CELEX: 42011X0708(01)
Language: it
Date: 2011-07-08 00:00:00
Title: Regolamento n. 49 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) — Prescrizioni uniformi relative ai provvedimenti da prendere contro le emissioni di inquinanti gassosi e di particolato prodotte dai motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di veicoli e contro le emissioni di inquinanti gassosi prodotte dai motori ad accensione comandata alimentati con gas naturale o con gas di petrolio liquefatto destinati alla propulsione di veicoli

8.7.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 180/53
            
         Solo i testi originali UN/ECE hanno effetto giuridico nel quadro del diritto internazionale pubblico. Lo status e la data di entrata in vigore del presente regolamento devono essere controllati nell’ultima versione del documento UN/ECE TRANS/WP.29/343, reperibile al seguente indirizzo:
   http://www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29fdocstts.html
   Regolamento n. 49 della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UN/ECE) — Prescrizioni uniformi relative ai provvedimenti da prendere contro le emissioni di inquinanti gassosi e di particolato prodotte dai motori ad accensione spontanea destinati alla propulsione di veicoli e contro le emissioni di inquinanti gassosi prodotte dai motori ad accensione comandata alimentati con gas naturale o con gas di petrolio liquefatto destinati alla propulsione di veicoli
   Modifiche del 2010 apportate al regolamento n. 49, pubblicato nella GU L 103 del 12.4.2008, pag. 1.
   Comprendenti:
   
                
            
            
               supplemento 3 alla serie di modifiche 05 — data di entrata in vigore: 9 dicembre 2010
            
         
                
            
            
               supplemento 4 alla serie di modifiche 05 — data di entrata in vigore: 23 giugno 2011
            
         
      Modifiche del sommario
   
   Inserimento del nuovo allegato 4C:
   
               Allegato 4C
            
            
               —
            
            
               Metodo di prova per misurare il numero di particelle
               
                  Appendice— Attrezzatura per contare il numero di particelle nelle emissioni
            
         
      Modifiche apportate al testo principale del regolamento
   
   Il paragrafo 1.1 è modificato come segue:
   
      1.1.   Il presente regolamento si applica ai veicoli a motore appartenenti alle categorie M1, M2, N1 ed N2 dotati di massa di riferimento superiore a 2 610 kg e a tutti i veicoli a motore appartenenti alle categorie M3 ed N3
          (1).
      A richiesta del fabbricante, l’omologazione di un veicolo completo rilasciata ai sensi del presente regolamento può essere estesa a un veicolo incompleto dotato di massa di riferimento fino a 2 610 kg. Le omologazioni saranno estese se il fabbricante può dimostrare che tutte le combinazioni di carrozzeria, passibili di essere montate sul veicolo incompleto, faranno aumentare la massa di riferimento di quest’ultimo a più di 2 610 kg.
      Non è invece necessario omologare ai sensi del presente regolamento quanto segue: Motori montati su veicoli dotati di massa di riferimento fino a 2 849 kg ai quali sia stata rilasciata un’omologazione per estensione, ai sensi del regolamento n. 83.
      
         Tabella A
      
      
         Applicabilità
      
      
                  Categoria di appartenenza dei veicoli (1)
               
               
                  Motori ad accensione comandata
               
               
                  Motori ad accensione spontanea
               
            
                  benzina
               
               
                  GN (2)
                  
               
               
                  GPL (3)
                  
               
               
                  diesel
               
               
                  etanolo
               
            
                  M1
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
            
                  M2
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
            
                  M3
                  
               
               
                  R49
               
               
                  R49
               
               
                  R49
               
               
                  R49
               
               
                  R49
               
            
                  N1
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
            
                  N2
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
               
                  R49 o R83 (4)
                  
               
            
                  N3
                  
               
               
                  R49
               
               
                  R49
               
               
                  R49
               
               
                  R49
               
               
                  R49
               
            
         
      
         Tabella B
      
      
         Prescrizioni
      
      
                   
               
               
                  Motori ad accensione comandata
               
               
                  Motori ad accensione spontanea
               
            
                   
               
               
                  benzina
               
               
                  GN
               
               
                  GPL
               
               
                  diesel
               
               
                  etanolo
               
            
                  inquinanti gassosi
               
               
                  —
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
            
                  particolati
               
               
                  —
               
               
                  sì (5)
                  
               
               
                  sì (5)
                  
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
            
                  fumo
               
               
                  —
               
               
                  —
               
               
                  —
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
            
                  durevolezza
               
               
                  —
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
            
                  conformità nella circolazione
               
               
                  —
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
            
                  OBD
               
               
                  —
               
               
                  sì (6)
                  
               
               
                  sì (6)
                  
               
               
                  sì
               
               
                  sì
               
            
   Vengono inseriti nuovi paragrafi da 2.1.64 a 2.1.66:
   
               «2.1.64.
            
            
               “Massa di riferimento” indica la “massa a vuoto” del veicolo aumentata di un valore forfetario di 100 kg per le prove ai sensi degli allegati 4 A e 8 del regolamento n. 83.
            
         
               2.1.65.
            
            
               “Massa a vuoto” è la massa del veicolo in ordine di marcia senza la massa forfetaria del conducente di 75 kg, passeggeri o carico, con il serbatoio del carburante pieno al 90 % ed eventualmente i normali attrezzi e la ruota di scorta presenti a bordo.
            
         
               2.1.66.
            
            
               “Massa in ordine di marcia” indica la massa descritta al paragrafo 2.6 dell’allegato 1 del regolamento n. 83 e, per veicoli progettati e fabbricati per il trasporto di più di 9 persone (oltre al conducente), la massa di una persona di accompagnamento (75 kg) se, tra i 9 o più sedili, uno è riservato a tale persona.»
            
         
      Modifiche apportate agli allegati
   
   Inserire un nuovo allegato 4C, come segue:
   «
         ALLEGATO 4C
         
            METODO DI PROVA PER MISURARE IL NUMERO DI PARTICELLE
         
         1.   Applicabilità
         Per il momento, il presente allegato non è applicabile ai fini dell’omologazione ai sensi del presente regolamento; lo sarà in futuro.
         2.   Introduzione
         2.1.   Il presente allegato descrive il metodo per stabilire il numero delle particelle emesse dai motori provati secondo le procedure di prova definite all’allegato 4B. Salvo disposizioni contrarie, tutte le condizioni, le procedure e le prescrizioni di prova sono quelle stabilite all’allegato 4B.
         3.   Campionamento
         3.1.   Numero delle particelle emesse
         Il numero delle particelle emesse deve essere misurato mediante un campionamento continuo effettuato o nel sistema di diluizione a flusso parziale, descritto all’allegato 4B, appendice 3, paragrafi A.3.2.1 e A.3.2.2, o nel sistema di diluizione a flusso totale, descritto all’allegato 4B, appendice 3, paragrafi A.3.2.3 e A.3.2.4.
         3.2.   Filtraggio del diluente
         Il diluente usato per la diluizione primaria, ed eventualmente per quella secondaria, del gas di scarico nel sistema di diluizione, deve attraversare dei filtri che soddisfino i requisiti dei filtri HEPA (High-Efficiency Particulate Air) definiti nei sottoparagrafi dell’allegato 4B, appendice 3, paragrafi A.3.2.2 o A.3.2.4, dedicati al filtro del diluente. Il diluente, prima di essere sottoposto al filtro HEPA per ridurre e stabilizzare in esso la concentrazione di idrocarburi, può essere facoltativamente depurato con carbone vegetale. Si raccomanda di collocare un filtro aggiuntivo grossolano di particelle prima del filtro HEPA e dopo l’eventuale depuratore a carbone vegetale.
         4.   Funzionamento del sistema di campionamento
         4.1.   Compensazione della portata del campione del numero di particelle — Sistemi di diluizione a flusso totale
         4.1.1.   Per compensare la portata massico estratta dal sistema di diluizione per il campionamento del numero di particelle, la portata massica estratta (filtrata) deve essere ricondotta al sistema di diluizione. In alternativa, si può correggere matematicamente la portata massica totale nel sistema di diluizione in base al flusso estratto per il campionamento del numero di particelle. Se la portata massica totale estratta dal sistema di diluizione per il campionamento di particelle è inferiore allo 0,5 % della portata del gas di scarico diluito totale nella galleria di diluizione (med), la correzione, o la riconduzione del flusso, possono essere trascurati.
         4.2.   Compensazione della portata del campione del numero di particelle – Sistemi di diluizione a flusso parziale
         4.2.1.   Nei sistemi di diluizione a flusso parziale, si terrà conto della portata massica estratta dal sistema di diluizione per il campionamento del numero di particelle al momento di controllare la proporzionalità del campionamento. Ciò si ottiene riportando la portata del campione del numero di particelle nel sistema di diluizione a monte del dispositivo di misurazione del flusso, oppure con la correzione matematica di cui al paragrafo 4.2.2. Anche nei sistemi di diluizione a flusso parziale di tipo a campionamento totale, nel calcolo della massa del particolato si deve correggere come indicato al paragrafo 4.2.3 la portata massica estratta per il campionamento del numero di particelle.
         4.2.2.   La portata istantanea del gas di scarico nel sistema di diluizione (qmp
            ), usata per controllare la proporzionalità del campionamento, va corretta in conformità a uno dei seguenti metodi:
         
                     a)
                  
                  
                     se si scarta la portata per il campione del numero di particelle estratto, l’equazione (83) nell’allegato 4B, paragrafo 9.4.6.2 va sostituita dalla seguente:
                     in cui:
                     
                                 qmp
                                 
                              
                              
                                 =
                              
                              
                                 portata del campione di gas di scarico in ingresso nel sistema di diluizione a flusso parziale, in kg/s
                              
                           
                                 qmdew
                                 
                              
                              
                                 =
                              
                              
                                 portata massica del gas di scarico diluito, in kg/s
                              
                           
                                 qmdw
                                 
                              
                              
                                 =
                              
                              
                                 portata massica dell’aria di diluizione, in kg/s
                              
                           
                                 qex
                                 
                              
                              
                                 =
                              
                              
                                 portata massica del campione del numero di particelle, in kg/s
                              
                           Il segnale qex
                         inviato al controllo del sistema a flusso parziale deve avere in qualunque momento una precisione dello 0,1 % di qmdew
                         e va inviato con la frequenza minima di 1 Hz
                  
               
                     b)
                  
                  
                     se si scarta del tutto o in parte la portata per il campione del numero di particelle estratto, ma si riconduce una portata equivalente al sistema di diluizione a monte del dispositivo di misurazione del flusso, l’equazione (83) dell’allegato 4B, paragrafo 9.4.6.2, va sostituita dalla seguente:
                     in cui:
                     
                                 qmp
                                 
                              
                              
                                 =
                              
                              
                                 portata del campione di gas di scarico in ingresso nel sistema di diluizione a flusso parziale, in kg/s
                              
                           
                                 qmdew
                                 
                              
                              
                                 =
                              
                              
                                 portata massica del gas di scarico diluito, in kg/s
                              
                           
                                 qmdw
                                 
                              
                              
                                 =
                              
                              
                                 portata massica dell’aria di diluizione, in kg/s
                              
                           
                                 qex
                                 
                              
                              
                                 =
                              
                              
                                 portata massica del campione del numero di particelle, in kg/s
                              
                           
                                 qsw
                                 
                              
                              
                                 =
                              
                              
                                 portata massica ricondotta nella galleria di diluizione per compensare l’estrazione del campione del numero di particelle, in kg/s.
                              
                           La differenza tra qex
                         e qsw
                         inviata al controllo del sistema a flusso parziale deve avere in qualunque momento una precisione dello 0,1 % di qmdew
                        . Il/i segnale/i va/vanno inviato/i alla frequenza di almeno 1 Hz.
                  
               4.2.3.   Correggere la misurazione del particolato
         Quando si estrae una portata del campione del numero di particelle da un sistema di diluizione a flusso parziale di campionamento totale, la massa del particolato (mPM
            ) calcolata nell’allegato 4B, paragrafo 8.4.3.2.1 o 8.4.3.2.2 va corretta nel modo che segue, per tener conto del flusso estratto. La correzione si effettua anche quando il flusso filtrato estratto è ricondotto nei sistemi di diluizione a flusso parziale.
         
            
         in cui:
         
                     mPM,corr
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     massa del particolato corretta in funzione dell’estrazione del flusso per il campione del numero di particelle, in g/prova
                  
               
                     mPM
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     massa del particolato stabilita in conformità all’allegato 4B, paragrafo 8.4.3.2.1 o 8.4.3.2.2, in g/prova
                  
               
                     msed
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     massa totale del gas di scarico diluito che passa attraverso la galleria di diluizione, in kg
                  
               
                     mex
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     massa totale del gas di scarico diluito estratto dalla galleria di diluizione per il campionamento del numero di particelle, in kg.
                  
               4.3.   Proporzionalità del campionamento di diluizione a flusso parziale
         4.3.1.   Per misurare il numero di particelle, si usa la portata massica dello scarico, stabilita in conformità a uno dei metodi descritti nell’allegato 4B, paragrafi da 8.4.1.3 a 8.4.1.7, per controllare il sistema di diluizione a flusso parziale ed estrarre un campione proporzionato alla portata massica dello scarico. Si controlla la qualità della proporzionalità con un’analisi di regressione tra campione e flusso del gas di scarico in conformità all’allegato 4B, paragrafo 9.4.6.1.
         5.   Determinazione del numero di particelle
         5.1.   Allineamento temporale
         Nei sistemi di diluizione a flusso parziale, si deve tener conto del tempo di permanenza nel sistema di campionamento e misurazione del numero di particelle, mediante allineamento temporale del segnale del numero di particelle con il ciclo di prova e la portata massica del gas di scarico secondo i metodi definiti all’allegato 4B, paragrafo 3.1.30 e 8.4.2.2. Il tempo di trasformazione del sistema di campionamento e di misurazione del numero delle particelle si determina ai sensi del presente allegato, appendice, paragrafo 1.3.6.
         5.2.   Determinazione del numero di particelle con un sistema di diluizione a flusso parziale
         5.2.1.   Se si effettua il campionamento del numero di particelle con un sistema di diluizione a flusso parziale con i metodi di cui all’allegato 4B, paragrafo 8.4, il numero di particelle emesso durante il ciclo di prova va calcolato con la seguente equazione:
         
            
         in cui:
         
                     N
                  
                  
                     =
                  
                  
                     numero di particelle emesse durante il ciclo di prova
                  
               
                     medf
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     massa del gas di scarico diluito equivalente durante il ciclo, determinato ai sensi dell’allegato 4B, paragrafo 8.4.3.2.2, in kg/prova
                  
               
                     k
                  
                  
                     =
                  
                  
                     fattore di taratura per correggere le misurazioni del contatore del numero di particelle rispetto al livello dello strumento di riferimento, se tale fattore non è applicato automaticamente nel contatore del numero di particelle. Se il fattore di taratura è applicato automaticamente nel contatore del numero di particelle, nell’equazione che precede si attribuisce a k il valore 1
                  
               
                     
                        
                  
                  
                     =
                  
                  
                     concentrazione media di particelle del gas di scarico diluito corretto rispetto a condizioni standard (273,2 K e 101,33 kPa), in particelle per cm3
                     
                  
               
                     
                        
                  
                  
                     =
                  
                  
                     fattore di riduzione della concentrazione media di particelle nel separatore di particelle volatili, specifico per i parametri di diluizione usati per la prova.
                  
               
             viene calcolata con la seguente formula:
         
            
         in cui:
         
                     cs,i
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     una misurazione differenziata della concentrazione di particelle nel gas di scarico diluito uscito dal contatore di particelle, corretta rispetto alla coincidenza e a condizioni standard (273,2 K e 101,33 kPa), in particelle per cm3
                     
                  
               
                     n
                  
                  
                     =
                  
                  
                     numero di misurazioni effettuate della concentrazione di particelle nel corso della prova
                  
               5.3.   Determinazione del numero di particelle con un sistema di diluizione a flusso totale
         5.3.1.   Se si effettua il campionamento del numero di particelle con un sistema di diluizione a flusso totale con i metodi di cui all’allegato 4B, paragrafo 8.5, il numero di particelle emesso durante il ciclo di prova va calcolato con la seguente equazione:
         
            
         in cui:
         
                     N
                  
                  
                     =
                  
                  
                     numero di particelle emesse durante il ciclo di prova
                  
               
                     med
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     portata del gas di scarico diluito totale durante il ciclo calcolato in conformità a uno dei metodi descritti all’allegato 4B, paragrafi da 8.5.1.2 a 8.5.1.4, in kg/prova
                  
               
                     k
                  
                  
                     =
                  
                  
                     fattore di taratura per correggere le misurazioni del contatore del numero di particelle rispetto al livello dello strumento di riferimento, se tale fattore non è applicato automaticamente nel contatore del numero di particelle. Se il fattore di taratura è applicato automaticamente nel contatore del numero di particelle, nell’equazione che precede si attribuisce a k il valore 1
                  
               
                     
                        
                  
                  
                     =
                  
                  
                     concentrazione media corretta di particelle del gas di scarico diluito corretto rispetto a condizioni standard (273,2 K e 101,33 kPa), in particelle per cm3
                     
                  
               
                     
                        
                  
                  
                     =
                  
                  
                     fattore di riduzione della concentrazione media di particelle nel separatore di particelle volatili, specifico per i parametri di diluizione usati per la prova.
                  
               
             viene calcolata con la seguente formula:
         
            
         in cui:
         
                     cs,i
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     una misurazione differenziata della concentrazione di particelle nel gas di scarico diluito uscito dal contatore di particelle, corretta rispetto alla coincidenza e a condizioni standard (273,2 K e 101,33 kPa), in particelle per cm3
                     
                  
               
                     n
                  
                  
                     =
                  
                  
                     numero di misurazioni effettuate della concentrazione di particelle nel corso della prova.
                  
               5.4.   Risultato della prova
         5.4.1.   Per ogni singolo ciclo di guida stazionario armonizzato a livello mondiale (world-wide harmonised steady state driving cycle — WHSC) e ogni ciclo di guida transitorio armonizzato a livello mondiale (world-wide harmonised transient driving cycle — WHTC) con avviamento a caldo e a freddo, le emissioni specifiche, in numero di particelle/kWh, devono essere calcolate come segue:
         
            
         in cui:
         
                     e
                  
                  
                     =
                  
                  
                     è il numero di particelle emesse per kWh
                  
               
                     Wact
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     lavoro effettivo prodotto nel ciclo ai sensi dell’allegato 4B, paragrafo 7.8.6, in kWh.
                  
               5.4.2.   Sistemi di post-trattamento del gas di scarico con rigenerazione periodica
         Nei motori dotati di sistemi di post-trattamento con rigenerazione periodica, le emissioni WHTC con avviamento a caldo vanno ponderate come segue:
         
            
         in cui:
         
                     ew
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     emissione media ponderata specifica WHTC con avviamento a caldo, in numero di particelle/kWh
                  
               
                     n
                  
                  
                     =
                  
                  
                     numero di prove WHTC con avviamento a caldo senza rigenerazione
                  
               
                     nr
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     numero di prove WHTC con avviamento a caldo con rigenerazione (almeno una prova)
                  
               
                     
                        
                  
                  
                     =
                  
                  
                     emissione media specifica senza rigenerazione, in numero di particelle/kWh
                  
               
                     
                        
                  
                  
                     =
                  
                  
                     emissione media specifica senza rigenerazione, in numero di particelle/kWh.
                  
               Per determinare , si applicano le seguenti disposizioni:
         
                     a)
                  
                  
                     se la rigenerazione si estende su più prove WHTC con avviamento a caldo, eseguire prove WHTC complete e consecutive con avviamento a caldo, continuare a misurare le emissioni senza immersione e senza spegnere il motore fino a rigenerazione avvenuta e calcolare la media delle prove WHTC con avviamento a caldo;
                  
               
                     b)
                  
                  
                     se per una rigenerazione completa basta una prova WHTC con avviamento a caldo, continuare la prova per tutta la sua durata.
                  
               D’accordo con l’autorità di omologazione, è possibile applicare fattori di aggiustamento della rigenerazione, moltiplicativi o additivi, dopo un’adeguata analisi tecnica.
         Il fattore di aggiustamento moltiplicativo della rigenerazione kr
             si calcola come segue:
         
             (verso l’alto)
         
             (verso il basso)
         Il fattore di aggiustamento additivo della rigenerazione (kr
            ) si calcola come segue:
         
            kr,u = ew – e (verso l’alto)
         
            kr,d = ew – er
             (verso il basso)
         Il fattore di aggiustamento della rigenerazione kr
            :
         
                     c)
                  
                  
                     si applica al risultato ponderato della prova WHTC di cui al paragrafo 5.4.3;
                  
               
                     d)
                  
                  
                     può essere applicato alla prova WHSC e alla prova WHTC con avviamento a freddo, se durante il ciclo si produce la rigenerazione;
                  
               
                     e)
                  
                  
                     può essere applicato ad altri componenti della stessa famiglia di motori;
                  
               
                     f)
                  
                  
                     può essere esteso ad altre famiglie di motori che utilizzano lo stesso sistema di post-trattamento previo accordo dell’autorità di omologazione basato su dati tecnici oggettivi forniti dal fabbricante che dimostrino che le emissioni sono simili.
                  
               5.4.3.   Risultato medio ponderato della prova WHTC
         Nel ciclo WHTC, il risultato finale della prova sarà una media ponderata tra prove di avviamento a freddo e a caldo (compresa la rigenerazione periodica, se pertinente), calcolata mediante una delle equazioni che seguono:
         
                     a)
                  
                  
                     in caso di fattore di aggiustamento della rigenerazione moltiplicativo o di motori privi di post-trattamento con rigenerazione periodica
                     
               
                     b)
                  
                  
                     in caso di fattore di aggiustamento della rigenerazione additivo
                     
               in cui:
         
                     Ncold
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     numero totale di particelle emesse durante il ciclo di prova WHTC con avviamento a freddo
                  
               
                     Nhot
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     numero totale di particelle emesse durante il ciclo di prova WHTC con avviamento a caldo
                  
               
                     Wact,cold
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     lavoro effettivo prodotto durante il ciclo di prova WHTC con avviamento a freddo ai sensi dell’allegato 4B, paragrafo 7.8.6, in kWh
                  
               
                     Wact, hot
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     lavoro effettivo prodotto durante il ciclo di prova WHTC con avviamento a caldo ai sensi dell’allegato 4B, paragrafo 7.8.6, in kWh
                  
               
                     kr
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     fattore di aggiustamento della rigenerazione, ai sensi del paragrafo 5.4.2, o in caso di motori privi di post-trattamento con rigenerazione periodica kr = 1.
                  
               5.4.4.   Arrotondamento dei risultati definitivi
         I risultati di prova definitivi del ciclo WHTC e del ciclo WHTC medio ponderato vanno arrotondati in una sola operazione a 3 cifre significative ai sensi della norma ASTM E 29-06B Non è ammesso l’arrotondamento di valori intermedi che permettono di ricavare il risultato finale delle emissioni specifiche al banco.
         6.   Determinazione del numero di particelle di fondo
         6.1.   A richiesta del fabbricante del motore, prima o dopo la prova, può essere estratto un campione delle concentrazioni di fondo del numero di particelle nella galleria di diluizione a partire da un punto, a valle dei filtri di particelle e idrocarburi, nel sistema di misurazione del numero di particelle al fine di stabilire le concentrazioni di fondo del numero di particelle nella galleria.
         6.2.   A fini di omologazione, non è consentito la sottrazione delle concentrazioni di fondo del numero di particelle nella galleria di diluizione ma, a richiesta del fabbricante e con l’accordo previo dell’autorità di omologazione, può essere effettuata per testare la conformità della produzione se si dimostra che il contributo del fondo della galleria è significativo; in tal caso esso può essere sottratto dai valori misurati nel gas di scarico diluito.
      
      
         Appendice
         
            Attrezzatura per contare il numero di particelle nelle emissioni
         
         1.   Specifiche
         1.1.   Descrizione del sistema
         1.1.1.   Il sistema di campionamento delle particelle si compone di una sonda o di un punto di campionamento, che estrae un campione da una miscela omogenea del flusso in un sistema di diluizione quale descritto all’allegato 4B, appendice 3, paragrafi A3.2.1 e A.3.2.2 o A3.2.3 e A.3.2.4, di un separatore di particelle volatili (volatile particle remover — VPR) a monte di un contatore di particelle (particle number counter — PNC) e di adeguate condotte di trasferimento.
         1.1.2.   Si raccomanda di collocare, prima dell’ingresso del VPR, un preclassificatore delle dimensioni delle particelle (p.es., un ciclone, un impattore, ecc.). Una sonda di campionamento che funga da adeguato dispositivo di classificazione delle dimensioni, come quella indicata all’allegato 4B, appendice 3, figura 14, rappresenta tuttavia un’alternativa accettabile all’uso di un preclassificatore delle dimensioni delle particelle. Nei sistemi di diluizione a flusso parziale si può usare per il campionamento della massa del particolato e del numero di particelle lo stesso preclassificatore, estraendo il campione del numero di particelle dal sistema di diluizione a valle del preclassificatore. In alternativa, si possono usare preclassificatori separati ed estrarre il campione del numero di particelle dal sistema di diluizione a valle del preclassificatore della massa del particolato.
         1.2.   Requisiti generali
         1.2.1.   Il punto di campionamento delle particelle deve trovarsi all’interno di un sistema di diluizione.
         La punta della sonda di campionamento o il punto di campionamento e il tubo di trasferimento delle particelle (particle transfer tube — PTT) formano insieme il sistema di trasferimento delle particelle (particle transfer system — PTS) Il PTS incanala il campione dalla galleria di diluizione all’ingresso del VPR. Il PTS deve soddisfare le seguenti condizioni:
         
                      
                  
                  
                     Nel caso di sistemi di diluizione a flusso totale o parziale del tipo a campionamento frazionale (cfr. allegato 4B, appendice 3, paragrafo A.3.2.1) la sonda di campionamento va installata vicino alla linea centrale della galleria, a una distanza, pari a 10/20 diametri della galleria, a valle dell’ingresso del gas, orientata controcorrente rispetto al flusso del gas nella galleria; l’asse della punta deve essere parallelo a quello della galleria di diluizione. La sonda di campionamento va collocata dentro il tratto di diluizione in modo che il campione sia estratto da una miscela omogenea di diluente/gas di scarico.
                  
               
                      
                  
                  
                     Nel caso di sistemi di diluizione a flusso parziale del tipo a campionamento totale (cfr. allegato 4B, paragrafo A.3.2.1), il punto di campionamento delle particelle o la sonda di campionamento vanno collocati nel tubo di trasferimento del particolato, a monte del supporto del filtro del particolato, del dispositivo di misurazione del flusso e di qualsiasi punto di biforcazione tra campione e derivazione. Il punto di campionamento o la sonda di campionamento vanno collocati in modo che il campione sia estratto da una miscela omogenea di diluente/gas di scarico. Le dimensioni della sonda di campionamento delle particelle devono essere tali da non interferire con il funzionamento del sistema di diluizione a flusso parziale.
                  
               Il gas campione che attraversa il PTS deve soddisfare le seguenti condizioni:
         
                      
                  
                  
                     nei sistemi di diluizione a flusso totale, esso deve avere un flusso caratterizzato da un numero di Reynolds (Re) < 1 700;
                  
               
                      
                  
                  
                     nei sistemi di diluizione a flusso parziale, esso deve avere un flusso caratterizzato da un numero di Reynolds (Re) < 1 700 nel PTT, cioè a valle della sonda o del punto di campionamento;
                  
               il suo tempo di permanenza nel PTS sarà di ≤ 3 s.
         È accettabile ogni altra configurazione del PTS per la quale possa essere dimostrata una portata equivalente di particelle a 30 nm.
         Il tubo di uscita (outlet tube — OT) che trasporta il campione diluito dal VPR all’ingresso del PNC deve avere le seguenti caratteristiche:
         
                      
                  
                  
                     un diametro interno di ≥ 4 mm;
                  
               
                      
                  
                  
                     il flusso del gas attraverso l’OT deve avere un tempo di permanenza di ≤ 0,8 s.
                  
               È accettabile ogni altra configurazione dell’OT per la quale possa essere dimostrata una portata equivalente di particelle a 30 nm.
         1.2.2.   Il VPR deve comprendere dispositivi di diluizione del campione e di eliminazione delle particelle volatili.
         1.2.3.   Tutte le parti del sistema di diluizione e campionamento tra il tubo di scarico e il PNC che sono a contatto con gas di scarico grezzi e diluiti, devono essere progettate in modo da ridurre al minimo il deposito delle particelle. Le parti devono essere fabbricate con materiali elettroconduttori che non reagiscano con componenti dei gas di scarico e collegate a massa per impedire effetti elettrostatici.
         1.2.4.   Il sistema di campionamento delle particelle deve riflettere le pratiche migliori nel campo del campionamento degli aerosol, evitare curve brusche e improvvisi cambiamenti della sezione trasversale, usare superfici interne lisce e ridurre al minimo la lunghezza della linea di campionamento. Sono invece ammessi cambiamenti della sezione graduali.
         1.3.   Requisiti specifici
         1.3.1.   Il campione di particelle non deve attraversare una pompa prima di raggiungere il PNC.
         1.3.2.   Si raccomanda l’uso di un preclassificatore di campioni.
         1.3.3.   L’unità di precondizionamento del campione deve:
         
                     1.3.3.1.
                  
                  
                     poter diluire il campione in una o più fasi per ottenere una concentrazione inferiore alla soglia superiore del modo di conteggio unico delle particelle del PNC e una temperatura dei gas inferiore a 35 °C all’ingresso del PNC;
                  
               
                     1.3.3.2.
                  
                  
                     avere una fase di diluizione iniziale a caldo che estragga un campione a una temperatura ≥ 150 °C e ≤ 400 °C e il cui fattore di diluizione sia almeno pari a 10;
                  
               
                     1.3.3.3.
                  
                  
                     controllare fasi a caldo a temperature nominali di funzionamento costanti, nella gamma specificata dal paragrafo 1.3.3.2, con una tolleranza di ± 10 °C e poter indicare se le fasi a caldo siano o no a una temperatura di funzionamento corretta;
                  
               
                     1.3.3.4.
                  
                  
                     ottenere un fattore di riduzione della concentrazione di particelle [fr(di)], definito al paragrafo 2.2.2, per particelle del diametro di 30 nm e di 50 nm di mobilità elettrica, che non sia superiore per più del 30 %, e del 20 % rispettivamente, e non sia inferiore per più del 5 % a quello di particelle del diametro di 100 nm di mobilità elettrica per l’intero VPR;
                  
               
                     1.3.3.5.
                  
                  
                     ottenere una vaporizzazione > 99,0 % delle particelle di 30 nm di tetracontano [CH3(CH2)38CH3], con concentrazione d’ingresso ≥ 10 000 cm–3, mediante riscaldamento e riduzione delle pressioni parziali del tetracontano.
                  
               1.3.4.   Il PNC deve:
         
                     1.3.4.1.
                  
                  
                     funzionare in condizioni di flusso totale;
                  
               
                     1.3.4.2.
                  
                  
                     raggiungere una precisione di conteggio di ± 10 % rispetto a una norma certificabile nell’intera gamma tra 1 cm–3 fino alla soglia superiore del modo di conteggio unico delle particelle del PNC. In presenza di concentrazioni inferiori a 100 cm–3, per dimostrare la precisione del PNC con un alto grado di affidabilità statistica, potrà essere necessario calcolare la media di misurazioni effettuate su lunghi periodi di campionamento;
                  
               
                     1.3.4.3.
                  
                  
                     avere una leggibilità di almeno 0,1 particelle/cm–3 a concentrazioni fino a 100 cm–3;
                  
               
                     1.3.4.4.
                  
                  
                     avere una risposta lineare a concentrazioni di particelle per l’intera gamma della misurazione nel modo di conteggio unico delle particelle;
                  
               
                     1.3.4.5.
                  
                  
                     avere una frequenza di registrazione dei dati pari o superiore a 0,5 Hz;
                  
               
                     1.3.4.6.
                  
                  
                     avere un tempo di reazione t90 inferiore a 5 s per l’intera gamma della concentrazione misurata;
                  
               
                     1.3.4.7.
                  
                  
                     disporre di una funzione di correzione della coincidenza fino a un massimo del 10 % e di un fattore di taratura interno, di cui al paragrafo 2.1.3, ma senza dover ricorrere ad altri algoritmi per correggere o definire l’efficienza di conteggio;
                  
               
                     1.3.4.8.
                  
                  
                     avere un’efficienza di conteggio, con particelle del diametro di 23 nm (± 1 nm) e di 41 nm (± 1 nm) di mobilità elettrica, del 50 % (± 12 %) e > 90 %, rispettivamente. Tale efficienza di conteggio può essere ottenuta con mezzi interni (come: controllo della progettazione dello strumento) o esterni (come: preclassificazione delle dimensioni);
                  
               
                     1.3.4.9.
                  
                  
                     se il PNC usa un liquido di lavoro, quest’ultimo deve essere sostituito alla frequenza specificata dal fabbricante dello strumento.
                  
               1.3.5.   Se, al punto in cui viene controllata la portata del PNC, la pressione e/o la temperatura all’ingresso del PNC non sono state mantenute a un livello costante noto, esse vanno misurate e registrate per correggere la concentrazione delle particelle in condizioni standard.
         1.3.6.   La somma del tempo di permanenza del PTS, del VPR e dell’OT oltre al tempo di risposta t90 del PNC non deve essere superiore a 20 s.
         1.3.7.   Il tempo di trasformazione dell’intero sistema di campionamento del numero delle particelle (PTS, VPR, OT e PNC) deve essere determinato cambiando l’aerosol direttamente all’ingresso del PTS. il cambiamento dell’aerosol va effettuato in meno di 0,1 s. L’aerosol usato per la prova deve dar luogo a un cambiamento di concentrazione di almeno il 60 % del fondo scala (full scale — FS).
         Registrare la curva della concentrazione. Per l’allineamento temporale dei segnali della concentrazione del numero di particelle e del flusso del gas di scarico, il tempo di trasformazione è definito come l’intervallo di tempo che intercorre tra cambiamento (t0) e raggiungimento di una risposta equivalente al 50 % del valore finale rilevato (t50).
         1.4.   Caratteristiche raccomandate del sistema
         Il seguente paragrafo contiene le pratiche raccomandate per misurare il numero delle particelle. è accettabile tuttavia qualsiasi sistema che soddisfi le specifiche di prestazione di cui ai paragrafi 1.2 e 1.3.
         Le figure 14 e 15 sono disegni schematici delle configurazioni del sistema raccomandato di campionamento delle particelle per sistemi di diluizione a flusso parziale e, rispettivamente, a flusso totale.
         
            Figura 14
         
         
            Schema del sistema di campionamento delle particelle raccomandato — Campionamento a flusso parziale
         
         
            
         
            Figura 15
         
         
            Schema del sistema di campionamento delle particelle raccomandato — Campionamento a flusso totale
         
         
            
         1.4.1.   Descrizione del sistema di campionamento
         Il sistema di campionamento delle particelle si compone di una sonda o di un punto di campionamento nel sistema di diluizione, di un tubo di trasferimento delle particelle (particle transfer tube — PTT), di un preclassificatore di particelle (particle pre-classifier — PCF) e di un separatore di particelle volatili (volatile particle remover — VPR) a monte dell’unità di misurazione della concentrazione del numero di particelle (particle number counter — PNC). Il VPR deve comprendere dispositivi di diluizione del campione (particle number diluters: PND1 e PND2) e di evaporazione delle particelle (Evaporation tube — ET). La sonda o il punto di campionamento per il flusso del gas di scarico da provare vanno collocati nel tratto di diluizione in modo da poter estrarre un campione rappresentativo del flusso del gas di scarico da una miscela omogenea di diluente/gas di scarico. La somma del tempo di permanenza del sistema più il tempo di risposta t90 del PNC non deve superare 20 s.
         1.4.2.   Sistema di trasferimento delle particelle
         La punta della sonda di campionamento o il punto di campionamento e il tubo di trasferimento delle particelle (PTT) formano insieme il sistema di trasferimento delle particelle (PTS) Il PTS incanala il campione dalla galleria di diluizione all’ingresso del primo diluitore del numero di particelle. Il PTS deve soddisfare le seguenti condizioni.
         
                      
                  
                  
                     Nel caso di sistemi di diluizione a flusso totale o parziale del tipo a campionamento frazionale (cfr. allegato 4B, appendice 3, paragrafo A.3.2.1) la sonda di campionamento va installata vicino alla linea centrale della galleria, a una distanza pari a 10/20 diametri della galleria a valle dell’ingresso del gas, orientata controcorrente rispetto al flusso del gas nella galleria; l’asse della punta deve essere parallelo a quello della galleria di diluizione. La sonda di campionamento va collocata dentro il tratto di diluizione in modo che il campione sia estratto da una miscela omogenea di diluente/gas di scarico.
                  
               
                      
                  
                  
                     Nel caso di sistemi di diluizione a flusso parziale del tipo a campionamento totale (cfr. allegato 4B, paragrafo A.3.2.1), il punto di campionamento delle particelle va collocato nel tubo di trasferimento del particolato, a monte del supporto del filtro del particolato, del dispositivo di misurazione del flusso e di qualsiasi punto di biforcazione tra campione e derivazione. Il punto di campionamento o la sonda di campionamento vanno collocati in modo che il campione sia estratto da una miscela omogenea di diluente/gas di scarico.
                  
               Il gas campione che attraversa il PTS deve soddisfare le seguenti condizioni:
         
                      
                  
                  
                     avere un flusso caratterizzato da un numero di Reynolds (Re) < 1 700;
                  
               
                      
                  
                  
                     avere un tempo di permanenza nel PTS di ≤ 3 s.
                  
               È accettabile ogni altra configurazione del PTS per la quale possa essere dimostrata una portata equivalente di particelle del diametro di 30 nm di mobilità elettrica.
         Il tubo di uscita (outlet tube — OT) che trasporta il campione diluito dal VPR all’ingresso del PNC deve avere le seguenti caratteristiche:
         
                      
                  
                  
                     un diametro interno di ≥ 4 mm;
                  
               
                      
                  
                  
                     il flusso del campione di gas attraverso l’OT deve avere un tempo di permanenza di ≤ 0,8 s.
                  
               È accettabile ogni altra configurazione dell’OT per la quale possa essere dimostrata una portata equivalente di particelle del diametro di 30 nm di mobilità elettrica.
         1.4.3.   Preclassificatore delle particelle
         Il preclassificatore di particelle raccomandato va collocato a monte del VPR. Il taglio granulometrico del diametro delle particelle del preclassificatore al 50 % deve essere compreso tra 2,5 μm e 10 μm alla portata volumetrica scelta per il campionamento delle emissioni di particelle. Il preclassificatore deve permettere ad almeno il 99 % della concentrazione massica di particelle da 1 μm che entrano nel preclassificatore di uscire da esso alla portata volumetrica scelta per il campionamento delle emissioni di particelle. Nei sistemi di diluizione a flusso parziale si può usare per il campionamento della massa del particolato e del numero di particelle lo stesso preclassificatore, estraendo il campione del numero di particelle dal sistema di diluizione a valle del preclassificatore. In alternativa, si possono usare preclassificatori separati ed estrarre il campione del numero di particelle dal sistema di diluizione a monte del preclassificatore della massa del particolato.
         1.4.4.   Separatore di particelle volatili (VPR)
         Il VPR deve comprendere un diluitore del numero di particelle (PND1) un tubo di evaporazione e un secondo diluitore (PND2) in serie. La diluizione ha la funzione di ridurre la concentrazione del campione, che entra nell’unità che misura la concentrazione delle particelle, fino a un livello inferiore alla soglia superiore del modo di conteggio unico delle particelle del PNC e di sopprimere la nucleazione all’interno del campione. Il VPR deve poter indicare se il PND1 e il tubo di evaporazione funzionano a temperature corrette.
         Il VPR deve ottenere una vaporizzazione > 99,0 % delle particelle di 30 nm di tetracontano [CH3(CH2)38CH3], con concentrazione d’ingresso ≥ 10 000 cm–3, mediante riscaldamento e riduzione delle pressioni parziali del tetracontano. Esso deve anche ottenere un fattore di riduzione della concentrazione di particelle (fr), per particelle del diametro di 30 nm e di 50 nm di mobilità elettrica, che non sia superiore per più del 30 %, e del 20 % rispettivamente, e non sia inferiore per più del 5 % a quello di particelle del diametro di 100 nm di mobilità elettrica per l’intero VPR.
         1.4.4.1.   Primo dispositivo di diluizione del numero di particelle (PND1)
         Il primo dispositivo di diluizione del numero di particelle è specificatamente destinato a diluire la concentrazione del numero di particelle e funziona a una temperatura di parete compresa tra 150 °C e 400 °C. Il valore di riferimento della temperatura di parete va mantenuto a una temperatura nominale costante di funzionamento, entro i margini suddetti, con una tolleranza di ± 10 °C, e non superare la temperatura di parete dell’ET (cfr. paragrafo 1.4.4.2). Il diluitore va alimentato con aria di diluizione filtrata da filtro HEPA e deve mantenere un fattore di diluizione compreso tra 10 e 200 volte.
         1.4.4.2.   Tubo di evaporazione
         Per l’intera lunghezza del tubo di evaporazione (Evaporation tube — ET) si controllerà una temperatura di parete pari o superiore a quella del primo dispositivo di diluizione del numero di particelle; alla parete va mantenuta una temperatura di funzionamento nominale fissa compresa tra 300 °C e 400 °C, con una tolleranza di ± 10 °C.
         1.4.4.3.   Secondo dispositivo di diluizione del numero di particelle (PND2)
         Il PND2 è destinato in modo specifico a diluire la concentrazione del numero di particelle. Il diluitore va alimentato con aria di diluizione filtrata da filtro HEPA e deve mantenere un fattore di diluizione unico compreso tra 10 e 30 volte. Il fattore di diluizione del PND2 va scelto tra 10 e 15 affinché la concentrazione del numero di particelle a valle del secondo diluitore sia inferiore alla soglia superiore del modo di conteggio unico delle particelle del PNC e la temperatura dei gas sia < 35 °C all’ingresso del PNC.
         1.4.5.   Contatore del numero di particelle (PNC)
         Il PNC deve soddisfare i seguenti requisiti del paragrafo 1.3.4.
         2.   Taratura/convalida del sistema di campionamento delle particelle (7)
         
         2.1.   Taratura del contatore del numero di particelle
         2.1.1.   Il servizio tecnico deve garantire che esiste un certificato di taratura del PNC attestante la sua conformità a una norma certificabile per i 12 mesi precedenti il test sulle emissioni.
         2.1.2.   Dopo ogni intervento di manutenzione di un certo rilievo tarare nuovamente il PNC ed emettere un nuovo certificato.
         2.1.3.   La taratura deve avvenire con un metodo di calibrazione standard:
         
                     a)
                  
                  
                     comparando la reazione del PNC da tarare con quella di un elettrometro di aerosol tarato mentre effettua il campionamento di particelle di taratura classificate elettrostaticamente; oppure
                  
               
                     b)
                  
                  
                     comparando la reazione del PNC da tarare con quella di un secondo PNC tarato direttamente con il metodo di cui sopra.
                  
               Nel caso dell’elettrometro, la taratura va effettuata usando almeno 6 concentrazioni standard distribuite il più uniformemente possibile sulla gamma di misurazione del PNC. Questi punti comprendono una concentrazione nominale 0 che si verifica applicando filtri HEPA appartenenti almeno alla classe H13 della norma EN 1822:2008, o di capacità equivalenti, all’ingresso di ogni strumento. Se non viene applicato un fattore di taratura al PNC da tarare, le concentrazioni misurate devono collocarsi, ad eccezione del punto 0, entro un margine del ± 10 % della concentrazione standard per ogni concentrazione utilizzata; altrimenti, il PNC da tarare va respinto. So dovrà calcolare e registrare il gradiente della regressione lineare di 2 serie di dati. Al PNC da tarare si deve applicare un fattore di taratura pari al reciproco del gradiente. La linearità della risposta viene calcolata come quadrato del coefficiente di correlazione del momento del prodotto di Pearson (R2) delle 2 serie di dati e sarà pari o superiore a 0,97. Nel calcolo del gradiente e di R2 la regressione lineare deve essere fatta passare per l’origine (concentrazione 0 per entrambi gli strumenti).
         Nel caso del PNC di riferimento la taratura va effettuata usando almeno 6 concentrazioni standard distribuite sulla gamma di misurazione del PNC. Almeno 3 punti devono collocarsi a concentrazioni inferiori a 1 000 cm–3; le restanti concentrazioni devono spaziarsi linearmente tra 1 000 cm–3 e il massimo della gamma del PNC nel modo di conteggio unico delle particelle. Questi punti comprendono una concentrazione nominale 0 che si verifica applicando filtri HEPA appartenenti almeno alla classe H13 della norma EN 1822:2008, o di capacità equivalenti, all’ingresso di ogni strumento. Se non viene applicato un fattore di taratura al PNC da tarare, le concentrazioni misurate devono collocarsi, ad eccezione del punto 0, entro un margine del ± 10 % della concentrazione standard per ogni concentrazione; altrimenti, il PNC da tarare va respinto. So dovrà calcolare e registrare il gradiente della regressione lineare di 2 serie di dati. Al PNC da tarare si deve applicare un fattore di taratura pari al reciproco del gradiente. La linearità della risposta viene calcolata come quadrato del coefficiente di correlazione del momento del prodotto di Pearson (R2) delle 2 serie di dati e sarà pari o superiore a 0,97. Nel calcolo del gradiente e di R2 la regressione lineare deve essere fatta passare per l’origine (concentrazione 0 per entrambi gli strumenti).
         2.1.4.   La taratura deve anche comprendere una verifica, in base ai requisiti di cui al paragrafo 1.3.4.8, sull’efficacia di individuazione con particelle del diametro di 23 nm di mobilità elettrica. Un controllo della efficacia di conteggio con particelle da 41 nm non è necessario.
         2.2.   Taratura/convalida dell’eliminatore di particelle volatili (VPR)
         2.2.1.   La taratura del fattore di riduzione della concentrazione di particelle nel VPR in tutta la gamma dei livelli di diluizione, alle temperature nominali fisse di funzionamento dello strumento, è richiesta se lo strumento è nuovo e dopo ogni intervento di manutenzione di un certo rilievo. Il requisito della verifica periodica del fattore di riduzione della concentrazione delle particelle nel VPR si limita a un controllo a ogni singolo livello che sia rappresentativo di quelli usati per la misurazione su veicoli muniti di filtro antiparticolato diesel. Il servizio tecnico deve garantire che esiste un certificato di taratura o di convalida del VPR valido per i 6 mesi precedenti il test sulle emissioni. Se il VPR dispone di segnali d’allarme per il controllo delle temperature, è ammesso un intervallo di convalida di 12 mesi.
         Il VPR deve essere caratterizzato da un fattore di riduzione della concentrazione di particelle del diametro di 30 nm, 50 nm e di 100 nm di mobilità elettrica. I fattori di riduzione della concentrazione di particelle [fr(d)], per particelle del diametro di 30 nm e di 50 nm di mobilità elettrica, non deve essere superiore per più del 30 %, e del 20 % rispettivamente, e non deve essere inferiore per più del 5 % a quello di particelle del diametro di 100 nm di mobilità elettrica. Ai fini della convalida, il fattore di riduzione medio della concentrazione di particelle deve collocarsi entro ± 10 % del fattore di riduzione medio della concentrazione di particelle () calcolato nel corso della prima taratura del VPR.
         2.2.2.   L’aerosol di prova per tali misurazioni deve essere costituito da particelle solide del diametro di 30, 50 e 100 nm di mobilità elettrica e da una concentrazione minima di 5 000 particelle per cm–3 all’ingresso del VPR. Le concentrazioni di particelle devono essere misurate a monte e a valle delle componenti
         Il fattore di riduzione della concentrazione di particelle per la dimensione do ciascuna particella [fr(di)] va calcolato come segue:
         
            
         in cui:
         
                     Nin(di)
                  
                  
                     =
                  
                  
                     concentrazione del numero di particelle a monte per particelle di diametro di
                     
                  
               
                     Nout(di)
                  
                  
                     =
                  
                  
                     concentrazione del numero di particelle a valle per particelle di diametro di
                     
                  
               
                     di
                     
                  
                  
                     =
                  
                  
                     diametro di mobilità elettrica delle particelle (30, 50 o 100 nm).
                  
               
            Nin(di) e Nout(di) devono essere corrette alle stesse condizioni.
         La riduzione medio della concentrazione di particelle () a un determinato livello di diluizione deve essere calcolata come segue:
         
            
         Si raccomanda di tarare e convalidare il VPR come unità completa.
         2.2.3.   Il servizio tecnico deve garantire che esista un certificato di taratura del VPR attestante la sua effettiva efficacia nell’eliminare le particelle volatili per i 6 mesi precedenti il test sulle emissioni. Se il VPR dispone di segnali d’allarme per il controllo delle temperature, è ammesso un intervallo di convalida di 12 mesi. Il VPR deve dimostrare una capacità di eliminazione 99,0 % delle particelle di almeno 30 nm di tetracontano [CH3(CH2)38CH3], con una concentrazione d’ingresso ≥ 10 000 cm–3, se fatto funzionare al suo livello minimo di diluizione e alla temperatura di funzionamento raccomandata dal fabbricante
         2.3.   Modalità di controllo del sistema di conteggio delle particelle
         2.3.1.   Prima di ciascuna prova, il contatore di particelle deve registrare una concentrazione misurata inferiore a 0,5 particelle per cm–3 se all’ingresso dell’intero sistema di campionamento delle particelle (VPR o PNC) è applicato un filtro HEPA appartenente almeno alla classe H13 della norma EN 1822:2008 o di capacità equivalente.
         2.3.2.   Su base mensile, il flusso all’interno del contatore di particelle deve registrare un valore misurato che si collochi entro un margine del 5 % della portata nominale del contatore di particelle, se controllato con un flussometro tarato.
         2.3.3.   Ogni giorno, dopo aver applicato all’ingresso del contatore di particelle un filtro HEPA appartenente almeno alla classe H13 della norma EN 1822:2008, o di capacità equivalente, il contatore di particelle deve registrare una concentrazione ≤ 0,2 cm–3. Rimosso il filtro, il contatore di particelle deve indicare un aumento della concentrazione misurata di almeno 100 particelle per cm–3, se sottoposto ad aria ambientale, e un ritorno a ≤ 0,2 cm–3 appena viene ricollocato il filtro HEPA.
         2.3.4.   Prima dell’inizio di ogni prova, occorre una conferma del fatto che il sistema di misurazione indichi che il tubo di evaporazione, se compreso nel sistema, abbia raggiunto la sua corretta temperatura di funzionamento.
         2.3.5.   Prima dell’inizio di ogni prova, occorre una conferma del fatto che il sistema di misurazione indichi che il diluitore PND1, abbia raggiunto la sua corretta temperatura di funzionamento.
      »
   
      (1)  Per la definizione delle categorie, cfr. la risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3), allegato 7 (documento TRANS/WP.29/78/Rev.1/Amend.2, modificato da ultimo da Amend.4).»
   
      (2)  gas naturale
   
      (3)  gas di petrolio liquefatto
   
      (4)  Il regolamento n. 83 si applica ai veicoli dotati di massa di riferimento ≤ 2 610 kg e, per estensione dell’omologazione, ai veicoli dotati di massa di riferimento ≤ 2 840 kg.
   
      (5)  Si applica solo allo stadio C della tabella 2 del paragrafo 5.2.1.
   
      (6)  Date di applicazione conformi al paragrafo 5.4.2.
   
      (7)  Esempi di metodi di taratura/convalida si trovano al seguente indirizzo: http://www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29grpe/pmpFCP.html