CELEX: 
Language: it
Date: 2009-03-31 00:00:00
Title: 2009/235/CE: Decisione del Parlamento europeo, del 22 aprile 2008 , sul discarico per l’esecuzione del bilancio del 6 o , 7 o , 8 o e 9 o Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006#Risoluzione del Parlamento europeo, del 22 aprile 2008 , recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio del 6 o , 7 o , 8 o e 9 o Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006

31.3.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               L 88/251
            
         
      DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   
   del 22 aprile 2008
   sul discarico per l’esecuzione del bilancio del 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006
   (2009/235/CE)
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   vista la relazione della Commissione sul seguito dato alle decisioni di discarico 2005 [COM(2007) 538 e il relativo allegato SEC(2007) 1185],
   visti i rendiconti finanziari e i conti di gestione relativi al 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006 [COM(2007) 458 — C6-0118/2007] (1),
   vista la relazione sulla gestione finanziaria del 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006 [COM(2007) 240],
   vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività finanziate dal sesto, settimo, ottavo e nono Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006, accompagnata dalle risposte della Commissione (2),
   vista la dichiarazione attestante l’affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell’articolo 248 del trattato CE (3),
   viste le raccomandazioni del Consiglio del 12 febbraio 2008 (16744/2007 — C6-0078/2008, 16745/2007 — C6-0079/2008, 16746/2007 — C6-0080/2008, 16748/2007 — C6-0081/2008),
   visto l’accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri dall’altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 (4) e modificato a Lussemburgo il 25 giugno 2005 (5),
   vista la decisione 2001/822/CE del Consiglio, del 27 novembre 2001, relativa all’associazione dei paesi e territori d’oltremare alla Comunità europea («Decisione sull’associazione d’oltremare») (6) come modificata dalla decisione 2007/249/CE del Consiglio, del 19 marzo 2007 (7),
   visto l’articolo 33 dell’accordo interno, del 20 dicembre 1995, tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento e alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE (8),
   visto l’articolo 32 dell’Accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell’accordo di partenariato tra gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un’assistenza finanziaria ai paesi e territori d’oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE (9),
   visto l’articolo 276 del trattato CE,
   visto l’articolo 74 del regolamento finanziario del 16 giugno 1998 applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE (10),
   visto l’articolo 119 del regolamento finanziario del 27 marzo 2003 per il nono Fondo europeo di sviluppo (11),
   visti l’articolo 70, l’articolo 71, terzo trattino, e l’allegato V del regolamento,
   visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A6-0106/2008),
   
               1.
            
            
               concede alla Commissione il discarico per l’esecuzione del bilancio del 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006;
            
         
               2.
            
            
               esprime le proprie osservazioni nella risoluzione in appresso;
            
         
               3.
            
            
               incarica il suo presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti e alla Banca europea per gli investimenti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (serie L).
            
         
      
         
            Il presidente
         
         Hans-Gert PÖTTERING
         
      
      
         
            Il segretario generale
         
         Harald RØMER
         
      
   
   
      (1)  GU C 260 del 31.10.2007, pag. 1.
   
      (2)  GU C 259 del 31.10.2007, pag. 1.
   
      (3)  GU C 260 del 31.10.2007, pag. 258.
   
      (4)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
   
      (5)  GU L 287 del 28.10.2005, pag. 4.
   
      (6)  GU L 314 del 30.11.2001, pag. 1 e GU L 324 del 7.12.2001, pag. 1.
   
      (7)  GU L 109 del 26.4.2007, pag. 33.
   
      (8)  GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.
   
      (9)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.
   
      (10)  GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.
   
      (11)  GU L 83 dell’1.4.2003, pag. 1.
   
      
         RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
      
      del 22 aprile 2008
      recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio del 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006
      IL PARLAMENTO EUROPEO,
      vista la relazione della Commissione sul seguito dato alle decisioni di discarico 2005 [COM(2007) 538 e il relativo allegato SEC(2007) 1185],
      visti i rendiconti finanziari e i conti di gestione relativi al 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006 [COM(2007) 458 — C6-0118/2007] (1),
      vista la relazione sulla gestione finanziaria del 6o, 7o, 8o e 9o Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006 [COM(2007) 240],
      vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle attività finanziate dal sesto, settimo, ottavo e nono Fondo europeo di sviluppo per l’esercizio 2006, accompagnata dalle risposte della Commissione (2),
      vista la dichiarazione attestante l’affidabilità dei conti e la legittimità e regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell’articolo 248 del trattato CE (3),
      viste le raccomandazioni del Consiglio del 12 febbraio 2008 (16744/2007 — C6-0078/2008, 16745/2007 — C6-0079/2008, 16746/2007 — C6-0080/2008, 16748/2007 — C6-0081/2008),
      visto l’accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri dall’altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 (4) e modificato a Lussemburgo il 25 giugno 2005 (5),
      vista la decisione 2001/822/CE del Consiglio, del 27 novembre 2001, relativa all’associazione dei paesi e territori d’oltremare alla Comunità europea («Decisione sull’associazione d’oltremare») (6) come modificata dalla decisione 2007/249/CE del Consiglio, del 19 marzo 2007 (7),
      visto l’articolo 33 dell’accordo interno, del 20 dicembre 1995, tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento e alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del secondo protocollo finanziario della quarta convenzione ACP-CE (8),
      visto l’articolo 32 dell’Accordo interno del 18 settembre 2000 tra i rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento ed alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro del protocollo finanziario dell’accordo di partenariato tra gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro, firmato a Cotonou (Benin) il 23 giugno 2000, nonché alla concessione di un’assistenza finanziaria ai paesi e territori d’oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato CE (9),
      visto l’articolo 276 del trattato CE,
      visto l’articolo 74 del regolamento finanziario del 16 giugno 1998 applicabile alla cooperazione per il finanziamento dello sviluppo a norma della quarta convenzione ACP-CE (10),
      visto l’articolo 119 del regolamento finanziario del 27 marzo 2003 per il nono Fondo europeo di sviluppo (11),
      visti l’articolo 70, l’articolo 71, terzo trattino, e l’allegato V del regolamento,
      visti la relazione della commissione per il controllo dei bilanci e il parere della commissione per lo sviluppo (A6-0106/2008),
      
                  A.
               
               
                  considerando che il Fondo europeo di sviluppo (FES) è il più importante strumento finanziario dell’Unione europea per la cooperazione allo sviluppo con gli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico;
               
            
                  B.
               
               
                  considerando che l’ammontare complessivo degli aiuti erogati tramite il FES aumenterà notevolmente nei prossimi anni, dato che il volume degli aiuti a titolo del Decimo FES per il periodo 2008-2013 è stato fissato a 22 682 milioni di EUR, contro i 13 800 milioni di EUR del Nono Fondo FES per il periodo 2000-2007;
               
            
                  C.
               
               
                  considerando che, malgrado le reiterate richieste del Parlamento di iscrivere il FES in bilancio, il Fondo non rientra attualmente nel bilancio generale dell’Unione europea e non è soggetto al regolamento finanziario generale, ma viene attuato secondo norme finanziarie specifiche;
               
            La dichiarazione di affidabilità
      I conti sono affidabili
      
                  1.
               
               
                  rileva che la Corte dei conti europea è del parere che i conti riflettano fedelmente le entrate e le spese del sesto, settimo, ottavo e nono FES, ad eccezione dei problemi seguenti:
                  
                              a)
                           
                           
                              la validità delle ipotesi usate per la stima dell’accantonamento per fatture da ricevere non è stata dimostrata dalla Commissione;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              l’importo delle garanzie presentato nelle note dei rendiconti finanziari è sovradichiarato.
                           
                        
            Le operazioni sottostanti sono legittime e regolari, con un’eccezione
      
                  2.
               
               
                  nota che, eccezion fatta per gli errori nelle operazioni sottostanti autorizzate dalle delegazioni, la Corte dei conti ritiene che le operazioni sottostanti le entrate, le dotazioni, gli impegni e i pagamenti dell’esercizio finanziario siano, nel complesso, legittime e regolari;
               
            
                  3.
               
               
                  nota l’affermazione della Corte dei conti secondo cui l’audit espletato sui pagamenti autorizzati dalle delegazioni ha palesato un livello non trascurabile di errori; nota che la Commissione dissente dalle conclusioni della Corte; nota anche che la Commissione propone di adottare una differente metodologia di calcolo del tasso di errori e che ritiene la loro incidenza trascurabile;
               
            
                  4.
               
               
                  osserva tuttavia che la Corte dei conti e la Commissione concordano sul fatto che la maggior parte degli errori riscontrati sono dovuti a controlli carenti da parte di supervisori di progetto o di revisori che non appartengono al personale delle delegazioni, ma hanno un rapporto contrattuale con la Commissione;
               
            
                  5.
               
               
                  accoglie con favore il fatto che, per le società di revisione contabile che effettuano le revisioni contabili delle operazioni di aiuto esterno, l’Ufficio di cooperazione EuropeAid (EuropeAid) ha adottato capitolati d’oneri standard per migliorare la qualità delle revisioni contabili; nota che le delegazioni hanno l’obbligo di far uso di tali modelli di capitolato d’oneri a partire dal 1o ottobre 2007; invita la Corte dei conti ad accertare, nelle prossime relazioni annuali, se tale nuovo strumento migliori effettivamente la qualità degli audit;
               
            
                  6.
               
               
                  rileva che il 1o febbraio 2006 sono entrati in vigore un nuovo contratto tipo e nuovi termini di riferimento per la verifica delle spese da parte dei beneficiari e che vi sono incluse anche le procedure di gara; intende seguire l’applicazione di tali procedure per valutare se riducono il livello di errore rilevato dalla Corte dei conti per l’esercizio 2006;
               
            Assicurare rigore contabile nonostante i ritardi nell’ammodernamento del sistema di contabilità
      
                  7.
               
               
                  ricorda che per il secondo anno consecutivo la Commissione ha dovuto predisporre i conti del FES applicando i principi della contabilità per competenza; ricorda con riferimento all’esercizio 2005 che la Corte dei conti e il Parlamento avevano manifestato preoccupazioni per il fatto che il sistema contabile in uso non aveva fornito informazioni contabili complete e che, pertanto, i conti avevano dovuto essere completati manualmente; constata con rammarico che il problema persiste per l’esercizio finanziario 2006;
               
            
                  8.
               
               
                  nota che l’ammodernamento dei sistemi informatici comporta una migrazione dei sistemi specificamente utilizzati per il FES (OLAS) verso il sistema informatico centrale della Commissione (ABAC) e i sistemi locali di EuropeAid (CRIS); osserva che l’ammodernamento, originariamente programmato per il 2006, è stato posticipato e se ne prevede ora la realizzazione entro la fine del 2008; nota che il Direttore generale di EuropeAid ha recentemente informato la commissione per il controllo dei bilanci riguardo alla situazione attuale;
               
            
                  9.
               
               
                  nota che, nella sua relazione annuale di attività della DG per il 2006, il Direttore generale della DG Bilancio ha ritirato la riserva formulata nella sua precedente relazione annuale riguardo alla non disponibilità del nuovo sistema contabile, e ciò malgrado il fatto che nel 2006 il nuovo sistema non fosse ancora implementato;
               
            
                  10.
               
               
                  chiede alla Commissione di descrivere le carenze dell’attuale sistema e le misure necessarie per rimediarvi in occasione dei prossimi esercizi di discarico (esercizi finanziari 2007 e 2008);
               
            
                  11.
               
               
                  si attende che il nuovo sistema informatico entri in esercizio in tempo utile prima dell’apertura dell’esercizio finanziario 2009; invita la Commissione ad informare la commissione per il controllo dei bilanci di ogni eventuale ulteriore ritardo;
               
            Semplificare la gestione dei FES
      
                  12.
               
               
                  rammenta che nelle precedenti risoluzioni sul discarico il Parlamento ha fortemente sostenuto l’incorporazione del FES nel bilancio generale dell’Unione europea, un’innovazione che rimuoverebbe molte delle complicazioni e difficoltà connesse all’esecuzione di FES successivi, contribuirebbe a snellire i pagamenti e ad eliminare l’attuale deficit democratico; si rammarica che il FES non sia stato ripreso nel quadro finanziario 2007-2013, ma sia rimasto uno strumento finanziario distinto; ritiene che l’iscrizione in bilancio del FES debba costituire un obiettivo prioritario per il quadro finanziario post-2013;
               
            
                  13.
               
               
                  si compiace dell’intenzione della Commissione di riaprire il dibattito sull’integrazione del FES nel bilancio parallelamente alla revisione di metà periodo del decimo FES; sottolinea che tale integrazione favorirebbe fortemente il controllo democratico e la responsabilità del FES; sottolinea che l’integrazione del FES nel bilancio generale dell’Unione europea rappresenta anche una risposta pertinente ai problemi ricorrenti creati dalla pesantezza e dalla lentezza del processo di ratifica intergovernativo;
               
            
                  14.
               
               
                  ritiene che la Commissione e il Consiglio debbano adoperarsi al massimo per semplificare la gestione del FES; ritiene che tale obiettivo possa essere realizzato chiudendo i FES precedenti al più presto possibile e semplificando le norme finanziarie applicabili ai FES consecutivi; rammenta che la semplificazione gestionale dei fondi dell’Unione europea rientra fra i principali obiettivi enunciati nel Piano d’azione della Commissione verso un quadro di controllo interno integrato [COM(2006) 9];
               
            
                  15.
               
               
                  nota che il Sesto FES si è chiuso nel 2006 e che la Commissione conta di chiudere il Settimo FES nel 2008; nota anche che, con l’avvio del Decimo FES nel 2008, la Commissione continuerà ad attuare quattro FES contemporaneamente; invita la Commissione a dare priorità alla chiusura del Settimo, Ottavo e Nono FES;
               
            
                  16.
               
               
                  osserva che per ogni FES sono in vigore disposizioni specifiche, che differiscono da quelle che disciplinano l’esecuzione degli aiuti esterni a valere sul bilancio generale; nota che tale situazione obbliga il personale della Commissione responsabile per l’esecuzione degli aiuti esterni a basarsi su cinque regolamenti finanziari differenti; nota anche che il regolamento (CE) n. 215/2008 del Consiglio, del 18 febbraio 2008, recante il regolamento finanziario per il 10o Fondo europeo di sviluppo (12) mira ad operare una vasta armonizzazione delle norme finanziarie applicabili ai vari FES;
               
            
                  17.
               
               
                  nota la posizione della Corte dei conti nel suo parere n. 9/2007 sulla proposta di regolamento del Consiglio recante un regolamento finanziario applicabile al 10o Fondo europeo di sviluppo (13), secondo cui la Commissione ha correttamente trasposto in ambito FES la revisione del regolamento finanziario generale; prende atto con soddisfazione della conclusione della Corte dei conti secondo cui il regolamento (CE) n. 215/2008 «fornisce […] un testo legislativo semplice e chiaro, incentrato su disposizioni essenziali e necessarie all’attuazione del FES»;
               
            
                  18.
               
               
                  chiede ai paesi ACP di accelerare la ratifica delle basi giuridiche del Decimo FES, onde evitare ritardi che potrebbero pregiudicare la continuità delle attività finanziate dal FES;
               
            
                  19.
               
               
                  sostiene fermamente la proposta della Corte dei conti, ripetuta in vari pareri, di introdurre un regolamento finanziario unico applicabile a tutti i FES presenti e futuri; concorda con la Corte dei conti nel ritenere che un’innovazione di questo tipo assicurerebbe continuità e semplificherebbe notevolmente la gestione; invita la Commissione a presentare al riguardo una proposta legislativa;
               
            Rafforzare il sindacato del Parlamento riguardo ai fondi FES gestiti dalla Banca europea per gli investimenti
      
                  20.
               
               
                  rammenta che nelle precedenti risoluzioni di discarico, il Parlamento aveva sottolineato le sue carenti prerogative di controllo sulla quota dei fondi FES gestiti dalla Banca europea per gli investimenti (BEI), visto che tali fondi non formano oggetto né della dichiarazione di affidabilità della Corte dei conti né della procedura di discarico del Parlamento;
               
            
                  21.
               
               
                  nota che la BEI gestisce il fondo investimenti, uno strumento finanziario di rischio finanziato a carico del FES e finalizzato a favorire gli investimenti privati nel difficile contesto economico e politico dei paesi ACP; nota che, nel quadro del Nono FES, al fondo investimenti per i paesi ACP sono andati 2 037 milioni di EUR; nota che, con la dotazione supplementare di 1 100 milioni di EUR a titolo del Decimo FES, l’ammontare totale del fondo investimenti per i paesi ACP si eleva a 3 137 milioni di EUR;
               
            
                  22.
               
               
                  nota che, nel summenzionato parere n. 9/2007, come del resto in precedenti pareri, la Corte dei conti ha espresso rammarico per il fatto che le operazioni gestite dalla BEI non siano soggette alla procedura di discarico, e ciò malgrado la BEI faccia uso di risorse FES alimentate dal contribuente europeo e non dai mercati finanziari;
               
            
                  23.
               
               
                  stenta a comprendere perché, nell’accordo interno relativo al Decimo FES per il periodo 2008-2013, i governi degli Stati membri non abbiano risposto alle preoccupazioni della Corte dei conti e del Parlamento ed abbiano continuato ad escludere le operazioni gestite dalla BEI dalla procedura formale di discarico;
               
            
                  24.
               
               
                  accoglie con favore il fatto che la BEI è disposta a migliorare su base informale la cooperazione con il Parlamento durante la procedura di discarico; propone che, per la prossima procedura di discarico, i rappresentanti della BEI siano invitati a presentare la relazione annuale della BEI sull’esecuzione del fondo di investimento alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento;
               
            Termini
      
                  25.
               
               
                  esprime soddisfazione per il fatto che, ai sensi del regolamento (CE) n. 215/2008 del Consiglio, i termini per la trasmissione della relazione annuale della Corte dei conti all’autorità di discarico e per la decisione di discarico del Parlamento siano allineati con le corrispondenti date prescritte dal regolamento finanziario generale;
               
            Follow-up della risoluzione sul discarico per il 2005
      
                  26.
               
               
                  apprezza la chiara risposta della Commissione al questionario del relatore, la quale precisa che il commissario responsabile per la Cooperazione allo sviluppo Louis Michel ha la piena responsabilità politica per l’esecuzione del FES da parte della Commissione;
               
            
                  27.
               
               
                  invita la Corte dei conti ad eseguire una revisione contabile sulla gestione dei fondi FES da parte della Commissione, ponendo soprattutto l’accento sulla ripartizione delle competenze all’interno delle DG della Commissione che fanno parte della «famiglia RELEX»;
               
            
                  28.
               
               
                  nota che nella sua relazione sulla gestione finanziaria la Commissione ha indicato quale obiettivo per il 2006 quello di mantenere stabile a 10 300 milioni di EUR il volume totale degli impegni in sospeso e che tale obiettivo è stato raggiunto; nota che tale cifra significa che il 25 % del totale dei fondi è impegnato e non ancora speso; sollecita la Commissione a ridurre ulteriormente tali impegni pregressi, in particolare gli impegni dormienti e di vecchia data;
               
            
                  29.
               
               
                  si felicita con la Commissione per aver ridotto del 49 %, nel 2006, il livello di arretrati da liquidare (RAL) risalenti a impegni del FES precedenti al 2001; chiede di essere regolarmente aggiornato sull’evoluzione dei livelli di RAL normali e anormali; chiede alla Commissione di presentare al Parlamento e all’Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE un estratto trimestrale degli esborsi dei fondi;
               
            
                  30.
               
               
                  nota che, secondo l’accordo di Cotonou, il sostegno al bilancio può essere concesso unicamente a paesi beneficiari la cui spesa pubblica sia sufficientemente trasparente, rendicontabile e efficace; nota che la Corte dei conti nutre riserve circa l’«interpretazione dinamica» di tali criteri adottata dalla Commissione; nota l’affermazione della Corte dei conti secondo cui «nel decidere in merito all’erogazione di fondi, la Commissione tende a basarsi su indicatori che cercano di prevedere la realizzazione di progressi»;
               
            
                  31.
               
               
                  giudica comprensibile il fatto che la Commissione, in un contesto difficile quale quello dei paesi ACP, necessiti di un certo margine di manovra per le sue decisioni; accoglie con favore la risposta positiva della Commissione alla raccomandazione della Corte di rendere più espliciti i parametri sottesi alla sua «interpretazione dinamica»;
               
            
                  32.
               
               
                  rileva che, nel 2006, il 68 % del sostegno al bilancio a titolo del FES ha assunto la forma di sostegno settoriale al bilancio, più mirato rispetto al sostegno generale al bilancio e pertanto meno rischioso; discute l’«interpretazione dinamica» da parte della Commissione del criterio di ammissibilità al sostegno al bilancio, interpretazione che, secondo la Corte dei conti, determina un aumento del rischio; ritiene che il sostegno al bilancio dovrebbe essere fornito solo a quei paesi che hanno già raggiunto un livello minimo di gestione credibile delle finanze pubbliche;
               
            
                  33.
               
               
                  rammenta che, se l’aiuto esterno è concesso sotto forma di sostegno al bilancio, i fondi erogati confluiscono nel bilancio nazionale dei paesi beneficiari, il che significa che i poteri di controllo della Commissione e della Corte dei conti risultano limitati; ribadisce che in questi casi è particolarmente importante che la Commissione cooperi con le autorità nazionali dei paesi beneficiari preposte ai controlli;
               
            
                  34.
               
               
                  rammenta che il Parlamento e la Corte dei conti hanno ripetutamente richiesto che la Commissione migliori la sua cooperazione con le istituzioni superiori nazionali di controllo dei paesi beneficiari del sostegno al bilancio; nota che nella sua relazione annuale la Corte dei conti rileva che le relazioni tra la Commissione e le istituzioni superiori di controllo dei paesi beneficiari sono recentemente migliorate; invita la Commissione a proseguire i suoi sforzi per sviluppare un approccio strutturato nelle sue relazioni con le corti dei conti nazionali;
               
            
                  35.
               
               
                  accoglie favorevolmente l’iniziativa della Commissione di sviluppare un approccio strutturato al fine di assistere le istituzioni superiori di controllo dei paesi che beneficiano di un sostegno al bilancio; rileva comunque che non è possibile garantire una responsabilità democratica a livello dei paesi partner senza rafforzare gli organi parlamentari per il controllo del bilancio, come raccomandato dalla relazione speciale della Corte dei conti n. 2/2005 (14);
               
            
                  36.
               
               
                  invita la Commissione a migliorare la trasparenza e l’accesso alla documentazione sulle azioni di sostegno al bilancio, in particolare siglando accordi con i governi dei paesi beneficiari analoghi all’Accordo quadro finanziario e amministrativo (AQFA) fra la Comunità europea e le Nazioni Unite, che definisce il quadro per la gestione dei contributi finanziari elargiti dalla Commissione alle Nazioni Unite;
               
            
                  37.
               
               
                  nota con interesse che la Commissione, e in particolare il suo Ufficio anti-frode e EuropeAID, hanno dato vita in cooperazione con la BEI a una serie di conferenze nei paesi beneficiari per migliorare la cooperazione concreta con i soggetti che intervengono nel quadro del controllo sul corretto uso dei fondi pubblici, ad esempio ispettori e pubblici ministeri; nota che la prima conferenza si è tenuta a Rabat nel maggio 2007, seguita da una seconda a Brazzaville nel novembre dello stesso anno e da una terza a Città del Capo nell’aprile 2008;
               
            
                  38.
               
               
                  nota che, a seguito di tali conferenze, la cooperazione con gli organi competenti di alcuni paesi si è già intensificata sulla base di accordi di cooperazione specifici con la Commissione; invita la Commissione a fornire al Parlamento ulteriori informazioni su queste attività;
               
            
                  39.
               
               
                  si felicita con la Commissione per la sua iniziativa volta a migliorare l’informazione sull’impatto degli interventi in materia di politica di sviluppo effettuati per conseguire gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OSM); ritiene che ciò contribuirà concretamente a migliorare il grado di responsabilità nel settore; attende di ricevere i dettagli sulla valutazione della fase pilota introdotta nel 2007;
               
            
                  40.
               
               
                  richiama l’attenzione sul parametro di riferimento fissato dalla Commissione, in base al quale il 20 % dei finanziamenti a livello geografico a titolo dello strumento per la cooperazione allo sviluppo dovrebbe essere destinato all’istruzione di base e secondaria e alla sanità di base; attende di ricevere i dettagli sull’applicazione di tale parametro nel 2007; insiste affinché per il FES siano fornite informazioni relativamente allo stesso parametro;
               
            
                  41.
               
               
                  nota con soddisfazione che la Commissione ha dato seguito alla richiesta del Parlamento di fornire nella sua relazione di gestione finanziaria maggiori informazioni in merito alle limitazioni delle risorse e all’impatto di tali limitazioni sull’attuazione del FES; nota che, alla luce della limitatezza delle risorse, la Commissione ha indicato di aver dato massima priorità alla sana gestione finanziaria e alla qualità; resta tuttavia preoccupato per il fatto che la Commissione continua a registrare elevati tassi di posti vacanti in determinate delegazioni e inadeguate risorse di personale in rapporto al volume di fondi gestiti;
               
            
                  42.
               
               
                  nota che secondo il regolamento (CE) n. 215/2008 il Consiglio, seguendo la proposta della Commissione, condurrà un riesame generale dei risultati del Decimo FES nel 2010; nota che in tale riesame sarà analizzata la performance finanziaria e qualitativa, in particolare i risultati e l’impatto degli interventi in termini di progressi verso il raggiungimento degli OSM; chiede che l’autorità di discarico sia informata sui risultati di tale analisi;
               
            
                  43.
               
               
                  nota che, nella sua relazione annuale, la Corte dei conti ha ribadito la sua raccomandazione che EuropeAid elabori una strategia generale coerente per le sue attività di controllo; nota che, dopo l’approvazione nel gennaio 2006 del summenzionato Piano d’azione verso un quadro di controllo interno integrato della Commissione, che copre tutte le aree di intervento, EuropeAid lavora a una strategia coerente con l’approccio generale della Commissione, tenendo conto anche della specificità dei metodi gestionali per l’esecuzione degli aiuti esterni;
               
            
                  44.
               
               
                  plaude al fatto che, nella sua relazione annuale per l’esercizio finanziario 2006, come del resto nelle sue precedenti relazioni annuali, la Corte dei conti ha formulato raccomandazioni dettagliate circa i modi in cui la Commissione potrebbe migliorare la sua strategia di controllo; nota che la Corte dei conti sottolinea la risposta positiva data dalla Commissione alle sue raccomandazioni; invita la Corte dei conti e la Commissione a proseguire la loro stretta cooperazione in tale ambito;
               
            
                  45.
               
               
                  prende atto delle critiche mosse dalla Corte dei conti nella relazione speciale n. 6/2007 (15) relativamente ai progetti di assistenza tecnica della Commissione; osserva inoltre che la Commissione affronterà tali problematiche nella sua «Strategia per il conseguimento degli obiettivi di efficacia degli aiuti per quanto riguarda la cooperazione tecnica e le unità esecutive dei progetti», strategia che, teoricamente, dovrebbe essere pronta entro giugno 2008; attende di ricevere a tempo debito una valutazione dei risultati dell’attuazione di tale strategia;
               
            
                  46.
               
               
                  accoglie con favore le misure adottate dalla Commissione al fine di promuovere il coordinamento tra i donatori nel settore dell’assistenza tecnica; sottolinea l’importanza di un approccio coordinato non solo a livello comunitario, ma fra tutti i donatori e attende di ricevere informazioni sui progressi di questa iniziativa.
               
            
         (1)  GU L 260 del 31.10.2007, pag. 1.
      
         (2)  GU C 259 del 31.10.2007, pag. 1.
      
         (3)  GU C 260 del 31.10.2007, pag. 258.
      
         (4)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
      
         (5)  GU L 287 del 28.10.2005, pag. 4.
      
         (6)  GU L 314 del 30.11.2001, pag. 1 e GU L 324 del 7.12.2001, pag. 1.
      
         (7)  GU L 109 del 26.4.2007, pag. 33.
      
         (8)  GU L 156 del 29.5.1998, pag. 108.
      
         (9)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 355.
      
         (10)  GU L 191 del 7.7.1998, pag. 53.
      
         (11)  GU L 83 dell’1.4.2003, pag. 1.
      
         (12)  GU L 78 del 19.3.2008, pag. 1.
      
         (13)  GU C 23 del 28.1.2008, pag. 3.
      
         (14)  GU C 249 del 7.10.2005, pag. 1.
      
         (15)  GU C 312 del 21.12.2007, pag. 3.