CELEX: 62018CN0486
Language: it
Date: 2018-07-23 00:00:00
Title: Causa C-486/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation (Francia) il 23 luglio 2018 — RE / Praxair MRC

1.10.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 352/26
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation (Francia) il 23 luglio 2018 — RE / Praxair MRC
      (Causa C-486/18)
      (2018/C 352/31)
      Lingua processuale: il francese
      
         Giudice del rinvio
      
      Cour de cassation
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: RE
      
         Resistente: Praxair MRC
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se la clausola 2, punti 4 e 6, dell’accordo quadro sul congedo parentale, contenuto nell’allegato della direttiva 96/34/CE del Consiglio, del 3 giugno 1996, concernente l’accordo quadro sul congedo parentale concluso dall’UNICE, dal CEEP e dalla CES (1), debba essere interpretata nel senso che essa osti all’applicazione, ad un lavoratore che si trovava in congedo parentale a tempo parziale al momento del licenziamento, di una disposizione di diritto interno quale l’articolo L. 3123-13 del code du travail (codice del lavoro), applicabile all’epoca dei fatti, secondo cui «l’indennità di licenziamento e l’indennità di pensionamento spettanti al lavoratore che è stato occupato a tempo pieno e a tempo parziale presso la medesima impresa sono calcolate proporzionalmente ai periodi di impiego compiuti con l’una e l’altra delle due modalità suddette a decorrere dall’assunzione».
               
            
                  2)
               
               
                  Se la clausola 2, punti 4 e 6, dell’accordo quadro sul congedo parentale, contenuto nell’allegato della direttiva 96/34/CE del Consiglio, del 3 giugno 1996, concernente l’accordo quadro sul congedo parentale concluso dall’UNICE, dal CEEP e dalla CES, debba essere interpretata nel senso che essa osti all’applicazione ad un lavoratore che si trovava in congedo parentale a tempo parziale al momento del licenziamento di una disposizione di diritto interno quale l’articolo R. 1233-32 del codice del lavoro, ai sensi del quale, durante il periodo di congedo per riqualificazione eccedente la durata del preavviso, il lavoratore percepisce una retribuzione mensile a carico del datore di lavoro, il cui importo è pari almeno al 65 % della retribuzione mensile lorda media soggetta ai contributi di cui all’articolo L. 5422-9 a titolo dei dodici mesi precedenti alla notifica del licenziamento.
               
            
                  3)
               
               
                  In caso di risposta affermativa all’una o all’altra delle due questioni precedenti, se l’articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea debba essere interpretato nel senso che esso osti a disposizioni di diritto interno come quelle di cui agli articoli L. 3123-13 del codice del lavoro, applicabile all’epoca dei fatti, e R. 1233-32 del medesimo codice, nella misura in cui un numero molto maggiore di donne che di uomini sceglie di fruire di un congedo parentale a tempo parziale e la discriminazione indiretta che ne deriva, sotto il profilo della percezione di un’indennità di licenziamento e di un’indennità per congedo di riqualificazione ridotte rispetto ai lavoratori che non hanno fruito di un congedo parentale a tempo parziale, non è giustificata da elementi oggettivi estranei a qualsiasi discriminazione.
               
            
         (1)  GU L 145, pag. 4.