CELEX: 62015CA0553
Language: it
Date: 2016-12-08 00:00:00
Title: Causa C-553/15: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) dell’8 dicembre 2016 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato — Italia) — Undis Servizi Srl/Comune di Sulmona (Rinvio pregiudiziale — Appalti pubblici di servizi — Aggiudicazione dell’appalto senza indizione di una procedura di gara — Affidamento detto «in house» — Presupposti — Controllo analogo — Svolgimento dell’attività prevalente — Società affidataria a capitale pubblico partecipata da vari enti territoriali — Attività svolta altresì a favore di enti territoriali non soci — Attività imposta da un’autorità pubblica non socia)

6.2.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 38/5
            
         Sentenza della Corte (Quarta Sezione) dell’8 dicembre 2016 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consiglio di Stato — Italia) — Undis Servizi Srl/Comune di Sulmona
   (Causa C-553/15) (1)
   
   ((Rinvio pregiudiziale - Appalti pubblici di servizi - Aggiudicazione dell’appalto senza indizione di una procedura di gara - Affidamento detto «in house» - Presupposti - Controllo analogo - Svolgimento dell’attività prevalente - Società affidataria a capitale pubblico partecipata da vari enti territoriali - Attività svolta altresì a favore di enti territoriali non soci - Attività imposta da un’autorità pubblica non socia))
   (2017/C 038/06)
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Giudice del rinvio
   
   Consiglio di Stato
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Undis Servizi Srl
   
      Convenuto: Comune di Sulmona
   
      Nei confronti di: Cogesa SpA
   
      Dispositivo
   
   
               1)
            
            
               Nell’ambito dell’applicazione della giurisprudenza della Corte in materia di affidamenti diretti degli appalti pubblici detti «in house», al fine di stabilire se l’ente affidatario svolga l’attività prevalente per l’amministrazione aggiudicatrice, segnatamente per gli enti territoriali che siano suoi soci e che lo controllino, non si deve ricomprendere in tale attività quella imposta a detto ente da un’amministrazione pubblica, non sua socia, a favore di enti territoriali a loro volta non soci di detto ente e che non esercitino su di esso alcun controllo. Tale ultima attività deve essere considerata come un’attività svolta a favore di terzi.
            
         
               2)
            
            
               Al fine di stabilire se l’ente affidatario svolga l’attività prevalente per gli enti territoriali che siano suoi soci e che esercitino su di esso, congiuntamente, un controllo analogo a quello esercitato sui loro stessi servizi, occorre tener conto di tutte le circostanze del caso di specie, tra le quali, all’occorrenza, l’attività che il medesimo ente affidatario abbia svolto per detti enti territoriali prima che divenisse effettivo tale controllo congiunto.
            
         
      (1)  GU C 27 del 25.1.2016.