CELEX: 52012DC0322
Language: it
Date: 2012-05-30 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dei Paesi Bassi 2012-2015

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		52012DC0322
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 dei Paesi Bassi e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dei Paesi Bassi 2012-2015 /* COM/2012/0322 final */
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2012 dei
Paesi Bassi
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità dei Paesi
Bassi 2012‑2015
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[3],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
sentito il comitato economico e finanziario,
considerando quanto segue:
(1)(1)   Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta
della Commissione europea di avviare “Europa 2020”, una nuova strategia per
l’occupazione e la crescita basata su un maggiore coordinamento delle politiche
economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per
rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
(2)(2)   Il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010, una raccomandazione
sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e
dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti
per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione[4], che insieme formano gli
“orientamenti integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto
degli orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e
occupazionale.
(3)(3)   Il 12 luglio 2011 il Consiglio ha adottato una raccomandazione
sul programma nazionale di riforma 2011 dei Paesi Bassi e ha formulato il suo
parere sul programma di stabilità aggiornato dei Paesi Bassi 2011-2014.
(4)(4)   Il 23 novembre 2011 la Commissione ha adottato la seconda Analisi
annuale della crescita, segnando l’inizio del secondo semestre europeo di
coordinamento integrato ed ex-ante delle politiche, che è parte integrante
della strategia Europa 2020. Sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011,
la Commissione ha adottato, il 14 febbraio 2012, la relazione sul meccanismo di
allerta[5],
in cui non annovera i Paesi Bassi tra gli Stati membri che avrebbero fatto
oggetto di un ulteriore esame approfondito.
(5)(5)   Il 2 marzo 2012 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per
garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni
volte a promuovere la crescita. Esso ha sottolineato la necessità di portare
avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita,
ripristinare la normale erogazione di prestiti all’economia, promuovere la
crescita e la competitività, contrastare la disoccupazione e le conseguenze
sociali della crisi e modernizzare la pubblica amministrazione.
(6)(6)   Il 2 marzo 2012 il Consiglio europeo ha inoltre invitato gli
Stati membri che partecipano al patto Euro Plus a presentare i loro impegni in
tempo utile perché possano essere inseriti nei rispettivi programmi di
stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
(7)(7)   Il 27 aprile 2012 i Paesi Bassi hanno presentato il loro programma
di stabilità, relativo al periodo 2012-2015, e il loro programma nazionale di
riforma 2012. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener
conto dei reciproci collegamenti interni.
(8)(8)   In base alla valutazione del programma di stabilità 2012 a norma
del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo scenario
macroeconomico su cui si basano le proiezioni di bilancio contenute nel
programma sia ottimistico. Per il 2013 il programma di stabilità prevede una
crescita economica dell’1¼% senza tener conto dell’impatto negativo delle
misure di risanamento supplementari sulla crescita, mentre la Commissione,
sulla base del medesimo scenario a politiche invariate, prevede un tasso di
crescita inferiore, pari allo 0,7%. L’obiettivo dichiarato del programma è
quello di rispondere alle raccomandazioni del Consiglio sulla correzione del
disavanzo eccessivo e di cercare di migliorare ulteriormente la posizione di
bilancio verso l’obiettivo di bilancio a medio termine con uno sforzo strutturale
di almeno 0,5% all’anno. Il programma mira ad un disavanzo nominale delle
amministrazioni pubbliche del 3% del PIL nel 2013 e conferma il precedente obiettivo
di medio termine di un disavanzo strutturale dello 0,5% del PIL, che riflette adeguatamente
i requisiti del patto di stabilità e crescita. Lo sforzo di bilancio medio
annuo pari all’0,75% del PIL nel periodo 2010-2013, sulla base del saldo di
bilancio strutturale (ricalcolato), è in linea con l’impegno strutturale pari
al ¾% del PIL raccomandato dal Consiglio. Poiché il programma non fornisce
obiettivi di bilancio dopo il 2013, non è possibile valutare la sostenibilità
della correzione di bilancio nel 2013 né i progressi verso l’obiettivo di medio
termine negli ultimi anni, compreso il rispetto del parametro di riferimento per
la spesa contenuto nel patto di stabilità e crescita. Le proiezioni di bilancio
per il periodo del programma sono soggette a rischi di attuazione, che non si
limitano solo alle misure di risanamento annunciate di recente, ma riguardano
anche l’attuazione di alcune delle misure concordate precedentemente dal
governo uscente. Inoltre, le misure supplementari previste dal governo nell’aprile
2012 e il corrispondente impatto di bilancio non sono sufficientemente
precisati e quantificati. L’aggiustamento di bilancio si è basato finora
principalmente sui tagli di spesa, con una ripercussione anche sulle spese volte
a promuovere la crescita. Secondo il programma di stabilità 2012, il rapporto
debito/PIL dovrebbe subire un ulteriore marcato aumento nel 2012, e toccare il
70,2% del PIL, per poi aumentare ancora leggermente (al 70,7% del PIL) nel
2013, tenendo conto dell’impatto delle misure di risanamento supplementari. In
tal modo il rapporto debito/PIL dovrebbe rimanere decisamente inferiore al
valore di riferimento del 60%. Il programma non specifica gli obiettivi di
debito per il 2014 e il 2015, di modo che non può essere valutata la conformità
al parametro della riduzione del debito stabilito nel patto di stabilità e
crescita per gli anni successivi al 2013. 
(9)(9)   Le parti sociali e il governo dei Paesi Bassi hanno raggiunto un
accordo globale sulla riforma pensionistica nel settembre 2011 e il governo ha
presentato i piani per l’aumento dell’età pensionabile legale a 66 anni nel
2019 e 67 nel 2024. Negli anni successivi l’età pensionabile sarà correlata
alla speranza di vita. Le misure per il mercato del lavoro dovrebbero sostenere
un corrispondente aumento dell’età pensionabile effettiva. Conformemente all’accordo
di governo, la riforma delle pensioni mira a garantire un’adeguata e
sostenibile ripartizione intra- e intergenerazionale dei costi e dei rischi nel
secondo pilastro. Per quanto riguarda i servizi assistenziali a lungo termine,
il governo dei Paesi Bassi ha presentato un progetto di riforma, ma sarà
necessario adottare ulteriori misure concrete che contribuiscano a ridurre gli
oneri finanziari che risulteranno dall’invecchiamento demografico nei Paesi
Bassi.
(10)(10)           I disincentivi fiscali che penalizzano il secondo
reddito familiare sono stati ridotti, ma non ancora in misura sufficiente. L’eliminazione
dei restanti disincentivi contribuirebbe ad aumentare l’offerta di manodopera e
rendere più efficiente l’allocazione del capitale umano. Andrebbe migliorata l’integrazione
nel mercato del lavoro dei gruppi vulnerabili.
(11)(11)           Con riferimento alla politica delle imprese sono stati
approvati i programmi per i principali settori e sono stati firmati “contratti
per l’innovazione” settoriali tra il governo e i rappresentanti dell’industria.
Il sostegno alla ricerca del settore privato è aumentato a seguito dell’introduzione
del regime di deduzione fiscale RDA+ nel quadro degli incentivi per promuovere
ulteriormente l’innovazione, i finanziamenti privati in R&S e collegamenti
più stretti tra scienza e impresa. Tuttavia, l’attenzione riservata ai “settori
principali” non deve andare a scapito della ricerca di base né escludere le
imprese innovative che non rientrano in uno dei citati settori.
(12)(12)           Negli ultimi quattro decenni si sono accumulate
distorsioni strutturali nel mercato immobiliare neerlandese, nel quale basilari
restrizioni nell’offerta e incentivi fiscali per l’acquisto di abitazioni di
proprietà (segnatamente la deducibilità degli interessi ipotecari che
favoriscono le famiglie con reddito elevato) sono all’origine di un’inefficiente
allocazione dei capitali. Nel mercato della locazione immobiliare, che
comprende il segmento molto ampio degli alloggi popolari, le politiche sociali
e i massimali posti sui livelli e sugli aumenti degli affitti hanno portato a
un’offerta molto inelastica delle abitazioni in affitto. Modificare il
trattamento fiscale agevolato delle abitazioni di proprietà contribuirebbe a
ridurre le distorsioni strutturali del mercato immobiliare neerlandese.
(13)(13)            I Paesi
Bassi hanno assunto una serie di impegni nel quadro del patto Euro Plus. Tali
impegni, così come l’attuazione degli impegni presentati nel 2011, concernono il
miglioramento della competitività, la promozione dell’occupazione, il
rafforzamento della stabilità finanziaria e l’aumento della sostenibilità delle
finanze pubbliche. La Commissione ha valutato l’attuazione degli impegni
assunti nel quadro del patto Euro Plus e le raccomandazioni tengono debitamente
conto dei relativi risultati.
(14)(14)           Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha
effettuato un’analisi completa della politica economica dei Paesi Bassi,
valutando il programma di stabilità e il programma nazionale di riforma. Essa
ha valutato non solo la rilevanza di tali programmi ai fini della sostenibilità
della politica di bilancio e della politica socioeconomica nei Paesi Bassi, ma
anche la loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla luce
della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione
europea nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future
decisioni nazionali. Le raccomandazioni che
propone nell’ambito del semestre europeo sono riportate nelle successivi raccomandazioni
da 1 a 5. 
(15)(15)           Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio
ha esaminato il programma di stabilità dei Paesi Bassi e il suo parere[6] trova riscontro in particolare
nella raccomandazione 1,
RACCOMANDA che i Paesi Bassi adottino
provvedimenti nel periodo 2012-2013 al fine di:
1.1.        assicurare che siano realizzati progressi verso la correzione
duratura del disavanzo eccessivo nei tempi previsti; a tal fine, attuare
pienamente la strategia di bilancio per il 2012 come previsto; specificare le
misure necessarie per garantire l’attuazione di bilancio 2013 al fine di
assicurare lo sforzo di aggiustamento strutturale indicato nella
raccomandazione del Consiglio nell’ambito della procedura per i disavanzi
eccessivi; successivamente, assicurare un adeguato sforzo di aggiustamento
strutturale per conseguire progressi sufficienti verso l’obiettivo di bilancio
a medio termine, compreso il rispetto del parametro di riferimento per la
spesa, così come verso la conformità al parametro di riferimento per la
riduzione del debito e, allo stesso tempo, proteggere la spesa nelle aree
direttamente pertinenti per la crescita, quali la ricerca e l’innovazione, l’istruzione
e la formazione; a tal fine, dopo la formazione del nuovo governo, presentare
un aggiornamento del programma di stabilità per il 2012 con dettagliati
obiettivi e misure per il periodo dopo il 2013; 
2.2.        adottare misure volte ad aumentare l’età pensionabile legale,
tra l’altro rapportandola alla speranza di vita, e sostenerle con misure del
mercato del lavoro, migliorando nel contempo la sostenibilità a lungo termine
delle finanze pubbliche; adeguare il secondo pilastro pensionistico all’aumento
dell’età pensionabile legale, in modo da conseguire un’adeguata ripartizione
intra- e intergenerazionale dei costi e dei rischi; attuare la programmata
riforma dell’assistenza a lungo termine integrandola con ulteriori misure in
vista dell’invecchiamento della popolazione; 
3.3.        aumentare la partecipazione al mercato del lavoro, in
particolare per i lavoratori più anziani, le donne e le persone con disabilità
e i migranti, tra l’altro riducendo ulteriormente i disincentivi fiscali per il
secondo reddito familiare, incoraggiando le transizioni nel mercato del lavoro
e affrontandone le rigidità; 
4.4.        promuovere l’innovazione, gli investimenti privati in
R&S, collegamenti più stretti tra scienza e impresa e favorire il
rinnovamento industriale, mediante appositi incentivi nel contesto della
politica delle imprese, e nel contempo salvaguardare l’accessibilità al di là
della stretta definizione di settori principali e preservare la ricerca
fondamentale;
5.5.        adottare misure per la graduale riforma del mercato
immobiliare, provvedendo in particolare a: (i) modificare il trattamento
fiscale agevolato sulle abitazioni di proprietà, compresa la graduale
eliminazione della deducibilità degli interessi sui mutui ipotecari e/o
attraverso il sistema degli affitti imputati, (ii) prevedendo un meccanismo di
prezzi delle locazioni più orientato al mercato e (iii) per le case popolari,
allineando gli affitti ai redditi delle famiglie. 
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               COM(2012) 322 final.
[3]               P7_TA(2012)0048 e P7_TA(2012)0047.
[4]               Decisione 2012/238/UE del Consiglio del 26 aprile 2012.
[5]               COM(2012) 68 final.
[6]               A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE)
n. 1466/97 del Consiglio.