CELEX: 52013JC0014
Language: it
Date: 2013-05-16
Title: Proposta congiunta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione dell'Unione nel consiglio di associazione creato dall'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica libanese, dall'altra, in merito all'adozione di una raccomandazione sull'attuazione del secondo piano d'azione UE-Libano della PEV

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		52013JC0014
		
			Proposta congiunta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione dell'Unione nel consiglio di associazione creato dall'accordo euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica libanese, dall'altra, in merito all'adozione di una raccomandazione sull'attuazione del secondo piano d'azione UE-Libano della PEV /* JOIN/2013/014 final - 2013/0149 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
La Comunità europea e il Libano hanno
istituito relazioni contrattuali per la prima volta nel 1965 con la firma di un
accordo sugli scambi commerciali e sulla cooperazione tecnica. L'accordo di
associazione del 2002 (entrato in vigore il 1° aprile 2006) e il piano d'azione
della politica europea di vicinato (PEV) adottato nel 2007 per un periodo di
cinque anni hanno contribuito significativamente allo sviluppo delle relazioni
bilaterali. Negli anni, la proficua cooperazione tra il Libano e l'Unione
europea si è rafforzata, dando vita ad un partenariato solido e costruttivo.
In questo ambito, le relazioni UE-Libano si
sono recentemente intensificate, con l'organizzazione di alcune riunioni di
lavoro dei sottocomitati, la ripresa delle attività del comitato di
associazione e, da ultimo, la riunione del Consiglio di associazione
nell'ottobre 2012. Attraverso una partecipazione attiva e scambi proficui, il
Libano ha confermato la sua volontà di essere un partner forte nell'ambito
della politica europea di vicinato (PEV). Per quanto riguarda l'UE, le
conclusioni del Consiglio Affari esteri del luglio 2012 hanno ribadito
"l'importanza che l'UE annette al rafforzamento del partenariato con il
Libano nel quadro della politica europea di vicinato". Nelle conclusioni
del Consiglio Affari esteri del novembre 2012, l'UE ha incoraggiato il Libano a
proseguire sulla via delle riforme e ha confermato di "guardare con
interesse a una cooperazione rafforzata con il paese, come sottolineato nel
nuovo piano d'azione della PEV attualmente in fase di adozione". 
Il primo piano d'azione della PEV UE-Libano è
scaduto nel gennaio 2012 ed è stato prorogato di un anno, o fino all'adozione
di un nuovo piano d'azione, attraverso uno scambio di lettere tra Štefan Füle,
membro della Commissione responsabile dell'allargamento e della PEV e Nicolas
Nahhas, ministro libanese dell'economia e del commercio.
La comunicazione congiunta dell'Alta
rappresentante e della Commissione al Parlamento e al Consiglio, dal titolo
"Una risposta nuova ad un vicinato in mutamento: un riesame della
politica europea di vicinato", del maggio 2011, delinea una nuova
impostazione mirante ad una differenziazione nettamente più accentuata che
consenta a ciascun partner di sviluppare i propri legami con l'UE in modo
commisurato alle proprie aspirazioni, esigenze e capacità, ma anche dalla
responsabilità reciproca e dal grado di impegno verso i valori universali dei
diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, come pure dalla
capacità di attuare le priorità convenute di comune accordo. Come espresso
nella suddetta comunicazione, l'Unione punta a istituire un insieme più
semplificato e coerente di politiche e programmi, concentrando i piani d'azione
della PEV e l'assistenza dell'UE su un numero ridotto di priorità, sulla base
di parametri di riferimento più precisi.
Questo secondo piano d'azione delinea
chiaramente gli obiettivi principali del partenariato UE-Libano e definisce
parametri di riferimento, indicatori e termini specifici, nonché i possibili
interventi dell'UE in relazione a ciascuno di essi. 
Il servizio
europeo per l'azione esterna ha tenuto colloqui esplorativi con il Libano nella
primavera del 2012. In seguito è stato elaborato il nuovo
piano d'azione in stretta collaborazione con i servizi della Commissione e gli
Stati membri dopo una serie di consultazioni sfociate nella bozza preparata per
i negoziati. Dopo una tornata di consultazioni a Beirut
nell'agosto 2012 la bozza è stata ulteriormente modificata in collaborazione
con la Commissione e gli Stati membri partner. Facendo seguito
al Consiglio di associazione dell'ottobre 2012 l'UE e il Libano hanno raggiunto
un accordo politico sulla bozza, fatte salve le procedure in corso.
Il secondo piano d'azione della PEV UE-Libano
sarà uno strumento di riferimento essenziale su cui saranno imperniate le
relazioni bilaterali dell'UE cpn il paese nei prossimi anni. La PEV continuerà
a svolgere un ruolo catalizzatore e di quadro strategico unico, basato tra
l'altro sul partenariato e sulla titolarità condivisa, sulla differenziazione
in funzione dei risultati e sull'assistenza adeguata alle esigenze.
La Commissione e l'Alta rappresentante dell'UE
per gli affari esteri e la politica di sicurezza accludono il testo di una
proposta di decisione del Consiglio relativa alla posizione dell'Unione nel
Consiglio di associazione UE-Libano in merito all'adozione di una
raccomandazione sull'attuazione del secondo piano d'azione in allegato.
La Commissione e l'Alta rappresentante
chiedono pertanto al Consiglio di adottare l'allegata proposta comune di
decisione del Consiglio.
2013/0149 (NLE)
Proposta congiunta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla posizione dell'Unione nel
consiglio di associazione creato dall'accordo euromediterraneo che istituisce
un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e
la Repubblica libanese, dall'altra, in merito all'adozione di una
raccomandazione sull'attuazione del secondo piano d'azione UE-Libano della PEV
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
Vista la decisione 2006/356/CE del Consiglio,
del 14 febbraio 2006, relativa alla conclusione dell'accordo euromediterraneo
che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri,
da una parte, e la Repubblica libanese, dall'altra, in particolare l'articolo
2, paragrafo 1,
vista la proposta congiunta della Commissione
e dell'Alta rappresentante dell'UE per gli Affari esteri e la politica di
sicurezza,
considerando quanto segue:
(1)       L'accordo euromediterraneo
che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri,
da una parte, e la Repubblica libanese, dall'altra (in appresso
"l'accordo"), è stato firmato il 17 giugno 2002 ed è entrato in
vigore il 1° aprile 2006.
(2)       Le Parti concordano il
secondo piano d'azione UE-Libano della politica europea di vicinato (PEV) che
favorirà l'attuazione dell'accordo euromediterraneo di associazione attraverso
l'elaborazione e l'adozione di misure concrete volte a conseguirne gli
obiettivi,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
La posizione dell'Unione nel consiglio di
associazione creato dall'accordo euromediterraneo che istituisce
un'associazione tra la Comunità europee e i suoi Stati membri, da una parte, e
la Repubblica libanese, dall'altra, in merito all'attuazione del secondo piano
d'azione UE-Libano della PEV si fonderà sulla proposta di raccomandazione del
consiglio di associazione allegata alla presente decisione.
Articolo 2
La presente decisione entra in vigore il
giorno dell'adozione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
Presidente
 
Progetto
di
RACCOMANDAZIONE
relativa
all'attuazione del piano d'azione UE-Libano della PEV
IL CONSIGLIO DI ASSOCIAZIONE UE-LIBANO,
visto l'accordo euromediterraneo che
istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da
una parte, e la Repubblica libanese, dall'altra (in appresso
"l'accordo"), in particolare l'articolo 76, paragrafo 2,
considerando quanto segue:
·                        
A norma dell'articolo 86 dell'accordo, le Parti
prendono qualsiasi misura generale o particolare necessaria per l'adempimento
degli obblighi che incombono loro ai sensi dell'accordo e si adoperano per il
conseguimento dei suoi obiettivi.
·                        
Le Parti dell'accordo hanno approvato il testo del
secondo piano d'azione UE-Libano della politica europea di vicinato (in
appresso "piano d'azione UE-Libano).
·                        
Il piano d'azione UE-Libano favorirà l'attuazione
dell'accordo attraverso l'elaborazione e l'adozione, ad opera delle Parti, di
misure concrete che forniranno indicazioni pratiche ai fini dell'attuazione
stessa.
·                        
Il piano d'azione ha il duplice scopo di prevedere
misure concrete che permettano alle Parti di adempiere agli obblighi contenuti
nell'accordo e di fornire un contesto più ampio per intensificare ulteriormente
le relazioni UE-Libano, imprimendo inoltre un notevole impulso all'integrazione
economica e alla cooperazione politica conformemente agli obiettivi globali
dell'accordo,
HA ADOTTATO LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE:
Articolo unico
Il consiglio di associazione raccomanda che le
Parti attuino il piano d'azione UE-Libano in allegato nella misura in cui tale
attuazione è finalizzata al conseguimento degli obiettivi dell'accordo
euromediterraneo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i
suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica libanese, dall'altra.
Fatto a [...]
Per il consiglio
di associazione
Il Presidente
ALLEGATO 
Piano d'azione per il partenariato e la
cooperazione UE-Libano 2013-2015
I.            Introduzione
Il Libano e l'Unione europea sono legati
dall'accordo di associazione euromediterraneo in vigore dal 2006. Tuttavia, le
loro relazioni contrattuali risalgono al 1965, data in cui fu firmato l'accordo
sugli scambi commerciali e sulla cooperazione tecnica. Durante questo periodo,
la proficua cooperazione instaurata tra il Libano e l'Unione europea si è
rafforzata. Le due Parti hanno in comune l'impegno a favore della democrazia e
dei diritti umani, come dichiarato nell'accordo di associazione, nonché
numerosi interessi politici ed economici comuni. Su questa base intendono
continuare a sviluppare e consolidare il loro partenariato.
I governi che si sono succeduti in Libano in
tempi recenti hanno ribadito di voler portare avanti le riforme politiche ed
economiche adottando leggi, adeguando le politiche e migliorando la pubblica
amministrazione. Hanno sottolineato il loro attaccamento ai principi sanciti
nella costituzione libanese e negli accordi successivi, compresi la sovranità,
l'indipendenza, l'assetto democratico, le libertà fondamentali, l'uguaglianza
di tutti i cittadini e l'unità del territorio, della popolazione e delle
istituzioni del paese. Inoltre hanno garantito il rispetto delle risoluzioni
internazionali. L'Unione europea sostiene incondizionatamente l'adesione a
questi principi, nonché alle riforme intraprese su questa base.
Una nuova politica di vicinato
Di fronte ai cambiamenti storici nel vicinato
meridionale, l'Unione europea ha elaborato una nuova impostazione volta a
fornire le risposte più adatte agli sviluppi repentini dei paesi del vicinato,
in particolare all'esigenza di avviare o proseguire riforme profonde e
sostanziali, instaurare e consolidare democrazie sane, assicurare una crescita
sostenibile e inclusiva e gestire le ripercussioni transfrontaliere. Il Libano
ha contribuito all'analisi che ha permesso all'UE di mettere a punto questa
impostazione.
Questa politica europea di vicinato (PEV)
riveduta si fonda sulla responsabilità reciproca e sull'impegno comune verso i
valori universali dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto.
Essa stabilisce una differenziazione nettamente più accentuata e fissa il
sostegno dell'UE in funzione della volontà di ravvicinamento all'UE dei paesi
partner, delle loro esigenze specifiche e delle capacità di cui dispongono, del
loro avanzamento nella realizzazione delle riforme e nel rafforzamento della
democrazia e dello Stato di diritto, nonché del loro rispetto dei diritti umani
e delle libertà fondamentali. Inoltre permette di tradurre il consolidamento
delle relazione in maggiore integrazione economica, maggiore mobilità e una più
stretta collaborazione politica nei settori della governance, della sicurezza,
della risoluzione dei conflitti e del coordinamento nelle sedi internazionali
sulle questioni d'interesse comune.
La nuova impostazione della politica di
vicinato punta a: a) fornire un maggiore aiuto ai partner che si
impegnano ad approfondire la democrazia e il rispetto dello Stato di diritto,
dei diritti umani e delle libertà fondamentali; b) favorire lo sviluppo
di un'economia sostenibile e inclusiva, in grado di ridurre le disuguaglianze
sociali e regionali, creare posti di lavoro e migliorare le condizioni di vita
della popolazione; c) stabilire un partenariato più stretto con le
popolazioni e le società civili dei paesi partner.
Il nuovo piano d'azione
Considerate le maggiori ambizioni reciproche
nel contesto attuale, vi sono le condizioni giuste affinché il Libano e l'UE
accedano alla fase successiva delle loro relazioni. Il secondo piano d'azione
UE-Libano della PEV è un documento politico che si fonda sulle disposizioni
dell'accordo di associazione che individuano gli ambiti della cooperazione. Per
conferire un carattere più operativo al presente piano d'azione, le Parti
convengono di concentrarsi su un numero ristretto di obiettivi prioritari
definiti di comune accordo. Tali obiettivi vengono definiti con l'ausilio di
parametri di riferimento e indicatori, che illustrano le tappe specifiche che
condurranno alla realizzazione di ciascun obiettivo prioritario, nonché i dati
e le misure particolari che permetteranno di valutare i progressi. I periodi di
attuazione sono indicati nei calendari. La definizione di ciascun obiettivo
prioritario prevede eventuali interventi dell'UE in materia di cooperazione,
assistenza prestata o risorse mobilitate (i riferimenti agli strumenti
esistenti si applicano anche agli strumenti di prossima generazione, ossia
successivi al 2013). La cooperazione finanziaria e l'assistenza future tra l'UE
e il Libano saranno programmate seguendo questo piano d'azione. Altri obiettivi
figurano nell'allegato, che riguarda gli ambiti di cooperazione previsti
nell'accordo di associazione e serve da documento di riferimento per la sua
attuazione. 
La durata iniziale del piano d'azione sarà di
3 anni.
Per garantire la migliore attuazione possibile
e per collegare i progressi nel conseguimento degli obiettivi prioritari citati
sopra con l'assistenza fornita, il comitato di associazione e i sotto-comitati
istituiti nell'ambito dell'accordo di associazione svolgeranno periodicamente
controlli e valutazioni, mentre ciascuna parte darà conto dei progressi
compiuti attraverso relazioni. Se le Parti ne sentono la necessità possono, di
concerto con l'altra parte, decidere di adeguare il piano d'azione per i
prossimi anni, se del caso. All'avvicinarsi della data di scadenza, le Parti
valuteranno il grado complessivo di attuazione del presente piano d'azione.
Sulla base di tale valutazione potranno decidere di prorogarne la durata di un
anno, e allo scadere di tale proroga di un altro anno per ciascuna misura. L'assunzione
di tali decisioni spetta al consiglio di associazione.
Il progetto di piano d'azione sarà presentato
al consiglio di associazione UE-Libano per approvazione.
II.          Priorità
di azione
Elenco delle priorità
A........... Riforma del sistema giudiziario
(comprese le carceri) per una maggiore efficienza, efficacia e indipendenza del
potere giudiziario............................................................................................................ 8
B........... Riforma del sistema elettorale per
rispettare le norme internazionali e rafforzamento dell'efficacia del
parlamento libanese........................................................................................................................ 10
C........... Rispetto dei diritti umani e protezione
delle popolazioni vulnerabili, compresi i rifugiati palestinesi, mediante la
legislazione o altre misure adeguate e azioni mirate
.................................................................................................................................... 11
D........... Potenziamento della gestione delle
finanze pubbliche e destinazione efficace delle risorse pubbliche       12
E........... Miglioramento dell'efficienza, del
buon governo e della trasparenza della pubblica amministrazione        14
F........... Miglioramento della gestione del
settore della sicurezza e delle attività di contrasto, compresa la
cooperazione, la responsabilità e i meccanismi di vigilanza, miglioramento
della gestione integrata delle frontiere  15
G........... Rafforzamento della concorrenza e
dell'integrazione commerciale nei mercati UE e internazionali, adesione all'OMC.................................................................................................................................... 17
H........... Miglioramento del contesto
imprenditoriale, particolarmente per le MPMI e sviluppo di condizioni di
mercato interno nei settori chiave................................................................................................ 18
I............ Aumento della produzione e della
commercializzazione dei prodotti agricoli conformemente alle norme
internazionali, promozione della liberalizzazione, aumento della competitività
e sviluppo dell'economia rurale      19
J............ Rafforzamento della protezione
ambientale e promozione dello sviluppo regionale sostenibile attraverso un
maggiore decentramento e un ruolo di maggiore responsabilità per i comuni e le
autorità locali  21
K.......... Attuazione della strategia nazionale
per l'istruzione, miglioramento della formazione tecnica e professionale        23
L........... Rafforzamento delle prestazioni di
sicurezza sociale e dell'assistenza sanitaria.................. 25
M.......... Attuazione di una strategia
energetica tesa ad ampliare la fornitura di energia, avviare una riforma
strutturale e promuovere il ricorso alle energie rinnovabili e a basse
emissioni di carbonio e l'efficienza energetica     25

Definizione
delle priorità
A.           Riforma
del sistema giudiziario (comprese le carceri) per una maggiore efficienza e
indipendenza del potere giudiziario
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -     Rafforzamento delle capacità del ministero della giustizia e delle autorità connesse; completamento del processo di automazione del settore;       -     realizzazione di progressi tangibili in materia di indipendenza della magistratura;   -      miglioramento dell'accesso alla giustizia per i residenti libanesi, comprese le popolazioni vulnerabili;   -     limitazione delle competenze dei tribunali militari ai soli casi militari; avvio di una riflessione pubblica sulla riforma del sistema dei tribunali religiosi; introduzione di procedure arbitrali;   -     Gestione delle prove da utilizzare nelle procedure di indagine penale; aumento del numero di sentenze basate su prove materiali anziché su confessioni; -     Trasferimento delle competenze relative alle carceri dal ministero dell'interno a quello della giustizia; allineamento dei regolamenti penitenziari e delle condizioni materiali alle norme internazionali; allineamento del comportamento del personale carcerario alle norme internazionali e alla carta dei diritti dell'uomo; riduzione del sovraffollamento nelle carceri, tenendo conto dei bisogni particolari delle donne; rispetto del diritto, dei termini giuridici e dell'autorità giudiziaria nelle procedure di detenzione; -     Allineamento della legislazione sulla convenzione ONU contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti; qualifica di reato per la tortura e punizione dei suoi autori; predisposizione di una prevenzione efficace; || -     Proseguimento della riorganizzazione amministrativa nel ministero della giustizia, rafforzando inoltre l'unità informatica; formazione del personale e consolidamento delle sue competenze e capacità; attuazione dei processi di automazione e informatizzazione, in particolare nei tribunali; modifica del numero medio di casi trattati ogni anno dai tribunali; modifica della durata media delle procedure giudiziarie; -     soppressione della dipendenza amministrativa del Consiglio superiore della magistratura dal ministero della giustizia; introduzione di meccanismi trasparenti in relazione al mandato, alla nomina e alla radiazione dei rappresentanti giudiziari; -      dati aggregati sulla competenza/accessibilità dei tribunali; dati aggregati sui partecipanti ai procedimenti giudiziari; -     adozione della legge in materia di arbitrato e applicazione dei suoi meccanismi; diminuzione del numero di casi non militari giudicati dai tribunali militari; completamento e pubblicazione dello studio sui tribunali religiosi (svolto dal ministero della giustizia) e successivo dibattito pubblico; -     adeguata organizzazione e archiviazione nei tribunali delle prove raccolte nel corso delle indagini penali; statistiche sulle condanne; -     completamento delle procedure amministrative per il trasferimento delle carceri; miglioramenti documentati dell'infrastruttura fisica delle carceri e dei centri di detenzione; formazione e sorveglianza adeguate del personale; riduzione del numero di detenuti senza imputazione e del numero di carcerati che scontano una pena superiore a quella cui sono stati condannati; avvio della costruzione di capacità carcerarie supplementari; elaborazione di programmi speciali relativi all'emancipazione sociale ed economica delle donne e degli uomini detenuti nelle carceri libanesi; subordinazione ufficiale della gestione delle carceri all'autorità giudiziaria; relazioni sulle visite in carcere; -     modifica della legislazione e dei regolamenti delle carceri per allinearli interamente alla convenzione ONU contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti; definizione della tortura quale atto criminale; adozione di una legge e di decreti di applicazione per creare un meccanismo nazionale di prevenzione della tortura (conformandosi al protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura ratificato dal Libano) 
 Calendario 
 Breve - medio termine, per l'intera durata del piano d'azione. Breve termine: processi di automatizzazione, trasferimento delle carceri, indipendenza del Consiglio superiore della magistratura 
 Intervento(i) dell'UE 
 Sostegno continuato dell'UE alla riforma del settore giudiziario per conseguire una maggiore indipendenza della magistratura e l'allineamento alle norme internazionali (anche in materia di carceri); sostegno continuato all'automatizzazione dei tribunali; proseguimento del potenziamento istituzionale e della formazione presso l'istituto per gli studi giudiziari e altre istituzioni competenti, per quanto possibile; 
B.           Riforma
del sistema elettorale per rispettare le norme internazionali e rafforzamento
dell'efficacia del parlamento libanese
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -    Allineamento della legge elettorale con le norme internazionali e le raccomandazioni delle precedenti missioni di osservazione elettorale;       -    Svolgimento delle prossime elezioni conformemente alle norme internazionali e alle raccomandazioni delle precedenti missioni UE di osservazione elettorale; presenza di osservatori nazionali e internazionali indipendenti; -    Intensificazione dell'attività del Parlamento, aumento dell'efficienza della legislazione (compresa la legislazione altamente prioritaria), potenziamento delle procedure interne del Parlamento; || -    Adozione della legislazione che modifica la legge elettorale; portata delle modifiche legislative; creazione di una commissione elettorale del tutto indipendente, utilizzazione di schede elettorali prestampate, abbassamento dell'età minima per votare, disposizioni per rendere trasparente la partecipazione degli emigranti alle elezioni; tempestività delle modifiche legislative (per consentirne l'attuazione prima delle elezioni); -    valutazione dello svolgimento delle elezioni da parte di osservatori internazionali o nazionali indipendenti; dati aggregati sulla partecipazione elettorale (tasso di partecipazione globale, partecipazione delle donne, anche in qualità di candidate), partecipazione delle confessioni e di altre fasce della popolazione e degli emigranti); dati aggregati sulle eventuali denunce riguardanti lo svolgimento delle elezioni; -    Frequenza delle sessioni del Parlamento (numero di sessioni tenutesi); dati aggregati sulla presenza e l'assenza dei deputati e pubblicazione di questi dati; numero di proposte legislative discusse/adottate/respinte; durata media dell'iter parlamentare e dell'esame delle leggi in parlamento; uso efficace dei meccanismi parlamentari per la legislazione prioritaria; dati aggregati sull'uso del nuovo sistema di tracciabilità della legislazione; miglioramenti specifici al regolamento del Parlamento (ad esempio, introduzione di elenchi di presenti e/o assenti); disponibilità di professionisti a sostenere i legislatori 
 Calendario 
 Breve termine: riforma elettorale entro le elezioni legislative del 2013 e le successive elezioni comunali Medio termine: miglioramento dell'efficacia del Parlamento per l'intera durata del piano d'azione, miglioramenti costanti del quadro elettorale 
 Intervento(i) dell'UE 
 Sostegno all'attuazione della riforma elettorale (anche per quanto riguarda la logistica e l'automazione) conformemente alle norme elettorali internazionali, alle raccomandazioni delle missioni europee di osservazione elettorale e alle migliori pratiche. Sostegno al Parlamento, anche mediante la formazione del suo personale, per migliorare la qualità della legislazione e il processo legislativo e la sua funzione di vigilanza, potenziare la capacità di ricerca e analisi politica del parlamento e migliorare il ruolo istituzionale di quest'ultimo. 
C.           Rispetto
dei diritti umani e protezione delle popolazioni vulnerabili, compresi i
rifugiati palestinesi, mediante la legislazione o altre misure adeguate e
azioni mirate
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -     Seguito e attuazione delle raccomandazioni della revisione periodica universale (UPR);   -     Completamento della strategia nazionale in materia di diritti umani e creazione di un'istituzione nazionale per i diritti umani;   -     miglioramento dello status e delle condizioni di vita delle popolazioni vulnerabili, compresi i rifugiati, gli sfollati, i richiedenti asilo, gli apolidi, i lavoratori domestici, i lavoratori migranti, i disabili, in funzione dei rispettivi statuti; impegno a rispettare il principio del non respingimento di rifugiati e richiedenti asilo in base alla convenzione ONU contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti e conformemente alle consuetudini internazionali; controllo dell'applicazione del non respingimento;     -      progressi nella protezione dei diritti delle donne e dei bambini e maggiore partecipazione delle donne e dei giovani alla vita pubblica a livello sia quantitativo che qualitativo, anche nel processo decisionale e nelle posizioni politiche;           -     rafforzamento dei dritti umani nelle istituzioni incaricate di fare applicare la legge, particolarmente nelle forze di sicurezza interna;     -     miglioramento dello status, dei diritti umanitari e sociali e delle condizioni di vita dei rifugiati palestinesi in Libano, anche attraverso progetti con l'impegno del governo libanese; quadro istituzionale per la governance dei campi palestinesi e meccanismi di dialoghi con l'UNRWA e con le autorità libanesi;   -     offerta di maggiori opportunità lavorative ai rifugiati palestinesi nonché miglioramento dei livelli di salute e istruzione. || -     Numero di raccomandazioni UPR pertinenti adottate e risultati della valutazione di follow-up; -     adozione della strategia nazionale in materia di diritti umani e completamento della creazione della competente istituzione nazionale; avvio delle attività dell'istituzione, compreso il dialogo con la società civile -     adozione di misure legislative, normative o di altro tipo e di azioni mirate: miglioramento delle condizioni di asilo e protezione dei rifugiati/sfollati conformemente alle norme internazionali, anche attraverso il memorandum d'intesa in corso di negoziato presso l'UNHCR; dati aggregati sul trattamento e sul seguito accordato alle domande di asilo; riesame della situazione degli apolidi; -     Ratifica della convenzione OIL n. 189 sul lavoro dignitoso dei lavoratori domestici e sua attuazione nella legislazione libanese; protezione dei lavoratori migranti nella legislazione nazionale e applicazione di politiche finalizzate a garantire i loro diritti; ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; -     dati aggregati sull'attuazione della convenzione delle Nazioni Unite sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW); progressi verso l'attuazione della CEDAW; approvazione e applicazione di leggi sulla protezione di donne e bambini dalla violenza domestica; numero e portata di altre misure legislative di protezione delle donne e dei bambini; attuazione delle convenzioni internazionali sui bambini nei conflitti armati; numero di donne che occupano posizioni di rilievo su scala nazionale e locale, anche in politica; azione del governo per i bambini di strada; -     dati aggregati sull'unità Diritti umani dei servizi di sicurezza interna (risorse supplementari, risultati, gamma di attività); trattamento di tutti i cittadini e particolarmente delle popolazioni vulnerabili, da parte del sistema giudiziario (numero di cause; tipo di giudizio); dati aggregati sul trattamento/condizioni dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei lavoratori migranti (comprese le visite alle rispettive istituzioni); -     miglioramenti delle condizioni di vita, dei diritti umanitari e sociali e della situazione generale; portata dei risultati dei progetti in corso; numero e tipo di nuovi progetti; portata dell'opera di ristrutturazione delle infrastrutture di campo; elaborazione di iniziative e politiche per migliorare l'interazione con i campi e la cooperazione con l'UNRWA, le autorità libanesi e il comitato per il dialogo tra il Libano e la Palestina; -     applicazione del diritto del lavoro (modificato per consentire ai palestinesi di intraprendere determinate professioni); statistiche e relazioni dell'UNRWA e di altri fonti affidabili sull'occupazione dei palestinesi; adozione di misure per migliorare i livelli di salute e di istruzione dei rifugiati palestinesi 
 Calendario 
 Breve - lungo termine, per l'intera durata del piano d'azione. Breve termine: seguito delle raccomandazioni dell'UPR entro il prossimo riesame (2014); Adozione dei decreti di applicazione per la modifica del diritto del lavoro per autorizzare il lavoro dei rifugiati palestinesi; adozione e applicazione di leggi sulla violenza domestica e sui lavoratori migranti. 
 Intervento(i) dell'UE 
 Sostegno al potenziamento delle capacità libanesi in materia di diritti umani e nell'attuazione dell'UPR (raccomandazioni accettate, preparativi per il prossimo ciclo); sostegno al rafforzamento delle capacità dei funzionari governativi nella protezione istituzionale dei diritti umani e nei meccanismi di controllo; proseguimento del sostegno all'UNHCR e della cooperazione finanziaria con esso, compatibilmente con le capacità disponibili; sostegno per rispondere ai bisogni dei gruppi vulnerabili, compresa la predisposizione di un solido sistema di assistenza legale; proseguimento della cooperazione finanziaria con l'UNRWA e con altri soggetti per migliorare i diritti e le condizioni socioeconomiche dei palestinesi.   
D.          Potenziamento
della gestione delle finanze pubbliche e destinazione efficace delle risorse
pubbliche
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -     Razionalizzazione della gestione delle finanze pubbliche; miglioramento delle procedure di bilancio (adozione del bilancio da parte del Parlamento, chiusura dei conti dei periodi precedenti, coordinamento del ministero delle finanze con i ministeri competenti e con le altre istituzioni); -     allineamento della contabilità del settore pubblico alle norme internazionali in materia di efficacia, responsabilità, trasparenza e prevedibilità; allineamento sulle raccomandazioni del Fondo monetario intenzionale e sulle raccomandazioni della valutazione finanziaria della spesa pubblica (PEFA); sana gestione dei fondi pubblici e dei fondi dei donatori (compresi quelli dell'UE); -     miglioramento della destinazione e del controllo delle spese e delle entrate;     -      revisione del sistema fiscale prevedendo una riduzione del divario fiscale e una maggiore efficacia;       -     legislazione sugli appalti pubblici aperti e trasparenti; Integrazione dell'attività di lotta contro la corruzione nella gestione delle finanze pubbliche e degli appalti pubblici; potenziamento delle statistiche e dell'audit esterno.   || -     Approvazione del bilancio dello Stato; chiusura della contabilità degli anni precedenti; preparativi per il bilancio dell'anno successivo; intensificazione del coordinamento interministeriale in corso; -     portata dell'attuazione del Financial Sector Assessment Programme (FSAP) del Fondo monetario internazionale e delle raccomandazioni PEFA; Rispetto delle rigorose norme in materia di efficienza e trasparenza; rispetto dei meccanismi di controllo delle spese per i fondi dei donatori (compresa la cooperazione con i competenti organismi dell'UE sui finanziamenti dell'UE): -     dati sulla spesa pubblica; rispetto dei criteri di sostegno di bilancio: attenta definizione della politica e della strategia di riforma nazionale o settoriale, quadro macroeconomico basato sulla stabilità, programma credibile e pertinente di miglioramento della gestione delle finanze pubbliche su base continua, trasparenza e controllo del bilancio; -     modifica della politica fiscale in vista dell'applicazione di un sistema fiscale globale ed equo; riscossione adeguata delle entrate e delle ammende (tra l'altro per l'occupazione illegale del dominio pubblico, fatture dell'EDL-elettricità del Libano, infrazioni al codice della strada); pubblicazione dettagliata e puntuale delle statistiche riguardanti le entrate e le spese statali; -     adozione della legge sugli appalti pubblici; adozione di misure per applicare la legislazione anticorruzione; Creazione di adeguati meccanismi di controllo: maggiore indipendenza della Corte dei conti (comunicazione al Parlamento, bilancio approvato dal Parlamento) e concentrazione della sua attività esclusivamente sulle revisioni esterne; Indagini e azioni giudiziarie sulle pratiche di corruzione in materia di appalti pubblici; Risultati del Libano nell'esame 2014 della convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione UNCAC; Introduzione di metodi rigorosi in materia di audit e statistiche. 
 Calendario 
 Breve termine: adozione del bilancio, legge relativa agli appalti pubblici. Medio a lungo termine. 
 Intervento(i) dell'UE 
 Sostegno alla definizione di una strategia di riforma della gestione delle finanze pubbliche e al rafforzamento delle capacità del ministero delle finanze. Assistenza finalizzata al miglioramento della preparazione del bilancio e della previsione delle entrate. Sostegno al miglioramento del quadro istituzionale, dell'assetto e del funzionamento della Corte dei conti; Assistenza mediante un sistema di gestione degli attivi per la proprietà pubblica; Scambio d'informazioni sui regolamenti e sulle pratiche finanziari.   
E.           Miglioramento
dell'efficienza, del buon governo e della trasparenza della pubblica
amministrazione
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -  Progressi nel miglioramento della governance, particolarmente attraverso la lotta alla corruzione;           -  maggiore trasparenza della pubblica amministrazione, tra l'altro organizzando un processo aperto di consultazione prima dell'adozione delle leggi e dei regolamenti e pubblicando decisioni e relazioni; -  funzionamento dell'ufficio del mediatore;   -  riforma del personale per integrare l'insieme dei dipendenti pubblici in un unico quadro; progetti per migliorare l'efficienza e la produttività dei dipendenti pubblici; pari opportunità tra uomini e donne, Assegnazione dei posti vacanti;   -  introduzione di modelli atti a misurare e stimare i risultati delle amministrazioni pubbliche;   -  semplificazione delle procedure e creazione di sportelli unici; -  rafforzamento dell'infrastruttura informatica del governo per proteggere i dati e migliorare l'efficienza e la produttività; -  lancio dell'amministrazione in linea e dei servizi in linea;   -  elaborazione e pubblicazione di statistiche affidabili, puntuali e periodiche, compatibili con le norme europee e internazionali in tutti i settori pertinenti, quali l'economia (contabilità nazionale, bilancia dei pagamenti, commercio estero, prezzi, settori commerciali, industria, servizi e agricoltura), la società (demografia, migrazione, condizioni di vita, occupazione/disoccupazione, istruzione), le infrastrutture (energia e trasporti) e l'amministrazione (a livello locale e regionale; sistema giudiziario e sistema sanitario, per quanto possibile) || -  Adozione di un progetto di pacchetto di misure legislative contro la corruzione, conformemente alla convenzione ratificata delle Nazioni Unite contro la corruzione (compreso l'accesso alle informazioni, l'arricchimento illegale, il conflitto d'interessi e la protezione delle persone che rivelano fatti di corruzione); diminuzione del numero di denunce presentate da cittadini riguardanti irregolarità amministrative; indice di percezione della corruzione pubblicato da Transparency International; ruolo di sorveglianza svolto dalla società civile. -  introduzione di un processo aperto di consultazione; numero di consultazioni svolte; numero di relazioni/decisioni pubblicate;   -  nomina del mediatore e adozione dei relativi regolamenti; -  riesame della struttura della funzione pubblica; adeguamento delle condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici per consentire la loro integrazione in un unico quadro di personale; numero di dipendenti pubblici che beneficiano di una formazione; definizione dell'obiettivo di una partecipazione paritetica delle donne a tutti i livelli dell'amministrazione; percentuale di posti vacanti nei ministeri; elaborazione di un quadro per la gestione e lo sviluppo delle risorse umane; -  Creazione di un sistema per controllare e valutare il funzionamento dell'amministrazione, obbligo di rendere conto per le autorità; apertura di canali destinati a ricevere le osservazioni dei cittadini; -  riesame delle procedure esistenti; Identificazione delle possibilità di semplificazione e integrazione negli sportelli unici; approvazione e avvio di un programma pilota di sportelli unici; -  costruzione di un sistema moderno d'informazione e comunicazione che comprende centri di dati sicuri; introduzione di sistemi di aiuto alla decisione e di pianificazione delle risorse aziendali; -  creazione di un portale elettronico, progettazione e lancio iniziale di servizi in linea; -  adozione di un Piano generale nazionale in materia di statistiche (introduzione di metodi statistici aggiornati, allineamento alle norme, compreso sui principi fondamentali delle Nazioni Unite in materia di statistiche ufficiali); adeguamento dell'assetto istituzionale del Libano per facilitare la produzione di statistiche; creazione di basi di dati essenziali (ad esempio, registri delle imprese, basi di dati sui servizi, ecc.); messa a disposizione di statistiche su tutti i siti Internet del governo. 
 Calendario 
 Medio termine, per l'intera durata del piano d'azione Breve termine: adozione del piano generale nazionale in materia di statistiche; adozione di una normativa di lotta alla corruzione; predisposizione di infrastrutture informatiche e di servizi amministrativi in linea. 
 Intervento(i) dell'UE 
 Assistenza tecnica, compresi i programmi di gemellaggio, per contribuire al raggiungimento dei parametri di riferimento 
F.           Miglioramento
della gestione del settore della sicurezza e delle attività di contrasto,
compresi i meccanismi di cooperazione, responsabilità e vigilanza,
miglioramento della gestione integrata delle frontiere
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -     Adozione di un'impostazione orientata a soddisfare le esigenze e le attese dei cittadini riguardo alla professionalità, responsabilità, imparzialità e trasparenza delle forze di sicurezza;         -      adozione e attuazione di una politica nazionale in materia di gestione delle crisi e dei rischi di calamità per promuovere meccanismi di prevenzione, preparazione e risposta in caso di emergenze naturali e provocate dall'uomo; -     miglioramento delle competenze organizzative dei servizi di sicurezza; -     aumento della cooperazione e della condivisione di informazioni sistematiche di informazioni fra i servizi di sicurezza libanesi e tra questi e il sistema giudiziario; garanzia di una vigilanza efficace dei servizi di sicurezza;   -     elaborazione e attuazione di una strategia nazionale di gestione integrata delle frontiere; -     modernizzazione e rafforzamento dei valichi autorizzati e delle procedure di gestione delle frontiere; sorveglianza efficace lungo tutte le linee di confine, cessate il fuoco e demarcazione; Intensificazione della cooperazione nazionale e regionale in materia di lotta contro il traffico illecito (denaro, stupefacenti, armi ed esseri umani);     -     avanzamento degli sforzi in materia di definizione dei confini, per quanto riguarda la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e le frontiere marittime del Libano. || -     sviluppo istituzionale basato su di un'oculata pianificazione strategica interna delle agenzie; realizzazione di sondaggi d'opinione per conoscere il loro grado di soddisfazione dei cittadini quanto ai servizi forniti per quanto riguarda la sicurezza e lo Stato di diritto; Attuazione di un'impostazione basata sul codice di condotta da parte dei servizi di sicurezza interna, e sua condivisione e applicazione da parte degli altri servizi di sicurezza; Integrazione del rispetto dei diritti umani nelle pratiche di contrasto; relazioni sulle prassi seguite dai servizi di sicurezza durante la detenzione e gli interrogatori; riduzione dei casi di impunità; -     integrazione dei temi della protezione civile nella gestione del settore della sicurezza; predisposizione di meccanismi e strutture organizzative per fornire una risposta efficace alle crisi civili e alle calamità naturali e causate dall'uomo; -     valutazione del funzionamento dei servizi incaricati di far applicare la legge; creazione di meccanismi di formazione interna; autovalutazione interna basata sugli obiettivi di pianificazione strategica; automazione delle procedure; dati aggregati sulle operazioni effettuate; statistiche; -     esistenza e applicazione di procedure di cooperazione fra i servizi competenti; Statistiche sui contatti tra servizi di sicurezza e di giustizia nelle indagini penali; analisi dei meccanismi istituzionali di sorveglianza dei servizi di sicurezza; ruolo di controllo esercitato dalla società civile; -     completamento e adozione della strategia in materia di gestione integrata delle frontiere; nomina di un coordinatore nazionale delle frontiere e adozione dei provvedimenti amministrativi connessi per attuare la strategia -     miglioramento delle infrastrutture fisiche e informatiche frontaliere, sia presso i valichi che nell'amministrazione centrale; adozione di misure volte all'introduzione di tecnologie biometriche per passaporti e visti; predisposizione e applicazione di controlli efficaci lungo tutte le frontiere del paese; adeguata preparazione e formazione del personale affinché possa operare secondo le norme internazionali; relazioni sui casi di contrabbando e di traffico e sulla risposta delle autorità libanesi, sulle cause e i dati indipendenti (ad esempio, FRONTEX); -     Progressi compiuti nella demarcazione dei confini; impegno costante a collaborare con UNIFIL sull'attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e in materia di frontiere marittime. 
 Calendario 
 Breve - medio termine, per l'intera durata del piano d'azione. Breve termine: processi di pianificazione strategica dei servizi di sicurezza interna; applicazione integrale del codice di condotta dei servizi di sicurezza interna; politica nazionale per la gestione del rischio di catastrofi; formulazione di una strategia in materia di gestione integrata delle frontiere, seguita immediatamente da misure/piani di esecuzione. 
 Intervento(i) dell'UE 
 Assistenza continuata per valorizzare la professionalità dei servizi di sicurezza; Sostegno al buon funzionamento dei servizi di emergenza, dialogo con la società civile sulla riforma del sistema. Sostegno allo sviluppo di strategie e al funzionamento dei valichi legali per migliorare le procedure e le pratiche di coordinamento all'interno dei servizi e tra di essi; rafforzamento delle capacità e sostegno alla creazione di una struttura di gestione integrata delle frontiere e suo successivo allineamento alle norme internazionali (eventualmente per quanto riguarda le tecnologie biometriche); progressi verso una cooperazione operativa e tecnica tra le autorità libanesi e FRONTEX. 
G.          Rafforzamento
della concorrenza e dell'integrazione commerciale nei mercati dell'UE e
internazionali, preparativi all'adesione all'OMC
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -      Adesione all'OMC, attuazione delle norme e degli impegni dell'OMC, compresa l'adozione e l'attuazione della legislazione pertinente;         -      adozione del nuovo quadro sulle regole di origine (nuovo protocollo paneuromediterraneo in materia di norme di origine, convenzione regionale) e partecipazione attiva al processo di revisione delle norme di origine paneuromediterranee; -      strategia per la promozione delle esportazioni;   -      progressi nella preparazione di un accordo sulla valutazione della conformità e l'accettazione (ACAA) dei prodotti industriali nei tre settori prioritari (elettrodomestici, attrezzature a pressione, materiali da costruzione); avvio dei negoziati nei settori in cui sono stati completati i preparativi;     -      creazione di un sistema nazionale di tracciabilità alimentare e migliore gestione dei canali di distribuzione (in particolare i mercati all'ingrosso); zone di trasformazione agroalimentare di qualità; || -       Adozione e attuazione della legislazione attinente all'OMC, compresa la legislazione sul commercio internazionale e sulle licenze, la legge sulle norme, la legge sulla regolamentazione tecnica e le procedure di valutazione della conformità, la legge sulla sicurezza alimentare, la legge sulla quarantena degli animali, la legge sui marchi commerciali, la legge sulla concorrenza sleale, la legge sul disegno industriale, le modifiche alla legge sui diritti d'autore, l'attuazione della legge sulla quarantena dei vegetali; -       attuazione degli impegni concordati per l'adesione all'OMC; -      adozione del nuovo protocollo paneuromediterraneo sulle norme di origine; firma, ratifica e applicazione della convenzione regionale; presenza e attività del Libano nell'esercizio di revisione; -      completamento e attuazione della strategia di promozione delle esportazione; adozione di un progetto di legge sulla promozione delle esportazioni; -      allineamento della legislazione orizzontale e settoriale pertinente, modernizzazione delle istituzioni responsabili della normalizzazione, dell'accreditamento, della regolamentazione tecnica, della valutazione di conformità, della metrologia e della vigilanza del mercato per rafforzare la competitività (come l'istituto libanese per la normalizzazione LIBNOR, l'organismo di accreditamento COLIBAC, gli organismi di valutazione della conformità, compreso l'istituto per la ricerca industriale; avvio dei negoziati nei settori in cui sono stati completati i preparativi; -    concezione e applicazione di un sistema di tracciabilità alimentare; analisi e miglioramento dei canali di distribuzione (regolamentazione efficace dei mercati all'ingrosso, accesso ai dati del mercato per i produttori); definizione di zone di qualità.   
 Calendario 
 Breve termine: Progressi in vista dell'adesione all'OMC e per quanto riguarda le norme di origine. A medio termine: altri parametri, competitività generale. 
 Intervento(i) dell'UE 
 Assistenza tecnica e sostegno adeguati per soddisfare i parametri di riferimento sopra indicati, compresi i preparativi dei negoziati nei tre settori prioritari nell'ambito dell'ACAA (elettrodomestici, attrezzature a pressione e materiali da costruzione), sviluppo degli scambi e promozione delle esportazioni, potenziamento delle capacità del ministero dell'economia e dell'unità responsabile della qualità degli scambi commerciali e del consiglio nazionale della metrologia, nonché per quanto riguarda il sistema di tracciabilità.   
H.          Miglioramento
del contesto imprenditoriale, particolarmente per le MPMI, e sviluppo delle
condizioni del mercato interno nei settori chiave
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -    Partecipazione al processo di cooperazione industriale euromediterranea (sia per le azioni transettoriali che per quelle relative ad uno specifico settore), attuazione della Carta euromediterranea per le imprese e del programma di lavoro euromediterraneo sulla cooperazione industriale -    miglioramento del contesto favorevole all'imprenditorialità e alle micro, piccole e medie imprese (MPMI), con la predisposizione degli strumenti adeguati e di collegamenti tra le MPMI e le piattaforme commerciali, le reti e i programmi regionali/UE;         -    Attenzione particolare all'innovazione;   -    miglioramento della legislazione favorevole alle imprese: nuovo diritto societario (codice del commercio) e normativa sulla concorrenza conforme alle norme europee e internazionali, regolamenti in materia di sicurezza dei prestiti e insolvenza; -    semplificazione delle procedure amministrative per la costituzione di nuove imprese, anche mediante criteri trasparenti e oggettivi, un punto di contatto unico e procedure elettroniche; -    Riesame della politica degli investimenti e degli incentivi per attrarre gli investimenti diretti esteri (IED).     || -    realizzazione di azioni transettoriali e specifiche ad un particolare settore con la partecipazione attiva del Libano, anche a seguito della graduale trasformazione della carta; Indicatori utilizzati nella valutazione del 2008 sull'attuazione della Carta euromediterranea per le imprese ; -    adeguamento del contesto per espandere il cosiddetto "ecosistema imprenditoriale"; promozione attiva dei fattori abilitanti; accesso al know-how e ai finanziamenti, potenziamento delle capacità, media, cultura, orientamento e sostegno; dati sulla partecipazione delle MPMI libanesi alle piattaforme commerciali sovranazionali; risultati di tale partecipazione; -    aumento del numero delle MPMI: Registrazione delle imprese, statistiche sulla creazione di imprese, numero di nuove imprese, aumento degli investimenti interni ed esteri; storie di riuscita e/o di fallimento delle imprese avviate; -    promozione di una più stretta collaborazione tra il mondo accademico e l'industria; sostegno pubblico all'innovazione; -    adozione e attuazione efficace della legislazione; realizzazione delle modifiche amministrative e organizzative connesse: Creazione di un'autorità della concorrenza, creazione di un'anagrafe delle imprese in linea in tempo reale; Ristrutturazione e rafforzamento del regime di insolvenza; -    riduzione consistente dei tempi e costi necessari per registrare un'impresa; numero e varietà dei servizi di sostegno alle imprese; -    riesame delle disposizioni giuridiche, politiche e amministrative, miglioramento della certezza del diritto e della tutela degli investimenti; adozione di misure per promuovere l'inclusione finanziaria (finanziamenti di capitale proprio, capitale di rischio, business angels).   
 Calendario 
 Medio - lungo termine, per l'intera durata del piano d'azione. Breve termine: (da discutere con il Libano) innovazione, imprenditorialità e attuazione della cooperazione industriale euromediterranea 
 Intervento(i) dell'UE 
 Assistenza tecnica adeguata per soddisfare i parametri sopra indicati, anche per migliorare il contesto imprenditoriale e le infrastrutture di qualità, nonché sostenere l'innovazione e le MPMI.   
I.            Aumento
della produzione e della commercializzazione dei prodotti agricoli,
conformemente alle norme internazionali, promozione della liberalizzazione,
aumento della competitività e sviluppo dell'economia rurale
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -    Definizione di un quadro strategico nazionale a lungo termine per l'agricoltura, la pesca e le zone rurali, focalizzato sulla povertà e sulla creazione di posti di lavoro e volta alla diversificazione delle attività rurali e alle opportunità di lavoro; attuazione e rispetto della normativa in vigore; efficacia dell'amministrazione nazionale e locale e responsabilizzazione dei soggetti interessati del settore privato; migliore veduta d'insieme del settore agricolo;         -    rafforzamento della protezione delle foreste e delle azioni di rimboschimento;         -    sviluppo di un quadro strategico per la produzione di qualità, in particolare la protezione delle indicazioni geografiche e il sostegno alla produzione biologica; -    investimenti finalizzati all'innalzamento della sicurezza e della qualità dei prodotti alimentari ai livelli internazionali; Applicazione delle norme sanitarie e fitosanitarie secondo l'approccio "dal produttore al consumatore" e allineamento delle stesse con le norme internazionali e europee;       -    sostegno al miglioramento delle infrastrutture produttive; diversificazione della produzione e delle economie rurali; rafforzamento delle capacità locali (gruppi di produttori e comunità) in vista della creazione di posti di lavoro; -    creazione di una linea di credito a beneficio degli agricoltori e delle iniziative di sviluppo rurale; -    miglioramento dei processi di commercializzazione, anche sui mercati esteri, rafforzando tra l'altro i meccanismi di certificazione dei prodotti biologici, compresi i sistemi di equivalenza; -    progressi nella liberalizzazione degli scambi commerciali di prodotti agricoli, prodotti agricoli trasformati e prodotti della pesca, in conformità con la tabella di marcia di Rabat, per aumentare le opportunità di esportazione; Progressi sulla via di un accordo sulla protezione delle indicazioni geografiche || -          Elaborazione e adozione di un quadro strategico da parte del governo incentrato sullo sviluppo rurale; allineamento delle aziende agricole alla legislazione; natura ed entità dei miglioramenti nella regolamentazione; rafforzamento delle capacità amministrative della pubblica amministrazione; sostegno alle parti interessate del settore privato (associazioni di produttori, servizi di divulgazione, ecc.) affinché diventino attori a pieno titolo; classificazione dei terreni, conformemente al piano generale per l'utilizzazione dei terreni; creazione di un'anagrafe agricola per i produttori, le superfici e le colture; maggiore autonomia degli agricoltori nell'ambito delle strutture esistenti delle camere di commercio -          realizzazione di un piano nazionale di rimboschimento; integrazione nel diritto della protezione delle aree forestali su tutte le superfici (pubbliche e private), conformemente al piano nazionale di gestione della destinazione dei terreni; realizzazione di azioni di rimboschimento; piani per la creazione di parchi nazionali e regionali; -          elaborazione di politiche per quanto riguarda la situazione in Libano;   -          creazione di un'autorità per la sicurezza alimentare; assegnazione alle amministrazioni di maggiori risorse e meccanismi atti a garantire il rispetto delle norme di sicurezza e di qualità; allineamento dell'RPU all'Organizzazione mondiale per la salute animale, al Codex Alimentarius, alla Convenzione internazionale per la protezione delle piante e all'acquis dell'UE; Inasprimento delle norme e svolgimento di verifiche, presentazione di dati relativi all'inosservanza (o all'inosservanza) delle norme; -          statistiche sui miglioramenti delle infrastrutture; dati relativi alla produzione; dati sull'occupazione nel settore; -          creazione di uno strumento di credito e dati relativi alle sue attività; -          miglioramento delle pratiche di commercializzazione (norme in materia di imballaggio e etichettatura, procedure di esportazione); Riesame delle procedure di certificazione e loro definizione/miglioramento secondo necessità; -          avvio dei negoziati sull'ulteriore liberalizzazione degli scambi; avvio di un dibattito su un accordo relativo alla protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti agricoli e alimentari 
 Calendario 
 Breve - lungo termine Breve termine: sistema di tracciabilità alimentare, gestione dei canali di distribuzione. 
 Intervento(i) dell'UE 
 Sulla base delle migliori pratiche e sul sostegno del programma europeo di vicinato per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (ENPARD); assistenza tecnica, gemellaggio istituzionale e potenziamento delle capacità del ministero dell'Agricoltura e delle pertinenti autorità veterinarie e di sicurezza alimentare nel settore sanitario e fitosanitario (aggiornamento della legislazione, riorganizzazione amministrativa, formazione del personale); sostegno alla politica di rimboschimento; sostegno alla diversificazione verso prodotti a maggiore valore aggiunto e all'ammodernamento degli impianti e delle infrastrutture agricoli, anche per garantire la qualità; know-how in tema di commercializzazione; sostegno all'applicazione delle norme UE nel regime di pagamento unico per superficie 
J.           Rafforzamento
della protezione dell'ambiente e promozione dello sviluppo regionale
sostenibile attraverso un maggiore decentramento e un ruolo di maggiore
responsabilità per i comuni e le autorità locali
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -    Messa a disposizione di aiuti pubblici ai comuni e alle autorità locali per il funzionamento, la gestione e la manutenzione delle infrastrutture e per fornire servizi comunali che promuovano la crescita;       -    rafforzamento dell'autonomia istituzionale, finanziaria ed amministrativa dei comuni; devoluzione dei poteri decisionali alle autorità locali;   -    rafforzamento del valore aggiunto dei comuni per i cittadini e del loro impegno nelle comunità mediante partenariati con le organizzazioni locali della società civile, tenendo conto dei principi delle pari opportunità e dell'efficienza; -    Riconoscimento della necessità di uno sviluppo sostenibile a lungo termine, della protezione dell'ambiente e della lotta contro il cambiamento climatico, tra l'altro attraverso la ratifica dei principali strumenti giuridici internazionali; miglioramento della pianificazione e del processo decisionale in materia di ambiente e di cambiamento climatico a livello nazionale; Introduzione di un monitoraggio ambientale sistematico e pubblicazione dei dati;   -    impegno attivo nei settori del disinquinamento e della protezione della biodiversità, conformemente ai piani nazionali e mediante la partecipazione ai piani regionali e alle iniziative dell'UE. || -    Entità e forma degli aiuti pubblici; razionalizzazione dei flussi finanziari da/verso le autorità locali (comprese le entrate delle telecomunicazioni e il rilancio del fondo municipale indipendente); Attivazione di un meccanismo che permetta alle autorità locali un accesso efficace e trasparente ai fondi per lo sviluppo; rafforzamento delle capacità amministrative necessarie del ministero dell'interno e dei comuni; -    adozione di un quadro per l'autonomizzazione delle autorità locali (AL); adozione delle necessarie misure giuridiche/regolamentari per rafforzare le autorità locali; adozione di piani di gestione locale del territorio; aggiornamento della normativa in materia di fisco e entrate locali; -    dati sulla qualità/portata ed efficacia dei servizi forniti; predisposizione di partenariati con le organizzazione locali della società civile, valutazione dei risultati al fine di stabilire buone pratiche   -    integrazione dello sviluppo sostenibile nelle politiche e nelle azioni del governo e delle autorità locali; Ratifica delle convenzioni (CITES, allegato VI della convenzione MARPOL, protocolli della convenzione di Barcellona, in particolare quello relativo alla gestione integrata delle zone costiere e il protocollo offshore); riorganizzazione amministrativa per permettere il coordinamento e la pianificazione nazionale in materia di ambiente; definizione di indicatori ambientali nazionali; adozione di misure per contrastare i cambiamenti climatici e creazione di una rete nazionale per il monitoraggio ambientale; controllo costante della qualità dell'aria nelle grandi città; -    avvio della partecipazione all'iniziativa relativa al disinquinamento del Mediterraneo nell'ambito di Orizzonte 2020 e al programma d'azione strategica sull'inquinamento provocato dalle attività a terra, conformemente al piano d'azione nazionale; realizzazione di specifiche attività di disinquinamento per il Mediterraneo (tra l'altro nell'ambito di piani regionali); attuazione di una strategia e di un piano d'azione nazionali sulla biodiversità e partecipazione al programma d'azione strategica per la conservazione della biodiversità biologica della convenzione di Barcellona. 
 Calendario 
 Breve - medio termine, per l'intera durata del piano d'azione. Breve termine: progressi verso un concetto unificato di conferimento di poteri ai comuni; pianificazione ambientale e coordinamento nazionale; ratifica della convenzione CITES 
 Intervento(i) dell'UE 
 Rafforzamento delle capacità a livello nazionale per consentire l'attuazione delle riforme in vista di un'efficace politica di decentramento e miglioramento delle relazioni con le autorità locali; Sviluppo di capacità a livello locale per rafforzare le capacità tecniche, amministrative e finanziarie delle autorità locali, in particolare per elaborare e attuare piani e progetti di sviluppo locale; sostegno finanziario alle iniziative e ai progetti locali volti a migliorare la fornitura di servizi, la produzione di entrate e le capacità di gestione a livello locale; finanziamento di studi per la progettazione di uno strumento specifico e permanente per finanziare le infrastrutture municipali; promozione di partenariati tra il governo e la società civile, il settore privato, il mondo accademico e i media, per attuare progetti pilota nel settore del disinquinamento e in altri settori; sostegno alla concezione e all'attuazione di una strategia nazionale di sviluppo sostenibile; sviluppo delle capacità in materia di cambiamenti climatici e gestione ambientale. 
K.          Attuazione
della strategia nazionale per l'istruzione, miglioramento della formazione
tecnica e professionale
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -  Miglioramento dell'insegnamento pubblico materno e primario; miglioramento dell'apprendimento e della riuscita scolastica; rafforzamento degli elementi del ciclo d'insegnamento attinenti alla cittadinanza e alla coesione sociale nei programmi di studio; aumento dell'indipendenza finanziaria e organizzativa delle scuole;   -  sostegno ad un convergenza volontaria del sistema d'istruzione superiore libanese sui principi del processo di Bologna;     -  elaborazione e adozione di una nuova strategia per l'istruzione tecnica e professionale in linea con i principi del processo di Torino; rafforzamento del legame tra sviluppo delle competenze ed esigenze del mercato del lavoro, attraverso l'elaborazione di programmi integrati e partecipativi tra i settori pubblico, privato e civile;     -  rafforzamento della capacità istituzionale e sviluppo dei pertinenti meccanismi e strumenti;     -  miglioramento della qualità dell'istruzione a tutti i livelli, per rispondere ai requisiti dell'economia della conoscenza; Introduzione di procedure per la certificazione della qualità, conformemente ai principi del processo di Bologna;     -  sviluppo di un quadro nazionale delle qualifiche per la certificazione professionale e di un sistema di riconoscimento dell'apprendimento e delle esperienze precedenti; riforma dei programmi   || -   Tassi di apprendimento e di riuscita scolastica degli allievi; riesame della formazione degli insegnanti; introduzione di metodi attivi di apprendimento e recupero; applicazione di un sistema per misurare l'efficacia dell'istruzione primaria; istituzione di comitati scolastici e dei genitori; adeguamento dei programmi di studio; maggiore autonomia delle scuole   -  adozione di un sistema articolato in 3 cicli, applicazione di un sistema di crediti, rafforzamento della garanzia di qualità, rafforzamento della dimensione sociale, potenziamento della partecipazione degli studenti, definizione di un quadro di qualifiche, promozione della mobilità, elaborazione di strumenti di riconoscimento e di equivalenza; -  elaborazione e adozione di un programma rivisto di istruzione tecnica e professionale; elaborazione di griglie delle qualifiche; riesame periodico delle richieste del mercato del lavoro, istituzione di un sistema di informazione; completamento di un organigramma delle carriere; rafforzamento dei rapporti di cooperazione tra il settore dell'insegnamento e il mondo imprenditoriale; partecipazione e coinvolgimento della società civile e delle parti sociali; cooperazione con altri ministeri su un quadro nazionale per la certificazione delle professioni. -  Riesame e integrazione della descrizione dei posti al'interno dei ministeri; Ammodernamento degli enti esistenti e creazione di nuovi, sviluppo della struttura del ministero; Elaborazione di unità e strumenti di controllo e pianificazione; maggiore utilizzazione dell'informatica; attuazione di un sistema d'informazioni per gli studenti; -  creazione e istituzionalizzazione a tutti i livelli di un sistema di valutazione dell'insegnamento; adozione di indicatori della qualità dell'istruzione e di un'autorità nazionale per la garanzia della qualità nell'istruzione superiore (adozione e attuazione della legislazione necessaria); sviluppo di un sistema di controllo della qualità dell'istruzione ai livelli inferiori -  Definizione e accreditamento da parte dell'autorità nazionale di regolamentazione delle qualifiche per le professioni in termini di risultati dell'apprendimento; definizione e completamento di un quadro nazionale delle qualifiche con riferimento a tali definizioni; revisione del registro nazionale delle certificazioni professionali in relazione al quadro nazionale delle qualifiche, creazione di un sistema di verifica delle qualifiche in base alla documentazione pertinente; sviluppo di un sistema informatico adeguato; riforma dei programmi di studio obsoleti per basarli sulle competenze e chiarimento del ruolo delle istituzioni; sostegno dei collegamenti con le esigenze del mercato del lavoro -    
 Calendario 
 Medio - lungo termine, per l'intera durata del piano d'azione. Breve termine: adozione di una strategia dell'insegnamento tecnico e professionale; avvio dell'individuazione di indicatori di qualità dell'istruzione e di un'autorità nazionale per la certificazione della qualità nell'istruzione superiore.   
 Intervento(i) dell'UE 
 Sviluppo delle capacità al fine di istituire un'agenzia per la garanzia della qualità dell'istruzione superiore; ricorso al programma Tempus per sostenere la riorganizzazione del sistema di insegnamento superiore; sostegno ad una strategia in materia di formazione tecnica e professionale; aumento della mobilità nell'ambito di Erasmus Mundus e dell'azione Marie Curie; sostegno alla partecipazione delle università libanesi al programma Jean Monnet; sostegno ai partenariati con la società civile e con il settore privato nell'insegnamento generale e nella formazione professionale; assistenza sulle questioni legate ai programmi di formazione tecnica e professionale; sostegno all'elaborazione di politiche fondate su elementi concreti; Seguito dell'attuazione dei programmi "Miglioramento dell'apprendimento e della riuscita scolastica" e "Cittadinanza nell'occupazione" e miglioramento della capacità di reazione della formazione professionale alle esigenze del mercato del lavoro. 
L.           Rafforzamento
delle prestazioni di sicurezza sociale e dell'assistenza sanitaria
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -  Accesso di tutte le fasce della popolazione ad un'assistenza sanitaria di qualità e a prezzi ragionevoli; -  riforma del sistema sanitario sulla base dell'esame dei diversi modelli di copertura sanitaria; -  protezione sociale, compresa l'assistenza sanitaria e la pensione, anche per i lavoratori del settore privato; -  partecipazione ai pertinenti programmi dell'UE o internazionali. || -  Revisione degli accordi contrattuali con gli ospedali per migliorare le prestazioni degli ospedali pubblici; -  definizione e attuazione di un pacchetto di assistenza sanitaria di base; -  adozione di nuovi regolamenti che istituiscono sistemi pensionistici e di assistenza sanitaria più inclusivi; -  partecipazione alla rete "EpiSouth" sulle malattie trasmissibili (che si conclude nel 2013) 
 Calendario 
 Medio - lungo termine, per l'intera durata del piano d'azione. 
 Intervento(i) dell'UE 
 Assistenza tecnica per contribuire alla revisione di tutte le politiche in materia di lavoro e protezione sociale del Libano, in linea con le migliori pratiche dell'Unione europea. Sostegno alla riforma del Fondo nazionale della sicurezza sociale e all'Ufficio nazionale dell'occupazione e potenziamento delle capacità del ministero del Lavoro. 
M.         Attuazione
di una strategia energetica tesa ad ampliare la fornitura di energia, avviare
una riforma strutturale e promuovere il ricorso alle energie rinnovabili e a
basse emissioni di carbonio e l'efficienza energetica
 Parametri di riferimento || Indicatori 
 -  Avvio dell'attuazione dei piani di emergenza esistenti nel settore dell'energia e dell'elettricità, garantendo al contempo un finanziamento adeguato; rafforzamento del quadro giuridico e normativo; Istituzione di un'autorità di regolamentazione del settore energetico; -  analisi delle implicazioni di bilancio e della programmazione per il futuro del settore dell'energia elettrica; ristrutturazione del settore ai fini di una maggiore efficienza e un approvvigionamento più ampio di energia elettrica (riducendo le interruzioni di corrente) e per garantire l'accessibilità per tutti;       -  Costruzione, adeguata manutenzione e ammodernamento delle infrastrutture fisiche; -  Avvio dell'attuazione di piani di efficienza energetica e di energie rinnovabili in tutti i settori, tra l'altro mediante progetti finalizzati all'utilizzo di fonti di energia rinnovabili e a basse emissioni di carbonio, con l'obiettivo di coprire il 12% della produzione totale di energia elettrica da fonti rinnovabili (come previsto nel piano dell'energia elettrica 2010 ) || -  Completamento/messa in funzione dei piani esistenti; Adozione della legislazione mancante; proposta e successiva creazione di un'autorità di regolamentazione specializzata;   -  cambiamenti nel finanziamento del settore per ridurre gli oneri gravanti sul bilancio dello Stato; miglioramento dei metodi finanziari (riscossione delle imposte; ammende per ritardi nei pagamenti; calcoli sulla domanda/offerta); lotta al consumo illegale; Ristrutturazione di "Electricité du Liban" (EDL); progressi verso la sua trasformazione in società commerciale; -  entità dell'aumento della produzione di energia elettrica; dati relativi all'approvvigionamento di elettricità, compreso sulla presenza di interruzioni di corrente, nonché l'accessibilità sul territorio libanese nel suo insieme; -  entità delle infrastrutture fisiche che sono state riparate o ammodernate; numero di zone con infrastrutture migliorate; -  sensibilizzazione di tutti i settori sugli obiettivi in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica; adozione di misure volte ad aumentare l'efficienza energetica e a sviluppare fonti di energia rinnovabili e a basse emissione di carbonio, promuovendo tra l'altro l'avvio e l'attuazione dei progetti si sviluppo a basse emissioni che aumentano la resilienza ai cambiamenti climatici; -  mobilitazione di investimenti cospicui grazie all'azione nazionale a favore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili (NEEREA); volume di tali investimenti; trasformazione di NEEREA in un meccanismo sostenibile 
 Calendario 
 Medio termine, per l'intera durata del piano d'azione Breve termine:da discutere con il Libano. 
 Intervento(i) dell'UE 
 Sostegno al rafforzamento del quadro normativo, eventuale sviluppo delle capacità della futura autorità di regolamentazione; sostegno tecnico e agli investimenti a favore dei progetti nel settore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili; assistenza diretta a potenziare la cooperazione regionale nei settori del gas naturale, dell'energia elettrica, del mercato dell'energia, dell'efficienza energetica, ecc. 
Allegato
Piano d' azione UE-Libano: ulteriori obiettivi
Panoramica
1. Riforma politica e dialogo........................................................................................................ 28
2. Riforma e cooperazione nel settore della
giustizia, della libertà e della sicurezza......................... 30
3. Riforma economica e sociale, sviluppo
sostenibile.................................................................... 32
3.1. Riforma economica e finanziaria............................................................................................ 32
3.2........ Questioni sociali e attinenti alle
migrazioni, sviluppo socioeconomico sostenibile a livello nazionale e regionale   33
4. Questioni inerenti al commercio, mercato e
riforma della normativa........................................... 35
4.1. Industria, commercio e servizi............................................................................................... 35
4.2. Mercato, concorrenza e contesto
imprenditoriale.................................................................. 36
4.3. Dogane e fiscalità................................................................................................................. 36
5. Istruzione e ricerca, società
dell'informazione, società civile e cultura......................................... 37
5.1. Istruzione, scienza e tecnologia, ricerca e
sviluppo, innovazione e società dell'informazione..... 37
5.2. Gioventù e sport, società civile, cultura e
contatti interpersonali.............................................. 40
6. Agricoltura e pesca................................................................................................................. 41
7. Trasporti, energia e ambiente................................................................................................... 41
7.1. Trasporti.............................................................................................................................. 42
7.2. Energia................................................................................................................................ 43
7.3. Ambiente, compresi i cambiamenti climatici........................................................................... 44
Settori
1. Riforma
politica e dialogo
Organismo congiunto UE-Libano riguarda
principalmente questioni in questo settore:
·              
sottocommissione per i diritti umani, la
democrazia e il buon governo.
Priorità applicabili a questo settore,
definite nella parte principale del piano d'azione:
·                        
riforma del sistema elettorale per rispettare le
norme internazionali e rafforzamento dell'efficacia del parlamento libanese;
·                        
rispetto dei diritti umani e protezione delle
popolazioni vulnerabili, compresi i rifugiati palestinesi, mediante la
legislazione e altre misure adeguate e azioni mirate;
·                        
miglioramento dell'efficienza, del buon governo e
della trasparenza della pubblica amministrazione.
Altri obiettivi
a) Approfondimento
del partenariato Libano-UE mediante un dialogo politico periodico,
scambi sotto diverse forme e in diverse sedi, collaborazione verso obiettivi
politici comuni. Tali aspetti comprendono in particolare:
–                        
discussioni bilaterali periodiche a vari livelli al
fine di garantire un'efficace attuazione dell'accordo di associazione UE-Libano
e della politica europea di vicinato in Libano;
–                        
rafforzamento della cooperazione in materia di
politica estera e di sicurezza;
–                        
dialogo e cooperazione sulle questioni regionali,
in vista della prevenzione dei conflitti, della gestione delle crisi e della
reazione alle minacce alla sicurezza comune. Comune impegno a portare avanti il
processo di pace in Medio Oriente, con l'obiettivo di raggiungere una
pace giusta e duratura in Medio Oriente conformemente al diritto internazionale
e alle pertinenti risoluzioni dell'ONU e ai principi di Madrid, tenendo conto
del principio "terra in cambio di pace", della tabella di marcia,
degli accordi precedentemente conclusi dalle parti nonché dell'iniziativa di
pace araba adottata a Beirut nel 2002;
–                        
lavoro e impegno comune nell'ambito delle istituzioni
multilaterali, tra l'altro con l'obiettivo di contribuire agli sforzi delle
Nazioni Unite per trovare una soluzione pacifica ai conflitti regionali. In
particolare, proseguimento dell'impegno e della collaborazione con l'UNIFIL
a mantenere la pace nel Libano meridionale;
–                        
collaborazione per attuare efficacemente le pertinenti
risoluzioni delle Nazioni Unite e gli altri obblighi internazionali, con
riferimento anche al Tribunale speciale per il Libano;
–                        
adesione allo Statuto di Roma della Corte penale
internazionale e adozione delle necessarie modifiche legislative per la sua
attuazione;
–                        
proseguimento del dialogo tra il Parlamento europeo
e il Parlamento libanese.
b) Rafforzamento
della democrazia e dello Stato di diritto attraverso riforme
strutturali, il potenziamento delle istituzioni pubbliche e il miglioramento
della governance, come indicato nelle priorità del piano d'azione.
c) Ulteriore
rafforzamento del quadro di protezione dei diritti umani e delle libertà
fondamentali al di là degli obiettivi prioritari, in particolare:
–                        
garantire un'attuazione efficace degli impegni
internazionali in materia di diritti umani e libertà fondamentali;
–                        
proseguire la moratoria de facto sulla pena di
morte. Avviare un dialogo sull'abolizione della pena di morte, compresa
l'adesione al secondo protocollo facoltativo del patto internazionale sui
diritti civili e politici;
–                        
adottare misure volte a garantire la libertà di
espressione e l'indipendenza dei mezzi di comunicazione;
–                        
assicurare la salvaguardia della libertà di
associazione e di riunione e il consolidamento del quadro legislativo e
delle procedure applicabili, in particolare mediante la ratifica e l'attuazione
della convenzione ILO n. 87 sulla libertà sindacale e la protezione del diritto
sindacale;
–                        
far progredire la riflessione sull'adozione di una
legge laica sullo stato civile, concedendo diritti e obblighi di carattere
civile ai cittadini libanesi a prescindere dalla loro appartenenza religiosa;
–                        
garantire la non discriminazione, per
qualsiasi motivo, per legge e per prassi, compresa la prevenzione della
discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale;
–                        
Arricchire l'istruzione sulle questioni dei
diritti umani a tutti i livelli e nei programmi scolastici;
–                        
Organizzare consultazioni periodiche su temi
politici con i pertinenti attori della società civile.
d) Promozione
della pace civile e della riconciliazione per cercare di affrontare le
cause profonde dell'instabilità potenziale, attraverso il sostegno alle
seguenti misure:
–                        
dialogo inclusivo e
permanente tra le comunità del Libano e i loro rappresentanti, anche attraverso
il rilancio del dialogo nazionale, del dialogo tra leader religiosi e di altri
possibili quadri;
–                        
iniziative della società civile libanese per promuovere il dialogo sulle tematiche che sottendono
l'eredità storica recente del Libano, la coesione sociale e i valori comuni;
–                        
elaborare e attuare le riforme in vari settori, in
modo da contribuire a superare le divisioni nella società perseguendo
obiettivi di interesse comune;
–                        
affrontare la questione delle sparizioni
forzate mediante la ratifica e l'attuazione della convenzione per la protezione
di tutte le persone dalle sparizioni forzate e l'istituzione di una commissione
nazionale indipendente per elaborare la normativa riguardante le persone
scomparse e le sparizioni forzate.
e) Prevenire la
proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei loro vettori e
lottare contro l'accumulo e la diffusione illecita di armi convenzionali e
munizioni, migliorando nel contempo il coordinamento generale e la portata
della cooperazione in questo settore, concentrandosi in particolare su:
–                        
attuazione della risoluzione n. 1540/04 del
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e degli altri obblighi
internazionali; adozione di misure per l'adesione ad altri strumenti
internazionali, segnatamente la Convenzione di Ottawa del 1997 per la messa al
bando dell'uso, dello stoccaggio, della produzione e del trasferimento di mine
antipersona e per la loro distruzione; contributo all'elaborazione e
all'applicazione di un trattato sul commercio delle armi fissando norme elevate
per la regolamentazione del commercio legale di armi convenzionali;
–                        
sviluppo di sistemi di controllo nazionali
efficaci per l'esportazione e il transito di materiali connessi alle armi di
distruzione di massa e ai relativi vettori (compresi i missili balistici), che
comprendono prodotti e tecnologie a duplice uso; garantire sanzioni efficaci in
caso di violazione;
–                        
prevenzione e lotta contro il traffico illecito
di armi di distruzione di massa, dei relativi vettori e dei materiali affini,
nonché delle armi leggere, in particolare tramite il Programma d'azione
dell'ONU inteso a prevenire, combattere ed eliminare il commercio illegale di
armi leggere e di piccolo calibro in tutti i suoi aspetti;
–                        
promozione della creazione di una zona senza
armi di distruzione di massa e loro vettori in Medio Oriente, con
possibilità di verifica effettiva su base reciproca; sostegno alle iniziative
dell'UE in questo ambito e partecipazione alle stesse in futuro;
–                        
modifica della normativa del Libano conformemente
alla posizione comune dell'Unione europea sulle esportazioni di armi
convenzionali.
2. Riforma e
cooperazione nel settore della giustizia, della libertà e della sicurezza
Organismo UE-Libano che riguarda
principalmente questioni comuni in questo settore:
·              
sottocomitato per la giustizia, la libertà e la
sicurezza.
Priorità applicabili a questo settore, quali
definite nella parte principale del piano d'azione:
·                        
riforma del sistema giudiziario (comprese le
carceri) per una maggiore efficienza, efficacia e indipendenza del potere
giudiziario;
·                        
miglioramento della gestione del settore della
sicurezza e delle attività di contrasto, compresi la cooperazione, la
responsabilità e i meccanismi di controllo;
·                        
miglioramento della gestione integrata delle
frontiere.
Altri obiettivi
a) Lotta contro
la droga e la tossicomania nel quadro di una politica nazionale globale che
preveda la penalizzazione e la prevenzione della coltivazione di droga (in
particolare in relazione alla diversione di precursori di droghe),
l'eradicazione delle colture, la prevenzione dell'abuso di stupefacenti e delle
tossicodipendenze, la sensibilizzazione, il trattamento e la riabilitazione.
Ciò comporta:
–                        
un coordinamento nazionale, vale a dire la
creazione di un comitato interistituzionale per definire la strategia e
controllarne l'attuazione;
–                        
potenziamento delle capacità di prevenzione e
trattamento della tossicomania a livello sociale e con presidi medici;
–                        
cooperazione internazionale e scambio di informazioni su tutti gli aspetti della politica
antidroga e sull'applicazione delle pertinenti convenzioni delle Nazioni Unite
(in particolare, la Convenzione del 1988 delle Nazioni Unite contro il traffico
illecito di narcotici e di sostanze psicotrope).
b) Lotta contro
il crimine organizzato, in particolare la tratta di esseri umani, la
fabbricazione illecita e il traffico di armi da fuoco, la criminalità
telematica (compresa la pedopornografia). Ciò comporta:
–                        
applicazione del diritto internazionale (in
particolare la Convenzione ONU del 2000 contro la criminalità organizzata
transnazionale e i relativi protocolli);
–                        
sviluppo di capacità nazionali conformi alle
norme e ai regolamenti internazionali, anche nel settore della protezione e
dell'assistenza alle vittime della tratta di esseri umani (assistenza giuridica
e sociale, sostegno psicologico finalizzato al reinserimento), in particolare
per quanto riguarda donne e bambini;
–                        
cooperazione regionale e internazionale degli organismi di contrasto attivi nel settore dell'ordine pubblico,
della protezione delle frontiere, delle questioni doganali e del seguito
giudiziario, anche tra il Libano e gli Stati membri dell'UE, al fine di
scambiare esperienze sulle migliori pratiche, sulla formazione, sui modelli e
sul modus operandi, promuovere la cooperazione specifica sulla tratta di esseri
umani con i paesi di origine e di transito, nonché la cooperazione giudiziaria
in materia di protezione dei testimoni e i programmi di assistenza.
c) Proseguire
la lotta contro il riciclaggio di denaro conformemente alle norme stabilite
dalla task force di azione finanziaria, mediante uno scambio di informazioni
tramite i canali giuridici, una cooperazione e un sostegno rafforzati, in
particolare per quanto segue:
–                        
scambio di informazioni aggiornate sui sistemi di
lotta contro il riciclaggio di denaro;
–                        
rafforzamento dei sistemi di informazioni
finanziaria, in particolare mediante il controllo dei movimenti di denaro
contante e dei bonifici all'estero;
–                        
mantenimento di una stretta cooperazione tra
le autorità di contrasto in Libano e tra il Libano e le organizzazioni internazionali
(MENAFATF), nonché gli organi competenti negli Stati membri dell'UE.
d) Lotta contro
il terrorismo nell'ambito delle pertinenti risoluzioni e convenzioni delle
Nazioni Unite, nel pieno rispetto dei diritti umani conformemente alle
raccomandazioni delle Nazioni Unite, applicando le disposizioni del codice di
condotta euromediterraneo per la lotta contro il terrorismo, nonché rafforzando
la cooperazione tra il Libano e l'UE nei seguenti settori:
–                        
lotta contro il finanziamento del terrorismo,
conformemente alle norme stabilite nelle raccomandazioni della task force di
azione finanziaria internazionale (FATF) e attuando queste ultime;
–                        
cooperazione tra le autorità competenti del
Libano e degli Stati membri dell'UE per la lotta contro il terrorismo e l'applicazione
delle leggi, in particolare per lo scambio di informazioni sui gruppi
terroristici e sulle loro reti di sostegno;
–                        
scambio di pareri sui mezzi e sui metodi
utilizzati per contrastare il terrorismo, anche dal punto di vista tecnico e
della formazione, e scambio di esperienze in materia di prevenzione del
terrorismo ai fini del rafforzamento delle capacità nazionali;
–                        
lotta contro l'uso di Internet per fini
terroristici;
–                        
cooperazione giudiziaria in materia di lotta contro il terrorismo;
–                        
attuazione di tutte le pertinenti risoluzioni del
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in sospeso, firma, ratifica e piena
applicazione di tutte le pertinenti convenzioni delle Nazioni Unite;
–                        
proseguimento degli sforzi per giungere ad una convenzione
generale delle Nazioni Unite per la lotta contro il terrorismo.
e) Cooperazione
giudiziaria in materia civile e penale, mediante:
–                        
lo scambio di informazioni sulla ratifica e
l'attuazione delle convenzioni internazionali pertinenti;
–                        
sviluppo di una cooperazione tra i tribunali
libanesi e quelli degli Stati membri dell'UE, in particolare per quanto
riguarda il diritto di famiglia;
–                        
promozione di soluzioni concrete alle controversie
familiari al fine di prevenire e risolvere i conflitti, per quanto riguarda
la custodia, i diritti di visita e la sottrazione di minori nati da coppie
miste, anche mediante la mediazione, la cooperazione giudiziaria pratica e la
formazione giudiziaria.
3. Riforma
economica e sociale, sviluppo sostenibile
3.1. Riforma
economica e finanziaria
Organismo congiunto UE-Libano che riguarda
principalmente questioni comuni in questo sottosettore:
·              
sottocomitato per le questioni economiche
e finanziarie.
Priorità applicabili principalmente a questo
sottosettore, definite nella parte principale del piano d'azione:
·                        
consolidamento della gestione delle finanze
pubbliche e destinazione efficace delle risorse pubbliche.
Altri obiettivi 
a) Garantire la stabilità macroeconomica e
finanziaria attraverso politiche di bilancio volte al risanamento, alla
riduzione del disavanzo e alla sostenibilità del debito, e disciplina di
bilancio nella fase di attuazione, che comporta:
–                        
la formulazione di una strategia a lungo termine
per la riduzione del debito;
–                        
il rafforzamento degli organismi incaricati della gestione
del debito, in particolare l'ufficio competente presso il ministero delle
Finanze, mettendo a loro disposizione risorse adeguate e migliorando le
condizioni per il loro efficace funzionamento;
–                        
affrontare questioni specifiche (come il disavanzo
parafinanziario e le passività per promuovere la sostenibilità delle finanze
pubbliche);
–                        
garantire il mantenimento della piena indipendenza
statutaria e de facto della Banca centrale;
–                        
possibile trasferimento di attivi non strategici
della Banca centrale a tempo debito.
b) Controllo
finanziario pubblico interno (complementare all'obiettivo prioritario del
consolidamento della gestione delle finanze pubbliche), in particolare allo
scopo di:
–                        
elaborare un piano per il sistema di controllo
finanziario pubblico interno (responsabilità dei dirigenti e audit interno
decentrato), anche attraverso il miglioramento del quadro legislativo;
–                        
perseguire una graduale armonizzazione con le norme
concordate a livello internazionale (IFAC, IIA, INTOSAI), nonché con le
migliori pratiche dell'UE per il controllo e la revisione contabile delle
entrate pubbliche, delle spese, delle attività e delle passività;
–                        
creazione di unità interne di revisione
contabile presso tutte le entità di bilancio, compresa, in particolare,
un'unità di coordinamento centrale di audit interno nel ministero delle
Finanze;
–                        
realizzazione e pubblicazione di revisioni
periodiche, in particolare sul Consiglio per lo sviluppo e la
ricostruzione, la Cassa nazionale di previdenza sociale e il Fondo di sviluppo
urbano.
c) Progressi verso
un'economia di mercato pienamente funzionante, segnatamente grazie alle
azioni seguenti:
–                        
privatizzazione o trasformazione in imprese
private di settori a prevalenza statale, in
particolare i servizi pubblici, con un elevato grado di trasparenza;
–                        
creazione di un contesto propizio agli
investimenti, compresa un'adeguata protezione degli investimenti esteri;
–                        
attuazione della legge sui mercati finanziari
(n. 161/2011), compresa l'individuazione dei bisogni di assistenza tecnica
da parte libanese, per creare un'autorità si sorveglianza del mercato
finanziario e renderlo pienamente operativo.
3.2.        Questioni
sociali e attinenti alle migrazioni, sviluppo socioeconomico sostenibile a
livello nazionale e regionale
Organismi congiunti UE-Libano che riguardano
principalmente questioni comuni in questo sottosettore:
·              
sottocomitato per le questioni sociali e le
migrazioni.
Priorità applicabili a questo sottosettore,
quali definite nella parte principale del piano d'azione:
·                        
sostegno all'effettivo rafforzamento del ruolo dei
comuni e delle autorità locali al fine di un maggior decentramento e di uno
sviluppo socioeconomico sostenibile a livello regionale;
·                        
rafforzamento delle prestazioni di sicurezza
sociale e dell'assistenza sanitaria.
Altri obiettivi
a) Cooperazione
sulla migrazione e sulle questioni connesse attraverso un dialogo
rafforzato, un maggiore scambio di informazioni e/o l'adozione di misure
specifiche:
–                        
gestione della migrazione legale, comprese le politiche di ammissione e di soggiorno, dati aggregati
sulle competenze disponibili, nonché sulle opportunità di occupazione e le
procedure correlate da entrambi i lati, integrazione dei migranti (comprese la
non discriminazione e la tutela dalla xenofobia), legami tra la migrazione e lo
sviluppo (ruolo produttivo delle diaspore);
–                        
prevenzione e controllo dell'immigrazione
illegale, in particolare attraverso la raccolta e la
condivisione di dati esatti sulla dimensione del fenomeno, la sorveglianza dei
flussi migratori (verso il Libano e l'Unione europea, nonché la migrazione di
transito), la collaborazione con paesi della regione e con i paesi di origine,
l'applicazione di adeguate politiche di rimpatrio dei migranti clandestini, il
sostegno alle misure volte a prevenire e combattere l'immigrazione clandestina
(anche via mare) e un'opera di sensibilizzazione ai rischi connessi alla tratta
di esseri umani;
–                        
riammissione dei propri
cittadini, con la possibilità di negoziare un accordo di riammissione tra il
Libano e l'Unione europea e i suoi Stati membri anche per quanto riguarda gli
apolidi e i cittadini di paesi terzi; 
–                        
sicurezza dei documenti di viaggio e dei visti,
conformemente alle norme internazionali, anche mediante il ricorso alle
tecnologie biometriche;
–                        
sinergie con altre iniziative euromediterranee o
internazionali sulla ricerca in materia di migrazione e sulla possibile
partecipazione del Libano ai programmi comunitari pertinenti;
–                        
dialogo sulle norme e sulle procedure
esistenti libanesi e dell'UE in materia di visti, ogniqualvolta sia
ritenuto necessario e possibile da entrambe le parti.
b) Sanità
pubblica, al di là dell'obiettivo prioritario indicato nella parte
principale del piano d'azione, ai fini della prevenzione e del controllo delle
malattie, nonché dell'aumento della sicurezza sanitaria, in particolare:
–                        
promuovere la prevenzione e il controllo delle
malattie trasmissibili e non trasmissibili, in particolare mediante lo scambio
di informazioni in materia di salute e l'attuazione piena e tempestiva degli
accordi sanitari internazionali, in particolare il regolamento sanitario
internazionale (RSI) e la Convenzione quadro per il controllo del tabacco
(FCTC);
–                        
potenziare le capacità di individuare le minacce
per la salute e di rispondervi, attraverso la formazione e rafforzando i
sistemi di preparazione e sorveglianza. 
c) Promozione
dell'occupazione attraverso la creazione di un contesto favorevole in
termini di sviluppo delle competenze, pari opportunità per tutti e politica
sociale basata sulla motivazione, in particolare attraverso:
–                        
l'elaborazione di una strategia globale in materia
di sviluppo sociale e occupazione quale documento di base;
–                        
un dialogo sociale costante, anche in seno al
Consiglio economico e sociale e attraverso riunioni tripartite, per sviluppare
opportunità di partenariati tra il settore privato e la società civile,
con particolare attenzione al settore della formazione professionale; 
–                        
promozione della partecipazione delle donne e
dei giovani al mercato del lavoro, riducendo le barriere all'ingresso nel
mercato del lavoro, introducendo programmi specifici di formazione
professionale e tecnica e adottando una strategia orientata al mercato per
aumentare l'occupabilità di tali categorie;
–                        
ammodernamento dell'agenzia nazionale per
l'occupazione;
–                        
strategia che preveda vantaggi in termini di motivazione, per incoraggiare la ricerca attiva di
occupazione e la riqualificazione, in funzione delle esigenze del mercato del
lavoro
d) Rafforzamento
delle reti di sicurezza sociale per ridurre la povertà aumentando
l'efficienza e l'efficacia del sistema nazionale di sicurezza sociale, anche
mediante: 
–                        
l'elaborazione di una strategia globale in materia
di sviluppo sociale e occupazione quale documento di base;
–                        
valutazione e miglioramento dell'efficienza,
pertinenza e portata dei sistemi attuali, ad esempio evitando
sovrapposizione delle sovvenzioni governative;
–                        
riforma del sistema di sicurezza sociale, attuando al contempo una transizione progressiva dalle sovvenzioni ed
esenzioni fiscali generalizzate ai trasferimenti condizionati di reddito alle
famiglie che hanno maggiormente bisogno;
–                        
ripresa di un dialogo sociale costruttivo
(tripartito e bipartito);
–                        
programmi e iniziative volti a promuovere l'inclusione
sociale e la lotta contro la discriminazione, con particolare attenzione
alle donne e ai gruppi emarginati.
e) Sviluppo regionale sostenibile, oltre all'obiettivo prioritario definito nella parte principale del
piano d'azione, con particolare riguardo al rafforzamento della coesione
socioeconomica delle regioni del Libano, alla creazione di posti di lavoro,
nonché alla promozione di principi di sviluppo sostenibile mediante:
–                        
la formulazione di un programma globale a lungo
termine per lo sviluppo sostenibile delle regioni del Libano;
–                        
incentivi per sviluppare le attività economiche al
di là della Grande Beirut;
–                        
integrazione delle
questioni dello sviluppo sostenibile nelle politiche settoriali e istituzione
di procedure semplici di coordinamento sulle questioni dello sviluppo
sostenibile tra i settori interessati.
4. Questioni
inerenti al commercio, mercato e riforma della normativa
4.1.
Industria, commercio e servizi
Organismi congiunti UE-Libano che riguardano
principalmente questioni comuni in questo settore:
·              
sottocomitato Industria, commercio e servizi.
Priorità applicabili a questo settore, quali
definite nella parte principale del piano d'azione:
·                        
aumentare la concorrenza e l'integrazione
commerciale nell'UE e sui mercati internazionali, preparare l'adesione all'OMC
(si applica anche al sottosettore 4.2);
·                        
migliorare il contesto imprenditoriale,
particolarmente per le MPMI e sviluppare condizioni di mercato interno nei
settori chiave;
(si applica anche ai sottosettori 4.2 e 5.1).
Altro obiettivo
a) Approfondire
ulteriormente le relazioni commerciali bilaterali e regionali e adottare
misure che promuovano questo obiettivo, in particolare:
–                        
dopo l'adesione del Libano all'OMC, analisi comune
delle modalità per approfondire le relazioni commerciali bilaterali
UE-Libano, anche nel settore degli scambi di servizi e nei settori normativi
connessi al commercio;
–                        
adesione all'accordo di Agadir e sua
attuazione;
–                        
partecipazione ad altre iniziative commerciali
regionali e subregionali, come il meccanismo di facilitazione degli scambi e
degli investimenti, più stretta cooperazione settoriale;
–                        
approfondimento delle relazioni commerciali con
i paesi vicini attraverso l'attuazione di accordi di libero scambio;
–                        
completamento delle procedure interne per
l'adozione del protocollo che istituisce un meccanismo per la risoluzione
delle controversie per le vertenze commerciali nel quadro dell'accordo di
associazione;
–                        
rafforzamento delle capacità dell'amministrazione
libanese in materia di sistemi internazionali di condivisione e notifica dei
dati commerciali. 
4.2. Mercato,
concorrenza e contesto imprenditoriale
Organismi congiunti UE-Libano che riguardano
principalmente questioni comuni in questo settore:
·              
sottocomitato Mercato interno
Priorità applicabili principalmente a questo
settore, quali definite nella parte principale del piano d'azione:
·                        
miglioramento del contesto imprenditoriale,
particolarmente per le MPMI, e sviluppo di condizioni di mercato interno nei
settori chiave;
·                        
rafforzamento della concorrenza e dell'integrazione
commerciale nei mercati internazionali e dell'UE, adesione all'OMC.
Ulteriori obiettivi
a) Misure
legislative e regolamentari aggiuntive per migliorare il contesto
imprenditoriale in Libano al di là dell'obiettivo prioritario, in
particolare:
–                        
adottando una legislazione e assicurando la sua
applicazione nei settori della concorrenza, dei regolamenti tecnici e delle
procedure di valutazione della conformità, della metrologia, della promozione
delle esportazioni, dei diritti di proprietà industriale, dei diritti
d'autore e dei diritti di proprietà intellettuale connessi, conformemente alle
norme europee e internazionali;
–                        
attuazione della legge del 2005 sulla protezione
dei consumatori e attivazione del Consiglio nazionale per la tutela dei
consumatori;
–                        
adozione di una legislazione in materia di apertura
e trasparenza degli appalti pubblici;
–                        
adozione di una legislazione in materia di
partenariati pubblico-privato;
–                        
miglioramento del sistema della giustizia
commerciale;
–                        
sviluppo di orientamenti sul governo societario per
le imprese pubbliche e private;
–                        
adozione di regole contabili in linea con le norme
internazionali e dell'UE, nonché di una professione di revisore contabile
qualificata.
b) Rafforzamento
della competitività del settore dei servizi, in particolare tramite: 
–                        
semplificazione dei requisiti normativi e
amministrativi; 
–                        
riforma normativa del settore dei servizi
finanziari (banche, assicurazioni e mercato dei
valori), compreso un controllo indipendente ed efficiente conformemente alle
norme internazionali e dell'UE;
–                        
istituzione di un osservatorio per la
competitività; 
–                        
sostegno allo sviluppo di una banca dati unificata
sulle statistiche relative ai servizi; 
–                        
sostegno allo sviluppo e all'attuazione di un
programma di modernizzazione dei servizi.
4.3. Dogane e
fiscalità
Organismo congiunto UE-Libano che riguarda
principalmente questioni comuni in questo settore:
·              
sottocomitato Dogane e fiscalità.
Obiettivi
a) Miglioramento
del funzionamento dei servizi doganali, semplificazione e
modernizzazione delle procedure doganali:
–                        
proseguire l'armonizzazione e la semplificazione della legislazione, del codice e delle procedure doganali conformemente
alle raccomandazioni di Palermo, proseguendo anche l'opera di informatizzazione
e automazione delle procedure doganali;
–                        
proseguire il dialogo e la cooperazione
sulla legislazione vigente nel settore dei controlli doganali di merci
usurpative e contraffatte nonché sulla sua attuazione, e procedere allo scambio
delle statistiche pertinenti;
–                        
rafforzare la cooperazione tra l'UE e il Libano in
materia di lotta contro le irregolarità e le frodi nel settore doganale e in
altri ambiti collegati e adozione e applicazione di una politica di etica
doganale (conformemente alla dichiarazione di Arusha del Consiglio di
cooperazione doganale);
–                        
continuare a rafforzare la cooperazione tra i
servizi doganali libanesi e le altre agenzie che operano alle frontiere nel
quadro della gestione integrata delle frontiere;
–                        
sostenere l'elaborazione di misure relative ai controlli
doganali basati sui rischi per garantire la sicurezza delle merci
importate, esportate o in transito;
–                        
mettere a disposizione dell'amministrazione doganale
adeguate competenze interne o esterne, in particolare le capacità di
laboratorio.
b) Progressi in
materia di fiscalità:
–                        
proseguire la modernizzazione e semplificazione
delle strutture e delle procedure dell'amministrazione fiscale;
–                        
proseguire il dialogo per promuovere l'adozione dei
principi del codice di condotta in materia di tassazione delle imprese;
–                        
proseguire gli sforzi per sviluppare la rete di
accordi bilaterali tra il Libano e gli Stati membri dell'UE per evitare la
doppia imposizione fiscale, tra l'altro migliorando la trasparenza e lo
scambio di informazioni, conformemente alle norme internazionali. 
5. Istruzione e
ricerca, società dell'informazione, società civile e cultura
Organismo UE-Libano che riguarda
principalmente questioni comuni in questo settore:
·              
sottocomitato Ricerca, innovazione, società
dell'informazione, istruzione e cultura
5.1.
Istruzione, scienza e tecnologia, ricerca e sviluppo, innovazione e società
dell'informazione
Priorità applicabili a questo sottosettore,
quali definite nella parte principale del piano d'azione:
·                        
attuazione della strategia nazionale per
l'istruzione, miglioramento della formazione tecnica e professionale;
·                        
miglioramento del contesto imprenditoriale,
particolarmente per le MPMI, e sviluppo di condizioni di mercato interno nei
settori chiave.
Altri obiettivi
a) Al di là
dell'obiettivo prioritario: sviluppare l'insegnamento primario e
secondario allo scopo di innalzare i livelli, migliorare la qualità e la
garanzia di accesso a tutti, con particolare attenzione per gli aspetti
seguenti:
–                        
migliorare la qualità, garantendo la disponibilità
di risorse umane adeguate (insegnanti, docenti e personale
amministrativo) e assicurando il loro sviluppo professionale;
–                        
garantire un accesso all'istruzione di qualità a tutti
i cittadini libanesi, comprese le fasce povere, svantaggiate ed emarginate
della popolazione.
b) Al di là
dell'obiettivo prioritario: sviluppare l'insegnamento tecnico e
professionale migliorando la qualità, garantendo l'accesso a tutti,
promuovendo la competitività e l'occupabilità, con particolare attenzione per i
seguenti aspetti:
–                        
migliorare la qualità, garantendo la disponibilità
di risorse umane adeguate (insegnanti, docenti e personale
amministrativo) e assicurando il loro sviluppo professionale;
–                        
riesaminare e
aggiornare i programmi e le specializzazioni disponibili negli istituti tecnici
e professionali;
–                        
potenziare la capacità istituzionale per
elaborare e attuare una strategia in materia e per aggiornare e concepire nuovi
programmi di studio;
–                        
utilizzare il sostegno dell'UE in maniera
efficace per modernizzare l'istruzione e la formazione
professionale;
–                        
consolidare i partenariati e la cooperazione
nel settore dell'insegnamento tecnico e professionale.
c) Al di là
dell'obiettivo prioritario: proseguire la riforma e la modernizzazione dell'insegnamento
superiore per promuovere la competitività, l'occupabilità e la mobilità e
per rafforzare la convergenza con le norme dell'UE, in particolare mediante:
–                        
il rafforzamento della capacità istituzionale
per elaborare e attuare una strategia in materia di istruzione e la concezione di
nuovi programmi di studio, in particolare nel settore della scienza e della
tecnologia dell'informazione;
–                        
utilizzare pienamente le componenti attinenti alla
cooperazione e alla riforma del programma TEMPUS e del programma successore; 
–                        
incoraggiare la mobilità degli studenti attraverso
la partecipazione attiva ai programmi disponibili, compreso il programma Erasmus
Mundus e il suo programma successore.
d) Sviluppo delle
capacità del Libano nel campo della ricerca scientifica e tecnologica e
dell'innovazione per rafforzare la crescita economica e lo sviluppo
sociale, in particolare attraverso:
–                        
il sostegno alla partecipazione di entità libanesi
al prossimo programma Orizzonte 2020, con l'ausilio di una
strategia di informazione del pubblico per incoraggiare le entità
libanesi a partecipare; 
–                        
la partecipazione del Libano alla dimensione
internazionale dello Spazio europeo della ricerca;
–                        
la formulazione e un più cospicuo finanziamento di
una politica di ricerca e innovazione al servizio degli obiettivi del
Libano di uno sviluppo equo e sostenibile, comprese le riforme del sistema di
ricerca e sviluppo e del pertinente quadro normativo;
–                        
garanzia di un aumento degli investimenti nella
ricerca e nell'innovazione sia da parte del settore pubblico che di quello
privato, anche tramite il potenziamento delle risorse umane, materiali e
istituzionali;
–                        
adozione dello status di ricercatore nel settore
pubblico;
–                        
cooperazione negli scambi scientifici di alto
livello, anche attraverso una maggiore partecipazione alle azioni Marie
Sklodowska-Curie; 
–                        
garanzia di un impegno per l'attuazione delle
priorità STIP (politica in materia di scienza, tecnologia e innovazione).
e) Cooperazione in
materia di sviluppo della società dell'informazione e dei media in
Libano, anche tramite:
–                        
lo scambio di migliori pratiche sulla gestione strategica delle reti di comunicazione elettronica, la
concessione di licenze, i diritti di proprietà intellettuale, lo sviluppo delle
transazioni elettroniche per promuovere gli scambi tra imprese, nonché i
servizi online per i cittadini, e l'ulteriore sviluppo della società
dell'informazione a livello nazionale, regionale e mondiale;
–                        
promuovere il funzionamento affidabile e
stabile di reti e servizi, in uno spirito di apertura e
interoperabilità, anche attraverso la partecipazione attiva del Libano alla
rete dei regolatori delle comunicazioni elettroniche nel Mediterraneo
meridionale – EMERG;
–                        
promozione di un accesso aperto e gratuito a
Internet, anche tramite la cooperazione con le autorità di regolamentazione
per le comunicazioni elettroniche della regione del Mediterraneo meridionale;
–                        
cooperazione scientifica e tecnologica nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione
(TIC), anche nell'ambito dei programmi quadro dell'UE per la ricerca e lo
sviluppo tecnologico, nonché cooperazione in merito alle reti di ricerca e di
istruzione e nell'ambito della rete EUMEDCONNECT;
–                        
nel settore dell'audiovisivo e dei mezzi di
comunicazione, puntare sullo sviluppo di un sistema di regolamentazione
trasparente, efficiente e prevedibile, insieme ad un'autorità di
regolamentazione indipendente per il settore audiovisivo e dei media;
–                        
dialogo sul contenuto degli audiovisivi e dei
media, compresa la cooperazione nella lotta contro il razzismo,
l'intolleranza religiosa e la xenofobia.
f) Ristrutturazione
del settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione
(TIC) per migliorarne l'efficienza e la gestione, al fine di consentire un'ulteriore
liberalizzazione, in particolare mediante:
–                        
il completamento della trasformazione del
settore in società commerciale per consentire la partecipazione di soggetti
privati e investimenti esteri, così da realizzare un mercato propizio alla
crescita economica;
–                        
lo sviluppo del quadro giuridico e normativo
libanese per le comunicazioni elettroniche affinché converga verso l'UE,
per affrontare le problematiche relative all'autorizzazione, all'accesso e
all'interconnessione delle reti e dei servizi, al servizio universale, ai
diritti dell'utente, alla tutela dei consumatori, alla protezione dei dati e
della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, e all'uso
efficiente delle frequenze radio;
–                        
sostegno alle interconnessioni con altri
settori che possono beneficiare delle TIC.
5.2. Gioventù
e sport, società civile, cultura e contatti interpersonali
Ulteriori obiettivi
a) Dialogo e
cooperazione nel settore della politica della gioventù e dello sport,
con particolare riguardo alla questione della mobilità e, a livello nazionale,
delle divisioni nella società. Le attività in questa direzione comprendono in
particolare:
–                        
incoraggiare la mobilità dei giovani
promuovendo gli scambi di giovani, con l'obiettivo di fare maggiore ricorso
maggiore ai programmi finanziati dall'UE e aumentando il numero dei soggiorni
di mobilità realizzati;
–                        
promuovere gli scambi di giovani professionisti
tra istituzioni e organizzazioni europee e libanesi;
–                        
collaborare con i giovani per affrontare le
questioni complesse delle divisioni confessionali e di altro tipo attraverso
iniziative concrete e costruttive volte a promuovere l'unità, la
cittadinanza e lo sviluppo pacifico;
–                        
rafforzare l'interazione tra l'UE e il Libano in
materia di istruzione non formale per i giovani, anche attraverso il
dialogo interculturale;
–                        
adoperarsi per attuare con efficacia il programma Euro-Med
Gioventù, migliorando il funzionamento delle strutture libanesi
interessate.
b) Sostegno all'ulteriore
sviluppo della società civile mediante la promozione di un ambiente
favorevole e basandosi sulle reti esistenti della società civile libanese, in
particolare:
–                        
continuare ad adeguare il quadro giuridico e
amministrativo per consentire alla società civile di operare liberamente e
svilupparsi;
–                        
promuovere i contatti tra le organizzazioni
della società civile libanesi e dell'UE informando attivamente sui programmi e
sugli strumenti disponibili a tale scopo;
–                        
appoggiare pienamente le organizzazioni della
società civile affinché contribuiscano efficacemente, in qualità di partner del
governo libanese, a favorire lo sviluppo economico, politico e sociale del
paese, conformemente alla legislazione nazionale;
–                        
rafforzare la capacità dei consumatori di
tutelare i loro legittimi interessi mediante le strutture della società civile.
c) Promuovere la cooperazione
culturale UE-Libano e il dialogo interculturale a livello
internazionale, bilaterale, regionale e locale, mediante:
–                        
una cooperazione nelle sedi internazionali, e in
particolare nell'UNESCO, per promuovere la diversità culturale e
conservare e tutelare il patrimonio culturale e storico. Ciò comporta la firma,
la ratifica e l'attuazione, da parte del Libano, della convenzione UNESCO sulla
protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali;
–                        
partecipazione più attiva del Libano ai programmi
culturali finanziati dall'UE;
–                        
partecipazione alle attività della Fondazione
euromediterranea Anna Lindh per il dialogo tra le culture;
–                        
misure volte a incoraggiare la cooperazione diretta
nel settore della cultura a livello subnazionale, vale a dire a livello dei governatorati
e dei comuni del Libano;
–                        
protezione del patrimonio architettonico in
Libano, in particolare delle città che figurano nell'elenco dell'UNESCO; 
–                        
promozione della cultura viva del Libano e
dell'UE, sostenendo una serie di iniziative culturali tra organismi del Libano
e enti europei, nonché i contatti e le iniziative interpersonali; 
–                        
sostegno ai centri culturali che promuovono la
diversità culturale.
6. Agricoltura e
pesca
Organismo UE-Libano che riguarda
principalmente questioni comuni in questo settore:
·              
Sottocomitato Agricoltura e pesca
Priorità applicabili a questo settore, quali
definite nella parte principale del piano d'azione:
·                        
aumentare la produzione e la commercializzazione
dei prodotti agricoli conformemente alle norme internazionali, promuovere la
liberalizzazione, aumentare la competitività e lo sviluppo dell'economia
rurale.
Altri obiettivi
a) Rafforzare la
qualità e le capacità della produzione agricola, in particolare ponendo
l'accento su:
–                        
il rafforzamento del ruolo dei centri di ricerca
agricola per migliorare la produttività, la sicurezza alimentare e la
qualità dei prodotti agricoli e dei prodotti agricoli trasformati;
rafforzamento della cooperazione con i centri europei di ricerca, particolarmente
nei settori dell'ingegneria genetica e delle biotecnologie;
–                        
un più ampio uso della tecnologia nel
settore agricolo e nelle diverse fasi di produzione;
–                        
adozioni di misure per incoraggiare gli investimenti
privati;
–                        
rafforzamento della capacità amministrativa del
catasto.
b) Intensificare
le attività e la cooperazione in materia di conservazione e di gestione
sostenibile delle risorse alieutiche nel Mediterraneo, in particolare:
–                        
potenziare le capacità scientifiche,
tecniche e amministrative per sorvegliare, valutare e gestire le risorse
della pesca sfruttate e l'ambiente marino, con particolare riguardo per gli
aspetti della sostenibilità a lungo termine;
–                        
rafforzare la cooperazione nell'ambito delle organizzazioni
regionali di gestione della pesca, e in particolare con la Commissione
generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM);
–                        
promozione dell'importanza di promuovere e
valorizzare le associazioni di pescatori per attuare una pesca
responsabile e migliorare la capacità delle associazioni di essere rappresentate
in seno alle organizzazioni internazionali e multilaterali.
7. Trasporti,
energia e ambiente
Organismo UE-Libano che riguarda
principalmente questioni comuni in questo settore:
·              
Sottocomitato Trasporti, energia e ambiente
7.1. Trasporti
Obiettivi
a) Proseguire
la cooperazione e l'integrazione con l'UE nel settore dei trasporti,
partecipando attivamente alle iniziative regionali a questo scopo, e in
particolare per quanto riguarda:
–                        
la negoziazione di un accordo euromediterraneo
nel settore del trasporto aereo con il Libano, coerentemente con
l'obiettivo della creazione di uno Spazio aereo comune euromediterraneo e
tenendo nel dovuto conto le questioni della sicurezza della navigazione aerea;
–                        
individuazione e avvio dell'attuazione dei progetti
prioritari infrastrutturali regionali nel quadro della rete
transmediterranea di trasporto;
–                        
attività finalizzate all'interconnessione
delle reti transmediterranee e transeuropee di trasporto, conformemente alla
comunicazione della Commissione europea del luglio 2011 ("L'Unione europea
e le regioni limitrofe: un approccio rinnovato alla cooperazione in materia di
trasporti");
–                        
proseguimento della partecipazione allo sviluppo di
sistemi del GNSS (Galileo) nel Mediterraneo e nell'ambito delle attività
di cooperazione regionale in materia di sistemi di navigazione satellitare;
–                        
cooperazione con i partner dell'UE e del
Mediterraneo nel quadro dell'Organizzazione marittima internazionale.
b) Elaborazione di
una politica marittima integrata che tenga conto dell'intera gamma di
diversi interessi marini e marittimi, nonché degli accordi internazionali e
della sostenibilità a lungo termine, con particolare attenzione a:
–                        
rafforzamento della governance delle attività
marittime a livello nazionale o su scala inferiore, a seconda dei casi,
anche attraverso un potenziamento della capacità amministrativa di coordinare
gli effetti dei diversi settori economici sul mare (comprese le zone costiere);
–                        
rispetto delle convenzioni internazionali e
regionali pertinenti, compreso l'allineamento con la normativa dell'UE se del
caso, e la partecipazione alla cooperazione regionale;
–                        
garantire la sicurezza e la protezione in mare,
applicando integralmente le disposizioni della convenzione SOLAS/codice ISPS
nonché i relativi sistemi di controllo dello Stato di approdo e di bandiera; 
–                        
sviluppo e riorganizzazione del settore
portuale, al fine di aumentarne l'efficienza e costituire un'autorità
portuale indipendente responsabile della regolamentazione e del controllo;
–                        
integrazione di questa politica nelle politiche
settoriali, compresa la politica nazionale in materia di pesca;
–                        
sviluppare la prospettiva di una crescita
sostenibile, sviluppando nel contempo l'industria marittima, aumentandone
la competitività e promuovendo la partecipazione del settore privato in tutti i
suoi aspetti, ivi compresi i porti e le attività portuali;
–                        
avanzare in direzione della creazione di zone
protette/riserve biologiche conformemente alle raccomandazioni e alle
attività in corso nel quadro della cooperazione internazionale e regionale
(convenzione di Barcellona, Commissione generale per la pesca nel
Mediterraneo).
c) Proseguire
l'attuazione di una politica nazionale dell'aviazione tramite la
riorganizzazione amministrativa e il proseguimento della liberalizzazione,
anche nel settore degli aeroporti. Ciò comporta:
–                        
rafforzare la capacità amministrativa, compresa
l'istituzione di un'autorità dell'aviazione civile autonoma incentrata
su compiti di regolamentazione;
–                        
progressiva liberalizzazione dei voli di
linea e dei charter e valutazione delle possibilità di liberalizzazione nei
servizi di movimentazione a terra negli aeroporti;
–                        
attuazione delle norme europee e
internazionali in materia di aviazione (JAA, EASA) anche in materia di
sicurezza.
d) Sviluppo e
attuazione di politiche nazionali dei trasporti terrestri, con
particolare enfasi sul trasporto sostenibile, compresi in particolare:
–                        
trasporti pubblici regolamentati e ben funzionanti
nelle grandi città e tra città;
–                        
rilancio della rete ferroviaria;
–                        
aumento della quota dei trasporti pubblici nella
ripartizione modale complessiva.
e) Adozione di una
politica nazionale in materia di sicurezza stradale, che comprenda gli
aspetti relativi alla lotta contro la violenza sulle strade come la guida
imprudente e altri comportamenti a rischio, in modo da garantire la
partecipazione attiva di tutti i soggetti istituzionali alla gestione del
traffico e alla sicurezza stradale, volta tra l'altro a:
–                        
migliorare e ampliare le infrastrutture stradali,
valutando la possibilità di avvalersi dell'assistenza fornita dalla direttiva
dell'UE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali;
–                        
sviluppare meccanismi di controllo tecnico e
ispezione dei veicoli;
–                        
attuazione delle convenzioni internazionali
pertinenti, in particolare in materia di trasporto di merci pericolose;
–                        
allineamento alle norme europee e internazionali.
7.2. Energia
Priorità applicabili a questo sottosettore,
quali definite nella parte principale del piano d'azione:
·                        
attuazione di una strategia energetica tesa ad
ampliare la fornitura di energia, avviare una riforma strutturale e promuovere
il ricorso alle energie rinnovabili e a basse emissioni di carbonio e
l'efficienza energetica.
Altri obiettivi
a) La convergenza
del Libano verso l'UE negli obiettivi della politica energetica e nei
principi di mercato, in particolare nel contesto della cooperazione regionale
con l'UE, segnatamente mediante: 
–                        
l'adozione di una strategia energetica a lungo
termine che definisca la convergenza verso gli obiettivi dell'Unione e che
abbracci tutti i sottosettori, compreso il rafforzamento delle istituzioni e
dei finanziamenti;
–                        
la presentazione del processo di graduale
convergenza sui principi dei mercati interni del gas e dell'elettricità dell'UE;
–                        
l'analisi delle possibilità del Libano di
partecipare al programma Energia intelligente – Europa;
–                        
la promozione della cooperazione regionale con altri paesi del Mashrek e oltre, ai fini di una cooperazione più
ampia tra la regione e l'UE.
7.3. Ambiente,
compresi i cambiamenti climatici
Priorità applicabili a questo sottosettore,
quali definite nella parte principale del piano d'azione:
·                        
azione legislativa/amministrativa per migliorare la
gestione ambientale e i progressi nel programma sui cambiamenti climatici.
Altri obiettivi
a) Azioni per contrastare
i cambiamenti climatici e promuovere lo sviluppo a basse emissioni e a
prova di cambiamenti climatici, mediante un'adeguata formulazione di politiche,
lo scambio di informazioni, l'ammodernamento tecnologico e lo sviluppo delle
capacità, in particolare mediante:
–                        
l'instaurazione di un processo decisionale
in materia di cambiamenti climatici, basandosi sull'assistenza dell'UE per
individuare ed elaborare politiche in materia di mitigazione del cambiamento
climatico nonché di adattamento agli stessi;
–                        
il potenziamento delle rispettive capacità dei
settori pubblico e privato in termini di misurazione, rendicontazione e
verifica delle azioni di riduzione dei gas serra, con particolare riguardo
ai requisiti, ai protocolli e agli strumenti di applicazione, in particolare per
il settore dell'energia;
–                        
l'utilizzazione di strumenti di sorveglianza del
clima e di scambi di informazioni e di buone pratiche in materia di
mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento ad essi;
–                        
l'integrazione dello sviluppo a basse emissioni
e a prova di cambiamenti climatici nella strategia di
sviluppo del Libano, il rafforzamento delle capacità in tale contesto, la
promozione degli scambi e della cooperazione regionali a tal fine, nonché la
strategia di promozione dell'energia a basse emissioni di carbonio;
–                        
la partecipazione attiva alla piattaforma di
Durban, attuando al contempo le disposizioni di attuazione nell'ambito
della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici e
del protocollo di Kyoto;
–                        
misure volte a preparare le parti interessate a
utilizzare i nuovi meccanismi in discussione a livello internazionale, in
particolare le azioni di mitigazione a livello nazionale e i meccanismi di
credito settoriali.
b) Istituzione di una cooperazione
specifica tra il Libano e l'UE al fine di rafforzare
la protezione e la gestione dell'ambiente, nel quadro delle azioni ambientali
attuali e future, in particolare il programma Orizzonte 2020, anche nei
seguenti settori:
–                        
condivisione sistematica delle informazioni
relative all'ambiente;
–                        
sostegno allo sviluppo di progetti
infrastrutturali affinché possano beneficiare di finanziamenti esterni, in
particolare agevolando la conformità con gli impegni assunti nell'ambito della
convenzione di Barcellona, quali la prevenzione dei rifiuti marini e la
riduzione del carico organico nelle acque reflue;
–                        
identificazione e soluzione delle carenze nelle capacità
amministrative ambientali;
–                        
integrazione degli impegni regionali nel quadro
della convenzione di Barcellona, in particolare per quanto riguarda la
riduzione dell'inquinamento e la tutela della biodiversità attraverso riserve
biologiche, nei progetti e nella gestione ambientali.
c) far progredire
la prassi della gestione integrata delle acque, al livello sia di
offerta che di domanda, andando nel contempo a garantire la protezione e il
controllo delle sorgenti e l'avvio della cooperazione internazionale, in
particolare:
–                        
applicando sistematicamente metodologie e pratiche
di gestione integrata delle risorse idriche;
–                        
migliorando la quantità e la qualità
dell'approvvigionamento di risorse idriche sia di superficie che dalle
false freatiche, avvalendosi di piani integrati e progetti volti a garantire
un'adeguata tutela dell'ambiente;
–                        
migliorando la gestione della domanda di
risorse idriche da tutti i settori (municipali e turistici, industriali,
agricoli e ambientali);
–                        
proteggendo le risorse idriche superficiali e le
falde freatiche da ogni fonte di inquinamento;
–                        
stabilendo una rete di monitoraggio su scala
nazionale delle acque superficiali e delle falde freatiche per controllarne
attentamente il livello e la qualità;
–                        
collaborando a livello nazionale e nell'ambito
delle iniziative internazionali per affrontare le questioni relative alla
gestione regionale produttiva e transfrontaliera delle risorse idriche e
per individuare le possibilità di una cooperazione regionale produttiva, anche
sulle questioni attinenti alla desertificazione.
d) Sensibilizzare
la popolazione ai temi dell'ambiente e sostenere le azioni delle autorità
locali, della società civile e del settore privato, nonché la cooperazione con
esse, in particolare attraverso:
–                        
l'attuazione del piano di educazione e
sensibilizzazione in materia di ambiente;
–                        
la definizione delle modalità della partecipazione
pubblica e dell'accesso alle informazioni sull'ambiente; 
–                        
la pubblicazione di relazioni periodiche
sulla situazione dell'ambiente;
–                        
il rafforzamento della capacità e delle procedure
nel campo delle valutazioni d'impatto ambientale. L'élaborazione di progetti
pilota nei settori prioritari e la comunicazione diffusa dei risultati;
–                        
misure volte ad incoraggiare le attività del
settore privato, degli esponenti della società civile e delle autorità locali
che operano nel settore ambientale.