CELEX: 32011H0719(01)
Language: it
Date: 2011-07-12 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 12 luglio 2011 , sul programma nazionale di riforma 2011 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità aggiornato della Spagna, 2011-2014

19.7.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 212/1
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   del 12 luglio 2011
   sul programma nazionale di riforma 2011 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità aggiornato della Spagna, 2011-2014
   2011/C 212/01
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 3,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l’occupazione,
   sentito il Comitato economico e finanziario,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata su un maggior coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per incentivare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
            
         
               (2)
            
            
               Il Consiglio ha adottato il 13 luglio 2010 una raccomandazione sugli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (per il periodo 2010-2014) e il 21 ottobre 2010 una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (2), che insieme formano gli «orientamenti integrati». Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
            
         
               (3)
            
            
               Il 12 gennaio 2011 la Commissione ha adottato la prima analisi annuale della crescita, che segna l’inizio di un nuovo ciclo di governance economica nell’UE e del primo semestre europeo di coordinamento integrato e ex-ante delle politiche, che si fonda sulla strategia Europa 2020.
            
         
               (4)
            
            
               Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per il risanamento finanziario e le riforme strutturali (in linea con le conclusioni del Consiglio del 15 febbraio e del 7 marzo 2011 e in seguito all’analisi annuale della crescita della Commissione). Il Consiglio europeo ha rilevato che occorre attribuire priorità al ripristino di bilanci sani e alla sostenibilità dei conti pubblici, alla riduzione della disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro e a nuovi sforzi intesi ad aumentare la crescita. Esso ha invitato gli Stati membri a tradurre tali priorità in misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
            
         
               (5)
            
            
               Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che partecipano al patto Euro Plus a presentare i loro impegni in tempo utile perché possano essere inseriti nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
            
         
               (6)
            
            
               Il 29 aprile 2011 la Spagna ha presentato l’aggiornamento del suo programma di stabilità 2011, relativo al periodo 2011-2014, e il suo programma nazionale di riforma 2011. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle eventuali correlazioni.
            
         
               (7)
            
            
               L’economia spagnola, che è stata duramente colpita dalla crisi, ha subito un aggiustamento radicale nel 2008-2009. Il PIL reale è sceso del 4,3 % tra l’inizio del 2008 e la fine del 2010 e l’occupazione è calata di oltre il 10 %. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione è salito al 20,1 % alla fine del 2010, raggiungendo il livello più elevato dell’UE. I giovani (tasso di disoccupazione del 41,6 %) e i lavoratori meno istruiti (tasso di disoccupazione del 26,4 %) sono quelli che hanno subito più pesantemente gli effetti della recessione in Spagna. I rendimenti dei titoli del debito sovrano sono aumentati nel contesto degli sviluppi avversi del debito pubblico nell'area dell'euro e il sistema bancario, in particolare le casse di risparmio, ha risentito della pressione esercitata dallo scoppio della bolla immobiliare e dalla forte contrazione del settore della costruzione. Il processo in corso di assorbimento dei grandi squilibri macroeconomici accumulatisi durante il periodo del boom andrà avanti ancora per qualche tempo. Per rispondere a tali sfide, il governo spagnolo ha avviato un ambizioso programma di riforme riguardante il risanamento di bilancio, la riforma delle pensioni pubbliche, la ristrutturazione delle casse di risparmio, il mercato del lavoro e il mercato dei prodotti.
            
         
               (8)
            
            
               Basandosi sulla valutazione del programma di stabilità aggiornato a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico alla base delle proiezioni di bilancio contenute nel programma di stabilità sia favorevole per il 2011 e il 2012. Il programma di stabilità intende portare il disavanzo di bilancio al di sotto del valore di riferimento del 3 % entro il 2013, in linea con le raccomandazioni del Consiglio dell’aprile 2009, e ridurlo ulteriormente al 2,1 % del PIL nel 2014. Nel periodo di riferimento del programma di stabilità non è previsto il raggiungimento dell’obiettivo di bilancio a medio termine, che continua ad essere un bilancio in pareggio. Questo percorso di aggiustamento è adeguato. Il miglioramento medio annuo del saldo strutturale è pari all’1,5 % del PIL in media per il 2010-2013, in linea con la raccomandazione del Consiglio, e a un ulteriore 0,3 % del PIL nel 2014. Il rapporto debito/PIL dovrebbe aumentare passando dal 60,1 % del PIL nel 2010 al 69,3 % nel 2013, e scendere leggermente nel 2014. Il percorso di risanamento è minacciato da rischi legati ai presupposti macroeconomici che lo sottendono e al rispetto degli obiettivi di bilancio a livello regionale. Le regioni rappresentano una quota rilevante della spesa pubblica totale e 9 su 17 hanno superato gli obiettivi di bilancio nel 2010. Tuttavia, i meccanismi di controllo del disavanzo e del debito per le amministrazioni regionali sono già stati rafforzati e il governo spagnolo si è impegnato ad adottare misure supplementari se necessarie per rispettare gli obiettivi di bilancio.
            
         
               (9)
            
            
               La realizzazione del risanamento di bilancio previsto nel 2011 e nel 2012 richiede un’applicazione rigorosa dei meccanismi di controllo del disavanzo e del debito posti in essere per i governi regionali. Qualora gli sviluppi macroeconomici e di bilancio risultassero peggiori del previsto nel 2011 e nel 2012, per conseguire gli obiettivi di bilancio saranno necessari ulteriori provvedimenti che il governo spagnolo si è impegnato ad adottare. Per il 2013 il piano di revisione della spesa individua alcune misure concrete a sostegno degli obiettivi di bilancio Secondo l'ultima valutazione della Commissione i rischi riguardo alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche sembrano essere elevati.
            
         
               (10)
            
            
               In Spagna il quadro di bilancio a medio termine ha dato un contributo determinante alla promozione di una pianificazione di bilancio pluriennale e ha permesso di ottenere nel complesso buoni risultati. Tuttavia, la crisi ha messo a dura prova tale quadro di riferimento e ha evidenziato la necessità di rafforzare ulteriormente la stabilità di bilancio e l’aspetto preventivo della politica di bilancio. Questo aspetto sarebbe rafforzato dall’introduzione di una regola di spesa basata sulla crescita del PIL nominale a medio termine in linea con il nuovo quadro di governance economica dell'UE. Questa regola, presentata dalle autorità spagnole nel programma di stabilità, vincolerebbe automaticamente il governo centrale e le amministrazioni locali. Il governo prevede inoltre di ricercare un consenso sulla sua applicazione alle comunità autonome in sede di Consiglio per la politica finanziaria e di bilancio.
            
         
               (11)
            
            
               In mancanza di riforme, il probabile impatto a lungo termine dell’invecchiamento della popolazione sul bilancio pubblico spagnolo sarebbe superiore alla media UE, soprattutto a causa di un sostanziale incremento della spesa per le pensioni come percentuale del PIL che dovrebbe verificarsi nei prossimi decenni. A lungo termine, l’invecchiamento porterà ad un aumento significativo della percentuale di pensionati rispetto ai lavoratori. La proposta di riforma delle pensioni, elaborata dal governo spagnolo di concerto con le parti sociali, migliorerà sensibilmente la sostenibilità di bilancio e aumenterà gli incentivi per la partecipazione al mercato del lavoro. Tuttavia, la riforma deve ancora essere approvata dal Parlamento e potrebbe essere leggermente modificata.
            
         
               (12)
            
            
               La Spagna ha fatto passi importanti per rafforzare il suo sistema bancario fornendo sostegno pubblico e adottando misure per ristrutturare le casse di risparmio, aumentare la solvibilità delle banche e migliorare la trasparenza dei loro bilanci. Il settore ha ottenuto un consolidamento considerevole, in particolare tra le casse di risparmio, con conseguenze positive in termini di dimensioni medie delle istituzioni, riduzione dell'eccesso di capacità in termini di filiali ed occupazione, rafforzamento dei conti patrimoniali, ricapitalizzazione e miglioramento dell'efficienza e della redditività. La recente legislazione ha affrontato i problemi derivanti dal ruolo delle autorità locali nella gestione delle casse di risparmio poichè gran parte di esse trasferisce le proprie attività e le proprie passività alle banche commerciali. Il governo spagnolo si è impegnato a portare a termine il processo di ristrutturazione entro la fine di settembre 2011. La copertura del prossimo turno delle prove di stress sarà di nuovo tra i più elevati dell'UE.
            
         
               (13)
            
            
               La riforma del mercato del lavoro in atto in Spagna deve essere completata da una revisione dell’attuale sistema di contrattazione collettiva, che è estremamente complesso. La predominanza di accordi a livello provinciale e settoriale lascia poco spazio per i negoziati a livello di imprese. La proroga automatica degli accordi collettivi, la validità dei contratti non rinnovati e l’uso di clausole di indicizzazione dell’inflazione ex-post contribuiscono all’inerzia salariale, precludendo la flessibilità salariale necessaria per accelerare l’aggiustamento economico e ripristinare la competitività. Il governo spagnolo ha chiesto alle parti sociali di concordare una riforma del sistema di contrattazione collettiva nel corso della primavera 2011. In assenza di un accordo il 10 giugno 2011 il governo ha approvato un decreto reale che è entrato immediamente in vigore, ma che deve essere ratificato dal Parlamento.
            
         
               (14)
            
            
               Il tasso elevatissimo di disoccupazione ha indotto la Spagna ad avviare una riforma del mercato del lavoro con la legge del settembre 2010. La legge mira a ridurre la dualità del mercato del lavoro e la disoccupazione giovanile, ad accrescere l’occupabilità dei gruppi vulnerabili e ad aumentare la flessibilità a livello delle imprese e a migliorare l'efficienza dell'intermediazione nel mercato. Nel febbraio 2011 è stata adottata una riforma delle politiche attive del mercato del lavoro comprendente misure volte a rafforzare il ruolo di guida e di consulenza dei servizi di collocamento e il loro coordinamento a livello nazionale e regionale. A questo stadio è ancora troppo presto per valutare pienamente se la riforma sia sufficiente a ridurre la segmentazione e la disoccupazione giovanile e di lungo periodo, dal momento che alcune misure non sono ancora operative. Il governo spagnolo si è impegnato a prendere ulteriori provvedimenti entro ottobre 2011.
            
         
               (15)
            
            
               Dalla fine degli anni ‘90 la Spagna ha registrato una diminuzione della competitività in termini di prezzi e di costi, anche se ha mostrato prestazioni relativamente buone in termini di esportazione delle quote di mercato, che è stata rafforzata durante e dopo la crisi. Una crescita salariale più elevata e un incremento della produttività inferiore rispetto all’area dell’euro e una mancanza di concorrenza sul mercato di alcuni prodotti hanno contribuito a un persistente aggravarsi dell’inflazione in Spagna. Trovare una soluzione per migliorare l'efficienza fiscale potrebbe agevolare a spingere la competitività. L'ulteriore rafforzamento della concorrenza sul mercato dei prodotti e l'adozione di una riforma del sistema di contrattazione collettiva per assicurare che la crescita dei salari rifletta gli sviluppi della produttività a livello di aziende contribuirà a spingere la competitività.
            
         
               (16)
            
            
               Il tasso elevato di abbandono scolastico in Spagna (31,2 % nel 2009) è particolarmente preoccupante, in quanto riduce la forza lavoro qualificata, incide negativamente sulle prospettive occupazionali delle persone interessate e frena la crescita potenziale. La legge sull’economia sostenibile, adottata il 15 febbraio 2011, comprende misure volte a migliorare la qualità e la quantità del capitale umano attraverso l’istruzione e la formazione professionale. Tuttavia, l’efficacia delle nuove misure per combattere l’abbandono scolastico e migliorare la formazione professionale non è garantita e la loro attuazione a tutti i livelli di governo potrebbe rivelarsi difficile.
            
         
               (17)
            
            
               La Spagna ha fatto progressi significativi in termini di miglioramento delle condizioni di concorrenza nei mercati dei prodotti e dei servizi, affrontando una delle cause della lenta crescita della produttività. Il recepimento della direttiva sui servizi è in fase avanzata ed ambiziosa in Spagna, anche se occorre un’ulteriore apertura dei servizi professionali. La legge sull’economia sostenibile comprende un’ampia gamma di misure volte a migliorare il contesto imprenditoriale, rafforzare la concorrenza e promuovere la sostenibilità ambientale. Un'effettiva attuazione richiede sforzi ulteriori a tutti i livelli governativi e un adeguato coordinamento.
            
         
               (18)
            
            
               La Spagna ha assunto una serie di impegni nell’ambito del patto Euro Plus. Sul fronte del bilancio, la Spagna si impegna a istituire una regola di spesa onde rafforzare la stabilità di bilancio e, di conseguenza, la sostenibilità delle finanze pubbliche. Per rafforzare la stabilità finanziaria, la Spagna si è impegnata a completare entro il 30 settembre il processo di ristrutturazione del settore finanziario. Le misure a livello di occupazione sono incentrate sull’attuazione di norme collegate alle politiche attive del mercato del lavoro nonché di disposizioni nel settore della formazione professionale e sul problema dell’occupazione informale. Le misure a livello di competitività riguardano principalmente la riforma del sistema di contrattazione collettiva, le professioni regolamentate, l’istituzione di un comitato consultivo per la competitività e una riforma del diritto fallimentare. Gli impegni suddetti, che riguardano quattro settori del patto, assicurano la continuità del programma di riforme in atto, aggiungendo un calendario tassativo per l’attuazione di determinate riforme e garantendo l’attuazione integrale delle riforme già avviate. Questi impegni sono stati valutati e tenuti in considerazione nelle raccomandazioni.
            
         
               (19)
            
            
               La Commissione ha valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di riforma, compresi gli impegni del patto Euro Plus, tenendo conto non solo della loro pertinenza per la sostenibilità della politica socioeconomica e di bilancio in Spagna, ma anche del rispetto delle norme e degli orientamenti dell’UE, vista la necessità di rafforzare la governance economica globale dell’Unione europea fornendo, a livello di UE, un contributo alle future decisioni nazionali. In tale contesto, la Commissione ritiene che i piani di risanamento di bilancio elaborati dal governo spagnolo siano coerenti con gli obiettivi richiesti, ma che sussista qualche rischio di peggioramento rispetto alle previsioni. La crescita della spesa pubblica dovrebbe essere mantenuta al di sotto del tasso di crescita del PIL a medio termine e la riforma delle pensioni non è ancora stata adottata. Le ulteriori misure da adottare nel 2011-2012 devono mirare principalmente a garantire la stabilità del sistema finanziario (portando a termine la ristrutturazione e il risanamento delle casse di risparmio) e a potenziare le fonti interne di crescita contrastando l’attuale impennata della disoccupazione, in particolare attraverso la riforma della contrattazione collettiva e l’attuazione ininterrotta delle riforme in corso nel mercato del lavoro, accompagnata da un monitoraggio e da una valutazione rigorosi della loro efficacia. Occorre aprire il settore dei servizi, dei mestieri e delle professioni a una maggiore concorrenza e ridurre gli oneri amministrativi per le imprese.
            
         
               (20)
            
            
               Alla luce della valutazione che precede e tenuto conto della raccomandazione del Consiglio del 2 giugno 2010 a norma dell’articolo 126, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato della Spagna per il 2011; il suo parere (3) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al successivo punto (1). Tenuto conto delle conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo 2011, il Consiglio ha altresì esaminato il programma nazionale di riforma della Spagna,
            
         RACCOMANDA che la Spagna adotti provvedimenti nel periodo 2011-2012 al fine di:
   
               1.
            
            
               attuare la strategia di bilancio per il 2011 e il 2012 e correggere il disavanzo eccessivo per l'anno 2013 in linea con le raccomandazioni del Consiglio nell'ambito della procedura per i disavanzi eccessivi, per garantire il conseguimento degli obiettivi in materia di disavanzo a tutti i livelli di governo, anche mediante l’applicazione rigorosa degli attuali meccanismi di controllo del disavanzo e del debito per i governi regionali; adottare ulteriori misure nel caso in cui gli sviluppi economici e di bilancio non siano conformi alle previsioni; cogliere tutte le opportunità, comprese quelle derivanti da migliori condizioni economiche, per accelerare la riduzione del disavanzo; definire misure concrete per sostenere pienamente la realizzazione degli obiettivi per il 2013 e il 2014: ciò dovrebbe portare il rapporto debito pubblico/PIL su un percorso discendente e garantire adeguati progressi dell'obiettivo di medio termine; mantenere la crescita della spesa pubblica al di sotto del tasso di crescita del PIL a medio termine introducendo, come previsto, una regola vincolante di spesa a tutti i livelli di governo. Migliorare ulteriormente le informazioni in relazione ai bilanci delle amministrazioni regionali e locali e alla loro esecuzione;
            
         
               2.
            
            
               adottare la riforma pensionistica proposta per innalzare l’età pensionabile di legge e aumentare il numero di anni di lavoro per il calcolo delle pensioni, come previsto; rivedere periodicamente i parametri per le pensioni per tener conto dell’evoluzione della speranza di vita, come previsto, e definire altre misure per migliorare la formazione permanente per i lavoratori più anziani;
            
         
               3.
            
            
               monitorare attentamente l’attuale ristrutturazione del settore finanziario, in particolare con riguardo alle casse di risparmio, in vista della finalizzazione della stessa, come prevista, entro il 30 settembre 2011;
            
         
               4.
            
            
               valutare se sia possibile migliorare l'efficienza del sistema fiscale, ad esempio mediante una dislocazione dal lavoro verso i consumi e le imposte ambientali, garantendo al contempo i piani di consolidamento di bilancio;
            
         
               5.
            
            
               Previa consultazione delle parti sociali e secondo la prassi nazionale, completare l'adozione e procedere all'attuazione di una globale riforma del processo di contrattazione collettiva e del sistema di indicizzazione salariale per garantire che la crescita dei salari rifletta meglio l’andamento della produttività e le condizioni a livello locale e aziendale e per concedere alle aziende sufficiente flessibilità per adattare internamente le condizioni di lavoro ai cambiamenti economici;
            
         
               6.
            
            
               valutare entro la fine del 2011 gli effetti delle riforme del mercato del lavoro del settembre 2010 e della riforma delle politiche attive del mercato del lavoro del febbraio 2011 proponendo, se necessario, ulteriori riforme per ridurre la segmentazione del mercato del lavoro e migliorare le opportunità occupazionali per i giovani; monitorare attentamente l’efficacia delle misure indicate nel programma nazionale di riforma per ridurre l’abbandono scolastico, anche attraverso politiche di prevenzione, e facilitare la transizione verso l’istruzione e la formazione professionale;
            
         
               7.
            
            
               aprire maggiormente i servizi professionali e promulgare le leggi previste onde adeguare il quadro normativo ed eliminare le attuali restrizioni alla concorrenza, all’efficienza e all’innovazione; attuare la legge sull’economia sostenibile, in particolare le misure volte a migliorare il contesto imprenditoriale e a promuovere la competitività nei mercati dei prodotti e dei servizi, a tutti i livelli governativi e migliorare il coordinamento tra le amministrazioni regionali e nazionali onde ridurre gli oneri amministrativi per le imprese.
            
         
      Fatto a Bruxelles, addì 12 luglio 2011.
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         J. VINCENT-ROSTOWSKI
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  Mantenuti per il 2011 mediante decisione 2011/308/UE del Consiglio, del 19 maggio 2011, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (GU L 138 del 26.5.2011, pag. 56).
   
      (3)  Previsto all’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97.