CELEX: C2003/264/25
Language: it
Date: 2003-11-01 00:00:00
Title: Causa C-338/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Civile e Penale di Perugia — Ufficio per le indagini preliminari — con ordinanza 12 giugno 2003, nel procedimento dinanzi ad esso pendente a carico del sig. Alessandrello Rosario e a.

1.11.2003                IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                 C 264/15
1)   La direttiva del Consiglio 23 novembre 1993, 93/104/CE,                   2003, nel procedimento dinanzi ad esso pendente a carico del
     concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di             sig. Alessandrello Rosario e a., il Tribunale Civile e Penale di
     lavoro va interpretata nel senso che un servizio di guardia               Perugia — Ufficio per le indagini preliminari — ha sottoposto
     («Bereitschaftsdienst») che un medico svolge secondo il regime            alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti
     della presenza fisica in ospedale va considerato come rientrante          questioni pregiudiziali:
     interamente nell’orario di lavoro a norma della detta direttiva,
     anche qualora all’interessato sia consentito riposare sul luogo di
     lavoro durante i periodi in cui non è richiesta la sua opera,
     sicché la medesima direttiva osta alla normativa di uno Stato
     membro che qualifichi come periodi di riposo i periodi di
                                                                               1.    se, con riferimento all’obbligo dei singoli Stati membri di
     inattività del lavoratore durante un tale servizio di guardia.
                                                                                     adottare «adeguate sanzioni» per le violazioni previste
                                                                                     dalla prima e dalla quarta direttiva (nn. 68/151/CEE (1) e
2)   La direttiva 93/104 va altresì interpretata nel senso che:                      78/660/CEE (2)), le direttive stesse e, in particolare, il
                                                                                     combinato disposto degli artt. 44, par. 3, lett. g), del
     —     in circostanze come quelle della causa principale, essa osta              Trattato istitutivo delle Comunità europee, 2, par. 1,
           alla normativa di uno Stato membro la quale, riguardo al                  lett. f), e 6, della cd. prima direttiva (68/151/CEE) e 2,
           servizio di guardia svolto secondo il regime della presenza               par. 2-3-4, della cd. quarta direttiva (78/660/CEE, come
           fisica in ospedale, produce l’effetto di consentire, eventual-            integrata dalle direttive nn. 83/349/CEE (3) e 90/605/
           mente mediante contratto collettivo o accordo aziendale                   CEE (4)), debba essere interpretato (o meno) nel senso che
           basato su un tale contratto, una compensazione soltanto                   tali norme ostino ad una legge di uno Stato membro che,
           dei periodi di servizio di guardia durante i quali il                     modificando la disciplina sanzionatoria già in vigore in
           lavoratore ha effettivamente svolto un’attività professio-                materia di reati societari, a fronte della violazione degli
           nale;                                                                     obblighi imposti per la tutela del principio di pubblica e
                                                                                     fedele informazione delle società, preveda un sistema
     —     per poter rientrare fra le disposizioni derogatorie elencate              sanzionatorio in concreto non improntato a criteri di
           all’art. 17, n. 2, punto 2.1, lett. c), i) di tale direttiva,             effettività, proporzionalità e dissuasività delle sanzioni
           una riduzione del periodo di riposo giornaliero di 11 ore                 poste a presidio di tale tutela;
           consecutive, mediante effettuazione di un servizio di
           guardia che si somma all’orario di lavoro normale, è
           subordinata alla condizione che ai lavoratori interessati
           vengano concessi equivalenti periodi di riposo compensati-
           vo immediatamente dopo i periodi di lavoro corrispon-
                                                                               2.    se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui
           denti;                                                                    all’art. 44, par. 3, lett. g), del Trattato, artt. 2, par. 1,
                                                                                     lett. f), e 6, della cd. prima direttiva (68/151/CEE) ed
     —     inoltre, una riduzione del genere del periodo di riposo                   art. 2, par. 2-3-4, della cd. quarta direttiva (78/660/CEE,
           giornaliero non può in nessun caso comportare un                          come integrata dalle direttive nn. 83/349/CEE e 90/605/
           superamento della durata massima settimanale di lavoro                    CEE), debbano essere interpretate (o meno) nel senso che
           prevista all’art. 6 della detta direttiva.                                (tali norme) ostino ad una legge di uno Stato membro
                                                                                     che escluda la punibilità della violazione degli obblighi di
                                                                                     pubblicità e fedele informazione di certi atti societari (tra
(1) GU C 156 del 29.6.2002.                                                          cui il bilancio ed il conto profitto e perdite), allorquando
                                                                                     la falsa comunicazione sociale o l’omessa informazione
                                                                                     determinino una variazione del risultato economico di
                                                                                     esercizio o una variazione del patrimonio sociale netto
                                                                                     non superiori ad una certa soglia percentuale;
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
nale Civile e Penale di Perugia — Ufficio per le indagini
                                                                               3.    se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui
preliminari — con ordinanza 12 giugno 2003, nel procedi-
                                                                                     all’art. 44, par. 3, lett. g), del Trattato, artt. 2, par. 1, lett. f)
mento dinanzi ad esso pendente a carico del sig. Alessan-
                                                                                     e 6, della cd. prima direttiva (68/151/CEE) ed art. 2,
                         drello Rosario e a.                                         par. 2-3-4 della cd. quarta direttiva (78/660/CEE, come
                                                                                     integrata dalle direttive n. 83/349/CEE e 90/605/CEE)
                          (Causa C-338/03)                                           debbano essere interpretate (o meno) nel senso che (tali
                                                                                     norme) ostino ad una legge di uno Stato membro che
                                                                                     escluda la punibilità della violazione degli obblighi di
                           (2003/C 264/25)                                           pubblicità e fedele informazione gravanti sulle società
                                                                                     allorquando siano fornite indicazioni che, quantunque
                                                                                     finalizzate ad ingannare i soci o il pubblico a scopo
                                                                                     d’ingiusto profitto, siano conseguenza di valutazioni
Con ordinanza 12 giugno 2003 pervenuta nella Cancelleria                             estimative che, singolarmente considerate, differiscano in
della Corte di giustizia delle Comunità europee il 1 agosto                          misura non superiore ad una determinata soglia;
 ---pagebreak--- C 264/16                   IT                            Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            1.11.2003
4.     se, indipendentemente da limiti progressivi o soglie, le                  (3) Settima direttiva 83/349/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1983,
       citate direttive e, in particolare, le norme di cui all’art. 44,              basata sull’articolo 54, paragrafo 3, lettera g), del Trattato e
       par. 3, lett. g), del Trattato, artt. 2, par. 1, lett. f), e 6, della         relativa ai conti consolidati: GU L 193 del 18/07/1983, pag. 1.
       cd. prima direttiva (68/151/CEE) ed art. 2, par. 2-3-4                    (4) Direttiva 90/605/CEE del Consiglio, dell’8 novembre 1990, che
                                                                                     modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE relative rispettiva-
       della cd. quarta direttiva (78/660/CEE, come integrata                        mente ai conti annuali e ai conti consolidati per quanto riguarda
       dalle direttive nn. 83/349/CEE e 90/605/CEE), debbano                         il loro campo d’applicazione: GU L 317 del 16/11/1990, pag. 60.
       essere interpretate (o meno) nel senso che (tali norme)
       ostino ad una legge di uno Stato membro che escluda la
       punibilità della violazione degli obblighi di pubblicità e
       fedele informazione gravanti sulle società, allorquando
       le falsità o le omissioni fraudolente e, comunque, le
       comunicazioni e informazioni non fedelmente rappresen-
       tative della situazione patrimoniale, finanziaria e del
       risultato economico della società, non alterino «in modo
       sensibile» la situazione patrimoniale o finanziaria del                   Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
       gruppo (sebbene sia rimessa al legislatore nazionale                      nale di Cagliari — Sezione Civile — con ordinanza
       l’individuazione della nozione di «alterazione sensibile»);               29 aprile 2003, nella causa dinanzi ad esso pendente fra
                                                                                 Giuseppe Atzeni e a. e Regione Autonoma della Sardegna
                                                                                                            (Causa C-346/03)
5.     se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui
       all’art. 44, par. 3, lett. g), del Trattato, artt. 2, par. 1,
       lett. f), e 6, della cd. prima direttiva (68/151/CEE) ed                                              (2003/C 264/26)
       art. 2, par. 2-3-4 della cd. quarta direttiva (78/660/CEE,
       come integrata dalle direttive nn. 83/349/CEE e 90/605/
       CEE), debbano essere interpretate (o meno) nel senso che
       (tali norme) ostino ad una legge di uno Stato membro                      Con ordinanza 29 aprile 2003, pervenuta nella cancelleria
       che, a fronte della violazione di quegli obblighi di                      della Corte di giustizia delle Comunità europee il 6 agosto
       pubblicità e fedele informazione gravanti sulle società,                  2003 nella causa dinanzi ad esso pendente fra Giuseppe Atzeni
       posti a presidio della tutela degli «interessi tanto dei soci             e a. e Regione Autonoma della Sardegna il Tribunale di Cagliari
       come dei terzi», preveda solo per i soci ed i creditori il                ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
       diritto di chiedere la sanzione, con conseguente esclusione               seguenti questioni pregiudiziali perché si pronunci sulla vali-
       di una tutela generalizzata ed effettiva dei terzi;                       dità della decisione della Commissione Europea n. 612/97 (1),
                                                                                 in relazione ai seguenti vizi:
                                                                                 a)     incompetenza della Commissione ad emettere la decisio-
6.     se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui                        ne impugnata per violazione del combinato disposto
       all’art. 44, par. 3, lett. g), del Trattato, artt. 2, par. 1,                    degli artt. 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38 T.U.E.,
       lett. f), e 6, della cd. prima direttiva (68/151/CEE) ed
       art. 2, par. 2-3-4 della cd. quarta direttiva (78/660/CEE,                b)     violazione delle norme che disciplinano il procedimento
       come integrata dalle direttive nn. 83/349/CEE e 90/605/                          ai sensi dell’art. 88, par. 1 T.U.E.,
       CEE), debbano essere interpretate (o meno) nel senso che
       (tali norme) ostino ad una legge di uno Stato membro                      c)     violazione delle norme che disciplinano il procedimento
       che, a fronte della violazione di quegli obblighi di                             ai sensi dell’art. 88, par. 2 e 3 T.U.E.,
       pubblicità e fedele informazione gravanti sulle società,
       posti a tutela degli «interessi tanto dei soci come dei terzi»,           d)     difetto di motivazione della decisione ai sensi del combi-
       preveda un meccanismo di perseguibilità ed un sistema                            nato disposto dagli artt. 253, 88 par. 3 e 87 par. 1 T.U.E.,
       sanzionatorio particolarmente differenziati, riservando
       esclusivamente alle violazioni in danno di soci e creditori
       la punibilità a querela e sanzioni più gravi ed effettive.                e)     violazione e falsa applicazione del Reg. 797/85 (2) del
                                                                                        Consiglio relativo al miglioramento dell’efficienza delle
                                                                                        strutture agrarie,
                                                                                 f)     violazione ed inosservanza delle «prassi previste per gli
                                                                                        aiuti alle aziende agricole in difficoltà» e degli «orienta-
(1) Prima direttiva 68/151/CEE del Consiglio, del 9 marzo 1968,                         menti comunitari sugli aiuti di stato per il salvataggio e la
    intesa a coordinare, per renderle equivalenti, le garanzie che sono                 ristrutturazione di imprese in difficoltà».
    richieste, negli Stati membri, alle società a mente dell’articolo 58,
    secondo comma, del trattato per proteggere gli interessi dei soci e
    dei terzi: GU L 65 del 14/03/1968, pag. 8.                                   (1) GU L 248, dell’11 settembre 1997, p. 27.
(2) Quarta direttiva 78/660/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1978,               (2) GU L 93 del 30.03.1985, pag. 1.
    basata sull’articolo 54, paragrafo 3, lettera g), del Trattato e
    relativa ai conti annuali di taluni tipi di società: GU L 222 del 14/
    08/1978, pag. 11.