CELEX: 31991D0335
Language: it
Date: 1991-05-15 00:00:00
Title: 91/335/CEE: Decisione della Commissione, del 15 maggio 1991, relativa ad un procedimento a norma dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/32.186 Gosme/Martell-DMP) (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)

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31991D0335

91/335/CEE: Decisione della Commissione, del 15 maggio 1991, relativa ad un procedimento a norma dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/32.186 Gosme/Martell-DMP) (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 185 del 11/07/1991 pag. 0023 - 0030

DECISIONE DELLA COMMISSIONE  del 15 maggio 1991  relativa ad un procedimento a norma dell'articolo 85 del trattato CEE  (IV/32186 Gosme/Martell-DMP)  (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  (91/335/CEE) LA COMMISSIONE DELLE  COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato (1), modificato da ultimo dall'Atto di adesione della Spagna e del Portogallo, in particolare l'articolo 15, paragrafo 2,   vista la domanda presentata il 25 novembre 1986 dalla società Vincent Gosme SA a norma dell'articolo 3, paragrafo 1 del regolamento n. 17,  vista la decisione della Commissione del 26 aprile 1989 di iniziare il procedimento nel presente caso,  dopo aver dato modo alle imprese interessate di esprimere il loro punto di vista sugli addebiti loro contestati, conformemente all'articolo 19, paragrafo 1 del regolamento n. 17 e al regolamento n. 99/63/CEE della Commissione, del 25 luglio 1963,  relativo alle audizioni previste dall'articolo 19, paragrafi 1 e 2, del regolamento n. 17 del Consiglio (2),  visto il parere del comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti,  considerando quanto segue:  I. FATTI  A. Introduzione  (1) La società Vincent Gosme SA, in appresso denominata Gosme, dichiara nella sua domanda del 25 novembre 1986 di acquistare regolarmente, da vari anni, Cognac Martell presso la società Distribution Martell Piper SA, in prosieguo DMP. Nel 1986, e di  nuovo nel 1987, Gosme avrebbe ordinato bottiglie di cognac la cui consegna non sarebbe avvenuta entro i termini richiesti. Inoltre, la società Gosme contesta a DMP di non averle concesso gli sconti che le sarebbero spettati, a suo giudizio, in qualità  di distributore all'ingrosso.  B. Le parti  (2) La società Vincent Gosme SA è una società di diritto francese che esercita l'attività di distribuzione all'ingrosso di prodotti alimentari, vini e bevande alcoliche nella regione di Nogent le Rotrou (Francia). Occasionalmente, Gosme rifornisce  clienti stabiliti al di fuori di detta regione e in altri paesi del mercato comune.  (3) La società Martell et Cie, in appresso denominata Martell, produce cognac sotto la marca Martell ed è il secondo produttore di cognac. Si tratta di una società di diritto francese, che è stata rilevata da gruppo canadese Seagram.  (4) La DMP è una società di diritto francese, affiliata comune di Martell e di Piper-Heidsieck. DMP ha iniziato ad operare nel 1979 ed ha cessato l'attività commerciale nel 1988 senza peraltro essere sciolta. L'oggetto della società era la  commercializzazione e la distribuzione di vini e di bevande alcoliche in Francia e nel principato di Monaco. In base all'articolo 6 dello statuto, il capitale di DMP è detenuto in parti uguali, ossia 12 375 azioni di 100 franchi francesi ciascuna, dalle  due società madri. Il consiglio di vigilanza è composto obbligatoriamente, in base all'articolo 17 dello statuto, di un numero ugale di membri scelti tra gli azionisti di Martell e gli azionisti di Piper Heidsieck. In caso di parità di voti nel  consiglio di vigilanza, prevale il voto del presidente della seduta (articolo 21, paragrafo 4 dello statuto). Il presidente e il vicepresidente del consiglio di vigilanza sono eletti dal consiglio di vigilanza e, in base all'articolo 20, paragrafo 1  dello statuto, se il presidente è portatore di azioni comprese nella metà detenuta da Martell, il vicepresidente deve essere nominato tra le persone portatrici di azioni comprese nella metà detenuta da Piper-Heidsieck e viceversa. I membri del comitato  di direzione sono nominati dal consiglio di vigilanza (articolo 12 dello statuto). L'assemblea generale ordinaria degli azionisti delibera sulla distribuzione degli utili (articolo 30 dello statuto).  (5) All'epoca dei fatti, DMP commercializzava in Francia il cognac Martell, l'armagnac Janneau, lo champagne Piper Heidsieck nonché un certo numero di marche di whisky, di porto, di vodka e di rum non appartenenti alle società madri. DMP era legata alla  società Martell da un contratto di distribuzione esclusiva. Le marche distribuite da DMP formavano oggetto di una consegna e fatturazione unica, di azioni promozionali congiunte e di ristorni cumulativi. I prodotto Martell e Piper erano venduti mediante  la stessa fattura e beneficiavano delle stesse condizioni di vendita. Piper e Martell conservavano l'iniziativa relativamente ai grandi orientamenti commerciali e alla politica pubblicitaria dei loro rispettivi prodotti e marche. Piper e Martell  gestivano direttamente i fondi destinati alla pubblicità e alle relazioni pubbliche. L'articolo VI, quinto comma del contratto di distribuzione stipulato tra Martell e DMP stabilisce che:  « . . . la società Martell definirà la politica di marketing della sua marca nonché l'insieme dei mezzi utilizzati a livello dei consumatori e aventi un'incidenza sulla notorietà delle marche . . . ».  DMP disponeva della propria forza di vendita e negoziava le condizioni di vendita con le centrali di acquisto. Essa trattava direttamente con la sua clientela francese senza che intervenisse Martell.  C. Il prodotto  (6) Si tratta del cognac Martell. Martell è la seconda società produttrice di cognac e gode di fama mondiale grazie alla vendita di circa 25 millioni di bottiglie all'anno. L'attività della società concerne per il 3 % la Francia e per il 97 % i mercati  di esportazione.  (7) I prezzi fatturati agli agenti e ai distributori in Francia e negli altri paesi del mercato comune mostrano differenze notevoli. Secondo le informazioni fornite da Martell nel 1987 i prezzi erano i seguenti:  (cassa di 12 bottiglie da un litro)   Francia  R.f. di Germania  Paesi Bassi  Belgio  Italia         1) Cognac Martell VS in franchi francesi       - prezzo lordo all'agente (1)  [. . .] (2)  [. . .]  [. . .]  [. . .]  [. . .]  - prezzo netto all'agente (3)  [. . .]  [. . .]  [. . .]   [. . .]  [. . .]  2. Cognac Martell VSOP in franchi francesi       - prezzo lordo all'agente  [. . .]  [. . .]  [. . .]  [. . .]  [. . .]  - prezzo netto all'agente  [. . .]  [. . .]  [. . .]  [. . .]  [. . .]        (1) Prezzo lordo all'agente:  prima di deduzioni, sconti e ristorni.  (2) Nella versione pubblicata della presente decisione alcuni dati saranno d'ora in avanti omessi, conformemente alle disposizioni dell'articolo 21 del regolamento n. 17 concernente i segreti relativi agli affari.  (3) Prezzo netto all'agente: dopo deduzioni, sconti e ristorni.    Ciò mostra che nel 1987 il prezzo fatturato in Italia al distributore superava di oltre il 25 % quello fatturato ad un livello analogo di distribuzione in Francia.  D. La distribuzione del cognac Martell  a) In Francia  (8) Martell ha concluso con DMP un contratto di distribuzione esclusiva per la Francia. L'articolo III di tale accordo stabilisce:  « L'attività del concessionario sarà esercitata unicamente in un settore composto dalla Francia metropolitana e dal Principato di Monaco, settore designato con il termine di territorio. »  (9) Martell si astiene dall'effettuare essa stessa la distribuzione diretta nel territorio (articolo III, secondo comma). In base all'articolo VI:  « La società concedente si impegna a:  1) trasmettere immediatamente al concessionario qualsiasi ordinativo o richiesta di tariffe ad essa pervenuti. »  (10) DMP negozia le condizioni di vendita con le centrali di acquisto che agiscono per conto dei grossisti. In Francia, DMP ha concluso accordi con la centrale di acquisto Socadip. Gosme è indirettamente membro della centrale Socadip in quanto è membro  della centrale Copaouest, che a sua volta è membro della centrale Hypergros. Quest'ultima è membro della centrale Socadip. In tal modo, attraverso queste relazioni commerciali, che non formano oggetto della presente decisione, Socadip negozia con DMP  per conto di grossisti, tra cui Gosme.  (11) Socadip ha negoziato un certo numero di sconti e di ristorni:  1) sconto automatico [ . . . ] %: per il fatto di aderire a Socadip, Gosme riceve uno sconto del [ . . . ] % su tutti gli ordinativi impartiti a DMP. Tale sconto è dedotto in fattura;  2) sconto di magazzinaggio [ . . . ] %: sconto supplementare che è dedotto in fattura. Si applica quando il grossista ordina [ . . . ] bottiglie, accettandone la consegna in ragione di [ . . . ] bottiglie alla volta e se immagazzina la merce nei suoi  locali;  3) sconto di quantità: tale sconto si aggiunge ai due precedenti e si calcola in x franchi per bottiglia e non in percentuale;  4) sconto per il ritiro della merce: se il grossista stesso ritira la merce presso Martell, beneficia di un ulteriore sconto di [ . . . ] centesimi per bottiglia;  5) sconto promozionale: oltre agli sconti permanenti summenzionati, il grossista può beneficiare di uno sconto promozionale periodico. Se il grossista ordina o chiede la consegna tra due date prestabilite, beneficia di x franchi di sconto per bottiglia;   6) esposizione della merce: si tratta di un'azione specifica negoziata dal grossista, da effettuarsi in un punto di rivendita. Il prodotto è esposto in maniera tale da attirare l'attenzione della clientela. Il punto di rivendita fornisce tale servizio a  titolo oneroso al grossista, il quale fattura in seguito il costo dell'operazione. Si tratta di uno sconto che non è dedotto in fattura, bensì è oggetto di una fatturazione specifica;  7) catalogo: ogni anno Gosme predispone un catalogo dei suoi prodotti. DMP versa un importo una tantum per la partecipazione al catalogo;  8) ristorni: oltre agli sconti di cui sopra, DMP versa ogni anno alla centrale Socadip quattro tipi di ristorni:  - un ristorno del [ . . . ] % se la centrale realizza un certo fatturato,  - un ristorno del [ . . . ] % per il servizio di « groupage », quando gli ordini sono raggruppati,  - un ristorno per l'aumento del fatturato ad un tasso progressivo,  - un ristorno per la gamma: più il grossista acquista prodotti della stessa marca, più aumenta tale ristorno.  L'ammontare di questi ristorni è calcolato a fine anno e versato alla centrale che provvede a ripartirlo tra i vari grossisti.  b) In Italia  (12) La società italiana Wax e Vitale era il distributore esclusivo di Martell in Italia all'epoca in cui si sono svolti i fatti. L'articolo 7 del contratto di distribuzione, che non forma oggetto della presente decisione, autorizzava Martell ad  effettuare in Italia vendite dirette in risposta ad ordini non sollecitati, previo accordo di Wax e Vitale e pagamento a suo favore di una commissione del 10 %.  E. L'esistenza del commercio parallelo  (13) La differenza di prezzo superiore al 25 % menzionata al punto 7, spiega l'esistenza di un commercio parallelo. Tale commercio è attivo soprattutto in Italia. Martell sorveglia il mercato italiano inviando in loco dipendenti incaricati di redigere  dei rapporti sulla situazione commerciale di ciascuna regione visitata. Da questi rapporti risulta che i delegati di Martell cercano di individuare, per quanto possibile, la provenienza delle merci che alimentano tale mercato. Nella maggior parte dei  casi, le bottiglie transitano per San Marino. Nel resoconto di una riunione svoltasi a Genova il 7 luglio 1986 tra la società Wax e Vitale e i delegati di Martell, si legge che questi ultimi hanno trovato in Italia casse di bottiglie provenienti da San  Marino e rivendute in Italia ad un prezzo inferiore di 2 000-3 000 lire italiane a bottiglia rispetto al prezzo del mercato tradizionale. È chiaro che Martell si è preoccupata dell'esistenza di questo commercio parallelo e del divario tra i prezzi  praticati in Francia e quelli praticati negli altri Stati membri. Questa preoccupazione era condivisa da tutti gli altri produttori di cognac.  F. Gli ostacoli all'esportazione  (14) Gosme ha occasionalmente esportato cognac Martell in Italia. In particolare essa ha impartito i seguenti ordinativi:   Data  Quantità bottiglie  Consegna      aprile - giugno 1986  3 900  11 luglio 1986 in ritardo  4 settembre 1986  4 896  in ritardo  gennaio - febbraio 1987  3 360   novembre 1987  1 800      a) Gli sconti  (15) L'11 settembre 1986, DMP ha chiesto a Gosme per telex la destinazione delle merci. Con telex dello stesso giorno, Gosme ha risposto che le merci erano destinate a un paese membro della Comunità economica europea. Il 15 settembre 1986, DMP ha  inviato un telex a Martell in cui si precisa che:  « Di conseguenza, le eventuali consegne che dovessimo loro effettuare, non beneficeranno degli sconti previsti nell'ambito degli accordi Socadip e Hypergros. Del resto non potrà essere applicato alcuno sconto promozionale . . . ».  Una nota interna non datata di DMP propone inoltre di non concedere più gli sconti a Gosme e di fatturare rigorosamente al prezzo per [ . . . ] bottiglie.  (16) Tali istruzioni sono state seguite dai fatti. La tabella seguente riassume le misure adottate.   Data  Quantità bottiglie  Sconto concesso      marzo 1986  4 200  nessuno (1)  aprile - giugno 1986  3 900  nessuno (1)  4 settembre 1986  4 896  nessuno (1)  gennaio - febbraio 1987  3 360  nessuno (1)  novembre 1987  1 800  sconti concessi (2)      (1) Gosme non ha beneficiato:  1) dello sconto in fattura del [ . . . ] % - sconto di adesione;  2) dello sconto di magazzinaggio del [ . . . ] %;  3) dello sconto di quantità di [ . . . ] centesimi corrispondente alla quantità ordinata.  (2) Gosme ha beneficiato:  1) dello sconto in fattura del [ . . . ] % - sconto di adesione;  2) dello scnto di magazzinaggio del [ . . . ] %;  3) dello sconto promozionale di [ . . . ] franchi francesi per bottiglia;  4) dello sconto di quantità di [ . . . ] centesimi.   (17) Come risulta dalle informazioni di cui dispone la Commissione, la politica degli sconti praticata da DMP ha subito un brusco cambiamento nel novembre 1987, data a cui risale il primo intervento della Commissione presso Martell. A partire da tale  data, Gosme afferma di aver beneficiato di sconti che le erano stati negati fino ad allora. Si può quindi dedurre che le infrazioni sono cessate a quella data.  (18) Nell'ambito della procedura amministrativa, DMP ha sostenuto che il rifiuto di concedere gli sconti a Gosme, in caso di esportazione, era giustificato dal fatto che Gosme, quando esportava, esorbitava dal campo di applicazione dell'accordo con le  centrali di acquisto e non forniva servizi reali ed indentificabili di cui si giustificasse la remunerazione sotto forma di sconti. In sede di audizione, DMP aveva attenuato la sua affermazione secondo cui l'accordo con le centrali vietava qualsiasi  fornitura a persone che non fossero esse stesse membri della centrale di acquisto. Tuttavia, i menzionati accordi non contengono alcuna clausola atta a corroborare tale affermazione. Inoltre, sempre in sede di audizione, DMP ha ammesso che in Francia  sono state effettuate consegne a clienti non aderenti alla Centrale. In ogni caso, l'analisi effettuata dalla Commissione è confermata dallo stesso comportamento di DMP che a partire dal novembre 1987, data del primo intervento della Commissione, ha  concesso sconti che si era rifiutata fino allora di concedere.  (19) Inoltre, nel corso della procedura amministrativa, DMP e Martell hanno sostenuto che tutta la politica relativa gli sconti deve essere valutata nel contesto, dapprima del blocco e, quindi, del controllo dei prezzi allora vigente in Francia. È  questo il motivo per cui in Francia i prezzi sarebbero stati mantenuti a livelli anormalmente bassi. Tuttavia, nei rapporti intercorrenti a quel tempo tra Gosme e DMP, non si è parlato di un aumento dei prezzi. L'unico punto controverso riguardava la  concessione o meno di sconti, ossia di una riduzione del prezzo d'acquisto rispetto al prezzo indicato nei listini di DMP. In ogni caso, il regime del blocco dei prezzi non era più in vigore nel 1987.  (20) Infine, nel corso della procedura amministrativa, DMP e Martell hanno sostenuto che Gosme avrebbe potuto vendere i prodotti della marca Martell in Italia con un margine di profitto anche in assenza di sconti, data la forte differenza dei prezzi tra  la Francia e l'Italia. Comunque sia, il fatto di negare gli sconti in caso di esportazione rende tale attività meno attraente per l'esportatore. Gosme stessa aveva sostenuto che l'esportazione non era redditizia senza sconti.  (21) Tuttavia, Gosme ha pagato in maniera differenziata le fatture corrispondenti agli ordinativi da essa impartiti. L'ordinativo del marzo 1986 per 4 200 bottiglie è stato pagato integralmente da Gosme, ma con riserva dei propri diritti ed invio di una  fattura relativa agli sconti con possibilità di conguaglio con le fatture successive. Gli altri ordinativi sono stati pagati con cambiali al netto degli importi equivalenti all'ammontare degli sconti soppressi. Però Gosme ha emesso ogni volta una nota  di credito a favore di DMP equivalente a detto importo. In tal modo Gosme non ha rifiutato di pagare le somme dovute in relazione agli sconti soppressi, ma ha ammesso che l'esigibilità delle somme poteva essere soggetta a contestazione.  (22) Da un lato, la controversia è stata deferita alle giurisdizioni consolari francesi, dapprima con procedimento d'urgenza e, successivamente, quanto al merito. Le parti hanno concluso una transazione il 31 marzo 1989 sulla base di una perizia  eseguita nelle forme richieste dal diritto francese. In base a tale transazione, Gosme desiste dall'azione presso il Tribunale di commercio di Parigi mentre DMP rinuncia a qualsiasi azione riconvenzionale e versa una somma di denaro a Gosme per porre  fine alla lite. D'altro lato, il 25 novembre 1986, Gosme ha presentato una domanda alla Commissione.  b) Accordi e concertazione tra DMP e Martell in caso di commercio parallelo  (23) Il telex del 15 settembre 1986, cui si fa espresso riferimento al punto 15, mostra che DMP e Martell si sono concertate sulle misure da adottare in caso di esportazioni parallele.  (24) Una nota interna di Martell trasmessa a DMP per telecopia il 28 marzo 1984, relativa al mercato francese, afferma:  « Argomenti che hanno indotto la società Martell a chiedere al suo distributore in Francia, la società DMP, di aumentare i prezzi per tutta la distribuzione:  1) L'afflusso di numerosi ordini provenienti da importanti distributori francesi è destinato all'esportazione e ciò, sia per *** che per VSOP o qualità superiori. In tutti i paesi del mercato comune, la società Martell ha distributori legati da  contratto. Si tratta di contratti di distribuzione esclusiva che sono stati notificati alla Commissione. La società Martell deve rispettare i termini di tali contratti . . .  2) La società Martell ha pertanto chiesto alla società DMP di aumentare le tariffe applicate sul mercato francese. »  La nota indica chiaramente che Martell si preoccupa dell'aumento del commercio parallelo derivante dall'applicazione di prezzi più vantaggiosi in Francia che altrove. Martell mira soprattutto a proteggere l'esclusività territoriale dei distributori  chiedendo un aumento dei prezzi a DMP. La collaborazione tra Martell e DMP si è estesa alla codificazione delle bottiglie.  (25) Una nota di Martell a DMP del 31 marzo 1987 conferma ugualmente tale accordo. Vi si legge:  « Per quanto riguarda le fatture del 13 febbraio e del 10 marzo 1987 di Cognac Martell, grossi quantitativi destinati all'esportazione e per i quali deve applicarsi unicamente lo sconto volume [ . . . ] bottiglie, è il caso di rifiutare integralmente la  nota di credito presentata da Vincent Gosme. »  Tale nota mostra altresì che DMP e Martell si sono concertate sulle misure da prendere nei confronti di Gosme per scoraggiare le esportazioni parallele.  (26) Nell'ambito della procedura amministrativa, DMP e Martell hanno sostenuto che gli scambi intercorsi tra loro erano semplicemente il risultato dei rapporti normalmente intercorrenti tra una società madre e la propria affiliata, la quale, per giunta,  nel caso specifico, aveva servizi in comune con la società madre. Invece, nella sua corrispondenza con i servizi della Commissione, DMP ha sempre rivendicato la sua indipendenza rispetto a Martell, sottolineando chiaramente il pericolo che le due  società venissero confuse. D'altra parte, dagli elementi in possesso della Commissione, risulta che la concertazione è andata oltre il semplice scambio di note tra servizi comuni. Vedasi, in particolare, il telex del 15 settembre 1986 di cui al punto 15  che riporta una conversazione telefonica tra DMP e un direttore generale di Martell che non esercitava alcuna funzione presso DMP.   c) La codificazione delle bottiglie  (27) Da una nota interna di DMP del 20 marzo 1987 indirizzata al suo presidente, risulta che DMP intendeva far contrassegnare le bottiglie con un numero di codice. Nel processo di fabbricazione e di consegna, soltanto Martell può procedere a tale  codificazione. DMP aveva l'intenzione di chiedere a Martell di codificare le bottiglie. Tuttavia, la Commissione non dispone di prove irrefutabili della avvenuta codificazione delle bottiglie vendute a Gosme.  d) La clausola di divieto di esportazione  (28) Sulle fatture emesse da DMP figurava una clausola di divieto di esportazione:  « Qualsiasi acquirente diretto o indiretto delle merci, oggetto del presente invio, si impegna formalmente a non esportarle ».  Tale clausola figurava sulle fatture emesse da DMP a partire dal 1979, anno in cui DMP iniziò la sua attività, fino alla fine del 1987. A tale data, DMP ha effettivamente eliminato questa clausola.  II. VALUTAZIONE GIURIDICA  A. Articolo 85, paragrafo 1  (29) A norma dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CEE, sono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni d'imprese e tutte le pratiche concordate che possano pregiudicare il  commercio tra Stati membri e che abbiano per oggetto o per effetto di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato.  1. Accordi restrittivi tra imprese  a) Accordo tra Martell e DMP  (30) DMP e Martell sono imprese indipendenti ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1. In effetti, all'epoca dei fatti, Martell non era in grado di controllare l'attività commerciale di DMP in quanto:  - il capitale, nonché i diritti di voto di DMP, erano detenuti a concorrenza del 50 % da ciascuna delle due società madri;  - il consiglio di vigilanza era composto da un numero uguale di membri scelti tra gli azionisti di Martell e gli azionisti di Piper Heidsieck;  - DMP distribuiva anche marche non appartenenti alle sue società madri;  - i prodotti Martell e i prodotti Piper Heidsieck venduti ai grossisti formavano oggetto di una fatturazione unica;  - DMP aveva la sua propria forza di vendita e stipulava da sola le condizioni di vendita con le centrali di acquisto in Francia.  D'altronde, né DMP né Martell hanno contestato di constituire società indipendenti l'una dall'altra ed hanno anzi scritto alla Commissione per sottolineare tale carattere indipendente.  (31) L'accordo tra DMP e Martell, vietato ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1, consisteva nella cooperazione instaurata tra queste due società per individuare ed impedire le esportazioni parallele. Tale cooperazione ha assunto la forma illustrata ai  precedenti punti 23-26, in particolare allo scopo di:  - chiedere aumenti dei prezzi per impedire le esportazioni parallele;  - eliminare gli sconti in caso di esportazione.  (32) È chiaro che un accordo tra due imprese che rende le esportazioni più onerose e meno redditizie è incompatibile con l'articolo 85, paragrafo 1, in quanto ha per oggetto ed effetto di proteggere un livello di prezzi più elevato nel paese di  destinazione delle merci. Altrettanto dicasi di un accordo tra due parti che scoraggia i terzi dall'effettuare esportazioni, in quanto l'oggetto o l'effetto dell'accordo è lo stesso. Poco importa anche che le esportazioni non siano esplicitamente  vietate dall'accordo, ma soltanto rese meno redditizie.  b) La partecipazione di Gosme  (33) Gosme ha pagato le fatture a volte integralmente, con invio di una fattura per gli sconti soppressi, a volte mediante cambiale con emissione di una nota di credito a favore di DMP. In tal modo, Gosme, pur facendo salvi i suoi diritti, ha  partecipato all'accordo ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1 anche se tale accordo sembra essere in contrasto con i suoi interessi.  (34) La soppressione degli sconti e dei ristorni è in contrasto con l'articolo 85, paragrafo 1, soltanto qualora detti sconti e ristorni non siano il corrispettivo di un servizio che non viene fornito in caso di esportazione, si può considerare  incompatibile con l'articolo 85, paragrafo 1, la soppressione degli sconti automatici, dedotti in fattura, vale a dire:  1) lo sconto automatico del [ . . . ] %;  2) lo sconto di magazzinaggio del [ . . . ] % quando il grossista accetta la consegna delle merci prima della rispedizione;  3) lo sconto di quantità;  4) lo sconto per il ritiro della merce quando il grossista procede egli stesso a tale operazione;  5) lo sconto di promozione quando il grossista ordina le bottiglie entro il periodo prestabilito.  È inoltre in contrasto con l'articolo 85, paragrafo 1, la soppressione degli sconti per aumento del fatturato, per raggruppamento degli ordinativi e per la « gamma ». Invece, la soppressione dello sconto per l'esibizione del prodotto è giustificata in  quanto remunera un'azione promozionale specifica. La soppressione degli sconti e dei ristorni testé descritti ha per oggetto e per effetto di restringere la concorrenza nel mercato comune. La restrizione della concorrenza deriva chiaramente dagli sforzi  compiuti da Martell e da DMP per individuare la fonte e il percorso del commercio parallelo in Italia e aveva per oggetto e per effetto di proteggere un livello di prezzi più elevato che nel paese di origine delle merci. Tale commercio parallelo era in  concorrenza diretta con Wax e Vitale, distributore esclusivo sul mercato italiano, mercato sul quale i prezzi erano superiori a quelli praticati in Francia.  c) La clausola di divieto di esportazione  (35) Fino al dicembre 1987, le fatture emesse da DMP contenevano una clausola di divieto di esportazione all'interno della Comunità economica europea. Tale clausola vietava la rivendita diretta e indiretta ad altri Stati membri. Nella sentenza 11  gennaio 1990 (causa C-277/87, Sandoz Prodotti Farmaceutici Spa/Commissione) (3), la Corte di giustizia ha affermato in diritto che una clausola di divieto di esportazione, apposta sistematicamente sulle fatture, ha per oggetto di impedire, di  restringere e di falsare il gioco della concorrenza nel mercato comune. La Corte ha aggiunto che il fatto che una delle parti non abbia assunto iniziative per fare rispettare tale clausola dai suoi clienti non è sufficiente per escludere dal divieto di  cui all'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CEE la clausola di divieto di esportazione apposta sulle fatture.  2. Incidenza sugli scambi intracomunitari  (36) Qualsiasi divieto di esportazione è, di per sé, atto ad incidere sugli scambi tra Stati membri. Una simile clausola ha per oggetto di impedire gli scambi intracomunitari o di limitarli ai canali scelti dall'impresa che impone il divieto.  (37) Parimenti, qualsiasi pratica o accordo che scoraggi o renda meno lucrative, direttamente o indirettamente, le esportazioni è atto ad incidere sugli scambi tra Stati membri. Nel caso di specie, ciò si verifica, in particolare, negli scambi tra la  Francia e l'Italia.  (38) Tenuto conto della dimensione relativamente importante di Martell nonché della rinomanza della sua marca, sia in Italia che in tutti gli altri Stati membri, e del volume delle sue transazioni, tali restrizioni della concorrenza sono considerevoli.  L'importanza della commercio parallelo è dimostrata dagli sforzi compiuti da Martell e DMP per arrestare tale commercio.  B. Inapplicabilità dell'articolo 85, paragrafo 3  (39) L'accordo di distribuzione esclusiva concluso tra DMP e Martell non può beneficiare dell'esenzione per categoria prevista dal regolamento (CEE) n. 1983/83 della Commissione (1). Ai sensi dell'articolo 3, lettera d), l'accordo non può beneficiare di  dette esenzioni quando:  « le parti o una di esse limitino la possibilità, per gli intermediari o gli utilizzatori, di procurarsi i prodotti oggetto del contratto presso altri commercianti all'interno del mercato comune . . . ».  (40) Gli accordi più sopra esaminati non possono beneficiare di una esenzione individuale a norma dell'articolo 85, paragrafo 3, poiché non sono stati notificati alla Commissione e non rientrano, per quanto riguarda quelli che impediscono le  esportazioni, nella categoria degli accordi che, in base all'articolo 4, paragrafo 2 del regolamento n. 17, sono esentati dall'obbligo di notifica alla Commissione. Inoltre, tali accordi non soddisfano le condizioni di esenzione enunciate dall'articolo  85, paragrafo 3. In particolare, gli ostacoli all'esportazione in questione non sono idonei a contribuire al miglioramento della distribuzione.  C. Ammende  (41) In virtù dell'articolo 15 del regolamento n. 17, le infrazioni all'articolo 85 sono passibili di ammende fino a 1 milione di ecu, importo che può essere aumentato fino al 10 % del volume d'affari realizzato durante l'esercizio sociale precedente.  Occorre tener conto di tutti gli elementi utili ai fini della valutazione della gravità delle infrazioni, della loro durata, nonché del comportamento delle imprese durante il procedimento amministrativo. Dai vari elementi di cui dispone la Commissione,  risulta che DMP e Martell si sono concertate per negare la concessione di sconti, ponendo così in essere un ostacolo all'esportazione a partire dall'aprile 1986 fino alla fine del 1987. Consta che tutte le infrazioni sono cessate alla fine del 1987.  (42) Si deve infliggere un'ammenda a Martell in quanto principale beneficiaria della pratica concertata con DMP. La compartimentazione dei mercati dei vari Stati membri ha infatti consentito a Martell di vendere gli stessi prodotti in taluni paesi, come  l'Italia, a prezzi superiori a quelli praticati in altri paesi, come la Francia. L'ammontare dell'ammenda deve anche tenere conto del fatto che tale forma di compartimentazione era particolarmente grave e atta a pregiudicare la realizzazione del mercato  comune.  (43) Si deve infliggere un'ammenda a DMP per aver apposto una clausola di divieto di esportazione sulle sue fatture emesse in Francia. Tuttavia, a sua discolpa, consta che non appena il fatto le è stato segnalato DMP ha fatto il necessario per eliminare  la clausola dalle fatture emesse. A sua discolpa, va inoltre detto che non sarebbe stata DMP, bensì Martell a beneficiare di una simile politica di compartimentazione dei mercati.  (44) Si deve inoltre infliggere un'ammenda a DMP per gli accordi conclusi con Gosme circa la vendita senza determinati sconti. Tale ammenda deve essere inflitta unicamente a DMP, dato che gli accordi, del resto contrari all'interesse di Gosme, furono  conclusi su sua propria iniziativa. Tuttavia, a sua discolpa, va precisato che tali infrazioni sono cessate alla fine del 1987, dopo il primo intervento dei servizi della Commissione, e che la politica della compartimentazione dei mercati non avrebbe  avvantaggiato DMP, bensì Martell,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  DMP e Martell hanno violato le disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CEE ponendo in essere le seguenti pratiche:  1) un accordo stipulato tra DMP e Martell per scoraggiare le esportazioni parallele non concedendo sconti in caso di esportazione;  2) la soppressione, nell'ambito di contratti conclusi tra DMP e Gosme, di concerto con Martell, di sconti e ristorni in caso di esportazione;  3) l'inserimento da parte di DMP di una clausola di divieto di esportazione nelle sue fatture ai grossisti.  Articolo 2  Per le infrazioni di cui all'articolo 1, paragrafi 1 e 2, è inflitta a Martell un'ammenda di 300 000 ecu.  Articolo 3  Per le infrazioni di cui all'articolo 1, è inflitta a DMP un'ammenda di 50 000 ecu.  Articolo 4  L'importo delle ammende deve essere versato sul conto:  n. 310-0933000-43,  Banque Bruxelles Lambert,  agence européenne,  Rond Point Schuman 5,  B-1040 Bruxelles,  entro il termine di tre mesi a decorrere dalla data di notifica della presente decisione. Scaduto questo termine, l'ammenda produce di diritto interessi al tasso applicato dal Fondo europeo di cooperazione monetaria sulle sue operazioni in ecu il primo  giorno feriale del mese nel quale è adottata la presente decisone, maggiorato di 3,5 punti, cioè al 13,5 %.  Articolo 5  Distribution Martell Piper SA, BP 21, F-16101 Cognac Cedex, e Martell et Cie SA, BP 21, F-16101 Cognac Cedex, sono destinatarie della presente decisione.  La presente decisione costituisce titolo esecutivo ai sensi dell'articolo 192 del trattato CEE. Fatto a Bruxelles, il 15 maggio 1991. Per la Commissione  Leon BRITTAN  Vicepresidente  (1) GU n. 13 del 21. 2. 1962, pag. 204/62. (2) GU n. 127 del 20. 8. 1963, pag. 2268/63. (3)  Raccolta della giurisprudenza della Corte 1990, pag. 45. (4) GU n. L 173 del 30. 6. 1983, pag. 1.