CELEX: 52004PC0053
Language: it
Date: 2004-01-30
Title: Proposta di decisione del Consiglio che autorizza l'Italia ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della sesta direttiva (77/388/CEE), del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari

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52004PC0053

Proposta di decisione del Consiglio che autorizza l'Italia ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della sesta direttiva (77/388/CEE), del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari  /* COM/2004/0053 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza l'Italia ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della sesta direttiva (77/388/CEE), del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Nel marzo 2001, il Consiglio ha adottato la decisione 2001/244/CE [1] che modifica l'articolo 1 della decisione 1999/80/CE [2] prorogandone la validità fino al 31 dicembre 2003. La decisione 1999/80/CE autorizza l'Italia ad applicare fino a tale data una misura di deroga all'articolo 2 e all'articolo 10, paragrafo 2, della sesta direttiva (77/388/CEE), del 17 maggio 1977 (in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme [3]) volta ad esentare la cessione di determinati materiali di scarto, ad eccezione dei rottami non ferrosi, effettuata da soggetti passivi che non dispongono di un centro di attività stabile o che avevano un centro di attività stabile con un fatturato inferiore a 2 miliardi di ITL. I soggetti passivi che dispongono di un centro di attività stabile con un fatturato superiore a 150 milioni di ITL erano tuttavia autorizzati a non applicare queste disposizioni particolari. La decisione 1999/80/CE autorizzava inoltre l'Italia ad assoggettare ad un regime di sospensione dell'imposta le cessioni di rottami non ferrosi.[1]  GU L 88 del 28.3.2001, pag. 17.[2]  GU L 27 del 2.2.1999, pag. 24.[3]  GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/92/CE (GU L 260 del 11.10.2003, pag. 8).2. Negli ultimi anni, i servizi della Commissione sono stati più volte contattati da imprese operanti in questo settore e dall'amministrazione italiana in merito al persistere di frodi. Tanto le imprese quanto l'amministrazione sostengono che solo una soluzione che garantisca un trattamento uguale per tutti gli operatori del settore e che eviti il rischio che l'IVA addebitata da tali operatori non venga pagata sarebbe efficace nel lungo termine per evitare l'evasione fiscale e la conseguente distorsione della concorrenza a discapito degli operatori onesti.3. Con lettera protocollata presso il Segretariato generale della Commissione il 31 ottobre 2003, il governo italiano ha chiesto l'autorizzazione, a norma dell'articolo 27 della sesta direttiva, ad applicare misure particolari a determinate cessioni di beni relative ai materiali di scarto.4. Conformemente all'articolo 27, paragrafo 3, della sesta direttiva, gli altri Stati membri sono stati informati della richiesta dell'Italia con lettera del 28 novembre 2003.5. Il governo italiano intende applicare la procedura di "reverse charge" alle seguenti cessioni di beni:- la cessione, comprese le operazioni correlate, di materiali di scarto e di rottami ferrosi nonché di vetro, carta e cartone, stracci, scarti di ossa e pelle, gomma e plastica, incluse le cessioni di materiali sottoposti a talune trasformazioni come ad esempio la ripulitura, la lucidatura, la selezione, il taglio o la fusione in linghotti;- la cessione, comprese le operazioni correlate, di prodotti semilavorati ferrosi e non ferrosi, come ad esempio la ghisa d'altoforno, il rame raffinato, il nichel greggio e l'alluminio greggio.6. Nella domanda del governo italiano si precisa che la misura in questione mira a combattere l'evasione fiscale nel settore in oggetto da parte degli operatori minori, i quali, pur addebitando l'IVA, spesso non versano l'imposta alle autorità e possono quindi offrire prezzi più bassi soppiantando gli operatori che rispettano gli obblighi. Il numero e le piccole dimensioni degli operatori inadempienti rendono particolarmente difficile un loro effettivo controllo da parte delle autorità fiscali.7. La misura richiesta consentirebbe all'Italia di designare quale debitore dell'imposta il beneficiario dei beni (e dei servizi ad essi connessi). Conformemente all'articolo 17, paragrafo 2, lettera a) della direttiva 77/388/CEE, il beneficiario delle cessioni di materiali di scarto può dedurre l'imposta dovuta per tali cessioni. Il campo di applicazione della procedura di "reverse charge" verrebbe determinato dalla natura dei beni oggetto della cessione.8. La misura richiesta deve essere considerata principalmente come una misura di prevenzione per taluni tipi di evasione fiscale nel settore del riciclaggio dei materiali di scarto, quali il mancato versamento dell'IVA fatturata dagli operatori che raccolgono, smistano e sottopongono ad una trasformazione di base i materiali di scarto e di cui successivamente vengono perse le tracce. La misura è destinata anche a semplificare il lavoro delle autorità fiscali, che molto spesso hanno serie difficoltà a riscuotere l'IVA dovuta in quel settore.9. La misura è proporzionata agli obiettivi perseguiti, poiché non è destinata ad essere applicata a tutte le operazioni soggette ad IVA nel settore in questione, ma solo a specifiche operazioni che pongono seri problemi di evasione di imposta.10. La misura non ha ripercussioni negative sulle risorse proprie delle Comunità provenienti dall'IVA, né ha effetti sull'importo dell'imposta dovuta nella fase di consumo finale.11. Nella comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 7 giugno 2000, relativa ad una strategia volta a migliorare il funzionamento del regime IVA nel mercato interno [4], la Commissione si è impegnata a razionalizzare il gran numero di deroghe attualmente in vigore. In taluni casi, tuttavia, tale razionalizzazione potrebbe consistere nell'estendere a tutti gli Stati membri talune deroghe risultate particolarmente efficaci.[4]  COM(2000) 348 def.12. Dai recenti contatti tra la Commissione, talune amministrazioni nazionali e i rappresentanti del settore risulta che, per garantire un'imposizione più equa a tutti gli operatori interessati della Comunità, potrebbe essere necessario instaurare un regime particolare adattato alle specificità del settore. La Commissione intende preparare una proposta di regime speciale da applicare al settore del riciclaggio dei materiali di scarto.13. La Commissione riconosce che questa deroga consente di lottare efficacemente contro la violazione delle regole del sistema IVA, in attesa di modifiche più durature. Si ritiene pertanto opportuno concedere la deroga fino alla data di entrata in vigore di un regime speciale per l'applicazione dell'IVA al settore dei materiali di scarto riciclati, ma comunque non oltre il 31 dicembre 2005.Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza l'Italia ad applicare una misura di deroga all'articolo 21 della sesta direttiva (77/388/CEE), del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affariIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,vista la sesta direttiva del Consiglio (77/388/CEE), del 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, [5] in particolare l'articolo 27,[5]  GU L 145, 13.6.1977, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2003/92/CE (GU L 260 dell'11.10.2003, pag. 8).vista la proposta della Commissione, [6][6]  GU C [...] del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) Conformemente all'articolo 27, paragrafo 1, della sesta direttiva IVA, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, può autorizzare ciascuno Stato membro ad introdurre o a prorogare misure particolari di deroga alla predetta direttiva, al fine di semplificare la procedura di riscossione dell'imposta o di evitare talune frodi o evasioni fiscali.(2) Con lettera protocollata il 31 ottobre 2003 presso il Segretariato generale della Commissione, il governo italiano ha chiesto di essere autorizzato ad applicare un regime particolare di imposizione nel settore dei materiali di scarto.(3) Gli altri Stati membri sono stati informati della domanda presentata dall'Italia il 28 novembre 2003.(4) La deroga in questione mira a consentire all'Italia di designare quale debitore dell'imposta il beneficiario di specifici tipi di cessioni nel settore dei materiali di scarto. Conformemente all'articolo 17, paragrafo 2, lettera a) della direttiva 77/388/CEE, il beneficiario delle cessioni di materiali di scarto può dedurre l'imposta dovuta per tali cessioni. Ciò dovrebbe ridurre al minimo i problemi che le autorità fiscali incontrano nella riscossione dell'IVA in questo settore, senza influenzare in alcun modo l'importo dell'imposta dovuto.(5) La misura richiesta deve essere considerata principalmente come una misura di prevenzione per taluni tipi di evasione fiscale nel settore del riciclaggio dei materiali di scarto, quali il mancato versamento dell'IVA fatturata da parte degli operatori che raccolgono, smistano e sottopongono ad una trasformazione di base i materiali di scarto e di cui successivamente vengono perse le tracce. La misura contribuisce inoltre a semplificare il lavoro delle autorità fiscali.(6) La misura è proporzionata agli obiettivi perseguiti, poiché non è destinata ad essere applicata a tutte le operazioni tassabili nel settore in questione, ma solo a specifiche operazioni che pongono seri problemi di evasione di imposta.(7) Il 7 giugno 2000 la Commissione ha pubblicato una strategia volta a migliorare nel breve termine il funzionamento del regime IVA, in cui la Commissione si è impegnata a razionalizzare il gran numero di deroghe attualmente in vigore. In taluni casi, tuttavia, tale razionalizzazione potrebbe consistere nell'estendere a tutti gli Stati membri talune deroghe risultate particolarmente efficaci.(8) Dai recenti contatti tra la Commissione, talune amministrazioni nazionali e i rappresentanti del settore risulta che, per garantire un'imposizione più equa a tutti gli operatori interessati della Comunità, potrebbe essere necessario instaurare un regime particolare adattato alle specificità del settore. La Commissione intende preparare una proposta di regime speciale da applicare al settore del riciclaggio dei materiali di scarto.(9) La deroga scade quindi alla data di entrata in vigore di un regime speciale per l'applicazione dell'IVA al settore del riciclaggio dei materiali di scarto, ma in ogni caso al più tardi il 31 dicembre 2005.(10) La misura non incide negativamente sulle risorse proprie delle Comunità europee provenienti dall'IVA, né ha effetti sull'importo dell'IVA dovuta nella fase di consumo finale,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1In deroga all'articolo 21, paragrafo 1, lettera a) della direttiva 77/388/CEE, nella versione di cui all'articolo 28, lettera g) dello stesso, l'Italia è autorizzata a designare quale debitore dell'IVA i beneficiari delle cessioni di beni e prestazioni di servizi di cui all'articolo 2 della presente decisione.Articolo 2Il beneficiario della cessione di beni o della prestazione di servizi può essere designato quale debitore dell'IVA nei seguenti casi:- cessioni, comprese le operazioni correlate, di materiali di scarto e di rottami ferrosi nonché di vetro, carta e cartone, stracci, scarti di ossa e pelle, gomma e plastica, incluse le cessioni di materiali sottoposti a talune trasformazioni come ad esempio la ripulitura, la lucidatura, la selezione, il taglio o la fusione in linghotti;- cessioni, comprese le operazioni correlate, di prodotti semilavorati ferrosi e non ferrosi, come ad esempio la ghisa d'altoforno, il rame raffinato e le leghe di rame, il nichel greggio e l'alluminio greggio.Articolo 3La presente decisione scade alla data di entrata in vigore di un regime speciale per l'applicazione dell'IVA al settore dei materiali di scarto riciclati, che modifica la direttiva 77/388/CEE, e comunque non oltre il 31 dicembre 2005.Articolo 4L'Italia è destinataria delle presente decisioneFatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl Presidente