CELEX: C2002/191/01
Language: it
Date: 2002-08-10 00:00:00
Title: Sentenza della Corte 18 giugno 2002 nella causa C-299/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale della Court of Appeal (England & Wales) (Civil Division): Koninklĳke Philips Electronics NV contro Remington Consumer Products Ltd ("Ravvicinamento delle legislazioni — Marchi — Direttiva 89/104/CEE — Artt. 3, nn. 1 e 3, 5, n. 1, e 6, n. 1, lett. b) — Segni idonei a costituire un marchio — Segni costituiti esclusivamente dalla forma del prodotto")

10.8.2002               IT                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 191/1
                                                                         I
                                                                  (Comunicazioni)
                                                    CORTE DI GIUSTIZIA
                                                              CORTE DI GIUSTIZIA
                 SENTENZA DELLA CORTE                                        D. Ruiz-Jarabo Colomer, cancelliere: sig.ra D. Louterman-
                                                                             Hubeau, capodivisione, ha pronunciato il 18 giugno 2002 una
                                                                             sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
                          18 giugno 2002
nella causa C-299/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale
della Court of Appeal (England & Wales) (Civil Division):                    1)    Non esiste una categoria di marchi la cui registrazione non sia
Koninklijke Philips Electronics NV contro Remington                                esclusa dall’art. 3, nn. 1, lett. b)-d), e 3, della prima
                  Consumer Products Ltd (1)                                        direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul
                                                                                   ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia
                                                                                   di marchi d’impresa, e lo sia però dall’art. 3, n. 1, lett. a), di
(«Ravvicinamento delle legislazioni — Marchi — Direttiva                           quest’ultima, per il motivo che tali marchi non sono adatti a
89/104/CEE — Artt. 3, nn. 1 e 3, 5, n. 1, e 6, n. 1, lett. b) —                    distinguere i prodotti del titolare del marchio da quelli di altre
Segni idonei a costituire un marchio — Segni costituiti                            imprese.
           esclusivamente dalla forma del prodotto»)
                         (2002/C 191/01)                                     2)    Per essere idonea a distinguere un prodotto ai fini dell’art. 2
                                                                                   della direttiva 89/104/CEE, la forma del prodotto in rapporto
                                                                                   al quale il segno viene registrato non esige alcuna aggiunta
                   (Lingua processuale: l’inglese)                                 arbitraria, come una decorazione senza uno scopo funzionale.
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
             «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                    3)    Qualora un operatore economico sia l’unico ad immettere sul
                                                                                   mercato determinati prodotti, l’uso su larga scala di un segno,
                                                                                   il quale consista nella forma di detti prodotti, può essere
                                                                                   sufficiente ad attribuire al segno medesimo un carattere distinti-
                                                                                   vo ai fini dell’art. 3, n. 3, della direttiva 89/104/CEE, in
Nel procedimento C-299/99, avente ad oggetto la domanda                            circostanze in cui, quale conseguenza di detto uso, una parte
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                            sostanziale degli ambienti interessati associa tale forma del
dell’art. 234 CE, dalla Court of Appeal (England & Wales) (Civil                   prodotto a quell’operatore, ad esclusione di qualsiasi altra
Division) (Regno Unito), nella causa dinanzi ad essa pendente                      impresa, o, in assenza di contraria indicazione, crede che i
tra Koninklijke Philips Electronics NV e Remington Consumer                        prodotti aventi tale forma provengano da quest’ultimo. Tuttavia,
Products Ltd, domanda vertente sull’interpretazione degli                          per quanto riguarda le circostanze in cui la condizione imposta
artt. 3, nn. 1 e 3, 5, n. 1, e 6, n. 1, lett. b), della prima                      da detta disposizione può essere considerata soddisfatta, spetta
direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/104/CEE, sul                          al giudice nazionale verificare che esse sono comprovate sulla
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia                    base di dati concreti ed affidabili, che si prende in considerazione
di marchi d’impresa (GU 1989, L 40, pag. 1), la Corte,                             l’aspettativa presunta di un consumatore medio della categoria
composta dai sigg. G.C. Rodrı́guez Iglesias, presidente, P. Jann,                  di prodotti o servizi in questione, normalmente informato e
dalle sig.re F. Macken (relatore) e N. Colneric, e dal sig.                        ragionevolmente attento ed avveduto e che l’identificazione, da
S. von Bahr, presidenti di sezione, dai sigg. C. Gulmann,                          parte degli ambienti interessati, del prodotto come proveniente
D.A.O. Edward, A. La Pergola, J.-P. Puissochet, J.N. Cunha                         da un’impresa determinata viene effettuata grazie all’uso del
Rodrigues e C.W.A. Timmermans, giudici, avvocato generale:                         marchio in quanto marchio.
 ---pagebreak--- C 191/2                   IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              10.8.2002
4)    L’art. 3, n. 1, lett. e), secondo trattino, della direttiva 89/           n. 3950/92, che istituisce un prelievo supplementare nel
      104/CEE, va interpretato nel senso che un segno costituito                settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (GU L 405,
      esclusivamente dalla forma di un prodotto non può essere                 pag. 1), come modificato dal regolamento (CEE) del Consiglio
      registrato ai sensi di tale disposizione qualora risulti comprovato       14 giugno 1993, n. 1560 (GU L 154, pag. 30), la Corte (Sesta
      che le caratteristiche funzionali essenziali di tale forma sono           Sezione), composta dalla sig.ra N. Colneric, presidente della
      attribuibili esclusivamente al risultato tecnico. Inoltre la dimo-        Seconda Sezione, facente funzione di presidente della Sesta
      strazione dell’esistenza di altre forme che permettono di ottenere        Sezione, e dai sigg. C. Gulmann e V. Skouris (relatore), giudici,
      il medesimo risultato tecnico non permette di disattendere                avvocato generale: L.A. Geelhoed, cancelliere: H.A. Rühl,
      l’impedimento alla registrazione o il motivo di nullità contenuto         amministratore principale, ha pronunciato il 20 giugno 2002
      nella disposizione stessa.                                                una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
(1) GU C 299 del 16.10.1999.                                                    1)   Quando stabiliscono, in attuazione dell’art. 7, n. 1, del
                                                                                     regolamento del Consiglio 28 dicembre 1992, n. 3950/92,
                                                                                     che istituisce un prelievo supplementare nel settore del latte e dei
                                                                                     prodotti lattiero-caseari, come modificato dal regolamento del
                                                                                     Consiglio 14 giugno 1993, n. 1560/93, le modalità secondo
                                                                                     le quali, in caso di vendita o di locazione delle aziende lattiere,
                                                                                     i quantitativi di riferimento ad esse corrispondenti sono trasferiti
                                                                                     con tali aziende, gli Stati membri, conformemente alla detta
                                                                                     disposizione, possono prevedere che una parte di tali quantitativi
                                                                                     di riferimento non sia trasferita unitamente all’azienda al
                   SENTENZA DELLA CORTE                                              produttore che la rileva, ma venga aggiunta alla riserva
                                                                                     nazionale attraverso un provvedimento di recupero («clawback»).
                                                                                     Un provvedimento di tal tipo deve essere introdotto e applicato:
                            (Sesta Sezione)
                                                                                     —     senza compromettere gli obiettivi perseguiti dalla politica
                            20 giugno 2002                                                 agricola comune e, in particolare, dall’organizzazione
                                                                                           comune dei mercati nel settore del latte;
nella causa C-313/99 (domanda di pronuncia pregiudiziale
della High Court): Gerard Mulligan, Tim O’Sullivan, Tom                              —     sulla base di criteri oggettivi, e
Power, Hugh Duncan contro Minister for Agriculture and
               Food, Irlanda, Attorney General (1)
                                                                                     —     in conformità dei principi generali del diritto comunitario
                                                                                           quali, in particolare, i principi di certezza del diritto e di
(«Prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti
                                                                                           tutela dell’affidamento legittimo, di proporzionalità, di
lattiero-caseari — Regolamento (CEE) n. 3950/92 — Trasfe-
                                                                                           non discriminazione nonché del rispetto dei diritti fonda-
rimento di un quantitativo di riferimento in caso di vendita
                                                                                           mentali.
o di locazione dell’impresa — Possibilità per uno Stato
membro di dedurre una parte del quantitativo di riferimento
             e di aggiungerla alla riserva nazionale»)
                                                                                2)   Il principio di certezza del diritto non osta, in quanto principio
                                                                                     generale di diritto comunitario, a che uno Stato membro scelga,
                           (2002/C 191/02)                                           nell’adottare provvedimenti nazionali in attuazione dell’art. 7,
                                                                                     n. 1, del regolamento (CEE) n. 3950/92, una procedura
                                                                                     secondo la quale uno strumento legislativo autorizza l’autorità
                      (Lingua processuale: l’inglese)                                competente, quale un Ministro, a procedere all’adozione di tali
                                                                                     provvedimenti mediante decisione. Quanto alla pubblicità di
                                                                                     tali provvedimento, il suddetto principio esige che sia idonea a
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella              rendere noti alle persone fisiche o giuridiche interessate da tali
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                           misure i diritti e gli obblighi loro attribuiti da questi ultimi.
                                                                                     Spetta al giudice nazionale determinare, sulla base degli
                                                                                     elementi fattuali di cui dispone se ciò si è verificato nella causa
                                                                                     principale.
Nel procedimento C-313/99, avente ad oggetto la domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
dell’art. 234 CE, dalla High Court (Irlanda), nella causa dinanzi               (1) GU C 299 del 16.10.1999.
ad essa pendente tra Gerard Mulligan, Tim O’Sullivan, Tom
Power, Hugh Duncan e Minister for Agriculture and Food,
Irlanda Attorney General, domanda vertente sull’interpretazio-
ne del regolamento (CEE) del Consiglio 28 dicembre 1992,