CELEX: 61969CJ0002
Language: it
Date: 1969-07-01
Title: Sentenza della Corte del 1º luglio 1969. # Sociaal Fonds voor de Diamantarbeiders contro S.A. Ch. Brachfeld & Sons e Chougol Diamond Co. # Domande di pronuncia pregiudiziale: Vredegerecht Antwerpen (2e kanton) - Belgio. # Cause riunite 2 e 3-69.

Avis juridique important

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61969J0002

SENTENZA DELLA CORTE DEL 1 LUGLIO 1969.  -  SOCIAAL FONDS VOOR DE DIAMANTARBEIDERS CONTRO S.A. CH. BRACHFELD AND SONS E CHOUGOL DIAMOND CO..  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL VREDERECHTER DI ANVERSA).  -  CAUSE RIUNITE 2 E 3/69.  

raccolta della giurisprudenza 1969 pagina 00211 edizione speciale danese pagina 00049 edizione speciale greca pagina 00059 edizione speciale portoghese pagina 00063 edizione speciale spagnola pagina 00317 edizione speciale svedese pagina 00399 edizione speciale finlandese pagina 00397

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DAZI DOGANALI - SOPPRESSIONE - SCOPO  ( TRATTATO CEE, ARTT . 9, 12 )  2 . DAZI DOGANALI - SOPPRESSIONE - IMPOSIZIONI DI EFFETTO EQUIVALENTE - NOZIONE  ( TRATTATO CEE, ARTT . 9, 12 )  3 . DAZI DOGANALI E IMPOSIZIONI DI EFFETTO EQUIVALENTE - SOPPRESSIONE - ISTITUZIONE DI NUOVI DAZI E DI NUOVE IMPOSIZIONI - E' VIETATA - DIVIETO TASSATIVO - TRIBUTI INTERNI E IMPOSIZIONI DI EFFETTO EQUIVALENTE - DISTINZIONE  ( TRATTATO CEE, ARTT . 9, 12 E 95 )  4 . DAZI DOGANALI - SOPPRESSIONE - EFFETTI IMMEDIATI DELLE DISPOSIZIONI IN MATERIA  ( TRATTATO CEE, ARTT . 9, 12, 17 E 95 )  5 . TARIFFA DOGANALE COMUNE - ONERI PECUNIARI IMPOSTI DAGLI STATI SULLE IMPORTAZIONI DAI PAESI TERZI ANTERIORMENTE ALL' ISTITUZIONE DELLA TARIFFA - AMMISSIBILITA  

Massima

1 . I DAZI DOGANALI SONO VIETATI A PRESCINDERE DA QUALSIASI CONSIDERAZIONE CIRCA LO SCOPO IN VISTA DEL QUALE SONO STATI ISTITUITI COME PURE CIRCA LA DESTINAZIONE E I PROVENTI CHE NE DERIVANO .  2 . UN ONERE PECUNIARIO, SIA PUR MINIMO, IMPOSTO UNILATERALMENTE, A PRESCINDERE DALLA SUA DENOMINAZIONE E DALLA SUA STRUTTURA E CHE COLPISCE LE MERCI NAZIONALI O ESTERE IN RAGIONE DEL FATTO CHE ESSE VARCANO LA FRONTIERA, SE NON E UN DAZIO DOGANALE PROPRIAMENTE DETTO, COSTITUISCE UNA TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE AI SENSI DELL' ARTICOLO 9 E DELL' ARTICOLO 12 DEL TRATTATO ANCHE SE NON SIA RISCOSSO A PROFITTO DELLO STATO, NON ABBIA ALCUN EFFETTO DISCRIMINATORIO O PROTEZIONISTICO E IL PRODOTTO COLPITO NON SIA IN CONCORRENZA CON UN PRODOTTO NAZIONALE .  3 . A ) IL DIVIETO DI NUOVI DAZI DOGANALI O DI TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE, CONNESSO AL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI PRODOTTI, COSTITUISCE UNA NORMA FONDAMENTALE CHE, SALVE RESTANDO LE ALTRE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO, NON PATISCE ECCEZIONI .  B ) DAGLI ARTICOLI 95 E SEGG . SI DESUME CHE LA NOZIONE DI TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE NON COMPRENDE I TRIBUTI CHE COLPISCONO ALLO STESSO MODO, ALL' INTERNO DELLO STATO, I PRODOTTI IMPORTATI E I PRODOTTI NAZIONALI SIMILARI O COMPARABILI O CHE QUANTO MENO, IN MANCANZA DI PRODOTTI DEL GENERE, RIENTRANO NELL' AMBITO DI UN TRIBUTO INTERNO GENERALE, OVVERO HANNO LO SCOPO DI COMPENSARE, ENTRO I LIMITI PREVISTI DAL TRATTATO, TRIBUTI INTERNI DEL GENERE . LA PRESTAZIONE DI UN DETERMINATO SERVIZIO, IN DETERMINATE IPOTESI, PUO' DAR LUOGO AD UNA CONTROPRESTAZIONE AD ESSO PROPORZIONATA .  4 . LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO CHE VIETANO I DAZI DOGANALI E LE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE IMPONGONO AGLI STATI MEMBRI DEGLI OBBLIGHI PRECISI E BEN DEFINITI CHE NON ABBISOGNANO, PER ESSERE APPLICATI, DI ALCUN ULTERIORE INTERVENTO DELLE AUTORITA COMUNITARIE O NAZIONALI . DETTE DISPOSIZIONI, QUINDI, ATTRIBUISCONO DIRETTAMENTE AI SINGOLI DEI DIRITTI .  5 . LASCIANDO IMPREGIUDICATE LE EVENTUALI LIMITAZIONI MIRANTI A PERSEGUIRE GLI SCOPI DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE, IL TRATTATO HA RITENUTO CHE L' EVENTUALE ESISTENZA DI ONERI PECUNIARI DIVERSI DAI DAZI DOGANALI PROPRIAMENTE DETTI, RISCOSSI DA UNO STATO MEMBRO ALL' ATTO DELL' IMPORTAZIONE NEL SUO TERRITORIO DI MERCI PROVENIENTI DIRETTAMENTE DAI PAESI TERZI, PRIMA DELL' INSTAURAZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE, NON FOSSE INCOMPATIBILE CON LE ESIGENZE DELL' ALLINEAMENTO PROGRESSIVO DELLE TARIFFE DOGANALI NAZIONALI SULLE ALIQUOTE DELLA TARIFFA DOGANALE ESTERNA COMUNE .  

Parti

NEL PROCEDIMENTO 2 E 3-69  AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE, A NORMA DELL' ARTICOLO 177 DEL TRATTATO CEE, DAL VREDERECHTER DI ANVERSA ( SECONDO CANTONE ) NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE TRA  SOCIAALFONDS VOOR DE DIAMANTARBEIDERS ( FONDO PREVIDENZIALE PER GLI OPERAI DELL' INDUSTRIA DEI DIAMANTI ), ANVERSA  E  N . V . CH . BRACHFELD UND SONS, DI ANVERSA  ( CAUSA 2-69 ),  SOCIAAL FONDS VOOR DE DIAMANTARBEIDERS, ANVERSA  E  CHOUGOL DIAMOND CO ., DI ANVERSA  ( CAUSA 3-69 ),  

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTICOLI 9, 12, 13, 18, 37 E 95 DEL TRATTATO CEE, 

Motivazione della sentenza

1 CON SENTENZA 24 DICEMBRE 1968, PERVENUTA NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 16 GENNAIO 1969, IL VREDERECHTER DEL 2 ) CANTONE DI ANVERSA HA DEFERITO, A NORMA DELL' ARTICOLO 177 DEL TRATTATO CHE ISTITUISCE LA CEE, VARIE QUESTIONI RELATIVE ALL' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTICOLI 9, 12, 13, 18 E 95 DEL TRATTATO CEE .  2/4 AD ECCEZIONE DELLA QUESTIONE N . 5 C ), DETTE QUESTIONI HANNO ESSENZIALMENTE LO SCOPO DI FAR PRECISARE LA NOZIONE DI TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE AD UN DAZIO DOGANALE, DI CUI AGLI ARTICOLI 9 E 12 DEL TRATTATO CEE, E LA PORTATA DEL DIVIETO CHE LA COLPISCE . I RICHIAMI FATTI AGLI ARTICOLI 18, 37 E 95, ONDE CONFRONTARLI E DISTINGUERLI DAGLI ARTICOLI 9 E 12, TENDONO ALLO STESSO SCOPO . E' QUINDI OPPORTUNO CONSIDERARE DETTE QUESTIONI NEL LORO COMPLESSO .  5/6 COME DICE L' ARTICOLO 9 DEL TRATTATO CEE, LA COMUNITA E FONDATA SOPRA UN' UNIONE DOGANALE CHE IMPLICA IL DIVIETO, FRA GLI STATI MEMBRI, DEI DAZI DOGANALI E DI QUALSIASI TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE, COME PURE L' ADOZIONE DI UNA TARIFFA DOGANALE COMUNE NEI LORO RAPPORTI COI PAESI TERZI . L' ARTICOLO 12 VIETA L' INTRODUZIONE DI NUOVI DAZI DOGANALI ALL' IMPORTAZIONE E ALL' ESPORTAZIONE O DI TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE .  7/8 LA SEDE DI QUESTI ARTICOLI ALL' INIZIO DELLA PARTE RISERVATA AI FONDAMENTI DELLA COMUNITA - L' ARTICOLO 9 AL PRIMO POSTO NEL TITOLO RELATIVO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI, L' ARTICOLO 12 ALL' INIZIO DELLA SEZIONE RIGUARDANTE L' ABOLIZIONE DEI DAZI DOGANALI - E SUFFICIENTE A PORRE IN RILIEVO IL RUOLO FONDAMENTALE DEI DIVIETI DI CUI TRATTASI . LA FORZA DI QUESTE PROIBIZIONI E TALE CHE, ONDE EVITARE CHE SIANO ELUSE COL FAVORE DELLA VARIETA DELLE PRATICHE DOGANALI O FISCALI, IL TRATTATO HA VOLUTO PREVENIRE QUALSIASI POSSIBILE LACUNA NELLA LORO APPLICAZIONE .  9/10 L' ARTICOLO 17 PRECISA INFATTI CHE I DIVIETI DI CUI ALL' ARTICOLO 9 VANNO APPLICATI ANCHE SE I DAZI DOGANALI HANNO CARATTERE FISCALE . L' ARTICOLO 95, IL QUALE SI TROVA NELLA PARTE DEL TRATTATO RELATIVA ALLA " POLITICA DELLA COMUNITA " E PRECISAMENTE NEL CAPITOLO DEDICATO ALLE DISPOSIZIONI FISCALI, MIRA, MEDIANTE IL DIVIETO DI APPLICARE AI PRODOTTI IMPORTATI TRIBUTI INTERNI SUPERIORI A QUELLI CHE COLPISCONO I PRODOTTI NAZIONALI, A COLMARE LE BRECCE CHE, PER LA VIA FISCALE, SI POTREBBERO APRIRE NEI DIVIETI DI CUI SOPRA .  11/12 NEL VIETARE I DAZI DOGANALI, IL TRATTATO NON DISTINGUE LE VARIE MERCI A SECONDA CHE ESSE SIANO O MENO IN CONCORRENZA COI PRODOTTI DEL PAESE IMPORTATORE . L' ABOLIZIONE DELLE BARRIERE DOGANALI NON MIRA QUINDI ESCLUSIVAMENTE AD ELIMINARE IL LORO CARATTERE PROTEZIONISTICO : AL CONTRARIO, IL TRATTATO HA INTESO DARE ALLA NORMA DELL' ABOLIZIONE DEI DAZI DOGANALI E DELLE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE PORTATA ED EFFETTO GENERALI, ONDE GARANTIRE LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .  13/14 DAL COMPLESSO DI QUESTO SISTEMA E DAL CARATTERE GENERALE E ASSOLUTO DEL DIVIETO DI APPLICARE QUALSIASI DAZIO DOGANALE ALLE MERCI CHE CIRCOLANO FRA GLI STATI MEMBRI, RISULTA CHE I DAZI DOGANALI SONO VIETATI A PRESCINDERE DA QUALSIASI CONSIDERAZIONE CIRCA LO SCOPO IN VISTA DEL QUALE SONO STATI ISTITUITI, COME PURE CIRCA LA DESTINAZIONE DEI PROVENTI CHE NE DERIVANO . LA GIUSTIFICAZIONE DI DETTO DIVIETO VA RICERCATA NELL' OSTACOLO CHE GLI ONERI PECUNIARI - SIA PURE MINIMI - APPLICATI IN RAGIONE DEL PASSAGGIO DELLE FRONTIERE COSTITUISCONO PER LA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .  15/16 L' ESTENSIONE DEL DIVIETO, CHE COLPISCE I DAZI DOGANALI, ALLE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE SERVE A COMPLETARE, RENDENDOLO EFFICACE, IL DIVIETO DEGLI OSTACOLI PER GLI SCAMBI CHE DERIVANO DAI DAZI STESSI . L' USO DI QUESTE DUE NOZIONI COMPLEMENTARI MIRA QUINDI AD EVITARE, NEL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI, L' IMPOSIZIONE DI QUALSIASI ONERE PECUNIARIO BASATO SUL FATTO CHE DELLE MERCI CIRCOLANTI ALL' INTERNO DELLA COMUNITA HANNO VARCATO LA FRONTIERA DI UNO STATO .  17/18 PER STABILIRE SE UNA TASSA ABBIA UN EFFETTO EQUIVALENTE A QUELLO DI UN DAZIO DOGANALE, SI DEVE DUNQUE CONSIDERARE DETTO EFFETTO ALLA LUCE DEGLI SCOPI PERSEGUITI DAL TRATTATO NELLE PARTI, TITOLI E CAPITOLI IN CUI SONO COLLOCATI GLI ARTICOLI 9 E 12, IN ISPECIE CON RIGUARDO ALLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI . DI CONSEGUENZA UN ONERE PECUNIARIO, SIA PUR MINIMO, IMPOSTO UNILATERALMENTE, A PRESCINDERE DALLA SUA DENOMINAZIONE E DALLA SUA STRUTTURA, E CHE COLPISCE LE MERCI NAZIONALI O ESTERE IN RAGIONE DEL FATTO CHE ESSE VARCANO LA FRONTIERA, SE NON E UN DAZIO DOGANALE PROPRIAMENTE DETTO, COSTITUISCE UNA TASSA DI EFFETTO EQUIVALENTE AI SENSI DEGLI ARTICOLI 9 E 12 DEL TRATTATO, ANCHE SE NON SIA RISCOSSO A PROFITTO DELLO STATO, NON ABBIA ALCUN EFFETTO DISCRIMINATORIO O PROTEZIONISTICO E IL PRODOTTO COLPITO NON SIA IN CONCORRENZA CON UN PRODOTTO NAZIONALE .  19 DAL COMPLESSO DELLE DISPOSIZIONI SOPRA MENZIONATE E DAI LORO RAPPORTI CON LE ALTRE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO, RISULTA CHE IL DIVIETO DI NUOVI DAZI DOGANALI O TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE, CONNESSO AL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI PRODOTTI, COSTITUISCE UNA NORMA FONDAMENTALE CHE, SALVE RESTANDO LE ALTRE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO, NON PATISCE ECCEZIONI .  20/21 A QUESTO PROPOSITO DAGLI ARTICOLI 95 E SEGUENTI SI DESUME CHE LA NOZIONE DI TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE NON COMPRENDE I TRIBUTI CHE COLPISCONO NELLO STESSO MODO, ALL' INTERNO DELLO STATO, I PRODOTTI NAZIONALI SIMILARI O COMPARABILI, O CHE QUANTO MENO, IN MANCANZA DI PRODOTTI DEL GENERE, RIENTRANO NELL' AMBITO DI UN TRIBUTO INTERNO GENERALE, OVVERO HANNO LO SCOPO DI COMPENSARE, ENTRO I LIMITI PREVISTI DAL TRATTATO, TRIBUTI INTERNI DEL GENERE . SE NON SI PUO' ESCLUDERE CHE, IN DETERMINATE IPOTESI, UN DETERMINATO SERVIZIO EFFETTIVAMENTE PRESTATO POSSA DAR LUOGO AD UNA CONTROPRESTAZIONE AD ESSO PROPORZIONATA, TALE POSSIBILITA E CIRCOSCRITTA A CASI SINGOLI CHE NON SI PRESTINO AD ELUDERE GLI ARTICOLI 9 E 12 DEL TRATTATO .  22/23 LE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO CHE CONTENGONO I DIVIETI DI CUI SOPRA IMPONGONO AGLI STATI MEMBRI DEGLI OBBLIGHI PRECISI E BEN DEFINITI CHE NON ABBISOGNANO, PER ESSERE APPLICATI, DI ALCUN ULTERIORE INTERVENTO DELLE AUTORITA COMUNITARIE O NAZIONALI . DETTE DISPOSIZIONI, QUINDI, ATTRIBUISCONO DIRETTAMENTE AI SINGOLI DEI DIRITTI .  24/25 NEL VIETARE QUALSIASI NUOVO ONERE PECUNIARIO CHE SIA APPLICATO NEL MOMENTO IN CUI LE MERCI CHE CIRCOLANO NELLA COMUNITA VARCANO LE FRONTIERE, IL TRATTATO NON DISTINGUE AFFATTO TRA I CITTADINI DEI VARI STATI MEMBRI . ESSO INFATTI VIETA QUALSIASI ONERE PECUNIARIO ALL' IMPORTAZIONE E ALL' ESPORTAZIONE FRA STATI MEMBRI, INDIPENDENTEMENTE DALLA NAZIONALITA DEGLI OPERATORI ECONOMICI CHE SAREBBERO DANNEGGIATI DA MISURE DEL GENERE . NELL' APPLICARE DETTE DISPOSIZIONI, NON SAREBBE QUINDI CORRETTO DISTINGUERE A SECONDA CHE LE MISURE DI CUI TRATTASI DANNEGGIANO DETERMINATI STATI MEMBRI E I LORO CITTADINI, OPPURE TUTTI I CITTADINI DELLA COMUNITA, OVVERO SOLO I CITTADINI DELLO STATO CHE HA ADOTTATO LE MISURE STESSE .  26/27 LA QUESTIONE N . 5 C ) TENDE A FAR STABILIRE SE UNA NUOVA TASSA CHE COLPISCA L' IMPORTAZIONE DA QUALSIASI PAESE SIA SEMPRE VIETATA, IN QUANTO INCOMPATIBILE COL TRATTATO, PER IL FATTO CHE OSTA ALL' INSTAURAZIONE DI UNA TARIFFA DOGANALE COMUNE .  28/29 IN RELAZIONE AGLI SCAMBI COI PAESI TERZI, IL TRATTATO NON CONTIENE DISPOSIZIONI ESPRESSE, ANALOGHE A QUELLE CHE VIETANO, NEGLI SCAMBI TRA STATI MEMBRI, LE TASSE D' EFFETTO EQUIVALENTE AI DAZI DOGANALI . L' EVENTUALE ESISTENZA DI ONERI PECUNIARI DIVERSI DAI DAZI DOGANALI PROPRIAMENTE DETTI, RISCOSSI DA UNO STATO MEMBRO ALL' ATTO DELL' IMPORTAZIONE NEL SUO TERRITORIO DI MERCI PROVENIENTI DIRETTAMENTE DA PAESI TERZI, PRIMA DELL' INSTAURAZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE, NON ERA ATTA AD OSTACOLARE L' ALLINEAMENTO DELLE TARIFFE DOGANALI DI CIASCUNO STATO MEMBRO SULLE ALIQUOTE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE .  30 E' VERO CHE IL CONSEGUIMENTO DEGLI SCOPI PERSEGUITI DALL' APPLICAZIONE UNIFORME, DA PARTE DI TUTTI GLI STATI MEMBRI, DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE NELLE RELAZIONI COI PAESI TERZI, POTREBBE ESSERE OSTACOLATO DALL' ADOZIONE UNILATERALE O DALLA CONSERVAZIONE, DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO, DELLE MISURE DI CUI SOPRA, SOPRATTUTTO NEI CASI IN CUI IL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI MESSE IN LIBERA PRATICA IN UNO STATO MEMBRO NON FOSSE SUFFICIENTE A CORREGGERE GLI EFFETTI DI TALI MISURE NAZIONALI .  31/32 IN TALI CASI, POTREBBE SORGERE LA QUESTIONE DEL SE DAL TRATTATO SI POSSANO DESUMERE DEI LIMITI, PER QUANTO RIGUARDA LA LIBERTA DEGLI STATI DI ADOTTARE, O MANTENERE IN VIGORE, DELLE MISURE CHE ABBIANO L' EFFETTO DI ALTERARE IL FUNZIONAMENTO DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE . DETTA QUESTIONE POTREBBE TUTTAVIA PORSI SOLO PER IL PERIODO POSTERIORE ALL' INSTAURAZIONE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE .  

Decisione relativa alle spese

33/34 LE SPESE SOSTENUTE DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE E DAL GOVERNO DEL REGNO DEL BELGIO, CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . QUESTO PROCEDIMENTO RIVESTE, NEI CONFRONTI DELLE PARTI IN CAUSA, IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO NEL CORSO DI UNA CONTROVERSIA PENDENTE DINANZI AL VREDERECHTER DI ANVERSA, AL QUALE SPETTA QUINDI PRONUNZIARSI SULLE SPESE . 

Dispositivo

LA CORTE,  STATUENDO SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DAL VREDERECHTER DI ANVERSA, 2 ) CANTONE, CON SENTENZA 24 DICEMBRE 1968, AFFERMA PER DIRITTO :  1 . LA NOZIONE DI TASSA D' EFFETTO EQUIVALENTE, DI CUI AGLI ARTICOLI 9 E 12 DEL TRATTATO CEE, COMPRENDE QUALSIASI ONERE PECUNIARIO, DIVERSO DA UN DAZIO DOGANALE PROPRIAMENTE DETTO, CHE COLPISCE, PER IL FATTO DI AVER VARCATO LA FRONTIERA, LE MERCI CHE CIRCOLANO ALL' INTERNO DELLA COMUNITA, A MENO CHE DETTO ONERE NON SIA AMMESSO DA UNA PRECISA DISPOSIZIONE DEL TRATTATO .  2 . SALVE RESTANDO LE LIMITAZIONI CHE POTREBBERO ESSERE IMPOSTE ONDE CONSEGUIRE GLI SCOPI DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE, IL TRATTATO NON CONSIDERA INCOMPATIBILI CON L' ALLINEAMENTO PROGRESSIVO DELLE TARIFFE DOGANALI NAZIONALI SULLA TARIFFA ESTERNA COMUNE, GLI ONERI PECUNIARI DIVERSI DAI DAZI DOGANALI PROPRIAMENTE DETTI, APPLICATI DA UNO STATO MEMBRO ANTERIORMENTE ALL' INSTAURAZIONE DELLA TARIFFA STESSA .