CELEX: C2004/262/89
Language: it
Date: 2004-10-23 00:00:00
Title: Causa T-317/04: Ricorso del Regno di Danimarca contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 3 agosto 2004

23.10.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 262/47
            
         Ricorso del Regno di Danimarca contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 3 agosto 2004
   (Causa T-317/04)
   (2004/C 262/89)
   Lingua processuale: il danese
   Il 3 agosto 2004, il Regno di Danimarca, con l'agente Jørgen Molde, rappresentato dagli avv.ti Peter Biering e Kim Lundgaard Hansen, ha presentato al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione 19 maggio 2004, relativa a misure adottate dalla Danimarca a favore della TV2/Danmark.
            
         
               —
            
            
               In subordine, annullare la decisione della Commissione 19 maggio 2004, relativa a misure adottate dalla Danimarca a favore della TV2/Danmark, limitatamente all'art. 2
            
         
               —
            
            
               In via ulteriormente subordinata, annullare la decisione della Commissione 19 maggio 2004, relativa a misure adottate dalla Danimarca a favore della TV2/Danmark, limitatamente agli artt. 2, 3 e 4.
            
         
               —
            
            
               Condannare la Commissione alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con l'impugnata decisione, la Commissione ha dichiarato compatibili con il mercato comune gli aiuti concessi negli anni dal 1995 al 2002 alla TV2/Danmark sotto forma di proventi di canoni di abbonamento e di determinate altre misure, fatta eccezione per un importo di 628,2 mio DKK, che, secondo la Commissione integrava un aiuto di Stato illegittimo, e che il Regno di Danimarca deve recuperare dalla TV2/Danmark A/S.
   A sostegno della sua domanda il governo danese deduce che la decisione della Commissione 19 maggio 2004,
   
               —
            
            
               è inficiata da vizi di forma sostanziali;
            
         
               —
            
            
               è in contrasto con l'art. 295 del trattato, con le norme del trattato in materia di aiuti di Stato di cui all'art. 87, n. 1, e all'art. 86, n. 2, con i protocolli in materia di imprese pubbliche di diffusione radiotelevisiva degli Stati membri;
            
         
               —
            
            
               è in contrasto con il regolamento del Consiglio 659/1999 (1) e con la direttiva della Commissione n. 80/723 (2).
            
         A sostegno della domanda di annullamento presentata in principalità, il governo danese deduce:
   
               —
            
            
               la violazione del principio del contraddittorio, che ha avuto un peso determinante per le autorità nazionali per difendersi e quindi influire sul risultato della decisione della Commissione;
            
         
               —
            
            
               né i canoni radiotelevisivi, assegnati alla TV2, né gli introiti da pubblicità, assegnati allaTV2, tramite i mezzi propri della TV2, fino al momento della loro sospensione intervenuta nel 1997, sono aiuti di Stato, dal momento che non costituiscono aiuti concessi a valere su risorse statali secondo l'accezione dell'art. 87;
            
         
               —
            
            
               il capitale formatosi presso la TV2 nel periodo 1995/2002, è dato da un ragionevole margine di profitto conseguito dallo svolgimento di compiti di pubblico servizio da parte della TV2, e non integra pertanto una «sovracompensazione», che può essere riguardata come aiuto di Stato, incompatibile col Trattato;
            
         
               —
            
            
               vizio nella definizione di «sovracompensazione» da parte della Commissione;
            
         
               —
            
            
               assenza di aiuto di stato, anche nel caso in cui gli strumenti finanziari assegnati alla TV2 eccedano i costi netti per lo svolgimento del pubblico servizio, perché gli strumenti assegnati, non vengono di fatto utilizzati per il finanziamento incrociato delle attività commerciali della TV2, e non pregiudicano pertanto la concorrenza;
            
         
               —
            
            
               un eventuale aiuto di Stato assegnato alla TV2, può essere considerato assegnato conformemente ai criteri dell'investitore in un'economia di mercato, per cui non si è avuta attribuzione di un aiuto di Stato.
            
         
      (1)  Regolamento (CE) del consiglio 22 marzo 1999, n. 659/1999 recante modalità di applicazione dell'articolo 93 del trattato CE (GU L 83, pag. 1).
   
      (2)  Direttiva della Commissione 25 giugno 1980, 80/723/CEE, relativa alla trasparenza delle relazioni finanziarie fra gli Stati membri e le loro imprese pubbliche (GU L 195, del 29.7.1980, pagg. 35-37).