CELEX: 61964CJ0032
Language: it
Date: 1965-06-17 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 17 giugno 1965. # Repubblica italiana contro Commissione della CEE. # Causa 32-64.

Avis juridique important

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61964J0032

SENTENZA DELLA CORTE DEL 17 GIUGNO 1965.  -  GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEE.  -  CAUSA 32/64.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00473 edizione olandese pagina 00642 edizione tedesca pagina 00496 edizione italiana pagina 00452 edizione speciale inglese pagina 00365 edizione speciale danese pagina 00063 edizione speciale greca pagina 00097 edizione speciale portoghese pagina 00111

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++TARIFFA DOGANALE COMUNE - FISSAZIONE - PRODOTTI DELL' ELENCO G - SETA - MERCATO ITALIANO - ISOLAMENTO - AVVISO FAVOREVOLE ALL' ADOZIONE DI MISURE DI SALVAGUARDIA - CARATTERE NON OBBLIGATORIO - NON DEROGA AL TRATTATO CEE - POTERI E OBBLIGHI DELLA COMMISSIONE  ( TRATTATO CEE, ARTT . 14, 15 E 226; PROTOCOLLO VIII, ART . 2 DELL' ACCORDO IN DATA 2 MARZO 1960, RIGUARDANTE LA FISSAZIONE DI UNA PARTE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE RELATIVA AI PRODOTTI DELL' ELENCO G )  

Massima

L' ARTICOLO 2 DEL PROTOCOLLO VIII INDICA UNA DIRETTIVA DI CUI LA COMMISSIONE DEVE TENER CONTO SENZA ESSERE PERALTRO VINCOLATA DA UN PRECISO OBBLIGO GIURIDICO . NON AVENDO POSTO ALCUNA NORMA TASSATIVA, DETTA DISPOSIZIONE NON PUO' AVERE DEROGATO AGLI ARTT . 14 E 15 DEL TRATTATO CEE NE AVER LORO SOSTITUITO UNA NORMA SPECIALE PER I PRODOTTI DI SETA ITALIANI .  D' ALTRO LATO, L' ARTICOLO 2 DEL PROTOCOLLO VIII NON IMPLICA ALCUNA DEROGA ALL' ARTICOLO 226 DEL TRATTATO CEE . PUR ESPRIMENDO " UN AVVISO FAVOREVOLE PER UN' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 226 DEL TRATTATO " GLI STATI MEMBRI HANNO INTESO RIMANERE NELL' AMBITO STESSO DI DETTO ARTICOLO E LASCIARE INTATTO IL POTERE DI VALUTAZIONE DA ESSO ATTRIBUITO ALLA COMMISSIONE .  

Parti

NELLA CAUSA 32-64 PROMOSSA DAL  GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA,  RAPPRESENTATO DAL MINISTRO PLENIPOTENZIARIO ADOLFO MARESCA, VICE CAPO DEL CONTENZIOSO DIPLOMATICO DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, IN QUALITA DI AGENTE,  ASSISTITO DAL SOSTITUTO AVVOCATO GENERALE DELLO STATO RENATO CARAFA,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO LA SEDE DELLA AMBASCIATA D' ITALIA, RICORRENTE  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA,  RAPPRESENTATA DAL DOTT . CESARE MAESTRIPIERI, CONSIGLIERE GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, IN QUALITA DI AGENTE,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO IL DOTT . H . MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, PLACE DE METZ 2, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO :  L' ANNULLAMENTO DELL' ARTICOLO 3 DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE DELLA CEE IN DATA 22 MAGGIO 1964, CONCERNENTE L' AUTORIZZAZIONE ACCORDATA ALLA REPUBBLICA ITALIANA AD ADOTTARE MISURE DI SALVAGUARDIA PER ALCUNI PRODOTTI ( TESSUTI DI SETA ) DEL CAPITOLO 50 DELLA TARIFFA DOGANALE ITALIANA,  

Motivazione della sentenza

IL RICORSO PROPOSTO DAL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA CONTRO LA DECISIONE 22 MAGGIO 1964, CON CUI LA COMMISSIONE DELLA CEE HA AUTORIZZATO VARIE MISURE DI SALVAGUARDIA, E DIRETTO AD OTTENERE, DA UN LATO LA SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE DELL' ARTICOLO 3 DI DETTA DECISIONE, E DALL' ALTRO LATO L' ANNULLAMENTO DELL' ARTICOLO STESSO .  SULLA DOMANDA DI SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE DELL' ARTICOLO IMPUGNATO  L' ARTICOLO 3 DI CUI SI TRATTA AUTORIZZA LA REPUBBLICA ITALIANA A RISCUOTERE, PER UN PERIODO DI DIECI MESI, DETERMINATI DAZI DOGANALI ALL' IMPORTAZIONE DI VARI TESSUTI DI SETA . LA DOMANDA DI SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE DI DETTO ARTICOLO E FONDATA SUL CARATTERE IRREPARABILE DEI DANNI CH' ESSO ARRECHEREBBE ALLA SERICULTURA E ALL' INDUSTRIA DELLA SETA ITALIANE .  A NORMA DELL' ARTICOLO 83, PARAGRAFO 3, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA DOMANDA DI SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE DI UN ATTO DI UN' ISTITUZIONE " VA PRESENTATA CON ATTO SEPARATO ". CIO' NON E PERO' AVVENUTO NELLA FATTISPECIE; AL TERMINE DELL' ATTO INTRODUTTIVO E STATO CHIESTO ALLA CORTE DI ANNULLARE L' ARTICOLO 3 DELLA DECISIONE IMPUGNATA, " PREVIA SOSPENSIONE " DELL' ESECUZIONE DELLA STESSA .  ESSENDO STATA PROPOSTA, NON GIA CON ATTO SEPARATO, BENSI' CON LO STESSO RICORSO D' ANNULLAMENTO, DI CUI COSTITUIVA UNA PARTE NON SEPARABILE, DETTA DOMANDA VA QUINDI DICHIARATA IRRICEVIBILE PER INOSSERVANZA DELLE FORME ESSENZIALI CONTEMPLATE DAL SOPRA RICORDATO ARTICOLO 83, PARAGRAFO 3 . LA DOMANDA STESSA E D' ALTRONDE DIVENUTA PRIVA DI OGGETTO IN RAGIONE DELLA PRESENTE SENTENZA DI MERITO .  SULLA DOMANDA D' ANNULLAMENTO  1 ) VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI  SECONDO IL RICORRENTE, NELLA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE SI SAREBBE TENUTO CONTO, PER DETERMINARE LE MISURE DI SALVAGUARDIA, DEL SOLO COSTO DELLA MATERIA PRIMA, AD ESCLUSIONE DEI RESTANTI ELEMENTI DEL COSTO DI PRODUZIONE, IN ISPECIE DELLE SPESE GENERALI .  DALLA DECISIONE RISULTA INVECE CHE LA LIMITAZIONE DEI DAZI DOGANALI AUTORIZZATI E MOTIVATA DA AMPIE CONSIDERAZIONI RELATIVE, FRA L' ALTRO, ALLA RAZIONALIZZAZIONE DELLA PRODUZIONE DI SETA GREGGIA ED AI PREZZI SIA DI QUESTA, SIA DEI TESSUTI DI SETA . TALE MOTIVAZIONE APPARE SUFFICIENTE A GIUSTIFICARE IL DISPOSITIVO DELLA DECISIONE ADOTTATA .  LA CENSURA SECONDO CUI LA COMMISSIONE NON AVREBBE PRESO IN CONSIDERAZIONE ALTRI ELEMENTI CHE AVREBBERO POTUTO CONDURLA AD UNA DIVERSA DECISIONE NON RIGUARDA LA MOTIVAZIONE, MA VA ESAMINATA IN RELAZIONE AL CONTENUTO DEL PROVVEDIMENTO .  IL MOTIVO VA QUINDI DISATTESO .  2 ) VIOLAZIONE DEL TRATTATO  AVENDO LA REPUBBLICA ITALIANA CHIESTO, IN FORZA DEL PROTOCOLLO VIII ALLEGATO ALL' ACCORDO DEL 2 MARZO 1960, L' AUTORIZZAZIONE AD ADOTTARE MISURE DI SALVAGUARDIA AI SENSI DELL' ARTICOLO 226, CON LA DECISIONE IMPUGNATA LA COMMISSIONE HA FISSATO PER I TESSUTI DI SETA VARI DAZI DOGANALI DA APPLICARSI DAL RICORRENTE; QUESTI RITIENE PERO' CHE TALI DAZI SIANO, IN PRIMO LUOGO, IN CONTRASTO CON L' ARTICOLO 2 DI DETTO PROTOCOLLO; IN SECONDO LUOGO, INCOMPATIBILI CON GLI ARTICOLI 14, NN . 2 E 3, E 15, NN . 1 E 2, DEL TRATTATO; E, INFINE, VIZIATI DA ECCESSO DI POTERE .  A SOSTEGNO IN ISPECIE DI QUESTI VARI MOTIVI, IL RICORRENTE FA CARICO ALLA COMMISSIONE DI AVERE INDEBITAMENTE LIMITATO LA RICHIESTA PROTEZIONE ALLA DIFFERENZA FRA IL PREZZO ITALIANO E QUELLO GIAPPONESE DELLA SOLA MATERIA PRIMA, CALCOLANDO LA MEDIA DI DETTI PREZZI IN BASE A UN SOLO ANNO E SENZA TENER CONTO DELL' INCIDENZA DELLE SPESE GENERALI PROPRIE DEL PRODOTTO FINITO ITALIANO NE DELLA PROTEZIONE DOVUTA ALLA STESSA INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE .  A ) SUL MOTIVO DI VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 2 DEL PROTOCOLLO VIII  A TERMINI DELL' ARTICOLO 2 DEL PROTOCOLLO VIII ALLEGATO ALL' ACCORDO DEL 2 MARZO 1960, " GLI STATI MEMBRI ESPRIMONO UN AVVISO FAVOREVOLE PER UN' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 226 DEL TRATTATO CHE IMPLICHI, PER UN PERIODO DI SEI ANNI A DECORRERE DALLA FIRMA DEL PRESENTE PROTOCOLLO, UN ISOLAMENTO DEL MERCATO ITALIANO PER I PRODOTTI RIENTRANTI NEL CAPITOLO 50 DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE E PER I QUALI TALE ISOLAMENTO SEMBRASSE NECESSARIO NEI CONFRONTI, SIA DEGLI ALTRI STATI MEMBRI SIA DEI PAESI TERZI ".  QUESTO TESTO, LUNGI DAL CONTENERE UNA NORMA IMPERATIVA, SI LIMITA AD ENUNZIARE UN SEMPLICE " AVVISO FAVOREVOLE ". LA COMMISSIONE DOVEVA QUINDI CERCARE DI ATTENERSI A TALE DIRETTIVA, SENZA ESSERE PERALTRO VINCOLATA DA UN PRECISO OBBLIGO GIURIDICO . LA DECISIONE IMPUGNATA NON POTREBBE QUINDI ESSERE ANNULLATA PER VIOLAZIONE DI PRESUNTE NORME CONTENUTE NEL PROTOCOLLO DI CUI TRATTASI .  B ) SUL MOTIVO DI VIOLAZIONE DEGLI ARTICOLI 14, NN . 2 E 3, E 15, NN . 1 E 2, DEL TRATTATO  GLI ARTICOLI 14 E 15 DEL TRATTATO, I QUALI CONTEMPLANO IL RITMO DI RIDUZIONE DEI DAZI DOGANALI E LA POSSIBILITA PER GLI STATI MEMBRI DI ANTICIPARE LA REALIZZAZIONE DI TALI MISURE, SONO IRRILEVANTI NELLA FATTISPECIE .  NE DALLA DISCUSSIONE SCRITTA, NE DA QUELLA ORALE E EMERSO CH' ESSI SIANO STATI VIOLATI DALLA DECISIONE IMPUGNATA . L' ARTICOLO 2 DEL SOPRA RICORDATO PROTOCOLLO VIII, NON AVENDO POSTO ALCUNA NORMA TASSATIVA, NON PUO' AVERE DEROGATO A DETTI ARTICOLI DEL TRATTATO, NE AVER LORO SOSTITUITO UNA NORMA SPECIALE PER I PRODOTTI DI SETA ITALIANI . ANZI, LE MISURE DEROGATORIE CHIESTE DAL RICORRENTE GLI TOLGONO OGNI POSSIBILITA DI DENUNZIARE LA VIOLAZIONE DI DETTI ARTICOLI AI QUALI ESSO INTENDE APPUNTO SOTTRARSI .  IL MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  3 ) SUL MOTIVO DI " ECCESSO DI POTERE "  CON UN MOTIVO QUALIFICATO DI " ECCESSO DI POTERE ", IL RICORRENTE PARE FAR CARICO ALLA COMMISSIONE DI AVER COMMESSO UNO SVIAMENTO DI POTERE : LA COMMISSIONE AVREBBE DOVUTO ESERCITARE I POTERI ATTRIBUITILE DALL' ARTICOLO 226 TENENDO CONTO DELLE DIRETTIVE CONTENUTE NEL PROTOCOLLO VIII .  L' ARTICOLO 2 DEL PROTOCOLLO VIII NON IMPLICA IN REALTA ALCUNA DEROGA ALL' ARTICOLO 226 : AL CONTRARIO, PUR ESPRIMENDOVI " UN AVVISO FAVOREVOLE PER UN' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 226 DEL TRATTATO ", GLI STATI MEMBRI HANNO INTESO RIMANERE NELL' AMBITO STESSO DI DETTO ARTICOLO .  NEMMENO POTREBBE ESSERE INCORSA IN SVIAMENTO DI POTERE LA COMMISSIONE PER NON AVER SUFFICIENTEMENTE TENUTO CONTO DELL' AVVISO FAVOREVOLE DI CUI TRATTASI NELLA VALUTAZIONE DA ESSA COMPIUTA PER APPLICARE L' ARTICOLO 226 . DETTO AVVISO FAVOREVOLE ALL' ISOLAMENTO DEL MERCATO ITALIANO, INFATTI, LASCIA INTATTO IL POTERE DI VALUTAZIONE ATTRIBUITO ALLA COMMISSIONE DALL' ARTICOLO 226 . TALE POTERE E POSTO ANZI IN PARTICOLARE RILIEVO LA DOVE IL PROTOCOLLO PRESCRIVE CHE L' ISOLAMENTO APPAIA NECESSARIO SIA NEI CONFRONTI DEGLI STATI MEMBRI, SIA NEI CONFRONTI DEI PAESI TERZI .  LA COMMISSIONE, QUINDI, TENUTA A RISPETTARE GLI OBBLIGHI GIURIDICI IMPOSTILE DALL' ARTICOLO 226 ED A CERCARE DI TENER CONTO DEL PARERE FAVOREVOLE ESPRESSO NEL PROTOCOLLO VIII, POTREBBE ESSERE CENSURATA NELLA SUA VALUTAZIONE DELLA SITUAZIONE ECONOMICA DEI PRODOTTI ITALIANI DI CUI E CAUSA SOLTANTO IN CASO DI GRAVE MISCONOSCIMENTO DI DETTI DOVERI . NON COSTITUISCE MISCONOSCIMENTO IL FATTO DI AVER CALCOLATO LA MEDIA DEI PREZZI DI RIFERIMENTO DEL PRODOTTO GREGGIO IN BASE AL SOLO ANNO 1963, POSTO CHE QUESTO MODO DI CALCOLARE COMPORTA LA PRESA IN CONSIDERAZIONE DEL RILEVANTE AUMENTO DEL PREZZO GIAPPONESE NEL 1963 . NEMMENO COSTITUISCE MISCONOSCIMENTO LA DECISIONE DI ELIMINARE, DAL CALCOLO DEI DAZI DOGANALI AUTORIZZATI COME MISURA DI SALVAGUARDIA, LE SPESE GENERALI DELLE IMPRESE ED ALTRESI' UNA PROTEZIONE SPECIALE DELL' INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE .  IL PROTOCOLLO VIII MANIFESTA INFATTI ESSENZIALMENTE L' INTENTO DEGLI STATI MEMBRI DI PROTEGGERE LA PRODUZIONE DELLE MATERIE PRIME . ALL' ARTICOLO 4 ESSI HANNO CONVENUTO DI RIESAMINARE LA SITUAZIONE AL TERMINE DEL PERIODO DI SEI ANNI DI CUI ALL' ARTICOLO 2 E DECISO DI RIPRISTINARE IL DAZIO IN BASE ALL' ARTICOLO 28 SE, A TALE DATA, IL CONSIGLIO CONSTATERA " CHE LA PRODUZIONE DELLA SETA GREGGIA IN ITALIA SI E MANTENUTA AL LIVELLO ATTUALE ( 840 TONNELLATE ) E CHE IL PREZZO DI TALE PRODOTTO, PER QUALITA COMPARABILI, NON E SUPERIORE AL PREZZO MONDIALE CIF PORTO DELLA COMUNITA, AUMENTATO DEL 10 PERCENTO ". LO SCOPO DEL PROTOCOLLO VIII ERA QUINDI CONNESSO ALLA PRODUZIONE DI SETA GREGGIA; ORIENTANDO LA MISURA DI SALVAGUARDIA SU QUESTO OBIETTIVO, LA COMMISSIONE NON HA MISCONOSCIUTO I DOVERI SOPRA INDICATI .  NON SI PUO' QUINDI FAR CARICO ALLA COMMISSIONE DI ESSERSI RIFIUTATA D' ISTITUIRE UNA PROTEZIONE PARTICOLARE TENENDO CONTO DELLE SPESE GENERALI DELLE IMPRESE, O UN COMPLEMENTO DI PROTEZIONE PER L' INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE .  DAI DOCUMENTI PRODOTTI RISULTA D' ALTRONDE CHE NEL CORSO DEL 1964, ANNO IN CUI LA DECISIONE IMPUGNATA SI RIFERISCE, LE IMPORTAZIONI COMPLESSIVE DI TESSUTI DI SETA IN ITALIA SONO DIMINUITE DI VALORE IN MISURA MOLTO RILEVANTE . LE ESPORTAZIONI ITALIANE SEMBRANO ESSERSI MANTENUTE NEL 1964 A UN LIVELLO ANALOGO, SE NON PIU ELEVATO, DI QUELLE DELL' ANNO PRECEDENTE . DALL' ATTIVITA DI DETTO MERCATO, SUCCESSIVA ALLA DECISIONE IMPUGNATA, NON EMERGE QUINDI CHE LE MISURE DA QUESTA AUTORIZZATE RIVELINO L' ESISTENZA DI UN GRAVE ERRORE DI VALUTAZIONE ATTO A PRODURRE RILEVANTI CONSEGUENZE .  IL MOTIVO VA PERCIO' DISATTESO .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ARTICOLO 69, N . 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE VA CONDANNATA ALLE SPESE . IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE E VA QUINDI CONDANNATO ALLE SPESE DEL GIUDIZIO . 

Dispositivo

LA CORTE,  DISATTESA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) LA DOMANDA DI SOSPENSIONE DELL' ESECUZIONE, CONTENUTA NELL' ATTO INTRODUTTIVO 32-64, E IRRICEVIBILE .  2 ) IL RICORSO 32-64 E RESPINTO PERCHE INFONDATO .  3 ) IL RICORRENTE E CONDANNATO ALLE SPESE .