CELEX: C2000/149/25
Language: it
Date: 2000-05-27 00:00:00
Title: Causa C-39/00 P: Ricorso della società Service pour le groupement d'acquisitions "S.G.A." contro la sentenza pronunciata il 13 dicembre 1999 dalla Prima Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nelle cause riunite T-189/95, T-39/96 e T-123/96 fra la società Service pour le groupement d'acquisitions "S.G.A." e la Commissione delle Comunità europee

27.5.2000               IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 149/15
2. condannare l’istituzione convenuta alle spese.                         — (In subordine) i 58 000 milioni concessi sono giustificati
                                                                               anche se si ammettesse che non potevano coesistere con i
                                                                               crediti fiscali generali. Violazione del principio secondo
                                                                               cui nessuno può andare contro i propri atti (legittimo
                                                                               affidamento) ed errore manifesto di valutazione: Il calcolo
                                                                               di 58 000 milioni di pesetas autorizzati non è avvenuto
                                                                               con riferimento al 28 % della base imponibile negativa
Motivi e principali argomenti
                                                                               prevedibile dei cantieri navali durante gli anni 1995-1998
                                                                               ma è stata negoziata una quantità globale da concedere
                                                                               come aiuto, ed è questo che è stato autorizzato.
— Procedimento inadeguato e violazione dei principi del
   legittimo affidamento, di certezza del diritto e di buona
   amministrazione: Se l’inserimento (alla fine del 1997) dei
   cantieri navali nella SEPI aveva come effetto o conseguenza            (1) Del 2 giugno 1997, sugli aiuti a determinati i cantieri navali in
   un’immediata e automatica riduzione degli aiuti concessi,                  corso di ristrutturazione (GU L 148, del 6.6.1997, pag. 1).
   in compensazione della perdita dei crediti fiscali (a decorre-
   re dal 1o agosto 1995 quando i cantieri navali sono stati
   inseriti in un organismo statale che non aveva la qualità di
   gruppo di consolidazione fiscale), allora i servizi della
   Commissione avrebbero dovuto procedere in maniera
   diversa rispetto a come hanno fatto: o avvertendo di tale
   interpretazione il Regno di Spagna o avviando le procedure
   per la revisione di alcuni aiuti dichiarati compatibili («aiuti
   esistenti») in conformità al n. 1, dell’art. 88 CE e alla
   giurisprudenza.
                                                                          Ricorso della società Service pour le groupement d’acqui-
— (In subordine) assenza totale di motivazione in relazione               sitions «S.G.A.» contro la sentenza pronunciata il
   agli effetti dell’aiuto che è dichiarato incompatibile.                13 dicembre 1999 dalla Prima Sezione del Tribunale di
                                                                          primo grado delle Comunità europee nelle cause riunite
                                                                          T-189/95, T-39/96 e T-123/96 fra la società Service pour
                                                                          le groupement d’acquisitions «S.G.A.» e la Commissione
— Violazione degli artt. 92, n. 1 e 92, n. 3 del Trattato CE                                    delle Comunità europee
   (attualmente artt. 87, n. 1 e 87, n. 3 CE), del regolamento
   del Consiglio 1013/97 (1) e del principio del legittimo
   affidamento.                                                                                     (Causa C-39/00 P)
                                                                                                     (2000/C 149/25)
   1. i 58 000 milioni di aiuto concesso non possono essere
        intesi isolatamente, come pura e semplice compensa-
        zione dei crediti fiscali che i cantieri navali stavano           L’11 febbraio 2000 la società Service pour le groupement
        perdendo ma come frutto di un negoziato globale.                  d’acquisitions «S.G.A.» rappresentata dallo studio legale SCP
        Non agendo in tal modo, la Commissione ha violato il              Fourgoux & Associés, avvocati del foro di Parigi, con domicilio
        regolamento del Consiglio n. 1013/97 e il principio di            eletto in Lussemburgo presso l’avv. Pierrot Schiltz, 4, rue
        legittimo affidamento che ha causato la sua decisione             Béatrix de Bourbon, contro la sentenza pronunciata il
        autorizzando in definitiva gli aiuti per una cifra                13 dicembre 1999 dalla Prima Sezione del Tribunale di primo
        concreta.                                                         grado delle Comunità europee nelle cause riunite T-189/95,
                                                                          T-39/96 e T-123/96 tra la società Service pour le groupement
                                                                          d’acquisitions «S.G.A.» e la Commissione delle Comunità
                                                                          europee.
   2. l’interpretazione che dà la Commissione del carattere
        di limite massimo degli aiuti concessi viola l’art. 91,
        n. 3 del Trattato CE, e i principi di certezza del diritto
        e di legittimo affidamento, in quanto viene negato il             La ricorrente conclude che la Corte voglia:
        carattere definitivo della decisione di autorizzazione.
                                                                          — annullare la sentenza del Tribunale di primo grado
                                                                               13 dicembre 1999 pronunciata nelle cause riunite
   3. la Commissione aggiunge agli aiuti autorizzati le                        T-189/95, T-39/96 e T-123/96;
        quantità concesse nell’ambito di un regime generale,
        che non costituiscono aiuti. Questo viola l’art. 92, n. 1
        del Trattato CE.                                                  — condannare la Commissione alle spese.
 ---pagebreak--- C 149/16                IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        27.5.2000
Motivi e principali argomenti                                             — Ingiustamente il Tribunale ha disatteso la domanda di
                                                                               risarcimento per il solo fatto che il comportamento della
                                                                               Commissione non potrebbe costituire un illecito idoneo a
                                                                               far sorgere la responsabilità della Comunità, dal momento
— Violazione delle forme sostanziali e dei diritti fondamentali:               che le conclusioni dirette all’annullamento erano respinte
   L’esigenza dell’equo processo, del rispetto dei diritti della               e la Commissione non potrebbe essere obbligata dall’art. 3
   difesa della necessità di assicurare un dibattito contradditto-             del regolamento n. 17, ad adottare una decisione circa
   rio vietava di escludere, a posteriori, all’udienza e prima                 l’esistenza o meno dell’infrazione asserita, argomento, per
   della sentenza, la produzione di un documento prodotto                      di più privo, di relazione con il rigetto di una domanda di
   liberamente nel dibattimento da una parte e discusso                        provvedimenti provvisori, la quale, beninteso, non richiede
   dinanzi alla Corte. Non può esservi processo equo se il                    che sia adottata una previa decisione circa l’esistenza
   giudice esclude un documento versato agli atti spontanea-                   della assenta infrazione in merito alla quale è sufficiente
   mente da una parte (a maggior ragione quanto si tratta di                   costatare, come nella specie, che essa riposa su elementi di
   una delle istituzioni), col pretesto che questo documento,                  prova «sostanziali», «molto documentati», come riconosciu-
   risulterebbe, imbarazzante per la parte che lo ha prodotto                  to dalla Commissione, la cui opinione è corroborata dal
   dopo più attenta riflessione.                                               documento prodotto «per errore» e quindi ritirato con
                                                                               l’autorizzazione del Tribunale.
   Il motivo che deduce il termine irragionevole per trattare
   una denuncia e concludere il procedimento, contrariamen-
   te a quanto affermato dal Tribunale, deve (e non può)
   essere sollevato d’ufficio, trattandosi pur sempre di ciò che
   viene considerato violazione di un diritto fondamentale, a
   prescindere dal fatto che si tratti della durata del procedi-
   mento amministrativo o del procedimento giudiziario.
   Nella specie, il termine di due anni deve essere considerato
   irragionevole per l’esame preliminare, di molto superiore              Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
   al tempo di riflessione necessario e quello di cinque anni e             tro la Repubblica francese, proposto l’11 febbraio 2000
   mezzo altrettanto irragionevole per quanto riguarda la
   durata del procedimento.
                                                                                                   (Causa C-40/00)
                                                                                                   (2000/C 149/26)
— Errore manifesto per quanto riguarda il valore probatorio
   degli elementi di prove prodotti dalla denunciante.
                                                                          L’11 febbraio 2000, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                          rappresentata dai signori Enrico Traversa, consigliere giuridico,
                                                                          e Christophe Giolito, membro del suo servizio giuridico, in
— Errore manifesto per quanto riguarda la valutazione dell’as-            qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo presso
   senza d’interesse comunitario e del potere discrezionale di            il signor Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg,
   rifiutare, col pretesto della scelta delle priorità, di fare           ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
   cessare un grave comportamento illecito: è per effetto di              europee un ricorso contro la Repubblica francese.
   un errore di valutazione dei fatti e di diritto che il Tribunale
   ha considerato che la Commissione aveva potuto non
   interessarsi alle infrazioni commesse dalla PSA, preferendo            La Commissione delle Comunità europee conclude che la
   trattare il fascicolo Volkswagen. Per quanto riguarda il               Corte voglia:
   centro di gravità dell’infrazione, questo non può essere
   localizzato limitativamente in Francia, dato che le pressioni
   vengono esercitate sui concessionari stranieri in altri Stati          — dichiarare che, avendo reintrodotto, a partire dal 1o gen-
   membri e l’infrazione è commessa soprattutto a questo                       naio 1998, l’abolizione totale del diritto a deduzione
   livello e, pertanto, fuori della Francia, di modo che a                     dell’IVA applicato sui gasoli utilizzati come carburanti per
   causa del carattere transfrontaliero dell’infrazione, è la                  veicoli, che non concede il diritto a deduzione dopo aver
   Commissione ad essere maggiormente in grado di meglio                       in parte concesso tale diritto a deduzione in più occasioni,
   trattare il fascicolo e procedere alle indagini in applicazio-              la Repubblica francese è venuta meno agli obblighi ad essa
   ne, in particolare, dell’art. 5 del Trattato CE.                            incombenti in forza dell’art. 17, n. 2, della Sesta direttiva
                                                                               del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di
                                                                               armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relati-
                                                                               ve alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di
                                                                               imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme
— Errore manifesto per quanto riguarda le misure provvisorie:                  (GU L 145, pag. 1);
   Se la Corte prende in considerazione i motivi di cui sopra,
   essa è indotta ad accogliere il motivo che deduce l’errore
   incorso nel rifiuto di disporre misure provvisorie.                    — condannare la Repubblica francese alle spese.