CELEX: 51994PC0424
Language: it
Date: 1994-10-19
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di permanganato di potassio originario della Repubblica popolare cinese

i  COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                          COM(94) 424 def.
                                                           Bruxelles,   19.10.1994
                                       Proposta di
                      REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
          che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
                              di permanganato di potassio
                      originario della Repubblica popolare cinese
                            (presentata dalla Commissione)
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- J7&
 ---pagebreak---                                               RELAZIONE
1.      Con la decisione 86/589/CEE del 26 novembre 1986, la Commissione ha accettato, tra
        l'altro, un impegno concernente le importazioni di permanganato di potassio originario della
        Repubblica popolare cinese, offerto dall'unico esportatore di quel paese.
2.      In seguito al mancato rispetto di tale impegno da parte dell'esportatore della Repubblica
        popolare cinese, con il regolamento (CEE) n. 360/88 del 4 febbraio 1988, la Commissione
        ha revocato l'accettazione dell'impegno ed ha imposto un dazio antidumping provvisorio
        sulle importazioni di permanganato di potassio originario della Repubblica popolare cinese.
        Il Consiglio ha istituito, con il regolamento (CEE) n. 1531/88 del 31 maggio 1988, un dazio
        antidumping definitivo sulle importazioni di permanganato di potassio originario della
        Repubblica popolare cinese.
3.      A seguito di una richiesta di riesame di tale misura ai sensi dell'articolo 15 del regolamento
        di base(1), presentata dal Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC),
        la Commissione ha avviato, con una comunicazione in data 11 settembre 1993, una revisione
     . antidumping delle importazioni di permanganato di potassio originario della Repubblica
        popolare cinese.
4.      Il riesame ha rivelato che, nonostante le misure attuate, le importazioni di permanganato di
        potassio originario della Repubblica popolare cinese venivano effettuate in dumping e
        continuavano a causare pregiudizio all'industria comunitaria.
5.      In considerazione dei risultati dell'inchiesta, è nell'interesse della Comunità adottare misure
        in forma di dazio antidumping. L'importo del dazio proposto è di 1,26 ECU/kg.
6.      La Commissione ha informato le parti interessate dei dati e delle considerazioni principali
        in base ai quali intende proporre l'imposizione di un dazio antidumping definitivo.
7.      La Commissione, a norma degli articoli 12, 14 e 15 del regolamento di base, sentito il
        comitato consultivo, propone di imporre un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
        di permanganato di potassio originario della Repubblica popolare cinese.
 (i) Regolamento (CEE) n. 2423/88 dell'I 1.7.1988.
                                                    2
 ---pagebreak---                                                  Proposta di
                                 REGOLMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
                    che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni
                                        di permanganato di potassio
                                originario della Repubblica popolare cinese
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'I 1 luglio 1988, relativo alla difesa contro
le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità
economica europea(1), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 522/94(2), in particolare gli
articoli 12, 14 e 15,
vista la proposta presentata dalla Commissione, dopo aver sentito il comitato consultivo
considerando quanto segue:
                                             A. PROCEDURA
(1)      Il procedimento ha avuto inizio con l'avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale delle
         Comunità europee(3). Nel novembre 1986 la Commissione, con decisione 86/589/CEE(4), ha
         accettato l'impegno sul prezzo offerto dall'esportatore della Repubblica popolare cinese
         nell'ambito del procedimento antidumping relativo alle importazioni di permanganato di
         potassio.
(2)      Poiché l'esportatore cinese non ha rispettato l'impegno assunto, la Commissione ha revocato
         l'accettazione dell'impegno medesimo e ha istituito un dazio antidumping provvisorio con
         regolamento (CEE) n. 360/88('}, decidendo(6) di riaprire l'inchiesta antidumping sulle
         importazioni di permanganato di potassio originario della Repubblica popolare cinese. Il
        Consiglio, con regolamento (CEE) n. 1531/88(7), ha istituito un dazio antidumping definitivo
        sulle importazioni di permanganato di potassio originario della Repubblica popolare cinese.
        L'importo del dazio era pari alla differenza tra il prezzo netto per chilogrammo, franco
    GU n.    L 209 del 2.8.1988, pag. 1.
    GU n.    L 66 del 10.3.1994, pag. 10.
    GU n.    C 63 del 18.3.1986, pag. 5.
    GU n.   L 399 del 2.12.1986, pag. 32.
    GUn.    L 3 5 del 9.2.1988, pag 13.
    GU n.   C 37 del 9.2.1988, pag. 3.
    GUn.    L 138 del 3.6.1988, pag. 1.
 ---pagebreak---       frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, e l'importo di 2,25 ECU, oppure al 20% di
       detto prezzo netto per chilogrammo, franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, se
       quest'ultimo era più elevato.
(3)    In seguito alla pubblicazione, nel dicembre 1992(8), di un avviso di imminente scadenza delle
       misure in vigore, la Commissione ha ricevuto una richiesta di riesame presentata dal
       Consiglio europeo delle federazioni dell'industria chimica (CEFIC), a nome dei produttori
      che assertivamente rappresentano l'intera produzione comunitaria di permanganato di
      potassio.
(4)    Successivamente, in un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(9),
       la Commissione ha annunciato il riesame delle misure antidumping in vigore.
(5)   La Commissione ha informato l'esportatore e gli importatori notoriamente interessati, i
       rappresentanti del paese esportatore e i produttori comunitari denunziami, dando alle parti
       direttamente interessate la possibilità di presentare le proprie osservazioni per iscritto e di
       chiedere un'audizione.
(6)   Tutti i produttori comunitari denunzianti hanno risposto al questionario e hanno presentato
       le proprie osservazioni per iscritto.
(7)    Il governo cinese, l'esportatore cinese, gli importatori collegati notoriamente esistenti nella
       Comunità e gli importatori indipendenti non hanno risposto al questionario.
(8)   La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie al fine di
       giungere ad una conclusione. Si è dovuto determinare il valore normale in base ai prezzi
       interni in un paese analogo (cfr. punto 29). Le inchieste sono state condotte presso le sedi
       delle seguenti società:
                produttori comunitari denunzianti:
                       Chemie AG (Germania)
                       Industriai Quimica del Nalón (Spagna)
                paese di riferimento:
                       Carus Chemical Company, Ottawa, Illinois USA
(9)    L'inchiesta relativa alle pratiche di dumping ha riguardato il periodo compreso fra il
        1° luglio 1992 e il 30 giugno 1993 (nel prosieguo: "il periodo dell'inchiesta").
(X)
    GU n. C 319 del 5.12.1992, pag. 4.
(9)
    GU n. C 248 del 11.9.1993, pag. 9.
 ---pagebreak---                         B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
 (10)   Il prodotto oggetto della denuncia e per il quale è stato aperto il riesame è il permanganato
       di potassio di cui al codice NC 2841 60 IO prima del 1992 il codice NC era ex 2841 60 00.
        Esso è identico al prodotto oggetto della precedente inchiesta e per il quale era stato istituito
       un dazio antidumping definitivo.
 (11)  Il permanganato di potassio è un forte agente ossidante utilizzato nel trattamento dell'acqua
       potabile e delle acque reflue, nella produzione e nella lavorazione di prodotti chimici,
       nell'acquacoltura e nella lavorazione dei metalli. Esso è inoltre utilizzato per la pulitura delle
       superfici dei metalli, come disinfettante nell'agricoltura e in veterinaria, per la depurazione
       dei gas di combustione e la deodorazione dei gas di processo, per il candeggio e speciali
       trattamenti nell'industria tessile, per la riduzione degli odori, la decontaminazione radioattiva,
       la pulitura dei motori delle turbine a gas, la fabbricazione delle piastre a circuito stampato
       e per la purificazione dell'aria dei sottomarini.
       Il prodotto è disponibile in tre qualità: tecnica, "free-flowing" e farmaceutica. Tutte le qualità
       sono ottenute con lo stesso processo produttivo, hanno le stesse proprietà chimiche e sono
       intercambiabili per tutti gli impieghi. Il materiale è destinato alla qualità specifica in base
       alla domanda e dopo l'effettuazione delle varie analisi richieste.
(12)   L'inchiesta ha dimostrato che il prodotto fabbricato e venduto dai produttori comunitari sul
       mercato comunitario presenta caratteristiche identiche al permanganato di potassio importato
       dalla Repubblica popolare cinese. Esso è considerato, pertanto, un prodotto simile ai sensi
       dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88 (qui di seguito denominato
       "regolamento di base").
                                  C. INDUSTRIA COMUNITARIA
(13)   Fino al 1990 esisteva un solo produttore comunitario. L'altro produttore, situato in Germania,
       è entrato a far parte dell'industria comunitaria in seguito all'unificazione della Germania.
       Per il produttore tedesco l'unificazione ha comportato fondamentali trasformazioni
       istituzionali verso l'economia di mercato. Dall'inizio dell'unione economica, monetaria e
       sociale del 1° luglio 1990, esso si è dovuto adattare alle condizioni di mercato. Esso faceva
       parte del "VEB Chemiekombinat Bitterfeld" ed ora viene proposto per la privatizzazione
       dalla "Treuhandanstalt", la holding statale tedesca.
       A livello comunitario, durante il periodo precedente all'unificazione ufficiale (dal
       1° luglio 1990 al 2 ottobre 1990), le norme che disciplinavano il commercio con l'ex
       Repubblica democratica tedesca erano orientate verso il libero accesso dei prodotti
       comunitari nella Repubblica democratica tedesca e l'equivalente accesso nella Comunità dei
       prodotti di quest'ultima (regolamento (CEE) n. 1794/90 del Consiglio(10)). Ai sensi del
(10)
     GU n. L 166 del 29.6.1990, pag. 3.
 ---pagebreak---       regolamento (CEE) n. 1795/90 della Commissione 00 , ai fini dell'applicazione della
      normativa, l'ex Repubblica democratica tedesca era considerata come facente parte della
      Comunità Con l'unificazione ufficiale avvenuta il 3 ottobre 1990 l'ex Repubblica
      democratica tedesca ò diventata parte integrante della Comunità.
      A decorrere dal 1° luglio 1990, i produttori tedeschi fanno quindi parte dell'industria
      comunitaria. L'intera produzione comunitaria di permanganato di potassio fa capo ai
      produttori denunzianti. Pertanto essi costituiscono l'industria comunitaria conformemente
      all'articolo 4, paragrafo 5 del regolamento di base.
                D. ATTUALE SITUAZIONE DEL MERCATO COMUNITARIO
(14)   Per stabilire se la scadenza delle misure in vigore può comportare nuovamente un
      pregiudizio o una minaccia di pregiudizio occorre innanzitutto esaminare l'attuale situazione
      economica dell'industria comunitaria.
      Produzione
(15)  La produzione comunitaria complessiva di permanganato di potassio è diminuita del 74%
      dal 1989 al periodo dell'inchiesta. Tale percentuale è determinata dall'adeguamento del
      produttore tedesco alle condizioni di mercato, avvenuta sostanzialmente in un solo anno (dal
       1990 al 1991). Tuttavia, se si considerano il 1991 e il periodo dell'inchiesta, la produzione
      dell'industria comunitaria risulta diminuita del 52%.
       Capacità di produzione e tasso di utilizzazione degli impianti
(16)   La capacità di produzione è rimasta stabile a 7 500 t/anno. Il tasso di utilizzazione degli
       impianti è sceso dal 75,8% nel 1989 al 33,9% nel periodo dell'inchiesta.
       Vendite
(17)   Le vendite dell'industria comunitaria sul mercato CE sono diminuite di circa il 50% dal 1989
       al periodo dell'inchiesta. Tale percentuale è superiore a quella corrispondente al calo del
       consumo, pari al 36% nello stesso periodo.
       Scorte
(18)   Le scorte sono diminuite da 1 132 tm (1989) a 785 tm (periodo dell'inchiesta), con una
       punta di 1 349 tm nel 1991. Tale diminuzione è stata provocata dalle vendite effettuate a
       partire dalle scorte e dall'arresto della produzione da parte dell'industria comunitaria per
       taluni periodi, nel 1992 e nel periodo dell'inchiesta.
(,,)
     GU n. L 166 del 29.6.1990, pag. 3.
 ---pagebreak---       Occupazione
(19)  La riduzione delle scorte è andata a discapito dell'occupazione, che è diminuita del 37,3%
      dal 1989 al periodo dell'inchiesta. La situazione transitoria nella Germania orientale ha
      contribuito per il 70% a tale diminuzione. Tuttavia, queste cifre non comprendono le
      sospensioni temporanee del rapporto di lavoro e il lavoro ad orario ridotto, che è stato
      necessario introdurre per far fronte ai periodi di arresto della produzione nelle fabbriche.
      Consumo comunitario e quota di mercato detenuta dall'industria comunitaria
(20)  Il consumo apparente nel mercato comunitario, basato sulle importazioni e e sul volume
     delle vendite dell'industria comunitaria è diminuito da 4 459 tonnellate metriche (tm) nel
      1989 a 2 641 tm nel periodo dell'inchiesta, registrando quindi un calo del 41%. Tuttavia, i
     dati statistici dal 1989 al 1991 comprendono "altri manganati", che rappresentano il 14%
     delle importazioni registrate nell'ambito del codice NC ex 2841 60 00.1 dati corretti relativi
     alle importazioni per gli anni compresi fra il 1989 e il 1991 comportano la conseguente
     modifica della percentuale relativa al calo dei consumi, che corrisponde quindi al 36%.
     La riduzione delle vendite dell'industria comunitaria (cfr. punto 17) è stata superiore alla
     contrazione del mercato e ha comportato quindi una perdita della quota di mercato
     dell'industria comunitaria pari al 7,8%.
     Andamento dei prezzi
(21) I prezzi netti di vendita hanno registrato una crescita media del 6,8% dal 1990 al periodo
     dell'inchiesta. Tuttavia, tale dato è determinato dai particolari ed eccezionali sviluppi
     dell'unificazione tedesca (cfr. punto 13). Il produttore tedesco ha infatti dovuto adeguarsi alle
     condizioni dell'economia di mercato, aumentando i prezzi di oltre il 12%, partendo da una
     base molto inferiore rispetto al mercato comunitario fino a che, nel periodo dell'inchiesta,
     i prezzi dell'industria comunitaria sono giunti allo stesso livello. Al contrario, l'altro
     produttore comunitario, che non ha risentito di tali conseguenze, ha registrato una costante
     diminuzione dei prezzi dal 1990 al periodo dell'inchiesta pari al 13%. Pertanto si può
     concludere che, nell'insieme della Comunità, i prezzi di mercato sono stati eccessivamente
     bassi.
     Redditività
(22) Data la particolare situazione del produttore tedesco (cfr. punto 13) non è disponibile per
     il 1989 il margine medio di profitto/perdita. Nel 1990 il margine di perdita medio per i
     produttori comunitari è stato dell'1,8%. Nel periodo dell'inchiesta esso ha raggiunto il 15,1%.
     I produttori comunitari non erano in grado di raggiungere nuovamente la reddività poiché
     le vendite erano state effettuate in perdita dal 1990 al periodo dell'inchiesta.
 ---pagebreak---      In vest ini en ti
(23) Per oltre cinque anni l'industria comunitaria ha investito molto poco per ricambi e piccoli
     miglioramenti delle fabbriche. Dati i periodi di arresto (cfr. punto 18), il logorio tecnico
     degli impianti di produzione è stato inferiore rispetto alle normali condizioni di produzione.
     Le maggiori somme investite nel periodo dell'inchiesta dalla Chemie AG, produttore nella
     Germania orientale, sono state necessarie per aumentare la produttività. Per preparare la
     privatizzazione, l'ex "Kombinat" è stato diviso e ristrutturato, il che ha comportato la
     separazione di processi chimici precedentemente integrati. Gli investimenti erano destinati
     a sostituire i collegamenti interni non più esistenti. Tuttavia, ciò non ha prodotto alcun
     miglioramento in termini di produttività o di efficienza.
     Conclusione
(24) Pertanto si è giunti alla conclusione che, nonostante le misure in vigore, l'industria
     comunitaria ha continuato a mostrare chiari segni di difficoltà economiche. L'industria
     comunitaria ha registrato un notevole calo di vendite sia per quanto riguarda il volume sia
     la quota di mercato. Tali sviluppi, accompagnati dalle vendite costantemente in perdita e
     dalla depressione dei prezzi, hanno inciso pesantemente sulla produzione e sull'occupazione.
                E. COMPORTAMENTO DEGLI ESPORTATORI INTERESSATI
(25) Occorreva inoltre esaminare il comportamento degli esportatori interessati. Tuttavia, la
     mancanza di cooperazione da parte del governo cinese, dell'esportatore cinese e di tutti gli
     importatori noti (cfr. punto 7) ha reso difficile procedere ad una esatta valutazione.
     Volume e quota di mercato delle importazioni dalla Repubblica popolare cinese
(26) Le importazioni dalla Repubblica popolare cinese sono aumentate da 433 tm nel 1989 a 448
     tm nel periodo dell'inchiesta. Tale andamento contrasta con l'evoluzione dei consumi (punto
     20), che sono notevolmente diminuiti.
     Per quanto riguarda la quota di mercato, le importazioni cinesi sono aumentate dal 9,7% nel
      1989 al 16,9% nel periodo dell'inchiesta.
     Tuttavia, la quota di mercato reale era quasi certamente superiore. Dalle statistiche risultano
     importazioni da paesi terzi nei quali non si produce o si produce in quantità minime il
     prodotto simile. Sono state registrate, ad esempio, importazioni dalla Corea del Nord,
     sebbene, apparentemente, il prodotto in questione non vi venga fabbricato. Analogamente,
     la maggior parte delle importazioni registrate statisticamente come provenienti dall'India,
     devono avere un'origine diversa, poiché i tre stabilimenti che risultano esistere nel paese
     hanno una capacità molto ridotta, inferiore a 40 t l'anno ciascuno, il che, secondo i dati
     Eurostat, equivale solo al 26% del volume delle importazioni dall'India. Inoltre, da
     un'inchiesta doganale del 1991 risulta che il permanganato di potassio è stato dichiarato
 ---pagebreak---         fraudo 1 en tem en te come originario di Hong Kong o Taiwan, sebbene fosse accertato che esso
         non veniva prodotto nei suddetti paesi. I risultati di tale inchiesta non trovano riscontro nelle
        statistiche Eurostat.
        Pertanto, se le importazioni dall'India, dalla Corea del Nord e da Taiwan, delle quali si
        sospetta un'origine diversa^ si dovessero attribuire alla Repubblica popolare cinese, la quota
        di mercato di quest'ultima nella Comunità si avvicinerebbe al 40%.
        Prezzi di vendita
(27)    Si è esaminato se, durante il periodo dell'inchiesta, il produttore esportatore applicasse prezzi
        inferiori rispetto a quelli dei produttori comunitari. In base ai dati Eurostat, durante il
        periodo dell'inchiesta i prezzi CIF del prodotto cinese erano sottoquotati rispetto ai prezzi
        dei prodotti comunitari dell'I 1,5%.
        Le risultanze dell'inchiesta hanno confermato che i prezzi Eurostat per le importazioni di
        permanganto di potassio dalla Cina nella Comunità non sono in linea con i prezzi effettivi
        applicati per il materiale cinese. I denunzianti, infatti, hanno presentato elementi di prova
        che, durante il periodo dell'inchiesta, i prezzi reali del prodotto cinese erano molto inferiori
        di quelli riportati da Eurostat. A sostegno di ciò, essi hanno allegato alla denuncia le
        quotazioni del prodotto cinese ad un prezzo medio CIF notevolmente inferiore alle cifre
        Eurostat. Inoltre, l'attribuzione delle importazioni del prodotto simile di sospetta origine
        cinese, registrate in realtà come originarie di altri paesi terzi (cfr. punto 26) ha già come
        risultato un prezzo inferiore per il prodotto cinese, poiché i prezzi medi per le importazioni
        dall'India (1,4 ECU/kg), dalla Thailandia (1,3 ECU/kg) e da Hong Kong (1,1 ECU/kg) sono
        notevolmente inferiori ai prezzi riportati da Eurostat per le importazioni dalla Cina.
        Si è giunti quindi alla conclusione che le cifre Eurostat non costituivano, nella fattispecie,
        una base adeguata per calcolare la sottoquotazione e che l'effettiva sottoquotazione
        dev'essere stata superiore di quanto appare dai dati statistici.
        Conclusione
(28)    La quota di mercato delle importazioni cinesi è aumentata e la sottoquotazione è proseguita
        nonostante il dazio antidumping in vigore. Si è ritenuto quindi necessario esaminare se le
        pratiche di dumping avessero contribuito al summenzionato deterioramento della situazione
        dell'industria comunitaria e se la decadenza del dazio antidumping potesse portare ad una
        ricorrenza di dumping e di pregiudizio.
                                 F. REITERAZIONE DEL DUMPING
I. Paese dì riferimento
(29)    La Repubblica popolare cinese è un paese ad economia non di mercato. Pertanto il valore
        normale si doveva stabilire in base ai dati relativi ad un paese ad economia di mercato,
 ---pagebreak---         conformemente all'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base. I denunzianti hanno
        suggerito a tal fine gli Stati Uniti.
        La Commissione ha ritenuto che il prodotto statunitense sia simile sotto tutti gli aspetti al
        permanganato di potassio prodotto in Cina. Inoltre gli Stati Uniti sono il maggiore mercato
        mondiale. Poiché il permanganato di potassio è un prodotto omogeneo, le importazioni negli
        Stati Uniti, pari a circa il 25-30% della quota di mercato nel periodo dell'inchiesta, sostenute
        da notevoli capacità nei paesi esportatori, hanno garantito che i prezzi fossero
        ragionevolmente proporzionati ai costi di produzione. Inoltre il permanganato di potassio è
        in concorrenza per molte applicazioni con altri agenti ossidanti come l'ozono e l'ossigeno
        puro che tendono ad avere un effetto di riduzione dei prezzi del permanganato di potassio.
        Inoltre, gli Stati Uniti erano già stati scelti quale paese analogo nel caso iniziale. Infine, la
        produzione in altri paesi non è operativa (Brasile) o non è ancora cominciata (Giappone),
        è limitata (India) o sarà presto interrotta (Cecoslovacchia) ovvero è propria di paesi ad
        economia non di mercato (Federazione di Russia e Ucraina). Pertanto gli Stati Uniti
        rappresentano l'unica scelta adeguata e ragionevole.
II. Valore normale
(30)    Il valore normale è stato determinato in base ai prezzi nelle normali operazioni commerciali
        a cui era effettivamente venduto il permanganato di potassio per il consumo sul mercato
        statunitense.
        Non è stata fatta alcuna distinzione fra le vendite ai distributori e le vendite agli utilizzatori
        finali, poiché non esisteva alcuna differenziazione in termini di prezzi. Pertanto il valore
        normale è stato determinato in base alla media ponderata delle vendite nel periodo
        dell'inchiesta.
HI. Prezzo all'esportazione
(31)    Data la mancanza di cooperazione del produttore/esportatore cinese e degli importatori
        collegati notoriamente esistenti nella Comunità, dovevano essere utilizzati i dati disponibili
        conformemente all'articolo 7, paragrafo 7, lettera b) del regolamento di base.
(32)    Si è valutato se le cifre Eurostat potessero essere considerate come base per stabilire il
        prezzo all'esportazione.
        Per la previsione necessaria a determinare la ricorrenza del dumping, non è stato possibile
        tener conto delle cifre Eurostat. Esse erano influenzate dal cambiamento della voce doganale
        e dall'attribuzione delle importazioni a paesi terzi che non fabbricavano il prodotto in
        questione o lo fabbricavano in quantità minime, come menzionato nel punto (27). Pertanto
        i prezzi che si applicherebbero per le esportazioni cinesi nella Comunità se si decidesse di
        lasciar decadere il dazio, non potrebbero essere dedotti da tale fonte.
 ---pagebreak---        Le informazioni sui prezzi fornite dai denunzianti sono state esaminate per determinare il
      prezzo all'esportazione. Le quotazioni sono state considerate affidabili. Lo stesso livello di
      prezzo risulta applicato alle esportazioni cinesi in Marocco. I prezzi per le esportazioni del
      prodotto cinese negli Stati Uniti sono superiori, poiché sono certamente influenzate dal dazio
      antidumping del 128,9% istituito nel 1991 sulle importazioni del prodotto cinese negli Stati
       Uniti.
(33)  Le informazioni sui prezzi sono confermate dalle quotazioni aggiuntive e dalle informazioni
      sui prezzi a cui il permanganto di potassio era effettivamente venduto. Dette informazioni
      sono state richieste e ottenute dai denunzianti. Esse mostrano che le cifre inizialmente fornite
      non erano eccezionali, ma facevano parte della consueta politica dei prezzi. L'esportatore
      produttore in Cina era al corrente del livello dei prezzi figurante nella denuncia e della
      possibilità di presentare osservazioni in merito.
IV. Confronto
(34)  Il valore normale è stato confrontato ai prezzi all'esportazione del permanganato di potassio
      cinese allo stadio franco fabbrica. Per la Repubblica popolare cinese lo stadio franco
      fabbrica equivaleva allo stadio franco frontiera nazionale, conformemente alla prassi usuale
      per i paesi ad economia non di mercato.
      Per garantire un equo confronto, il valore normale è stato adeguato conformemente
      all'articolo 2, paragrafo 9, letterra a) del regolamento di base. Sono state effettuate detrazioni
      per costi di nolo, imballaggio e salario dei venditori. Analogamente, il prezzo
      all'esportazione è stato adeguato detraendo gli importi stimati per il nolo marittimo e
      l'assicurazione.
V. Margine di dumping
(35)  Dal confronto è risultato un margine di dumping pari a 1,26 ECU/kg.
                                     G. NUOVO PREGIUDIZIO
(36)  Alla luce di quanto suesposto e per valutare il possibile effetto della decadenza delle misure
      in vigore, si è tenuto conto di quanto segue:
(37)  Si è constatato che il prodotto proveniente dalla Repubblica popolare cinese era venduto alla
      Comunità a prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli dell'industria comunitaria,
      guadagnando in tal modo una maggiore quota di mercato.
      I. Effetto delle importazioni oggetto di dumping
(38)  È stata individuata, in base ai dati statistici, una netta correlazione tra l'evoluzione della
      quota di mercato dell'industria comunitaria e la quota di mercato delle importazioni cinesi.
      Infatti, mentre la prima ha perduto 7,8 punti percentuali, la seconda ha guadagnato almeno
      7 punti percentuali fra il 1989 e il periodo dell'inchiesta, nonostante l'esistenza di misure
                                                    11
 ---pagebreak---      antidumping. È evidente che le importazioni in questione per le quali si è constatata
     l'esistenza di pratiche di dumping, hanno continuato a causare pregiudizio all'industria
     comunitaria e si può pertanto ritenere che la scadenza delle summenzionate misure
     provocherà un ulteriore deterioramento di un'industria comunitaria già indebolita.
(39) Inoltre l'esportatore/produttore cinese ha attualmente maggiore difficoltà di accesso sul
     mercato statunitense, in seguito alle misure antidumping adottate nel 1991 dalle autorità
     degli Stati Uniti (dal 39,0% al 128,9%). Se le misure attualmente in vigore dovessero
     decadere, aumenterà inevitabilmente la pressione sul mercato comunitario, poiché
     l'esportatore/produttore cinese è in grado (la sua produzione è di 5000 - 6000 tm/anno) di
     soddisfare interamente la domanda nella Comunità.
     IL Effetto di altri fattori
(40) Il consumo apparente di permanganato di potassio nella Comunità è diminuito del 36%.
     L'industria comunitaria sarebbe stata in grado di adeguarsi meglio a tale diminuzione della
     domanda se non avesse continuato a subire pratiche commerciali sleali, che esistevano
     poiché erano in vigore misure antidumping. Invece l'industria comunitaria ha perduto la sua
     quota di mercato poiché le importazioni del prodotto simile originario della Repubblica
     popolare cinese a bassi prezzi sono continuate, non consentendo quindi alcun sollievo.
     Le importazioni dai paesi terzi diversi dalla Repubblica popolare cinese sono diminuite in
     volume da 1664 tm (1989) a 1023 tm (periodo dell'inchiesta). La quota di mercato
     rappresentata da tali importazioni nel periodo considerato è rimasta relativamente stabile,
     aumentando solo leggermente al 38,7%. Tuttavia, il volume delle importazioni da India,
     Hong Kong e Taiwan, corrispondenti ad una quota di mercato superiore al 23%, è invece
     in gran parte attribuibile alla Repubblica popolare cinese (cfr. punto 26). Le importazioni
     dagli Stati Uniti rappresentano il 15% del mercato, ma ad un prezzo notevolmente superiore
     a quello delle importazioni dall'Asia. Pertanto le importazioni diverse da quelle cinesi hanno
     avuto, ammesso che ve ne sia stata, un'incidenza limitata sulle condizioni di mercato per il
     permanganato di potassio. Di conseguenza, si è ritenuto che solo una minima parte delle
     importazioni diverse da quelle cinesi potevano aver contribuito alla difficile situazione
     dell'industria comunitaria, mentre le importazioni cinesi da sole sono state chiaramente una
     causa di tale difficile situazione.
      III. Conclusione
(41)  Alla luce delle conclusioni sulle nuove pratiche di dumping e sul nuovo pregiudizio, si è
     giunti alla conclusione che la decadenza delle misure attualmente in vigore provocherebbe
      un nuovo pregiudizio e addirittura l'aggravamento del pregiudizio causato dalle pratiche di
      dumping e che la natura di dette misure dev'essere riconsiderata per tener conto delle
      risultanze che hanno portato a concludere l'esistenza di nuove pratiche di dumping e di un
      nuovo pregiudizio.
                                                12
 ---pagebreak---                                  H. INTERESSE COMUNITARIO
(42) Scopo delle misure antidumping, in linea di massima, è eliminare le distorsioni della
     concorrenza derivanti da pratiche di dumping per ripristinare una situazione di concorrenza
     aperta e leale sul mercato comunitario. Per valutare l'interesse della Comunità, si è tenuto
     conto della posizione dell'industria comunitaria di permanganato di potassio e degli
     utilizzatori di permanganto di potassio. A tale proposito si ricorda che nella precedente
     inchiesta si era ritenuto che le misure fossero conformi all'interesse della Comunità.
(43) L'industria comunitaria dovrà interrompere la produzione di permanganato di potassio se non
     potrà recuperare rapidamente quota di mercato e redditività. Ciò sarà impossibile con
     l'attuale pressione sui prezzi che aumenterebbe se le misure in questione fossero ritirate.
(44) L'industria comunitaria non ha potuto recuperare la competitività nel precedente periodo in
     cui erano in vigore le misure antidumping causa il persistere delle pratiche di dumping. Nel
     1986 e nel 1987 la rottura dell'impegno ha determinato l'istituzione di un dazio antidumping
     definitivo (regolamento (CEE) n. 1531/88) e fino al 1991 l'elusione delle misure
     antidumping ne ha minato l'efficacia prevista, soffocando i produttori comunitari e
     impedendo loro così di sviluppare nuovi mercati ed effettuare gli investimenti necessari per
     aumentare la produttività. Gli sforzi già compiuti dall'industria comunitaria per sviluppare
     tali mercati sarebbero vanificati ed essa non sarebbe in grado di migliorare la produttività
     con i necessari investimenti se le misure attualmente in vigore dovessero essere ritirate e non
     si prendesse alcuna iniziativa per eliminare l'ulteriore pregiudizio provocato dalle pratiche
     di dumping constatate durante l'inchiesta.
(45) Per quanto riguarda gli utilizzatori di permanganato di potassio, un dazio antidumping avrà
     un effetto limitato, poiché l'aumento del costo dei prodotti per i quali si utilizza il
     permanganato di potassio sarà minimo. Occorre considerare che, se non vi fossero le misure
     in questione, l'industria comunitaria cesserebbe di esistere, mentre la sua sopravvivenza sul
     mercato garantirà la concorrenza tra i produttori comunitari e le importazioni da altri paesi
     terzi, che avrà un effetto positivo sui livelli dei prezzi. Inoltre, poiché le nuove applicazioni
     per il prodotto comprendono la depurazione dell'acqua potabile e delle acque reflue e, nella
     fattispecie, i clienti non sono grandi industrie ma amministrazioni comunali, la stabilità delle
     forniture è un importante obiettivo. Pertanto è nell'interesse degli utilizzatori e, in particolare,
     della collettività, che l'industria comunitaria resti un fornitore affidabile del prodotto e non
     sia eliminata dal mercato.
(46) Dopo aver considerato i vari interessi coinvolti, si è giunti alla conclusione che è
     nell'interesse della Comunità mantenere in vigore misure antidumping definitive che
     dovrebbero comunque essere adeguate per eliminare gli effetti negativi dell'aumento delle
     pratiche di dumping. Tali misure dovrebbero consistere in un dazio antidumping definitivo.
     Come già avvenuto in passato (cfr. punto 26) si dovrebbero prendere misure adeguate per
     evitare 1 elusione del dazio e, in tale contesto, si è ritenuto che un importo fisso in ECU per
     kg costituisca la forma più appropriata di dazio antidumping.
                                                 13
 ---pagebreak---                                               I. DAZIO
(47)    Per calcolare l'importo del dazio necessario per difendere adeguatamente l'industria
        comunitaria dalle continue pratiche di dumping e dal conseguente pregiudizio, si è ritenuto
        che le misure debbano permettere all'industria comunitaria di coprire i costi di produzione
        e di ottenere un equo profitto.
(48)    A tale scopo è stato stabilito un livello di prezzo minimo aggiungendo al costo di
        produzione dell'industria comunitaria un margine di profitto pari al 5% del costo di
        produzione, che è considerato un utile minimo sulle vendite alle attuali condizioni di
        mercato per il settore industriale in questione.
         Si è calcolato quindi un margine di pregiudizio in base al confronto tra il prezzo minimo e
         il prezzo medio franco frontiera comunitaria del prodotto simile cinese importato.
(49)     Poiché il margine di pregiudizio constatalo era superiore al margine di dumping, il dazio
        antidumping deve essere basato su quest'ultimo, conformemente all'articolo 13, paragrafo 3
        del regolamento di base,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                              Articolo 1
1.      È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di permanganato di potassio
         del codice NC 2841 60 10 originario della Repubblica popolare cinese.
2.       L'importo del dazio è pari a 1,26 ECU/kg.
3.       Salvo diversa disposizione, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.
                                              Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                                     Per il Consiglio
                                                                       Il Presidente
                                                   14
 ---pagebreak---                                                                      BSN 0254-1505
                                                               COM (94) 424 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                        î i 02
                                          N. di catalogo : CB-CO-94-449-ÏT-C
                                                             ISBN 92-77-80958-2
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                              15