CELEX: 52005SC0016
Language: it
Date: 2005-01-11 00:00:00
Title: Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Svezia, 2004-2007

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52005SC0016

Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Svezia, 2004-2007  /* SEC/2005/0014 def. */  

	Bruxelles, 11.1.2005SEC(2005) 16 definitivoRaccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di stabilità aggiornato dell'Austria, 2004-2008(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIl regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1] prevede che entro il 1° marzo 1999 gli Stati membri partecipanti, ossia quelli che hanno adottato la moneta unica, presentino al Consiglio e alla Commissione un programma di stabilità. Ai sensi dell'articolo 5 di detto regolamento, il Consiglio esamina ciascun programma di stabilità sulla base della valutazione della Commissione e del comitato di cui all'articolo 114 del trattato, ossia il comitato economico e finanziario. Sulla base di una raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario, il Consiglio procede all'esame del programma e formula un parere. A norma del regolamento, gli Stati membri devono presentare ogni anno aggiornamenti dei loro programmi di stabilità, che possono anche essere esaminati dal Consiglio secondo le stesse procedure.Il primo programma di stabilità dell'Austria, relativo al periodo 1998-2002, è stato presentato il 30 novembre 1998 ed esaminato dal Consiglio il 18 gennaio 1999. Successivamente sono stati presentati aggiornamenti ogni anno. L'Austria ha presentato il suo più recente aggiornamento del programma di stabilità il 30 novembre 2004. I servizi della Commissione hanno effettuato un'analisi tecnica dell’aggiornamento tenendo conto dei risultati delle previsioni economiche dell’autunno 2004 dei servizi della Commissione e del codice di condotta[2], della metodologia comune per la stima del prodotto potenziale e dei saldi di bilancio corretti per il ciclo, delle raccomandazioni contenute negli indirizzi di massima per le politiche economiche per il periodo 2003-2005 e dei principi enunciati nella comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 27 novembre 2002 sul rafforzamento del coordinamento delle politiche di bilancio[3]. Tale analisi porta alla seguente valutazione.-  Il Consiglio dei ministri austriaco ha adottato il programma di stabilità aggiornato il 30 novembre 2004. Il programma copre il periodo 2004-2008 ed è conforme ai requisiti del “codice di condotta” riveduto, riguardante il contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e di convergenza, ad eccezione di un piccolo numero di divergenze minori nel formato di comunicazione SEC. Tuttavia, anche se il piano di risanamento viene definito giuridicamente in un patto nazionale di stabilità, il programma resta vago sulle misure specifiche attraverso cui sarebbe possibile ottenere un significativo risanamento di bilancio negli ultimi due anni del programma.-  Le proiezioni macroeconomiche sottostanti all’aggiornamento fino al 2006 sono complessivamente in linea con le previsioni della Commissione dell’autunno 2004. La crescita dovrebbe riprendere slancio a partire dall’1,9% del 2004 e rimanere intorno al 2½% per il restante periodo di riferimento. Nel programma si sostiene che la ripresa attuale, principalmente alimentata dalle esportazioni, si sta traducendo in una domanda interna più forte. La ripresa dovrebbe accentuarsi, con notevoli tagli fiscali a partire dal 2005 accompagnati dal rafforzamento della crescita dell’occupazione. Nel 2007 e 2008 il PIL reale dovrebbe crescere ad un ritmo superiore al suo tasso di crescita potenziale, stimato al 2%, di ¼ e di ½ punto percentuale rispettivamente. Di conseguenza, il differenziale negativo tra prodotto effettivo e potenziale, secondo i calcoli dei servizi della Commissione, dovrebbe annullarsi e infine divenire positivo nel 2008. Le ipotesi macroeconomiche a breve termine contenute nell’aggiornamento sono plausibili; tuttavia, per il 2007/08, l’ipotesi di una crescita del PIL che si attesta sopra il 2% annuo sembra alquanto ottimista dal momento che, in questo caso, il tasso di crescita supererebbe il suo valore potenziale per quattro anni consecutivi.-  Se paragonati al programma precedente, gli obiettivi di bilancio contenuti nell’aggiornamento sono stati rivisti al ribasso di circa mezzo punto percentuale del PIL per ogni anno del programma. L’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio è stato così rinviato di un anno al 2008. Il deficit, situato all’1,3% del PIL nel 2004, dovrebbe crescere all’1,9% del PIL nel 2005, prima di diminuire lentamente all’1,7% nel 2006 per poi arrivare a zero nel 2008 con due riduzioni della stessa portata. Questa evoluzione riflette una strategia di bilancio che combina una riduzione sostenuta della pressione fiscale con il ritorno ad un bilancio in pareggio nel medio termine. In termini SEC 95, la pressione fiscale dovrebbe scendere dal 43% del 2003 al 40% nel 2008, raggiungendo quest’ultimo valore benchmark con due anni di anticipo rispetto a quanto previsto dal governo.-  Ancor di più che nel precedente aggiornamento, il percorso di risanamento di bilancio concentra nel periodo iniziale gli sgravi fiscali operando tuttavia i corrispondenti tagli delle spese nel periodo finale. La crescita del deficit nel 2005 si spiega con i notevoli tagli fiscali che diverranno effettivi dal 1° gennaio. Tuttavia i rischi di bilancio sembrano equilibrati per il 2005 e 2006, in particolare perché lo scenario macroeconomico sottostante è realistico. Tuttavia per il 2007/08 esistono dei chiari rischi in ragione innanzitutto dell’ipotesi che la crescita del PIL rimarrà costantemente sopra il potenziale e in secondo luogo perché la riduzione sostanziale prevista nel rapporto spesa/PIL rimane in larga misura non specificata nel programma. L’obiettivo a medio termine relativo al raggiungimento di una posizione di bilancio corretta per il ciclo prossima al pareggio potrebbe così non essere raggiunto entro il periodo di riferimento del programma. Tuttavia, sembra fornire un sufficiente margine di sicurezza per evitare che, in presenza di normali fluttuazioni macroeconomiche, il disavanzo oltrepassi la soglia del 3% del PIL per tutto il periodo di riferimento.-  Il piano di risanamento fino al 2008 è stato sancito in un patto nazionale di stabilità concluso tra le autorità territoriali che sarà applicato a tutti i livelli dell’amministrazione attraverso un sistema di sanzioni. Tuttavia l’ambizione di contenere energicamente le spese in questi due anni non è pienamente suffragata dalle misure politiche presentate nel programma che sono state già trasposte nella legislazione.-  Le cifre per il debito pubblico lordo sono state riviste al ribasso, rovesciando parzialmente le significative revisioni al rialzo degli anni precedenti. Dal momento che allo stesso tempo le cifre relative al PIL sono state riviste al rialzo a causa di una modifica del metodo statistico, il rapporto debito/PIL per il 2003 è sceso di quasi 2 punti percentuali, al 64,5% del PIL. Mentre ciò dovrebbe rendere più semplice raggiungere il valore di riferimento del 60%, la data per il conseguimento di questo obiettivo è stata spostata di un anno al 2008 come risultato del ridotto sforzo di riduzione del deficit. Uno scenario con una crescita maggiore anticiperebbe la data, mentre una crescita inferiore la posticiperebbe di un anno. Con i tassi di crescita del PIL che dovrebbero rimanere praticamente costanti nel corso del periodo di programmazione, la dinamica del debito sarebbe dominata dalle variazioni del deficit primario. Introducendo un rischio positivo, l’aggiornamento non tiene conto del potenziale totale delle privatizzazioni in Austria. Il rispetto del criterio relativo al debito nel 2008 rimane dunque plausibile anche se si verificasse uno slittamento della realizzazione dell’obiettivo per il deficit.-  L’ambiziosa riduzione nel rapporto spesa/PIL dovrebbe essere conseguita attraverso tagli considerevoli in tutte le categorie di spesa nell’intero arco del programma. Il grosso del risanamento a lungo termine dovrebbe basarsi sulle riduzioni dei trasferimenti sociali. Mentre gli investimenti dell’amministrazione pubblica diminuiscono più che proporzionalmente, il volume di risparmio maggiore deriva dalle riduzioni nei pagamenti dei trasferimenti sociali. L’aggiornamento è ottimista riguardo i risparmi derivanti dalla futura attuazione a livelli inferiori dell’amministrazione di riforme amministrative che sono state già attuate con successo a livello federale.-  L'Austria sembra essere in una posizione relativamente favorevole per quanto riguarda la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine, nonostante gli importanti costi di bilancio previsti per l’invecchiamento della popolazione. Le riforme delle pensioni del 2003 e 2004 hanno l’obiettivo di garantire uno sgravio di bilancio sostanziale a lungo termine. Tuttavia la tappa della riforma attuata nel 2004 ritarda ulteriormente l’effetto di consolidamento: se il piano di aumentare le pensioni dal 2030 solo in funzione dell’inflazione, mantenendo costante il livello reale delle prestazioni, è infatti ambizioso, i risparmi nei periodi precedenti introdotti dalla parte della riforma attuata nel 2003 sono stati in una certa misura rivisti al ribasso.-  Le politiche economiche delineate nel programma rispondono parzialmente agli indirizzi di massima per le politiche economiche specifici per paese in materia di finanze pubbliche. Anche se l’Austria ridurrà la sua elevata pressione fiscale, questa iniziativa non si accompagnerà a restrizioni delle spese, e quindi si prevede di raggiungere una posizione corretta per il ciclo vicina al pareggio soltanto nell’ultimo anno del programma.-  In base a questa valutazione, si raccomanda all’Austria di rendere più ambizioso nel periodo iniziale il suo piano globale di risanamento di bilancio. Inoltre, l’Austria dovrebbe definire in modo più dettagliato le misure specifiche che dovrebbero assicurare un risanamento di bilancio significativo durante gli ultimi due anni del periodo del programma.Tabella: Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |PIL reale (variazione in %) | PS dic. 2004 | 1,9 | 2,5 | 2,5 | 2,2 | 2,4 |COM | 1,9 | 2,4 | 2,4 | n.d. | n.d. |PS nov. 2003 | 1,9 | 2,5 | 2,5 | 2,4 | n.d. |Inflazione IAPC (in %) | PS dic. 2004 | 2,1 | 1,8 | 1,4 | 1,5 | 1,6 |COM | 2,1 | 1,8 | 1,4 | n.d. | n.d. |PS nov. 2003 | 1,2 | 1,5 | 1,7 | 1,8 | n.d. |Saldo delle amministrazioni pubbliche (in % del PIL) | PS dic. 2004 | -1,3 | -1,9 | -1,7 | -0,8 | 0,0 |COM | -1,3 | -2,0 | -1,7 | n.d. | n.d. |PS nov. 2003 | -0,7 | -1,5 | -1,1 | -0,4 | n.d. |Saldo primario (in % del PIL) | PS dic. 2004 | 1,9 | 1,2 | 1,3 | 2,2 | 2,9 |COM | 1,7 | 0,9 | 1,2 | n.d. | n.d. |PS nov. 2003 | 2,8 | 1,9 | 2,2 | 2,8 | n.d. |Saldo corretto per il ciclo (in % del PIL) | PS dic. 20041 | -0,9 | -1,7 | -1,6 | -0,8 | -0,1 |COM | -1,0 | -1,9 | -1,7 | n.d. | n.d. |PS nov. 20031 | -0,4 | -1,4 | -1,1 | -0,5 | n.d. |Debito pubblico lordo (% del PIL) | PS dic. 2004 | 64,2 | 63,6 | 63,1 | 61,6 | 59,1 |COM | 64,0 | 63,9 | 63,4 | n.d. | n.d. |PS nov. 2003 | 65,8 | 64,1 | 62,3 | 59,9 | n.d. |1 Calcoli dei servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma. Fonti: Programma di stabilità (PS); previsioni economiche dell’autunno 2004 dei servizi della Commissione (COM); calcoli dei servizi della Commissione. |Sulla base della valutazione che precede, la Commissione ha adottato la raccomandazione allegata per un parere del Consiglio relativo al programma di stabilità aggiornato dell’Austria e la trasmette al Consiglio stesso.Raccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di stabilità aggiornato dell'Austria, 2004-2008IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[4], in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:Il [18 gennaio 2005] il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato dell'Austria, relativo al periodo 2004-2008. Il programma di stabilità corrisponde ai requisiti in materia di dati del “codice di condotta sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e di convergenza”, ad eccezione di un piccolo numero di divergenze minori nel formato della comunicazione SEC.Lo scenario macroeconomico sottostante al programma prevede che la crescita del PIL reale dovrebbe prendere slancio partendo dall’1,9% del 2004 e rimanere intorno al 2½% per il restante periodo. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili questo scenario sembra riflettere ipotesi di crescita plausibili durante i primi anni, ma sembra un po’ troppo ottimista per gli ultimi anni del programma, nella misura in cui prevede un tasso di crescita superiore al tasso potenziale per quattro anni consecutivi. Le proiezioni del programma in materia di inflazione sono realistiche.L’Austria intende raggiungere un bilancio in pareggio entro il 2008. Il deficit, situato all’1,3% del PIL nel 2004, dovrebbe crescere all’1,9% del PIL nel 2005, prima di diminuire lentamente all’1,7% nel 2006 per poi arrivare a zero nel 2008 con due riduzioni della stessa portata. Questa evoluzione riflette una strategia di bilancio che combina una riduzione sostenuta della pressione fiscale con il ritorno ad un bilancio in equilibrio nel medio termine. In termini SEC 95, la pressione fiscale dovrebbe scendere dal 43% del 2003 al 40% nel 2008. Il piano di risanamento è stato sancito in un patto nazionale di stabilità concluso tra le autorità territoriali che sarà applicato a tutti i livelli dell’amministrazione attraverso un sistema di sanzioni.La situazione di bilancio potrebbe essere più sfavorevole di quanto ipotizzato nel programma. In particolare, il percorso di risanamento di bilancio concentra nel periodo iniziale gli sgravi fiscali operando tuttavia i corrispondenti tagli delle spese nel periodo finale. I rischi sono equilibrati per il 2005 e 2006, anni nei quali l’evoluzione del deficit è dominata da riduzioni fiscali significative che entreranno in vigore il 1° gennaio 2005 e in vista del realistico scenario macroeconomico sottostante. Tuttavia per il 2007/08 i rischi sono chiaramente orientati in senso negativo, innanzitutto perché si ipotizza che la crescita del PIL rimarrà costantemente sopra il tasso potenziale e in secondo luogo perché la riduzione sostanziale prevista nel rapporto spesa/PIL rimane in larga misura non specificata nel programma. Alla luce di questa valutazione del rischio, la politica di bilancio delineata nel programma potrebbe non essere sufficiente per garantire che sia conseguito entro il 2008 l'obiettivo a medio termine del patto di stabilità e crescita di una situazione di bilancio corretta per il ciclo prossima al pareggio. Tuttavia, sembra fornire un sufficiente margine di sicurezza per evitare che, in presenza di normali fluttuazioni macroeconomiche, il disavanzo oltrepassi la soglia del 3% del PIL per tutto l’arco del programma.Secondo le stime, il rapporto debito/PIL dovrebbe raggiungere il 64,2% del PIL nel 2004, al di sopra del valore di riferimento del trattato del 60% del PIL. Il programma prevede che il rapporto debito/PIL diminuisca di 5 punti percentuali nel corso del programma. È probabile che l'andamento del rapporto debito/PIL sarà meno favorevole del previsto a causa dei rischi legati agli obiettivi di bilancio sopra menzionati. D’altro canto l’Austria potrebbe potenzialmente compensare questi rischi con privatizzazioni su larga scala.L'Austria sembra essere in una posizione relativamente favorevole per quanto riguarda la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine, nonostante gli importanti costi di bilancio connessi all'invecchiamento della popolazione. Le riforme delle pensioni del 2003 e 2004 hanno l’obiettivo di garantire uno sgravio di bilancio sostanziale a lungo termine. Tuttavia la tappa della riforma attuata nel 2004 ritarda ulteriormente l’effetto di consolidamento: se il piano di aumentare le pensioni dal 2030 solo in funzione dell’inflazione, mantenendo costante il livello reale delle prestazioni, è infatti ambizioso, i risparmi nei periodi precedenti introdotti dalla parte della riforma attuata nel 2003 sono stati in una certa misura rivisti al ribasso.Le politiche economiche delineate nel programma rispondono parzialmente agli indirizzi di massima per le politiche economiche specifici per paese in materia di finanze pubbliche. Anche se l’Austria ridurrà la sua elevata pressione fiscale, questa iniziativa non si accompagnerà a restrizioni delle spese, e quindi si prevede di raggiungere una posizione corretta per il ciclo vicina al pareggio soltanto nell’ultimo anno del programma.***In base a questa valutazione, si raccomanda all’Austria di rendere più ambizioso nel periodo iniziale il suo piano globale di risanamento di bilancio. Inoltre, l’Austria dovrebbe definire in modo più dettagliato le misure specifiche tendenti ad operare un risanamento di bilancio significativo durante gli ultimi due anni del programma.Principali proiezioni del programma di stabilità aggiornato dell’Austria2003 | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |Crescita del PIL reale (in %) | 0,8 | 1,9 | 2,5 | 2,5 | 2,2 | 2,4 |Inflazione IAPC (in %) | 1,3 | 2,1 | 1,8 | 1,4 | 1,5 | 1,6 |Saldo delle amministrazioni pubbliche (in % del PIL) | -1,1 | -1,3 | -1,9 | -1,7 | -0,8 | 0,0 |Saldo primario (in % del PIL) | 2,1 | 1,9 | 1,2 | 1,3 | 2,2 | 2,9 |Saldo corretto per il ciclo (in % del PIL)1 | -0,7 | -0,9 | -1,7 | -1,6 | -0,8 | -0,1 |Debito pubblico lordo (in % del PIL) | 64,5 | 64,2 | 63,6 | 63,1 | 61,6 | 59,1 |1 Calcoli dei servizi della Commissione che applicano la metodologia comune alle informazioni contenute nel programma. |[1] GU L 209 del 2.8.1997. I documenti citati nel presente testo sono disponibili sul sito: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm.[2] Parere riveduto del Comitato economico e finanziario sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e convergenza, approvato dal Consiglio Ecofin in data 10.7.2001.[3] COM(2002) 668 def. del 27.11.2002.[4] GU L 209 del 2.8.1997. I documenti citati nel presente testo sono disponibili sul sito: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm.