CELEX: 62010TN0286
Language: it
Date: 2010-06-30 00:00:00
Title: Causa T-286/10: Ricorso proposto il 30 giugno 2010 — Fondation de l’Institut de Recherche Idiap/Commissione

14.8.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 221/57
            
         Ricorso proposto il 30 giugno 2010 — Fondation de l’Institut de Recherche Idiap/Commissione
   (Causa T-286/10)
   ()
   2010/C 221/91
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Fondation de l’Institut de Recherche Idiap (rappresentante: avv. G. Chapus-Rapin)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni della ricorrente
   
   
               —
            
            
               in via preliminare, concedere effetto sospensivo al presente ricorso;
            
         
               —
            
            
               in via principale,
               
                           —
                        
                        
                           dichiarare il ricorso ricevibile;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           accogliere il ricorso;
                        
                     
         
               —
            
            
               in conseguenza,
               
                           —
                        
                        
                           annullare la decisione della Commissione europea 11 maggio 2010;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           dichiarare ammissibili ai fini del beneficio dei fondi esterni dell'Unione europea i costi dei ricercatori dell’IDIAP con contratto a tempo indeterminato che lavorano sui programmi AMIDA, BACS e DIRAC;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           ordinare che l’IDIAP non debba rimborsare EUR 98 042,45 per DIRAC e EUR 251 505,76 per AMIDA;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           porre tutte le spese della procedura a carico della Commissione europea;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           porre a carico della Commissione europea le spese e gli onorari d’avvocato dell’IDIAP;
                        
                     
         
               —
            
            
               in subordine,
               
                           —
                        
                        
                           dichiarare il ricorso ricevibile;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           accogliere il ricorso;
                        
                     
         
               —
            
            
               in conseguenza,
               
                           —
                        
                        
                           annullare la decisione della Commissione europea 11 maggio 2010;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           disporre un nuovo controllo contabile sull’IDIAP da parte della Commissione europea e affidarlo ad una istituzione diversa dalla Treureva;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           porre tutte le spese della procedura a carico della Commissione europea;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           porre a carico della Commissione europea le spese e gli onorari d’avvocato dell’IDIAP.
                        
                     
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Con il presente ricorso, fondato su una clausola compromissoria, la ricorrente chiede in sostanza al Tribunale di constatare l'ammissibilità dei costi sostenuti per i ricercatori che beneficiano di contratti di lavoro a tempo indeterminato nel quadro dei contratti AMIDA, BACS e DIRAC rientranti nel quadro dei programmi specifici di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione intitolati «Integrare e rafforzare lo Spazio europeo della ricerca (2002-2006)» e «Tecnologie per la società dell'informazione (2000-20006)».
   A sostegno del proprio ricorso, la ricorrente deduce che:
   
               —
            
            
               l'interpretazione della Commissione europea dei contratti AMIDA, BACS e DIRAC, secondo la quale i costi per i contratti di lavoro di ricercatori a tempo indeterminato sono costi di funzionamento ordinari non ammissibili e non costi supplementari legati ai progetti, è arbitraria o almeno infondata, nella misura in cui:
               
                           —
                        
                        
                           il modello di contratto alla base dei contratti AMIDA, BACS e DIRAC non escluderebbe dai costi ammissibili i contratti di lavoro a tempo indeterminato;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il legame tra i contratti di lavoro dei ricercatori ed i progetti AMIDA, BACS e DIRAC sarebbe espressamente menzionato nei contratti di lavoro;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           i contratti di lavoro dei ricercatori esisterebbero soltanto a causa dei progetti, non avendo la ricorrente fondi propri per pagare ricercatori al di fuori dei progetti;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il migliore modo per garantirsi di potersi separare dai ricercatori alla fine di un progetto sarebbe il contratto a tempo indeterminato, poiché quest'ultimo nel diritto svizzero (luogo di stabilimento della ricorrente) può essere risolto in qualsiasi momento senza giustificazione, con un breve preavviso;
                        
                     
         
               —
            
            
               l'interpretazione della Commissione è contraria ai principi di buona fede e di legittimo affidamento, essendo questa interpretazione stata via via modificata;
            
         
               —
            
            
               in subordine, la procedura di controllo contabile oggetto della decisione impugnata, implica impossibili acrobazie che devono condurre al suo annullamento.