CELEX: 51965PC0321
Language: it
Date: 1965-09-15
Title: Proposta ai direttiva del Consiglio relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria all'importazione di animali della specie bovina e suina e di carni fresche in provenienza dai Paesi terzi (doc. COM(65) 321 def.) Progetto di decisione del Consiglio che istituisce un Comitato veterinarie (doc.COM(65) 322 def.) (presentati dalla Commissiono al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (65) 321
Vol. 1965/0066
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
file have been declassified in conformity with Article 5 of the aforementioned regulation.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMUNITÀ'                  ECONOMICA                          EU ROPEA
                      COMMISSIONE
                                       COM(65)321 e 322 def.
                                       Bruzelles , 15 settembre 1965
                                   Proposta ai
              direttiva del Consiglio relativa a problemi sanitari
          o di polizia sanitaria all' importazione di animali della
          specie "bovina o suina e di carni fresche in provenienza
                      dai Paesi iterai (doc = COM(65 ) 321 def .)
                                   Progetto di
               decisione del Consiglio che istituisco un
                  Comitato vetetimario ( doc.COM(65 ) 322 def .)
                   ( presentati dalla Commissiono al Consiglio )
  COM ( 65 ) 321 0 322 dof .
 ---pagebreak---                                   Relaziono
 Le direttiva <tel 26 giugno 1964 ("0 relative agli scambi intraoomu-
 nitari di animali delle specie "bovina e suina e di carni fresohe sono
 state le prime di una serie di disposizioni intese ad armonizzare e a
 uniformare gradualmente le norme veterinarie sulla protezione sani­
 taria degli uomini e degli animali .    Esse contengono una prima serie
 particolareggiata di norme inerenti ad alcuni principali problemi
 veterinari . Esse indicano inoltro chiaramente quali' sono i punti sui .         y
 quali è necessaria o sarà intrapresa un' armonizzazione più completa ,
 prevedendo ,   in alcuni casi , soluzioni transitorie » L' applicazione di ;
 queste ^direttive e dei loro complementi deve portare alla graduale '
 sopressione di tutte le disparità e dello incertezze che , in passato ,:
 sono state alla "base di contestazioni o di divieti aventi cause sani­
 tarie più o meno apparenti .
                                                                                ι
 Far raggiungere _questi risultati , gli Stati membri ei sottopongono .
a una disciplina comune e compiono degli sforzi spesso notevoli , anche
sul piano finanziario , per adattare la loro organizzazione veterinaria ,
i loro programmi di lotta contro' le malattie , i macelli , i laboratori
di sezionamento , i depositi e i mezzi di trasporto alle esigenze della
scienza e delle tecniche moderne , ooncretizzate da tali direttive .
Tuttavia , le suddette direttive riguardano solo una . parte > degli scam­
bi di animali delle specie bovina e suina e di carri fresche , ossia
gli scambi intracojaunitari.-?9r quanto riguarda gli animali e le carni
provenienti da. Paesi terzi , le direttive sanciscono semplicemente che ,
in attesa dell' elaborazione di un regime comunitario relativo a tali
animali e a tali carni , le disposizioni nazionali degli Stati membri
non devono essere più favorevoli di quelle ohe disciplinano gli scam­
bi intracomunitari .
                                             /                   ...
      *,                                                           • • • /• • •
( 1 ) Cfr Gazzetta . ufficiale delle Comunità Europee n . 121 del 29 luglio 1964 ,
           .       ••               ''         Pagine 1977/64 e 2012/64
 ---pagebreak--- Questa clausola e tuttavia troppo vaga per potor costituire la solu­
zione definitiva del ii-obloma sollevato dalle importazioni in pro­
venienza da Paesi terzi . Infatti , la libera circolazione , all' inter­
no della Comunità , degli animali e delle carni , qualunque sia l a loro
provenienza , non sarà attuata fintantoché alle frontiere comuni
lo regole veterinarie applicate dagli Stati membri non saranno uni­
ficato e le modalità di controllo non saranno identiche . Inoltre , una
simile clausola non è sufficiente perché si possa terer conto della
varietà delle situazioni sanitarie esistenti nel mondo . À tale riguar­
do , va sopratutto ricordata l' esistenza , in talune parti del mondo y
di m^.at^iQ - che ■ dobbiamo considerare esotiche rispetto' a quelle esi-
stanti a^l'inxerno della Comunità , nel senso che tali malattie non
si sono finora manifestate sul territorio della Comunità o , anche se
si sono manifestate , hanno potuto esnere completamente eliminate » E'
evidente che in questi casi è comune interesse di tutti gli Stati
membri adottare misure uniformi sufficientemente rigorose da elini-
nare     ^ xi sc hi di introduzione di queste malattie sul loro territo­
rio » La mancata immuni i" za z ione del bestiame della Comunità contro
queste malattie avrebbe per conseguenza , in caso di infezione , che
l' indice di mortalità del bestiame sarebbe assai elevato e che la
propagazione della malattia sarebbe assai rapida . A ciò 1 bisogna ag­
giungerò che per un certo numero di queste malattie non esistono
vaccini appropriati , che la prepars.Z-ono di questi vaccini può'
richiedere un coxto tempo ad essere molto costosa e che la macellazio­
ne sistematica degli animali contagiati o sospetti di contagio , che
5 uno 5.ei mozzi classici utilizzati nella lotta contro •- u'^niQ malat­
tie , comporta gravi onGri sia per i produttori che per i governi .
Infide , le rigorose misure di polizia sanitaria adontate in caso
di .T.i.lattie epizootiche hanno por effetto di paralizzare gli scambi
talvolta per lungo tsnpo , mentre la distribuzione di una parte del
patrimonio zootecnico , in caso di macellazione forzata , ha ripercussio­
ni disastroso e durevoli sulla produttività agricola .
 ---pagebreak---                                - 3 -
Per tutt * questi motivi", il presente progetto di direttiva prevede ,
per una serie di malattie esotiche * esattamente specificate negli
elenchi allegati e a seconda della gravità di tali malattie per una
o più specie di animali , un totale divieto di importaziono degli
animali e delle carni durante il tempo necessario a scongiurare i
pericoli di infezione .
Per evitaro di andare oltre gli ■ obiettivi sanitari prefissi e per
consentire di tener conto dello molteplici situazioni che possono
presentarsi nei Paesi terzi , sono         previste possibilità H -deroga
sia per quanto riguarda i termini dt, osservare per i divieti sia
per quanto riguarda l' applicazione territoriale dei divieti stessi .
Tuttavia , per ogni caso in cui potrebbe essere prevista una deroga ,
sarà necessario valutare la natura' e 1.' importanza delle relative
garanzie sanitarie .       . r
Data l' importanza di queste misuro derogatorie e tenuto conto dol
fondamentale interesse dogli Stati membri a proteggere la loro
popolazione e il loro patrimonio zootecnico contro uri infezione pe­
ricolosa , è necessario che gli Stati partecipino attivamente allo
decisioni o ha la Commissione dovrà adottare in tali casi e in alcuni
altri in cui una- applicazione troppo rigorosa delle norme comunita­
rie non è assolutamente necessaria dal punto di vista sanitario . Per
questo , la presente   proposta di direttiva prevede una procedura
comunitaria più rigorosa di una semplice consultazione degli Stati
membri , ma sufficientemente elastica da prevedere la necessità
di adottare rapidamente delle decisioni , sulla base di un fascicolo
accuratamente preparato .
Tale procedura è analoga a quella istituita nel quadro dell' organiz­
zazione comune dei mercati agricoli mediante l' istituzione dei co­
mitati di gestione e che ha dato risultati soddisfacenti in tale
settore . Anche in questo caso è previsto un Comitato , denominato
"Comitato veterinario ", che è oggetto di una decisione speciale
del Consiglio e che funziona nello stesso modo dei comitati di
gestione , ma si distingue da essi per la differenza dei suoi obietti­
vi , dei suoi compiti e della sua composizione .
                                                           • • • r> [% • •
 ---pagebreak--- D' latra parte , questa direttiva prevede , in generale , per i Paesi
terzi le stesse condizioni di quelle cui sono soggetti i Paesi
della Comunità e fissa l' obbligo per gli Stati membri di vigilare
affinché per ciascuna importazione sia garantita il rispetto delle
norme comunitarie .
Secondo il sistema instaurato dalla presente direttiva , sono gli
Stati membri che esercitano questo controllo e sono principalmente
essi che , sulla base delle norme precisate negli allegati alla pre­
sente direttiva , controllano le condizioni sanitarie noi Paesi
terzi da cui provengono le importazioni .
Per i settori in cui le direttive del 26 giugno 1964 non avevano an­
cora fissato norme comuni per quanto riguarda gli scambi intracomu-
nitari , il diritto nazionale si applicherà provvisoriamente anche
per quanto riguarda le importazioni in provenienza da Paesi terzi .
Trattasi dei settori che sono oggetto dell' articolo 8 della diret­
tiva del 26 giugno 1964 relativa agli animali delle specie bovina
e suina e dell 'articolo 6 della direttiva dfcì 26 giugno 1964 rela­
tiva alle oarni fresche , ossia del trattamento degli animali e delle
carni con alcune sostanze estranee , della prevenzione della trichi-
nosi , dell' importazione di parti di carcassa e di carni di solipedi
e delle condizioni per il riconoscimento degli impianti frigoriferi . Una
regolamentazione comunitaria concernente questi prodotti , riguardan­
te anche le importazioni in provenienza dai Paesi terzi , sarà ela­
borata al più presto . Tuttavia è giusto vietare agli Stati membri ,
in attesa della regolamentazione comunitaria , di applicare ai Paesi
terzi un regime più favorevole di quello che essi applicano ai loro
partner della CEE .
Confo nuocente ai voti espressi durante la discussione delle direttive
del 26 giugno 1964 , per l' applicazione delle disposizioni della pre­
sente direttiva si è previsto il più breve termine possibile , tenendo
conto specialmente del fatto che lo direttivo summenzionate hanno
proso efiutto dal 30 giugno 1965 *
Le associazioni professionali sono stato consultate in merito a questa
direttiva . Il loro parore è stato attentamente esaminato dal gruppo
di lavoro "Legislazione veterinaria "; non si sono constatate diver­
genze fondamentali sui principi fondamentali della direttiva .
 ---pagebreak---                 PROPOSTA DI
   una direttiva del Consiglio relativa a
problemi sanitari o di polizia sanitaria alla
import aziono di animali delle spocio "Rovina e
suina o di carni fresche in provenienza dai     1
               Paesi terzi
    ( presentata della Commissione al Consiglio )
 ---pagebreak---                                  PROPOSTA
            di una direttiva del Consiglio relativa a problemi
            sanitari e di polizia sanitaria all' importazione
            di animali dello specie "bovina e suina 0 di carni
                   fresche in provenienza dai Paesi terzi
                (presentata della Commissione al Consiglio )
IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ 1 ECONOMICA EUROPEA,                       '
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica .Europea o in
particolare l' articolo 43 »                                .       t
Vièta la proposta della Commissione ,                         •     ;
Visto il parere dol Parlamento Europeo ,
CONSIDERANDO che gli scambi intracomunitari di animali delle specie
bovina e suina e di oarni fresche sono oggetto di due direttive del
Consiglio dol 26 giguno 1964 ( 1 ) e che queste direttive comportano ,
una regolamentazione uniforme di tali scambi ;
CONSIDERANDO che queste direttive prevedono      l' adozione di un regimo
comunitario per le importazioni in provenienza dai Paesi terzi j che
in attesa dell' entrata in vigore di tale regime è vietato agli Stati
membri di appi io are a tali importazioni disposizioni più favorevoli
di quelle applicabili agli altri Stati membri nel quadro degli soam-r
bi intracomunitari }
CONSIDERANDO che questa regolamentazione deve prevedere la possibilità
di terger conto della complessità dei problemi sanitari e di polizia
sanitaria, inerenti agli scambi con i Paesi terzi ;
( 1 ) Cfr . Gazzetta Uffioiale delle Comunità Europeo n» 121 del 29 luglio 1964
                                          pagine 1977/64 e 2012/64 . '
 ---pagebreak--- CONSIDERANDO che le misure la cui applicazione era stata giudicata ne­
cessaria per la lotta contro il propagarsi delle malattie
d'agli    ' animali nonché per l' igiene e la salubrità delle carni al-'
l' interno della Comunità devono essere applicato , per gli stessi mo­
tivi , allo importazioni in provenienza dai Paesi terzi ;
CONSIDERANDO tuttavia che , da quanto è risultato , possono darsi dei
casi in cui la rigorosa applicazione di talune condizioni di polizia
sanitaria non è necessaria , data la situazione alquanto favorevole
di alcuni di questi paesi ; che , noli 'adottare misuro derogatorie
allo regole gonerali , occorre che tali misure siano adottate caso
per caso secondo una procedura comunitaria e che gli Stati membri
che si trovano nella stessa situazione favorevole godano delle stes­
se deroghe ; che tali deroghe devono essere soppresso secondo la me­
desima procedura qualora le circostanze che le hanno giustificato
si sono deteriorate ;
CCNSIDI'F.&NDO che la procedura comunitaria da applicare nei casi sum-
menzionati deve essore tale da consentire di tener conto , da una
parte , della necessità di proteggere la saluto delle popolazioni
e ael patrimonio zootecnico della Comunità e , dall' altra di con-
soniro uno sviluppo armonioso degli scambi ;
CCITfrIIEEANDO che una regolamentazione comunitaria applicabile a un
gran numero di Paesi terzi che esportano o possono esportare animali
o carni verso la Comunità dove necessariamente tenor conto doli 'esi­
stenza , per lo mono in alcuni di questi Paesi , di malattie gravi
chu non si manifestano o non si manifestano più all' interno dolla
Cor/.unità e che presentano quindi per il bestiame dolla Comunità pe­
ricoli tanto più grandi in quanto il bestiame dolla Comunità è estre-
mac.er.to ricettivo a oueste malattie ;
 ---pagebreak--- CONSIDERANDO ohe è fondamentale interesse della Comunità intera
salvaguardare , modiante un assoluto divieto di importazione degli
animali e delle carni provenienti dai Paesi terzi infestati da
queste malattie » il   potenziale della   produzione animale della
Comunità ;
CONSIDERANDO che per quanto riguarda i Paesi in cui esistono queste
malattie esotiche tali divieti devono essere mantenuti fintantoché
l' introduzione di animali o di carni provenienti da questi Paesà
potrebbe causare un prorogarsi di queste malattie ; che è opportuno
tenor conto altresi 1 , come e risultato in seguito a studi soienti-
fioi , della ricettività degli animali a queste malattie e del pe­
riodo durante il quale gli agenti patogeni conservano la loro
virulenza ;
CONSIDERANDO che tuttavia non è sempre necessario vietare l' importa­
zione in provenienza dall' insieme del territorio di un PaosS terzo
o di mantenere , durante un periodo abbastanza lungo successivo alla
scomparsa della malattia esotica in questione , i divieti di importazio­
ne , soprattutto quando possono essere ottenuto formali garanzie che
il pericolo di introduzione della malattia nel territorio della
Comunità non esiste o non osiste più ; che , in particolare , tali ga­
ranzie possono essere basate sull' applicazione di misure adeguate
di polizia sanitaria e su un' efficiente organizzazione dei sorviai
veterinari uffioiali dei Paesi terzi in questione ;
CONSIDERANDO che n<si casi in cui tali garanzie sono effettivamente
fornite occorre    prevedere la possibilità di derogare alle rigorose
norme "di "divieto di importazione ; che tuttavia , dato il generalo
interesse di tutti gli Stati membri a tali misure derogatorie ,
occorre che anche in questo settore venga applicata una procedura oc »
munitaria >®r determinare caso , per oaso le singole deroghe e le even­
tuali condizioni cui tali -"deroghe» song subordinato ; che è opportuno
ricorrere in questi casi alla medesima procedura menzionata più
sopra ;.
    1  '
CONSIDERANDO ohe tale procedura deve tener conto dell' importanza ,
per gli Stati membri , delle decisioni da adottare in tali casi ;
 ---pagebreak--- CONSIDERANDO che non e quindi sufficiente prevedere una semplice con
 sultazione degli Stati membri ma che appare necessario associare
strettamente gli Stati membri alla preparazione di tali decisioni ?
CONSIDERANDO che bisogna fissare , come è stato fatto nel quadro del­
l' organizzazione comune dei mercati agricoli , norme   procedurali che
disciplinino      la   partecipazione degli Stati membri alle decisio­
ni summenzionate ;
CONSIDERANDO che occorro ten-sr conto , per la fissazione delle moda­
lità dalla suddetta procedura , della necessità di adottare le deci­
sioni in questione il più rapidamente possibile , onde evitare ohe
un' incertezza relativa alle eseigenze di polizia sanitaria abbia
per conseguenza di frenare troppo a lungo gli scambi ;
CONSIDERANDO che nel quadro di questa procedura occorre , data l' im­
portanza per gli Stati membri delle decisioni in questione , preve­
dere la possibilità per il Consiglio di modificare le decisioni a­
dottate dalla Commissiono , qualora la maggioranza degli Stati membri
si sia pronunciata contro le misure previsto dalla Commissione ; che
in questo caso bisogna inoltre prevedere , sempre al fine di non
frenare inutilmente gli scambi , un termine relativamente breve per
un intervonto del Consiglio in questo senso ;
CONSIDERANDO inoltre che l' analoga procedura esistente nel quadro
dell' organizzazione comune dai mercati agricoli ha dato risultati
positivi ;
CONSIDERANDO che por i casi in cui disposizioni concernenti gli
scarni: i intracomunitari non siano ancora state elaborate , soprattutto
por quanto riguarda il trattamento dogli animali e dello carni con
taluno sostanza estranee , la lotta contro la trichinosi , l' importazi
no di parti di carcassa e di carni di solipedi , e in attesa della
prevista elaborazione di una regolamentazione comunitaria al riguar­
do , occorre lasciare provvisoriamente alle autorità di ciascuno
Stato membro la possibilità di mantenere ancho nei confronti dai
Paesi terzi lo disposizioni nazionali vigenti in tali sottori-
 ---pagebreak--- CONSIDERANDO ohe por quanto riguarda sopratutto le oondizioni ri­
chiesto por l 'attrezzatura e il funzionamonto dei macelli e.'*si
laboratori di sezionamento , le regole di ispezione sanitaria ante
e post-mortem delle carni , le norme igieniohe , la bollature , il
deposito e il traspòrto ' delle carni , è necessario prescrivere ai
Paesi terzi lo stesse condizioni di quelle proviste negli scambi
intracomunitari ; ohe inoltre , per quanto riguarda i macelli e i
laboratori di sezionamento ufficialmente riconosciuti nei Paesi
terzi , ciascuno Stato membri importatore deve avere la facoltà
di valutare e di controllare , sulla base delle norme comunitario ,
se tali stabilimenti offrono realmente le garanzie necessarie ;
CONSIDERANDO che per garantire ufficialm&nte agli Stati membri
importatori che le condizioni di importazione proscritte dalla re­
golamentazione comunitaria sono state soddisfatte , un certificato
rilasciato dal voterinario ufficiale del Paese terzo esportatore
devo accompagnare gli animali e lo carni )
CONSIDERANDO òhe un controllo di ciascuna spedizione di animali
o di carni , effettuato al momento dell' importazione , deve essere
previsto per controllare 1 * assenza di motivi che giustificherebbe­
ro un divieto di importazione e ohe è utile che il veterinario
ufficiale dello Stato membro importatore indichi dopo il control­
lo , sul certificato , che la spedizione e stata accettata o respinta
CONSIDERANDO che per consentire alla Commissiono di adempiere in
piena cognizione di causa i compiti ad essa affidati della presente
direttiva , nonché di assicurare soprattutto una uniformo applicazio
ne della medesima , è necessario prescrivere agli Stati membri di
comunicare alla Commissione talune misure da adottare noi quadro
dell' applicazione dolle norme comunitarie ; che la Commissione deve
poter rivolgersi anche alle organizzazioni internazionali     spo-
cializzate per raccogliere informazioni ;
 ---pagebreak---                                   - 6 -
CONSIDERANDO cho occorre adottar© lo disposizioni della direttiva
del Consiglio    del 26 giugno 1964 relativa a problemi di polizia
sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali dello
specie bovina e suina , in modo da rendere possibile la concessione
di una deroga relativa, a talune condizioni di polizia sanitaria
agli Stati membri che godono di una situazione particolarmente
favorevole , analogamente a quanto previsto per i Paesi terzi dalla
presente direttiva 5
C01CSIIEEAND0 cho è necessario , per avore nella Comunità un insiemo
di proscrizioni veterinarie valido por tutti gli animali dello
specie bovina e suina e por tutto le carni fresche mosso in circo­
lazione rei territorio dalla Comunità , applicare le disposizioni nei
confronti dei Paesi terzi a una data il più possibile vicina a quel­
la prevista por l' entrata in vigore delle disposizioni cha riguar­
dano gli scambi intracomunitari ;
COESIILxlAivDO che per consentire   nella misura dd possibile lo
sviluppo di una legislazione armonizzata è auspicabile che la Com­
missione sia informata in tempo utile dei progetti degli Stati
membri relativi al settore che è oggotto della presento direttive-,
e ciò' affinché ossa possa presentare le sue osservazioni 5
                                                          • • c j• • •
 ---pagebreak---  HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                 Art isolo 1
 La presente direttiva riguarda le importazioni in provenienza da Paesi
 terzi di animali domestici dolio specie bovina e suina e di carni
fresche di animali domestici appartenenti alla specie seguente :
"bovina , suina , ovina e caprina nonché di solipedi domestici »
                      '       '  Articolo 2
Ai sensi della presente direttiva si intende per i
a) Veterinario ufficiale s il veterinario designato dall' autorità
     centrale competente di uno Stato membro o di un Paese terzo ;
b ) Paese destinatario * lo Stato membro a destinazione del quale
     sono spediti animali della specie bovina e suina e carni fresche
     provenienti da un Paese terzo ;                                       ^
 ° ) Importazione : ogni introduzione nel territorio del paese desti­
     natario di animali della specie bovina esuina e di carni fresche
     provenienti da Paesi terzi ;
 d) Azienda s il complesso agricolo o la stalla dol ccramoroiante
     ufficialmento controllata , situati nel territorio di un Paese
     terzo , nei quali sono tenuti o allevati abitualmente animali da
     allevamento , da produzione o da macello ;
o ) Animali da macello t gli animali dello speoie bovina e suina de^-
     stinati , subito dopo l' arrivo nel paese dostinatario , ad essere
     condotti direttamente al macello ;
f ) Animali da allovamgnto o da produzione : gli animali delle specie bovina     e
                                                                             suina
     diversi da quelli menzionati alla lettera e ), in partioolaro quel­
     li destinati all' allevamento , alla produzione di latto , di oarne
     o al lavoro ;
 g) Bovino indenne da tubercolosi t l' animai© dolla specie bovina che
     risponda alle condizioni indicato nell' allegato I-A , punto II ;
 h) Allevamento bovino ufficialmente indenne da tubercolosi t l' al­
     levamento bovino che risponde alle condizioni indicate nell' ai­
             »  • «
     legato I-A , punto I 2 ;
 i ) Bovino indenne da brucellosi i l' animale dolio specie bovina che
     risponde alla condizioni indicate nell' allegato I-A , punto II A 1 ;
 ---pagebreak---                                     - 8 -
k ) Al levamonto bovino uff icialmonto indenne da brucellosi : l' alle­
     vamento bovino cho rispondo allo condizioni indicato noli 'allogato
     I-A , punto II A 2 ;
1 ) Allevamento bovino indonno da brucellosi : l 'allevamonto bovino
     cho     risponde allo condizioni indicata nell' allegato I-A , punto II A 3 ;
m ) S ' -^ HO indonno da bruc?llosi : l 'animalo   > dolla specie suina cho
     rispondo allo condizioni indicate nell' allegato I-A , punto II B 1 ;
n ) Alle vamonto suino indonne da brucellosi : l' allevamento suino che
     risponde allo condizioni indicate noli 5 allogato I-A , punto II B 2 ;
° ) Zona indonno da epizooz ia : la zona di un diametro di 20 Km , entro
     lai.ouale , secondo accertamenti ufficiali , non si è avuto , da alme­
     no 30 giorni prima del carico :
     i ) per gli animali della specie bovina » nessun caso di afta epizootica ;
    ii ) per gli animali della specio suina : nessun caso di afta epizootica
           di poste suina o di paralisi suina contagiosa ( morbo di Teschon );
p ) C ami s tutte lo parti adatto al consumo umano degli animali do­
     mestici che appartengono alle specio seguenti : bovina , suina , ovi­
     na e capi-ina nonché gli solipodi domestici ;
l) Ca?-ni frescho : carni che non hanno subito alcun trattamento tale
     da asRicurare la loro conservazione , salvo quelle trattate por
     mezzo del freddo ;
r ) .Carcassa t il corpo intorno di un animale da maocllo dopo dissangua­
     mento , e viscerazione , asportaziono dolio mammollo nella vacca e ,
     salvo per i suini , dopo scuoiamento od ablazione della tosta non­
     ché taglio dogli arti in corrispondenza del carpo e del tarso ;
s ) 'Frattaglie : lo carni frescho dovorso da quello della carcassa de­
     finita alla lettera r )
t)    V^sc^i * lo frattaglie che si trovano nella cavità toracioa , ad-
     dc minalo e pelvica , compresi la trachea e l' esofago .
                                                              • t »/ • • •
 ---pagebreak---                                         9
          PHHIA PART3 t Importazione degli animali delle speoie "bovina e suina
                                    Articolo 3
1 . Gli Stati membri autorizzano l' importazione di animali delle speoie
    bovina e suina soltanto por gli animali ohe
    a ) non presentano segni clinici di malattia il giorno del carico ;
    b ) sono stati acquistati in un' azienda che risponda ufficialmonto
        alle condizioni seguenti s
           i ) essere situata al centro di una zona indenne da epizoozia ,
          ii ) essere indenne , da almeno 3 mesi prima del carico , da afta
               epizootica e da brucellosi bovina e , per gli animali della
               specie suina , da afta epizootica , da brucellosi bovina e da
               brucellosi suina , da peste suina o da paralisi contagiosa
               dei suini (morbo di Teschen ),
        iii ) essero indenne , da almeno 30 giorni prima del carico , da qual­
               siasi altra malattia contagiosa por la speoie animale conside­
               rata ?
    c ) sono stati acquistati , eventualmente , su un mercato che , secondo
        le constatazioni uffioiali , risponde allo condizioni seguenti t
           i ) essere sotto il controllo di un veterinario ufficiale ,
          ii ) essere situato al centro di una zona indenne da epizoozia e
               trovarsi in una località in cui non si tiene lo stesso giorno
               un altro mercato del bestiame ,
        iii ) servire esclusivamente , dopo disinfezione mediante disinfet"-
               tanti autorizzati dall' Ufficio internazionale delle epizoozie ,
               sia ad animali da allevamento o da produzione sia ad animali
               da aaoello , purché ao-ddisfino alle condizioni d' importazione
               della presente direttiva !                                      -
          it") GÌ sere ufficialmente riconosciuto dalle autorità competenti
                del Paese terzo ;
     d) hanno soggiornato nell' azienda di oui alla lettere b ) durante gli
        ultimi 30 giorni prima del carico , per gli animali .da allevamento
         e da produzione ;                                              ,
                                                                  • • •/ • • •
 ---pagebreak---                                     - 10 -
e ) sono identificati mediante un contrassegno auricolare ufficiale
    o ufficialmente autorizzato , cho può' essere sostituito , per gli
    animali della specie suina , da un bollo durevole che consenta l' i-
    dentif ioazione ;
f ) sono av\riati direttamente dall' azienda verso il preciso luogo di
    spedizione o , per ^li animali acquistati su un mercato , dall' azien­
    da al mercato e dal mercato al preciso luogo di spedizione :
       i ) senza entrare in contatto con animali biurgulati diversi dagli
           animali delle specie bovina e suina rispondenti alle condizioni
           previste per l' importazione ;
      ii ) previa   separazione in animali da allevamento o da produzione ,
           da una parte , e animali da macello , dall' altra ;
     iii ) mediante mezzi di trasporto ed eventualmente di contenzione
           previamente puliti e disinfettati con un disinfettante uffi­
           cialmente autorizzato dall' Ufficio internazionale delle epizoozie
g) sono caricati per il trasporto verso il paese destinatario conforme­
    mente alle condizioni della lettera f ) in un punto preciso situato
    al ctntro di una zona indenne da epizoozia ;
h ) dopo il carico , sono avviati direttamente od entro il più breve tem­
    po verso-' il paese destinatario .
So sono stati avviati al luogo di carico conformemente alle disposizio­
ni del paragrafo 1 , lettera f ), gli animali delle specie bovina e suina
possono anche , prima di essere avviati all' azienda o dal mercato verso
il luogo di carico , essere condotti in un luogo raccolta uff icialmonte
controllaiP , purché questo soddisfi allo condizioni fissate per il mar­
cato j conformemente al paragrafo 1 , lettera c ).
Li durata dall' operazione di raccolta degli animali      delle speoie bovi­
na e suina destinati all' importazione fuori dell' azienda d' origine ,
iu particolare sul mercato , nel luogo di raccolta o nel luogo preciso
di carico , dev' essere imputata al periodo di 30 giorni previsto dal
paragrafo 1 , lettera d ), sonza cho il tempo necessario a questa opera­
zione superi i 4 giorni .
 ---pagebreak---                                       - 11 -
4 * Qualora l' azion&a o la zona in cui essa si trova fossero colpite da
    cisure uffiòiali di divieto adottate in seguito all' insorgenza di ,
    una malattia contagiosa per la specie animale considerata , i tennini
    indicati nel paragrafo 1 , lettera t>) sub ii ) e iii ), e nell' articolo
    2 , lettera o ) hanno effetto a decorrere dalla data in cui sono state
    ufficialmente abrogato tali misure J'dLi divieto .
                                     Articolo 4   -
    Sonza pregiudizio dell' articolo 3 » Cegli Stati membri autorizzano
    l' importazione soltanto ì>er i bovini da allevamento o da produzione
    che
    a) sono stati vaccinati almeno 15 giorni o non oltre 4 mesi prdir&, del
        carico contro i tipi A , 0 e C del virus aftoso , con un vs,ccino pre
        parato con virus inattivati autorizzato e controllato dalla com­
        petente autorità dol Paese terzo ;
    b ) provengono da un allevamento bovino ufficialmente indenne da tu-
        bercolosi :
                                             S
    c ) provengono da un allevamento bovino ufficialmente indenne da bru­
        cellosi ;       . ■ t. •
    d) sono stati sottopósti , prima del carico , a un esame effettuato da
        un veterinario ufficiale che deve aver dimostrato che
           i ) gli animali sono indenni da tubercolosi e in particolare
              - hanno avuto una reazione negativa a una intradermotuberocli-
                nizzazione praticata conformemente alle disposizioni degli
                allegati I-A e B
          ii ) gli animali sono indonni da brucellosi e in particolare
                hanno presentato un tassò brucellare inferiore a 30 unità
                internazionali agglutinarti por millilitro , alla sieroagglu-
                tiriaziòné praticata conformemente alle disposizioni dogli
                allogati I-A e C ;                            ■'
         iii ) quando si tratta di vacche da latto , gli animali non pre­
                sentano segni clinici di mastite ; inoltre , l' analisi dol
                loro latte , praticata conformemente alle disposizioni del­
                l' allegato I-D , non deve aver rilevato ne  indizi di uno
                stat- infiammatorio caratteristico , né germi specificatamente
              ; patogeni*
 ---pagebreak---                                  - 12 -
                               Articolo 5
 Senza pregiudizio dell' articolo 3 , gli Stati membri autorizzano
l' importazione soltanto per i suini di allevamento e da produzione
che *
a ,» provengono da un allevamento suino indenne da brucellosi ;
b ) seno stati sottoposti , prima del carico , a un esame effettuato dal
     veterinario ufficiale inteso a dimostrare che gli animali sono in–
     ù-:."vni da "brucellosi e ^A^Tìart ice lare hanno presentato un tasso bru~
     ^r 1 "'are inferiore a 30 ^xu.tà internazionali agglutinanti per millilitro .
     a.JÌ i siertrrglutinazione praticata conformemente alle disposizioni
     ut gli allegati I-A e C ; la sieroagglutinazione é richiesta solo per
      ì (r-ini il cui peso superi i 25 Kg .
                               Articolo 6
Senza jregiudizio dell' articolo 3 , gli Stati membri autorizzano l' impor­
tazione soltanto per i bovini da macello , purché di età superiore a 4
mesi , che :
a ) sono stati vaccinati 15 giorni          o non oltre 4 mesi prima del oarico
     contro i tipi A , 0 e C del virus aftoso , con vaccino preparato oon
     virus inattivati , autorizzato 3 controllato dall' autorità competente
     del Paese terzo ; tuttavia , la durata di validità della vaccinazione
     é portata a 12 mesi per i bovini rivaccinati in provenienza                 da Paesi
     terzi in cui tali animali sono sottoposti a una vaccinazione annua
     e in cui la loro macellazione é sistematicamente praticata quando
     sono colpiti da afta epizootica ;
b ) quando non provengono da un. allevamento bovino ufficialmente                  in­
     denne da tubercolosi ^ hanno avuto reazione negativa a una intradermo-
     tuborcolinizzazione praticata conformemente alle disposizioni degli
     allegati I-A e B$
e ) quando non provengono da un allevamento bovino ufficialmente indonno
     ca brucellosi , né da un allevamento bovino indenne da brucellosi ,
     I-amo presentato , alla sieroagglutinazione praticata conformemente
     alle disposizioni degli allegati I-A e C , un tasso brucellare inferiore
     a 30 unità internazionali agglutinanti per millilitro .
                               Articolo 7
Senza pregiudizio degli articoli 3 e 6 , gli Stati membri vietano l' imporr
tazione degli animali da macello da sopprimere nel quadro di un program­
ma di eradicamento delle malattie contagiose applicato da un Paese torzo .
                                                                  • • C- J • • 4
 ---pagebreak---                                   -  13  -
                                 Articolo 8
         Allorché uno Stato membro ritiene ohe un vaccino utilizzato in un
Paese terzo per la vaccinazione dei "bovini da allevamento o da produzione
 e dei "bovini da ma elio di età superiore ai 4 mesi contro il virus
 aftoso dei tipi A, 0 e C , presenta alcuni difetti quanto alla sua inno­
 cuità , alla sua efficacia e alle reazioni che esso provoca , ne informa
 immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri » Se risulta la
presenza di un tale difetto , l' importazione degli animali che sono stati
vaccinati mediante questo vaccino dev' essere vistata in conformità della
procedura prevista all' articolo 30 .
                                Articolo 9
         Gli Stati membri autorizzano l' importazione degli animali delle
 specie "bovina e suina soltanto quando essi hanno soggiornato nel terri­
 torio del Paese terzo speditore prima del giorno del carico :
 a ) da almeno 6 mesi , se sitratta di animali da allevamento o da produzione ;
"b ) da almeno 3 mesi , se si tratta di animali da macello »
         Qualora tali animali siano di età inferiore a 6 o 3 mesi , essi de– _
vono aver soggiornato nel territorio del Paese terzo speditore dalla
nascita »
                                 Articolo 10 -
 1 » In conformità della procedura prevista all' articolo 30 , può' essere
      deciso ohe le disposizioni nazionali adottate sulla "base degli arti­
      coli 4 , 5 o 6 non siano applicate nei confronti di -un Paese, terzo ,
      qualora le condizioni di polizia sanitaria particolari di questo
      paese lo consentano » La decisione puo f prevedere che gli Stati membri
    , richiedano speciali garanzie intese ad assicurare ima sufficiente pro-
      lesiono sul piano della polizia sanitaria »
 2 » Nei casi in cui si applica il precedente paragrafo 1 , un' identioa
      misura deve essere adottata , in conformità dell' articolo 9 his della
      direttiva del Consiglio del 26 luglio 19^4 relativa a problemi di
      polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari di animali
      della specie "bovina e suina , a favore degli Stati membri le crai partico­
      lari condizioni di polizia sanitaria lo consentano »
                                                           /
 ---pagebreak---                                  -   14 -
3 . La decisione adottata in applicazione del paragrafo 1 dov' essere
     annullata socondo la procedura prevista all' articolo 30 quando »
     a ) le condizioni di polizia sanitaria che sono alla "base di talo
         decisione si sono modificato in modo tale che il mantenimento
         della decisione rappresenti un pericolo per la salute del patrimo­
         nio zootecnico all' interno della Comunità Economica Europea j
b ) non siano fornite le garanzie previste al paragrafo 1 , seconda frase .
                                Articolo 1 1
1 . Gli Stati membri vietano l' importazione di :
     a ) ogni animale della specie "bovina e suina ricettivo a una delle
         malattie menzionate all' allegato I in provenienza da Paesi terzi
         nei quali una di queste malattie si é manifestata nel corso del
         12 mesi precedenti il giorno del carico ;
    "b ) ogni animale della specie "bovina o suina ricettivo a una delle
         malattie indicate nell' allegato I - E in provenienza da Paesi
         terzi nei quali una di queste malattie si é manifestata nel
         corso dei 3 mesi precedenti il giorno del carico .
     c ) ogni animale della specie bovina o suina non ricettivo a una delle
         malattie menzionate nell' allegato 1-3 in provenienza da Paesi terzi
         nei quali una di queste malattie    si é manifestata nel oorso dei
         3 mesi che precedono il giorno del carico .
                                                              • • • • *
 ---pagebreak---                                  -  15  -
2 . Gli Stati membri vietano l' importazione degli animali della specie
     "bovina e suina , in provenienza da    Paesi terzi , quando si é prooG**
      duto sul territorio   di questi Paesi a esperimenti sui germi patogeni
      delle malattie indicate nell' allegato I-E .
                             ■  Articolo 12
                                                                         r
        In conformità della procedura prevista all' articolo 30 , può 1 , essere
deciso che i divieti di cui all' articolo 11 riguardino soltanto una .
parte del territorio dei Paesi terzi speditori o si applichino soltan­
to durante un periodo inferiore a quelli previsti all' articolo 11 f pa­
ragrafo 1 •
        La decisione può' prevedere ohe gli Stati membri richiedano spe­
ciali granzie intese ad assicurare una sufficiente protezione sul piano
della polizia sanitaria .
                               Articolo 13
1 » In caso di comparsa , in un Paese terzo , di malattie epizoot.iah.e
     o di malattie gravi e contagiose degli animali diverse da quello
      indicate nqgli articoli 3 , 4,5*6 e 11 gli Stati membri vietano
     l' importazione di animali delle , specie "bovina e suina in provenienza
     da questo Paese o autorizzano l' importazione soltanto a determinate
    .condizioni, nella misura in cui essa rappresenta un perioolo d' intro­
     duzione di epizoozia : della malattia degli animali sul territorio
     dolio Stato membro .
2 » Le misure adottate dagli Stati membri in applicazione del precedente
    paragrafo 1 devono essere comunicate immediatamente agli altri Stati
    membri e alla Commissione . A fine di armonizzare l' applicazione delle
    misure adottate dagli Striti membri nei confronti di un Paese terzo
considerato , queste misure possono essere esaminate ed eventualmente
modificate in conformità della procedura prevista all' articolo 30 .
                                                             • • •/• • •
 ---pagebreak---                                   - 16 -
                                 Articolo 14
          Pine all' entrata in vigore di eventuali disposizioni della
 Comunità Economica Europea , la presente direttiva non pregiudica le
 disposizioni degli Stati mentri relativi :
 a ) agli animali della specie "bovina 0 suina a cui sono stati sommi­
      nistrati antibiotici estrogeni o sostanze tireostatichej
"b ) alla prevenzione della trichinosi + tenuto conto doli' eventuale ap­
     plicazione nei Paesi terzi , di una ricerca     sistematica tendente ad
      accertare lo trichinosi .
                                 Articolo 15
 1 . Gli Stati membri autorizzano l' importazione degli animali delle
      specie "bovina e suina soltanto dietro presentazione di un certificato
     redatto da un veterinario ufficiale del Tpeae terzo speditore .
      Il certificato deve ?
      a ) essere rilasciato il giorno del carico ,
     "b ) essere redatto almeno nella lingua del paese destinatario 0
      c ) attestare che gli animali della specie "bovina e suina rispondono
          alle disposizioni previste per l' importazione conformemente alla
          presente direttiva ^
2 . In conformità della procedura prevista all' articolo 30 , può' essere
      deciso che il certificato debba essere conforme a un modello .
                                 Artico ! o 16
 1 . Gli Stati membri vigilano a che gli animali delle specie bovino e suina
      siano sottoposti , al passaggio . della frontiera , a un controllo . di
     polizia sanitaria ( controllo d' importazione ) effettuato da un vete­
     rinario ufficiale .
 ---pagebreak---                                     - 17 -
2 . Gli Stati ifcembri vigilano a ohe l' importazione degli animali dello
       specie "bovina e suina sia vietata quando risulti , nel controllo
       d' importazione previsto al paragrafo 1 , che
       a ) gli animali o il certificato che li aooompagnano non rispondono
            alle condizioni previste per l' importazione della presente diretti­
            va o che                                                        .
      b ) gli animali sono affetti o vi é sospetto che siano affetti o con­
            taminati da una malattia gravo e contagiosa»
3 » Il certificato ohe accompagna gli animali della spaoie "bovina e suina '
       all' atto dell' importazione deve essere , dopo il controllo d' importazione ,
       timbrato conformemente all' allegato III in modo che risulti chiaramen­
       te se l' importazione é stata autorizzata o respinta»
                                                                                 r
                                    Articolo 17
           Ciascun paese destinatario vigila a che gli animali da macello
    ■»
in provenienza da Paesi terzi siano avviati immediatamente dopo il
loro arrivo nel paese destinatario in un macello ufficialmente ri­
conosciuto »
                   SBCQTDA PASTE j Importazioni di carni fresche
     .                             Articolo 18
1 » Gli Stati membri autorizzano l' importazione delle carni fresohe soltanto
       se :
        a ) sono state ottenute in un macello riconosciuto dallo Stato membro
            interessato conformemente all' articolo 23 , paragrafolj
       "b ) sono state sezionate in un laboratorio di sezionamento riconosciuto
            dallo Stato membro interessato oonformemente all' articolo 23 , para­
            grafo 1 , nella misura in cui si applicano le disposizioni dell' ar­
            ticolo 24 , paragrafo 2$
        c ) provengono da un animale da macello che , conformemente all' allegato
            II , capitolo IV , un veterinario uffioiale abbia sottoposto a una
            ispezione sanitaria ante mortem e giudicato sanoj
        d ) sono state trattate in condizior i igieniche soddisfacenti ! oon-
            formemente all' allegato II , capitolo Vj
                                                               • · ·/· Ο ·
 ---pagebreak---                                          - 13 -
    e ) sono state sottoposte , conformemente all' allegato II , capitelo VI ,
        a un' ispezione sanitaria post mortem effettuata da un veterinario
        ufficialo - rj n l' anno presentato alcuna alterazione , ad eooezione
        di lesier-j.      i ; ■; ... che sopravv .;.;" 3 poco prima della macella­
        zione , pur.vLS sia constatate c o esso non rendono la carcassa o
        le annesso frattaglie inadatte a L consumo umano              o pericolose par
        la salute dell' uomo 5
    f ) sono munite di "bollo in conforir.icà dell' allegato II , oap itelo VII 5
    g ) sono state conservate dopo l' ispezione post mortem , effettuata con­
        formemente alla lettera d ), in condizioni igieniche so disfacenti
        conformemente all' allegato II , capitolo VIII , all' interno di macel­
        li e laboratori di sezionamento o impianti di refrigerazione ricono»*
        sciuti dallo Stato membro interessato , conformemente all' articolo
        23 , paragrafo 1 e 2j
    h ) sono state trasportate , conformemente all' allegato II , oapitclo IX ,
        verso le Stato membro interessato in condizioni igieniche soddisfacen­
        ti .
2 . Nell' ispezione post mortem di cui al paragrafo 1 , lettera e ), il ve­
    terinario ufficiale può' essere assistito , nei compiti purcuscnte
    materiali , da personale ausiliario specialmente addestrato a tal fine .
    Le modalità di tr.ls assistenza possono essere determinate in conformità
    della procedura prevista all' articolo 30 .
                                        Articolo 19
1 . Gli Stati membri vietano l' importazione di carni fresche »
    a ) di verri e di suini criptorchidi ;
    b ) tratta^ e con coloranti naturali o artificiali , ad eccezione dei
        coloranti prescritti all' allegato II , capitolo VII per la "bol­
        latura !
    c ) di animali nei quali sia stata constatata una qualsiasi forma di
        tubercolosi o la presenza di una o più' cisticerchi vivi o morti ;
                                                                                /
2 . Gli Stati membri vietano l' importazione dei prodotti seguenti :
    a ) le parti di carcassa o le frattaglie che presentano lesioni trau­
        matiche sopravvenute poco prima della               macellazione , malforma­
        zioni o alterazioni di cui all' articolo 16 , paragrafo 1 , lettera e );
    b ) il sangue sottoposto a trattamenti chimici anticoaluganti .
 ---pagebreak---                                -  19  -
                              Articolo 20
 Gli Stati membri vietano 1' importazione t
 a ) di carni fresche di animali ricettivi a una delle malattie indi­
     cato nell' allegato I-E , se questa malattia é comparsa nel "torri–
     torio del Paese terzo speditore durante i 12 mesi che precedonq,
     il giorno di carico ;                                          /
"b ) di carni fresche di animali ricettivi a una delle malattie indioate
     nell' allegato I-F , se quasta malattia é comparsa sul territorio
     del Paese terzo speditore nel corso <ì«i' 3 mesi che precedono il
     giorno di carico j
 c ) di carni fresche di animali non ricettivi a una delle malattie enume­
     rate nell' allegato I-E , se questa malattia si é manifestata sul ter­
     ritorio del Paese terzo speditore nel corso dei 3 mesi che prece­
     dono il giorno di carioo .
                             Articolo 21
        In conformità della procedura prevista all' articolo 30 , può 1 essere
 deoiso che i divieti di cui all' articolo 20 riguardino soltanto una par­
 te del territorio dei Paesi terzi speditori o si applichino per un pe­
riodo inferiore a quelli previsti all' articolo 20 .
        La decisione può' prevedere che gli Stati membri richiedano garanzie
 speciali intese ad assicurare una sufficiente protezione sul piano della
polizia sanitaria .
                            Articolo 22
 1 . Qualora in un Paese terzo si m anif estino malattie epizootiche, o -
     malattie gravi e contagiose degli animali diverse . da quelle indi­
     cate nell' articolo 20 , gli Stati membri vietano l' importazione di
     carni fresche in provenienza da questo Paese o autorizzano l' impor–
    stazione soltanto a determinate condizioni , nella misura in cui 1' im­
      portazione rappresenta un pericolo d' introduzione di epizoozia o
       della malattia degli animali sul territorio dello Stato membro .
 2.   Le misure adottate dagli Stati membri in applicazione del proceden­
       te paragrafo 1 devono essere comunicate immediatamente agli altri
       Stati membri e alla Commissione » Al fine di armonizzare 1' applica­
       zione delle misure adottate dagli Stati membri nei confronti di un
      Paese terzo considerato , queste misure possono essere esaminate
       ed eventualmente modificate in oonformita della procedura provista
       all' articolo 30 ,
                                                        • • •/ •••
 ---pagebreak---                               -  20 -
                              Articolo 23
1 . Gli Stati membri concedono il riconoscimento di un macello
    o di un laboratorio di sezionamento situato noi Paesi terzi
    soltanto se :
    a ) il macello o il laboratorio di sezionamento soddisfa alle
        condizioni proviste noli' allegato II , capitolo I , II e III5
    b ) le autorità competenti del Paese terzo hanno uff icialmento ricono­
        sciuto il maoello o il laboratorio di sezionamento , gli hanno as-
        sognato un numero di riconoscimento veterinario e hanno comuni­
        cato tale numero allo Stato membro interessato 5
    c ) il macello o il laboratorio di sezionamento é costantemente sor­
        vegliato da un veterinario ufficiale del Paese terzoa
2 . Fino all' entrata in vigore di eventuali disposizioni della Comunità Dco-
    nomica Europea , gli Stati membri concedono il riconoscimento di
    impianti frigoriferi , situati noi paesi terzi , alle condizioni che
    essi determinano .
3 . Gli Stati membri aquilano il riconoscimento di macelli o di labo­
    ratori di sezionamento , contemplati al paragrafo 1 , o d' impianti
    frigoriferi , contemplati al paragrafo 2 , quando le condizioni
    di tale riconoscimento non susstino più' »
4 . Gli Stati membri comunicano senza indugio alla Commissione e agli
    altri Stati membri i riconoscimenti e i relativi annullamenti . La
    Commissione pubblica nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europeo
    l' elenco di tutti i macelli , laboratori di sezionamento e impianti
    frigoriferi riconosciuti dagli Stati membri nonché ogni modifica
    apportata a talo elenco .
                              Articolo 24
1 . Gli Stati membri autorizzano esclusivamente l' importazione di car­
    casse intere nonché di mezzeno e di quarti di cui sia stata consta­
    tata l' appartenenza alla carcassa .
2 . Secondo la procedura prevista all' articolo 30 , gli Stati membri
    possono essere autorizzati ad importare parti di carcassa che non
    rispondono alle disposizioni del paragrafo 1 , a condizione che ossi
    applichino lo stesso trattamento agli altri Stati membri .
                                                        • o «I• • •
 ---pagebreak---                                   - 21 -
                               Articolo 25
1 . Fino all' entrata in vigore di eventuali disposizioni dalla Comunità
    Economica Europea e con riserva dello disposizioni dell' articolo Ì9 t
    la presente direttiva non pregiudica lo disposizioni degli Stati
    membri che »
    A. Vietano o limitano l' introduzione nel proprio territorio dei se­
        guenti prodotti »
        a ) le frattaglie separate dalla caroassa ;
        b ) lo carni fresche di solipedi ;
    B. Riguardano il trattamenti degli animali da macello con sostanze
        che potrebbero eventualmente rendere ti consumo di carni fresche
                                                                                    *
        pericoloso o nocivo por la salute dell' uomo , qr.ali antibiotici
        sostanze estrogene , tireostatiche o destinate a rendere tenera
        la carne ;                          ...                    - . .,
    C. Disciplinano l' aggiunta alle carni fresche di sostanze estranee e il
        loro trattamenti con raggi ionizzanti 0 ultravioletti .               ,
2 . La presente direttiva fa salve le disposizioni degli Stati membri
    relative all' accertamento della presenza di .. trichine nelle carni suino
    fresche .              . -         . '                           ,  [
3. Gli Stati membri vigilano a che le disposizioni di cui ai paragrafi
    1 e 2 vengano applicate in modo meno rigoroso nei confronti doi Paesi
    terzi che nei confronti degli altri Stati membri .                    \ .
                                                                                I
                               Articolo 2 6
1 . Gli Stati mèmbri autorizzano l' importazione di carni fresche soltan­
    to dietro presentazione di un certificato redatto da un veterinario
    uffioiale 'del' Paese terzo speditore . Il certificato deve »
    a) essere redatto almeno bella lingua del paese destinatario ,
    b ) attestare che gli animali della specie bovina e suina rispondano
        alle disposizioni previste per l' importazione conformemente alla
        presente direttiva .
2 . In conformità della procedura provista all' articolo 30 , può' essere deciso
    che tale certificato debba essere conforme a un modello .
                                                                                  ,
                                                        •••/ • * •
 ---pagebreak---                               -    22 -
                              Articolo 27
1 . Gli Stati membri vigilano a che le carni fresche siano sottoposte ,
    all' atto dell' importazione , a un' ispezione post mcrtem ( controllo
    d' importazione ) effettuata da un veterinario ufficiale .
2 . Gli Stati membri vietano l' importazione di carni fresche quando
    risulta dal controllo d' importazione previsto alyaragrafo 1 che
    a ) le carni fre^òhe e il certificato ohe accompagna tali carni
        non rispondono alle condizioni previste per l' importazione dalla
        presente direttiva o che
    b ) le carni fresche sono inadatte al consumo umano .
3 . Il certificato che accompagna le carni fresche all' atto dell' impor­
    tazione dev' essere dopo il controllo d' importazione , timbrato con­
    formemente all' allegato III in modo che risulti chiaramente che
    l' importazione é stata autorizzata o respinta .
                        TERZA PARTE : Disposizioni comuni
                             Articolo 28
       Gli Stati membri elaborano un elenco dei posti di frontiera o dei
posti di controllo delle carni , riconosciuti per l' importazione di animali
delle specie bovina e suina e di carni fresche , e lo comunicano alla
Commissione che provvede alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficialo delle
Comunità    Europee .
                             Ar ticolo 29
1 . Ogni Stato membro comunica senza indugio agli altri Stati membri e
    alla Commissione i divieti adottati in applicazione degli articoli 11
    3 20 , nonché i motivi di questi divieti »
2 . Al fine di un' eventuale applicazione dell' articolo 12 o dell' artico–
-,  lo 21 7 gli Stati membri comunicano alla Commissione , su richiesta
    della medesima , tutte le informazioni relative alla situazione dol
    Paese   terzo in questione in materia sanitaria e di polizia sanitr,-
    ria.| queste informazioni riguardano , in particolare , le malattie
    epizootiche , le misure profilattiche adottate e l' organizzazione del
    controllo veterinario nel Paese terzo in questione .
3 . La Commissione può' anche chiedere all' Ufficio internazionale dello
    epiaoozie e all' Organizzazione mondiale della Sanità     la comunica­
    zione di tutte le informazioni contemplate al paragrafo 2 •
 ---pagebreak---                                  ■Articolo 30
1 » Quando é fatto riferimento alla procedura definita nel presente arti­
      colo , il Comitato veterinario istituito dalla decisione del Consiglio
      del        -      Q denominato in appresso il " Comitato ", riceve mandato
      dal proprio Presidente sia per iniziativa di quest' ultimo sia su richiesta
      del rappresentante di uno Stato membro»
2 » In seno al Comitato , ai voti degli Stati membri é attribuita la pondera­
      zione prevista all' articolo 148 , paragrafo 2 del Trattato » Il Presidente
      non prende parte alle votazioni .
3 » Il rappresentante della Commissione presenta un progetto delle misure
      da adottare » Il Comitato esprime il suo parere su queste misure entro un
      termine che il Presidente ha facoltà di stabilire in funzione dell' ur–
  • genza dei problemi esaminati . Il Comitato si pronuncia a maggioranza di
      12 voti .
4 » La Commissiono adotta misura che sono immediatamente applicabili » Tutta­
      via se esse non sono conformi al parere espresso dal Comitato ,, tali
      misure vengono comunicate dalla Commissione al Consiglio ; in questo
      caso la Commissione può' differire al massimo di un mese , a decorrere
      dalla, data della comunicazione , l' applicazione delle misure da essa
      decise .                 '
        Il Consiglio , deliberando a maggioranza qualificata , può' adottare
 ^•■una decisione di versa entro il termine di un mese .
                                                                      (
                                 Articolo 31                      ' >
        Nella direttiva del Consiglio del 26 giugno 19^4 relativa a problemi
di polizia sanitaria in materia di scambi intraoomunitari di animali delle
specie bovina e suina é inserito un artiocìlo 9 bis avente il seguente te­
nore *
" 1 . In conformità della procedura prevista all' articolo 30 della direttiva
       del                 relativa a problemi sanitari e di polizia sanitaria
       all' importazione di animali della specie bovina e suina e di carni .
       fresche in provenienza da paesi terzi , può' essere deciso che lo di­
       sposizioni adottate dagli Stati manbri conformemente alla presente di^-.
       rettiva non si applichino nei confronti di uno Stato membro , qualora
       le particolari condizioni di polizia sanitaria di questo Stato lp con­
       sentano »
   2 » La decisione adottata in applicazione del paragrafo 1 deve essere
       annullata conformemente alla procedura prescritta al paragrafo 1 ,
       allorché le condizioni di polizia sanitaria che giustificano la decisio­
       ne adottata , in applicazione del paragrafo 1 si sono modificate in modo * *
       tale che il mantenimento della medesima rappresenta un pericolo per la
       salute del patrimonio rootoeniào all?intorno della. CW .
 ---pagebreak---                                    -   24  -
                                /■ rticolo 32
      Gli Stati mentri informano la Commissione in tempo utile porohé possa
presentare le sue osservazioni di ogni ulteriore progotto di disposizioni
legislative , regolamentari e amministrative       che essi intendono adottare
nei settori disciplinati dalla presente direttiva .
                                Articolo 3 3
1 . Gli Stati membri applicano le disposizioni legislative , regolamentari
    e aidDinistr-ative necessario per     conformarsi alla presente direttiva ,
    al massimo entro il 31 dicembre 1965 » e ne informano immo&iatancnte
    la Commissione . Entro la stessa data essi applicano le disposizioni
    necessario par conformarsi all' articolo 9 bis inserito con la presen­
    te direttiva nella direttiva summenzionata del 26 giugno 19^4 Q ne informa­
    no immediatamente la Commissione »
2 . Alla data fissata al paragrafo 1 , l' articolo 11 della direttiva dol
    Consiglio del 26 giugno 1964 relativa a problemi di polisia sanitaria
    in materia di scambi intracomunitari di animali dello specie I ovina e
    suina o l' articolo 9 della direttiva del Consiglio del 26 giugno 1964
    relativa a problemi sanitari in materia di scambi intracomunitari di
    carni fresche sono abrogati »
                                Articolo 34
      Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
 ---pagebreak---                                                                ALLEGATO I - A    ,
             I » Bcvini e allevamenti "borirli indenni da tubercolosi
1 . E' considerato indenne da tubercolosi un bovino che non presente al­
     cuna manifestazione clinica di tubercolosi , né reazione ali " intrader-
     motubercolinizzazione praticata , secondo le disposizioni dell' Alle­
     gato I - B , non oltre 30 giorni prima del carico , né reazione aspe-
     oifica , e che appartenga ad un allevamento bovino ufficialmente inden­
     ne da tubercolosi ai sensi del nuaero 2 .
2 . E' , considerato ufficialmente indenne da tubercolosi, un Allave^mto
    bovino n«l quale »                                      "• '
     a ) tutti i bovini sono esenti da manifestazioni cliniche . di tuber-
           colosi ;
    b ) tutti i bovini di età supcriore a 6 settimane hanno avuto una rea­
           zione negativa ad almeno due intradermotuborcclir.izzazione uffi­
           ciali praticate secondo le disposizioni dell f all"gato I - B ,                 la
           prima delle quali è stata effettuata 6 mesi dopo il termine del­
           le operazioni di risanamento dell 'allevamento , la seconda 6 me­
           si dopo 1$. prisra ,. e .la " successive ad un anno d' intervallo , a due
           anni per i Paesi terzi nei quali tutti gli allevamenti bovini so­
           no eoti/O controllo veterinario ufficiale e non presentano un tas­
           so d' infezione tubercolare superiore allM^j
     o ) non è stato introdotto alcun bovino senza attestato di un vete­
           rinario ufficiale in oui si certifichi che detto animale ha avuto
           una reazione negativa all' intradermotubercoliuj.zzazione valutata
           secondo i criteri dell' Allegato I - B , 20 a ), e ohe proviene da
        '• un allevamento bovino ufficialmente indenne da tubercolosi .
     II . Animali delle specie Jsàvina e suina e allevamenti bovini e suini
                                 indenni da brucellosi
A. Bovini e gllevaironti bovini
     1 . E' da considerare indenne da brucellosi un bovino che non presen­
           ta alcuna manifestazione clinica di questa malattia e che ha pre­
           sentato un tasso brucellare inferiore a 30 Unità Internazionali
           (U.I. ) agglutinanti per millilitro alla siero-agglutinazione pra­
           ticata , secondo , le disposizioni dell'Allegato. I -C , non oltre
                                             . . • • J« ...               a
                                                                              ' «••/•
                                                                                   . g
                                                                                       O T
 ---pagebreak--- 3.0 giorni prima àol cnrioo , o che appartiene ad un - allevamento bovino
ufficialmente indorine da brucellosi ai censi del n . 2 . Inoltre , quando
si tratta di un toro , lo sperma non può' contenere agglutinine brucel-
lari .
E f da considerare ufficialmente indenne da brucellosi un allevamento
bovini in cuii
a ) non vi sono aniirili della specie bovina cho siano stati vaccinati
    contro la brucellosi con vaccino vivo ?
b ) tutti i bovini sono immuni da manifestazioni cliniche di brucellosi
    da almeno 6 mesi ;
c ) tutti i bovini di età supcriore a 12 mesi
    aaj hanno pie cantato , in occasione di due siero-agglutinazioni
         praticate ufficialmente a 6 essi d' intervallo , e secondo le
         disposizioni dell' Allegato I - C , un tasso bruoellare inferio­
         re a 30 Usi . agglutinanti per millilitro ; la prima siero-
         agglut ina : ione pur * essere   sostituita da tre prove del­
         l' anello ( ring-test ) effettuate a 3 mesi d' intervallo , a con­
         dizione pero 5 che la seconda siero-agglutinazione sia effettuata
         almeno 6 3sttiuane dopo la terza prova dell' anello ;
    bb ) sono controllati annualmente per determinare l' assenza di bru­
         cellosi con tre provo      dell' anello effettuate ad almeno 3 lus­
         si d' intervallo o con due prove dell' anello o una siero-ag-
         glutinazione effettuate ad alieno 3 mesi d' intervallo ; quando
         non è possibile l' applicazione della prova dell' anello , si
         procederà annualmente a due siero-agglutinazioni a 6 mesi
         d' intervallo 5 n<ii Paesi terzi nei quali tutti gli allevamenti
         bovini sono sotto controllo veterinario ufficiale e non pre­
         sentano un tasso di infezione brucellare superiore all' IP ,
         basterà procedere annualmente a due prove dall' anello che de­
         vono essere sostituite , se non sono realizzabili , da una siero-
         agglutinazione ;
d ) non è stato introdotto alcun bovino senza un attestato di un vete­
    rinario ufficiale che certifichi che esso ha presentato , alla sie-
    ro-agglutinazione effettuata almeno 30 giorni prima dell' introdu­
    zione nell 'alleva,mento , un tasso brucellare inferiore a 30 1T . T. ag­
    glutinanti per millilitro , e inoltre che pro-£<s<!Q      da un alleva­
    mento bovino ufficialmente indenne da brucellosi .
 ---pagebreak---                                                - 3 -
   3 . E * da considerar© - indenn© da .. brucellosi -un -allevamento bovino In ouit
         a ) in deroga al n . 2 , lettera a ), i bovini tra 5 ® 8 mesi sono vac­
              cinati , tuttavia esclusivamente col vaccino vivo "Buck T9 >
         b ) tutti i bovini rispondono alle condizioni previste al n . 2 , let­
             tore b ), o ) e d) j tuttavia i bovini di età inferiore a 30 mesi
 i           possono presentare un tasso brucellare di 30 H.I. agglutinanti
             per millilitro o più , ma inferiore a 80 U.I. agglutinanti per
             millilitro e la deviazione del complemento , negativa .
          ,   .                  .       ■ . •                  ■       1
B. Suini e g.l le vanenti suini
     1 .        considerato indonno da brucollosi un suino esente da manifesta­
          zioni clinicho di tale malattia ohe , alla siero-ag$lutinazione pra­
          ticata , secondo le disposizioni dell' Allegato I - C , non oltre
          30 giorni prima del carico , presenta un tasso brucellare inferiore
          a 30 U.I. agglutinanti per millilitro , nonché una deviazione del
          complemento negativa- e che appartiene inoltre ad un allevamento
          indenne da brucellosi ai sonsi dol n . 2 ; la siero-agglutinaziono
          è praticata solo      par i suini di paso superiore a 25 chilogrammi .
   2 . 3' considerato indenne da brucellosi un allevamento suino :
          a ) in cui non sono stati constatati ufficialmente , da almeno un
            1 'anno , né casi di brucellosi suina , né sintomi che giustifichino
                il sospetto della malattia . Se tali sintomi sono osservati ,
                il carattere non brucellare degli stessi deve essere accerta­
                to con esami clinici e batteriologici , nonché eventualmente
                serologici , praticati sotto controllo ufficiale :
                    *
          b ) che si trova ai centro di una zona di un diametro di 20 km in cui ,
                da almono un anno , non è stato ufficialmente accertato alcun ca­
                so di brucollosi suina ;
          c ) in cui i bovini che si trovano contemporaneamente nell' azienda
                siano ufficialmente indenni da brucellosi .
 ---pagebreak---                                                   ALLEGATO I - B
                                                                             \
     ""      '   Norme per la fabbricazione o l 'utilizzazione delle tubercolino
1 . 13 tuborcolinìzzazioni controllate ufficialmente devono essere ef­
     fettuate mediante la tubercolina PPD (bovina) o una tubercolina
     preparata sinteticamente e concentrata a caldo .
2 * Per il controllo della tubercolina PPD , si dove usare una tubercolina
 ■ tipo conforme al oampione internazionale PPD rilasciato dallo
     " Staatens SorS.ninstitut " a Copenaghen .
3 . Per il controllo delle tubercoline oosidette " sintetiche " si dovrà
     usare una.tubersolina tipo conforme E.1 campione internazionale della
  \ vecchia tuberoolina , rilasciato dallo " 3taatens SerSminstituS " a
     Copenaghen .                   •
4 * Lo tubercoline detono essere preparate con uno dei ceppi di Bt del
  • tipo bovino indicati qui di seguito !
     a) An,.
         •     J                                                   ,
   ■ b ) Vallès ' '
     c ) Behring ' .      •                                      ,
5 » Il pH delle tubercoline deve èssere compreso tra 6,5 © 7 *
6 . Come agsni: 3 di conservazione nelle tubercoline si può 1 usare solo
     il fenolo con concentrazione dallo 0,5$»
7 « I limiti di utilizzazione Bono i seguenti , purché la tubercoline
     vengano conservate a. temperatura di circa 44'C :
     a ) - Tubercolina PPD liquida . t 6 mosi
           - Tubercolina PPD liofilizzata * 5
     b ) - Tubercoline cosidette sintetiche non diluite t 5 enni
                                                    - diluite s 2 anni .
                                                                     •••/•••
 ---pagebreak---                                        - 2 -
 8 . Il controllo ufficiare deve essere effettuato o sulle tubercoline
      pronte por l' uso e mosse in fiale , o sulla quantità totale di un
      carico di tubercoline prima del condizionamento , purché il successi­
      vo infialamento avvenga in presenza di un rappresentante dell' auto­
      rità competente .
 9 « Il controllo delle tubercoline devo essere effettuato con metodi
     "biologici e con il metodo chi:, ico quando si tratta della tubercoli-
     na PPI .
10 . Lo tubercoline devono essere sterili .
11 . Un controllo d' innocuità della tutercolina relativo alla non tossi-
     cità e alla mancanza di proprietà irritanti deve essere effettuato
     noi modo seguente :
     a ) Hon tossicità : le prove devino essere fatte su topini 0 cavio .
         Topini s Iniezioni di 0,5 mi di tubercolina sotto la pollo di
                    due topini di 16 - 20 gr . Se entro due oro non esistono
                    segni netti d' intossicazione , si può' ammettere che il
                   prodotto non contioae troppo acido fonico .
         Cavia »   Le cavie devono avere un peso compreso tra 350 e 5^0 gr »
                   La dose di tubercolina da iniettare deve ossero di 1 mi
                   por 100 gr di poso vivo . Por quanto riguarda la tecnica
                    da irapiegaro in tal caso , bisogna procedere secondo uno
                    dui duo metodi seguenti »
         aa ) La tubercolina è iniettata sotto     la pelle del ventre di due
              cavie . Essa può' ossero considerata conformo so le cavie sot­
              toposte a questo trattamento accusano per al massimo da e gior­
              ni una forte infiltrazione la quale , senza presentare necrosi ,
              si riassorbe a partirò dal torzo giorno e non è più percetti­
              bile dopo 6 giorni . Qualora vi sia necrosi della pelle &ol
              ventre o se l' infiltrazione non sparisco in 6 giorni , la tu-
              bercolina devo essere rifiutata .
         bb ) La doso di tubercolina viene iniettata per via intraperitonalo
              a due cavie . Gli animali sono osservati per 6 settimane duran­
              te le quali non devono essere accertati sintomi specifici o
              perdita di pe'DO . Al termine di 6 settimane gli animali song
                                                                   • • •J % • •
 ---pagebreak---                                         - '3 -
  • •         uccisi e verrà accertata - la mancanza di qualsiasi- lesiono
               tubercolare ; in particolare , sono praticate sezioni istolo­
               giche* dalla milza , dal fegato e dai polmoni . Lo stesso vale
               anche per qualsiasi animale morto prima di questo termine®
      b ) Mancanza di proprietà irritanti : si pratica una inoculazione
            intradermica nella palle del fianco precedontemente depilata
         . di due cavie in ragione di 2500 Unità Internazionali (U.I. )
            di tubercolina in un volume di 0,i'ml . Eopó 40' ore non 'deve
            manifestarsi alcuna reaziono .            -   ' • '
12 . Le tubercoline devono essere soggette ad un' analisi chimica per
      l' esatta dosatura del fenolo e la ricerca dell' eventuale presenza
      di un altro conservativo .                                .
13 » Una prova di non sensibilizzazione alla tubercolina devo essere
      effettuata nel modo seguente »
      tro cavie che non siano stato mai sottoposte a prove scientifiche
      ricavono per tre volte , ogni volta a 5 giorni d' intervallo , ùna
      iniezione intradermica di 500 U.I. dì tubercolina in un volume
      di 0,1 mi . Tali cavie sono sottoposte a prova 15 gicrni dopo
      con iniezione intradermica della stessa dose di tubercoline,. Esse
      devono presentare reazioni diversa da quella delle cavie dello
      stosso j9so che non siano mai state soggette a prove scientifiche ,
      sottoposte alla prova , ai fini del controllo , con la stessa dose di
      tubercolina .
14 * Un controllo dell' attività deve essore effettuato secondo il moto -,
      do f isioo-chimioo e secondo i metodi biologici .
      a ) l' anodo fisioo-chimico : a questo metodo , valido per la PPD , si
            basa sulla preoipitazione della tubercolo-proteina mediante
            l' acido triclorc acetico . Il tenore di azoto è determinato da
            distillazione al Kjoldahl . Il fattore di conversione dell' azoto
            totale in PFD è pari a 6,25 •
      b ) .'Metodi biologici i tali metodi sono validi per lo tubercoline
            preparate sinteticamente per la PPD ; essi si basano sul raffronto
            delle tubercoline da dosare con le tubercoline tipo .
                                                                  t • •/ • • •
 ---pagebreak---                                        - 4 -
15 » Il campione internazionale dolio vocchia tuboroolina conti :;. ra
        100.000 U.I. /nl/
A 6 <. Il campione internazionale della PPD è rilasciato allo stato lio­
        filizzato t una U.I. == 0,00002 mgr di tubercolo-proteina . L' ampolla
        contiate 2 mgr di tubercolo-proteina .
17 » a)Controllo di attività su cavie :
           si devono usare navi e albine il cui peso deve essere compreso tra
           400 e 600 gr . Ess9 devono essere in buona salute e si dive verifi­
           care mediante palpazione se , al momento dell' inoculazione della
           tubercolina , la loro contrazione muscolare è rimasta normale
           malgrado la precedente sensibilizzazione .
           aa ) La sensibilizzazione delle cavie deve essere affettuata me­
                diante iniezione sperimentale » iniezione sotto la pelle della
                coscia o della nuca di circa 0,5 mgr di bacilli tubercolari
                vivi , in emulsione fisiologica .
           bb ) Qualunque sia la tecnica di titolazione utilizzata , la valu­
                tazione deve essere sempre basata sul raffronto della tuberco-
                lina da provare con la tubercolina tipo ; il risultato deve
                essere espresso in Unità Internazionali per mi .
      • b Controllo di attività , sui bovini »
           qjalora il controllo sia effettuato su bovini , le reazioni otte­
           nute su bovini tubercolosi con la tubercolina da controllare de­
           vono essere identiche a quelle che provocano le stesse dosi di
           tubercolina tipo .
13 .. La tubercolinizL'asione devo essere effettuata mediante inieziono
        i a\ radermica unica o al collo e alla spalla »
19 . la <?"; se di tubercolina da iniettare deve essere di 5 « 0C0 U.I. di
        IP."! o di tubercolina sintetica .
                                                                      . . •/• * •
 ---pagebreak---                                     _ c _
                                      J
20 . Il riaultato dell 1 intr^dermotubercolinizzazione dove ossero letto
              a
      alla 72   ora e valutato secondo il seguento metodo t
      a ) reazione negativa so si osserva solo un gonfiore ciroosoritto
          con aumento di spessore dalla piega della pelle non superiore
          a 2 mm , senza sogni clinici , quali consistenza pastosa , essu­
          dazione , necrosi , dolore o reazione infiammatoria dei linfatici
          dolla rogione e dei gangli 5
     "b ) reazione positiva , se si osservano segni clinici quali quelli
          menzionati alla lettera a ) o un aumento dello spessore della
          piega dolla pollo superiore a 2 mm .
 ---pagebreak---                                                     ALLEGATO I - C
                                  Bruc.ollosi bovina
A. Siero-agglutinazione                                           ;
    , 1 . Il siero agglutinante tipo deve essere conforme al siero oarapione --
        . preparato dal Veterinary Latoratory Weybridge/Surrey, Inghilterra.
            L' ampolla devo contenere 1.000 Unità Int devozionali (U.I. ) ag­
             glutinanti provenienti- dalla liofilizzazione d'i . '1 mi di siero
            "bovino .       \
     2 . Il tasso delle agglutino brucellari di un siero deve essere espres­
             so in Unità Internazionali per mi ( ad esempio, t siero , X «■ 80 U.I.
             per mi ).               '    e
      3 . La lettura della siero-agglutinazione lenta in tubi deve avvenire
  !         al 50$ ò al lrjfo di agglutinazione ; l' antigene utilizzato dovrà
             essere stato titolato nelle identiche condizioni in presenza
             di siero tipo .
      4 » ; L' agglutinatili ita dei vari antigeni nei confronti del siero tipo
             deve ossero compresa entro i "seguènti limiti 1 '
             se la lettura è fatta al         * tra 1 /600 e 1 /lOOOj
             se la lettura è fatta al 75$ * trà 1 /500 0 l /l50 ,
      5*          la preparazione dell' antigene destinato alla eiero-aggluti-
             nazione in tubi (metodo lento ) devono essere utilizzati i cep­
             pi tyoybridge n . 99 0 USDA 1119 o qualsiasi altro ceppo, di sen­
             sibilità equivalente .
      6 . I terreni di coltura utilizzati sia per la conservazione del
             coppo noi laboratorio che per la produzione dell' antigene devono
             essere scelti in modo da non favorire la dissociazione batteri­
                                                       .               t
             ca ( 3-R)s" si dovrà impiegare di preferenza 1 'agar-patata .
      7 - L' emulsione batterica , cove! essere effettuata cpn' soluzioni fi­
             siologica (WaCI 8,5$0 ) fenicato allo 0,5$« Non deve ©ssere usato
             il formolo .                 ■ ,
                                                                                 s
                                                                    • • • /• • •
 ---pagebreak---                                         - 2 -
     8 . Gli antigeni possono essere forniti concentrati , purché il coef­
         ficiente di diluizione richiesto sia indicato sull' etichetta del
         flacone .
     9 . Per effettuare una siero-agglutinazione occorre preparare almeno
         tre diluizioni per ogni siero . Le diluizioni del siero sospetto
         devono essere effettuate in modo che la lettura della reazione
         al limita d' infezione avvenga nel tubo mediano . In caso di rea­
         zione positiva in questo tnbo il siero sospetto conterrà quindi
         almeno la quantità di 30 U.I. agglutinanti per millilitro .
£ . Prova bell' anello ( ring-test )
   10 . Il ring-t3st dove essera affettuato sul contenuto di ogni bidone
         di latto dell' azienda .
   11 . L' antigene piio 1 essere colorato solo con l 'ematossilina e il te-
         trazolo ; si dovrà dare la preferenza ali 'ematossilina .
   1 ?. La reazione deve essere effettuata in tubi di diametro da 8 a
         10 mm >
   13 »      reazione deve essere effettuata con 1 mi di latte , addizionato
         da 0,005 nil di uno degli antigeni colora « io
   14 . La miscela di latto e di antigene devo essere tenuta in termo-
         stato a 37°C per almeno 45 minuti e per 60 minuti al massimo ,
   15 * La reazione deve essere effettuata vorso la 18 a ora successiva
         illa mungitura e valutata secondo i seguenti criteri :
         E.) reazione negativa ; latte colorato , croma decolorata ;
         b ) re~r.iono positiva ? latto e crema colorati in modo identico o
             latte decolorato e crema colorata .
   16 . Fon si dove aggiungere formolo al campione . L' unico prodotto la
         cui aggiunta è autorizzata è il cloruro mercurico in soluziono di
         C ,^a e in tal caso la proporziono tra la quantità di latto e la
         FOlu"ione di cloruro rercurico deve esso.ro di 10 a 1 .
 ---pagebreak---                                             :■ ALLEGATO I - D
                              Analisi dal lati;©       '
                                • t , "  '*
                                                     *          *
1 . Tutte 1© analisi del latte dovono ossero effettuate in laboratori
    p ufficiali o ufficialmente autorizzati .
2 » I campioni ài latte devono essere prelevati osservando le seguenti
      condizioni »
      a ) i capezzoli devono essere disinfettati precedentemente con
            alcool al 70?£j
      b ). durante la riempitura i tubi dovono essere mantenuti in posi­
            zione inclinata ;
      c ) i campioni di latte devono essere prelevati all' inizio della
            mungitura , dopo l' eliminazione dei primi gotti di ogni capez­
            zolo ;
      d) un campione dev' essere prelevato su ogni . quarto mammario ? il
            latte di tali campioni      non può 1 essera mescolato }
      e ) ogni campione deve comportare almeno 10 mi di latte ;
      f ) qualora sia necessario un conservativo , si' dovrà impiegare l' a­
            cido borico allo 0,5^;
      g), ogni tubo dev' essere munito di etichetta-comprendente le seguen­
            ti indicazioni ;
          • - il numero del contrassegno auricolare o qualsiasi altro mozzo
               d' identificazione dell' animale ,
            - la designazione del quarto mammario ,
            - la data e l' ora del pr'elevamento ;
      h) i campioni devono essere acoompagnati da- un documento contenente
            le seguenti indicazioni ;
            - il nome e l' indirizzo del veterinario ufficiale ,
            - il nome e l' indirizzo del proprietario ,
            - gli elementi d' identificazione dell' animale , '
            - lo stadio di lattazione .,.        -
 3 * L' analisi del latte dev' essere 'praticata         non oltre 30 giorni prima
      del carico e dove sempre comportare un esame batteriologico nonché
      un ¥hite -Side -Test ('WST ) o un California-Kstits -Test ( CMT ) . I risultati
                                                                          • • •/* • •
 ---pagebreak---                                       - 2 -
    di ambedue gli osami devono ossero negativi , fatto salve le seguenti
    disposizioni :
    a ) Se il risultato doli 'osarne 'batteriologico è positivo - anche in
        mancanza di uno stato infiammatorio caratteristico - mentre il ri­
        sultato del WST(o del CMT ) è negativo , deve essere effettuato un
        secondo osarne "batteriologico almeno 10 giorni dopo - entro il ter­
        mine di 30 giorni summenzionato . Questo secondo esane deve stabi­
        lire «
        aa ) la scomparsa dei germi patogeni ,
        bb ) l' assenza di antibiotici .
        Inoltre , l' assonna di uno stato infiammatorio deve essere accertata
        da un nuovo WST (0 un nuovo CMT ) che devo dare risultato negativo .
    b ) Qualora il risultato dell' esame batteriologico sia negativo , mentre
        il V'ST (o CMT ) è positivo , si deve procedere ad un esame citologico
        completo che deve dare risultato negativo .
4 . L' esame batteriologico dove comportare »
    E ) l' inseminazione del latte , su agar con sangue di buo   0 di montone
        in piastre di Patri ;
    b ) l' inseminazione del latto in terreno T.K.T. o in terreno di Edwards .
    L' osarne batteriologico ha lo scopo di identificare qualsiasi gormo pa­
    togeno e non può' essere limitato a mettere in evidenza streptococchi
    e stafilococchi specificamente patogeni . A tale scopo , l' identificazione
    delle cclcnis sospette , ottenute mediante inseminazione sui terreni sud­
    detti , deve essere effettuata mediante le classiche tecniche batterio­
    logiche di differenziazione , quali l' uso del terreno di Chapman por
    l' identificazione dei stafilococchi e di vari selettivi por l' isolamen­
    to degli onterobattori .
5 » L' esame citologico completo è destinato a metterò in evidenza , eventual­
    mente , uno stato inf ian.matorio caratteristico , indipendentsmento da
    qualsiasi sintomo clinico .
    Questo stato infiammatorio viene rilevato quando la numerazione leuco­
    citaria secondo la tocnioa di Breed raggiunge 1 milione di leucociti
    per mi e il rapporto tra mononucleati 0 polinucloati è inferiore a 0,5 »
 ---pagebreak---                                                   ΑΙιΙΕΟΑΤΟ Ι-ΐ
  No .           Malattia                      degli animali ricettivi
                                      bovini suini   solipedi   ovini   oaprini
   1      Afta epizootica da virus
           esotico                      χ      χ                  X
                                                                           x i    !
' 2       Blue tongue                   χ                         X        X
       I
                                                                           X     I
  3 j     Peste bovina
                                    I
                                        X
                                                                      i
  4       Peste suina africana                 χ
  5       Paralisi contagiosa dei
          suini (morbo di Teschen )            χ
                                                                                ï
  6     : Peste equina                                   χ                X     I
                                                                                ι
                                                                                ι
                                                              I
  7       Ehcefalomielite da virus
        : americano dell' est
          Encefalomielite da virus
          americano dell' ovest
          Encefalomielite da virus
          venezuelano
          Encefalomielite da virus
          giapponese                                    χ
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO I-F
Wo .                                                                                      1
             Malattia                       degli animali ricettivi
                                                  I
                                                    :            1                   :  – .1
                                 "bovini   suini      solipedi     ovini        caprini
                                         1      _                                         -,
  1  Morva                                               x     1
                                                               I              ;           1
                                                                                          t
                                                               I
 2   Morbo coitale maligno                               s:    i
                                                               i
 3   Vaiolo ovino                                                   *             X,
                                                                          j
                                                                 .       i
                                                                                        Ί
 4   Pleuropolmonite essudativa
     contagiosa                    x
                                                                            ».
 5   Encefalomielite provocata
     da un virus equino , quando
     la malattia ha carattere
     diffusivo                                         χ
 ---pagebreak---                                                ALLEGATO II
                             CAPITOLO I
           REQUISITI FEH IL RICONOSCIMENTO DEI MACELLI      '
I macelli devono avere »
a ) stalle di sosta sufficientemente ampie per il ricovero degli ani    ani-­
    mali 5                                                                ;
b ) locali per la macellazione di dimensioni tali che consentano il
    normale svolgimento delle operazioni rexative , forniti di un appo  appo- ­
    sito reparto per la macellazione dei suini ;
c ) un locale per lo svuotamento, e la politura degli stonachi e degli
    intestini }
4) locali per la lavorazione delle "budella e àolle trippe ;
e ) locali per il deposito del sego e , rispettivamente , delle pelli ,
    delle corna e degli zoccoli ; >        .
f ) locali -che possono essere chiusi a chiave , riservati rispettivamente
    al ricovero degli animali malati o sospetti , alla macellazione di          •
    questi , al deposito delle carni trattenute in osservazione e a
    quello dalle carni sequestratò ;
g) locali frigoriferi di capacità adeguata ;
h) un locale adeguatamente attrezzato ; che possa essere chiuso a chia­
    ve , riservato all' uso esclusivo del servizio veterinario ; un loca­
    le provvisto di apparecchiatura par l' esame triohinoscopioo , sempre
    che detto esame sia obbligatorio ;
i ) spogliatoi , lavabi , docce e latrine a sciacquone , questa ultime
    situate in modo che non immettano direttamente nei locali di lavo­
    ro ; i lavabi devono essere forniti di acqua corrente calda e fredda ,
    di dispositivi per la pulizia e la disinfezione delle mani , nonché
    di asciugamani da usare una sola volta } lavabi devono essere
    collocati in prossimità delle latrine ;
j)  assetto ed attrezzature che consentano in qualsiasi momento l' effi­
    cace svolgimento delle operazioni di ispezione veterinaria prescrit­
    te nella presente direttiva ;
                                                              • • •/• • •
                                                    \
 ---pagebreak--- k ) un assetto che permetta di controllare ogni entrata ed ogni uscita
    dal macello ;
l ) una separazione adeguata tra il reparto pulito e quello sudicio ;
m ) noi reparti adibiti alla lavorazione delle carni :
    - pavimento in materiali impermeabili , facilmonto lavabili e disin-
       fettaibili , imputrescibili , leggermente inclinato e provvisto di
       un adeguato sistema di evacuazione dei liquidi mediante chiusini
       a sifone ;
    - pareti liscio rivestite o verniciate con materiale lavabile e
       chiero fino all' altezza di almeno tre metri , ad angoli e spigoli
       arrotondati ;
n ) un' aerazione sufficiente ed una buona evacuazione dei vapori rei
    locali adibiti alla lavorazione delle carni ;
o ) una sufficiente    illuminazione naturale o artificiale che non alteri
    colori , nei locali a cubiti alla lavorazione delle carni ;
p ) un impianto che fornisca esclusivamznte acqua potabile sotto pressione
    e in quantità sufficiente ;
q ) un impianto che possa fornire acqua calda in quantità sufficiente ;
r ) un impianto per l' evacuazione delle accue di scarico che risponda
    alle norme igieniche ;
s ) noi locali di lavoro , dispositivi adeguati por la pulizia e la disin-
    f aziono delle mani e dogli attrezzi da lavoro ;
t ) un dispositivo tale da permettere che lo operazioni successive allo
    stordirronto vengano effettuate per guanto possibile sull' animale so­
    speso ; so lo souoiaraento viene effettuato su supporti metallici ,
    questi devono e^sore di materiale inaltorabilo e di altezza suffi­
    cienti perché la carcassa non tocchi il suolo ;
u ) u:ia rote di guidovie» atro e por l' ulteriore manipolazione delle carni ;
v) dispositivi di protezione contro gli insetti e i roditori ;
w ) attrezzi , utensili di lavoro e in particolare recipienti por la raccol­
    ta delle trippe , in materiale inalterabile , facilmente lavabile e
    di s infettatile ;
 ---pagebreak---                                       - 3 -
    x) una concimaia }
    y) un reparto e mezzi adeguati por la pulizia -e la disinfozione dei
        veicoli .        "
                                 CAPITOLO II
          REQUISITI HsH JL RICONOSCIMENTO DEI LABORATORI DI SEZIONAMENTO
2 . I laboratori di sezionamento devono avere :
    a ) locali per il sezionamento delle carni , separati con pareti, dagli
        altri locali ;
    b ) locali frigoriferi di capacità adeguata }
    c ) un locale adeguatamente attrezzato , che possa essere ohiuso a chia­
        ve , riservato all' uso esclusivo del servizio veterinario }
    cL) spogliatoi , lavabili , docce e latrine a sciacquone , queste ultime
        situato in modo che non immettano direttamente nei locali di la­
        voro } i lavabi devono essere forniti di acqua corrente calda e
        fredda , di dispositivi por la pulizia e la disinfezione delle ma­
        ni , nonché di asciugamani da usare una sola volta } lavabi devono
        essere collocati in prossimità -", delle latrine }
    e ) nei locali per il sezionamento
        - pavimenti in materiali impermeabili , facilmente lavabili e disin-
          fottabili , imputrescibili , leggermente inclinati e provvisti di
          un adeguato sistema d' evacuazione dei liquidi    mediante chiusini
          a sifone ;
        - pareti liscà rivestite o verniciate oon materiale lavabile e
           chiaro fino all' altezza di almeno due metri , ad angoli e spigoli
           arrotondati }
    f ) sistemi di raffreddamento che permettano di mantenere costantemente
        le carni ad una temperatura interna inferiore o pari a + 7° C noi
        locali per il sezionamento ;
    g) un' aerazione sufficiente dei locali per il sezionamento }
                                                                 • • •/• • •
 ---pagebreak--- h ) una sufficiente illuminazione naturale , o artificiale che non alte­
      ri i colori , nei locali per il sezionamento ;
i ) un impianto che fornisca esclusivamente acqua potabile so-tto preesicr
      e in quantità sufficiente ;
 j ) un impianto che possa fornire acqua calda in quantità sufficionte ;
k) un impianto por l' evacuazione delle acquo di scarico che risponda
      allo normo igieniche ;
l ) n^i locali per il sezionamento , dispositivi adeguati per la puli­
      zia o la disinfezione delle mani e degli attr^zi dì lavoro ;
m ) dispositivi di protezione contro gli insetti e i roditori ;
n) attre Z3i , utensili e in particolare tavoli con piani di sezionamento
      amovibili , recipienti , nastri trasportatori e seghe in materiale inal-
      terbile , facilmente lavabile e disinfettabile .
                                         CAPITOLO III
         IGIE1JE TEL PERSONALE , B5I LOCALI E DELLE ATTREZZATURE NEI
               MACELLI E NEI LABORATORI DI SEZIONAMENTO
Il personale , i locali e le attrezzature devono trovarsi sempre nelle
uii g*l ioi-i condizioni di j-ruliss iaj
a ) in particolare il personale deve indossare abiti da lavoro , copri­
      capo e , quando necessario , coprinuca , puliti . Le persone che abbiano
      maneggiato animali malati o carni infette devono lavarsi immediata­
      mente ed accuratamente mani e braccia con acqua calda , poi disin­
      fettarle ; è vietato fumare nei locali di lavoro e di deposito .
b ) Cani , gatti e animali da cortile non sono ammessi nei macelli e nei
      laboratori di sezionamento . Dove essere assicurata la distribuzione
      fiiat©ioa+.:loa desili . in««1rfc1 ,     .Todi -bovi a di. Ogni alt-ro pnTassi+.«i .
 ---pagebreak---                                     - 5 -
    c ) Il materiale e gli strumenti per la lavorazione delle carni devono
        essere sempre in ottimo stato di manutenzione e di pulizia . Essi
        devono essere puliti e disinfettati con cura più volte nel corso
        della giornata di lavoro nonohé alla fino della stessa e prima
        di essere riutilizzati ogniqualvota siano stati insudiciati o con­
        taminati in particolare da germi patogeni .
4 . I locali e le attrezzature non devono essere adibiti ad altri usi che
    non siano quelli della lavorazione delle carni , Gli utensili per il
    sezionamento delle carni non devono servire ad altro scopo .
5 . Le carni non devono entrare in contatto col suolo .
6 . L' uso di detersivi , disinfettanti e antiparassitari deve essere tale
    da non pregiudicare la salubrità delle carni .
7 . La lavorazione e la manipolazióne delle carni devono essere vietate
    alla persone che possono contaminare le carni stesse e in particola­
    re a quelle :
    a ) affette o sospette di essere affette da tifo addominale , parati­
        fo A e B , enterite infettiva , scarlattina , portatrici degli agenti
        delle suddette malattie ;
    b ) affette o sospette di essere affette da tubercolosi oont&giante ;
    c ) affette o sospette di essere affette da una malattia contagiosa
        della pelle ?
    d) che esercitano contemporaneamente un' attività che esponga le carni
        ad inquinamenti }
    e ) ohe portino medicazioni alle mani , eccettuato quella in materia
        plastica che proteggano una ferita delle dita , fresca e non infettata .
8 . Qualsiasi persona oocupata nolla lavorazione delle carni deve essere
    provvista di un certificato medico attestante che nulla osta all' eser­
    cizio di tale attività . Tale certificato medico dev' essere rinnovato
    ogni anno ed ogniqualvolta il veterinario ufficiale lo richieda ; inoltre
    osso dove . essere oostantemente tenuto a disposizione di quest' ultimo .
                                                           • • • /• •
 ---pagebreak---                                          - 6 -
                                    CAPITOLO IV
                     VISITA SANITARIA ANTE MORTEM
 9 . Gli animali devono ossero sottoposti alla visita ante mortem il giorno
    i stosso dal loro arrivo al macello . La visita dov' essere ripotuta im­
      mediatamente prima della maoellaziono so gli animali sostano nel ma­
      cello più di 24 ore .
10 . Il veterinario ufficiale deve procedere alla visita ante mortom a re­
      gola d' arte e in condizioni di illuminazione adeguate .
11 . La visita deve permettere di accertare t
      a ) so gli animali sono affetti da malattia trasmissibile all' uomo o
          agli animali , o so presentano sintomi o un quadro clinico che pos­
          sa far scspottare l' insorgenza di tale malattia ;
      b ) so presentano sintomi di malattie o turbe generali che possano rèn-
          dere le carni inadatte al consumo umano ;
      c ) se presentano segni di stanchezza o di agitazione .
12 . Non possono essere macellati , ai fini dell' importazione nella Comunità
      di carni fresche , gli animali :
      a ) le cui condizioni rientrino nei casi elencati ài n . 11 , lettere
          a) e b ) ;
      b ) che non siano stati lasciati riposare per un periodo di tempo suf­
          ficiente ; tale periodo non può' essere inferiore a 24 ore por gli
          animali affaticati o agitati ;
      c ) nei quali sia costatata una forma qualsiasi di tubercolosi o che
          siano riconosciuti tubercolosi in seguito a reazione positiva ad una
          prova tubercoli nioa .
                                                               • * •/ • 9 •
 ---pagebreak---                                -  7  -
                             CAPITOLO V
            IGI3HÉ " DELLA MACELLAZIONE E DEL SEZIOÌTMSMTO
13 . Gli animali da macello introdotti nei looali per la macellazione
      devono essere immediatamente abbattuti .
14® Il dissanguamento       deve essere oompleto . Il sangue destinato al
      consumo umano dove essere raccolto in recipienti perf ettamoìrfco-.-
      puliti . Non può' essere agitato a mano , ma soltanto con strumenti
      rispondenti alle esigenze igieniohe .
15 » Salvo per i suini , é obbligatorio lo scuoiamento immediato . o oomple-
      to » Per quanto     concerne i suini , se non vengono souoiati , devono
      essere immediatamente privati dallo setole .
16 . L 1 evisceratone deve essere effettuata immediatamente e terminata
      al più' tardi mezz' ora dopo il dissanguamento . Polmone , cuore ,- fegato ,
      milza e linfonodi mediastinici oon i relativi tessuti circostanti
      possono essere asportati o lasoiati aderenti alla carcassa modiante le .
    • loro oonnoss ioni anaibomàcheo Quando gli organi vengono aéporta"8iy
      devono essesro muniti di un numeroo di altro mezzo di identifioazione
      che consenta di riconoscere la loro appartenenza alla oaroassaj oio'
      vale anche . per la testa , la lingua , . il tubo digerente ed ogni altra
      parte dell' animale necessaria per l' ispezione . Le parti menzionate
      devono rimanere in prossimità della carcassa fino al termine della
      isperione. In tutte le specie , i reni devono restare aderenti
      alla carcassa mediante le loro oonnessioni antomiche , ma essere
      liberati dal tessuto adiposo ohe li circondao
17 * E » vietata 1' insufflazione delle carni nonché l' uso di panni por
      loro ripulitura.
18 . Le carcasse dei solipedi , dei suini e dei bovini , eccezione fatta
      por i vitelli , devono essere presentate all' ispezione tagliate in
      mezzene oon taglio longitudinale della colonna vertebrale . Ai suini e
      ai solipedi deve essere divisa a metà longitudinalmente la tesila. Per
      esigenze ispettive , il veterinario ufficiale può' richiedere la divisio­
      ne longitudir alo della carcassa di qualsiasi animale .
 ---pagebreak---                                   -    8  -
19 . E 1 vietato procedere , prima della finedell' ispezione , alla suddivi­
      sione della oarcassa e all' esportazione o al trattamento di qualsiasi
      parte dell' animale macellato .
20 . Le carni trattenute in osservazione o sequestrate , gli stomachi ,
      gli intestini , le pelli , le corna e le unghie devono essere deposti
      appena possibile in appositi looali .
21 . Se il sangue di più 1 animali viene raccolto nello stesso rooipionte ,
      tutto il relativo contenuto deve essere escluso dall' importandone
      nella Comunità quando le carni di un animale del gruppo siano ri­
      conosciute inadatte al consumo umano .
22 . Il sezionamento in parti più' piccole dei quarti o dello moazone
      é consentito soltanto nei laboratori di sezionamento .
                                 CAPITOLO VI
                      ISPEZIONE  SAM I TARIA POST MORTEM
23 . Tutte le parti dell' animale , ivi compreso il sangue , devono ossore
      sottoposte ad ispezione immediatamente dopo la macellazione .
?4 . L' ispezione post mortem deve comprendere »
      a ) l' esame visivo dell' animale macellato ;
     "b ) l' esame per palpazione di taluni organi , in particolare del polmo­
          ne f del fegato , della milza , dell' utero , della mammella e della
          lingua ;
      c ) le incisioni di organi e di linfonodi ;
      d ) la ricerca di alterazioni di consistenza , ii colore , di odoro
          ed eventualmente di sapore ;
      e ) se       caso analisi di laboratorio »
 ---pagebreak---                                       -      9 -
                                           !
25 J II veterinario ufficiale deve esaminare particolarmente !
      a ) il colore del sangue , la sua coagulabilità e l' eventuale presenza
          di corpi estranei ;
     "b ) la testa, la gola , i linfonodi retrofaringei , sottomascellari e par-
          rotidei (Lnn. retropharingiales , mandibulares et parotidei ), nonché
          l.e amigdale , isolando la lingua al punto da consentire un f aoourata esplora­
          zione della oavità "boccale e retroboccale . Le amigdale devono essere
          asportate dopo l' ispezione ;
     c ) il polmone , la trachea , l' esofago e i linfonodi bronchiali e mediastini­
          ci ( Lnn. bifurcationes eparteriales et mediastinales ). La trachea e le
          principali ramificazioni dei bronchi devono essere aperte mediante taglio
          longitudinale . Il polmone deve essere inciso nel suo terzo inferiore
          perpendicolarmente al suo asse maggiore ?
     d ) il perioardio e il cuore ; quest' ultimo deve essere inciso longitudinal­
          mente in modo da aprire i ventricoli e tagliare il setto intervenir i co­
          lar e ;
     e ) il diaframma ;
     f ) il fegato , la cistifellea e i dotti "biliari nonché i linfonpdi pofciportàli
          ( Lnn . portales );
     g ) il tubo gastroenterico , il mesenterio e i linfonodi gastrici e moaoraiei
          ( Lnn. gastrici , mesenterici ; craniales et caudàles );
     h ) la milza ;
     i ) i reni e i linfonodi renali •( Lnn.renales ), la vescica ;
     j ) la pleura e il peritoneo ;
     k ) gli organi genitali ; nella vacca l' utero é inciso longitudinalmente ;
     l ) la mammella e i relativi linfonodi (Lnn. suprajrair.marii ); nella vaoca,
          le mammelle sono aperte con una lunga e profonda incisione , sino ai
          seni galattofori ( sinus lactìferes );                           ...
     m ) la regione ombelicale e le articolazioni dei giovani animali} - in oaso
          di dubbio , la regione ombelicale deve essere incisa e le articolazioni
          devono essere aperte .
                                                                      • • •/ • * •
 ---pagebreak---                                  - 10 -
      I linfonodi summenzionati devono essere sistematicamente isolati
ed incisi longitudinalmente in sezioni il più 1 possibile sottili .
      In caso di dubbio devono essere incisi nelle stesse condizioni anche
i linfonodi oervicali superficiali , il prescapolare ( Lnn . cervioales
superf iciales ), gli ascellari propri , gli ascellari secondari o asoellari
della prima costa ( Lnn . axillares proprii et primae costae ), i sopraster-
nali ( Lnn . sternales craniales ), i cervicali profondi ( Lnn» cervicales
profundi ), i costo ervicali ( Lnn . oostocervicales ) , i poplitei ( Lnn .
poplitei ), i preorurali ( Lnn . subiliaoi ), gli ischiatici ( Lnn. ischiatici ),
gli iliaci e lomboartici ( Lnn . iliaci et lumbales ).
      Negli ovin " e nei caprini , l' apertura del cuore e l' incisione dei
linfonodi della testa devono essere praticate soltanto in casi dubbi »
26 . Il veterinario ufficiale deve inoltre effettuare sistematioaraentei
     A» Xa rioeroa della eventuale presenza di cisticerchi »
        a ) nei bovini di età superiore a sei settimane , in oorrispondonza :
            – della lingua , la cui muscolatura dev' essere incisa longitudi­
              nalmente sulla faccia inferiore senza eccessiva lesione dell' or­
              gano ;
            – dell' esofago , che deve essere staccato dalla trachea ;
            – del ouore che , oltre all' incisione di cui al numero 25 , lettera
              d ), dev' essere inciso in due punti opposti , dalle orecchiette
              fino alla punta ;
            - dei masseteri esterni ed interni , che devono essere tagliati
              parallelamente al mascellare inferiore in due sezioni , partendo
              dal margine sottomascellare inferiore fino all' inserzione muscola­
              re superiore ;
            - del diaframma , la cui parte muscolare dev' essere liberata dalla
              sierosa ;
            - delle superf ici muscolari della carcassa direttamente visibili ;
                                                             • • t> I • • *
 ---pagebreak---                                    -   11 -
       b ) nei suini , in corrispondenza
           dello superfici muscolari dirottamente visitili , in particolare al
           livello dei muscoli adduttori della coscia , della parete addomi­
           nale o degli psoas liberati dal tessuto adiposo , dei pilastri
           del diaframma , dei musooli intercostali , del cuore della lingua e
           della laringe .
B. La riceroa della distornatosi nei bovini , negli ovini e nei oaprini ,
    mediante inoisioni sulla superficie viscerale del fegato , pratioate
    in modo da interessare i dotti "biliari e mediante un 1 incisione profonda
    della "base del lobulo di Spigelio .
C. La riceroa della morva nei solipedi , mediante esame accurato della
    trachea , della laringe , delle oavità nasali e dei seni , previa
    spaccatura mediana della testa ed ablazione del setto nasale .
                                 CAPITOLO VII
                                   BOLLATURA
27 * Le carni destinate all' esportazione verso il territorio della Comunità
     Economica Europea devono essere bollate in caratteri perfettamente
     leggibili ohe permettano di rioonoscere il paese d' origine e il nu­
     mero di controllo veterinario »
28 . La bollatura deve essère effettuata sotto la responsabilità dol
     veterinario ufficiale .
29 . Le caroasse sono bollate coi marchio a inchiostro
     - quelle di peso superiore a 60 chilogrammi devono essere oont^assegnate
        oon bolli su ciascuna mezzena , almeno nelle regioni seguenti » faccia
        esterna della oosoia , lombata , groppa , costato , spalla e regione dorsale
        della peluria ;
     - lo altro devono recare almeno QUattto bolli d prooisamontc su ; oiascuna
        spalla e sulla facoia esterna di ciascuna coscia .
                                                             • • •/• » •
 ---pagebreak---                                 -   12  -
30 . Testa , lingua , ouore , polmoni a fegato devono essere bollati
      con marchio a inchiostro o a fuooo . Tuttavia , per gli ovini
      e i caprini , la bollatura della lingua e del ouore non é
      obbligatoria .
31 » Le parti ricavate nei laboratori di sezionamento dalle carcasse
      regolarmente bollate devono , se prive di bollo , essere c ontrasse-
      gnate oon marchio a inchiostro o a fuoco conformemente al numero
      27 . Il bollo deve recare , invece del numero di riconosoimento
      veterinario del macello , quello del laboratorio di sezionamento .
32 . Nella spedizione di parti di carcassa o di frattaglie imballate ,
      un bollo conforme ai numeri 27 o 31 deve essere apposto un' etiohetta
      ben visibileapplicata all' imballaggio .
      L' etichetta deve , oltre al bollo , recare le indicazioni seguenti »
      – numero di 3erie ;
      - denominazione anatomica delle parti o frattaglie ;
      - denominazione della specie animalecui appartengono le parti      o
         frattaglie ;
      - peso netto dell' unità d' imballaggio .
      Un duplicato . dell' etichetta deve essere collocato all' interno di
     'ogni •unità d' imballaggio .
33 . Per la bollatura a inchiostro , può' essere usato esclusivamente
      metilvioletto .
                              CAPITOLO Vili
                                DEPOSITO
34 » Le carni fresche destinate ali ! importazione nella Comunità devono    * ..
      essere sottoposte a refrigerazione subito dopo l' ispezione post mortem
      e mantenute costantemente ad una temperatura interna inferiore o
      pari a + 7°C per le carcasse e loro parti e + 3°C per le frattaglie .
                              CAPITOLO IX
                              TRASPORTO
35 * Le carni fresche possono essere trasportate soltanto in veiooli o           ;
      mezzi sigillati , costruiti o attrezzati in modo che le temperature di
      cui al capitolo Vili siano assicurate per tutta la durata del tra­
      sporto .
 ---pagebreak---                                                                        /
                                                        ALLEGATO II-
             BOLLATURA AL CONTROLLO ALL • IMPORTAI OJTIT
                                     1
 1# La 'bollatura dove essere effettuata dall' autorità competente
     per il controllo all' importazione ai posti di frontiera e ai
     posti di oontrollo delle carni .
2 . Quando l' importazione degli ànimali dalle specie bovina o suina o
     delle carni fresche è ammessa la bollatura del certificato deve ossere
    praticata a mezzo di un "bollo di forma rettangolare , delle dimensioni
     di 50 cm . di larghezza e di 2,5 ora di altezza e di colore verde .
    Sul "bollo devono figurare , in carattere perfettamente leggibili ,
                                                                     Ν
    le indicazioni seguenti :
    - nella parte superiore , le iniziali maiuscole del nome del paese ohe
       ha effettuato il controllo all' importazione , vale a dire una dalle
       lettere seguenti : B , D , F , I , L , NLj
    - nella parte inferiore , una delle sigle CEE o EEG 0 EWG.
       I caratteri di stampa devono avere un' altezza di 0,8 cm.
3. Quando l' introduzione degli animali delle specie "bovina o suina o doli,
    carni fresche non é ammessa , la "bollatura del certificato deve ossero
    praticata a mezzo di un "bollo di forma triangolare , con lati della
    lunghezza di 5>0 cm e di colore rosso# ■ "
    Sul "bollo devono figurare , in caratteri perfettamente leggibili , lo
    indicazioni seguenti :
    - nella parte superiore , le iniziali . maiuscole del nome del paese
       ohe ha effettuato il controllo all' importazione , vale a dire
       ima delle lettere seguenti : B , D , F , I , L , NLj
   - nella parte inferiore , una delle sigle CEE o EEG o MG.
       I caratteri a stampa devono avere un' altezza a 0,8 cm .
 ---pagebreak---                                C0M(65)j22 def .
                1*
                   Progetto di
            DECISIONE DEL CONSIGLIO
       ohe istituisce un Comitato veterinario
(Presentato dalla Commissione al Consiglio )
 ---pagebreak---                                    Prag&irto- eu.
                          . DECISIONE DEL CONSIGLIO
                che istituisce un Comitato veterinario
            (Presentato dalla Commissione al Consiglio )
 IL CONSIGLIO DELLA COMUNITÀ 1 ECONOMICA HJHO* EA ,
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea,
Visto il progetto della Commissione ,                 >
Considerando ohe , per i casi nei quali il Consiglio conferisce alla
Commissione competenze nel settore veterinario , ocoorre istituire un Comi­
tato composto di esperti veterinari degli Stati membri , per dare alla
Commissione , la possibilità di consultare degli esperti e per garantire
una stretta cooperazione fra gli Stati membri e la Commissione ;
Considerando che é inoltre opportuno ohe tale cooperazione si estenda
a tutti i settori che formano oggetto di una regolamentazione comunitaria
in queste materie ; ohe a tal fine occorre abilitare detto Comitato ad
esaminare qualsiasi problema riguardante detti settori ,
HA DOTTATO LA PRESENTE DECISIONE »
                                Articolo 1
     E' istituito un Comitato veterinario , in appresso denominato
"Comitato ", composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto
da un rappresentante della Cpmmissione »
                               Articolo 2
     Il Comitato esercita . le funzioni ohe gli sono devolute dalle
disposizioni adottate dalla Comunità Economica Europea nel settore vete­
rinario , nelle condizioni previste in tali disposizioni »
     Il Comitato può' inoltre prendere in esame qualsiasi altro pro­
blema riguardante questi settori soggetti a regolamentazione della
Comunità Eoonomioa Europea e sollevato dal Presidente , sia su iniziativa di
quest' ultimo , sia a richiesta del rappresentante di uno Stato membro »
                               Articolo 3
     Il Comitato stabilisce il suo regolamento interno »