CELEX: 51992PC0304
Language: it
Date: 1992-07-17
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che modifica dazi antidumping nell' ambito del procedimento di riesame delle misure antidumping applicabili alle importazioni di fibre tessili sintetiche di poliesteri originarie di Taiwan, della Turchia, della Romania e delle Repubbliche iugoslave di Serbia, del Montenegro e di Macedonia e chiude il procedimento di riesame nei confronti delle importazioni di fibre tessili sintetiche di poliesteri originarie del Messico e degli Stati Uniti

COMMISSIONE            DELLE COMUNITA'                 EUROPEE
MM
                                         COM{92) 304 def.
                                         Bruxelles, 17   luglio 1992
                                Proposta di
                      REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
                       che modifica dazi antidumping
                 nell'ambito del procedimento di riesame
         delle misure antidumping applicabili alle importazioni
                di fibre tessili sintetiche di poliesteri
          originarie di Taiwan, della Turchia, della Romania e
                  delle Repubbliche iugoslave di Serbia,
                       del Montenegro e di Macedonia
            e chiude il procedimento di riesame nei confronti
      delle importazioni di fibre tessili sintetiche di poliesteri
               originarie del Messico e degli Stati Uniti
                      (Presentata dalla Commissione)
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                                        RELAZIONE
    1. Con un a w i s o pubblicato nella Gazzetta ufficiale C 230 del 15.9.1990,
       la Commissione ha annunciato il riesame, a titolo dell'articolo 14 del
       regolamento (CEE) n. 2423/88, delle misure antidumping in vigore nei
       confronti     delle    importazioni    nella   Comunità   di   fibre  tessili
       sintetiche di poliesteri originarie di Taiwan, della Turchia, degli
       Stati Uniti d'America, del Messico, della Romania e della Iugoslavia.
    2. L'inchiesta         della     Commissione       riguardava      il    periodo
       1° gennaio-31 agosto 1990.
    3. Il valore normale in materia di dumping è stato stabilito:
       -   per  le tre società originarie        di Taiwan, in base ad un     valore
           coatruito aggiungendo al costo di produzione un ragionevole margine
           di utile. I margini di dumping cosl calcolati sono compresi tra il
           5,9 e il 13%;
       -   per la società originaria della Turchia e per quelle originarie
           delle   Repubbliche     iugoslave   di   Serbia,  del  Montenegro   e  di
           Macedonia, in base ai prezzi interni; i margini di dumping così
           calcolati sono rispettivamente dell*11,4 e del 15,6%;
       -   per la Romania, paese a commercio di Stato, in base ad un valore
           costruito di Taiwan, ottenendo un margine del 14,1%.
    4. Dato che le esportazioni provenienti dagli Stati Uniti e dal Messico
       non   avevano     contribuito   al  pregiudizio,   non  è   stato  necessario
       analizzare se esistessero pratiche di dumping attribuibili a questi
       due paesi.
    5. Per quanto riguarda il pregiudizio, si è cercato di stabilire se le
       circostanze     fossero mutate, in meglio o in peggio, sia per quanto
i2)
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   riguarda il comportamento degli esportatori sul mercato comunitario
   sia   per   quanto    riguarda    la  situazione   dell'industria     comunitaria,
   indipendentemente       dalle   misure   antidumping    oggetto    della  presente
   procedura di riesame.
6. Dagli elementi analizzati risulta che, dato il sussistere della sua
   situazione di pregiudizio (calo delle vendite e perdite finanziarie),
   1'industria       comunitaria      deve    tuttora    essere     tutelata     dalle
   importazioni a prezzi di dumping originarie di Taiwan, della Romania,
   della Turchia e delle Repubbliche iugoslave di Serbia, del Montenegro
   e di Macedonia. L'esistenza delle misure oggetto del riesame, infatti,
   non ha impedito che, rispetto ai prezzi dei produttori comunitari,
   sussistesse una sottoquotazione permanente di queste esportazioni, che
   del resto si sono attestate ad un livello considerevole. Pertanto, non
   si   giustifica    l'abolizione     delle misure    antidumping     in vigore   nei
   confronti      di   questi    paesi,    caldeggiata    dall'Associazione      degli
   importatori comunitari. Queste misure devono invece essere adeguate in
   funzione     delle   conclusioni     della   presente    inchiesta    relative   al
   dumping e al pregiudizio che ne deriva. Per contro, le importazioni
   originarie     degli Stati Uniti e del Messico non possono più essere
   considerate una causa di pregiudizio presente o futuro.
7. Come   di    consueto,     i   servizi   della   Commissione     hanno   esaminato
   accuratamente      le   implicazioni     delle   misure    antidumping    per   gli
   interessi     dei consumatori      che, apparentemente, non       risentiranno   in
   misura significativa della proroga di dette misure.
8. In considerazione di quanto precede, sembra opportuno mantenere                  in
   vigore le misure antidumping, adeguandole però come segue in funzione
   dei risultati del riesame di cui ai paragrafi 3 e 4:
   -   per Taiwan, dazi antidumping compresi tra il 5,9 e il 13%
   -   per la Turchia, un dazio antidumping dell'11,4%
      per    le   Repubbliche     iugoslave   di  Serbia,    del   Montenegro    e  di
      Macedonia, un dazio antidumping del 15,6%
   -   per la Romania, un dazio antidumping del 14,1%
   -   nessuna misura per gli Stati Uniti e per il Messico.
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                                    Proposta di
                         REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
                          che modifica dazi antidumping
                    nell'ambito del procedimento di riesame
           delle misure antidumping applicabili alle importazioni
                   di fibre tessili sintetiche di poliesteri
            originarie di Taiwan, della Turchia, della Romania e
                     delle Repubbliche iugoslave di Serbia,
                          del Montenegro e di Macedonia
              e chiude il procedimento di riesame nei confronti
        delle importazioni di fibre tessili sintetiche di poliesteri
                  originarie del Messico e degli Stati Uniti
Il Consiglio delle Comunità europee,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'll luglio 1988,
relativo  alla   difesa   contro   le   importazioni   oggetto   di  dumping   o di
sovvenzioni   da   parte   di  paesi     non  membri   della   Comunità   economica
europea (1), in particolare l'articolo 14,
previa   informazione     del   Consiglio    di   Associazione     CEE-Turchia   in
applicazione   dell'articolo 47,      paragrafo 2   del   protocollo    addizionale
all'accordo  che    istituisce   un'associazione     tra  la   Comunità   economica
europea e la Turchia (^),
vista  la proposta    della Commissione, presentata      previe consultazioni    in
seno al Comitato consultivo istituito dal suddetto regolamento,
(1) GU n. L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
(2) GU n. L 293 del 29.12.1972, pag. 3.
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considerando quanto segue:
                                 A. PROCEDIMENTO
(1)  Con il regolamento (CEE) n. 3946/88 ( 3 ), il Consiglio ha istituito un
     dazio   antidumping   definitivo   sulle   importazioni   di  fibre  tessili
     sintetiche di poliesteri originarie di Taiwan, della Turchia, degli
     Stati Uniti d'America, del Messico, della Romania e della Iugoslavia.
(2)  Nel marzo    1990, la Commissione ha ricevuto una domanda         di riesame
     presentata    dall'Associazione    degli   importatori   di   fibre  tessili
     sintetiche di poliesteri; nello stesso periodo, sono state presentate
     domande di riesame anche da esportatori di questo prodotto originari
     del Messico, della Romania e degli Stati Uniti d'America.
(3)  Avendo deciso, previa consultazione, che esistevano elementi di prova
     sufficienti per giustificare il riesame, conformemente all'articolo 14
     del   regolamento   (CEE)   n. 2423/88,    la   Commissione  ha   deciso  di
     procedere ad un riesame completo del regolamento (CEE) n. 3946/88 ed
     ha avviato un'inchiesta (^).
(4)  La  Commissione    ha   ufficialmente    informato   gli  esportatori,   gli
     importatori e i produttori comunitari notoriamente         interessati e ha
     dato alle parti interessate      la possibilità di rendere note le loro
     osservazioni per iscritto e di chiedere un'audizione.
     Si  è   riscontrato   che  non  esistevano    produttori/esportatori   nelle
     Repubbliche di Slovenia, di Croazia e di Bosnia-Erzegovina. Pertanto,
     le eventuali misure antidumping conseguenti al riesame dovranno essere
     circoscritte alle Repubbliche iugoslavie di Serbia, del Montenegro e
     di Macedonia.
(3) GU n. L 348 del 17.12.1988, pag. 49.
(4) GU n. C 230 del 15.9.1990, pag. 3.
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(5) Gli esportatori, gli importatori e il CIRFS (Comitato internazionale
    del   rayon  e  delle   fibre  sintetiche)  hanno reso  note  le  loro
    osservazioni per iscritto. Alcuni di essi, inoltre, hanno chiesto e
    ottenuto un'audizione.
(6) La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute
    necessarie per la determinazione del dumping e del pregiudizio ed ha
    effettuato una verifica in loco presso i
-   produttori comunitari
    -   DU PONT DE NEMOURS GmbH, Germania
        ENKA AG, Germania
        HOECHST AG, Germania
        ENICHEM FIBRE SpA, Italia
    -   MONTEFIBRE SpA, Italia
       NUREL SA, Spagna
    -   LA SEDA DE BARCELONA SA, Spagna
    -   RHONE POULENC SA, Spagna
        BRILEN SA, Spagna
        FINICISA FIBRAS SINTETICAS SA, Portogallo
       AKZO NV, Paesi Bassi
    -   RHONE POULENC FIBRES SA, Francia
    -   WELLMAN INTERNATIONAL Ltd., Irlanda
    importatori comunitari:
        HUGO BARTRAM KG, Germania
        JOCHEN VON GRUNDHERR, Germania
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produttori non comunitari:
a) Taiwan
-  CHUNG SHING TEXTILE Co. LTD., Taipei
-  FAR EASTERN TEXTILE Ltd., Taipei
-  NAN YA PLASTICS Corp., Taipei
-  SHINKONG SYNTHETIC FIBRES Corp., Taipei
-  TAINAN SPINNING Co. Ltd., Tainan
-  TUNTEX DISTINCT Corp., Tainan
b) Turchia
-  SASA,  ARTIFICIAL   AND  SYNTHETIC  FIBRES INC., Adana, che esporta
   tramite la EXSA, Adana, società collegata alla SASA,
-  SÒNMETZ FILAMENT, Bursa
c) Repubbliche iugoslave di Serbia, del Montenegro e di Macedonia
-  HEMTEKS, Skopje
d) Messico
   CELANESE MEXICANA SA, Città del Messico
-  CRISAL TEXTIL SA, Città del Messico
-  FIBRAS SINTETICAS SA, Monterrey
-  KIMEX SA, città del Messico
-  NYLON DE MEXICO, Città del M«SSÌCO
e) Stati Uniti d'America
   EASTMAN CHEMICAL PRODUCTS I N C , Kingsport TE
   E.I. DU PONT DE NEMOURS AND CO., Wilmington DE
-  HOECHST CELANESE FIBERS, I n c , Charlotte NC
-  WELLMAN I n c , Johnsonville
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     -   MARTIN-COLOR-FI Inc., Edgefi«ld
     -   GATES FORMED-FIBRE PRODUCT Inc., Auburn
     -   FOSS MANUFACTURING COMPANY Inc., Hampton
     -   BOLLAG INTERNATIONAL Corp., Newell, NC
     -   CARTER, MOORE & Co. Inc., New York
(7)  La    Commissione    ha   ricevuto    e    utilizzato     informazioni    degli
     importatori, dei produttori dei paesi esportatori            e dei produttori
     comunitari.
(8)  I produttori/esportatori sono stati informati dei principali elementi
     e   considerazioni     in  base   ai    quali   si   intendeva     raccomandare
     1•istituzione di misure definitive. Inoltre, è stato concesso loro un
     termine per presentare osservazioni a seguito di detta comunicazione.
     Le osservazioni sono poi state esaminate e, ove opportuno, se ne è
     tenuto conto nelle conclusioni della Commissione.
(9)  L'inchiesta    sulle   pratiche   di   dumping   che   riguarda     il  periodo
     1° gennaio-31 agosto 1990.
                     B. RIESAME A TITOLO DELL•ARTICOLO 14
                        DEL REGOLAMENTO (CEE) n. 2423/88
(10) Per quanto riguarda il pregiudizio, la diminuzione delle importazioni
     e/o    il  risanamento    della    situazione    economica     e    finanziaria
     dell'industria    comunitaria   incidono    soltanto   se   dovuti   a  fattori
     diversi dalle misure antidumping in vigore.
                                   C. PRODOTTO
1.   Descrizione
(11) La   descrizione   dei  prodotto   è  identica   a   quella   che   figura  nel
     regolamento (CEE) n. 3946/88.
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(12) Sono   oggetto    dell'inchiesta     le  fibre   sintetiche     in   fiocco   di
     poliesteri, non cardate, né pettinate, né altrimenti preparate per la
     filatura,    comunemente     denominate    "fibre    tessili    sintetiche    di
     poliesteri",    del   codice   NC  5503 2 0 00;  il   prodotto   è  comunemente
     denominato "fibre sintetiche di poliesteri".
     Si  tratta   di  un materiale     di base, utilizzato      in  varie   fasi  del
     processo di produzione dei teeaili a seconda della natura dei tessili
     da produrre. Circa il 60% del consumo comunitario di fibre sintetiche
     di poliesteri riguarda la filatura, vale a dire la fabbricazione di
     filati per farne tessuti mescolandoli, se necessario, con altre fibre
     quali la lana o il cotone. Circa il 40% viene utilizzato per riempire,
     vale a dire imbottire, alcuni prodotti tessili           (cuscini, sedili per
     automobili, giacche a vento, ecc.), comprese altre applicazioni non
     filate quali la fabbricazione di moquette.
(13) Le possibili differenze a livello di utilizzazione e di qualità delle
     fibre    sintetiche    di   poliesteri   non   comportano     però    variazioni
     significative per quanto riguarda le caratteristiche fisiche di base,
     la   percezione     del   prodotto    da   parte    dei   consumatori     e   la
     commercializzazione dei vari tipi di fibre sintetiche di poliesteri
     considerati: pertanto, ai fini del procedimento, essi devono essere
     considerati un unico prodotto.
     Gli importatori, infatti, hanno chiesto se, dato il diverso uso, non
     fosse   opportuno    fare  una   distinzione  tra   le   fibre   sintetiche   di
     poliesteri utilizzate per       1'imbottitura e le altre. Tuttavia, tale
     distinzione   non è accettabile, in quanto        sarebbe    possibile   solo a
     valle del processo di uso industriale. Prima del processo, invece,
     tutti i tipi di fibre sintetiche di poliesteri hanno generalmente le
     stesse caratteristiche fisiche.
     Alcuni esportatori ed importatori hanno chiesto inoltre che le fibre
     sintetiche di poliesteri aventi caratteristiche specifiche, quali le
     fibre termofugate o bicomposte, possano essere considerate un prodotto
     diverso   e  quindi    esciuse   dal  campo  di  applicazione     del   presente
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         procedimento, considerati i loro prezzi largamente superiori ai prezzi
         di vendita delle altre fibre. Tuttavia, l'inchiesta ha dimostrato che,
         sebbene esistano numerosi tipi di fibre sintetiche di poliesteri con
         caratteristiche   diverse     a   seconda     delle    esigenze    specifiche,    le
         caratteristiche fisiche di base, le applicazioni e l'uso sono uguali a
         quelle delle altre fibre sintetiche di poliesteri. Inoltre, il mercato
         di questo prodotto è costituito da serie di tipi di fibre sintetiche
         di poliesteri con alcune caratteristiche comuni, e senza distinzioni
         ben definite. Di conseguenza, ei à concluso che queste caratteristiche
         supplementari non rendevano diverse le fibre asserite               speciali quali
         dovrebbero    rientrare      nel     campo      d'applicazione      del    presente
         procedimento.
    2.   Prodotto simile
    (14) La  Commissione   ha   stabilito      che   le    fibre   tessili    sintetiche   di
         poliesteri  prodotte     nella   Comunità      e   quelle   vendute    sui   mercati
         nazionali  di   Taiwan,    delle    Repubbliche      iugoslave    di   Serbia,   del
         Montenegro e di Macedonia, della Turchia, della Romania, degli Stati
         Uniti  d'America    e  del   Messico     sono    prodotti    simili    ai  prodotti
         esportati dai suddetti paesi nella Comunità sotto il profilo di tutte
         le loro caratteristiche fisiohe e tecniche di base.
                                             DUMPING
         Valore normale
    a)   Taiwan
    (15) La  Commissione   ha   potuto    cotiBtatire      che,  durante    il   periodo   di
         riferimento,   le  tre    società    di   Taiwan    che   hanno   esportato    nella
         Comunità   avevano      venduto       sul    mercato       interno     quantitativi
         rappresentativi    del    prodotto,     vale     a   dire   oltre    il   5%   delle
         esportazioni verso la Comunità. Tuttavia, dato che il volume delle
         vendite redditizie era trascurabile, si è dovuto costruire il valore
(3)
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     normale basandosi sui costi di produzione e su un equo margine di
     utile. Il costo di produzione è stato calcolato sulla base di tutti
     costi,   sia   fissi   che   variabili,     connessi   ai   materiali    e  alla
     fabbricazione nel corso di normali operazioni commerciali, maggiorati
     di   importo    ragionevole     per    le   spese   di    vendita,    le   spese
     amministrative    e   le    altre    spese    generali.   Dato   il    carattere
     rappresentativo    del volume delle vendite sul mercato interno, tale
     importo è stato calcolato faoendo riferimento alle spese sostenute dai
     produttori di Taiwan per le vendite di prodotti simili sul mercato
     interno. Per quanto riguarda il margine di utile, dalle informazioni
     di  cui   dispone   la   Commissione     risulta   che,   durante   il   periodo
     dell•inchiesta,     non    sono    state    effettuate    vendite    redditizie
     rappresentative sul mercato interno. Di conseguenza, la Commissione ha
     stabilito il margine di utile fondandosi su un'altra base ragionevole,
     vale a dire    i profitti realizzati       dalle   società   interessate   negli
     ultimi tre anni su tutte le vendite del settore; questo margine varia
     dal 6 all'11%.
b)   Repubbliche iugoslave di Serbia, del Montenegro e di Macedonia
(16) Dato che sul mercato interno sono state effettuate vendite in quantità
     rappresentative    (oltre   il   5% delle    vendite  all'esportazione     nella
     Comunità), per calcolare il valore normale ci si è basati sui prezzi
     realmente    pagati   o   pagabili     nel   corso   di    normali   operazioni
     commerciali per il prodotto simile destinato al consumo sul mercato
     interno, al netto di tutti gli sconti e riduzioni.
c)   Turchia
(17) Dato che sul mercato interno sono state effettuate vendite in quantità
     rappresentative    (oltre   il  5* delle     vendite  all'esportazione     nella
     Comunità), il valore normale è atato determinato in base ai prezzi
     realmente    pagati   o   pagabili     nel   corso   di    normali   operazioni
     commerciali per il prodotto simile destinato al consumo sul mercato
     interno, al netto di tutti gli sconti e riduzioni.
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d)   Romania
(18) Dato che la Romania non può essere considerata un paese ad economia di
     mercato, per i suoi calcoli la Commissione si è dovuta basare sul
     valore normale di questi prodotti in un paese ad economia di mercato.
     Gli importatori e il produttore rumeno che avevano sollevato obizioni
     nei confronti della Turchia, paese scelto nella precedente inchiesta,
     hanno   accettato     Taiwan   come   paese    analogo.    La   Commissione   ha
     constatato che non esistevano differenze di rilievo tra i due paesi né
     riguardo al processo e/o la scala di fabbricazione, né riguardo al
     tipo   di  prodotto,     né  riguardo   alle    condizioni    di  accesso   alle
     principali componenti del costo di produzione. Di conseguenza, essa ha
     considerato la scelta di Taiwan appropriata e non ingiustificata per
     determinare il valore normale rumeno.
(19) Come si è detto al considerando (14), è stato necessario costruire il
     valore   normale    per   Taiwan.  A  tale   riguardo,    un   importatore   del
     prodotto   rumeno ha chiesto un adeguamento          del valore    normale  così
     stabilito, adducendo che la Romania possiede un vantaggio comparativo
     in termini di approvvigionamento di petrolio, materia prima utilizzata
     nella fabbricazione delle fibre di poliesteri. La richiesta, però, non
     sembra fondata, in quanto dall'inchiesta è risultato che le società di
     Taiwan hanno la possibilità di procurarsi le materie prime a basso
     prezzo   sul   mercato   interno. Anohe     se   esistesse   un  vantaggio   del
     produttore    rumeno,    pertanto,   questo    non   può   essere    considerato
     rilevante.
     Nel costruire     il valore normale     per   1'applicazione    in Romania, la
     Commissione ha basato i suoi calcoli sulla situazione del produttore
     di Taiwan con i migliori risultati, che aveva fabbricato lo stesso
     tipo di prodotto per il mercato interno e per 1'esportazione. Secondo
     il Consiglio, in tal modo si è tenuto largamente conto di qualsiasi
     eventuale    vantaggio    comparativo,   tanto    più   che   1'importatore   in
     questione non ha fornito alcun dato quantitativo preciso a sostegno
     della sua richiesta.
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e)   Stati Uniti d'America e Messico
(20) Dato che le esportazioni di questi due paesi non hanno contribuito al
     pregiudizio    (cfr.   considerando     30  e  31), la     Commissione     non  ha
     ritenuto   necessario    accertare    l'eventuale   presenza    di  pratiche    di
     dumping.
2.   Prezzi all'esportazione
(21) I prezzi    all'esportazione     sono  stati   stabiliti    in  base   ai   prezzi
     realmente pagati o pagabili per i prodotti venduti all*esportazione
     nella Comunità.
     Quando,   come  per  il produttore      turco,   le  esportazioni     sono   state
     realizzate   tramite    imprese   consociate  insediate     nella  Comunità, la
     Commissione ha calcolato i prezzi all'esportazione in base ai prezzi
     di rivendita al primo acquirente indipendente, debitamente adeguati
     per tener conto di tutti i oosti sostenuti tra 1'importazione e la
     rivendita   dei  prodotti    e   un  margine   ritenuto    equo   per   le   spese
     generali e gli utili, in considerazione dei margini praticati dagli
     importatori indipendenti dei prodotto in oggetto.
3.   Confronto
(22) A  norma   dell'articolo 2,     parsgrafi 9    e  10   dei   regolamento     (CEE)
     n. 2423/88,    nel   confrontare      il   valore    normale    con    i    prezzi
     all'esportazione,    transazione     per   transazione,     la  Commissione     ha
     tenuto   conto,   a  seconda    delle   circostanze,    delle   differenze     che
     incidono direttamente sulla coinparabilità dei prezzi come le spese di
     vendita, vale a dire le condLxioni di credito, le spese di trasporto,
     di  assicurazione     e   di   movimentazione,     l'assistenza    tecnica,     le
     retribuzioni   dei venditori e le spese accessorie, ogniqualvolta               si
     sono dimostrati in misura suffioiente la fondatezza              delle relative
     richieste e il nesso diretto. Tutti i confronti sono stati effettuati
     allo stadio franco fabbrica e allo stesso livello commerciale.
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(23) Per quanto riguarda i prezzi all'esportazione praticati dai produttori
     turchi   e da    quelli   delle   Repubbliche     iugoslave   di  Serbia,   del
     Montenegro    e    di   Macedonia,     in    applicazione     dell'articolo 2,
     paragrafo 10, lettera b) del regolamento (CEE) n. 2423/88 e ai fini di
     un equo confronto, la Commissione ha tenuto conto delle differenze
     risultanti   dal   sistema   d'imposizione      all'importazione   di  materie
     prime, a seconda che queste materie prime venissero destinate alla
     produzione  venduta   sul mercato    interno     o a quella   esportata   nella
     Comunita.   si   sono   quindi   operati     adeguamenti   ogniqualvolta    sia
     risultato che erano state concesse restituzioni di dazi, nella misura
     in cui riguardavano 1 materiali fisicamente incorporati nel prodotto
     esportato verso la Comunita.
4.   Margini di dumping
(24) Dal  confronto   degli   elementi   sopraindicati     risulta  l'esistenza   di
     pratiche di dumping. 11 margine di dumping calcolato per ciascuno dei
     paesi  o dei    produttori/esportatori     e   pari  alla  differenza   tra  il
     valore normale stabilito e il prezzo all'esportazione nella Comunita,
     debitamente adeguati.
     In base al prezzo     franco   frontiera   comunitaria,    si e calcolato    il
     seguente     margine       medio      ponderato       per     ciascuno      dei
     produttori/esportatori interessati:
     Taiwan:
     NAN YA PLASTICS Corp., Taipel           5,9 %
     FAR EASTERN TEXTILE Ltd., Taipei        6,8 %
     SHINKONG SYNTHETIC FIBRES Cozp., Taipei 13,0 %
     Romania:                               14,1%
     Repubbliche iugoslave di Serbia, del Montenegro e di Macedonia:
     HEMTEKS, Skopje                        15,6 %
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     Turchia:
     SASA ARTIFICIAL SYNTHETIC FIBRES Inc., Adana 11,4 %
(25) Per le società che non hanno collaborato all'inchiesta, che non hanno
     reso  note   le   loro  osservazioni     alla   Commissione      o  che   non  hanno
     risposto   al    suo   questionario,     il    margine    di     dumping   è   stato
     determinato in base ai dati disponibili, ai sensi dell'articolo 7,
     paragrafo 7,    lettera   b)   del  regolamento      (CEE)    n. 2423/88. A     tale
     riguardo,   la   Commissione    ha   ritenuto     che   i   risultati    della   sua
     inchiesta  costituissero     la base più appropriata per determinare              il
     margine di dumping e che adottare un margine meno elevato del margine
     più  alto    registrato     per   ciascuno     degli    esportatori      che   hanno
     collaborato     all'inchiesta      significherebbe       premiare      la    mancata
     collaborazione     e   darebbe    la   possibilità      di     eludere    il   dazio
     antidumping.    Di conseguenza,     la Commissione       ha   applicato    a  queste
     società   il   margine    più   elevato,    e    il   Consiglio     conferma    tale
     impostazione.
                                   E. PRKGIUDIZIO
(26) Conformemente    all'articolo     14,   paragrafo 1      del    regolamento    (CEE)
     n. 2423/88,    1'inchiesta    doveva   accertare      se,   a   prescindere    dalle
     misure antidumping oggetto del presente procedimento di riesame, le
     circostanze fossero mutate, in meglio o in peggio, per quanto riguarda
     il  comportamento     degli   esportatori     sul   mercato     comunitario    e  la
     situazione dell'industria comunitaria.
(27) La Commissione ha constatato quanto segue:
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1.   Comportamento degli esportatorl sul mercato comunitario
     a) Cumulo
(28) Per  valutare    l'impatto   delle   importazioni     a   prezzi    di   dumping
     sull'industria    comunitaria,    oocorre    anzitutto     esaminare     se   sia
     opportuno mantenere 1'impostasione adottata nell•istituire le misure
     oggetto  dell'attuale riesame, oumulando cioè tutte           le   importazioni
     originarie dei paesi oggetto dell'inchiesta.
(29) II volume delle importazioni provenienti dal Messico si aggirava nel
     1990 sullo 0,1%. Anche se l'entità        trascurabile delle       importazioni
     messicane   dopo    1'istituzione    delle    misure    antidumping     non    ne
     giustifica  né   l'abolizione   ipso   facto   né  il   cumulo   con   le   altre
     importazioni,   1'inchiesta ha dimostrato che, avendo analizzato              per
     molti anni la struttura del mercato messicano, è poco probabile che in
     futuro   le   esportazioni    di   questi    prodotti    verso    la    Comunità
     supereranno   un  volume   non   trascurabile.    La  produzione     messicana,
     infatti, è destinata essenzialmente al mercato americano. Ciò è stato
     confermato   dal   fatto  che   già   nel  periodo    1984-1990,     nonostante
     un'apprezzabile capacità di produzione messicana, la quota di mercato
     delle esportazioni messicane uella Comunità è rimasta compresa tra lo
     0,2 e lo 0,5%, salvo un incremento ntomentaneo dell'1% nel 1987.
     La commissione ritiene pertanto che, qualora venissero aboliti i dazi
     antidumping, le importazioni provenienti dal Messico non dovrebbero
     aumentare   sensibilmente     e   quindi,    in    futuro,    non    dovrebbero
     contribuire   al pregiudizio. Dl conseguenza, la commissione             ritiene
     opportuno non cumulare gli effetti delle importazioni messicane con
     quelli delle importazioni provenienti dagli altri paesi in oggetto.
(30) Nel 1990, il volume delle importazioni provenienti dagli Stati Uniti è
     sceso fino a rappresentare soltanto una quota di mercato dello 0,8%.
     L'inchiesta ha dimostrato che questo fenomeno è dovuto a circostanze
     diverse dall'esistenza dei dazi antidumping. Anzitutto, va ricordato
     che i principali produttori statunitensi, che rappresentano la gran
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     maggioranza delle esportazioni verso la Comunità, non sono soggetti a
     tali   dazi,  del   resto    relatìvamente    moderati    anche     per   gli  altri
     produttori.    Inoltre,    la   produzione     statunitense     è    imperniata   su
     prodotti onerosi e orientata prlncipalmente verso il mercato interno.
     Di conseguenza, è poco probablle ohe, per questi prodotti, il volume
     delle   esportazioni    statunitensi      sia   stato   influenzato       in  misura
     considerevole    dai  dazi    antidumping    in vigore. Sembra         inoltre  poco
     probabile che queste esportasioni contribuiscano             in futuro a recare
     pregiudizio.    E*   pertanto     opportuno   non   cumulare      le    importazioni
     statunitensi con quelle degli altri paesi interessati.
(31) Le cifre relative alle importazioni provenienti dagli altri quattro
     paesi non sono invece trascurabili, soprattutto per quanto riguarda
     Taiwan e la Turchia     (rispettlvamente 4,2% e 2% espressi in quote di
     mercato 1990).
(32) Per quanto riguarda le esportasioni provenienti dalla Romania e dalle
     Repubbliche   iugoslave     di   Serbia,   del   Montenegro     e    di   Macedonia,
     sebbene il loro volume sia notevolmente diminuito dopo 1•istituzione
     delle misure antidumping, arrivando a livelli alquanto modesti per le
     Repubbliche   iugoslave    di Serbia, del Montenegro         e di Macedonia, e
     addirittura trascurabili per la Romania, questa diminuzione può esserè
     imputata unicamente all'esistensa delle misure antidumping.
     Le esportazioni rumene e iugoslave, infatti, sono da sempre destinate
     alla Comunità, e negli ultimi sei anni hanno detenuto quote di mercato
     significative    e   costanti.      Per  tale    motivo,    esse      continuano   a
     costituire   una   minaccia    di  pregiudizio. Pertanto,        come    al momento
     dell•istituzione    delle   misure    oggetto   del   riesame,     gli   effetti  di
     queste   importazioni    devono    easere   cumulati    con   gli    effetti   delle
     importazioni provenienti da Taiwan e dalla Turchia.
(33) Il Consiglio conferma queste impostazioni.
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     b) Consumo comunitario
(34) Le dimensioni del mercato comunitario rimangono relativamente stabili.
     Si è infatti passati da 431 535 t nel 1988 a 441 033 t nel 1989, per
     poi   tornare  a   424 194 t  nel  1990   (277 507 t   durante   il  periodo
     dell* inchiesta) .
     c) Volume delle importazioni
(35) A    seguito    dell•introduzione     delle    misure     antidumping    nel
     dicembre 1988,    il   volume   delle   importazioni    di   fibre   tessili
     sintetiche di poliesteri provenienti dai quattro paesi interessati è
     passato da 44 000 t nel 1988 a 31 400 t nel 1990, con un incremento da
     12 000 t nel 1988 a 18 000 t nel 1990 per la sola Taiwan. La quota
     delle importazioni detenuta da questi paesi nella Comunità è scesa dai
     10,2% nel 1988 al 7,4% nel 1990.
     d) Prezzi delle importazioni
(36) Durante   il periodo di riferimento, i prezzi di queste importazioni
     sono   stati  inferiori  a quelli   praticati  dai   produttori   comunitari
     interessati, con sottoquotazioni ohe variavsno, in media, tra ii 19% e
     il 25%. Va ricordato che queste «ottoquotazioni sono state accertate
     già in vigenza delle misure antidumping.
2.   Situazione dell'industria comunitaria
     a) Capacità di produzione, tasso di utilizzazicne, scorte
(37) La produzione comunitaria di fibr« sintetiche di poliesteri è passata
     da 379 286 t nel 1983 a 428 L47 t nel 1989 e a 407 251 t nel 1990. La
     capacità di produzione è aumentata da 432 903 t nel 1988 a 466 3 39 t
     nel 1989 e a 471 723 t nel 1990, mentre il tasso di utilizzazione si è
     attestato attorno all*86-88%. Nello stesso periodo, si è registrato un
     incremento delle scorte del 94*, da 29 146 t a 56 533 t.
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     b) Volume delle vendite e quota dl mercato dell'industria comunitaria
(36) La quantità di fibre sintetiohe di poliesteri venduta nella Comunità
     dall'industria comunitaria è paasata da 337 424 t nel 1988 a 356 465 t
     nel 1989, per poi ridiscendere a 330 310 t nel 1990 e a 220 207 t nel
     periodo   di   riferimento.   L'andamento    della   quota  di   mercato
     dell'industria comunitaria è stato il seguente: 78,2% nel 1988, 80,8%
     nel 1989 e 79,4% nel 1990.
     c) Andamento dei prezzi
(39) Si è effettuata un'analisi approfondita dei prezzi di vendita nella
     Comunità delle fibre sintetiche di poliesteri prodotte dall'industria
     comunitaria e di quelle importate dai paesi oggetto dell•inchiesta.
     Dall'analisi è risultato che, a seguito dell*istituzione delle misure
     antidumping, i prezzi di queat 1. prodotti sono aumentati nella Comunità
     dal 1988 al 1989, per poi diinlnuire nuovamente nel 1990 ritornando al
     livello dei 1988.
     d) Profitti
(40) La Commissione ha constatato che, nel complesso, dal 1988 in poi i
     risultati finanziari dell'industria comunitaria sono stati negativi.
     Nonostante un leggero migliiuamento nel 1989, durante il periodo di
     riferimento  si è registrato    un uLteriore deterioramento. Nel 1990,
     soltanto alcuni produttori comunitari hanno realizzato modesti utili,
     mentre molti di essi hanno     subito perdite   considerevoli. La media
     ponderata  durante il periodo cli riferimento    indica per  1'industria
     comunitaria risultati finanziari negativi dell'ordine dei 2,3%.
     e) Occupazione e investimentI
(41) Dal 1988 al 1990, l'industria ooinunitaria ha soppresso 237 posti di
     lavoro, vale a dire il 5%, e ciontemporaneamente ha diminuito i suoi
     investimenti e chiuso due fabbriche.
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3.   conclusione sulle mutate ciroostanae
(42) Da   quanto     precede     risults    che   la    situazione     pregiudizievole
     dell'industria comunitaria - ua lo delle vendite e perdite finanziarie
     -  richiede    tuttora    una  difesa   oontro le    importazioni     a prezzi    di
     dumping originarie di Taiwan, della Romania, della Turchia e delle
     Repubbliche     iugoslave    di  Serbia,    del  Montenegro     e   di   Macedonia.
     L'esistenza delle misure oggetto del riesame, infatti, non ha impedito
     una   costante    sottoquotazione,      rispetto    ai  prezzi    dei    produttori
     comunitari, di queste esportssloni, del resto stabilizzatesi                  ad un
     livello   tutt'altro     che   trasinirahLle.   Pertanto,     non   si   giustifica
     l'abolizione     delle   misure   antIdumping    in   vigore   nei   confronti    di
     questi     paesi,     auspicata      dalL*Associazione       degli      importatori
     comunitari. Al contrario, occorre adeguare             le misure     in base    alle
     conclusioni della presente inohlesta per quanto riguarda il dumping e
     il pregiudizio emersi. Per c:ontio, per i motivi di cui ai considerando
     (29) e    (30), le     importazioni    orLgLnarie    degli   stati    Uniti  e   del
     Messico non possono più essete oonsiderate una causa di pregiudizio
     presente o futuro.
(43) Gli importatori hanno dichiarsto che, essendo stata                presentata    una
     domanda di riesame per 1'abrogssione dei vigenti provvedimenti, i dazi
     esistenti potevano essere modlficati soltanto riducendoli.
     Il Consiglio     non puô accettar. e questo argomento. Anzitutto, non è
     stata introdotta nessuna nocms In tsL senso né nel pertinente diritto
     comunitario    né nel codice «nl: I dumping       del GATT. Inoltre, una         tale
     norma   sarebbe    contraria    all«   ~r«tio'   dello    strumento     di  riesame
     previsto   dal regolamento n. 2423/88. L'articolo 14, infatti, ha                 lo
     scopo di adeguare le misure alle mutate circostanze sia riguardo al
     dumping che riguardo al conseguente pregiudizio. Poco importa, quindi,
     che   la    domanda    di    riesame    provenga    dagli    importatori,      dagli
     esportatori o dai produttori cmniunJ tari.
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     Ciô   è   tanto   più vero   in quanto      la Commissione    puô,   in  qualsiasi
     momento, riesaminare e adeguare le misure in funzione delle mutate
     circostanze, anche se non lo richiede nessuna delle parti interessate.
                                 F. LIVKLLO DKI DAZI
1.   Aliquota
(44) Per determinare 1•importo del dazio da istituire, la Commissione ha
     tenuto conto sia dei margini di dumping constatati sia dell'importo
     dei dazi nccessaii per eliminare il pregiudizio.
(45) Per calcolare la soglia di pregjudiaio, la Commissione ha dovuto tener
     conto del     fatto che    l'int»ra    Lndustria comunitaria     sta   registrando
     perdite. Pertanto, occorre clie Le misure previste consentano a questa
     industria     di   aumentare   i  pieszl    al  fine   di   coprire   i  costi  di
     produzione     e realizzare    un equo     profitto. Questo    è  stato   valutato
     all'8% in base al tasso di profitto realizzato negli anni precedenti,
     nonché     al    fabbisogno     costsnte     dell'industria     in    termini   di
     investimenti produttivi di lunga durata.
     Successivamente,      la Commissione     li« calcolato   gli aumpnti di prezzo
     necessari all'industria comunit«riH per coprire interamente i costi e
     pur recilizzare un profitto dell'H*. Al prezzo delle             importazioni in
     du;?;ping   è   stato   aggiunto    1 ' Importo   cosi    ottenuto,    espresso  in
                                                                       4
     perceiv . ?.le del prezzo medio ponderato delle loro             . mportazi.oni CIF
     front.iera comunitaria.
     Per calcolare      la soglia di pregiudizio di ciascun esportatora si è
     aggiunto questo incremento medio al dazio antidumping esistente.
(46) 11 risultato di detto calcol.o ha dato un margine di pregiudizio per
     ciascun esportatore; e consente al1'industria comunitaria di aumentare
     i prezzi per risanare la sua situaaione.
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(47) Tuttavia, per i produttori/esportatori rumeni, iugoslavi, turchi e di
     Taiwan il margine di dumping è risultato più basso del livello medio
     di pregiudizio calcolato. Conformemente all'articolo 13, paragtafo 3,
     del regolamento n. 2423/88, ci si deve basare su detto margine per
     determinare   l'aliquota     del   dazio   nei   confronti   degli   esportatori
     interessati.
(48) Non     potendosi        escludere        la      possibilità      che     altri
     produttori/esportatori      non   abblano    risposto   al  questionario   della
     Commissione,    non   si   siano    resi   noti   o   non  abbiano   fornito  le
     informazioni ritenute necessaiie daLla Commissione, per i motivi già
     indicati  al   considerando     (25) sembra     opportuno   istituire  il  dazio
     stabilito in base ai dati disponibili ritenuti più appropriati. Di
     conseguenza, si è applicato a queste società il margine più elevato.
(49) Per i motivi illustrati ai oonsLderando (29) e (30), non va applicato
     alcun dazio nei confronti del         pzoduttori del Messico e degli Stati
     Uniti.
(50) Il Consiglio conferma tale conclusione.
2.   Forma
(51) Non si è addotto alcun argomento che giustifichi una modifica della
     forma  dei   dazi   antidumping     oggetto    del   riesame.  Sembra   pertanto
     opportuno mantenerli come dasi        scl vslorem'.
                          G. INTERESSK DELLA COMUNITA'
1.   Situazione dell'industria conuin|tat ia
(52) Lasciare 1*industria comunital ia aenza alcuna difesa contro pratiche
     di concorrenza sleale provoohei ebbe un ulteriore deterioramento della
     sua situazione; in passato, 1'industria comunitaria ha già subito un
     pregiudizio, il che ha dato luogo all'istituzione delle misure oggetto
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     dell'attuale     riesame.     Queste     misure,     pero,   non  sono   riuscite    ad
     eliminare il pregiudizio, e Ja situazione dei produttori comunitari
     rimane precaria. Qualsiasi ulterioie deterioramento comprometterebbe
     1'occupazione      e  gli    investInienti     in  un   settore   da   cui   dipendono
     numerose industrie a valle.
2.   Situazione degli importatorl
(53) Gli importatori hanno fatto valere ohe la loro posizione e delicata in
     quanto, da     un   lato, competono oon         grossi produttori      comunitari    di
     fibre    e,   dall'aitro,      la   ulienleia      e   una   potente    industria    di
     trasformazione di queste fibie, sulla quale le misure antidumping non
     possono essere totalmente riperctisse. Pertanto, 1•istituzione di un
     dazio   antidumping      farebbe     dlminuire     il   loro   margine   di   utile   e
     comprometterebbe      la loro st.essa esistenza. Questo argomento non ha
     convinto il Consiglio. Non sono infatti state motivate le affermazioni
     sull'effetto che       il manteni tneiito delle misure         antidumping    potrebbe
     avere   sulla situazione compel 11 iv« e finanziaria              degli importatori.
     Dato   che   il   riesame     portetS     a I l ' abz'ogazione   di   alcuni   dei   dazi
     istituiti nel 1988 o alla zidimlone dei loro livello, le importazioni
     dovrebbero     diventare,     almeno    parzialmente,      meno   onerose.    Inoltre,
     1'argomento     degli   importatori      dlsoonosce     la   finalita   delle   misure
     antidumping,     vale   a   dire   x ip» istinare una      concorrenza    sana  e  non
     turbata    da   pratiche     commeiolali       sleali.    Questa   finalita    sarebbe
     ccmproiressa    se   un   importat oi e     potesse    avvalersi    di  un   vantaggio
     conferitogli da tali pratich*.
3.   Conf roiito degli interessi
(54) Avendo confrontato i suddetti a»gomenti e il notevole contributo delle
     importazioni     in questione      alle difficolta in cui versa           1'industria
     comunitaria     delle     fibre    s Intetlohe     di    poliesteri,    il   Consiglio
     conclude che l'interesse delLs Comunlta impone di mantenere le misure
     gia   istituite      contro    queste     pi*t. lohe   di   dumping    in   una   forma
     riadattata in base ai risultst l dell'attuale inchiesta.
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                     H. NUOVI SOGGETTI ATTIVI NEL MERCATO
(55) Per quanto riguarda i produttori di recente attivi nel mercato, che
     non hanno effettuato esportazioni durante il periodo di riferimento,
     la Commissione è disposta ad avvlare una procedura             di riesame   non
     appena  le società esportatrlui potranno          fornirle elementi di prova
     sufficienti  per   dimostrare   che,    durante    il  periodo  dell'inchiesta
     ("considerando' n. 9 ) , non hanno esportato nella Comunità, che non
     hanno dato inizio alle esportasioni dopo questo periodo e che non sono
     collegate in alcun modo a nessuna delle società oggetto della presente
     inchiesta.
                    I. DURATA DI VAl.tlHTÀ DEL REGOLAMENTO
(56) Il  presente   regolamento  deve     essere    considerato   modificativo   del
     regolamento  (CEE) n. 3946/88 ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 1
     del regolamento di base. Pertanto ia validità delle misure cessa dopo
     cinque  anni   dalla   data  di    entzata     in  vigore   regolamento   (CFX)
     n. 2423/88.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTOl
                                   Articolo 1
L'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 3946/88 è sostituito dal seguente:
                                  " AJ 11 oo 1 o__1
1.   E' istituito un dazio antidumplng ilefinitivo sull'importazione delle
     fibre  tessili   sintetiche  di    polieateri     del  codice  NC  5503 20 00,
     originarie di Taiwan, della Romanla, della Turchia e delle Repubbliche
     iugoslave di Serbia, del Montenegro e di Macedonia.
2.   L'aliquota del dazio, caloolato in base al prezzo franco             frontiera
     comunitaria del prodotto non sdoqanato, è il seguente:
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     -   13%   per   le   fibre   di   poliesteri     originarie   di   Taiwan      (codice
        supplementare      Taric   8195),    fatta   eccezione   per   quelle     prodotte
        dalle    seguenti    società,    alle   quali    si applicano      i   dazi   sotto
        indicati:
        FAR EASTERN TEXTILE Ltd., Taipei           6,8 %
         (Codice supplementare Taric 8192)
        NAN YA PLASTICS Corp., Taipei           5,9 %
         (Codice supplementare Taric 8193)
        SHINKONG SYNTHETIC FIBRES Corp., Taipei 13,0 %
        (Codice supplementare Taric 8194)
        15,6 %    per   le  fibre   di   poliesteri    originarie   delle      Repubbliche
        iugoslave di Serbia, del Montenegro e di Macedonia
         (Codice supplementare Taric 8263)
     -   11,4 % per le fibre di poliesteri originarie della Turchia
         (codice supplementare Taric 819 8)
        14,1 % per le fibre di poliesteri originarie della Romania
        (Codice supplementare Taric 8262)
-i.  I  dazi    antidumping     definitivi     all'importazione     di    fibre     tessili
     sintetiche di poliesteri del codice NC 5503 20 00 e originarie                   degli
     Stati   Uniti   d'America    e  del   Messico    sono  aboliti    ed    è  chiuso   il
     procedimento contro tali paeai.
4.   Si applicano le disposizioni in vigore in materia di dazi doganali."
                                       Articolo 2
Il  presente    regolamento     entra    in   vigore    il  giorno     successivo      alla
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee.
 ---pagebreak---                                    - 26 -
11  presente  regolamento  è  obbligatorio  in  tutti   i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                       Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                                                       ISSN 0254-1505
                                                               COM(92) 304 def.
                                                            DOCUMENTI
IT                                                                              02
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-284-IT-C
                                                             ISBN 92-77-45522-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunit£ europee
1^-2985 Lussemburgo