CELEX: 62021TN0790
Language: it
Date: 2021-12-22 00:00:00
Title: Causa T-790/21: Ricorso proposto il 22 dicembre 2021 — PL / Commissione

14.2.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 73/58
            
         
      Ricorso proposto il 22 dicembre 2021 — PL / Commissione
      (Causa T-790/21)
      (2022/C 73/73)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: PL (rappresentante: N. de Montigny, avvocata)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione di riassegnazione del 16 febbraio 2021 della direzione generale Risorse umane e sicurezza;
               
            
                  —
               
               
                  annullare, se necessario, la decisione di rigetto del suo reclamo del 16 settembre 2021 presentato ai sensi dell’articolo 22 quater;
               
            
                  —
               
               
                  dichiarare e accertare la mancata adozione da parte della Commissione di provvedimenti di esecuzione delle sentenze del Tribunale del 15 aprile 2015 e del 13 dicembre 2018 in conformità alla loro motivazione, nonché la violazione del giudicato da parte della Commissione;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione al pagamento di un risarcimento per l’importo di EUR 250 000 per i danni materiali subiti e per l’importo di EUR 100 000 per i danni morali subiti;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alle spese
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sull’incompetenza dell’autorità amministrativa che ha disposto il rigetto del reclamo del ricorrente.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 266 TFUE, del giudicato, del principio di irretroattività, nonché su uno sviamento di procedura, sulla violazione delle garanzie procedurali, sulla violazione del diritto di essere ascoltato in modo effettivo e in conformità all’obiettivo perseguito da tale diritto. Tale motivo si divide in tre parti:
                  
                              —
                           
                           
                              prima parte, vertente sulla violazione dei diritti della difesa del ricorrente e del diritto di essere ascoltato, sull’assenza di un’indagine amministrativa, sulla violazione dei principi del contraddittorio e della parità delle armi, sulla violazione dell’articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e del diritto a una buona amministrazione, nonché sull’inosservanza del termine ragionevole;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              seconda parte, vertente sull’ammissione del mancato rispetto dello scopo della procedura e dello sviamento di quest’ultima, sull’inosservanza del dovere di sollecitudine e della tutela spettante al whistleblower;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              terza parte, vertente sulla violazione dei principi e delle regole relativi alla retroattività e alla correlata certezza del diritto, sulla violazione dei principi di imparzialità (oggettiva e soggettiva), sull’intenzione di adottare una decisione di pari tenore e portata, basata sugli stessi motivi, anziché indennizzare la perdita dell’opportunità di vedere rispettati i diritti procedurali del ricorrente tempestivamente e in modo effettivo.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 22 bis dello Statuto dei funzionari dell’Unione europea (in prosieguo: lo «Statuto»), del dovere di assistenza e di sollecitudine nell’ambito della procedura di riassegnazione, dell’articolo 22 quater dello Statuto e della tutela spettante ai whistleblower, dei doveri di diligenza, neutralità, imparzialità, obiettività, del diritto del ricorrente all’equo trattamento del proprio caso da parte dell’amministrazione, nonché sulla violazione delle sue legittime aspettative e sullo sviamento di procedura. Tale motivo si divide in quattro parti:
                  
                              —
                           
                           
                              prima parte, vertente sulla violazione dell’articolo 22 quater dello Statuto, in quanto l’autorità che ha il potere di nomina (in prosieguo: l’«APN») non avrebbe adottato la procedura prevista da tale disposizione;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              seconda parte, vertente sulla violazione del dovere di sollecitudine;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              terza parte, vertente sulla violazione dei principi di obiettività, imparzialità e neutralità da parte dell’APN competente, sulla violazione del principio di parità di trattamento e di non discriminazione;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              quarta parte, vertente sulla violazione della normativa applicabile in materia di onere della prova.