CELEX: C2006/048/21
Language: it
Date: 2006-02-25 00:00:00
Title: Causa C-367/05: Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dall'Hof van Cassatie (Belgio) con ordinanza  6 settembre 2005 , nel procedimento penale a carico di Norma Kraaijenbrink

25.2.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 48/10
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dall'Hof van Cassatie (Belgio) con ordinanza 6 settembre 2005, nel procedimento penale a carico di Norma Kraaijenbrink
   (Causa C-367/05)
   (2006/C 48/21)
   Lingua processuale: l'olandese
   Con ordinanza 6 settembre 2005, pervenuta nella cancelleria della Corte di giustizia delle Comunità europee il 29 settembre 2005, nel procedimento penale a carico di Norma Kraaijenbrink, l'Hof van Cassatie, ha sottoposto alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
   
               1)
            
            
               Se l'art. 54 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen (1) del 19 giugno 1990, in combinato disposto con l'art. 71 della stessa convenzione, debba essere interpretato nel senso che i fatti punibili –consistenti nell'acquisizione, detenzione o consegna di importi di denaro in valuta straniera, provenienti dal traffico di sostanze stupefacenti (che sono stati perseguiti e condannati nei Paesi Bassi come ricettazione dolosa in violazione dell'art. 416 del codice penale) — diversi dai fatti punibili consistenti nel cambio in Belgio, presso uffici di cambio, dei detti importi di danaro derivanti dal traffico di sostanze stupefacenti ricevuti nei Paesi Bassi (perseguiti in Belgio come ricettazione e altri atti riguardanti beni provenienti da un crimine, in violazione dell'art. 505 del codice penale), devono essere considerati del pari come «medesimi fatti» ai sensi del detto art. 54 quando il giudice constati che sono collegati da un unico disegno criminoso e pertanto giuridicamente costituiscono un unico fatto.
            
         
               2)
            
            
               Nell'ipotesi in cui la questione 1 sia risolta in senso affermativo:
               Se l'espressione «non può essere sottoposta ad un procedimento penale per i medesimi fatti» di cui all'art. 54 della Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen, debba essere interpretata nel senso che — laddove per «medesimi fatti» si debbano intendere anche fatti diversi che sono collegati dall'unicità del disegno criminoso e costituiscono quindi un unico fatto — ciò implichi che un soggetto accusato di un reato di riciclaggio in Belgio non è più perseguibile dal momento in cui sia stato condannato nei Paesi Bassi per altri fatti, commessi con lo stesso disegno criminoso, indipendentemente da tutti gli altri fatti che sono stati commessi nello stesso periodo, ma che vengano alla luce e o siano perseguiti in Belgio solo successivamente alla sentenza straniera passata in giudicato, o se invece, in tal caso, il giudice di merito possa comminare per tali altri fatti una pena supplementare, tenendo conto delle pene già irrogate, salvo che queste ultime gli appaiano già una pena adeguata per i crimini, e senza che il complesso delle pene comminate possa superare la pena massima.
            
         
      (1)  GU 2000, L 239, pag. 19.