CELEX: C2005/115/03
Language: it
Date: 2005-05-14 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione), 3 marzo 2005, nella causa C-32/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale dall'Højesteret (Danimarca)] I/S Fini H contro Skatteministeriet (Sesta direttiva IVA — Qualifica di soggetto passivo — Diritto a detrazione — Liquidazione — Nesso diretto di immediato — Operazioni inerenti all'insieme dell'attività economica)

14.5.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 115/2
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Terza Sezione)
   3 marzo 2005
   nella causa C-32/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale dall'Højesteret (Danimarca)] I/S Fini H contro Skatteministeriet (1)
   
   (Sesta direttiva IVA - Qualifica di soggetto passivo - Diritto a detrazione - Liquidazione - Nesso diretto di immediato - Operazioni inerenti all'insieme dell'attività economica)
   (2005/C 115/03)
   Lingua processuale: il danese
   Nella causa C-32/03, avente ad oggetto avente ad oggetto una domanda di pronuncia pregiudiziale ai sensi dell'art. 234 CE, proposta dall'Højesteret (Danimarca), con ordinanza 22 gennaio 2003, pervenuta alla Corte il 28 gennaio 2003, nel procedimento tra I/S Fini H contro Skatteministeriet, la Corte (Terza Sezione), composta dal sig. A. Rosas, presidente di sezione, dai sigg. A. Borg Barthet, J.-P. Puissochet, J. Malenovský e U. Lõhmus (relatore), giudici, avvocato generale: sig. F.G. Jacobs, cancelliere: sig. H. von Holstein, vicecancelliere, ha pronunciato il 3 marzo 2005 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   L'art. 4, nn. 1-3 della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, n. 77/388/CEE in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari – Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, come modificata con direttiva del consiglio 10 aprile 1995, n. 95/7/CE, deve essere interpretato nel senso che una persona, che ha cessato un'attività commerciale ma che continua a pagare il canone di affitto e gli oneri inerenti al locale che è servito per tale attività in ragione del fatto che il contratto di affitto contiene una clausola di divieto di recesso, è considerata soggetto passivo ai sensi di tale articolo e può detrarre l'IVA sugli importi così pagati, in quanto esista un nesso diretto ed immediato tra i pagamenti effettuati e l'attività commerciale e sia dimostrata l'assenza di intento fraudolento o abusivo.
   
      (1)  GU C 83 del 5.4.2003