CELEX: 62006CC0456
Language: it
Date: 2008-01-17
Title: Conclusioni dell'avvocato generale Sharpston del 17 gennaio 2008. # Peek & Cloppenburg KG contro Cassina SpA. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Bundesgerichtshof - Germania. # Diritto d’autore - Direttiva 2001/29/CE - Art. 4, n. 1 - Distribuzione al pubblico, attraverso la vendita o in altro modo, dell’originale di un’opera o di una copia di essa - Utilizzazione delle riproduzioni di mobili protetti dal diritto d’autore come elementi di mobilio esposti in una sala vendite nonché come decorazioni da vetrina - Assenza di trasferimento della proprietà o del possesso. # Causa C-456/06.

CONCLUSIONI DELL’AVVOCATO GENERALE
      ELEANOR SHARPSTON
      presentate il 17 gennaio 2008 1(1)
      
      Causa C‑456/06
      Peek & Cloppenburg KG
      contro
      Cassina S.p.A.
      
      «Diritto d’autore e diritti connessi – Mobili legittimamente acquistati in uno Stato membro – Messi a disposizione per uso temporaneo o esposti al pubblico in un altro Stato membro – “Distribuzione al pubblico”»1.        Con la presente domanda di pronuncia pregiudiziale il Bundesgerichtshof (Corte federale di Cassazione), Germania, chiede alla
         Corte di fornire chiarimenti in merito all’interpretazione dell’art. 4, n. 1, della direttiva del Parlamento europeo e del
         Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella
         società dell’informazione (in prosieguo: la «direttiva sul diritto d’autore» oppure la «direttiva») (2).
      
      2.        La causa riguarda mobili che, all’epoca dei fatti, non erano tutelati dal diritto d’autore nello Stato membro in cui venivano
         prodotti e dove erano stati acquistati dalla Peek & Cloppenburg KG (in prosieguo: la «Peek & Cloppenburg»), mentre lo erano
         nello Stato membro dove quest’ultima li metteva a disposizione per uso temporaneo nelle aree di riposo pubbliche di uno dei
         suoi negozi e li esponeva nella vetrina di un suo altro punto vendita. Alla Corte viene chiesto se tale utilizzo dei mobili
         costituisca una «distribuzione al pubblico (...) attraverso la vendita o in altro modo» ai sensi dell’art. 4, n. 1, della
         direttiva sul diritto d’autore. In caso affermativo, si chiede alla Corte se l’esercizio di detto diritto di distribuzione
         nelle circostanze del presente caso sia compatibile con l’art. 28 CE.
      
       Contesto normativo
       La direttiva sul diritto d’autore
      3.        La direttiva sul diritto d’autore, come indicato dal titolo, ha lo scopo di armonizzare taluni aspetti del diritto d’autore
         e dei diritti connessi (3), compreso il diritto di autorizzare la distribuzione al pubblico di opere protette da tali diritti, o di loro copie.
      
      4.        Il preambolo della direttiva comprende i seguenti ‘considerando’:
      
      «(3)      L’armonizzazione proposta contribuisce all’applicazione delle quattro libertà del mercato interno e riguarda il rispetto dei
         principi fondamentali del diritto e segnatamente della proprietà, tra cui la proprietà intellettuale, della libertà d’espressione
         e dell’interesse generale.
      
      (4)      Un quadro giuridico armonizzato in materia di diritto d’autore e di diritti connessi, creando una maggiore certezza del diritto
         e prevedendo un elevato livello di protezione della proprietà intellettuale, promuoverà notevoli investimenti in attività
         creatrici ed innovatrici (…) 
      
      (…)
      (9)      Ogni armonizzazione del diritto d’autore e dei diritti connessi dovrebbe prendere le mosse da un alto livello di protezione,
         dal momento che tali diritti sono essenziali per la creazione intellettuale. La loro protezione contribuisce alla salvaguardia
         e allo sviluppo della creatività nell’interesse di autori, interpreti o esecutori, produttori e consumatori, nonché della
         cultura, dell’industria e del pubblico in generale. Si è pertanto riconosciuto che la proprietà intellettuale costituisce
         parte integrante del diritto di proprietà.
      
      (10)      Per continuare la loro attività creativa e artistica, gli autori e gli interpreti o esecutori debbono ricevere un adeguato
         compenso per l’utilizzo delle loro opere, come pure i produttori per poter finanziare tale creazione. Gli investimenti necessari
         a fabbricare prodotti quali riproduzioni fonografiche, pellicole o prodotti multimediali e servizi quali i servizi su richiesta
         (“on‑demand”) sono considerevoli. È necessaria un’adeguata protezione giuridica dei diritti di proprietà intellettuale per
         garantire la disponibilità di tale compenso e consentire un soddisfacente rendimento degli investimenti. 
      
      (11)      Un sistema efficace e rigoroso di protezione del diritto d’autore e dei diritti connessi è uno dei principali strumenti in
         grado di garantire alla creazione e alla produzione culturale europea le risorse necessarie nonché di preservare l’autonomia
         e la dignità di creatori e interpreti o esecutori.
      
      (…)
      (15)      La conferenza diplomatica tenutasi sotto gli auspici dell’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO) ha
         portato nel dicembre del 1996 all’adozione di due nuovi trattati, il “Trattato della WIPO sul diritto d’autore” e il “Trattato
         della WIPO sulle interpretazioni, le esecuzioni e i fonogrammi”, relativi rispettivamente alla protezione degli autori e alla
         protezione degli interpreti o esecutori e dei produttori di riproduzioni fonografiche. Detti trattati aggiornano notevolmente
         la protezione internazionale del diritto d’autore e dei diritti connessi anche per quanto riguarda il piano d’azione nel settore
         del digitale (la cosiddetta “digital agenda”) e perfezionano i mezzi per combattere la pirateria a livello mondiale. La Comunità
         e la maggior parte degli Stati membri hanno già firmato i trattati e sono già in corso le procedure per la loro ratifica.
         La presente direttiva serve anche ad attuare una serie di questi nuovi obblighi internazionali.
      
      (…)
      (21)      La presente direttiva dovrebbe definire la portata degli atti coperti dal diritto di riproduzione in relazione ai vari beneficiari
         e ciò nel rispetto dell’acquis comunitario. È necessaria una definizione ampia di tali atti per garantire la certezza del
         diritto nel mercato interno.
      
      (…)
      (23)      La presente direttiva dovrebbe armonizzare ulteriormente il diritto d’autore applicabile alla comunicazione di opere al pubblico.
         Tale diritto deve essere inteso in senso lato in quanto concernente tutte le comunicazioni al pubblico non presente nel luogo
         in cui esse hanno origine. Detto diritto dovrebbe comprendere qualsiasi trasmissione o ritrasmissione di un’opera al pubblico,
         su filo o senza filo, inclusa la radiodiffusione, e non altri atti.
      
      (…)
      (28)      La protezione del diritto d’autore nel quadro della presente direttiva include il diritto esclusivo di controllare la distribuzione
         dell’opera incorporata in un supporto tangibile. La prima vendita nella Comunità dell’originale di un’opera o di sue copie
         da parte del titolare del diritto o con il suo consenso esaurisce il contenuto del diritto di controllare la rivendita di
         tale oggetto nella Comunità. Tale diritto non dovrebbe ritenersi esaurito in caso di vendita dell’originale o di sue copie
         da parte del titolare del diritto o con il suo consenso al di fuori della Comunità. I diritti di noleggio e i diritti di prestito
         per gli autori sono stati stabiliti nella direttiva 92/100/CEE. Il diritto di distribuzione di cui alla presente direttiva
         lascia impregiudicate le disposizioni relative ai diritti di noleggio e ai diritti di prestito di cui al capitolo I della
         direttiva suddetta.
      
      (…)
      (60)      La protezione prevista dalla presente direttiva non dovrebbe ostare all’applicazione delle disposizioni di diritto nazionale
         o comunitario in altri settori, come la proprietà industriale, la protezione dei dati, l’accesso condizionato, l’accesso ai
         documenti pubblici e la norma della cronologia dell’utilizzo dei media, che possono pregiudicare la tutela del diritto di
         autore o dei diritti connessi».
      
      5.        L’art. 4 dispone quanto segue: 
      
      «1.   Gli Stati membri riconoscono agli autori il diritto esclusivo di autorizzare o vietare qualsiasi forma di distribuzione al
         pubblico dell’originale delle loro opere o di loro copie, attraverso la vendita o in altro modo.
      
      2.     Il diritto di distribuzione dell’originale o di copie dell’opera non si esaurisce nella Comunità, tranne nel caso in cui la
         prima vendita o il primo altro trasferimento di proprietà nella Comunità di detto oggetto sia effettuata dal titolare del
         diritto o con il suo consenso».
      
      6.        Ai sensi dell’art. 9, la direttiva non osta all’applicazione delle disposizioni concernenti, inter alia, disegni o modelli.
         Storicamente, in alcuni Stati membri questi ultimi erano ricompresi nell’ambito del diritto d’autore, in altri erano tutelati
         da una specifica normativa nazionale e in altri non godevano di alcuna protezione (4).
      
       Le convenzioni internazionali
      7.        L’art. 4, n. 1, della direttiva sul diritto d’autore è simile all’art. 6, n. 1, del trattato della WIPO (5) sul diritto d’autore (in prosieguo: il «WCT») (6). Secondo giurisprudenza costante, le norme di diritto comunitario derivato devono essere interpretate in maniera per quanto
         possibile conforme agli accordi internazionali conclusi dalla Comunità (7).
      
      8.        Il WCT è entrato in vigore il 6 dicembre 2001. La Comunità, pur avendolo firmato, non lo ha ancora ratificato (8). Esso riveste tuttavia importanza ai fini dell’interpretazione della direttiva sul diritto d’autore dal momento che il quindicesimo
         ‘considerando’ della direttiva stabilisce che la stessa «serve anche ad attuare una serie di questi nuovi obblighi internazionali»
         derivanti dal WCT.
      
      9.        L’art. 6 del WCT, intitolato «Diritto di distribuzione», recita quanto segue:
      
      «1)      Gli autori di opere letterarie e artistiche hanno il diritto esclusivo di autorizzare la messa a disposizione del pubblico
         delle loro opere originali o di copie delle stesse, mediante vendita o altra cessione dei diritti di proprietà.
      
      2)      Nessuna disposizione del presente trattato pregiudica la facoltà delle Parti contraenti di determinare le eventuali condizioni
         in cui ha luogo l’esaurimento del diritto di cui al paragrafo 1 dopo la prima vendita o altra cessione dei diritti di proprietà
         dell’opera originale o di una copia della stessa con il consenso dell’autore».
      
       La normativa nazionale
      10.      L’art. 4 della direttiva sul diritto d’autore è stato attuato in Germania dagli artt. 15 e 17 dell’Urheberrechtsgesetz (legge
         tedesca sul diritto d’autore, in prosieguo: l’«UrhG») (9).
      
      11.      L’art. 15, n. 1, dispone che il diritto esclusivo dell’autore comprende il diritto di distribuzione così come definito all’art. 17.
         
      
      12.      L’art. 17, n. 1, definisce il diritto di distribuzione come «il diritto di offrire al pubblico o di mettere in commercio l’opera
         originale o sue copie». 
      
       Il contesto della causa principale
      13.      La seguente esposizione dei fatti si basa sull’ordinanza di rinvio salvo laddove diversamente specificato.
      
      14.      La Cassina SpA (in prosieguo: la «Cassina»), una società stabilita in Italia, produce mobili, tra i quali anche mobili creati
         da Charles Edouard Jeanneret (Le Corbusier). L’ordinanza di rinvio muove dall’assunto (10) che, secondo il diritto d’autore tedesco (11), la Cassina abbia il diritto esclusivo di fabbricare e vendere i mobili di design di Le Corbusier in forza di un contratto
         di licenza da essa concluso con il titolare del diritto d’autore su tali mobili e che tale diritto corrisponda al diritto
         di distribuzione conferito dall’art. 17 dell’UrhG.
      
      15.      La Peek & Cloppenburg, una società in accomandita stabilita in Germania, vende abbigliamento nei suoi punti vendita in tutto
         il territorio tedesco. Nel suo negozio di Francoforte sul Meno essa ha allestito aree di riposo per i clienti arredate con
         poltrone, divani e un sistema di tavolo di design di Le Corbusier. Inoltre ha esposto una poltrona in una vetrina del suo
         negozio di Düsseldorf a scopo di decorazione.
      
      16.      La Peek & Cloppenburg ha acquistato i suddetti mobili da un’impresa italiana, la «Dimensione», che li aveva fabbricati. Secondo
         la Cassina, affinché un’opera potesse essere tutelata dal diritto d’autore italiano, il suo valore artistico doveva, fino
         a poco tempo addietro, essere distinguibile dal suo carattere commerciale. Di conseguenza, disegni industriali, come i mobili
         di design di Le Corbusier, non erano tutelati dal diritto d’autore. La normativa è stata modificata nel 2001 al fine di attuare
         la direttiva 98/71 sulla protezione giuridica dei disegni e dei modelli (12), così da includere opere di disegno industriale aventi carattere artistico e creativo. Una disposizione transitoria ha escluso
         per 10 anni la possibilità di far valere un nuovo diritto nei confronti di un soggetto che, prima della modifica, abbia legittimamente
         fabbricato o distribuito un’opera tutelata (13).
      
      17.      La Cassina ha convenuto in giudizio la Peek & Cloppenburg dinanzi al Landgericht (tribunale regionale) per ottenere il risarcimento
         dei danni, un’ingiunzione e informazioni relative all’origine dei mobili. Il Landgericht si è pronunciato in favore della
         Cassina. Il ricorso in cassazione della Peek & Cloppenburg è attualmente pendente dinanzi al Bundesgerichtshof.
      
      18.      Detta corte osserva che (sul presupposto che i fatti corrispondano a quanto da essa assunto) è determinante ai fini della
         decisione in questione stabilire se, esponendo i mobili nei propri spazi commerciali accessibili al pubblico nonché nelle
         vetrine di esposizione dei propri spazi commerciali in Germania, la Peek & Cloppenburg abbia interferito con il diritto di
         distribuzione della Cassina. L’art. 17, n. 1, dell’UrhG deve essere interpretato in maniera conforme alla direttiva sul diritto
         d’autore. Pertanto la questione che si pone è se tali atti costituiscano «distribuzione al pubblico (...) attraverso la vendita
         o in altro modo» ai sensi dell’art. 4, n. 1, della suddetta direttiva. Qualora tale questione venga risolta in senso affermativo,
         si pone l’ulteriore questione di stabilire se gli artt. 28 e 30 CE limitino l’esercizio del diritto di distribuzione ove esso
         possa altrimenti condurre ad una compartimentazione dei mercati nazionali. Una compartimentazione dei mercati nazionali degli
         Stati membri potrebbe risultare dal fatto che prodotti artistici o artigianali aventi uno scopo pratico potrebbero essere
         protetti dal diritto d’autore in Germania, mentre potrebbero essere legittimamente fabbricati in Italia.
      
       Procedimento dinanzi alla Corte di giustizia
      19.      Ciò premesso, il Bundesgerichtshof ha sottoposto alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
      
      «1)      a)     Se si debba considerare come distribuzione al pubblico in forma diversa dalla vendita, ai sensi dell’art. 4, n. 1, della direttiva
         [2001/29], il fatto di rendere possibile a terzi l’uso di esemplari di opere protette dal diritto d’autore, senza che la cessione
         del diritto di utilizzazione implichi un trasferimento dell’effettivo potere di disporre di tali esemplari. 
      
               b)     Se si configuri una distribuzione ai sensi dell’art. 4, n. 1, della direttiva [2001/29] anche nel caso in cui esemplari di
         opere protette dal diritto d’autore vengano esibiti in pubblico, senza che sia concessa a terzi la possibilità di utilizzare
         tali esemplari.
      
      2)      In caso di soluzione in senso affermativo:
               Se la tutela della libera circolazione delle merci osti all’esercizio del diritto di distribuzione nei casi summenzionati
         qualora gli esemplari presentati non godano di alcuna tutela in base al diritto d’autore nello Stato membro in cui sono stati
         fabbricati e messi in commercio».
      
      20.      Hanno presentato osservazioni scritte la Cassina, la Peek & Cloppenburg, il governo polacco e la Commissione, tutti rappresentati
         all’udienza, eccetto il governo polacco.
      
       Valutazione
       Questione 1, lett. a)
      21.      Con la prima parte della prima questione il giudice del rinvio chiede in sostanza se si configuri una distribuzione al pubblico
         ai sensi dell’art. 4, n. 1, della direttiva sul diritto d’autore, qualora mobili protetti dal diritto d’autore (14) siano messi a disposizione per essere temporaneamente utilizzati da terzi senza che questi ultimi abbiano il diritto di disporne.
         
      
      22.      Tale questione riguarda mobili messi a disposizione del pubblico nelle aree di riposo di un grande magazzino, ma che non sono
         disponibili per l’acquisto.
      
      23.      La Cassina e il governo polacco ritengono che la prima questione del giudice del rinvio vada risolta in senso affermativo.
         La Peek & Cloppenburg e la Commissione sostengono la tesi contraria. 
      
      24.      La Cassina e il governo polacco formulano, in vari modi, le seguenti osservazioni.
      
      25.      In primo luogo, l’art. 4, n. 1, («qualsiasi forma di distribuzione (…), attraverso la vendita o in altro modo» (15)) è formulato in maniera ampia. Un’interpretazione estensiva è inoltre richiesta dagli scopi della direttiva. I ‘considerando’
         mostrano che essa mira a fornire un’ampia protezione ai titolari di diritti (16), ad assicurare che siano adeguatamente remunerati (17) e a promuovere la certezza del diritto (18).
      
      26.      In secondo luogo, una tale interpretazione sarebbe conforme all’ampio concetto di diritto di distribuzione utilizzato in altri
         strumenti normativi sul diritto d’autore antecedenti alla direttiva sul diritto d’autore, quali le direttive concernenti i
         diritti di noleggio e i diritti di prestito (19), la tutela giuridica dei programmi per elaboratore (20) e la tutela giuridica delle banche dati (21).
      
      27.      In terzo luogo, in diverse cause la Corte ha dato un’interpretazione estensiva di «distribuzione» (22).
      
      28.      Infine, una definizione restrittiva sarebbe in contrasto con il regolamento del Consiglio n. 1383/2003 (23), concernente i compiti delle autorità doganali con riguardo alle merci contraffatte. Sebbene tale regolamento si applichi
         a prodotti provenienti da paesi non appartenenti all’UE, le sue finalità sarebbero compromesse se, attraverso un’interpretazione
         restrittiva di «distribuzione», merci usurpative (definite come copie fabbricate senza il consenso del titolare del diritto)
         provenienti da paesi terzi non potessero essere messe liberamente in circolazione o riesportate, mentre merci usurpative provenienti
         da Stati membri potessero essere importate senza sanzioni.
      
      29.      Questi argomenti non mi convincono.
      
      30.      Come ha osservato la Corte nella sentenza SGAE, le norme di diritto comunitario devono essere interpretate, per quanto possibile,
         alla luce del diritto internazionale, in particolare quando tali norme siano dirette, precisamente, a dare esecuzione ad un
         accordo internazionale concluso dalla Comunità (24). Come risulta chiaramente dal suo quindicesimo ‘considerando’, la direttiva sul diritto d’autore è volta ad attuare una serie
         di obblighi internazionali derivanti dal WCT. L’art. 6, n. 1, di tale trattato si riferisce al diritto di distribuzione da
         esso stabilito come al diritto di autorizzare la messa a disposizione del pubblico dell’originale, o di copie, di un’opera
         tutelata, «mediante vendita o altra cessione dei diritti di proprietà». Concordo con la Peek & Cloppenburg e la Commissione
         che tale formulazione è inequivocabile e chiaramente non include la messa a disposizione per uso temporaneo.
      
      31.      Tale interpretazione è, come sostenuto dalla Commissione, avvalorata dall’impianto della direttiva sul diritto d’autore e
         in particolare dall’art. 4 letto nel suo insieme. L’art. 4, n. 2, definisce essenzialmente l’esaurimento del diritto di distribuzione,
         e lo fa in termini di «prima vendita o (…) primo altro trasferimento di proprietà». Ci si deve attendere che la portata dell’esaurimento
         sia definita in termini di atti genericamente analoghi a quelli che costituiscono la distribuzione. Tale approccio è suggerito
         ancor più incisivamente dalla formulazione del ventottesimo ‘considerando’ della direttiva.
      
      32.      Non sono convinta che si possa trarre qualche elemento utile dalle altre direttive richiamate dalla Cassina. È vero che le
         direttive concernenti la tutela giuridica dei programmi per elaboratore e la tutela giuridica delle banche dati fanno entrambe
         riferimento a «qualsiasi forma di distribuzione al pubblico» (25) nel definire il diritto esclusivo del titolare. Tuttavia, poiché la «distribuzione al pubblico» non è essa stessa definita,
         questo argomento mi sembra vizioso. Analogamente, la direttiva concernente i diritti di noleggio e i diritti di prestito si
         riferisce semplicemente al «diritto esclusivo (…) di autorizzare la messa a disposizione del pubblico con qualsiasi mezzo,
         compresa la vendita, [di determinate] realizzazioni, comprese le copie delle medesime» (26). Anche questo elemento non sembra far progredire la questione. 
      
      33.      È ovviamente vero che la direttiva sul diritto d’autore mira a stabilire un elevato livello di protezione dalla proprietà
         intellettuale (27). A mio avviso, tuttavia, costituirebbe un’eccessiva semplificazione ritenere che qualsiasi ambiguità nella portata della
         nozione di «distribuzione al pubblico» debba automaticamente risolversi in favore del titolare del diritto. E ciò a maggior
         ragione quando, come nella presente causa, una tale interpretazione sarebbe in contrasto sia con i termini espressi del WCT,
         che (come già sottolineato) è rilevante ai fini dell’interpretazione della direttiva sul diritto d’autore, sia con la libera
         circolazione delle merci. Si deve tener presente che la direttiva mira altresì ad applicare le quattro libertà del mercato
         interno (28).
      
      34.      Sebbene il giudice nazionale abbia sollevato una specifica questione relativa alle norme sulla libera circolazione delle merci,
         tale questione viene posta solo per il caso in cui le prime questioni siano risolte in senso affermativo. Ritengo, tuttavia,
         che dette norme possano essere rilevanti in una fase precedente dell’analisi, ossia nello stabilire se le prime questioni debbano essere risolte in tal senso. Come sottolineato dalla Commissione, gli artt. 28 e 30 CE saranno
         determinanti per giungere alla corretta interpretazione dell’art. 4, n. 1, della direttiva sul diritto d’autore nei casi –
         come quello in questione – concernenti una riproduzione di un’opera protetta dal diritto d’autore in uno Stato membro e non
         in un altro, qualora la capacità dell’autore di impedire l’uso di detta riproduzione possa pregiudicare gli scambi intracomunitari.
         In tale contesto osservo che, anteriormente alla direttiva 98/71 (29), la tutela giuridica dei disegni e dei modelli non era armonizzata (30), e che il presente rinvio pregiudiziale si fonda sul presupposto che i mobili, all’epoca del loro acquisto da parte della
         Peek & Cloppenburg, non erano protetti né dal diritto d’autore né come disegni.
      
      35.      Interpretare l’art. 4, n. 1, della direttiva in modo tale che la «distribuzione al pubblico» includa la messa a disposizione
         per uso temporaneo di esemplari tutelati, cosicché il titolare del diritto possa impedire tale uso, potrebbe limitare la libera
         circolazione delle merci. Ai sensi dell’art. 30 CE una tale restrizione può essere giustificata, inter alia, da motivi di
         tutela della proprietà industriale e commerciale. Secondo giurisprudenza costante, tuttavia, una deroga fondata su tali motivi
         è ammessa soltanto se giustificata dalla tutela dei diritti costituenti lo specifico oggetto di detta proprietà (31).
      
      36.      Un’interpretazione estensiva dell’art. 4, n. 1, della direttiva, come quella sostenuta dalla Cassina e dal governo polacco,
         sarebbe pertanto conforme all’art. 30 CE solo se l’esercizio del diritto di distribuzione conferito dall’art. 4, n. 1, così
         interpretato, tutelasse lo specifico oggetto del diritto d’autore. Come rileva la Commissione, la Corte, nel valutare la legittimità
         delle deroghe alla libera circolazione delle merci fondate sulla tutela del diritto d’autore, si è concentrata sulla questione
         della natura commerciale di un atto asseritamente illecito, tale da produrre un reddito di cui viene privato il titolare del
         diritto. L’atto asseritamente illecito in casi come quello in questione, al contrario, ha chiaramente una natura molto diversa.
         Non mi sembra per nulla evidente che consentire a un titolare del diritto, in tali circostanze, di impedire a un soggetto
         di mettere a disposizione del pubblico, per uso temporaneo, merci tutelate che ha legittimamente acquistato in un altro Stato
         membro tuteli i diritti costituenti lo specifico oggetto del diritto d’autore. 
      
      37.      Non condivido neppure l’argomento più generale della Cassina secondo cui, poiché la Corte ha dato un’interpretazione estensiva
         della nozione di diritto di distribuzione in una serie di cause concernenti il diritto d’autore, detta nozione dovrebbe essere
         interpretata in tal modo nel contesto dell’art. 4, n. 1, della direttiva. Delle tre cause menzionate dalla Cassina a sostegno
         di tale argomento (32), le sentenze Warner Brothers e Metronome Musik riguardavano la compatibilità con l’art. 30 CE rispettivamente della normativa
         nazionale e di quella comunitaria (33) che attribuivano (tra altri) all’autore o al produttore di un’opera musicale o cinematografica il diritto esclusivo di autorizzare
         il noleggio dei supporti materiali contenenti la registrazione di tali opere. In particolare, la questione era in sostanza
         di stabilire se un tale diritto fosse in contrasto con il principio generale per cui il diritto di distribuzione del titolare
         viene esaurito con la prima vendita. La Corte, considerata la particolare natura dei mercati in questione, ha concluso in
         senso negativo. Non vedo come l’analisi della Corte in quella causa possa contribuire alla definizione di «distribuzione al
         pubblico» in un contesto completamente differente. La sentenza Foreningen af danske Videogramdistributører riguardava la questione
         se detto diritto esclusivo di noleggio venisse esaurito in tutta la Comunità quando il titolare autorizzava il noleggio in
         uno Stato membro. La Corte, data la particolare natura del diritto esclusivo di noleggio, ha deciso in senso negativo. Anche
         in questo caso, non vedo come tale decisione possa essere di aiuto alla Corte nella presente causa. 
      
      38.      La Cassina sostiene che se la Corte dovesse interpretare il diritto di distribuzione conferito dall’art. 4, n. 1, della direttiva
         sul diritto d’autore in maniera più restrittiva rispetto alla sua interpretazione del diritto di distribuzione in discussione
         in quelle cause, concernenti la proprietà intellettuale di beni immateriali quali la musica, ne conseguirebbe che le opere
         immateriali avrebbero una tutela ingiustificatamente molto più ampia rispetto alle opere materiali. Tuttavia, anche se così
         fosse, non lo ritengo un buon argomento per un’interpretazione estensiva dell’art. 4, n. 1. Le opere immateriali, sono per
         loro natura idonee ad essere distribuite in modi differenti rispetto alle opere materiali. Ed è proprio per tale ragione che,
         prima la Corte nella sua giurisprudenza e, successivamente, la legislazione comunitaria nella direttiva concernente i diritti
         di noleggio e i diritti di prestito, hanno previsto una più estesa tutela del diritto d’autore per i beni immateriali. 
      
      39.      Infine, mi è difficile capire l’argomento della Cassina fondato sul regolamento n. 1383/2003 (34). Come riconosciuto dalla Cassina, esso si applica solo a merci introdotte nel territorio doganale della Comunità da paesi
         terzi. Inoltre, la presente causa si basa sul presupposto che i mobili in questione non erano usurpativi, ma legittimamente fabbricati e acquistati in Italia.
      
      40.      Conseguentemente ritengo che si debba risolvere la questione 1, lett. a), nel senso che non si configura una distribuzione
         al pubblico a norma dell’art. 4, n. 1, della direttiva sul diritto d’autore, qualora mobili protetti dal diritto d’autore
         siano messi a disposizione per essere temporaneamente utilizzati da terzi senza che questi ultimi abbiano il diritto di disporne.
      
       Questione 1, lett. b)
      41.      Con la seconda parte della prima questione il giudice del rinvio chiede se esista una distribuzione al pubblico ai sensi dell’art. 4,
         n. 1, della direttiva sul diritto d’autore, qualora mobili protetti dal diritto d’autore (35) siano esposti nella vetrina di un negozio senza che il pubblico possa utilizzarli o acquistarli.
      
      42.      A mio avviso, la soluzione di tale questione discende a fortiori dalla soluzione che ho proposto per la prima parte della
         prima questione, per le ragioni precedentemente esposte.
      
      43.      Conseguentemente ritengo che non si configuri una distribuzione al pubblico ai sensi dell’art. 4, n. 1, della direttiva sul
         diritto d’autore qualora mobili protetti dal diritto d’autore siano esposti nella vetrina di un negozio senza che il pubblico
         possa utilizzarli o acquistarli.
      
       Questione 2
      44.      La seconda questione principale è posta dal giudice nazionale solo per l’eventualità in cui le prime questioni siano risolte
         affermativamente, ossia nel senso che sussiste una distribuzione al pubblico ai sensi dell’art. 4, n. 1, della direttiva sul
         diritto d’autore qualora mobili protetti dal diritto d’autore siano messi a disposizione per essere temporaneamente utilizzati
         da terzi senza che questi ultimi abbiano il diritto di disporne o siano esposti nella vetrina di un negozio senza che il pubblico
         possa utilizzarli o acquistarli. In tal caso, il giudice del rinvio chiede se la tutela della libera circolazione delle merci
         osti all’esercizio del diritto di vietare la distribuzione, qualora gli esemplari presentati non godano, nello Stato membro
         in cui sono stati fabbricati e messi in commercio, di alcuna tutela in base al diritto d’autore.
      
      45.      Ritengo che nessuna delle due parti della prima questione del giudice nazionale debba risolversi in senso affermativo e, conseguentemente,
         non intendo fornire una risposta alla seconda questione. Svolgerò tuttavia alcune considerazioni in proposito.
      
      46.      Dall’ordinanza di rinvio risulta che il giudice nazionale teme che, in un caso come quello in questione, riguardante opere
         soggette alla tutela del diritto d’autore in Germania ma legittimamente fabbricate in Italia senza il consenso del titolare
         del diritto, l’esercizio in Germania del diritto di vietare la distribuzione al pubblico ai sensi dell’art. 4, n. 1, della
         direttiva possa condurre ad una compartimentazione dei mercati nazionali. Se così fosse, l’esercizio di tale diritto, prima
         facie in contrasto con l’art. 28 CE, non potrebbe essere giustificato sulla base dell’art. 30 CE.
      
      47.      La Cassina e il governo polacco sostengono che la seconda questione va risolta negativamente. La Peek & Cloppenburg e la Commissione
         sostengono la tesi contraria.
      
      48.      La Cassina afferma che il diritto di vietare in Germania l’uso di mobili legittimamente acquistati in Italia non è tale da
         costituire ostacolo agli scambi tra gli Stati membri. Anche se così fosse, esso sarebbe giustificato dall’art. 30 CE. È vero
         che tale disposizione non può giustificare misure che comportino una compartimentazione artificiale dei mercati nazionali.
         Il titolare di un diritto di proprietà intellettuale o industriale non può pertanto avvalersene per impedire l’importazione
         di merci messe legittimamente in commercio in un altro Stato membro dal titolare del diritto o con il suo consenso. La Cassina
         sostiene che ciò non si è verificato nel caso di specie, in quanto essa non ha acconsentito all’immissione dei mobili sul
         mercato in Italia. 
      
      49.      Il governo polacco sostiene che la portata della tutela del diritto d’autore non è armonizzata a livello comunitario. In mancanza
         di armonizzazione, la portata della tutela è una questione di diritto nazionale.
      
      50.      Nessuna di tali osservazioni mi sembra di particolare aiuto. Il rinvio pregiudiziale in generale e la seconda questione in
         particolare si fondano sul presupposto che i mobili siano stati legittimamente fabbricati in Italia. Le affermazioni della
         Cassina sono pertanto inconferenti. Quelle del governo polacco mi sembrano frutto di un fraintendimento: anche se la portata
         della tutela fosse una questione di diritto nazionale, tale diritto dovrebbe naturalmente conformarsi agli artt. 28 e 30 CE.
         
      
      51.      La Commissione afferma che non è immaginabile che il diritto di distribuzione definito all’art. 4, n. 1, debba essere interpretato
         in modo tale che il principio della libera circolazione delle merci vieti l’esercizio di tale diritto. Di conseguenza essa
         muove dalla premessa che la seconda questione chiede di stabilire se gli artt. 28 e 30 CE ostino ad un’interpretazione di
         una disposizione di diritto nazionale tale per cui atti come quelli in questione nella presente causa costituiscano una distribuzione tutelata dal diritto d’autore.
      
      52.      Tuttavia, anche questo argomento mi sembra errato. La seconda questione muove esplicitamente dal fatto che gli atti controversi
         costituiscono distribuzione ai sensi dell’art. 4, n. 1. Se così è, allora necessariamente (dato il carattere vincolante dell’art. 4) la
         normativa nazionale attuativa di tale disposizione andrà nella stessa direzione. Non comprendo pertanto quale distinzione
         la Commissione cerchi di effettuare. 
      
      53.      Considerata tale analisi, ritengo che l’art. 4, n. 1, della direttiva e la relativa normativa nazionale di attuazione vadano
         ritenuti validi o invalidi insieme: se uno è in contrasto con le regole del trattato sulla libera circolazione delle merci,
         allora deve esserlo anche l’altra. Ho già chiarito nell’ambito della prima parte della prima questione proposta per quale
         motivo, a mio avviso, gli artt. 28 e 30 CE impongono un’interpretazione restrittiva della «distribuzione al pubblico» di cui
         all’art. 4, n. 1 (36).
      
      54.      L’analisi della seconda questione sollevata conferma quindi a mio avviso la correttezza della soluzione che ho proposto per
         la prima questione. Come risulta implicitamente dal mio precedente esame della prima questione, accolgo in generale la tesi
         della Peek & Cloppenburg (37) secondo cui un’interpretazione troppo ampia della «distribuzione al pubblico» di cui all’art. 4, n. 1, non sarebbe compatibile
         con la libera circolazione delle merci sancita all’art. 28 CE e non sarebbe giustificata ai sensi dell’art. 30 CE. È ammessa
         una deroga ai sensi dell’art. 30 CE solo se l’esercizio del diritto di distribuzione in questione tutela lo specifico oggetto
         del diritto d’autore. Nella presente causa, tale condizione non è soddisfatta: gli atti controversi non riguardano la vendita,
         la rivendita o un’operazione analoga, ma implicano semplicemente (al massimo) un uso temporaneo allo scopo per cui i mobili
         sono ideati.
      
      55.      Infine, ribadisco che il fatto che i mobili siano stati messi per la prima volta in commercio nella Comunità senza il consenso
         del titolare del diritto è irrilevante nel contesto della presente causa. Secondo giurisprudenza costante, allo stato attuale
         del diritto comunitario e in mancanza di disposizioni comunitarie di armonizzazione delle leggi nazionali, spetta agli Stati
         membri, fatto salvo il rispetto delle convenzioni internazionali applicabili, stabilire le condizioni e le modalità della
         tutela della proprietà letteraria ed artistica (38). Come ho già osservato, prima dell’attuazione della direttiva 98/71 (39), la protezione giuridica dei disegni e dei modelli non era armonizzata; neppure la Convenzione di Berna prescriveva tale
         tutela (40). La circostanza che, all’epoca dei fatti, la tutela giuridica dei disegni e dei modelli fosse differente in Germania e in
         Italia è semplicemente una conseguenza di tale situazione. 
      
       Conclusione
      56.      Per i suesposti motivi, ritengo che le questioni pregiudiziali poste dal Bundesgerichtshof debbano essere risolte come segue:
      
      Non si configura «una distribuzione al pubblico (…) attraverso la vendita o in altro modo», ai sensi dell’art. 4, n. 1, della
         direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto
         d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, qualora mobili protetti dal diritto d’autore siano messi
         a disposizione per essere temporaneamente utilizzati da terzi senza che questi ultimi abbiano il diritto di disporne o siano
         esposti nella vetrina di un negozio senza che il pubblico possa utilizzarli o acquistarli.
      
      1 –	Lingua originale:  l'inglese.
      
      2 –	GU L 167, pag. 10.
      
      3 –	Nell'ambito del diritto comunitario, il diritto d'autore («droit d'auteur») comprende i diritti esclusivi riconosciuti
         agli autori, compositori, artisti, ecc., mentre i diritti connessi («droits voisins») attengono ai diritti analoghi riconosciuti
         agli esecutori (musicisti, attori, ecc.) e agli imprenditori (editori, produttori cinematografici, ecc.).
      
      4 –	A livello internazionale, la Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche del 9 settembre
         1886 consentiva alle parti contraenti «di determinare sia la sfera di applicazione delle leggi relative alle opere delle arti
         applicate ed ai disegni e modelli industriali, sia le condizioni di protezione di tali opere, disegni e modelli» (art. 2,
         n. 7). A livello comunitario, la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 13 ottobre 1998, 98/71/CE sulla protezione
         giuridica dei disegni e dei modelli (GU L 289, pag. 28) ha parzialmente armonizzato i diritti su disegni e modelli.
      
      5 –	Organizzazione mondiale della proprietà industriale.
      
      6 –	Adottato a Ginevra il 20 dicembre 1996.
      
      7 –	Sentenza 11 settembre 1996, causa C‑61/94, Commissione/Germania (Racc. pag. I‑3989, punto 52).
      
      8 –	Risulta che la ratifica da parte della Comunità avrà luogo solo quando, dopo l'attuazione della direttiva sul diritto d'autore,
         tutti gli Stati membri avranno ratificato il WCT. La Comunità e gli Stati membri dell’epoca hanno segnalato la propria intenzione
         alla fine della Conferenza diplomatica di Ginevra, 2‑20 dicembre 1996, su determinate questioni relative al diritto di autore
         ed ai diritti connessi, di depositare contemporaneamente i propri strumenti di ratifica. V. M. Ficsor, The Law of Copyright
         and the Internet (2002), pag. 68, paragrafo 2.41.
      
      9 –	Legge del 9 settembre 1965 (BGBl. I, pag. 1273), nella versione da ultimo modificata dalla legge del 10 novembre 2006 (BGBl.
         I, pag. 2587).
      
      10 –	Assunto che in definitiva deve essere verificato dal giudice nazionale.
      
      11 –	Secondo la Cassina, che sul punto non è stata contestata dalla Peek & Cloppenburg, è giurisprudenza consolidata in Germania
         che i mobili di design di Le Corbusier siano protetti da diritto d’autore.
      
      12 –	Cit. alla nota 4.
      
      13 –	Si deve osservare che la Cassina contesta la compatibilità della normativa italiana con il diritto comunitario (e invero
         con la Costituzione italiana). Tuttavia, il giudice del rinvio ha formulato le proprie questioni muovendo dal presupposto
         che i mobili in esame nella presente causa erano stati legittimamente fabbricati e acquistati in Italia, e la sintesi del
         diritto italiano effettuata dalla Cassina sembra spiegare come ciò si sia verificato.
      
      14 –	A mio avviso sarebbe preferibile inquadrare nel loro specifico contesto le soluzioni alle questioni proposte nella presente
         causa. Fornire soluzioni più generali comporta il rischio che queste determinino l’esito di controversie derivanti da circostanze
         differenti dove risultano rilevanti altri fattori, non considerati dinanzi alla Corte nella presente causa. Di conseguenza
         ho riformulato le questioni in termini più restrittivi rispetto a quelli utilizzati dal giudice del rinvio.
      
      15 –	Il corsivo è mio.
      
      16 –	V. il nono e l’undicesimo ‘considerando’.
      
      17 –	V. il decimo e l’undicesimo ‘considerando’.
      
      18 –	Ventunesimo e ventitreesimo ‘considerando’.
      
      19 –	Direttiva del Consiglio 19 novembre 1992, 92/100/CEE, concernente il diritto di noleggio, il diritto di prestito e taluni
         diritti connessi al diritto di autore in materia di proprietà intellettuale (GU L 346, pag. 61). 
      
      20 –	Direttiva del Consiglio 14 maggio 1991, 91/250/CEE, relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore (GU L 122,
         pag. 42).
      
      21 –	Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 11 marzo 1996, 96/9/CE, relativa alla tutela giuridica delle banche di
         dati (GU L 77, pag. 20). 
      
      22 –	Sentenze 17 maggio 1988, causa 158/86, Warner Brothers (Racc. pag. 2605); 28 aprile 1998, causa C‑200/96, Metronome Musik
         (Racc. pag. I‑1953), nonché sentenza 22 settembre 1998, causa C‑61/97, Foreningen af danske Videogramdistributører (Racc. pag. I‑5171).
      
      23 –	Regolamento (CE) del Consiglio 22 luglio 2003, n. 1383, relativo all'intervento dell'autorità doganale nei confronti di
         merci sospettate di violare taluni diritti di proprietà intellettuale e alle misure da adottare nei confronti di merci che
         violano tali diritti (GU L 196, pag. 7). 
      
      24 –	Sentenza 7 dicembre 2006, causa C‑306/05, Sociedad General de Autores y Editores de España (SGAE)/Rafael Hoteles SA (Racc. pag. I‑11519,
         punto 35) e la giurisprudenza ivi citata. V. altresì Commissione/Germania, cit. alla nota 7, punto 52.
      
      25 –	Rispettivamente art. 4, lett. c), e 5, lett. c).
      
      26 –	Art. 9, n. 1.
      
      27 –	V. il quarto, il nono e l’undicesimo ‘considerando’.
      
      28 –	V. il terzo ‘considerando’.
      
      29 –	Cit. alla nota 4.
      
      30 –	V. supra, paragrafo 6 e nota 4.
      
      31 –	V., ad esempio, sentenza Foreningen af danske Videogramdistributører, cit. alla nota 22, punto 13.
      
      32 –	V. nota 22.
      
      33 –	Direttiva concernente i diritti di noleggio e i diritti di prestito, cit. alla nota 19.
      
      34 –	Cit. alla nota 23.
      
      35 –	V. nota 14.
      
      36 –	V. supra, paragrafi 35‑36.
      
      37 –	In via subordinata, data la soluzione da essa proposta per le prime questioni.
      
      38 –	Sentenza 20 ottobre 1993, cause riunite C‑92/92 e C‑326/92, Phil Collins (Racc. pag. I‑5145, punto 19).
      
      39 –	Cit. alla nota 12.
      
      40 –	V. nota 4.