CELEX: 62020TN0528
Language: it
Date: 2020-08-18 00:00:00
Title: Causa T-528/20: Ricorso proposto il 18 agosto 2020 — Kočner c. Europol

12.10.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 339/29
            
         
      Ricorso proposto il 18 agosto 2020 — Kočner c. Europol
      (Causa T-528/20)
      (2020/C 339/37)
      Lingua processuale: lo slovacco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Marián Kočner (Bratislava, Slovacchia) (rappresentato da: M. Mandzák e M. Para, avvocati)
      
         Convenuta: Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione nell’attività di contrasto (Europol)
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  condannare la convenuta a versare al ricorrente l’importo di Euro 100 000;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alle spese sopportate dal ricorrente.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Il ricorso ha per oggetto una domanda di risarcimento danni ai sensi dell’articolo 268 TFUE, a titolo di responsabilità extracontrattuale, subiti dal ricorrente per due eventi dannosi. Secondo il ricorrente il primo evento dannoso consiste nel fatto che la convenuta avrebbe trattato i dati personali del ricorrente senza nulla osta giudiziario o di un organo amministrativo indipendente, mediante l’acquisizione e l’estrapolazione di dati di telefoni cellulari, nonché mediante fuga di dati dall’ambiente circostante della convenuta (evento dannoso n. 1). Il secondo evento dannoso consisterebbe nel fatto che la convenuta ha stilato una relazione ufficiale in cui ha dichiarato che il ricorrente è inserito nelle cosiddette «liste dei mafiosi».
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce due motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, verte sul comportamento illecito della convenuta consistente nella fuga di dati personali del ricorrente dalla disponibilità della convenuta di cui la stessa risponde ai sensi dell’articolo 38, paragrafo 7, del regolamento n. 2016/794 (1). La fuga di dati dai telefonini cellulari sicuri ha pregiudicato i diritti tutelati dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e, per la presenza del nesso causale con l'evento dannoso n. 1, si è verificato un danno morale quantificato dal ricorrente in Euro 50 000 per l’evento dannoso n. 1.
               
            
                  2.
               
               
                  Il secondo motivo verte sull’inserimento del ricorrente nelle cosiddette «liste dei mafiosi» che non sono disciplinate da nessuna legislazione a livello dell’Unione europea o di diritto nazionale, sia della Repubblica slovacca che di un altro Stato membro UE e tale inquadramento del ricorrente costituisce un esplicito intervento di trattamento illecito dei dati personali. Alla luce della giurisprudenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, nonché della giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, tali liste incidono in modo manifesto sui diritti tutelati dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. A seguito del nesso causale con l’evento dannoso n. 2 si è prodotto un danno morale quantificato dal ricorrente in Euro 50 000.
               
            
         (1)  Regolamento (UE) 2016/794 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2016, che istituisce l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione nell'attività di contrasto (Europol) e sostituisce e abroga le decisioni del Consiglio 2009/371/GAI, 2009/934/GAI, 2009/935/GAI, 2009/936/GAI e 2009/968/GAI (GU L 135, 24.5.2016, pag. 53).