CELEX: 31994D0799
Language: it
Date: 1994-12-08 00:00:00
Title: 94/799/Euratom: Decisione del Consiglio, dell'8 dicembre 1994, che adotta un programma specifico di ricerca e d'insegnamento nel settore della fusione termonucleare controllata (1994-1998)

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31994D0799

94/799/Euratom: Decisione del Consiglio, dell'8 dicembre 1994, che adotta un programma specifico di ricerca e d'insegnamento nel settore della fusione termonucleare controllata (1994-1998)  

Gazzetta ufficiale n. L 331 del 21/12/1994 pag. 0022 - 0032 edizione speciale finlandese: capitolo 12 tomo 2 pag. 0185  edizione speciale svedese/ capitolo 12 tomo 2 pag. 0185 

DECISIONE DEL CONSIGLIO dell'8 dicembre 1994 che adotta un programma specifico di  ricerca e d'insegnamento nel settore della fusione termonucleare controllata (1994-1998)  (94/799/Euratom)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare  l'articolo 7, vista la proposta della Commissione (1), dopo la consultazione del Comitato scientifico e tecnico, visto il parere del Parlamento europeo (2), visto il parere del Comitato economico e sociale (3), considerando che, con decisione 94/268/Euratom (4), il Consiglio ha adottato un programma quadro di  azioni comunitarie di ricerca e d'insegnamento per il periodo 1994-1998 che definisce tra l'altro  le attività che saranno svolte nel settore della fusione termonucleare controllata; che la presente  decisione tiene conto dei motivi esposti nel preambolo di tale decisione; considerando che l'articolo 2 della decisione 94/268/Euratom prevede che il programma quadro sia  attuato mediante programmi specifici adottati in conformità dell'articolo 7 del trattato; che  ciascun programma specifico determini i propri obiettivi precisi in conformità con gli obiettivi  scientifici e tecnologici di cui all'allegato III della decisione, precisi le norme  particolareggiate per la sua attuazione, stabilisca la sua durata e preveda i mezzi ritenuti  necessari; considerando che l'importo ritenuto necessario per lo svogimento del presente programma è di 794  milioni di ecu; che gli stanziamenti per ogni esercizio finanziario sono stabiliti dall'autorità di  bilancio, subordinatamente alla disponibilità di risorse nell'ambito delle prospettive finanziarie  e alle condizioni fissate all'articolo 1, paragrafo 3 del programma quadro; considerando che il contenuto del programma quadro di azioni comunitarie di ricerca e  d'insegnamento è stato definito in conformità del principio di sussidiarietà; che il presente  programma specifico precisa il contenuto delle azioni da svolgere conformemente a tale principio  nel settore della fusione termonucleare controllata; considerando l'esigenza, conformemente all'allegato III della decisione 94/268/Euratom, che la  Comunità attui un programma «Fusione» comunitario il cui obiettivo a lungo termine è quello di  realizzare in comune reattori prototipo, affidabili e rispettosi dell'ambiente, che dovrebbe  tradursi nella costruzione di centrali elettriche economicamente redditizie; che il programma  comprende tutte le attività avviate negli Stati membri nel settore della fusione termonucleare  controllata mediante confinamento magnetico; considerando che la decisione 94/268/Euratom (Programma quadro 1994-1998) prevede che l'azione  comunitaria è giustificata se, tra l'altro, la ricerca condotta contribuisce al rafforzamento della  coesione economica e sociale della Comunità nonché alla promozione del suo sviluppo armonioso,  mantenendo la coerenza con l'obiettivo della qualità scientifica e tecnica; che il presente  programma intende contribuire alla realizzazione di tali obiettivi; considerando che la Comunità dovrebbe fornire un supporto soltanto alle azioni RST di alta  qualità; considerando che la ricerca di base nel settore della fusione termonucleare controllata deve essere  incoraggiata all'interno della Comunità per permettere lo sviluppo di concetti innovativi; considerando che al presente programma specifico si applicano le modalità di partecipazione delle  imprese, dei centri di ricerca (compreso il CCR) e delle università precisate nella decisione  94/761/Euratom (5); considerando che il presente programma contribuirà a potenziare le sinergie tra le attività di  ricerca e d'insegnamento condotte nel settore della fusione termonucleare controllata dai centri di  ricerca, dalle università e dalle imprese stabiliti negli Stati membri, e tra questi ultimi e le  corrispondenti attività comunitarie di ricerca ed insegnamento; considerando che l'esecuzione del progetto JET (Joint Europeans Torus) è stata affidata all'impresa  comune Joint European Torus (JET), istituita con decisione 78/471/Eurotom (1); considerando che la rete di associazioni è un elemento di grande importanza nell'attuazione delle  attività comunitarie nel settore della fusione termonucleare controllata; considerando che, ai sensi dell'articolo 101 del trattato, la Comunità ha concluso accordi di  cooperazione nel settore della fusione termonucleare controllata e della fisica del plasma con il  Regno di Svezia e la Confederazione elvetica; che la Comunità ha concluso altri accordi  internazionali nel settore, in particolare l'accordo di cooperazione sulle attività riguardanti la  progettazione ingegneristica dell'International Thermonuclear Experimental Reactor (ITER-EDA) con  il Giappone, la Federazione Russa e gli Stati Uniti d'America; che allo scopo di attuare il  presente programma può essere opportuno intraprendere ulteriori azioni di cooperazione in ambito  internazionale con organizzazione internazionali e con paesi terzi; considerando che il presente programma dovrebbe comprendere anche attività di diffusione e di  sfruttamento dei risultati della ricerca, in particolare nei confronti delle piccole e medie  imprese, nonché attività di stimolo della mobilità e della formazione dei ricercatori nell'ambito  del presente programma nei limiti di quanto necessario per la sua buona esecuzione; considerando che dovrebbe essere condotta un'analisi sulla fattibilità ecnonomica, sociale e  ambientale della fusione termonucleare controllata e su tutti i rischi tecnologici connessi con le  attività condotte ai sensi del presente programma; che l'interesse pubblico alle questioni  riguardanti la sicurezza connessa con la ricerca sulla fusione implica la svolgimento di studi per  determinare l'accettabilità sociale di tale ricerca; considerando che la realizzazione del presente programma dovrebbe essere sorvegliata in modo  continuo e sistematico allo scopo di poterlo adattare, ove opportuno, all'evoluzione scientifica e  tecnologica in questo settore; che, a tempo debito, vi dovrebbe essere una valutazione indipendente  dell'avanzamento del programma per fornire tutti gli elementi di valutazione necessari alla  definizione degli obiettivi del prossimo programma quadro di ricerca e d'insegnamento per la  Comunità europea dell'energia atomica; che, al termine del presente programma, vi dovrebbe essere  una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti nella presente  decisione; considerando che il CCR può partecipare ad azioni indirette contemplate dal presente programma; considerando che attraverso il proprio programma il CCR contribuirà inoltre al raggiungimento degli  obiettivi comunitari di ricerca e d'insegnamento nei settori contemplati dal presente programma, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 Per il periodo dall'8 dicembre 1994 al 31 dicembre 1998 è adottato  per la Comunità europea dell'energia atomica un programma specifico di ricerca e d'insegnamento nel  settore della fusione termonucleare controllata, quale definito all'allegato I. Articolo 2 1.  L'importo ritenuto necessario per lo svolgimento del programmma è di 794 milioni  di ecu, comprensivi di un massimo del 17 % per spese per il personale e amministrative. 2.  L'allegato II contiene la ripartizione indicativa dell'importo di cui al paragrafo 1. 3.  L'autorità di bilancio determina gli stanziamenti per ogni esercizio, fatta salva la  disponibilità di risorse nel quadro delle prospettive finanziarie e in conformità delle condizioni  di cui all'articolo 1, paragrafo 3 della decisione 94/268/Euratom relativa al programma quadro,  tenuto conto dei principi di sana gestione di cui all'articolo 2 del regolamento finanziario  applicabile al bilancio generale delle Comunità europee. Articolo 3 1.  Le modalità di partecipazione finanziaria della Comunità sono quelle formulate  nell'allegato IV della decisione 94/761/Euratom relativa al programma quadro. 2.  Le modalità di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università sono  precisate nella decisione 94/761/Euratom. 3.  L'allegato III contiene le modalità specifiche di realizzazione del presente programma,  aggiuntive rispetto a quelle di cui ai paragrafi 1 e 2. Articolo 4 1.  Per contribuire tra l'altro ad assicurare l'attuazione economicamente valida del  presente programma, la Commissione supervede, in modo continuo e sistematico, con l'opportuna  assistenza di esperti esterni indipendenti, l'avanzamento del programma rispetto agli obiettivi  definiti all'allegato I. Essa valuta in particolare se gli obiettivi, le priorità e gli strumenti  finanziari sono ancora adeguati all'evoluzione della situazione. Ove necessario, in funzione dei  risultati della valutazione, essa presenta proposte volte ad adeguare o completare il programma. 2.  Per contribuire alla valutazione delle attività comunitarie, di cui all'articolo 4, paragrafo 2  della decisione 94/268/Euratom relativa al programma quadro, e in conformità dello scadenzario  fissato in tale paragrafo, la Commissione incarica esperti indipendenti di effettuare una  valutazione esterna delle attività svolte nei settori contemplati dal presente programma e della  relativa gestione nei cinque anni precedenti la valutazione. 3.  Alla scadenza del presente programma, la Commissione incarica esperti indipendenti di eseguire  una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti all'allegato III del  programma quadro e all'allegato I della presente decisione. Essa trasmette la relazione di  valutazione finale al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale. Articolo 5 1.  La Commissione è responsabile dell'attuazione del programma. 2.  Per l'attuazione del programma, la Commissione è assistita dal comitato consultivo per il  programma fusione, istituito con la decisione del Consiglio del 16 dicembre 1980. Articolo 6 Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione. Fatto a Bruxelles, addì 8 dicembre 1994. Per il Consiglio Il Presidente G. REXRODT (1) GU n. C 113 del 23. 4. 1994, pag. 15. (2) Parere espresso il 17 novembre 1994 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale). (3) Parere espresso il 15 settembre 1994 (non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale). (4) GU n. L 115 del 6. 5. 1994, pag. 31. (5) GU n. L 306 del 30. 11. 1994, pag. 1. (1) GU n. L 151 del 7. 6. 1978, pag. 10. Decisione modificata da ultimo dalla decisione  91/677/Euratom (GU n. L 375 del 31. 12. 1991, pag. 9).  ALLEGATO I OBIETTIVI E CONTENUTI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI Introduzione Il presente programma rispecchia fedelmente l'approccio espresso dal programma quadro di azioni  comunitarie di ricerca e d'insegnamento per la Comunità europea dell'energia atomica (1994-1998),  che sono conformi alle raccomandazioni del Panel di Colombo. Il suo contenuto tiene conto delle  conclusioni del seminario sulla strategia europea di ricerca e sviluppo tecnologico nel settore  energetico (Venezia, novembre 1993) e riflette fedelmente i risultati della valutazione nonché le  raccomandazioni del comitato consultivo per il programma «Fusione» (CCPF) sulla programmazione a  medio termine delle macchine e degli impianti prevista dal programma, elaborate nel marzo 1994 in  seguito ad uno studio approfondito. L'obiettivo a lungo termine del programma comunitario «Fusione», che comprende tutte le attività  intraprese negli Stati membri (più la Svezia e la Svizzera) nel settore della fusione termonucleare  controllata mediante confinamento magnetico è la realizzazione in comune di prototipi di reattori  sicuri e rispettosi dell'ambiente per giungere alla costruzione di centrali elettriche  economicamente redditizie rispondenti alle esigenze degli utilizzatori potenziali; in tale contesto  si considereranno con particolare attenzione i vincoli imposti dalle esigenze dei servizi pubblici  (decisione 94/268/Euratom sul Programma quadro 1994-1998). La progressione verso questo obiettivo, condiviso dai quattro principali programmi mondiali sulla  fusione (Euratom, Giappone, Russia e USA) di importanza analoga, ha una dimensione temporale  misurabile in decenni. In Europa, l'integrazione delle ricerche sulla fusione mediante confinamento  magnetico in un unico programma comunitario è essenziale per un impiego ottimale delle risorse  umane e finanziarie disponibili; tale integrazione è in linea con il coordinamento delle attività  di ricerca raccomandato dalla Commissione nel Libro bianco [COM(93)700] adottato dal Consiglio  europeo del 10-11 dicembre 1993. Singolarmente, nessuno Stato membro avrebbe potuto impegnarsi in  un progetto delle dimensione di JET, né avrebbe potuto essere riconosciuto come partner a pieno  titolo nella cooperazione mondiale instauratasi per il reattore sperimentale ITER. Invero, la  qualità delle ricerche e l'esperienza acquisita attraverso la collaborazione intracomunitaria hanno  posto la Comunità in una posizione di rilievo nella cooperazione ITER. La durata e l'entità dell'impegno finanziario e di risorse umane necessario per raggiungere questo  obiettivo richiedono la concentrazione dell'azione comunitaria sull'obiettivo perseguito, la totale  coesione della rete di organizzazioni associate nell'azione comunitaria e lo sfruttamento ottimale  della cooperazione con i grandi programmi extracomunitari sulla fusione. Le questioni di sicurezza  e di ambiente avranno un ruolo centrale nella realizzazione delle grandi macchine che, dopo JET,  rientrano nella strategia prevista verso il prototipo di reattore commerciale. Tale strategia contempla in particolare: - un reattore sperimentale (Next Step) il cui obiettivo globale è quello di dimostrare la  fattibilità scientifica e tecnologica della produzione di energia di fusione per scopi pacifici; - un reattore dimostrativo (DEMO) in grado di produrre quantità significative di elettricità. Per il periodo 1994-1998, l'obiettivo prioritario è la progettazione ingegneristica del Next Step  nel quadro della cooperazione quadripartita tra Euratom, Giappone, Russia e USA sulle attività  riguardanti la progettazione ingegneristica dell'International Thermonuclear Experimental Reactor  (ITER-EDA). Occorrono anche studi specializzati per esaminare i possibili miglioramenti progettuali nel campo  della fisica e dell'ingegneria del plasma valutandone nel contempo la fattibilità tecnica, nonché  per realizzare gli sviluppi tecnologici a lungo termine onde progredire verso lo sfruttamento della  fusione come fonte di energia; i risultati di questi studi saranno utili per il funzionamento di  ITER e, a più lungo termine, per la definizione concettuale di DEMO. La strategia proposta comporta pertanto lo sviluppo simultaneo di tre temi di attività per il  periodo 1994-1998, come indicato nella figura, sui quali si concentreranno gli sforzi, soprattutto  mediante azioni a compartecipazione finanziaria. - Attività «Next Step»: da un lato la progettazione ingegneristica propriamente detta e, dall'altro, la R  &  S di supporto  alla progettazione, alla costruzione e al funzionamento del Next Step. - Miglioramenti progettuali: R  &  S in fisica e ingegneria del plasma, orientati essenzialmente verso DEMO. - Tecnologia a lungo termine: R  &  S in tecnologia, orientati essenzialmente verso DEMO e i reattori. >INIZIO DI UN GRAFICO>>FINE DI UN GRAFICO>La ricerca continuerà a basarsi principalmente sulla  fusione termonucleare controllata mediante confinamento magnetico in geometria toroidale. Si  continueranno a mantenere i contatti con altri approcci alla fusione termonucleare controllata, in  particolare nel settore del confinamento inerziale e, ove possibile, questa attività sarà svolta  prevalentemente in un contesto internazionale, come raccomandato in occasione del seminario di  Venezia. I criteri riguardanti l'impatto ambientale, la sicurezza e la redditività commerciale potenziale a  lungo termine avranno un ruolo essenziale nell'evoluzione dell'intero programma fusione. Nel corso di questo programma si provvederà a: - rafforzare ulteriormente la cooperazione tra associazioni nonché la mobilità dei ricercatori; - incoraggiare la partecipazione dell'industria; - aumentare la portata della collaborazione internazionale; - rafforzare le sinergie tra la ricerca e la formazione avanzata; in particolare, si agevolerà  l'accesso dei ricercatori delle regioni meno avanzate della Comunità ai grandi impianti; - consolidare la strategia relativa alle risorse umane tenendo conto del personale attualmente  disponibile e delle future esigenze del programma. Settori dell'attività scientifica e tecnica Le attività «Next Step» Le ITER-EDA comprendono la progettazione particolareggiata propriamente detta a cura del gruppo  centrale congiunto (il «Joint Central Team») e dei gruppi di ciascuno dei quattro partner (gli  «Home Teams») nonché la R  &  S di sostegno in fisica e tecnologia effettuata dagli «Home Teams».  Per il partner Euratom, le attività diverse dalla partecipazione al «Joint Central Team» saranno  coordinate dal gruppo NET ed eseguite principalmente dalle associazioni, dall'industria (con un  crescente impegno), dal JET e dal Centro comune di ricerca (CCR). La R  &  S in fisica e in ingegneria del plasma, o sostegno delle ITER-EDA, continuerà sul JET e  sulle macchine specializzate presso le associazioni e riguarderà soprattutto lo scarico di  particelle e di energia, il riscaldamento, il confinamento e le distruzioni del plasma, gli impulsi  di plasma di lunga durata. Il compito principale del JET è stabilire metodi affidabili per  controllare la purezza del plasma nelle condizioni applicabili al Next Step e svolgere operazioni  ad alte prestazioni in plasmi di deuterio-tritio, limitando l'attivazione della macchina ai livelli  strettamente necessari. I compiti di tecnologia e di progettazione delle ITER-EDA affidati alla Comunità saranno eseguiti  principalmente presso le associazioni, il CCR e l'industria. Al duplice scopo di aumentare la  competitività della Comunità per la costruzione di ITER e di conservare la possibilità di procedere  verso un Next Step europeo qualora la cooperazione attorno a ITER si rivelasse troppo difficoltosa  a proseguirsi, si svilupperà la competenza necessaria in tutte le tecnologie chiave nel Next Step,  in particolore nei settori dei magneti superconduttori, dei componenti rivolti al plasma, della  sicurezza in materia di funzionamento e ambiente, del ciclo del combustibile e di una  telemanipolazione altamente affidabile che consenta la manutenzione e lo smantellamento della  macchina nel suo ambiente specifico. L'attuale generazione di impianti per prove tecnologiche sarà  intensivamente sfruttata. I laboratori specializzati presso il CCR, il JET e le associazioni  contribuiranno a dimastrore un impiego sicuro del tritio. Sarà scelto e qualificato un sito europeo candidato per la costruzione del Next Step. Il protocollo 2 dell'accordo ITER-EDA copre il periodo che va dal 21 marzo 1994 al previsto  completamento dell'EDA nel luglio 1998. È importante che le decisioni sul luogo, i tempi e il  contesto in cui costruire il Next Step siano prese durante questo periodo. Prima che vengano prese  decisioni definitive sulla costruzione di una macchina Next Step, e sugli stanziamenti che dovranno  essere destinati a tale scopo verrà avviata una valutazione esterna delle prospettive della  fusione, a cura di esperti indipendenti, le cui conclusioni si baseranno sui progressi realmente  conseguiti in vista della realizzazione dell'obiettivo finale del programma. I risultati di detta  valutazione, che sarà effettuata nel 1996, saranno trasmessi al Parlamento europeo, al Consiglio e  al Comitato economico e sociale. Miglioramenti progettuali Ricerche sui miglioramenti progettuali per il tokamak e le configurazioni analoghe, sono essenziali  per consentire, in una prospettiva più lontana, la definizione di DEMO; queste ricerche dovrebbero  anche contribuire a finalizzare la progettazione del Next Step e a prepararne il funzionamento. Le tecniche attualmente utilizzate per risolvere determinati problemi di fisica e di ingegneria del  plasma, la maggior parte dei quali sono comuni a tutte le macchine toroidali a confinamento  magnetico, richiedono miglioramenti; la messa a punto di questi miglioramenti potrà implicare oltre  all'estensione dei programmi attualmente in corso, l'ammodernamento delle macchine esistenti e la  costruzione di nuove. Più specificamente, saranno realizzati sulle macchine esistenti TORE-SUPRA,  ASDEX-U, TEXTOR, FTU, COMPASS, START, TCV, RTP, ISTTOK, TJ-I-U, TJ-II, WVII-AS, RFX e EXTRAP T-2  studi relativi ai regimi di confinamento migliorato alla stabilità magneto-idrodinamica,  all'interazione plasma-parete, alla ricarica di combustibile e allo scarico, al riscaldamento e al  mantenimento di corrente. Nelle associazioni saranno sviluppati nuovi metodi diagnostici del plasma  a supporto di questi studi. In sinergia con le attività sperimentali, le attività di fisica teorica  si incentreranno in particolare sull'interpretazione dei risultati sperimentali, sulla modellazione  del plasma termonucleare e sullo sviluppo di concetti innovativi. Si studierà anche la possibilità  di utilizzare combustibile avanzato come la miscela deuterio-elio 3. Sono in corso attività preparatorie per l'ammodernamento delle macchine esistenti e la costruzione  di nuove, che riguardano in particolare: - il progetto particolareggiato e lo sviluppo di prototipi per un eventuale grande stellarator  (WVII-X) mirante a dimostrare il livello avanzato delle prestazioni di questa configurazione;  saranno sviluppati gli studi concettuali sul potenziale degli stellarator come reattori a fusione;  la costruzione del WVII-X potrebbe iniziare nel periodo 1994-1998; - l'eventuale ammodernamento di alcuni tokamak, in particolare TORE-SUPRA; - un eventuale tokamak compatto, mirante all'ignizione. Una proposta riveduta potrà essere  presentata al comitato consultivo per il programma fusione (CCPF), per esame approfondito. La tecnologia a lungo termine Sarà ampliato l'impegno tecnologico a lungo termine onde fornire soluzioni accettabili a livello  tecnico e ambientale ai problemi tecnici relativi allo sfruttamento della fusione come fonte di  energia. L'accettabilità dell'energia di fusione, sotto il profilo della sicurezza e dell'ambiente  nonché della redditività economica, saranno in ultima analisi essenziali per diffonderne  l'utilizzazione. Questo sforzo tecnologico a lungo termine sarà intrapreso presso le associazioni,  il CCR e l'industria e comporterà in particolare: - lo sviluppo di mantelli tritigeni in vista della costruzione di moduli di mantello applicabili a  DEMO e da provare in ITER; - lo sviluppo di materiali resistenti alle radiazioni e a basso grado di attivazione; le prove di  questi materiali presupporranno una fonte di neutroni ad alta energia. È in fase di avvio la  partecipazione alla progettazione concettuale di una sorgente di neutroni al deuterio-litio nel  quadro di un accordo di attuazione IEA, con l'obiettivo di passare alla progettazione tecnica prima  del 1988; - la continuazione delle analisi concernenti la sicurezza e l'accettazione da parte della società  dell'energia di fusione. Le attività riguarderanno in particolare l'analisi e la valutazione dei  rischi possibili connessi con l'energia di fusione e con i futuri grandi impianti e l'integrazione  di tutti i dispositivi possibili atti a prevenire o minimizzare i rischi. Attuazione Nel rappresentare l'Euratom al Consiglio ITER la Commissione si accerterà che si provveda ad  utilizzare in modo ottimale le competenze e le risorse disponibili a favore dell'EDA. Per quanto attiene alla parte del programma inerente alla fisica, la continuazione di JET dopo il  1996 (e la costruzione di WVII-X), oltre a consentire il completo sfruttamento delle macchine  esistenti, fornirebbe un efficacissimo contributo al raggiungimento degli obiettivi del programma;  per quanto attiene alla parte tecnologica del programma, gli strumenti di attuazione andrebbero  ulteriormente armonizzati con la parte inerente alla fisica, aumentando ad esempio la quantità di R   &  S in materia di tecnologia di base. Secondo la decisione 91/677/Euratom del Consiglio, il periodo 1994-1998 dovrà essere caratterizzato  dallo scioglimento dell'impresa comune JET, che attualmente è il maggiore polo della ricerca  europea sulla fusione. Sono stati tuttavia individuati nuovi argomenti scientifici e tecnici  sostanziali, in particolare a favore di ITER (come la prova di un divertore simile a quello  progettato per ITER), che depongono a favore della continuazione del funzionario di JET dopo il  1996. Gli organismi responsabili del programma esamineranno, sotto il profilo strategico,  programmatico, gestionale e finanziario, un'eventuale proroga del funzionamento di JET , nonché il  suo orizzonte temporale. Dopo la cessazione dell'impresa comune, i dati scientifici che essa ha permesso di conseguire  saranno sfruttati integralmente. L'esperienza dal JET sarà trasferita ad altre attività del  programma fusione, soprattutto a quelle rivolte a ITER. Ove opportuno, si continueranno ad  utilizzare gli impianti JET in contesti organizzativi da definire; la ricerca sullo smantellamento  di JET potrebbe in particolare far parte delle attività del programma. Ancor prima dello scioglimento dell'impresa comune JET vi sarà un potenziamento della cooperazione  tra associazioni. Si ricercheranno nuove forme di cooperazione tra le associazioni che tengano  conto del carattere europeo e della durata limitata dei progetti di ricerca. La Commissione  incoraggerà la costituzione ufficiale di gruppi di associazioni in consorzi di azioni integrate per  la realizzazione di progetti comuni adeguando le attuali modalità. Le associazioni e il CCR (1)  dovranno fornire un contributo molto importante ai programmi di fisica e di tecnologia di ITER,  durante le fasi di studio, costruzione e funzionamento. Sarà incoraggiata una maggiore partecipazione dell'industria, al duplice scopo di integrare le  competenze industriali nella realizzazione del Next Step e garantire che l'industria europea  padroneggi tutte le tecnologie chiave necessarie per costruire i futuri reattori di fusione. Le  misure attuate nel periodo 1990-1994 e destinate a far partecipare l'industria europea al  contributo comunitario alle ITER-EDA, nella progettazione propriamente detta e nella R  &  S di  accompagnamento, saranno rivedute e adeguate in funzione delle necessità. In particolare saranno  organizzati seminari misti fusione-industria per contribuire a sviluppare la diffusione e la  valorizzazione dei risultati scientifici e tecnici ottenuti nel quadro del programma fusione. Si esaminerà la possibilità di estendere la cooperazione internazionale al di là di ITER, in  particolare attraverso una pianificazione comune con i principali programmi mondiali sulla fusione.  Esempi di questa cooperazione sono un impianto per prove di materiali comprendente una potente  sorgente di neutroni ad alta energia e macchine specializzate per miglioramenti progettuali. In relazione alla durata dello sforzo necessario per sfruttare l'energia di fusione, sarà data  grande importanza al mantenimento della qualità e della coesione dei gruppi di ricerca nella  Comunità, sviluppando la mobilità dei ricercatori e degli ingegneri e incoraggiando le sinergie tra  la ricerca e la formazione avanzata rafforzando i legami con la comunità scientifica europea in  generale. Occorre, in particolare, incoraggiare la collaborazione fra le università impegnate nella  fisica del plasma caldo e le associazioni. L'importo di stanziamenti previsto dalla presente decisione renderà necessaria l'attuazione di  misure finalizzate ad una maggiore selettività delle attività previste e una realizzazione graduale  delle nuove attività. Una proroga di JET implicherebbe necessariamente per il progetto un bilancio annuo notevolmente  ridotto; l'eventuale costruzione di WVII-X potrebbe essere finanziata solo parzialmente con la  presente decisione relativa al programma. La struttura decentrata della gestione del programma fusione, inerente alla sua struttura a rete,  si è rivelata efficace e sarà mantenuta. (1) Una descrizione delle attività previste per il CCR in questo settore è contenuta  nella proposta di decisione del Consiglio relativa alle attività del CCR [doc. COM(94) 70 defin.,  del 30 marzo 1994, 94/0074 (CNS)]. Un estratto della proposta è allegato alla presente decisione.  ALLEGATO II >SPAZIO PER TABELLA>Le ripartizione tra i diversi settori non esclude la  possibilità che determinati progetti possano rientrare in più settori. In particolare le questioni  riguardanti la sicurezza e l'ambiente, che determineranno l'evoluzione del programma «Fusione»,  saranno trattati in tutti i settori: nell'ambito di JET questi argomenti sono parte integrante  della sua utilizzazione; per i settori 1, 3 e 4 circa il 10 % del totale sarà assegnato a questi  argomenti.  ALLEGATO III MODALITÀ SPECIFICHE DI REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA 1. Le modalità  specifiche di realizzazione del presente programma di cui all'articolo 3 riguardano i progetti di  ricerca e sviluppo tecnologico, l'impresa comune JET, misure di accompagnamento e azioni  concertate. La selezione delle attività deve tener conto dei criteri enunciati all'allegato II  della decisione 94/268/Euratom e degli obiettivi illustrati all'allegato I del presente programma. La partecipazione al programma è prevista nell'ambito di contratti di associazione con Stati membri  (più Svezia e Svizzera) o con organizzazioni degli Stati membri, nell'ambito dell'impresa comune  JET, dell'accordo NET che tiene conto della partecipazione della Comunità alle attività ITER-EDA e  di altri contratti a tempo determinato, in particolare con organizzazioni degli Stati membri che  non dispongono di associazioni. 2. Il presente programma sarà realizzato mediante azioni indirette, in cui la Comunità fornisce una  partecipazione finanziaria ad attività di ricerca e d'insegnamento eseguite da terzi o dal CCR in  associazione con terzi: a) Azioni a compartecipazione finanziaria: I progetti verrano attuati mediante ricerche a compartecipazione finanziaria e contratti di  sviluppo tecnologico. Verrà incentivata la creazione di consorzi per progetti integrati aventi un  obiettivo comune. La partecipazione finanziaria della Comunità alle spese di gestione delle associazioni e ai  contratti a tempo determinato avverrà in linea generale ad un tasso annuo uniforme del 25 % circa.  La Commissione, previa consultazione del CCPF, può finanziare: - le spese di investimento per progetti specificamente definiti ad una quota uniforme del 45 %  circa; - determinati compiti che possono essere svolti solo dall'industria ad una quota massima del 100  %. I progetti sono selezionati in base a procedure ordinarie definite nei contratti di associazione,  nello statuto del JET, nell'accordo NET, nell'accordo ITER-EDA e in eventuali altri accordi a  livello comunitario conclusi fatto salvo il parere del comitato consultivo di cui all'articolo 5,  paragrafo 2. Se il comitato consultivo considera prioritario un determinato progetto, tutte le  associazioni e organizzazioni partecipanti al programma hanno il diritto di partecipare agli  esperimenti condotti sui macchinari così costruiti. Le modalità della partecipazione della Comunità all'impresa comune JET sono definite nello statuto  di detta impresa comune, adottato dal Consiglio con decisione 78/471/Euratom e modificato da ultimo  con decisione 91/677/Euratom. Le modalità nella partecipazione della Comunità alle attività che riguardano la progettazione  ingegneristica di ITER (ITER-EDA) sono definite nell'accordo EDA (1), nel relativo protocollo 2 e  nei documenti di accompagnamento (2). b) Azioni concertate, consistenti nel coordinamento di progetti di ricerca e d'insegnamento già  finanziati da poteri pubblici o organismi privati. L'azione concertata può svolgere anche il  coordinamento necessario al funzionamento delle reti tematiche le quali, nell'ambito di azioni a  compartecipazione finanziaria, raggruppano intorno ad uno stesso obiettivo tecnologico o  industriale produttori, utilizzatori, università e centri di ricerca. La partecipazione della Comunità può ammontare fino al 100 % del costo della concertazione. c) Misure di preparazione, di accompagnamento e di sostegno come: - studi di supporto al presente programma e di preparazione di azioni future; - supporto per scambi di informazioni; conferenze, seminari, gruppi di lavoro e altre riunioni  scientifiche e tecniche, comprese le riunioni di coordinamento intersettoriale o  pluridisciplinare; - consulenze esterne, nonché l'accesso a basi di dati scientifici; - pubblicazioni scientifiche e attività di diffusione, promozione e valorizzazione dei risultati,  in coordinamento con le attività condotte nell'ambito della terza azione del quarto programma  quadro delle azioni comunitarie di ricerca e di sviluppo tecnologico; - analisi delle conseguenze socioeconomiche, nonché dei rischi tecnologici connessi con il  programma; - attività di formazione nell'ambito della ricerca contemplata dal presente programma atte a  facilitare il trasferimento di tecnologia; - valutazione indipendente del programma e della realizzazione delle attività. Il finanziamento comunitario può ammontare fino al 100 % dei costi di queste misure. Estratto della proposta di decisione del Consiglio per il programma del CCR [COM(94)70 def. -  94/0074 CNS)] con riguardo alle attività del Centro comune di ricerca (CCR) nei settori coperti dal  Programma specifico di ricerca e d'insegnamento nel settore della fusione termonucleare controllata  Questa attività fa parte del programma comunitario di ricerca sulla fusione e mira a migliorare il  corredo di conoscenza e la tecnologia della dimensione «sicurezza e ambiente» delle future macchine  destinate al programma europeo. La maggior parte dei lavori si incentrerà sul sostegno al reattore  sperimentale termonucleare internazionale (ITER), ma può riguardare anche qualsiasi altro reattore  di fusione. A tal fine, il CCR ha progettato e costruito il Laboratorio sperimentale europeo per la  manipolazione del tritio (ETHEL) il cui fine è lo sviluppo di metodi di manipolazione del tritio,  ma sarà prestata particolare attenzione alla verifica e alla convalida dei metodi di prevenzione e  di riduzione degli scarti di tritio e di prodotti di attivazione nella zona di lavoro e  nell'ambiente, sia in situazioni normali che in caso di incidenti. Il laboratorio, inoltre, offre la possibilità di effettuare ricerche a qualsiasi altra  organizzazione europea partecipante al programma comunitario sulla fusione o ad esso associata. Una parte delle attività riguarderà lo sviluppo e la caratterizzazione di materiali che devono  soddisfare i requisiti seguenti: buona compatibilità con il tritio, funzione di barriera efficace  contro le infiltrazioni del tritio a debole radioattività indotta. Il CCR, che dispone di una lunga  esperienza in questo settore, apporterà un contributo significativo nel quadro di ITER, nonché per  i bisogni a più lungo termine del programma fusione. Oltre a questa attività, il CCR svolgerà studi più generici, che includono la sicurezza operativa  durante la manutenzione, in base a richieste specifiche relative al progetto ITER o, più in  generale al programma Fusione, in particolare studi su materiali ad attivazione debole e sulla  manipolazione a distanza. Estratto della proposta di decisione del Consiglio per il programma del CCR [COM(94)70 def.94/0074  CNS)] con riguardo alle attività del Centro comune di ricerca (CCR) nei settori coperti dal  Programma specifico di ricerca e d'insegnamento nel settore della fusione termonucleare controllata  Questa attività fa parte del programma comunitario di ricerca sulla fusione e mira a migliorare il  corredo di conoscenza e la tecnologia della dimensione «sicurezza e ambiente »delle future macchine  destinate al programma europeo. La maggior parte dei lavori si incentrerà sul sostegno al reattore  sperimentale termonucleare internazionale (ITER), ma può riguardara anche qualsiasi altro reattore  di fusione. A tal fine, il CCR ha progettato e costruito il Laboratorio sperimentale europeo per la  manipolazione del tritio (ETHEL) il cui fine è lo sviluppo di metodi di manipulazione del tritio,  ma sarà prestata particolare attenzione alla verifica e alla convalida dei metodi di prevenzione e  di riduzione degli scarti di tritio e di prodotti di attivazione nella zona di lavoro e  nell'ambiente, siain situazione normali che in caso di incidenti. Il laboratorio, inoltre offre la possibilità di effetuare richerche a qualsiasi altra  organizzazione europea partecipante al programma comunitario sulla fusione o ad esso associata. Una parte delle attività riguarderà lo sviluppo e la caratterizzazione di materiali che devono  soddisfare i requisiti sequenti: buona compatibilità con il tritio, funzione di barriera efficace  contro le infiltrazione del tritio a debole radioattività indotta. Il CCR, che dispone di una lunga  esperienza in questo settore, apporterà un contributo significativo nel quadro di ITER, nonché per  i bisogni a più lungo termine del programma fusione. Oltre a questa attività, il CCR svolgerà studi più generici, che includono la sicurezza operativa  durante la manutenzione, in base a richieste specifiche relative al progetto ITER o, più in  generale al programma Fusione, in particolare studi su materiali ad attivazione debole e sulla  manipolazione a distanza. (1) GU n. L 244 del 26. 8. 1992, pag. 14. (2) GU n. L 114 del 5. 5. 1994, pag. 25.