CELEX: 62019TN0613
Language: it
Date: 2019-09-10 00:00:00
Title: Causa T-613/19: Ricorso proposto il 10 settembre 2019 – ENIL Brussels Office e a./Commissione

9.12.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 413/56
            
         
      Ricorso proposto il 10 settembre 2019 – ENIL Brussels Office e a./Commissione
      (Causa T-613/19)
      (2019/C 413/68)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: European Network on Independent Living Brussels Office (ENIL Brussels Office) (Bruxelles, Belgio), Validity Foundation (Budapest, Ungheria), Center for Independent Living - Sofia (Sofia, Bulgaria) (rappresentanti: B. Van Vooren e Ł. Gorywoda, avvocati)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare un atto della Commissione europea che nega l’interruzione dei termini di pagamento o la sospensione dei pagamenti connessi all’invito a presentare proposte BG16RFOP001-5 002«Sostegno alla deistituzionalizzazione di servizi per anziani e persone con disabilità» nell’ambito dell’asse prioritario 5 «Infrastrutture sociali regionali» del programma operativo «Regioni in crescita»;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, i ricorrenti deducono tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che le norme sulla legittimazione a impugnare un atto illegittimo delle istituzioni dell’Unione sono discriminatorie per motivi relativi alla disabilità, in combinato disposto con il diritto fondamentale a una tutela giurisdizionale effettiva.
                  
                              —
                           
                           
                              I ricorrenti sostengono che la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità prevede la possibilità di un’azione da parte di terzi e che essi sono sufficientemente rappresentativi per proporre un’azione diretta a difendere le persone che non sono in grado di difendersi da sole contro la discriminazione derivante dalla decisione della Commissione di non interrompere i termini di pagamento o di non sospendere i pagamenti connessi all’invito a presentare proposte in questione.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che l’atto impugnato pregiudica la posizione giuridica di un gruppo chiaramente identificato di persone che non sono in grado di difendersi da sole dinanzi a un giudice. Il presente motivo si suddivide in due parti:
                  
                              —
                           
                           
                              l’atto impugnato riguarda direttamente e individualmente un gruppo chiuso di 1020 persone con disabilità situate in Bulgaria;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              il suddetto gruppo di persone non è in grado di difendersi da solo dinanzi a un giudice.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che, adottando l’atto impugnato, la convenuta ha violato i propri obblighi di cui, in primo luogo, al regolamento (UE) 1303/2013 (1) e, in secondo luogo, alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
               
            
         (1)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (GU 2013, L 347, pag. 320).