CELEX: 
Language: it
Date: 2020-03-26 00:00:00
Title: REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) …/... DELLA COMMISSIONE che fissa talune modalità di applicazione del regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio riguardo ai documenti necessari per il riconoscimento retroattivo dei periodi di conversione, alla produzione di prodotti biologici e alle informazioni che gli Stati membri sono tenuti a trasmettere

COMMISSIONE
                             EUROPEA
                                                         Bruxelles, 26.3.2020
                                                         C(2020) 1772 final
          REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
                                            del 26.3.2020
   che fissa talune modalità di applicazione del regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento
        europeo e del Consiglio riguardo ai documenti necessari per il riconoscimento
       retroattivo dei periodi di conversione, alla produzione di prodotti biologici e alle
                  informazioni che gli Stati membri sono tenuti a trasmettere
                                  (Testo rilevante ai fini del SEE)
IT                                                                                          IT
 ---pagebreak---            REGOLAMENTO DI ESECUZIONE (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
                                                del 26.3.2020
    che fissa talune modalità di applicazione del regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento
          europeo e del Consiglio riguardo ai documenti necessari per il riconoscimento
         retroattivo dei periodi di conversione, alla produzione di prodotti biologici e alle
                      informazioni che gli Stati membri sono tenuti a trasmettere
                                      (Testo rilevante ai fini del SEE)
   LA COMMISSIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
   visto il regolamento (UE) 2018/848 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
   30 maggio 2018, relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici e
   che abroga il regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio1, in particolare l'articolo 10,
   paragrafo 6, l'articolo 14, paragrafo 3, l'articolo 15, paragrafo 3, l'articolo 16, paragrafo 3,
   l'articolo 17, paragrafo 3, e l'articolo 26, paragrafo 7, lettera d),
   considerando quanto segue:
   (1)      Il capo III del regolamento (UE) 2018/848 definisce le norme generali di produzione
            dei prodotti biologici, mentre l'allegato II del medesimo regolamento stabilisce le
            norme dettagliate di produzione. Al fine di assicurare condizioni uniformi di
            esecuzione di tale regolamento, è opportuno stabilire alcune norme supplementari.
   (2)      La conversione all'agricoltura biologica richiede un certo periodo di adattamento di
            tutti i mezzi utilizzati. Il periodo di conversione richiesto ha inizio non prima della
            data in cui l'agricoltore o l'operatore che produce alghe o animali di acquacoltura abbia
            notificato l'attività alle autorità competenti. A titolo eccezionale e a determinate
            condizioni, un periodo precedente può essere riconosciuto retroattivamente come
            facente parte del periodo di conversione. È opportuno precisare i documenti da
            presentare alle autorità competenti ai fini del riconoscimento retroattivo di un periodo
            precedente.
   (3)      Al fine di garantire il mantenimento di un elevato livello di benessere degli animali
            rispettando le esigenze specifiche delle specie nella produzione animale biologica, è
            necessario stabilire le densità di allevamento, le superfici minime degli spazi interni ed
            esterni e le relative caratteristiche, nonché i requisiti tecnici e le caratteristiche degli
            edifici e degli spazi all'aperto per i bovini, gli ovini, i caprini, gli equini, i cervidi, i
            suini, il pollame e i conigli. Per gli animali lattanti è inoltre opportuno stabilire anche i
            periodi minimi da rispettare durante i quali sono nutriti di preferenza con latte
            materno.
   (4)      Al fine di garantire il mantenimento di un elevato livello di benessere degli animali
            rispettando le esigenze specifiche delle specie nella produzione animale biologica, è
            inoltre necessario stabilire le norme per specie o gruppo di specie relativamente alla
   1
            GU L 150 del 14.6.2018, pag. 1.
IT                                                    1                                                   IT
 ---pagebreak---        densità di allevamento e alle specifiche caratteristiche dei sistemi di produzione e dei
       sistemi di contenimento per gli animali di acquacoltura.
   (5) I prodotti biologici trasformati dovrebbero essere ottenuti mediante metodi di
       trasformazione atti a garantire la persistenza delle caratteristiche e delle qualità
       biologiche dei prodotti in tutte le fasi della produzione biologica. Tenuto conto del
       gran numero di tecniche utilizzate nella trasformazione degli alimenti nella produzione
       biologica, non è possibile stilare un elenco esaustivo di tutte le tecniche autorizzate.
       Pertanto, come regola generale, le tecniche conformi ai principi e alle norme di
       produzione pertinenti di cui al regolamento (UE) 2018/848 dovrebbero essere
       considerate autorizzate nella trasformazione di alimenti nella produzione biologica.
   (6) Tuttavia, per determinate tecniche utilizzate nella trasformazione di alimenti biologici
       specifici, gli Stati membri potrebbero avere pareri discordanti sulla conformità di una
       tecnica ai principi e alle norme di produzione pertinenti di cui al regolamento (UE)
       2018/848 per la produzione di determinati prodotti. In tali casi è necessario stabilire le
       norme relative al modo in cui una tecnica può essere valutata e, se la conformità a tali
       principi e alle norme di produzione è confermata, autorizzata dalla Commissione per la
       produzione di alimenti specifici, se del caso, a determinate condizioni.
   (7) Per produrre la formula per lattanti, la formula di proseguimento e gli alimenti a base
       di cereali e altri alimenti per la prima infanzia di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere
       a) e b), del regolamento (UE) n. 609/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio2
       possono essere necessarie tecniche con resina adsorbente e scambiatrice di ioni, al fine
       di adempiere alle prescrizioni in materia di composizione stabilite in detto
       regolamento e in atti adottati sulla base dell'articolo 11, paragrafo 1, del medesimo per
       i prodotti interessati o per i prodotti disciplinati dalla direttiva 2006/125/CE della
       Commissione3. È necessario autorizzare l'uso di tecniche di scambio di ioni e
       adsorbimento per tali categorie di prodotti.
   (8) Analogamente alle tecniche autorizzate per l'uso nella trasformazione di alimenti, non
       è consentito l'impiego di tecniche intese a ripristinare le proprietà perdute nella
       trasformazione e nel magazzinaggio di mangimi biologici o a ovviare a negligenze
       nella trasformazione di tali mangimi ovvero che possano altrimenti trarre in inganno
       sulla vera natura dei prodotti destinati ad essere commercializzati come mangimi
       biologici.
   (9) Tenuto conto del gran numero di tecniche utilizzate nella trasformazione di specifici
       mangimi nella produzione biologica, non è possibile stilare un elenco esaustivo di tutte
       le tecniche autorizzate. Pertanto, come regola generale, le tecniche conformi ai
       principi e alle norme di produzione pertinenti di cui al regolamento (UE) 2018/848
       dovrebbero essere autorizzate nella trasformazione di mangimi nella produzione
       biologica.
   2
       Regolamento (UE) n. 609/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, relativo
       agli alimenti destinati ai lattanti e ai bambini nella prima infanzia, agli alimenti a fini medici speciali e
       ai sostituti dell'intera razione alimentare giornaliera per il controllo del peso e che abroga la direttiva
       92/52/CEE del Consiglio, le direttive 96/8/CE, 1999/21/CE, 2006/125/CE e 2006/141/CE della
       Commissione, la direttiva 2009/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e i regolamenti (CE)
       n. 41/2009 e (CE) n. 953/2009 della Commissione (GU L 181 del 29.6.2013, pag. 35).
   3
       Direttiva 2006/125/CE della Commissione, del 5 dicembre 2006, sugli alimenti a base di cereali e gli
       altri alimenti destinati ai lattanti e ai bambini (GU L 339 del 6.12.2006, pag. 16).
IT                                                        2                                                          IT
 ---pagebreak---    (10) Tuttavia, per determinate tecniche utilizzate nella trasformazione di mangimi biologici
        specifici, gli Stati membri potrebbero avere pareri discordanti sulla conformità di una
        data tecnica ai principi e alle norme di produzione pertinenti di cui al regolamento
        (UE) 2018/848. In tali casi è necessario stabilire le norme relative al modo in cui una
        tecnica può essere valutata e, se la conformità a tali principi e alle norme di
        produzione pertinenti è confermata, autorizzata dalla Commissione per la produzione
        di mangimi specifici, se del caso, a determinate condizioni.
   (11) Nella produzione biologica è opportuno utilizzare materiale riproduttivo vegetale
        biologico, animali biologici e novellame di acquacoltura biologico. Al fine di aiutare
        gli operatori biologici a trovare informazioni sulla disponibilità dei prodotti sopra
        elencati, ogni Stato membro dovrebbe disporre di sistemi che consentano agli
        operatori che commercializzano materiale riproduttivo vegetale biologico o in
        conversione, animali biologici o novellame di acquacoltura biologico di rendere
        pubbliche le informazioni sulle loro forniture. In particolare dovrebbero essere rese
        pubbliche le informazioni dettagliate sulle specie che essi sono in grado di fornire in
        quantità sufficienti ed entro un periodo di tempo ragionevole. È opportuno che una
        volta all'anno gli Stati membri mettano a disposizione della Commissione la sintesi di
        tali informazioni e le informazioni sulle deroghe concesse in caso di indisponibilità.
   (12) Le plantule sono escluse dalla raccolta e dallo scambio di informazioni sul materiale
        riproduttivo vegetale biologico o in conversione. Per garantire un approccio
        armonizzato è quindi opportuno stabilire una definizione di plantule.
   (13) Al fine di soddisfare il fabbisogno nutrizionale di composti proteici specifici del
        pollame giovane e dei suini fino a 35 kg, gli Stati membri possono autorizzare
        l'utilizzo di mangimi proteici non biologici nell'alimentazione del pollame e dei suini
        nel rispetto di condizioni rigorose fino al 31 dicembre 2025. Nell'ottica di eliminare
        gradualmente le deroghe corrispondenti e ai fini dell'articolo 53, paragrafo 6, lettera c),
        del regolamento (UE) 2018/848, la Commissione dovrebbe monitorarne l'uso tenendo
        conto dell'andamento della disponibilità sul mercato di mangimi proteici biologici. A
        tale scopo è opportuno che la Commissione elabori un questionario mirato che gli Stati
        membri compileranno e presenteranno ogni anno alla Commissione sintetizzando le
        informazioni raccolte sulla disponibilità di mangimi proteici biologici e sulle
        autorizzazioni concesse ai produttori di pollame e di suini per l'uso di mangimi
        proteici non biologici.
   (14) Gli Stati membri possono inoltre istituire un sistema analogo di informazioni sulla
        disponibilità di razze e linee genetiche adattate alla produzione biologica o di
        pollastrelle biologiche. Tenuto conto della possibile eliminazione graduale delle
        deroghe per l'utilizzo di animali o pollastrelle non biologici, è importante raccogliere
        dati sulla disponibilità di razze e linee genetiche appositamente selezionate nel rispetto
        dei principi e degli obiettivi della produzione biologica. È pertanto necessario stabilire
        nel dettaglio i dati armonizzati che gli Stati membri devono comunicare alla
        Commissione e agli altri Stati membri.
   (15) Gli operatori che producono animali in conformità dei regolamenti (CE) n. 834/2007
        del Consiglio4 e (CE) n. 889/2008 della Commissione5 dovranno adeguare i loro
   4
        Regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio, del 28 giugno 2007, relativo alla produzione biologica e
        all'etichettatura dei prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092/91 (GU L 189 del
        20.7.2007, pag. 1).
   5
        Regolamento (CE) n. 889/2008 della Commissione, del 5 settembre 2008, recante modalità di
        applicazione del regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e
IT                                                      3                                                    IT
 ---pagebreak---         sistemi di produzione per conformarsi ai nuovi requisiti tecnici specifici stabiliti nel
        presente regolamento che riguardano la densità di allevamento, le caratteristiche
        strutturali dei locali destinati agli animali e delle relative attrezzature, gli spazi
        disponibili e la gestione dei terreni nonché il sistema produttivo dell'azienda in
        generale. Tali adeguamenti richiederanno periodi di tempo variabili in funzione
        dell'entità degli interventi necessari per conformarsi ai nuovi requisiti stabiliti nel
        presente regolamento tenendo conto nel contempo delle produzioni in corso.
   (16) In particolare le disposizioni relative alla densità di allevamento, agli spazi minimi
        interni ed esterni per le pollastrelle e i maschi di galline ovaiole, l'estensione massima
        degli spazi all'aperto per i ricoveri per pollame, il numero massimo di livelli e le
        attrezzature per un efficace sistema di rimozione delle deiezioni nei ricoveri per
        pollame a più livelli possono comportare lavori materiali e investimenti come la
        ricostruzione dei locali destinati agli animali e l'acquisizione di terreni o una
        ristrutturazione completa dei locali destinati agli animali per alcune aziende o unità di
        produzione che fino ad ora hanno prodotto in conformità dei regolamenti (CE)
        n. 834/2007 e (CE) n. 889/2008. È quindi opportuno prevedere un periodo di
        transizione per un massimo di otto anni a partire dal 1o gennaio 2021 per tali aziende o
        unità di produzione al fine di consentire loro di effettuare gli adeguamenti necessari
        per conformarsi ai nuovi requisiti.
   (17) Il requisito per i suini relativo a una percentuale minima di superficie di spazio esterno
        costituito da materiale solido può comportare la ricostruzione di strutture esterne e
        modifiche al sistema di raccolta delle deiezioni in aziende o unità di produzione che
        fino ad ora hanno prodotto in conformità dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e (CE)
        n. 889/2008. È quindi opportuno prevedere un periodo di transizione per un massimo
        di otto anni a partire dal 1o gennaio 2021 per tali aziende o unità di produzione al fine
        di consentire loro di effettuare l'importante ristrutturazione richiesta dei locali esterni
        destinati agli animali o la sostituzione delle attrezzature per conformarsi ai nuovi
        requisiti.
   (18) Anche la lunghezza degli uscioli di entrata/uscita tra le verande e la parte interna del
        ricovero per pollame, il requisito relativo alle pareti divisorie in materiale solido per i
        polli da ingrasso diversi dal Gallus gallus e i requisiti specifici per i trespoli e le zone
        di riposo sopraelevate possono comportare adeguamenti concreti quali la
        ristrutturazione di parte dei locali destinati agli animali e l'acquisto di nuove
        attrezzature per aziende che fino ad ora hanno prodotto in conformità dei regolamenti
        (CE) n. 834/2007 e (CE) n. 889/2008. È quindi opportuno prevedere un periodo di
        transizione per un massimo di tre anni a partire dal 1o gennaio 2021 per tali aziende o
        unità di produzione al fine di consentire loro di effettuare gli adeguamenti necessari
        dei locali destinati agli animali o la sostituzione delle attrezzature per conformarsi ai
        nuovi requisiti.
   (19) Infine il metodo di calcolo delle superfici minime degli spazi interni nei ricoveri per
        pollame il cui edificio abbia una parte esterna può comportare adeguamenti quali
        un'importante diminuzione della densità di allevamento del pollame o la
        ristrutturazione degli edifici per aziende che fino ad ora hanno prodotto in conformità
        dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e (CE) n. 889/2008. È quindi opportuno prevedere
        un periodo di transizione per un massimo di tre anni a partire dal 1o gennaio 2021 per
        tali aziende o unità di produzione al fine di consentire loro di effettuare gli
        all'etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la produzione biologica, l'etichettatura e i
        controlli (GU L 250 del 18.9.2008, pag. 1).
IT                                                      4                                                          IT
 ---pagebreak---          adeguamenti necessari dei piani aziendali o dei locali destinati agli animali per
         conformarsi ai nuovi requisiti.
   (20)  A fini di chiarezza e certezza del diritto, il presente regolamento dovrebbe applicarsi a
         decorrere dalla data di applicazione del regolamento (UE) 2018/848.
   (21)  Le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato per
         la produzione biologica,
   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                  CAPO I
                                          CONVERSIONE
                                                    Articolo 1
        Documenti da presentare per il riconoscimento retroattivo di un periodo
                                                  precedente
   1.      Ai fini dell'articolo 10, paragrafo 3, lettera a), del regolamento (UE) 2018/848
           l'operatore presenta alle autorità competenti nello Stato membro in cui l'attività stessa
           è esercitata e nel quale l'azienda di tale agricoltore od operatore è soggetta al sistema
           di controllo i documenti ufficiali delle autorità competenti pertinenti che dimostrano
           che gli appezzamenti agricoli per cui si richiede il riconoscimento retroattivo di un
           periodo precedente sono stati oggetto di misure definite in un programma attuato a
           norma del regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio6 e
           che su tali appezzamenti agricoli non sono stati utilizzati prodotti o sostanze diversi
           da quelli autorizzati per l'uso nella produzione biologica.
   2.      Ai fini dell'articolo 10, paragrafo 3, lettera b), del regolamento (UE) 2018/848
           l'operatore presenta alle autorità competenti nello Stato membro in cui l'attività stessa
           è esercitata e nel quale l'azienda di tale agricoltore od operatore è soggetta al sistema
           di controllo i documenti seguenti, che dimostrano che gli appezzamenti agricoli
           erano zone naturali o agricole che, per un periodo di almeno tre anni, non sono state
           trattate con prodotti o sostanze non autorizzati per l'uso nella produzione biologica a
           norma del regolamento (UE) 2018/848:
           (a)    le mappe che identificano chiaramente ciascun appezzamento agricolo oggetto
                  della domanda di riconoscimento retroattivo e le informazioni relative alla
                  superficie totale di tali appezzamenti e, se del caso, alla natura e al volume
                  della produzione in corso nonché, se disponibili, le coordinate di
                  geolocalizzazione;
           (b)    l'analisi dettagliata dei rischi effettuata dalle autorità di controllo o
                  dall'organismo di controllo per valutare se un appezzamento oggetto della
                  domanda di riconoscimento retroattivo sia stato trattato con prodotti o sostanze
                  non autorizzati nella produzione biologica per un periodo di almeno tre anni,
                  tenendo conto in particolare dell'estensione della superficie totale a cui si
   6
         Regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul
         sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che
         abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 487).
IT                                                      5                                                       IT
 ---pagebreak---                    riferisce la domanda e delle pratiche agronomiche svolte in tale periodo su
                   ciascun appezzamento oggetto della domanda;
            (c)    i risultati delle analisi di laboratorio effettuate presso laboratori accreditati su
                   campioni di suolo e/o vegetali prelevati dall'autorità di controllo o
                   dall'organismo di controllo da ciascun appezzamento agricolo identificato
                   come potenzialmente contaminato a causa del trattamento con prodotti e
                   sostanze non autorizzati per l'uso nella produzione biologica a seguito
                   dell'analisi dettagliata dei rischi di cui alla lettera b);
            (d)    un rapporto di ispezione dell'autorità di controllo o dell'organismo di controllo
                   a seguito di un'ispezione fisica dell'operatore al fine di verificare la coerenza
                   delle informazioni raccolte sugli appezzamenti agricoli oggetto della domanda
                   di riconoscimento retroattivo;
            (e)    qualsiasi altro documento pertinente ritenuto necessario dall'autorità di
                   controllo o dall'organismo di controllo per valutare la domanda di
                   riconoscimento retroattivo;
            (f)    una dichiarazione finale scritta dell'autorità di controllo o dell'organismo di
                   controllo che indichi se è giustificato il riconoscimento retroattivo di un
                   periodo precedente come parte del periodo di conversione e che specifichi
                   l'inizio del periodo a partire da cui ciascun appezzamento agricolo in questione
                   è considerato biologico e la superficie totale degli appezzamenti che
                   beneficiano del riconoscimento retroattivo di un periodo.
                                                CAPO II
                                              ANIMALI
                                                SEZIONE 1
                            BOVINI, OVINI, CAPRINI ED EQUINI
                                                  Articolo 2
                      Periodo minimo per l'alimentazione con latte materno
   Il periodo minimo di cui all'allegato II, parte II, punto 1.4.1., lettera g), del regolamento (UE)
   2018/848 durante il quale gli animali lattanti sono nutriti di preferenza con latte materno è di:
   (a)      90 giorni dalla nascita per i bovini e gli equini;
   (b)      45 giorni dalla nascita per gli ovini e i caprini.
                                                  Articolo 3
          Densità di allevamento e superficie minima degli spazi interni ed esterni
   Per i bovini, gli ovini, i caprini e gli equini la densità di allevamento e la superficie minima
   degli spazi interni ed esterni sono indicate nell'allegato I, parte I.
IT                                                    6                                                 IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 4
        Caratteristiche e requisiti tecnici della superficie minima degli spazi interni
   Almeno metà della superficie minima dello spazio interno di cui all'allegato I, parte I, per i
   bovini, gli ovini, i caprini e gli equini è costruita in materiale solido, vale a dire non fessurato
   né grigliato.
                                                SEZIONE 2
                                               CERVIDI
                                                 Articolo 5
                      Periodo minimo per l'alimentazione con latte materno
   Il periodo minimo di cui all'allegato II, parte II, punto 1.4.1., lettera g), del regolamento (UE)
   2018/848 durante il quale i cervidi lattanti sono nutriti di preferenza con latte materno è di 90
   giorni dalla nascita.
                                                 Articolo 6
                 Densità di allevamento e superficie minima degli spazi esterni
   Per i cervidi la densità di allevamento e la superficie minima degli spazi esterni sono indicate
   nell'allegato I, parte II.
                                                 Articolo 7
           Caratteristiche e requisiti tecnici dei recinti e delle recinzioni all'aperto
   1.        I cervidi sono tenuti in recinti o recinzioni all'esterno con accesso ai pascoli
             ogniqualvolta le condizioni lo consentano.
   2.        I recinti e le recinzioni all'esterno sono costruiti in modo tale da consentire, se
             necessario, la separazione delle diverse specie di cervidi.
   3.        Ogni recinto o recinzione all'esterno può dividersi in due zone oppure è adiacente a
             un altro recinto o a un'altra recinzione all'esterno in modo tale da poter svolgere le
             attività di manutenzione in ogni zona o in ogni recinto o recinzione all'esterno in
             sequenza.
                                                 Articolo 8
     Requisiti inerenti alla vegetazione e caratteristiche dei dispositivi di protezione e
                                         degli spazi all'aperto
   1.        Per i cervidi sono previsti dispositivi di protezione dagli sguardi e dalle intemperie,
             di preferenza ripari naturali, come l'inclusione all'interno del recinto o della
IT                                                   7                                                  IT
 ---pagebreak---              recinzione all'esterno di gruppi di alberi e arbusti, di parti di foreste o margini di
             boschi; se ciò non è possibile in misura sufficiente per tutto l'anno, sono previsti
             ripari artificiali coperti.
   2.        I recinti o le recinzioni all'esterno per i cervidi sono dotati di dispositivi o coperti di
             vegetazione che consentano agli animali di rimuovere il velluto dai loro palchi.
   3.        Nella fase avanzata della gravidanza e nelle due settimane successive al parto, le
             femmine dei cervidi hanno accesso a spazi coperti da vegetazione che consentono di
             celare i cuccioli.
   4.        Le staccionate intorno ai recinti e alle recinzioni sono costruite in modo tale che i
             cervidi non possano scappare.
                                                SEZIONE 3
                                                  SUINI
                                                 Articolo 9
                      Periodo minimo per l'alimentazione con latte materno
   Il periodo minimo di cui all'allegato II, parte II, punto 1.4.1., lettera g), del regolamento (UE)
   2018/848 durante il quale i suini lattanti sono nutriti di preferenza con latte materno è di 40
   giorni dalla nascita.
                                                 Articolo 10
           Densità di allevamento e superficie minima degli spazi interni ed esterni
   Per i suini la densità di allevamento e la superficie minima degli spazi interni ed esterni sono
   indicate nell'allegato I, parte III.
                                                 Articolo 11
       Caratteristiche e requisiti tecnici della superficie minima degli spazi interni ed
                                                   esterni
   Almeno metà della superficie minima dello spazio interno ed esterno di cui all'allegato I, parte
   III, è costituita di materiale solido, vale a dire non fessurato né grigliato.
                                                 Articolo 12
           Requisiti inerenti alla vegetazione e caratteristiche degli spazi all'aperto
   1.        Gli spazi all'aperto devono essere attrattivi per i suini. Ove possibile, si accorda
             preferenza ai campi con alberi o foreste.
   2.        Gli spazi all'aperto offrono le condizioni del clima esterno nonché l'accesso a ripari e
             mezzi che consentono la termoregolazione corporea dei suini.
IT                                                    8                                                  IT
 ---pagebreak---                                                SEZIONE 4
                                              POLLAME
                                                Articolo 13
                                                Definizioni
   Ai fini della presente sezione si applicano le seguenti definizioni:
   (a)      per "pollame da ingrasso" si intende il pollame per la produzione di carne;
   (b)      per "gruppo" si intende, nel contesto dei compartimenti dei ricoveri per pollame, un
            insieme di volatili che non si mescolano con altre specie avicole, con spazi interni ed
            esterni riservati ad essi;
   (c)      per "maschio di gallina ovaiola" si intende il maschio di razza ovaiola destinato alla
            produzione di carne;
   (d)      per "pollastra da ingrasso" si intende la femmina di Gallus gallus destinata alla
            produzione di carne e macellata all'età minima di 120 giorni.
                                                Articolo 14
          Densità di allevamento e superficie minima degli spazi interni ed esterni
   Per il pollame la densità di allevamento e la superficie minima degli spazi interni ed esterni
   sono indicate nell'allegato I, parte IV.
                                                Articolo 15
                   Caratteristiche e requisiti tecnici dei ricoveri per pollame
   1.       I ricoveri per pollame devono essere costruiti in modo tale da consentire ai volatili la
            medesima facilità di accesso agli spazi all'aperto. A tal fine si applicano le seguenti
            norme:
            (a)    il perimetro esterno del ricovero per pollame è provvisto di uscioli di
                   entrata/uscita con accesso diretto a spazi all'aperto;
            (b)    ciascun usciolo di entrata/uscita è di dimensioni adeguate per i volatili;
            (c)    i volatili sono in grado di accedere agli uscioli senza alcun ostacolo;
            (d)    gli uscioli sul perimetro esterno del ricovero per pollame hanno una lunghezza
                   combinata di almeno 4 m per 100 m² di zona utilizzabile della superficie
                   minima dello spazio interno del ricovero per pollame;
            (e)    laddove gli uscioli sono sopraelevati è prevista una rampa.
   2.       Ai ricoveri per pollame con veranda si applicano le seguenti norme:
            (a)    il perimetro esterno tra la parte interna del ricovero e la veranda e quello che
                   separa la veranda dallo spazio all'aperto hanno uscioli di entrata/uscita che
                   consentono un facile accesso rispettivamente alla veranda o allo spazio
                   all'aperto;
IT                                                   9                                               IT
 ---pagebreak---       (b)   gli uscioli che consentono di accedere alla veranda dalla parte interna del
            ricovero hanno una lunghezza complessiva di almeno 2 m per 100 m2 della
            zona utilizzabile della superficie minima dello spazio interno del ricovero per
            pollame e gli uscioli che consentono di accedere dalla veranda allo spazio
            all'aperto hanno una lunghezza complessiva di almeno 4 m per 100 m2 di zona
            utilizzabile della superficie minima interna del ricovero per pollame;
      (c)   la zona utilizzabile della veranda non è presa in considerazione nel calcolo
            della densità di allevamento e della superficie minima degli spazi interni ed
            esterni di cui all'allegato I, parte IV. Tuttavia una parte supplementare esterna
            coperta di un edificio destinato al pollame, isolata in modo tale da non avere
            condizioni climatiche esterne, può essere presa in considerazione per il calcolo
            della densità di allevamento e della superficie minima degli spazi interni ed
            esterni di cui all'allegato I, parte IV, se rispetta le condizioni seguenti:
            i)     è completamente accessibile 24 ore su 24;
            ii)    è conforme ai requisiti di cui all'allegato II, parte II, punti 1.6.1 e 1.6.3
                   del regolamento (UE) 2018/848;
            iii)   gli uscioli rispettano gli stessi requisiti previsti per le verande al presente
                   paragrafo, lettere a) e b);
      (d)   la zona utilizzabile della veranda non è compresa nella zona utilizzabile totale
            dei ricoveri per pollame per polli da ingrasso di cui all'allegato II, parte II,
            punto 1.9.4.4., lettera m), del regolamento (UE) 2018/848.
   3. Nei ricoveri per pollame suddivisi in compartimenti al fine di ospitare più gruppi:
      (a)   i compartimenti garantiscono che i contatti con altri gruppi siano limitati e che
            i volatili di gruppi diversi non possano mescolarsi all'interno del ricovero;
      (b)   in base al tipo, il numero massimo di animali per compartimento di un ricovero
            per pollame è il seguente:
            (i)    3 000 riproduttori Gallus gallus;
            (ii)   10 000 pollastrelle;
            (iii) 4 800 polli da ingrasso Gallus gallus;
            (iv) 2 500 capponi;
            (v)    4 000 pollastre da ingrasso;
            (vi) 2 500 tacchini;
            (vii) 2 500 oche;
            (viii) 3 200 maschi o 4 000 femmine di anatra di Pechino;
            (ix) 3 200 maschi o 4 000 femmine di anatra muta;
            (x)    3 200 maschi o 4 000 femmine di anatra "Mulard";
            (xi) 5 200 faraone;
      (c)   i compartimenti devono essere separati da pareti divisorie di materiale solido
            per le specie di pollame da ingrasso diverse dal Gallus gallus; tali pareti
            divisorie in materiale solido garantiscono una separazione fisica totale dal
            suolo al tetto della costruzione di ciascun compartimento del ricovero per
            pollame;
IT                                             10                                                  IT
 ---pagebreak---         (d)    i compartimenti sono separati da pareti divisorie in materiale solido o da pareti
               divisorie semi-chiuse o da reti o maglie per i riproduttori Gallus gallus, le
               galline ovaiole, le pollastrelle, i maschi di galline ovaiole e il pollame da
               ingrasso della specie Gallus gallus.
   4.   Nei ricoveri per pollame si possono usare sistemi a più livelli. Se si utilizzano sistemi
        a più livelli si applicano le norme seguenti:
        (a)    i sistemi a più livelli possono essere usati solo per riproduttori Gallus gallus,
               galline ovaiole, pollastrelle per la futura produzione di uova, pollastrelle future
               riproduttrici e maschi di galline ovaiole;
        (b)    i sistemi a più livelli non possono avere più di tre livelli di zona utilizzabile,
               incluso il livello al suolo;
        (c)    i livelli elevati sono costruiti in modo tale da evitare cadute di deiezioni sui
               volatili in basso e sono dotati di un sistema di rimozione efficiente delle
               medesime;
        (d)    tutti i livelli consentono un'ispezione agevole dei volatili;
        (e)    i sistemi a più livelli garantiscono che tutti i volatili possano spostarsi
               liberamente e facilmente da un livello all'altro o nelle zone intermedie;
        (f)    i sistemi a più livelli sono costruiti in modo tale da garantire a tutti i volatili lo
               stesso accesso agli spazi all'aperto.
   5.   I ricoveri per pollame devono essere dotati di trespoli e/o di zone di riposo
        sopraelevate. I trespoli e/o le zone di riposo sopraelevate sono previsti per i volatili a
        partire dalla tenera età in dimensioni o proporzioni commisurate alla grandezza del
        gruppo e dei volatili conformemente all'allegato I, parte IV.
   6.   I ricoveri mobili possono essere usati per il pollame a condizione che siano spostati
        regolarmente durante il ciclo produttivo, e almeno nell'intervallo tra l'allevamento di
        due gruppi di pollame, al fine di garantire ai volatili la disponibilità di vegetazione.
        La densità di allevamento per il pollame da ingrasso di cui all'allegato I, parte IV,
        sezioni da 4 a 9, può essere aumentata fino a un massimo di 30 kg di peso vivo/m2 a
        condizione che la superficie del livello al suolo del ricovero mobile non superi i 150
        m2 .
                                            Articolo 16
      Requisiti inerenti alla vegetazione e caratteristiche degli spazi all'aperto
   1.   Gli spazi all'aperto destinati al pollame devono essere attrattivi per i volatili e
        completamente ed equamente accessibili ad essi.
   2.   Nei ricoveri per pollame suddivisi in compartimenti separati al fine di ospitare più
        gruppi gli spazi all'aperto corrispondenti a ogni singolo compartimento sono separati
        in modo da garantire che il contatto con gli altri gruppi sia limitato e che i volatili di
        gruppi diversi non possano mescolarsi.
   3.   Gli spazi all'aperto destinati al pollame sono coperti per la maggior parte da
        vegetazione costituita da un'ampia gamma di piante.
IT                                               11                                                   IT
 ---pagebreak---    4.       Gli spazi all'aperto forniscono ai volatili un numero sufficiente di dispositivi di
            protezione o di ripari o arbusti o alberi distribuiti in tutte le zone all'aperto al fine di
            garantire un utilizzo equilibrato di tutto lo spazio all'aperto da parte dei volatili.
   5.       La vegetazione dello spazio all'aperto deve essere regolarmente gestita al fine di
            limitare eventuali eccedenze di nutrienti.
   6.       Gli spazi all'aperto non si estendono oltre un raggio di 150 m dall'usciolo di
            entrata/uscita più vicino del ricovero per pollame. Può essere tuttavia ammessa una
            distanza maggiore, fino a 350 m di raggio dall'usciolo più vicino dell'edificio, purché
            vi sia un numero sufficiente di ripari dalle intemperie e dai predatori uniformemente
            distribuiti nell'intero spazio all'aperto, con una densità di almeno quattro ripari per
            ettaro. Per le oche lo spazio all'aperto deve consentire ai volatili di soddisfare le loro
            esigenze alimentari in materia di erba.
                                               SEZIONE 5
                                               CONIGLI
                                                Articolo 17
                         Periodo minimo per l'alimentazione con latte materno
   Il periodo minimo di cui all'allegato II, parte II, punto 1.4.1., lettera g), del regolamento (UE)
   2018/848 durante il quale i conigli lattanti sono nutriti di preferenza con latte materno è di 42
   giorni dalla nascita.
                                                Articolo 18
          Densità di allevamento e superficie minima degli spazi interni ed esterni
   Per i conigli la densità di allevamento e la superficie minima degli spazi interni ed esterni
   sono indicate nell'allegato I, parte V.
                                                Articolo 19
          Caratteristiche e requisiti tecnici per locali di stabulazione mobili e fissi
   1.       Durante il periodo di pascolo i conigli sono tenuti in locali di stabulazione mobili sui
            pascoli o in locali di stabulazione fissi con accesso al pascolo.
   2.       Al di fuori del periodo di pascolo, i conigli possono essere tenuti in locali di
            stabulazione con accesso a un recinto all'aperto con vegetazione, di preferenza erba.
   3.       I locali di stabulazione mobili su pascoli sono spostati il più spesso possibile per
            garantire il massimo utilizzo del pascolo e sono costruiti in modo tale da consentire
            ai conigli di pascolare al suolo.
IT                                                  12                                                   IT
 ---pagebreak---                                           Articolo 20
          Caratteristiche e requisiti tecnici degli spazi interni ed esterni
   1. Lo spazio interno nei locali di stabulazione fissi e mobili è costruito in modo tale
      che:
      (a)   l'altezza sia sufficiente a consentire a tutti i conigli di stare in piedi con le
            orecchie erette;
      (b)   possa accogliere diversi gruppi di conigli consentendo di preservare l'integrità
            della nidiata durante il passaggio alla fase di ingrasso;
      (c)   sia possibile tenere separati i maschi e le femmine gravide e riproduttrici dal
            gruppo per motivi specifici di benessere degli animali e per un periodo
            limitato, a condizione che possano mantenere un contatto visivo con altri
            conigli;
      (d)   alla femmina sia possibile allontanarsi dal nido e ritornarvi per allattare i
            coniglietti;
      (e)   esso preveda:
            i)     ricoveri coperti, compresi nascondigli al riparo dalla luce in numero
                   sufficiente per tutte le categorie di conigli;
            ii)    accesso ai nidi a tutte le femmine almeno una settimana prima della data
                   prevista per il parto e almeno fino alla fine del periodo di allattamento dei
                   coniglietti;
            iii)   accesso ai nidi in numero sufficiente con un minimo di un nido per
                   femmina che allatta con i coniglietti;
            iv)    materiali che consentano ai conigli di rosicchiare.
   2. Lo spazio esterno nelle strutture con locali di stabulazione fissi è costruito in modo
      tale da:
      (a)   avere piattaforme sopraelevate in numero sufficiente e distribuite in modo
            uniforme sulla superficie minima;
      (b)   essere circondato da recinzioni sufficientemente alte e profonde da impedire la
            fuga saltando o scavando;
      (c)   avere facile accesso alla parte del recinto all'aperto con vegetazione, se lo
            spazio esterno è in cemento. Senza tale facile accesso, la superficie dello spazio
            in cemento non può essere inclusa nel calcolo della superficie minima dello
            spazio esterno;
      (d)   prevedere:
            i)     ricoveri coperti, compresi nascondigli al riparo dalla luce in numero
                   sufficiente per tutte le categorie di conigli;
            ii)    materiali che consentano ai conigli di rosicchiare.
IT                                             13                                                IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 21
          Requisiti inerenti alla vegetazione e caratteristiche degli spazi all'aperto
   1.        La vegetazione dei recinti all'aperto è sottoposta a manutenzione regolarmente e in
             modo tale da renderla attrattiva per i conigli.
   2.        Durante il periodo di pascolo, i pascoli sono regolarmente sottoposti a rotazione e
             gestiti in modo tale da ottimizzare il pascolamento dei conigli.
                                               CAPO III
                             ANIMALI DI ACQUACOLTURA
                                                 Articolo 22
      Norme dettagliate applicabili agli animali di acquacoltura per specie o gruppo di specie
   Gli operatori che producono animali di acquacoltura si conformano alle norme dettagliate per
   specie o per gruppo di specie di cui all'allegato II relativamente alla densità di allevamento e
   alle caratteristiche specifiche dei sistemi di produzione e dei sistemi di contenimento.
                                               CAPO IV
                     ALIMENTI E MANGIMI TRASFORMATI
                                                 Articolo 23
                     Tecniche autorizzate nella trasformazione degli alimenti
   1.        Solo le tecniche conformi ai principi stabiliti nel capo II del regolamento
             (UE) 2018/848, in particolare i principi specifici pertinenti applicabili alla
             trasformazione di alimenti biologici di cui all'articolo 7, alle norme pertinenti del
             capo III di tale regolamento e alle norme dettagliate di produzione di cui all'allegato
             II, parte IV, del medesimo sono autorizzate nella trasformazione di alimenti nella
             produzione biologica.
   2.        Fatto salvo l'allegato II, parte VI, punto 3, del regolamento (UE) 2018/848, le
             tecniche con resina scambiatrice di ioni e adsorbente sono autorizzate ai fini della
             preparazione di materie prime biologiche:
             (a)    per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, rispettivamente lettere a) e b),
                    del regolamento (UE) n. 609/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, a
                    condizione che l'impiego di tali tecniche sia necessario per adempiere alle
                    prescrizioni di detto regolamento e degli atti adottati sulla base del suo articolo
                    11, paragrafo 1, per i prodotti in questione; oppure
             (b)    per i prodotti disciplinati dalla direttiva 2006/125/CE, a condizione che
                    l'impiego di tali tecniche sia necessario per adempiere alle prescrizioni di detta
                    direttiva.
IT                                                    14                                                IT
 ---pagebreak---    3.    Uno Stato membro, qualora ritenga opportuno che la conformità di una tecnica
         specifica ai principi e alle norme di cui al paragrafo 1 sia valutata o che determinate
         condizioni specifiche per l'uso di tale tecnica siano inserite nel presente regolamento,
         può chiedere alla Commissione di effettuare tale valutazione. A tale scopo esso
         notifica alla Commissione e agli altri Stati membri un fascicolo che illustri le ragioni
         di tale conformità o di tali condizioni specifiche e provvede affinché esso sia reso
         disponibile pubblicamente, fatto salvo il rispetto della legislazione dell'Unione e di
         quella nazionale in materia di protezione dei dati.
      La Commissione pubblica regolarmente le eventuali richieste di cui al primo comma.
   4.    La Commissione analizza il fascicolo di cui al paragrafo 3. Se l'analisi effettuata
         dalla Commissione conclude che la tecnica descritta nel fascicolo è conforme ai
         principi e alle norme di cui al paragrafo 1, la Commissione modifica il presente
         regolamento al fine di autorizzare esplicitamente la tecnica oggetto del fascicolo o di
         inserire condizioni specifiche per il suo uso nel presente regolamento.
   5.    La Commissione riesamina l'autorizzazione delle tecniche per la trasformazione degli
         alimenti biologici, comprese la descrizione e le condizioni per l'uso, ogniqualvolta
         nuovi dati si rendano disponibili o siano forniti da uno Stato membro.
                                           Articolo 24
                 Tecniche autorizzate nella trasformazione dei mangimi
   1.    Solo le tecniche conformi ai principi stabiliti nel capo II del regolamento
         (UE) 2018/848 (in particolare i principi specifici pertinenti applicabili alla
         trasformazione di mangimi biologici di cui all'articolo 8), alle norme pertinenti del
         capo III di detto regolamento e alle norme di produzione dettagliate di cui all'allegato
         II, parte V, del medesimo e che non ripristinano le proprietà perdute nella
         trasformazione e nel magazzinaggio di mangimi biologici, non ovviano a negligenze
         nella trasformazione e non possono altrimenti trarre in inganno sulla vera natura di
         tali prodotti sono autorizzate nella trasformazione di mangimi nella produzione
         biologica.
   2.    Uno Stato membro, qualora ritenga opportuno che la conformità di una tecnica
         specifica ai principi e alle norme di cui al paragrafo 1 sia valutata o che determinate
         condizioni specifiche per l'uso di tale tecnica siano inserite nel presente regolamento,
         può chiedere alla Commissione di effettuare tale valutazione. A tale scopo esso
         notifica alla Commissione e agli altri Stati membri un fascicolo che illustri le ragioni
         di tale conformità o di tali condizioni specifiche e provvede affinché esso sia reso
         disponibile pubblicamente, fatto salvo il rispetto della legislazione dell'Unione e di
         quella nazionale in materia di protezione dei dati.
      La Commissione pubblica regolarmente le eventuali richieste di cui al primo comma.
   3.    La Commissione analizza il fascicolo di cui al paragrafo 2. Se l'analisi effettuata
         dalla Commissione conclude che la tecnica descritta nel fascicolo è conforme ai
         principi e alle norme di cui al paragrafo 1, la Commissione modifica il presente
         regolamento al fine di autorizzare esplicitamente la tecnica oggetto del fascicolo o di
         inserire condizioni specifiche per il suo uso nel presente regolamento.
IT                                              15                                                IT
 ---pagebreak---    4.     La Commissione riesamina l'autorizzazione delle tecniche per la trasformazione dei
          mangimi biologici, comprese la descrizione e le condizioni per l'uso, ogniqualvolta
          nuovi dati si rendano disponibili o siano forniti da uno Stato membro.
                                              CAPO V
      INFORMAZIONI RIGUARDANTI LA DISPONIBILITÀ SUL
      MERCATO DI MATERIALE RIPRODUTTIVO VEGETALE
   BIOLOGICO E IN CONVERSIONE, DI ANIMALI BIOLOGICI
        E DI NOVELLAME DI ACQUACOLTURA BIOLOGICO
                                              Articolo 25
                Informazioni che gli Stati membri sono tenuti a trasmettere
   1.     Gli Stati membri trasmettono le informazioni da mettere a disposizione a norma
          dell'articolo 53, paragrafo 6, lettera a), del regolamento (UE) 2018/848 dalla banca
          dati di cui all'articolo 26, paragrafo 1, e dai sistemi di cui all'articolo 26, paragrafo 2,
          e, se del caso, all'articolo 26, paragrafo 3, di tale regolamento conformemente alle
          specifiche di cui all'allegato III, parte I, del presente regolamento.
   2.     Gli Stati membri trasmettono le informazioni da mettere a disposizione a norma
          dell'articolo 53, paragrafo 6, lettera b), del regolamento (UE) 2018/848 sulle deroghe
          concesse a norma dell'allegato II, parte I, punto 1.8.5, e parte II, punti 1.3.4.3 e
          1.3.4.4, di tale regolamento conformemente alle specifiche di cui all'allegato III,
          parte II, del presente regolamento.
   3.     Gli Stati membri trasmettono le informazioni da mettere a disposizione a norma
          dell'articolo 53, paragrafo 6, lettera c), del regolamento (UE) 2018/848 relative alla
          disponibilità, sul mercato dell'Unione, di mangimi proteici biologici per pollame e
          suini e alle autorizzazioni concesse conformemente all'allegato II, parte II, punti
          1.9.3.1, lettera c), e 1.9.4.2, lettera c), di tale regolamento in risposta a un
          questionario trasmesso annualmente dalla Commissione agli Stati membri.
   4.     Le informazioni di cui ai paragrafi 1, 2 e 3 sono trasmesse nel formato e attraverso il
          sistema messo a disposizione dalla Commissione. Tali informazioni sono trasmesse
          ogni anno entro il 30 giugno e per la prima volta entro il 30 giugno 2022 per quanto
          riguarda l'anno 2021.
   5.     Le informazioni di cui ai paragrafi 1 e 2, ricevute dagli Stati membri a norma
          dell'articolo 53, paragrafo 6, del regolamento (UE) 2018/848, sono inserite nella
          banca dati di cui all'articolo 26, paragrafo 1, e nei sistemi di cui all'articolo 26,
          paragrafo 2, e, se del caso, nei sistemi di cui all'articolo 26, paragrafo 3, del
          medesimo.
IT                                                 16                                                  IT
 ---pagebreak---                                         CAPO VI
               DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
                                         Articolo 26
                                   Disposizioni transitorie
   1. In deroga al capo II, sezione 3, del presente regolamento, le aziende o unità di
      produzione con suini in strutture costruite, ristrutturate o messe in servizio prima
      della data di entrata in applicazione del presente regolamento in conformità dei
      regolamenti (CE) n. 834/2007 e (CE) n. 889/2008 e per cui è necessaria
      un'importante ricostruzione delle strutture esterne per conformarsi al requisito di
      almeno metà della superficie dello spazio esterno costituita da materiale solido di cui
      all'articolo 11 del presente regolamento, si conformano a tale articolo entro il 1o
      gennaio 2029.
   2. In deroga al capo II, sezione 4, del presente regolamento, le aziende o unità di
      produzione con ricoveri per pollame costruiti, ristrutturati o messi in servizio prima
      della data di entrata in applicazione del presente regolamento in conformità dei
      regolamenti (CE) n. 834/2007 e (CE) n. 889/2008 e per cui è necessaria
      un'importante trasformazione dei locali destinati agli animali per conformarsi al
      requisito della lunghezza complessiva degli uscioli dalla parte interna del ricovero
      alla veranda di cui all'articolo 15, paragrafo 2, lettera b), del presente regolamento, si
      conformano a tale lettera entro il 1o gennaio 2024.
   3. In deroga al capo II, sezione 4, del presente regolamento, le aziende o unità di
      produzione con ricoveri per pollame il cui edificio abbia una parte esterna costruiti,
      ristrutturati o messi in servizio prima della data di entrata in applicazione del
      presente regolamento in conformità dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e (CE)
      n. 889/2008 e per cui è necessaria un'importante riduzione della densità di
      allevamento all'interno o la ristrutturazione degli edifici per conformarsi ai requisiti
      relativi al calcolo della densità di allevamento e alla superficie minima dello spazio
      interno di cui all'allegato I, parte IV, del presente regolamento in conformità
      dell'articolo 15, paragrafo 2, lettera c), del presente regolamento, si conformano a tali
      disposizioni entro il 1o gennaio 2024.
   4. In deroga al capo II, sezione 4, del presente regolamento, le aziende o unità di
      produzione con ricoveri per pollame costruiti, ristrutturati o messi in servizio prima
      della data di entrata in applicazione del presente regolamento in conformità dei
      regolamenti (CE) n. 834/2007 e (CE) n. 889/2008 e per cui è necessaria
      un'importante trasformazione dei locali destinati agli animali o una sostituzione delle
      attrezzature per conformarsi al requisito relativo alle pareti divisorie in materiale
      solido di cui all'articolo 15, paragrafo 3, lettera c), o al requisito relativo ai trespoli o
      alle zone di riposo sopraelevate di cui all'articolo 15, paragrafo 5, del presente
      regolamento, si conformano a tali disposizioni entro il 1o gennaio 2024.
   5. In deroga al capo II, sezione 4, del presente regolamento, le aziende o unità di
      produzione con ricoveri per pollame a più livelli costruiti, ristrutturati o messi in
      servizio prima della data di entrata in applicazione del presente regolamento in
      conformità dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e (CE) n. 889/2008 e per cui è
      necessaria un'importante trasformazione dei locali destinati agli animali per
IT                                            17                                                    IT
 ---pagebreak---             conformarsi ai requisiti relativi al numero massimo di livelli e al sistema di
            rimozione delle deiezioni di cui all'articolo 15, paragrafo 4, lettere b) e c), del
            presente regolamento, si conformano a tali lettere entro il 1o gennaio 2029.
   6.       In deroga al capo II, sezione 4, del presente regolamento, le aziende o unità di
            produzione con ricoveri per pollame con spazi all'aperto che si estendono oltre un
            raggio di 150 m dall'usciolo di uscita/entrata costruiti, ristrutturati o messi in servizio
            prima della data di entrata in applicazione del presente regolamento in conformità dei
            regolamenti (CE) n. 834/2007 e (CE) n. 889/2008 e per cui sono necessari importanti
            adeguamenti delle strutture o l'acquisizione di ulteriori terreni per conformarsi al
            requisito relativo al raggio massimo di cui all'articolo 16, paragrafo 6, del presente
            regolamento, si conformano a tale disposizione entro il 1o gennaio 2029.
   7.       In deroga all'allegato I, parte IV, sezione 2, del presente regolamento, le aziende o
            unità di produzione che producono pollastrelle in strutture per il pollame costruite,
            ristrutturate o messe in servizio prima della data di entrata in applicazione del
            presente regolamento in conformità dei regolamenti (CE) n. 834/2007 e (CE)
            n. 889/2008 e per cui sono necessari importanti adeguamenti della struttura dei
            ricoveri per pollame o l'acquisizione di ulteriori terreni per conformarsi alle norme
            dell'allegato I, parte IV, sezione 2, del presente regolamento, si conformano alla
            densità di allevamento e alla superficie minima degli spazi interni ed esterni per le
            pollastrelle e i maschi di galline ovaiole di cui all'allegato I, parte IV, sezione 2, del
            presente regolamento entro il 1o gennaio 2029.
                                              Articolo 27
                                  Entrata in vigore e applicazione
   Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione
   nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
   Esso si applica a decorrere dal 1o gennaio 2021.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
   Fatto a Bruxelles, il 26.3.2020
                                                 Per la Commissione
                                                 La presidente
                                                 Ursula VON DER LEYEN
IT                                                 18                                                   IT
 ---documentbreak---                                                       IT
                                                 Allegato I
NORME RELATIVE ALLA DENSITÀ DI ALLEVAMENTO E ALLA SUPERFICIE MINIMA
        DEGLI SPAZI INTERNI ED ESTERNI PER GLI ANIMALI DI CUI AL CAPO II
   Parte I: densità di allevamento e superficie minima degli spazi interni ed esterni per bovini,
                              ovini, caprini ed equini di cui all'articolo 3
     1. Bovini
                                            Spazio interno                           Spazio esterno
                            (superficie netta disponibile per gli animali)   (spazi liberi, esclusi i pascoli)
                            Peso vivo minimo                m2/capo                     m2/capo
                                   (kg)
                                Fino a 100                    1,5                           1,1
                                Fino a 200                    2,5                           1,9
                                Fino a 350                    4,0                            3
                                Oltre 350             5 con un minimo di          3,7 con un minimo di
                                                          1 m2/100 kg                0,75 m2/100 kg
      Vacche da latte                                          6                            4,5
   Tori da riproduzione                                       10                            30
     2. Ovini e caprini
                           Spazio interno                                   Spazio esterno
                           (superficie netta disponibile per gli animali)   (spazi liberi, esclusi i pascoli)
                           m2/capo                                          m2/capo
Pecore                     1,5                                              2,5
Agnelli                    0,35                                             0,5
Capre                      1,5                                              2,5
Capretti                   0,35                                             0,5
     3. Equini
                           Spazio interno                                   Spazio esterno
                           (superficie netta disponibile per gli animali)   (spazi liberi, esclusi i pascoli)
                           Peso vivo minimo       m2/ capo [dimensioni      m2/capo
                           (kg)                   dei box in funzione
                                                  dell'altezza dei cavalli]
Equini da riproduzione e   Fino a 100             1,5                       1,1
da ingrasso                Fino a 200             2,5                       1,9
                           Fino a 350             4,0                       3
                           Oltre 350              5 con un minimo di        3,7 con un minimo di
                                                      2
                                                  1 m /100 kg               0,75 m2/100 kg
                                                       1
 ---pagebreak---      Parte II: densità di allevamento e superficie minima degli spazi esterni per cervidi di cui
                                             all'articolo 6
       Specie di cervidi              Superficie         Densità di allevamento -
                                  minima di spazio          numero massimo di
                                     esterno per         animali adulti (*) per ha
                                       recinto o
                                     recinzione
          Cervo sika                     1 ha           15
         Cervus nippon
             Daino                       1 ha           15
          Dama dama
         Cervo nobile                    2 ha           7
        Cervus elaphus
     Cervo di padre David                2 ha           7
     Elaphurus davidianus
  Più di una specie di cervidi           3 ha           7 nel caso in cui facciano
                                                        parte del branco cervi
                                                        nobili o cervi di padre
                                                        David;
                                                        15 nel caso in cui non
                                                        facciano parte del branco
                                                        cervi nobili o cervi di
                                                        padre David
(*) Due cervidi fino a 18 mesi contano come un cervide adulto
                                                   2
 ---pagebreak---  Parte III: densità di allevamento e superficie minima degli spazi interni ed esterni per suini di
                                         cui all'articolo 10
                                                   Spazio interno (superficie    Spazio esterno
                                                    netta a disposizione dei
                                                       suini, vale a dire le
                                                 dimensioni interne inclusi i
                                                      trogoli ma escluse le
                                                    mangiatoie in cui i suini
                                                     non possono sdraiarsi)
                           Peso vivo minimo                  m2/capo                m2/capo
                                  (kg)
Scrofe in allattamento                                    7,5 per scrofa               2,5
 con suinetti fino allo
     svezzamento
   Suini da ingrasso      Non superiore a                       0,6                    0,4
Suinetti svezzati, suini  35 kg
    da allevamento,       Superiore a 35 kg                     0,8                    0,6
  scrofette, verri da     ma non superiore a
      allevamento         50 kg
                          Superiore a 50 kg                     1,1                    0,8
                          ma non superiore a
                          85 kg
                          Superiore a 85 kg                     1,3                     1
                          ma non superiore a
                          110 kg
                          Superiore a 110 kg                    1,5                    1,2
     Femmine da                                                 2,5                    1,9
  riproduzione della
      specie suina
Scrofe asciutte gravide
Maschi da riproduzione                                           6                      8
  della specie suina                                 10 se vengono utilizzati
          Verri                                   recinti per la monta naturale
                                                   3
 ---pagebreak--- Parte IV: densità di allevamento e superficie minima degli spazi interni ed esterni per pollame di
    cui all'articolo 14 e all'articolo 15, paragrafo 2, lettera c), e paragrafo 6, e trespoli o zone di
                         riposo sopraelevate di cui all'articolo 15, paragrafo 5
1. Riproduttori Gallus gallus destinati alla produzione di uova da cova per future galline ovaiole e
     riproduttori Gallus gallus destinati alla produzione di uova da cova per futuri Gallus gallus da
     ingrasso
Età                                                                                 ≥ 18 settimane
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio interno
Numero massimo di volatili riproduttori per m2 della zona                  6
utilizzabile dello spazio interno del ricovero per pollame
Trespoli per volatili riproduttori per future galline ovaiole
Lunghezza minima del trespolo per volatile in cm                           18
Nidi                                                                       7 femmine per nido o in caso
                                                                           di nido comune
                                                                           120 cm2/femmina
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio esterno            4
Superficie minima dello spazio esterno per volatile in m2
2. Pollastrelle e maschi di galline ovaiole
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio interno            21 kg di peso vivo/m2
Densità di allevamento per m2 della zona utilizzabile dello spazio
interno del ricovero per pollame
Trespoli e/o zone di riposo sopraelevate                                   Qualsiasi combinazione di
                                                                           trespoli e/o zone di riposo
                                                                           sopraelevate:
                                                                           minimo 10 cm per
                                                                           trespolo/volatile
                                                                           oppure
                                                                           minimo 100 cm2 per zona di
                                                                           riposo sopraelevata/volatile
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio esterno            1
Superficie minima dello spazio esterno per volatile in m2
                                                      4
 ---pagebreak--- 3. Galline ovaiole incluse linee genetiche allevate con duplice finalità per la produzione di carne e di
    uova
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio interno        6
Numero massimo di volatili per m2 della zona utilizzabile dello
spazio interno del ricovero per pollame
Trespoli
Lunghezza minima del trespolo per volatile in cm                       18
Nidi                                                                   7 galline ovaiole per nido o in
                                                                       caso di nido comune
                                                                       120 cm2/gallina ovaiola
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio esterno        4
Superficie minima dello spazio esterno per volatile in m2
4. Pollame da ingrasso Gallus gallus
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio interno        21 kg di peso vivo/m2
Densità di allevamento per m2 della zona utilizzabile dello spazio
interno del ricovero per pollame
Trespoli e/o zone di riposo sopraelevate                               Qualsiasi combinazione di
                                                                       trespoli e/o zone di riposo
                                                                       sopraelevate:
                                                                       minimo          5 cm         per
                                                                       trespolo/volatile
                                                                       oppure minimo 25 cm2 per
                                                                       zona           di         riposo
                                                                       sopraelevata/volatile
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio esterno dei
ricoveri fissi                                                         4
Superficie minima dello spazio esterno per volatile in m2
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio esterno dei
ricoveri mobili                                                        2,5
Superficie minima dello spazio esterno per volatile in m2
5. Pollame da ingrasso Gallus gallus: capponi e pollastre da ingrasso
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio interno        21 kg di peso vivo/m2
Densità di allevamento per m2 della zona utilizzabile dello spazio
interno del ricovero per pollame
Trespoli e/o zone di riposo sopraelevate                               Qualsiasi combinazione di
                                                                       trespoli e/o zone di riposo
                                                                       sopraelevate:
                                                                       minimo          5 cm         per
                                                                       trespolo/volatile
                                                                       oppure minimo 25 cm2 per
                                                                       zona           di         riposo
                                                                       sopraelevata/volatile
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio esterno
Superficie minima dello spazio esterno per volatile in m2              4
                                                   5
 ---pagebreak---  6. Pollame da ingrasso diverso da Gallus gallus: tacchini Meleagris gallopavo commercializzati
      interi per l'arrosto o destinati al taglio
 Densità di allevamento e superficie minima dello spazio interno      21 kg di peso vivo/m2
 Densità di allevamento per m2 della zona utilizzabile dello spazio
 interno del ricovero per pollame
 Trespoli e/o zone di riposo sopraelevate                             Qualsiasi combinazione di
                                                                      trespoli e/o zone di riposo
                                                                      sopraelevate:
                                                                      minimo      10    cm     per
                                                                      trespolo/volatile
                                                                      oppure minimo 100 cm2 per
                                                                      zona         di       riposo
                                                                      sopraelevata/volatile
 Densità di allevamento e superficie minima dello spazio esterno
 Superficie minima dello spazio esterno per volatile in m2            10
 7. Pollame da ingrasso diverso da Gallus gallus: oche Anser anser domesticus
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio interno       21 kg di peso vivo/m2
Densità di allevamento per m2 della zona utilizzabile dello spazio
interno del ricovero per pollame
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio esterno
Superficie minima dello spazio esterno per volatile in m2             15
 8. Pollame da ingrasso diverso da Gallus gallus: anatre di Pechino Anas platyrhynchos domesticus:
      anatre mute Cairina moschata e ibridi e anatre Mulard Cairina moschata × Anas platyrhynchos
 Densità di allevamento e superficie minima dello spazio interno      21 kg di peso vivo/m2
 Densità di allevamento per m2 della zona utilizzabile dello spazio
 interno del ricovero per pollame
 Densità di allevamento e superficie minima dello spazio esterno
 Superficie minima dello spazio esterno per volatile in m2            4,5
                                                     6
 ---pagebreak--- 9. Pollame da ingrasso diverso da Gallus gallus: faraone Numida meleagris f. domestica
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio interno    21 kg di peso vivo/m2
Densità di allevamento per m2 della zona utilizzabile dello spazio
interno del ricovero per pollame
Trespoli e/o zone di riposo sopraelevate                           Qualsiasi combinazione di
                                                                   trespoli e/o zone di riposo
                                                                   sopraelevate:
                                                                   minimo        5 cm       per
                                                                   trespolo/volatile
                                                                   oppure minimo 25 cm2 per
                                                                   zona        di        riposo
                                                                   sopraelevata/volatile
Densità di allevamento e superficie minima dello spazio esterno
Superficie minima dello spazio esterno per volatile in m2          4
                                                   7
 ---pagebreak---  Parte V: densità di allevamento e superficie minima degli spazi interni ed esterni per conigli di
                                           cui all'articolo 18
         1. Spazio interno
                                           Spazio interno                       Spazio interno
                                    (zona utilizzabile netta per         (zona utilizzabile netta per
                                  animale escluse le piattaforme       animale escluse le piattaforme
                                     per m2/capo) per l'area di       per m2/capo) per l'area di riposo
                                                riposo                         Ricovero mobile
                                            Ricovero fisso
                                 0,6 m2/femmina con coniglietti      0,6 m2/femmina con coniglietti se
Femmina in allattamento se il peso vivo della femmina è              il peso vivo della femmina è
con cuccioli fino allo inferiore a 6 kg                              inferiore a 6 kg
svezzamento                      0,72 m2/femmina con coniglietti     0,72 m2/femmina con coniglietti se
                                 se il peso vivo della femmina è     il peso vivo della femmina è
                                 superiore a 6 kg                    superiore a 6 kg
                                 0,5 m2/femmina gravida o            0,5 m2/femmina gravida o
Femmine           gravide      e riproduttrice se il peso vivo della riproduttrice se il peso vivo della
riproduttrici                    femmina è inferiore a 6 kg          femmina è inferiore a 6 kg
                                 0,62 m2/femmina gravida o           0,62 m2/femmina gravida o
                                 riproduttrice se il peso vivo della riproduttrice se il peso vivo della
                                 femmina è superiore a 6 kg          femmina è superiore a 6 kg
Conigli da ingrasso dallo
svezzamento alla macellazione 0,2                                    0,15
Conigli da rimonta (dalla fine
dell'ingrasso a 6 mesi)
Maschi adulti                    0,6                                 0,6
                                 1 se il maschio riceve le           1 se il maschio riceve le femmine
                                 femmine per l'accoppiamento         per l'accoppiamento
         2. Spazio esterno
                                       Spazio esterno (recinto                 Spazio esterno
                                   all'aperto con vegetazione, di       (zona utilizzabile netta per
                                         preferenza pascoli)          animale escluse le piattaforme
                                    (zona utilizzabile netta per                per m2/capo)
                                  animale escluse le piattaforme
                                            per m2/capo)
                                            Ricovero fisso                    Ricovero mobile
Femmina in allattamento con      2,5 m2/femmina con coniglietti      2,5 m2/femmina con coniglietti
coniglietti fino allo
svezzamento
Femmine gravide/riproduttive     2,5                                 2,5
Conigli da ingrasso dallo        0,5                                 0,4
svezzamento alla macellazione
Conigli da rimonta (dalla fine
dell'ingrasso a 6 mesi)
Maschi adulti                    2,5                                 2,5
                                                    8
 ---pagebreak---                                           Allegato II
    NORME DETTAGLIATE RELATIVE ALLA DENSITÀ DI ALLEVAMENTO E ALLE
 CARATTERISTICHE SPECIFICHE DEI SISTEMI DI PRODUZIONE E DEGLI IMPIANTI
 DI CONTENIMENTO PER GLI ANIMALI DI ACQUACOLTURA DI CUI ALL'ARTICOLO
                                              22
Parte I: salmonidi in acque dolci
Salmotrota (Salmo trutta) — Trota iridea (Oncorhynchus mykiss) — Salmerino di fontana
nordamericano (Salvelinus fontinalis) — Salmone (Salmo salar) — Salmerino alpino (Salvelinus
alpinus) — Temolo (Thymallus thymallus) — Salmerino di lago nordamericano (Salvelinus
namaycush) — Salmone del Danubio (Hucho hucho)
Sistemi di produzione                           Gli allevamenti da ingrasso devono essere
                                                alimentati da sistemi aperti. La portata idrica
                                                deve assicurare un tasso di saturazione
                                                dell'ossigeno di almeno il 60 % per lo stock,
                                                garantire il benessere degli animali e consentire
                                                l'eliminazione degli effluenti.
Densità di allevamento massima                  Salmonidi non elencati sotto: 15 kg/m3
                                                Salmone: 20 kg/m3
                                                Salmotrota e trota iridea: 25 kg/m3
                                                Salmerino alpino: 25 kg/m3
                                              9
 ---pagebreak--- Parte II: salmonidi in acque marine
Salmone (Salmo salar) — Salmotrota (Salmo trutta) — Trota iridea (Oncorhynchus mykiss)
Densità di allevamento massima                      10 kg/m3 in recinti di rete
Parte III: merluzzi (Gadus morhua) e altri gadidi, spigole (Dicentrarchus labrax), orate di mare
(Sparus aurata), ombrine boccadoro (Argyrosomus regius), rombi (Psetta maxima [= Scopthalmus
maximux]), pagri mediterranei (Pagrus pagrus[=Sparus pagrus]), ombrine ocellate (Sciaenops
ocellatus) e altri sparidi, nonché sigani (Siganus spp.)
Sistemi di produzione                               Sistemi di contenimento in acque aperte (recinti
                                                    di rete/gabbie) con velocità minima della corrente
                                                    marina per un benessere ottimale dei pesci o in
                                                    sistemi aperti sulla terraferma.
Densità di allevamento massima                      Per i pesci diversi dal rombo: 15 kg/m3
                                                    Per il rombo: 25 kg/m2
Parte IV: spigole, orate, ombrine boccadoro, triglie (Liza, Mugil) e anguille (Anguilla spp.) nelle
lagune a marea e nelle lagune costiere
Sistema di contenimento                             Saline tradizionali trasformate in unità di
                                                    acquacoltura e simili lagune a marea
Sistemi di produzione                               Per garantire il benessere delle specie occorre
                                                    effettuare l'adeguato rinnovo dell'acqua. Almeno
                                                    il 50 % degli argini deve avere una copertura
                                                    vegetale. Sono richiesti stagni di depurazione
                                                    lagunari.
Densità di allevamento massima                      4 kg/m3
Parte V: storioni in acque dolci
Specie interessata: famiglia Acipenser
Sistemi di produzione                               Il flusso idrico di ogni unità di allevamento deve
                                                    essere sufficiente ad assicurare il benessere degli
                                                    animali.
                                                    L'effluente deve essere di qualità equivalente a
                                                    quella dell'acqua in entrata.
Densità di allevamento massima                      30 kg/m3
                                                  10
 ---pagebreak--- Parte VI: pesci in acque interne
Specie interessate: famiglia delle carpe (Cyprinidae) e altre specie affini in regime di policoltura, tra
cui pesce persico, luccio, pesce gatto, coregonidi, storione.
Pesce persico (Perca fluviatilis) in monocoltura
Sistemi di produzione                                  In stagni che devono essere completamente
                                                       prosciugati a intervalli regolari e in laghi. I laghi
                                                       devono essere adibiti esclusivamente alla
                                                       produzione biologica, comprese le colture
                                                       vegetali sulle sponde.
                                                       L'area di cattura della peschiera deve essere
                                                       provvista di adduzione di acqua pulita e deve
                                                       essere di dimensioni tali da offrire un benessere
                                                       ottimale per i pesci. Una volta raccolti, i pesci
                                                       devono essere conservati in acqua pulita.
                                                       Intorno ai bacini piscicoli devono essere
                                                       mantenute aree a vegetazione spontanea fungenti
                                                       da zona cuscinetto rispetto ai terreni esterni non
                                                       interessati dall'attività di allevamento condotta
                                                       secondo le norme dell'acquacoltura biologica.
                                                       La "policoltura" deve essere praticata nella fase
                                                       di ingrasso, a condizione che vengano rispettati i
                                                       criteri enunciati nel presente allegato per le altre
                                                       specie di pesci lacustri.
Densità di allevamento massima                         La produzione totale, per tutte        le specie, è
                                                       limitata a 1 500 kg di pesci per       ettaro l'anno
                                                       (indicata come resa di produzione     in virtù delle
                                                       caratteristiche specifiche del          sistema di
                                                       produzione).
Densità di allevamento massima solo per pesce 20 kg/m3
persico in monocoltura
                                                    11
 ---pagebreak--- Parte VII: gamberi peneidi e gamberetti di acqua dolce (Macrobrachium sp.)
Sistemi di produzione                            Gli stagni devono essere costruiti su terreni
                                                 argillosi sterili per minimizzare l'impatto
                                                 ambientale. Essi devono essere costruiti con
                                                 l'argilla naturale preesistente.
Densità di allevamento massima                   Semina: massimo 22 post-larve/m2
                                                 Biomassa massima in un dato momento: 240
                                                 g/m2
Parte VIII: gamberi
Specie interessata: Astacus astacus.
Densità di allevamento massima                   Per i gamberi di piccole dimensioni (< 20 mm):
                                                 100 individui per m2.
                                                 Per i gamberi di dimensioni intermedie (20-
                                                 50 mm): 30 individui per m2.
                                                 Per i gamberi adulti ( > 50 mm): 5 individui per
                                                 m2, purché siano disponibili nascondigli adeguati.
Parte IX: molluschi ed echinodermi
Sistemi di produzione                            Filari, zattere, coltura di fondo, sacche di rete,
                                                 gabbie, vaschette, lanterne di rete, pali per le
                                                 cozze "bouchot" nonché altri sistemi di
                                                 contenimento. Per l'allevamento di mitili su
                                                 zattere galleggianti, il numero di funi sospese non
                                                 deve essere superiore a una per metro quadro di
                                                 superficie. La lunghezza delle funi non deve
                                                 superare i 20 metri. Non è consentito sfilacciare
                                                 le funi durante il ciclo di produzione, tuttavia la
                                                 suddivisione delle funi sospese è consentita nella
                                                 fase iniziale purché non aumenti la densità di
                                                 allevamento.
Parte X: pesci tropicali di acqua dolce: pesce latte (Chanos chanos), tilapia (Oreochromis sp.),
pangasio (Pangasius sp.)
Sistemi di produzione                            Stagni e gabbie di rete
Densità di allevamento massima                   Pangasio: 10 kg/m3
                                                 Tilapia: 20 kg/m3
                                              12
 ---pagebreak---                                                       Allegato III
      INFORMAZIONI CHE GLI STATI MEMBRI SONO TENUTI A TRASMETTERE A
                                        NORMA DELL'ARTICOLO 25
Parte I: informazioni che figurano nella banca dati di cui all'articolo 26, paragrafo 1, e nei
sistemi di cui all'articolo 26, paragrafo 2, e, se del caso, all'articolo 26, paragrafo 3, del
regolamento (UE) 2018/848
     1. Le informazioni riguardanti la disponibilità di materiale riproduttivo vegetale
          biologico e in conversione, escluse le plantule, ma inclusi i tuberi-seme di patate, per
          ogni categoria specifica registrata nella banca dati di cui all'articolo 26, paragrafo 1, o
          nei sistemi di cui all'articolo 26, paragrafo 2, lettera a), del regolamento (UE)
          2018/848, comprendono i seguenti elementi:
          - denominazione comune e scientifica (nome comune e nome latino);
          - denominazione della varietà o del materiale eterogeneo;
          - quantità in conversione disponibile stimata dagli operatori (numero totale di unità
              o peso dei semi);
          - quantità biologica disponibile stimata dagli operatori (numero totale di unità o
              peso dei semi);
          - numero di operatori che hanno caricato le informazioni a norma dell'articolo 26,
              paragrafo 2, del regolamento (UE) 2018/848 su base volontaria.
     Ai fini del presente punto per "plantula" si intende una pianta giovane originata dal seme e non dal
     taglio.
     2. Le informazioni riguardanti la disponibilità di novellame di acquacoltura biologico per
          ciascuna specie registrata nei sistemi di cui all'articolo 26, paragrafo 2, lettera c), del
          regolamento (UE) 2018/848 comprendono i seguenti punti:
          - specie e genere (nome comune e nome latino);
          - razze e linee genetiche, se del caso;
          - fase di vita (uova, avannotti o novellame) disponibile per la vendita come
              biologico;
          - quantità disponibile stimata dagli operatori;
          - stato sanitario conformemente alla direttiva 2006/88/CE del Consiglio1;
          - numero di operatori che hanno caricato le informazioni a norma dell'articolo 26,
              paragrafo 2, del regolamento (UE) 2018/848 su base volontaria.
     3. Le informazioni riguardanti la disponibilità di animali biologici per ciascuna specie
          registrata nei sistemi di cui all'articolo 26, paragrafo 2, lettera b), del regolamento
          (UE) 2018/848 comprendono i seguenti elementi:
1
  Direttiva 2006/88/CE del Consiglio, del 24 ottobre 2006, relativa alle condizioni di polizia sanitaria applicabili
alle specie animali d'acquacoltura e ai relativi prodotti, nonché alla prevenzione di talune malattie degli animali
acquatici e alle misure di lotta contro tali malattie (GU L 328 del 24.11.2006, pag. 14).
                                                           13
 ---pagebreak---     -    specie e genere (nome comune e nome latino);
    -    razze e linee genetiche;
    -    finalità produttive: carne, latte, duplice finalità o riproduzione;
    -    fase di vita: animali giovani o adulti (ad esempio bovini < 6 mesi, bovino adulto);
    -    quantità (numero totale di animali) disponibile stimata dagli operatori;
    -    stato sanitario conformemente alle norme orizzontali di polizia sanitaria;
    -    numero di operatori che hanno caricato le informazioni a norma dell'articolo 26,
         paragrafo 2, del regolamento (UE) 2018/848 su base volontaria.
 4. Se del caso, le informazioni riguardanti la disponibilità di razze e linee genetiche
    biologiche adatte alla produzione biologica per le specie di cui all'articolo 26,
    paragrafo 3, del regolamento (UE) 2018/848 comprendono i seguenti elementi:
    - specie e genere (nome comune e nome latino);
    - razze e linee genetiche;
    - finalità produttive: carne, latte, duplice finalità o riproduzione;
    - quantità (numero totale di animali) disponibile stimata dagli operatori;
    - stato sanitario conformemente alle norme orizzontali di polizia sanitaria;
    - numero di operatori che hanno caricato le informazioni a norma dell'articolo 26,
         paragrafo 3, del regolamento (UE) 2018/848 su base volontaria.
 5. Se del caso, le informazioni riguardanti la disponibilità di pollastrelle biologiche di cui
    all'articolo 26, paragrafo 3, del regolamento (UE) 2018/848 comprendono i seguenti
    elementi:
    - specie e genere (nome comune e nome latino);
    - razze e linee genetiche;
    - finalità produttive: carne, uova, duplice finalità o riproduzione;
    - quantità (numero totale di animali) disponibile stimata dagli operatori;
    - sistema di allevamento (indicare se su più livelli);
    - stato sanitario conformemente alle norme orizzontali di polizia sanitaria;
    - numero di operatori che hanno caricato le informazioni a norma dell'articolo 26,
         paragrafo 3, del regolamento (UE) 2018/848 su base volontaria.
Parte II: informazioni sulle deroghe concesse a norma dell'allegato II, parte I, punto
      1.8.5., e parte II, punti 1.3.4.3. e 1.3.4.4., del regolamento (UE) 2018/848
 1. Le informazioni sulle deroghe concesse a norma dell'allegato II, parte I, punto 1.8.5.,
    del regolamento (UE) 2018/848 comprendono i seguenti elementi:
    - denominazione comune e scientifica (nome comune e nome latino);
    - varietà;
    - numero di deroghe e peso totale dei semi o numero di piante oggetto di deroga;
    - motivazioni della deroga: ricerca, mancanza di varietà adatte, scopo di
         conservazione o altri motivi;
    - se del caso, per le deroghe per motivi diversi dalla ricerca, l'elenco delle specie per
         cui non è concessa alcuna deroga in quanto sufficientemente disponibili in forma
         biologica.
 2. Per ogni specie animale convenzionale (bovini, equini, ovini, caprini, suini e cervidi,
    conigli, pollame), le informazioni sulle deroghe concesse conformemente all'allegato
    II, parte II, punti 1.3.4.3. e 1.3.4.4., del regolamento (UE) 2018/848 comprendono i
    seguenti elementi:
                                               14
 ---pagebreak--- - denominazione comune e scientifica (nome comune e nome latino, ad esempio
  specie e genere);
- razze e linee genetiche;
- finalità produttive: carne, latte, uova, duplice finalità o riproduzione;
- numero di deroghe e numero totale di animali oggetto di deroga;
- motivazioni della deroga: mancanza di animali adatti o altri motivi.
                                        15