CELEX: 21993A1231(13)
Language: it
Date: 1991-12-16 00:00:00
Title: Accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la repubblica di Ungheria, dall'altra - Protocollo n. 1 sui prodotti tessili e sui capi d'abbigliamento dell'accordo europeo - Protocollo n. 2 sui prodotti contemplati dal trattato CECA - Protocollo n. 3 concernente gli scambi, tra l'Ungheria e la Comunità, di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del trattato CEE - Protocollo n. 4 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa - Protocollo n. 5 dell'accordo europeo - Protocollo n. 6 dell'accordo europeo sull'assistenza reciproca nel settore doganale - Protocollo n. 7 sulle concessioni con limiti annui - Atto finale - Dichiarazioni comuni - Dichiarazioni unilaterli - Dichiarazione relativa agli allegati IXa e XIc dell'accordo

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21993A1231(13)

Accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la repubblica di Ungheria, dall'altra - Protocollo n. 1 sui prodotti tessili e sui capi d'abbigliamento dell'accordo europeo - Protocollo n. 2 sui prodotti contemplati dal trattato CECA - Protocollo n. 3 concernente gli scambi, tra l'Ungheria e la Comunità, di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del trattato CEE - Protocollo n. 4 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa - Protocollo n. 5 dell'accordo europeo - Protocollo n. 6 dell'accordo europeo sull'assistenza reciproca nel settore doganale - Protocollo n. 7 sulle concessioni con limiti annui - Atto finale - Dichiarazioni comuni - Dichiarazioni unilaterli - Dichiarazione relativa agli allegati IXa e XIc dell'accordo  

Gazzetta ufficiale n. L 347 del 31/12/1993 pag. 0002 - 0266 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 25 pag. 0004  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 25 pag. 0004 

ACCORDO EUROPEO che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Ungheria, dall'altraIL REGNO DEL BELGIO,IL REGNO DI DANIMARCA,LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,LA REPUBBLICA ELLENICA,IL REGNO DI SPAGNA,LA REPUBBLICA FRANCESE,L'IRLANDA,LA REPUBBLICA ITALIANA,IL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO,IL REGNO DEI PAESI BASSI,LA REPUBBLICA PORTOGHESE,IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,Parti contraenti del trattato che istituisce la Comunità economica europea, del trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, qui di seguito denominati «Stati membri», eLA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA, LA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO E LA COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA, qui di seguito denominate «Comunità»,da una parte, eLA REPUBBLICA DI UNGHERIA, qui di seguito denominata «Ungheria»,dall'altra,CONSIDERANDO l'importanza dei legami tradizionali fra la Comunità, i suoi Stati membri e l'Ungheria e dei valori comuni che essi condividono;RICONOSCENDO che la Comunità e l'Ungheria desiderano rafforzare tali legami e instaurare una relazione intensa e duratura, basata sul reciproco interesse, che faciliti la partecipazione dell'Ungheria al processo di integrazione europea, consolidando e ampliando i rapporti già avviati, in particolare con l'Accordo sugli scambi e sulla cooperazione economica e commerciale, firmato il 26 settembre 1988;CONSIDERANDO le opportunità di instaurare una relazione qualitativamente diversa offerte dall'affermarsi di un nuovo sistema democratico in Ungheria;RIAFFERMANDO il loro impegno nei confronti del pluralismo democratico basato sullo stato di diritto, sui diritti umani, sulle libertà fondamentali e su un sistema multipartitico che preveda elezioni libere e democratiche, dei principi dell'economia di mercato e della giustizia sociale, che costituiscono le fondamenta dell'associazione;CONSIDERANDO il preciso impegno assunto dalla Comunità e dai suoi Stati membri e dall'Ungheria per il processo della Conferenza sulla sicurezza e sulla cooperazione in Europa (CSCE), compresa la piena applicazione di tutti i principi e le disposizioni contenuti, in particolare, nell'atto finale di Helsinki, nei documenti conclusivi delle riunioni di Vienna e di Madrid e nella Carta di Parigi per una nuova Europa;CONSAPEVOLI dell'importanza dell'accordo di associazione nella definizione delle strutture di un'Europa pacifica, prospera e stabile, che abbia nella Comunità una delle sue pietre angolari;PERSUASI che la piena realizzazione dell'associazione risulterà facilitata da ulteriori progressi concreti dell'Ungheria verso un'economia di mercato, fra l'altro alla luce delle conclusioni della conferenza CSCE di Bonn, e da un effettivo ravvicinamento dei sistemi economici delle Parti contraenti;DESIDERANDO istituire e sviluppare un dialogo politico continuativo sulle questioni bilaterali e internazionali di reciproco interesse, che sviluppi ed integri l'associazione;TENENDO CONTO dell'intenzione della Comunità di fornire all'Ungheria un appoggio determinante per il completamento del passaggio ad un'economia di mercato e di aiutarla a sostenere le conseguenze economiche e sociali del riadeguamento strutturale;TENENDO CONTO altresì dell'intenzione della Comunità di creare strumenti di cooperazione e di assistenza economica, tecnica e finanziaria su basi globali e pluriennali;TENENDO PRESENTI le disparità economiche e sociali esistenti tra la Comunità e l'Ungheria e riconoscendo pertanto che gli obiettivi dell'associazione dovrebbero essere conseguiti tramite adeguate disposizioni del presente accordo;CONVINTI che l'accordo di associazione creerà un nuovo clima per le loro relazioni economiche e in particolare per lo sviluppo degli scambi e degli investimenti, strumenti indispensabili della ristrutturazione economica e dell'ammodernamento tecnologico;DESIDERANDO instaurare una cooperazione culturale e sviluppare gli scambi di informazioni;CONSIDERANDO la risoluta intenzione dell'Ungheria di inserirsi pienamente nell'ordine politico, economico e di sicurezza di una nuova Europa;COSCIENTI che l'obiettivo finale dell'Ungheria è di diventare membro della Comunità e che la presente associazione, a giudizio delle Parti, contribuirà al raggiungimento di tale obiettivo,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo 1 È istituita un'associazione tra la Comunità e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Ungheria, dall'altra. Obiettivi di tale associazione sono:- costituire un ambito adeguato per il dialogo politico tra le Parti che consenta lo sviluppo di strette relazioni politiche;- giungere gradualmente all'istituzione di una zona di libero scambio tra la Comunità e l'Ungheria, che copra sostanzialmente tutti gli scambi tra le Parti;- progredire verso il reciproco riconoscimento delle altre liberà economiche su cui si basa la Comunità;- stabilire nuove regole, politiche e prassi concrete sulle quali fondare l'integrazione dell'Ungheria nella Comunità;- promuovere la cooperazione economica, finanziaria e culturale sulle più vaste basi possibili;- sostenere gli sforzi dell'Ungheria volti a sviluppare la sua economia e a completare la sua trasformazione in un'economia di mercato;- creare le opportune istituzioni per rendere efficace l'associazione.TITOLO I DIALOGO POLITICO Articolo 2 Tra le Parti si istituisce un dialogo politico continuativo. Esso ne accompagna e consolida il ravvicinamento, sostiene il nuovo ordine politico in Ungheria e contribuisce ad istituire duraturi legami di solidarietà e nuove forme di cooperazione. Il dialogo politico e la cooperazione, basati su valori ed aspirazioni comuni:- favoriranno la piena integrazione dell'Ungheria nella comunità delle nazioni democratiche e il suo progressivo ravvicinamento alla Comunità. La convergenza politica ed il ravvicinamento economico promossi dal presente accordo costituiscono due parti strettamente connesse e reciprocamente complementari dell'associazione;- condurranno a una migliore comprensione e a una progressiva convergenza di posizioni sulle questioni internazionali, in particolare su quelle che potrebbero avere notevoli ripercussioni su una delle Parti;- permetteranno a ciascuna delle Parti di tener conto della posizione e degli interessi dell'altra nei propri processi decisionali;- contribuiranno al ravvicinamento delle posizioni delle Parti sulle questioni relative alla sicurezza e miglioreranno la sicurezza e la stabilità di tutta Europa.Articolo 3 1. Tra le Parti si svolgono le opportune consultazioni al massimo livello politico.2. A livello ministeriale, il dialogo politico avviene nell'ambito del Consiglio di associazione; a questo spetta la responsabilità generale di tutte le questioni che le Parti riterranno utile sottomettergli.Articolo 4 Le Parti istituiscono altre procedure e altri meccanismi di dialogo politico stabilendo gli adeguati contatti, scambi e consultazioni, in particolare nelle forme seguenti:- tramite incontri, al livello di direttori politici, tra funzionari ungheresi, da una parte, e la Presidenza del Consiglio delle Comunità europee e la Commissione delle Comunità europee, dall'altra;- utilizzando appieno tutti i canali diplomatici tra le Parti, ivi compresi gli opportuni contatti in campo bilaterale e multilaterale, quali l'ONU, le riunioni della CSCE e altri organismi;- fornendo sistematicamente informazioni sulla cooperazione politica europea all'Ungheria, che contraccambierà nel modo adeguato;- con qualsiasi altro mezzo che possa contribuire a consolidare, sviluppare e intensificare il dialogo politico.Articolo 5 A livello parlamentare, il dialogo politico si svolge nell'ambito del Comitato parlamentare di associazione.TITOLO II PRINCIPI GENERALI Articolo 6 1. L'associazione prevede un periodo transitorio della durata massima di dieci anni diviso in due fasi successive, che in linea di principio durano cinque anni ciascuna. La prima fase inizia all'entrata in vigore del presente accordo.2. Il Consiglio di associazione provvede periodicamente ad esaminare l'applicazione del presente accordo e i progressi compiuti dall'Ungheria verso l'istituzione di un'economica di mercato.3. Nel corso dei dodici mesi che precedono il termine dalla prima fase, il Consiglio di associazione si riunisce per decidere il passaggio alla seconda fase e gli eventuali cambiamenti da apportare alle misure relative all'attuazione delle disposizioni che disciplinano la seconda fase. A tal fine si terrà conto dei risultati dell'esame di cui al paragrafo 2.4. Le due fasi previste nei paragrafi 1 e 3 non si applicano al titolo III.TITOLO III LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI Articolo 7 1. Nel corso di un periodo transitorio della durata massima di dieci anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, la Comunità e l'Ungheria istituiscono progressivamente una zona di libero scambio, secondo le modalità previste dalle disposizioni del presente accordo e in conformità con le disposizioni dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT).2. Per classificare le merci da importare nella Comunità si applica la nomenclatura combinata delle merci. Per classificare le merci da importare in Ungheria si applica la tariffa doganale ungherese.3. Fatte salve le specifiche disposizioni dei capitoli II e III, il dazio di base di ogni prodotto cui si devono applicare le progressive riduzioni previste dal presente accordo è quello effettivamente applicato erga omnes il giorno precedente alla data di entrata in vigore dell'accordo stesso.4. Qualora, successivamente all'entrata in vigore del presente accordo, venga applicata una riduzione tariffaria erga omnes, in particolare una riduzione derivante dall'accordo tariffario concluso a seguito dell'Uruguay Round del GATT, il suddetto dazio ridotto sostituisce il dazio di base di cui al paragrafo 3 a partire dalla data di applicazione della riduzione.5. La Comunità e l'Ungheria si comunicano a vicenda i rispettivi dazi di base.CAPITOLO I Prodotti industriali Articolo 8 1. Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti originari della Comunità e dell'Ungheria elencati nei capitoli da 25 a 97 della nomenclatura combinata e della tariffa doganale ungherese, fatta eccezione per i prodotti elencati nell'allegato I.2. Le disposizioni degli articoli da 9 a 13 non si applicano ai prodotti citati negli articoli 15 e 16.Articolo 9 1. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità a prodotti originari dell'Ungheria diversi da quelli elencati negli allegati IIa, IIb e III sono aboliti all'entrata in vigore del presente accordo.2. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità a prodotti originari dell'Ungheria elencati nell'allegato IIa sono progressivamente aboliti in base al seguente calendario:- alla data di entrata in vigore del presente accordo ogni dazio è ridotto al 50 % del dazio di base;- un anno dopo l'entrata in vigore del presente accordo i dazi rimanenti sono aboliti.I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti originari dell'Ungheria elencati nell'allegato IIb sono progressivamente ridotti, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, di una quota annuale del 20 % del dazio di base, in modo da giungere a una completa abolizione alla fine del quarto anno dalla data di entrata in vigore dell'accordo stesso.3. I prodotti originari dell'Ungheria elencati nell'allegato III beneficiano di una sospensione dei dazi doganali sulle importazioni entro i limiti di contingenti tariffari annui comunitari o massimali che aumentano progressivamente alle condizioni specificate nell'allegato. Contemporaneamente, i dazi doganali sulle importazioni applicabili ai quantitativi importati in eccesso ai suddetti contingenti o massimali sono progressivamente ridotti alle condizioni specificate nell'allegato III, in modo da giungere a una totale abolizione dei dazi doganali sulle importazioni dei prodotti in questione entro la fine del quinto anno.4. Le restrizioni quantitative sulle importazioni nella Comunità e le misure d'effetto equivalente relative ai prodotti originari dell'Ungheria sono abolite alla data di entrata in vigore del presente accordo.Articolo 10 1. I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Ungheria ai prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato IV sono progressivamente ridotti:- all'entrata in vigore dell'accordo: a due terzi del dazio di base- il 1° gennaio 1993: a un terzo del dazio di base- il 1° gennaio 1994: a zero.2. I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Ungheria ai prodotti originari della Comunità non elencati negli allegati IV e V sono progressivamente ridotti:- il 1° gennaio 1995: a due terzi del dazio di base- il 1° gennaio 1996: a un terzo del dazio di base- il 1° gennaio 1997: a zero.3. I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Ungheria ai prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato V sono progressivamente ridotti:- il 1° gennaio 1995: al 90 % del dazio di base- il 1° gennaio 1996: al 75 % del dazio di base- il 1° gennaio 1997: al 60 % del dazio di base- il 1° gennaio 1998: al 45 % del dazio di base- il 1° gennaio 1999: al 30 % del dazio di base- il 1° gennaio 2000: al 15 % del dazio di base- il 1° gennaio 2001: allo 0 % del dazio di base.4. Le restrizioni quantitative sulle importazioni in Ungheria dei prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato VIa e le misure di effetto equivalente sono progressivamente abolite tra il 1° gennaio 1995 e il 31 dicembre 2000 in base al calendario riportato nell'allegato. Tutte le altre restrizioni quantitative e misure d'effetto equivalente sono abolite all'entrata in vigore dell'accordo.Il Consiglio di associazione esamina periodicamente i progressi compiuti nello smantellamento delle restrizioni quantitative.Dalla data di entrata in vigore del presente accordo l'Ungheria apre dei massimali di importazione per i prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato VIb alle condizioni specificate nell'allegato stesso.Articolo 11 Le disposizioni relative all'abolizione dei dazi doganali sulle importazioni si applicano anche ai dazi doganali di carattere fiscale.Articolo 12 All'entrata in vigore dell'accordo, la Comunità abolisce le tasse di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni per quanto riguarda le sue importazioni dall'Ungheria.Per quanto riguarda le sue importazioni dalla Comunità, l'Ungheria abolisce le tasse di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni in base al seguente calendario:>SPAZIO PER TABELLA>Articolo 13 Entro la fine del quinto anno dall'entrata in vigore del presente accordo, la Comunità e l'Ungheria aboliscono progressivamente tutti i dazi doganali sulle reciproche esportazioni e le tasse d'effetto equivalente, nonché tutte le restrizioni quantitative sulle reciproche esportazioni e tutte le misure d'effetto equivalente, fatta eccezione per quelle eventualmente necessarie per ottemperare a obblighi internazionali.Articolo 14 Ciascuna delle Parti si dichiara disposta a ridurre i suoi dazi doganali sugli scambi con la controparte più rapidamente di quanto previsto agli articoli 9 e 10 qualora lo permettano le sue condizioni economiche generali e la situazione del settore economico interessato.Il Consiglio di associazione può formulare raccomandazioni in tal senso.Articolo 15 Il protocollo n. 1 specifica le condizioni applicabili ai prodotti tessili indicati nel protocollo stesso.Articolo 16 Il protocollo n. 2 specifica le condizioni applicabili ai prodotti coperti dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.Articolo 17 1. Le disposizioni del presente capitolo non ostano al mantenimento, da parte della Comunità, di una componente agricola nei dazi applicabili ai prodotti elencati nell'allegato VII per quanto riguarda i prodotti originari dell'Ungheria.2. Le disposizioni del presente capitolo non ostano all'introduzione, da parte dell'Ungheria, di una componente agricola nei dazi applicabili ai prodotti elencati nell'allegato VII per quanto riguarda i prodotti originari della Comunità.CAPITOLO II Agricoltura Articolo 18 1. Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti agricoli originari della Comunità e dell'Ungheria.2. Per «prodotti agricoli» si intendono i prodotti elencati nei capitoli da 1 a 24 della nomenclatura combinata e i prodotti elencati nell'allegato I, fatta eccezione per i prodotti della pesca definiti ai sensi del regolamento (CEE) n. 3687/91.Articolo 19 Il protocollo n. 3 specifica le condizioni applicabili agli scambi dei prodotti agricoli trasformati elencati nel suddetto protocollo.Articolo 20 1. Alla data di entrata in vigore del presente accordo, la Comunità abolisce le restrizioni quantitative sulle importazioni di prodotti agricoli originari dell'Ungheria applicate ai sensi del regolamento (CEE) n. 3420/83 del Consiglio nella forma esistente alla data della firma dell'accordo stesso.2. Dalla data di entrata in vigore del presente accordo, i prodotti agricoli originari dell'Ungheria elencati negli allegati VIIIa o VIIIb beneficiano della riduzione dei prelievi entro i limiti di contingenti comunitari o della riduzione dei dazi doganali, alle condizioni specificate nei suddetti allegati.3. I prodotti agricoli elencati nell'allegato IXa originari della Comunità sono importati in Ungheria senza restrizioni quantitative. I prodotti originari della Comunità elencati nell'allegato IXb sono esenti da restrizioni quantitative entro i limiti specificati nell'allegato stesso.4. La Comunità e l'Ungheria si accordano a vicenda le concessioni di cui agli allegati Xa, Xb, Xc, XIa, XIb, XIc e XId, in modo reciproco ed equilibrato, alle condizioni specificate negli allegati stessi.5. Tenendo conto del volume dei loro scambi di prodotti agricoli, dell'appartenenza degli stessi a settori particolarmente sensibili, delle regole della politica agricola comune della Comunità e delle regole di politica agraria dell'Ungheria, nonché delle conseguenze dei negoziati commerciali multilaterali nell'ambito dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, la Comunità e l'Ungheria esaminano, in sede di Consiglio di associazione, prodotto per prodotto e in modo ordinato e reciproco, le possibilità di riconoscersi a vicenda ulteriori concessioni.Articolo 21 Fatte salve altre disposizioni del presente accordo e in particolare l'articolo 30, qualora, dato il carattere particolarmente sensibile dei mercati agricoli, le importazioni di prodotti originari di una delle parti, soggette alle concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 20, provochino gravi perturbazioni ai mercati della controparte, le due Parti avviano immediatemente consultazioni per trovare una soluzione adeguata. In attesa di tale soluzione, la Parte interessata può adottare le misure che ritiene necessarie.CAPITOLO III Prodotti della pesca Articolo 22 Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai prodotti della pesca originari della Comunità e dell'Ungheria coperti dal regolamento (CEE) n. 3687/91 sull'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca.Articolo 23 Ai prodotti della pesca si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni dell'articolo 20, paragrafo 5.CAPITOLO IV Disposizioni comuni Articolo 24 Le disposizioni del presente capitolo si applicano agli scambi di tutti i prodotti, salvo quanto altrimenti disposto nel presente capitolo o nei protocolli n. 1, 2 e 3.Articolo 25 1. A partire dalla data di entrata in vigore del presente accordo non vengono introdotti nuovi dazi doganali sulle importazioni o sulle esportazioni, né tasse di effetto equivalente, negli scambi tra la Comunità e l'Ungheria, né vengono aumentati quelli già applicati.2. A partire dalla data di entrata in vigore del presente accordo non vengono introdotte nuove restrizioni quantitative sulle importazioni o sulle esportazioni, né misure d'effetto equivalente, negli scambi tra la Comunità e l'Ungheria, né vengono rese più restrittive quelle esistenti.3. Fatte salve le concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 20, le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 del presente articolo non limitano in alcun modo il perseguimento delle rispettive politiche agricole dell'Ungheria e della Comunità o l'adozione di misure nel quadro di tali politiche.Articolo 26 1. Le due Parti si astengono dall'introdurre qualsiasi misura o prassi di natura fiscale interna che istituisca, direttamente o indirettamente, discriminazioni tra i prodotti di una Parte e i prodotti analoghi originari del territorio della controparte.2. I prodotti esportati nel territorio di una delle due Parti non possono beneficiare di un rimborso delle imposte interne eccedente l'ammontare delle imposte dirette o indirette cui sono stati soggetti.Articolo 27 1. Il presente accordo non osta al mantenimento o all'istituzione di unioni doganali, zone di libero scambio o accordi sugli scambi transfrontalieri se non nella misura in cui essi alterno le condizioni commerciali previste dal presente accordo.2. Nell'ambito del Consiglio di associazione si tengono consultazioni tra le Parti in merito agli accordi institutivi delle suddette unioni doganali o zone di libero scambio e, se del caso, in merito ad altre importanti questioni relative alla loro rispettiva politica commerciale con i paesi terzi. In particolare, nel caso in cui un paese terzo entri a far parte della Comunità, si tengono consultazioni di questo tipo per garantire che si possa tener conto dei reciproci interessi della Comunità e dell'Ungheria sanciti nel presente accordo.Articolo 28 L'Ungheria può adottare misure eccezionali di durata limitata in deroga alle disposizioni dell'articolo 10 e dell'articolo 25, paragrafo 1, sotto forma di dazi doganali maggiorati.Tali misure possono riguardare unicamente le nuove industrie o determinati settori in corso di ristrutturazione o in gravi difficoltà, in particolare qualora dette difficoltà producano gravi problemi sociali.I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Ungheria ai prodotti originari della Comunità introdotti dalle suddette misure non possono superare il 25 % ad valorem e mantengono un elemento di preferenza per i prodotti originari della Comunità. Il valore complessivo delle importazioni dei prodotti soggetti a tali misure non può superare il 15 % del totale delle importazioni dalla Comunità di prodotti industriali, definiti ai sensi del capitolo I, nel corso dell'ultimo anno per il quale siano disponibili dati statistici.Le suddette misure sono applicate per un periodo non superiore ai cinque anni, a meno che il Consiglio di associazione non autorizzi una durata superiore. Esse cessano di applicarsi al più tardi allo scadere del periodo di transizione.Nessun prodotto può essere assoggettato a una misura di questo tipo qualora siano trascorsi più di tre anni dall'eliminazione di tutti i dazi e di tutte le restrizioni quantitative o delle tasse o misure d'effetto equivalente relativi a quel prodotto.L'Ungheria informa il Consiglio di associazione di ogni misura eccezionale che intenda adottare e, a richiesta della Comunità, si tengono consultazioni nell'ambito del Consiglio di associazione sulle suddette misure e sui settori di applicazione prima di attuarle. In occasione dell'adozione di tali misure, l'Ungheria fornisce al Consiglio di associazione un calendario con le date di eliminazione dei dazi doganali introdotti ai sensi del presente articolo. Detto calendario prevede la graduale eliminazione di tali dazi a partire al più tardi due anni dopo la loro introduzione, a tassi annuali uniformi. Il Consiglio di associazione può decidere un calendario diverso.Articolo 29 Qualora una delle Parti ritenga che negli scambi con la controparte stiano verificandosi pratiche di dumping, nell'accezione dell'articolo VI dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, essa può adottare le misure adeguate nei confronti di tali pratiche in conformità dell'Accordo relativo all'applicazione dell'articolo VI dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, della relativa legislazione interna e delle condizioni e procedure di cui all'articolo 33.Articolo 30 Qualora un prodotto venga importato in quantità maggiorate e in condizioni tali da provocare o minacciare di provocare:- pregiudizio grave ai produttori nazionali di prodotti analoghi o direttamente concorrenziali nel territorio di una delle Parti contraenti, o- gravi perturbazioni in qualsiasi settore dell'economia o difficoltà che potrebbero causare un grave deterioramento della situazione economica di una regione,la Parte interessata, sia essa la Comunità o l'Ungheria, può adottare le adeguate misure alle condizioni e secondo le procedure specificate nell'articolo 33.Articolo 31 Qualora l'osservanza delle disposizioni degli articoli 13 e 25 porti ai) una riesportazione verso un paese terzo nei confronti del quale la Parte esportatrice applichi, per il prodotto in questione, restrizioni quantitative sulle esportazioni, dazi all'esportazione o misure d'effetto equivalente;oii) una penuria grave, o la minaccia di penuria grave, di un prodotto essenziale per la Parte esportatrice,e qualora le circostanze di cui sopra diano luogo, o possano dar luogo, a gravi difficoltà per la Parte esportatrice, quest'ultima può adottare le adeguate misure, alle condizioni e secondo le procedure specificate nell'articolo 33. Dette misure hanno carattere non discriminatorio e sono eliminate quando la situazione non ne giustifica più il mantenimento.Articolo 32 Gli Stati membri e l'Ungheria adeguano progressivamente gli eventuali monopoli di Stato di natura commerciale per garantire che, alla scadenza del quinto anno successivo all'entrata in vigore del presente accordo, non esistano discriminazioni tra cittadini degli Stati membri e dell'Ungheria rispetto alle condizioni alle quali le merci vengono acquistate e commercializzate. Il Consiglio di associazione sarà informato delle misure adottate a tal fine.Articolo 33 1. Nel caso in cui la Comunità o l'Ungheria assoggettino le importazioni di prodotti suscettibili di creare le difficoltà di cui all'articolo 30 a una procedura amministrativa finalizzata a fornire tempestive informazioni sull'andamento dei flussi commerciali, esse ne informano la controparte.2. Nei casi specificati agli articoli 29, 30 e 31, prima di adottare le misure previste in tali articoli o, nei casi in cui si applica il paragrafo 3, lettera d), il più rapidamente possibile, la Parte interessata, sia essa la Comunità o l'Ungheria, fornisce al Consiglio di associazione tutte le opportune informazioni al fine di cercare una soluzione accettabile per entrambe le Parti.Nella scelta delle misure si deve dare le priorità a quelle che perturbano meno il funzionamento del presente accordo.Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate al Consiglio di associazione e sono oggetto di consultazioni periodiche nell'ambito di tale organismo, in particolare al fine di determinare un calendario per la loro abolizione non appena lo consentano le circostanze.3. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, si applicano le seguenti disposizioni:a) per quanto riguarda l'articolo 30, le difficoltà generate dalla situazione di cui a detto articolo vengono sottoposte all'esame del Consiglio di associazione, che può decidere tutte le misure necessarie per porvi fine.Qualora il Consiglio di associazione o la Parte esportatrice non abbia preso una decisione che ponga fine alle difficoltà o non sia stata raggiunta altra soluzione soddisfacente entro 30 giorni da quando è stata sollevata la questione, la Parte importatrice può adottare le misure adeguate per risolvere il problema. La portata di dette misure non deve eccedere quanto è necessario per porre riparo alle difficoltà insorte;b) per quanto riguarda l'articolo 29, il Consiglio di associazione è informato del caso di dumping non appena le autorità della Parte importatrice abbiano aperto l'indagine. Qualora non si sia posta fine al dumping o non si sia trovata altra soluzione soddisfacente entro 30 giorni da quando la questione è stata sottoposta al Consiglio di associazione, la Parte importatrice può adottare le misure adeguate;c) per quanto riguarda l'articolo 31, le difficoltà generate dalle situazioni specificate in detto articolo sono sottoposte all'esame del Consiglio di associazione.Il Consiglio di associazione può adottare qualsiasi decisione necessaria per porre fine alle difficoltà. Qualora esso non abbia preso tale decisione entro 30 giorni da quando gli è stata sottoposta la questione, la Parte esportatrice può applicare le misure adeguate alle esportazioni del prodotto interessato;d) qualora circostanze eccezionali che richiedono un intervento immediato rendano impossibile un'informazione o, a seconda dei casi, un esame preventivo, la Parte interessata, sia essa la Comunità o l'Ungheria, può applicare immediatamente, nelle situazioni specificate negli articoli 29, 30 e 31, le misure precauzionali strettamente necessarie per far fronte alla situazione.Articolo 34 Il protocollo n. 4 stabilisce le norme di origine per l'applicazione delle preferenze tariffarie previste nel presente accordo.Articolo 35 Il presente accordo lascia impregiudicati i divieti o restrizioni all'importazione, all'esportazione e al transito di merci giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale o di tutela della proprietà intellettuale, industriale e commerciale o da norme relative all'oro e all'argento. Tuttavia, tali divieti o restrizioni non devono costituire un mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le Parti.Articolo 36 Il protocollo n. 5 riporta le specifiche disposizioni da applicarsi agli scambi tra l'Ungheria, da una parte, e la Spagna e il Portogallo, dall'altra.TITOLO IV CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI, STABILIMENTO FORNITURA DI SERVIZI CAPITOLO I Circolazione dei lavoratori Articolo 37 1. Nel rispetto delle condizioni e modalità applicabili in ciascuno Stato membro:- il trattamento accordato ai lavoratori di nazionalità ungherese legalmente occupati nel territorio di uno Stato membro è esente da qualsiasi discriminazione basata sulla nazionalità, per quanto riguarda le condizioni di lavoro, di retribuzione o di licenziamento, rispetto ai cittadini di quello Stato membro;- il coniuge e i figli legalmente residenti di un lavoratore legalmente occupato nel territorio di uno Stato membro, fatta eccezione per i lavoratori stagionali e per i lavoratori oggetto di accordi bilaterali nell'accezione dell'articolo 41, salvo diverse disposizioni di tali accordi, hanno accesso al mercato del lavoro di quello Stato membro nel periodo di soggiorno di lavoro autorizzato di quel lavoratore.2. Nel rispetto delle condizioni e modalità applicabili in quel paese, l'Ungheria accorda il trattamento di cui al paragrafo 1 ai lavoratori cittadini di uno Stato membro legalmente occupati sul suo territorio, nonché ai loro coniugi e figli legalmente residenti in tale territorio.Articolo 38 1. Al fine di coordinare i sistemi di sicurezza sociale per i lavoratori di nazionalità ungherese legalmente occupati nel territorio di uno Stato membro e per i membri della loro famiglia legalmente residenti in tale territorio, e nel rispetto delle condizioni e modalità applicabili in ciascuno Stato membro,- tutti i periodi di assicurazione, occupazione o residenza trascorsi dai suddetti lavoratori nei vari Stati membri sono cumulati ai fini delle pensioni e rendite di vecchiaia, di invalidità e di morte e ai fini dell'assistenza sanitaria a favore di tali lavoratori e familiari;- le pensioni o rendite di vecchiaia, di reversibilità, per infortuni sul lavoro o malattie professionali o per invalidità derivante da tali cause, fatta eccezione per le indennità non basate sui contributi versati dai lavoratori, sono liberamente trasferibili al tasso applicato ai sensi della legislazione dello Stato membro debitore o degli Stati membri debitori;- ai lavoratori in questione sono versati gli assegni familiari per i membri della loro famiglia sopra indicati.2. L'Ungheria accorda ai lavoratori cittadini di uno Stato membro legalmente occupati nel suo territorio, nonché ai membri della loro famiglia legalmente residenti su tale territorio, un trattamento analogo a quello specificato al paragrafo 1, secondo e terzo trattino.Articolo 39 1. Il Consiglio di associazione adotta mediante decisione le opportune disposizioni per conseguire l'obiettivo specificato nell'articolo 38.2. Il Consiglio di associazione adotta mediante decisione regole dettagliate per la cooperazione amministrativa che forniscano le necessarie garanzie in materia di gestione e di controllo per l'applicazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1.Articolo 40 Le disposizioni adottate dal Consiglio di associazione in conformità dell'articolo 39 non modificano eventuali diritti o obblighi derivanti da accordi bilaterali tra l'Ungheria e gli Stati membri qualora tali accordi prevedano un trattamento più favorevole per i cittadini dell'Ungheria o degli Stati membri.Articolo 41 1. Tenendo conto della situazione del mercato del lavoro nello Stato membro, nel rispetto della sua legislazione e delle regole in vigore in quello Stato membro in materia di mobilità dei lavoratori:- si dovrebbero mantenere e, se possibile, ampliare le agevolazioni esistenti per l'accesso all'occupazione dei lavoratori ungheresi accordate dagli Stati membri ai sensi di accordi bilaterali;- gli altri Stati membri considerano favorevolmente l'opportunità di concludere accordi analoghi.2. Il Consiglio di associazione valuta l'opportunità di concedere facilitazioni, ivi comprese le possibilità di accesso alla formazione professionale, in conformità con le norme e procedure in vigore negli Stati membri e tenendo conto della situazione del mercato del lavoro degli Stati membri e della Comunità.Articolo 42 Nel corso della seconda fase di cui all'articolo 6, o anche prima se così si dovesse decidere, il Consiglio di associazione esamina altri modi per favorire la circolazione dei lavoratori, tenendo conto tra l'altro della situazione sociale ed economica in Ungheria e della situazione dell'occupazione nella Comunità. Il Consiglio di associazione formula raccomandazioni in tal senso.Articolo 43 Al fine di agevolare la ristrutturazione delle risorse di manodopera derivante dalla ristrutturazione economica in atto in Ungheria, la Comunità fornisce assistenza tecnica per l'istituzione di un adeguato sistema di sicurezza sociale e di servizi di gestione dell'occupazione in Ungheria nei modi specificati all'articolo 88.CAPITOLO II Stabilimento Articolo 44 1. Nel corso del periodo di transizione di cui all'articolo 6, l'Ungheria agevola l'insediamento di attività economiche sul suo territorio da parte di imprese e cittadini comunitari ai sensi dell'articolo 48. A tal fine, essa:i) procede gradualmente ad accordare, al più tardi entro la fine della prima fase di cui all'articolo 6, un trattamento non meno favorevole per lo stabilimento di imprese e cittadini comunitari di quello accordato alle imprese e ai cittadini ungheresi, fatta eccezione per i settori di cui agli allegati XIIa e XIIb, per i quali tale trattamento sarà concesso al più tardi entro la fine del periodo di transizione di cui all'articolo 6, eii) a partire dall'entrata in vigore del presente accordo, accorda alle attività delle società e dei cittadini comunitari stabiliti in Ungheria un trattamento non meno favorevole di quello accordato alle società e ai cittadini ungheresi. Qualora le leggi e i regolamenti esistenti non dovessero accordare tale trattamento alle società e ai cittadini comunitari per determinate attività economiche in Ungheria all'entrata in vigore del presente accordo, l'Ungheria modificherà tali leggi e regolamenti al fine di assicurare tale trattamento al più tardi al termine della prima fase di cui all'articolo 6.2. Nel corso dei periodi transitori di cui al paragrafo 1, l'Ungheria non adotta nuove regolamentazioni o misure che introducano discriminazioni per quanto riguarda lo stabilimento e le attività di società e cittadini comunitari sul suo territorio rispetto alle società e ai cittadini ungheresi.3. A partire dall'entrata in vigore del presente accordo, ciascuno Stato membro accorda un trattamento non meno favorevole di quello accordato alle proprie società e ai propri cittadini per lo stabilimento di società e cittadini ungheresi, ai sensi dell'articolo 48, e concede alle attività delle società e dei cittadini ungheresi stabiliti sul suo territorio un trattamento non meno favorevole di quello accordato alle proprie società e ai propri cittadini.4. In deroga ai paragrafi 1, 2 e 3, il trattamento nazionale descritto nei paragrafi 1 e 3 è applicabile a filiali, agenzie e cittadini che si stabiliscano come lavoratori autonomi solo a partire dall'inizio della seconda fase di cui all'articolo 6.5. Ai fini del presente accordo,a) per «stabilimento» si intende:i) per quanto riguarda i cittadini, il diritto di intraprendere e svolgere attività economiche in qualità di lavoratori autonomi e di avviare e gestire imprese, in particolare società, che controllano di fatto. I termini lavoro autonomo e imprese non comprendono la ricerca o l'assunzione sul mercato del lavoro, né conferiscono il diritto di accesso al mercato del lavoro di un'altra Parte. Le disposizioni del presente capitolo non si applicano alle persone che non sono unicamente lavoratori autonomi;ii) per quanto riguarda le società, il diritto di intraprendere e svolgere attività economiche attraverso la creazione e la gestione di succursali, filiali e agenzie;b) per «succursale» di una società si intende una società di fatto controllata dalla prima società;c) le «attività economiche» comprendono in particolare le attività di tipo industriale, commerciale, artigianale e professionale.6. Nel corso dei periodi di transizione di cui al paragrafo 1, punto i), il Consiglio di associazione prende periodicamente in considerazione l'opportunità di accelerare il riconoscimento del trattamento nazionale nei settori di cui agli allegati XIIa e XIIb e l'inserimento di aspetti o questioni compresi nell'allegato XIIc nel campo di applicazione delle disposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3. I suddetti allegati possono essere emendati su decisione del Consiglio di associazione.Una volta scaduti i periodi di transizione di cui al paragrafo 1, punto i), il Consiglio di associazione può, in via eccezionale, su richiesta dell'Ungheria e qualora se ne presentasse la necessità, decidere di prolungare per un periodo limitato la durata dell'esclusione di determinati aspetti o questioni elencati negli allegati XIIa e XIIb.7. Le disposizioni relative allo stabilimento e all'attività di società e cittadini comunitari e ungheresi contenute nei paragrafi da 1 a 4 non si applicano agli aspetti o alle questioni elencati nell'allegato XIIc.8. Fatte salve le disposizioni del presente articolo, a partire dall'entrata in vigore del presente accordo le società comunitarie stabilite in territorio ungherese hanno il diritto di acquistare, affittare e vendere proprietà immobiliari nonché il diritto di locazione per quanto riguarda le risorse naturali, i terreni agricoli e il patrimonio forestale, quando essi siano direttamente necessari per lo svolgimento delle attività economiche per cui essi sono stabiliti in tale territorio. Questo diritto non comprende lo stabilimento ai fini di operare o di svolgere attività di agenzia nel settore degli immobili e delle risorse naturali. L'Ungheria riconosce tali diritti alle filiali e agenzie di società comunitarie e ai cittadini comunitari stabiliti in Ungheria in qualità di lavoratori autonomi entro il termine della prima fase di cui all'articolo 6. Questo diritto non comprende lo stabilimento ai fini di operare o di svolgere attività di agenzia nel settore degli immobili e delle risorse naturali.Articolo 45 1. Nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 44, fatta eccezione per i servizi finanziari di cui all'allegato XIIa, ciascuna Parte può disciplinare lo stabilimento e l'attività di società e cittadini sul proprio territorio, sempre che tali regolamentazioni non discriminino le società e i cittadini della controparte rispetto alle società e ai cittadini della Parte in questione.2. Per quanto riguarda i servizi finanziari di cui all'allegato XIIa, il presente accordo lascia impregiudicato il diritto delle Parti di adottare misure necessarie per svolgere la loro politica monetaria o dettate da ragioni di prudenza per assicurare la tutela degli investitori, dei risparmiatori, degli assicurati o di persone nei cui confronti esista un'obbligazione fiduciaria o per garantire l'integrità e la stabilità del sistema finanziario. Le suddette misure non discriminano le società e i cittadini della controparte rispetto alle società e ai cittadini della Parte in questione.Articolo 46 Al fine di rendere più agevole per i cittadini della Comunità e dell'Ungheria l'avviamento e lo svolgimento di attività professionali regolamentate rispettivamente in Ungheria e nella Comunità, il Consiglio di associazione valuta le iniziative da prendere per permettere il reciproco riconoscimento dei titoli professionali. Il Consiglio di associazione può adottare tutte le misure necessarie a tal fine.Articolo 47 Le disposizioni dell'articolo 45 non precludono l'applicazione ad opera di una delle Parti contraenti di particolari norme relative allo stabilimento e all'attività sul suo territorio di filiali e agenzie di società di un'altra Parte non registrate nel territorio della Parte in questione, che siano giustificate da differenze giuridiche o tecniche tra tali filiali e agenzie e le filiali e agenzie delle società registrate sul suo territorio o, per quanto riguarda i servizi finanziari, da motivi prudenziali. Tale differenza di trattamento non eccede ciò che è strettamente necessario in conseguenza di dette differenze giuridiche o tecniche o, per quanto riguarda i servizi finanziari di cui all'allegato XIIa, per motivi prudenziali.Articolo 48 1. Ai fini del presente accordo, per «società comunitaria» e «società ungherese» si intende una società o un'impresa costituita in conformità delle leggi di uno Stato membro o, rispettivamente, dell'Ungheria che abbia la sede legale, l'amministrazione centrale o il principale centro degli affari rispettivamente nel territorio della Comunità o dell'Ungheria. Qualora tuttavia la società o l'impresa costituita in conformità delle leggi di uno Stato membro o dell'Ungheria abbia solo la sede legale nel territorio rispettivamente della Comunità o dell'Ungheria, è necessario che le sue attività siano legate in modo effettivo e continuativo con l'economia, rispettivamente, di uno degli Stati membri o dell'Ungheria.2. Per quanto riguarda i trasporti marittimi internazionali, possono beneficiare delle disposizioni del presente capitolo e del capitolo III del presente titolo anche cittadini o società di navigazione degli Stati membri o dell'Ungheria stabiliti al di fuori rispettivamente della Comunità o dell'Ungheria e controllate da cittadini rispettivamente di uno Stato membro o dell'Ungheria, qualora i loro battelli siano registrati rispettivamente in quello Stato membro o in Ungheria in conformità delle rispettive legislazioni.3. Ai fini del presente accordo, per «cittadino della Comunità» e «cittadino dell'Ungheria» si intende una persona fisica che abbia la cittadinanza, rispettivamente, di uno Stato membro o dell'Ungheria.4. Le disposizioni del presente accordo lasciano impregiudicata l'applicazione ad opera di ciascuna delle Parti delle misure eventualmente necessarie per prevenire l'aggiramento delle sue misure relative all'accesso al suo mercato da parte di paesi terzi, mediante le disposizioni del presente accordo.Articolo 49 Ai fini del presente accordo, per «servizi finanziari» si intendono le attività descritte nell'allegato XIIa. Il Consiglio di associazione può ampliare o modificare il campo di applicazione dell'allegato XIIa.Articolo 50 Nel corso della prima fase di cui all'articolo 6 o nel corso del periodo di transizione di cui all'articolo 6, per i settori compresi negli allegati XIIa e XIIb, l'Ungheria può introdurre disposizioni in deroga alle disposizioni del presente capitolo per quanto riguarda lo stabilimento di società e cittadini della Comunità qualora determinati settori:- siano in corso di ristrutturazione,- siano in gravi difficoltà, in particolare se esse comportano gravi problemi sociali in Ungheria,- rischino l'eliminazione o una drastica riduzione della quota di mercato complessivamente detenuta da società o cittadini dell'Ungheria in un determinato settore o ramo d'attività in Ungheria,- o siano nuove industrie in Ungheria.Le suddette misure:- cessano di applicarsi al più tardi due anni dopo il termine della prima fase di cui all'articolo 6 o al termine del periodo transitorio di cui all'articolo 6, per i settori compresi negli allegati XIIa e XIIb,- sono ragionevoli e necessarie per porre rimedio alla situazione,- e si riferiscono unicamente allo stabilimento in Ungheria successivo all'entrata in vigore di tali misure e non discriminano rispetto alle società o ai cittadini ungheresi le attività di società e cittadini comunitari già stabiliti in Ungheria nel momento in cui viene introdotta una determinata misura.Nell'elaborare e nell'applicare le suddette misure, l'Ungheria riconosce ogniqualvolta possibile un trattamento preferenziale alle società e ai cittadini comunitari e in nessun caso accorda loro un trattamento meno favorevole di quello accordato a società o cittadini di qualsiasi paese terzo.Prima di introdurre le suddette misure, l'Ungheria consulta il Consiglio di associazione; essa inoltre non le mette in vigore prima di un mese dopo la notifica al Consiglio di associazione delle misure concrete da introdurre in Ungheria, fatta eccezione per quando il rischio di danni irreparabili esiga l'adozione di misure urgenti, nel qual caso l'Ungheria consulta il Consiglio di associazione immediatamente dopo averle introdotte.Al termine della prima fase di cui all'articolo 6 o al termine del periodo di transizione di cui all'articolo 6, per i settori compresi negli allegati XIIa e XIIb, l'Ungheria può introdurre misure di questo tipo solo con l'autorizzazione del Consiglio di associazione e alle condizioni stabilite da quest'ultimo.Articolo 51 1. Le disposizioni del presente capitolo non si applicano ai servizi di trasporto aereo, di navigazione interna e di cabotaggio marittimo.2. Il Consiglio di associazione può formulare raccomandazioni volte a migliorare lo stabilimento e le operazioni nei settori contemplati dal paragrafo 1.Articolo 52 1. In deroga alle disposizioni del capitolo I del presente titolo, i beneficiari di diritti di stabilimento riconosciuti rispettivamente dall'Ungheria e dalla Comunità hanno facoltà di assumere, o di far assumere da una delle loro consociate, in conformità della legislazione vigente nel paese ospitante, rispettivamente nel territorio dell'Ungheria e nella Comunità, persone che siano cittadini rispettivamente degli Stati membri e dell'Ungheria, purché esse siano personale chiave ai sensi del paragrafo 2 e siano impiegate esclusivamente dai suddetti beneficiari o dalle loro consociate. Il permesso di soggiorno e di lavoro di tali persone copre soltanto il periodo dell'impiego.2. Il personale chiave dei beneficiari dei diritti di stabilimento, in appresso denominati «imprese», è il seguente:a) alti dirigenti superiori di un'impresa principalmente preposti alle gestione della stessa, sotto la generale supervisione o direzione soprattutto del consiglio di amministrazione o degli azionisti con mansioni comprendenti:- direzione dell'impresa oppure di un dipartimento o di una sottodivisione della stessa;- direzione e controllo del lavoro di altri funzionari che svolgono mansioni ispettive, professionali o direttive;- facoltà di procedere personalmente ad assunzioni e licenziamenti, oppure di raccomandare assunzioni, licenziamenti o altre azioni relative al personale;b) persone impiegate da un'impresa che possiedano un'elevata o non comune:- competenza riguardo ad un tipo di lavoro o di attività che richieda specifiche conoscenze tecniche;- preparazione essenziale per l'attività dell'impresa, il materiale di ricerca, i metodi o la gestione.Queste persone possono comprendere, ma non comprendono esclusivamente, membri di professioni riconosciute.Ciascuna delle persone in questione deve essere impiegata presso l'impresa interessata per almeno un anno prima di essere distaccata.Articolo 53 1. Le disposizioni del presente capitolo si applicano fatte salve le restrizioni giustificate da motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica.2. Le disposizioni del presente capitolo non si applicano alle attività che nel territorio di ciascuna delle Parti sono connesse, anche occasionalmente, all'esercizio dei pubblici poteri.Articolo 54 Le società che sono controllate ed esclusivamente possedute in comproprietà da società o cittadini ungheresi e da società o cittadini comunitari sono anch'esse beneficiare delle disposizioni del presente capitolo e del capitolo III del presente titolo.CAPITOLO III Prestazione di servizi tra la Comunità e l'Ungheria Articolo 55 1. Le parti si impegnano in conformità alle disposizioni del presente capitolo a prendere i provvedimenti necessari per consentire progressivamente la prestazione di servizi da parte di società o di cittadini comunitari o ungheresi stabiliti in una Parte diversa da quella della persona alla quale i servizi sono destinati, tenendo conto dello sviluppo del settore dei servizi nelle Parti.2. Parallelamente al processo di liberalizzazione di cui al paragrafo 1, fatte salve le disposizioni dell'articolo 58, paragrafo 1, le Parti permettono la temporanea circolazione delle persone fisiche che forniscono il servizio o che sono impiegate dal fornitore del servizio come personale chiave quale definito nell'articolo 52, paragrafo 2, ivi comprese le persone fisiche che sono rappresentanti di una società o di un cittadino della Comunità o dell'Ungheria e che chiedono un ingresso temporaneo al fine di negoziare la vendita dei servizi o di stipulare accordi di vendita dei servizi per il fornitore in questione, a condizione che detti rappresentanti non si occupino di effettuare vendite dirette al pubblico o di fornire essi stessi servizi.3. Il Consiglio di associazione prende le misure necessarie per la progressiva attuazione delle disposizioni del paragrafo 1.Articolo 56 Per quanto riguarda la prestazione di servizi di trasporto tra la Comunità e l'Ungheria, le disposizioni dell'articolo 55 sono sostituite dalle disposizioni seguenti:1. Per quanto riguarda i trasporti marittimi internazionali, le Parti si impegnano ad applicare efficacemente il principio dell'accesso senza restrizioni al mercato e ai traffici su base commerciale.a) La disposizione di cui sopra non pregiudica i diritti e gli obblighi derivanti all'una o all'altra delle Parti contraenti del presente accordo in forza del codice di comportamento delle Nazioni Unite per le conferenze di linea. Le compagnie non conferenziate avranno facoltà di operare in concorrenza con una conferenziata a condizione che aderiscano al principio della concorrenza leale su base commerciale.b) Le Parti confermano il loro impegno per un contesto di libera concorrenza quale elemento essenziale del trasporto di carichi secchi e carichi liquidi alla rinfusa.2. In applicazione dei principi del paragrafo 1, le Parti:a) non introducono nei futuri accordi bilaterali con paesi terzi clausole di ripartizione del carico, tranne per i rari casi in cui società di linea di una qualsiasi delle Parti del presente accordo non avessero altrimenti una reale opportunità di esercitare la loro attività verso e dal paese terzo interessato;b) vietano accordi di ripartizione del carico nei futuri accordi bilaterali relativi al trasporto di carichi secchi e carichi liquidi alla rinfusa;c) aboliscono, al momento dell'entrata in vigore del presente accordo, tutte le misure unilaterali e gli ostacoli amministrativi, tecnici e di altro genere che potrebbero avere effetti restrittivi o discriminatori sulla libera prestazione di servizi nel settore dei trasporti marittimi internazionali.3. Al fine di garantire uno sviluppo coordinato ed una progressiva liberalizzazione dei trasporti tra le Parti secondo le reciproche esigenze commerciali, le condizioni di reciproco accesso al mercato dei trasporti aerei e dei trasporti terrestri costituiscono l'oggetto di speciali accordi in materia di trasporti che saranno negoziati tra le Parti dopo l'entrata in vigore del presente accordo.4. Prima della conclusione degli accordi di cui al paragrafo 3, le Parti non prendono nessuna misura o iniziativa più restrittiva o discriminatoria rispetto alla situazione esistente prima dell'entrata in vigore del presente accordo.5. Durante il periodo transitorio, l'Ungheria adegua progressivamente la sua legislazione, ivi comprese le norme amministrative, tecniche e di altro genere, alla legislazione comunitaria vigente in qualsiasi momento nel campo dei trasporti aerei e terrestri, nella misura in cui favorisce la liberalizzazione e il reciproco accesso ai mercati delle Parti e facilita la circolazione di passeggeri e merci.6. Parallelamente al comune progresso nel conseguimento degli obiettivi del presente capitolo, il Consiglio di associazione esamina in qual modo si possano creare le condizioni necessarie per migliorare la libera prestazione dei servizi di trasporto aereo e terrestre.Articolo 57 Le disposizioni dell'articolo 53 si applicano alle questioni contemplate dal presente capitolo.CAPITOLO IV Disposizioni generali Articolo 58 1. Ai fini del titolo IV del presente accordo, l'accordo non impedisce in alcun modo alle Parti di applicare le rispettive leggi e disposizioni in materia di ingresso e soggiorno, condizioni di lavoro e stabilimento delle persone fisiche, nonché di prestazione dei servizi, a condizione che, così facendo, esse non le applichino in modo da vanificare o compromettere i benefici spettanti all'una o all'altra ai sensi di una specifica disposizione dell'accordo stesso. La presente disposizione non pregiudica l'applicazione dell'articolo 53.2. Le disposizioni dei capitoli II, III e IV del titolo IV sono adeguate con decisione del Consiglio di associazione alla luce dell'esito dei negoziati sui servizi in corso nell'ambito dell'Uruguay Round e, in particolare, per garantire che in base a qualsiasi disposizione del presente accordo una Parte conceda all'altra Parte un trattamento non meno favorevole di quello concesso in base alle disposizioni di un futuro accordo GATS.TITOLO V PAGAMENTI, CAPITALI, CONCORRENZA E ALTRE DISPOSIZIONI DI CARATTERE ECONOMICO E RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI CAPITOLO I Pagamenti correnti e movimento di capitale Articolo 59 Le Parti contraenti si impegnano ad autorizzare, in moneta liberamente convertibile, qualsiasi pagamento sul conto corrente della bilancia dei pagamenti nella misura in cui le transazioni sottostanti ai pagamenti riguardino movimenti di merci, servizi o persone tra le Parti, liberalizzati in conformità del presente accordo.Articolo 60 1. Per quanto riguarda le transazioni sul conto capitale della bilancia dei pagamenti, a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo gli Stati membri e l'Ungheria, rispettivamente, garantiscono la libera circolazione dei capitali relativi ad investimenti diretti effettuati in società costituite in conformità delle leggi del paese ospitante e agli investimenti effettuati in conformità delle disposizioni del titolo IV, capitolo II, nonché la liquidazione o il rimpatrio di detti investimenti e dei profitti da essi derivanti. In deroga alla disposizione di cui sopra, la libera circolazione, la liquidazione e il rimpatrio suddetti sono garantiti entro la fine della prima fase di cui all'articolo 6 per tutti gli investimenti connessi allo stabilimento di filiali e agenzie di società comunitarie e di cittadini comunitari che si stabiliscono in Ungheria come lavoratori autonomi ai sensi del titolo IV, capitolo II.2. Fatto salvo il paragrafo 1, gli Stati membri, a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, e l'Ungheria, a decorrere dall'inizio della seconda fase di cui all'articolo 6, non introducono nuove restrizioni valutarie sul movimento dei capitali e sui pagamenti correnti ad esso connessi tra residenti della Comunità e dell'Ungheria e non rendono più restrittivi gli accordi esistenti.3. I paragrafi 1 e 2 non impediscono all'Ungheria di applicare restrizioni su investimenti esteri effettuati da cittadini e società ungheresi.4. Le Parti si consultano reciprocamente per facilitare il movimento dei capitali tra la Comunità e l'Ungheria al fine di promuovere gli obiettivi del presente accordo.Articolo 61 1. Durante la prima fase di cui all'articolo 6, le Parti contraenti prendono misure atte a consentire la creazione delle condizioni necessarie per l'ulteriore graduale applicazione delle norme comunitarie in materia di libera circolazione dei capitali.2. Durante la seconda fase di cui all'articolo 6, il Consiglio di associazione esamina in che modo rendere possibile la piena applicazione delle norme comunitarie in materia di movimento dei capitali.CAPITOLO II Concorrenza e altre disposizioni di carattere economico Articolo 62 1. Sono incompatibili con il corretto funzionamento del presente accordo, nella misura in cui possano essere pregiudizievoli al commercio tra la Comunità e l'Ungheria:i) tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate tra imprese che abbiano per oggetto e per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza;ii) lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante nell'intero territorio della Comunità o dell'Ungheria, o in una sua parte sostanziale;iii) qualsiasi aiuto pubblico che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsi o minacci di falsare la concorrenza.2. Le pratiche contrarie al presente articolo sono valutate secondo i criteri derivanti dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del trattato che istituisce la Comunità economica europea.3. Entro tre anni dall'entrata in vigore del presente accordo, il Consiglio di associazione adotta le norme necessarie per l'attuazione dei paragrafi 1 e 2.4. a) Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, punto iii), le Parti accettano che durante i primi cinque anni successivi all'entrata in vigore del presente accordo qualsiasi aiuto pubblico concesso dall'Ungheria venga valutato tenendo conto del fatto che l'Ungheria è assimilata alle regioni della Comunità di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato che istituisce la Comunità economica europea. Il Consiglio di associazione, tenendo conto della situazione economica dell'Ungheria, decide se detto periodo debba essere prorogato per ulteriori periodi di cinque anni.b) Ciascuna delle Parti garantisce la trasparenza nel campo degli aiuti pubblici, tra l'altro riferendo ogni anno all'altra Parte sull'importo totale e sulla distribuzione dell'aiuto concesso e fornendo, su richiesta, informazioni sui piani di aiuto. Su richiesta di una delle Parti, l'altra fornisce informazioni su particolari singoli casi di aiuto pubblico.5. Per quanto riguarda i prodotti di cui ai capitoli II e III del titolo III:- le disposizioni del paragrafo 1, punto iii) non si applicano;- le pratiche contrarie al paragrafo 1, punto i) devono essere valutate secondo i criteri stabiliti dalla Comunità in base agli articoli 42 e 43 del trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare quelli fissati nel regolamento n. 26/1962 del Consiglio.6. Se la Comunità o l'Ungheria ritengono che una particolare pratica sia incompatibile ai sensi del paragrafo 1 del presente articolo, e- non sia adeguatamente affrontata nel quadro delle norme di attuazione di cui al paragrafo 3, o- in assenza di tali norme, se tale pratica arreca o minaccia di arrecare grave danno all'interesse dell'altra Parte o un pregiudizio sostanziale alle sua industria nazionale, ivi compresa l'industria dei servizi,esse possono prendere misure opportune previa consultazione nell'ambito del Consiglio di associazione o dopo 30 giorni lavorativi dalla richiesta di consultazione.Nel caso di pratiche incompatibili ai sensi del paragrafo 1, punto iii) del presente articolo, tali misure appropriate possono, qualora si applichi in materia l'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, essere adottate soltanto in conformità delle procedure e alle condizioni fissate da detto accordo e da qualsiasi altro strumento pertinente negoziato sotto i suoi auspici, applicabile tra le Parti.7. Salve eventuali disposizioni contrarie adottate in conformità del paragrafo 3, le Parti si scambiano informazioni tenendo conto delle limitazioni imposte dal rispetto del segreto professionale.8. Il presente articolo non si applica ai prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, ai quali si applica il protocollo n. 2.Articolo 63 1. Le Parti cercano di evitare l'imposizione di misure restrittive, ivi comprese misure relative alle importazioni, a fini di bilancia dei pagamenti. In caso di imposizione di tali misure, la Parte che le ha introdotte presenta all'altra Parte quanto prima possibile il calendario relativo alla loro abolizione.2. Qualora uno o più Stati membri della Comunità o l'Ungheria abbiano, o corrano un imminente rischio di avere, gravi difficoltà di bilancia dei pagamenti, la Comunità o l'Ungheria, secondo il caso, possono, in conformità delle condizioni stabilite nel quadro dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, adottare misure restrittive, ivi comprese misure relative alle importazioni, di durata limitata e la cui portata non può essere più ampia di quanto sia necessario per ovviare alla situazione della bilancia dei pagamenti. La Comunità o l'Ungheria, secondo il caso, informano senza indugio l'altra Parte.3. Le eventuali misure restrittive non si applicano ai trasferimenti relativi a investimenti e, in particolare, al rimpatrio degli importi investiti e di qualsiasi tipo di reddito da essi derivante.Articolo 64 Per quanto riguarda le imprese pubbliche e le imprese cui sono stati riconosciuti diritti speciali o esclusivi, il Consiglio di associazione garantisce che, dal terzo anno a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, siano rispettati i principi del trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 90, e i principi del documento conclusivo della riunione di Bonn, dell'aprile 1990, della Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (in particolare la libertà di decisione degli imprenditori).Articolo 65 1. L'Ungheria continua a migliorare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale al fine di fornire, entro la fine del quinto anno a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, un livello di protezione simile a quello esistente nella Comunità, ivi compresi comparabili mezzi di esercizio di tali diritti.2. Entro la fine del quinto anno a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, l'Ungheria presenta domanda di accesso alla convenzione di Monaco sulla concessione del brevetto europeo, del 5 ottobre 1973, e accede alle altre convenzioni multilateriali sui diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale di cui all'allegato XIII, punto 1 dei quali gli Stati membri sono Parti o che sono di fatto applicate dagli Stati membri.Articolo 66 1. Le Parti contraenti sono favorevoli ad una maggiore apertura dell'aggiudicazione degli appalti pubblici in base a principi di non discriminazione e di reciprocità, segnatamente nell'ambito del GATT.2. All'entrata in vigore del presente accordo, le imprese ungheresi ai sensi dell'articolo 48 possono accedere alle procedure di aggiudicazione degli appalti nella Comunità conformemente alle norme comunitarie in materia, beneficiando di un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle imprese comunitarie.Entro il termine del periodo transitorio di cui all'articolo 6, le imprese comunitarie, ai sensi dell'articolo 48, possono accedere alle procedure di aggiudicazione degli appalti in Ungheria, beneficiando di un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle imprese ungheresi.Le imprese comunitarie stabilite in Ungheria a norma del capitolo II del titolo IV possono accedere, a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, alle procedure di aggiudicazione dei contratti e beneficiano di un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle imprese ungheresi.Il Consiglio di associazione esamina periodicamente la possibilità per l'Ungheria di far accedere alle procedure di aggiudicazione in vigore in questo paese tutte le imprese comunitarie prima del termine del periodo transitorio.3. Per quanto riguarda lo stabilimento, l'attività e la fornitura di servizi tra la Comunità e l'Ungheria, nonché l'occupazione e la circolazione della manodopera per l'esecuzione dei contratti d'appalto pubblici, si applicano le disposizioni degli articoli da 37 a 57.CAPITOLO III Ravvicinamento delle legislazioni Articolo 67 Le Parti contraenti riconoscono che il principale requisito per l'integrazione economica dell'Ungheria nella Comunità è il ravvicinamento della legislazione presente e futura di questo paese a quella della Comunità. L'Ungheria deve pertanto adoperarsi affinché la legislazione futura sia, nei limiti del possibile, compatibile con quella comunitaria.Articolo 68 Il ravvicinamento delle legislazioni comprende segnatamente i seguenti settori: legislazione doganale, diritto delle società, legislazione bancaria, conti e imposizione delle società, proprietà intellettuale, tutela dei lavoratori sul posto di lavoro, servizi finanziari, regole di concorrenza, tutela della salute e della vita di persone, animali e piante, legislazione alimentare, tutela dei consumatori, compresa la responsabilità per danni causati dai prodotti, imposizione indiretta, norme e standard tecnici, trasporti e ambiente.Articolo 69 La Comunità fornisce all'Ungheria l'assistenza tecnica necessaria per attuare queste misure, che potranno comprendere, tra l'altro:- scambi di esperti,- informazioni,- organizzazioni di seminari,- attività di formazione,- collaborazione per la traduzione della legislazione comunitaria nei settori pertinenti.TITOLO VI COOPERAZIONE ECONOMICA Articolo 70 1. La Comunità e l'Ungheria avviano una cooperazione volta a consolidare per quanto possibile i legami economici a favore di entrambe le Parti e a contribuire allo sviluppo dell'Ungheria.2. Le politiche finalizzate allo sviluppo economico e sociale dell'Ungheria, in particolare a livello di industria, compreso il settore minerario, settore edilizio, investimenti, agricoltura, energia, trasporti, telecomunicazioni, sviluppo regionale e turismo dovranno essere improntate al principio di uno sviluppo duraturo. Si dovrà pertanto tener conto fin dall'inizio, nell'elaborazione di queste politiche, delle considerazioni ambientali.Dette politiche, inoltre, terranno conto anche della necessità di uno sviluppo sociale duraturo ed armonioso.3. Infine, si dovrebbe rivolgere particolare attenzione alle misure atte a promuovere la cooperazione regionale.Articolo 71 Cooperazione industriale1. Si cercherà, in particolare, di promuovere:- la cooperazione industriale tra operatori economici comunitari e ungheresi, soprattutto al fine di rafforzare il settore privato;- la partecipazione della Comunità negli sforzi ungheresi sia nel settore pubblico che nel settore privato per modernizzare e ristrutturare l'industria ungherese secondo condizioni che assicurino la tutela dell'ambiente;- la ristrutturazione dei singoli settori;- la creazione di nuove imprese nelle aree con un potenziale di crescita;- il trasferimento di tecnologia e di know-how.2. Le azioni di cooperazione industriale terranno conto delle priorità stabilite dall'Ungheria e cercheranno in particolare di costituire un contesto adeguato e trasparente per le imprese e di migliorare il know-how in materia di gestione.Articolo 72 Promozione e tutela degli investimenti1. Si cercherà di mantenere, migliorandoli se necessario, un clima e un contesto giuridico favorevoli agli investimenti privati, nazionali e stranieri, indispensabili per la ricostruzione economica e industriale in Ungheria. La cooperazione, inoltre, incoraggerà e promuoverà gli investimenti stranieri e la privatizzazione nel paese.2. La cooperazione assumerà le forme seguenti:PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 293A1231(13).1- conclusione, se del caso, di accordi tra Stati membri e Ungheria sulla promozione e sulla tutela degli investimenti, compreso il trasferimento degli utili e il rimpatrio del capitale;- ulteriore deregolamentazione in Ungheria e miglioramento dell'infrastruttura economica;- scambi di informazioni in merito alle leggi, normative e prassi amministrative in materia di investimenti;- scambi di informazioni sulle possibilità di investimenti sotto forma di fiere ed esposizioni commerciali, settimane commerciali ed altre manifestazioni;- organizzazione di missioni d'investimento in Ungheria e nella Comunità.Articolo 73 Norme industriali e valutazione della conformità1. La cooperazione nel settore è intesa a ridurre le differenze a livello di standardizzazione e valutazione della conformità.2. A tale scopo, si cercherà di:- promuovere l'uso delle normative tecniche comunitarie e delle norme e procedure europee per la valutazione della conformità;- se del caso, concludere accordi sul riconoscimento reciproco in questi settori;- incoraggiare la partecipazione dell'Ungheria ai lavori degli organismi specializzati (CEN, CENELEC, ETSI, EOTC);- sostenere l'Ungheria nei programmi europei di misure e di prove;- promuovere gli scambi di informazioni tecniche e metodologiche a livello di controllo qualitativo della produzione e delle tecniche di produzione tra le parti interessate.3. La Comunità fornirà all'Ungheria l'assistenza tecnica necessaria.Articolo 74 Cooperazione scientifica e tecnologica1. Le Parti promuoveranno la cooperazione a livello di ricerca e sviluppo tecnologico. Esse rivolgono particolare attenzione alle seguenti iniziative:- scambi d'informazioni sulle rispettive politiche in materia di scienza e di tecnologia;- organizzazione di riunioni comuni sulle questioni scientifiche (seminari e gruppi di lavoro);- attività comuni di ricerca e sviluppo volte a promuovere il progresso scientifico e il trasferimento di tecnologia e di know-how;- attività di formazione e programmi di mobilità per ricercatori e specialisti di entrambe le Parti;- creazione di un contesto favorevole alla ricerca e all'applicazione di nuove tecnologie e tutela adeguata dei diritti di proprietà intellettuale per quanto riguarda i risultati della ricerca;- partecipazione ai programmi comunitari a norma del paragrafo 3;- sostegno comunitario alla partecipazione dell'Ungheria ai programmi di ricerca e sviluppo europei.Si fornirà la necessaria assistenza tecnica.2. Il Consiglio di associazione fisserà procedure adeguate per sviluppare la cooperazione.3. La cooperazione prevista dal programma quadro comunitario nel settore della ricerca e dello sviluppo tecnologico verrà eseguita in base ad intese specifiche da negoziare e da concludere conformemente alle procedure adottate da ciascuna delle Parti.Articolo 75 Istruzione e formazione1. La cooperazione nel settore si prefigge lo sviluppo armonioso delle risorse umane e il miglioramento del livello dell'istruzione generale, della formazione e delle qualifiche professionali, tenendo conto delle priorità dell'Ungheria.2. La cooperazione riguarderà i seguenti settori:- riforma del sistema di istruzione e di formazione;- formazione iniziale, formazione professionale, formazione alla gestione e istruzione professionale superiore;- formazione sul lavoro e istruzione permanente;- formazione sul lavoro degli insegnanti;- riqualificazione professionale e adeguamento al mercato del lavoro;- insegnamento delle lingue comunitarie e della lingua ungherese;- promozione degli studi europei presso istituzioni adeguate;- miglioramento delle condizioni generali di apprendimento delle lingue straniere;- sviluppo dell'insegnamento a distanza e nuove tecnologie di formazione;- concessione di borse di studio;- fornitura di materiale e attrezzature didattici.3. Saranno creati ulteriori contesti istituzionali e programmi di cooperazione che inizieranno con la Fondazione europea per la formazione, non appena sarà istituita, e con la partecipazione dell'Ungheria al programma Tempus. In tale contesto, e conformemente alle procedure comunitarie, si esaminerà anche la partecipazione dell'Ungheria ad altri programmi comunitari.4. Si dovranno incentivare la collaborazione diretta tra istituti d'insegnamento e tra questi ultimi e le imprese, la mobilità e gli scambi di insegnanti, studenti e amministratori; occorrerà inoltre prevedere periodi di formazione e di pratica professionale all'estero, contribuire al miglioramento dei programmi scolastici, elaborare materiale didattico e fornire le attrezzature necessarie agli istituti di insegnamento.La cooperazione sarà inoltre intesa al riconoscimento reciproco dei periodi di studio e dei diplomi.5. Nel settore della traduzione, ci si concentrerà sulla formazione dei traduttori e degli interpreti nonché sulla promozione delle norme linguistiche e della terminologia comunitaria.Articolo 76 Agricoltura e settore agroindustrialeLo scopo della cooperazione in questo settore sarà quello di modernizzare, ristrutturare e privatizzare l'agricoltura e il settore agroindustriale in Ungheria, cercando in particolare di:- sviluppare le aziende agricole private e i relativi canali di distribuzione, i metodi di ammasso, la commercializzazione, ecc.;- modernizzare le infrastrutture rurali (trasporti, approvvigionamento idrico, telecomunicazioni);- migliorare la pianificazione territoriale rurale, compresa la pianificazione edilizia e urbana;- migliorare la produttività e la qualità mediante metodi e prodotti appropriati, provvedere alla formazione e al controllo dell'uso dei metodi antinquinamento connessi ai mezzi di produzione;- ristrutturare, sviluppare e modernizzare gli stabilimenti di trasformazione e le loro tecniche di marketing;- promuovere la cooperazione industriale a livello di agricoltura e gli scambi di know-how, segnatamente tra i settori privati della Comunità e dell'Ungheria;- intensificare la cooperazione fitozoosanitaria, ai fini di una graduale armonizzazione con le norme comunitarie mediante un'assistenza in materia di formazione e l'organizzazione di controlli;- instaurare e promuovere una cooperazione efficace per quanto riguarda i sistemi d'informazione agricoli;- sviluppare e promuovere una cooperazione efficace per i sistemi di garanzia della qualità compatibili con i modelli comunitari;- promuovere lo sviluppo rurale integrato in Ungheria;- scambiare informazioni sulle politiche e sulle legislazioni agricole;- provvedere all'assistenza tecnica e al trasferimento di know-how all'Ungheria per quanto riguarda i sistemi di fornitura del latte alle scuole.Articolo 77 Energia1. La cooperazione avverrà secondo i principi dell'economia di mercato e in un contesto di progressiva integrazione dei mercati energetici in Europa.2. Essa si concentrerà nei seguenti settori:- modernizzazione delle infrastrutture;- miglioramento e diversificazione dell'approvvigionamento;- formulazione e pianificazione della politica energetica;- gestione e formazione nel settore energetico;- sviluppo delle risorse energetiche;- promozione del risparmio e dell'utilizzazione razionale dell'energia;- impatto ambientale della produzione e del consumo di energia;- energia nucleare;- elettricità, petrolio e gas, compresa, eventualmente, la possibilità di allacciamenti con le reti europee;- definizione di un contesto per la cooperazione tra imprese nel settore;- trasferimento di tecnologia e di know-how;- maggiore apertura del mercato energetico; transito più agevole del gas e dell'elettricità.Articolo 78 Cooperazione nel settore nucleare1. Si cercherà principalmente di garantire un'utilizzazione più sicura dell'energia nucleare.2. La cooperazione si concentrerà nei seguenti settori:- sicurezza nucleare, misure di emergenza e gestione in caso di incidenti;- protezione contro le radiazioni, compresi i controlli ambientali;- problemi relativi al ciclo del combustibile, salvaguardia dei materiali nucleari;- gestione delle scorie radioattive;- disattivazione e smantellamento degli impianti nucleari;- decontaminazione.3. La cooperazione comprenderà altresì scambi d'informazione e di esperienze, nonché attività di ricerca e di sviluppo conformemente all'articolo 74.Articolo 79 Ambiente1. Le Parti intensificheranno e rafforzeranno la cooperazione per la lotta contro il degrado ambientale, che hanno incluso tra le priorità.2. La cooperazione sarà imperniata su quanto segue:- monitoraggio efficace dei livelli d'inquinamento;- lotta contro l'inquinamento locale, regionale e transfrontaliero dell'aria e dell'acqua;- produzione e consumo razionali di energia, sicurezza degli stabilimenti industriali;- classificazione e manipolazione sicura dei prodotti chimici;- qualità dell'acqua, in particolare dei corsi transfrontalieri;- riduzione, riciclaggio e smaltimento sicuro dei rifiuti; applicazione della Convenzione di Basilea;- impatto ambientale dell'agricoltura; erosione del suolo; protezione delle foreste, della flora e della fauna;- pianificazione territoriale, compresa la pianificazione edilizia e urbana;- uso degli strumenti economici e fiscali;- mutamenti climatici globali;- ripristino delle zone industriali più colpite dal punto di vista ambientale;- tutela della salute umana contro i rischi ambientali.3. A tale scopo, le Parti collaboreranno nei modi seguenti:- trasferimento di tecnologia e di know-how;- scambi di informazioni e di esperti, anche per il trasferimento delle tecnologie pulite;- programmi di formazione;- ravvicinamento delle legislazioni (norme comunitarie);- cooperazione a livello regionale (anche nell'ambito dell'Agenzia europea per l'ambiente, quando sarà istituita della Comunità) e internazionale;- elaborazione di strategie, soprattutto per quanto riguarda le questioni globali e climatiche;- miglioramento della gestione ambientale, compresa la gestione delle risorse idriche.Articolo 80 Gestione delle risorse idricheLe Parti collaboreranno in numerosi settori della gestione delle risorse idriche, e in particolare:- utilizzazione ecologica delle acque dei bacini idrografici, dei fiumi e dei laghi transfrontalieri;- armonizzazione delle normative in materia e strumenti volti a disciplinare l'aspetto tecnico (direttive, limitazioni, standard, normative e logistica);- modernizzazione della ricerca e sviluppo (ReS) e basi scientifiche della gestione delle risorse idriche.Articolo 81 Trasporti1. Le Parti svilupperanno e intensificheranno la cooperazione per consentire all'Ungheria di:- ristrutturare e modernizzare la rete di trasporti;- migliorare la circolazione dei passeggeri e delle merci e l'accesso al mercato dei trasporti eliminando gli ostacoli amministrativi, tecnici e di altro tipo;- agevolare il transito stradale, ferroviario e fluviale comunitario in Ungheria, nonché il trasporto combinato;- definire norme operative analoghe a quelle in vigore nella Comunità.2. In particolare, la cooperazione comprenderà:- programmi di formazione economica, giuridica e tecnica;- assistenza tecnica e consulenze, nonché scambi d'informazioni (conferenze e seminari);- mezzi per potenziare le infrastrutture in Ungheria.3. I settori prioritari saranno i seguenti:- costruzione e modernizzazione, sulle strade principali di interesse comune e sui collegamenti transeuropei, di infrastrutture stradali, fluviali, ferroviarie, portuali e aeroportuali;- gestione delle ferrovie e degli aeroporti, compresa la cooperazione tra le competenti autorità nazionali;- pianificazione territoriale, compresa la pianificazione edilizia e urbana;- miglioramento delle attrezzature tecniche per conformarsi alle norme comunitarie, in particolare a livello di trasporto strada-ferrovia, containerizzazione e trasbordo;- contributo alla definizione di politiche di trasporto compatibili con quelle applicabili nella Comunità.Articolo 82 Telecomunicazioni, servizi postali e trasmissioni radiotelevisive1. Le Parti intensificheranno e potenzieranno la cooperazione nel settore, e a tale scopo avvieranno le seguenti iniziative:- scambi di informazioni sulle politiche in materia di comunicazioni;- scambi di informazioni tecniche e di altro tipo e organizzazione di seminari, gruppi di lavoro e conferenze per esperti di entrambe;- formazione e consulenze;- trasferimenti di tecnologia;- designazione in entrambe di organismi adeguati per attuare progetti comuni;- promozione delle norme, dei sistemi di certificazione e delle disposizioni regolamentari europee;- sviluppo di nuove comunicazioni, servizi e infrastrutture, soprattutto con applicazioni commerciali.2. Queste attività si concentreranno nei seguenti settori prioritari:- modernizzazione della rete di telecomunicazioni ungherese e integrazione nelle reti europea e mondiale;- cooperazione con gli organismi di standardizzazione europei;- integrazione nei sistemi transeuropei; aspetti giuridici e regolamentari delle telecomunicazioni;- modernizzazione dei servizi postali e radiotelevisivi ungheresi, compresi gli aspetti giuridici e regolamentari;- gestione delle telecomunicazioni e dei servizi postali e radiotelevisivi nel nuovo contesto economico: strutture organizzative, strategia e pianificazione, principi di base delle commesse;- pianificazione territoriale, compresa la pianificazione edilizia e urbana.Articolo 83 Banche, assicurazioni e altri servizi finanziari1. Le Parti collaboreranno allo scopo di potenziare i servizi bancari, assicurativi e finanziari in Ungheria.2. La cooperazione si concentrerà nei seguenti settori:- armonizzazione del sistema contabile ungherese con le norme europee;- armonizzazione dei sistemi di controllo e di regolamentazione dei servizi bancari e finanziari;- traduzione delle legislazioni comunitaria e ungherese;- compilazione di glossari di terminologia;- scambi di informazioni, in particolare sulla legislazione proposta;- documentazione e sostegno della creazione, in Ungheria, di un centro d'informazione e documentazione per il settore finanziario.3. A tale scopo, si forniranno l'assistenza tecnica e la formazione necessarie. Tra l'altro, la Comunità organizzerà una formazione professionale a breve e a lungo termine presso le istituzioni finanziarie e gli enti normativi della Comunità.Articolo 84 Politica monetariaSu richiesta delle autorità ungheresi, la Comunità fornirà l'assistenza tecnica necessaria per sostenere l'introduzione della piena convertibilità del fiorino e il graduale ravvicinamento delle politiche del governo ungherese a quelle del Sistema monetario europeo. Si procederà altresì a scambi informali di informazioni sui principi e sul funzionamento del Sistema monetario europeo.Articolo 85 Cooperazione in materia di revisione contabile e di controllo finanziario1. Le Parti collaboreranno per istituire sistemi efficaci di controllo finanziario e di revisione contabile nelle amministrazioni ungheresi secondo i metodi e le procedure in vigore nella Comunità.2. Ci si concentrerà sui seguenti settori:- scambi d'informazioni sui sistemi di revisione contabile;- unificazione della documentazione pertinente;- formazione e consulenze.3. La Comunità fornirà l'assistenza tecnica necessaria.Articolo 86 Riciclaggio del denaro1. Le Parti convengono della necessità di prodigare ogni sforzo e di collaborare al fine di prevenire l'utilizzazione dei loro sistemi finanziari per il riciclaggio dei proventi delle attività illecite in generale e dei reati connessi alla droga in particolare.2. La cooperazione nel settore comprenderà un'assistenza amministrativa e tecnica volta a definire norme adeguate contro il riciclaggio del denaro equivalenti a quelle adottate in materia dalla Comunità e dai consessi internazionali, in particolare la Task Force «Azione finanziaria» (FATF).Articolo 87 Sviluppo regionale1. Le Parti intensificheranno la cooperazione a livello di sviluppo regionale e di pianificazione territoriale.2. A tal fine, si prevedono le seguenti misure:- scambi di informazioni tra le autorità nazionali sulle politiche regionali e di pianificazione territoriale e, se del caso, assistenza all'Ungheria per l'elaborazione di tali politiche;- azione comune delle autorità regionali e locali in materia di sviluppo economico;- programmi di visite per esaminare le possibilità di cooperazione e di assistenza;- scambi di funzionari;- assistenza tecnica, specialmente per lo sviluppo delle zone più povere;- avvio di programmi di scambi di informazioni e di esperienze, con vari metodi tra cui i seminari.Articolo 88 Cooperazione nel settore socialeRiconoscendo lo stretto legame esistente tra sviluppo economico e sviluppo sociale, le Parti contraenti collaboreranno in vari settori della sicurezza sociale e della sanità, specialmente allo scopo di:- migliorare il livello di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, basandosi sul livello esistente nella Comunità;- migliorare i servizi di collocamento, di formazione e di consulenza professionale in Ungheria, prendendo misure di sostegno e promuovendo lo sviluppo locale per contribuire alla ristrutturazione industriale;- adeguare il sistema di sicurezza sociale ungherese alla nuova situazione economica e sociale.In particolare, si prevede quanto segue:- assistenza tecnica;- scambi di esperti;- cooperazione tra imprese;- informazione e formazione.Articolo 89 TurismoLe Parti promuoveranno e intensificheranno la cooperazione, in particolare:- agevolando il turismo, soprattutto quello giovanile;- intensificando gli scambi di informazioni attraverso le reti internazionali, le banche dati, ecc.;- trasferendo il know-how mediante cicli di formazione, scambi e seminari;- facendo partecipare l'Ungheria alle organizzazioni europee competenti in materia di turismo;- realizzando operazioni comuni quali i progetti transfrontalieri, i gemellaggi tra città, ecc.;- armonizzando i sistemi statistici e le norme in materia di turismo.Articolo 90 Piccole e medie imprese1. Le Parti cercheranno di sviluppare e potenziare le piccole e medie imprese e la cooperazione tra PMI comunitarie ed ungheresi.2. A tale scopo, esse promuoveranno gli scambi di informazioni e di know-how nei seguenti settori:- miglioramento, se del caso, delle condizioni giuridiche, amministrative, tecniche, fiscali e finanziarie necessarie per lo sviluppo e l'espansione delle PMI e per la cooperazione transfrontaliera;- creazione dei servizi specializzati richiesti dalle PMI (formazione alla gestione, contabilità, marketing, controllo di qualità, ecc.) e potenziamento degli organismi che forniscono tali servizi;- instaurazione di contatti appropriati con gli operatori comunitari per migliorare i flussi di informazioni alle PMI e promuovere la cooperazione transfrontaliera [ad esempio, il Business cooperation Network (BC-NET), i centri d'informazione europei, le conferenze, ecc.].Articolo 91 Informazioni e comunicazioni1. In questo settore, la Comunità e l'Ungheria prenderanno le misure necessarie per promuovere gli scambi effettivi di informazioni, privilegiando i programmi volti a diffondere tra la popolazione le informazioni di base sulla Comunità e sull'Ungheria, nonché a fornire agli ambienti specializzati ungheresi dati più specifici e, nei limiti del possibile, l'accesso alle banche dati della Comunità.2. Le Parti coordineranno e, se del caso, armonizzeranno le loro politiche che disciplinano le trasmissioni radiotelevisive transfrontaliere, le norme tecniche e la promozione della tecnologia audiovisiva europea.3. La cooperazione potrà includere, a seconda dell'opportunità, programmi di scambi, di borse di studio, di formazione per giornalisti ed esperti nel settore dei mass media.Articolo 92 Dogane1. La cooperazione cercherà di garantire l'osservanza di tutte le disposizioni la cui adozione è prevista nel settore degli scambi e di ravvicinare il sistema doganale ungherese a quello della Comunità, in modo da agevolare la liberalizzazione prevista nel presente accordo.2. In particolare, la cooperazione comprenderà:- gli scambi di informazioni;- l'organizzazione di seminari e tirocini;- il potenziamento delle infrastrutture transfrontaliere tra le Parti;- l'introduzione di un documento amministrativo unico e di una connessione tra i regimi di transito della Comunità e dell'Ungheria;- la semplificazione dei controlli e delle formalità per il trasporto di merci;- la preparazione dell'adozione, quanto prima possibile, della nomenclatura combinata da parte dell'Ungheria.Si fornirà l'assistenza tecnica necessaria.3. Fatta salva l'ulteriore cooperazione prevista nel presente accordo, in particolare all'articolo 96, l'assistenza reciproca tra autorità amministrative delle Parti contraenti per quanto riguarda le questioni doganali sarà disciplinata dalle disposizioni del protocollo n. 6.Articolo 93 Cooperazione statistica1. La cooperazione in questo settore servirà a creare un sistema statistico efficiente che fornisca rapidamente e tempestivamente i dati statistici affidabili necessari per pianificare e sorvegliare il progresso della riforma strutturale e contribuire allo sviluppo dell'impresa privata in Ungheria.2. A tal fine, si cercherà in particolare di:- promuovere lo sviluppo di un sistema statistico efficiente e del relativo contesto istituzionale;- procedere all'armonizzazione con i metodi, le norme e le classificazioni internazionali (in particolare comunitari);- fornire i dati necessari per portare avanti e controllare la ristrutturazione economica;- fornire agli operatori economici del settore privato i dati macro e microeconomici necessari;- garantire il carattere riservato dei dati.3. La Comunità fornirà l'assistenza tecnica necessaria.Articolo 94 Economia1. La Comunità e l'Ungheria agevoleranno le riforme e l'integrazione collaborando per migliorare la comprensione dei principi di base delle rispettive economie, nonché l'elaborazione e l'attuazione della politica economica nelle economie di mercato.2. A tal fine, la Comunità e l'Ungheria:- si scambieranno informazioni sui risultati e sulle prospettive macroeconomici nonché sulle strategie di sviluppo;- analizzeranno congiuntamente le questioni economiche di interesse comune, compresa l'elaborazione della politica economica e gli strumenti per la sua attuazione;- mediante il programma d'azione per la cooperazione economica, esse promuoveranno una cooperazione su vasta scala tra economisti e dirigenti della Comunità e dell'Ungheria, al fine di accelerare i trasferimenti di know-how per l'elaborazione delle politiche economiche e procedere ad una vasta diffusione dei risultati alla ricerca in materia.Articolo 95 Pubblica amministrazioneLe Parti promuoveranno la cooperazione tra le rispettive pubbliche amministrazioni, avviando in particolare programmi di scambi per migliorare la conoscenza reciproca delle strutture e del funzionamento dei rispettivi sistemi.Articolo 96 Droghe1. La cooperazione è in particolare finalizzata a migliorare l'efficacia delle politiche e misure destinate a contrastare la diffusione e il traffico illecito di sostanze narcotiche e psicotrope e per ridurre l'abuso di tali prodotti.2. Le Parti contraenti concordano gli opportuni metodi di cooperazione per raggiungere tali obiettivi, incluse le modalità di attuazione di azioni comuni. Le loro azioni si basano sulla consultazione e lo stretto coordinamento per quanto riguarda gli obiettivi e le iniziative nei settori di cui al paragrafo 1.3. La cooperazione tra le Parti contraenti comprende assistenza tecnica e amministrativa, in particolare nei seguenti settori: elaborazione e attuazione delle normative nazionali; creazione di enti, centri di informazione e centri sociali e sanitari; formazione di personale e ricerca; prevenzione dell'utilizzazione abusiva di precursori per la produzione illecita di stupefacenti e sostanze psicotrope.Le Parti possono concordare l'inclusione di altri settori.TITOLO VII COOPERAZIONE CULTURALE Articolo 97 1. Le Parti si adoperano per promuovere la cooperazione culturale. Obiettivo di tale cooperazione è, tra gli altri, quello di promuovere la comprensione e il rispetto reciproci tra individui, comunità e popoli. All'occorrenza potranno essere estesi all'Ungheria gli attuali programmi comunitari di cooperazione culturale o quelli di uno o più Stati membri e si potranno avviare ulteriori attività di reciproco interesse.Tale cooperazione può comprendere, in particolare:- lo scambio di opere d'arte e di artisti;- le traduzioni letterarie;- la conservazione e il restauro di monumenti e località del patrimonio architettonico e culturale;- la preservazione dei valori culturali regionali;- la formazione degli addetti agli affari culturali;- l'organizzazione di manifestazioni culturali di carattere europeo;- l'incremento della reciproca consapevolezza e del contributo alla diffusione di opere di particolare rilievo in campo culturale.2. Le Parti cooperano nella promozione dell'industria audiovisiva in Europa. La cooperazione può altresì estendersi alla formazione di operatori ungheresi del settore. Più in particolare, i mezzi audiovisivi ungheresi possono partecipare alle iniziative avviate dalla Comunità nel quadro del programma MEDIA per il 1991-1995 in conformità delle procedure previste dagli enti responsabili della gestione di ciascuna attività e conformemente alle disposizioni della decisione del Consiglio delle Comunità europee del 21 dicembre 1990 che ha istituito il programma. La Comunità sostiene la partecipazione del settore audiovisivo ungherese nei pertinenti programmi Eureka.TITOLO VIII COOPERAZIONE FINANZIARIA Articolo 98 Al fine di raggiungere gli obiettivi del presente accordo e in conformità degli articoli 99, 100, 102 e 103, l'Ungheria beneficia di assistenza finanziaria temporanea da parte della Comunità sotto forma di sovvenzioni e prestiti, inclusi quelli della Banca europea per gli investimenti, conformemente all'articolo 18 dello statuto della Banca.Articolo 99 Tale assistenza finanziaria è coperta da:- gli interventi del programma PHARE previsti dal regolamento (CEE) n. 3906/89, come modificato, fino alla fine del 1992; dopodiché la Comunità predisporrà sovvenzioni sia nel quadro del programma PHARE, su base pluriennale, sia nel contesto di un nuovo finanziamento pluriennale deciso dalla Comunità previe consultazioni con l'Ungheria e tenuto conto del disposto degli articoli 102 e 103;- il prestito o i prestiti concessi dalla Banca europea per gli investimenti fino alla data di scadenza della disponibilità; a seguito di consultazioni con l'Ungheria, la Comunità fissa l'importo massimo e il periodo di disponibilità dei prestiti della Banca europea per gli investimenti a favore dell'Ungheria per gli anni successivi.Articolo 100 Gli obiettivi e i settori dell'assistenza finanziaria comunitaria sono stabiliti nel programma indicativo da concordare tra le due Parti. Le Parti informano il Consiglio di associazione.Articolo 101 1. In caso di necessità straordinaria e tenendo conto delle risorse finanziarie globali disponibili, su richiesta del governo ungherese e in coordinamento con le istituzioni finanziarie internazionali nel contesto del G-24, la Comunità valuta la possibilità di concedere assistenza finanziaria temporanea:- a sostegno di misure finalizzate ad introdurre progressivamente ed a mantenere la convertibilità della valuta ungherese;- a sostegno della stabilizzazione a medio termine e degli sforzi di adattamento strutturale, inclusa l'assistenza a favore della bilancia dei pagamenti.2. Tale assistenza finanziaria è subordinata alla presentazione da parte del governo ungherese in seno al G-24 di programmi approvati dal FMI, finalizzati alla convertibilità e alla ristrutturazione dell'economia nazionale, nonché alla loro approvazione da parte della Comunità, al rispetto costante di tali programmi da parte dell'Ungheria e, quale obiettivo finale, alla rapida transizione verso il ricorso a fonti private di finanziamento.3. Il Consiglio di associazione è informato delle condizioni alle quali tale assistenza è concessa e del rispetto degli impegni assunti dall'Ungheria per quanto riguarda tale assistenza.Articolo 102 L'assistenza finanziaria comunitaria è valutata alla luce delle necessità emerse, del livello di sviluppo dell'Ungheria e tenendo conto delle priorità stabilite, delle potenzialità di assorbimento dell'economia ungherese, della capacità di rimborsare i prestiti e di portare avanti la ristrutturazione del sistema economico fino all'introduzione di un'economia di mercato.Articolo 103 Ai fini di un impiego ottimale delle risorse disponibili, le due Parti si adoperano affinché i contributi comunitari siano erogati in stretto coordinamento con quelli provenienti da altre fonti quali gli Stati membri della Comunità, altri paesi, inclusi quelli del G-24, e le istituzioni finanziarie internazionali quali il FMI, la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo.TITOLO IX DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI, GENERALI E FINALI Articolo 104 È istituito un Consiglio di associazione incaricato della sorveglianza dell'attuazione del presente accordo. Il Consiglio si riunisce a livello ministeriale una volta all'anno e quando le circostanze lo richiedono. Esso esamina qualsiasi questione importante inerente al presente accordo e qualunque altro problema bilaterale o internazionale di reciproco interesse.Articolo 105 1. Il Consiglio di associazione è composto, da un lato, dai membri del Consiglio delle Comunità europee e da membri della Commissione delle Comunità europee e, dall'altro, da membri del governo ungherese.2. I membri del Consiglio di associazione possono farsi rappresentare, in conformità delle condizioni previste al riguardo dal suo regolamento interno.3. Il Consiglio di associazione adotta il proprio regolamento interno.4. Il Consiglio di associazione è presieduto a turno da un membro del Consiglio delle Comunità europee e da un membro del governo ungherese, in conformità delle disposizioni previste al riguardo dal suo regolamento interno.Articolo 106 Ai fini della realizzazione degli obiettivi del presente accordo, il Consiglio di associazione ha il potere di prendere decisioni nei casi contemplati dall'accordo stesso. Tali decisioni sono vincolanti per le Parti, che prendono le misure necessarie per la loro attuazione. Il Consiglio di associazione può altresì formulare adeguate raccomandazioni.Le decisioni e raccomandazioni sono adottate mediante accordo tra le due Parti.Articolo 107 1. Ciascuna delle Parti può deferire al Consiglio di associazione qualsiasi controversia relativa all'applicazione o all'interpretazione del presente accordo.2. Il Consiglio di associazione può comporre la controversia mediante una decisione.3. Ciascuna delle Parti è tenuta a prendere i provvedimenti necessari ai fini dell'attuazione della decisione di cui al paragrafo 2.4. Nel caso in cui non sia possibile comporre la controversia conformemente al paragrafo 2, ciascuna delle Parti può designare un arbitro e darne notifica all'altra; l'altra Parte deve designare un secondo arbitro entro due mesi. Ai fini dell'applicazione della presente procedura, la Comunità e gli Stati membri sono considerati una delle Parti in causa della controversia.Il Consiglio di associazione designa un terzo arbitro.Le decisioni arbitrali sono pronunciate a maggioranza.Ciascuna delle Parti in causa deve adottare le misure necessarie all'attuazione del lodo arbitrale.Articolo 108 1. Nell'esercizio delle sue funzioni, il Consiglio di associazione è assistito da un Comitato di associazione composto, da un lato, da rappresentanti dei membri del Consiglio delle Comunità europee e di membri della Commissione delle Comunità europee e, dall'altro, da rappresentanti del governo ungherese, normalmente alti funzionari.Il regolamento interno del Consiglio di associazione determina le funzioni del Comitato di associazione, tra cui figura la preparazione delle riunioni del Consiglio di associazione e il funzionamento del Comitato.2. Il Consiglio di associazione può delegare al Comitato di associazione i suoi poteri. In questo caso, il Comitato di associazione adotta le sue decisioni alle condizioni stabilite all'articolo 106.Articolo 109 Il Consiglio di associazione può decidere l'istituzione di qualsiasi altro comitato o organo speciale che lo assiste nell'esercizio delle sue funzioni.Nel suo regolamento interno, il Consiglio di associazione precisa la composizione e le funzioni di tali comitati o organi, nonché le modalità del loro funzionamento.Articolo 110 È istituito un Comitato parlamentare di associazione. Tale Comitato riunisce e consente lo scambio di opinioni tra membri del Parlamento ungherese e del Parlamento europeo. Il calendario e la frequenza delle riunioni sono decisi dal Comitato stesso.Articolo 111 1. Il Comitato parlamentare di associazione è composto, da un lato, da membri del Parlamento europeo e, dall'altro, da membri del Parlamento ungherese.2. Il Comitato parlamentare di associazione adotta il proprio regolamento interno.3. Il Comitato parlamentare di associazione è presieduto a turno dal Parlamento europeo e dal Parlamento ungherese, in conformità delle disposizioni da stabilire nel suo regolamento interno.Articolo 112 Il Comitato parlamentare di associazione può chiedere informazioni inerenti all'attuazione del presente accordo al Consiglio di associazione; quest'ultimo fornisce al Comitato le informazioni richieste.Il Comitato parlamentare di associazione è tenuto al corrente delle decisioni del Consiglio di associazione.Il Comitato parlamentare di associazione può rivolgere raccomandazioni al Consiglio di associazione.Articolo 113 Nell'ambito del presente accordo, ciascuna delle Parti si impegna a garantire che le persone fisiche e giuridiche dell'altra Parte possano adire, senza discriminazioni rispetto ai propri cittadini, i competenti organi giuridici e amministrativi della Comunità e dell'Ungheria per tutelare i loro diritti individuali e di proprietà, inclusi quelli riguardanti la proprietà intellettuale, industriale e commerciale.Articolo 114 Il presente accordo non impedisce ad una Parte contraente di adottare qualsiasi misura:a) ritenuta necessaria a precludere l'accesso a informazioni contrarie ai suoi interessi essenziali in materia di sicurezza;b) inerente alla produzione o al commercio di armi, munizioni o materiale bellico o alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione indispensabili in materia di difesa, a condizione che tali misure non alterino le condizioni di concorrenza rispetto a prodotti non destinati ad uso specificamente militare;c) ritenute essenziali per la propria sicurezza in caso di gravi disordini interni che compromettano il mantenimento della legge e dell'ordine, in tempo di guerra o in occasione di gravi tensioni internazionali che possano sfociare in una guerra o ai fini del rispetto di impegni assunti per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale.Articolo 115 1. Nei settori coperti dal presente accordo e fatta salva qualsiasi disposizione speciale ivi contenuta:- le misure applicate dall'Ungheria nei confronti della Comunità non devono dare origine ad alcuna discriminazione tra gli Stati membri, i loro cittadini o le loro aziende o imprese;- le misure applicate dalla Comunità nei confronti dell'Ungheria non devono dare origine ad alcuna discriminazione tra i cittadini ungheresi o le loro aziende o imprese.2. Le disposizioni del paragrafo 1 non pregiudicano il diritto delle Parti contraenti di applicare le pertinenti disposizioni della loro normativa fiscale nei confronti di contribuenti che non si trovino in situazioni identiche per quanto riguarda il luogo di residenza.3. Le disposizioni del paragrafo 1 non impediscono alle Parti di applicare norme e disposizioni valutarie che comportano disparità di trattamento tra residenti e non residenti ai sensi di tali norme e disposizioni.Articolo 116 Quando sono importati nella Comunità, i prodotti originari dell'Ungheria non beneficiano di un trattamento più favorevole di quello che gli Stati membri si applicano reciprocamente.Il trattamento concesso all'Ungheria nel quadro del titolo IV e del capitolo I del titolo V non deve essere più favorevole di quello che gli Stati membri si applicano reciprocamente.Articolo 117 1. Le Parti adottano qualsiasi provvedimento generale o specifico necessario per l'adempimento degli obblighi che loro incombono nel quadro del presente accordo. Esse si adoperano per la realizzazione degli obiettivi fissati nell'accordo stesso.2. Qualora una delle Parti ritenga che l'altra Parte non abbia ottemperato ad un obbligo previsto dal presente accordo, essa può adottare le misure appropriate. Prima di procedere, essa fornisce al Consiglio di associazione tutte le informazioni pertinenti necessarie per un esauriente esame della situazione ai fini della ricerca di una soluzione accettabile per le Parti.Nella scelta delle misure, si privilegiano quelle meno lesive per il funzionamento dell'accordo. Le misure decise sono comunicate senza indugio al Consiglio di associazione e, qualora l'altra Parte ne faccia richiesta, sono oggetto di consultazioni in seno al Consiglio di associazione.Articolo 118 Fin quando privati cittadini e operatori economici non godranno di diritti equivalenti in virtù dell'applicazione del presente accordo, esso non reca pregiudizio ai diritti loro garantiti da accordi vigenti che vincolano uno o più Stati membri, da un lato, e l'Ungheria, dall'altro.Articolo 119 I protocolli dal n. 1 al n. 7 e gli allegati da I a XIII formano parte integrante del presente accordo.Articolo 120 Il presente accordo è concluso per un periodo illimitato.Ciascuna delle Parti può denunciare il presente accordo dandone notifica all'altra Parte. L'accordo cessa di essere applicabile sei mesi dopo la data di tale notifica.Articolo 121 Il presente accordo si applica, da una parte, ai territori in cui si applicano i trattati che istituiscono la Comunità economica europea, la Comunità europea per l'energia atomica e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, alle condizioni in essi indicate, e, dall'altra, al territorio della Repubblica di Ungheria.Articolo 122 Il presente accordo è redatto in due esemplari in lingua danese, francese, greca, inglese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, tedesca e ungherese, ciascun testo facente ugualmente fede.Articolo 123 Il presente accordo è approvato dalle Parti contraenti conformemente alle loro rispettive procedure.Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui le Parti contraenti si comunicano reciprocamente che le procedure di cui al primo comma sono state espletate.A decorrere dalla sua entrata in vigore, il presente accordo sostituisce l'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica di Ungheria sul commercio e la cooperazione economica e commerciale firmato a Bruxelles il 26 settembre 1988 e l'accordo tra la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la Repubblica di Ungheria firmato a Bruxelles il 31 ottobre 1991.Articolo 124 Nel caso in cui, in attesa che siano completate le procedure necessarie per l'entrata in vigore del presente accordo, le disposizioni di talune parti dello stesso, in particolare quelle riguardanti la circolazione delle merci, siano messe in vigore nel 1992 mediante un accordo interinale tra la Comunità e l'Ungheria, le Parti contraenti concordano che, in tali circostanze, ai fini dell'applicazione del titolo III, articoli 62 e 65 del presente accordo e dei protocolli dal n. 1 al n. 7, per «data di entrata in vigore dell'accordo» si intende:- la data di entrata in vigore dell'accordo interinale, per quanto riguarda gli obblighi da attuare a decorrere da tale data, e- il 1° gennaio 1992, per quanto riguarda gli obblighi da attuare successivamente alla data di entrata in vigore con riferimento alla data di entrata in vigore.En fe de lo cual, los plenipotenciarios abajo firmantes suscriben el presente Acuerdo.Til bekræftelse heraf har undertegnede befuldmægtigede underskrevet denne aftale.Zu Urkund dessen haben die unterzeichneten Bevollmächtigten ihre Unterschriften unter dieses Abkommen gesetzt.Åéò ðßóôùóç ôùí áíùôÝñù, ïé õðïãåãñáììÝíïé ðëçñåîïýóéïé Ýèåóáí ôéò õðïãñáöÝò ôïõò óôçí ðáñïýóá óõìöùíßá.In witness whereof the undersigned plenipotentiaries have signed this Agreement.En foi de quoi, les plénipotentiaires soussignés ont apposé leurs signatures au bas du présent accord.In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti hanno apposto le loro firme in calce al presente accordo.Ten blijke waarvan de ondergetekende gevolmachtigden hun handtekening onder deze Overeenkomst hebben gesteld.Em fé do que, os plenipotenciários abaixo assinados apuseram as suas assinaturas no final do presente Acordo.Fentiek hiteléül, az arra meghatalmazottak aláirták a jelen Megállapodást.Hecho en Bruselas, el dieciséis de diciembre de mil novecientos noventa y uno.Udfærdiget i Bruxelles, den sekstende december nitten hundrede og enoghalvfems.Geschehen zu Brüssel am sechzehnten Dezember neunzehnhunderteinundneunzig.¸ãéíå óôéò ÂñõîÝëëåò, óôéò äÝêá Ýîé Äåêåìâñßïõ ÷ßëéá åííéáêüóéá åíåíÞíôá Ýíá.Done at Brussels on the sixteenth day of December in the year one thousand nine hundred and ninety-one.Fait à Bruxelles, le seize décembre mil neuf cent quatre-vingt-onze.Fatto a Bruxelles, addì sedici dicembre millenovecentonovantuno.Gedaan te Brussel, de zestiende december negentienhonderd eenennegentig.Feito em Bruxelas, em dezasseis de Dezembro de mil novecentos e noventa e um.Készült Brüsszelben az ezerkilencszázkilencvenegyedik év december hó tizenhatodik napján.Pour le royaume de BelgiqueVoor het Koninkrijk België>RIFERIMENTO A UN FILM>På Kongeriget Danmarks vegne>RIFERIMENTO A UN FILM>Für die Bundesrepublik Deutschland>RIFERIMENTO A UN FILM>Ãéá ôçí ÅëëçíéêÞ Äçìïêñáôßá>RIFERIMENTO A UN FILM>Por el Reino de España>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour la République française>RIFERIMENTO A UN FILM>For IrelandThar cheann Na hÉireann>RIFERIMENTO A UN FILM>Per la Repubblica italiana>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour le Grand-Duché de Luxembourg>RIFERIMENTO A UN FILM>Voor het Koninkrijk der Nederlanden>RIFERIMENTO A UN FILM>Pela República Portuguesa>RIFERIMENTO A UN FILM>For the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Por el Consejo y la Comisión de las Comunidades EuropeasFor Rådet og Kommissionen for De Europæiske FællesskaberFür den Rat und die Kommission der Europäischen GemeinschaftenÃéá ôï Óõìâïýëéï êáé ôçí ÅðéôñïðÞ ôùí Åõñùðáúêþí ÊïéíïôÞôùíFor the Council and the Commission of the European CommunitiesPour le Conseil et la Commission des Communautés européennesPer il Consiglio e la Commissione delle Comunità europeeVoor de Raad en de Commissie van de Europese GemeenschappenPelo Conselho e pela Comissão das Comunidades Europeias>RIFERIMENTO A UN FILM>A Magyar Köztársaság nevében>RIFERIMENTO A UN FILM>ALLEGATO I Elenco dei prodotti di cui agli articoli 8 e 18 dell'accordo >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IIa Elenco dei prodotti di cui all'articolo 9, paragrafo 2, primo comma >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IIb Elenco dei prodotti di cui all'articolo 9, paragrafo 2, secondo comma Codice NC 19917202 21 107202 21 907202 29 007601ALLEGATO III (1) Elenco dei prodotti di cui all'articolo 9, paragrafo 3 >SPAZIO PER TABELLA>Allegato all'allegato III >SPAZIO PER TABELLA>(1) I dazi doganali applicabili alle importazioni che eccedono i contingenti e i massimali tariffari ripresi nel presente accordo saranno progressivamente ridotti al 90 % del dazio di base all'entrata in vigore dell'accordo, all'80 % dopo un anno, al 70 % dopo due anni, al 60 % dopo tre anni e al 50 % dopo quattro anni. Al termine del quinto anno i dazi doganali rimanenti saranno aboliti.ALLEGATO IV Elenco dei prodotti di cui all'articolo 10, paragrafo 1 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO V Elenco dei prodotti di cui all'articolo 10, paragrafo 3 >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VIa Elenco dei prodotti sottoposti a licenza d'importazione >SPAZIO PER TABELLA>In relazione all'elenco di prodotti soggetti a licenze d'importazione di cui al presente allegato viene stabilito quanto segue:1) Tra il 1° gennaio 1995 e il 31 dicembre 1997, l'Ungheria abolirà le restrizioni quantitative sulle importazioni provenienti dalla Comunità di prodotti ancora soggetti a tali restrizioni al 31 dicembre 1994, per un ammontare pari al 40 % di tali importazioni in Ungheria provenienti dalla Comunità sulla base delle ultime statistiche annuali disponibili.2) Tra il 1° gennaio 1998 e entro e non oltre il 31 dicembre 2000 l'Ungheria abolirà tutte le restrizioni quantitative residue.3) A seguito delle discussioni di carattere tecnico tra le parti, l'Ungheria convertirà, quanto prima e in ogni caso entro la fine del 1992, nel codice del sistema armonizzato (SA) i prodotti elencati nel presente allegato. Le cifre commerciali relative al 1993 e agli anni successivi si baseranno sui codici SA e, successivamente, una volta adottata, sulla nomenclatura combinata.4) Su richiesta della Comunità, entro il 1993 l'Ungheria aprirà dei massimali quantitativi per prodotti specifici importati dalla Comunità ancora soggetti a licenze di importazione, relativamente ai quali siffatti massimali non sono stati fissati nell'allegato VIb. Tali quantitativi o importi saranno aumentati annualmente del 10 %, riesaminati dal Consiglio di associazione e adeguati in caso di considerevole aumento del consumo interno in Ungheria, allo scopo di migliorare l'accesso al mercato per la Comunità.ALLEGATO VIb 1. L'Ungheria aprirà i seguenti massimali per prodotti provenienti dalla Comunità nel 1992 (escluso il TPP):>SPAZIO PER TABELLA>2. Questi quantitativi o importi saranno aumentati annualmente del 10 %, fino alla soppressione totale delle restrizioni quantitative applicate a questi prodotti. Tuttavia, il tasso di aumento per gli autoveicoli per il trasporto di persone sarà del 7 %.3. Questi quantitativi o importi saranno riesaminati dal Consiglio di associazione nel 1993, e successivamente su base annuale e adeguati in caso di considerevole aumento del consumo interno in Ungheria, allo scopo di migliorare l'accesso al mercato per la Comunità.Allegato all'allegato VIb >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VII Merci di cui all'articolo 17 1. >SPAZIO PER TABELLA>2. >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO VIIIa Elenco dei prodotti di cui all'articolo 20, paragrafo 2 (1) I prodotti elencati nel presente allegato fruiscono di una riduzione del 50 % del prelievo.>SPAZIO PER TABELLA>(1) Indipendentemente dalle regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata, la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC. Qualora siano riportati codici ex NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata del codice NC e della corrispondente descrizione.ALLEGATO VIIIb Elenco dei prodotti di cui all'articolo 20, paragrafo 2 (1) >SPAZIO PER TABELLA>Allegato all'allegato VIIIb Accordo sul prezzo minimo d'importazione di talune frutta molli destinate alla trasformazione1. I prezzi minimi d'importazione per i seguenti prodotti sono stabiliti per ogni campagna di commercializzazione:>SPAZIO PER TABELLA>I prezzi minimi d'importazione sono stabiliti dalla Comunità di concerto con l'Ungheria, tenuto conto dell'evoluzione dei prezzi, dei quantitativi importati e dell'andamento del mercato comunitario.2. I prezzi minimi d'importazione sono applicati in conformità dei seguenti criteri:- nei singoli trimestri di ogni campagna di commercializzazione il valore medio unitario di ciascun prodotto elencato nel paragrafo 1, importato nella Comunità, non deve essere inferiore al prezzo minimo d'importazione di tale prodotto.- In ciascun periodo di due settimane il valore medio unitario dei singoli prodotti elencati nel paragrafo 1, importati nella Comunità, non può essere inferiore al 90 % del prezzo minimo d'importazione di tali prodotti, purché il quantitativo importato durante lo stesso periodo non sia inferiore al 4 % delle importazioni normali annue.3. Qualora uno di questi criteri risulti non soddisfatto, la Comunità può adottare disposizioni affinché il prezzo minimo d'importazione sia rispettato per ciascuna spedizione dei prodotti considerati, importati dall'Ungheria.(1) Indipendentemente dalle regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata, la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC. Qualora siano riportati codici ex NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata del codice NC e della corrispondente descrizione.ALLEGATO IXa >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IXb >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO Xa Disposizioni relative all'importazione nella Comunità di bovini vivi 1. Qualora il numero di animali stabilito nell'ambito del bilancio estimativo di cui al regolamento (CEE) n. 805/68 risultasse inferiore a un quantitativo di riferimento, verrà aperto alle importazioni dall'Ungheria, dalla Polonia e dalla RFCS un contingente tariffario globale pari alla differenza tra il quantitativo di riferimento e il numero di animali stabilito nel bilancio estimativo. Il quantitativo di riferimento sarà pari a:- 217 800 nel 1992,- 237 600 nel 1993,- 257 400 nel 1994,- 277 200 nel 1995,- 297 000 nel 1996.L'aliquota ridotta applicabile agli animali compresi in tale contingente è fissata al 25 % dell'importo totale del prelievo.Le presenti disposizioni si applicano ai bovini vivi da ingrasso o da macello di peso vivo non inferiore a 160 kg e non superiore a 300 kg.2. Qualora le previsioni indichino che le importazioni nella Comunità possono superare i 425 000 capi nell'arco di un anno, la Comunità può adottare misure di salvaguardia in conformità con il regolamento (CEE) n. 805/68, fatto salvo qualsiasi altro diritto sancito dal presente accordo.In questo contesto, le importazioni di bovini vivi non coperte dalle disposizioni di cui al paragrafo 1 saranno limitate ai vitelli di peso vivo non superiore a 80 kg. Tali importazioni saranno gestite in modo tale da garantire la regolarità delle forniture nell'anno in questione.ALLEGATO Xb Elenco dei prodotti di cui all'articolo 20, paragrafo 4 (1) I quantitativi importati sotto i codici NC considerati nel presente allegato ad eccezione delle voci 0104 e 0204 sono soggetti alla riscossione di un dazio ridotto del 20 % il primo anno, del 40 % il secondo anno e del 60 % per gli anni successivi.>SPAZIO PER TABELLA>(1) Indipendentemente dalle regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata, la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC. Qualora siano riportati codici ex NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata del codice NC e della corrispondente descrizione.ALLEGATO Xc Elenco dei prodotti di cui all'articolo 20, paragrafo 4 (1) >SPAZIO PER TABELLA>(1) Indipendentemente dalle regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata, la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC. Qualora siano riportati codici ex NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata del codice NC e della corrispondente descrizione.ALLEGATO XIa I quantitativi importati sotto i codici della tariffa doganale ungherese di cui al presente allegato sono soggetti alla riscossione di un dazio ridotto del 10 % il primo anno, del 20 % il secondo anno e del 30 % negli anni successivi.>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO XIb I quantitativi importati sotto i codici della tariffa doganale ungherese di cui al presente allegato sono soggetti alla riscossione di un dazio ridotto del 15 % il primo anno, del 30 % il secondo anno e del 45 % negli anni successivi.>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO XIc >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO XId >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO XIIa Relativo agli articoli 44 e 49 SERVIZI FINANZIARIServizi finanziari - DefinizioniPer servizio finanziario si intende qualsiasi servizio di carattere finanziario prestato da un operatore del ramo di una delle Parti. I servizi finanziari comprendono le seguenti attività:A. tutti i servizi assicurativi e attinenti alle assicurazioni:1) assicurazione diretta (ivi compresa la coassicurazione):i) assicurazione sulla vita,ii) assicurazione generale;2) riassicurazione e retrocessione;3) intermediazione assicurativa, ad esempio servizi di brokeraggio e di agenzia;4) servizi accessori del settore assicurativo, quali i servizi di consulenza, i servizi attuariali, di valutazione dei rischi e di liquidazione dei risarcimenti;B. servizi bancari e altri servizi finanziari (esclusi quelli assicurativi):1) assunzione di depositi e di altri fondi rimborsabili dai risparmiatori;2) ogni genere di crediti, compresi, tra l'altro, il credito al consumo, il credito ipotecario, il factoring e il finanziamento di operazioni commerciali;3) leasing finanziario;4) tutti i servizi relativi ai pagamenti e ai trasferimenti di denaro, comprese le carte di credito, di addebito e di prelievo, gli assegni turistici e le tratte bancarie;5) fideiussioni e scoperti;6) compravendita, in conto proprio o per conto della clientela, in borsa, in un mercato terziario o altrove, di:a) strumenti del mercato monetario (assegni, effetti, certificati di deposito, ecc.);b) valuta straniera;c) prodotti derivati, ivi compresi, ma non limitatamente a, contratti a termine e opzioni;d) titoli relativi ai tassi di cambio e ai tassi d'interesse, compresi prodotti quali i riporti valutari, gli accordi per scambi futuri di tassi d'interesse, ecc.;e) titoli trasferibili;f) altri titoli e attività finanziarie negoziabili, compreso il metallo prezioso;7) partecipazione a emissioni di titoli di ogni tipo, comprese la sottoscrizione e la collocazione (pubblica o privata) in qualità di agente e la prestazione di servizi relativi a tali emissioni;8) intermediazione di credito;9) gestione delle attività, ad esempio gestione delle liquidità o del portafoglio, tutte le forme di gestione di investimenti collettivi, gestione di fondi pensionistici, servizi di amministrazione fiduciaria, di deposito di custodia;10) servizi di liquidazione e di compensazione relativi ad attività finanziarie, compresi i titoli, i prodotti derivati e gli altri strumenti negoziabili;11) servizi finanziari accessori di consulenza, di intermediazione e di altro genere relativi a tutte le attività di cui ai punti da 1 a 10, comprese informazioni commerciali e analisi dei crediti, ricerca e consulenza nel settore degli investimenti e della gestione di portafoglio, consulenza in materia di rilevamenti e di ristrutturazioni e strategie aziendali;12) fornitura di informazioni finanziarie, programmi per l'elaborazione di dati finanziari e simili, da parte di operatori che prestano altri servizi finanziari.Dalla definizione di servizi finanziari sono escluse le seguenti attività:a) attività svolte da banche centrali o da qualsiasi altra istituzione pubblica ai fini della messa in atto delle politiche monetarie e dei cambi;b) attività svolte da banche centrali, enti o dipartimenti statali o pubbliche istituzioni, per conto o con la garanzia del governo, fatta eccezione per i casi in cui tali attività possono essere svolte da operatori del settore dei servizi finanziari in concorrenza con i suddetti enti pubblici;c) attività che rientrano in un sistema ufficiale di previdenza sociale o di assistenza pensionistica pubblica, fatta eccezione per i casi in cui tali attività possono essere svolte da operatori del settore dei servizi finanziari in concorrenza con i suddetti enti pubblici o istituzioni private.ALLEGATO XIIb Relativo all'articolo 44 - acquisto, utilizzo e locazione di proprietà statali nell'ambito del processo di privatizzazione;- attività di compravendita e di agenzia nei settori della proprietà immobiliare e delle risorse naturali.ALLEGATO XIIc Relativo all'articolo 44 - agricoltura, foreste e pesca, esclusi però la trasformazione dei prodotti agricoli, forestali e della pesca o i servizi attinenti all'agricoltura, alle foreste, alla pesca e ai loro prodotti;- proprietà, vendita, diritto d'uso o locazione a lungo termine di proprietà immobiliari, terreni e risorse naturali;- servizi legali, esclusa la consulenza aziendale relativa agli aspetti legali dell'attività delle imprese;- organizzazione di giochi d'azzardo, scommesse, lotterie e altre attività analoghe.ALLEGATO XIII 1. Il paragrafo 2 dell'articolo 65 si riferisce alle seguenti convenzioni multilaterali:- protocollo dell'accordo di Madrid sulla registrazione internazionale dei marchi (Madrid 1989);- convenzione internazionale relativa alla protezione degli artisti interpreti o esecutori, dei produttori di fonogrammi e degli organismi di radiodiffusione (Roma 1961).2. Il Consiglio di associazione può decidere che il paragrafo 2 dell'articolo 65 si applichi ad altre convenzioni multilaterali.3. Le Parti contraenti confermano di riconoscere l'importanza degli obblighi derivanti dalle seguenti convenzioni multilaterali:- convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche (atto di Parigi, 1971);- convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale (atto di Stoccolma del 1967, emendato nel 1979);- accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi (atto di Stoccolma del 1967, emendato nel 1979);- accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei beni e dei servizi ai fini del marchio registrato (Ginevra 1977, emendato nel 1979);- trattato di Budapest sul riconoscimento internazionale del deposito di microorganismi agli effetti della procedura brevettuale (1977, emendato nel 1980);- trattato sulla cooperazione in materia di brevetti (Washington 1970, emendato nel 1979 e modificato nel 1984).4. Ai fini del paragrafo 3 del presente allegato e delle disposizioni dell'articolo 74, paragrafo 1 relative alla proprietà intellettuale, le Parti contraenti sono l'Ungheria, la Comunità economica europea e i suoi Stati membri, ciascuno per le proprie competenze nelle questioni attinenti alla proprietà industriale, intellettuale e commerciale coperte dalle suddette convenzioni o dall'articolo 74, paragrafo 1.5. Le disposizioni del presente allegato e le disposizioni dell'articolo 74, paragrafo 1 relative alla proprietà intellettuale lasciano impregiudicata la competenza della Comunità economica europea e dei suoi Stati membri in materia di proprietà industriale, intellettuale e commerciale.PROTOCOLLO N. 1 sui prodotti tessili e sui capi d'abbigliamento dell'accordo europeo («accordo») Articolo 1 Il presente protocollo si applica ai tessili e ai capi di abbigliamento (in appresso denominati «prodotti tessili») elencati all'allegato I dell'accordo tra la Comunità e l'Ungheria sul commercio dei prodotti tessili siglato l'11 luglio 1986 e applicato dal 1° gennaio 1987, modificato dal protocollo siglato a Bruxelles il 24 settembre 1991, per quanto riguarda gli aspetti quantitativi, e alla sezione XI (capitoli 50-63) della nomenclatura combinata della Comunità e della tariffa doganale ungherese per quanto riguarda gli aspetti tariffari.Articolo 2 1. I dazi doganali all'importazione applicabili nella Comunità ai prodotti tessili della sezione XI (capitoli 50-63) della nomenclatura combinata, originari dell'Ungheria ai sensi del protocollo n. 4 dell'accordo, vengono ridotti, fino ad eliminarli dopo sei anni dall'entrata in vigore dell'accordo, secondo il seguente calendario:- all'entrata in vigore dell'accordo, a cinque settimi del dazio di base;- all'inizio del terzo anno, a quattro settimi del dazio di base;- all'inizio del quarto anno, a tre settimi del dazio di base;- all'inizio del quinto anno, a due settimi del dazio di base;- all'inizio del sesto anno, a un settimo del dazio di base;- all'inizio del settimo anno, sono aboliti i dazi residui.2. Le aliquote dei dazi applicati alle importazioni in Ungheria di prodotti tessili della sezione XI (capitoli 50-63) della tariffa doganale ungherese, originari della Comunità ai sensi del protocollo n. 4 dell'accordo, vengono progressivamente aboliti conformemente all'articolo 10 dell'accordo.3. Le aliquote dei dazi applicati alle reimportazioni nella Comunità dei prodotti tessili delle categorie elencate nell'allegato al regolamento (CEE) n. 636/82 del Consiglio previa trasformazione, fabbricazione o lavorazione in Ungheria, vengono aboliti alla data di entrata in vigore dell'accordo.4. Le disposizioni degli articoli 11 e 12 dell'accordo si applicano agli scambi di prodotti tessili tra le parti.Articolo 3 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo e fino alla fine del 1992, gli aspetti quantitativi e le altre questioni connesse alle esportazioni nella Comunità di prodotti tessili originari dell'Ungheria sono disciplinati dall'accordo sul commercio dei prodotti tessili tra l'Ungheria e la Comunità economica europea, siglato l'11 luglio 1986 e applicato dal 1° gennaio 1987, modificato dal protocollo siglato a Bruxelles il 24 settembre 1991.Le parti convengono che, per quanto riguarda le esportazioni nella Comunità di prodotti tessili originari dell'Ungheria, l'articolo 25, paragrafo 2 e l'articolo 30 dell'accordo non si applicano durante il periodo di applicazione del suddetto accordo tessile tra l'Ungheria e la Comunità economica europea, modificato dal protocollo siglato a Bruxelles il 24 settembre 1991.2. L'Ungheria e la Comunità si impegnano a negoziare un nuovo protocollo sugli aspetti quantitativi e sulle altre questioni connesse ai loro scambi di prodotti tessili non appena i negoziati multilaterali dell'Uruguay Round avranno stabilito il futuro regime del commercio internazionale dei prodotti tessili. Nel nuovo protocollo sono determinate le modalità e il calendario di abolizione degli ostacoli non tariffari. Questo periodo è pari a metà del periodo che verrà deciso nei negoziati dell'Uruguay Round, e non inferiore a cinque anni a decorrere dal 1° gennaio 1993. Tuttavia, il processo di liberalizzazione a favore dell'Ungheria sarà asimmetrico. Il nuovo protocollo entrerà in vigore allo scadere dell'accordo sui prodotti tessili di cui al paragrafo 1.3. In funzione dello sviluppo del commercio dei tessili tra le parti, del grado di accesso delle esportazioni tessili originarie della Comunità in Ungheria e dei risultati dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round, nel nuovo protocollo si deve prevedere un notevole miglioramento del regime applicabile alle importazioni nella Comunità per quanto riguarda i livelli delle importazioni, i tassi di incremento, la flessibilità per i limiti quantitativi e l'abolizione di determinati limiti quantitativi, esaminandoli caso per caso. In deroga all'articolo 25, paragrafo 2 e all'articolo 30 dell'accordo, il nuovo protocollo prevedrà anche un meccanismo di salvaguardia specifico per i tessili.4. Dopo il periodo transitorio di cui all'articolo 7 dell'accordo non sussisterà più alcun ostacolo tariffario negli scambi di prodotti tessili tra la Comunità e l'Ungheria.PROTOCOLLO N. 2 sui prodotti contemplati dal trattato CECA Articolo 1 Il presente protocollo si applica ai prodotti elencati nell'allegato I del trattato CECA, come identificati nella tariffa doganale comune (1).CAPITOLO I Prodotti di acciaio CECA Articolo 2 I dazi doganali applicabili alle importazioni nella Comunità di prodotti di acciaio CECA originari dell'Ungheria vengono progressivamente aboliti secondo il seguente calendario:1) all'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio viene ridotto all'80 % del dazio di base;2) si effettuano ulteriori riduzioni al 60, al 40, al 20, al 10 e allo 0 % del dazio di base all'inizio del secondo, terzo, quarto, quinto e sesto anno dall'entrata in vigore dell'accordo.Articolo 3 I dazi doganali applicabili in Ungheria alle importazioni di prodotti di acciaio CECA originari della Comunità vengono progressivamente aboliti conformemente al seguente calendario:1) Per i prodotti non elencati nell'allegato I al presente protocollo, i dazi doganali vengono aboliti conformemente all'articolo 10, paragrafo 3 dell'accordo.2) Per i prodotti elencati nell'allegato I al presente protocollo, i dazi doganali vengono aboliti conformemente all'articolo 10, paragrafo 1 dell'accordo.Articolo 4 1. Le restrizioni quantitative all'importazione nella Comunità di prodotti di acciaio CECA originari dell'Ungheria vengono abolite all'entrata in vigore dell'accordo.2. Le restrizioni quantitative all'importazione in Ungheria di prodotti di acciaio CECA originari della Comunità e le misure di effetto equivalente vengono abolite all'entrata in vigore dell'accordo.CAPITOLO II Prodotti di carbone CECA Articolo 5 I dazi doganali applicabili alle importazioni nella Comunità di prodotti di carbone CECA originari dell'Ungheria vengono progressivamente aboliti secondo il seguente calendario:1) il 1° gennaio 1994, ciascun dazio è ridotto al 50 % del dazio di base;2) il 31 dicembre 1995 vengono aboliti i dazi residui.Articolo 6 I dazi doganali applicabili alle importazioni in Ungheria di prodotti di carbone CECA originari della Comunità vengono progressivamente aboliti a norma dell'articolo 10, paragrafo 3 dell'accordo.Articolo 7 1. Le restrizioni quantitative applicabili nella Comunità ai prodotti di carbone CECA originari dell'Ungheria vengono abolite al più tardi un anno dall'entrata in vigore dell'accordo, fatto eccezione per quelle relative ai prodotti e alle regioni di cui all'allegato II, che vengono abolite entro quattro anni dall'entrata in vigore dell'accordo.2. Le restrizioni quantitative all'importazione in Ungheria dei prodotti di carbone originari della Comunità e le misure di effetto equivalente vengono abolite conformemente all'articolo 10, paragrafo 4 dell'accordo.CAPITOLO III Disposizioni comuni Articolo 8 1. Quanto segue è incompatibile con il corretto funzionamento dell'accordo, poiché può compromettere gli scambi tra la Comunità e l'Ungheria:i) tutti gli accordi di cooperazione o concentrazione tra imprese, le decisioni delle associazioni di imprese e le pratiche concertate tra imprese che si prefiggono o hanno l'effetto di impedire, limitare o distorcere la concorrenza;ii) lo sfruttamento abusivo, da parte di una o più imprese, di una posizione dominante sull'intero territorio, o in una parte considerevole, della Comunità o dell'Ungheria;iii) qualsiasi forma di aiuti di Stato, fatta eccezione per le deroghe concesse a norma del trattato CECA.2. Tutte le pratiche contrarie al presente articolo sono valutate secondo criteri derivanti dall'applicazione degli articoli 65 e 66 del trattato che istituisce la CECA, dell'articolo 85 del trattato CEE e delle norme in materia di aiuti di Stato, compreso il diritto derivato.3. Entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, il Consiglio di associazione adotta le disposizioni necessarie per l'applicazione dei paragrafi 1 e 2.4. Le parti riconoscono che, nei primi cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, in deroga al paragrafo 1 iii), l'Ungheria può eccezionalmente, per quanto riguarda i prodotti di acciaio CECA, concedere aiuti di Stato o scopo di ristrutturazione, per rendere vitali le imprese beneficiarie e ridurre la capacità globale in Ungheria a condizione che l'importo e l'intensità degli aiuti siano strettamente limitati alla misura assolutamente necessaria per raggiungere detti obiettivi e vengano progressivamente ridotti.5. Ciascuna delle parti garantisce la trasparenza nel settore degli aiuti di Stato mediante uno scambio continuo di informazioni complete con l'altra parte relative all'importo, all'intensità e alla finalità dell'aiuto, e comunicando un piano di ristrutturazione dettagliato.6. Se la Comunità o l'Ungheria ritengono che una determinata pratica sia incompatibile con il paragrafo 1, modificato dal paragrafo 4, e che- le disposizioni di applicazione di cui al paragrafo 3 non siano sufficienti per risolvere la questione o- in mancanza di tali disposizioni, o se tali pratiche causano o minacciano di causare pregiudizio agli interessi dell'altra parte o grave pregiudizio alla sua industria nazionale,la parte lesa può prendere le misure appropriate a condizione che, entro 30 giorni, non si trovi nessuna soluzione attraverso le consultazioni, che devono essere tenute entro 30 giorni.Nel caso di pratiche incompatibili con il paragrafo 1, punto iii), dette misure appropriate possono comprendere soltanto quelle adottate conformemente alle procedure e alle condizioni stabilite dall'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, nonché da tutti gli altri strumenti negoziati nel suo ambito e applicabili tra le parti.Articolo 9 Le disposizioni degli articoli 11, 12 e 13 dell'accordo si applicano agli scambi di prodotti CECA tra le parti.Articolo 10 Le parti convengono che uno degli organismi speciali creati dal Consiglio di associazione debba essere un gruppo di contatto, che discuterà dell'esecuzione del presente protocollo.(1) GU n. L 247 del 10. 9. 1990.ALLEGATO I Elenco dei prodotti di cui all'articolo 3, paragrafo 2 7202 117203 107203 907219 117219 127219 137219 147219 217219 227219 237219 247219 317219 327219 337219 347219 357219 907220 117220 127220 207220 9072217222 107222 307222 40ALLEGATO II Prodotti e regioni che figurano tra le eccezioni di cui all'articolo 7 del protocollo CECA ProdottiProdotti elencati come «prodotti di carbone» nell'allegato I del trattato CECA, secondo l'identificazione della tariffa doganale comune (1).RegioniTutte le regioni:- della Repubblica federale di Germania,- del Regno di Spagna.(1) GU n. L 247 del 10. 9. 1990.PROTOCOLLO N. 3 concernente gli scambi, tra l'Ungheria e la Comunità, di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del trattato CEE Articolo 1 1. La Comunità e l'Ungheria si accordano, nei limiti delle quantità stabilite nell'allegato I al presente protocollo, le concessioni tariffarie figuranti nell'allegato II per i prodotti agricoli trasformati originari dell'altra parte al presente accordo.2. Il Consiglio di associazione può:- ampliare l'elenco dei prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo,- aumentare le quantità di prodotti agricoli trasformati che beneficiano delle concessioni tariffarie stabilite dal presente protocollo.3. Il Consiglio di associazione può sostituire il regime di concessioni tariffarie stabilito dal presente protocollo con un regime di importi compensativi, senza limitazioni quantitative, definito tenendo conto delle disparità di prezzo constatate sui mercati della Comunità e dell'Ungheria per i prodotti agricoli che entrano nella fabbricazione dei prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo. Esso stabilisce l'elenco delle merci soggette a detti importi, nonché l'elenco dei prodotti di base, ed adotta, a tal fine, le modalità generali di applicazione.Articolo 2 Ai sensi degli articoli seguenti s'intende per:- «merci», i prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo,- «elemento agricolo dell'imposizione», la parte dell'imposizione corrispondente alle quantità di prodotti agricoli incorporata e dedotta dall'imposizione applicabile a questi prodotti quando vengano importati tal quali,- «elemento non agricolo dell'imposizione», la parte dell'imposizione ottenuta deducendo dall'imposizione totale l'elemento agricolo dell'imposizione,- «prodotti di base», i prodotti agricoli che si considerano entrati nella fabbricazione delle merci ai sensi del regolamento (CEE) n. 3033/80,- «importi di base», l'importo calcolato per un prodotto di base conformemente all'articolo 6 del regolamento (CEE) n. 3033/80 e che serve a determinare l'elemento mobile applicabile ad una merce particolare, conformemente a questo stesso regolamento.Articolo 3 I contingenti tariffari applicabili all'importazione nella Comunità di merci originarie dell'Ungheria sono indicati nella tabella 1 dell'allegato I. I contingenti tariffari applicabili all'importazione in Ungheria di merci originarie della Comunità sono indicati nella tabella 2 dell'allegato I.Articolo 4 1. A partire dall'entrata in vigore del presente accordo la Comunità sopprime gradualmente l'elemento non agricolo dell'imposizione, secondo le scadenze figuranti nella tabella 1 dell'allegato II, all'occorrenza senza restrizioni quantitative.2. Per le merci per le quali la tabella 1 dell'allegato II prevede un elemento mobile (MOB), quest'ultimo è uguale a quello applicabile nei confronti dei paesi terzi.3. Per le merci per le quali la tabella 1 dell'allegato II prevede un elemento mobile ridotto (MOBR), quest'ultimo è calcolato riducendo di 20 %, nel 1992, di 40 % nel 1993 e di 60 % a partire dal 1994 gli importi di base per i prodotti di base per i quali è accordata una riduzione del prelievo e riducendo rispettivamente di 10 %, 20 % e 30 % l'importo di base per gli altri prodotti di base. Questa riduzione dell'elemento mobile è accordata unicamente nei limiti dei contingenti tariffari stabiliti nella tabella 1 dell'allegato I; per le quantità eccedenti tali contingenti tariffari viene ripristinato l'elemento mobile applicabile nei confronti di qualsiasi paese terzo.4. I dazi applicabili alle merci figuranti nella tabella 1 dell'allegato II per le quantità eccedenti i contingenti tariffari di cui alla tabella 1 dell'allegato I sono i dazi indicati nella colonna n. 3. I dazi applicabili alle merci in provenienza dall'Ungheria non accompagnate da un certificato d'origine sono i dazi che la Comunità applica nei confronti di qualsiasi paese terzo non preferenziale.Articolo 5 1. L'Ungheria riduce gradualmente i propri dazi all'importazione a decorrere dal 1995; i tassi di riduzione sono stabiliti nella tabella 2 dell'allegato II.2. I dazi applicabili alle merci per le quantità eccedenti i contingenti tariffari figuranti nella tabella 2 dell'allegato I e alle merci in provenienza dalla Comunità non accompagnate da un certificato d'origine sono i dazi che l'Ungheria applica nei confronti di qualsiasi paese terzo non preferenziale.Articolo 6 Fatto salvo l'articolo 7, i prodotti agricoli trasformati, originari della Comunità e soggetti in Ungheria a restrizioni quantitative, fruiranno, per quanto riguarda l'accesso alle licenze d'importazione, di condizioni non meno favorevoli di quelle di cui fruiscono i paesi che beneficiano della clausola della nazione più favorita.Articolo 7 Le licenze d'importazione in Ungheria, per le quantità indicate nell'allegato I, tabella 2, sono rilasciate automaticamente su richiesta degli interessati.Articolo 8 Le riduzioni degli elementi mobili di cui all'articolo 4, paragrafo 3, si applicano unicamente a partire dal 1° maggio 1992.ALLEGATO I >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO II >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>PROTOCOLLO N. 4 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa TITOLO I DEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI «PRODOTTI ORIGINARI» Articolo 1 Criteri di origineAi fini dell'applicazione dell'accordo e fatte salve le disposizioni dell'articolo 2 del presente protocollo, sono considerati:1) prodotti originari della Comunità:a) i prodotti che sono totalmente ottenuti nella Comunità;b) i prodotti che sono ottenuti nella Comunità e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4. Tale condizione non è tuttavia richiesta per quanto riguarda i prodotti che, ai sensi del presente protocollo, sono originari dell'Ungheria;2) prodotti originari dell'Ungheria:a) i prodotti che sono totalmente ottenuti in Ungheria;b) i prodotti che sono ottenuti in Ungheria e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4. Tale condizione non è tuttavia richiesta per quanto riguarda i prodotti che, ai sensi del presente protocollo, sono originari della Comunità.Articolo 2 Cumulo e attribuzione dell'origine1. Nella misura in cui gli scambi tra la Comuntà, la Polonia e la Repubblica federativa ceca e slovacca, in appresso denominata «RFCS», da un lato, e tra l'Ungheria e i suddetti due paesi, dall'altro, nonché tra ciascuno di questi paesi fra di loro sono disciplinati da accordi contenenti norme identiche a quelle del presente protocollo, si considerano parimenti:A. prodotti originari della Comunità: i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, che, dopo essere stati esportati dalla Comunità, non abbiano subito lavorazioni o trasformazioni in Polonia o nella RFCS, ovvero vi abbiano subito lavorazioni o trasformazioni insufficienti a classificarli come prodotti originari dell'uno o dell'altro dei suddetti paesi ai sensi delle disposizioni corrispondenti a quelle dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b) o paragrafo 2, lettera b) del presente protocollo che figurano negli accordi di cui sopra;B. prodotti originari dell'Ungheria: i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, che, dopo essere stati esportati dall'Ungheria, non abbiano subito lavorazioni o trasformazioni in Polonia o nella RFCS ovvero vi abbiano subito lavorazioni o trasformazioni insufficienti a classificarli come prodotti originari dell'uno o dell'altro dei suddetti paesi ai sensi delle disposizioni corrispondenti a quelle dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), o paragrafo 2, lettera b) del presente protocollo, che figurano negli accordi di cui sopra.2. In deroga alle disposizioni dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), e paragrafo 2, lettera b) e alle disposizioni del precedente paragrafo 1, e purché siano comunque soddisfatte tutte le condizioni ivi previste, i prodotti ottenuti rimangono originari rispettivamente della Comunità o dell'Ungheria solo se il valore dei prodotti messi in opera, originari della Comunità o dell'Ungheria, rappresenta la percentuale più elevata del valore dei prodotti ottenuti. Negli altri casi, questi ultimi prodotti sono considerati come prodotti originari del paese in cui il valore aggiunto realizzato rappresenta la percentuale più elevata del loro valore.Per «valore aggiunto» si intende la differenza tra il prezzo franco fabbrica e il valore in dogana di ciascuno dei prodotti incorporati originari di un altro dei paesi di cui al paragrafo 1 del presente articolo.Articolo 3 Prodotti totalmente ottenuti1. Ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera a) e paragrafo 2 lettera a), sono considerati «totalmente ottenuti» nella Comunità o in Ungheria:a) i prodotti minerari estratti dal loro suolo o dal loro fondo marino od oceanico;b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;c) gli animali vivi, ivi nati ed allevati;d) i prodotti che provengono da animali vivi che ivi sono allevati;e) i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate;f) i prodotti della pesca marittima e altri prodotti estratti dal mare con le loro navi;g) i prodotti fabbricati a bordo delle loro navi-officina, esclusivamente a partire dai prodotti indicati alla lettera f);h) gli articoli fuori uso a condizione che siano ivi raccolti e possano servire soltanto al ricupero di materie prime;i) gli scarti e i residui provenienti da operazioni manufatturiere ivi effettuate;j) le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti indicati alle lettere da a) a i).2. L'espressione «loro navi» di cui al paragrafo 1, lettera f) si applica soltanto nei confronti delle navi:- che sono immatricolate o registrate in Ungheria o in uno Stato membro della Comunità,- che battono bandiera dell'Ungheria o di uno Stato membro della Comunità,- che appartengono almeno per metà a cittadini dell'Ungheria o di Stati membri della Comunità o ad una società la cui sede principale è situata in uno di tali Stati o in Ungheria, di cui il dirigente o i dirigenti, il presidente del consiglio di amministrazione o di vigilanza e la maggioranza dei membri di tali consigli sono cittadini dell'Ungheria o di Stati membri della Comunità e di cui, inoltre, per quanto riguarda la società di persone o le società a responsabilità limitata, almeno la metà del capitale appartiene a tali Stati, all'Ungheria, a loro enti pubblici o cittadini,- il cui stato maggiore è interamente composto di cittadini dell'Ungheria o di Stati membri della Comunità,- e il cui equipaggio è composto, almeno per il 75 %, di cittadini dell'Ungheria o di Stati membri della Comunità.3. Le espressioni «l'Ungheria» e «la Comunità» comprendono anche le acque territoriali degli Stati membri della Comunità o dell'Ungheria.Le navi operanti in alto mare, comprese le «navi-officina» a bordo delle quali viene effettuata la trasformazione o la lavorazione dei prodotti della loro pesca, sono considerate parte del territorio della Comunità o dell'Ungheria, purché rispondano alle condizioni di cui al paragrafo 2.Articolo 4 Prodotti sufficientemente lavorati1. Ai fini dell'articolo 1, i materiali non originari sono considerati sufficientemente lavorati o trasformati quando il prodotto ottenuto è classificato in una voce doganale diversa da quella in cui sono classificati tutti i materiali non originari impiegati per la sua fabbricazione, fatte salve le disposizioni di cui ai paragrafi 2 e 3.Nel presente protocollo, per «capitoli» e «voci» s'intendono i capitoli e le voci doganali (codici a quattro cifre) utilizzati nella nomenclatura che costituisce il «sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci» (qui di seguito denominato «sistema armonizzato» o SA).Per «classificato» s'intende la classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata voce doganale.2. Per i prodotti citati nelle colonne 1 e 2 della lista di cui all'allegato II, le condizioni stabilite per detti prodotti nella colonna 3 si applicano in luogo della regola di cui al paragrafo 1.a) Quando, nell'elenco dell'allegato II, viene applicata una regola percentuale per determinare il carattere originario di un prodotto ottenuto nella Comunità o in Ungheria, il valore aggiunto mediante la lavorazione o la trasformazione corrisponde alla differenza tra il prezzo franco fabbrica del prodotto ottenuto e il valore dei materiali importati da paesi terzi nella Comunità o in Ungheria.b) Nell'elenco di cui all'allegato II, per «valore» s'intende il valore in dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari utilizzati, o - qualora esso non sia noto né verificabile - il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel territorio in questione.Il presente paragrafo si applica mutatis mutandis quando è necessario stabilire il valore dei materiali originari utilizzati.c) Nell'elenco di cui all'allegato II, per «prezzo franco fabbrica» s'intende il prezzo pagato per il prodotto ottenuto al fabbricante nel cui stabilimento è stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione, purché includa il valore di tutti i materiali utilizzati nella fabbricazione, detratte le imposte interne rimborsate o rimborsabili quando il prodotto ottenuto è esportato.d) Per «valore in dogana» s'intende quello definito conformemente all'accordo relativo all'attuazione dell'articolo VII dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, firmato a Ginevra il 12 aprile 1979.3. Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 1 e 2, le lavorazioni o trasformazioni seguenti sono sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dal cambiamento o meno della voce doganale:a) le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione come tali delle merci durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe);b) le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, selezione, classificazione, assortimento (ivi inclusa la composizione di serie di merci), lavaggio, verniciatura, riduzione in pezzi;c) i) il cambiamento di imballaggi, nonché le divisioni e le riunioni di colli;ii) le semplici operazioni di messa in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in astucci e scatole, o su tavolette, ecc., e ogni altra semplice operazione di condizionamento;d) l'apposizione sui prodotti o sui loro imballaggi di marchi, etichette o altri segni distintivi similari;e) la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse, quando uno o più componenti della miscela non rispondano alle condizioni fissate nel presente protocollo per poter essere considerati originari della Comunità o dell'Ungheria;f) la semplice riunione di parti di oggetti allo scopo di formare un oggetto completo;g) il cumulo di due o più operazioni indicate nelle lettere da a) a f);h) la macellazione degli animali.Articolo 5 Elementi neutriAllo scopo di determinare se un prodotto è originario della Comunità o dell'Ungheria, non ha rilevanza il fatto che l'energia elettrica, il combustibile, gli impianti, le macchine e gli utensili utilizzati per la fabbricazione di tale prodotto oppure tutti i materiali e prodotti utilizzati durante la fabbricazione che non entrano e non erano destinati a entrare nella composizione finale del prodotto siano o meno originari di paesi terzi.Articolo 6 Accessori, pezzi di ricambio e utensiliGli accessori, pezzi di ricambio e utensili che vengono consegnati con un materiale, una macchina, un apparecchio o un veicolo e fanno parte della sua normale attrezzatura e il cui prezzo è compreso in quello di questi ultimi o non è fatturato a parte sono considerati un tutto unico con il materiale, la macchina, l'apparecchio o il veicolo considerato.Articolo 7 AssortimentiGli assortimenti, ai sensi della regola generale 3 del sistema armonizzato sono considerati originari a condizione che tutti gli articoli che entrano nella loro composizione siano originari. Tuttavia, un assortimento composto di articoli originari e non originari è considerato originario nel suo insieme, a condizione che il valore degli articoli non originari non superi il 15 % del prezzo franco fabbrica dell'assortimento.Articolo 8 Trasporto diretto1. Il trattamento preferenziale previsto dall'accordo si applica unicamente ai prodotti o ai materiali trasportati dal territorio della Comunità in quello dell'Ungheria ovvero, quando si applica l'articolo 2, della Polonia o della RFCS, e viceversa, senza attraversare altri territori. Tuttavia, il trasporto dei prodotti originari dell'Ungheria o della Comunità in una sola spedizione non frazionata può effettuarsi con attraversamento di territori diversi da quello della Comunità e dell'Ungheria, ovvero, quando si applica l'articolo 2, della Polonia o della RFCS, all'occorrenza con trasbordo o deposito temporaneo in tali territori, a condizione che i prodotti rimangano sotto la sorveglianza delle autorità doganali dello Stato di transito o di deposito e non vi abbiano subito altre operazioni a parte lo scarico e il ricarico od operazioni destinate a garantire la buona conservazione.2. La prova che le condizioni di cui al paragrafo 1 sono state soddisfatte viene fornita alle autorità doganali competenti presentando:a) un documento di trasporto unico rilasciato nel paese di esportazione per l'attraversamento del paese di transito;b) un certificato rilasciato dalle autorità doganali del paese di transito contenente:- una descrizione esatta delle merci,- la data di scarico e ricarico delle merci o, eventualmente, del loro imbarco e sbarco, con l'indicazione delle navi o degli altri mezzi di trasporto utilizzati,- la certificazione delle condizioni in cui si è effettuata la sosta delle merci nel paese di transito;c) o, in assenza dei documenti suddetti, qualsiasi documento probatorio.Articolo 9 Clausola territorialeLe condizioni stabilite nel presente titolo, relative all'acquisizione del carattere di prodotto originario, vanno rispettate senza interruzione nel territorio della Comunità o dell'Ungheria fatte salve le eccezioni di cui all'articolo 2.Gli eventuali prodotti originari esportati dalla Comunità o dall'Ungheria verso un altro paese e reimportati sono considerati, fatte salve le pertinenti disposizioni dell'articolo 2, non originari, a meno che si fornisca alle autorità doganali la prova soddisfacente:- che le merci di ritorno sono le stesse che erano state esportate, ePER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 293A1231(13).2- che esse non sono state sottoposte ad alcuna operazione, oltre a quelle necessarie alla loro conservazione in buono stato durante la loro permanenza nel paese in questione.TITOLO II PROVA DELL'ORIGINE Articolo 10 Certificato di circolazione EUR.1Il carattere originario dei prodotti, ai sensi del presente protocollo, viene dimostrato mediante un certificato di circolazione EUR.1, il cui modello figura nell'allegato III.Articolo 11 Normale procedura di rilascio dei certificati1. Il certificato EUR.1 viene rilasciato solo su richiesta scritta compilata dall'esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal suo rappresentante autorizzato, sul modulo il cui modello figura all'allegato III del presente protocollo, che deve essere compilato conformemente allo stesso.Le autorità doganali dello Stato di esportazione conservano per almeno due anni le domande di certificati EUR.1.2. L'esportatore, o il suo rappresentante, presenta con la domanda di certificato EUR.1 ogni utile documento giustificativo, atto a fornire la prova che le merci da esportare possono dar luogo al rilascio di un certificato EUR.1.L'esportatore si impegna a presentare, su richiesta delle autorità competenti, tutte le giustificazioni supplementari che le medesime ritengano necessarie per accertare l'esattezza del carattere originario delle merci ammissibili al regime preferenziale, nonché da accettare qualsiasi controllo della propria contabilità e del processo di fabbricazione delle merci da parte delle suddette autorità.L'esportatore è tenuto a conservare per almento due anni i documenti giustificativi di cui al presente paragrafo.3. Il certificato EUR.1 può esser rilasciato solo se è idoneo a costituire titolo giustificativo per l'applicazione dell'accordo.4. Il certificato EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali di uno Stato membro della Comunità economica europea se le merci da esportare possono essere considerate prodotti originari della Comunità ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1 del presente protocollo. Il certificato EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali dell'Ungheria se le merci da esportare possono essere considerate prodotti originari dell'Ungheria ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2 del presente protocollo.5. Qualora si applichino le disposizioni di cumulo dell'articolo 1 o dell'articolo 2, le autorità doganali degli Stati membri della Comunità o dell'Ungheria sono abilitate a rilasciare i certificati EUR.1 secondo le condizioni fissate dal presente protocollo, se le merci da esportare possono essere considerate prodotti originari ai sensi del EUR.1 si riferiscono si trovino nella Comunità o in Ungheria.In questi casi, il rilascio dei certificati EUR.1 è subordinato alla presentazione della prova dell'origine precedentemente rilasciata o compilata, che deve essere conservata per almeno due anni dalle autorità doganali dello Stato di esportazione.6. Poiché il certificato EUR.1 costituisce il titolo giustificativo per l'applicazione del regime tariffario e di contingentamento preferenziale previsto dall'accordo, spetta alle autorità doganali del paese d'esportazione prendere le disposizioni necessarie per la verifica dell'origine delle merci e per il controllo degli altri dati del certificato EUR.17. Al fine di accertare se siano soddisfatte le condizioni per il rilascio dei certificati EUR.1 le autorità doganali hanno la facoltà di richiedere tutti i documenti giustificativi e di procedere a tutti i controlli che esse ritengano utili.8. Spetta alle autorità doganali del paese d'esportazione accertare che il modulo di cui al paragrafo 1 sia compilato correttamente. Esse verificano in particolare che la rubrica riservata alla descrizione delle merci sia stata riempita in modo da escludere qualsiasi possibilità di aggiunta fraudolenta. A tale scopo, la descrizione delle merci deve essere effettuata senza spaziature. Se la rubrica non viene completamente riempita, deve essere tracciata una linea orizzontale sotto l'ultima riga, cancellando a tratti di penna la parte non riempita.9. La data di rilascio del certificato deve essere indicata nella casella riservata alle autorità doganali.10. Il certificato EUR.1 viene rilasciato al momento dell'esportazione delle merci a cui si riferisce dalle autorità doganali dello Stato d'esportazione. Esso viene tenuto a disposizione dell'esportazione dal momento in cui l'esportazione viene realmente effettuata o assicurata.Articolo 12 Certificati EUR.1 di lunga durate1. In deroga alle disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 10, le autorità doganali dello Stato di esportazione possono rilasciare un certificato EUR.1 quando soltanto una parte delle merci alle quali esso si riferisce sono esportate; si tratta, in questo caso, di un certificato che copre tutta una serie di esportazioni della stessa merce dallo stesso esportatore allo stesso importatore, avente una validità massima di un anno a decorrere dalla data del rilascio, in appresso denominato «certificato LT».2. I certificati LT sono rilasciati, conformemente alle disposizioni dell'articolo 11, a discrezione delle autorità doganali dello Stato di esportazione e in base alla loro valutazione dell'esigenza di ricorrere a tale procedura, soltanto qualora si ritenga che il carattere originario delle merci rimanga costante durante il periodo di validità del certificato LT. Se una o più merci non sono più coperte dal certificato LT, l'esportatore deve informarne immediatamente le autorità doganali che hanno rilasciato il certificato.3. Ove si ricorra alla procedura del certificato LT, le autorità doganali dello Stato di esportazione possono prescrivere l'utilizzazione di certificati EUR.1 muniti di un segno distintivo destinato o contraddistinguerli.4. La casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1 deve essere vidimata, conformemente alla procedura abituale, dalle autorità doganali dello Stato di esportazione.5. Nella casella n. 7 del certificato EUR.1 deve figurare una delle seguenti frasi:«CERTIFICADO LT VÁLIDO HASTA EL . . .»«LT-CERTIFICAT GYLDIGT INDTIL . . .»«LT-CERTIFICAT GÜLTIG BIS . . .»«ÐÉÓÔÏÐÏÉÇÔÉÊÏÍ LT ÉÓ×ÕÏÍ ÌÅ×ÑÉ . . .»«LT-CERTIFICATE VALID UNTIL . . .»«CERTIFICAT LT VALABLE JUSQU'AU . . .»«CERTIFICATO LT VALIDO FINO AL . . .»«LT-CERTIFICAAT GELDIG TOT EN MET . . .»«LT-CERTIFICADO VALIDO ATE . . .»«LT-´SWIADECTWO WAZNE DO . . .»«LT-BIZONYITVANY ÉRVÉNYES . . .-IG»«LT-OSV OED OCENÍ PLATNÉ DO . . .»(con la data in cifre arabe).6. Non è prescritta l'indicazione nelle caselle n. 8 e n. 9 del certificato LT di marche e numeri, numero e natura dei colli, peso lordo (kg) o altre misure (l, m³, ecc.). La casella n. 8 deve tuttavia contenere una descrizione e designazione delle merci abbastanza precisa da permetterne l'identificazione.7. In deroga all'articolo 17, il certificato LT deve essere presentato all'ufficio doganale di importazione al più tardi al momento della prima importazione delle merci a cui il certificato si riferisce. Se l'importatore effettua le operazioni di sdoganamento presso più uffici doganali dello Stato di importazione, le autorità doganali possono chiedergli di fornire una copia del certificato LT a ciascuno di tali uffici.8. Quando alle autorità doganali è stato presentato un certificato LT, la prova del carattere originario delle merci importate è fornita, per tutta la durata di validità del suddetto certificato, da fatture rispondenti ai seguenti requisiti:a) se in una fattura figurano prodotti originari della Comunità o di uno dei paesi di cui all'articolo 2 del presente protocollo e prodotti non originari, l'esportatore è tenuto ad effettuare una chiara distinzione tra queste due categorie;b) l'esportatore è tenuto ad indicare su ogni fattura il numero del certificato LT a cui le merci si riferiscono, nonché la data limite di validità del suddetto certificato ed a menzionare il paese o i paesi di cui le merci sono originarie.L'apposizione sulla fattura, da parte dell'esportatore, del numero del certificato LT nonché dell'indicazione del paese di origine equivale alla dichiarazione che le merci rispondono ai requisiti previsti dal presente protocollo per l'ottenimento dell'origine preferenziale negli scambi tra la Comunità e l'Ungheria.Le autorità doganali del paese di esportazione possono esigere che le diciture suddette da apporre sulla fattura siano convalidate dalla firma a mano seguita dall'indicazione per esteso del nome e cognome della persona che firma;c) la descrizione e la designazione delle merci sulle fatture devono essere sufficientemente particolareggiate da far apparire chiaramente che le merci figurano anche sul certificato LT a cui le fatture si riferiscono;d) le fatture possono essere compilate soltanto per merci esportate durante il periodo di validità del certificato LT a cui si riferiscono. Esse possono essere tuttavia presentate all'ufficio doganale del luogo di importazione entro un termine di quattro mesi a decorrere dalla data di emissione da parte dell'esportatore.9. Nell'ambito della procedura del certificato LT, le fatture conformi ai requisiti di cui al presente articolo possono essere compilate e/o trasmesse mediante sistemi di telecomunicazione o elaboratori elettronici. Tali fatture sono accettate dalle dogane del paese di importazione quale prova del carattere originario delle merci importate, secondo le modalità fissate dalle autorità doganali di tale paese.10. Qualora le autorità doganali dello Stato di esportazione constatino che un certificato e/o una fattura redatti in conformità del presente articolo non sono validi per le merci fornite, esse ne informano immediatamente le autorità doganali dello Stato di importazione.11. Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano l'applicazione delle normative della Comunità, degli Stati membri e dell'Ungheria concernenti le formalità doganali e l'uso dei documenti doganali.Articolo 13 Rilascio a posteriori del certificato EUR.11. In via eccezionale, il certificato EUR.1 può essere rilasciato anche dopo l'esportazione delle merci a cui si riferisce, quando non sia stato rilasciato al momento dell'esportazione a causa di errori, omissioni involontarie o circostanze particolari.2. Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, nella domanda presentata l'esportatore deve:- indicare luogo e data di spedizione delle merci a cui si riferisce il certificato EUR.1,- attestare che non è stato rilasciato nessun certificato EUR.1 al momento dell'esportazione delle merci di cui trattasi e precisarne i motivi.3. Le autorità doganali possono rilasciare a posteriori un certificato EUR.1 solo dopo aver verificato che le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi a quelle della pratica corrispondente.I certificati EUR.1 rilasciati a posteriori devono recare una delle menzioni seguenti:«NACHTRÄGLICH AUSGESTELLT», «DÉLIVRÉ A POSTERIORI», «RILASCIATO A POSTERIORI», «AFGEGEVEN A POSTERIORI», «ISSUED RETROSPECTIVELY», «UDSTEDT EFTERFØLGENDE», «ÅÊÄÏÈÅÍ ÅÊ ÔÙÍ ÕÓÔÅÑÙÍ», «EXPEDIDO A POSTERIORI», «EMITADO A POSTERIORI», «WYSTAWIONE RETROSPEKTYWNIE», «KIADVA VISSZAMENÖLEGES HATÁLLYAL», «VYSTAVENO DODAT OECN OE».4. Le menzioni di cui al paragrafo 3 devono figurare nella casella «Osservazioni» del certificato EUR.1.Articolo 14 Rilascio di duplicati del certificato EUR.11. In caso di furto, perdita o distruzione di un certificato EUR.1, l'esportatore può richiedere alle autorità doganali che l'hanno rilasciato un duplicato, compilato sulla base dei documenti d'esportazione che sono in loro possesso.2. I duplicati così rilasciati devono recare una delle menzioni seguenti:«DUPLIKAT», «DUPLICATA», «DUPLICATO», «DUPLICAAT», «DUPLICATE», «ÁÍÔÉÃÑÁÖÏ», «DUPLICADO», «SEGUNDA VIA», «DUPLIKÁT», «MÁSOLAT».3. Le menzioni di cui al paragrafo 2 vengono apposte nella rubrica «Osservazioni» del certificato EUR.1.4. Il duplicato su cui deve essere riprodotta la data del certificato EUR.1 originale ha efficacia a decorrere da tale data.Articolo 15 Procedura semplificata di rilascio dei certificati1. In deroga agli articoli 11, 13, e 14 del presente protocollo, è applicabile, secondo le disposizioni seguenti, una procedura semplificata per il rilascio dei certificati EUR.1.2. Le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono autorizzare qualsiasi esportatore, qui di seguito denominato «esportatore autorizzato», che effettui frequenti esportazioni di merci per cui possono essere rilasciati certificati EUR.1 e che offra alle autorità doganali ogni garanzia per controllare il carattere originario dei prodotti, a non presentare all'ufficio doganale dello Stato esportatore, al momento dell'esportazione, né la merce, né la domanda di un certificato EUR.1 relativo alla merce, allo scopo di consentire il rilascio di un certificato EUR.1 alle condizioni previste all'articolo 11 del presente protocollo.3. L'autorizzazione di cui al paragrafo 2 specifica, a scelta delle autorità doganali, che la casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1 deve:a) essere munita preventivamente dell'impronta del timbro dell'ufficio doganale competente dello Stato d'esportazione nonché della firma, a mano o no, di un funzionario del predetto ufficio;b) oppure essere stampigliata dall'esportatore autorizzato con l'impronta di un timbro speciale ammesso dalle autorità doganali dello Stato di esportazione e conforme al modello che figura nell'allegato V del presente protocollo; questa impronta può essere anche già stampata sui moduli.4. Nei casi di cui al paragrafo 3, lettera a), la casella n. 7 «Osservazioni» del certificato EUR.1 reca una delle seguenti diciture:«PROCEDIMIENTO SEMPLIFICADO», «FORENKLET PROCEDURE», «VEREINFACHTES VERFAHREN», «ÁÐËÏÕÓÔÅÕÌÅÍÇ ÄÉÁÄÉÊÁÓÉÁ», «SIMPLIFIED PROCEDURE», «PROCÉDURE SIMPLIFIÉE», «PROCEDURA SEMPLIFICATA», «VEREENVOUDIGDE PROCEDURE», «PROCEDIMENTO SIMPLIFICADO», «UPROSZCZONA PROCEDURA», «EGYSZERUSÍTETT ELJÁRÁS», «ZJEDNODUSENÉ RÍZENI».5. La casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1, viene eventualmente compilata dall'esportatore autorizzato.6. L'esportatore autorizzato indica, all'occorrenza, nella casella n. 13 «Richiesta di controllo», del certificato EUR.1, il nome e l'indirizzo dell'autorità doganale competente ad effettuare il controllo del certificato EUR.1.7. Nel caso della procedura semplificata, le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono prescrivere l'utilizzazione di certificati EUR.1 muniti di un segno distintivo destinato a contraddistinguerli.8. Nelle autorizzazioni di cui al paragrafo 2, le autorità doganali precisano in particolare:a) le condizioni secondo cui sono redatte le domande di certificati EUR.1;b) le condizioni secondo cui tali domande vengono conservate per almeno due anni;c) nei casi di cui al paragrafo 3, lettera b), l'autorità che è competente ad effettuare il controllo a posteriori di cui all'articolo 27 del presente protocollo.9. Le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono escludere alcune categorie di merci dal trattamento speciale di cui al paragrafo 2.10. Le autorità doganali rifiutano le autorizzazioni di cui al paragrafo 2, all'esportatore che non offra tutte le garanzie che esse ritengano utili. Le autorità doganali possono ritirare l'autorizzazione in ogni momento. Esse devono farlo se non sono più soddisfatte le condizioni dell'autorizzazione o se l'esportatore autorizzato non offre più le garanzie suddette.11. L'esportatore autorizzato può essere tenuto ad informare le autorità doganali, secondo le modalità da esse determinate, delle spedizioni che intende effettuare, per consentire loro di procedere ad un eventuale controllo prima della spedizione della merce.12. Le autorità doganali dello Stato di esportazione possono procedere a tutti i controlli dell'esportatore autorizzato ritenuti necessari. L'esportatore deve accettare tali controlli.13. Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano l'applicazione delle normative della Comunità, degli Stati membri e dell'Ungheria relative alle formalità doganali e all'uso dei documenti doganali.Articolo 16 Sostituzione dei certificati1. La sostituzione di uno o più certificati EUR.1 con uno o più certificati EUR.1 è sempre possibile, a condizione che venga effettuata dall'ufficio doganale o da altre autorità competenti cui spetta la responsabilità del controllo delle merci.2. Quando prodotti originari della Comunità o dell'Ungheria, importati in una zona franca sotto scorta di un certificato EUR.1, subiscono una lavorazione o una trasformazione, le autorità doganali competenti devono rilasciare, su domanda dell'esportatore, un nuovo certificato EUR.1 se la lavorazione o la trasformazione cui si è proceduto sono conformi alle disposizioni del presente protocollo.3. Il certificato sostitutivo è considerato come il certificato EUR.1 definitivo ai fini dell'applicazione del presente protocollo, comprese le disposizioni del presente articolo.4. Il certificato sostitutivo è rilasciato in base a domanda scritta da parte del riesportatore, previa verifica da parte delle autorità competenti delle informazioni fornite nella domanda. La data e il numero di serie del certificato EUR.1 originario devono figurare nella casella n. 7.Articolo 17 Validità dei certificati1. Il certificato EUR.1 deve essere presentato entro quattro mesi dalla data di rilascio da parte delle autorità doganali dello Stato d'esportazione all'ufficio doganale dello Stato importatore nel quale sono introdotte le merci.2. I certificati EUR.1 presentati alle autorità doganali dello Stato importatore una volta scaduto il termine di presentazione di cui al paragrafo 1 possono essere accettati ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a causa di forza maggiore o a circostanze eccezionali.3. In altri casi di presentazione in ritardo, le autorità doganali dello Stato importatore possono accettare i certificati EUR.1 se le merci sono state loro presentate prima della scadenza di detto termine.Articolo 18 Esposizioni1. Le merci spedite dalla Comunità o dall'Ungheria per un'esposizione in un paese diverso dall'Ungheria o da uno Stato membro della Comunità e vendute, dopo l'esposizione, per essere importate in Ungheria o nella Comunità beneficiano, all'importazione, delle disposizioni dell'accordo, purché soddisfino le condizioni previste nel presente protocollo al fine di essere riconosciute originarie della Comunità o dell'Ungheria e purché alle autorità doganali competenti sia fornita la prova:a) che un esportatore ha spedito tali merci dalla Comunità o dall'Ungheria nel paese dell'esposizione e ivi le ha esposte;b) che detto esportatore ha venduto le merci o le ha cedute a un destinatario in Ungheria o nella Comunità;c) che le merci sono state spedite durante l'esposizione o subito dopo in Ungheria o nella Comunità nello stato in cui sono state inviate all'esposizione;d) che dal momento in cui sono state inviate all'esposizione le merci non sono state utilizzate per scopi diversi dalla dimostrazione a tale esposizione.2. Alle autorità doganali competenti deve essere presentato, nelle condizioni normali, un certificato EUR.1 con l'indicazione della denominazione e dell'indirizzo dell'esposizione. All'occorrenza può essere richiesta una prova documentale supplementare della natura delle merci e delle condizioni in cui esse sono state esposte.3. Il paragrafo 1 è applicabile a qualsiasi esposizione, fiera o manifestazione pubblica analoga, di carattere commerciale, industriale, agricolo o artigianale - diversa da quelle organizzate per finalità private in negozi o locali commerciali e aventi per oggetto la vendita di merci straniere - durante la quale le merci restano sotto controllo della dogana.Articolo 19 Presentazione dei certificatiIl certificato EUR.1 deve essere presentato alle autorità doganali dello Stato d'importazione secondo le modalità previste dalla legge di tale Stato. Dette autorità possono esigere la presentazione di una traduzione. Esse possono anche richiedere che la dichiarazione d'importazione sia completata da un attestato dell'importatore certificante che le merci soddisfano le condizioni richieste per l'applicazione dell'accordo.Articolo 20 Importazione con spedizioni scaglionateFermo restando l'articolo 4, paragrafo 3 del presente protocollo, quando, su richiesta del dichiarante in dogana, un articolo, smontato o non smontato, rientrante nei capitoli 84 e 85 del sistema armonizzato viene importato con spedizioni scaglionate alle condizioni fissate dalle autorità competenti, esso viene considerato come costituente un solo articolo e può essere presentato un certificato EUR.1 per l'articolo completo al momento dell'importazione della prima spedizione parziale.Articolo 21 Conservazione dei certificatiI certificati EUR.1 vengono conservati dalle autorità doganali dello Stato importatore secondo le norme vigenti in tale Stato.Articolo 22 Formulario EUR.21. Fatto salvo l'articolo 10, il carattere originario, ai sensi del presente protocollo, delle spedizioni contenenti unicamente prodotti originari e di valore unitario non superiore a 5 110 ecu viene dimostrato mediante un formulario EUR.2, il cui modello figura nell'allegato IV del presente protocollo.2. Il formulario EUR.2 è compilato e firmato dall' esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal suo rappresentante autorizzato, conformemente al presente protocollo.3. Viene compilato un formulario EUR.2 per ogni spedizione.4. L'esportatore che ha richiesto il formulario EUR.2 fornisce, su richiesta, alle autorità doganali dello Stato di esportazione tutti i documenti giustificativi relativi all'uso del formulario.5. Le disposizioni degli articoli 17, 19 e 21 si applicano mutatis mutandis ai formulari EUR.2.Articolo 23 DiscordanzeLa constatazione di lievi discordanze tra le menzioni esistenti nel certificato EUR.1 o nel formulario EUR.2 e quelle contenute nei documenti presentati all'ufficio doganale per l'espletamento delle formalità d'importazione delle merci non comporta ipso facto l'invalidità del certificato EUR.1 o del formulario EUR.2 se viene regolarmente accertato che questi corrispondono alle merci presentate.Articolo 24 Esonero dalla prova dell'origine1. Sono considerati prodotti originari, senza che sia necessario presentare un certificato di circolazione EUR.1 o compilare un formulario EUR.2, i prodotti oggetto di piccole spedizioni a privati o contenuti nei bagagli dei passeggeri, a condizione che non si tratti di importazioni a carattere commerciale, o che si sia dichiarato che essi soddisfano ai requisiti per l'applicazione dell'accordo e che non vi sia alcun dubbio sulla veridicità di detta dichiarazione.2. Sono considerate prive di valore commerciale le importazioni che presentano un carattere occasionale e che consistono unicamente in merci riservate all'uso personale o familiare dei destinatari o dei viaggiatori, purché sia evidente, per la loro natura e quantità, che non sono destinate ad usi commerciali.Inoltre, il valore totale di questi prodotti non deve superare 365 ecu per i piccoli pacchetti e 1 025 ecu per il contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori.Articolo 25 Importi espressi in ecu1. Gli importi nella moneta nazionale dello Stato esportatore equivalenti a quelli espressi in ecu sono fissati dallo Stato esportatore e notificati alle altre parti dell'accordo. Se gli importi sono superiori agli importi corrispondenti fissati dallo Stato d'importazione, quest'ultimo li accetta se la merce è fatturata nella moneta dello Stato d'esportazione o di un altro dei paesi elencati nell'articolo 2 del presente protocollo.Se la merce è fatturata nella moneta di un altro Stato membro della Comunità, lo Stato d'importazione riconosce l'importo notificato dal paese considerato.2. Fino al 30 aprile 1993 incluso, l'ecu da utilizzare nella moneta nazionale di un determinato paese è il controvalore nella moneta nazionale di tale paese dell'ecu in vigore al 3 ottobre 1990. Per ogni periodo successivo di due anni, esso è il controvalore nella moneta nazionale di tale paese dell'ecu in vigore il primo giorno feriale del mese di ottobre dell'anno precedente il periodo di due anni.TITOLO III COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA Articolo 26 Comunicazione dell'impronta dei timbri e degli indirizziLe autorità doganali degli Stati membri e quelle dell'Ungheria si comunicano a vicenda, tramite la Commissione delle Comunità europee, il facsimile dell'impronta dei timbri utilizzati nei loro uffici per il rilascio dei certificati EUR.1 e l'indirizzo delle autorità doganali competenti per il rilascio dei certificati EUR.1 e per il controllo di detti certificati e dei formulari EUR.2.Articolo 27 Controllo dei certificati EUR.1 e dei formulari EUR.21. Il controllo a posteriori dei certificati EUR.1 o dei formulari EUR.2 è effettuato per sondaggio o ogniqualvolta le autorità doganali dello Stato di importazione abbiano fondati dubbi sull'autenticità del documento o sull'esattezza delle informazioni relative alla reale origine della merce in questione.2. Ai fini del controllo a posteriori dei certificati EUR.1, le autorità doganali dello Stato di esportazione conservano per almeno due anni le copie dei certificati EUR.1 e i documenti di esportazione ad essi relativi.3. Allo scopo di assicurare una corretta applicazione del presente protocollo, l'Ungheria e gli Stati membri della Comunità si prestano mutua assistenza, tramite le rispettive amministrazioni doganali, per il controllo dell'autenticità dei certificati EUR.1, compresi quelli rilasciati in base all'articolo 11, paragrafo 5, e dei formulari EUR.2, nonché dell'esattezza delle informazioni relative all'effettiva origine dei prodotti.4. Quando un certificato EUR.1 è stato rilasciato alle condizioni previste all'articolo 11, paragrafo 5, e si riferisce a merci riesportate tali quali, le autorità doganali dello Stato di destinazione devono poter ottenere, nell'ambito della cooperazione amministrativa, le copie conformi del certificato e dei certificati EUR.1 rilasciati anteriormente e riguardanti dette merci.5. Per l'applicazione delle disposizioni del paragrafo 1, le autorità doganali dello Stato di importazione rinviano il certificato EUR.1 o il formulario EUR.2, o una fotocopia dei suddetti documenti, alle autorità doganali dello Stato di esportazione, indicando, all'occorrenza, i motivi di fondo o di forma che giustificano un'inchiesta.Esse allegano ai certificati EUR.1 e ai formulari EUR.2 ogni documento commerciale, o copia dello stesso, nonché ogni informazione che hanno potuto ottenere e che faccia ritenere che le menzioni riportate sui suddetti certificati o formulari sono inesatte.6. Se decidono di soprassedere all'applicazione delle disposizioni dell'accordo in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali dello Stato di importazione offrono all'importatore lo svincolo delle merci, con riserva delle misure conservative giudicate necessarie.7. I risultati del controllo a posteriori sono comunicati, appena possibile, alle autorità doganali dello Stato di importazione. Essi devono permettere di stabilire se il certificato EUR.1 o il formulario EUR.2 contestati si applicano alle merci in causa e se tali merci possono realmente beneficiare del regime preferenziale.Qualora, in caso di dubbi fondati, non sia pervenuta alcuna risposta entro dieci mesi dalla data della richiesta di controllo, oppure qualora la risposta non contenga informazioni sufficienti per determinare l'autenticità del documento in questione o l'effettiva origine delle merci, le autorità richiedenti le escludono dal regime preferenziale previsto dall'accordo, a meno che si tratti di casi di forza maggiore o di circostanze eccezionali.8. Le controversie che le autorità doganali dello Stato di importazione e dello Stato di esportazione non riescano a comporre e che diano adito a controversie circa l'interpretazione del presente protocollo vengono sottoposte al comitato di cooperazione doganale.9. Tutte le controversie tra l'importatore e le autorità doganali dello Stato di importazione vengono risolte in base alla legislazione di detto Stato.10. Qualora dalla procedura di controllo o da altre informazioni disponibili emerga che le disposizioni del presente protocollo non sono osservate, la Comunità o l'Ungheria, di propria iniziativa o su richiesta dell'altra parte, procedono o fanno procedere al più presto ad indagini adeguate per identificare e prevenire tali inadempienze e, a questo fine, possono invitare l'altra parte a partecipare alle indagini.11. Qualora dalla procedura di controllo e da altre informazioni disponibili emerga che le disposizioni del presente protocollo non sono osservate, le merci sono accettate come prodotti originari nell'ambito del presente protocollo soltanto previo espletamento delle procedure cui è stato fatto ricorso della cooperazione amministrativa prevista dal presente protocollo, compresa in particolare, la procedura di controllo.Analogamente, alle merci è rifiutato il trattamento di prodotti originari nell'ambito del presente protocollo soltanto previo espletamento della procedura di controllo.Articolo 28 SanzioniSi applicano sanzioni nei confronti di chiunque rediga o faccia redigere un documento contenente dati inesatti, allo scopo di fare ammettere una merce al beneficio del regime preferenziale.Articolo 29 Zone francheGli Stati membri e l'Ungheria adottano ogni misura necessaria ad evitare che le merci che sono state scambiate sotto la scorta di un certificato EUR.1 e che sostano durante il trasporto in una zona franca situata nel loro territorio siano oggetto di sostituzioni o trasformazioni diverse dalle trasformazioni usuali destinate ad evitarne il deterioramento.TITOLO IV CEUTA E MELILLA Articolo 30 Applicazione del protocollo1. Nell'espressione «Comunità» utilizzata nel presente protocollo non rientrano Ceuta e Melilla. Nell'espressione «prodotti originari della Comunità» non rientrano i prodotti originari di Ceuta e di Melilla.2. Il presente protocollo si applica, mutatis mutandis, ai prodotti originari di Ceuta e di Melilla, fatte salve le condizioni particolari di cui all'articolo 31.Articolo 31 Condizioni particolari1. Le disposizioni seguenti sono applicabili in sostituzione dell'articolo 1 ed i riferimenti a detto articolo si applicano mutatis mutandis al presente articolo.2. Purché siano stati trasportati direttamente a norma dell'articolo 8, sono considerati:1) prodotti originari di Ceuta e a Melilla:a) i prodotti totalmente ottenuti a Ceuta e a Melilla;b) i prodotti ottenuti a Ceuta e a Melilla e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti diversi da quelli indicati alla lettera a), a condizione:i) che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4 del presente protocollo, oppureii) che tali prodotti siano originari dell'Ungheria o della Comunità ai sensi del presente protocollo e che siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni superiori alle lavorazioni o trasformazioni insufficienti di cui all'articolo 4, paragrafo 3;2) prodotti originari dell'Ungheria:a) i prodotti totalmente ottenuti in Ungheria;b) i prodotti ottenuti in Ungheria e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti diversi da quelli indicati alla lettera a), a condizione:i) che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4 del presente protocollo, oppureii) che tali prodotti siano originari di Ceuta, di Melilla o della Comunità ai sensi del presente protocollo e che siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni superiori alle lavorazioni o trasformazioni insufficienti di cui all'articolo 4, paragrafo 3.3. Ceuta e Melilla sono considerate un solo territorio.4. L'esportatore o il suo rappresentante autorizzato è tenuto ad apporre le menzioni «Ungheria» e «Ceuta» o «Melilla» nella casella n. 2 del certificato EUR.1. Inoltre, quando trattasi di «prodotti originari di Ceuta o di Melilla», il carattere originario deve essere indicato nella casella n. 4 del certificato EUR.1.5. Le autorità doganali spagnole sono incaricate di garantire l'applicazione del presente protocollo a Ceuta e a Melilla.TITOLO V DISPOSIZIONI FINALI Articolo 32 Modifiche del protocolloIl Consiglio d'associazione procede ogni due anni, o quando l'Ungheria o la Comunità ne facciano richiesta, all'esame dell'attuazione delle disposizioni del presente protocollo, ai fini di apportarvi le modifiche o gli adeguamenti che si rivelassero necessari.Tale esame tiene conto, in particolare, della partecipazione delle parti contraenti a zone di libero scambio o ad unioni doganali con paesi terzi.Articolo 33 Comitato di cooperazione doganale1. È istituito un comitato di cooperazione doganale incaricato di assicurare la cooperazione amministrativa ai fini dell'applicazione corretta ed uniforme del presente protocollo e di assolvere ogni altro compito che possa venirgli affidato nel settore doganale.2. Il comitato è composto, da un lato, di esperti degli Stati membri e di funzionari dei servizi della Commissione delle Comunità europee responsabili per i problemi doganali e, dall'altro, di esperti doganali designati dall'Ungheria.Articolo 34 Prodotti petroliferiI prodotti elencati nell'allegato VI sono temporaneamente esclusi dal campo di applicazione del presente protocollo. Tuttavia, le disposizioni in materia di cooperazione amministrativa si applicano, mutatis mutandis, ai suddetti prodotti.Articolo 35 AllegatiGli allegati del presente protocollo costituiscono parte integrante dello stesso.Articolo 36 Esecuzione del protocolloLa Comunità e l'Ungheria prendono, ciascuna per quanto la riguarda, le misure necessarie all'esecuzione del presente protocollo.Articolo 37 Intese con la Polonia e la RFCSLe parti contraenti prendono le misure necessarie al fine di concludere intese con la Polonia e la RFCS onde consentire l'applicazione del presente protocollo. Le parti contraenti si notificano reciprocamente le misure prese a questo scopo.Articolo 38 Merci in transito o in depositoLe disposizoni dell'accordo possono applicarsi alle merci rispondenti alle disposizioni del presente protocollo che, alla data dell'entrata in vigore dell'accordo, si trovano in viaggio o sono in regime di deposito provvisorio, di deposito doganale o di zona franca nella Comunità o in Ungheria oppure, nella misura in cui si applicano le disposizioni dell'articolo 2, in Polonia o nella RFCS, a condizioni che vengano presentati - entro un termine di quattro mesi a decorrere da tale data - alle autorità doganali dello Stato di importazione un certificato EUR.1, rilasciato a posteriori dalle autorità competenti dello Stato di esportazione, nonché i documenti dai quali risulti che le merci sono state oggetto di trasporto diretto.ALLEGATO I NOTE PremessaLe seguenti note si applicano, ove necessario, a tutti i manufatti che contengono materiali non originari, anche se non soggetti alle condizioni specifiche elencate nell'allegato II, ma alla regola del cambiamento di voce di cui all'articolo 4, paragrafo 1.Nota 11.1. Le prime due colonne dell'elenco descrivono il prodotto ottenuto. La prima colonna indica la voce o il capitolo del sistema armonizzato, mentre nella seconda colonna figura la designazione delle merci usata in detto sistema per tale voce o capitolo. Ad ogni prodotto menzionato nelle prime due colonne corrisponde una regola nella colonna 3. Ove tuttavia la voce che figura nella prima colonna è preceduta da «ex», ciò significa che la regola nella colonna 3 si applica soltanto alla parte di voce o di capitolo descritta nella colonna 2.1.2. Quando nella colonna 1 compaiono più voci raggruppate insieme, o il codice di un capitolo, e di conseguenza la descrizione dei prodotti nella colonna 2 è espressa in termini generali, la corrispondente regola nella colonna 3 si applica a tutti i prodotti che nel sistema armonizzato sono classificati nelle voci del capitolo o in una delle voci raggruppate nella colonna 1.1.3. Quando nella lista compaiono più regole, ciascuna applicabile a differenti prodotti tutti classificati nella stessa voce, ciascun capoverso (trattino) riporta la descrizione della parte di voce cui si applica la corrispondente regola nella colonna 3.Nota 22.1. Per «fabbricazione» s'intende qualsiasi tipo di lavorazione o trasformazione, incluso il montaggio o le operazioni specifiche. Vedi altresì la nota 3.5.2.2. Per «materiale» s'intende qualsiasi «ingrediente», «materia prima», «componente» o «parte», ecc., impiegato nella fabbricazione del prodotto.2.3. Per «prodotto» s'intende il prodotto che viene fabbricato, anche se esso è destinato ad essere successivamente impiegato in un'altra operazione di fabbricazione.2.4. Per «merci» si intendono sia i materiali che i prodotti.Nota 33.1. Quando una voce o parte di voce non è compresa nell'elenco, ad essa si applica nell'elenco la regola del cambiamento di voce di cui all'articolo 4, paragrafo 1. Se un prodotto citato nell'elenco è soggetto alla condizione del cambiamento di voce, tale condizione è menzionata nella regola della colonna 3.3.2. La lavorazione o la trasformazione richiesta da una regola della colonna 3 deve essere eseguita soltanto in relazione ai materiali non originari impiegati. Analogamente, le restrizioni contenute in una regola della colonna 3 si applicano soltanto ai materiali non originari impiegati.3.3. Quando una regola prescrive che possono essere utilizzati «materiali di qualsiasi voce» è ammesso l'utilizzo anche di materiali della stessa voce del prodotto, fatte salve le limitazioni specifiche eventualmente indicate nella regola stessa. Tuttavia l'espressione «fabbricazione a partire da materiali di qualsiasi voce compresi gli altri materiali della voce . . .» significa che possono essere utilizzati materiali classificati nella stessa voce del prodotto purché diversi da quelli indicati nella descrizione del prodotto riportata nella colonna 2 dell'elenco.3.4. Se un prodotto fabbricato con materiali non originari che ha ottenuto il carattere di prodotto originario in base alla regola del cambiamento di voce, oppure in base alla propria regola specifica nell'elenco, viene utilizzato nel processo di fabbricazione di un altro prodotto, la regola dell'elenco applicabile al prodotto finito in cui esso è incorporato non gli si applica.Ad esempio:Un motore della voce 8407, per il quale la regola d'origine impone che il valore dei materiali non originari incorporati non deve superare il 40 % del prezzo franco fabbrica, è ottenuto da «sbozzi di forgia» della voce 7224.Se la forgiatura è stata effettuata nel paese in questione a partire da un lingotto non originario, il pezzo forgiato ha già ottenuto il carattere di prodotto originario conformemente alla regola per la voce ex 7224 nella lista. Pertanto esso è considerato originario nel calcolo basato sul valore per il motore, a prescindere dal fatto che esso sia stato ottenuto nello stesso impianto industriale o no. Perciò il valore del lingotto non originario non viene preso in considerazione quando si somma il valore dei materiali non originari utilizzati.3.5. Anche se la regola del cambiamento di voce, o la regola che figura nell'elenco, è stata osservata, il prodotto finito non è originario se la trasformazione eseguita, considerata nel complesso, è insufficiente ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3.3.6. Ai fini dell'applicazione delle norme di origine, l'unità di qualificazione sarà il prodotto specifico considerato l'unità di base nel determinare la classificazione in base alla nomenclatura del sistema armonizzato; nel caso degli assortimenti di prodotti, classificati a norma della regola generale 3 per l'interpretazione del sistema armonizzato, l'unità di qualificazione verrà determinata in funzione di ciascun articolo dell'assortimento: questa disposizione si applica altresì agli assortimenti delle voci nn. 6308, 8206 e 9605.Di conseguenza:- quando un prodotto composto di una serie o di un assortimento di articoli è classificato in un'unica voce a norma del sistema armonizzato, l'insieme costituisce l'unità di qualificazione;- quando una spedizione comprende un certo numero di prodotti identici classificati nella stessa voce del sistema armonizzato, ogni prodotto deve essere considerato singolarmente nell'applicare le norme di origine;- quando, a norma della regola generale 5 del sistema armonizzato, l'imballaggio fa parte del prodotto ai fini della classificazione, esso viene incluso anche per la determinazione dell'origine.Nota 44.1. La regola nell'elenco rappresenta l'entità minima di lavorazione o trasformazione richiesta, e l'esecuzione di lavorazioni o trasformazioni più importanti è pure idonea a conferire il carattere di prodotto originario; d'altro canto, l'esecuzione di lavorazioni o trasformazioni inferiori a quelle richieste non può conferire il carattere di prodotto originario. Pertanto, se una regola autorizza l'impiego di un materiale non originario che si trova ad un certo stadio di lavorazione, l'impiego del materiale in uno stadio di lavorazione precedente è autorizzato, mentre l'impiego del materiale in uno stadio successivo non lo è.4.2. Quando una regola nell'elenco specifica che un prodotto può essere fabbricato a partire da più di un materiale, ciò significa che è ammesso l'utilizzo di uno qualsiasi o più di tali materiali, non che tutti i materiali debbano essere utilizzati.Ad esempio:La regola per i tessuti autorizza l'impiego di fibre naturali ed anche, fra l'altro, di sostanze chimiche. Ciò non significa che entrambi debbano essere impiegati, bensì che si può usare un materiale, o l'altro, oppure entrambi.Se, tuttavia, una restrizione si applica ad un determinato materiale ed altre restrizioni ad altri materiali, nell'ambito della medesima regola, allora le restrizioni si applicano soltanto ai materiali effettivamente impiegati.Ad esempio:La regola per una macchina da cucire richiede che il meccanismo per la tensione del filo deve essere originario e che anche il meccanismo detto «zigzag» deve essere un prodotto originario; queste due restrizioni si applicano soltanto se i meccanismi in questione sono effettivamente incorporati nella macchina da cucire.4.3. Quando nell'elenco una regola specifica che un prodotto va fabbricato partendo da un determinato materiale, tale condizione non vieta ovviamente l'impiego di altri materiali che, per loro natura, non possono rispettare questa regola.Ad esempio:La regola per la voce 1904 che esclude specificamente l'uso di cereali o loro derivati non impedisce l'uso di sali minerali, sostanze chimiche ed altri additivi che non sono prodotti a partire da cereali.Ad esempio:Nel caso di un prodotto fabbricato con materiali non tessuti, se la regola prescrive che per tale gruppo di prodotti il materiale non originario utilizzato può unicamente essere il filato, non è ammesso partire da «tessuti non tessuti», nemmeno se i non tessuti non possono essere normalmente ottenuti da filati. In tal caso, il materiale di partenza dovrebbe normalmente trovarsi ad uno stadio precedente al filato, cioè allo stadio di fibra.Vedi anche la nota 7.3 concernente i tessili.4.4. Se una regola dell'elenco autorizza l'impiego di materiali non originari, indicando due o più percentuali del loro tenore massimo, tali percentuali non sono cumulabili. Il tenore massimo di tutti i materiali non originari impiegati non può mai eccedere la percentuale più elevata fra quelle indicate. Inoltre, non deve essere superata alcuna delle percentuali specificate, in relazione ai materiali cui si riferiscono.Nota 55.1. Nell'elenco con l'espressione «fibre naturali» s'intendono le fibre diverse da quelle artificiali o sintetiche che si trovano in uno stadio precedente alla filatura, compresi i cascami e, se non altrimenti specificato, l'espressione «fibre naturali» comprende le fibre che sono state cardate, pettinate o altrimenti preparate, ma non filate.5.2. Il termine «fibre naturali» comprende crini della voce 0503, seta delle voci 5002 e 5003 nonché fibre di lana, peli fini o grossolani di animali delle voci da 5101 a 5105, fibre di cotone delle voci da 5201 a 5203 e le altre fibre vegetali delle voci da 5301 a 5305.5.3. Nell'elenco, con i termini «pasta tessile», «sostanze chimiche» e «materiali per la fabbricazione della carta» sono designati i materiali che non sono classificati nei capitoli da 50 a 63 e che possono essere utilizzati per fabbricare fibre artificiali, sintetiche o di carta o filati.5.4. Nell'elenco per «fibre in fiocco sintetiche o artificiali» si intendono i fasci di filamenti, le fibre in fiocco o i cascami sintetici o artificiali delle voci da 5501 a 5507.Nota 66.1. Nel caso dei prodotti misti classificati nelle voci che compaiono nell'elenco e per cui si fa riferimento alla presente nota, le condizioni esposte alla colonna 3 non si applicano ad alcun materiale tessile di base impiegato che globalmente rappresenti il 10 % o meno del valore totale di tutti i materiali tessili di base usati (vedi anche note 6.3 e 6.4).6.2. Tuttavia, questa tolleranza si applica esclusivamente ai prodotti misti nella cui composizione entrano due o più materiali tessili di base.Per materiali tessili di base si intendono i seguenti:- seta;- lana;- peli grossolani di animali;- peli fini di animali;- crine di cavallo;- cotone;- materiali per la fabbricazione della carta e carta;- lino;- canapa;- iuta ed altre fibre tessili liberiane;- sisal ed altre fibre tessili del genere Agave;- cocco, abaca, ramiè ed altre fibre tessili vegetali;- filamenti sintetici;- filamenti artificiali;- fibre sintetiche in fiocco;- fibre artificiali in fiocco.Ad esempio:Un filato della voce 5205 ottenuto da fibre di cotone e da fibre sintetiche in fiocco è un filato misto. Perciò, materiali tessili non originari che non soddisfano le regole di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da materiale chimico o da pasta tessile) possono essere usati fino a un massimo del 10 % del valore del filato.Ad esempio:Un tessuto di lana della voce 5112 ottenuto da filato di lana della voce 5107 e da filato di fibre sintetiche in fiocco della voce 5509 è un tessuto misto. Perciò, filati sintetici che non soddisfano le norme di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da materiali chimici o da pasta tessile) o filati di lana che non soddisfano le norme di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da fibre naturali, non cardate né pettinate né altrimenti preparate per la filatura o una combinazione di entrambi possono essere utilizzati fino a un massimo del 10 % del valore del tessuto.Ad esempio:Una superficie tessile «tutfed» della voce 5802 ottenuta da filato di cotone della voce 5205 e da tessuto di cotone della voce 5210 è un prodotto misto solo se il tessuto di cotone è esso stesso un tessuto misto ottenuto da filati classificati in due voci separate, oppure se il filato di cotone usato è esso stesso misto.Ad esempio:Se la stessa superficie tessile «tutfed» fosse stata ottenuta da filato di cotone della voce 5205 e da tessuto sintetico della voce 5407 la superficie tessile «tutfed» sarebbe un prodotto misto.Ad esempio:Un tappeto con ciuffi di filato artificiale e ciuffi di filato di cotone ed il dorso di iuta è un prodotto misto, poiché sono stati utilizzati tre materiali tessili di base. Perciò può essere utilizzato qualsiasi materiale non originario che è utilizzato ad uno stadio di lavorazione superiore a quello ammesso dalla regola, a condizione che il suo valore globale non ecceda il 10 % del valore del materiale tessile nel tappeto. Perciò, il dorso di iuta, i filati artificiali e/o i filati di cotone potrebbero essere importati in questa fase di lavorazione a condizione che il limite di valore sia rispettato.6.3. Nel caso di tessuti nella cui composizione entrano «filati di poliuretano segmentato con segmenti flessibili di poliestere, anche rivestiti», questa tolleranza viene portata al 20 % o meno del peso totale per tale filato.6.4. Nel caso di tessuti nella cui composizione entra un nastro consistente di un'anima di lamina di alluminio, oppure di un'anima di pellicola di materia plastica, ricoperta o no di polvere di alluminio, della larghezza non superiore a 5 mm, inserita mediante incollatura tra due pellicole di plastica, questa tolleranza viene portata al 30 % o meno del peso totale per tale nastro.Nota 77.1. Nel caso dei prodotti tessili contrassegnati nell'elenco da una nota a piè di pagina relativa alla presente nota i materiali tessili, escluse le fodere e le controfodere, che non soddisfano la regola esposta nella colonna 3 per il prodotto finito in questione possono essere usati, purché siano classificati in una voce diversa da quella del prodotto e il loro valore non superi l'8 % del prezzo franco fabbrica del prodotto.7.2. Tutte le guarnizioni, accessori o altri materiali non tessili utilizzati che contengono tessili non debbono soddisfare le condizioni di cui alla colonna 3 (anche se non rientrano nella nota 4.3).7.3. Conformemente alla nota 4.3, qualsiasi guarnizione, accessorio o altro materiale (che non contenga materiali tessili) non tessile non originario può tuttavia essere utilizzato liberamente qualora esso non possa essere ottenuto a partire dai materiali elencati nella colonna 3.Ad esempio:Se una regola dell'elenco richiede per un prodotto tessile specifico, come una camicia, che la fabbricazione debba partire dal filato, ciò non vieta l'uso di particolari metallici, come i bottoni, poiché questi non possono essere ottenuti da materiali tessili.7.4. Qualora sia applicabile una regola di percentuale, il valore delle guarnizioni ed accessori deve essere preso in considerazione nel calcolo del valore dei materiali non originari incorporati.ALLEGATO II >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO III CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE EUR.1 1. Il certificato EUR.1 è compilato sul modulo il cui modello figura nel presente allegato. Questo modulo è stampato in una o più lingue in cui l'accordo è redatto. Il certificato EUR.1 viene compilato in una di tali lingue e in conformità delle disposizioni di diritto interno dello Stato d'esportazione; se viene compilato a mano, deve essere scritto in inchiostro e in carattere stampatello.2. Il certificato EUR.1 deve avere il formato di 210 × 297 mm, con una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più nel senso della lunghezza, ed essere stampato su carta collata bianca per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di 25 grammi il metro quadrato. Il certificato deve avere un fondo arabescato di colore verde, in modo da far risaltare qualsiasi falsificazione con mezzi meccanici o chimici.3. Le autorità competenti degli Stati membri della Comunità e dell'Ungheria possono riservarsi la stampa dei certificati EUR.1 oppure affidarne il compito a tipografie da essi autorizzate. In quest'ultimo caso, su ogni certificato EUR.1 deve essere indicata tale autorizzazione. Ogni certificato EUR.1 deve recare menzione del nome e dell'indirizzo della tipografia o un segno che ne consenta l'identificazione. Il certificato deve recare, inoltre, un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI>INIZIO DI UN GRAFICO>1. Esportatore (nome, indirizzo completo, paese)3. Destinatario (nome, indirizzo completo, paese) (indicazione facoltativa)EUR.1 N. A 000.000Prima di compilare il formulario consultare le note al retro2. Certificato utilizzato negli scambi preferenziali tra..........e..........(indicare i paesi, gruppi di paesi o territori di cui trattasi)4. Paese, gruppo di paesi o territorio di cui i prodotti sono considerati originari5. Paese, gruppo di paesi o territorio di destinazione6. Informazioni riguardanti il trasporto (indicazione facoltativa)7. Osservazioni8. N. d'ordine, marche, numeri, numero e natura dei colli (¹), designazione delle merci9. Massalorda (kg) oaltra misura(l, m³, ecc.)10. Fatture(indicazionefacoltativa)11. VISTO DELLA DOGANADichiarazione certificata conformeDocumento d'esportazione (²)modello .......... n. ....................del ..........Ufficio doganale ..........Paese o territorio in cui il certificato è rilasciato ..........A .......... , addì ....................Timbro12. DICHIARAZIONE DELL'ESPORTATOREIo sottoscritto dichiaro che le merci di cui sopra soddisfano alle condizioni richieste per ottenere il presente certificato.Fatto a .......... , addì ......................................(Firma)..........(Firma)(¹) Per le merci non imballate, indicare il numero degli oggetti o indicare «alla rinfusa».(²) Da riempire solo quando le norme nazionali del paese o territorio d'esportazione lo richiedono.13. DOMANDA DI CONTROLLO, da inviare a:14. RISULTATO DEL CONTROLLOIl controllo effettuato ha permesso di constatare che il presente certificato (¹)Oè stato effettivamente rilasciato dall'ufficio doganale indicato e che i dati ivi contenuti sono esatti.Onon risponde alle condizioni di autenticità e di regolarità richieste (si vedano le allegate osservazioni).È richiesto il controllo dell'autenticità e della regolarità del presente certificatoFatto a .......... , addì .................................Fatto a .......... , addì ..................................TimbroTimbro..........(Firma)..........(Firma)(¹) Segnare con una X la menzione applicabile.NOTE1. Il certificato non deve presentare né raschiature né correzioni sovrapposte. Le modifiche apportatevi devono essere effettuate cancellando le indicazioni errate ed aggiungendo, se del caso, quelle volute. Ogni modifica così apportata deve essere siglata da chi ha compilato il certificato e vistata dalle autorità doganali del paese o territorio in cui il certificato è rilasciato.2. Fra gli articoli indicati nel certificato non devono essere lasciate linee in bianco ed ogni articolo deve essere preceduto da un numero d'ordine. Immediatamente dopo l'ultima trascrizione deve essere tracciata una linea orizzontale. Gli spazi non utilizzati devono essere sbarrati in modo da rendere impossibile ogni ulteriore aggiunta.3. Le merci debbono essere descritte secondo gli usi commerciali e con sufficiente precisione per permetterne l'identificazione.>FINE DI UN GRAFICO>DOMANDA PER OTTENERE UN CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI>INIZIO DI UN GRAFICO>1. Esportatore (nome, indirizzo completo, paese)3. Destinatario (nome, indirizzo completo, paese) (indicazione facoltativa)EUR.1 N. A 000.000Prima di compilare il formulario consultare le note al retro2. Domanda per ottenere un certificato da utilizzare negliscambi preferenziali tra..........e..........(indicare i paesi, gruppi di paesi o territori di cui trattasi)4. Paese, gruppo di paesi o territorio di cui i prodotti sono considerati originari5. Paese, gruppo di paesi o territorio di destinazione6. Informazioni riguardanti il trasporto (indicazione facoltativa)7. Osservazioni8. N. d'ordine, marche, numeri, numero e natura dei colli (¹), designazione delle merci9. Massalorda (kg) oaltra misura(l, m³, ecc.)10. Fatture(indicazionefacoltativa)(¹) Per le merci non imballate, indicare il numero degli oggetti o indicare «alla rinfusa».DICHIARAZIONE DELL'ESPORTATORElo sottoscritto, esportatore delle merci descritte a fronte,DICHIARO che queste merci rispondono alle condizioni richieste per ottenere il certificato qui allegato;PRECISO le circostanze che hanno permesso a queste merci di soddisfare a queste condizioni:........................................PRESENTO i seguenti documenti giustificativi (¹):........................................M'IMPEGNO a presentare, su richiesta delle autorità competenti, qualsiasi giustificazione supplementare che dette autorità ritenessero indispensabile per il rilascio del certificato qui allegato, come pure ad accettare qualunque controllo eventualmente richiesto da parte di dette autorità, della mia contabilità e delle circostanze relative alla fabbricazione delle merci di cui sopra;CHIEDO il rilascio del certificato qui allegato per queste merci.Fatto a .........., addì ....................(Firma)(¹) Ad esempio: documenti d'importazione, certificati di circolazione, fatture, dichiarazioni del fabbricante, ecc., relativi ai prodotti messi in opera o alle merci riesportate tal quali.>FINE DI UN GRAFICO>ALLEGATO IV FORMULARIO EUR.2 1. Il formulario EUR.2 è compilato sul modulo il cui modello figura nel presente allegato. Questo modulo è stampato in una o più lingue in cui l'accordo è redatto. Il formulario viene compilato in una di tali lingue e in conformità delle disposizioni di diritto interno dello Stato d'esportazione; se viene compilato a mano, deve essere scritto in inchiostro e in carattere stampatello.2. Il formulario EUR.2 ha il formato di 210 × 148 mm. Una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più è ammessa per quanto riguarda la lunghezza. La carta da usare è una carta collata bianca per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di 64 g/m².3. Le autorità competenti degli Stati membri della Comunità e dell'Ungheria possono riservarsi la stampa dei formulari o affidarne l'esecuzione a tipografie che abbiano ottenuto la loro autorizzazione. In quest'ultimo caso, su ogni foglio deve essere indicata tale autorizzazione. Inoltre, ogni formulario deve recare menzione del nome e dell'indirizzo della tipografia o un segno che ne consenta l'identificazione. Il formulario deve recare, inoltre, un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.>INIZIO DI UN GRAFICO>FORMULARIO EUR.2 N.1Formulario utilizzato negli scambi preferenzialitra (¹) ................................................ e ..........2Esportatore (nome, indirizzo completo, paese)3Dichiarazione dell'esportatorelo sottoscritto, esportatore delle merci descritte in appresso, dichiaro che esse soddisfano alle condizioni richieste per procedere alla compilazione del presente formulario e che hanno il carattere di prodotti originari conformemente alle disposizioni che disciplinano gli scambi preferenziali di cui alla casella n. 1.4Destinatario (nome, indirizzo completo, paese)5Luogo e data6Firma dell'esportatore7Osservazioni (²)8Paese d'origine (³)9Paese di destinazione (4)10Massa lorda (kg)11Marche e numeri dell'invio e designazione delle merci12Amministrazione o servizio del paese d'esportazione (4) incaricato del controllo a posteriori della dichiarazione dell'esportatore(¹) Indicare i paesi, gruppi di paesi o territori interessati.(²) Indicare il riferimento al controllo eventualmente già effettuato dall'amministrazione o servizio competente.(³) Per paese d'origine s'intende il paese, il gruppo di paesi o il territorio di cui i prodotti sono considerati originari.(4) Per paese s'intende un paese, gruppo di paesi ovvero un territorio.(RECTO)Prima di compilare questo formulario leggere con attenzione le istruzioni a tergo.13Richiesta di controllo14Risultato del controlloIl controllo della dichiarazione dell'esportatore figurante sulla prima pagina del presente formulario è richiesto da (*)Il controllo effettuato ha permesso di constatare (¹)Oche le indicazioni e menzioni riportate sul presente formulario sono esatte.Oche il presente formulario non è conforme alle prescritte condizioni di autenticità e di regolarità (si vedano leosservazioni qui allegate).Fatto a .........., addì ..........Timbro19 ..........Fatto a .........., addì ..........Timbro19 ....................(Firma)..........(Firma)(¹) Contrassegnare con una X la casella di cui trattasi.(*) Il controllo a posteriori dei formulari EUR.2 è effettuato per sondaggio e ogniqualvolta le autorità doganali dello Stato d'importazione abbiano fondati dubbi in merito all'autenticità del formulario ed all'esattezza delle indicazioni sull'origine reale della merce in questione.Istruzioni relative alla compilazione del formulario EUR.21. Possono dar luogo alla compilazione di un formulario EUR. 2 soltanto le merci che nel paese di esportazione soddisfino alle condizioni previste dalle disposizioni che disciplinano gli scambi di cui alla casella 1. Tali disposizioni devono essere attentamente studiate prima di procedere alla compilazione del formulario.2. L'esportatore unisce il formulario al bollettino di spedizione quando si tratta di spedizioni per pacco postale e l'inserisce nel pacco quando si tratta di spedizione sotto forma di lettere. Inoltre appone sull'etichetta verde C 1 o sulla dichiarazione in dogana C 2/CP 3 l'indicazione EUR.2, seguita dal numero di serie del formulario.3. Queste istruzioni non dispensano gli esportatori dall'espletamento delle altre formalità previste dai regolamenti doganali o postali.4. L'utilizzazione di questo formulario costituisce per l'esportatore impegno a presentare alle autorità responsabili qualsiasi documento giustificativo da esse ritenuto necessario e ad accettare che le stesse procedano a qualsiasi controllo sulla sua contabilità e sui processi di fabbricazione delle merci descritte nella casella 11.(VERSO)>FINE DI UN GRAFICO>ALLEGATO V Modello dell'impronta del timbro di cui all'articolo 15, paragrafo 3, lettera b) >INIZIO DI UN GRAFICO>JHH30 mmHHjJHH30 mmHHj(¹)EUR.1(²)(¹) Sigla o stemma dello Stato d'esportazione.(²) Indicazioni che permettono di identificare l'esportatore autorizzato.>FINE DI UN GRAFICO>ALLEGATO VI >SPAZIO PER TABELLA>PROTOCOLLO N. 5 dell'accordo europeo («accordo») CAPITOLO I Disposizioni specifiche relative agli scambi tra Spagna e Ungheria Articolo 1 Le disposizioni dell'accordo relative agli scambi di cui al titolo III saranno modificate nel modo seguente per tener conto delle misure e degli impegni previsti nell'atto di adesione del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese alle Comunità europee (di seguito denominato «atto di adesione»).Articolo 2 Ai sensi dell'atto di adesione, la Spagna non accorderà ai prodotti originari dell'Ungheria un trattamento più favorevole di quello riservato alle importazioni originarie degli altri Stati membri o in libera circolazione negli altri Stati membri.Articolo 3 1. I dazi doganali sulle importazioni applicabili da parte del Regno di Spagna ai prodotti industriali originari dell'Ungheria di cui all'articolo 9 dell'accordo e ai protocolli n. 1 e n. 2, nonché alle componenti non agricole dei prodotti compresi nel protocollo n. 3 saranno aboliti in base alla procedura e al calendario specificati nel presente articolo.2. Lo smantellamento delle tariffe avverrà a partire dai dazi effettivamente praticati dal Regno di Spagna nei suoi scambi con paesi terzi al 1° gennaio 1985 in base al seguente calendario:- all'entrata in vigore dell'accordo, la differenza tra tali dazi e i dazi applicati a quella data dalla Comunità dieci sarà ridotta al 10 %;- il 1° gennaio 1993 i dazi saranno allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci.Articolo 4 1. I dazi applicati dal Regno di Spagna ai prodotti agricoli, definiti ai sensi dell'articolo 18 dell'accordo, originari dell'Ungheria ed elencati negli allegati VIII e X dell'accordo saranno progressivamente allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci in base alla procedura e al calendario stabiliti nell'articolo 75, paragrafi 2 e 3 dell'atto di adesione.2. I prelievi applicati dal Regno di Spagna ai prodotti agricoli di cui all'articolo 20, paragrafo 2 dell'accordo, originari dell'Ungheria ed elencati nell'allegato VIII, e alla componente agricola dei prodotti di cui al protocollo n. 3 originari dell'Ungheria saranno i prelievi applicati ciascun anno dalla Comunità a dieci corretti in base agli importi compensativi «adesione» specificati nell'atto di adesione.Articolo 5 L'adempimento da parte della Spagna degli obblighi previsti dall'articolo 9, paragrafo 4 dell'accordo avverrà al momento previsto per gli altri Stati membri, sempre che l'Ungheria sia stata esclusa dal campo di applicazione dei regolamenti (CEE) n. 1765/82 e (CEE) n. 3420/83 relativi ai regimi d'importazione dei prodotti originari dei paesi a commercio di Stato.Articolo 6 Alle importazioni in Spagna di prodotti originari dell'Ungheria possono applicarsi restrizioni quantitative:a) fino al 31 dicembre 1992 per i prodotti elencati nell'allegato A;b) fino al 31 dicembre 1995 per i prodotti elencati nell'allegato B.Articolo 7 Le disposizioni del protocollo lasciano impregiudicate quelle previste dal regolamento (CEE) n. 1911/91 del Consiglio, del 26 giugno 1991, relativo all'applicazione delle disposizioni di diritto comunitario alle isole Canarie e dalla decisione 91/314/CEE del 26 giugno 1991 che istituisce un programma di opzioni specificamente connesse alla lontananza e all'insularità delle isole Canarie (POSEICAN).CAPITOLO II Disposizioni specifiche relative agli scambi tra Portogallo e Ungheria Articolo 8 Le disposizioni dell'accordo relative agli scambi di cui al titolo III saranno modificate nel modo seguente per tener conto delle misure e degli impegni previsti dall'atto di adesione.Articolo 9 Ai sensi dell'atto di adesione, il Portogallo non accorderà all'Ungheria un trattamento più favorevole di quello riservato alle importazioni originarie degli altri Stati membri.Articolo 10 1. I dazi applicabili da parte della Repubblica portoghese ai prodotti industriali originari dell'Ungheria di cui all'articolo 9 dell'accordo e ai protocolli n. 1 e n. 2, nonché alle componenti non agricole dei prodotti compresi nel protocollo n. 3 saranno progressivamente aboliti in base alla procedura e al calendario specificato nel presente articolo.2. Per quanto riguarda i prodotti industriali diversi da quelli compresi negli allegati II e III dell'accordo, il punto di partenza fondamentale per lo smantellamento delle tariffe saranno i dazi effettivamente applicati dalla Repubblica portoghese nei suoi scambi con la Comunità a dieci al 1° gennaio 1985:- all'entrata in vigore dell'accordo, sempre che ciò non avvenga prima del 1° gennaio 1992, i dazi saranno ridotti al 15 % del dazio di base;- il 1° gennaio 1993, i dazi saranno allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci.Per quanto riguarda i prodotti di cui all'allegato XXXI dell'atto di adesione, tuttavia, lo smantellamento delle tariffe seguirà lo stesso calendario e partirà dai dazi effettivamente applicati dalla Repubblica portoghese nei suoi scambi con i paesi terzi al 1° gennaio 1985.3. Per i prodotti compresi nell'allegato II dell'accordo, lo smantellamento delle tariffe avverrà a partire dai dazi effettivamente praticati dalla Repubblica portoghese nei suoi scambi con paesi terzi al 1° gennaio 1985 in base al seguente calendario:- all'entrata in vigore dell'accordo, la differenza fra tali dazi e i dazi applicati a quella data dalla Comunità a dieci sarà ridotta al 15 %;- il 1° gennaio 1993, i dazi saranno allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci.4. Per i prodotti compresi nell'allegato III dell'accordo, ed entro i limiti stabiliti dai contingenti tariffari comunitari di cui all'articolo 9, paragrafo 3 dell'accordo, le riduzioni dei dazi avverranno in base alla procedura e al calendario specificati al paragrafo 2 del presenta articolo.Oltre i limiti stabiliti dai contingenti tariffari comunitari si applicheranno le regole stabilite al paragrafo 3.Articolo 11 1. I dazi applicati dalla Repubblica portoghese ai prodotti agricoli, definiti ai sensi dell'articolo 18 dell'accordo, originari dell'Ungheria ed elencati negli allegati VIII e X dell'accordo saranno progressivamente allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci in base alla procedura e al calendario specificati più oltre nel presente articolo.2. Per i prodotti agricoli diversi da quelli di cui al paragrafo 3, la Repubblica portoghese ridurrà le proprie tariffe a partire da quelle da essa effettivamente applicate nei suoi scambi con i paesi terzi al 1° gennaio 1985. La differenza tra le suddette tariffe e quelle applicate dalla Comunità a dieci sarà ridotta annualmente in base al seguente calendario:- all'entrata in vigore dell'accordo la differenza sarà ridotta al 36,3 % della differenza originale;- il 1° gennaio 1993 la differenza sarà ridotta al 27,2 % della differenza originale;- il 1° gennaio 1994 la differenza sarà ridotta al 18,1 % della differenza originale;- il 1° gennaio 1995 la differenza sarà ridotta al 9 % della differenza originale;- a partire dal 1° gennaio 1996 la Repubblica portoghese applicherà gli stessi dazi della Comunità a dieci.3. La Repubblica portoghese applicherà ai prodotti agricoli di cui ai regolamenti (CEE) n. 136/66, (CEE) n. 804/68, (CEE) n. 805/68, (CEE) n. 1035/82, (CEE) n. 2727/75, (CEE) n. 2759/75, (CEE) n. 2771/75, (CEE) n. 2777/75, (CEE) n. 1418/76 e (CEE) n. 822/87 un dazio che ridurrà la differenza tra il dazio effettivamente applicato il 31 dicembre 1990 e il dazio preferenziale in base al seguente calendario:- all'entrata in vigore dell'accordo la differenza sarà ridotta al 66,6 % della differenza iniziale;- il 1° gennaio 1992 la differenza sarà ridotta al 49,9 % della differenza iniziale;- il 1° gennaio 1994 la differenza sarà ridotta al 33,2 % della differenza iniziale;- il 1° gennaio 1995 la differenza sarà ridotta al 16,5 % della differenza iniziale.A partire dal 1° gennaio 1996 il Portogallo applicherà totalmente i tassi preferenziali.Articolo 12 L'adempimento da parte del Portogallo degli obblighi previsti dall'articolo 9, paragrafo 4 dell'accordo europeo avverrà al momento previsto per gli altri Stati membri, sempre che l'Ungheria sia stata esclusa dal campo di applicazione dei regolamenti (CEE) n. 1765/82 e (CEE) n. 3420/83 relativi ai regimi d'importazione dei prodotti originari dei paesi a commercio di Stato.Articolo 13 Alle importazioni in Portogallo di prodotti originari dell'Ungheria possono applicarsi restrizioni quantitative:a) fino al 31 dicembre 1992 per i prodotti elencati nell'allegato C;b) fino al 31 dicembre 1995 per i prodotti elencati nell'allegato D.ALLEGATI A e B >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO C >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO D 0103 10 000103 91 100103 92 110103 92 190701 10 000701 90 100701 90 510701 90 590803 00 100803 00 900804 30 002204 21 102204 21 212204 21 232204 21 252204 21 292204 21 312204 21 332204 21 352204 29 102204 29 212204 29 232204 29 252204 29 292204 29 312204 29 332204 29 352204 29 39PROTOCOLLO N. 6 dell'accordo europeo («accordo») sull'assistenza reciproca nel settore doganale Articolo 1 DefinizioniAi fini del presente protocollo si intende per:a) «legislazione doganale»: le disposizioni, applicabili nei territori delle parti contraenti, che disciplinano l'importazione, l'esportazione e il transito delle merci, nonché l'assoggettamento delle stesse ad altra procedura doganale, comprese le misure di divieto, restrizione e controllo adottate dalle suddette parti;b) «dazi doganali»: i dazi, le imposte, i diritti o gli altri importi riscossi nei territori delle parti contraenti in applicazione della legislazione doganale, esclusi i diritti e le tasse il cui importo è limitato al costo approssimativo dei servizi resi;c) «autorità richiedente»: l'autorità amministrativa competente, all'uopo designata da una parte contraente, che presenta una domanda di assistenza nel settore doganale;d) «autorità interpellata»: l'autorità amministrativa competente, all'uopo designata da una parte contraente, che riceve una richiesta di assistenza nel settore doganale:e) «infrazione»: ogni violazione della legislazione doganale ovvero ogni tentata violazione di detta legislazione.Articolo 2 Campo di applicazione1. Le parti contraenti si prestano reciproca assistenza nei modi e alle condizioni specificati nel presente protocollo, per garantire la corretta applicazione della legislazione doganale, in particolare in materia di prevenzione, individuazione ed esame delle infrazioni a detta legislazione.2. L'assistenza nel settore doganale prevista dal presente protocollo si applica ad ogni autorità amministrativa delle parti contraenti competente per l'applicazione di tale protocollo. Essa non pregiudica le norme che disciplinano l'assistenza reciproca in materia penale e non comprende le informazioni ottenute in virtù delle facoltà esercitate a richiesta dell'autorità giudiziaria, salvo assenso da parte di dette autorità.Articolo 3 Assistenza su domanda1. Su domanda dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata fornisce tutte le informazioni pertinenti che consentono all'autorità richiedente di garantire la corretta applicazione della legislazione doganale, comprese le informazioni riguardanti le operazioni attuate o programmate che violino o possano violare detta legislazione.2. L'autorità interpellata comunica all'autorità richiedente, su sua richiesta, se le merci esportate dal territorio di una delle parti contraenti sono state correttamente importate nel territorio dell'altra parte, precisando, se del caso, il regime doganale applicato alle stesse.3. Su domanda dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata prende le misure necessarie a garantire che siano sottoposti a sorveglianza:a) le persone fisiche o giuridiche nei confronti delle quali sussistono fondati motivi di ritenere che violino o abbiano violato la legislazione doganale;b) i movimenti di merci per i quali è stata segnalata la possibilità di sostanziali infrazioni della legislazione doganale;c) i mezzi di trasporto per i quali vi sono fondati motivi di ritenere che siano stati, siano ovvero possano essere utilizzati per violare la legislazione doganale.Articolo 4 Assistenza spontaneaLe parti contraenti si prestano reciproca assistenza, nell'ambito delle rispettive competenze, qualora lo ritengano necessario per la corretta applicazione della legislazione doganale, in particolare allorché ricevano informazioni riguardanti:- operazioni per le quali sia stata violata, si violi o si possa violare tale normativa, che possono interessare le altre parti contraenti;- nuovi mezzi o metodi utilizzati per effettuare dette operazioni;- merci note per essere soggette a sostanziali infrazioni della legislazione doganale per quanto concerne l'importazione, l'esportazione, il transito o qualsiasi altro regime doganale.Articolo 5 Consegna/NotificaSu domanda dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata prende, conformemente alla propria legislazione, tutte le misure necessarie per- consegnare tutti i documenti e- notificare tutte le decisioni,rientranti nel campo di applicazione del presente protocollo, ad un destinatario, residente o stabilito nel suo territorio. In tal caso si applica l'articolo 6, paragrafo 3.Articolo 6 Forma e contenuto delle domande di assistenza1. Le domande presentate conformemente al presente protocollo sono fatte per iscritto. Ad esse vengono allegati i documenti necessari per la loro evasione. Qualora l'urgenza della situazione lo richieda, possono essere accettate anche domande orali le quali, tuttavia, devono essere immediatamente confermate per iscritto.2. Le domande presentate conformemente al paragrafo 1 devono contenere le seguenti informazioni:a) autorità richiedente che presenta la domanda;b) misura richiesta;c) oggetto e motivo della domanda;d) leggi, norme e altri documenti legali in causa;e) ragguagli il più possibile esatti ed esaurienti sulle persone fisiche o giuridiche oggetto d'indagine;f) esposizione succinta dei fatti, salvo per i casi di cui all'articolo 5.3. Le domande sono presentate nella lingua o in una delle lingue ufficiali dell'autorità interpellata o in una lingua concordata con detta autorità.4. Se la domanda non risponde ai requisiti formali stabiliti può esserne richiesta la correzione o il completamento; tuttavia, possono essere disposte misure cautelative.Articolo 7 Esecuzione delle domande1. Per evadere le domande di assistenza l'autorità interpellata ovvero, qualora essa non possa agire direttamente, il servizio amministrativo al quale la domanda è stata indirizzata da parte di detta autorità, procede, nell'ambito delle sue competenze e delle risorse disponibili, come se agisse per proprio conto o su domanda di altre autorità della stessa parte contraente, fornendo informazioni già in suo possesso, svolgendo adeguate indagini o disponendone l'esecuzione.2. Le domande di assistenza saranno evase conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari e alle altre disposizioni di legge della parte contraente interpellata.3. I funzionari debitamente autorizzati di una parte contraente possono, d'intesa con l'altra parte contraente interessata e alle condizioni da questa stabilite, ottenere informazioni dagli uffici dell'autorità interpellata o di altra autorità, della quale l'autorità interpellata è responsabile, sulle infrazioni della legislazione doganale, che occorrano all'autorità richiedente ai fini del presente protocollo.4. I funzionari di una parte contraente, d'intesa con l'altra parte contraente, possono essere presenti alle indagini condotte sul territorio di quest'ultima.Articolo 8 Forma in cui devono essere comunicate le informazioni1. L'autorità interpellata comunica i risultati delle indagini all'autorità richiedente sotto forma di documenti, copie autenticate di documenti, relazioni e simili.2. I documenti di cui al paragrafo 1 possono essere sostituiti da informazioni computerizzate prodotte, in qualsiasi forma, per gli stessi fini.Articolo 9 Eccezioni all'obbligo di fornire assistenza1. Le parti contraenti possono rifiutare di prestare assistenza, come disposto nel presente protocollo, qualora ciò possa:a) pregiudicare la sovranità, l'ordine pubblico, la sicurezza o altri interessi essenziali, ob) riguardare norme valutarie o fiscali diverse da quelle relative ai dazi doganali, ovveroc) violare un segreto industriale, commerciale o professionale.2. Se l'autorità richiedente domanda un'assistenza che non sarebbe in grado di fornire se ne venisse richiesta, lo fa presente nella sua domanda. Spetta quindi all'autorità interpellata decidere il seguito da dare a tale domanda.3. Se l'assistenza è rifiutata o negata la decisione e le sue motivazioni devono essere notificate senza indugio all'autorità richiedente.Articolo 10 Osservanza della riservatezza1. Tutte le informazioni comunicate ai sensi del presente protocollo sono di carattere riservato. Esse sono coperte dal segreto d'ufficio e sono tutelate dalle leggi applicabili nel territorio della parte contraente che le ha ricevute e dalle corrispondenti disposizioni cui debbono conformarsi le autorità comunitarie.2. I dati nominativi non vengono trasmessi qualora vi siano fondati motivi di ritenere che il loro trasferimento o il loro uso contravvenga ai principi fondamentali del diritto di una delle parti, in particolare, qualora la persona interessata subisca un indebito pregiudizio. Su richiesta, la parte che riceve le informazioni comunica alla parte che le fornisce l'uso fattone e i risultati ottenuti.3. I dati nominativi possono essere trasmessi solo alle autorità doganali e, qualora siano necessari ai fini di un'azione penale, alle pubblica accusa e alle autorità giudiziarie. Altre persone o autorità possono ottenere dette informazioni solo previa autorizzazione dell'autorità che le fornisce.4. La parte che fornisce le informazioni verifica l'esattezza delle stesse. Qualora risulti che le informazioni fornite sono inesatte o devono essere cancellate, ne dovrà informare senza indugio la parte ricevente. Quest'ultima è tenuta ad apportare le correzioni o a procedere alla cancellazione.5. Fatti salvi i casi di pubblico interesse prevalente, la persona interessata può ottenere, su richiesta, informazioni sulla memorizzazione dei dati e sui fini di tale memorizzazione.Articolo 11 Uso delle informazioni1. Le informazioni ottenute possono essere utilizzate solo ai fini del presente protocollo; le parti contraenti possono utilizzarle per altri fini solo previo consenso scritto dell'autorità amministrativa che le ha fornite; esse sono soggette a tutte le restrizioni stabilite da detta autorità. Queste disposizioni non si applicano alle informazioni riguardanti i reati relativi agli stupefacenti e alle sostanze psicotrope. Dette informazioni possono essere comunicate ad altre autorità direttamente coinvolte nella lotta contro il traffico illecito di stupefacenti, nei limiti dell'articolo 2.2. Le disposizioni del paragrafo 1 non ostano all'uso delle informazioni in azioni giudiziarie o amministrative promosse a seguito della mancata osservanza della legislazione doganale.3. Le parti contraenti, nei loro documenti probatori, nella loro relazioni e testimonianze, nonché nei procedimenti e nelle azioni penali promossi dinanzi ad un tribunale possono utilizzare le informazioni ottenute e i documenti consultati conformemente alle disposizioni del presente protocollo.Articolo 12 Esperti e testimoniUn funzionario dell'autorità interpellata può essere autorizzato a comparire, nei limiti dell'autorizzazione concessa, in qualità di esperto o testimone in azioni giudiziarie o amministrative riguardanti le materie di cui al presente protocollo nella giurisdizione di un'altra parte contraente e produrre oggetti, documenti ovvero loro copie autenticate che possano occorrere nel procedimento. Nella richiesta di comparizione deve essere precisato su quale argomento e a quale titolo il funzionario sarà interrogato.Articolo 13 Spese di assistenzaLe parti contraenti rinunciano reciprocamente a tutte le richieste di rimborso delle spese sostenute in virtù del presente protocollo, escluse, a seconda dei casi, le spese per esperti e testimoni, nonché interpreti e traduttori che non dipendano da pubblici servizi.Articolo 14 Esecuzione1. La gestione del presente protocollo è affidata alle autorità doganali centrali dell'Ungheria, da una parte, e ai competenti servizi della Commissione e, se del caso, alle autorità doganali degli Stati membri, dall'altra. Essi decidono in merito a tutte le misure pratiche e alle disposizioni necessarie per la sua applicazione, tenendo conto delle norme per la protezione dei dati. Essi possono raccomandare ai competenti organismi le modificazioni del presente protocollo che ritengano necessarie.2. Le parti contraenti si consultano e si tengono reciprocamente informate delle specifiche norme di attuazione adottate conformemente alle disposizioni del presente articolo.Articolo 15 Complementarità1. Il presente protocollo completa e non pregiudica l'applicazione di qualsiasi accordo di reciproca assistenza che sia stato concluso o possa essere concluso tra singoli o più Stati membri della CE e l'Ungheria. Inoltre esso non osta all'ampliamento dell'assistenza reciproca di cui ai suddetti accordi.2. Fatto salvo l'articolo 11, detti accordi non arrecano pregiudizio alle disposizioni della Comunità che disciplinano la comunicazione, tra i competenti servizi della Commissione e le autorità doganali degli Stati membri, di tutte le informazioni ottenute in materia doganale che possano interessare la Comunità.PROTOCOLLO N. 7 sulle concessioni con limiti annui Le parti convengono che, qualora l'accordo entri in vigore dopo il 1° gennaio di un qualsiasi anno, ogni concessione accordata entro limiti quantitativi annui sarà adeguata proporzionalmente, ad eccezione delle concessioni della Comunità di cui agli allegati III e VIII.Per quanto concerne gli allegati III e VIII, i prodotti per i quali sono stati rilasciati certificati d'importazione ai sensi dei regolamenti (CEE) del Consiglio recanti applicazione di preferenze tariffarie generalizzate tra il 1° gennaio e l'entrata in vigore dell'accordo saranno imputati ai contingenti o massimali tariffari indicati in detti allegati.ATTO FINALE I plenipotenziari:del REGNO DEL BELGIO,del REGNO DI DANIMARCA,della REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,della REPUBBLICA ELLENICA,del REGNO DI SPAGNA,della REPUBBLICA FRANCESE,dell'IRLANDA,della REPUBBLICA ITALIANA,del GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO,del REGNO DEI PAESI BASSI,della REPUBBLICA PORTOGHESE,del REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,Parti contraenti del trattato che istituisce la COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA, del trattato che istituisce la COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO e del trattato che istituisce la COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA, qui di seguito denominate «Stati membri», e della COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA, della COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO e della COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA, qui di seguito denominate «Comunità»,da una parte, ei plenipotenziari della REPUBBLICA DI UNGHERIA, qui di seguito denominata «Ungheria»,dall'altra,riuniti a Bruxelles il sedici dicembre millenovecentonovantuno per la firma dell'accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Ungheria, dall'altra,hanno adottato i testi elencati in appresso:l'accordo europeo, nonché i seguenti protocolli:>SPAZIO PER TABELLA>I plenipotenziari degli Stati membri e della Comunità, nonché i plenipotenziari dell'Ungheria hanno adottato il testo delle dichiarazioni comuni elencate in appresso ed allegate al presente atto finale:Dichiarazione comune relativa all'articolo 7, paragrafo 4 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 37, paragrafo 1 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 37 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 38 dell'accordoDichiarazione comune relativa al titolo IV, capitolo II dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 47 dell'accordoDichiarazione comune relativa al titolo IV, capitolo III dell'accordoDichiarazione comune relativa al titolo IV, capitoli II, III e IV dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 56, paragrafo 3 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 58 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 59 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 62 dell'accordoDichiarazione comune relativa all'articolo 65 dell'accordoDichiarazione comune relativa al protocollo n. 6, articolo 5 dell'accordoI plenipotenziari degli Stati membri e della Comunità, nonché i plenipotenziari dell'Ungheria hanno inoltre preso atto degli scambi di lettere elencati in appresso e allegati al presente atto finale:Accordo in forma di scambio di lettere relativo all'articolo 66 dell'accordoAccordo in forma di scambio di lettere relativo ad alcune disposizioni nei settori dei suini e dei pollamiScambio di lettere relativo al transitoScambio di lettere relativo alle infrastrutture di trasporto terrestreI plenipotenziari dell'Ungheria hanno preso atto delle dichiarazioni elencate in appresso ed allegate al presente atto finale:Dichiarazione della Comunità relativa al titolo IV, capitolo I dell'accordoDichiarazione della Comunità relativa all'articolo 8, paragrafo 4 del protocollo n. 2 sui prodotti CECAI plenipotenziari degli Stati membri e della Comunità hanno preso atto delle dichiarazioni elencate in appresso ed allegate al presente atto finale:Dichiarazione dell'Ungheria relativa all'articolo 7 dell'accordoDichiarazione dell'Ungheria relativa all'articolo 10 dell'accordoDichiarazione dell'Ungheria relativa all'articolo 44 dell'accordoLettera del governo dell'Ungheria relativa al protocollo n. 2 dell'accordoDichiarazione dell'Ungheria relativa agli allegati IXa e XIc dell'accordoHecho en Bruselas, el dieciséis de diciembre de mil novecientos noventa y uno.Udfærdiget i Bruxelles, den sekstende december nitten hundrede og enoghalvfems.Geschehen zu Brüssel am sechzehnten Dezember neunzehnhunderteinundneunzig.¸ãéíå óôéò ÂñõîÝëëåò, óôéò äÝêá Ýîé Äåêåìâñßïõ ÷ßëéá åííéáêüóéá åíåíÞíôá Ýíá.Done at Brussels on the sixteenth day of December in the year one thousand nine hundred and ninety-one.Fait à Bruxelles, le seize décembre mil neuf cent quatre-vingt-onze.Fatto a Bruxelles, addì sedici dicembre millenovecentonovantuno.Gedaan te Brussel, de zestiende december negentienhonderd eenennegentig.Feito em Bruxelas, em dezasseis de Dezembro de mil novecentos e noventa e um.Készült Brüsszelben az ezerkilencszázkilencvenegyedik év december hó tizenhatodik napján.Pour le royaume de BelgiqueVoor het Koninkrijk België>RIFERIMENTO A UN FILM>På Kongeriget Danmarks vegne>RIFERIMENTO A UN FILM>Für die Bundesrepublik Deutschland>RIFERIMENTO A UN FILM>Ãéá ôçí ÅëëçíéêÞ Äçìïêñáôßá>RIFERIMENTO A UN FILM>Por el Reino de España>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour la République française>RIFERIMENTO A UN FILM>For IrelandThar cheann Na hÉireann>RIFERIMENTO A UN FILM>Per la Repubblica italiana>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour le Grand-Duché de Luxembourg>RIFERIMENTO A UN FILM>Voor het Koninkrijk der Nederlanden>RIFERIMENTO A UN FILM>Pela República Portuguesa>RIFERIMENTO A UN FILM>For the United Kingdom of Great Britain and Northern Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Por el Consejo y la Comisión de las Comunidades EuropeasFor Rådet og Kommissionen for De Europæiske FællesskaberFür den Rat und die Kommission der Europäischen GemeinschaftenÃéá ôï Óõìâïýëéï êáé ôçí ÅðéôñïðÞ ôùí Åõñùðáúêþí ÊïéíïôÞôùíFor the Council and the Commission of the European CommunitiesPour le Conseil et la Commission des Communautés européennesPer il Consiglio e la Commissione delle Comunità europeePER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 293A1231(13).3Voor de Raad en de Commissie van de Europese GemeenschappenPelo Conselho e pela Comissão das Comunidades Europeias>RIFERIMENTO A UN FILM>A Magyar Köztársaság nevében>RIFERIMENTO A UN FILM>DICHIARAZIONI COMUNI 1. Articolo 7, paragrafo 4La Comunità e l'Ungheria confermano che, qualora si proceda ad una riduzione dei dazi mediante una sospensione di dazi per un periodo di tempo particolare, tali dazi ridotti sostituiscono i dazi di base solo per la durata di tale sospensione e che, qualora sia decisa una sospensione parziale di dazi, viene tutelato il margine preferenziale tra le Parti.2. Articolo 37, paragrafo 1Si conviene che il concetto di «condizioni e modalità applicabili in ciascuno degli Stati membri» include, all'occorrenza, le norme comunitarie.3. Articolo 37Si conviene che il termine «bambini» è definito in conformità della normativa nazionale del paese ospite interessato.4. Articolo 38Si conviene che il termine «membri della loro famiglia» è definito in conformità della normativa nazionale del paese ospite interessato.5. Titolo IV, capitolo IIFatte salve le disposizioni del titolo IV, capitolo IV, le Parti concordano che il trattamento applicato ai cittadini o alle imprese di una Parte è considerato meno favorevole di quello applicato a quelli dell'altra Parte se tale trattamento è ufficialmente o di fatto meno favorevole di quello concesso a cittadini o imprese della controparte.6. Articolo 47Le Parti concordano che le norme previste all'articolo 48 possono essere destinate, fra l'altro, alla tutela di creditori e partner commerciali.7. Titolo IV, capitolo IIILe Parti fanno il possibile per raggiungere un risultato reciprocamente soddisfacente nel contesto dei negoziati sui servizi attualmente in corso in seno all'Uruguay Round.8. Titolo IV, capitoli II, III e IVQualsiasi problema derivante dall'attuazione dell'Atto ungherese n. XVI del 1991 sulle concessioni sarà, su richiesta della Comunità, oggetto di consultazioni in seno al Consiglio di associazione.9. Articolo 56, paragrafo 3Le Parti dichiarano che gli accordi di cui all'articolo 56, paragrafo 3 mirano ad estendere quanto più ampiamente possibile alle relazioni tra Comunità e Ungheria i regolamenti e le politiche applicabili nella Comunità e negli Stati membri nel settore dei trasporti.10. Articolo 58Il solo fatto di esigere un visto per persone fisiche di talune parti e non per quelle di altre non va considerato invalidante o riduttivo dei vantaggi previsti da un impegno specifico.11. Articolo 59Quando il Consiglio di associazione è chiamato ad adottare misure finalizzate all'ulteriore liberalizzazione nel settore dei servizi o delle persone, deve altresì stabilire per quali operazioni connesse con tali misure sono autorizzati versamenti in valuta convertibile.12. Articolo 62Le Parti non fanno uso improprio delle disposizioni sul segreto professionale per impedire l'accesso a informazioni in materia di concorrenza.13. Articolo 65Le Parti concordano che, ai fini dell'attuazione del presente accordo di associazione, il concetto di «proprietà intellettuale, industriale e commerciale» è inteso in senso analogo a quello dell'articolo 36 del trattato CEE e include, in particolare, la tutela dei diritti d'autore e dei diritti connessi, dei brevetti, del disegno industriale, dei marchi commerciali e di servizi, del software, delle topografie di circuiti integrati, delle indicazioni geografiche, nonché della protezione contro la concorrenza sleale e la tutela delle informazioni riservate in materia di know-how.14. Protocollo n. 6, articolo 5Le Parti contraenti sottolineano che il riferimento contenuto in questo articolo alle rispettive normative può coprire, se del caso, qualsiasi impegno internazionale cui possono essere vincolate, come la Convenzione de l'Aia del 15 novembre 1965 sulla notificazione e sulla comunicazione all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziari, in materia civile o commerciale.Dichiarazioni della Comunità europea 1. Titolo IV, capitolo ILa Comunità dichiara che in nessun caso le disposizioni del capitolo I «Circolazione dei lavoratori» devono essere interpretate come limitazione di competenze degli Stati membri per quanto riguarda l'entrata e la permanenza sul loro territorio di lavoratori e dei membri della loro famiglia.2. Articolo 8, paragrafo 4 del protocollo n. 2 sui prodotti CECASi conviene che la possibilità di una proroga eccezionale del periodo di cinque anni è rigorosamente limitata al caso particolare dell'Ungheria e non altera la posizione della Comunità in relazione ad altri casi, né pregiudica gli impegni internazionali. L'eventuale deroga prevista al paragrafo 4 tiene conto delle particolari difficoltà dell'Ungheria nella ristrutturazione del settore siderurgico e del fatto che tale processo è stato avviato solo recentemente.Dichiarazione relativa agli allegati IXa e XIc dell'accordo L'Ungheria conferma la propria intenzione di aumentare a scadenze regolari, previa consultazione con le Comunità europee, il numero dei prodotti compresi nell'elenco di cui all'allegato IXa nel corso del periodo di transizione di cinque anni, di modo che alla fine di tale periodo un numero considerevole di prodotti attualmente compresi nell'allegato XIc non sia più soggetto ad alcuna restrizione quantitativa.