CELEX: 31990R3832
Language: it
Date: 1990-12-20 00:00:00
Title: REGOLAMENTO ( CEE ) N. 3832/90 DEL CONSIGLIO, DEL 20 DICEMBRE 1990, RECANTE APPLICAZIONE DI PREFERENZE TARIFFARIE GENERALIZZATE, PER L' ANNO 1991, AI PRODOTTI TESSILI ORIGINARI DI PAESI IN VIA DI SVILUPPO

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31990R3832

REGOLAMENTO ( CEE ) N. 3832/90 DEL CONSIGLIO, DEL 20 DICEMBRE 1990, RECANTE APPLICAZIONE DI PREFERENZE TARIFFARIE GENERALIZZATE, PER L' ANNO 1991, AI PRODOTTI TESSILI ORIGINARI DI PAESI IN VIA DI SVILUPPO  

Gazzetta ufficiale n. L 370 del 31/12/1990 pag. 0039 - 0085

REGOLAMENTO   (CEE) N. 3832/90    DEL   CONSIGLIOdel 20 dicembre 1990recante applicazione di preferenze tariffarie generalizzate,  per l`anno 1991, ai prodottitessili originari di paesi in via di sviluppo<(BLK0)LA ORG="CCF"> IT</(BLK0)LA> IL   CONSIGLIO   DELLE   COMUNITÀ   EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l`articolo  113, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Parlamento europeo  (1), visto il parere del Comitato economico e sociale  (2), considerando che, in conformità dell`offerta presentata nel quadro della Conferenza delle Nazioni  Unite sul commercio e lo sviluppo (CNUCED), la Comunità economica europea ha concesso, dal 1971,  preferenze tariffarie generalizzate, in particolare per i prodotti industriali finiti e  semilavorati di paesi in via di sviluppo; che il periodo iniziale di 10 anni di applicazione del  sistema di tali preferenze è terminato il 31  dicembre 1980; considerando che il ruolo positivo svolto dal sistema nel miglioramento dell`accesso dei paesi in  via di sviluppo ai mercati dei paesi che concedono preferenze è stato riconosciuto nel corso della  nona sessione del comitato speciale delle preferenze della CNUCED; che, in questa stessa sede, è  stato previsto che gli obiettivi del sistema generalizzato di preferenze non sarebbero stati  pienamente conseguiti entro la fine del 1980 e che bisogna prorogarne, in conseguenza, la durata  oltre il periodo iniziale; che una revisione globale di detto sistema è iniziata nel 1990; considerando che in attesa dei risultati di questa revisione, sembra opportuno, previ taluni  adattamenti richiesti dalle circostanze esterne, prorogare nel 1991, a titolo temporaneo, lo schema  delle preferenze generalizzate applicate nel 1990; considerando che la Comunità ha pertanto deciso di applicare preferenze tariffarie generalizzate,  nel quadro delle conclusioni concordate in seno alla CNUCED conformemente all`intenzione  manifestata, in particolare in seno a detto comitato, dal complesso dei paesi che concedono  preferenze; considerando che il carattere temporaneo e non vincolante del sistema consente una revoca  successiva, totale o parziale, che conserva la possibilità di correggere le situazioni sfavorevoli  che potrebbero verificarsi negli Stati dell`Africa, dei Caraibi e del Pacifico (Stati ACP) in  conseguenza della sua applicazione; considerando tuttavia che la maggior parte dei paesi che concedono preferenze escludono dal  trattamento preferenziale il settore dei prodotti tessili; che nel quadro dello schema comunitario  di preferenze generalizzate tali prodotti hanno sempre formato oggetto di un regime particolare  secondo il quale, per i prodotti di cotone e assimilati, le preferenze erano originariamente  concesse, sotto forma di massimali in franchigia di dazi, ai soli paesi beneficiari di preferenze  generalizzate che fossero firmatari dell`accordo a lungo termine sul commercio internazionale dei  tessili di cotone (ALT) o che assumessero nei confronti della Comunità impegni analoghi a quelli  esistenti nel quadro di detto accordo; considerando che, poiché l`accordo ALT è stato sostituito da un accordo sul commercio  internazionale dei tessili (AMF), a partire dal 1980 la Comunità ha riservato, per i prodotti  contemplati da quest`ultimo accordo, il beneficio delle preferenze, concesse sotto forma di  massimali in franchigia doganale, unicamente ai prodotti originari dei paesi e territori che hanno  firmato, nel quadro dell`AMF, accordi bilaterali nei quali è prevista una limitazione quantitativa  delle loro esportazioni di taluni prodotti tessili verso la Comunità, o eventualmente di quei paesi  che assumessero nei confronti della Comunità impegni analoghi; che tali impegni sono stati assunti  dalla Bolivia, dal Cile, dalla Costarica, da Cuba, dall`Ecuador, dal Salvador, dall`Honduras,  dall`Iran, dal Nicaragua, dal Paraguay e dal Venezuela; che per questi prodotti è opportuno  pertanto che la Comunità continui ad applicare le preferenze tariffarie generalizzate sulla base  degli stessi principi, fino alla scadenza dell`accordo AMF e degli accordi bilaterali conclusi con  certi paesi fornitori; che è opportuno prevedere che i paesi ed i territori che accetteranno il  rinnovo di detti accordi o assumeranno impegni analoghi dopo la data d`adozione del presente  regolamento e prima del 1o gennaio 1991, saranno ammessi al beneficio preferenziale, a decorrere  dal 1o febbraio 1991, per la totalità del volume previsto nel presente regolamento; che i paesi e  territori che accetteranno il rinnovo dei suddetti accordi o assumeranno impegni analoghi dopo il  1o gennaio 1991, saranno ammessi al beneficio preferenziale a decorrere dal primo giorno del  secondo mese che segue la data dell`impegno, per un volume calcolato «pro rata temporis» del  periodo dell`anno che inizia il primo giorno del mese che segue la data dell`impegno al 31 dicembre  1991; che, data la loro natura altamente sensibile, conviene aprire per talune categorie incluse  nell`allegato I contingenti tariffari semestrali di volume uguale; considerando il carattere particolare che può rivestire il commercio dei prodotti in questione,  sembra opportuno stabilire i volumi delle importazioni preferenziali in tonnellate, in pezzi o in  paia; considerando che secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia la ripartizione in quote fra  gli Stati membri non è legittima a meno che impellenti circostanze di carattere amministrativo,  tecnico o economico rendano impossibile ogni altra soluzione; che, inoltre, nei casi in cui si  decide una ripartizione occorre prevedere un meccanismo per salvaguardare l`integrità della tariffa  doganale comune; considerando che esistono esigenze economiche ed amministrative che giustificano, in conformità  della proposta della Commissione, la continuazione della ripartizione delle quote comunitarie nel  settore dei tessili fra gli Stati membri; considerando che per garantire a ciascuno dei suddetti paesi e territori l`accesso ai volumi  preferenziali, occorre prevedere, per ciascuna categoria di prodotti, contingenti e massimali  tariffari distinti per beneficiario, ripartiti o meno tra gli Stati membri; che, a causa dei legami  che ancora esistono con la regolamentazione internazionale del commercio dei tessili, occorre  ripartire questi contingenti tra gli Stati membri secondo la chiave ritenuta nel quadro AMF, le cui  percentuali di partecipazione iniziale di ciascuno Stato membro sono stabilite come di seguito per  il periodo contingentale considerato: Benelux  9,5  %Danimarca  2,7  %Germania  25,5  %Grecia  1,5  %Spagna  7,5  %Francia  16,5   %Irlanda  0,8  %Italia  13,5  %Portogallo  1,5  %Regno Unito  21,0  %considerando che, per  tener conto dell`evoluzione delle importazioni relative ai contingenti tariffari ripresi  nell`allegato I nei vari Stati membri e ovviare all`eventuale inadeguatezza della ripartizione  iniziale, è opportuno dividere i volumi contingentali in due parti: la prima da ripartire fra gli  Stati membri, la seconda da utilizzare per la costituzione di una riserva destinata a coprire in  seguito il fabbisogno degli Stati membri che avranno esaurito la loro quota iniziale; considerando che, inoltre, la riserva così costituita è volta ad evitare una sterilizzazione dei  volumi contingentali a danno di ciascuno dei paesi in via di sviluppo interessati, e corrisponde al  succitato obiettivo del miglioramento del regime delle preferenze generalizzate; che, a questo  fine, per garantire agli importatori di ciascuno Stato membro una certa sicurezza, è opportuno  fissare la prima parte al livello di 70  % dei volumi contingentali; considerando che, se durante il periodo contingentale la riserva è quasi totalmente utilizzata, è  indispensabile che gli Stati membri riversino a tale riserva tutte le parti inutilizzate delle loro  quote, al fine d`evitare che una parte del contingente tariffario resti inutilizzata in uno Stato  membro quando potrebbe essere utilizzata in un altro; che nel caso dei prodotti che non sono  oggetto di contingenti semestrali conviene che i riversamenti si effettuino in due fasi; considerando che, per gli altri prodotti tessili e d`abbigliamento dell`allegato  II, sembra  possibile concedere il beneficio delle preferenze ai paesi e territori normalmente beneficiari  negli altri settori industriali; considerando che, per i prodotti di iuta e di cocco, è stato convenuto che le preferenze sarebbero  state concesse unicamente nel quadro di misure particolari da stabilire con i paesi in via di  sviluppo esportatori; che tali misure hanno riguardato l`India e lo Sri Lanka per i prodotti di  cocco, nonché l`India e la Tailandia per i prodotti di iuta; che sembra opportuno mantenere in  vigore ugualmente il beneficio preferenziale, per quanto riguarda i prodotti di iuta e di cocco, a  favore dei paesi in via di sviluppo meno progrediti; considerando che con il regolamento (CEE) n. 1672/89  (1) i dazi doganali applicabili a norma  delle tariffe doganali comuni ai filati del codice NC  5307 sono stati ridotti a zero, su base  della clausola della nazione più favorita; che per motivi di maggiore chiarezza e di semplicità  amministrativa conviene escludere questi prodotti dell`allegato III; considerando che l`Ungheria, la Polonia e la Cecoslovacchia hanno visto la loro situazione  economica degradarsi al punto da dover affrontare problemi simili a quelli dei paesi ai quali in  passato sono state applicate le preferenze generalizzate; che tali paesi dovrebbero pertanto  fruire, a titolo transitorio, del sistema delle preferenze generalizzate in modo da aumentare le  loro esportazioni per accelerare la loro crescita economica, promuovere la loro industrializzazione  ed aumentare il loro tasso di sviluppo; considerando che, l`8  novembre 1990, la Commissione ha raccomandato al Consiglio di autorizzarla  a negoziare con tali tre paesi accordi europei nell`ambito dei quali è prevista la creazione  graduale di una zona di libero scambio; che pertanto tali paesi dovrebbero poter fruire del regime  preferenziale generalizzato nel 1991 fino a quando non saranno loro accordate concessioni  tariffarie nell`ambito di detti accordi; considerando che la Bulgaria si trova in una situazione economica simile a quella dei tre paesi  sopra citati e che pertanto occorre accordare anche a questo paese il beneficio del regime  preferenziale nel 1991; considerando che la situazione della Romania giustifica un trattamento identico a quello dei  quattro paesi sopra indicati; che di conseguenza occorre stabilire nei confronti di questo paese un  regime preferenziale di portata equivalente nel 1991; considerando che è opportuno aggiungere all`elenco dei paesi beneficiari, da un lato, e a sua  richiesta la Mongolia, e dall`altro la Namibia che ha acceduto all`indipendenza; considerando che la Repubblica di Corea non applica alla Comunità un trattamento uguale a quello  riservato ad altri partner commerciali; che, in particolare, essa ha preso misure discriminanti nei  confronti della Comunità nel settore della tutela della proprietà intellettuale; che, pertanto, non  sembra opportuno far beneficiare la Repubblica di Corea del sistema delle preferenze tariffarie  generalizzate fintantoché sussiste questa situazione; considerando che l`accordo AMF è stato rinnovato per un periodo di 5 anni a decorrere dal 1o  agosto 1986; che, nel quadro dell`adeguamento quinquennale dello schema SPG, la Comunità ha deciso  di procedere alla revisione dello schema tessile nel 1987, in particolare in vista di un  miglioramento dello stesso e di una migliore distribuzione dell`offerta da un lato e della  semplificazione della gestione dall`altro; considerando che i vantaggi preferenziali non sono stati utilizzati in modo uguale dai paesi  beneficiari e che è necessario assicurare una partecipazione più equilibrata a questi vantaggi, in  particolare dei paesi meno sviluppati; che per migliorare l`accesso preferenziale di questi ultimi  si deve istituire una nuova fase di differenziazione dei vantaggi preferenziali; che tale  differenziazione comprende il ritiro dei vantaggi predetti per alcune categorie di prodotti,  originari dei paesi più competitivi; che i criteri adottati per tale ritiro sono fondati sulla  capacità concorrenziale del paese in questione; che questa capacità è espressa, per una determinata  categoria di prodotti, dalla partecipazione di questo paese nelle importazioni totali della  Comunità; che, per l`applicazione di questo criterio, è stata presa in considerazione una parte del  10  %, per i prodotti elencati nell`allegato I, e del 20  %, per i prodotti elencati nell`allegato  II, delle importazioni totali extra-CEE su una media di tre anni (1985, 1986, 1987); che è  necessario prevedere dei correttivi a questo criterio, per quanto concerne i prodotti elencati  nell`allegato I, quando: - il prodotto nazionale lordo per abitante del paese interessato è debole e, al tempo stesso, la  parte di questo paese nelle importazioni totali dei prodotti tessili e d`abbigliamento della  Comunità è inferiore al 5  %; - le esportazioni totali di prodotti tessili del paese interessato constano quasi esclusivamente  d`un solo tipo di prodotto; che queste particolari modalità sono applicabili, secondo la sensibilità dei prodotti, per i  paesi a basso prodotto nazionale lordo per abitante la cui parte nelle importazioni totali di  prodotti tessili e d`abbigliamento della Comunità superi il 5  %; considerando che per questi prodotti è stato preso in considerazione anche il livello dello  sviluppo economico del paese in questione; considerando che, secondo questo modo di calcolo, per ogni paese beneficiario ad eccezione  dell`Ungheria, della Polonia e dei paesi più competitivi, il volume aperto corrisponde in generale  all`1  % delle importazioni totali nella Comunità della categoria dei prodotti in questione; che  per l`Ungheria e la Polonia il volume aperto corrisponde allo 0,3  % delle importazioni totali  nella Comunità per talune categorie altamente sensibili di prodotti ed allo 0,5  % per le altre  categorie; che per i paesi più competitivi il volume aperto corrisponde allo 0,1  % per le  importazioni delle categorie da 1 ad 8 e allo 0,2  % per le importazioni delle altre categorie; considerando che, per gli altri prodotti tessili e d`abbigliamento di cui all`allegato  II, gli  obiettivi precitati possono essere raggiunti, prevedendo per ogni categoria di prodotti dei limiti  tariffari individuali per beneficiario, di un volume corrispondente in generale al 5  % delle  importazioni totali nella Comunità della categoria di prodotti considerata; che trattandosi di  misure comunitarie non occorre prevedere ripartizione tra gli Stati membri; considerando che i regimi degli importi fissi a dazio nullo e dei massimali rispondono a questo  obiettivo; che, per quanto riguarda gli importi fissi a dazio nullo, è necessario prevedere che gli  Stati membri effettuino dei prelievi sui volumi aperti in ragione di quantità corrispondenti al  loro fabbisogno; considerando che, se in uno o l`altro Stato membro esiste un residuo di un importo fisso a dazio  nullo, è necessario che lo Stato membro lo riversi non appena possibile in modo da evitare che una  parte resti inutilizzata, laddove potrebbe essere utilizzata da altri Stati membri; considerando che l`unificazione della Germania ha per effetto di accrescere il consumo della  Comunità e che di conseguenza è opportuno aumentare gli importi preferenziali in modo forfettario; considerando che nei negoziati commerciali multilaterali, conformemente al paragrafo 6 della  dichiarazione di Tokio, la Comunità ha riaffermato che, ogni qualvolta possibile, dovrebbe essere  previsto un trattamento speciale a favore dei meno progrediti fra i paesi in via di sviluppo che  figurano nell`allegato  VI; considerando che è opportuno riservare il beneficio del regime tariffario preferenziale ai  prodotti originari dei paesi e territori considerati; che la nozione di prodotti originari è  definita dal regolamento (CEE) n.  693/88  (1); considerando che il regime preferenziale comunitario applicabile alla Iugoslavia per i prodotti  tessili risulta esclusivamente dalle disposizioni dell`accordo tra la Comunità economica europea e  la Repubblica socialista federativa di Iugoslavia  (2); considerando che, dal 1o marzo 1986, il Regno di Spagna e la Repubblica portoghese applicano il  sistema comunitario delle preferenze generalizzate, in conformità degli articoli  178 e 365  dell`atto di adesione; considerando che è opportuno pertanto che la Comunità apra durante il 1991: - per ciascuna categoria di prodotti di cui all`allegato  I, dei contingenti ripartiti tra gli  Stati membri per ciascuno dei paesi e territori enumerati nella colonna 5 di detto allegato, e dei  massimali tariffari comunitari a dazio nullo per ciascuno degli altri paesi e territori elencati  nell`allegato  IV; i volumi sono indicati nelle colonne  6 e 7 o 8 dell`allegato  I; - per ciascuna categoria di prodotti di cui all`allegato  II e per ciascuno dei paesi e territori  enumerati nell`allegato V, ad esclusione della Iugoslavia, degli importi fissi e dei massimali  tariffari comunitari a dazio nullo; i limiti dei volumi aperti sono indicati nelle colonne 6 o 7  dell`allegato  II; - per i manufatti di iuta e di cocco di cui all`allegato  III, una sospensione totale dei dazi  doganali a favore dei paesi beneficiari indicati nella colonna  3 a fianco di ciascuna delle  categorie di prodotti contenuti nella colonna 2; considerando che, per quanto riguarda i contingenti tariffari comunitari ripartiti tra gli Stati  membri e gli importi fissi a dazio nullo: - è necessario garantire in particolare la continuità di accesso di tutti gli importatori a detti  contingenti e degli importi fissi a dazio nullo, nonché l`applicazione senza discontinuità dei  tassi previsti per questi ultimi a tutte le importazioni dei prodotti in questione in tutti gli  Stati membri sino all`esaurimento dei massimali, - le imputazioni effettive sui contingenti e sugli importi fissi a dazio nullo sono relative  soltanto ai prodotti presentati in dogana accompagnati da una dichiarazione di messa in libera  pratica e scortati da un certificato di origine; considerando che, quanto ai massimali tariffari comunitari, gli obiettivi perseguiti possono  essere raggiunti con il ricorso ad un metodo di gestione basato sull`imputazione, su scala  comunitaria, sui massimali, delle importazioni dei prodotti in oggetto a mano a mano che tali  prodotti vengono presentati in dogana accompagnati da dichiarazioni di immissione in libera pratica  e scortati da un certificato di origine; che tale metodo di gestione deve prevedere la possibilità  di ripristinare i dazi doganali non appena vengono raggiunti a livello comunitario i massimali in  parola; considerando che le forme di gestione per i prodotti di cui agli allegati  I e II richiedono una  collaborazione stretta e molto rapida tra gli Stati membri e la Commissione, la quale, fra l`altro,  deve poter controllare lo stato di imputazione sui contingenti e sugli importi fissi a dazio nullo  e dei massimali e informarne gli Stati membri, che tale collaborazione deve essere tanto più  stretta in quanto è necessario che la Commissione possa adottare le opportune misure per  ripristinare i dazi doganali, quando viene raggiunto uno o l`altro dei massimali a livello  comunitario; considerando che, vista la regolamentazione sul rimborso o sullo sgravio dei diritti  all`importazione o all`esportazione, in particolare il regolamento (CEE) n.  1430/79 del Consiglio   (3) ed il regolamento (CEE) n.  3040/83 della Commissione  (4), conviene prevedere una procedura di  regolarizzazione delle importazioni effettivamente realizzate nell`ambito dei limiti tariffari  preferenziali aperti a norma del presente regolamento e prevedere in tal modo che la Commissione  possa prendere misure appropriate; che, per evitare che queste regolarizzazioni conducano a  superamenti troppo importanti dei massimali tariffari, occorre prevedere contemporaneamente che la  Commissione possa prendere misure di cessazione delle imputazioni; considerando che è necessario stabilire statistiche complete sulle importazioni autorizzate  conformemente alle prescrizioni del presente regolamento ed applicare per la raccolta,  l`elaborazione e la trasmissione di queste statistiche i regolamenti (CEE) n.  1736/75  (5) e (CEE)  n. 3367/87  (6) del Consiglio; considerando che, poiché il Regno del Belgio, il Regno dei Paesi Bassi ed il Granducato del  Lussemburgo sono riuniti e rappresentati dall`unione economica Benelux, tutte le operazioni  relative alla gestione delle quote attribuite a detta unione economica e delle quote da questa  prelevate su un importo fisso a dazio nullo possono essere effettuate da uno dei suoi membri,  HA   ADOTTATO   IL   PRESENTE   REGOLAMENTO: Articolo 1  1. A decorrere dal 1o gennaio e sino al 31  dicembre 1991 i dazi  della tariffa doganale comune sono: - totalmente sospesi nel quadro di contingenti, di importi fissi a dazio nullo e di massimali  tariffari comunitari per i prodotti elencati negli allegati I e II; - totalmente sospesi per i prodotti di iuta e di cocco elencati nell`allegato  III. La Spagna e il Portogallo applicano ai prodotti succitati dazi doganali stabiliti conformemente  agli articoli  178 e 365 dell`atto di adesione. 2. Il beneficio del regime di cui al paragrafo 1 è riservato ai prodotti originari dei paesi o  territori: - indicati nella colonna  5 dell`allegato  I o riportati nell`allegato VI, per i prodotti di cui  all`allegato I; - enumerati nell`allegato V, per i prodotti di cui all`allegato  II, ad esclusione della  Iugoslavia; - indicati nella colonna 4 dell`allegato  III a fianco di ciascuna delle categorie di prodotti  contenuti nella colonna  2. 3. Le preferenze concesse dal presente regolamento sono temporaneamente sospese per i prodotti  originari della Repubblica di Corea. 4. L`ammissione al beneficio del regime preferenziale istituito dal presente regolamento è  subordinata al rispetto delle norme d`origine dei prodotti, definite dal regolamento (CEE) n.   693/88. 5. I contingenti tariffari, gli importi fissi a dazio nullo ed i massimali tariffari sono gestiti  in conformità delle disposizioni seguenti. SEZIONE   IDisposizioni riguardanti la gestione dei contingenti tariffari comunitariArticolo  2  1. La sospensione totale dei dazi doganali nel quadro dei contingenti tariffari comunitari di  cui all`articolo 1, paragrafo 1, riguarda le categorie di prodotti che formano oggetto  dell`allegato I, per le quali il volume del contingente è indicato in detto allegato,  singolarmente, a fianco di taluni paesi o territori di origine beneficiari, enumerati nella colonna   5 dello stesso allegato. 2. I contingenti sono aperti per il periodo 1o gennaio-31  dicembre 1990, salvo nei casi in cui è  indicato nell`allegato I che essi sono aperti come contingenti semestrali di volume uguale. Articolo 3  1. Una prima parte pari al 70  % di ciascuno dei contingenti tariffari comunitari  enumerati nell`allegato  I, il cui importo è indicato nell`allegato I, viene ripartita tra gli  Stati membri in quote secondo i seguenti criteri (in percentuale): Benelux 9,5  %Danimarca 2,7  %Germania 25,5  %Grecia 1,5  %Spagna 7,5  %Francia 16,5   %Irlanda 0,8  %Italia 13,5  %Portogallo 1,5  %Regno Unito 21,0  %2. Ciascuno Stato membro  determina la propria quota applicando ai volumi indicati nell`allegato I la rispettiva percentuale,  arrotondando, eventualmente, il risultato delle operazioni all`unità superiore (chilogrammo, pezzo  o paio). 3. La seconda parte di ciascuno di detti contingenti tariffari comunitari costituisce la riserva  corrispondente, che è indicata nell`allegato I. Articolo 4  Quando uno Stato membro ha completamente utilizzato una delle proprie quote, esso  procede a un prelievo sulla riserva comunitaria conformemente alla procedura prevista all`articolo  8, relativo agli importi fissati a dazio nullo. Articolo 5  1. Non appena la riserva di un contingente tariffario quale è definita all`articolo  3, paragrafo 3 è esaurita a concorrenza almeno dell`80  %, la Commissione lo notifica agli Stati  membri. 2. In questo caso essa notifica agli Stati membri anche la data a decorrere da cui dovranno essere  effettuati i prelievi secondo le disposizioni dell`articolo  8 relative agli importi fissi a dazio  nullo. 3. Entro un termine fissato dalla Commissione a decorrere dalla data prevista al paragrafo 2, gli  Stati membri devono riservare nella riserva la totalità o una parte dei quantitativi, in conformità  dei paragrafi 4 e 5, che, a questa data, non siano stati utilizzati come previsto all`articolo 14,  paragrafo 1. 4. Per quanto concerne i contingenti tariffari di cui all`allegato I, ad eccezione di quelli  semestrali, il quantitativo da riversare nella riserva è determinato come segue: - all`atto della prima applicazione del paragrafo 1, metà del quantitativo non utilizzato; - all`atto della successiva applicazione del paragrafo 1, tutto il restante quantitativo non  utilizzato. 5. Per quanto concerne i contingenti tariffari semestrali di cui all`allegato I il quantitativo da  riversare nelle riserve è l`intero quantitativo non utilizzato. Articolo 6  Gli Stati membri prendono tutte le disposizioni atte a garantire agli importatori  dei prodotti in oggetto la facoltà di attingere liberamente alle quote loro assegnate. Articolo 7  Gli Stati membri comunicano alla Commissione, al più tardi il 29 febbraio 1992, la  situazione finale delle imputazioni effettuate e il residuo delle quote eventualmente rimaste  inutilizzate al 31 dicembre 1991. Nel limite dei residui la Commissione autorizza gli Stati membri,  su loro richiesta, a procedere ad ogni regolarizzazione eventualmente necessaria delle importazioni  effettivamente realizzate durante il periodo di cui all`articolo 1, paragrafo 1. La Commissone ne  informa gli Stati membri. Tuttavia, per i prodotti figuranti nell`allegato I per i quali sono stati fissati contingenti di  durata semestrale, la data in cui gli Stati membri comunicano la situazione finale delle  imputazioni è: -il 31 agosto 1991 per i contingenti fissi validi dal 1o gennaio al 30 giugno 1991, -il 29 febbraio 1992 per i contingenti validi dal 1o luglio al 31 dicembre 1991; SEZIONE   IIDisposizioni riguardanti la gestione degli importi fissi a dazio nulloArticolo 8   1. La sospensione totale dei dazi doganali nel quadro degli importi fissi a dazio nullo, di cui  all`articolo 1, paragrafo 1, riguarda le categorie di prodotti oggetto dell`allegato II per i quali  il volume dell`importo è indicato nella colonna 6 di detto allegato, individualmente, a fianco dei  paesi e territori elencati nella colonna 5 dello stesso allegato. 2. Gli importi fissi a dazio nullo sono gestiti dalla Commissione. Se un importatore presenta in uno Stato membro una dichiarazione di immissione in libera pratica,  comprensiva di una domanda di beneficio preferenziale per un prodotto accompagnato da un  certificato d`origine e soggetto ad un importo fisso a dazio nullo, e se questa dichiarazione è  accettata dalle autorità doganali, lo Stato membro interessato procede, mediante notifica alla  Commissione, al prelievo di un quantitativo corrispondente al proprio fabbisogno. Le domande di prelievo, con l`indicazione della data di accettazione delle suddette dichiarazioni,  devono essere trasmesse senza ritardo alla Commissione. I prelievi sono accordati dalla Commissione in funzione della data di accettazione delle  dichiarazioni di immissione in libera pratica, da parte delle autorità doganali dello Stato membro  interessato, nella misura in cui il saldo disponibile del suddetto importo lo permetta. Se uno Stato membro non utilizza i quantitativi prelevati, esso li riversa non appena possibile  nell`importo fisso corrispondente. L`assegnazione è fatta proporzionalmente ai quantitativi richiesti se i quantitativi richiesti che  corrispondono a un giorno determinato sono superiori al saldo disponibile dell`importo fisso a  dazio nullo. Gli Stati membri sono informati dalla Commissione dei prelievi effettuati. Articolo 9  1. La Commissione contabilizza i quantitativi utilizzati dagli Stati membri  conformemente all`articolo 8 ed informa ciascuno Stato membro del grado di esaurimento degli  importi aperti. Essa assicura che i prelievi siano limitati ai quantitativi disponibili e a questo  scopo ne precisa l`importo allo Stato membro che procede all`ultimo prelievo. L`esaurimento di un importo fisso è comunicato immediatamente agli Stati membri. Questa  comunicazione forma l`oggetto di una pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità  europee,serie C. 2. Gli Stati membri prendono tutte le disposizioni appropriate perché i prelievi effettuati in  applicazione dell`articolo 8 rendano possibili le importazioni, senza discontinuità, sugli importi  fissi a dazio nullo.3. Ogni Stato membro garantisce agli importatori dei prodotti precitati il libero accesso a detti  importi fino a che il saldo dei volumi aperti lo permetta. SEZIONE   IIIDisposizioni riguardanti la gestione dei massimali tariffari comunitariArticolo  10  Fatti salvi gli articoli  11 e 12, il beneficio del regime tariffario preferenziale è  concesso, per ciascuna categoria di prodotti che formano oggetto negli allegati  I e II, di  massimali individuali entro il limite dei volumi fissati rispettivamente: - nella colonna 8 dell`allegato  I, a fianco di taluni paesi o territori menzionati nella colonna  5 di detto allegato oppure nell`allegato VI e- nella colonna 7 dell`allegato  II, a fianco di  taluni paesi o territori menzionati nella colonna 5 di detto allegato, ad esclusione della  Iugoslavia. Articolo 11  Non appena vengono raggiunti a livello comunitario i massimali individuali  stabiliti in forza dell`articolo  10, la riscossione dei dazi doganali può essere ripristinata ad  ogni momento all`importazione dei prodotti in causa originari di ciascuno dei paesi o territori in  questione, fino a scadenza del periodo di cui all`articolo 1, paragrafo 1. Articolo 12  La Commissione ripristina, mediante regolamento, la riscossione dei dazi doganali  nei confronti di uno o l`altro dei paesi e territori di cui all`articolo 1, paragrafo 2, alle  condizioni previste all`articolo 11. Nel caso di un tale ripristino, la Spagna ed il Portogallo ripristinano la percezione dei dazi  doganali che essi applicano ai paesi terzi alla data in questione. Mediante regolamento la Commissione può prendere, anche dopo il 31 dicembre 1991, misure per porre  fine alle imputazioni sui massimali tariffari comunitari qualora, in seguito alla regolarizzazione  di importazioni effettivamente realizzate durante il periodo di cui all`articolo 1, paragrafo 1 del  presente regolamento, tali massimali siano superati. Lo Stato membro che procede a tali regolarizzazioni comunica a mano a mano alla Commissione le  cifre d`imputazione alle quali si riferiscono. La Commissione, al ricevimento di queste  comunicazioni, ne informa gli altri Stati membri. SEZIONE   IVDisposizioni generaliArticolo 13  Gli articoli 2, 8, 11 e 12 non si applicano ai  paesi indicati nell`allegato VI. Articolo 14  1. L`effettiva imputazione sugli importi preferenziali comunitari delle  importazioni dei prodotti in oggetto avviene a mano a mano che i prodotti considerati sono  presentati in dogana accompagnati da dichiarazioni di immissione in libera pratica e scortati da un  certificato di origine conforme alle norme di cui all`articolo 1, paragrafo 4. 2. Una merce può essere imputata su un importo preferenziale soltanto se il certificato d`origine  di cui al paragrafo 1 è presentato prima della data di ripristino della riscossione dei dazi. 3. Il grado di esaurimento effettivo degli importi preferenziali comunitari è determinato a  livello comunitario in base alle importazioni imputate nelle condizioni definite al paragrafo 1. Articolo 15  1. Gli Stati membri trasmettono, entro sei settimane dalla fine di ogni trimestre,  all`Istituto statistico delle Comunità europee, i dati statistici relativi alle merci immesse in  libera pratica durante il trimestre di riferimento e al beneficio delle preferenze tariffarie  previste dal presente regolamento. Tali dati, forniti per numero di codice della nomenclatura  combinata ed eventualmente della Taric, debbono dettagliare, per paese di origine, i valori, le  quantità e le unità supplementari eventualmente richieste secondo le definizioni dei regolamenti  (CEE) n. 1736/75 e (CEE) n.  3367/87. 2. Tuttavia, per quanto riguarda i prodotti soggetti a contingente, gli Stati membri trasmettono  alla Commissione, non oltre l`undicesimo giorno di ogni mese, le rilevazioni delle imputazioni  effettuate durante il mese precedente. Per i prodotti soggetti a massimale, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, a richiesta di  questa e alle stesse condizioni, le rilevazioni delle imputazioni effettuate durante il mese  precedente. A richiesta della Commissione, allorché si raggiunge il livello del 75  % del massimale, gli Stati  membri comunicano alla Commissione le rilevazioni delle imputazioni ogni dieci giorni; le  rilevazioni devono essere trasmesse entro cinque giorni dalla scadenza di ogni decade. 3. La Commissione provvede alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee,  serie C, dei massimali tariffari a mano a mano che sono utilizzati al 100  %.  Essa vigila a che l`Istituto statistico delle Comunità europee provveda alla pubblicazione dei  bilanci di imputazione annuali. Articolo 16  Gli Stati membri e la Commissione collaborano strettamente affinché siano  rispettate le disposizioni del presente regolamento.  Articolo 17  Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 1991. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, addì 20 dicembre 1990. Per il ConsiglioIl PresidenteG. RUFFOLO  ALLEGATO   I<(BLK0)LA ORG="CCF">IT</(BLK0)LA>>SPAZIO PER TABELLA>' ALLEGATO   II<(BLK0)LA ORG="CCF">IT</(BLK0)LA>>SPAZIO PER TABELLA>' ALLEGATO III<(BLK0)LA ORG="CCF">IT</(BLK0)LA>>SPAZIO PER TABELLA>' ALLEGATO IV<(BLK0)LA ORG="CCF">IT</(BLK0)LA>>SPAZIO PER TABELLA>    ALLEGATO V<(BLK0)LA ORG="CCF">IT</(BLK0)LA>>SPAZIO PER TABELLA>   >SPAZIO PER  TABELLA> ALLEGATO VI<(BLK0)LA ORG="CCF">IT</(BLK0)LA>>SPAZIO PER TABELLA>