CELEX: 51993PC0684(02)
Language: it
Date: 1993-12-10
Title: Proposta di regolamento, sulla base dell' articolo 100C del Trattato che istituisce la Comunità europea, che determina quali siano i paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso di un visto per l' attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                        C0MC93) 684 def.
                                        Bruxelles, 10 dicembre 1993
           Comunicazione della Coma issione al Consiglio
                      e al Parlamento europeo
(I)   Proposta di decisione, sulla base dell'articolo K3 del Trattato
     sull'Unione    europea.     che    stab ilisce la    Convenzione
     sull'attraversamento delle frontiere esterne degli Stati
     membr i.
(li) Proposta di regolamento, sulla base dell'articolo 100C del
     Trattato che istituisce la Comunità europea, che determina
     quali siano 8 paesi terzi i cui cittadinI devono essere In
     possesso di un visto per l'attraversamento delle frontiere
     esterne degli Stati membri.
 ---pagebreak---                    COMMISSIONE D B J _ E COMUNITÀ E U R O P E E
                 Comunicazione della Commissione al Consiglio
                               e al Parlamento europeo
(I)       Proposta di decisione, sulla base dell'articolo K3 del Trattato
          sull'Unione        europea.       che     stabilisce la          Convenzione
          sull'attraversamento delle            frontiere esterne degli          Stati
          membrI.
(il)      Proposta di      regolamento, sulla base dell'articolo 100C del
          Trattato che       istituisce la Comunità europea, che determina
          quali siano     i paesi terzi i cui cittadini devono essere in
          possesso di      un visto per l'attraversamento delle frontiere
          esterne degli     Stati membri.
1. Con la presente, la Commissione trasmette al Consiglio e al
Parlamento Europeo due proposte strettamente col legate tra loro, da
esaminare congiuntamente.
2. La necessità di una revisione del progetto di Convenzione
sull'attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri deriva
da    alcuni      importanti     sviluppi      successivi all'interruzione         dei
negoziati     condotti      dai   Ministri      dell'immigrazione       sul   progetto
iniziale, nel giugno 1991, di fronte all'impossibilità di risolvere
l'unico problema rimasto in sospeso (l'articolo sull'applicazione
territoriale) che si frapponeva alla firma della Convenzione. Il testo
presentato dalla Commissione non propone una soluzione del suddetto
problema, il quale richiederà pertanto un ulteriore impegno negoziale,
a livello bilaterale, da parte dei due Stati membri principalmente
intéressât i.
3. Lo sviluppo di maggiore rilievo è costituito dall'entrata in vigore,
il 1' novembre          1993, del Trattato sull'Unione europea e, in
particolare, dell'articolo 100C. Quest'ultimo prescrive che alcuni
aspetti della politica dei visti, precedentemente disciplinati da
articoli del progetto di Convenzione, siano attribuiti alla competenza
della Comunità e posti in essere attraverso strumenti comunitari.
4. Le due proposte preliminari contemplano insieme tutti gli elementi
sostanziali in precedenza riuniti In un unico strumento rappresentato
dal progetto di Convenzione. Ogni modifica apportata al Progetto di
Convenzione è giustificata nella nota esplicativa.
5. Queste proposte, una volta adottate, costituiranno la base giuridica
per la definizione di norme comuni sull'attraversamento delle frontiere
esterne su cui tutti gli Stati membri potranno fare affidamento. Come
più volte ribadito dal Consiglio europeo, da ultimo al vertice di
Edimburgo nel dicembre 1992, si tratta di un elemento fondamentale per
la creazione di uno spazio senza frontiere interne, in conformità
dell'art. 7A del Trattato sull'Unione europea.
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                                                                             Ah
 ---pagebreak--- PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
              CHE STABILISCE LA CONVENZIONE
          RELATIVA AL CONTROLLO DELLE PERSONE
      ALL'ATTRAVERSAMENTO DELLE FRONTIERE ESTERNE
  (Proposta presentata dalla Commissione al Consiglio
        a norma dell'articolo K 3, paragrafo 2,
           del Trattato sull'Unione europea).
                          -11-
 ---pagebreak---                                     INDICE
Relazione                                  pag.  3
Proposta di decisione del Consiglio        pag. 13
Convenzione relativa al controllo
delle persone all'attraversamento
delle frontiere esterne                    pag. 17
                                    - 2 -
 ---pagebreak--- R E L A 2   I O N E
      - 3 -
 ---pagebreak--- 1.       Gli sforzi dei Ministri dell'immigrazione che, nell'ambito della
cooperazione     intergovernativa,     hanno     concluso      una     convenzione
sull'attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri della
Comunità europea - convenzione che questi ultimi considerano essenziale per
realizzare lo spazio senza frontiere interne, come previsto dall'articolo 7A
del Trattato istitutivo della Comunità europea - sono stati coronati da
successo grazie all'avvento dell'Unione europea il cui Trattato istituisce
una specifica procedura per concludere convenzioni nel campo della giustizia
e degli affari interni.
         Sui   plano   formale    I lavori    anteriori    non    possono   essere
ufficializzati dal momento che la Convenzione giuridicamente non esiste in
quanto non è stata ancora firmata. Per contro, sul plano sostanziale, resta
quanto si è già acquisito sotto il profilo politico grazie ai negoziati
condotti nel 1989 e 1991, che hanno cristallizzato l'unanime consenso degli
Stati membri sulle norme di massima applicabili alle frontiere esterne,
anche se l'accordo non si è mai materializzato a motivo dell'unica
controversia bilaterale che tuttora coinvolge il Regno Unito e la Spagna,
vale a dire la questione di Gibilterra.
2.       L'obiett ivo del la presente proposta è appunto quel lo di non perdere
quanto si è già acquisito sul piano politico, pur adeguando il testo alle
esigenze giuridiche sia del Trattato sull'Unione europea, con particolare
riguardo al Titolo VI, sia e soprattutto con riguardo al futuro Spazio
economico europeo.
                     I. GENESI DEL PROGETTO DI CONVENZIONE
         Contesto dei precedenti lavori
3.       Nell'ambito del programma di lavoro approvato dal Consiglio europeo
di Madrid ai fini dell'instaurazione dello spazio senza frontiere interne
come previsto dal l'Articolo 7A ("Documento de Palma"), gli Stati membri
hanno lavorato, a partire dal 1989 ed in sede intergovernativa, alla
preparazione di una Convenzione sull'attraversamento delle frontiere esterne
degli Stati membri.       I lavori, condotti sotto        l'egida dei ministri
dell'immigrazione, hanno consentito di mettere a punto, nel giugno del 1991,
grazie anche al sostegno dei successivi Consigli europei, un accordo degli
Stati membri su una esauriente gamma di principi da inserire in una
Convenzione che gli stessi Ministri avrebbero dovuto firmare al termine
della Presidenza lussemburghese.
                                      « 4 _
 ---pagebreak--- 4.        Nell'ultima fase del negoziato è purtroppo insorto il conflitto
bilaterale tra Regno Unito e Spagna per quanto riguarda l'estensione del
campo di applicazione territoriale a Gibilterra. Malgrado i due anni di
sforzi    dispiegati   dalle   Presidenze   successive  per   raggiungere  un
compromesso, la convenzione non ha mai potuto essere firmata. Tuttavia, si è
deciso che, a prescindere dalla conclusione formale dei Ministri, tutte le
altre disposizioni della convenzione si sarebbero considerate acquisite "de
facto" tra gli Stati membri.
5.         Il periodo di stasi si é prolungato fino all'entrata In vigore del
Trattato sull'Unione europea col        1* novembre 1993,   il cui Titolo VI
ufficializza la cooperazione degli Stati membri nel campo degli affari
interni e di quelli giudiziari.
          Sui piano sostanziale, l'articolo K 1 del Trattato dispone che "ai
fini della realizzazione degli obiettivi dell'Unione, in particolare della
 libera circolazione delle persone e fatte salve le competenze della Comunità
europea", merita considerare anche come questione d'interesse comune "le
norme che disciplinano l'attraversamento delle frontiere esterne degli Stati
membri da parte delle persone e l'espletamento dei relativi controlli"
(punto 2 ) . Quanto ai mezzi l'articolo K 3, paragrafo 2 prevede che il
Consiglio dispone di tre metodi e in particolare della possibilità di
"elaborare convenzioni, di cui raccomanderà l'adozione da parte degli Stati
membri conformemente alle loro rispettive norme costituzionali" (lettera e ) .
Il Titolo VI precisa inoltre la procedura specifica applicabile in materia.
          La necessità di adottare il testo
6_;_       I Ministri dell'immigrazione, pur riconoscendo la necessità di
rispettare il nuovo contesto giuridico, si preoccupano di preservare quanto
si è già acquisito sul piano politico nel corso dei precedenti negoziati.
Nella riunione di Copenaghen (1-2 giugno 1993) hanno infatti dichiarato:
     "I Ministri hanno preso atto delle incidenze che il Trattato sull'Unione
     europea e l'accordo SEE potranno avere sul progetto di convenzione in
     materia di attraversamento delle frontiere esterne. I Ministri hanno
     considerato:
          che le eventuali modifiche da apportare al progetto di convenzione
          per renderlo compatibile con il Trattato sull'Unione europea devono
          essere di natura tecnica e limitate allo stretto necessario,
          restando escluso che si possa riaprire il negoziato su articoli
          che non siano quelli la cui revisione è da ritenersi a tal fine
          necessar ia;
          che la questione riveste carattere puramente tecnico, per cui
          merita evitare che essa provochi un'impasse per motivi di ordine
          giur idico;
          che al tempo stesso occorre evitare qualsiasi periodo di vuoto
          giur idico."
                                     - 5 -
 ---pagebreak--- 7.       I principali      nuovi     elementi    intervenuti   successivamente al
giugno 1991 e che richiedono l'adeguamento del testo sono:
    a)   oli sviluppi nel contesto comunitario
         da un lato, nel luglio del 1991 non era stata ancora adottata
         l'intera normativa comunitaria in merito alla soppressione del
         controlli su 11 e mejrej. a 11 e frontiere interne, mentre attualmente la
         normativa è orma) in vigore, con la conseguenza che I controlli
         sono effettivamente soppressi con il 1' gennaio 1993;
         dall'altro, la Comunità ha concluso in data 2 maggio 1992 l'accordo
         istitutivo dello Spazio economico europeo che, non appena entrerà
         in vigore, conferirà ai cittadini dei paesi EFTA diritti Identici,
         In materia di ingresso e di soggiorno, a quelli di cui godono i
         cittadini degli Stati membri;
    b)   La procedura introdotta dal Titolo VI del Trattato su 11'Un Ione
         europea. L'articolo K 3 del Trattato stabilisce una specifica
         procedura per l'adozione di strumenti giuridici finalizzati alla
         cooperazione nei campi di cui al Titolo VI del Trattato, procedura
         che in particolare si caratterizza per il diritto d'iniziativa
         della Commissione e degli Stati membri, per la consultazione del
         Parlamento europeo ad opera della presidenza, per la possibilità di
         accordare specifiche competenze alla Corte di giustizia. Per questo
         motivo dopo l'entrata in vigore del Trattato, gli Stati membri non
         possono più concludere tra essi, con riguardo alle materie elencate
         dall'articolo K 1, convenzioni secondo le regole classiche del
         diritto internazionale pubblico;
    e)   la competenza      comunitaria      in materia     di  visti.   11 nuovo
         articolo 100 C stabilisce che sono di competenza comunitaria sia
         la fissazione dei "paesi terzi i cui cittadini devono essere in
         possesso del visto per l'attraversamento delle frontiere esterne
         degli Stati membri", sìa la messa a punto "delle misure relative
         all'instaurazione di un modello uniforme per i visti". Queste
         materie devono quindi fare l'oggetto di decisioni secondo le
         procedure del Trattato CE e non del Titolo VI del TUE.
 ---pagebreak---                            II. GLI ADEGUAMENTI NECESSARI
          Perché un'iniziativa della Commissione?
8.        Nell'ambito intergovernativo nel quale era stato preparato il testo
del luglio 1991 la Commissione non disponeva del diritto di iniziativa. Dopo
l'entrata in vigore del Trattato sull'Unione, essa dispone giuridicamente
del potere d'iniziativa, di cui fruiscono del resto anche gli Stati membri
(articolo K 3, paragrafo 2, primo trattino). In quanto custode del Trattato,
la    Commissione    deve    prevenire    qualsiasi    ulteriore    ritardo   nella
realizzazione     della   libera    circolazione    delle  persone    conformemente
all'articolo 7A del Trattato istitutivo della Comunità europea, ritardo che
potrebbe risultare dalla mancata adozione della convenzione in materia. Il
Consiglio europeo di Edimburgo ha chiaramente sottolineato che uno degli
strumenti indispensabili ai fini della libera circolazione delle persone è
appunto l'elaborazione della convenzione. Occorre quindi che il Consiglio
venga il più rapidamente possibile investito della questione.
          Forma della proposta
9.        L'articolo K 3 stabilisce le funzioni del Consiglio: "Il Consiglio
può                 elaborare convenzioni di cui raccomanderà l'adozione da
parte degli Stati membri". L'articolo 220 CEE si limitava a stabilire che
"Gì i Stat i membr i avvieranno fra loro                       negoziati intesi a
garantire               ". Ê quindi opportuno che la convenzione non sia più
presentata come un classico strumento del diritto internazionale pubblico
stipulato dai plenipotenziari dei Capi di Stato.
          Ebbene,     il Consiglio è ormai        competente    per elaborare    le
convenzioni in parola. Esso ha infatti il potere autonomo di raccomandarne
 l'adozione agli Stati membri secondo le rispettive norme costituzionali.
Queste due funzioni del Consiglio si tradurranno in un atto specifico dello
stesso, distinto dalla convenzione medesima e firmato dal solo Presidente
del Consigi io.
10.       Dal momento che II Trattato non offre indicazioni sulla natura
giuridica dell'atto nel quale si concretizza il potere autonomo del
Consiglio - visto che le norme dell'articolo 189 del Trattato CE non sono
applicabili al Titolo VI - l'atto da adottare ha necessariamente il
carattere di una "decisione" sui generis. Per questo motivo la presente
proposta è articolata in due parti distinte: da un lato, la "decisione del
Consiglio" e, dall'altro,          il testo    della    convenzione,   allegato a
quest'uIt ima.
                                        - 7 -
 ---pagebreak---           Il progetto di decisione del Consigi io*1>
11.       Il preambolo del progetto, oltre ai "visti" classici             (base
giuridica, proposta della Commissione, intervento del Parlamento europeo
secondo le modalità di cui al l'articolo K 6 ) , comporta dei "considerando"
che giustificano non soltanto la decisione, ma anche la convenzione ad essa
allegata. È per questo motivo che se anteriormente i "considerando"
precedevano il testo della convenzione, figurano ora nel corpo stesso della
decisione. La formulazione dei "considerando" è adeguata al Trattato grazie
al riferimento alla maggiore cooperazione in materia di politica ''ai visti
(3* considerando) ed al riferimento alla convenzione europea cìei diritti
dell'uomo (5' considerando).
          È stato inoltre introdotto un ulteriore considerando per fare
riferimento all'articolo K 1 e in particolare per "fare salve" le competenze
della    Comunità.     Questa   disposizione   sostituisce   l'ex   paragrafo 2
dell'articolo 27, la cui rubricazione nel dispositivo è divenuta inutile dal
momento che la convenzione in parola si inserisce ormai nel dispositivo
istituzionale dell'Unione.
12.       Nel dispositivo si riflette inoltre il potere del Consiglio. Oltre
all'aspetto formale dell'elaborazione del testo della convenzione che figura
in allegato alla decisione, quest'ultima prevede l'articolo 1, paragrafo 1
in cui si raccomanda agli Stati membri di adottare la convenzione secondo le
rispettive norme costituzionali. Per conferire efficacia alla disposizione
in parola è opportuno corredarla di un termine e, dal momento che la
convenzione contribuisce al perseguimento di un obiettivo da conseguire
entro il 1* gennaio 1996, il termine in parola non può che essere che breve
e resta stabilito al 31 dicembre 1994. Ciò significa che la convenzione
entrerà in vigore col 1* gennaio 1995 al più tardi, come stabilito
all'articolo 6 che prevede deroghe applicabili ai soli aeroporti (ma questo
riferimento è ormai superfluo e può essere soppresso nei paragrafi 1 e 4
del I'articolo 6 ) . In questo modo non vi è più nessuna deroga nel tempo.
13.       Poiché    la decisione diviene il testo operativo è opportuno
 inserirvi le disposizioni attinenti all'entrata in vigore, già previste
dall'ex articolo 32 della convenzione. Si tratta, da un lato, dell'obbligo
di far luogo alla notifica dell'avvenuta approvazione nei termini prescritti
all'articolo 1, paragrafo 2 e, dall'altro, delle regole in materia di
entrata in vigore della convenzione stessa (articolo 2 ) .
          Poiché inoltre la convenzione è conclusa nell'ambito dell'Unione
europea, gli strumenti di ratifica vanno depositati presso il Segretariato
generale del Consiglio, alla stessa stregua delle convenzioni concluse a
norma dell'articolo 220 del Trattato CE.
(1) I raffronti sono fatti con riferimento al testo del        luglio 1991, che
     chiameremo ex articolo ....
                                       - 8 -
 ---pagebreak---            L'adeguamento del testo alla convenzione stessa
14.        Gli emendamenti apportati al testo del luglio 1991 trovano la loro
principale giustificazione nell'entrata in vigore del Trattato sull'Unione.
Merita inoltre provvedere alla compatibilità, all'atto della sua entrata in
vigore, del futuro accordo sullo Spazio economico europeo. Peraltro, al fine
di migliorare la leggibilità del testo, la convenzione é stata strutturata
in Ti toii e art icoli.
a)   Adeguamenti imposti dal Trattatosull'Unione europea
     i)   Adeguamenti puramente formali
15.        Conclusa nell'ambito dell'Unione, la convenzione è necessariamente
conclusa tra gli Stati membri. Di conseguenza, é superfluo farne ogni volta
espressamente menzione: il testo è stato in tal senso interamente ritoccato.
Ê opportuno anche sopprimere gli ex articoli 33 e 34 relativi all'adesione
di futuri Stati membri e alla revisione della convenzione, dal momento che
ormai queste materie sono rette dagli articoli 0 e K 3 del Trattato
sul l'Unione.
           Poiché i considerando sono stati trasferiti nel testo della
decisone, non vi è più bisogno di riprenderli nel testo della convenzione.
Peraltro, poiché quest'ultima è allegata alla decisione, non è più
necessario prevedere la firma dei plenipotenziari dei Capi di Stato. La
soppressone delle menzioni testé indicate non implica nessuna modifica di
carattere sostanziale.
16.        In quanto inserita nelle disposizioni del Trattato sull'Unione -
che vanno applicate senza pregiudizio delle competenze della Comunità - la
convenzione     non può dare una definizione delle          frontiere   interne,
definizione che rientra piuttosto nel Trattato CE. È per questo motivo che
si rinvia agli strumenti comunitari pertinenti. È anche per questo motivo
che la nuova lettera h) dell'articolo 1, che si sostituisce alle soppresse
lettere f) e g ) , non definisce espressamente le frontiere interne ma rinvia
agli atti comunitari che precisano il concetto di "voli intracomunitari" e
di "traversate marittime intracomunitarie" ^ 2 ) . Comunque nulla cambia nella
sostanza.
           Lo stesso dicasi per l'articolo 13, paragrafo 2, dal momento che i
lavori    finalizzati   all'instaurazione del sistema      informatizzato sono
tuttora in corso nel contesto della convenzione sull'istituzione del sistema
europeo d'informazione. Si tratta quindi di una semplice precisazione.
(2) Attualmente si tratta dell'articolo 2, paragrafo 3 e dell'articolo 5 del
     regolamento (CEE) n. 3295/91 del Consiglio, del 19 dicembre 1991.
                                      - 9 -
 ---pagebreak---      i i)  Adeguamenti di forma, ma aventi incidenze sul piano operativo
17.       Poiché il Trattato contiene ormai norme in materia di procedure di
applicazione delle convenzioni è indispensabile che le corrispondenti
disposizioni vengano adeguate alle norme del Trattato. È per questo motivo
che non occorre più far riferimento al comitato di cui al l'art icolo 26 in
quanto organo decisionale, dal momento che il potere di decisione appartiene
ormai al Consiglio. E in questo senso dispone espressamente l'articolo K 3,
secondo paragrafo, lettera e ) , secondo capoverso. Di conseguenza, basta
limitarsi semplicemente ad enunciare che trattasi delle modalità stabilite a
titolo delle misure di applicazione della convenzione. L'adeguamento si
ritrova ormai nei numerosi articoli che facevano riferimento all'anzidetto
comitato.
          Tutte le norme in parola devono quindi rispettare il principio
stabilito dal Titolo VI del Trattato: la maggioranza dei due terzi é la
regola, mentre l'unanimità é l'eccezione. E la portata delle eccezioni va
espressamente specificata nel testo della convenzione. Ê per questo motivo
che, dal momento che nessun'altra procedura é specificamente prevista, il
solo rinvio alla nozione di "misure di applicazione" Implica l'applicabilità
della procedura di cui all'articolo K 3, paragrafo 2 e ) , secondo capoverso
(che si applica salvo che la convenzione non disponga altrimenti), il che
significa che l'adozione in seno al Consiglio avviene alla maggioranza del
due terzi. E per motivi di efficienza questa regola va seguita per tutte le
modalità di applicazione espressamente previste dalla convenzione. D'altra
parte, per dar prova di realismo e preservare gli interessi specifici degli
Stati membri é legittimo stabilire espressamente la regola dell'unanimità
per l'adozione delle misure non espressamente previste dalla convenzione, è
 in tal senso che é stato quindi redatto l'articolo 26.
18.       Per quanto attiene all'applicazione territoriale della convenzione,
per la quale dal 1991 continua a sussistere ('"impasse" dovuto alla
questione di Gibilterra, la Commissione ritiene di non dover prendere
posizione in merito a questa vertenza, la cui soluzione non può essere che
il frutto dei negoziati bilaterali tuttora in corso dal 1991. È per questo
che la Commissione propone di limitarsi, nella fase attuale, alla formula "a
titolo informativo", per consentire che i negoziati bilaterali proseguano
nella serenità che é indispensabile. Il Consiglio potrà intanto prendere
subito in esame il relativo testo, e integrarvi poi al momento opportuno
 l'esito del negoziato tra le parti interessate.
19.       Dal momento che la convenzione è predisposta dall'Unione, non é più
opportuno stabilire un atto finale della Conferenza. Al massimo gli Stati
membri potranno proporre delle dichiarazioni, che saranno recepite nel
processo verbale del Consiglio.
                                    - 10 -
 ---pagebreak---      iii) Adeguamenti sostanziali per tener       conto   del  trasferimento   di
          competenze e del diritto derivato
20.       L'articolo 100 C del Trattato CE riserva ormai alla Comunità la
competenza per definire alcuni aspetti della politica in materia di visti,
come    la fissazione dei paesi       i cui cittadini      saranno assoggettati
all'obbligo del visto, nonché il modello tipo del visto stesso. In seguito
al trasferimento di queste competenze, è indispensabile che il Consiglio
emani norme comunitarie in materia. Per provvedere alla coerenza col
Trattato e alla complementarietà con le future decisioni comunitarie è
quindi opportuno rimuovere dal vecchio testo della convenzione quelle
disposizioni che ormai sono previste dall'articolo 100 C. È per questo
motivo    che sono state      soppresse    le disposizioni     pertinenti   degli
articoli 17, 18, 19, paragrafo 3 e 21 ; il resto del testo è stato adeguato
di conseguenza. D'altra parte, occorre anche definire il concetto di "visto
uniforme" di cui alla lettera f (nuova) dell'articolo 1.
21.       Poiché l'articolo K 1 precisa espressamente che il Titolo VI del
Trattato si applica "fatte salve le competenze della Comunità", merita tener
conto del fatto che il diritto comunitario si occupa già, in certa misura,
dell'attraversamento delle frontiere senza comunque operare una precisa
distinzione tra frontiere interne e quelle esterne. É per questo motivo che
la convenzione non può, per principio, rimettere in questione l'anzidetta
ripartizione delle competenze e trova principalmente applicazione nei
confronti dei non beneficiari del diritto comunitario. Questa precisazione è
stata portata nel nuovo paragrafo 2 dell'articolo 1: grazie ad essa è
possibile riferirsi semplicemente al concetto di "persone" nel seguito del
testo. Tuttavia sono comunque necessarie regole comuni che si applichino a
tutti i viaggiatori, anche se é indispensabile distinguere i beneficiari del
diritto comunitario dagli altri viaggiatori. Sono questi i soli controlli
applicabili a tutti i viaggiatori a prescindere dalla loro situazione.
Compete    alla convenzione apportare questa         precisazione, giacché      le
disposizioni in parola non sono contrarie al diritto comunitario. Questo
principio è ricordato nel 3' considerando e le modalità del controllo sono
previste dall'articolo 2.
22.        Essendo stato redatto prima che fossero adottate le misure relative
al trasporto di merci. il testo del luglio 1991 non ne poteva tener conto.
Anzitutto occorre adeguare lo stesso titolo della convenzione, precisando
che essa si applica soltanto al controllo delle persone. In seguito occorre
precisare che i controlli dei bagagli (articoli 5, paragrafo 6 e 2
paragrafo 2)      si  effettuano    senza    pregiudizio    delle    disposizioni
comunitarie ( 3 ) .
(3) Si tratta in particolare del regolamento n. 3925/91 del Consiglio, del
     19 dicembre 1991, relativo all'eliminazione dei controlli e delle
     formalità applicabili ai bagagli a mano e ai bagagli registrati delle
    persone che effettuano voli          intracomunitari, e del       regolamento
    n. 1823/92 della Commissione, del 3 luglio 1992, recante applicazione
    del regolamento del Consiglio.
                                     - 11 -
 ---pagebreak---       iv)  Adeguamenti    sostanziali.   per  tener conto  del  nuovo  quadro
           giuridico del Titolo VI
 23.        L'articolo K 3 del Trattato stabilisce espressamente che "Le
convenzioni possono prevedere che la Corte di giustizia sia competente per
 interpretarne le disposizioni e per comporre le controversie connesse con la
 loro applicazione, secondo        le modalità che saranno precisate dalle
convenzioni medesime". La Commissione é del parere che questa disposizione
debba trovare concreta attuazione vuoi per provvedere all'interpretazione
uniforme della convenzione in esame (stante la connessione dell'oggetto
della convenzione con le materie di competenza del Trattato C E ) , vuoi per
comporre le controversie che potrebbero insorgere in sede di applicazione
della stessa. Un'iniziativa in tal senso consente anche di rispondere
positivamente alle preoccupazioni espresse dal Parlamento europeo e dalle
organizzazioni non governative.
           L'interpretazione uniforme è assicurata mantenendo in vigore il
procedimento di rinvio in via pregiudiziale di cui all'articolo 177 del
Trattato CE. Peraltro la Corte di giustizia ha il potere di statuire su
qualsiasi controversia in merito all'applicazione della convenzione, ove sia
 in tal senso adita da uno degli Stati membri o dalla Commissione. Norme in
tal senso sono previste nel nuovo articolo 29.
b)   Adeguamenti imposti dal futuro Spazio economico europeo
24.        Non appena entrerà in vigore l'accordo istitutivo dello Spazio
economico europeo del 2 maggio 1992, i cittadini dei paesi EFTA saranno
assimilati, in fatto di ingresso e di soggiorno nel territorio dell'Unione,
ai cittadini degli Stati membri della Comunità. La Commissione ritiene che
 il miglior modo per anticipare questo evento sia di sostituire alla nozione
di "cittadini degli Stati membri" quella di "beneficiari del diritto
comunitario", come stabilito dall'articolo 1 lettera a) (nuovo), in modo da
contemplare non soltanto i cittadini degli Stati membri dell'Unione europea,
ma anche i cittadini degli Stati terzi che in forza di accordi tra questi
ultimi e la Comunità europea fruiranno di diritti identici in materia di
 ingresso e di soggiorno.
            In questo modo si preciserà anche che i componenti della famiglia
di un cittadino di uno Stato membro che abbiano la nazionalità di uno Stato
terzo, nella definizione che di essi dà l'articolo 10 del regolamento del
Consiglio n. 1612/68 del 15 ottobre 1968, non possono essere assoggettati,
 in forza delle direttive 68/360, 73/148, 90/364, 90/365 e 93/... in materia
di ingresso e di soggiorno, a controlli che vadano oltre a quelli
applicabili ai cittadini degli Stati membri, alla sola eccezione del visto
di ingresso (eccezione formulata nella seconda frase del 2' paragrafo
del I'art icolo 5 ) ,
25.        Al testo di progetto di convenzione sono stati così apportati gli
adeguamenti imposti dagli sviluppi giuridici emersi successivamente al mese
di luglio 1991. Si è inoltre voluto rispettare le conclusioni cui sono
pervenuti     i ministri dell'immigrazione in data 1* giugno 1993 al fine
soprattutto di non riaprire il negoziato su un testo che ha ricevuto
l'accordo delle parti per quanto riguarda gli aspetti sostanziali, fermo
restando che la rapida adozione della convenzione costituisce una priorità
politica     assoluta al fine di dare pratica attuazione alla          libera
circolazione delle persone.
                                       - 12 -
 ---pagebreak---            PROPOSTA DI DECISIONE
               DEL CONSIGLIO
 CHE STABILISCE LA CONVENZIONE RELATIVA AL
          CONTROLLO DELLE PERSONE
ALL'ATTRAVERSAMENTO DELLE FRONTIERE ESTERNE
                   - 13 -
 ---pagebreak---        PROPOSTA DI DECISIONE N          DEL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
                                   de I
                   che stabilisce la convenzione relativa al
                  controllo delle persone all'attraversamento
                            delle frontiere esterne
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
Visto il Trattato     sull'Unione  europea,     in  particolare l'articolo K 3,
paragrafo 2,
                                      (1)
vista la proposta della Commissione        del ...,
visto il parere del Parlamento europeo,                                -
considerando che in forza dell'articolo K 1 sul Trattato sul l'Unione europea
le norme che disciplinano l'attraversamento delle frontiere esterne degli
Stati membri da parte delle singole persone, nonché le modalità di controllo
da esercitare all'attraversamento costituiscono, fatte salve le competenze
della Comunità europea, questioni di interesse comune che rientrano
nell'ambito della cooperazione       istituita dal Titolo VI del Trattato
su I I'Un I one ;
considerando che le norme che disciplinano l'attraversamento delle frontiere
esterne degli Stati membri da parte dei cittadini dell'Unione e degli altri
beneficiari del diritto comunitario rientrano nell'ambito del Trattato
 istitutivo della Comunità europea e che la presente convenzione stabilisce
 in primo luogo le norme applicabili alle persone non beneficiarie del
diritto comunitario; che tuttavia, il controllo all'attraversamento delle
frontiere esterne va esercitato nei confronti di qualsiasi persona che si
presenti alle stesse frontiere, fermo restando che occorre distinguere tra
beneficiari del diritto comunitari ed altre persone;
considerando che l'obiettivo è quello di predisporre uno spazio senza
frontiere interne nel quale sia garantita la libera circolazione delle
persone secondo le disposizioni di cui all'articolo 7 A del Trattato che
 istituisce la Comunità europea-,
(1) GU n.
                                        14 -
 ---pagebreak--- considerando che il conseguimento dell'anzidetto obiettivo postula sia
efficaci controlli sulle persone, da effettuarsi alle frontiere esterne
degli Stati membri secondo norme comuni, sia una più intensa cooperazione
nel dare pratica attuazione ad una politica comune in materia di visti;
considerando ctie I controlli esercitati sulle persone alle frontiere esterne
vanno effettuati da ciascuno Stato membro secondo norme stabilite in comune
e tenuto conto degli interessi di tutti gli Stati membri;
considerando che la finalità del controllo è di prevenire rischi per
l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica negli Stati membri dell'Unione,
lottando al tempo stesso contro l'immigrazione irregolare e sempre vigilando
a che non si precluda l'apertura degli Stati membri verso il mondo esterno e
che non si attenui l'intensità degli scambi con altri paesi soprattutto nel
settore culturale, scientifico ed economico;
considerando che l'apprestamento del sistema di controllo alle frontiere
esterne   agli   effetti    della  presente   convenzione   e  nel   contesto
dell'applicazione dell'articolo 7 A del Trattato costitutivo della Comunità
europea, esige che si dedichi speciale attenzione alle questioni di ordine
infrastrutturale e alla sorveglianza delle frontiere di quei paesi che a
motivo della loro posizione o configurazione geografica, sono maggiormente
esposti a più intense pressioni migratorie;
considerando che gli Stati membri dell'Unione europea intendono esercitare i
controlli in parola nel rispetto degli impegni internazionali comuni da essi
assunti,   in particolare nel rispetto della convenzione europea del
4 novembre 1950 sulla salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà
fondamentali, come pure nel rispetto della convenzione di Ginevra del
28 luglio 1951, modificata col protocollo di New York del 31 gennaio 1967,
relativa allo statuto dei profughi, e senza pregiudizio delle disposizioni
costituzionali più favorevoli in materia di asilo-,
HA ADOTTATO LA SEGUENTE DECISIONE
                                    - 15 -
 ---pagebreak---                                  Ar t i co Io 1
1. Si raccomanda agli Stati membri di approvare, secondo le rispettive norme
   costituzionali ed entro e non oltre il 31 dicembre 1994, la convenzione
   relativa al controllo delle persone all'attraversamento delie frontiere
   esterne, predisposta con la presente decisione ed il cui testo figura in
   al legato.
2. Gli Stati membri notificano e depositano presso il Segretariato generale
   del Consiglio gli strumenti che attestano l'avvenuto assolvimento delle
   procedure prescritte dalle rispettive norme costituzionali ai fini
   dell'adozione della convenzione il cui testo figura in allegato.
                                 Ar 11 co Io 2
1. La convenzione entrerà in vigore il primo giorno del secondo mese
   successivo all'avvenuto deposito, presso il Segretariato generale del
   Consiglio, dello strumento di ratifica da parte dello Stato membro che
   procederà per ultimo all'assolvimento di dette formalità.
   Le disposizioni che disciplinano l'emanazione delle misure di attuazione
   della    convenzione  si  applicano      fin  dall'entrata     in vigore   di
   quest'ultima. Le altre disposizioni si applicano a decorrere dal primo
   giorno del terzo mese successivo a detta entrata in vigore.
2. Il Segretario generale del Consiglio informa gli Stati membri       in merito
   alla data di entrata in vigore della presente convenzione.
                                 Ar t i co Io 3
   La presente convenzione entra in vigore il giorno in cui viene pubblicata
   nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Fatto a Bruxelles, addi
                                                Per iI Consigi lo
                                                II Presidente
                                    - 16 -
 ---pagebreak---                 CONVENZIONE
    RELATIVA AL CONTROLLO DELLE PERSONE
ALL'ATTRAVERSAMENTO DELLE FRONTIERE ESTERNE
                   - 17 -
 ---pagebreak---                             TITOLO I : GENERALITÀ
                                 ARTICOLO 1
                                 Def inizioni
1. Ai sensi della presente convenzione si intende per:
a) beneficiari del diritto comunitario:
   i)    i cittadini dell'Unione ai sensi del l'articolo 8, paragrafo 1 del
         Trattato che istituisce la Comunità europea
   ii)   i componenti della famiglia dei cittadini anzidetti, cha abbiano la
         nazionalità di uno Stato terzo e che in forza di un atto adottato
         in applicazione del Trattato istitutivo della Comunità europea
         fruiscano del diritto di ingresso e di soggiorno in uno Stato
         membro;
   iii) I cittadini degli stati terzi che, in forza di accordi conclusi tra
         la Comunità europea, i suoi Stati membri ed i paesi terzi in
         questione, fruiscono, in fatto di ingresso e di soggiorno in uno
         Stato membro, di diritti identici a quelli dei cittadini degli
         Stati membri dell'Unione, nonché i componenti della famiglia di
         questi ultimi aventi la nazionalità di uno Stato terzo, che
         beneficiano del diritto di ingresso e di soggiorno in uno Stato
         membro in forza degli accordi anzidetti.
b) titolo di soggiorno: qualsiasi autorizzazione   rilasciata dalle autorità
   di uno Stato membro che disponga il soggiorno    di una persona che non é
   beneficiaria del diritto comunitario nel suo     territorio, ad eccezione
   dei visti e delle autorizzazioni provvisorie    di cui agli articoli 8 e
   15.
e) visto di entrata: autorizzazione o decisione di uno Stato membro
   adottata conformemente alle decisioni prese in forza dell'articolo 100 C
   del Trattato che costituisce la Comunità europea, al fine di consentire
    l'ingresso di una persona soggetta all'obbligo del visto per poter
   entrare nel suo territorio, sempreché siano soddisfatte le altre
   condizioni di ingresso;
                                    - 18 -
 ---pagebreak--- d) visto di transito: autorizzazione o decisione di uno Stato membro
   adottata conformemente alle decisioni presi in forza dell'articolo 100 C
   del Trattato che istituisce la Comunità europea, al fine di consentire
   il transito di una persona soggetta all'obbligo del visto per poter
   transitare nel suo territorio o nella zona di transito di un porto o di
   un aeroporto, sempreché siano soddisfatte le altre condizioni di
   transito; il tempo di transito non può superare I cinque giorni.
e) visto di ritorno: autorizzazione di uno Stato che consente ad una
   persona che non é cittadino di tale Stato e che si trova nel suo
   territorio, di ritornarvi, entro un determinato periodo, senza dover
   essere nuovamente munito del visto di entrata in questo Stato:
f) visto uniforme: visto d'ingresso, visto di transito o di ritorno
   predisposto conformemente al modello tipo di cui all'articolo 100 C
   paragrafo 3 del Trattato che istituisce la Comunità europea e rilasciato
   secondo    le norme    previste  dagli   articolo 19-22   della  presente
   Convenzione.
g) soggiorno di breve durata: un periodo di soggiorno ininterrotto o
   soggiorni successivi nel territorio degli Stati membri di durata non
   superiore ai tre mesi nell'arco di sei mesi a decorrere dalla data della
   pr ima entrata;
h) frontiere esterne:
    i)   la frontiera terrestre di uno Stato membro che non sia limitrofa
         della frontiera di un altro Stato membro, nonché le frontiere
         marittime,
    ii)  gli aeroporti od i porti marittimi, a meno che non siano
         considerati come frontiera interna ai sensi degli atti adottati in
         applicazione del Trattato che istituisce la Comunità europea.
i) piccolo traffico frontaliero: la circolazione, in una zona geografica
    limitata, definita da una convenzione conclusa da uno Stato membro con
   un altro Stato limitrofo non appartenente alle Comunità europee, delle
   persone che rientrano nel campo d'applicazione di tale convenzione e che
   possono perciò attraversare la frontiera terrestre esterna di tale Stato
   membro a condizioni particolari.
2. Le disposizioni della presente convenzione si applicano salvo eccezione
   espressamente indicata a tutte le persone diverse dai beneficiari del
   dir itto comunitar io.
                                   - 19 -
 ---pagebreak---                          TITOLO II; PRINCIPI GENERALI
                                  ARTICOLO 2
                   Attraversamento delle frontiere esterne
1. Le frontiere esterne degli Stati membri del le Comunità europee sono
attraversate da qualsiasi persona in luoghi di transito autorizzati in cui
gli Stati membri esercitano un controllo permanente.
2. L'attraversamento del le front iere esterne al di fuor I de     luoghi di
transito autorizzati é passiblle di sanzioni determinate da ogni Stato
membro.
3. Ogni Stato membro fissa l'ubicazione e le condizioni di apertura dei
luoghi di    transtito autorizzati    per   l'attraversamento delle proprie
frontiere esterne e le comunica, insieme a eventuali successive modifiche,
al Segretariato generale del Consiglio che ne informa gli altri Stati
membri. L'attraversamento dei luoghi di transito e vietato al di fuori dei
periodi di apertura.
4. Le disposizioni del presente articolo sono applicabili anche ai
beneficiari del diritto comunitatio che attraversino la frontiera esterna di
detto Stato, fatte salve disposizioni contrarie del loro diritto nazionale.
5. Le deroghe e le norme specifiche applicabili a particolari categorie di
traffico marittimo al momento dell'attraversamento delle frontiere esterne e
 le modalità   inerenti al piccolo traffico frontaliero sono adottate
attraverso le misure di attuazione della presente Convenzione.
                                    - 20 -
 ---pagebreak---                                  ARTICOLO 3
                    Sorveglianza delle frontiere esterne
Al di fuori dei luoghi di transito autorizzati le frontiere esterne sono
oggetto di una sorveglianza efficiente effettuata mediante unità mobili o
altri mezzi appropriati. Gli Stati membri si impegnano ad assicurare, su
tutte le loro frontiere esterne, una sorveglianza che permetta d'ottenere
risultati di uguale efficacia; i loro servizi di controllo si concertano e
cooperano in questo senso.
                                 ARTICOLO 4
                      Controllo delle frontiere esterne
L'attraversamento delle frontiere esterne è soggetto al controllo delle
autorità competenti dello Stato membro intressato. Detto controllo si
esercita   in applicazione del diritto nazionale, nel rispetto delle
disposizioni della presente convenzione.
                                    - 21 -
 ---pagebreak---                                   ARTICOLO 5
                  Natura del controllo alle frontiere esterne
1.  All'attraversamento delle frontiere esterne, sia all'entrata         che
    all'uscita dal territorio degli Stati membri delle Comunità europee,
    ogni persona viene sottoposta ad un controllo visivo in condizioni che
    consentano di verificarne l'identità, mediante esame dei suoi documenti
    di viaggio.
    All'entrata, le persone sono anche soggette al controllo necessario per
    accertarsi che esse soddisfino ai requisiti elencati al l'articolo 7.
    Inoltre, conformemente all'articolo 1, paragrafo 2, i beneficiari del
    diritto comunitario che siano cittadini di paesi terzi devono soddisfare
    al requisito di cui all'articolo 7 paragrafo 1 lettera b ) , qualora, In
    forza di atti adottati in applicazione dell'articolo 100 C del Trattato
    istituivo della Comunità europea, siano tenuti ad essere in possesso del
    visto.
3.  Le modalità d'applicazione dei controlli sono stabilite attraverso le
    misure di attuazione della presente Convenzione.
4.  Taluni    controlli  possono eccezionalmente essere semplificati     nel
    rispetto delle condizioni eventualmente stabilite attraverso le misure
    di attuazione della presente convenzione. I controlli all'entrata sono
    prioritari rispetto ai controlli all'uscita.
5.  Senza pregiudizio dei controlli dei bagagli trasportati dai viaggiatori
    e dei     loro veicoli, effettuati      in conformità delle disposizioni
    comunitarie applicabili, i controlli concernenti le persone, nonché i
    relativi veicoli e bagagli, prendono in considerazione le esigenze in
    mater ia di :
          individuazione e prevenzione delle minacce per l'ordine pubblico e
          la sicurezza pubblica;
          lotta contro l'immigrazione clandestina.
6. Nel l'effettuare tali controlli ciascuno Stato membro tiene conto degl
interessi degli altri Stati membri.
                                       22 -
 ---pagebreak---                                 ARTICOLO 6
             Modalità specifiche applicabili negli aereooorti
   Gli Stati membri garantiscono che a partire dal 1' gennaio 1995 i
   passeggeri di un volo proveniente da Stati terzi, che si imbarcano su
   voli interni, saranno preliminarmente sottoposti, all'entrata, ad un
   controllo della persona e dei bagagli a mano nell'aeroporto di arrivo
   del volo esterno. I passeggeri di un volo interno che si Imbarcano su un
   volo a destinazione di Stati terzi saranno preliminarmente sottoposti,
   all'uscita, ad un controllo della persona e dei bagagli a mano
   nell'aeroporto di partenza del volo esterno.
2. Le disposizioni    del paragrafo 1 sì applicano salve restando        le
   disposizioni comunitarie in materia di controllo dei bagagli.
3. Gli Stati membri prendono, inoltre, le misure necessarie affinché
         i passeggeri che si imbarcano in uno Stato membro, su un volo
        proveniente da uno Stato terzo a destinazione di uno Stato membro,
        siano sottoposti nell'aeroporto di destinazione ai controlli
        previsti per i passeggeri provenienti dai paesi terzi;
         i passeggeri che si imbarcano in uno Stato membro, su un volo a
        destinazione di uno Stato terzo e sbarcano in un altro Stato
        membro, siano sottoposti nell'aeroporto d'imbarco ai controlli
        previsti per i passeggeri a destinazione di paesi terzi;
         i passeggeri che si imbarcano in uno Stato membro, per un altro
        Stato membro su un volo in provenienza e a destinazione di uno o
        più Stati terzi, siano sottoposti negli aeroporti degli Stati
        membri ai controlli previsti per i passeggeri in provenienza e a
        destinazione di paesi terzi, a seconda che partano o arrivino in
        uno Stato membro.
                                  - 23
 ---pagebreak---                                    TITOLO I I I
                 MODALITÀ DEL CONTROLLO ALLE FRONTIERE ESTERNE
                                   ARTICOLO 7
      Controllo delle persone non beneficiarie dei diritto comunitario
1. Le persone che non beneficiano del diritto comunitario possono essere
   autorizzate ad entrare nel territorio degli Stati membri per un breve
   soggiorno se soddisfano le seguenti condizioni:
   a)    presentare un documento di viaggio valido che consenta di
         attraversare le frontiere: l'elenco e le caratteristiche di tali
         documenti sono stabiliti attraverso le misure d'applicazione della
         presente Convenzione;
   b)    se del caso, essere in possesso di un visto valido per    la durata
         del soggiorno previsto;
   e)    non costituire una minaccia per l'ordine pubblico, ia sicurezza
         nazionale e le relazioni internazionali degli Stati membri e in
         particolare non essere        iscritti nell'elenco comune   di   cui
         al l'art icolo 10;
   d)    esibire, se del caso, documenti che giustifichino lo scopo e le
         condizioni del soggiorno o del transito previsto ed in particolare
          le autorizzazioni richieste per lavorare se c'è motivo di credere
         che ne abbiano l'intenzione;
   e)    disporre dei mezzi di sussistenza sufficienti sia per la durata del
         soggiorno o del transito previsto che per il ritorno nel paese di
         origine o il viaggio verso uno Stato terzo nel quale sia garantita
         la loro ammissione, oppure essere in grado di ottenere legalmente
         dett i mezzi.
2. Le persone che non beneficiano del diritto comunitario possono     inoltre
   vedersi rifiutare l'entrata:
   a)    se sono segnalate sull'elenco nazionale degli inammissibili    dello
         Stato membro presso il quale fanno domanda di entrata;
   b)    in tutte le circostanze in cui ad un cittadino di uno Stato membro
         può essere rifiutato l'ingresso in un altro Stato membro.
                                     - 24 -
 ---pagebreak---                                    ARTICOLO 8
                    Attraversamento delle frontiere esterne
     da parte di cittadini di Stati terzi residenti in uno Stato membro
1. Gli Stati membri non richiedono il visto alle persone non comunitarie
   che desiderano entrare nel loro territorio per un breve soggiorno o
   transito, purché:
   a)    soddisfino     le condizioni     di  cui  al l'articolo 7, salvo il
         paragrafo 1, lettera b ) , e
   b)    siano in possesso di un titolo di soggiorno o di un'autorizzazione
         rilasciata da un altro Stato membro che gli consente di risiedere
         nel suddetto Stato e la cui validità residua supera i quattro mesi
         al momento dell'entrata.
2. A titolo eccezionale le disposizioni del paragrafo 1 possono essere
   applicate anche alle persone non beneficiarie del diritto comunitario
   titolari di un'autorizzazione provvisoria di soggiorno rilasciata da uno
   Stato membro e di un documento di viaggio rilasciato dallo stesso Stato
   membro.
3. Gli Stati membri riammettono, alle condizioni definite attraverso le
   misure di applicazione della presente convenzione, ogni persona che non
   è beneficiaria del diritto comunitario a cui abbiano rilasciato un
   titolo o un'autorizzazione di soggiorno ai sensi dei paragrafi 1 e 2 e
   che soggiorni irregolarmente in un altro Stato membro.
4. A titolo eccezionale, uno Stato membro può derogare alle disposizioni
   dei paragrafi 1 e 2 per motivi imperativi di sicurezza nazionale,
   prendendo nel contempo in considerazione gli interessi degli altri Stati
   membr i.
    Il suddetto Stato membro informa gli altri stati membri nella forma
   appropriata attraverso       le misure di applicazione della presente
   convenz ione.
   A tali misure si dovrà fare ricorso nei limiti ed entro i termini
   strettamente necessari al raggiungimento degli obiettivi di cui al primo
   comma.
5. Ai fini      dell'attuazione del presente articolo, sono predisposti
   attraverso le misure di applicazione della presente convenzione:
          l'elenco dei titoli e delle autorizzazioni provvisori di soggiorno
         di cui ai paragrafi 1 e 2, che sono considerati come equivalenti ai
         vist i;
          l'elenco indicativo delle circostanze eccezionali nelle quali le
         autorità degli Stati membri ammettono, come equivalenti a visti, le
         autorizzazioni provvisorie di soggiorno ed i documenti di viaggio
          indicati nel paragrafo 2.
                                      - 25 -
 ---pagebreak---                                  ARTICOLO 9
                            Soggiorni prolungati
Le persone non beneficiarie del diritto comunitario che intendono effettuare
in uno Stato membro un soggiorno che non sia di breve durata entrano in
questo Stato membro alle condizioni stabilite dal diritto nazionale.
L'accesso è in tal caso limitato al territorio di detto Stato.
                                    - 26 -
 ---pagebreak---                                     TITOLO IV
                   SEGNALAZIONE Al FINI DELLA NON AMMISSIONE
                                   ARTICOLO 10
                      Elenco delle persone non ammissibili
1. Sulla scorta dei dati segnaletici nazionali viene compilato, attraverso
   le misure di applicazione della presente convenzione, un elenco comune
   delle persone alle quali gli Stati membri rifiutano l'accesso al loro
   terr itor io.
2. in detto elenco, permanentemente aggiornato, vengono iscritte le persone
   all'uopo indicate da ciascuno Stato membro.
3. La decisione di iscrivere una persona nell'elenco comune dipenderà dalla
   minaccia che essa può presentare per l'ordine pubblico, la sicurezza
   nazionale o la sicurezza pubblica di uno Stato membro. Essa si fonda su
   una decisione adottata nel rispetto delle norme di procedura previste
   dalla legislazione nazionale, dalle autorità amministrative o dalle
   giurisdizioni competenti degli Stati membri per i seguenti motivi:
         condanna nello Stato membro in questione a una pena privativa della
         libertà di almeno un anno:
         informazioni fondate secondo le quali detta persona ha commesso un
         reato grave;
         seri motivi per ritenere che detta persona abbia intenzione di
         commettere un reato grave o costituisca una minaccia per l'ordine
         pubblico, la sicurezza nazionale o la sicurezza pubblica di uno
         Stato membro;
         infrazione grave o infrazioni ripetute della legislazione relativa
         all'entrata e al soggiorno degli stranieri.
4. Le modalità d'applicazione dei criteri       stabiliti al paragrafo 3 sono
   stabilite     attraverso    le misure     di applicazione  della   presente
   convenz ione.
                                      - 27 -
 ---pagebreak---                               ARTICOLO 11
                   Rilascio del titolo di soggiorno
Qualora una persona che non beneficia del diritto comunitario iscritta
nell'elenco comune richieda un titolo di soggiorno, lo Stato membro cui
e rivolta la richiesta consulta preliminarmente lo Stato membro che ha
effettuato l'iscrizione e tiene conto degli interessi di quest'ultimo;
il titolo di soggiorno è rilasciato solo per motivi gravi, in
particolare umanitari o un virtù di obblighi internazionali.
Se il titolo di soggiorno è rilasciato, lo Stato membro che ha iscritto
l'interessato nell'elenco comune cancella l'iscrizione.
Qualora una persona che non beneficia del diritto comunitario in
possesso di un titolo di soggiorno valido rilasciato da uno Stato membro
sia iscritto nell'elenco comune, lo Stato membro che l'ha iscritta e lo
Stato membro che ha rilasciato il titolo di soggiorno si consultano per
stabilire se esistano ragioni sufficienti per revocare il titolo di
soggiorno.
Se il titolo di soggiorno non è revocato,         lo Stato membro  che  ha
provveduto all'iscrizione la cancella.
Le modalità     d'applicazione del     presente  articolo sono    definite
attraverso le misure di applicazione della presente convenzione.
                              ARTICOLO 12
                Rifiuto d'ingresso in uno Stato membro
L'ingresso nel territorio degli Stati membri è rifiutato alle persone
non beneficiarie del diritto comunitario che non soddisfano una delle
condizioni enumerate nell'articolo 7 paragrafo 1 e nell'articolo 9.
Tuttavia uno Stato membro può, per motivi umanitari o d'interesse
nazionale o in virtù di obblighi internazionali, concedere l'ammissione
ad una persona non beneficiaria del diritto comunitario che non soddisfi
dette condizioni. In tal caso l'ammissione è limitata al territorio di
detto Stato membro che, se l'interessato figura nell'elenco comune, ne
 informa gli altri Stati membri in modo appropriato, secondo le modalità
stabilite    attraverso   le misure     di  applicazione  della   presente
convenzione.
                                   28 -
 ---pagebreak---                              ARTICOLO 13
                       Scamb i o d'8 nformaz i on i
Lo scambio di informazioni riguardanti          dati riportati   nell'elenco
comune avviene in modo informatizzato.
L'istituzione, l'organizzazione e il funzionamento d           tale sistema
informatizzato faranno l'oggetto della convenzione istitutiva del
sistema europeo di     informazione. Tale convenzione speciale deve
prevedere garanzie basate sulla convenzione del Consigi io d'Europa del
28 gennaio 1981 per la protezione delle persone nei confronti del
trattamento automatizzato dei dati di carattere personale.
L'elenco comune può essere consultato dalle autorità, competenti degli
Stati membri, le quali, in conformità della loro legislazione nazionale,
sono incaricate:
     dell'esame della domanda di visto
     dei controlli alle frontiere
     dei controlli di polizia
     dell'ammissione e della regolamentazione del          soggiorno   del le
     persone che non sono cittadini di uno Stato membro.
Gli Stati membri comunicano alla Commisisone e agli altri Stati membri i
servizi abilitati, in applicazione del presente articolo, a consultare
I'elenco comune.
                                   29 -
 ---pagebreak---                                 TITOLO V
                      MISURE DI ACCOMPAGNAMENTO
                              ARTICOLO 14
                      Responsabilità dei vettori
Fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 27, e senza pregiudizio
degli atti adottati in applicazione del Trattato che istituisce la
Comunità economia europea, gli Stati membri si impegnano a introdurre
nella loro legislazione nazionale provvedimenti relativi alle imprese di
trasporto aereo e marittimo, nonché alle imprese che assicurano
collegamenti stradali    internazionali di servizio pubblico a mezzo
autobus, escluso il traffico frontaliero.
Detti provvedimenti sono intesi a:
     obbligare il vettore ad adottare tutte le misure necessarie per
     accertarsi che le persone non beneficiarie del diritto comunitario
     che siano in possesso dei documenti di viaggio validi e dei visti
     eventualmente richiesti e a prevedere sanzioni appropriate per i
     vettori che non si conformassero a quest'obbligo ;
     obbligare il vettore quando le autorità di controllo lo richiedono,
     a riprendere     immediatamente a proprio carico, eventualmente
     assumendosi le spese di alloggio fino alla partenza, la persona non
     beneficiaria del diritto comunitario alla quale sia rifiutato
      l'ingresso al primo controllo d'ingresso nel territorio comunitario
     e a ricondurrà nello Stato dal quale è stata trasportata o nello
     Stato che ha rilasciato il passaporto oppure in qualsiasi altro
     Stato in cui sia garantita la sua ammissione.
                                 - 30 -
 ---pagebreak---                                   ARTICOLO 15
             Attraversamento Irregolare di una frontiera esterna
1.  La persona     non beneficiaria del diritto comunitario che         abbia
    attraversato    irregolarmente   una   frontiera  esterna  senza   essere
    autorizzata al soggiorno o che non soddisfi o non soddisfi        più le
    condizioni di soggiorno in uno Stato membro deve in linea di     massima
     lasciare senza indugio il territorio degli Stati membri, a meno  che il
    suo soggiorno non venga regolarizzato.
    Qualora detta persona sia in possesso di un titolo di soggiorno o di
    un'autorizzazione di soggiorno provvisorio tuttora validi, rilasciati da
    un altro Stato membro, essa deve recarsi senza indugio nel territorio di
    questo Stato, a meno che non sia autorizzata a recarsi in un altro paese
    net quale sia garantita la sua ammissione.
2.  Qualora la partenza volontaria di tale persona non avvenga o si possa
    presumere che non avvenga, oppure, qualora la partenza immediata della
    persona che non è cittadino di uno Stato membro s'imponga per motivi di
    sicurezza nazionale o di ordine pubblico, detta persona viene espulsa
    secondo le modalità previste dalla legislazione dello Stato membro ove è
    stata trovata. L'espulsione avviene dal territorio di tale Stato verso
     il paese di origine della persona in questione. Essa può altresì
    avvenire verso qualunque altro paese in cui può essere ammessa,
    segnatamente in applicazione delle pertinenti disposizioni degli accordi
    di riammissione tra gli Stati membri.
3.  L'elenco dei titoli di soggiorno o delle autorizzazioni di soggiorno
    provvisorio rilasciati dagli Stati membri è stabilito attraverso le
    misure di applicazione della presente convenzione.
4.  Gli Stati membri, se uno di essi ne fa richiesta, concludono tra di loro
    accordi bilaterali di riammissione per le persone non beneficiarie del
    diritto comunitario.
                                  ARTICOLO 16
                   Compensazione degli squilibri finanziari
Fatta salva la definizione, attraverso le misure di attuazione della
presente convenzione, dei criteri e delle modalità pratiche appropriate,
gli Stati membri compensano tra di loro gli squilibri finanziari che possono
risultare dal l'obbligo dell'espulsione di cui all'articolo 15 qualora tale
espulsione non possa realizzarsi a spese della persona non beneficiaria del
diritto comunitario o di una terza persona.
                                    - 31 -
 ---pagebreak---                                       TITOLO VI
                          DISPOSIZIONI RELATIVE Al VISTI
                                    ARTICOLO 17
                             Politica comune dei visti
Gli Stati membri si impegnano ad armonizzare progressivamente la loro
politica    in materia di visti, fatte salve le decisioni adottate dai
Consiglio in forza dell'articolo 100 C del Trattato CE.
                                     ARTICOLO 18
                                   Visto uniforme
1.  Uno Stato metro non può esigere un visto rilasciato dalle proprie
    autorità da una persona che chieda di effettuare un breve soggiorno nel
    suo territorio e che sia titolare di un visto uniforme.
                                     ARTICOLO 19
                 Condizioni per il rilascio del visto uniforme
1.   Il visto uniforme può essere rilasciato solo se la persona che non è
    cittadino beneficiario del diritto comunitario soddisfa le condizioni
    d'entrata fissate all'articolo 7, paragrafo 1, eccettuata la lettera b ) .
2.   Il rilascio dei visti uniformi viene eseguito alle condizioni e secondo
     i criteri comuni seguenti:
          i documenti di viaggio esibiti in occasione di una richiesta di
          visto devono essere verificati per quanto attiene alla loro
          regolarità e autenticità;
          la data di scadenza del documento di viaggio deve essere posteriore
          di almeno tre mesi alla data limite di soggiorno prevista dal
          visto,    in   considerazione     del  periodo   di   utilizzazione   di
          quest'uIt imo;
           il documento di viaggio deve essere riconosciuto da tutti gli Stati
          membri;
          il documento    di  viaggio deve essere    valido per   tutti gli  Stati
          membr i;
          il documento di viaggio deve consentire il ritorno del richiedente
          nel paese d'origine o la sua entrata in un paese terzo;
          resistenza e la validità dell'autorizzazione o del visto di
          ritorno nel paese di partenza devono essere verificate se tale
          formalità é richiesta dalle autorità di detto paese: lo stesso
          vale, se del caso, per l'autorizzazione di entrata in un paese
          terzo.
                                        - 32 -
 ---pagebreak---                                   ARTICOLO 20
               Consultazione preventiva delle autorità centrali
   Se uno Stato membro subordina in alcuni casi il rilascio dei visti ad
   una procedura di consultazione preventiva delle autorità centrali, e se
   tale Stato membro desidera essere consultato al momento del rilascio, in
   tali casi, di un visto uniforme da parte di un altro Stato membro, detto
   visto potrà essere rilasciato soltanto se le autorità centrali dello
   Stato membro interessato sono state precedentemente consultate e non
   hanno formulato obiezioni in proposito.
   La mancata risposta da parte di dette autorità al termine di un periodo
   che verrà fissato attraverso le misure di applicazione della presente
   convenzione equivale ad assenza di obiezioni per il rilascio del visto.
   Tale termine e di quattordici giorni al massimo.
   In caso di obiezioni, oppure se la procedura di consultazione di cui al
   paragrafo 1 non ha potuto avere luogo a causa dell'urgenza, si potrà
   rilasciare soltanto un visto nazionale con validità          territoriale
    I imitata.
   Le modalità di applicazione del presente artìcolo sono fissate
   attraverso     le misure di applicazione della presente convenzione,
   prendendo in considerazione particolare la sicurezza degli Stati membri,
    in particolare si possono precisare i casi in cui il rilascio di un
   visto uniforme deve essere subordinato alla cunsultazione preventiva
   delle autorità centrali dello o degli Stati membri che chiedono tale
   consultât ione senza poter limitare la facoltà degli Stati membri di
   ricorrere in altri casi alla consultazione preventiva delle proprie
   autor ita centrali.
                                  ARTICOLO 21
                     Visto uniforme per ingressi multipli
1.  Il visto uniforme può essere un visto valido per una o più entrata. La
   durata di un soggiorno ininterrotto o la durata complessiva dei
   soggiorni successivi non può superare tre mesi per semestre a partire
   dal la data di entrata.
2. Le procedure e i criteri ai quali è subordinato il rilascio di un visto
   uniforme valido per più entrate saranno stabiliti attraverso le misure
   di attuazione della presente convenzione.
                                     - 33 -
 ---pagebreak---                                  ARTICOLO 22
                         Rilascio del visto uniforme
1.  Il visto uniforme è rilasciato dalle rappresentanze diplomatiche e
    consolari degli Stati membri nonché, a titolo eccezionale, da altre
    autorità determinate dalle legislazioni nazionali.
    Per il rilascio del visto è competente in linea di massima lo Stato
    membro in cui si trova il luogo di destinazione principale. Se non e
    possibile determinare tale luogo, è competente lo Stato membro in cui si
    effettua la prima entrata.
3.  All'applicazione dei principi enunciati nel presente articolo si
    provvederà   attraverso   le misure    di   attuazione  della   presente
    convenzione.
                                 ARTICOLO 23
                            Proroga del soggiorno
Nel corso di un medesimo periodo di sei mesi, uno Stato membro può
rilasciare, in caso di necessità, a persona che abbia già ottenuto un visto
uniforme, un visto la cui validità sia limitata al suo territorio.
Dette disposizioni non ostano inoltre a che uno Stato membro autorizzi per
un periodo superiore a tre mesi il soggiorno nel suo territorio di una
persona non beneficiaria del diritto comunitario in possesso di un visto
uniforme.
                                    - 34 -
 ---pagebreak---                                     ARTICOLO 24
                                  Visto nazionale
    Gli Stati membri hanno la facoltà di rilasciare un visto la cui validità
    è limitata al loro territorio nei casi previsti dagli articoli 20, 23 e
    25.
    Uno Stato membro può inoltre, per motivi umanitari o d'interesse
    nazionale o in virtù di obblighi internazionali, rilasciare un visto, la
    cui validità è limitata al suo territorio, a qualsiasi persona non
    beneficiaria del diritto comunitario e che non soddisfa la totalità o
    alcune delle condizioni di cui all'articolo 7 paragrafo 1, lettere a ) ,
    e ) , d) e e ) .
    Lo Stato membro che, in applicazione del paragrafo 2, ha rilasciato un
    visto ad una persona non beneficiaria del diritto comunitario, ne
     informa gli altri Stati membri se la persona figura nell'elenco comune o
    se lo Stato membro consultato a norma dell'articolo 20 ha formulato
    un'obiezione. Detta informazione è comunicata secondo le modalità
    stabilite attraverso le misure di attuazione della presente convenzione
     in base all'articolo 12, paragrafo 2.
4.   I visti rilasciati conformemente ai paragrafi 1 e 2 recano una dicitura
    speciale e sono materialmente distinti dal visto uniforme.
                                    ARTICOLO 25
                          Visti per soggiorni prolungati
I visti per un soggiorno di oltre tre mesi sono da considerarsi visti
nazionali rilasciati da ognuno degli Stati membri nel rispetto delle proprie
I
Il rilascio     di   tali visti è subordinato   alla  consultazione dell'elenco
comune.
                                       - 35 -
 ---pagebreak---                                    TITOLO VI I
                    NORME DI ATTUAZIONE DELLA CONVENZIONE
                                  ARTICOLO 26
                             Misure di attuazione
Le decisioni necessarie all'attuazione della presente convenzione, che non
siano quelle espressamente previste da quest'ultima, sono adottate dal
Consiglio, che definirà all'unanimità su proposta della Commissione o dietro
iniziativa di uno Stato membro.
                                  ARTICOLO 27
                Preminenza delle norme giuridiche appiicabiIi
    Le disposizioni della presente convenzione si applicano fatte salve sia
     le disposizioni della convzione europea del 4 novembre 1950 sulla
    salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e della
    convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951, modificata dal protocollo di
    New York del 31 gennaio 1967, relativi allo statuto dei rifugiati, sia
     le disposizioni costituzionali più favorevoli degli Stati membri in
    mater ia di asilo.
2.  Le    disposizioni   della    presente     convenzione   non   pregiudicano
     l'applicabilità delle convenzioni       bilaterali   relative  al  piccolo
    traffico frontaliero.
                                      - 36 -
 ---pagebreak---                                  ARTICOLO 28
                        Relazioni con gli Stati terzi
1.  Uno Stato membro che intenda condurre negoziat     con uno Stato terzo in
    materia di controlli alle frontiere ne informa    n tempo ut ile gli altri
    Stati membri e la Commissione.
    Nessuno Stato membro concluderà con uno o più Stati terzi accordi
    relativi alla semplificazione o alla soppressione dei controlli alle
    frontiere, senza l'assenso preliminare del Consiglio.
    Le disposizioni del presente paragrafo non si applicano agli accordi
    relativi al piccolo traffico frontaliero, sempreché detti accordi
    rispettino le modalità fissate in applicazione dell'articolo 2 e senza
    pregiudizio delle disposizioni dell'articolo 27, paragrafo 2.
                                 ARTICOLO 29
                     Competenza della Corte di giustizia
La Corte di giustizia delle Comunità europee è competente per statuire:
    in via pregiudiziale, sul I'intepretazione delle disposizioni della
    presente convenzione; le condizioni per poter adire la Corte sono quelle
    previste dall'articolo 177, paragrafi 2 e 3 del Trattato che istituisce
    la Comunità europea;
    su richiesta di uno Stato membro o della Commissione, su qualsiasi
    controversia vertente sull'applicazione della presente convenzione.
                                   - 37 -
 ---pagebreak---         TITOLO VI I I
   DISPOSIZIONI FINALI
       ARTICOLO 30
Applicazione territoriale
   "p.m." (per memor ia)
          - 38 -
 ---pagebreak---                               R E L A Z I O N E
1. Osservazioni generali
Il nuovo articolo 100 C del trattato di Roma statuisce che il Consiglio
determini quali siano i paesi terzi i cui cittadini devono essere in
possesso di un visto per l'attraversamento delle frontiere esterne della
Comunità. Questa disposizione è stata inserita tra le disposizioni del
trattato che riguardano il mercato interno. Ciò significa che questa
disposizione è intesa a contribuire al raggiungimento della libera
circolazione   delle persone     nel mercato    interno, come    specificato
nell'articolo 7 A del trattato CE (precedentemente articolo 8 A del
trattato CEE}.
Nell'ottobre 1986 i Dodici hanno istituito una cooperazione intergovernativa
nel settore della giustizia e degli affari interni. Uno dei primi risultati
del graduale coordinamento delle loro politiche in materia di visti è stata
l'adozione da parte dei ministri responsabili dell'immigrazione, riunitisi a
Copenaghen nel dicembre 1987, di un elenco di cinquanta paesi i cui
cittadini sono soggetti all'obbligo di visto in tutti gli Stati membri. Ciò
significa che un cittadino di tali paesi che intenda visitare i dodici Stati
membri deve essere in possesso di dieci visti diversi (per i paesi del
Benelux è sufficiente un visto rilasciato da uno dei tre paesi). Alla
riunione di Monaco nel giugno 1988, i ministri competenti hanno esaminato
gli sviluppi concernenti l'armonizzazione dei visti e hanno rilevato, nelle
loro riunioni successive, il numero dei paesi terzi i cui cittadini sono
soggetti all'obbligo di visto per tutti gli Stati membri. Alla riunione di
Copenaghen, nel giugno 1993, i ministri responsabili dell'immigrazione hanno
constatato che settantatré paesi rientrano in questa categoria. Inoltre,
dalle informazioni fornite dagli Stati membri risulta che vi sono diciannove
paesi i cui cittadini sono esenti dall'obbligo di visto per tutti gli Stati
membri e novantadue paesi i cui cittadini devono essere in possesso di visto
rilasciato da uno a undici Stati membri.
Le misure di accompagnamento considerate essenziali ed auspicabili per la
realizzazione della libera circolazione delle persone sono indicate nel
documento Palma, adottato in occasione del Consiglio europeo di Madrid nel
giugno 1989. Una di tali misure è una convenzione tra gli Stati membri
sull'attraversamento   delle frontiere esterne. L'armonizzazione       delle
politiche degli Stati membri relative al rilascio del visto costituisce una
parte importante della prevista convenzione. Oltre a creare il quadro
                                                                       y>
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giuridico per la determinazione dei paesi terzi i cui cittadini devono o non
devono essere in possesso di un visto, la convenzione del 1991 sulle
frontiere esterne, non ancora firmata, prevede un visto uniforme (comprese
le modalità di rilascio) e contiene disposizioni sui visti con validità
territoriale limitata e sul diritto di spostamento di alcune categorie di
cittadini di paesi terzi.
Anche la convenzione del 1990 di applicazione dell'accordo di Schengen, che
entrerà in vigore tra breve, contiene disposizioni sui visti. L'articolo 9
di tale atto statuisce che le parti contraenti si impegnano ad adottare un
regime comune per i visti e ad armonizzare le loro politiche in materia.
Nove Stati firmatari dell'accordo di Schengen hanno compilato tre elenchi di
paesi terzi in base a questo articolo: un elenco relativamente lungo di
paesi terzi i cui cittadini devono essere in possesso di visto per entrare
negli   Stati   firmatari   dell'accordo  di   Schengen;   un    "inventario"
relativamente breve e non vincolante di paesi terzi i cui cittadini sono
esenti dall'obbligo di visto in tutti gli Stati firmatari dell'accordo di
Schengen; un altro "inventario" non vincolante di paesi i cui cittadini
devono essere in possesso di visto soltanto per entrare in alcuni degli
Stati firmatari dell'accordo di Schengen.
La Commissione ha naturalmente tenuto presente questi testi nell'elaborare
la proposta e si è attenuta ad essi quando lo ha ritenuto necessario.
La presente proposta, inoltre, deve essere considerata non isolatamente,
bensì nel contesto dell'approccio globale della Commissione per la
realizzazione della libera circolazione delle persone, che comprende la
convenzione riveduta sulle frontiere esterne, presentata congiuntamente alla
presente proposta di regolamento, una proposta relativa al modello uniforme
per i visti, di cui all'articolo 100 C, paragrafo 3, da presentare non
appena siano stati risolti i vari problemi tecnici relativi in particolare
alla riservatezza; ogni altro strumento comunitario che risulti necessario.
Dalla lettera dell'articolo 100 C, paragrafo 1, risulta chiaramente che la
Comunità è obbligata ad eseguire quanto previsto in detto paragrafo e che è
vietata un'azione di questo genere da parte degli Stati membri a decorrere
dall'entrata in vigore del trattato sull'Unione europea. Nel contempo,
risulta chiaramente dal paragrafo 3 che tale azione deve essere intrapresa
anteriormente al 1996. Di conseguenza è necessario proporre questa misura al
più presto dopo l'entrata in vigore del trattato di Maastricht, considerato
che l'entrata in vigore del trattato stesso è stata ritardata di quasi un
anno.
La presente proposta di regolamento non è esplicitamente limitata al periodo
precedente al 1° gennaio 1996, quando il Consiglio delibererà a maggioranza
qualificata   conformemente  all'articolo  100 C, paragrafo    3. Non sarà
necessario adottare un nuovo regolamento soltanto perché cambierà la
procedura di voto in seno al Consiglio. Il regolamento, quindi, continuerà
ad essere d'applicazione dopo tale data, con gli eventuali emendamenti che
gli saranno apportati conformemente alla nuova procedura.
                                                                        ho
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2. Sussidiarietà e proporzionalità
L'articolo 100 C conferisce alla Comunità competenza esclusiva in questo
campo.
In teoria, questa disposizione potrebbe essere eseguita tanto tramite un
regolamento, quanto tramite una direttiva. La Commissione ha optato per il
regolamento anziché per la direttiva per due motivi: per definizione, la
compilazione di un elenco dei paesi i cui cittadini devono essere in
possesso di un visto non lascia alcuna discrezionalità agli Stati membri ed
in effetti "l'esecuzione" di tale elenco sarebbe priva di senso; in alcuni
casi potrebbe risultare necessaria un'azione urgente e i ritardi derivanti
dall'attuazione di una direttiva potrebbero far sorgere gravi difficoltà
pratiche.
3. Commento agli articoli-
                                 Articolo 1
Scopo ultimo dell'articolo 100 C è stabilire un elenco uniforme dei paesi
terzi i cui cittadini devono essere in possesso di visto: questo comporta
inevitabilmente la necessità di eliminare le disparità esistenti tra le
prassi seguite dagli Stati membri in questo campo. Statuendo che il
Consiglio "determina quali siano i paesi terzi i cui cittadini devono essere
in possesso di un visto per l'attraversamento delle frontiere esterne degli
Stati membri", l'articolo 100 C implica necessariamente che il Consiglio
deve anche determinare quali siano i paesi i cui cittadini sono esenti da
tale obbligo. Ogni altra interpretazione sarebbe in contrasto con la lettera
e lo spirito di questa disposizione.
L'articolo 1, paragrafo 1 fa riferimento all'allegato che contiene l'elenco
dei paesi i cui cittadini devono essere in possesso di un visto. Per
semplificare i riferimenti all'allegato, questo sarà denominato "elenco
negativo".
La Commissione avrebbe voluto catalogare fin da ora ogni paese terzo o
nell'elenco negativo o in un "elenco positivo" di paesi i cui cittadini sono
esenti dall'obbligo di visto. È chiaramente ciò che prevedrebbe
l'articolo 100 C, tuttavia, è risultato impossibile farlo, dato il
vastissimo numero di paesi terzi per i quali vigono prassi diverse nei
diversi Stati membri e dato il carattere delicato della decisione da
prendere nei confronti di molti di tali paesi. La Commissione, quindi,
accetta che gli Stati membri possano decidere se imporre o meno l'obbligo di
visto a cittadini di paesi terzi non elencati nell'allegato, fatte salve le
due
                                                                        V
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condizioni stabilite nel preambolo, e cioè purché ciò non dia origine a
controlli incompatibili con l'articolo 7 A del trattato CE (precedentemente
articolo 8 A del trattato CEE) e purché ciò sia applicabile soltanto per un
periodo di tempo strettamente limitato, durante il quale ogni paese terzo
sarà compreso o in un elenco positivo o nell'elenco negativo. Questa
situazione può essere compatibile con il trattato soltanto se sono
soddisfatte    dette   condizioni.     Questi    principi  sono    enunciati
nell'articolo 1, paragrafo 2.
L'articolo 1, paragrafo 3 garantisce l'osservanza del principio della
trasparenza: ogni provvedimento adottato dagli Stati membri conformemente al
paragrafo 2 deve essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee, serie C.
                                  Articolo 2
L'articolo 2 enuncia il principio del reciproco riconoscimento da parte
degli Stati membri dei visti rilasciati da ciascuno di essi: si tratta, in
un certo senso, della pietra angolare della presente proposta. Come già
affermato, l'articolo 100 C è una delle disposizioni relative al mercato
interno. Il suo scopo, quindi, è tra l'altro quello di contribuire alla
realizzazione del mercato interno, prevista nell'articolo 7 A del trattato.
Ne consegue necessariamente che la pura e semplice compilazione di un elenco
comune   di   paesi  terzi    sarebbe   ben   lungi dall'obiettivo   fissato
dall'articolo 100 e. Lo scopo, infatti, è piuttosto quello di accelerare
l'eliminazione   dei controlli sulle persone alle frontiere interne
comunitarie e può essere raggiunto soltanto applicando il principio del
riconoscimento reciproco.
Tuttavia, questo articolo si applica soltanto ai visti validi in tutta la
Comunità. Si tratta di una materia disciplinata dalla convenzione sulle
frontiere esterne. Questa condizione è stata giudicata necessaria in quanto
non ci si può aspettare che gli Stati membri riconoscano visti concessi da
altri Stati membri senza un minimo di organizzazione. Gli Stati membri,
diversamente, si esporrebbero alla prassi abusiva della "compravendita di
visti".
Inoltre, la convenzione sulle frontiere esterne stabilisce che una persona
in possesso di un permesso di soggiorno rilasciato da uno Stato membro deve
essere esente dall'obbligo di visto.
                                  Articolo 3
Il termine "visto" viene utilizzato nell'articolo 100 C ed il Consiglio deve
quindi poter definire tale termine conformemente a detta disposizione. Tale
definizione è inoltre indispensabile per poter dare piena efficacia ad altre
disposizioni del regolamento, come è stato chiaramente dimostrato dai lavori
del "Gruppo Schengen" e del "Gruppo ad hoc immigrazione". Nel contempo, la
                                                                        1,7
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Commissione non deve cercare di introdurre innovazioni in materia. Di
conseguenza, la definizione di cui all'articolo 3 corrisponde ampiamente a
quella fornita nell'articolo 1 del progetto di convenzione sulle frontiere
esterne.
Nella stragrande maggioranza degli Stati membri un breve soggiorno è
considerato un soggiorno che non duri più di tre mesi. Questo spiega perché
questo criterio è stato utilizzato nell'articolo 21 della convenzione sulle
frontiere esterne, nella stesura del 1991. Il primo trattino, quindi,
ricalca fedelmente tale disposizione.
                                 Articolo 4
Il paragrafo 1 è una disposizione tipo.
L'obiettivo del secondo paragrafo è semplicemente quello di garantire che
tutte le informazioni di cui all'articolo 1, paragrafo 3 siano pubblicate
nella Gazzetta ufficiale prima che vengano applicate le altre disposizioni
del regolamento.
                                                                       ui
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                                   Proposta di
     Regolamento che determina quali siano i paesi terzi i cui cittadini
           devono essere in possesso di un visto per 1'attraversamento
                   delle frontiere esterne degli Stati membri
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato      che  istituisce  la   Comunità europea,  in  particolare
l'articolo 100 C,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
considerando che l'articolo 100 C del trattato stabilisce che la Comunità
determini quali siano i paesi terzi i cui cittadini devono essere in
possesso di un visto per l'attraversamento delle frontiere esterne degli
Stati membri; che il posto in cui questo articolo è stato inserito nel
trattato dimostra che esso forma parte integrante delle disposizioni che
riguardano il mercato interno;
       ,.(
considerando che, conformemente all'articolo 3 B, paragrafo 3 del trattato,
l'azione della Comunità non deve andare al di là di quanto necessario per il
raggiungimento degli obiettivi del trattato stesso; che il riconoscimento
reciproco da parte degli Stati membri dei visti rilasciati da ciascuno di
essi, necessario per consentire che l'articolo 100 C eserciti appieno i suoi
effetti, è una misura di accompagnamento essenziale per il raggiungimento
dell'obiettivo fissato nell'articolo 7 A in materia di libera circolazione
delle persone;
considerando che i paesi terzi vanno classificati in base alla loro
situazione politica ed economica e in base alle relazioni che essi
intrattengono con la Comunità e con gli Stati membri, tenendo conto del
grado di armonizzazione raggiunto a livello degli Stati membri;
considerando che lo scopo dell'articolo 100 C è quello di armonizzare le
normative e le prassi degli Stati membri in questo campo; che si possono
autorizzare, per un periodo limitato e come misure transitorie, disparità
tra le normative e le prassi dei singoli Stati membri, purché non diano
origine a controlli incompatibili con l'articolo 7 A; che è opportuno
stabilire che questo regime transitorio scada il 30 giugno 1996 e che
anteriormente a tale data il Consiglio decida per ogni singolo paese terzo
se i suoi cittadini debbano essere in possesso di un visto o siano esenti da
tale obbligo;
considerando che, per garantire che il sistema sia gestito in modo
trasparente e che le persone interessate siano informate, i provvedimenti
adottati dai singoli Stati membri conformemente a questo regime transitorio
                                                                           hh
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ed eccezionale devono essere notificati agli altri Stati membri e alla
Commissione; che, per gli stessi motivi, detta informazione deve essere
pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee;
considerando che le informazioni di cui all'articolo 1, paragrafo 3 del
presente regolamento devono essere pubblicate prima che l'articolo 1,
paragrafi 1 e 2 e l'articolo 2 diventino applicabili; che è necessario
quindi differire l'applicazione di tali disposizioni di un mese rispetto
all'entrata in vigore del regolamento,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                  Articolo 1
1. I cittadini dei paesi terzi elencati nell'allegato del presente
   regolamento devono essere in possesso di un visto per l'attraversamento
   delle frontiere esterne degli Stati membri.
                                                                    •e '
2. Entro il 30 giugno 1996 gli Stati membri decidono se imporre l'obbligo di
   visto   ai cittadini    dei  paesi terzi     non elencati   nell'allegato.
   Anteriormente a tale data il Consiglio deciderà, conformemente alla
   procedura di cui all'articolo 100 C, se inserire ciascuno di tali paesi
   nell'elenco   dell'allegato   o esentare    i cittadini   di tali     paesi
   dall'obbligo di visto.
3. Entro   dieci  giorni   feriali   dall'entrata  in vigore    del   presente
   regolamento, ogni Stato membro notifica agli altri Stati membri e alla
   Commissione i provvedimenti adottati conformemente al paragrafo 2. Ogni
   nuovo provvedimento successivamente adottato conformemente al paragrafo 2
   dovrà essere analogamente notificato entro cinque giorni feriali. La
   Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee le
   informazioni notificate conformemente al presente paragrafo.
                                  Articolo 2
Uno Stato membro non può esigere un visto da una persona che intenda
attraversare la sua frontiera esterna e sia in possesso di un visto
rilasciato da un altro S'tato membro, qualora tale visto sia valido in tutta
la Comunità.
                                   Articolo 3
Ai fini del presente regolamento, si applicano le seguenti definizioni:
                                                                          ^
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visto: un atto con il quale uno Stato membro
-  o autorizza una persona ad entrare nel suo territorio, purché siano
   soddisfatte le altre condizioni di entrata, per un soggiorno non
   superiore a tre mesi o per vari soggiorni di durata globale non superiore
   a tre mesi su un periodo di sei mesi a partire dalla data della prima
   entrata
-  o autorizza una persona a transitare sul suo territorio o nella zona di
   transito di un porto o di un aereoporto, purché siano soddisfatte le
   altre condizioni di transito
   o autorizza una persona presente sul suo territorio a rientrarvi entro un
   determinato periodo.
                                 Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo            alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Tuttavia, l'articolo 1, paragrafi 1 e 2 e l'articolo 2 diventano applicabili
un mese dopo.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i          suoi  elementi
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
                                                                        a
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                                 Allegato1
Afghanistan      Grenada               Marianne sett.      Turchia
Albania          Guinea                Oman                Tuvalu
Algeria          Guinea Bissau         Pakistan            Uganda
Angola           Guinea Equat.         Papua Nuova Guinea  Ucraina
Antigua e        Guyana                Filippine           Emirati Arabi Un,
Barbuda          Haiti                 Qatar               Uzbekistan
Armenia          India                 Romania             Vanuatu
Azerbajgian      Indonesia             Russia              Vietnam
Bahama           Iran                  Ruanda              Yemen
Bahrein          Irak                  S. Christopher e    Zaire
Bangladesh       Costa d'Avorio        Nevis               Zambia
Barbados         Giordania             San Vincent e       Z imbabwe
Bielorussia      Kazakistan            Grenadine
Belize           Kirghizistan          Santa Lucia
Benin            Kiribati              Samoa Occ.
Bhutan           Corea del Nord        Sao Tome e Principe
Botswana         Kuwait                Arabia Saudita
Bulgaria         Laos                  Senegal
Burkina Faso     Lesotho               Seicelle
Burundi          Libano                Sierra Leone
Cambogia         Liberia               Isole Salomone
Camerun          Libia                 Somalia
Capo Verde       Madagascar            Sudafrica
Centrafrica      Maldive               Sudan
Ciad             Mali                  Sri Lanka
Cina             Marocco               Suriname
Comore           Isole Marshall        Swaziland
Congo            Isole Maurizio        Siria
Cuba             Mauritania            Taiwan
Dominica         Micronesia            Tagikistan
Rep. dominicana  Moldavia              Tanzania
Egitto           Mongolia              Tailandia
Eritrea          Mozambico             Togo
Etiopia          Myanmar               Tonga
Figi             Namibia               Trinidad e Tobago
Gabon            Nauru                 Palau
Gambia           Nepal                 Tunisia
Georgia          Niger                 Turkmenistan
Ghana            Nigeria
 Il presente elenco non pregiudica la posizione della Comunità europea o
dei suoi Stati membri per quanto riguarda lo status internazionale dei paesi
elencati, né per quanto riguarda le relazioni che essi intrattengono con
detti Stati.
                                                                         /;?
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                                                              CO M (93) 684 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                     01 06 11
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-737-IT-C
                                                             ISBN 92-77-63033-7
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo