CELEX: 62020TN0579
Language: it
Date: 2020-09-21 00:00:00
Title: Causa T-579/20: Ricorso proposto il 21 settembre 2020 — Genekam Biotechnology / Commissione

30.11.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 414/37
            
         
      Ricorso proposto il 21 settembre 2020 — Genekam Biotechnology / Commissione
      (Causa T-579/20)
      (2020/C 414/58)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Genekam Biotechnology AG (Duisburg, Germania) (rappresentante: S. Hertwig, Rechtsanwalt)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione della convenuta del 7 agosto 2020, C(2020) 5548 def., nella parte in cui chiede un importo superiore a EUR 39 827,83 più gli interessi di mora;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alle spese del procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Il presente ricorso è diretto all’annullamento della decisione della Commissione del 7 agosto 2020, C(2020) 5548 def., sul recupero dell’importo dovuto dalla Genekam Biotechnology AG pari a EUR 119 659,55 più gli interessi di mora.
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione dei Trattati ai sensi dell'articolo 263, secondo comma, TFUE per carenza di legittimazione attiva in capo alla Commissione europea.
                  
                              —
                           
                           
                              La Commissione europea non disporrebbe di legittimazione attiva. Ai sensi della decisione che costituisce titolo esecutivo della Commissione europea, del 7 agosto 2020, C(2020) 5548 def. e dell'allegato II, parte B, sezione 2, II.19.3 della convenzione di sovvenzione, la Commissione ha agito per conto del Fondo di garanzia dei partecipanti o come suo «executive agent». Pertanto, la Commissione europea non è essa stessa proprietaria del credito oggetto del titolo esecutivo e non avrebbe quindi il diritto di ricevere un pagamento.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione dei Trattati ai sensi dell'articolo 263, secondo comma, TFUE per violazione del principio di legalità dell'azione amministrativa.
                  
                              —
                           
                           
                              Il fondo di garanzia non disponeva di alcuna base giuridica per l'autorizzazione all'emissione della decisione che costituisce titolo esecutivo controversa. L'articolo 299 del TFUE autorizza al massimo la Commissione, ma non il fondo di garanzia, ad agire mediante una decisione esecutiva. Inoltre, l'articolo 299 del TFUE non è di per sé una base giuridica sufficiente per l'adozione di decisioni esecutive. Il potere degli organismi interessati di adottare atti giuridici simili deve derivare da altre disposizioni.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla violazione dei Trattati ai sensi dell'articolo 263, paragrafo 2, TFUE a causa dell'assenza del diritto alla restituzione ai sensi dell'allegato II, parte B, sezione 2, II.20, della convenzione di sovvenzione.
                  
                              —
                           
                           
                              La convenuta non sarebbe legittimata, in base alle disposizioni della convenzione di sovvenzione, di chiedere il recupero delle spese registrate dalla ricorrente nel primo anno del progetto. Le spese sarebbero infatti ammissibili e andrebbero quindi riconosciute.
                           
                        
                              —
                           
                           
                              Né può essere contestato il fatto che la ricorrente non abbia diritto, a seguito del suo ritiro dal progetto FIBROGELNET, al rimborso delle spese da essa sostenute, in quanto la partecipazione della ricorrente al progetto FIBROGELNET non si era conclusa legittimamente, a causa di numerose violazioni delle norme procedurali per il ritiro di un beneficiario dal consorzio in conformità all'allegato II, parte B, sezione 2, II.35 e segg.. Inoltre, la coordinatrice avrebbe confermato a più riprese, già prima del presunto ritiro dal progetto, l’ammissibilità al rimborso delle spese della ricorrente ai sensi dell'allegato II, parte B, sezione 2, II.14 della convenzione di sovvenzione. La ricorrente avrebbe pertanto fatto affidamento sulla legittimità del rimborso.