CELEX: 32012H0724(26)
Language: it
Date: 2012-07-10 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 10 luglio 2012 , sul programma nazionale di riforma 2012 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dei Paesi Bassi 2012 2015

24.7.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 219/88
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   del 10 luglio 2012
   sul programma nazionale di riforma 2012 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dei Paesi Bassi 2012 2015
   2012/C 219/26
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del Comitato per l’occupazione,
   sentito il Comitato economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
            
         
               (2)
            
            
               Il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (2), che insieme formano gli «orientamenti integrati». Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e occupazionale.
            
         
               (3)
            
            
               Il 12 luglio 2011 il Consiglio ha adottato una raccomandazione (3) sul programma nazionale di riforma 2011 dei Paesi Bassi e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato dei Paesi Bassi 2011-2014.
            
         
               (4)
            
            
               Il 23 novembre 2011 la Commissione ha adottato la seconda analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del secondo semestre europeo di coordinamento integrato ed ex ante delle politiche, che è parte integrante della strategia Europa 2020. Il 14 febbraio 2012 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (4), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui non annoverava i Paesi Bassi tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di un esame approfondito.
            
         
               (5)
            
            
               Il 1o dicembre 2011 il Consiglio ha adottato conclusioni che invitavano il Comitato per la protezione sociale, di concerto con il Comitato per l’occupazione e altri comitati, a presentare le sue opinioni sulle azioni raccomandate nell’ambito del ciclo politico di Europa 2020. Tali opinioni sono incluse nel parere del Comitato per l’occupazione.
            
         
               (6)
            
            
               Il Parlamento europeo è stato debitamente coinvolto nel semestre europeo ai sensi del regolamento (CE) n. 1466/97 e il 15 febbraio 2012 ha adottato una risoluzione sull’occupazione e gli aspetti sociali nell’analisi annuale della crescita 2012 e una risoluzione sul contributo all’analisi annuale della crescita per il 2012.
            
         
               (7)
            
            
               Il 2 marzo 2012 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni volte a promuovere la crescita, sottolineando la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, di ripristinare normali condizioni per l’erogazione di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la pubblica amministrazione.
            
         
               (8)
            
            
               Il 2 marzo 2012 il Consiglio europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che partecipano al Patto Euro plus a presentare i loro impegni in tempo utile perché possano essere inseriti nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei rispettivi programmi nazionali di riforma.
            
         
               (9)
            
            
               Il 27 aprile 2012 i Paesi Bassi hanno presentato il loro programma di stabilità, relativo al periodo 2012-2015, e il loro programma nazionale di riforma 2012. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
         
               (10)
            
            
               Sulla base della valutazione del programma di stabilità a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio del programma di stabilità sia ottimistico. Per il 2013 il programma di stabilità prevede una crescita economica dell’1¼% senza tener conto dell’impatto negativo delle misure di risanamento supplementari sulla crescita, mentre la Commissione, sulla base del medesimo scenario a politiche invariate, prevede un tasso di crescita inferiore, pari allo 0,7 %. L’obiettivo dichiarato del programma di stabilità è quello di rispondere alle raccomandazioni del Consiglio sulla correzione del disavanzo eccessivo e di cercare di migliorare ulteriormente la posizione di bilancio verso l’obiettivo di bilancio a medio termine (OMT) con uno sforzo strutturale di almeno 0,5 % all’anno. Il programma di stabilità mira ad un disavanzo nominale delle amministrazioni pubbliche del 3 % del PIL nel 2013 e conferma il precedente OMT di un disavanzo strutturale dello 0,5 % del PIL, che riflette adeguatamente i requisiti del patto di stabilità e crescita. Lo sforzo di bilancio medio annuo pari allo 0,75 % del PIL nel periodo 2010-2013, sulla base del saldo di bilancio strutturale (ricalcolato) (5), è in linea con l’impegno strutturale pari a ¾% del PIL raccomandato dal Consiglio. Poiché il programma di stabilità non fornisce obiettivi di bilancio dopo il 2013, non è possibile valutare la sostenibilità della correzione di bilancio nel 2013 né i progressi verso l’OMT negli ultimi anni, compreso il rispetto del parametro di riferimento per la spesa contenuto nel patto di stabilità e crescita.
               Le proiezioni di bilancio per il periodo del programma sono soggette a rischi di attuazione, che non si limitano solo alle misure di risanamento annunciate di recente, ma riguardano anche l’attuazione di alcune delle misure concordate precedentemente dal governo uscente. Le misure supplementari previste dal governo nell’aprile 2012 per il 2013 e il corrispondente impatto di bilancio sono stati ulteriormente precisati e quantificati il 25 maggio, dopo la data limite per la valutazione. L’aggiustamento di bilancio si è basato finora principalmente sui tagli di spesa, con una ripercussione anche sulle spese volte a promuovere la crescita. Secondo il programma di stabilità 2012, il rapporto debito/PIL dovrebbe subire un ulteriore marcato aumento nel 2012, e toccare il 70,2 % del PIL, per poi aumentare ancora leggermente (al 70,7 % del PIL) nel 2013, tenendo conto dell’impatto delle misure di risanamento supplementari. In tal modo il rapporto debito/PIL dovrebbe rimanere decisamente superiore al valore di riferimento del 60 % previsto dal trattato. Il programma di stabilità non specifica gli obiettivi di debito per il 2014 e il 2015, di modo che non può essere valutata la conformità al parametro della riduzione del debito stabilito nel patto di stabilità e crescita per gli anni successivi al 2013.
            
         
               (11)
            
            
               Il governo ha presentato i piani per l’aumento graduale dell’età pensionabile legale che salirà a 66 anni entro il 2019 e a 67 entro il 2024. Negli anni successivi l’età pensionabile sarà correlata alla speranza di vita. Le misure per il mercato del lavoro dovrebbero sostenere un corrispondente aumento dell’età pensionabile effettiva. Conformemente all’accordo di governo, la riforma delle pensioni mira a garantire un’adeguata e sostenibile ripartizione intra- e intergenerazionale dei costi e dei rischi nel secondo pilastro. Per quanto riguarda i servizi assistenziali a lungo termine, il governo ha presentato un progetto di riforma, ma sarà necessario adottare ulteriori misure concrete che contribuiscano a ridurre gli oneri finanziari che risulteranno dall’invecchiamento demografico nei Paesi Bassi.
            
         
               (12)
            
            
               I disincentivi fiscali che penalizzano il secondo reddito familiare sono stati ridotti, ma non ancora in misura sufficiente. L’eliminazione dei restanti disincentivi contribuirebbe ad aumentare l’offerta di manodopera e rendere più efficiente l’allocazione del capitale umano. Andrebbe migliorata l’integrazione nel mercato del lavoro dei gruppi vulnerabili.
            
         
               (13)
            
            
               Con riferimento alla politica delle imprese sono stati approvati i programmi per i principali settori e sono stati firmati «contratti per l’innovazione» settoriali tra il governo e i rappresentanti dell’industria. Il sostegno alla ricerca del settore privato è aumentato a seguito dell’introduzione del regime di deduzione fiscale per la ricerca e lo sviluppo (RDA+) nel quadro degli incentivi per promuovere ulteriormente l’innovazione, i finanziamenti privati in R&S e collegamenti più stretti tra scienza e impresa. Tuttavia, l’attenzione riservata ai «settori principali» non deve andare a scapito della ricerca di base né escludere le imprese innovative che non rientrano in uno dei citati settori.
            
         
               (14)
            
            
               Negli ultimi quattro decenni si sono accumulate distorsioni strutturali nel mercato immobiliare neerlandese. Nel mercato della proprietà immobiliare basilari restrizioni nell’offerta e incentivi fiscali per l’acquisto di abitazioni di proprietà (segnatamente la deducibilità degli interessi ipotecari che favoriscono le famiglie con reddito elevato) sono all’origine di un’inefficiente allocazione dei capitali. Nel mercato della locazione immobiliare, che comprende il segmento molto ampio degli alloggi popolari, le politiche sociali e i massimali posti sui livelli e sugli aumenti dei canoni hanno portato a un’offerta molto inelastica delle abitazioni in locazione. Modificare il trattamento fiscale agevolato delle abitazioni di proprietà contribuirebbe a ridurre le distorsioni strutturali del mercato immobiliare neerlandese.
            
         
               (15)
            
            
               I Paesi Bassi hanno assunto una serie di impegni nel quadro del Patto Euro plus. Tali impegni, così come l’attuazione degli impegni presentati nel 2011, concernono il miglioramento della competitività, la promozione dell’occupazione, il rafforzamento della stabilità finanziaria e l’aumento della sostenibilità delle finanze pubbliche. La Commissione ha valutato l’attuazione degli impegni assunti nel quadro del Patto euro plus. Nelle raccomandazioni si è tenuto conto dei risultati di tale valutazione.
            
         
               (16)
            
            
               Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica dei Paesi Bassi, valutando il programma di stabilità e il programma nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica nei Paesi Bassi, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla luce dell’esigenza di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello dell’UE per le future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 5.
            
         
               (17)
            
            
               Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità e il suo parere (6) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
            
         RACCOMANDA che i Paesi Bassi adottino provvedimenti nel periodo 2012-2013 al fine di:
   
               1)
            
            
               assicurare la correzione duratura del disavanzo eccessivo nei tempi previsti. A tal fine, attuare pienamente la strategia di bilancio per il 2012 come previsto. Specificare le misure necessarie per garantire l’attuazione di bilancio 2013 al fine di assicurare lo sforzo di aggiustamento strutturale indicato nelle raccomandazioni del Consiglio nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi. Successivamente, assicurare un adeguato sforzo di aggiustamento strutturale per conseguire progressi sufficienti verso l’OMT, compreso il rispetto del parametro di riferimento per la spesa, così come verso la conformità al parametro di riferimento per la riduzione del debito e, allo stesso tempo, proteggere la spesa nelle aree direttamente pertinenti per la crescita, quali la ricerca e l’innovazione, l’istruzione e la formazione. A tal fine, dopo la formazione del nuovo governo, presentare un aggiornamento del programma di stabilità per il 2012 con dettagliati obiettivi e misure per il periodo dopo il 2013;
            
         
               2)
            
            
               adottare misure volte ad aumentare l’età pensionabile legale, tra l’altro rapportandola alla speranza di vita, e sostenerle con misure del mercato del lavoro a supporto dell’innalzamento dell’età pensionabile effettiva, migliorando nel contempo la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche. Adeguare il secondo pilastro pensionistico all’aumento dell’età pensionabile legale, in modo da conseguire un’adeguata ripartizione intra- e intergenerazionale dei costi e dei rischi. Attuare la programmata riforma dell’assistenza a lungo termine integrandola con ulteriori misure per contenere l’incremento dei costi in vista dell’invecchiamento della popolazione;
            
         
               3)
            
            
               aumentare la partecipazione al mercato del lavoro, in particolare per i lavoratori più anziani, le donne e le persone con disabilità e i migranti, tra l’altro riducendo ulteriormente i disincentivi fiscali per il secondo reddito familiare, incoraggiando le transizioni nel mercato del lavoro e affrontandone le rigidità;
            
         
               4)
            
            
               promuovere l’innovazione, gli investimenti privati in R&S, collegamenti più stretti tra scienza e impresa e favorire il rinnovamento industriale, mediante appositi incentivi nel contesto della politica delle imprese, e nel contempo salvaguardare l’accessibilità al di là della stretta definizione di settori principali e preservare la ricerca fondamentale;
            
         
               5)
            
            
               adottare misure per la graduale riforma del mercato immobiliare, provvedendo in particolare a: i) modificare il trattamento fiscale agevolato sulle abitazioni di proprietà, compresa la graduale eliminazione della deducibilità degli interessi sui mutui ipotecari e/o attraverso il sistema dei canoni imputati; ii) prevedendo un meccanismo di prezzi delle locazioni più orientato al mercato; e iii) per le case popolari, allineando i canoni ai redditi delle famiglie.
            
         
      Fatto a Bruxelles, il 10 luglio 2012
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         V. SHIARLY
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  Mantenuti per il 2012 dalla decisione 2012/238/UE del Consiglio, del 26 aprile 2012, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (GU L 119 del 4.5.2012, pag. 47).
   
      (3)  GU C 212 del 19.7.2011, pag. 13.
   
      (4)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
   
      (5)  Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle misure temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma, secondo la metodologia concordata.
   
      (6)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.