CELEX: C2005/217/53
Language: it
Date: 2005-09-03 00:00:00
Title: Causa C-257/05: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, presentato il 17 giugno 2005

3.9.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 217/27
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, presentato il 17 giugno 2005
   (Causa C-257/05)
   (2005/C 217/53)
   Lingua processuale: il tedesco
   Il 17 giugno 2005 la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. Enrico Traversa e Wolfgang Bogensberger, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica d'Austria.
   La ricorrente conclude che la Corte voglia:
   
               1.
            
            
               dichiarare che la Repubblica d'Austria ha violato gli obblighi che le incombono in forza dell'art. 49 CE, in quanto essa, attraverso il § 21, n. 4, del Kesselgesetz (1) [legge austriaca in materia di apparecchiature ed elementi di sistemi a pressione], prescrive che possono ricevere l'abilitazione ad operare quali verificatori degli impianti in questione soltanto i richiedenti che abbiano la propria sede in Austria;
            
         
               2.
            
            
               condannare la Repubblica d'Austria alle spese del procedimento.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Ai sensi dell'art. 49 CE, le restrizioni alla libera prestazione dei servizi all'interno della Comunità sono vietate nei confronti dei cittadini degli Stati membri stabiliti in un paese della Comunità che non sia quello del destinatario della prestazione.
   Il § 21 del Kesselgesetz della Repubblica d'Austria disciplina i presupposti per il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio dell'attività di verificatore di apparecchiature ed elementi di sistemi a pressione. Ai sensi del paragrafo 4 del detto articolo, possono ricevere l'abilitazione necessaria all'esercizio della detta attività di verificatore soltanto quei richiedenti che abbiano la propria sede in Austria. La Commissione rileva che il verificatore di apparecchiature ed elementi di sistemi a pressione stabilito in un altro Stato membro, il quale intenda offrire le proprie prestazioni in Austria, si vede costretto a creare prima uno stabilimento in quest'ultimo Stato.
   Secondo la detta istituzione, tale disciplina costituisce una restrizione della libera prestazione dei servizi ai sensi dell'art. 49 CE. Anche dalla giurisprudenza della Corte emergerebbe che il requisito della sede viola direttamente la libera prestazione dei servizi, in quanto rende impossibile la fornitura di servizi da parte di imprese stabilite in altri Stati membri.
   I motivi addotti dalla Repubblica d'Austria — quali ad esempio la salvaguardia della sicurezza pubblica ovvero la tutela dei lavoratori e dei consumatori — non sarebbero idonei a giustificare tale restrizione della libera prestazione dei servizi. Infatti, sempre secondo la Commissione, una restrizione siffatta può essere giustificata — in base alla giurisprudenza della Corte — soltanto se ed in quanto l'interesse generale non sia già tutelato da norme alle quali è soggetto il prestatore di servizi nello Stato membro dove è stabilito. Ai fini della garanzia della qualità dei controlli, il requisito dello stabilimento in Austria sarebbe sproporzionato rispetto agli interessi che esso mira a tutelare, dato che la salvaguardia della sicurezza pubblica ovvero la tutela dei lavoratori e dei consumatori potrebbero essere ottenute già attraverso il sistema previsto dal Kesselgesetz per l'abilitazione ed il controllo dei verificatori autorizzati, senza che sia necessario a tal fine uno stabilimento in Austria.
   
      (1)  BGBl. n. 211/1992.