CELEX: E2009C0329
Language: it
Date: 2009-07-15 00:00:00
Title: Decisione dell’Autorità di vigilanza EFTA n. 329/09/COL, del 15 luglio 2009 , in relazione al regime norvegese di sostegno per le fonti di riscaldamento alternative e rinnovabili e le misure di risparmio energetico nell’edilizia privata (Norvegia)

17.3.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 70/49
            
         DECISIONE DELL’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA
   N. 329/09/COL
   del 15 luglio 2009
   in relazione al regime norvegese di sostegno per le fonti di riscaldamento alternative e rinnovabili e le misure di risparmio energetico nell’edilizia privata
   (Norvegia)
   L’AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA (1),
   VISTO l’accordo sullo Spazio economico europeo (2), in particolare gli articoli da 61 a 63 e il protocollo 26,
   VISTO l’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (3), in particolare l’articolo 24,
   VISTO l’articolo 1, paragrafo 2, della parte I, l’articolo 4, paragrafo 4, l’articolo 6 e l’articolo 7, paragrafo 3 della parte II, del protocollo 3, dell’Accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte (4) ,
   VISTA la Guida all’applicazione e all’interpretazione degli articoli 61 e 62 dell’Accordo SEE (5), pubblicata dall’Autorità di vigilanza,
   VISTA la decisione dell’Autorità n. 195/04/COL del 14 luglio 2004 sulle disposizioni di esecuzione di cui all’articolo 27, parte II del protocollo 3 (6),
   DOPO AVER INVITATO gli interessati a presentare osservazioni conformemente alle suddette disposizioni (7) e viste le osservazioni trasmesse,
   considerando quanto segue:
   I.   I FATTI
   
   1   PROCEDIMENTO
   
   Con lettera datata 13 ottobre 2006 (doc. n. 393383), la Varmeprodusentenes Forening (l’associazione dei produttori di sistemi di riscaldamento) (8), ha presentato una denuncia contro presunti aiuti di Stato concessi in relazione al regime norvegese di sostegno per le fonti di riscaldamento alternative e rinnovabili e le misure di risparmio energetico nell’edilizia privata (9). Il denunciante è un organismo indipendente il cui obiettivo è la salvaguardia degli interessi dei produttori di stufe a legna. Il denunciante ha trasmesso ulteriori informazioni mediante lettera datata 19 ottobre 2006 (doc. n. 395451).
   Il 19 dicembre 2007, a seguito di diversi scambi di corrispondenza (10), l’Autorità ha deciso di avviare un procedimento ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 2 della parte I del protocollo 3. La decisione dell’Autorità di avviare un procedimento (n. 716/07/COL) è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e nel relativo supplemento SEE (11). L’Autorità ha invitato le parti interessate a presentare le proprie osservazioni al riguardo.
   Con lettera datata 4 febbraio 2008 (doc. n. 463573), le autorità norvegesi hanno presentato le proprie osservazioni.
   L’Autorità ha dunque ricevuto le osservazioni delle parti interessate, che ha poi inoltrato alle autorità norvegesi in data 21 maggio 2008, 26 maggio 2008 e 14 gennaio 2009 (rispettivamente doc. nn. 477954, 477902 e 503830). Le autorità norvegesi hanno presentato le proprie osservazioni in merito a quelle delle parti interessate, mediante lettere datate 25 giugno 2008, 4 luglio 2008 e 6 marzo 2009 (rispettivamente doc. nn. 483303, 484722 e 511580).
   Con lettera del 2 aprile 2009, il denunciante ha presentato ulteriori informazioni (doc. n. 514264), successivamente inoltrate alle autorità norvegesi in data 8 aprile 2009 (doc. n. 514886). Con lettera del 7 maggio 2009 (doc. n. 517749), le autorità norvegesi hanno presentato ulteriori osservazioni.
   Il 21 aprile 2009, i rappresentanti dell’Autorità hanno incontrato i rappresentanti dell’associazione norvegese delle bioenergie (12), un’associazione indipendente il cui obiettivo è la promozione dell’utilizzo razionale delle bioenergie in Norvegia. NOBIO ha presentato le proprie osservazioni in merito alla decisione dell’Autorità in data 21 maggio 2008 (doc. n. 477954).
   2   DESCRIZIONE DELLA MISURA PROPOSTA
   
   2.1   IL REGIME PER IL RISCALDAMENTO ALTERNATIVO
   Il regime per il riscaldamento alternativo è stato introdotto nel 2006 (13). Le autorità norvegesi hanno spiegato che il regime mira ad incoraggiare gli utenti ad investire nelle nuove tecnologie di riscaldamento ecocompatibili che hanno una diffusione limitata nel mercato norvegese e che possono contribuire a ridurre l’utilizzo dell’energia elettrica nell’edilizia privata (14). Le autorità norvegesi hanno spiegato che il regime per il riscaldamento alternativo include solo tecnologie che possono validamente sostituire l’elettricità quale fonte di riscaldamento primaria. Il regime riguarda le seguenti tecnologie: stufe a pellet, caldaie a pellet, pompe di calore in sistemi di riscaldamento ad acqua e sistemi di controllo per la riduzione del consumo di elettricità. Dall’agosto 2008 (15), il regime comprende anche gli investimenti relativi ai pannelli solari termici collegati a sistemi di riscaldamento ad acqua.
   Hanno diritto ai finanziamenti soltanto i nuclei familiari che investono nelle tecnologie di riscaldamento pertinenti, previa presentazione di una domanda. Le sovvenzioni vengono corrisposte ex post, una volta che il beneficiario ha presentato il documento giustificativo dell’acquisto. I nuclei familiari possono chiedere un rimborso non superiore al 20 % dei costi documentati e ammissibili, con una soglia massima di 4 000 NOK per le stufe a pellet e i sistemi di controllo elettronico e di 10 000 NOK per le pompe di calore, le caldaie a pellet e i pannelli solari termici.
   Il regime di aiuti è gestito da Enova SF, un’impresa di Stato («statsforetak») detenuta al 100 % dal ministero del Petrolio e dell’Energia.
   2.2   BASE GIURIDICA NAZIONALE APPLICABILE ALLA MISURA D’AIUTO
   La base giuridica del regime è costituita dal bilancio dello Stato. Il regime è stato proposto dal governo norvegese con la proposta parlamentare n. 82 (2005-2006) e adottato dal parlamento nel settembre 2006. Il bilancio stanziato per il regime è stato modificato a seguito dell’accoglimento delle proposte di cui alle proposte parlamentari nn. 22 (2006-2007), 59 (2007-2008) e 1 (2008-2009).
   2.3   BILANCIO E DURATA
   Il regime è stato istituito nel 2006 mediante proposta parlamentare n. 82 (2005-2006). La proposta è stata adottata dal Parlamento il 15 settembre 2006 con una dotazione di 46 milioni di NOK. Ai sensi della proposta parlamentare n. 22 (2006-2007), la dotazione di bilancio è stata successivamente incrementata di 25 000 000 NOK, giungendo a un totale di 71 000 000 NOK, in occasione dell’ultima revisione del bilancio dello Stato per il 2006.
   Enova non ha ricevuto ulteriori finanziamenti per il regime per il 2007, ma essendo stati erogati soltanto 2 milioni di NOK nel corso del 2006, il parlamento ha deciso di riportare i restanti 69 milioni di NOK nel bilancio successivo.
   Nel 2007 sono stati erogati 40 milioni di NOK e i restanti 29 milioni di NOK di fondi inutilizzati iscritti al bilancio 2007 sono stati riportati nel bilancio 2008. Oltre a ciò, sono stati stanziati 31 milioni di NOK a valere sul bilancio dello Stato (16). Pertanto, il bilancio totale del regime di aiuti per il 2008 ammontava a 60 milioni di NOK.
   Nel 2008 sono stati erogati 30 milioni di NOK. I restanti 30 milioni di NOK sono stati riportati nel bilancio 2009. A tale somma sono stati aggiunti 40 milioni di NOK provenienti da una nuova dotazione di bilancio (17), portando il bilancio totale per il 2009 a 70 milioni di NOK.
   Dal suo avvio, il regime ha ricevuto dotazioni per un totale di 142 milioni di NOK a valere sul bilancio dello Stato, 72 milioni dei quali erogati prima della fine del 2008. Non è stato definito un calendario specifico per il regime (18).
   2.4   MOTIVI CHE HANNO INDOTTO ALL’AVVIO DEL PROCEDIMENTO D’INDAGINE FORMALE
   L’Autorità ha avviato il procedimento d’indagine formale al fine di verificare se il regime per il riscaldamento alternativo possa costituire un aiuto di Stato. Benché i beneficiari diretti siano gli utenti finali, il regime mira alla promozione dell’utilizzo di specifiche tecnologie per il riscaldamento. Pertanto, l’Autorità ha posto la questione della possibile presenza di aiuto di stato indiretto ai produttori, agli importatori e/o ai rivenditori delle tecnologie per il riscaldamento a cui si applica il regime.
   L’Autorità esprime dubbi sul fatto che il regime possa essere considerato compatibile con il funzionamento dell’accordo SEE. Più specificatamente, l’Autorità solleva dubbi sull’applicabilità della disciplina degli aiuti di Stato per la tutela dell’ambiente, in quanto l’aiuto indiretto non contribuirebbe alla riduzione della quantità di energia utilizzata nel ciclo di produzione dei produttori e/o degli importatori. Inoltre, l’Autorità ha sollevato dubbi in merito alla compatibilità del regime ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE.
   3   OSSERVAZIONI DA PARTE DELLE AUTORITÀ NORVEGESI
   
   Le autorità norvegesi ritengono che i soli beneficiari del regime per il riscaldamento alternativo siano i nuclei familiari, che non sono imprese ai sensi delle regole della concorrenza del SEE e che, per tale ragione, non si può ritenere che la misura costituisca aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE.
   Inoltre, proseguono le autorità norvegesi, il regime non è selettivo, in quanto il vantaggio conferito al beneficiario è giustificato dalla natura o dal regime generale del sistema a cui appartiene e pertanto non può essere considerato un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE. Peraltro, le autorità norvegesi affermano che il regime non falsa né minaccia di falsare la concorrenza, in quanto le stufe a legna e le tecnologie che possono fruire del supporto non possono essere considerate prodotti sostituibili e pertanto appartenenti allo stesso mercato rilevante del prodotto. Per le autorità norvegesi, il mercato rilevante è rappresentato da «quelle tecnologie che possono sostituire il riscaldamento elettrico e fornire lo stesso livello di comfort di riscaldamento fornito da quello elettrico durante il giorno e la notte ovvero, tecnicamente, sistemi di riscaldamento a potenza costante» (19). Secondo le autorità, invece, le stufe a legna dovrebbero essere classificate come fonti di calore aggiuntive, a complemento del riscaldamento a potenza costante. Le stufe a legna dovrebbero pertanto essere definite come sistemi di riscaldamento da «carico di punta».
   In via subordinata, qualora l’Autorità concludesse che il regime costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE, le autorità norvegesi sostengono che il regime è giustificabile ai sensi sia dell’articolo 61, paragrafo 2, lettera a) che dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE sulla base, rispettivamente, dei suoi obiettivi sociali e ambientali.
   4   OSSERVAZIONI DEI TERZI INTERESSATI
   
   L’Autorità ha ricevuto osservazioni da due terzi interessati: l’Associazione dei produttori di sistemi di riscaldamento norvegese, ovvero il denunciante, e NOBIO.
   4.1   OSSERVAZIONI DEL DENUNCIANTE
   Il denunciante è del parere che il regime per il riscaldamento alternativo costituisca un aiuto di Stato illegittimo ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE. Il denunciante ritiene che il sostegno ai nuclei familiari costituisca un vantaggio economico indiretto per i produttori e/o gli importatori delle tecnologie per il riscaldamento a cui si applica il regime. Più specificamente, secondo le informazioni fornite dal denunciante, l’introduzione del regime ha comportato un incremento delle vendite di stufe a pellet. Il denunciante sostiene che l’introduzione del regime di aiuti ha consentito ai produttori, agli importatori e ai rivenditori di stufe a pellet di aumentare il fatturato e gli utili.
   Inoltre, esso ritiene che la misura falsi o minacci di falsare la concorrenza in quanto le stufe a legna, che sono simili a quelle a pellet, non sono incluse nel regime.
   Infine, il denunciante sostiene che né l’articolo 61, paragrafo 2, lettera a), né l’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE possono giustificare il regime di aiuti nella sua forma attuale.
   4.2   OSSERVAZIONI DA PARTE DI NOBIO
   NOBIO sostiene la posizione delle autorità norvegesi e ritiene che il regime comporti solo un sostegno finanziario diretto per i nuclei familiari, e non per le imprese, e che pertanto non configuri un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE.
   In via subordinata, qualora l’Autorità ritenesse che il regime costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE, NOBIO sostiene che il regime è giustificabile sia ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 2, lettera a) che dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE sulla base, rispettivamente, dei suoi obiettivi sociali e ambientali.
   II.   VALUTAZIONE
   
   1   ESISTENZA DI AIUTI DI STATO
   
   L’articolo 61, paragrafo 1 dell’Accordo SEE stabilisce quanto segue:
   
      «Salvo deroghe contemplate dal presente accordo, sono incompatibili con il funzionamento del medesimo, nella misura in cui incidano sugli scambi fra Parti contraenti, gli aiuti concessi da Stati membri della Comunità, da Stati EFTA o mediante risorse statali sotto qualsiasi forma, che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza.»
   
   Per essere definita aiuto di Stato, ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE, una misura deve soddisfare contemporaneamente i seguenti quattro criteri: la misura deve (i) essere concessa dallo Stato o tramite risorse statali, (ii) conferire al beneficiario un vantaggio economico selettivo; (iii) falsare o minacciare di falsare la concorrenza e (iv) incidere sugli scambi fra le parti contraenti dell’accordo SEE.
   1.1   ESISTENZA DI RISORSE STATALI
   Il regime per il riscaldamento alternativo è finanziato dallo Stato norvegese tramite dotazioni a valere sul bilancio di Stato. Le misure in questione sono pertanto concesse dallo Stato tramite risorse statali.
   1.2   FAVORIRE TALUNE IMPRESE O TALUNE PRODUZIONI
   Affinché le misure di sostegno statale costituiscano un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE, esse devono anche conferire un vantaggio economico alle imprese ed essere selettive nel senso di favorire «talune imprese o talune produzioni».
   1.2.1   
         Conferimento di un vantaggio economico alle imprese
      
   
   La prima questione da analizzare è pertanto se il regime in esame conferisca un vantaggio economico alle imprese (20).
   I beneficiari diretti delle sovvenzioni nel quadro del regime per il riscaldamento alternativo sono i nuclei familiari, che non possono in generale essere classificati come imprese ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE. Tuttavia, la concessione di una sovvenzione a un singolo o ai consumatori non esclude, di per sé, l’esistenza di un aiuto (21). Anche se i beneficiari primi o diretti di una misura non sono imprese, queste ultime potrebbero comunque trarne un vantaggio indiretto. La formulazione dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE in quanto menzione esplicita ad «aiuti concessi (…) sotto qualsiasi forma» concerne gli aiuti sia diretti che indiretti, come confermato dalla prassi della Commissione europea (22) e dalla giurisprudenza (23) della Corte di giustizia delle Comunità europee (24). Pertanto, la valutazione in merito all’esistenza o meno di aiuti indiretti a favore di imprese deve essere effettuata caso per caso.
   Il regime per il riscaldamento alternativo mira a promuovere la vendita di specifiche tecnologie di riscaldamento (25). Pertanto, nel caso in esame si dovrà valutare se le imprese operanti nel settore delle tecnologie a cui si applica il regime beneficino o meno di un vantaggio economico indiretto che possa rientrare nel campo di applicazione dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE.
   L’articolo 61, paragrafo l dell’accordo SEE non distingue gli interventi statali in base alla loro causa o al loro scopo, ma li definisce in funzione dei loro effetti (26). La questione è pertanto se il regime per il riscaldamento alternativo abbia l’effetto di accordare un vantaggio economico indiretto alle imprese che operano nei settori delle tecnologie per il riscaldamento oggetto del regime.
   L’Autorità non condivide la posizione delle autorità norvegesi, secondo cui l’esistenza di un aiuto indiretto dipende dal fatto che lo scopo ultimo e prevalente sia fornire un aiuto alle imprese, per cui possono costituire un aiuto indiretto soltanto i regimi ideati per aggirare il divieto di erogare aiuti di Stato.
   Nel caso in esame, il sussidio ai nuclei familiari che acquistano determinate tecnologie di riscaldamento da fonti energetiche alternative e rinnovabili fornisce un incentivo economico all’acquisto di tali prodotti. La misura comporta un incentivo per i consumatori ad abbandonare i sistemi di riscaldamento elettrici tradizionali a favore dei sistemi di riscaldamento alternativi (27). Una maggiore domanda da parte dei consumatori può comportare maggiori profitti per questi tipi di tecnologie, conferendo così un vantaggio alle imprese che operano nel settore delle tecnologie interessate dal regime rispetto alle altre (28).
   Il fatto che i consumatori possano scegliere fra le tecnologie interessate dal regime non vale ad eliminare il collegamento fra la sovvenzione diretta concessa dallo Stato al consumatore e il vantaggio accordato alle imprese in questione (29).
   Per quanto il vantaggio possa essere indiretto, la struttura del regime per il riscaldamento alternativo è basta a creare un collegamento diretto fra la concessione dell’aiuto al consumatore e l’acquisto della tecnologia rilevante. Al fine di ottenere la sovvenzione, infatti, è necessario presentare a Enova SF un documento comprovante l’acquisto di una delle tecnologie interessate dal regime per il riscaldamento alternativo.
   Alla luce di quanto suesposto, l’Autorità ritiene che il regime per il riscaldamento alternativo conferisca un vantaggio indiretto alle imprese operanti nel settore dei sistemi di riscaldamento da fonti energetiche alternative e rinnovabili.
   1.2.2   
         Criterio della selettività
      
   
   La successiva questione da analizzare è se la misura sia selettiva, ossia se favorisca «talune imprese o talune produzioni».
   L’Autorità ritiene che il regime per il riscaldamento alternativo sia selettivo, in quanto favorisce (indirettamente) soltanto le imprese operanti nel settore delle tecnologie per il riscaldamento da fonti energetiche alternative e rinnovabili contemplate (cioè stufe a pellet, caldaie a pellet, pompe di calore e pannelli solari termici collegati a sistemi di riscaldamento ad acqua e sistemi di controllo per la riduzione del consumo di elettricità). Nessun’altra impresa può beneficiare delle sovvenzioni erogate nell’ambito del regime, nemmeno quelle che trattano altre tecnologie per il riscaldamento da fonti energetiche rinnovabili (30).
   Le autorità norvegesi ritengono che il vantaggio accordato ai sistemi di riscaldamento alternativi sia giustificato dalla natura o dalla struttura generale del sistema nel quale si inserisce. L’Autorità non condivide questa posizione.
   Da una giurisprudenza costante della CGCE e della Corte di giustizia dell’EFTA risulta che non soddisfa tale condizione di selettività un provvedimento che, sebbene costitutivo di un vantaggio per il suo beneficiario, sia giustificato dalla natura o dalla struttura generale del sistema nel quale si inserisce (31). Perché una misura selettiva sia giustificata dalla logica di un sistema, occorre che vi sia un sistema generale a cui tale misura è riferita. Inoltre, la giurisprudenza ha incentrato la valutazione in merito alla possibilità di giustificare una misura alla luce della natura e della logica del sistema generale sui quei regimi che costituiscono una qualche forma di deroga a tasse, oneri o ad altri simili sistemi di più vasta applicazione. Le autorità norvegesi non hanno fornito argomentazioni in merito alla struttura generale cui fa riferimento la misura di aiuti. Il regime per il riscaldamento alternativo conferisce indirettamente dei vantaggi a talune imprese che operano nel settore delle tecnologie da esso contemplate. Alla luce di quando affermato, l’Autorità dunque conclude che la misura è selettiva ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE.
   1.3   DISTORSIONE DELLA CONCORRENZA ED EFFETTO SUGLI SCAMBI TRA LE PARTI CONTRAENTI
   Affinché costituisca un aiuto di Stato, una misura deve falsare o minacciare di falsare la concorrenza ed essere idonea a incidere sugli scambi fra le parti contraenti dell’accordo SEE.
   L’Autorità non è tenuta a dimostrare un’incidenza effettiva di questi aiuti sugli scambi tra gli stati SEE e un’effettiva distorsione della concorrenza, ma deve solamente esaminare se i detti aiuti siano idonei a incidere su tali scambi e a falsare la concorrenza (32). Qualsiasi aiuto concesso ad un’impresa che eserciti le sue attività sul mercato SEE è idoneo a causare distorsioni di concorrenza e ad incidere sugli scambi (33).
   Il regime per il riscaldamento alternativo conferisce (indirettamente) un vantaggio alle imprese che operano nel settore delle tecnologie per il riscaldamento da fonti energetiche alternative e rinnovabili. Lo stimolo della domanda dei consumatori delle tecnologie contemplate è una componente intrinseca del regime per il riscaldamento alternativo.
   Inoltre, secondo i dati a disposizione dell’Autorità, a titolo d’esempio, le vendite di una delle tecnologie a cui si applica il regime, le stufe a pellet, hanno registrato un aumento e quindi una stabilizzazione, successivamente all’introduzione di tale regime in Norvegia. In confronto, le vendite di stufe a legna (una tecnologia non rientrante nel regime) non hanno registrato un simile andamento positivo nello stesso periodo.
   Per queste ragioni, si può concludere che l’aiuto minaccia di falsare la concorrenza.
   Per quanto concerne le condizioni relative all’incidenza sugli scambi, allorché un aiuto concesso dallo Stato rafforza la posizione di un’impresa nei confronti di altre imprese concorrenti negli scambi intracomunitari, questi sono da considerarsi influenzati dall’aiuto (34).
   Le imprese che operano nel settore delle tecnologie per il riscaldamento esercitano le loro attività sul mercato europeo, pertanto il regime per il riscaldamento alternativo incide sugli scambi fra le parti contraenti ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE.
   Si deve dunque concludere che l’aiuto minaccia di falsare la concorrenza ed è tale da incidere sugli scambi fra le parti contraenti dell’accordo SEE.
   1.4   CONCLUSIONI
   L’Autorità è del parere che il regime per il riscaldamento alternativo norvegese costituisca un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE.
   2   REQUISITI PROCEDURALI
   
   Ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 3, della parte I del protocollo 3 «all’Autorità di vigilanza EFTA si devono comunicare, in tempo utile perché presenti le sue osservazioni, i progetti volti a concedere o modificare aiuti (…). Lo Stato interessato non può dare esecuzione alle misure proposte prima che tale procedura abbia condotto a una decisione finale».
   Le autorità norvegesi non hanno notificato il regime per il riscaldamento alternativo all’Autorità prima della sua adozione. Pertanto, l’Autorità conclude che le autorità norvegesi non hanno ottemperato agli obblighi cui sono soggette a norma dell’articolo 1, paragrafo 3 della parte I del protocollo 3.
   3   COMPATIBILITÀ DELL’AIUTO
   
   Le autorità norvegesi sostengono che l’aiuto possa essere giustificato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 2, lettera a) o dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE in combinato disposto con la guida in materia di aiuti di Stato per la tutela ambientale dell’Autorità.
   3.1   COMPATIBILITÀ AI SENSI DELL’ARTICOLO 61, PARAGRAFO, 2 LETTERA A) DELL’ACCORDO SEE
   Ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 2, lettera a) dell’accordo SEE, gli aiuti «a carattere sociale» sono compatibili con il funzionamento dell’accordo se «concessi ai singoli consumatori, a condizione che siano accordati senza discriminazioni determinate dall’origine dei prodotti».
   L’Autorità rileva che le deroghe al divieto di aiuti di Stato devono essere interpretate in senso restrittivo. Il regime per il riscaldamento alternativo norvegese è rivolto a tutti i nuclei familiari norvegesi. È opinione dell’Autorità che, per essere considerato compatibile ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 2, lettera a) dell’accordo SEE, il regime debba avere un carattere sociale, nel senso che deve andare a beneficio della fascia più svantaggiata della popolazione (35). Poiché al regime in esame possono aderire tutti i nuclei familiari sulla base del principio «primo arrivato, primo servito», non si può ritenere che tale regime sia di carattere sociale ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 2, lettera a) dell’accordo SEE.
   3.2   COMPATIBILITÀ CON L’ARTICOLO 61, PARAGRAFO, 3 LETTERA C) DELL’ACCORDO SEE
   Secondo quanto previsto all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell’accordo SEE, si possono considerare compatibili con il funzionamento dell’accordo gli aiuti di Stato che «agevolano lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche, sempre che non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse».
   3.2.1   
         Guida in materia di aiuti di Stato per la tutela ambientale
      
   
   L’Autorità ha emanato una guida che definisce i criteri da essa applicati per valutare se le misure di Stato volte alla tutela dell’ambiente possano essere ritenute compatibili con il funzionamento dell’accordo SEE ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) di tale accordo. Il regime per il riscaldamento alternativo è stato avviato nel 2006, quando era in vigore la guida in materia di aiuti di Stato per la tutela ambientale dell’Autorità modificata da ultimo il 23 maggio 2001 (36). L’Autorità ha adottato una nuova guida in materia di aiuti di Stato per la tutela ambientale il 16 luglio 2008 (37), applicabile a partire da tale data. Poiché si estende su entrambi i periodi, il regime essere valutato alla luce di entrambe le guide, conformemente ai principi di cui al paragrafo 74 della guida del 2001 e al paragrafo 205 della guida del 2008.
   Tuttavia, la fattispecie di aiuti indiretti a beneficio di taluni produttori, importatori e/o rivenditori di tecnologie per il riscaldamento ad uso domestico non è contemplata né dalla guida del 2001, né da quella del 2008.
   3.2.2   
         Compatibilità ai sensi dell’articolo 61, paragrafo, 3 lettera c) dell’accordo SEE
      
   
   Poiché le guide del 2001 e del 2008 non sono direttamente applicabili al regime per il riscaldamento alternativo norvegese, l’Autorità ne valuterà la compatibilità direttamente ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE (38). Le deroghe di cui all’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE devono essere oggetto di interpretazione restrittiva (39) e possono essere accordate solo quando si possa stabilire che l’aiuto contribuirà al raggiungimento di uno scopo d’interesse generale, che non potrebbe essere garantito alle sole condizioni di mercato abituali. Il cosiddetto «principio della giusta contropartita» è stato sancito dalla CGCE nella causa Philip Morris
       (40).
   Scopo fondamentale della valutazione della compatibilità degli aiuti di Stato è, in ultima analisi, soppesare gli effetti negativi degli aiuti sulla concorrenza e i loro effetti positivi in termini di comune interesse (41). Per essere dichiarata compatibile ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE, la misura di aiuto:
   
               —
            
            
               persegue un obiettivo preciso di interesse comune,
            
         
               —
            
            
               è correttamente strutturata per conseguire l’obiettivo d’interesse comune e, a tal riguardo, è uno strumento adeguato, ha un effetto d’incentivazione ed è proporzionata, non falsa la concorrenza
            
         
               —
            
            
               né incide sugli scambi SEE in misura contraria al comune interesse (42).
            
         L’Autorità deve valutare se l’obiettivo perseguito dalla misura è necessario, conforme agli obiettivi di interesse comune e, in caso affermativo, se comporti il minimo rischio di distorsione possibile nel perseguire tale obiettivo.
   Il regime per il riscaldamento alternativo persegue un obiettivo ambientale mediante incentivi ai consumatori per l’acquisto di tecnologie ecocompatibili che hanno una diffusione limitata nel mercato norvegese. Le autorità norvegesi ritengono che una maggiore diffusione delle tecnologie di riscaldamento alternative a cui si applica il regime comporterà una riduzione del consumo di energia elettrica da parte dei nuclei familiari del paese. La riduzione dei volumi di energia elettrica utilizzati per il riscaldamento ad uso domestico e l’incentivo all’uso di sistemi di riscaldamento alternativi basati su fonti energetiche rinnovabili possono essere considerati un obiettivo ragionevole dal punto di vista ambientale.
   Il nono considerando del preambolo dell’accordo SEE definisce l’obiettivo comune di salvaguardare, tutelare e migliorare la qualità dell’ambiente e garantire una prudente e razionale utilizzazione delle risorse naturali sulla base, in particolare, del principio che lo sviluppo deve essere sostenibile. Secondo l’Autorità, un regime di aiuti che si propone di incanalare il consumo energetico verso l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili è conforme agli obiettivi di interesse comune.
   I criteri di inclusione di una data tecnologia nel regime si basano sulla sua capacità di sostituire il riscaldamento elettrico. Le autorità norvegesi hanno spiegato che nel regime rientrano soltanto le tecnologie classificabili come «sistemi di riscaldamento a carico di base». Secondo le autorità norvegesi, per «sistemi di riscaldamento a carico di base» si intendono quelle «tecnologie che possono sostituire il riscaldamento elettrico e fornire lo stesso livello di comfort di riscaldamento fornito da quello elettrico durante il giorno e la notte» (43).
   Le autorità norvegesi hanno spiegato che le tecnologie di riscaldamento da fonti energetiche alternative e rinnovabili a cui si applica il regime hanno tre caratteristiche in comune: devono aver avuto una diffusione limitata nel mercato norvegese, devono essere in grado di sostituire il riscaldamento elettrico e devono comportare un determinato intervento minimo da parte dell’utente. L’Autorità osserva che non tutte le tecnologie che rientrano nel regime per il riscaldamento alternativo sono in grado di sostituire completamente il riscaldamento elettrico (44). Le autorità norvegesi sostengono tuttavia che le tecnologie a cui si applica il regime sono meglio progettate per ottenere una stabile riduzione del consumo di energia elettrica per il riscaldamento di una normale abitazione.
   La concessione di sovvenzioni ai consumatori per la promozione del passaggio dal riscaldamento elettrico a sistemi di riscaldamento da fonti energetiche alternative e rinnovabili da parte delle famiglie sembra uno strumento utile ad influenzare direttamente il comportamento dei consumatori. Senza il supporto concesso dallo Stato nel quadro del regime per il riscaldamento alternativo, probabilmente la domanda dei consumatori non si sarebbe orientata verso le tecnologie di riscaldamento da fonti energetiche rinnovabili con la stessa rapidità.
   Laddove non vengano attuati taluni regimi ecocompatibili, in linea di principio si possono considerare compatibili gli aiuti di Stato (45). Il regime per il riscaldamento alternativo mira a offrire incentivi al consumatore per l’acquisto di tecnologie ecocompatibili in grado di ridurre il consumo di energia elettrica e che hanno una diffusione limitata nel mercato norvegese per il riscaldamento domestico.
   Inoltre, l’Autorità ritiene che l’ammontare dell’aiuto sia limitato al minimo necessario per incentivare i consumatori ad abbandonare i sistemi di riscaldamento elettrico a favore delle fonti di riscaldamento alternative e rinnovabili a cui si applica il regime. L’importo massimo di rimborso previsto dal regime per il riscaldamento alternativo è pari al 20 % delle spese documentate ammissibili, per un massimo di 4 000 o 10 000 NOK, a seconda del tipo di tecnologia. L’importo massimo della sovvenzione per l’acquisto di una tecnologia di riscaldamento alternativa è proporzionale al costo della tecnologia rilevante.
   Per questi motivi, l’Autorità ritiene che il regime sia correttamente strutturato per conseguire l’obiettivo di interesse comune in materia di ambiente.
   Infine, occorre valutare se la possibilità di falsare la concorrenza e incidere sugli scambi nello Spazio economico europeo sia, di per sé, contraria all’interesse comune.
   Le sovvenzioni sono erogate direttamente ai consumatori, i quali possono scegliere liberamente tra i prodotti che soddisfano i criteri oggettivi del regime, indipendentemente dall’impresa che offre la tecnologia di riscaldamento alternativo. Di conseguenza, il regime evita inutili distorsioni della concorrenza e degli scambi all’interno del SEE nel settore delle tecnologie a cui si applica il regime.
   Il denunciante ritiene che il regime produca effetti distorsivi della concorrenza, in quanto contempla le stufe a pellet, ma non quelle a legna. Secondo il denunciante, le stufe a legna rappresentano una tecnologia molto vicina a quella delle stufe a pellet e dovrebbero pertanto rientrare nel regime. Le autorità norvegesi ritengono invece che le stufe a legna non soddisfino i criteri oggettivi stabiliti dal regime per il riscaldamento alternativo. L’Autorità è del parere che, sebbene il denunciante possa aver ragione nel sostenere che esiste un rapporto concorrenziale tra le stufe a legna e tutte o alcune delle tecnologie a cui si applica il regime di aiuti, le stufe a legna non sembrano soddisfare i requisiti per accedere alle sovvenzioni previste dal regime. A questo proposito, l’Autorità non solleva obiezioni sui criteri oggettivi previsti dal regime, né sulla valutazione delle autorità norvegesi riguardo alle tecnologie di riscaldamento che meglio rispondono agli obiettivi ambientali perseguiti dal regime. Il regime per il riscaldamento alternativo si basa su tre criteri oggettivi di ammissibilità (cioè una limitata diffusione nel mercato, la capacità di sostituire l’energia elettrica quale fonte primaria di riscaldamento e un intervento minimo da parte dell’utente) che sembrano interamente o parzialmente disattesi dalle stufe a legna. Inoltre, l’Autorità riconosce che le stufe a legna sono già una tecnologia molto diffusa in Norvegia. L’Autorità ritiene pertanto che i criteri di ammissibilità del regime di aiuti siano oggettivamente giustificati e che il regime non violi altre disposizioni dell’accordo SEE, comprese le norme di non discriminazione fondata sulla nazionalità o di parità di trattamento. Inoltre, l’Autorità ritiene che le autorità norvegesi abbiano ulteriormente arginato gli effetti negativi sulla concorrenza, istituendo un’intensità d’aiuto relativamente bassa. Pertanto, l’Autorità è dell’avviso che l’eventuale distorsione della concorrenza nei confronti delle stufe a legna e di altre possibili tecnologie concorrenti non sia contraria all’interesse comune e appaia giustificabile sulla base del test comparativo effettuato in precedenza.
   Per tali ragioni, l’Autorità ritiene che il regime persegua un obiettivo preciso di interesse comune, sia correttamente strutturato per conseguire l’obiettivo di interesse comune e, a tal riguardo, sia uno strumento adeguato, dotato di un effetto d’incentivazione e proporzionato e che, per concludere, non falsi la concorrenza, né incida sugli scambi SEE in misura contraria al comune interesse. Conseguentemente, l’Autorità ritiene che il regime sia compatibile ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE.
   4   CONCLUSIONI
   
   Alla luce delle precedenti considerazioni, l’Autorità conclude che il regime norvegese a sostegno dei sistemi di riscaldamento da fonti energetiche alternative e rinnovabili e del risparmio energetico nell’edilizia privata costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1) dell’accordo SEE, compatibile con l’articolo 61 paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE.
   Si rammentano alle autorità norvegesi gli obblighi previsti all’articolo 21 della parte II del protocollo 3, in combinato disposto con l’articolo 6 della decisione n. 195/04/COL, relativo all’obbligo di trasmissione e preparazione di relazioni annuali sull’attuazione del regime.
   Si rammenta inoltre alle autorità norvegesi che qualsivoglia progetto volto a modificare il presente regime deve essere notificato all’Autorità.
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   Il regime norvegese di sostegno per le fonti di riscaldamento alternative e rinnovabili e le misure di risparmio energetico nell’edilizia privata costituisce un aiuto ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1 dell’accordo SEE. Il regime di aiuti è compatibile con il funzionamento dell’accordo SEE ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 3, lettera c) dell’accordo SEE.
   Articolo 2
   Il Regno di Norvegia è destinatario della presente decisione.
   Articolo 3
   Il testo in lingua inglese è il solo facente fede.
   
      Fatto a Bruxelles, il 15 luglio 2009.
      
         
            Per l’Autorità di vigilanza EFTA
         
         Per SANDERUD
         
            Presidente
         
         Kristján A. STEFÁNSSON
         
            Membro del Collegio
         
      
   
   
      (1)  In appresso denominata l’Autorità.
   
      (2)  In appresso denominato «Accordo SEE».
   
      (3)  In appresso denominato accordo sull’Autorità di vigilanza e la Corte.
   
      (4)  In appresso denominato Protocollo 3.
   
      (5)  Guida all'applicazione e all'interpretazione degli articoli 61 e 62 dell'accordo SEE e dell'articolo 1 del protocollo 3 dell'Accordo che istituisce un'Autorità di vigilanza e una Corte di giustizia; adottata ed emanata dall’Autorità il 19 gennaio 1994, pubblicata nella 
         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (di seguito denominata GU) L 231 del 3.9.1994, pag. 1 e supplemento SEE n. 32 del 3.9.1994, pag. 1. Di seguito «guida sugli aiuti di Stato». La versione aggiornata della guida sugli aiuti di Stato è disponibile sul sito web dell’Autorità, all’indirizzo: http://www.eftasurv.int/fieldsofwork/fieldstateaid/guidelines/
   
      (6)  Decisione n. 195/04/COL del 14 luglio 2004, pubblicata sulla GU L 139 del 25.5.2006, pag. 37 e supplemento SEE n. 26 del 25.5.2006, pag. 1 e successive modifiche. La versione consolidata della decisione è disponibile sul sito web dell’Autorità, all’indirizzo: http://www.eftasurv.int/fieldsofwork/fieldstateaid/legaltext/.
   
      (7)  GU C 96 del 17.4.2008, pag. 14 e supplemento SEE n. 20 del 17.4.2008, pag. 58.
   
      (8)  In appresso denominata il denunciante.
   
      (9)  In appresso denominato «regime per il riscaldamento alternativo».
   
      (10)  Per informazioni più dettagliate riguardanti lo scambio di corrispondenza fra l’Autorità e le autorità norvegesi, si rimanda alla decisione dell’Autorità di avviare il procedimento d’indagine formale, decisione n. 716/07/COL.
   
      (11)  GU C 96 del 17.4.2008, pag. 14 e supplemento SEE n. 20 del 17.4.2008, pag. 58.
   
      (12)  In appresso denominata NOBIO.
   
      (13)  Per ulteriori informazioni sul regime, visitare il sito Web di Enova SF all’indirizzo: http://www.minenergi.no/ e http://www.minenergi.no/sitepageview.aspx?sitePageID=1062
   
      (14)  Proposta parlamentare n. 82 (2005-2006), comunicato stampa del ministero del Petrolio e dell’Energia del 25 agosto 2006 n. 98/06 e del 14 settembre 2006 n. 107/06.
   
      (15)  Cfr. proposta parlamentare n. 1 (2008-2009) pag. 56.
   
      (16)  Proposta parlamentare n. 59 (2007-2008) pag. 123.
   
      (17)  Proposta parlamentare n. 1 (2008-2009) pag. 56.
   
      (18)  Nella proposta parlamentare n. 59 (2007-2008), le autorità norvegesi osservano che il regime sarà oggetto di revisione alla luce della decisione finale dell’Autorità.
   
      (19)  Lettera del ministero del Petrolio e dell’Energia norvegese del 15 gennaio 2007 (doc. n. 406849), pag. 5.
   
      (20)  Nel contesto del diritto comunitario della concorrenza, la nozione di impresa abbraccia qualsiasi entità che esercita un’attività economica, a prescindere dallo status giuridico di detta entità, cfr. la sentenza della causa C-41/90 Höfner e Elser [1991] Racc. I-1979, paragrafo 21.
   
      (21)  Causa C-156/98 Germania contro Commissione, [2000] Racc. I-6857.
   
      (22)  In appresso denominata la Commissione.
   
      (23)  Causa C-156/98 Germania contro Commissione [2000] Racc. I-6857; C-382/99 Paesi Bassi contro Commissione [2002] Racc. I-5163; Causa C-457/00 Belgio contro Commissione [2003] Racc. I-6931, paragrafo 57; cfr. anche le conclusioni dell’Avvocato generale F.G. Jacobs nella causa C-457/00, paragrafo 59.
   
      (24)  In appresso denominata CGCE.
   
      (25)  Proposta parlamentare n. 82 (2005-2006) pag. 1.
   
      (26)  Causa C-382/99 Paesi Bassi contro Commissione, paragrafo 61; C-487/06 P, British Aggregates Association contro Commissione, sentenza del 22 dicembre 2008, paragrafo 87.
   
      (27)  A tale proposito, cfr. la decisione della Commissione, del 24 gennaio 2007 C (2006) 6630, caso N 270/2006, paragrafo 40.
   
      (28)  Cfr. decisione della Commissione, del 26 aprile 2006 C (2006) 1519, caso N 142/2005, paragrafo 3.1.
   
      (29)  Cfr. decisione della Commissione, del 24 gennaio 2007 C (2006) 6630, caso N 270/2006, paragrafo 43.
   
      (30)  Ibid. paragrafi 46-47.
   
      (31)  Causa C-143/99 Adria-Wien Pipeline GmbH e Wietersdorfer & Peggauer Zementwerke GmbH [2001] Racc. I-8365, paragrafo 42 e sentenza della Corte di giustizia EFTA nelle cause riunite E-5/04, E-6/04 e E-7/04 Fesil e Finnfjord e altri contro Autorità di vigilanza EFTA, [2005] Relazione della Corte EFTA, pagina 117, paragrafo 77.
   
      (32)  Cfr. la sentenza della Corte di giustizia EFTA nelle cause riunite E-5/04, E-6/04 e E-7/04 Fesil e Finnfjord e altri contro Autorità di vigilanza EFTA, [2005] Relazione della Corte EFTA, pagina 117, paragrafo 93, causa C-372/97 Italia contro Commissione [2004] Racc. I-3679, paragrafo 44, e causa C-66/02 Italia contro Commissione [2005] Racc. I-10901, paragrafo 112.
   
      (33)  Cause riunite T-92/00 e T-103/00 Diputación Foral de Álava e altri contro Commissione [2002] Racc. II-1385, paragrafo 72.
   
      (34)  Causa E-6/98 Governo norvegese contro Autorità di vigilanza EFTA Racc. 1999 pag. 74, paragrafo 58, e causa 730/79 Philip Morris contro Commissione [1980] Racc. I-2671 paragrafo 11. Cfr. anche causa C-75/97 Belgio contro Commissione [1999] Racc. I-3671, paragrafo 47 e causa T-217/02 Ter Lembeek contro Commissione, [2006] Racc. II-4483, paragrafo 181.
   
      (35)  Cfr., per esempio, gli orientamenti per l’applicazione degli articoli 92 e 93 del trattato CE e l’articolo 61 dell’accordo SEE alle misure di aiuti di Stato al settore dell’aeronautica, GU C 350 10 dicembre 1994 pag. 7, sezione III.3.
   
      (36)  In appresso denominata la guida del 2001.
   
      (37)  In appresso denominata la guida del 2008.
   
      (38)  Cfr. causa T-288/97, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia contro Commissione [2001] Racc. II-1169, paragrafo 72.
   
      (39)  Causa C-301/96 Germania contro Commissione, [2003] Racc. I-9919, paragrafi 66 e 105.
   
      (40)  Causa 730/79 Philip Morris contro Commissione [1980] Racc. I-2671.
   
      (41)  Cfr. il Piano d’azione nel settore degli aiuti di Stato della Commissione, del 7 giugno 2005, COM (2005) 107, paragrafo 11.
   
      (42)  Cfr. decisione della Commissione, del 24 gennaio 2007 C (2006) 6630, caso n. 270/2006, paragrafo 67.
   
      (43)  Lettera del ministero norvegese del Petrolio e dell’Energia del 15 gennaio 2007 (doc. n. 406849), pag. 5.
   
      (44)  Per esempio, secondo la guida all’acquisto di pannelli solari termici connessi a sistemi di riscaldamento ad acqua (tecnologia contemplata dal regime) fornita da Enova SF, questi sistemi possono soddisfare al massimo fino al 50 % del fabbisogno totale di riscaldamento di un nucleo familiare. Se esposti a una quantità sufficiente di energia solare, i pannelli solari termici sono in grado di operare continuativamente senza che siano necessari regolari controlli e, quando sono in funzione, forniscono al consumatore una fonte adeguata di riscaldamento alternativo, per quanto parziale. La guida all’acquisto è disponibile nel sito web di Enova SF alla pagina
   http://www.minenergi.no/sitepageview.aspx?sitePageID=1083
   
      (45)  Sia la guida del 2001 che quella del 2008 contemplano gli aiuti a sostegno delle fonti energetiche rinnovabili laddove l’aiuto costituisca una forma di compensazione dello svantaggio economico affrontato dalle fonti energetiche rinnovabili nella concorrenza con fonti energetiche meno ecocompatibili, cfr. guida del 2001 paragrafi 49-59 e guida del 2008, paragrafi 48-50.