CELEX: 51993PC0466
Language: it
Date: 1993-10-05
Title: Proposta modificata di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO relativo ad alcune modalità di applicazione dell' Accordo sullo spazio economico europeo

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                        COM(93) 466 def.
                                        Bruxelles,  5 ottobre 1993
                     Proposta modificata di
                REGOLAMENTO (CEE! DEL CONSIGLIO
            relativo ad alcune modalità dì applicazione
          dell'Accordo sullo spazio economico europeo
   (presentata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 149
                 paragrafo 3 del trattato CEE)
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                                  RELAZIONE
 1. La proposta modificata apporta alcune correzioni alla proposta di
    regolamento (CEE) del Consiglio relativo ad alcune modalità di
    applicazione dell'Accordo sullo Spazio economico europeo 1 .
    Le delibere sulla proposta esistente nell'ambito del competente gruppo
    di lavoro del Consiglio e delle varie commissioni del Parlamento
    europeo hanno indotto la Commissione a rivedere la sua proposta e a
    presentarne questa versione modificata.
2.  La proposta esistente non contiene alcuna specifica disposizione in
    merito alla procedura da seguire per stabilire la posizione della
    Comunità nell'ambito del Comitato misto SEE, lasciando che tale aspetto
    sia risolto in base alle norme interne della Comunità in vigore 2 .
    Dalle discussioni, però, è emerso che le conseguenze pratiche
    dell'applicazione delle "norme esistenti" provocherebbero incertezze,
    rischi inutili e possibili ritardi; in particolare, la presenza di due
    procedure parallele, una per l'aspetto "interno" e una per quello
    "esterno", comporterebbe il rischio di una riapertura sul piano esterno
    di questioni già risolte sul piano interno; gli ulteriori ritardi
    dovuti al protrarsi delle procedure interne potrebbero indebolire la
    posizione della Comunità nei confronti degli Stati EFTA per quanto
    riguarda l'applicazione del principio, fondamentale per l'Accordo SEE e
    costantemente ribadito dalla Comunità, che gli Stati EFTA devono
    recepire il nuovo acquis e devono farlo il più rapidamente possibile.
3.   In effetti, nella stragrande maggioranza dei casi le decisioni che il
    Comitato misto SEE dovrà adottare consisteranno in una pura e semplice
    "estensione" allo SEE di un atto comunitario tramite un emendamento del
    relativo Allegato dell'Accordo SEE. Tale decisione giungerà al termine
    di un lungo processo di informazione e consultazione con gli Stati
    EFTA, nel corso de> quale questi ultimi avranno avuto l'opportunità,
    durante tutta la procedura decisionale interna della Comunità, di
    esprimere il loro parere sul contenuto dell'atto comunitario. Al
    momento dell'adozione dell'atto comunitario, quindi, il Consiglio
    conoscerà già la posizione dell'EFTA. Una volta adottato, l'atto
    comunitario sarà trasmesso il più presto possibile al Comitato misto
    SEE, la cui decisione sulla sua estensione dovrebbe essere, in linea di
    massima, una semplice formalità alla luce del precedente processo di
    informazione/consultazione e dell'obiettivo dell'Accordo SEE, che è
    quello di garantire l'omogeneità in tutto lo SEE.
1   GU C 339 del 22.12.1992, pag. 11.
2   COM (92) 495 def., nota esplicativa, punto 4.
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4. Gli obiettivi   dell'Accordo SEE, quindi, richiedono una procedura
    interna della  Comunità semplice e rapida che rispecchi i meccanismi e
   gli obiettivi   di tale accordo e consenta alla Comun tà di far fronte al
   suo impegno a   conservare l'omogeneità in tutto lo St!E senza indebiti
   r i tardi.
5.  In considerazione delle esigenze sopra accennate, risulta opportuno che
    il Consiglio conferisca alla Commissione un mandato generale per tutti
    i casi in cui la posizione della Comunità deve consistere in una
   semplice estensione del l'acquis comunitario allo SEE:.
   L'articolo 1. paragrafo 1 della proposta modificata sancisce che,
   ogniqualvolta il Consiglio adotta un atto legislativo in uno dei
   settori contemplati dall'Accordo SEE, la Commissione! è abilitata a
   presentare, in seno al Comitato misto SEE, la posizione comunitaria per
   quanto riguarda l'estensione dell'atto comunitario in oggetto nella
   misura in cui tale atto, fatti salvi eventuali adattamenti di carattere
   puramente tecnico, viene trasferito tal quale nel contesto SEE.
6. Nei casi in cui la Commissione è competente, ai sens; i del diritto
   comunitario, ad adottare atti giuridici, essa deve anche avere il
   diritto di esprimere la posizione della Comunità nell'ambito del
   Comi tato misto SEE. L'articolo 1. paragrafo 2 della proposta modificata
   prevede che la Commissione abbia un mandato in tal senso.
7. In tutti gli altri casi non contemplati dall'articolo 1, la posizione
   della Comunità da adottare nel Comitato misto SEE o nel Consiglio SEE
   dev'essere stabilita in conformità delle procedure previste dalle
   corrispondenti disposizioni del trattato. Ciò vale in particolare per
   tutte le future decisioni del Comitato misto SEE che vanno aldilà di
   una semplice estensione dell'acquis comunitario allo SEE (quali le
   decisioni relative alla partecipazione dei paesi EFTA ai programmi
   comunitari nei settori delle politiche di accompagne mento, alla
   composizione delle controversie e ad eccezionali scostamenti
   da I I'acquis).
8. L'art ico lo 2 della proposta modificata prevede una procedura
   semplificata per quanto riguarda il coinvolgimento del Parlamento
   europeo, che sarà informato e invitato a esprimere un parere
   sul I'"estensione SEE" di un atto comunitario ogniquéi I vol ta esso
   riceverà tale atto per consultazione.
9. L'articolo 3 de Ila proposta modificata definisce la specifica procedura
   interna della Comunità per l'adozione del "pacchetto del l'acquis
   provvisorio", che conterrà tutti gli atti comunitar relativi allo SEE
   pubblicati tra il 1* agosto 1991, data di riferimento dell'Accordo SEE
   firmato a Porto il 2 maggio 1992, e una data il più vicino possibile a
   quella di entrata in vigore. I suddetti atti non fanno ancora parte
   dell'Accordo SEE. Scopo di tale misura sarà l'integrazione nell'Accordo
   SEE di questo volume crescente di disposizioni comunitarie (già quasi
   300) tramite una decisione del Comitato misto SEE.
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10. A parte questi cambiamenti e un riferimento al Protocollo di
    adattamento (relativo alla mancata partecipazione della Svizzera allo
    S E E ) , si è lievemente modificato l'articolo 9, per disporre che, nel
    caso del Comitato delle assicurazioni, che non ha vicepresidenti, sia
    l'Ufficio di presidenza ad affiancare il presidente nelle consultazioni
    con gìi Stat i EFTA.
11. In considerazione di tutti questi aspetti, sembra opportuno chiedere il
    parere conforme del Parlamento in merito al regolamento, che si basa
    pertanto sull'articolo 238 del trattato CEE anziché sugli articoli 113
    e 235.
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                                       D I
        R E G O L A M E N T O     ( C E E )    DEL       C O N S I G L I O
                  relativo ad alcune nodal ite di applicazione
                dell'Accordo sullo spazio economico europeo* 15
 II Consiglio delle Comunità europee,
visto fi trattato che istituisce la Comunità economica europea» in
particolare l'articolo 238,
vieta la propoeta della Commissione,
visto il parere conforme del Parlamento europeo,
considerando che il 2 maggio 1992 è stato firmato a Porto un Accordo sullo
spazio economico europeo tra la Comunità economica europea, la Comunità
europea del carbone e del l'accia io e I loro Stati membri, da una parte, e
gli Stati dell'EFTA, dall'altra;
considerando che, in conseguenza della mancata ratifica dell'Accordo SEE da
parte della Svizzera, la Comunità economica europea, la Comunità europea
del carbone e dell'acciaio e i loro Stati membri, da una parte, e la
Repubblica d'Austria, la Repubblica di Finlandia, la Repubblica d'Islanda,
il Principato del LIechenstein, il Regno di Norvegia e il Regno di Svezia,
dall'altra, hanno firmato il 17 marzo 1993 un protocollo di adattamento
dell'Accordo sullo Spazio economico europeo; l'Accordo e il Protocollo sono
qui di seguito denominati "Accordo SEE";
considerando che occorre stabilire le modalità di applicazione di varie
disposizioni del l'Accordo SEE;
(1) GU C 339 del 22.12.1992. pag. 11.
 ---pagebreak--- considerando che l'Accordo SEE istituisce un Comitato misto SEE dotato di
poteri decisionali, al cui interno la Comunità deve esprimere la propria
posizione, e che occorre pertanto stabilire norme procedurali che
permettano di definire la posizione che la Comunità prenderà in seno a tale
Com i tato;
considerando che è opportuno prevedere quanto prima una norma procedurale
provvisoria per recepire l'acquis comunitario in una data il più vicino
possibile a quella di entrata in vigore dell'Accordo SEE per perseguire
 l'obiettivo di tale accordo, che è quello di creare uno spazio economico
europeo dinamico e omogeneo;
considerando che occorre definire le modalità di applicazione delle misure
di salvaguardia previste agli articoli 112 e 114 dell'Accordo SEE;
considerando che è opportuno altresì stabilire norme di esecuzione nel
settore della concorrenza, segnatamente per consentire l'applicazione allo
SEE, mutatis mutandis, dei principi che disciplinano l'esercizio del
diritto di concorrenza a norma degli articoli 85 e 86 del trattato CEE;
considerando che, data la natura particolare del Comitato consultivo
bancario e del Comitato delle assicurazioni, è opportuno definire norme
specifiche per la loro consultazione;
considerando che, in conformità dell'Accordo SEE, gli Stati dell'EFTA hanno
 istituito un meccanismo finanziario e che occorre stabilire in che modo
verrà determinata, per Stato membro beneficiario, l'attribuzione di abbuoni
d'interessi e di sovvenzioni in conformità del protocollo n. 38
dell'Accordo SEE; che detta attribuzione assume un carattere specifico
nell'ambito dello SEE e che i criteri adottati lasciano impregiudicati
quelli applicabili ai Fondi comunitari;
considerando che gli accordi conclusi dalla Comunità vincolano le sue
istituzioni e i suoi Stati membri; che pertanto questi ultimi devono
adottare le misure eventualmente necessarie affinché la Comunità possa
adempiere agli obblighi che le derivano in forza dell'Accordo SEE,
ha adottato il presente regolamento:
                              Art icolo 1
1.   Ogniqualvolta il Consiglio adotta un atto legislativo comunitario in
     uno dei settori contemplati dall'Accordo SEE, la Commissione è
     abilitata a presentare la posizione della Comunità in merito alla
     decisione del Comitato misto SEE volta ad estendere l'atto legislativo
     di cui sopra allo Spazio economico europeo attraverso una modifica di
     un allegato o dei Protocolli 21 e 47 dell'Accordo SEE, nella misura in
     cui tale decisione prevede una semplice estensione dell'atto
     legislativo in questione allo Spazio economico europeo, con gli
     adeguamenti tecnici eventualmente necessari.
2.   Le disposizioni del paragrafo precedente sono applicabili anche quando
     la Commissione è competente ad adottare l'atto comunitario.
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                               Art icolo 2
Quando si trasmette al Parlamento europeo una proposta di atto legislativo
 comunitario in uno dei settori contemplati dall'Accordo SEE, si invita il
Parlamento a pronunciarsi in merito alla sua estensione allo SEE.
                               Art icolo 3
A titolo di procedura provvisoria, la posizione comunitaria relativa alle
modifiche degli allegati e del Protocollo n. 47 dell'Accordo SEE
sull'estensione allo SEE del l'acquis comunitario adottato fino al
1993 è adottata dal Consiglio, deliberante all'unanimità, su proposta della
Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo.
                                    Art icolo 4
1.   Quando uno Stato membro chiede alla Commissione l'applicazione di
     misure di salvaguardia conformemente agli articoli 112 e 114
     dell'Accordo SEE, esso fornisce alla Commissione le informazioni
     necessarie per giustificare la sua richiesta.
     Se decide di non applicare misure di salvaguardia, la Commissione ne
      informa il Consiglio e gli Stati membri entro cinque giorni lavorativi
     a decorrere dalla data in cui è stata ricevuta la richiesta dello Stato
     membro.
     Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
     Commissione entro dieci giorni lavorativi dalla comunicazione della
     stessa.
     Qualora, deliberando a maggioranza qualificata, il Consiglio dichiari
     di voler prendere una decisione diversa, la Commissione ne informa
     immediatamente gli Stati dell'EFTA e notifica loro l'avvio di
     consultazioni nell'ambito del Comitato misto conformemente all'articolo
     113 del I'Accordo SEE.
     Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una
     decisione diversa entro venti giorni lavorativi dalla conclusione delle
     consultazioni con gli Stati dell'EFTA nell'ambito del Comitato misto.
2.   La Commissione è assistita da un comitato composto da rappresentanti
     degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione,
     in appresso denominato "comitato".
     Il comitato si riunisce su convocazione del presidente. Quest'ultimo
     comunica quanto prima agli Stati membri tutti gli elementi di
     informaz ione ut i I
3.  Quando la Commiss one constata, di propria iniziativa o su richiesta di
    uno Stato membro, che occorre applicare misure di salvaguardia
    conformemente agi articoli 112 o 114 dell'Accordo SEE:
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        essa ne informa gli Stati membri immediatamente, se agisce di
        propria iniziativa, oppure, se agisce su richiesta di uno Stato
        membro, entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in
        cui è stata ricevuta la richiesta,
        consulta il comitato,
         informa simultaneamente gli Stati dell'EFTA e notifica al Comitato
        misto l'avvio delle consultazioni di cui all'articolo 113
        de l I 'Accordo SEE,
        comunica simultaneamente al Comitato misto le informazioni
        necessarie a tali consultazioni.
4. Le consultazioni nell'ambito del Comitato misto si considerano comunque
   concluse allo scadere del termine di 30 giorni a decorrere dalla
   notifica di cui al paragrafo 1, quarto comma o al paragrafo 3.
   Al termine delle consultazioni o, eventualmente, allo scadere dei
   trenta giorni, se non è stato possibile pervenire a un accordo la
   Commissione può, previa consultazione del comitato, prendere le misure
   necessarie per l'applicazione degli articoli 112 o 114 dell'Accordo
   SEE.
5. La decisione di cui al paragrafo 4 è immediatamente comunicata al
   Consiglio, agli Stati membri e agli Stati dell'EFTA; essa è altresì
   notificata al Comitato misto.
   La decisione è immediatamente applicabile.
6. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
   Commissione di cui al paragrafo 4 entro dieci giorni lavorativi a
   decorrere dalla data di comunicazione della decisione stessa.
7.  In mancanza di una decisione della Commissione ai sensi del
   paragrafo 4, secondo comma, allo scadere di dieci giorni lavorativi dal
   termine delle consultazioni nell'ambito del Comitato misto oppure,
   eventualmente, allo scadere del termine di trenta giorni di cui allo
   stesso paragrafo, lo Stato membro che ha adito la Commissione
   conformemente al paragrafo 3 può adire il Consiglio.
8. Nei casi di cui ai paragrafi 6 e 7, il Consiglio, deliberando a
   maggioranza qualificata, può prendere una decisione diversa entro un
   term ine di due mesi.
                                 Art icolo 5
1. Nel caso di circostanze eccezionali ai sensi dell'articolo 113,
   paragrafo 3 dell'Accordo SEE, la Commissione può prendere misure di
   salvaguardia immediate nei casi di cui agli articoli 112 o 114
   de II'Accordo SEE.
2. Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa prende
   una decisione in merito entro un termine di cinque giorni lavorativi
   dal ricevimento della richiesta.
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      La decisione della Commissione viene comunicata al Consiglio e agli
      Stat i membr i.
3.   Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della
      Commissione secondo la procedura prevista all'articolo 4, paragrafo 6.
     Si applica la procedura prevista all'articolo 4, paragrafi 7 e 8.
      In mancanza di una decisione della Commissione entro il termine di cui
     al paragrafo 2, lo Stato membro che ha adito la Commissione può adire
      il Consiglio secondo le procedure previste al primo e secondo comma del
     presente paragrafo.
                                   Art icolo 6
 In deroga agli articoli 4 e 5, qualora le circostanze richiedano l'adozione
di misure relative ai prodotti agricoli ai sensi dell'articolo 112
dell'Accordo SEE o delle disposizioni dei protocolli e degli allegati
attinenti a tali prodotti, le suddette misure sono adottate secondo le
procedure previste nei regolamenti recanti organizzazione comune dei
mercati agricoli, nonché negli specifici regolamenti adottati a norma
dell'articolo 235 del trattato CEE e applicabili alle merci risultanti
dalla trasformazione di prodotti agricoli, fatto salvo il rispetto delle
condizioni previste all'articolo 113 dell'Accordo SEE.
                                  Art icolo 7
1.   Per consentire l'attuazione dei principi di cui agli articoli 1,
     paragrafo 2, lettera e) e 53-60 dell'Accordo SEE si applicano, mutatis
     mutandis, le norme comunitarie che danno effetto ai principi di cui
     agli articoli 85 e 86 del trattato CEE, nonché al reigolamento (CEE) n.
     4064/89 del Consiglio relativo al controllo delle operazioni di
     concentrazione tra imprese. Questo vale altresì per tutte le
     disposizioni pertinenti che la Comunità dovesse adottare in futuro nel
     settore della concorrenza.
2.   Per consentire l'attuazione del principio di cui all'articolo 8,
     paragrafo 4, del protocollo n. 23 e del protocollo n. 24 dell'Accordo
     SEE, la Commissione autorizza i rappresentanti dell'organo di vigilanza
     dell'EFTA a partecipare agli accertamenti previsti da detta
     disposiz ione.
                                  Art icolo 8
1.   Qualora casi specifici di cui agli articoli 53 e 54 dell'Accordo SEE
     siano di competenza dell'organo di vigilanza dell'EFTA in conformità
     dell'articolo 56 dello stesso, la Commissione assolve i compiti che le
     vengono attribuiti dal protocollo n. 23 in stretto e permanente
     collegamento con le autorità competenti degli Stati membri.
2.   In particolare, essa trasmette immediatamente agli Stati membri le
     notifiche, le informazioni e qualsiasi altro documento trasmesso
     dall'organo di vigilanza dell'EFTA in conformità degli articoli 2, 3,
     4, 6, 7 e 8 del protocollo n. 23.
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3.  Qualora gli Stati membri intendano presentare formailmente osservazioni
    scritte in casi specifici di competenza dell'organo di vigilanza
    dell'EFTA, dette osservazioni vengono trasmesse alla Commissione, che
    si adopera per trovare una soluzione accettabile a livello comunitario
    e unanime per gli Stati membri che hanno trasmesso le suddette
    osservazioni.
    Una volta definita, la posizione comunitaria viene presentata
    all'organo di vigilanza dell'EFTA dalla Commissione.
    Se entro trenta giorni dalla data di cui all'articolo 2 del protocollo
    n. 23 non è stato possibile definire detta posizione, le osservazioni
    degli Stati membri e quelle della Commissione vengono trasmesse
    simultaneamente dalla Commissione all'organo di vigilanza dell'EFTA.
4.  L'applicazione del paragrafo 3 di cui sopra non pregiudica la
    possibilità degli Stati membri di partecipare alle riunioni del
    comitato consultivo dell'EFTA, in conformità delle disposizioni del
    protocol lo n. 23.
                                 Art icolo 9
Qualora, per garantire il buon funzionamento dell'Accordo SEE, gli Stati
dell'EFTA vengano consultati sui progetti di misure che la Commissione
intende adottare, nell'esercizio dei suoi poteri esecutivi, nei settori di
competenza del Comitato consultivo bancario e del Comitato delle
assicurazioni, il presidente e il vicepresidente del comitato consultivo
bancario e il presidente e l'Ufficio di presidenza del comitato delle
assicurazioni partecipano a detta consultazione.
                                Art icolo 10
1.  Ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 del protocollo n. 38 dell'Accordo
    SEE, la Commissione stabilisce, in nome della Comunità, la quota di
    ciascuna regione beneficiaria nel volume globale dell'assistenza
    finanziaria fornita dal meccanismo finanziario previsto alla parte Vili
    dell'Accordo SEE. Le quote sono stabilite per un periodo quinquennale
    in base al livello di sviluppo economico e al numero di abitanti delle
    regioni beneficiarie» nonché ad altri fattori pertinenti.
2.  La Commissione comunica la sua decisione al Consiglio e successivamente
    agli Stati dell'EFTA e alla BEI non appena possibile dopo l'adozione
    del presente regolamento da parte del Consiglio.
3.  Gli impegni annuali nelle singole regioni tengono conto del ritmo al
    quale sono presentati i progetti da finanziare, nonché degli impegni
    annuali totali previsti al protocollo n. 38 dell'Accordo SEE. La
    Commissione prende con la Banca europea per gli investimenti e con il
    Comitato EFTA del meccanismo finanziario gli accordi necessari per
    garantire che gli impegni annuali a favore delle singole regioni non
    pregiudichino le quote quinquennali stabilite ai sensi del paragrafo 1
    del presente articolo.
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                                 Art icolo 11
Gli Stati membri adottano le eventuali misure necessarie per garantire
 l'adempimento degli obblighi derivanti alla Comunità dall'Accordo SEE.
                                 Art icolo 12
Il presente regolamento entra in vigore contemporaneamente all'Accordo SEE.
li presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi .
                                                Per iI Consigi io
                                                 II Presidente
 ---pagebreak---                                                   ti'"   .
                                                                     ISSN 0254-1505
                                                               COM (93) 466 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                              10
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-512-IT-C
                                                             ISBN 92-77-59654-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo