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Language: it
Date: 2018-07-13 00:00:00
Title: REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE che modifica il regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione che integra il regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il requisito di copertura della liquidità per gli enti creditizi

RELAZIONE
            
            
               1.CONTESTO DELL’ATTO DELEGATO
            
            
               1.1.Contesto generale della normativa in materia di liquidità e del regolamento delegato sul requisito di copertura della liquidità
            
            
               Una dura lezione tratta a livello mondiale durante la crisi finanziaria è che sono necessarie norme rigorose in materia di liquidità; in assenza di tali norme alcuni enti creditizi sono divenuti eccessivamente dipendenti dal finanziamento a breve termine e dalle provviste di liquidità fornite dalle banche centrali e alla fine solo l’iniezione di ingenti fondi pubblici ne ha permesso il salvataggio. 
            
            
               La necessità di norme più rigorose in materia di liquidità è stata riconosciuta a livello internazionale: norme a tal fine sono state infatti incluse nel cosiddetto quadro di Basilea III messo a punto dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (“Comitato di Basilea”). Scopo del coefficiente di copertura della liquidità (“LCR”) è scongiurare il rischio di un’eccessiva dipendenza dal finanziamento a breve termine e dalle provviste di liquidità fornite dalle banche centrali, obbligando gli enti creditizi a detenere sufficienti attività liquide (ossia attività che possono essere liquidate con una perdita di valore modesta o nulla) per poter resistere all’eccedenza di deflussi di liquidità rispetto agli afflussi che si potrebbe verificare nell’arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario. 
            
            
               Con l’adozione del regolamento (UE) n. 575/2013
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                (regolamento sui requisiti patrimoniali o “CRR”) nel giugno 2013, i colegislatori hanno introdotto un requisito generale in materia di copertura della liquidità (articolo 412, paragrafo 1, del CRR) e un requisito di segnalazione (articoli da 415 a 425 del CRR) per tutti gli enti (enti creditizi e imprese di investimento). Con l’articolo 460 del CRR i colegislatori hanno inoltre delegato alla Commissione il potere di precisare in dettaglio il requisito generale di copertura della liquidità per gli enti creditizi. La Commissione ha adottato il regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione
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                del 10 ottobre 2014 (“regolamento delegato LCR”), entrato in vigore il 1° ottobre 2015. Il regolamento delegato LCR precisa quali attività devono essere considerate liquide (le cosiddette attività liquide di elevata qualità o “HQLA”) e come gli enti creditizi devono calcolare i deflussi e gli afflussi di cassa attesi nell’arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario. Il coefficiente di copertura della liquidità costituisce una delle innovazioni più significative del CRR rispetto alla precedente legislazione prudenziale dell’UE, la quale, pur prevedendo anch’essa norme generali sulla liquidità, non scendeva nei particolari precisando quali elementi costituissero attività liquide e come calcolare i potenziali deflussi di cassa netti.
            
            
               1.2.Contesto delle modifiche del regolamento delegato LCR
            
            
               Sulla base dell’esperienza acquisita nell’applicazione del coefficiente di copertura della liquidità e sulla base delle discussioni con gli Stati membri, la Commissione ritiene opportuno apportare alcune lievi modifiche al regolamento delegato LCR per migliorarne l’applicazione pratica e il conseguimento degli obiettivi.
            
            
               La prima modifica, nonché la più importante, è il completo allineamento del calcolo dei deflussi
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                e degli afflussi
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                di liquidità attesi su contratti di vendita con patto di riacquisto
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               , contratti di vendita con patto di riacquisto passivo e operazioni di swap di garanzie
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                con la norma internazionale in materia di liquidità elaborata dal Comitato di Basilea. Anche se il trattamento di tali operazioni nel regolamento delegato LCR è in linea con il trattamento contenuto nel CRR e non era stato contestato durante le numerose discussioni che hanno preceduto l’adozione del regolamento delegato LCR, numerosi portatori di interessi hanno chiesto in seguito che il calcolo dei deflussi di cassa sia direttamente collegato al tasso di rinnovo dell’operazione (allineato al coefficiente di scarto sulle garanzie reali fornite applicato alla passività di cassa, come nella norma del Comitato di Basilea) piuttosto che al valore di liquidità delle garanzie reali sottostanti. Tale impostazione dovrebbe essere seguita anche per gli swap di garanzie. Questa modifica garantirebbe che i deflussi e gli afflussi sulle medesime operazioni siano simmetrici, agevolando in tal modo una gestione efficiente della liquidità, in particolare da parte degli enti creditizi che operano sul piano internazionale. 
            
            
               La seconda modifica sostanziale riguarda il trattamento di talune riserve
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                detenute presso banche centrali di paesi terzi. A norma del regolamento delegato LCR in vigore, le riserve detenute da un ente creditizio presso la banca centrale di un paese terzo che un’agenzia esterna di valutazione del merito di credito (“ECAI”) ha classificato nella classe di merito di credito 1 (“CQS 1”) possono essere trattate come attività liquide di livello 1
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                se all’ente creditizio è consentito di ritirarle in qualsiasi momento in periodi di stress e se le condizioni del ritiro sono specificate in un accordo tra la banca centrale in cui sono detenute le riserve e l’autorità di vigilanza di tale paese terzo. Sarebbe opportuno estendere lo stesso trattamento alle riserve presso banche centrali cui un’ECAI
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                prescelta non ha valutato il merito del credito nella CQS 1, a condizione che le riserve possano essere utilizzate per coprire i deflussi netti di liquidità in situazione di stress verificatisi nella stessa valuta nella quale sono denominate le riserve. Dopo tutto, la banca centrale può fornire liquidità nella propria valuta e la valutazione del merito di credito della banca centrale è meno rilevante ai fini della liquidità che ai fini della solvibilità. Sarebbe inoltre opportuno riconoscere i vari strumenti giuridici utilizzati nei paesi terzi per specificare le condizioni per il ritiro delle riserve, compresi gli accordi tra le banche centrali e le autorità di vigilanza e anche le norme locali in materia di coefficiente di copertura della liquidità. Sarebbe infine opportuno che anche le riserve detenute dalle succursali in paesi terzi di enti creditizi dell’UE siano ritenute attività liquide di livello 1, a condizione che siano soddisfatte le condizioni necessarie. In assenza di tali modifiche le riserve detenute presso le banche centrali senza una valutazione del merito di credito nella CQS 1 emessa da un’ECAI prescelta sarebbero escluse dalla riserva di liquidità, anche se sono state rilevate nell’applicazione del coefficiente di copertura della liquidità a livello locale. Tali modifiche assicurerebbero pertanto un trattamento più equo di tali riserve, migliorando inoltre l’allineamento con la norma del Comitato di Basilea.
            
            
               La terza modifica sostanziale riguarda la deroga
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                all’entità minima di emissione prevista per talune attività liquide non UE. I requisiti in materia di entità minima di emissione si applicano a molte attività liquide dell’UE
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               . Di conseguenza, tali norme si applicano a livello consolidato alle attività liquide detenute da filiazioni non UE di un ente impresa madre dell’UE. Ciò comporta l’esclusione delle attività liquide detenute dalla filiazione che, per soddisfare i requisiti di liquidità a livello locale, utilizza attività liquide che sono altrimenti ammissibili e accettabili ai sensi delle norme in materia di liquidità a livello locale, ma che non soddisfano i requisiti dell’UE in materia di entità minima di emissione. Ciò potrebbe creare una carenza di attività liquide per l’ente creditizio impresa madre dell’UE a livello consolidato, poiché il requisito di liquidità derivante dalla filiazione del paese terzo sarebbe incluso nel requisito di liquidità consolidato, mentre le corrispondenti attività liquide ammissibili detenute dalla filiazione del paese terzo sarebbero escluse dall’applicazione del criterio dell’UE in materia di entità minima di emissione. Di conseguenza si propone di derogare, ai fini del consolidamento, a qualsiasi requisito in materia di entità minima di emissione per le attività liquide in un paese terzo detenute da una filiazione non appartenente all’UE. L’ambito di applicazione della deroga proposta sarebbe limitato alle attività di paesi terzi che coprono deflussi netti di liquidità in situazione di stress verificatisi nella stessa valuta, se le attività sono ammesse come attività liquide ai sensi della normativa nazionale del paese terzo.
            
            
               La quarta modifica sostanziale riguarda l’applicazione del meccanismo di liquidazione
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                per il calcolo della riserva di liquidità. Per garantire che l’applicazione dell’LCR non ostacoli l’effettiva trasmissione della politica monetaria all’economia e dato che è prevedibile che operazioni garantite con la BCE o la banca centrale di uno Stato membro possano essere rinnovate in gravi condizioni di stress, si propone di introdurre una deroga al meccanismo di liquidazione per operazioni garantite con la BCE o la banca centrale di uno Stato membro se le operazioni i) coinvolgono HQLA in almeno una delle componenti e ii) giungono a scadenza nell’arco dei successivi 30 giorni di calendario. La deroga sarebbe soggetta a misure di salvaguardia adeguate e alla preventiva approvazione da parte dell’autorità competente, previa consultazione della banca centrale che è la controparte dell’operazione, nonché della BCE se la banca centrale è una banca centrale dell’Eurosistema, al fine di evitare eventuali possibilità di arbitraggio o incentivi controproducenti per gli enti creditizi. Inoltre, ai fini di una maggiore armonizzazione con la norma del Comitato di Basilea, si propone di escludere le garanzie reali ricevute tramite operazioni su derivati dal meccanismo di liquidazione.
            
            
               L’ultima modifica sostanziale riguarda l’integrazione nel regolamento delegato LCR dei nuovi criteri per cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate (“STS”). Nello specifico si propone di computare le cartolarizzazioni STS come HQLA di livello 2B se soddisfano le condizioni di cui all’articolo 13 del regolamento delegato LCR. Il regolamento STS
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                fissa un elenco di criteri che definiscono le cartolarizzazioni STS. La proposta prevede che la maggior parte dei criteri di cui al regolamento delegato LCR sia sostituita da un riferimento al regolamento STS. Sarebbero mantenuti i criteri specifici relativi alla liquidità (per esempio i criteri relativi all’entità di emissione, ai tipi di esposizioni sottostanti o alla valutazione del merito di credito).
            
            
               Si propone infine di chiarire alcune delle norme esistenti. 
            
            
               1.3.Valutazione d’impatto 
            
            
               Tenuto conto della portata limitata delle modifiche sostanziali, non si propone di procedere a una valutazione d’impatto dettagliata. Un’analisi ad alto livello dell’impatto delle modifiche proposte è riportata di seguito.
            
            
               I cambiamenti proposti relativi ai deflussi e agli afflussi su contratti di vendita con patto di riacquisto, contratti di vendita con patto di riacquisto passivo e operazioni di swap di garanzie dovrebbero avere un impatto relativamente neutro o trascurabile
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               .
            
            
               Anche per quanto riguarda l’impatto del trattamento di talune riserve presso banche centrali, esso dovrebbe essere contenuto poiché l’importo di tali riserve è limitato. L’impatto sarebbe inoltre limitato ulteriormente dalla salvaguardia prevista nella proposta, ossia dal fatto che il trattamento sarebbe limitato alle attività liquide usate per coprire i deflussi netti di liquidità in situazione di stress verificatisi nella valuta corrispondente.
            
            
               La deroga proposta all’entità minima di emissione per talune attività liquide non UE migliorerebbe in qualche modo la posizione di liquidità nei confronti delle imprese non UE a livello consolidato. L’entità del miglioramento sarebbe con ogni probabilità limitata, in quanto i) la deroga proposta riguarderebbe, in linea di principio
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               , soltanto le attività liquide non di livello 1 che sono soggette al limite massimo del 40% della riserva di liquidità, ii) l’importo di attività liquide non UE che potrebbero essere rilevate non potrebbe eccedere i deflussi netti di liquidità in situazione di stress verificatisi nella valuta corrispondente e derivanti dalla filiazione che detiene tali attività e iii) le attività oggetto di deroga dovrebbero essere liquide conformemente ai requisiti dell’UE e dovrebbero soddisfare i requisiti locali in materia di liquidità. 
            
         
         
            
               Eliminare le garanzie reali ricevute tramite operazioni su derivati dal meccanismo di liquidazione non dovrebbe avere un impatto considerevole sul livello del coefficiente di copertura della liquidità e la deroga introdotta per le operazioni garantite con la BCE o la banca centrale di uno Stato membro è soggetta alle decisioni delle autorità competenti. Questa liquidazione è considerata solo per l’applicazione dei massimali alle HQLA nella riserva di liquidità.
            
            
               Per quanto riguarda l’allineamento alla definizione di cartolarizzazioni STS, l’impatto dovrebbe essere piuttosto marginale, dal momento che l’importo complessivo delle cartolarizzazioni detenute come attività liquide è limitato a causa del massimale alle attività di livello 2B nella riserva di liquidità e agli obblighi di diversificazione.
            
            
               Infine, l’impatto dei chiarimenti proposti può essere considerato pari a zero o trascurabile.
            
            
               2.CONSULTAZIONI PRECEDENTI L’ADOZIONE DELL’ATTO DELEGATO CHE MODIFICA IL REGOLAMENTO DELEGATO LCR
            
            
               Si sono tenute diverse riunioni con esperti degli Stati membri per discutere le implicazioni tecniche del testo prospettato. Questi scambi, cui hanno partecipato funzionari del Parlamento europeo in veste di osservatori, si sono rivelati utilissimi ai fini della solidità tecnica del testo.
            
            
               Inoltre, anche se a) la maggior parte delle modifiche redazionali non sono sostanziali (ossia esse chiariscono soltanto norme esistenti) e b) le modifiche sostanziali sono relativamente modeste, la Commissione ha organizzato una consultazione formale delle parti interessate avvalendosi del portale “Legiferare meglio” e ha consultato il gruppo di esperti sull’attività bancaria, i pagamenti e le assicurazioni. Entrambe le consultazioni hanno consentito alla Commissione di raccogliere un totale di oltre 30 risposte che si sono rivelate molto preziose ai fini del miglioramento della proposta di regolamento delegato. 
            
            
               A seguito dei riscontri ricevuti alcune proposte di modifica sono state soppresse per ripristinare le disposizioni vigenti del regolamento delegato LCR. Ne è esempio la definizione di depositi al dettaglio di cui nella maggior parte delle osservazioni ricevute si criticava l’introduzione del concetto di “clienti connessi”, in quanto non adeguato in termini di rischio di liquidità e molto difficile da attuare, in particolare a causa della disponibilità di dati. Tale definizione è stata quindi eliminata dal testo di non duplicare le definizioni del CRR. Analogamente il potere delle autorità competenti di rifiutare l’inserimento nella riserva di liquidità delle attività ammissibili di paesi terzi è stato soppresso in quanto alcune osservazioni ricevute ritenevano che ciò avrebbe garantito un’applicazione armonizzata del requisito dell’LCR a livello dell’UE e che le misure di salvaguardia relative all’inserimento delle attività di paesi terzi nella riserva di liquidità fossero già sufficienti. Anche la proposta di riconoscere, a determinate condizioni, le attività emesse da organismi del settore pubblico di paesi terzi come attività di livello 1 è stata soppressa, in quanto alcuni osservatori hanno sottolineato che la proposta di trattamento non è conforme alla norma del Comitato di Basilea e pertanto in contrasto con l’intenzione dichiarata di migliorare l’armonizzazione dell’atto delegato LCR con detta norma. Inoltre alcune risposte hanno sottolineato che le modifiche proposte al trattamento degli afflussi di prestiti agevolati concessi per il tramite di un ente creditizio intermediario amplierebbero considerevolmente l’ambito di applicazione del trattamento in vigore e che tale ampliamento era fornito senza un’adeguata giustificazione. Poiché le modifiche proposte non intendevano ampliare l’ambito di applicazione del trattamento, anch’esse sono state soppresse. Nella stessa ottica, il riferimento all’articolo 26 del regolamento delegato LCR relativamente ai flussi correlati nell’ambito dell’esenzione dal massimale degli afflussi non è stato soppresso, come inizialmente proposto, in quanto gli osservatori hanno sottolineato che ciò comporterebbe un ampliamento ingiustificato dell’ambito di applicazione del trattamento. Infine la specifica del calcolo dei deflussi in caso di un eventuale doppio conteggio è stata soppressa, in quanto numerosi partecipanti hanno sottolineato che non era chiara e che non se ne giustificava l’introduzione per i deflussi senza una disposizione analoga per gli afflussi e le attività liquide. 
            
            
               I riscontri ricevuti hanno portato anche a una serie di modifiche volte a chiarire la proposta, ad esempio in relazione al trattamento delle riserve detenute presso le banche centrali di paesi terzi, delle azioni o delle quote di organismi di investimento collettivo (OIC), e delle operazioni garantite e degli swap di garanzie. 
            
            
               Non tutte le osservazioni ricevute sono state prese in considerazione. Alcune di esse proponevano modifiche che non sarebbero state in linea con l’obiettivo della proposta, ossia di adottare soltanto un numero limitato di modifiche sostanziali al regolamento delegato LCR, principalmente per allinearlo ulteriormente con la norma di Basilea e per correggere alcune questioni tecniche. 
            
            
               3.ELEMENTI GIURIDICI DELL’ATTO DELEGATO
            
            
               Tenuto conto del numero limitato di modifiche al vigente regolamento delegato LCR, si propone di adottare le modifiche di tale regolamento piuttosto che un testo completamente nuovo. In tal modo sarebbe possibile mantenere la struttura del regolamento delegato LCR originario. Ai sensi dell’articolo 462 del CRR, la Commissione mantiene il potere di riesaminare il regolamento delegato per un periodo di tempo indeterminato.
            
            
               4.CALENDARIO E PROCEDURA
            
            
               Una volta adottato, il regolamento delegato sarà soggetto al controllo del Parlamento europeo e del Consiglio.
            
            
               REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
            
            
               del 13.7.2018
            
            
               che modifica il regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione che integra il regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il requisito di copertura della liquidità per gli enti creditizi 
            
            
               (Testo rilevante ai fini del SEE)
            
            
               LA COMMISSIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012
                  161, in particolare l’articolo 460, 
            
         
         
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione dovrebbe essere modificato al fine di migliorarne l’allineamento con le norme internazionali e per agevolare una gestione più efficiente della liquidità da parte degli enti creditizi. 
            
            
               (2)
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               Per tenere debitamente conto delle attività svolte dagli enti creditizi che operano al di fuori dell’Unione, è opportuno derogare a qualsiasi obbligo in materia di entità minima di emissione applicabile alle attività liquide detenute da una filiazione in un paese terzo e consentire che tali attività siano rilevate ai fini del consolidamento. In caso contrario, l’ente impresa madre potrebbe risentire di una carenza di attività liquide a livello consolidato, poiché il requisito di liquidità derivante da una filiazione in un paese terzo sarebbe incluso nel requisito di liquidità consolidato, mentre le attività detenute da tale filiazione per soddisfare il suo requisito di liquidità nel paese terzo sarebbero escluse dal requisito di liquidità consolidato. Tuttavia le attività della filiazione in un paese terzo dovrebbero essere rilevate solo fino a concorrenza dei deflussi netti di liquidità in situazione di stress verificatisi nella stessa valuta in cui le attività sono denominate e derivanti da tale filiazione. Inoltre, come per qualsiasi altra attività di paesi terzi, è opportuno rilevare le attività soltanto se queste sono ammesse come attività liquide ai sensi della normativa nazionale del paese terzo in questione. 
            
            
               (3)È noto che le banche centrali possono fornire liquidità nella propria valuta e la valutazione del merito di credito delle banche centrali è meno rilevante ai fini della liquidità che ai fini della solvibilità. Di conseguenza, e al fine di armonizzare maggiormente le norme del regolamento delegato (UE) 2015/61 con le norme internazionali e di assicurare condizioni di parità per gli enti creditizi operanti a livello internazionale, le riserve detenute da una filiazione di un paese terzo o da una succursale di un ente creditizio dell’Unione nella banca centrale di un paese terzo che non è stata classificata da un’agenzia esterna di valutazione del merito di credito prescelta nella classe di merito di credito 1 dovrebbero essere ammissibili come attività liquide di livello 1 nel caso in cui soddisfino determinate condizioni. In particolare tali riserve dovrebbero essere ammissibili se all’ente creditizio è consentito di ritirarle in qualsiasi momento in periodi di stress e, inoltre, se le condizioni del ritiro sono specificate in un accordo tra l’autorità di vigilanza del paese terzo e la banca centrale in cui sono detenute le riserve o nelle norme applicabili del paese terzo. Tuttavia dovrebbe essere possibile rilevare tali riserve come attività di livello 1 soltanto per coprire i deflussi netti di liquidità in situazione di stress verificatisi nella stessa valuta nella quale sono denominate le riserve. 
            
            
               (4)È opportuno tener conto del regolamento (UE) 2017/2402 del Parlamento europeo e del Consiglio
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               . Tale regolamento contiene i criteri per determinare se una cartolarizzazione può essere definita semplice, trasparente e standardizzata (STS). Poiché tali criteri garantiscono che le cartolarizzazioni STS siano di qualità elevata, essi dovrebbero essere utilizzati anche per determinare quali cartolarizzazioni devono essere riconosciute attività liquide di qualità elevata ai fini del calcolo del requisito di copertura della liquidità. Le cartolarizzazioni dovrebbero pertanto essere ammissibili come attività di livello 2B ai fini del regolamento delegato (UE) 2015/61 se soddisfano tutte le prescrizioni di cui al regolamento (UE) 2017/2402, in aggiunta ai criteri già precisati nel regolamento delegato (UE) 2015/61 che sono specifici per le loro caratteristiche di liquidità. 
            
            
               (5)L’attuazione del regolamento delegato (UE) 2015/61 non dovrebbe ostacolare l’effettiva trasmissione della politica monetaria all’economia. È ragionevole attendersi che le operazioni con la BCE o la banca centrale di uno Stato membro siano rinnovate in gravi condizioni di stress. È pertanto opportuno che le autorità competenti possano derogare al meccanismo di liquidazione per il calcolo della riserva di liquidità nel caso di operazioni garantite con la BCE o la banca centrale di uno Stato membro nel caso in cui le operazioni interessino attività liquide di elevata qualità almeno in una delle componenti di ciascuna operazione e giungano a scadenza entro i successivi 30 giorni di calendario. Tuttavia, prima di concedere la deroga, le autorità competenti dovrebbero essere tenute a consultare la banca centrale che è la controparte dell’operazione e anche la BCE se la banca centrale è una banca centrale dell’Eurosistema. Inoltre la deroga dovrebbe essere soggetta a misure di salvaguardia adeguate al fine di evitare eventuali possibilità di arbitraggio regolamentare o incentivi controproducenti per gli enti creditizi. Infine, ai fini di una maggiore armonizzazione delle norme dell’Unione con la norma internazionale stabilita dal Comitato di Basilea, le garanzie reali ricevute tramite operazioni su derivati dovrebbero essere escluse dal meccanismo di liquidazione. 
            
            
               (6)Inoltre il trattamento dei tassi di deflusso e di afflusso per i contratti di vendita con patto di riacquisto, i contratti di vendita con patto di riacquisto passivo e gli swap di garanzie dovrebbe essere pienamente allineato all’approccio della norma internazionale per il coefficiente di copertura della liquidità stabilita dal Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (“Comitato di Basilea”). Nello specifico, il calcolo dei deflussi di cassa dovrebbe essere direttamente collegato al tasso di rinnovo dell’operazione (allineato al coefficiente di scarto sulle garanzie reali fornite applicato alla passività di cassa, come nella norma del Comitato di Basilea) piuttosto che al valore di liquidità delle garanzie reali sottostanti. 
            
            
               (7)Tenuto conto delle divergenze di interpretazione che sono emerse, è importante chiarire varie disposizioni del regolamento delegato (UE) 2015/61, in particolare per quanto riguarda il rispetto del requisito di copertura della liquidità; l’ammissibilità alla riserva di attività incluse in un aggregato (pool) e disponibili per ottenere finanziamenti (funding) nell’ambito di linee di credito revocabili gestite dalla banca centrale, di OIC e di depositi e altri finanziamenti in reti cooperative e in sistemi di tutela istituzionale; il calcolo dei deflussi aggiuntivi di liquidità per altri prodotti e servizi; la concessione di un trattamento preferenziale alle linee di credito e di liquidità infragruppo; il trattamento della posizione corta; e il riconoscimento di importi dovuti per titoli in scadenza nei successivi 30 giorni di calendario. 
            
            
               (8)È pertanto opportuno modificare di conseguenza il regolamento delegato (UE) 2015/61,
            
            
               HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
            
            
               Articolo 1
            
            
               Il regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione è così modificato:
            
            
               (1)all’articolo 2, paragrafo 3, la lettera a) è sostituita dalla seguente:
            
            
               “a)le attività di paesi terzi detenute da una filiazione in un paese terzo possono essere rilevate come attività liquide ai fini del consolidamento se sono ammesse come attività liquide dalla normativa nazionale del paese terzo che stabilisce il requisito di copertura della liquidità e se soddisfano una delle condizioni seguenti:
            
            
               i)le attività soddisfano tutti i requisiti di cui al titolo II del presente regolamento;
            
            
               ii)le attività non soddisfano il requisito specifico di cui al titolo II del presente regolamento per quanto riguarda l’entità di emissione ma soddisfano tutti gli altri requisiti ivi stabiliti. 
            
            
               Le attività rilevabili ai sensi del punto ii) possono essere rilevate solo fino a concorrenza dei deflussi netti di liquidità in situazione di stress verificatisi nella valuta specifica nella quale esse sono denominate e derivanti dalla stessa filiazione;”; 
            
            
               (2)l’articolo 3 è così modificato: 
            
            
               (a)i punti 8 e 9 sono soppressi; 
            
            
               (b)il punto 11 è sostituito dal seguente:
            
         
         
            
               “11«stress», il deterioramento improvviso o grave della situazione di solvibilità o liquidità dell’ente creditizio a causa di mutamenti delle condizioni di mercato o di fattori idiosincratici, da cui scaturisce un rischio significativo che l’ente creditizio non sia più in grado di onorare i propri impegni in scadenza nei 30 giorni di calendario successivi;”; 
            
            
               (3)l’articolo 4 è così modificato:
            
            
               (a)il paragrafo 5 è sostituito dal seguente: 
            
            
               “5.L’ente creditizio calcola e monitora il coefficiente di copertura della liquidità nella valuta utilizzata per le segnalazioni per tutti gli elementi, a prescindere dalla valuta in cui sono effettivamente denominati. 
            
            
               Inoltre, l’ente creditizio calcola e monitora separatamente il proprio coefficiente di copertura della liquidità per taluni elementi come segue:
            
            
               a)per gli elementi che sono soggetti a segnalazione separata in una valuta diversa dalla valuta utilizzata per le segnalazioni in conformità dell’articolo 415, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 575/2013, l’ente creditizio calcola e monitora il proprio coefficiente di copertura della liquidità separatamente in tale valuta diversa; 
            
            
               b)per gli elementi denominati nella valuta utilizzata per le segnalazioni, se l’importo aggregato delle passività denominate in valute diverse dalla valuta utilizzata per le segnalazioni è pari o superiore al 5% del totale delle passività dell’ente creditizio, ad esclusione del capitale regolamentare e degli elementi fuori bilancio, l’ente creditizio calcola e monitora il proprio coefficiente di copertura della liquidità separatamente nella valuta utilizzata per le segnalazioni. 
            
            
               L’ente creditizio segnala all’autorità competente il coefficiente di copertura della liquidità in conformità al regolamento di esecuzione (UE) n. 680/2014 della Commissione.”; 
            
            
               c)è aggiunto il seguente paragrafo 6:
            
            
               “6.L’ente creditizio non conteggia due volte le attività liquide, gli afflussi e i deflussi.”; 
            
            
               (4)l’articolo 7 è così modificato:
            
            
               (a)il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
            
            
               “2.
                     L’attività è un bene, un diritto o un interesse detenuto dall’ente creditizio o incluso in un aggregato (pool) di cui alla lettera a) e libero da ogni vincolo. A tal fine l’attività è considerata non vincolata quando su di essa non pesa alcuna restrizione giuridica, contrattuale, normativa o di altro tipo che impedisca all’ente creditizio di liquidarla, venderla, trasferirla, assegnarla o, in generale, cederla tramite vendita a fermo o contratto di vendita con patto di riacquisto entro i 30 giorni di calendario successivi. Sono considerate attività non vincolate:
            
            
               (a)le attività incluse in un aggregato (pool) immediatamente utilizzabili come garanzia per l’ottenimento di finanziamenti (funding) aggiuntivi nell’ambito di linee di credito irrevocabili ma non ancora finanziate disponibili per l’ente creditizio o, qualora l’aggregato sia gestito da una banca centrale, nell’ambito di linee di credito revocabili e non ancora finanziate disponibili per l’ente creditizio. La presente lettera comprende le attività che l’ente creditizio ha collocato presso l’ente centrale in una rete cooperativa o in un sistema di tutela istituzionale. L’ente creditizio muove dal presupposto che le attività incluse nell’aggregato (pool) siano vincolate per ordine di liquidità crescente sulla base della classificazione della liquidità di cui al capo 2, iniziando dalle attività inammissibili alla riserva di liquidità; 
            
            
               (b)le attività che l’ente creditizio ha ricevuto come garanzia ai fini dell’attenuazione del rischio di credito nell’ambito di operazioni di vendita con patto di riacquisto passivo o di operazioni di finanziamento tramite titoli, e che può cedere.”;
            
            
               (b)il paragrafo 4 è così modificato:
            
            
               i)la lettera a) è sostituita dalla seguente:
            
            
               “a)un altro ente creditizio, a meno che una o più delle seguenti condizioni siano soddisfatte:
            
            
               i)l’emittente è un organismo del settore pubblico di cui all’articolo 10, paragrafo 1, lettera c), o all’articolo 11, paragrafo 1, lettere a) o b);
            
            
               ii)l’attività è un’obbligazione garantita di cui all’articolo 10, paragrafo 1, lettera f), o all’articolo 11, paragrafo 1, lettere c) o d), o all’articolo 12, paragrafo 1, lettera e);
            
         
         
            
               iii)l’attività appartiene alla categoria di cui all’articolo 10, paragrafo 1, lettera e);”;
            
            
               ii)la lettera g) è sostituita dalla seguente:
            
            
               “g)qualsiasi altro soggetto che effettua una o più delle attività di cui all’allegato I della direttiva 2013/36/UE come attività principale. Ai fini del presente articolo la SSPE non è considerata un soggetto compreso nella presente lettera.”;
            
            
               (c)al paragrafo 7 è inserita la seguente lettera a bis):
            
            
               “a bis)esposizioni verso le amministrazioni centrali di cui all’articolo 10, paragrafo 1, lettera d);”; 
            
            
               (5)l’articolo 8 è così modificato:
            
            
               (a)al paragrafo 1, secondo comma, lettera a), il punto ii) è sostituito dal seguente:
            
            
               “ii) esposizioni verso banche centrali di cui all’articolo 10, paragrafo 1, lettere b) e d);”; 
            
            
               (b)al paragrafo 3, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
            
            
               “b)
                     predisposizione di sistemi e controlli interni affinché la funzione di gestione della liquidità abbia l’effettivo controllo operativo per monetizzare le attività liquide detenute in qualsiasi momento durante un periodo di stress di 30 giorni di calendario e accedere a fonti di finanziamento potenziale senza che si creino conflitti diretti con le vigenti strategie aziendali o di gestione dei rischi. Non è in particolare inclusa nella riserva di liquidità l’attività la cui monetizzazione in assenza di sostituzione nell’arco di un periodo di stress di 30 giorni di calendario elimini una copertura creando una posizione di rischio aperta eccedente i limiti interni dell’ente creditizio;”;
            
            
               (6)l’articolo 10 è così modificato:
            
            
               (a)al paragrafo 1, lettera b), il punto iii) è sostituito dal seguente:
            
            
               “iii)
                     riserve detenute dall’ente creditizio in una banca centrale di cui ai punti i) o ii), purché all’ente creditizio sia consentito di ritirarle in qualsiasi momento in periodi di stress e le condizioni del ritiro siano specificate in un accordo tra l’autorità competente dell’ente creditizio e la banca centrale presso la quale sono detenute le riserve o nelle norme applicabili del paese terzo.
            
            
               Ai fini del presente punto, si applica quanto segue: 
            
            
               –se le riserve sono detenute da un ente creditizio filiazione, le condizioni del ritiro sono specificate, a seconda dei casi, in un accordo tra l’autorità competente dello Stato membro o del paese terzo dell’ente creditizio filiazione e la banca centrale presso la quale sono detenute le riserve o nelle norme applicabili del paese terzo;
            
            
               –se le riserve sono detenute da una succursale, le condizioni per il ritiro sono specificate, a seconda dei casi, in un accordo tra l’autorità competente dello Stato membro o del paese terzo in cui ha sede la succursale e la banca centrale presso la quale sono detenute le riserve o nelle norme applicabili del paese terzo;”; 
            
            
               (b)al paragrafo 1, la lettera d) è sostituita dalla seguente: 
            
            
               “d)
                     le seguenti attività:
            
            
               i)attività che rappresentano crediti verso o garantiti dall’amministrazione centrale o dalla banca centrale di un paese terzo, della quale un’ECAI prescelta non ha valutato il merito di credito almeno nella classe di merito di credito 1 in conformità all’articolo 114, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 575/2013; 
            
            
               ii)riserve detenute dall’ente creditizio in una banca centrale di cui al punto i), purché all’ente creditizio sia consentito di ritirarle in qualsiasi momento in periodi di stress e le condizioni del ritiro siano specificate in un accordo tra le autorità competenti di tale paese terzo e la banca centrale presso la quale sono detenute le riserve o nelle norme applicabili di detto paese terzo. 
            
         
         
            
               Ai fini del punto ii), si applica quanto segue:
            
            
               –se le riserve sono detenute da un ente creditizio filiazione, le condizioni del ritiro sono specificate in un accordo tra l’autorità competente del paese terzo dell’ente creditizio filiazione e la banca centrale presso la quale sono detenute le riserve o nelle norme applicabili del paese terzo;
            
            
               –se le riserve sono detenute da una succursale, le condizioni del ritiro sono specificate in un accordo tra l’autorità competente del paese terzo in cui ha sede la succursale e la banca centrale presso la quale sono detenute le riserve o nelle norme applicabili del paese terzo.
            
            
               L’importo aggregato delle attività che rientrano nei punti i) e ii) del primo comma e denominate in una determinata valuta che l’ente creditizio può rilevare come attività di livello 1 non può superare l’importo dei suoi deflussi netti di liquidità in situazione di stress verificatisi in tale valuta. 
            
            
               Inoltre, laddove la totalità o una parte delle attività che rientrano nei punti i) e ii) del primo comma sia denominata in una valuta che non sia la valuta nazionale del paese terzo in questione, l’ente creditizio può rilevare tali attività come attività di livello 1 solo fino a concorrenza di un importo pari a quello dei suoi deflussi netti di liquidità in situazione di stress verificatisi in tale valuta estera che corrisponde alle operazioni dell’ente creditizio nella giurisdizione in cui è assunto il rischio di liquidità;”; 
            
            
               (c)al paragrafo 1, lettera f), il punto ii) è sostituito dal seguente:
            
            
               “le esposizioni verso enti nell’aggregato di copertura soddisfano le condizioni di cui all’articolo 129, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 575/2013 o, se l’autorità competente ha concesso la deroga parziale di cui all’ultimo comma dell’articolo 129, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013, le condizioni di cui a tale comma;”; 
            
            
               (d)il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
            
            
               “2.Al valore di mercato delle obbligazioni garantite di qualità elevatissima di cui al paragrafo 1, lettera f), si applica un coefficiente di scarto di almeno il 7%. Salvo quanto indicato all’articolo 15, paragrafo 2, lettere b) e c), per le azioni e quote di OIC, nessun coefficiente di scarto si applica sul valore delle rimanenti attività di livello 1.”; 
            
            
               (7)l’articolo 11 è così modificato:
            
            
               (a)al paragrafo 1, lettera c), il punto ii) è sostituito dal seguente:
            
            
               “ii)le esposizioni verso enti nell’aggregato di copertura soddisfano le condizioni di cui all’articolo 129, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 575/2013 o, se l’autorità competente ha concesso la deroga parziale di cui all’ultimo comma dell’articolo 129, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013, le condizioni di cui a tale comma;”; 
            
            
               (a)al paragrafo 1, lettera d), il punto iv) è sostituito dal seguente:
            
            
               “iv)
                     le esposizioni verso enti nell’aggregato di copertura soddisfano le condizioni di cui all’articolo 129, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 575/2013 o, se l’autorità competente ha concesso la deroga parziale di cui all’ultimo comma dell’articolo 129, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 575/2013, le condizioni di cui a tale comma;”; 
            
            
               (8)l’articolo 13 è così modificato:
            
            
               (a)il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
            
            
               “1.Sono ammesse come cartolarizzazioni di livello 2B le esposizioni sotto forma di titoli garantiti da attività di cui all’articolo 12, paragrafo 1, lettera a), che soddisfano le seguenti condizioni:
            
            
               a)la cartolarizzazione è autorizzata ad utilizzare e utilizza la qualifica “STS” o “semplice, trasparente e standardizzata”, o altra qualifica che rimanda direttamente o indirettamente a tali termini, in conformità al regolamento (UE) 2017/2402 del Parlamento europeo e del Consiglio*;
            
            
               b)sono soddisfatti i criteri di cui al paragrafo 2 e ai paragrafi da 10 a 13 del presente articolo.
            
            
               ________________________________________________________
            
         
         
            
               *Regolamento (UE) 2017/2402 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che stabilisce un quadro generale per la cartolarizzazione, instaura un quadro specifico per cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate e modifica le direttive 2009/65/CE, 2009/138/CE e 2011/61/UE e i regolamenti (CE) n. 1060/2009 e (UE) n. 648/2012 (GU L 347 del 28.12.2017, pag. 35).”;
            
            
               (b)il paragrafo 2 è così modificato:
            
            
               i)le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti:
            
            
               “a)un’ECAI prescelta valuta la posizione nella classe di merito di credito 1 in conformità all’articolo 264 del regolamento (UE) n. 575/2013 o nella classe equivalente di merito di credito in caso di valutazione del merito di credito a breve termine;
            
            
               b)la posizione si situa nel segmento o nei segmenti della cartolarizzazione con il rango più elevato e mantiene tale rango per tutta la durata dell’operazione. A tal fine, si considera che un segmento abbia il rango più elevato se, dopo l’avvio di un’azione esecutiva (enforcement notice) e, ove applicabile, la notifica di messa in mora (acceleration notice), non è subordinato ad altri segmenti della stessa operazione o dello stesso schema di cartolarizzazione nel ricevimento dei pagamenti di capitale e interessi, senza prendere in considerazione, in conformità all’articolo 242, paragrafo 6, del regolamento (UE) n. 575/2013, gli importi dovuti in base a contratti derivati su tassi di interesse o valute, commissioni o altri pagamenti di questo tipo;”;
            
            
               ii)le lettere da c) a f) e da h) a k) sono soppresse;
            
            
               iii)la lettera g) è così modificata:
            
            
               a)la parte introduttiva è sostituita dalla seguente:
            
            
               “la posizione verso la cartolarizzazione è garantita da un aggregato di esposizioni sottostanti le quali o appartengono tutte a una soltanto delle sottocategorie seguenti o sono costituite da una combinazione di prestiti su immobili residenziali di cui al punto i) e prestiti su immobili residenziali di cui al punto ii):”;
            
            
               b)il punto iv) è sostituito dal seguente:
            
            
               “iv)
                     prestiti per veicoli e leasing auto concessi a mutuatari o prenditori stabiliti o residenti in uno Stato membro. Sono a tal fine compresi prestiti per veicoli o leasing auto per il finanziamento di: veicoli a motore o rimorchi definiti all’articolo 3, punti 11) e 12), della direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio**; trattori agricoli o forestali di cui al regolamento (UE) n. 167/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio***; motociclette o tricicli a motore di cui al regolamento (UE) n. 168/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio****; o veicoli cingolati di cui all’articolo 2, paragrafo 2, lettera c), della direttiva 2007/46/CE. Detti prestiti o leasing possono includere prodotti accessori di assicurazione e di servizio oppure parti aggiuntive del veicolo e, nel caso del leasing, il valore residuo dei veicoli oggetto del contratto. Tutti i prestiti e i leasing nell’aggregato sono garantiti da un pegno o da una garanzia di primo grado sul veicolo o da altra adeguata garanzia a favore della SSPE, ad esempio una clausola di riserva di proprietà;
            
            
               _______________
            
            
               **Direttiva 2007/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 settembre 2007, che istituisce un quadro per l’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi, nonché dei sistemi, componenti ed entità tecniche destinati a tali veicoli (direttiva quadro) (GU L 263 del 9.10.2007, pag. 1).
            
            
               ***Regolamento (UE) n. 167/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 febbraio 2013, relativo all’omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli agricoli e forestali (GU L 60 del 2.3.2013, pag. 1).
            
            
               ****Regolamento (UE) n. 168/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2013, relativo all’omologazione e alla vigilanza del mercato dei veicoli a motore a due o tre ruote e dei quadricicli (GU L 60 del 2.3.2013, pag. 52).”;
            
            
               (c)i paragrafi da 3 a 9 sono soppressi;
            
            
               (9)l’articolo 15 è così modificato:
            
            
               (a)al paragrafo 3, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
            
            
               “b)l’ente creditizio che non è a conoscenza delle esposizioni sottostanti dell’OIC, al fine di determinare il livello di liquidità delle attività sottostanti e di assegnare loro il coefficiente di scarto adeguato, deve muovere dal presupposto che l’OIC investa, fino all’importo massimo consentito nel quadro del suo regolamento di gestione, in attività liquide nello stesso ordine ascendente delle attività liquide classificate ai fini del paragrafo 2, cominciando dalle attività di cui alla lettera h) e risalendo fino al raggiungimento del limite massimo complessivo per gli investimenti.”; 
            
            
               (b)al paragrafo 4 è inserito il seguente comma:
            
         
         
            
               “La correttezza dei calcoli effettuati dal depositario o dalla società di gestione dell’OIC per determinare il valore di mercato e i coefficienti di scarto per azioni o quote di OIC è confermata da un revisore esterno con cadenza almeno annuale.”; 
            
            
               (10)l’articolo 16 è sostituito dal seguente:
            
            
               “Articolo 16
               Depositi e altri finanziamenti (funding) in reti cooperative e in sistemi di tutela istituzionale
            
            
               1.Laddove l’ente creditizio partecipi a un sistema di tutela istituzionale del tipo previsto all’articolo 113, paragrafo 7, del regolamento (UE) n. 575/2013 o a una rete ammissibile alla deroga di cui all’articolo 10 dello stesso regolamento ovvero a una rete cooperativa in uno Stato membro, i depositi a vista che esso mantiene presso l’ente centrale possono essere trattati come attività liquide a meno che l’ente centrale che riceve i depositi li tratti come depositi operativi. Laddove i depositi siano trattati come attività liquide, essi sono trattati in conformità a una delle seguenti disposizioni:
            
            
               (a)se la normativa nazionale o gli atti giuridicamente vincolanti che disciplinano il sistema o la rete obbligano l’ente centrale a detenere o a investire i depositi in attività liquide di un dato livello o di una data categoria, i depositi sono trattati come attività liquide dello stesso livello o della stessa categoria in conformità al presente regolamento;
            
            
               (b)se l’ente centrale non è obbligato a detenere o a investire i depositi in attività liquide di un dato livello o di una data categoria, i depositi sono trattati come attività di livello 2B in conformità al presente regolamento e al relativo importo in essere è applicato un coefficiente minimo di scarto del 25%.
            
            
               2.Laddove la normativa di uno Stato membro o gli atti giuridicamente vincolanti che disciplinano una delle reti o dei sistemi di cui al paragrafo 1 diano all’ente creditizio accesso, entro 30 giorni di calendario, a un finanziamento (funding) di liquidità non utilizzato dell’ente centrale o di un altro ente partecipante alla stessa rete o allo stesso sistema, tale finanziamento è trattato come attività di livello 2B nella misura in cui non è garantito da attività liquide e non è trattato in conformità alle disposizioni di cui all’articolo 34. Al valore nominale del finanziamento (funding) di liquidità non utilizzato è applicato un coefficiente minimo di scarto del 25%.”;
            
            
               (11)l’articolo 17 è così modificato:
            
            
               (a)il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
            
            
               “2. I requisiti di cui al paragrafo 1 si applicano al netto dell’aggiustamento dovuto all’impatto sulla riserva di attività liquide esercitato dalle attività liquide utilizzate in operazioni di provvista garantite, prestito garantite e swap di garanzie in almeno una delle componenti dell’operazione con scadenza entro 30 giorni di calendario, al netto dei coefficienti di scarto applicabili e a condizione che l’ente creditizio soddisfi i requisiti operativi di cui all’articolo 8.”;
            
            
               (b)è aggiunto il seguente paragrafo 4:
            
            
               “4. L’autorità competente può, caso per caso, derogare all’applicazione dei paragrafi 2 e 3, in tutto o in parte, con riguardo ad una o più operazioni di provvista garantite, di prestito garantite o di swap di garanzie che utilizzano attività liquide in almeno una delle componenti dell’operazione e con scadenza entro 30 giorni di calendario, a condizione che siano soddisfatte tutte le seguenti condizioni:
            
            
               (a)la controparte dell’operazione o delle operazioni è la BCE o la banca centrale di uno Stato membro;
            
            
               (b)
                     l’esistenza di circostanze eccezionali che comportano un rischio sistemico che interessa il settore bancario di uno o più Stati membri;
            
            
               (c)l’autorità competente ha consultato, prima di concedere la deroga, la banca centrale che è la controparte dell’operazione o delle operazioni e anche la BCE se la banca centrale è una banca centrale dell’Eurosistema.”;
            
            
               (c)è aggiunto il seguente paragrafo 5:
            
            
               “5. L’ABE presenta entro [due anni dopo l’entrata in vigore del presente regolamento delegato] una relazione sull’idoneità tecnica del meccanismo di liquidazione di cui ai paragrafi da 2 a 4 e sulla probabilità che abbia un impatto negativo sull’attività e sul profilo di rischio degli enti creditizi stabiliti nell’Unione, sulla stabilità e sul corretto funzionamento dei mercati finanziari, sull’economia o sulla trasmissione della politica monetaria all’economia. Tale relazione valuta l’opportunità di modificare il meccanismo di liquidazione di cui ai paragrafi da 2 a 4, laddove l’ABE rilevi che l’attuale meccanismo di liquidazione non sia tecnicamente idoneo o che abbia un impatto negativo, e dovrebbe raccomandare soluzioni alternative e valutarne l’impatto. 
            
            
               La Commissione tiene conto della relazione dell’ABE di cui al comma precedente durante l’elaborazione di qualsiasi ulteriore atto delegato a norma della delega di cui all’articolo 460 del regolamento (UE) n. 575/2013.”;
            
            
               (12)l’articolo 21 è sostituito dal seguente:
            
            
               “Articolo 21
               Compensazione di operazioni su derivati
            
         
         
            
               1.
                     L’ente creditizio calcola i deflussi e gli afflussi di liquidità attesi nell’arco di un periodo di 30 giorni di calendario dai contratti elencati all’allegato II del regolamento (UE) n. 575/2013 e dai derivati su crediti su base netta per controparte, ferma restando la vigenza di accordi bilaterali di compensazione che soddisfino le condizioni di cui all’articolo 295 del medesimo regolamento. 
            
            
               2.
                     In deroga al paragrafo 1, l’ente creditizio calcola i deflussi e gli afflussi di cassa derivanti da operazioni su derivati in valuta estera che comportano il cambio integrale e simultaneo (o nello stesso giorno) degli importi del capitale su base netta, anche se le operazioni non sono oggetto di un accordo bilaterale di compensazione.
            
            
               3.
                     Ai fini del presente articolo, la base netta si intende al netto delle garanzie reali da fornire o da ricevere nei successivi 30 giorni di calendario. Tuttavia, nel caso di garanzie reali da ricevere nei successivi 30 giorni di calendario, la base netta s’intende al netto di tali garanzie reali solo se sono soddisfatte entrambe le condizioni seguenti:
            
            
               a)
                     le garanzie reali, quando ricevute, sono ammissibili come attività liquide ai sensi del titolo II del presente regolamento;
            
            
               b)
                     l’ente creditizio è giuridicamente e operativamente in grado di riutilizzare le garanzie reali, quando ricevute.”;
            
            
               (13)l’articolo 22 è così modificato:
            
            
               (a)al paragrafo 2, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti:
            
            
               “a)saldi correnti dei depositi al dettaglio stabili e altri depositi al dettaglio determinati in conformità agli articoli 24 e 25;
            
            
               b)saldi correnti per altre passività che sono dovute, di cui può esigersi il pagamento da parte dell’emittente o del fornitore del finanziamento (funding) o che comportano un’aspettativa del fornitore del finanziamento che l’ente creditizio ripagherà la passività nel corso dei successivi 30 giorni di calendario, come previsto agli articoli 27 e 28 e all’articolo 31 bis;”; 
            
            
               b)è aggiunto il seguente paragrafo 3:
            
            
               “3.Il calcolo dei deflussi di liquidità ai sensi del paragrafo 1 è soggetto a qualsiasi compensazione degli afflussi correlati approvata ai sensi dell’articolo 26.”;
            
            
               (14)all’articolo 23, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
            
            
               “1.L’ente creditizio valuta periodicamente la probabilità e il volume potenziale dei deflussi di liquidità nell’arco di 30 giorni di calendario per i prodotti o servizi, non indicati agli articoli da 27 a 31 bis, che esso offre o promuove ovvero che i potenziali acquirenti considerano associati ad esso. Detti prodotti o servizi includono, ma non solo: 
            
            
               (a)altre obbligazioni fuori bilancio e obbligazioni di finanziamento (funding) potenziale, comprese aperture di credito revocabili;
            
            
               (b)prestiti non utilizzati e anticipi alle controparti all’ingrosso;
            
            
               (c)mutui ipotecari accordati ma non ancora erogati;
            
            
               (d)carte di credito;
            
            
               (e)scoperti di conto;
            
            
               (f)deflussi pianificati relativi al rinnovo di prestiti al dettaglio o all’ingrosso esistenti o all’estensione di nuovi prestiti al dettaglio o all’ingrosso; 
            
            
               (g)debiti per derivati, diversi dai contratti elencati all’allegato II del regolamento (UE) n. 575/2013 e dai derivati su crediti;
            
         
         
            
               (h)prodotti fuori bilancio relativi al finanziamento al commercio.”;
            
            
               (15)all’articolo 25, paragrafo 2, la lettera b) è sostituita dalla seguente:
            
            
               “b)
                     il deposito è un conto cui si accede esclusivamente tramite internet;”;
            
            
               (16)alla fine dell’articolo 26, è aggiunto il comma seguente:
            
            
               “Le autorità competenti comunicano all’ABE quali enti beneficiano della compensazione dei deflussi con gli afflussi correlati ai sensi del presente articolo. L’ABE può chiedere che le siano forniti documenti giustificativi.”; 
            
            
               (17)l’articolo 28 è così modificato:
            
            
               (a)i paragrafi 3 e 4 sono sostituiti dai seguenti:
            
            
               “3.L’ente creditizio moltiplica per i seguenti fattori le passività risultanti da operazioni di prestito garantite o da operazioni correlate ai mercati finanziari, quali definite all’articolo 192, punti 2 e 3, rispettivamente, del regolamento (UE) n. 575/2013, aventi scadenza entro 30 giorni di calendario:
            
            
               (a)0%, se le passività sono garantite da attività che, se non fossero utilizzate come garanzia per tali operazioni, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 10 del presente regolamento come attività liquide di una delle categorie di attività di livello 1 di cui all’articolo 10, ad eccezione delle obbligazioni garantite di qualità elevatissima di cui all’articolo 10, paragrafo 1, lettera f);
            
            
               (b)7%, se le passività sono garantite da attività che, se non fossero utilizzate come garanzia per tali operazioni, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 10 del presente regolamento come attività liquide della categoria di cui all’articolo 10, paragrafo 1, lettera f); 
            
            
               (c)15%, se le passività sono garantite da attività che, se non fossero utilizzate come garanzia per tali operazioni, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 11 del presente regolamento come attività liquide di una delle categorie di attività di livello 2A di cui all’articolo 11;
            
            
               (d)25%, se le passività sono garantite da attività che, se non fossero utilizzate come garanzia per tali operazioni, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 13 del presente regolamento come attività liquide di una delle categorie di attività di livello 2B di cui all’articolo 13, paragrafo 2, lettera g), punto i), ii) o iv);
            
            
               (e)30%, se le passività sono garantite da attività che, se non fossero utilizzate come garanzia per tali operazioni, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 12 del presente regolamento come attività liquide della categoria di attività di livello 2B di cui all’articolo 12, paragrafo 1, lettera e);
            
            
               (f)35%, se le passività sono garantite da attività che, se non fossero utilizzate come garanzia per tali operazioni, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 13 del presente regolamento come attività liquide di una delle categorie di attività di livello 2B di cui all’articolo 13, paragrafo 2, lettera g), punto iii) o v);
            
            
               (g)50%, se le passività sono garantite da attività che, se non fossero utilizzate come garanzia per tali operazioni, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 12 del presente regolamento come attività liquide di una delle categorie di attività di livello 2B di cui all’articolo 12, paragrafo 1, lettera b), c) o f); 
            
            
               (h)il coefficiente minimo di scarto determinato conformemente all’articolo 15, paragrafi 2 e 3, del presente regolamento, se le passività sono garantite da azioni o quote di OIC che, se non fossero utilizzate come garanzia per tali operazioni, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 15 come attività liquide dello stesso livello delle attività liquide sottostanti; 
            
            
               (i)100%, se le passività sono garantite da attività che non rientrano in alcuna delle lettere da a) a h) del presente comma.
            
            
               In deroga al primo comma, se la controparte dell’operazione di prestito garantita o dell’operazione correlata ai mercati finanziari è la banca centrale nazionale dell’ente creditizio, il tasso di deflusso è dello 0%. Tuttavia, nel caso in cui l’operazione sia effettuata attraverso una succursale con la banca centrale dello Stato membro o del paese terzo in cui la succursale ha sede, si applica un tasso di deflusso dello 0% solo se la succursale ha lo stesso accesso alla liquidità della banca centrale, anche durante i periodi di stress, degli enti creditizi costituiti in tale Stato membro o paese terzo.
            
            
               In deroga al primo comma, per le operazioni di prestito garantite o le operazioni correlate ai mercati finanziari che richiederebbero un tasso di deflusso superiore al 25% ai sensi del primo comma, il tasso di deflusso è fissato al 25% se la controparte dell’operazione è una controparte qualificata.
            
            
               4.Gli swap di garanzie, e le altre operazioni con una forma analoga, che giungono a scadenza entro i successivi 30 giorni di calendario comportano un deflusso se l’attività presa a prestito è soggetta a un coefficiente di scarto inferiore ai sensi del capo 2 rispetto all’attività data in prestito. Il deflusso è calcolato moltiplicando il valore di mercato dell’attività presa a prestito per la differenza tra il tasso di deflusso applicabile all’attività data in prestito e il tasso di deflusso applicabile all’attività presa a prestito determinato in conformità ai tassi specificati al paragrafo 3. Ai fini di tale calcolo si applica un coefficiente di scarto del 100% alle attività che non siano ammissibili come attività liquide.
            
         
         
            
               In deroga al primo comma, se la controparte dello swap di garanzie o dell’altra operazione con una forma analoga è la banca centrale nazionale dell’ente creditizio, il tasso di deflusso da applicare al valore di mercato dell’attività presa a prestito è dello 0%. Tuttavia, nel caso in cui l’operazione sia effettuata attraverso una succursale con la banca centrale dello Stato membro o del paese terzo in cui la succursale ha sede, si applica un tasso di deflusso dello 0% solo se la succursale ha lo stesso accesso alla liquidità della banca centrale, anche durante i periodi di stress, degli enti creditizi costituiti in tale Stato membro o paese terzo. 
            
            
               In deroga al primo comma, per gli swap di garanzie o per le altre operazioni con forma analoga che richiederebbero un tasso di deflusso superiore al 25% ai sensi del primo comma, il tasso di deflusso da applicare al valore di mercato dell’attività presa a prestito è del 25% se la controparte è una controparte qualificata.”; 
            
            
               (b)sono aggiunti i seguenti paragrafi 7, 8 e 9:
            
            
               “7.Per le attività prese a prestito su base non garantita che giungono a scadenza entro i 30 giorni di calendario successivi è ipotizzato il prelievo totale, con conseguente deflusso del 100% delle attività liquide, a meno che l’ente creditizio possegga le attività prese a prestito e che queste non facciano parte della sua riserva di liquidità.
            
            
               8.Ai fini del presente articolo, per “banca centrale nazionale” si intende uno qualsiasi dei seguenti soggetti:
            
            
               (a)qualsiasi banca centrale dell’Eurosistema se lo Stato membro di origine dell’ente creditizio ha adottato l’euro come moneta nazionale;
            
            
               (b) la banca centrale nazionale dello Stato membro di origine dell’ente creditizio se lo Stato membro non ha adottato l’euro come moneta nazionale;
            
            
               (c) la banca centrale del paese terzo in cui è stato costituito l’ente creditizio. 
            
            
               9.Ai fini del presente articolo, per “controparte qualificata” si intende uno qualsiasi dei seguenti soggetti: 
            
            
               (a)l’amministrazione centrale, un organismo del settore pubblico, un’amministrazione regionale o un’autorità locale dello Stato membro di origine dell’ente creditizio;
            
            
               (b)l’amministrazione centrale, un organismo del settore pubblico, un’amministrazione regionale o un’autorità locale dello Stato membro o del paese terzo in cui è stata costituito l’ente creditizio per le operazioni effettuate da tale ente creditizio;
            
            
               (c)una banca multilaterale di sviluppo.
            
            
               Tuttavia, gli organismi del settore pubblico, le amministrazioni regionali e le autorità locali sono considerate controparti qualificate solo se è attribuito loro un fattore di ponderazione del rischio inferiore o uguale al 20% conformemente, secondo il caso, all’articolo 115 e all’articolo 116 del regolamento (UE) n. 575/2013.”;
            
            
               (18)all’articolo 29, il paragrafo 2 è così modificato:
            
            
               (a)la lettera a) è sostituita dalla seguente:
            
            
               “a)
                     il fornitore di liquidità e il ricevente presenteranno un basso profilo di rischio di liquidità dopo l’applicazione del tasso di deflusso inferiore proposto a norma del paragrafo 1 e l’applicazione del tasso di afflusso di cui alla lettera c) dello stesso paragrafo;”; 
            
            
               (b)(non riguarda la versione italiana);
            
            
               (19)l’articolo 30 è così modificato:
            
            
               (a)i paragrafi da 2 a 5 sono sostituiti dai seguenti:
            
            
               “2.
                     L’ente creditizio calcola e notifica all’autorità competente un deflusso aggiuntivo per tutti i contratti stipulati le cui condizioni contrattuali comportano, entro 30 giorni di calendario e a seguito di un deterioramento significativo della qualità creditizia dell’ente creditizio, deflussi aggiuntivi di liquidità o un fabbisogno aggiuntivo di garanzie reali. L’ente creditizio notifica detto deflusso all’autorità competente al più tardi contestualmente alla segnalazione trasmessa ai sensi dell’articolo 415 del regolamento (UE) n. 575/2013. L’autorità competente, se considera tale deflusso significativo in relazione ai deflussi potenziali di liquidità dell’ente creditizio, esige che questo aggiunga un deflusso aggiuntivo per tali contratti corrispondente al fabbisogno aggiuntivo di garanzie reali o ai deflussi di cassa aggiuntivi risultanti da un deterioramento significativo della qualità creditizia dell’ente creditizio corrispondente a un declassamento di almeno tre classi del suo merito di credito esterno. L’ente creditizio applica un tasso di deflusso del 100% a tali garanzie reali aggiuntive o deflussi di cassa aggiuntivi. L’ente creditizio riesamina regolarmente l’entità di tale deterioramento significativo alla luce di ciò che risulta rilevante in base ai contratti stipulati e ne notifica i risultati all’autorità competente. 
            
         
         
            
               3.
                     L’ente creditizio aggiunge un deflusso ulteriore corrispondente al fabbisogno di garanzie reali risultante dall’impatto di uno scenario di mercato negativo sulle operazioni su derivati dell’ente creditizio, se rilevanti. Il calcolo è effettuato conformemente al regolamento delegato (UE) 2017/208 della Commissione*****.
            
            
               4.
                     I deflussi e gli afflussi attesi nell’arco di 30 giorni di calendario dai contratti elencati all’allegato II del regolamento (UE) n. 575/2013 e dai derivati su crediti sono computati su base netta, conformemente all’articolo 21 del presente regolamento. In caso di deflusso netto, l’ente creditizio moltiplica il risultato per un tasso di deflusso del 100%. L’ente creditizio esclude da tali calcoli i requisiti di liquidità risultanti dall’applicazione dei paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo.
            
            
               5.
                     Se l’ente creditizio ha una posizione corta coperta da un’assunzione di titoli in prestito non garantita, l’ente creditizio aggiunge un deflusso aggiuntivo corrispondente al 100% del valore di mercato dei titoli o delle altre attività vendute allo scoperto, a meno che l’ente creditizio li abbia presi a prestito a condizioni che ne impongono la restituzione soltanto dopo 30 giorni di calendario. Qualora la posizione corta sia coperta mediante un’operazione garantita di finanziamento tramite titoli, l’ente creditizio ipotizza che la posizione corta sia mantenuta durante tutto il periodo di 30 giorni di calendario, e applica un tasso di deflusso dello 0%.
            
            
               _______________
            
            
               *****
                     Regolamento delegato (UE) 2017/208 della Commissione, del 31 ottobre 2016, che integra il regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione per i deflussi aggiuntivi di liquidità corrispondenti al fabbisogno di garanzie reali risultante dall’impatto di uno scenario di mercato negativo sulle operazioni dell’ente in strumenti derivati (GU L 33 dell’8.2.2017, pag. 14).”; 
            
            
               (b)il paragrafo 7 è sostituito dal seguente:
            
            
               “7.
                     I depositi ricevuti come garanzie reali non sono considerati passività ai fini degli articoli 24, 25, 27, 28 o 31 bis ma, se del caso, sono soggetti alle disposizioni dei paragrafi da 1 a 6 del presente articolo. L’importo in contante ricevuto che eccede l’importo in contante ricevuto come garanzie reali è trattato come depositi, in conformità agli articoli 24, 25, 27, 28 o 31 bis.”;
            
            
               (c)il paragrafo 11 è soppresso;
            
            
               (d)il paragrafo 12 è sostituito dal seguente:
            
            
               “12.
                     Relativamente alla prestazione di servizi di prime brokerage, se l’ente creditizio ha coperto le vendite allo scoperto di un cliente facendole corrispondere al proprio interno con le attività di un altro cliente e le attività non sono ammesse come attività liquide, a tali operazioni si applica un tasso di deflusso del 50% in considerazione della potenziale obbligazione.”;
            
            
               (20)l’articolo 31 è così modificato:
            
            
               (a)il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:
            
            
               “6.
                     L’importo irrevocabile non utilizzato di una linea di liquidità, fornito a una SSPE per consentirle di acquistare attività diverse da titoli da clienti che non sono clienti finanziari, è moltiplicato per 10% nella misura in cui supera l’importo delle attività attualmente acquistate da clienti e se l’importo massimo che può essere utilizzato è limitato a livello contrattuale all’importo delle attività attualmente acquistate.”;
            
            
               (b)al paragrafo 9, il secondo comma è sostituito dal seguente:
            
            
               “In deroga all’articolo 32, paragrafo 3, lettera g), l’ente creditizio che agisce come intermediario può applicare un afflusso e deflusso simmetrico laddove detti prestiti agevolati siano concessi per il tramite di un altro ente creditizio che agisce come intermediario (prestiti pass-through). Tale afflusso e deflusso è calcolato applicando alla linea di credito o di liquidità irrevocabile non utilizzata ricevuta e accordata il tasso applicabile a tale linea in forza del primo comma del presente paragrafo, nel rispetto delle condizioni e dei requisiti altrimenti imposti in relazione ad essa dal presente paragrafo.”; 
            
            
               (c)il paragrafo 10 è soppresso;
            
            
               (21)è inserito il seguente articolo 31 bis:
            
            
               “Articolo 31 bis
            
            
               Deflussi da passività e impegni che non rientrano nell’ambito di applicazione di altre disposizioni del presente capo
            
            
               1.L’ente creditizio moltiplica per un tasso di deflusso del 100% le passività in scadenza entro 30 giorni di calendario, ad eccezione delle passività contemplate agli articoli da 24 a 31.
            
         
         
            
               2.Se il totale di tutti gli impegni contrattuali a concedere il finanziamento (funding) a clienti non finanziari entro 30 giorni di calendario, diversi dagli impegni di cui agli articoli da 24 a 31, supera l’importo degli afflussi da tali clienti non finanziari calcolato conformemente all’articolo 32, paragrafo 3, lettera a), l’eccedenza è soggetta ad un tasso di deflusso del 100%. Ai fini del presente paragrafo, i clienti non finanziari comprendono, ma non in via esclusiva, le persone fisiche, le PMI, le imprese, gli emittenti sovrani, le banche multilaterali di sviluppo e gli organismi del settore pubblico ed escludono i clienti finanziari e le banche centrali.”;
            
            
               (22)l’articolo 32 è così modificato:
            
            
               (a)i paragrafi 2 e 3 sono sostituiti dai seguenti:
            
            
               “2.
                     L’ente creditizio applica un tasso di afflusso del 100% agli afflussi di cui al paragrafo 1, e in particolare ai seguenti afflussi: 
            
            
               (a)importi dovuti da banche centrali e clienti finanziari con durata residua non superiore a 30 giorni di calendario;
            
            
               (b)importi dovuti per operazioni di finanziamento al commercio di cui all’articolo 162, paragrafo 3, secondo comma, lettera b), del regolamento (UE) n. 575/2013 con durata residua non superiore a 30 giorni di calendario;
            
            
               (c)importi dovuti per titoli con scadenza entro 30 giorni di calendario; 
            
            
               (d)importi dovuti per posizioni nei più importanti strumenti di indici azionari, purché non si conteggino due volte con le attività liquide. Tali importi comprendono le somme dovute per contratto entro 30 giorni di calendario, quali i dividendi in contante da tali indici più importanti e il contante dovuto per tali strumenti azionari venduti ma non ancora regolati, laddove non siano rilevati come attività liquide conformemente al titolo II.
            
            
               3.
                     In deroga al paragrafo 2, gli afflussi contemplati al presente paragrafo sono soggetti ai requisiti seguenti:
            
            
               (a)gli importi dovuti da clienti non finanziari con una durata residua non superiore a 30 giorni di calendario, ad eccezione degli importi dovuti da tali clienti per operazioni di finanziamento al commercio o titoli in scadenza, sono ridotti, ai fini del pagamento del capitale, del 50% del loro valore. Ai fini della presente lettera, il termine “clienti non finanziari” ha lo stesso significato indicato all’articolo 31 bis, paragrafo 2.
                  Tuttavia, l’ente creditizio che agisce come intermediario e ha ricevuto un impegno di cui all’articolo 31, paragrafo 9, secondo comma, da un ente creditizio istituito e finanziato dall’amministrazione centrale o regionale di almeno uno Stato membro per erogare un prestito agevolato ad un beneficiario finale, ovvero che ha ricevuto un analogo impegno da una banca multilaterale di sviluppo o da un organismo del settore pubblico, può tener conto di un afflusso fino a concorrenza dell’importo del deflusso che applica al corrispondente impegno per erogare tale prestito agevolato;
            
            
               (b)gli importi dovuti per operazioni di prestito garantite e operazioni correlate ai mercati finanziari, come definite all’articolo 192, punti 2 e 3, rispettivamente, del regolamento (UE) n. 575/2013, con una durata residua non superiore a 30 giorni di calendario sono moltiplicati per:
            
            
               i)0%, se gli importi sono garantiti da attività che, indipendentemente dal fatto che siano riutilizzate in un’altra operazione, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 10 del presente regolamento come attività liquide di una delle categorie di attività di livello 1 di cui all’articolo 10, ad eccezione delle obbligazioni garantite di qualità elevatissima di cui all’articolo 10, paragrafo 1, lettera f);
            
            
               ii)7%, se gli importi sono garantiti da attività che, indipendentemente dal fatto che siano riutilizzate in un’altra operazione, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 10 del presente regolamento come attività liquide della categoria di cui all’articolo 10, paragrafo 1, lettera f); 
            
            
               iii) 15%, se gli importi sono garantiti da attività che, indipendentemente dal fatto che siano riutilizzate in un’altra operazione, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 11 del presente regolamento come attività liquide di una delle categorie di attività di livello 2A di cui all’articolo 11;
            
            
               iv)25%, se gli importi sono garantiti da attività che, indipendentemente dal fatto che siano riutilizzate in un’altra operazione, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 13 del presente regolamento come attività liquide di una delle categorie di attività di livello 2B di cui all’articolo 13, paragrafo 2, lettera g), punto i), ii) o iv); 
            
            
               v)30%, se gli importi sono garantiti da attività che, indipendentemente dal fatto che siano riutilizzate in un’altra operazione, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 12 del presente regolamento come attività liquide della categoria di attività di livello 2B di cui all’articolo 12, paragrafo 1, lettera e);
            
            
               vi)35%, se gli importi sono garantiti da attività che, indipendentemente dal fatto che siano riutilizzate in un’altra operazione, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 13 del presente regolamento come attività liquide di una delle categorie di attività di livello 2B di cui all’articolo 13, paragrafo 2, lettera g), punto iii) o v);
            
            
               vii)50%, se gli importi sono garantiti da attività che, indipendentemente dal fatto che siano riutilizzate in un’altra operazione, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 12 del presente regolamento come attività liquide di una delle categorie di attività di livello 2B di cui all’articolo 12, paragrafo 1, lettera b), c) o f) del presente regolamento;
            
            
               viii)il coefficiente minimo di scarto determinato conformemente all’articolo 15, paragrafi 2 e 3, del presente regolamento, se gli importi sono garantiti da attività che, indipendentemente dal fatto che siano riutilizzate in un’altra operazione, sarebbero ammesse ai sensi degli articoli 7 e 15 come azioni o quote di OIC dello stesso livello delle attività liquide sottostanti;
            
            
               ix)100%, se gli importi sono garantiti da attività che non rientrano in alcuno dei punti da i) a viii) della presente lettera. 
            
         
         
            
               Tuttavia, non può essere rilevato alcun afflusso se l’ente creditizio impiega la garanzia reale a copertura di una posizione corta conformemente all’articolo 30, paragrafo 5, seconda frase;
            
            
               (c)agli importi dovuti per prestiti su margine con scadenza contrattuale nell’arco dei 30 giorni di calendario successivi accordati a fronte di una garanzia reale sotto forma di attività illiquide può essere applicato un tasso di afflusso del 50%. Tale tipo di afflussi può essere preso in considerazione soltanto se l’ente creditizio non impiega la garanzia originariamente ricevuta a fronte del finanziamento per coprire posizioni corte; 
            
            
               (d)gli importi dovuti che l’ente creditizio debitore tratta conformemente all’articolo 27, ad eccezione dei depositi presso l’ente centrale di cui all’articolo 27, paragrafo 3, sono moltiplicati per un corrispondente tasso di afflusso simmetrico. Se il corrispondente tasso non può essere stabilito, si applica un tasso di afflusso del 5%;
            
            
               (e)gli swap di garanzie, e le altre operazioni con una forma analoga, che giungono a scadenza entro 30 giorni di calendario comportano un afflusso se l’attività data in prestito è soggetta a un coefficiente di scarto inferiore ai sensi del capo 2 rispetto all’attività presa a prestito. L’afflusso è calcolato moltiplicando il valore di mercato dell’attività data in prestito per la differenza tra il tasso di afflusso applicabile all’attività presa a prestito e il tasso di afflusso applicabile all’attività data in prestito in conformità ai tassi specificati alla lettera b). Ai fini di tale calcolo si applica un coefficiente di scarto del 100% alle attività che non siano ammissibili come attività liquide; 
            
            
               (f)se le garanzie reali ottenute tramite contratti di vendita con patto di riacquisto passivo, assunzioni di titoli in prestito, swap di garanzie o altre operazioni con una forma analoga, con scadenza entro 30 giorni di calendario, sono utilizzate a copertura di posizioni corte che possono essere estese oltre 30 giorni di calendario, l’ente creditizio ipotizza che tali contratti di vendita con patto di riacquisto passivo, assunzioni di titoli in prestito, swap di garanzie o altre operazioni con una forma analoga siano rinnovati e non generino alcun afflusso di cassa a causa dell’esigenza di continuare a coprire le posizioni corte oppure di riacquistare i titoli in questione. Le posizioni corte comprendono sia i casi in cui, da un portafoglio bilanciato, l’ente creditizio ha venduto allo scoperto in via definitiva un titolo nell’ambito di una strategia di negoziazione o di copertura, sia quelli in cui, nell’ambito di un portafoglio bilanciato, l’ente creditizio ha preso a prestito un titolo per un certo periodo dandolo in prestito per un periodo più lungo; 
            
            
               (g)non sono computate come afflusso le linee di credito o di liquidità non utilizzate, comprese le linee di liquidità irrevocabili non utilizzate offerte dalla banca centrale, e gli altri impegni ricevuti, diversi da quelli contemplati all’articolo 31, paragrafo 9, secondo comma, e all’articolo 34.
            
            
               (h)gli importi dovuti per titoli emessi dall’ente creditizio stesso o da una SSPE con cui l’ente creditizio ha stretti legami sono computati su base netta applicando un tasso di afflusso stabilito in funzione del tasso di afflusso applicabile alle attività sottostanti in conformità al presente articolo; 
            
            
               (i)i prestiti con una data di scadenza contrattuale non definita sono presi in considerazione applicando un tasso di afflusso del 20%, purché il contratto consenta all’ente creditizio di disimpegnarsi o di richiedere il pagamento entro 30 giorni di calendario.”;
            
            
               b)il paragrafo 5 è sostituito dal seguente:
            
            
               “5. I deflussi e gli afflussi attesi nell’arco di 30 giorni di calendario dai contratti elencati all’allegato II del regolamento (UE) n. 575/2013 e dai derivati su crediti sono calcolati su base netta, conformemente all’articolo 21, e moltiplicati per un tasso di afflusso del 100% in caso di afflusso netto.”;
            
            
               (23)l’articolo 34, paragrafo 2, è così modificato:
            
            
               (a)la lettera a) è sostituita dalla seguente:
            
            
               “a)
                     il fornitore di liquidità e il ricevente presenteranno un basso profilo di rischio di liquidità dopo l’applicazione del tasso di afflusso superiore proposto a norma del paragrafo 1 e l’applicazione del tasso di deflusso di cui alla lettera c) dello stesso paragrafo;”; 
            
            
               (b)la lettera c) è sostituita dalla seguente:
            
            
               “c) la gestione del rischio di liquidità del fornitore tiene adeguatamente conto del profilo di rischio di liquidità del ricevente.”; 
            
            
               (24)l’allegato I è così modificato:
            
            
               (a)il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
            
            
               “3.
                     “Importo eccedente delle attività liquide” - L’importo si compone degli elementi seguenti:
            
            
               (a)importo rettificato delle attività di livello 1 costituite da obbligazioni non garantite, pari al valore, al netto dei coefficienti di scarto, di tutte le attività liquide di livello 1, ad esclusione delle obbligazioni garantite di livello 1, che l’ente creditizio deterrebbe alla liquidazione di ogni operazione di provvista garantita, di prestito garantita e di swap di garanzie che giunge a scadenza entro 30 giorni di calendario a partire dalla data del calcolo e nella quale ente creditizio e controparte scambiano attività liquide in almeno una delle componenti dell’operazione;
            
            
               (b)importo rettificato delle obbligazioni garantite di livello 1, pari al valore, al netto dei coefficienti di scarto, di tutte le obbligazioni garantite di livello 1 che l’ente creditizio deterrebbe alla liquidazione di ogni operazione di provvista garantita, di prestito garantita e di swap di garanzie che giunge a scadenza entro 30 giorni di calendario a partire dalla data del calcolo e nella quale ente creditizio e controparte scambiano attività liquide in almeno una delle componenti dell’operazione;
            
         
         
            
               (c)importo rettificato delle attività di livello 2A, pari al valore, al netto dei coefficienti di scarto, di tutte le attività di livello 2A che l’ente creditizio deterrebbe alla liquidazione di ogni operazione di provvista garantita, di prestito garantita e di swap di garanzie che giunge a scadenza entro 30 giorni di calendario a partire dalla data del calcolo e nella quale ente creditizio e controparte scambiano attività liquide in almeno una delle componenti dell’operazione;  
            
            
               (d)importo rettificato delle attività di livello 2B, pari al valore, al netto dei coefficienti di scarto, di tutte le attività di livello 2B che l’ente creditizio deterrebbe alla liquidazione di ogni operazione di provvista garantita, di prestito garantita e di swap di garanzie che giunge a scadenza entro 30 giorni di calendario a partire dalla data del calcolo e nella quale ente creditizio e controparte scambiano attività liquide in almeno una delle componenti dell’operazione.”;
            
            
               (b)il paragrafo 5 è soppresso.
            
            
               Articolo 2
            
            
               Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
            
            
               Esso si applica a decorrere da [18 mesi dopo la data di pubblicazione del regolamento di modifica].  
            
            
               Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il 13.7.2018
            
            
               
                     Per la Commissione
               
               
                     Il presidente
                     Jean-Claude JUNCKER
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        Regolamento (UE) n. 575/2013 (GU L 354 del 27.6.2013, pag. 1).
               
               
                  
                     (2)
                  
                        GU L 11 del 17.1.2015, pag. 1.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        Articolo 28, paragrafo 3, del regolamento delegato LCR.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        Articolo 32, paragrafo 3, lettera b), del regolamento delegato LCR.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        Il contratto di vendita con patto di riacquisto è un prestito in contanti in cambio di un titolo fornito come garanzia reale, spesso un titolo di Stato. Il contratto di vendita con patto di riacquisto passivo è la medesima operazione, ma vista dalla prospettiva della parte che eroga il prestito in contanti. Si attua uno swap di garanzie quando un titolo è temporaneamente scambiato contro un altro titolo.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        Deflussi/afflussi di swap di garanzie rispettivamente in conformità dell’articolo 28, paragrafo 4, e dell’articolo 32, paragrafo 3, lettera e), del regolamento delegato LCR.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        Articolo 10, paragrafo 1, lettera d), del regolamento delegato LCR.
               
               
                  
                     (8)
                  
                        In generale, le attività liquide di livello 1 (ad esclusione di talune obbligazioni garantite) possono essere utilizzate nella riserva di liquidità illimitatamente, mentre l’utilizzo delle attività di livello 2A e delle attività di livello 2B è soggetto a un limite, rispettivamente, del 15% e del 40% della riserva di liquidità.
               
               
                  
                     (9)
                  
                        Ciò potrebbe incidere, ad esempio, sulle riserve detenute presso le banche centrali di paesi come la Turchia, il Brasile, la Cina, l’India, il Marocco, l’Algeria, l’Ucraina e il Vietnam.
               
               
                  
                     (10)
                  
                        Articolo 2, paragrafo 3, lettera a bis), del regolamento delegato LCR.
               
               
                  
                     (11)
                  
                        I requisiti in materia di entità minima di emissione si applicano alle obbligazioni garantite, alle obbligazioni societarie e alle cartolarizzazioni, ma non al contante, ai titoli pubblici e alle attività delle banche centrali. La norma del Comitato di Basilea non prevede un tale requisito.
               
               
                  
                     (12)
                  
                        Il meccanismo di liquidazione è inteso a calcolare i massimali sulle attività liquide di elevata qualità (HQLA) di livello 2A e 2B nella riserva di liquidità. Per calcolare l’importo delle HQLA di cui dispone l’ente, il regolamento delegato LCR impone di liquidare le operazioni che giungono a scadenza nell’arco dei successivi 30 giorni di calendario nel caso di HQLA scambiate in almeno una delle componenti dell’operazione.
               
               
                  
                     (13)
                  
                        Regolamento (UE) 2017/2402 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che stabilisce un quadro generale per la cartolarizzazione, instaura un quadro specifico per cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate e modifica le direttive 2009/65/CE, 2009/138/CE e 2011/61/UE e i regolamenti (CE) n. 1060/2009 e (UE) n. 648/2012 (GU L 347 del 28.12.2017, pag. 35).
               
               
                  
                     (14)
                  
                        Per i contratti di vendita con patto di riacquisto la modifica è essenzialmente redazionale. Per i contratti di vendita con patto di riacquisto passivo, a parte l’eccesso di garanzia reale e supponendo che il valore di mercato del titolo corrisponda al contante prestato, il valore di liquidità del titolo è pari al contante prestato meno lo scarto corrispondente. Gli swap di garanzie sono operazioni meno frequenti.
               
               
                  
                     (15)
                  
                        Non esiste un’entità minima di emissione per le attività di livello 1, ad eccezione delle obbligazioni garantite; pur essendoci un’entità minima di emissione per le obbligazioni garantite di livello 1, l’ammissibilità delle obbligazioni garantite come attività di livello 1 non è possibile per le obbligazioni garantite non UE. 
               
               
                  
                     (16)
                  1
                        GU L 176 del 27.6.2013, pag. 1.
               
               
                  
                     (17)
                  
                        Regolamento delegato (UE) 2015/61 della Commissione, del 10 ottobre 2014, che integra il regolamento (UE) n. 575/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il requisito di copertura della liquidità per gli enti creditizi (GU L 11 del 17.1.2015, pag. 1).
               
               
                  
                     (18)
                  
                        Regolamento (UE) 2017/2402 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2017, che stabilisce un quadro generale per la cartolarizzazione, instaura un quadro specifico per cartolarizzazioni semplici, trasparenti e standardizzate e modifica le direttive 2009/65/CE, 2009/138/CE e 2011/61/UE e i regolamenti (CE) n. 1060/2009 e (UE) n. 648/2012 (GU L 347 del 28.12.2017, pag. 35).