CELEX: 62006CJ0348
Language: it
Date: 2008-02-21
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 21 febbraio 2008. # Commissione delle Comunità europee contro Marie-Claude Girardot. # Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado - Agente temporaneo - Ricorso per risarcimento danni - Perdita della possibilità di essere assunti - Danno reale e certo - Determinazione dell’entità del risarcimento del danno. # Causa C-348/06 P.

SENTENZA DELLA CORTE (Terza Sezione)
      21 febbraio 2008
      Causa C‑348/06 P
      Commissione delle Comunità europee 
      contro
      Marie-Claude Girardot
      «Impugnazione – Agente temporaneo – Ricorso per risarcimento danni – Perdita di una possibilità di essere assunti – Danno reale e certo – Determinazione dell’entità del risarcimento del danno»
      Oggetto: Impugnazione diretta all’annullamento della sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee 6 giugno 2006, causa
         T-10/02, Girardot/Commissione (Racc. PI pagg. I‑A‑2‑129 II‑A-2-609). Impugnazione incidentale proposta dalla sig.ra Girardot.
      
      Decisione: Rigetto dell’impugnazione principale e dell’impugnazione incidentale. 
      
      Massime
      1.        Funzionari – Ricorso – Competenza a conoscere della legittimità e del merito –Risarcimento del danno materiale connesso a
            una perdita di possibilità derivante dall’illegittimo rigetto di una candidatura
      (Statuto dei funzionari, art. 91, n. 1)
      2.        Impugnazione – Motivi di ricorso – Mera ripetizione dei motivi ed argomenti dedotti dinanzi al Tribunale – Irricevibilità
      [Art. 225 CE; Statuto della Corte di giustizia, art. 58; regolamento di procedura della Corte, art. 112, n. 1, lett. c)]
      1.        Quando giudica controversie di carattere pecuniario ex art. 91, n. 1, dello Statuto, il Tribunale dispone di una competenza
         anche di merito, nell’ambito della quale può, se necessario, condannare d’ufficio la convenuta a versare un’indennità per
         il danno causato dal suo illecito e, in tal caso, tenuto conto delle circostanze, può valutare equitativamente il danno. Inoltre,
         allorché il Tribunale ha accertato l’esistenza di un danno, esso è competente in via esclusiva a valutare, entro i limiti
         della domanda e nel rispetto dell’obbligo di motivazione, le modalità e la portata del risarcimento di tale danno.
      
      A questo proposito, nell’ambito della determinazione dell’entità del risarcimento del danno derivante dalla perdita della
         possibilità, per un agente temporaneo la cui candidatura sia stata illegittimamente respinta, di essere assunto presso un’istituzione
         comunitaria, il ricorso ad un metodo applicato da vari ordinamenti nazionali e fondato sul criterio della perdita di retribuzione,
         stabilendo la differenza tra la retribuzione sperata e quella effettivamente percepita, indi valutando, sotto forma di percentuale,
         la possibilità di essere assunto al fine di ponderare suddetta perdita, induce necessariamente il giudice comunitario a fondare
         il suo giudizio su una serie di ipotesi per loro natura incerte, ma che rientrano nell’ambito della valutazione sovrana dei
         fatti operata dal Tribunale e del margine di valutazione di cui dispone.
      
      2.        Dagli artt. 225 CE, 58, primo comma, dello Statuto della Corte di giustizia e 112, n. 1, lett. c), del regolamento di procedura
         della stessa risulta che un ricorso d’impugnazione deve indicare in modo preciso gli elementi censurati della sentenza di
         cui si chiede l’annullamento, nonché gli argomenti di diritto dedotti a specifico sostegno di tale domanda.
      
      Non soddisfa tali condizioni l’impugnazione volta non tanto a identificare l’esistenza di errori di diritto da cui sarebbe
         viziato il ragionamento del Tribunale nella sentenza impugnata, quanto piuttosto a rimettere in discussione, reiterando gli
         argomenti fatti valere in primo grado nonché avvalendosi di asserite nuove prove, la valutazione dei fatti operata da detto
         organo giurisdizionale nella sentenza di cui trattasi.