CELEX: 62021CN0091
Language: it
Date: 2021-02-12 00:00:00
Title: Causa C-91/21 P: Impugnazione proposta il 12 febbraio 2021 dal Vincent Thunus, Jaime Barragán, Marc D’hooge, Alexandra Felten, Christophe Nègre, Patrick Vanhoudt avverso la sentenza del Tribunale (Prima Sezione) del 2 dicembre 2020, causa T-318/19, Thunus e a / BEI

14.6.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 228/17
            
         
      Impugnazione proposta il 12 febbraio 2021 dal Vincent Thunus, Jaime Barragán, Marc D’hooge, Alexandra Felten, Christophe Nègre, Patrick Vanhoudt avverso la sentenza del Tribunale (Prima Sezione) del 2 dicembre 2020, causa T-318/19, Thunus e a / BEI
      (Causa C-91/21 P)
      (2021/C 228/22)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: Vincent Thunus, Jaime Barragán, Marc D’hooge, Alexandra Felten, Christophe Nègre, Patrick Vanhoudt (rappresentante: L. Levi, avvocata)
      
         Altra parte nel procedimento: Banca europea per gli investimenti
      
         Conclusioni
      
      
                  —
               
               
                  Annullare la sentenza del Tribunale del 2 dicembre 2020, causa T-318/19;
               
            
                  —
               
               
                  di conseguenza, accogliere le domande dei ricorrenti in prima grado e, pertanto:
                  
                              —
                           
                           
                              dichiarare il presente ricorso ricevibile e fondato, ivi compresa l'eccezione di illegittimità in esso contenuta;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              di conseguenza:
                           
                        
            
                  —
               
               
                  annullare la decisione contenuta nei fogli paga dei ricorrenti del febbraio 2019, che fissa l’adeguamento annuale dello stipendio base limitato allo 0,8 % per il 2019, e, pertanto, annullare le decisioni analoghe contenute nei fogli paga successivi;
               
            
                  —
               
               
                  pertanto, condannare la convenuta, quale risarcimento del danno materiale, i) del saldo salariale corrispondente all’applicazione dell’adeguamento annuale per il 2019, ossia un aumento dell’1,2 %, per il periodo dal 1o gennaio 2019 al 31 dicembre 2019 ii) del saldo salariale corrispondente alle conseguenze dell’applicazione dell’adeguamento annuale dello 0,8 % per il 2019 sull’importo delle retribuzioni da pagare dal gennaio 2019; iii) di interessi di mora sui saldi salariali dovuti fino al pagamento integrale delle somme dovute, il tasso di interesse di mora dovendosi calcolare sulla base del tasso applicato dalla Banca centrale europea per le operazioni principali di rifinanziamento, applicabile nel periodo considerato, maggiorato di tre punti;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alla totalità delle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      
                  1)
               
               
                  Violazione delle regole di competenza dell’autore dell’atto — Violazione dell’articolo 18 del regolamento interno — Snaturamento del fascicolo — Violazione da parte del giudice del suo obbligo di motivazione
               
            
                  2)
               
               
                  Violazione del diritto di consultazione del Collegio — Snaturamento del fascicolo
               
            
                  3)
               
               
                  Violazione dell’obbligo di motivazione — Snaturamento del fascicolo — Violazione da parte del giudice del suo obbligo di motivazione
               
            
                  4)
               
               
                  Violazione del dovere di sollecitudine e del principio di proporzionalità