CELEX: 51988PC0269
Language: it
Date: 1988-05-24
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO sull'onere della prova nel campo della parità di retribuzione e della parità di trattamento tra donne e uomini (presentata dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 269
Vol. 1988/0084
 ---pagebreak--- Disclaimer
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
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2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak---    COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                      COM(88)269 def .
                                                      Bruxelles , 24 maggio 1988
                                   Al/
                                         t>       .# vi
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                                Proposta di
                         DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
sull' onere della prova nel campo della parità di retribuzione e della
                parità di trattamento tra donne e uomini
                     ( presentata dalla Commissione )
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              •»
                 • •
                                                                                   1
                                  RELAZIONE
I. INTRODUZIONE
1 . Il diritto comunitario attualmente vigente in materia di principio di
     parità ai compone dell’articolo 119 del trattato e di tre direttive del
     Consiglio che danno attuazione a tale principio : parità di retribuzione
      ( 1 ), parità di trattamento (?) e regimi di sicurezza sociale ( 3 ). Nel
      19B6 dono state adottate due nuove direttive , che entreranno in vigore
     successi vamentei regimi professionali di sicurezza sociale ( 4 ) e lavo ¬
      ratori       autonomi (5) .
2 . Nella maggior parte degli ordinamenti giuridici nazionali esiste per le
     cause civili un principio generale secondo il quale spetta all’attore
      addurre le prove della propria domanda . Se ì 1 convenuto è in grado di
      presentare allegazioni tali da fare sorgere un dubbio sulla fondatezza
      della domanda , questa viene rigettata perché l’onere di convincere il
      giudice rimane a carica dell’attore .
3 . Nelle cause basate sulla discriminazione sessuale , secondo il suddetto
      principio spetta all' attore dimostrare che la discriminazione subita é
      contraria alla legge . Tuttavia , in questo tipo di cause esistono pro ¬
      blemi particolari in materia di prova , perché il materiale probatorio é
      spesso in possesso del convenuto e perché esiste un pregiudizio diffuso ,
      anche se inespresso e talvolta addirittura inconscio , che distorce gli
      atti e le decisioni riguardanti le donne e le persone con responsabilità
      fami 1 i ari .
 1 > Direttiva del Consiglio 75 / 117 / CEE , del 10 febbraio 1975 , per il ravvi ¬
      cinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all’applica ¬
      zione del principio della parità delle retribuzioni tra 1 lavoratori di
      sesso maschile e quelli di sesso femminile , GU L 45 del 19.2.1975 , paq .
       19 .
 2 ) Direttiva del Consiglio 76 / 207 / CEE , del 9 febbraio 1976 , relativa
      all’attuazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini
       e le donne per quanta riguarda l’accesso al lavoro , alla formazione e
      alla promozione professionali e le condizioni di lavoro , GU L 39 del
       14.2.1976 , pag . 40 .
 3 ) Direttiva del Consiglio 79 / 7 / CEE , del 19 dicembre 1978 , relativa alla
       graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomi ¬
       ni e le donne in materia di sicurezza sociale , bU L 6 del 10.1.1979 ,
       pag , 24 .
 A' Direttiva del Consiglio B6 / 37B / CEE , del 24 luglio 19B6 , relativa all’at ¬
       tuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le ^
       donne nel settore dei regimi professionali di sicurezza sociale , GU L 22Ù
       del 12.8.1986 , pag . 40 .
  5 . Direttiva del Consiglio B6 / 613 / CEE , dell’ 11 dicembre 1986 , relativa al ¬
       l' applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini
       e le donne che esercitano un’attività autonoma , ivi comprese le attività
       nel Bettore agricolo , e relativa altresì alla tutela della maternità , GU
       L 359 del 19.12.1986 , pag . 56 .
 ---pagebreak---          \ *>-*. y':
4 . In tutti gli Stati membri gli attori incontrano difficoltà procedurali
     che hanno l' effetto di svuotare di gran parte della loro efficacia i di ¬
     ritti sostanziali garantiti dal diritto comunitario . Il problema princi ¬
     pale -é quello dell' onere della prova , perché di regola per la parte lesa
     é difficile e talvolta impossibile dimostrare il propria assunto . A ciò
     si aggiungono altri problemi : disponibilità del tribunale a trarre le
     conseguenze dalle prove presentate , circostanza che può creare talvolta
     difficoltà all' attore , indipendentemente da chi debba sostenere l’onere
     delia prova ; problemi dell’acquisizione delle prove da parte del giudi ¬
     ce , dell' attore e del convenuto ; i nterpreta ? i orie e applicazione del
     principio della discriminazione? indiretta .
5 » Nel nuovo programma d’azione della Comunità volto a promuovere la parità
     delle possibilità per le donne 1982-1985 ( 1 ) si osserva che "i lavora¬
     tori , e specialmente le lavoratrici , si avvalgono in scarsa misura delle
     possibilità di ricorso previste nelle legislazioni nazionali . La rigidi ¬
     tà delle procedure , da un lato , e , dall’altro la difficoltà di riunire
     le prove della discriminazione , spiegano in parte questa astensione ...
     l' esperienza di taluni Stati membri in materiali inversione dell’onere
     della prova ... merita di richiamare l’attenzione degli altri Stati mem¬
     bri ". Il programma stabilisce pertanto che :
  - i lavoratori andrebbero incoraggiati " ad avvalersi delle possibilità di
     ricorso ora non utilizzate ( compresa l’inversione dell’onere della pro¬
     va )" < 2>j
  - la Commissione dovrebbe effettuare un’analisi comparativa delle espe¬
     rienze nazionali , nell’intento di sviluppare un’azione comunitaria tale
     da aiutare gli Stati membri a migliorare le procedure di ricorsa .
6 . In tale analisi comparativa si afferma che l’onere della prova a carico
     dell' attore costituisce un problema e si raccomanda che l’onere della
     prova sia modificato formalmente in ciascun Stato - membro , cosicché l’at ¬
     tore debba dimostrare solo che é stato trattato in maniera meno favore ¬
     vole e che la persona che ha ricevuto un trattamento più favorevole é
     del 1 ’ altro sesso . In questo caso l’onere passerebbe alla persona accu¬
     sata della discriminazione , che dovrebbe dimostrare di non aver agito in
      tal modo per motivi attinenti al sesso dell’attore ( 3 ).
7 . La rete di esperti per l’applicazione delle direttive sulla parità , co¬
      stituita nel quadro del programma d’azione , ha confermato nei propri
     rapporti che esiste un grave problema dovuto al fatto che molti attori
      non riescono a dimostrare e far valere i propri diritti benché esistano
     chiare e circostanziate prove dell’esistenza di una discriminazione .
      Boll . CE , Supplemento 1 / 82
 2 > Azione 2 , ricorso in materia di parità di trattamento
 3 > Corcoran and Donnelly , Analisi comparativa delle disposizioni in materia
      di ricorso negli Stati membri CEE , V / 564 / 84 ._ Raccomandaz i one n . 5 , pag .
      80
 ---pagebreak---               V«fc»‘> -                                                           3
         *. . •••vM i
 0 . Nella relazione del Parlamento europeo del maggio 1984 su " La situazione
       della donna in Europa " si invita espressamente la Commissione a presen ¬
      tare proposte intese ad invertire l' onere della prova ( 1 ).
  9 . Il programma comunitario a medio termine sulla carità di opportunità per
       le donne 1986-1990 ribadisce l' importanza dell' onere della prova in ma ¬
       teria di ricorsi e stabilisce che la Commissione proporrà " uno strumen ¬
       to giuridico comunitario sul principio dell’inversione dell' onere della
       prova per l’insieme delle disposizioni in materia di parità " ( 2 ). 11
       programma Invita gli Stati membri ad effettuare " un riesame delle di ¬
       sposizioni relative all' onere della prova , in modo che chi subisce una
       discriminazione non debba assumersi un compita spesso impossibile " ( 3 ).
10 . Nella seconda risoluzione concernente la promozione della parità delle
       possibilità per le donne , il Consiglio ha appoggiato gli orientamenti
       fondamentali del programma ed ha invitato gli Stati membri ad " assicu ¬
       rare un’applicazione effettiva del diritto vigente in materia di pari ¬
       tà , in particolare mediante ... l’esame di tutti gli aspetti dei pro¬
       blemi relativi all' esibizione ed acquisizione delle prove " ( 4 ).
11 . Successivamente , nella risoluzione relativa ad un programma d’azione
       per l’aumento dell’occupazione , il Consiglio ha espresso l’impegno di
       adottare le iniziative necessarie ad un miglioramento della parità di
       accesso al mercato del lavoro e delle possibilità all’interno di tale
       mercato per le donne , mediante l' attuazione del programma comunitario
       a medio termine 1906-1990      <5) .
12 .    Il Comitato economico e sociale ha raccomandato l’adozione di una di ¬
       rettiva flessibile sull' onere della prova che " contribuirà a porre ri ¬
       medio alle continue violazioni della parità dei diritti " e " stimolerà
       una buona prassi occupazionale e moderne tecniche inerenti al perso¬
       nale " ( 6 ). Il Comitato consultivo per l’uguaglianza delle possibilità
       tra le donne e gli uomini ritiene la forma della direttiva la più a-
       datta a modificare l' onere della prova , e ritiene altresì che gli ele¬
       menti illustrati nella Parte II della proposta costituiranno il più
       opportuno contenuto di una direttiva ( 7 ).
 1 ) Relazione d’inchiesta n . 1 sul 1 ’ " Attuaz i one delle prime due direttive ".
      pag . 43 .
2 ) Boll . CE , Supplemento 3 / 86 , paragrafo 19 c .
      Boll . CE , Supplemento 3 / 86 , paragrafo 18 . b . 4 .
 4' Risoluzione del Consiglio del 24 luglio 1986 , GLI C 20 *> del 12.8.1986 ,
      pag . 2 , paragrafi 4 e 5 .
 5 > Risoluzione del Consiglio del 22 dicembre 1986 , GL) C 340 del
      31.12.1986 , pag . 2 , par . 2 , lettera f ).
 6 > Parere del 24 aprile 1986 sulla parità di opportunità per le donne -
      programma comunitario a medio termine - 1986-1990 , par . 3.1.2 .
 7 » Parere del 15 maggio 1987 .
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II . Modifica dell’onere della prova nella leqisiazione vigente
1.   La modifica dell' onere della prova esiste qià - in principio - nella legislazione nazio¬
     nale sulla discriminazione sessuale , sulla protezione dell ’ occupasi one ed in settori a
     carattere più generale . Il problema principale é la sua applicazione concreta , dato che i
     tribunali nazionali si trovano ad applicare concetti poco conosciuti .
2.   In linea di principio , dall’esame della legislazione sulla parità delle opportunità si
     rileva necessariamente una certa inversione dell’onere della prova tra le parti . Dopo che
     l' attore ha dimostrato che si é verificata una discriminazione, 1 'onere della orova va
     trasferito al convenuto , il quale deve provare che il fatto é avvenuto per motivi obiet ¬
     tivi non basati sul sesso . Senonché , soprattutto nel campo della parità di trattamento ì
     tribunali nazionali non sempre sono riusciti a distribuire equamente l’onere della prova
     tra le parti , in modo da dare effettiva applicazione ai-La legislazione vigente .
3.   Questo vale in particolare nei casi di discriminazione indiretta , che non sono stati sem¬
     pre intesi adeguatamente in molte legislazioni nazionali . Va osservato peraltro che at ¬
     tualmente sia la giurisprudenza della Corte di giustizia ( 1 ), sia le legislazioni nazio¬
     nali ( 2 ), sia infine le dichiarazioni della Commissione i3 .» offrono utili SDunti per una
     definizione , anche per quanto riguarda 1 'obbligo imposto ai convenuto ai presentare una
     giustificazione oggettiva per una regola o condizione apparentemente neutra , ma invece
     discriminatoria .
4.   Nel settore della protezione dell’occupazione l’onere della prova é spesso distribuito
     tra le parti . Nei casi di tutela della maternità , l’onere iniziale della prova é imposto
     da taluni ordinamenti giuridici al datore di lavoro , mentre altri ordinamenti prevedono
     che l’onere passi a carico del datore di lavoro dopo che il lavoratore ha fornito i primi
     indizi di fondatezza del proprio assunto . Nella maggior oarte degli Stati membri la legi ¬
     slazione riguardante i licenziamenti abusivi impone al datore di lavoro di dimostrare
     l’esistenza di un giustificato motivo . Ciò é dovuto al fatto che in alcuni ordinamenti
     sono previste procedure amministrative pubbliche o ai fatto che in altri le procedure
     giudiziarie impongono esplicitamente l’onere della prova ai aatori di lavoro .
5.   Anche la legislazione comunitaria sulla protezione del consumatore e la relativa legisla ¬
     zione nazionale di esecuzione é un esempio di inversione cieila prova , che in questo caso
     é completa . La direttiva sulla responsabilità da prodotto del 1985 pone l’onere giuridico
     della prova sul convenuto , il produttore , il quale deve dimostrare di non essere respon ¬
     sabile del prodotto difettoso che ha causata un danno al consumatore ( 4 ).
 1/   Causa 96 / 80 , Jenkins c / Kingsgate 0981 ), Racc . 911 : Causa 170 / 84 , Bi i na-Kauf haus c / Weoer
     von Hartz , decisione del 13 maggio 1986 , non ancora pubblicata ; Causa 30 / 85 , Teuling -
      Worms c / Bestuur van de Bedri jf sveremging voor de Chemie , decisione dell’ 11 giugno 1937 ,
     non ancora pubblicata .
 2)   Irlande , Employment Equality Act , 197 /, articoi o 2         or an Bretagna , Sex Discriminât ] u"
     Act 1975 , articoli 1 < 1 ) ( b ) e 3 ( 1 ) ( b ).
3'1   Relazione provvisoria sull’applicazione della direttiva " 9 / 7 / CEE del 19 dicembre 1978 . re
      lativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e
      le donne in materia di sicurezza sociale , CC)M(83 ) 793 de ( . , pagine 5-10 .
4■    Direttiva del Consiglio 85 /374 / CEE , del 25 luglio l g85 , relativa al ravvicinamento delle
      disposizioni legislative , regol amentari ed amministrative degli Stati membri in materia
      di responsabilità per danno da prodotti difettosi ! I5U K 2)0 dei 7.8.1985 , pag . 29 , art .
      1.
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III . 088ERVAZI0NI SUGLI ARTICOLI
La proposta di direttiva comprende tre parti : disposizioni generali ; disposizioni sostan ¬
ziali riguardanti l’onere della prova , la definizione delia nozione di discriminazione
indiretta e l’acquisizione delle prove ; disposizioni riguardanti l' attuazione oella di ¬
rettiva . Le formulazioni utilizzate nella proposta spouono da vicino auelle delle diret ¬
tive esistenti , in modo da garantire una certa amarezza e continuità .
Le direttive esistenti sulla parità sono state adottate osi Consiaìio su diversi fonda¬
menti giuridici . Dato che le disposizioni della presente oroposta devono applicarsi a
tutte le direttive precedenti occorre , principalmente per motivi tecnici , utilizzare come
fondamento giuridico gli articoli 100 e 235 del trattato .
Parte I " Disposizioni generali "
Questa parte riguarda gli obiettivi e la portata delia direttiva .
Articolo 1 - Obiettivi
Questo articolo stabilisce gli obiettivi della direttiva . Come previsto dal programma ce
munitario a medio termine per la parità di opportunità per le donne , la presente diret ¬
tiva é parte della politica volta a 'eaiizz are la parità di trattamento potenziando l’ap ¬
plicazione effettiva , nella prassi , delia legislazione nazionale che attua il diritto co ¬
munitario .
La formulazione del paragrafo 1 segue da vicino ausila de ! ! J artico ! o 6 della direttiva
del Consiglio 76 / 207 / CEE . Il paragrafo 2 specifica ie disposizioni comunitarie vigenti
che sanciscono il principio di parità .
Articolo 2 - Campo d’applicazione
 La direttiva si applica a tutta la normativa comunitaria m materia ai parità , e con se¬
guentemente alle procedure nazionali di ricorso in tutti ì settori ( pubblico e privato ) ,
 eccettuata la procedura penale .
 Il paragrafo 1 indica il campo o * sopì icaz ione del )* rìuett’va . Il sotcoparagra+o ( ai si
 riferisce alle disposizioni comunitarie esistenti in materia di parità , mentre il sotto¬
 paragrafo ( b ) applica la presente direttiva a guai siasi strumento futuro ( 1 ) che non ne
 escluda esplicitamente 1 ’appl ì caz J one . Conformemente a ? i a giurisprudenza della Corte di
 giustizia ( 2 ), il sottoparagrafo < c ) applica la direttiva alle procedure nazionali nel
 settore pubblico e del settore privato .
 1)   Proposta di direttiva del Consiglio , che complete l’attuazione dei principio oeua
      parità di trattamento tra uomini e donne nei renimi ieqali e professionali di sicu¬
      rezza sociale CQM ( 87 ) 49u definitivo : proposta moni ti rata di direttiva oe ! Consiglio
      relativa ai congedi parental i ed ai congedi pei motivi familiari , G'J n . C            del
      9.12.1983 , pag . 6 , e proposta , GU n . C. 35t>. dei 2 / .1 . . 9Ba , pag . proposta modifi ¬
      cata di direttiva del Consiglio , sul lavoro volontario a tempo parziale , GU n . C 62 ,
      del 12.3.1982 , pag . 7 , e GU n . C 18 , del 22 . i.'tRR'.. G*«J . 5 .
 2 ) Causa 248 / 83 . Commissione delie Comunità europet c' n^ubolica federale di Germania ,
      sentenza del 21 maggio 1985 , non ancora puobiicaia .
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Il paragrafo 2 precisa che la direttiva non si applica alle procedure
penali , talvolta seguite ai fini del 1 ’ appi icazione delle disposizioni
nazionali sulla parità . Un cambiamento dell’onere della prova nelle
procedure penali consentirebbe altrimenti di imputare troppo facil ¬
mente gli individui di reati penali .
Parte II - " Disposizioni specifiche "
Questa prova riguarda tre argomenti specifici ! la modifica dell’onere
della prova , comprese le conclusioni che devono trarre ì tribunali o : e
altre autorità competenti , le procedure di acquisizione delle prove ,
nonché gli elementi della discriminazione indiretta .
Articolo 3 – Modifica dell' onere della prova
Normalmente l’onere legale di provare i fatti su cui si basa un' azione
é a carico dell’attore .     In determinate circostanze , pud essere impasto
al convenuto un onere parziale e sussidiario di or esentar e determinate
prove ( onere probatoria accessorio ), oppure J ’ onere legale può essere
imposta integralmente al convenuto , e in questo caso si tratta di una
inversione completa dell’onere legale .
Nel paragrafo 1 la Commissione ha scelto - di modificare e non di inver ¬
tire l’onere , disponendo un tipo misto di onere desila prova , legale e
accessorio . L’onere legale della prova rimane a carico dell’attore , ma
in una fase successiva l’onere desila prova passa al convenuto che deve
dimostrare che non vi      é stata nessuna discriminazione .    La formulazione
di questo paragrafo seque da vicino 1’ articolo 6 della direttiva del
Consiglio 76 / 207 / CEE .
L’attore deve fornire un indizio o una presunzione oppugnabi le di di ¬
scriminazione ; successivamente , l’onere passa al convenuto , che dovrà
confutare la presunzione , provando che la di se r i ini naz ì one constatata
non sussiste o che non é contraria alla leqqe , oroducendo a tal fine la
prova di un motivo legittimo e non basato sui sesso , oppure dimostrando
che nel caso di specie non poteva trovare applicazione il principio di
parità .
 Il paragrafo 1 tratta infine il problema della deduzione . Una volta
stabilita la presunzione di discriminazione , gli Stati membri sono te ¬
nuti ad imporre al convenuto l’onere di provare in via definitiva che
 la discriminazione non é contraria alla legge . TI mezzo tecnico a tal
 fine é di riconoscere il beneficio del     duboio all’attore per quanta
riguarda l’esatta i nterpretaz i one dei fatti .
 ---pagebreak---                                                                                     7
Il paragrafo 2 definisce quanto é richiesto oer stabilire una presun ¬
tone opponibile ( 1 ). Anzitutto , la ricorrente 4 tenuta a dimostrare di
aver formato oggetto di trattamento meno favorevole per appartenenza al
••■•o femminilei ad esempio , provando di aver presentato una domanda di
lavoro » il rifiuto della stessa e l' assunzione in un uomo . In secondo
luogo , la ricorrente deve ■fornire elementi comnlement ari , sufficienti
per un tribunale o altra autorità competente oe«^ statuire sull' esisten ¬
za di diacri minazione illegale , ari esempio dimostrando di essere idonea
all' impiego offerto , essendo in possesso del minimo di qualifiche ri ¬
chieste . Tuttavia , la ricorrente non é tenuta a dimostrare in incido con ¬
clusivo l' avvenuta discriminazione illegale , ooiché ciò la costringe¬
rebbe ad addurre più prove di quanto possa in tutta probabilità posse¬
dere quali , ad esempio , dimostrare di essere altrettanto , o più , quali ¬
ficata del candidato prescelta . In effetti , l' onere della prova a ca ¬
rico della ricorrente é stato alleggerito .
Per quanto riguarda le dimostrazioni che il convenuto deve addurre per
contestare l' assunto della ricorrente e per confutare la presunzione di
discriminazione , il convenuto può presentare verbali , resoconti , di ¬
chiarazioni , statistiche di assunzione e di promozione .
Il paragrafo 3 consente agli Stati membri di j mporre un' inversione com¬
pleta dell' onere della prova , come avviene qià in determinati ordina ¬
menti . In questo caso , dopo che J 'attore ha dimostrata che vi 6 stata
un trattamento meno favorevole , ( primo stadio esposto più sopra ) l' o¬
nere giuridico passa al convenuto che é obbligato a dimostrare in mouo
persuasivo ed oggettivo che non vi è stata nessuna discriminazione .
Articolo 4 - Procedure
Questo articolo tende a garantire l’esistenza di procedure efficaci per
l' esame delle accuse e per l' acquisizione delle prove . Alia lettera a )
si stabi 1 isce che il tribunale o le altre autorità competenti devono
avere ogni potere ritenuto necessario per esaminare efficacemente l' ac ¬
cusa presentata . Alla lettera b ) si stabilisce che tutte le informazio¬
ni necessarie per la presentazione di una causa oossono essere ottenute
dalla parte che le detiene o c:he può ragi nnevoi mente essere invitata a
raccogliere , qualora l' ottenimento delle informazioni non imponga a
detta parte un onere eccessivo . Esse dovranno essere fornite alla parte
che le richiede ; tuttavia , il tribunale o altra autorità competente
mantiene il proprio potere di screz i onal e di non divulgare informazioni
riservate , la cui diffusione potrebbe causare aravi danni agli interes ¬
si della parte avversa per ragioni diverse dai litigio in corso , aa e -
sempio , informazioni delicate , segreti ai affari , ecc . Questo criterio
di " danno grave " é inteso a garantire che il fatto che 1 ' ì nformaz ì one
sia stata comunicata a titolo riservato non é sufficiente per giusti ¬
ficarne la mancata comunicazione .
 1 ) In diritto civile , " pr aesumt i < ini s ìur i •-> tantum "; in diritto comune ,
     un caso " prima facie ".
 ---pagebreak---                                                                                            5
Articolo 5 - Discriminazione indiretta
L' articolo 5 affronta il problema della aibcnwmazione indiretta .                      3i
tratta di una nazione poco conosciuta da molti giuristi, e giudici na ¬
zionali , e la mancanza di orientamenti sul suo significato ha scorag ¬
giato le parti lese dal -far valere le proprie fondate pretese e dal -
l' ottenerne il     riconoscimento dai    tribunali  nazionali .
Basandosi sulla giurisprudenza della Corte- di giustizia ( 1 ), il pa ¬
ragrafo 1 applica il concetto della discri mi n?:i one indiretta a tutte
le disposizioni della Comunità relative ai principio di parità , ivi
compresa la parità di retribuzione , e stani lisce per .la prima voita u^a
definizione di      discriminazione indi retta ,   di  eie menti  eli   tale defini ¬
zione sono basati sulla giurisprudenza de l 1 -•> ' or te cu Giustizia e dei
tribunali nazionali , sulle legislazioni e suu ; • ori ent.ainent i nazionali ,
nonché sulle dichiarazioni        del la Commissione suora citate .,
Il paragrafa 2 stabilisce , per        fugare ogni rnooj o , che 1 ’ intenzione non
deve essere presa in consi deraz i one nelle cause m         di seri mi nazione in ¬
diretta . Per definizione , quest 'ultima nozione si ritenere a situazio ¬
ni neutre che hanno avuto , prescindendo da ogni intenzione neiie pari ;,
un impatto sproporzionato sulle persone di un determinato sesso .
Parte III - " Disposizioni finali "
Le disposizioni finali contenute nella parte Ili sono in massima parte
riprese dalle direttive della Comunità sulla parità .
L' articolo 6 si basa sull 'articolo 8 de 1 1 a d ir e 1 1 iva 7 6 / 2 0 7 / C E E . E’
inteso a garantire che gli Stati membri provvedano ad informare tempe ¬
stivamente tutte le persone direttamente interessate sulle misure a -
dottate per attuare gii obiettivi delia direttiva . In pratica , riguarda
parti col annerite la definizione di discriminazione indiretta .
L' articolo 7.1 si basa sul 1 ' articolo 9.1 , primo trattino , del la diret ¬
tiva succitata . Esso assegna agli Stati membri tre anni di tempo per
conformarsi alle disposizioni elei 'La direttiva . L’articolo 7.2 si basa
sugli articoli da 3 a 5 della medesima direttiva , e li modifica in modo
da applicarli a tutte le disposizioni che riguardano il principio della
parità .
 L' articolo 8 stabilisce gii obblighi della Commissione e oegl i Stati
membri per permettere al Consiglio di seguire i progressi compiuti nel ¬
 l’applicazione della direttiva proposta e per garantire uri periodico
riesame del diritto comunitario sulla parità .
 L’articolo 9 non richiede osservazioni particolari .
 1 ) Causa 96 / 80 , Jenkins , c / Kingsgate ( 19810 Race . 911 ; Causa 170 / 84 ,
     Bi 1 ka-Kauf haus c / Weber vari Hertz , decisione del 13 maggio .1.906 , non
     ancora pubblicata .
 ---pagebreak---                                                                                  1
                                     Proposta di                                      i
                               DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
      sull' onere della prova nel campo della parità di retribuzione e della          I
                      parità di trattamento tra donne e uomini
Il Consiglio delle Comunità europee
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in par ¬
ticolare gli articoli 100 e 235 ,
vista la proposta della Commissione ,
visto il parere del Parlamento europeo ,
visto il parere del Comitato economico e sociale ,
considerando che l’attuazione del principio della parità di retribu¬
zione tra uomini e donne , stabilito dal 1 ’ ar Li coi a 119 del trattato , costi ¬
tuisce parte integrante dell' instaurazione e del funzionamento dei mercato
comunei
considerando che il 10 febbraio 1975 il Consiglio ha adottato la diret ¬
tiva 75 / 117 / CEE per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
membri relative all’applicazione del principio della parità delle retri ¬
buzioni tra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile
( 1 )|
considerando che per gli altri aspetti delia parità di trattamento tra
uomini e donne il Consiglia ha adottato i I 9 febbraio 1976 la direttiva
76 / 207 / CEE relativa all' attuazione del principio della parità di trat ¬
tamento fra gli uomini e le donne per quanto riguarda l' accesso al la ¬
voro , alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni
di lavoro ( 2 ), e l' il dicembre 1986 la dii etti va 86 / 613 / CEE relativa
al 1 ’ appi i cazione del principio della parità ih trattamento fra gli uo ¬
mini e le donne che esercitano un' attività autonoma , ivi comprese le
attività nel settore agricolo , e relativa altresì alla tutela della
maternità ( 3 );
considerando che in materia di parità di traft amento tra uomini e donne
nel campo della sicurezza sociale il Lonsiolio ha adottato il 19 dicem ¬
bre 1978 la direttiva 79 / 7 / Cb E relativa alia graduale attuazione del
principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia
di sicurezza sociale ( 4 ), e il 24 luglio 1986 la direttiva 86 / 378 / CEE
relativa all’attuazione dei principio della parità di trattamento tra
gli uomini e le donne nel settore dei regimi professionali di sicurezza
sociale ( 5 ) ;
considerando che la Commissione nella comunicazione al Consiglio del 20 dicembre 1985
concernente un programma comunitario a medio termine sulla parità delle possi i
 lità per le donne ( 1986-1990), si è impegnata a proporre uno
strumento giuridico comunitario sul principici del 1 ' i aversi one dell 'arie-
re della prova per l’insieme delle disposi ? i uru in materia di parità
 ( 6 );
 1>   Gl)  n.  L 45 del 19.2.1975 , pag . 19 .
2)     GU  n.  L 39 del 14.2.197o , paci . <* 0 .
3)    GLI  n.  L 359 del 19.12.1986 , pàg . 5o .
 4)    Gl) n.  L 6 del 10.1.19 / 9 . pay . ^'4 .
5 ) GU n .     L 225 del    12.8.1986 ,    paq . 40 .
 6 ) Boll . Ct      Suppl . 3 / 86 , par .  19 c .
 ---pagebreak---                                                                                                  10
considerando che il Consiglio , nella risoluzione del 24 luglio 1986 concernente
la promozione della parità delle possibilità per le donne , ha approvato
gli obiettivi       generali      della . comunicazione          della      Commissione
 ed ha invitato gli Stati membri a porre in atto le azioni appropriate
per " assicurare un’applicazione effettiva del diritto vigente in mate ¬
 ria di parità , in particolare mediante ... l’esame di tutti gli aspetti
dei problemi relativi alla raccolta delle prove " ( 1 );
 considerando che il Consiglio , nella risoluzione del 22 dicembre 1986 relativa ad un
programma d’azione per l’aumento dell’occupazione si è impegnato
  ad adottare le decisioni e le misure necessarie per un miglioramento della
  parità di accesso al mercato del lavoro e della parità di possibilità ,
 all’interno di tale mercato , per le donne, medi ante “ l’attuazione del
 programma comunitario a medio termine 1986-1990 " ( 2 );
 considerando che occorre garantire in questo settore il rispetto del
 principio di parità , come stabilito dall’articolo 119 del trattato e
 dalle direttive del Consiglio ;
 considerando che l’effettiva attuazione del                   principio di parità sancito
 in tali disposizioni richiede l' adozione di misure complementari per quanto concerne
 le procedure e le prove di fronte ai tribunali nazionali o ad altre autorità compententi ,
 considerando che tra gli Stati membri sussistono differenze in questo
 settore ; che pertanto é necessario ravvicinare le disposizioni nazionali
 per quanto concerne l' applicazione del principio di parità ;
 considerando che per taluni aspetti il trattato                      non ha previsto gli
 specifici poteri d' azione richiesti ,
 HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
SEZIONE   I  - DISPOSIZIONI     GENERALI
 ARTICOLO 1
  1 . La presente direttiva è intesa ad assicurare che le misure adottate
      dagli Stati membri , in conformità del principio della
      parità tra donne e uomini , per consentire a tutti i cit ¬
      tadini che si ritengono lesi da una mancata applicazione nei loro
      riguardi del principia di parità di far valere i loro diritti in se¬
      de giudiziaria dopo l’eventuale ricorso ad altre autorità competen ¬
      ti , siano rese più efficaci .
 2 . Ai fini della presente direttiva , il principio della' parità é quello
      enunciato nell’articolo 119 del trattato e nelle , direttive del Con ¬
      siglio 75 / 1 17 / CEE , 76 / 207 / CEE , 79 / 7 / CEE , 86 / 378 / CEE e 86 / 613 / CEE .
  1 ) EU n . C 203     del 12.8.1986 , pag . 2 , par . 4 e 5
 2 ) GLI n . C 340    del 31.12.1986 , pag . 2 , par . 2 , lettera f ).
 ---pagebreak--- ARTICOLO 2
1 . La praeanta direttiva si applica :
    ( a ) a tutte le disposizioni comunitarie r i guardanti il principio della
          pariti tra uomini e donne di cui all' articolo 1 , paragrafo 2 ;
    ( b ) a qualsiasi disposizione che venga adottata in futuro e che non
          escluda esplicitamente la sua appi i caz i one ;
     (c)   a qualsiasi procedura civile o animi ni strati va concernente i settari
          pubblico o privato , che preveda mezzi di ricorso secondo il diritto
          nazionale , in applicazione delle disposizioni di cui sopra .
2 . La presente direttiva non si applica alla procedura penale , sebbene
    tale procedura possa prevedere mezzi di ricorso secondo il diritto nazio¬
    nale , in applicazione delle disposizioni di cui sopra .
SEZIONE II - DISPOSIZIONI        SPECIFICHE
ARTICOLO 3 – Modifica dell' onere della prova
1 . Gli Stati membri devono garantire che allorquando una persona che si, con-
    mider.i     lesa' dàlia      mancata applicazione nei suoi confronti del
    principio di parità -fornisca / in           qualsiasi stadio del procedimento ,
    ad un tribunale o , a seconda dei casi , ad altra autorità competente ,
    una presuriz i orto di  discriminazione subita ,       spetta   al convenuta dimo ¬
    strare che non vi        è stata violazione del      pr i nei pio di parità . L' at ¬
    tore -fruisce del      beneficio di     qualsiasi  duomo che dovesse ancora
    sussistere .
2.  La presunzione di        discriminazione é stabilita quando l' attore esi ¬
    bisce un fatto od una serie di fatti che /              se non confutati / con ¬
    cretano una di scr i mi riaz i one diretta a     indiretta .
3.  La presente direttiva non osta al diritto degli Stati membri di
     imporre l’onere giuridico della prova al convenuto .
ARTICOLO 4 - Procedure
     Gli Stati membri devono introdurre nei sistemi               giuridici nazionali     le
    disposizioni necessarie per garantire che :
a)   le corti , i tribunali e le altre autorità competenti possano ordina ¬
    re agni provvedimento necessario per garantire l' effettivo accerta ¬
     mento di ogni accusa di discriminazione :
b ) ciascuna delle parti in causa possa ricevere qualsiasi                informazione
     pertinente in possesso della parte avversa , 0 ragionevolmente
      conseguibile da quest 'ultima / che le sia necessaria per far valere i propri
      diritti , e la cui divulgazione non leda gravemente gli interessi dell altra
      parte per motivi diversi da quelli del litigio in corso .
 ---pagebreak---                                                                                        12
ARTICOLO 5 - Discriminazione indiretta
 1 . Ai fini del principio della parità di cui all' articolo 1 , paragrafo 2 , esiste
     discriminazione indiretta allorché una disposizione , criterio o pratica , ap¬
     parentemente neutra svantaggi in modo proporzionalmente maggiore i lavoratori
     dell' uno o dell' altro sesso , con riferimento in particolare alla situazione
     matrimoniale o di famiglia , che non è obiettivamente giustificata da un motivo
     o condizione non legato al sesso della persona interessata .
2 . Gli Stati membri devono garantire che non si tenga conto delie in ¬
     tenzioni del convenuto nello stabilire se u principio della parità
     si * stato violato in un determinato caso .
SEZIONE   III - DISPOSIZIONI FINALI
ARTICOLO 6
     Gli Stati membri provvedono a che le disposizioni adottate in con ¬
     formità della presente direttiva , insieme alle disposizioni già in
     vigore , siano portati a conoscenza di tutti ali interessati con ogni
     mezzo adeguato , ad esempio mediante 1 ' inì; or inazione sul luogo di la¬
     voro .
ARTICOLO 7
1 . Gli Stati membri adottano disposizioni                  legislative , regolamentari
     e amministrative necessarie         per conformarsi alla presente direttiva
     entro tre anni dalla notifica . Essi ne informano immediatamente la Com¬
     mi ssi one .
2 . Gli Stati membri modificano o aboliscono agni disposizione contraria
     alla presente direttiva ed adottano le misure necessarie per garan ¬
     tire che siano modificate o abolite disposizioni simili esistenti
     nei contratti collettivi di lavoro , nei contratti di lavoro indivi ¬
     duali , nei regolamenti interni delie imprese o negli statuti delle
     libere professioni e dei 1 avoraton autonomi .
ARTICOLO 8
1 . Entro due anni a decorrere dalla scadenza del periodo triennale stabilito al primo
     paragrafo dell’articolo 7 , gli Stati membri comunicano alla Commis ¬
     sione tutte le informazioni utili per cnnsen tiri e di preparare una
     relazione da sottoporre al Consiglio e al Parlamento europeo sull' applicazione
     della presente direttiva .
2 . Successivamente gli Stati membri trasmettono alla Commissione , ogni
      tre anni , le informazioni riguardanti i progressi compiuti nell’ap ¬
     plicazione della presente direttiva , le disposizioni già in vigore e
      le tendenze riguardanti il ricorso alle eli sposi ziom in essa contenu ¬
     te nonché la loro evoluzione per consentire alla Commissione di ela ¬
     borare una relazione         da sottoporre al Consiglio e al Parlamento europeo ogni
      tre anni .
ARTICOLO 9                                            -
     Gli   Stati  membri    sorto    destinatari    ue i i a or esente direttiva .
  Fatto a Bruxelles , addì                                       Per il Consiglio
 ---pagebreak---         COMPETITIVENESS AND EMPLOYMENT IMPACT STATEMENT
             Proposal for a Council Directive on the Burden of Proof in
            the area of equal pay and equal treatment for women and men
I   What is the mainreason for introducing the measure ?
    The policy objective is social : this directive forms part of the policy aimed at achieving
    equal treatment by strengthening the effective application in practice of national
    legislation incorporating Community law .
    The EC issue at stake is the effective application of Community law . Community law
    currently in force concerning the principle of equality consists of Article 119 of the
    Treaty and the three Council Directives implementing that principle : equal pay
    (75/ 117/EEC), equal treatment (76/207/EEC) and statutory social security schemes
    ( 79/7/EEC). Two more directives adopted in 1986 will enter into force in the future :
    occupational social security schemes ( 86/378/EEC) and the self-employed
    ( 86/613/EEC).
    Procedural problems encountered by complainants have been identified in all the Member
    States which have the effect of depriving the substantive rights provided by Community
    law of much of their force . The main such problem is that of the burden of proof, which
    is difficult and sometimes impossible in the normal course of events for an aggrieved
    complainant with an arguable case to establish . There arc also closely related problems
    concerning the willingness of courts or tribunals to draw inferences from the evidence
    that is presented , which can give rise to difficulties for complainants wherever the
    burden of proof is placed , the obtaining of evidence by the courts and by the parties , and
    the understanding and the application of the concept of indirect discrimination .
    The result is that many applicants have failed to establish legitimate claims
    notwithstanding strong circumstantial evidence of discrimination . If die Directive were
    not introduced , this state of affairs w'ould continue .
   The Directive contains two main substantial elements , bodi linked to the problem of the
   burden of proof:
   • the modification of the burden of proof : once the complainant has established a
   presumption of discrimination , the respondent is required to rebut it. The benefit of any
   doubt as to the proper interpretation of the facts is given to die complainant;
   • a definition of die concept of indirect discrimination , to help the pardcs and die nauonal
   courts and tribunals to better understand and apply diis concept , particularly with regard
   to the evidence required of either party .
 II Features of the businesses in question
     The Directive is intended to apply to all Community law on equality , existing and future ,
     and thereby to nadonal procedures for redress in all sectors , public and private . Thus
     central and local government , State undertakings and agencies , and large , medium and
     small undertakings are all affected by the Directive since they arc all currendy subject to
     the principle of equality established and guaranteed by existing law .
 ---pagebreak---     li does not however apply to the criminal procedures laid down by some Member slates
    for failure to respect the principle of equality .
    The Directive has no particular implication,': for any of the enli'dcs covered by it, though
    obviously it is hoped that the public sector will lead the way in carrying out the positive
    actions on equality mat most effectively avoid litigation . It should neither encourage nor
    discourage the formation of new private undertakings .
Ill What obligations does this measure impose directly on businesses ?
    The Directive imposes no new obligations on business or on government, it is intended
    to improve the application of existing provisions on equality .          Businesses have to
    continue to comply with existing obligations .
    Since the measure is designed to make legal procedures for breach of these obligations
    more effective, it is possible that litigation will be more likely where a business is in
    breach of its legal obligations. However:
1 . the measure has been designed to discourage frivolous or vexatious litigation by
    insisting that complainants prove that there is an arguable case (“modification’ of the
    burden). It is not enough to show only that there has been a difference of treatment on
     grounds of sex (“reversal" of the burden). Member States have or may introduce
    measures to further discourage frivolous or vexatious litigation , such as imposing
    increased costs on unsuccessful complainants who have been warned in pre-trial
     proceedings that they do not have an arguable case.
2. employers should consider introducing positive action programmes which would serve
     both to avoid litigation by improving compliance with iegal obligations and also
     improve their competiviness by heightening utlisation of their human resources. This
     was the approach taken by members of the Economic and Social Committee in their
     unanimous opinion in favour of a flexible directive on the burden of proof. The
     Committee felt that such a measure would both “help to redress the continuing
     infringement of equal rights” and “encourage and stimulate good employment practices
     andmodem personnel techniques. ’
    On balance , the measure should therefore reduce rather than increase administrative
     costs .
    The proposal will not stop businesses from continuing with any current activity . If it did
     not go ahead , the present unsatisfactory situation would continue .
IV What indirect obligations are national , regional or local authorities likely
     to impose on businesses ?
     Member States will be required to assure that the obligations of the Directive are
     transformed into national law, and national courts , tribunals and other competent
     authorities will be required to implement it.
     However, the measure will not require any new obligations to be directly or indirectly
     imposed upon businesses by any national , regional or local authority .
 ---pagebreak--- V Arc there any special provisions in respect of SMH’s ?
   There is no scope for exempting SMT 's from the proposal , since it relates to existing
   legal obligations which the Court of Justice has interpreted as fundamental and not
   subject to exemption (Case 165/ 82 , Commission , v UK , requiring the UK to repeal the
   exemption for SME's in national law as inconsistent with die Equal Treatment Directive).
   SME’s arc likely to be stimluated by die proposal in die sense recommended by the ESC
   under III supra, in that they may be encouraged to become more competitive by way of
   better utilisation of their human resources , and by die crcauon of new jobs as oudined
   under VI(b) infra
VI What is the likely effect on
   ( a ) the competitiveness of businesses ?
   Enhanced compliance , firsdy , avoids extra costs of unnecessary liUgaUon . Many
   organisations believe that better use of their human resources , parucularly by way of
   positive action programmes concerning their female workforce , reinforce and improve
   competitivity - see statements and programmes by BASF , Gbnerale de Banque , IBM ,
   Midland Bank , Thames Television , etc . Such programmes also lead to reduced turnover
   of staff, which can bring about significant savings in costs of recruitment and training of
   replacements .
   (b) employaient?
   There is some evidence that more cffecUve pardcipadon by women in the labour market
   creates extra jobs in a way that male participation does not - e.g. , child care , education ,
   the service industries . Many of these extra jobs are created in areas particularly suitable
   for SME’s , particularly those in turn employing women .
VII Have the relevant representative organisations been consulted ?
    The Economic and Social Committee , which includes representadves of employers
    organisations , small business organisaUons and labour organisaUons , unanimously
    recommended die proposal of this measure in its opinion on die Medium Term
    Community Programme .
    The measure was prepared after detailed consultadon with members of the expert
    network on the application of the equality dirccdves , which includes practicing and
    academic lawyers and lawyers representing labour and business organisations . These
    specialists recommended die specific provisions on the burden of proof, evidence and
    indirect discrimination which appear in the final proposal .
    The Advisory Committee for Equal OpportuniUes for Women and Men , which includes
    representatives of the specialist equality agencies of the Member States , has been
    consulted and has expressed a favourable opinion on the Proposal .
    Legal specialists from the Ministries of Labour and JusUcc of the Member States have
    been consulted. The final draft of die proposal has been amended to take account of the
    technical problems raised by national legal experts , who were on a technical level
    generally favourable to die measure .