CELEX: C2003/044/61
Language: it
Date: 2003-02-22 00:00:00
Title: Causa T-354/02: Ricorso della Bristol-Myers Squibb International Corporation contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 25 novembre 2002

22.2.2003              IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            C 44/31
Marchio o segno rivendi-      Marchi denominati INTESA (due                La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
cato in sede di opposi-       marchi italiani, un marchio inter-
zione:                        nazionale e un marchio greco,                —      annullare la decisione della Commissione 9 settembre
                              uno finlandese, uno svedese, uno                    2002, C(2002) 3370;
                              britannico e uno irlandese per
                              prodotti delle classi 9, 14, 18 e 21,
                              per quanto riguarda uno dei due              —      condannare la Commissione alle spese.
                              marchi italiani e 3 per quanto
                              riguarda il resto. La opponente ha
                              rivolto la sua opposizione contro
                              i prodotti della domanda inseriti            Motivi e principali argomenti
                              nelle classi 3 e 21.
Decisione della divisione     Accoglimento parziale dell’oppo-             La decisione impugnata ingiunge agli Stati membri di modifica-
d’opposizione:                sizione (rischio di confusione               re le autorizzazioni nazionali di immissione in commercio
                              rispetto ai prodotti della classe 3).        come elencate nell’allegato I della decisione. Le modifiche
                                                                           riguardano le autorizzazioni di immissione in commercio per
Decisione della commis-       Rigetto del ricorso.                         Capoten e denominazioni collegate, al fine di realizzare un
sione di ricorso:                                                          riassunto armonizzato delle caratteristiche del prodotto.
Motivi di ricorso:            —     Rilevanza della differenza             La richiedente rappresenta le varie filiali responsabili dell’im-
                                    uditiva che esiste tra i marchi        missione in commercio di Capoten attraverso la UE. Capoten,
                                    confrontati.                           basato sulla sostanza attiva captopril, è un medicinale comune-
                                                                           mente noto come ACE-inibitore. Il prodotto è stato autorizzato
                              —     Differenza concettuale tra i
                                                                           per la prima volta nell’UE nel 1980.
                                    marchi.
                              —     Inesistenza di rischio di con-
                                    fusione tra i marchi confron-          Le autorizzazioni per Capoten nell’UE erano state ottenute
                                    tati.                                  attraverso procedimenti nazionali di autorizzazione all’immis-
                                                                           sione in commercio, conformemente alla direttiva 65/65/
                                                                           CEE ( 1). Conseguentemente esistevano alcune differenze tra le
                                                                           autorizzazioni negli Stati membri dell’UE in merito al tenore
                                                                           letterale ed all’ampiezza dell’informazione fornita. Secondo la
                                                                           ricorrente le indicazioni terapeutiche erano simili in tutti gli
                                                                           Stati membri.
                                                                           In seguito alla scadenza del brevetto nei singoli Stati membri,
                                                                           prodotti a base di captopril generico erano state autorizzati nei
Ricorso della Bristol-Myers Squibb International Corpora-                  medesimi Stati. La ricorrente crede di ritenere che l’Italia, dopo
tion contro la Commissione delle Comunità europee,                         un tentativo di realizzare un mutuo riconoscimento in Italia
               proposto il 25 novembre 2002                                dell’autorizzazione da parte della Francia di uno di tali prodotti
                                                                           generici, ha sottoposto il caso al Comitato per le specialità
                                                                           medicinali. La motivazione alla base di tale trasmissione
                        (Causa T-354/02)                                   consisteva nel fatto che le indicazioni terapeutiche nel riassunto
                                                                           delle caratteristiche del prodotto differivano da un paese
                                                                           all’altro e che per motivi di sanità pubblica occorreva un’armo-
                                                                           nizzazione. In seguito alla sottoposizione del caso al comitato
                         (2003/C 44/61)
                                                                           si adottava la decisione impugnata.
                   (Lingua processuale: l’inglese)
                                                                           A sostegno del ricorso la ricorrente afferma che la decisione
                                                                           impugnata è invalida per incompetenza dell’Agenzia europea
                                                                           di valutazione dei medicinali, del Comitato per le specialità
                                                                           medicinali e della Commissione. Secondo la ricorrente la
                                                                           sottoposizione del caso al Comitato per le specialità medicinali
Il 25 novembre 2002 la Bristol-Myers Squibb International                  non era conforme all’art. 30 della direttiva 2001/83/CE (2)
Corporation, Bruxelles (Belgio), rappresentata dai sigg. David             recante un codice comunitario relativo ai medicinali per uso
Anderson QC, Kelyn Bacon, Barrister e Ian Dodds-Smith,                     umano. L’esistenza di decisioni nazionali divergenti riguardanti
Solicitor, ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado                l’autorizzazione di un prodotto è una condizione necessaria,
delle Comunità europee, un ricorso contro la Commissione                   ma non sufficiente per sottoporre il caso al Comitato. Secondo
delle Comunità europee.                                                    la ricorrente l’organismo adito deve inoltre individuare la
 ---pagebreak--- C 44/32                  IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                         22.2.2003
questione in esame e quest’ultima deve riferirsi alla qualità,               —     condannare la convenuta alle spese.
sicurezza o efficacia del prodotto. La ricorrente asserisce che
tali condizioni non erano soddisfatte.
La ricorrente fa poi valere che la decisione impugnata ha
violato forme sostanziali del procedimento. A suo avviso                     Motivi e principali argomenti
quest’ultimo ha leso i diritti della difesa della ricorrente ed il
suo diritto di essere sentita. La ricorrente non ha avuto la
possibilità di proporre alcun commento alle modifiche essen-
ziali del riassunto delle caratteristiche del prodotto Capoten. Il           Secondo le ricorrenti emergerebbe dalla decisione impugnata
procedimento ha violato anche la tabella di marcia di cui                    che la società Poste Italiane SpA nel periodo dal 1994 al 1999
all’art. 32 della direttiva 2001/83 ed alla comunicazione della              dichiarava continuamente deficit e che le affluivano risorse
Commissione ai richiedenti (versione 1998).                                  statali destinate al ripiano dei medesimi. Secondo l’art. 2 della
                                                                             decisione la Commissione ha deciso che tali sovvenzioni statali
                                                                             alla Poste Italiane SpA non costituiscono un aiuto di Stato ai
La ricorrente adduce anche la violazione di regole di diritto                sensi dell’art. 87, n. 1, CE.
comunitario quali il principio della parità di trattamento,
l’obbligo di motivazione, il principio del legittimo affidamento
ed il principio di proporzionalità.
                                                                             Le ricorrenti fanno valere che con riguardo alla compensazione
                                                                             di perdite di quei servizi postali, appartenenti certo al servizio
Da ultimo la ricorrente sostiene che la decisione impugnata è                universale, ma aperti alla concorrenza, la decisione sarebbe
viziata da un errore manifesto di valutazione.                               incompatibile con l’art. 87, n. 1, CE, nell’interpretazione che di
                                                                             tale disposizione ha fornito la Commissione con la decisione
                                                                             19 giugno 2002 (2). Con tale decisione la Commissione
( 1) Direttiva del Consiglio 26 gennaio 1965, 65/65/CEE, per il
                                                                             avrebbe accertato che l’impiego di risorse statali per il ripiano
     ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed
     amministrative relative alle specialità medicinali (GU L 1965,
                                                                             di perdite ottenute da un’impresa postale nell’ambito di servizi
     pag. 369).                                                              postali appartenenti al servizio universale, ma aperti alla
( 2) Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 6 novembre             concorrenza, sarebbe in contrasto con l’art. 87, n. 1, CE, quale
     2001, 2001/83/CE, recante un codice comunitario relativo ai             sovvenzione orizzontale non meritevole di autorizzazione,
     medicinali per uso umano (GU L 311, pag. 67).                           qualora la causa delle perdite siano tariffe che non coprono i
                                                                             costi, alla cui applicazione l’impresa postale non è obbligata
                                                                             da un atto d’autorità.
                                                                             Le ricorrenti asseriscono che la decisione è tanto meno
                                                                             compatibile con l’art. 87, n. 1, CE, per quanto riguardi servizi
Ricorso della Deutsche Post AG e della DHL International                     postali deficitari che non appartengono al servizio universale e
S.r.l. contro Commissione delle Comunità europee, pro-                       che già da lungo tempo sarebbero aperti alla concorrenza.
                     posto il 5 dicembre 2002                                Poiché il gestore italiano della posta da 50 anni avrebbe
                                                                             prodotto solo perdite e queste ultime avrebbero potuto quindi
                           (Causa T-358/02)                                  essere coperte solo con risorse statali, la Commissione non
                                                                             avrebbe avuto il diritto di «trascurare» il ripiano di tali servizi
                                                                             postali con risorse statali bensì anche a tale riguardo avrebbe
                            (2003/C 44/62)                                   avuto l’obbligo di esaminare il sussistere di una sovvenzione
                                                                             orizzontale incompatibile con l’art. 87, n. 1, CE.
                    (Lingua processuale: il tedesco)
                                                                             Le ricorrenti fanno ulteriormente valere che la Commissione
Il 5 dicembre 2002 la Deutsche Post AG, Bonn (Germania) e                    non ha fornito una motivazione che chiarisse perché nella
la DHL International S.r.l., Rozzano, rappresentate dagli avv.ti             decisione impugnata la Commissione abbia definito la sovven-
J. Sedemund e Th. Lübbig, hanno proposto dinanzi al Tribunale                zione orizzontale, in contrasto con la sua decisione 19 giugno
di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la                   2002, come costi netti supplementari meritevoli di compensa-
Commissione delle Comunità europee.                                          zione «nell’interesse economico generale». Sussisterebbe dun-
                                                                             que in pari tempo una violazione dell’obbligo di motivazione
                                                                             di cui all’art. 253 CE.
Le ricorrenti chiedono di:
—      annullare la decisione della Commissione 12 marzo 2002
       (2002/782/CE), relativa agli aiuti di Stato cui l’Italia ha           Da ultimo la decisione sarebbe in contrasto col divieto generale
       dato esecuzione in favore di Poste Italiane SpA (ex Ente              di discriminazione di cui all’art. 12 CE, poiché la Commissione
       Poste Italiane) (1),                                                  avrebbe agevolato il gestore italiano della posta nei confronti