CELEX: 62012CN0342
Language: it
Date: 2012-07-18 00:00:00
Title: Causa C-342/12: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal do Trabalho de Viseu (Portogallo) il 18 luglio 2012 — Worten — Equipamentos para o Lar, SA/ACT — Autoridade para as Condições de Trabalho

29.9.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 295/21
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal do Trabalho de Viseu (Portogallo) il 18 luglio 2012 — Worten — Equipamentos para o Lar, SA/ACT — Autoridade para as Condições de Trabalho
   (Causa C-342/12)
   2012/C 295/37
   Lingua processuale: il portoghese
   
      Giudice del rinvio
   
   Tribunal do Trabalho de Viseu
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Worten — Equipamentos para o Lar, SA
   
      Convenuto: ACT — Autoridade para as Condições de Trabalho
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se l’articolo 2 della direttiva 95/46/CE (1) debba essere interpretato nel senso che la registrazione dei tempi di lavoro, ossia l’indicazione dell’ora in cui ciascun lavoratore inizia e termina la propria giornata nonché le pause o i periodi non compresi in essa, rientra nella nozione di dati personali.
            
         
               2)
            
            
               Nel caso di risposta affermativa alla questione precedente, se lo Stato portoghese sia tenuto, ai sensi dell’articolo 17, paragrafo 1, della direttiva 95/46/CE, a prevedere misure tecniche ed organizzative appropriate al fine di garantire la protezione dei dati personali dalla distruzione accidentale o illecita, dalla perdita accidentale o dall'alterazione, dalla diffusione o dall'accesso non autorizzati, segnatamente quando il trattamento comporta trasmissioni di dati all'interno di una rete.
            
         
               3)
            
            
               Del pari, in caso di risposta affermativa alla questione precedente, qualora lo Stato membro non adotti alcuna misura per dare attuazione all’articolo 17, paragrafo 1, della direttiva 95/46/CE e qualora il datore di lavoro, responsabile del trattamento di questi dati, appronti un sistema di accesso ristretto a tali dati che non consenta l’accesso automatico dell’autorità nazionale competente per la vigilanza sulle condizioni di lavoro, se il principio del primato del diritto dell’Unione europea debba essere interpretato nel senso che lo Stato membro non può sanzionare il datore di lavoro per il suddetto comportamento.
            
         
      (1)  Direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (GU L 281, pag. 31).