CELEX: 52001PC0517
Language: it
Date: 2001-09-19
Title: Proposta di decisione del Consiglio che definisce la posizione della Comunità europea nella Conferenza dei ministri prevista dall'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio in merito all'adesione della Repubblica popolare cinese all'Organizzazione mondiale del commercio

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52001PC0517

Proposta di decisione del Consiglio che definisce la posizione della Comunità europea nella Conferenza dei ministri prevista dall'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio in merito all'adesione della Repubblica popolare cinese all'Organizzazione mondiale del commercio  /* COM/2001/0517 def. - CNS 2001/0218 */  

Gazzetta ufficiale n. 051 E del 26/02/2002 pag. 0314 - 0315

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che definisce la posizione della Comunità europea nella Conferenza dei ministri prevista dall'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio in merito all'adesione della Repubblica popolare cinese all'Organizzazione mondiale del commercio(Presentata dalla Commissione)RELAZIONESintesi delle condizioni di adesione della Cina all'OMCI Introduzione1.  I membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e la Repubblica popolare cinese sono giunti alla fase conclusiva dei negoziati sulle condizioni di adesione della Cina all'organizzazione. Questo risultato è stato raggiunto dopo 14 anni di negoziati, iniziati con la domanda della Cina di aderire all'Accordo generale sulle tariffe e il commercio (GATT) del 1986. È necessario ora che il Consiglio approvi con una decisione le condizioni dell'ingresso della Cina, perché l'UE possa ufficialmente sostenerne l'adesione all'OMC.2. Sono esposte di seguito le implicazioni di tale evento per l'UE, per il sistema dell'OMC e per la stessa Cina, nonché una sintesi delle condizioni  di adesione.II Implicazioni dell'adesione della Cina all'OMCObbligo della Cina di liberalizzare gli scambi3.  Le condizioni di adesione si distinguono in due parti. Da un lato vi sono gli elenchi degli impegni, che stabiliscono tutti gli obblighi che la Cina deve osservare per consentire a ciascun membro dell'OMC di accedere ai suoi mercati. In questi elenchi figurano le misure tariffarie e non tariffarie applicabili al commercio di prodotti agricoli e industriali (impegni ai sensi del GATT) e ai servizi (impegni ai sensi dell'Accordo generale sugli scambi di servizi o GATS).4.  Dall'altro vi sono il protocollo e la relazione del gruppo di lavoro sull'adesione della Cina all'OMC. Questi documenti, che contengono anch'essi impegni giuridicamente vincolanti, definiscono fondamentalmente il modo in cui la Cina s'impegna a soddisfare i suoi nuovi obblighi nell'ambito dell'OMC. Oltre a contenere la descrizione dettagliata dei regimi commerciali e degli investimenti, attuali e previsti, della Cina e gli obblighi da essi derivanti, essi precisano una serie di disposizioni particolari che la Cina dovrà rispettare nei primi anni di adesione all'OMC. Queste deroghe temporanee alle normali regole dell'OMC sono intese a tener conto della sfida eccezionale che rappresenta l'inserimento della Cina nel sistema mondiale degli scambi. Si tratta di un paese in piena transizione da un'economia statale centralizzata ad un sistema di libero scambio; un paese che ha preso numerose misure per introdurre l'economia di mercato, ma nel quale prevalgono ancora alcuni tratti dell'economia di Stato. In particolare il protocollo protegge le industrie degli altri membri da pericolose ondate di esportazioni dalla Cina.Un processo di apertura del mercato a senso unico5.  L'intero negoziato è stato imperniato su come, e in alcuni casi, in che misura, la Cina farà proprio l'acquis di regole e accordi dell'OMC che disciplinano gli scambi internazionali di merci, prodotti agricoli e servizi e comprendono disposizioni su molti settori connessi, quali gli investimenti che incidono sugli scambi commerciali, gli ostacoli tecnici agli scambi, le misure sanitarie e fitosanitarie, la tutela della proprietà intellettuale e gli appalti pubblici. Ciò significa che l'adesione all'OMC assicura "concessioni" o maggiori aperture del mercato da parte della Cina senza alterare gli obblighi degli altri membri dell'OMC.6.  Per l'UE, che ha assicurato che gli interessi delle industrie e delle imprese europee fossero pienamente rappresentati, l'ingresso della Cina significherà pertanto un enorme apporto di diritti che potranno essere fatti valere e nessun cambiamento significativo nei propri impegni verso la Cina. La lunga (e ardua) serie di negoziati bilaterali condotti tra funzionari della Commissione europea e funzionari cinesi è sfociata in condizioni di adesione che gioveranno notevolmente ai settori e agli interessi più importanti per tutti gli Stati membri dell'UE (dettagli nel prosieguo).7.  L'unico obbligo cui sono sottoposti i membri dell'OMC è quello di accordare alla Cina il cosiddetto status permanente della nazione più favorita (NPF), che le dà il diritto di essere trattata allo stesso modo di qualsiasi altro membro dell'OMC, fatte salve le eventuali eccezioni indicate nel protocollo di adesione. Poiché l'UE ha sempre riconosciuto tale status alla Cina, la sua adesione non dovrebbe praticamente avere ripercussioni concrete. L'unica conseguenza sensibile della concessione alla Cina del trattamento riservato agli altri membri dell'OMC sarà l'obbligo di eliminare gradualmente entro il 2005 le restrizioni quantitative (contingenti) applicate specificamente alla Cina. Ciò significa che l'UE dovrà sopprimere i restanti contingenti tessili applicati alla Cina, conformemente all'accordo sui tessili e l'abbigliamento, nonché i contingenti che tuttora sussistono per tre prodotti industriali: calzature, stoviglie di ceramica e stoviglie di porcellana. Nel procedere a questi cambiamenti, sarà possibile applicare fino al 2008 uno strumento di salvaguardia particolare per controbilanciare le importazioni pregiudizievoli di prodotti tessili dalla Cina. Inoltre, fino a 12 anni dopo l'adesione, disposizioni di salvaguardia specifiche per prodotto consentiranno di adottare misure contro eventuali ondate di importazioni dalla Cina che pregiudichino o minaccino di pregiudicare le industrie comunitarie concorrenti.8.  Naturalmente, una volta divenuta membro dell'OMC la Cina avrà un seggio al tavolo dei negoziati, quando si tratterà di decidere altre iniziative di liberalizzazione multilaterali. Questo è probabilmente il cambiamento più importante determinato dall'adesione della Cina all'OMC.Impatto sul sistema dell'OMC9.  L'ingresso della Cina nell'OMC significherà per l'organizzazione stessa aver compiuto un passo enorme verso una dimensione autenticamente mondiale. Va ricordato che la Cina era in realtà una parte contraente del GATT nel 1947, ma ritirò poco dopo la sua adesione all'organizzazione. Gli Stati membri dell'UE sostengono già da molto tempo unanimemente la candidatura della Cina.10.  In quanto paese più popolato della Terra, la Cina diverrà molto probabilmente subito un membro chiave dell'organizzazione. La Cina ha un interesse di fondo alla promozione e ad una adeguata regolamentazione del commercio a livello mondiale. L'aumento degli scambi ha contribuito sostanzialmente alla straordinaria crescita conseguita dal paese dal 1978, da quando cioè ha avviato la politica di apertura. Esso considera inoltre l'adesione all'OMC come un mezzo per continuare le riforme interne, che fanno ormai parte delle priorità dichiarate dei dirigenti cinesi.11.  A questo proposito è importante anche l'alto livello degli impegni assunti dalla Cina per quanto riguarda l'apertura della sua economia alle importazioni, agli investitori e alle imprese esteri. Il regime commerciale cinese sarà sensibilmente più liberale di quello di molti paesi con un livello di sviluppo comparabile che sono già membri dell'OMC. Uno dei motivi per i quali i colloqui si sono protratti per molto tempo è che l'UE e altre parti si sono adoperate per garantire che l'ingresso della Cina non abbassasse in alcun modo il livello medio di apertura degli scambi all'interno dell'OMC. Le tariffe in media saranno basse, i contingenti saranno rapidamente portati a zero, i prestatori di servizi di quasi tutti i settori avranno un facile accesso al mercato, la protezione dei diritti di proprietà intellettuale sarà garantita per legge. Come illustrato in appresso, i risultati finali sono costituiti da un insieme di disposizioni che aprono il mercato in modo assolutamente sostanziale.III Vantaggi derivanti dall'inserimento della Cina nel sistema di scambi multilateraliVantaggi per le imprese dell'UE12.  Innanzitutto l'operazione assicurerà alle imprese europee un accesso molto più agevole al mercato cinese. I dazi all'importazione e le altre restrizioni non tariffarie saranno radicalmente e definitivamente ridotti. Le società estere potranno effettuare i loro investimenti in un contesto più favorevole e prevedibile. L'adesione all'OMC consoliderà e accelererà gli sforzi compiuti in proprio dalla Cina per promuovere la trasparenza, le pratiche leali e l'apertura della sua regolamentazione commerciale. Inoltre, il sistema, indipendente e giuridicamente vincolante, di composizione delle controversie dell'OMC consentirà ad entrambe le parti di risolvere i problemi commerciali. Gli accordi migliorano pertanto enormemente le condizioni di esportazione verso la Cina e di attività in Cina per le società europee.Vantaggi per l'economia cinese13.  Come nel caso di tutti i grandi accordi di liberalizzazione, gli impegni che la Cina assumerà entrando nell'OMC gioveranno in primo luogo all'economia e alla popolazione del paese stesso. Al di là delle prospettive commerciali che essa aprirà, l'adesione all'OMC inciderà in modo sostanziale sulle riforme economiche e sullo sviluppo della Cina. Durante i negoziati l'UE si è preoccupata di presentare un insieme di offerte intese a promuovere in Cina riforme graduali, ma durature e uno sviluppo sostenibile, ad un ritmo parallelo a quello del programma nazionale di riforme. L'UE e la Cina hanno concordato una progressiva apertura del mercato in numerosi settori, che dovrebbe essere attuata in genere entro un periodo da tre a cinque anni, per non esporre improvvisamente le imprese e i fornitori di servizi cinesi alla concorrenza estera. L'adesione della Cina all'OMC rappresenta un punto di appoggio senza precedenti per le riforme. L'ingresso nel sistema mondiale degli scambi fungerà da catalizzatore per le imprese cinesi, costringendole a divenire più efficienti e a mostrare che possono competere a condizioni leali con il resto del mondo. Questi accordi saranno dunque vantaggiosi anche per le imprese e i lavoratori cinesi, che trarranno beneficio dall'aumento degli investimenti esteri e dall'introduzione delle pratiche di gestione e delle strutture giuridiche più moderne.Vantaggi per le future relazioni tra l'UE e la Cina14.  L'ingresso della Cina nell'OMC contribuirà a consolidare e a rendere sostenibile lo sviluppo economico non solo della Cina, ma anche dei suoi vicini asiatici e del resto del mondo. A parte ciò, se l'accordo raggiunto nei negoziati viene attuato nel quadro del sistema multilaterale, lo Stato di diritto in Cina ne risulterà notevolmente rafforzato. I principi fondamentali della trasparenza, della non discriminazione, di un'amministrazione efficiente e di un controllo giudiziario indipendente, sui quali si fonda l'OMC, contribuiranno a far evolvere positivamente i sistemi economico, giuridico e sociale della Cina.15.  In realtà, l'adesione della Cina può solo consolidare e approfondire le riforme per un'economia di mercato; essa rafforzerà i settori della leadership cinese che sono favorevoli ad un processo più ampio e più rapido di liberalizzazione economica. L'apertura delle telecomunicazioni, dei collegamenti all'internet e dei servizi via satellite esporrà inevitabilmente la popolazione cinese alle informazioni, alle idee e ai dibattiti provenienti da tutto il mondo. Lo Stato di diritto ne risulterà rafforzato, poiché la Cina sarà costretta a rispettare le regole commerciali internazionali. La libertà economica e il rispetto delle regole commerciali si ripercuoteranno poco a poco sulla sfera politica e sociale e gli effetti dell'adesione all'OMC saranno positivi. Molti attivisti dei diritti umani e responsabili di politica estera convengono che inserire la Cina nel sistema mondiale degli scambi darà un impulso nella direzione giusta anche in questi campi.Attuazione attraverso un'assistenza-partenariato dell'UE16.  È ovviamente essenziale che tutti i cambiamenti del regime commerciale cinese dovuti all'ingresso nell'OMC siano attuati il più rapidamente e accuratamente possibile. Per garantire che questo processo si svolga senza problemi, l'UE ha deciso di collaborare con la Cina nell'ambito di un partenariato e di mettere a disposizione la sua esperienza di membro dell'OMC, fornendo, per quanto possibile, assistenza per realizzare i cambiamenti necessari e aiutando il paese a proseguire nella transizione economica. L'assistenza tecnica svolgerà certamente un ruolo importante; l'UE ha già elaborato una serie di progetti di cooperazione, o ne preparerà nel prossimo futuro, per un totale di 24 milioni di euro. Si tratta di progetti destinati specificamente, o che possono esserlo d'ora in poi, ad aiutare la Cina a sviluppare le proprie capacità amministrative per consentirle di mettere in atto le disposizioni vincolanti derivanti dall'adesione all'OMC.17.  La Commissione europea ha previsto di sostenere in via prioritaria, nel quadro del suo futuro aiuto finanziario, le misure di transizione rese necessarie dall'adesione all'OMC e le riforme economiche ad essa connesse. I progetti saranno proposti previa consultazione con la Cina, per garantire che l'aiuto vada ai settori che ne hanno maggiormente bisogno. Questo vasto programma di assistenza accompagnerà gli sforzi della Commissione europea, degli Stati membri e dei gruppi economici per controllare che la Cina rispetti i suoi nuovi impegni internazionali. In effetti, l'insieme dei membri dell'OMC ha riconosciuto che l'attuazione delle regole dell'organizzazione da parte della Cina richiedeva un'attenzione particolare. Verrà applicato un "meccanismo transitorio di verifica" in base al quale ogni anno, per otto anni dopo l'adesione, saranno esaminati a Ginevra i progressi compiuti; in seguito si procederà ad una verifica biennale.IV Riepilogo per settore delle condizioni di adesione della Cina all'OMCProdotti industriali18.  La Cina ridurrà i suoi dazi su tutti i prodotti industriali dall'attuale 17% circa ad una media del 9%. Tutti i dazi all'importazione saranno consolidati. In particolare, saranno fortemente ridotte le aliquote più elevate, quelle superiori al 15%, che limitano maggiormente gli scambi. Oltre che a ridurre i dazi, la Cina si è impegnata a sopprimere entro il 2005 tutti i contingenti relativi alle importazioni, che limitano il volume dei prodotti esteri che possono entrare in Cina. I vantaggi che queste misure rappresentano per gli esportatori dell'UE sono manifesti. I fabbricanti europei avranno inoltre il diritto di commerciare e distribuire liberamente i loro prodotti all'interno della Cina; si concretizzeranno così  finalmente le loro possibilità di partecipare ad uno dei più grandi mercati del mondo.I dazi industriali per settore19.  I dazi sui veicoli a motore scenderanno dall'attuale 80%-100% al 25% entro il 1° luglio 2006; le riduzioni più importanti saranno effettuate nei primi anni. Inoltre, nell'ambito dei negoziati con l'UE, la Cina ha deciso una serie di miglioramenti di cui potranno beneficiare le imprese europee che producono automobili, furgoni e autocarri, se effettueranno investimenti diretti in Cina (maggiori particolari al punto 50).20.  I dazi sui prodotti della tecnologia dell'informazione, sulla birra, sui giocattoli e sui prodotti di arredamento saranno soppressi. Questi settori rappresentano quasi il 10% delle esportazioni totali di prodotti industriali dell'UE. I dazi applicabili in altri settori "doppio zero" oscillano in media tra il 4,2% (medicinali) e il 6,2% (macchine da costruzione). Con l'"armonizzazione" dei dazi sui prodotti chimici, che sarà applicata con poche eccezioni, la media delle aliquote in questo settore sarà ridotta dal 40% al 7,1%.21.  L'UE ha dato la priorità a 150 prodotti particolari, dal gin ai materiali da costruzione, che non sono contemplati nei negoziati bilaterali con altri membri dell'OMC. Su queste priorità comunitarie è stata ottenuta una riduzione supplementare del 40% rispetto alle offerte precedenti (la media delle aliquote scende dal 18,6% al 10,9%). Segue una specificazione per categoria.22.  Tutti i dazi sulle bevande spiritose saranno allineati all'aliquota del 10%. Non vi saranno differenze nel trattamento del whisk(e)y, del cognac, del gin ecc. Attualmente il dazio è ancora del 65%.23.  I dazi sui principali prodotti cosmetici scenderanno al 10% (attualmente sono al 30%). Questa disposizione apre buone prospettive ad un settore che esporta già per 7 miliardi di euro nel mondo.24.  Nel settore dei pellami e degli articoli di pelle i negoziati si sono concentrati su 13 prodotti particolari, che rappresentano il 60% delle esportazioni totali dell'UE in questo campo. La Cina ha accettato di ridurre i dazi su questi prodotti del 20%-25%, portandoli al 10%.25.  Per quanto riguarda i dazi sui prodotti tessili la Cina ha migliorato ulteriormente le offerte fatte durante altri negoziati bilaterali. Le aliquote che la Cina applicherà sono molto prossime ai livelli dell'UE e molto inferiori a quelle di quasi tutti gli altri paesi esportatori di tessili.I dazi relativi a 5 prodotti particolari del settore delle calzature, che rappresentano più del 70% delle esportazioni di calzature dell'UE, saranno ridotti dal 25% al 10%.26.  Il marmo e le pietre da costruzione sono articoli molto richiesti sull'enorme mercato delle costruzioni cinese. Sui 5 prodotti più importanti i dazi saranno ugualmente ridotti dal 25% al 10%.27.  Nel campo delle ceramiche la Cina ha accettato di ridurre i dazi su 11 prodotti fondamentali dal 24,5%-35% al 10%-15%. I dazi su 6 prodotti particolari del vetro saranno ridotti dal 24,5% al 5%.28.  I dazi relativi a 52 prodotti specifici dell'importante settore dei macchinari e degli apparecchi, che rappresenta il 26% delle esportazioni totali dell'UE, saranno ridotti da punte del 35% al 5%-10%.Agricoltura29.  In campo agricolo, la Cina ridurrà i dazi sui 60 prodotti più esportati dall'UE ad una media del 10% entro il 2005. Sono stati ottenuti miglioramenti per quanto riguarda il contingente tariffario per l'olio di ravizzone e per i dazi su prodotti quali: olio di ravizzone (dall'85% al 9%), pasta (dal 25% al 15%), burro (dal 30% al 10%), latte in polvere (dal 25% al 10%), mandarini (dal 40% al 12%), vino (dal 65% al 14%), olive (dal 25% al 10%) e glutine di frumento (dal 30% al 18%).30.  La Cina si è impegnata ad eliminare tutte le sovvenzioni all'esportazione di cui beneficiano i suoi produttori agricoli. Inoltre, sfruttando l'occasione dei negoziati di adesione della Cina all'OMC, l'UE e la Cina hanno concluso un accordo bilaterale sulle questioni sanitarie e fitosanitarie (SFS), per garantire che l'accesso al mercato di prodotti animali e vegetali non sia ostacolato da cause non scientifiche. Spetta ora agli Stati membri dell'UE rendere operativo l'accordo negoziando protocolli SFS bilaterali per i prodotti da essi esportati.Diritti commerciali e liberalizzazione dei monopoli commerciali statali31.  Un elemento essenziale è che tutti questi miglioramenti relativi all'accesso al mercato per i prodotti industriali e agricoli saranno accompagnati, entro tre anni, dalla facoltà per le imprese estere d'importare ed esportare liberamente e, entro tre anni dall'adesione, di distribuire, vendere al dettaglio, trasportare, riparare i propri prodotti e fornire assistenza post-vendita in Cina (cfr. la sezione "Servizi"). Si tratta di un grande cambiamento rispetto al passato, che consentirà agli esportatori di partecipare a tutti gli aspetti del commercio all'interno della Cina fino alle vendite ai consumatori finali.32.  I settori chiave degli oli grezzi e trasformati e dei fertilizzanti sarà progressivamente aperto agli importatori non statali, compresi gli importatori esteri. Ciò significa che le società europee non dovranno più passare per gli importatori statali per vendere i loro oli e fertilizzanti in Cina. I volumi dei prodotti aperti alle importazioni private aumentano ad un ritmo costante che consente all'industria cinese di adattarsi gradualmente alla liberalizzazione.33.  È stato assicurato anche il diritto delle imprese private estere d'importare la seta direttamente dalla Cina, mentre in passato questa operazione era soggetta ad un monopolio di esportazione statale. Ciò significa che le imprese dell'abbigliamento europee avranno un accesso più agevole alla seta grezza cinese, che potrà essere trasformata e finita in Europa. Le esportazioni comunitarie di prodotti di seta sono ammontate nel 1999 ad un valore di 3 miliardi di euro. La Cina produce il 70% della seta grezza mondiale.Servizi34.  Gran parte dei negoziati di adesione sono stati incentrati sui servizi, un settore d'importanza capitale per l'UE, che ne è il primo esportatore mondiale. Gli impegni della Cina riguardano un'ampia gamma di servizi e l'accesso dei prestatori esteri è garantito da procedure di licenza trasparenti e automatiche, che sono state fissate nei dettagli nel protocollo di adesione.Assicurazioni35.  Con l'ingresso della Cina nell'OMC l'accesso delle imprese di assicurazione estere al mercato cinese migliorerà notevolmente. Saranno concesse licenze di esercizio in base a criteri prudenziali trasparenti. È stato ottenuto che i partecipanti esteri alle imprese comuni nel settore delle assicurazioni sulla vita abbiano un controllo effettivo sulla gestione dell'impresa attraverso la scelta del partner e che sia loro giuridicamente garantita la libertà da qualsiasi interferenza normativa nei contratti negoziati privatamente in base ad una partecipazione del 50%. Le imprese di assicurazione estere potranno vendere gli stessi prodotti delle loro concorrenti cinesi a partire da 3 anni (vita) o un anno (non vita) dall'adesione. Tra le attività consentite vi sono le assicurazioni contro le malattie, pensionistiche e collettive del ramo "vita" e tutte le attività "non vita" ad eccezione dell'assicurazione obbligatoria di responsabilità civile nei confronti di terzi.36.  È stata accelerata anche l'apertura delle città alle assicurazioni estere. Per la prima volta i broker (intermediari di assicurazioni) avranno accesso al mercato cinese se si stabiliranno in loco. In seguito all'accordo tra l'UE e la Cina, gli intermediari esteri potranno condurre anche attività commerciali di rischio e di riassicurazione su larga scala in Cina; essi avranno la facoltà di controllare la maggioranza delle attività dell'impresa 3 anni dopo l'adesione e di entrare in possesso di tutta l'impresa 5 anni dopo l'adesione.37.  Al di fuori delle condizioni dell'accordo di adesione all'OMC, la Cina ha accettato di concedere alle imprese europee, prima della sua adesione, sette nuove licenze (cinque nel ramo "vita" e due nel ramo "non vita") e due licenze per succursali di imprese già presenti in Cina, al fine di garantire che le imprese europee godano delle stesse condizioni di partenza dei loro concorrenti quando la Cina entrerà nell'OMC.Telecomunicazioni38.  A seguito dei negoziati di adesione all'OMC la Cina ha accettato di aprire una porzione significativa del suo mercato delle telecomunicazioni alle imprese estere; ma è un risultato dei negoziati bilaterali con l'UE - la quale conta alcune delle società di telecomunicazioni più competitive del mondo - che la Cina si sia impegnata a fare alcune delle più importanti concessioni in questo settore.39.  Un segmento fondamentale nel quale la Cina offrirà condizioni migliori agli investitori esteri di telecomunicazioni è quello della telefonia mobile: le imprese non cinesi potranno detenere una quota del 25% al momento dell'adesione, del 35% un anno dopo e del 49% tre anni dopo l'adesione. L'UE è così riuscita ad ottenere una notevole accelerazione dell'apertura delle attività commerciali convenuta per la prima volta con l'accordo bilaterale tra la Cina e gli USA. Attualmente la Cina non consente investimenti esteri nei servizi di telecomunicazioni.40.  Gli operatori esteri potranno fornire anche circuiti affittati privati alle imprese cinesi che sono disposte a pagare di più per un servizio migliore per le proprie comunicazioni, sia in tutta la Cina che all'estero. La facoltà di fornire servizi di telecomunicazioni nelle città più importanti della Cina è ora accompagnata dalla possibilità di fornire servizi di collegamento tra queste città.Distribuzione41.  Come si è menzionato, la possibilità di distribuire prodotti d'importazione, sia beni che servizi, era finora rigorosamente limitata in Cina. Erano inclusi nella restrizione le vendite, il marketing e la pubblicità, la confezione e il magazzinaggio, l'assistenza ai clienti e la manutenzione. Si tratta evidentemente di attività estremamente importanti per le industrie di servizi come pure per i produttori che esportano in Cina. Il mercato cinese verrà dunque aperto progressivamente a tutti i livelli, dall'ingrosso al dettaglio, e tutti i prodotti potranno essere distribuiti da imprese estere, ad eccezione del sale e del tabacco. Nel segmento delle vendite al dettaglio l'UE si è assicurata un miglioramento delle condizioni: la restrizione dei 20 000 m  di superficie sarà soppressa, consentendo ad esempio l'apertura di grandi supermercati o negozi di arredamento europei. Inoltre, non vi saranno più limitazioni al numero di rivendite al dettaglio che una catena di proprietà estera può detenere, poiché sarà soppressa anche la restrizione applicata specificamente alle imprese comuni del settore dei grandi magazzini e delle catene di negozi.Credito e valori mobiliari42.  Le banche europee e le altre banche estere potranno stabilirsi in Cina ed effettuare operazioni in valuta locale con le società cinesi 3 anni dopo l'adesione e con cittadini privati in tutta la Cina 5 anni dopo l'adesione. Il periodo d'inserimento varia a seconda delle città, ma l'UE è riuscita ad anticipare la data per la città che confina con la regione amministrativa speciale di Macao (Zhuhai). Grazie ad un'importante iniziativa di deregolamentazione, i distributori di autoveicoli e altri organismi non finanziari potranno offrire agevolazioni creditizie per l'acquisto di automobili, autocarri e autobus.43.  Le imprese di gestione di fondi potranno costituire imprese comuni (con una partecipazione fino al 49% 3 anni dopo l'adesione) e sottoscrivere e scambiare titoli di debito e azionari in valuta estera (tipo B) nonché sottoscrivere titoli in valuta nazionale (tipo A).44.  Nel settore bancario la Cina ha assunto impegni molto importanti, destinati a garantire agli imprenditori cinesi una disponibilità di capitali su una scala senza precedenti.Servizi professionali45.  Studi legali, imprese contabili e altri prestatori di servizi professionali potranno detenere una partecipazione di maggioranza in imprese cinesi. Va sottolineato che l'UE ha ottenuto che le imprese estere possano affidare alcuni compiti a legali cinesi; ciò significa che gli studi legali esteri, oltre a fornire consulenza sul diritto estero, potranno condurre cause di diritto cinese.46.  L'UE ha ottenuto anche un alleggerimento della legislazione recentemente introdotta in Cina che limita l'esecuzione di ricerche di mercato nel paese; le imprese europee potranno così effettuare liberamente le necessarie ricerche prima di investire sul mercato cinese.Turismo47.  A 3 anni dall'adesione le imprese estere potranno detenere alberghi completamente di loro proprietà in Cina. Le imprese europee potranno avvalersi di condizioni più vantaggiose anche per quanto riguarda le attività turistiche, poiché le soglie relative al capitale minimo e al fatturato saranno abbassate e le piccole imprese - che sono spesso in Europa le specialiste dei viaggi in Cina - potranno offrire la gamma completa dei servizi turistici.Impegni contemplati nel protocollo48.  Come si è accennato, nella fase conclusiva multilaterale del processo di adesione i membri dell'OMC si sono adoperati collettivamente per assicurare la compatibilità di fondo della legislazione e delle istituzioni commerciali cinesi con le regole e gli accordi dell'OMC, stabilendo disposizioni in tal senso nel protocollo di adesione e nella relazione del gruppo di lavoro. Prima di giungere a questa fase, l'UE ha discusso direttamente con la Cina anche talune questioni orizzontali, per assicurare che gli interessi delle imprese europee fossero opportunamente salvaguardati. In seguito a tali discussioni la Cina ha fornito alcune garanzie di particolare importanza per l'UE nei seguenti campi.Trattamento nazionale49.  Tutte le misure o le pratiche che sono motivo di discriminazione di diritto o di fatto tra i prodotti cinesi e i prodotti importati sarà illegale dopo l'ingresso della Cina nell'OMC. Si tratta di un principio fondamentale. Nell'ambito dei negoziati con l'UE però la Cina si è impegnata esplicitamente ad eliminare una serie di queste pratiche. Ad esempio, i fornitori di assistenza post vendita per prodotti cinesi potranno coprire anche i prodotti importati, le regole di fissazione dei prezzi e i margini di profitto massimi imposti esclusivamente sui medicinali importati saranno soppressi, le procedure di registrazione speciali applicabili ai prodotti chimici importati saranno revocate, le licenze di rivendita diverse per le bevande spiritose nazionali ed estere e per le sigarette nazionali e d'importazione saranno unificate e le differenze nelle procedure di verifica della conformità e nelle procedure d'ispezione per le caldaie e gli apparecchi a pressione saranno ridotte in modo da non costituire più un ostacolo illegale agli scambi. Su un terreno più ampio, la Cina ha accettato di revocare il duplice sistema, potenzialmente discriminatorio, applicato alla prova e alla certificazione dei nuovi prodotti prima della loro immissione sul mercato, in base al quale finora un organismo si occupava di tutti i prodotti importati e un altro di tutti quelli prodotti all'interno del paese.Misure relative agli investimenti che incidono sugli scambi commerciali (TRIMs) e altre condizioni d'investimento50.  L'UE si è assicurata impegni supplementari, ottenendo dalla Cina la garanzia che gli investitori esteri non saranno assoggettati ad obblighi in materia di andamento delle esportazioni e trasferimenti di tecnologia. La Cina ha accettato anche di applicare l'accordo TRIMs fin dall'adesione e di sopprimere gli obblighi relativi all'equilibrio delle operazioni commerciali, al controllo dei cambi e al contenuto locale dei prodotti. La Cina non subordinerà pertanto le autorizzazioni d'investimento, le licenze d'importazione o altre autorizzazioni all'importazione all'assolvimento di tali obblighi. Per quanto riguarda in particolare la produzione di automobili da parte d'imprese a capitale estero, le restrizioni relative alla categoria, al tipo e ai modelli prodotti saranno soppresse; il tetto oltre il quale gli investimenti devono essere autorizzati dalle autorità centrali e provinciali sarà portato dagli attuali 30 milioni di USD a 150 milioni di USD; nel campo della fabbricazione di motori, l'obbligo di costituire imprese comuni con società cinesi sarà revocato consentendo alle imprese a capitale interamente estero di operare in Cina.Protezione dei diritti di proprietà intellettuale51.  La Cina si è impegnata ad ottemperare pienamente alle regole dell'accordo TRIPS dalla data della sua adesione all'OMC. I titolari di diritti d'autore, marchi, brevetti e altre categorie riconosciute di proprietà intellettuale saranno contenti di veder accresciute le possibilità di far valere i loro diritti in Cina. In un paese in cui prevalgono ancora abusi e contraffazioni, le società estere possono sperare in una migliore protezione dei loro diritti e hanno ricevuto dalle autorità cinesi l'assicurazione di una cooperazione rafforzata, dal momento che un'adeguata tutela diviene un obbligo internazionale, giuridicamente vincolante. Riconoscendo l'entità dei problemi in questo campo, la Cina ha accettato di soddisfare obblighi più ampi di quelli impliciti nell'accordo TRIPS. Ad esempio, essa si è impegnata ad attuare una legislazione che proteggerà per un minimo di sei anni le informazioni commerciali sensibili, divulgate a fini di prova e certificazione, e a ridurre le soglie finanziarie minime per portare i casi di violazione davanti ai tribunali penali.Sovvenzioni all'esportazione52.  Inoltre, la Cina ha assunto impegni anche in materia di sovvenzioni all'esportazione di prodotti industriali. Con l'adesione saranno soppresse tutte le forme di sovvenzioni all'esportazione contemplate agli articoli 1 e 3 dell'accordo sulle sovvenzioni dell'OMC, comprese non solo le sovvenzioni dirette, ma anche le agevolazioni fiscali connesse all'andamento delle esportazioni.Appalti pubblici53.  L'UE è riuscita per prima ad ottenere impegni anche in materia di appalti pubblici. La Cina ha espresso il desiderio di aderire in futuro all'accordo sugli appalti pubblici e, in attesa del completamento dei relativi negoziati, si è impegnata a seguire procedure trasparenti e non discriminatorie nell'aggiudicazione degli appalti. Questo impegno si riferisce non solo agli enti pubblici centrali e provinciali, bensì anche a tutte le imprese statali, salvo quelle che svolgono attività esclusivamente commerciali.Strumenti di difesa commerciale54.  Infine, il protocollo di adesione della Cina contiene disposizioni essenziali che precisano in che modo gli strumenti di difesa degli scambi (procedure antidumping e antisovvenzioni e clausole di salvaguardia) possano essere applicati specificamente alle importazioni dalla Cina. Per tener conto del fatto che l'economia cinese è ancora in fase di transizione, sono previste deroghe temporanee alle regole dell'OMC, che consentiranno agli altri membri dell'organizzazione di mantenere controlli più stretti del normale sulle importazioni pregiudizievoli (per volume elevato o basso prezzo) di merci dalla Cina.55.  L'attuale legislazione comunitaria  contiene procedure specifiche per i presunti casi di dumping da parte di esportatori cinesi; poiché questi ultimi possono non operare ancora in normali condizioni di economia di mercato, essa resterà applicabile ancora per un periodo massimo di 15 anni dall'adesione della Cina all'OMC. Disposizioni di salvaguardia particolari riguardanti la Cina, che consentano di prendere misure di tutela solo nei confronti delle importazioni cinesi (diversamente dalle normali disposizioni, che sono erga omnes, ossia dirette a tutte le importazioni indipendentemente dalla loro origine) saranno applicabili per un periodo massimo di 12 anni dall'adesione della Cina. È stato inoltre istituito un altro meccanismo settoriale che fornirà un'ulteriore protezione nel campo dei tessili fino al 2008.V RACCOMANDAZIONE56.  Nel sottoporre all'approvazione del Consiglio e al parere del Parlamento europeo le condizioni di adesione della Repubblica popolare cinese all'OMC, la Commissione stima che tali condizioni costituiscano un insieme equilibrato e ambizioso d'impegni nei confronti dell'apertura del mercato, i quali gioveranno notevolmente sia alla Cina che ai suoi partner commerciali.2001/0218 5CNS)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che definisce la posizione della Comunità europea nella Conferenza dei ministri prevista dall'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio in merito all'adesione della Repubblica popolare cinese all'Organizzazione mondiale del commercioIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 37, 44, 47, 55, 71, 80, paragrafo 2, 95, 133 e 308, in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 3, primo comma,vista la proposta della Commissione [1],[1]   ...sentito il parere del Parlamento europeo [2],[2]   ...considerando quanto segue:(1) il 10 luglio 1986 la Repubblica popolare cinese ha fatto domanda di riacquisizione del suo status di parte contraente all'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT 1947);(2) il 7 dicembre 1995 il governo della Repubblica popolare cinese ha presentato una domanda di adesione all'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), a norma dell'articolo XII dello stesso accordo;(3) il 7 dicembre 1995 il gruppo di lavoro sullo status della Cina in quanto parte contraente al GATT del 1947, che era stato istituito il 4 marzo 1987, è stato trasformato in gruppo di lavoro sull'adesione all'OMC, con l'incarico di concordare condizioni di adesione accettabili sia per la Repubblica popolare cinese che per tutti i membri dell'OMC;(4) la Commissione, a nome della Comunità e dei suoi Stati membri, ha negoziato una serie completa di impegni della Repubblica popolare cinese in materia di apertura del mercato, che sono di particolare importanza per la Comunità e che sono contemplati nell'accordo bilaterale tra la Repubblica popolare cinese e la Comunità firmato il 19 maggio 2000;(5) tali impegni figurano ora nel protocollo di adesione della Repubblica popolare cinese all'OMC;(6) l'adesione all'OMC dovrebbe dare un contributo positivo e durevole al processo di riforme economiche e sviluppo sostenibile avviato nella Repubblica popolare cinese;(7) essa permetterà inoltre che le relazioni commerciali tra la Repubblica popolare cinese e la Comunità si svolgano in un contesto stabile e giuridicamente vincolante;(8) il protocollo di adesione deve pertanto essere approvato;(9) a norma dell'articolo XII dell'accordo che istituisce l'OMC, le condizioni di adesione devono essere convenute tra il candidato e l'OMC e approvate dalla Conferenza dei ministri per conto dell'OMC;(10) occorre quindi definire la posizione che la Comunità dovrà assumere nella Conferenza dei ministri;(11) gli unici poteri previsti dal trattato per alcuni degli obiettivi comunitari che l'adesione della Cina all'OMC contribuirà a conseguire sono quelli di cui all'articolo 308DECIDE:Articolo unicoLa posizione che la Comunità assumerà nella Conferenza dei ministri prevista dall'accordo che istituisce l'OMC in merito all'adesione della Repubblica popolare cinese all'OMC è favorevole al progetto di decisione della Conferenza dei ministri che sostiene tale adesione (cfr. allegato).Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl Presidente[...]ALLEGATOProgetto di decisioneADESIONE DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESEDecisione del [... novembre 2001][La Conferenza dei ministri,visto l'articolo XII, paragrafo 2, e l'articolo IX, paragrafo 1, dell'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio e le procedure decisionali di cui agli articoli IX e XII dell'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio, approvate dal Consiglio generale (WT/L/93),prendendo atto della domanda di adesione della Repubblica popolare cinese all'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio in data 7 dicembre 1995,tenendo conto dell'esito dei negoziati sulle modalità di adesione della Repubblica popolare cinese all'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio e avendo stilato un protocollo sull'adesione della Repubblica popolare cinese (WT/ACC/.../...),decide:la Repubblica popolare cinese può aderire all'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio secondo le modalità e le condizioni stabilite nel protocollo allegato alla presente decisione.] [3]