità a controllo congiunto, in seguito
denominate joint venture; operazioni a controllo congiunto; e attività a
controllo congiunto.
20.50     Una joint venture
richiede la costituzione di una società, di un partenariato o di un’altra unità
istituzionale nella quale ciascuna parte detiene il controllo congiunto delle
attività. In quanto unità istituzionale, la joint venture può stipulare
contratti per proprio conto e reperire finanziamenti per i propri scopi. Una joint
venture dispone di documenti contabili propri.
20.51     Di norma, la percentuale di
partecipazione è sufficiente per determinare il controllo. Se ciascun
proprietario possiede la stessa percentuale della joint venture, occorre
prendere in considerazione gli altri indicatori di controllo. 
20.52     Le unità delle pubbliche
amministrazioni possono inoltre stipulare accordi operativi congiunti che non
sono gestiti da unità istituzionali distinte. In questo caso, non esistono
unità da classificare, ma occorre fare attenzione a garantire che la proprietà
delle attività venga registrata correttamente e che gli accordi di condivisione
di entrate e spese vengano stipulati conformemente alle disposizioni del
contratto principale. Ad esempio, due unità possono concordare di assumere la
responsabilità di fasi diverse di un processo di produzione congiunto, oppure
un’unità può detenere un’attività o un insieme di attività correlate, ma
entrambe le unità concordano di condividere entrate e spese.
Organismi regolatori del mercato
20.53     Gli enti pubblici operanti nel
settore dell’agricoltura svolgono due tipi di attività:
a)      acquistare, immagazzinare e vendere
prodotti agricoli e altri prodotti alimentari sul mercato, o
b)      distribuire, a titolo di attività
esclusiva o principale, sovvenzioni o altri trasferimenti ai produttori.
Nel primo caso, poiché agisce in qualità di
produttore di beni e servizi destinabili alla vendita, l’unità istituzionale è
classificata nel settore delle società non finanziarie (S.11). Nel secondo
caso, l’unità istituzionale è classificata nel settore delle amministrazioni
pubbliche (S.13)
20.54     Nel caso in cui l’organismo
regolatore del mercato svolga entrambe le attività descritte al paragrafo 20.53,
viene suddiviso in due unità istituzionali in base all’attività principale, di
cui una viene classificata nel settore delle società non finanziarie (S.11) e l’altra
nel settore delle amministrazioni pubbliche (S.13). Ove una simile suddivisione
si rivelasse difficoltosa, per convenzione si adatta il normale test per la
classificazione settoriale applicando il criterio della “attività principale”
sulla base dei costi. Se i costi dell’unità sono legati in misura molto
significativa all’attività di gestione del mercato, l’unità è classificata nel
settore delle società non finanziarie. Si raccomanda una soglia dell’80% nel
rapporto tra costi e vendite. Se il rapporto tra costi e vendite legato all’attività
di regolamentazione è inferiore alla soglia raccomandata, l’unità viene
classificata nel settore delle amministrazioni pubbliche (S.13).
Autorità sovranazionali
20.55     Alcuni paesi sono firmatari di
un accordo istituzionale ai sensi del quale aderiscono a un’autorità
sovranazionale. Di norma, simili accordi implicano trasferimenti monetari dai
paesi membri all’autorità sovranazionale e viceversa. L’autorità sovranazionale
svolge inoltre attività di produzione di beni e servizi non destinabili alla
vendita. Nei conti nazionali dei paesi membri, le autorità sovranazionali
figurano come unità istituzionali non residenti, classificate in uno specifico
sottosettore “Resto del mondo”.
3.           I sottosettori delle
amministrazioni pubbliche 
20.56     A seconda dell’assetto
amministrativo e giuridico, in un paese l’amministrazione pubblica presenta di
norma più di un livello. Nel capitolo 2 vengono specificati tre livelli di
amministrazione: centrale, di Stato federato (o regionale) e locale, con un
sottosettore per ciascun livello. Inoltre, l’esistenza e le dimensioni del
sistema di sicurezza sociale, nonché il suo ruolo nella politica fiscale,
impongono la compilazione di dati statistici per tutte le unità della sicurezza
sociale come quarto sottosettore distinto delle amministrazioni pubbliche. Non
tutti i paesi presentano tutti i livelli; in alcuni casi esiste solo un’amministrazione
centrale, talvolta con l’aggiunta di un livello inferiore. Nei paesi che
presentano più di tre livelli, le varie unità dovrebbero essere tutte
classificate in uno dei livelli sopra citati.
Amministrazioni centrali
20.57     Il sottosettore delle
amministrazioni centrali (S.1311) comprende tutte le unità delle
amministrazioni pubbliche con una sfera di competenza nazionale, con l’eccezione
delle unità di sicurezza sociale. L’autorità politica dell’amministrazione
centrale di un paese si estende alla totalità del suo territorio. L’amministrazione
centrale può imporre tasse a tutte le unità istituzionali residenti e alle unità
non residenti che svolgono attività economiche all’interno del paese. Di norma,
l’amministrazione centrale è competente per l’erogazione di servizi collettivi
a vantaggio della comunità nel suo complesso, quali difesa nazionale, relazioni
con altri paesi, ordine pubblico e sicurezza, e per regolamentare il sistema
sociale ed economico del paese. Inoltre, può sostenere spese per l’erogazione
di servizi, quali istruzione o sanità, in primo luogo a vantaggio dei singoli
nuclei familiari, e può effettuare trasferimenti a favore di altre unità
istituzionali, ivi compresi altri livelli dell’amministrazione pubblica.
20.58     La compilazione di statistiche
relative alle amministrazioni centrali è importante in virtù del ruolo
particolare che svolgono nell’analisi della politica economica. È soprattutto
attraverso le amministrazioni centrali che la politica fiscale incide sulle
pressioni inflazionistiche o deflazionistiche all’interno dell’economia. In
generale, è al livello delle amministrazioni centrali che un organismo
decisionale formula e attua politiche dirette alla realizzazione di obiettivi
economici a livello nazionale. 
20.59     Il sottosettore delle
amministrazioni centrali è vasto e complesso nella maggior parte dei paesi.
Generalmente è composto da un gruppo centrale di dipartimenti o ministeri che
costituiscono una singola unità istituzionale, alla quale si aggiungono vari
organismi operanti sotto il controllo delle amministrazioni centrali ma con
personalità giuridica distinta e autonomia sufficiente per formare unità
aggiuntive delle amministrazioni centrali.
20.60     Il gruppo centrale principale o
l’amministrazione centrale primaria talvolta è denominata amministrazione
centrale di bilancio per sottolineare il fatto che il “bilancio” è una
componente essenziale dei suoi principali documenti finanziari. Ciò significa
che il bilancio fornisce una delimitazione implicita di questa unità
istituzionale delle amministrazioni centrali, che talvolta è chiamata “Stato”,
da non confondere con la nozione di amministrazioni di Stati federati, quali
province, Länder, cantoni, repubbliche, prefetture o regioni
amministrative in un sistema di governo federale. Nello stilare la sequenza
completa di conti per l’amministrazione centrale di bilancio, spesso è
opportuno comprendere le attività di fondi fuori bilancio, quando non si tratta
di unità istituzionali, e in generale tutte le operazioni del Tesoro non
riportate nel bilancio. 
20.61     L’altra componente delle
amministrazioni centrali sono gli altri organi delle amministrazioni
centrali, denominati anche unità fuori bilancio, che comprendono organismi
o entità fuori bilancio che si qualificano come unità istituzionali, imprese
pubbliche per la produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita con
personalità giuridica e istituzioni senza scopo di lucro controllate dalle
amministrazioni pubbliche che producono beni e servizi non destinabili alla
vendita.
20.62     Le amministrazioni centrali si
possono suddividere in due componenti: amministrazione centrale di bilancio
e altri organi delle amministrazioni centrali. Questa suddivisione
implica un giudizio soggettivo, che può essere influenzato da considerazioni
pratiche. Un criterio importante è la copertura istituzionale del “bilancio”.
Tuttavia, la composizione esatta dovrebbe essere nota con precisione e
concordata tra i compilatori a livello nazionale per rafforzare la coerenza dei
dati di partenza. La capacità di stilare una sequenza completa di conti per
questi due “sottosettori” delle amministrazioni centrali è importante per
valutare la qualità dei dati.
Amministrazioni di Stati federati
20.63     Il sottosettore delle
amministrazioni di Stati federati (S.1312) comprende tutte le unità delle
amministrazioni pubbliche di un sistema di governo federale con una sfera di
competenza statale o regionale, con la possibile eccezione delle unità di
sicurezza sociale. Uno Stato federato è la più ampia area geografica in cui
viene suddiviso un paese nella sua totalità per motivi politici e
amministrativi. Queste aree sono denominate province, Länder, cantoni,
repubbliche o regioni amministrative e tutte godono di un livello di potere
adeguato per un sistema di governo federale. L’autorità legislativa,
giudiziaria ed esecutiva delle amministrazioni di uno Stato federato si estende
sull’intero territorio di un singolo Stato, che normalmente comprende numerose
località, ma non si estende ad altri Stati. In molti paesi, le amministrazioni
di Stati federati non esistono. Nei paesi con un governo federale, alle
amministrazioni di Stati federati possono essere attribuiti poteri e
responsabilità notevoli, e in questi casi è opportuna la compilazione di un
sottosettore “amministrazioni di Stati federati”.
20.64     In genere, le amministrazioni di
Stati federati possiedono l’autorità fiscale di imporre tasse alle unità
istituzionali che risiedono nella loro area di competenza, o che vi svolgono un’attività
economica. Per essere riconosciute come unità amministrative, tali entità
devono essere in grado di possedere beni, raccogliere fondi e assumere passività
per conto proprio, e inoltre devono avere il diritto di spendere o allocare
almeno una parte delle imposte o degli altri redditi che percepiscono in base
alle proprie politiche. Tuttavia, le entità possono ricevere trasferimenti
dalle amministrazioni centrali destinati a scopi specifici. Le amministrazioni
di uno Stato federato possono nominare funzionari indipendentemente dal
controllo amministrativo esterno. Se un’entità amministrativa operante in uno
Stato federato dipende completamente dai fondi dell’amministrazione centrale, e
se quest’ultima detta anche le modalità con cui tali fondi devono essere spesi,
allora l’entità è un organismo dell’amministrazione centrale.
Amministrazioni locali 
20.65     Il sottosettore delle amministrazioni
locali (S.1313) è costituito da unità amministrative con un ambito di
competenza locale (con la possibile eccezione delle unità di sicurezza
sociale). Le amministrazioni locali tipicamente forniscono un’ampia gamma di
servizi ai residenti locali, in alcuni casi finanziati da contributi erogati da
livelli amministrativi superiori. Le statistiche relative alle amministrazioni
locali coprono un’ampia varietà di unità amministrative, quali contee, comuni,
città, township, quartieri, distretti scolastici e distretti idrici o sanitari.
Spesso le stesse aree geografiche sono soggette all’autorità di varie unità
amministrative locali con diverse responsabilità funzionali. Ad esempio, la
stessa area è soggetta all’autorità di unità amministrative distinte che
rappresentano una città, una contea e un distretto scolastico. Inoltre, due o
più amministrazioni locali contigue possono organizzare un’unità amministrativa
con poteri regionali che risponde alle amministrazioni locali. Tali unità sono
classificate nel sottosettore delle amministrazioni locali.
20.66     Il potere legislativo,
giudiziario ed esecutivo delle unità amministrative locali è limitato alle più
piccole aree geografiche individuate per scopi amministrativi e politici. La
portata del potere delle amministrazioni locali di solito è molto inferiore a
quella delle amministrazioni centrali o di Stati federati, e possono anche non
essere autorizzate a prelevare imposte da unità istituzionali o attività
economiche presenti nelle rispettive aree. Spesso dipendono da contributi erogati
dai livelli amministrativi superiori e in qualche misura fungono da agenti
delle amministrazioni centrali o di Stati federati. Tuttavia, per essere
assimilate a unità istituzionali devono avere il diritto di possedere beni
propri, raccogliere fondi e assumere passività contraendo prestiti per conto
proprio. Inoltre, devono avere discrezionalità in merito al modo in cui vengono
spesi tali fondi e dovrebbero essere in grado di nominare i propri funzionari
indipendentemente dal controllo amministrativo esterno.
Sicurezza sociale
20.67     Il sottosettore della sicurezza
sociale (S.1314) comprende tutte le unità che erogano prestazioni sociali,
a prescindere dal livello amministrativo che regola o gestisce i sistemi. Se un
sistema di sicurezza sociale non soddisfa i requisiti di un’unità
istituzionale, viene classificato con l’unità madre in uno degli altri
sottosettori del settore delle amministrazioni pubbliche. Gli ospedali
pubblici, se forniscono un servizio non destinabile alla vendita alla comunità
nel suo complesso e se sono controllati da sistemi di sicurezza sociale, sono
classificati nel sottosettore della sicurezza sociale.
II.          La presentazione delle statistiche sulla
finanza pubblica
1.           Quadro generale
20.68     L’esperienza ha dimostrato che,
per le amministrazioni pubbliche, una presentazione alternativa alla sequenza
dei conti nel quadro centrale del SEC risponde meglio a determinati requisiti
analitici. L’alternativa, nota come presentazione delle statistiche sulla
finanza pubblica (SFP), fornisce un quadro diverso, ma comunque integrato, dei
conti delle amministrazioni pubbliche in base ai seguenti parametri di
misurazione dell’attività economica delle amministrazioni: entrate, spesa,
disavanzo/avanzo, finanziamenti, altri flussi economici e conto patrimoniale.
20.69     La presentazione delle
statistiche sulla finanza pubblica basata sul SEC consiste in operazioni
registrate nei vari conti delle operazioni correnti, nel conto del capitale e
nel conto finanziario del SEC, riorganizzate per le operazioni non finanziarie
in un conto unico per una presentazione più idonea per l’analisi fiscale.
20.70     Nel sistema delle statistiche
sulla finanza pubblica, le entrate sono definite come l’aggregato di tutte le
operazioni registrate come risorse positive nel quadro centrale del SEC, i
contributi da ricevere nei conti delle operazioni correnti, nonché i
trasferimenti di capitale da ricevere registrati nel conto del capitale. Le
spese sono l’aggregato di tutte le operazioni registrate come impieghi positivi
e contributi dovuti nei conti delle operazioni correnti, nonché le spese in
conto capitale – investimenti lordi più trasferimenti in conto capitale da
effettuare – registrati nel conto del capitale. Questi parametri di misurazione
delle entrate e delle spese sono specifici della presentazione delle
statistiche sulla finanza pubblica, ma le operazioni di riferimento sono quelle
del SEC. 
20.71     La differenza tra entrate e
spese, equivalente all’avanzo/disavanzo, è l’accreditamento /indebitamento (B.9).
Il finanziamento dell’avanzo/disavanzo è evidenziato nel conto finanziario,
dove sono registrati le acquisizioni nette di attività finanziarie e l’incremento
netto delle passività. Per le voci di spesa e di entrata è prevista una
registrazione di contropartita nel conto finanziario. Le operazioni finanziarie
possono anche comportare due registrazioni nel conto finanziario, secondo il
principio della partita doppia, per cui ogni operazione ha un’operazione
corrispondente nel conto finanziario. In linea di principio, l’accreditamento/indebitamento
si può derivare anche dalle operazioni inerenti ad attività e passività
finanziarie.
20.72     Segue la presentazione delle
statistiche sulla finanza pubblica:
 Presentazione delle statistiche sulla finanza pubblica 
   || Entrate 
   || Imposte Contributi sociali Vendita di beni e servizi Altre entrate correnti Trasferimenti in conto capitale 
 meno || Spesa 
   || Consumi intermedi Redditi da lavoro dipendente Interessi Contributi Prestazioni sociali Altre spese correnti Spese in conto capitale Spese per investimenti 
 uguale || Accreditamento/indebitamento 
 uguale || Operazioni inerenti ad attività e passività finanziarie (Finanziamenti) 
20.73     Gli altri conti nel sistema SFP
si riferiscono ad altri flussi economici e ai conti patrimoniali, in linea con
la sequenza dei conti del SEC. Questi conti consentono una completa
riconciliazione delle variazioni nel conto patrimoniale e dei flussi durante il
periodo contabile. Per ciascuna attività o passività, vale la seguente
uguaglianza:
   || Conto patrimoniale di apertura 
 più || operazioni 
 più || rivalutazioni 
 più || altre variazioni di volume 
 uguale || Conto patrimoniale di chiusura 
20.74     Il conto patrimoniale presenta
il totale delle attività – non finanziarie e finanziarie – e gli stock
delle passività, consentendo di ricavare quanto segue: patrimonio netto come
totale delle attività meno totale delle passività e patrimonio netto
finanziario come totale delle attività finanziarie meno totale delle passività.
20.75     Le statistiche sulla
finanza pubblica presentano i risultati finanziari delle amministrazioni
pubbliche e dei relativi sottosettori, o di qualsiasi insieme di unità
amministrative, nonché di singole unità istituzionali quale l’amministrazione
centrale di bilancio. 
2.           Entrate
20.76     Un’entrata aumenta il patrimonio
netto e influisce positivamente sull’accreditamento (+)/indebitamento (-). Le
entrate delle amministrazioni pubbliche di norma sono dominate dai prelievi
obbligatori imposti sotto forma di tasse e contributi sociali. Per alcuni
livelli dell’amministrazione pubblica, i trasferimenti da altre unità
amministrative e i contributi di organizzazioni internazionali rappresentano
una importante fonte di reddito. Altre categorie generali di entrate
comprendono i redditi da capitale, le vendite di beni e servizi e vari trasferimenti
diversi da contributi. Le entrate complessive delle amministrazioni pubbliche
in un dato periodo contabile vengono calcolate sommando le operazioni attive,
come segue:
 Totale entrate || = ||   || totale imposte || D.2 + D.5 + D.91 
   ||   || + || totale contributi sociali || D.61 
   ||   || + || totale vendite di beni e servizi || P.11 + P.12 + P.131 
   ||   || + || altre entrate correnti || D.39 + D.4 + D.7 
   ||   || + || altre entrate in conto capitale || D.92 + D.99 
Imposte e contributi sociali
20.77     Il totale delle imposte
comprende le imposte sulla produzione e sulle importazioni (D.2), le imposte
correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. (D.5) e le imposte in conto capitale
(D.91). I contributi sociali totali comprendono i contributi sociali effettivi
(D.611) e i contributi sociali figurativi (D.612).
20.78     La stima delle imposte e dei
contributi sociali può essere difficoltosa. I relativi problemi e le soluzioni
raccomandate sono descritti nella sezione III del presente capitolo. Le imposte
sono registrate in numerosi conti del quadro centrale del SEC, mentre nella
presentazione delle statistiche sulla finanza pubblica tutte le imposte sono
presentate come un’unica categoria di entrata, con sottoclassificazioni a
seconda della base imponibile. Nella presentazione delle statistiche sulla
finanza pubblica le imposte in conto capitale sono presentate come imposte sul
reddito.
20.79     I dati sulle entrate generate da
imposte e contributi sociali[1]
vengono utilizzati per calcolare i tassi dell’imposizione totale (o dell’onere
fiscale totale), come il rapporto tra imposizione totale e PIL, utilizzati
nelle comparazioni internazionali. In tale contesto, i contributi sociali
obbligatori vengono presentati unitamente alle statistiche fiscali e sono
inclusi nelle misurazioni dell’onere fiscale o dei prelievi obbligatori.
Vendite
20.80     Le vendite complessive di beni e
servizi comprendono la produzione di beni e servizi destinabili alla vendita
(P.11) e la produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita (P.131);
comprendono inoltre – salvo per il test per la distinzione tra produttore di
beni e servizi destinabili alla vendita/non destinabili alla vendita (cfr. il
paragrafo 20.32) – la produzione di beni e servizi per proprio uso finale (P.12).
La maggior parte della produzione delle amministrazioni pubbliche è costituita
da beni e servizi non destinabili alla vendita, o venduti a prezzi non
economicamente significativi. La distribuzione della produzione di beni e
servizi non destinabili alla vendita non concorda con il concetto di entrata.
Per quanto riguarda beni e servizi, solo le vendite effettive e alcuni casi
specifici di vendite figurative sono comprese nelle entrate.
20.81     La produzione di beni e servizi
destinabili alla vendita (P.11) delle amministrazioni pubbliche comprende
quanto segue:
a)      la produzione di beni e servizi
destinabili alla vendita di organizzazioni produttrici di beni e servizi
destinabili alla vendita incluse nelle amministrazioni pubbliche, quali
fabbriche di armi che sono parte del ministero della Difesa, o mense istituite
da unità amministrative per i dipendenti che applicano prezzi economicamente
significativi;
b)      le vendite di prodotti destinabili alla
vendita secondari da parte di produttori di beni e servizi non destinabili alla
vendita, talvolta denominate “vendite accessorie”, quali quelle derivanti da
contratti di ricerca e sviluppo tra università pubbliche e società, o
pubblicazioni vendute da unità delle amministrazioni pubbliche a prezzi
economicamente significativi.
20.82     Le sopra citate “vendite
accessorie” si distinguono dai biglietti d’ingresso ai musei pagati dai
visitatori, che generalmente sono pagamenti parziali di beni e servizi non
destinabili alla vendita (P.131). Altri pagamenti parziali significativi
comprendono i pagamenti a favore di ospedali o scuole, quando sono produttori
di beni e servizi non destinabili alla vendita.
20.83     Nelle statistiche sulla finanza
pubblica basate sul SEC il valore dell’investimento per uso proprio è
considerato un’entrata, ed inserito tra le vendite, che comprendono anche il
valore di beni e servizi prodotti e forniti a titolo di compenso in natura ai
dipendenti o di altri pagamenti in natura. 
20.84     Nelle statistiche sulla finanza
pubblica basate sul SEC, i ricavi derivanti dalle vendite sono considerati
dalla prospettiva della produzione, per cui equivalgono alla produzione, mentre
le vendite effettive a clienti si differenziano in base alla variazione delle
scorte, che tuttavia con tutta probabilità sarà trascurabile per le unità delle
amministrazioni pubbliche e altri produttori di beni e servizi non destinabili
alla vendita, per lo più impegnati nella produzione di servizi piuttosto che
nella produzione di beni. Le vendite sono valutate a prezzi base. 
Riquadro:         dal quadro centrale SEC
a operazioni e aggregati delle statistiche sulla finanza pubblica (SFP)
 Risorse SEC || Entrate SEC SFP 
 P.1 || Produzione, di cui ||   
   ||   || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita (P.11) || Vendita di beni e servizi 
   ||   || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale (P.12) || Vendita di beni e servizi 
   ||   || Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita (P.13), di cui: ||   
   ||   || - Pagamenti per produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita (P.131) || Vendita di beni e servizi 
   ||   || - Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita, altro (P.132) || Non calcolato nelle entrate totali 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni (da percepire) || Imposte totali 
 D.3 || Contributi (da percepire) || Altre entrate correnti 
 D.4 || Redditi da capitale || Altre entrate correnti 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || Imposte totali 
 D.61 || Contributi sociali || Totale contributi sociali 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || Altre entrate correnti 
 D.91r || Imposte in conto capitale (da percepire) || Imposte totali 
 D.92r || Contributi agli investimenti (da ricevere) || Altre entrate in conto capitale 
 D.99r || Altri trasferimenti in conto capitale (da ricevere) || Altre entrate in conto capitale 
   ||   ||   
 Impieghi e operazioni in conto capitale SEC || Spese SEC SFP 
 P.2 || Consumi intermedi || Consumi intermedi 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || Redditi da lavoro dipendente 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni (dovute) || Altre spese correnti 
 D.3 || Contributi (dovuti) || Contributi 
 D.41 || Interessi || Interessi 
 D.4 || Redditi da capitale (escluso D.41) || Altre spese correnti 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || Altre spese correnti 
 D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura 
 D.632 || Trasferimenti sociali in natura (tramite produttori di beni e servizi destinabili alla vendita) || Trasferimenti sociali in natura (tramite produttori di beni e servizi destinabili alla vendita) 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || Altre spese correnti 
 D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || Altre spese correnti 
 P.31 || Spesa per consumi individuali (produzione destinabile alla vendita) || Trasferimenti sociali in natura (tramite produttori di beni e servizi destinabili alla vendita) 
 P.31 || Spesa per consumi individuali (produzione non destinabile alla vendita) || Non calcolato nelle spese totali 
 P.32 || Spesa per consumi collettivi || Non calcolato nelle spese totali 
 P.5 || Investimenti lordi || Spese in conto capitale 
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte || Spese in conto capitale 
 D.92p || Contributi agli investimenti (da erogare) || Spese in conto capitale 
 D.99p || Altri trasferimenti in conto capitale (da effettuare) || Spese in conto capitale 
Nel quadro
centrale del SEC, la voce accreditamento (+)/ indebitamento (-) (B.9)
rappresenta il saldo contabile del conto del capitale. Il saldo contabile delle
amministrazioni pubbliche nella presentazione delle SFP nel SEC è identico all’accreditamento
(+)/ indebitamento (-) (B.9). Il motivo è spiegato nel riquadro che segue.
Il quadro centrale del SEC
Il primo conto è il conto della produzione, per cui la
prima risorsa di un settore istituzionale nel SEC è la sua produzione. Poiché
la maggioranza dei servizi forniti dalle amministrazioni pubbliche non viene
venduta a prezzi economicamente significativi e non è quindi destinabile alla
vendita, la produzione delle amministrazioni pubbliche viene calcolata per
convenzione come la somma dei costi di produzione.
Analogamente, la spesa finale per i consumi
collettivi, corrispondente ai servizi forniti alla comunità dalle
amministrazioni pubbliche, quali servizi generali, difesa, sicurezza e ordine
pubblico, è calcolata come la somma dei costi di produzione. Sempre per
convenzione, la spesa per consumi collettivi (P.32) equivale ai consumi finali
effettivi (P.4) delle amministrazioni pubbliche.
Anche la spesa finale per i consumi individuali delle
famiglie relativi a beni e servizi non destinabili alla vendita forniti
direttamente dalle amministrazioni pubbliche viene calcolata in base ai costi
di produzione.
Di conseguenza, nei conti SEC delle amministrazioni
pubbliche vengono “imputati” due tipi di flussi:
1) nella sezione delle risorse, la voce produzione
di beni e servizi non destinabili alla vendita, altro (P.132) registrata
nel conto della produzione;
2) nella sezione degli impieghi, le voci consumi
finali effettivi (P.4) e trasferimenti sociali in natura (beni e servizi
non destinabili alla vendita) (D.631), registrate nel conto di
redistribuzione del reddito in natura e nel conto di utilizzazione del reddito
disponibile corretto.
Ciascun flusso imputato è pari alla somma dei flussi
effettivi: i costi di produzione. Questi due tipi di flussi imputati, nella
sezione risorse e nella sezione impieghi, si equilibrano nella sequenza dei
conti del SEC.
Presentazione delle SFP nel SEC
Nella presentazione delle SFP nel SEC vengono
utilizzate le stesse categorie di operazioni fondamentali, ma principalmente
sulla base degli flussi monetari effettivi, per ottenere il totale delle
entrate e il totale delle spese delle amministrazioni pubbliche. Si tiene conto
solo di una selezione di flussi imputati: contributi sociali figurativi e
trasferimenti in conto capitale in natura.
Eliminando dalla sezione risorse la produzione di beni
e servizi non destinabili alla vendita (P.132) per ottenere il totale delle
entrate ed eliminando dalla sezione impieghi i consumi finali effettivi (P.4=P.32)
e i trasferimenti sociali in natura (beni e servizi non destinabili alla
vendita) (D.631) per ottenere il totale delle spese, si ottiene lo stesso saldo
contabile: accreditamento (+)/ indebitamento (-) (B.9).
Gli unici trasferimenti sociali in natura considerati
nella spesa totale aggregata delle amministrazioni pubbliche delle SFP sono i
trasferimenti sociali in natura alle famiglie (acquisti di beni e servizi
destinabili alla vendita) (D.632), poiché sono soggetti a pagamenti effettivi
delle unità amministrative. Queste operazioni inoltre vengono aggiunte alla
somma dei costi di produzione (corrispondenti alla produzione di beni e servizi
non destinabili alla vendita P.132) per ottenere la spesa per consumi finali
delle amministrazioni pubbliche.
P.3 = P.132 + D.632
Altre entrate
20.85     Altre entrate correnti sono
costituite da redditi da capitale (D.4), altri contributi alla produzione (D.39)
e altri trasferimenti correnti (D.7).
20.86     I redditi da capitale
comprendono interessi (D.41), utili distribuiti dalle società (dividendi e
prelievi dal reddito di quasi-società) (D.42) e, più marginalmente, utili
reinvestiti di investimenti diretti all’estero (D.43), altri redditi da
investimenti (D.44) e fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti
(D.45).
20.87     La voce altri trasferimenti
correnti (D.7) comprende principalmente i trasferimenti tra amministrazioni
pubbliche, che saranno consolidati nel chiudere i conti del settore nel suo
complesso.
20.88     Le altre entrate in conto
capitale comprendono contributi agli investimenti (D.92) e altri trasferimenti
in conto capitale (D.99) ricevuti da altre unità, prevalentemente da altre
unità amministrative (benché il consolidamento effettuato nella presentazione
delle statistiche possa ridurne le dimensioni apparenti) e istituzioni dell’UE,
ma anche da varie altre unità, rispecchiando operazioni quali il rimborso di un
credito a seguito dell’attivazione di una garanzia.
20.89     I contributi, che in altri
sistemi statistici sono talvolta definiti come trasferimenti diversi da
contributi erogati da un’unità amministrativa o da un’organizzazione
internazionale ad un’altra unità amministrativa, non sono una categoria SEC e
il loro importo dovrebbe equivalere alla somma dei seguenti trasferimenti in
entrata: D.73 + D.74 + D.92, in alcuni casi unitamente a D.75 + D.99.
20.90     I contributi percepiti da unità
amministrative sono costituiti solo da altri contributi alla produzione. Se
ricevuti da entità produttive appartenenti alle amministrazioni pubbliche, i
contributi ai prodotti sono compresi nella valutazione della produzione e della
vendita a prezzi base.
3.           Spesa
20.91     Un’operazione di spesa influisce
negativamente su accreditamento (+)/indebitamento (-). Il totale della spesa
comprende le spese correnti e le spese in conto capitale. Le spese correnti
comprendono le spese relative alla produzione (redditi da lavoro dipendente e
consumi intermedi), reddito da capitale dovuto (principalmente interessi), e
trasferimenti (quali prestazioni sociali, contributi correnti ad altre
amministrazioni pubbliche e altri trasferimenti correnti diversi).
20.92     La spesa totale delle
amministrazioni pubbliche in un periodo contabile viene calcolata secondo l’equazione
che segue, sommando le operazioni passive:
 Totale spesa || = ||   || Consumi intermedi || P.2 
   ||   || + || Redditi da lavoro dipendente || D.1 
   ||   || + || Interessi || D.41 
   ||   || + || Prestazioni sociali diverse da trasferimenti sociali in natura || D.62 
   ||   || + || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) || D.632 
   ||   || + || Contributi || D.3 
   ||   || + || Altre spese correnti || D.29 + (D.4 - D.41) + D.5 + D.7 + D.8 
   ||   || + || Spese in conto capitale || P.5 + NP + D.92 + D.99 
Redditi da lavoro dipendente e consumi
intermedi
20.93     I redditi da lavoro dipendente e
i consumi intermedi sono costi di produzione delle unità delle amministrazioni
pubbliche.
20.94     I redditi da lavoro dipendente
(D.1) comprendono le retribuzioni lorde (D.11) e i contributi sociali a carico
dei datori di lavoro (D.12), ivi compresi i contributi sociali figurativi, che
nel SEC sono considerati impieghi per le famiglie e risorse per le
amministrazioni pubbliche e pertanto non vengono consolidati. I redditi da
lavoro dipendente sono registrati in base al principio della competenza, nel
momento in cui viene effettuato il lavoro e non nel momento in cui la
retribuzione è dovuta o pagata. Le retribuzioni comprendono premi e altre somme
forfettarie (arretrati o rinnovi contrattuali) e può risultare difficile
determinare il momento di registrazione pertinente: con riferimento a lunghi
periodi di occupazione, spesso è il momento della determinazione del premio
piuttosto che il periodo di tempo nominalmente coperto dal premio.
20.95     I consumi intermedi (P.2)
comprendono i beni e servizi consumati durante il periodo contabile nel
processo di produzione. Concettualmente differiscono dagli acquisti e da altre
possibili tipologie di acquisizioni, inserite nelle scorte prima di essere rimosse
all’atto del consumo. I beni e servizi possono essere acquistati anche da
istituzioni delle amministrazioni pubbliche produttrici di beni e servizi
destinabili alla vendita e non destinabili alla vendita.
20.96     Concettualmente, il momento di
registrazione dei consumi intermedi è chiaro: quando il prodotto viene
utilizzato nel processo di produzione. Il momento di registrazione degli
acquisti e altre acquisizioni è quello della consegna, benché in alcuni casi
possa risultare difficile da accertare.
Spese per prestazioni sociali
20.97     Le spese per prestazioni sociali
si riferiscono a prestazioni sociali diverse da trasferimenti sociali in natura
(D.62), che comprendono prevalentemente pagamenti in denaro, e a trasferimenti
sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) (D.632).
I trasferimenti sociali in natura tramite produttori di beni e servizi
destinabili alla vendita sono spese delle amministrazioni pubbliche intese a
finanziare beni e servizi forniti alle famiglie da produttori di beni e servizi
destinabili alla vendita. Esempi tipici sono i servizi sanitari e beni e
servizi forniti da medici e farmacisti, finanziati da unità delle
amministrazioni pubbliche attraverso regimi previdenziali o programmi di
assistenza sociale.
20.98     Le spese per prestazioni sociali
escludono i trasferimenti sociali in natura forniti alle famiglie da unità
delle amministrazioni pubbliche che producono beni e servizi non destinabili
alla vendita. Spesso le amministrazioni pubbliche producono beni o servizi e li
erogano gratuitamente o a prezzi economicamente non significativi. Per evitare
doppioni, nella presentazione delle statistiche sulla finanza pubblica i
relativi costi di produzione di tali beni e servizi vengono registrati solo una
volta come spese – consumi intermedi, redditi da lavoro dipendente, altre
imposte sulla produzione – e come entrate – altri contributi alla
produzione. Nella sequenza dei conti del SEC, questi costi sono bilanciati da
una risorsa alla voce produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita
e registrati nuovamente come impieghi alla voce spesa per consumi finali (P.3)
da distribuire come trasferimenti sociali in natura. A fini analitici, può
essere pertinente calcolare un aggregato più ampio di trasferimenti sociali al
fine di includere questi ultimi: prestazioni sociali in denaro (D.62) e
trasferimenti sociali in natura (D.63).
20.99     Nel SEC, anche quando sono
considerate come liquidazione di una passività dell’amministrazione pubblica
(cfr. infra la sezione III) le prestazioni pensionistiche pagate ai dipendenti
pubblici sono registrate anche come pagamento di una spesa corrente, e i
relativi contributi sono inseriti come entrata. Tuttavia, quando il regime è
finanziato, poiché tali contributi e prestazioni sono finanziamenti, alla spesa
viene aggiunta una rettifica per variazione dei diritti pensionistici (D.8),
pari ai contributi sociali percepiti a titolo di pensione o altre prestazioni
pensionistiche meno le prestazioni sociali pagate per pensioni o altre prestazioni
pensionistiche per i sistemi i cui obblighi sono riconosciuti come passività.
Interessi
20.100   La spesa per interessi comprende
quanto dovuto per il costo dell’assunzione di passività, in particolare su
prestiti e titoli obbligazionari, ma anche su depositi o altri strumenti che
rappresentano passività delle amministrazioni pubbliche. Gli interessi sono
registrati secondo il principio di competenza (cfr. infra la sezione III).
20.101   Nelle statistiche sulla finanza pubblica basate sul SEC, la
spesa per interessi è rettificata per tenere conto dei servizi di
intermediazione finanziaria misurati indirettamente (FISIM). Gli interessi
pagati a istituzioni finanziarie su prestiti e depositi sono ripartiti in una
componente di servizi, registrata come consumi intermedi, e una componente di
redditi da capitale, registrata come interesse versato. La stessa rettifica si
applica agli interessi attivi su depositi o prestiti versati all’amministrazione
pubblica da istituzioni finanziarie.
Altre spese correnti
20.102   Le altre spese correnti
comprendono altre imposte sulla produzione (D.29), redditi da capitale diversi
da interessi (D.4 - D.41), imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc.
(D.5), altri trasferimenti correnti (D.7) rettifica per variazione dei diritti
pensionistici (D.8).
20.103   Mentre altre imposte sulla
produzione pagate da unità delle amministrazioni pubbliche sono registrate come
spesa, le imposte sui prodotti non sono evidenziate separatamente come spesa
delle amministrazioni pubbliche. Questo perché, da un lato, non essendo una
risorsa per i produttori di beni e servizi destinabili alla vendita delle
amministrazioni pubbliche, la cui produzione è valutata a prezzi base, tali
imposte non compaiono alla voce impieghi e, dall’altro, le imposte sui prodotti
rientranti nei consumi intermedi delle amministrazioni pubbliche sono comprese
nella valutazione ai prezzi di acquisto.
Spese in conto capitale
20.104   Le spese in conto capitale
comprendono i trasferimenti in conto capitale sotto forma di contributi agli
investimenti (D.92) e altri trasferimenti in conto capitale (D.99), nonché
spese per investimenti: investimenti lordi (P.5, costituiti da investimenti
fissi lordi - P.51g, variazioni delle scorte - P.52, e acquisizioni meno
cessioni di oggetti di valore - P.53) e acquisizioni meno cessioni di
attività non prodotte (NP). Le cessioni di attività non finanziarie, quali gli
immobili, non sono registrate come entrate, bensì come spesa in conto capitale
negativa, rendendo più positivo l’accreditamento (+)/indebitamento (-) (B.9).
Collegamento con la spesa per consumi
finali delle amministrazioni pubbliche (P.3)
20.105   Il collegamento tra la spesa
pubblica totale e la sua componente di spesa per consumi finali delle
amministrazioni pubbliche (P.3) è importante per gli utilizzatori delle
statistiche fiscali e altre statistiche macroeconomiche.
20.106   La spesa per consumi finali delle
amministrazioni pubbliche equivale al totale della produzione (P.1) più la
spesa per i prodotti forniti alle famiglie attraverso produttori di beni e
servizi destinabili alla vendita (ossia trasferimenti sociali in natura D.632),
meno le vendite di beni e servizi (P.11+P.12+P.131).
20.107   La produzione delle
amministrazioni pubbliche – produzione di beni e servizi destinabili alla
vendita, investimenti fissi per uso proprio e produzione di beni e servizi non
destinabili alla vendita -, è pari alla somma dei costi di produzione
(redditi da lavoro dipendente, consumi intermedi, ammortamenti, imposte sulla
produzione versate al netto di contributi alla produzione ricevuti), più il
risultato netto di gestione (B.2n) generato da istituzioni delle
amministrazioni pubbliche che producono per il mercato.
20.108   Di conseguenza, dal seguente
calcolo si ottiene la spesa per consumi finali, utilizzando una serie di voci
di entrata e uscita delle amministrazioni pubbliche, nonché il risultato netto
di gestione (B.2n):
   || Redditi da lavoro dipendente (D.1) 
 più || Consumi intermedi (P.2) 
 più || Ammortamenti (P.51c1) 
 più || Altre imposte sulla produzione, da pagare (D.29 U) 
 meno || Altri contributi alla produzione, da percepire (D.39 R) 
 più || Risultato netto di gestione (B.2n) 
 uguale || Produzione (P.1) 
e:
   || Produzione 
 meno || Vendita di beni e servizi (P.11+P.12+P.131) 
 più || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) (D.632) 
 uguale || Spesa per consumi finali (P.3) 
Spesa delle amministrazioni pubbliche
secondo la funzione (COFOG)
20.109   La classificazione delle spese in
base alla classificazione delle funzioni delle amministrazioni pubbliche
(COFOG) è parte integrante della presentazione della statistiche sulla finanza
pubblica: si tratta di un importante strumento analitico della spesa pubblica,
particolarmente utile per i confronti internazionali. Questa classificazione
mostra gli scopi per cui sono effettuate le operazioni di spesa, che si
discostano dall’organizzazione delle amministrazioni pubbliche; ad esempio, un’unità
amministrativa competente per i servizi sanitari può intraprendere attività per
fini educativi, come la formazione di medici professionisti. Occorre quindi una
presentazione incrociata delle operazioni delle amministrazioni pubbliche per
natura economica (la normale classificazione SEC) e in base alle funzioni.
20.110   La classificazione COFOG descrive
la spesa delle amministrazioni pubbliche in base alle dieci principali funzioni
elencate in appresso e secondo due livelli aggiuntivi di ripartizione più
dettagliata non presentati in questa sede. A titolo di esempio, il secondo
livello è necessario per fornire informazioni sulla spesa per attività di
ricerca e sviluppo, nonché per fornire informazioni sulla spesa delle
amministrazioni pubbliche destinata ai rischi e alle esigenze sociali di
protezione sociale. 
20.111   La classificazione COFOG è
coerente con la distinzione tra servizi collettivi e individuali non
destinabili alla vendita forniti dalle amministrazioni pubbliche: le prime sei
funzioni corrispondono a servizi collettivi, così come parte delle altre. In
questo modo, è possibile calcolare la spesa per consumi finali collettivi delle
amministrazioni pubbliche. L’aggregato della spesa totale e le operazioni di
spesa ripartite per funzioni corrispondono ai dati delle statistiche sulla
finanza pubblica SEC e pertanto non sono compresi i trasferimenti sociali in
natura (beni e servizi non destinabili alla vendita) (D.631), già considerati
nei costi di produzione delle amministrazioni pubbliche. 
Tavola 20.1 COFOG, le dieci funzioni delle
amministrazioni pubbliche
 Codice || Funzione || Tipo di servizio 
 01 || Servizi generali delle pubbliche amministrazioni || Collettivo 
 02 || Difesa || Collettivo 
 03 || Ordine pubblico e sicurezza || Collettivo 
 04 || Affari economici || Collettivo 
 05 || Protezione dell’ambiente || Collettivo 
 06 || Abitazioni e assetto territoriale || Collettivo 
 07 || Sanità || Prevalentemente individuale 
 08 || Attività ricreative, culturali e di culto || Prevalentemente collettivo 
 09 || Istruzione || Prevalentemente individuale 
 10 || Protezione sociale || Prevalentemente individuale 
4.           Saldi contabili
Accreditamento (+)/indebitamento (-) (B.9)
20.112   L’accreditamento
(+)/indebitamento(-) (B.9) delle amministrazioni pubbliche è la differenza tra
entrate totali e spese totali, ed equivale al saldo contabile del conto del
capitale (B.9N) nei conti SEC. Rappresenta l’importo che le amministrazioni pubbliche
possono concedere in prestito o devono assumere in prestito per finanziare le
proprie operazioni non finanziarie.
20.113   L’accreditamento
(+)/indebitamento (-) è anche il saldo contabile del conto finanziario (B.9F
nel quadro centrale). In teoria equivale al saldo contabile del conto del
capitale, benché in pratica si possa verificare una discrepanza statistica.
20.114   Il termine
“accreditamento/indebitamento” è una sorta di scorciatoia terminologica. Quando
la variabile è positiva (nel senso che evidenza una capacità di finanziamento),
dovrebbe essere denominata “accreditamento (+)”; quando è negativa (nel senso
che evidenzia la necessità di un prestito), dovrebbe essere denominata
“indebitamento (-)”.
Variazioni del patrimonio netto dovute al
risparmio e ai trasferimenti in conto capitale (B.101).
20.113   La differenza tra tutte le
operazioni che incidono sul patrimonio netto durante il periodo contabile dà il
saldo contabile variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai
trasferimenti in conto capitale (B.101)
20.114   Le variazioni del patrimonio
netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale forniscono un’utile
misurazione dei conti e delle politiche delle amministrazioni pubbliche, in
quanto rappresentano le risorse acquisite o consumate nelle operazioni correnti
delle stesse.
20.115   Le variazioni del patrimonio
netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale equivalgono ad
accreditamento/indebitamento più acquisizioni nette di attività non finanziarie
(P.5+NP) meno ammortamenti (P.51c1).
   || Risparmi netti più trasferimenti in conto capitale (B.101) 
 meno || Acquisizioni meno cessioni di attività non finanziarie (P.5+NP) 
 più || Ammortamenti (P.51c1) 
 uguale || Accreditamento/indebitamento (B.9) 
 uguale || Operazioni inerenti ad attività finanziarie meno passività (finanziamento) 
5.           Finanziamento
20.116   Il conto finanziario delle
amministrazioni pubbliche nelle statistiche sulla finanza pubblica registra le
attività e passività finanziarie come descritto nel capitolo 5.
Operazioni inerenti ad attività
20.119   Biglietti, monete e depositi
(F.2) rispecchiano prevalentemente i movimenti dei depositi bancari delle
amministrazioni pubbliche, in particolare presso le autorità bancarie centrali,
che possono fluttuare in misura sostanziale da un periodo all’altro,
soprattutto a causa delle operazioni del Tesoro. Anche altre unità
amministrative quali amministrazioni pubbliche locali e enti di previdenza e
assistenza sociale possono detenere depositi consistenti sui conti bancari.
20.120   Titoli di credito (F.3)
corrispondono prevalentemente ad acquisti netti di titoli obbligazionari emessi
da banche, società non finanziarie o soggetti non residenti comprese le
amministrazioni pubbliche straniere, effettuati per lo più da enti di previdenza
e assistenza sociale con un forte attivo o altri fondi. Gli acquisti di
obbligazioni emesse da altre unità amministrative residenti sono riportati in
questa rubrica nel caso di una presentazione non consolidata, mentre sono
esclusi dalla stessa rubrica nel caso di una presentazione consolidata, dove
sono riportati come rimborso del debito.
20.121   Prestiti (F.4)
comprendono, oltre ai prestiti ad altre unità delle amministrazioni pubbliche,
i prestiti ad amministrazioni pubbliche straniere, società di capitali
pubbliche e studenti. Sono evidenziate anche le cancellazioni di prestiti, con
una registrazione di contropartita alla voce spese per trasferimenti in conto
capitale. I prestiti concessi dalle amministrazioni pubbliche che
presumibilmente non saranno rimborsati sono registrati nel SEC come
trasferimenti in conto capitale e non sono riportati qui.
20.122   Partecipazioni e quote di
fondi di investimento (F.5) comprendono acquisizioni meno cessioni di
partecipazioni in società da parte di unità delle amministrazioni pubbliche.
Possono corrispondere a conferimenti di capitale in società pubbliche o
investimenti di portafoglio, a proventi da privatizzazioni o super-dividendi e
sono costituite prevalentemente da quanto segue:
a)      conferimenti di capitale (generalmente in
contanti) a specifiche società pubbliche nelle quali l’amministrazione pubblica
agisce in qualità di investitore con l’aspettativa di un ritorno sui fondi
investiti. Questi conferimenti non sono considerati spese delle amministrazioni
pubbliche nei conti nazionali;
b)      investimenti di portafoglio, in forma di
acquisti di azioni quotate sul mercato da parte di unità delle amministrazioni
pubbliche, quali enti di previdenza e assistenza sociale con un forte attivo, o
altre operazioni di investimenti di portafoglio;
c)      investimenti netti in fondi comuni, che
sono veicoli di investimento alternativi. In particolare, gli investimenti in
fondi comuni di investimento monetari vengono riportati qui piuttosto che alla
voce monete e depositi, nonostante si tratti di sostituti strettamente
assimilabili ai depositi bancari;
d)      privatizzazioni condotte da speciali
agenzie di privatizzazione, dato che queste entità sono classificate nelle
amministrazioni pubbliche;
e)      distribuzioni effettuate da società
pubbliche a favore dei proprietari in aggiunta agli utili operativi ad
esclusione di guadagni/perdite in conto capitale, registrate come operazioni
finanziarie come prelievi di capitale simili a una parziale liquidazione dell’impresa,
piuttosto che come entrate delle amministrazioni pubbliche. 
20.123   Le operazioni in conti attivi
(F.8) registrano l’impatto del principio di competenza applicabile nel SEC, per
cui le operazioni vengono registrate quando insorge l’obbligo del pagamento e
non al momento della sua effettiva attuazione, anche se nella maggior parte dei
paesi i conti pubblici o le registrazioni di bilancio da tempo si basano sul
principio di cassa. Gli effetti sul fabbisogno di finanziamento delle
amministrazioni pubbliche non derivano direttamente dal disavanzo, in quanto le
entrate delle amministrazioni pubbliche possono essere riscosse, ovvero le
spese possono essere pagate, in periodi contabili diversi da quelli dell’operazione
economica. Gli altri conti attivi comprendono crediti di imposte e contributi
sociali nonché importi concernenti operazioni UE (pagati da amministrazioni
pubbliche per conto dell’UE ma non ancora rimborsati dall’UE), crediti
commerciali o anticipazioni di spesa, ad esempio per attrezzature militari o
rari casi di retribuzioni o indennità pagati con un mese di anticipo, ecc.
Mentre in teoria questi beni sono di carattere temporaneo, e scompaiono
necessariamente dopo un certo periodo di tempo, il flusso riportato per un
settore, come le amministrazioni pubbliche, di norma si attesta in media sopra
lo zero anche nell’arco di un periodo di tempo, perché lo stock di conti attivi
tende a crescere con il resto dell’economia.
20.124   Nella maggior parte dei paesi,
oro monetario e diritti speciali di prelievo sono gestiti dalle autorità bancarie
centrali. Ove siano gestiti dalle amministrazioni pubbliche, sono registrati
nel conto finanziario delle stesse.
20.125   Le operazioni finanziarie sono
registrate al valore dell’operazione, ossia al valore in moneta nazionale al
quale le attività e/o le passività finanziarie sono create, liquidate,
scambiate o assunte tra unità istituzionali, esclusivamente sulla base di
considerazioni commerciali.
20.126   Il valore dell’operazione si
riferisce a una operazione finanziaria specifica e alla sua operazione di
contropartita. In teoria, il valore dell’operazione deve essere distinto da un
valore basato su una quotazione di mercato, su un prezzo medio di mercato o su
un qualsiasi prezzo indicativo del complesso dei prezzi di una classe di
attività e/o passività finanziarie simili o addirittura identiche. Il valore da
riportare nei conti finanziari per un prestito venduto sul mercato secondario
coincide con il valore al quale viene venduto il prestito e non al valore
nominale e la riconciliazione con il bilancio è inserita nelle altre variazioni
nei conti dell’attivo.
20.127   Tuttavia, nei casi in cui l’operazione
di contropartita di una operazione finanziaria è, ad esempio, un trasferimento
e l’operazione finanziaria è effettuata quindi in base a considerazioni diverse
da quelle puramente commerciali, il valore dell’operazione coincide con il
valore corrente di mercato delle attività e/o passività finanziarie in
questione. Quindi un prestito acquistato da un’amministrazione pubblica al suo
valore nominale, invece che al suo valore equo o contabile, viene frazionato in
due registrazioni, come prestito nei conti finanziari al valore equo e come
trasferimento in conto capitale, riconoscendo un trasferimento patrimoniale da
parte delle amministrazioni pubbliche.
20.128   Il valore dell’operazione non
include compenso del servizio, onorari, commissioni o oneri simili per servizi
resi in sede di effettuazione delle operazioni, che devono essere registrati
come pagamenti di servizi. Sono escluse anche le imposte sulle operazioni
finanziarie, che sono trattate come imposte sui servizi nell’ambito delle
imposte sui prodotti. Allorché una operazione finanziaria comporta una nuova
emissione di passività, il valore dell’operazione è pari all’importo della
passività assunta escluso ogni interesse pagato anticipatamente. Analogamente,
allorché una passività è estinta, il valore dell’operazione sia per il
creditore che per il debitore deve coincidere con la diminuzione della
passività.
Operazioni inerenti a passività
20.129   Le operazioni inerenti a
passività vengono registrate al valore di emissione o rimborso di tali
passività, che non può essere il valore nominale. Un’operazione inerente a
passività comprende gli interessi maturati.
20.130   Il riacquisto di una passività da
parte di un’unità viene registrato come rimborso di passività e non come
acquisto di attività. Allo stesso modo, a livello di sottosettore o settore, l’acquisto
da parte di un’unità delle amministrazioni pubbliche di una passività emessa da
un’altra unità del sottosettore in questione sarà riportato nella presentazione
consolidata come rimborso di passività di tale sottosettore.
20.131   Il leasing finanziario e i
contratti di partenariato pubblico-privato (PPP) registrati come attività nel
conto patrimoniale delle amministrazioni pubbliche implicano il riconoscimento
di un debito del locatario o cedente. I pagamenti inerenti a tali leasing o
contratti di partenariato non sono considerati spese per l’intero importo,
bensì servizio del debito: rimborso di un prestito e spesa per interessi.
20.132   I finanziamenti presentati come
crediti commerciali a lungo termine o conti attivi/passivi sono da classificare
come prestiti, perché implicano l’erogazione di un finanziamento a lungo
termine a vantaggio della parte che contrae il debito che si distingue dallo
strumento di tesoreria normalmente offerto dai venditori agli acquirenti con
crediti commerciali a breve. Con la consistente proroga della scadenza dell’obbligo
di pagamento, il contraente assume un ruolo finanziario distinto dalla sua
attività di produttore.
20.133   Le somme forfettarie scambiate
all’inizio su swap fuori mercato sono classificate come prestiti (AF.4)
quando sono ricevute dalle amministrazioni pubbliche. Gli swap fuori
mercato sono ripartiti nel conto patrimoniale in una componente di prestito e
una normale componente di swap “at-the-money” (prezzo di
esercizio pari a quello corrente).
20.134   Come per i conti attivi, le
operazioni inerenti ad altri conti passivi rispecchiano l’impatto temporale del
principio di competenza, ma nella sezione delle passività, nel caso di una
spesa assunta ma non ancora pagata, o di pagamenti effettuati in anticipo
rispetto alla registrazione dell’entrata. Oltre ai crediti commerciali a breve
termine, i conti passivi comprendono somme erogate dall’UE ma non ancora pagate
dalle amministrazioni pubbliche al beneficiario finale, i versamenti anticipati
di imposte o i rimborsi fiscali non ancora versati.
6.           Altri flussi economici
20.135   Il conto delle altre variazioni
di volume delle attività e il conto delle rivalutazioni delle statistiche sulla
finanza pubblica del SEC sono identici ai conti descritti nel capitolo 6. Tutte
le variazioni nelle attività e passività derivanti da eventi diversi da
operazioni economiche sono registrate in uno di questi conti.
Conto delle rivalutazioni
20.136   Le rivalutazioni sono le stesse
descritte nel capitolo 6. Ulteriori informazioni pertinenti in forma di voci
per memoria, ad esempio le rivalutazioni delle quote di società pubbliche
detenute da unità delle amministrazioni pubbliche possono essere
particolarmente importanti e, nel contempo, difficili da misurare poiché è
improbabile che vi siano prezzi di mercato.
20.137   Nel SEC, le registrazioni nel
conto patrimoniale sono idealmente al valore di mercato, a parte uno o due
strumenti specifici, e le oscillazioni dei tassi di interesse rispecchiate
negli indici del mercato azionario determinano variazioni notevoli nel valore
delle azioni, nonché nel patrimonio netto delle unità istituzionali. Tali
variazioni non sono registrate come reddito nel SEC, né come entrate né come
spese, e pertanto non incidono su disavanzo/avanzo delle amministrazioni
pubbliche. Le variazioni sono registrate nel conto della rivalutazione delle
attività e delle passività, con conseguenti variazioni nel patrimonio netto
dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale (B.103). Le variazioni
nel patrimonio finanziario netto delle amministrazioni pubbliche in un periodo
contabile sono sostanzialmente influenzate dalle rivalutazioni. Le principali
fonti di rivalutazioni che incidono sul patrimonio finanziario netto, a parte l’impatto
di attività e passività espresse in valuta estera, sono le seguenti:
a)      patrimonio immobiliare delle
amministrazioni pubbliche;
b)      partecipazioni delle amministrazioni
pubbliche; 
c)      titoli di debito.
20.138   Allorché un conferimento di
capitale effettuato da un’amministrazione pubblica in una società pubblica è
considerato un trasferimento in conto capitale, generalmente la valutazione
della partecipazione dell’amministrazione pubblica nel beneficiario aumenterà,
con registrazioni nel conto delle rivalutazioni e non nel conto finanziario.
20.139   Allorché un credito o un prestito
commerciale in essere sono ceduti a un’altra unità istituzionale, la differenza
tra il prezzo di rimborso e il prezzo dell’operazione viene registrata nel
conto delle rivalutazioni del venditore e dell’acquirente nel momento dell’operazione.
Conto delle altre variazioni di volume
delle attività
20.140   Il conto delle altre variazioni
di volume delle attività comprende flussi che non sono operazioni economiche,
né rivalutazioni. Ad esempio, registra l’impatto di una variazione nella
classificazione settoriale delle unità.
20.141   Quando non rispecchia la
cancellazione di un debito con un accordo bilaterale esplicito o implicito l’azzeramento
di un prestito non è un’operazione e viene pertanto registrata nel conto delle
altre variazioni di volume delle attività, senza produrre effetti diretti sull’accreditamento/indebitamento.

7.           Conti patrimoniali
20.142.  Nei conti delle amministrazioni
pubbliche delle statistiche sulla finanza pubblica e nel capitolo 5 viene
utilizzata la stessa definizione di attività. La classificazione e il valore di
attività e passività sono identici nel SEC e nelle statistiche sulla finanza
pubblica basate sul SEC. 
20.143   La somma delle passività si può
considerare come uno stock di debito. Tuttavia, la definizione di debito delle
amministrazioni pubbliche nel contesto della sorveglianza di bilancio si
discosta dallo stock totale di passività del SEC e delle SFP, in termini di
portata delle passività considerate e in termini di valutazione.
20.144   Alcune attività sono più
specifiche delle amministrazioni pubbliche: il patrimonio culturale, come i
monumenti storici; le infrastrutture, come strade e strutture di comunicazione;
le partecipazioni in società pubbliche prive di un equivalente privato. 
20.145   Nella sezione delle passività, le
partecipazioni e quote di fondi di investimento (AF.5) di norma non vengono registrate
per le unità delle amministrazioni pubbliche. Tuttavia, ad un livello più
aggregato di sottosettori delle amministrazioni pubbliche, la voce può
comparire se all’interno del settore delle amministrazioni pubbliche sono state
classificate entità a seguito del test per la distinzione tra produttore di
beni e servizi destinabili alla vendita/non destinabili alla vendita. 
20.146   Il patrimonio netto è il saldo
contabile (B.90) del conto patrimoniale:
 Patrimonio netto || = ||   || Totale attività 
   ||   ||  meno || Totale passività 
20.147   I fondi propri sono la somma di
patrimonio netto (B.90) e partecipazioni e quote di fondi di investimento (AF.5)
emesse. Di conseguenza, nel SEC, i fondi propri delle unità sono
definiti come attività meno passività, escluse partecipazioni e quote di
fondi di investimento, mentre il patrimonio netto è definito come attività meno
passività, comprese partecipazioni e quote di fondi di investimento. Il
patrimonio netto nel SEC non equivale al capitale o al patrimonio netto nella
contabilità aziendale, più vicino al concetto di fondi propri del SEC.
20.148   Laddove non sia possibile
calcolare il patrimonio netto (B.90) del settore delle amministrazioni
pubbliche a causa della mancanza di informazioni per misurare lo stock di
attività non finanziarie, viene presentato il patrimonio finanziario netto (BF.90)
che evidenzia la differenza tra attività finanziarie totali e passività totali.
20.149   Il SEC valuta il conto
patrimoniale al valore di mercato, salvo per tre strumenti specifici: biglietti
e monete (AF.2), prestiti (AF.4) e altri conti attivi e passivi (AF.8). Per
questi tre strumenti, i valori registrati nei conti patrimoniali di creditori e
debitori corrispondono agli importi di capitale che i debitori sono
contrattualmente obbligati a rimborsare ai creditori anche nel caso in cui il
prestito sia stato negoziato a un valore superiore o inferiore, ivi compresi
gli interessi maturati.
20.150   I titoli di debito sono valutati
al valore di mercato. Benché le obbligazioni dei debitori riguardino esclusivamente
il valore del capitale, il valore di mercato è significativo poiché il debitore
è tenuto a pagare un flusso di futuri flussi di cassa, il cui valore attuale
varia a seconda del rendimento del mercato, e il valore di mercato rispecchia
il prezzo che le amministrazioni pubbliche dovrebbero pagare se riscattassero
il titolo riacquistandolo sul mercato.
20.151   Nella redazione del conto
patrimoniale, le azioni quotate vengono valutate al prezzo di quotazione più
recente. Le azioni non quotate si possono valutare confrontando rapporti quali
il rapporto tra fondi propri al valore contabile e valore di mercato del
titolo, in categorie analoghe di società quotate. Per la valutazione delle
azioni non quotate sono possibili altri approcci, quali l’utilizzo dei fondi
propri della società, azzerando il patrimonio netto. Questo approccio si può
utilizzare per le società pubbliche con un tipo particolare di attività, come
quando le amministrazioni pubbliche possiedono partecipazioni nelle autorità
bancarie centrali. Tuttavia, non è consigliabile utilizzare fondi propri al
valore contabile senza rettifiche, e neppure utilizzare il valore nominale dei
titoli emessi.
8.           Consolidamento
20.152   Il consolidamento è un metodo per
presentare i bilanci di una serie di unità come se costituissero un’unica
entità (unità, settore, sottosettore), e comporta la soppressione di
operazioni, posizioni reciproche di stock e altri flussi economici associati
tra le unità oggetto del consolidamento.
20.153   Il consolidamento è importante
per il settore delle amministrazioni pubbliche e i relativi sottosettori. Ad
esempio, la valutazione dell’impatto complessivo delle operazioni delle
amministrazioni pubbliche sull’intera economia nonché della sostenibilità delle
stesse è maggiormente efficace quando le operazioni delle amministrazioni
pubbliche vengono misurate in base a una serie di statistiche consolidate. Per
mettere in relazione gli aggregati delle amministrazioni pubbliche con l’economia
nel suo complesso come nei rapporti entrate/PIL o spese/PIL, è meglio eliminare
la movimentazione interna di fondi e comprendere solo le operazioni che
superano le frontiere con altri settori domestici e con il resto del mondo.
Questo assume una particolare rilevanza per le seguenti operazioni:
a)      reddito da capitale come gli interessi;
b)      trasferimenti correnti e in conto
capitale;
c)      operazioni in attività e passività
finanziarie.
20.154   Il consolidamento non incide sui
saldi contabili perché le voci consolidate compaiono simmetricamente in ciascun
conto. Ad esempio, il consolidamento di un contributo dall’amministrazione
centrale a un’unità amministrativa locale avviene eliminando la spesa dall’amministrazione
centrale e l’entrata dall’unità amministrativa locale, lasciando così invariato
il saldo accreditamento/indebitamento dell’amministrazione pubblica.
20.155   Il concetto di consolidamento per
sua natura comporta l’eliminazione di tutti i flussi tra le unità consolidate,
ma occorre tenere presente l’aspetto pratico. In teoria, le operazioni nel conto
della produzione, quali vendite e acquisti di beni e servizi, non possono
essere consolidate. La decisione in merito al livello di dettaglio utilizzato
nel consolidamento si dovrebbe basare sull’utilità politica dei dati
consolidati e sull’importanza relativa dei vari tipi di operazioni o stock.
20.156   Nella preparazione dei conti
consolidati delle amministrazioni pubbliche, il SEC prescrive il consolidamento
delle seguenti operazioni principali (in ordine di importanza):
        trasferimenti correnti e in conto capitale, quali contributi
delle amministrazioni centrali a livelli amministrativi inferiori;
  interessi derivanti da attività e passività finanziarie tra
amministrazioni pubbliche;
  operazioni, altri flussi economici e stock di attività e passività
finanziarie, quali prestiti ad altre amministrazioni pubbliche o acquisti di
titoli delle amministrazioni pubbliche da parte di unità di sicurezza sociale.
20.157   Gli acquisti/vendite di beni e
servizi tra unità delle amministrazioni pubbliche non sono consolidati nel SEC,
poiché i conti registrano le vendite sulla base della produzione e non della
cessione, per cui è difficile stabilire chi sia la controparte nell’operazione
concernente tale produzione. Inoltre, i consumi intermedi e la produzione
seguono due diversi principi di valutazione, secondo i prezzi base e i prezzi d’acquisto,
che creano ulteriori difficoltà.
20.158   Le imposte o i contributi versati
da un’unità o entità amministrativa ad un’altra non devono essere consolidati.
Tuttavia, le imposte o i contributi su prodotti non possono essere consolidati
nel sistema, perché per simili operazioni nel SEC non esiste un settore di
contropartita: gli importi pertinenti non vengono registrati separatamente come
spesa ed entrata (rispettivamente) e sono invece compresi nel valore dei
consumi intermedi o delle vendite, ovvero esclusi dallo stesso.
20.159   Le acquisizioni/cessioni di
attività non finanziarie, ivi comprese operazioni su terreni, fabbricati e
attrezzature tra amministrazioni pubbliche non vengono consolidate, poiché
compaiono già nel conto su base netta: acquisizioni meno cessioni. I conti non
consolidati e consolidati evidenziano sempre importi uguali per queste voci.
20.160   Alcuni tipi di operazioni che
hanno luogo tra due unità delle amministrazioni pubbliche non vengono mai
consolidati perché sono dirottati ad altre unità all’interno del sistema. Ad
esempio, i contributi sociali a carico del datore di lavoro, che siano pagati
alla sicurezza sociale o a fondi pensione delle amministrazioni pubbliche, sono
considerati versati al dipendente come parte della retribuzione e
successivamente versati al fondo dal dipendente. Le imposte prelevate da unità
delle amministrazioni pubbliche sulla retribuzione dei loro dipendenti, quali
le ritenute alla fonte, e versate ad altri sottosettori delle amministrazioni
pubbliche s’intendono pagate direttamente dai dipendenti. In tal caso, l’amministrazione
pubblica datore di lavoro funge semplicemente da esattore per l’altra unità delle
amministrazioni pubbliche.
20.161   Il consolidamento presenta
difficoltà pratiche. Ad esempio, quando nei registri di un’unità viene
individuata un’operazione da consolidare, ci si aspetta di trovare l’operazione
corrispondente nei conti della controparte; ma può anche non essere così,
poiché la registrazione può essere avvenuta in un periodo diverso e con un
valore diverso, o può essere classificata come un’operazione di tipo diverso a
causa di prassi contabili differenti. Queste difficoltà sono implicite nel
sistema di partita quadrupla utilizzato nel SEC, ma possono essere più evidenti
nel caso delle operazioni tra amministrazioni pubbliche.
III.         Questioni contabili relative alle
amministrazioni pubbliche
20.162   I principi contabili nazionali si
applicano al settore delle amministrazioni pubbliche come ad altri settori dell’economia.
Tuttavia, data la natura economica delle attività delle unità delle
amministrazioni pubbliche e in virtù di considerazioni pratiche, in questa
sezione vengono presentate alcune regole aggiuntive. 
20.163   Parimenti, i principi contabili
nazionali si applicano nello stesso modo alla misurazione delle entrate e delle
spese delle amministrazioni pubbliche. Tuttavia, questi principi, ivi compreso
in particolare il principio della competenza, si applicano tenendo presente che
i vincoli delle amministrazioni pubbliche in termini di affidabilità creditizia
e liquidità sono sostanzialmente diversi da altre misure. Se le spese sono
registrate nei conti delle amministrazioni pubbliche quando sono assunte da
ciascuna unità, a prescindere da lunghi ritardi nei pagamenti, le entrate
dovrebbero essere registrate nei conti solo quando esiste un’aspettativa
elevata e una sufficiente certezza che i rispettivi flussi di cassa si
verificheranno concretamente.
20.164   Nel classificare un’operazione, i
contabili nazionali non sono vincolati dalla sua designazione nei conti
pubblici delle amministrazioni pubbliche o nella contabilità di una società. A
titolo di esempio, un pagamento consistente a favore di un’amministrazione
pubblica effettuato dalle riserve di una società o derivante dalla vendita di
attività e denominato “dividendo” nei conti pubblici viene classificato come
superdividendo e registrato come un’operazione finanziaria nei conti nazionali
– si tratta di un prelievo di capitale. La presentazione della realtà economica
quando si discosta dalla forma giuridica è un principio contabile fondamentale
per garantire la coerenza e assicurarsi che operazioni di tipo analogo
producano effetti analoghi sui conti macroeconomici, a prescindere dall’assetto
giuridico. Questo principio assume una particolare rilevanza per le operazioni
che coinvolgono l’amministrazione pubblica.
1.           Gettito fiscale
Caratteristiche del gettito fiscale
20.165   Le imposte sono pagamenti
obbligatori unilaterali, in denaro o in natura, effettuati dalle unità
istituzionali a favore di amministrazioni pubbliche o di organizzazioni
sovranazionali che esercitano la loro sovranità o altri poteri. Di norma,
costituiscono la quota più consistente delle entrate delle amministrazioni
pubbliche. Nell’ambito del sistema dei conti, le imposte sono considerate
operazioni, poiché sono intese come interazioni consensuali tra unità. Le
imposte sono descritte come pagamenti unilaterali perché le amministrazioni
pubbliche non forniscono in cambio una prestazione corrispondente alla singola
unità che effettua il pagamento.
20.166   Tuttavia, in alcuni casi le
amministrazioni pubbliche forniscono qualcosa alla singola unità a fronte del
pagamento, sotto forma di concessione diretta di un permesso o di un’autorizzazione.
In tal caso, il pagamento rientra in una procedura obbligatoria che garantisce
un adeguato riconoscimento della proprietà e lo svolgimento di attività ai
sensi di legge. La classificazione di tali pagamenti come imposte o come la
vendita di un servizio, ovvero la vendita di un bene da parte delle
amministrazioni pubbliche richiede norme aggiuntive, che figurano al capitolo 4.
Crediti d’imposta
20.167   Gli sgravi fiscali possono
assumere la forma di agevolazioni fiscali, esenzioni o deduzioni – sottratte
dalla base imponibile – o di crediti d’imposta – sottratti
direttamente dal debito d’imposta altrimenti dovuto dalla famiglia o dalla
società beneficiaria. I crediti d’imposta possono essere pagabili, nel senso
che l’eventuale ammontare del credito che superi il debito d’imposta viene
pagato al beneficiario. Per contro, alcuni crediti d’imposta non sono pagabili
e sono descritti come “non recuperabili”. Sono limitati all’ammontare del
debito d’imposta.
20.168   Nei conti nazionali, uno sgravio
previsto dal sistema fiscale viene registrato come una riduzione del debito d’imposta
e pertanto come una riduzione del gettito fiscale delle amministrazioni
pubbliche. È il caso di agevolazioni fiscali, esenzioni e deduzioni, dato che
rientrano direttamente nel calcolo del debito d’imposta; è anche il caso dei
crediti d’imposta non pagabili, poiché il loro valore per il contribuente è
limitato all’ammontare del debito d’imposta. Per contro, questo non vale per i crediti
d’imposta pagabili, che per definizione possono influire sia sui
contribuenti che sui non contribuenti. Essendo pagabili, tali crediti d’imposta
sono classificati come spesa e registrati come tali per il loro importo totale.
Il gettito fiscale dell’amministrazione pubblica è pertanto quello dovuto,
senza riduzioni relative ai crediti d’imposta concessi, e la spesa delle
amministrazioni pubbliche comprenderà tutti i crediti d’imposta pagabili concessi.
Questo non incide sull’accreditamento/indebitamento dell’amministrazione
pubblica, ma influisce sia sulla pressione fiscale che sulla spesa delle
amministrazioni pubbliche, nonché sui corrispondenti rapporti rispetto al PIL.
La presentazione di statistiche consentirà di determinare i crediti d’imposta
su base netta.
Importi da registrare
20.169   Un’adeguata registrazione del
gettito fiscale è essenziale per la misurazione delle attività e delle
prestazioni delle amministrazioni pubbliche. Gli importi da registrare
dovrebbero corrispondere alle imposte che le amministrazioni pubbliche
prevedono effettivamente di riscuotere, per cui gli eventuali importi
dichiarati ma ritenuti non riscuotibili non dovrebbero essere registrati come
entrata.
Importi non riscuotibili
20.170   In tutti i casi, si dovrebbero
registrare solo gli importi che le amministrazioni pubbliche prevedono
realisticamente di riscuotere. Le imposte non riscuotibili non dovrebbero
essere considerate nel calcolo dell’accreditamento/indebitamento, né in
generale nel totale delle entrate. Di conseguenza, l’impatto sull’accreditamento/indebitamento
delle imposte e dei contributi sociali registrati nel sistema dei conti secondo
il principio della competenza sarà equivalente, nell’arco di un periodo di
tempo ragionevole, agli importi corrispondenti effettivamente percepiti. Le
norme per la registrazione di imposte e contributi sociali sono spiegate nel
capitolo 4.
2.           Momento di registrazione
Registrazione per competenza
20.171   Nella contabilità per competenza
i flussi vengono registrati nel momento in cui il valore economico viene
creato, trasformato, scambiato, trasferito o si estingue. Si differenzia dalla
contabilità per cassa e in linea di principio dalla registrazione alla
scadenza, ossia alla data limite alla quale possono essere effettuati i
pagamenti senza maggiorazioni o penalità. Si tiene conto dell’eventuale
intervallo di tempo che intercorre tra il momento in cui un pagamento è dovuto
e il momento in cui viene effettuato registrando un importo da ricevere e un
importo da pagare. Nel SEC le registrazioni avvengono in base al principio di
competenza e per alcune operazioni, quali il pagamento di dividendi o
trasferimenti specifici, al momento della scadenza.
Registrazione delle imposte per
competenza
20.172   Per le amministrazioni pubbliche,
la registrazione di entrate e crediti al momento dell’evento a cui si
riferiscono è particolarmente difficile, poiché spesso le registrazioni, ad
esempio delle imposte, avvengono per cassa. Quando le imposte maturate sono
calcolate dagli accertamenti delle imposte dovute, si crea il rischio di
eccessi nella registrazione del gettito fiscale, un aggregato finanziario
fondamentale per le amministrazioni pubbliche.
20.173   L’intervallo di tempo tra il
momento della registrazione di un’operazione per competenza nei conti non
finanziari e il momento dell’effettivo pagamento viene colmato registrando un conto
attivo nel conto finanziario di una parte e un conto passivo nei
conti dell’altra parte. Qualora l’amministrazione pubblica riceva un acconto
che copre due o più periodi contabili, nel suo conto finanziario viene
registrato un conto passivo, che è una forma di prestito, per gli
importi dovuti in periodi futuri. Questa passività si estingue al momento della
registrazione degli importi dovuti relativi all’operazione nei periodi futuri.
Tuttavia, la passività viene registrata solo quando l’amministrazione sia
tenuta, per legge o ai sensi di un obbligo implicito, a rimborsare gli importi
versati in acconto ove non si verifichi l’evento imponibile.
20.174   Conformemente alla registrazione
per competenza, le imposte dovrebbero essere registrate quando si verificano le
attività, le operazioni o altri eventi che pongono in essere il debito d’imposta,
in altre parole quando si verificano gli eventi imponibili, e non quando i
pagamenti sono dovuti o vengono effettuati. Di solito, si tratta del momento in
cui si percepisce un reddito o si effettua un’operazione (come l’acquisto di
beni e servizi) che genera il debito d’imposta, nella misura in cui quest’ultimo
si possa calcolare in modo affidabile. Le diverse disposizioni istituzionali in
materia di tassazione (esistenza di accertamenti, quali i ruoli delle imposte)
nella pratica possono indurre ad utilizzare metodi di registrazione diversi a
seconda delle caratteristiche dell’imposta. Di conseguenza, in particolare
quando non sono disponibili accertamenti affidabili o non è possibile stimare
con certezza gli importi la cui riscossione è improbabile, il metodo per cassa
adeguato tenendo conto del fattore temporale è ritenuto un’alternativa
accettabile al principio della competenza.
20.175   In pratica, quando le imposte si
basano su accertamenti è consentita una certa flessibilità in merito al momento
della registrazione quando non è possibile una misurazione affidabile prima del
momento dell’accertamento. In particolare, per le imposte sul reddito, i regimi
fiscali possono richiedere l’elaborazione di un ruolo delle imposte o di un’altra
forma di accertamento fiscale prima che si definiscano con certezza gli importi
delle imposte dovute, tenendo conto delle variazioni nelle aliquote fiscali e
dei saldi finali. Questo momento, che potrebbe essere quello in cui è
interessato il comportamento economico delle famiglie, è accettabile per la
registrazione e non corrisponde necessariamente al periodo contabile nel quale
si riceve il pagamento.
Interessi
20.176   Gli interessi sono una spesa
sostenuta da un debitore per l’utilizzo di fondi di un’altra unità. Ai sensi
dello strumento finanziario concordato tra le parti, gli interessi (D.41) rappresentano
l’importo che il debitore è tenuto a corrispondere al creditore nel corso di un
dato periodo di tempo senza ridurre l’ammontare del capitale da rimborsare.
20.177   Gli interessi sono classificati
nei redditi da capitale (D.4). A differenza dei dividendi (D.421), gli
interessi (D.41) danno diritto al possessore/prestatore ad un reddito fisso e
predeterminato (o basato su un riferimento concordato nel caso di un tasso di
interesse variabile). Di norma gli interessi sono un’importante voce di spesa
per le amministrazioni pubbliche, che spesso sono debitori strutturali sul
mercato.
20.178   Nel sistema dei conti, gli
interessi sono registrati secondo il principio della competenza, ossia in via
di continua accumulazione nel tempo a favore del creditore sull’importo del
credito in essere.
20.179   Il valore di un titolo emesso
sotto la pari può essere determinato in due modi nel corso della sua vita,
quando il tasso di interesse corrente è diverso dal tasso vigente all’emissione
del titolo. L’approccio del debitore è dalla prospettiva dell’unità che emette
il titolo, mentre l’approccio del creditore è dalla prospettiva dell’unità che
lo detiene. Secondo l’approccio del debitore, il tasso di interesse concordato
all’inizio si applica per tutta la durata della vita del titolo, mentre secondo
l’approccio del creditore si usa il tasso di interesse corrente per calcolare
gli interessi tra due momenti qualunque della vita del titolo.
20.180   Gli interessi maturati vengono
registrati secondo l’approccio del debitore, vale a dire sulla base del tasso o
del rendimento vigente al momento della creazione dello strumento finanziario.
Quindi, gli interessi passivi da registrare sui titoli di debito a tasso fisso
non variano nel corso del tempo seguendo le oscillazioni del mercato,
nonostante il fatto che il valore di mercato dei titoli oscilli e che, di
conseguenza, varino i costi di opportunità del debito. In tal modo, la spesa
per interessi è esente dalla volatilità implicita nell’approccio del creditore.
Il riacquisto di titoli sul mercato, sopra o sotto la pari rispetto al capitale
da rimborsare, non dà luogo a registrazioni nelle entrate o nelle spese al
momento dell’acquisto o successivamente. Per contro, l’eventuale prezzo di
riacquisto sopra o sotto la pari rispecchia il saldo, registrato nei conti
finanziari, di un guadagno o di una perdita in conto capitale maturati in
passato e registrati all’epoca nei conti della rivalutazione delle attività e
delle passività.
20.181   La registrazione degli interessi
in continua accumulazione ha come conseguenza, ad esempio per un titolo, che l’interesse
passivo maturato sarà registrato a partire dal momento dell’emissione del
titolo, senza attendere il pagamento della prima cedola (spesso nell’anno
successivo, nel classico caso di un titolo con una cedola annuale). Significa
inoltre che gli interessi maturati sui titoli compaiono come passività non
appena l’interesse emesso è reinvestito nell’attività finanziaria che lo
produce. Di conseguenza, lo stock di interessi maturati va sempre aggiunto al
valore del capitale dello strumento di riferimento e, successivamente, gli
interessi pagati riducono la passività del debitore. Questo principio di base
vale per tutti gli strumenti finanziari fruttiferi di interessi.
20.182   In molti paesi, le obbligazioni
delle amministrazioni pubbliche sono emesse in tranche fungibili nell’arco
di diversi anni alle stesse condizioni per quanto concerne il tasso di
interesse nominale. Poiché il rendimento di mercato al momento di una
successiva vendita varia, ciascuna tranche viene in realtà venduta sopra
o sotto la pari. Di conseguenza, il tasso di interesse concordato all’emissione
dell’obbligazione viene utilizzato per calcolare l’interesse, che varierà per
ciascuna tranche, rispecchiando diversi ammortamenti dei prezzi sopra o
sotto la pari, in maniera analoga all’ammortamento del prezzo sotto la pari
delle obbligazioni a tasso zero.
20.183   Il prezzo di emissione delle
obbligazioni emesse in tranche fungibili e provviste di cedole comprende
un importo relativo alle cedole già maturate, che in effetti vengono “vendute”
all’atto dell’emissione. Queste cedole vendute non sono assimilate a entrate
delle amministrazioni pubbliche all’atto della vendita né a un premio, bensì
sono considerate anticipazioni finanziarie.
Titoli a sconto e obbligazioni a tasso
zero
20.184   Le obbligazioni a tasso zero sono
strumenti per i quali il debitore non è tenuto a effettuare pagamenti al
creditore fino al rimborso del titolo. L’ammontare del capitale preso in
prestito è inferiore al valore dell’obbligazione che verrà rimborsata dal
debitore. In effetti, il debito viene assolto con un unico pagamento alla
scadenza, che copre l’importo del capitale e degli interessi maturati. La
differenza tra l’importo restituito alla scadenza del contratto e l’importo
preso in prestito inizialmente corrisponde agli interessi, ripartiti sui
periodi contabili tra l’inizio e la fine del contratto. Gli interessi maturati
in ciascun periodo sono considerati pagati dal debitore e in seguito
reinvestiti come importo aggiuntivo della stessa passività. La spesa per
interessi e gli incrementi nella passività sono registrati simultaneamente in
ciascun periodo.
20.185   L’aumento graduale del prezzo di
mercato di un’obbligazione attribuibile all’accumularsi di interessi maturati
reinvestiti rispecchia una crescita del capitale in essere, ossia delle
dimensioni dell’attività. 
20.186   Lo stesso principio si applica a
titoli a sconto o alle obbligazioni emesse sopra la pari. In questo caso, la
spesa per interessi da registrare equivale all’importo delle cedole maturate
come specificato nel contratto, più l’ammontare maturato in ciascun periodo
attribuibile alla differenza tra il prezzo di rimborso e il prezzo di
emissione.
Titoli indicizzati
20.187   I titoli indicizzati sono
strumenti finanziari, in genere obbligazioni a lungo termine, per i quali gli
importi dei pagamenti periodici e/o del capitale sono legati all’evoluzione di
un indice dei prezzi o un altro indice. Eventuali pagamenti aggiuntivi ai
creditori dovuti a variazioni nell’indice sono considerati come interessi, ivi
compreso l’incremento del capitale, da registrare in via di continua
accumulazione. Quando il valore del capitale è indicizzato, la differenza tra
il prezzo finale di rimborso e il prezzo di emissione è considerata come
interesse maturato durante la vita del titolo e si aggiunge agli interessi
dovuti per quel periodo.
Strumenti finanziari derivati
20.188   Nel SEC, i saldi relativi a
operazioni di swap non sono considerati redditi da capitale. I saldi
relativi a strumenti finanziari derivati sono operazioni finanziarie, da
registrare al momento dell’effettivo scambio di strumenti finanziari.
Sentenze di tribunali
20.189   Quando un tribunale stabilisce
che deve essere pagato un risarcimento o che un’operazione deve essere
annullata, a causa di eventi passati o in relazione agli stessi, il momento di
registrazione della spesa o dell’entrata corrisponde al momento in cui i
ricorrenti acquistano un diritto automatico e incontrovertibile ad un dato
importo che può essere determinato individualmente, e quando è improbabile che
rinuncino a pretendere quanto è loro dovuto. Quando il tribunale si limita a
stabilire il principio del risarcimento o i crediti devono essere verificati
dai servizi amministrativi ai fini dell’ammissibilità e della determinazione
dell’importo, la spesa o l’entrata viene registrata non appena il valore dell’obbligazione
viene stabilito con certezza. 
Spese militari
20.190   Le armi da guerra, ivi compresi
veicoli e altre attrezzature come navi da guerra, sottomarini, aerei militari,
carri armati, lanciamissili ecc. sono costantemente utilizzate nella produzione
dei servizi della difesa. Si tratta di capitale fisso, come i beni utilizzati
costantemente per più di un anno nella produzione civile. Il loro acquisto è
registrato alla voce investimenti fissi lordi, vale a dire come spesa in conto
capitale. Gli articoli monouso, come munizioni, missili, razzi e bombe sono
considerati scorte militari. Tuttavia, poiché si ritiene che forniscano un servizio
costante come deterrenti, alcuni tipi di missili balistici rispondono ai
requisiti generali per la classificazione come capitale fisso.
20.191   Il momento di registrazione dell’acquisto
equivale al momento del trasferimento della proprietà del bene. Nel caso di
contratti a lungo termine riguardanti sistemi complessi, il momento di
registrazione del trasferimento dovrebbe corrispondere al momento dell’effettiva
consegna del bene, e non al momento del pagamento. Ove un contratto a lungo
termine copra anche la fornitura di servizi, la spesa dell’amministrazione
pubblica dovrebbe essere registrata al momento dell’erogazione di tali servizi,
separatamente dalla fornitura dei beni. 
20.192   In caso di leasing di
attrezzature militari, l’operazione è invariabilmente registrata come leasing
finanziario e non operativo. Questo implica che alla registrazione dell’acquisizione
di un bene militare corrisponde l’assunzione di un prestito figurativo da parte
dell’amministrazione locataria. Di conseguenza, i pagamenti effettuati dall’amministrazione
pubblica sono registrati come servizio del debito, in parte come rimborso del
prestito e in parte come interessi.
3.           Relazioni tra le
amministrazioni pubbliche e le società pubbliche
Partecipazioni in società pubbliche e distribuzione
dei relativi utili 
20.193   Le unità delle amministrazioni
pubbliche hanno una stretta relazione con le società pubbliche e le
quasi-società di loro proprietà. Ciononostante, i flussi tra tali unità
amministrative e le società o quasi-società da esse controllate relativi alle
loro partecipazioni sono trattati allo stesso modo dei flussi tra una qualsiasi
società e i suoi proprietari: partecipazioni dell’investitore nell’unità
oggetto dell’investimento e distribuzioni di utili all’investitore da parte
dell’unità oggetto dell’investimento.
Partecipazioni
20.194   Si parla di partecipazione quando
un operatore economico mette dei fondi a disposizione di società in cambio di
una promessa di dividendi futuri o altri tipi di rendimento. L’importo investito,
ossia il capitale azionario, rientra nei fondi propri della società, che gode
di ampia discrezionalità nel modo di utilizzarli. In cambio, i proprietari
ricevono quote o qualsivoglia altra forma di titolo di partecipazione, che
rappresentano diritti di proprietà sulle società e quasi-società e conferiscono
ai possessori il diritto a:
a)      una quota di eventuali dividendi (o
redditi prelevati da quasi-società) pagati a discrezione della società, ma non
ad un reddito fisso e predeterminato; e
b)      una quota delle attività nette della
società in caso di liquidazione 
e in quanto tali, le quote sono attività
finanziarie.
20.195   È importante distinguere tra i
prelievi di capitale a favore del proprietario di una società e il rendimento
di una partecipazione, in particolare il reddito guadagnato sotto forma di
dividendi. Solo le regolari distribuzioni dal reddito dell’impresa sono
registrate come dividendi di società o redditi prelevati da quasi-società; i
pagamenti di notevole entità effettuati irregolarmente a favore del
proprietario sono registrati come prelievi di capitale.
20.196   Occorre stabilire quando i
pagamenti da parte delle amministrazioni pubbliche a favore di società
pubbliche sono da considerarsi spese o acquisizioni di attività, e pertanto
operazioni finanziarie, e viceversa quando le distribuzioni operate da società
pubbliche a favore di amministrazioni pubbliche sono da considerarsi entrate o
operazioni finanziarie.
Conferimenti di capitale
Contributi e conferimenti di capitale
20.197   I contributi sono trasferimenti
correnti, in genere effettuati su base regolare, dalle amministrazioni
pubbliche o occasionalmente dal resto del mondo, a favore di produttori nell’intento
di influire sul loro livello di produzione, sui prezzi ai quali vengono venduti
i loro prodotti o sulla remunerazione dei fattori di produzione.
20.198   I pagamenti di notevole entità
effettuati irregolarmente a favore di società pubbliche, denominati
“conferimenti di capitale”, non sono contributi. Si tratta di eventi intesi a
capitalizzare o ricapitalizzare la società beneficiaria, che dispone dei fondi
in una prospettiva a lungo termine. Secondo il “test sui conferimenti di
capitale” questi ultimi si configurano come trasferimenti in conto capitale o
come assunzioni di partecipazioni, o una combinazione di entrambi. I due casi
sono i seguenti:
a)      un pagamento per coprire perdite
accumulate, eccezionali o future, o fornito per scopi di politica pubblica, è
registrato come trasferimento in conto capitale. Per perdite eccezionali si
intendono perdite consistenti registrate in un determinato periodo contabile
nei conti di una società, di solito derivanti da rivalutazioni al ribasso di
attività del conto patrimoniale, tali che la società è a rischio di crisi
finanziaria (fondi propri negativi, insolvenza …); 
b)      un pagamento effettuato quando l’amministrazione
pubblica agisce come azionista, in quanto ha la legittima aspettativa di
ottenere un tasso di rendimento sufficiente, sotto forma di dividendi o
guadagni, è un’assunzione di partecipazione. La società deve godere di un’ampia
discrezionalità sul modo di impiegare i fondi ricevuti. La partecipazione di
investitori privati al conferimento di capitale indica che con molta
probabilità si tratta di un’assunzione di partecipazione.
20.199   In molti casi, i pagamenti
effettuati dalle amministrazioni pubbliche a favore di società pubbliche sono
intesi a compensare perdite passate o future. I pagamenti delle amministrazioni
pubbliche sono assimilati alle assunzioni di partecipazioni solo se esiste una
prova sufficiente della redditività futura della società e della sua capacità
di distribuire dividendi.
20.200   Dato che i conferimenti di
capitale vanno a incrementare i fondi propri dell’unità oggetto dell’investimento,
è probabile che determinino anche un incremento della quota di capitale dell’investitore
nella stessa unità. È automatico nel caso delle società pubbliche al 100%, il
cui capitale corrisponde al valore dei fondi propri. L’incremento del capitale
non è utilizzato come criterio per giudicare la natura del conferimento di
capitale: al contrario, dà luogo a una registrazione nel conto delle
rivalutazioni quando il conferimento viene registrato come trasferimento in
conto capitale e a una registrazione nei conti finanziari quando il conferimento
è registrato come un aumento di capitale.
Norme applicabili in circostanze
particolari
20.201   I conferimenti di capitale
effettuati nel contesto di una privatizzazione prevista entro meno di un anno
vengono registrati come operazioni di assunzione di partecipazioni per l’importo
che non supera i proventi della privatizzazione, mentre la parte restante è
soggetta al “test sui conferimenti di capitale”. Si ritiene che i proventi
della privatizzazione rimborsino il conferimento di capitale.
20.202   I conferimenti di capitale si
possono effettuare mediante cancellazione o assunzione di debiti. Ai sensi
delle norme contabili applicabili a tali eventi, il pagamento è registrato come
trasferimento in conto capitale, tranne per le privatizzazioni, dove si tratta
di un’assunzione di partecipazione, a concorrenza dell’importo dei proventi
della privatizzazione.
20.203   I conferimenti di capitale in
natura, mediante la fornitura di attività non finanziarie, non incidono sull’accreditamento/indebitamento.
Quando si prevede che il conferimento possa garantire un tasso di rendimento
sufficiente, è assimilato a una variazione della struttura (K.61) e l’attività
fornita viene registrata nel conto patrimoniale della società attraverso i
conti delle altre variazioni di volume delle attività. Quando si prevede che il
conferimento non possa garantire un tasso di rendimento sufficiente, viene
registrato un trasferimento in conto capitale (contributi agli investimenti, D.92)
unitamente a una registrazione corrispondente nelle cessioni di attività non
finanziarie (P.5 o NP).
Operazioni fiscali
20.204   Le operazioni fiscali sono
effettuate dalle amministrazioni pubbliche e finanziate dal bilancio secondo le
normali procedure di bilancio. Tuttavia, alcune operazioni di unità delle
amministrazioni pubbliche possono comportare l’intervento di entità non
disciplinate dal quadro giuridico delle amministrazioni pubbliche, ivi comprese
le società pubbliche. Benché non vengano riportate nel bilancio e possano
sfuggire alle normali procedure di controllo, è opportuno registrarle come
spese e entrate delle amministrazioni pubbliche, poiché il SEC riconosce quando
l’amministrazione pubblica è la parte principale di un’operazione e la società
pubblica opera come agente.
Distribuzioni delle società pubbliche
Dividendi e prelievi di capitale
20.205   Gli utili derivanti da
partecipazioni in società pubbliche si possono registrare come operazioni di
distribuzione, di norma in forma di dividendi, o come operazioni finanziarie. I
dividendi sono redditi da capitale e vengono distribuiti dal reddito d’impresa
della società. Di conseguenza, le risorse da cui vengono distribuiti i
dividendi non comprendono né i proventi della vendita di attività né la
distribuzione di guadagni di rivalutazione. I dividendi finanziati o derivanti
da tali fonti sono registrati come prelievi di capitale. Lo stesso principio di
base si applica ai redditi prelevati sui redditi delle quasi-società.
20.206   I pagamenti di notevole entità
effettuati irregolarmente o i pagamenti che superano il reddito d’impresa dell’esercizio
sono definiti superdividendi e sono finanziati da riserve accumulate o dalla
vendita di attività e registrati come prelievi di capitale, pari alla
differenza tra il pagamento e il reddito d’impresa nel periodo contabile
pertinente. In assenza di una misura del reddito d’impresa, si utilizza in
alternativa l’utile operativo nei conti aziendali.
20.207   Gli acconti sui dividendi sono
registrati come redditi da capitale (D.42) nella misura in cui si possono
riferire al reddito maturato della società. In pratica, devono essere
soddisfatte due condizioni:
a)      la società che effettua il pagamento
rende pubblici i conti a breve termine e il pagamento si basa almeno su due
trimestri;
b)      l’acconto dovrebbe essere proporzionale
ai dividendi pagati negli anni precedenti, e in linea con il normale tasso di
rendimento per gli azionisti e con la tendenza di crescita della società.
Ove tali condizioni non siano soddisfatte, l’acconto
viene registrato come anticipazione finanziaria, classificata alla voce altri
conti attivi e passivi (F.8), finché non viene determinato il risultato
annuale, data la necessità di effettuare il test del superdividendo
confrontando gli acconti sui dividendi con il reddito d’impresa dell’esercizio.
Imposte e prelievi di capitale
20.208   Le imposte hanno una base
giuridica e sono disciplinate da una procedura legislativa. Si tratta di
operazioni consensuali che costituiscono l’entrata principale delle
amministrazioni pubbliche.
20.209   Tuttavia, può accadere occasionalmente
che una operazione descritta come un’imposta nei documenti legali non venga
registrata come tale nel SEC. Un esempio è il caso di una privatizzazione
indiretta. Se una società holding pubblica vende la sua partecipazione in un’altra
società pubblica e trasferisce parte dei proventi alle amministrazioni
pubbliche alla rubrica imposte, ovvero alla rubrica imposte sui guadagni in
conto capitale se è soggetta a un’imposta derivante dall’operazione di
privatizzazione e dai guadagni realizzati di conseguenza, il pagamento è
registrato come operazione finanziaria.
Privatizzazione e nazionalizzazione
Privatizzazione
20.210   La privatizzazione generalmente
comporta la vendita di azioni o altre partecipazioni in una società pubblica da
parte delle amministrazioni pubbliche. I proventi della privatizzazione non
sono entrate delle amministrazioni pubbliche, bensì un’operazione finanziaria
registrata nel conto finanziario, che non incide sul disavanzo/avanzo delle
amministrazioni pubbliche, poiché si tratta di un evento neutrale ai fini del
patrimonio netto e di una riclassificazione di attività (AF.5 invece di AF.2)
nel conto patrimoniale delle amministrazioni pubbliche. La vendita diretta di
attività non finanziarie, quali fabbricati e terreni piuttosto che un’intera
società, viene registrata nel conto del capitale come cessione di capitale
fisso o attività non finanziarie non prodotte, salvo quando effettuata nell’ambito
di una ristrutturazione societaria.
20.211   Tuttavia, l’acquisto di servizi
per lo svolgimento della procedura dovrebbe essere registrato come consumo
intermedio delle amministrazioni pubbliche e non dovrebbe essere detratto dai
proventi della privatizzazione, che pertanto devono essere registrati al lordo
nei conti finanziari.
Privatizzazioni indirette
20.212   La privatizzazione può avvenire
ai sensi di accordi istituzionali più complicati. Ad esempio, le attività di
una società pubblica possono essere vendute da una società holding pubblica, o
un’altra società pubblica, controllata dalle amministrazioni pubbliche,
trasferendo alla stessa i relativi proventi, in tutto o in parte. In tutti i
casi, il trasferimento alle amministrazioni pubbliche dei proventi derivanti
dalla vendita delle attività deve essere registrato come operazione
finanziaria, a prescindere dal modo in cui viene presentato nei libri contabili
delle amministrazioni pubbliche o della loro controllata, con una contemporanea
riduzione delle azioni e altre partecipazioni corrispondente alla parziale
liquidazione delle attività della società holding. Eventuali proventi della
privatizzazione trattenuti dalla holding sono assimilati a introiti derivanti
alle amministrazioni pubbliche dalla privatizzazione e reinvestiti mediante un
conferimento di capitale, in seguito soggetto al test sui conferimenti di
capitale per determinare la natura del pagamento.
20.213   Può anche capitare che la società
holding pubblica, o un’altra società pubblica, agisca in qualità di “agenzia di
ristrutturazione”. In un simile contesto, può darsi che i proventi della vendita
non vengano versati alle amministrazioni pubbliche, ma trattenuti dall’agenzia
di ristrutturazione per conferimenti di capitale a favore di altre imprese.
Quando l’unità di ristrutturazione, a prescindere dal suo status giuridico,
funge da agente diretto delle amministrazioni pubbliche, la sua principale
funzione consiste nel ristrutturare e riorganizzare l’assetto proprietario di
società pubbliche convogliando i fondi da un’unità all’altra. Di norma, l’unità
viene classificata nel settore delle amministrazioni pubbliche. Tuttavia, ove l’unità
di ristrutturazione sia una società holding che controlla un gruppo di società,
e solo una parte trascurabile della sua attività sia dedicata al trasferimento
di fondi come descritto sopra, per conto delle amministrazioni pubbliche e per
scopi di politica pubblica, la società holding è classificata in uno dei
settori delle società in base alla sua attività principale, e le operazioni
effettuate per conto delle amministrazioni pubbliche dirottate attraverso le medesime.
Nazionalizzazione
20.214   In un’operazione di
nazionalizzazione, le amministrazioni pubbliche assumono il controllo di
attività specifiche o di un’intera società, di solito acquistando la
partecipazione di maggioranza o la totalità della società. 
20.215   In genere, la nazionalizzazione
prende la forma di un acquisto di quote: le amministrazioni pubbliche
acquistano le quote della società, in tutto o in parte, al prezzo di mercato,
ovvero a un prezzo sufficientemente vicino, considerando le normali prassi di
mercato per quanto concerne la valutazione di società nello stesso ramo di
attività. L’operazione è consensuale, anche se il precedente proprietario ha
poche possibilità di rifiutare l’offerta o di negoziare il prezzo. L’acquisto
di quote è un’operazione finanziaria da registrare nel conto finanziario.
20.216   In casi eccezionali, le
amministrazioni pubbliche possono acquisire la proprietà di una società
attraverso un’operazione di appropriazione o confisca: in tal caso il cambio di
proprietà delle attività non è il risultato di un’operazione consensuale; non
si effettuano pagamenti a favore dei proprietari, o se vengono effettuati non
rispecchiano il valore equo delle attività. La differenza tra il valore di
mercato delle attività acquisite e l’eventuale corrispettivo fornito è
registrata come confisca senza indennizzo nel conto altre variazioni di volume
delle attività.
Operazioni con le autorità bancarie
centrali
20.217   Nella pratica, si osservano due
tipi di pagamenti effettuati dalle autorità bancarie centrali a favore delle
amministrazioni pubbliche:
  pagamenti periodici, in genere sotto forma di dividendi, basati sull’attività
corrente delle autorità bancarie centrali (come la gestione di riserve di
valuta estera). Questi pagamenti sono registrati come dividendi fintanto che
non superano un importo di reddito operativo netto costituito dai redditi netti
da capitale, al netto dei costi e di eventuali trasferimenti. Gli importi che
eccedono tale somma devono essere registrati come riduzione del capitale;
  pagamenti straordinari a seguito della vendita o della rivalutazione di
attività di riserva. Questi pagamenti sono registrati come prelievi di
capitale. Il motivo è che il valore di queste attività influisce sul valore
delle passività delle autorità bancarie centrali e delle attività delle
amministrazioni pubbliche. Quindi, i guadagni in conto capitale sulle attività
di riserva delle autorità bancarie centrali presentano una contropartita nelle
attività delle amministrazioni pubbliche tramite le passività delle autorità
bancarie centrali.
I pagamenti effettuati dalle amministrazioni
pubbliche alle autorità bancarie centrali devono essere registrati in modo
analogo a quanto avviene per altre società pubbliche. In particolare, i
pagamenti di notevole entità sono soggetti al “test sui conferimenti di
capitale” per determinarne la natura. 
Ristrutturazioni, fusioni e
riclassificazioni
20.218   La ristrutturazione di una
società pubblica può determinare la comparsa o la scomparsa di attività e
passività finanziarie che rispecchiano i nuovi rapporti finanziari. Queste
variazioni vengono registrate come variazioni della classificazione settoriale
e della struttura nel conto altre variazioni di volume delle attività. Un
esempio di una ristrutturazione di questo tipo è la suddivisione di una società
in due o più unità istituzionali, con la creazione di nuove attività e
passività finanziarie.
20.219   D’altra parte, l’acquisto di
azioni e altre partecipazioni di una società nel quadro di una fusione deve
essere registrato come una operazione finanziaria tra la società acquirente e
il precedente proprietario.
20.220   Le variazioni della
classificazione delle attività e delle passività che non riguardano operazioni
di ristrutturazione o variazioni della classificazione settoriale (quali la
monetizzazione o demonetizzazione dell’oro) sono registrate come variazione
nella classificazione delle attività o delle passività nel conto altre
variazioni di volume delle attività.
4.           Operazioni relative al
debito
20.221   Le operazioni relative al debito
possono essere particolarmente importanti per il settore delle amministrazioni
pubbliche, poiché spesso sono un mezzo per fornire aiuti economici ad altre
unità. La registrazione di queste operazioni è trattata nel capitolo 5. Il
principio generale in caso di cancellazioni o assunzioni consensuali dei debiti
di un’unità da parte di un’altra unità consiste nel riconoscere l’esistenza di
un trasferimento volontario di ricchezza tra le due unità. Di conseguenza, l’operazione
di contropartita dell’assunzione della passività o della cancellazione del
credito è un trasferimento in conto capitale. Poiché in genere non si osservano
flussi di denaro, tali operazioni si possono caratterizzare come trasferimenti
in conto capitale in natura.
Assunzione, cancellazione e azzeramento
di debiti
Assunzione e cancellazione di debiti
20.222   Si verifica l’assunzione
di un debito quando un’unità si assume la responsabilità del debito di un’altra
unità nei confronti di un creditore. Questo accade frequentemente quando l’amministrazione
pubblica garantisce un debito di un’altra unità e tale garanzia viene invocata
o attivata. 
20.223   Nel caso dell’assunzione di un
debito da parte di un’amministrazione pubblica, l’operazione di contropartita
della nuova passività è un trasferimento in conto capitale a favore del
debitore inadempiente. Occorre esaminare attentamente il caso in cui viene
registrata come contropartita un’attività finanziaria. Si configurano due
contesti diversi: 
a)      acquisto di un’effettiva attività finanziaria
preesistente nei confronti di un terzo, come nel caso dell’assicurazione sulle
esportazioni garantita. L’amministrazione pubblica registra come operazione di
contropartita della nuova passività l’acquisto di un’attività finanziaria
equivalente al valore attuale dell’importo da ricevere. Se tale importo è pari
alla passività assunta non sono necessarie altre registrazioni. Se l’importo
che si prevede di recuperare è inferiore alla passività assunta, l’amministrazione
pubblica registra un trasferimento in conto capitale per la differenza tra la
passività assunta e il valore dell’attività acquisita; 
b)      l’amministrazione pubblica registra
semplicemente un credito nei confronti della società beneficiaria, che nella
maggior parte dei casi è una società pubblica in difficoltà. In generale, in
considerazione del valore altamente ipotetico del credito, non si effettuano
registrazioni. Possibili rimborsi futuri da parte del beneficiario saranno
registrati come entrate dell’amministrazione pubblica.
20.224   I pagamenti di debiti per
conto di altri sono analoghi alle assunzioni di
debiti, ma l’unità che li effettua non assume a proprio carico l’intero importo
del debito. Le operazioni registrate sono simili.
20.225   La cancellazione
di debiti (o remissione di debiti) è l’estinzione o la riduzione di
un credito ai sensi di un accordo tra creditore e debitore. Il creditore
registra un trasferimento in conto capitale da pagare per l’importo cancellato
e l’altra unità registra un trasferimento in conto capitale da ricevere. Spesso
si presume l’accordo reciproco, benché non sia definito formalmente, nei casi
di rinuncia al credito da parte dell’amministrazione pubblica, come per i
prestiti a studenti e agricoltori.
20.226   Le assunzioni e cancellazioni di
debiti a vantaggio di entità controllate risultano in un aumento del valore
della partecipazione nell’unità oggetto dell’investimento, rispecchiato nel
conto della rivalutazione delle attività e delle passività. Ove il debito di un’amministrazione
pubblica venga assunto da un’altra amministrazione pubblica, si registra un
trasferimento in conto capitale da ricevere, un nuovo debito a carico dell’amministrazione
pubblica che lo assume, o entrambi.
20.227   Le assunzioni e cancellazioni di
debiti nel contesto di un’operazione di privatizzazione sono registrate come
operazioni inerenti a partecipazioni per l’ammontare che non supera i proventi
della privatizzazione, mentre la parte restante è registrata come trasferimento
in conto capitale, al fine di garantire la neutralità contabile dello
svolgimento della privatizzazione, la quale deve concludersi entro un anno.
20.228   Ove le amministrazioni pubbliche
debitrici offrano il rimborso anticipato del debito ad un valore inferiore al
valore del capitale comprensivo degli interessi arretrati, si richiede una
registrazione nel conto del capitale con un effetto sull’accreditamento/indebitamento
dell’amministrazione pubblica, in quanto si presume un contributo da parte del
creditore. Ove il rimborso anticipato implichi il pagamento di una penalità o
di un onere al prestatore secondo quando disposto nel contratto, tale importo
sarà registrato come reddito del prestatore. Nel caso di titoli, un riacquisto
sul mercato dà luogo a una registrazione nei conti della rivalutazione delle
attività e delle passività, salvo che al possessore dei titoli sia imposto il
rimborso anticipato.
20.229   La differenza di valore in caso
di vendita a un terzo di crediti di un’amministrazione pubblica nei confronti
di altre comporta la registrazione di un trasferimento in conto capitale nel
conto del capitale, che incide sul disavanzo dell’amministrazione pubblica,
poiché la natura del credito implica l’intenzione originale di far apparire un
beneficio e la vendita è un modo per effettuare la ristrutturazione del debito.
20.230   Di conseguenza, il trasferimento
di spesa in conto capitale dell’amministrazione pubblica costituisce un’entrata
per il debitore, in considerazione del fatto che si tratta dell’effettivo
beneficiario dell’operazione, con una registrazione nel conto del resto del
mondo corrispondente alla spesa dell’amministrazione pubblica creditrice. Per
il venditore, il valore dell’operazione di cessione del credito è il valore del
capitale. Il valore del credito è registrato sia nei conti del nuovo creditore
e che in quelli del debitore, ossia rispettivamente il conto patrimoniale della
banca e il conto del resto del mondo, alla voce investimenti internazionali, al
suo valore ridotto.
20.231   In casi più rari, quando lo
sconto negoziato con la terza parte o con un debitore che si offre di
riacquistare il proprio debito rispecchia esclusivamente variazioni nei tassi
di interesse di mercato e non un cambiamento nella solvibilità, si può
presumere che l’amministrazione pubblica creditrice agisca come un normale investitore.
La differenza, al netto di eventuali penalità o oneri, è registrata nei conti
delle rivalutazioni. Un test è se l’importo rimborsato potrebbe aver superato
il valore del capitale.
Assunzione di
debiti che comporta un trasferimento di attività non finanziarie
20.232   Se le amministrazioni pubbliche
intendono alleviare l’onere del debito di una società pubblica può, in aggiunta
all’assunzione del debito da parte di un’unità delle amministrazioni pubbliche,
rilevare anche attività non finanziarie come l’infrastruttura di trasporto
pubblico. Questa operazione, che comporta un trasferimento di attività non
finanziarie all’unità delle amministrazioni finanziarie, s’intende consensuale
e ha esattamente lo stesso impatto di un’assunzione di debiti sull’accreditamento/indebitamento:
l’importo del trasferimento in conto capitale da registrare a favore della
società è pari all’importo del debito assunto. Un’acquisizione di attività non
finanziarie ha un effetto negativo sull’accreditamento(+)/indebitamento(-).
Azzeramento o riduzione di debiti
20.233   Per azzeramento di
debiti s’intende la riduzione da parte del creditore dell’importo che gli è
dovuto nel suo conto patrimoniale, di solito quando il creditore arriva alla
conclusione che il debito abbia scarso valore o addirittura nessuno, in quanto
non verrà rimborsato poiché il debitore è fallito, è scomparso o non può
realisticamente essere perseguito per ottenere un rimborso che giustifichi i
costi sostenuti. Le riduzioni di debiti si riferiscono alla
riduzione da parte di un creditore del valore contabile di un’attività nel suo
conto patrimoniale.
20.234   Riduzioni e azzeramenti sono
operazioni contabili interne effettuate dal creditore, che spesso non sono
riconosciute come operazioni poiché non sono consensuali. Tuttavia, può
succedere che le riduzioni e gli azzeramenti non comportino l’annullamento del
credito nei confronti del debitore e di conseguenza sono possibili scritture di
storno delle riduzioni e, meno frequentemente, degli azzeramenti.
20.235   Le riduzioni di debiti in quanto
tali non comportano registrazioni nel conto patrimoniale del creditore perché
il valore contabile del debito rispecchia già il valore di mercato dello
strumento o è al valore nominale nel caso di prestiti, a meno che il valore di mercato
non sia sostituito dal valore contabile ridotto, qualora la riduzione sia
registrata nel conto delle rivalutazioni. Per contro, gli azzeramenti di debiti
comportano l’eliminazione dell’attività dal conto patrimoniale del creditore
mediante un’altra variazione di volume per l’importo in uscita – il valore del
capitale per un prestito, il valore di mercato per i titoli – salvo quando l’azzeramento
rispecchi un’operazione di cancellazione del debito. Quindi, diversamente dall’assunzione
o cancellazione di debiti, gli azzeramenti e le riduzioni non incidono sull’accreditamento/indebitamento
delle amministrazioni pubbliche.
Altre ristrutturazioni del debito
20.236   La ristrutturazione
del debito è un accordo inteso a modificare le condizioni del servizio di un
debito in essere, di solito in senso più favorevole per il debitore. Lo
strumento di debito oggetto della ristrutturazione si considera estinto e
sostituito da un nuovo strumento di debito alle nuove condizioni. Nel caso di
una differenza di valore tra lo strumento di debito estinto e il nuovo
strumento, si configura una cancellazione del debito ed occorre un
trasferimento in conto capitale per tenere conto della differenza.
20.237   Uno swap tra debito e
partecipazione si verifica quando un creditore accetta di sostituire un
debito che gli è dovuto con un titolo di partecipazione al capitale. Ad
esempio, un’amministrazione pubblica può accordarsi con un’impresa pubblica di
sua proprietà di accettare un aumento della sua partecipazione nell’impresa in
sostituzione di un prestito in essere. In tali circostanze, l’evento dovrebbe
essere soggetto al “test sui conferimenti di capitale”. Un’eventuale differenza
di valore tra lo strumento di debito estinto e la partecipazione riconosciuta è
registrata come trasferimento in conto capitale nel conto della rivalutazione
delle attività e delle passività.
20.238   I debiti
arretrati si configurano quando un debitore non adempie al pagamento di una
quota di interessi o di capitale. Lo strumento di debito in genere non cambia,
ma la conoscenza dell’ammontare dei debiti arretrati può fornire importanti
informazioni.
Acquisto di debiti sopra il valore di
mercato
20.239   L’acquisizione di debiti per un
valore superiore al valore di mercato è denominato all’inizio prestito agevolato
e in seguito dismissione del debito. In entrambi i casi si intende trasferire
un beneficio, per cui è richiesta la registrazione di una spesa, ad esempio un
trasferimento in conto capitale.
20.240   La
dismissione del debito si configura quando un debitore copre gli
strumenti di debito con attività finanziarie che generano flussi di servizio
del debito di entità analoga o superiore. Anche quando gli strumenti dismessi
sono stati trasferiti a una entità separata, la posizione lorda dovrebbe essere
ancora registrata, trattando la nuova entità come un’unità ausiliaria e
consolidandola con l’unità che ha effettuato la dismissione. Se l’unità
ausiliaria non è residente, viene assimilata a una società a destinazione
specifica e le operazioni dell’amministrazione pubblica con tale unità
dovrebbero essere trattate come descritto nella sezione II.
20.241   Debiti emessi a condizioni agevolate.
Non esiste una definizione precisa di prestiti agevolati, ma in generale si
ritiene che si configurino quando unità delle amministrazioni pubbliche
concedono prestiti ad altre unità secondo modalità tali per cui il tasso di
interesse contrattuale sia fissato intenzionalmente al di sotto del tasso di
interesse di mercato che si applicherebbe altrimenti. Il grado di agevolazione può
essere aumentato con periodi di tolleranza, le frequenze dei pagamenti e una
scadenza favorevole al debitore. Poiché i termini di un prestito agevolato sono
più favorevoli per il debitore di quanto consentirebbero altrimenti le
condizioni di mercato, i prestiti agevolati comportano di fatto un
trasferimento dal creditore al debitore.
20.242   I prestiti agevolati sono
registrati al loro valore nominale come gli altri prestiti, ma all’atto del
prestito viene registrato un trasferimento in conto capitale come voce per
memoria, pari alla differenza tra il valore contrattuale del debito e il suo
valore attuale, utilizzando un tasso di sconto di mercato adeguato. Non esiste
un unico tasso di interesse di mercato da utilizzare per calcolare il
trasferimento in conto capitale. Il tasso di interesse commerciale di
riferimento (tasso CIRR) pubblicato dall’OCSE si può applicare quando il
prestito viene emesso da uno dei paesi membri.
Dismissioni e salvataggi
20.243   Con il termine salvataggio (bailout)
s’intende un recupero da una situazione di crisi finanziaria. Spesso si
utilizza quando un’unità di un’amministrazione pubblica fornisce assistenza
finanziaria a breve termine a una società per aiutarla a superare un periodo di
difficoltà finanziarie, ovvero un conferimento di risorse finanziarie di
carattere più permanente ai fini della ricapitalizzazione della società. I
salvataggi di istituti finanziari vengono spesso definiti interventi di
dismissione finanziaria (financial defeasance). I salvataggi in genere
implicano operazioni una tantum fortemente pubblicizzate di consistente valore
e pertanto di facile identificazione.
20.244   L’intervento dell’amministrazione
pubblica può assumere varie forme. Seguono alcuni esempi:
a)      un’amministrazione pubblica può garantire
determinate passività dell’impresa da assistere.
b)      un’amministrazione pubblica può fornire
finanziamenti del capitale proprio a condizioni straordinariamente favorevoli.
c)      un’amministrazione pubblica può
acquistare attività dell’impresa da assistere a prezzi superiori rispetto all’effettivo
valore di mercato.
d)      un’amministrazione pubblica può creare
una società a destinazione specifica o un altro tipo di organismo pubblico per
finanziare e/o gestire la vendita di attività o passività dell’impresa da
assistere.
20.245   Le garanzie fornite dall’amministrazione pubblica nel corso di
un intervento di salvataggio sono considerate garanzie una tantum a entità in
difficoltà finanziaria. Un esempio è il caso in cui l’entità ha sostanziali
difficoltà ad adempiere ai propri obblighi, o non è in grado di farlo, poiché
la sua capacità di generare flussi di cassa è scarsa, o la negoziabilità delle
sue attività è fortemente limitata a causa di eventi eccezionali. Questa
situazione in genere comporta la registrazione di un trasferimento in conto
capitale all’inizio, come se la garanzia fosse chiamata, per l’intero ammontare
della garanzia concessa o, qualora sia disponibile una stima affidabile, per l’ammontare
della prevista chiamata della garanzia equivalente alla perdita prevista dell’amministrazione
pubblica. Si veda anche il paragrafo 20.254.
20.246   Laddove l’amministrazione
pubblica acquisti attività dell’impresa da assistere, l’importo pagato di norma
sarà superiore all’effettivo prezzo di mercato. L’acquisto viene registrato all’effettivo
prezzo di mercato, con un trasferimento in conto capitale per la differenza tra
il prezzo di mercato e l’importo effettivamente pagato.
20.247   Nel corso di un intervento di
salvataggio, spesso le amministrazioni pubbliche acquistano prestiti da
istituti finanziari al valore nominale, invece che al valore di mercato. Anche
se tali prestiti sono registrati al prezzo nominale, l’operazione viene
frazionata, effettuando un trasferimento in conto capitale e una registrazione
nei conti della rivalutazione delle attività e delle passività. Qualora si
sappia con certezza che alcuni prestiti sono irrecuperabili, per l’intero
importo o quasi, o in assenza di informazioni affidabili in merito alla perdita
prevista, i prestiti sono considerati a valore zero, registrando un
trasferimento in conto capitale per il precedente valore nominale.
20.248   Un’unità istituzionale creata
dalle amministrazioni pubbliche e incaricata esclusivamente di assumere la
gestione del salvataggio dovrebbe essere classificata nel settore delle
amministrazioni pubbliche. Qualora la nuova unità sia intesa come un’impresa
avviata incaricata temporaneamente dell’intervento di salvataggio, la sua
classificazione come unità delle amministrazioni pubbliche o società pubblica
viene effettuata in base alle norme generali descritte nella precedente sezione
sulle agenzie di ristrutturazione. Le unità che acquistano attività finanziarie
da società finanziarie in difficoltà con l’obiettivo di venderle secondo un
piano ordinato non si possono considerare intermediari finanziari perché non si
espongono a rischi e vengono classificate nel settore delle amministrazioni
pubbliche.
Garanzie sui debiti
20.249   Una garanzia sui debiti è un
accordo con il quale un garante conviene di rimborsare un creditore in caso di
inadempimento del debitore. Per le amministrazioni pubbliche, fornire una
garanzia è un modo per sostenere delle attività economiche senza la necessità
di un esborso di cassa immediato. Le garanzie incidono in modo significativo
sul comportamento degli agenti economici in quanto modificano le condizioni di
prestito sui mercati finanziari.
20.248   Per ciascuna garanzia, le parti
coinvolte sono tre: mutuante, mutuatario e garante. Dapprima, stock e flussi
del rapporto di credito sono registrati tra mutuante e mutuatario, mentre dopo
la chiamata stock e flussi relativi al rapporto di garanzia sono registrati tra
mutuante e garante. Di conseguenza, l’attivazione di garanzie comporta la
registrazione di flussi e variazioni nel conto patrimoniale di debitore,
creditore e garante.
20.249   Esistono tre tipologie principali
di garanzia: 
i)       garanzie rispondenti alla definizione di
strumenti finanziari derivati;
ii)       garanzie standardizzate; e
iii)      garanzie una tantum.
Garanzie
assimilabili a derivati
20.250   Le garanzie che rispondono alla
definizione di strumenti finanziari derivati sono scambiate attivamente sui
mercati finanziari, come i credit default swap (CDS). Il derivato si
basa sul rischio di inadempimento di uno strumento di riferimento e in generale
non è realmente collegato a un singolo prestito o obbligazione.
20.251   Quando viene attivata una
garanzia di questo tipo, l’acquirente effettua un pagamento all’istituzione
finanziaria che crea il derivato, registrato come un’operazione inerente a strumenti
finanziari derivati. Le variazioni nel valore del derivato sono registrate come
rivalutazioni. In caso di inadempimento dello strumento di riferimento, il
garante paga all’acquirente la perdita teorica sull’obbligazione di
riferimento. Anche in questo caso si registra un’operazione inerente a
strumenti finanziari derivati.
Garanzie
standardizzate
20.252   Le garanzie standardizzate
coprono rischi di credito simili per un gran numero di casi. Non è possibile
stimare con precisione il rischio che un prestito risulti inadempiente, ma è
possibile stimare su un gran numero di prestiti quanti risulteranno
inadempienti. Il trattamento delle garanzie standardizzate è descritto nel
capitolo 5.
Garanzie una
tantum
20.253   Le garanzie una tantum si
configurano quando le condizioni del prestito o del titolo sono talmente
particolari da rendere impossibile calcolare con un certo grado di precisione
il livello di rischio associato al prestito. In generale, la concessione di una
garanzia una tantum è considerata una sopravvenienza passiva e non viene
registrata come attività/passività finanziaria nel conto patrimoniale del
garante.
20.254   In casi eccezionali, le garanzie
una tantum concesse da amministrazioni pubbliche a società in determinate
situazioni di difficoltà finanziaria ben definite (ad esempio quando i fondi
propri della società sono negativi), con una probabilità di chiamata molto
elevata, sono trattate come se fossero chiamate all’inizio (cfr. anche il punto
20.245). 
20.255   L’attivazione di una garanzia una
tantum è trattata allo stesso modo dell’assunzione di un debito. Il debito
originario s’intende liquidato mentre viene creato un nuovo debito tra il
garante e il creditore. L’assunzione di un debito implica la registrazione di
un trasferimento in conto capitale a favore del debitore inadempiente, a sua
volta compensato da un’operazione finanziaria che trasferisce la passività
finanziaria dalla società all’amministrazione pubblica.
20.256   L’attivazione di una garanzia può
anche non richiedere il rimborso immediato del debito. Ove il momento di
registrazione si basi sul principio della competenza, l’importo totale del
debito assunto dovrebbe essere registrato al momento dell’attivazione della
garanzia e dell’assunzione del debito. Il garante è il nuovo debitore e i
rimborsi del capitale da parte del garante, nonché gli interessi maturati sul
debito assunto dovrebbero essere registrati nel momento in cui avvengono i
flussi. Quindi, quando la chiamata della garanzia comporta esclusivamente il
pagamento del servizio del debito dovuto durante il periodo contabile, come in
caso di cash calls, si registra un trasferimento in conto capitale per
gli importi liquidati. Tuttavia, in presenza di un modello di chiamate
parziali, ad esempio tre volte consecutive, che dovrebbe proseguire, viene
registrata l’assunzione di un debito.
20.257   Ove il debitore originario
effettui un rimborso a favore del garante, mentre è stata registrata una spesa
su precedenti chiamate della garanzia, il garante registra un’entrata.
Tuttavia, ove il debitore sia controllato dal garante, l’entrata dovrebbe
essere sottoposta al test del superdividendo ed eventuali rimborsi superiori al
reddito dell’impresa sono registrati come prelievi di capitale. 
Cartolarizzazione
Definizione
20.258   La cartolarizzazione consiste
nell’emissione di titoli sulla base dei flussi di cassa che dovrebbero essere
generati dalle attività, o altre fonti di reddito. I titoli che dipendono dai
flussi di cassa sono definiti “titoli garantiti da attività”.
20.259   Nella cartolarizzazione, l’iniziatore
(originator) trasferisce diritti di proprietà su attività, o il diritto
di ricevere specifici flussi futuri, ad un’unità di cartolarizzazione, che in
cambio versa all’iniziatore un importo dalle proprie fonti di finanziamento.
Spesso l’unità di cartolarizzazione è nota come società a destinazione
specifica e ottiene i propri finanziamenti tramite l’emissione di titoli
utilizzando come garanzia reale le attività o i diritti a flussi futuri
trasferiti dall’iniziatore. La questione principale nella registrazione del
pagamento dall’unità di cartolarizzazione a favore dell’iniziatore è se il
trasferimento configuri la vendita di un’attività esistente all’unità di
cartolarizzazione o uno strumento di assunzione di prestiti che si avvale dei flussi
futuri di entrate come garanzia reale.
Criteri per il riconoscimento della
vendita
20.260   Affinché l’operazione di
cartolarizzazione sia trattata come una vendita, nel conto patrimoniale delle
amministrazioni pubbliche deve figurare un’attività negoziabile, la cui
proprietà deve essere trasferita a pieno titolo all’unità di cartolarizzazione,
come evidenziato dal trasferimento di rischi e remunerazioni associati all’attività.
20.261   Quindi la cartolarizzazione di
flussi di entrate futuri non riconosciuti come ritorno su attività economiche,
quali future royalties petrolifere, è un assunzione di prestito dell’iniziatore.
20.262   Quando un’operazione di
cartolarizzazione coinvolge flussi associati a un’attività finanziaria o non
finanziaria, i rischi e le remunerazioni connessi alla proprietà dell’attività
devono essere trasferiti perché venga registrata una vendita.
20.263   Se l’amministrazione pubblica
detiene un interesse beneficiario nella cartolarizzazione, mediante un prezzo d’acquisto
differito, ossia il diritto a flussi superiori al valore originale della
cartolarizzazione, o il diritto di proprietà sull’ultima tranche emessa
dall’unità di cartolarizzazione, o comunque con altri strumenti, non si ha
vendita e l’evento è considerato un’assunzione di prestito dell’iniziatore.
20.264   Se l’amministrazione pubblica, in
qualità di iniziatore, garantisce il rimborso di debiti contratti dall’unità di
cartolarizzazione relativamente all’attività, i rischi ad essa associati non s’intendono
trasferiti. Non vi è stata vendita e l’evento è considerato un’assunzione di
prestito dell’iniziatore. Le garanzie possono assumere varie forme, quali
contratti di assicurazione, strumenti derivati o clausole di sostituzione di
attività.
20.265   Laddove si stabilisca che il contratto
di cartolarizzazione implica l’effettiva vendita di un’attività negoziabile,
occorre esaminare la classificazione settoriale dell’unità di
cartolarizzazione. Nella sezione I vengono presentati i criteri per stabilire
se l’unità di cartolarizzazione è un’unità istituzionale e se esercita una
funzione di intermediazione finanziaria. Se l’unità di cartolarizzazione è
classificata nel settore delle amministrazioni pubbliche, l’operazione di
cartolarizzazione è un’assunzione di prestito da parte delle amministrazioni
pubbliche. Se l’unità di cartolarizzazione è classificata come altri
intermediari finanziari (S.125), l’operazione di cartolarizzazione sarà
registrata come vendita di attività, priva di effetti diretti sul debito delle
amministrazioni pubbliche e con un impatto sul disavanzo delle stesse se i
flussi vengono cartolarizzati su un’attività non finanziaria.
20.266   Se l’amministrazione pubblica
fornisce un corrispettivo, sotto forma di contante successivamente all’evento,
o con altri mezzi quali garanzie, sopprimendo quindi il trasferimento di
rischi, un’operazione di cartolarizzazione originariamente considerata una
vendita da quel momento viene classificata come assunzione di prestito,
effettuando le seguenti operazioni: incremento di passività e acquisizione di
attività con un trasferimento di spesa in conto capitale qualora il valore
della passività superi quello dell’attività.
Registrazione di flussi
20.267   Quando un’operazione di
cartolarizzazione viene registrata come assunzione di prestito, i flussi di
cassa trasmessi all’unità di cartolarizzazione sono dapprima registrati nei
conti delle amministrazioni pubbliche e nello stesso tempo come rimborso del
debito per l’ammontare degli interessi e del capitale.
20.268   Quando i flussi di cassa si estinguono
prima dell’ammortamento del debito contratto, la passività residua viene
eliminata dal conto patrimoniale delle amministrazioni pubbliche mediante un’altra
variazione di volume.
20.269   Successivamente alla completa
estinzione del debito contratto, eventuali flussi di cassa residui trasmessi
all’unità di cartolarizzazione ai sensi del contratto di cartolarizzazione sono
registrati come spesa dell’iniziatore.
5.           Altre questioni
Obblighi pensionistici
20.270   Il trattamento dei sistemi
pensionistici è descritto nel capitolo 17, che comprende una tavola integrativa
dei principali conti nazionali del SEC, dove si tiene conto di tutti gli
obblighi dei regimi pensionistici, ivi compresi gli obblighi pensionistici
derivanti da sistemi di sicurezza sociale. I diritti pensionistici di sistemi a
prestazione definita connessi con l’occupazione senza costituzione di riserve
promossi dalle amministrazioni pubbliche devono essere registrati solo in
questi conti integrativi. 
Pagamenti forfettari
20.271   Occasionalmente, le unità possono
pagare una somma forfettaria alle amministrazioni pubbliche in cambio dell’assunzione
di alcuni dei loro obblighi pensionistici. Simili operazioni una tantum di
grande entità si verificano tra un’amministrazione pubblica e un’altra entità,
in genere una società pubblica, spesso in collegamento con il cambio di status
della società o con la sua privatizzazione. L’amministrazione pubblica assume
gli obblighi in questione in cambio di un pagamento in contanti che copre il
disavanzo atteso derivante dal trasferimento.
20.272   In teoria, essendo uno scambio
equo di contanti per l’assunzione di un obbligo che rappresenta una passività,
l’operazione non dovrebbe incidere sulle misure del patrimonio netto e del
patrimonio netto finanziario, né dovrebbe alterare l’accreditamento/indebitamento
dell’amministrazione pubblica. Tuttavia, gli obblighi pensionistici possono non
comparire come passività sul conto patrimoniale delle unità che li
trasferiscono e li assumono. Ad esempio, quando sono trasferiti all’amministrazione
pubblica, gli obblighi pensionistici si possono fondere con un sistema di
sicurezza sociale per il quale non vengono riconosciute passività.
20.273   In tale contesto, questi
pagamenti forfettari andrebbero considerati come pagamenti anticipati di
contributi sociali. In considerazione dei vari sistemi osservati nella pratica
e al fine di evitare distorsioni nel calcolo di alcuni aggregati quali costo
del lavoro e prelievi obbligatori, la somma forfettaria è registrata come un’anticipazione
finanziaria (F.8), un pagamento anticipato di trasferimenti correnti diversi
(D.75) che sarà registrato in futuro in proporzione ai relativi pagamenti delle
pensioni. Di conseguenza, il pagamento forfettario non incide sull’accreditamento/indebitamento
delle amministrazioni pubbliche nell’esercizio del trasferimento degli
obblighi.
Partenariati pubblico-privato
Portata dei PPP
20.274   I partenariati pubblico-privato
(PPP) sono contratti a lungo termine complessi stipulati tra due unità, di cui
una in genere è una società (o un gruppo di società pubbliche o private),
denominata operatore o partner, e l’altra un’unità delle amministrazioni
pubbliche, denominata concedente. I PPP comportano una notevole spesa in conto
capitale per creare o rinnovare le attività fisse da parte della società, che
poi provvede a farle funzionare e a gestirle per produrre e fornire servizi all’unità
delle amministrazioni pubbliche o al pubblico in generale per conto dell’unità
pubblica.
20.275   Alla scadenza del contratto il
concedente acquisisce di norma la proprietà giuridica del capitale fisso. Nella
maggior parte dei casi il capitale fisso è caratteristico di taluni servizi
generali fondamentali delle amministrazioni pubbliche, quali scuole o
università, ospedali e carceri. Può anche trattarsi di infrastrutture, poiché
molti dei grandi progetti intrapresi mediante PPP comportano la fornitura di
servizi di trasporto e comunicazioni, servizi pubblici o altri servizi,
tipicamente definiti servizi di infrastrutture.
20.276   Una descrizione generale che
comprende i problemi contabili più comuni è la seguente: una società conviene
di acquistare un insieme di attività fisse e in seguito di utilizzarle con
altri beni di produzione per erogare dei servizi. Tali servizi possono essere
forniti alle amministrazioni pubbliche per l’utilizzo in attività di produzione
proprie, come i servizi di manutenzione di autoveicoli, o per la distribuzione
gratuita al pubblico, ad esempio per i servizi di istruzione, nel qual caso le
amministrazioni pubbliche effettueranno pagamenti periodici per tutta la durata
del contratto, dai quali la società prevede di recuperare i costi e ottenere un
rendimento adeguato sui suoi investimenti.
20.277   Ai sensi di questa definizione, i
contratti di PPP prevedono che il concedente paghi all’operatore un “canone di
disponibilità” o un “canone di domanda” e costituiscono pertanto un accordo di
fornitura. Diversamente da altri contratti di servizi a lungo termine, si crea
un bene specifico. Quindi, un contratto di PPP implica che le amministrazioni
pubbliche acquistino un servizio prodotto da un partner attraverso la creazione
di un bene. I contratti di PPP possono presentare molte varianti per quanto
concerne la cessione dei beni alla scadenza, i necessari interventi di gestione
e manutenzione nel corso del contratto, nonché prezzo, qualità e volume di
servizi prodotti, e così via.
20.278   Quando la società vende i servizi
direttamente al pubblico, ad esempio con una strada a pedaggio, il contratto è
considerato una concessione, piuttosto che un PPP. Il prezzo è regolamentato
dalle amministrazioni pubbliche e fissato ad un livello che secondo la società
le permetterà di recuperare i costi e ottenere un rendimento adeguato dall’investimento.
Alla scadenza del periodo contrattuale, le amministrazioni pubbliche possono
acquisire la proprietà giuridica e il controllo operativo del bene,
presumibilmente a titolo gratuito. 
20.279   Con il contratto di PPP la
società acquista il capitale fisso ed è proprietaria giuridica dei beni per la durata
del contratto, in alcuni casi con il sostegno delle amministrazioni pubbliche.
Spesso il contratto richiede che i beni rispettino i requisiti di
progettazione, qualità e capacità specificati dalle amministrazioni pubbliche,
siano utilizzati nel modo indicato dalle stesse per produrre i servizi
richiesti dal contratto e siano mantenuti conformemente agli standard definiti
dalle amministrazioni pubbliche.
20.280   Inoltre, di solito i beni hanno
una vita utile molto più lunga della durata del contratto, cosicché le
amministrazioni pubbliche possono controllarli, sopportando i relativi rischi e
percependo la relativa remunerazione per una parte consistente della loro vita
utile. Quindi, spesso è difficile determinare se siano le società o le
amministrazioni pubbliche a sostenere la maggior parte dei rischi e a
conseguire la maggior parte dei guadagni.
Proprietà economica e allocazione dei
beni
20.281   Come nelle operazioni di leasing,
il proprietario economico del bene in un PPP si determina valutando quale unità
sopporta la maggior parte dei rischi e quale unità dovrebbe ricevere la quota
maggiore della remunerazione derivante dai beni. I beni sono allocati a detta
unità e di conseguenza anche gli investimenti fissi lordi. I principali
elementi di rischio e di remunerazione da valutare sono i seguenti:
a)      rischio di costruzione, che comprende lo
sforamento dei costi, la possibilità di costi addizionali derivanti da ritardi
nella consegna, mancato rispetto delle specifiche o dei codici di costruzione,
nonché rischi ambientali e di altro tipo che richiedono pagamenti a favore di
terzi;
b)      rischio di disponibilità, che comprende
la possibilità di costi addizionali, ad esempio di manutenzione e
finanziamento, e il pagamento di penali perché il volume o la qualità dei
servizi non rispettano gli standard specificati nel contratto;
c)      rischio di domanda, che comprende la
possibilità che la domanda dei servizi sia superiore o inferiore al previsto;
d)      rischio di valore residuo e obsolescenza,
che comprende il rischio che il valore del bene sia inferiore a quello atteso
alla fine del contratto e in quale misura le amministrazioni pubbliche hanno l’opzione
di acquisire il bene;
e)      l’esistenza di finanziamenti o di
garanzie da parte del concedente, o di clausole di risoluzione vantaggiose, in
particolare in caso di eventi di risoluzione su iniziativa dell’operatore.
20.282   I rischi e le remunerazioni
spettano all’operatore se il rischio di costruzione e i rischi di domanda o di
disponibilità sono stati effettivamente trasferiti. Un finanziamento
maggioritario, garanzie che coprono una maggioranza del finanziamento, o
clausole di risoluzione che prevedono un rimborso della maggior parte della
quota del fornitore del finanziamento in caso di risoluzione su iniziativa dell’operatore
indicano l’assenza dell’effettivo trasferimento di questi due rischi.
20.283   Inoltre, a causa della
specificità dei contratti di PPP, che riguardano beni complessi, e quando la
valutazione di rischi e remunerazione non è conclusiva, una questione rilevante
riguarda quale unità esercita un’influenza decisiva sulla natura del bene e
come vengono stabilite le condizioni dei servizi prodotti con il bene, in
particolare:
  in che misura le amministrazioni pubbliche stabiliscono progetto,
qualità, dimensioni e manutenzione dei beni;
  in che misura le amministrazioni pubbliche sono in grado di determinare
i servizi prodotti, a quali unità sono forniti i servizi e i relativi prezzi.
20.284   Per stabilire quale unità è il
proprietario economico occorre valutare le disposizioni di ciascun contratto di
PPP. Data la complessità e la varietà dei PPP, occorre considerare tutti i
fatti e le circostanze di ciascun contratto per poi scegliere il trattamento
contabile che rispecchi al meglio i rapporti economici soggiacenti.
Questioni contabili
20.285   Qualora si valuti che la società
è il proprietario economico e qualora, come di solito avviene, l’amministrazione
pubblica ottenga la proprietà giuridica ed economica alla scadenza del
contratto senza un esplicito pagamento, si effettua una registrazione per l’acquisizione
dei beni da parte dell’amministrazione pubblica. Secondo l’approccio generale,
l’amministrazione pubblica accumula gradualmente un credito finanziario e la
società matura gradualmente una passività corrispondente, cosicché al termine
del periodo contrattuale i due valori siano pari al valore residuo atteso del
bene. L’attuazione di questo approccio richiede la riorganizzazione delle
operazioni monetarie in essere o la costruzione di nuove, basandosi su ipotesi
relative ai valori attesi e ai tassi di interesse. Questo implica il
frazionamento dei pagamenti del PPP, quando il bene del PPP non figura nel
conto patrimoniale dell’amministrazione pubblica, in una componente che
rappresenta l’acquisizione di un’attività finanziaria.
20.286   Un approccio alternativo consiste
nel registrare il cambio di proprietà giuridica ed economica alla fine, come
trasferimento in conto capitale in natura. Anche questo approccio non
rispecchia la sottostante realtà economica, ma i dati limitati, l’incertezza in
merito al valore residuo atteso dei beni e le disposizioni contrattuali che
consentono alle due parti l’esercizio di varie opzioni fanno dell’approccio del
trasferimento in conto capitale quello più prudente.
20.287   Un altro problema significativo
si presenta quando l’amministrazione pubblica è considerata il proprietario
economico dei beni senza che effettui pagamenti espliciti all’inizio del
contratto, per cui occorre costruire una operazione corrispondente all’acquisizione.
Il suggerimento più comune è che si effettui l’acquisizione mediante un leasing
finanziario figurativo, in virtù della somiglianza con i leasing finanziari
effettivi. Tuttavia, l’attuazione di questa scelta dipende dalle specifiche
disposizioni del contratto, dalla loro interpretazione e da eventuali altri
fattori. Ad esempio, si potrebbe imputare un prestito ed eventuali pagamenti
dell’amministrazione pubblica a favore della società, se esistono, potrebbero
essere modificati in modo tale che una quota di ciascun pagamento rappresenti
un rimborso del prestito. In assenza di pagamenti effettivi dell’amministrazione
pubblica, si potrebbero costruire operazioni non monetarie per i rimborsi del
prestito. Altri mezzi di pagamento del bene da parte dell’amministrazione
pubblica potrebbero essere il pagamento anticipato di un eventuale leasing
operativo se questo viene imputato, o un’attività immateriale per il diritto
della società di accedere ai beni per la produzione di servizi.
20.288   Un altro problema rilevante
riguarda la misurazione della produzione. Qualsiasi decisione venga presa per
quanto concerne quale unità è il proprietario economico dei beni durante il
periodo contrattuale e in che modo l’amministrazione pubblica li acquisisce
alla fine, occorre prestare attenzione alla corretta misurazione della
produzione. Anche in questo caso esistono diverse opzioni, la cui opportunità
varia a seconda dell’esatta situazione e della disponibilità di dati. Le
difficoltà sorgono quando l’amministrazione pubblica viene valutata come
proprietario economico di beni che tuttavia vengono utilizzati dalla società
per produrre servizi. È auspicabile evidenziare il valore dei servizi
finanziari come un costo di produzione della società, ma questo può richiedere
l’imputazione di un leasing operativo, che a sua volta può richiedere la
modifica di operazioni effettive o la costruzione di operazioni non monetarie
per identificare i pagamenti del leasing. Un’alternativa consiste nell’evidenziare
il costo dei servizi finanziari nel conto della produzione del settore delle
amministrazioni pubbliche, classificando però la produzione dell’amministrazione
pubblica allo stesso modo della produzione della società, cosicché la
produzione totale nell’economia sia classificata correttamente.
Operazioni con organizzazioni
internazionali e sovranazionali
20.289   Le unità residenti effettuano
operazioni con organizzazioni internazionali o sovranazionali classificate nel
settore del resto del mondo.
20.290   Esempi di operazioni di questo
tipo sono tra residenti che non sono amministrazioni pubbliche e istituzioni
dell’Unione europea, che sono considerate le parti principali nell’operazione
anche se le unità delle amministrazioni pubbliche svolgono un ruolo da
intermediari nel trasferimento dei fondi. La registrazione delle principali
operazioni avviene direttamente tra le due parti e non influisce sul settore
delle amministrazioni pubbliche, il cui ruolo è registrato come operazione
finanziaria (F.89).
20.291   Le registrazioni di operazioni
specifiche tra residenti nazionali e istituzioni dell’Unione europea sono
descritte in appresso per diverse categorie:
a)      imposte: alcune imposte sui
prodotti, quali dazi sulle importazioni e accise, sono dovute alle istituzioni
dell’Unione europea o altre organizzazioni sovranazionali e si suddividono in
tre categorie:
1)      quelle pagabili direttamente, come in
passato il prelievo della Comunità europea del carbone e dell’acciaio sulle
imprese carbosiderurgiche, che sono registrate direttamente;
2)      quelle riscosse dalle amministrazioni
nazionali per conto delle istituzioni dell’Unione europea o altre
organizzazioni sovranazionali, dove l’imposta è considerata dovuta direttamente
dai produttori residenti. Alcuni esempi sono i prelievi sui prodotti agricoli
importati, gli importi compensativi monetari prelevati all’importazione e all’esportazione,
i contributi zucchero e isoglucosio, i prelievi di corresponsabilità sul latte
e sui cereali e i dazi doganali prelevati sulla base della tariffa doganale
integrata dell’Unione europea (TARIC). Queste imposte sono registrate
direttamente dai produttori all’organizzazione sovranazionale, mentre il ruolo
di intermediario dell’amministrazione pubblica è registrato come operazione
finanziaria;
3)      introiti provenienti dal gettito IVA di ciascun
Stato membro, registrati dalle amministrazioni nazionali come importi da
ricevere, mentre gli importi forniti all’Unione europea dagli Stati membri sono
registrati come trasferimenti correnti (D.76). Il trasferimento dalle
amministrazioni pubbliche è registrato nel momento in cui è dovuto;
b)      contributi: i contributi pagabili
direttamente da organizzazioni sovranazionali a produttori residenti sono
registrati come dovuti direttamente dall’organizzazione sovranazionale e non da
un’unità residente delle amministrazioni pubbliche. Allo stesso modo, i
contributi dovuti a produttori residenti e convogliati attraverso unità delle
amministrazioni pubbliche in qualità di intermediari sono registrati
direttamente tra le parti principali, ma creano anche registrazioni in altri
conti attivi/passivi (F.89) nei conti finanziari delle amministrazioni
pubbliche;
c)      trasferimenti correnti diversi:
contributi al bilancio dell’Unione europea dagli Stati membri per il terzo e
quarto tipo di pagamento per costituire le risorse proprie dell’Unione europea.
La terza risorsa è calcolata applicando un’aliquota forfettaria alla base dell’imposta
sul valore aggiunto di ciascuno Stato membro. La quarta risorsa si basa sul
reddito nazionale lordo di ciascuno Stato membro. Questi pagamenti sono
considerati trasferimenti obbligatori dalle amministrazioni pubbliche all’Unione
europea e sono classificati come trasferimenti correnti diversi e registrati
nel momento in cui sono dovuti; 
d)      aiuti internazionali correnti: la
maggior parte degli altri trasferimenti correnti, in denaro o in natura, tra
amministrazioni pubbliche e unità non residenti, ivi comprese le organizzazioni
internazionali, sono classificati come aiuti internazionali correnti e
comprendono aiuti correnti a paesi in via di sviluppo, retribuzioni dovute a
insegnanti, consulenti e altri funzionari pubblici operanti all’estero, ecc.
Gli aiuti internazionali correnti hanno la caratteristica di essere costituiti
da trasferimenti effettuati su base volontaria;
e)      trasferimenti in conto capitale: i
contributi agli investimenti, in denaro o in natura, e altri trasferimenti in
conto capitale, in particolare in quanto operazioni di contropartita di
cancellazioni o assunzioni di debiti, possono essere da pagare a o da ricevere
da un’organizzazione internazionale o sovranazionale;
f)       operazioni finanziarie: alcune
operazioni finanziarie, in genere prestiti, possono essere registrate quando
sono effettuate da organizzazioni internazionali come la Banca mondiale e il
Fondo monetario internazionale. Investimenti delle amministrazioni pubbliche
nel capitale di organizzazioni internazionali e sovranazionali tranne il Fondo
monetario internazionale sono classificati come altre partecipazioni (F.519),
salvo dove non sia possibile il rimborso, nel qual caso sono classificati come aiuti
internazionali correnti.
20.292   Le istituzioni dell’Unione
europea effettuano consistenti trasferimenti correnti e in conto capitale
attraverso fondi strutturali come il Fondo sociale europeo, il Fondo europeo di
sviluppo regionale e il Fondo di coesione. I beneficiari finali di questi
trasferimenti possono essere unità delle amministrazioni pubbliche o altre
unità.
20.293   I contributi versati dai fondi
strutturali spesso comportano il cofinanziamento, dove l’Unione europea
finanzia congiuntamente un investimento delle amministrazioni pubbliche. Può
esservi una combinazione di pagamenti anticipati, pagamenti intermedi e
pagamenti finali, che possono essere convogliati attraverso almeno un’unità
delle amministrazioni pubbliche. Le unità amministrative residenti possono
anche effettuare pagamenti anticipati sugli introiti attesi dall’Unione
europea.
20.294   Quando i beneficiari non sono
unità delle amministrazioni pubbliche, i pagamenti effettuati dalle
amministrazioni pubbliche in anticipo sulle entrate di cassa dall’Unione
europea sono registrati come operazioni finanziarie in altri conti attivi e
passivi. La controparte dell’operazione finanziaria è l’Unione europea se
si è raggiunta la data di competenza dell’operazione non finanziaria,
altrimenti è il beneficiario. Le posizioni di conti attivi/passivi si chiudono
al momento del pagamento in contanti.
20.295   Il momento di registrazione dei
trasferimenti cofinanziati delle amministrazioni pubbliche coincide con la concessione
dell’autorizzazione dell’Unione europea.
20.296   In alcune circostanze, gli
anticipi delle amministrazioni pubbliche possono superare l’importo ammissibile
determinato nella procedura di autorizzazione. Se il beneficiario è in grado di
restituire la quota in eccesso si chiude la sua posizione altri conti
passivi nei confronti delle amministrazioni pubbliche. In caso contrario,
si registra un trasferimento in conto capitale dalle amministrazioni pubbliche,
eliminando la voce altri conti passivi.
20.297   Quando i beneficiari sono unità
amministrative pubbliche, l’entrata viene spostata in avanti per farla
coincidere con il momento della spesa, discostandosi dalle norme generali sul
momento di registrazione per simili trasferimenti. Nel caso di un intervallo di
tempo considerevole tra l’effettuazione della spesa e la riscossione del
pagamento, l’entrata può essere registrata nel momento della presentazione del
credito nei confronti dell’Unione europea; questo è possibile solo quando non
sono disponibili informazioni affidabili sul momento della spesa o quando gli
importi sono consistenti, o ancora quando l’intervallo di tempo tra la spesa e
la presentazione del credito è breve.
20.298   Tutti i pagamenti anticipati dall’Unione
europea alle unità delle amministrazioni pubbliche in qualità di beneficiari
finali all’inizio di programmi pluriennali sono registrati come anticipazioni
finanziarie. 
Assistenza allo sviluppo
20.299   Le amministrazioni pubbliche
forniscono assistenza ad altri paesi prestando fondi ad un tasso di interesse
intenzionalmente inferiore al tasso di interesse di mercato su prestiti che
presentano rischi comparabili (prestiti agevolati, descritti nella sezione 2) o
contributi in denaro e in natura.
20.300   La registrazione dell’assistenza
internazionale fornita con contributi in natura, come la fornitura di generi
alimentari, spesso crea delle difficoltà. Nel paese ricevente i prezzi di beni
o servizi forniti in natura, come i generi alimentari, possono essere molto
diversi dai prezzi nel paese donatore. In linea di principio, il valore della
donazione a favore del ricevente dovrebbe essere considerato uguale al costo
della fornitura dell’assistenza al ricevente. Ne consegue che i prezzi del
paese donatore dovrebbero essere utilizzati come base per il calcolo del valore
della donazione. Oltre ai beni o servizi in sé, si dovrebbero includere tutti i
costi aggiuntivi connessi alla loro consegna, quali il trasporto nel paese
straniero, le operazioni di consegna, la retribuzione dei funzionari pubblici
del paese donatore incaricati di preparare le spedizioni e supervisionarne la
consegna, assicurazioni, e così via.
IV.         Il settore pubblico 
20.301   Il settore pubblico comprende le
amministrazioni pubbliche e le società pubbliche. Gli elementi che compongono
il settore pubblico figurano già nella struttura settoriale principale del
sistema e si possono riorganizzare per la compilazione dei conti del settore
pubblico, riunendo i sottosettori del settore delle amministrazioni pubbliche e
i sottosettori pubblici delle società non finanziarie e finanziarie.
 Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie 
 Pubblico || Pubblico || Pubblico || Privato || Privato 
 Privato || Privato 
20.302   Le società finanziarie pubbliche
si possono ulteriormente suddividere in autorità bancarie centrali e altre
società finanziarie pubbliche, che a loro volta possono essere ulteriormente
suddivise in sottosettori di società finanziarie, se del caso.
Il settore pubblico e relativi
sottosettori
 Amministrazioni pubbliche || Società pubbliche 
 Amministrazioni centrali || Amministrazioni di Stati federati || Amministrazioni locali || Sicurezza sociale || Società non finanziarie pubbliche || Società finanziarie pubbliche   
 Autorità bancarie centrali || Altre società finanziarie pubbliche 
20.303   I conti del settore pubblico si
possono costruire secondo il quadro centrale e la sequenza di conti del SEC, e
in linea di principio sono utili dal punto di vista analitico sia la versione
consolidata sia quella non consolidata. Sono utili anche presentazioni
alternative, come gli equivalenti consolidati e non consolidati delle
statistiche sulla finanza pubblica descritte in precedenza nel presente
capitolo.
20.304   Tutte le unità istituzionali
comprese nel settore pubblico sono unità residenti controllate dalle
amministrazioni pubbliche, direttamente o indirettamente da unità del settore
pubblico a livello aggregato. Il controllo su un’entità è definito come la
capacità di determinarne la politica generale. Questo aspetto viene illustrato
più dettagliatamente nel seguito.
20.305   La distinzione tra un’unità del
settore pubblico appartenente all’amministrazione pubblica o a una società
pubblica è stabilita in base al test per la distinzione tra produttore di beni
e servizi destinabili alla vendita/non destinabili alla vendita, come descritto
sopra e nel capitolo 3. Le unità del settore pubblico che producono beni e
servizi non destinabili alla vendita sono classificate nelle amministrazioni pubbliche,
mentre le unità che producono beni e servizi destinabili alla vendita sono
classificate come società pubbliche. L’unica eccezione a questa regola generale
riguarda certi istituti finanziari che controllano o servono il settore
finanziario, classificate come società pubbliche a prescindere dal fatto che
producano o meno beni o servizi destinabili alla vendita.
20.306   La classificazione settoriale di
un’entità non si basa sulla sua forma giuridica. Ad esempio, alcune società del
settore pubblico legalmente costituite possono essere unità produttrici di beni
o servizi non destinabili alla vendita e pertanto classificate nelle
amministrazioni pubbliche invece che come società pubbliche.
Controllo del settore pubblico
20.307   Il controllo di un’unità residente
del settore pubblico è definito come la capacità di determinarne la politica
generale, tramite i diritti diretti di una singola unità del settore pubblico o
i diritti collettivi di molte. Occorre considerare i seguenti indicatori di
controllo:
a)      diritto di nomina, veto o revoca della
maggioranza dei funzionari, membri del consiglio di amministrazione, ecc.
Il diritto di nominare, revocare, approvare o di porre il veto sulla
maggioranza dei membri dell’organo direttivo di un’entità è sufficiente a determinarne
il controllo. Questi diritti possono essere detenuti direttamente da un’unità
del settore pubblico, o indirettamente da varie unità del settore pubblico
aggregate. Se la prima serie di nomine è controllata dal settore pubblico, ma
le successive sostituzioni non sono soggette a tale controllo, l’entità resta
nel settore pubblico fino al momento in cui le nomine della maggioranza degli
amministratori non sono più controllate;
b)      diritto di nomina, veto o revoca di
personale chiave. Se il controllo della politica generale è di fatto
determinato da membri influenti del consiglio di amministrazione, quali l’amministratore
delegato, il presidente e il direttore finanziario, acquistano maggiore
rilevanza i poteri di nomina, veto o revoca di queste figure;
c)      diritto di nomina, veto o revoca della
maggioranza dei membri di comitati chiave dell’entità. Se fattori
fondamentali della politica generale, quali la retribuzione del personale
dirigente e la strategia aziendale, sono delegati a sottocomitati, il diritto
di nomina, revoca o veto dei dirigenti di tali sottocomitati è determinante per
il controllo;
d)      proprietà della maggioranza delle
partecipazioni con diritto di voto. Di norma, questo determina il controllo
quando le decisioni sono prese in base al principio “un’azione, un voto”. Le
quote possono essere detenute direttamente o indirettamente, aggregando le
quote detenute da tutte le unità del settore pubblico. Se le decisioni non
vengono prese in base al principio “un’azione, un voto”, occorre analizzare la
situazione per verificare se il settore pubblico possiede la maggioranza dei
voti;
e)      diritti derivanti da quote e opzioni
speciali. Queste cosiddette “golden shares” erano comuni un tempo
nelle società privatizzate e sono presenti anche in alcune società a
destinazione specifica. In alcuni casi conferiscono alle entità del settore
pubblico alcuni diritti residui a tutela dei propri interessi, permanenti o
limitati nel tempo. L’esistenza di queste azioni di per se stessa non è un
indicatore di controllo, ma deve essere analizzata con attenzione, in
particolare le circostanze nelle quali si possono invocare poteri che, se
influenzano la politica generale corrente dell’entità, sono rilevanti per le
decisioni di classificazione. In altri casi si tratta di poteri speciali che
possono conferire il diritto di controllare la politica generale in momenti di
emergenza ecc., ma che non sono giudicati rilevanti se non influenzano la
politica esistente, anche se, qualora vengano utilizzati, di norma determinano l’immediata
riclassificazione. L’esistenza di un’opzione di acquisto di azioni per entità
del settore pubblico in talune circostanze configura una situazione analoga ed
è necessario valutare se il potere di esercitare l’opzione influenzi la
politica generale dell’entità;
f)       diritti di controllo in virtù di
accordi contrattuali. Se tutte le vendite di un’entità sono destinate a un’unica
entità del settore pubblico, o a un gruppo di entità del settore pubblico, si
può configurare un’influenza dominante che si può assimilare al controllo. La
presenza di altri clienti, o la possibilità di avere altri clienti, indica che
l’entità non è controllata da unità del settore pubblico. L’impossibilità di
trattare con clienti del settore non pubblico a causa dell’influenza del
settore pubblico è un indicatore del controllo del settore pubblico;
g)      diritti di controllo in virtù di
accordi/autorizzazioni ad assumere prestiti. Spesso i prestatori impongono
controlli come condizioni per la concessione di prestiti. Se nella concessione
di prestiti, o per tutelarsi dall’esposizione al rischio derivante da una
garanzia, il settore pubblico impone controlli più rigorosi di quanto proposto
in genere da una banca a un’entità del settore privato, si configura un
controllo. Il fatto che un’entità necessiti dell’autorizzazione del settore
pubblico per assumere un prestito è un indicatore di controllo;
h)       controllo attraverso un’eccessiva
regolamentazione. Quando la regolamentazione è talmente rigida da dettare
la politica generale dell’impresa, si configura una forma di controllo. In
alcuni casi può sussistere un forte coinvolgimento normativo delle autorità
pubbliche, in particolare in settori quali i monopoli e i servizi pubblici
privatizzati, dove è presente un elemento di servizio pubblico. È possibile un
coinvolgimento normativo in aree importanti, come la determinazione dei prezzi,
senza che un’entità ceda il controllo della politica generale. Allo stesso
modo, la scelta di entrare o di operare in un ambiente fortemente regolamentato
è un indicatore del fatto che l’entità non è soggetta a controllo;
i)        altro. Il controllo può
derivare anche da poteri ai sensi di legge o da diritti contenuti nell’atto
costitutivo di un’entità, come limitare le attività, gli obiettivi e gli
aspetti operativi, approvare bilanci o impedire che l’entità modifichi l’atto
costitutivo, si sciolga, approvi dividendi o ponga fine al rapporto con il
settore pubblico. Un’entità finanziata completamente o quasi dal settore
pubblico si considera controllata se i controlli sul flusso di finanziamenti
sono abbastanza restrittivi da dettare la politica generale in tale area.
20.308   Ciascuna
classificazione deve essere giudicata a sé e non tutti gli indicatori citati
possono essere pertinenti per il singolo caso. Alcuni di essi, come quelli
illustrati alle lettere a), c) e d), sono sufficienti di per sé per stabilire
il controllo. In altri casi, una serie di indicatori distinti possono indicare
collettivamente una situazione di controllo. 
Autorità bancarie centrali
20.309   In
generale, si presume che le autorità bancarie centrali siano società
finanziarie pubbliche, anche nel caso in cui il proprietario legale unico o di
maggioranza non sia un’amministrazione pubblica. Sono considerate società
pubbliche per il fatto che le amministrazioni pubbliche vi detengono la
proprietà economica o esercitano il controllo con altri mezzi.
20.310   Le
autorità bancarie centrali sono intermediari finanziari, la cui attività è
soggetta a specifiche disposizioni giuridiche e posta sotto il controllo
generale delle amministrazioni pubbliche che rappresentano l’interesse
nazionale, anche se le autorità bancarie centrali godono di un elevato grado di
autonomia o indipendenza nell’esercizio della loro attività principale (in
particolare la politica monetaria). La questione fondamentale in questo caso è
il riconoscimento della funzione e dell’attività principale delle autorità
bancarie centrali, ossia la gestione delle riserve nazionali, l’emissione della
moneta nazionale e la gestione della politica monetaria, piuttosto che lo
status giuridico. Spesso le amministrazioni pubbliche detengono un diritto
formale ai proventi della liquidazione.
20.311   A causa
dell’esistenza di un simile interesse beneficiario e del ruolo delle
amministrazioni pubbliche, la proprietà delle stesse sul capitale delle
autorità bancarie centrali, o almeno sulle riserve da esse gestite, è
riconosciuta nei conti nazionali come una proprietà economica, anche quando non
sussiste una proprietà legale.
Quasi-società pubbliche
20.312   Le quasi-società pubbliche non
possiedono le caratteristiche giuridiche delle società indipendenti, ma il loro
comportamento si differenzia in misura sufficiente da quello dei loro
proprietari, ed è più simile a quello di entità dei settori delle società non
finanziarie o finanziarie, per essere riconosciute come unità istituzionali.
20.313   Le quasi-società devono svolgere
attività ben delimitate, con informazioni sufficienti per consentire la
compilazione di una contabilità completa (cfr. il paragrafo 2.13f) ed essere
unità che producono beni e servizi destinabili alla vendita.
Società a destinazione specifica e non
residenti
20.314   Le entità del settore pubblico
possono istituire o utilizzare società a destinazione specifica (SDS) o società
veicolo (SPV). Si tratta di unità che spesso non hanno né dipendenti né
attività non finanziarie e una presenza fisica scarsa al di là di una “targa d’ottone”
che ne conferma il luogo di registrazione. Possono essere residenti in un
territorio diverso.
20.315   Le SDS istituite dal settore
pubblico devono essere esaminate per verificare se hanno il potere di agire
autonomamente, svolgono attività limitate e assumono i rischi e le
remunerazioni derivanti dalle attività e passività che detengono. Se non
rispettano questi criteri, non sono riconosciute come unità istituzionali
distinte e, se residenti, s’intendono consolidate nell’unità del settore
pubblico che le ha create. Se non sono residenti, sono riconosciute come parte
del settore resto del mondo e le operazioni che intraprendono vengono dirottate
attraverso l’unità del settore pubblico che le ha create.
20.316   Le joint venture
internazionali non residenti tra amministrazioni pubbliche, dove nessuna delle
parti ha il controllo dell’entità, sono imputate alle amministrazioni pubbliche
come unità residenti fittizie.
Joint venture
20.317   Le unità del settore pubblico e
privato possono costituire una joint venture, con la quale istituiscono
un’unità istituzionale che può stipulare contratti per conto proprio e reperire
finanziamenti per i propri scopi. L’unità è attribuita al settore pubblico o al
settore privato a seconda di quale parte la controlla.
20.318   In pratica, la maggior parte
delle joint venture è soggetta a controllo congiunto. Se l’unità è
classificata come produttrice di beni o servizi non destinabili alla vendita,
per convenzione viene classificata nelle amministrazioni pubbliche, poiché si
comporta come un’unità delle amministrazioni pubbliche. Se è classificata come
produttrice di beni o servizi destinabili alla vendita e il controllo è
suddiviso equamente, l’unità viene divisa in due metà, una attribuita al
settore pubblico e l’altra al settore privato.
[1]               La misurazione delle entrate complessive generate da
imposte e contributi sociali basata sul SEC è coerente con quella delle
statistiche OCSE sul reddito, salvo per la registrazione di crediti d’imposta
dovuti e di contributi sociali figurativi. La registrazione SEC di imposte e
contributi sociali è inoltre armonizzata con la presentazione delle statistiche
di finanza pubblica dell’FMI, con qualche differenza nelle ripartizioni.
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 21
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 21 - RELAZIONI TRA LA CONTABILITÀ
AZIENDALE E I CONTI NAZIONALI E MISURAZIONE DELLE ATTIVITÀ DELLE IMPRESE 
21.01     La contabilità aziendale costituisce,
unitamente alle indagini sulle imprese, una importante fonte di informazioni
sulle attività delle imprese ai fini della compilazione dei conti nazionali. In
molti casi la contabilità nazionale presenta le stesse caratteristiche della
contabilità aziendale, in particolare per quanto riguarda: 
a)      la registrazione delle operazioni nei
conti, ossia in tavole a due colonne;
b)      la valutazione monetaria;
c)      l'uso di saldi contabili;
d)      la registrazione delle operazioni nel
momento in cui hanno luogo; 
e)      la coerenza interna del sistema dei
conti.
Non mancano tuttavia le differenze, perché la
contabilità nazionale ha un obiettivo diverso: essa mira a descrivere in modo
coerente tutte le attività di un paese e non soltanto quelle di una impresa o
di un gruppo di imprese. L'obiettivo di un quadro coerente in cui inscrivere tutte
le entità di una economia e le loro relazioni con il resto del mondo comporta
dei vincoli ai quali non è invece assoggettata la contabilità aziendale. 
21.02     Nel compilare i conti nazionali ci
si attiene alle norme internazionali applicate in tutti i paesi del mondo. Lo
sviluppo e l'applicazione della contabilità aziendale variano invece da un
paese all'altro, sebbene anche per i conti delle imprese ci si stia orientando
verso l'applicazione di norme internazionali comuni. L'armonizzazione a livello
mondiale è iniziata il 29 giugno 1973 con la creazione del comitato IASC ("International
Accounting Standards Committee"), incaricato di sviluppare principi
contabili, denominati dapprima IAS (International Accounting Standards) e
successivamente IFRS (International Financial Reporting Standards), da
applicare a livello mondiale. Nell'Unione europea, dal 2005 i conti consolidati
delle imprese sono compilati secondo i principi IFRS.
21.03     Per informazioni dettagliate sul
contenuto dei conti delle imprese e sulle loro relazioni con i conti nazionali
si rinvia a manuali specializzati. Il presente capitolo risponde alle domande
più comuni in sede di compilazione dei conti nazionali sulla base dei conti
delle imprese e analizza questioni specifiche in merito alla misurazione delle attività
delle imprese.
Norme e metodi specifici della
contabilità aziendale
21.04     Per poter ricavare informazioni
dalla contabilità aziendale, i compilatori dei conti nazionali devono conoscere
i principi contabili internazionali applicabili alle società private e alle
amministrazioni pubbliche. I principi sono redatti e aggiornati, per quanto
riguarda le società private, dall'International Accounting Standards Board
(IASB) e, per quanto concerne le amministrazioni pubbliche, dall'International
Public Sector Accounting Standards Board (IPSASB). Nei paragrafi che seguono
sono illustrati alcuni principi generali della contabilità aziendale.
Momento di registrazione
21.05     I conti delle imprese registrano
le operazioni nel momento in cui esse sono effettuate, determinando
l'insorgenza di diritti e di obbligazioni, indipendentemente dal pagamento. Si
tratta di una registrazione in base al principio di competenza e non sulla base
del principio di cassa. Anche i conti nazionali sono compilati applicando tale
principio.
Registrazione in partita doppia e
quadrupla
21.06     In contabilità aziendale ogni
operazione dell'impresa è registrata per lo stesso importo in almeno due conti
differenti, una volta nella sezione dell'attivo e una volta nella sezione del
passivo. Tale sistema di registrazione a partita doppia permette di verificare
la coerenza dei conti. 
Nei conti nazionali per gran parte delle
operazioni può essere utilizzato anche un sistema di partita quadrupla. Una operazione
è registrata due volte da ciascuna delle unità istituzionali che intervengono: ad
esempio, una volta come operazione non finanziaria nei conti della produzione,
del reddito e del capitale e un'altra volta come operazione finanziaria associata
alla variazione delle attività e delle passività finanziarie.
Valutazione
21.07     Nei conti sia aziendali sia
nazionali, le operazioni sono registrate al prezzo pattuito dalle parti.
Le attività e le passività sono generalmente valutate
al costo originario o storico nei conti finanziari delle imprese, eventualmente
in combinazione con altri prezzi, ad esempio i prezzi di mercato per le scorte.
Gli strumenti finanziari vanno valutati a un prezzo congruo ("fair value")
che rispecchi i prezzi osservati sul mercato, servendosi, se necessario, di
specifiche tecniche di valutazione. 
Nei conti nazionali le attività e le passività
sono registrate ai valori correnti del momento cui si riferisce il conto
patrimoniale e non al valore originario.
Conto economico e stato patrimoniale
21.08     La contabilità aziendale prevede
la redazione di due prospetti finanziari: il conto economico e lo stato
patrimoniale. Il primo raggruppa le operazioni sulla base dei costi e dei
ricavi e il secondo registra le consistenze di attività e di passività. Tali documenti,
che presentano i saldi dei conti e le operazioni a un livello aggregato,
assumono la forma di conti, ciascuno dei quali è strettamente legato all'altro.
Il saldo del conto economico è l'utile o la perdita di esercizio. Tale utile o
perdita figurano anche nello stato patrimoniale.
21.09     I conti delle operazioni il cui
saldo figura nel conto economico sono conti di flussi. Il loro obiettivo è
quello di presentare i totali dei costi e dei ricavi di competenza
dell'esercizio. 
21.10     Lo stato patrimoniale è un conto
che registra le consistenze. Esso evidenzia il valore delle attività e delle
passività alla fine dell'esercizio.
Conti nazionali e conti delle imprese:
questioni pratiche
21.11     Affinché i compilatori dei conti
nazionali possano utilizzare i conti delle imprese su vasta scala e non
soltanto in casi isolati, è necessario che siano soddisfatte numerose
condizioni.
La prima condizione è l'accesso alla contabilità
aziendale. Di norma, la pubblicazione dei conti è obbligatoria per le grandi
imprese. Esistono basi di dati di tali conti, realizzate da organismi privati o
pubblici, ed è importante che i contabili nazionali vi abbiano accesso. Per
quanto riguarda le grandi imprese, è generalmente possibile ottenere
direttamente da esse i relativi conti.
La seconda condizione è costituita da un livello
minimo di standardizzazione dei documenti contabili pubblicati dalle imprese,
in quanto questo rappresenta il presupposto indispensabile per il trattamento
informatico dei dati. A un elevato livello di standardizzazione è spesso
associata l'esistenza di un organismo che raccoglie i conti dalle imprese in
tale forma standardizzata. La rilevazione può essere organizzata su base
volontaria, come nel caso di un organismo che gestisce un centro incaricato di
effettuare analisi dei bilanci per conto dei suoi membri, o può essere
obbligatoria per legge, come nel caso in cui l'organismo che raccoglie i dati
di bilancio coincide con l'autorità tributaria. In entrambi i casi, i contabili
nazionali devono richiedere l'accesso alle basi dei dati e rispettare le
prescrizioni in materia di riservatezza.
21.12     Allorché i conti non sono
compilati applicando principi standard, si possono utilizzare i dati contabili
delle imprese. In molti paesi alcuni settori dell'economia sono dominati da un
numero ristretto di grandi imprese e i conti di tali imprese possono essere
utilizzati ai fini della compilazione dei conti nazionali. Informazioni utili
si ricavano anche dalle note integrative, in particolare maggiori dettagli o
indicazioni sul modo in cui interpretare le voci nei conti.
21.13     Le indagini sulle imprese
costituiscono l'altra importante fonte di dati per i conti nazionali sulle
attività delle imprese. Tali indagini forniscono risultati soddisfacenti nel
caso in cui le domande poste siano compatibili con le registrazioni e i
concetti di contabilità aziendale. Una impresa fornisce infatti informazioni
attendibili solo se sono basate sul suo sistema informativo interno. Le
indagini sulle imprese sono generalmente necessarie anche in quei casi in cui i
contabili nazionali hanno accesso a basi di dati contabili, perché le
informazioni contenute in tali basi difficilmente sono dettagliate in misura
tale da soddisfare tutte le loro esigenze.
21.14     La globalizzazione complica la
possibilità di utilizzare la contabilità aziendale in sede di compilazione dei
conti nazionali. Per essere utile, la contabilità aziendale deve essere redatta
su base nazionale e così non è allorché una impresa ha consociate estere. Se
l'attività di una impresa si estende al di fuori dei confini nazionali, sono
necessarie rettifiche per creare un quadro nazionale basato sui conti delle
imprese. Alla base di dati che raccoglie i loro conti le imprese devono fornire
conti compilati su base nazionale, oppure rettifiche per permettere la
redazione di conti delle imprese su base nazionale. Nel caso in cui i dati
contabili siano rilevati presso le imprese dall'autorità tributaria, questa
richiede generalmente che i dati siano forniti su base nazionale in modo da
consentirle di calcolare l'imposta sugli utili. È questo il caso più favorevole
per l'uso della contabilità aziendale nei conti nazionali. 
21.15     Un'altra condizione pratica è
che l'esercizio corrisponda al periodo di riferimento dei conti nazionali. Per
i conti annuali si tratta generalmente dell'anno civile. È auspicabile quindi
che, ai fini di un miglior utilizzo della contabilità aziendale, l'esercizio
della maggior parte delle imprese inizi il 1° gennaio. Le imprese sono libere
di scegliere altre date di inizio dell'esercizio. Se per le operazioni
corrispondenti ai flussi nei conti nazionali è spesso accettabile ricreare i
conti sulla base dell'anno civile, combinando parti di due successivi esercizi,
per i conti patrimoniali tale metodo fornisce risultati meno soddisfacenti, in
particolare per le poste soggette a forti oscillazioni nel corso dell'anno. Le
grandi imprese compilano spesso conti trimestrali, ma solo raramente questi
sono rilevati su base sistematica.
Transizione dalla contabilità aziendale ai
conti nazionali: l'esempio delle imprese non finanziarie
21.16     L'utilizzo dei dati dei conti
delle imprese non finanziarie ai fini della compilazione dei conti nazionali
richiede numerose rettifiche, che possono essere suddivise in tre gruppi:
rettifiche concettuali, rettifiche volte ad assicurare la coerenza con i conti
degli altri settori e rettifiche intese ad assicurare l'esaustività dei dati.
Rettifiche concettuali
21.17     Sono necessarie rettifiche concettuali
perché i conti delle imprese non sono basati esattamente sugli stessi concetti
dei conti nazionali e, anche nei casi in cui tali concetti sono simili, i
metodi di valutazione possono essere differenti. Vengono forniti qui di seguito
alcuni esempi di rettifiche concettuali in sede di calcolo della produzione.
a)      Rettifica per la transizione ai prezzi
base - Il fatturato delle imprese è generalmente al netto dell'IVA, ma include
spesso le imposte sui prodotti. Per contro, solo raramente i contributi ai
prodotti sono inclusi nel fatturato. È pertanto necessario operare una
rettifica dei dati di contabilità aziendale, detraendo le imposte sui prodotti e
aggiungendo i contributi ai prodotti, al fine di ottenere una stima della
produzione a prezzi base.
b)      Premi di assicurazione – I premi di
assicurazione versati dalle imprese rientrano nelle spese di tali imprese, ma i
conti nazionali ne richiedono la ripartizione nelle tre componenti: premi
netti, servizio di assicurazione e premi supplementari. Poiché solo la parte
corrispondente al servizio si configura come consumi intermedi, viene operata una
rettifica procedendo alla detrazione dei premi netti e dei premi supplementari
dall'importo lordo dei premi.
Rettifiche volte ad assicurare la
coerenza con i conti degli altri settori
21.18     Ai fini della compilazione dei
conti nazionali è necessario che i conti delle imprese siano coerenti con
quelli di altre imprese e delle unità di altri settori istituzionali. Le
imposte e i contributi valutati sulla base dei conti delle imprese devono
essere pertanto coerenti con quelli percepiti o erogati dalle amministrazioni
pubbliche. Nella pratica ciò non avviene ed è pertanto necessario fissare una
regola per assicurare la coerenza. Normalmente le informazioni fornite dalle
amministrazioni pubbliche sono più attendibili di quelle provenienti dalle
imprese e i dati di contabilità aziendale sono rettificati di conseguenza.
Esempi di rettifiche intese ad assicurare
l'esaustività dei dati
21.19     Si procede a rettifiche dei dati
di contabilità aziendale al fine di garantirne l'esaustività nei casi di
mancanza di file statistici, di evasione e di esenzione dalla dichiarazione dei
contributi sociali e fiscale.
Seguono alcuni esempi di rettifiche specifiche.
a)      Evasione in merito alla produzione
venduta e alle vendite dei prodotti acquistati per la rivendita – Le imprese
possono sottostimare il valore delle vendite allo scopo di pagare meno imposte:
si procede pertanto a una rettifica di tali dichiarazioni sulla base delle
informazioni fornite dagli uffici delle imposte.
b)      Redditi in natura - I redditi in natura
rappresentano una retribuzione dei lavoratori dipendenti nella forma di beni e
servizi forniti gratuitamente. Se la produzione e i redditi in questione non
sono registrati nei conti delle imprese, si procede a una rettifica dei dati
contabilizzati prima di utilizzarli nella compilazione dei conti nazionali. Nel
caso di lavoratori alloggiati gratuitamente, si include nella produzione e nei
redditi da lavoro dipendente una stima dei corrispondenti canoni di affitto se
questi non sono già inclusi nei conti delle imprese.
c)      Mance - Se i lavoratori dipendenti
ricevono mance dai clienti dell'impresa, queste devono essere considerate parte
del fatturato e quindi della produzione. Le mance non registrate come
produzione e come redditi da lavoro dipendente nei conti delle imprese sono
stimate e la produzione e i redditi sono rettificati in vista della compilazione
dei conti nazionali. 
Questioni specifiche
Guadagni e perdite in conto capitale
21.20     I guadagni e le perdite in conto
capitale costituiscono una delle principali difficoltà da affrontare nel
passaggio dai conti delle imprese ai conti nazionali, essenzialmente a causa
della natura delle informazioni disponibili in contabilità aziendale. Ad
esempio, i consumi intermedi di materie prime possono derivare non da un
acquisto diretto, bensì da un prelievo dalle scorte. Nei conti nazionali le
uscite dalle scorte sono valutate ai prezzi correnti di mercato, mentre nei
conti delle imprese sono valutate al costo storico, ossia al prezzo dei beni al
momento del loro acquisto. In contabilità nazionale, la differenza tra i due
prezzi costituisce un guadagno o una perdita in conto capitale.
21.21     Eliminare i guadagni o le
perdite in conto capitale sulle scorte non è facile perché è necessario disporre
di numerose informazioni contabili supplementari e formulare molte ipotesi. Le
informazioni rilevate devono riferirsi sia alla natura dei prodotti nelle
scorte, sia alla variazione dei prezzi nel corso dell'anno. Dato che le
informazioni disponibili sulla natura dei prodotti si riferiscono più spesso
alle vendite e agli acquisti che alle scorte stesse, è necessario basare le
stime su modelli la cui pertinenza è difficile da verificare. Pur con tutte le
sue imprecisioni, tuttavia, questo esercizio rappresenta il prezzo da pagare
per poter utilizzare i dati di contabilità aziendale.
21.22     Le valutazioni delle attività al
"fair value" forniscono un quadro migliore dello stato patrimoniale
rispetto alle valutazioni al costo storico, ma producono anche un maggior
numero di dati sui guadagni o sulle perdite in conto capitale.
Globalizzazione
21.23     La globalizzazione rende più
difficile l'utilizzo della contabilità aziendale quando le imprese hanno filiali
all'estero. Le attività esercitate al di fuori del territorio nazionale devono
essere escluse dai conti delle imprese, affinché questi possano essere
utilizzati ai fini della compilazione dei conti nazionali. Tale esclusione è
difficile da operare, salvo nel caso in cui la normativa fiscale imponga alle
imprese la pubblicazione di conti limitati esclusivamente alle loro attività
sul territorio nazionale. L'esistenza di gruppi multinazionali comporta
problemi di valutazione, dato che gli scambi tra le consociate possono essere
effettuati sulla base di prezzi non osservati sul mercato bensì fissati in modo
da ridurre al minimo gli oneri fiscali complessivi. I contabili nazionali operano
rettifiche per allineare ai prezzi di mercato i prezzi delle operazioni
intragruppo. Nella pratica ciò è estremamente difficile per mancanza di
informazioni e per la mancanza di un mercato libero comparabile per alcuni prodotti
altamente specializzati. Rettifiche possono essere operate soltanto in casi
eccezionali, sulla base di analisi accettate dagli esperti del settore in
questione.
21.24     La globalizzazione ha contribuito
alla reintroduzione della registrazione delle importazioni e delle esportazioni
sulla base del trasferimento di proprietà delle merci, anziché del loro movimento
fisico. Ciò accresce l'idoneità della contabilità aziendale a essere utilizzata
ai fini della compilazione dei conti nazionali, in quanto i conti sia delle
imprese sia nazionali sono entrambi basati sul principio del trasferimento di
proprietà delle merci anziché del loro movimento fisico. Se una impresa incarica
della lavorazione dei suoi prodotti una impresa stabilita al di fuori del
territorio economico nazionale, i conti delle imprese costituiscono una base
appropriata per servire da fonte di dati per i conti nazionali. Se questo può
essere utile, restano tuttavia numerose aree di criticità nella stima delle
imprese multinazionali ai fini della compilazione dei conti nazionali.
Fusioni e acquisizioni
21.25     La ristrutturazione delle
imprese provoca la comparsa e la scomparsa di attività e passività finanziarie.
Se una società scompare in quanto entità giuridica indipendente perché
assorbita da una o più società, tutte le attività e le passività finanziarie,
comprese le azioni e le altre partecipazioni esistenti tra tale società e
quella o quelle che l'hanno assorbita, scompaiono dal sistema dei conti
nazionali. Tale scomparsa è registrata nella rubrica "Variazioni nella
classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità
istituzionali" nel conto delle altre variazioni di volume delle attività e
delle passività.
21.26     Per contro, l'acquisto di azioni
e di altre partecipazioni di una società nel quadro di una fusione è registrato
come una operazione finanziaria tra la società acquirente e il precedente
proprietario. La sostituzione delle azioni esistenti con azioni della società
incorporante o della nuova società deve essere registrata come rimborso di
azioni, accompagnato dall'emissione di nuove azioni. Le attività/passività
finanziarie in essere tra la società incorporata e i terzi restano invariate e
sono trasferite alla società o alle società incorporanti.
21.27     In caso di scorporo di una
società in due o più unità istituzionali, le conseguenti nuove attività e
passività finanziarie (comparsa di attività finanziarie) sono registrate nella
rubrica "Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della
struttura delle unità istituzionali".
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Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
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Allegato A/Capitolo 22
 
ALLEGATO A della
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
Capitolo 22: conti satellite
Introduzione
22.01     Il presente capitolo fornisce un'introduzione
generale ai conti satelliti. Esso descrive e illustra il modo in cui il
quadro centrale può essere utilizzato come sistema modulare in modo da
soddisfare molte esigenze importanti e specifiche in materia di dati.
22.02     I conti satelliti elaborano o
modificano le tabelle e i conti del quadro centrale per soddisfare specifiche
esigenze in materia di dati.
22.03     Il quadro centrale contiene:
a)      i conti economici integrati (conti dei
settori istituzionali), che offrono una panoramica di tutti i flussi economici
e degli stock;
b)      il quadro delle interdipendenze tra gli
operatori economici, che offre una panoramica delle risorse e degli impieghi di
beni e servizi a prezzi attuali e costanti;
c)      le tabelle che collegano le informazioni
sulle varie branche di attività economica nel quadro delle interdipendenze tra
gli operatori economici con i conti dei settori istituzionali;
d)      le tabelle sulla spesa per funzione di
pubblica amministrazione, famiglie e società;
e)      le tabelle su popolazione e occupazione.
I conti e le tabelle possono essere redatti su
base annuale o trimestrale, a livello nazionale o regionale.
22.04     I conti satelliti possono
soddisfare specifiche esigenze in materia di dati offrendo maggiori dettagli,
riorganizzando alcuni concetti del quadro centrale oppure fornendo informazioni
supplementari, per esempio i flussi non monetari e gli stock. Essi possono
discostarsi dai concetti centrali. Modificando i concetti, è possibile
migliorare il collegamento con concetti economici teorici come il benessere o i
costi delle operazioni, concetti amministrativi come il reddito imponibile o
gli utili nella contabilità aziendale, e concetti politici come le industrie
strategiche, l'economia della conoscenza e gli investimenti economici
utilizzati nella politica economica nazionale o europea. In tali casi, il
sistema dei conti satelliti conterrà una tabella indicante il collegamento tra
i suoi principali aggregati e quelli del quadro centrale.
22.05     I conti satelliti possono
variare da semplici tabelle a una serie ampliata di conti. I conti satelliti
possono essere elaborati e pubblicati su base annuale o trimestrale. Per altri
conti satelliti, si raccomanda un'elaborazione a intervalli di tempo più
lunghi, per esempio una volta ogni cinque anni.
22.06     I conti satelliti possono avere
caratteristiche diverse:
a)      collegamenti con le funzioni, come nei
conti satelliti funzionali;
b)      collegamenti con le branche di attività
economica o i prodotti, ossia un tipo di conto per settore specifico;
c)      collegamenti con i settori istituzionali,
ossia un altro tipo di conto per settore specifico;
d)      ampliamento con dati fisici o altri dati
non monetari;
e)      dettagli aggiuntivi;
f)       impiego di concetti supplementari;
g)      modifica di alcuni concetti fondamentali;
h)      uso della modellizzazione o inclusione di
risultati sperimentali.
A uno specifico conto satellite si possono
applicare una o più caratteristiche tra quelle summenzionate, come risulta
dalla tabella 22.1.
Tabella 22.1 Panoramica sui conti satelliti e
sulle loro principali caratteristiche
   || Otto caratteristiche dei conti satelliti 
   ||   || Conti settoriali speciali ||   
   || Conti funzionali || Collega-menti con le branche di attività economica o i prodotti || Collega-menti con i settori istituzio-nali || Inclusione di dati non monetari || Dettagli aggiun-tivi || Concetti supple-mentari || Concetti fonda-mentali diversi || Risultati sperimentali e uso più ampio della modellizzazione || Parte del programma di trasmissione dell'Unione europea 
 1. Conti satelliti descritti nel presente capitolo 
 Agricoltura ||   || X ||   ||   || X || X ||   ||   || X 
 Ambiente || X || X ||   || X || X || X || X || X || X 
 Sanità || X || X ||   || X || X ||   || X ||   || X 
 Produzione delle famiglie ||   ||   || X || X || X ||   || X || X ||   
 Lavoro e SAM ||   || X || X || X || X ||   ||   ||   ||   
 Produttività e crescita ||   || X ||   || X || X || X || X || X || X 
 R & S || X || X ||   || X || X ||   || X || X ||   
 Protezione sociale || X ||   ||   || X || X ||   ||   ||   || X 
 Turismo || X || X ||   || X || X || X ||   ||   ||   
 2. Conti satelliti descritti in altri capitoli 
 Bilancia dei pagamenti ||   ||   || X ||   || X ||   ||   ||   || X 
 Finanza pubblica ||   ||   || X ||   || X || X ||   ||   || X 
 Statistiche monetarie e finanziarie e flusso di fondi ||   ||   || X ||   || X || X ||   ||   || X 
 Tabella delle pensioni complementari ||   ||   || X ||   || X || X || X || X || X 
 3. Esempi di altri conti satelliti con orientamenti internazionali o nel programma di trasmissione dei dati dell'Unione europea 
 Attività delle aziende ||   ||   || X ||   || X ||   ||   ||   ||   
 Settore informale ||   ||   ||   ||   || X ||   ||   || X ||   
 Istituzioni senza scopo di lucro ||   ||   || X ||   || X ||   ||   || X ||   
 Settore pubblico ||   ||   || X ||   || X ||   ||   ||   ||   
 Tabelle relative al gettito fiscale ||   ||   || X ||   || X ||   ||   ||   || X 
22.07     Nel presente capitolo,
tratteremo le caratteristiche dei conti satellite e verranno descritti
brevemente i nove conti satelliti seguenti:
a)      conti dell'agricoltura;
b)      conti ambientali;
c)      conti sanitari;
d)      conti relativi alla produzione delle
famiglie;
e)      conti relativi al lavoro e matrici di
contabilità sociale;
f)       conti relativi alla crescita e alla
produttività;
g)      conti R&S;
h)      conti della protezione sociale;
i)       conti del turismo.
Altri capitoli descrivono altri conti satelliti,
come bilancia dei pagamenti, statistiche sulla finanza pubblica, statistiche
monetarie e finanziarie e tabella delle pensioni complementari.
L'SCN 2008 descrive dettagliatamente vari conti
satelliti che vengono trattati solo limitatamente nel SEC 2010. Si riportano
alcuni esempi:
a)      SCN 2008, capitolo 21, conti relativi all'attività
delle aziende;
b)      SCN 2008, capitolo 22, conti del settore
pubblico;
c)      SCN 2008, capitolo 23, conti delle
istituzioni senza scopo di lucro; e
d)      SCN 2008, capitolo 25, conti del settore
informale.
Per consentire un'analisi comparativa
internazionale del livello e della composizione delle imposte, le statistiche
nazionali sul gettito fiscale vengono fornite all'OCSE, al FMI e a Eurostat.
Concetti e dati sono strettamente collegati a quelli dei conti nazionali. Le
statistiche sul gettito fiscale offrono un esempio di conto satellite dei conti
nazionali.
Questi esempi rappresentano conti satelliti ben
consolidati, giacché sono soggetti a orientamenti internazionali o fanno già
parte di un programma di trasmissione internazionale. I conti satelliti
elaborati in vari paesi dimostrano l'importanza e l'utilità dei conti
satelliti, come risulta dai seguenti esempi:
a)      conti dei settori culturali e creativi, a
dimostrazione dell'importanza economica della cultura e dei settori creativi;
b)      conti dell'istruzione, a dimostrazione
dell'importanza economica delle risorse, degli impieghi e del finanziamento
dell'istruzione;
c)      conti dell'energia, a dimostrazione dell'importanza
economica dei vari tipi di energia e del collegamento tra questi ultimi e le
importazioni, le esportazioni, le imposte e i contributi statali;
d)      conti della pesca e della silvicoltura, a
dimostrazione della loro importanza economica per la nazione e le regioni;
e)      conti delle tecnologie dell'informazione
e della comunicazione (TIC), a dimostrazione delle risorse e degli impieghi dei
principali prodotti TIC e dei relativi produttori;
f)       conti di ridistribuzione mediante la
spesa pubblica, in cui si evidenza quali classi di reddito beneficiano della
spesa pubblica per istruzione, sanità, cultura e abitazioni;
g)      conti relativi ai fabbricati
residenziali, a dimostrazione dell'importanza economica dei fabbricati
residenziali per la nazione e le regioni;
h)      conti della sicurezza, in cui si
evidenzia la spesa pubblica e privata per la sicurezza;
i)       conti dello sport, a dimostrazione dell'importanza
economica dello sport;
j)       conti delle acque, in cui si evidenzia l'interazione
tra il sistema fisico dell'acqua e l'economia a livello nazionale e di bacino
fluviale.
22.08     In un gruppo consistente di
conti satelliti si osserva un approccio funzionale. Nel presente capitolo si
descrivono le varie classificazioni per funzione.
22.09     L'ampia varietà dei conti
satelliti dimostra che i conti nazionali servono da quadro di riferimento per
diverse statistiche, mettendo in evidenza i pregi e i limiti del quadro
centrale. Applicando concetti, classificazioni e presentazioni come le tabelle
delle risorse e degli impieghi del quadro centrale a un'ampia serie di temi, si
dimostra la flessibilità e la rilevanza dell'approccio dei conti satelliti per
tali temi. Al contempo, ogni aggiunta, riorganizzazione e modifica concettuale
mostra i limiti del quadro centrale per lo studio di questi temi. Per esempio i
conti ambientali ampliano il quadro centrale per tener conto delle esternalità
ambientali e i conti relativi alla produzione delle famiglie ampliano i limiti
della produzione per includere i servizi non retribuiti delle famiglie. In
questo modo, essi dimostrano che i concetti del quadro centrale —
prodotto, reddito e consumo — non sono misure esaustive del benessere.
22.10     Tra i principali vantaggi dei
conti satelliti ricordiamo i seguenti:
a)      sono basati su una serie di definizioni
chiare;
b)      si applica un approccio sistematico alla
contabilità. Come esempi ricordiamo la disaggregazione di un totale nelle diverse
dimensioni, come le risorse e gli impieghi di beni e servizi ripartiti per
prodotto e per branca di attività economica; chi produce, chi paga e chi
usufruisce di un servizio; la contabilità sistematica di stock e flussi e la
coerenza contabile in termini monetari e non monetari. L'approccio contabile
mostra coerenza e consistenza, e consente analisi contabili basate sulla
scomposizione, in cui il cambiamento del totale si spiega in relazione ai
cambiamenti delle parti, il cambiamento del valore si spiega con i cambiamenti
del volume e del prezzo, e i cambiamenti degli stock si spiegano con i flussi
corrispondenti e i rapporti costanti utilizzati nell'analisi input-output.
Queste analisi contabili possono essere integrate da una modellizzazione in cui
si prenda in considerazione il comportamento economico;
c)      c'è un collegamento con i concetti
fondamentali di contabilità nazionale. Si ricordino per esempio i concetti di
stock e flussi specifici, come la produzione, redditi da lavoro dipendente,
imposte, prestazioni sociali e investimenti, i concetti nelle classificazioni
per branca di attività economica e per settore istituzionale, come l'agricoltura
e l'attività manifatturiera oppure il settore delle amministrazioni pubbliche,
e i principali saldi contabili come il valore aggiunto, il prodotto interno, il
reddito disponibile e il patrimonio netto. Questi concetti base della
contabilità nazionale sono ormai consolidati in tutto il mondo, stabili nel
tempo e la loro misurazione è relativamente immune da pressioni politiche;
d)      c'è un collegamento con le statistiche di
contabilità nazionale: queste sono facilmente reperibili, confrontabili nel
tempo, redatte secondo standard internazionali comuni, e pongono le misure dei
conti satelliti nel contesto dell'economia nazionale e delle sue principali
componenti, come il rapporto con la crescita economica e le finanze pubbliche.
Classificazioni per funzione
22.11     Le classificazioni per funzione
classificano la spesa per settore, e sulla base della finalità della spesa.
Esse illustrano il comportamento di consumatori, pubblica amministrazione,
istituzioni senza scopo di lucro e produttori.
22.12     Le quattro diverse
classificazioni per funzione che fanno parte del SEC sono le seguenti:
a)      classificazione dei consumi individuali
secondo la funzione (COICOP);
b)      classificazione delle funzioni delle
amministrazioni pubbliche (COFOG);
c)      classificazione delle funzioni delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (COPNI);
d)      classificazione delle spese dei produttori
secondo la funzione (COPP).
22.13     Nell'ambito della COICOP si
distinguono 14 categorie principali:
1       prodotti alimentari e bevande
analcoliche;
2       bevande alcoliche, tabacco e droghe;
3       articoli di abbigliamento e calzature;
4       alloggio, acqua, elettricità, gas e altri
combustibili;
5       arredamenti, apparecchi per uso domestico
e manutenzione corrente dell'abitazione;
6       sanità;
7       trasporti;
8       comunicazioni;
9       ricreazione e cultura;
10     istruzione;
11     ristoranti e alberghi;
12     beni e servizi vari;
13     spese per i consumi individuali delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie; e
14     spese per i consumi individuali delle
amministrazioni pubbliche.
Le prime 12 categorie equivalgono alle spese
complessive per i consumi individuali delle famiglie. Le ultime due
identificano le spese per i consumi individuali dei settori "istituzioni
senza scopo di lucro al servizio delle famiglie" e "amministrazioni
pubbliche", ossia i loro trasferimenti sociali in natura. Nell'insieme,
tutte le 14 voci rappresentano i consumi finali effettivi delle famiglie.
22.14     Le spese per i consumi
individuali delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie e
delle amministrazioni pubbliche vengono ripartite in cinque sottocategorie
comuni che riflettono le principali questioni politiche: alloggio, sanità,
ricreazione e cultura, istruzione e protezione sociale. Queste sono anche
funzioni COICOP per le spese per i consumi individuali delle famiglie; la
protezione sociale è una sottocategoria del punto 12, Beni e servizi vari.
Di conseguenza, COICOP mostra anche, per ognuna di queste cinque sottocategorie
comuni, il ruolo di famiglie e convivenze, amministrazioni pubbliche e
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. Per esempio, può
mostrare il ruolo delle amministrazioni pubbliche nell'erogazione di servizi
nei settori dell'abitazione, della sanità e dell'istruzione. 
22.15     COICOP assolve anche altre
funzioni di rilievo: per esempio utilizza le sottocategorie per mostrare le
spese delle famiglie per beni di consumo durevoli. Le indagini sui bilanci di
famiglia utilizzano spesso uno schema di classificazione basato su COICOP per
raccogliere informazioni sulle spese delle famiglie. Queste si possono quindi
associare ai prodotti per una tabella delle risorse e degli impieghi.
22.16     La classificazione delle spese
delle amministrazioni pubbliche secondo la funzione (COFOG) rappresenta uno
strumento importante per descrivere e analizzare la finanza pubblica. Si
distinguono dieci categorie principali:
1       servizi generali delle pubbliche
amministrazioni;
2       difesa;
3       ordine pubblico e sicurezza;
4       affari economici;
5       protezione dell'ambiente;
6       abitazioni e assetto territoriale;
7       sanità;
8       attività ricreative, culturali e di
culto;
9       istruzione;
10     protezione sociale.
La classificazione può essere utilizzata per
classificare le spese delle amministrazioni pubbliche per consumi individuali e
collettivi. Essa serve anche, tuttavia, per illustrare il ruolo di altri tipi
di spese, come contributi, contributi agli investimenti e assistenza sociale in
denaro, a fini di politica generale.
22.17     Per descrivere e analizzare le
spese delle istituzioni private senza scopo di lucro al servizio delle famiglie
si usa COPNI. Si distinguono nove categorie principali:
1       abitazioni;
2       sanità;
3       servizi ricreativi e culturali;
4       istruzione;
5       protezione sociale;
6       religione e culto;
7       partiti politici, associazioni sindacali
e professionali;
8       protezione dell'ambiente;
9       servizi n.c.a..
22.18     Per descrivere e analizzare il
comportamento dei produttori, si può utilizzare COPP. Si distinguono sei
categorie principali:
1       spese per infrastrutture;
2       spese per ricerca e sviluppo;
3       spese per la protezione dell'ambiente;
4       spese per la commercializzazione;
5       spese per lo sviluppo di risorse umane;
6       spese per programmi di produzione
correnti, amministrazione e gestione.
Oltre alle informazioni connesse alle operazioni,
COPP può offrire informazioni sulla delocalizzazione dei servizi aziendali,
ossia la sostituzione delle attività ausiliarie con acquisti di servizi
corrispondenti da altri produttori, come servizi di pulizia, ristorazione,
trasporti e ricerca.
22.19     COFOG e COPP mostrano le spese
di amministrazioni pubbliche e produttori nel campo della protezione dell'ambiente.
Queste informazioni vengono usate per descrivere e analizzare l'interazione tra
crescita economica e ambiente.
22.20     Alcune spese, come la spesa per
consumi finali e consumi intermedi, possono essere classificate secondo la
funzione e per gruppo di prodotti. La classificazione dei prodotti mostra
quali prodotti sono interessati e fornisce una descrizione dei vari processi
produttivi e dei relativi collegamenti alle risorse e agli impieghi dei
prodotti. Ciò contrasta con le seguenti classificazioni per funzione:
a)      la spesa per prodotti diversi può
assolvere una sola funzione;
b)      la spesa per un prodotto può assolvere
varie funzioni;
c)      alcune spese non sono operazioni sui
prodotti, ma possono essere molto importanti per una classificazione secondo la
funzione, per esempio contributi e prestazioni di sicurezza sociale in denaro
per la classificazione della spesa delle amministrazioni pubbliche.
PRINCIPALI CARATTERISTICHE DEI CONTI SATELLITI
Conti satelliti per funzione
22.21     I conti satelliti per funzione descrivono
e analizzano l'economia di una funzione, come l'ambiente, la sanità e le attività
di ricerca e sviluppo. Per ogni funzione, essi forniscono un quadro sistematico
di contabilità. Non offrono una panoramica dell'economia nazionale, ma
mettono in evidenza gli elementi rilevanti di tale funzione. A tal fine,
mostrano dettagli non visibili nel quadro centrale aggregato, riorganizzano le
informazioni, aggiungono informazioni sui flussi non monetari e sugli stock,
ignorano gli elementi irrilevanti per la funzione scelta e definiscono gli
aggregati funzionali come concetti fondamentali.
22.22     Il quadro centrale è per sua
natura prettamente istituzionale. Un conto satellite per funzione può associare
un approccio funzionale all'analisi di un'attività e di un prodotto. Un simile
approccio associato è utile in molti campi, come la cultura, lo sport, l'istruzione,
la sanità, la protezione sociale, il turismo, la protezione dell'ambiente, le
attività di ricerca e sviluppo (R&S), gli aiuti allo sviluppo, i trasporti,
la sicurezza e l'abitazione. Gran parte di questi campi riguardano i servizi;
solitamente si estendono su varie attività e corrispondono in molti casi a
questioni associate alla crescita economica o a temi di rilevanza sociale.
22.23     Un concetto fondamentale nei
conti satelliti per funzione è la spesa nazionale per funzione che compare
nella tabella 22.2. Questo concetto è utile anche per definire la portata del
conto satellite per funzione.
22.24     Analizzare gli impieghi di una
funzione equivale a porre domande quali "Quante risorse vengono impegnate
a favore dell'istruzione, dei trasporti, del turismo, della protezione dell'ambiente
e dell'elaborazione dei dati?" Per rispondere a queste domande, si
dovranno adottare decisioni su:
a)      quali prodotti sono rilevanti per questo
campo. La spesa nazionale comprende tutti gli impieghi correnti di questi
prodotti e gli investimenti per questi prodotti;
b)      per quali attività sarà registrato il
capitale;
c)      quali trasferimenti siano rilevanti per
questo campo.
Tabella 22.2 Spesa nazionale per funzione o
prodotto
   || Serie di dati annuali 
 Consumo finale effettivo dei prodotti scelti ||   
 Prodotti destinabili alla vendita ||   
 Prodotti non destinabili alla vendita ||   
 Individuale ||   
 Collettivo ||   
 Consumo intermedio ||   
 Effettivo ||   
 Interno ||   
 Investimenti ||   
 nei prodotti scelti ||   
 altro ||   
 Trasferimenti correnti scelti ||   
 Trasferimenti in conto capitale scelti ||   
 Impieghi delle unità residenti finanziati dal resto del mondo ||   
   Spesa nazionale ||   
22.25     A seconda del campo, un conto
satellite metterà in evidenza quanto segue:
a)      le analisi dettagliate della produzione e
degli impieghi di beni e servizi specifici, come R&S, TIC o trasporti;
b)      l'analisi dettagliata dei trasferimenti,
come per la protezione sociale;
c)      in egual misura la produzione, gli
impieghi e i trasferimenti, come per l'istruzione e la sanità;
d)      impieghi in quanto tali, in settori come
il turismo e la protezione dell'ambiente;
e)      il finanziamento di protezione sociale e
sanità da parte delle amministrazioni pubbliche e delle istituzioni senza scopo
di lucro.
22.26     Si possono distinguere due tipi
di prodotti: prodotti caratteristici e prodotti collegati. La prima categoria
comprende prodotti tipici del campo in esame. Per tali prodotti, il conto
satellite può mostrare come si producono questi prodotti, il tipo di produttori
coinvolti, il tipo di lavoro e capitale fisso utilizzati e l'efficienza del
processo di produzione. Per esempio, per la sanità, prodotti caratteristici
sono i servizi sanitari, i servizi della pubblica amministrazione, i servizi
connessi a R&S e istruzione in campo sanitario.
22.27     I prodotti collegati, pur senza
essere tipici, sono rilevanti per una funzione, o per loro natura o perché sono
classificati in categorie di prodotti più ampie. Per esempio, per la sanità, il
trasporto di pazienti è un servizio collegato. Altri esempi di prodotti
collegati sono i prodotti farmaceutici e altro materiale sanitario, come gli
occhiali. Per questi prodotti, il conto satellite non mostra le caratteristiche
della produzione. La distinzione precisa tra prodotti caratteristici e prodotti
collegati dipende dall'organizzazione economica di un paese e dalla finalità di
un conto satellite. 
22.28     Alcuni servizi possono comparire
in due o più conti satelliti. Per esempio la ricerca nei servizi sanitari
svolta nell'ambito di istituti d'istruzione superiore è un prodotto rilevante
per i conti satelliti su ricerca e sviluppo, nonché istruzione e sanità. Questo
implica anche che la spesa nazionale su varie funzioni può sovrapporsi in
parte; la semplice aggregazione di tale spesa per raggiungere un totale quale
percentuale del PIL può comportare un doppio conteggio.
22.29     I concetti del conto satellite
possono discostarsi da quelli del quadro centrale. Per esempio, il volontariato
può essere incluso nei conti satelliti su istruzione e sanità. Per un conto
satellite sui trasporti, i servizi ausiliari di trasporto possono essere
mostrati separatamente. Per un conto satellite sugli aiuti allo sviluppo, si
tiene conto dei prestiti erogati a condizioni preferenziali. I benefici o
i costi derivanti da tassi di interesse inferiori a quelli di mercato vengono
registrati come trasferimenti impliciti.
22.30     Per i conti satelliti su
protezione sociale e aiuti allo sviluppo, i trasferimenti specifici
rappresentano le componenti più importanti della spesa nazionale. In altri
campi, come l'istruzione e la sanità, gran parte dei trasferimenti, molti dei
quali sono in natura, sono un mezzo per finanziare l'acquisizione da parte
degli utenti. Di conseguenza, essi sono già inclusi nella spesa per consumi
finali, consumi intermedi e investimenti, e non devono essere registrati due
volte. Questo tuttavia non vale per tutti i trasferimenti, per esempio le borse
di studio possono servire per finanziare varie spese oltre alle tasse
scolastiche o ai libri di testo; questa parte residua quindi dev'essere
registrata come trasferimento nel conto satellite.
22.31     I conti satelliti per funzione
possono offrire una panoramica sugli utenti o sui beneficiari. La classificazione
di utenti e beneficiari può basarsi sulla classificazione dei settori
istituzionali e dei tipi di produttori, per esempio produttori di beni e
servizi destinabili alla vendita, produttori di beni e servizi non destinabili
alla vendita, amministrazioni pubbliche quali consumatori collettivi, famiglie
quali consumatori e resto del mondo. Si possono distinguere varie
sottocategorie, per esempio per branca di attività economica e per sottosettore
istituzionale.
22.32     In molti conti satelliti, le
famiglie o gli individui rappresentano il tipo più importante di utente e
beneficiario. Perché i conti possano essere utili all'analisi e alla politica
sociale, è necessario effettuare un'ulteriore disaggregazione delle famiglie. A
seconda delle varie finalità si possono utilizzare diversi criteri, come
reddito, età, genere, ubicazione, eccetera. A fini politici e analitici, è
necessario conoscere il numero delle persone interessate in ogni categoria per
calcolare il consumo medio o il trasferimento, o ancora il numero delle persone
che non ne beneficiano.
Conti per settore specifico
22.33     I conti per settore specifico
offrono una panoramica su una branca di attività economica o un prodotto, un
raggruppamento di varie branche di attività economica o prodotti, un sottosettore
o un raggruppamento di vari sottosettori. Si possono distinguere tre tipi di
conti per settore specifico:
a)      quelli collegati a branche di attività
economica o a prodotti;
b)      quelli collegati a settori istituzionali;
c)      quelli che associano entrambi gli
approcci.
Esempi di conti per settore specifico collegati a
branche di attività economica o prodotti sono i conti dell'agricoltura, i conti
della pesca e della silvicoltura, i conti del turismo, i conti TIC, i conti
dell'energia, i conti dei trasporti, i conti relativi ai fabbricati
residenziali e i conti del settore creativo.
Esempi di conti per settore specifico collegati a
settori istituzionali sono le statistiche sulla finanza pubblica, le
statistiche monetarie e finanziarie, la bilancia dei pagamenti, i conti del
settore pubblico, i conti delle istituzioni senza scopo di lucro, i conti delle
famiglie e i conti relativi all'attività delle aziende. Le statistiche sul
gettito fiscale possono essere considerate tabelle supplementari delle statistiche
sulla finanza pubblica.
22.34     I conti per settore specifico
possono anche essere incentrati su un'analisi integrata delle attività
economiche nell'ambito di uno o più settori istituzionali. Per esempio, i conti
per i sottosettori delle società non finanziarie possono essere elaborati
mediante raggruppamenti, sulla base della loro principale attività economica. L'analisi
può coprire l'intero processo economico, dalla produzione all'accumulazione.
Ciò può realizzarsi sistematicamente a un livello piuttosto alto di
aggregazione della classificazione standard per branca di attività economica.
Può anche realizzarsi per alcune branche selezionate di attività economica che
risultino di particolare interesse per un paese. Analisi simili si possono
effettuare per le attività di produzione all'interno delle famiglie, almeno
fino al punto in cui si calcola il reddito da impresa. Potrebbe anche essere
utile mettere in evidenza le attività che svolgono un ruolo dominante nelle
operazioni esterne dell'economia. Queste attività principali possono
comprendere il settore petrolifero e quello bancario, le attività estrattive,
le attività collegate a colture specifiche, prodotti alimentari e bevande come
il caffè, fiori, vino e whisky e il turismo. Esse possono svolgere un ruolo
fondamentale nell'economia nazionale, rappresentando una parte importante delle
esportazioni, dell'occupazione, delle attività in valuta estera e delle risorse
delle amministrazioni pubbliche. I settori principali possono anche includere i
settori che meritano particolare attenzione dal punto di vista della politica
socioeconomica. Come esempi ricordiamo le attività agricole che ricevono
contributi e altri trasferimenti dalle amministrazioni centrali, locali o
europee, o che sono protette da dazi rilevanti sulle importazioni.
22.35     La prima fase nell'elaborazione
di conti per settore specifico è la definizione delle attività principali e dei
relativi prodotti. A tale scopo, potrebbe essere necessario raggruppare voci
della classificazione internazionale tipo per industria (CITI) o della
corrispondente classificazione nazionale. L'ampliamento del settore principale
dipende dalle circostanze economiche e dai requisiti politici e analitici.
22.36     Un conto di equilibrio dei beni
e servizi per i prodotti principali viene realizzato mostrando le risorse e gli
impieghi di tali beni. Si elaborano quindi un conto della produzione e un conto
della generazione dei redditi primari per le principali branche di attività
economica. Per comprendere appieno il processo economico e le relative
procedure di valutazione in questo campo, per i prodotti e le principali
branche di attività economica si utilizzano classificazioni dettagliate.
Generalmente è presente una combinazione di prezzi di mercato e prezzi
amministrati, nonché un complesso sistema di imposte e contributi.
22.37     È possibile analizzare i
principali prodotti e le principali branche di attività economica nell'ambito
di una tabella delle risorse e degli impieghi, come risulta dalle tabelle 22.5
e 22.6. Le principali branche di attività economica vengono illustrate
dettagliatamente nelle colonne, ed è possibile aggregare altre branche di
attività economica. Nelle righe, vengono illustrati altrettanto
dettagliatamente i prodotti principali e si aggregano altri prodotti. In fondo
alla tabella degli impieghi, nelle righe si mostrano gli input di lavoro, gli
investimenti fissi lordi e gli stock di capitale fisso. Quando l'attività
principale è svolta da tipi assai eterogenei di produttori, come piccoli
agricoltori e grandi piantagioni possedute e gestite da società, si distinguono
i due gruppi di produttori, giacché essi presentano sia strutture dei costi che
comportamenti diversi.
22.38     Una serie di conti viene redatta
per il settore principale. A tal fine, è necessario delimitare il settore
principale. Nel caso di attività del settore estrattivo e petrolifero, il
settore principale è generalmente formato da un numero limitato di grandi
società. Tutte le relative operazioni sono considerate, anche quando svolgono
attività secondarie. Anche la distinzione tra società pubbliche, società sotto
controllo estero e società private può essere di fondamentale importanza quando
ci si occupa di un settore principale. Per svolgere un'analisi integrata, è
necessario studiare attentamente la contabilità aziendale di ogni grande
società interessata. L'attività estrattiva può essere svolta in parte da
piccole società o da imprese non costituite in società. Tali unità devono
essere incluse nel settore principale, benché sia necessario basarsi su
informazioni parziali derivanti da indagini statistiche o dati amministrativi.
22.39     In molti casi, le
amministrazioni pubbliche svolgono un ruolo importante in relazione alle
attività principali, mediante le imposte e gli introiti relativi a redditi da
capitale, oppure mediante l'attività normativa e i contributi. Di conseguenza,
lo studio dettagliato delle operazioni tra il settore principale e le
amministrazioni pubbliche è importante. La classificazione delle operazioni può
essere ampliata per individuare i flussi connessi all'attività principale, fino
a comprendere le imposte rilevanti sui prodotti. Tali flussi vengono ricevuti,
oltre al bilancio generale, da varie amministrazioni pubbliche, come i
ministeri a fini speciali, le università, fondi e conti speciali. A fini
analitici, può essere molto utile indicare gli impieghi che le amministrazioni
pubbliche fanno di tali fondi. Ciò richiede un'analisi mirata di questa parte
della spesa delle amministrazioni pubbliche.
22.40     Quando le attività principali si
basano su risorse naturali non rinnovabili, come le risorse del sottosuolo, i
conti dei principali settori registrano i cambiamenti di queste risorse
verificatisi in seguito a nuove scoperte o esaurimento delle risorse stesse, e
le altre variazioni di volume delle attività e delle passività nonché guadagni
e perdite in conto capitale contabilizzate nel conto della rivalutazione delle
attività e delle passività. Tali dati sono cruciali per valutare la prestazione
economica dell'economia. In linea più generale, i conti dei principali settori
possono essere ampliati alla contabilità ambientale.
22.41     I conti dei principali settori
possono essere presentati nel quadro di conti economici integrati. Si introduce
una colonna o un gruppo di colonne per i settori principali e altre colonne
vengono rinominate, se del caso, come "altre società non finanziarie"
o "altre famiglie". È così possibile vedere le relative percentuali
del settore principale e di altri settori nelle operazioni e nei saldi
contabili. Il formato preciso di tali tabelle dipende dagli obiettivi
perseguiti. Un'altra fase potrebbe essere quella di mostrare, in tabelle
supplementari, il rapporto "da chi a chi" tra il settore principale e
gli altri settori, resto del mondo incluso.
Inclusione di dati non monetari
22.42     Una caratteristica importante di
molti conti satelliti è l'inclusione di dati non monetari, come i dati sulle
emissioni di CO2 per branca di attività economica nei conti
ambientali, o il numero di terapie suddivise per tipo di assistenza sanitaria
nei conti sanitari. Il collegamento di tali dati non monetari può fornire
indici importanti, come le emissioni di CO2 per miliardo di euro di
valore aggiunto oppure i costi per singola terapia. La tabella 22.7 offre un'ampia
gamma di esempi.
Dettagli aggiuntivi e concetti
supplementari
22.43     Altre due caratteristiche
principali dei conti satelliti sono i dettagli aggiuntivi e i concetti
supplementari. Le tabelle 22.8 e 22.9 forniscono un'ampia gamma di esempi.
Varietà dei concetti fondamentali
22.44     L'impiego di concetti
fondamentali diversi non è comune nei conti satelliti. Una variazione di
importanza relativamente secondaria sta nel fatto che per vari conti satelliti
alcuni servizi non vengono trattati come ausiliari; per esempio, per un
conto satellite dei trasporti, il servizio dei trasporti non viene considerato
ausiliario. Per alcuni conti satelliti, tuttavia, potrebbe essere necessario
apportare alcune modifiche ai concetti fondamentali, per esempio nel conto
ambientale il prodotto nazionale potrebbe essere adeguato in seguito all'esaurimento
delle risorse naturali. Fare riferimento alla tabella 22.10 per alcuni esempi.
Uso della modellizzazione e inclusione di
risultati sperimentali
22.45     Alcuni conti satelliti possono
essere caratterizzati dall'inclusione dei risultati sperimentali o dall'uso
della modellizzazione; le cifre contenute nel conto satellite sono meno
attendibili di quelle dei conti principali. La redazione dei conti principali
comporta tuttavia l'impiego di modelli matematici ed econometrici e l'inclusione
di risultati sperimentali. Questa non è quindi una differenza fondamentale tra
il quadro dei conti fondamentali e i conti satelliti. Per maggiori chiarimenti
su tali questioni, fare riferimento alla tabella 22.11.
Elaborare e compilare i conti satelliti
22.46     L'elaborazione e la compilazione
di un conto satellite avviene in quattro fasi:
a)      definizione della finalità, degli
impieghi e dei requisiti;
b)      selezione degli elementi rilevanti dalla
contabilità nazionale;
c)      selezione delle informazioni
supplementari rilevanti, per esempio da varie statistiche specifiche o fonti
amministrative di dati;
d)      associazione di entrambi i gruppi di
concetti e cifre in un unico gruppo di tabelle e conti.
22.47     L'elaborazione e la compilazione
di conti satelliti per la prima volta genera spesso risultati imprevisti nel
corso delle quattro fasi. Di conseguenza, la redazione di conti satelliti è una
sorta di "operazione in fieri". Soltanto dopo aver acquisito una
certa esperienza nella compilazione e nell'utilizzo del conto satellite e nell'apportare
le necessarie modifiche, una serie sperimentale di tabelle può essere
trasformata in un prodotto statistico maturo.
22.48     Nella selezione degli elementi
rilevanti dalla contabilità nazionale, si possono distinguere tre aspetti: i
concetti della contabilità internazionale e nazionale, i concetti operativi
utilizzati nelle statistiche di contabilità nazionale di un paese e l'attendibilità
delle statistiche di contabilità nazionale.
22.49     Nell'elaborazione e nella
compilazione di un conto satellite, l'applicazione dei concetti del quadro
centrale per uno scopo rivela spesso caratteristiche precise. Dal punto di
vista dello scopo, queste possono dimostrarsi utili ma anche imprevedibilmente
limitanti. Per esempio, all'atto di elaborare e compilare per la prima volta un
conto ricerca e sviluppo (R&S), possono emergere problemi come la
sovrapposizione con R&S in materia di software e assistenza sanitaria, o il
ruolo delle multinazionali nell'importazione e nell'esportazione di R&S.
22.50     Un processo simile si applica ai
concetti operativi utilizzati per compilare statistiche di contabilità
nazionale. Potrebbero mancare dettagli essenziali a causa di un livello
eccessivamente aggregato di compilazione o pubblicazione, oppure i concetti
universali potrebbero non essere stati applicati in maniera rigorosa. Per
esempio, le attività R&S di alcune importanti multinazionali potrebbero
essere incluse nella branca delle principali attività economiche e non nella
branca R&S in materia di servizi.
22.51     L'attendibilità di parti delle
statistiche di contabilità nazionale potrebbe essere un problema. Le
statistiche di contabilità nazionale sono state compilate e pubblicate senza
pensare a un conto satellite. Il semplice fatto di selezionare le cifre
rilevanti dalle statistiche ufficiali di contabilità nazionale rivelerà spesso
che le dimensioni, la composizione o lo sviluppo nel tempo non sono adatte allo
scopo. Di conseguenza, è necessario controllare le attuali fonti dei dati e i
metodi di compilazione, e rafforzarli con fonti di dati supplementari o
migliori metodi di compilazione.
22.52     La selezione di informazioni
rilevanti da fonti diverse dalla contabilità nazionale, come altre statistiche
ufficiali o fonti amministrative di dati, darà luogo a problemi simili in
materia di concetti e cifre: i concetti utilizzati ufficialmente potrebbero
rivelare lacune impreviste in relazione allo scopo specifico del conto
satellite, i concetti effettivi utilizzati potrebbero differire dai concetti
ufficiali e l'attendibilità, l'accuratezza, la tempistica e la frequenza
potrebbero creare problemi. È necessario affrontare tutti questi problemi
producendo stime supplementari per superare la differenza tra i concetti,
classificando i flussi in termini non monetari per branca di attività economica
o settore, oppure adeguando i concetti utilizzati nel conto satellite.
22.53     Per associare le informazioni
tratte dalla contabilità nazionale e le altre informazioni in un'unica serie di
tabelle o conti, è necessario un ulteriore lavoro: si devono risolvere problemi
quali omissioni, sovrapposizioni, e incoerenze numeriche valutando altresì la
plausibilità dei risultati. Auspicabilmente il risultato sarà una serie di
tabelle in perfetto equilibrio. Ma potrebbe risultare necessario mostrare le
discrepanze tra le fonti dei dati e gli approcci alternativi.
22.54     La trasformazione di un coerente
conto satellite in un prodotto destinato a utenti che ne utilizzano i dati
potrebbe comportare fasi supplementari. Si potrebbe introdurre una tabella
riassuntiva con gli indicatori chiave per alcuni anni, che potrebbero
descrivere le dimensioni, le componenti e gli sviluppi dello specifico tema in
questione, o potrebbero mostrare i collegamenti con l'economia nazionale e le
sue principali componenti. È ugualmente possibile integrare dettagli
aggiuntivi o classificazioni rilevanti a fini politici e analitici, trascurando
dettagli di scarso valore aggiunto o compilati a costi relativamente alti.
Sarebbe inoltre opportuno ridurre la complessità delle tabelle, aumentare la
semplicità e la trasparenza per gli utenti dei dati e includere scomposizioni
contabili standard in una tabella separata.
Nove conti satelliti specifici
22.55     Nella parte rimanente del presente
capitolo, verranno brevemente presi in considerazione i seguenti conti
satelliti:
a)      conti dell'agricoltura;
b)      conti ambientali;
c)      conti sanitari;
d)      conti relativi alla produzione delle
famiglie;
e)      conti relativi al lavoro e matrici di
contabilità sociale;
f)       conti relativi alla crescita e alla
produttività;
g)      conti di R&S;
h)      conti della protezione sociale;
i)       conti satelliti del turismo.
Conti dell'agricoltura
22.56     Come esempio di conto dell'agricoltura
ricordiamo i Conti economici dell'agricoltura europei (CEA)[1]. Il loro obiettivo è quello di descrivere la produzione agricola e l'evoluzione
del reddito agricolo. Tali informazioni vengono utilizzate per analizzare la
situazione economica dell'agricoltura di un paese europeo e per monitorare e
valutare la politica agricola comune in Europa.
22.57     I CEA sono composti da un conto
della produzione, un conto della generazione dei redditi, un conto del reddito
da impresa e un conto del capitale per la produzione agricola. Il conto della
produzione contiene un'elaborata ripartizione che mostra la produzione di una
serie di prodotti agricoli, nonché attività secondarie non agricole; sono
riportati inoltre dettagli importanti per il consumo intermedio e gli
investimenti. I dati per il conto della produzione e gli investimenti fissi
lordi sono indicati sia a prezzi correnti che a prezzi costanti. Inoltre,
vengono presentati tre indicatori di reddito della branca di attività agricola:
a)      indice del reddito reale dei fattori dell'agricoltura,
per unità di lavoro annuo (ULA), considerato come l'equivalente a tempo pieno;
b)      indice del reddito netto reale da impresa
agricola per ULA non retribuita, considerato come l'equivalente a tempo pieno;
c)      reddito netto da impresa agricola.
Gli indici e le variazioni di valore in termini
reali degli indicatori di reddito sono ottenuti deflazionando i corrispondenti
dati nominali mediante l'indice dei prezzi implicito del PIL.
22.58     La branca di attività agricola
nei CEA è molto simile alla branca di attività agricola del quadro centrale. Ci
sono tuttavia alcune differenze. Per esempio, le unità impegnate nella
produzione di sementi per la ricerca o la certificazione, o le unità che
esercitano l'attività agricola a fini esclusivamente ricreativi, sono escluse.
Ma gran parte delle attività agricole di quelle unità la cui attività
principale non è l'agricoltura sono comprese nella branca di attività agricola.
22.59     I CEA riguardano in modo
particolare il processo di produzione e il reddito che questo genera. In linea
di principio, tuttavia, un conto satellite dell'agricoltura non deve
corrispondere esattamente ai CEA. I conti dell'agricoltura potrebbero anche
comprendere una tabella delle risorse e degli impieghi che offra una panoramica
sulle risorse e sugli impieghi dei prodotti agricoli. In tal modo si potrebbero
fornire informazioni sul ruolo delle importazioni, includendo il ruolo delle
imposte sulle importazioni e l'evoluzione della domanda di prodotti agricoli
come le esportazioni e il consumo finale delle famiglie, nonché il ruolo dei
relativi contributi e delle imposte. Si potrebbero ampliare i conti dell'agricoltura
per comprendere le attività secondarie non agricole, come quelle svolte a fini
ricreativi. Ciò potrebbe rivelare importanti tendenze e meccanismi di
sostituzione. Si potrebbe inoltre rendere esplicita l'interazione con le
amministrazioni pubbliche aggiungendo una tabella che mostri tutti i redditi e
i trasferimenti di capitale da parte delle amministrazioni locali, centrali o
europee alla branca di attività agricola, che potrebbero comprendere anche
trattamenti speciali all'interno del sistema fiscale. I conti dell'agricoltura
potrebbero anche essere elaborati come un conto per settore specifico e
comprendere un'intera sequenza di conti che includa i conti patrimoniali e i
conti finanziari, per gli agricoltori e le società attivi nell'agricoltura.
Conti ambientali
22.60     Negli orientamenti
internazionali sui conti ambientali (Sistema integrato di contabilità
ambientale ed economica, SEEA, 2003)[2], viene presentato un elaborato quadro di contabilità per descrivere e
analizzare l'ambiente e le sue interazioni con l'economia. I conti ambientali
sono un conto satellite della contabilità nazionale. Ciò implica che vengano
utilizzati gli stessi concetti e le stesse classificazioni; si apportano
modifiche soltanto laddove sia necessario per i conti ambientali.
22.61     La serie integrata di conti per
le informazioni economiche e ambientali consente di analizzare il contributo
dell'ambiente all'economia e l'impatto dell'economia sull'ambiente. Essa
soddisfa così i requisiti dei responsabili politici, offrendo indicatori e
statistiche descrittive per monitorare l'interazione tra l'ambiente e l'economia.
Essa inoltre può servire quale strumento per la pianificazione strategica e l'analisi
politica, al fine di individuare percorsi di sviluppo più sostenibili. Per
esempio i responsabili politici che determinano lo sviluppo delle branche di
attività economica mediante un intenso sfruttamento delle risorse ambientali,
come input di risorse o come pozzi, dovranno essere consapevoli degli effetti
ambientali di lungo periodo. I responsabili politici che definiscono gli
standard ambientali inoltre devono essere consapevoli delle probabili
conseguenze per l'economia, per esempio, per quali branche di attività
economica saranno più probabili effetti negativi e quali sono le conseguenze
per l'occupazione e il potere d'acquisto. È possibile confrontare strategie
ambientali alternative prendendo in considerazione le conseguenze economiche.
22.62     Nel quadro centrale si è tenuto
conto di diversi aspetti della contabilità ambientale. In particolare, molte
voci della contabilità delle risorse naturali relative ai costi e ai beni di
investimento vengono identificate separatamente nelle classificazioni e nei
conti concernenti gli stock e altre variazioni di volume delle attività. Per
esempio, la classificazione di attività non prodotte mostra voci distinte per
giacimenti come riserve petrolifere, riserve di minerali, risorse biologiche
non coltivate e risorse idriche. Tali caratteristiche favoriscono l'utilizzo
del quadro centrale quale punto di partenza per la contabilità ambientale. Vari
elementi del quadro centrale, tuttavia, soprattutto quelli inclusi nel conto di
altre variazioni di volume, vengono ripartiti ulteriormente e riclassificati
nel conto satellite, aggiungendo altri elementi.
22.63     Dal punto di vista ambientale,
si osservano due difetti essenziali nel quadro centrale e nei suoi aggregati
principali come il PIL, gli investimenti e i risparmi. In primo luogo, l'esaurimento
e la scarsità delle risorse naturali ha una copertura limitata, e tali fattori
possono minacciare la costante produttività dell'economia. In secondo luogo, il
quadro centrale non copre il degrado della qualità ambientale e le conseguenze
per la salute umana e il benessere.
22.64     Nel quadro centrale, il calcolo
del valore aggiunto netto tiene conto soltanto delle attività prodotte. Il
costo del loro impiego si riflette nel consumo intermedio e nel consumo di
capitale fisso. Attività naturali non prodotte, come la terra, le riserve di
minerali e le foreste, sono incluse nell'ambito delle attività nella misura in
cui sono soggette al controllo effettivo delle unità istituzionali. Il loro
impiego tuttavia non viene contabilizzato nei costi della produzione. Di
conseguenza o il prezzo dei prodotti non riflette tali costi, oppure nel caso
dei costi connessi all'esaurimento tali costi sono inclusi con altri elementi
non identificati nella determinazione residua dei risultati di gestione. I
conti ambientali consentono di riconoscere esplicitamente e stimare tali costi.
22.65     Il quadro della contabilità
ambientale SEEA2003 comprende cinque categorie:
a)      conti di flusso fisici e ibridi;
b)      conti economici per le operazioni
ambientali;
c)      conti del patrimonio ambientale in
termini fisici e monetari;
d)      conti per le spese di protezione e l'esaurimento
delle risorse;
e)      modifica degli aggregati dal quadro
centrale per tener conto del degrado.
22.66     I conti di flusso fisici e
ibridi registrano quattro diversi tipi di flussi:
a)      risorse naturali: risorse minerarie,
energetiche, del suolo e biologiche. Attualmente vengono vendute sui mercati,
entrano nella sfera economica e possono essere caratterizzate come prodotti.
b)      input dell'ecosistema: ossigeno
necessario per la combustione e acqua generata dalla pioggia o presente nei
corsi d'acqua naturali, e altri input naturali come sostanze nutritive e
biossido di carbonio necessari alle piante per crescere; sono esclusi l'acqua,
le sostanze nutritive o l'ossigeno forniti come prodotti dall'economia.
c)      prodotti: beni e servizi prodotti nell'ambito
della sfera economica e impiegati al suo interno, tra cui flussi di beni e
servizi tra l'economia nazionale e il resto del mondo. Sono comprese le risorse
biologiche coltivate, le risorse naturali vendute o acquistate come il
petrolio, il legname e l'acqua, e il materiale di scarto con valore economico.
d)      residui: prodotti accidentali e
indesiderati dell'economia che hanno un valore pari a zero o negativo per il
generatore. I residui comprendono rifiuti solidi, liquidi e gassosi. Possono
essere riciclati o riutilizzati, oppure rilasciati nell'ambiente. I residui
possono avere un valore positivo per un'unità diversa da quella generatrice.
Per esempio i rifiuti delle famiglie raccolte per essere riciclati non hanno
alcun valore per la famiglia ma possono averne per il titolare dell'attività di
riciclaggio. Il materiale di scarto che ha un valore realizzabile dal
generatore, come le apparecchiature scartate, viene trattato come prodotto e
non come residuo.
22.67     I flussi fisici vengono misurati
in unità di quantità, che riflettono le caratteristiche fisiche del materiale,
dell'energia o dei residui in questione. Un flusso fisico può essere misurato
in unità alternative, a seconda della caratteristica fisica di cui si tiene
conto. L'adeguatezza di una particolare unità dipende dallo scopo e dall'uso
voluto del conto di flusso. Per la contabilità dei flussi fisici, il peso e il
volume sono le caratteristiche fisiche più frequentemente usate. Nel caso di
flussi di energia, le unità più frequentemente usate sono i joules o le tonnellate
di petrolio equivalenti. Le unità di quantità dei conti di flusso fisici
differiscono dai volumi utilizzati nel quadro centrale. Per esempio, nel quadro
centrale il volume di un computer non è il suo peso, ma una miscela ponderata
delle caratteristiche desiderate dall'utente, come la velocità di calcolo.
22.68     I conti di flusso fisici possono
essere presentati come tabelle delle risorse e degli impieghi, come risulta
dalle tabelle 22.12 e 22.13.
22.69     I conti di flusso ibridi costituiscono una presentazione a matrice singola, che contiene
sia la contabilità nazionale espressa in termini monetari, sia i conti di
flusso fisici. Un tipo importante di conti ibridi sono le tabelle delle risorse
e degli impieghi ibridi, che associano le informazioni derivanti dalle tabelle
delle risorse e degli impieghi fisici con quelle delle tabelle delle risorse e
degli impieghi espressi in termini monetari.
22.70     Le informazioni nei conti di
flusso ibridi possono essere collegate ai temi ambientali che trattano
particolari preoccupazioni ambientali come l'effetto serra, la riduzione dello
strato di ozono e l'acidificazione. A tal fine sono necessari fattori di riconversione
per tradurre le cifre relative a sostanze specifiche in indicatori aggregati
per i temi ambientali. Ciò può dare luogo a una tabella riassuntiva che mostra
il contributo del consumo e della produzione di varie branche di attività
economica ai vari temi ambientali e il PIL, come risulta dalla tabella 22.14.
Tabella 22.12  Tabelle delle risorse e degli
impieghi fisici
Tabella delle
risorse fisiche    Milioni di tonnellate
   || Branche di attività economica || Consumo || Capitale || Resto del mondo (r.d.m.) || Ambiente nazionale || Totale risorse materiali 
 Agricoltura, pesca e attività estrattiva || Attività manifatturiera, elettricità, edilizia || Servizi || Totale branche di attività economica || Trasporti per conto proprio || Altro consumo || Consumo, totale || Investimenti, variazione delle scorte, stoccaggio dei rifiuti || Importazioni di prodotti || Risorse naturali e input degli ecosistemi forniti da non residenti nel territorio nazionale || Residui prodotti da non residenti nel r.d.m. || Afflussi transfrontalieri dal r.d.m.mediante comparti ambientali ||   
 I1 || I2 || I3 || I || C1 || C2 || C || CF || M2 || M1 || M1 || M3 || E 
 Prodotti || P1 || Prodotti animali e vegetali || 66,000 || 49,000 || 1,000 || 116,000 ||   ||   ||   ||   || 16,000 ||   ||   ||   ||   || 132,000 
 P2 || Pietra, ghiaia e materiale edile || 112,000 || 163,000 ||   || 275,000 ||   ||   ||   ||   || 13,000 ||   ||   ||   ||   || 288,000 
 P3 || Energia || 65,000 || 59,000 ||   || 124,000 ||   ||   ||   ||   || 95,000 ||   ||   ||   ||   || 219,000 
 P4 || Metalli, macchinari ecc. ||   || 10,000 ||   || 10,000 ||   ||   ||   ||   || 10,000 ||   ||   ||   ||   || 20,000 
 P5 || Plastica e prodotti in plastica ||   || 2,000 ||   || 2,000 ||   ||   ||   ||   || 2,000 ||   ||   ||   ||   || 4,000 
 P6 || Legno, carta ecc. || 7,000 || 7,000 ||   || 14,000 ||   ||   ||   ||   || 1,000 ||   ||   ||   ||   || 15,000 
 P7 || Altri prodotti ||   || 9,000 || 1,000 || 10,000 ||   ||   ||   ||   || 13,000 ||   ||   ||   ||   || 23,000 
   || Tutti i prodotti || 250,000 || 299,000 || 2,000 || 551,000 ||   ||   ||   ||   || 150,000 ||   ||   ||   ||   || 701,000 
 Residui || Verso il territorio nazionale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 R1 || CO2 || 19,020 || 111,398 || 29,930 || 160,348 || 16,908 || 25,080 || 41,988 || 0,990 ||   ||   || 4,172 ||   ||   || 207,498 
 R2 || N2O || 0,007 || 0,042 || 0,012 || 0,061 || 0,003 || 0,004 || 0,007 ||   ||   ||   || 0,001 ||   ||   || 0,069 
 R3 || CH4 || 0,073 || 0,452 || 0,125 || 0,650 || 0,004 || 0,020 || 0,024 || 0,477 ||   ||   || 0,001 ||   ||   || 1,152 
 R4 || NOX || 0,061 || 0,275 || 0,151 || 0,487 || 0,084 || 0,026 || 0,110 ||   ||   ||   || 0,025 || 0,117 ||   || 0,739 
 R5 || SO2 || 0,023 || 0,139 || 0,030 || 0,192 || 0,003 || 0,001 || 0,004 ||   ||   ||   || 0,001 || 0,087 ||   || 0,284 
 R6 || NH3 || 0,020 || 0,123 || 0,038 || 0,181 ||   || 0,007 || 0,007 ||   ||   ||   ||   || 0,019 ||   || 0,207 
 R7 || Altro in aria || 0,010 || 0,061 || 0,015 || 0,086 ||   || 0,012 || 0,012 ||   ||   ||   ||   || 0,002 ||   || 0,100 
 R8 || P || 0,070 || 0,020 || 0,004 || 0,094 ||   || 0,011 || 0,011 || 0,003 ||   ||   || 0,001 || 0,014 ||   || 0,123 
 R9 || N || 0,590 || 0,210 || 0,098 || 0,898 ||   || 0,117 || 0,117 || 0,024 ||   ||   || 0,006 || 0,323 ||   || 1,368 
 R10 || Altro in acqua || 0,030 || 0,021 || 0,006 || 0,057 ||   || 0,021 || 0,021 || 0,001 ||   ||   || 0,001 || 0,003 ||   || 0,083 
 R11 || Rifiuti minerari || 7,233 || 2,320 ||   || 9,553 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 9,553 
 R12 || Altri rifiuti solidi || 8,103 || 71,619 || 22,929 || 102,651 || 0,100 || 5,060 || 5,160 || 71,100 ||   ||   || 1,548 || 7,656 ||   || 188,115 
 Totale verso il territorio nazionale || 35,240 || 186,680 || 53,338 || 275,258 || 17,102 || 30,359 || 47,461 || 72,595 ||   ||   || 5,756 || 8,221 ||   || 409,291 
 Verso il r.d.m. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || In aria ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 R1 || CO2 ||   ||   || 4,569 || 4,569 || 0,739 ||   || 0,739 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 5,308 
 R4 || NOX ||   ||   || 0,010 || 0,010 || 0,004 ||   || 0,004 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,014 
 R5 || SO2 ||   ||   || 0,008 || 0,008 || 0,002 ||   || 0,002 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,010 
 Totale verso il r.d.m. ||   ||   || 4,587 || 4,587 || 0,745 ||   || 0,745 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 5,332 
 Totale residui || 35,240 || 186,680 || 57,925 || 279,845 || 17,847 || 30,359 || 48,206 || 72,595 ||   ||   || 5,756 || 8,221 ||   || 414,623 
 Totale risorse materiali || 285,240 || 485,680 || 59,925 || 830,845 || 17,847 || 30,359 || 48,206 || 72,595 || 150,000 ||   || 5,756 || 8,221 ||   || 1 115,623 
   ||   ||   ||   || Aumento netto consumo (beni di consumo durevoli) || Aumento di capitale netto || Esportazioni nette di prodotti || Estrazione netta dei non residenti || Residui netti dei residenti nel r.d.m. || Uscita netta transfrontaliera di residui mediante comparti ambientali || Accumulo netto di residui nell'ambiente nazionale || Saldo netto 
 Accumulo netto di tutti i materiali (impieghi meno risorse) || 1,153 || 15,641 || 16,794 || 72,215 || −49,000 || 3,000 || −0,424 || −4,302 || 372,717 || 411,000 
Fonte: serie di dati SEEAland. 
Tabella 22.13. Tabella delle risorse e degli impieghi
fisici (continua)
Tabella degli impieghi fisici      Milioni di tonnellate
   || Branche di attività economica || Consumo || Capitale || Resto del mondo (r.d.m.) || Ambiente nazionale || Totale impiego materiali 
 Agricoltura, pesca e attività estrattiva || Attività manifatturiera, elettricità, edilizia || Servizi || Totale branche di attività economica || Trasporti per conto proprio || Altro consumo || Consumo, totale || Investimenti, variazione delle scorte, stoccaggio dei rifiuti || Esportazioni || Risorse e input degli ecosistemi impiegati da non residenti nel territorio nazionale || Residui prodotti da residenti nel r.d.m. || Uscita transfrontaliera verso il r.d.m.mediante comparti ambientali ||   
 I1 || I2 || I3 || I || C1 || C2 || C || CF || X2 || X1 || X1 || X3 || E 
 Prodotti || P1 || Prodotti animali e vegetali || 23,000 || 60,000 || 4,000 || 87,000 ||   || 16,000 || 16,000 || 3,000 || 26,000 ||   ||   ||   ||   || 132,000 
 P2 || Pietra, ghiaia e materiale edile || 12,000 || 148,000 || 2,000 || 162,000 ||   || 2,000 || 2,000 || 114,000 || 10,000 ||   ||   ||   ||   || 288,000 
 P3 || Energia || 34,000 || 101,000 || 20,000 || 155,000 || 7,000 || 10,000 || 17,000 ||   || 47,000 ||   ||   ||   ||   || 219,000 
 P4 || Metalli, macchinari, ecc. ||   || 11,000 ||   || 11,000 || 1,000 ||   || 1,000 || 1,000 || 7,000 ||   ||   ||   ||   || 20,000 
 P5 || Plastica e prodotti in plastica ||   || 2,000 ||   || 2,000 ||   ||   ||   ||   || 2,000 ||   ||   ||   ||   || 4,000 
 P6 || Legno, carta ecc. ||   || 7,000 || 4,000 || 11,000 ||   || 1,000 || 1,000 ||   || 3,000 ||   ||   ||   ||   || 15,000 
 P7 || Altri prodotti || 5,000 || 8,000 || 1,000 || 14,000 ||   || 2,000 || 2,000 || 1,000 || 6,000 ||   ||   ||   ||   || 23,000 
   || Tutti i prodotti || 74,000 || 337,000 || 31,000 || 442,000 || 8,000 || 31,000 || 39,000 || 119,000 || 101,000 ||   ||   ||   ||   || 701,000 
 Risorse naturali || Risorse naturali nazionali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 N1 || Petrolio || 38,000 ||   ||   || 38,000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 38,000 
 N2 || Gas || 27,000 ||   ||   || 27,000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 27,000 
 N3 || Altro || 118,000 || 55,000 ||   || 173,000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 173,000 
 N4 || Legno || 7,000 || 1,000 ||   || 8,000 ||   || 1,000 || 1,000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 9,000 
 N5 || Pesce || 1,000 ||   ||   || 1,000 ||   ||   ||   ||   ||   || 1,000 ||   ||   ||   || 2,000 
 N6 || Altro ||   || 2,000 ||   || 2,000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 2,000 
 N7 || Acqua || 1,000 || 6,000 ||   || 7,000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 7,000 
 Totale risorse naturali nazionali || 192,000 || 64,000 ||   || 256,000 ||   || 1,000 || 1,000 ||   ||   || 1,000 ||   ||   ||   || 258,000 
 Risorse naturali resto del mondo (r.d.m.) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 N5 || Pesce || 4,000 ||   ||   || 4,000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 4,000 
 N7 || Acqua ||   || 1,000 ||   || 1,000 ||   || 1,000 || 1,000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 2,000 
 Totale risorse naturali r.d.m. || 4,000 || 1,000 ||   || 5,000 ||   || 1,000 || 1,000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 6,000 
 Totale risorse naturali || 196,000 || 65,000 ||   || 261,000 ||   || 2,000 || 2,000 ||   ||   || 1,000 ||   ||   ||   || 264,000 
 Input degli ecosistemi ||   || Input degli ecosistemi nazionali || 15,000 || 81,000 || 22,000 || 118,000 || 10,000 || 13,000 || 23,000 ||   ||   || 2,000 ||   ||   ||   || 143,000 
   || Input degli ecosistemi r.d.m. ||   ||   || 3,000 || 3,000 || 1,000 ||   || 1,000 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 4,000 
 Totale input ecosistemi || 15,000 || 81,000 || 25,000 || 121,000 || 11,000 || 13,000 || 24,000 ||   ||   || 2,000 ||   ||   ||   || 147,000 
 Residui || Dal territorio nazionale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 R1 || CO2 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 207,498 || 207,498 
 R2 || N2O ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,069 || 0,069 
 R3 || CH4 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 1,152 || 1,152 
 R4 || NOX ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,669 || 0,070 || 0,739 
 R5 || SO2 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,196 || 0,088 || 0,284 
 R6 || NH3 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,099 || 0,108 || 0,207 
 R7 || Altro dall'aria ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,002 || 0,098 || 0,100 
 R8 || P ||   ||   || 0,020 || 0,020 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,010 || 0,093 || 0,123 
 R9 || N ||   ||   || 0,115 || 0,115 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,543 || 0,710 || 1,368 
 R10 || Altro dall'acqua ||   ||   || 0,010 || 0,010 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,002 || 0,071 || 0,083 
 R11 || Rifiuti minerari ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 9,553 || 9,553 
 R12 || Altri rifiuti solidi || 0,240 || 2,680 || 3,780 || 6,700 ||   ||   ||   || 25,810 ||   ||   ||   || 2,398 || 153,207 || 188,115 
 Totale dal territorio nazionale || 0,240 || 2,680 || 3,925 || 6,845 ||   ||   ||   || 25,810 ||   ||   ||   || 3,919 || 372,717 || 409,291 
 Dal r.d.m. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 R1 || CO2 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 5,308 ||   ||   || 5,308 
 R4 || NOX ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,014 ||   ||   || 0,014 
 R5 || SO2 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 0,010 ||   ||   || 0,010 
 Totale dal r.d.m. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 5,332 ||   ||   || 5,332 
 Total ||   || 0,240 || 2,680 || 3,925 || 6,845 ||   ||   ||   || 25,810 ||   ||   || 5,332 || 3,919 || 372,717 || 414,623 
 Totale impiego materiali || 285,240 || 485,680 || 59,925 || 830,845 || 19,000 || 46,000 || 65,000 || 144,810 || 101,000 || 3,000 || 5,332 || 3,919 || 372,717 || 1 526,623 
Tabella 22.14  Contributo
netto del consumo e della produzione al PIL
e a sei temi ambientali nei Paesi Bassi, 1993
Percentuale
   || Economia || Ambiente 
   || Effetto serra || Riduzione dello strato di ozono || Acidificazione || Eutrofizzazione || Rifiuti solidi 
 Totale ||   || 100 || 100 || 100 || 100 || 100 
   ||   || Consumo ||   || 19 || 2 || 15 || 9 || 31 
   ||   || Branca di attività economica ||   || 79 || 97 || 85 || 91 || 66 
   ||   || Capitale e altre fonti ||   || 2 || 1 || - || - || 3 
 Consumo || 100 || 100 || 100 || 100 || 100 || 100 
   ||   || Trasporti propri || 8 || 38 || - || 88 || 21 || 1 
   ||   || Altro consumo || 92 || 62 || 100 || 12 || 79 || 99 
 Produzione || 100 || 100 || 100 || 100 || 100 || 100 
   || Agricoltura, caccia, silvicoltura, pesca || 3 || 15 || 2 || 47 || 91 || 7 
   || Attività estrattiva || 3 || 2 || - || 1 || - || 1 
   || Attività manifatturiera ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   || industria petrolifera || 1 || 7 || - || 11 || - ||   
   ||   || industria chimica || 2 || 14 || 27 || 6 || 2 || 16 
   ||   || industria metalmeccanica || 3 || 2 || 9 || 1 || - || 2 
   ||   || altro, industria manifatturiera || 12 || 12 || 20 || 7 || 6 || 25 
   || Servizi pubblici || 2 || 26 || - || 9 || 1 || 2 
   || Trasporto e magazzinaggio || 6 || 8 || 6 || 12 || 1 || 5 
   || Altri servizi || 68 || 14 || 36 || 6 || -1 || 42 
Fonte: de Haan (1997).
Nota: Il trattino (-) indica che l'importo è pari a zero.
22.71     I conti economici per le
operazioni ambientali consistono in conti per la protezione dell'ambiente e
conti per altre operazioni correlate all'ambiente, come imposte, contributi,
contributi agli investimenti, redditi da capitale e acquisizione di diritti di
emissione e di proprietà.
22.72     Per descrivere la protezione
dell'ambiente, si rivela utile un approccio funzionale associato a una sorta di
attività e analisi del prodotto. La protezione dell'ambiente abbraccia un'ampia
gamma di prodotti e attività economiche; basti pensare agli investimenti nelle
tecnologie pulite, al ripristino ambientale in seguito a inquinamento, al
riciclaggio, alla produzione di beni e servizi ambientali, alla conservazione e
alla gestione delle risorse e del patrimonio naturali. Si può ritenere che un
aggregato nazionale della spesa per la protezione dell'ambiente includa
attività ausiliarie e prodotti connessi.
22.73     Nei conti del patrimonio
ambientale si distinguono tre categorie diverse: risorse naturali; terreni e
acque di superficie; ecosistemi. Molti degli elementi del patrimonio ambientale
non vengono registrati nel quadro centrale. Questo vale per quella parte di
patrimonio ambientale sulla quale non è possibile stabilire diritti di
proprietà, e che include elementi dell'ambiente come l'aria, grandi corpi d'acqua
ed ecosistemi troppo grandi o comunque incontrollabili, per cui non è possibile
far valere alcun diritto di proprietà. Allo stesso modo, risorse la cui
esistenza non sia stata chiaramente stabilita da esplorazione e sviluppo come
giacimenti di petrolio presunti, o che siano attualmente inaccessibili come
foreste ubicate in località remote, non vengono considerate attività nel quadro
centrale. Lo stesso vale per quelle risorse la cui esistenza sia stata
accertata a livello geologico o che siano accessibili ma che attualmente non
producono benefici economici perché non possono ancora essere sfruttate in modo
redditizio.
22.74     I conti del patrimonio
ambientale in termini fisici e monetari descrivono gli stock del patrimonio
ambientale e le relative variazioni. Tale conto può essere espresso in termini
monetari solo per una parte del patrimonio, mentre per altre parti sono
possibili soltanto conti fisici. Per il patrimonio degli ecosistemi, è
improbabile che siano disponibili informazioni sufficienti a contabilizzare
stock o variazioni nel corso di un anno nello stesso modo utilizzato per le
altre categorie del patrimonio ambientale. Per queste categorie, è più utile
concentrarsi sulla misurazione delle variazioni qualitative, gran parte delle
quali riguarderanno il degrado, per esempio l'acidificazione del terreno e
delle acque e la defogliazione degli alberi.
22.75     Gli aggregati nel quadro
centrale possono essere modificati per meglio tener conto delle questioni
ambientali. Si raccomandano generalmente tre tipi di adeguamenti: nel caso di
esaurimento, nel caso di spese di protezione da parte della pubblica
amministrazione, e nel caso di degrado.
22.76     Dal punto di vista ambientale, l'adeguamento
nel caso di esaurimento è necessario perché il PIL e il relativo tasso di
crescita non tengono conto dell'esaurimento delle varie categorie di patrimonio
ambientale, come petrolio, pesce non di allevamento e foreste. Non è semplice
tenere conto dell'esaurimento, e per farlo esistono diverse opzioni. Un'opzione
estrema è quella di considerare l'intero impiego della parte naturale non
prodotta di questo patrimonio come esaurimento invece che come reddito alla
produzione. L'altra opzione estrema è quella di considerare tutti gli introiti
derivanti dalla vendita di tale patrimonio come reddito che contribuisce al
reddito nazionale. Tutte le altre opzioni suddividono l'impiego di questo
patrimonio in una componente per esaurimento e una componente per reddito. I
diversi principi e le diverse ipotesi sui tempi di vita e i tassi di sconto
danno luogo a cifre diverse in relazione all'adeguamento per esaurimento.
22.77     Le spese difensive ambientali
non riguardano esclusivamente la spesa per la protezione ambientale. Possono
anche essere dovute alla decisione delle pubbliche amministrazioni di fissare e
monitorare contingenti di pesca o la spesa sanitaria correlata all'inquinamento
atmosferico o a un disastro nucleare. Si raccomanda un adeguamento delle spese
difensive delle pubbliche amministrazioni per evitare che queste aumentino il
PIL: il loro scopo è quello di mitigare o annullare le esternalità ambientali
negative della produzione o del consumo che non vengono in alcun modo
registrate nel PIL. In termini di prodotto interno netto, una soluzione
potrebbe essere quella di registrate tutte le spese difensive delle pubbliche
amministrazioni come investimenti e allo stesso tempo come consumo di capitale.
Tuttavia, in relazione al più comunemente usato PIL, ciò non fa alcuna
differenza.
22.78     Il prodotto interno, i risparmi
e altri aggregati fondamentali possono essere adeguati per tener conto del
degrado, come l'impatto dell'inquinamento dell'aria e dell'acqua. È però più
complesso incorporare gli effetti del degrado, oltre che meno sicuro e più
controverso che non apportare i necessari adeguamenti ai conti per tener conto
del degrado o delle spese difensive. Per esempio, com'è possibile tener conto
dei danni alla salute umana o della crescita più lenta di piante e animali, che
si riproducono meno e muoiono prima a causa dell'inquinamento ambientale? Le
calamità devono essere registrate come risultato dell'attività economica umana
e quindi dedotte dal PIL?
Conti sanitari
22.79     I conti sanitari (cfr. OCSE,
2000, "A System of Health Accounts" [Un sistema di contabilità
sanitaria]) offrono un quadro internazionale per i dati sanitari teso a
soddisfare le esigenze analitiche e politiche, a livello nazionale, europeo e
internazionale. Il quadro è stato concepito per paesi che dispongono di un'ampia
gamma di modelli diversi per organizzare i propri sistemi sanitari nazionali.
Il quadro rappresenta uno strumento importante per monitorare sistemi di
assistenza sanitaria in rapida evoluzione e sempre più complessi. Esso misura e
presenta variazioni strutturali, come il passaggio dall'assistenza a pazienti
ospedalizzati a quella a pazienti ambulatoriali, e la nascita di servizi
multifunzionali.
22.80     I conti sanitari offrono una
risposta a tre domande fondamentali:
a)      che tipo di beni e servizi vengono
acquistati a fini sanitari?
b)      chi è responsabile della fornitura di
tali beni e servizi?
c)      quali sono le fonti di finanziamento?
22.81     Beni e servizi sanitari sono
suddivisi per funzione. Si distinguono tre categorie: beni e servizi di
assistenza sanitaria individuale; servizi di assistenza sanitaria collettiva; e
funzioni sanitarie.
22.82     I principali beni e servizi di
assistenza sanitaria individuale sono i seguenti: servizi di cura; servizi di
riabilitazione; assistenza infermieristica di lungo periodo; servizi ausiliari
all'assistenza sanitaria; e materiale sanitario distribuito ai pazienti
ambulatoriali. Per questi servizi di assistenza individuale, è molto utile
realizzare una suddivisione secondo il metodo di produzione: assistenza
ospedaliera, assistenza a ciclo diurno, assistenza ambulatoriale e assistenza a
domicilio. Molti altri aspetti sono altrettanto importanti per la
classificazione dell'assistenza sanitaria individuale — ad esempio l'età, il
genere e il livello di reddito, per le principali categorie di assistenza
sanitaria o per gruppi di patologie principali — e si rivelano utili per
condurre studi sui costi delle malattie.
22.83     Rispetto al quadro centrale, l'ambito
di produzione viene ampliato da due punti di vista:
a)      i servizi di medicina del lavoro, come i
controlli medici dei dipendenti o i servizi sanitari d'emergenza nel luogo di
lavoro o fuori, non vengono registrati come servizi ausiliari;
b)      i trasferimenti in denaro alle famiglie
per l'assistenza a domicilio di malati e disabili vengono trattati come
produzione retribuita di assistenza sanitaria all'interno delle famiglie;
tuttavia, l'assistenza priva di collegamenti con i trasferimenti in denaro continua
a essere esclusa.
22.84     Si distinguono due tipi di
assistenza sanitaria collettiva:
a)      prevenzione e servizi di sanità pubblica;
b)      amministrazione sanitaria e assicurazione
malattia.
22.85     Si distinguono sette tipi di
funzioni correlate alla sanità:
a)      investimenti delle istituzioni sanitarie;
b)      istruzione e formazione del personale
sanitario;
c)      ricerca e sviluppo nella sanità;
d)      controlli sull'acqua potabile, gli
alimenti e l'igiene;
e)      salute ambientale;
f)       amministrazione ed erogazione di servizi
sociali in natura per assistere malati e disabili; e
g)      amministrazione ed erogazione di
prestazioni in denaro correlate alla sanità.
22.86     Per i fornitori di prestazioni
sanitarie, è stata elaborata una classificazione dettagliata relativa alla
branca di attività economica; a tale scopo, la classificazione internazionale
tipo per industria è stata perfezionata e modificata.
22.87     Essenzialmente, è possibile
registrare i finanziamenti dell'assistenza sanitaria da due prospettive
diverse. La prima offre una disaggregazione della spesa sanitaria nella
complessa gamma di accordi di pagamento di terzi oltre ai pagamenti diretti da
parte delle famiglie o di altri finanziatori diretti come l'assistenza
sanitaria erogata dalle pubbliche amministrazioni. La seconda mira a
individuare l'onere primario del finanziamento sostenuto dalla fonte di
finanziamento. Questo comporta il risalire alle origini delle fonti di
finanziamento delle fonti intermedie di finanziamento. Ulteriori trasferimenti
come i trasferimenti intergovernativi, le detrazioni fiscali, i contributi ai
fornitori e il finanziamento da parte del resto del mondo vengono inclusi per
completare il quadro.
22.88     Dai conti sanitari è possibile
ottenere semplici tabelle riassuntive in cui si mostra l'importanza della
sanità nell'economia nazionale; cfr. Tabella 22.15.
Conti relativi alla produzione delle
famiglie
22.89     Nel quadro centrale vengono
registrate come produzione: le attività delle famiglie come i servizi di
alloggi occupati dai rispettivi proprietari, la produzione di prodotti agricoli
destinati al consumo personale e la costruzione per uso proprio di abitazioni.
Tuttavia, non vengono registrati come produzione due tipi principali di
attività delle famiglie: i servizi non retribuiti dei membri delle famiglie
utilizzati all'interno della stessa famiglia e le attività di volontariato.
Anche nel contesto di un conto satellite, le questioni relative ai servizi non
retribuiti prestati all'interno della famiglia e al volontariato sollevano
complessi problemi concettuali e di misurazione; in quest'area la ricerca è in
corso. L'obiettivo di un conto satellite per la produzione all'interno delle
famiglie[3] è di fornire un quadro completo di tale produzione, mostrare il
reddito, il consumo e i risparmi di diversi tipi di famiglie, nonché le
interazioni con il resto dell'economia.
Le principali domande trattate sono le seguenti:
a)      quali servizi vengono erogati?
b)      chi è responsabile dell'erogazione di
tali servizi?
c)      qual è il valore di questi servizi?
d)      quali sono gli aumenti di capitali e che
cosa avviene in termini di produttività?
e)      quali sono le implicazioni in termini di
dimensioni e distribuzione di reddito, consumo e risparmi per i vari tipi di
famiglie e durante il ciclo di vita?
f)       ci sono spostamenti tra servizi
retribuiti e servizi non retribuiti prestati all'interno della famiglia, a
causa dell'evoluzione strutturale economica e sociale, in seguito agli effetti
del ciclo economico o alla politica governativa, per esempio per quanto
riguarda le questioni fiscali o i contributi per l'assistenza retribuita all'infanzia?
22.90     I conti relativi alla produzione
delle famiglie possono essere particolarmente interessanti per l'analisi degli
sviluppi economici di lungo periodo e per il confronto internazionale dei
livelli di produzione, reddito e consumo. Le principali fonti di dati impiegate
per compilare i conti relativi alla produzione delle famiglie sono le indagini
sui bilanci di famiglia e le indagini sull'impiego del tempo; gli aggregati
annuali di tali fonti sono distorti da errori di campionamento, che impediscono
di calcolare con precisione i tassi di crescita annuali. I conti relativi alla
produzione all'interno delle famiglie vengono quindi compilati regolarmente ma
non su base annuale, per esempio a intervalli quinquennali, e collegati a un'ampia
indagine sull'impiego del tempo.
22.91     La produzione all'interno delle
famiglie comprende soltanto i servizi che possono essere delegati a soggetti
diversi da coloro che ne beneficiano, e questo è noto come il principio di
terzietà. Di conseguenza, le cure alla persona, lo studio, il sonno e le
attività del tempo libero sono esclusi.
22.92     Per la produzione all'interno
delle famiglie si distinguono diverse funzioni principali: abitazione,
nutrizione, articoli di abbigliamento, cura dei figli, degli adulti e degli
animali da compagnia e volontariato, il quale avviene, per definizione, all'interno
di un'altra famiglia. Per ognuna di queste funzioni principali è possibile
definire le attività caratteristiche o principali; ciò consente di attribuire
la spesa o l'impiego del tempo per queste attività a tali funzioni principali.
Alcune attività, tuttavia, come gli acquisti, i viaggi e la gestione del nucleo
domestico fanno riferimento a varie funzioni. Di conseguenza, la spesa o l'impiego
del tempo per queste attività vengono ripartiti tra queste funzioni.
22.93     Nel quadro centrale, la spesa
per i beni di consumo fa parte della spesa per i consumi finali. Tuttavia nei
conti relativi alla produzione all'interno delle famiglie, spese come quelle
per veicoli, frigoriferi e attrezzature per la costruzione e la riparazione
vengono registrate come investimenti. I servizi di capitale di queste attività
rappresentano input della produzione all'interno delle famiglie.
22.94     L'output e il valore aggiunto
della produzione all'interno delle famiglie possono essere valutati utilizzando
un metodo "input" o un metodo "output". Secondo il metodo "output"
la produzione all'interno delle famiglie viene valutata ai prezzi di mercato,
ossia ai prezzi osservati per servizi simili venduti sul mercato. Secondo il
metodo "input", che valuta l'output come la somma dei costi, la
scelta del metodo di valutazione per gli input di lavoro è cruciale. Fra le
possibilità c'è quella di includere la valutazione dei salari includendo o
escludendo i contributi previdenziali, e varie opzioni di gruppo di riferimento
— i salari medi di tutti i lavoratori, i salari dei lavoratori specializzati o
i salari dei lavoratori domestici.
22.95     Una questione importante per i
conti relativi alla produzione delle famiglie è costituita dalla dimensione e
dalla composizione di tale produzione, nonché dai collegamenti con il quadro
centrale, come risulta nella tabella degli impieghi 22.16.
Conti relativi al lavoro e matrici di
contabilità sociale
22.96     In molti paesi viene raccolto un
ampio spettro di dati sul mercato del lavoro. I censimenti della
popolazione e delle aziende, le indagini sulle famiglie e sulle imprese in
relazione alla forza lavoro, all'orario di lavoro, alle retribuzioni e al costo
del lavoro, nonché i registri in materia di popolazione, imposte e sicurezza
sociale forniscono dati per monitorare e analizzare periodicamente l'evoluzione
del mercato del lavoro. Nonostante la disponibilità di molte informazioni
statistiche di questo tipo, esse non forniscono un quadro completo e
attendibile del mercato del lavoro. I principali problemi di misurazione
sono:
a)      risultati contraddittori tra diverse
fonti di dati;
b)      molti concetti diversi senza un chiaro
collegamento;
c)      copertura parziale;
d)      limiti nella descrizione della dinamica
del mercato del lavoro;
e)      mancanza di collegamenti tra statistiche
del mercato del lavoro e contabilità nazionale, dati demografici e altri tipi
di statistiche sociali ed economiche come quelle relative all'istruzione e alla
sicurezza sociale.
Un sistema di conti relativi al lavoro può
risolvere questi problemi associando tutte le informazioni sul mercato del
lavoro e mostrando i collegamenti con i principali concetti e classificazioni
del mercato del lavoro nella contabilità nazionale, come i concetti relativi ai
redditi da lavoro dipendente e la classificazione secondo la branca di attività
economica. Un forte collegamento con la contabilità nazionale migliora la
redazione della contabilità nazionale e dei conti relativi al lavoro, e
contribuisce a definire il rapporto tra il mercato del lavoro e il resto dell'economia.
22.97     La tabella 22.17 mostra un
semplice sistema di conti relativi al lavoro, che utilizza le identità
contabili tra redditi da lavoro dipendente, ore lavorate, numero di posti di
lavoro, persone occupate e forza lavoro attiva e potenziale. È un sistema
semplice, poiché mostra una limitata disaggregazione in base a caratteristiche
socioeconomiche come il genere, ma non l'età né il livello di istruzione, e una
semplice disaggregazione per tre branche di attività economica soltanto, senza
tener conto dei lavoratori transfrontalieri.
22.98     Una matrice di contabilità
sociale (SAM) è una presentazione a matrice che illustra i collegamenti tra le
tabelle delle risorse e degli impieghi e i conti dei settori istituzionali. Una
SAM solitamente fornisce informazioni supplementari sul livello e la
composizione dell'occupazione, suddividendo il reddito da lavoro dipendente e
il reddito misto per tipo di persona occupata. Tale suddivisione vale sia per l'impiego
del lavoro nella branca di attività economica, come risulta dalle tabelle degli
impieghi, che per le risorse in termini di lavoro del sottogruppo
socioeconomico, come risulta nel conto dell'attribuzione dei redditi primari
per i sottosettori del settore famiglie. In tal modo, le risorse e l'impiego di
lavoro retribuito vengono mostrati sistematicamente. Una SAM può essere
concepita come un sistema ampliato di conti relativi al lavoro inserito in un
formato a matrice. Come per i conti relativi al lavoro e per la contabilità
nazionale, una SAM mostra aggregati e consente di svolgere un'analisi soltanto
in termini di aggregati e medie. Quindi, per molte analisi socioeconomiche, i modelli
preferiti utilizzano una base ampliata di microdati con informazioni sulle
caratteristiche socioeconomiche di ogni persona e famiglia.
Conti relativi alla crescita e alla
produttività
22.99     Un impiego importante della
contabilità nazionale è quello di descrivere, monitorare e analizzare la
crescita della produttività (per una più ampia panoramica sull'analisi della
produttività, cfr. OCSE, 2001, OECD Manual Measuring Productivity:
Measurement of Aggregate and Industry-level Productivity Growth [Manuale
OCSE per la misurazione della produttività; misurazione della crescita della
produttività aggregata e a livello industriale]). La misurazione e l'analisi
della crescita della produttività vengono usate per comprendere i principali
cambiamenti che hanno interessato la struttura industriale e il miglioramento
del tenore di vita verificatisi nel secolo scorso in molti paesi. La
misurazione e l'analisi della crescita della produttività vengono usate anche
per elaborare politiche che stimolino la crescita della produttività e
aumentino la prosperità, tenendo conto anche di altre considerazioni politiche
come l'equità e le questioni ambientali.
22.100   La crescita economia in termini
di contabilità nazionale è la crescita del volume del PIL, che può essere scomposta
in varie componenti che includono le variazioni della produttività del lavoro,
la produttività per unità di lavoro e le variazioni del volume di lavoro. La
stessa disaggregazione si può effettuare per la variazione del volume del
valore aggiunto per branca di attività economica. Questo semplice approccio
offre un quadro di monitoraggio e analisi della crescita economica per branca
di attività economica. Cifre più omogenee sugli input di lavoro ottenute
utilizzando non soltanto il numero degli occupati, ma gli equivalenti a tempo
pieno o le ore lavorate e distinguendo tra le varie qualità del lavoro,
produrranno dati più dettagliati sulla produttività del lavoro.
22.101   Questo semplice approccio omette
di considerare il ruolo di altri input, come i servizi di capitale e i prodotti
intermedi, il che può essere molto fuorviante. Per esempio, la produttività del
lavoro apparentemente può aumentare in modo considerevole a causa di un'intensità
di capitale assai maggiore ma anche in seguito agli aumenti di efficienza
utilizzando la stessa quantità di capitale. Tenendo anche conto di altri input,
si misura la produttività multifattoriale ed è così possibile comprendere
meglio le fonti della crescita di produttività. La misurazione della
produttività multifattoriale equivale a scomporre le variazioni del volume dell'output
nelle variazioni dei vari volumi di tutti gli input più un residuo: la crescita
della produttività multifattoriale. Quest'ultima riflette tutto ciò che non si
spiega con i vari input, ossia il ruolo di altri input. Può anche riflettere
però errori di misurazione dell'output o degli input.
22.102   Il volume dell'input di capitale
dallo stock di capitale fisso può misurarsi in diversi modi. Si impongono tre
scelte cruciali:
a)      la forma della funzione età/efficienza o
età/prezzo per ogni tipo di attività; la linea retta, l'opzione geometrica o
quella iperbolica sono opzioni comuni;
b)      la natura delle ponderazioni utilizzate
per aggregare diversi tipi di attività: ponderazioni dei costi per l'utente o
prezzi di mercato;
c)      la formula del numero indice in base alla
quale ha luogo questa aggregazione. Le opzioni sono un numero indice a base
ponderata, come il numero indice di Laspeyres, o un numero indice ponderato
misto come il numero indice di Fisher e Törnqvist.
22.103   La misurazione della produttività
multifattoriale contribuisce a individuare i contributi diretti alla crescita
provenienti da lavoro, capitale, input intermedi e variazioni della
produttività multifattoriale. Viene usata per esaminare i modelli di crescita
del passato e per valutare il potenziale della crescita economica futura. In
termini politici e analitici, tuttavia, al momento di interpretare le misure
della produttività multifattoriale è necessario considerare gli elementi elencati
di seguito.
a)      Non tutti i cambiamenti tecnici si
traducono nella crescita della produttività multifattoriale. I cambiamenti
tecnologici incorporati possono essere contabilizzati tramite i volumi di
capitale e gli input intermedi. I cambiamenti tecnologici incorporati
rappresentano anticipi nella programmazione e nella qualità dei nuovi vintage
di capitale e degli input intermedi, e i loro effetti sono attribuiti ai
rispettivi fattori purché il fattore sia remunerato di conseguenza. Al contrario,
i cambiamenti tecnici scorporati sono ritenuti privi di costi, per esempio
sotto forma di conoscenze generali, modelli, effetti della rete o ripercussioni
di altri fattori della produzione tra cui miglioramenti della gestione e
modifiche organizzative. Tali cambiamenti tecnici finiscono per definizione nel
residuo, ossia nella crescita della produttività multifattoriale.
b)      La crescita della produttività
multifattoriale non è necessariamente il risultato di cambiamenti tecnologici:
il residuo infatti integrerà anche altri fattori non tecnologici, quali costi
di adeguamento, effetti di scala, effetti del ciclo economico, variazioni pure
dell'efficienza ed errori di misurazione.
c)      La crescita della produttività
multifattoriale è una misura statica che non riesce a misurare esplicitamente
gli effetti di ritorno tra le variazioni della produttività e il capitale, per
esempio l'output extra per ogni individuo può generare risparmi e investimenti
supplementari e aumentare il rapporto capitale/lavoro. Di conseguenza essa tende
a sottovalutare la potenziale importanza delle variazioni della produttività
nella stimolazione della crescita di produzione.
d)      La misurazione della produttività
multifattoriale contribuisce a individuare l'importanza relativa di diverse
fonti della crescita di produttività, ma dev'essere integrata da studi svolti a
livello storico e istituzionale, nonché da studi di casi per esaminare le cause
sottese alla crescita, all'innovazione e alle variazioni della produttività.
22.104   Per migliorare la misurazione, l'analisi
e il monitoraggio della crescita e della produttività, in tutto il mondo sono
stati elaborati i conti "EU KLEMS" relativi alla crescita e alla
produttività. Un obiettivo prioritario è quello di spostarsi al di sotto del
livello aggregato dell'economia ed esaminare la prestazione delle singole
branche di attività economica in termini di produttività nonché il loro
contributo alla crescita economica. Per far emergere l'enorme eterogeneità nell'output
e nella crescita di produttività delle varie branche di attività economica, si
distinguono molte branche diverse, e specificatamente in Europa EU-KLEMS ne
distingue settantadue. I conti comprendono quantità e prezzi dell'output,
nonché gli input di capitale (K), lavoro (L), energia (E), materiali (M) e
servizi (S) a livello di branca di attività economica. Le misure dell'output e
della produttività vengono fornite in termini di tassi di crescita e relativi
livelli. Sono in elaborazione misure supplementari sulla creazione di
conoscenze come R&S, brevetti, cambiamenti tecnologici incorporati, altre
attività di innovazione e cooperazione. Tali misure vengono elaborate per i
singoli Stati membri dell'Unione europea e collegate con le basi di dati
KLEMS nel resto del mondo.
22.105   I conti consistono di tre moduli
interdipendenti: un modulo analitico e due moduli statistici. 
22.106   Il modulo analitico offre una
base di dati di ricerca da utilizzare nel mondo accademico e politico; esso
utilizza le "migliori prassi" nell'ambito della contabilità relativa alla
crescita, mette l'accento sulla comparabilità internazionale e mira a garantire
una piena copertura in termini di numero di paesi, branche di attività
economica e variabili. Può anche adottare ipotesi alternative o pionieristiche
in rapporto alle convenzioni statistiche, ad esempio per il trattamento di beni
TIC, servizi non destinabili alla vendita e misurazione di servizi di capitale.
22.107   I moduli statistici della base di
dati vengono elaborati parallelamente al modulo analitico. Essi comprendono dati
che sono generalmente coerenti con quelli pubblicati dagli istituti nazionali
di statistica. I metodi utilizzati corrispondono a quelli del quadro centrale
della contabilità nazionale; per esempio le tabelle delle risorse e degli
impieghi vengono utilizzate come quadro di coordinamento per l'analisi della
produttività e si applicano indici a catena. Il modulo statistico comprende non
soltanto dati della contabilità nazionale, ma anche informazioni supplementari,
come le statistiche occupazionali sulla quantità (persone e ore di lavoro) e
sulla qualità (distribuzione delle quantità per età, genere e livello di
istruzione) degli input di lavoro per branca di attività economica.
Conti di ricerca e sviluppo
22.108   Nel quadro centrale, la spesa per
ricerca e sviluppo (R&S) viene considerata un consumo intermedio, ossia la
spesa corrente a favore della produzione soltanto per il periodo in corso, in
contrasto con la natura di R&S, il cui obiettivo è di migliorare la
produzione per il futuro. Al fine di risolvere le questioni pratiche e
concettuali legate alla registrazione di R&S come investimenti, gli Stati
membri dell'Unione europea redigeranno tabelle satelliti di R&S
riconoscendo il ruolo di R&S come investimenti. In tal modo gli Stati
membri potranno elaborare stime e metodi validi e comparabili. In una seconda
fase, quando sia stato raggiunto un livello sufficientemente alto di
attendibilità e comparabilità, R&S saranno capitalizzati nella contabilità
principale degli Stati membri.
22.109   Oltre a questa tabella
supplementare sperimentale, è possibile redigere una serie di conti di R&S
per mostrarne il ruolo in seno all'economia nazionale. Tra le domande a cui è
stata data una risposta, ricordiamo:
a)      chi produce R&S?
b)      chi finanzia R&S?
c)      chi utilizza R&S?
d)      qual è il valore delle attività di
R&S rispetto alle altre attività?
e)      quali sono le conseguenze per la
produttività e la crescita economica?
Una tabella delle risorse e degli impieghi offre
una rappresentazione dei soggetti che producono e utilizzano R&S, come
risulta dalle tabelle 22.17 e 22.18.
Conti della protezione sociale
22.110   La protezione sociale e le
relative interazioni con tematiche come l'invecchiamento, l'assistenza
sanitaria e l'esclusione sociale rappresentano una criticità delle politiche
economiche e sociali sia a livello europeo che nazionale. Per monitorare,
analizzare, prevedere e discutere le questioni di protezione sociale occorrono
informazioni dettagliate, comparabili e aggiornate sull'organizzazione, la
situazione e gli sviluppi della protezione sociale negli Stati membri e
altrove.
22.111   Le prestazioni di protezione
sociale sono trasferimenti alle famiglie o agli individui, in denaro o in
natura, miranti a tutelarli da un certo numero di rischi o a soddisfare alcune
esigenze. Rischi ed esigenze coperti della protezione sociale si riferiscono
alle seguenti funzioni: invalidità, malattia/assistenza sanitaria, vecchiaia,
superstiti, famiglia/figli, disoccupazione, abitazione ed esclusione sociale
non altrove classificate. In linea di principio, l'istruzione non viene
considerata un rischio né un'esigenza, a meno che non costituisca una forma di
sostegno per famiglie indigenti con figli.
22.112   Le prestazioni di protezione
sociale si effettuano mediante regimi di protezione sociale che vengono
amministrati e organizzati da enti pubblici o privati, come fondi di sicurezza
sociale, enti governativi, compagnie di assicurazione, datori di lavoro
pubblici o privati e istituzioni private di assistenza sociale. I regimi non
fanno necessariamente riferimento a leggi, norme o istituzioni specifiche,
benché in realtà ciò si verifichi frequentemente. Tutti i regimi basati
esclusivamente su accordi individuali, o nel cui ambito vigano accordi
reciproci simultanei, non vengono considerati come forme di protezione sociale.
22.113   Laddove l'accordo reciproco da
parte del dipendente non sia simultaneo, la spesa viene classificata come
protezione sociale. Ciò vale per le pensioni di collocamento a riposo e per
superstiti, erogate da un datore di lavoro, e per l'abitazione gratuita offerta
a dipendenti collocati a riposo. Il pagamento continuato di salari e stipendi
nel periodo in cui un dipendente non è in grado di lavorare per malattia,
maternità, invalidità, esubero eccetera viene considerato come una prestazione
di protezione sociale erogata dal datore di lavoro.
22.114   I regimi controllati dallo Stato
sono quelli in cui la pubblica amministrazione adotta tutte le principali
decisioni sul livello di prestazioni, le condizioni a cui queste vengono erogate
e il modo di finanziamento del regime. La protezione sociale controllata dallo
Stato è normalmente fissata per legge o in via normativa; comprende regimi che
forniscono protezione sociale ai pubblici dipendenti, in maniera analoga a
quella fornita alla popolazione in generale dai regimi controllati dallo Stato.
Rimangono però esclusi i regimi che la pubblica amministrazione può istituire
nel suo ruolo di datore di lavoro senza controparti controllate dallo Stato nel
settore privato.
22.115   Tra gli esempi di regimi
controllati dallo Stato figurano:
a)      i regimi non contributivi istituiti dalla
pubblica amministrazione per adempiere la propria responsabilità sociale
generale, come per esempio regimi di sostegno al reddito per indigenti o regimi
di prestazioni per l'affitto;
b)      i regimi gestiti da fondi di sicurezza
sociale;
c)      i regimi originariamente istituiti nel
settore privato, di cui la pubblica amministrazione si sia successivamente
assunta la responsabilità.
22.116   Tra gli esempi di regimi non controllati
dallo Stato figurano:
a)      i regimi gestiti da istituzioni senza
scopo di lucro, come le casse mutua, le società di mutuo soccorso e le
istituzioni amministrate congiuntamente dalle parti sociali;
b)      i regimi amministrati dalle compagnie di
assicurazione commerciali;
c)      i regimi non autonomi gestiti dai datori
di lavoro; questo gruppo comprende sia i regimi con costituzione di riserve in
cui esistono riserve distinte nel bilancio per far fronte alla responsabilità
di erogare prestazioni in futuro, sia regimi senza costituzione di riserve, che
non dispongono di simili riserve distinte.
22.117   Grazie all'impiego di
informazioni per specifici regimi individuali, i conti della protezione sociale
offrono un'immagine multidimensionale della protezione sociale, come risulta
dal Sistema europeo di statistiche
integrate della protezione sociale, ESSPROS, Eurostat, 2008. I
conti descrivono dimensioni e composizione delle prestazioni di protezione
sociale, il modo in cui vengono finanziate e i relativi costi amministrativi.
Le prestazioni di protezione sociale vengono classificate per funzione
(malattia e vecchiaia), per tipo (in denaro e in natura) e in base al fatto che
siano soggette a particolari condizioni di reddito oppure no. I relativi regimi
vengono classificati in base al fatto che siano regimi controllati dallo Stato
oppure no, o in base al fatto che si tratti di regimi di base o integrativi.
22.118   Per ogni singolo regime di
protezione sociale, vengono fornite informazioni su introiti e spese, oltre a un'ampia
gamma di informazioni qualitative, ad esempio: portata, finanziamento, storia e
principali modifiche avvenute nel corso del tempo.
22.119   Le informazioni standard sui vari
regimi individuali di protezione sociale sono note come sistema principale di
protezione sociale, e sono integrate da vari moduli. Tra i moduli possibili
figurano:
a)      un modulo riguardante il numero di
beneficiari della pensione;
b)      un modulo sulle prestazioni di protezione
sociale nette, riguardante l'influenza delle imposte e dei contributi sociali
versati dai beneficiari sulle prestazioni stesse, nonché la misura in cui le
prestazioni sociali vengono erogate sotto forma di rimborsi o sgravi fiscali.
22.120   I concetti e le classificazioni
dei conti della protezione sociale sono strettamente legati a quelli del quadro
centrale. La principale differenza tra prestazioni di protezione sociale e
prestazioni sociali del quadro centrale sta nel fatto che le seconde riguardano
anche le spese per l'istruzione; un'altra differenza è che le prestazioni
di protezione sociale possono comprendere trasferimenti di capitale a scopo
sociale. Una semplice tabella riassuntiva come la tabella 22.18 indica tali
collegamenti e offre contemporaneamente un'immagine delle dimensioni e della
composizione delle prestazioni di protezione sociale in un determinato paese.
22.121   Lo stretto nesso tra le
statistiche standard di contabilità nazionale e quelle della protezione sociale
offre alcune opportunità a entrambi i tipi di statistiche. Le statistiche
di protezione sociale si possono mettere in relazione alle statistiche
ufficiali dell'economia nazionale come quelle sulla crescita economica e le
finanze pubbliche. Le statistiche di contabilità nazionale disaggregate per
regime di protezione sociale possono anche fungere da strumento di controllo
sulla completezza e l'attendibilità delle statistiche della protezione sociale.
È inoltre possibile collegare i processi di elaborazione di entrambe le
statistiche; ciò permette di risparmiare sui costi di elaborazione, migliorare
l'attendibilità e offrire nuove opportunità (le statistiche della protezione
sociale si possono elaborare con la stessa rapidità delle statistiche di
contabilità nazionale)[4]. Vantaggi analoghi valgono per la contabilità nazionale. È relativamente
facile ricavare i conti della protezione sociale dai conti per settore e dalla
tabella sulla spesa della pubblica amministrazione secondo la funzione COFOG;
tali conti vengono utilizzati per elaborare la politica economica e sociale.
Inoltre, servono come strumento di controllo sulla completezza e l'attendibilità
dei dati standard di contabilità nazionale, come i contributi e le prestazioni
sociali. 
22.122   L'OCSE pubblica anche dati sulla
spesa sociale suddivisi per singolo regime nella Social Expenditure Database,
SOCX. SOCX raccoglie i dati per i paesi che non fanno parte dell'Unione
europea, mentre Eurostat fornisce all'OCSE i dati sulla spesa per la protezione
sociale degli Stati membri dell'Unione europea. Una caratteristica particolare
del lavoro dell'OCSE sulla spesa sociale è l'attenzione dedicata alla
comparazione internazionale della spesa sociale netta; ciò comprende un
adeguamento che tiene conto dell'impatto esercitato sui consumi delle famiglie
dalle differenti imposte sulla produzione e le importazioni.
Conti satelliti del turismo
22.123   Il conto satellite del turismo
(cfr. Tourism satellite account: recommended methodological framework
[Conto satellite del turismo: quadro metodologico raccomandato], 2008,
pubblicato congiuntamente da Commissione europea-Eurostat, OCSE, Organizzazione
mondiale del turismo e Divisione statistica delle Nazioni Unite) descrive
le risorse e gli impieghi di beni e servizi dei vari tipi di turismo e la loro
importanza per l'occupazione nazionale, la bilancia dei pagamenti, la finanza
pubblica e il reddito personale e da impresa.
22.124   Il "turismo" comprende
le attività di persone che si recano e soggiornano in località diverse dal
proprio ambiente abituale per meno di un anno, per uno scopo diverso dall'attività
lavorativa effettuata alle dipendenze di un'entità residente nella località di
soggiorno. Vi rientrano tutte le azioni compiute dai visitatori durante il
viaggio e in preparazione a esso. Non si limitano alle tipiche attività
turistiche come visite di località, bagni di mare ed escursioni. Nel turismo
possono rientrare anche i viaggi compiuti per affari, istruzione e formazione.
22.125   La domanda generata dal turismo
comprende un ampio ventaglio di beni e servizi, tra cui spiccano in particolar
modo i servizi di trasporto, alloggio e ristorazione. Per garantire la
comparabilità a livello internazionale, i prodotti caratteristici del turismo
sono definiti come prodotti che, in assenza di visitatori, nella maggioranza
dei paesi probabilmente non esisterebbero in quantità significative, oppure per
i quali il livello di consumo sarebbe sensibilmente ridotto, e per i quali
inoltre sembra possibile ottenere informazioni statistiche. I prodotti connessi
al turismo sono una categoria residuale che comprende i prodotti individuati
come caratteristici del turismo in un determinato paese, per i quali tuttavia
tale definizione non è stata riconosciuta su base mondiale.
22.126   Alcuni servizi erogati a scopi
turistici, come l'alloggio in seconde case o il trasporto in veicoli singoli,
possono essere prodotti in quantità significative per conto proprio. Nel quadro
centrale tuttavia, a differenza dei servizi di abitazione per conto proprio,
i servizi di trasporto prodotti all'interno delle famiglie a loro
vantaggio non vengono considerati produzione. Si raccomanda di seguire tale
convenzione nel conto satellite del turismo. Ma per i paesi nei quali i servizi
di trasporto per conto proprio sono significativi, è possibile mostrarli
separatamente nel conto satellite del turismo.
22.127   La principale misura per
descrivere la domanda di turismo è il consumo dei visitatori suddiviso per
famiglie, amministrazioni pubbliche, istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle famiglie e imprese. Comprende i seguenti elementi:
a)      spesa in denaro per i consumi finali dei
visitatori;
b)      spesa in natura per i consumi finali dei
visitatori, come per esempio i servizi di abitazione per conto proprio;
c)      trasferimenti sociali turistici in
natura, come servizi individuali non destinabili alla vendita assorbiti dai
visitatori, tra cui i servizi sanitari di una località termale e i servizi di
un museo non destinabili alla vendita;
d)      spese turistiche aziendali. Queste
comprendono le spese turistiche classificate come consumi intermedi e non
includono altre spese corrispondenti a lavoratori dipendenti in viaggio d'affari
pagati dalle aziende, come il pagamento dei pasti considerato una forma di
retribuzione in natura. Di conseguenza, le spese turistiche aziendali non
rappresentano i consumi totali dei visitatori in viaggio d'affari;
e)      inoltre, si suggerisce una misurazione
specifica del valore aggregato del consumo turistico collettivo, per mettere in
luce l'importanza economica delle azioni intraprese dalle autorità pubbliche
allo scopo di creare un ambiente favorevole allo sviluppo del turismo. Si fa
qui riferimento ad attività quali la promozione del turismo da parte di un
organismo governativo, il mantenimento dell'ordine e della sicurezza e la
manutenzione degli spazi pubblici.
22.128   Le risorse e gli impieghi di beni
e servizi a scopi turistici, nonché il valore aggiunto e l'occupazione generati
dal turismo, si possono raffigurare in una tabella delle risorse e degli
impieghi che distingua prodotti caratteristici e branche di attività economica
nonché prodotti collegati al turismo.
22.129   Nel loro conto satellite del
turismo, i paesi possono disaggregare e caratterizzare ulteriormente i propri
mercati sulla base della durata del soggiorno, dello scopo della visita e delle
caratteristiche dei visitatori (per esempio, provenienza internazionale o
interna).
[1]               Cfr. il regolamento (CE) n. 138/2004 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 5 dicembre 2003, relativo ai conti
economici dell'agricoltura nella Comunità (Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea, L 33, volume 47, del 5 febbraio 2004). I regolamenti (CE)
n. 306/2005 della Commissione, del 24 febbraio 2005, (CE) n. 909/2006
della Commissione, del 20 giugno 2006, e (CE) n. 212/2008 della Commissione,
del 7 marzo 2008, hanno introdotto alcune modifiche.
[2]               Il Manuale è stato elaborato congiuntamente dalle
Nazioni Unite, dalla Commissione europea, dal FMI, dall'OCSE e dalla Banca
mondiale. Una versione riveduta dovrebbe essere approvata dal Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite nel 2012.
[3]               Cfr. per esempio Eurostat, 2003, Household production
and consumption; proposal for a methodology of household satellite accounts
(Consumo e produzione all'interno delle famiglie; proposta per una metodologia
dei conti satelliti delle famiglie); J. Varjonen e K. Aalto, 2006, Household
production and consumption in Finland, household satellite account
(Produzione e consumo all'interno delle famiglie in Finlandia, conto satellite
delle famiglie), Statistics Finland & National consumer research centre;
S. Holloway, S. Short, S. Tamplin, 2002, Household Satellite account
(Conto satellite delle famiglie), ONS London; S.J. Landefeld e S.H. McCulla,
2000, Accounting for nonmarket household production within a national
accounts framework (Contabilità per la produzione non destinabile alla
vendita all'interno delle famiglie in un quadro contabile nazionale), Review
of Income and Wealth.
[4]               Il calendario per la diffusione di ESSPROS è fissato dal
regolamento (CE) n. 458/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25
aprile 2007. 
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 23
 
ALLEGATO A 
della proposta di 
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 23 - CLASSIFICAZIONI
Introduzione
23.01     Le classificazioni del SEC sono
pienamente coerenti con le nuove codifiche dell'SCN 2008 e delle
classificazioni NACE Rev. 2, CPA 2008 (ai livelli di aggregazione
utilizzati nel programma di trasmissione), COFOG, COICOP, COPNI e COPP. Codici
aggiuntivi sono stati introdotti, ma soltanto in numero molto limitato. 
23.02     I conti si fondano su un nucleo
ristretto di elementi concettuali: in particolare, settori, operazioni e
nomenclature degli elementi oggetto di operazioni e altri flussi, segnatamente
attività e passività. Per ciascuno di questi elementi è prevista una
classificazione gerarchica. I conti possono essere compilati con un maggiore o
minore grado di dettaglio a seconda che si utilizzi un livello più o meno
elevato di tali gerarchie.
23.03     Le registrazioni nei conti sono
suddivise per tipologie contrassegnate da una o due lettere come segue: 
a)      codici S relativi ai settori,
b)      codici P relativi alle operazioni sui
prodotti,
c)      codici NP relativi alle operazioni
inerenti ad attività non finanziarie non prodotte,
d)      codici D relativi alle operazioni di
distribuzione e di redistribuzione, 
e)      codici F relativi alle operazioni
inerenti ad attività e passività finanziarie,
f)       codici K relativi ad altre variazioni
delle attività e delle passività,
g)      codici B relativi ai saldi contabili e al
patrimonio netto,
h)      codici L relativi alle registrazioni nei
conti patrimoniali,
i)       codici AN relativi alle attività non
finanziarie (prodotte e non prodotte),
j)       codici AF relativi agli stock di attività
e passività finanziarie.
23.04     Nel contesto del calcolo del PIL
applicando il metodo della produzione, delle tavole per branca di attività
economica, delle tavole delle risorse e degli impieghi e delle tavole
input-output, si utilizzano anche due classificazioni europee: la
classificazione delle attività economiche NACE Rev. 2 e la classificazione dei
prodotti associata alle attività CPA 2008. La NACE Rev. 2 costituisce la
versione europea della CITI Rev. 4. Per il calcolo del PIL applicando il
metodo della spesa si utilizzano, oltre alla CPA 2008, la COFOG
(classificazione delle spese secondo la funzione: classificazione delle
funzioni delle amministrazioni pubbliche) e la COICOP (classificazione dei
consumi individuali secondo la funzione). Queste due classificazioni sono
definite dalle Nazioni Unite.
23.05     Le classificazioni secondo la
funzione non includono solo la COFOG e la COICOP, ma anche la COPNI
(classificazione delle funzioni delle istituzioni senza scopo di lucro al
servizio delle famiglie) e la COPP (classificazione delle spese dei produttori
secondo la funzione). Tali classificazioni sono utilizzate per l'analisi delle
spese di società, amministrazioni pubbliche, famiglie e istituzioni senza scopo
di lucro al servizio delle famiglie secondo la funzione e per i conti satelliti
per funzione.
Classificazione dei settori istituzionali
(S)
 S.1 || Totale economia[1] 
 S.11 || Società non finanziarie 
 S.11001 || Società non finanziarie pubbliche 
 S.11002 || Società non finanziarie private nazionali 
 S.11003 || Società non finanziarie sotto controllo estero 
 S.12 || Società finanziarie 
 S.121 || Autorità bancarie centrali[2] (pubbliche) 
 S.122 || Istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali[3] 
 S.12201 || Pubblici 
 S.12202 || Privati nazionali 
 S.12203 || Sotto controllo estero 
 S.123 || Fondi comuni monetari 
 S.12301 || Pubblici 
 S.12302 || Privati nazionali 
 S.12303 || Sotto controllo estero 
 S.124 || Fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari 
 S.12401 || Pubblici 
 S.12402 || Privati nazionali 
 S.12403 || Sotto controllo estero 
 S.125 || Altri intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione 
 S.12501 || Pubblici 
 S.12502 || Privati nazionali 
 S.12503 || Sotto controllo estero 
 S.126 || Ausiliari finanziari 
 S.12601 || Pubblici 
 S.12602 || Privati nazionali 
 S.12603 || Sotto controllo estero 
 S.127 || Prestatori di fondi e istituzioni finanziarie captive 
 S.12701 || Pubblici 
 S.12702 || Privati nazionali 
 S.12703 || Sotto controllo estero 
 S.128 || Imprese di assicurazione[4] 
 S.12801 || Pubbliche 
 S.12802 || Private nazionali 
 S.12803 || Sotto controllo estero 
 S.129 || Fondi pensione[5] 
 S.12901 || Pubblici 
 S.12902 || Privati nazionali 
 S.12903 || Sotto controllo estero 
 S.121+S.122+S.123 || Istituzioni finanziarie e monetarie 
 S.13 || Amministrazioni pubbliche 
 S.1311 || Amministrazioni centrali (esclusa la sicurezza sociale) 
 S.1312 || Amministrazioni di Stati federati (esclusa la sicurezza sociale) 
 S.1313 || Amministrazioni locali (esclusa la sicurezza sociale) 
 S.1314 || Enti di previdenza e assistenza sociale 
 S.14 || Famiglie 
 S.141 || Datori di lavoro 
 S.142 || Lavoratori indipendenti 
 S.143 || Lavoratori dipendenti 
 S.144 || Percettori di redditi da capitale e beneficiari di trasferimenti 
 S.1441 || Percettori di redditi da capitale 
 S.1442 || Titolari di pensioni 
 S.1443 || Beneficiari di altri trasferimenti 
 S.15 || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie 
 S.15002 || Private nazionali 
 S.15003 || Sotto controllo estero 
 S.2 || Resto del mondo 
 S.21 || Stati membri, istituzioni e organi dell'Unione europea 
 S.211 || Stati membri dell'Unione europea 
 S.2111 || Stati membri della zona euro 
 S.2112 || Stati membri non aderenti all'euro 
 S.212 || Istituzioni e organi dell'Unione europea 
 S.2121 || Banca centrale europea (BCE) 
 S.2122 || Istituzioni e organi dell'Unione europea, esclusa la BCE 
 S.22 || Paesi non aderenti all'UE e organizzazioni internazionali non residenti nell'UE 
Classificazione delle operazioni e degli
altri flussi
Operazioni sui prodotti (P)
 P.1 || Produzione 
 P.11 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita 
 P.119 || Servizi di intermediazione finanziaria indirettamente misurati (SIFIM) 
 P.12 || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale 
 P.13 || Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita 
 P.2 || Consumi intermedi 
 P.3 || Spesa per consumi finali 
 P.31 || Spesa per consumi individuali 
 P.32 || Spesa per consumi collettivi 
 P.4 || Consumi finali effettivi 
 P.41 || Consumi effettivi individuali 
 P.42 || Consumi effettivi collettivi 
 P.5 || Investimenti lordi / P.5n Investimenti netti 
 P.51g || Investimenti fissi lordi 
 P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso 
 P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi 
 P.5112 || Acquisizioni di beni usati 
 P.5113 || Cessioni di beni usati 
 P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte 
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) (-) 
 P.51c1 || Ammortamenti inclusi nel risultato lordo di gestione (-) 
 P.51c2 || Ammortamenti inclusi nel reddito misto lordo (-) 
 P.51n || Investimenti fissi netti 
 P.52 || Variazione delle scorte 
 P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore 
 P.6 || Esportazioni di beni e servizi 
 P.61 || Esportazioni di beni 
 P.62 || Esportazioni di servizi 
 P.7 || Importazioni di beni e servizi 
 P.71 || Importazioni di beni 
 P.72 || Importazioni di servizi 
Operazioni inerenti ad attività non
finanziarie non prodotte (NP)
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte 
 NP.1 || Acquisizioni meno cessioni di risorse naturali 
 NP.2 || Acquisizioni meno cessioni di licenze, contratti di leasing e altri contratti 
 NP.3 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
Se del caso, i codici utilizzati per le operazioni
inerenti ad attività non finanziarie non prodotte possono essere ulteriormente
disaggregati avvalendosi della classificazione delle attività non finanziarie
non prodotte (AN.2).
Operazioni di distribuzione e di
redistribuzione (D)
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente 
 D.11 || Retribuzioni lorde 
 D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro 
 D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro 
 D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro 
 D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro 
 D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro 
 D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro 
 D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni 
 D.21 || Imposte sui prodotti 
 D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari 
 D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA 
 D.2121 || Dazi sulle importazioni 
 D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA 
 D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA 
 D.29 || Altre imposte sulla produzione 
 D.3 || Contributi 
 D.31 || Contributi ai prodotti 
 D.311 || Contributi alle importazioni 
 D.319 || Altri contributi ai prodotti 
 D.39 || Altri contributi alla produzione 
 D.4 || Redditi da capitale 
 D.41 || Interessi 
 D.42 || Utili distribuiti dalle società 
 D.421 || Dividendi 
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società 
 D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero 
 D.44 || Altri redditi da investimenti 
 D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati 
 D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici 
 D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento 
 D.4431 || Dividendi da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento 
 D.4432 || Utili non distribuiti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti 
Trasferimenti correnti in denaro e in
natura (D.5-D.8)
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. 
 D.51 || Imposte sul reddito 
 D.59 || Altre imposte correnti 
 D.6 || Contributi e prestazioni sociali 
 D.61 || Contributi sociali netti 
 D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro 
 D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro 
 D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro 
 D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro 
 D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro 
 D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro 
 D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie 
 D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie 
 D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie 
 D.614 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie 
 D.6141 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie 
 D.6142 || Contributi non pensionistici supplementari a carico delle famiglie 
 D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale (-)[6] 
 D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura 
 D.621 || Prestazioni di sicurezza sociale in denaro 
 D.6211 || Prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale in denaro 
 D.6212 || Prestazioni non pensionistiche di sicurezza sociale in denaro 
 D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale 
 D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale 
 D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale 
 D.623 || Prestazioni di assistenza sociale in denaro 
 D.63 || Trasferimenti sociali in natura 
 D.631 || Trasferimenti sociali in natura (beni e servizi non destinabili alla vendita) 
 D.632 || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti 
 D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni 
 D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni 
 D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni 
 D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni 
 D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni 
 D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni 
 D.73 || Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche 
 D.74 || Aiuti internazionali correnti 
 D.75 || Trasferimenti correnti diversi 
 D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie 
 D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie 
 D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi 
 D.76 || Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL 
 D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici 
 D.9 || Trasferimenti in conto capitale 
 D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere 
 D.91r || Imposte in conto capitale da percepire 
 D.92r || Contributi agli investimenti da ricevere 
 D.99r || Altri trasferimenti in conto capitale da ricevere 
 D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare 
 D.91p || Imposte in conto capitale da pagare 
 D.92p || Contributi agli investimenti da erogare 
 D.99p || Altri trasferimenti in conto capitale da effettuare 
Operazioni inerenti ad attività e
passività finanziarie (F)
(Acquisizione netta di attività
finanziarie / Incremento netto delle passività) 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 F.11 || Oro monetario 
 F.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi 
 F.21 || Biglietti e monete 
 F.22 || Depositi trasferibili 
 F.221 || Posizioni interbancarie 
 F.229 || Altri depositi trasferibili 
 F.29 || Altri depositi 
 F.3 || Titoli di credito 
 F.31 || A breve termine 
 F.32 || A lungo termine 
 F.4 || Prestiti[7] 
 F.41 || A breve termine 
 F.42 || A lungo termine 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 F.51 || Azioni e altre partecipazioni 
 F.511 || Azioni quotate 
 F.512 || Azioni non quotate 
 F.519 || Altre partecipazioni 
 F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento 
 F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari 
 F.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari 
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita 
 F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita 
 F.63 || Diritti pensionistici 
 F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi 
 F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche 
 F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard 
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 F.71 || Strumenti finanziari derivati 
 F.711 || Opzioni 
 F.712 || Contratti a termine 
 F.72 || Stock option conferite ai dipendenti 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi 
 F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni 
 F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni 
Altri flussi (K)
 K.1-5 || Totale delle variazioni di volume 
 K.1 || Comparsa economica di attività 
 K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte 
 K.21 || Esaurimento di risorse naturali 
 K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte 
 K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali 
 K.4 || Confische senza indennizzo 
 K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. 
 K.6 || Variazioni di classificazione 
 K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali 
 K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività 
 K.7 || Guadagni e perdite nominali in conto capitale 
 K.71 || Guadagni e perdite neutrali in conto capitale 
 K.72 || Guadagni e perdite reali in conto capitale 
Classificazione dei saldi contabili e del
patrimonio netto (B)[8]
 B.1g || Valore aggiunto lordo / Prodotto interno lordo 
 B.2g || Risultato lordo di gestione 
 B.3g || Reddito misto lordo 
 B.4g || Reddito lordo da impresa 
 B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo / Reddito nazionale lordo 
 B.6g || Reddito disponibile lordo 
 B.7g || Reddito disponibile corretto lordo 
 B.8g || Risparmio lordo 
 B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) 
 B.9N || Accreditamento (+) / indebitamento (-) dei conti non finanziari 
 B.9F || Accreditamento (+) / indebitamento (-) dei conti finanziari 
 B.10 || Variazioni del patrimonio netto 
 B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale[9], [10] 
 B.102 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività 
 B.103 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale 
 B.1031 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale 
 B.1032 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale 
 B.11 || Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo 
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo 
 B.90 || Patrimonio netto 
 BF.90 || Patrimonio finanziario netto 
Classificazione delle registrazioni nei
conti patrimoniali (L)
Per un determinato conto patrimoniale, come per il
conto finanziario, gli unici codici necessari sono quelli che forniscono i dettagli
delle attività per tipo, utilizzando codici AN e AF. È possibile tuttavia
compilare un conto per presentare i livelli degli stock all'inizio (LS) e alla
fine (LE) di un periodo, nonché il totale delle variazioni tra questi due
momenti (LX). Tutti e tre i codici devono essere dettagliati per tipo di
attività. Le registrazioni LX corrispondono alla somma delle registrazioni dei
codici P.5, NP, F e K per le attività in questione nel periodo considerato.
A partire dalle registrazioni nel conto
patrimoniale di apertura può essere calcolato il valore del patrimonio netto
(B.90). La differenza tra questo e il valore di B.90 nel conto patrimoniale di
chiusura deve coincidere con il saldo di tutti i codici LX, il quale deve coincidere
a sua volta con il valore di B.10.
 LS || Conto patrimoniale di apertura 
 LX || Conto delle variazioni patrimoniali 
 LE || Conto patrimoniale di chiusura 
Classificazione delle attività (A)
Attività non finanziarie (AN)
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte 
 AN.11 || Capitale fisso per tipo di attività 
 AN.111 || Abitazioni 
 AN.112 || Fabbricati non residenziali e altre opere 
 AN.1121 || Fabbricati non residenziali 
 AN.1122 || Altre opere 
 AN.1123 || Miglioramenti dei terreni 
 AN.113 || Impianti e macchinari 
 AN.1131 || Mezzi di trasporto 
 AN.1132 || Apparecchiature ICT 
 AN.1139 || Altri impianti e macchinari 
 AN.114 || Armamenti 
 AN.115 || Risorse biologiche coltivate 
 AN.1151 || Risorse animali che generano ripetutamente nuovi prodotti 
 AN.1152 || Alberi, raccolti e risorse vegetali che generano ripetutamente nuovi prodotti 
 (AN.116) || (Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte)[11] 
 AN.117 || Prodotti di proprietà intellettuale 
 AN.1171 || Ricerca e sviluppo 
 AN.1172 || Prospezione e valutazione mineraria 
 AN.1173 || Software e basi di dati 
 AN.11731 || Software 
 AN.11732 || Basi di dati 
 AN.1174 || Originali di opere artistiche, letterarie o di intrattenimento 
 AN.1179 || Altri prodotti di proprietà intellettuale 
 AN.12 || Scorte per tipo di scorte 
 AN.121 || Materie prime e prodotti intermedi 
 AN.122 || Prodotti in corso di lavorazione 
 AN.1221 || Prodotti in corso di lavorazione relativi a risorse biologiche coltivate 
 AN.1222 || Altri prodotti in corso di lavorazione 
 AN.123 || Prodotti finiti 
 AN.124 || Scorte militari 
 AN.125 || Beni per la rivendita 
 AN.13 || Oggetti di valore 
 AN.131 || Pietre e metalli preziosi 
 AN.132 || Oggetti di antiquariato e altri oggetti d'arte 
 AN.133 || Altri oggetti di valore 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte 
 AN.21 || Risorse naturali 
 AN.211 || Terreni 
 AN. 2111 || Terreni sottostanti a fabbricati e ad altre opere 
 AN. 2112 || Terreni coltivati 
 AN. 2113 || Parchi con relative acque di superficie 
 AN. 2119 || Altri terreni con relative acque di superficie 
 AN.212 || Riserve di minerali e di energia 
 AN.213 || Risorse biologiche non coltivate 
 AN.214 || Risorse idriche 
 AN.215 || Altre risorse naturali 
 AN.2151 || Spettri radio 
 AN.2159 || Altre 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti 
 AN.221 || Contratti di leasing operativo negoziabili 
 AN.222 || Permessi di sfruttamento di risorse naturali 
 AN.223 || Permessi di esercizio di attività specifiche 
 AN.224 || Diritti esclusivi su futuri beni e servizi 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing 
Attività finanziarie (AF)
Esiste una corrispondenza univoca tra i codici
delle operazioni inerenti ad attività e passività finanziarie (codici F) e
quelli dei livelli delle consistenze (codici AF) per le stesse attività e
passività. Nella pratica, tuttavia, i dati dei conti patrimoniali possono
risultare meno dettagliati o anche non esistere oltre la disaggregazione di
primo livello sotto riportata. Se del caso, i codici AF possono essere
disaggregati secondo il livello di dettaglio stabilito per i codici F come
segue:
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) 
 AF.11 || Oro monetario 
 AF.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi 
 AF.21 || Biglietti e monete 
 AF.22 || Depositi trasferibili 
 AF.221 || Posizioni interbancarie 
 AF.229 || Altri depositi trasferibili 
 AF.29 || Altri depositi 
 AF.3 || Titoli di credito 
 AF.31 || A breve termine 
 AF.32 || A lungo termine 
 AF.4 || Prestiti[12] 
 AF.41 || A breve termine 
 AF.42 || A lungo termine 
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento 
 AF.51 || Azioni e altre partecipazioni 
 AF.511 || Azioni quotate 
 AF.512 || Azioni non quotate 
 AF.519 || Altre partecipazioni 
 AF.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento 
 AF.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari 
 AF.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari 
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard 
 AF.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita 
 AF.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita 
 AF.63 || Diritti pensionistici 
 AF.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi 
 AF.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche 
 AF.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard 
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti 
 AF.71 || Strumenti finanziari derivati 
 F.711 || Opzioni 
 F.712 || Contratti a termine 
 AF.72 || Stock option conferite ai dipendenti 
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi 
 AF.81 || Crediti commerciali e anticipazioni 
 AF.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni 
Classificazione delle voci supplementari
Per convenzione un codice supplementare inizia per
X ed è costruito sulla base del codice della voce standard cui fa riferimento.
1       Prestiti non produttivi
Ai flussi e agli stock di prestiti non produttivi
si applicano i codici di seguito indicati. Poiché i prestiti sono contraddistinti
dai codici AF.4 e F.4, i codici supplementari iniziano con XAF4 per gli stock e
con XF4 per i flussi. 
I codici per gli stock sono:
 XAF4_NNP || Prestiti: valore nominale, non produttivi 
 XAF4_MNP || Prestiti: valore di mercato, non produttivi 
e per i flussi associati:
 XF4_NNP || Prestiti: valore nominale, non produttivi 
 XF4_MNP || Prestiti: valore di mercato, non produttivi 
In entrambe le serie di codici il trattino basso
sta al posto dei codici dettagliati per i prestiti laddove ciò sia necessario,
ad esempio nel conto patrimoniale:
 XAF41NNP || Prestiti a breve termine: valore nominale, non produttivi 
 XAF42MNP || Prestiti a lungo termine: valore di mercato, non produttivi 
2       Servizi di capitale
Ai servizi di capitale si applicano i seguenti
codici:
 XCS || Servizi di capitale 
 XCSC || Servizi di capitale - Società 
 P.51c1 || Ammortamenti inclusi nel risultato lordo di gestione 
 XRC || Rendimento del capitale - Società 
 XOC || Altri costi di capitale - Società 
 XCSU || Servizi di capitale - Imprese non costituite in società 
 P.51c2 || Ammortamenti inclusi nel reddito misto lordo 
 XRU || Rendimento del capitale - Imprese non costituite in società 
 XOU || Altri costi di capitale - Imprese non costituite in società 
3       Tavola delle pensioni
Alla tavola aggiuntiva descritta nel capitolo
sulle pensioni si applicano i codici di cui in appresso. Sono proposti codici
diversi per le colonne e le righe della tabella.
Colonne
Nella descrizione della colonna la lettera
"W" corrisponde a un settore diverso dalle amministrazioni pubbliche
e i numeri in tali codici si riferiscono ai corrispondenti settori
istituzionali. 
a) Passività registrate nella sequenza principale
dei conti
Sistemi concepiti e realizzati da soggetti diversi dalle
amministrazioni pubbliche
 XPC1W || Sistemi a contribuzione definita 
 XPB1W || Sistemi a prestazione definita 
 XPCB1W || Totale 
Sistemi concepiti e realizzati dalle
amministrazioni pubbliche
 XPCG || Sistemi a contribuzione definita 
Sistemi a prestazione definita per i dipendenti
delle amministrazioni pubbliche 
 XPBG12 || Nel settore delle società finanziarie 
 XPBG13 || Nel settore delle amministrazioni pubbliche 
b) Passività non registrate nella sequenza
principale dei conti
 XPBOUT13 || Nel settore delle amministrazioni pubbliche 
 XP1314 || Sistemi pensionistici di sicurezza sociale 
 XPTOT || Totale dei sistemi pensionistici 
 XPTOTNRH || di cui: famiglie non residenti 
Righe
a) Conto patrimoniale di apertura
 XAF63LS || Diritti pensionistici 
b) Operazioni
 XD61p || Contributi speciali connessi a sistemi pensionistici 
 XD6111 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro 
 XD6121 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro 
 XD6131 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie 
 XD6141 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie 
 XD619 || Altra accumulazione (attuariale) di diritti pensionistici negli enti di previdenza e di assistenza sociale 
 XD62p || Prestazioni pensionistiche 
 XD8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici 
 XD81 || Variazione dei diritti pensionistici per effetto di trasferimenti di diritti 
 XD82 || Variazione dei diritti per effetto di variazioni negoziate della struttura del sistema 
c) Altri flussi economici
 XK7 || Rivalutazioni 
 XK5 || Altre variazioni di volume 
d) Conto patrimoniale di chiusura
 XAF63LE || Diritti pensionistici 
e) Indicatori correlati
 XP1 || Produzione 
 XAFN || Attività detenute dai sistemi pensionistici alla fine dell'anno 
4       Beni di consumo durevoli
I beni di consumo durevoli sono codificati con il
prefisso X, cui fanno seguito il codice DHHCE ("durable household
consumption expenditure" = spese per consumi delle famiglie per beni
durevoli), nonché un suffisso a una cifra per i sottogruppi e a due cifre per
le voci. Sono forniti anche i corrispondenti codici COICOP. 
 COICOP || Codici SCN ||   
   || XDHHCE1 || Mobili ed elettrodomestici 
 05.1.1 || XDHHCE11 || Mobili e arredamenti 
 05.1.2 || XDHHCE12 || Tappeti e altri rivestimenti per pavimenti 
 05.3.1 || XDHHCE13 || Elettrodomestici e casalinghi principali 
 05.5.1 || XDHHCE14 || Principali utensili e attrezzature per la casa e il giardino 
   || XDHHCE2 || Mezzi personali di trasporto 
 07.1.1 || XDHHCE21 || Autoveicoli 
 07.1.2 || XDHHCE22 || Motocicli 
 07.1.3 || XDHHCE23 || Biciclette 
 07.1.4 || XDHHCE24 || Veicoli a trazione animale 
   || XDHHCE3 || Beni durevoli per la ricreazione e lo svago 
 08.2.0 || XDHHCE31 || Attrezzature telefoniche e di telefax 
 09.1.1 || XDHHCE32 || Apparecchiature per la ricezione, la registrazione e la riproduzione di suono e immagini 
 09.1.2 || XDHHCE33 || Apparecchiature fotografiche e cinematografiche, strumenti ottici 
 09.1.3 || XDHHCE34 || Apparecchiature per l'elaborazione delle informazioni 
 09.2.1 || XDHHCE35 || Beni durevoli principali per attività ricreative all'aperto 
 09.2.2 || XDHHCE36 || Strumenti musicali e beni durevoli principali per attività ricreative al coperto 
   || XDHHCE4 || Altri beni durevoli 
 12.3.1 || XDHHCE41 || Gioielli e orologi 
 06.1.3 || XDHHCE42 || Attrezzature ed apparecchi terapeutici 
5       Investimenti diretti all'estero
Le voci supplementari per gli investimenti diretti
all'estero possono essere codificate con il prefisso X, cui fanno seguito il
codice F o AF, nonché il suffisso FDI ("foreign direct investment" =
investimenti diretti all'estero). Ad esempio:
 XF42FDI || Operazioni inerenti a prestiti a lungo termine per investimenti diretti all'estero 
6       Attività e passività contingenti
I codici supplementari per le attività e le
passività contingenti sono costruiti con il prefisso X, cui fanno seguito il
codice AF nonché il suffisso CP ("contingent positions" = attività e
passività contingenti). Ad esempio:
 XAF11CP || quando il pegno di oro monetizzato può influenzarne l'utilizzo come attività di riserva 
7       Biglietti, monete e depositi
Le voci supplementari per la classificazione di
biglietti, monete e depositi denominati in valuta nazionale ed estera sono
codificate con il prefisso X, cui fanno seguito il codice F o AF, nonché il
suffisso NC per indicare biglietti, monete e depositi denominati in valuta
nazionale o il suffisso FC per indicare biglietti, monete e depositi denominati
in valuta estera. Ad esempio:
per le operazioni
 XF21NC || Biglietti e monete in valuta locale 
 XF22FC || Depositi in valuta estera 
per gli stock
 XAF21NC || Biglietti e monete in valuta locale 
 XAF22FC || Depositi in valuta estera 
8       Classificazione dei titoli di credito
secondo la scadenza
Si propone di classificare i titoli di credito
secondo la scadenza utilizzando, ad esempio, un prefisso X cui fanno seguito il
codice AF nonché un suffisso indicante la data di scadenza. Per esempio:
 XAF32Y20 || Titoli di credito che scadono nel 2020 
9       Titoli di credito quotati e non quotati
Le voci supplementari per i titoli di credito sono
codificate con il prefisso X, cui fanno seguito il codice F o AF, nonché il
suffisso 1 per i titoli quotati o 2 per i titoli non quotati. Ad esempio:
per le operazioni
 XF321 || Operazioni inerenti a titoli di credito a lungo termine quotati 
 XF322 || Operazioni inerenti a titoli di credito a lungo termine non quotati 
per gli stock
 XAF321 || Stock di titoli di credito a lungo termine quotati 
 XAF322 || Stock di titoli di credito a lungo termine non quotati 
10     Prestiti a lungo termine con scadenza
inferiore a un anno e prestiti a lungo termine garantiti da ipoteca
I prestiti a lungo termine con scadenza inferiore
a un anno e i prestiti a lungo termine garantiti da ipoteca sono codificati con
il prefisso X, cui fanno seguito il codice F o AF, nonché il suffisso L1 per
indicare una scadenza inferiore a un anno o il suffisso LM per indicare un
prestito garantito da ipoteca. Ad esempio:
per le operazioni
 XF42L1 || Prestiti a lungo termine con scadenza inferiore a un anno 
 XF42LM || Prestiti a lungo termine garantiti da ipoteca 
per gli stock
 XAF42L1 || Prestiti a lungo termine con scadenza inferiore a un anno 
 XAF42LM || Prestiti a lungo termine garantiti da ipoteca 
11        Quote di fondi di investimento
quotati e non quotati
Le quote di fondi di investimento quotati e
non quotati sono codificate con il prefisso X, cui fanno seguito il codice F o
AF, nonché il suffisso 1 per i fondi quotati o il suffisso 2 per i fondi non
quotati. Ad esempio:
per le operazioni
 XF5291 || Operazioni inerenti a quote di fondi di investimento quotati diversi dai fondi comuni monetari 
 XF5292 || Operazioni inerenti a quote di fondi di investimento non quotati diversi dai fondi comuni monetari 
per gli stock
 XAF5291 || Stock di quote di fondi di investimento quotati diversi dai fondi comuni monetari 
 XAF5292 || Stock di quote di fondi di investimento non quotati diversi dai fondi comuni monetari 
12. Interessi e rimborsi arretrati
Gli interessi e i rimborsi arretrati sono
codificati con il prefisso X, cui fanno seguito il codice AF, nonché il
suffisso IA per gli arretrati di interesse o il suffisso PA per i rimborsi
arretrati. Ad esempio:
 XAF42IA || Interessi arretrati su prestiti a lungo termine 
 XAF42PA || Rimborsi arretrati su prestiti a lungo termine 
13. Rimesse personali e totali
Le rimesse personali e totali tra famiglie
residenti e non residenti sono codificate con il prefisso X, cui fanno seguito
il codice dei trasferimenti correnti, nonché il suffisso PR per le rimesse
personali o il suffisso TR per le rimesse totali, come segue:
 XD5452PR || Rimesse personali tra famiglie residenti e non residenti 
 XD5452TR || Rimesse totali tra famiglie residenti e non residenti 
Raggruppamento e codifica delle branche
di attività economica (A) e dei prodotti (P) 
Le classificazioni delle attività e dei prodotti
da utilizzare sono la NACE Rev. 2 e la CPA 2008. I corrispondenti aggregati per
il programma di trasmissione del SEC sono adottati in forza di un regolamento
della Commissione. Si tratta degli aggregati A*3, A*10, A*21, A*38 e A*64 per
le attività economiche e P*3, P*10, P*21, P*38 e P*64 per i prodotti. Nel
presente capitolo sono riportati anche i livelli A*88 (NACE Rev. 2) e P*88
(CPA) benché questi non siano utilizzati nel programma di trasmissione del SEC.
Sono elencati qui di seguito i nuovi aggregati.
A*3
 N. seq. || Sezioni della NACE Rev. 2 || Descrizione 
 1 || A || Agricoltura, silvicoltura e pesca 
 2 || B, C, D, E e F || Attività estrattiva; attività manifatturiere; fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata; fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento; costruzioni 
 3 || G, H, I, J, K, L, M, N, O, P, Q, R, S, T e U || Servizi 
A*10
 N. seq. || Sezioni della NACE Rev. 2 || Descrizione 
 1 || A || Agricoltura, silvicoltura e pesca 
 2 || B, C, D e E || Attività estrattiva; attività manifatturiere; fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata; fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento 
 2a || C || Di cui: attività manifatturiere 
 3 || F || Costruzioni 
 4 || G, H e I || Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli; trasporto e magazzinaggio; servizi di alloggio e di ristorazione 
  5 || J || Servizi di informazione e comunicazione 
 6 || K || Attività finanziarie e assicurative 
 7 || L || Attività immobiliari 
 8 || M e N || Attività professionali, scientifiche e tecniche; attività amministrative e di servizi di supporto 
 9 || O, P e Q || Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria; istruzione; sanità e assistenza sociale 
 10 || R, S, T e U || Attività artistiche, di intrattenimento e divertimento; altre attività di servizi; attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; produzione di beni e servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze; attività di organizzazioni e organismi extraterritoriali 
A*21 
 N. seq. || Sezioni della NACE Rev. 2 || Divisioni della NACE Rev. 2 || Descrizione 
 1 || A || 01-03 || Agricoltura, silvicoltura e pesca 
 2 || B || 05-09 || Attività estrattiva 
 3 || C || 10-33 || Attività manifatturiere 
 4 || D || 35 || Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 
 5 || E || 36-39 || Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento 
 6 || F || 41-43 || Costruzioni 
 7 || G || 45-47 || Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli 
 8 || H || 49-53 || Trasporto e magazzinaggio 
 9 || I || 55-56 || Servizi di alloggio e di ristorazione 
 10 || J || 58-63 || Servizi di informazione e comunicazione 
 11 || K || 64-66 || Attività finanziarie e assicurative 
 12 || L || 68 || Attività immobiliari 
 13 || M || 69-75 || Attività professionali, scientifiche e tecniche 
 14 || N || 77-82 || Attività amministrative e di servizi di supporto 
 15 || O || 84 || Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria 
 16 || P || 85 || Istruzione 
 17 || Q || 86-88 || Sanità e assistenza sociale 
 18 || R || 90-93 || Attività artistiche, di intrattenimento e divertimento 
 19 || S || 94-96 || Altre attività di servizi 
 20 || T || 97-98 || Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; produzione di beni e servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze 
 21 || U || 99 || Attività di organizzazioni e organismi extraterritoriali 
A*38
 N. Seq. || Divisioni della NACE Rev. 2 || Descrizione 
 1 || 01-03 || Agricoltura, silvicoltura e pesca 
 2 || 05-09 || Attività estrattiva 
 3 || 10-12 || Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco 
 4 || 13-15 || Industrie tessili, confezione di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e simili 
 5 || 16-18 || Industria del legno; fabbricazione di carta e di prodotti di carta; stampa 
 6 || 19 || Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 
 7 || 20 || Fabbricazione di prodotti chimici 
 8 || 21 || Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 
 9 || 22-23 || Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche e di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 
 10 || 24-25 || Attività metallurgiche; fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature 
 11 || 26 || Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica 
 12 || 27 || Fabbricazione di apparecchiature elettriche 
 13 || 28 || Fabbricazione di macchinari e apparecchiature n.c.a. 
 14 || 29-30 || Fabbricazione di mezzi di trasporto 
 15 || 31-33 || Fabbricazione di mobili; altre industrie manifatturiere; riparazione e installazione di macchine e apparecchiature 
 16 || 35 || Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 
 17 || 36-39 || Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento 
 18 || 41-43 || Costruzioni 
 19 || 45-47 || Commercio all'ingrosso e al dettaglio; riparazione di autoveicoli e motocicli 
 20 || 49-53 || Trasporto e magazzinaggio 
 21 || 55-56 || Servizi di alloggio e di ristorazione 
 22 || 58-60 || Attività editoriali; audiovisivi; attività di trasmissione 
 23 || 61 || Telecomunicazioni 
 24 || 62-63 || Programmazione, consulenza informatica e attività connesse; attività dei servizi d'informazione 
 25 || 64-66 || Attività finanziarie e assicurative 
 26 || 68 || Attività immobiliari 
 26a ||   || di cui: fitti imputati per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari 
 27 || 69-71 || Attività legali e contabilità; attività di sedi centrali; consulenza gestionale; attività degli studi di architettura e d'ingegneria; collaudi e analisi tecniche 
 28 || 72 || Ricerca scientifica e sviluppo 
 29 || 73-75 || Pubblicità e ricerche di mercato; altre attività professionali, scientifiche e tecniche; servizi veterinari 
 30 || 77-82 || Attività amministrative e di servizi di supporto 
 31 || 84 || Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria 
 32 || 85 || Istruzione 
 33 || 86 || Attività dei servizi sanitari 
 34 || 87-88 || Assistenza sociale 
 35 || 90-93 || Attività artistiche, di intrattenimento e divertimento 
 36 || 94-96 || Altre attività di servizi 
 37 || 97-98 || Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; produzione di beni e di servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze 
 38 || 99 || Attività di organizzazioni e organismi extraterritoriali 
A*64 
 N. seq. || Divisioni della NACE Rev. 2 || Descrizione 
 1 || 01 || Produzioni vegetali e animali, caccia e servizi connessi 
 2 || 02 || Silvicoltura e utilizzo di aree forestali 
 3 || 03 || Pesca e acquicoltura 
 4 || 05-09 || Attività estrattiva 
 5 || 10-12 || Industrie alimentari, delle bevande e del tabacco 
 6 || 13-15 || Industrie tessili, confezione di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e simili 
 7 || 16 || Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili; fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio 
 8 || 17 || Fabbricazione di carta e di prodotti di carta 
 9 || 18 || Stampa e riproduzione su supporti registrati 
 10 || 19 || Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 
 11 || 20 || Fabbricazione di prodotti chimici 
 12 || 21 || Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 
 13 || 22 || Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 
 14 || 23 || Fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 
 15 || 24 || Attività metallurgiche 
 16 || 25 || Fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature 
 17 || 26 || Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica 
 18 || 27 || Fabbricazione di apparecchiature elettriche 
 19 || 28 || Fabbricazione di macchinari e apparecchiature n.c.a. 
 20 || 29 || Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 
 21 || 30 || Fabbricazione di altri mezzi di trasporto 
 22 || 31-32 || Fabbricazione di mobili; altre industrie manifatturiere 
 23 || 33 || Riparazione e installazione di macchine e apparecchiature 
 24 || 35 || Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 
 25 || 36 || Raccolta, trattamento e fornitura di acqua 
 26 || 37-39 || Gestione delle reti fognarie; attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali; attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti 
 27 || 41-43 || Costruzioni 
 28 || 45 || Commercio all'ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli 
 29 || 46 || Commercio all'ingrosso, escluso quello di autoveicoli e di motocicli 
 30 || 47 || Commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli 
 31 || 49 || Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte 
 32 || 50 || Trasporti marittimi e per vie d'acqua 
 33 || 51 || Trasporto aereo 
 34 || 52 || Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti 
 35 || 53 || Servizi postali e attività di corriere 
 36 || 55-56 || Servizi di alloggio; attività di servizi di ristorazione 
 37 || 58 || Attività editoriali 
 38 || 59-60 || Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore; attività di programmazione e trasmissione 
 39 || 61 || Telecomunicazioni 
 40 || 62-63 || Programmazione, consulenza informatica e attività connesse; attività dei servizi d'informazione 
 41 || 64 || Prestazione di servizi finanziari (ad esclusione di assicurazioni e fondi pensione) 
 42 || 65 || Assicurazioni, riassicurazioni e fondi pensione, escluse le assicurazioni sociali obbligatorie 
 43 || 66 || Attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative 
 44 || 68 || Attività immobiliari 
 44a ||   || di cui: fitti imputati per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari 
 45 || 69-70 || Attività legali e contabilità; attività di sedi centrali; consulenza gestionale 
 46 || 71 || Attività degli studi di architettura e d'ingegneria; collaudi e analisi tecniche 
 47 || 72 || Ricerca scientifica e sviluppo 
 48 || 73 || Pubblicità e ricerche di mercato 
 49 || 74-75 || Altre attività professionali, scientifiche e tecniche; servizi veterinari 
 50 || 77 || Attività di noleggio e leasing 
 51 || 78 || Attività di ricerca, selezione, fornitura di personale 
 52 || 79 || Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione e attività correlate 
 53 || 80-82 || Servizi di investigazione e vigilanza; attività di servizi per edifici e per paesaggio; attività amministrative e di supporto per le funzioni d'ufficio e altri servizi di supporto alle imprese 
 54 || 84 || Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria 
 55 || 85 || Istruzione 
 56 || 86 || Attività dei servizi sanitari 
 57 || 87-88 || Assistenza sociale 
 58 || 90-92 || Attività creative, artistiche e d'intrattenimento; attività di biblioteche, archivi, musei e altre attività culturali; attività riguardanti scommesse e case da gioco 
 59 || 93 || Attività sportive, di intrattenimento e di divertimento 
 60 || 94 || Attività di organizzazioni associative 
 61 || 95 || Riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa 
 62 || 96 || Altre attività di servizi personali 
 63 || 97-98 || Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico; produzione di beni e di servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze 
 64 || 99 || Attività di organizzazioni e organismi extraterritoriali 
A*88 
 N. seq. || Divisioni della NACE Rev. 2 || Descrizione 
 1 || 01 || Produzioni vegetali e animali, caccia e servizi connessi 
 2 || 02 || Silvicoltura e utilizzo di aree forestali 
 3 || 03 || Pesca e acquicoltura 
 4 || 05 || Estrazione di carbone e lignite 
 5 || 06 || Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale 
 6 || 07 || Estrazione di minerali metalliferi 
 7 || 08 || Altre attività estrattive 
 8 || 09 || Attività dei servizi di supporto all'estrazione 
 9 || 10 || Industrie alimentari 
 10 || 11 || Produzione di bevande 
 11 || 12 || Industria del tabacco 
 12 || 13 || Industrie tessili 
 13 || 14 || Confezione di articoli di abbigliamento 
 14 || 15 || Confezione di articoli in pelle e simili 
 15 || 16 || Industria del legno e dei prodotti in legno e sughero, esclusi i mobili; fabbricazione di articoli in paglia e materiali da intreccio 
 16 || 17 || Fabbricazione di carta e di prodotti di carta 
 17 || 18 || Stampa e riproduzione su supporti registrati 
 18 || 19 || Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio 
 19 || 20 || Fabbricazione di prodotti chimici 
 20 || 21 || Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici 
 21 || 22 || Fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche 
 22 || 23 || Fabbricazione di altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 
 23 || 24 || Attività metallurgiche 
 24 || 25 || Fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchinari e attrezzature 
 25 || 26 || Fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica 
 26 || 27 || Fabbricazione di apparecchiature elettriche 
 27 || 28 || Fabbricazione di macchinari e apparecchiature n.c.a. 
 28 || 29 || Fabbricazione di autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 
 29 || 30 || Fabbricazione di altri mezzi di trasporto 
 30 || 31 || Fabbricazione di mobili 
 31 || 32 || Altre industrie manifatturiere 
 32 || 33 || Riparazione e installazione di macchine e apparecchiature 
 33 || 35 || Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 
 34 || 36 || Raccolta, trattamento e fornitura di acqua 
 35 || 37 || Gestione delle reti fognarie 
 36 || 38 || Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali 
 37 || 39 || Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti 
 38 || 41 || Costruzione di edifici 
 39 || 42 || Ingegneria civile 
 40 || 43 || Lavori di costruzione specializzati 
 41 || 45 || Commercio all'ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli 
 42 || 46 || Commercio all'ingrosso, escluso quello di autoveicoli e di motocicli 
 43 || 47 || Commercio al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli 
 44 || 49 || Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte 
 45 || 50 || Trasporti marittimi e per vie d'acqua 
 46 || 51 || Trasporto aereo 
 47 || 52 || Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti 
 48 || 53 || Servizi postali e attività di corriere 
 49 || 55 || Servizi di alloggio 
 50 || 56 || Attività di servizi di ristorazione 
 51 || 58 || Attività editoriali 
 52 || 59 || Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore 
 53 || 60 || Attività di programmazione e trasmissione 
 54 || 61 || Telecomunicazioni 
 55 || 62 || Programmazione, consulenza informatica e attività connesse 
 56 || 63 || Attività dei servizi d'informazione 
 57 || 64 || Prestazione di servizi finanziari (ad esclusione di assicurazioni e fondi pensione) 
 58 || 65 || Assicurazioni, riassicurazioni e fondi pensione, escluse le assicurazioni sociali obbligatorie 
 59 || 66 || Attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative 
 60 || 68 || Attività immobiliari 
 60a ||   || di cui: fitti imputati per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari 
 61 || 69 || Attività legali e contabilità 
 62 || 70 || Attività di sedi centrali; consulenza gestionale 
 63 || 71 || Attività degli studi di architettura e d'ingegneria; collaudi e analisi tecniche 
 64 || 72 || Ricerca scientifica e sviluppo 
 65 || 73 || Pubblicità e ricerche di mercato 
 66 || 74 || Altre attività professionali, scientifiche e tecniche 
 67 || 75 || Servizi veterinari 
 68 || 77 || Attività di noleggio e leasing 
 69 || 78 || Attività di ricerca, selezione, fornitura di personale 
 70 || 79 || Attività dei servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e servizi di prenotazione e attività correlate 
 71 || 80 || Servizi di investigazione e vigilanza 
 72 || 81 || Attività di servizi per edifici e per paesaggio 
 73 || 82 || Attività amministrative e di supporto per le funzioni d'ufficio e altri servizi di supporto alle imprese 
 74 || 84 || Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria 
 75 || 85 || Istruzione 
 76 || 86 || Attività dei servizi sanitari 
 77 || 87 || Servizi di assistenza residenziale 
 78 || 88 || Assistenza sociale non residenziale 
 79 || 90 || Attività creative, artistiche e d'intrattenimento 
 80 || 91 || Attività di biblioteche, archivi, musei e altre attività culturali 
 81 || 92 || Attività riguardanti scommesse e case da gioco 
 82 || 93 || Attività sportive, di intrattenimento e di divertimento 
 83 || 94 || Attività di organizzazioni associative 
 84 || 95 || Riparazione di computer e di beni per uso personale e per la casa 
 85 || 96 || Altre attività di servizi personali 
 86 || 97 || Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico 
 87 || 98 || Produzione di beni e di servizi indifferenziati per uso proprio da parte di famiglie e convivenze 
 88 || 99 || Attività di organizzazioni e organismi extraterritoriali 
P*3
 N. seq. || Sezioni della CPA 2008 || Descrizione 
 1 || A || Prodotti dell'agricoltura, silvicoltura e pesca 
 2 || B, C, D, E e F || Prodotti delle miniere e delle cave; prodotti trasformati e manufatti; energia elettrica, gas, acqua e trattamento dei rifiuti; lavori di costruzione ed opere di edilizia civile 
 3 || G, H, I, J, K, L, M, N, O, P, Q, R, S, T e U || Servizi 
P*10
 N. seq. || Sezioni della CPA 2008 || Descrizione 
 1 || A || Prodotti dell'agricoltura, silvicoltura e pesca 
 2 || B, C, D e E || Prodotti delle miniere e delle cave; prodotti trasformati e manufatti; energia elettrica, gas, acqua e trattamento dei rifiuti 
  2a ||  C ||  di cui: prodotti trasformati e manufatti 
 3 || F || Lavori di costruzione ed opere di edilizia civile 
 4 || G, H e I || Servizi di vendita all'ingrosso e al dettaglio; servizi di riparazione di autoveicoli e motocicli; servizi di trasporto e magazzinaggio; servizi di alloggio e di ristorazione 
  5 || J || Servizi di informazione e comunicazione 
 6 || K || Servizi finanziari e assicurativi 
 7 || L || Servizi immobiliari 
 8 || M e N || Servizi professionali, scientifici e tecnici; servizi amministrativi e di supporto 
 9 || O, P e Q || Servizi di pubblica amministrazione e difesa; servizi di assicurazione sociale obbligatoria; servizi di istruzione; servizi sanitari e di assistenza sociale 
 10 || R, S, T e U || Servizi nel campo dell'arte, dello spettacolo e del tempo libero; servizi di riparazione di beni per uso domestico; altri servizi 
P*21 
 N. seq. || Sezioni della CPA 2008 || Divisioni della CPA 2008 || Descrizione 
 1 || A || 01-03 || Prodotti dell'agricoltura, silvicoltura e pesca 
 2 || B || 05-09 || Prodotti delle miniere e delle cave 
 3 || C || 10-33 || Prodotti trasformati e manufatti 
 4 || D || 35 || Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 
 5 || E || 36-39 || Produzione e distribuzione d'acqua; reti fognarie, servizi di trattamento dei rifiuti e decontaminazione 
 6 || F || 41-43 || Lavori di costruzione ed opere di edilizia civile 
 7 || G || 45-47 || Servizi di vendita all'ingrosso e al dettaglio; servizi di riparazione di autoveicoli e motocicli 
 8 || H || 49-53 || Servizi di trasporto e magazzinaggio 
 9 || I || 55-56 || Servizi di alloggio e di ristorazione 
 10 || J || 58-63 || Servizi di informazione e comunicazione 
 11 || K || 64-66 || Servizi finanziari e assicurativi 
 12 || L || 68 || Servizi immobiliari 
 13 || M || 69-75 || Servizi professionali, scientifici e tecnici 
 14 || N || 77-82 || Servizi amministrativi e di supporto 
 15 || O || 84 || Servizi di pubblica amministrazione e difesa; servizi di assicurazione sociale obbligatoria 
 16 || P || 85 || Servizi di istruzione 
 17 || Q || 86-88 || Servizi sanitari e di assistenza sociale 
 18 || R || 90-93 || Servizi nel campo dell'arte, dello spettacolo e del tempo libero 
 19 || S || 94-96 || Altri servizi 
 20 || T || 97-98 || Servizi di datore di lavoro svolti da famiglie e convivenze; produzione di beni e servizi per uso proprio da parte di famiglie e convivenze 
 21 || U || 99 || Servizi forniti da organizzazioni ed organismi extraterritoriali 
P*38
 N. seq. || Divisioni della CPA 2008 || Descrizione 
 1 || 01-03 || Prodotti dell'agricoltura, silvicoltura e pesca 
 2 || 05-09 || Prodotti delle miniere e delle cave 
 3 || 10-12 || Prodotti alimentari, bevande e prodotti a base di tabacco 
 4 || 13-15 || Prodotti tessili; articoli di abbigliamento; cuoio e relativi prodotti 
 5 || 16-18 || Legno; prodotti di carta; servizi di stampa 
 6 || 19 || Coke e prodotti petroliferi raffinati 
 7 || 20 || Prodotti chimici 
 8 || 21 || Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici 
 9 || 22-23 || Articoli in gomma e in materie plastiche; altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 
 10 || 24-25 || Metalli; prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti 
 11 || 26 || Prodotti informatici, elettronici ed ottici 
 12 || 27 || Apparecchiature elettriche 
 13 || 28 || Macchine ed apparecchi meccanici n.c.a. 
 14 || 29-30 || Mezzi di trasporto 
 15 || 31-33 || Mobilio; altri manufatti; servizi di riparazione e installazione di macchinari e apparecchi 
 16 || 35 || Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 
 17 || 36-39 || Produzione e distribuzione d'acqua; reti fognarie, servizi di trattamento dei rifiuti e decontaminazione 
 18 || 41-43 || Lavori di costruzione ed opere di edilizia civile 
 19 || 45-47 || Servizi di vendita all'ingrosso e al dettaglio; servizi di riparazione di autoveicoli e motocicli 
 20 || 49-53 || Servizi di trasporto e magazzinaggio 
 21 || 55-56 || Servizi di alloggio e di ristorazione 
 22 || 58-60 || Servizi di editoria, servizi audiovisivi e servizi di emissione radiofonica e televisiva 
 23 || 61 || Servizi di telecomunicazione 
 24 || 62-63 || Programmazione informatica, consulenze e servizi connessi; servizi d'informazione 
 25 || 64-66 || Servizi finanziari e assicurativi 
 26 || 68 || Servizi immobiliari 
 26a ||   || di cui: fitti imputati per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari 
 27 || 69-71 || Servizi legali e contabilità; servizi di sedi sociali; servizi di consulenza in materia amministrativo-gestionale; servizi in materia di architettura e di ingegneria; servizi di sperimentazione e di analisi tecnica 
 28 || 72 || Servizi di ricerca e sviluppo scientifici 
 29 || 73-75 || Servizi di pubblicità e studi di mercato; altri servizi professionali, scientifici e tecnici; servizi veterinari 
 30 || 77-82 || Servizi amministrativi e di supporto 
 31 || 84 || Servizi di pubblica amministrazione e difesa; servizi di assicurazione sociale obbligatoria 
 32 || 85 || Servizi di istruzione 
 33 || 86 || Servizi sanitari 
 34 || 87-88 || Servizi di assistenza sociale 
 35 || 90-93 || Servizi nel campo dell'arte, dello spettacolo e del tempo libero 
 36 || 94-96 || Altri servizi 
 37 || 97-98 || Servizi di datore di lavoro svolti da famiglie e convivenze; produzione di beni e servizi per uso proprio da parte di famiglie e convivenze 
 38 || 99 || Servizi forniti da organizzazioni ed organismi extraterritoriali 
P*64
 N. seq. || Divisioni della CPA 2008 || Descrizione 
 1 || 01 || Prodotti dell'agricoltura e della caccia e relativi servizi 
 2 || 02 || Prodotti della silvicoltura, delle operazioni di taglio e trasporto dei tronchi e servizi connessi 
 3 || 03 || Pesci ed altri prodotti della pesca; prodotti dell'acquacoltura; servizi di supporto per la pesca 
 4 || 05-09 || Prodotti delle miniere e delle cave 
 5 || 10-12 || Prodotti alimentari; bevande; prodotti a base di tabacco 
 6 || 13-15 || Prodotti tessili; articoli di abbigliamento; cuoio e relativi prodotti 
 7 || 16 || Legno e prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili); articoli di paglia e materiali da intreccio 
 8 || 17 || Carta e prodotti di carta 
 9 || 18 || Servizi di stampa e di registrazione 
 10 || 19 || Coke e prodotti petroliferi raffinati 
 11 || 20 || Prodotti chimici 
 12 || 21 || Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici 
 13 || 22 || Articoli in gomma e in materie plastiche 
 14 || 23 || Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 
 15 || 24 || Metalli 
 16 || 25 || Prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti 
 17 || 26 || Prodotti informatici, elettronici ed ottici 
 18 || 27 || Apparecchiature elettriche 
 19 || 28 || Macchine ed apparecchi meccanici n.c.a. 
 20 || 29 || Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 
 21 || 30 || Altri mezzi di trasporto 
 22 || 31-32 || Mobilio; altri manufatti 
 23 || 33 || Servizi di riparazione e installazione di macchinari e apparecchi 
 24 || 35 || Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 
 25 || 36 || Acqua naturale; servizi di trattamento delle acque e di produzione e distribuzione d'acqua 
 26 || 37-39 || Servizi di smaltimento delle acque di scarico; fanghi di depurazione; servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali; servizi di decontaminazione ed altri servizi di trattamento dei rifiuti 
 27 || 41-43 || Lavori di costruzione ed opere di edilizia civile 
 28 || 45 || Servizi di vendita all'ingrosso e al dettaglio e di riparazione di autoveicoli e motocicli 
 29 || 46 || Servizi di vendita all'ingrosso, escluso quello di autoveicoli e di motocicli 
 30 || 47 || Servizi di vendita al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli 
 31 || 49 || Servizi di trasporto terrestre e di trasporto mediante condotte 
 32 || 50 || Servizi di trasporto marittimo e per vie d'acqua 
 33 || 51 || Servizi di trasporto aereo 
 34 || 52 || Servizi di magazzinaggio e di supporto per i trasporti 
 35 || 53 || Servizi postali e di corriere 
 36 || 55-56 || Servizi di alloggio e di ristorazione 
 37 || 58 || Servizi di editoria 
 38 || 59-60 || Servizi di produzione di pellicole cinematografiche, di video e di programmi televisivi; edizione di registrazioni sonore e edizioni musicali; servizi di programmazione e di emissione radiofonica e televisiva 
 39 || 61 || Servizi di telecomunicazione 
 40 || 62-63 || Programmazione informatica, consulenze e servizi connessi; servizi d'informazione 
 41 || 64 || Servizi finanziari (escluse le assicurazioni e i fondi pensione) 
 42 || 65 || Servizi connessi alle assicurazioni, alle riassicurazioni e ai fondi pensione, escluse le assicurazioni sociali obbligatorie 
 43 || 66 || Servizi ausiliari dei servizi finanziari e dei servizi assicurativi 
 44 || 68 || Servizi immobiliari 
 44a ||   || di cui: fitti imputati per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari 
 45 || 69-70 || Servizi legali e contabilità; servizi di sedi sociali; servizi di consulenza in materia amministrativo-gestionale 
 46 || 71 || Servizi in materia di architettura e di ingegneria; servizi di sperimentazione e di analisi tecnica 
 47 || 72 || Servizi di ricerca e sviluppo scientifici 
 48 || 73 || Servizi di pubblicità e studi di mercato 
 49 || 74-75 || Altri servizi professionali, scientifici e tecnici; servizi veterinari 
 50 || 77 || Servizi di locazione e leasing 
 51 || 78 || Servizi del lavoro 
 52 || 79 || Servizi delle agenzie di viaggio, degli operatori turistici ed altri servizi di prenotazione e servizi connessi 
 53 || 80-82 || Servizi investigativi e di vigilanza; servizi di manutenzione degli edifici e del paesaggio; servizi amministrativi e di sostegno per le funzioni d'ufficio ed altri servizi di sostegno alle imprese 
 54 || 84 || Servizi di pubblica amministrazione e difesa; servizi di assicurazione sociale obbligatoria 
 55 || 85 || Servizi di istruzione 
 56 || 86 || Servizi sanitari 
 57 || 87-88 || Servizi di assistenza residenziale; servizi di assistenza sociale non residenziale 
 58 || 90-92 || Servizi creativi, artistici e d'intrattenimento; servizi di biblioteche, archivi, musei ed altri servizi culturali; servizi riguardanti il gioco d'azzardo 
 59 || 93 || Servizi sportivi e di intrattenimento e divertimento 
 60 || 94 || Servizi forniti da organizzazioni associative 
 61 || 95 || Servizi di riparazione di elaboratori elettronici e di beni per uso personale e domestico 
 62 || 96 || Altri servizi personali 
 63 || 97-98 || Servizi di datore di lavoro per personale domestico svolti da famiglie e convivenze; produzione di beni e servizi per uso proprio da parte di famiglie e convivenze 
 64 || 99 || Servizi forniti da organizzazioni ed organismi extraterritoriali 
P*88
 N. seq. || Divisioni della CPA 2008 || Descrizione 
 1 || 01 || Prodotti dell'agricoltura e della caccia e relativi servizi 
 2 || 02 || Prodotti della silvicoltura, delle operazioni di taglio e trasporto dei tronchi e servizi connessi 
 3 || 03 || Pesci ed altri prodotti della pesca; prodotti dell'acquacoltura; servizi di supporto per la pesca 
 4 || 05 || Carboni fossili e ligniti 
 5 || 06 || Petrolio greggio e gas naturale 
 6 || 07 || Minerali metalliferi 
 7 || 08 || Altri prodotti delle miniere e delle cave 
 8 || 09 || Servizi di supporto per le attività di estrazione 
 9 || 10 || Prodotti alimentari 
 10 || 11 || Bevande 
 11 || 12 || Prodotti a base di tabacco 
 12 || 13 || Prodotti tessili 
 13 || 14 || Articoli di abbigliamento 
 14 || 15 || Cuoio e relativi prodotti 
 15 || 16 || Legno e prodotti in legno e sughero (esclusi i mobili); articoli di paglia e materiali da intreccio 
 16 || 17 || Carta e prodotti di carta 
 17 || 18 || Servizi di stampa e di registrazione 
 18 || 19 || Coke e prodotti petroliferi raffinati 
 19 || 20 || Prodotti chimici 
 20 || 21 || Prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici 
 21 || 22 || Articoli in gomma e in materie plastiche 
 22 || 23 || Altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi 
 23 || 24 || Metalli 
 24 || 25 || Prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti 
 25 || 26 || Prodotti informatici, elettronici ed ottici 
 26 || 27 || Apparecchiature elettriche 
 27 || 28 || Macchine ed apparecchi meccanici n.c.a. 
 28 || 29 || Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi 
 29 || 30 || Altri mezzi di trasporto 
 30 || 31 || Mobilio 
 31 || 32 || Altri manufatti 
 32 || 33 || Servizi di riparazione e installazione di macchinari e apparecchi 
 33 || 35 || Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata 
 34 || 36 || Acqua naturale; servizi di trattamento delle acque e di produzione e distribuzione d'acqua 
 35 || 37 || Servizi di smaltimento delle acque di scarico; fanghi di depurazione 
 36 || 38 || Servizi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; servizi di recupero dei materiali 
 37 || 39 || Servizi di decontaminazione ed altri servizi di trattamento dei rifiuti 
 38 || 41 || Edifici ed opere di edilizia civile 
 39 || 42 || Lavori di costruzione ed opere di genio civile 
 40 || 43 || Opere specializzate 
 41 || 45 || Servizi di vendita all'ingrosso e al dettaglio e di riparazione di autoveicoli e motocicli 
 42 || 46 || Servizi di vendita all'ingrosso, escluso quello di autoveicoli e di motocicli 
 43 || 47 || Servizi di vendita al dettaglio, escluso quello di autoveicoli e di motocicli 
 44 || 49 || Servizi di trasporto terrestre e di trasporto mediante condotte 
 45 || 50 || Servizi di trasporto marittimo e per vie d'acqua 
 46 || 51 || Servizi di trasporto aereo 
 47 || 52 || Servizi di magazzinaggio e di supporto per i trasporti 
 48 || 53 || Servizi postali e di corriere 
 49 || 55 || Servizi di alloggio 
 50 || 56 || Servizi di ristorazione e di vendita di bevande 
 51 || 58 || Servizi di editoria 
 52 || 59 || Servizi di produzione di pellicole cinematografiche, di video e di programmi televisivi; edizione di registrazioni sonore e edizioni musicali 
 53 || 60 || Servizi di programmazione e di emissione radiofonica e televisiva 
 54 || 61 || Servizi di telecomunicazione 
 55 || 62 || Programmazione informatica, consulenze e servizi connessi 
 56 || 63 || Servizi d'informazione 
 57 || 64 || Servizi finanziari (escluse le assicurazioni e i fondi pensione) 
 58 || 65 || Servizi connessi alle assicurazioni, alle riassicurazioni e ai fondi pensione, escluse le assicurazioni sociali obbligatorie 
 59 || 66 || Servizi ausiliari dei servizi finanziari e dei servizi assicurativi 
 60 || 68 || Servizi immobiliari 
 60a ||   || di cui: fitti imputati per gli alloggi occupati dai rispettivi proprietari 
 61 || 69 || Servizi legali e contabilità 
 62 || 70 || Servizi di sedi sociali; servizi di consulenza in materia amministrativo-gestionale 
 63 || 71 || Servizi in materia di architettura e di ingegneria; servizi di sperimentazione e di analisi tecnica 
 64 || 72 || Servizi di ricerca e sviluppo scientifici 
 65 || 73 || Servizi di pubblicità e studi di mercato 
 66 || 74 || Altri servizi professionali, scientifici e tecnici 
 67 || 75 || Servizi veterinari 
 68 || 77 || Servizi di locazione e leasing 
 69 || 78 || Servizi del lavoro 
 70 || 79 || Servizi delle agenzie di viaggio, degli operatori turistici ed altri servizi di prenotazione e servizi connessi 
 71 || 80 || Servizi investigativi e di vigilanza 
 72 || 81 || Servizi di manutenzione degli edifici e del paesaggio 
 73 || 82 || Servizi amministrativi e di sostegno per le funzioni d'ufficio ed altri servizi di sostegno alle imprese 
 74 || 84 || Servizi di pubblica amministrazione e difesa; servizi di assicurazione sociale obbligatoria 
 75 || 85 || Servizi di istruzione 
 76 || 86 || Servizi sanitari 
 77 || 87 || Servizi di assistenza residenziale 
 78 || 88 || Servizi di assistenza sociale non residenziale 
 79 || 90 || Servizi creativi, artistici e d'intrattenimento 
 80 || 91 || Servizi di biblioteche, archivi, musei ed altri servizi culturali 
 81 || 92 || Servizi riguardanti il gioco d'azzardo 
 82 || 93 || Servizi sportivi e di intrattenimento e divertimento 
 83 || 94 || Servizi forniti da organizzazioni associative 
 84 || 95 || Servizi di riparazione di elaboratori elettronici e di beni per uso personale e domestico 
 85 || 96 || Altri servizi personali 
 86 || 97 || Servizi di datore di lavoro per personale domestico svolti da famiglie e convivenze 
 87 || 98 || Produzione di beni e servizi per uso proprio da parte di famiglie e convivenze 
 88 || 99 || Servizi forniti da organizzazioni ed organismi extraterritoriali 
Classificazione delle funzioni delle
amministrazioni pubbliche (COFOG)
 01 || Servizi generali delle amministrazioni pubbliche 
 01.1 || Organi esecutivi e legislativi, amministrazione finanziaria e fiscale, affari esteri 
 01.2 || Aiuti economici a paesi stranieri 
 01.3 || Servizi generali 
 01.4 || Ricerca di base 
 01.5 || R&S in materia di servizi generali delle amministrazioni pubbliche 
 01.6 || Servizi generali delle amministrazioni pubbliche n.c.a. 
 01.7 || Operazioni in materia di debito pubblico 
 01.8 || Trasferimenti di carattere generale tra vari livelli delle amministrazioni pubbliche 
 02 || Difesa nazionale 
 02.1 || Forze armate di difesa 
 02.2 || Forze civili di difesa 
 02.3 || Aiuti militari all'estero 
 02.4 || R&S in materia di difesa nazionale 
 02.5 || Difesa nazionale n.c.a. 
 03 || Pubblica sicurezza e ordine pubblico 
 03.1 || Servizi di polizia 
 03.2 || Servizi di lotta contro gli incendi 
 03.3 || Tribunali 
 03.4 || Stabilimenti carcerari 
 03.5 || R&S in materia di pubblica sicurezza e ordine pubblico 
 03.6 || Pubblica sicurezza e ordine pubblico n.c.a. 
 04 || Questioni economiche 
 04.1 || Questioni economiche, commerciali e di lavoro di carattere generale 
 04.2 || Agricoltura, silvicoltura, pesca e caccia 
 04.3 || Combustibili ed energia 
 04.4 || Attività estrattive, manifatturiere e di costruzione 
 04.5 || Trasporti 
 04.6 || Comunicazioni 
 04.7 || Altri settori di attività 
 04.8 || R&S in materia di questioni economiche 
 04.9 || Questioni economiche n.c.a. 
 05 || Tutela ambientale 
 05.1 || Gestione dei rifiuti 
 05.2 || Gestione delle acque di scarico 
 05.3 || Riduzione dell'inquinamento 
 05.4 || Protezione della biodiversità e del paesaggio 
 05.5 || R&S in materia di tutela ambientale 
 05.6 || Tutela ambientale n.c.a. 
 06 || Abitazioni e assetto territoriale 
 06.1 || Abitazioni 
 06.2 || Assetto territoriale 
 06.3 || Distribuzione d'acqua 
 06.4 || Illuminazione stradale 
 06.5 || R&S in materia di abitazioni e di assetto territoriale 
 06.6 || Abitazioni e assetto territoriale n.c.a. 
 07 || Sanità 
 07.1 || Prodotti medicinali, attrezzature ed apparecchi terapeutici 
 07.2 || Servizi ambulatoriali 
 07.3 || Servizi ospedalieri 
 07.4 || Servizi di sanità pubblica 
 07.5 || R&S in materia di sanità 
 07.6 || Sanità n.c.a. 
 08 || Ricreazione, cultura e religione 
 08.1 || Servizi ricreativi e sportivi 
 08.2 || Servizi culturali 
 08.3 || Servizi di radiodiffusione e di edizione 
 08.4 || Servizi religiosi ed altri servizi collettivi 
 08.5 || R&S in materia di ricreazione, cultura e religione 
 08.6 || Ricreazione, cultura e religione n.c.a. 
 09 || Istruzione 
 09.1 || Istruzione prescolastica ed elementare 
 09.2 || Istruzione secondaria 
 09.3 || Istruzione postsecondaria non universitaria 
 09.4 || Istruzione universitaria 
 09.5 || Istruzione non definibile per livello 
 09.6 || Servizi sussidiari dell'istruzione 
 09.7 || R&S in materia di istruzione 
 09.8 || Istruzione n.c.a. 
 10 || Protezione sociale 
 10.1 || Malattia e invalidità 
 10.2 || Vecchiaia 
 10.3 || Superstiti 
 10.4 || Famiglia e figli 
 10.5 || Disoccupazione 
 10.6 || Abitazione 
 10.7 || Emarginazione sociale n.c.a. 
 10.8 || R&S in materia di protezione sociale 
 10.9 || Protezione sociale n.c.a. 
Classificazione dei consumi individuali
secondo la funzione (COICOP)
01-12     Spese per i consumi individuali
delle famiglie
 01 || Prodotti alimentari e bevande analcoliche 
 01.1 || Prodotti alimentari 
 01.2 || Bevande analcoliche 
 02 || Bevande alcoliche, tabacco e droghe 
 02.1 || Bevande alcoliche 
 02.2 || Tabacco 
 02.3 || Droghe 
 03 || Articoli di abbigliamento e calzature 
 03.1 || Articoli di abbigliamento 
 03.2 || Calzature 
 04 || Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili 
 04.1 || Canoni reali di affitto dell'abitazione 
 04.2 || Canoni figurativi di affitto dell'abitazione 
 04.3 || Manutenzione e riparazioni dell'abitazione 
 04.4 || Distribuzione d'acqua e servizi vari connessi con l'abitazione 
 04.5 || Elettricità, gas e altri combustibili 
 05 || Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione corrente dell'abitazione 
 05.1 || Mobili e arredamenti, tappeti e altri rivestimenti per pavimenti 
 05.2 || Tessili per la casa 
 05.3 || Elettrodomestici 
 05.4 || Oggetti di vetro, stoviglie e utensili domestici 
 05.5 || Utensili e attrezzature per la casa e il giardino 
 05.6 || Beni e servizi per la manutenzione corrente dell'abitazione 
 06 || Sanità 
 06.1 || Prodotti medicinali, attrezzature ed apparecchi terapeutici 
 06.2 || Servizi ambulatoriali 
 06.3 || Servizi ospedalieri 
 07 || Trasporti 
 07.1 || Acquisto di veicoli 
 07.2 || Utilizzazione di mezzi personali di trasporto 
 07.3 || Servizi di trasporto 
 08 || Comunicazioni 
 08.1 || Servizi postali 
 08.2 || Attrezzature telefoniche e di telefax 
 08.3 || Servizi telefonici e di telefax 
 09 || Ricreazione e cultura 
 09.1 || Attrezzature audiovisive, fotografiche e di elaborazione delle informazioni 
 09.2 || Altri beni durevoli principali per la ricreazione e la cultura 
 09.3 || Altri articoli e attrezzature per attività ricreative, giardinaggio e animali da compagnia 
 09.4 || Servizi ricreativi e culturali 
 09.5 || Giornali, libri e articoli di cartoleria 
 09.6 || Viaggi "tutto compreso" 
 10 || Istruzione 
 10.1 || Istruzione prescolastica ed elementare 
 10.2 || Istruzione secondaria 
 10.3 || Istruzione postsecondaria non universitaria 
 10.4 || Istruzione universitaria 
 10.5 || Istruzione non definibile per livello 
 11 || Ristoranti e alberghi 
 11.1 || Servizi di ristorazione 
 11.2 || Servizi di alloggio 
 12 || Beni e servizi vari 
 12.1 || Igiene personale 
 12.2 || Prostituzione 
 12.3 || Effetti personali n.c.a. 
 12.4 || Protezione sociale 
 12.5 || Assicurazione 
 12.6 || Servizi finanziari n.c.a. 
 12.7 || Altri servizi n.c.a. 
 13 || Spese per i consumi individuali delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie 
 13.1 || Abitazione 
 13.2 || Sanità 
 13.3 || Ricreazione e cultura 
 13.4 || Istruzione 
 13.5 || Protezione sociale 
 13.6 || Altri servizi 
 14 || Spese per i consumi individuali delle amministrazioni pubbliche 
 14.1 || Abitazione 
 14.2 || Sanità 
 14.3 || Ricreazione e cultura 
 14.4 || Istruzione 
 14.5 || Protezione sociale 
Classificazione delle funzioni delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (COPNI)
 01 || Abitazione 
 02. || Sanità 
 02.1 || Prodotti medicinali, attrezzature ed apparecchi terapeutici 
 02.2 || Servizi ambulatoriali 
 02.3 || Servizi ospedalieri 
 02.4 || Servizi di sanità pubblica 
 02.5 || R&S in materia di sanità 
 02.6 || Altri servizi sanitari 
 03 || Ricreazione e cultura 
 03.1 || Servizi ricreativi e sportivi 
 03.2 || Servizi culturali 
 04 || Istruzione 
 04.1 || Istruzione prescolastica ed elementare 
 04.2 || Istruzione secondaria 
 04.3 || Istruzione postsecondaria non universitaria 
 04.4 || Istruzione universitaria 
 04.5 || Istruzione non definibile per livello 
 04.6 || R&S in materia di istruzione 
 04.7 || Altri servizi di istruzione 
 05 || Protezione sociale 
 05.1 || Servizi di protezione sociale 
 05.2 || R&S in materia di protezione sociale 
 06 || Religione 
 07 || Partiti politici, organizzazioni di lavoratori e professionali 
 07.1 || Servizi dei partiti politici 
 07.2 || Servizi di organizzazioni di lavoratori 
 07.3 || Servizi di associazioni professionali 
 08 || Tutela ambientale 
 08.1 || Servizi di tutela ambientale 
 08.2 || R&S in materia di tutela ambientale 
 09 || Servizi n.c.a. 
 09.1 || Servizi n.c.a. (esclusa R&S) 
 09.2 || R&S in materia di servizi n.c.a. 
Classificazione delle spese dei
produttori secondo la funzione (COPP)
 01 || Spese per infrastrutture 
 01.1 || Spese per opere di costruzione e di miglioramento di strade e terreni 
 01.2 || Spese per opere di ingegneria e opere tecnologiche annesse 
 01.3 || Spese per la gestione delle informazioni 
 02 || Spese per ricerca e sviluppo 
 02.1 || Spese per ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze naturali e dell'ingegneria 
 02.2 || Spese per ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle scienze sociali e umanistiche 
 03 || Spese per la tutela ambientale 
 03.1 || Spese per la protezione dell'aria e del clima 
 03.2 || Spese per la gestione delle acque di scarico 
 03.3 || Spese per la gestione dei rifiuti 
 03.4 || Spese per la protezione del suolo e delle acque sotterranee 
 03.5 || Spese per la riduzione dei rumori e delle vibrazioni 
 03.6 || Spese per la protezione della biodiversità e del paesaggio 
 03.7 || Spese per la tutela ambientale n.c.a. 
 04 || Spese per la commercializzazione 
 04.1 || Spese per attività di vendita diretta 
 04.2 || Spese per la pubblicità 
 04.3 || Spese per la commercializzazione n.c.a. 
 05 || Spese per lo sviluppo di risorse umane 
 05.1 || Spese per l'istruzione e la formazione 
 05.2 || Spese per la sanità 
 05.3 || Spese per servizi sociali 
 06 || Spese per programmi di produzione correnti, amministrazione e gestione 
 06.1 || Spese per programmi di produzione correnti 
 06.2 || Spese per trasporti esterni 
 06.3 || Spese per la sicurezza 
 06.4 || Spese per gestione e amministrazione 
[1]               Per tutti i codici dei settori S.11 e S.12, la quinta
cifra 1/2/3 si riferisce rispettivamente a pubblico/privato nazionale/sotto
controllo estero.
[2]               L'insieme dei settori "Autorità bancarie
centrali" (S.121) e "Istituti di deposito, escluse le autorità
bancarie centrali" (S.122) è contrassegnato dal codice S.12B.
[3]               L'insieme dei settori "Autorità bancarie
centrali" (S.121) e "Istituti di deposito, escluse le autorità
bancarie centrali" (S.122) è contrassegnato dal codice S.12B.
[4]               L'insieme dei settori "Imprese di
assicurazione" (S.128) e "Fondi pensione" (S.129) è
contrassegnato dal codice S.12I.
[5]               L'insieme dei settori "Imprese di
assicurazione" (S.128) e "Fondi pensione" (S.129) è
contrassegnato dal codice S.12I.
[6]               I contributi a carico dei datori di lavoro figurano, sia
nel conto della generazione dei redditi primari, sia nel conto della
attribuzione dei redditi primari, come redditi versati dai datori di lavoro e
percepiti dai lavoratori dipendenti. Nel conto della distribuzione secondaria
del reddito tali importi sono registrati come versati dalle famiglie e ricevuti
dalle unità che gestiscono i sistemi di assicurazione sociale. Allo scopo di
indicare esattamente lo stesso identico valore in tutti i casi, nel conto della
distribuzione secondaria del reddito figura anche, come posta a sé stante, la
detrazione delle competenze che costituiscono parte della produzione dei
sistemi e dei consumi finali delle famiglie beneficiarie. La rubrica
"Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale" (D.61SC)
rappresenta pertanto solo una posta di rettifica e non una operazione di
distribuzione e di redistribuzione.
[7]               Voce per memoria: Investimenti diretti all'estero
(codice FDI).
[8]               Tutti i saldi contabili possono essere calcolati al
lordo o al netto degli ammortamenti. Il codice dei saldi contabili è costituito
dal codice della voce accompagnato dalla lettera "g" se il saldo è
lordo e dalla lettera "n" se il saldo è netto.
[9]               Tale rubrica non rappresenta un saldo contabile nel
sistema dei conti, bensì il totale della sezione destra del conto del capitale.
Essa viene elencata con gli altri elementi delle variazioni del patrimonio
netto perché costituisce una componente significativa di tali variazioni.
[10]             Per il resto del mondo, tali variazioni si riferiscono
alle variazioni del patrimonio netto dovute al saldo delle operazioni correnti
con il resto del mondo e ai trasferimenti in conto capitale.
[11]             I costi di trasferimento della proprietà di attività non
prodotte (AN.116) sono fatti rientrare tra gli investimenti fissi, ossia come
acquisizioni di capitale fisso. Tuttavia, quando i livelli delle consistenze
sono dettagliati per tipologia di attività, il valore dei costi di
trasferimento della proprietà è incluso nelle attività non prodotte cui essi si
riferiscono. Detti costi non sono pertanto indicati separatamente come parte di
AN.11. La voce è inclusa nell'elenco soltanto per informazione.
[12]             Voce per memoria: Investimenti diretti all'estero (codice
FDI).
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010)
774 definitivo
Allegato A/Capitolo 24 A
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 24 A - CONTI (PARTE I)
Tavola 24.1 - Conto 0 - Conto di equilibrio dei beni
e servizi
 Risorse ||   || Impieghi 
 P.1 || Produzione || 3 604 ||   || P.2 || Consumi intermedi || 1 883 
 P.11 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita || 3 077 ||   || P.3 || Spesa per consumi finali || 1 399 
 P.12 || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale || 147 ||   || P.31 || Spesa per consumi individuali || 1 230 
 P.13 || Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || 380 ||   || P.32 || Spesa per consumi collettivi || 169 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.21 || Imposte sui prodotti || 141 ||   || P.5g || Investimenti lordi || 414 
   ||   ||   ||   || P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso || 359 
 D.31 || Contributi ai prodotti || -8 ||   || P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi || 358 
   ||   ||   ||   || P.5112 || Acquisizioni di beni usati || 9 
 P.7 || Importazioni di beni e servizi || 499 ||   || P.5113 || Cessioni di beni usati || -8 
 P.71 || Importazioni di beni || 392 ||   || P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte ||   17 
 P.72 || Importazioni di servizi || 107 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || P.52 || Variazione delle scorte || 28 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore || 10 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || P.6 || Esportazioni di beni e servizi || 540 
   ||   ||   ||   || P.61 || Esportazioni di beni || 462 
   ||   ||   ||   || P.62 || Esportazioni di servizi || 78 
Tavola 24.2 - Sequenza dei conti del
totale dell'economia
 I - Conto della produzione ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 P.2 || Consumi intermedi || 1 883 ||   || P.1 || Produzione || 3 604 
   ||   ||   ||   || P.11 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita || 3 077 
   ||   ||   ||   || P.12 || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale || 147 
   ||   ||   ||   || P.13 || Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || 380 
   ||   ||   ||   || D.21 – D.31 || Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti || 133 
 B.1*g || Prodotto interno lordo || 1 854 ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || 222 ||   ||   ||   ||   
 B.1*n || Prodotto interno netto || 1 632 ||   ||   ||   ||   
 II - Conti della distribuzione e di utilizzazione del reddito II.1 - Conti della distribuzione primaria del reddito II.1.1 - Conto della generazione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 1 150 ||   || B.1*g || Prodotto interno lordo || 1 854 
 D.11 || Retribuzioni lorde || 950 ||   || B.1*n || Prodotto interno netto || 1 632 
 D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || 200 ||   ||   ||   ||   
 D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 181 ||   ||   ||   ||   
 D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 168 ||   ||   ||   ||   
 D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 13 ||   ||   ||   ||   
 D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 19 ||   ||   ||   ||   
 D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 18 ||   ||   ||   ||   
 D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 ||   ||   ||   ||   
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni || 235 ||   ||   ||   ||   
 D.21 || Imposte sui prodotti || 141 ||   ||   ||   ||   
 D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari || 121 ||   ||   ||   ||   
 D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA || 17 ||   ||   ||   ||   
 D.2121 || Dazi sulle importazioni || 17 ||   ||   ||   ||   
 D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA || 3 ||   ||   ||   ||   
 D.29 || Altre imposte sulla produzione || 94 ||   ||   ||   ||   
 D.3 || Contributi || -44 ||   ||   ||   ||   
 D.31 || Contributi ai prodotti || -8 ||   ||   ||   ||   
 D.311 || Contributi alle importazioni || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.319 || Altri contributi ai prodotti || -8 ||   ||   ||   ||   
 D.39 || Altri contributi alla produzione || -36 ||   ||   ||   ||   
 B.2g || Risultato lordo di gestione || 452 ||   ||   ||   ||   
 B.3g || Reddito misto lordo || 61 ||   ||   ||   ||   
 P.51c1 || Ammortamenti inclusi nel risultato lordo di gestione || 214 ||   ||   ||   ||   
 P.51c2 || Ammortamenti inclusi nel reddito misto lordo || 8 ||   ||   ||   ||   
 B.2n || Risultato netto di gestione || 238 ||   ||   ||   ||   
 B.3n || Reddito misto netto || 53 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.2 - Sequenza dei conti del
totale dell'economia (cont.)
 II.1.2 - Conto della attribuzione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.4 || Redditi da capitale || 391 ||   || B.2g || Risultato lordo di gestione || 452 
 D.41 || Interessi || 217 ||   || B.3g || Reddito misto lordo || 61 
 D.42 || Utili distribuiti dalle società || 62 ||   || B.2n || Risultato netto di gestione || 238 
 D.421 || Dividendi || 54 ||   || B.3n || Reddito misto netto || 53 
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 8 ||   ||   ||   ||   
 D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 0 ||   || D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 1 154 
 D.44 || Altri redditi da investimenti || 47 ||   || D.11 || Retribuzioni lorde || 954 
 D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati ||   ||   || D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || 200 
   ||   || 25 ||   || D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 181 
 D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   ||   || D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 168 
   ||   || 8 ||   || D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 13 
 D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   ||   || D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 19 
   ||   || 14 ||   || D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 18 
 D.4431 || Dividendi da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   ||   || D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 
   ||   || 6 ||   ||   ||   ||   
 D.4432 || Utili non distribuiti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   ||   || D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni || 235 
   ||   || 8 ||   || D.21 || Imposte sui prodotti || 141 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 65 ||   || D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari || 121 
   ||   ||   ||   || D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA || 17 
   ||   ||   ||   || D.2121 || Dazi sulle importazioni || 17 
   ||   ||   ||   || D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA || 0 
   ||   ||   ||   || D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA || 3 
   ||   ||   ||   || D.29 || Altre imposte sulla produzione || 94 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.3 || Contributi || -44 
   ||   ||   ||   || D.31 || Contributi ai prodotti || -8 
   ||   ||   ||   || D.311 || Contributi alle importazioni || 0 
   ||   ||   ||   || D.319 || Altri contributi ai prodotti || -8 
   ||   ||   ||   || D.39 || Altri contributi alla produzione || -36 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.4 || Redditi da capitale || 397 
   ||   ||   ||   || D.41 || Interessi || 209 
   ||   ||   ||   || D.42 || Utili distribuiti dalle società || 62 
   ||   ||   ||   || D.421 || Dividendi || 53 
   ||   ||   ||   || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 9 
   ||   ||   ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 14 
   ||   ||   ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti || 47 
   ||   ||   ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati   || 25 
   ||   ||   ||   || D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici   || 8 
   ||   ||   ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 14 
   ||   ||   ||   || D.4431 || Dividendi da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento   || 6 
   ||   ||   ||   || D.4432 || Utili non distribuiti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 8 
   ||   ||   ||   || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 65 
 B.5*g || Reddito nazionale lordo || 1 864 ||   ||   ||   ||   
 B.5*n || Reddito nazionale netto || 1 642 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.2 - Sequenza dei conti del
totale dell'economia (cont.)
 II.1.2.1 - Conto del reddito da impresa ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.4 || Redditi da capitale || 240 ||   || B.2g || Risultato lordo di gestione || 452 
 D.41 || Interessi || 162 ||   || B.3g || Reddito misto lordo || 61 
 D.44 || Altri redditi da investimenti || 47 ||   || B.2n || Risultato netto di gestione || 238 
 D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 25 ||   || B.3n || Reddito misto netto || 53 
 D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   || 8 ||   || D.4 || Redditi da capitale || 245 
 D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   ||   || D.41 || Interessi || 139 
   ||   || 14 ||   || D.42 || Utili distribuiti dalle società || 35 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 31 ||   || D.421 || Dividendi || 35 
   ||   ||   ||   || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 0 
   ||   ||   ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 11 
   ||   ||   ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti || 16 
   ||   ||   ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 5 
   ||   ||   ||   || D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici || 0 
   ||   ||   ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 11 
   ||   ||   ||   || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 44 
 B.4g || Reddito lordo da impresa || 343 ||   ||   ||   ||   
 B.4n || Reddito netto da impresa || 174 ||   ||   ||   ||   
 II.1.2.2 - Conto della attribuzione degli altri redditi primari 
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.4 || Redditi da capitale || 151 ||   || B.4g || Reddito lordo da impresa || 343 
 D.41 || Interessi || 55 ||   || B.4n || Reddito netto da impresa || 174 
 D.42 || Utili distribuiti dalle società || 62 ||   ||   ||   ||   
 D.421 || Dividendi || 54 ||   || D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 1 154 
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 8 ||   || D.11 || Retribuzioni lorde || 954 
 D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 0 ||   || D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || 200 
 D.44 || Altri redditi da investimenti ||   ||   || D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 181 
 D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati ||   ||   || D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 19 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   ||   || D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni || 235 
   ||   ||   ||   || D.21 || Imposte sui prodotti || 141 
 D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   ||   || D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari || 121 
   ||   ||   ||   || D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA || 17 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 34 ||   || D.2121 || Dazi sulle importazioni || 17 
   ||   ||   ||   || D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA || 0 
   ||   ||   ||   || D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA || 3 
   ||   ||   ||   || D.29 || Altre imposte sulla produzione || 94 
   ||   ||   ||   || D.3 || Contributi || -44 
   ||   ||   ||   || D.31 || Contributi ai prodotti || -8 
   ||   ||   ||   || D.311 || Contributi alle importazioni || 0 
   ||   ||   ||   || D.319 || Altri contributi ai prodotti || -8 
   ||   ||   ||   || D.39 || Altri contributi alla produzione || -36 
   ||   ||   ||   || D.4 || Redditi da capitale || 152 
   ||   ||   ||   || D.41 || Interessi || 70 
   ||   ||   ||   || D.42 || Utili distribuiti dalle società || 27 
   ||   ||   ||   || D.421 || Dividendi || 18 
   ||   ||   ||   || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 9 
   ||   ||   ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 3 
   ||   ||   ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti || 31 
   ||   ||   ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 20 
   ||   ||   ||   || D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici || 8 
   ||   ||   ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 3 
   ||   ||   ||   || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 21 
 B.5*g || Reddito nazionale lordo || 1 864 ||   ||   ||   ||   
 B.5*n || Reddito nazionale netto || 1 642 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.2 - Sequenza dei conti del
totale dell'economia (cont.)
 II.2 - Conto della distribuzione secondaria del reddito ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   || Trasferimenti correnti || 1 212 ||   || B.5*g || Reddito nazionale lordo || 1 864 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || 212 ||   || B.5*n || Reddito nazionale netto || 1 642 
 D.51 || Imposte sul reddito || 203 ||   ||   ||   ||   
 D.59 || Altre imposte correnti || 9 ||   ||   || Trasferimenti correnti || 1 174 
 D.61 || Contributi sociali netti || 333 ||   || D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || 213 
 D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 181 ||   || D.51 || Imposte sul reddito || 204 
 D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 168 ||   || D.59 || Altre imposte correnti || 9 
 D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 13 ||   || D.61 || Contributi sociali netti || 333 
 D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 19 ||   || D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 181 
 D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 18 ||   || D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 168 
 D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 ||   || D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 13 
 D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || 129 ||   || D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 19 
 D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 115 ||   || D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 18 
 D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 14 ||   || D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 
 D.614 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie || 10 ||   || D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || 129 
 D.6141 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 8 ||   || D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 115 
 D.6142 || Contributi non pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 2 ||   || D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 14 
 D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale || -6 ||   || D.614 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie || 10 
   ||   ||   ||   || D.6141 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 8 
 D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || 384 ||   || D.6142 || Contributi non pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 2 
 D.621 || Prestazioni di sicurezza sociale in denaro || 53 ||   || D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale || 6 
 D.6211 || Prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 45 ||   ||   ||   ||   
 D.6212 || Prestazioni non pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 8 ||   || D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || 384 
 D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale || 279 ||   || D.621 || Prestazioni di sicurezza sociale in denaro || 53 
 D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale || 250 ||   || D.6211 || Prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 45 
 D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale || 29 ||   || D.6212 || Prestazioni non pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 8 
 D.623 || Prestazioni di assistenza sociale in denaro || 52 ||   || D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale || 279 
   ||   ||   ||   || D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale || 250 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || 283 ||   || D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale || 29 
 D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni || 56 ||   || D.623 || Prestazioni di assistenza sociale in denaro || 52 
 D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni || 43 ||   ||   ||   ||   
 D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni || 13 ||   || D.7 || Altri trasferimenti correnti || 244 
 D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni || 48 ||   || D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni || 47 
 D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni || 45 ||   || D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni || 44 
 D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni || 3 ||   || D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni || 3 
 D.73 || Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche || 96 ||   || D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni || 57 
 D.74 || Aiuti internazionali correnti || 22 ||   || D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni || 42 
 D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 52 ||   || D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni || 15 
 D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 36 ||   || D.73 || Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche || 96 
 D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie || 7 ||   || D.74 || Aiuti internazionali correnti || 1 
 D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 9 ||   || D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 43 
 D.76 || Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL || 9 ||   || D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 36 
   ||   ||   ||   || D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie || 1 
   ||   ||   ||   || D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 6 
 B.6*g || Reddito nazionale disponibile lordo || 1 826 ||   ||   ||   ||   
 B.6*n || Reddito nazionale disponibile netto || 1 604 ||   ||   ||   ||   
 II.3 - Conto di redistribuzione del reddito in natura ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.63 || Trasferimenti sociali in natura || 215 ||   || B.6g || Reddito disponibile lordo || 1 826 
 D.631 || Trasferimenti sociali in natura (beni e servizi non destinabili alla vendita) || 211 ||   || B.6n || Reddito disponibile netto || 1 604 
 D.632 || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) || 4 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.63 || Trasferimenti sociali in natura || 215 
   ||   ||   ||   || D.631 || Trasferimenti sociali in natura (beni e servizi non destinabili alla vendita) || 211 
   ||   ||   ||   || D.632 || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) || 4 
 B.7*g || Reddito nazionale disponibile corretto lordo || 1 826 ||   ||   ||   ||   
 B.7*n || Reddito nazionale disponibile corretto netto || 1 604 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.2 - Sequenza dei conti del
totale dell'economia (cont.)
 II.4 - Conto di utilizzazione del reddito II.4.1 - Conto di utilizzazione del reddito disponibile ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   ||   ||   || B.6g || Reddito disponibile lordo || 1 826 
 P.3 || Spesa per consumi finali || 1 399 ||   || B.6n || Reddito disponibile netto || 1 604 
 P.31 || Spesa per consumi individuali || 1 230 ||   ||   ||   ||   
 P.32 || Spesa per consumi collettivi || 169 ||   || D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 11 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 11 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8g || Risparmio lordo || 427 ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto || 205 ||   ||   ||   ||   
 II.4.2 - Conto di utilizzazione del reddito disponibile corretto ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   ||   ||   || B.7g || Reddito disponibile corretto lordo || 1 826 
 P.4 || Consumi finali effettivi || 1 399 ||   || B.7n || Reddito disponibile corretto netto || 1 604 
 P.41 || Consumi effettivi individuali || 1 230 ||   ||   ||   ||   
 P.42 || Consumi effettivi collettivi || 169 ||   || D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 11 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 11 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8g || Risparmio lordo || 427 ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto || 205 ||   ||   ||   ||   
 III - Conti della accumulazione III.1 - Conto del capitale III.1.1 - Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 202 ||   || B.8n || Risparmio netto || 205 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere || 62 
   ||   ||   ||   || D.91r || Imposte in conto capitale da percepire || 2 
   ||   ||   ||   || D.92r || Contributi agli investimenti da ricevere || 23 
   ||   ||   ||   || D.99r || Altri trasferimenti in conto capitale da ricevere || 37 
   ||   ||   ||   || D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare || -65 
   ||   ||   ||   || D.91p || Imposte in conto capitale da pagare || -2 
   ||   ||   ||   || D.92p || Contributi agli investimenti da erogare || -27 
   ||   ||   ||   || D.99p || Altri trasferimenti in conto capitale da effettuare || -36 
Tavola 24.2 - Sequenza dei conti del
totale dell'economia (cont.)
 III.1.2 - Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 P.5g || Investimenti lordi || 414 ||   || B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 202 
 P.5n || Investimenti netti || 192 ||   ||   ||   ||   
 P.51g || Investimenti fissi lordi || 376 ||   ||   ||   ||   
 P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso || 359 ||   ||   ||   ||   
 P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi || 358 ||   ||   ||   ||   
 P.5112 || Acquisizioni di beni usati || 9 ||   ||   ||   ||   
 P.5113 || Cessioni di beni usati || -8 ||   ||   ||   ||   
 P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte || 17 ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || -222 ||   ||   ||   ||   
 P.52 || Variazione delle scorte || 28 ||   ||   ||   ||   
 P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore || 10 ||   ||   ||   ||   
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 NP.1 || Acquisizioni meno cessioni di risorse naturali || 0 ||   ||   ||   ||   
 NP.2 || Acquisizioni meno cessioni di licenze, contratti di leasing e altri contratti   || 0 ||   ||   ||   ||   
 NP.3 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing   || 0 ||   ||   ||   ||   
 B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || 10 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.2 - Sequenza dei conti del
totale dell'economia (cont.)
 III.2 - Conto finanziario ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   ||   ||   || B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || 10 
 F || Acquisizione netta di attività finanziarie || 436 ||   || F || Incremento netto delle passività || 426 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || -1 ||   || F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 F.11 || Oro monetario || -1 ||   || F.11 || Oro monetario ||   
 F.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 ||   || F.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi || 89 ||   || F.2 || Biglietti, monete e depositi || 102 
 F.21 || Biglietti e monete || 33 ||   || F.21 || Biglietti e monete || 35 
 F.22 || Depositi trasferibili || 26 ||   || F.22 || Depositi trasferibili || 28 
 F.221 || Posizioni interbancarie || -5 ||   || F.221 || Posizioni interbancarie || -5 
 F.229 || Altri depositi trasferibili || 31 ||   || F.229 || Altri depositi trasferibili || 33 
 F.29 || Altri depositi || 30 ||   || F.29 || Altri depositi || 39 
 F.3 || Titoli di credito || 86 ||   || F.3 || Titoli di credito || 74 
 F.31 || A breve termine || 27 ||   || F.31 || A breve termine || 24 
 F.32 || A lungo termine || 59 ||   || F.32 || A lungo termine || 50 
 F.4 || Prestiti || 78 ||   || F.4 || Prestiti || 47 
 F.41 || A breve termine || 22 ||   || F.41 || A breve termine || 11 
 F.42 || A lungo termine || 56 ||   || F.42 || A lungo termine || 36 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 107 ||   || F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 105 
 F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 91 ||   || F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 94 
 F.511 || Azioni quotate || 77 ||   || F.511 || Azioni quotate || 84 
 F.512 || Azioni non quotate || 7 ||   || F.512 || Azioni non quotate || 7 
 F.519 || Altre partecipazioni || 7 ||   || F.519 || Altre partecipazioni || 3 
 F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento || 16 ||   || F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento || 11 
 F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || 7 ||   || F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || 5 
 F.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || 9 ||   || F.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || 6 
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard   || 48 ||   || F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 48 
 F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || 7 ||   || F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || 7 
 F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || 22 ||   || F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || 22 
 F.63 || Diritti pensionistici || 11 ||   || F.63 || Diritti pensionistici || 11 
 F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi || 3 ||   || F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi || 3 
 F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche || 2 ||   || F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche || 2 
 F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard || 3 ||   || F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard || 3 
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 14 ||   || F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 11 
 F.71 || Strumenti finanziari derivati || 12 ||   || F.71 || Strumenti finanziari derivati || 9 
 F.711 || Opzioni || 5 ||   || F.711 || Opzioni || 4 
 F.712 || Contratti a termine || 7 ||   || F.712 || Contratti a termine || 5 
 F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 2 ||   || F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 2 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || 15 ||   || F.8 || Altri conti attivi e passivi || 39 
 F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 7 ||   || F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 16 
 F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni   || 8 ||   || F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni   || 23 
Tavola 24.2 - Sequenza dei conti del
totale dell'economia (cont.)
 III.3 - Conto delle altre variazioni delle attività e delle passività III.3.1 - Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.1 || Comparsa economica di attività || 33 ||   || K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 1 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 3 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 30 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   
 AN.21 || Risorse naturali || 26 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 1 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 4 ||   || K.6 || Variazioni di classificazione || 2 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 2 
 K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte || -11 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   
 K.21 || Esaurimento di risorse naturali || -8 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   
 AN.21 || Risorse naturali || -8 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 2 
 K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte || -3 ||   || K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || -1 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || -2 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali || -11 ||   ||   || Totale delle altre variazioni di volume || 3 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -9 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || -2 ||   || AN.11 || Capitale fisso ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AN.12 || Scorte ||   
 K.4 || Confische senza indennizzo || 0 ||   || AN.13 || Oggetti di valore ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AN.21 || Risorse naturali ||   
 AF || Attività finanziarie || 0 ||   || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   
 K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 2 ||   || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 1 ||   || AF || Attività finanziarie || 3 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 1 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   
 K.6 || Variazioni di classificazione || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito ||   
 K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 2 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 
 AF || Attività e passività finanziarie || 2 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   
 K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || -2 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -2 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   ||   ||   ||   
   || Totale delle altre variazioni di volume || 13 ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -7 ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso || -2 ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte || -3 ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore || -2 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 17 ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali || 9 ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 6 ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività finanziarie || 3 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.102 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 10 
Tavola 24.2 - Sequenza dei conti del
totale dell'economia (cont.)
 III.3.2 - Conto della rivalutazione delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.7 || Guadagni (+) e perdite (-) nominali in conto capitale ||   ||   || K.7 || Guadagni (-) e perdite (+) nominali in conto capitale ||   
 AN || Attività non finanziarie || 280 ||   || AF || Passività || 76 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 126 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 111 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 
 AN.12 || Scorte || 7 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 42 
 AN.13 || Oggetti di valore || 8 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 154 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 34 
 AN.21 || Risorse naturali || 152 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 2 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
 AF || Attività finanziarie || 84 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 12 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 40 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 32 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 288 
 III.3.2.1 - Conto dei guadagni e delle perdite neutrali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.71 ||  Guadagni (+) e perdite (-) neutrali in conto capitale ||   ||   || K.71 || Guadagni (-) e perdite (+) neutrali in conto capitale ||   
 AN || Attività non finanziarie || 198 ||   || AF || Passività || 126 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 121 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 111 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 30 
 AN.12 || Scorte || 4 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 26 
 AN.13 || Oggetti di valore || 6 ||   || AF.4 || Prestiti || 29 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 77 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 28 
 AN.21 || Risorse naturali || 76 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 7 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 1 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 6 
 AF || Attività finanziarie || 136 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 16 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 30 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 25 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 28 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 26 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 7 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 4 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.31 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 208 
Tavola 24.2 - Sequenza dei conti del
totale dell'economia (cont.)
 III.3.2.2 - Conto dei guadagni e delle perdite reali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.72 || Guadagni (+) e perdite (-) reali in conto capitale ||   ||   || K.72 || Guadagni (-) e perdite (+) reali in conto capitale ||   
 AN || Attività non finanziarie || 82 ||   || AF || Passività || -50 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 5 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 0 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -30 
 AN.12 || Scorte || 3 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 16 
 AN.13 || Oggetti di valore || 2 ||   || AF.4 || Prestiti || -29 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 77 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 6 
 AN.21 || Risorse naturali || 76 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || -7 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 1 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || -6 
 AF || Attività finanziarie || -52 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || -4 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -30 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 15 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || -28 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 6 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || -7 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || -4 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.32 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale || 80 
 IV - Conti patrimoniali IV.1 - Conto patrimoniale di apertura ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
 AN || Attività non finanziarie || 4 621 ||   || AF || Passività || 7 762 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 2 818 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 2 579 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 1 471 
 AN.12 || Scorte || 114 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 1 311 
 AN.13 || Oggetti di valore || 125 ||   || AF.4 || Prestiti || 1 437 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 1 803 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 756 
 AN.21 || Risorse naturali || 1 781 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 471 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 22 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 14 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 302 
 AF || Attività finanziarie || 8 231 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 770 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 1 482 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 1 263 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 1 384 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 614 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 470 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 21 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 227 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || 5 090 
Tavola 24.2 - Sequenza dei conti del
totale dell'economia (cont.)
 IV.2 - Conto delle variazioni patrimoniali ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
   || Totale delle variazioni delle attività ||   ||   ||   || Totale delle variazioni delle passività ||   
 AN || Attività non finanziarie || 482 ||   || AF || Passività || 505 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 294 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 246 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 102 
 AN.12 || Scorte || 32 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 116 
 AN.13 || Oggetti di valore || 16 ||   || AF.4 || Prestiti || 47 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 186 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 141 
 AN.21 || Risorse naturali || 178 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 49 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 8 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 11 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 39 
 AF || Attività finanziarie || 523 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 11 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 89 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 126 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 78 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 141 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 49 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 14 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 15 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10 || Variazioni del patrimonio netto || 500 
   ||   ||   ||   || B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 202 
   ||   ||   ||   || B.10.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 10 
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 288 
   ||   ||   ||   || B.10.31 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 208 
   ||   ||   ||   || B.10.32 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale || 80 
 IV.3 - Conto patrimoniale di chiusura ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
 AN || Attività non finanziarie || 5 101 ||   || AF || Passività || 8 267 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 3 112 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 2 825 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 1 573 
 AN.12 || Scorte || 146 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 1 427 
 AN.13 || Oggetti di valore || 141 ||   || AF.4 || Prestiti || 1 484 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 1 989 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 897 
 AN.21 || Risorse naturali || 1 959 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 520 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 30 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 25 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 341 
 AF || Attività finanziarie || 8 754 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 781 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 1 571 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 1 389 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 1 462 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 755 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 519 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 35 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 242 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || 5 590 
Tavola 24.3 - Sequenza dei conti delle
società non finanziarie
 I - Conto della produzione ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 P.2 || Consumi intermedi || 1 477 ||   || P.1 || Produzione || 2 808 
   ||   ||   ||   || P.11 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita || 2 808 
   ||   ||   ||   || P.12 || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale || 0 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.1g || Valore aggiunto lordo || 1 331 ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || 157 ||   ||   ||   ||   
 B.1n || Valore aggiunto netto || 1 174 ||   ||   ||   ||   
 II - Conti della distribuzione e di utilizzazione del reddito II.1 - Conti della distribuzione primaria del reddito II.1.1 - Conto della generazione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 986 ||   || B.1g || Valore aggiunto lordo || 1 331 
 D.11 || Retribuzioni lorde || 841 ||   || B.1n || Valore aggiunto netto || 1 174 
 D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || 145 ||   ||   ||   ||   
 D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 132 ||   ||   ||   ||   
 D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 122 ||   ||   ||   ||   
 D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 10 ||   ||   ||   ||   
 D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 13 ||   ||   ||   ||   
 D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 12 ||   ||   ||   ||   
 D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 ||   ||   ||   ||   
 D.29 || Altre imposte sulla produzione || 88 ||   ||   ||   ||   
 D.39 || Altri contributi alla produzione || -35 ||   ||   ||   ||   
 B.2g || Risultato lordo di gestione || 292 ||   ||   ||   ||   
 P.51c1 || Ammortamenti inclusi nel risultato lordo di gestione || 157 ||   ||   ||   ||   
 B.2n || Risultato netto di gestione || 135 ||   ||   ||   ||   
 II.1.2 - Conto della attribuzione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.4 || Redditi da capitale || 134 ||   || B.2g || Risultato lordo di gestione || 292 
 D.41 || Interessi || 56 ||   || B.2n || Risultato netto di gestione || 135 
 D.42 || Utili distribuiti dalle società || 47 ||   ||   ||   ||   
 D.421 || Dividendi || 39 ||   || D.4 || Redditi da capitale || 96 
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 8 ||   || D.41 || Interessi || 33 
 D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 0 ||   || D.42 || Utili distribuiti dalle società || 10 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 31 ||   || D.421 || Dividendi || 10 
   ||   ||   ||   || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società ||   
   ||   ||   ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 4 
   ||   ||   ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti || 8 
   ||   ||   ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 5 
   ||   ||   ||   || D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   
   ||   ||   ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 3 
   ||   ||   ||   || D.4431 || Dividendi da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 1 
   ||   ||   ||   || D.4432 || Utili non distribuiti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 2 
   ||   ||   ||   || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 41 
 B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo || 254 ||   ||   ||   ||   
 B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 97 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.3 - Sequenza dei conti delle
società non finanziarie (cont.)
 II.1.2.1 - Conto del reddito da impresa ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.4 || Redditi da capitale || 87 ||   || B.2g || Risultato lordo di gestione || 292 
 D.41 || Interessi || 56 ||   || B.2n || Risultato netto di gestione || 135 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 31 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.4 || Redditi da capitale || 96 
   ||   ||   ||   || D.41 || Interessi || 33 
   ||   ||   ||   || D.42 || Utili distribuiti dalle società || 10 
   ||   ||   ||   || D.421 || Dividendi || 10 
   ||   ||   ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 4 
   ||   ||   ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti || 8 
   ||   ||   ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 5 
   ||   ||   ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 3 
   ||   ||   ||   || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 41 
 B.4g || Reddito lordo da impresa || 301 ||   ||   ||   ||   
 B.4n || Reddito netto da impresa || 144 ||   ||   ||   ||   
 II.1.2.2 - Conto della attribuzione degli altri redditi primari 
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.4 || Redditi da capitale || 47 ||   || B.4g || Reddito lordo da impresa || 301 
 D.42 || Utili distribuiti dalle società || 47 ||   || B.4n || Reddito netto da impresa || 144 
 D.421 || Dividendi || 39 ||   ||   ||   ||   
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 8 ||   ||   ||   ||   
 D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 0 ||   ||   ||   ||   
 B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo || 254 ||   ||   ||   ||   
 B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 97 ||   ||   ||   ||   
 II.2 - Conto della distribuzione secondaria del reddito ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   || Trasferimenti correnti || 98 ||   || B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo || 254 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || 24 ||   || B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 97 
 D.51 || Imposte sul reddito || 20 ||   ||   ||   ||   
 D.59 || Altre imposte correnti || 4 ||   ||   || Trasferimenti correnti || 72 
   ||   ||   ||   || D.61 || Contributi sociali netti || 66 
 D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || 62 ||   || D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 31 
 D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale || 62 ||   || D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 27 
 D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale || 49 ||   || D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 4 
 D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale || 13 ||   || D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 12 
   ||   ||   ||   || D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 12 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || 12 ||   || D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni || 8 ||   || D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || 25 
 D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni || 8 ||   || D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 19 
 D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 4 ||   || D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 6 
 D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 1 ||   || D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale || 2 
 D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 3 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.7 || Altri trasferimenti correnti || 6 
   ||   ||   ||   || D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni || 6 
   ||   ||   ||   || D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni || 6 
   ||   ||   ||   || D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 0 
 B.6g || Reddito disponibile lordo || 228 ||   ||   ||   ||   
 B.6n || Reddito disponibile netto || 71 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.3 - Sequenza dei conti delle
società non finanziarie (cont.)
 II.4 - Conto di utilizzazione del reddito II.4.1 - Conto di utilizzazione del reddito disponibile ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   ||   ||   || B.6g || Reddito disponibile lordo || 228 
 D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 0 ||   || B.6n || Reddito disponibile netto || 71 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8g || Risparmio lordo || 228 ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto || 71 ||   ||   ||   ||   
 III - Conti della accumulazione III.1 - Conto del capitale III.1.1 - Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 88 ||   || B.8n || Risparmio netto || 71 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere || 33 
   ||   ||   ||   || D.92r || Contributi agli investimenti da ricevere || 23 
   ||   ||   ||   || D.99r || Altri trasferimenti in conto capitale da ricevere || 10 
   ||   ||   ||   || D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare || -16 
   ||   ||   ||   || D.91p || Imposte in conto capitale da pagare || 0 
   ||   ||   ||   || D.99p || Altri trasferimenti in conto capitale da effettuare || -16 
 III.1.2 - Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 P.5g || Investimenti lordi || 308 ||   || B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 88 
 P.5n || Investimenti netti || 151 ||   ||   ||   ||   
 P.51g || Investimenti fissi lordi || 280 ||   ||   ||   ||   
 P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso || 263 ||   ||   ||   ||   
 P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi || 262 ||   ||   ||   ||   
 P.5112 || Acquisizioni di beni usati || 5 ||   ||   ||   ||   
 P.5113 || Cessioni di beni usati || -4 ||   ||   ||   ||   
 P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte || 17 ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || -157 ||   ||   ||   ||   
 P.52 || Variazione delle scorte || 26 ||   ||   ||   ||   
 P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore || 2 ||   ||   ||   ||   
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte || -7 ||   ||   ||   ||   
 NP.1 || Acquisizioni meno cessioni di risorse naturali || -6 ||   ||   ||   ||   
 NP.2 || Acquisizioni meno cessioni di licenze, contratti di leasing e altri contratti || -1 ||   ||   ||   ||   
 NP.3 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   ||   ||   ||   
 B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || -56 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.3 - Sequenza dei conti delle
società non finanziarie (cont.)
 III.2 - Conto finanziario ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   ||   ||   || B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || -56 
 F || Acquisizione netta di attività finanziarie || 83 ||   || F || Incremento netto delle passività || 139 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi || 39 ||   || F.2 || Biglietti, monete e depositi ||   
 F.21 || Biglietti e monete || 5 ||   || F.21 || Biglietti e monete ||   
 F.22 || Depositi trasferibili || 30 ||   || F.22 || Depositi trasferibili ||   
 F.229 || Altri depositi trasferibili || 30 ||   || F.229 || Altri depositi trasferibili ||   
 F.29 || Altri depositi || 4 ||   || F.29 || Altri depositi ||   
 F.3 || Titoli di credito || 7 ||   || F.3 || Titoli di credito || 6 
 F.31 || A breve termine || 10 ||   || F.31 || A breve termine || 2 
 F.32 || A lungo termine || -3 ||   || F.32 || A lungo termine || 4 
 F.4 || Prestiti || 19 ||   || F.4 || Prestiti || 21 
 F.41 || A breve termine || 14 ||   || F.41 || A breve termine || 4 
 F.42 || A lungo termine || 5 ||   || F.42 || A lungo termine || 17 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 10 ||   || F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 83 
 F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 10 ||   || F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 83 
 F.511 || Azioni quotate || 5 ||   || F.511 || Azioni quotate || 77 
 F.512 || Azioni non quotate || 3 ||   || F.512 || Azioni non quotate || 3 
 F.519 || Altre partecipazioni || 2 ||   || F.519 || Altre partecipazioni || 3 
 F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento || 0 ||   || F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento ||   
 F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || 0 ||   || F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari ||   
 F.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || 0 ||   || F.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari ||   
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 ||   || F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || 1 ||   || F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita ||   
 F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || 0 ||   || F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita ||   
 F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard || 0 ||   || F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard ||   
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 ||   || F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 
 F.71 || Strumenti finanziari derivati || 3 ||   || F.71 || Strumenti finanziari derivati || 2 
 F.711 || Opzioni || 1 ||   || F.711 || Opzioni || 2 
 F.712 || Contratti a termine || 2 ||   || F.712 || Contratti a termine || 0 
 F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   || F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 1 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || 4 ||   || F.8 || Altri conti attivi e passivi || 26 
 F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 3 ||   || F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 6 
 F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || 1 ||   || F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || 20 
Tavola 24.3 - Sequenza dei conti delle
società non finanziarie (cont.)
 III.3 - Conto delle altre variazioni delle attività e delle passività III.3.1 - Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.1 || Comparsa economica di attività || 26 ||   || K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AN.1 || Attività prodotte ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 26 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   
 AN.21 || Risorse naturali || 22 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 4 ||   || K.6 || Variazioni di classificazione || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 0 
 K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte || -9 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   
 K.21 || Esaurimento di risorse naturali || -6 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   
 AN.21 || Risorse naturali || -6 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte || -3 ||   || K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || -1 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || -2 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali || -5 ||   ||   || Totale delle altre variazioni di volume || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -5 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AN.11 || Capitale fisso ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AN.12 || Scorte ||   
 K.4 || Confische senza indennizzo || -5 ||   || AN.13 || Oggetti di valore ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -1 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || -4 ||   || AN.21 || Risorse naturali ||   
 AF || Attività finanziarie || 0 ||   || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   
 K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 1 ||   || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 1 ||   || AF || Attività finanziarie || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   
 K.6 || Variazioni di classificazione || 6 ||   || AF.3 || Titoli di credito ||   
 K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 6 ||   || AF.4 || Prestiti ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 3 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 1 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 2 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   
 K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   ||   ||   ||   
   || Totale delle altre variazioni di volume || 14 ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -2 ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 1 ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte || -3 ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 14 ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali || 10 ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 4 ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività finanziarie || 2 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.2 ||  Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività   || 14 
Tavola 24.3 - Sequenza dei conti delle
società non finanziarie (cont.)
 III.3.2 - Conto della rivalutazione delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.7 || Guadagni (+) e perdite (-) nominali in conto capitale ||   ||   || K.7 || Guadagni (-) e perdite (+) nominali in conto capitale ||   
 AN || Attività non finanziarie || 144 ||   || AF || Passività || 18 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 63 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 58 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   
 AN.12 || Scorte || 4 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 1 
 AN.13 || Oggetti di valore || 1 ||   || AF.4 || Prestiti ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 81 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 17 
 AN.21 || Risorse naturali || 80 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 1 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
 AF || Attività finanziarie || 8 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 3 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 5 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 134 
 III.3.2.1 - Conto dei guadagni e delle perdite neutrali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.71 || Guadagni (+) e perdite (-) neutrali in conto capitale ||   ||   || K.71 || Guadagni (-) e perdite (+) neutrali in conto capitale ||   
 AN || Attività non finanziarie || 101 ||   || AF || Passività || 37 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 60 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 58 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 1 
 AN.12 || Scorte || 1 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 1 
 AN.13 || Oggetti di valore || 1 ||   || AF.4 || Prestiti || 18 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 41 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 14 
 AN.21 || Risorse naturali || 40 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 1 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 3 
 AF || Attività finanziarie || 18 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 8 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 2 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 3 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 3 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 82 
Tavola 24.3 - Sequenza dei conti delle
società non finanziarie (cont.)
 III.3.2.2 - Conto dei guadagni e delle perdite reali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.72 || Guadagni (+) e perdite (-) reali in conto capitale ||   ||   || K.72 || Guadagni (-) e perdite (+) reali in conto capitale ||   
 AN || Attività non finanziarie || 43 ||   || AF || Passività || -19 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 3 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 0 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -1 
 AN.12 || Scorte || 3 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   || AF.4 || Prestiti || -18 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 40 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 3 
 AN.21 || Risorse naturali || 40 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || -3 
 AF || Attività finanziarie || -10 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -8 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || -1 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || -1 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || -3 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.103.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale || 52 
 IV - Conti patrimoniali IV.1 - Conto patrimoniale di apertura ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
 AN || Attività non finanziarie || 2 151 ||   || AF || Passività || 3 221 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 1 274 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 1 226 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 40 
 AN.12 || Scorte || 43 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 44 
 AN.13 || Oggetti di valore || 5 ||   || AF.4 || Prestiti || 897 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 877 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 1 987 
 AN.21 || Risorse naturali || 864 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 12 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 13 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 4 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 237 
 AF || Attività finanziarie || 982 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 382 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 90 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 50 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 280 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 25 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 5 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 150 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || -88 
Tavola 24.3 - Sequenza dei conti delle
società non finanziarie (cont.)
 IV.2 - Conto delle variazioni patrimoniali ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
   || Totale delle variazioni delle attività ||   ||   ||   || Totale delle variazioni delle passività ||   
 AN || Attività non finanziarie || 301 ||   || AF || Passività || 157 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 195 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 165 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 
 AN.12 || Scorte || 27 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 7 
 AN.13 || Oggetti di valore || 3 ||   || AF.4 || Prestiti || 21 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 106 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 100 
 AN.21 || Risorse naturali || 101 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 5 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 26 
 AF || Attività finanziarie || 93 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 39 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 10 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 19 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 17 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 4 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10 || Variazioni del patrimonio netto || 237 
   ||   ||   ||   || B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 88 
   ||   ||   ||   || B.10.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 14 
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 134 
   ||   ||   ||   || B.10.31 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 82 
   ||   ||   ||   || B.10.32 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale || 52 
 IV - Conti patrimoniali IV.3 - Conto patrimoniale di chiusura ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
 AN || Attività non finanziarie || 2 452 ||   || AF || Passività || 3 378 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 1 469 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 1 391 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 40 
 AN.12 || Scorte || 70 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 51 
 AN.13 || Oggetti di valore || 8 ||   || AF.4 || Prestiti || 918 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 983 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 087 
 AN.21 || Risorse naturali || 965 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 12 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 18 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 7 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 263 
 AF || Attività finanziarie || 1 075 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 421 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 100 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 69 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 297 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 26 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 8 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 154 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || 149 
Tavola 24.4 - Sequenza dei conti delle
società finanziarie
 I - Conto della produzione ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 P.2 || Consumi intermedi || 52 ||   || P.1 || Produzione || 146 
   ||   ||   ||   || P.11 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita || 146 
   ||   ||   ||   || P.12 || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale || 0 
 B.1g || Valore aggiunto lordo || 94 ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || 12 ||   ||   ||   ||   
 B.1n || Valore aggiunto netto || 82 ||   ||   ||   ||   
 II - Conti della distribuzione e di utilizzazione del reddito II.1 - Conti della distribuzione primaria del reddito II.1.1 - Conto della generazione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 44 ||   || B.1g || Valore aggiunto lordo || 94 
 D.11 || Retribuzioni lorde || 29 ||   || B.1n || Valore aggiunto netto || 82 
 D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || 5 ||   ||   ||   ||   
 D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 4 ||   ||   ||   ||   
 D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 4 ||   ||   ||   ||   
 D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 ||   ||   ||   ||   
 D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 ||   ||   ||   ||   
 D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.29 || Altre imposte sulla produzione || 4 ||   ||   ||   ||   
 D.39 || Altri contributi alla produzione || 0 ||   ||   ||   ||   
 B.2g || Risultato lordo di gestione || 46 ||   ||   ||   ||   
 P.51c1 || Ammortamenti inclusi nel risultato lordo di gestione || 12 ||   ||   ||   ||   
 B.2n || Risultato netto di gestione || 34 ||   ||   ||   ||   
 II.1.2 - Conto della attribuzione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.4 || Redditi da capitale || 168 ||   || B.2g || Risultato lordo di gestione || 46 
 D.41 || Interessi || 106 ||   || B.2n || Risultato netto di gestione || 34 
 D.42 || Utili distribuiti dalle società || 15 ||   ||   ||   ||   
 D.421 || Dividendi || 15 ||   || D.4 || Redditi da capitale || 149 
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 0 ||   || D.41 || Interessi || 106 
 D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 0 ||   || D.42 || Utili distribuiti dalle società || 25 
 D.44 || Altri redditi da investimenti || 47 ||   || D.421 || Dividendi || 25 
 D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati ||   ||   || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 0 
   ||   || 25 ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 7 
 D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti || 8 
   ||   || 8 ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati ||   
 D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   ||   ||   || .. || 0 
   ||   || 14 ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   
 D.4431 || Dividendi da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   ||   ||   ||   || 8 
   ||   || 6 ||   || D.4431 || Dividendi da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   
 D.4432 || Utili non distribuiti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   ||   ||   ||   || 3 
   ||   || 8 ||   || D.4432 || Utili non distribuiti da attribuire ||   
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 0 ||   ||   ||   || 5 
   ||   ||   ||   || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 3 
 B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo || 27 ||   ||   ||   ||   
 B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 15 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.4 - Sequenza dei conti delle
società finanziarie (cont.)
 II.1.2.1 - Conto del reddito da impresa ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.4 || Redditi da capitale || 153 ||   || B.2g || Risultato lordo di gestione || 46 
 D.41 || Interessi || 106 ||   || B.2n || Risultato netto di gestione || 34 
 D.44 || Altri redditi da investimenti || 47 ||   ||   ||   ||   
 D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 25 ||   || D.4 || Redditi da capitale || 149 
 D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   ||   || D.41 || Interessi || 106 
   ||   || 8 ||   || D.42 || Utili distribuiti dalle società || 25 
 D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento ||   ||   || D.421 || Dividendi || 25 
   ||   || 14 ||   || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 0 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 0 ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 7 
   ||   ||   ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti || 8 
   ||   ||   ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 0 
   ||   ||   ||   || D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   
   ||   ||   ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 8 
   ||   ||   ||   || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 3 
 B.4g || Reddito lordo da impresa || 42 ||   ||   ||   ||   
 B.4n || Reddito netto da impresa || 30 ||   ||   ||   ||   
 II.1.2.2 - Conto della attribuzione degli altri redditi primari 
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.4 || Redditi da capitale || 15 ||   || B.4g || Reddito lordo da impresa || 42 
 D.42 || Utili distribuiti dalle società || 15 ||   || B.4n || Reddito netto da impresa || 30 
 D.421 || Dividendi || 15 ||   ||   ||   ||   
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 0 ||   ||   ||   ||   
 B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo || 27 ||   ||   ||   ||   
 B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 15 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.4 - Sequenza dei conti delle
società finanziarie (cont.)
 II.2 - Conto della distribuzione secondaria del reddito ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   || Trasferimenti correnti || 277 ||   || B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo || 27 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || 10 ||   || B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 15 
 D.51 || Imposte sul reddito || 7 ||   ||   ||   ||   
 D.59 || Altre imposte correnti || 3 ||   ||   || Trasferimenti correnti || 275 
   ||   ||   ||   || D.61 || Contributi sociali netti || 212 
 D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || 205 ||   || D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 109 
 D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale || 205 ||   || D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 104 
 D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale || 193 ||   || D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 5 
 D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale || 12 ||   || D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 2 
   ||   ||   ||   || D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || 62 ||   || D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 
 D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni || 13 ||   || D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || 94 
 D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni || 0 ||   || D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 90 
 D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni || 13 ||   || D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 4 
 D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni || 48 ||   || D.614 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie || 10 
 D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni || 45 ||   || D.6141 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 8 
 D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni || 3 ||   || D.6142 || Contributi non pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 2 
 D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 1 ||   || D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale || 3 
 D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 1 ||   ||   ||   ||   
 D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 0 ||   || D.7 || Altri trasferimenti correnti || 62 
   ||   ||   ||   || D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni || 47 
   ||   ||   ||   || D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni || 44 
   ||   ||   ||   || D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni || 3 
   ||   ||   ||   || D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni || 15 
   ||   ||   ||   || D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni || 15 
   ||   ||   ||   || D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 0 
 B.6g || Reddito disponibile lordo || 25 ||   ||   ||   ||   
 B.6n || Reddito disponibile netto || 13 ||   ||   ||   ||   
 II.4 - Conto di utilizzazione del reddito II.4.1 - Conto di utilizzazione del reddito disponibile ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   ||   ||   || B.6g || Reddito disponibile lordo || 25 
  D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 11 ||   || B.6n || Reddito disponibile netto || 13 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8g || Risparmio lordo || 14 ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto || 2 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.4 - Sequenza dei conti delle
società finanziarie (cont.)
 III - Conti della accumulazione III.1 - Conto del capitale III.1.1 - Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || -5 ||   || B.8n || Risparmio netto || 2 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere || 0 
   ||   ||   ||   || D.92r || Contributi agli investimenti da ricevere || 0 
   ||   ||   ||   || D.99r || Altri trasferimenti in conto capitale da ricevere ||   
   ||   ||   ||   || D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare || -7 
   ||   ||   ||   || D.91p || Imposte in conto capitale da pagare || 0 
   ||   ||   ||   || D.99p || Altri trasferimenti in conto capitale da effettuare || -7 
 || III.1.2 - Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie ||   ||   
 || Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 || P.5g || Investimenti lordi || 8 ||   || B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || -5 
 || P.5n || Investimenti netti || -4 ||   ||   ||   ||   
 || P.51g || Investimenti fissi lordi || 8 ||   ||   ||   ||   
 || P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso || 8 ||   ||   ||   ||   
 || P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi || 8 ||   ||   ||   ||   
 || P.5112 || Acquisizioni di beni usati || 0 ||   ||   ||   ||   
 || P.5113 || Cessioni di beni usati || 0 ||   ||   ||   ||   
 || P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 || P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || -12 ||   ||   ||   ||   
 || P.52 || Variazione delle scorte || 0 ||   ||   ||   ||   
 || P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore || 0 ||   ||   ||   ||   
 || NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 || NP.1 || Acquisizioni meno cessioni di risorse naturali || 0 ||   ||   ||   ||   
 || NP.2 || Acquisizioni meno cessioni di licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   ||   ||   ||   
 || NP.3 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   ||   ||   ||   
 || B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || -1 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.4 - Sequenza dei conti delle
società finanziarie (cont.)
 III.2 - Conto finanziario ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   ||   ||   ||   B.9 ||   Accreditamento (+) / indebitamento (-) ||   -1 
   F ||   Acquisizione netta di attività finanziarie ||   172 ||   ||   F ||   Incremento netto delle passività ||   173 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || -1 ||   || F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 F.11 || Oro monetario || -1 ||   || F.11 || Oro monetario || 0 
 F.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 ||   || F.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi || 10 ||   || F.2 || Biglietti, monete e depositi || 65 
 F.21 || Biglietti e monete || 15 ||   || F.21 || Biglietti e monete ||   
 F.22 || Depositi trasferibili || -5 ||   || F.22 || Depositi trasferibili || 26 
 F.221 || Posizioni interbancarie || -5 ||   || F.221 || Posizioni interbancarie || -5 
 F.229 || Altri depositi trasferibili || 0 ||   || F.229 || Altri depositi trasferibili || 31 
 F.29 || Altri depositi || 0 ||   || F.29 || Altri depositi || 39 
 F.3 || Titoli di credito || 66 ||   || F.3 || Titoli di credito || 30 
 F.31 || A breve termine || 13 ||   || F.31 || A breve termine || 18 
 F.32 || A lungo termine || 53 ||   || F.32 || A lungo termine || 12 
 F.4 || Prestiti || 53 ||   || F.4 || Prestiti || 0 
 F.41 || A breve termine || 4 ||   || F.41 || A breve termine || 0 
 F.42 || A lungo termine || 49 ||   || F.42 || A lungo termine || 0 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 28 ||   || F.5 ||  Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 22 
 F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 25 ||   || F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 11 
 F.511 || Azioni quotate || 23 ||   || F.511 || Azioni quotate || 7 
 F.512 || Azioni non quotate || 1 ||   || F.512 || Azioni non quotate || 4 
 F.519 || Altre partecipazioni || 1 ||   || F.519 || Altre partecipazioni || 0 
 F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento || 3 ||   || F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento || 11 
 F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || 2 ||   || F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || 5 
 F.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || 1 ||   || F.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || 6 
   F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   7 ||   || F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   48 
 F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || 2 ||   || F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || 7 
 F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || 0 ||   || F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || 22 
 F.63 || Diritti pensionistici ||   ||   || F.63 || Diritti pensionistici || 11 
 F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi || 3 ||   || F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi || 3 
 F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche ||   ||   || F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche || 2 
 F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard || 2 ||   || F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard || 3 
   F.7 ||   Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   8 ||   ||   F.7 ||   Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   8 
 F.71 || Strumenti finanziari derivati || 8 ||   || F.71 || Strumenti finanziari derivati || 7 
 F.711 || Opzioni || 3 ||   || F.711 || Opzioni || 2 
 F.712 || Contratti a termine || 5 ||   || F.712 || Contratti a termine || 5 
 F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   || F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 1 
   F.8 ||   Altri conti attivi e passivi ||   1 ||   ||   F.8 ||   Altri conti attivi e passivi ||   0 
 F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni ||   ||   || F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 0 
 F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni   || 1 ||   || F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni   || 0 
 Tavola 24.4 - Sequenza dei conti delle
società finanziarie (cont.)
 III.3 - Conto delle altre variazioni delle attività e delle passività III.3.1 - Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   K.1 ||   Comparsa economica di attività ||   0 ||   ||   K.5 ||   Altre variazioni di volume n.c.a. ||   0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || K.6 || Variazioni di classificazione || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 0 
 K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 K.21 || Esaurimento di risorse naturali || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte || 0 ||   || K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali || 0 ||   ||   || Totale delle altre variazioni di volume || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AN.11 || Capitale fisso ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AN.12 || Scorte ||   
 K.4 || Confische senza indennizzo || 0 ||   || AN.13 || Oggetti di valore ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AN.21 || Risorse naturali ||   
 AF || Attività finanziarie || 0 ||   || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   
 K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 1 ||   || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AF || Attività finanziarie || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 1 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   
 K.6 || Variazioni di classificazione || -2 ||   || AF.3 || Titoli di credito ||   
 K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 0 ||   || AF.4 || Prestiti ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   
 K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || -2 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -2 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   ||   ||   ||   
   || Totale delle altre variazioni di volume || -1 ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -2 ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore || -2 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali || -2 ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività finanziarie || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || -1 
Tavola 24.4 - Sequenza dei conti delle
società finanziarie (cont.)
 III.3.2 - Conto della rivalutazione delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   K.7 ||   Guadagni (+) e perdite (-) nominali in conto capitale ||   ||   ||   K.7 ||   Guadagni (-) e perdite (+) nominali in conto capitale ||   
   AN ||   Attività non finanziarie || 4 ||   ||   AF ||   Passività || 51 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 2 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 2 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 34 
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   || AF.4 || Prestiti ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 2 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 17 
 AN.21 || Risorse naturali || 1 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 1 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
   AF ||   Attività finanziarie ||   57 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 11 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 30 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 16 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 10 
 III.3.2.1 - Conto dei guadagni e delle perdite neutrali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   K.71 ||   Guadagni (+) e perdite (-) neutrali in conto capitale ||   ||   ||   K.71 ||   Guadagni (-) e perdite (+) neutrali in conto capitale ||   
   AN ||   Attività non finanziarie ||   3 ||   ||   AF ||   Passività ||   68 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 2 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 2 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 26 
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 21 
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 1 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 14 
 AN.21 || Risorse naturali || 1 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 7 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
   AF ||   Attività finanziarie ||   71 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 14 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 18 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 24 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 14 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 6 
Tavola 24.4 - Sequenza dei conti delle
società finanziarie (cont.)
 III.3.2.2 - Conto dei guadagni e delle perdite reali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   K.72 ||   Guadagni (+) e perdite (-) reali in conto capitale ||   ||   ||   K.72 ||   Guadagni (-) e perdite (+) reali in conto capitale ||   
   AN ||   Attività non finanziarie ||   1 ||   ||   AF ||   Passività ||   -17 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 0 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -26 
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 13 
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 1 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 3 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || -7 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 1 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
   AF ||   Attività finanziarie ||   -14 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || -3 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 12 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || -24 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || -1 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.103.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale || 4 
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato A/Capitolo 24 B
 
ALLEGATO A
della proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti nazionali
e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO A
CAPITOLO 24 B - CONTI (PARTE II)
 IV - Conti patrimoniali IV.1 - Conto patrimoniale di apertura ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
   AN ||   Attività non finanziarie || 93 ||   ||   AF ||   Passività || 3 544 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 67 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 52 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 1 281 
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 1 053 
 AN.13 || Oggetti di valore || 15 ||   || AF.4 || Prestiti ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 26 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 765 
 AN.21 || Risorse naturali || 23 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 435 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 3 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 10 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
   AF ||   Attività finanziarie || 3 421 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 690 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 950 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 1 187 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 551 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 30 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 13 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || -30 
Tavola 24.4 - Sequenza dei conti delle
società finanziarie (cont.)
 IV.2 - Conto delle variazioni patrimoniali ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
   ||   Totale delle variazioni delle attività ||   ||   ||   ||   Totale delle variazioni delle passività ||   
   AN ||   Attività non finanziarie ||   -4 ||   ||   AF ||   Passività ||   224 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -4 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || -2 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 65 
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 64 
 AN.13 || Oggetti di valore || -2 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 39 
 AN.21 || Risorse naturali || -1 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 48 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 1 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 8 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
   AF ||   Attività finanziarie ||   230 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 10 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 10 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 96 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 53 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 44 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 8 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 8 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 1 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10 || Variazioni del patrimonio netto || 2 
   ||   ||   ||   || B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || -5 
   ||   ||   ||   || B.10.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || -1 
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 10 
   ||   ||   ||   || B.10.31 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 6 
   ||   ||   ||   || B.10.32 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale || 4 
 IV - Conti patrimoniali IV.3 - Conto patrimoniale di chiusura ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
   AN ||   Attività non finanziarie || 89 ||   ||   AF ||   Passività || 3 768 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 63 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 50 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 1 346 
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 1 117 
 AN.13 || Oggetti di valore || 13 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 26 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 804 
 AN.21 || Risorse naturali || 22 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 483 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 4 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 18 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
   AF ||   Attività finanziarie || 3 651 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 700 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 10 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 1 046 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 1 240 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 595 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 38 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 21 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 1 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || -28 
Tavola 24.5 - Sequenza dei conti delle
amministrazioni pubbliche
 I - Conto della produzione ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   P.2 ||   Consumi intermedi || 222 ||   ||   P.1 ||   Produzione ||   348 
   ||   ||   ||   || P.11 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita || 0 
   ||   ||   ||   || P.12 || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale || 0 
   ||   ||   ||   || P.13 || Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || 348 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.1g || Valore aggiunto lordo || 126 ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || 27 ||   ||   ||   ||   
 B.1n || Valore aggiunto netto || 99 ||   ||   ||   ||   
 II - Conti della distribuzione e di utilizzazione del reddito II.1 - Conti della distribuzione primaria del reddito II.1.1 - Conto della generazione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   D.1 ||   Redditi da lavoro dipendente ||   98 ||   ||   B.1g ||   Valore aggiunto lordo || 126 
 D.11 || Retribuzioni lorde || 63 ||   || B.1n || Valore aggiunto netto || 99 
 D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || 55 ||   ||   ||   ||   
 D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 51 ||   ||   ||   ||   
 D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 48 ||   ||   ||   ||   
 D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 3 ||   ||   ||   ||   
 D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 4 ||   ||   ||   ||   
 D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 4 ||   ||   ||   ||   
 D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.29 || Altre imposte sulla produzione || 1 ||   ||   ||   ||   
 D.39 || Altri contributi alla produzione || 0 ||   ||   ||   ||   
   B.2g ||   Risultato lordo di gestione ||   27 ||   ||   ||   ||   
 P.51c1 || Ammortamenti inclusi nel risultato lordo di gestione || 27 ||   ||   ||   ||   
 B.2n || Risultato netto di gestione || 0 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.5 - Sequenza dei conti delle
amministrazioni pubbliche (cont.)
 II.1.2 - Conto della attribuzione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   D.4 ||   Redditi da capitale || 42 ||   ||   B.2g ||   Risultato lordo di gestione || 27 
 D.41 || Interessi || 35 ||   || B.2n || Risultato netto di gestione || 0 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 7 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni || 235 
   ||   ||   ||   || D.21 || Imposte sui prodotti || 141 
   ||   ||   ||   || D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari || 121 
   ||   ||   ||   || D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA || 17 
   ||   ||   ||   || D.2121 || Dazi sulle importazioni || 17 
   ||   ||   ||   || D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA || 0 
   ||   ||   ||   || D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA || 3 
   ||   ||   ||   || D.29 || Altre imposte sulla produzione || 94 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.3 || Contributi || -44 
   ||   ||   ||   || D.31 || Contributi ai prodotti || -8 
   ||   ||   ||   || D.311 || Contributi alle importazioni || 0 
   ||   ||   ||   || D.319 || Altri contributi ai prodotti || -8 
   ||   ||   ||   || D.39 || Altri contributi alla produzione || -36 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.4 || Redditi da capitale || 22 
   ||   ||   ||   || D.41 || Interessi || 14 
   ||   ||   ||   || D.42 || Utili distribuiti dalle società || 7 
   ||   ||   ||   || D.421 || Dividendi || 5 
   ||   ||   ||   || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 2 
   ||   ||   ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 0 
   ||   ||   ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti || 1 
   ||   ||   ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 0 
   ||   ||   ||   || D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   
   ||   ||   ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 1 
   ||   ||   ||   || D.4431 || Dividenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 0 
   ||   ||   ||   || D.4432 || Utili non distribuiti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 1 
   ||   ||   ||   || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 0 
 B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo || 198 ||   ||   ||   ||   
 B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 171 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.5 - Sequenza dei conti delle
amministrazioni pubbliche (cont.)
 II.2 - Conto della distribuzione secondaria del reddito ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   Trasferimenti correnti ||   248 ||   ||   B.5g ||   Saldo dei redditi primari, lordo ||   198 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || 0 ||   || B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 171 
 D.51 || Imposte sul reddito || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.59 || Altre imposte correnti || 0 ||   ||   || Trasferimenti correnti || 367 
   ||   ||   ||   || D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || 213 
 D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || 112 ||   || D.51 || Imposte sul reddito || 204 
 D.621 || Prestazioni di sicurezza sociale in denaro || 53 ||   || D.59 || Altre imposte correnti || 9 
 D.6211 || Prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 45 ||   ||   ||   ||   
 D.6212 || Prestazioni non pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 8 ||   || D.61 || Contributi sociali netti || 50 
 D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale || 7 ||   || D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 38 
 D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale || 5 ||   || D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 35 
 D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale || 2 ||   || D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 3 
 D.623 || Prestazioni di assistenza sociale in denaro || 52 ||   || D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 4 
   ||   ||   ||   || D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 4 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || 136 ||   || D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni || 4 ||   || D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || 9 
 D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni || 4 ||   || D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 6 
 D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni ||   ||   || D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 3 
 D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni ||   ||   ||   ||   ||   
 D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni ||   ||   || D.7 || Altri trasferimenti correnti || 104 
 D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni ||   ||   || D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni ||   
 D.73 || Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche || 96 ||   || D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni ||   
 D.74 || Aiuti internazionali correnti || 22 ||   || D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni ||   
 D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 5 ||   || D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni || 1 
 D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 5 ||   || D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni || 1 
 D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie ||   ||   || D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni ||   
 D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 0 ||   || D.73 || Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche || 96 
 D.76 || Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL || 9 ||   || D.74 || Aiuti internazionali correnti || 1 
   ||   ||   ||   || D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 6 
   ||   ||   ||   || D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie ||   
   ||   ||   ||   || D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie ||   
   ||   ||   ||   || D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 6 
 B.6g || Reddito disponibile lordo || 317 ||   ||   ||   ||   
 B.6n || Reddito disponibile netto || 290 ||   ||   ||   ||   
 II.3 - Conto di redistribuzione del reddito in natura ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   D.63 ||   Trasferimenti sociali in natura ||   184 ||   ||   B.6g ||   Reddito disponibile lordo ||   317 
 D.631 || Trasferimenti sociali in natura (beni e servizi non destinabili alla vendita) || 180 ||   || B.6n || Reddito disponibile netto || 290 
 D.632 || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) || 4 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.7g || Reddito disponibile corretto lordo || 133 ||   ||   ||   ||   
 B.7n || Reddito disponibile corretto netto || 106 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.5 - Sequenza dei conti delle
amministrazioni pubbliche (cont.)
 II.4 - Conto di utilizzazione del reddito II.4.1 - Conto di utilizzazione del reddito disponibile ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   ||   ||   ||   B.6g ||   Reddito disponibile lordo ||   317 
 P.3 || Spesa per consumi finali || 352 ||   || B.6n || Reddito disponibile netto || 290 
 P.31 || Spesa per consumi individuali || 184 ||   ||   ||   ||   
 P.32 || Spesa per consumi collettivi || 168 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8g || Risparmio lordo || -35 ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto || -62 ||   ||   ||   ||   
 II.4.2 - Conto di utilizzazione del reddito disponibile corretto ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   ||   ||   ||   B.7g ||   Reddito disponibile corretto lordo ||   133 
 P.4 || Consumi finali effettivi || 168 ||   || B.7n || Reddito disponibile corretto netto || 106 
 P.41 || Consumi effettivi individuali ||   ||   ||   ||   ||   
 P.42 || Consumi effettivi collettivi || 168 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8g || Risparmio lordo || -35 ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto || -62 ||   ||   ||   ||   
 III - Conti della accumulazione III.1 - Conto del capitale III.1.1 - Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   B.10.1 ||   Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || -90 ||   ||   B.8n ||   Risparmio netto ||   -62 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere || 6 
   ||   ||   ||   || D.91r || Imposte in conto capitale da percepire || 2 
   ||   ||   ||   || D.92r || Contributi agli investimenti da ricevere || 0 
   ||   ||   ||   || D.99r || Altri trasferimenti in conto capitale da ricevere || 4 
   ||   ||   ||   || D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare || -34 
   ||   ||   ||   || D.91p || Imposte in conto capitale da pagare || 0 
   ||   ||   ||   || D.92p || Contributi agli investimenti da erogare || -27 
   ||   ||   ||   || D.99p || Altri trasferimenti in conto capitale da effettuare || -7 
Tavola 24.5 - Sequenza dei conti delle
amministrazioni pubbliche (cont.)
 III.1.2 - Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 P.5g || Investimenti lordi || 38 ||   || B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || -90 
 P.5n || Investimenti netti || 11 ||   ||   ||   ||   
 P.51g || Investimenti fissi lordi || 35 ||   ||   ||   ||   
 P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso || 35 ||   ||   ||   ||   
 P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi || 38 ||   ||   ||   ||   
 P.5112 || Acquisizioni di beni usati || 0 ||   ||   ||   ||   
 P.5113 || Cessioni di beni usati || -3 ||   ||   ||   ||   
 P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte ||   ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || -27 ||   ||   ||   ||   
 P.52 || Variazione delle scorte || 0 ||   ||   ||   ||   
 P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore || 3 ||   ||   ||   ||   
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte || 2 ||   ||   ||   ||   
 NP.1 || Acquisizioni meno cessioni di risorse naturali || 2 ||   ||   ||   ||   
 NP.2 || Acquisizioni meno cessioni di licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   ||   ||   ||   
 NP.3 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   
 B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || -103 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.5 - Sequenza dei conti delle
amministrazioni pubbliche (cont.)
 III.2 - Conto finanziario ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   ||   ||   || B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || -103 
 F || Acquisizione netta di attività finanziarie || -10 ||   || F || Incremento netto delle passività || 93 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   || F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 F.11 || Oro monetario ||   ||   || F.11 || Oro monetario ||   
 F.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   || F.12 || Diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 F.2 || Biglietti, monete e depositi || -26 ||   || F.2 || Biglietti, monete e depositi || 37 
 F.21 || Biglietti e monete || 2 ||   || F.21 || Biglietti e monete || 35 
 F.22 || Depositi trasferibili || -27 ||   || F.22 || Depositi trasferibili || 2 
 F.221 || Posizioni interbancarie ||   ||   || F.221 || Posizioni interbancarie ||   
 F.229 || Altri depositi trasferibili || -27 ||   || F.229 || Altri depositi trasferibili || 2 
 F.29 || Altri depositi || -1 ||   || F.29 || Altri depositi || 0 
 F.3 || Titoli di credito || 4 ||   || F.3 || Titoli di credito || 38 
 F.31 || A breve termine || 1 ||   || F.31 || A breve termine || 4 
 F.32 || A lungo termine || 3 ||   || F.32 || A lungo termine || 34 
 F.4 || Prestiti || 3 ||   || F.4 || Prestiti || 9 
 F.41 || A breve termine || 1 ||   || F.41 || A breve termine || 3 
 F.42 || A lungo termine || 2 ||   || F.42 || A lungo termine || 6 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 3 ||   || F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento ||   
 F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 3 ||   || F.51 || Azioni e altre partecipazioni ||   
 F.511 || Azioni quotate || 1 ||   || F.511 || Azioni quotate ||   
 F.512 || Azioni non quotate || 1 ||   || F.512 || Azioni non quotate ||   
 F.519 || Altre partecipazioni || 1 ||   || F.519 || Altre partecipazioni ||   
 F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento || 0 ||   || F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento ||   
 F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || 0 ||   || F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari ||   
 F.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || 0 ||   || F.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari ||   
   F.6 ||   Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 ||   ||   F.6 ||   Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || 0 ||   || F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita ||   
 F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || 0 ||   || F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita ||   
 F.63 || Diritti pensionistici ||   ||   || F.63 || Diritti pensionistici ||   
 F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi ||   ||   || F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi ||   
 F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche ||   ||   || F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche ||   
 F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard || 1 ||   || F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard || 0 
   F.7 ||   Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   F.7 ||   Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 F.71 || Strumenti finanziari derivati || 0 ||   || F.71 || Strumenti finanziari derivati || 0 
 F.711 || Opzioni || 0 ||   || F.711 || Opzioni || 0 
 F.712 || Contratti a termine || 0 ||   || F.712 || Contratti a termine || 0 
 F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   || F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 0 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || 5 ||   || F.8 || Altri conti attivi e passivi || 9 
 F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 1 ||   || F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 6 
 F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || 4 ||   || F.89   || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || 3 
Tavola 24.5 - Sequenza dei conti delle
amministrazioni pubbliche (cont.)
 III.3 - Conto delle altre variazioni delle attività e delle passività III.3.1 - Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.1 || Comparsa economica di attività || 7 ||   || K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 3 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 4 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   
 AN.21 || Risorse naturali || 4 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || K.6 || Variazioni di classificazione || 2 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 2 
 K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte || -2 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 K.21 || Esaurimento di risorse naturali || -2 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || -2 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 2 
 K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte || 0 ||   || K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali || -6 ||   ||   || Totale delle altre variazioni di volume || 2 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -4 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || -2 ||   || AN.11 || Capitale fisso ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AN.12 || Scorte ||   
 K.4 || Confische senza indennizzo || 5 ||   || AN.13 || Oggetti di valore ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 1 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 4 ||   || AN.21 || Risorse naturali ||   
 AF || Attività finanziarie || 0 ||   || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti ||   
 K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 0 ||   || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AF || Attività finanziarie || 2 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   
 K.6 || Variazioni di classificazione || -4 ||   || AF.3 || Titoli di credito ||   
 K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || -4 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -3 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || -1 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti ||   
 K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   ||   ||   ||   
   || Totale delle altre variazioni di volume || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || -3 ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso || -3 ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 3 ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali || 1 ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 2 ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività finanziarie || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || -2 
Tavola 24.5 - Sequenza dei conti delle
amministrazioni pubbliche (cont.)
 III.3.2 - Conto della rivalutazione delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.7 || Guadagni (+) e perdite (-) nominali in conto capitale ||   ||   || K.7 || Guadagni (-) e perdite (+) nominali in conto capitale ||   
 AN || Attività non finanziarie || 44 ||   || AF || Passività || 7 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 21 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 18 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 
 AN.12 || Scorte || 1 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 7 
 AN.13 || Oggetti di valore || 2 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 23 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 23 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
 AF || Attività finanziarie || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 38 
 III.3.2.1 - Conto dei guadagni e delle perdite neutrali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.71 || Guadagni (+) e perdite (-) neutrali in conto capitale ||   ||   || K.71 || Guadagni (-) e perdite (+) neutrali in conto capitale ||   
 AN || Attività non finanziarie || 32 ||   || AF || Passività || 13 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 20 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 18 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 2 
 AN.12 || Scorte || 1 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 4 
 AN.13 || Oggetti di valore || 1 ||   || AF.4 || Prestiti || 7 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 12 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 12 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
 AF || Attività finanziarie || 8 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 2 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 3 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 3 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.31 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 27 
Tavola 24.5 - Sequenza dei conti delle
amministrazioni pubbliche (cont.)
 III.3.2.2 - Conto dei guadagni e delle perdite reali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.72 || Guadagni (+) e perdite (-) reali in conto capitale ||   ||   || K.72 || Guadagni (-) e perdite (+) reali in conto capitale ||   
 AN || Attività non finanziarie || 12 ||   || AF || Passività || -6 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 1 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 0 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -2 
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 3 
 AN.13 || Oggetti di valore || 1 ||   || AF.4 || Prestiti || -7 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 11 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 11 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
 AF || Attività finanziarie || -7 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || -1 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -3 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || -3 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.32 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale   || 11 
 IV - Conti patrimoniali IV.1 - Conto patrimoniale di apertura ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
 AN || Attività non finanziarie || 789 ||   || AF || Passività || 687 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 497 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 467 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 102 
 AN.12 || Scorte || 22 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 212 
 AN.13 || Oggetti di valore || 8 ||   || AF.4 || Prestiti || 328 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 292 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 4 
 AN.21 || Risorse naturali || 286 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 19 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 6 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 22 
 AF || Attività finanziarie || 396 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 80 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 150 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 115 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 12 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 20 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 19 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || 498 
Tavola 24.5 - Sequenza dei conti delle
amministrazioni pubbliche (cont.)
 IV.2 - Conto delle variazioni patrimoniali ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
   || Totale delle variazioni delle attività ||   ||   ||   || Totale delle variazioni delle passività ||   
 AN || Attività non finanziarie || 57 ||   || AF || Passività || 102 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 29 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 23 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 37 
 AN.12 || Scorte || 1 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 45 
 AN.13 || Oggetti di valore || 5 ||   || AF.4 || Prestiti || 9 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 28 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 2 
 AN.21 || Risorse naturali || 26 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 2 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 9 
 AF || Attività finanziarie || -9 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -26 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 4 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 3 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 3 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 5 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10 || Variazioni del patrimonio netto || -54 
   ||   ||   ||   || B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 90 
   ||   ||   ||   || B.10.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || -2 
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 38 
   ||   ||   ||   || B.10.31 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 27 
   ||   ||   ||   || B.10.32 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale || 11 
 IV - Conti patrimoniali IV.3 - Conto patrimoniale di chiusura ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
 AN || Attività non finanziarie || 846 ||   || AF || Passività || 789 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 526 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 0 
 AN.11 || Capitale fisso || 490 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 139 
 AN.12 || Scorte || 23 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 257 
 AN.13 || Oggetti di valore || 13 ||   || AF.4 || Prestiti || 337 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 320 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 6 
 AN.21 || Risorse naturali || 312 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 19 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 8 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 31 
 AF || Attività finanziarie || 387 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || 81 ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 124 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 4 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 118 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 15 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 21 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 24 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || 444 
Tavola 24.6 - Sequenza dei conti delle
famiglie
 I - Conto della produzione ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 P.2 || Consumi intermedi || 115 ||   || P.1 || Produzione || 270 
   ||   ||   ||   || P.11 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita || 123 
   ||   ||   ||   || P.12 || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale || 147 
 B.1g || Valore aggiunto lordo || 155 ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || 23 ||   ||   ||   ||   
 B.1n || Valore aggiunto netto || 132 ||   ||   ||   ||   
 II - Conti della distribuzione e di utilizzazione del reddito II.1 - Conti della distribuzione primaria del reddito II.1.1 - Conto della generazione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 11 ||   || B.1g || Valore aggiunto lordo || 155 
 D.11 || Retribuzioni lorde || 11 ||   || B.1n || Valore aggiunto netto || 132 
 D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.29 || Altre imposte sulla produzione || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.39 || Altri contributi alla produzione || -1 ||   ||   ||   ||   
 B.2g || Risultato lordo di gestione || 84 ||   ||   ||   ||   
 B.3g || Reddito misto lordo || 61 ||   ||   ||   ||   
 P.51c1 || Ammortamenti inclusi nel risultato lordo di gestione || 15 ||   ||   ||   ||   
 P.51c2 || Ammortamenti inclusi nel reddito misto lordo || 8 ||   ||   ||   ||   
 B.2n || Risultato netto di gestione || 69 ||   ||   ||   ||   
 B.3n || Reddito misto netto || 53 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.6 - Sequenza dei conti delle
famiglie (cont.) 
 II.1.2 - Conto della attribuzione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.4 || Redditi da capitale || 41 ||   || B.2g || Risultato lordo di gestione || 84 
 D.41 || Interessi || 14 ||   || B.3g || Reddito misto lordo || 61 
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 27 ||   || B.2n || Risultato netto di gestione || 69 
   ||   ||   ||   || B.3n || Reddito misto netto || 53 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 1 154 
   ||   ||   ||   || D.11 || Retribuzioni lorde || 954 
   ||   ||   ||   || D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || 200 
   ||   ||   ||   || D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 181 
   ||   ||   ||   || D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 168 
   ||   ||   ||   || D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 13 
   ||   ||   ||   || D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 19 
   ||   ||   ||   || D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 18 
   ||   ||   ||   || D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.4 || Redditi da capitale || 123 
   ||   ||   ||   || D.41 || Interessi || 49 
   ||   ||   ||   || D.42 || Utili distribuiti dalle società || 20 
   ||   ||   ||   || D.421 || Dividendi || 13 
   ||   ||   ||   || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || 7 
   ||   ||   ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 3 
   ||   ||   ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti || 30 
   ||   ||   ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 20 
   ||   ||   ||   || D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici || 8 
   ||   ||   ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 2 
   ||   ||   ||   || D.4431 || Dividenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 2 
   ||   ||   ||   || D.4432 || Utili non distribuiti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 0 
   ||   ||   ||   || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 21 
 B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo || 1 381 ||   ||   ||   ||   
 B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 1 358 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.6 - Sequenza dei conti delle
famiglie (cont.)
 II.2 - Conto della distribuzione secondaria del reddito ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   || Trasferimenti correnti || 582 ||   || B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo || 1 381 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || 178 ||   || B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 1 358 
 D.51 || Imposte sul reddito || 176 ||   ||   ||   ||   
 D.59 || Altre imposte correnti || 2 ||   ||   || Trasferimenti correnti || 420 
 D.61 || Contributi sociali netti || 333 ||   || D.61 || Contributi sociali netti || 0 
 D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 181 ||   || D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 168 ||   || D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 13 ||   || D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 19 ||   || D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 18 ||   || D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 ||   || D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || 129 ||   || D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || 0 
 D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 115 ||   || D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 0 
 D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 14 ||   || D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 0 
 D.614 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie || 10 ||   || D.614 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie || 0 
 D.6141 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 8 ||   || D.6141 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 0 
 D.6142 || Contributi non pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 2 ||   || D.6142 || Contributi non pensionistici supplementari a carico delle famiglie || 0 
 D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale || -6 ||   || D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale || 1 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || 0 ||   || D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || 384 
 D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale || 0 ||   || D.621 || Prestazioni di sicurezza sociale in denaro || 53 
 D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale || 0 ||   || D.6211 || Prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 45 
 D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale || 0 ||   || D.6212 || Prestazioni non pensionistiche di sicurezza sociale in denaro || 8 
   ||   ||   ||   || D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale || 279 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || 71 ||   || D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale || 250 
 D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni || 31 ||   || D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale || 29 
 D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni || 31 ||   || D.623 || Prestazioni di assistenza sociale in denaro || 52 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 40 ||   || D.7 || Altri trasferimenti correnti || 36 
 D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 29 ||   || D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni || 35 
 D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie || 7 ||   || D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni || 35 
 D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 4 ||   || D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 1 
   ||   ||   ||   || D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 0 
   ||   ||   ||   || D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie || 1 
   ||   ||   ||   || D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 0 
 B.6g || Reddito disponibile lordo || 1 219 ||   ||   ||   ||   
 B.6n || Reddito disponibile netto || 1 196 ||   ||   ||   ||   
 II.3 - Conto di redistribuzione del reddito in natura ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   ||   ||   || B.6g || Reddito disponibile lordo || 1 219 
   ||   ||   ||   || B.6n || Reddito disponibile netto || 1 196 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||  D.63 || Trasferimenti sociali in natura || 215 
   ||   ||   ||   ||  D.631 || Trasferimenti sociali in natura (beni e servizi non destinabili alla vendita) || 211 
   ||   ||   ||   ||  D.632 || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) || 4 
 B.7g || Reddito disponibile corretto lordo || 1 434 ||   ||   ||   ||   
 B.7n || Reddito disponibile corretto netto || 1 411 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.6 - Sequenza dei conti delle
famiglie (cont.)
 II.4 - Conto di utilizzazione del reddito II.4.1 - Conto di utilizzazione del reddito disponibile ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   ||   ||   ||   B.6g ||   Reddito disponibile lordo ||   1 219 
 P.3 || Spesa per consumi finali || 1 015 ||   || B.6n || Reddito disponibile netto || 1 196 
 P.31 || Spesa per consumi individuali || 1 015 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 11 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8g || Risparmio lordo || 215 ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto || 192 ||   ||   ||   ||   
 II.4.2 - Conto di utilizzazione del reddito disponibile corretto ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   ||   ||   || B.7g || Reddito disponibile corretto lordo || 1 434 
 P.4 || Consumi finali effettivi || 1 230 ||   || B.7n || Reddito disponibile corretto netto || 1 411 
 P.41 || Consumi effettivi individuali || 1 230 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 11 
 B.8g || Risparmio lordo || 215 ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto || 192 ||   ||   ||   ||   
 III - Conti della accumulazione III.1 - Conto del capitale III.1.1 - Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 210 ||   || B.8n || Risparmio netto || 192 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere || 23 
   ||   ||   ||   || D.92r || Contributi agli investimenti da ricevere || 0 
   ||   ||   ||   || D.99r || Altri trasferimenti in conto capitale da ricevere || 23 
   ||   ||   ||   || D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare || -5 
   ||   ||   ||   || D.91p || Imposte in conto capitale da pagare || -2 
   ||   ||   ||   || D.92p || Contributi agli investimenti da erogare ||   
   ||   ||   ||   || D.99p || Altri trasferimenti in conto capitale da effettuare || -3 
Tavola 24.6 - Sequenza dei conti delle
famiglie (cont.)
 III.1.2 - Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 P.5g || Investimenti lordi || 55 ||   || B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 210 
 P.5n || Investimenti netti || 32 ||   ||   ||   ||   
 P.51g || Investimenti fissi lordi || 48 ||   ||   ||   ||   
 P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso || 48 ||   ||   ||   ||   
 P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi || 45 ||   ||   ||   ||   
 P.5112 || Acquisizioni di beni usati || 3 ||   ||   ||   ||   
 P.5113 || Cessioni di beni usati || 0 ||   ||   ||   ||   
 P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || -23 ||   ||   ||   ||   
 P.52 || Variazione delle scorte || 2 ||   ||   ||   ||   
 P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore || 5 ||   ||   ||   ||   
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte || 4 ||   ||   ||   ||   
 NP.1 || Acquisizioni meno cessioni di risorse naturali || 3 ||   ||   ||   ||   
 NP.2 || Acquisizioni meno cessioni di licenze, contratti di leasing e altri contratti || 1 ||   ||   ||   ||   
 NP.3 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   
 B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || 174 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.6 - Sequenza dei conti delle
famiglie (cont.)
 III.2 - Conto finanziario ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   ||   ||   || B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || 174 
 F || Acquisizione netta di attività finanziarie || 189 ||   || F || Incremento netto delle passività || 15 
 F.2 ||  Biglietti, monete e depositi || 64 ||   || F.3 || Titoli di credito || 0 
 F.21 || Biglietti e monete || 10 ||   || F.31 || A breve termine || 0 
 F.22 || Depositi trasferibili || 27 ||   || F.32 || A lungo termine || 0 
 F.229 || Altri depositi trasferibili || 27 ||   ||   ||   ||   
 F.29 || Altri depositi || 27 ||   || F.4 || Prestiti || 11 
   ||   ||   ||   || F.41 || A breve termine || 2 
 F.3 || Titoli di credito || 10 ||   || F.42 || A lungo termine || 9 
 F.31 || A breve termine || 3 ||   ||   ||   ||   
 F.32 || A lungo termine || 7 ||   || F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
   ||   ||   ||   || F.71 || Strumenti finanziari derivati || 0 
 F.4 || Prestiti || 3 ||   || F.711 || Opzioni || 0 
 F.41 || A breve termine || 3 ||   || F.712 || Contratti a termine || 0 
 F.42 || A lungo termine || 0 ||   || F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 0 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 66 ||   || F.8 || Altri conti attivi e passivi || 4 
 F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 53 ||   || F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 4 
 F.511 || Azioni quotate || 48 ||   || F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || 0 
 F.512 || Azioni non quotate || 2 ||   ||   ||   ||   
 F.519 || Altre partecipazioni || 3 ||   ||   ||   ||   
 F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento || 13 ||   ||   ||   ||   
 F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || 5 ||   ||   ||   ||   
 F.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || 8 ||   ||   ||   ||   
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   39 ||   ||   ||   ||   
 F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || 4 ||   ||   ||   ||   
 F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || 22 ||   ||   ||   ||   
 F.63 || Diritti pensionistici || 11 ||   ||   ||   ||   
 F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi ||   ||   ||   ||   ||   
 F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche || 2 ||   ||   ||   ||   
 F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 ||   ||   ||   ||   
 F.71 || Strumenti finanziari derivati || 1 ||   ||   ||   ||   
 F.711 || Opzioni || 1 ||   ||   ||   ||   
 F.712 || Contratti a termine || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 2 ||   ||   ||   ||   
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || 4 ||   ||   ||   ||   
 F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 3 ||   ||   ||   ||   
 F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || 1 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.6 - Sequenza dei conti delle
famiglie (cont.)
 III.3 - Conto delle altre variazioni delle attività e delle passività III.3.1 - Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.1 || Comparsa economica di attività || 0 ||   || K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 1 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 1 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || K.6 || Variazioni di classificazione || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 0 
 K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 K.21 || Esaurimento di risorse naturali || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte || 0 ||   || K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali || 0 ||   ||   || Totale delle altre variazioni di volume || 1 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AN.11 || Capitale fisso || 0 
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AN.12 || Scorte || 0 
 K.4 || Confische senza indennizzo || 0 ||   || AN.13 || Oggetti di valore || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AN.21 || Risorse naturali || 0 
 AF || Attività finanziarie || 0 ||   || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 
 K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 0 ||   || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AF || Attività finanziarie || 1 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   
 K.6 || Variazioni di classificazione || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito ||   
 K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 0 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   ||   ||   ||   
   || Totale delle altre variazioni di volume || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività finanziarie || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || -1 
Tavola 24.6 - Sequenza dei conti delle
famiglie (cont.)
 III.3.2 - Conto della rivalutazione delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   K.7 ||   Guadagni (+) e perdite (-) nominali in conto capitale ||   ||   ||   K.7 ||   Guadagni (-) e perdite (+) nominali in conto capitale ||   
   AN ||   Attività non finanziarie || 80 ||   ||   AF ||   Passività || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 35 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 28 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 
 AN.12 || Scorte || 2 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AN.13 || Oggetti di valore || 5 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 45 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 45 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
   AF ||   Attività finanziarie ||   16 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 6 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 10 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 96 
 III.3.2.1 - Conto dei guadagni e delle perdite neutrali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   K.71 ||   Guadagni (+) e perdite (-) neutrali in conto capitale ||   ||   ||   K.71 ||   Guadagni (-) e perdite (+) neutrali in conto capitale ||   
   AN ||   Attività non finanziarie ||   56 ||   ||   AF ||   Passività ||   5 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 34 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 28 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 
 AN.12 || Scorte || 2 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AN.13 || Oggetti di valore || 4 ||   || AF.4 || Prestiti || 3 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 22 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 22 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 2 
   AF ||   Attività finanziarie ||   36 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 17 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 4 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 9 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 5 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 1 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.31 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 87 
Tavola 24.6 - Sequenza dei conti delle
famiglie (cont.)
 III.3.2.2 - Conto dei guadagni e delle perdite reali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   K.72 ||   Guadagni (+) e perdite (-) reali in conto capitale ||   ||   ||   K.72 ||   Guadagni (-) e perdite (+) reali in conto capitale ||   
   AN ||   Attività non finanziarie ||   24 ||   ||   AF ||   Passività ||   -5 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 1 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 0 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AN.13 || Oggetti di valore || 1 ||   || AF.4 || Prestiti || -3 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 23 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 23 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || -2 
   AF ||   Attività finanziarie ||   -20 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -17 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 2 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || -5 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || -1 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.32 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale || 9 
 IV - Conti patrimoniali IV.1 - Conto patrimoniale di apertura ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
   AN ||   Attività non finanziarie || 1 429 ||   ||   AF ||   Passività || 189 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 856 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 713 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 10 
 AN.12 || Scorte || 48 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 2 
 AN.13 || Oggetti di valore || 95 ||   || AF.4 || Prestiti || 169 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 573 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento ||   
 AN.21 || Risorse naturali || 573 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 8 
   AF ||   Attività finanziarie || 3 260 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 840 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 198 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 24 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 1 749 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 391 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 55 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || 4 500 
Tavola 24.6 - Sequenza dei conti delle
famiglie (cont.)
 IV.2 - Conto delle variazioni patrimoniali ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
   ||   Totale delle variazioni delle attività ||   ||   ||   ||   Totale delle variazioni delle passività ||   
   AN ||   Attività non finanziarie ||   115 ||   ||   AF ||   Passività ||   16 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 67 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 53 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 
 AN.12 || Scorte || 4 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AN.13 || Oggetti di valore || 10 ||   || AF.4 || Prestiti || 11 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 48 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 48 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 4 
 AF || Attività finanziarie || 205 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 64 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 16 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 3 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 76 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 39 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 3 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 4 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10 || Variazioni del patrimonio netto || 304 
   ||   ||   ||   || B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || 210 
   ||   ||   ||   || B.10.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || -1 
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 96 
   ||   ||   ||   || B.10.31 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 87 
   ||   ||   ||   || B.10.32 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale || 9 
 IV - Conti patrimoniali IV.3 - Conto patrimoniale di chiusura ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
 AN || Attività non finanziarie || 1 544 ||   || AF || Passività || 205 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 923 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 766 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 10 
 AN.12 || Scorte || 52 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 2 
 AN.13 || Oggetti di valore || 105 ||   || AF.4 || Prestiti || 180 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 621 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 621 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 1 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 12 
 AF || Attività finanziarie || 3 465 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 904 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 214 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 27 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 1 825 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 430 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 6 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 59 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || 4 804 
Tavola 24.7 - Sequenza dei conti delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie
 I - Conto della produzione ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 P.2 || Consumi intermedi || 17 ||   || P.1 || Produzione || 32 
   ||   ||   ||   || P.11 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita || 0 
   ||   ||   ||   || P.12 || Produzione di beni e servizi per proprio uso finale || 0 
   ||   ||   ||   || P.13 || Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || 32 
 B.1g || Valore aggiunto lordo || 15 ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || 3 ||   ||   ||   ||   
 B.1n || Valore aggiunto netto || 12 ||   ||   ||   ||   
 II - Conti della distribuzione e di utilizzazione del reddito II.1 - Conti della distribuzione primaria del reddito II.1.1 - Conto della generazione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || 11 ||   || B.1g || Valore aggiunto lordo || 15 
 D.11 || Retribuzioni lorde || 6 ||   || B.1n || Valore aggiunto netto || 12 
 D.12 || Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || 5 ||   ||   ||   ||   
 D.121 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 4 ||   ||   ||   ||   
 D.1211 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 4 ||   ||   ||   ||   
 D.1212 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.122 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 ||   ||   ||   ||   
 D.1221 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 ||   ||   ||   ||   
 D.1222 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.29 || Altre imposte sulla produzione || 1 ||   ||   ||   ||   
 D.39 || Altri contributi alla produzione || 0 ||   ||   ||   ||   
   B.2g ||   Risultato lordo di gestione ||   3 ||   ||   ||   ||   
 P.51c1 || Ammortamenti inclusi nel risultato lordo di gestione || 3 ||   ||   ||   ||   
 B.2n || Risultato netto di gestione || 0 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.7 - Sequenza dei conti delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (cont.)
 II.1.2 - Conto della attribuzione dei redditi primari ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
 D.4 || Redditi da capitale || 6 ||   || B.2g || Risultato lordo di gestione || 3 
 D.41 || Interessi || 6 ||   || B.3g || Reddito misto lordo ||   
 D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 0 ||   || B.2n || Risultato netto di gestione || 0 
   ||   ||   ||   || B.3n || Reddito misto netto ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.4 || Redditi da capitale || 7 
   ||   ||   ||   || D.41 || Interessi || 7 
   ||   ||   ||   || D.42 || Utili distribuiti dalle società || 0 
   ||   ||   ||   || D.421 || Dividendi || 0 
   ||   ||   ||   || D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società ||   
   ||   ||   ||   || D.43 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || 0 
   ||   ||   ||   || D.44 || Altri redditi da investimenti || 0 
   ||   ||   ||   || D.441 || Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || 0 
   ||   ||   ||   || D.442 || Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici ||   
   ||   ||   ||   || D.443 || Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 0 
   ||   ||   ||   || D.4431 || Dividenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 0 
   ||   ||   ||   || D.4432 || Utili non distribuiti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || 0 
   ||   ||   ||   || D.45 || Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || 0 
 B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo || 4 ||   ||   ||   ||   
 B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 1 ||   ||   ||   ||   
 II.2 - Conto della distribuzione secondaria del reddito ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   Trasferimenti correnti || 7 ||   ||   B.5g ||   Saldo dei redditi primari, lordo ||   4 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || 0 ||   || B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || 1 
 D.51 || Imposte sul reddito || 0 ||   ||   ||   ||   
 D.59 || Altre imposte correnti || 0 ||   ||   || Trasferimenti correnti || 40 
   ||   ||   ||   || D.61 || Contributi sociali netti || 5 
 D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || 5 ||   || D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || 3 
 D.621 || Prestazioni di sicurezza sociale in denaro ||   ||   || D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 2 
 D.6211 || Prestazioni pensionistiche di sicurezza sociale in denaro ||   ||   || D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro || 1 
 D.6212 || Prestazioni non pensionistiche di sicurezza sociale in denaro ||   ||   || D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 
 D.622 || Altre prestazioni di assicurazione sociale || 5 ||   || D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 1 
 D.6221 || Altre prestazioni pensionistiche di assicurazione sociale || 3 ||   || D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro || 0 
 D.6222 || Altre prestazioni non pensionistiche di assicurazione sociale || 2 ||   || D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || 1 
 D.623 || Prestazioni di assistenza sociale in denaro ||   ||   || D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 0 
   ||   ||   ||   || D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie || 1 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || 2 ||   ||   ||   ||   
 D.71 || Premi netti di assicurazione contro i danni || 0 ||   || D.7 || Altri trasferimenti correnti || 36 
 D.711 || Premi netti di assicurazione diretta contro i danni || 0 ||   || D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni || 0 
 D.712 || Premi netti di riassicurazione contro i danni ||   ||   || D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni || 0 
 D.72 || Indennizzi di assicurazione contro i danni ||   ||   || D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni ||   
 D.721 || Indennizzi di assicurazione diretta contro i danni ||   ||   || D.73 || Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche ||   
 D.722 || Indennizzi di riassicurazione contro i danni ||   ||   || D.74 || Aiuti internazionali correnti ||   
 D.73 || Trasferimenti correnti tra amministrazioni pubbliche ||   ||   || D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 36 
 D.74 || Aiuti internazionali correnti ||   ||   || D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 36 
 D.75 || Trasferimenti correnti diversi || 2 ||   || D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie ||   
 D.751 || Trasferimenti correnti alle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || 0 ||   || D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 0 
 D.752 || Trasferimenti correnti tra famiglie ||   ||   ||   ||   ||   
 D.759 || Altri trasferimenti correnti diversi || 2 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.6g || Reddito disponibile lordo || 37 ||   ||   ||   ||   
 B.6n || Reddito disponibile netto || 34 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.7 - Sequenza dei conti delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (cont.)
 II.3 - Conto di redistribuzione del reddito in natura ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   D.63 ||   Trasferimenti sociali in natura ||   31 ||   ||   B.6g ||   Reddito disponibile lordo ||   37 
  D.631 || Trasferimenti sociali in natura (beni e servizi non destinabili alla vendita) || 31 ||   || B.6n || Reddito disponibile netto || 34 
  D.632 || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.7g || Reddito disponibile corretto lordo || 6 ||   ||   ||   ||   
 B.7n || Reddito disponibile corretto netto || 3 ||   ||   ||   ||   
 II.4 - Conto di utilizzazione del reddito II.4.1 - Conto di utilizzazione del reddito disponibile ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   ||   ||   ||   B.6g ||   Reddito disponibile lordo ||   37 
 P.3 || Spesa per consumi finali || 32 ||   || B.6n || Reddito disponibile netto || 34 
 P.31 || Spesa per consumi individuali || 31 ||   ||   ||   ||   
 P.32 || Spesa per consumi collettivi || 1 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8g || Risparmio lordo || 5 ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto || 2 ||   ||   ||   ||   
 II.4.2 - Conto di utilizzazione del reddito disponibile corretto ||   ||   
 Impieghi ||   || Risorse 
   ||   ||   ||   ||   B.7g ||   Reddito disponibile corretto lordo ||   6 
 P.4 || Consumi finali effettivi || 1 ||   || B.7n || Reddito disponibile corretto netto || 3 
 P.41 || Consumi effettivi individuali ||   ||   ||   ||   ||   
 P.42 || Consumi effettivi collettivi || 1 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.8g || Risparmio lordo || 5 ||   ||   ||   ||   
 B.8n || Risparmio netto || 2 ||   ||   ||   ||   
 III - Conti della accumulazione III.1 - Conto del capitale III.1.1 - Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale 
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   B.10.1 ||   Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || -1 ||   ||   B.8n ||   Risparmio netto ||   2 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere || 0 
   ||   ||   ||   || D.92r || Contributi agli investimenti da ricevere || 0 
   ||   ||   ||   || D.99r || Altri trasferimenti in conto capitale da ricevere || 0 
   ||   ||   ||   ||   D.9p ||   Trasferimenti in conto capitale da effettuare ||   -3 
   ||   ||   ||   || D.91p || Imposte in conto capitale da pagare || 0 
   ||   ||   ||   || D.92p || Contributi agli investimenti da erogare ||   
   ||   ||   ||   ||   D.99p ||   Altri trasferimenti in conto capitale da effettuare ||   -3 
Tavola 24.7 - Sequenza dei conti delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (cont.)
 III.1.2 - Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   P.5g ||   Investimenti lordi ||   5 ||   ||   B.10.1 ||   Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || -1 
 P.5n || Investimenti netti || 2 ||   ||   ||   ||   
 P.51g || Investimenti fissi lordi || 5 ||   ||   ||   ||   
 P.511 || Acquisizioni meno cessioni di capitale fisso || 5 ||   ||   ||   ||   
 P.5111 || Acquisizioni di beni nuovi || 5 ||   ||   ||   ||   
 P.5112 || Acquisizioni di beni usati || 1 ||   ||   ||   ||   
 P.5113 || Cessioni di beni usati || -1 ||   ||   ||   ||   
 P.512 || Costi di trasferimento della proprietà di attività non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || -3 ||   ||   ||   ||   
 P.52 || Variazione delle scorte || 0 ||   ||   ||   ||   
 P.53 || Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore || 0 ||   ||   ||   ||   
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte || 1 ||   ||   ||   ||   
 NP.1 || Acquisizioni meno cessioni di risorse naturali || 1 ||   ||   ||   ||   
 NP.2 || Acquisizioni meno cessioni di licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   ||   ||   ||   
 NP.3 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing ||   ||   ||   ||   ||   
 B.9 || Accreditamento (+) / indebitamento (-) || -4 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.7 - Sequenza dei conti delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (cont.)
 III.2 - Conto finanziario ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   ||   ||   ||   ||   B.9 ||   Accreditamento (+) / indebitamento (-) ||   -4 
   F ||   Acquisizione netta di attività finanziarie ||   2 ||   ||   F ||   Incremento netto delle passività ||   6 
 F.2 ||  Biglietti, monete e depositi || 2 ||   || F.3 || Titoli di credito || 0 
 F.21 || Biglietti e monete || 1 ||   || F.31 || A breve termine || 0 
 F.22 || Depositi trasferibili || 1 ||   || F.32 || A lungo termine || 0 
 F.229 || Altri depositi trasferibili || 1 ||   ||   ||   ||   
 F.29 || Altri depositi || 0 ||   || F.4 || Prestiti || 6 
   ||   ||   ||   || F.41 || A breve termine || 2 
 F.3 || Titoli di credito || -1 ||   || F.42 || A lungo termine || 4 
 F.31 || A breve termine || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.32 || A lungo termine || -1 ||   || F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
   ||   ||   ||   || F.71 || Strumenti finanziari derivati || 0 
 F.4 || Prestiti || 0 ||   || F.711 || Opzioni || 0 
 F.41 || A breve termine || 0 ||   || F.712 || Contratti a termine || 0 
 F.42 || A lungo termine || 0 ||   || F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 0 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 ||   || F.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
 F.51 || Azioni e altre partecipazioni || 0 ||   || F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni || 0 
 F.511 || Azioni quotate || 0 ||   || F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || 0 
 F.512 || Azioni non quotate || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.519 || Altre partecipazioni || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.52 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.521 || Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.529 || Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   0 ||   ||   ||   ||   
 F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.63 || Diritti pensionistici ||   ||   ||   ||   ||   
 F.64 || Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi ||   ||   ||   ||   ||   
 F.65 || Diritti a prestazioni non pensionistiche ||   ||   ||   ||   ||   
 F.66 || Riserve per escussioni di garanzie standard || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.71 || Strumenti finanziari derivati || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.711 || Opzioni || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.712 || Contratti a termine || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.72 || Stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || 1 ||   ||   ||   ||   
 F.81 || Crediti commerciali e anticipazioni ||   ||   ||   ||   ||   
 F.89 || Altri conti attivi e passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || 1 ||   ||   ||   ||   
Tavola 24.7 - Sequenza dei conti delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (cont.)
 III.3 - Conto delle altre variazioni delle attività e delle passività III.3.1 - Conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
 K.1 || Comparsa economica di attività || 0 ||   || K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || K.6 || Variazioni di classificazione || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 0 
 K.2 || Scomparsa economica di attività non prodotte || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 K.21 || Esaurimento di risorse naturali || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.22 || Altra scomparsa economica di attività non prodotte || 0 ||   || K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF || Attività e passività finanziarie || 0 
 K.3 || Distruzioni di beni per eventi catastrofali || 0 ||   ||   || Totale delle altre variazioni di volume || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AN.11 || Capitale fisso || 0 
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AN.12 || Scorte || 0 
 K.4 || Confische senza indennizzo || 0 ||   || AN.13 || Oggetti di valore || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AN.21 || Risorse naturali || 0 
 AF || Attività finanziarie || 0 ||   || AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 
 K.5 || Altre variazioni di volume n.c.a. || 0 ||   || AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AF || Attività finanziarie || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   
 K.6 || Variazioni di classificazione || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito ||   
 K.61 || Variazioni nella classificazione dei settori e variazioni della struttura delle unità istituzionali || 0 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 K.62 || Variazioni nella classificazione delle attività e delle passività || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività e passività finanziarie || 0 ||   ||   ||   ||   
   || Totale delle altre variazioni di volume || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.12 || Scorte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.21 || Risorse naturali || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF || Attività finanziarie || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || -1 
Tavola 24.7 - Sequenza dei conti delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (cont.)
 III.3.2 - Conto della rivalutazione delle attività e delle passività ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   K.7 ||   Guadagni (+) e perdite (-) nominali in conto capitale ||   ||   ||   K.7 ||   Guadagni (-) e perdite (+) nominali in conto capitale ||   
   AN ||   Attività non finanziarie || 8 ||   ||   AF ||   Passività || 0 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 5 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 5 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   || AF.4 || Prestiti || 0 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 3 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 3 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
   AF ||   Attività finanziarie ||   2 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 10 
 III.3.2.1 - Conto dei guadagni e delle perdite neutrali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   K.71 ||   Guadagni (+) e perdite (-) neutrali in conto capitale ||   ||   ||   K.71 ||   Guadagni (-) e perdite (+) neutrali in conto capitale ||   
   AN ||   Attività non finanziarie ||   6 ||   ||   AF ||   Passività ||   3 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 5 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 5 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 1 
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   || AF.4 || Prestiti || 1 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 1 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 1 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 1 
   AF ||   Attività finanziarie ||   3 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 2 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.31 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 6 
Tavola 24.7 - Sequenza dei conti delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (cont.)
 III.3.2.2 - Conto dei guadagni e delle perdite reali in conto capitale ||   ||   
 Variazioni delle attività ||   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto 
   K.72 ||   Guadagni (+) e perdite (-) reali in conto capitale ||   ||   ||   K.72 ||   Guadagni (-) e perdite (+) reali in conto capitale ||   
   AN ||   Attività non finanziarie ||   2 ||   ||   AF ||   Passività ||   -3 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 0 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 0 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -1 
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   || AF.4 || Prestiti || -1 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 2 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 2 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard ||   
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || -1 
   AF ||   Attività finanziarie ||   -1 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || -2 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10.32 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale ||  4 
 IV - Conti patrimoniali IV.1 - Conto patrimoniale di apertura ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
   AN ||   Attività non finanziarie || 159 ||   ||   AF ||   Passività || 121 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 124 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 121 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 38 
 AN.12 || Scorte || 1 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AN.13 || Oggetti di valore || 2 ||   || AF.4 || Prestiti || 43 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 35 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento ||   
 AN.21 || Risorse naturali || 35 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 5 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 35 
   AF ||   Attività finanziarie || 172 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 110 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 25 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 8 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 22 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 4 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 3 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || 210 
Tavola 24.7 - Sequenza dei conti delle
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (cont.)
 IV.2 - Conto delle variazioni patrimoniali ||   ||   
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
   ||   Totale delle variazioni delle attività ||   ||   ||   ||   Totale delle variazioni delle passività ||   
   AN ||   Attività non finanziarie ||   11 ||   ||   AF ||   Passività ||   6 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 7 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 7 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 0 
 AN.12 || Scorte || 0 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AN.13 || Oggetti di valore || 0 ||   || AF.4 || Prestiti || 6 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 4 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 4 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 0 
   AF ||   Attività finanziarie ||   4 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 2 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 1 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 1 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.10 || Variazioni del patrimonio netto || 9 
   ||   ||   ||   || B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || -1 
   ||   ||   ||   || B.10.2 || Variazioni del patrimonio netto dovute ad altre variazioni di volume delle attività e delle passività || 0 
   ||   ||   ||   || B.10.3 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite nominali in conto capitale || 10 
   ||   ||   ||   || B.10.31 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite neutrali in conto capitale || 6 
   ||   ||   ||   || B.10.32 || Variazioni del patrimonio netto dovute a guadagni e perdite reali in conto capitale || 4 
 IV - Conti patrimoniali IV.3 - Conto patrimoniale di chiusura || 
 Attività ||   || Passività e patrimonio netto 
   AN ||   Attività non finanziarie ||   170 ||   ||   AF ||   Passività ||   127 
 AN.1 || Attività non finanziarie prodotte || 131 ||   || AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   
 AN.11 || Capitale fisso || 128 ||   || AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 38 
 AN.12 || Scorte || 1 ||   || AF.3 || Titoli di credito || 0 
 AN.13 || Oggetti di valore || 2 ||   || AF.4 || Prestiti || 49 
 AN.2 || Attività non finanziarie non prodotte || 39 ||   || AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 0 
 AN.21 || Risorse naturali || 39 ||   || AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 5 
 AN.22 || Licenze, contratti di leasing e altri contratti || 0 ||   || AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 
 AN.23 || Avviamento di attività commerciali e risorse di marketing || 0 ||   || AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 35 
   AF ||   Attività finanziarie ||   176 ||   ||   ||   ||   
 AF.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) ||   ||   ||   ||   ||   
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || 112 ||   ||   ||   ||   
 AF.3 || Titoli di credito || 25 ||   ||   ||   ||   
 AF.4 || Prestiti || 8 ||   ||   ||   ||   
 AF.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || 23 ||   ||   ||   ||   
 AF.6 || Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || 4 ||   ||   ||   ||   
 AF.7 || Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || 0 ||   ||   ||   ||   
 AF.8 || Altri conti attivi e passivi || 4 ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   || B.90 || Patrimonio netto || 219 
IT
 || COMMISSIONE EUROPEA 
Bruxelles, 20.12.2010
COM(2010) 774 definitivo
Allegato B
 
ALLEGATO B 
della proposta di
REGOLAMENTO N. …/… DEL PARLAMENTO EUROPEO
E DEL CONSIGLIO
relativo al Sistema europeo dei conti
nazionali e regionali nell'Unione europea
ALLEGATO B
Programma di trasmissione dei dati dei
conti nazionali
Riepilogo
delle tavole
 Numero della tavola || Contenuto delle tavole || Termine di trasmissione t + mesi (o giorni se così specificato) (1) || Periodo considerato(2) 
 1 || Principali aggregati (tavola trimestrale) || 2(4)(7) || Dal 1995 (Q1) 
 1 || Principali aggregati (tavola annuale) || 2(3)(4)/3/9 || Dal 1995 
 2 || Principali aggregati delle amministrazioni pubbliche (tavola annuale) || 3/9 || Dal 1995 
 3 || Tavole per branca di attività economica (tavola annuale) || 9/21 || Dal 1995 
 5 || Spesa per consumi finali delle famiglie secondo la funzione (tavola annuale) || 9 || Dal 1995 
 6 || Conti finanziari per settore (operazioni) (tavola annuale) || 9 || Dal 1995 
 7 || Conti patrimoniali per attività e passività finanziarie (tavola annuale) || 9 || Dal 1995 
 8 || Conti non finanziari per settore (tavola annuale) || 9 || Dal 1995 
 801 || Conti non finanziari per settore (tavola trimestrale) || 85 giorni || Dal 1999 (Q1) 
 9 || Gettito delle imposte e dei contributi sociali dettagliato per tipo di imposta e di contributo sociale e per sottosettore percettore, compreso l'elenco delle imposte e dei contributi sociali secondo la classificazione nazionale (tavola annuale) || 9 || Dal 1995 
 10 || Tavole per branca di attività economica e per area geografica NUTS II (tavola annuale) || 12(3)/24 || Dal 2000(5) 
 11 || Spesa delle amministrazioni pubbliche secondo la funzione (tavola annuale) || 12 || Dal 1995(6) 
 12 || Tavole per branca di attività economica e per area geografica NUTS III (tavola annuale) || 24 || Dal 2000 
 13 || Conti delle famiglie per area geografica NUTS II (tavola annuale) || 24 || Dal 2000 
 15 || Tavola delle risorse ai prezzi base, compresa la trasformazione in prezzi di acquisto (tavola annuale) || 36 || Dal 2010 
 16 || Tavola degli impieghi ai prezzi di acquisto (tavola annuale) || 36 || Dal 2010 
 17 || Tavola input-output simmetrica ai prezzi base (tavola quinquennale) || 36 || Dal 2010 
 20 || Classificazione incrociata del capitale fisso per branca di attività economica e per attività (tavola annuale) || 24 || Dal 2000 
 22 || Classificazione incrociata degli investimenti fissi lordi per branca di attività economica e per attività (tavola annuale) || 24 || Dal 1995 
 26 || Conti patrimoniali per attività non finanziarie (tavola annuale) || 24 || Dal 1995 
 27 || Conti finanziari delle amministrazioni pubbliche (tavola trimestrale) || 85 giorni || Dal 1999 (Q1) 
 28 || Debito delle amministrazioni pubbliche (tavola trimestrale) || 3 || Dal 2000 (Q1) 
 29 || Sistemi pensionistici di assicurazione sociale (tavola annuale) || 12 || Dal 2012 
t = periodo di
riferimento (anno o trimestre).
(1)              Ad
ogni modo le variabili devono essere trasmesse alla Commissione (Eurostat) al
più tardi il giorno della loro diffusione da parte delle autorità nazionali. 
(2)              Applicabile
all'intera tavola ad eccezione delle rubriche selezionate (cfr. particolarità
della tavola).
(3)              Applicabile
alle rubriche selezionate (cfr. particolarità della tavola).
(4)              Applicabile
a tutti i paesi ad eccezione dei "piccoli" paesi (ossia di quei paesi
il cui prodotto interno lordo ai prezzi correnti rappresenta meno del 2% del
corrispondente totale dell'Unione europea).
(5)              Ad
eccezione delle rubriche selezionate (cfr. particolarità della tavola).
(6)              Ad
eccezione del livello II della COFOG (cfr. particolarità della tavola).
(7)              Ad
eccezione delle rubriche selezionate da trasmettere a 80 giorni (cfr. particolarità
della tavola).
Tavola
1 - Principali aggregati - Esercizio trimestrale(1) e annuale
 Codice || Elenco delle variabili(10) || Disaggregazione(2) || Prezzi correnti || Volumi concatenati e prezzi dell'anno precedente || 
 Valore aggiunto e prodotto interno lordo || 
 B.1g || 1. Valore aggiunto lordo ai prezzi base || A*10 || x || x || 
 D.21 || 2.              a) Imposte sui prodotti(3) ||   || x || x || 
 D.31 ||                 b) Contributi ai prodotti(3) ||   || x || x || 
 B.1*g || 3. Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato ||   || x || x || 
 Prodotto interno lordo (ottica della spesa) || 
 P.3 || 4. Totale della spesa per consumi finali ||   || x || x || 
 P.3 || 5.         a) Spesa per consumi finali delle famiglie (concetto interno) || Durevolezza dei beni(4) || x || x || 
 P.3 ||             b) Spesa per consumi finali delle famiglie (concetto nazionale) ||   || x || x || 
 P.3 || 6. Spesa per consumi finali delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie ||   || x || x || 
 P.3 || 7. Spesa per consumi finali delle amministrazioni pubbliche ||   || x || x || 
 P.31 ||                    a) Spesa per consumi individuali ||   || x || x || 
 P.32 ||                    b) Spesa per consumi collettivi ||   || x || x || 
 P.4 || 8. Consumi finali effettivi delle famiglie ||   || x || x || 
 P.41 ||                    a) Consumi effettivi individuali ||   || x || x || 
 P.5 || 9. Investimenti lordi ||   || x || x || 
 P.51g ||                    a) Investimenti fissi lordi || AN_F6(5) || x || x || 
 P.52 ||                    b) Variazione delle scorte ||   || x || x(6) || 
 P.53 ||                    c) Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore ||   || x || x(6) || 
 P.6 || 10. Esportazioni di beni (fob) e servizi ||   || x || x || 
 P.61 ||                    a) Beni ||   || x || x || 
 P.62 ||                    b) Servizi ||   || x || x || 
   ||             Stati membri, istituzioni e organi dell'Unione europea(7) ||   || x || x || 
   ||                           Stati membri dell'Unione europea(7) ||   || x || x || 
   ||                           Stati membri dell'Unione economica e monetaria(7) ||   || x || x || 
   ||                           Istituzioni e organi dell'Unione europea(7) ||   || x || x || 
   ||                           Paesi non aderenti all'UE e organizzazioni internazionali non                          residenti nell'UE(7) ||   || x || x || 
 P.7 || 11. Importazioni di beni (fob) e servizi ||   || x || x || 
 P.71 ||             a) Beni ||   || x || x || 
 P.72 ||             b) Servizi ||   || x || x || 
   ||             Stati membri, istituzioni e organi dell'Unione europea(7) ||   || x || x || 
   ||                           Stati membri dell'Unione europea(7) ||   || x || x || 
   ||                           Stati membri dell'Unione economica e monetaria(7) ||   || x || x || 
   ||                           Istituzioni e organi dell'Unione europea(7) ||   || x || x || 
   ||                           Paesi non aderenti all'UE e organizzazioni internazionali non                          residenti nell'UE(7) ||   || x || x || 
 B.11 || 12. Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo ||   || x || x || 
 Reddito, risparmio e accreditamento/indebitamento 
 B.2g+B.3g || 13. Risultato lordo di gestione e reddito misto lordo ||   || x ||   || 
 D.2 || 14. Imposte sulla produzione e sulle importazioni ||   || x ||   || 
 D.3 || 15. Contributi ||   || x ||   || 
 D.1r_D.4r || 16.       a) Redditi primari percepiti in provenienza dal resto del mondo ||   || x ||   || 
 D.1p_D.4p ||             b) Redditi primari corrisposti al resto del mondo ||   || x ||   || 
 B.5*g || 17. Reddito nazionale lordo ai prezzi di mercato ||   || x ||   || 
 P.51c || 18. Ammortamenti (consumo di capitale fisso) ||   || x ||   || 
 B.5*n || 19. Reddito nazionale netto ai prezzi di mercato ||   || x ||   || 
 D.5r, D.6r, D.7r || 20.    a) Trasferimenti correnti in provenienza dal resto del mondo ||   || x ||   || 
 D.5p, D.6p, D.7p ||              b) Trasferimenti correnti verso il resto del mondo ||   || x ||   || 
 B.6n || 21.   a) Reddito disponibile netto ||   || x ||   
 B.6g ||            b) Reddito disponibile lordo ||   || x ||   
 D.8 || 22. Rettifica per variazione dei diritti pensionistici ||   || x ||   
 B.8n || 23. Risparmio nazionale netto ||   || x ||   
 D.9 || 24.   a) Trasferimenti in conto capitale in provenienza dal resto del mondo ||   || x ||   
 D.9 ||         b) Trasferimenti in conto capitale verso il resto del mondo ||   || x ||   
 NP || 25. Acquisizioni meno cessioni di attività non finanziarie non prodotte ||   || x ||   
 B.9 || 26. Accreditamento o indebitamento del paese ||   || x ||   
 Popolazione, occupati, redditi da lavoro dipendente 
   || 27. Dati sulla popolazione e sull'occupazione ||   ||   ||   
 POP ||                 a) Popolazione totale (in migliaia di persone) ||   ||   ||   
 EUN ||                 b) Disoccupati (in migliaia di persone)(8) ||   ||   ||   
 EMP ||                c) Occupati presso unità di produzione residenti (in migliaia di occupati, in migliaia di ore lavorate e in migliaia di posizioni lavorative(8)) e occupati residenti (in migliaia di persone) || A*10(9) ||   ||   
 ESE ||             d) Lavoratori indipendenti || A*10(9) ||   ||   
 EEM ||             e) Lavoratori dipendenti || A*10(9) ||   ||   
 D.1 || 28. Redditi da lavoro dipendente: lavoratori dipendenti di unità di produzione residenti e lavoratori dipendenti residenti || A*10 || x ||   
 D.11 ||             a) Retribuzioni lorde || A*10 || x ||   
 D.12 ||             b) Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || A*10 || x ||   
(1)              I
dati trimestrali devono essere forniti grezzi, destagionalizzati e corretti per
i giorni lavorativi. Anche il prodotto interno lordo (B.1*g) e il valore
aggiunto lordo totale (B.1g) devono essere trasmessi corretti per i giorni
lavorativi. La trasmissione di altri aggregati corretti per i giorni lavorativi
è su base volontaria.
(2)              Se
non è indicata alcuna disaggregazione si intende il totale dell'economia.
(3)              Disaggregazione
tra imposte e contributi per i conti trimestrali su base volontaria.
(4)              Disaggregazione
secondo la durevolezza dei beni per i conti annuali: beni durevoli; beni
semidurevoli; beni non durevoli; servizi.
Disaggregazione secondo
la durevolezza dei beni per i conti trimestrali: beni durevoli e altri.
(5)              AN_F6:
Disaggregazione del capitale fisso:
AN.111               Abitazioni
AN.112               Fabbricati
non residenziali e altre opere
AN.113               Impianti
e macchinari
            AN.1131                Mezzi
di trasporto
            AN.1132                Apparecchiature
ICT*
            AN.1139                Altri
impianti e macchinari*
AN.114               Armamenti*
AN.115               Risorse
biologiche coltivate
AN.117               Prodotti
di proprietà intellettuale
* Su base volontaria.
(6)              Soltanto
a prezzi dell'anno precedente.
(7)              I
dati (a prezzi correnti e volumi concatenati/prezzi dell'anno precedente)
da trasmettere per i periodi di riferimento dal 2006 in poi devono riflettere
le composizioni dell'UE e dell'UEM alla fine del periodo considerato nella
tavola. Solo i paesi membri dell'UEM durante il periodo di riferimento sono
tenuti a fornire una disaggregazione dell'UEM; per i paesi non membri la
disaggregazione è su base volontaria.
                  Dati
retrospettivi (aggregati a prezzi correnti, periodi di riferimento fino al 2006
compreso):
                  a)
da trasmettere da parte di tutti gli Stati membri che, nel 2006, erano membri
dell'UE ma non membri dell'UEM:
                  2002-2006:
totale/UE 25/istituzioni e organi dell'UE (su base volontaria)/paesi terzi e
organizzazioni internazionali
                  b)
da trasmettere da parte di tutti gli Stati membri che, nel 2006, erano membri
dell'UEM:
                  1999
- 2001: totale/UEM 12
                  2002
- 2006: totale/UEM 12/UE 25/istituzioni e organi dell'UE (su base
volontaria)/paesi terzi e organizzazioni internazionali
                  UEM
12 = Unione economica e monetaria con 12 Stati membri all'1.1.2001
                  Per
i paesi di futura adesione all'UE e all'UEM:
·       ogni paese che aderisce all'UE nell'anno t
dopo il 2006 deve fornire dati retrospettivi (a prezzi correnti) a partire
dall'anno t-2 sulle operazioni con l'UE (nella sua composizione precedente
l'allargamento);
·       ogni paese che aderisce all'UEM nell'anno t
dopo il 2006 deve fornire dati retrospettivi (a prezzi correnti) a partire
dall'anno t-2 sulle operazioni con l'UEM (nella sua composizione precedente
l'allargamento).
(8)              Su
base volontaria.
(9)              A*10
unicamente per il totale degli occupati, i lavoratori indipendenti e i
lavoratori dipendenti di unità di produzione residenti.
(10)            Trasmissione
t+2 mesi: rubriche trimestrali 1-12, 27-28. *
                   Trasmissione
t+80 giorni: rubriche trimestrali 13-26.
                   Trasmissione
t+2 mesi: rubriche annuali 1-12, 27-28.*
                   t
= periodo di riferimento (anno o trimestre).
* Applicabile a tutti
i paesi ad eccezione dei "piccoli" paesi (ossia di quei paesi il cui
prodotto interno lordo ai prezzi correnti rappresenta meno del 2% del
corrispondente totale dell'Unione europea). Trasmissione per i
"piccoli" paesi:
                   t+80
giorni: rubriche trimestrali 1-12, 27-28.
                   t+3
mesi: rubriche annuali 1-12, 27-28.
Tavola
2 — Principali aggregati delle amministrazioni pubbliche
 Codice || Operazione || Settori e sottosettori(1)(2) 
 P.1 || Produzione || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.11+P.12 || -       Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita e per proprio uso finale || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.13 || -       Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.131 ||         Flussi monetari inerenti alla produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.132 ||         Altra produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.11+P.12+P.131 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita, produzione di beni e servizi per proprio uso finale e flussi monetari inerenti alla produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.2 || Consumi intermedi || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 B.1g || Valore aggiunto lordo || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 B.1n || Valore aggiunto netto || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.1p || Redditi da lavoro dipendente da corrispondere || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.29p || Altre imposte sulla produzione da versare || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.39r || Altri contributi alla produzione da ricevere || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 B.2n || Risultato netto di gestione || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.2r || Imposte sulla produzione e sulle importazioni da percepire || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.21r || Imposte sui prodotti da percepire || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.211r || IVA da percepire || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.29r || Altre imposte sulla produzione da percepire || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.4r || Redditi da capitale da percepire(1) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.41r || Interessi da percepire(1) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.42r+D.43r+D.44r+D.45r || Altri redditi da capitale da percepire(1) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.3p || Contributi da erogare || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.31p || Contributi ai prodotti da erogare || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.39p || Altri contributi alla produzione da erogare || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.4p || Redditi da capitale da corrispondere(1) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.4p_S.1311 ||         di cui: da corrispondere al sottosettore S.1311 (Amministrazioni centrali)(1)(5) || S.1312, S.1313, S.1314 
 D.4p_S.1312 ||         di cui: da corrispondere al sottosettore S.1312 (Amministrazioni di Stati federati)(1)(5) || S.1311, S.1313, S.1314 
 D.4p_S.1313 ||         di cui: da corrispondere al sottosettore S.1313 (Amministrazioni locali)(1)(5) || S.1311, S.1312, S.1314 
 D.4p_S.13.14 ||         di cui: da corrispondere al sottosettore S.1314 (Enti di previdenza e assistenza sociale)(1)(5) || S.1311, S.1312, S.1313 
 D. 41 p || -       Interessi da corrispondere(1) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.42p+D.43p+D.44p+D.45p || -       Altri redditi da capitale da corrispondere(1) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 B.5n || Saldo dei redditi primari, netto || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.5r || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. da percepire || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.61 || Contributi sociali netti da ricevere || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.611 || -       di cui: contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.613 || -       di cui: contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.7r || Altri trasferimenti correnti da ricevere(1) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.5p || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. da versare || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.62p || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura da effettuare || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.632p || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.62p+D.632p || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura e trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) da erogare || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.7p || Altri trasferimenti correnti da effettuare(1) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.7_S.1311 ||         di cui: da effettuare al sottosettore S.1311 (Amministrazioni centrali)(1)(5) || S.1312, S.1313, S.1314 
 D.7_S.1312 ||         di cui: da effettuare al sottosettore S.1312 (Amministrazioni di Stati federati)(1)(5) || S.1311, S.1313, S.1314 
 D.7_S.1313 ||         di cui: da effettuare al sottosettore S.1313 (Amministrazioni locali)(1)(5) || S.1311, S.1312, S.1314 
 D.7_S.13.14 ||         di cui: da effettuare al sottosettore S.1314 (Enti di previdenza e assistenza sociale)(1)(5) || S.1311, S.1312, S.1313 
 B.6n || Reddito disponibile netto || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.3 || Spesa per consumi finali || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.31 || -       Spesa per consumi individuali || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.32 || -       Spesa per consumi collettivi || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 B.8g || Risparmio lordo || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 B.8n || Risparmio netto || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.9r || Trasferimenti in conto capitale da ricevere(1) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.91 || -       Imposte in conto capitale(1) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.92r+D.99r || -       Contributi agli investimenti e altri trasferimenti in conto capitale da ricevere(1)(2) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.9p || Trasferimenti in conto capitale da effettuare(1)(2) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.9_S.1311 ||         di cui: da effettuare al sottosettore S.1311 (Amministrazioni centrali)(1)(2) || S.1312, S.1313, S.1314 
 D.9_S.1312 ||         di cui: da effettuare al sottosettore S.1312 (Amministrazioni di Stati federati)(1)(2) || S.1311, S.1313, S.1314 
 D.9_S.1313 ||         di cui: da effettuare al sottosettore S.1313 (Amministrazioni locali)(1)(2) || S.1311, S.1312, S.1314 
 D.9_S.1314 ||         di cui: da effettuare al sottosettore S.1314 (Enti di previdenza e assistenza sociale)(1)(2) || S.1311, S.1312, S.1313 
 D.92p || -       Contributi agli investimenti da erogare || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.5 || Investimenti lordi || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.51g || -       Investimenti fissi lordi || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.52+P.53 || -       Variazione delle scorte e acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non finanziarie non prodotte || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 OP5ANP || Investimenti lordi e acquisizioni meno cessioni di attività non finanziarie non prodotte || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 B.9 || Accreditamento (+)/indebitamento (-) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 TE || Totale delle spese || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 TR || Totale delle entrate || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.995 || Trasferimenti in conto capitale dalle amministrazioni pubbliche ai pertinenti settori, corrispondenti alle imposte e ai contributi sociali accertati, ma di improbabile riscossione(1)(2)(3) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 PTC || Totale dei crediti di imposta da pagare(6) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 TC || - di cui: importo dei crediti di imposta da pagare, superiore al debito di imposta(6) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 EDP_D.41 || Interessi inclusi i flussi inerenti a swap e forward rate agreement(1)(4) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 EDP_B.9 || Accreditamento (+)/indebitamento (-) nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi(4) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
(1)              Per
i dati dei sottosettori è richiesto il consolidamento all'interno di ciascun
sottosettore, ma non tra sottosettori. I dati per il settore S.13 corrispondono
alla somma dei dati dei sottosettori, fatta eccezione per le rubriche D.4, D.7
e D.9 (e relative sottorubriche) per le quali occorre procedere a un
consolidamento tra sottosettori (con informazioni di contropartita). In caso di
norme di consolidamento differenti, queste vanno specificate nell'apposita nota
in sede di trasmissione dei dati. 
(2)              La
rubrica D.995 va detratta dalla rubrica D.99r. Nella rubrica D.9p non va
incluso alcun importo per D.995.
(3)              Disaggregazione
per sottosettore percettore da fornire su base volontaria.
(4)              Fornire
chiarimenti nel caso in cui la differenza tra EDP_B.9 + EDP_D.41 e B.9 + D41PAY
non sia pari a zero.
(5)              Ogni
qualvolta si riscontrano considerevoli flussi monetari tra i sottosettori per
rubriche diverse da D.4, D.7 o D.9 e per sottorubriche, tali flussi vanno
specificati nell'apposita nota in sede di trasmissione dei dati.
(6)              Il
credito di imposta è uno sgravio fiscale che è direttamente detratto dal debito
di imposta dovuto dalla famiglia o dalla società beneficiaria. Allorché il
credito di imposta è superiore al debito da pagare, in alcuni casi è previsto
il pagamento dell'eccedenza al beneficiario. L'intero importo del credito di
imposta da pagare va registrato come spesa delle amministrazioni pubbliche
("Totale dei crediti di imposta da pagare" - PTC), specificando
l'importo della "componente trasferimento" (TC) pari all'importo del
credito di imposta che eccede il debito di imposta ed è pagato al contribuente.
Tavola
3 — Tavole per branca di attività economica
 Codice || Elenco delle variabili || Disaggregazione(1)(2)(3) || Prezzi correnti || Volumi concatenati e prezzi dell'anno precedente 
 Produzione ||   ||   ||   
 P.1 || 1.    Produzione ai prezzi base per branca di attività economica || A*10/A*21/A*38/A*64 || x ||   
 P.2 || 2.    Consumi intermedi ai prezzi di acquisto per branca di attività economica || A*10/A*21/A*38/A*64 || x ||   
 B.1g || 3.    Valore aggiunto lordo ai prezzi base per branca di attività economica || A*10/A*21/A*38/A*64 || x || x 
 P.51c || 4.    Ammortamenti (consumo di capitale fisso) per branca di attività economica || A*10/A*21/A*38/A*64 || x || x 
 B.2n+B.3n || 5.    Risultato netto di gestione e reddito misto netto || A*10/A*21/A*38/A*64 || x ||   
 D.29-D.39 || 6.    Altre imposte sulla produzione al netto degli altri contributi alla produzione || A*10/A*21/A*38/A*64 || x ||   
 Investimenti ||   ||   ||   
 P.5 || 7.    Investimenti lordi per branca di attività economica || A*10/A*21/A*38/A*64 || x || x 
 P.51g ||        a) Investimenti fissi lordi per branca di attività economica || A*10/A*21/A*38/A*64 || x || x 
   ||              Disaggregazione del capitale fisso AN_F6 || A*10/A*21 || x || x 
   ||              di cui: abitazioni || A*10/A*21/A*38/A*64 || x || x 
 P.52+P.53 ||         b)     Variazione delle scorte e acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore per branca di attività economica || A*10/A*21/A*38/A*64 || x || x(6) 
 P.52 ||         di cui: variazione delle scorte(5) ||   || x || x(6) 
 P.53 ||         di cui: acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore(5) ||   || x || x(7) 
 Occupati e redditi da lavoro dipendente ||   ||   ||   
   || 8.    Occupati per branca di attività economica (in migliaia di persone, migliaia di ore lavorate(4) e migliaia di posizioni lavorative(5)) || A*10/A*21/A*38/A*64 ||   ||   
   ||        a) lavoratori indipendenti per branca di attività economica || A*10/A*21/A*38/A*64 ||   ||   
   ||        b) lavoratori dipendenti per branca di attività economica || A*10/A*21/A*38/A*64 ||   ||   
 D.1 || 7.    Redditi da lavoro dipendente per branca di attività economica || A*10/A*21/A*38/A*64 || x ||   
 D.11 ||        a) Retribuzioni lorde per branca di attività economica || A*10/A*21/A*38/A*64 || x ||   
AN_F6: Disaggregazione del capitale fisso:
                   AN.111               Abitazioni
                   AN.112               Fabbricati
non residenziali e altre opere
                   AN.113               Impianti
e macchinari
                                AN.1131               Mezzi
di trasporto
                                AN.1132               Apparecchiature ICT**
                                     AN.11321        Hardware**
                                     AN.11322        Impianti di telecomunicazione**
                                AN.1139               Altri
impianti e macchinari**
                   AN.114               Armamenti***
                   AN.115               Risorse
biologiche coltivate
                   AN.117               Prodotti
di proprietà intellettuale**
                                AN.1173               Software
e basi di dati**
                   *
Su base volontaria.
                   **
Esclusivamente totale dell'economia
(1)              Disaggregazione
per branca di attività economica sulla base della classificazione NACE. Se non
è indicata alcuna disaggregazione si intende il totale dell'economia.
(2)              A*10/A*38       Termine
di trasmissione t + 9 mesi.
                   A*64   Termine
di trasmissione t + 21 mesi. 
              t = anno di riferimento
(3)              Per
le disaggregazioni A*38 e A*64 la trasmissione dei dati per la sottorubrica
"di cui: fitti imputati per gli alloggi occupati dai rispettivi
proprietari", rispettivamente delle rubriche 26 e 44 "Attività
immobiliari", è obbligatoria solo per le variabili P.1, P.2, B.1g.
(4)              Dati
retrospettivi per le ore lavorate:
                   -           dal
1995: A*38 obbligatori, A*64 facoltativi.
(5)              Su
base volontaria.
(6)              Esclusivamente
a prezzi dell'anno precedente.
Tavola
5 - Spesa per consumi finali delle famiglie
 Codice || Elenco delle variabili || Disaggregazione || Prezzi correnti || Volumi concatenati e prezzi dell'anno precedente 
 P.3 || 1.    Spesa per consumi finali secondo la funzione (famiglie) || gruppi COICOP || x || x 
 P.3 || 2.    Spesa per consumi finali sul territorio economico delle famiglie residenti e non residenti ||   || x || x 
 P.33 || 3.    Spesa per consumi finali nel resto del mondo delle famiglie residenti ||   || x || x 
 P.34 || 4.    Spesa per consumi finali sul territorio economico delle famiglie non residenti ||   || x || x 
 P.3 || 5.    Spesa per consumi finali sul territorio economico e all'estero delle famiglie residenti ||   || x || x 
Tavola
6 - Conti finanziari per settore
(operazioni,
conti delle altre variazioni di volume e della rivalutazione delle attività e
delle passività — consolidati e non consolidati — e informazioni di
contropartita*)
   ||   || Totale econo-mia || Società non finanziarie compresi i sottosettori(1) || Società finanziarie compresi i sottosettori(2) || Amministrazioni pubbliche compresi i sottosettori(3) || Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie(4) || Resto del mondo compresi i sottosettori(5) 
 Operazioni/variazioni di volume (**)/rivalutazione degli strumenti finanziari (**) || SEC || S.1 || S.11 || S.12 || S.13 || S.14+S.15 || S.2 
 Attività finanziarie || F.A || x || x || x || x || x || x 
 Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || F.1 || x || x || x || x || x || x 
        Oro monetario || F.11 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti speciali di prelievo (DSP) || F.12 || x || x || x || x || x || x 
 Biglietti, monete e depositi || F.2 || x || x || x || x || x || x 
        Biglietti e monete || F.21 || x || x || x || x || x || x 
        Depositi trasferibili || F.22 || x || x || x || x || x || x 
        Altri depositi || F.29 || x || x || x || x || x || x 
 Titoli di credito || F.3 || x || x || x || x || x || x 
        A breve termine || F.31 || x || x || x || x || x || x 
        A lungo termine || F.32 || x || x || x || x || x || x 
 Prestiti || F.4 || x || x || x || x || x || x 
        A breve termine || F.41 || x || x || x || x || x || x 
        A lungo termine || F.42 || x || x || x || x || x || x 
 Partecipazioni e quote di fondi di investimento || F.5 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni e altre partecipazioni || F.51 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni quotate || F.511 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni non quotate || F.512 || x || x || x || x || x || x 
        Altre partecipazioni || F.519 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi di investimento || F.52 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || F.521 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || F.529 || x || x || x || x || x || x 
 Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || F.6 || x || x || x || x || x || x 
        Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || F.61 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || F.62 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti pensionistici, diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi, diritti a prestazioni non pensionistiche e riserve per escussioni di garanzie standard(6) || F63_ F64_ F65_ F66 || x || x || x || x || x || x 
 -      Diritti pensionistici(6) || F.63 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi(6) || F.64 || x || x || x || x || x || x 
 -      Diritti a prestazioni non pensionistiche(6) || F.65 || x || x || x || x || x || x 
 -      Riserve per escussioni di garanzie standard(6) || F.66 || x || x || x || x || x || x 
 Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || F.7 || x || x || x || x || x || x 
 -      Strumenti finanziari derivati(6) || F.71 || x || x || x || x || x || x 
 -      Stock option conferite ai dipendenti(6) || F.72 || x || x || x || x || x || x 
 Altri conti attivi || F.8 || x || x || x || x || x || x 
        Crediti commerciali e anticipazioni || F.81 || x || x || x || x || x || x 
        Altri conti attivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || F.89 || x || x || x || x || x || x 
 Passività || F.L || x || x || x || x || x || x 
 Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || F.1 || x || x || x || x || x || x 
        Oro monetario || F.11 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti speciali di prelievo (DSP) || F.12 || x || x || x || x || x || x 
 Biglietti, monete e depositi || F.2 || x || x || x || x || x || x 
        Biglietti e monete || F.21 || x || x || x || x || x || x 
        Depositi trasferibili || F.22 || x || x || x || x || x || x 
        Altri depositi || F.29 || x || x || x || x || x || x 
 Titoli di credito || F.3 || x || x || x || x || x || x 
        A breve termine || F.31 || x || x || x || x || x || x 
        A lungo termine || F.32 || x || x || x || x || x || x 
 Prestiti || F.4 || x || x || x || x || x || x 
        A breve termine || F.41 || x || x || x || x || x || x 
        A lungo termine || F.42 || x || x || x || x || x || x 
 Partecipazioni e quote di fondi di investimento || F.5 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni e altre partecipazioni || F.51 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni quotate || F.511 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni non quotate || F.512 || x || x || x || x || x || x 
        Altre partecipazioni || F.519 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi di investimento || F.52 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || F.521 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || F.529 || x || x || x || x || x || x 
 Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || F.6 || x || x || x || x || x || x 
        Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || F.61 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || F.62 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti pensionistici, diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi, diritti a prestazioni non pensionistiche e riserve per escussioni di garanzie standard(6) || F63_ F64_ F65_ F66 || x || x || x || x || x || x 
 -      Diritti pensionistici(6) || F.63 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi(6) || F.64 || x || x || x || x || x || x 
 -      Diritti a prestazioni non pensionistiche(6) || F.65 || x || x || x || x || x || x 
 -      Riserve per escussioni di garanzie standard(6) || F.66 || x || x || x || x || x || x 
 Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || F.7 || x || x || x || x || x || x 
 -       Strumenti finanziari derivati(6) || F.71 || x || x || x || x || x || x 
 -       Stock option conferite        ai dipendenti(6) || F.72 || x || x || x || x || x || x 
 Altri conti passivi || F.8 || x || x || x || x || x || x 
        Crediti commerciali e anticipazioni || F.81 || x || x || x || x || x || x 
        Altri conti passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || F.89 || x || x || x || x || x || x 
 Acquisizione netta di attività finanziarie(7) || F.A || x || x || x || x || x || x 
 Incremento netto delle passività(7) || F.L || x || x || x || x || x || x 
 Operazioni finanziarie nette(7) ||   || x || x || x || x || x || x 
* I conti non
consolidati delle altre variazioni di volume e della rivalutazione delle
attività e delle passività sono da fornire obbligatoriamente e limitatamente ai
seguenti settori e strumenti:
        -      S.11                  Società
non finanziarie
        -      S.12                  Società
finanziarie
        -      S.13                  Amministrazioni
pubbliche
        -      S.14 +
S.15      Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie
        -      S.2                   Resto
del mondo
        -      F.1                   Oro
monetario e diritti speciali di prelievo (DSP)
        -      F.2                   Biglietti,
monete e depositi
        -      F.3                   Titoli
di credito
        -      F.4                   Prestiti
        -      F.5                   Partecipazioni
e quote di fondi di investimento
        -      F.6                   Assicurazioni,
pensioni e garanzie standard
        -      F.7                   Strumenti
finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti
        -      F.8                   Altri
conti attivi e passivi
I conti consolidati
delle altre variazioni di volume e della rivalutazione delle attività e delle
passività sono da trasmettere su base volontaria.
** Le informazioni di
contropartita non consolidate sono da trasmettere su base volontaria e
limitatamente ai seguenti settori di contropartita:
        -      S.11                  Società
non finanziarie
        -      S.12                  Società
finanziarie
        -      S.13                  Amministrazioni
pubbliche
        -      S.14 +
S.15      Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle
famiglie
        -      S.2                    Resto
del mondo
(1)           Società
non finanziarie:
                -               S.11                        Società
non finanziarie - Totale
                -               S.11001C               Società
non finanziarie pubbliche controllate dalle amministrazioni centrali:
obbligatorie solo per gli strumenti a livello di prima cifra e dal 2012 in poi.
Termine di trasmissione: t+9 mesi. 
                -               S.11001                  Tutte
le società non finanziarie pubbliche: obbligatorie solo per gli strumenti a
livello di prima cifra e dal 2012 in poi. Termine di trasmissione: t+21 mesi
(t+9 mesi su base volontaria).
(2)           Società
finanziarie:
                -               S.12                        Società
finanziarie — Totale
                -               S.121+S.122+S.123              Istituzioni
finanziarie e monetarie
                -               S.121                      Autorità
bancarie centrali
                -               S.122
e S.123         Istituti di deposito, escluse le autorità bancarie centrali, e
fondi comuni monetari (disaggregazione da fornire su base volontaria)                 
                -               S.124                      Fondi
di investimento diversi dai fondi comuni monetari          
                -               S.125                      Altri
intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione
                -               S.126_S.127           Ausiliari
finanziari, prestatori di fondi e istituzioni finanziarie captive
(disaggregazione da fornire su base volontaria) 
                -               S.128_S.129          Imprese
di assicurazione e fondi pensione (disaggregazione da fornire su base
volontaria)
                -               S.12001C               Società
finanziarie pubbliche controllate dalle amministrazioni centrali: obbligatorie
solo per gli strumenti a livello di prima cifra e dal 2012 in poi, con termine
di trasmissione t+9 mesi
                -               S.12001                  Tutte
le società finanziarie pubbliche: obbligatorie solo per gli strumenti a livello
di prima cifra e dal 2012 in poi, con termine di trasmissione t+21 mesi (t+9
mesi su base volontaria).
(3)           Disaggregazione
per sottosettori delle amministrazioni pubbliche:
                -               S.13                        Amministrazioni
pubbliche - Totale 
                -               S.1311                    Amministrazioni
centrali
                -               S.1312                    Amministrazioni
di Stati federati
                -               S.1313                    Amministrazioni
locali
                -               S.1314                    Enti
di previdenza e assistenza sociale
(4)           Famiglie
e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie:
                -               S.14+S.15              Famiglie + Istituzioni
senza scopo di lucro al servizio delle famiglie - Totale 
                -               S.14                        Famiglie
                -               S.15                        Istituzioni
senza scopo di lucro al servizio delle famiglie
(5)           Resto
del mondo:
                -               S.2                          Resto
del mondo – Totale (disaggregazione da fornire su base volontaria)
               -                S.21        Stati
membri, istituzioni e organi dell'Unione europea (in tale settore sono incluse
la Banca centrale europea, la Banca europea per gli investimenti e le
istituzioni dell'UE (Parlamento europeo, Consiglio, Commissione, ecc.) i cui
conti rientrano nel bilancio generale dell'Unione europea)
               -                S.2I        Stati
membri dell'Unione economica e monetaria (tale settore include la Banca
centrale europea, ma non la Banca europea per gli investimenti, né le
istituzioni dell'UE (Parlamento europeo, Consiglio, Commissione, ecc.) i cui
conti rientrano nel bilancio generale dell'Unione europea)
               -                S.22        Paesi
non aderenti all'UE e organizzazioni internazionali non residenti nell'UE
               -                Dati
retrospettivi per i sottosettori di S.2 - Per i settori S.21 e S.22 vanno
trasmessi dati per l'UE nella sua composizione al 1° settembre 2014, indietro
fino al 2004 incluso. Nel caso di un allargamento dell'UE i dati devono essere
rilevati per l'UE nella sua nuova composizione fino a tre anni prima dell'allargamento.
La rilevazione per periodi precedenti (stessa composizione dell'UE) è
facoltativa. Per il settore S.2I: I dati devono essere rilevati per la zona
euro nella sua attuale composizione, indietro fino al 1999 incluso. La
rilevazione per periodi precedenti (stessa composizione della zona euro) è
facoltativa. 
(6) Da fornire su
base volontaria.
(7) Esclusivamente
per le "operazioni su strumenti finanziari"; non pertinente per
"variazioni di volume", "rivalutazione degli strumenti
finanziari" e informazioni sul settore di contropartita.
Tavola
7 - Conti patrimoniali per attività e passività finanziarie
(stock
di strumenti finanziari — consolidati e non consolidati — e informazioni di
contropartita*)
   ||   || Totale econo-mia || Società non finanziarie compresi i sottosettori(1) || Società finanziarie compresi i sottosettori(2) || Amministrazioni pubbliche compresi i sottosettori(3) || Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie(4) || Resto del mondo compresi i sottosettori(5) 
 Operazioni/variazioni di volume/rivalutazione degli strumenti finanziari || SEC || S.1 || S.11 || S.12 || S.13 || S.14+S.15 || S.2 
 Attività finanziarie || AF.A || x || x || x || x || x || x 
 Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || AF.1 || x || x || x || x || x || x 
        Oro monetario || AF.11 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti speciali di prelievo (DSP) || AF.12 || x || x || x || x || x || x 
 Biglietti, monete e depositi || AF.2 || x || x || x || x || x || x 
        Biglietti e monete || AF.21 || x || x || x || x || x || x 
        Depositi trasferibili || AF.22 || x || x || x || x || x || x 
        Altri depositi || AF.29 || x || x || x || x || x || x 
 Titoli di credito || AF.3 || x || x || x || x || x || x 
        A breve termine || AF.31 || x || x || x || x || x || x 
        A lungo termine || AF.32 || x || x || x || x || x || x 
 Prestiti || AF.4 || x || x || x || x || x || x 
        A breve termine || AF.41 || x || x || x || x || x || x 
        A lungo termine || AF.42 || x || x || x || x || x || x 
 Partecipazioni e quote di fondi di investimento || AF.5 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni e altre partecipazioni || AF.51 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni quotate || AF.511 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni non quotate || AF.512 || x || x || x || x || x || x 
        Altre partecipazioni || AF.519 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi di investimento || AF.52 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || AF.521 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || AF.529 || x || x || x || x || x || x 
 Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || AF.6 || x || x || x || x || x || x 
        Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || AF.61 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || AF.62 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti pensionistici, diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi, diritti a prestazioni non pensionistiche e riserve per escussioni di garanzie standard || AF63_ AF64_ AF65_ AF66 || x || x || x || x || x || x 
 -      Diritti pensionistici(6) || AF.63 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi(6) || AF.64 || x || x || x || x || x || x 
 -      Diritti a prestazioni non pensionistiche(6) || AF.65 || x || x || x || x || x || x 
 -      Riserve per escussioni di garanzie standard(6) || AF.66 || x || x || x || x || x || x 
 Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || AF.7 || x || x || x || x || x || x 
 -       Strumenti finanziari derivati(6) || AF.71 || x || x || x || x || x || x 
 -       Stock option conferite ai dipendenti(6) || AF.72 || x || x || x || x || x || x 
 Altri conti attivi || AF.8 || x || x || x || x || x || x 
        Crediti commerciali e anticipazioni || AF.81 || x || x || x || x || x || x 
        Altri conti attivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || AF.89 || x || x || x || x || x || x 
 Passività || AF.L || x || x || x || x || x || x 
 Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || AF.1 || x || x || x || x || x || x 
        Oro monetario || AF.11 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti speciali di prelievo (DSP) || AF.12 || x || x || x || x || x || x 
 Biglietti, monete e depositi || AF.2 || x || x || x || x || x || x 
        Biglietti e monete || AF.21 || x || x || x || x || x || x 
        Depositi trasferibili || AF.22 || x || x || x || x || x || x 
        Altri depositi || AF.29 || x || x || x || x || x || x 
 Titoli di credito || AF.3 || x || x || x || x || x || x 
        A breve termine || AF.31 || x || x || x || x || x || x 
        A lungo termine || AF.32 || x || x || x || x || x || x 
 Prestiti || AF.4 || x || x || x || x || x || x 
        A breve termine || AF.41 || x || x || x || x || x || x 
        A lungo termine || AF.42 || x || x || x || x || x || x 
 Partecipazioni e quote di fondi di investimento || AF.5 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni e altre partecipazioni || AF.51 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni quotate || AF.511 || x || x || x || x || x || x 
        Azioni non quotate || AF.512 || x || x || x || x || x || x 
        Altre partecipazioni || AF.519 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi di investimento || AF.52 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi comuni monetari || AF.521 || x || x || x || x || x || x 
        Quote e partecipazioni in fondi di investimento diversi dai fondi comuni monetari || AF.529 || x || x || x || x || x || x 
 Assicurazioni, pensioni e garanzie standard || AF.6 || x || x || x || x || x || x 
        Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || AF.61 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || AF.62 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti pensionistici, diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi, diritti a prestazioni non pensionistiche e riserve per escussioni di garanzie standard || AF63_ AF64_ AF65_ AF66 || x || x || x || x || x || x 
 -      Diritti pensionistici(6) || AF.63 || x || x || x || x || x || x 
        Diritti dei fondi pensione nei confronti dei gestori dei fondi(6) || AF.64 || x || x || x || x || x || x 
 -      Diritti a prestazioni non pensionistiche(6) || AF.65 || x || x || x || x || x || x 
 -      Riserve per escussioni di garanzie standard(6) || AF.66 || x || x || x || x || x || x 
 Strumenti finanziari derivati e stock option conferite ai dipendenti || AF.7 || x || x || x || x || x || x 
 -       Strumenti finanziari derivati(6) || AF.71 || x || x || x || x || x || x 
 -       Stock option conferite ai dipendenti(6) || AF.72 || x || x || x || x || x || x 
 Altri conti attivi || AF.8 || x || x || x || x || x || x 
        Crediti commerciali e anticipazioni || AF.81 || x || x || x || x || x || x 
        Altri conti passivi, esclusi i crediti commerciali e le anticipazioni || AF.89 || x || x || x || x || x || x 
 Attività finanziarie(7) || AF.A || x || x || x || x || x || x 
 Passività(7) || AF.L || x || x || x || x || x || x 
 Patrimonio finanziario netto(7) || BF.90 || x || x || x || x || x || x 
* Le informazioni di
contropartita non consolidate sono da trasmettere su base volontaria e
limitatamente ai seguenti settori di contropartita:
                -               S.11                   Società
non finanziarie
                -               S.12                   Società
finanziarie
                -               S.13                   Amministrazioni
pubbliche
                -               S.14
+ S.15        Famiglie e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle
famiglie
                -               S.2                     Resto
del mondo
(1)           Società
non finanziarie:
                -               S.11                   Società
non finanziarie - Totale
                -               S.11001C           Società
non finanziarie pubbliche controllate dalle amministrazioni centrali:
obbligatorie solo per gli strumenti a livello di prima cifra e dal 2012 in poi,
con termine di trasmissione t+9.
                -               S.11001             Tutte
le società non finanziarie pubbliche: obbligatorie solo per gli strumenti a
livello di prima cifra e dal 2012 in poi, con termine di trasmissione t+21 mesi
(t+9 mesi su base volontaria).
(2)           Società
finanziarie:
                -               S.12                              Società
finanziarie — Totale
                -               S.121+S.122+S.123     Istituzioni
finanziarie e monetarie
                -               S.121                            Autorità
bancarie centrali
                -               S.122_S.123                Istituti
di deposito, escluse le autorità bancarie centrali, e fondi comuni monetari
(disaggregazione da fornire su base volontaria)                       
                -               S.123                            Fondi
comuni monetari               
                -               S.124                            Fondi
di investimento diversi dai fondi comuni monetari    
                -               S.125                            Altri
intermediari finanziari, escluse le imprese di assicurazione e i fondi pensione
                -               S.126_S.127                Ausiliari
finanziari, prestatori di fondi e istituzioni finanziarie captive
(disaggregazione da fornire su base volontaria) 
                -               S.128_S.129                Imprese
di assicurazione e fondi pensione (disaggregazione da fornire su base
volontaria)
                -               S.12001C                     Società
finanziarie pubbliche controllate dalle amministrazioni centrali: obbligatorie
solo per gli strumenti a livello di prima cifra e dal 2012 in poi. Termine di
trasmissione: t+9 mesi.
                -               S.12001                        Tutte
le società finanziarie pubbliche: obbligatorie solo per gli strumenti a livello
di prima cifra e dal 2012 in poi. Termine di trasmissione: t+21 mesi (t+9 mesi
su base volontaria).
(3)           Disaggregazione
per sottosettori delle amministrazioni pubbliche:
                -               S.13                        Amministrazioni
pubbliche - Totale 
                -               S.1311                    Amministrazioni
centrali
                -               S.1312                    Amministrazioni
di Stati federati
                -               S.1313                    Amministrazioni
locali
                -               S.1314                    Enti
di previdenza e assistenza sociale
(4)           Famiglie
e istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie:
                -               S.14+S.15              Famiglie + Istituzioni
senza scopo di lucro al servizio delle famiglie - Totale 
                -               S.14                        Famiglie
                -               S.15                        Istituzioni
senza scopo di lucro al servizio delle famiglie
(5)           Resto
del mondo:
                -               S.2                          Resto
del mondo – Totale (disaggregazione da fornire su base volontaria)
                -               S.21                        Stati
membri, istituzioni e organi dell'Unione europea (in tale settore sono incluse
la Banca centrale europea, la Banca europea per gli investimenti e le
istituzioni dell'UE (Parlamento europeo, Consiglio, Commissione, ecc.) i cui
conti rientrano nel bilancio generale dell'Unione europea)
                -               S.2I                         Stati
membri dell'Unione economica e monetaria (tale settore include la Banca
centrale europea, ma non la Banca europea per gli investimenti, né le
istituzioni dell'UE (Parlamento europeo, Consiglio, Commissione, ecc.) i cui
conti rientrano nel bilancio generale dell'Unione europea)
                -               S.22                        Paesi
non aderenti all'UE e organizzazioni internazionali non residenti nell'UE
                -               Dati
retrospettivi per i sottosettori di S.2 - Per i settori S.21 e S.22 vanno
trasmessi dati per l'UE nella sua composizione al 1° settembre 2014, indietro
fino al 2004 incluso. Nel caso di un allargamento dell'UE i dati devono essere
rilevati per l'UE nella sua nuova composizione fino a tre anni prima
dell'allargamento. La rilevazione per periodi precedenti (stessa composizione
dell'UE) è facoltativa. Per il settore S.2I: i dati devono essere rilevati per
la zona euro nella sua attuale composizione, indietro fino al 1999 incluso. La
rilevazione per periodi precedenti (stessa composizione della zona euro) è
facoltativa. 
(6) Da fornire su
base volontaria.
(7) Informazioni sul
settore di contropartita non pertinenti per questa rubrica.
Tavola 8 - Conti non finanziari per settore (tavola annuale)
   || Operazioni e saldi contabili || Settori 
   || S.1 || S.11 || S.11001 || S.11001C || S.12 || S.12001 || S.12001C || S.13 || S.14/S.15 || S.14 || S.15 || S.1N || S.2 
 I Conto della produzione/Conto del resto del mondo dei beni e dei servizi               Risorse || Totale economia || Società non finanziarie || Società non finanziarie pubbliche || Società non finanziarie pubbliche controllate dalle amministrazioni centrali || Società finanziarie || Società finanziarie pubbliche || Società finanziarie pubbliche controllate dalle amministrazioni centrali || Amministrazioni pubbliche || Famiglie + istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Famiglie || Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Non ripartiti per settore || Resto del mondo 
 P.1 || Produzione || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 P.10 || Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita, produzione di beni e servizi per proprio uso finale e flussi monetari inerenti alla produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   
 P.11 || - Produzione di beni e servizi destinabili alla vendita || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   ||   
 P.12 || - Produzione di beni e servizi per proprio uso finale || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   ||   
 P.13 || - Produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   || x ||   ||   
 P.7 || Importazioni di beni e servizi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.71 || Importazioni di beni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.72 || - Importazioni di servizi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.72F || -- Importazioni di SIFIM ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || o 
 D.21 – D.31 || Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Impieghi ||   
 P.2 || Consumi intermedi || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 P.6 || Esportazioni di beni e servizi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.61 || Esportazioni di beni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.62 || - Esportazioni di servizi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.62F || -- Esportazioni di SIFIM ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || o 
 B.1g || Prodotto interno lordo/Valore aggiunto lordo || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   
 B.11 || Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.1n || Prodotto interno netto/Valore aggiunto netto || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   
   ||   ||   
   || II.1.1 Conto della generazione dei redditi primari || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.11001 || S.11001C || S.12 || S.12001 || S.12001C || S.13 || S.14/S.15 || S.14 || S.15 || S.1N || S.2 
   || Risorse ||   ||   
 B.1g || Prodotto interno lordo/Valore aggiunto lordo || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   
 D.3r || Contributi da ricevere || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   
 D.31 || - Contributi ai prodotti || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   
 D.39 || - Altri contributi alla produzione || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Impieghi ||   
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.11 || - Retribuzioni lorde || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.12 || - Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni da versare || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   
 D.21 || - Imposte sui prodotti || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   
 D.29 || - Altre imposte sulla produzione || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   ||   
 B.2g+B.3g || Risultato lordo di gestione più reddito misto lordo || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.2g || - Risultato lordo di gestione || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   ||   
 B.3g || - Reddito misto lordo || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   
   || II.1.2 Conto dell'attribuzione dei redditi primari || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.11001 || S.11001C || S.12 || S.12001 || S.12001C || S.13 || S.14/S.15 || S.14 || S.15 || S.1N || S.2 
   || Risorse ||   
 B.2g+B.3g || Risultato lordo di gestione più reddito misto lordo || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.2g || - Risultato lordo di gestione || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   ||   
 B.3g || - Reddito misto lordo || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   ||   
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.11 || - Retribuzioni lorde || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.12 || - Contributi sociali a carico dei datori di lavoro || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni, percepite || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.21 || - Imposte sui prodotti || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.211 || -- Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.212 || -- Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.214 || -- Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.29 || - Altre imposte sulla produzione || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.4 || Redditi da capitale || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.41 || - Interessi(1)(2) || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.42 || - Utili distribuiti dalle società || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.421 || Dividendi || o || o ||   ||   || o ||   ||   || o || o || o || o ||   || o 
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || o || o ||   ||   || o ||   ||   || o || o || o || o ||   || o 
 D.43 || - Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D43S2I || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero all'interno della zona euro ||   || x ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D43S2X || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero fuori della zona euro ||   || x ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D43S21 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero all'interno dell'UE ||   || x ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D43S22 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero fuori dell'UE ||   || x ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.44 || - Altri redditi da investimenti || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.441 || - Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.442 || - Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.443 || - Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.45 || - Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.4g || Reddito lordo da impresa || o || x || x || x || x || x || x || o || o || o || o ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.41g ||  Totale degli interessi prima dell'attribuzione dei SIFIM || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
   ||   ||   
   || Impieghi ||   
 D.3 || Contributi, erogati || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.31 || - Contributi ai prodotti || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.39 || - Altri contributi alla produzione || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.4 || Redditi da capitale || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.41 || - Interessi(1)(2) || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.42 || - Utili distribuiti dalle società || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 D.421 || Dividendi || o || o ||   ||   || o ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || o 
 D.422 || Redditi prelevati dai membri delle quasi-società || o || o ||   ||   || o ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || o 
 D.43 || - Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || x || x || x || x || x || x || x ||   || x || x || x ||   || x 
 D43S2I || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero all'interno della zona euro ||   || x ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D43S2X || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero fuori della zona euro ||   || x ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D43S21 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero all'interno dell'UE ||   || x ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D43S22 || Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero fuori dell'UE ||   || x ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D.44 || - Altri redditi da investimenti || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.441 || - Redditi da investimenti da attribuire agli assicurati || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.442 || - Redditi da investimenti da corrispondere per diritti pensionistici || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.443 || - Redditi da investimenti da attribuire ai sottoscrittori di quote di fondi comuni di investimento || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.45 || - Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.5g || Reddito nazionale lordo/Saldo dei redditi primari || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 D41g || Totale degli interessi prima dell'attribuzione dei SIFIM || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
   ||   ||   
   || II.2 Conto della distribuzione secondaria del reddito || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.11001 || S.11001C || S.12 || S.12001 || S.12001C || S.13 || S.14/S.15 || S.14 || S.15 || S.1N || S.2 
   || Risorse ||   
 B.5g || Reddito nazionale lordo/Saldo dei redditi primari || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.51 || - Imposte sul reddito || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.59 || - Altre imposte correnti || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.6 || Contributi e prestazioni sociali || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.61 || - Contributi sociali netti || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.611 ||     - Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.612 ||     - Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.613 ||     - Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.614 ||     - Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.61SC ||     - Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.62 || - Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.63 || - Trasferimenti sociali in natura   || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   ||   
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.71 || - Premi netti di assicurazione contro i danni || x ||   ||   ||   || x ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.72 || - Indennizzi di assicurazione contro i danni || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.74 || - Aiuti internazionali correnti || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D. 74A ||     di cui: erogati / percepiti dalle istituzioni europee (ad esempio, FES) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 D.75 || - Trasferimenti correnti diversi(2) || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.76 || - Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
     ||   ||   
     || Impieghi ||   
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.51 || - Imposte sul reddito || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x ||   ||   || x 
 D.59 || - Altre imposte correnti || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.6 || Contributi e prestazioni sociali || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.61 || - Contributi sociali netti || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.611 ||     - Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.612 ||     - Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.613 ||     - Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.614 ||     - Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.61SC ||     - Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.62 || - Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.63 || - Trasferimenti sociali in natura || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   || x ||   ||   
 D.631 ||     - Trasferimenti sociali in natura (beni e servizi non destinabili alla vendita) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   
 D.632 ||     - Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.71 || - Premi netti di assicurazione contro i danni || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.72 || - Indennizzi di assicurazione contro i danni || x ||   ||   ||   || x ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.74 || - Aiuti internazionali correnti || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.74A ||     - di cui: erogati / percepiti dalle istituzioni europee (ad esempio, FES) || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.75 || - Trasferimenti correnti diversi2) || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.76 || - Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   
 B.7g || Reddito disponibile corretto || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x || x || x ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 B.6g || Reddito disponibile lordo || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
   ||   ||   
   || II.4.1 Conto di utilizzazione del reddito disponibile || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.11001 || S.11001C || S.12 || S.12001 || S.12001C || S.13 || S.14/S.15 || S.14 || S.15 || S.1N || S.2 
   || Risorse ||   
 B.6g || Reddito disponibile lordo || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x ||   ||   || x 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Impieghi ||   
 P.3 || Spesa per consumi finali || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x || x || x ||   ||   
 P.31 || - Spesa per consumi individuali || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x || x || x || x ||   ||   
 P.32 || - Spesa per consumi collettivi || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   
 D.8 ||  Variazione dei diritti pensionistici || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 B.8g || Risparmio lordo || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   
   || III.1.1 Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.11001 || S.11001C || S.12 || S.12001 || S.12001C || S.13 || S.14/S.15 || S.14 || S.15 || S.1N || S.2 
   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto ||   
 B.8g || Risparmio lordo || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 D.9 || Trasferimenti in conto capitale || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.91 || - Imposte in conto capitale || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.92 || - Contributi agli investimenti(2) || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 D.99 || - Altri trasferimenti in conto capitale(2) || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || Variazioni delle attività ||   
 D.9 || Trasferimenti in conto capitale || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.91 || - Imposte in conto capitale || x || x ||   ||   || x ||   ||   ||   || x || x || x ||   || x 
 D.92 || - Contributi agli investimenti(2) || x ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   || x 
 D.99 || - Altri trasferimenti in conto capitale(2) || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   || x 
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.10.1 ||  Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   
   || III.1.2 Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.11001 || S.11001C || S.12 || S.12001 || S.12001C || S.13 || S.14/S.15 || S.14 || S.15 || S.1N || S.2 
   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto ||   
 B.10.1 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
   || Variazioni delle attività ||   
 P.5g || Investimenti lordi || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 P.51g || - Investimenti fissi lordi || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 P.52 || - Variazione delle scorte || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   ||   
 P.53 || - Acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore || x || x ||   ||   || x ||   ||   || x || x || x || x ||   ||   
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
 B.9 || Accreditamento (+)/indebitamento (-) || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 DB.9 || Discrepanza con l'accreditamento/indebitamento dei conti finanziari || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   || x 
   ||   ||   
   || Informazioni supplementari || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.11001 || S.11001C || S.12 || S.12001 || S.12001C || S.13 || S.14/S.15 || S.14 || S.15 || S.1N || S.2 
 EMP || Numero di addetti (in numero di persone)(3) || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x || x ||   ||   
 OTE || Totale della spesa delle amministrazioni pubbliche ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   
 OTR || Totale delle entrate delle amministrazioni pubbliche ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   ||   ||   
   || = caselle non pertinenti || x || = dato richiesto || o || = dato facoltativo 
(1) Gli interessi saranno registrati previa
rettifica per tener conto dei SIFIM.
(2) Per le operazioni del settore S.13, è richiesto
il consolidamento all'interno di ciascun sottosettore e tra tutti i
sottosettori delle amministrazioni pubbliche: amministrazioni centrali,
amministrazioni di Stati federati, amministrazioni locali ed enti di previdenza
e assistenza sociale.
(3) Dati obbligatori per il settore S.13,
facoltativi per gli altri settori.
Dati retrospettivi
richiesti per i settori S.11001, S11001C, S.12001 e S.12001C: le serie
temporali devono iniziare dal 2012.
Termini di
trasmissione per i sottosettori di S.11 e S.12:
            - S.11001
e S.12001: T+21 mesi (facoltativo: T+9 mesi)
            -
S.11001C e S.12001C: T+9 mesi
Oltre alla tavola di
cui sopra vanno trasmessi i seguenti indicatori a prezzi dell'anno precedente:
IMPIEGHI
           - S11/P.51G (PPY):        Investimenti fissi
lordi
           - S11/B.1G (PPY):          Valore aggiunto lordo
           - S1M/P.51G (PPY):      Investimenti fissi lordi
           - S1M/P.31 (PPY):         Spesa per consumi
individuali
Tavola 801 - Conti non finanziari per settore (tavola trimestrale)
 Codice || Operazioni e saldi contabili || Settori 
   || S.1 || S.11 || S.12 || S.13 || S.1M || S.1N || S.2 
 I Conto della produzione/Conto del resto del mondo dei beni e dei servizi               Risorse || Totale economia || Società non finanziarie || Società finanziarie || Amministrazioni pubbliche || Famiglie + istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie || Non ripartiti per settore || Resto del mondo 
 P.1 || Produzione || o || o || o || o || o ||   ||   
 P.10 || Di cui: produzione di beni e servizi destinabili alla vendita, produzione di beni e servizi per proprio uso finale e flussi monetari inerenti alla produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   
 P.7 || Importazioni di beni e servizi ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.71 || Importazioni di beni ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.72 || - Importazioni di servizi ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.72F || -- Importazioni di SIFIM ||   ||   ||   ||   ||   ||   || o 
 D.21 – D.31 || Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti || x ||   ||   ||   ||   || x ||   
   || Impieghi ||   
 P.2 || Consumi intermedi || o || o || o || o || o ||   ||   
 P.6 || Esportazioni di beni e servizi ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.61 || Esportazioni di beni ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.62 || - Esportazioni di servizi ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.62F || -- Esportazioni di SIFIM ||   ||   ||   ||   ||   ||   || o 
 B.1g || Prodotto interno lordo/Valore aggiunto lordo || x || x || x || x || x || x ||   
 B.11 || Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.1n || Prodotto interno netto/Valore aggiunto netto || x || x || x || x || x ||   ||   
   ||   ||   
   || II.1.1 Conto della generazione dei redditi primari || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.12 || S.13 || S.1M || S.1N || S.2 
   || Risorse ||   
 B.1g || Prodotto interno lordo/Valore aggiunto lordo || x || x || x || x || x || x ||   
 D.3 || Contributi, ricevuti || x || x || x || x || x || x ||   
 D.31 || - Contributi ai prodotti || x ||   ||   ||   ||   || x ||   
 D.39 || - Altri contributi alla produzione || x || x || x || x || x ||   ||   
   || Impieghi ||   
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni, versate || x || x || x || x || x || x ||   
 D.21 || - Imposte sui prodotti || x ||   ||   ||   ||   || x ||   
 D.29 || - Altre imposte sulla produzione || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.2g+B.3g || Risultato lordo di gestione più reddito misto lordo || x || x || x || x || x || x ||   
 B.3g || - Reddito misto lordo || x ||   ||   ||   || x ||   ||   
   ||   ||   
   || II.1.2 Conto dell'attribuzione dei redditi primari || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.12 || S.13 || S.1M || S.1N || S.2 
   || Risorse ||   
 B.2g+B.3g || Risultato lordo di gestione più reddito misto lordo || x || x || x || x || x || x ||   
 B.3G || - Reddito misto lordo || x ||   ||   ||   || x ||   ||   
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || x ||   ||   ||   || x ||   || x 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni, percepite || x ||   ||   || x ||   ||   || x 
 D.21 || - Imposte sui prodotti || x ||   ||   || x ||   ||   || x 
 D.211 || -- Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   
 D.29 || - Altre imposte sulla produzione || x ||   ||   || x ||   ||   || x 
 D.4 || Redditi da capitale || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.41 || - Interessi(1)(2) || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.4N || - Altri redditi da capitale non indicati altrove || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.42 || - Utili distribuiti dalle società || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.43 || - Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.44 || - Altri redditi da investimenti || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.45 || - Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.4g || Reddito lordo da impresa || o || x || x || o || o ||   ||   
 D.41g || Totale degli interessi prima dell'attribuzione dei SIFIM || x || x || x || x || x ||   || x 
   ||   ||   
   || Impieghi ||   
 D.3 || Contributi, erogati || x ||   ||   || x ||   || x || x 
 D.31 || - Contributi ai prodotti || x ||   ||   || x ||   || x || x 
 D.39 || - Altri contributi alla produzione || x ||   ||   || x ||   ||   || x 
 D.4 || Redditi da capitale || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.41 || - Interessi(1)(2) || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.4N || - Altri redditi da capitale non indicati altrove || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.42 || - Utili distribuiti dalle società || x || x || x ||   ||   ||   || x 
 D.43 || - Utili reinvestiti di investimenti diretti all'estero || x || x || x ||   ||   ||   || x 
 D.44 || - Altri redditi da investimenti || x || x || x || x ||   ||   || x 
 D.45 || - Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di giacimenti || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.5g || Reddito nazionale lordo/Saldo dei redditi primari, lordo || x || x || x || x || x ||   ||   
 D41g ||  Totale degli interessi prima dell'attribuzione dei SIFIM || x || x || x || x || x ||   || x 
   ||   ||   
   || II.2 Conto della distribuzione secondaria del reddito || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.12 || S.13 || S.1M || S.1N || S.2 
   || Risorse ||   
 B.5g || Saldo dei redditi primari, lordo || x || x || x || x || x ||   ||   
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || x ||   ||   || x ||   ||   || x 
 D.6 || Contributi e prestazioni sociali || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.61 || - Contributi sociali netti || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.62 || - Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || x ||   ||   ||   || x ||   || x 
 D.63 || - Trasferimenti sociali in natura || x ||   ||   ||   || x ||   ||   
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.71 || - Premi netti di assicurazione contro i danni || x ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.72 || - Indennizzi di assicurazione contro i danni || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.7N || - Altri trasferimenti correnti non indicati altrove || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.74 || - Aiuti internazionali correnti(2) || o ||   ||   || o ||   ||   || o 
 D.74A || - Di cui: erogati / percepiti dalle istituzioni europee (ad esempio, FES) ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 D.75 || - Trasferimenti correnti diversi(2) || o || o || o || o || o ||   || o 
 D.76 || - Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL(2) ||   ||   ||   ||   ||   ||   || o 
   ||   ||   
   || Impieghi ||   
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.6 || Contributi e prestazioni sociali || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.61 || - Contributi sociali netti || x ||   ||   ||   || x ||   || x 
 D.62 || - Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.63 || - Trasferimenti sociali in natura || x ||   ||   || x || x ||   ||   
 D.631 || - Trasferimenti sociali in natura (beni e servizi non destinabili alla vendita) ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   
 D.632 || - Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   
 D.7 || Altri trasferimenti correnti || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.71 || - Premi netti di assicurazione contro i danni || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.72 || - Indennizzi di assicurazione contro i danni || x ||   || x || x ||   ||   || x 
 D.7N || - Altri trasferimenti correnti non indicati altrove || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.74 || - Aiuti internazionali correnti(2) || o ||   ||   || o ||   ||   || o 
 D.74A || - Di cui: erogati / percepiti dalle istituzioni europee (ad esempio, FES) || x ||   ||   || x ||   ||   ||   
 D.75 || - Trasferimenti correnti diversi(2) || o || o || o || o || o ||   || o 
 D.76 || - Risorse proprie dell'UE basate su IVA e RNL(2) ||   || o ||   ||   ||   
 B.7g || Reddito disponibile corretto ||   ||   ||   || x || x ||   ||   
 B.6g || Reddito disponibile lordo || x || x || x || x || x ||   ||   
     ||   ||   
   || II.4.1 Conto di utilizzazione del reddito disponibile || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.12 || S.13 || S.1M || S.1N || S.2 
   || Risorse ||   
 B.6g || Reddito disponibile lordo || x || x || x || x || x ||   ||   
 D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || x ||   ||   ||   || x ||   || x 
   || Impieghi ||   
 P.3 || Spesa per consumi finali || x ||   ||   || x || x ||   ||   
 P.31 || - Spesa per consumi individuali || x ||   ||   || x || x ||   ||   
 P.32 || - Spesa per consumi collettivi || x ||   ||   || x ||   ||   ||   
 D.8 || Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || x || x || x || x || x ||   || x 
 B.8g || Risparmio lordo || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
           ||   ||   
   || III.1.1 Conto delle variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.12 || S.13 || S.1M || S.1N || S.2 
   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto ||   
 B.8g || Risparmio lordo || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.12 || Saldo delle operazioni correnti con il resto del mondo ||   ||   ||   ||   ||   ||   || x 
 D.9 || Trasferimenti in conto capitale || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.91 || - Imposte in conto capitale || x ||   ||   || x ||   ||   || x 
 D.9N || - Contributi agli investimenti e altri trasferimenti in conto capitale || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.92 || - Contributi agli investimenti(2) || o || o || o || o || o ||   || o 
 D.99 || - Altri trasferimenti in conto capitale(2) || o || o || o || o || o ||   || o 
   || Variazioni delle attività ||   
 D.9 ||  Trasferimenti in conto capitale || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.91 || - Imposte in conto capitale || x || x || x ||   || x ||   || x 
 D.9N || - Contributi agli investimenti e altri trasferimenti in conto capitale || x || x || x || x || x ||   || x 
 D.92 || - Contributi agli investimenti(2) || o ||   ||   || o ||   ||   || o 
 D.99 || - Altri trasferimenti in conto capitale(2) || o || o || o || o || o ||   || o 
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || x || x || x || x || x ||   ||   
 B.101 || Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || x || x || x || x || x ||   || x 
   ||   ||   
   || III.1.2 Conto delle acquisizioni di attività non finanziarie || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.12 || S.13 || S.1M || S.1N || S.2 
   || Variazioni delle passività e del patrimonio netto ||   
 B.101 ||  Variazioni del patrimonio netto dovute al risparmio e ai trasferimenti in conto capitale || x || x || x || x || x ||   || x 
   || Variazioni delle attività ||   
 P.5g || Investimenti lordi || x || x || x || x || x ||   ||   
 P.51g || - Investimenti fissi lordi || x || x || x || x || x ||   ||   
 P.51c || Ammortamenti (consumo di capitale fisso) || x || x || x || x || x ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 P.5n || - Variazione delle scorte e acquisizioni nette di oggetti di valore || x || x || x || x || x ||   ||   
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non prodotte || x || x || x || x || x ||   || x 
 B.9 || Accreditamento (+)/indebitamento (-) || x || x || x || x || x ||   || x 
 DB.9 || Discrepanza con l'accreditamento/indebitamento dei conti finanziari || o || o || o || o || o ||   || o 
   ||   ||   
   || Informazioni supplementari per le amministrazioni pubbliche || Settori 
   ||   || S.1 || S.11 || S.12 || S.13 || S.1M || S.1N || S.2 
 OTE || Totale della spesa delle amministrazioni pubbliche ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   
 OTR || Totale delle entrate delle amministrazioni pubbliche ||   ||   ||   || x ||   ||   ||   
   || = caselle non pertinenti || x || = dato richiesto || o || = dato facoltativo 
(1) Gli interessi saranno registrati previa
rettifica per tener conto dei SIFIM.
(2) Per le operazioni del settore S.13, è
richiesto il consolidamento all'interno di ciascun sottosettore e tra tutti i
sottosettori delle amministrazioni pubbliche: amministrazioni centrali,
amministrazioni di Stati federati, amministrazioni locali ed enti di previdenza
e assistenza sociale.
In aggiunta alla
tavola di cui sopra è richiesta la rilevazione dei seguenti dati
destagionalizzati (SA) e/o concatenati (CL)/a prezzi dell'anno precedente (PPY)
(variabili in grassetto da rilevare obbligatoriamente; le altre su base
volontaria).
IMPIEGHI
                    -
S.11/B.1g: (SA, SA+CL, NSA+PPY):     Valore aggiunto lordo
                    -
S.11/D.1 (SA):              Redditi da lavoro dipendente
                    -
S.11/D.29 (SA):            Altre imposte sulla produzione
                    -
S.11/B.2g+B.3g (SA):                Risultato lordo di gestione + Reddito misto
                    -
S.11/D.45 (SA):            Fitti di terreni e diritti di sfruttamento di
giacimenti
                    -
S.11/D.5 (SA):              Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc.
                    -
S.11/B.4g (SA):            Reddito lordo da impresa
                    -
S.11/P.51g (SA, SA+CL, NSA+PPY):    Investimenti fissi lordi 
                    -
S.11/P.5n (SA):          Variazione delle scorte e acquisizioni nette di
oggetti di valore
                    -
S.13/P.3 (SA):             Spesa per consumi finali
                    -
S.13/P.51g (SA):        Investimenti fissi lordi
                    -
S.13/OTE (SA):          Totale della spesa delle amministrazioni pubbliche
                    -
S.13/B.9 (SA):            Accreditamento/indebitamento
                    -
S.1M/B.2g+B3.g (SA):               Risultato lordo di gestione
                    -
S.1M/B.3g (SA):          Reddito misto lordo
                    -
S.11/D.45 (SA):          Redditi da capitale
                    -
S.1M/D.5 (SA):           Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc.
                    -
S.1M/D.61 (SA):         Contributi sociali netti
                    -
S.1M/D.62 (SA):          Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali
in natura
                    -
S.1M/D.7 (SA):           Altri trasferimenti correnti
                    -
S.1M/D.8 (SA):           Variazione dei diritti pensionistici
                    -
S.1M/B.6g (SA):         Reddito disponibile lordo
                    -
S.1M/P.31: (SA, SA+CL, NSA+PPY):    Spesa per consumi individuali
                    -
S.1M/B.8g (SA):         Risparmio lordo
                    -
S.1M/P.51g: (SA, SA+CL, NSA+PPY): Investimenti fissi lordi
                    -
S.1/B.1g (SA):            Prodotto interno lordo 
                    -
S.2/P.6 (SA):               Esportazioni di beni e servizi
                    -
S.2/P.61 (SA):               Esportazioni di beni 
                    -
S.2/P.62 (SA):               Esportazioni di servizi
                    -
S.2/B.11 (SA):            Saldo degli scambi di beni e servizi con il resto del
mondo
RISORSE
                    -
S.11/D.39 (SA):            Altri contributi alla produzione da ricevere
                    -
S.11/D.4N (SA):           Altri redditi da capitale non indicati altrove
                    -
S.13/OTR (SA):          Totale delle entrate delle amministrazioni pubbliche
                    -
S.1M/D.1 (SA):           Redditi da lavoro dipendente da percepire
                    -
S.1M/D.4 (SA):           Redditi da capitale da percepire
                    -
S.1M/D.61 (SA):          Contributi sociali netti da ricevere
                    -
S.1M/D.62 (SA):         Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali
in natura ricevute
                    -
S.1M/D.7 (SA):           Altri trasferimenti correnti ricevuti
                    -
S.1M/D.8 (SA):           Variazione dei diritti pensionistici ricevuta
                    -
S.2/P.7 (SA):               Importazioni di beni e servizi
                    -
S.2/P.71 (SA):               Importazioni di beni
                    -
S.2/P.72 (SA):               Importazioni di servizi
In aggiunta alla
tavola di cui sopra è richiesta la rilevazione, su base volontaria, delle
seguenti attività a prezzi correnti:
                    -
S.1M/AN.111:              Abitazioni
                    -
S.1M/AN.211:              Terreni
Tavola
9 - Gettito delle imposte e dei contributi sociali dettagliato per tipo di
imposta e di contributo sociale e per sottosettore percettore, compreso
l'elenco delle imposte e dei contributi sociali secondo la classificazione
nazionale*
 Codice ** || Operazione 
 D.2 || Imposte sulla produzione e sulle importazioni 
 D.21 || Imposte sui prodotti 
 D.211 || Imposta sul valore aggiunto (IVA) e imposte similari 
 D.212 || Imposte e dazi sulle importazioni, esclusa l'IVA 
 D.2121 || Dazi sulle importazioni 
 D.2122 || Imposte sulle importazioni esclusi i dazi e l'IVA 
 D.2122a || Prelievi sui prodotti agricoli importati 
 D.2122b || Importi compensativi monetari prelevati all'importazione 
 D.2122c || Accise 
 D.2122d || Imposte generali sulle vendite 
 D.2122e || Imposte su servizi specifici 
 D.2122f || Utili realizzati dai monopoli di importazione 
 D.214 || Imposte sui prodotti, escluse le imposte sulle importazioni e l'IVA 
 D.214a || Accise e imposte di consumo 
 D.214b || Imposte di bollo 
 D.214c || Imposte sulle operazioni finanziarie e di capitale 
 D.214d || Imposte sull'immatricolazione degli autoveicoli 
 D.214e || Diritti su spettacoli e trattenimenti 
 D.214f || Imposte su concorsi a premi e scommesse 
 D.214g || Imposte sui premi assicurativi 
 D.214h || Altre imposte o tasse su servizi specifici 
 D.214i || Imposte generali sulle vendite o sugli affari 
 D.214j || Utili dei monopoli fiscali 
 D.214k || Diritti sulle esportazioni e importi compensativi monetari prelevati all'esportazione 
 D.214l || Altre imposte sui prodotti n.c.a. 
 D.29 || Altre imposte sulla produzione 
 D.29a || Imposte su terreni, fabbricati o altre opere 
 D.29b || Imposte sull'utilizzo di capitale fisso 
 D.29c || Imposte sulla massa salariale totale e sui ruoli paga 
 D.29d || Imposte su operazioni internazionali 
 D.29e || Licenze professionali e per l'esercizio di attività 
 D.29f || Imposte sull'inquinamento 
 D.29g || Sottocompensazione dell'IVA (regime forfettario) 
 D.29h || Altre imposte sulla produzione n.c.a. 
 D.5 || Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. 
 D.51 || Imposte sul reddito 
 D.51a + D.51c1 || Imposte sul reddito delle persone fisiche o delle famiglie, incluse le imposte sui guadagni in conto capitale 
  D.51a || Imposte sul reddito delle persone fisiche o delle famiglie, escluse le imposte sui guadagni in conto capitale(1) 
  D.51c1 || Imposte sui guadagni in conto capitale delle persone fisiche o delle famiglie(1) 
 D.51b +D51c2 || Imposte sul reddito o sugli utili delle società, incluse le imposte sui guadagni in conto capitale 
  D.51b || Imposte sul reddito o sugli utili delle società, escluse le imposte sui guadagni in conto capitale(1) 
  D.51c2 || Imposte sui guadagni in conto capitale delle società(1) 
 D.51c3 || Altre imposte sui guadagni in conto capitale(1) 
 D.51c || Imposte sui guadagni in conto capitale 
 D.51d || Imposte su vincite derivanti da concorsi a premi o da scommesse 
 D.51e || Altre imposte sul reddito n.c.a. 
 D.59 || Altre imposte correnti 
 D.59a || Imposte correnti sul capitale 
 D.59b || Imposte per-capita 
 D.59c || Imposte sulle spese 
 D.59d || Esborsi sostenuti dalle famiglie per ottenere il rilascio di licenze 
 D.59e || Imposte su operazioni internazionali 
 D.59f || Altre imposte correnti n.c.a. 
 D.91 || Imposte in conto capitale 
 D.91a || Imposte sui trasferimenti in conto capitale 
 D.91b || Imposte straordinarie sul patrimonio 
 D.91c || Altre imposte in conto capitale n.c.a. 
 ODA || Totale del gettito fiscale 
 D.61 || Contributi sociali netti 
 D.611 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro 
 D.611C || Contributi sociali effettivi obbligatori a carico dei datori di lavoro 
 D.611V || Contributi sociali effettivi volontari a carico dei datori di lavoro 
 D.61SC || Compenso del servizio dei sistemi di assicurazione sociale 
 D.6111 || Contributi pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro(1) 
 D.6112 || Contributi non pensionistici effettivi a carico dei datori di lavoro(1) 
 D.6121 || Contributi pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro(1) 
 D.6122 || Contributi non pensionistici figurativi a carico dei datori di lavoro(1) 
 D.6131 || Contributi pensionistici effettivi a carico delle famiglie(1) 
 D.6132 || Contributi non pensionistici effettivi a carico delle famiglie(1) 
 D.6141 || Contributi pensionistici supplementari a carico delle famiglie(1) 
 D.6142 || Contributi non pensionistici supplementari a carico delle famiglie(1) 
 D.612 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro 
 D.613 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie 
 D.613c || Contributi sociali effettivi obbligatori a carico delle famiglie 
 D.613ce || Contributi sociali effettivi obbligatori a carico dei lavoratori dipendenti 
 D.613cs || Contributi sociali effettivi obbligatori a carico dei lavoratori indipendenti(1) 
 D.613cn || Contributi sociali effettivi obbligatori a carico delle persone non occupate(1) 
 D.613v || Contributi sociali effettivi volontari a carico delle famiglie 
 D.614 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie 
 D.995 || Trasferimenti in conto capitale dalle amministrazioni pubbliche ai pertinenti settori, corrispondenti alle imposte e ai contributi sociali accertati, ma di improbabile riscossione(2) 
 D.995a || Imposte sui prodotti accertate, ma di improbabile riscossione(2) 
 D.995b || Altre imposte sulla produzione accertate, ma di improbabile riscossione(2) 
 D.995c || Imposte sul reddito accertate, ma di improbabile riscossione(2) 
 D.995d || Altre imposte correnti accertate, ma di improbabile riscossione(2) 
 D.995e || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro accertati, ma di improbabile riscossione(2) 
 D.995f || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie accertati, ma di improbabile riscossione(2) 
 D.995fe || Contributi sociali effettivi a carico dei lavoratori dipendenti accertati, ma di improbabile riscossione(2) 
 D.995fs || Contributi sociali effettivi a carico dei lavoratori indipendenti accertati, ma di improbabile riscossione(1) 
 D.995fn || Contributi sociali effettivi a carico delle persone non occupate accertati, ma di improbabile riscossione(1) 
 D.995g || Imposte in conto capitale accertate, ma di improbabile riscossione(2) 
 ODB || Totale del gettito fiscale e del gettito dei contributi sociali al netto degli importi accertati, ma di improbabile riscossione 
 ODC || Totale del gettito fiscale e del gettito dei contributi sociali netti (inclusi i contributi sociali figurativi) al netto degli importi accertati, ma di improbabile riscossione 
 ODD || Onere fiscale = totale del gettito fiscale e del gettito dei contributi sociali obbligatori al netto degli importi accertati, ma di improbabile riscossione 
* Settore e
sottosettori:
S.13            Amministrazioni
pubbliche. Disaggregazione per sottosettori:
   || - || S.13 || Amministrazioni pubbliche 
   || - || S.1311 || Amministrazioni centrali 
   || - || S.1312 || Amministrazioni di Stati federati 
   || - || S.1313 || Amministrazioni locali 
   || - || S.1314 || Enti di previdenza e assistenza sociale 
S.212                            Istituzioni
e organi dell'Unione europea
** Nella tavola 9 va
inoltre fornito l'elenco dettagliato della classificazione nazionale delle
imposte e dei contributi sociali con i corrispondenti importi per ciascun
pertinente codice SEC (a prescindere dai codici SEC connessi alla distinzione
tra contributi sociali pensionistici e non pensionistici). La classificazione
nazionale delle imposte e dei contributi sociali va trasmessa obbligatoriamente
per le amministrazioni pubbliche più le istituzioni e gli organi dell'Unione
europea.
(1)                                 Su
base volontaria.
(2)                                 Disaggregazione
per sottosettore percettore da fornire su base volontaria.
Tavola
10 - Tavole per branca di attività economica e per area geografica (NUTS II)
 Codice || Elenco delle variabili || Disaggregazione 
 B.1g || 1.     Valore aggiunto lordo (tasso di crescita)(1) ||   
 B.1g || 2.     Valore aggiunto lordo ai prezzi base (prezzi correnti)(2) || A*10 
 D.1 || 3.     Redditi da lavoro dipendente (prezzi correnti) || A*10 
 P.51g || 4.     Investimenti fissi lordi (prezzi correnti) || A*10 
   ||   ||   
   ||   ||   
   ||   ||   
   || 5.     Occupati(2) (in migliaia di persone e in migliaia di ore lavorate) ||   
 ETO ||         - Totale(2)(3) || A*10 
 EEM ||         - Lavoratori dipendenti(3) || A*10 
 POP || 6.     Popolazione (in migliaia di persone)(1) ||   
(1)              Trasmissione
T+12 mesi su base volontaria. Trasmissione T+24 mesi obbligatoria.
(2)              Totale
del valore aggiunto lordo e del totale degli occupati (in migliaia di persone):
trasmissione T+12 mesi.
                   Disaggregazione:
trasmissione T+24 mesi.
(3)              Occupati
e lavoratori dipendenti: residenti e non residenti che lavorano alle dipendenze
di unità di produzione residenti (concetto interno – DC).
Tavola
11 - Spesa delle amministrazioni pubbliche secondo la funzione
 Codice || Elenco delle variabili || Funzione || Disaggregazione per sottosettore(1) 
 OP5ANP || Investimenti lordi + Acquisizioni meno cessioni di attività non finanziarie non prodotte || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.5 || Investimenti lordi || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.51g ||         di cui: investimenti fissi lordi || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.13 
 NP || Acquisizioni meno cessioni di attività non finanziarie non prodotte || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.1 || Redditi da lavoro dipendente || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.3 || Contributi || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.4 || Redditi da capitale(2) || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.4p_S.1311 ||        di cui: da corrispondere al sottosettore S.1311 (Amministrazioni centrali)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1312, S.1313, S.1314 
 D.4p_S.1312 ||        di cui: da corrispondere al sottosettore S.1312 (Amministrazioni di Stati federati)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1311, S.1313, S.1314 
 D.4p_S.1313 ||        di cui: da corrispondere al sottosettore S.1313 (Amministrazioni locali)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1311, S.1312, S.1314 
 D.4p_S.1314 ||        di cui: da corrispondere al sottosettore S.1314 (Enti di previdenza e assistenza sociale)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1311, S.1312, S.1313 
 D.62+D.632 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura e trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.62 || Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.632 || Trasferimenti sociali in natura (acquisti di beni e servizi destinabili alla vendita) || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.2+D.29 +D.5+D.8 || Consumi intermedi + Altre imposte sulla produzione + Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. + Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.2 || Consumi intermedi || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.29+D.5 +D.8 || Altre imposte sulla produzione + Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. + Rettifica per variazione dei diritti pensionistici || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.7 || Altri trasferimenti correnti(2) || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.7p_S.1311 ||        di cui: da corrispondere al sottosettore S.1311 (Amministrazioni centrali)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1312, S.1313, S.1314 
 D.7p_S.1312 ||        di cui: da corrispondere al sottosettore S.1312 (Amministrazioni di Stati federati)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1311, S.1313, S.1314 
 D.7p_S.1313 ||        di cui: da corrispondere al sottosettore S.1313 (Amministrazioni locali)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1311, S.1312, S.1314 
 D.7p_S.1314 ||        di cui: da corrispondere al sottosettore S.1314 (Enti di previdenza e assistenza sociale)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1311, S.1312, S.1313 
 D.9 || Trasferimenti in conto capitale(2)(5) || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 D.92 ||         di cui: contributi agli investimenti(2)(5) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.13 
 D.9p_S.1311 ||        di cui: da erogare al sottosettore S.1311 (Amministrazioni centrali)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1312, S.1313, S.1314 
 D.9p_S.1312 ||        di cui: da erogare al sottosettore S.1312 (Amministrazioni di Stati federati)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1311, S.1313, S.1314 
 D.9p_S.1313 ||        di cui: da erogare al sottosettore S.1313 (Amministrazioni locali)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1311, S.1312, S.1314 
 D.9p_S.1314 ||        di cui: da erogare al sottosettore S.1314 (Enti di previdenza e assistenza sociale)(2)(6) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.1311, S.1312, S.1313 
 TE || Totale delle spese || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.3 || Spesa per consumi finali || divisioni COFOG gruppi COFOG(3)(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.31 || Spesa per consumi individuali(4) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 P.32 || Spesa per consumi collettivi(4) || divisioni COFOG gruppi COFOG(7) || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
(1)              Disaggregazione
per sottosettori:
   || - || S.13 || Amministrazioni pubbliche 
   || - || S.1311 || Amministrazioni centrali 
   || - || S.1312 || Amministrazioni di Stati federati 
   || - || S.1313 || Amministrazioni locali 
   || - || S.1314 || Enti di previdenza e assistenza sociale 
(2)              Per
i dati dei sottosettori è richiesto il consolidamento all'interno di ciascun
sottosettore, ma non tra sottosettori. I dati per il settore S.13 corrispondono
alla somma dei dati dei sottosettori, fatta eccezione per le rubriche D.4, D.7
e D.9 (e relative sottorubriche) per le quali occorre procedere a un consolidamento
tra sottosettori.
(3)              Su
base volontaria per i sottosettori. 
(4)              Obbligatoriamente
per il totale dei gruppi COFOG.
(5)              In
D9PAY non va incluso alcun importo per la rubrica D.995. La rubrica D.995 va
detratta da D99REC.
(6)              Su
base volontaria.
(7)              Da
fornire dal 2001 in poi.
Tavola
12 - Tavole per branca di attività economica e per area geografica (NUTS III)
 Codice || Elenco delle variabili || Disaggregazione(1) 
 B1.g || 1.     Valore aggiunto lordo ai prezzi base (prezzi correnti) || A*10 
   || 2.     Occupati(2) (in migliaia di persone) ||   
 ETO ||         - Totale || A*10 
 EEM ||         - Lavoratori dipendenti || A*10 
 POP || 3.     Popolazione (in migliaia di persone) ||   
(1)              Possono
essere utilizzate le seguenti aggregazioni della A*10 della NACE Rev. 2:
                    -         (G,
H, I e J) anziché (G, H e I) e (J);
                    -         (K,
L, M e N) anziché (K), (L) e (M e N);
                    -         (O,
P, Q, R, S, T e U) anziché (O, P e Q) e (R, S, T e U).
(2)              Occupati
e lavoratori dipendenti: residenti e non residenti che lavorano alle dipendenze
di unità di produzione residenti (concetto interno – DC).
Tavola
13 - Conti delle famiglie per area geografica (NUTS II)
 Conto della attribuzione dei redditi primari delle famiglie (S.14) 
 Codice || Impieghi || Codice || Risorse 
 D.4 || 1.     Redditi da capitale || B.2/B.3 || 3.     Risultato di gestione/reddito misto 
 B.5n || 2.     Saldo dei redditi primari, netto || D.1 || 4.     Redditi da lavoro dipendente 
   ||   || D.4 || 5.     Redditi da capitale 
 Conto della distribuzione secondaria del reddito delle famiglie (S.14) 
 Codice || Impieghi || Codice || Risorse 
 D.5 || 6.     Imposte correnti sul reddito, sul patrimonio, ecc. || B.5 || 10.   Saldo dei redditi primari, netto 
 D.61 || 7.     Contributi sociali netti || D.62 || 11.   Prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura 
 D.7 || 8.     Altri trasferimenti correnti || D.7 || 12.   Altri trasferimenti correnti 
 B.6n || 9.     Reddito disponibile netto ||   ||   
 Spesa per consumi finali delle famiglie (S.14) 
 P.3 || 13.   Spesa per consumi finali delle famiglie(1) 
(1)              Su
base volontaria.
Tavola
15 - Tavola delle risorse ai prezzi base, compresa la trasformazione in prezzi
di acquisto (prezzi correnti e prezzi dell'anno precedente)
n=64,
m=64
   ||   || Branche di attività economica (NACE A*64)   1 2 3 4 ....... n || S (1) || Importazioni cif || Totale delle risorse ai prezzi base || Margini commerciali e di trasporto || Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti || Totale delle risorse ai prezzi di acquisto 
   ||   || (1) || (2) || (3) || (4) || (5) || (6) || (7) 
 1 2   3 4 . . .   Prodotti (CPA)       . . . m   || (1)   || Produzione per prodotto e per branca di attività economica ai prezzi base ||   || a) Intra-UE cif(1)   b) Da paesi membri dell'UEM cif(1)(2)   c) Da paesi non membri dell'UEM cif(1)(2)   d) Extra-UE cif(1)   e) Totale   ||   ||   ||   ||   
 S (1) ||   || Totale della produzione per branca di attività economica ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Poste di rettifica:   - rettifiche cif/fob sulle importazioni - acquisti diretti all'estero da parte di residenti || (2) ||     - - ||   ||   ||   ||     - - ||     - - ||   
 (1) + (2) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale, di cui: -   produzione di beni e servizi destinabili alla vendita -   produzione di beni e servizi per proprio uso finale -   altra produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita || (3) ||   ||   ||     -   - ||     -   - ||     -   - ||     -   - ||   
(1)              Disaggregazione
delle importazioni:            - UE/UEM/Stati membri non membri dell'UEM/paesi
terzi. Composizione dell'UE e dell'UEM alla fine del periodo indicato nella
tavola.
(2)              Disaggregazione
delle importazioni: - UEM/Stati membri non membri dell'UEM – Obbligatorio solo
per i membri dell'UEM.
Tavola
16 - Tavola degli impieghi ai prezzi di acquisto* (prezzi correnti e prezzi
dell'anno precedente)
n=64,
m=64
     ||   || Branche di attività economica (NACE A*64) 1 2 3 ...... n || S (1) || Impieghi finali a) b) c) d) e) f) g) h) i) j) k) l) || S (3) || S (1) + S (3) 
   ||   || (1) || (2) || (3) || (4) || (5) 
 1 2 3 . . .   Prodotti (CPA)         . n   || (1) * || Consumi intermedi ai prezzi di acquisto per prodotto e per branca di attività economica   ||   || Impieghi finali ai prezzi di acquisto:   Spesa per consumi finali: a)     delle famiglie b)     delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie c)     delle amministrazioni pubbliche d)     totale   Investimenti lordi: e)     investimenti fissi lordi f)      variazione delle scorte(1) g)      variazione degli oggetti di valore(1) h)      variazione delle scorte e degli oggetti di valore i)       totale Esportazioni fob(2): j)       intra-UE         - verso paesi membri dell'UEM(2)(3)         - verso paesi non membri dell'UEM(2)(3) k)     extra-UE l)      totale ||   ||   
 S (1) || (2) * || Totale dei consumi intermedi per branca di attività economica ||   || Totale degli impieghi finali per tipo ||   || Totale degli impieghi 
 Poste di rettifica: -     rettifiche cif/fob sulle esportazioni -     acquisti diretti all'estero da parte di residenti -     acquisti sul territorio nazionale da parte di non residenti || (3) ||   - - - ||   ||   esclusivamente esportazioni esclusivamente spesa per consumi finali delle famiglie esclusivamente spesa per consumi finali delle famiglie ed esportazioni ||   esclusivamente esportazioni esclusivamente spesa per consumi finali delle famiglie esclusivamente spesa per consumi finali delle famiglie ed esportazioni ||   
 S (2) + S (3) || (4) ||   ||   ||   ||   ||   
 -     Redditi da lavoro dipendente                 Retribuzioni lorde -     Altre imposte (al netto dei contributi) sulla produzione -     Ammortamenti (consumo di capitale fisso) -     Risultato netto di gestione -     Risultato lordo di gestione -     Reddito misto lordo(1) || (5) ||   ||   ||   - - - - - - ||   - - - - - - ||   - - - - - - 
 Valore aggiunto ai prezzi base || (6) ||   ||   || - || - || - 
 Totale della produzione ai prezzi base || (7) ||   ||   || - || - || - 
 Informazioni supplementari:   -     Investimenti fissi(4) -     Stock di capitale fisso(4) -     Input di lavoro (in migliaia di persone) || (8) ||   ||   ||   - - - ||   ||   
*             Trasmissione
obbligatoria quinquennale (contemporaneamente alla trasmissione della tavola
17):
                -
della tavola ai prezzi base, compresa la scissione delle righe (1) e (2) in
sottotavole per gli input nazionali e le importazioni;
                -
della sottotavola per le righe (1) e (2) dei margini commerciali e di
trasporto;
                -
della sottotavola per le righe (1) e (2) delle imposte (al netto dei contributi)
sui prodotti;
(1)              Su
base volontaria.
(2)              Disaggregazione
delle esportazioni:            UE/UEM/Stati membri non membri dell'UEM/paesi
terzi. Composizione dell'UE e dell'UEM alla fine del periodo indicato nella
tavola.
(3)              Disaggregazione
delle esportazioni:            UEM/Stati membri non membri dell'UEM –
Obbligatorio solo per i membri dell'UEM.
(4)              Esclusivamente
a prezzi correnti.
Tavola
17 - Tavola input-output simmetrica ai prezzi base (prodotto per prodotto*) 
(prezzi
correnti)
n=64
   ||   || Prodotti 1 2 3 .....n || S (1) || Impieghi finali a) b) c) d) e) f) g) h) i) j) k) l) ||   S (3) || S (1) + S (3) 
   ||   || (1) || (2) || (3) || (4) || (5) 
 1 2 3 . . . Prodotti         . n || (1) ** || Consumi intermedi ai prezzi base (prodotto per prodotto)   ||   || Impieghi finali ai prezzi di base:   Spesa per consumi finali: a)     delle famiglie b)     delle istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie c)     delle amministrazioni pubbliche d)     totale   Investimenti lordi: e)     investimenti fissi lordi f)      variazione delle scorte(1) g)     variazione degli oggetti di valore(1) h)     variazione delle scorte e degli oggetti di valore i)      totale Esportazioni fob(2): j)       intra-UE         - verso paesi membri dell'UEM(3)         - verso paesi non membri dell'UEM(3) k)     extra-UE l)      totale ||   ||   
 S (1) || (2) ** || Totale dei consumi intermedi ai prezzi base per prodotto ||   || Impieghi finali per tipo ai prezzi base ||   || Totale degli impieghi ai prezzi base 
 Impieghi dei prodotti importati*** ||   || Totale dei consumi intermedi di prodotti importati per prodotto, cif ||   || Impieghi finali di prodotti importati, cif ||   || Totale delle importazioni 
 Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti || (3) || Imposte sui prodotti al netto dei contributi ai prodotti per prodotto ||   || Imposte nette sui prodotti per tipo di impiego finale ||   || Totale delle imposte nette sulla produzione 
 S (1) + (3) || (4) || Totale dei consumi intermedi ai prezzi di acquisto per prodotto ||   || Totale degli impieghi finali per tipo ai prezzi di acquisto ||   || Totale degli impieghi ai prezzi di acquisto 
 - Redditi da lavoro dipendente                 Retribuzioni lorde -     Altre imposte (al netto dei contributi) sulla produzione -     Ammortamenti (consumo di capitale fisso) -     Risultato netto di gestione -     Risultato lordo di gestione       Reddito misto lordo(1) || (5) ||   ||   ||   - - - - - - ||   - - - - - - ||   - - - - - - 
 Valore aggiunto ai prezzi base || (6) ||   ||   || - || - || - 
 Totale della produzione ai prezzi base || (7) ||   ||   || - || - || - 
 Importazioni intra-UE(2) -     importazioni da paesi membri dell'UEM -     importazioni da paesi non membri dell'UEM(3) Importazioni extra-UE(2) || (8) ||   ||   ||   - - - - ||   - - - - ||   - - - - 
 S (8) || (9) || Importazioni cif per prodotto ||   ||   ||   ||   
 Totale delle risorse ai prezzi base || (10) || Risorse ai prezzi base per prodotto ||   ||   ||   ||   
*             Branca
di attività economica per branca di attività economica a condizione che tale
matrice costituisca una buona approssimazione di quella prodotto per prodotto.
**           La sottotavola
costituita dalle righe (1) e (2) va trasmessa per la produzione nazionale, per
le importazioni e per il totale.
***         Esclusivamente
per la sottotavola per la produzione nazionale.
(1)              Su base
volontaria.
(2)              Disaggregazione
delle esportazioni/importazioni: - UE/UEM/Stati membri non membri
dell'UEM/paesi terzi. Composizione dell'UE e dell'UEM alla fine del periodo
indicato nella tavola.
(3)              Disaggregazione delle
esportazioni/importazioni: - UEM/Stati membri non membri dell'UEM –
Obbligatorio solo per i paesi membri dell'UEM.
Tavola
20 - Classificazione incrociata del capitale fisso per branca di attività
economica e per attività
 Codice || Elenco delle variabili || Disaggregazione delle branche di attività economica* || Disaggregazione delle attività || Unità 
 AN.11g || 1.           Capitale fisso lordo || A*21/A*38/A*64 || AN_F6 || -   Costi di sostituzione correnti -   Costi di sostituzione costanti 
 AN.11n || 2.           Capitale fisso netto || A*21/A*38/A*64 || AN_F6 || -   Costi di sostituzione correnti -   Costi di sostituzione costanti 
*      A*21/A*38:
obbligatori;
        A*64: su base volontaria.
Tavola
22 - Classificazione incrociata degli investimenti fissi lordi per branca di
attività economica e per prodotto
 Codice || Elenco delle variabili || Disaggregazione delle branche di attività economica* || Disaggregazione delle attività || Unità 
 P.51 || 1.           Investimenti fissi lordi || A*21/A*38/A*64 || AN_F6 || -   Prezzi correnti -   Volumi concatenati e prezzi dell'anno precedente 
*      A*21/A*38:
obbligatori;
        A*64: su base
volontaria.
AN_F6: Disaggregazione del capitale fisso:
            AN.111         Abitazioni
            AN.112         Fabbricati
non residenziali e altre opere
            AN.113         Impianti
e macchinari
                           AN.1131      Mezzi
di trasporto
                           AN.1132      Apparecchiature
ICT**
                                     AN.11321       Hardware**
                                     AN.11322       Impianti
di telecomunicazione**
                           AN.1139      Altri
impianti e macchinari**
            AN.114         Armamenti***
            AN.115         Risorse
biologiche coltivate
            AN.117         Prodotti
di proprietà intellettuale**
                           AN.1173      Software
e basi di dati**
            * Su base
volontaria.
            ** Totale
economia
Tavola
26 - Conti patrimoniali per attività non finanziarie
 Codice || Elenco delle variabili || Disaggregazione dei settori 
 AN.1 || 1.           Attività non finanziarie prodotte || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.11 || 2.           Capitale fisso || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.111 || 3.           Abitazioni || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.112 || 4.           Fabbricati non residenziali e altre opere || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.1121 || 5.           Fabbricati non residenziali || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.1122 || 6.           Altre opere || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.113 || 7.           Impianti e macchinari || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.114 || 8.           Armamenti(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.115 || 9.           Risorse biologiche coltivate || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.117 || 10.         Prodotti di proprietà intellettuale || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.1171 || 11.         Ricerca e sviluppo(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.1172 || 12.         Prospezione e valutazione mineraria(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.1173 || 13.         Software e basi di dati(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.1174 || 14.         Originali di opere artistiche, letterarie o di intrattenimento(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.1179 || 15.         Altri prodotti di proprietà intellettuale(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.12 || 16.         Scorte || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.13 || 17.         Oggetti di valore(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.2 || 18.         Attività non finanziarie non prodotte(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.21 || 19.         Risorse naturali(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.211 || 20.         Terreni || S.1(1), S.11(1), S.12(1), S.13(1), S.14 + S.15 
 AN.212 || 21.         Riserve di minerali e di energia(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.213 + AN.214 || 22.         Risorse biologiche non coltivate e risorse idriche(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.215 || 23.   Altre risorse naturali(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.22 || 24.         Licenze, contratti di leasing e altri contratti(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
 AN.23 || 25.         Acquisti meno vendite di avviamento commerciale e di risorse di marketing(1) || S.1, S.11, S.12, S.13, S.14 + S.15 
Unità: prezzi
correnti.
(1)     Su base
volontaria.
Tavola
27 - Conti finanziari trimestrali delle amministrazioni pubbliche
 Codice || Operazione / Saldo || Attività / passività || Settori e sottosettori(1)(2) 
 F || Operazioni finanziarie || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.21 || Biglietti e monete || Passività || S.1311 
 F.31 || Titoli di credito a breve termine || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.32 || Titoli di credito a lungo termine || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.41 || Prestiti a breve termine || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.42 || Prestiti a lungo termine || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.511 || Azioni quotate || Attività || S.1311 
 F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.71 || Strumenti finanziari derivati || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 LE || Saldo || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.1 || Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP) || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.2 || Biglietti, monete e depositi || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.21 || Biglietti e monete || Passività || S.1311 
 F.31 || Titoli di credito a breve termine || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.32 || Titoli di credito a lungo termine || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.41 || Prestiti a breve termine || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.42 || Prestiti a lungo termine || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.511 || Azioni quotate || Attività || S.1311 
 F.61 || Riserve tecniche di assicurazioni diverse da quelle sulla vita || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.62 || Diritti a rendite e assicurazioni sulla vita || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.71 || Strumenti finanziari derivati || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 F.8 || Altri conti attivi e passivi || Attività / passività || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
   || Informazioni di contropartita(3) / Operazioni ||   ||   
 F.31 || Titoli di credito a breve termine || Attività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11, S.12, S128AS129, S.2 
 F.32 || Titoli di credito a lungo termine || Attività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11, S.12, S128AS129, S.2 
 F.41 || Prestiti a breve termine || Attività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11, S.12(4), S128AS129, S.1M (solo attività), S.2(4) 
 F.41 || Prestiti a breve termine || Passività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11(4), S.12(4), S128AS129, S.1M (solo attività), S.2(4) 
 F.42 || Prestiti a lungo termine || Attività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11, S.12(4), S128AS129, S.1M (solo attività), S.2(4) 
 F.42 || Prestiti a lungo termine || Passività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11(4), S.12(4), S128AS129, S.1M (solo attività), S.2(4) 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || Attività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11, S.12, S128AS129, S.2 
   || Informazioni di contropartita(3) / Saldo ||   ||   
 F.31 || Titoli di credito a breve termine || Attività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11, S.12, S128AS129, S.2 
 F.32 || Titoli di credito a lungo termine || Attività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11, S.12, S128AS129, S.2 
 F.41 || Prestiti a breve termine || Attività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11, S.12(4), S128AS129, S.1M (solo attività), S.2(4) 
 F.41 || Prestiti a breve termine || Passività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11(4), S.12(4), S128AS129, S.1M (solo attività), S.2(4) 
 F.42 || Prestiti a lungo termine || Attività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11, S.12(4), S128AS129, S.1M (solo attività), S.2(4) 
 F.42 || Prestiti a lungo termine || Passività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11(4), S.12(4), S128AS129, S.1M (solo attività), S.2(4) 
 F.5 || Partecipazioni e quote di fondi di investimento || Attività || S.1311 e S.1314 a fronte: S.11, S.12, S128AS129, S.2 
(1)              Disaggregazione
per sottosettori delle amministrazioni pubbliche:
                -              S.13        Amministrazioni
pubbliche
                -              S.1311    Amministrazioni
centrali
                -              S.1312    Amministrazioni
di Stati federati
                -              S.1313    Amministrazioni
locali
                -              S.1314    Enti
di previdenza e assistenza sociale
(2)              Consolidamento:
                -              S.13        Consolidati
e non consolidati
                -              altri
sottosettori: consolidati
(3)              Informazioni
di contropartita – Settori e sottosettori di contropartita
                -              S.11        Società
non finanziarie
                -              S.12        Società
finanziarie
                -              S128AS129
Imprese di assicurazione e fondi pensione
                -              S.1M      Famiglie,
istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie
                -              S.2          Resto
del mondo
(4)              Su
base volontaria.
Tavola
28 - Debito delle amministrazioni pubbliche (debito di Maastricht) – Tavola
trimestrale
 Codice || Attività(1) || Settori e sottosettori(2)(3) 
 GD || Totale || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 AF.2 || Biglietti, monete e depositi || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 AF.21 || -       Biglietti e monete || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 AF.2M ||         Depositi || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 AF.3 || Titoli di credito || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 AF.31 ||         A breve termine || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 AF.32 ||         A lungo termine || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 AF.4 || Prestiti || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 AF.41 ||         A breve termine || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
 AF.42 ||         A lungo termine || S.13, S.1311, S.1312, S.1313, S.1314 
(1)              Livello
al valore nominale in essere alla fine del trimestre.
(2)              Disaggregazione
per sottosettori delle amministrazioni pubbliche:
                -              S.13        Amministrazioni
pubbliche
                -              S.1311    Amministrazioni
centrali
                -              S.1312    Amministrazioni
di Stati federati
                -              S.1313    Amministrazioni
locali
                -              S.1314    Enti
di previdenza e assistenza sociale
(3)              Il
consolidamento è richiesto all'interno di ciascun sottosettore, ma non tra
sottosettori.
Tavola
29 - Sistemi pensionistici di assicurazione sociale
 Relazioni || Codice || N. della riga || Registrazione || Conti nazionali standard || Non nei conti standard || Totale dei sistemi pensionistici || Contropartite: diritti pensionistici di famiglie residenti6) || Contropartite: diritti pensionistici di famiglie non residenti6) 
 Gestore delle pensioni || Diverso dalle amministrazioni pubbliche || Amministrazioni pubbliche 
   || Sistemi a contribuzione definita || Sistemi a prestazione definita e altri1) sistemi a contribuzione non definita || Totale || Sistemi a contribuzione definita2) || Sistemi a prestazione definita per dipendenti delle amministrazioni pubbliche3) ||   
 Classificati nelle società finanziarie4) || Classificati nelle amministrazioni pubbliche5) || Classificati nelle amministrazioni pubbliche || Sistemi pensionistici di sicurezza sociale 
 Codice || XPC1W || XPB1W || XPCB1W || XPCG || XPBG12 || XPBG13 || XPBOUT13 || XP1314 || XPTOT || XPTOTRH || XPTOTNRH 
 N. della colonna || A || B || C || D || E || F || G || H || I || J || K 
   ||   ||   || Conto patrimoniale di apertura 
   || XAF63LS || 1 || Diritti pensionistici (compresi i diritti pensionistici condizionati) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   || Variazioni dei diritti pensionistici per effetto di operazioni 
 Σ 2.1 a 2.4 – 2.5 || XD61p || 2 || Aumento dei diritti pensionistici per effetto dei contributi sociali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || XD6111 || 2.1 || Contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || XD6121 || 2.2 || Contributi sociali figurativi a carico dei datori di lavoro ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || XD6131 || 2.3 || Contributi sociali effettivi a carico delle famiglie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || XD6141 || 2.4 || Contributi sociali supplementari a carico delle famiglie7) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || XD61SC || 2.5 || Meno: compenso del servizio dei sistemi pensionistici ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || XD619 || 3 || Altre variazioni (attuariali) di diritti pensionistici nei sistemi pensionistici di sicurezza sociale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || XD62p || 4 || Riduzione dei diritti pensionistici per effetto dell'erogazione di prestazioni pensionistiche ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2 + 3 - 4 || XD8 || 5 || Variazioni dei diritti pensionistici per effetto dei contributi sociali e delle prestazioni pensionistiche ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || XD81 || 6 || Trasferimenti di diritti pensionistici tra sistemi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || XD82 || 7 || Variazioni dei diritti per effetto di variazioni negoziate della struttura dei sistemi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   || Variazioni dei diritti pensionistici per effetto di altri flussi 
   || XK7 || 8 || Variazioni dei diritti per effetto di rivalutazioni8) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   || XK5 || 9 || Variazioni dei diritti per effetto di altre variazioni di volume8) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   || Conto patrimoniale di chiusura 
 1+ Σ 5 a 9 || XAF63LE || 10 || Diritti pensionistici (compresi i diritti pensionistici condizionati) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   || Indicatori connessi 
   || XP1 || 11 || Produzione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
1) Questi altri
sistemi a contribuzione non definita, spesso definiti sistemi ibridi,
presentano sia elementi di prestazione definita sia elementi di contribuzione
definita. 
2) Vanno riportati in tale colonna i sistemi non
autonomi organizzati dalle amministrazioni pubbliche per i loro dipendenti. Si
presume che tali sistemi siano rari nella pratica.
3) Sistemi organizzati dalle amministrazioni pubbliche
prevalentemente per i loro ex dipendenti e per i dipendenti in attività. 
4) Si tratta dei sistemi pensionistici autonomi il cui
gestore è costituito da una amministrazione pubblica. Nei conti nazionali
standard le operazioni e i diritti pensionistici sarebbero registrati nel
settore delle società finanziarie. Nella presente tavola, tuttavia, le
operazioni e i diritti pensionistici per tali sistemi sono registrati in questa
colonna (e non nella colonna A). 
5) Si tratta di sistemi a prestazione definita non
autonomi i cui diritti pensionistici sono registrati nei conti nazionali
standard. 
6) I dati di contropartita per le famiglie residenti e
non residenti sono presentati separatamente solo quando i rapporti
pensionistici con il resto del mondo sono significativi. 
7) Tali contributi supplementari rappresentano il
rendimento dei diritti dei membri nei confronti dei sistemi pensionistici
conseguito sia mediante i redditi da investimenti sulle attività dei sistemi a
contribuzione definita sia, nel caso dei sistemi a prestazione definita, per
effetto della riduzione del fattore di attualizzazione applicato. 
8) È necessario fornire una ripartizione più dettagliata
di tali poste per le colonne G e H sulla base di modellizzazioni effettuate per
tali sistemi. 
Le caselle in nero non sono applicabili; le caselle in grigio contengono dati
differenti rispetto ai conti nazionali standard.