CELEX: 52000PC0278(01)
Language: it
Date: 2000-06-07
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'organizzazione comune del mercato del riso

Avis juridique important

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52000PC0278(01)

Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'organizzazione comune del mercato del riso  /* COM/2000/0278 def. - CNS 2000/0151 */  

Gazzetta ufficiale n. C 311 E del 31/10/2000 pag. 0330 - 0341

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo all'organizzazione comune del mercato del riso(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. IntroduzioneIl mercato europeo del riso si trova in una situazione di grave squilibrio.All'inizio della campagna di commercializzazione 1999/2000 giacevano all'intervento pubblico 495 402 tonnellate di risone (equivalenti a 303 000 tonnellate di riso lavorato), che rappresentano il 20% circa della produzione interna. Ferme restando le condizioni attuali, tale quantità rischia di salire al ritmo di 150 000-200 000 tonnellate di equivalente riso lavorato all'anno, di cui possono essere smaltiti solo alcuni quantitativi venduti nell'ambito di programmi di aiuto alimentare. Sotto il profilo finanziario, le spese sono ingenti in quanto, a causa del deterioramento che subisce nel corso del magazzinaggio, il riso rischia di perdere tutto il suo valore nell'arco di 2 o 3 anni.I prezzi di mercato continuano ad essere inferiori al prezzo di intervento.Lo squilibrio è imputabile all'effetto combinato dell'incremento delle importazioni e della produzione con la riduzione delle restituzioni all'esportazione nell'ambito dell'accordo GATT.Occorre trovare rapidamente una soluzione a tale problema attraverso una revisione dell'organizzazione comune del mercato del riso, che dovrà entrare in vigore quanto prima, ossia a decorrere dalla campagna di commercializzazione 2001/2002. La soluzione consiste nell'aumentare la competitività dei prodotti europei migliorando nel contempo la fluidità del mercato del riso. D'altro canto, si dovrebbe anche ridurre la produzione europea di riso.2. Situazione del mercato presente e futuraStoricamente il riso prodotto nella Comunità è riso Japonica (a grani tondi e a grani medi) e viene consumato negli Stati membri produttori (Italia, Spagna, Grecia, Francia e Portogallo).Negli Stati membri del Nord Europa il consumo di riso si orienta invece principalmente verso il riso Indica (a grani lunghi) che viene importato dagli Stati Uniti, dai Paesi ACP e dai PTOM, dalla Tailandia, dall'India e dal Pakistan.Tra il 1988 e il 1993, per favorire la riconversione della risicoltura dal riso Japonica al riso Indica, la Comunità aveva incoraggiato la produzione di varietà Indica attraverso la concessione di aiuti diretti ai produttori. Dopo il suddetto periodo, anche in assenza di pagamenti diretti ai produttori, la produzione di riso Indica è salita in risposta all'incremento della domanda da parte degli Stati membri settentrionali (si è passati dai 27 000 ettari del 1988/89 a 120 000 nel 1999/2000), produzione che consente di coprire il 55% circa del consumo di questo tipo di riso nella Comunità.Tabella 1: Bilancio riso UE 1994/95-1999/2000&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;La produzione è in aumento dalla campagna 1996/97 non solo perché è stata investita a riso una superficie più estesa, ma anche grazie alle rese elevate al termine del periodo di siccità che aveva colpito la Spagna e alle buone condizioni meteorologiche in generale. Si può notare, per la campagna 1998/99, una flessione della produzione di riso causata probabilmente da prezzi di mercato piuttosto depressi (cfr. punto 3).Le importazioni sono aumentate dalla campagna 1994/95 a seguito dell'attuazione dell'accordo sull'agricoltura concluso nel quadro dell'Uruguay Round (in particolare per quanto riguarda il riso Basmati) e l'attuazione dei regimi preferenziali (CAT, ACP).Le esportazioni totali si sono stabilizzate a partire dalla campagna 1996/97 in quanto le operazioni di aiuto alimentare hanno in parte sostituito le esportazioni commerciali.Il consumo è salito a partire dalla campagna 1995/96 soprattutto grazie all'adesione dei nuovi Stati membri.A partire dal 1996/97 l'Unione europea ha iniziato ad accumulare scorte di intervento a causa dell'incremento sia delle importazioni che della produzione. Negli ultimi tre anni sono state conferite all'intervento 818 000 tonnellate di risone, con una media annua di 273 000 tonnellate di risone, equivalente a 164 000 mila tonnellate di riso lavorato.Tabella 2: Acquisti di riso all'intervento nella UE&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;I dati provvisori relativi alla campagna 1999/2000 indicano conferimenti all'intervento pari a 130 000 tonnellate in equivalente riso lavorato. Come già sottolineato, il riso immagazzinato è facilmente deperibile e per evitare il più possibile il deterioramento è necessario garantire condizioni idonee, particolarmente costose.Alcune delle quantità giacenti all'intervento sono state utilizzate per operazioni di aiuto alimentare a destinazione di paesi terzi (Corea del Nord e Russia) e per la distribuzione gratuita agli indigenti nella Comunità, ma ciò nonostante le scorte pubbliche sono salite complessivamente a 303 000 tonnellate in equivalente riso lavorato, che rappresentano il 20% della produzione annua.Le future possibilità di sovvenzionare le esportazioni sono ridotte ulteriormente dal limite convenuto nell'ambito del GATT di 133 400 tonnellate all'anno.Nell'ipotesi del mantenimento dello status quo, ci si può aspettare un accumulo di scorte di intervento al ritmo di 250 000-350 000 tonnellate di risone all'anno (ossia 150 000-210 000 tonnellate di riso lavorato all'anno). Ogni 100 000 tonnellate di risone acquistato all'intervento rappresentano un costo finanziario immediato di 10 milioni di EUR (deprezzamento e spese di entrata in magazzino) e successivamente un costo annuo di 4 milioni di EUR (spese di magazzinaggio e finanziarie).In considerazione di quanto precede la situazione si fa insostenibile, sia dal punto di vista economico che dal punto di vista finanziario.3. Andamento dei prezzi alla produzione (risone)Nella campagna 1995/96, la produzione europea continuava ad essere limitata a causa della siccità che aveva colpito la Spagna. Nel corso di tale campagna i prezzi interni medi erano superiori ai prezzi di intervento.Nella campagna 1996/97, a causa dell'aumento della produzione e delle importazioni, i prezzi interni medi sono scesi ben al di sotto del prezzo di intervento.Anche nel corso delle campagne di commercializzazione 1997/98 e 1998/99 i prezzi interni erano inferiori al prezzo di intervento sia per il riso Japonica che per il riso Indica. Tali prezzi erano particolarmente bassi in Grecia per il riso Indica.Tabella 3: Prezzi interni medi in percentuale del prezzo di intervento&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Si può concludere che nelle ultime tre campagne i prezzi sui mercati più rappresentativi si sono situati ben al di sotto del prezzo di intervento (l'intervento è aperto per quattro mesi a partire dal 1° aprile).4. Il regime di importazione4.1 Il dazio fissoNel corso dei negoziati dell'Uruguay Round è stato convenuto di convertire i prelievi variabili in dazi fissi e di ridurli complessivamente del 36% entro il 2000. Questa decisione si applica anche al riso e nella Tabella 4 sono illustrati i dazi convenuti per il risone, il riso semigreggio e il riso lavorato.Tabella 4: Dazi all'importazione per il riso fissati nel calendario GATT&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;4.2 Il regime dei prezzi massimiLa Comunità europea ha tuttavia convenuto di inserire nel calendario GATT una nota speciale, la n. 7, per il riso, che ha dato luogo ad un prezzo massimo per il riso semigreggio importato pari a:- per il riso Japonica: 188% del prezzo di intervento per il risone,- per il riso Indica: 180% del prezzo di intervento per il risone,indipendentemente dal prezzo o dalla qualità del riso di cui trattasi.In pratica ciò significa che si applica un dazio inferiore al riso di prezzo più elevato, ossia esattamente il contrario di quanto avviene nel quadro del regime normale del dazio "ad valorem".Poiché i prezzi del riso Basmati (riso Indica aromatico proveniente dall'India e dal Pakistan) erano in media di 250 EUR/t superiori ai prezzi di riferimento del mercato mondiale utilizzati per calcolare il dazio, è stato necessario concedere per questo tipo di riso una riduzione speciale di importo equivalente [1]. Di conseguenza, le importazioni di Basmati sono salite dalle 40 000 tonnellate circa della campagna 1994/95 a 100 000 tonnellate circa nel corso della campagna 1998/99, importazioni che facevano il loro ingresso nella Comunità a dazio "0".[1]  Nella campagna 1995/1996, la riduzione era pari a soli 50 EUR/t per il riso Basmati pakistano.A causa di tale regime di prezzi massimi, tra il luglio 1995 e il febbraio 2000 il dazio all'importazione applicato al riso Indica semigreggio è sceso da 390 EUR/t circa a 200 EUR/t circa, il che significa una differenza di 89 EUR/t in meno rispetto al dazio fisso convenuto per la campagna 1999/2000.4.3 Sistema di riscossione cumulativa (SRC)In due occasioni (novembre 1995 e febbraio 1997) gli Stati Uniti hanno chiesto la costituzione di un panel dell'OMC per la risoluzione delle controversie sul sistema comunitario di importazioni di riso e cereali, in quanto consideravano che il regime di prezzi rappresentativi applicato dalla Comunità non fosse compatibile con l'accordo GATT. Secondo gli Stati Uniti, la nota n. 7 doveva essere applicata partita per partita. Per evitare il ricorso al panel, la Comunità ha istituito un sistema di riscossione cumulativa per il riso semigreggio per un periodo di prova che andava dal 1° luglio 1997 al 31 dicembre 1998, allo scopo di calcolare i dazi all'importazione in base ai prezzi dichiarati partita per partita.Nel corso della campagna 1997/98 i dazi all'importazione medi per il riso semigreggio sono scesi di circa 70 EUR/t, attestandosi sui 200 EUR/t, in seguito all'applicazione del SRC.4.4 Il calcolo attuale del dazio all'importazioneNel dicembre 1998, nell'ambito dei negoziati tra la Commissione e gli USA si è deciso di non prolungare l'applicazione del SRC, che si era rivelata laboriosa dal punto di vista amministrativo e fonte di distorsioni degli scambi. È stato quindi attuato un nuovo regime che si basa sui vecchi prezzi rappresentativi del riso semigreggio Indica, maggiorati dell'8%, che porta il dazio per questo tipo di riso attualmente a circa 200 EUR/t. (La riduzione per il Basmati è mantenuta allo stesso livello massimo di 250 EUR/t).4.5 Le importazioni preferenzialiOltre alle importazioni nel quadro del regime dei prezzi massimi, l'Unione europea importa ingenti quantitativi di riso a condizioni preferenziali, di cui il più importante è il contingente di 160 000 tonnellate di riso semigreggio originario dei paesi ACP/PTOM (35% del dazio normale per i paesi ACP e dazio nullo per i PTOM).Inoltre è stato necessario aprire contingenti tariffari in virtù dell'articolo XXIV.6 del GATT (adesione di nuovi Stati membri) per quantitativi pari a:- 63 000 tonnellate all'anno di riso lavorato a dazio 0- 20 000 tonnellate all'anno di riso semigreggio al dazio di 88 EUR/t.Tali importazioni costituiscono il 40% circa del totale delle importazioni e il dazio medio versato è pari circa il 15% del dazio fissato nel calendario GATT.Mentre non esistono limiti quantitativi per le importazioni effettuate nell'ambito del regime di prezzi massimi, le condizioni preferenziali di cui sopra e i SRC sono limitati a determinati quantitativi.5. Proposta di riformaDopo aver esaminato attentamente tutti gli aspetti della questione, compresa la compatibilità con le regole GATT, la Commissione è pervenuta alla conclusione che il miglior modo possibile per risolvere i problemi attuali è quello di inserire il settore del riso nel regime applicabile ai seminativi, abbinandovi l'abolizione del prezzo d'intervento.5.1 Inserimento del riso nel regime applicabile ai seminativiLa piena integrazione del riso nel sistema previsto per i seminativi presenta grandi vantaggi in termini di semplificazione e di ripristino dell'equilibrio del mercato e consentirà agli agricoltori di scegliere liberamente, laddove possibile, tra la coltura del riso e quella di altri tipi di seminativi.Per integrare il riso nel regime dei seminativi è necessario adottare varie misure:- occorre estendere le superfici nazionali di base degli Stati membri investite a seminativi tenendo conto delle superfici investite a riso nel corso degli stessi anni di riferimento utilizzati per i seminativi, ossia 1989, 1990 e 1991,- occorre aumentare l'attuale pagamento per superfici per il riso, che passerebbe dagli attuali 52,65 EUR/t a 63 EUR/t, pari cioè per all'aiuto per superficie previsto per i cereali a partire dalla campagna 2001/2002. L'importo di 63 EUR/t dev'essere moltiplicato per la resa regionale in modo da diventare aiuto per ettaro,- gli Stati membri dovranno adattare i piani di regionalizzazione per integrarvi il riso,- gli Stati membri produttori potranno applicare nel loro piano di regionalizzazione una resa per il riso diversa da quella per gli altri cereali. Se la resa per il riso è più elevata di quella per i cereali, si dovrà definire una superficie di base distinta,- per permettere l'integrazione del riso nel regime dei seminativi senza togliere agli Stati membri la possibilità di mantenere lo status quo per gli altri seminativi, occorrerà adattare le rese nazionali globali per inserirvi le superfici attualmente investite a riso.La piena integrazione del riso nel regime previsto per i seminativi significa anche che sarà applicato il regime del ritiro dalla produzione. Al tasso attuale del 10% ciò comporterebbe una riduzione della produzione di circa 150 000 tonnellate di risone (90 tonnellate di equivalente riso lavorato), pari a oltre il 50% dei conferimenti medi all'intervento dell'ultimo triennio.5.2 Abolizione del prezzo di interventoIdealmente l'intervento dovrebbe costituire una vera e propria rete di sicurezza per le eccedenze della produzione. Si deve però riconoscere che, in pratica, l'intervento spesso costituisce un ostacolo alla fluidità del mercato e impedisce che la produzione risponda alla domanda reale del mercato.In occasione della riforma del settore del riso attuata nel 1995, si era già deciso di ridimensionare il ruolo dell'intervento riducendo il periodo di intervento da 7 a 4 mesi (da aprile a luglio).Attualmente si propone la completa abolizione dell'intervento.L'inserimento del riso nel regime previsto per i seminativi permetterà agli agricoltori di reagire con più prontezza ai segnali inviati dal mercato e alle oscillazioni della domanda. Migliorerà anche l'equilibrio del mercato grazie all'applicazione del ritiro dalla produzione. Come rammentato nel punto 5.1, gli agricoltori beneficeranno di pagamenti per superficie più consistenti, che compenseranno le fluttuazioni del prezzo di mercato in assenza dell'intervento.Si propone di prevedere una base giuridica che permetta alla Commissione di autorizzare l'apertura del magazzinaggio privato per ovviare a turbative del mercato in assenza dell'intervento.Qualora continuino a verificarsi gravi turbative del mercato in seguito all'abolizione del meccanismo di intervento, una specifica base giuridica permetterà alla Commissione di adottare i provvedimenti del caso.Per quanto riguarda le importazioni, come rammentato al punto 4.2, la nota 7 per il riso è stata aggiunta al regime generale dei dazi fissi (i prelievi variabili sono stati convertiti in dazi fissi e ridotti gradualmente del 36%). Se in assenza di prezzo di intervento la nota 7 diventa inapplicabile, in teoria si dovrebbe applicare il dazio fisso a tutte le importazioni di riso che attualmente entrano nella Comunità nel quadro del regime di prezzo massimo. In tal caso, la preferenza comunitaria aumenterebbe poiché i dazi attualmente applicati nell'ambito della nota 7 passerebbero da circa 200 EUR/t per il riso semigreggio al dazio fisso di 264 EUR/t e non si applicherebbero più le riduzioni per il Basmati (massimo 250 EUR/t).In base a questo scenario, continuerebbero ad essere importati gli stessi quantitativi attualmente importati a condizioni preferenziali (circa 200 000 t, ossia il 40% delle attuali importazioni), poiché entrano a dazio "0" o a dazi molto bassi.Le altre qualità, come il riso US parboiled, il riso aromatico tailandese e il Basmati che si sono conquistati grosse quote di mercato (attualmente circa 275 000 tonnellate), con tutta probabilità continuerebbero a registrare un incremento nelle importazioni, date le loro caratteristiche peculiari e la particolare preferenza dei consumatori. L'abolizione della nota 7 si tradurrebbe in pratica nella scomparsa di uno strumento difficile da giustificare in termini economici in quanto conduce a discriminazioni tra le varie qualità e a distorsioni negli scambi. Il ritorno ai dazi fissi comporterà un'enorme semplificazione del sistema, rendendolo più trasparente per tutti gli operatori e creerà un quadro più stabile per il commercio internazionale.Il ritorno ai dazi fissi consentirà di applicare le aliquote dei dazi consolidati previste dal calendario GATT rendendo priva di effetti la nota 7. Poiché ciò avrà ripercussioni sugli scambi della Comunità con i paesi fornitori, la Commissione è disposta a cercare una soluzione mediante negoziati con tali paesi che tenga conto degli obblighi internazionali dell'Unione. Al momento opportuno, la Commissione intende presentare al Consiglio una raccomandazione in tal senso, che sia conforme alle procedure dell'OMC e che prenda in considerazione gli interessi dei paesi in via di sviluppo.Si propone di mantenere la base giuridica che permette di concedere sovvenzioni al dipartimento francese d'oltremare della Riunione nell'ambito del regolamento di base per il riso. Tale base giuridica sarà ripresa da un regolamento orizzontale che verrà proposto dalla Commissione.Per quanto riguarda la risicoltura nella Guiana francese, nello stesso regolamento orizzontale che si applicherà a decorre dal 1° luglio 2001 dovrà essere inserita una disposizione che definisce la particolare posizione di tale dipartimento in termini di non applicazione del regime di ritiro dei seminativi dalla produzione e di limitazione del sostegno ad una superficie massima.6. Costi finanziariLa piena integrazione del riso nel regime dei seminativi comporterà un amento della spesa di bilancio relativa ai pagamenti per ettaro di circa 23 milioni di EUR all'anno.Tuttavia, l'abolizione del regime d'intervento permetterà di realizzare risparmi che compenseranno ampiamente la spesa supplementare. Una volta eliminate le scorte pubbliche attualmente giacenti all'intervento, i risparmi saranno dell'ordine di 38 milioni di EUR all'anno.7. Osservazioni finaliPer integrare il settore del riso nel regime previsto per i seminativi occorrerà modificare il regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi. Sarà necessario prevedere l'adattamento delle superfici di base nazionali e delle rese medie per inserirvi il riso.Poiché recentemente la Commissione ha proposto una modifica del regolamento (CE) n. 1251/1999 anche nel quadro della riforma del regime di sostegno per il lino e la canapa, sarà necessario consolidare il testo del regolamento dopo che il Consiglio ne avrà approvato entrambe le modifiche.Come già ricordato, si propone di abolire il meccanismo di intervento previsto dall'attuale regolamento di base per il riso (regolamento (CE) n. 3072/95).Data l'importanza dei suddetti interventi modificativi e la necessità di armonizzare regolamenti che disciplinano diverse organizzazioni comuni di mercato, si propone di sostituire con un nuovo regolamento l'attuale regolamento che disciplina l'organizzazione comune di mercato del riso.Poiché tale proposta può ristabilire l'equilibrio nel mercato interno del riso, essa contribuirà, nel lungo periodo, a salvaguardare il reddito dei coltivatori di riso - che è il principale obiettivo perseguito - e permetterà la prosecuzione della risicoltura nella Comunità europea.Le misure proposte sono in grado di ripristinare e conservare la competitività del riso europeo con innegabili vantaggi per le numerose piccole e medie imprese agricole attive nel settore.Le misure proposte rispettano inoltre l'ambiente e la multifunzionalità dell'agricoltura, in quanto il loro obiettivo è di consentire la prosecuzione della risicoltura in zone in cui per mantenere le peculiarità ambientali è importante una gestione scrupolosa delle risorse idriche. La Commissione è convinta dell'importanza del fatto che il riso venga coltivato in specifiche aree tradizionali e chiede agli Stati membri di presentare entro il 31 dicembre 2003 una relazione speciale sull'impatto delle misure proposte e sulle eventuali misure nazionali adottate in materia.In questo contesto è importante notare che il regolamento (CE) n. 1259/1999 del Consiglio, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune, si applica anche al riso, in particolare l'articolo 3 relativo alla protezione dell'ambiente. Inoltre, l'attuale regolamento sullo sviluppo rurale (regolamento (CE) n. 1257/1999, capitolo VI) permette agli Stati membri di ritirare dalla produzione per un periodo più lungo (almeno 5 anni), la superficie investita a riso, per esempio per creare riserve naturali per gli uccelli.Le misure proposte contribuiscono in grande misura alla disciplina di bilancio in quanto si porrà fine all'accumulo dispendioso di scorte di intervento.Affinché gli agricoltori possano essere informati con sufficiente anticipo e gli Stati membri possano adottare i necessari provvedimenti amministrativi, è importante che il Consiglio decida in merito alla presente proposta quanto prima.2000/0151 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo all'organizzazione comune del mercato del risoIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 36 e 37,vista la proposta della Commissione [2],[2]  GU C ... del ..., pag. .visto il parere del Parlamento europeo [3],[3]  GU C ... del ..., pag. .visto il parere del Comitato economico e sociale [4],[4]  GU C ... del ..., pag. .considerando quanto segue:(1) Il funzionamento e lo sviluppo del mercato comune per i prodotti agricoli debbono andare di pari passo con l'attuazione di una politica agricola comune e tale politica deve comportare in particolare un'organizzazione comune dei mercati, che potrà assumere forme diverse a seconda dei prodotti.(2) Il mercato della Comunità nel settore del riso accusa un profondo squilibrio ed è caratterizzato dal volume molto consistente di quantità in giacenza all'intervento, che rappresenta circa il quinto della produzione comunitaria e che aumenta sensibilmente ogni anno. Tale squilibrio è determinato dall'incremento della produzione interna e dallo sviluppo delle importazioni, nonché dalla limitazione delle esportazioni con restituzione in conformità a quanto disposto dall'accordo sull'agricoltura.(3) Questa situazione va risolta nel contesto di una revisione dell'organizzazione comune del mercato nel settore, che permetta di tenere sotto controllo la produzione e di ottenere un miglior equilibrio e una maggiore fluidità del mercato, nonché di rendere più competitiva l'agricoltura comunitaria, perseguendo al tempo stesso la realizzazione degli altri obiettivi dell'articolo 33 del trattato, in particolare il mantenimento di un sostegno adattato al reddito dei produttori.(4) Da un attento esame della situazione sotto tutti i suoi aspetti, la soluzione più appropriata risulta quella di integrare il settore del riso nel regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi, disciplinato dal regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio [5], modificato dal regolamento (CE) n. 2704/1999 [6], abolendo nel contempo il regime del prezzo d'intervento. Tale integrazione è realizzata dal regolamento (CE) n. ..../2000 [7].[5]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 1.[6]  GU L 327 del 21.12.1999, pag. 12.[7]  Vedi pagina ... della presente Gazzetta ufficiale.(5) L'applicazione della tariffa doganale comune alle importazioni e il combinato aumento della fluidità del mercato ristabiliranno l'equilibrio del settore e renderanno nuovamente più competitiva la produzione comunitaria. Con l'applicazione del regime di sostegno summenzionato, i produttori beneficeranno di una compensazione per la soppressione del regime d'intervento.(6) Occorre tuttavia prevedere, da un lato, la possibilità di concedere un aiuto all'ammasso privato e, dall'altro, la possibilità di prendere provvedimenti quando il mercato della Comunità è o rischia di essere perturbato, in modo da non compromettere la realizzazione degli obiettivi dell'articolo 33 del trattato.(7) La concessione di una restituzione alla produzione risulta opportuna per l'amido di riso e i prodotti derivati, analogamente a quanto previsto per i prodotti di cui all'articolo 7 del regolamento (CE) n. 1766/92 del Consiglio, del 30 giugno 1992, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali [8], modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1253/1999 [9], con cui essi sono in concorrenza.[8]  GU L 181 dell'1.7.1992, pag. 21.[9]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 18.(8) La realizzazione del mercato unico comunitario per il settore del riso implica l'instaurazione di un regime unico di scambi alle frontiere esterne della Comunità. Un regime degli scambi comprendente un sistema di dazi all'importazione e di restituzioni all'esportazione è in grado, in linea di massima, di stabilizzare il mercato comunitario. Tale regime degli scambi si fonda sugli accordi conclusi nell'ambito dei negoziati multilaterali dell'Uruguay Round.(9) Per tenere permanentemente sotto controllo l'andamento degli scambi occorre prevedere un regime di titoli d'importazione e di esportazione, abbinato alla costituzione di una cauzione atta a garantire l'esecuzione delle operazioni per le quali i titoli sono stati richiesti.(10) Al fine di evitare o reprimere effetti negativi sul mercato nella Comunità imputabili alle importazioni di taluni prodotti, l'importazione di uno o più di questi prodotti può essere assoggettata al pagamento di un dazio all'importazione addizionale, nel caso in cui ricorrano determinate condizioni.(11) È opportuno conferire alla Commissione la competenza ad aprire e gestire i contingenti tariffari derivanti da accordi internazionali conclusi in conformità del trattato o di altri atti legislativi del Consiglio.(12) La possibilità di concedere, all'esportazione verso i paesi terzi, una restituzione pari alla differenza tra i prezzi praticati nella Comunità e quelli praticati sul mercato mondiale, entro i limiti stabiliti dall'accordo OMC sull'agricoltura, è in grado di salvaguardare la partecipazione della Comunità al commercio internazionale del riso. Tale restituzione è soggetta a limitazioni di termini di quantità e di valore.(13) Il rispetto delle limitazioni in valore può essere garantito, sia in sede di fissazione delle restituzioni che in sede di controllo dei pagamenti, nel quadro della normativa del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia. Il controllo può essere agevolato dall'obbligo di fissare in anticipo l'entità delle restituzioni, senza che sia peraltro compromessa la possibilità, in caso di restituzioni differenziate, di modificare la specifica destinazione nell'ambito di una zona geografica cui si applica un'aliquota unica di restituzione. In caso di cambiamento di destinazione, dovrebbe essere versata la restituzione applicabile per l'effettiva destinazione, limitatamente all'importo applicabile per la destinazione prefissata.(14) Per garantire il rispetto dei limiti quantitativi è necessario introdurre un sistema di sorveglianza affidabile ed efficace. A tale scopo, occorre subordinare la concessione delle restituzioni alla presentazione di un titolo di esportazione. La concessione delle restituzioni nei limiti disponibili dovrà effettuarsi in funzione della situazione specifica di ciascuno dei prodotti considerati. Deroghe a tale norma possono essere ammesse solo per i prodotti trasformati non inclusi nell'allegato I del trattato, ai quali non si applicano limiti in valore, e per le azioni di aiuto alimentare, le quali sono esenti da qualsiasi limitazione. È inoltre opportuno prevedere la possibilità di deroghe alle norme rigorose di gestione per i prodotti le cui esportazioni con restituzione non dovrebbero superare i limiti quantitativi.(15) A complemento del sistema sopra descritto, occorre prevedere, nella misura necessaria al suo buon funzionamento, la possibilità di disciplinare il ricorso al cosiddetto regime di perfezionamento attivo e passivo ed eventualmente vietarlo qualora la situazione del mercato lo richieda.(16) Il regime dei dazi doganali consente di rinunciare a qualsiasi altra misura di protezione alle frontiere esterne della Comunità. Tuttavia, in circostanze eccezionali, il meccanismo del mercato interno e dei dazi doganali potrebbe non operare adeguatamente. Per non lasciare, in una simile evenienza, il mercato comunitario indifeso di fronte alle perturbazioni che rischiano di derivarne, è opportuno autorizzare la Comunità a prendere rapidamente tutte le misure necessarie. Tali misure devono essere conformi agli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi nel quadro dell'Organizzazione mondiale del commercio.(17) La realizzazione di un mercato interno risulterebbe compromessa dalla concessione di determinati aiuti. È quindi opportuno applicare al settore del riso le disposizioni del trattato che consentono di valutare gli aiuti concessi dagli Stati membri e di vietare quelli incompatibili con il mercato comune.(18) L'evoluzione del mercato comunitario nel settore del riso esige che gli Stati membri e la Commissione si comunichino reciprocamente i dati necessari per l'applicazione del presente regolamento.(19) Per agevolare l'applicazione delle disposizioni del presente regolamento occorre prevedere una procedura che istituisca una stretta collaborazione tra gli Stati membri e la Commissione. Le misure necessarie all'attuazione del presente atto sono adottate conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [10].[10]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(20) Le spese sostenute dagli Stati membri a causa degli obblighi derivanti dall'applicazione del presente regolamento devono essere finanziate dalla Comunità a norma del regolamento (CE) n. 1258/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo al finanziamento della politica agricola comune [11].[11]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 103.(21) L'organizzazione comune del mercato del riso deve tener conto, parallelamente e in modo adeguato, degli obiettivi previsti dagli articoli 33 e 131 del trattato.(22) L'organizzazione comune del mercato del riso, istituita dal regolamento (CE) n. 3072/95 del Consiglio [12], modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2072/98 [13], è stata modificata più volte. Per il loro numero e complessità i testi in questione, pubblicati su varie Gazzette ufficiali, sono difficili da consultare e mancano pertanto della chiarezza che deve costituire una caratteristica essenziale di tutta la legislazione. È pertanto opportuno consolidarli in un nuovo regolamento e abrogare il regolamento (CE) n. 3072/95. In seguito alla soppressione del meccanismo del prezzo d'intervento, occorre altresì abrogare il regolamento (CE) n. 3073/95 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, che fissa la qualità tipo di riso [14], mediante la quale veniva fissato precedentemente il prezzo d'intervento.[12]  GU L 329 del 30.12.1995, pag. 18.[13]  GU L 265 del 30.9.1998, pag. 4.[14]  GU L 329 del 30.12.1995, pag. 33.(23) Nel passaggio dalle disposizioni del regolamento (CE) n. 3072/95 a quelle contenute nel presente regolamento potrebbero verificarsi difficoltà al momento non prevedibili. Per far fronte a questa eventualità, la Commissione dovrebbe poter adottare le necessarie misure transitorie. Per garantire il corretto funzionamento del regime è altresì opportuno autorizzare la Commissione a risolvere singoli problemi specifici su base temporanea o a titolo eccezionale.(24) È opportuno prevedere che la nuova organizzazione comune del mercato si applichi a partire dal 1° luglio 2001,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. L'organizzazione comune del mercato del riso comporta un regime del mercato interno e degli scambi con i paesi terzi e disciplina i seguenti prodotti:Codice NC  //  Designazionea) da 1006 10 21 a 1006 10 98  //  Risone (riso «paddy»)1006 20  //  Riso semigreggio (riso «cargo» o riso «bruno»)1006 30  //  Riso semilavorato o lavorato, anche lucidato o brillatob) 1006 40 00  //  Rotture di risoc) 1102 30 00  //  Farina di riso1103 14 00  //  Semole e semolini di riso1103 29 50  //  Agglomerati in forma di pellets di riso1104 19 91  //  Fiocchi di riso1108 19 10  //  Amido di riso2. Ai fini del presente regolamento, per risone, riso semigreggio, riso semilavorato, riso lavorato, riso a grani tondi, riso a grani medi, riso a grani lunghi e rotture di riso si intendono i prodotti di cui all'allegato A, parte I.La definizione dei grani e delle rotture che non sono di qualità perfetta figura nell'allegato A, parte II.La Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2:- fissa in particolare i tassi di conversione del riso nelle diverse fasi di lavorazione, le spese di lavorazione e il valore dei sottoprodotti,- può modificare le definizioni di cui al paragrafo 2.Articolo 2Il presente regolamento si applica fatte salve le misure previste a sostegno dei coltivatori di taluni seminativi dal regolamento (CE) n. 1251/1999.TITOLO IMERCATO INTERNOArticolo 31. Una restituzione alla produzione può essere concessa per l'amido e per taluni prodotti derivati, ottenuti dal riso e dalle rotture di riso e utilizzati per la fabbricazione di determinati prodotti.La restituzione viene fissata periodicamente.2. La Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2:a) stabilisce per quali prodotti è concessa la restituzione;b) fissa l'importo della restituzione;c) adotta le modalità di applicazione del presente articolo.Articolo 41. Può essere fissata una sovvenzione per le forniture al dipartimento francese d'oltremare della Riunione, a fini di consumo, dei prodotti di cui al codice NC 1006 (escluso il codice NC 1006 10 10), provenienti dagli Stati membri e che si trovano in una delle situazioni di cui all'articolo 23, paragrafo 2, del trattato.L'importo della sovvenzione predetta è fissato, tenuto conto del fabbisogno di approvvigionamento del mercato della Riunione, in base alla differenza tra il corso o i prezzi dei prodotti suddetti sul mercato mondiale e i corsi o prezzi dei medesimi prodotti sul mercato comunitario nonché, se del caso, dei prezzi dei medesimi prodotti franco isola della Riunione.2. L'importo della sovvenzione è fissato periodicamente. Tuttavia, in caso di necessità, la Comunità può nell'intervallo modificare tale importo, a richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa.L'importo della sovvenzione può essere fissato tramite gara.3. La Commissione adotta, secondo la procedura di cui all'articolo 20, paragrafo 2, le modalità di applicazione del presente articolo.L'importo della sovvenzione è fissato secondo la stessa procedura.Articolo 5Quando si constati sul mercato della Comunità un aumento o una diminuzione sensibile dei prezzi, se tale situazione rischia di persistere e, pertanto, il mercato della Comunità subisce o potrebbe subire perturbazioni, possono essere adottate le misure necessarie secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2. Tali misure possono prevedere in particolare un aiuto all'ammasso privato.Articolo 6Gli Stati membri produttori comunicano ogni anno alla Commissione, secondo modalità da stabilirsi tramite la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2, le informazioni relative alle superfici risicole, alla produzione, alle rese nonché alle scorte detenute dai produttori e dai risifici, con dati particolareggiati su ciascuna varietà. Questi dati devono essere basati su un sistema di dichiarazioni obbligatorie dei produttori e dei risifici, istituito, gestito e controllato dallo Stato membro.TITOLO IISCAMBI CON I PAESI TERZIArticolo 71. Tutte le importazioni e le esportazioni comunitarie dei prodotti di cui all'articolo 1 sono subordinate alla presentazione di un titolo.Il titolo è rilasciato dagli Stati membri ad ogni interessato che ne faccia domanda, a prescindere dal suo luogo di stabilimento nella Comunità e fatte salve le disposizioni adottate per l'applicazione dell'articolo 10.Il titolo d'importazione e di esportazione è valido in tutta la Comunità. Il rilascio del titolo è subordinato alla costituzione di una cauzione che garantisca l'impegno di importare o di esportare durante il periodo di validità del titolo e che, salvo in caso di forza maggiore, resta acquisita in tutto o in parte se l'operazione non è realizzata, o se è realizzata solo parzialmente, entro tale termine.2. Le modalità di applicazione del presente articolo sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2.Sezione IDisposizioni applicabili all'importazioneArticolo 81. Salvo disposizione contraria del presente regolamento, ai prodotti di cui all'articolo 1 si applicano le aliquote dei dazi della tariffa doganale comune.2. In deroga al paragrafo 1, all'importazione nel dipartimento francese d'oltremare della Riunione di prodotti destinati ad essere consumati o utilizzati sul posto,a) non viene riscosso alcun dazio per i prodotti di cui al codice NC 1006 10 e ai codici NC 1006 20 e 1006 40 00;b) al dazio per i prodotti di cui al codice NC 1006 30 è applicato il coefficiente di 0,30.3. La Commissione, secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2, adotta le modalità di applicazione del presente articolo, in particolare per quanto riguarda la possibilità di accordare agli operatori, se opportuno e in casi determinati, la facoltà di conoscere prima della spedizione l'onere che sarebbe applicato.Articolo 91. Per evitare o reprimere eventuali effetti negativi sul mercato comunitario imputabili all'importazione di taluni prodotti di cui all'articolo 1, l'importazione all'aliquota del dazio prevista all'articolo 8 di uno o più di detti prodotti è subordinata al pagamento di un dazio all'importazione addizionale, se sono soddisfatte le condizioni fissate all'articolo 5 dell'accordo sull'agricoltura, concluso conformemente all'articolo 300 del trattato nell'ambito dei negoziati commerciali multilaterali dell'Uruguay Round, tranne qualora le importazioni non rischino di perturbare il mercato comunitario o gli effetti siano sproporzionati rispetto all'obiettivo perseguito.2. I prezzi limite al di sotto dei quali può essere imposto un dazio all'importazione addizionale sono quelli trasmessi dalla Comunità all'Organizzazione mondiale del commercio.I volumi che devono essere superati perché scatti l'imposizione di un dazio all'importazione addizionale sono determinati segnatamente in base alle importazioni effettuate nella Comunità nei tre anni precedenti l'anno in cui si presentano o rischiano di presentarsi gli effetti negativi di cui al paragrafo 1.3. I prezzi all'importazione da prendere in considerazione ai fini dell'imposizione di un dazio all'importazione addizionale sono determinati in base ai prezzi all'importazione cif della spedizione considerata.A tal fine, i prezzi all'importazione cif sono verificati sulla base dei prezzi rappresentativi per il prodotto in questione sul mercato mondiale o sul mercato comunitario d'importazione del prodotto.4. La Commissione stabilisce le modalità di applicazione del presente articolo secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2. Tali modalità riguardano in particolare:a) i prodotti ai quali sono applicati dazi all'importazione addizionali, a norma dell'articolo 5 dell'accordo sull'agricoltura;b) gli altri criteri necessari per garantire l'applicazione del paragrafo 1 in conformità dell'articolo 5 di detto accordo.Articolo 101. I contingenti tariffari d'importazione per i prodotti di cui all'articolo 1, istituiti in forza di accordi conclusi a norma dell'articolo 300 del trattato o in forza di qualsiasi altro atto legislativo del Consiglio adottato nel quadro del trattato, sono aperti e gestiti in base a modalità adottate secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2.2. La gestione dei contingenti tariffari può essere effettuata mediante l'applicazione di uno dei seguenti metodi o di una loro combinazione:- metodo basato sull'ordine cronologico di presentazione delle domande (secondo il principio "primo arrivato, primo servito"),- metodo di ripartizione proporzionale delle quantità chieste al momento della presentazione delle domande (secondo il cosiddetto metodo dell'esame simultaneo),- metodo fondato sulla considerazione delle correnti commerciali tradizionali (secondo il metodo "importatori tradizionali/nuovi arrivati").Si può fare ricorso anche ad altri metodi.I metodi applicati evitano qualsiasi discriminazione ingiustificata tra gli operatori interessati.3. Il metodo di gestione prescelto tiene conto, se del caso, del fabbisogno di approvvigionamento del mercato comunitario e della necessità di salvaguardarne l'equilibrio, fermi restando i diritti derivanti dagli accordi conclusi nel quadro dei negoziati commerciali dell'Uruguay Round.4. Le modalità di applicazione prevedono l'apertura dei contingenti tariffari su base annua e secondo lo scaglionamento opportuno, stabiliscono eventualmente il metodo di gestione da applicare e recano, se del caso:a) disposizioni che garantiscano la natura, la provenienza e l'origine del prodotto;b) le condizioni di riconoscimento del documento che consentirà di verificare le garanzie di cui alla lettera a)c) le condizioni di rilascio e la durata di validità dei titoli d'importazione.Sezione IIDisposizioni applicabili all'esportazioneArticolo 111. Nella misura necessaria per consentire l'esportazione dei prodotti di cui all'articolo 1, come tali o sotto forma di merci elencate nell'allegato B, sulla base dei corsi o dei prezzi praticati sul mercato mondiale per i medesimi prodotti ed entro i limiti che scaturiscono dagli accordi conclusi conformemente all'articolo 300 del trattato, la differenza tra questi corsi o prezzi e i prezzi nella Comunità può essere coperta da una restituzione all'esportazione.La restituzione per l'esportazione di prodotti di cui all'articolo 1 sotto forma di merci elencate nell'allegato B non può essere superiore a quella applicabile a detti prodotti esportati come tali.2. Per quanto concerne l'attribuzione dei quantitativi che possono essere esportati con restituzione, è fissato il metodo:a) più adatto alla natura del prodotto e alla situazione del mercato in questione e che consenta l'utilizzazione più efficace possibile delle risorse disponibili e tenga conto dell'efficacia e della struttura delle esportazioni della Comunità, senza tuttavia creare discriminazioni tra piccoli e grandi operatori;b) meno oneroso sul piano amministrativo per gli operatori, tenuto conto delle esigenze di gestione;c) che eviti qualsiasi discriminazione tra gli operatori interessati.3. La restituzione è la stessa per tutta la Comunità.Essa può essere differenziata secondo le destinazioni, quando la situazione del mercato mondiale o le specifiche esigenze di taluni mercati lo rendano necessario.Le restituzioni sono fissate dalla Commissione secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2. In particolare, tale fissazione può aver luogo:a) periodicamente;b) mediante gara, per i prodotti per i quali è ritenuta idonea tale procedura.Le restituzioni fissate periodicamente possono, in caso di necessità, essere modificate nell'intervallo dalla Commissione a richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa.Le restituzioni fissate periodicamente sono stabilite almeno una volta al mese.4. Le restituzioni sono fissate prendendo in considerazione i seguenti elementi:a) situazione e prospettive di evoluzione:- sul mercato comunitario, dei prezzi del riso e delle rotture di riso nonché delle disponibilità,- sul mercato mondiale, dei prezzi del riso e delle rotture di riso;b) obiettivi dell'organizzazione comune del mercato del riso, volti a garantire a tale mercato una situazione equilibrata e uno sviluppo naturale sul piano dei prezzi e degli scambi;c) limiti che scaturiscono dagli accordi conclusi conformemente all'articolo 300 del trattato;d) interesse di evitare perturbazioni sul mercato comunitario;e) aspetti economici delle esportazioni considerate.5. Per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere a) e b), le restituzioni vengono fissate conformemente ai seguenti criteri specifici:- i prezzi praticati sui mercati rappresentativi della Comunità,- i prezzi praticati all'esportazione,- le spese di commercializzazione e di trasporto più favorevoli dai mercati comunitari di cui al primo trattino fino ai porti o altri luoghi di esportazione della Comunità che servono detti mercati, nonché le spese di inoltro sul mercato mondiale.I prezzi sul mercato mondiale di cui al paragrafo 1 sono stabiliti tenendo conto:- dei prezzi praticati sui mercati dei paesi terzi,- dei prezzi più favorevoli per le importazioni in provenienza da paesi terzi, nei paesi terzi di destinazione,- dei prezzi d'offerta franco frontiera della Comunità.Articolo 121. Per i prodotti esportati come tali, la restituzione è concessa soltanto a richiesta e dietro presentazione di un titolo d'esportazione.2. L'importo della restituzione per i prodotti esportati come tali, è quello applicabile il giorno della domanda del titolo e, in caso di restituzione differenziata, quello applicabile in tale data,a) alla destinazione indicata sul titoloovverob) alla destinazione effettiva, se diversa dalla destinazione indicata nel titolo. In tal caso l'importo non può superare l'importo applicabile alla destinazione indicata nel titolo.Allo scopo di evitare l'uso indebito della flessibilità prevista dal presente paragrafo, possono essere adottate misure appropriate.3. Le disposizioni dei paragrafi 1 e 2 possono essere estese ai prodotti esportati sotto forma di merci elencate nell'allegato B, secondo la procedura di cui all'articolo 16 del regolamento (CE) n. 3448/93 del Consiglio [15].[15]  GU L 318 del 20.12.1993, pag. 18.4. È possibile derogare alle disposizioni dei paragrafi 1 e 2 per i prodotti che beneficiano delle restituzioni nel quadro di azioni di aiuto alimentare, secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2.5. Per quanto concerne i prodotti di cui all'articolo 1 e i prodotti di cui all'articolo 1 esportati sotto forma di merci elencate nell'allegato B, le restituzioni possono essere adattate in funzione dell'andamento dei prezzi sul mercato comunitario da determinare secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2. In caso di necessità la Commissione può modificare tali adattamenti.6. La restituzione per i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettere a) e b), è pagata allorché è fornita la prova che i prodotti:- sono stati ottenuti interamente nella Comunità, ai sensi dell'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 2913/92, salvo in caso di applicazione del paragrafo 6,- sono stati esportati fuori della Comunità,- nel caso di una restituzione differenziata, hanno raggiunto la destinazione indicata nel titolo o un'altra destinazione per la quale è stata fissata una restituzione, fatto salvo il paragrafo 2, lettera b). Tuttavia, possono essere previste deroghe a tale norma secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2, fatte salve condizioni da stabilire, tali da offrire garanzie equivalenti.Possono essere adottate disposizioni complementari secondo la stessa procedura.7. Non è concessa alcuna restituzione per l'esportazione di riso importato da paesi terzi e riesportato verso paesi terzi, salvo che l'esportatore provi:- l'identità tra il prodotto da esportare e il prodotto precedentemente importato,- la riscossione di tutti i dazi all'importazione allorché il prodotto è stato importato.In tal caso, la restituzione è pari, per ciascun prodotto, ai dazi riscossi al momento dell'importazione se questi sono inferiori alla restituzione applicabile; qualora i dazi riscossi risultino invece superiori alla restituzione applicabile, la restituzione è pari a quest'ultima.8. Il rispetto dei limiti di volume risultanti dagli accordi conclusi in conformità dell'articolo 300 del trattato è garantito sulla base dei titoli di esportazione rilasciati per i periodi di riferimento ivi previsti, applicabili per i prodotti in questione. Per quanto riguarda il rispetto degli obblighi derivanti dagli accordi conclusi nell'ambito dei negoziati commerciali dell'Uruguay Round, la fine di un periodo di riferimento non pregiudica la validità dei titoli.Articolo 131. Le modalità di applicazione degli articoli 11 e 12, comprese le disposizioni relative alla ridistribuzione dei quantitativi esportati non attribuiti o non utilizzati, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2. Nell'ambito di dette modalità, la Commissione può adottare disposizioni relative alla qualità dei prodotti che possono beneficiare di una restituzione all'esportazione.Per la modifica dell'allegato B si segue la medesima procedura.2. Le modalità di applicazione dell'articolo 11, paragrafo 1, per i prodotti esportati sotto forma di merci elencate nell'allegato B sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 16 del regolamento (CE) n. 3448/93.Sezione IIIDisposizioni comuniArticolo 141. Nella misura necessaria al corretto funzionamento dell'organizzazione comune del mercato del riso, il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, può in casi particolari escludere in tutto o in parte il ricorso al regime di perfezionamento attivo o passivo per i prodotti di cui all'articolo 1.2. In deroga al paragrafo 1, se la situazione di cui allo stesso paragrafo si presenta eccezionalmente urgente e il mercato comunitario è o rischia di essere perturbato dal regime di perfezionamento attivo o passivo, la Commissione, a richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, decide l'adozione delle misure necessarie, che sono comunicate al Consiglio e agli Stati membri, la cui validità non può essere superiore a sei mesi e che sono immediatamente applicabili. Ove tali misure siano state richieste da uno Stato membro, la Commissione decide entro una settimana dalla data di ricezione della domanda.3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro una settimana dalla data di notifica della stessa. Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, può confermare, modificare o abrogare la decisione della Commissione. Se il Consiglio non ha preso una decisione entro tre mesi, la decisione della Commissione è considerata abrogata.Articolo 151. Per la classificazione dei prodotti disciplinati dal presente regolamento si applicano le norme generali relative all'interpretazione della nomenclatura combinata, nonché le relative modalità di attuazione. La nomenclatura tariffaria risultante dall'applicazione del presente regolamento, incluse le definizioni riportate nell'allegato A, è inserita nella tariffa doganale comune.2. Salvo disposizione contraria prevista dal presente regolamento o adottata in virtù di una delle sue disposizioni, negli scambi con i paesi terzi sono vietate:- la riscossione di qualsiasi tassa di effetto equivalente a un dazio doganale,- l'applicazione di qualsiasi restrizione quantitativa all'importazione o misura di effetto equivalente.Articolo 161. Qualora, per effetto delle importazioni o delle esportazioni, il mercato comunitario di uno o più prodotti di cui all'articolo 1 subisca o rischi di subire gravi perturbazioni, tali da compromettere il conseguimento degli obiettivi enunciati all'articolo 33 del trattato, si possono applicare misure adeguate negli scambi con i paesi terzi fintantoché sussista la suddetta perturbazione o minaccia di perturbazione.Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le norme generali di applicazione del presente paragrafo e definisce in quali casi ed entro quali limiti gli Stati membri possono adottare misure conservative.2. Qualora si verifichi la situazione di cui al paragrafo 1, la Commissione, a richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, decide l'adozione delle misure necessarie, che sono comunicate agli Stati membri e sono immediatamente applicabili. Ove tali misure siano state richieste da uno Stato membro, la Commissione decide al riguardo entro tre giorni lavorativi dalla data di ricezione della domanda.3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la misura decisa dalla Commissione entro tre giorni lavorativi dalla data di notifica della stessa. Il Consiglio si riunisce senza indugio e, deliberando a maggioranza qualificata, può modificare o abrogare la misura in causa entro un mese dalla data in cui la decisione gli è stata deferita.4. Il presente articolo si applica tenendo conto degli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 300, paragrafo 2, del trattato.TITOLO IIIDISPOSIZIONI GENERALIArticolo 17Gli articoli 87, 88 e 89 del trattato si applicano alla produzione e al commercio dei prodotti di cui all'articolo 1.Articolo 18Gli Stati membri e la Commissione si comunicano reciprocamente i dati necessari all'applicazione del presente regolamento. I dati oggetto della comunicazione sono determinati secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2. Secondo la stessa procedura sono stabilite anche le modalità di comunicazione e di diffusione di tali dati.Articolo 191. La Commissione è assistita dal comitato di gestione per i cereali istituito dall'articolo 23 del regolamento (CEE) n. 1766/92.2. Nei casi in cui si fa riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE, fatte salve le disposizioni dell'articolo 8 della stessa decisione.3. Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a un mese.Articolo 20Il comitato può prendere in esame ogni problema sollevato dal presidente, sia su iniziativa di quest'ultimo, sia a richiesta del rappresentante di uno Stato membro.Articolo 21Il regolamento (CE) n. 1258/1999 e le relative disposizioni di attuazione si applicano ai prodotti di cui all'articolo 1.Articolo 22Nell'applicazione del presente regolamento si deve tener conto, parallelamente e in modo adeguato, degli obiettivi di cui agli articoli 33 e 131 del trattato.TITOLO IVDISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALIArticolo 23La Commissione adotta, secondo la procedura di cui all'articolo 19, paragrafo 2:a) le misure necessarie per agevolare la transizione dalla disciplina prevista dal regolamento (CE) n. 3072/95 a quella definita dal presente regolamento; tali misure riguardano in particolare lo smaltimento dei prodotti acquistati all'intervento a norma del regolamento suddetto;b) le misure necessarie per risolvere specifici problemi pratici. Tali misure, se debitamente giustificate, possono derogare a talune disposizioni del presente regolamento.Articolo 241. I regolamenti (CE) n. 3072/95 e (CE) n. 3073/95 sono abrogati.2. I riferimenti al regolamento (CE) n. 3072/95 si intendono fatti al presente regolamento e vanno letti secondo la tabella di concordanza che figura nell'allegato C.Articolo 25Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso è applicabile a decorrere dal 1° luglio 2001.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl presidenteALLEGATO AI. DEFINIZIONI1. a) Risone: riso provvisto della lolla dopo trebbiatura.b) Riso semigreggio: il risone dal quale è stata asportata soltanto la lolla. In questa voce sono compresi tra l'altro i tipi di riso recanti le denominazioni commerciali di «riz brun», «riz cargo», «riz loonzain» e «riso sbramato».c) Riso semilavorato: il risone dal quale sono stati asportati la lolla, parte del germe e, totalmente o parzialmente, gli strati esterni del pericarpo ma non quelli interni.d) Riso lavorato: il risone dal quale sono stati asportati la lolla, tutti gli strati esterni e interni del pericarpo, tutto il germe nel caso del riso a grani lunghi e a grani medi e almeno una parte del germe nel caso del riso a grani tondi, ma nel quale possono sussistere striature bianche longitudinali sul 10% dei grani al massimo.2. a) Riso a grani tondi: riso i cui grani hanno una lunghezza pari o inferiore a 5,2 millimetri, con un rapporto lunghezza/larghezza inferiore a 2.b) Riso a grani medi: riso i cui grani hanno una lunghezza superiore a 5,2 millimetri e pari o inferiore a 6,0 millimetri, con un rapporto lunghezza/larghezza inferiore a 3.c) Riso a grani lunghi :i) riso di lunghezza superiore a 6,0 millimetri e con un rapporto lunghezza/larghezza superiore a 2 ed inferiore a 3;ii) riso di lunghezza superiore a 6,0 millimetri e con un rapporto lunghezza/larghezza pari o superiore a 3.d) Misurazione dei grani: la misurazione dei grani è effettuata su riso lavorato in base al seguente metodo:i) prelevare un campione rappresentativo della partita;ii) selezionare il campione per operare su grani interi, compresi quelli a maturazione incompleta;iii) effettuare due misurazioni, ciascuna su 100 grani e stabilirne la media;iv) determinare il risultato in millimetri, arrotondato ad un decimale.3. Rotture: frammenti di grani aventi una lunghezza uguale o inferiore ai tre quarti della lunghezza media del grano intero.II. DEFINIZIONI DEI GRANI E DELLE ROTTURE  CHE NON SONO DI QUALITÀ PERFETTAA. Grani interiGrani ai quali è stata tolta, indipendentemente dalle caratteristiche proprie di ciascuna fase di lavorazione, al massimo una parte del dente.B. Grani spuntatiGrani ai quali è stato tolto tutto il dente.C. Grani rotti o rottureGrani a cui è stata tolta una parte del volume superiore al dente; le rotture comprendono:- le grosse rotture (frammenti di grano la cui lunghezza è uguale o superiore alla metà di quella di un grano, ma che non costituiscono un grano intero),- le medie rotture (frammenti di grano la cui lunghezza è uguale o superiore al quarto di quella di un grano, ma che non raggiungono la taglia minima delle grosse rotture),- le piccole rotture (frammenti di grano che non raggiungono il quarto di grano, ma che non passano attraverso un setaccio le cui maglie misurano 1,4 mm),- i frammenti (piccoli frammenti o particelle di grano che devono poter passare attraverso un setaccio le cui maglie misurano 1,4 mm); sono assimilati ai frammenti i grani spaccati (frammenti di grano provocati dalla spaccatura longitudinale del grano).D. Grani verdiGrani a maturazione incompleta.E. Grani che presentano deformità naturaliSono considerate deformità naturali le deformità, di origine ereditaria o meno, rispetto alle caratteristiche morfologiche tipiche della varietà.F. Grani gessatiGrani di cui almeno i tre quarti della superficie presentano un aspetto opaco e farinoso.G. Grani striati rossiGrani che presentano, secondo diverse intensità e tonalità, striature longitudinali di colore rosso dovute a residui del pericarpo.H. Grani vaiolatiGrani aventi un piccolo cerchio ben delimitato di colore scuro e di forma più o meno regolare; sono inoltre considerati come grani vaiolati i grani che presentato striature nere leggere e superficiali; le striature e le macchie non devono presentare un alone giallo o scuro.I. Grani maculatiGrani che hanno subito, in un punto ristretto della superficie, un'evidente alterazione del colore naturale. Le macchie possono essere di diversi colori (nerastre, rossastre, brune, ecc.); sono inoltre considerate come macchie le striature nere profonde. Se le macchie hanno un'intensità di colorazione (nero, rosa, bruno-rossastro) immediatamente visibile ed un'ampiezza pari o superiore alla metà dei grani, questi ultimi devono essere considerati alla stregua di grani gialli.J. Grani gialliI grani gialli sono i grani che hanno subito, per cause diverse dalla precottura, una modifica totale o parziale del colore naturale assumendo diverse colorazioni, dal giallo limone al giallo arancio.K. Grani ambratiI grani ambrati sono i grani che hanno subito, per cause diverse dalla precottura, un'alterazione uniforme, leggera e generale del loro colore; tale alterazione cambia il colore dei grani in un colore paglierino chiaro.ALLEGATO BCodice NC  //  Designazione delle merci0403ex 1704da 1704 90 51 a 1704 90 99ex 18061901ex 19021902 20 911902 20 991902 301902 40 901904ex 19051905 90 20ex 20042004 10 91ex 20052005 20 10ex 20082008 11 10ex 21012101 12210120 92 2101 20 982105 002106ex 3505ex 3809ex 3809 10  //  Latticello, latte e crema coagulati, iogurt, chefir e altri tipi di latte e creme fermentati o acidificati, anche concentrati o con aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti o con aggiunta di aromatizzanti, di frutta o cacaoProdotti a base di zuccheri non contenenti cacao (compreso il cioccolato bianco):-- altriCioccolata e altre preparazioni alimentari contenenti cacao, escluse le sottovoci 1806 10, 1806 20 70, 1806 90 60, 1806 90 70 e 1806 90 90Estratti di malto; preparazioni alimentari di farine, semolini, amidi, fecole o estratti di malto, non contenenti cacao o che ne contengono meno del 40% in peso, calcolato su una base completamente sgrassata, non nominate né comprese altrove; preparazioni alimentari di prodotti delle voci da 0401 a 0404, non contenenti cacao o che ne contengono meno del 5% in peso, calcolato su una base completamente sgrassata, non nominate né comprese altrovePaste alimentari, anche cotte o farcite (di carne o di altre sostanze) oppure altrimenti preparate, quali spaghetti, maccheroni, tagliatelle, lasagne, gnocchi, ravioli, cannelloni; cuscus, anche preparato:--- cotte--- altre- altre paste alimentari:-- altroProdotti a base di cereali ottenuti per soffiatura o tostatura (per esempio, «corn flakes»); cereali (diversi dal granturco) in grani o in forma di fiocchi oppure di altri grani lavorati (escluse le farine e le semole), precotti o altrimenti preparati, non nominati né compresi altroveProdotti della panetteria, della pasticceria o della biscotteria, anche con aggiunta di cacao; ostie, capsule vuote dei tipi utilizzati per medicamenti, ostie per sigilli, paste in sfoglie essiccate di farina, di amido o di fecola e prodotti similiOstie, capsule vuote dei tipi utilizzati per medicamenti, ostie per sigilli, paste in sfoglie essiccate di farina, di amido o di fecola e prodotti similiAltri ortaggi e legumi preparati o conservati ma non nell'aceto o acido acetico, congelati, diversi dai prodotti della voce 2006:--- Patate sotto forma di farina, semolino o fiocchiAltri ortaggi e legumi preparati o conservati ma non nell'aceto o acido acetico, non congelati, diversi dai prodotti della voce 2006:-- Patate sotto forma di farina, semolino o fiocchiFrutta ed altre parti commestibili di piante, altrimenti preparate o conservate, con o senza aggiunta di zuccheri o di altri dolcificanti o di alcole, non nominate né comprese altrove:--- Burro di arachidiEstratti, essenze e concentrati di caffè, di tè o di mate e preparazioni a base di questi prodotti o a base di caffè, tè o mate; cicoria torrefatta ed altri succedanei torrefatti del caffè e loro estratti, essenze e concentrati:- Preparazioni a base di estratti, essenze o concentrati di caffè--- Preparazioni a base di estratti, di essenze o di concentrati a base di tè o di mateGelati, anche contenenti cacaoPreparazioni alimentari non nominate né comprese altroveDestrina ed altri amidi e fecole modificati (per esempio: amidi e fecole, pregelatinizzati od esterificati), esclusi amidi e fecole esterificati o eterificati della sottovoce 3505 10 50; colle a base di amidi o di fecole, di destrina o di altri amidi o fecole modificatiAgenti d'apprettatura o di finitura, acceleranti di tintura o di fissaggio di materie coloranti ed altri prodotti e preparazioni (per esempio: bozzime preparate e preparazioni per la mordenzatura), dei tipi utilizzati nelle industrie tessili, della carta, del cuoio o in industrie simili, non nominati né compresi altrove:- a base di sostanze amidaceeALLEGATO CTABELLA DI CONCORDANZARegolamento (CE) n. 3072/96 // Presente regolamentoArticolo 1 // Articolo 1 // Articolo 2Articolo 2 // -Articolo 3 // -Articolo 4 // -Articolo 5 // -Articolo 6 // -Articolo 7 // Articolo 3Articolo 8 // -Articolo 9 // Articolo 7Articolo 10 // Articolo 4 // Articolo 5 // Articolo 6 // Articolo 11, paragrafo 1 // Articolo 8, paragrafo 1Articolo 11, paragrafo 3 // Articolo 8, paragrafo 2Articolo 11, paragrafo 4 // Articolo 8, paragrafo 3Articolo 12, paragrafi 1, 2, 3 e 4 // Articolo 9, paragrafi 1, 2, 3 e 4 // Articolo 10Articolo 13, paragrafi 1, 2 e 3 // Articolo 11, paragrafi 1, 2 e 3Articolo 13, paragrafi 2 e 5 // Articolo 11, paragrafi 4 e 5Articolo 13, paragrafo 6 // -Articolo 13, paragrafi da 7 a 14 // Articolo 12Articolo 13, paragrafo 15 // Articolo 13Articolo 14 // Articolo 14Articolo 15 // Articolo 15Articolo 16 // -Articolo 17 // Articolo 16Articolo 18 // -Articolo 19 // Articolo 17Articolo 20 // -Articolo 21 // Articolo 18Articolo 22 // Articolo 19Articolo 23 // Articolo 20Articolo 24 // Articolo 22Articolo 25, paragrafi 1, 2, 3, 4 // Articolo 24Articolo 25, paragrafo 5 // Articolo 23Articolo 26 // Articolo 21Articolo 27 // Articolo 25Allegato A // Allegato A - Parte I // Allegato A - Parte IIAllegato B // Allegato BAllegato C // Allegato C