CELEX: 52015PC0292
Language: it
Date: 2015-06-15
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, della Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196)

COMMISSIONE
                           EUROPEA
                                                   Bruxelles, 15.6.2015
                                                   COM(2015) 292 final
                                                   2015/0131 (NLE)
                                       Proposta di
                            DECISIONE DEL CONSIGLIO
   relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, della Convenzione del Consiglio
               d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196)
IT                                                                                  IT
 ---pagebreak---                                              RELAZIONE
   1.        CONTESTO DELLA PROPOSTA
   La Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo, adottata dal
   Comitato dei Ministri alla 925a riunione e aperta alla firma il 16 maggio 2005 a Varsavia, è
   volta all'adozione di misure efficaci per prevenire il terrorismo nel rispetto, in particolare,
   dello Stato di diritto e dei valori democratici, dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.
   Tali misure riguardano in particolare i reati di natura preparatoria che hanno la potenzialità di
   portare alla commissione di atti terroristici, cioè la pubblica provocazione a commettere reati
   di terrorismo nonché il reclutamento e l'addestramento a fini terroristici, e sono completate da
   disposizioni, in particolare, sulla prevenzione e sulla cooperazione internazionale in materia
   penale. Esiste un ampio corpus di strumenti dell'UE che disciplinano i vari ambiti contemplati
   dalla Convenzione.
   La Convenzione è entrata in vigore il 1° giugno 2007 ed è stata ratificata da 32 paesi.
   La Convenzione è aperta alla firma dell'Unione europea (articolo 23 della Convenzione).
   L'Unione è competente a firmare la Convenzione e può diventarne Parte unitamente agli Stati
   membri nella misura in cui tale strumento rientra nella sua competenza.
   Il 19 maggio 2015 il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha adottato il Protocollo
   addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo
   (STCE n. 196). La Commissione ha presentato, insieme alla presente proposta, una proposta
   di decisione del Consiglio che autorizza la firma del Protocollo addizionale a nome
   dell'Unione europea1.
   2.        ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
   2.1.      Scopo e contenuto della Convenzione
   Lo scopo della Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo è
   rafforzare l'impegno delle Parti nella prevenzione del terrorismo e dei suoi effetti
   pregiudizievoli sul pieno godimento dei diritti umani, in particolare del diritto alla vita, sia
   con misure a livello nazionale che attraverso la cooperazione internazionale (articolo 2). La
   Convenzione pertanto qualifica come reati i seguenti atti qualora praticati intenzionalmente:
   pubblica provocazione a commettere reati di terrorismo (articolo 5), reclutamento a fini
   terroristici (articolo 6), addestramento a fini terroristici (articolo 7), così come il fatto di
   contribuire e di rendersi complice dei reati di cui sopra, il fatto di incitare a commetterli e di
   tentare di commetterli (i cosiddetti "reati accessori" di cui all'articolo 9). L'articolo 1 definisce
   la nozione di "reato di terrorismo" rinviando agli atti elencati all'Allegato 1 della
   Convenzione.
   Le disposizioni che definiscono i reati sono completate dalle norme che stabiliscono la
   responsabilità degli enti giuridici per gli stessi (articolo 10) e che fissano le condizioni per le
   sanzioni e le pene (articolo 11). La determinazione, l'attuazione e l'applicazione della qualifica
   come reato degli atti in questione è soggetta alle condizioni e alle garanzie sui diritti
   1
        COM(2015) 291 final.
IT                                                   2                                                   IT
 ---pagebreak---    dell'uomo come sancito all'articolo 12. La Convenzione stabilisce inoltre norme relative alla
   giurisdizione sui reati da essa contemplati (articolo 14), e fissa l'obbligo di indagine
   (articolo 15) e il principio "Aut dedere aut judicare" (articolo 18). Queste misure sono
   accompagnate da norme riguardanti la protezione, il risarcimento e il sostegno delle vittime
   del terrorismo (articolo 13), le politiche nazionali di prevenzione (articolo 3) e la
   cooperazione internazionale in materia di prevenzione (articolo 4). La Convenzione contiene
   infine varie disposizioni volte a rafforzare la cooperazione internazionale in materia penale
   attraverso l'assistenza giudiziaria reciproca, compresi lo scambio spontaneo di informazioni
   (articoli 17 e 22) e l'estradizione (articoli 19, 20 e 21), ferma restando una clausola di non
   discriminazione (articolo 21).
   La Convenzione è aperta alla firma dell'Unione europea (articolo 23, paragrafo 1).
   Comprende inoltre una "clausola di disconnessione", che garantisce che nelle relazioni fra gli
   Stati membri dell'Unione europea si applichino le norme dell'UE (articolo 26, paragrafo 3).
   2.2.       Base giuridica della decisione proposta
   Secondo la giurisprudenza costante, la scelta della base giuridica di un atto dell'UE dev'essere
   fondata su elementi oggettivi verificabili in sede giurisdizionale: tra questi rientrano lo scopo
   e il contenuto dell'atto2. Se l'esame di un atto dell'Unione europea dimostra che esso persegue
   una duplice finalità o che ha una doppia componente e se una di queste è identificabile come
   principale o preponderante, mentre l'altra è solo accessoria, l'atto deve fondarsi su una sola
   base giuridica, ossia quella richiesta dalla finalità o dalla componente principale o
   preponderante3. Qualora sia accertato che l'atto persegue più scopi fra loro inscindibili, senza
   che l'uno sia secondario e indiretto rispetto all'altro, tale atto dovrà fondarsi sulle diverse basi
   giuridiche corrispondenti, a meno che le procedure previste per ciascuna di queste basi siano
   incompatibili l'una con l'altra4. Le disposizioni seguenti sono considerate le basi giuridiche
   appropriate:
   (a)       articolo 83, paragrafo 1, del TFUE relativo alla definizione dei reati, inclusi i reati
             connessi;
   (b)       articolo 84 del TFUE sulla prevenzione della criminalità;
   (c)       articolo 82 e articolo 87, paragrafo 2, del TFUE per quanto riguarda la cooperazione di
             polizia e la cooperazione giudiziaria in materia penale.
   Le procedure previste per queste basi giuridiche cono compatibili l'una con l'altra.
   2.3.       Necessità della decisione proposta
   Unitamente alla presente proposta, la Commissione ha presentato una proposta di decisione
   del Consiglio che autorizza la firma del Protocollo addizionale a nome dell'Unione europea.
   Conformemente all'articolo 10 del Protocollo addizionale, esso è aperto alla firma dei
   firmatari della Convenzione.
   2
        Si veda ad esempio la causa C-490/10 Parlamento/Consiglio, EU:C:2012:525, punto 44, e la giurisprudenza
        citata.
   3
        Causa C-490/10, Parlamento/Consiglio, punto 45.
   4
        Causa C-490/10, Parlamento/Consiglio, punto 46.
IT                                                      3                                                       IT
 ---pagebreak---    L'adozione di una decisione del Consiglio che autorizza la firma della Convenzione a nome
   dell'Unione europea è quindi un presupposto necessario per l'adozione della decisione del
   Consiglio che autorizza la firma del Protocollo addizionale a nome dell'Unione europea.
   3.       APPLICAZIONE TERRITORIALE
   Conformemente al Protocollo n. 22 del trattato sull'Unione europea, il Protocollo addizionale
   firmato e infine concluso dall'Unione europea è vincolante e applicabile in tutti gli Stati
   membri dell'UE ad eccezione della Danimarca.
   Conformemente al Protocollo n. 21 del trattato sull'Unione europea, il Protocollo addizionale
   firmato e infine concluso dall'Unione europea è vincolante e applicabile nel Regno Unito solo
   nella misura in cui tale Stato membro notifica al Consiglio che desidera partecipare
   all'adozione e all'applicazione di tale strumento.
IT                                                 4                                             IT
 ---pagebreak---                                                              2015/0131 (NLE)
                                                Proposta di
                                    DECISIONE DEL CONSIGLIO
         relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, della Convenzione del Consiglio
                      d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196)
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 82,
   l'articolo 83, paragrafo 1, l'articolo 84 e l'articolo 87, paragrafo 2, in combinato disposto con
   l'articolo 218, paragrafo 5,
   vista la proposta della Commissione europea,
   considerando quanto segue:
   (1)      Ai sensi dell'articolo 23 della Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione
            del terrorismo (STCE n. 196, in appresso "la Convenzione"), la Convenzione è aperta
            alla firma dell'Unione europea.
   (2)      Il 1° aprile 2015 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare i negoziati in
            merito al Protocollo addizionale alla Convenzione (in appresso "il Protocollo
            addizionale").
   (3)      Il 19 maggio 2015 il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha adottato il
            Protocollo addizionale. La Commissione ha presentato al Consiglio una proposta di
            decisione del Consiglio che autorizza la firma del Protocollo addizionale a nome
            dell'Unione europea.
   (4)      Ai sensi dell'articolo 10 del Protocollo addizionale, detto Protocollo è aperto alla firma
            dei firmatari della Convenzione.
   (5)      Occorre pertanto firmare la Convenzione a nome dell'Unione europea.
   (6)      [A norma dell'articolo 3 del Protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito e
            dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al trattato
            sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Regno
            Unito ha notificato che desidera partecipare all'adozione e all'applicazione della
            presente decisione].
   (7)      OPPURE: [A norma degli articoli 1 e 2 del Protocollo n. 21 sulla posizione del Regno
            Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al
            trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e fatto
            salvo l'articolo 4 di tale Protocollo, il Regno Unito non partecipa all'adozione della
            presente decisione, non è da essa vincolato, né è soggetto alla sua applicazione].
   (8)      A norma degli articoli 1 e 2 del Protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca,
            allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione
            europea, la Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione, non è da
            essa vincolata, né è soggetta alla sua applicazione,
IT                                                    5                                                IT
 ---pagebreak---    HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                               Articolo 1
   La firma della Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo
   (STCE n. 196) è approvata a nome dell'Unione europea, fatta salva la conclusione di detta
   Convenzione.
   Il testo dell'accordo da firmare è accluso alla presente decisione.
                                               Articolo 2
   Il Segretariato generale del Consiglio definisce lo strumento dei pieni poteri per la firma della
   Convenzione, con riserva della sua conclusione, per la persona o le persone indicate dalla
   Commissione europea.
                                               Articolo 3
   La presente decisione entra in vigore alla data di adozione.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                  Per il Consiglio
                                                  Il presidente
IT                                                   6                                               IT
 ---documentbreak---                              COMMISSIONE
                             EUROPEA
                                                        Bruxelles, 15.6.2015
                                                        COM(2015) 292 final
                                                        ANNEX 1
                                         ALLEGATO
                                               alla
   proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, della
    Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196)
           Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo
IT                                                                                            IT
 ---pagebreak---                                                 ALLEGATO
                                                     alla
   proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, della
     Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196)
              Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo
   Varsavia 16.5.2005
   Preambolo
   Gli Stati membri del Consiglio d'Europa e gli altri firmatari della presente Convenzione,
   considerando che scopo del Consiglio d'Europa è realizzare un'unione più stretta fra i suoi
   membri;
   riconoscendo l'importanza di intensificare la cooperazione con le altre Parti della presente
   Convenzione;
   auspicando che vengano adottate misure efficaci per prevenire il terrorismo e per contrastare,
   in particolare, la pubblica provocazione a commettere reati di terrorismo nonché il
   reclutamento e l’addestramento a fini terroristici;
   consapevoli della grande preoccupazione causata dall'aumento dei reati di terrorismo e dalla
   crescita della minaccia terroristica;
   consapevoli della situazione precaria che devono affrontare le persone che subiscono le
   conseguenze del terrorismo e riaffermando, in tale contesto, la profonda solidarietà con le
   vittime del terrorismo e con le loro famiglie;
   riconoscendo che i reati di terrorismo e i reati previsti dalla presente Convenzione, quali che
   siano i loro autori, non sono in alcuna circostanza giustificabili da motivi di natura politica,
   filosofica, ideologica, razziale, etnica, religiosa, o di analoga natura, e ricordando l'obbligo di
   tutte le Parti di impedire tali reati e, se commessi, di perseguirli e garantire che siano punibili
   con sanzioni che tengano conto della loro gravità;
   ricordando la necessità di intensificare la lotta al terrorismo e ribadendo che tutte le misure
   adottate per prevenire e reprimere i reati di terrorismo devono rispettare lo Stato di diritto e i
   valori democratici, i diritti umani e le libertà fondamentali, così come le altre norme di diritto
   internazionale, compreso, ove applicabile, il diritto internazionale umanitario;
   riconoscendo che con la presente Convenzione non si intende incidere sui principi consolidati
   relativi alla libertà d'espressione e alla libertà di associazione;
   ricordando che gli atti di terrorismo, per la loro natura o per il loro contesto, mirano a
   intimidire seriamente una popolazione o a costringere indebitamente un governo o
   un'organizzazione internazionale a compiere o ad astenersi dal compiere un qualsiasi atto, o a
IT                                                     2                                               IT
 ---pagebreak---    destabilizzare gravemente o a distruggere le strutture politiche, costituzionali, economiche o
   sociali fondamentali di un paese o di un'organizzazione internazionale;
   hanno convenuto quanto segue:
   Articolo 1 – Terminologia
   1.        Ai fini della presente Convenzione, con "reato di terrorismo" si intende qualsiasi
             reato rientrante nel campo d'applicazione di uno dei trattati elencati in Allegato e
             quale ivi definito.
   2.        All'atto del deposito del proprio strumento di ratifica, accettazione, approvazione o
             adesione, uno Stato o la Comunità europea, nella misura in cui non sono Parte di un
             trattato elencato in Allegato, possono dichiarare che, nell'applicazione della presente
             Convenzione, il trattato in questione sarà considerato come non incluso in Allegato.
             Tale dichiarazione cessa di avere effetto nel momento in cui il trattato in questione
             entra in vigore per la Parte che l'ha pronunciata, e che comunica al Segretario
             generale del Consiglio d'Europa tale entrata in vigore.
   Articolo 2 – Scopo
   Scopo della presente Convenzione è rafforzare l'impegno delle Parti nella prevenzione del
   terrorismo e dei suoi effetti pregiudizievoli sul pieno godimento dei diritti umani, in
   particolare del diritto alla vita, sia con misure da adottare a livello nazionale che attraverso la
   cooperazione internazionale, tenendo in debito conto i vigenti trattati o accordi multilaterali o
   bilaterali applicabili fra le Parti.
   Articolo 3 – Politiche nazionali di prevenzione
   1.        Ciascuna Parte adotta le misure appropriate, in particolare nel settore della
             formazione delle autorità di contrasto e di altri organi, dell'istruzione, della cultura,
             dell'informazione, dei mezzi di comunicazione e della sensibilizzazione dell'opinione
             pubblica, al fine di impedire i reati di terrorismo e i loro effetti pregiudizievoli,
             rispettando al tempo stesso gli obblighi in materia di diritti umani quali sanciti dalla
             Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e
             dal Patto internazionale sui diritti civili e politici – se applicabili alla Parte – e altri
             obblighi di diritto internazionale.
   2.        Ciascuna Parte prende le misure necessarie per migliorare e sviluppare la
             cooperazione fra le autorità nazionali allo scopo di prevenire i reati di terrorismo e i
             loro effetti pregiudizievoli attraverso, fra l'altro:
             a) lo scambio di informazioni;
             b) una migliore protezione fisica delle persone e delle infrastrutture;
             c) un migliore addestramento e migliori piani di coordinamento per le emergenze
                       civili.
   3.        Ciascuna Parte promuove la tolleranza incoraggiando il dialogo interreligioso e
             interculturale, implicando, se del caso, le organizzazioni non governative e altri
             componenti della società civile allo scopo di prevenire le tensioni che potrebbero
             portare alla commissione di reati di terrorismo.
IT                                                   3                                                    IT
 ---pagebreak---    4.       Ciascuna Parte si impegna a sensibilizzare l'opinione pubblica quanto all'esistenza,
            alle cause e alla gravità dei reati di terrorismo e dei reati previsti dalla presente
            Convenzione e alla minaccia che essi rappresentano, e prevede di incoraggiare
            l'opinione pubblica a fornire alle autorità competenti un aiuto concreto e specifico
            che possa contribuire alla loro prevenzione.
   Articolo 4 – Cooperazione internazionale in materia di prevenzione
   Se del caso e tenendo debitamente conto delle proprie possibilità, le Parti si assistono e si
   sostengono vicendevolmente allo scopo di rafforzare le loro capacità di prevenzione della
   commissione di reati di terrorismo, anche mediante lo scambio di informazioni e di migliori
   prassi così come attraverso l'addestramento e altri sforzi congiunti di natura preventiva.
   Articolo 5 – Pubblica provocazione a commettere reati di terrorismo
   1.       Ai fini della presente Convenzione, con "pubblica provocazione a commettere reati
            di terrorismo" si intende la diffusione o qualunque altra forma di pubblica
            divulgazione di un messaggio, con l'intento di incitare alla commissione di un reato
            di terrorismo, qualora tale comportamento, che istighi direttamente o indirettamente
            ai reati di terrorismo, crei il rischio che uno o più reati di questo tipo possano essere
            perpetrati.
   2.       Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio
            diritto interno la pubblica provocazione a commettere reati di terrorismo quale
            definita al paragrafo 1, qualora praticata illecitamente e intenzionalmente.
   Articolo 6 – Reclutamento a fini terroristici
   1.       Ai fini della presente Convenzione, con "reclutamento a fini terroristici" si intende
            l'induzione a commettere un reato di terrorismo o a parteciparvi, ovvero a unirsi a
            un'associazione o a un gruppo al fine di contribuire alla commissione di uno o più
            reati di terrorismo da parte dell'associazione o del gruppo.
   2.       Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio
            diritto interno il reclutamento a fini terroristici quale definito al paragrafo 1, qualora
            praticato illecitamente e intenzionalmente.
   Articolo 7 – Addestramento a fini terroristici
   1.       Ai fini della presente Convenzione, con "addestramento a fini terroristici" si intende
            l'atto di fornire istruzioni per la fabbricazione o l'uso di esplosivi, armi da fuoco o
            altre armi o sostanze nocive o pericolose, ovvero per altre metodi o tecniche
            specifici, al fine di commettere o contribuire alla commissione di un reato di
            terrorismo, nella consapevolezza che le istruzioni fornite sono intese per conseguire
            tale obiettivo.
   2.       Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio
            diritto interno l'addestramento a fini terroristici quale definito al paragrafo 1, qualora
            praticato illecitamente e intenzionalmente.
   Articolo 8 – Irrilevanza dell'effettiva commissione di un reato di terrorismo
IT                                                   4                                                 IT
 ---pagebreak---    Affinché un atto costituisca reato ai sensi degli articoli da 5 a 7 della presente Convenzione,
   non è necessario che un reato di terrorismo sia effettivamente commesso.
   Articolo 9 – Reati accessori
   1.      Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio
           diritto interno:
          a.        la partecipazione come complice ad uno dei reati di cui agli articoli da 5 a 7
                    della presente Convenzione;
          b.        l'organizzazione o la direzione nella commissione di uno dei reati di cui agli
                    articoli da 5 a 7 della presente Convenzione;
          c.        il contributo apportato a uno o più reati di cui agli articoli da 5 a 7 della
                    presente Convenzione commessi da un gruppo di persone con uno scopo
                    comune. Tale contributo deve essere intenzionale e apportato:
                    i.        al fine di facilitare l’attività criminale o sostenere gli scopi criminali
                              del gruppo, laddove l’attività e gli scopi implichino la commissione
                              di uno dei reati di cui agli articoli da 5 a 7 della presente
                              Convenzione, o
                    ii.       con la consapevolezza dell'intenzione del suddetto gruppo di
                              compiere uno dei reati di cui agli articoli da 5 a 7 della presente
                              Convenzione.
   2.      Ciascuna Parte adotta inoltre le misure necessarie per qualificare come reato nel
           proprio diritto interno, e conformemente ad esso, il tentativo di commettere uno dei
           reati di cui agli articoli 6 e 7 della presente Convenzione.
   Articolo 10 – Responsabilità degli enti giuridici
   1.      Ciascuna Parte adotta le misure necessarie, conformemente ai propri principi
           giuridici, per stabilire la responsabilità degli enti giuridici per la partecipazione ai
           reati di cui agli articoli da 5 a 7 e all'articolo 9 della presente Convenzione.
   2.      Fermi restando i principi giuridici della Parte, la responsabilità degli enti giuridici
           può essere penale, civile o amministrativa.
   3.      Tale responsabilità non pregiudica la responsabilità penale delle persone fisiche che
           hanno commesso i reati.
   Articolo 11 – Sanzioni e misure
   1.      Ciascuna Parte adotta le misure necessarie affinché i reati di cui agli articoli da 5 a 7
           e all'articolo 9 della presente Convenzione siano punibili con sanzioni efficaci,
           proporzionate e dissuasive.
   2.      Precedenti condanne definitive pronunciate in altri Stati per reati previsti dalla
           presente Convenzione possono essere prese in considerazione ai fini della
           determinazione della pena, nella misura in cui il diritto interno lo permette e
           conformemente ad esso.
IT                                                    5                                                  IT
 ---pagebreak---    3.        Ogni Parte provvede affinché gli enti giuridici ritenuti responsabili ai sensi
             dell'articolo 10 siano soggetti a sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, di
             natura penale o non penale, anche pecuniarie.
   Articolo 12 – Condizioni e garanzie
   1.        Ciascuna Parte provvede affinché la determinazione, l'attuazione e l'applicazione
             della qualifica come reato ai sensi degli articoli da 5 a 7 e all'articolo 9 della presente
             Convenzione avvengano nel rispetto degli obblighi in materia di diritti umani, in
             particolare del diritto alla libertà d'espressione, alla libertà d'associazione e alla
             libertà di religione, quali sanciti dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti
             dell'uomo e delle libertà fondamentali e dal Patto internazionale sui diritti civili e
             politici – se applicabili alla Parte – e degli altri obblighi di diritto internazionale.
   2.        La determinazione, attuazione e applicazione della qualifica come reato ai sensi degli
             articoli da 5 a 7 e dell'articolo 9 della presente Convenzione devono inoltre essere
             soggette al principio di proporzionalità, nel rispetto delle finalità legittime perseguite
             e della loro necessità in una società democratica, ed escludere qualunque forma di
             arbitrarietà o di trattamento discriminatorio o razzista.
   Articolo 13 – Protezione, risarcimento e sostegno delle vittime del terrorismo
   Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per proteggere e sostenere le vittime di atti
   terroristici commessi sul proprio territorio. Tali misure possono includere fra l'altro, attraverso
   i sistemi nazionali appropriati e conformemente alla legislazione nazionale, assistenza
   economica e risarcimenti per le vittime del terrorismo e per gli stretti congiunti.
   Articolo 14 – Giurisdizione
   1.        Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per stabilire la propria giurisdizione sui
             reati previsti dalla presente Convenzione:
             a.        quando il reato è commesso sul suo territorio;
             b.        quando il reato è commesso a bordo di una nave battente la sua bandiera, o a
                       bordo di un aeromobile immatricolato secondo le sue leggi;
             c.        quando il reato è commesso da un suo cittadino.
   2.        Ciascuna Parte può inoltre stabilire la propria giurisdizione sui reati previsti dalla
             presente Convenzione:
             a.        quando la fattispecie aveva come scopo o come effetto la commissione di un
                       reato previsto all'articolo 1 della presente Convenzione, nel suo territorio o
                       contro un suo cittadino;
             b.        quando la fattispecie aveva come scopo o come effetto la commissione di un
                       reato previsto all'articolo 1 della presente Convenzione contro una sua
                       struttura di Stato o di Governo situata all'estero, comprese sue sedi
                       diplomatiche o consolari;
             c.        quando la fattispecie aveva come scopo o come effetto la commissione di un
                       reato previsto all'articolo 1 della presente Convenzione nel tentativo di
                       costringerla a compiere o ad astenersi dal compiere un qualsiasi atto;
IT                                                     6                                                 IT
 ---pagebreak---            d.        quando il reato è commesso da un apolide che ha la residenza abituale sul
                     suo territorio;
           e.        quando il reato è commesso a bordo di un aeromobile nella disponibilità del
                     suo Governo.
   3.      Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per stabilire la propria giurisdizione sui
           reati previsti dalla presente Convenzione quando il presunto reo si trova sul suo
           territorio e non può essere estradato verso una Parte la cui competenza
           giurisdizionale si fonda su una norma che esiste ugualmente nella legislazione della
           Parte richiesta.
   4.      La presente Convenzione non esclude alcuna giurisdizione penale esercitata
           conformemente alla legislazione nazionale.
   5.      Qualora più Parti invochino la giurisdizione su un presunto reato previsto dalla
           presente Convenzione, esse si concertano, se del caso, al fine di determinare la
           giurisdizione più idonea al perseguimento del reato.
   Articolo 15 – Obbligo d'indagine
   1.      Qualora venga informata del fatto che l'autore o il presunto autore di un reato
           previsto dalla presente Convenzione può trovarsi sul suo territorio, la Parte
           interessata adotta le misure necessarie, conformemente alla sua legislazione
           nazionale, per indagare sui fatti portati a sua conoscenza.
   2.      Previo accertamento che le circostanze lo giustifichino, la Parte sul cui territorio si
           trova l'autore o il presunto autore del reato adotta, conformemente alla propria
           legislazione nazionale, le misure idonee a garantire la presenza di tale persona ai fini
           dell'esercizio dell'azione penale o dell'estradizione.
   3.      Ogni persona nei cui confronti sono adottate le misure di cui al paragrafo 2 ha diritto:
           a.        di comunicare prontamente con il più vicino rappresentante competente
                     dello Stato di cui è cittadino o che è altrimenti autorizzato a proteggere i
                     suoi diritti, oppure, qualora sia apolide, dello Stato nel cui territorio risiede
                     abitualmente;
           b.        di ricevere la visita di un rappresentante di detto Stato;
           c.        di essere informato dei suoi diritti di cui alle lettere a) e b).
   4.      I diritti di cui al paragrafo 3 sono esercitati conformemente alle disposizioni
           legislative e regolamentari della Parte sul cui territorio è presente l'autore o il
           presunto autore del reato, a condizione che tali disposizioni legislative e
           regolamentari consentano la piena realizzazione dei fini per i quali sono intesi tali
           diritti.
   5.      Le disposizioni di cui ai paragrafi 3 e 4 non pregiudicano il diritto di qualsiasi Parte
           che affermi la propria competenza giurisdizionale ai sensi dell'articolo 14,
           paragrafo 1, lettera c), e dell'articolo 14, paragrafo 2, lettera d), di chiedere al
           Comitato internazionale della Croce rossa di mettersi in contatto con il presunto
           autore del reato e di fargli visita.
   Articolo 16 – Non applicazione della Convenzione
IT                                                  7                                                  IT
 ---pagebreak---    La presente Convenzione non si applica quando i reati definiti agli articoli da 5 a 7 e
   all'articolo 9 sono commessi entro un solo Stato, il presunto autore è un cittadino di tale Stato
   e si trova su tale territorio, e nessun altro Stato è giustificato a esercitare la competenza
   giurisdizionale ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 1 o 2, della presente Convenzione, ferma
   restando l'applicazione in tali situazioni, se del caso, delle disposizioni dell'articolo 17 e degli
   articoli da 20 a 22.
   Articolo 17 – Cooperazione internazionale in materia penale
   1.        Le Parti si prestano la massima assistenza reciproca in relazione alle indagini o ai
             procedimenti penali o alle procedure di estradizione aventi ad oggetto i reati di cui
             agli articoli da 5 a 7 e all'articolo 9 della presente Convenzione, compresa l'assistenza
             nella raccolta delle prove in loro possesso e necessarie ai fini dei procedimenti.
   2.        Le Parti adempiono agli obblighi previsti dal paragrafo 1 conformemente ai trattati o
             ad altri accordi in materia di assistenza giudiziaria eventualmente stipulati fra di loro.
             In assenza di tali trattati o accordi le Parti si prestano reciproca assistenza
             conformemente al loro diritto interno.
   3.        Le Parti cooperano fra di loro il più ampiamente possibile, conformemente alle leggi,
             ai trattati, agli accordi e alle intese rilevanti della Parte richiesta, in relazione alle
             indagini o ai procedimenti penali aventi ad oggetto reati in cui un ente giuridico può
             essere ritenuto responsabile nella Parte richiedente ai sensi dell'articolo 10 della
             presente Convenzione.
   4.        Ciascuna Parte può considerare di introdurre meccanismi supplementari per
             scambiarsi con le altre Parti le informazioni o le prove necessarie per stabilire le
             responsabilità penali, civili o ammnistrative ai sensi dell'articolo 10.
   Articolo 18 – Aut dedere aut judicare
   1.        Se la Parte nel cui territorio si trova il reo presunto, e che ha la competenza
             giurisdizionale ai sensi dell'articolo 14, non estrada tale persona, essa è tenuta, senza
             alcuna eccezione e indipendentemente dal fatto che il reato sia stato commesso o
             meno sul suo territorio, a sottoporre il caso senza indebito ritardo alle proprie autorità
             competenti ai fini dell'esercizio dell'azione penale, secondo un procedimento
             conforme alla sua legislazione. Dette autorità decideranno in merito seguendo le
             stesse modalità applicabili a qualsiasi altro reato grave conformemente alle leggi di
             tale Parte.
   2.        Se una Parte, in virtù della propria legislazione interna, è autorizzata a estradare o
             altrimenti consegnare un suo cittadino soltanto a condizione che tale persona venga
             rinviata sul suo territorio per scontare la pena irrogata a seguito del processo o del
             procedimento per cui era stata richiesta l'estradizione o la consegna, e se questa Parte
             e la Parte che chiede l'estradizione accettano tale opzione e altre condizioni che
             possono ritenere appropriate, questa estradizione o consegna condizionata è
             sufficiente a dispensare dall'obbligo di cui al paragrafo 1.
   Articolo 19 – Estradizione
   1.        I reati di cui agli articoli da 5 a 7 e all'articolo 9 della presente Convenzione sono
             considerati inclusi come reati passibili di estradizione in qualsiasi trattato di
             estradizione concluso fra le Parti prima dell'entrata in vigore della presente
IT                                                     8                                                IT
 ---pagebreak---            Convenzione. Le Parti si impegnano a inserire tali fattispecie di reato fra quelle
           passibili di estradizione in tutti i trattati che stipuleranno in futuro.
   2.      Una Parte che subordina l'estradizione all'esistenza di un apposito trattato e che
           riceve una richiesta di estradizione da una Parte con cui non ha stipulato nessun
           trattato può, se decide in tal senso, considerare la presente Convenzione come base
           giuridica per l'estradizione per quanto riguarda i reati di cui agli articoli da 5 a 7 e
           all'articolo 9 della presente Convenzione. L'estradizione sarà soggetta alle altre
           condizioni previste dalla legislazione della Parte richiesta.
   3.      Le Parti che non subordinano l'estradizione all'esistenza di un apposito trattato
           riconoscono reciprocamente i reati di cui agli articoli da 5 a 7 e all'articolo 9 della
           presente Convenzione come reati estradabili, soggetti alle condizioni previste dalla
           legislazione della Parte richiesta.
   4.      Ove necessario, i reati di cui agli articoli da 5 a 7 e all'articolo 9 della presente
           Convenzione sono considerati, ai fini dell'estradizione fra le Parti, come commessi
           non solo nel luogo in cui sono avvenuti, ma anche nel territorio delle Parti che hanno
           stabilito la giurisdizione ai sensi dell'articolo 14.
   5.      Le disposizioni di tutti i trattati e accordi di estradizione conclusi fra le Parti in
           relazione ai reati di cui agli articoli da 5 a 7 e all'articolo 9 della presente
           Convenzione sono considerate modificate fra le Parti nella misura in cui siano
           incompatibili con la presente Convenzione.
   Articolo 20 – Esclusione della clausola di eccezione politica
   1.      Nessuno dei reati di cui agli articoli da 5 a 7 e all'articolo 9 della presente
           Convenzione può essere considerato, ai fini dell'estradizione o dell'assistenza
           giudiziaria reciproca, come un reato politico, un reato connesso a un reato politico, o
           come un reato ispirato da motivi politici. Di conseguenza, una richiesta di
           estradizione o di assistenza giudiziaria basata su un reato di questo tipo non può
           essere rifiutata per il solo motivo che riguarda un reato politico, un reato connesso a
           un reato politico, o un reato ispirato da motivi politici.
   2.      Ferma restando l'applicazione degli articoli da 19 a 23 della Convenzione di Vienna
           sul diritto dei trattati del 23 maggio 1969 agli altri articoli della presente
           Convenzione, ogni Stato o la Comunità europea, al momento della firma o del
           deposito del suo strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, può
           dichiarare che si riserva il diritto di non applicare il paragrafo 1 del presente articolo
           per quanto riguarda l'estradizione per un reato previsto dalla presente Convenzione.
           La Parte si impegna ad applicare questa riserva caso per caso, con decisione
           debitamente motivata.
   3.      Ogni Parte può ritirare del tutto o parzialmente una riserva formulata ai sensi del
           paragrafo 2, mediante una dichiarazione indirizzata al Segretario generale del
           Consiglio d'Europa. Il ritiro avrà effetto a partire dalla data del suo ricevimento.
   4.      Una Parte che abbia formulato una riserva ai sensi del paragrafo 2 del presente
           articolo non può chiedere a un'altra Parte di applicare il paragrafo 1. Tuttavia, se la
           riserva è parziale o condizionata, può invocare l'applicazione di questa disposizione
           nella misura in cui l'ha accettata essa stessa.
IT                                                    9                                               IT
 ---pagebreak---    5.       La riserva è valida per un periodo di tre anni dalla data di entrata in vigore della
            presente Convenzione per la Parte interessata, e può essere rinnovata per periodi di
            uguale durata.
   6.       Dodici mesi prima della data della scadenza della riserva, il Segretario generale del
            Consiglio d'Europa notifica tale scadenza alla Parte interessata. Al più tardi tre mesi
            prima della data della scadenza, la Parte comunica al Segretario generale del
            Consiglio d'Europa la sua intenzione di mantenere, modificare o ritirare la riserva. Se
            la Parte comunica al Segretario generale del Consiglio d'Europa che mantiene la
            riserva, fornisce una spiegazione dei motivi che giustificano tale decisione. In
            assenza di una comunicazione della Parte interessata, il Segretario generale del
            Consiglio d'Europa la informa che la sua riserva si intende automaticamente
            prorogata per un periodo di sei mesi. Se la Parte interessata non notifica prima della
            scadenza di tale termine la sua intenzione di mantenere o modificare la propria
            riserva, questa è considerata sciolta.
   7.       Quando una Parte che ha ricevuto una richiesta di estradizione da un'altra Parte non
            procede all'estradizione avvalendosi della riserva, essa sottopone il caso, senza
            alcuna eccezione e senza indebito ritardo, alle proprie autorità competenti ai fini
            dell'esercizio dell'azione penale, a meno che fra la Parte richiedente e la Parte
            richiesta non venga convenuto altrimenti. Le autorità competenti, ai fini dell'esercizio
            dell'azione penale nella Parte richiesta, decidono in merito al caso seguendo le stesse
            modalità applicabili a qualsiasi altro reato grave conformemente alle leggi di tale
            Parte. La Parte richiesta comunica prontamente l'esito finale del procedimento alla
            Parte richiedente e al Segretario generale del Consiglio d'Europa, che lo inoltra alla
            Consultazione delle Parti di cui all'articolo 30.
   8.       La decisione di respingere la domanda di estradizione avvalendosi della riserva viene
            comunicata prontamente alla Parte richiedente. Se entro un termine ragionevole la
            Parte richiesta non adotta alcuna decisione giudiziaria nel merito ai sensi del
            paragrafo 7, la Parte richiedente può informarne il Segretario generale del Consiglio
            d'Europa, che sottopone la questione alla Consultazione delle Parti prevista
            all'articolo 30. La Consultazione esamina la questione e formula un parere sulla
            conformità del rifiuto con la Convenzione. Sottopone in seguito il parere emesso al
            Comitato dei Ministri affinché adotti una dichiarazione a riguardo. Nell'esercizio
            delle proprie funzioni ai sensi del presente paragrafo, il Comitato dei Ministri si
            riunisce nella sua composizione ristretta agli Stati Parte.
   Article 21 – Clausola di discriminazione
   1.       Nessuna disposizione della presente Convenzione può essere interpretata come
            l'imposizione di un obbligo di estradizione o di prestazione di assistenza giudiziaria
            se la Parte richiesta ha validi motivi di ritenere che la domanda di estradizione per i
            reati di cui agli articoli da 5 e 7 e all'articolo 9, o di assistenza giudiziaria riguardo a
            tali reati, sia stata presentata al fine di perseguire o punire una persona per motivi
            legati alla razza, alla religione, alla nazionalità, all'origine etnica o alle opinioni
            politiche di tale persona, o che l'accoglimento della richiesta possa danneggiare la
            posizione di tale persona per uno dei suddetti motivi.
   2.       Nessuna disposizione della presente Convenzione può essere interpretata come
            l'imposizione di un obbligo di estradizione se la persona oggetto della domanda di
            estradizione rischia di essere esposta alla tortura o a trattamenti o pene inumane o
            degradanti.
IT                                                   10                                                  IT
 ---pagebreak---    3.       Nessuna disposizione della presente Convenzione può essere interpretata come
            l'imposizione di un obbligo di estradizione se la persona oggetto della domanda di
            estradizione rischia la pena di morte o l'ergastolo senza possibilità di liberazione
            condizionale (se la Parte richiesta non prevede la pena detentiva perpetua), salvo che
            la Parte richiesta, in virtù di applicabili trattati di estradizione, non sia obbligata a
            procedere all'estradizione se la Parte richiedente fornisce garanzie, ritenute sufficienti
            dalla Parte richiesta, che la pena di morte non sarà pronunciata o, se pronunciata, non
            sarà eseguita, o che la persona non subirà l'ergastolo senza possibilità di liberazione
            condizionale.
   Article 22 – Informazioni spontanee
   1.       Senza pregiudizio delle proprie indagini o dei propri procedimenti le autorità
            competenti di una Parte possono, senza preventiva richiesta, trasmettere alle autorità
            competenti di un'altra Parte informazioni ottenute nell'ambito di loro indagini,
            qualora ritengano che la comunicazione di tali informazioni possa aiutare la Parte
            che le riceve nell'avvio o nello svolgimento di indagini o procedimenti, o possa dare
            origine a una richiesta di tale Parte ai sensi della presente Convenzione.
   2.       La Parte che fornisce le informazioni può, conformemente alla sua legislazione
            nazionale, imporre alla Parte che le riceve condizioni relative all'uso di tali
            informazioni.
   3.       La Parte che riceve le informazioni è tenuta a rispettare tali condizioni.
   4.       Ogni Parte può tuttavia, in ogni momento, mediante dichiarazione inviata al
            Segretario generale del Consiglio d'Europa, affermare che si riserva il diritto di non
            essere vincolata dalle condizioni imposte ai sensi del paragrafo 2 di cui sopra dalla
            Parte che fornisce le informazioni, a meno che non le venga preventivamente
            comunicata la natura delle informazioni da ricevere e acconsenta a che le siano
            trasmesse.
   Article 23 – Firma ed entrata in vigore
   1.       La presente Convenzione è aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio
            d'Europa, della Comunità europea e degli Stati non membri che hanno partecipato
            alla sua elaborazione.
   2.       La presente Convenzione è soggetta a ratifica, accettazione o approvazione. Gli
            strumenti di ratifica, accettazione o approvazione sono depositati presso il Segretario
            generale del Consiglio d'Europa.
   3.       La presente Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo
            scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data in cui sei firmatari, di cui
            almeno quattro Stati membri del Consiglio d'Europa, avranno espresso il loro
            consenso a essere vincolati dalla Convenzione, conformemente alle disposizioni del
            paragrafo 2.
   4.       Se un firmatario esprime successivamente il proprio consenso a essere vincolato
            dalla Convenzione, essa entrerà in vigore nei suoi confronti il primo giorno del
            messe successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data in cui
            ha espresso tale consenso conformemente alle disposizioni del paragrafo 2.
   Article 24 – Adesione alla Convenzione
IT                                                  11                                                 IT
 ---pagebreak---    1.       Dopo l'entrata in vigore della presente Convenzione, il Comitato dei Ministri del
            Consiglio d'Europa, dopo aver consultato le Parti della Convenzione e averne
            ottenuto l'unanime consenso, può invitare qualsiasi Stato che non sia membro del
            Consiglio d'Europa e che non abbia partecipato all'elaborazione della Convenzione,
            ad aderirvi. La decisione è presa alla maggioranza prevista all'articolo 20, lettera d),
            dello Statuto del Consiglio d'Europa, e all’unanimità dei rappresentanti delle Parti
            contraenti con diritto di sedere nel Comitato dei Ministri.
   2.       Nei confronti di ogni Stato aderente alla Convenzione ai sensi del paragrafo 1 la
            Convenzione entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un
            periodo di tre mesi a decorrere dalla data del deposito dello strumento di adesione
            presso il Segretario generale del Consiglio d'Europa.
   Article 25 – Applicazione territoriale
   1.       Ogni Stato o la Comunità europea, al momento della firma o del deposito del proprio
            strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, può indicare il territorio
            o i territori cui si applicherà la presente Convenzione.
   2.       Ciascuna Parte può, in qualsiasi momento successivo e mediante dichiarazione
            inviata al Segretario generale del Consiglio d'Europa, estendere l'applicazione della
            presente Convenzione a ogni altro territorio specificato in tale dichiarazione.
            Relativamente a questo territorio la Convenzione entra in vigore il primo giorno del
            mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di
            ricevimento della dichiarazione da parte del Segretario generale.
   3.       Ogni dichiarazione fatta ai sensi dei due paragrafi precedenti potrà essere ritirata,
            relativamente a ogni territorio ivi specificato, mediante notifica indirizzata al
            Segretario generale del Consiglio d'Europa. Il ritiro avrà effetto il primo giorno del
            mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di
            ricevimento di tale notifica da parte del Segretario generale.
   Article 26 – Effetti della Convenzione
   1.       La presente Convenzione integra i trattati o gli accordi multilaterali o bilaterali
            applicabili esistenti fra le Parti, compresi i seguenti trattati del Consiglio d'Europa:
            –          Convenzione europea di estradizione, aperta alla firma a Parigi il
                       13 dicembre 1957 (STE n. 24);
            –          Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale, aperta alla
                       firma a Strasburgo il 20 aprile 1959 (STE n. 30);
            –          Convenzione europea per la repressione del terrorismo, aperta alla firma a
                       Strasburgo il 27 gennaio 1977 (STE n. 90);
            –          Protocollo addizionale alla Convenzione europea di assistenza giudiziaria in
                       materia penale, aperto alla firma a Strasburgo il 17 marzo 1978 (STE n. 99);
            –          Secondo Protocollo addizionale alla Convenzione europea di assistenza
                       giudiziaria in materia penale, aperto alla firma a Strasburgo l'8 novembre
                       2001 (STE n. 182);
            –          Protocollo di emendamento alla Convenzione europea per la repressione del
                       terrorismo, aperto alla firma a Strasburgo il 15 maggio 2003 (STE n. 190).
IT                                                   12                                              IT
 ---pagebreak---    2.      Qualora due o più Parti abbiano già concluso un accordo o un trattato sulle questioni
           contemplate dalla presente Convenzione o abbiano in altro modo stabilito relazioni in
           tale ambito, o debbano farlo in futuro, esse avranno anche facoltà di applicare tale
           accordo o trattato o di regolare le loro relazioni di conseguenza. Tuttavia, qualora le
           Parti stabiliscano le loro relazioni rispetto alle questioni contemplate dalla presente
           Convenzione con modalità diverse da quelle ivi previste, tali modalità non possono
           essere incompatibili con gli obiettivi e i principi della Convenzione.
   3.      Le Parti che sono membri dell'Unione europea applicano, nei loro rapporti reciproci,
           le norme della Comunità e dell'Unione europea nella misura in cui vi sono norme
           della Comunità e dell'Unione europea che disciplinano la particolare materia in
           questione e che sono applicabili allo specifico caso, fermi restando l'oggetto e lo
           scopo della presente Convenzione e senza pregiudizio della sua piena applicazione
           nei riguardi delle altre Parti.
   4.      Nessuna disposizione della presente Convenzione incide su altri diritti, obblighi e
           responsabilità di una Parte o di un individuo in base al diritto internazionale, incluso
           il diritto internazionale umanitario.
   5.      Le attività delle Forze armate durante un conflitto armato, secondo le definizioni date
           a questi termini dal diritto internazionale umanitario, che sono regolamentate da tale
           diritto, non sono disciplinate dalla presente Convenzione, e le attività svolte dalle
           Forze armate di una Parte nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali non sono
           disciplinate dalla presente Convenzione nella misura in cui sono regolamentate da
           altre norme di diritto internazionale.
   Articolo 27 – Emendamenti alla Convenzione
   1.      Gli emendamenti alla presente Convenzione possono essere proposti da una delle
           Parti, dal Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa e dalla Consultazione delle
           Parti.
   2.      Il Segretario generale del Consiglio d'Europa comunica alle Parti ogni proposta di
           emendamento.
   3.      Ogni emendamento proposto da una delle Parti o dal Comitato dei Ministri è inoltre
           comunicato alla Consultazione delle Parti. Questa presenta al Comitato dei Ministri il
           suo parere sull'emendamento proposto.
   4.      Il Comitato dei Ministri valuta l'emendamento proposto e ogni parere presentato
           dalla Consultazione delle Parti, e può approvare l'emendamento.
   5.      Il testo di ogni emendamento approvato dal Comitato dei ministri conformemente al
           paragrafo 4 è trasmesso alle Parti per accettazione.
   6.      Ogni emendamento approvato conformemente al paragrafo 4 entra in vigore il
           trentesimo giorno dopo che tutte le Parti hanno informato il Segretario generale
           dell'accettazione della modifica.
   Articolo 28 – Revisione dell'Allegato
   1.      Ciascuna Parte o il Comitato dei Ministri possono proporre emendamenti al fine di
           aggiornare l'elenco dei trattati di cui all'Allegato. Le proposte di emendamento
           riguardano solo i trattati a carattere universale conclusi nell'ambito del sistema delle
           Nazioni Unite che vertono specificamente sul terrorismo internazionale e sono già
IT                                                13                                                IT
 ---pagebreak---             entrati in vigore. Il Segretario generale del Consiglio d'Europa comunica le proposte
            di emendamento alle Parti.
   2.       Dopo aver consultato le Parti che non sono membri, il Comitato dei Ministri può
            adottare un emendamento proposto alla maggioranza prevista all'articolo 20,
            lettera d), dello Statuto del Consiglio d'Europa. L'emendamento entra in vigore allo
            scadere di un periodo di un anno a decorrere dalla data in cui è stato trasmesso alle
            Parti. Durante tale periodo ciascuna Parte può comunicare al Segretario generale del
            Consiglio d'Europa eventuali obiezioni all'entrata in vigore dell'emendamento nei
            propri confronti.
   3.       Se un terzo delle Parti comunica al Segretario generale del Consiglio d'Europa
            obiezioni all'entrata in vigore dell'emendamento, questo non entrerà in vigore.
   4.       Se sono comunicate obiezioni da meno di un terzo delle Parti, l'emendamento entrerà
            in vigore per le Parti che non hanno formulato obiezioni.
   5.       Quando un emendamento entra in vigore conformemente al paragrafo 2, e una Parte
            ha comunicato un'obiezione in merito, nei confronti di tale Parte l'emendamento in
            questione entrerà in vigore il primo giorno del mese successivo alla data in cui essa
            comunica la propria accettazione al Segretario generale del Consiglio d'Europa.
   Articolo 29 – Composizione delle controversie
   In caso di controversia sull'interpretazione o sull'applicazione della presente Convenzione, le
   Parti cercano di pervenire a una composizione mediante negoziato o qualsiasi altra soluzione
   pacifica di loro scelta, ivi compreso il deferimento della vertenza a un tribunale arbitrale le cui
   le decisioni saranno vincolanti per le Parti in causa, o alla Corte internazionale di Giustizia,
   conformemente a quanto convenuto dalle Parti interessate.
   Articolo 30 – Consultazione delle Parti
   1.       Le Parti si consultano periodicamente al fine di:
            a.        presentare proposte per facilitare l'applicazione e l'attuazione della presente
                      Convenzione o migliorarne l'efficacia, compresa l'individuazione di
                      eventuali problemi e gli effetti di eventuali dichiarazioni formulate ai sensi
                      della Convenzione;
            b.        formulare un parere sulla conformità di un rifiuto di estradizione ad esse
                      sottoposto conformemente all'articolo 20, paragrafo 8;
            c.        presentare proposte di emendamento della presente Convenzione ai sensi
                      dell'articolo 27;
            d.        formulare un parere su eventuali proposte di emendamento della presente
                      Convenzione ad esse sottoposte ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 3;
            e.        esprimere un parere su ogni questione relativa all'applicazione della presente
                      Convenzione e facilitare lo scambio di informazioni sugli sviluppi giuridici,
                      politici o tecnologici importanti.
   2.       La Consultazione delle Parti è indetta dal Segretario generale del Consiglio d'Europa
            ogniqualvolta lo ritenga necessario e in ogni caso qualora la maggioranza delle Parti
            o il Comitato dei Ministri ne richieda la convocazione.
IT                                                 14                                                  IT
 ---pagebreak---    3.        Nell'esercizio delle funzioni previste dal presente articolo le Parti sono assistite dal
             Segretariato del Consiglio d'Europa.
   Article 31 – Denuncia
   1.        Ogni Parte può, in qualsiasi momento, denunciare la presente Convenzione mediante
             notifica inviata al Segretario generale del Consiglio d'Europa.
   2.        Tale denuncia ha effetto il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un
             periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della notifica da parte del
             Segretario generale.
   Article 32 – Notifica
   Il Segretario generale del Consiglio d'Europa notifica agli Stati membri del Consiglio
   d'Europa, alla Comunità europea, agli Stati non membri del Consiglio d'Europa che abbiano
   partecipato all'elaborazione della presente Convenzione, così come a ogni Stato che vi abbia
   aderito o che sia stato invitato ad aderirvi:
           a.        ogni firma;
           b.        il deposito di ogni strumento di ratifica, accettazione, approvazione o
                     adesione;
           c.        ogni data di entrata in vigore della presente Convenzione, conformemente
                     all'articolo 23;
           d.        ogni dichiarazione formulata ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2, dell'articolo
                     22, paragrafo 4, e dell'articolo 25;
           e.        ogni altro atto, notifica o comunicazione concernente la presente
                     Convenzione.
   In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato la presente
   Convenzione.
   Fatto a Varsavia, il 16 maggio 2005, in inglese e in francese, entrambi i testi facenti
   ugualmente fede, in un unico esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio
   d'Europa. Il Segretario generale del Consiglio d'Europa ne trasmetterà una copia certificata
   conforme a ogni Stato membro del Consiglio d'Europa, alla Comunità europea, agli Stati non
   membri che hanno partecipato all'elaborazione della presente Convenzione, e a ogni Stato
   invitato ad aderirvi.
   Allegato
   1.        Convenzione per la repressione della cattura illecita di aeromobili, firmata all'Aia il
             16 dicembre 1970;
   2.        Convenzione per la repressione degli atti illeciti commessi contro la sicurezza
             dell’aviazione civile, conclusa a Montreal il 23 settembre 1971;
   3.        Convenzione per la prevenzione e la repressione dei reati contro le persone protette a
             livello internazionale, compresi gli agenti diplomatici, adottata a New York il
             14 dicembre 1973;
IT                                                   15                                                IT
 ---pagebreak---    4.   Convenzione internazionale contro la presa d'ostaggi, adottata a New York il
        17 dicembre 1979;
   5.   Convenzione sulla protezione fisica del materiale nucleare, adottata a Vienna il
        3 marzo 1980;
   6.   Protocollo per la repressione degli atti illeciti di violenza negli aeroporti impiegati
        dall’aviazione civile internazionale, fatto a Montreal il 24 febbraio 1988;
   7.   Convenzione per la repressione dei reati contro la sicurezza della navigazione
        marittima, fatta a Roma il 10 marzo 1988;
   8.   Protocollo per la repressione di atti illeciti contro la sicurezza delle piattaforme fisse
        situate sulla piattaforma continentale, fatto a Roma il 10 marzo 1988;
   9.   Convenzione internazionale per la repressione degli attentati terroristici mediante
        l'uso di esplosivi, adottata a New York il 15 dicembre 1997;
   10.  Convenzione internazionale per la repressione del finanziamento del terrorismo,
        adottata a New York il 9 dicembre 1999;
   11.  Convenzione internazionale per la repressione degli atti di terrorismo nucleare,
        adottata a New York il 13 aprile 20051.
   1
       Emendamento all'Allegato adottato dai delegati dei ministri alla 1034a riunione (11 settembre 2008,
       punto 10.1) ed entrato in vigore il 13 settembre 2009 conformemente all'articolo 28 della Convenzione.
IT                                                    16                                                      IT