CELEX: 62012CA0522
Language: it
Date: 2013-11-07 00:00:00
Title: Causa C-522/12: Sentenza della Corte (Settima Sezione) del 7 novembre 2013 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesarbeitsgericht — Germania) — Tevfik Isbir/DB Services GmbH (Rinvio pregiudiziale — Libera prestazione dei servizi — Distacco di lavoratori — Direttiva 96/71/CE — Tariffa minima salariale — Importi forfettari e contributo del datore di lavoro a un piano di risparmio pluriennale a favore dei suoi dipendenti)

11.1.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 9/14
            
         Sentenza della Corte (Settima Sezione) del 7 novembre 2013 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesarbeitsgericht — Germania) — Tevfik Isbir/DB Services GmbH
   (Causa C-522/12) (1)
   
   (Rinvio pregiudiziale - Libera prestazione dei servizi - Distacco di lavoratori - Direttiva 96/71/CE - Tariffa minima salariale - Importi forfettari e contributo del datore di lavoro a un piano di risparmio pluriennale a favore dei suoi dipendenti)
   2014/C 9/21
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Giudice del rinvio
   
   Bundesarbeitsgericht
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Tevfik Isbir
   
      Convenuta: DB Services GmbH
   
      Oggetto
   
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Bundesarbeitsgericht — Interpretazione dell’articolo 3, paragrafo 1, primo comma, lettera c), della direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi (GU 1997, L 18, pag. 1) — Calcolo della tariffa minima salariale — Eventuale inclusione del contributo del datore di lavoro a un piano di risparmio pluriennale a favore dei suoi dipendenti — Situazione nella quale i lavoratori dipendenti non possono disporre di tali contributi per diversi anni
   
      Dispositivo
   
   L’articolo 3, paragrafo 1, primo comma, lettera c), della direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi, dev’essere interpretato nel senso che non osta all’integrazione nel salario minimo di elementi retributivi che non modificano il rapporto tra la prestazione del lavoratore, da un lato, ed il corrispettivo da quest’ultimo percepito a titolo di retribuzione di tale prestazione, dall’altro. Spetta al giudice del rinvio verificare se ciò avvenga nel caso degli elementi retributivi di cui trattasi nel procedimento principale.
   
      (1)  GU C 32 del 2.2.2013.