CELEX: 52009PC0371
Language: it
Date: 2009-07-16
Title: Proposta di decisione del Parlamento Europeo e del Consiglio sulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione

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52009PC0371

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 16.7.2009COM(2009) 371 definitivoProposta diDECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOsulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazioneRELAZIONEL'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006[1], grazie a un meccanismo di flessibilità, permette di mobilitare stanziamenti del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione oltre i limiti delle pertinenti rubriche del quadro finanziario, senza eccedere il massimale annuo di 500 milioni di euro. Le condizioni di ammissibilità applicabili ai contributi del Fondo sono stabilite dal regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG)[2].I servizi della Commissione hanno svolto un esame approfondito delle domande presentate dalla Spagna e dal Portogallo in conformità del regolamento (CE) n. 1927/2006, in particolare degli articoli 2, 3, 4, 5 e 6.Gli elementi principali delle valutazioni possono essere sintetizzati come segue.Caso EGF/2008/005 ES/Cataluña1. La domanda delle autorità spagnole, pervenuta alla Commissione il 29 dicembre 2008 e completata da ulteriori informazioni inviate dallo Stato membro fino al 13 marzo 2009, si basa sugli specifici criteri di intervento di cui all'articolo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1927/2006 ed è stata presentata entro il termine di 10 settimane previsto all'articolo 5 del medesimo regolamento.2. La Spagna ha presentato la domanda in base ai criteri di intervento di cui all'articolo 2, lettera b), del regolamento n. 1927/2006, che prevedono l'esubero di almeno 1 000 dipendenti nell'arco di nove mesi, in una divisione NACE 2 (classificazione statistica delle attività economiche) Rev. 2[3], in una regione o in due regioni contigue di livello NUTS II (nomenclatura delle unità territoriali per la statistica). Nella domanda si dimostra che si sono verificati in tutto 1 269 esuberi in 30 imprese classificate nella divisione 13 NACE Rev. 2 (industrie tessili) nel periodo di riferimento di nove mesi, dal 28 febbraio 2008 al 27 ottobre 2008. La domanda fa riferimento anche ad altri 451 licenziamenti che si sono verificati nei due mesi successivi al periodo di riferimento.3. L’analisi del nesso tra questi licenziamenti e le trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale si basa sui seguenti dati. La crescente apertura del mercato mondiale dei tessili a seguito della scadenza dell'Accordo multifibre dell'Organizzazione mondiale del commercio alla fine del 2004 ha fatto sì che le importazioni provenienti da produttori a più basso costo, principalmente in Asia e nell'Africa settentrionale, sostituissero la produzione comunitaria. Per collegare i licenziamenti agli importanti cambiamenti strutturali nei flussi commerciali mondiali la Spagna sostiene, basandosi sulle statistiche EUROSTAT sul commercio, che la bilancia commerciale comunitaria nel setttore dei tessili è considerevolmente peggiorata nel periodo 2004-2007. Sebbene le esportazioni comunitarie di tessili siano aumentate del 10% nel periodo considerato, le importazioni di tessili verso la Comunità sono aumentate del 21%, passando da 73 miliardi di euro a 88 miliardi di euro, mentre le esportazioni di tessili sono aumentate di appena 4 miliardi di euro, con conseguente arretramento della quota di mercato comunitaria dei tessili.4. La forza dell'euro rispetto al dollaro americano negli ultimi tempi ha ulteriormente rafforzato l'effetto negativo sulle esportazioni di tessili prodotti nella Comunità, incoraggiando invece le importazioni nella Comunità di tessili prodotti in paesi della zona dollaro.La domanda da riferimento all'intensità di manodopera del settore tessile e la sua conseguente esposizione particolare ai costi non salariali, come i costi per la previdenza sociale nella Comunità, ragione per cui le importazioni dai paesi caratterizzati da bassi costi salariali e privi dei livelli di previdenza della Comunità sono in una posizione di vantaggio sia all'interno della Comunità che sul mercato mondiale.5. L'impatto sull'economia locale e regionale è descritto come segue nella domanda.I territori interessati dagli esuberi sono tutti all'interno delle comunità autonome della Catalogna e sono concentrati in dodici comarque (che equivalgono grosso modo a contee) nelle province attigue di Barcelona e Girona: Alt Penedès, Anoia, Bages, Baix Llobregat, Barcelonès, Conca de Barberà, Garrotxa, Gironès, La Selva, Maresme, Osona, Ripollès e Vallès Occidental. Delle dodici comarque , cinque sono particolarmente colpite dagli esuberi, essendo zone di particolare concentrazione del settore tessile. Il maggior numero di licenziamenti nel periodo di riferimento è avvenuto a: Maresme (tre imprese chiuse e 290 licenziamenti), Bages (tre imprese chiuse e 279 licenziamenti), Gironès-La Selva (tre imprese chiuse e 246 licenziamenti) e Vallès Occidental (181 licenziamenti in nove imprese).In Catalogna il numero di lavoratori disoccupati nel settore tessile è aumentato notevolmente negli ultimi cinque anni. Tra il 2004 e il 2008 questo numero è aumentato del 42% e, nell'ultimo anno per il quale sono disponibili dati comparativi, il numero dei lavoratori disoccupati in questo settore è aumentato del 14,5%. A causa della concentrazione del settore in poche zone, localmente l'impatto è assai maggiore rispetto alle cifre indicate sopra. In alcune delle comarque in questione, la proporzione della popolazione disoccupata totale nel settore tessile è superiore al 50% del totale di tutti i settori industriali (ad esempio Maresme, dove il 56% di tutti i lavoratori industriali disoccupati proviene dal settore tessile, oppure Ripollès, dove la percentuale è del 51%). Espresso in proporzione rispetto al numero totale di disoccupati, quello dei lavoratori del tessile è superiore al 10% in sei comarque e raggiunge il 20 % a Ripollès.I licenziamenti oggetto della presente domanda sono principalmente - ma non esclusivamente - inclusi in queste cifre. I licenziamenti avvenuti dopo il periodo di riferimento della domanda non sono inclusi e dimostrano così che l'impatto dei licenziamenti nel settore tessile è più grande di quanto indichino le cifre sulla disoccupazione, e che le possibilità di ritrovare un'occupazione per i lavoratori in esubero sono scarse. Poiché diverse comarque dipendono fortemente dal settore tessile, gli effetti sull'economia locale saranno gravi. A Maresme oltre il 25% della produzione industriale locale è rappresentato dal settore tessile. Ad Anoia questa percentuale è del 28,4%.In conclusione, tenuto conto delle circostanze, si può ritenere che gli esuberi abbiano un notevole impatto negativo sull'economia locale.6. Dei 1 720 lavoratori in esubero, una parte ha trovato un'occupazione alternativa oppure sta seguendo una formazione che non rientra nel pacchetto proposto per il finanziamento del FEG. La Spagna ha pertanto deciso di puntare all'assistenza per un totale di 1 100 lavoratori.7. Per quanto riguarda il rispetto dei criteri di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1927/2006, la domanda conteneva i seguenti elementi. Le autorità spagnole hanno confermato che il contributo finanziario del FEG non sostituisce azioni che sono di competenza delle imprese a norma della legislazione nazionale o di contratti collettivi e hanno dimostrato che le azioni previste forniscono sostegno a singoli lavoratori e non sono destinate a finanziare la ristrutturazione di imprese o settori. Hanno inoltre dichiarato che le azioni ammissibili non ricevono aiuti da altri strumenti finanziari comunitari.In conclusione, per i motivi di cui sopra si propone di accogliere la domanda EGF/2008/005 ES/Cataluña presentata dalla Spagna relativamente ai licenziamenti avvenuti nelle imprese manifatturiere della divisione 13 NACE rev. 2 ("industrie tessili") nella regione NUTS II della Catalogna (ES51), essendo stato dimostrato che tali licenziamenti derivano da profondi mutamenti della struttura del commercio mondiale che hanno condotto a una grave perturbazione economica, la quale ha un’incidenza negativa sull'occupazione e sull'economia locale. È stato proposto un pacchetto coordinato di servizi personalizzati ammissibili, di cui il contributo richiesto al FEG ammonta a 3 306 750 EUR .EGF/2009/001 PT/Norte-Centro8. La domanda, presentata alla Commissione dalle autorità portoghesi il 23 gennaio 2009, si basa sugli specifici criteri di intervento di cui all'articolo 2, lettera b), del regolamento (CE) n. 1927/2006 ed è stata inoltrata entro il termine di 10 settimane previsto all'articolo 5 del medesimo regolamento.9. Il Portogallo ha presentato la domanda in base ai criteri di intervento di cui all'articolo 2, lettera b), del regolamento n. 1927/2006, che prevedono l'esubero di almeno 1 000 dipendenti nell'arco di 9 mesi, in un settore NACE 2 Rev. 2, in una regione o in due regioni contigue di livello NUTS II. La domanda riguarda 1 588 licenziamenti in 49 imprese della divisione 13 NACE rev. 2 ("industrie tessili") durante il periodo di riferimento di nove mesi, dal 16 febbraio 2008 al 15 novembre 2008. Su 49 imprese incluse nella domanda, 39 sono ubicate nella regione Norte (1 413 licenziamenti) e 10 nella regione Centro (175 licenziamenti). Nelle dieci settimane successive al periodo di riferimento, si sono verificati altri 138 licenziamenti in 17 di queste imprese.10. L’analisi del nesso tra questi licenziamenti e le trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale si basa sui seguenti dati. Il Portogallo sostiene che i licenziamenti seguono la generale tendenza dell’industria dell’abbigliamento e degli accessori della Comunità a delocalizzare la produzione verso paesi terzi che presentano costi meno elevati, come la Cina, l'India e la Turchia.Inoltre sottolinea il fatto che, secondo dati EUROSTAT[4], la regione settentrionale del Portogallo è quella che nella Comunità a 27 è maggiormente specializzata nel settore dei tessili e dell'abbigliamento in termini di occupazione; infatti in questa regione il settore rappresenta oltre il 14% della forza lavoro.11. Le statistiche EUROSTAT[5] del commercio estero della Comunità a 27, riportate nella tabella seguente, forniscono ulteriore conferma dell'aumento delle importazioni di tessili, con una percentuale di aumento delle importazioni del 18,4% tra il 2004 e il 2007 che supera di quattro volte l'aumento delle esportazioni.Prodotti tessili (milioni di euro) | 2004 | 2005 | 2006 | 2007 | % crescita 2004 / 2007 |Importazioni | 17,610 | 18,074 | 19,867 | 20,855 | 18,4 |Esportazioni | 18,537 | 18,482 | 19,218 | 19,380 | 4,6 |Saldo | 927 | 408 | -649 | -1,475 |Il fornitore principale è la Cina (con un aumento del 66,8% tra il 2004 e il 2007), seguita da altre economie emergenti quali la Turchia (+20,7%), l'India (+21,2%) e il Pakistan (+9,4%). Questo aumento va ricollegato principalmente alla scadenza dell'accordo multifibre dell'OMC alla fine del 2004. Nel 2007 la Cina ha rappresentato il 26% delle importazioni totali nella Comunità in termini di valore.12. L'impatto sull'economia locale e regionale è descritto come segue nella domanda.Nella domanda vengono descritti gli effetti dei licenziamenti sul mercato del lavoro regionale. A livello locale, essa indica che nel novembre 2008 i comuni maggiormente colpiti dalla disoccupazione nel settore tessile (ad esempio Guimaraes con il 9,0% e santo Tirso con l'11,7%) registrano tassi di disoccupazione assai superiori alla media del Portogallo continentale (5,8%) o perfino della regione Norte nel suo insieme (7,0%). Risulta inoltre che le zone particolarmente dipendenti dalla produzione tessile hanno poche altre opportunità di lavoro alternativo che siano facilmente accessibili ai lavoratori licenziati. Prendendo come base la disoccupazione nel settore tessile in Portogallo, la domanda evidenzia come il 97,8% della cifra totale provenga dalle regioni Norte e Centro insieme.Le nuove iscrizioni di disoccupati nel settore tessile sono aumentate nelle due regioni, con aumenti particolarmente rilevanti a luglio e nel settembre 2008 (ossia durante il periodo di riferimento), rispettivamente del 67,7% e del 49,1%, rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente.In conclusione, tenuto conto delle circostanze, si può ritenere che gli esuberi abbiano un notevole impatto negativo sull'economia locale e regionale.13. Le autorità portoghesi hanno stimato, sulla base dell'esperienza passata, che dei 1 504 lavoratori ammessi a partecipare alle misure del FEG, il 30% circa può trovare un altro lavoro senza l'ausilio delle misure del FEG oppure ritirarsi dal mercato del lavoro. Il pacchetto di misure del FEG è quindi concepito per una media di 1 000 lavoratori nell'arco dell'intero periodo di attuazione.14. Per quanto riguarda il rispetto dei criteri di cui all’articolo 6 del regolamento (CE) n. 1927/2006, la domanda conteneva i seguenti elementi. Le autorità portoghesi hanno confermato che il contributo finanziario del FEG non sostituisce azioni che sono di competenza delle imprese a norma della legislazione nazionale o di contratti collettivi. Le autorità portoghesi hanno fornito garanzie circa il fatto che le azioni previste forniscono sostegno a singoli lavoratori e non verranno utilizzate per finanziare la ristrutturazione di imprese o settori. Hanno inoltre dichiarato che le azioni ammissibili non ricevono aiuti da altri strumenti finanziari comunitari.In conclusione, per i motivi di cui sopra si propone di accogliere la domanda EGF/2009/001 PT/Norte-Centro presentata dal Portogallo relativamente ai licenziamenti avvenuti in 49 imprese della divisione 13 NACE ("industrie tessili"), nelle due regioni confinanti di Norte e Centro in Portogallo, essendo stato dimostrato che tali licenziamenti derivano da profondi mutamenti della struttura del commercio mondiale che hanno condotto a una grave perturbazione economica, la quale ha un’incidenza negativa sull'occupazione e sull'economia locale. È stato proposto un pacchetto coordinato di servizi personalizzati ammissibili, di cui il contributo richiesto al FEG ammonta a 832 800 EUR .FinanziamentoIl bilancio annuale totale disponibile per il FEG ammonta a 500 milioni di euro. Essendo già stato mobilitato un importo di 3 384 300 euro per precedenti domande nel 2009, restano disponibili 496 615 700 euro.L'assegnazione proposta dalla Commissione a titolo del Fondo si basa sulle informazioni fornite dal richiedente.In base alle domande di intervento del Fondo presentate dalla Spagna e dal Portogallo, dove l’industria tessile ha subito ripercussioni negative, le stime totali dei pacchetti coordinati di servizi personalizzati da finanziare sono le seguenti:(in EUR) |Spagna/Cataluña | 3 306 750 |Portogallo/Centro-Norte | 832 800 |Totale | 4 139 550 |Previo esame di tali domande[6] e considerando l'importo massimo di un contributo del Fondo stabilito a norma dell'articolo 10 del regolamento (CE) n. 1927/2006, nonché il margine previsto per riassegnare stanziamenti, la Commissione propone di mobilitare il FEG per un importo totale di 4 139 550 EUR , da assegnare nel quadro della rubrica 1a del quadro finanziario.Questo importo consente di avere ancora a disposizione almeno il 25% dell’importo massimo annuo assegnato al FEG per le assegnazioni durante l’ultimo quadrimestre del 2009, come previsto all’articolo 12, paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 1927/2006.Con la presente proposta di mobilitazione del Fondo, la Commissione avvia la procedura semplificata di dialogo a tre, conformemente al punto 28 dell’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006, al fine di ottenere l’accordo dei due rami dell’autorità di bilancio sulla necessità di utilizzare il Fondo e sull’importo richiesto. La Commissione invita il primo dei due rami dell’autorità di bilancio che giunge ad un accordo sulla proposta di mobilitazione, al livello politico adeguato, ad informare l’altro ramo nonché la Commissione delle sue intenzioni.In caso di disaccordo da parte di uno dei due rami dell’autorità di bilancio, sarà indetta una riunione ufficiale di dialogo a tre.La Commissione presenterà altresì una richiesta di storno per iscrivere nel bilancio 2009 gli stanziamenti di impegno e di pagamento necessari, conformemente al punto 28 dell’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006.Proposta diDECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOsulla mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazioneIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto l’accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria[7], in particolare il punto 28,visto il regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione[8], in particolare l’articolo 12, paragrafo 3,vista la proposta della Commissione[9],considerando quanto segue:(1) Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (in appresso FEG) è stato istituito per fornire sostegno supplementare ai lavoratori licenziati che risentono delle conseguenze dei cambiamenti fondamentali nella struttura del commercio mondiale e per assisterli nel reinserimento nel mercato del lavoro.(2) L'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 consente di mobilitare il Fondo nei limiti di un massimale annuo di 500 milioni di euro.(3) Il 29 dicembre 2008 la Spagna ha presentato una domanda di mobilitazione del FEG relativamente ai licenziamenti nel settore tessile. Essendo la domanda conforme ai requisiti per la determinazione dei contributi finanziari stabiliti all’articolo 10 del regolamento (CE) n. 1927/2006, la Commissione propone di mobilitare un importo di 3 306 750 EUR.(4) Il 23 gennaio 2009 il Portogallo ha presentato una domanda di mobilitazione del FEG relativamente ai licenziamenti nel settore tessile. Essendo la domanda conforme ai requisiti per la determinazione dei contributi finanziari stabiliti all’articolo 10 del regolamento (CE) n. 1927/2006, la Commissione propone di mobilitare un importo di 832 800 EUR.(5) Pertanto, si dovrebbe procedere alla mobilitazione del FEG per fornire un contributo finanziario in relazione alle domande presentate dalla Spagna e dal Portogallo,DECIDONO:Articolo 1Nel quadro del bilancio generale dell’Unione europea stabilito per l’esercizio 2009, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione è mobilitato per fornire l’importo di 4 139 550 EUR in stanziamenti d’impegno e di pagamento.Articolo 2La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente [1] GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.[2] GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.[3] Regolamento (CE) n. 1893/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che definisce la classificazione statistica delle attività economiche NACE Revisione 2 e modifica il regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio nonché alcuni regolamenti (CE) relativi a settori statistici specifici (GU L 393 del 30.12.2006, pag. 1).[4] EUROSTAT, Statistics in Focus, 37/2008, http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_OFFPUB/KS-SF-08-037/EN/KS-SF-08-037-EN.PDF, pagina 4.[5] Già citate nella Comunicazione della Commissione relativa ad una domanda di mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione presentate dall’Italia che presenta l’esame della Commissione su tale richiesta (SEC(2008) 2414).[6] Comunicazione della Commissione relativa ad una domanda di mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione presentate dalla Spagna che presenta l’esame della Commissione su tali richieste (SEC(2009) 826) e (SEC(2009)824).[7] GU C 139 del 14.6.2006, pag. 1.[8] GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.[9] GU C […] del […], pag. […].