CELEX: 51993DC0629
Language: it
Date: 1993-11-24 00:00:00
Title: Raccomandazione della Commissione relativa agli indirizzi di massima delle politiche economiche degli Stati membri e della Comunità "Ridare impulso alla crescita e all' occupazione - rafforzare la convergenza"

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                    COM(93)629 def.
                                   Bruxelles, 24 novembre 1993
   Raccomandazione della Commissione
                          relativa
 agli indirizzi di massima delle politiche
                     economiche
           degli Stati membri e della Comunità
          a norma dell'articolo 103, paragrafo 2
             del trattato sull'Unione europea
"Ridare impulso alla crescita e all'occupazione
         - rafforzare la convergenza"
 ---pagebreak--- Raccomandazione della Commissione
L'articolo 103 del trattato sull'Unione europea definisce il quadro per la messa in atto del
coordinamento delle politiche economiche a partire dall'inizio della seconda fase del
processo di realizzazione dell'Unione economica e monetaria. Gli indirizzi di politica
economica definiti a norma di detto articolo costituiranno il quadro di riferimento per la
condotta delle politiche economiche della Comunità e degli Stati membri.
Principali obiettivi
La Comunità deve mirare a incrementare fortemente la creazione di nuovi posti di lavoro
in modo da ridurre in misura significativa gli attuali elevati livelli di disoccupazione. È
assolutamente indispensabile che la disoccupazione diminuisca per contenere le
conseguenze negative, sul piano economico e sociale, di questo spreco di risorse umane
La creazione di nuovi posti di lavoro a ritmo accelerato è necessaria anche per costruire
una società più attiva, in cui tutti coloro che desiderano partecipare al processo
produttivo abbiano la possibilità di farlo e l'incidenza dei fattori che portano all'esclusione
sociale sia ridotta in misura sostanziale. Per ridurre la disoccupazione, ad esempio per
dimezzarla entro il 2000, sarebbe necessario creare almeno 15 milioni di nuovi posti di
lavoro.
Per conseguire tale obiettivo occorre una crescita non inflazionistica, sostenuta e
generatrice di occupazione, protratta sull'arco di molti anni e rispettosa dell'ambiente.
Una crescita più forte è essenziale non solo ai fini dell'occupazione, ma anche per
permettere alla Comunità di beneficiare pienamente delle opportunità offerte dal mercato
interno, migliorare la sua coesione economica e sociale e far fronte ai suoi sempre
maggiori impegni nei confronti del resto del mondo            Ma la crescita non può essere
generata artificialmente: essa deve invece essere essenzialmente frutto dell'azione delle
forze di mercato e del dinamismo del mercato interno europeo, aperto al mondo esterno.
Per ottenere una crescita più forte e sostenibile è altresi necessario rafforzare la
convergenza economica tra gli Stati membri. La convergenza instaurerà condizioni
favorevoli ad una più intensa creazione di occupazione e consentirà alla Comunità di
sfruttare pienamente le potenzialità del mercato interno, oltre ad assicurare il successo
della transizione all'UEM.
A questo proposito, spetta ai responsabili politici consentire alle forze di mercato di
sviluppare appieno il loro potenziale attraverso:
i) l'instaurazione di un quadro macroeconomico stabile e coerente e
ii) la rimozione degli ostacoli macro- e microeconomici alla crescita.
Nella situazione attuale occorre intervenire su due piani. In primo luogo, prendere
provvedimenti incisivi per sostenere la crescita nel breve periodo senza pregiudicare
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l'impegno a creare un alto numero di posti di lavoro nel medio periodo In secondo
luogo, creare condizioni che consentano, nel medio e lungo periodo, una crescita più
sostenuta, duratura e a più alto contenuto di occupazione.
Per innescare il processo di ripresa occorre ristabilire la fiducia ridosando l'attuale mix
di politiche macroeconomiche e combinandolo con interventi strutturali credibili. Tassi
d'interesse più bassi, ottenuti su basi stabili, rappresentano il più potente strumento
attualmente disponibile per migliorare le prospettive a breve termine nella Comunità.
Quanto più rapidamente l'andamento corrente e atteso delle retribuzioni e dei bilanci
diventerà coerente con l'obiettivo della stabilità, tanto prima diventerà possibile abbassare
sostanzialmente i tassi d'interesse su basi stabili.         Tuttavia, data la gravità della
situazione attuale e vista la portata dell'aggiustamento di bilancio da intraprendere in
molti paesi, la ripresa rischia di essere modesta ed esitante. In tal caso potrebbe essere
necessario intensificare le iniziative comunitarie concordate nelle riunioni del Consiglio
europeo di Edimburgo e Copenaghen.
Nel medio termine, le politiche ed ì comportamenti devono rimaner coerenti con
l'obiettivo della stabilità. Essi devono mirare a superare le rigidità ed a porre fine alla
dannosa riduzione del risparmio nazionale provocata da elevati deficit di bilancio. In
questo modo si rafforzeranno le condizioni favorevoli agli investimenti ed il potenziale di
crescita della Comunità in maniera da permettere una crescita crescita più forte e più
capace di espandere l'occupazione sull'arco di molti anni.
Indirizzi di politica economica
Per creare condizioni atte a conseguire gli obiettivi della Comunità in materia di
espansione dell'occupazione e riduzione della disoccupazione, la Commissione
raccomanda al Consiglio di adottare i seguenti indirizzi di massima per le politiche
economiche.
Stabilità dei prezzi e dei cambi
 La Comunità deve mirare al mantenimento di un quadro macroeconomico stabile. Entro
 il 1996 si dovrebbe scendere ad un tasso d'inflazione medio, per la Comunità nel suo
insieme, non superiore al 2-3 per cento.
Per riuscirvi, occorre che tutte le politiche e tutti i comportamenti siano coerenti con
 questo obiettivo di stabilità. Gli Stati membri che hanno già raggiunto questo obiettivo
devono fare attenzione a che i loro provvedimenti di politica economica siano compatibili
 con il mantenimento di questo risultato. Gli altri Stati membri sono chiamati ad
assumere iniziative più coraggiose, che comportino interventi decisi in materia di
consolidamento di bilancio e di contenimento della dinamica salariale, in modo da
 consentire un orientamento meno restrittivo della politica monetaria su basi stabili.
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Se le misure necessarie verranno messe in atto con sufficiente rapidità, i tassi d'interesse a
breve termine potrebbero scendere velocemente; i tassi a lungo termine seguirebbero un
andamento analogo non appena stabilizzatesi le aspettative inflazionistiche.
Per realizzare un elevato grado di integrazione e cogliere tutti i benefici del mercato
interno occorre che la Comunità continui a proporsi la stabilità dei cambi, basata su una
situazione sana dei fattori economici di fondo, valutati in termini dì variabili sia nominali
che reali.
La Comunità ribadisce il suo impegno a realizzare l'Unione economica e monetaria
secondo le modalità e il calendario concordati nel trattato sull'Unione europea. A tal
fine intensificherà i suoi sforzi per la realizzazione della convergenza economica.
Risanamento delle finanze pubbliche
Per ristabilire la fiducia occorre che nel 1994 gli Stati membri evitino ogni ulteriore
deterioramento delle loro situazioni di bilancio e si adoperino per iniziare il processo di
riduzione del disavanzo. Negli Stati nei quali la situazione della finanza pubblica è più
delicata la fiducia trarrebbe beneficio da un avvio immediato e deciso del processo di
consolidamento. Questo vale specie per gli Stati membri nei quali il rapporto tra debito
pubblico e PIL è elevato e in crescita. Anche i paesi per i quali si prospetta per il 1994
una situazione economica relativamente favorevole dovrebbero iniziare l'opera di
risanamento. In altri Stati membri sarà necessario tenere sotto stretto controllo il
bilancio nel 1994, ma si dovrebbe pensare soprattutto ad elaborare strategie credibili di
consolidamento a medio termine, annunciando fin d'ora i provvedimenti che saranno
messi in atto nei prossimi anni, una volta che la ripresa abbia preso piede.
A partire dal 1995 la Comunità deve mirare a rendere di nuovo sostenibile la sua
posizione di bilancio. Data la traiettoria di crescita prevista per i prossimi anni, ciò
significa ridurre i disavanzi di bilancio portandoli al valore di riferimento stabilito dal
trattato sull'Unione europea (il 3 per cent del PIL). La Comunità potrebbe raggiungere
questa meta entro il 1996-97. La maggior parte degli Stati membri è già potenzialmente
in grado di conseguire l'obiettivo nel 1996, mentre gli altri avranno bisogno di più tempo.
Le misure prese per consolidare la finanza pubblica dovrebbero essere imperniate in via
prioritaria sulla riduzione della spesa corrente e sul miglioramento dell'efficienza del
sistema tributario. Tutti gli Stati membri devono riorientare la spesa pubblica verso usi
più produttivi e in particolare verso un aumento degli investimenti. È inoltre necessario
riformare il sistema tributario in senso favorevole alla creazione di posti di lavoro. In
tale contesto riveste particolare importanza la riduzione, in diversi Stati membri,
dell'onere dei contributi sociali a carico dei datori di lavoro, e in particolare di quelli da
versare per i lavoratori a più basso salario e per i giovani, anche se le misure da prendere
dovranno necessariamente essere neutre sotto il profilo del gettito, date le dimensioni del
consolidamento fiscale da realizzarsi in molti paesi.
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A lungo termine le politiche di bilancio degli Stati membri dovrebbero mirare a
contribuire ad un incremento del tasso di risparmio nazionale e degli investimenti. A tal
fine occorre che i disavanzi di bilancio siano molto più limitati (fino a raggiungere
eventualmente l'azzeramento entro il 2000).
Creare nuova occupazione
Gli Stati membri e la Comunità devono prendere con la massima determinazione
provvedimenti intesi a migliorare il funzionamento delle rispettive economie, e in
particolare ad accrescere la competitività della Comunità il suo potenziale di creare
occupazione . Le misure strutturali suggerite sono il'usirate nel Libro bianco su
"Crescita, competitività e occupazione" di prossima pubblicazione.
Pur potendo essere stimolata dalle misure microeconomiche presentate nel Libro bianco,
la creazione di nuovi posti di lavoro dipenderà in misura determinante dall'andamento
complessivo delle retribuzioni. In ciascuno stato membro, i governi e le parti sociali
dovrebbero utilizzare tutti gli strumenti che i contesti istituzionali mettono a loro
disposizione per far sì che la dinamica salariale si adegui rapidamente all'obiettivo
concordato per l'inflazione.
A breve termine la necessità di creare nuovi posti di lavoro non lascerà alcun margine per
un aumento delle retribuzioni reali nella maggior parte dei paesi. Una volta che la
ripresa si sarà avviata e i salari reali torneranno a salire, la dinamica salariale dovrà
comunque consentire un incremento della redditività degli investimenti, si tenga presente,
a titolo di riferimento, che tra il 1982 e il 1989 il tasso di incremento dei salari reali pro
capite è stato inferiore all'aumento della produttività di circa un punto percentuale
all'anno. Inoltre l'andamento dei salari dovrebbe lasciare spazio ad una opportuna
differenziazione secondo i paesi, le regioni, le qualifiche e l'esperienza professionale.
Gli indirizzi di politica economica formulati sopra costituiranno il nucleo essenziale di
tutti i futuri esercizi di sorveglianza multilaterale.         Il quadro di riferimento dei
programmi di convergenza degli Stati membri, e della loro valutazione, sarà costituito
dagli indirizzi stessi. Formulando un programma credibile e coerente di messa in atto
degli indirizzi di massima, i singoli programmi di convergenza avranno anche valore di
segnale dell'intensità dell'impegno politico che ciascuno degli Stati membri intende
dedicare alla realizzazione degli obiettivi generali della Comunità per l'anno 2000.
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                                                              COM (93) 629 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                         04 10
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-664-IT-C
                                                             ISBN 92-77-62150-8
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
b-2985 Lussemburgo