CELEX: 32020H0826(20)
Language: it
Date: 2020-07-20 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020 sul programma nazionale di riforma dell’Austria e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dell’Austria 2020/C 282/20

26.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 282/129
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 20 luglio 2020
      sul programma nazionale di riforma dell’Austria e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 dell’Austria
      (2020/C 282/20)
      Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l’occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui l’Austria non è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro.
               
            
                  (2)
               
               
                  Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa all’Austria 2020. In tale relazione sono stati valutati i progressi compiuti dall’Austria nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 (3) («raccomandazioni specifiche per paese del 2019»), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi dell’Austria verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
               
            
                  (3)
               
               
                  L’11 marzo 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l’epidemia di COVID-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l’interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro e i redditi dei cittadini, nonché le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell’Unione. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell’Unione.
               
            
                  (4)
               
               
                  Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
               
            
                  (5)
               
               
                  Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull’attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita. La clausola di salvaguardia generale di cui all’articolo 5, paragrafo 1, all’articolo 6, paragrafo 3, all’articolo 9, paragrafo 1, e all’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all’articolo 3, paragrafo 5, e all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio (4) facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella comunicazione del 20 marzo 2020 la Commissione ha considerato che, data la grave recessione economica che si prevede deriverà dalla pandemia di COVID-19, fossero soddisfatte le condizioni per l’attivazione della clausola di salvaguardia generale e ha chiesto al Consiglio di avallare tale conclusione. Il 23 marzo 2020 i ministri delle Finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione e hanno convenuto che la grave recessione economica richiede una risposta decisa, ambiziosa e coordinata. L’attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine, a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa. Nell’ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo nel contempo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell’ambito del patto.
               
            
                  (6)
               
               
                  È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia di COVID-19, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche della pandemia mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l’attività economica. È opportuno che l’Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l’Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per permettere di tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l’altro la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo insegnamenti dalla crisi.
               
            
                  (7)
               
               
                  La crisi COVID-19 ha messo in luce la flessibilità offerta dal mercato interno per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato interno dovrebbero essere rimosse non appena non siano più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità di solidi piani di preparazione alle crisi, in particolare nel settore sanitario. Migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali rientrano tra gli elementi fondamentali per l’elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi.
               
            
                  (8)
               
               
                  Il legislatore dell’Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti mediante i regolamenti (UE) 2020/460 (5) e (UE) 2020/558 (6) del Parlamento europeo e del Consiglio per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei fondi strutturali e d’investimento europei, in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di COVID-19. Tali modifiche consentiranno un’ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell’Unione nell’esercizio contabile 2020-2021. L’Austria è incoraggiata a sfruttare appieno tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
               
            
                  (9)
               
               
                  È probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia di COVID-19 siano distribuite in modo disomogeneo tra le regioni a motivo dei diversi profili di specializzazione, in particolare nelle regioni che dipendono fortemente dal turismo. Ciò comporta il rischio di accentuare le disparità regionali all’interno del paese. La situazione attuale, associata al rischio di un temporaneo sfaldamento del processo di convergenza tra Stati membri, richiede risposte politiche mirate.
               
            
                  (10)
               
               
                  L’Austria ha presentato il programma nazionale di riforma 2020 il 14 aprile 2020 e il programma di stabilità 2020 il 30 aprile 2020. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (11)
               
               
                  L’Austria è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetta alla regola del debito.
               
            
                  (12)
               
               
                  Nell’aggiornamento tecnico al programma di stabilità 2020, il governo prevede un peggioramento del saldo nominale, che passerà da un avanzo dello 0,7 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2019 a un disavanzo dell’8,0 % del PIL nel 2020. Secondo le proiezioni il disavanzo scenderà all’1,9 % del PIL nel 2021. Dopo essere sceso al 70,4 % del PIL nel 2019, secondo il programma di stabilità 2020 il rapporto debito pubblico/PIL salirà all’81,4 % nel 2020. Le prospettive macroeconomiche e di bilancio risentono dell’elevata incertezza dovuta alla pandemia di COVID-19.
               
            
                  (13)
               
               
                  In risposta alla pandemia di COVID-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell’Unione, l’Austria ha adottato tempestive misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di stabilità 2020, tali misure di bilancio sono pari al 5,0 % del PIL. Esse comprendono il rafforzamento dei servizi di assistenza sanitaria, aiuti d’urgenza per le imprese in difficoltà e regimi di riduzione dell’orario di lavoro. L’Austria ha inoltre annunciato misure che, pur non avendo un impatto diretto sul bilancio, contribuiranno a fornire sostegno alla liquidità delle imprese; il programma di stabilità 2020 ne stima l’incidenza al 5,0 % del PIL. Tali misure comprendono il differimento delle imposte sul reddito delle persone fisiche e delle imprese (2,6 % del PIL) e garanzie sui prestiti (2,4 % del PIL). Nel complesso le misure adottate dall’Austria sono in linea con gli orientamenti definiti nella comunicazione della Commissione del 13 marzo 2020. La piena attuazione delle misure di emergenza e di misure di bilancio favorevoli, seguita da un riorientamento delle politiche di bilancio verso il conseguimento di posizioni di bilancio a medio termine prudenti quando le condizioni economiche lo consentano, contribuirà a preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine.
               
            
                  (14)
               
               
                  Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione a politiche invariate, il saldo delle amministrazioni pubbliche dell’Austria sarà pari al -6,1 % del PIL nel 2020 e al -1,9 % del PIL nel 2021. Le proiezioni indicano che il rapporto debito pubblico/PIL raggiungerà il 78,8 % del PIL nel 2020 e il 75,8 % del PIL nel 2021.
               
            
                  (15)
               
               
                  Il 20 maggio 2020 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato a causa della prevista violazione, da parte dell’Austria, della soglia di disavanzo del 3 % del PIL nel 2020. Nel complesso, dall’analisi della Commissione emerge che il criterio del disavanzo definito nel trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/97 non è stato soddisfatto.
               
            
                  (16)
               
               
                  Il governo austriaco ha adottato misure senza precedenti per controllare la diffusione della COVID-19: ha introdotto rigorose norme di quarantena e di distanziamento sociale e ha messo a disposizione del sistema sanitario ingenti fondi per acquistare attrezzature e forniture, rafforzare le capacità di laboratorio e potenziare la capacità del personale. L’assistenza sanitaria di base ha subito pressioni senza precedenti a causa di un drastico aumento della necessità di teleconsulti, delle visite mediche e delle richieste di visite a domicilio. La rapida diffusione della pandemia di COVID-19 ha avuto un forte impatto sull’economia austriaca. Le misure di contenimento nazionali e internazionali per contrastare il virus hanno colpito sia il lato della domanda che quello dell’offerta, generando una crisi su ampia scala. Le proiezioni indicano pertanto una contrazione del PIL del 5,5 % nel 2020, un dato superiore a quello registrato durante la crisi economica e finanziaria del 2008-2009. Visto il calo relativamente rapido delle nuove infezioni, l’Austria è stata uno dei primi Stati membri ad annunciare un allentamento delle misure di contenimento a partire da metà aprile. Per evitare danni economici a lungo termine e mitigare l’impatto della crisi sul piano sociale e dell’occupazione, il governo ha adottato un pacchetto completo di misure a sostegno dell’economia del paese (circa il 10 % del PIL). Il pacchetto comprende un regime di riduzione dell’orario di lavoro (Kurzarbeit) che prevede la possibilità di ridurre le ore di lavoro in media fino al 90 % su un determinato periodo e il rimborso ai datori di lavoro di un importo compreso tra l’80 % e il 90 % dell’ultimo reddito netto del dipendente, in funzione dell’ultimo reddito lordo. La serie completa di misure concernenti le imprese e i lavoratori autonomi mira a evitare temporaneamente problemi di liquidità e offre un sostegno diretto soprattutto alle imprese e alle industrie duramente colpite, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI). Esse comprendono trasferimenti, sostegno alla liquidità mediante prestiti, garanzie, conferimenti di capitale e differimenti delle imposte. Nel processo di concezione e attuazione di tali misure occorre tener conto della resilienza del settore bancario.
               
            
                  (17)
               
               
                  Il sistema sanitario austriaco ha finora gestito con successo la pandemia di COVID-19. L’espansione dei servizi di assistenza sanitaria di base e ambulatoriale, con particolare attenzione alla promozione della salute e alla prevenzione delle malattie, contribuirebbe a migliorare ulteriormente lo stato di salute della popolazione. Pur mantenendo standard di qualità elevati, l’efficienza sotto il profilo dei costi potrebbe essere rafforzata con appalti pubblici più efficaci e farmaci generici. Inoltre, il sistema di assistenza a lungo termine dell’Austria deve affrontare sfide strutturali e di bilancio che finora non sono state trattate in modo esaustivo. Esso offre servizi di qualità relativamente elevata, ma deve far fronte a problematiche che riguardano il personale emerse con maggior forza nell’attuale crisi. Il settore dell’assistenza a lungo termine si basa in larga misura sull’assistenza prestata dai lavoratori di altri Stati membri, evidenziando la necessità di garantire la libera circolazione dei lavoratori transfrontalieri. Inoltre, una remunerazione adeguata potrebbe contribuire ad aumentare l’attrattiva per il personale infermieristico.
               
            
                  (18)
               
               
                  La politica fiscale svolge un ruolo importante nel sostenere le famiglie e le imprese durante il periodo di contenimento della COVID-19 e sarà fondamentale per promuovere la ripresa economica dopo la crisi COVID-19. La struttura dell’imposizione fiscale dell’Austria grava in particolar modo sul lavoro, mentre il gettito potenziale dalle imposte patrimoniali e ambientali resta in gran parte inutilizzato così come le imposte sui consumi potrebbero essere rese più efficienti. Le riforme fiscali potrebbero contribuire a spostare l’imposizione fiscale verso fonti meno nocive per la crescita inclusiva e sostenibile e offrire una base solida per la ripresa. In particolare, un ricorso insufficiente alle imposte su alcolici e tabacco, inquinamento e consumo di risorse determina la perdita di effetti di orientamento e di gettito potenziale. Il livello di tassazione dell’energia, disomogeneo ma generalmente basso, ne mina l’efficienza e l’efficacia come strumento politico per incentivare consumi con un impatto positivo sull’ambiente. In particolare, una tassazione coerente delle emissioni di CO2 renderebbe più competitive le fonti energetiche rispettose del clima e fornirebbe un margine di bilancio per ridurre imposte foriere di maggiori distorsioni. Imposte sull’energia più elevate, basate sulle emissioni di CO2, contribuirebbero a internalizzare i costi sociali dell’inquinamento e incoraggerebbero i consumatori a fare maggiore affidamento sulle fonti rinnovabili e gli investitori a investire in tecnologie rispettose dell’ambiente. Infine, un maggiore uso di imposte sul patrimonio potrebbe rendere più equo il sistema fiscale, soprattutto in considerazione della persistente e profonda diseguaglianza nella distribuzione della ricchezza in Austria. In particolare, le imposte patrimoniali ricorrenti e quelle di successione hanno dimostrato di essere relativamente favorevoli alla crescita e progressive e non dovrebbero essere trascurate quando si tratta di generare gettito fiscale per ripristinare le finanze pubbliche.
               
            
                  (19)
               
               
                  Sebbene l’Austria abbia ottenuto buoni risultati nel quadro di valutazione della situazione sociale che accompagna il pilastro europeo dei diritti sociali, le lacune nella copertura possono comportare una mancanza di protezione del reddito per i gruppi vulnerabili durante la crisi COVID-19 e richiedere misure supplementari. La disoccupazione giovanile è in crescita e, contemporaneamente, i disoccupati, specie di lungo periodo, i lavoratori atipici e coloro che sono nati all’estero sono particolarmente esposti al rischio di povertà. Politiche attive del mercato del lavoro che offrano opportunità di apprendimento lungo tutto l’arco della vita e il miglioramento del livello delle competenze continueranno ad essere di importanza cruciale. Gli studenti svantaggiati, compresi quelli con disabilità, soffrono in modo particolare in un contesto di apprendimento a distanza. Il 10 % circa degli alunni di età inferiore ai 15 anni non ha accesso a un ambiente di apprendimento virtuale e il governo austriaco, in risposta alla crisi COVID-19, ha adottato misure di mitigazione fornendo computer agli alunni a rischio. Le diseguaglianze già esistenti in termini di risultati scolastici, legate al contesto socioeconomico o migratorio di provenienza, rischiano tuttavia di essere esacerbate. Una strategia di ripresa che migliori l’accesso a servizi di educazione e cura della prima infanzia inclusivi e di buona qualità, che hanno dimostrato di correggere gli squilibri sociali, produrrebbe benefici socioeconomici a medio e lungo termine e offrirebbe alle donne la possibilità di accedere pienamente al mercato del lavoro. Prima della crisi il tasso di occupazione femminile complessivo era elevato, ma quasi la metà delle donne lavorava a tempo parziale (a causa del breve orario di apertura delle scuole e delle strutture per l’infanzia) con un conseguente differenziale retributivo grezzo di genere significativo.
               
            
                  (20)
               
               
                  L’efficacia delle misure di sostegno adottate nel contesto della COVID-19 nell’allentare la pressione sulle imprese più colpite, preservare i contesti imprenditoriali ed evitare fallimenti dipende dalla loro attuazione rapida e non burocratica da parte delle autorità pubbliche e degli intermediari. Le start-up e le scale-up possono aver bisogno di un sostegno specifico, ad esempio sotto forma di istituzioni pubbliche che acquistano partecipazioni di capitale e di incentivi per i fondi di capitale di rischio affinché investano maggiormente in tali imprese. In questo modo si rafforzerebbero imprese vitali per la ripresa e si eviterebbero al contempo vendite di emergenza di imprese europee di importanza strategica. Oltre al sostegno finanziario, le imprese duramente colpite, in particolare quelle più piccole, necessitano di un contesto imprenditoriale favorevole. Gli oneri amministrativi e la densità normativa impongono costi che oggi più che mai le aziende non possono permettersi. Gli sforzi volti a ridurre gli oneri inutili e a fornire servizi pubblici digitali efficienti costituiscono uno strumento efficace per offrire alle imprese agevolazioni immediate e tangibili senza gravare sui contribuenti. Il regime di insolvenza dovrebbe essere orientato verso la prevenzione, ma altresì verso la rapida liquidazione, e consentire una «seconda opportunità». Le reti di risoluzione delle controversie, quali SOLVIT, aiutano le imprese in caso di criticità nel mercato interno e richiedono risorse adeguate.
               
            
                  (21)
               
               
                  Per favorire la ripresa economica sarà importante anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti. Questo investimento risulterà più efficace se incentrato sull’innovazione, la digitalizzazione e la transizione verde in modo da aumentare la produttività e garantire una competitività sostenibile. L’intensità di ricerca e sviluppo dell’Austria è tra le più elevate dell’Unione, ma il paese è rimasto indietro rispetto ai leader dell’innovazione per quanto concerne i risultati dell’innovazione. Considerato il numero elevato di bilanci delle imprese destinati alla ricerca attualmente sotto pressione, è ancora più importante tradurre gli sforzi di ricerca e sviluppo dall’Austria in eccellenza scientifica e innovazione di punta, mantenere gli investimenti pubblici nella ricerca di base e applicata e garantire finanziamenti azionari per le scale-up innovative. La digitalizzazione rimane essenziale per aprire l’economia e preparare la «nuova normalità» dopo il lockdown introdotto in risposta alla COVID-19. La scarsa diffusione dei modelli di business e delle tecnologie digitali tra le imprese più piccole ostacola la crescita della produttività. Se da un lato le competenze digitali degli austriaci sono in generale superiori alla media dell’Unione, dall’altro il numero di studenti laureatisi in informatica è insufficiente a occupare tutti i posti disponibili. Livelli più elevati di commercio elettronico, lavoro da casa e pubblica amministrazione elettronica, ad esempio, richiederanno maggiori investimenti in infrastrutture (tra cui il 5G e la banda larga nelle zone rurali), attrezzature e competenze.
               
            
                  (22)
               
               
                  La trasformazione dell’Austria in un’economia climaticamente neutra necessiterà di consistenti investimenti pubblici e privati per un lungo periodo. Il piano nazionale per l’energia e il clima dell’Austria individua ostacoli significativi al raggiungimento dell’obiettivo per il 2030 in materia di emissioni di gas a effetto serra non comprese nel sistema di scambio di quote di emissione dell’Unione. Una maggior produttività delle risorse è un fattore chiave per la crescita futura e, nel contempo, riduce al minimo l’impatto sull’ambiente. Ridurre le emissioni legate ai trasporti è essenziale per conseguire gli standard di qualità dell’aria e gli obiettivi climatici. L’anticipazione dei progetti di investimento già pianificati e i nuovi investimenti a sostegno della transizione verde contribuiranno a creare nuovi posti di lavoro verdi e a rilanciare l’economia dopo la crisi COVID-19. Gli investimenti nell’ecoinnovazione determinerebbero un aumento della produttività riducendo nel contempo l’impronta ecologica del paese. La programmazione del Fondo per una transizione giusta, che forma oggetto di una proposta della Commissione, per il periodo 2021-2027 potrebbe aiutare l’Austria a rispondere ad alcune delle sfide poste dalla transizione verso un’economia climaticamente neutra, in particolare nei territori di cui all’allegato D della relazione per paese 2020. Ciò consentirebbe all’Austria di fare il miglior uso possibile di tale fondo.
               
            
                  (23)
               
               
                  Mentre le raccomandazioni specifiche per paese di cui alla presente raccomandazione («raccomandazioni specifiche per paese del 2020») si concentrano sulle modalità per fronteggiare l’impatto socioeconomico della pandemia di COVID-19 e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il semestre europeo del prossimo anno. Ciò include le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Tutte le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
               
            
                  (24)
               
               
                  Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell’occupazione nell’Unione, il quale può contribuire a un’economia sostenibile. Nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020 gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese del 2020, l’Austria contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli OSS e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell’Unione.
               
            
                  (25)
               
               
                  È fondamentale uno stretto coordinamento tra le economie dell’Unione economica e monetaria per conseguire il rapido superamento delle conseguenze economiche della pandemia di COVID-19. In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro, l’Austria dovrebbe garantire che le sue politiche restino coerenti con le raccomandazioni del 2020 per la zona euro e coordinate con quelle degli altri Stati membri la cui moneta è l’euro, tenendo nel contempo conto degli orientamenti politici dell’Eurogruppo.
               
            
                  (26)
               
               
                  Nell’ambito del semestre europeo 2020 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica dell’Austria, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2020, il programma nazionale di riforma 2020, nonché il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese rivolte all’Austria negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica dell’Austria, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
               
            
                  (27)
               
               
                  Alla luce della valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2020 e il suo parere (7) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
               
            RACCOMANDA che l’Austria adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
      
                  1.
               
               
                  attuare, in linea con la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia di COVID-19 e sostenere l’economia e la successiva ripresa; quando le condizioni economiche lo consentano, perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità del debito, incrementando nel contempo gli investimenti; migliorare la resilienza del sistema sanitario tramite il rafforzamento della sanità pubblica e dell’assistenza sanitaria di base;
               
            
                  2.
               
               
                  garantire pari opportunità nell’ambito dell’istruzione e maggiori possibilità di apprendimento digitale;
               
            
                  3.
               
               
                  assicurare un’efficace attuazione delle misure di liquidità e di sostegno, in particolare per le piccole e medie imprese, e ridurre gli oneri amministrativi e normativi; anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare sulla ricerca di base e applicata, nonché sull’innovazione, sul trasporto sostenibile e su una produzione e un uso dell’energia puliti ed efficienti;
               
            
                  4.
               
               
                  rendere la struttura dell’imposizione fiscale più efficiente e più favorevole alla crescita inclusiva e sostenibile.
               
            
         Fatto a Bruxelles, il 20 luglio 2020
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               La president
            
            J. KLOECKNER
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).
      
         (3)  GU C 301 del 5.9.2019, pag. 117.
      
         (4)  Regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6).
      
         (5)  Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all’epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5).
      
         (6)  Regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell’impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all’epidemia di COVID-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
      
         (7)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.