CELEX: C1999/188/48
Language: it
Date: 1999-07-03 00:00:00
Title: Causa C-152/99: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro l'Irlanda, presentato il 23 aprile 1999

3.7.1999                 IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          C 188/21
3) In caso di soluzione affermativa della questione n. 2, se la                Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     libera circolazione dei capitali di cui all’art. 73 B, n. 1, del                      tro l’Irlanda, presentato il 23 aprile 1999
     Trattato CE debba considerarsi accessoria rispetto alle altre
     libertà previste dal Trattato (per es. la libertà di stabilimento
     e la libera prestazione di servizi), sicché ad esempio                                              (Causa C-151/99)
     l’acquisto d’un immobile in uno Stato UE diverso da quello
     di cui è cittadino l’acquirente non possa essere portato a                                           (1999/C 188/47)
     compimento richiamandosi alla libera circolazione dei
     capitali qualora il suddetto acquisto non costituisca eserci-
     zio di un’altra delle libertà previste dal Trattato.                      Il 23 aprile 1999 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                               rappresentata dal signor Frank Benyon, consigliere giuridico,
                                                                               in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussemburgo
(1) GU 1990 L 180, pag. 26.                                                    presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro del servizio
(2) GU 1988 L 178, pag. 5.                                                     giuridico della Commissione, Centre Wagner, Kirchberg, ha
                                                                               presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                               ricorso contro l’Irlanda.
                                                                               La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                               1. dichiarare che, non avendo notificato le disposizioni
Domanda di pronuncia pregiudiziale, proposta dal Svea                                legislative, regolamentari o amministrative necessarie per
hovrätt (Quarta Sezione), pronunciata il 26 marzo 1999,                              recepire la direttiva del Consiglio 19 giugno 1995,
nella causa Stato, rappresentato per mezzo della Cancelle-                           95/18/CE, relativa alle licenze delle imprese ferroviarie (1),
 ria dello Stato, contro Stockholm Lindöpark Aktiebolag                              o non avendo adottato i provvedimenti necessari per
                                                                                     recepirla, l’Irlanda è venuta meno agli obblighi impostile
                                                                                     dalla detta direttiva;
                          (Causa C-150/99)
                                                                               2. condannare l’Irlanda alle spese.
                           (1999/C 188/46)
Con pronuncia 26 marzo 1999, pervenuta nella cancelleria                       Motivi e principali argomenti
della Corte il 23 aprile 1999, nella causa Stato contro
Stockholm Lindöpark Aktiebolag, lo Svea hovrätt ha sottopos-
to alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti                  L’art. 189 del Trattato CE, ai sensi del quale la direttiva vincola
questioni pregiudiziali:                                                       ogni Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il
                                                                               risultato da raggiungere, implica l’obbligo degli Stati membri
1. Se l’art. 13, lett. A, n. 1, lett. m), e l’art. 13, lett. B, lett. b) (1),  di rispettare il termine per il recepimento stabilito dalla
     della Sesta direttiva IVA ostino a norme nazionali, del                   direttiva. Tale termine è scaduto il 27 giugno 1997 senza che
     genere di quelle contenute nell’art. 2, secondo comma, del                l’Irlanda abbia adottato i provvedimenti necessari per recepire
     capitolo 3 della legge IVA n. 200/1994, nel testo vigente                 la direttiva cui si fa riferimento nel ricorso della Commissione.
     sino al 1 gennaio 1997, che prevedano un’esenzione
     generale dall’imposta per le cessioni in uso di impianti
     sportivi.                                                                 (1) GU L 143 del 27.6.1995, pag. 70.
2. Se l’art. 13 della Sesta direttiva IVA, nel combinato disposto
     con gli artt. 2, 6 e 17, attribuisca diritti in capo ai singoli
     che questi possono far valere dinanzi ai giudici nazionali
     degli Stati membri.
3. In caso di soluzione affermativa delle prime due questioni:
     Se la previsione di un’esenzione dell’imposta, ai sensi                   Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     dell’art. 2, secondo comma, capitolo 3, della legge IVA                               tro l’Irlanda, presentato il 23 aprile 1999
     n. 200/1994, costituisca una violazione del diritto comuni-
     tario sufficientemente grave e manifesta da far sorgere la                                          (Causa C-152/99)
     responsabilità dello Stato membro per il relativo risarci-
     mento del danno.
                                                                                                          (1999/C 188/48)
(1) Sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, n. 388, in materia
    di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative           Il 23 aprile 1999 la Commissione delle Comunità europee,
    alle imposte sulla ciffra d’affari. Sistema comune di imposta sul          rappresentata dal signor Frank Benyon, consigliere giuridico,
    valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145 del                    in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussemburgo
    13.6.1997, pag. 1).                                                        presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro del servizio
                                                                               giuridico della Commissione, Centre Wagner, Kirchberg, ha
                                                                               presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                               ricorso contro l’Irlanda.
 ---pagebreak--- C 188/22                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          3.7.1999
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                Ricorso del 30 aprile 1999 contro la Repubblica italiana
                                                                             presentato dalla Commissione delle Comunità europee
1. dichiarare che, non avendo notificato le disposizioni
      legislative, regolamentari o amministrative necessarie per
      recepire la direttiva del Consiglio 19 giugno 1995,                                           (Causa C-159/99)
      95/18/CE, riguardante la ripartizione delle capacità di
      infrastruttura ferroviaria e la riscossione dei diritti per                                    (1999/C 188/50)
      l’utilizzo della infrastruttura (1), o non avendo adottato i
      provvedimenti necessari per recepirla, l’Irlanda è venuta
      meno agli obblighi impostile dalla detta direttiva;                  Il 30 aprile 1999, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                           rappresentata dal sig. Paolo Stancanelli, membro del suo
2. condannare l’Irlanda alle spese.                                        servizio giuridico, in qualità di agente, elettivamente domicilia-
                                                                           ta presso il sig. Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner,
                                                                           Kirchberg, a Lussemburgo, ha presentato alla Corte di giustizia
Motivi e principali argomenti                                              delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica
                                                                           italiana.
L’art. 189 del Trattato CE, ai sensi del quale la direttiva vincola
ogni Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il                     La ricorrente conclude che la Corte voglia:
risultato da raggiungere, implica l’obbligo degli Stati membri
di rispettare il termine per il recepimento stabilito dalla
direttiva. Tale termine è scaduto il 27 giugno 1997 senza che              — constatare che la Repubblica italiana è venuta meno agli
l’Irlanda abbia adottato i provvedimenti necessari per recepire                 obblighi che le incombono in virtù del diritto comunitario,
la direttiva cui si fa riferimento nel ricorso della Commissione.
                                                                                •   prevedendo un regime normativo che autorizza la
                                                                                    cattura e la detenzione di tre specie (passer italiae,
(1) GU L 143 del 27.6.1995, pag. 75.                                                passer montanus e sturnus vulgaris), in contrasto con
                                                                                    quanto previsto agli articoli 5 e 7 insieme con l’alle-
                                                                                    gato II della direttiva 79/409/CEE (1), e disponendo che
                                                                                    tale regime si applichi come una deroga generale e
                                                                                    permanente, in contrasto con quanto previsto all’arti-
                                                                                    colo 9 della stessa direttiva, ingenerando peraltro
                                                                                    un’inammissibile situazione di incertezza giuridica; e
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
nal Tributário de 1a Instância di Faro, con ordinanza                          •   prevedendo un regime normativo relativo alle condi-
11 marzo 1999, nella causa dinanzi ad esso pendente tra                             zioni e alle modalità di applicazione della deroga ai
    Corticeira Amorim - Algarve, Lda. e Fazenda Pública                            divieti imposti dalla direttiva 79/409/CEE che non è
                                                                                    pienamente conforme alle esigenze dell’articolo 9 della
                          (Causa C-158/99)                                          stessa direttiva, in particolare per quanto riguarda i
                                                                                    motivi di deroga previsti al paragrafo 1, lettere a) e b)
                                                                                    di tale disposizione.
                           (1999/C 188/49)
                                                                           — condannare la Repubblica italiana al pagamento delle spese
Il Tribunal Tributário de 1a Instância di Faro, con ordinanza                  processuali.
11 marzo 1999, pervenuta nella cancelleria della Corte il
30 aprile 1999, nella causa dinanzi ad esso pendente tra
Corticeira Amorim - Algarve, Lda. e Fazenda Pública, ha
proposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee una                Motivi e principali argomenti
domanda di pronuncia pregiudiziale. Il Tribunal Tributário de
1a Instância di Faro chiede alla Corte di pronunciarsi sulla
seguente questione pregiudiziale:                                          La prima violazione
Se l’art. 2 della Tabela de Emolumentos do Registro Predial,               La Commissione considera che il complesso normativo costi-
che impone di aggiungere all’emolumento fisso di cui all’art. 1            tuito dagli articoli 4, comma 4, e 5, comma 2, della legge
della stessa tabella l’emolumento variabile ivi stabilito in               157/92, che autorizza la cattura e la detenzione di tre specie
funzione del valve, sia contrario al disposto dell’art. 12                 protette (passer italiae, passer montanus e sturnus vulgaris), si
della direttiva 69/335 (1), laddove esso vieta di stabilire una            pone in evidente contrasto con quanto previsto agli articoli 5
retribuzione il cui importo sia calcolato non già in funzione              e 7 insieme con l’allegato II della direttiva 79/409 e che la
del costo del servizio individuale, bensı̀ in funzione del totale          disposizione contenuta nell’articolo 3 del DPCM (2) 27.9.97,
dei costi di finanziamento e investimento dell’ente che ha a               secondo la quale la deroga di cui all’articolo 9 della direttiva si
carico la prestazione dei servizi di cui trattasi.                         applica a giustificazione del predetto complesso normativo,
                                                                           non consente di sanare la violazione contestata per il fatto che,
                                                                           da un lato, la situazione di incertezza giuridica che ne risulti è
(1) Direttiva del Consiglio 17 luglio 1969, 69/335/CEE, concernente
     le imposte indirette sulla raccolta di capitali (GU L 249 del         incompatibile con il principio della certezza del diritto e con
     3.10.1969, pag. 25).                                                  l’esigenza di precisione della trasposizione della direttiva e che,
                                                                           d’altro lato, la disposizione in questione introdurebbe un
                                                                           inammissibile regime generale e permanente di deroga ai
                                                                           divieti imposti dalla direttiva.