CELEX: 31994D0805
Language: it
Date: 1994-11-23 00:00:00
Title: 94/805/CE: Decisione del Consiglio, del 23 novembre 1994, che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dell'agricoltura e della pesca (compresi l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura, l'acquicoltura e lo sviluppo rurale) (1994-1998)

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31994D0805

94/805/CE: Decisione del Consiglio, del 23 novembre 1994, che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dell'agricoltura e della pesca (compresi l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura, l'acquicoltura e lo sviluppo rurale) (1994-1998)  

Gazzetta ufficiale n. L 334 del 22/12/1994 pag. 0073 - 0086 edizione speciale finlandese: capitolo 13 tomo 29 pag. 0213  edizione speciale svedese/ capitolo 13 tomo 29 pag. 0213 

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 23 novembre 1994 che adotta un programma specifico di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dell'agricoltura e della pesca (compresi l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura,  l'acquacoltura e lo sviluppo rurale) (1994-1998) (94/805/CE)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 I, paragrafo 4,  vista la proposta della Commissione (1),  visto il parere del Parlamento europeo (2),  visto il parere del Comitato economico e sociale (3),  considerando che con la decisione n. 1110/94/CE (4) il Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato il quarto programma quadro di azioni comunitarie di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (in appresso RST) per il periodo 1994-1998,  che definisce, in particolare, le attività da svolgere nel settore dell'agricoltura e della pesca (compresi l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura, l'acquacoltura e lo sviluppo rurale); che la presente decisione è adottata alla luce  dei motivi esposti nel preambolo di tale decisione;  considerando che l'articolo 130 I, paragrafo 3 del trattato prevede che l'attuazione del programma quadro avvenga mediante programmi specifici sviluppati nell'ambito di ciascuna azione del programma quadro; che ogni programma specifico precisa le  modalità di realizzazione del medesimo, ne fissa la durata e prevede i mezzi ritenuti necessari;  considerando che l'importo ritenuto necessario per la realizzazione del presente programma ammonta a 607 milioni di ecu; che gli stanziamenti per ciascun esercizio finanziario devono essere determinati dall'autorità di bilancio fatta salva la  disponibilità di risorse nel quadro delle prospettive finanziarie e delle condizioni previste dall'articolo 1, paragrafo 3 della decisione n. 1110/94/CE;  considerando che, per rispondere alla sfida e raggiungere i suoi obiettivi, nel settore dell'agricoltura e della pesca (compresi l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura, l'acquacoltura e lo sviluppo rurale), un programma di RST deve  sostenere:  - la concorrenza, l'efficacia e lo sviluppo sostenibile per il settore agricolo (agricoltura, orticoltura, silvicoltura e pesca) e per quello agroindustriale (alimentare e no);  - l'evoluzione delle politiche comunitarie (in particolare di quelle dell'agricoltura e della pesca);  - le esigenze della società di disporre di un'ampia gamma di prodotti alimentari sani e nutrienti e di prodotti non alimentari compatibili con l'ambiente;  - lo sviluppo sostenibile, la conservazione e il miglioramento dell'ambiente rurale e di quello costiero;  considerando che il presente programma può dare un contributo significativo al rilancio della crescita, al rafforzamento della competitività e allo sviluppo dell'occupazione all'interno della Comunità, come sottolineato nel Libro bianco «Crescita,  competitività, occupazione»;  considerando che il contenuto del quarto programma quadro di azioni comunitarie di RST è stato definito conformemente al principio di sussidiarietà; che il presente programma specifico precisa il contenuto delle azioni che verranno svolte conformemente  a tale principio nel settore dell'agricoltura e della pesca (compresi l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura, l'acquacoltura e lo sviluppo rurale);  considerando che la decisione n. 1110/94/CE prevede che un'azione comunitaria è giustificata se la ricerca condotta contribuisce tra l'altro a rafforzare la coesione economica e sociale della Comunità e a favorirne uno sviluppo globale equilibrato, pur  nel rispetto del criterio del valore scientifico e tecnico; che con il presente programma si intende contribuire alla realizzazione di tali obiettivi;  considerando che la Comunità dovrebbe sostenere soltanto azioni di RST di livello qualitativo elevato;  considerando che il contributo comunitario alla ricerca nel settore della pesca può essere più efficace e se si fissano disposizioni finanziarie specifiche per la raccolta dei dati, il mantenimento e lo sviluppo di basi di dati appropriate in  cooperazione con le corrispondenti autorità degli Stati membri;  considerando che al presente programma specifico si applicano le norme di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca (compresi il CCR) e delle università, nonché le norme applicabili alla diffusione dei risultati della ricerca precisate nelle  misure previste all'articolo 130 J del trattato;  considerando che nell'attuazione del presente programma occorre prevedere misure volte a favorire la partecipazione delle piccole e medie imprese (PMl), in particolare mediante opportuni interventi di incentivazione tecnologica;  considerando che debbono proseguire gli sforzi della Commissione intesi a semplificare e ad accelerare le procedure di candidatura e di selezione e a renderle più trasparenti per favorire l'attuazione del programma e agevolare le pratiche cui le  imprese, in particolare le PMI, i centri di ricerca e le università devono attenersi onde partecipare ad un'azione di RST comunitaria;  considerando che il presente programma contribuisce a potenziare le sinergie tra le attività di RST svolte nel settore dell'agricoltura e della pesca (compresi l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura, l'acquacoltura e lo sviluppo  rurale) dai centri di ricerca, dalle università e dalle imprese, in particolare le piccole e medie imprese, stabilite negli Stati membri e tra queste e le corrispondenti attività comunitarie di RST;  considerando che la natura delle azioni da avviare nel quadro del programma richiede uno stretto coordinamento con le attività intraprese nell'ambito di altri programmi specifici;  considerando che per l'attuazione del presente programma possono rivelarsi utili anche azioni di cooperazione internazionale con paesi terzi e organizzazioni internazionali;  considerando che il presente programma dovrebbe comprendere anche attività di sostegno e attività di diffusione e di valorizzazione dei risultati di RST, segnatamente verso le PMI, svolte in particolare negli Stati membri e nelle regioni che meno  partecipano al programma, nonché attività atte ad incoraggiare la mobilità e la formazione di ricercatori nell'ambito del programma, nella misura necessaria per una corretta attuazione del medesimo;  considerando che occorre valutare l'impatto economico e sociale e gli eventuali rischi tecnologici connessi con il presente programma;  considerando che è necessario esaminare in modo permanente e sistematico lo stato di realizzazione del presente programma per poterlo eventualmente adeguare all'evoluzione scientifica e tecnologica in questo settore; che al momento opportuno si farà  svolgere una valutazione indipendente delle realizzazioni del programma contenente tutti gli elementi di valutazione necessari per la definizione degli obiettivi del quinto programma quadro di RST; che al termine del presente programma si deve altresì  procedere ad una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti nella presente decisione;  considerando che il CCR può partecipare alle attività indirette contemplate dal presente programma;  considerando che attraverso il proprio programma, il CCR contribuisce in parte alla realizzazione degli obiettivi comunitari di RST nei settori contemplati dal presente programma;  considerando che il Comitato della ricerca scientifica e tecnica (CREST) è stato consultato,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:   Articolo 1  Per il periodo compreso tra la data di adozione della presente decisione e il 31 dicembre 1998 è adottato un programma specifico di ricerca, sviluppo tecnologico e di dimostrazione nel settore dell'agricoltura e della pesca (compresi  l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura, l'acquacoltura e lo sviluppo rurale), come definito all'allegato I.   Articolo 2  1.  L'importo ritenuto necessario per l'esecuzione del programma ammonta a 607 milioni di ecu, comprensivi del 7,3 % al massimo per spese di personale e di funzionamento.  2.  L'allegato II contiene la ripartizione indicativa dell'importo.  3.  L'autorità di bilancio determina gli stanziamenti per ogni esercizio, fatta salva la disponibilità di risorse nel quadro delle prospettive finanziarie e in conformità con le condizioni di cui all'articolo 1, paragrafo 3 della decisione n.  1110/94/CE, tenuto conto dei principi di sana gestione di cui all'articolo 2 del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.   Articolo 3  1.  Le modalità di partecipazione finanziaria della Comunità sono quelle previste all'allegato IV della decisione n. 1110/94/CE.  2.  Le modalità di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università, nonché le modalità di diffusione dei risultati sono precisate nelle disposizioni previste all'articolo 13O J del trattato.  3.  L'allegato III contiene le modalità di realizzazione del presente programma, aggiuntive rispetto a quelle di cui ai paragrafi 1 e 2.   Articolo 4  1.  Per contribuire tra l'altro ad assicurare la realizzazione economicamente valida del presente programma, la Commissione esamina, in modo sistematico e permanente, avvalendosi dell'assistenza di esperti esterni e indipendenti, lo stato di  realizzazione del programma rispetto agli obiettivi definiti all'allegato I, dettagliatamente elaborati nell'ambito del programma di lavoro. Essa valuta in particolare se gli obiettivi, le priorità e gli strumenti finanziari sono ancora adeguati  all'evoluzione della situazione. Ove necessario, in funzione dei risultati della valutazione, essa presenta proposte volte ad adeguare o completare il programma.  2.  Per contribuire alla valutazione delle attività comunitarie prevista dall'articolo 4, paragrafo 2 della decisione n. 1110/94/CE e in conformità dello scadenzario fissato in tale paragrafo, la Commissione incarica esperti esterni e indipendenti di  effettuare una valutazione delle attività svolte nei settori contemplati dal presente programma e della relativa gestione nei 5 anni precedenti la valutazione.  3.  Alla scadenza del presente programma, la Commissione incarica esperti indipendenti di eseguire una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti all'allegato III della decisione n. 1110/94/CE e all'allegato I della  presente decisione. Essa trasmette la relazione di valutazione finale al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale.   Articolo 5  1.  La Commissione definisce e, se del caso, aggiorna il programma di lavoro conformemente agli obiettivi enunciati all'allegato I e alla ripartizione indicativa dell'importo di cui all'allegato II. Il programma di lavoro specifica:  - gli obiettivi scientifici e tecnologici e le attività di ricerca;  - il calendario di attuazione, comprese le date degli inviti a presentare proposte;  - le modalità finanziarie e di gestione proposte, tra cui le modalità specifiche per la realizzazione delle misure di stimolo tecnologico per le PMI e altre misure, comprese quelle di preparazione, accompagnamento e sostegno;  - le modalità relative al coordinamento con le altre attività di RST svolte in questo settore, in particolare nel quadro di altri programmi specifici e, se del caso, volte a garantire una maggiore interazione con le attività svolte in altri ambiti, come  EUREKA e COST;  - le modalità relative alla diffusione, alla tutela e alla valorizzazione dei risultati delle attività di RST svolte nel quadro del programma.  2.  La Commissione elabora gli inviti a presentare proposte di progetti in base al programma di lavoro.   Articolo 6  1.  La Commissione è incaricata dell'esecuzione del programma.  2.  Nei casi di cui all'articolo 7, paragrafo 1, la Commissione è assistita da un comitato, composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.  3.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il  parere è formulato alla maggioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, viene attribuita ai voti dei  rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa alla votazione.  4.  La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.  5.  Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.  6  Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte.   Articolo 7  1.  La procedura di cui all'articolo 6, paragrafi 2-6, si applica nei seguenti casi:  - definizione e aggiornamento del programma di lavoro, come definito all'articolo 5, paragrafo 1;  - contenuto degli inviti a presentare proposte, nonché fissazione di criteri e modalità per la selezione e l'approvazione dei progetti;  - valutazione delle azioni di RST proposte per un finanziamento comunitario nonché dell'importo stimato della partecipazione della Comunità per le singole azioni quando quest'ultimo è pari o superiore a 0,5 milioni di ecu;  - qualsiasi modifica della ripartizione indicativa dell'importo figurante nell'allegato II;  - modalità specifiche per la partecipazione finanziaria della Comunità alle varie azioni previste;  - misure e parametri per la valutazione dei programmi;  - eventuali divergenze dalle modalità di cui all'allegato III;  - partecipazione di soggetti giuridici di paesi terzi e di organizzazioni internazionali ai progetti.  2.  Qualora, ai sensi del paragrafo 1, terzo trattino, l'ammontare della partecipazione della Comunità sia inferiore a 0,5 milioni di ecu, la Commissione informa il comitato in merito al progetto e all'esito della sua valutazione.  3.  La Commissione informa regolarmente il comitato circa l'evoluzione dell'attuazione complessiva del programma.   Articolo 9  Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, addì 23 novembre 1994.  Per il Consiglio Il Presidente J. BORCHERT  (1) GU n. C 228 del 17. 8. 1994, pag. 131 e GU n. C 262 del 20. 9. 1994, pag. 18.(2) GU n. C 205 del 25. 7. 1994.(3) Parere reso il 14 e 15 settembre 1994 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale).(4) GU n. L 126 del 18. 5. 1994, pag.  1.    ALLEGATO I   OBIETTIVI E CONTENUTO SCIENTIFICI E TECNICI  Il presente programma specifico rispecchia fedelmente gli orientamenti del quarto programma quadro, sia nell'applicazione dei criteri di selezione che nella definizione degli obiettivi scientifici e  tecnologici.  Il punto 4.C dell'allegato III, prima attività del quarto programma quadro summenzionato, è parte integrante del presente programma.  Introduzione I settori economici interessati da questo programma si possono suddividere in quattro gruppi: il settore primario (agricoltura; orticoltura; silvicoltura; pesca; acquacoltura), il settore che fornisce i fattori di produzione (sementi e avannotti;  macchinari; tecnologie per la pesca; sostanze chimiche; fertilizzanti; alimenti per animali; biocidi e medicinali); le industrie di trasformazione (prodotti alimentari; zucchero e amido; proteine, fibre e altri derivati biologici; legname e carta;  prodotti farmaceutici; biomassa per l'energia; ecc.) e le altre attività rurali (comprese quelle montane e costiere) che dipendono dalle attività dei settori primario, di produzione e di trasformazione. Questi settori, di portata molto ampia, contano  grandi aziende e numerose PMI che mettono a punto e forniscono prodotti per determinati rami di mercato nonché prodotti di massa che possono beneficiare del programma, così come le cooperative, i 10 milioni di agricoltori e di pescatori, nonché i 380  milioni di consumatori della Comunità (1).  Le grandi politiche della Comunità per l'agricoltura, lo sviluppo rurale, la pesca, l'ambiente e il mercato interno riguardano direttamente attività che spaziano dalla produzione primaria alle industrie di trasformazione, all'utilizzazione finale del  prodotto.  La sfida maggiore si pone nel tendere ad una migliore corrispondenza tra produzione ed utilizzazione delle materie prime biologiche in Europa. È necessario creare nuovi mercati e nuovi prodotti con un maggiore valore aggiunto, partendo dalle materie  prime dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca, soprattutto migliorandone la qualità iniziale, per soddisfare la domanda e le esigenze degli utilizzatori finali.  Saranno necessari modelli di sviluppo rurale per contribuire ad integrare, a livello di impresa, la produzione alimentare e non alimentare con la fornitura e utilizzazione di servizi (che vanno, per esempio, dalla conservazione del territorio, alla  distribuzione di acqua, all'agriturismo).  La ricerca in questo campo garantirà una solida base scientifica a favore di un settore della produzione primaria e agroindustriale competitivo, efficace e sostenibile, nonché a sostegno dello sviluppo, della valutazione e dell'attuazione delle  politiche comunitarie (incluse quelle relative a agricoltura, sviluppo rurale, pesca, ambiente e mercato interno) e che risponda alle esigenze della società che chiede una buona qualità della vita, inclusa una vasta gamma di alimenti sani e nutrienti,  la cui qualità è determinata tra l'altro dalle proprietà organolettiche, nonché prodotti non alimentari e metodi di produzione nuovi che rispettino l'ambiente.  Obiettivi generali del programma Gli obiettivi del presente programma consistono nell'accrescere la competitività, l'efficacia e lo sviluppo sostenibile dei settori dell'agricoltura e della pesca, nonché dei settori industriali ad essi connessi, e nel promuovere lo sviluppo rurale. La  ricerca dovrebbe contribuire a superare gli ostacoli che impediscono un ricorso più generalizzato alle materie prime dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca, al fine di offrire prodotti alimentari e non alimentari nuovi e migliori. Essa dovrà  inoltre stimolare la creazione di nuovi prodotti, sbocchi e processi in campo agricolo, forestale, agro-industriale e della pesca. La ricerca dovrà quindi fornire una risposta alle questioni di carattere socioeconomico delle collettività rurali e  costiere, ed interessarsi a tutte le ripercussioni dei prodotti alimentari e non alimentari sulla sicurezza, la qualità, la salute e l'ambiente, aspetti per i quali l'opinione pubblica manifesta chiaramente le sue aspettative.  La ricerca prenormativa sarà intrapresa e sostenuta per fornire una solida base scientifica alla fissazione di principi e norme sulla produzione, la trasformazione e l'utilizzazione delle risorse biologiche.  Le attività di dimostrazione avranno lo scopo di provare, in una fase consecutiva alla sperimentazione e allo sviluppo tecnologico su scala ridotta, la fattibilità tecnica di sistemi e metodi di produzione, di nuovi prodotti e nuove tecnologie, nonché,  a seconda dei casi, i loro vantaggi economici. Tali progetti saranno preconcorrenziali: essi dovranno pertanto concentrarsi in particolare sull'applicazione di nuove tecnologie e stimolare al tempo stesso la partecipazione dei produttori e degli  utilizzatori. Se necessario, si potranno creare piattaforme o gruppi allargati di utenti onde ottimizzare il trasferimento di tecnologia e la comprensione da parte del maggior pubblico possibile. Per ridurre i costi dei progetti, le attività di  dimostrazione saranno effettuate sulla scala minima necessaria per ottenere informazioni pratiche affidabili sulle prestazioni dei nuovi sistemi e metodi di produzione e delle nuove tecnologie specifiche. Queste operazioni di dimostrazione potranno  essere realizzate in tutti i settori contemplati dal presente programma specifico. Per individuare le migliori opportunità di dimostrazione, sarà adottata una strategia di tipo «dal basso in alto».  Per garantire un efficace trasferimento delle nuove conoscenze tecnologiche a vantaggio degli utenti potenziali, si incentiverà l'associazione in progetti interdisciplinari dei produttori e degli utilizzatori di tecnologie, nonché dei produttori e dei  consumatori di materie prime agricole.  Per incentivare ed agevolare la partecipazione delle PMI, tenendo conto delle esigenze di quelle situate nelle regioni meno sviluppate, sono previste misure di stimolo tecnologico che si fondano sull'esperienza acquisita con le azioni CRAFT e con i  premi di fattibilità.  Si potrebbe ricorrere a una strategia integrata in materia di biomassa e bioenergia valida per tutta la catena bioenergetica, compresa la produzione e i processi di trasformazione combinati delle materie prime agricole e forestali, la conversione e  l'utilizzo di tali materie a fini energetici. Considerati i problemi inerenti alla redditività delle scelte bioenergetiche nell'attuale congiuntura economica, è importante che le questioni in materia di efficienza energetica e di orientamenti del  mercato siano prese in considerazione in stretta cooperazione con il programma NNE.  Per intensificare il dialogo e la comprensione tra le principali posizioni bioetiche nazionali e sociopolitiche, pur nel riconoscimento delle differenze culturali esistenti fra gli Stati membri, si esamineranno i fattori che influiscono sulla risposta  del pubblico agli aspetti etici, giuridici e sociali dei settori contemplati dal presente programma.  Il programma sull'agricoltura e la pesca è connesso per numerosi aspetti con gli altri programmi relativi alle scienze della vita, nonché con quelli in materia di ambiente, di scienze marine, di energia non nucleare, di tecnologie industriali e dei  materiali, oltre che con attività previste dall'azione 4. Sarà fondamentale garantire una buona struttura di coordinamento, incluso lo sviluppo di progetti che trattino gli aspetti comuni a più programmi.   OBIETTIVI PER I QUALI È NECESSARIA UNA CONCENTRAZIONE DEI MEZZI    Settore 1: Catene integrate di produzione e di trasformazione  Il settore agroindustriale (incluse le unità di trasformazione regionali su scala ridotta) e il settore forestale e del legname offrono la possibilità di estendere le attuali opportunità o  di creare nuovi e importanti mercati che utilizzino materie prime biologiche europee. Dal momento che i bioprodotti non alimentari saranno spesso in concorrenza con altri prodotti già sul mercato, è necessario sviluppare catene integrate di produzione e  di trasformazione efficienti e economiche nonché sfruttare le opportunità economicamente valide per soddisfare i requisiti di qualità imposti dal mercato e per ottimizzare il rispetto dell'ambiente.  A tal fine, tutte le competenze e le tecnologie, in particolare le biotecnologie, necessarie alle singole tappe delle catene di produzione, saranno riunite nell'ambito di progetti integrati in materia di prodotti alimentari e non alimentari, che  riguardano le catene produttive per le quali l'Europa presenta un vantaggio concorrenziale. Particolare attenzione meriterà la partecipazione di produttori e utilizzatori di materie prime biologiche a progetti comuni, in stretta cooperazione con i  ricercatori. Si esamineranno le catene di produzione e di trasformazione di legname e di biomassa, ove l'efficacia globale ha maggiori probabilità di dare origine a ripercussioni significative, per esempio, sull'economia rurale.  Per sviluppare nuovi prodotti biologici intermedi e finiti ad elevato valore aggiunto si renderanno necessari sforzi di notevole entità. Si perseguiranno effetti sinergici combinando varie produzioni alimentari e non alimentari, per esempio ottimizzando  la conversione di sottoprodotti in energia e in prodotti non alimentari.  Si prevede di creare grandi progetti e reti concernenti ogni aspetto delle catene di produzione. Tali reti coordinate di progetti riguarderanno la produzione primaria e la trasformazione in prodotti finali, alimentari e non. L'integrazione dei progetti  nelle reti dovrebbe consentire di raggiungere la massa critica necessaria per avere un impatto significativo, a breve o medio termine, sullo sviluppo e la realizzazione di nuove tecnologie e nuovi prodotti in ciascuna catena, ivi compresa  l'ottimizzazione dell'uso dei rifiuti e dei sottoprodotti.  Le maggiori possibilità per un progresso tempestivo risiedono nell'uso industriale dei prodotti agricoli nei seguenti cinque settori: colture cerealicole, oleaginose, leguminose; catena produttiva della silvicoltura e del legname; biomassa per l'energia  e impieghi non alimentari. La stessa impostazione può successivamente essere impiegata in altre catene produttive quali la produzione animale e di pesce nonché in altre colture come quella di fibre, di foraggio, l'orticoltura e le colture specialistiche  a fini farmaceutici.  Nel definire i progetti si porrà l'accento su una strategia integrata in materia di biomassa e di bioenergia nonché di uso industriale della biomassa per prodotti non alimentari per garantire coerenza e pertinenza alle attività comunitarie di RST  concernenti l'intera catena bioenergetica nei suoi aspetti tecnici e non (compresi, ad esempio, l'equilibrio energetico, l'analisi dell'impatto sull'ambiente, il rapporto costo/efficacia del fattore trasporto, gli aspetti di politica macroeconomica,  ecc.): produzione e trasformazione combinata di materie prime agricole e forestali, conversione e utilizzazione di queste materie a fini energetici e industriali. La ricerca nel settore della biomassa e delle catene di trasformazione del legno e delle  fibre dovrebbe potenziare la base scientifica relativa alla diversificazione e al riorientamento della produzione di prodotti di qualità nonché allo sviluppo di prodotti rispettosi dell'ambiente, determinati dal mercato e rinnovabili.  Tale impostazione strategica sarà elaborata congiuntamente dal presente programma e dai programmi relativi all'energia. Mentre il primo si concentrerà sulla produzione di materie prime, sulla logistica e la trasformazione, l'azione del programma  sull'energia si concentrerà sulle attività di conversione e di utilizzazione della biomassa allo stato solido.   Settore 2: Aumento di scala e metodi di trasformazione  Il trasferimento dal laboratorio alla scala industriale è caratterizzato da gravi problemi e punti di strozzatura, quali l'omogeneità e la qualità degli approvvigionamenti di materie prime, e dalla  comprensione delle caratteristiche fisiche e chimiche di base dei materiali biologici, quali la dinamica dei fluidi, la trasmissione del calore, la flocculazione, il recupero dei prodotti, le attrezzature, ecc. Sviluppando, tra l'altro, i risultati  fondamentali del programma ECLAIR e del programma sulla biotecnologia, saranno elaborati metodi migliori per progettare e sperimentare nuovi procedimenti agroindustriali nonché per l'applicazione della biotecnologia, tenendo contemporaneamente conto  della convenienza economica degli investimenti nelle nuove tecnologie, incluse le tecnologie su scala ridotta sia a livello di azienda agricola che ad altri livelli.  Ai progetti pluridisciplinari parteciperanno tecnici e ricercatori per risolvere i problemi specifici causati direttamente dall'aumento di scala dal laboratorio al livello industriale. Sono necessari studi di base e strategici per comprendere le  caratteristiche fisiche e chimiche di base dei materiali biologici. In particolare, saranno congiuntamente sviluppate l'elaborazione e il miglioramento di tecnologie (ad esempio, strumenti di precisione, robotica, modelli strutturati e metodi di  simulazione) utilizzate nell'aumento di scala, nella progettazione e nella sperimentazione di processi agroindustriali. Si prenderanno in considerazione nuove tecnologie della trasformazione e il trasferimento di tecnologia da altri settori industriali.   Le attività a monte della chimica «verde» dei bioprodotti e le biotecnologie applicate che utilizzano biosintesi enzimatiche e fermentative, e le attività a valle di frazionamento, separazione e sviluppo di prodotti sono esempi tipici di processi che  comportano difficoltà di carattere tecnologico nell'aumento di scala fino alle dimensioni operative dell'industria, e dove si rivelerà maggiormente l'efficacia delle sinergie tra l'ingegneria chimica nella progettazione, nella strumentazione e nelle  attrezzature e la ricerca nel settore delle scienze della vita. Saranno avviate ricerche sul miglioramento dei prodotti e dei sottoprodotti derivanti da processi di fermentazione e da altri processi industriali, incluso il trattamento dei rifiuti  agricoli e agroindustriali, ma non dei rifiuti urbani, per ottenere, ad esempio, sottoprodotti o fertilizzanti agricoli.  Uno degli effetti positivi della ricerca in questo settore può anche essere la diminuzione dei costi e delle ripercussioni ambientali dei processi industriali. Tali attività saranno complementari a quelle di base dell'ingegneria della biotrasformazione,  contemplate dal programma «Biotecnologia», ed in sinergia con esse e con le attività più applicate del programma relativo alle tecnologie industriali.   Settore 3: Scienze generiche e tecnologie avanzate per alimenti nutritivi  In termini di produzione, l'industria alimentare e delle bevande, compreso il settore della trasformazione del pesce, si colloca al secondo posto in Europa. La ricerca dovrebbe  migliorare la competitività dell'industria, ma al tempo stesso fornire ai consumatori una qualità maggiore e più sicura, ivi compresa la qualità organolettica, nonché un'alimentazione più nutriente che favorisca la salute. Un ulteriore aspetto della  ricerca è lo sviluppo di una tecnologia della produzione alimentare compatibile con l'ambiente e a basso tenore di rifiuti; di interazioni tra imballaggio/magazzinaggio/trasporto/distribuzione degli alimenti e di altri aspetti della produzione  alimentare.  Le tecnologie generiche, inclusa la biotecnologia, saranno applicate al settore alimentare per produrre colture commerciali a più alto rendimento e con migliori qualità nutrizionali e organolettiche, sempre in complementarità con la ricerca di base del  programma «Biotecnologia».  Altre ricerche si concentreranno su fenomeni scientifici generali relativi alla conversione delle materie prime biologiche in prodotti alimentari e al loro metabolismo. ln particolare si porrà l'accento su un approccio multidisciplinare, molecolare,  biochimico, microbiologico e della fisiologia cellulare, che favorirà nuove tecnologie avanzate per migliorare la qualità, la sicurezza e l'igiene dei prodotti alimentari, comprese la freschezza e l'alterazione dei prodotti del mare e di altri alimenti.   Le attività della Comunità si concentreranno sui metodi di determinazione e di controllo della qualità e della sicurezza; sull'identificazione dell'origine; sulle caratteristiche di igiene; sulla scienza alimentare e nutrizionale di base (strutture,  interazioni); sulla funzionalità, il metabolismo e la sicurezza in vivo e in vitro degli alimenti; sulle nuove tecnologie di trasformazione (inclusi i miglioramenti delle tecnologie tradizionali per aumentare la qualità dei prodotti); sulle attrezzature  e i prodotti (in particolare biotrasformazione/biotecnologia e eliminazione delle sostanze indesiderate); sulle interazioni tra tali attività e il comportamento dei consumatori, inclusi gli atteggiamenti nei confronti delle nuove tecnologie alimentari e  gli ostacoli alla scelta di un'alimentazione sana, nella prospettiva di aiutare il consumatore a migliorare la propria comprensione della scelta operata per quanto riguarda la dieta, la salute e i cibi nuovi. Questo lavoro comprenderà ugualmente la  ricerca sul miglioramento dei prodotti della pesca e su una migliore utilizzazione delle specie e dei sottoprodotti scarsamente valorizzati.  L'attuale stile di vita crea sempre più malattie e disturbi di tipo nutrizionale. Nell'ambito di una ricerca multidisciplinare che unisce produzione, trasformazione e aspetti sanitari, si analizzeranno l'interazione tra regimi alimentari e stato di  salute, in particolare l'assorbimento degli alimenti e il loro metabolismo, il ruolo della flora intestinale e l'immunologia, nonché l'adeguamento dei prodotti alimentari ad esigenze e funzioni nutrizionali specifiche.   Settore 4: Agricoltura, silvicoltura e sviluppo rurale  In questo settore, la ricerca si propone di affiancare l'elaborazione e la valutazione delle politiche comunitarie e di individuare i problemi e le loro soluzioni nelle zone rurali. Vanno elaborati  nuovi sistemi di produzione, economicamente redditizi, che siano al contempo compatibili con la tutela ambientale e in grado di garantire un sufficiente livello di occupazione. Un miglioramento della situazione economica del settore agricolo sarà  perseguito puntando su prodotti di qualità, sulla diversificazione delle produzioni alimentari (quali le specialità regionali) e non alimentari e delle attività agricole, nonché sulla riduzione dei costi che presuppongono l'introduzione di nuove  tecnologie e di fattori di produzione più efficienti e meglio utilizzati.  A seguito della conferenza delle Nazioni Unite del 1992 a Rio de Janeiro sull'ambiente e lo sviluppo, la Comunità si è seriamente impegnata a favore della conservazione, della caratterizzazione e dell'utilizzazione delle risorse genetiche  dell'agricoltura, nonché della protezione e sviluppo sostenibile delle foreste. Nelle conferenze ministeriali sulla protezione delle foreste in Europa (Strasburgo 1990 e Helsinki 1993) è stato sottoscritto l'impegno di contribuire attivamente ad una  serie di attività coordinate a livello europeo per una maggiore salvaguardia e per una gestione ecologicamente razionale del patrimonio forestale. Per conseguire questi obiettivi è necessaria la ricerca.  La ricerca deve migliorare la base scientifica che porterà allo sviluppo e all'attuazione della politica di sviluppo rurale.  Ottimizzazione dei metodi, dei sistemi, delle filiere di produzione primaria: nel nuovo contesto nato dalla riforma della Politica agricola comune (PAC), si dovrà creare la base scientifica necessaria per individuare e sviluppare strumenti, tecniche,  sistemi a filiere di produzione che permetteranno di orientarsi progressivamente verso un'agricoltura meno intensiva, ma comunque competitiva, compatibile con la protezione dell'ambiente e delle risorse naturali, economicamente redditizia e che  garantisca un sufficiente livello di occupazione. Si dovranno trovare e valutare nuove utilizzazioni positive per le terre messe a riposo, nell'interesse degli agricoltori e della Comunità.  La ricerca servirà quale requisito preliminare indispensabile per i necessari cambiamenti nel settore dell'agricoltura, per l'individuazione, l'isolamento e lo sfruttamento della variabilità genetica delle colture (incluse le varietà non più in uso) e  dei loro corrispondenti allo stato selvatico, nonché della diversità di animali.  La ricerca verrà avviata in settori inerenti alla conservazione del patrimonio genetico e della biodiversità delle sementi di specie indigene che si sono dimostrate capaci di adattarsi a condizioni climatiche sfavorevoli, come la siccità, o resistenti a  parassiti specifici. Contemporaneamente si faranno sforzi per sviluppare varietà più resistenti a tali condizioni sfavorevoli, a sostegno delle colture estensive per l'aridocoltura.  In quest'ottica, i temi di ricerca prioritari sono la valutazione dell'impatto delle pratiche agricole sull'ambiente, la riduzione e l'ottimizzazione dell'impiego dei fattori di produzione, la gestione sostenibile delle risorse idriche e del suolo,  l'utilizzo delle terre messe a riposo, l'adeguamento delle filiere di produzione alle esigenze del mercato in evoluzione, dell'economia e dell'ambiente.  Si studieranno modelli di gestione delle risorse idriche per preservare le colture quando le precipitazioni sono scarse o irregolari, onde prevenire l'abbassamento della falda freatica causato da un'irrigazione eccessiva con acque sotterranee, nonché  per modificare le procedure che impediscono la salinizzazione dell'acqua e degli strati superficiali. Nello stesso ambito, si dedicherà particolare attenzione alla gestione delle risorse del suolo e specificamente al potenziamento dei metodi per  combattere l'erosione.  Il ricorso alla biotecnologia, associata a metodi tradizionali, deve portare alla creazione di nuovi genotipi nell'ambito della produzione animale, di nuove varietà vegetali e ibridi, ivi compresi gli alberi forestali, più resistenti e/o a più alto  rendimento (soprattutto negli impieghi non alimentari) e con materie prime di miglior qualità per la trasformazione e la destinazione finali.  Queste attività saranno complementari a quelle di base previste dal programma «Biotecnologia», nonché a quelle che consentono applicazioni commerciali nel settore delle scienze generiche trattato in precedenza. Si dovrà fare in modo di aumentare il  valore dei prodotti e dei sottoprodotti agricoli, di mettere a punto nuovi metodi di protezione biologica delle colture, di creare nuovi genotipi o varietà che consentano di limitare l'uso dei fattori di produzione, riducendo in tal modo i costi di  produzione, e di giungere ad un uso più corretto delle risorse naturali onde minimizzare l'impatto sull'ambiente. Questo aspetto è particolarmente importante per la competitività dei prodotti agricoli e per un loro eventuale impiego non alimentare.  Inoltre, a sostegno della gestione della PAC, saranno condotte ricerche sui metodi di controllo dell'applicazione della regolamentazione, sul miglioramento degli strumenti per seguire e gestire i mercati, nonché delle analisi multidisciplinari degli  effetti ex-ante e ex-post degli strumenti della PAC; sull'elaborazione di modelli economici di previsione per vari settori o altri strumenti di analisi quantitativa, sui sistemi di informazione e di assistenza alla decisione a favore degli agricoltori e  di quanti sono chiamati a decidere in materia agricola.  Politica della qualità: per quanto riguarda i prodotti di qualità, inclusi i prodotti tradizionali, e a sostegno dei nuovi dispositivi regolamentari comunitari (denominazione di origine, indicazioni geografiche e attestazioni di specificità, agricoltura  biologica), la ricerca dovrà individuare e specificare i criteri, i prodotti e le filiere di qualità, nonché definire e diffondere le condizioni che garantiscono ai produttori un livello di reddito accettabile. La ricerca comunitaria è necessaria per la  conservazione, l'igiene e il magazzinaggio nelle aziende agricole di prodotti alimentari e di alimenti per animali freschi e trasformati.  I lavori riguarderanno soprattutto il miglioramento dei metodi di controllo della qualità dei prodotti primari, l'aumento del valore aggiunto e la sua ripartizione equa tra gli operatori dell'intera filiera; il concetto essenziale di «qualità totale»;  l'analisi del comportamento dei consumatori; le basi scientifiche per la promozione dei prodotti primari dell'agricoltura.  La diversificazione delle produzioni, delle attività agricole nonché dell'utilizzo del territorio agricolo presuppongono un'azione di ricerca volta ad individuare e analizzare le possibilità più redditizie dal punto di vista economico (nel settore  alimentare e non alimentare), nonché a sviluppare attività complementari per gli agricoltori (ad esempio: agriturismo, attività artigianali presso aziende agricole, agrosilvicoltura, ecc.). Nel selezionare le priorità, sarà accordata pari attenzione ai  fattori tecnici ed economici, privilegiando l'impostazione multidisciplinare. Particolare attenzione sarà data alla redditività e alla compatibilità di queste nuove produzioni primarie e attività con la tutela ambientale.  Attività fitosanitarie e zoosanitarie, benessere animale: la ricerca dovrà fornire il supporto tecnico e scientifico all'elaborazione e all'applicazione delle norme e delle regolamentazioni comunitarie, specialmente nel contesto del grande mercato  interno e delle responsabilità della Commissione nei settori fitosanitario e zoosanitario, nonché del controllo delle malattie e dei parassiti.  Più in particolare, si insisterà sulle basi scientifiche relative all'igiene, agli accertamenti preventivi, alla diagnostica e alla valutazione dei rischi, all'epidemiologia delle malattie e ai metodi preventivi e curativi, all'esame delle questioni  relative al benessere degli animali, all'ottimizzazione dei fattori concernenti l'alimentazione animale, nonché alla ricerca, quale base di convalida dell'impiego di prodotti fitosanitari e zoosanitari, per migliorare la sicurezza degli utilizzatori e  dei consumatori di tali prodotti. Occorre includere anche la ricerca nel settore del comportamento degli animali d'allevamento (etologia) nonché quella volta allo sviluppo di sistemi di allevamento compatibili con le esigenze di benessere degli animali.   Il ricorso alla biotecnologia deve anche apportare un contributo agli accertamenti preventivi (diagnostica), alla prevenzione (per esempio vaccinazioni) e all'eradicazione (per esempio medicinali) delle patologie animali e vegetali.  Gestione multifunzionale delle foreste: la ricerca deve contribuire al conseguimento globale degli obiettivi per la protezione e lo sviluppo a lungo termine delle foreste adottati a Rio de Janeiro nel 1992, a Strasburgo nel 1990 e a Helsinki nel 1993.  ln tale ottica, ma tenendo conto anche dell'attuazione delle misure relative all'agricoltura e alle foreste, convenute nell'ambito della riforma della PAC, le priorità previste per la ricerca in tale area saranno il miglioramento delle conoscenze per  l'attuazione dei principi di gestione sostenibile del patrimonio forestale, la vitalità degli ecosistemi silvicoli, lo sviluppo e il miglioramento dei sistemi di agrosilvicoltura, l'integrazione della plurifunzionalità delle foreste (inclusa la  produzione, la conservazione, il fattore ricreazione/svago e protezione del clima). Continua a sussistere la necessità di un utilizzo delle foreste che sia economico, rispettoso dell'ambiente e sostenibile (ivi compreso il ruolo che esse svolgono  nell'attenuazione del cambiamento climatico) e di studi su come sfruttare al massimo diverse cause di degrado delle foreste nei vari ecosistemi silvicoli.  Sviluppo rurale: la ricerca deve fornire il supporto scientifico all'attuazione della politica comunitaria relativa a questo settore che, nel periodo 1994-1999, subirà sensibili evoluzioni. I temi da privilegiare saranno: strumenti metodologici per la  valutazione, il controllo e il monitoraggio dei programmi e delle misure di sviluppo rurale, analisi delle politiche volte al miglioramento delle strutture agricole e dello sviluppo rurale, tipologia delle zone rurali, identificazione di indicatori  socioeconomici chiave, analisi dei principali problemi, dei limiti e delle potenzialità, introduzione di nuove tecnologie e diversificazione delle attività nelle aree rurali meno favorite (in particolare in quelle oggetto degli obiettivi 1 e 5b),  identificazione e mobilitazione di partner e organizzazioni che potranno essere parte attiva nelle azioni di sviluppo rurale, modelli di sviluppo economico fondati su una strategia integrata e sulla valorizzazione delle risorse locali.  In generale, si dedicherà particolare attenzione alla fattibilità economica e alla compatibilità con la tutela ambientale.   Settore 5: Pesca e acquacoltura  L'obiettivo generale è fornire una solida base scientifica per lo sfruttamento equilibrato e sostenibile delle risorse alieutiche nella Comunità e proseguire nello sviluppo controllato dell'acquacoltura. Questo obiettivo  è raggiungibile mediante una migliore conoscenza e comprensione dell'ecosistema marino, comprese le interazioni fra l'ambiente, le attività della pesca e della acquacoltura. Gli aspetti socioeconomici devono essere parte integrante del programma,  unitamente allo sviluppo di metodi appropriati per la valutazione delle politiche in materia.  Si cercherà di migliorare la situazione economica dei settori dell'acquacoltura e della pesca attraverso un miglioramento della qualità dei prodotti, la diversificazione degli stessi (alimentari e non) e delle attività e una riduzione dei rifiuti, sia  al momento della cattura che durante la trasformazione.  Le attività di questo settore saranno incentrate su cinque temi:  Impatto dei fattori ambientali sulle risorse acquatiche: il fine è quello di arrivare ad una maggiore comprensione dell'impatto dei fattori ambientali (oceani, clima, produzione di base, ecc.) sui parametri biologici chiave (incremento, distribuzione,  mortalità naturale, ecc.). Qualora si rivelasse opportuno, tali attività saranno collegate a quelle del programma «Scienze e tecnologie marine».  Impatto ambientale delle attività della pesca e dell'acquacoltura: la ricerca porterà a una più profonda conoscenza delle conseguenze che le attività della pesca e dell'acquacoltura hanno sull'ecosistema, allo scopo di limitarne l'impatto sull'ambiente  marino, in particolare riducendo la mortalità degli avannotti e delle specie che non costituiscono l'obiettivo della cattura. La ricerca riguarderà le relazioni tra le attività di pesca e i principali predatori, la selettività degli attrezzi da pesca,  il degrado dei fondali e gli effluenti della piscicoltura e sarà svolta nel contesto di altre alterazioni dell'ambiente provocate sia da fattori naturali (per esempio idrografici) che antropici diversi dalle attività della pesca (ad esempio,  l'inquinamento, l'eutrofizzazione, l'estrazione di ghiaia).  Biologia delle specie per l'ottimizzazione dell'acquacoltura: le attività di quest'area contribuiranno ad una migliore conoscenza della biologia delle specie acquatiche, al fine di rendere redditizio il settore. Particolare attenzione sarà dedicata  all'adattabilità genetica delle specie acquatiche e ai problemi della patologia. Ove pertinente, sarà adottato un approccio multidisciplinare che comprende anche l'applicazione della biotecnologia. Sarà inoltre incentivata la ricerca di nuove specie ai  fini della diversificazione.  Aspetti socioeconomici del settore della pesca: l'obiettivo è di generare una più profonda conoscenza e comprensione del funzionamento e della gestione di tutti i settori di attività della pesca, comprese le attività connesse. Gli studi  multidisciplinari rivestiranno un'importanza particolare, ivi compresa la valutazione delle conseguenze socioeconomiche delle opzioni di gestione alternative.  Miglioramento delle metodologie: l'obiettivo è il miglioramento delle metodologie esistenti per la valutazione delle popolazioni ittiche (ad esempio, nuovi metodi per la raccolta e l'analisi dei dati) e lo sviluppo di nuovi strumenti e tecniche per la  ricerca nel settore della pesca e dell'acquacoltura.   Settore 6: Altre attivà, realizzate principalmente attraverso la concertazione  Il programma si concentrerà sui cinque settori sopraelencati ricorrendo, secondo i casi, ad azioni a compartecipazione finanziaria e ad azioni concertate. Tuttavia, nei  settori nei quali gli Stati membri hanno già avviato programmi intensivi, il programma si baserà su tali attività mediante azioni concertate e, se opportuno, mediante azioni a compartecipazione finanziaria, al fine di migliorare il coordinamento e la  cooperazione a livello europeo (concertazione). Tale concertazione sarà garantita da reti tematiche operanti su scala europea, che riuniranno la maggior parte dei principali operatori del settore. Le aree in cui sarà adeguato agire in tal senso sono:  - produzione primaria in agricoltura, silvicoltura, pesca e acquacoltura, con particolare attenzione alla competitività, alla disponibilità nel tempo, alla sicurezza e alla qualità degli approvvigionamenti, nonché alle interazioni di tali attività con  l'ambiente;  - conservazione, sviluppo e gestione del territorio naturale, seminaturale e creato dall'uomo;  - sviluppo rurale (incluse le zone di montagna) e costiero: le attività di RST intraprese a livello degli Stati membri, che potrebbero favorire lo sviluppo rurale e costiero, sono alquanto disparate. La concertazione a livello europeo contribuirà a  definire strategie innovative per risolvere i problemi di queste regioni, grazie alla costituzione di un foro europeo nel settore della ricerca per lo scambio di esperienze, di competenze e di metodi. Si considereranno con particolare attenzione le  possibilità offerte dalle nuove attività economiche nelle zone rurali e costiere, la formazione, nonché la valutazione dell'impatto socioeconomico ed ambientale di tali attività;  - produzione e trasformazione alimentare: saranno create reti atte a favorire una migliore integrazione delle ricerche in corso su scala nazionale, in particolare associando quelle relative alla produzione alimentare, alla qualità (compresa la qualità  organolettica), alle strategie riguardanti la sicurezza, gli aspetti sanitari e quelli socioeconomici per informare il consumatore e estendere questa esperienza al settore della trasformazione alimentare.  Tutte queste esperienze dovrebbero generare sinergie a vantaggio dei produttori primari, degli industriali, dei consumatori e degli altri operatori dello sviluppo rurale e dovrebbero aiutare a definire nuove priorità di ricerca per il settore.  In conclusione, le azioni di questo programma tendono ad estendere l'applicazione delle tecnologie di base sviluppate in biotecnologia e in biomedicina, così come, secondo i casi, quelle relative all'ambiente, alle risorse energetiche e alla ricerca  socioeconomica mirata.   (1) Nel resto del testo, con «agricoltura» si intendono tutte le attività svolte in un'azienda agricola, comprese l'agricoltura propriamente detta, la produzione animale, l'orticoltura e l'agrosilvicoltura; «silvicoltura» è anche impiegato in  senso ampio comprendendo tutte le attività di produzione e di utilizzazione di alberi, inclusa l'agrosilvicoltura; nel termine «pesca» rientrano tutti gli organismi acquatici e l'acquacoltura; con «rurale» si intendono anche le collettività o attività  montane o costiere.    ALLEGATO II   RIPARTIZIONE INDICATIVA DELL'IMPORTO RITENUTO NECESSARIO   "" ID="1">1. Catene integrate di produzione e di trasformazione> ID="2">91"> ID="1">2. Aumento di scala e metodi di trasformazione> ID="2">42"> ID="1">3. Scienze generiche e tecnologie avanzate per alimenti nutritivi> ID="2">97"> ID="1">4.  Agricoltura, silvicoltura e sviluppo rurale> ID="2">225"> ID="1">5. Pesca e acquacoltura> ID="2">103"> ID="1">6. Altre attività, realizzate principalmente attraverso la concertazione> ID="2">49 (1)"> ID="1">Totale> ID="2">607 (1) (1)""La  ripartizione di cui sopra non esclude che un progetto possa riferirsi a diversi settori.  > (1) Di cui: il 3 % per la ricerca agroindustriale, il 3 % per l'agricoltura e il 2 % per la pesca.(1) Di cui:  - al massimo il 3,3 % sarà destinato alle spese di personale e il 4 % ai costi amministrativi;  - approssimativamente: il 6 % degli stanziamenti sarà destinato ad attività orizzontali di dimostrazione; l'1 % degli stanziamenti sarà destinato ad attività orizzontali legate ad aspetti etici, sociali e giuridici; 5 % degli stanziamenti sarà destinato  alle attività di formazione;  - fino al 10 % per misure specifiche relative alle PMI;  - 5,5 milioni di ecu saranno destinati alle attività di diffusione e valorizzazione dei risultati.(1) Un importo di 77 milioni di ecu, differenza tra l'importo ritenuto necessario per l'attuazione del programma e quello previsto dal quarto programma  quadro di RST per il settore dell'agricoltura e della pesca (compresi l'agroindustria, le tecnologie alimentari, la silvicoltura, l'acquacoltura e lo sviluppo rurale), è iscritto nel «programma specifico di RST realizzato in parte attraverso azioni  dirette (CCR) e in parte atttraverso attività di sostegno S/T alle politiche comunitarie (1995-1998) che si inseriscono nell'ambito della strategia competitiva».    ALLEGATO III   MODALITÀ DI REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA  Il programma è realizzato mediante azioni indirette, cioè la partecipazione finanziaria della Comunità ad attività di RST eseguite da terzi o da istituti del CCR in associazione con terzi.  1. Azioni a compartecipazione finanziaria comprendenti le seguenti modalità:  a) RST (inclusi i progetti di dimostrazione) svolti dalle imprese, dai centri di ricerca e dalle università, compresa, se del caso, la ricerca di base di pertinenza industriale; possono essere stimolati i consorzi di progetti integrati riuniti intorno  ad un obiettivo comune.  Le attività di dimostrazione, definite nell'allegato III del programma quadro, sono volte a superare gli ostacoli che impediscono il ricorso alle nuove tecnologie e a costruire un ponte tra i produttori di tecnologie e gli utilizzatori delle stesse.  Possono anche essere previsti studi di fattibilità e premi per coloro che si impegneranno in tal senso.  Di norma il finanziamento comunitario non supererà il 50 % del costo del progetto, con una partecipazione progressivamente ridotta quanto più il progetto sarà vicino al mercato. Le università e altri istituti che non tengono una contabilità di bilancio  analitica verranno rimborsati al 100 % per i costi aggiuntivi.  b) Reti tematiche che associno produttori primari, fabbricanti, utilizzatori finali, università e centri di ricerca intorno ad una tecnologia generica, allo scopo di agevolare l'integrazione e il trasferimento di conoscenze e la mobilità dei ricercatori  nonché di assicurare che si tenga maggiormente conto delle esigenze del mercato.  Di norma il finanziamento comunitario non supererà una media di 20 000 ecu annui per partner, e coprirà fino al 100 % dei costi aggiuntivi per il coordinamento dell'azione. I membri di una rete possono inoltre candidarsi per progetti di ricerca secondo  le consuete procedure.  c) Stimolo tecnologico mirante a incentivare e facilitare la partecipazione di PMI nelle RST i) mediante una sovvenzione alla fase esplorativa di un'attività di RST, compresa la ricerca di partner, per un periodo massimo di 12 mesi. La sovvenzione sarà concessa previa selezione di una bozza di proposta che potrà essere presentata normalmente da  almeno due PMI non affiliate di Stati membri diversi. Essa ammonterà al massimo al 75 % del costo della fase esplorativa e non potrà superare 45 000 ecu o 22 500 ecu nel caso eccezionale di un'unica PMI richiedente, e ii) mediante un sostegno a progetti di ricerca cooperativa, in cui PMI che si trovano ad affrontare problemi tecnici analoghi senza avere proprie strutture di ricerca adeguate incaricano altre persone giuridiche di eseguire RST per loro conto. Il  finanziamento comunitario per i progetti di ricerca cooperativa comprendenti di norma almeno quattro PMI non affiliate di almeno due Stati membri diversi coprirà di norma il 50 % del costo della ricerca.  A seguito di un invito iniziale, in ambedue i casi le proposte possono essere presentate in qualsiasi momento del periodo di realizzazione del programma.  2. Misure di preparazione, di accompagnamento e di sostegno come:  - studi di supporto al presente programma e di preparazione di eventuali azioni future;  - sostegno agli scambi di informazioni, conferenze, seminari, workshop o altre riunioni scientifiche e tecniche, comprese le riunioni intersettoriali e multidisciplinari di coordinamento;  - ricorso a consulenze esterne, compreso l'accesso a basi di dati scientifici;  - pubblicazioni e attività scientifiche per la diffusione, la promozione e la valorizzazione dei risultati, in coordinamento con le azioni svolte nel quadro della terza azione; i fattori in grado di favorire l'utilizzo dei risultati verranno presi in  considerazione sin dall'avvio dei progetti di RST e nel successivo periodo di svolgimento, in cui i partner costituiranno reti privilegiate per la diffusione e la valorizzazione dei risultati;  - analisi delle possibili conseguenze socioeconomiche, nonché degli eventuali rischi tecnologici connessi con il programma, in collegamento con il programma «Ricerca socioeconomica finalizzata»;  - attività di formazione nell'ambito della ricerca contemplata dal presente programma, allo scopo di promuovere le qualifiche per l'occupazione e di facilitare il trasferimento di tecnologie verso l'industria;  - valutazione indipendente della gestione e dell'esecuzione del programma e della realizzazione delle attività;  - misure di sostegno al funzionamento di reti di sensibilizzazione e di assistenza decentrata a favore delle PMI, in coordinamento con l'azione Euromanagement-audit di RST.  Il finanziamento comunitario può coprire fino al 100 % del costo di queste misure.  3. Azioni concertate, costituite dal coordinamento dei progetti di RST già finanziati da enti pubblici o organismi privati. Gli Stati membri coadiuveranno la Commissione nell'individuare i laboratori o gli istituti competenti, per evitare che in questo  processo di concertazione vengano tralasciate attività di rilievo.  Nell'ambito del programma l'azione concertata può essere utilizzata anche per valutare la fattibilità e definire il contenuto delle proposte di azioni di ricerca a compartecipazione finanziaria.  Il finanziamento comunitario coprirà fino al 100 % dei costi della concertazione.