CELEX: C2006/165/30
Language: it
Date: 2006-07-15 00:00:00
Title: Causa C-205/06: Ricorso presentato il  5 maggio 2006  — Commissione delle Comunità europee/Repubblica d'Austria

15.7.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 165/17
            
         Ricorso presentato il 5 maggio 2006 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica d'Austria
   (Causa C-205/06)
   (2006/C 165/30)
   Lingua processuale: il tedesco
   Parti
   
      Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (rappresentante(i): H. Støvlbæk e B. Martenczuk, agenti)
   
      Convenuta: Repubblica d'Austria
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               Dichiarare che, non avendo adottato le misure necessarie per eliminare le incompatibilità relative alle disposizioni sui trasferimenti negli accordi bilaterali sugli investimenti con la Corea, Capo Verde, la Cina, la Malesia, la Federazione Russa e la Turchia, la Repubblica d'Austria è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza dell'art. 307, n. 2, del Trattato CE;
            
         
               —
            
            
               condannare la Repubblica d'Austria alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   L'art. 307 del Trattato CE impone agli Stati membri di ricorrere a tutti i mezzi atti ad eliminare le incompatibilità del Trattato CE con le convenzioni constatate dagli Stati medesimi anteriormente al 1o gennaio 1958 ovvero anteriormente alla data della loro adesione alla Comunità europea.
   A parere della Commissione, le disposizioni relative al libero trasferimento dei pagamenti effettuati nell'ambito degli investimenti relativi agli accordi bilaterali sugli investimenti conclusi dalla Repubblica d'Austria, precedentemente alla sua adesione alle Comunità europee, con la Corea, Capo Verde, la Cina, la Malesia, la Federazione russa e la Turchia, sono in contrasto con il Trattato CE. Tali disposizioni, infatti, non consentirebbero alla Repubblica d'Austria di applicare restrizioni alla libera circolazione di capitali e di pagamenti che il Consiglio dell'Unione europea può adottare ai sensi dell'art. 57, n. 2, 59 e 60 del Trattato CE.
   L'argomento del governo austriaco secondo il quale il suo voto in seno al Consiglio non sarebbe pregiudicato dagli accordi sarebbe irrilevante, mentre l'unica questione di rilievo sarebbe se nella specie la Repubblica d'Austria possa applicare i provvedimenti restrittivi compatibilmente con gli obblighi derivanti da accordi di diritto internazionale. Secondo le disposizioni degli accordi sugli investimenti in oggetto sottoscritti dall'Austria, ciò non sarebbe possibile. Per la stessa ragione, sarebbe irrilevante anche la circostanza che l'Austria, da sola, non potrebbe opporsi ad una decisione del Consiglio adottata con maggioranza qualificata.
   Dal momento che, nel caso in esame, sussiste una violazione del Trattato CE, l'Austria è tenuta ad adottare i provvedimenti necessari per rimuoverla. Tuttavia, se non dovesse disporre di altri mezzi, l'Austria potrebbe — secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia — essere obbligata a denunciare l'accordo di cui trattasi.