CELEX: 31993D0464
Language: it
Date: 1993-07-22 00:00:00
Title: 93/464/CEE: Decisione del Consiglio, del 22 luglio 1993, relativa al programma quadro per azioni prioritarie nel settore dell'informazione statistica 1993-1997

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31993D0464

93/464/CEE: Decisione del Consiglio, del 22 luglio 1993, relativa al programma quadro per azioni prioritarie nel settore dell'informazione statistica 1993-1997  

Gazzetta ufficiale n. L 219 del 28/08/1993 pag. 0001 - 0021 edizione speciale finlandese: capitolo 16 tomo 2 pag. 0040  edizione speciale svedese/ capitolo 16 tomo 2 pag. 0040 

DECISIONE DEL CONSIGLIO del 22 luglio 1993 relativa al programma quadro per azioni prioritarie nel settore dell'informazione statistica 1993-1997IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 213,  vista la proposta della Commissione(1) ,  visto il parere del Parlamento europeo(2) ,  visto il parere del Comitato economico e sociale(3) ,  considerando che la Comunità ha preso importanti decisioni in vista dell'attuazione e del buon funzionamento del mercato interno e prevede la realizzazione di un'unione economica e monetaria;  considerando che per la concezione, la realizzazione, la verifica e la valutazione delle sue politiche la Comunità deve poter disporre di informazioni statistiche comparabili tra gli Stati membri, aggiornate, affidabili, pertinenti e ottenute nel modo  più efficace possibile;  considerando che per garantire la coerenza e la comparabilità dell'informazione statistica nella Comunità è opportuno definire un programma quadro statistico a medio termine, che sarà realizzato o mediante accordo fra la Commissione e gli Stati membri o  mediante azioni specifiche che saranno decise, a seconda dei casi, dal Consiglio o, per azioni limitate, dalla Commissione;  considerando che tali azioni specifiche saranno di norma attuate sotto l'autorità degli organismi e delle istituzioni preposti all'elaborazione delle statistiche ufficiali;  considerando che la specificità dell'elaborazione delle statistiche comunitarie, che si basa sulle autorità statistiche nazionali, richiede una collaborazione particolarmente stretta nell'ambito del comitato del programma statistico per quanto riguarda  la realizzazione degli strumenti giuridici necessari per definire tali statistiche comunitarie;  considerando che prima di presentare la sua proposta la Commissione ha consultato il comitato del programma statistico, il comitato delle statistiche monetarie, finanziarie e della bilancia dei pagamenti, il comitato consultivo europeo sulle  informazioni statistiche nei settori economico e sociale, il comitato permanente delle statistiche agricole, il comitato delle statistiche del commercio estero; che tali comitati si sono pronunciati favorevolmente sulla proposta della Commissione,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  Il programma quadro statistico della Comunità indica le azioni prioritarie previste per il periodo 1993-1997. Tale programma è allegato alla presente decisione.  Articolo 2  Le azioni prioritarie riguardano i seguenti settori:  a) il funzionamento del mercato unico,  b) la politica sociale, la coesione economica e sociale e la protezione dei consumatori,  c) l'Unione economica e monetaria,  d) le relazioni fra la Comunità e il resto del mondo,  e) lo sviluppo delle tecnologie statistiche e delle risorse umane.  Articolo 3  La Commissione sottopone annualmente al'esame del comitato del programma statistico di cui all'articolo 3 della decision 89/382/CEE, Euratom(4)  gli orientamenti per l'attuazione del programma statistico.  Il comitato del programma statistico si pronuncia su detti orientamenti, in particolare:  - sulle azioni previste in via prioritaria dalla Commissione, tenuto conto dei vincoli finanziari sul piano sia nazionale che comunitario;  - sulle procedure e sugli eventuali strumenti giuridici che la Commissione prevede di adottare per l'attuazione del programma.  La Commissione tiene nel massimo conto le osservazioni del comitato del programma statistico e riserva ad esse il seguito che ritiene più appropriato.  Articolo 4  Il programma quadro statistico di cui all'articolo 1 è attuato mediante azioni statistiche specifiche che saranno decise:  a) dal Consiglio, conformemente alle pertinenti disposizioni del trattato;  b) dalla Commissione, alle condizioni previste all'articolo 5 e secondo la procedura prevista all'articolo 6;  c) mediante accordo tra la Commissione e le autorità nazionali nell'ambito delle rispettive competenze.  Articolo 5  La Commissione può decidere un'azione statistica specifica qualora questa soddisfi le due condizioni seguenti:  - la durata dell'azione non deve essere superiore ad un anno;  - la raccolta dei dati deve vertere su dati amministrativi e statistici già disponibili o accessibili presso le autorità nazionali competenti, oppure su dati che possono essere raccolti direttamente e i cui costi aggiuntivi a livello nazionale vengono  sostenuti dalla Commissione.  Articolo 6  1.  Ai fini dell'applicazione dell'articolo 5, la Commissione è assistita dal comitato del programma statistico.  2.  Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il  parere è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli  Stati membri è attribuita la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.  3. a) La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.  b) Se le misure previste non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.  Se il Consiglio non ha deliberato entro tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte, tranne nel caso in cui il Consiglio si sia pronunciato a maggioranza semplice contro tali  misure.  Articolo 7  La Commissione indica nelle sue proposte al Consiglio, nonché nei suoi progetti di misure da presentare al comitato di cui all'articolo 6:  - i motivi che giustificano l'azione proposta, in particolare in base agli obiettivi della politica comunitaria in questione;  - gli obiettivi precisi e quantificati dell'azione, nonché una valutazione dei risultati previsti;  - le modalità della realizzazione dell'azione, la sua durata ed il ruolo delle autorità statistiche nazionali e comunitarie;  - il ruolo dei comitati specializzati competenti in materia;  - un'analisi del rapporto costo-efficacia che tenga conto degli oneri finanziari dell'azione sia per la Comunità che per gli Stati membri;  - le raccomandazioni statistiche internazionali da rispettare nei settori trattati;  - le soluzioni che permettono di minimizzare l'onere delle risposte ai questionari statistici da parte delle unità oggetto di indagine.  Articolo 8  L'attuazione, negli Stati membri, delle azioni statistiche specifiche spetta alle autorità statistiche nazionali; nelle modalità di esecuzione si terrà conto dell'organizzazione della statistica ufficiale di ciascuno Stato membro.  Articolo 9  Gli Stati membri trasmettono le informazioni statistiche secondo le modalità previste per ciascuna azione specifica, conformemente alle disposizioni del regolamento (Euratom, CEE) n. 1588/90 del Consiglio, dell'11 giugno 1990, relativo alla  trasmissione all'Istituto statistico delle Comunità europee di dati statistici protetti dal segretto(5) .  Articolo 10  La Commissione esamina, nel corso del terzo anno di esecuzione del programma quadro, lo stato della sua realizzazione. In particolare essa valuta, previa consultazione del comitato del programma statistico, se sono stati conseguiti gli  obiettivi e le priorità del programma e presenta, se del caso, proposte di modifica.  Al termine del periodo del programma quadro la Commissione, previa consultazione del comitato del programma statistico, presenta una relazione sullo svolgimento del programma. La relazione è trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio entro la fine  del 1998.  Articolo 11  Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, addì 22 luglio 1993.  Per il Consiglio Il Presidente M. OFFECIERS-VAN DE WIELE  (1) GU n. C 277 del 26. 10. 1992, pag. 54.  (2) GU n. C 176 del 28. 6. 1993.  (3) GU n. C 19 del 25. 1. 1993, pag. 62.  (4) GU n. L 181 del 28. 6. 1989, pag. 47.  (5) GU n. L 151 del 15. 6. 1990, pag. 1.    ALLEGATO   PROGRAMMA QUADRO 1993-1997 LINEAMENTI GENERALI DELLE ATTIVITÀ PREVISTE NEL CAMPO DELL'INFORMAZIONE STATISTICA COMUNITARIA  OBIETTIVI GENERALI COLLEGAMENTI CON ALTRE INIZIATIVE DI COOPERAZIONE PROGRAMMI STATISTICI SETTORIALI I. I PROGRAMMI SETTORIALI PER IL FUNZIONAMENTO DEL MERCATO UNICO A. I programmi settoriali per la politica industriale, dei trasporti, dell'energia, della R &  S e del turismo Oggetto Obiettivi statistici 1. Norme 2. Statistiche degli scambi di beni tra Stati membri 3. Statistiche delle imprese a) industria b) servizi 4. Le statistiche dei trasporti 5. Statistiche sulla ricerca e lo sviluppo tecnologico 6. Statistiche dell'energia 7. Statistiche del turismo B. I programmi settoriali per la gestione della politica agricola comune e la politica della pesca Oggetto Obiettivi statistici 1. Statistiche dell'agricoltura a) produzione agricola b) prezzi e redditi agricoli c) strutture agricole d) industria agroalimentare e) silvicoltura 2. Statistiche della pesca C. I programmi settoriali per la politica dell'ambiente Oggetto Obiettivi statistici Statistiche dell'ambiente II. I PROGRAMMI SETTORIALI PER LA POLITICA SOCIALE, LA COESIONE ECONOMICA E SOCIALE E LA TUTELA DEI CONSUMATORI Oggetto Obiettivi statistici 1. Statistiche dell'occupazione 2. Statistiche sulle condizioni di vita e di lavoro e sulla protezione sociale a) la popolazione: attività previste b) le condizioni di lavoro: attività previste c) le condizioni di vita e la protezione sociale: attività previste 3. Statistiche sull'educazione e la formazione professionale 4. Statistiche sulla salute e la sicurezza 5. Statistiche regionali e locali 6. Statistiche per la tutela dei consumatori III. I PROGRAMMI SETTORIALI PER L'UNIONE ECONOMICA E MONETARIA Oggetto Obiettivi statistici 1. Conti nazionali (conti economici e finanziari) 2. Statistiche del settore pubblico a) statistiche delle imprese pubbliche b) statistiche sulle amministrazioni pubbliche 3. Statistiche della bilancia dei pagamenti 4. Statistiche dei prezzi 5. Indicatori del coordinamento della politica monetaria 6. Statistiche dell'ecu 7. Statistiche del commercio estero IV. I PROGRAMMI SETTORIALI PER LA COMUNITÀ E IL RESTO DEL MONDO Oggetto Obiettivi statistici 1. Statistica e Spazio economico europeo (SEE) 2. Sviluppo dei sistemi statistici nei paesi in transizione 3. Sviluppo dei sistemi statistici nei paesi in via di sviluppo 4. Cooperazione con gli altri paesi terzi 5. Coordinamento con le organizzazioni internazionali V. LO SVILUPPO DELLE TECNOLOGIE STATISTICHE E DELLE RISORSE UMANE Oggetto Obiettivi statistici 1. Diffusione statistica e informatica a) progetto DSIS (Distributed Statistical Information Services) b) istituzione di una rete per la diffusione del sistema statistico comunitario 2. Formazione statistica 3. La statistica come oggetto di ricerca a) programma DOSES (Development of Statistical Experts Systems) b) trasferimento di tecnologie tra sistemi statistici c) dimensione geografica PROGRAMMA QUADRO 1993-1997 - LINEAMENTI GENERALI DELLE ATTIVITÀ PREVISTE NEL CAMPO DELL'INFORMAZIONE STATISTICA COMUNITARIA   OBIETTIVI GENERALI  Il sistema statistico della Comunità deve adempiere i seguenti compiti:  - istituire un insieme di norme, metodi e strutture organizzative che concorrano alla produzione di statistiche comparabili, affidabili e pertinenti per l'intera Comunità;  - fornire alle istituzioni europee ed ai governi degli Stati membri le informazioni necessarie alla attuazione, al controllo e alla valutazione delle politiche comunitarie;  - diffondere l'informazione statistica al pubblico europeo, alle imprese e al complesso degli operatori economici e sociali per fiancheggiare le loro decisioni;  - contribuire a migliorare i sistemi statistici nei paesi membri e sostenerne la crescita nei paesi in via di sviluppo e in quelli in transizione verso economie di mercato.  Per perseguire tali obiettivi sarà necessario promuovere le seguenti attività:  a) sviluppare classificazioni, metodologie e definizioni comuni direttamente applicabili negli Stati membri, legittimate da un'apposita legislazione comunitaria;  b) realizzare indagini statistiche comuni su basi metodologiche armonizzate;  c) elaborare, analizzare e diffondere i risultati statistici comunitari, comprese le comparazioni tra paese e paese e tra regione e regione;  d) integrare le acquisizioni comunitarie nei programmi statistici degli Stati membri;  e) promuovere la convergenza delle pratiche statistiche nazionali, cominciando da iniziative di formazione comuni;  f) sostenere lo sviluppo dei sistemi statistici dei paesi della Comunità ed extracomunitari sulla base di attività strutturali e di scambi di tecnologie e di esperienze tra Stati membri e con i paesi terzi.  COLLEGAMENTI CON ALTRE INIZIATIVE DI COOPERAZIONE  Oltre alle attività comuni con i sistemi statistici nazionali degli Stati membri, la cooperazione si estenderà ai sistemi statistici dei paesi dell'EFTA nel quadro dello Spazio economico europeo, e alle  organizzazioni internazionali che operano nel campo della statistica come, in particolare, le Nazioni Unite e le sue agenzie e l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).  PROGRAMMI STATISTICI SETTORIALI I. I PROGRAMMI SETTORIALI PER IL FUNZIONAMENTO DEL MERCATO UNICO  A. I programmi settoriali per la politica industriale, dei trasporti, dell'energia, della R &  S e del turismo Oggetto Contribuire all'elaborazione delle informazioni statistiche necessarie al buon funzionamento del mercato unico europeo mettendo a disposizione delle istanze decisionali (amministrazioni, imprese e parti sociali) i dati che loro necessitano per  migliorare la competitività dell'economia comunitaria sul piano internazionale e per garantire una maggiore trasparenza del mercato.  Obiettivi statistici Proporre ai sistemi statistici degli Stati membri l'armonizzazione delle norme, la realizzazione di indagini statistiche comunitarie, l'elaborazione di dati già esistenti e l'istituzione di infrastrutture statistiche comuni come, per esempio, quella di  registri nei settori appresso indicati.  1. Norme L'insieme dei programmi statistici si articolerà in base a nuove nomenclature europee fortemente armonizzate con le nomenclature nazionali, il che consentirà di pervenire ad un autentico quadro comune dei dati in grado di coprire tutti i settori di  attività della Comunità.  2. Statistiche degli scambi di beni tra Stati membri Questo progetto ha per scopo la realizzazione delle decisioni del Consiglio per ciò che concerne le statistiche degli scambi di merci tra Stati membri dopo il 1992, a seguito della soppressione dei controlli frontalieri all'interno della Comunità.  Nel quadro di questa architettura, grazie ad una base di dati distribuita delle statistiche commerciali e tariffarie della Comunità e dei paesi terzi - Comext-93 - e grazie alla distribuzione delle elaborazioni, sarà possibile ottenere statistiche  nuove, più dettagliate e di maggior attualità.  La diffusione generalizzata dell'impiego di nuovi supporti (soprattutto, i CD-ROM), la realizzazione di prodotti specificatamente orientati ai grandi settori di attività e anche l'accoppiamento di prodotti di diffusione ai sistemi dichiarativi di  raccolta - che consentono un migliore ritorno dell'informazione e una maggiore trasparenza del mercato - contribuiranno ad aumentare la disponibilità di dati dettagliati presso le istituzioni e gli operatori economici.  Poiché la qualità delle statistiche e la loro attualità sono direttamente proporzionali alla capacità di percepirne l'utilità da parte delle imprese e al rapporto costi/benefici della dichiarazione, oltre alle iniziative tendenti a ridurre gli oneri  della dichiarazione stessa, verranno intensificate le campagne promozionali e quelle di sensibilizzazione e formazione in modo da incrementare i tassi di risposta.  Gli aspetti essenziali degli sviluppi futuri sono rappresentati dalla combinazione di dati commerciali e tariffari, dalla progressiva convergenza tra statistiche di produzione e statistiche commerciali, dall'ampliamento della copertura geografica ai  paesi dell'EFTA e dalle comparazioni con i dati di paesi terzi.  3. Statistiche delle imprese a) Industria Obiettivo centrale della statistica delle imprese è quello di fornire tutte le informazioni necessarie al monitoraggio del sistema produttivo comunitario e alla verifica delle politiche settoriali della Comunità. Le conseguenze operative per il  programma statistico 1993-1997, così come emergono dal trattato modificato dal trattato di Maastricht, riguardano contemporaneamente sia la normalizzazione (adozione di metodi, nomenclature e norme comuni) e le infrastrutture (tecniche e giuridiche),  che l'estensione delle indagini comunitarie a nuovi settori e le risorse umane e di bilancio.  L'obiettivo principale è sempre quello di migliorare i tre pilastri che sono alla base dell'informazione statistica sulle imprese; i dati annuali sulla struttura e l'attività delle imprese; l'esame, sufficientemente particolareggiato, della congiuntura  delle imprese; l'esame, sufficientemente dettagliato, della produzione di beni e servizi.  Con l'indagine annuale sulla struttura e l'attività delle imprese si otterrà una produzione di dati ripartiti per settori di attività, per classe dimensionale, per Stato membro o regione di quest'ultimo.  La statistica sulla produzione di beni e servizi costituirà il punto di partenza di tutti i lavori connessi al monitoraggio e alla trasparenza del mercato interno (politica commerciale, competitività).  Per andare al di là di questo obiettivo centrale, si procederà in due direzioni.  Da una parte, sarà opportuno cercare le vie e i mezzi atti a garantire una migliore organizzazione della statistica industriale per ridurre gli oneri che gravano sulle imprese interrogate ma anche per consentire loro di aumentare le possibilità di  impiego delle informazioni stesse. (È in quest'ottica che vanno perseguiti gli obiettivi di normalizzazione, di coordinamento delle indagini dirette verso le imprese, di dialogo con l'ambiente delle imprese per adattare l'informazione raccolta alle  esigenze da esso espresse, ecc.) Dall'altra, gli sviluppi delle politiche comunitarie hanno reso necessarie talune evoluzioni specifiche:  - sviluppo del sistema d'informazione relativo alle PMI (soprattutto indicatori specifici sulla demografia o sulle caratteristiche proprie delle PMI);  - concezione e applicazione di indicatori dettagliati sulla competitività delle imprese europee, in grado di consentire le comparazioni con i nostri concorrenti (soprattutto, USA e Giappone);  - incremento delle statistiche sulla ricerca e lo sviluppo, per consentire la misurazione di questo fattore di crescita della produttività e della competitività.  b) Servizi La statistica dei servizi continuerà a svilupparsi con un approccio contemporaneamente globale e settoriale.  Il completamento e il consolidamento della metodologia per le statistiche delle imprese e delle istituzioni produttrici di servizi richiederà una maggiore integrazione tra la statistica delle imprese industriali e quella dei servizi (dove va anche  compresa l'analisi della crescente tendenza a spostare all'esterno dell'impresa la fornitura di servizi ausiliari). I lavori a carattere metodologico dovranno tener conto dell'esperienza acquisita nel corso delle indagini pilota la cui realizzazione  dovrà essere sostenuta e coordinata a livello comunitario.  L'approccio «impresa» dovrà essere completato con lo sviluppo della metodologia per la statistica funzionale dei servizi, in particolare le statistiche di prodotti, funzioni, prezzi e volumi.  Il controllo e la valutazione dell'impatto del mercato unico su vari settori importanti e, talvolta, fragili sottolineano l'esigenza di indagini specifiche in molti campi considerati prioritari. È il caso dei servizi finanziari, dei servizi resi alle  imprese, delle comunicazioni e dei servizi audiovisivi, i quali rappresentano altrettante priorità sul piano comunitario e che esigono una intensificazione dei provvedimenti già assunti per dotarli di sistemi di informazione.  Contemporaneamente, le nuove prospettive del trattato riguardante l'unione politica e, soprattutto, le attività dell'Europa sociale, sottolineano l'emergere di nuovi settori, nel quadro dei servizi per le persone e le collettività, quali la sicurezza  sociale, l'educazione, la salute e la promozione sociale, le attività associative, ricreative, culturali e sportive, ecc., che devono venir analizzate con un approccio «imprese di servizi», prestando attenzione particolare all'analisi dei servizi non  destinabili alla vendita e agli stretti legami tra questi settori e l'analisi funzionale delle spese pubbliche.  Allo sviluppo della statistica delle imprese di servizi andrà collegato anche lo sviluppo di un sistema d'informazione basato su repertori settoriali, dall'economia sociale all'artigianato, nonché tutti i lavori miranti ad affinare e ad attuare «il  programma di attività per lo sviluppo del sistema statistico sul commercio e la distribuzione».  4. Le statistiche dei trasporti Il trattato di Maastricht, pone l'accento sulla volontà di procedere, nel campo dei trasporti, con una politica di liberalizzazione dei mercati, il che significa - sul piano statistico - che bisognerà dare priorità a statistiche, non ancora sviluppate  sul piano comunitario, come la statistica dei trasporti aerei e la statistica dei trasporti marittimi.  In ogni caso, al di là dell'aspetto rappresentato dalle modalità di trasporto, sarà necessario disporre di una statistica sull'utilizzazione delle infrastrutture e dei mezzi di trasporto, il che significa affrontare prioritariamente la statistica sui  trasporti di passeggeri.  Il quadro specifico relativo alle statistiche dei trasporti continuerà comunque a svilupparsi con la revisione delle direttive riguardanti i trasporti su strada, ferrovia e vie navigabili, e con la sua estensione alle statistiche dei trasporti aerei e  marittimi.  Il sistema di informazione deve, inoltre, essere consolidato con un approccio più intermodale, capace di connettere le metodologie settoriali agevolando l'organizzazione delle indagini.  5. Statistiche sulla ricerca e lo sviluppo tecnologico Le competenze in materia di ricerca e sviluppo tecnologico, conferite alla Comunità dall'Atto unico - ribadito dagli accordi di Maastricht e dalla politica comunitaria di promozione dell'innova- zione - esigono informazioni statistiche aggiornate e  precise. La proposta di decisione del Consiglio, in materia di statistiche di R &  S e dell'innovazione, prevede che l'obiettivo del programma 1993-1997 sia essenzialmente quello di consolidare la situazione esistente sforzandosi, però, di estendere la  raccolta di informazioni soprattutto per quanto riguarda il personale che opera nella R &  S, la valutazione del potenziale tecnologico delle regioni e l'elaborazione di indagini pilota sull'innovazione. Occorrerà estendere anche la collaborazione con  l'OCSE in modo da ottenere informazioni sul finanziamento e le spese di R &  S in tempi più brevi.  6. Statistiche dell'energia Le prospettive delle statistiche dell'energia dipendono dall'andamento della situazione economica generale e dal mercato dell'energia in particolare.  Gli sforzi principali verranno effettuati per migliorare i bilanci, sia dal punto di vista della ripartizione dei prodotti che da quello degli aggregati. Le indagini sul censimento dei prezzi e dei consumi dovranno essere ampliate in modo da ottenere  una migliore copertura statistica.  Le iniziative previste avranno, comunque, l'obiettivo di migliorare e rendere più comparabile l'informazione statistica - sulla trasparenza dei prezzi, dei flussi energetici e la sicurezza degli approvvigionamenti - con analisi puntuali relative  all'allargamento della dispersione geografica delle risorse, alla sostituibilità reciproca dei prodotti energetici, all'impiego razionale dell'energia, alla sfruttamento delle risorse energetiche rinnovabili, all'impatto sull'ambiente delle emissioni  frutto della trasformazione di prodotti energetici (CO2, SO2, ecc.) e loro valutazione economica, agli investimenti energetici regionali.  In questo contesto, un importante complemento è rappresentato dalle strategie per un impiego oculato delle risorse in materie prime non energetiche. Con l'apertura delle reti si potrà rendere operante il monitoraggio statistico del loro impiego.  7. Statistiche del turismo Nel campo delle statistiche del turismo occorrerà delineare, nel quadro dello Spazio economico europeo, un sistema di informazione orientato soprattutto sull'offerta e sulla domanda turistica.  B. I programmi settoriali per la gestione della politica agricola comune e la politica della pesca Oggetto Contribuire alla elaborazione delle informazioni statistiche necessarie alla gestione e al controllo dei provvedimenti adottati nel quadro della politica agricola comune (PAC) e della politica della pesca.  Obiettivi statistici Proporre ai sistemi statistici degli Stati membri la realizzazione di indagini comunitarie, di elaborazioni comparabili che prendano le mosse dalle indagini nazionali, l'applicazione di norme armonizzate ed il ricorso ad infrastrutture statistiche  comuni nei seguenti settori:  1. Statistiche dell'agricoltura Le statistiche agricole andranno incontro, nei prossimi anni, a novità incalzanti in seguito alla riforma della politica agricola comune ed in seguito all'elaborazione dei risultati dell'operazione di «screening» realizzata nel corso del precedente  programma. Cambiamenti negli strumenti di raccolta dei dati relativi alla produzione e alle previsioni di produzione, ai prezzi, ai redditi e alle strutture agricole, saranno non solo necessari ma anche inevitabili. L'obiettivo è quello di arrivare ad  un impiego ottimale delle risorse stanziate per le statistiche agricole, limitando al massimo l'onere crescente esercitato sulle aziende agricole.  a) Produzione agricola Produzione vegetale: gli stabilizzatori, introdotti in vari settori della produzione vegetale, nonché una serie di probabili elementi della riforma della PAC, hanno sottolineato l'esigenza di migliorare la qualità, la comparabilità e di abbreviare i  tempi di messa a disposizione di tali statistiche. La riforma della PAC renderà ancor più evidente l'impatto diretto dei risultati statistici sulla gestione dei mercati. È, quindi, importante - per le statistiche vegetali - non solo creare un quadro  giuridico vincolante ma, soprattutto, di essere costantemente alla ricerca dei mezzi più appropriati perché esse siano affidabili ed obiettive, pur nello sforzo di limitarne il più possibile il costo, sia in termini finanziari che di risorse umane. In  quest'ottica, verranno proseguite e, per quanto possibile, intensificate le ricerche già avviate nel campo delle tecniche di campionamento, di previsione e di telerilevamento applicate alle statistiche agricole.  Produzione animale: la statistica e la legislazione comunitaria dovranno adeguarsi all'andamento dei mercati e all'evoluzione dei provvedimenti adottati per la loro gestione: a intervalli regolari, sia le statistiche che la legislazione dovranno essere  esaminate criticamente in modo da accertare che gli obiettivi perseguiti siano raggiunti a costi contenuti e tenendo soprattutto conto dei vari livelli d'importanza della produzione nei singoli paesi. Particolare attenzione dovrà essere prestata al  miglioramento dell'informazione complessiva sull'abbattimento dei capi.  Bilanci di approvvigionamento: tali bilanci sono la sintesi delle statistiche sulle disponibilità e sugli impieghi dei vari prodotti vegetali ed animali; essi consentono, quindi, di seguire l'andamento del grado di autoapprovvigionamento e l'andamento  dei consumi. Dopo il 1992, in seguito all'introduzione del nuovo sistema di commercio intracomunitario, potranno essere necessarie una serie di correzioni. Va comunque migliorata da loro qualità e va meglio definita la domanda di informazioni  essenziali, in base alle caratteristiche di dettaglio e ai raggruppamenti geografici richiesti, continuando a tener conto del fatto che tali cifre fungono da dati di riferimento per accordi internazionali come, in particolare, il GATT.  Bilanci foraggeri: ormai da vent'anni, la statistica si occupa delle quantità di alimenti disponibili. Sono stati intrapresi una serie di studi per stabilire i bisogni nutrizionali degli animali allo scopo di quantificare la domanda in alimenti ben  prima che siano noti i dati sull'offerta. Ci si sforza anche di incrociare i dati sull'offerta e quelli sulla domanda per ottenere un quadro accurato degli alimenti consumati da ciascuna categoria animale. La riforma della PAC rafforzerà il ruolo dei  mercati e ciò richiederà, a sua volta, informazioni accurate sul livello degli stock di prodotti agricoli, sia pubblici che privati, data la loro influenza sul mercato.  b) Prezzi e redditi agricoli La verifica e il miglioramento delle fonti e dei metodi usati nell'elaborazione dei conti economici dell'agricoltura rappresentano un compito importante che consentirà una migliore armonizzazione delle statistiche tra Stati membri e una maggior  comprensione delle disparità di reddito agricolo esistenti nella Comunità. Occorrerà migliorare la qualità e l'analisi previsionale del reddito agricolo.  Il continuo sviluppo dell'analisi del reddito globale delle famiglie agricole contribuisce ad una maggiore comprensione del reddito totale in agricoltura.  Verranno sviluppati e/o aggiornati i modelli di previsione e di simulazione (a breve e medio termine) fondati su una base di dati integrata del settore agricolo. Tali modelli saranno lo strumento per le previsioni e le simulazioni degli effetti di  provvedimenti alternativi a carattere politico in agricoltura. Il loro impiego consentirà alle istanze decisionali a livello politico di motivare le proprie proposte. Gli Stati membri verranno sempre più coinvolti in questo lavoro.  c) Strutture agricole Nel corso degli anni 1993-1997, gli Stati membri effettueranno tutte le indagini sulle strutture delle aziende agricole, previste dal regolamento (CEE) n. 571/88 del Consiglio.  Per agevolare l'accesso ai risultati di tali indagini ed il loro impiego, si continuerà a sviluppare il nuovo sistema di banca dati Eurofarm.  L'elaborazione statistica di fonti amministrative (schedari), in particolare per le coltivazioni permanenti, renderà disponibile per la Comunità un insieme di informazioni indispensabili sull'andamento dei settori agricoli interessati.  d) Industria agroalimentare Prosegue la raccolta di dati relativi alle industrie connesse all'agricoltura. Le esigenze degli utenti saranno soddisfatte utilizzando i dati esistenti e approfittando delle correzioni che si annunciano nel campo delle statistiche sulle imprese.  e) Silvicoltura Il miglioramento dell'informazione sulla silvicoltura riguarda soprattutto la struttura delle unità forestali e mira ad istituire un inventario della silvicoltura comunitaria.  2. Statistiche della pesca La politica comune della pesca investe numerosi centri di interesse che richiedono la disponibilità di statistiche: gestione dei mercati, conservazione delle riserve alieutiche e ristrutturazione dell'industria della pesca.  I regolamenti già adottati, relativi agli sbarchi di prodotti della pesca e alle catture nell'Atlantico nord-orientale e nord-occidentale, prescrivono le statistiche più necessarie. Nei prossimi anni, occorrerà migliorare la qualità dei dati così  raccolti con un continuo scambio di informazioni sulle metodologie utilizzate dagli Stati membri.  Si è dato, inoltre, inizio ad una serie di attività preliminari per migliorare le statistiche esistenti sulla pesca nel Mediterraneo e sull'acquicoltura.  C. I programmi settoriali per la politica dell'ambiente Oggetto Elaborare un sistema di indicatori statistici che consentano la preparazione, l'applicazione, il controllo e la valutazione dei programmi comunitari a tutela dell'ambiente.  Obiettivi statistici Proporre ai sistemi statistici degli Stati membri la realizzazione di indagini comunitarie, di elaborazioni comparabili a partire da dati esistenti, l'applicazione di norme armonizzate e di infrastrutture statistiche comuni nei seguenti settori: Statistiche dell'ambiente Nel campo dell'ambiente, il periodo di programmazione è scandito dal V programma di attività della politica comunitaria dell'ambiente che, sotto il titolo «Towards sustainability», sviluppa i principi di base dello sviluppo durevole (sustainability) e  della condivisione della responsabilità (shared responsibility) da parte di tutti, operatori e settori. Il programma traccia il passaggio da una strategia di legislazione normativa verso lo sviluppo di una combinazione tra strumenti economici e sociali  di vario tipo che consentono di cogliere contemporaneamente l'obiettivo della durevolezza in tutti i settori e quello di mutare l'atteggiamento dei vari operatori introducendo un concetto di responsabilità ambientale (environmental liability).  La filosofia dello sviluppo durevole è stata oggetto di riflessione, sul piano mondiale, in occasione della conferenza per l'ambiente e lo sviluppo, dell'ONU (UNCED), riunitasi nel giugno 1992 in Brasile, durante la quale è stato presentato un programma  per il XXI secolo, contenente anche una parte relativa allo sviluppo di una adeguata politica dell'informazione.  In questo contesto, gli obiettivi del programma statistico dell'ambiente per gli anni 1993/1997 dovranno costituire la prosecuzione delle attività avviate nel 1989/1992 e mirare all'attuazione dei risultati degli studi in corso.  Le priorità riguardano:  - l'introduzione di un sistema di rilevamenti statistici dei rifiuti, connesso alla legislazione comunitaria sulla gestione dei rifiuti;  - l'introduzione di un sistema di rilevamento, nell'ambito delle indagini industriali, riguardante la generazione di emissioni e di rifiuti e le spese sostenute per la loro prevenzione ed eliminazione, identificazione e descrizione delle ecoindustrie;  - collaborazione all'istituzione di un catasto delle emissioni e dei rifiuti, per settore economico, insieme all'Agenzia europea dell'ambiente (AEA) (prosecuzione del progetto Corinair);  - armonizzazione delle statistiche sulle spese dei poteri pubblici a favore dell'ambiente e sugli sforzi di R &  S in questo settore;  - elaborazione di indicatori e analisi sulle statistiche dei trasporti, le materie prime e l'energia, l'industria, l'agricoltura e il turismo, in applicazione delle politiche dell'ambiente in questi settori;  - collaborazione alle attività internazionali sui conti satelliti dell'ambiente.  Nei prossimi anni, il lavoro statistico dovrebbe fare alcuni progressi grazie all'introduzione di norme comunitarie riguardanti la pianificazione ambientale, la contabilità e le verifiche dei conti ambientali delle imprese e delle amministrazioni  pubbliche, grazie all'incremento di informazione e di responsabilità dei consumatori e singoli cittadini, grazie al progresso della ricerca scientifica su cause ed effetti degli impatti dell'attività umana sull'ambiente, nonché grazie allo sviluppo  della teoria economica e dei metodi empirici per valorizzare i danni all'ambiente e integrare, nelle contabilità economiche, i costi del degrado ambientale e dell'esaurimento delle risorse naturali.  II. I PROGRAMMI SETTORIALI PER LA POLITICA SOCIALE, LA COESIONE ECONOMICA E SOCIALE E LA TUTELA DEI CONSUMATORI  Oggetto Contribuire all'elaborazione di indicatori statistici armonizzati sull'occupazione, la disoccupazione, i movimenti di popolazione, il livello di vita, la salute, la protezione sociale, l'educazione, la formazione professionale e le disparità regionali.   Obiettivi statistici Proporre ai sistemi statistici degli Stati membri la realizzazione di indagini statistiche o elaborazioni a partire da dati esistenti, secondo modalità communi, nei seguenti settori:  1. Statistiche dell'occupazione Lo sforzo compiuto per rendere più affidabili e completi i risultati dell'indagine sulle forze di lavoro (IFL) si è dimostrato pienamente giustificato. L'IFL conserverà il suo ruolo centrale nelle statistiche dell'occupazione ed assume nuova importanza  in seguito ad una correzione, voluta dall'articolo 123 del trattato, che aggiunge ai compiti del Fondo sociale «l'adeguamento alle trasformazioni industriali e ai cambiamenti dei sistemi di produzione, in particolare attraverso la formazione e la  riconversione professionale», nel quadro degli obiettivi 3 e 4.  Questa indagine comunitaria diventerà, ancor più che in passato, la base ed il quadro comune delle stime che completeranno altre statistiche più dettagliate, o più frequenti, realizzate nei paesi membri. Diverrà così possibile non solo produrre  mensilmente tassi di disoccupazione comparabili ma anche puntualizzare il problema rappresentato dal volume di lavoro nelle economie con organizzazioni del lavoro sempre più variabili (per esempio: tempo parziale, occupazione multipla, alternanza  lavoro/formazione).  Particolare attenzione andrà rivolta alle possibilità di individuare indicatori a breve termine sull'occupazione a livello settoriale.  2. Statistiche sulle condizioni di vita e di lavoro e sulla protezione sociale Le attività prioritarie in questo campo possono ripartirsi in tre grandi settori:  a) La popolazione attività previste:  - ottenimento di un insieme annuale di dati coerenti e comparabili sulla situazione e l'andamento demografico;  - prosecuzione dei lavori di proiezione demografica;  - fornitura di informazioni sulla mobilità intracomunitaria privilegiando gli aspetti di flusso, qualifica ed età;  - soddisfazione delle esigenze di informazioni statistiche relative all'immigrazione extracomunitaria, privilegiando la composizione familiare, la formazione e le qualifiche delle popolazioni immigrate;  - creazione di un sistema di informazioni CEE/EFTA sugli stock e i flussi delle popolazioni migranti.  b) Le condizioni di lavoro attività previste:  - messa a disposizione di informazioni statistiche sulle condizioni di lavoro con particolare riferimento al tipo di contratto e alla ripartizione del tempo di lavoro al fine di fornire una possibilità di controllo sui progetti di direttive che  affrontano tali questioni;  - miglioramento dell'informazione sui salari e costi della manodopera, ottenuto mediante indagini sulla struttura dei salari che consentano di ottenere dati sul livello delle qualifiche e sulla distribuzione dei salari per classe dimensionale delle  imprese, per settori di attività e per regioni. Questo miglioramento dell'informazione dovrà anche consentire di rispondere alle esigenze espresse nel parere sull'equa remunerazione e nel terzo programma per la parità di opportunità tra uomini e donne a  proposito del concetto «a lavoro uguale, uguale salario»;  - sviluppo di indicatori a breve termine sul costo della manodopera;  - applicazione di indicatori sulle relazioni industriali (conflitti, tassi di sindacalizzazione, negoziati collettivi, ecc.).  Poiché, in generale, la Comunità si è prefissa l'obiettivo di sviluppare pari opportunità tra uomini e donne, la distinzione per sesso deve essere presente in tutte le statistiche che, per loro natura, consentano una tale distinzione.  c) Le condizioni di vita e la protezione sociale attività previste:  - miglioramento della comparabilità e della frequenza dei dati sui consumi e le condizioni di vita delle famiglie;  - istituzione di una base di dati sulla distribuzione dei redditi, con particolare riferimento ai redditi delle persone anziane cogliendo l'occasione dell'anno europeo delle persone anziane (1993);  - istituzione di un panel europeo sul reddito e le condizioni di vita delle famiglie che funga da strumento di monitoraggio delle implicazioni sociali del mercato unico;  - prosecuzione e miglioramento degli indicatori di povertà che vanno arricchiti, in particolare, delle dimensioni non monetarie;  - controllo delle spese e delle entrate nel campo della protezione sociale (Sespros), con particolare riferimento al progetto di raccomandazione sulla convergenza degli obiettivi di sicurezza sociale e a quello riguardante il livello minimo;  - prosecuzione degli studi microeconomici sui tassi di avvicendamento, per funzione;  - aggiornamento regolare del «Digest of Statistics on Social Protection in Europe»;  - aggiornamento biennale delle statistiche sulla situazione sociale delle persone handicappate;  - sviluppo della raccolta dei dati riguardanti i «budgets-temps» degli europei;  - messa a disposizione dei dati sui provvedimenti e i fondi di bilancio stanziati a favore dei servizi di sostegno alle famiglie.  3. Statistiche sull'educazione e la formazione professionale Lo sviluppo delle statistiche sull'educazione e soprattutto di quelle relative alla formazione professionale è uno dei grandi compiti, nuovi e urgenti, del sistema statistico comunitario.  Il miglioramento della comparabilità dei dati statistici, attraverso l'elaborazione delle corrispondenze reali tra i sistemi educativi e di formazione professionale nazionali, è un compito importante che andrà sviluppato in modo da consentire una  conoscenza più ampia delle realtà nei vari paesi membri. Alla base dello sviluppo dell'informazione in questo settore ci saranno elaborazioni particolari a partire da dati esistenti nei vari schedari amministrativi.  4. Statistiche sulla salute e la sicurezza Le attività previste in questo campo riguardano l'analisi della mortalità e della morbilità, ripartite per cause. Verranno effettuate raccolte sistematiche di dati comparabili da continuarsi, poi, di comune accordo con i paesi e le organizzazioni  internazionali interessate, soprattutto l'Organizzazione mondiale della sanità.  La risoluzione del Consiglio del 21 dicembre 1987 e la direttiva del 22 giugno 1989 richiedono, inoltre, l'armonizzazione delle statistiche relative agli incidenti sui luoghi di lavoro e alle malattie professionali. I lavori in questo campo  proseguiranno.  5. Statistiche regionali e locali Le statistiche regionali verranno sviluppate nelle seguenti direzioni:  - applicazione e copertura regionale più completa - compresi i nuovi Laender della RFG - dello schema di conti regionali per tutti gli Stati membri;  - miglioramento della rappresentatività regionale delle indagini comunitarie e ampliamento delle possibilità di una loro elaborazione;  - maggior comparabilità e affidabilità degli indicatori regionali usati in funzione dell'applicazione dei regolamenti che riguardano i fondi strutturali;  - dati regionali sul settore pubblico;  - organizzazione di un sistema comune di informazioni infraregionali che consenta di mettere a punto suddivisioni funzionali e geografiche del territorio comunitario (zone di occupazione, zone urbane/rurali, . . .) e di organizzare la raccolta dei dati  e la base informatica per la rappresentazione cartografica spaziale e regionale;  - sviluppo di indicatori in modo da riflettere i fattori che influenzano in modo significativo le prospettive e le capacità di sviluppo e di adattamento strutturale, come:  - il livello e le qualifiche delle risorse umane,  - l'investimento,  - la presenza di infrastrutture,  - le capacità di innovazione,  - la capacità imprenditoriale, riflessa dall'andamento del numero di imprese nuove e delle chiusure.  6. Statistiche per la tutela dei consumatori Il titolo XI introduce nel nuovo trattato sull'unione europea un capitolo relativo alla tutela dei consumatori nei settori della sanità, della sicurezza, degli interessi economici e dell'informazione.  In questo contesto, occorre disporre dei dati relativi a:  - le minacce alla salute e alla sicurezza legate all'impiego di prodotti o di servizi, compresi gli incidenti domestici e nel tempo libero;  - le tendenze delle spese dei consumatori, ripartite per settore di distribuzione e per tipo di distribuzione (da punti di vendita fissi rispetto alle vendite per corrispondenza).  Sarà opportuno, infine, creare un'informazione statistica di tipo completamente nuovo, in grado di afferrare non solo le potenziali dimensioni di nuovi mercati creati dal mercato unico (per esempio, per le istituzioni finanziarie) nei paesi della  Comunità, ma anche il grado di fiducia che i consumatori ripongono nel mercato unico (per esempio, transazioni di prodotti e di servizi al di là delle frontiere interne della Comunità.  III. I PROGRAMMI SETTORIALI PER L'UNIONE ECONOMICA E MONETARIA  Oggetto Contribuire allo sviluppo di indicatori statistici armonizzati che consentano di perseguire gli obiettivi decisi nel quadro della unione economica e monetaria. Si tratta di tutto il complesso delle statistiche necessarie alle istituzioni e agli Stati  membri per controllare l'applicazione dei principi di cui all'articolo 3 A (titolo II) del trattato dell'unione sulla convergenza delle politiche economiche.  Obiettivi statistici Proporre ai sistemi statistici degli Stati membri la realizzazione di indagini statistiche o elaborazioni a partire da dati esistenti, in base a modalità comuni, nei settori che seguono.  1. Conti nazionali (conti economici e finanziari) I dati relativi ai conti nazionali continueranno ad essere, come in passato, la pietra angolare dell'analisi macroeconomica.  I PNL costituiscono, fin dal 1988, la base di una nuova risorsa propria della Comunità. La direttiva PNL ha istituito una procedura di verifica e di valutazione della comparabilità e della rappresentatività dei PNL degli Stati membri della Comunità.  Al fine di realizzare detti obiettivi, occorrerà consolidare i lavori in corso attribuendo loro un grado elevato di priorità.  Si tratta di:  1) Conseguire un'osservazione più omogenea delle norme del SEC.  2) Aumentare la precisione della valutazioni del PNL.  3) Accertarsi che i conto regionali forniscano un'immagine maggiormente esauriente dell'attività economica.  È lecito attendersi, in un prossimo futuro, una serie di miglioramenti sostanziali della qualità dei dati di base impiegati per i conti nazionali grazie, in particolare, all'inventario delle fonti e dei metodi, raccolto per verificare la comparabilità  del PNL ai fini del contributo - fondato sul PNL (quarta risorsa) - degli Stati membri al bilancio comunitario. Sarà comunque opportuno andare al di là del semplice PNL e delle sue principali contropartite: un'esigenza, fortemente sentita e connessa  alla realizzazione dell'unione economica e monetaria, sarà la comparabilità delle stime macroeconomiche nell'ambito della distribuzione dei redditi, della formazione del risparmio, dell'accumulazione e del finanziamento.  Il trattato sull'unione sottolinea l'importanza degli indicatori statistici derivati dal sistema europeo dei conti economici integrati (SEC). Nel protocollo sulla procedura applicabile in caso di disavanzi eccessivi, per esempio, le definizioni  utilizzate per disavanzo pubblico, investimento e debito sono quelle del SEC. Il SEC è attualmente in corso di revisione; la versione aggiornata entrerà in vigore nel corso del periodo coperto dal presente programma statistico.  L'elaborazione dei conti patrimoniali, l'analisi - cioè - che privilegia gli stock rispetto ai flussi, è già prevista nella revisione SEC. Nel caso dei bilanci finanziari, essi costituiscono un approccio globale per vari conti satelliti, ad esempio  aggregati monetari, debito estero e debito dello Stato. Sarà necessario disporre di conti partrimoniali per tutti gli Stati membri al fine di analizzare il comportamento degli operatori economici.  Per la futura unione economica e monetaria, sarà necessario disporre di un sistema di conti economici integrati per l'intera unione, per essere in grado di seguirne l'evoluzione economica. Per stabilire, per esempio, la posizione della Comunità rispetto  al resto del mondo, è necessario avere dati coerenti sugli averi e gli impegni all'estero.  2. Statistiche del settore pubblico La messa in atto di un programma di lavoro si presenta in modo completamente diverso a seconda che si tratti di statistiche di imprese pubbliche oppure di amministrazioni pubbliche. Nel primo caso, occorre creare un sottoinsieme di statistiche delle  imprese; nel secondo, occorre puntare al miglioramento della qualità delle statistiche esistenti (maggior rapidità, comparabilità, dettaglio) per poterle adeguare alle specifiche esigenze dell'unione economica e monetaria (UEM).  a) Statistiche delle imprese pubbliche È opportuno, in primo luogo, che i repertori di imprese, utilizzati a fini statistici, descrivano i criteri che definiscono il controllo dell'impresa da parte dei pubblici poteri.  Per quanto riguarda le indagini comunitarie relative alle imprese industriali e ai servizi, la Commissione deve dare inizio, in collaborazione con gli Stati membri, ai lavori che consentano di ottenere una ripartizione tra imprese private e imprese  pubbliche. A priori, l'insieme delle variabili elencate in tali indagini dovrebbero essere mantenute per le imprese pubbliche e se ne potrebbero aggiungere altre.  In seno all'elaborazione dei conti patrimoniali delle società (e quasi società) pubbliche (finanziarie e non finanziarie), si dovrà prestare particolare attenzione all'istituzione di statistiche dell'indebitamento delle società (e quasi società)  pubbliche che beneficiano della garanzia dei poteri pubblici.  b) Statistiche sulle amministrazioni pubbliche Taluni elementi dei conti nazionali, fino ad oggi scarsamente utilizzati, acquistano un nuovo rilievo; nel quadro di una politica monetaria unificata, per esempio, l'analisi della politica fiscale richiede dati sui redditi e sulle spese dello Stato, sui  disavanzi e sul loro finanziamento. Inoltre, uno dei quattro criteri di convergenza identificati nel trattato sull'unione europea riguarda direttamente la politica fiscale. Per consentire l'applicazione del protocollo sulla procedura per i disavanzi  eccessivi, i dati relativi sia alla posizione generale di bilancio che al debito pubblico generale devono essere armonizzati, raccolti e aggiornati conformemente alla metodologia del SEC e a quanto stabilito nel protocollo.  L'articolo 104 C del trattato sull'unione fa riferimento al fatto che la relazione tra il livello tra la spesa pubblica d'investimento e il livello del disavanzo pubblico costituisce uno dei criteri di cui tener conto nella relazione che la Commissione  deve preparare se uno Stato membro non rispetta i requisiti in materia di deficit di bilancio. Ciò significa che i dati relativi alle spese pubbliche d'investimento devono essere armonizzati e raccolti in modo regolare; tali dati saranno estratti dai  conti nazionali.  3. Statistiche della bilancia dei pagamenti Una «bilancia dei pagamenti stabile» costituisce uno dei principi direttivi sia per gli Stati membri, presi individualmente, che per la Comunità nel suo insieme (articolo 3 A). Di conseguenza, le statistiche sulla bilancia dei pagamenti rivestono  estrema importanza al fine di sorvegliare la situazione economica e finanziaria esterna di ciascun Stato membro e della Comunità nel suo insieme. Le statistiche costituiscono una fonte di informazioni affidabile sui flussi macroeconomici internazionali  come il commercio dei beni e dei servizi, il reddito dei fattori, i trasferimenti senza contropartita, gli investimenti diretti e gli altri flussi di capitale e monetari. Alcuni provvedimenti politici, importanti nel contesto dell'integrazione economica  e monetaria, dipendono strettamente dalle statistiche sulla bilancia dei pagamenti. Si tratta, tra l'altro, dei provvedimenti relativi ai movimenti di capitali, ai pagamenti (articolo 109 C) e alla condotta delle operazioni di cambio. Sembra, inoltre,  molto probabile che i prossimi accordi internazionali sul commercio (Uruguay Round) includano il commercio internazionale di servizi, per il quale le statistiche sulla bilancia dei pagamenti sono una delle principali fonti di informazione. Per questo  motivo è assolutamente necessario disporre di statistiche sulla bilancia dei pagamenti dettagliate, affidabili e disponibili in tempi brevi.  Attualmente, le statistiche sulla bilancia dei pagamenti degli Stati membri divergono quanto a livello di dettaglio, qualità ed attualità. In taluni Stati membri, inoltre, preoccupazioni legate alla riservatezza dei dati impediscono la trasmissione di  questi ultimi alla Comunità con il risultato di creare vuoti di informazione comparabile e fondata su definizioni comuni a tutti gli Stati membri; i dati aggregati per i flussi nazionali sono, pertanto di qualità limitata. A ciò si aggiunge che,  normalmente, i flussi nazionali non sono ripartiti in flussi intra ed extra comunitari. L'informazione attualmente disponibile, soprattutto su scala comunitaria, è nettamente insufficiente per rispondere alle future esigenze della UEM.  Per realizzare i sostanziali miglioramenti che sono necessari occorre mettere in atto sforzi consistenti. Il manuale del Fondo monetario internazionale, di prossima pubblicazione, dovrà essere adattato alle norme comunitarie affinché la sua applicazione  in tutti gli Stati membri non dia luogo ad assimetrie statistiche. Contemporaneamente, il sistema di raccolta dei dati in tutta la Comunità deve essere rivisto ed armonizzato. Tutti questi compiti devono essere portati a termine prima dell'inizio della  terza fase ed è opportuno, quindi, approfittare a fondo del periodo coperto dal presente programma statistico. Il contributo dell'istituto monetario europeo (IME) nel corso della seconda fase, agevolerà il raggiungimento, a ritmo serrato, degli  obiettivi suesposti.  4. Statistiche dei prezzi I dati sugli indici di prezzo hanno due importanti applicazioni nella UEM. In primo luogo, il trattato statuisce che l'obiettivo principale del sistema europeo delle banche centrali (SEBC) è quello di mantenere la stabilità dei prezzi. In secondo luogo,  uno dei criteri impiegati per stabilire quali saranno gli Stati membri le cui economie avranno raggiunto un grado di convergenza sufficiente a consentire loro l'adesione all'unione monetaria, è rappresentato proprio dalla riduzione ad un livello  accettabile dei differenziali di inflazione tra paese e paese, differenziali che sono definiti mediante gli indici dei prezzi al consumo.  Benché la Commissione raccolga e diffonda, mensilmente, dati sull'andamento delle inflazioni nazionali - sulla base degli indici dei prezzi al consumo forniti dagli Stati membri, tali indici nazionali non sono del tutto armonizzati. Se si tiene conto  dell'importanza che riveste la disponibilità di dati comparabili sui tassi di inflazione, occorre fare, rapidamente, uno sforzo per costruire un indice dei prezzi al consumo armonizzato per tutti gli Stati membri.  5. Indicatori del coordinamento della politica monetaria Per agevolare la comprensione dei sistemi finanziari nazionali, proseguiranno i lavori sull'inventario di fonti e metodi delle statistiche bancarie. Obiettivo dell'inventario è quello di semplificare l'identificazione dei vari strumenti finanziari che  costituiscono gli «elementi di base» degli aggregati monetari esistenti e che sono comparabili tra gli Stati membri grazie alle analogie nelle caratteristiche economiche. Il comitato dei governatori e, in un secondo tempo, l'IME stesso potranno  utilizzare questi elementi per stabilire e saggiare empiricamente varie definizioni dell'offerta di moneta, ed impiegarle nel processo di intensificazione del coordinamento tra le politiche comunitarie nella Comunità.  Sulla base dei risultati dell'inventario, potranno essere identificati, se necessario, i settori per i quali è possibile una maggior armonizzazione delle condizioni di raccolta ed elaborazione di statistiche bancarie. Fino al termine del 1993, le  proposte di armonizzazione dovranno conformarsi alle modalità in vigore nel corso della prima fase della UEM. Dal 1o gennaio 1994, tali modalità passeranno sotto la responsabilità dell'IME, nell'ambito dei compiti che esso dovrà svolgere nella seconda  fase dell'UEM, e in tal caso ciò avverrà entro il 31 dicembre 1996.  Per contribuire all'esercizio della sorveglianza multilaterale da parte del Consiglio, sarà necessario disporre di dati su un gran numero di indicatori di politica monetaria. Tra questi vanno annoverati i tassi di interesse che costituiscono, tra  l'altro, uno dei criteri di convergenza previsti dal trattato sull'unione. Anche a proposito di questi indicatori, saranno necessarie informazioni comparabili.  6. Statistiche dell'ecu Durante tutto il periodo fino alla conclusione della prima fase del processo della UEM, continueranno ad essere raccolte e pubblicate, ad intervalli regolari, le statistiche sull'ecu.  Nel corso della seconda fase della UEM, la raccolta e la diffusione delle statistiche sull'ecu proseguiranno e verranno sviluppate soprattutto per consentire all'IME di seguire lo sviluppo dell'ecu e di facilitarne l'impiego, ai sensi degli articoli 2 e  4 del protocollo sullo statuto dell'IME e per consentire alla Commissione di adempiere i propri obblighi.  7. Statistiche del commercio estero A partire dal 1993, andrà rilanciato in modo sistematico il completamento dell'armonizzazione, o dell'uniformazione, delle statistiche del commercio estero le cui basi sono state gettate a suo tempo dal regolamento (CEE) n. 1736/75 del Consiglio.  L'entrata in vigore, il 1o gennaio 1993, della versione aggiornata di questo regolamento costituirà, per la Comunità e per i suoi Stati membri, l'occasione per riaffermare, con nuove norme applicative (riguardanti, soprattutto, il valore, i criteri di  confidenzialità e i movimenti particolari di merci), sia l'esistenza autonoma che il carattere specifico delle statistiche comunitarie.  Questa messa a punto sembra essere la sola via percorribile per migliorare la comparabilità interna dei risultati forniti alla Commissione dagli istituti statistici nazionali.  Tuttavia un progresso in questo senso dovrà andare di pari passo con quello della comparabilità esterna, che costituisce proprio l'obiettivo principale del presente decennio e che progredirà attraverso le convergenze metodologiche - in via di  formalizzazione con l'EFTA e ormai delineate con i paesi in transizione - ed attraverso gli atti di «riconciliazione», attualmente in corso (USA/Canada) o relativamente prevedibili (GATT), sugli scambi della Comunità con i paesi terzi. Un simile  obiettivo verrà colto solo a patto che tutti gli istituti nazionali di statistica accettino di accorciare le distanze che, nella pratica, li separano dalla maggioranza degli altri istituti.  A partire dall'unità così consolidata, la Commissione e gli istituti nazionali di statistica potranno intervenire in modo concertato sul piano internazionale e preparare le convenzioni che renderanno possibili la compatibilità delle statistiche mondiali  del commercio estero in maniera ben più sicura di quanto si potrebbe ottenere con correzioni, adattamenti e stime fatte intervenire a posteriori su risultati prodotti con metodi diversi. Per quanto riguarda gli scambi internazionali di servizi, è realistico limitare, almeno in un primo tempo, lo sviluppo dell'informazione agli adeguamenti del contenuto delle statistiche sugli scambi di beni, il che consente di accrescere,  complessivamente, la precisione dei dati del commercio estero, richiesti per la statistica della bilancia dei pagamenti (per esempio: valore, natura, della transazione, spese di trasporto, spese di assicurazione, lavoro per conto terzi, ecc.).  Dovrà evidentemente proseguire l'attività corrente di adeguamento della parte statistica della nomenclatura combinata all'evoluzione tecnologica del commercio estero e alle esigenze di altre nomenclature, comunitarie e internazionali; l'organo  istituzionale a ciò preposto continua a restare il comitato della nomenclatura combinata tariffaria e statistica.  L'analisi dei provvedimenti di convergenza delle economie europee richiedono dati affidabili e comparabili: il miglioramento della qualità dei dati avverrà grazie ad iniziative concrete miranti a generalizzare, in base a studi condotti negli Stati  membri, l'introduzione di un elenco comunitario minimo di controlli e di convalide, di correzioni retroattive e di aggiustamenti delle anomalie e dati aberranti venuti alla luce grazie ai programmi di analisi statistica a questo scopo sviluppati.  La valorizzazione delle basi informative rese così disponibili sarà attuata producendo dati derivati, fornendo serie più elaborate, sviluppando procedure di aggiustamento stagionale, di calcolo e di analisi degli indici del commercio estero nonché  stimando e analizzando statistiche appropriate.  IV. I PROGRAMMI SETTORIALI PER LA COMUNITÀ E IL RESTO DEL MONDO  Oggetto Questi programmi hanno un doppio obiettivo. Da un lato, far sì che le norme e i metodi statistici sviluppati e messi in atto all'interno della Comunità siano applicati a livello internazionale per accrescere la comparabilità e la qualità dei dati che,  per gli utenti, divengono caratteristiche indispensabili dell'informazione statistica. Dall'altro, soprattutto nei confronti dei paesi della Europa orientale in transizione verso economie moderne e nei confronti dei paesi in via di sviluppo, la Comunità  deve assumere un ruolo di coordinamento e di assistenza allo sviluppo di sistemi statistici moderni, efficaci e rispondenti agli stessi principi che vigono nei paesi dell'Europa occidentale.  Obiettivi statistici Proporre ai sistemi statistici degli Stati membri di coordinare l'iniziativa della Comunità in seno alle organizzazioni internazionali e di attuare iniziative di cooperazione e di assistenza tecnica per lo sviluppo dei sistemi statistici dei paesi in  transizione e dei paesi in via di sviluppo.  1. Statistica e Spazio economico europeo (SEE) Il trattato sullo SEE stabilisce, all'articolo 76, la necessità di sviluppare un sistema di statistiche comparabili ed armonizzate in tutti i paesi membri dello SEE. Questa disposizione del trattato si è tradotta nell'istituzione del programma  statistico comune CE-EFTA. Tale programma accoglie l'insieme delle esperienze e dei progetti del programma statistico comunitario in grado di favorire l'applicazione del trattato. Per quanto riguarda i meccanismi di concertazione, e al di là di quanto  stabilito dal trattato SEE, la Commissione intende associare strettamente i sistemi statistici dei paesi dell'EFTA a tutti i programmi comunitari per favorire lo sviluppo di uno spazio statistico europeo coerente, fondato su principi, norme e  metodologie comuni.  2. Sviluppo dei sistemi statistici nei paesi in transizione La transizione verso un'economia moderna richiede profonde ristrutturazioni dei sistemi statistici.  La cooperazione statistica sarà, essenzialmente, di ordine tecnico e mirerà a rendere disponibili le metodologie e gli indirizzi pratici diffusi nelle economie di mercato sviluppate e, in particolare, nella Comunità europea. L'attività di formazione  comprenderà conferenze e seminari rivolti a grandi gruppi oppure potrà fiancheggiare l'attuazione di un progetto in un settore particolare (formazione pratica).  La Commissione si incarica dell'organizzazione della formazione in senso ampio (dalla formazione teorica all'assistenza tecnica) e del coordinamento delle iniziative di tutti i paesi ed istituzioni internazionali che lo richiedano.  Questo tipo di cooperazione è parte di un programma pluriennale, suddiviso in settori statistici, che ha stabilito l'ordine di priorità dei progetti e delle singole attività. La formazione di base è organizzata in seminari e corsi pratici oppure  bilateralmente tra la Commissione/Stati membri ed un paese dell'Europa centrale ed orientale (ECO) o anche multilateralmente. L'assistenza tecnica è garantita a livello bilaterale tra la Commissione - o uno Stato membro - e un paese ECO.  Attraverso il coordinamento dei progetti di cooperazione dei paesi del G24 e delle istituzioni internazionali, la Commissione garantisce il buon impiego di risorse limitate (crediti e perizie).  3. Sviluppo dei sistemi statistici nei paesi in via di sviluppo Per il periodo 1993-1997, la proposta è di concentrare l'attività di cooperazione della Commissione sulle seguenti priorità:  - formazione di esperti in statistica: l'educazione è un'attività fondamentale per consentire ai paesi in via di sviluppo di gettare le basi di efficienti istituti statistici. In questo campo occorre impegnarsi in due modi:  - finanziando scuole di formazione professionale nei paesi dell'Africa francofona, anglofona e di lingua portoghese. Una serie di iniziative è prevista anche per altre regioni (America latina, Asia, ecc.) per soddisfare eventuali richieste dei paesi di  tali regioni. Il coordinamento con la rete del CESD (Parigi, Lisbona, Madrid e Lussemburgo) e con il Centro di Monaco, resta una priorità per garantire le migliori risorse di cooperazione possibili;  - sostenendo attività che favoriscono il miglioramento costante delle risorse umane con brevi corsi e seminari su temi appropriati;  - statistiche del commercio estero: il sostegno della Commissione alle statistiche del commercio estero continuerà ad interessare la definitiva messa a punto e l'installazione del sistema Eurotrace. Il programma è previsto in versione francese, inglese,  portoghese e spagnola, in modo da poter abbracciare in questo campo paesi in via di sviluppo in tutte le regioni;  - un'altra parte importante della futura cooperazione è rappresentata dall'informazione statistica necessaria ad afferrare gli aspetti sociali dello sviluppo. Essa interverrà, in particolare, nel contesto del sostegno agli adeguamenti strutturali che,  attualmente, fa parte degli aspetti principali della convenzione di Lomé;  - sistemi di informazioni per la sicurezza alimentare: lo scopo è quello di sostenere la creazione di sistemi di informazione capaci di contribuire all'elaborazione e alla gestione delle politiche alimentari e di sviluppo rurale. Ciò significa  partecipare alla programmazione e alla realizzazione del progetto Diaper III nei paesi del CILSS (Comitato interstatale per la lotta contro la siccità nel Sahel), finanziata dal FES (Fondo europeo di sviluppo) e dai programmi bilaterali degli Stati  membri.  Tutte queste attività vanno articolate in seno ad una strategia complessiva, che la Commissione sta attualmente mettendo a punto con gli Stati membri della CEE tenendo conto dei programmi di altri organismi come la Banca mondiale e la Commissione  economica delle Nazioni Unite per l'Africa.  4. Cooperazione con gli altri paesi terzi Il periodo 1993-1997 sarà dedicato alla realizzazione degli obiettivi fissati nell'accordo di cooperazione concluso con l'«Office of Management and Budget» degli USA e con Statistiques Canada, a seguito della Dichiarazione transatlantica, firmata  nell'autunno 1990 tra la Comunità, gli USA ed il Canada. Questi lavori comuni riguarderanno lo sviluppo di classificazioni e nomenclature, norme e metodi comuni, il coordinamento dell'assistenza tecnica ai paesi in transizione, la formazione statistica  e la diffusione dell'informazione.  5. Coordinamento con le organizzazioni internazionali La cooperazione con i dipartimenti di statistica delle organizzazioni internazionali diventerà, in futuro, un punto centrale della politica della Commissione. Sul piano mondiale, la Commissione rafforzerà la propria presenza in tutti i meccanismi di  cooperazione delle Nazioni Unite. La revisione di questi meccanismi, attualmente in corso, dovrà consentire alla Commissione statistica delle Nazioni Unite di mettere in atto, a partire dal 1993, condizioni migliori di cooperazione e di definire più  precisamente il ruolo che la Commissione dovrà svolgere in seno ad organismi di coordinamento come il gruppo di lavoro della Commissione statistica sul coordinamento oppure il sottocomitato statistico della cooperazione tra le organizzazioni  internazionali.  Per quanto riguarda determinati settori particolari, la Commissione parteciperà a tutti i gruppi di lavoro intersegretariato in cui sarà chiamata a rappresentare la Comunità europea: contabilità nazionale, statistiche dei servizi, statistiche  dell'ambiente, nomenclature, repertori, ecc.  Sul piano europeo, o più generalmente dei paesi industrializzati, la Commissione conta di consolidare la cooperazione con l'OCSE e la CEE-Ginevra. Il gruppo intersegretariato creato nel settembre 1991, consente l'attuazione di una cooperazione delle tre  istituzioni per migliorare lo sviluppo di norme e metodi statistici ed aggiornare il sistema di raccolta dei dati presso le amministrazioni statistiche nazionali.  V. LO SVILUPPO DELLE TECNOLOGIE STATISTICHE E DELLE RISORSE UMANE  Oggetto Al di là dell'attività connessa alla produzione di statistiche, alla loro analisi e diffusione, il sistema statistico comunitario dovrà affrontare, nei prossimi anni, la necessità di far confluire le pratiche statistiche nazionali in un sistema sempre  più integrato, in grado di beneficiare - per tutte le sue componenti - delle tecnologie più moderne. Si opererà, dunque, in due direzioni: da una parte, sviluppando le tecniche di raccolta, elaborazione, scambio e diffusione dei dati che potranno  beneficiare delle ricerche più avanzate in materia di tecnologia delle comunicazioni. Dall'altra, l'obiettivo è quello di contribuire a ottimizzare, in seno ai sistemi statistici nazionali, l'impiego delle infrastrutture e delle metodologie sviluppate  dal sistema statistico della Comunità, contribuendo a creare un'autentica comunità statistica europea.  Obiettivi statistici Proporre ai sistemi statistici degli Stati membri lo sviluppo in comune di tecniche e tecnologie moderne, destinate a rendere le statistiche più affidabili, disponibili in tempi brevi, ed attuare un programma di formazione permanente.  1. Diffusione statistica e informatica Una buona concezione dei sistemi d'informazione ed efficienti strumenti informatici rappresenteranno, fino alla fine del decennio e oltre, la condizione principale dell'efficienza del sistema statistico europeo.  Se, in un primo tempo, la qualità, l'affidabilità, la pertinenza e la disponibilità dell'informazione statistica continueranno a restare fattori importanti, le sfide del futuro riguarderanno sempre più la rapidità di messa a disposizione  dell'informazione e le capacità di analisi della medesima. L'accento, che finora è stato posto sui sistemi informatici, andrà spostato sulle capacità di scambio di enormi masse di informazioni e sull'interconnessione tra le applicazioni statistiche  degli Stati membri e quelle della Commissione, vale a dire sull'introduzione di autentici sistemi d'informazione europei decentralizzati.  La cooperazione con gli Stati membri si articola intorno a due assi principali.  a) Progetto DSIS (Distributed Statistical Information Services) Il progetto DSIS intende sviluppare un insieme di servizi statistici a favore del sistema statistico europeo per la raccolta, l'elaborazione e la diffusione dell'informazione statistica.  Le componenti della cooperazione con gli Stati membri saranno:  - l'assunzione, nei sistemi d'informazione nazionali, dei risultati della standardizzazione statistica;  - la componente «normalizzazione sullo scambio informatizzato dei dati (EDI)». Questa componente ha, a sua volta, diverse articolazioni: sviluppo di messaggi generici di trasmissione di dati statistici, sviluppo delle componenti «statistiche» dei  messaggi per la raccolta primaria dell'informazione, impiego generalizzato di norme statistiche (nomenclature) nei messaggi EDI, sviluppo di software in grado di appoggiare le norme Edifact e le rispettive interfaccie con le applicazioni;  - l'infrastruttura tecnica: si provvederà ad istituire una serie di centri di raccolta, potenti e multimediali (progetto Stadium), presso diversi partner con lo scopo di gestire, il più automaticamente possibile, i flussi tra i loro sistemi di  informazione;  - le nuove applicazioni dovranno essere concepite in maniera da poter approffittare in tempi brevi dei benefici tecnologici di questi progetti. L'applicazione pilota più urgente, pertanto riguarderà il commercio intracomunitario. Dovrà essere messa allo  studio la migrazione delle applicazioni esistenti.  b) Istituzione di una rete per la diffusione del sistema statistico comunitario L'informazione statistica comunitaria dev'essere messa a disposizione dell'utente finale presso l'organismo a lui più prossimo, dove egli ha l'abitudine di rivolgersi; i relativi accessori devono essere espressi nella sua lingua. La rete di diffusione  dell'informazione statistica comunitaria, che è stato convenuto di costituire tra la Commissione e i servizi statistici degli Stati membri, si fonda su questa idea.  L'attuazione di una simile rete rende necessari notevoli sforzi in direzione:  - della circolazione di informazioni sui dati disponibili: architettura e contenuto dei sistemi d'informazione comunitario e nazionale;  - della formazione di addetti alla rete in contatto con gli utenti;  - della definizione delle politiche di diffusione con tutte le loro implicazioni pratiche (tariffazione, accesso e/o inoltro dell'informazione, orientamento all'utente, ecc.).  2. Formazione statistica La Commissione proseguirà nei prossimi anni il programma TES (Training of European Statisticians) che consolida e completa le attività dei sistemi statistici nazionali per quanto attiene la specializzazione e la formazione continua.  Lo sviluppo di un efficiente sistema statistico europeo si fonda anche su una formazione professionale di esperti statistici europei che sia capace, da un lato, di confrontare, arricchire le statistiche nazionali e consolidare i linguaggi comuni e,  dall'altro, di diffondere le più moderne tecnologie disponibili per la raccolta, l'elaborazione e l'analisi di dati. Questa formazione professionale dovrà garantire anche le sinergie alla statistica ufficiale, le università e la statistica del settore  privato.  Il principio fondamentale del TES consiste nel fatto che tanto il corpo insegnante che i partecipanti devono essere di varie nazionalità per favorire lo scambio di informazioni e di esperienze sulle questioni comuni.  3. La statistica come oggetto di ricerca a) Programma DOSES (Development of Statistical Experts Systems) Le statistiche, in sé, sono anch'esse un campo di ricerca. La modernizzazione degli apparati statistici nazionali e di quello comunitario è costretta a passare attraverso l'attività di ricerca e di sviluppo. Nel periodo 1993-1997, sulla scorta del  programma DOSES, occorrerà saper trarre profitto dai risultati acquisiti, di proseguire i lavori intrapresi - amplificando lo sforzo nei settori ritenuti più promettenti - di estendere il campo investito dalle attività di ricerca fino a comprendervi il  maggior numero possibile di tecniche e tecnologie nuove utilizzabili a fini statistici. Sarà anche necessaria una riflessione generale sulle caratteristiche di un adeguato quadro istituzionale per promuovere, coordinare ed amplificare le iniziative  nazionali.  b) Trasferimento di tecnologie tra sistemi statistici In materia di tecnologia dell'informazione, i progressi registrati nel campo della normalizzazione e della standardizzazione dei software e degli hardware sono tali che è attualmente possibile pensare ad una cooperazione tecnologica molto più stretta  tra i vari sistemi statistici, europei e nazionali. La Commissione, nel corso del periodo di attuazione del presente programma, svilupperà una politica di cooperazione tecnologica basata sul principio del subappalto a favore dell'insieme della Comunità  statistica. Sulla base di capitolati d'oneri, definiti in comune, uno o più istituti di statistica potranno essere incaricati di sviluppare, a favore dell'intero sistema statistico comunitario, dei moduli di sistemi di informazione. Verranno lanciati  progetti pilota in questo campo per quanto riguarda il sistema Blaise (sviluppato dai Paesi Bassi) e il servizio di distribuzione di nomenclatura sviluppato dalla Francia. Altri «moduli» appariranno certamente al seguito del progetto Intrastat/Comedi e  in altri campi ancora.  c) Dimensione geografica Tradizionalmente, i dati della Commissione vengono generalmente raccolti a livello degli Stati membri con, per alcune serie di dati, una ripartizione in grandi regioni standard (secondo la NUTS - Nomenclatura delle unità territoriali statistiche).  Con l'affacciarsi di nuove politiche nei campi più disparati, il supporto di informazione richiede ora una ripartizione regionale più dettagliata e più vasta. Attualmente, sono sempre più disponibili dati associati ad identificatori di localizzazione.  Alcune nuove tecnologie (sistemi di informazioni geografiche) forniscono gli strumenti di memorizzazione, di elaborazione e di presentazione di tali dati.  Le nuove politiche investono l'attività statistica in numerosi campi di competenza della Commissione. Tra i principali esempi vanno citati la riforma e l'ampliamento dei fondi strutturali della Comunità, legati all'idea di una «coesione regionale», gli  aspetti ambientali, la riforma della politica agricola comune, con le preoccupazioni per il futuro del mondo rurale che ne derivano, i bisogni operativi per il grande mercato unico e il suo ampliamento e lo Spazio economico europeo.  Per meglio individuare i problemi, determinare, gestire e controllare le politiche, per meglio informare coloro che sono chiamati a gestire i mercati, è indispensabile disporre di informazioni relative ad un gran numero di nuovi raggruppamenti  territoriali, taluni di ordine fisico (per esempio, i bacini idraulici), altri di ordine economico (per esempio gli spostamenti, spesso transfrontalieri, verso i luoghi di lavoro).  La Commissione ha cominciato ad investire in un sistema di informazione geografica (acquisizione di hardware e software specifico, di personale appropriato, progettazione di sistemi di informazione geografica di base - cartografia dei dati - e  organizzazione dei collegamenti con le statistiche georiferite). Questa attività verrà sviluppata ed estesa per mettere a disposizione delle altre direzioni generali della Commissione taluni servizi centrali (analoghi a quelli forniti in campo  statistico) e per collaborare con i servizi statistici e gli enti cartografici negli Stati membri. Saranno conclusi accordi politici per il «copyright» e i prezzi. Una particolare importanza per i futuri sviluppi riveste la possibilità per gli Stati  membri, di aggiungere, ai loro dati, parametri di localizzazione dettagliati. La Commissione, inoltre, incoraggerà, all'interno del sistema delle statistiche ufficiali, la diffusione del telerilevamento come fonte potenziale ed importante di dati  georiferiti, il cui ruolo tuttavia non è ancora definito.