CELEX: 52003PC0543
Language: it
Date: 2003-09-15
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla tutela dagli effetti dell'applicazione della legge antidumping statunitense del 1916 e dalle azioni basate su di essa o da essa derivanti

Avis juridique important

|

52003PC0543

Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla tutela dagli effetti dell'applicazione della legge antidumping statunitense del 1916 e dalle azioni basate su di essa o da essa derivanti  /* COM/2003/0543 def. */  

Proposta di  REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo alla tutela dagli effetti dell'applicazione della legge antidumping statunitense del 1916 e dalle azioni basate su di essa o da essa derivanti(presentata dalla Commissione)RELAZIONELa legge antidumping statunitense del 1916 prevede azioni civili e penali e sanzioni penali in caso di pratiche di dumping su qualsiasi articolo, effettuate con l'intento di distruggere o di danneggiare un'industria americana o di impedirne l'insediamento, oppure di limitare o di monopolizzare una parte qualsiasi degli scambi degli articoli in questione negli Stati Uniti.La legge antidumping del 1916 è risultata incompatibile con gli obblighi assunti dagli Stati Uniti nell'ambito degli accordi dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), segnatamente poiché nessuno dei rimedi da essa previsti contro le pratiche di dumping (imposizione di risarcimenti elevatissimi, ammende e incarcerazione) è consentito dal GATT 1994 e dall'accordo antidumping dell'OMC.Gli Stati Uniti non hanno osservato le decisioni dell'OMC entro il termine del 20 dicembre 2001. La Comunità ha chiesto quindi l'autorizzazione ad applicare misure di ritorsione, sotto forma di regolamento applicabile alle importazioni dagli Stati Uniti ed equivalente alla legge antidumping del 1916. Nel febbraio 2002, la Comunità ha accettato di sospendere l'arbitrato su tale richiesta tenendo espressamente conto del fatto che un disegno di legge volto ad abrogare la legge antidumping del 1916 e concludere le cause pendenti presso i tribunali statunitensi era all'esame del Congresso degli Stati Uniti.A tutt'oggi, la legge antidumping del 1916 non è stata abrogata. Sotto il profilo giudiziario, sono in corso tre procedimenti contro società comunitarie, due dei quali sono stati avviati dopo il termine iniziale fissato per l'abrogazione della legge antidumping del 1916. Le società europee devono sostenere ingenti spese di giudizio e rischiano di essere condannate in definitiva a pagare risarcimenti elevatissimi.La politica commerciale comune prevede, tra l'altro, lo sviluppo armonioso del commercio mondiale e la graduale soppressione delle restrizioni agli scambi internazionali, segnatamente garantendo il godimento effettivo dei diritti derivanti dagli accordi dell'OMC. Il mantenimento e l'applicazione della legge antidumping del 1916 malgrado la chiara condanna, impedisce il conseguimento di tali obiettivi.Qualsiasi operatore europeo che esporti negli USA può essere colpito dagli effetti di tale legge, e tutti dovrebbero poter competere sul mercato statunitense alle medesime condizioni. Possono inoltre venire richiesti il riconoscimento e l'esecuzione di decisioni giudiziarie o amministrative basate sulla legge antidumping del 1916 in qualsiasi Stato membro in cui le persone condannate possiedono beni. È pertanto opportuna un'azione a livello comunitario.Il regolamento proposto prevede un'assistenza alle società comunitarie oggetto di denunce fondate sulla legge antidumping del 1916. Le misure cautelari si limitano a quanto strettamente necessario per neutralizzare gli effetti di tale legge:(1) vietare il riconoscimento e l'esecuzione nella CE di decisioni giudiziarie o amministrative basate sulla legge antidumping del 1916;(2) consentire a società o cittadini della CE di intentare a loro volta azioni legali per recuperare eventuali spese, costi e risarcimenti sostenuti a seguito dell'applicazione della legge antidumping del 1916.Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo alla tutela dagli effetti dell'applicazione della legge antidumping statunitense del 1916 e dalle azioni basate su di essa o da essa derivantiIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,vista la proposta della Commissione( [1]),[1]  GU C del, pag. .considerando quanto segue:(1) Tra gli obiettivi della Comunità figura il contributo allo sviluppo armonioso del commercio mondiale e alla graduale soppressione delle restrizioni agli scambi internazionali.(2) Negli Stati Uniti d'America (USA), la legge antidumping del 1916 ( [2]) prevede azioni civili e penali e sanzioni penali in caso di pratiche di dumping su qualsiasi articolo, effettuate con l'intento di distruggere o di danneggiare un'industria statunitense, o di impedire l'insediamento di un'industria negli USA, oppure di limitare o monopolizzare una parte qualsiasi degli scambi degli articoli in questione negli USA.[2]  Pubblicata alla voce "concorrenza sleale" al titolo VIII della legge sulle entrate del 1916; il titolo VIII della legge è registrato come codice 71-74 degli Stati Uniti, punto 15 U.S.C  72.(3) Il 26 settembre 2000, l'organo di conciliazione dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), adottando la relazione dell'organo di appello ( [3]) e la relazione del gruppo speciale ( [4]), accolta dalla relazione dell'organo di appello, ha constatato che la legge antidumping del 1916 era incompatibile con gli obblighi assunti dagli Stati Uniti nell'ambito degli accordi dell'OMC, poiché prevede in particolare sanzioni contro le pratiche di dumping quali l'imposizione di risarcimenti elevatissimi, ammende e incarcerazione, misure che non sono consentite dall'accordo generale sulle tariffe e sul commercio del 1994 (in appresso "GATT 1994") o dall'accordo relativo all'applicazione dell'articolo VI dell'accordo generale sulle tariffe e sul commercio del 1994 (in appresso "accordo antidumping").[3]  AB-2000-5 e AB-2000-6, del 28 agosto 2000.[4]  Stati Uniti - legge antidumping del 1916, relazione del gruppo speciale (WT/DS/136/R, 31 marzo 2000).(4) Gli Stati Uniti non si sono conformati alle raccomandazioni e alle decisioni del gruppo speciale e dell'organo di appello entro il termine del 20 dicembre 2001. La Comunità ha chiesto pertanto l'autorizzazione a sospendere l'applicazione agli Stati Uniti degli obblighi assunti nell'ambito del GATT 1994 e dell'accordo antidumping.(5) Nel febbraio 2002, la Comunità ha accettato di sospendere l'arbitrato su tale richiesta, dato che un disegno di legge volto ad abrogare la legge antidumping del 1916 e concludere le cause pendenti presso i tribunali statunitensi era all'esame del Congresso degli Stati Uniti.(6) La legge antidumping del 1916 non è ancora stata abrogata e sono pendenti presso i tribunali statunitensi azioni intentate ai sensi di tale legge contro persone poste sotto la giurisdizione degli Stati membri della Comunità.(7) Tali procedimenti giudiziari comportano ingenti spese di giudizio e potrebbero concludersi con una sentenza che impone risarcimenti elevatissimi.(8) Il mantenimento e l'applicazione della legge antidumping del 1916 impedisce il conseguimento dei suddetti obiettivi, incide sull'ordinamento giuridico costituito e lede gli interessi della Comunità e delle persone fisiche e giuridiche che esercitano i propri diritti conformemente al trattato che istituisce la Comunità europea.(9) Date le particolari circostanze, è necessario avviare un'azione a livello comunitario per tutelare gli interessi delle persone fisiche e giuridiche poste sotto la giurisdizione degli Stati membri, in particolare eliminando, neutralizzando, bloccando o altrimenti respingendo gli effetti della legge antidumping del 1916,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Nessuna sentenza di un tribunale e nessuna decisione di un'autorità amministrativa situati negli Stati Uniti d'America che attuino, direttamente o indirettamente, le disposizioni della legge antidumping del 1916 o le azioni basate su di essa o da essa derivanti, è riconosciuta o eseguita in alcun modo.Articolo 21. Qualsiasi persona di cui all'articolo 3 può recuperare eventuali spese, costi, risarcimenti ed altre spese varie sostenuti a seguito dell'applicazione della legge antidumping del 1916 o di azioni basate su di essa o da essa derivanti.2. Il risarcimento può essere ottenuto non appena venga avviata un'azione ai sensi della legge antidumping del 1916.3. Il risarcimento può essere ottenuto dalla persona fisica o giuridica o da qualsiasi altra entità che ha presentato una denuncia ai sensi della legge antidumping del 1916 o da qualsiasi persona o entità ad esse collegata. Le persone o entità sono ritenute collegate qualora:a) l'una faccia parte della direzione o del consiglio di amministrazione della società dell'altra e viceversa;b) abbiano lo status giuridico di associati;c) l'una controlli direttamente o indirettamente l'altra;d) l'una e l'altra siano direttamente o indirettamente controllate da una terza persona.4. Fatti salvi gli altri strumenti disponibili e in conformità delle norme applicabili, il recupero può consistere nel sequestro e nella vendita dei beni del convenuto, comprese le azioni detenute in una persona giuridica registrata nella Comunità.Articolo 3Le persone di cui all'articolo 2 possono essere:a) qualsiasi persona fisica residente nella Comunità,b) qualsiasi persona giuridica registrata nella Comunità,c) qualsiasi persona fisica o giuridica di cui all'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 4055/86 ( [5]),[5]  GU L 378 del 31.12.1986, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n.. 3573/90 (GU L 353 del 17.12.1990, pag. 16).d) qualsiasi altra persona fisica che si trovi sul territorio della Comunità, compresi le sue acque territoriali e il suo spazio aereo, e a bordo di qualsiasi aeromobile o nave sotto la giurisdizione o il controllo di uno Stato membro, che operi a titolo professionale.Ai fini dell'applicazione della lettera a), per "residente nella Comunità" si intende legalmente stabilita nella Comunità per un periodo di almeno sei mesi nel corso dei dodici mesi immediatamente precedenti la data in cui, ai sensi del presente regolamento, sorge un obbligo o viene esercitato un diritto.Articolo 4Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl presidente