CELEX: 51993PC0650
Language: it
Date: 1994-02-16
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relative al programma pluriennale (1994-1996) di lavoro a favore delle società cooperative, mutue, associazioni e fondazioni nella Communità

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                         C0M(93) 650 def.
                                         Bruxelles, 16.02.1994
                                         94/0028 (CNS)
                           Proposta di
                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
  relative al programma pluriennale (1994-1996) di lavoro a
    favore delle società cooperative, mutue, associazioni
                 e fondazioni nella Communità
                 (presentata dalla Commissione)
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                                     MOTIVAZIONE
In data 18 dicembre 1989 la Commissione ha approvato una comunicazione al Consiglio dei
ministri delle CE su "Le imprese dell'economia sociale e la realizzazione del mercato
europeo senza frontière"1. In tale comunicazione si chiedeva di :
      sostenere la riflessione delle imprese dell'economia sociale (cooperative, mutue e
      associazioni), di fronte alle transizione dovuta alla realizzazione di uno spazio senza
      frontiere;
      porre a disposizione delle imprese dell'economia sociale (cooperative, mutue e
      associazioni), i mezzi utilizzabili dall'insieme delle imprese per trarre partito dal
      mercato senza frontiere;
      mettere a disposizione delle imprese dell'economia sociale (cooperative, mutue e
      associazioni), gli strumenti che agevolano il ravvicinamento delle imprese.
In tale comunicazione la Commissione si è inoltre impegnata a presentare al Consiglio un
programma di lavoro, secondo il principio di sussidarietà delle sue azioni.
Tale comunicazione è stata presentata al Consiglio "Mercato interno" del 21 dicembre
1989.
Gli accordi sull'Unione europea, firmati a Maastricht il 7 febbraio 1992, pongono in risalto
l'imperativo della competitività. Con la coesione economica e sociale e con l'aumento delle
responsabilità internazionali della Comunità, l'esigenza di competitività ispira ormai tutte le
proposte della Commissione, in particolare quelle per le piccole e medie imprese. La
maggior parte delle strutture cooperative, mutualistiche e associative è composta da piccole
e medie imprese od è al servizio di queste. In tutti modi l'insieme delle organizzazioni di
tale settore ha ora, indipendentemente della dimensione o dal campo di attività, legami
molto stretti con il mondo tradizionale dell'impresa.
I nuovi accordi sottolineano anche l'importanza che, per il perseguimento degli obiettivi
dell'articolo 117 del trattato che istituisce la Comunità europea, ha la cooperazione con le
                 Comunicazione della Commissione al Consiglio, SEC(89) 2187 def.
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associazioni di solidarietà e con le fondazioni in quanti istituzioni responsabili di enti e di
servizi sociali.
Nella dichiarazione sulla promozione della ripresa economica in Europa2, si precisa che
"riconoscendo l'importanza delle PMI nella creazione dei posti di lavoro e nella
promozione della crescita, il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio e la Commissione
ad assicurare che siano ridotti gli oneri derivanti dalla legislazione comunitaria che gravano
sulle piccole e medie imprese (per mezzo tra l'altro dell'uso di schemi semplificati e di
limiti di esenzione nel settore della fiscalità indiretta) e che siano fornite alle PMI
informazioni complete in merito al sostegno comunitario. Essa ha chiesto alla Commissione
di accelerare le azioni a favore delle PMI che hanno dato prova di validità a livello
comunitario".
In effetti le PMI apportano un significativo contributo all'economia europea dato il ruolo
essenziale da loro svolto in particolare in termini di PIL e di occupazione, nonché di
sviluppo regionale e locale3.
Il Consiglio europeo di Edimburgo dell'11 e 12 dicembre 1992, facendo propri gli
orientamenti proposti dalla Commissione, ha stabilito di intraprendere un'azione ad ampio
raggio per sostenere la crescita nella Comunità.
Nel suo discorso al Parlamento europeo nel febbraio 1993, il Presidente Delors ha
annunciato che la Commissione "studierà inoltre la fattibilità di un piano di azione a favore
delle imprese dell'economia sociale (associazioni, cooperative, mutue)".
Nel corso dell'ultimo Consiglio europeo di Copenhagen, il Presidente Delors negli
"orientamenti per il rinnovamento politico dell'Europa" ha insistito in particolare sulla
necessità di politiche più attive per l'occupazione. Sono numerose le imprese cooperative,
mutualistiche e associative che apportano un attivo contributo alla creazione di posti di
lavoro e che chiedono solamente di poter aumentare qualitativamente e quantitavamente il
loro sforzo in tal campo.
                 Consiglio europeo di Edimburgo, 11-12 dicembre 1992, conclusioni della
                 presidenza, allegato 4 alla parte A, punto 8.
                 In base al secondo rapporto della Commissione "Imprese in Europa", tra 11,6
                 milioni di imprese censite nel 1988, il 96,3 % avevano meno di 20 addetti, il 3,4
                 % tra 20 e 200 addetti e meno dello 0,2 % avevano tra i 200 e i 500 addetti,
                 rappresentando nel loro insieme il 70,2 % dell'occupazione nella Comunità; tale
                 importanza varia a seconda della ripartizione geografica delle imprese, ISBN-
                 92826-4609-2
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La decisione del Consiglio n° 93/379/CEE del 14 giugno 19934 rafforza le azioni prioritarie
a favore delle imprese, indipendentemente dal settore di attività, dalle dimensioni, dalla
struttura giuridica o dalla situazione geografica, senza, peraltro, tener conto delle specificità
delle società cooperative, mutualistiche e associative.
Queste ultime devono essere messe in grado, allo stesso titolo delle altre, di beneficiare
delle opportunità che deriveranno dalla realizzazione del Mercato unico senza frontiere e
dell'Unione economica e monetaria.
Per il mantenimento della diversità dell'economia europea è necessario permettere alle
imprese cooperative, mutualistiche e associative (PMI o al servizio delle PMI) di
mantenersi e di svilupparsi in un mercato ampliato e concorrenziale, al tempo stesso
rispettando - o addiritura promuovendo - i principi di solidarietà dei loro obiettivi o del loro
modo di organizzazione.
È importante che la promozione della collaborazione fra queste imprese in vista del
mantenimento e dell'ampliamento delle loro attività rientri in un quadro stabile, trasparente
e basato su regole che mettano le imprese di piccole dimensioni su un piede di uguaglianza
con quelle di grandi dimensioni e con le grandi concentrazioni economiche.
Il programma di lavoro propone un'impostazione che tiene conto al tempo stesso dei punti
forti (capacità di innovazione e di sperimentazione, vettori delle politiche comunitarie) e
della specificità del settore.
Tale settore possiede infine una particolare attitudine nel campo dell'innovazione sociale,
che è nell'interesse della Comunità al tempo stesso riconoscere, promuovere ed utilizzare.
Ciò può essere fatto tanto più facilmente ed efficacemente in quanto numerose imprese del
settore sono vettori essenziali delle politiche comunitarie. Sia che si tratti di fenomeni legati
all'urbanizzazione, al declino economico di alcune regioni, e alla perdita di posti di lavoro
o alla precarietà di importanti strati della popolazione o ancora alla gestione delle risorse
umane delle imprese, tali enti immaginano soluzioni che permettono il rinnovamento e che
spesso, con il sostegno dei poteri pubblici, essi divulgano attraverso reti nelle quali hanno
un posto importante.
Il presente programma di lavoro si prefigge quindi di accompagnare le imprese cooperative
e mutualistiche, nonché le associazioni e le fondazioni, nella formulazione delle risposte
che esse offrono alla doppia posta in gioco della Comunità: lo sviluppo economico e la
realizzazione del progresso sociale.
         GU n°L 161 del 2.7.1993
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La promozione delle PMI cooperative, mutualistiche e associative deve anche andare di pari
passo con l'attuazione di misure specifiche che permettano di migliorare le loro possibilità
di cooperazione transnazionale, onde ampliare la loro presenza sul mercato e rafforzare il
loro ruolo per la realizzazione degli obiettivi comunitari in un certo numero di settori.
Inoltre, al termine del periodo interessato da tale programma a favore delle imprese
cooperative, mutualistiche ed associative, la Commissione potrà effettuare una valutazione
della politica comunitaria per le imprese in questione, al fine di potere disporre di strumenti
di ulteriore riflessione per la definizione degli orientamenti futuri.
Il presente programma a favore delle imprese cooperative, mutualistiche e associative dovrà
quindi rafforzare fin d'ora i campi delle azioni prioritare suscettibili di rispondere
immediatamente alle esigenze di assestamento delle imprese in periodo di incertezza.
La situazione economica generale richiede infatti uno sforzo particolare in direzione di
questo tipo di imprese, che hanno un insediamento reale sul territorio e la cui implicazione
nelle altre politiche comunitarie assicurerà un maggiore effetto di trascinamento nello
 sviluppo regionale e/o locale.
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                                              PROPOSTA DI
                                       DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                                del
relativa al programma pluriennale (1994-1996) di lavoro a favore delle società cooperative,
mutue, associazioni e fondazioni nella
                                                 Comunità
                                               (.../.../CE )
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA
visto il Trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 235,
vista la proposta della Commissione5,
visto il parere del Parlamento europeo6,
visto il parere del Comitato economico e sociale7,
 1.      considerando che il 28 luglio 1989 il Consiglio ha adottato la decisione 89/490/CEE
concernente il miglioramento del contesto dell'attività e la promozione dello sviluppo delle
imprese nella Comunità, in particolare delle società cooperative, mutualistiche e
associative8, modificata dalla decisione 93/379/CEE del Consiglio, del 14 giugno 19939;
2.       considerando che il Consiglio, con la risoluzione del 17 giugno 1993 relativa alle
azioni comunitarie di sostegno            alle imprese, in particolare alle imprese cooperative,
mutualistiche e associative10, ha confermato il suo impegno a sostenere il consolidamento
delle azioni condotte a favore di tali imprese;
3.       considerando che, in tale risoluzione, il Consiglio ha                raccomandato alla
Commissione di proseguire, nel rispetto del principio di sussidiarietà,       le azioni necessarie
per creare un contesto favorevole alla competitività delle imprese,           in particolare delle
imprese cooperative, mutualistiche e associative, e per accompagnare il       loro inserimento nel
mercato unico dopo il 1992;
    5    GU n. C ... del ..., pag. ...
    6    GU n. C ... del ..., pag. ...
    7    GU n. C ... del ..., pag. ...
    8    GUn.  L 239 del 16.8.1989
    9    GU n. L del
    10   GUn.  C... del...
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4.       considerando che la Commissione ha presentato al Consiglio una comunicazione su
"le imprese dell'economia sociale e la realizzazione del mercato europeo senza frontiere"11,
prevedendo di presentare un programma di lavoro per tale settore nonché le adeguate
proposte per la sua attuazione;
5.       considerando che la Commissione ha presentato al Consiglio una comunicazione
sulla politica per le imprese nella Comunità, intitolata "la dimensione impresa al centro
della crescita europea , con la quale annuncia un programma di lavoro volto a sostenere
lo sforzo delle imprese dell'economia sociale di fronte alle transizioni che implica la
realizzazione di uno spazio senza frontiere;
6.       considerando che le cooperative, mutue e associazioni occupano un posto importante
nell'attività economica in generale e nello sviluppo delle regioni e che il mantenimento dei
punti forti e della specificità del settore delle cooperative, mutue e associazioni meriterà un
particolare sforzo di analisi e di valorizzazione, soprattutto per ciò che riguarda:
          la sua capacità di innovazione e di sperimentazione,
      l'incitamento all'utilizzazione da parte di tali imprese dei programmi comunitari
      specifici allo sviluppo delle imprese (il settore dispone di una provata esperienza in
      materia di reti, di partnership o ancora di mobilitazione degli operatori e dei
      consumatori),
      la sua partecipazione rinforzata nel dialogo sociale e nell'attuazione delle politiche di
      coesione sociale, in cui questo settore dispone di innegabili atout;
7.       considerando che lo sviluppo di una politica comunitaria a favore delle cooperative,
mutue e associazioni, basata su una concorrenza effettiva, riveste una grande importanza
nei confronti dell'aumento della competitività dell'economia europea, della crescita
dell'occupazione, della coesione economica e sociale nella Comunità e del prosieguo
dell'ampliamento del mercato dopo il 1993 e dello sviluppo della cooperazione con alcuni
paesi terzi;
8.        considerando che molte azioni a favore delle cooperative, mutue e associazioni sono
effettuate a livello degli Stati membri e che le azioni comunitarie dovranno cercare di
esservi complementari;
9.       considerando che è necessario adottare quindi un programma specifico per un
triennio, dotandolo di mezzi sufficienti per poter raggiungere gli obiettivi prefissati;
 10.      considerando che, per assistere la Commissione nell'attuazione del programma, deve
essere istituito un comitato dei rappresentanti degli Stati membri;
 11.     considerando che il Trattato non prevede, per l'adozione della presente decisione,
poteri d'azione diversi da quelli di cui all'articolo 235,
   11
          SEC(89) 2187 dcf. del 18.12.1989
   12
          GUn. C ... del .... pag. ...
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DECIDE:
                                              Articolo 1
È adottato, a decorrere dal 1° gennaio 1994, un programma, che viene allegato, destinato
alle società cooperative, mutualistiche e associative per un periodo di tre anni.
                                              Articolo 2
I provvedimenti di questo programma dovranno permettere agli operatori del settore un più
facile accesso alle risorse comunitarie.
Questo piano d'azioni, senza voler prendere in considerazione le azioni indirette derivanti
dall'applicazione di alcune politiche comunitarie, ha per obiettivo:
I.      la promozione, il coordinamento ed il rafforzamento degli interventi a favore delle
società cooperative, mutue, associazioni e fondazioni nella Comunità grazie:
           A. al rafforzamento dell'impostazione orizzontale mirante in particolare:
                                 all'attuazione di studi sullo sviluppo del settore nella
                 Comunità,
                                 alla creazione di un ambiente favorevole ed alla valutazione
                dell'impatto delle politiche comunitarie,
                                 alla strutturazione della consultazione;
           B.   al sostegno di azioni specifiche volte in particolare a:
                                 favorire le possibilità di collaborazioni transnazionali, in
                particolare per le PMI cooperative, mutue e associazioni, per la ricerca di
                 nuove attività da parte di partner raggruppati,
                                 migliorare 1 ' informazione,
                                 diffondere l'innovazione sociale,
                                 rafforzare il ruolo delle società cooperative,            mutue,
                 associazioni e fondazioni come vettori delle politiche comunitarie;
II      il rafforzamento delle azioni a favore delle società cooperative, mutue, associazioni
e fondazioni all'interno di altre politiche, grazie:
                 allo sviluppo della statistica comunitaria ed all'elaborazione dei dati a seguito
           delle indagini realizzate in tale settore,
                 al sostegno dello sforzo di formazione,
                 all'incentivazione allo sviluppo della R&S.
                                              Articolo 3
 1.     Per la realizzazione degli obiettivi di cui agli articoli 1 e 2, e nella misura in cui non
possono essere realizzati in modo migliore a livello degli Stati membri, la Commissione
applica le misure che figurano in allegato.
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2.       In base alla procedura definita all'articolo 4 vengono stabilite le seguenti misure
riguardanti:
                adozione, realizzazione sperimentale o estensione dei progetti necessari
elaborati ai fini dell'applicazione della presente decisione;
                fissazione del contenuto, del calendario e della dotazione previsionale di
bilancio per le azioni e gli inviti a sottoporre proposte.
3.       Il Comitato di cui all'articolo 4 può esaminare qualsiasi altro problema relativo al
programma.
                                             Articolo 4
E' istituito presso la Commissione un comitato costituito dai rappresentanti degli Stati
membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da
adottare. Il comitato esprime il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente
può fissare in funzione dell'urgenza della questione. Il parere è espresso alla maggioranza
di cui all'articolo 148, paragrafo 2, del Trattato per l'adozione delle decisioni che il
Consiglio è chiamato ad adottare su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al
comitato i voti dei rappresentanti degli Stati membri sono oggetto della ponderazione di cui
all'articolo precitato. Il presidente non prende parte al voto.
La Commissione adotta misure che sono immediatamente applicabili. Tuttavia, se queste
non sono conformi al parere del comitato, la Commissione le comunica immediatamente al
Consiglio. In tal caso la Commissione differisce l'applicazione delle misure da essa decise
di un termine di due mesi a decorrere dalla data della comunicazione.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può adottare una decisione diversa
entro il termine di cui al comma precedente.
                                             Articolo 5
La Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e
sociale, non oltre la metà del 1996, una relazione volta a valutare l'applicazione della
presente decisione (compresa la valutazione del rapporto costo/efficacia), come pure le
proposte che essa riterrà necessario formulare alla luce delle valutazioni effettuate.
La Commissione presenta inoltre al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato
economico e sociale una relazione sul coordinamento dei diversi programmi fissati al di
fuori della presente decisione ed aventi un interesse manifesto per le cooperative, mutue e
associazioni, come pure sulle iniziative adottate in applicazione della presente decisione.
                                             Articolo 6
 1.      La presente decisione entra in vigore il 1° gennaio 1994 e riguarda il periodo che va
fino al 31 dicembre 1996.
2.       L'autorità di bilancio fissa i crediti disponibili per ogni esercizio, presenti i principi
di buona gestione di cui all'articolo 2 del regolamento finanziario applicabile al bilancio
generale delle Comunità europee.
Fatto a Bruxelles, addì
Per il Consiglio
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                                                                                  ALLEGATO
          PROGRAMMA DI LAVORO A FAVORE DELLE
               COOPERATIVE, DELLE MUTUE, DELLE
                ASSOCIAZIONI E DELLE FONDAZIONI
I.        INTRODUZIONE
Nella sua comunicazione "Le imprese dell'economia sociale e la realizzazione del mercato
europeo senza frontiere"13, la Commissione si è prefissa degli obiettivi per la sua azione
futura a favore delle cooperative, delle mutue e delle associazioni e ha espresso al Consiglio
l'intenzione di presentare un programma di lavoro nel rispetto del principio della
sussidiarietà, formulando proposte adeguate per la sua attuazione.
A.        L'IMPORTANZA ECONOMICA E SOCIALE DEL SETTORE
Le cooperative, le mutue, le associazioni e le fondazioni sono contemporaneamente presenti
nella totalità dei settori economici e sono caratterizzate da un'estrema diversità sia in
termini di dimensioni (addetti e fatturato), che di attività o di localizzazione.
Tali imprese - alcune delle quali sono leader nel loro settore a livello nazionale, europeo o
addirittura internazionale - rappresentano:
          il 20% del risparmio europeo,
       i 2/3 della commercializzazione e della trasformazione della produzione agricola della
       Comunità europea,
          più di 100 milioni di aderenti a mutue previdenziali e sanitarie,
       60 milioni di soci e 3 milioni di occupati nel solo settore delle cooperative.
Nel settore bancario, ad esempio, tra le 50 principali banche mondiali figurano 5 banche
cooperative europee. Alcuni dei principali centri acquisti e distribuzione hanno uno statuto
cooperativo. Inoltre, un ruolo preponderante è occupato dalle associazioni di gestione in
settori quali il turismo sociale, gli alloggi sociali o ancora la sanità e la tutela sociale,
settori nei quali tali imprese coniugano competitività e ruolo sociale.
Inoltre tale settore abbina tradizione e modernità, in quanto le forme di associazioni
"imprenditoriali" si diffondono in settori tanto diversi quali l'artigianato o l'industria del
software, in cui la flessibilità e l'innovazione, sia organizzativa sia tecnica, costituiscono un
imperativo.
Infine in tale settore coesistono entità di dimensione molto diversa che non sono certo tutte
riducibili a PMI. L'importanza di tali imprese varia tuttavia da una regione all'altra della
Comunità, in funzione del retaggio storico e/o culturale dei relativi paesi. In alcuni paesi
    13
          Comunicazione della Commissione al Consiglio "Le imprese dell'economia sociale e la realizzazione
                  del mercato europeo senza frontiere" SEC(89) 2187 dcf.
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infatti talune attività non possono essere esercitate da un'impresa avente la forma di
cooperativa, di mutua o di associazione. È il caso in particolare delle farmacie in almeno
sei paesi. Gli Stati membri accordano infatti a tali imprese un posto diverso nella loro
azione tesa allo sviluppo economico e sociale.
L'importanza delle cooperative, delle mutue, delle associazioni e delle fondazioni non si
può ridurre solo al loro peso economico.
Essa deriva anche dalla dimensione sociale e culturale di tali imprese che influenza in
profondità la dinamica del cambiamento nella società europea.
Tali imprese sono caratterizzate dall'applicazione di tecniche di strutturazione e di
produzione specifiche basate su principi di democrazia economica.
Le imprese di questo tipo sono impegnate direttamente nello sviluppo locale
dell'occupazione e nella lotta contro la disoccupazione.
Le tecniche di questo tipo di impresa si basano sui principi di solidarietà e di partecipazione
(riflessi dalla norma "una persona, un voto") tra i soci, i produttori, gli utenti o i
consumatori, avendo spesso tali imprese un intento di natura sociale.
La specificità di tali organizzazioni risiede essenzialmente nella promozione dei seguenti
principi:
         preminenza della persona sul capitale,
         promozione della persona (mediante la formazione e la cultura),
         libera associazione,
         gestione democratica,
         valori di autonomia e di cittadinanza.
A livello comunitario, a tali imprese si aprono due strade che non si escludono a vicenda:
      da una parte, accrescere la loro presenza su scala europea, nei rispettivi principali
      campi di attività, in particolare mediante concentrazioni, diversificazioni o
      specializzazioni delle attività e delle produzioni,
      dall'altra, cercare tra i partner consorziati nuovi campi di attività e nuovi sbocchi,
      successivamente alla realizzazione del Mercato unico e dell'Unione economica e
      monetaria.
Pertanto, pur operando in forme giuridiche specifiche, le cooperative, le mutue, le
fondazioni e le associazioni sono inserite in modo crescente nel tessuto economico, anche
assicurando una certa complementarità con le imprese a statuto tradizionale. In taluni paesi,
l'evoluzione delle riforme delle legislazioni di tali settori, consentendo un adeguamento
sempre più accentuato ai meccanismi di mercato, conferma tale tendenza.
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B.      FATTORI DI EVOLUZIONE CONCERNENTI LE COOPERATIVE, LE
        MUTUE, LE ASSOCIAZIONI E LE FONDAZIONI
Le profonde trasformazioni della società europea non possono essere ridotte alla sola
dimensione tecnico-economica (quantunque questa costituisca un elemento imprescindibile),
bensì comportano un processo di sviluppo dell'innovazione in tutti i settori dell'attività
umana.
Le cooperative, le mutue e le associazioni-fondazioni possiedono una particolare
propensione per abbinare l'aspetto sociale allo sviluppo tecnologico e per elaborare strategie
di risposta alle domande sociali di nuova cittadinanza e di democrazia economica (ad
esempio, l'inserimento nell'attività economica di categorie svantaggiate). Le strutture di
servizio che hanno il compito di operare a favore dello sviluppo locale, come le agenzie di
sviluppo, i "vivai" di imprese o le "community businnes" sono per lo più organizzate come
associazioni o cooperative. Numerose imprese di tale settore costituiscono già o stanno per
divenire veicoli fondamentali delle politiche comunitarie. È il caso ad esempio delle mutue
che possono apportare - e ne manifestano la volontà - un importante contributo alle
politiche comunitarie della mobilità delle persone e della protezione sociale (pensioni e
regimi complementari di sicurezza sociale). Le banche cooperative sono divenute i
principali intermediari regionali dei Fondi comunitari (FSE, FESR, FEAOG).
Sia che si tratti di fenomeni connessi all'urbanizzazione, al declino economico di talune
regioni e alla perdita di posti di lavoro, alla precarizzazione di strati importanti della
popolazione, o ancora alla gestione delle risorse umane nelle imprese, tali entità sviluppano
soluzioni che consentono il rinnovamento che esse diffondono attraverso le loro reti, spesso
con l'appoggio dei poteri pubblici.
A motivo del loro carattere di PMI, fondate sui principi di solidarietà e di partecipazione,
le imprese cooperative, mutualistiche e associative, soprattutto quelle di piccola e media
dimensione, sono caratterizzate da uno stretto legame con il territorio nel quale operano.
I posti di lavoro creati da tali imprese di persone sono pertanto fortemente ancorati al
territorio in cui l'impresa è insediata e sono esenti da rischi quali il trasferimento in altre
aree o la chiusura selettiva di unità di produzione.
Inoltre tali entità economiche svolgono anche un'azione di iniziazione e di formazione alla
cultura d'impresa che permette che i posti di lavoro diventino permanenti.
Le cooperative, le mutue e le associazioni-fondazioni partecipano già attivamente
all'attuazione delle diverse politiche comunitarie. Le potenzialità offerte dalle associazioni
sono però ben lungi dall'essere state pienamente utilizzate. Allo scopo di rendere più
efficace l'intervento della Commissione a favore di tali imprese, sarebbe opportuno
valorizzare la loro azione, la quale fornisce un impulso alla coesione economica e sociale,
in particolare nelle regioni di cui agli obiettivi 1, 2 e 5b.
Nell'attuazione di tali politiche la Comunità dovrebbe tener conto in maggior misura e in
modo migliore - facendo leva su di esse - delle specificità di strutturazione interna, dei
legami con la società civile e delle reti di impresa di tali entità.
Tali imprese, come tutte le altre, si trovano confrontate alla necessità di integrare o di
raggiungere la dimensione europea per sopravvivere e svilupparsi, e ciò tramite fusioni,
conquiste di quote di mercato o investimenti in nuove tecnologie, operazioni transnazionali
che generano tutte un fabbisogno di finanziamento con fondi propri o fondi quasi propri.
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Tuttavia, tali imprese soffrono ancora di un ostracismo latente - pur rappresentando il 20%
del risparmio europeo - da parte del mondo finanziario classico, non foss'altro perché
l'obiettivo delle loro attività non è esclusivamente quello di massimizzare il profitto bensì di
tener conto anche dell'interesse generale, della necessità di creare posti di lavoro e della
solidarietà.
Tale situazione le spinge regolarmente a cambiare forma giuridica allo scopo di ottenere
mezzi di finanziamento, in particolare a lungo termine e in capitale o quasi capitale di
rischio, allorché esse intendono impegnarsi in programmi di investimento complessi o
rischiosi sul piano del loro sviluppo.
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II.      PROGRAMMA DI LAVORO A FAVORE DELLE COOPERATIVE,
         DELLE MUTUE, DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE FONDAZIONI
L'obiettivo primario dalla Commissione nell'adottare iniziative per tale settore è sempre
stato quello di consentire alle cooperative, alle mutue, alle associazioni e alle fondazioni di
beneficiare dei vantaggi del Mercato unico e dell'Unione economica e monetaria su un
piede di parità con gli altri operatori economici, senza discriminazioni o privilegi.
Il settore delle cooperative, delle mutue, delle associazioni e delle fondazioni non è molto
omogeneo e strutturato. Essendo vicino ai bisogni della gente, è poco conosciuto, in
particolare in taluni Stati membri. Tali elementi comportano spesso una considerazione
insufficiente dei loro bisogni in sede di elaborazione o di attuazione di disposizioni
legislative e di programmi comunitari.
Inoltre, le imprese di tale settore - si tratta sovente di PMI - sono insediate generalmente a
livello regionale, se non addirittura locale, ciò che tenderebbe a limitare le loro possibilità
di collaborazioni transnazionali. La Comunità può svolgere un ruolo di intermediario e di
cassa di risonanza per contribuire al trasferimento da uno Stato all'altro delle esperienze e
delle iniziative coronate da successo realizzate da tali operatori nel settore economico e/o
sociale.
Infine, le diverse reti di cooperative, mutue, associazioni e fondazioni potrebbero essere
meglio mobilitate per l'attuazione dell'azione comunitaria. Infatti la propensione del settore
a creare reti garantisce che la Commissione intraprenda su scala europea soltanto ciò che
non può esserlo in misura più efficace a livello nazionale, regionale o locale.
Verranno messe in atto tutte le sinergie possibili con il programma pluriennale 1993-1996
di azioni comunitarie a favore delle PMI14. I provvedimenti previsti da tale programma si
concentreranno sulle PMI cooperative, mutualistiche, associative e dovranno permettere a
questi operatori di avere un più facile accesso alle risorse comunitarie. Tali provvedimenti
dovranno inoltre facilitare l'inserimento delle reti associative nazionali nello spazio
europeo.
Questo programma d'azione, senza voler prendere in considerazione le azioni indirette,
derivanti dall'applicazione di talune politiche comunitarie, ha pertanto come obiettivo:
I.     La promozione, il coordinamento e il rafforzamento degli interventi a favore delle
       cooperative, mutue, associazioni e fondazioni, grazie:
            A. al rafforzamento dell'approccio orizzontale mirante in particolare
                                   all'attuazione di studi sullo sviluppo del settore nella
                 Comunità
                                   alla creazione di un contesto favorevole alla valutazione
                dell'impatto delle politiche comunitarie
                                   alla strutturazione della consultazione.
             B. Al sostegno ad azioni specifiche, volte in particolare
                                   a favorire le possibilità di collaborazioni transnazionali per la
                 ricerca di nuove attività da parte di partner consorziati
    14   GU n° L 161 del 2 luglio 1993
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                                 migliorare l'informazione
                                diffondere l'innovazione sociale
                                 rafforzare il ruolo delle cooperative, mutue, associazioni e
                 fondazioni come vettori delle politiche comunitarie.
II    il rafforzamento delle azioni a favore delle cooperative, mutue, associazioni e
      fondazioni all'interno di altre politiche, grazie:
             - allo sviluppo della statistica comunitaria e all'elaborazione dei dati a seguito
             delle indagini realizzate in tale settore
             -   al sostegno dello sforzo di formazione
             -   all'incentivazione dello sviluppo della R&S.
A.       PROMOZIONE, COORDINAMENTO E RAFFORZAMENTO DEGLI
         INTERVENTI A FAVORE DELLE COOPERATIVE, MUTUE,
         ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI
         1.      RAFFORZAMENTO DELL 'APPROCCIO ORIZZONTALE
          a)     Attuazione di studi sullo sviluppo del settore nella Comunità
Un programma di studi e di riflessioni in prospettiva futura fornirà gli elementi necessari
all'individuazione delle grandi tendenze nello sviluppo delle cooperative, delle mutue, delle
associazioni e delle fondazioni, in maniera generale e nelle diverse attività in particolare.
Tali grandi tendenze derivano dalle dinamiche inerenti all'economia di mercato nella quale
le cooperative, le mutue e le associazioni-fondazioni sono inserite, dalle dinamiche dello
sviluppo tecnologico e dalle dinamiche connesse all'integrazione europea. Da un lato ciò
richiede una sempre più grande concentrazione di produzione e di capitale, nonché una
sempre maggiore centralizzazione delle funzioni di management che pongono l'accento
sulla professionalità e sul livello della qualificazione, relativizzando l'importanza iniziale
dell'impegno ideologico. L'adeguamento alla nuova situazione mette a dura prova le
imprese del settore. Dall'altro lato, lo sviluppo tecnico, l'evoluzione sociale e il processo di
internazionalizzazione economica offrono nuove opportunità alle cooperative, alle mutue e
alle associazioni-fondazioni, riponendo l'accento sulle piccole unità di produzione,
accrescendo le possibilità di fruttuose collaborazioni e definendo i nuovi bisogni che le
associazioni saranno tenute a soddisfare. Parallelamente, la Commissione ha pubblicato
nell'edizione 1991/1992 del Panorama dell'industria europea un'analisi macroeconomica
del settore cooperativo, associativo e mutualistico. Nella prossima edizione sarà inserita una
parte che affronterà i problemi inerenti alla competitività in tale settore.
Le associazioni sono più di qualsiasi altro organismo vicine alle specifiche esigenze dei
cittadini e quindi in grado di rispondere efficacemente alle molteplici aspettative e
domande. Ciò giustifica un rafforzamento della conoscenza in tal campo.
La diversità del settore associativo, in termini di attività (riguardanti la totalità delle attività
economiche e sociali: sanità, attività sociali, formazione, raggruppamento professionale,
insegnamento, sport, tempo libero, turismo, ambiente, habitat, difesa del patrimonio, ecc.),
di dimensioni, di fiscalità, di sistema di controllo o di modo di funzionamento nei 12 Stati
 membri, giustifica una sorta di inventario delle iniziative prese in tale forma.
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Allo scopo di illustrare tale diversità che riguarda tanto l'Europa economica* quanto
l'Europa dei cittadini, ma soprattutto al fine di informare il complesso degli operatori del
settore delle cooperative, delle mutue e delle associazioni nonché le diverse istituzioni
interessate, un progetto di libro bianco è stato lanciato nel 1992 per le associazioni e nel
1993 per le mutue e le cooperative. Scopo di tale progètto è l'individuazione degli effetti
della realizzazione del mercato unico su taluni aspetti essenziali della vita delle associazioni-
fondazioni, delle mutue e delle cooperative.
Tale iniziativa non può essere condotta a buon fine se non con la partecipazione degli
operatori e degli esperti del settore. Pertanto, due questionari sono stati elaborati e inviati
rispettivamente alle associazioni più rappresentative e ai ministeri dei 12 Stati membri,
domandando loro:
         di fornire l'informazione di base,
      di comunicare ai servizi della Commissione le loro preoccupazioni e le loro aspettative
      in vista della realizzazione del mercato interno.
Dopo lo spoglio di tali questionari e la consultazione degli altri servizi interessati, sono
previsti contatti diretti con i ministeri e le associazioni nazionali più rappresentative (tale
lavoro proseguirà fino al 1994). Il libro bianco consentirà una migliore definizione degli
orientamenti futuri a favore delle associazioni e delle fondazioni nel rispetto del principio di
sussidiarietà.
Un lavoro simile è avviato anche per le mutue e le cooperative.
         b)      Creazione di un contesto favorevole e valutazione dell'impatto delle politiche
     comunitarie
 Le disposizioni giuridiche e fiscali, le disponibilità finanziarie e i comportamenti culturali
 costituiscono, in generale, gli elementi determinanti del contesto economico. L'azione
destinata a migliorare tale contesto deve pertanto riferirsi a un ampio ventaglio di politiche,
 pur basandosi tuttavia sui principi comuni della riduzione degli oneri gravanti sulle imprese.
 A questo si può arrivare rafforzando l'apertura dei mercati e, allorché sono necessarie
 disposizioni normative, garantendo che queste possano essere applicate senza aggravare gli
 oneri a carico delle imprese.
 Il programma di lavoro deve prevedere:
                 l'esame dell'impatto delle misure comunitarie, in vigore e in corso di
             elaborazione, sulle cooperative, sulle mutue, sulle associazioni e sulle
             fondazioni; in particolare, si tratta di preparare gli operatori a un impiego
             ottimale dei futuri statuti europei;
                 l'analisi nelle legislazioni nazionali degli ostacoli che si frappongono alle
             collaborazioni a livello comunitario;
                 lo studio delle condizioni che favoriscono le diverse forme di collaborazione
             transnazionale tra le imprese di questo tipo.
         e)      Strutturazione della consultazione
 Le cooperative, le mutue, le associazioni e le fondazioni conoscono i bisogni e le sfide cui
 le imprese di tali settori saranno confrontate nel contesto della realizzazione del mercato
 unico e dell'Unione economica e monetaria. A seguito delle tre conferenze europee di
 Parigi, Roma e Lisbona, il processo di raggruppamento dei movimenti cooperativi,
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mutualistici e associativi si è consolidato e ha permesso un approfondimento e una
riflessione comune su temi specifici.
Inoltre, allo scopo di consentire tale scambio e tale concertazione sulla futura politica
comunitaria e sul programma di lavoro, gli organi rappresentativi a livello europeo sono
invitati, conformemente agli orientamenti adottati nella conferenza di Lisbona, a costituire
una struttura permanente di contatto tra, da una parte, le cooperative, le mutue, le
associazioni e le fondazioni e, dall'altra, le istituzioni comunitarie.
Tale struttura dovrà essere composta da persone particolarmente rappresentative dei tre
settori in modo da poter essere realmente operativa.
2.       SOSTEGNO AD AZIONI SPECIFICHE A FA VORE DELLE COOPERA TIVE,
         DELLE MUTUE, DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE FONDAZIONI NELLA
         COMUNITÀ
         a)      Favorire le collaborazioni transnazionali per la ricerca di nuove attività da
    parte di partner consorziati
L'obiettivo del programma non può limitarsi all'analisi del presente e delle prospettive
future, in particolare economiche, del settore. Da alcuni anni, le mutue, le cooperative, le
fondazioni e le associazioni si sono rese conto della necessità di una cooperazione
transfrontaliera, la quale costituisce uno strumento efficace per consentire alle imprese,
segnatamente le piccole e medie imprese, di adeguarsi ai cambiamenti connessi alla
realizzazione del Mercato unico e dell'Unione economica e monetaria, senza gravi rischi di
lacerazione del tessuto economico e sociale.
Fino all'Atto unico, le relazioni internazionali di numerose organizzazioni del settore si
limitavano alla partecipazione a istanze rappresentative istituzionali; tali relazioni si
traducevano essenzialmente in prese di posizione a difesa di interessi generali comuni e in
atti di solidarietà. Nel periodo dell'Atto unico, che provocò una repentina presa di
coscienza, la maggior parte delle organizzazioni adottò un atteggiamento alquanto difensivo
di tutela dei "diritti acquisiti" e di rivendicazione di trattamenti speciali. Da alcuni anni,
tuttavia, la richiesta di riconoscimento della "specificità" è accompagnata da una duplice
volontà di resistere alla concorrenza sul mercato nazionale e di portare la concorrenza sui
mercati terzi o, più esattamente, di migliorare le posizioni acquisite nel mercato unico.
Esistono esperienze nazionali o regionali di cooperazione tra cooperative che possono essere
trasferite in altri paesi o regioni per rispondere a bisogni simili o per dare adeguata
soluzione ai loro problemi socioeconomici, ad esempio:
      il consorziarsi di cooperative di uno stesso settore o di settori complementari permette
      alle piccole e medie imprese non soltanto di svolgere meglio il loro ruolo nel quadro
      della concorrenza generale delle imprese ma altresì di aggiudicarsi appalti pubblici dai
      quali sarebbero state altrimenti escluse;
      attività consorziate nella fase finale della produzione nel settore dell'agricoltura
      potrebbero far beneficiare le cooperative dei vantaggi del Mercato unico mediante
      l'impiego in periodi diversi di strutture di commercializzazione di prodotti agricoli che
      possono essere complementari;
      sistemi esperti (sistemi basati su conoscenze) sviluppati in comune, a livello
      comunitario, possono consentire alle cooperative di dotarsi di strumenti di gestione
      validi e basati sulla loro esperienza specifica.
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Numerosi ostacoli rallentano ancora lo sviluppo dell'intercooperazione in tale settore. Pur
senza presentare un elenco di fattori esaustivo, si possono citare: la dimensione e
l'insediamento su un territorio molto circoscritto di talune imprese del settore,
l'informazione e la formazione, l'accesso ai capitali, ai grandi mercati e alle tecnologie
avanzate, la difficoltà di definire spazi strategici per creare in comune attività nuove e di
elaborare reali strategie di sviluppo europeo, la compartimentazione "verticale" delle
iniziative di cooperazione (la banca coopera con la banca, la mutua con la mutua, ecc.),
infine l'individuazione di partner di fiducia e la mancanza di un quadro giuridico
completamente soddisfacente.
Il programma di lavoro ha pertanto come obiettivo anche quello di consentire alle
cooperative, alle mutue, alle associazioni e alle fondazioni di beneficiare del Mercato
unico, in particolare sviluppando la cooperazione transnazionale. Verrà accordata una
particolare attenzione alle esperienze di collaborazione ed all'organizzazione di partenariati
tra enti economici di dimensioni diverse. L'accento sarà posto sullo scambio e sulla
diffusione delle prassi migliori. In tal modo, le organizzazioni meglio strutturate sotto il
profilo economico dovrebbero poter far beneficiare l'insieme delle imprese comunitarie dei
loro punti di forza in termini di competitività, mentre quelle per il momento meno
sviluppate dovrebbero acquisire tali vantaggi. Infine, la Commissione prenderà più
particolarmente in considerazione i casi di cooperazione che si inscrivono nel quadro delle
politiche comunitarie.
Potranno essere previste azioni pilota per superare gli ostacoli alla collaborazione
transnazionale quali ad esempio la fornitura di servizi di intermediazione per le piccole
imprese del settore che desiderino partecipare a iniziative di cooperazione transnazionale.
         b)       Migliorare l'informazione
Per permettere alle cooperative, alle mutue, alle associazioni e alle fondazioni di avere il
 medesimo accesso alle informazioni comunitarie delle PMI, la Commissione ha sostenuto la
creazione di una rete di informazioni per tali entità connessa alla rete degli eurosportelli
imprese (EIC-Euro Info Centres), che permetterà loro di:
       cercare partner, realizzare joint-venture, effettuare acquisti o vendite di società o altre
       operazioni riguardanti tali imprese,
       domandare informazioni sulle politiche o sulle legislazioni o procedure degli altri
       paesi, di interesse per le imprese.
         e)       Diffondere l'innovazione sociale
 L'innovazione è un processo di sviluppo globale che non può essere ridotto alla sola
dimensione tecnico-economica. Essa accompagna lo sviluppo tecnologico e permette
 l'elaborazione di strategie per soddisfare i bisogni sociali (inserimento nell'attività
economica di categorie svantaggiate).
 Le cooperative, le mutue e le associazioni possiedono una propensione particolare a questo
 riguardo che l'insieme della Comunità ha tutto l'interesse di riconoscere., * promuovere e
 sfruttare.
 Il programma si dedicherà anche, sulla base di un lavoro preventivo di inventariazione e di
 valutazione, a valorizzare il patrimonio di esperienze e la capacità di iniziativa che tali
 imprese possono fornire. Il programma mira quindi a promuovere lo scambio di modelli, di
 esperienze e di prassi consolidate a livello europeo. Inoltre dovrà definire le condizioni e gli
 strumenti idonei alla riproduzione e alla diffusione di tali innovazioni su una base quanto
 più ampia possibile.
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Nel settore della sanità, ad esempio, sono le mutue o le cooperative che si occupano di
assicurazioni malattia, sono le mutue o le cooperative che vendono o fabbricano prodotti
sanitari (farmacie, ospedali, ecc.), o ancora sono le associazioni che provvedono a servizi
quali la cura o il trasporto di ammalati.
Una carenza di coordinamento e di cooperazione si avverte particolarmente in materia di
assicurazione complementare, settore nel quale tali entità possono svolgere un ruolo
determinante.
Quanto al settore delle associazioni e delle fondazioni, le reti europee esistenti hanno già
permesso, talvolta da diversi decenni a questa parte, di diffondere esperienze nazionali e
persino locali. Tuttavia si dovrà continuare a incoraggiare una conoscenza reciproca
affinché tali strutture possano rafforzarsi e rendere sempre più efficace la loro azione a
favore del cittadino europeo.
         d.      Rafforzare il ruolo delle cooperative, delle mutue, delle associazioni e delle
    fondazioni come vettori delle politiche comunitarie
Le cooperative, le mutue, le associazioni e le fondazioni già partecipano attivamente alla
realizzazione delle varie politiche comunitarie. Per raggruppare tutti questi provvedimenti,
in modo che l'intervento della Commissione a favore di queste imprese sia efficace, è
opportuno valorizzare tali azioni. La Commissione inoltre è particolarmente attenta ai casi
di cooperazione che rientrano nel quadro delle politiche comunitarie le quali possono
rappresentare un metodo particolarmente efficace per la diffusione delle procedure migliori.
Favorire cooperazione e partnership tra imprese, in particolare tra le PMI, costituisce un
mezzo efficace per permettere a queste di adattarsi ai cambiamenti legati alla realizzazione
del Mercato unico e dell'Unione economica e monetaria, senza eccessivi rischi di
lacerazione del tessuto economico e sociale.
In generale, il settore delle cooperative, delle mutue, delle fondazioni e delle associazioni
svolge un ruolo essenziale nel rafforzamento della coesione economica e sociale, in quanto
è sovente il più idoneo a mobilitare le risorse locali, nonché a soddisfare i nuovi bisogni. In
tal modo, le imprese di questo tipo possono fornire l'impulso necessario allo sviluppo
endogeno di regioni e settori, fornendo altresì servizi sociali che meglio soddisfano i
bisogni della popolazione. La normativa comunitaria attuale già permette varie forme di
supporto alle cooperative, alle mutue, alle associazioni e alle fondazioni attraverso i Fondi
strutturali (FESR, FEAOG-orientamento, FSE), nonché tramite taluni programmi integrati
(PEDIP) e programmi di iniziativa comunitaria (RESIDER, RENAVAL).
La ricerca di una maggiore efficacia dell'azione dei Fondi strutturali rende tanto più
necessaria la creazione di una reale partnership con il settore, a livello sia dell'elaborazione
di tali programmi, sia del loro controllo e della loro valutazione. È questa la condizione per
una migliore equivalenza tra i bisogni e le risorse, segnatamente favorendo la mobilitazione
delle contropartite nazionali, soprattutto del settore privato o misto, necessarie alla
realizzazione dei programmi.
La partnership con le cooperative, le mutue e le associazioni è anche una delle condizioni
che permettono alla Comunità di svolgere efficacemente il suo ruolo tra i diversi operatori
interessati. Il programma di lavoro dovrà verificare, in una prima fase, il grado di utilizzo
degli strumenti finanziari comunitari già disponibili a favore delle cooperative, delle
associazioni, delle fondazioni e delle mutue. Successivamente, esso dovrà studiare la
normativa esistente allo scopo di esaminare in quale misura può essere migliorato l'accesso
di tali imprese alle risorse comunitarie.
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L'intervento della Commissione mira ad accrescere l'innovazione nelle cooperative, nelle
mutue e nelle associazioni, da una parte rafforzando i progetti il cui valore nel loro settore è
riconosciuto e dall'altra offrendo a tali progetti una cassa di risonanza a livello comunitario.
Un'iniziativa locale in un borgo del Massiccio Centrale può così divenire un modello per un
progetto rurale in Irlanda. Il ruolo insostituibile della Comunità nella diffusione
dell'informazione acquisita attraverso i progetti che essa sostiene è testimoniato dalle
numerosissime domande di informazione, nonché dalla copiosità di risposte ottenute in
occasione dell'invio di un questionario sulle associazioni dei paesi della Comunità.
Sulla base di tale lavoro di informazione e di supporto, sono le iniziative stesse che
imparano a funzionare in partnership sul piano europeo. Esse sono fortemente agevolate in
tal senso da diversi programmi europei in essere.
Tuttavia, per far fronte alla sottocapitalizzazione che è una caratteristica comune a
numerose imprese del settore, sarà necessario ricreare una partnership tra i poteri pubblici e
comunitari, le istituzioni finanziarie (banche e assicurazioni) e le imprese.
L'unità Economia sociale si propone di individuare i progetti innovativi, di farli conoscere
e di stimolare la cooperazione tra essi.
B.       RAFFORZAMENTO DELLE AZIONI ALL'INTERNO DI ALTRE
         POLITICHE
         1.     Lo sviluppo della statistica comunitaria
      Le conoscenze del settore delle cooperative, delle mutue, delle fondazioni e delle
      associazioni sono molto frammentate e molto eterogenee nei 12 Stati membri.
      E* necessario uno stuido per consocere in modo migliore la situazione del settore per
      disporre di dati statistici armonizzati, aggiornati regolarmente. Tale studio si inserisce
      nella altre azioni del programma statistico attuato dalla Commissione e che mira in
      particolare:
            - una migliore stima delle attività non commerciali e private, che rappresenta
            un miglioramento nella precisione e nell'armonizzazione della misurazione del
            prodotto nazionale lordo degli Stati membri, dato che per taluni di essi tali
            attività riguardano una parte significativa del PNL;
                 lo sviluppo di statistiche dei servizi nei settori che non dispongono ancora di
            adeguati strumenti di raccolta.
La Commissione ha già lanciato dei lavori per migliorare le conoscenze statistiche in tal
campo. EUROSTAT, l'Istituto statistico delle Comunità europee, realizza un primo lavoro
di adeguamento delle statistiche nazionali.
Saranno inoltre continuati studi statistici settoriali che permettono di costruire indicatori
specifici al settore. Tali studi accompagnano il prosieguo di un lavoro metodologico volto a
presentare le cooperative, le mutue e le associazioni come un settore identificato che possa
costituire oggetto di un controllo nel quadro di un conto satellite (armonizzato).
         2.      Sostenere lo sforzo di formazione
Le cooperative, le mutue, le associazioni e le fondazioni si trovano confrontate a un
cambiamento molto profondo, caratterizzato da una concentrazione dei mezzi, da una
crescita ineluttabile del dispositivo tecnico e del volume della gestione e da un'accresciuta
esigenza di professionalità da parte dei responsabili.
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Pertanto, la formazione delle persone diventa prioritaria al fine di mettere le imprese in
condizione di partecipare a consorzi e/o partnership europei onde affrontare la nuova
concorrenza e accrescere l'affidabilità e la qualità dei prodotti industriali e dei servizi, pur
restando fedeli all'obiettivo primario della solidarietà e della responsabilizzazione degli
aderenti.
I Fondi strutturali e i programmi specifici di formazione elaborati dalla Commissione
rispondono in generale ai diversi bisogni in tale settore (ad esempio: COMETT, FORCE,
LINGUA).
II programma di lavoro dovrà tuttavia permettere di:
      verificare che i programmi di formazione esistenti siano utilizzati dalle cooperative,
      dalle associazioni e dalle mutue; in particolare, si tratterà di assicurarsi dell'esistenza
      di consorzi sufficientemente operativi da permettere la partecipazione a tali
      programmi;
      realizzare azioni pilota di formazione basate sulle specificità delle imprese di questo
      tipo nelle quali i membri adempiono la duplice funzione di dirigenti e soci:
                 formazione di dirigenti di cooperative, mutue, associazioni e fondazioni nelle
             professioni di base a tale partnership europea;
                 formazione di responsabili di strutture professionali;
                 scambi di dirigenti e di tecnici di tali imprese.
Tali azioni dovranno essere esemplari e riproducibili in Stati membri diversi. Sarà altresì
incoraggiato il trasferimento dei metodi e degli strumenti così sviluppati nel settore delle
PMI.
         3.      Incentivare lo sviluppo della R&S
A causa del loro carattere di PMI, basate sui principi di solidarietà e di partecipazione, le
cooperative, le mutue, le associazioni e le fondazioni incontrano generalmente maggiori
difficoltà a partecipare ai programmi di ricerca e sviluppo. Gli oneri amministrativi che la
partecipazione e la collaborazione a tali programmi comportano risultano spesso
relativamente elevati per le imprese di questo tipo, tanto più che esse non dispongono
sempre di strumenti di accesso al finanziamento a lungo termine.
Nel programma di lavoro sarà opportuno creare le condizioni per incoraggiare la
partecipazione delle cooperative, delle mutue, delle associazioni e delle fondazioni al
processo di R&S in generale e ai programmi di R&S che beneficiano già di un sostegno
finanziario da parte della Comunità.
In questo contesto è opportuno verificare che le imprese di questo tipo possano accedere ai
sistemi avanzati di gestione, di valutazione e di organizzazione.
Le azioni pilota che saranno selezionate dovranno rispettare tre criteri essenziali:
         possedere un carattere innovativo,
      essere riproducibili nei diversi Stati membri o essere state attuate in almeno 3 Stati
      membri,
         produrre un effetto moltiplicatore per il settore.
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III.    IMPLICAZIONI FINANZIARIE DEL PROGRAMMA DI LAVQRO A
        FAVORE DELLE COOPERATIVE, MUTUE E ASSOCIAZIONI
Tale programma, previsto per una durata di tre anni,, prolunga ed amplia le iniziative
precedenti condotte sia nel quadro delle varie politiche, sia dalla Commissione nell'ambito
della politica d'imprese per la quale la Comunità aveva già manifestato il suo interesse a
contribuire, nel limite delle sue competenze e dei suoi mezzi, lo sviluppo e l'inserimento
delle società cooperative, delle mutue e delle associazioni in un mercato economico
unificato.
Questo programma rientra nella stessa prospettiva, anche se politicamente è più ambizioso,
pur se i mezzi restano estremamente modesti: il bilancio preventivo è di 5,6 MECU su 3
anni.
Il programma è ambizioso, poiché, elaborato su una consocenza sistematica e rigorosa del
settore, ha per oggetto la presentazione di un quadro formalizzato dell'azione della
Comunità a favore di tali entità economiche. Sia il rafforzamento dell'impostazione
orizzontale che l'attuazione dei provvedimenti specifici saranno basati sulla ricerca di
strategie innovatrici, di partnership e di rete, e di dinamiche transnazionali.
In questo quadro la linea di bilancio "Economia sociale", B5-3210, deve essere vista come
volta in primo luogo a consolidare la linea generale PMI B5-3200 che in passato finanziava
ampiamente le iniziative condotte dalle imprese in tale settore. In secondo luogo questa
linea di bilancio deve poter venire ad integrare il finanziamento di azioni, di progetti, di
ricerche e di studi effettuati nel quadro di altre politiche per sostenere un'impostazione che
risponda alla specificità del settore delle cooperative, delle mutue e delle associazioni.
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IV.     AZIONI INDIRETTE RISULTANTI DALL'APPLICAZIONE DI
        TALUNE POLITICHE COMUNITARIE
Oltre alla politica delle imprese, diverse politiche comunitarie riguardano le cooperative, le
mutue, le associazioni e le fondazioni. Si tratta essenzialmente della politica regionale, della
politica dei consumatori, della politica della pesca, della politica agricola e dello sviluppo
del mondo rurale, della politica del commercio, della politica della ricerca, della politica
dell'ambiente, della politica sociale, della politica dello sviluppo, dell'istruzione e della
formazione e, più recentemente, della politica culturale e della sanità.
Infine, una grande parte del settore cooperativo e mutualistico partecipa direttamente alla
realizzazione del mercato unico dei servizi finanziari. È il caso in particolare della banche
cooperative, delle mutue e cooperative di assicurazione.
È difficile tuttavia valutare esattamente la partecipazione delle cooperative, delle mutue,
delle associazioni e delle fondazioni a tali politiche comunitarie. Comunque, sia a livello
nazionale che a livello regionale e locale, numerose associazioni e cooperative, come pure
talune mutue e fondazioni partecipano all'attuazione delle politiche comunitarie destinate a
ridurre gli squilibri tra regioni. Il loro       ruolo in tale contesto è stato messo in luce da due
risoluzioni del Parlamento europeo15 e da un parere d'iniziativa del CES16 in cui si chiedeva
di far partecipare le cooperative, le mutue, le associazioni e le fondazioni all'elaborazione
dei programmi e delle azioni operative comunitarie.
1.       Politica d'Impresa:
In generale, la politica d'impresa condotta dalla Commissione mette a disposizione delle
cooperative, delle mutue, delle associazioni e delle fondazioni - composte per la maggior
parte di piccole e medie imprese (PMI) oppure che sono al servizio di tali PMI - strumenti
di informazione, di cooperazione, di finanziamento e di formazione. La procedura di
valutazione dell'impatto delle misure proposte dalla Commissione consente, attraverso
talune forme di consultazione, di verificarne gli eventuali effetti su tali imprese.
Per quanto riguarda più in particolare i prestiti della BEL segnatamente a favore delle PMI,
mette conto notare che diverse banche cooperative costituiscono degli intermediari
riconosciuti dalla Banca europea per gli investimenti.
Inoltre, allo scopo di far partecipare gli operatori di tale settore alla costruzione europea
dando loro accesso alle informazioni europee a prescindere dalla loro ubicazione in Europa,
la Commissione ha sostenuto la creazione di Eurosportelli specializzati per le imprese
dell'economia sociale.
    2. La politica di sviluppo della cooperazione con i paesi terzi
I settori delle cooperative, delle associazioni e delle mutue rappresentano una parte notevole
dell'economia dei paesi dello spazio economico europeo. Le imprese di tali settori avranno
da svolgere un lavoro determinante nella collaborazione che verrà istituita per l'attuazione
degli accordi con la Comunità europea.
II sistema economico imposto durante oltre 40 anni ai paesi dell'Europa centrale ed
orientale ha soffocato gli stessi principi delle imprese dell'economia sociale - imprese
   15    GU n. C 128 del 16.5.1983, pag. 51 (relazione doc. 1-849/82).
         GUn. C 246 del 14.9.1987.
   16    Parere d'iniziativa del Comitato Economico e Sociale in merito al contributo
                  delle cooperative allo sviluppo regionale, in data 19.9.1989.
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cooperative in particolare - al punto di discreditarle agli occhi dei produttori e dei
consumatori: lo Stato ha prevalso sull'individuo, la libera associazione è scomparsa e la
gestione burocratica ha dominato le imprese.
Le informazioni, la formazione, l'incoraggiamento alla cooperazione e alla partership
contribuiranno al consolidamento della democrazia economica ad Est ed allo sviluppo dello
spazio economico europeo.
La Comunità compie molti sforzi per contribuire allo sviluppo dei paesi meridionali che
hanno accordi di collaborazione con la Comunità.
I principi di solidarietà e di partecipazione che sono alla base delle società cooperative,
delle associazioni e delle mutue contribuiscono naturalmente a creare un contesto
favorevole allo sviluppo economico e sociale.
Per ciò che riguarda i paesi ACP la promozione di cooperative e di altri organismi
associativi è prevista nel quadro della Convenzione di Lomé in particolare a titolo della
cooperazione decentralizzata.
3.       La politica dei consumatori
Molte cooperative, associazioni, mutue e fondazioni sono emanazioni di associazioni di
consumatori. A tale titolo esse partecipano attivamente alcune fin dal 1962 -
all'elaborazione di una politica comunitaria di tutela dei consumatori.
In qualità di organizzazioni rappresentative europee, la EUROCOOP17, la COFACE18, la
CESiS119 e l'UEUC20 sono rappresentate nel CCC , insediato dalla Commissione al fine di
ottenere il parere delle organizzazioni di consumatori sulle iniziative della Commissione che
toccano direttamente o indirettamente gli interessi dei consumatori, nonché in numerosi altri
comitati consultivi, in particolare quelli riguardanti la politica agricola e la politica della
pesca.
4.       Politica Agricola
Il COP A22 e il COGECA23 costituiscono da sempre degli interlocutori importantissimi per la
Commissione nel settore della politica agricola comune; infatti tanto la struttura cooperativa
quanto quella delle associazioni di produttori costituiscono una peculiarità del settore
agricolo degli Stati membri.
L'importanza delle cooperative, delle mutue e delle associazioni è stata determinante nello
sviluppo dell'agricoltura e del mondo rurale della-Comunità europea.
Le cooperative occupano un posto importante con riguardo sia alla trasformazione e/o alla
commercializzazione dei prodotti agricoli sia al finanziamento delle aziende agricole. Lo
sviluppo economico del settore agricolo ha beneficiato del sostegno delle società di mutua
assistenza e delle società di mutua assicurazione o società cooperative di assicurazione
coprenti il capitale.
   17    Comunità europea delle Cooperative di Consumo.
   18    Confederazione delle Organizzazioni familiari presso le Comunità europee.
   19    Confederazione europea dei Sindacati.
   20    Ufficio europeo delle Unioni di Consumatori.
   21    Comitato consultivo dei Consumatori.
   22    Comitato delle Organizzazioni professionali agricole della CEE.
   23
         Comitato generale della Cooperazione agricola della CEE.
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Meno conosciuto è stato in generale il ruolo delle strutture associative sia nel settore della
formazione, della divulgazione e della diffusione del sapere, sia della concentrazione
dell'offerta e la fissazione di norme di produzione.
Alla vigilia della realizzazione del Mercato unico senza frontiere e dell'Unione economica e
monetaria, le imprese agricole dovranno essere capaci di operare una loro trasformazione in
tale spazio economico onde far fronte ai profondi mutamenti di ordine tanto economico
quanto sociologico e beneficiare quindi delle sue ricadute.
A questo riguardo un'attenzione particolare deve essere accordata alle cooperative, alle
mutue e alle associazioni del settore agricolo, in particolare per quanto riguarda:
      la formazione sia degli associati di tali strutture sia dei lavoratori,
         le esigenze di collaborazioni transnazionali,
         i fabbisogni finanziari.
5.       Polìtica della pesca
Le cooperative, le associazioni e le mutue svolgono un ruolo importante nel settore della
pesca.
Tale settore deve affrontare attualmente un grave problema di eccesso di capacità e la
Commissione ha adottato una serie di misure al fine di accelerare il tasso di riduzione della
capacità di pesca della flotta comunitaria. Tali misure richiedono l'applicazione di "misure
di accompagnamento" di natura socioeconomica, quali:
      la riconversione economica allo scopo di creare posti di lavoro alternativi;
         misure sociali (formazione professionale, prepensionamento, ecc.).
È prevista un'azione che contempla in particolare l'esecuzione di studi regionali a carattere
socioeconomico e il lancio di azioni pilota.
6.       Politica Sociale
In. particolare dall'inizio degli anni '80, quando ha constatato che il numero di imprese
cooperative era in aumento mentre le altre imprese cessavano la loro attività, la
Commissione ha riconosciuto esplicitamente il ruolo che le cooperative potevano svolgere
ai fini della salvaguardia e della creazione di posti di lavoro. Nel quadro delle sue
comunicazioni al Consiglio in materia di occupazione e disoccupazione, da allora in poi la
Commissione ha ribadito l'importanza del movimento cooperativo, raccomandando misure
di promozione adeguate. Facendo seguito a una di tali comunicazioni, la risoluzione del
Consiglio del 7 giugno 1984 concernente il contributo delle iniziative locali di creazione di
posti di lavoro alla lotta contro la disoccupazione ha incoraggiato le iniziative politiche a
 favore di tali imprese, comprese le società di tipo cooperativo e di interesse collettivo.
 Attualmente, i programmi di azioni comunitarie per lo sviluppo locale dell'occupazione
 (LEDA) e contro la disoccupazione di lunga durata (ERGO) fanno partecipare alle loro
attività, secondo le loro possibilità, le cooperative, le mutue, le associazioni e le
 fondazioni.
 Le cooperative scolastiche e sociali, le associazioni di formazione e di istruzione
 permanente, nonché il complesso delle imprese dell'economia sociale nei loro programmi di
 formazione dei loro rappresentanti e dei loro lavoratori partecipano attivamente alla politica
comunitaria dell'istruzione e della formazione. Nel contesto del Fondo Sociale Europeo,
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talune organizzazioni gestiscono programmi operativi. Cooperative, mutue, associazioni e
fondazioni partecipano all'attuazione di programmi e iniziative quali Force, Euroform,
Now e Horizon. Taluni programmi, segnatamente quelli per la formazione alla creazione di
imprese per i giovani o per le donne, citano espressamente le cooperative.
7.       Politica Culturale
Il settore culturale è in gran parte gestito da associazioni e fondazioni. In passato, ad
esempio, esse hanno attivamente operato per permettere il riconoscimento dei diritti dei
lavoratori culturali.
In sede di attuazione della politica culturale europea sulla base degli accordi di Maastricht,
le cooperative, le associazioni e le fondazioni svolgeranno un ruolo importante
segnatamente ai fini della salvaguardia del patrimonio culturale di rilevanza europea e ai
fini dello sviluppo degli scambi culturali non commerciali e della creazione artistica e
letteraria, compreso il settore degli audiovisivi.
Inoltre, le cooperative e le associazioni di turismo sociale potranno contribuire
efficacemente agli scambi in tale settore.
8.       Politica della sanità
Ciò sarà altrettanto vero per la politica della sanità. Gli interlocutori di tale nuova politica
saranno in particolare le mutue di previdenza sociale, le cooperative di farmacie sociali,
nonché le associazioni e le fondazioni che operano nel settore della sanità. Partecipando per
tale settore alla consultazione nel quadro del dialogo sociale, tali imprese sono interessate
dal complesso della legislazione europea in materia di sanità, protezione sociale, farmaci,
educazione sanitaria e tutela dei consumatori.
9.       Politica della R&S e politica strutturale
I programmi di R&S sono aperti alla partecipazione di cooperative, mutue e associazioni-
fondazioni. Ciò è indispensabile per il rafforzamento della competitività di tali imprese
nella attuale fase di trasformazione economica della società europea. Inoltre, la politica dei
Fondi strutturali persegue l'obiettivo di mobilitare i partner economici e sociali i quali sono
effettivamente insediati sul territorio e la cui partecipazione garantirà una maggiore
accelerazione dello sviluppo regionale e/o locale.
 10.     Politica dello sviluppo
 Al fine di attuare la politica dello sviluppo, la Commissione opera da sempre in stretta
collaborazione con le organizzazioni non governative (ONG). È soprattutto nel quadro della
 linea di bilancio dei microprogetti che le ONG sono state le interlocutrici per l'attuazione di
azioni nei paesi ACP. A partire dalla nuova convenzione di Lomé, le cooperative e le ONG
 locali sono considerate interlocutori privilegiati per la politica di sviluppo dei loro paesi. Il
 Parlamento europeo, nella risoluzione Trivelli, ha messo in luce il ruolo importante che le
cooperative svolgono in tale settore.
 11.     Politica dell'Ambiente
 Da vari anni gli operatori dell'economia sociale, in particolare le associazioni
ambientalistiche, partecipano a diversi programmi comunitari per la protezione
dell'ambiente in Europa. Costoro sono inoltre favorevoli a promuovere uno sviluppo
 duraturo e ad assicurare la qualità dell'ambiente.
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V.      CONCLUSIONI
Le società cooperative, mutualistiche e associative devono essere messe in condizione, a
uguale titolo delle altre, di beneficiare delle opportunità derivanti dalla realizzazione del
Mercato unico senza frontiere e dell'Unione economica e monetaria.
È necessario, ai fini della salvaguardia della diversità dell'economia europea, permettere
alle società cooperative, mutualistiche e associative, PMI o al servizio delle PMI, di
esistere e svilupparsi in un mercato ampliato e concorrenziale purrispettando- o addirittura
favorendo - i principi di solidarietà dei loro obiettivi o del loro tipo di organizzazione.
È quindi importante che la promozione della collaborazione tra tali società in vista della
difesa e dell'ampliamento delle loro attività si inscriva in un quadro che sia stabile,
trasparente e basato su norme che mettano le società di piccole dimensioni su un piede di
parità con le società di grandi dimensioni e le grandi concentrazioni economiche.
Il presente programma di lavoro si propone pertanto di assistere le società cooperative e
mutualistiche, nonché le associazioni e le fondazioni nella formulazione delle risposte che
esse offrono alla duplice sfida della Comunità: lo sviluppo economico e la realizzazione del
progresso sociale.
Inoltre, la promozione di PMI cooperative, mutualistiche e associative deve essere
accompagnata dall'attuazione di misure specifiche che permettano di accrescere le loro
possibilità di cooperazione transnazionale al fine di ampliare la loro presenza sul mercato o
di rafforzare il loro ruolo per il conseguimento degli obiettivi comunitari in un certo
numero di settori.
Infine, al termine del periodo coperto dal presente programma a favore delle società
cooperative, mutualistiche e associative, la Commissione potrà condurre una valutazione
della politica comunitaria a favore delle società in questione, disponendo così di uno
strumento di riflessione supplementare per la definizione degli orientamenti futuri.
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                                      SCHEDA FINANZIARIA
1.      Denominazione dell 'azione
     Programma di lavoro a favore delle cooperative, delle mutue, delle associazioni e delle
     fondazioni.
2.      Linee di bilancio interessate in passato
     B5-3200 (nel 1991: 0,030 MECU per stanziamenti di impegno e 0,030 MECU per
     stanziamenti di pagamento; nel 1992: 0,100 MECU per stanziamenti di impegno e
     0,450 MECU per stanziamenti di pagamento; nel 1993: 0,200 MECU per stanziamenti
     di impegno e 0,200 MECU per stanziamenti di pagamento) voce: Incentivazione delle
     imprese (piccole e medie imprese)
     B5-3210 (nel 1991: 1,200 MECU per stanziamenti di impegno e 1,200 MECU per
     stanziamenti di pagamento; nel 1992: 0,820 MECU per stanziamenti di impegno e
     0,820 MECU per stanziamenti di pagamento; nel 1993: 0,840 MECU per stanziamenti
     di impegno e 1,140 MECU per stanziamenti di pagamento) voce: Economia sociale.
3.      Base giuridica
            3.1.        Decisione 89/490/CEE del Consiglio, del 28 luglio 1989, concernente
            il miglioramento del contesto dell'attività e la promozione dello sviluppo delle
            imprese nella Comunità, in particolare delle piccole e medie imprese (GU n. L
            239 del 16.8.1989).
            3.2.        Decisione 93/379/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993, relativa a
            un programma pluriennale di lavoro destinato a rafforzare gli indirizzi prioritari
            e ad assicurare la continuità e il consolidamento della politica per le imprese, in
            particolare le piccole e medie imprese (PMI), nella Comunità (GU n. L 161 del
            2.7.1993).
            3.3.        Comunicazione della Commissione al Consiglio del 18 dicembre 1989
            "Le imprese dell'economia sociale e la realizzazione del mercato europeo senza
            frontiere" (SEC(89) 2187 def.).
            3.4.        Dichiarazione n. 23 del Trattato di Maastricht sull'Unione europea
            "Dichiarazione sulla cooperazione con le associazioni di solidarietà sociale".
            3.5.        Dall'Atto unico al dopo Maastricht (COM(92) 2000 def.).
4.      Descrizione dell'azione
     Gli stanziamenti della voce B5-3210 e quelli delle voci B3-10, B6-612 sono destinati a
     coprire le spese relative ai progetti che intendono studiare le incidenze del
     completamento del Mercato interno per le imprese dell'economia sociale e migliorare
     l'accesso di quest'ultime alle azioni comunitarie.
4.1.    Obiettivi specifici dell'azione
     La Commissione, nella sua comunicazione "Le imprese dell'economia sociale e la
     realizzazione del mercato europeo senza frontiere", si era impegnata a presentare un
     programma di lavoro nel rispetto del principio di sussidiarietà e di formulare proposte
     adeguate per la sua attuazione.
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        Il programma di lavoro si propone i seguenti obiettivi:
     1. rafforzamento dell'approccio orizzontale attraverso il miglioramento della
     conoscenza del settore e in particolare del suo apporto al settore economico in generale
     e del suo apporto specifico a talune politiche comunitarie, nonché tramite la presa in
     considerazione di tale settore nelle politiche comunitarie e la valutazione dell'impatto
     di tali politiche sulle cooperative, le mutue, le associazioni e le fondazioni;
     2. attuazione di misure specifiche intese in particolare a:
                                favorire le possibilità di collaborazioni transnazionali e di
                ricerca di nuovi campi di attività e di nuovi mercati tra partner consorziati,
                successivamente alla realizzazione del Mercato interno,
                        migliorare l'informazione,
                        sostenere la formazione,
                        promuovere lo sviluppo della ricerca e il progresso scientifico,
                                rafforzare il ruolo delle cooperative, delle mutue, delle
                associazioni e delle fondazioni quali veicoli delle politiche comunitarie, in
                particolare per quanto attiene alla diffusione dell'innovazione sociale, al
                rafforzamento della coesione economica e sociale e allo sviluppo della
                cooperazione con i paesi terzi.
        4.2. Durata
     Le azioni realizzate nel settore dell'economia sociale si inscrivono nel contesto dei
     programmi quadro pluriennali, il primo dei quali si articola su tre anni (1994-1996).
4.3.    Destinatari dell'azione
     L'azione nel settore dell'economia sociale interessa una parte consistente della
     popolazione comunitaria tenuto conto, ad esempio, che il 60% della produzione
     agricola europea è raccolto, trasformato o venduto tramite una cooperativa, che le
     banche cooperative o mutualistiche raccolgono quasi il 17% del risparmio europeo,
     che 40 milioni di famiglie europee ricorrono a mutue per assicurarsi contro il rischio
     di malattie o per premunirsi contro gli imprevisti della vecchiaia e che il solo settore
     cooperativo comprende 60 milioni di soci e garantisce 3 milioni di posti di lavoro.
5.      Classificazione delle spese o delle entrate
        5.1.    SNO
        5.2.    SD
        5.3.     Tipi di entrate
        Nessun tipo di entrate.
6.      Natura delle spese o delle entrate
        6.1. Sovvenzione al 100%
     Una quota minima (contratti di studio, oneri di riunione, spese di pubblicazione) è
     finanziata al 100%.
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       6.2. Sovvenzione nel quadro di un cofinanziamento con altre fonti del settore
   pubblico e/o privato
    I progetti pilota innovativi (obiettivi soprammenzionati) sarannofinanziatiin media per
    una quota pari al 18%.
       6.3. Abbuoni di interesse
    Talune azioni potranno beneficiare di un abbuono di interesse.
       6.4. Altre
       Nulla
       6.5. Qualora l'azione produca risultati economici positivi, è previsto il rimborso
       parziale o totale del contributofinanziariocomunitario?
    Al momento non è previsto alcunrimborsodel contributofinanziariocomunitario.
       6.6. L'azione proposta provocherà una variazione del livello delle entrate ? In
       caso affermativo, precisare la natura della variazione e delle entrate in questione.
    L'azione non comporta alcuna variazione delle entrate comunitarie.
7.     Incidenza finanziaria
       7.1. Modalità di calcolo del costo totale dell'azione
    Grazie a uno studio condotto per conto della DG XXIII/A/4, sono stati riuniti
    numerosi progetti pilota innovativi. Il costo totale dell'azione è basato sulla presa a
    carico da parte della Commissione di circa il 18% degli oneri complessivi dei vari
    progetti pilota proposti.
 ---pagebreak---                                                 -30
7.2.     Ripartizione per elementi dell 'azione
                                                                                            In MECU
               RIPARTIZIONE                       1994      NATURA DELLA SPESA
 A     Azioni per la promozione, il
       coordinamento e il rafforzamento
       degli interventi a favore delle
       cooperative, mutue, associazioni
       e fondazioni
 A. 1. Rafforzamento          Dell'approccio
       Orizzontale
       Miglioramento della conoscenza del
       settore delle cooperative, delle
       mutue, delle associazioni e delle
       fondazioni e, in particolare, del suo
       apporto all'economia in generale e
       della sua relazione specifica con
       talune politiche comunitarie
       Attuazione di studi sullo sviluppo    0,100     Programma di studi e di
       del settore nella Comunità                      riflessioni in prospettiva futura,
                                                       per conoscere gli elementi
                                                       necessari        all'individuazione
                                                       delle tendenze foriere di
                                                       sviluppi imortanti.
       Creazione di un contesto favorevole   0,210     Esame        dell'impatto        delle
       e valutazione dell'impatto delle                misure comunitarie. Studi sulle
       politiche comunitarie                           legislazioni nazionali e sugli
                                                       ostacoli alla collaborazione a
                                                       livello    comunitario.       Azioni
                                                       pilota per valutare l'impatto
                                                       delle politiche comunitarie
  Strutturazione della consultazione         0,040     Al fine di consentire uno
                                                       scambio ed una concertazione
                                                       sulla futura politica comunitaria
                                                       e sul programma di lavoro, gli
                                                       organi rappresentativi a livello
                                                       europeo       sono      invitati     a
                                                       costituire       una        struttura
                                                       permanente di contatto tra le
                                                       cooperative, le mutue, le
                                                       associazioni e le fondazioni, da
                                                       una parte, e le istituzioni
                                                       comunitarie,                dall'altra
                                                       (riunioni).
 ---pagebreak---                                                   31
A.2 SOSTEGNO              AD         AZIONI
    SPECIFICHE A FAVORE DELLE
    COOPERATIVE, DELLE MUTUE,
    DELLE ASSOCIAZIONI E DELLE
    FONDAZIONI NELLA COMUNITÀ
    Favorire         la       collaborazione  0,100  Azioni pilota finalizzate al
    transnazionale per la ricerca ' di               superamento degli ostacoli alla
    nuove attività da parte di partner               collaborazione transnazionale
    consorziati
    Migliorare l'informazione                 0,155  Rete di informazione collegata
                                                     agli EIC che consenta inoltre la
                                                     ricerca      di      partner,      la
                                                     realizzazione di joint-ventures,
                                                     ecc.
    Diffondere rinnovazione sociale           0,100  Azioni pilota innovative basate
                                                     sulle       specificità        delle
                                                     cooperative, delle mutue, delle
                                                     associazioni e delle fondazioni
    Rafforzare il ruolo delle cooperative,    0,545  Azioni pilota nelle regioni
    delle mutue, delle associazioni e                svantaggiate              mediante
    delle fondazioni quali vettori delle             operatori del settore
    politiche comunitarie
B.  Rafforzamento          delle       azioni
    all'interno di altre politiche
    Sviluppo della statistica comunitaria     0,200  Studi,        rilevazioni         ed
    ed elaborazione dei dati ottenuti                elaborazioni          di       dati,
    grazie alle indagini effettuate in tale          pubblicazioni per conoscere la
    settore (B5-3200)                                situazione      del    settore      e
                                                     disporre     di    dati    statistici
                                                     armonizzati ed aggiornati
    Sostenere lo sforzo di formazione         0,070  Azioni pilota di formazione di
    (B3-10)                                          dirigenti e di responsabili delle
                                                     strutture       professionali       e
                                                     scambio di dirigenti e di tecnici
     Incentivare lo sviluppo della R&S        0,130  Azioni pilota finalizzate a
    (B6-612)                                         incoraggiare la partecipazione
                                                     dei settori al processo di R&S
TOTALE                                        1,650
 ---pagebreak---                                                 -32
  7.3.    Spese operative per studi, riunioni di esperti, ecc., incluse nella parte B
         RIPARTIZIONE                     1994               1995               1996
- Studi                                        0,350              0,300             0,300
- Riunioni di esperti                          0,040              0,050             0,050
- Conferenze e congressi                        p.m.               p.m.              p.m.
- Informazioni e pubblicazioni                 0,030              0,050             0,050
             TOTALE                            0,420              0,400             0,400
  7.4.    Scadenzario indicativo degli stanziamenti di impegno
                                             PROGRAMMAZIONE INDICATIVA (In MECU)
 BILANCIO                                         1994            1995            1996
 PROGRAMMA DI LAVORO                              1,650          1,860           2,090
 8.       Disposizioni per la prevenzione delle frodi contenute nella proposta d'azione
 Per quanto riguarda la verifica prima del pagamento di sovvenzioni oppure di prestazioni o
 di studi chiesti dai servizi della Commissione, tenendo conto degli obblighi contrattuali e
 dei principi di economia e di buona gestione finanziaria, in tutti gli accordi o contratti
 conclusi tra la Commissione e i beneficiari dei pagamenti sono incluse disposizioni per la
 prevenzione delle frodi (controllo, presentazione di relazioni, ecc.).
  9.      Elementi per un 'analisi del rapporto costo/efficacia
 9.1.     Obiettivi
  L'idea principale cui si ispira la scelta delle operazioni pilota da selezionare sia nel corso
 del 1994, sia nell'ambito del programma quadro (1994-1996) concerne l'attuazione di una
  politica coordinata delle reti di cooperative europee, di mutue europee e di associazioni
 europee.
 9.1.1. La creazione di consorzi europei è stata favorita dalla Commissione:
                  per le cooperative agricole europee, è stato istituito un gruppo europeo di
   interesse economico (EUROCORD) al fine di meglio concorrere agli appalti banditi nel
   quadro del piano "Phare" (ad es., l'aggiudicazione di contratti per un
          importo di 3 milioni di ecu per la ristrutturazione di cooperative in Polonia e ciò
   nell'ambito di un programma rinnovabile);
 ---pagebreak---                                               -33-
                        cooperative e associazioni di nove Stati membri e istituti finanziari
del settore del turismo sociale (ad es., per la Francia: VVF 4- Caisse des Dépôts et
Consignations; per la Germania: Deutsche FamilienFerien 4- Genossenschaftsbank; per il
Portogallo: APORTAL + Montepio Geral) si sono consorziati in seno al Gruppo europeo
di interesse economico "Eurovillages";
                        una rete di informazione dell'economia sociale (EuroGuichet) è stata
creata dalle seguenti organizzazioni: Comitato europeo delle cooperative di produzione,
Euro Citizen Action Service, Comitato europeo delle associazioni di interesse generale,
European Foundation Centre, allo scopo di rispondere all'esigenza di far interagire le
imprese dell'economia sociale con il mondo economico comunitario utilizzando la rete degli
Euro Info Centres europei (Rete di reti).
9.1.2.      A seguito di uno studio condotto per il nostro servizio, numerosi progetti pilota
            innovativi sono stati raccolti e selezionati in funzione degli obiettivi precitati
            (vedi sopra).
9.1.3.      A seguito di studi condotti dalla DG XXIII è stato costituito un meccanismo
            finanziario per le società cooperative, le mutue e le associazioni. Tale
            meccanismo si articola intorno ad una società europea d'investimento e a due
            fondi comuni d'investimento.
9.2. Motivazione dell 'azione
9.2.1. Costo
Il costo dei diversi interventi è stato calcolato sulla base degli elementi di cui al precedente
punto 7. L'esiguità delle risorse finanziarie e umane disponibili, da una parte, e la
specificità delle esigenze, dall'altra, non permettono di prevedere una strategia alternativa
di intervento nel settore in questione.
9.2.2. Effetti derivati
Gli effetti diretti e derivati hanno importanza primordiale in quanto le azioni previste
devono consentire agli operatori dell'economia sociale di beneficiare dei vantaggi del
Mercato unico senza frontiere nel rispetto delle norme di concorrenza e senza perdere la
loro specificità di società di persone.
9.2.3. Effetti moltiplicatori
Le azioni hanno e avranno senza alcun dubbio un effetto moltiplicatore sia nel senso di
mobilitare altre fonti di finanziamento provenienti dal settore stesso dell'economia sociale o
da altri settori, sia nella misura in cui esse saranno riproducibili nel tempo e sul territorio.
In particolare, l'esperienza acquisita ha permesso di concludere che la Commissione può
limitarsi, nella maggior parte dei casi, a fornire un contributo finanziario dell'ordine del
 15-25% e che le stesse imprese del settore sono pronte a finanziare la parte restante dei
progetti in questione. L'effetto moltiplicatore si situa pertanto tra il 400% eil 667%.
9.3. Controllo e valutazione dell'azione
 Un controllo e una valutazione delle azioni saranno garantiti, in funzione degli obiettivi
perseguiti, sulla base della seguente tipologia:
                 valutazione comparativa, destinata prima di tutto ad individuare le modifiche
            prodotte dall'attuazione dell'azione su una popolazione o su una situazione,
             nonché a valutare in quale misura gli obiettivi perseguiti dall'azione sono stati
 ---pagebreak---                                               -34-
            effettivamente conseguiti e a verificare se si sono ottenuti effetti differenti da
            quelli sperati;
            - valutazione analitica, intesa ad apprezzare le differenze prodotte dall'azione
            tra una situazione di partenza e la situazione da essa determinata;
            - valutazione dinamica, basandosi sui risultati intermedi dell'analisi, l'azione è
            modificata nel corso del suo sviluppo.
Tali metodi possono essere complementari e dovranno consentire una valutazione
semestrale delle azioni.
Il settore dell'economia sociale si presenta molto diversificato a livello dei suoi componenti
(cooperative, mutue, associazioni e fondazioni) e dei dodici Stati membri.
La situazione richiede una grande attenzione nella fase di preparazione delle azioni previste,
allo scopo di consentire una corretta corrispondenza tra bisogni individuati e mezzi
impiegati.
9.4. Coerenza con la programmazione finanziaria
9.4.1.      L'azione è prevista nella programmazione finanziaria della DG per gli esercizi
            interessati?
L'azione costituisce parte integrante della politica della DG.
9.4.2.      Indicare a quale obiettivo di carattere più generale definito nella
            programmazione finanziaria della DG corrisponde l'obiettivo dell'azione
            proposta.
L'azione proposta corrisponde agli obiettivi perseguiti dalla Direzione Generale
(formazione, informazione, cooperazione, ecc.).
10.     Spese amministrative (parte A del bilancio)
10.1. L'azione proposta richiede un aumento dell'organico della Commissione? In caso
        affermativo, specificare di quante unità.
                 Nell'Unità XXIII/A/4 sarà necessario assumere 2 persone di grado A, 1
            persona di grado B e 2 persone di grado C. Tali assunzioni avverranno
            esclusivamente per via interna a seconda del numero dei posti disponibili.
10.2. Indicare l'importo delle spese di funzionamento e di personale generato dall'azione
        proposta.
                 Nessuna incidenza sul bilancio.
10.3. L'azione proposta implica le seguenti spese per la riunione del Comitato di cui
        all'articolo 4 della decisione (linea A 2510):
                 1 riunione all'anno di 24 esperti governativi               15.000 ECU
 ---pagebreak---                                                              35
    PROGRAMMA DI LAVORO A FAVORE DELLE SOCIETÀ' COOPERATIVE.
                              MUTUE. ASSOCIAZIONI E FONDAZIONI
             Bilancio     Piano     finanziario     0)     (1)    1994   1995        1996        1994-96
                          1994/1996
             n. della
             linea
A.                        Azioni per la promozione, il
                          coordinamento             e          il
                          rafforzamento degli interventi
                          a     favore     delle       società
                          cooperative,                 mutue,
                          associazioni e fondazioni
A.1.                      Il                 rafforzamento
                          dell'impostazione orizzontale
A.1.a)       B5-3210      L'attuazione di studi         sullo     0.100  0,080       0,080       0,260
                          sviluppo del settore          nella
                          Comunità
A.1.b)       B5-3210      La creazione di un contesto             0,210  0,120       0,080       0,410
                          favorevole e la valutazione
                          dell'impatto     delle      politiche
                          comunitarie
A.1.C)       B5-3210      L'organizzazione                della   0,040  0,050        0,050      0,140
                          consultazione
A.2.                      Sostegno ad azioni specifiche a
                          favore delle società cooperative,
                          mutue, associazioni e fondazioni
A.2.a)       B5-3210      Favorire      le     collaborazioni     0,100  0,100        0,100      0.300
                          transnazionali per la ricerca di
                          nuove attività da parte di partner
                          raggruppati
w     I progetti pilota sono finanziati in media al 18%. Gli sludi e le spese di riunione o di pubblicazione sono
       finanziati al 100%.
 ---pagebreak---                                                  -36
A.2.D) B5-3210 Favorire       le      collaborazioni  0,155  0,160  0.160  0,475
               transnazionali per la ricerca di
               nuove attività da parte di partner
               raggruppati
A.2.C) B5-3210 Diffusione           dell'innovazione  0,100  0.100  0.100  0,300
               sociale
A2.d)  B5-3210 Rafforzare il ruolo delle società      0.545  0.790  0,830  2,165
               cooperative, mutue, associazioni
               e fondazioni come vettori delle
                politiche comunitarie
B.              Rafforzamento delle azioni
                all'interno di altre politiche
B.1.   B5-3200  Lo sviluppo della statistica          0.200  0.200  0.150  0.550
                comunitaria e elaborazione dei
                dati a seguito delle indagini
                realizzate in tale settore
 B.2.  B3-10    Sostenere        lo      sforzo    di  0,070 0.100  0.130  0.300
                formazione
 B.3.  B6-612   Incentivare lo sviluppo della R&S      0,130  0.160  0.410  0.700
                TOTALE (MECU)                          1,650  1,860  2,090  5,600
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C.          Acciones              indirectas
            derivadas de la aplicación de
            determinadas            politicas
            comunitarias
C.1. B7-500 Fomento de la           inversion    En los cqmentarios del presupuesto general
            comunitaria en los pafses en         de las Comunidades Europeas a partir del
            vlas de desarrollo de America        ejercicio 1990, ya se especifìca que las
            Latina, Asia y el Mediterràneo       acciones previstas se dirigen especialmente
            en el marco de los acuerdos de       a las pequenas y medianas empresas,
            cooperación     econòmica        y   incluidas las empresas de economia social
            comercial
C.2. B2     Acciones estructurales, otras        Las empresas cooperativas, mutualistas y
            acciones agrarias y régionales       asociativas se han beneficiado en el pasado
            transportes y pesca                  de esta linea. Para el periodo que esta linea,
                                                 abarca el programa, estas empresas podràn
                                                 seguir beneficiàndose de estos créditos,
                                                 pero no es posible, a priori, indicar una
                                                 cantidad, ya que su uso dependerà de la
                                                 calidad de los proyectos incluidos asf corno
                                                 del desarrollo de las acciones
C.3. B3     Formación,             juventud,     idem.
            cultura,audiovisual,
            información y otras      acciones
            sociales
C.4. B4-3   Medio ambiente                       idem.
C.5. B5     Protección         de          los   idem.
            consumidores,            mercado
            interior, industria    y redes
            transeuropeas
C.6. B7     Cooperación con los    pafses en     idem
            vfas de desarrollo
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                                                              COM(93) 650 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                          10 08
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-706-IT-C
                                                             ISBN 92-77-62718-2
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
I>-2985 Lussemburgo