CELEX: 51970PC0179
Language: it
Date: 1970-02-17
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa ad un'azione comune degli Stati membri nell'ambito dell'OCSE in merito alla solvibilità delle imprese che esercitano assicurazioni diverse da quelle sulla vita (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (70) 179
Vol. 1970/0028
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
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concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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 ---pagebreak---   UOMMuséiOrtE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                        COM(70) 179 def .
                                        Bruxelles , il 17 febbraio 1970
                                  Proposta di
                            DECISIONE DEL CONSIGLIO
  relativa ad un' azione comune degli Stati membri nell' ambito dell' OCSE
                  in merito alla solvibilità delle imprese
       . che esercitano assicurazioni diverse da quelle sulla vita
                ( presentata dalla Commissione al Consiglio)
C0M(70) 179 def
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      PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO RELATIVA AD UN' AZIONE COMUNE
    DEGLI STATI MEMBRI NELL' AMBITO DELL' OCSE IN MERITO ALLA SOLVIBILITÀ'
   DELLE IMPRESE CHE ESERCITANO ASSICURAZIONI DIVERSE DA QUELLE SULLA VITA
      Il Comitato delle assicurazioni dell' OCSS ha elaborato un progetto di
decisione riguardante il livello minimo di solvibilità delle imprese che
esercitano assicurazioni diverse da quelle sulla vita ( documento dell' OCSE -
diffusione limitata - in data 19 novembre 1969 » C(69)ll6). Al livello del.
Comitato , dieci Stati , fra i quali il Belgio , la Francia e l' Italia , si sono
dichiarati disposti ad accettare il progetto . Viceversa , gli altre tre Stati mem­
bri della Comunità hanno ritenuto di non poter assumere impegni in una materia
che è oggetto di una proposta di direttiva presentata dalla Commissione , giacché
anticiperebbero la decisione della Comunità . Queste riserve non hanno impedito
al Comitato delle assicarazioni di presentare al Consiglio dei Ministri il pro­
getto che , prima di giungere a quest' istanza , deve essere ancora esaminato suc­
cessivamente dal Comitato dei pagamenti e dal Comitato esecutivo .
      La procedura in corso a Parigi ha provocato un intervento della Germania
a Bruxelles . Con telex del 26 agosto 1969 » indirizzato al Segretariato generale
del Consiglio , la Rappresentanza permanente della Repubblica federale ha
"proposto un coordinamento permanente fra gli Stati membri in merito all' atteg­
giamento da assumere nei confronti del progetto di decisione".
      Da parte sua , la Commissione ritiene che , in base al suo contenuto ed
alle circostanze della sua elaborazione , il progetto di decisione non solo
rende necessaria, ma anche obbligatoria in virtù del Trattato CES , un' azione
comune dei sei Stati membri nell' ambito dell' OCSE .
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                                   Capitolo I
                  Confronto fra le armonizzazioni avviate dalla
                             Comunità e dall' OCSE
       In questa sede sembra inutile un' analisi completa della decisione ela­
borata dall' OCSE che comprende un breve disposto e due appendici , una delle
quali molto tecnica. Per motivare un' azione comune degli Stati membri , è suf­
ficiente chiarire lo scopo del progetto e metterne in luce alcune caratteri­
stiche , stabilendo un confronto fra i lavori dell 'OCSE e quelli della Comunità
       L' attività delle imprese che esercitano assicurazioni diverse da quelle
sulla vita in tino Stato diverso da quello in cui esse hanno la loro sede so­
ciale incontra spesso numerosi ostacoli . Alcuni provengono da disposizioni
discriminatorie ; ad esempio , uno Stato , che subordina l' attività di qualsiasi
ente assicurativo , nazionale o straniero , ad una approvazione preliminare ,
valuta la domanda di approvazione delle società straniere solamente in fun­
zione delle necessità economiche del mercato nazionale . Detti ostacoli possono
anche essere creati da disposizioni indistintamente applicabili alle società
nazionali e straniere , quali quelle relative alla costituzione di riserve
tecniche che garantiscono gli impegni contratti sul territorio nazionale
oppure quelle che esigono un certo patrimonio libero da qualsiasi impegno
e destinato alla costituzione di una garanzia supplementare di solvibilità
che copre - il complesso delle attivività assicurative esercitate dall' impresa
sia nèl paese della sede sociale quanto all' estero . Il progetto di decisione
ha precisamente lo scopo di facilitare l' attività internazionale delle imprese
che esercitano assicurazioni diverse da quelle sulla vita , stabilendo norme
comuni in merito al margine di solvibilità o all' importo minimo del patrimonio
libero , a seconda che si adotti la terminologia della Comunità o quella
dell 'OCSE .
       Detto progetto prevede quanto segue : :
"Gli Stati membri che , per quanto riguarda le condizioni di accesso al loro
 mercato assicurativo , subordinano la concessione dell' autorizzazione al .
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 possesso da parte delle imprese che esercitano assicurazioni diverse da quel­
 le sulla vita , di un importo minimo di patrimonio libero
 1 » considereranno sufficiente a tale scopo un importo corrispondente a quello
     previsto nell' appendice I , che costituisce parte integrante della presente
     decisione ;
 2 . ammetteranno                                      .
       Il testo riportato costituisce la disposizione essenziale dell' accordo .
Le caratteristiche salienti risulteranno dal confronto con "la prima direttiva
del Consiglio per il coordinamento delle disposizioni legislative , regolamenta­
ri ed amministrative in materia di accesso e di esercizio dell' assicurazione
diretta diversa dall' assicurazione sulla vita", quale è stata inizialmente pro­
posta il 17 giugno 19 66 ed emendata il 13 dicembre 1968 dalla Commissione . Le
caratteristiche in questione sono cinque :
- Una prima caratteristica del progetto di decisione risulta dalla finalità
  tecnica delle norme nazionali che prende in esame . Dette norme intendono ga­
  rantire la solvibilità delle imprese operanti nel territorio nazionale e non
  conferire una preferenza sul mercato nazionale alle imprese ivi costituite
  rispetto a quelle che hanno la sede sociale all' estero . Anche la proposta
  della Commissione mira allo stesso obiettivo . Nessuno dei due testi limiterà
  né sopprimerà le misure discriminatorie attualmente esistenti , poiché la ri­
  duzione o la soppressione delle stesse verrà prevista in altri testi . Per
  questo motivo , il progetto dell' OCSE e la proposta della Commissione devono
  essere intese come misure intesa ad armonizzare le legislazioni nazionali .
– Una seconda ca.ratteristica del progetto consiste nell' avere un unico obietti­
  vo e cioè la definizione di norme comuni relative all' importo minimo del pa­
  trimonio libero . Si tratta di un' armonizzazione limitata ad un solo punto ,
  mentre quella prevista dalla Commissione in applicazione del Trattato abbrac­
  cia il complesso delle nonne relative ad attività assicurative diverse da
  quelle sulla vita esercitate da imprese costituite o stabilite a titolo se­
  condario nel territorio degli Stati membri .
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Una terza caratteristica del progetto è che detta armonizzazione limitata
ad un solo punto riguarda le relazioni internazionali . La decisione , di di­
ritto se non di fatto , lascia ad ogni Stato contraente la facoltà d' istitui­
re , estendere o sopprimere il controllo sulle assicurazioni ; essa si limita
a sancire che uno Stato che controlli le imprese di assicurazione operanti
nel suo territorio in un determinato ramo , non può imporre alle imprese co­
stituite all' estero un margine di solvibilità superiore a quello da essa
previsto . Al contrario , la proposta della Commissione intende obbligare tutti
gli Stati membri a sottoporre ad un certo controllo tutte le imprese che e­
sercitano le assicurazioni diverse da quelle sulla vita operanti nel loro
territorio ; gli Stati membri che attualmente si astengono dal controllare ta­
luni rami assicurativi , quali l' incendio o i trasporti , dovranno farlo in fu­
turo . Inoltre , essi vigileranno affinché tutte le imprese dispongano del mar­
gine di solvibilità previsto dalla direttiva .
Una quarta caratteristica del progetto consiste nel fatto che le norme comu­
ni applicabili da uno Stato contraente alle improse costituite in un altro
Stato contraente sono quelle previste dalla Commissione per tutte le imprese
costituite all' interno della Comunità . In particolare , il margine di solvi­
bilità nella proposta (articoli 16 e 17) e l' importo minimo del patrimonio
libero nel progetto , hanno la stessa composizione qualitativa : patrimonio
libero , al netto degli elementi immateriali , ed eventuali possibilità di con­
siderare le plusvalenze latenti ; hanno anche lo stesso volume , che è pari sia
ad un minimo variabile calcolato in relazione ai premi e ai sinistri , sia ad
un minimo assoluto stabilito in funzione delle varie categorie di rischi ; so­
prattutto , hanno lo stesso carattere globale , giacché entrambi sono stabili­
ti in funzione dell' attività mondiale dell' impresa.
La quinta caratteristica del progetto , deriva dalle precedenti ; essa avrà
l' effetto di sostituire norme internazionali alle disposizioni particolari
previste nelle legislazioni interne per garantire la solvibilità delle im­
prese di assicurazioni operanti nel territorio nazionale , ma costituite
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all' estero . Infatti , il margine di solvibilità , che per definizione stessa
è calcolato sul complesso delle attività di un' impresa , può essere imposto
e controllato solamente dal paese in cui detta impresa ha la sede sociale .
I paesi che praticano il sistema del margine di solvibilità sono quindi in­
dotti ad imporre alle agenzie o succursali di imprese straniere un margine
calcolato in base alla sola attività di queste agenzie o succursali nel ter­
ritorio nazionale . Questa conseguenza può tuttavia essere evitata mediante .
accordi internazionali che verrebbero stipulati fra gli Stati che esercitano
un controllo analogo sulle loro imprese di assicurazioni e che prevederebbero
un reciproco riconoscimento dei controlli nazionali . Nella sua proposta di
direttiva , la Commissione ha tenuto conio di questi dati . Uel titolo III del­
la sua proposta intitolato "ìTorme applicabili alle agenzie o succursali sta­
bilite all' interno della Comunità e dipendenti da imprese la cui sede socia­
le si trova fuori della Comunità ", essa ha previsto una deroga alle regole
stabilite nel titolo II per le imprese costituite all' interno della - Comunità ,
deroga secondo la quale ". . . per il calcolo di detto margine vengono presi
in considerazione solo i premi o contributi ed i sinistri che risultano dal­
le operazioni realizzate dall' agenzia o dalla succursale interessata" ( artico­
lo 25 , paragrafo 2)j tuttavia , essa ha parimenti previsto , nello stesso tito­
lo III , la possibilità di accordi con paesi terzi "allo scopo di garantire ,
in condizioni di reciprocità , una sufficiente tutela degli assicurati degli
Stati membri " ( articolo 28 ). Il progetto di decisione dell' OCSE corrisponde
infatti , per il suo contenuto , ad un siffatto accordo giacché oltre alle nor­
me relative all' importo minimo del patrimonio libero , prevede che gli Stati
contraenti "ammetteranno , come giustificazione dell' esistenza di tale patri­
monio libero , la produzione di un certificato di solvibilità ... rilasciato
dalle autorità competenti del paese nel quale l' impresa ha la sua sede so­
ciale ".
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                                     Capitolo II
         necessità e contenuto di un' azione comune degli Stati membri
                               nell' ambito dell' OCSE
       Il confronto testé effettuato fra il progetto di decisione e la proposta
dimostra che non sono incompatibili . Anzi , mette in luce la necessità di un' a­
zione comune degli Stati membri nell' ambito dell' OCSE , nonché i; due principi
che dovrebbero ispirare questa azione : da un lato , progetto e proposta sono
cosi' legati che il primo non può essere efficacemente adottato prima della
seconda ; dall' altro , le norme progettate dall' OCSE devono essere adottate con
il concorso di tutti gli Stati membri della CEE ed il più rapidamente possibi­
le , giacché intendono prevenire le perturbazioni sul mercato internazionale
delle assicurazioni derivanti da una generalizzazione del sistema del margine
di solvibilità .
       Tre osservazioni mettono in evidenza che , nella fattispecie , un' armoniz­
zazione delle disposizioni nazionali dei sei Stati membri costituisce una con­
dizione preliminare ad un' armonizzazione in un quadro internazionale più ampio
       La prima è che il Comitato delle assicurazioni ha considerato , per l' im­
porto del patrimonio libero , i minimi previsti nella proposta della Commissio­
ne ; in tal modo , il valore tecnico dei lavori effettuati nel quadro della Co­
munità ha ricevuto una consacrazione internazionale . Ogni Stato membro ha evi­
dentemente il diritto di contestare nell 'ambito del Consiglio la fondatezza di
una proposta della Commissione . Ma non è auspicabile che uno solo degli Stati
membri della Comunità continui a sostenere nell' ambito dell' OCSE , contraria­
mente all' opinione dei cinque altri , che il margine di solvibilità dev' essere
aumentato , tenuto conto dell' estensione geografica degli affari dell' impresa
di assicurazioni e del carattere internazionale della sua attività .
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        Una seconda osservazione è che le norme relative al margine di solvibili­
tà applicabili alle imprese costituite nella Comunità e quelle applicabili alle
imprese costituite in paesi terzi formano un complesso inscindibile . Le seconde
sono semplicemente una proiezione delle prime sul piano delle relazioni interna^
zionali » Non si tratta di disposizioni intese a conferire una preferenza nazio­
nale o comunitaria a detrimento delle società straniere , ma si tratta di norme
di controllo che devono garantire , per la loro stessa natura , la solvibilità
delle imprese operanti nel territorio della Comunità indipendentemente dalla
loro sede . La loro finalità implica evidentemente la necessità di tenere con­
to del fatto che tutte le imprese comunitarie saranno sottoposte ad uno stesso
controllo , mentre quelle straniere possono non essere soggette ad alcun con­
trollo nel loro paese d' origine .
      Quanto detto spiega perché la Commissione ha proposto contemporaneamente ,
ma in due titoli distinti , da un lato le norme applicabili alle imprese con se­
de sociale all' interno della Comunità , e dall' altro quelle applicabili alle a­
genzie o succursali stabilite all' interno della Comunità e dipendenti da impre­
se la cui sede sociale si trova al di fuori della Comunità . Il complesso di
queste norme sarà vincolante per i sei Stati membri della Comunità . Per questo
motivo sarebbe irragionevole che nell' ambito dell' OCSE tre Stati membri adotti­
no attualmente disposizioni relative alle sole imprese costituite in paesi ter­
zi , mentre altri tre Stati membri vi si rifiuterebbero . Questa divergenza com­
prometterebbe o renderebbe addirittura impossibile un accordo nell' ambito del
Consiglio sulla proposta della Commissione e sull' applicazione delle disposi­
zioni del Trattato relative al diritto di stabilimento in materia di assicura­
zioni .
        Infine , la terza considerazione è che una decisione dell' OCSE , preceden­
te a quella della Comunità , non solo verrebbe a perturbare lo svolgimento del­
le procedure comunitarie , ma l' anticipazione rischierebbe di rendere precaria
la decisione dell' OCSE . Infatti , indipendentemente dalle difficoltà create da
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questa , il Consiglio , in virtù, dell' articolo 57 elei Trattato e del Programma
generale per la soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento ,
deve adottare una direttiva che coordini le norme di controllo applicabili al­
le imprese di assicurazione . Operando in tal modo , se non adotta le disposizio­
ni proposte dalla Commissione per il margine di solvibilità , possono presentar­
si due situazioni . In un caso , i minimi di solvibilità adottati sarebbero , più
elevati di quelli proposti dalla Commissione , come è attualmente richiesto dal­
la Germania ; in questo caso gli Stati membri dovrebbero denunciare l' accordo
sottoscritto all' OCSE , giacché non è concepibile che i requisiti di solvibilità
nei confronti delle imprese costituite in paesi terzi ed operanti in uno Stato
membro siano inferiori a quelli che si esigono dalle imprese costituite in uno
 -N                                                          I
Stato membro ed operanti in un altro Stato membro . Oppure , i minimi di solvibi­
lità adottati dal Consiglio sono meno elevati , come lo desiderano i Paesi Bassi ,
ed allora la decisione dell' OCSE perde ogni valore ; benché destinata a facili­
tare gli scambi , essa consentirebbe probabilmente agli Stati membri di imporre
alle società dei paesi terzi obblighi più gravosi di quelli previsti per le so­
cietà nazionali . L' esistenza di questi rischi è stata peraltro intravista dal
Comitato delle assicurazioni che , nella relazione allegata al progetto di de­
cisione , nota quanto segue :
"D' altro lato , ... occorre prevedere la possibilità di una revisione ... qua­
  lora , in seguito , venissero apportate alcune modifiche alla proposta di di­
  rettiva che fisserà il regime applicabile nei sei paesi membri delle Comuni­
  tà europee " (pagina 33 elei summenzionato documento dell' OCSE ).
        Basandosi su queste varie considerazioni , la Commissione constata , da
un lato , che un' adozione della decisione dell' OCSE con l' approvazione di uno
o più Stati membri anteriore a quella della direttiva attualmente discussa
nell' ambito del Consiglio , non sarebbe conforme all' interesse comunitario e ,
 dall' altro , che un rinvio dell' adozione del progetto di decisione non dovreb­
be causare troppo gravi preoccupazioni per l' OCSE .
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          Ciò non toglie che l' iniziativa adottata dall' OCSE per stabilirà norme
  comuni riguardanti l' importo minimo di solvibilità delle imprese che esercita­
  no assicurazioni diverse da quelle sulla vita è encomiabile e dovrebbe essere
  appoggiata . Infatti , osservando il mercato assicurativo nel mondo occidentale
  su un lungo periodo , si constata un aumento ininterrotto dell' importanza del-
  1 'assicurazione nella vita economica e sociale e parallelamente un controllo
  sempre più rigido dei sempre più numerosi settori assicurativi da parte dell' au­
  torità pubblica ; tuttavia , l' estensione dei controlli organizzati su una base
  nazionale e secondo norme stabilite unilateralmente perturba lo sviluppo di at­
  tività che , nei settori più importanti , non possono non essere internazionali .
• Stando cosi V le cose , l' iniziativa adottata dall' OCSE dev' essere ritenuta op­
  portuna per fissare quanto prima norme comuni relative al margine di solvibili­
  tà , che è una nuova tecnica di controllo , il cui impiego andrà sempre più esten­
  dendosi .
          In tal modo , per conciliare gli interessi in questione , la Commissione
  ritiene necessario che gli Stati membri svolgano nell' ambito dell' OCSE la se­
  guente azione comune :
  - al momento attuale , se è poco opportuno \ che tutti gli Stati membri chiedano
     formalmente all' OCSE di soprassedere per un certo tempo alla decisione pro­
     gettata , è almeno necessario che si astengano dal compremettere con le loro
     dichiarazioni ed i loro voti nell' ambito dell' OCSE il coordinamento intra­
     preso nel quadro della Comunità . Tuttavia , per consentire agli Stati membri
     di svolgere un' azione costruttiva nell' ambito dell' OCSE , occorre che la Co­
     munità adotti il più presto possibile la direttiva , la seconda fase di stu­
     dio della quale è già molto avanzata nell' ambito del gruppo dei problemi eco­
     nomici .
  - Non appena adottata la direttiva , sarà adottata una posizione unanime nei
     confronti del progetto di decisione ; se la proposta della Commissione sarà
     stata approvata senza modifiche sostanziali , anche la decisione in progetto
   . dovrebbe essere adottata senza modifiche entro il più breve termine ; in caso
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  contrario , l' OCSE dovrebbe riesaminarla e si dovrebbe vedere quanto conviene
  svolgere in comune , tenuto conto dell' armonizzazione realizzata fra i Sei e
  dell' opportunità di un' armonizzazione fra le norme comunitarie e quelle dei
  paesi terzi che fanno parte dell' OCSE .
                                        0
                                   0           0
                                  Conclusioni
             Base e forma   giuridiche di un' azione presso l' OCSE
      Le considerazioni precedenti dimostrano ampiamente che i problemi tratta­
ti presso l' OCSE "hanno un interesse particolare per il Mercato comune ". Poi­
ché è evidente che 1 'OCSE costituisce una "organizzazione internazionale di
carattere economico ", la presente questione rientra nel disposto dell' artico­
lo 116.
      Dopo la fine del periodo transitorio , detto articolo prescrive un' "azio­
ne comune " degli Stati membri , la cui portata ed applicazione sono definite
dal Consiglio su proposta della Commissione .
      A tale scopo , la Commissione trasmette al Consiglio la proposta qui unita
insieme con un    progetto di dichiarazione da inserire nel verbale del Consiglio ,
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                       Proposta di decisione del Consiglio
               relativa ad un' azione comune degli Stati membri
               nell' ambito dell' OCSE riguardante la solvibilità
                  delle imprese che esercitano assicurazioni
                           diverse da quelle sulla vita
IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ' ECONOMICA EUROPEA ,
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea ed in partico­
lare l' articolo 116 ;
Vista la proposta della Commissione ;
Considerando che il Programma generale per la soppressione delle restrizioni
alla libertà di stabilimento del 18 dicembre I96I prevede un coordinamento-
delle disposizioni nazionali relative all' accesso e all' esercizio delle atti­
vità di assicurazioni dirette diverse da quelle sulla vita ; che , in . applica­
zione del Programma , la Commissione ha presentato una proposta di direttiva
intesa in particolare ad obbligare le imprese a disporre , in aggiunta alle
riserve tecniche sufficienti per far fronte agli impegni contratti , di una
garanzia complementare di sicurezza , detta margine di solvibilità , costituita
dal patrimonio libero , per far fronte ai rischi dell' esercizio ;
Considerando che l' organizzazione di cooperazione e di sviluppo economici
tende parimenti ad armonizzare l' applicazione delle disposizioni nazionali in
merito allo stesso oggetto ; che le armonizzazioni avviate dalla Comunità e
dall' OCSE sono interdipendenti , anche se le norme comuni previste dall' OCSE
sono applicabili unicamente nelle relazioni internazionali ;
Considerando che i lavori dell' OCSE riguardanti il livello minimo di solvibi­
lità delle imprese che esercitano assicurazioni diverse da quelle sulla vita ,
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rivestono un interesse particolare per il Mercato comune ; che è quindi neces­
sario , senza che in futuro sia esclusa un' azione comunitaria , definire fin d' ora
la portata e la realizzazione di un' azione comune degli Stati membri nell' ambi­
to dell 'OCSE ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :
                                    Articolo 1
       Neil 'ambito dell' Organizzazione di cooperazione e di sviluppo economici ,
gli Stati membri svolgono un' azione comune in materia di livello minimo di sol­
vibilità dello imprese che esercitano assicurazioni diverse da quelle sulla vi­
ta . Mediante le loro dichiarazioni ed i loro voti nell' ambito delle istanze
competenti di detta Organizzazione , essi fanno in modo che
- non possa essere compromesso il coordinamento delle loro disposizioni nazio­
  nali relative al margine di solvibilità delle imprese che esercitano 1 'assi­
  curazione diversa da quella sulla vita ,
- siano facilitate nel territorio degli Stati aderenti all' OCSS le attività
  assicurative diverse da quelle sulla vita , delle imprese costituite all' inter­
  no della Comunità e reciprocamente le attività nella Comunità delle imprese
   costituite in uno degli Stati aderenti .
                                    Articolo 2
       Gli Stati membri , la Commissione nonché le loro delegazioni presso
l' OCSE , si consultano per realizzare nell' ambito delle varie istanze dell' OCSE
l' azione comune definita all' articolo precedente .
                                    Articolo 3
        Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione .
                                         Fatto a Bruxelles ,
 ---pagebreak---                                       - 14                     2568/xiv/C/ 70-1
       Progetto di dichiarazione da inserire noi verbale del Consiglio
      Adottando la decisione , il Consiglio riconosce che un' azione comune de­
gli Stati membri nell' ambito dell' OCSE potrà essere positiva e feconda solamen­
te se il Consiglio ha precedentemente adottato le disposizioni relative al mar­
gine di solvibilità di cui devono disporre le imprese che esercitano assicura­
zioni diverse da quelle sulla vita costituite o stabilite nel territorio della
Comunità . Inoltre , è opportuno pronunciarsi entro tre mesi sulla proposta di
una prima direttiva di coordinamento delle disposizioni legislative , regola­
mentari ed amministrative in materia di accesso e di esercizio dell 'assicura­
zione diretta diversa dall 'assicurazione sulla vita .