CELEX: 31988R0693
Language: it
Date: 1988-03-04 00:00:00
Title: REGOLAMENTO (CEE) N. 693/88 DELLA COMMISSIONE del 4 marzo 1988 relativo alla definizione della nozione di prodotti originari per l' applicazione delle preferenze tariffarie accordate dalla Comunità economica europea a taluni prodotti dei paesi in via di sviluppo #

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31988R0693

REGOLAMENTO (CEE) N. 693/88 DELLA COMMISSIONE del 4 marzo 1988 relativo alla definizione della nozione di prodotti originari per l' applicazione delle preferenze tariffarie accordate dalla Comunità economica europea a taluni prodotti dei paesi in via di sviluppo  -   

Gazzetta ufficiale n. L 077 del 22/03/1988 pag. 0001 - 0058

REGOLAMENTO (CEE) N. 693/88 DELLA COMMISSIONE del 4 marzo 1988 relativo alla definizione della nozione di prodotti originari per l'applicazione delle preferenze tariffarie accordate dalla Comunità economica europea a taluni prodotti dei paesi in  via di sviluppo LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 3635/87 del Consiglio, del 17 novembre 1987, recante applicazione di preferenze tariffarie generalizzate per il 1988 a taluni prodotti industriali originari di paesi in via di sviluppo(1), in particolare l'articolo 1,  visto il regolamento (CEE) n. 3782/87 del Consiglio, del  3 dicembre 1987, recante applicazione di preferenze tariffarie generalizzate per l'anno 1988 ai prodotti tessili originari dei paesi in via di sviluppo(2), in particolare l'articolo 1,  visto il regolamento (CEE) n. 3636/87 del Consiglio, del 17 novembre 1987, recante applicazione di preferenze tariffarie generalizzate per l'anno 1988 a taluni prodotti agricoli originari di paesi in via di sviluppo(3), in particolare l'articolo 1,  considerando che la decisione dei rappresentanti dei governi degli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio riuniti in sede di Consiglio, del 17 novembre 1987, recante applicazione di preferenze tariffarie generalizzate, per l'anno  1988, a taluni prodotti siderurgici origi- nari di paesi in via di sviluppo (87/564/CECA)(4), preve- de che la nozione di prodotti originari sia stabilita secondo la procedura prevista dell'articolo 14 del regolamento (CEE) n. 802/68 del Consiglio, del 27 giugno 1968, relativo alla definizione comune della nozione di origine delle merci(5) ; che le regole da applicare a tale scopo debbono essere identiche a  quelle previste per gli altri prodotti ;  considerando che per l'insieme dei prodotti di cui ai regolamenti succitati devono essere definite delle regole per quanto concerne sia le condizioni in cui tali prodotti acquisiscono il carattere di prodotti originari che la prova di tale carattere e  le modalità di tale controllo ; che è opportuno, a tal fine, riprendere sostanzialmente le disposizioni del regolamento (CEE) n. 3749/83 della Commissione, del 23 dicembre 1983, relativo alla definizione della nozione di prodotti originari per  l'applicazione delle preferenze tariffarie accordate dalla Comunità economica europea a taluni prodotti dei paesi in via di svi- luppo(6), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 1250/87(7) ;  considerando che è opportuno prevedere disposizioni transitorie a favore di paesi di cui alcuni prodotti non beneficiavano in precedenza di preferenza tariffarie ;  considerando che le regole relative all'origine contenute nel regolamento (CEE) n. 3749/83 sono basate sull'uso della nomenclatura del consiglio di cooperazione doganale ; che il consiglio di cooperazione doganale ha approvato la " Convenzione  internazionale sul sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci " (qui di seguito denominato SA) il 14 giugno 1983 ; che è stabilito che, a partire dal 1o gennaio 1988, il SA sostituisce la nomenclatura attuale per le esigenze del  commercio internazionale ; che è opportuno di consequenza adattare le regole relative all'origine contenute nel regolamento (CEE) n. 3749/83 del SA ;   considerando che, alla luce dell'esperienza, è sembrato che la presentazione delle regole relative all'origine potesse essere migliorata, riunendo tutte le eccezioni alla regola di base del cambiamento di voce in un unico elenco e prevedendo delle  disposizioni dettagliate che precisino il modo in cui devono essere interpretate ;  considerando che occorre prevedere disposizioni transitorie che permettano ai paesi beneficiari che non applicano la nomenclatura basata sul SA di continuare ad applicare le regole relative all'origine contenute nel regolamento (CEE) n. 3749/83 per un  periodo di due anni ; che occorre inoltre rendere facoltativa, per lo stesso periodo, l'indicazione della voce doganale delle merci nella casella 8 del certificato d'origine, modulo A, o nella casella 7 del formulario APR ;  considerando che è necessario modificare leggermente i modelli del certificato d'origine modulo A e del formulario APR, per tener conto da un lato dell'adesione alla Comunità della Spagna e del Portogallo e dall'altro dell'introduzione della nuova  nomenclatura basata sul sistema armonizzato ;  considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato dell'origine,   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO :  TITOLO I Articolo 1  1.  Ai fini dell'applicazione delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie accordate dalla Comunità a taluni prodotti originari dei paesi in via di sviluppo, sono considerati prodotti originari di un paese beneficiario di dette  preferenze, a condizione che siano stati trasportati direttamente nelle Comunità, ai sensi dell'articolo 6 :  a)i prodotti totalmente ottenuti in tale paese ;  b)i prodotti ottenuti in tale paese e nella cui fabbricazione siano entrati prodotti diversi da quelli indicati alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3,  paragrafo 2.  2.  Le disposizioni del paragrafo 1 e degli articoli da 2 a 4 non si applicano ai prodotti di cui all'allegato II.  Articolo 2  Ai sensi dell'articolo 1, lettera a), sono considerati totalmente ottenuti in un paese beneficiario :  a)i prodotti minerali estratti dal suo suolo o dal fondo marino od oceanico ;  b)i prodotti del regno vegetale, ivi raccolti ;  c)gli animali vivi, ivi nati ed allevati ;  d)i prodotti che provengano da animali vivi ;  e)i prodotti della caccia e della pesca ivi praticate ;  f)i prodotti della pesca marittima ed altri prodotti estratti dal mare con le sue navi ;  g)i prodotti fabbricati a bordo delle sue navi-officina esclusivamente a partire dai prodotti di cui alla  lettera f) ;  h)i prodotti usati ivi raccolti, a condizione che possano servire soltanto al ricupero delle materie prime ;  i)i residui provenienti da operazioni manufatturiere ivi effettuate ;  j)i prodotti ivi fabbricati esclusivamente a partire da prodotti indicati alle lettere da a) ad i).  Articolo 3  1.  Nel presente regolamento, coi termini " capitoli " e " voci " s'intendono i capitoli e le voci (codici a quattro cifre) usati nella nomenclatura che costituisce il " Sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci "  (qui di seguito denominato SA).  Il termine " classificato " si riferisce alla classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata voce.  2.  Ai fini dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), i materiali non originari sono considerati sufficientemente lavorati o trasformati quando il prodotto ottenuto è classificato in una voce doganale diversa da quella in cui sono classificati tutti i  materiali non originari impiegati per la sua fabbricazione, fatte salve le disposizioni dei paragrafi 3 e 4.  3.  Per i prodotti citati nelle colonne 1 e 2 dell'elenco di cui all'allegato III le condizioni stabilite per detti prodotti nella colonna 3 si applicano in luogo della norma di cui al paragrafo 2.  4.  Per l'applicazione dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), le lavorazioni o trasformazioni qui appresso sono sempre considerate comme insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dal fatto che vi sia o meno cambiamento di  voce tariffaria :  a)le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione in buono stato dei prodotti durante il loro trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in acqua salata, solforata o addizionata di altri  prodotti, estrazione di parti avariate, nonché le operazioni similari) ;  b)le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, selezione, classificazione, assortimento (inclusa la composizione di serie di prodotti), lavaggio, verniciatura, riduzione in pezzi ;  c)i)il mutamento di imballaggi, nonché le divisioni e le riunioni di colli ;  ii)le semplici operazioni di riempitura di bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in astucci e scatole o su tavolette, ecc., ed ogni altra semplice operazione di imballaggio ;  d)l'apposizione sui prodotti o sui loro imballaggi di marche, etichette od altri segni distintivi similari ;  e)la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse, quando uno o più componenti della miscela non rispondano alle condizioni stabilite dal presente regolamento per poter essere considerati come originari ;  f)la semplice riunione di parti di prodotti allo scopo di formare un prodotto completo ;  g)il cumulo di due o più operazioni di cui alle lettere da a) a f) ;  h)la macellazione di animali.  Articolo 4  1.  Con il termine " valore " di cui all'elenco dell'allegato III s'intende il valore in dogana al momento dell'importazione dei materiali non originari utilizzati o, se esso non è noto o non può essere determinato, il primo prezzo  verificabile pagato per i materiali nel paese in questione.  Quando il valore delle materie originarie utilizzate deve essere determinato, devono essere applicate le disposizioni del comma precedente " mutatis mutandis ".  2.  Con l'espressione " prezzo franco fabbrica " di cui all'elenco dell'allegato III s'intende il prezzo franco fabbrica dei prodotti ottenuti, al netto delle imposte interne restituite o restituibili in caso d'esportazione.  Articolo 5  1.  Allorché siano giustificate dallo sviluppo di industrie esistenti o dall'insediamento di nuove industrie, possono essere adottate deroghe alle diposizioni del presente regolamento a favore dei paesi di cui all'allegato IV del regolamento  (CEE) n. 3635/87 e della decisione 87/564/CECA nonché all'allegato V dei regolamenti (CEE) n. 3782/87 e (CEE) n. 3636/87.  A questo scopo, il paese interessato introduce presso la Commissione delle Comunità europee una domanda basata su di una documentazione giustificativa elaborata conformemente al paragrafo 3.  2.  Nell'esame delle domande si tiene particolare conto :  a)dei casi nei quali l'applicazione delle norme di origine esistenti comprometterebbero sensibilmente, per un'industria esistente nel paese interessato, la possibilità di continuare le proprie esportazioni nella Comunità e particolarmente i casi in cui  questa applicazione potrebbe provocare la cessazione di determinate attività ;  b)dei casi specifici nei quali si può chiaramente dimostrare che importanti investimenti in un'industria potrebbero essere scoraggiati dalle norme di origine, e nei quali una deroga che favorisse l'attuazione di un programma di investimenti  consentirebbe di conformarsi a dette norme per fasi successive ;  c)dell'incidenza economica e sociale, specialmente in materia di occupazione, delle decisioni da prendere.  3.  Per facilitare l'esame delle domande di deroga, il paese richiedente fornisce, a corredo della sua domanda, una documentazione il più possibile completa, che risponda in particolare ai punti riportati di seguito :  -denominazione del prodotto finito ;  -natura e quantitativo di prodotti che vi sono stati lavorati o trasformati ;  -processo di fabbricazione ;  -valore aggiunto ;  -personale impiegato nell'impresa interessata ;  -volume delle esportazioni previste nella Comunità ;  -giustificazione delle durata richiesta ;  -altre osservazioni.  Le stesse disposizioni si applicano per quanto riguarda eventuali proroghe.  Articolo 6  1.  Sono considerati come trasportati direttamente dal paese beneficiario d'esportazione nella Comunità :  a)i prodotti il cui trasporto si effettua senza attraversamento del territorio di un altro paese ;  b)i prodotti il cui trasporto avviene con attraversamento del territorio di paesi diversi da quello del paese beneficiario d'esportazione, con o senza trasbordo o deposito temporaneo in tali paesi, a condizione che l'attraversamento degli stessi sia  giustificato da ragioni geografiche o attinenti esclusivamente alla necessità del trasporto e che i prodotti rimangano sotto la sorveglianza delle autorità doganali del paese di transito o di deposito, non siano immessi in commercio o al consumo e non  vi abbiano all'occorrenza subito altre operazioni a parte lo scarico e il ricarico od operazioni dirette a garantirne la conservazione come tali ;  c)i prodotti il cui trasporto avviene con attraversamento del territorio dell'Austria, della Finlandia, della Norvegia, della Svezia o della Svizzera e che sono in seguito riesportati, in tutto o in parte, nella Comunità purché siano rimasti sotto la  sorveglianza delle autorità doganali in caso di transito o di deposito, e che non vi siano stati immessi in consumo e non vi abbiano all'occorrenza subito altre operazioni, a parte lo scarico ed il ricarico od operazioni dirette a garantirne la  conservazione come tali.  2.  La prova dell'adempimento delle condizioni di cui al paragrafo 1, lettere b) e c), è fornita mediante presentazione alle autorità doganali competenti nella Comunità :  a)di un titolo giustificativo del trasporto unico emesso nel paese beneficiario di esportazione e con il quale è effettuato l'attraversamento del paese di transito ;  b)ovvero di un'attestazione rilasciata dalle autorità doganali del paese di transito recante :  -una descrizione esatta dei prodotti ;  -la data dello scarico e del ricarico dei prodotti, o, eventualmente, d'imbarco o di sbarco, con l'indicazione delle navi utilizzate ;  -un'attestazione delle condizioni in cui è avvenuta la permanenza dei prodotti ;  c)o, in mancanza, di qualsiasi documento probante.  Articolo 7  1.  I prodotti originari ai sensi del presente regolamento sono ammessi all'importazione nella Comunità al beneficio delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1 previa presentazione di un certificato di  origine, modulo A, rilasciato o dalle autorità doganali o da altre autorità governative del paese beneficiario di esportazione purché questo :  -abbia comunicato alla Commissione delle Comunità europee le informazioni previste all'articolo 26, e -assista la Comunità, tramite le amministrazioni doganali degli Stati membri, nel controllo dell'autenticità del documento o dell'esattezza delle informazioni sull'origine effettiva del prodotti in questione.  2.  Tuttavia, i prodotti originari ai sensi del presente regolamento che formano oggetto di spedizioni postali (compresi i pacchi postali), purché si tratti di spedizioni contenenti unicamente prodotti originari e il valore non superi 2 590 ECU(8) per  spedizione, sono ammessi nella    43,775 franchi belgi/ franchi lussemburghesi     2,09022 marchi tedeschi     2,36146 fiorini olandesi     0,71346 lire sterline 1 ECU    7,88477 corone danesi     6,8440 franchi francesi 1 440,90 lire italiane     0,762246 lire irlandesi   139,754 dracme greche   137,629 pesete spagnole   151,505 scudi portoghesi Gli importi in monete nazionali che risultano dalla conversione degli importi in ECU possono essere arrotondati.  Comunità al beneficio delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1, se accompagnati da un formulario APR, a condizione che l'assistenza prevista al comma precedente si applichi, nelle stesse condizioni, per il detto  formulario.  3.  I prodotti originari, ai sensi del presente regolamento, sono ammessi, all'importazione nella Comunità, al beneficio delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1, su presentazione di un certificato di origine, modulo  A, rilasciato dalle autorità doganali dell'Austria, della Finlandia, della Norvegia, della Svezia o della Svizzera in base ad un certificato di origine, modulo A, rilasciato dalle autorità competenti del paese beneficiario di esportazione, purché siano  rispettate le condizioni di cui all'articolo 6 e con riserva che l'Austria, la Finlandia, la Norvegia, la Svezia o la Svizzera assistano la Comunità, tramite le rispettive amministrazioni doganali, nel controllo dell'autenticità e della regolarità dei  certificati di origine, modulo A. In queste condizioni la procedura di cui all'articolo 13, paragrafo 1, si applica mutatis mutandis. Il termine di cui all'articolo 27, primo comma, è portato a otto mesi.  4.  Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 4, quando, a richiesta del dichiarante in dogana, un articolo smontato o non montato, contemplato nei capitoli 84 ed 85 del sistema armonizzato sia importato con spedizioni scaglionate, alle condizioni stabilite  dalle autorità competenti, esso è considerato come un articolo unico e si può presentare un certificato di origine, modulo A, per l'articolo completo all'atto dell'importazione della prima spedizione parziale.  5.  Gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili, consegnati con un materiale, con una macchina o con un veicolo e che fanno parte della sua attrezzatura normale ed il cui prezzo sia compreso in quello di questi ultimi, oppure non sia fatturato a  parte, sono considerati un tutt'unico con il materiale, la macchina, l'apparecchio o il veicolo in questione.  6.  Gli assortimenti, ai sensi della regola generale 3 della nomenclatura del consiglio di cooperazione doganale, sono considerati come originari a condizione che tutti gli articoli che entrano nella loro composizione siano originari. Tuttavia, un  asssortimento composto di articoli originari e non originari è considerato come originario nel suo insieme, a condizione che il valore degli articoli non originari  non superi il 15 % del prezzo franco fabbrica degli assortimenti.  Articolo 8  1.  Il termine di validità del certificato di origine, modulo A, è di dieci mesi partire dalla data del rilascio da parte dell'autorità governativa competente del paese beneficiario di esportazione.  2.  I certificati, modulo A, che siano presentati alle autorità doganali nella Comunità, dopo la scadenza del termine di validità di cui al paragrafo 1, possono essere accettati al fine dell'applicazione delle disposizioni relative alle preferenze  tariffarie di cui all'articolo 1, qualora l'inosservanza del suddetto termine sia dovuta ad un caso di forza maggiore od a circostanze eccezionali.  Oltre che nei casi predetti, le autorità doganali nella Comunità possono accettare i certificati quando i prodotti siano stati presentati anteriormente alla scadenza di tale termine.  Articolo 9  Il certificato è presentato alle autorità doganali dello Stato membro d'importazione secondo le modalità previste dalla direttiva 82/57/CEE della Commissione, del 17 dicembre 1981, che fissa talune disposizioni d'applicazione della direttiva  79/695/CEE del Consiglio relativa all'armonizzazione delle procedure di immissione in libera pratica delle merci(9). Dette autorità possono esigere la presentazione di una traduzione. Esse possono anche richiedere che la dichiarazione di immissione in  libera pratica sia completata da un'attestazione dell'importatore certificante che i prodotti soddisfano alle condizioni richieste per l'applicazione delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1. Articolo 10  1. La Comunità ammette, come prodotti originari,  al beneficio delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1, senza che occorra presentare un certificato di origine, modulo A, o compilare un formulario APR, i prodotti oggetto di piccole spedizioni inidirizzate ai privati da privati o contenute nei bagagli personali dei viaggiatori, purché si tratti d'importazioni prive di qualsiasi carattere commerciale, quando tali prodotti siano dichiarati rispondenti alle condizioni richieste per l'applicazione delle presenti disposizioni e purché non sussista alcun dubbio circa la veridicita di tale dichiarazione. 2. Sono considerate prive di qualsiasi carattere commerciale le importazioni che  presentano un carattere occasionale e riguardano esclusivamente prodotti riservati all'uso personale o familiare dei destinatari o dei viaggiatori i quali, per loro natura o quantita, non facciano sorgere alcuna preoccupazione di caratterecommerciale.   Inoltre, il valore globale di tali prodotti non deve essere superiore a 180 ECU quando si tratta di piccole spedizioni o a 515 ECU quando si tratta del contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori.  Articolo 11  1.  I prodotti spediti da un paese beneficiario per una esposizione in un altro paese e venduti per essere importati nella Comunità beneficiano, all'importazione in quest'ultima, delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui  all'articolo 1, quando soddisfano le condizioni previste dal presente regolamento al fine di essere riconosciuti originari del paese beneficiario di esportazione e sempre che alle autorità doganali nella Comunità sia fornita la prova :  a) che un esportatore ha spedito direttamente i prodotti dal territorio del paese beneficiario di esportazione nel paese dell'esposizione ;  b)che detto esportatore ha venduto i prodotti o li ha ceduti ad un destinatario nella Comunità ;  c)che i prodotti sono stati spediti nella Comunità nello stato in cui sono stati inviati all'esposizione ;  d)che, dal momento in cui sono stati inviati all'esposizione, i prodotti non sono stati utilizzati per fini diversi dalla dimostrazione a detta esposizione.  2.  Alle autorità doganali nella Comunità deve essere presentato, nelle condizioni normali, un certificato di origine, con l'indicazione della denominazione e dell'indirizzo dell'esposizione. All'occorrenza, può essere richiesta una prova documentale  supplementare sulla natura dei prodotti e sulle condizioni nelle quali questi sono stati esposti.  3.  Il paragrafo 1 si applica a qualsiasi esposizione, fiera o manifestazione pubblica analoga di carattere commerciale, industriale, agricolo od artigianale - diverse da quelle organizzate per finalità private in negozi o locali commerciali ed aventi  per oggetto la vendita di prodotti stranieri - durante la quale i prodotti restano sotto controllo della dogana.  Articolo 12  L'accertamento di lievi discordanze tra le menzioni figuranti sul certificato e quelle figuranti sui documenti presentati all'ufficio doganale per l'adempimento delle formalità d'importazione delle merci non comportano ipso facto  l'invalidità del certificato se è accertato chiaramente che esso si riferisce effettivamente ai prodotti presentati.  Articolo 13  1.  Il controllo a posteriori dei certificati, modulo A, o dei formulari APR viene effettuato a titolo di sondaggio ed ogni qualvolta le autorità doganali nella Comunità nutrano dubbi fondati circa l'autenticità del documento o l'esattezza  delle informazioni sull'origine effettiva dei prodotti in questione.  2.  Ai fini dell'applicazione delle disposizioni del paragrafo 1, le autorità doganali nella Comunità rispediscono il certificato, modulo A, o il formulario APR all'autorità governativa competente del paese beneficiario d'esportazione, indicando eventualmente i motivi di sostanza o di forma che giustificano  un'inchiesta. Esse accludono al formulario APR la fattura o copia della stessa, sempreché sia stata presentata, e forniscono tutte le informazioni che è stato possibile raccogliere e che fanno ritenere inesatte le indicazioni contenute in detto  certificato o formulario.  Se esse decidono di sospendere l'applicazione delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1 in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali nella Comunità offrono all'importatore, fatte salve le misure  conservative ritenute necessarie, la possibilità di ritirare i prodotti.  Articolo 14  Gli allegati del presente regolamento, fanno parte integrante dello stesso.  TITOLO II Articolo 15  Ai fini dell'applicazione delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1, i paesi beneficiari rispettano o fanno rispettare le regole relative all'elaborazione e al rilascio dei certificati di origine, modulo  A, nonché le condizioni di utilizzazione dei formulari APR e quelle relative alla cooperazione amministrativa figuranti negli articoli seguenti.  Sezione I Elaborazione e rilascio dei certificati di origine (modulo A) Articolo 16  1.  Il certificato di origine è rilasciato solo su richiesta scritta dell'esportatore o del suo rappresentante auto- rizzato.  2.  L'esportatore, od il suo rappresentante, allega alla domanda qualsiasi documento giustificativo utile, atto a comprovare che i prodotti da esportare possono dar luogo al rilascio di un certificato di origine.  Articolo 17  Spetta all'autorità governativa competente del paese beneficiario di esportazione accertare che il formulario del certificato e della domanda siano debitamente compilati.  Articolo 18  Il certificato deve essere conforme al modello figurante nell'allegato IV.  Il modello di certificato in vigore nel 1987 può essere utilizzato fino ad esaurimento delle scorte.  Il certificato deve avere il formato di 210 × 297 mm ; è ammessa una tolleranza di 5 mm in meno e di 8 mm in più per la lunghezza. Esso deve essere stampato su carta bianca collata per scrittura, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di 25  g/m². Il certificato deve avere un fondo arabescato di colore verde in modo da fare apparire qualsiasi falsificazione con mezzi meccanici o chimici.  Quando i certificati comportano diverse copie, soltanto il primo foglio che costituisce l'originale deve avere un fondo arabescato di colore verde.  L'utilizzazione della lingua inglese o francese per la redazione delle note di cui al retro del certificato non è obbligatoria.  Ogni certificato comporta un numero di serie, stampato o no, destinato a contraddistinguerlo.  Esso è redatto in inglese o in francese e, se compilato a mano, si deve fare uso dell'inchiostro e della scrittura a stampatello.  Articolo 19  Il certificato costituisce il documento giustificativo per l'applicazione delle disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1, per cui spetta all'autorità governativa competente del paese beneficiario di  esportazione prendere le disposizioni necessarie per verificare l'origine delle merci e controllare le altre dichiarazioni del predetto certificato.  Articolo 20  1.  Le autorità governative del paese beneficiario procedono al rilascio del certificato se i prodotti da esportare possono considerarsi come prodotti originari di tale paese ai sensi del titolo I.  2.  La casella n. 2 del certificato di origine, modulo A, non dev'essere obbligatoriamente completata.  3.  L'indicazione della voce doganale nella casella n. 8 del certificate d'origine, modulo A, non è obbligatoria fino al 31 dicembre 1989.  4.  La firma che deve essere apposta nella rubrica 11 del certificato deve essere scritta a mano.  5.  Allo scopo di verificare se è soddisfatta la condizione di cui al paragrafo 1, l'autorità governativa competente ha facoltà di richiedere documenti giustificativi o di procedere a qualsIasi controllo che essa ritenga utile.  Articolo 21  Il certificato è tenuto a disposizione dell'esportatore non appena l'esportazione reale è effettuata o assicurata.  Articolo 22  La sostituzione di uno o più certificati di origine, modulo A, mediante uno o più certificati di origine, modulo A, è sempre possibile, purché sia fatta nell'ufficio doganale della Comunità ove si trovano i prodotti.  Articolo 23  1.  In via eccezionale, il certificato può essere rilasciato dopo l'esportazione effettiva dei prodotti cui si riferisce, se non sia stato possibile rilasciarlo al momento dell'esportazione in seguito ad errori, omissioni involontarie o  circostanze particolari e purché le merci non siano state esportate prima di trasmettere alla Commissione delle Comunità europee le informazioni previste all'articolo 26.  2.  L'autorità governativa competente può rilasciare a posteriori un certificato soltanto dopo aver verificato che le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi alla documentazione di esportazione corrispondente e che non è stato  rilasciato alcun certificato di origine al momento dell'esportazione dei prodotti in questione.  I certificati di origine rilasciati a posteriori devono recare una delle seguenti menzioni " DÉLIVRÉ A POSTERIORI " o " ISSUED RETROSPECTIVELY ", scritta nella casella  n. 4 del modulo A.  Articolo 24  In caso di furto, perdita o distruzione di un certificato di origine, l'esportatore può chiedere all'autorità governativa competente che lo ha rilasciato un duplicato redatto in base ai documenti di esportazione in seguente menzione "  DUPLICATA " o " DUPLICATE " scritta nella rubrica  n. 4 del modulo A, con la data di rilascio e il numero di serie del certificato originale.  Per l'applicazione dell'articolo 8, il duplicato ha effetto a partire dalla data del certificato originale.  Sezione II Elaborazione dei formulari APR Articolo 25  1.  Il formulario APR deve essere conforme al modello figurante in allegato.  Il modello di formulario in vigore nel 1987 può essere utilizzato fino ad esaurimento delle scorte.  2.  Il formulario APR deve avere il formato di 210 × 148 mm, con una tolleranza massima ammessa di 5 mm in meno e di 8 mm in più nel senso della lunghezza. La carta utilizzabile è una carta collata bianca per scrittura, non contenente pasta meccanica,  del peso minimo di 64 g/m².  L'utilizzazione della lingua inglese o francese per la redazione delle note di cui al formulario APR non è obbligatoria.  Su ogni formulario è iscritto un numero di serie, stampato o no, destinato a contraddistinguerlo.  3.  È compilato un formulario APR per ogni spedizione.  4.  L'indicazione della voce nella casella n. 7 del formulario APR non è obbligatoria fino al 31 dicembre 1989.  5.  Il formulario è redatto e firmato dall'esportatore o, sotto la sua responsabilità, da un suo rappresentante autorizzato. Esso è redatto in inglese o in francese. Se viene redatto a mano, deve essere scritto in inchiostro e in carattere stampatello.  La firma, che deve essere apposta nel riquadro 6 del formulario, deve essere scritta a mano.  6.  Se le merci oggetto delle spedizioni sono già state sottoposte a un controllo nel paese di esportazione per quanto riguarda la definizione della nozione di prodotti originari, l'esportatore può indicare i riferimenti a detto controllo nel riquadro 7  " Osservazioni " del formulario APR.  Sezione III Metodi di cooperazione amministrativa Articolo 26  I paesi beneficiari trasmettono alla Commissione delle Comunità europee i nomi e gli indirizzi delle autorità governative competenti per il rilascio di certificati d'origine, nonché il facsimile delle impronte dei timbri utilizzati dalle  autorità governative competenti per il rilascio dei certificati d'origine. La Commissione trasmette queste informazioni alle autorità doganali degli Stati membri.  Articolo 27  1.  Quando una domanda di controllo a posteriori è fatta in applicazione delle disposizioni dell'articolo 13, il controllo è effettuato ed i risultati sono portati a conoscenza delle autorità doganali nella Comunità entro il termine massimo  di sei mesi. Essi devono permettere di determinare se il certificato di origine, modulo A, o il formulario APR contestato sia applicabile alle merci realmente esportate e se queste ultime possano effettivamente dar luogo all'applicazione delle  disposizioni relative alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 1.  2.  Nel caso di dubbi fondati, se allo scadere del termine di sei mesi di cui al paragrafo 1 non perviene risposta o se la risposta non comporta informazioni sufficienti a determinare l'autenticità del documento en questione o l'origine reale dei  prodotti, una seconda comunicazione è indirizzata alle autorità interessate. Se, dopo tale seconda comunicazione, i risultati del controllo non vengano portati quanto prima o nel termine massimo di quattro mesi a conoscenza delle autorità richiedenti, o  se tali risultati non consentono di determinare l'autenticità del documento in questione o l'origine reale dei prodotti, le autorità richiedenti rifiutano, salvo in caso di forza maggiore o di circostanze eccezionali, il beneficio delle preferenze generalizzate.  3.  Ai fini del controllo a posteriori dei certificati di origine, modulo A, le copie dei certificati, ed eventualmente i documenti di esportazione afferenti, debbono essere conservati dall'autorità governativa competente del paese beneficiario di  esportazione per un periodo di almeno due anni.  Articolo 28  1.  Fatto salvo il disposto dell'articolo 29, paragrafo 2, le attestazioni di autenticità previste dal paragrafo 4 dell'articolo 1 e paragrafo 2 dell'articolo 8 del regolamento (CEE) n. 3636/87 del Consiglio sono apposte nella casella n. 7  del certificato di origine, modulo A, previsto dal presente regolamento.  2.  Le attestazioni di cui al paragrafo 1 consistono nella descrizione delle merci di cui al paragrafo 3, convalidate dall'impronta del timbro dell'autorità governativa autorizzata, nonché dalla firma apposta a mano dal funzionario autorizzato a  certificare l'autenticità della descrizione delle merci di cui alla casella n. 7.  3.  La descrizione delle merci prevista nella casella n. 7 del certificato d'origine deve essere, secondo il caso, formulata come segue :   - " tabac brut ou non fabriqué du type Virginia ", o " unmanufactured tobacco, Virginia type ",   -" eau-de-vie d'agave ''Tequila'' en récipients contenant deux litres ou moins " o " agave brandy ''Tequila'', in containers holding two litres or less ",   -" eau-de-vie a base de raisins, appelée ''Pisco'', en récipients contenant deux litres ou moins " o " spirits produced from grapes, called ''Pisco'', in containers holding two litres or less ",   -" eau-de vie à base de raisins, appelée ''Singani'', en récipients contenant deux litres ou moins " o " spirits produced from grapes, called ''Singani'', in containers holding two litres or less ".  Articolo 29  1.  I paesi beneficiari comunicano alla Commissione delle Comunità europee i nomi, indirizzi e facsimili dell'impron- ta dei timbri, delle autorità governative autorizzate a fornire le attestazioni di cui all'articolo 28. La Commissione trasmette queste informazioni alle autorità doganali degli Stati membri.  2.  In deroga all'articolo 28, paragrafi 1 e 2, e fatto salvo il disposto dell'articolo 28, paragrafo 3, nonché del paragrafo 1, il visto dell'autorità competente a certificare l'autenticità della descrizione delle merci di cui all'articolo 28,  paragrafo 3, non deve essere apposto nella casella n. 7 del certificato d'origine, quando l'autorità autorizzata a rilasciare il certificato di origine è l'autorità governativa autorizzata a fornire l'attestazione d'autenticità.  Articolo 30  Le disposizioni di cui agli articoli 6, paragrafo 1, lettera c), e 7, paragrafo 3, sono applicabili unicamente nel caso in cui, nel quadro delle preferenze tariffarie accordate dall'Austria, dalla Finlandia, dalla Norvegia, dalla Svezia o  dalla Svizzera a taluni prodotti originari dei paesi in via di sviluppo, detti paesi applichino disposizioni simili a quelle succitate.  La Commissione informa le autorità degli Stati membri dell'adozione, da parte del o degli Stati interessati, di tali disposizioni e comunica loro la data di entrata in vigore delle disposizioni di cui agli articoli 6, paragrafo 1,   lettera c), e 7, paragrafo 3, nonché delle disposizioni analoghe adottate dal o dagli Stati interessati.  Articolo 31  Fatto salvo l'articolo 9 del presente regolamento, i certificati di origine, modulo A, relativi ai prodotti che beneficiano il 1o gennaio 1988 per la prima volta di preferenze tariffarie generalizzate e di cui ai regolamenti (CEE) n.  3635/87, (CEE) n. 3782/87 e (CEE) n. 3636/87, che a quella stessa data si trovino in viaggio ovvero si trovino nella Comunità in regime di deposito provvisorio, di deposito doganale o di zona franca, possono essere presentati con i documenti che  comprovino il trasporto diretto, entro un termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.  Articolo 32  1.  I certificati d'origine modulo A e i formulari APR rilasciati o emessi prima del 1o gennaio 1988 in forza delle norme in vigore prima di tale data sono accettati fino al 31 ottobre 1988 in conformità alle norme in vigore al momento del  rilascio.  2.  Le disposizioni di cui agli articoli 23 e 24 sono applicabili ai casi di merci esportate prima del 1o gennaio 1988 e i certificati d'origine rilasciati a posteriori nonché i duplicati possono essere emessi in forza delle norme in vigore prima di  tale data.  Articolo 33  Per i paesi beneficiari che non applicano la nomenclatura basata sul sistema armonizzato, le regole relative all'origine contenute nel regolamento (CEE) n. 3749/83 possono continuare ad applicarsi fino al 31 dicembre 1989.  Articolo 34  Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.  Esso è applicabile a decorrere dal 1o gennaio 1988.   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.  Fatto a Bruxelles, il 4 marzo 1988.  Per la CommissioneCOCKFIELDVicepresidente  (1)GU n. L 350 del 12. 12. 1987, pag. 1.  (2)GU n. L 367 del 28. 12. 1987, pag. 1.  (3)GU n. L 350 del 12. 12. 1987, pag. 67.  (4)GU n. L 350 del 12. 12. 1987, pag. 111.  (5)GU n. L 148 del 28. 6. 1968, pag. 1.  (6)GU n. L 372 del 31. 12. 1983, pag. 1.  (7)GU n. L 118 del 6. 5. 1987, pag. 7.  (8)Il controvalore in monete nazionali dell'ECU è il seguente :  (9)GU n. L 28 del 5. 2. 1982, pag. 38.