CELEX: 62017CN0008
Language: it
Date: 2017-01-09 00:00:00
Title: Causa C-8/17: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Supremo Tribunal de Justiça (Portogallo) il 9 gennaio 2017 — Biosafe — Indústria de Reciclagens SA/Flexipiso — Pavimentos SA

27.3.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 95/5
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Supremo Tribunal de Justiça (Portogallo) il 9 gennaio 2017 — Biosafe — Indústria de Reciclagens SA/Flexipiso — Pavimentos SA
   (Causa C-8/17)
   (2017/C 095/11)
   Lingua processuale: il portoghese
   
      Giudice del rinvio
   
   Supremo Tribunal de Justiça
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Biosafe — Indústria de Reciclagens SA
   
      Resistente: Flexipiso — Pavimentos SA
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se la direttiva 2006/11[2]/CE (1), e in particolare i suoi articoli 63, 167, 168, 178, 179, 180, 182 e 219, nonché il principio di neutralità, ostino ad una normativa dalla quale risulti che — in una situazione in cui il venditore dei beni, soggetto passivo IVA, sia stato soggetto a un’ispezione fiscale da cui è emerso che l’aliquota IVA che aveva opportunamente applicato era inferiore a quella dovuta, abbia pagato allo Stato l’imposta supplementare e intenda ottenere il relativo pagamento dall’acquirente, anch’esso soggetto passivo IVA — il termine per quest’ultimo per detrarre tale imposta complementare si calcola a partire dall’emissione delle fatture iniziali e non dall’emissione o dalla ricezione dei documenti rettificativi.
            
         
               2)
            
            
               In caso di risposta negativa alla precedente questione pregiudiziale, sorge allora il dubbio se la stessa direttiva e, in particolare, i medesimi articoli e il principio di neutralità ostino ad una normativa dalla quale risulti che, ricevuti i documenti rettificativi delle fatture iniziali, emessi a seguito dell’ispezione fiscale e del pagamento allo Stato dell’imposta complementare, e destinati ad ottenere il pagamento di quest’ultima, in un momento in cui il suddetto termine per l’esercizio del diritto a detrazione sia già scaduto, è legittimo per l’acquirente rifiutarsi di effettuare il pagamento, lasciando così intendere che l’impossibilità di detrarre l’imposta complementare giustifica il rifiuto di trasferimento dell’imposta.
            
         
      (1)  Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto (GU 2006, L 347, pag. 1).