CELEX: 62012TN0066
Language: it
Date: 2012-02-13 00:00:00
Title: Causa T-66/12: Ricorso proposto il 13 febbraio 2012 — Sedghi e Azizi/Consiglio

14.4.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 109/24
            
         Ricorso proposto il 13 febbraio 2012 — Sedghi e Azizi/Consiglio
   (Causa T-66/12)
   2012/C 109/52
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Ali Sedghi (Teheran, Iran) e Ahmad Azizi (Londra, Regno Unito) (rappresentanti: S. Gadhia e S. Ashley, Solicitor, D. Wyatt, QC (Queen’s Counsel), e M. Lester, Barrister)
   
      Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
   
      Conclusioni
   
   I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione 2011/783/PESC del Consiglio, del 1o dicembre 2011, che modifica la decisione 2010/413/PESC relativa a misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU L 319, pag. 71) ed il regolamento di esecuzione (UE) n. 1245/2011 del Consiglio, del 1o dicembre 2011, che attua il regolamento (UE) n. 961/2010 concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran (GU L 319, pag. 11), nella parte in cui riguardano i ricorrenti; con sentenza immediatamente esecutiva, senza sospensione;
            
         
               —
            
            
               dichiarare l’inapplicabilità degli articoli 19, paragrafo 1, lettera b) e 20, paragrafo 1, lettera b), della decisione 2010/413/PESC del Consiglio, e dell’articolo 16, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 961/2010 del Consiglio, nei confronti del secondo ricorrente;
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del loro ricorso, i ricorrenti deducono due motivi.
   
               1)
            
            
               Nell’ambito del primo motivo, i ricorrenti sostengono quanto segue:
               
                           —
                        
                        
                           nessuno dei criteri giuridici per la loro iscrizione è soddisfatto e non sussiste alcun valido fondamento giuridico o fattuale per la medesima; il Consiglio ha commesso un errore manifesto di valutazione nel ritenere giustificata la loro iscrizione.
                        
                     
         
               2)
            
            
               Nell’ambito del secondo motivo, i ricorrenti sostengono quanto segue:
               
                           —
                        
                        
                           la decisione ed il regolamento impugnati impongono restrizioni ingiustificate e sproporzionate ai loro diritti fondamentali.
                        
                     
         Il secondo ricorrente deduce due motivi ulteriori, sostenendo quanto segue:
   
               —
            
            
               la decisione ed il regolamento impugnati costituiscono una restrizione ingiustificata e sproporzionata ai suoi diritti in materia di libera circolazione nell’Unione europea; e
            
         
               —
            
            
               il Consiglio non era competente ad includerlo nell’ambito della politica estera e di sicurezza comune, in quanto si tratta di situazione puramente interna all’Unione europea.