CELEX: 52012PC0555
Language: it
Date: 2012-09-26
Title: Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che reistituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese, fabbricate da Zhejiang Harmonic Hardware Products Co. Ltd

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		52012PC0555
		
			Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che reistituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese, fabbricate da Zhejiang Harmonic Hardware Products Co. Ltd /* COM/2012/0555 final - 2012/0263 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
•           Motivazione e obiettivi della
proposta
La presente proposta riguarda l'applicazione
del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del
30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto
di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea
("regolamento di base") nella riapertura parziale del procedimento
antidumping concernente le importazioni di assi da stiro originarie della
Repubblica popolare cinese ("Cina").
•           Contesto generale
La presente proposta rientra nel quadro
dell'attuazione di una sentenza del Tribunale sull'applicazione del regolamento
di base ed è il risultato di un'inchiesta svolta conformemente alle
disposizioni sostanziali e procedurali del regolamento di base.
•           Disposizioni vigenti nel settore
della proposta
Regolamento (CE) n. 452/2007 del Consiglio del
23 aprile 2007[1].
•           Coerenza con altri obiettivi e
politiche dell'Unione
Non pertinente.
2.           RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI DELLE
PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI DELL'IMPATTO
            •           Consultazione delle
parti interessate
Conformemente alle disposizioni del
regolamento di base, le parti interessate al procedimento hanno avuto la
possibilità di difendere i loro interessi nel corso dell'inchiesta.
            •           Ricorso al parere di
esperti
Non è stato necessario consultare esperti
esterni.
            •           Valutazione
dell'impatto
La presente proposta è il risultato
dell'applicazione del regolamento di base.
Il regolamento di base non prevede una
valutazione generale dell'impatto, ma contiene un elenco esauriente delle
condizioni da valutare.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
•           Sintesi delle misure proposte
La Commissione ha annunciato il
2 marzo 2012, con un avviso ("avviso di riapertura
parziale") pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea[2], la riapertura parziale
dell'inchiesta antidumping concernente le importazioni di assi da stiro
originarie, tra l'altro, della Cina.
Tale riapertura è stata resa necessaria
dall'annullamento, da parte del Tribunale, del regolamento (CE) n. 452/2007 del
Consiglio per quanto riguarda un produttore esportatore cinese
("Harmonic"). A norma dell'articolo 266 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea, le istituzioni dell'Unione europea sono
tenute a dare esecuzione alle sentenze del Tribunale. Di conseguenza, la
Commissione europea ha proceduto alla riapertura parziale dell'inchiesta
antidumping per quanto riguarda Harmonic. 
L'allegata proposta della Commissione relativa
a un regolamento del Consiglio che reistituisce il dazio antidumping nei
confronti di Harmonic viene presentata dopo che alle parti interessate è stato
accordato il tempo sufficiente per formulare osservazioni sul documento
d'informazione finale riveduto del 23 marzo 2007. Harmonic ha anche
potuto disporre del tempo sufficiente per offrire impegni, ma non ha presentato
proposte.
Si propone che il Consiglio adotti l'allegata
proposta di regolamento, che sarà pubblicata quanto prima nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea.
•           Base giuridica
Regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea.
•           Principio di sussidiarietà
La proposta è di esclusiva competenza
dell'Unione. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica.
•           Principio di proporzionalità
La proposta è conforme al principio di
proporzionalità poiché il tipo di intervento è descritto nel regolamento di
base sopramenzionato e non consente l'adozione di decisioni nazionali.
Non sono necessarie indicazioni su come
ridurre al minimo e rendere commisurato all'obiettivo della proposta l'onere
finanziario e amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli
enti locali e regionali, degli operatori economici e dei cittadini.
•           Scelta degli strumenti
Strumento proposto: regolamento del Consiglio.
Altri mezzi non sarebbero adeguati perché il
regolamento di base non prevede altre opzioni.
4. Incidenza
sul bilancio
La proposta non incide sul bilancio
dell'Unione. 
2012/0263 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
che reistituisce un dazio antidumping
definitivo sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica
popolare cinese, fabbricate da Zhejiang Harmonic Hardware Products Co. Ltd 
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, 
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009
del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea[3]
("regolamento di base"), in particolare l'articolo 9,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA
(1)       Con il regolamento (CE) n.
452/2007[4]
("regolamento controverso"), il Consiglio ha istituito un dazio
antidumping definitivo compreso tra il 9,9% ed il 38,1% sulle importazioni di
assi da stiro, con o senza supporto e dotate o meno di piano aspirante,
riscaldante e/o soffiante, compresi il braccio per stirare le maniche e i
componenti essenziali, vale a dire le gambe, il piano ed il portaferro,
originarie della Repubblica popolare cinese ("Cina") e dell'Ucraina.
(2)       Il 19 luglio 2007 un
produttore esportatore cinese che ha collaborato, Zhejiang Harmonic Hardware
Products Co. Ltd ("Harmonic"), ha presentato al Tribunale ("il
Tribunale di primo grado" prima dell'entrata in vigore del trattato di
Lisbona) una domanda di annullamento del regolamento controverso per quanto
riguarda il ricorrente[5].

(3)       L'8 novembre 2011 il
Tribunale ha stabilito, nella sentenza della causa T-274/07 ("la sentenza
del Tribunale"), che il mancato rispetto del termine prescritto
dall'articolo 20, paragrafo 5, del regolamento di base era tale da ledere i
diritti di difesa di Harmonic e che la Commissione aveva anche violato
l'articolo 8 del regolamento di base, che conferiva ad Harmonic il diritto di
offrire impegni fino alla scadenza di detto termine. Il Tribunale ha perciò
annullato gli articoli 1 e 2 del regolamento controverso in quanto istituiscono
un dazio antidumping definitivo e dispongono la riscossione definitiva del
dazio provvisorio istituito sulle assi da stiro prodotte da Harmonic.
(4)       A norma dell'articolo 266 del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), le istituzioni
dell'Unione sono tenute a dare esecuzione alla sentenza del Tribunale
dell'8 novembre 2011. Secondo una giurisprudenza consolidata (causa
T-2/95[6],
"causa IPS") nei casi in cui un procedimento comprende varie fasi
amministrative, l'annullamento di una delle fasi non comporta l'annullamento di
tutto il procedimento. Il procedimento antidumping è un esempio di procedimento
comprendente più fasi. Di conseguenza, l'annullamento del regolamento
controverso per quanto riguarda una parte non implica l'annullamento
dell'intero procedimento precedente l'adozione di tale regolamento. Inoltre,
secondo la giurisprudenza del Tribunale, per conformarsi ad una sentenza di
annullamento di una misura e dare ad essa piena esecuzione, l'istituzione che ha
adottato la misura deve ricominciare il procedimento dal punto preciso in cui
si è verificata l'illegittimità e sostituire la misura[7]. Infine,
l'esecuzione di una sentenza del Tribunale implica anche la possibilità di
rimediare agli aspetti del regolamento controverso che hanno portato al suo
annullamento, senza modificare le parti non contestate che non sono interessate
dalla sentenza, come disposto nella causa C-458/98 P[8] ("ricorso IPS"). Va
notato che, ad eccezione della constatazione di una violazione dell'articolo
20, paragrafo 5, e dell'articolo 8 del regolamento di base, tutte le altre
constatazioni figuranti nel regolamento controverso restano automaticamente
valide, in quanto il Tribunale ha respinto tutte le obiezioni mosse a tale
riguardo. 
(5)       A seguito della sentenza del
Tribunale dell'8 novembre 2011, è stato pubblicato un avviso[9] sulla riapertura parziale
dell'inchiesta antidumping riguardante le importazioni di assi da stiro
originarie, tra l'altro, della Cina. La riapertura era limitata all'esecuzione
della sentenza del Tribunale per quanto riguarda Harmonic. 
(6)       La Commissione ha
ufficialmente informato della riapertura parziale dell'inchiesta i produttori
esportatori, gli importatori, gli utilizzatori notoriamente interessati, nonché
i rappresentanti del paese esportatore e dell'industria dell'Unione. Alle parti
interessate è stata data la possibilità di comunicare le loro osservazioni per
iscritto e di chiedere un'audizione entro il termine fissato nell'avviso.
(7)       Tutte le parti che ne hanno
fatto richiesta entro il termine sopraindicato dimostrando di avere particolari
motivi per chiedere un'audizione hanno avuto l'opportunità di essere sentite.
(8)       Sono state ricevute
osservazioni da un produttore esportatore cinese (la parte direttamente
interessata, Harmonic) e da un importatore non collegato.
(9)       Tutte le parti interessate
sono state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base a cui
si è inteso raccomandare l'istituzione di dazi antidumping definitivi per
Harmonic. Dopo tale comunicazione è stato fissato un termine entro il quale le
parti potevano presentare le loro osservazioni, ma nessuna di esse ha risposto
entro tale periodo. 
B.        ESECUZIONE
DELLA SENTENZA DEL TRIBUNALE
1.           Osservazione preliminare
(10)     Si ricorda che il regolamento
controverso è stato annullato perché la Commissione aveva inviato la sua
proposta di istituire un dazio antidumping definitivo al Consiglio prima della
scadenza del termine obbligatorio di 10 giorni previsto dall'articolo 20,
paragrafo 5, del regolamento di base per la presentazione delle osservazioni in
seguito all'invio alle parti interessate del documento d'informazione finale.
La Commissione aveva inoltre violato l'articolo 8 del regolamento di base, che
conferiva ad Harmonic il diritto di offrire impegni fino alla scadenza di detto
termine.
2.           Osservazioni delle parti
interessate
(11)     Harmonic ha affermato che una
violazione del diritto di difesa come quella constatata dal Tribunale non può
essere sanata con la riapertura di un'inchiesta. La sentenza del Tribunale non
prescrive misure di esecuzione.
(12)     Secondo Harmonic, la
Commissione può conformarsi alla sentenza del Tribunale come previsto
dall'articolo 266 del TFUE unicamente revocando permanentemente le misure per
quanto riguarda Harmonic. La violazione dell'articolo 8 del regolamento di base
richiederebbe che le istituzioni UE ripristino il diritto di Harmonic di
proporre impegni sui prezzi nel 2007. 
(13)     Harmonic ritiene illegale la
riapertura dell'inchiesta perché nel regolamento di base non vi sono
disposizioni specifiche che autorizzino un'azione del genere e perché una
riapertura contrasterebbe con il termine di 15 mesi previsto per il
completamento di un'inchiesta dall'articolo 6, paragrafo 9, del regolamento di
base e il termine di 18 mesi previsto dall'articolo 5.10 dell'accordo OMC
relativo all'applicazione dell'articolo VI del GATT 1994 (accordo antidumping).
Harmonic ha sostenuto che le istituzioni UE non possono provvedere a
reintrodurre misure in base alla loro facoltà di adottare misure definitive (in
particolare all'articolo 9 del regolamento di base) e nel contempo rifiutare
che si applichino i termini della stessa disposizione del regolamento di base.
(14)     Harmonic ha sostenuto che la
causa IPS non può costituire un precedente perché si basa sul regolamento (CEE)
n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le
importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri
della Comunità economica europea[10]
("il vecchio regolamento di base"), che non prevedeva ancora termini
obbligatori. 
(15)     Ha inoltre sostenuto che la
ripubblicazione di un documento d'informazione riveduto e la concessione di un
termine per la risposta a norma dell'articolo 20, paragrafo 5, del regolamento di
base non possono rimediare alla violazione dei diritti di difesa di Harmonic e
all'istituzione illegale di dazi. 
(16)     Secondo Harmonic, con la
presentazione di una proposta di misure definitive al Consiglio nel 2007, la
Commissione ha perso irrimediabilmente la sua facoltà di presentare al
Consiglio una proposta di istituzione di dazi contro Harmonic senza violare i
diritti di difesa della società. Harmonic ritiene che la Commissione non sia
più in grado di ricevere osservazioni con la libertà di manovra richiesta e di
esaminare l'offerta di impegni di Harmonic. 
(17)     Harmonic sostiene che il suo
diritto di offrire impegni sui prezzi entro il termine fissato non possa essere
ripristinato con la riapertura procedurale dell'inchiesta iniziale e che il
considerando 68 del regolamento controverso comprenda la valutazione di un
impegno formale sui prezzi proposto da Harmonic.
(18)     Inoltre, Harmonic sostiene che
la Commissione non possa riaprire il caso perché ha perso la sua obiettività e
imparzialità, dato che il regolamento controverso proposto dalla Commissione è
stato parzialmente annullato dal Tribunale.
(19)     Infine, Harmonic ha sostenuto
che la Commissione non possa reintrodurre misure antidumping sulla base di
informazioni risalenti al 2005, cioè a oltre sei anni prima dell'avvio della
riapertura parziale dell'inchiesta, perché questo non sarebbe conforme
all'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento di base. 
(20)     Un importatore/produttore non
collegato dell'Unione ha fatto presenti le ripercussioni dell'annullamento del
Tribunale e della successiva riapertura parziale dell'inchiesta sulle sue
attività. Egli non ha fornito informazioni e dati riguardanti la fondatezza
giuridica della riapertura dell'inchiesta, ma ha fatto riferimento alle
osservazioni presentate nel contesto di una precedente riapertura d'inchiesta,
conclusa dal regolamento di esecuzione (UE) n. 805/2012 del Consiglio, del
13 settembre 2010, che reistituisce un dazio antidumping definitivo
sulle importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese
fabbricate da Foshan Shunde Yongjian Housewares and Hardware Co. Ltd, Foshan[11].
3.           Analisi delle osservazioni 
(21)     Si ricorda che il Tribunale ha
respinto tutti gli argomenti di merito avanzati da Harmonic quanto alla
fondatezza della causa. Le istituzioni dell'Unione hanno quindi unicamente
l'obbligo di correggere la parte della procedura amministrativa in cui ha avuto
luogo l'irregolarità nell'inchiesta iniziale.
(22)     L'argomento secondo il quale
l'introduzione, prevista dall'articolo 6, paragrafo 9, del regolamento di base,
di un termine di 15 mesi per la conclusione delle inchieste antidumping
impedisca alla Commissione di procedere come nella causa IPS, è stato giudicato
infondato. Tale termine non è da considerarsi rilevante per l'esecuzione di una
sentenza del Tribunale. Esso si riferisce infatti solo al completamento
dell'inchiesta iniziale, a partire dalla data di apertura dell'inchiesta fino
alla data dell'azione finale, e non riguarda le misure successive che possono eventualmente
essere adottate, ad esempio in seguito ad un controllo giurisdizionale. Va
notato inoltre che qualsiasi altra interpretazione significherebbe che, ad
esempio, un'azione legale condotta con successo dall'industria dell'Unione
sarebbe senza effetto pratico per tale parte, se si ammette che la scadenza del
termine di chiusura dell'inchiesta iniziale non permette di dare esecuzione a
una sentenza del Tribunale. Ciò sarebbe contrario al principio secondo cui
tutte le parti hanno il diritto a un effettivo controllo giurisdizionale.
(23)     Si ricorda inoltre che il
Tribunale ha stabilito, nella sua sentenza nelle cause riunite T-163/94 e
T-165/94[12],
che anche il termine flessibile applicabile secondo il vecchio regolamento di
base non può essere esteso oltre limiti ragionevoli e ha ritenuto eccessiva una
durata superiore a tre anni per un'inchiesta. Ciò contrasta con la causa IPS,
in cui l'esecuzione di una precedente sentenza della Corte di giustizia è
avvenuta quasi sette anni dopo l'apertura dell'inchiesta iniziale e in tale
sentenza non risulta che i termini abbiano costituito un problema. 
(24)     Si conclude pertanto che
l'articolo 6, paragrafo 9, del regolamento di base si applica solo all'apertura
di procedimenti e alla chiusura di un'inchiesta avviata a norma dell'articolo
5, paragrafo 9, del regolamento di base e non a una riapertura parziale di
un'inchiesta per dare esecuzione a una sentenza del Tribunale.
(25)     Tale conclusione è conforme
all'approccio seguito per dare esecuzione alle relazioni dei gruppi speciali e
dell'organo d'appello dell'OMC, in cui si riconosce che le istituzioni possono
rimediare alle deficienze di un regolamento che istituisce dazi antidumping al
fine di conformarsi alle relazioni dell'organo di conciliazione, anche in casi
riguardanti l'Unione[13].
In questi casi è stato ritenuto necessario adottare procedure speciali per dare
esecuzione alle relazioni dei gruppi speciali e dell'organo d'appello dell'OMC,
perché tali relazioni non possono essere applicate direttamente nell'ordinamento
giuridico dell'Unione, contrariamente alle sentenze del Tribunale, che sono
direttamente applicabili.
(26)     Si ricorda che l'articolo 9
del regolamento di base non riguarda i termini per la conclusione di inchieste
antidumping bensì questioni generali relative a conclusioni senza misure e
l'istituzione di dazi definitivi.
(27)     Per quanto riguarda gli
argomenti avanzati in merito all'applicazione dell'articolo 6, paragrafo 1, del
regolamento di base, va notato che non ha potuto essere constatata alcuna violazione
di tale articolo, dal momento che la Commissione non ha aperto un nuovo
procedimento, ma ha riaperto l'inchiesta iniziale per dare esecuzione a una
sentenza del Tribunale.
(28)     Riguardo all'argomentazione
avanzata da Harmonic sulla violazione del suo diritto di proporre impegni sui
prezzi, va notato che tale argomentazione è duplice: in primo luogo, Harmonic
sostiene che la Commissione non possa giuridicamente, praticamente o
realisticamente retrodatare retroattivamente un impegno sui prezzi per un
periodo di quasi cinque anni; in secondo luogo, Harmonic afferma da un lato che
il considerando 68 del regolamento controverso comprende la valutazione di un
impegno formale sui prezzi proposto da Harmonic e dall'altro che la Commissione
ha sostenuto che qualsiasi impegno sui prezzi proposto da Harmonic sarebbe
stato in ogni caso respinto, perché inadeguato ai fini del controllo. 
(29)     Per quanto riguarda
l'argomentazione di Harmonic concernente la riapertura dell'inchiesta iniziale
per porre rimedio alla violazione del suo diritto di proporre impegni sui
prezzi entro un termine prescritto, tale riapertura è giustificata dato che il
suo diritto ad offrire impegni è stato violato nel contesto dell'inchiesta
iniziale. In ogni caso, in mancanza di un impegno formale sui prezzi proposto
da Harmonic, la discussione sui suoi potenziali effetti è priva di oggetto.
(30)     Inoltre, per quanto riguarda
l'interpretazione di Harmonic del considerando 68 del regolamento controverso,
va sottolineato che tale considerando fa semplicemente riferimento al fatto che
sono state svolte discussioni su possibili impegni sui prezzi proposti da
alcuni produttori esportatori e ai motivi per cui le istituzioni non hanno
ritenuto pratici gli impegni in generale in quel dato momento. L'asserzione di
Harmonic che il considerando comprenda in modo evidente la valutazione di un
impegno formale sui prezzi (non presentato) proposto da Harmonic è perciò
infondata. 
(31)     Va inoltre notato che le
argomentazioni del considerando 68 del regolamento controverso non pregiudicano
le offerte di impegni formali sui prezzi che potrebbero essere fatte
successivamente, ma espongono i motivi per cui nel caso in questione
l'accettazione di impegni sui prezzi è improbabile, in particolare se non si
risolvono adeguatamente i problemi di praticabilità. Come stabilito
dall'articolo 8, paragrafo 3, del regolamento di base, gli impegni offerti non
devono necessariamente essere accettati se si ritiene che la loro accettazione
provochi difficoltà. 
4.           Conclusione
(32)     Tenuto conto delle
osservazioni comunicate dalle parti e dell'analisi che ne è stata fatta, è
stato concluso che per dare esecuzione alla sentenza del Tribunale occorre
trasmettere a Harmonic e a tutte le altre parti interessate il documento
d'informazione finale riveduto del 23 marzo 2007, sulla base del quale è stato
proposto di reistituire il dazio antidumping sulle importazioni di assi da
stiro fabbricate da Harmonic.
(33)     In base a quanto precede, è
stato inoltre concluso che la Commissione deve accordare ad Harmonic e a tutte
le altre parti interessate il tempo sufficiente per comunicare le loro
osservazioni sul documento d'informazione finale riveduto del 23 marzo 2007 e
valutare tali osservazioni per decidere se proporre al Consiglio la reistituzione
del dazio antidumping sulle importazioni di assi da stiro fabbricate da
Harmonic, sulla base dei fatti relativi al periodo dell'inchiesta iniziale.
C.        COMUNICAZIONE DELLE CONCLUSIONI
(34)     Le parti interessate sono
state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base a cui si è
inteso dare esecuzione alla sentenza del Tribunale.
A tutte le parti interessate è stata data la
possibilità di presentare le proprie osservazioni applicando il termine di 10
giorni prescritto dall'articolo 20, paragrafo 5, del regolamento di base. 
(35)     Harmonic e tutte le altre
parti interessate hanno ricevuto il documento d'informazione finale riveduto
del 23 marzo 2007, in base al quale è stato proposto di reistituire il dazio
antidumping sulle importazioni di assi da stiro fabbricate da Harmonic, tenuto
conto dei fatti relativi al periodo dell'inchiesta iniziale.          
            
Harmonic e tutte le altre parti interessate hanno avuto la possibilità di
presentare le proprie osservazioni sul suddetto documento d'informazione finale
riveduto del 23 marzo 2007.
(36)     L'articolo 8 del regolamento
di base ha conferito ad Harmonic il diritto di offrire impegni entro il termine
di 10 giorni prescritto dall'articolo 20, paragrafo 5, del regolamento di base.

(37)     Né Harmonic né le altre parti
interessate hanno presentato osservazioni od offerto impegni entro il termine
stabilito.
D.        DURATA DELLE MISURE
(38)     La presente procedura non
modifica la data di scadenza delle misure istituite dal regolamento
controverso, in conformità all'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di
base. Va notato a tale riguardo il 25 aprile 2012 è stato pubblicato
nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea un avviso di apertura di un
riesame in previsione della scadenza delle misure antidumping applicabili alle
importazioni di assi da stiro originarie della Repubblica popolare cinese e
dell'Ucraina[14],
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
(1)                   
È reistituito un dazio antidumping definitivo sulle
importazioni di assi da stiro con o senza supporto e dotate o meno di piano
aspirante, riscaldante e/o soffiante, compresi il braccio per stirare le
maniche e i componenti essenziali, vale a dire le gambe, il piano ed il
portaferro, originarie della Repubblica popolare cinese, classificate nei
codici NC ex 3924 90 00, ex 4421 90 98, ex 7323 93 00, ex 7323 99 00, ex 8516
79 70 ed ex 8516 90 00 (codici TARIC 3924 90 00 10, 4421 90 98 10, 7323 93 00
10, 7323 99 00 10, 8516 79 70 10 e 8516 90 00 51) e fabbricate da Zhejiang
Harmonic Hardware Products Co. Ltd Guzhou (codice addizionale TARIC A786).
(2)                   
L'aliquota del dazio antidumping definitivo
applicabile al prezzo netto franco frontiera dell'Unione, dazio non
corrisposto, è del 26,5%.
(3)                   
Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme
vigenti in materia di dazi doganali.
Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 109 del 26.4.2007, pag. 12.
[2]               GU C 63 del 2.3.2012, pag. 10.
[3]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51, modificato da ultimo
dal regolamento (UE) n. 765/2012 del 13 giugno 2012, GU L 237 del 3.9.2012, pag.
1.
[4]               GU L 109 del 26.4.2007, pag. 12.
[5]               Causa T-274/07 Zhejiang Harmonic Hardware Products Co.
Ltd contro il Consiglio dell'Unione europea.
[6]               Causa T-2/95, Industrie des poudres sphériques (IPS)/Consiglio, Racc.
1998, pag. II-3939.
[7]               Causa C-415/96, Spagna/Commissione, Racc. 1998, pag.
I-6993, punto 31.
[8]               Causa C-458/98 P, Industrie des poudres sphériques (IPS) contro
Consiglio, Racc. 2000, pag. I-08147.
[9]               GU C 63 del 2.3.2012, pag. 10.
[10]             GU L 209 del 2.8.1988,
pag. 1.
[11]             GU L 242 del
15.9.2010, pag. 1.
[12]             Cause riunite T-163/94 e 165/94, NTN Corporation e Koyo
Seiko Co. Ltd contro Consiglio, Racc. 1995, pag. II-01381.
[13]             Dazi antidumping delle Comunità europee sulle importazioni
di biancheria da letto in cotone dall'India: ricorso da parte dell'India all'articolo
21.5 del DSU, WT/DS141/AB/RW (8 aprile 2003), paragrafi 82-86; regolamento (CE)
n. 1515/2001 del Consiglio, del 23 luglio 2001, relativo ai provvedimenti
che la Comunità può prendere facendo seguito a una relazione adottata
dall'organo di conciliazione dell'OMC in materia di misure antidumping e
antisovvenzioni (GU L 201 del 26.7.2001, pag. 10); regolamento (CE)
n. 436/2004 del Consiglio, dell' 8 marzo 2004, che modifica il regolamento (CE)
n. 1784/2000 che istituisce un dazio antidumping definitivo e decide la
riscossione definitiva del dazio provvisorio imposto sulle importazioni di
accessori per tubi di ghisa malleabile originari del Brasile, della Repubblica
ceca, del Giappone, della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea
e della Thailandia (GU L 72 dell'11.3.2004, pag. 15) in seguito alle relazioni
adottate dall'organo di conciliazione dell'OMC. 
[14]             GU C 120 del 25.4.2012, pag. 9.