CELEX: 61991TO0084(01)
Language: it
Date: 1993-07-05
Title: Ordinanza del Tribunale di primo grado (Quinta Sezione) del 5 luglio 1993. # Mireille Meskens contro Parlamento europeo. # Liquidazione delle spese. # Causa T-84/91 - DEPE.

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61991B0084(01)

ORDINANZA DEL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO (QUINTA SEZIONE) DEL 5 LUGLIO 1993.  -  MIREILLE MESKENS CONTRO PARLAMENTO EUROPEO.  -  LIQUIDAZIONE DELLE SPESE.  -  CAUSA T-84/91 - DEPE.  

raccolta della giurisprudenza 1993 pagina II-00757

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDispositivo
Parole chiave

++++1. Procedura ° Spese ° Liquidazione ° Elementi da prendere in considerazione  [Regolamento di procedura del Tribunale, art. 91, lett. b)]  2. Procedura ° Spese ° Liquidazione ° Spese ripetibili ° Nozione ° Onorari dovuti all' avvocato di un dipendente per l' opera professionale prestata nell' ambito della fase precontenziosa del procedimento ° Esclusione  [Regolamento di procedura del Tribunale, art. 91, lett. b)]  

Massima

1. Il giudice comunitario non è competente a liquidare gli onorari dovuti dalle parti ai loro avvocati, ma a determinare la misura in cui detti compensi possono essere rifusi dalla parte condannata alle spese. Ne consegue che il giudice non deve prendere in considerazione tariffe nazionali relative agli onorari degli avvocati, né eventuali accordi conclusi a questo proposito.  Poiché nel diritto comunitario non figurano disposizioni relative agli onorari, il giudice deve liberamente valutare i termini della causa, tenendo conto dell' oggetto e della natura della controversia, della sua importanza sotto l' aspetto del diritto comunitario, nonché del grado di difficoltà della stessa, dell' entità del lavoro che il procedimento contenzioso ha potuto procurare agli agenti o ai consulenti che hanno prestato la loro opera e degli interessi economici che la lite ha costituito per le parti.  2. Supponendo anche che lo svolgimento della fase precontenziosa nelle controversie fra dipendenti e le rispettive istituzioni di appartenenza possa rendere talvolta utile l' intervento di un avvocato, gli onorari dovuti per le prestazioni rese da quest' ultimo nel corso della fase precontenziosa, che producono necessariamente l' effetto di diminuire in proporzione la mole di lavoro che l' avvocato è chiamato a svolgere durante la fase contenziosa, non costituiscono spese ripetibili.  

Parti

Nel procedimento T-84/91 DEP,  Mireille Meskens, dipendente del Parlamento europeo, residente in Bruxelles, con l' avv. Jean-Noël Louis, del foro di Bruxelles, con domicilio eletto in Lussemburgo presso la Fiduciaire Myson Sarl, 1, rue Glesener,  ricorrente,  sostenuta da  Union syndicale-Bruxelles, servizio pubblico europeo, con sede in Bruxelles, rappresentata dall' avv. Gérard Collin, del foro di Bruxelles, e, nel corso della fase orale, dall' avv. Véronique Leclerc, del foro di Bruxelles, con domicilio eletto presso la Fiduciaire Myson Sarl, 1, rue Glesener,  interveniente,  contro  Parlamento europeo, rappresentato dal signor Jorge Campinos, giureconsulto, e dal signor Manfred Peter, capodivisione, in qualità di agenti, con domicilio eletto presso il segretariato generale del Parlamento europeo, Kirchberg,  convenuto,  avente ad oggetto la domanda di liquidazione delle spese a seguito della sentenza del Tribunale 8 ottobre 1992, causa T-84/91, Meskens/Parlamento (Racc. pag. II-2335),  IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO  DELLE COMUNITÀ EUROPEE  (Quinta Sezione),  composto dai signori D.P.M. Barrington, presidente, K. Lenaerts e A. Kalogeropoulos, giudici,  cancelliere: H. Jung  ha emesso la seguente  Ordinanza  

Motivazione della sentenza

1 Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 19 novembre 1991, la signora Mireille Meskens, dipendente del Parlamento europeo (in prosieguo: il "Parlamento"), ha proposto un ricorso diretto ad ottenere la condanna del Parlamento al risarcimento del danno materiale e morale che la ricorrente assumeva di aver subito a causa del rifiuto dell' istituzione convenuta di adottare i provvedimenti necessari per l' esecuzione della sentenza del Tribunale 8 novembre 1990, causa T-56/89, Bataille e a./Parlamento (Racc. pag. II-597), che ha annullato, tra l' altro, la decisione con cui il Parlamento aveva negato la sua ammissione al concorso interno n. B/164.  2 Con sentenza 8 ottobre 1992, causa T-84/91, Meskens/Parlamento (Racc. pag. II-2335), il Tribunale (Quinta Sezione) ha condannato il Parlamento a versare alla ricorrente, a titolo di risarcimento dei danni, la somma di 50 000 BFR, nonché a rimborsare le spese sostenute dalla ricorrente e dall' Union syndicale-Bruxelles, intervenuta a sostegno della ricorrente.  3 In tale controversia, la ricorrente è stata rappresentata dall' avv. Jean-Noël Louis, del foro di Bruxelles, e la parte interveniente dall' avv. Gérard Collin e, nel corso della fase orale, dall' avv. Véronique Leclerc, del foro di Bruxelles.  4 Con lettera 8 ottobre 1992, l' avv. Louis ha inviato al Parlamento una nota riguardante gli onorari e le spese relativi al procedimento, nella quale figuravano, rispettivamente, gli importi di 130 000 BFR e di 47 308 BFR, per un totale di 177 308 BFR.  5 Con lettera 19 novembre 1992, l' agente del Parlamento, rifacendosi alla sentenza 9 marzo 1978, causa 54/77, Herpels/Commissione (Racc. pag. 585, punti 45-48 della motivazione), nella quale la Corte ha dichiarato che l' intervento di un avvocato nel corso della fase precontenziosa, nelle controversie fra i dipendenti e le istituzioni di appartenenza, non è necessario, ha contestato il fatto che l' avv. Louis avesse incluso nella sua nota onorari le spese relative alla fase precontenziosa della causa, invitandolo a riesaminare gli importi ivi riportati.  6 A seguito di uno scambio di corrispondenza ed al persistente disaccordo fra l' avv. Louis e l' agente del Parlamento, vertente essenzialmente sulla liceità dell' inclusione, nell' ammontare dei costi ripetibili, delle spese sostenute nel corso della fase precontenziosa, l' avv. Louis ha inviato all' agente del Parlamento, con lettera del 20 gennaio 1993, un' ultima nota degli onorari e delle spese per un importo totale di 202 008 BFR, di cui 150 000 BFR a titolo di onorari e 52 008 BFR a titolo di spese. Al fine di spiegare il modo con cui erano stati ripartiti i nuovi importi, l' avv. Louis ha fatto presente, nella citata lettera del 20 gennaio 1993, che, a seguito dei reiterati inviti trasmessigli dal Parlamento affinché riesaminasse le somme ripetibili, egli aveva infine aggiunto all' importo dei suoi onorari quelli concernenti le prestazioni da lui effettuate nel corso della fase precontenziosa, per un ammontare pari a 20 000 BFR. L' avv. Louis ha inoltre spiegato che, pur avendo soppresso le spese sostenute nel corso della fase precontenziosa, al fine di tener conto delle sole spese relative alla fase contenziosa, aveva tuttavia aumentato la fatturazione di ciascuna pagina dattiloscritta, uniformandosi alle raccomandazioni in materia dell' ordine nazionale degli avvocati del Belgio, il che aveva comportato un aumento delle spese ripetibili pari a circa 4 700 BFR.  7 Con lettera 9 ottobre 1992, l' avv. Leclerc, a nome dell' avv. Collin, insieme al quale aveva rappresentato la parte interveniente, ha inviato all' agente del Parlamento una nota degli onorari e delle spese di importo pari a 150 542 BFR, di cui 120 000 BFR a titolo di onorari e 30 542 BFR a titolo di spese.  8 Con lettera 19 novembre 1992, l' agente del Parlamento ha chiesto all' avv. Collin di effettuare una riduzione sostanziale di tali importi, ma tale richiesta è rimasta senza risposta.  9 Alla luce di tali circostanze, il Parlamento ha proposto, con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale l' 11 febbraio 1992, una domanda di liquidazione delle spese.  10 A parere della ricorrente, l' obbligo dei dipendenti di indicare in modo preciso gli elementi di fatto e di diritto che intendono far valere a sostegno della propria azione, a cui si aggiungono i requisiti di forma e il carattere esauriente e sufficientemente chiaro che devono presentare le domande e i reclami proposti ai sensi dell' art. 90 dello Statuto del personale delle Comunità europee, come risulta dalla recente giurisprudenza del Tribunale (sentenza 12 febbraio 1992, causa 52/90, Volger/Parlamento, Racc. pag. II-121), nonché la necessità di valutare l' opportunità di proporre un eventuale ricorso, rendono necessario, qualora il dipendente interessato non sia un giurista, l' intervento di un avvocato nel corso della fase precontenziosa. Ne conseguirebbe che le spese sostenute per potersi avvalere della consulenza di un avvocato nel corso della fase precontenziosa dovrebbero costituire spese ripetibili.  11 Inoltre, la ricorrente e l' interveniente fanno rilevare che le spese oggetto di contestazione da parte del Parlamento sono quelle risultanti dalla differenza fra la fatturazione precedente e quella finale delle pagine dattiloscritte, la quale ultima ammonta a 300 BFR per pagina dattiloscritta e a 10 BFR per ogni fotocopia, in conformità a una raccomandazione dell' ordine nazionale degli avvocati del Belgio, applicabile in materia.  12 Infine, per quanto concerne gli onorari, la ricorrente e l' interveniente osservano che, secondo la citata raccomandazione, per quanto riguarda la tariffa oraria applicabile e tenuto conto del numero di ore di lavoro svolte, le spese ripetibili a titolo di onorari sarebbero state pari a 349 312 BFR per la ricorrente ed a 197 437 BFR per l' interveniente. Limitando gli onorari a 65 000 BFR per atto, per quanto riguarda la ricorrente (stesura del ricorso d' annullamento e partecipazione alla trattazione orale) e a 60 000 BFR per atto per quanto riguarda l' interveniente (redazione della memoria di intervento e partecipazione alla trattazione orale), i loro patrocinanti avrebbero quindi effettuato una consistente riduzione dei propri onorari.  13 Il Tribunale ritiene che, come la Corte ha più volte dichiarato, il giudice comunitario è "competente non a liquidare gli onorari dovuti dalle parti ai loro avvocati, ma a determinare la misura in cui detti compensi possono essere rifusi dalla parte condannata alle spese". Ne consegue che il Tribunale "non deve prendere in considerazione tariffe nazionali relative agli onorari degli avvocati, né eventuali accordi conclusi a questo proposito tra la parte interessata e i suoi agenti o consulenti". Poiché nel diritto comunitario non figurano disposizioni relative agli onorari, il Tribunale "deve liberamente valutare i termini della causa, tenendo conto dell' oggetto e della natura della controversia, della sua importanza sotto l' aspetto del diritto comunitario, nonché del grado di difficoltà della stessa, dell' entità del lavoro che il procedimento contenzioso ha potuto procurare agli agenti o ai consulenti che hanno prestato la loro opera e degli interessi economici che la lite ha costituito per le parti" (ordinanza della Corte 26 novembre 1985, causa 318/82, Leeuwarder Papierwarenfabriek/Commissione, Racc. pag. 3727; ordinanza del Tribunale 25 febbraio 1992, cause riunite T-18/89 e T-24/89, Tagaras/Corte di giustizia, Racc. pag. II-153).  14 Premesso quanto sopra e tenuto conto della difficoltà della controversia, del numero di memorie presentate, considerato anche che la ricorrente ha rinunciato al deposito di una memoria di replica e, infine, alla luce del fatto che, supponendo anche che lo svolgimento della fase precontenziosa nelle controversie fra dipendenti e le rispettive istituzioni di appartenenza possa rendere talvolta utile l' intervento di un avvocato, gli onorari dovuti per le prestazioni rese da quest' ultimo nel corso della fase precontenziosa, che producono necessariamente l' effetto di diminuire in proporzione la mole di lavoro che l' avvocato è chiamato a svolgere durante la fase contenziosa, non costituiscono spese ripetibili, l' ammontare totale delle spese che devono essere rifuse alla ricorrente a titolo di onorari e di spese va fissato in 150 000 BFR, a cui va aggiunta l' imposta sul valore aggiunto (in prosieguo: l' "IVA") eventualmente dovuta su tale ammontare.  15 Considerando inoltre la difficoltà della controversia e il numero di memorie predisposte, l' importo totale delle spese che devono essere rifuse all' interveniente, a titolo di onorari e di spese, va fissato in 50 000 BFR, a cui va aggiunta l' IVA eventualmente dovuta su tale importo.  16 Poiché il Tribunale, nel determinare le spese ripetibili, ha tenuto conto di tutte le circostanze della causa fino al momento della pronuncia, non v' è motivo di statuire separatamente sulle spese sostenute dalle parti in relazione al presente procedimento accessorio (ordinanze Leeuwarder Papierwarenfabriek/Commissione e Tagaras/Corte di giustizia, citate).  

Dispositivo

Per questi motivi,  IL TRIBUNALE (Quinta Sezione)  così provvede:  1) L' importo totale che il convenuto deve rifondere alla ricorrente è fissato in 150 000 BFR, maggiorato dell' IVA eventualmente dovuta su tale importo.  2) L' importo totale che il convenuto deve rifondere alla parte interveniente è fissato in 50 000 BFR, maggiorato dell' IVA eventualmente dovuta su tale importo.  Lussemburgo, 5 luglio 1993.