CELEX: E2014J0010
Language: it
Date: 2014-12-18 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 18 dicembre 2014, nella causa E-10/14 — Enes Deveci and Others contro Scandinavian Airlines System Denmark-Norway-Sweden (Direttiva 2001/23/CE — Trasferimenti di imprese — Contratti collettivi — Libertà d’impresa)

4.6.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 183/10
            
         SENTENZA DELLA CORTE
   del 18 dicembre 2014
   nella causa E-10/14
   Enes Deveci and Others contro Scandinavian Airlines System Denmark-Norway-Sweden
   (Direttiva 2001/23/CE — Trasferimenti di imprese — Contratti collettivi — Libertà d’impresa)
   (2015/C 183/11)
   Nella causa E-10/14, Enes Deveci and Others contro Scandinavian Airlines System Denmark-Norway-Sweden — ISTANZA alla Corte ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo fra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza ed una Corte di giustizia, presentata dalla Corte d’appello di Eidsivating (Eidsivating lagmannsrett) relativa all’interpretazione della direttiva 2001/23/CE del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti, — la Corte, composta da Carl Baudenbacher (presidente e giudice relatore) Per Christiansen e Páll Hreinsson (giudici), si è pronunciata il 18 dicembre 2014 con sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
   
               1.
            
            
               L’articolo 3, paragrafo 3, della direttiva 2001/23/CE non osta a che le condizioni di remunerazione di cui beneficiava il personale trasferito in applicazione del contratto collettivo concluso con il cedente siano sostituite, conformemente al diritto nazionale, dalle condizioni salariali fissate nel contratto collettivo in vigore presso il cessionario dopo la scadenza del precedente contratto collettivo.
               Una riduzione salariale — che sia significativa o meno — non può influire su questa valutazione.
               Tuttavia, il giudice nazionale deve valutare se la legge nazionale applicabile preveda o meno il mantenimento di effetti giuridici in un caso come quello di specie. L’articolo 3, paragrafo 3, della direttiva 2001/23/CE va interpretato nel senso che costituiscono «condizioni di lavoro convenute mediante contratto collettivo» ai sensi di tale posizione, le condizioni fissate mediante un contratto collettivo al quale il mantenimento di effetti si applica, nella misura in cui i suddetti rapporti di lavoro non siano assoggettati a un nuovo contratto collettivo o non siano conclusi nuovi singoli accordi con i lavoratori interessati.
            
         
               2.
            
            
               L’articolo 3, paragrafo 3, della direttiva 2001/23/CE non osta a che il cessionario applichi ai lavoratori trasferiti il contratto collettivo in vigore nella sua impresa, due mesi dopo il trasferimento, qualora tale contratto collettivo sia applicabile in forza del diritto nazionale.
               Tuttavia, l’articolo 3 della direttiva 2001/23/CE preclude la possibilità che i lavoratori trasferiti subiscano una perdita rilevante del reddito da lavoro rispetto alla situazione immediatamente precedente al trasferimento, per il fatto che l’anzianità che avevano acquisito presso il cedente non viene presa in considerazione sufficientemente in occasione della determinazione della loro posizione salariale di partenza presso il cessionario e allorché le condizioni di remunerazione previste dal contratto collettivo applicabile in base alla nuova posizione fanno riferimento, tra l’altro, all’anzianità di servizio. Per tale determinazione dev’essere presa in considerazione la durata equivalente del servizio dei lavoratori già in servizio dal cessionario.
               Spetta al giudice nazionale valutare, in base al contratto collettivo in vigore presso il cessionario, se le condizioni di retribuzione tengono debitamente conto dell’anzianità di servizio.