CELEX: C2003/171/21
Language: it
Date: 2003-07-19 00:00:00
Title: Causa C-215/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da Rechtbank 's-Gravenhage, con ordinanza 12 maggio 2003, nella causa S. Oulane contro Minister voor Vreemdelingenzaken en Integratie

19.7.2003                   IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 171/15
        d)    l’art. 8 della direttiva 2001/37/CE è invalido alla luce               c.     Qualora la questione sub 2a vada risolta in senso
              dei principi menzionati nella questione sub 2),                               affermativo, se allo stato attuale il diritto comunita-
              lett. a), c) o h);                                                            rio imponga requisiti per quanto concerne la durata
                                                                                            del periodo durante il quale lo Stato membro deve
        se tali principi debbano essere interpretati nel senso che                          comunque porre l’interessato in condizione di esibire
        ostano anche al provvedimento nazionale di cui trattasi.                            una valida carta d’identità o un valido passaporto
                                                                                            prima che venga inflitta una sanzione di diritto
( 1) Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 5 giugno 2001,                        amministrativo, adottata nelle forme di un provvedi-
     2001/37/CE, sul ravvicinamento delle disposizioni legislative,                         mento per presunto soggiorno illegale.
     regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla
     lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del                 d.     Se una sanzione di diritto amministrativo adottata
     tabacco — Dichiarazione della Commissione (GU L 194, pag. 26).                         nelle forme di un provvedimento quale indicato
( 2) Direttiva del Consiglio 13 novembre 1989, 89/622/CEE, concer-                          nella questione sub 2c, consistente nell’applicazione
     nente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamenta-                   di una misura di custodia cautelare finalizzata
     ri ed amministrative degli Stati Membri riguardanti l’etichettatura                    all’espulsione in osservanza del disposto dell’art. 59
     dei prodotti del tabacco.                                                              del Vreemdelingen Wet 2000 (legge olandese 2000
                                                                                            sugli stranieri; in prosieguo: il «VW 2000») prima
                                                                                            che sia scaduto il termine indicato nella questione
                                                                                            sub 2c, costituisca un’eccessiva restrizione della
                                                                                            libera circolazione dei servizi.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta da Recht-                           3.   a.     Qualora la questione sub 1 vada risolta in senso
bank ’s-Gravenhage, con ordinanza 12 maggio 2003, nella                                     negativo, se allora allo stato attuale del diritto comu-
causa S. Oulane contro Minister voor Vreemdelingenza-                                       nitario si possa parlare di un ostacolo alla libera circo-
                             ken en Integratie                                              lazione dei servizi qualora a carico di una persona, la
                                                                                            quale affermi di essere cittadina di un altro Stato
                             (Causa C-215/03)                                               membro e turista, fintantoché essa non dimostri il
                                                                                            proprio diritto di soggiorno mediante esibizione di
                              (2003/C 171/21)                                               una valida carta d’identità o di un valido passaporto,
                                                                                            venga applicato un provvedimento di custodia caute-
                                                                                            lare finalizzata all’espulsione in osservanza del dispo-
Con ordinanza 12 maggio 2003, pervenuta nella cancelleria                                   sto dell’art. 59 del VW 2000, per ragioni di ordine
della Corte il 12 maggio 2003, nella causa S. Oulane contro                                 pubblico, anche in assenza di una minaccia seria ed
Minister voor Vreemdelingenzaken en Integratie, il Rechtbank                                attuale per l’ordine pubblico medesimo.
’s-Gravenhage ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
                                                                                     b.     Se, qualora si tratti di un ostacolo quale indicato nella
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:                                       questione sub 3a, per la soluzione della questione se
                                                                                            il medesimo sia giustificato sia rilevante la durata del
In merito al primo procedimento:                                                            periodo durante il quale uno Stato membro pone
                                                                                            comunque l’interessato in condizione di esibire una
1.      Se, a causa del venir meno dei controlli doganali all’ingres-
                                                                                            valida carta d’identità o un valido passaporto.
        so nel territorio, la disposizione di cui all’art. 4, n. 2, terzo
        comma, della direttiva 73/148/CEE (GU CE L 172) debba                        c.     Se, qualora si debba parlare di un ostacolo quale
        essere intesa nel senso che il diritto di soggiorno ivi                             indicato nella questione sub 3a, per la soluzione
        sancito a favore di una persona la quale affermi di essere                          della questione relativa alla legittimità dell’ostacolo
        cittadina di un altro Stato membro e turista debba essere                           medesimo sia rilevante la circostanza che lo Stato
        riconosciuto dalle autorità dello Stato membro, di fronte                           membro in seguito non riconosce nessun diritto al
        alle quali la persona invoca il suo diritto di soggiorno,                           risarcimento per il periodo durante il quale la
        solo e soltanto nel momento in cui tale persona riesca a                            persona è rimasta sotto custodia cautelare, non
        dimostrarlo in forza di una valida carta d’identità o di un                         avendo ancora provato la propria cittadinanza me-
        valido passaporto.                                                                  diante l’esibizione di un valido passaporto o di una
                                                                                            valida carta d’identità, così com’è prassi nello Stato
2.      a.    Qualora la questione sub 1 vada risolta in senso                              membro nel caso delle custodie cautelari illegittime
              affermativo, se allo stato attuale il diritto comunita-                       riguardanti gli stranieri.
              rio, con particolare riferimento al divieto di discrimi-
              nazione e al principio della libera circolazione dei              4.   Nel caso in cui uno Stato membro non preveda esso stesso,
              servizi, consenta di fare un’eccezione nel senso che                   in generale, nessun obbligo di fornire le proprie generalità,
              le autorità di uno Stato membro debbono porre la                       se allo stato attuale il diritto comunitario si opponga,
              persona in condizioni tali da poter esibire comunque                   soprattutto alla luce del divieto di discriminazione, a che
              una sua valida carta d’identità o un suo valido                        uno Stato membro, nell’ambito della vigilanza interna sugli
              passaporto.                                                            stranieri, nei confronti di una persona che affermi di essere
                                                                                     un turista possa giungere all’emanazione di un provvedi-
        b.    Se, ai fini della soluzione della questione sub 2a, sia                mento quale la custodia cautelare per gli stranieri finalizza-
              rilevante la circostanza che il diritto nazionale dello                ta all’espulsione, in osservanza del disposto dell’art. 59 del
              Stato membro in cui la persona invoca il suo diritto                   VW 2000, fintantoché la persona non provi il suo asserito
              di soggiorno non impone in generale ai propri                          diritto di soggiorno mediante l’esibizione di una valida
              cittadini nessun obbligo di fornire le generalità.                     carta d’identità o di un valido passaporto.
 ---pagebreak--- C 171/16                IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             19.7.2003
Per quanto concerne il secondo procedimento:                                     —     per quanto riguarda la Regione vallona, non avendo
                                                                                       adottato le disposizioni legislative, regolamentari ed
5.    Se allo stato attuale il diritto comunitario si opponga a                        amministrative, e non avendo emanato le misure
      che, fintantoché il cittadino di uno Stato membro non                            necessarie per la completa trasposizione e applica-
      invochi egli stesso il diritto di soggiorno in quanto                            zione degli artt. 3, nn. 1 e 2, e 5, della direttiva 91/
      destinatario di servizi nei confronti dello Stato membro                         676/CEE;
      nel cui territorio egli soggiorna, la persona non venga
      considerata dal detto Stato membro come un cittadino
                                                                           —     condannare il Regno del Belgio alle spese del giudizio.
      tutelato in forza del diritto di soggiorno previsto dall’ordi-
      namento comunitario.
6.    Se la nozione di destinatario di servizi, valida ai fini della
      libera circolazione dei servizi, debba essere intesa nel
      senso che, anche quando qualcuno si trattenga in un altro            Motivi e principali argomenti
      Stato membro per un periodo di tempo abbastanza
      lungo, eventualmente per più di sei mesi, ivi sia arrestato
      per un reato, non indichi una fissa residenza o dimora e
      inoltre non disponga né di denaro né di bagagli, il                  La direttiva 91/676/CEE prevede una procedura graduale che
      soggiorno in un altro Stato membro costituisca motivo                gli Stati membri sono tenuti a seguire per ridurre e prevenire
      sufficiente per presumere che si fruisca di servizi turistici        l’inquinamento delle acque provocato o generato dai nitrati
      o di altri servizi collegati a un breve soggiorno quali, ad          provenienti da fonti agricole. A tal fine, essi stabiliscono, in
      esempio, l’alloggio e il consumo di pasti.                           primo luogo, quali sono le acque dolci sotterranee, costiere e
                                                                           di superficie del loro territorio inquinate dai nitrati di origine
                                                                           agricola o che potrebbero esserlo (art. 3, n. 1). Una volta
                                                                           definite tali acque, gli Stati membri devono, in secondo luogo,
                                                                           designare le «zone vulnerabili» (art. 3, n. 2). Essi sono poi
                                                                           tenuti a fissare uno o più codici di buona pratica agricola
                                                                           applicabili a discrezione degli agricoltori (art. 4). Infine, gli
                                                                           Stati membri devono elaborare un programma di azione
                                                                           applicabile a tutte le zone vulnerabili che deve contenere
                                                                           diverse misure prescritte dalla direttiva (art. 5). La direttiva
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
    tro il Regno del Belgio, proposto il 22 maggio 2003                    prevede che gli Stati presentino alla Commissione una relazio-
                                                                           ne ogni quadriennio (art. 10).
                         (Causa C-221/03)
                                                                           Secondo la Commissione, il Belgio sembra ritenere che nell’or-
                          (2003/C 171/22)                                  dinamento belga la trasposizione e l’attuazione della direttiva
                                                                           rientrino nelle competenze regionali. A parere delle autorità
                                                                           belghe, l’autorità federale sarebbe competente solo per designa-
                                                                           re le acque costiere e marine di cui all’art. 3, n. 1, e al punto 3,
                                                                           punto a), dell’allegato I della direttiva. Questa tesi è irrilevante
Il 22 maggio 2003 la Commissione delle Comunità europee,                   in diritto comunitario. Infatti, spetta alla competente autorità
rappresentata dal sig. G. Valero Jordana, in qualità di agente,            di ciascuno Stato membro provvedere alla completa trasposi-
assistito dagli avv.ti M. van der Woode e Th. Cellingsworth,               zione della direttiva. Inoltre, per quanto riguarda l’autorità
con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla              federale, la Commissione non è a conoscenza di alcuna misura
Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il             recante designazione delle acque marine o costiere. Per quanto
Regno del Belgio.                                                          riguarda le normative della Regione fiamminga e della Regione
                                                                           vallona relative alla trasposizione della direttiva, la Commis-
                                                                           sione constata:
La Commissione delle Comunità europee conclude che la
Corte voglia:
                                                                           —     la Regione fiamminga non ha adottato alcuna disposizio-
                                                                                 ne che designi le acque inquinate o che potrebbero
—     dichiarare che il Regno del Belgio non ha adempiuto gli                    esserlo, in violazione dell’art. 3, n. 1, della direttiva.
      obblighi che gli incombevano in forza della direttiva 91/                  Quanto alle zone vulnerabili, essa non ha tenuto conto
      676/CEE (1):                                                               della procedura e dei criteri di cui all’art. 3 al momento
                                                                                 della loro designazione nel suo territorio. Inoltre, il codice
      —     per quanto riguarda la Regione fiamminga, non                        fiammingo di buona pratica agricola non risponde alle
            avendo adottato le disposizioni legislative, regola-                 prescrizioni di cui all’art. 4 e dell’allegato II della direttiva
            mentari ed amministrative, e non avendo emanato                      ed il programma d’azione fiammingo non soddisfa nem-
            le misure necessarie per la completa trasposizione e                 meno i principi di cui all’art. 5 e all’allegato III della
            applicazione degli artt. 3, nn. 1 e 2, 4, 5 e 10 della               direttiva, visto che esso non si applica in tutte le zone
            direttiva 91/676/CEE;                                                vulnerabili designate dalla regione fiamminga e che è