CELEX: 31969D0240
Language: it
Date: 1969-07-16 00:00:00
Title: 69/240/CEE: Decisione della Commissione, del 16 luglio 1969, relativa ad una procedura a norma dell'articolo 85 del trattato (IV/26.623 - Intesa internazionale della chinina) (I testi in lingua tedesca, francese e olandese sono i soli facenti fede)

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31969D0240

69/240/CEE: Decisione della Commissione, del 16 luglio 1969, relativa ad una procedura a norma dell'articolo 85 del trattato (IV/26.623 - Intesa internazionale della chinina) (I testi in lingua tedesca, francese e olandese sono i soli facenti fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 192 del 05/08/1969 pag. 0005 - 0022

++++( 1 ) GU n . 13 du 21 . 2 . 1962 , pag . 204/62 .  ( 2 ) GU n . 127 del 20 . 8 . 1963 , pag . 2268/63 .  ( 3 ) Secondo il combinato disposto dell'articolo 18 del regolamento n . 17e dell'articolo 17 , paragrafo 1 , del regolamento finanz'ario della Comunita del 30 luglio 1968 ( GU n . L 199 del 10 agosto 1968 ) , il valore di una unita di conto e di 0,88867088 grammi di oro fino , che corrisponde attualmente ad un contro valore di DM 4 , _ , di FB 50 , _ , di FF 4,93706 , di Lit . 625 o di Fl . olandesi 3,62 ( GU n . C 65 del 2 . 6 . 1969 ) .  DECISIONE DELLA COMMISSIONE  del 16 luglio 1969  relativa ad una procedura a norma dell'articolo 85 del trattato ( IV/26.623 _ Intesa internazionale della chinina )  ( I testi in lingua tedesca , francese e olandese sono i soli facenti fede )  ( 69/240/CEE )  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE ,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in particolare l'articolo 85 ,  visto il regolamento n . 17 del 6 febbraio 1962 ( 1 ) , in particolare gli articoli 1 , 3 e 15 ,  vista la decisione della Commissione in data 29 luglio 1968 di iniziare , a seguito di verifiche effettuate a norma dell'articolo 14 del regolamento n . 17 , una procedura d'ufficio contro le imprese seguenti :  1 . N . V . Nederlandse Combinatie voor Chemische Industrie , De Wittenkade 78 , Amsterdam ( Paesi Bassi ) ,  2 . Boehringer Mannheim GmbH , Sandhofer Strasse 112 , Mannheim-Waldhof ( Germania ) ,  3 . Buchler & Co . , Frankfurter Strasse 294 , 33 Braunschweig ( Germania ) ,  4 . Société chimique Pointet-Girard SA , 101 , avenue de Verdun , 92 Villeneuve-La-Garenne ( Francia ) ,  5 . Société nogentaise de produits chimiques , 31 , rue du Port , 94 _ Nogent-sur-Marne ( Francia ) ,  6 . Pharmacie centrale de France , 379 , avenue du President Wilson , 93 _ La-Plaine-St-Denis ( Francia ) ,  a carico delle quali erano stati rilevati indizi di un'infrazione alle norme dell'articolo 85 del trattato ,  sentite le imprese interessate conformemente al disposto dell'articolo 19 del regolamento n . 17 e del regolamento n . 99/63/CEE ( 2 ) ,  visto il parere del Comitato consultive in materia di intese e di posizioni dominanti ottenuto il 23 giugno 1969 a norma dell'articolo 10 del regolamento n . 17 ,  considerando i motivi esposti qui di seguito :  I  Riassunto dei fatti  1 . Le imprese sopra nominate producono fra l'altro chinina , idrato di chinina , chinidina e idrato di chinidina , nochè i loro sali e composti ( in appresso denominati , per brevità , " chinina e chinidina " ) . L'elemento di base per la fabbricazione di questi prodotti è la scorza di chinchina , che si coltiva principalmente nel Congo e in alcuni altri Stati africani , in Indonesia , nelle Indie , nell'America meridionale e nell'America centrale ( in Bolivia e nel Guatemala ) . I fabbricanti importano la scorza di chinchina propriamente detta , oppure della totachina , che è un estratto e che costituisce un semiprodotto , da cui essi traggono chinina e , in proporzione minore , chinidina naturale . La chinina viene usata nella fabbricazione di medicine ( in particolare di quelle destinate a combattere il paludismo ) e di talune bevande ; essa serve inoltre per la fabbricazione della chinidina sintetica , che è un prodotto di base che viene del pari impiegato per la a fabbricazione di vari medicinali ( in particolare di quelli per le malattie di cuore ) , la cui importanza è in continuo aumento .  2 . Le imprese sunnominate sono , nei rispettivi mercati nazionali , i principali produttori di tali sostanze . . .  Siffatte imprese sono ad un tempo i principali produttori e i principali venditori di chinina e di chinidina in tutto il mercato comune , dato che la produzione di chinina belgo-lussemburghese è molto scarsa e neppure quella italiana è molto notevole . Il loro mercato si estende tanto agli Stati membri della CEE quanto a numerosi paesi terzi . Confrontate con gli altri produttori di chinina del mondo , esse possono considerarsi come le principali imprese operanti in tale settore . In base ai dati disponibili , si puo ritenere che la loro partecipazione al mercato sia del . . . % almeno per la chinina , e di una percentuale ancor maggior per la chinidina . La partecipazione maggiore è di Nedchem , Boehringer e Buchler .  3 . La cooperazione nell'industria europea della chinina esisteva già anteriormente alla prima guerra mondiale . Nel 1913 venne concluso un primo accordo fra piantatori e fabbricanti di chinina , la cui applicazione venne affidata ad un organo esecutivo costituito ad Amsterdam e denominato " Kinabureau " . Scopo di tale accordo era creare condizioni stabili nei mercati delle materie prime e di evitare , allineando il prezzo di acquisto delle scorze sul prezzo di vendita della chinina , le fluttuazioni dei prezzi che avevano in passato reso troppo incerta la coltura di chinchina , a causa del lungo ciclo di crescenza di questo albero . L'attività di tale ufficio era influenzata soprattutto dai membri olandesi , poichè sino alla fine della seconda guerra mondiale , la quasi totalità delle piantagioni di chinchina e gran parte delle fabbriche che la lavoravano si trovavano in mano agli olandesi .  Nel corso della seconda guerra mondiale furono create nel Congo grandi piantagioni di chinchina , che assunsero importanza sempre maggiore dopo l'occupazione dell'Indonesia da parte dei giapponesi . Quando nel 1946 la domanda di chinina , che era salita a causa della guerra , comincio a diminuire e tutti poterono nuovamente accedere alle zone di produzione indonesiana , il Kinabureau cerco di collaborare con un consorzio di piantatori del Congo , tentativo di collaborazione che porto dal 1950 al 1955 ad un contingentamento delle forniture di scorze provenienti dall'Indonesia e dal Congo . Dopo il fallimento , dovuto all'instabilità della situazione politica del Congo , di questo tentativo di regolamentazione del mercato , i produttori olandesi e tedeschi di chinina decisero di collaborare nell'ambito del Kinabureau . Dopo che nel 1957 vennero nazionalizzate le piantagioni olandesi dell'Indonesia e in particolare della Bandoengsche Kininefabriek ( diventata oggi la Bhinneka Kina Farma ) , il Kinabureau ha continuato a perdere d'importanza , finchè venne definitivamente chiuso nel 1961 .  I prezzi della chinina hanno continuato a diminuire dal 1953 al 1958 , al punto da ridursi alla metà circa dei prezzi del 1946 , cioè ad un livello inferiore a quello dell'anteguerra . Poichè la General Services Administration americana ( GSA ) aveva annunciato nel 1955 che avrebbe venduto in asta pubblica le proprie scorte superflue di chinina , che ammontavano a circa 400 mila chili di solfato di chinina ( quantità atta a coprire il fabbisogno mondiale per un anno e mezzo o due ) , e poichè inoltre la vendita dei composti di chinina era minacciata dalla messa a punto di medicinali antipaludici sintetici , i fabbricanti temettero che i prezzi continuassero a calare e che iproprietari di piantagioni in Indonesia e nel Congo decidessero di dedicarsi a colture di maggior rendimento ( per esempio , il tè ) , compromettendo cosi l'approvvigionamento futuro dell'industria in materie prime .  4 . Queste considerazioni condussero ad un primo accordo del 30 maggio e 11/13 giugno 1958 , relativo alla ripartizione del mercati nazionali e di altri mercati , nonchè alla determinazione di prezzi e di contingenti per l'esportazione di chinina e di chinidina . Le parti contraenti erano le seguenti :  a ) C . F . Boehringer & Sohne , Mannheim , e Vereinigte Chinin-fabriken Zimmer & Co . , GmbH , Mannheim ( in appresso denominate " Boehringer " ) .  b ) Buchler & Co . , Braunschweig ,  c ) N . V . Amsterdamsche Chininefabriek , Amsterdam , N . V . Nederlandse Kininefabriek , Maarsen , Bandoengsche Kininefabriek Holland N . V . , Amsterdam , N . V . Pharmaceutische Groothandel van de Amsterdamsche Chininefabriek , Amsterdam , N . V . Bureau voor de Kinineverkoop " Buramic " , Amsterdam e N . V . Nederlandse Combinatie voor Chemische Industrie , Amsterdam ( in appresso denominata " Nedchem " ) .  Ma alla fine del 1958 sorsero divergenze di opinioni con Buchler , che fini per recedere dall'accordo il 28 febbraio 1959 .  Nella sua lettera del 1 * aprile 1959 il " Bundeskartellamt " mosse obiezioni alla continuazione dell'accordo che Boehringer e Nedchem avevano concluso in materia di esportazioni e che gli era stato notificato a norma dell'articolo 6 della legge sulle restrizioni al gioco della concorrenza ( GWB ) , dato che questo accordo , in quanto riguardava le esportazioni negli Stati membri , contravveniva alle disposizioni dell'articolo 85 del trattato di Roma , disposizioni che erano di applicazione immediata . Boehringer e Nedchem conclusero allora , l'8 e il 14 luglio 1959 , un nuovo accordo riguardante l'esportazione di chinina e chinidina . Questo accordo prevedeva anche la determinazione in comune dei prezzi per l'esportazione e l'istituzione di contingenti all'esportazione , che vennero poi modificati in seguito al recesso di Buchler . In esso alcuni sbocchi all'esterno della Comunità erano riservati ad una delle due parti contraenti rimaste ; si convenne pero che " le vendite . . . negli Stati della CEE non sono considerate come esportazioni ai sensi di tale accordo , per modo che le sue disposizioni non si applicano ad esse " .  5 . Ancora nel corso del 1959 furono condotte trattative per l'adesione di altri produttori europei , adesione che era stata definita " finalità auspicabile " dai precedenti accordi . Oltre a Boehringer e Nedchem , parteciparono a queste trattative , che dovevano intensificarsi soprattutto dopo il 2 dicembre 1959 , i rapresentanti delle imprese seguenti :  _ Buchler ,  _ Nogentaise , Pointet-Girard , Taillandier , Pharmacie centrale ( che formavano il " gruppo francese " , rappresentato dal signor J . R . Roques , già gerente della Nogentaise ) ,  _ Carnegies of Welwyn Ltd ( Gran Bretagna , società figlia della Rexal Drug and Chemical Company Ltd ,  _ oggi Vantorex Ltd _ che è a sua volta una affiliata della società americana Rexal Drug and Chemical Company Ltd , di Los Angeles e  _ Lake & Cruickshank Ltd ( Gran Bretagna ) .  Tali negoziati vertevano principalmente sui seguenti punti :  _ la protezione dei mercati nazionali contro le importazioni non desiderate ( tale protezione era voluta specialmente dalle imprese francesi e inglesi , ma essa divenne la base della politica di vendita anche degli altri partecipanti , ad eccezione forse di Buchler ) ,  _ l'assegnazione di determinati mercati esteri ,  _ la politica comune dei prezzi ( Nedchem ha sempre optato per prezzi di vendita piuttosto bassi , onde mantenere a un basso livello i prezzi per l'acquisto delle scorze ed evitare cosi una superproduzione , mentre gli altri partecipanti domandavano un certo aumento dei prezzi di vendita ) ,  _ il mantenimento del monopolio dei produttori tedeschi e olandesi di chinidina ,  _ la collaborazione in materia di acquisto delle materie prime : si trattava , da un lato , di risolvere i problemi sollevati dalla vendita delle scorte strategiche americane , dall'altro , di coordinare gli acquisti di scorze , Questo punto interessava tutti i partecipanti , ma soprattutto Nedchem e Boehringer , la cui posizione era particolarmente forte . Nedchem contava infatti di acquistare per proprio conto la maggior parte dello " stockpile " , mentre Boehringer possedeva nel Congo piantagioni proprie , nonché la maggioranza delle azioni dell'unica fabbrica congolese , situata a Bukavu , per la lavorazione della materia prima .  Sul piano giuridico , la principale difficoltà che dovevano affrontare i partecipanti era la seguente : era impossibile concludere un'intesa " legale " per il mercato comune e la Gran Bretagna , ma era nello stesso tempo indispensabile regolamentare le vendite in tutti i paesi .  6 . Il risultato di queste trattative , in particolare di quelle che furono condotte nelle riunioni comuni del 4 febbraio , 2 marzo e 7 aprile 1960 , fu la firma da parte dei membri di due accordi denominati in appresso " convenzione d'esportazione " e la redazione di due " gentlemen's agreements " , peraltro non sottoscritti .  a ) Accordo concluso il 10 , 24 e 31 marzo 1960 tra Boehringer ( anche per conto della sua affiliata Vereinigto Chininfabriken Zimmer & Co , GmbH ) , Buchler e Nedchem ( anche per conto di tutte le imprese olandesi sopra menzionate ) .  Questo accordo prevedeva , al fine di regolamentare l'adesione di Buchler all'accordo dell'8 e 14 luglio 1959 :  _ la determinazione concordata dei prezzi e degli sconti per l'esportazione di chinina e di chinidina ,  _ la ripartizione seguente delle quote di esportazione :  per la chinina : Boehringer 25,2 %  Buchler 17,5 %  Nedchem 57,3 %  per la chinidina : Boehringer 26,4 %  Buchler 17,6 %  Nedchem 56,0 %  _ l'assegnazione dei seguenti mercati di sbocco :  a Nedchem : i territori olandesi d'oltremare ,  a Boehringer e Buchler : Berlino-Est e la zona orientale di occupazione ,  a Boehringer : il Congo belga e il Ruanda Urundi ;  _ il mantenimento della clausola per la quale l'accordo non è applicabile alle esportazioni negli Stati della CEE ;  _ un sistema di compensazione quantitativa per il caso che le quote di esportazione vengano superate o non vengano raggiunte ;  _ il divieto di collaborare all'esterno del mercato comune con imprese non partecipanti all'accordo , per quanto riguarda la produzione o la vendita di chinina o di chinidina .  _ il ricorso ad un arbitro o , a scelta , al tribunale ordinario .  L'accordo doveva rimanere in vigore fino al 31 marzo 1965 ed essere rinnovato automaticamente ogni 5 anni , salvo denuncia fatta da una delle parti contraenti tre mesi prima del suo spirare .  Per dare esecuzione a questa convenzione per l'esportazione , vennero stabilite delle " direttive " che prevedevano tra l'altro :  _ che le variazioni di prezzo sarebbero state comunicate ai rappresentanti ed alla clientela alla stessa data , da determinare di comune accordo dai membri ;  _ che il calcolo dei prezzi sarebbe stato fatto sulla base di una determinata quantità venduta e tenendo conto delle spese di trasporto ( di massima , cif porto di destinazione , salvo disposizione contraria ) ;  _ che si sarebbe proceduto ad una uniformazione delle condizioni di fornitura e di pagamento ;  _ che commissioni nella misura , di massima , del 5 % sarebbero state riconosciute agli agenti , i quali avrebbero dovuto communicarsi reciprocamente il proprio nome ed impegnarsi a non cedere , neppure in parte , la loro commissione agli acquirenti ;  _ che ogni membro avrebbe dovuto fornire mensilmente agli altri membri le indicazione seguenti :  a ) le quantità vendute con sconto ( espresse in solfato di chinina o di chinidina ) ,  b ) le quantità vendute senza sconto ;  c ) i ricavi delle vendite di solfato di chinina e di solfato di chinidina , calcolati secondo uno schema particolare ;  _ che Nedchem avrebbe proceduto ogni due mesi al calcolo delle forniture in più o in meno ;  _ che si sarebbero dovute seguire determinate modalità nella compensazione quantitativa ;  _ che si sarebbe esercitato un controllo mediante fiduciari ( cfr . circolare di Nedchem del 31 marzo 1960 ) .  b ) Accordo concluso il 7 aprile 1960 fra Boehringer , Buchler , Nedchem , il sunnominato gruppo francese e le due imprese inglesi Carnegies e Lake & Cruickshank .  Questo accordo prevedeva le condizioni per l'adesione delle imprese francesi e inglesi all'accordo di cui al punto a ) per quanto riguardava la chinina . L'accordo prevedeva le modificazioni seguenti :  _ Per l'esportazione di chinina venivano fissate nuove quote :  per il gruppo francese 8,5 %  per Carnegies 8,5 %  per Lake & Cruickshank 9,0 %  per Boehringer 18,6 %  per Buchler 13,0 %  per Nedchem 42,4 %  _ la clausola della non applicabilità dell'accordo all'interno della Comunità veniva estesa alle esportazioni verso la Gran Bretagna e , per quanto riguarda Carnegies , verso gli Stati Uniti d'America ;  _ si procedeva ad una nuova delimitazione dei mercati riservati per quanto riguarda la chinina e la chinidina , e precisamente :  per Boehringer e Buchler : Berlino Est e la zona orientale di occupazione ; per Nedchem : i territori olandesi d'oltremare ; per il gruppo francese : diversi Stati africani espressamente indicati ( ex possedimenti francesi ) ;  il Congo belga e il Ruanda Urundi non vennero assegnati ad alcuna parte contraente .  Anche questo accordo era rinnovabile ogni 5 anni , salvo denuncia di una delle parti contraenti fatta 3 mesi prima del suo spirare .  c ) Il gentlemen's agreement concluso fra il gruppo francese , Boehringer , Buchler , Nedchem e Carnegies , e  d ) il gentlemen's agreement concluso fra il gruppo francese , Boehringer , Buchler , Nedchem e Lake & Cruickshank .  I due gentlemen's agreements erano già stati esaminati nelle trattative del 4 febbraio 1960 per la conclusione della convenzione per l'esportazione e dello stockpile-agreement ; il loro testo definitivo ( peraltro non firmato ) reca la data del 9 aprile 1960 .  In ambedue gli accordi le disposizioni contenute nella convenzione per l'esportazione per quanto riguarda i prezzi , i contingenti e le perequazioni quantitative , sia per la chinina che per la chinidina , venivano estese a tutte le vendite nei mercati nazionali ed esteri e , pertanto , a tutte le vendite all'interno del mercato comune . In essi veniva inoltre sancito espressamente il principio della protezione dei mercati nazionali a favore di ciascun produttore nazionale .  Le due imprese inglesi dovettero impegnarsi a non produrre chinidina senza l'approvazione dei membri tedeschi e olandesi e ad applicare , nelle vendite di chinidina ( che esse devono acquistare esclusivamente dai membri tedeschi e olandesi ) i prezzi convenuti da questi ultimi . Le imprese francesi dovettero assumere lo stesso impegno per quanto riguarda la chinidina sintetica .  Si decise che non si sarebbe potuto derogare ai gentlemen's agreements se non con l'accordo di tutte le parti , e che le eventuali contestazioni dovevano essere portate davanti a un arbitro , diversamente da quanto previsto nelle convenzioni per l'esportazione che lasciano la possibilità di scegliere fra la procedura arbitrale e il ricorso alle giurisdizioni di diritto comune . Le convenzioni " ufficiali " per l'esportazione riguardanti la chinina e la chinidina e i gentlemen's agreements furono espressamente considerati come un tutto inscindibile , per cui la non osservanza o la cessazione di una comportava automaticamente la non osservanza o la cessazione delle altre , e viceversa .  7 . L'applicazione contemporanea della convenzione ufficiale per l'esportazione e dei gentlemen's agreements , che le parti tenevano segreti , non ha sollevato problemi per quanto riguarda la determinazione dei prezzi all'esportazione . Sebbene , in occasione di riunioni comuni , tali prezzi siano stati talvota fissati soltanto in vista dell'applicazione della convenzione per l'esportazione e destinati pertanto ai soli territori da essa considerati ( ad esclusione quindi del mercato comune ) , tutti i membri dell'intesa ne fecero la base di tutte le loro esportazioni . E risultato dall'inchiesta effettuata dalla Commissione presso una serie di imprese italiane che avevano acquistato chinina dai membri dell'intesa , che tali prezzi concertati si applicavano ancora nel 1964 alle esportazioni effettuate verso l'Italia .  Tali prezzi si applicavano anche alle esportazioni destinate ai mercati nazionali dei membri dell'intesa , sempre che tali esportazioni fossero ammesse in deroga alla protezione territoriale inizialmente in vigore .  I partecipanti all'intesa si attennero infatti senza eccezione all'accordo concluso nel 1960 , cioe che nel caso di offerte per forniture su mercati riservati , rispetterebbero i prezzi stabiliti dai produttori nazionali , a condizione che questi comunichino i prezzi interni agli altri membri e che tali prezzi corrispondano ai prezzi mondiali fissati di comune accordo , e aumentati delle spese di dogana e d'importazione . I prezzi fissati dai produttori nazionali per le vendite sul mercato nazionale erano , di conseguenza , superiori ai prezzi del mercato mondiale , fatta eccezione per i Paesi Bassi , in cui Nedchem aveva sempre praticato prezzi inferiori . Nel caso della Francia , i partecipanti avevano unanimamente accolto il principio che , essendo trascurabili le esportazioni dei produttori nazionali , questi potevano in compenso practicare un prezzo sensibilmente superiore a quello mondiale ( cfr . circolare Lake e Cruickshank del 24 febbraio 1960 ) .  Per contro , l'applicazione contemporanea della convenzione ufficiale per l'esportazione e dei gentlemen's agreements , che le parti tenevano segreti , sollevava taluni problemi pratici per quanto attiene alla perequazione quantitativa . Tali problemi furono risolti da Nedchem , per tramite del quale doveva effettuarsi la perequazione , nella maniera descritta nella " Note about the equalization " del 19 febbraio 1960 . Ogni partecipante era tenuto a comunicare ogni 2 mesi a Nedchem il valore e il volume ( espresso in solfato di chinina , B . P . 32 ) ,  a ) di tutte le vendite da lui effettuate nel periodo di riferimento ,  b ) di tutte le vendite cui si applica la convenzione sulle esportazioni ( che non comprendono le vendite nel Mercato comune ) .  Sulla base di questi dati , Nedchem calcolava ogni semestre le quantità da compensare in funzione , da una parte , dei gentlemen's agreements e , dall'altra , della convenzione per le esportazioni . La compensazione effettiva aveva luogo in base ai gentlemen's agreements , in modo che il contraente che avesse superato la propria quota poteva essere obbligato ad acquistare chinina al prezzo medio calcolato da Nedchem da un altro contraente che non avesse raggiunto la quota propria . Al fine di effettuare queste operazioni nel modo più discreto possibile , il membro acquirente doveva " trovare pretesti per acquistare la merce al prezzo più elevato per il quale gli fosse possibile trovare una giustificazione , e per versare tale importo al membro fornitore " . La nota del 19 febbraio 1960 aggiungeva che " esistono innumerevoli altre possibilità e che non sara sempre facile effettuare la compensazione " .  8 . Gli accordi sopraesposti ( convenzione per l'esportazione e gentlemen's agreements ) vennero integrati negli anni 1961/1962 da accordi relativi all'acquisto in comune di materie prime per la chinina .  Nella riunione del 26 gennaio 1961 vennero stabilite le modalità di tali acquisti in comun  . Per evitare , da un lato , la concorrenza reciproca e stimolare , dall'altro , l'offerta che appariva insufficiente , si convenne di mantenere  un prezzo minimo di acquisto , diverso secondo le zone di coltura , di riunire in un pool ( " bark-pool " ) tutte le quantità acquistate per ripartirle poi fra i contraenti . La chiave di ripartizione fu calcolata in base alle quote concordate nella convenzione di esportazione per la vendita di chinina ( applicabile a tutti i partecipanti ) e di chinidina ( applicabile soltanto a Boehringer , Buchler e Nedchem ) , tenendo conto del rapporto fra le vendite totali di chinina e quelle di chinidina .  Le quote erano le seguenti :  Nedchem 45,80 %  Boehringer 20,55 %  Buchler 14,15 %  Lake and Cruickshank 6,75 %  Carnegies 6,375 %  gruppo francese 6,375 %  Un progetto di convenzione in questo senso fu elaborato da Nechem il 9 febbraio 1961 , ma non fu sottoscritto . Tuttavia fu sulla base di questo progetto che si concreto fino all'ottobre 1962 la cooperazione in materia di acquisti .  Le imprese in parola conclusero in seguito degli accordi per l'acquisto delle riserve dello " stockpile " americano che la GSA ( General Services Administration ) aveva deciso nel 1956 di porre in vendita ( stockpile-agreement ) .  Nella riunione del 20/21 aprile 1962 fu deciso che le quantita acquistate da Nedchem sarebbero state ripartite fra i contraenti secondo la chiave applicabile al " bark-pool " e che in compenso Nedchem avrebbe ricevuto una commissione del 2 % ; tale commissione sarebbe stata del 7 % nel caso che si fosse posto termine anticipatamente agli altri accordi ( convenzione d'esportazione e gentlemen's agreements ) .  Nedchem concluse nel 1961 e nel primo semestre del 1962 diversi contratti con la GSA per l'acquisto della maggior parte delle riserve dello stockpile ; le forniture furono scaglionate su diversi anni . Immediatamente dopo ogni fornitura Nedchem procedeva , come convenuto , alla ripartizione fra gli altri membri secondo la chiave di ripartizione adottata . Gli venne versata una commissione del 2 % . Dopo che il 75 % circa delle quantità acquistate era stato fornito negli anni dal 1961 al 1964 , la GSA oppose il 4 settembre 1964 un rifiuto definitivo alla fornitura del saldo , adducendo che il fabbisogno militare era nel frattempo aumentato .  9 . La cooperazione che si istitui fra i contraenti in seguito agli accordi sopra esposti fu contraddistinta fin da principio dal timore di reazioni sfavorevoli da parte dell'opinione pubblica e delle autorità antitrust . Essi cercarono pertanto di evitare in ogni modo di attirare su di essi l'attenzione del pubblico e delle autorità .  L'entrata in vigore , avvenuta il 13 marzo 1962 , del 1 * regolamento di applicazione degli articoli 85 e 86 del trattato della CEE fu motivo di consultazioni particolarmente intense onde stabilire quali accordi , fra quelli conclusi tra i membri , dovessero essere notificati alla Commissione nel termine prescritto , cioè entro il 31 ottobre 1962 . Le discussioni si estesero espressamente alla convenzione per l'esportazione e alle sue norme complementari , ai due gentlemen's agreements e al bark-pool . Esse si basarono su una relazione fatta per c-nto di un partecipante francese all'intesa , cioè della Società nogentaise , relazione che era stata portata a conoscenza degli altri membri mediante una circolare di detta società in data 7 agosto 1962 .  Le conclusioni di tale rapporto erano le seguenti : non è escluso che la convenzione di esportazione , sebbene non riguardi le vendite all'interno del mercato comune , possa pregiudicare il commercio fra gli Stati membri a causa dell'entità delle esportazioni destinate ai paesi te zi ; converrà prendere eventualmente in considerazione l'eventualità di presentare una domanda di attestazione negativa . I gentlemen's agreements , tenuti segreti , quali pratiche concordate , incorrevano nel divieto dell'articolo 85 . La prova della loro esistenza e di quella del bark-pool potrebbe essere agevolmente addotta dalla Commissione in base al comportamento dei partecipanti all'intesa e alla corrispondenza che essi si sono scambiata . Sarebbe pertanto pericoloso mantenere questi accordi senza notificarli alla Commissione o senza modificarli . Nel caso che l'acquisto in comune di scorze rimanga limitato , sarebbe possibile beneficiare di un'esenzione a norma dell'articolo 85 , paragrafo 3 ( in considerazione degli effetti favorevoli dell'accordo sull'approvvigionamento di materie prime minacciato da una penuria di scorze , e sulla stabilità del prezzo d'acquisto delle scorze stesse ) . Ma la Commissione rilascerebbe molto probabilmente tale esenzione soltanto se , dopo aver esaminato tutti i documenti e tutti i dati economici , essa giungesse alla conclusione che non sussistono altre e più estese restrizioni della concorrenza , specie in tema di prezzi di vendita e di protezione territoriale .  In base a tale relazione , la Nogentaise propose nella summenzionata circolare del 7 agosto 1962 di discutere le tre possibilità seguenti :  _ non notificare nulla alla Commissione ed esporsi al rischio di subire delle ammende ,  _ porre fine all'intesa ,  _ notificare soltanto il bark-pool e la convenzione per l'esportazione , mentre i gentlemen's agreements devono essere in ogni caso tenuti segreti ; dato che questi ultimi costituiscono precisamente il tipo di accordi vietati dal trattato CEE converrebbe " prendere tutti i provvedimenti necessari per presentare un'accurata esposizione o far sparire ogni prova della loro esistenza " .  Nel contempo la Nogentaise diede dei suggerimenti sul modo di sconguirare il pericolo di venire scoperti . Per quanto riguarda l'uniformita vistosa dei prezzi di vendita all'interno del mercato comune , la si sarebbe potuta spiegare _ supponendo che il bark-pool venisse aut rizzato _ come la conseguenza logica del prezzo concordato per l'acquisto delle scorze .  La compensazione delle quantità potrebbe effettuarsi soltanto due volte all'anno allo scopo di ridurre il numero delle forniture fra i membri ; i documenti riguardanti le vendite dovrebbero essere distrutti o conservati presso indirizzi privati . La ripartizione dei mercati nazionali , particolarmente tenuta in sospetto dalle autorità di Bruxelles , potrebbe spiegarsi , nel caso della Francia , con lo scarso interesse ad effettuare esportazioni a causa dell'alto livello dei prezzi interni ; per evitare ogni sospetto , i produttori olandesi che esportano verso l'Inghilterra , il Belgio e l'Italia dovrebbero di tanto in tanto effecttuare forniture alla Germania , e i produttori tedeschi dovrebbero , per le medesime ragioni , esportare ogni tanto verso l'Italia e i Paesi Bassi .  10 . Le opinioni dei contraenti erano divise circa le conclusioni da trarre da questo rapporto . Le imprese francesi si pronunciarono più volte a favore di una notificazione presso la Commissione , ma non riuscirono a convincere gli altri membri . Né si poté giungere ad un accordo per modificare , non il senso , ma il testo degli accordi al fine di notificarli alla Commissione . Nella riunione del 29 ottobre 1962 si parti dalla premessa che la convenzione per l'esportazione fosse legale , ma che i gentlemen's agreements e i barkpools non potessero essere notificati alla Commissione , dato che si trattava di accordi " inesistenti secondo il diritto tedesco " .  Si decise provvisoriamente di mantenere la convenzione sull'esportazione , di continuare a praticare i gentlemen's agreements e di elaborare un nuovo accordo sulle scorze .  In tale riunione si potè risolvere definitivamente soltanto la 114 questione del barkpool . A causa degli interessi divergenti dei membri vi si pose fine il 31 ottobre 1962 e a partire da tale data non ebbe più luogo il regolamento mensile dei conti .  11 . Il 2 novembre 1962 , Nedchem informo gli altri membri che la convenzione per l'esportazione cosi come i gentlemen's agreements non dovevano più essere considerati vincolanti , poiché le proposte fatte da Boehringer e Lake & Cruickshank nei riguardi del barkpool e della determinazione di nuove quote di vendita erano contrarie agli accordi .  Nedchem non potè tuttavia far accettare le sue ragioni dagli altri membri , perchè le maggior parte di essi non voleva rinunciare ad una collaborazione posta in essere con grande fatica , soprattutto per il motivo che in caso di annullamento della convenzione relativa all'esportazione , la commissione dovuta a Nedchem per le quantità provenienti dalle forniture dello stockpile sarebbe passata dal 2 al 7 % .  I partecipanti eran tutti d'accordo per continuare la politica comune dei prezzi e per praticare i prezzi all'esportazione concordati nella riunione del 7 maggio 1962 .  12 . La riunione del 14 ottobre 1963 , alla quale parteciparono tutti i membri dell'intesa ad eccezione di Carnegies _ che sospese la sua produzione di chinina nello stesso mese e notifico il suo recesso con lettera del 28 ottobre 1963 _ si concluse con un compromesso . Fu deciso di mantenere la convenzione per l'esportazione e il gentlemen's agreement riguardante l'associato inglese rimasto , Lake & Cruickshank , ma di sospenderne l'applicazione per un anno . In altri termini i partecipanti avrebbero rinunciato per un certo tempo ad esigere l'esecuzione degli obblighi derivanti dagli accordi , ad  ccezione dellobbligo di scambiare le informazioni relative alle esportazioni . Questa sospensione non si estendeva pero al sistema che prevede la compensazione delle quantita nel caso che le quote vengano superate o non siano raggiunte . Un participante all'intesa che avesse fornito una quantita inferiore alla sua quota non sarebbe stato più obbligato ad effettuare forniture ad altri membri ma avrebbe potuto farlo volontariamente , mentre un membro che avesse fornito più della sua quota non sarebbe stato tenuto ad accettare tali forniture , ma sarebbe stato certamente bene che le accettasse volontariamente . Per quanto riguarda i prezzi , la " sospensione " degli accordi significava che i prezzi non sarebbero stati modificati e che nessuna decisione sarebbe stata presa a tale riguardo . La discussione sui prezzi fu di conseguenza rinviata alla riunione del marzo 1964 . Per quanto riguarda la protezione dei mercati nazionali , si preciso che si trattava di un accordo segreto e che nulla sarebbe stato cambiato al riguardo . Cio significava che le disposizioni relative alla protezione dei mercati nazionali non erano obbligatorie , ma che ogni membro si sarebbe adoperato il più possibile per non modificare la situazione esistente . Infine , per quanto riguarda la ripartizione delle quantità provenienti dallo stockpile , la " sospensione " della convenzione per l'esportazione _ che continuava a sussistere ufficialmente _ significava che la commissione da versare a Nedchem si sarebbe mantenuta al tasso del 2 % e non sarebbe stata portata al 7 % , come previsto dagli accordi in caso di denuncia o di rescissione della convenzione relativa all'esportazione .  Per quanto riguardo la protezione dei mercati nazionali , si procedette infine , fra il 25 ottobre e l'8 novembre 1963 , ad uno scambio di lettere fra gli interessati , ai termini del quale fu espressamente convenuto che si sarebbe continuato a considerare i mercati olandese , tedesco e francese come riservati ai rispettivi produttori nazionali .  13 . Nella riunione del 12 marzo 1964 fu ripresa la discussione sull'utilità , la misura e il momento di un rialzo dei prezzi ; dopo lunghe consultazioni si giunse ad un compromesso fra i diversi ed opposti interessi ; facendo riferimento alla convenzione per l'esportazione e al gentlemen's agreement _ che doveva essere osservato ad opta del suo carattere non vincolante _ si decise di aumentare del 15 % i prezzi all'esportazione della chinina . Nella medesima riunione Nedchem confermo la protezione dei mercati nazionali . Fu anche discussa la nuova ripartizione delle quote di esportazione dopo il recesso di Carnegies , ma la decisione fu rinviata al momento in cui si sarebbe rinnovata la convenzione relative all'esportazione .  Nella riunione del 28 ottobre 1964 fu deciso di aumentare del 25 % i prezzi della chinina e del 20 % quelli della chinidina . I partecipanti esaminarono anche la questione della rimessa in vigore della convenzione relativa all'esportazione . Essi decisero di rimetterla in vigore ma di ridurre la sua durata di validità ad un anno ( invece di 5 ) e di prevedere la sua proroga automatica ogni anno , salvo denuncia da parte di un contraente tre mesi prima della scandenza . La convenzione per l'esportazione continuerebbe a rimanere " sospesa " ma la situazione verrebbe riesaminata alla fine di ogni anno .  Un accordo relativo alla modificazione della durata di validita della convenzione di esportazione fu concluso , il 14 dicembre 1964 e il 19 gennaio 1965 , fra il gruppo francese , Lake & Cruickshank , Boehringer , Buchler e Nedchem , e notificato , come la convenzione per l'esportazione , al Bundeskartellamt . Gia a quest'epoca le parti erano d'accordo che nessuna di esse si valesse del suo diritto di risolvere la convenzione il 31 marzo 1965 , cosicchè essa sarebbe rimasta in ogni caso in vigore fino al 31 marzo 1966 ( cfr . lettera circolare di Boehringer del 18 dicembre 1964 ) .  14 . La situazione del mercato comincio a modificarsi all'inizio del 1965 .  Da una parte , i partecipanti all'intesa cominciavano a risentire gli effetti della penuria di materie prime . A partire dal 1962 fino al 1964 gli acquisti di scorza avevano segnato una netta flessione . Dopo la dichiarazione dellindipendenza del Congo del 1960 , i piantatori congolesi si erano dati ad uno sfruttamento ad oltranza , e le nuove piantagioni poste in essere da alcuni membri ( Boehringer , Buchler e Nedchem ) avrebbero dato il loro primo raccolto soltanto dopo alcuni anni , mentre le forniture dall'Indonesia erano nel frattempo considerevolmente diminuite . I partecipanti all'intesa avevano potuto ovviare a questa penuira grazie alle forniture provenienti dallo stock americano , ma si videro costretti , dopo che la GSA aveva definitivamente sospeso le forniture nel settembre 1964 , a volgersi verso altre fonti e anche ad acquistare scorze in Bolivia , pur non essendo tali acquisti interessanti in tempo normale a causa del costo elevato del trasporto e del basso tenore di chinina delle scorze boliviane .  D'altra parte , la pressione della domanda cominciava a farsi chiaramente sentire ; lo stesso Dipartimento acmericano della difesa torno ad essere acquirente di importanti quantitativi a causa del suo crescente fabbisogno di chinina per il Vietnam ; la ragione ne era , fra l'altro , che alcuni germi generatori della malaria si erano dimostrati resistenti ai prodotti sostitutivi della chinina , non pero alla chinina stessa .  15 . Boehringer e Lake & Cruickshank furono i primi a reagire procedendo , al principio del febbraio 1965 , a un nuovo e notevole aumento dei prezzi . Nelle loro intenzioni , tale aumento avrebbe dovuto consentire loro di acquistare tutte le scorte disponibili di scorze , o anche di chinina , e di ottenere cosi un vantaggio sugli altri interessati che , come Nedchem , esitavano ad aumentare i loro prezzi .  Poco tempo dopo anche gli altri partecipanti all'intesa aumentarono le loro tariffe per " non restare più ohre a rimorchio " per quanto riguarda i prezzi e per ristabilire l'equilibrio fra l'offerta e la domanda ( cfr . verbale delle deliberazioni interne della direzione di Nedchem del 26 febbraio 1965 ) .  A partire da questo momento , i prezzi praticati all'interno ed all'esterno per la chinina e la chinidina fecero dei veri e propri balzi all'insu , ma i rialzi non ebbero la medesima ampiezza per tutti i partecipanti all'intesa e non ebbero tutti luogo essattamente nello stesso momento . Verso la metà del 1966 i prezzi raggiunsero il punto culminante , cioè quasi 5 volte i prezzi fissati nell'ottobre 1964 o 10 volte quelli praticati nel 1960 .  16 . Anche durante questo periodo di aumento dei prezzi i membri continuarono a comunicarsi ogni mese informazioni conformemente alla convenzione per l'esportazione ; come per il passato , Nedchem calcolo ogni tre mesi le forniture in più o in meno , per dare ai membri che non avevano raggiunto la loro quota , la possibilità di avvalersi del diritto alla compensazione , garantito dalla convenzione ( cfr . circolare di Nedchem del 12 maggio 1966 e ultima comunicazione fatta da Nedchem , nella circolare del 10 agosto 1966 , riguardante i dati relativi alle esportazioni del maggio e giugno 1966 ) .  Ufficialmente si pose fine alla convenzione per l'esportazione soltanto il 15 agosto 1966 . In una lettera recante questa data Boehringer informo il Bundeskartellamt , che l'aveva interpellato al riguardo , che " il cartello d'esportazione per la chinina e la chinidina era cessato con l'accordo di rutti i membri interessati , già al principio del 1965 " e che " la cessazione aveva avuto luogo mediante un accordo ufficioso di abrogazione . . . " . Precedentemente Boehringer aveva chiesto per telefono agli altri contraenti se la convenzione d'esportazione doveva considerarsi cessata a partire dall'inizio del 1965 . Boehringer informo Buchler il 16 agosto 1966 e Nedchem il 29 agosto 1966 di avere notificato la cessazione dell'intesa . Il rappresentante del gruppo francese , avverito da Nedchem , comunico 1'8 settembre 1966 alle imprese del gruppo che dal suo colloquio telefonico con Nedchem risultava che la convenzione per l'esportazione doveva considerarsi cessata a decorrere dal 1 * gennaio 1965 , che non occorreva più procedere allo scambio di dati relativi all'esportazione e che si desiderava che tutti i dati comunicati dopo il 1 * gennaio 1965 venissero distrutti .  17 . L'esposizione dei fatti principali , fatta qui sopra , si basa sulle verifiche effettuate dalla Commissione , a norma dell'articolo 14 del regolamento n . 17 , " allo scopo di accertare se le attività dell'intesa internazionale dell'industria della chinina hanno contravvenuto alle disposizioni dell'articolo 85 del trattato CEE " . Tali verifiche , che hanno avuto luogo in base a mandati conferiti , in virtù dei poteri datigli dalla Commissione , dal direttore generale della concorrenza , sono state effettuate presso le imprese seguenti :  _ il 17 luglio 1967 presso la N . V . Nederlandse Combinatie voor Chemische Industrie , Amsterdam ,  _ il 9 novembre 1967 presso la società Buchler e Co . , Braunschweig ,  _ il 15 novembre presso la Boehringer Mannheim GmbH , Mannheim ,  _ il 29 novembre 1967 presso la Pharmacie centrale de France , Parigi ,  _ il 29 novembre 1967 presso la Société chimique Pointet-Girard S . A . , Villeneuve ,  _ il 30 novembre 1967 presso la Société nogentaise de produits chimiques , Parigi .  Il riassunto dei fatti si basa inoltre sulle verifiche effettuate dalla Commissione presso acquirenti belgi ed italiani di chinina , sulle informazioni fornite dalle imprese interessate nell'ambito della procedura iniziata dalla Commissione il 29 luglio 1968 , nonchè sulle loro dichiarazioni scritte in risposta agli addebiti ad esse comunicati il 30 luglio 1968 e su quelle che esse hanno fatto oralmente nel corso dell'audizione che ha avuto luogo su loro richiesta l'11 e 12 febbraio 1969 . Per quanto riguarda altri fatti particolarmente descritti e le considerazioni di ordine giuridico , si rinvia all'esposizione che segue .  II  Applicabilità dell'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato  18 . Ai sensi dell'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato della CEE , sono incompatibili con il mercato comune e vietati tutti gli accordi fra le imprese , tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le pratiche concordate che possono pregiudicare il commercio fra gli Stati membri e che hanno per oggetto o per effetto di imperdire , restringere o falsare il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune .  La convenzione sulle esportazioni dell'8 e 14 luglio 1959 , le convenzioni addizionali e i gentlemen's agreements del 9 aprile 1960 , nonchè gli accordi conclusi fra i membri per darvi esecuzione o per integrarli , rispondono a tutte queste condizioni per le ragioni qui appresso indicate .  19 . Tutte le convenzioni sopra citate constituiscono accordi ai sensi dell'articolo 85 , paragrafo 1 .  a ) E questo il caso anzitutto della convenzione d'esportazione conclusa fra Boehringer e Nedchem l'8 e 14 luglio 1959 , della convenzione del 10 e 31 marzo 1960 che regola l'adesione delle imprese francesi ed inglesi , nonchè della convenzione prorogatoria del 14 dicembre 1964 e 19 gennaio 1965 .  b ) Nella fattispecie , anche i gentlemen's agreements devono essere considerati come accordi ai sensi dell'articolo 85 , paragrafo 1 , poichè , nonostante la loro denominazione di " gentlemen's agreements " , essi prevedono espressamente obblighi scritti e vincolanti per le parti relativamente al loro comportamento sul mercato , obblighi che le parti possono essere costrette ad osservare mediante ricorso alla procedura arbitrale in caso di mancata osservanza . Questi gentlemen's agreements estendono la portata delle obbligazioni contenute nella convenzione per l'esportazione , che essi modificano espressamente , e formano con essa un tutto inscindibile , poichè la non osservanza o la denuncia dei gentlemen's agreements significa automaticamente la non osservanza e la denuncia della convenzione di esportazione , e inversamente . Ne consegue che i gentlemen's agreements non si possono considerare diversamente dalla stessa convenzione per le esportazioni .  c ) Da ultimo , gli accordi conclusi nelle riunioni comuni o mediante seambio di lettere per l'applicazione o l'integrazione della convenzione relativa alle esportazioni e i gentlemen's agreements devono del pari considerarsi come accordi ai sensi dell'articolo 85 , paragrafo 1 . E questo il caso , in particolare , degli accordi menzionati nella parte I che riguardano la determinazione concordata dell'entità e dell'epoca degli aumenti di prezzo , la concessione di identici sconti a determinati clienti , la protezione dei mercati nazionali e il modo di attuarla , nonchè quelli riguardanti le modalita della compensazione quantitativa .  20 . Gli accordi di cui sopra possono considerarsi accordi ai sensi dell'articolo 85 , paragrafo 1 , anche per il periodo in cui gli obblighi in essi previsti per i contraenti furono dichiarati in via provvisoria sospesi ( " dormant " ) . Infatti con queste dichiarazioni sulla sospensione gli accordi stessi , in quanto tali , sono stati mantenuti in vigore . Cio è confermato non solo dal fatto che si è continuata la comune politica dei prezzi , di decisiva importanza per tutta la politica di vendita dei partecipanti , ma anche dal fatto che anche in questo periodo venne pagata a Nedchem una provvigione " stockpile " del 2 % , prevista per il caso che gli accordi sull'intesa fossero stati mantenuti .  Anche se si parte dalla premessa che la convenzione sulla sospensione degli obblighi doveva togliere agli accordi il loro carattere vincolante , è in ogni caso configurata la fattispecie di una pratica concordata ai sensi dell'articolo 85 , paragrafo 1 . I partecipanti hanno infatti convenuto di continuare a comportarsi conformemente agli accordi .  Cio risulta soprattutto dal fatto che il principio della determinazione collettiva dei prezzi de vendita venne riconosciuto da tutti i partecipanti anche nel periodo della " sospensione " cosi come nel precedente periodo della lite circa il diritto di Nedchem di denunciare l'accordo a causa delle pretese violazioni dello stesso da parte di altri membri , e che tali prezzi continuarono anche ad essere praticati da tutti i partecipanti . Questi hanno precisato espressamente che la " sospensione " degli accordi significava , nei riguardi dei prezzi , escludere la possibilità di discostarsi da quelli precedentemente fissati in comune .  Per quanto riguarda la protezione dei mercati nazionali , nella riunione dell'ottobre 1963 e nello scambio di lettere che ne seguifu chiarito che tutti i partecipanti avrebbero continuato a respettare i mercati nazionali . Venne espressamente mantenuto lo scambio di dati relativi all'esportazione , e si convenne altresi che si sarebbe dovuto effettuare il conguaglio quantitativo , ove cio fosse stato richiesto da un partecipante le cui forniture non avessero raggiunto la quota per lui prevista . Il fatto che i partecipanti francesi non intraprendessero la produzione di chinidina , venne considerato come ovvio presupposto .  21 . Gli accordi di cui ai punti 19e20 hanno per oggetto e per effetto di restringere in vario modo il gioco della concorrenza all'interno del mercato comune .  22 . Determinazione dei prezzi di vendita della chinina e della chinidina .  Con la convenzione d'esportazione e le convenzioni addizionali che l'accompagnano , i partecipanti all'intesa si sono impegnati a fissare in comune i prezzi e gli sconti per le esportazioni di chinina e di chinidina verso i paesi terzi ( ad eccezione della Gran Bretagna ) e a modificare tali prezzi soltanto quando sia presa una decisione unanime in tal senso . Mediante i gentlemen's agreements essi estesero quest'obbligo a tutte le vendita , qualunque fosse il paese di destinazione , e pertanto anche agli Stati membri della CEE . Conformemente a tali accordi , i partecipanti all'intesa hanno praticato dal 1960 al principio del 1965 gli stessi prezzi all'esportazione per i vari prodotti a base di chinina e di chinidina , si sono accordati sulle commissioni e sugli sconti da accordare ai vari acquirenti ( per esempio in Italia ) , hanno deciso in comune modificazioni di prezzi ed hanno altresi convenuto che tutti i membri le avrebbero applicate nel medesimo momento . Lo stesso vale _ come si è detto _ per il periodo in cui i partecipanti hanno dichiarato " sospesi " gli accordi ( 1963 ) , poichè si è continuato in questo tempo a praticare gli stessi prezzi e , d'altra parte , i membri erano d'accordo sul fatto che la situazione esistente in materia di prezzi non poteva essere unilateralmente modificata ; è questa la ragione per la quale i prezzi sono stati modificati soltanto mediante decisione comune , presa in via di compromesso , ancora nel marzo e nell'ottobre 1964 e sono stati uniformemente applicati fino al principio del febbraio 1965 , cioè fino al momento in cui alcuni partecipanti hanno aumentato i loro prezzi unilateralmente e independentemente dagli altri . Che la politica comune dei prezzi sia stata continuata sino alla fine del 1964 ed al principio del 1965 , è confermato anche dal fatto che le imprese interessate hanno prorogato , con la convenzione addizionale del 14 dicembre 1964 e 19 gennaio 1965 , la convenzione di base per le esportazioni . Un fatto che sarebbe inspiegabile , se le imprese interessate avessero modifacto radicalmente già a tale epoca la loro politica di vendita .I prezzi fissati in comune furono praticati uniformemente dai partecipanti all'intesa all'interno del mercato comune , da un lato per le esportazioni verso i paesi in cui nessuno di essi aveva la sede , cioè il Belgio , il Lussemburgo e l'Italia , e , d'altra parte , per le forniture nei territori riservati ( Germania , Francia , Paesi Bassi ) , quando tali forniture erano eccezionalmente autorizzate dai membri interessati ad onta della protezione territoriale esistente in linea di massima . Infatti , a seguito degli accordi citati sotto il punto 7 , i prezzi praticati per tali forniture nei territori protetti erano calcolati in funzione dei prezzi interni stabiliti dai membri interessati , in modo da non pregiudicare il livello di questi _ relativamente elevato in Germania e soprattutto in Francia _ cioè in modo da non obbligare il fabbricante nazionale ad abbassare i propri prezzi compromettendo l'equilibrio del mercato . Questa pratica ebbe una importanza particolare nel momento del blocco dei prezzi decretato dal governo francese , poichè in tale epoca le imprese francesi temevano che il prezzo massimo fissato dal governo venisse ridotto nel caso che esse fossero costrette ad allinearsi su prezzi all'importazione di livello piu basso .  23 . A seguito di questi accordi , la concorrenza dei prezzi fra i partecipanti all'intesa nell'ambito del mercato comune è stata eliminata , o almeno di molto ristretta . Tale restrizione della concorrenza in tutti i mercati nazionali della Comunità è in tanto piu rilevante in quanto non esiste alcuna notevole differenza nella qualità dei prodotti e negli altri servizi prestati dai partecipanti all'intesa che possa modificare la scelta da parte degli utenti , e in quanto i partecipanti all'intesa sono praticamente i soli venditori di chinina e di chinidina all'interno del mercato comune .  Ilfatto che nel corso del periodo che dal 1962 arriva fino ai primi di febbraio del 1965 gli aumenti di prezzo sono avvenuti nella stessa misura ed alla stessa epoca e che , eccettuati alcuni venditori trascurabili , tutti i venditori di prodotti a base di chinina e di chinidina nel mercato comune vi abbiano partecipato , ha avuto effetti nocivi per gli utenti . Questi ultimi non hanno avuto infatti la possibilita , che ha ogni acquirente quando il suo fornitore abituale aumenta i prezzi , di approvvigionarsi , in tutto o in parte , presso un altro fabbricante che non li avesse aumentati o li avesse aumentati in misura minore , e di attenuare cosi , sia pure provvisoriamente , le ripercussioni che il rialzo dei prezzi puo avere sulla propria impresa .  24 . Non si puo condividere l'affermazione delle imprese interessate che gli aumenti , analoghi e contemporanei , risultino non da un accordo ma semplicemente da decisioni prese autonomamente dai fabbricanti di comportarsi esattamente come i loro concorrenti , decisioni che essi erano costretti a prendere non fosse altro che a causa dei loro interessi necessariamente identici per quanto riguarda l'approvvigionamente in materie prime .  In primo luogo , non è esatto che le imprese interessate abbiano seguito una politica uniforme negli acquisti . Al contrario , la cessazione del barkpool ( a partire dal novembre 1962 ) dimostra chiaramente che i loro interessi economici erano diversi , se non addirittura opposti . In effetti , alcune di esse considerarono di instaurare un proprio sistema d'approvvigionamento in materia prime , largamente independente , mentre altre restavano dipendenti dalle fonti estere di materie prime . E questa la ragione per la quale le ripercussioni degli aumenti dei prezzi di vendita sui prezzi di acquisto sono state valutate in modo molto diverso dalle imprese interessate : Nedchem temeva , ad esempio , che un aumento rilevante del prezzo della chinina nel mercato mondiale avesse incidenze sfavorevoli sull'esecuzione delle forniture dello stockpile che dovevano ancora aver luogo ; inoltre , aveva grande importanza il fatto che una parte delle imprese interessate avevano convenuto con alcuni piantatori di far dipendere il prezzo di acquisto dal ricavato delle vendite .  Queste differenze fra la situazioni economiche di partenza e le persistenti divergenze di opinioni sull'opportunità , la misura e il momento degli aumenti di prezzi stanno a dimostrare che , senza gli accordi precitati , le imprese interessate avrebbero assunto comportamenti diversi per quanto riguarda i prezzi e che almeno alcune di esse , ove si consideri la loro posizione importante e talvolta diminante in determinati mercati , avrebbero ayuto la possibilità di far valere le loro proprie concezioni in materia di prezzi e di non allinearsi sugli aumenti decisi unilateralmente da altre imprese ( per esempio , Nedchem ha potuto praticare un prezzo più basso nel mercato interno , mentre ha praticato nei mercati esteri il prezzo , più elevato , stabilito in via di compromesso dai partecipanti all'intesa ) .  Dalle considerazioni sopraesposte risulta che gli accordi conclusi dalle imprese interessate in materia di prezzi hanno avuto per oggetto e per effetto di restringere il gioco della concorrenza nel mercato comune fino ai primi del febbraio 1965 , cosicche essi incorrono , sotto questo aspetto , nel disposto dell'articolo 85 , paragrafo 1 .  25 . Ripartizione dei mercati  I gentlemen's agreements avevano lo scopo di proteggere i mercati tedesco , francese e olandese a profitto dei rispettivi fabbricanti di tali paesi e di impedire ad altri membri di esportare verso tali territori . Al riguardo le imprese interessate hanno asserito che queste disposizioni dei gentlemen's agreements non possono assolutamente avere avuto l'effetto di limitare o di impedire le esportazioni verso questi Stati . A loro giudizio , esse costituivano semplicemente il riconoscimento collettivo di uno stato di fatto . Sempre secondo la loro opinione , le imprese francesi non erano in grado , a causa delle loro dimensioni , di effettuare esportazioni nei paesi del mercato comune , le esportazioni verso la Francia erano da escludere a causa dell'elevato livello dei dazi doganali e quelle verso i Paesi Bassi non erano possibili a causa dei bassi prezzi interni praticati da Nedchem , mentre il mercato tedesco era per tradizione riservato ai due membri tedeschi ; inoltre , le strette relazioni esistenti tra gli acquirenti ed i produttori nazionali costituivano come in passato un limite alle esportazioni .  Va osservato che questa spiegazione è contraddetta dalla genesi siessa degli accordi e dalle circostanze di ordine economico in cui essi sono stati conclusi . Il principio del mercato nazionale era stato accolto come parte essenziale della politica delle vendite già nell'accordo sulle esportazioni stipulato nel 1958 fra Nedchem e Boehringer , il che dimostra che la protezione interna non era . assolutamente cosa ovvia , neppure per i due principali produttori di chinina , e che essa richiedeva anzi una sanzione espressa . Inoltre questo principio ha avuto una parte preminente nelle discussioni che hanno preceduto la firma degli accordi con gli altri partecipanti all'intesa ed è stato considerato come una condizione per l'intesa stessa , specie da parte delle imprese francesi . Esso si trova in stretta relazione con la politica dei prezzi che i produttori nazionali avevano adottato nel loro mercato interno , politica nella quale si teneva conto del fatto che i prezzi all'esportazione erano fissati di comune accordo e che ha potuto essere mantenuta da questi produttori soltanto quando essi non avevano da temere alcun disturbo da parte degli altri membri . La migliore conferma ne è data dal fatto che non solo il principio ma anche le modalità della protezione dei mercati sono state fissate di concerto . Infatti , i partecipanti all'intesa si misero d'accordo per proteggere i mercati in modo non troppo vistoso . con i seguenti accorgimenti :  _ non fare alcuna offerta di vendita nei mercati riservati ,  _ non ricusare puramente e semplicemente le offerte di acquisto che vengano loro fatte da acquisenti di tali paesi o non tentare di eluderle chiedendo prezzi piu elevati ma dichiarandosi disposti a darvi corso ai prezzi di esportazione normalmente praticati dai partecipanti all'intesa ,  _ e , in determinate circostanze , esportare , almeno occasionalmente _ come risulta da una proposta della Nogentaise del 7 agosto 1962 _ prodotti a base di chinina e di chinidina nei mercati protetti in cui , conformemente alla tradizione , essi non avevano fino ad allora effettuato alcuna fornitura , allo scopo di non destare il sospetto che esistesse una ripartizione dei mercati .  Ove si tenga conto delle circostanze di ordine economico nelle quali i gentlemen's agreements sono stati conclusi , risulta pertanto che essi hanno ristretto , all'interno del mercato comune , il gioco della concorrenza fra i membri nei mercati protetti . La Commissione è giunta al convincimento che questa restrizione della concorrenza voluta dalle parti è continuata almeno sino all'inizio del febbraio 1965 , cioè finchè le parti hanno perseguito una comune politica dei prezzi .  26 . Non si puo accogliere l'affermazione degli interessati , che i gentlemen's agreements siano giunti a termine a seguito della loro denuncia da parte di Nedchem nel novembre 1962 e che non siano stati successivamente rimessi in vigore . Alla denuncia da parte di Nedchem , che si basava su una pretesa violazione della convenzione ad opera di Boehringer e di Lake e Cruickshank , è semplicemente seguito un periodo di discussione sul fondamento della denuncia stessa e , all'occorrenza , sulla portata di questo passo unilaterale di Nedchem , ma non è seguita una modificazione della politica di vendita . Al contrario , tutti gli altri pertecipanti all'intesa cercarono di mantenere gli accordi e , di fatto , essi vi riuscirono nella riunione del 14 ottobre 1963 , poichè il " compromesso " consisteva semplicemente nel considerare " sospesi " tutti gli accordi e , più esattamente , nel considerarli non invocabili davanti ai giudici , come era del resto il caso , fin dal principio , dei gentlemen's agreements . In tale occasione si fece espresso riferimento ai gentlemen's agreements cosi come al principio , in essi contenuto , della protezione dei mercati nazionali , principio che venne ribadito , onde evitare qualsiasi dubbio in proposito , da un successivo scambio di lettere . Che i pertecipanti all'intesa si ritenessero ancora vincolati da questo principio nel 1964 risulta dalle spiegazioni date da Nedchem nella riunione del marzo 1964 , nonchè dal fatto che i partecipanti all'intesa hanno continuato a scambiare informazioni sulle esportazioni nell'ambito del sistema di compensazione quantitativa che si trovava in stretta connessione con la protezione territoriale .  27 . L'esame dei gentlemen's agreements or ora compiuto basta a dimostrare che essi avevano per oggetto di restringere la concorrenza nei mercati nazionali protetti , cosicchè non è più necessario esaminare quali siano state le loro effettive ripercussioni per stabilire l'applicabilità dell'articolo 85 , paragrafo 1 . A titolo integrativo si fa tuttavia presente che la Commissione è giunta al convincimento che per il periodo che giunge fino al febbraio 1965 sussistono elementi atti a dimostrare che il gioco della concorrenza è stato effettivamente e sensibilmente ristretto all'interno del mercato comune . Il semplice fatto che i partecipanti all'intesa abbiano effettuato forniture più o meno rilevanti nei mercati protetti non è tale da infirmare questo convincimento . In effetti , si trattava da un lato in gran parte di forniture a imprese partecipanti all'intesa e aventi la loro sede in uno di tali mercati , oppure di forniture di tipi di chinina o di chinidina la cui offerta , all'interno di tali mercati , era inesistente o insufficiente , o ancora di forniture occasionali , specialmente a clienti abituali che venivano riforniti da tali membri già prima della stipulazione della convenzione e che essi si erano riservati di continuare a rifornire . D'altra parte , si è visto piu sopra che i partecipanti all'intesa avevano adottato per la ripartizione dei mercati modalità che consentivano loro , a determinate condizioni , di effettuare esportazioni nei mercati protetti . Inoltre , la posizione dei partecipanti all'intesa nel mercato comune , in particolare quella di Nedchem , di Boehringer e di Buchler , era tale da doversi ritenere che la limitazione delle esportazioni , che erastata ribadita propio in un'epoca in cui vi era penuria di scorze e pertanto difficoltà di produzione , abbia procurato agli acquirenti inconvenienti considerevoli .  28 . Determinazione di quote di fornitura e compensazione quantitativa in caso di superamento o di non raggiungimento delle quote .  Gli accordi relativi alle quote di fornitura e alla compensazione delle quantità per le esportazioni di chinina e di chinidina avevano per oggetto di restringere le possibilità di vendita dei partecipanti non solo nei mercati dei paesi terzi ma anche nel mercato comune . La regolamentazione prevista dalla convenzione sulle esportazioni , che si applicava formalmente soltanto alle esportazioni verso i paesi terzi , non puo essere considerata isolatamente . Infatti , come risulta dalle discussioni che hanno preceduto la conclusione di tali accordi e dal modo in cui questi sono stati applicati , essa va considerata come costituente un tutto unico con i gentlemen's agreements , coi quali si estendevano al mercato comune tutte le disposizioni della convenzione sull'esportazione , comprese quelle relative alle quote di fornitura e alla compensazione quantitativa ( senza che venissero con cio a modificarsi le quote stabilite nella convenzione stessa ) . Cio dimostra che fin da principio le quote erano state fissate in base al totale delle vendite , di modo che il rapporto delle forze fra i partecipanti veniva a riflettersi in tutti i mercati . Lo scopo che si perseguiva con le quote di fornitura e con la compensazione quantitativa era dunque il mantenimento di questo rapporto delle forze escludendo una politica di vendita individuale da parte dei singoli partecipanti all'intesa . E questa la ragione per la quale le rilevazioni relative alle eccedenze e agli ammanchi nelle forniture , che dovevano servire alla compensazione quantitativa , sono state effettuate in base al totale delle vendite . Per contro , le rilevazioni riguardanti soltanto le esportazioni nei paesi terzi ( conformemente alla convenzione per le esportazioni ) non avevano importanza in se stesse .  Mediante questo sistema i partecipanti all'intesa hanno rinunciato alla possibilità di sopravvanzare i loro concorrenti praticando una politica individuale per le esportazioni , poichè , che essi potenziassero o comprimessero le loro esportazioni verso determinati Stati , i partecipanti non potevano modificare , nei rapporti reciproci , la loro posizione nei mercati d'esportazione . Questo avveniva non solo per le esportazioni nelle zone non riservate ( per quanto riguarda il mercato comune : il Belgio , il Lussemburgo el'Italia ) , ma anche e soprattutto per le esportazioni autorizzate entro determinati limiti nei mercati nazionali di altri partecipanti ( talchè la protezione territoriale cosi organizzata e il sistema di compensazione quantitativa vanno considerati in un reciproco rapporto particolarmente stretto ) . Colui che avesse superato di 1.000 chili la propria quota di esportazione era svantaggiato per le forniture successive , nel senso che deveva acquistare al prezzo medio di vendita 1.000 chili da quel partecipante o da quei partecipanti che non avessero raggiunto la loro quota di esportazione e vendere tale quantitativo in loro vece .  29 . Contrariamente a quanto asserito dalle imprese interessate , la restrizione del gioco della concorrenza , perseguita con la convenzione sulle esportazioni e con i gentlemen's agreements non si è limitata al periodo che giunge sino alla fine del 1962 . Che il sistema delle quote e della compensazione quantitativa , integrante la politica comune dei prezzi e la protezione territoriale , abbia avuto una parte determinante fino ai primi del febbraio 1965 , quando ebbe termine l'applicazione di prezzi uniformi da parte dei partecipanti all'intesa , risulta dalle considerazioni seguenti . Anche durante il periodo della " sospensione " degli accordi e dopo il recesso di Carnegies , le imprese interessate si sono impegnate a scambiarsi i dati relativi all'esportazione , che erano indispensabili per effettuare la compensazione quantitativa . Il recesso di Carnegies ha semplicemente provocato la lite sulla revisione delle quote assegnate agli altri membri dell'intesa ( revisione che peraltro non ha avuto luogo ) , ma nulla ha mutato al principio stesso delle quote ne a quello della compensazione quantitativa ( la quota complessiva di tutti gli altri membri è stata semplicemente aumentata dell'8,5 % di Carnegies , di modo che vecchio rapporto è rimasto immutato ) . Il fatto che la compensazione quantitativa calcolata e proposta da Nedchem sulla base di questi dati non costituisse più un diritto formale di fornitura né un obbligo formale di acquisto , è irrilevante , poichè e stato accompagnato da un contemporaneo appello all'obbligo morale dei partecipanti di attuare la loro collaborazione .  Non si puo peraltro confutare che l'impresa avente diritto nei vari periodi di riferimento , alla compensazione quantitativa , ha rinunciato negli anni 1963/64 a affettuare forniture di conguaglio . Per spiegare questa rinuncia basta pero ricordare che essa ha avuto luogo in un'epoca in cui , a causa della rarefazione delle materie prime e del crescere della domanda , il mercato della chinina era divenuto un mercato dominato dai produttori , per modo che i partecipanti all'intesa non avevano alcun interesse a effettuare forniture ad altri partecipanti . Cio non toglie pero che il diritto , praticamente assicurato , alla compensazione quantitativa , dava al partecipante che non raggiungesse la sua quota d'esportazione la garanzia di potere , in caso di modificazio , anche temporanea , della situazione del mercato o della propria situazione , convincere gli altri partecipanti ad acquistare i suoi prodotti , restringendo cosi il gioco della concorrenza , ristabilire il rapporto delle forze fra i membri quale era stato fissato quantitativamente nella convenzione per l'esportazione ed esercitare in tal modo una influenza sulla natura e l'entita delle forniture all'interno del mercato comune .  30 . Limitazioni alla fabbricazione di chinidina  I due gentlemen's agreements vietavano alle due imprese inglesi di fabbricare chinidina sintetica e naturale e al gruppo delle imprese francesi di fabbricare chinidina sintetica , con la consequenza che Boehringer , Buchler e Nedchem hanno potuto conservare e assicurarsi , per la fabbricazione della chinidina , la loro posizione di monopolio rispetto agli altri partecipanti all'intesa , ove si trascurino le esigue quantità di chinidina naturale prodotte dai fabbricanti francesi .  Tali divieti hanno impedito alle imprese interessate di operate come venditrici di chinidina e di intensificare cosi la concorrenza per questi prodotti a vantaggio dei consumatori del mercato comune . Per quanto riguarda le imprese francesi partecipanti , tale restrizione si è mantenuta almeno fintantoché esse hanno richiesto e ottenuto , in base agli accordi conclusi con gli altri partecipanti , la protezione del mercato francese della chinina ( fatta eccezione per le importazioni tradizionali di chinina e le importazioni destinate a dissimulare la protezione del mercato ) poichè l'accordo degli altri membri sulla protezione del mercato francese cra strettamente connesso con la rinuncia , da parte delle imprese francesi , a qualsiasi produzione di chinidina sintetica .  Le imprese interessate hanno obiettato che le imprese francesi e quelle inglesi non avrebbero in ogni caso potuto fabbricare della chinidina , a causa della loro mancanza di esperienza tecnica e dell'insufficienza della loro capacità finanziaria . Tale argomento non appare valido . Esso è già confutato dal fatto che Boehringer , Buchler e Nedchem hanno espressamente posto come condizione per la realizzazione dell'accordo il mentenimento della loro posizione monopolistica per la chinidina nelle discussioni che hanno preceduto la conclusione degli accordi , fatto che sarebbe inspiegabile se altri partecipanti non avessero avuto i mezzi potenziali per produrre chinidina ( questi mezzi esistevano non fosse altro che per il fatto che in mancanza dell'accordo uno dei fabbricanti di chinidina avrebbe potuto concedere ad altri partecipanti una licenza di fabbricazione ) . Questo argomento delle imprese interessate è infirmato anche dal fatto che , dopo aver effettuato delle prove , l'impresa francese Pointet-Girard ha cominciato nel 1967 a fabbricare chinidina sintetica .  31 . Gli accordi o pratiche concordate in questione sono tali da pregiudicare il commercio tra Stati membri .  Essi sono stati conclusi fra imprese aventi sede in tre Stati membri diversi . Essi riguardano tutti gli Stati membri della Comuanità e devono essere considerati atti a compromettere la libertà del commercio internazionale della chinina e della chinidina a danno del regolare funzionamento del mercato comune .  Che l'accordo sui prezzi potesse pregiudicare il commercio internazionale risulta dal fatto che i prezzi e gli sconti concordati si applicavano non solo alle esportazioni verso i paesi terzi , ma anche a quelle effettuate nei mercati non protetti all'interno della Comunità ( Belgio , Lussemburgo e Italia ) . Inoltre , il prezzo all'esportazione fissato in comune e uniformemente praticato venne preso in considerazione , come si è già precedentemente rilevato , al momento in cui vennero fissati i prezzi per la vendita sui rispettivi mercati nazionali dei fabbricanti ( ha scarsa rilevanza il fatto che tali prezzi siano stati superior _ come in Germania ed in Francia _ o inferiori _ come nei Paesi Bassi _ ai prezzi d'esportazione ) .  Se i produttori nazionali poterono praticare questi prezzi interni senza essere minacciati dalla politica d'esportazione dei membri stranieri , cio va principalmente attribuito alla protezione dei mercati nazionali convenuta fra tutti i membri . Se importazioni furono rammesse in deroga al principio della protezione territoriale ( in particolare nel mercato francese ) , i partecipanti all'intesa avevano adottato di comune accordo _ come già si è detto _ provvedimenti intesi a evitare che venisse pregiudicato il livello dei prezzi interni . Tali accordi sui prezzi e la protezione dei mercati nazionali , che si integravano vicendevolmente , hanno dunque costituito degli ostacoli agli scambi , che hanno impedito agli acquirenti di beneficiare del comportamento concorrenziale che le imprese interessate avrebbero potuto , senza tali accordi , assumere .  Si deve altresi riconoscere che il sistema delle quote e delle compensazioni quantitative era atto a pregiudicare gli scambi tra gli Stati membri . Contrariamente all'opinione delle imprese interessate , è impossibile considerare le regole della convenzione per l'esportazione indipendentemente da quelle degli altri accordi , poichè risulta dai gentlemen's agreements e dalle numerose discussioni svoltesi nelle riunioni comuni , che esse formano con questi ultimi un tutto inscindibile . E questa inoltre la ragione per la quale l'applicazione del sistema delle quote e delle compensazioni quantitative è sempre andata di pari passo con l'esecuzione degli accordi sui prezzi e sulla repartizione dei mercati , come dimostrano gli esempi del 1962 . Il fatto che le imprese interessate non si siano in seguito più valse del diritto loro spettante di effettuare la compensazione quantitativa , nulla toglie al fatto che esse avevano la possibilità , qualora fosse mutata la loro posizione nel mercato o la situazione generale di questo , di impedire qualsiasi alterazione non desiderata del rapporto di forze , quale si era cristallizzato mediante le quote per il complesso delle vendite , o , all'occorrenza di ristabilirlo . Di conseguenza , il sistema delle quote e della compensazione quantitativa era atto , almeno virtualmente , a pregiudicare la libertà degli scambi tra gli Stati membri e costituire un ostacolo all'attuazione di un mercato comunitario unico .  Lo stesso vale , infine , per il divieto fatto in particolare alle imprese francesi di fabbricare chinidina ( a prescindere lalla produzione di quantità insignificanti di chinidina naturale ) , poichè l'esclusione della possibilità _ che sarebbe esistita senza l'accordo _ di fabbricare prodotti a base di chinidina sintetica e di esportarli all'interno del mercato comune , poteva pregiudicare il commercio fra gli Stati membri .  32 . Riassumendo , si deve rilevare che fino ai primi di febbraio 1965 gli accordi e le pratiche concertate di ciu trattasi rientrano nel campo d'applicazione dell'articolo 85 , paragrafo 1 . A norma dell'articolo i del regolamento n . 17 essi erano vietati senza necesità di una precedente decisione .  33 . La Commissione prescinde invece dal perseguire come infrazioni dell'articolo 85 gli accordi sul comune acquisto di scorze ( bark-pool ) e sulla compera di scorte di stockpile ( stockpile-agreement ) .  In base ai risultati dell'inchiesta non si potè smentire I'affermazione dei partecipanti di aver cessato la collaborazione nell'approvvigionamento in scorze prima dello scadere del termine per la notificazione ( 1 * novembre 1962 ) , e di non averla piu ripresa .  Non si potè neppure provare che i partecipanti abbiano convenuto di far fare soltano a Nedchem offerte per acquisti di materiale militare americano . Un siffatto accordo , che puo essere rilevante ai fini dell'applicazione dell'articolo 85 sarebbe peraltro anteriore alla data del 13 marzo 1962 , determinante per l'applicazione di ammende .  III  Inapplicabilità dell'articolo 85 , paragrafo 3 , del trattato  34 . A norma dell'articolo 85 , paragrafo 3 , del tratto CEE , le disposizioni del paragrafo 1 possono essere dichiarate inapplicabili a qualsiasi accordo o categoria di accordi fra imprese , a qualsiasi decisione o categoria di decisioni di associazioni di imprese e a qualsiasi pratica concordata o categoria di pratiche concordate , che contribuiscano a migliorare la produzione o la distribuzione dei prodotti o a promuovere il progresso tecnico o economico , riservando agli utilizzatori una congrua parte dell'utile che ne deriva , ed evitando di imporre alle imprese interessate restrizioni che non siano indispensabili per raggiungere tali obiettivi , e di dare a tali imprese la possibilita di eliminare la concorrenza per una parte sostanziale dei prodotti di cui trattasi .  L'applicazione di questa disposizione agli accordi conclusi fra le imprese interssate è già resa impossibile dal fatto che gli accordi non sono stati notificati alla Commissione allo scopo di ottenere il beneficio dell'articolo 85 , pragrafo 3 , prima che spirasse il termine previsto ( 1 * novembre 1962 ) , sebbene , a norma dell'articolo 5 , paragrafo 1 , del regolamento n . 17 , essi appartengano alla categoria delle intese che avrebbero dovuto essere notificate . Ai sensi dell'articolo 6 del regolamento n . 17 , tale notificazione è pero la condizione necessaria perchè la Commissione possa emettere una decisione che dichiari inapplicabile il divieto dell'articolo 85 , paragrafo 1 , con effetto retroattivo , cioè a decorrere dal 13 maggio 1962 , data di entrata in vigore del divieto .  IV  Applicabilità dell'articolo 15 , paragrafo 2 del regolamento n . 17  35 . Ai termini dell'articolo 15 , paragrafo 2 , la Commissione puo , mediante decisione , infliggere alle imprese ammende da 1.000 a 1 milione di unità di conto , oppure fino al 10 % della cifra d'affari realizzata nell'esercizio precedente da ciascuna delle imprese che hanno partecipato all'infrazione , quando intenzionalmente o colposamente esse contravvengano all'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato .  Partecipando alla stipulazione ed all'esecuzione degli accordi o delle pratiche concordate di cui nella parte II , le imprese cui la presente decisione è diretta , hanno contravvenato al divieto delle intese di cui all'articolo 85 , paragrafo 1 , cosicchè ad esse puo essere inflitta un'ammenda .  36 . Le imprese interessate hanno asserito che l'applicazione di tali ammende sarebbe già da escludere per il fatto che il perseguimento delle infrazioni da esse eventualmente commesse è prescritto . Il principio della prescrizione , vigente nelle varie legislazioni nazionali , dovrebbe esser preso in considerazione per colmare la lacuna esistente al riguardo nel regolamento n . 17 . Il termine di prescrizione dovrebbe essere di due anni se ci si dovesse basare su quello più breve previsto nelle legislazioni nazionali per infrazioni analoghe ; nella fattispecie , le infrazioni eventualmente commesse risalirebbero a 6 anni o almeno a 4 anni addietro .  Questa argomentazione non consente di escludere che si possono infliggere ammende per infrazioni commesse in passato contro il disposto dell'articolo 85 e che siano state costatate della Commissione . Il regolamento n . 17 non contiene norme relative alla prescrizione delle infrazioni in materia di intese . Il principio della prescrizione di fatti passibili di sanzioni è bensi universalmente riconosciuto dalle legislazioni nazionali degli Stati membri , ma sussistono tuttavia notevoli differenze nelle modalità di applicazione . Anche se si parte dall'idea che agli ordinamenti giuridici degli Stati membri è comune un principio generale di diritto che prevede , decorso un certo termine , la prescrizione di atti per i quali è comminata una pena , tale principio non puo evidentemente applicarsi nella fattispecie .  Fra la cessazione delle infrazioni commesse fino ai primi di febbraio 1965 gli accordi sono stati eseguiti con effetti restrittivi della concorrenza , e l'accordo per le esportazioni , che conteneva la regola delle quote , decisiva per tutta la politica delle vendite , venne dichiarato formalmente cessato soltanto nell'agosto 1966 e i controlli che la Commissione aveva eseguito a norma dell'articolo 14 del regolamento n . 17 subito dopo aver avuto conoscenza dell'attività dell'intesa è decorso un periodo di tempo che , in considerazione della natura e della gravità delle infrazioni contro l'articolo 85 e dei termini di prescrizione previsti dagli ordinamenti giuridici degli Stati membri per infrazioni comparabili , non è sufficiente per escludere il perseguimento delle infrazioni commesse dai partecipanti .  37 . Le imprese , cui la presente decisione è diretta , hanno dolosamente contravvenuto all'articolo 85 , paragrafo 1 . Le imprese in questione e coloro che agivano per loro conto sapevano che gli accordi da esse stipulati o le pratiche concordate nel periodo che va dal 13 marzo 1962 ai primi di febbraio 1965 costituivano infrazioni dell'articolo 85 e configuravano la fattispecie cui si applicano le ammende previste dall'articolo 15 , paragrafo 2 , del regolamento n . 17 .  Cio risulta con chiara evidenza dal parere giuridico richiesto dalla Nogentaise e dalla discussione sulle conseguenze da trarne . Già nel 1961 i partecipanti si erano resi conto del fatto che " la convenzione è , nel suo complesso , quanto mai illegale " ( Verbale della riunione del 26 gennaio 1961 ) . I partecipanti sapevano che l'aver notificato alle competenti autorità tedesche e olandesi la convenzione per l'esportazione , formalmente limitata agli Stati terzi , nulla toglieva al fatto che la restrizione della concorrenza nel mercato comune , voluta e attuata fin da principio , costituiva un'infrazione dell'articolo 85 ( secondo le parole dei partecipanti , " era esattamente il tipo di accordi che il trattato CEE vieta " ) e poteva provocare un'applicazione dalle norme relative alle ammende previste dall'articolo 15 del regolamento n . 17 .  Un'infrazione dolosa è anche da presumere per il tempo in cui le imprese interessate hanno dichiarato " sospesi " gli accordi relativi all'intesa . Il significato che esse hanno attribuito a questa " sospensione " ed il riconoscimento che anche impegni come quelli che erano stati assunti nei " gentlemen's agreements " potevano configurare la fattispecie prevista dall'articolo 85 , stanno a dimostrare che i partecipanti hanno consapevolmente affrontato il rischio di un'applicazione dell'articolo 15 , paragrafo 2 , del regolamento n . 17 .  38 . Per determinare l'importo dell'ammenda , la Commissione deve prendere in considerazione , a norma dell'articolo 15 , paragrafo 2 , del regolamento n . 17 , la gravità delle infrazioni e la loro durata .  Nello stabilire la gravità dell'infrazione si deve tener conto dell'intensità delle restriziom della concorrenza . Gli accordi sulla determinaziore comune dei prezzi di vendita e degli sconti , sulla protezione dei mercati nazionali , sulle quote da fornire e sulla compensazione quantitativa nonchè sul divieto di produrre chinidina , fatto ad alcuni partecipanti , sono tali da restringere la concorrenza nel mercato comune sotto tutti gli aspetti essenziali . Questa limitazione è stata particolarmente incisiva , dato che le imprese partecipanti hanno una posizione predominante nel mercato e dato che la chinina e la chinidina sono prodotti particolarmente importanti come farmaci e non possono in tutto venire sostituiti da altri prodotti .  Si deve tener presente il fatto che le imprese interessate , dopo aver soppesato esaurientemente vantaggi e inconvenienti di una notificazione alla Commissione , si sono astenuti dal farla , cosi come si sono astenute dal notificare la parte degli accordi per la quale esse avevano contato su una dichiarazione di esenzione ai sensi dell'articolo 85 , paragrafo 3 , allo scopo di non destare sospetti circa l'esistenza di altri più ampi e segreti accordi .  D'altro lato la Commissione non disconosce le difficoltà cui i partecipanti si trovavano di fronte per quanto attiene all'approvvigionamento in materie prime . Il fatto che si tratta di un prodotto naturale tropicale , la cui coltivazione richiede molti anni , puo aver suggerito , in un'epoca di insicurezza politica ed economica in due dei più importanti mercati di approvvigionamento ( Indonesia e Congo ) , una certa cooperazione nell'acquisto delle scorze che assicurasse un approvvigionamento continuo e non soggetto a grandi oscillazioni ( penuria e sovrabbondanza ) . Nel valutare la gravità delle infrazioni non si puo tuttavia prescindere dal fatto che gli accordi sulla vendita del prodotto finito , che soli formano oggetto della presente decisione , andavano nettamente oltre tale regolamentazione per l'approvvigionamento in materie prime e , specie dopo che nel 1962 era cessato il " bark-pool " , non costituivano uno strumento idoneo a sostituire la comune politica degli acquisti , venuta meno a causa della divergenza degli interessi .  Cio vale non solo per la protezione dei mercati nazionali e il divieto di produrre chinidina , ma altresi per la determinazione dei prezzi di vendita . Non si puo condividere l'affermazione degli interessati , che i prezzi di vendita stabili e gli aumenti effettuati uniformemente nel 1964 siano stati atti a stabilizzare la situazione nel mercato delle materie prime . Cio è contraddetto non solo dal fatto che i partecipanti all'intesa hanno seguito ciascuno una diversa politica di approvvigionamento , ad onta della uniforme politica dei prezzi . Di particolare momento è anche il fatto che l'impresa maggiore e più influente , Nedchem , si è sempre pronunciata per prezzi di vendita bassi _ ancora nel 1964 , nell'epoca cioè della crescente penuria di materie prime , cui si potè provvisoriamente ovviare con l'acquisto delle scorte " stockpile " _ e sempre soltanto in via di compromesso ha acconsentito ad aumentare i prezzi . Senza gli accordi dell'intesa l'evoluzione dei prezzi sarebbe stata , nel periodo in parola , divena . Nè si deve al riguardo dimenticare che soltanto negli anni 1955/66 ha avuto luogo un rilevante aumento dei prezzi di vendita , dovuto alla cessazione delle forniture " stockpile " e dall'improvviso accentuarsi della domanda ( specie da parte dell'amministrazione militare americana , cfr . sopra al punto 14 ) .  Nel valutare la gravita delle infrazioni si deve da ultimo tener presente che , per quanto attiene al mantenimento delle quote di fornitura mediante il sistema dei conguagli quantitativi , se gli interessati non si sono valsi di tutte le possibilità che gli accordi offrivano , è anche perchè non ne avevano bisogno a causa della favorevole evoluzione del mercato .  39 . Per quanto riguarda la durata delle infrazioni si deve tener conto del fatto che le infrazioni al disposto dell'articolo 85 sono continuate per un periodo considerevole , cioè dal 13 marzo 1962 , data da prendere in considerazione per la determinazione delle ammende , fino al principio del febbraio 1965 , e che esse sono cessate in questo momento soltanto perchè la situazione del mercato era radicalmente mutata . I partecipanti hanno continuato anche negli anni 1965/66 il convenuto scampio di dati statistici sull'esportazione , ed hanno dichiarato " cessata dal 1965 " la convenzione sulle esportazioni soltanto nel settembre 1966 , dopo che il " Bundeskartellamt " aveva loro rivolto una domanda di imformazioni .  40 . Per determinare l'importo dell'ammenda da infliggere occorre esaminare separatamente il caso di ciascuna impresa , poichè è indispensabile tener conto della natura e della misura della partecipazione di ciascuna di esse agli accordi illeciti , dell'entità della quota assegnatale per la distribuzione della chinina e della chinidina , della sua posizione nel mercato di questi due prodotti , del suo grado di dipendenza da fonti estere di approvvigionamento e infine delle sue dimensioni aziendali .  Per quanto riguarda Nedchem e Boehringer , si deve tener conto della maggiore influenza che tali imprese hanno esercitato nell'elaborazione e nell'esecuzione degli accordi .  Nedchem detiene la più gran parte del mercato per la chinina e la chinidina . Per quanto concerne , invece , l'approvvigionamento di materie prime , la sua posizione è divenuta sensibilmente più debole in seguito alla perdita delle proprie piantagioni indonesiane . Si deve ugualmente considerare che , a più riprese , Nedchem si è pronunciata in favore di prezzi relativamente bassi .  Boehringer , nel corso degli anni , è giunta a migliorare la sua posizione nel mercato della chinina e della chinidina nel quale detiene il secondo posto . Per quanto riguarda l'approvvigionamento di materie prime Boehringer dispone , grazie alle sue piantagioni ed alla sua fabbrica di trasformazione in Congo , di una influenza preponderante . Nel corso della durata dell'intesa , Boehringer è intervenuta , a più riprese , in favore di prezzi elevati .  Cio premesso , la Commissione ritiene adeguata un'ammenda di duecentodiecimila unità di conto per Nedchem e di centonovantamila unità di conto per Boehringer .  Per quanto riguarda Buchler , va rilevato che questa impresa , nonostante la sua cospicua partecipazione al mercato rispetto a quella degli altri membri e delle imprese non partecipanti all'intesa , ha agito , a causa della sua difficile situazione nel mercato delle materie prime , all'ombra dei due principali membri , Nedchem e Boehringer , cosicchè la Commissione ritiene adeguata un'ammenda dell'importo di sessantacinquemila unità di conto .  Per quanto riguarda le tre imprese francesi , si deve da un lato tener conto della loro esigenza , più volte proclamata e tradotta nei fatti , di provvedere alla protezione del mercato francese , in considerazione fra l'altro degli alti prezzi ivi praticati . D'altro lato la loro scarsa importanza nel mercato della chinina , la loro dipendenza da fonti di materie prime di altre imprese e la loro scarsa influenza nell'intesa inducono a contenere le ammende entro un certo limite .  a ) circa l'impresa Pointet-Girard va rilevato quanto segue :  Le infrazioni sono state quasi esclusivamente commesse quando questa impresa aveva la forma giuridica di società a responsabilità limitata . La sua trasformazione in società per azioni e la sua fusione con la Société chimique Pointet-Girard SA _ per la quale sono stati determinanti soprattutto motivi attinenti al diritto delle società e motivi di ordine fiscale _ non ha toccato la sua qualità di impresa ai sensi delle norme relative alle ammende contenute nel regolamento n . 17 , giacchè lo scopo economico perseguito dalla SARL Pointet & Girard è rimasto immutato e l'attrezzatura aziendale per la produzione e la vendita della chinina è passata alla Société chimique Pointet-Girard . L'ammenda va pertanto inflitta a quest'impresa .  Nello stabilire l'importo dell'ammenda si deve da un lato considerare che l'impresa Pointet-Girard era , all epoca in cui gli accordi in questione venivano eseguiti , più importante delle due altre imprese francesi . D'altro lato non si puo trascurare il fatto che l'impresa ha considerevolmente aumentato , negli ultimi anni , le sue esportazioni anche verso quei mercati che negli accordi in parola erano considerati riservati . Tenendo conto di queste circostanze , un'ammenda di dodicimilacinquecento unita di conto appare alla Commissione adeguata .  b ) circa l'impresa Nogentaise si deve da un lato tener presente che essa ha avuto una parte importante nell'epoca in cui venne discussa l'opportunità di notificare gli accordi alla Commissione , dall'altro che la sua produzione di chinina è negli ultimi tempi diminuita , talchè appare equo prevedere un'ammenda di dodicimilacinquecento unità di conto .  c ) circa l'impresa Pharmacie Centrale , appare equo , in considerazione della sua esigua partecipazione al mercato , limitare l'ammenda a diecimila unita di conto .  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :  Articolo 1  Si è constatato che le imprese seguenti  1 . N . V . Nederlandse Combinatie voor Chemische Industrie , De Wittenkade 78 , Amsterdam ( Paesi Bassi ) ,  2 . Boehringer Mannheim GmbH , Sandhofer Strasse 112 , Mannheim-Waldhof ( Germania ) ,  3 . Buchler e Co . , 33 Braunschweig , Frankfurter Strasse 294 ( Germania ) ,  4 . Société chimique Pointet-Girard S . A . 101 , avenue de Verdun , 92 _ Villeneuve-la-Garenne ( Francia ) ,  5 . Société nogentaise de produits chimiques , 31 , rue du Port , 94 _ Nogent-sur-Marne , ( Francia ) ,  6 . Pharmacie centrale de France , 379 , avenue du President Wilson 93 _ La-Plaine-St Denis ( Francia )  per aver concluso ed eseguito la convenzione di esportazione dell'8 e 14 luglio 1959 , le convenzioni addizionali del 10 e 31 marzo 1960 e del 7 aprile 1960 ( la cui validità è stata prorogata mediante la convenzione del 14 dicembre 1964 e 19 gennaio 1965 ) , i gentlemen's agreements del 9 aprile 1960 , nonchè gli accordi esecutivi e integrativi riguardanti la determinazione dei prezzi e degli sconti per l'esportazione di chinina e di chinidina , la ripartizione dei mercati nazionali , il sistema di quote e di compensazioni quantitative e le limitazioni della produzione di chinidina , hanno commesso fino al principio del febbraio 1965 un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato .  Articolo 2  La Commissione infligge  1 . a N . V . Nederlandse Combinatie voor Chemische Industrie un'ammenda di duecentodiecimila unità di conto ( 3 ) ,  2 . a C . F . Boehringer Mannheim GmbH un'ammenda di centonovantamila unità di conto ,  3 . a Buchler e Co . KG un'ammenda di sessantacinquemila unita di conto ,  4 . Société chimique Pointet-Girard S . A . un'ammenda di dodicimilacinquecento unità di conto ,  5 . a Société nogentaise de produits chimiques un'ammenda di dodicimilacinquecento unità di conto ,  6 . a Pharmacie centrale de France un'ammenda di diecimila unità di conto ,  Le somme dovute , espresse nella moneta di uno degli Stati membri , devono essere versate nel termine di tre mesi a decorrere dalla notificazione della presente decisione in uno dei conti della Commissione .  Articolo 3  Per quanto riguarda l'articolo 2 , la presente decisione costituisce , a norma dell'articolo 192 del trattato , titolo esecutivo nei riguardi delle imprese ivi citate .  Articolo 4  La presente decisione è destinata alle imprese indicate nell'articolo 1 .  Fatto a Bruxelles il 16 luglio 1969 .  Per la Commissione  Il Presidente  Jean REY