CELEX: 52003PC0020
Language: it
Date: 2003-01-20
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'intervento dell'autorità doganale nei confronti di merci sospettate di violare taluni diritti di proprietà intellettuale e alle misure da adottare nei confronti di merci che violano taluni diritti di proprietà intellettuale

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52003PC0020

Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'intervento dell'autorità doganale nei confronti di merci sospettate di violare taluni diritti di proprietà intellettuale e alle misure da adottare nei confronti di merci che violano taluni diritti di proprietà intellettuale  /* COM/2003/0020 def. - ACC 2003/0003 */  

Proposta di REGOLAMENTO del CONSIGLIO relativo all'intervento dell'autorità doganale nei confronti di merci sospettate di violare taluni diritti di proprietà intellettuale e alle misure da adottare nei confronti di merci che violano taluni diritti di proprietà intellettuale(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. INTRODUZIONEIl 22 dicembre 1994, il Consiglio ha adottato il regolamento (CE) n. 3295/94 che fissa, da un lato, le condizioni d'intervento dell'autorità doganale e, dall'altro, le misure che l'autorità doganale competente deve prendere nei confronti delle merci contraffatte o usurpative. Il testo costituiva l'attuazione delle disposizioni dell'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale relativi al commercio nel quadro dell'Organizzazione Mondiale del Commercio concluso dalla Comunità, con decisione del Consiglio 94/800/CE del 22 dicembre 1994 relativa alla conclusione a nome della Comunità europea, per le materie di sua competenza, degli accordi dei negoziati multilaterali dell'Uruguay Round (1986-1994). Da allora, questi fenomeni di frode non hanno fatto che estendersi. Tra il 1998 e il 2001, per esempio, il numero di prodotti che hanno violato un diritto di proprietà intellettuale, intercettati dagli uffici doganali alle frontiere esterne dell'Unione, è aumentato del 900 %, passando da 10 a 100 milioni in 4 anni.A prescindere dalla natura stessa dei prodotti e dalle tecniche impiegate dal crimine organizzato internazionale per il loro trasporto, ciò che caratterizza attualmente le merci contraffatte e usurpative è il loro carattere evolutivo. Le statistiche pubblicate dalla Commissione nell'ambito della relazione annuale di attività dell'autorità doganale comunitaria in materia di lotta contro le merci contraffatte e usurpative, comprovano questa evoluzione permanente e consentono di mettere in luce due principi. Il primo principio è che, per i contraffattori, l'aspetto quantitativo ha ormai soppiantato l'aspetto qualitativo. I prodotti ad elevato valore aggiunto non sono più intensamente ricercati dal crimine organizzato internazionale che preferisce frodare piuttosto prodotti usuali, di vario tipo, fabbricati su scala commerciale. Il secondo principio riguarda la natura stessa dei prodotti: per il 2001, per esempio, il volume di merci contraffatte nel settore dei prodotti alimentari ha praticamente raggiunto quello registrato nel settore dei prodotti dell'abbigliamento, aumentando di quasi 75% rispetto al 2000, mentre il numero di CD usurpativi o contraffatti aumentava, nel contempo, del 15 300 % rispetto al 1999.La presenza sempre più attiva del crimine organizzato nel grande traffico internazionale di merci contraffatte e usurpative comprova il carattere particolarmente lucrativo e professionale di tali attività.In questo contesto, l'evoluzione degli aspetti legislativi, mirante a potenziare e ad armonizzare l'azione doganale mediante una lotta più serrata contro le infrazioni di proprietà intellettuale, riveste un'importanza particolare: per ragioni di chiarezza giuridica, per consentire ai titolari di diritti un accesso più agevole alla normativa e per elaborare uno strumento legislativo valido che consenta di lottare con maggior efficacia contro questi fenomeni di frode, occorre pertanto abrogare il regolamento (CE) n. 3295/94 del 22 dicembre 1994 e sostituirlo con un nuovo testo.2. OGGETTO DEL PROGETTO DI REGOLAMENTO2.1 Il presente regolamento definisce le condizioni d'intervento dell'autorità doganale, quando le merci sono sospettate di violare un diritto di proprietà intellettuale, e le misure che deve prendere l'autorità doganale, quando è accertato che le suddette merci violano un diritto di proprietà intellettuale disciplinato dal presente regolamento. Il presente regolamento si prefigge in primo luogo di proteggere più efficacemente il mercato unico e i consumatori, nell'ambito di una Comunità ampliata.2.2 L'evoluzione particolarmente sensibile di questi fenomeni, ormai statisticamente quantificabili per quanto riguarda l'azione doganale, rende necessaria una riforma legislativa, intesa a garantire, in uno spazio economico competitivo ed aperto alla libera concorrenza, la sicurezza e la protezione dei consumatori, il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale dei titolari nonché gli interessi finanziari della Comunità. Una riforma del genere mira a promuovere la ristrutturazione e la competitività delle imprese e a salvaguardare l'occupazione, tutelando nel contempo le economie nazionali.2.3 I danni economici, finanziari e sociali derivanti da questo tipo di traffici sono sempre più rilevanti e recano grave pregiudizio agli operatori economici. Le proposte di modifica mirano pertanto a potenziare la lotta contro la frode alle frontiere esterne della Comunità, in ogni punto del territorio doganale, mantenendo la fluidità necessaria alle operazioni di commercio internazionale. Questi obiettivi figurano nella decisione n. 210/97/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 1996 relativa all'adozione di un programma d'azione doganale nella Comunità.2.4 I principi di funzionamento del presente regolamento figuravano già nella normativa precedente: i servizi doganali intervengono, bloccando per un periodo determinato le merci sospettate di violare un diritto di proprietà intellettuale, non appena il titolare del diritto presenta ai servizi doganali una domanda d'intervento. Il regolamento stabilisce anche le misure che deve prendere l'autorità doganale competente quando è stato accertato che le merci violano un diritto di proprietà intellettuale.   Il nuovo progetto non pregiudica i principi di base del precedente regolamento ma potenzia il suo funzionamento e ne estende il campo d'applicazione a nuovi diritti di proprietà intellettuale.2.5 Il nuovo regolamento tiene conto delle rivendicazioni delle organizzazioni professionali, degli interessi delle piccole e medie industrie e delle piccole e medie imprese (in prosieguo PMI) nonché dell'esperienza legislativa doganale precedente. L'attuazione del regolamento è stata semplificata e resa meno vincolante per gli utilizzatori. I titolari di diritti, preventivamente consultati, hanno del resto accolto favorevolmente varie proposte di miglioramento. Il regolamento propone pertanto:- l'estensione del campo d'applicazione del regolamento a nuovi diritti di proprietà intellettuale, e cioè per i ritrovati vegetali, le indicazioni geografiche e le denominazioni d'origine;- il miglioramento qualitativo delle informazioni fornite al titolare del diritto dai servizi doganali nel quadro della domanda d'intervento. Il regolamento propone inoltre di armonizzare il termine di validità e la forma della domanda d'intervento e di incoraggiare l'uso di procedure informatiche per il deposito della domanda;- in caso di abuso o di uso illegale delle informazioni fornite dal titolare del diritto ai servizi doganali, per fini diversi da quelli di cui al regolamento, il titolare può essere sanzionato mediante sospensione della domanda d'intervento, per la durata di validità restante o addirittura, nei casi più gravi, rifiuto di proroga della domanda;- i tributi e le garanzie sono soppressi, per consentire in particolare alle PMI titolari di diritti di accedere al regolamento senza procedere ad esborsi. Il principio di garanzia è sostituito ormai da un impegno del titolare del diritto;- il campo d'applicazione della procedura "ex ufficio", che autorizza l'autorità doganale ad agire prima che sia stata depositata una domanda d'intervento, risulta esteso. L'uso della medesima, in particolare a favore delle PMI, ne risulterà notevolmente accresciuto;- le informazioni fornite dai servizi doganali ai titolari del diritto saranno più precise e diversificate;- si potranno, se del caso, consegnare campioni al titolare del diritto, esclusivamente a fini di analisi, per agevolare la prosecuzione della procedura;- il fatto che il titolare del diritto non sia obbligato ad aspettare il risultato di una procedura nel merito, riservandosi la possibilità di autorizzare la distruzione delle merci che violano taluni diritti di proprietà intellettuale, previo accordo del detentore o del dichiarante, dovrebbe consentire di risolvere, nell'ambito della nuova procedura proposta, taluni problemi di magazzinaggio;- l'articolo relativo al traffico di merci prive di carattere commerciale e che rientrano entro i limiti previsti per la concessione della franchigia doganale, riveste un'importanza particolare per gli ambienti professionali. Se nella precedente normativa questo tipo di traffico era escluso dal campo d'applicazione, il nuovo regolamento dovrebbe consentire un migliore controllo del traffico di piccole dimensioni, assicurandosi che esso non nasconda un traffico su più vasta scala.2.6 Il successo nella lotta contro le merci contraffatte e usurpative passa attraverso una stretta collaborazione con i titolari di diritti e un notevole aumento delle richieste d'intervento.2.7 Per garantire un accesso ottimale al presente regolamento, occorre prevedere che nei due anni successivi alla sua applicazione siano apportate le modifiche ed integrazioni del caso.2.8 Si chiede al Consiglio di adottare la proposta di un nuovo regolamento comunitario che fissa le condizioni d'intervento dell'autorità doganale nei confronti delle merci sospettate di violare taluni diritti di proprietà intellettuale e le misure che deve prendere l'autorità doganale competente nei confronti di merci che violano taluni diritti di proprietà intellettuale.3.  ANALISI DEI PRINCIPALI ARTICOLIArticolo 1:Il presente regolamento definisce le condizioni d'intervento dell'autorità doganale, quando le merci sono sospettate di violare un diritto di proprietà intellettuale, e le misure che deve prendere l'autorità doganale, quando è accertato che le suddette merci violano un diritto di proprietà intellettuale.Articolo 2, paragrafo 1:La più recente relazione di attività 2001 dell'autorità doganale in materia di lotta contro le merci contraffatte e usurpative indica un notevole aumento delle merci contraffatte nel settore dei prodotti alimentari, degli alcoli e delle bevande (+ 75% rispetto al 2000, per oltre 4 milioni di prodotti). Taluni prodotti possono risultare particolarmente pericolosi per i consumatori. In conseguenza, e tenuto conto dell'esperienza acquisita dall'autorità doganale in materia di lotta contro le merci contraffatte e usurpative, è opportuno includere nel campo d'applicazione del nuovo regolamento, i diritti di proprietà intellettuale delle varietà vegetali, delle denominazioni d'origine e delle indicazioni geografiche.Occorre pertanto definire questi nuovi tipi di diritti, ai fini del presente regolamento, inserendoli nel capitolo "Merci che violano un diritto di proprietà intellettuale". Occorre inoltre includere nel menzionato capitolo i disegni e modelli comunitari.Articolo 3, paragrafo 1:È opportuno escludere dal campo d'applicazione del regolamento le merci a denominazione d'origine protetta o ad indicazione geografica protetta, fabbricate con il consenso del titolare del diritto, ma che si trovano, senza il consenso di quest'ultimo, in una delle situazioni di cui al regolamento.Articolo 3, paragrafo 2:Gli ambienti professionali interessati si sono sempre pronunciati a favore della soppressione di questa clausola di esclusione. Fermo restando che essa è considerata come una "concessione" inaccettabile, in quanto favorisce il traffico "turistico", risulta nondimeno molto arduo lottare contro questo tipo di traffico mediante la procedura di blocco delle merci. Le statistiche annuali relative alle attività doganali in materia di lotta contro la contraffazione mostrano che oltre il 45 % delle procedure avviate dalle dogane, vanno contro i viaggiatori.Se tale disposizione consente di escludere dal campo d'applicazione del regolamento le merci prive di carattere commerciale, contenute nei bagagli personali dei viaggiatori entro i limiti previsti per la concessione della franchigia doganale (175 euro), essa fornisce anche un'informazione non adeguata ai viaggiatori.Fermo restando che questo genere di traffico può dissimularne un altro molto più vasto, risulta necessario escluderlo dal campo d'applicazione del regolamento unicamente quando esso nasconda un altro traffico su più vasta scala.Articolo 4:L'articolo 4 definisce le misure anteriori ad una domanda d'intervento dell'autorità doganale.Tale articolo, inteso a ridefinire le condizioni d'intervento dell'autorità doganale prima che sia depositata una domanda d'intervento, consente di ampliare notevolmente il campo d'applicazione della procedura "ex ufficio". Per potenziare le azioni d'intervento dell'autorità doganale e consentire alle PMI di accedere alla presente regolamentazione, i servizi doganali sono autorizzati, non appena abbiano motivi sufficienti per sospettare che le merci violano un diritto di proprietà intellettuale, a bloccare per 3 giorni lavorativi le merci sospettate. Il titolare può depositare, entro il menzionato termine, una domanda d'intervento presso il servizio doganale competente.Tale procedura consente ai titolari di diritti che non sanno che i loro diritti di proprietà intellettuale possono essere violati e che non hanno pertanto ancora depositato una domanda d'intervento, di essere avvisati dai servizi doganali dell'intercettazione di prodotti sospettati di essere merci contraffatte o usurpative nei confronti dei loro diritti.Gli articoli 5, 6 e 7 definiscono le condizioni di deposito e di trattamento della domanda d'intervento dell'autorità doganale:Articolo 5:La domanda d'intervento, strumento indispensabile per un'azione doganale ottimale, in quanto essa fornisce informazioni e una descrizione tecnica dei prodotti che possono essere merci contraffatte o usurpative e per i quali si chiede l'intervento dell'autorità doganale, può essere depositata presso i servizi doganali competenti, usando una procedura informatica.Talune informazioni sono obbligatorie per l'accettazione e la registrazione della domanda. In effetti, al momento del deposito della domanda d'intervento saranno in ogni caso richieste una descrizione tecnica sufficientemente precisa delle merci, informazioni circostanziate sul tipo di frode, laddove conosciuto, l'identità dell'operatore da contattare, designato dal titolare del diritto e la prova che il richiedente è titolare del diritto per le merci oggetto della domanda. Si possono inoltre trasmettere a titolo indicativo altre informazioni utili per aiutare i servizi doganali nei loro accertamenti.Il servizio doganale competente per la registrazione delle domande dispone di 30 giorni lavorativi per informare per iscritto il richiedente della sua decisione.La specificità di taluni diritti di proprietà intellettuale, come quelli per ritrovati vegetali, può giustificare la richiesta di informazioni specifiche da parte dei servizi doganali competenti.Articolo 6:Il principio della garanzia, che richiede in taluni Stati membri il deposito, da parte del titolare, di un importo, come definito nel regolamento (CE) n. 3295/94, è soppresso ed è sostituito da un impegno scritto del titolare al momento del deposito della domanda d'intervento, inteso ad assicurare la sua responsabilità e a garantire il versamento dell'importo delle spese sostenute per il mantenimento delle merci sotto controllo doganale.Articolo 8:Questo articolo definisce i principi di accettazione della domanda d'intervento. Il formulario relativo alla domanda sarà armonizzato e la durata di validità della domanda fissata al massimo ad un anno, prorogabile ogni anno.Articolo 9:Questo articolo determina le condizioni d'intervento dell'autorità doganale e prevede la sospensione dello svincolo o la revoca del blocco delle merci sospettate di essere merci contraffatte o usurpative.Esso consente di trasmettere al titolare del diritto nuove informazioni indispensabili, quali la natura reale o supposta delle merci sospettate nonché il volume reale o supposto delle merci intercettate. Questo tipo di informazioni può essere trasmesso in ogni caso e senza che il titolare abbia dovuto in precedenza soddisfare ad un qualsivoglia obbligo. Nel contempo, e in applicazione delle disposizioni giuridiche nazionali che consentono di determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale, si possono trasmettere ai titolari di diritti varie informazioni sull'origine o la provenienza delle merci sospettate.Per agevolare l'analisi dei prodotti sospettati, è ormai prevista la possibilità di consegnare, in determinate condizioni, campioni rappresentativi dell'insieme delle merci. I medesimi dovranno imperativamente essere resi prima dello svincolo delle merci o della revoca del blocco.Articolo 11:Per consentire alle PMI titolari di diritti di accedere più facilmente alla normativa doganale e prendere qualsiasi altra misura che abbia l'effetto di privare efficacemente gli interessati dell'utile economico del traffico di merci contraffatte e usurpative, è prevista una procedura agevolata di distruzione delle merci, su richiesta e sotto responsabilità del titolare, sempre che, entro un termine di 10 giorni lavorativi, l'autorità doganale riceva dal dichiarante o dal detentore delle merci l'autorizzazione scritta a distruggere tali merci.Questa procedura agevolata consente di risolvere i problemi e i conseguenti costi di magazzinaggio. La distruzione sanziona in tal modo i responsabili del transito o del trasbordo nel territorio doganale della Comunità di merci che violano taluni diritti di proprietà intellettuale, per le quali le azioni giudiziarie intentate davanti alle autorità competenti a deliberare nel merito restano spesso senza seguito, poiché né lo speditore né il destinatario si trovano nel territorio della Comunità. Tale procedura non si sostituisce alla procedura di cui all'articolo 13 del presente regolamento ma consente, in circostanze particolari, di mettere fuori dei circuiti commerciali le merci oggetto di frode. In caso di contestazione o di opposizione del dichiarante o del detentore, si applica la procedura di cui all'articolo 13.Articolo 12:Quando nuove informazioni sono portate a conoscenza dei titolari di diritti, questi ultimi non devono utilizzare tali informazioni per fini diversi da quelli di cui agli articoli 8 e 10 del regolamento. In caso di abuso, il titolare può impegnare la sua responsabilità civile e la domanda d'intervento può essere sospesa per la durata di validità restante o addirittura, nei casi più gravi, essere negata.Articolo 13:Per garantire e rispettare nel quadro del regolamento i diritti delle parti, se l'autorità doganale non è stata informata, entro un termine di 10 giorni lavorativi, dell'avvio di una procedura intesa a determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale, è concesso lo svincolo delle merci.La natura deperibile di taluni prodotti che possono essere oggetto di diritti di proprietà intellettuale ed entrano nel campo d'applicazione del presente regolamento, quali i ritrovati vegetali o le indicazioni geografiche, esige che il loro blocco o la sospensione dello svincolo si limiti a 3 giorni lavorativi.Per quanto riguarda talune merci oggetto di diritti di proprietà intellettuale specifici, lo svincolo può essere concesso mediante il deposito di una garanzia e in talune condizioni.Articolo 14:L'articolo 14 riprende la stessa terminologia di cui all'articolo 7, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 3295/94.Articolo 15:Le condizioni di magazzinaggio delle merci durante il periodo di blocco o di sospensione dello svincolo vengono determinate da ciascuno Stato membro.Articolo 16:Per migliorare le possibilità d'intervento dell'autorità doganale, occorre poter applicare le disposizioni del regolamento quando le merci escono dal territorio doganale della Comunità.Articolo 17:Per quanto riguarda le disposizioni relative alle merci riconosciute come merci che violano un diritto di proprietà intellettuale, esse prevedono, in genere, la distruzione delle merci ma possono anche contemplare un abbandono all'Erario.Articolo 18:Questo articolo definisce la responsabilità dell'autorità doganale e del titolare del diritto.Articolo 19:Questo articolo definisce le sanzioni che deve applicare l'autorità competente, tenuto conto del fatto che esse devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.Articolo 23:La Commissione riferisce annualmente al Parlamento e al Consiglio sull'applicazione del presente regolamento.2003/0003 (ACC)Proposta di REGOLAMENTO del CONSIGLIO relativo all'intervento dell'autorità doganale nei confronti di merci sospettate di violare taluni diritti di proprietà intellettuale e alle misure da adottare nei confronti di merci che violano taluni diritti di proprietà intellettualeIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C...visto il parere del Parlamento europeo [2],[2]  GU C...visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [3],[3]  GU C...considerando quanto segue:(1) Per migliorare il funzionamento del sistema istituito dal regolamento (CE) n. 3295/94 del Consiglio, del 22 dicembre 1994 [4], che fissa misure intese a vietare l'immissione in libera pratica, l'esportazione, la riesportazione e il vincolo ad un regime sospensivo di merci contraffatte e di merci usurpative, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 241/1999 [5], è opportuno fare il bilancio della sua applicazione. Per fini di chiarezza, occorre sostituire tale regolamento.[4]  GU L 341 del 30.12.1994, pag. 8.[5]  GU L 27 del 2.2.1999, pag. 2.(2) La commercializzazione di merci contraffatte, di merci usurpative e, in genere, di merci che violano i diritti di proprietà intellettuale reca notevole pregiudizio ai fabbricanti e ai commercianti che rispettano le leggi, nonché ai titolari di diritti e inganna i consumatori, facendo loro correre talvolta rischi per la loro salute e la loro sicurezza. Occorre pertanto impedire, per quanto possibile, l'immissione sul mercato della Comunità di tali merci e adottare a tal fine misure volte a contrastare efficacemente tale attività illegale, pur senza ostacolare la libertà del commercio legittimo. Tale obiettivo è peraltro conforme agli interventi nello stesso senso sul piano internazionale.(3) Poiché le merci contraffatte o usurpative e, in genere, le merci che violano un diritto di proprietà intellettuale sono originarie o provengono dai paesi terzi, occorre vietarne l'introduzione, compreso il trasbordo, nel territorio doganale della Comunità, l'immissione in libera pratica nella Comunità, il vincolo ad un regime sospensivo, il collocamento in zona franca o in deposito franco e istituire una procedura adeguata che consenta l'intervento dell'autorità doganale per assicurare il rispetto di tale divieto, nelle migliori condizioni possibili.(4) L'intervento dell'autorità doganale dev'essere applicato anche alle merci contraffatte o usurpative e alle merci esportate, riesportate o in uscita dal territorio doganale della Comunità, che violano taluni diritti di proprietà intellettuale.(5) L'intervento dell'autorità doganale deve consistere o nella sospensione dello svincolo per l'immissione in libera pratica, l'esportazione e la riesportazione delle merci sospettate di essere contraffatte o usurpative o che violano taluni diritti di proprietà intellettuale, o nel blocco di tali merci quando siano vincolate ad un regime sospensivo, in zona franca o in deposito franco, riesportate previa notifica, introdotte nel territorio doganale o in uscita da tale territorio, per tutto il tempo necessario ad accertare se si tratti effettivamente di merci siffatte.(6) Occorre definire ed armonizzare in tutti gli Stati membri le informazioni che devono figurare nella domanda d'intervento, quali la sua durata di validità e forma. Ai fini di tale armonizzazione occorre inoltre determinare le condizioni per l'accettazione della domanda da parte dell'autorità doganale competente a ricevere, esaminare e registrare la suddetta domanda nell'ambito dei servizi doganali.(7) Occorre autorizzare gli Stati membri a bloccare, per un periodo determinato, le merci in questione, anche prima della presentazione o accettazione di una richiesta da parte del titolare del diritto, affinché questi possa presentare una domanda d'intervento all'autorità doganale.(8) Non appena sarà avviata una procedura intesa a determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale secondo le disposizioni giuridiche nazionali, essa si svolgerà in base ai criteri utilizzati per determinare se merci prodotte nello Stato membro interessato violino i diritti di proprietà intellettuale. Il presente regolamento lascia impregiudicate le disposizioni degli Stati membri in merito alla competenza di organi e alle procedure giudiziarie.(9) Per permettere ai servizi doganali e ai titolari di diritti di applicare il regolamento, occorre prevedere inoltre, ove non siano sorte contestazioni e previo accordo scritto del detentore o del dichiarante, una procedura agevolata, intesa in ogni caso a distruggere le merci che violano taluni diritti di proprietà intellettuale, su richiesta e sotto l'intera responsabilità del titolare del diritto, a prescindere dall'avvio di una procedura intesa a determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale secondo le disposizioni giuridiche nazionali.(10) Occorre definire le misure da adottare per le merci in questione, quando è accertato che si tratta di merci contraffatte o usurpative o, in genere, di merci che violano taluni diritti di proprietà intellettuale. Tali misure devono non solo privare i responsabili del commercio di tali merci dell'utile economico derivante dall'operazione e imporre loro delle sanzioni, ma anche scoraggiare efficacemente altre operazioni della stessa natura.(11) Per evitare di perturbare lo sdoganamento delle merci contenute nei bagagli personali dei viaggiatori e fatto salvo il caso in cui talune circostanze consentano di sospettare che si tratti di un traffico su più vasta scala, occorre escludere dal campo d'applicazione del presente regolamento le merci che possono essere merci contraffatte, merci usurpative o merci che possono violare taluni diritti di proprietà intellettuale, importate da paesi terzi entro i limiti previsti dalla normativa comunitaria per la concessione della franchigia doganale, o esportate.(12) È necessario garantire l'applicazione uniforme delle regole comuni contemplate dal presente regolamento e rafforzare la mutua assistenza tra gli Stati membri e tra gli Stati membri e la Commissione per garantire nel settore un'efficacia ottimale, facendo riferimento alle disposizioni del regolamento (CE) n. 515/97 del Consiglio, del 13 marzo 1997 [6], relativo alla mutua assistenza tra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per assicurare la corretta applicazione della regolamentazione doganale o agricola.[6]  GU L 82 del 22.3.1997, pag. 1.(13) Alla luce, in particolare, dell'esperienza acquisita in sede di applicazione del presente regolamento, sarà opportuno esaminare la possibilità di estendere l'elenco dei diritti di proprietà intellettuale contemplato dal presente regolamento.(14) Occorre adottare le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento conformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999 [7], recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione.[7]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(15) È opportuno pertanto abrogare il regolamento (CE) n. 3295/94,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:CAPITOLO 1Oggetto e campo d'applicazioneArticolo 11. Il presente regolamento definisce le condizioni d'intervento dell'autorità doganale, quando le merci sono sospettate di violare un diritto di proprietà quando:a) sono dichiarate per l'immissione in libera pratica, l'esportazione o la riesportazione a norma dell'articolo 61 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992 [8];[8]  GU L 302 del 19. 10. 1992, pag. 1.b) sono scoperte , in occasione di un controllo effettuato su merci introdotte o in uscita dal territorio doganale della Comunità a norma degli articoli 37 e 183 del regolamento (CEE) n. 2913/92, vincolate ad un regime sospensivo ai sensi dell'articolo 84, paragrafo 1, lettera a), dello stesso regolamento, riesportate previa notifica a norma dell'articolo 182, paragrafo 2 dello stesso regolamento o poste in zona franca o deposito franco ai sensi dell'articolo 166 dello stesso regolamento.2. Il presente regolamento definisce le misure che le autorità competenti devono prendere nei riguardi delle merci di cui al paragrafo 1 quando è accertato che esse violano effettivamente un diritto di proprietà intellettuale.Articolo 21. Ai fini del presente regolamento si intende per "merci che violano un diritto di proprietà intellettuale":a) le "merci contraffatte", vale a dire:i) le merci, compreso il loro imballaggio, su cui sia stato apposto senza autorizzazione un marchio di fabbrica o di commercio identico a quello validamente registrato per gli stessi tipi di merci, o che non possa essere distinto nei suoi aspetti essenziali da tale marchio di fabbrica o di commercio e che pertanto violi i diritti del titolare del marchio in questione, come definito nel regolamento (CE) n. 40/94 del Consiglio [9] (marchio comunitario) o ai sensi della legislazione dello Stato membro in cui è presentata la domanda per l'intervento delle autorità doganali;[9]  GU L 11 del 14.01.1994, pag. 1.ii) qualsiasi segno distintivo (logo, etichetta, autoadesivo, opuscolo, foglietto illustrativo, documento di garanzia), anche presentato separatamente, che si trovi nella stessa situazione delle merci di cui al punto i);iii) gli imballaggi recanti marchi delle merci contraffatte presentati separatamente, che si trovino nella stessa situazione delle merci di cui al punto i);b) le "merci usurpative", vale a dire le merci che costituiscono o che contengono copie fabbricate senza il consenso del titolare del diritto d'autore o dei diritti connessi o del titolare dei diritti relativi al disegno o modello registrato o meno a norma del diritto nazionale o di una persona da questi validamente autorizzata nel paese di produzione, quando la produzione di tali copie viola il diritto in questione, come definito nel regolamento (CE) n. 6/2002 del Consiglio [10] (disegni e modelli comunitari) o ai sensi della legislazione dello Stato membro in cui è presentata la domanda per l'intervento delle autorità doganali;[10]  GU L 3 del 5.1.2002, pag. 1.c) le merci che, nello Stato membro in cui è presentata la domanda per l'intervento delle autorità doganali, ledono i diritti relativi:i) ad un brevetto a norma della legislazione di tale Stato membro;ii) ad un certificato protettivo complementare, come definito nel regolamento (CEE) n. 1768/92 del Consiglio del 18 giugno 1992 [11] o nel regolamento (CEE) n. 1610/96 del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 luglio 1996 [12] (certificato);[11]  GU L 182 del 2.7.1992, pag. 1.[12]  GU L 198 del 8. 8. 1996, pag. 30.iii) ad un titolo nazionale di tutela delle varietà vegetali, a norma della legislazione di tale Stato membro o ad un titolo comunitario, come definito nel regolamento (CEE) n. 2100/94 del Consiglio del 27 luglio 1994 [13];[13]  GU L 227 del 1.9.1994, pag. 1.iv) alle denominazioni d'origine, alle indicazioni geografiche, a norma della legislazione di tale Stato membro o come definite nei regolamenti (CEE) n. 2081/92 del Consiglio [14] e (CE) n. 1493/1999 [15];[14]  GU L 208 del 24.7.1992, pag. 1.[15]  GU L 179 del 14.7.1999, pag. 1.v) alle denominazioni geografiche, come definite nel regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio [16];[16]  GU L 160 del 12.6.1989, pag. 1.2. Ai fini del presente regolamento per "titolare del diritto" si intende il titolare di un marchio di fabbrica o di commercio, di un disegno o modello, di un brevetto o certificato, di un diritto per ritrovati vegetali, di un'indicazione geografica protetta, di una denominazione d'origine protetta o in genere di uno dei diritti di cui al paragrafo 1 nonché qualsiasi altra persona autorizzata a usare tale marchio, brevetto, certificato, diritto per ritrovati vegetali, denominazione d'origine protetta, indicazione geografica protetta o tali diritti, ovvero il loro rappresentante;3. È assimilato a merci che violano un diritto di proprietà intellettuale qualsiasi stampo o matrice specificamente destinato o adattato alla fabbricazione di tali merci, a condizione che l'uso di tali stampi o matrici violi i diritti del titolare del diritto conformemente alla legislazione comunitaria o alla legislazione dello Stato membro in cui è presentata la domanda per l'intervento delle autorità doganali.Articolo 31. Il presente regolamento non si applica alle merci che recano un marchio di fabbrica o di commercio con il consenso del titolare del marchio, o sono protette da una denominazione d'origine o da un'indicazione geografica e fabbricate con il consenso del titolare del diritto, ma che si trovano, senza il consenso di quest'ultimo, in una delle situazioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1.   Lo stesso dicasi per le merci di cui al primo comma che sono fabbricate o che recano un marchio di fabbrica o di commercio o sono protette da un brevetto o un certificato, da un diritto d'autore o da un diritto connesso, da un diritto relativo ad un disegno o modello o da un diritto per ritrovati vegetali o ancora da una denominazione d'origine o da un'indicazione geografica, in situazioni diverse da quelle stabilite con il titolare dei diritti in questione.2. Nei casi in cui merci prive di carattere commerciale, ed entro i limiti previsti per la concessione della franchigia doganale, siano contenute nei bagagli personali dei viaggiatori e non esistano circostanze particolari che lascino supporre che esse formino oggetto di un traffico su più vasta scala, le autorità doganali considerano tali merci escluse dal campo d'applicazione del presente regolamento.CAPITOLO IIRichiesta d'intervento dell'autorità doganaleSEZIONE 1Misure anteriori ad una domanda d'intervento dell'autorità doganaleArticolo 41. Quando, durante un intervento effettuato in una delle situazioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, e prima che sia stata depositata o accolta una richiesta del titolare del diritto, esistono motivi sufficienti per sospettare che le merci violano un diritto di proprietà intellettuale, l'autorità doganale è autorizzata, a controllo avvenuto, a sospendere lo svincolo o a procedere al blocco delle merci per un periodo di tre giorni lavorativi a decorrere dalla notifica al titolare del diritto e al dichiarante o al detentore, laddove essi siano conosciuti.2. Entro tale termine, il titolare può presentare presso il servizio doganale competente una domanda d'intervento dell'autorità doganale.3. Secondo le disposizioni in vigore nello Stato membro interessato, l'autorità doganale può, senza mai divulgare un'informazione diversa da quella relativa al volume delle merci reali o supposte, incoraggiare il titolare del diritto a fornire all'autorità doganale tutte le informazioni utili per confermare i sospetti di quest'ultima, prima che il titolare del diritto sia informato del rischio di infrazione.SEZIONE 2Presentazione ed espletamento della domanda d'intervento dell'autorità doganaleArticolo 51. In ogni Stato membro il titolare del diritto può presentare al servizio doganale competente una domanda scritta per ottenere l'intervento dell'autorità doganale quando le merci si trovano in una delle situazioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1 (domanda d'intervento).2 Gli Stati membri designano il servizio doganale competente a trattare le domande d'intervento.3. Quando esiste un sistema informatico di scambio d'informazioni, gli Stati membri incoraggiano gli interessati ad usare una procedura informatica per presentare la domanda d'intervento.4. Quando il richiedente è titolare di un marchio comunitario, di un disegno o modello comunitario, di una protezione comunitaria per ritrovati vegetali, di una protezione comunitaria di una denominazione d'origine o delle indicazioni geografiche, la domanda d'intervento può essere finalizzata ad ottenere, oltre all'intervento dell'autorità doganale dello Stato membro in cui essa è presentata, l'intervento dell'autorità doganale di uno o di vari altri Stati membri.5. La domanda di cui al paragrafo 1 dev'essere presentata sul modello stabilito secondo la procedura di cui all'articolo 21, paragrafo 2 e deve obbligatoriamente contenere tutte le informazioni utili per consentire all'autorità doganale di riconoscere facilmente le merci in questione, e in particolare:a) una descrizione tecnica sufficientemente precisa delle merci;b) informazioni circostanziate sul tipo o i traffici di frode, laddove conosciuti dal titolare del diritto;c) l'identità dell'operatore da contattare designato dal titolare del diritto.La domanda d'intervento deve altresì contenere l'impegno del richiedente di cui all'articolo 6 e un documento di giustificazione da cui risulti che il richiedente è titolare del diritto per le merci in questione.La domanda d'intervento di cui al paragrafo 4 deve indicare lo o gli Stati membri nei quali si chiede l'intervento dell'autorità doganale.A titolo indicativo, e laddove conosciute dal titolare del diritto o dal suo rappresentante, occorre fornire altre informazioni, quali:a) il valore, al netto delle tasse, della merce originaria sul mercato legale nazionale in cui è stata presentata la domanda d'intervento;b) il luogo in cui si trovano le merci o il luogo di destinazione previsto;c) il numero d'identificazione della spedizione o dei colli;d) la prevista data di arrivo e di partenza delle merci;e) il mezzo di trasporto utilizzato;f) l'identità dell'importatore, dell'esportatore o del detentore;g) il o i paesi di produzione, gli itinerari utilizzati;h) le specificità tecniche che distinguono i prodotti autentici dagli altri prodotti.6. Si possono chiedere informazioni particolari e specifiche sul diritto di proprietà intellettuale per il quale è stata presentata la domanda d'intervento.7. Il servizio doganale competente cui è rivolta una domanda d'intervento, esamina la medesima e informa per iscritto, entro un termine di 30 giorni lavorativi, il richiedente della sua decisione.   Al titolare del diritto non è richiesto alcun tributo per coprire le spese amministrative occasionate dall'espletamento della domanda.8. Quando la domanda non è sufficientemente precisa o non contiene le informazioni obbligatorie di cui al paragrafo 5, il servizio doganale competente può rifiutare la domanda d'intervento con decisione motivata. Tale rifiuto può formare oggetto di ricorso.Articolo 61. Gli Stati membri esigono che le domande d'intervento siano corredate di una dichiarazione del titolare del diritto o del suo rappresentante, con cui egli si impegna a coprire la sua eventuale responsabilità nei confronti delle persone interessate da una delle situazioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, quando una procedura avviata ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, non viene proseguita a causa di un atto o di un'omissione del titolare del diritto o viene successivamente accertato che le merci in questione non sono merci che violano un diritto di proprietà intellettuale.   Con la medesima dichiarazione l'interessato si impegna a garantire il versamento dell'importo delle spese sostenute a norma del presente regolamento per il mantenimento delle merci sotto controllo doganale ai sensi dell'articolo 9, nonché delle spese occasionate dalla distruzione dei prodotti che violano un diritto di proprietà intellettuale, di cui all'articolo 11, paragrafo 1, secondo comma e all'articolo 17, paragrafo 1, lettera a).2. Quando la domanda d'intervento è presentata ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 4, l'impegno prevede l'assunzione delle spese di traduzione per ciascuno degli Stati membri in cui si applica la decisione che accoglie la domanda.Articolo 7Gli articoli 5 e 6 si applicano mutatis mutandis a qualsiasi domanda di proroga.SEZIONE 3Accoglimento della domanda d'interventoArticolo 81. In caso di accoglimento della domanda d'intervento, il servizio doganale competente fissa il periodo durante il quale interviene l'autorità doganale. Tale periodo è fissato al massimo ad un anno. Esso può essere prorogato ogni anno, su richiesta del titolare del diritto, dal servizio che ha preso la decisione originaria, previo appuramento degli eventuali debiti a carico del titolare nel quadro del presente regolamento.   Il titolare del diritto deve informare il servizio doganale competente e, se del caso, il o i servizi di cui al paragrafo 2, secondo comma, quando il diritto non è più validamente registrato o è perento.2. La decisione che accoglie la domanda del titolare del diritto è comunicata immediatamente agli uffici doganali dello o degli Stati membri eventualmente interessati da merci figuranti nella suddetta domanda come merci che violano un diritto di proprietà intellettuale.   Quando la domanda è presentata a norma dell'articolo 5, paragrafo 4, il periodo durante il quale interviene l'autorità doganale è fissato ad un anno e può essere prorogato ogni anno, su domanda scritta del titolare del diritto, dal servizio che ha esaminato la domanda originaria. L'articolo 250, primo comma, del regolamento (CEE) n. 2913/92 si applica, mutatis mutandis, alla decisione che accoglie detta domanda, nonché alle decisioni che la prorogano o la abrogano.   Quando la decisione che accoglie la domanda è adottata, spetta al richiedente trasmettere tale decisione, corredata, se del caso, di tutte le informazioni utili e di traduzioni, al servizio doganale dello o degli Stati membri nei quali il richiedente ha chiesto l'intervento delle autorità doganali. Tuttavia, con l'accordo del richiedente, la trasmissione può essere effettuata direttamente dal servizio competente in seno all'autorità doganale che ha preso la decisione.   Su richiesta delle autorità doganali degli Stati membri interessati, il richiedente fornisce le informazioni aggiuntive necessarie per l'esecuzione della suddetta decisione.3. Il periodo di cui al paragrafo 2, secondo comma, ha inizio dalla data di adozione della decisione che accoglie la domanda. Tale decisione entra in vigore nello o negli Stati membri destinatari soltanto dalla data di trasmissione della decisione di cui al paragrafo 2, terzo comma e quando il titolare del diritto o il suo rappresentante ha assunto gli impegni di cui all'articolo 6.   La suddetta decisione è poi comunicata immediatamente agli uffici doganali nazionali che possono essere interessati da merci da essa disciplinate e sospettate di violare i diritti di proprietà intellettuale.   Il presente paragrafo si applica, mutatis mutandis, alla decisione di proroga della decisione iniziale.CAPITOLO IVModalità d'intervento dell'autorità doganale e dell'autorità competente a deliberare nel meritoArticolo 91. Quando un ufficio doganale cui è stata trasmessa, ai sensi dell'articolo 8, la decisione che accoglie la richiesta del titolare del diritto, accerta, eventualmente previa consultazione del richiedente, che talune merci che si trovano in una delle situazioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, sono merci che violano un diritto di proprietà intellettuale, da essa disciplinate, sospende lo svincolo o procede al blocco delle merci.   L'ufficio doganale informa immediatamente il servizio doganale competente che ha esaminato la domanda d'intervento.2. Il servizio doganale competente o l'ufficio doganale, di cui al paragrafo 1, informa immediatamente il titolare del diritto nonché il dichiarante o il detentore delle merci ai sensi dell'articolo 38 del regolamento (CEE) n. 2913/92 ed è abilitato a comunicare loro il volume reale o stimato e la natura reale o supposta delle merci per le quali è sospeso lo svincolo o che sono state bloccate, senza per questo dover informare, a seguito di tale comunicazione, l'autorità doganale per statuire nel merito.3. Per determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale secondo le disposizioni giuridiche nazionali, e conformemente alle disposizioni nazionali relative alla protezione dei dati a carattere personale, del segreto commerciale e industriale nonché del segreto professionale e amministrativo, l'ufficio doganale o il servizio che ha esaminato la domanda informa il titolare del diritto, su sua richiesta, e laddove siano conosciuti, del nome e dell'indirizzo del destinatario nonché dello speditore, del dichiarante o del detentore delle merci, dell'origine e della provenienza delle merci che violano un diritto di proprietà intellettuale.   L'ufficio doganale offre al richiedente e alle persone interessate da un'operazione di cui all'articolo 1, paragrafo 1, la possibilità di visitare le merci per le quali lo svincolo è sospeso o che sono state bloccate.   Al momento dell'esame delle merci, l'ufficio doganale può prelevare campioni e, secondo le disposizioni in vigore nello Stato membro interessato e su richiesta formale del titolare o del suo rappresentante, consegnarli o trasmetterli a quest'ultimo, esclusivamente a fini di analisi, per agevolare la prosecuzione della procedura. I campioni devono essere restituiti non appena si è conclusa l'analisi tecnica e prima dell'eventuale svincolo delle merci o della revoca del blocco.Articolo 10Le disposizioni vigenti nello Stato membro nel cui territorio le merci si trovano in una delle situazioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a) sono applicabili per determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale secondo le disposizioni giuridiche nazionali.Esse sono applicabili anche per informare immediatamente il servizio o l'ufficio doganale di cui all'articolo 9, paragrafo 1 dell'avvio della procedura di cui all'articolo 13, sempre che la medesima non sia effettuata dal menzionato servizio o ufficio doganale.Articolo 111. Quando merci che violano un diritto di proprietà intellettuale hanno formato oggetto di un controllo dell'autorità doganale mentre si trovavano in una delle situazioni di cui all'articolo 16, gli Stati membri prevedono che quest'ultima, su richiesta del titolare del diritto, provveda alla distruzione d'ufficio sotto controllo doganale delle merci oggetto del blocco, senza che sia necessario determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale secondo le disposizioni giuridiche nazionali, a condizione che:- entro un temine di 10 giorni lavorativi a decorrere dalla notifica, il titolare del diritto comunichi per iscritto al servizio che le merci oggetto della procedura di cui all'articolo 9 sono merci che violano un diritto di proprietà intellettuale e che l'autorità doganale sia autorizzata, previo accordo scritto del dichiarante o del detentore, ad abbandonare all'Erario le merci oggetto della sospensione dello svincolo o della revoca del blocco. In casi giustificati tale termine può essere prorogato di ulteriori dieci giorni lavorativi.- La distruzione è effettuata a spese del titolare del diritto e sotto la sua responsabilità e sarà sistematicamente preceduta da un prelievo di campioni conservati dall'autorità doganale in condizioni che consentano di costituire, se del caso, elementi di prova accettabili nelle procedure giudiziarie dello Stato membro. In alcun caso l'autorità doganale non può essere considerata responsabile dei danni derivanti dalla distruzione delle merci.2. In tutti gli altri casi, qualora cioè il detentore o il dichiarante si opponga o contesti la distruzione delle merci, si applica la procedura di cui all'articolo 13.Articolo 12Le informazioni di cui all'articolo 9, paragrafo 3, primo comma, trasmesse al titolare del diritto, devono servire esclusivamente ai fini degli articoli 10 e 11 e dell'articolo 13, paragrafo 1.Qualsiasi altro uso, nell'ambito per esempio di un accordo amichevole, può impegnare, nel merito del diritto dello Stato membro nel cui territorio si trovano le merci in questione, la responsabilità civile del titolare e comportare la sospensione della domanda d'intervento per il restante periodo di validità, prima che essa sia prorogata unicamente nello Stato membro in cui si sono verificati i fatti.In caso di recidiva o di casi particolarmente gravi, il servizio doganale competente può negare la proroga della domanda. Nel caso della domanda di cui all'articolo 5, paragrafo 4, esso deve inoltre avvertire gli Stati membri indicati nel formulario.Articolo 131. Lo svincolo è concesso, purché siano state espletate tutte le formalità e sia revocato il blocco, se, entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla notifica della sospensione dello svincolo o del blocco, l'ufficio doganale di cui all'articolo 9, paragrafo 1, non è stato informato che è stata avviata una procedura intesa a determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale conformemente alle disposizioni giuridiche nazionali ai sensi dell'articolo 10, o non ha ricevuto la domanda scritta di sequestro e di distruzione del titolare ai sensi dell'articolo 11.   In casi giustificati tale termine può essere prorogato al massimo di dieci giorni lavorativi.2. Nel caso di merci sospettate di violare un titolo di tutela delle varietà vegetali, un'indicazione geografica o una denominazione d'origine protetta, il termine di cui al paragrafo 1 è fissato a 3 giorni lavorativi. senza possibilità di proroga, quando tali merci sono deperibili.Articolo 141. Se le merci sono sospettate di ledere i diritti relativi ai brevetti, ai certificati, alla privativa per ritrovati vegetali, o ai disegni o modelli, il proprietario, l'importatore, l'esportatore, il detentore o il destinatario delle merci può ottenere lo svincolo delle merci o la revoca del blocco mediante il deposito di una garanzia, purché:a) il servizio o l'ufficio doganale indicato all'articolo 9, paragrafo 1 sia stato informato, entro il termine di cui al paragrafo 13, paragrafo 1, dell'avvio di una procedura intesa a determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale secondo le disposizioni giuridiche nazionali, di cui al menzionato articolo 13, paragrafo 1;b) allo scadere del termine di cui all'articolo 13, paragrafo 1, l'autorità competente a tale fine non abbia adottato misure conservative;c) tutte le formalità doganali siano state adempiute.2. La garanzia di cui al paragrafo 1 dev'essere sufficiente per tutelare gli interessi del titolare del diritto.   La costituzione della garanzia lascia impregiudicate le altre possibilità di ricorso di cui dispone il titolare del diritto.   Quando la procedura intesa a determinare se vi sia stata violazione di un diritto di proprietà intellettuale secondo le disposizioni giuridiche nazionali è stata avviata in modo diverso che su iniziativa del titolare del brevetto, del certificato, del diritto relativo ai disegni e modelli, del diritto alla privativa per ritrovati vegetali, di denominazione d'origine o di un'indicazione geografica, la garanzia è svincolata se quest'ultimo non esercita il diritto di adire le vie legali entro un termine di venti giorni lavorativi a decorrere dal giorno in cui egli ha ricevuto notifica della sospensione dello svincolo o della revoca del blocco.   Quando si applica l'articolo 13, paragrafo 1, secondo comma, tale termine può essere prorogato al massimo a trenta giorni lavorativi.Articolo 15Le modalità di magazzinaggio delle merci per la durata della sospensione dello svincolo o della revoca del blocco sono determinate da ciascuno Stato membro ma non possono in alcun caso comportare spese per i servizi doganali.CAPITOLO IVDisposizioni applicabili alle merci riconosciute come merci che violano un diritto di proprietà intellettualeArticolo 16Sono vietati:- l'introduzione nel territorio doganale della Comunità,- l'immissione in libera pratica,- l'uscita dal territorio doganale della Comunità,- l'esportazione,- la riesportazione,- il vincolo ad un regime sospensivo, o- il collocamento in zona franca o in deposito francodi merci per le quali è accertato che violano un diritto di proprietà intellettuale ai sensi della procedura di cui all'articolo 9.Articolo 171. Fatti salvi altri mezzi legali a cui può ricorrere il titolare del diritto, gli Stati membri adottano le misure necessarie per consentire alle autorità competenti:a) di distruggere o di mettere fuori dei circuiti commerciali, secondo le pertinenti disposizioni della legislazione nazionale, senza alcun risarcimento e senza alcuna spesa per l'Erario, le merci riconosciute come merci che violano un diritto di proprietà intellettuale affinché non subisca pregiudizi il titolare del diritto;b) di prendere nei confronti di tali merci qualsiasi altra misura che abbia l'effetto di privare gli interessati dell'utile economico dell'operazione.Tranne in caso eccezionale, non si considera che abbia tale effetto la semplice eliminazione dei marchi apposti abusivamente sulle merci contraffatte.2. Le merci riconosciute come merci che violano un diritto di proprietà intellettuale possono formare oggetto di abbandono all'Erario. In tal caso si applica il paragrafo 1, lettera a).CAPITOLO VResponsabilità dell'autorità doganale e del titolare del dirittoArticolo 181. L'accoglimento della richiesta conferisce al titolare un diritto al risarcimento nel caso in cui merci che violano un diritto di proprietà intellettuale sfuggano al controllo di un ufficio doganale per la concessione dello svincolo o per l'assenza di un provvedimento di blocco ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, unicamente alle condizioni stabilite dalla normativa dello Stato membro nel quale la richiesta è stata presentata o, quando tale richiesta è stata presentata a norma dell'articolo 5, paragrafo 4, alle condizioni stabilite dalla normativa dello Stato membro nel quale le suddette merci sono sfuggite al controllo di un ufficio doganale.2. L'esercizio, da parte di un ufficio doganale o di un'altra autorità all'uopo abilitata, delle competenze loro attribuite in materia di lotta contro le merci che violano un diritto di proprietà intellettuale comporta la responsabilità nei confronti delle persone interessate alle operazioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1, e all'articolo 4, in caso di danni subiti a causa del loro intervento, unicamente alle condizioni previste dalla normativa dello Stato membro nel quale la richiesta è stata presentata o, quando tale richiesta è stata presentata ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 4, alle condizioni stabilite dalla normativa dello Stato membro nel quale si è verificato il danno.3. L'eventuale responsabilità civile del titolare del diritto è disciplinata dalla normativa dello Stato membro in cui le merci in questione si trovano in una delle situazioni di cui all'articolo 1, paragrafo 1.CAPITOLO VIDisposizioni finaliArticolo 19Ciascuno Stato membro adotta sanzioni, anche penali, da applicare in caso di infrazione alle disposizioni dell'articolo 17. Queste sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.Articolo 20Le disposizioni necessarie all'applicazione del presente regolamento sono adottate secondo la procedura di gestione di cui all'articolo 21, paragrafo 2.Articolo 211. La Commissione è assistita dal comitato del codice doganale;2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE.   Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.Articolo 22Gli Stati membri comunicano alla Commissione tutte le informazioni utili per l'applicazione del presente regolamento.La Commissione comunica tali informazioni agli altri Stati membri.Ai fini del presente regolamento si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni del regolamento (CE) n. 515/97.Le modalità per la procedura di scambio d'informazioni saranno stabilite nel quadro delle disposizioni d'applicazione secondo la procedura di cui all'articolo 21, paragrafo.Articolo 23La Commissione, in base alle informazioni di cui all'articolo 22, riferisce annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio sull'applicazione del presente regolamento.Articolo 24Il regolamento (CE) n. 3295/94 è abrogato dal .....I riferimenti al regolamento abrogato si intendono applicati al presente regolamento.Articolo 25Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso è applicabile a decorrere dal ....Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il [ ... ].Per il ConsiglioIl Presidente