CELEX: 52011SC0817
Language: it
Date: 2011-06-07 00:00:00
Title: Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2011 of Spainand delivering a Council opinionon the updated Stability Programme of Spain, 2011-2014

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		52011SC0817
		
			Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2011 of Spainand delivering a Council opinionon the updated Stability Programme of Spain, 2011-2014
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2011 della
Spagna
e che formula un parere del Consiglio
sul programma di stabilità aggiornato della Spagna, 2011-2014
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1], in
particolare l’articolo 5, paragrafo 3,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
sentito il Comitato economico e finanziario,
considerando quanto segue:
(1)              
Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato
la proposta della Commissione europea di lanciare Europa 2020, una nuova
strategia per l’occupazione e la crescita basata su un maggior coordinamento
delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre
intervenire per incentivare il potenziale di crescita sostenibile e di
competitività dell’Europa.
(2)              
Il Consiglio ha adottato il 13 luglio 2010 una
raccomandazione sugli indirizzi di massima per le politiche economiche degli
Stati membri e dell’Unione (per il periodo 2010-2014) e il 21 ottobre 2010
una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore
dell’occupazione[3],
che insieme formano gli “orientamenti integrati”. Gli Stati membri sono stati
invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche
nazionali in materia economica e di occupazione.
(3)              
Il 12 gennaio 2011 la Commissione ha adottato la
prima analisi annuale della crescita, che segna l’inizio di un nuovo ciclo di
governance economica nell’UE e del primo semestre europeo di coordinamento
integrato e ex-ante delle politiche, che si fonda sulla strategia Europa 2020. 
(4)              
Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha approvato
le priorità per il risanamento finanziario e le riforme strutturali (in linea
con le conclusioni del Consiglio del 15 febbraio e del 7 marzo 2011 e in
seguito all’analisi annuale della crescita della Commissione). Il Consiglio
europeo ha rilevato che occorre attribuire priorità al ripristino di bilanci
sani e alla sostenibilità dei conti pubblici, alla riduzione della
disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro e a nuovi sforzi
intesi ad aumentare la crescita. Esso ha invitato gli Stati membri a tradurre
tali priorità in misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi
di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
(5)              
Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha inoltre
invitato gli Stati membri che partecipano al patto Euro Plus a presentare i
loro impegni in tempo utile perché possano essere inseriti nei rispettivi
programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
(6)              
Il 29 aprile 2011 la Spagna ha presentato l’aggiornamento
del suo programma di stabilità 2011, relativo al periodo 2011-2014, e il suo
programma nazionale di riforma 2011. I due programmi sono stati valutati
contemporaneamente onde tener conto delle eventuali correlazioni. 
(7)              
L’economia spagnola, che è stata duramente colpita
dalla crisi, ha subito un aggiustamento radicale nel 2008-2009. Il PIL reale è
sceso del 4,3% tra l’inizio del 2008 e la fine del 2010 e l’occupazione è
calata di oltre il 10%. Di conseguenza, il tasso di disoccupazione è salito al 20,1%
alla fine del 2010, raggiungendo il livello più elevato dell’UE. I giovani
(tasso di disoccupazione del 41,6%) e i lavoratori meno istruiti (tasso di
disoccupazione del 26,4%) sono quelli che hanno subito più pesantemente gli
effetti della recessione in Spagna. I rendimenti dei titoli del debito sovrano
sono aumentati e il sistema bancario, in particolare le casse di risparmio, ha
risentito della pressione esercitata dallo scoppio della bolla immobiliare e
dalla forte contrazione del settore della costruzione. Il processo di assorbimento
dei grandi squilibri macroeconomici accumulatisi durante il periodo del boom
andrà avanti ancora per qualche tempo. Per rispondere a tali sfide, il governo
spagnolo ha avviato un programma di riforme riguardante il risanamento di
bilancio, la ristrutturazione delle casse di risparmio, il mercato del lavoro e
il mercato dei prodotti. 
(8)              
Basandosi sulla valutazione del programma di
stabilità aggiornato a norma del regolamento (CE) 1466/97 del Consiglio, il
Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico alla base delle proiezioni di
bilancio contenute nel programma di stabilità sia troppo favorevole per il 2011
e il 2012. Il programma intende portare il disavanzo di bilancio al di sotto
del valore di riferimento del 3% entro il 2013, in linea con le raccomandazioni
del Consiglio dell’aprile 2009, e ridurlo ulteriormente al 2,1% del PIL nel 2014.
Nel periodo di riferimento del programma non è previsto il raggiungimento dell’obiettivo
di bilancio a medio termine (OMT), che continua ad essere un bilancio in
pareggio. Questo percorso di aggiustamento è sostanzialmente adeguato. Il
miglioramento medio annuo del saldo strutturale è pari all’1,5% del PIL in
media per il 2010-13, in linea con la raccomandazione del Consiglio, e a un
ulteriore 0,3% del PIL nel 2014. Il rapporto debito/PIL dovrebbe aumentare
passando dal 60,1% del PIL nel 2010 al 69% circa alla fine del periodo di
riferimento del programma. Il percorso di risanamento è minacciato da rischi
legati ai presupposti macroeconomici che lo sottendono e al rispetto degli
obiettivi di bilancio a livello regionale. Le regioni rappresentano una quota
rilevante della spesa pubblica totale e molte di esse hanno superato gli
obiettivi di bilancio nel 2010. Tuttavia, il governo spagnolo si è impegnato ad
adottare misure supplementari in caso di scostamenti di bilancio. 
(9)              
La realizzazione del risanamento di bilancio
previsto nel 2011 e nel 2012 richiede un’applicazione rigorosa dei meccanismi
di controllo del disavanzo e del debito posti in essere per i governi regionali.
Qualora gli sviluppi macroeconomici e di bilancio risultassero peggiori del
previsto nel 2011 e nel 2012, per conseguire gli obiettivi di bilancio saranno
necessari ulteriori provvedimenti che il governo si è impegnato ad adottare.
Per il 2013 sono state individuate alcune misure concrete a sostegno degli
obiettivi di bilancio.
(10)          
In Spagna il quadro di bilancio a medio termine ha
dato un contributo determinante alla promozione di una pianificazione di
bilancio pluriennale e ha permesso di ottenere nel complesso buoni risultati. Tuttavia,
la crisi ha messo a dura prova tale quadro di riferimento e ha evidenziato la
necessità di rafforzare ulteriormente la stabilità di bilancio e l’aspetto
preventivo della politica di bilancio. Questo aspetto sarebbe rafforzato dall’introduzione
di una regola di spesa basata sulla crescita del PIL nominale a medio termine.
Questa regola, presentata dalle autorità spagnole nel programma di stabilità,
vincolerebbe automaticamente il governo centrale e le amministrazioni locali.
Il governo prevede inoltre di ricercare un consenso sulla sua applicazione alle
comunità autonome in sede di Consiglio per la politica finanziaria e di
bilancio.
(11)          
Il probabile impatto a lungo termine dell’invecchiamento
della popolazione sul bilancio pubblico spagnolo è superiore alla media UE,
soprattutto a causa di un sostanziale incremento della spesa per le pensioni
come percentuale del PIL che dovrebbe verificarsi nei prossimi decenni. A lungo
termine, l’invecchiamento porterà ad un aumento significativo della percentuale
di pensionati rispetto ai lavoratori. In mancanza di riforme, si prevede che la
spesa per le pensioni aumenterà a un ritmo nettamente superiore alla media UE,
mettendo a rischio la sostenibilità delle finanze pubbliche. La proposta di
riforma delle pensioni, elaborata dal governo di concerto con le parti sociali,
contribuirà a migliorare la sostenibilità di bilancio e aumenterà gli incentivi
per la partecipazione al mercato del lavoro. Tuttavia, la riforma deve ancora
essere approvata dal Parlamento e potrebbe essere modificata.
(12)          
La Spagna ha fatto passi importanti per rafforzare
il suo sistema bancario fornendo, in particolare, un consistente sostegno
pubblico e adottando misure per ristrutturare le casse di risparmio, aumentare
la solvibilità delle banche e migliorare la trasparenza dei loro bilanci.
Tuttavia, i problemi derivanti dal ruolo delle autorità locali nella gestione
delle casse di risparmio non sono ancora stati completamente risolti. Le
modalità di risanamento delle casse di risparmio attraverso le cosiddette “fusioni
fredde” hanno destato qualche incertezza circa l’effettiva riorganizzazione e
ridimensionamento delle banche. Il governo si è impegnato a portare a termine
la ristrutturazione entro la fine di settembre 2011.
(13)          
La riforma del mercato del lavoro in atto in Spagna
deve essere completata da una revisione dell’attuale sistema di contrattazione
collettiva, che è estremamente complesso. La predominanza di accordi a livello
provinciale e settoriale lascia poco spazio per i negoziati a livello di
imprese. La proroga automatica degli accordi collettivi, la validità dei
contratti non rinnovati e l’uso di clausole di indicizzazione dell’inflazione
ex-post contribuiscono all’inerzia salariale, precludendo la flessibilità salariale
necessaria per accelerare l’aggiustamento economico e ripristinare la
competitività. Il governo ha chiesto alle parti sociali di concordare una
riforma del sistema di contrattazione salariale collettiva nel corso della
primavera 2011 e si è impegnato ad adottare in seguito la legislazione
pertinente. 
(14)          
Il tasso elevatissimo di disoccupazione ha indotto
la Spagna ad avviare una riforma del mercato del lavoro con la legge del
settembre 2010. La legge mira a ridurre la dualità del mercato del lavoro e la
disoccupazione giovanile, ad accrescere l’occupabilità dei gruppi vulnerabili e
ad aumentare la flessibilità a livello delle imprese. In tale ottica, nel
febbraio 2011 è stata adottata una riforma delle politiche attive del mercato
del lavoro comprendente misure volte a rafforzare il ruolo di guida e di
consulenza dei servizi di collocamento e il loro coordinamento a livello
nazionale e regionale. A questo stadio è ancora troppo presto per valutare se
la riforma sia sufficiente a ridurre la segmentazione e la disoccupazione
giovanile e di lungo periodo, dal momento che alcune misure non sono ancora
operative. Il governo si è impegnato a prendere ulteriori provvedimenti entro
ottobre 2011. 
(15)          
Dalla fine degli anni ‘90 la Spagna registra un
forte aumento del costo del lavoro per unità di prodotto all’origine di una
diminuzione della competitività in termini di prezzi e di costi. Una crescita
salariale più elevata e un incremento della produttività inferiore rispetto all’area
dell’euro hanno contribuito a un persistente aggravarsi dell’inflazione in
Spagna. Trovando una soluzione per ridurre in modo neutro sul piano del
bilancio il livello relativamente alto dei contributi sociali, così da ridurre
i costi non salariali del lavoro, si migliorerebbe notevolmente la competitività.
Ad esempio, le imposte sui prodotti energetici, in particolare sul carburante,
rimangono relativamente basse in Spagna e potrebbero costituire una fonte
compensativa di reddito.
(16)          
Il tasso elevato di abbandono scolastico in Spagna
(31,2% nel 2009) è particolarmente preoccupante, in quanto riduce la forza
lavoro qualificata, incide negativamente sulle prospettive occupazionali delle
persone interessate e frena la crescita potenziale. La legge sull’economia
sostenibile, adottata il 15 febbraio 2011, comprende misure volte a migliorare
la qualità e la quantità del capitale umano attraverso l’istruzione e la
formazione professionale. Tuttavia, l’efficacia delle nuove misure per
combattere l’abbandono scolastico e migliorare la formazione professionale non
è garantita e la loro attuazione a tutti i livelli di governo potrebbe
rivelarsi difficile. 
(17)          
La Spagna ha fatto progressi in termini di
miglioramento delle condizioni di concorrenza nei mercati dei prodotti e dei
servizi, affrontando una delle cause della lenta crescita della produttività.
Sebbene il recepimento della direttiva sui servizi sia in fase avanzata in
Spagna, occorre un’ulteriore apertura dei servizi professionali. La legge sull’economia
sostenibile comprende un’ampia gamma di misure volte a migliorare il contesto
imprenditoriale, rafforzare la concorrenza e promuovere la sostenibilità
ambientale, la cui attuazione a tutti i livelli governativi potrebbe tuttavia
risultare difficile. In particolare, si ravvisa la necessità di evitare sovrapposizioni
tra i diversi livelli dell’amministrazione, un’eccessiva regolamentazione a più
livelli e leggi regionali sostanzialmente eterogenee.
(18)          
La Spagna ha assunto una serie di impegni nell’ambito
del patto Euro Plus[4].
Sul fronte del bilancio, la Spagna si impegna a istituire una regola di spesa
onde rafforzare la stabilità di bilancio e, di conseguenza, la sostenibilità
delle finanze pubbliche. Per rafforzare la stabilità finanziaria, la Spagna si
è impegnata a completare entro il 30 settembre il processo di
ristrutturazione del settore finanziario. Le misure a livello di occupazione
sono incentrate sull’attuazione di norme collegate alle politiche attive del
mercato del lavoro nonché di disposizioni nel settore della formazione
professionale e sul problema dell’occupazione informale. Le misure a livello di
competitività riguardano principalmente la riforma del sistema di
contrattazione collettiva, le professioni regolamentate, l’istituzione di un
comitato consultivo per la competitività e una riforma del diritto
fallimentare. Gli impegni suddetti, che riguardano quattro settori del patto,
assicurano la continuità del programma di riforme in atto, aggiungendo un
calendario tassativo per l’attuazione di determinate riforme e garantendo l’attuazione
integrale delle riforme già avviate. Questi impegni sono stati valutati e
tenuti in considerazione nelle raccomandazioni.
(19)          
La Commissione ha valutato il programma di
stabilità e il programma nazionale di riforma, compresi gli impegni del patto
Euro Plus[5],
tenendo conto non solo della loro pertinenza per la sostenibilità della
politica socioeconomica e di bilancio in Spagna, ma anche del rispetto delle
norme e degli orientamenti dell’UE, vista la necessità di rafforzare la
governance economica globale dell’Unione europea fornendo, a livello di UE, un
contributo alle future decisioni nazionali. In tale contesto, la Commissione
ritiene che i piani di risanamento di bilancio elaborati dal governo spagnolo
siano coerenti con gli obiettivi richiesti, ma che sussista qualche rischio di
peggioramento rispetto alle previsioni. La crescita della spesa pubblica
dovrebbe essere mantenuta al di sotto del tasso di crescita del PIL a medio
termine e la riforma delle pensioni non è ancora stata adottata. Le ulteriori
misure da adottare nel 2011-12 devono mirare principalmente a garantire la
stabilità del sistema finanziario (portando a termine la ristrutturazione e il
risanamento delle casse di risparmio) e a potenziare le fonti interne di
crescita contrastando l’attuale impennata della disoccupazione, in particolare
attraverso la riforma della contrattazione collettiva e l’attuazione
ininterrotta delle riforme in corso nel mercato del lavoro, accompagnata da un
monitoraggio e da una valutazione rigorosi della loro efficacia. Occorre aprire
il settore dei servizi, dei mestieri e delle professioni a una maggiore
concorrenza e ridurre gli oneri amministrativi per le imprese.
(20)          
Alla luce della valutazione che precede e tenuto
conto della raccomandazione del Consiglio del 2 giugno 2010 a norma dell’articolo
126, paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, il
Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato della Spagna per il
2011; il suo parere[6]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al successivo
punto (1). Tenuto conto delle conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo 2011,
il Consiglio ha altresì esaminato il programma nazionale di riforma della
Spagna,
RACCOMANDA
che la Spagna adotti provvedimenti nel periodo 2011-2012 al fine di:
(1)                   
attuare la strategia di bilancio per il 2011 e il 2012,
per garantire il conseguimento degli obiettivi in materia di disavanzo a tutti
i livelli di governo, anche mediante l’applicazione rigorosa degli attuali
meccanismi di controllo del disavanzo e del debito per i governi regionali; adottare
ulteriori misure nel caso in cui gli sviluppi economici e di bilancio non siano
conformi alle previsioni; cogliere tutte le opportunità, comprese quelle
derivanti da migliori condizioni economiche, per accelerare la riduzione del
disavanzo; definire misure concrete per sostenere pienamente la realizzazione
degli obiettivi per il 2013 e il 2014; mantenere la crescita della spesa
pubblica al di sotto del tasso di crescita del PIL a medio termine
introducendo, come previsto, una regola di spesa a tutti i livelli di governo
nella legge sulla stabilità di bilancio;
(2)                   
adottare la riforma pensionistica proposta per
innalzare l’età pensionabile e aumentare il numero di anni di lavoro per il
calcolo delle pensioni, come previsto; rivedere periodicamente i parametri per
le pensioni per tener conto dell’evoluzione della speranza di vita, come
previsto, e definire altre misure per innalzare l’età pensionabile effettiva,
tra cui la formazione permanente per i lavoratori più anziani;
(3)                   
potenziare l’attuale ristrutturazione del settore
delle casse di risparmio ovviando alle carenze che permangono nella loro
struttura di governance;
(4)                   
valutare se sia possibile ridurre il livello dei
contributi previdenziali al fine di ridurre i costi non salariali del lavoro in
modo neutro sul piano del bilancio, ad esempio modificando la struttura e l’aliquota
dell’IVA e della tassazione dell’energia. Adottare e attuare, previa
consultazione delle parti sociali secondo la prassi nazionale, una riforma del
processo di contrattazione salariale collettiva e del sistema di indicizzazione
salariale per garantire che la crescita dei salari rifletta meglio l’andamento
della produttività e le condizioni a livello locale e aziendale; 
(5)                   
valutare entro la fine del 2011 gli effetti delle
riforme del mercato del lavoro del settembre 2010 e della riforma delle
politiche attive del mercato del lavoro del febbraio 2011 proponendo, se
necessario, ulteriori riforme per ridurre la segmentazione del mercato del
lavoro e migliorare le opportunità occupazionali per i giovani; monitorare attentamente l’efficacia delle misure
indicate nel programma nazionale di riforma per ridurre l’abbandono scolastico,
anche attraverso politiche di prevenzione, e facilitare la transizione verso l’istruzione
e la formazione professionale; 
(6)                   
aprire maggiormente i servizi professionali e
promulgare le leggi previste onde adeguare il quadro normativo ed eliminare le
attuali restrizioni alla concorrenza, all’efficienza e all’innovazione; attuare
la legge sull’economia sostenibile, in particolare le misure volte a migliorare
il contesto imprenditoriale e a promuovere la competitività nei mercati dei
prodotti e dei servizi, a tutti i livelli governativi; migliorare il
coordinamento tra le amministrazioni regionali e nazionali onde ridurre gli
oneri amministrativi per le imprese.
Fatto a 
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU C … del …, pag.
[3]               Mantenuti per il 2011 mediante decisione 2011/308/UE del
Consiglio del 19 maggio 2011.
[4]               Per maggiori particolari sugli impegni assunti
nell’ambito del patto Euro Plus consultare il documento SEC(2011) 718.
[5]               SEC(2011) 718.
[6]               Previsto all’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento
(CE) n.1466/97 del Consiglio.