CELEX: 52004PC0289
Language: it
Date: 2004-04-28
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un'Agenzia comunitaria di controllo della pesca e modifica il regolamento (CE) n. 2847/93 che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca {SEC(2004) 448}

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52004PC0289

Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un'Agenzia comunitaria di controllo della pesca e modifica il regolamento (CE) n. 2847/93 che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca {SEC(2004) 448}  /* COM/2004/0289 def. - CNS 2004/0108 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un'Agenzia comunitaria di controllo della pesca e modifica il regolamento (CE) n. 2847/93 che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca {SEC(2004) 448}(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. SintesiIl libro verde [1] sulla riforma della politica comune della pesca (PCP) illustra, tra l'altro, i problemi connessi al controllo e all'esecuzione delle norme della PCP da parte degli Stati membri e ne prospetta le possibili soluzioni, tra cui la creazione di una struttura ispettiva comune (SIC). La Commissione ha presentato un programma d'azione per la riforma della PCP e il relativo schema di attuazione nella sua comunicazione sulla riforma della politica comune della pesca ("calendario") [2], nella quale ha annunciato un piano d'azione per la cooperazione in materia di esecuzione ed una proposta riguardante la creazione, a seguito di un esame di fattibilità, di una struttura ispettiva comune a livello comunitario.[1]  COM(2001) 135 del 20.3.2001.[2]  COM(2002) 181 del 28.5.2002.Le iniziative previste dal calendario sono state poste in atto dalla comunicazione "Garantire un'attuazione uniforme ed efficace della PCP" [3], nella quale è stata formulata l'idea di un'Agenzia comunitaria di controllo della pesca (ACCP) e del relativo esame di fattibilità. Sia il Consiglio che il Parlamento europeo hanno accolto favorevolmente l'idea di tale struttura comune e dell'esame di fattibilità.[3]  COM(2003) 130 del 21.3.2003.Nella riunione dei capi di Stato e di governo svoltasi a Bruxelles il 13 dicembre 2003 i rappresentanti degli Stati membri hanno salutato con favore l'intenzione della Commissione di presentare, entro la fine di marzo 2004, una proposta per la creazione di un'Agenzia comunitaria di controllo della pesca. Essi hanno riconosciuto l'urgenza di istituire tale organismo e concordato che il medesimo deve avere sede in Spagna.Scopo della presente proposta di regolamento presentata dalla Commissione è l'istituzione dell'ACCP (l'Agenzia), la cui funzione principale sarà garantire il coordinamento operativo delle attività di controllo e di ispezione degli Stati membri. L'Agenzia dovrebbe consentire di instaurare un solido partenariato tra gli Stati membri e tra questi e la Commissione e contribuire a promuovere una cultura europea in materia di controllo ed esecuzione nel settore della pesca.2. Introduzione2.1. Motivazione della CommissioneL'applicazione delle norme della PCP da parte degli Stati membri presuppone una solida struttura operativa di controllo e di ispezione a livello comunitario, mezzi sufficienti di controllo e di ispezione e una strategia adeguata per l'impiego coordinato di tali mezzi.Gli obiettivi da conseguire sono i seguenti:* l'attuazione efficace della PCP e* ispezioni ed esecuzione uniformi in tutta la Comunità.Il conseguimento di questi obiettivi è fondamentale se si vuole che il settore della pesca accetti la PCP e contribuisca alla sua realizzazione.L'esperienza acquisita con i sistemi di controllo e di ispezione attualmente applicati negli Stati membri dimostra che questi nuovi obiettivi possono essere raggiunti unicamente rafforzando le strutture nazionali di controllo e di ispezione attraverso la creazione di una struttura organizzativa a livello comunitario.Attualmente le attività di controllo e di ispezione svolte dai competenti organismi nazionali non formano oggetto di un coordinamento sistematico. Gli sforzi compiuti dagli Stati membri non vanno necessariamente nella stessa direzione, in quanto esistono differenti prassi e priorità. Questo comporta lacune e carenze in materia di controllo e di esecuzione a livello della Comunità. Il settore della pesca lamenta la frammentarietà e la mancanza di uniformità delle attività di controllo e di esecuzione, che sono talvolta percepite come discriminatorie dagli operatori.Nell'ambito dei rispettivi sistemi giuridici e amministrativi, gli Stati membri hanno generalmente attribuito le competenze in materia di controllo ed esecuzione della PCP a vari organismi nazionali e regionali già esistenti (come ad esempio gli ispettorati per la pesca, la guardia costiera, la marina, le autorità doganali, la polizia, ecc.). In molti casi le competenze di tali organismi non sono limitate al settore alieutico, cosa che rende più complicato il coordinamento delle attività di controllo della pesca.Si è notato, specialmente negli Stati membri in cui le attività di controllo e di esecuzione delle norme della PCP sono svolte da diversi organismi, che non sempre il coordinamento tra i medesimi, ancorché basato su regole chiaramente definite, offre la flessibilità necessaria per affrontare le difficoltà che sorgono a livello operativo in materia di controllo e di esecuzione.L'intervento della Comunità a livello internazionale per quanto riguarda il coordinamento delle attività di controllo e di esecuzione delle norme vigenti, attività che sono di competenza degli Stati membri, costituisce una questione complessa per i terzi. Gli Stati membri applicano le norme della PCP secondo le loro prassi e tradizioni. La cooperazione con la Comunità in tali settori risulta complessa per i terzi, anche a causa della molteplicità dei partner e delle tradizioni. I problemi esistenti in tali settori possono avere ripercussioni sulla Comunità nel suo insieme.A fronte di tale situazione, e segnatamente per adempiere in modo efficace agli obblighi internazionali della Comunità in materia di controllo e di ispezione, la Commissione ha assunto nell'ultimo decennio una serie di funzioni operative in materia di ispezione e sorveglianza nelle acque internazionali. Per conformarsi agli obblighi internazionali che incombono alla Comunità in virtù della convenzione sulla futura cooperazione multilaterale per la pesca nell'Atlantico nordoccidentale, la Commissione noleggia dal 1990 una nave di ispezione che opera nell'Atlantico settentrionale e, dal 2000, anche nell'Atlantico nordorientale nell'ambito della NEAFC. Inoltre la Commissione attua dal 1995 un programma di osservazione che prevede l'imbarco di osservatori a bordo dei pescherecci comunitari operanti nella zona di regolamentazione NAFO.La Commissione cesserà di svolgere tali funzioni, che competono ormai agli Stati membri in conformità degli articoli 23, 24, 25 e 28 del regolamento (CE) n. 2371/2002. La partecipazione della Commissione ad attività di controllo e di ispezione non è compatibile con le funzioni che essa è chiamata a svolgere in relazione al controllo e alla valutazione dell'applicazione delle norme della PCP da parte degli Stati membri, ai sensi dell'articolo 27 del regolamento (CE) n. 2371/2002. La Commissione si concentrerà sulle funzioni che le competono in virtù del trattato e della PCP. Essa non dovrebbe partecipare alle attività di controllo e di ispezione svolte dagli Stati membri, né occuparsi di aspetti operativi quali l'ispezione, la sorveglianza e la realizzazione di programmi di osservazione.I paesi terzi, gli Stati membri interessati e il settore della pesca hanno apprezzato le funzioni operative svolte dalla Commissione. Gli Stati membri devono dar seguito alle attività di controllo esercitate in mare dalla Commissione realizzando ispezioni sugli sbarchi effettuati da pescherecci provenienti dalle acque internazionali. Tuttavia, a causa della qualità non sempre adeguata di tali ispezioni, non è possibile garantire il rispetto sistematico della normativa applicabile.2.2. Coordinamento operativoLa Commissione propone:* che essa adotti programmi coerenti di controllo e di ispezione (programmi MCS [4]);[4]  MCS è la sigla internazionale (FAO) che designa il monitoraggio, il controllo e la sorveglianza delle attività di pesca da parte delle autorità. Oltre alle attività di ispezione e sorveglianza, essa comprende la localizzazione via satellite dei pescherecci mediante il sistema VMS e i programmi di osservazione. Il programma MCS, che definisce priorità, procedure e parametri comuni, fungerà da quadro di riferimento per la Comunità.* che gli Stati membri mettano in comune i rispettivi mezzi di controllo e di ispezione ai fini dell'impiego congiunto, organizzato da un organo comunitario in conformità dei suddetti programmi di controllo e di ispezione.L'Agenzia aiuterà gli Stati membri a conformarsi agli obblighi ad essi incombenti in forza del diritto comunitario, conformemente agli accordi conclusi tra la Comunità e i paesi terzi. Essa dovrà coordinare le attività di controllo e di ispezione degli Stati membri, al fine di soddisfare gli obblighi internazionali della Comunità in modo chiaro, trasparente ed uniforme.La creazione dell'Agenzia non modificherà le responsabilità degli Stati membri in materia di controllo e di esecuzione delle norme della PCP. Inoltre la struttura proposta lascerà immutate le disposizioni del capitolo V del regolamento (CE) n. 2371/2002 e non saranno previste ulteriori disposizioni oltre a quelle dell'articolo 28 di detto regolamento.Il compito principale dell'Agenzia sarà organizzare l'impiego congiunto dei mezzi nazionali di controllo e di ispezione sulla base di un'adeguata strategia comunitaria. L'Agenzia garantirà il coordinamento operativo delle attività di controllo e di ispezione degli Stati membri nell'interesse di tutta la Comunità.Il coordinamento operativo comprenderà:- la pianificazione dell'impiego dei mezzi di controllo e di ispezione messi in comune dagli Stati membri- l'organizzazione dell'impiego dei mezzi di controllo e di ispezione da parte degli Stati membri.Il compito di pianificare l'impiego dei mezzi di controllo e di ispezione comprenderà la designazione di squadre di ispettori di nazionalità diversa, incaricati di effettuare ispezioni in mare e a terra nell'interesse della Comunità. Quello di organizzare tale impiego comporterà il fatto di diramare istruzioni in relazione alle zone geografiche, agli stock, alle attività di pesca e alle flotte che dovranno formare oggetto di controlli e di ispezioni in un determinato periodo.Occorrerà pertanto sviluppare una collaborazione fattiva tra l'Agenzia e le autorità nazionali. Nell'interesse della Comunità, l'Agenzia dirigerà l'impiego dei mezzi di controllo e di ispezione in stretta collaborazione con le autorità nazionali competenti.L'Agenzia garantirà il coordinamento ottimale delle attività di controllo e di ispezione delle autorità nazionali. L'impiego congiunto consentirà di utilizzare nel modo più efficace i mezzi messi a disposizione dagli Stati membri.Per organizzare l'impiego congiunto dei mezzi di controllo e di ispezione l'Agenzia disporrà di un Centro comunitario di controllo dei pescherecci, che consentirà l'accesso in linea, in tempo reale, alle informazioni sulla posizione dei pescherecci battenti bandiera degli Stati membri interessati. L'Agenzia potrà accedere a tutte le informazioni, mentre gli Stati membri disporranno unicamente di quelle relative ai pescherecci e alle acque nazionali.Il punto di forza della struttura proposta è costituito dal quadro organico di riferimento adottato dalla Commissione (priorità, parametri di riferimento, ecc.). Per conseguire gli obiettivi fissati, l'Agenzia si avvarrà dei mezzi nazionali di controllo e di ispezione. Dal canto loro, gli Stati membri dovranno mettere in comune le risorse necessarie e adempiere ai propri obblighi fondamentali in materia di controllo e di ispezione.2.3. CompitiIn quanto organo tecnico comunitario specializzato, oltre al coordinamento operativo l'Agenzia svolgerà altri compiti in materia di controllo e di ispezione nel quadro della PCP.L'Agenzia assumerà incarichi connessi con gli obblighi assunti dalla Comunità nell'ambito di organizzazioni di pesca regionali e di accordi di pesca bilaterali. In particolare, essa aiuterà gli Stati membri a conformarsi ai loro obblighi in materia di controllo e di ispezione e potrà svolgere incarichi per conto degli stessi.A tal fine l'Agenzia potrà fornire servizi contrattuali agli Stati membri, su richiesta e a spese dei medesimi. Tali servizi potranno comprendere il noleggio e l'impiego di navi di ispezione, nonché l'ingaggio di osservatori operanti congiuntamente per conto degli Stati membri interessati.L'agenzia assisterà inoltre gli Stati membri nei seguenti settori:* formazione di ispettori,* approvvigionamento congiunto di beni destinati alle attività di controllo e di ispezione (misuratori, giornali di bordo) e coordinamento dell'attuazione di progetti pilota comuni volti a testare nuove tecnologie di controllo e di ispezione,* elaborazione di procedure operative comuni di controllo e di ispezione,* elaborazione di criteri per la messa a disposizione e lo scambio di mezzi di controllo e di ispezione.3. Scelta della struttura comunitariaLa creazione, a livello comunitario, di un organo tecnico specializzato che funga da piattaforma permanente di cooperazione tra gli Stati membri costituisce una soluzione adeguata per il conseguimento degli obiettivi precedentemente enunciati. È opportuno che tale organo sia costituito sotto forma di Agenzia.Nella fattispecie, il legislatore comunitario può centralizzare nell'ACCP [5] proposta l'esecuzione di compiti specifici di natura tecnica, sempreché questi non interferiscano con le funzioni conferite alle istituzioni europee dal trattato e dal diritto comunitario derivato. In tale contesto, i compiti dell'ACCP sono limitati al coordinamento operativo e alla cooperazione tra gli Stati membri e non interferiscono con le funzioni che la Commissione è chiamata a svolgere in virtù del trattato e della PCP.[5]  A differenza delle agenzie esecutive, che svolgono compiti della Commissione sotto il pieno controllo della medesima, l'ACCP è una cosiddetta "agenzia di regolamentazione".Il controllo e l'esecuzione delle norme della PCP competono essenzialmente ai pubblici poteri degli Stati membri. L'Agenzia è un organo pubblico della Comunità dotato di personalità giuridica. Il fatto che, oltre ai rappresentanti della Commissione, il consiglio di amministrazione dell'Agenzia comprenda rappresentanti degli Stati membri e del settore alieutico rafforzerà l'efficacia del processo decisionale. Il direttore sarà responsabile del funzionamento dell'Agenzia. Affinché l'Agenzia possa svolgere con la massima efficacia le proprie funzioni di coordinamento operativo, il consiglio di amministrazione non parteciperà alle attività ordinarie del personale riguardanti la pianificazione e l'organizzazione dell'impiego congiunto dei mezzi nazionali di controllo e di ispezione.Nell'ambito dei piani di ricostituzione o di gestione pluriennali previsti agli articoli 5 e 6 del regolamento (CE) n. 2371/2002, il controllo e l'esecuzione di tali norme possono essere affidati a comitati consultivi regionali. A norma dell'articolo 31, paragrafo 5, del regolamento (CE) n. 2371/2002, i comitati consultivi regionali possono presentare raccomandazioni o suggerimenti alla Commissione, che può conseguentemente adottare misure in conformità dell'articolo 9, paragrafo 1, del regolamento proposto.In quanto organo della Comunità, l'Agenzia è tenuta a rispettare tutte le norme comunitarie ad essa applicabili. Il regolamento proposto è conforme al regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee [6] e alle relative modalità d'esecuzione [7], nonché, per quanto possibile, al nuovo statuto dei funzionari delle Comunità che entrerà in vigore il 1° maggio 2004 e a diversi altri regolamenti. Nel formulare la presente proposta si è tenuto conto delle migliori pratiche e dell'esperienza fino ad ora acquisita per quanto riguarda la creazione e il funzionamento di agenzie comunitarie.[6]  Regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, GU L 248 del 16.9.2002.[7]  Regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002 della Commissione, GU L 357 del 31.12.2002.4. PCP4.1. Politica comune della pescaNel quadro della riforma della politica comune della pesca (PCP), il capitolo V del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca [8] istituisce un nuovo quadro normativo per un sistema comunitario di controllo e di esecuzione. Tale capitolo consolida i principi e i requisiti fondamentali dei precedenti regolamenti.[8]  GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.L'obiettivo del sistema comunitario di controllo e di esecuzione è garantire che l'accesso e lo sfruttamento delle risorse ittiche sia controllato lungo tutta la filiera della pesca e che vengano fatte rispettare le norme della PCP, comprese le politiche strutturali e di mercato. Esso precisa le competenze degli Stati membri e della Commissione, nonché le condizioni per l'esercizio dell'attività di pesca e delle attività correlate. Il sistema stabilisce inoltre gli strumenti di controllo e di esecuzione e le modalità di cooperazione e di coordinamento tra gli Stati membri e tra questi e i terzi.In materia di controllo e di ispezione delle attività di pesca praticate al di fuori delle acque comunitarie, la Comunità ha assunto obblighi internazionali nel quadro di programmi congiunti di controllo e di esecuzione e di accordi di pesca bilaterali. Tali obblighi sono stati recepiti nel diritto comunitario attraverso regolamenti specifici quali il regolamento (CE) n. 2791/1999 che stabilisce alcune misure di controllo applicabili nella zona della Convenzione sulla futura cooperazione multilaterale per la pesca nell'Atlantico nordorientale [9]. Conformemente all'articolo 11 di detto regolamento, gli Stati membri sono tenuti a conformarsi agli obblighi della Comunità in materia di ispezione e di sorveglianza. Disposizioni analoghe sono previste da altri accordi internazionali o saranno proposte dalla Commissione.[9]  GU L 337 del 30.12.1999, pag. 1.4.2. Competenze degli Stati membriLe competenze fondamentali degli Stati membri in materia di controllo e di esecuzione delle norme della PCP sono stabilite dagli articoli 23, 24, 25 e 28 del regolamento (CE) n. 2371/2002. Gli Stati membri sono tenuti a garantire un efficace controllo, ispezione ed esecuzione delle norme della politica comune della pesca. Essi devono pertanto adottare le misure, fornire le risorse umane e finanziarie e creare la struttura tecnica e amministrativa necessaria al conseguimento di tale obiettivo. Gli Stati membri sono inoltre tenuti a cooperare tra di loro e con i paesi terzi per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca e a provvedere al coordinamento delle attività di controllo e di ispezione.4.3. Competenze della CommissioneLe competenze della Commissione in materia di controllo e di esecuzione delle norme della PCP sono stabilite in particolare dagli articoli 26 e 27 del regolamento (CE) n. 2371/2002 e dal trattato. Nel quadro della politica comune della pesca, la Commissione valuta e controlla l'applicazione delle norme della PCP da parte degli Stati membri ed agevola il coordinamento e la cooperazione tra i medesimi. In materia di valutazione e di controllo dell'applicazione delle norme della PCP da parte degli Stati membri, la Commissione può, di propria iniziativa e con i propri mezzi, avviare ed eseguire azioni di audit, indagini, verifiche ed ispezioni sull'applicazione delle norme della politica comune della pesca.La Commissione, a nome della Comunità, negozia accordi internazionali con terzi, ad esempio in relazione a programmi internazionali congiunti di controllo e di esecuzione. Anche in questo contesto la Commissione è stata chiamata a svolgere una serie di funzioni in conformità del diritto comunitario, segnatamente al fine di agevolare il coordinamento a livello della Comunità.Ai sensi dell'articolo 34 quater del regolamento (CE) n. 2847/93, la Commissione determina le attività di pesca che saranno soggette a programmi di controllo specifici nonché le condizioni particolari di tali programmi. Gli Stati membri devono adottare le misure necessarie, anche in relazione alle risorse umane e materiali, per facilitare l'attuazione di tali programmi. Tale articolo deve essere adeguato alla struttura proposta dal presente regolamento.Ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2791/1999, la Commissione può adottare programmi di sorveglianza e di ispezione comuni per conformarsi agli obblighi che le competono nel quadro del programma NEAFC [10]. Disposizioni analoghe saranno proposte per la NAFO [11] e per altri accordi internazionali affini.[10]  Commissione per la pesca nell'Atlantico nordorientale.[11]  Organizzazione della pesca nell'Atlantico nordoccidentale.5. Funzionamento dell'ACCPLa dotazione di bilancio dell'Agenzia dovrà essere sufficiente a consentirle di assumere il personale necessario, conformemente a quanto sopra esposto, svolgere i compiti che le sono affidati e funzionare in modo corretto ed efficace. Il bilancio per il primo anno (2006) è stimato a circa 4,9 milioni di euro; esso salirà a circa 5,0 milioni di euro circa quando l'agenzia sarà pienamente operativa (tale importo corrisponde all'incirca al risparmio che sarà realizzato nel bilancio della Commissione (linea di bilancio 110703 "controllo internazionale") con la sospensione dell'attività della nave di ispezione e degli osservatori della Commissione nella zona NAFO).Il bilancio dell'Agenzia è principalmente finanziato da contributi comunitari. Altre possibili fonti di reddito sono rappresentate dai compensi corrisposti dagli Stati membri per servizi specifici ad essi prestati su base contrattuale. Ulteriori proventi potranno inoltre provenire dai diritti per le pubblicazioni dell'Agenzia e dalla retribuzione delle attività di formazione e di altri servizi da essa prestati. Tali compensi ed onorari rappresenteranno tuttavia una quota marginale del bilancio totale dell'Agenzia.L'Agenzia potrà offrire, in modo indipendente e con un elevato livello di qualità, le competenze tecniche, il know-how e la capacità di gestione necessari per l'attuazione di alcuni aspetti della PCP.La presenza degli Stati membri nel consiglio di amministrazione consentirà loro di partecipare alla realizzazione di attività di loro competenza. La presenza di rappresentanti del settore alieutico nel consiglio di amministrazione consentirà da un lato di migliorare le relazioni con tale settore e la qualità del processo decisionale e dall'altro di promuovere l'accettazione delle attività dell'Agenzia da parte del settore stesso.La Commissione ha commissionato uno studio inteso a determinare le modalità ottimali di funzionamento dell'Agenzia. La corrispondente relazione sarà disponibile nell'autunno 2004.6. Scelta della base giuridicaLa base giuridica del regolamento proposto è l'articolo 37 del trattato, conformemente all'obiettivo della proposta e a tutta la normativa fino ad ora adottata nell'ambito della politica comune della pesca.7. Sussidiarietà e proporzionalitàÈ necessario istituire un'Agenzia che funga da piattaforma permanente e indipendente di coordinamento operativo e di coordinamento tra gli Stati membri. Il coordinamento operativo sarà attivato ogniqualvolta necessario ai fini del conseguimento degli obiettivi comunitari.Formule diverse, basate sulla cooperazione volontaria tra Stati membri o su programmi comunitari specifici, senza un organo comunitario permanente, non consentirebbero di realizzare gli obiettivi, mentre il coordinamento operativo non è compatibile con le funzioni che competono alla Commissione in virtù del trattato e della PCP.Grazie all'indipendenza di cui godrà nei confronti della Commissione nella sua veste di "controllore dei controllori", l'Agenzia potrà instaurare una relazione proficua con le autorità competenti degli Stati membri per quanto riguarda l'organizzazione delle attività di controllo e di ispezione degli Stati membri.L'Agenzia aiuterà gli Stati membri a conformarsi agli obblighi ad essi attribuiti dalla PCP in materia di cooperazione e coordinamento delle attività di controllo e di ispezione, organizzando l'impiego razionale, da parte degli Stati membri, dei mezzi di controllo e di ispezione messi in comune dai medesimi, in conformità degli obiettivi, dei parametri di riferimento e delle priorità della Comunità e in base a procedure di ispezione uniformi adottate dalla Commissione.La creazione dell'Agenzia contribuirà inoltre a migliorare le relazioni tra la Comunità e i partner esterni, centralizzando i punti di contatto e promuovendo tradizioni e pratiche uniformi.Il suddetto meccanismo è necessario per conciliare gli interessi dei singoli Stati membri con l'interesse collettivo di garantire un efficace controllo ed esecuzione delle norme della PCP nelle zone in cui le flotte pescherecce nazionali sfruttano congiuntamente stock soggetti a misure di conservazione e di controllo adottate dalla Comunità. Esso consentirà inoltre di organizzare in modo ottimale ed economicamente efficace l'impiego dei mezzi nazionali di ispezione e sorveglianza.8. Commento agli articoliObiettivo (articolo 1)L'articolo presenta l'obiettivo del regolamento, vale a dire la creazione di un'Agenzia che organizzi il coordinamento operativo delle attività nazionali di controllo e di ispezione nel settore della pesca e assista gli Stati membri affinché cooperino efficacemente all'attuazione delle norme della PCP.Portata del coordinamento operativo (articolo 2)L'articolo definisce l'ambito di competenza dell'Agenzia per quanto riguarda il coordinamento operativo delle attività di controllo e di ispezione della pesca nelle acque internazionali, dei paesi terzi e comunitarie, fino al primo punto di vendita sul territorio degli Stati membri.Definizioni (articolo 3)L'articolo definisce i termini principali utilizzati nel regolamento.Mandato (articolo 4)L'articolo precisa il mandato dell'Agenzia, che consiste nel garantire il coordinamento operativo sia in relazione agli obblighi della Comunità in materia di ispezione e sorveglianza delle attività di pesca nelle acque internazionali e comunitarie che per quanto riguarda l'assistenza da fornire agli Stati membri in materia di controllo ed esecuzione.Nell'ambito del suo mandato, l'Agenzia deve segnatamente garantire l'efficace attuazione dell'articolo 28 del regolamento (CE) n. 2371/2002.Compiti connessi agli obblighi della Comunità in materia di controllo e di ispezione (articolo 5)L'articolo ha per oggetto i compiti dell'Agenzia finalizzati all'adempimento degli obblighi della Comunità in materia di controllo e di ispezione. Tali obblighi sono stati assunti dalla Comunità in virtù di accordi internazionali nell'ambito di organizzazioni di pesca regionali e di accordi stipulati con i paesi terzi. Gli Stati membri sono tenuti, a loro volta, a conformarsi e ad adempiere a tali obblighi. Compito dell'Agenzia è quindi di assistere la Comunità e gli Stati membri in questo processo, essenzialmente attraverso il coordinamento operativo delle attività nazionali di controllo e di ispezione. L'Articolo conferisce pertanto i necessari poteri all'Agenzia, entro limiti chiaramente definiti.Organizzazione del coordinamento operativo (articolo 6)L'articolo riguarda il coordinamento operativo delle attività di ispezione e di controllo svolte dagli Stati membri nelle acque comunitarie. Un suo elemento essenziale è costituito dal riferimento al Centro comunitario di controllo della pesca che, grazie ad un sistema di localizzazione satellitare, fornisce un quadro in tempo reale delle attività di pesca e delle possibilità di controllo e di ispezione.Prestazione di servizi contrattuali agli Stati membri (articolo 7)In virtù di questo articolo l'Agenzia potrà prestare servizi su base contrattuale agli Stati membri in materia di controllo e di ispezione. Tali servizi potranno comprendere il noleggio e l'impiego di una nave di ispezione per permettere agli Stati membri di conformarsi ai loro obblighi nelle acque comunitarie o internazionali, nonché la messa a disposizione di osservatori nell'ambito di programmi di osservazione quali quelli della NAFO.Assistenza agli Stati membri (articolo 8)L'articolo consentirà all'Agenzia di fornire assistenza agli Stati membri in relazione ai loro obblighi in materia di controllo e di ispezione.Obblighi della Comunità in materia di controllo e di ispezione (articolo 9)L'articolo identifica uno degli elementi che sono all'origine del coordinamento operativo dell'Agenzia, rappresentato dall'impegno della Comunità a far fronte agli obblighi di controllo e di ispezione che le competono in virtù di accordi con organizzazioni di pesca regionali o con paesi terzi. Si tratta, ovviamente, di obblighi connessi con le attività di pesca praticate al di fuori delle acque comunitarie.Attuazione di programmi specifici di controllo e di ispezione (articolo 10)L'altro elemento che giustifica l'attività dell'Agenzia è l'adozione, da parte della Commissione, di un programma specifico di controllo e di ispezione a norma dell'articolo 34 quater del regolamento (CEE) n. 2847/93 (quale modificato dal presente regolamento).Contenuto dei piani di impiego congiunto (articolo 11)Il coordinamento operativo va effettuato sulla base di piani di impiego congiunto conformi alle disposizioni specificate nell'articolo. Questi piani riguardano gli Stati membri interessati ad una determinata attività di pesca, che, in funzione del loro "interesse" relativo per l'attività di pesca considerata ai sensi del paragrafo 2, sono tenuti a mettere in comune i mezzi di controllo e di ispezione necessari per l'attuazione dei piani stessi.Procedura per l'adozione dei piani di impiego congiunto (articolo 12)L'articolo definisce la procedura per l'elaborazione e l'adozione dei piani di impiego congiunto. Ovviamente il contenuto di tali piani non può prescindere dagli obblighi che incombono agli Stati membri in virtù di piani di impiego congiunto già esistenti o di programmi applicabili di controllo e di ispezione.Esecuzione dei piani di impiego congiunto (articolo 13)L'articolo stabilisce gli obblighi principali degli Stati membri per quanto riguarda l'esecuzione dei piani di impiego congiunto.Valutazione dei piani di impiego congiunto (articolo 14)Ai fini della valutazione, l'Agenzia effettua un esame annuale di tutti i piani di impiego congiunto e lo trasmette alla Commissione.Notifica dei mezzi di controllo e di ispezione (articolo 15)La notifica all'Agenzia dei mezzi di controllo e di ispezione disponibili fornisce alla medesima un elemento indispensabile di informazione per poter procedere all'elaborazione dei piani di impiego congiunto.Attività di pesca non soggette a programmi di controllo e di ispezione (articolo 16)L'Agenzia può fornire la propria assistenza agli Stati membri che abbiano concordato di coordinare le rispettive attività di monitoraggio, controllo, ispezione e sorveglianza in determinate aree o attività di pesca, su richiesta dei medesimi.Rete di informazione (articolo 17)L'articolo prevede il collegamento dell'Agenzia alle reti comunitarie e internazionali, per consentire lo scambio di informazioni in conformità della normativa comunitaria.Modalità di applicazione (articolo 18)L'articolo consente alla Commissione di definire le modalità di applicazione del coordinamento operativo.Personalità giuridica e sede principale (articolo 19)L'articolo stabilisce la personalità giuridica dell'Agenzia e la sua sede principale.Personale (articolo 20)L'articolo reca le disposizioni generali applicabili al personale dell'Agenzia. L'Agenzia assumerà personale temporaneo (in parte distaccato dalla Commissione) e agenti contrattuali secondo le procedure comunitarie (Ufficio europeo di selezione del personale).Privilegi e immunità (articolo 21)L'articolo riguarda i privilegi e le immunità di cui godono l'Agenzia e il suo personale.Responsabilità (articolo 22)L'articolo verte sulla responsabilità dell'Agenzia.Regime linguistico (articolo 23)L'articolo concerne il regime linguistico applicabile all'Agenzia.Istituzione e poteri del consiglio di amministrazione (articolo 24)L'articolo riguarda il consiglio di amministrazione dell'Agenzia. Il programma di lavoro costituirà uno strumento importante per la gestione dell'Agenzia. Le risorse umane dell'Agenzia dovrebbero essere adeguate alle sue priorità, e in particolare a quelle della Comunità in diversi settori. L'organizzazione interna e l'assegnazione del personale ai diversi compiti dovrebbero essere ispirate a criteri di trasparenza e mirare a garantire l'equilibrio tra i settori interessati.Composizione del consiglio di amministrazione (articolo 25)L'articolo illustra la composizione del consiglio di amministrazione dell'Agenzia. Per quanto riguarda gli Stati membri, il diritto a designare un rappresentante è riservato a quelli i cui pescherecci praticano attività di pesca marittima. Poiché l'Agenzia coordina le attività di mezzi di ispezione gestiti da autorità nazionali le cui competenze possono estendersi ad altri settori oltre a quello della pesca, è importante che tutti gli Stati membri interessati siano rappresentati nel consiglio di amministrazione. La Commissione può designare quattro rappresentanti e nomina inoltre quattro rappresentanti del settore alieutico.Presidenza del consiglio di amministrazione (articolo 26)L'articolo riguarda la presidenza del consiglio di amministrazione dell'Agenzia. Poiché l'ambito di competenza dell'Agenzia comprenderà le organizzazioni di pesca regionali e i paesi terzi, è opportuno che il presidente sia eletto tra i rappresentanti della Commissione nel consiglio di amministrazione. Il presidente, infatti, dovrebbe rappresentare gli interessi di tutta la Comunità e non gli interessi dei singoli paesi.Riunioni (articolo 27)L'articolo contiene le disposizioni relative alle riunioni del consiglio di amministrazione dell'Agenzia.Voto (articolo 28)L'articolo contiene le disposizioni che disciplinano il voto nel consiglio di amministrazione dell'Agenzia. I rappresentanti degli Stati membri dispongono di un voto ciascuno, mentre i membri della Commissione hanno complessivamente dieci voti a disposizione.Dichiarazione di interesse (articolo 29)L'articolo si applica ai rappresentanti del settore alieutico presenti nel consiglio di amministrazione.Funzioni e poteri del direttore esecutivo (articolo 30)L'articolo definisce le funzioni e i poteri del direttore esecutivo dell'Agenzia.Nomina del direttore esecutivo (articolo 31)L'articolo concerne la nomina del direttore esecutivo dell'Agenzia. La Commissione selezionerà una rosa di candidati idonei, tra i quali il consiglio di amministrazione nominerà il direttore.Trasparenza e comunicazione (articolo 32)L'articolo riguarda la trasparenza dell'Agenzia e le norme applicabili alla comunicazione.Riservatezza (articolo 33)L'articolo impone un obbligo di riservatezza ai membri del consiglio di amministrazione, al direttore esecutivo e al personale dell'Agenzia. Tale obbligo si applica alle informazioni sulle attività di pesca praticate dalle singole navi (VMS).Accesso della Commissione alle informazioni (articolo 34)In virtù di questo articolo l'Agenzia è tenuta a fornire piena cooperazione alla Commissione per quanto riguarda la messa a disposizione delle informazioni in suo possesso.Bilancio (articolo 35)L'articolo verte sul bilancio dell'Agenzia ed è conforme alla legislazione in vigore (cfr. note in calce n. 6 e 7)Esecuzione e controllo del bilancio (articolo 36)L'articolo riguarda l'esecuzione e il controllo del bilancio ed è basato sul nuovo regolamento finanziario.Lotta antifrode (articolo 37)L'articolo reca le disposizioni che disciplinano la lotta antifrode.Disposizioni finanziarie (articolo 38)L'articolo riguarda l'adozione e il contenuto del regolamento finanziario dell'Agenzia.Valutazione (articolo 39)L'articolo contiene una clausola di valutazione in base alla quale l'Agenzia deve sottoporsi a una valutazione esterna indipendente entro cinque anni dalla data in cui ha assunto le proprie funzioni e, successivamente, ogni cinque anni.Inizio dell'attività dell'Agenzia (articolo 40)L'articolo prevede che l'Agenzia sia operativa entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del regolamento.Modifica (articolo 41)L'articolo modifica l'articolo 34 quater del regolamento (CEE) n. 2847/93.Entrata in vigore (articolo 42)L'articolo stabilisce la data di entrata in vigore del regolamento.2004/0108 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un'Agenzia comunitaria di controllo della pesca e modifica il regolamento (CE) n. 2847/93 che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pescaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,vista la proposta della Commissione [12],[12]  GU C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Parlamento europeo [13],[13]  GU C [...] del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) In virtù del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca [14], gli Stati membri sono tenuti a garantire l'efficacia dei controlli e delle ispezioni nonché l'esecuzione delle norme della politica comune della pesca (PCP) e, a tal fine, a cooperare tra di loro e con i paesi terzi.[14]  GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.(2) Per adempiere a tali obblighi è necessario che gli Stati membri coordinino le operazioni di controllo e di ispezione svolte nelle acque comunitarie e internazionali in relazione alle attività dei pescherecci comunitari, tenendo conto, in particolare, degli obblighi assunti dalla Comunità nell'ambito di organizzazioni di pesca regionali e di accordi stipulati con i paesi terzi.(3) Tale cooperazione, attraverso il coordinamento operativo delle attività di controllo e di ispezione, dovrebbe contribuire allo sfruttamento sostenibile delle risorse acquatiche viventi e garantire parità di condizioni agli operatori del settore alieutico che sfruttano tali risorse, riducendo in questo modo le distorsioni di concorrenza.(4) Fatte salve le responsabilità che incombono agli Stati membri in virtù del regolamento (CE) n. 2371/2002, è necessario un organo comunitario tecnico e amministrativo che organizzi la cooperazione e il coordinamento, tra gli Stati membri, per quanto riguarda il controllo e l'ispezione delle attività di pesca praticate nelle acque comunitarie e internazionali.(5) A tale fine è opportuno istituire un'Agenzia comunitaria di controllo della pesca ("l'Agenzia"), nel quadro della struttura istituzionale della Comunità e tenuto conto della ripartizione delle competenze tra la Commissione e gli Stati membri.(6) Occorre definire i compiti spettanti a tale Agenzia, affinché essa possa realizzare gli obiettivi per i quali è istituita.(7) In particolare è necessario che l'Agenzia, su richiesta della Commissione, sia in grado di assistere la Comunità e gli Stati membri nelle loro relazioni con i paesi terzi e/o le organizzazioni di pesca regionali internazionali e di cooperare con le loro autorità nel quadro degli obblighi internazionali della Comunità.(8) È opportuno che l'Agenzia coordini la cooperazione operativa tra gli Stati membri sulla base di piani di impiego congiunto che organizzino l'uso dei mezzi di controllo e di ispezione messi a disposizione dagli Stati membri in modo da attuare i programmi di controllo e di ispezione adottati dalla Commissione. Occorre che le attività di controllo e di ispezione degli Stati membri siano realizzate sulla base di tali programmi nel rispetto di criteri, priorità, parametri e procedure comuni in materia di controllo e di ispezione.(9) A questo scopo è opportuno che l'Agenzia possa accedere ad informazioni in linea grazie alla creazione di un centro comunitario di controllo della pesca collegato ai centri di controllo degli Stati membri.(10) Ai fini della realizzazione dei piani di impiego congiunto è opportuno che gli Stati membri interessati mettano in comune i rispettivi mezzi di controllo e di ispezione. A tale scopo occorre che gli Stati membri impegnino, mettano a disposizione ed impieghino tali mezzi in conformità del piano applicabile. È necessario che l'Agenzia valuti se i mezzi di controllo e di ispezione disponibili sono sufficienti per realizzare i compiti previsti nell'ambito del programma di controllo e di ispezione e, in caso contrario, ne informi gli Stati membri interessati e la Commissione.(11) È opportuno che l'Agenzia esamini regolarmente l'efficacia dei piani di impiego congiunto.(12) Ove le venga richiesto, l'Agenzia potrà predisporre, in via contrattuale, mezzi di controllo e di ispezione da impiegare congiuntamente ad opera degli Stati membri.(13) Ai fini dell'espletamento dei compiti dell'Agenzia è opportuno che la Commissione, gli Stati membri e l'Agenzia procedano allo scambio delle informazioni pertinenti in materia di controllo e di ispezione attraverso una rete di informazione.(14) E' opportuno che lo stato giuridico e la struttura dell'Agenzia corrispondano ai risultati concreti che si intendono raggiungere e consentano all'Agenzia stessa di espletare le proprie funzioni in stretta cooperazione con gli Stati membri e con la Commissione. Occorre pertanto che l'Agenzia sia dotata di autonomia giuridica, finanziaria e amministrativa e mantenga nel contempo stretti legami con la Comunità e gli Stati membri. A questo scopo è necessario e opportuno che l'Agenzia sia un organo della Comunità dotato di personalità giuridica e che eserciti i poteri esecutivi che le sono conferiti dal presente regolamento.(15) In materia di responsabilità contrattuale dell'Agenzia, che è disciplinata dal diritto applicabile ai contratti da essa conclusi, è opportuno che la Corte di giustizia sia competente in virtù delle clausole compromissorie contenute nel contratto. La Corte di giustizia dovrebbe anche essere competente a conoscere delle controversie relative al risarcimento dei danni derivanti da responsabilità extracontrattuale dell'Agenzia.(16) È opportuno che la Commissione e gli Stati membri siano rappresentati in un consiglio di amministrazione incaricato di assicurare il corretto ed efficace funzionamento dell'Agenzia.(17) Poiché l'Agenzia è tenuta ad adempiere agli obblighi della Comunità e, su richiesta della Commissione, a cooperare con i paesi terzi e le organizzazioni di pesca regionali internazionali nell'ambito degli obblighi internazionali della Comunità, è opportuno che il presidente del consiglio di amministrazione sia eletto tra i rappresentanti della Commissione.(18) Le modalità di voto nel consiglio di amministrazione devono rispondere all'interesse che riveste, per gli Stati membri e la Commissione, il corretto funzionamento dell'Agenzia. E' opportuno disporre che il consiglio di amministrazione comprenda un numero limitato di rappresentanti del settore alieutico privi di diritto di voto.(19) È necessario prevedere la nomina del direttore esecutivo dell'Agenzia e stabilire le disposizioni che disciplinano l'esercizio delle sue funzioni.(20) Al fine di promuovere il funzionamento trasparente dell'Agenzia è opportuno applicare alla medesima, senza restrizioni, le disposizioni del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione [15].[15]  GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43.(21) Ai fini della tutela della vita privata è necessario che al presente regolamento si applichino le disposizioni del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati [16].[16]  GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.(22) Al fine di garantire l'autonomia operativa e l'indipendenza dell'Agenzia, è necessario dotarla di un bilancio autonomo le cui entrate siano costituite dai contributi della Comunità e dai corrispettivi dei servizi contrattuali forniti dall'Agenzia. Alla partecipazione finanziaria della Comunità e a qualsiasi sovvenzione a carico del bilancio generale dell'Unione europea va applicata la procedura di bilancio comunitaria. È opportuno che la revisione contabile sia svolta dalla Corte dei conti.(23) Ai fini della lotta contro la frode, la corruzione ed altre attività illegali, è opportuno che le disposizioni del regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, relativo alle indagini svolte dall'ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) [17] si applichino senza limitazioni all'Agenzia e che questa aderisca all'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 tra il Parlamento europeo, il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione delle Comunità europee relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF).[17]  GU L 136 del 31.5.1999, pag. 15.(24) Al fine di agevolare il coordinamento operativo svolto dall'Agenzia mediante l'elaborazione di piani di impiego congiunto occorre modificare l'articolo 34 quater del regolamento (CEE) n. 2847/93 del Consiglio, del 12 ottobre 1993, che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca [18],[18]  GU L 261 del 20.10.1993, pag. 1.(25) È opportuno che le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento siano adottate in conformità della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [19],[19]  GU L 184 del 17.7.1999.HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:CAPITOLO IObiettivo, campo di applicazione e definizioniArticolo 1ObiettivoIl presente regolamento istituisce un'Agenzia comunitaria di controllo della pesca ("l'Agenzia"), il cui obiettivo è organizzare il coordinamento operativo delle attività di controllo e di ispezione della pesca praticate dagli Stati membri e assistere i medesimi affinché cooperino per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca.Articolo 2Portata del coordinamento operativoIl coordinamento operativo dell'Agenzia verte sul controllo e l'ispezione, fino al primo punto di vendita dei prodotti della pesca, delle attività di pesca praticatea) nel territorio degli Stati membri,b) nelle acque comunitarie, oppurec) al di fuori delle acque comunitarie da pescherecci comunitari.Articolo 3DefinizioniAi fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni:a) "controllo e ispezione": le misure adottate dagli Stati membri in conformità degli articoli 23, 24 e 28 del regolamento (CE) n. 2371/2002 [20] per controllare e ispezionare le attività di pesca che rientrano nel campo di applicazione della politica comune della pesca, comprese le attività di sorveglianza e di monitoraggio quali i sistemi di controllo dei pescherecci via satellite e i piani di osservazione;[20]  GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.b) "mezzi di controllo e di ispezione": navi, aeromobili, veicoli ed altre risorse materiali di sorveglianza, nonché ispettori, osservatori ed altre risorse umane utilizzate dagli Stati membri a fini di controllo e di ispezione;c) "obblighi della Comunità in materia di controllo e di ispezione": gli obblighi in materia di controllo e di ispezione che incombono alla Comunità in virtù della sua appartenenza a un'organizzazione di pesca regionale o di un accordo di pesca stipulato tra la Comunità e un paese terzo;d) "piano di impiego congiunto": un piano che definisce le modalità operative per l'impiego dei mezzi di controllo e di ispezione disponibili;e) "programma internazionale di controllo e di ispezione": un programma che stabilisce obiettivi, priorità e procedure comuni per le attività di controllo e di ispezione stabilite dalla Commissione ai fini dell'adempimento degli obblighi della Comunità in materia di controllo e di ispezione;f) "programma specifico di controllo e di ispezione": un programma che stabilisce obiettivi, priorità e procedure comuni per le attività di controllo e di ispezione istituite in conformità dell'articolo 34 quater del regolamento (CE) n. 2847/93.g) "attività di pesca": le attività di pesca connesse con lo sfruttamento di taluni stock definiti dal Consiglio, in particolare conformemente agli articoli 5 e 6 del regolamento (CE) n. 2371/2002 [21];[21]  GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.h) "ispettori comunitari": gli ispettori compresi nell'elenco di cui all'articolo 28, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 2371/2002.CAPITOLO IIMandato e compiti dell'AgenziaArticolo 4MandatoL'Agenzia ha il seguente mandato:a) coordinare le attività di controllo e di ispezione degli Stati membri connesse agli obblighi della Comunità in materia di controllo e di ispezione;b) coordinare l'impiego dei mezzi nazionali di controllo e di ispezione messi in comune dagli Stati membri interessati in conformità del presente regolamento;c) assistere gli Stati membri nella trasmissione delle informazioni sulle attività di pesca e sulle attività di controllo e di ispezione alla Commissione e a terzi;d) assistere gli Stati membri, nell'ambito delle sue competenze, nell'adempimento dei doveri e degli obblighi derivanti dalle norme della politica comune della pesca.Articolo 5Compiti connessi agli obblighi della Comunità in materia di controllo e di ispezione1. Su richiesta della Commissione, l'Agenzia:a) assiste la Comunità e gli Stati membri nelle loro relazioni con i paesi terzi e con le organizzazioni di pesca regionali internazionali di cui fa parte la Comunità;b) coopera con le autorità competenti delle organizzazioni di pesca regionali internazionali ai fini dell'espletamento degli obblighi che incombono alla Comunità in materia di controllo e di ispezione in virtù di accordi di lavoro conclusi con tali organismi.2. Su richiesta della Commissione l'Agenzia può cooperare, in materia di controllo e di ispezione, con le competenti autorità di paesi terzi nel quadro di accordi conclusi tra la Comunità e tali paesi.3. Nell'ambito delle sue competenze l'Agenzia può svolgere, per conto degli Stati membri, determinati compiti nel quadro di accordi internazionali di pesca di cui fa parte la Comunità.Articolo 6Organizzazione del coordinamento operativoL'Agenzia:a) stabilisce piani di impiego congiunto e organizza il coordinamento operativo delle attività di controllo e di ispezione degli Stati membri in conformità del capitolo III;b) istituisce un Centro comunitario di controllo della pesca per l'organizzazione del coordinamento operativo delle attività congiunte di controllo e di ispezione.Articolo 7Prestazione di servizi contrattuali agli Stati membriL'Agenzia può prestare servizi contrattuali agli Stati membri, su richiesta dei medesimi, per l'espletamento delle attività di controllo e di ispezione che questi sono tenuti a svolgere nelle acque comunitarie e/o internazionali, compresi il noleggio e l'impiego di piattaforme di controllo e di ispezione, nonché la dotazione del personale necessario e la messa a disposizione di osservatori per operazioni congiunte degli Stati membri interessati.Articolo 8Assistenza agli Stati membriPer consentire agli Stati membri di soddisfare con maggiore efficacia gli obblighi imposti loro dalle norme della politica comune della pesca, l'Agenzia:a) stabilisce ed elabora un programma comune di formazione destinato agli istruttori incaricati di formare gli ispettori di pesca degli Stati membri e, se del caso, predispone ulteriori corsi di formazione e seminari per tali ispettori;b) su richiesta degli Stati membri, provvede all'approvvigionamento comune di beni e servizi in relazione alle attività di controllo e di ispezione effettuate dagli Stati membri, e prepara e coordina l'attuazione di progetti pilota congiunti ad opera degli Stati membri;c) elabora procedure operative comuni applicabili alle attività di controllo e di ispezione attuate congiuntamente da due o più Stati membri;d) definisce i criteri applicabili allo scambio di mezzi di controllo e di ispezione tra gli Stati membri nonché tra questi e i paesi terzi, e alla messa a disposizione di tali mezzi da parte degli Stati membri.CAPITOLO IIICoordinamento operativoArticolo 9Obblighi della Comunità in materia di controllo e di ispezioneSu richiesta della Commissione, l'Agenzia elabora piani di impiego congiunto finalizzati al coordinamento delle attività di controllo e di ispezione attuate dagli Stati membri nel quadro di programmi internazionali di controllo e di ispezione.Articolo 10Attuazione di programmi specifici di controllo e di ispezioneL'Agenzia attua i programmi specifici di controllo e di ispezione stabiliti in conformità dell'articolo 34 quater del regolamento (CEE) n. 2847/93 mediante piani di impiego congiunto.Articolo 11Contenuto dei piani di impiego congiunto1. I piani di impiego congiunto:a) applicano i criteri, i parametri, le priorità e le procedure comuni di ispezione definiti dalla Commissione nei programmi di controllo e di ispezione;b) identificano i mezzi di controllo e di ispezione che gli Stati membri interessati devono mettere in comune in funzione del loro interesse per l'attività di pesca in questione, necessari ai fini dell'attuazione del corrispondente programma di controllo e di ispezione;c) cercano di armonizzare e di organizzare l'impiego dei mezzi nazionali di controllo e di ispezione disponibili, notificati a norma dell'articolo 14, con i mezzi identificati in conformità della lettera b);d) organizzano l'impiego delle risorse umane e materiali, anche per quanto riguarda il funzionamento delle squadre di ispettori comunitari provenienti da più di uno Stato membro, e definiscono i periodi e le zone in cui tali risorse devono essere impiegate;e) tengono conto degli obblighi spettanti agli Stati membri interessati nell'ambito di altri piani di impiego congiunto.2. L'interesse di uno Stato membro per una determinata attività di pesca ai sensi del paragrafo 1, lettera b), è valutato in funzione dei seguenti criteri specifici:a) il quantitativo di pesce sbarcato nel territorio di tale Stato membro rispetto agli sbarchi totali connessi all'attività di pesca che forma oggetto di un piano di impiego congiunto;b) il numero relativo di pescherecci comunitari battenti bandiera di tale Stato membro (potenza motrice e stazza lorda) impegnati nell'attività di pesca che forma oggetto di un piano di impiego congiunto, rispetto al numero totale di navi impegnate in tale attività;c) il volume relativo del contingente assegnato a tale Stato membro o, ove non sia stato assegnato alcun contingente, le catture da esso effettuate in un determinato periodo di riferimento nell'ambito dell'attività di pesca considerata;d) l'estensione relativa delle acque soggette alla sovranità o alla giurisdizione di tale Stato membro, se del caso, nelle quali si applica il piano di impiego congiunto.Articolo 12Procedura per l'adozione dei piani di impiego congiunto1. L'Agenzia elabora un piano preliminare di impiego congiunto di concerto con gli Stati membri interessati dal programma di controllo e di ispezione di cui trattasi.2. Se, nell'elaborare il piano di impiego congiunto, l'Agenzia constata che i mezzi di controllo e di ispezione disponibili non sono sufficienti per soddisfare le condizioni del corrispondente programma di controllo e di ispezione, essa ne informa senza indugio gli Stati membri interessati e la Commissione.3. Entro tre mesi dall'entrata in vigore di un programma di controllo e di ispezione l'Agenzia adotta il piano di impiego congiunto conforme alle condizioni del corrispondente programma di controllo e di ispezione.4. L'Agenzia, in consultazione con gli Stati membri interessati, riesamina ogni anno i piani di impiego congiunto affinché possano essere adeguati, ove necessario, ai nuovi programmi di controllo e di ispezione eventualmente applicabili agli Stati membri interessati e alle priorità eventualmente definite dalla Commissione nei programmi di controllo e di ispezione.Articolo 13Esecuzione dei piani di impiego congiunto1. Gli Stati membri realizzano attività comuni di controllo e di ispezione sulla base di piani di impiego congiunto. A tal fine gli Stati membri interessati adottano le misure necessarie, segnatamente per quanto riguarda le risorse umane e materiali da utilizzare, tenendo conto dei periodi e delle zone in cui queste dovranno essere impiegate.2. Gli Stati membri interessati:a) impegnano e mettono a disposizione i mezzi di controllo e di ispezione identificati nel piano di impiego congiunto come necessari ai fini della sua esecuzione;b) designano un punto di contatto/coordinatore nazionale, il quale disporrà dell'autorità necessaria per poter rispondere tempestivamente alle richieste di informazione e alle istruzioni dell'Agenzia concernenti l'esecuzione del piano di impiego congiunto, e ne danno notifica all'agenzia;c) utilizzano i mezzi di controllo e di ispezione messi in comune secondo il piano di impiego congiunto e le istruzioni dell'Agenzia;d) in relazione alle attività di gruppi di ispettori provenienti da più di uno Stato membro, autorizzano gli ispettori comunitari degli altri Stati membri, assegnati al piano di impiego congiunto di cui trattasi, a partecipare alle attività di controllo e di ispezione necessarie per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca, realizzate nel loro territorio e su pescherecci operanti in acque soggette alla loro sovranità;e) forniscono all'Agenzia, tramite il Centro comunitario di controllo della pesca, l'accesso in linea alle informazioni necessarie per l'esecuzione del piano di impiego congiunto;f) cooperano con l'Agenzia ai fini dell'attuazione del piano di impiego congiunto;g) garantiscono che i mezzi di controllo e di ispezione assegnati al piano di impiego congiunto svolgano le loro attività nel rispetto delle norme della politica comune della pesca.3. Gli Stati membri sono tenuti a garantire che le attività svolte dai rispettivi mezzi di controllo e di ispezione nel quadro di un piano di impiego congiunto siano conformi alle norme che disciplinano la politica comune della pesca.Articolo 14Valutazione dei piani di impiego congiuntoL'Agenzia effettua una valutazione annuale dell'efficacia di ciascun piano di impiego congiunto nonché un'analisi, sulla base degli elementi disponibili, intesa a determinare il rischio di non conformità delle attività di pesca alle vigenti misure di conservazione di controllo. Tali valutazioni vengono trasmesse senza indugio alla Commissione.Articolo 15Notifica dei mezzi di controllo e di ispezioneAnteriormente al 31 agosto di ogni anno gli Stati membri notificano all'Agenzia i mezzi di controllo e di ispezione che intendono impegnare per le attività di controllo e di ispezione dell'anno successivo.Articolo 16Attività di pesca non soggette a programmi di controllo e di ispezioneDue o più Stati membri possono chiedere all'Agenzia che coordini l'impiego dei rispettivi mezzi di controllo e di ispezione per un'attività di pesca o una zona non soggetta ad un programma di controllo e di ispezione. Tale coordinamento va realizzato nel rispetto dei criteri e delle priorità concordate in materia di controllo e di ispezione dagli Stati membri interessati .Articolo 17Rete di informazione1. La Commissione, l'Agenzia e le autorità competenti degli Stati membri si scambiano le informazioni pertinenti di cui dispongono sulle attività di controllo e di ispezione nelle acque comunitarie e internazionali.2. Le autorità nazionali competenti adottano, nel rispetto della vigente normativa comunitaria, le misure necessarie per garantire l'opportuna riservatezza delle informazioni da esse ricevute ai sensi del presente articolo, in conformità dell'articolo 33, paragrafo 5, e dell'articolo 37 del regolamento (CEE) n. 2847/93.Articolo 18Modalità di applicazioneAi fini dell'applicazione del presente capitolo possono essere adottate modalità dettagliate secondo la procedura di cui all'articolo 30, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2371/2002.Tali modalità possono riguardare in particolare le procedure per l'elaborazione e l'adozione dei piani preliminari di impiego congiunto.CAPITOLO IVStruttura interna e funzionamentoArticolo 19Personalità giuridica e sede principale1. L'Agenzia è un organo della Comunità dotato di personalità giuridica.2. In ciascuno degli Stati membri, l'Agenzia ha la più ampia capacità giuridica riconosciuta alle persone giuridiche dalle rispettive legislazioni nazionali. In particolare essa può acquisire o alienare beni immobili e mobili e può stare in giudizio.3. L'Agenzia è rappresentata dal suo direttore esecutivo.4. La sede dell'Agenzia è stabilita a [..........], Spagna.Articolo 20Personale1. Al personale dell'Agenzia si applicano lo statuto dei funzionari delle Comunità europee, il regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee e le regole adottate congiuntamente dalle istituzioni delle Comunità europee per l'applicazione di detti statuto e regime. Il consiglio di amministrazione, previo accordo della Commissione, ne stabilisce le necessarie modalità di applicazione.2. Fatto salvo il disposto dell'articolo 31, l'Agenzia esercita nei confronti del proprio personale i poteri conferiti dallo statuto dei funzionari delle Comunità europee e dal regime applicabile agli altri agenti delle Comunità europee all'autorità che ha il potere di nomina.3. Il personale dell'Agenzia è composto da funzionari, effettivi o distaccati dalla Commissione o dagli Stati membri, a titolo temporaneo, e da altri agenti assunti dall'Agenzia per quanto necessario all'adempimento dei suoi compiti.Articolo 21Privilegi e immunitàAll'Agenzia e al suo personale si applica il protocollo sui privilegi e sulle immunità delle Comunità europee.Articolo 22Responsabilità1. La responsabilità contrattuale dell'Agenzia è disciplinata dalla legge applicabile al contratto di cui trattasi.2. La Corte di giustizia delle Comunità europee è competente a giudicare in virtù di eventuali clausole compromissorie contenute nei contratti stipulati dall'Agenzia.3. In materia di responsabilità extracontrattuale, l'Agenzia è obbligata, secondo i principi generali comuni agli ordinamenti degli Stati membri, al risarcimento dei danni cagionati da essa o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni. La Corte di giustizia delle Comunità europee è competente a conoscere delle controversie relative al risarcimento dei danni.4. La responsabilità personale degli agenti verso l'Agenzia è disciplinata dalle disposizioni dello statuto del personale o dal regime ad essi applicabile.Articolo 23Regime linguistico1. All'Agenzia si applicano le disposizioni previste dal regolamento n. 1, del 15 aprile 1958, che stabilisce il regime linguistico della Comunità economica europea [22].[22]  GU L 17 del 6.10.1958, pag. 385/58.2. I servizi di traduzione necessari per il funzionamento dell'Agenzia sono forniti dal Centro di traduzione degli organi dell'Unione europea.Articolo 24Istituzione e poteri del consiglio di amministrazione1. L'Agenzia è dotata di un consiglio di amministrazione.2. Il consiglio di amministrazione:a) nomina il direttore esecutivo in conformità dell'articolo 31;b) adotta, entro il 30 aprile di ogni anno, la relazione generale dell'Agenzia per l'anno precedente e la trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte dei conti e agli Stati membri. La relazione è oggetto di pubblicazione;c) adotta entro il 31 ottobre di ogni anno, tenuto conto del parere della Commissione e degli Stati membri, il programma di lavoro dell'Agenzia per l'anno seguente e lo trasmette al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.Il programma di lavoro, che dà la priorità ai compiti dell'Agenzia connessi con i programmi di controllo e di sorveglianza, è adottato nel rispetto della procedura annuale di bilancio della Comunità. Qualora, entro 30 giorni dalla data di adozione del programma di lavoro, la Commissione si pronunci a sfavore del medesimo, il consiglio di amministrazione lo riesamina e lo adotta in seconda lettura, eventualmente in versione modificata, entro un termine di due mesi;d) adotta il bilancio definitivo dell'Agenzia prima dell'inizio dell'esercizio finanziario e, se del caso, vi opera i necessari aggiustamenti in funzione del contributo della Comunità e di qualsiasi altra entrata dell'Agenzia;e) esercita le proprie funzioni in materia di bilancio dell'Agenzia in conformità degli articoli 35, 36 e 38;f) esercita l'autorità disciplinare sul direttore esecutivo;g) adotta il proprio regolamento interno, che può prevedere la costituzione dei sottocomitati del consiglio di amministrazione eventualmente necessari;h) adotta le procedure necessarie per l'espletamento dei compiti dell'Agenzia.Articolo 25Composizione del consiglio di amministrazione1. Il consiglio di amministrazione è composto da un rappresentante di ogni Stato membro le cui navi praticano la pesca di risorse biologiche marine e da quattro rappresentanti della Commissione, nonché da quattro rappresentanti del settore alieutico designati dalla Commissione e privi di diritto di voto.I membri del consiglio di amministrazione sono nominati in base al grado di esperienza maturata nel settore e alla loro competenza in materia di controllo ed ispezione delle attività di pesca.2. Gli Stati membri e la Commissione nominano i rispettivi membri del consiglio di amministrazione nonché un supplente per rappresentarli in caso di assenza.3. La durata del mandato è di cinque anni. Il mandato può essere rinnovato una sola volta.Articolo 26Presidenza del consiglio di amministrazione1. Il consiglio di amministrazione elegge un presidente tra i rappresentanti della Commissione. Il consiglio di amministrazione elegge un vicepresidente fra i suoi membri. Il vicepresidente sostituisce d'ufficio il presidente in caso di impedimento di quest'ultimo.2. Il mandato del presidente e del vicepresidente ha durata triennale anni e termina quando essi cessano di far parte del consiglio di amministrazione. Tale mandato è rinnovabile una sola volta.Articolo 27Riunioni1. Il consiglio di amministrazione si riunisce su convocazione del presidente. L'ordine del giorno è fissato dal presidente, che tiene conto delle proposte dei membri del consiglio di amministrazione e del direttore esecutivo dell'Agenzia.2. Il direttore esecutivo partecipa alle deliberazioni del consiglio di amministrazione.3. Il consiglio di amministrazione tiene una riunione ordinaria una volta all'anno. Esso si riunisce inoltre su iniziativa del presidente o su richiesta della Commissione o di un terzo degli Stati membri rappresentati nel consiglio di amministrazione.4. Qualora si ponga una questione di riservatezza o di conflitto di interessi, il consiglio di amministrazione può decidere di esaminare punti specifici dell'ordine del giorno in assenza dei membri designati dalla Commissione quali rappresentanti del settore alieutico. Le modalità di applicazione della presente disposizione possono essere fissate nel regolamento interno.5. Il consiglio di amministrazione può invitare ad assistere alle proprie riunioni, in veste di osservatore, qualsiasi persona il cui parere possa presentare interesse.6. I membri del consiglio di amministrazione possono essere assistiti da consiglieri o esperti, nel rispetto delle disposizioni del regolamento interno.7. Il segretariato del consiglio di amministrazione è messo a disposizione dall'AgenziaArticolo 28Voto1. Il consiglio di amministrazione adotta le proprie decisioni a maggioranza assoluta dei voti.2. Ogni membro nominato da uno Stato membro dispone di un voto. I membri nominati dalla Commissione dispongono complessivamente di dieci voti. Il direttore esecutivo dell'Agenzia non ha diritto di voto.In assenza di un membro, il suo supplente è legittimato ad esercitare il diritto di voto.3. Il regolamento interno stabilisce disposizioni più dettagliate in materia di voto e segnatamente le condizioni in cui un membro può agire per conto di un altro nonché, ove del caso, le regole in materia di quorum.Articolo 29Dichiarazione di interesse1. I membri del consiglio di amministrazione nominati dalla Commissione in qualità di rappresentanti del settore alieutico rilasciano una dichiarazione di impegno e di interesse che indichi l'assenza di interessi che potrebbero pregiudicarne l'indipendenza o specifichi eventuali interessi diretti o indiretti che potrebbero essere ritenuti pregiudizievoli per la loro indipendenza. Tali dichiarazioni sono rese annualmente per iscritto.2. I membri del consiglio di amministrazione nominati dalla Commissione in qualità di rappresentanti del settore alieutico dichiarano ad ogni riunione eventuali interessi che potrebbero essere ritenuti pregiudizievoli per la loro indipendenza relativamente ai punti all'ordine del giorno.Articolo 30Funzioni e poteri del direttore esecutivo1. L'Agenzia è gestita dal direttore esecutivo. Fatte salve le rispettive competenze della Commissione e del consiglio di amministrazione, il direttore esecutivo non sollecita né prende istruzioni da alcun governo o altro organismo.2. Nell'espletare le proprie funzioni il direttore esecutivo applica i principi della politica comune della pesca.3. Il direttore esecutivo ha le funzioni e i poteri seguenti:a) elabora il programma di lavoro preliminare e lo presenta al consiglio di amministrazione, previa consultazione della Commissione e degli Stati membri. Adotta le misure necessarie ai fini dell'attuazione del programma di lavoro entro i limiti specificati dal presente regolamento, dalle relative modalità di applicazione e da qualsiasi altra normativa applicabile;b) adotta tutte le misure necessarie, segnatamente l'adozione di istruzioni amministrative interne e la pubblicazione di comunicazioni, per assicurare l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia conformemente al presente regolamento;c) adotta le misure necessarie, segnatamente l'adozione di decisioni riguardanti le competenze dell'Agenzia in virtù dei capitoli II e III, compreso il noleggio e l'impiego di mezzi di controllo e di ispezione e il funzionamento di una rete di informazione;d) risponde alle richieste della Commissione e alle richieste di assistenza degli Stati membri in conformità degli articoli 7, 8 e 16;e) predispone un efficace sistema di monitoraggio per valutare i risultati dell'Agenzia rispetto agli obiettivi operativi. Su tale base, elabora ogni anno un progetto di relazione generale che sottopone al consiglio di amministrazione. Stabilisce procedure di valutazione che rispondano a criteri professionali riconosciuti;f) esercita nei confronti del personale i poteri previsti dall'articolo 20, paragrafo 2;g) elabora una stima delle entrate e delle spese dell'Agenzia conformemente all'articolo 35 ed esegue il bilancio conformemente al disposto dell'articolo 36.4. Il direttore esecutivo risponde delle proprie attività al consiglio di amministrazione.Articolo 31Nomina del direttore esecutivo1. Il direttore esecutivo è nominato dal consiglio di amministrazione in base al merito e all'esperienza, debitamente comprovata, in materia di politica della pesca, tra una terna di candidati proposti dalla Commissione al termine di una procedura di selezione, previa pubblicazione del posto nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e, su altri organi di informazione, di un invito a manifestare interesse.2. Il consiglio di amministrazione adotta le proprie decisioni a maggioranza di due terzi dei suoi membri.3. Su proposta della Commissione, il consiglio di amministrazione può revocare il direttore esecutivo.4. Il mandato del direttore esecutivo ha durata quinquennale e può essere rinnovato una sola volta.Articolo 32Trasparenza e comunicazione1. Ai documenti detenuti dall'Agenzia si applica il regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione.2. Entro sei mesi dalla data della sua prima riunione, il consiglio di amministrazione adotta le modalità pratiche di applicazione del regolamento (CE) n. 1049/2001.3. L'Agenzia può effettuare comunicazioni di propria iniziativa nell'ambito dei settori contemplati dal suo mandato. In particolare essa provvede a che il pubblico e qualsiasi altra parte interessata possano disporre rapidamente di informazioni obiettive, affidabili e facilmente comprensibili riguardanti la sua attività.4. Il consiglio di amministrazione stabilisce le disposizioni interne necessarie per l'applicazione del paragrafo 3.5. Le decisioni adottate in conformità dell'articolo 8 del regolamento (CE) n. 1049/2001 possono costituire oggetto di denuncia presso il mediatore o di ricorso dinanzi alla Corte di giustizia, ai sensi dell'articolo 195 e dell'articolo 230 del trattato CE.6. Le informazioni raccolte dalla Commissione e dall'Agenzia in conformità del presente regolamento sono soggette alle disposizioni del regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati.Articolo 33Riservatezza1. I membri del consiglio di amministrazione, il direttore esecutivo e i membri del personale dell'Agenzia sono soggetti, anche dopo la cessazione delle proprie funzioni, agli obblighi di riservatezza di cui all'articolo 287 del trattato CE.2. Il consiglio di amministrazione inserisce nel proprio regolamento interno le disposizioni pratiche per l'attuazione delle regole di riservatezza di cui al paragrafo 1.Articolo 34Accesso della Commissione alle informazioniLa Commissione ha pieno accesso a tutte le informazioni raccolte dall'Agenzia. L'Agenzia trasmette alla Commissione, su richiesta della medesima e nella forma da essa specificata, tutte le informazioni richieste nonché una valutazione delle medesime.CAPITOLO VDisposizioni finanziarieArticolo 35Bilancio1. Le entrate dell'Agenzia sono costituite da:a) un contributo della Comunità iscritto nel bilancio generale dell'Unione europea (sezione "Commissione");b) corrispettivi di servizi forniti dall'Agenzia agli Stati membri in conformità dell'articolo 7;c) corrispettivi di pubblicazioni, corsi di formazione ed altri servizi forniti dall'Agenzia.2. Le spese dell'Agenzia comprendono spese di personale, amministrative, di infrastruttura e di esercizio.3. Il direttore esecutivo elabora un progetto di stato di previsione delle entrate e delle spese dell'Agenzia per l'esercizio finanziario successivo e lo trasmette al consiglio di amministrazione insieme ad un progetto di tabella dell'organico.4. Le entrate e le uscite devono essere in pareggio.5. Ogni anno il consiglio di amministrazione presenta, sulla base di un progetto di stato di previsione delle entrate e delle spese, lo stato di previsione delle entrate e delle spese dell'Agenzia per l'esercizio successivo.6. Entro il 31 marzo il consiglio di amministrazione trasmette alla Commissione lo stato di previsione, che comprende un progetto di tabella dell'organico e un programma di lavoro provvisorio.7. La Commissione trasmette lo stato di previsione al Parlamento europeo e al Consiglio (l'"autorità di bilancio") insieme al progetto preliminare di bilancio dell'Unione europea.8. Sulla base dello stato di previsione, la Commissione iscrive nel progetto preliminare di bilancio generale dell'Unione europea le stime che ritiene necessarie per quanto concerne la tabella dell'organico e l'importo della sovvenzione a carico del bilancio generale, e le trasmette all'autorità di bilancio conformemente all'articolo 272 del trattato.9. L'autorità di bilancio autorizza gli stanziamenti a titolo della sovvenzione destinata all'Agenzia. L'autorità di bilancio adotta la tabella dell'organico dell'Agenzia.10. Il bilancio è adottato dal consiglio di amministrazione. Esso diventa definitivo dopo l'adozione definitiva del bilancio generale. Se necessario, esso è adeguato in conseguenza.11. Il consiglio di amministrazione comunica quanto prima all'autorità di bilancio la sua intenzione di realizzare qualsiasi progetto che possa avere incidenze finanziarie significative sul finanziamento del bilancio, segnatamente i progetti di natura immobiliare, quali l'affitto o l'acquisto di edifici. Esso ne informa la Commissione.12. Qualora un ramo dell'autorità di bilancio comunichi che intende emettere un parere, esso lo trasmette al consiglio di amministrazione entro un termine di sei settimane dalla notifica del progetto.Articolo 36Esecuzione e controllo del bilancio1. Il direttore esecutivo è responsabile dell'esecuzione del bilancio dell'Agenzia.2. Entro il 1° marzo successivo alla chiusura dell'esercizio il contabile dell'Agenzia trasmette al contabile della Commissione i conti provvisori insieme a una relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio. Il contabile della Commissione procede al consolidamento dei conti provvisori delle istituzioni e degli organi decentrati ai sensi dell'articolo 128 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee [23] (il "regolamento finanziario").[23]  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 13. Entro il 31 marzo successivo alla chiusura dell'esercizio, il contabile della Commissione trasmette i conti provvisori dell'Agenzia, insieme a una relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio, alla Corte dei conti. La relazione sulla gestione finanziaria e di bilancio dell'esercizio viene trasmessa anche al Parlamento europeo e al Consiglio.4. Al ricevimento delle osservazioni formulate dalla Corte dei conti in merito ai conti provvisori dell'Agenzia, ai sensi delle disposizioni dell'articolo 129 del regolamento finanziario, il direttore esecutivo stabilisce i conti definitivi dell'Agenzia, sotto la propria responsabilità, e li trasmette per parere al consiglio di amministrazione.5. Il consiglio di amministrazione formula un parere sui conti definitivi dell'Agenzia.6. Entro il 1° luglio dell'esercizio successivo il direttore esecutivo trasmette i conti definitivi al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, unitamente al parere del consiglio di amministrazione.7. I conti definitivi vengono pubblicati.8. Entro il 30 settembre il direttore esecutivo invia alla Corte dei conti una risposta alle osservazioni di quest'ultima. Esso trasmette tale risposta anche al consiglio di amministrazione.9. Il direttore esecutivo presenta al Parlamento europeo, su richiesta di quest'ultimo e conformemente ai termini previsti dall'articolo 146, paragrafo 3, del regolamento finanziario, tutte le informazioni necessarie al corretto svolgimento della procedura di discarico per l'esercizio in questione.10. Entro il 30 aprile del secondo anno successivo all'esercizio considerato, il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio, dà discarico al direttore esecutivo dell'Agenzia dell'esecuzione del bilancio dell'esercizio in questione.Articolo 37Lotta antifrode1. Nella lotta contro la frode, la corruzione ed altre attività illegali si applicano all'Agenzia, senza limitazioni, le disposizioni del regolamento (CE) n. 1073/1999.2. L'Agenzia aderisce all'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 relativo alle indagini interne dell'OLAF e adotta immediatamente le appropriate disposizioni applicabili a tutto il suo personale.3. Le decisioni in materia di finanziamento, nonché i relativi accordi e strumenti di esecuzione, prevedono espressamente la possibilità che la Corte dei conti e l'OLAF effettuino, se del caso, controlli sul posto sui beneficiari delle risorse dell'Agenzia, nonché sugli agenti responsabili della loro assegnazione.Articolo 38Disposizioni finanziarieIl consiglio di amministrazione, previo accordo della Commissione e parere della Corte dei conti, adotta il regolamento finanziario dell'Agenzia. Tale regolamento può discostarsi dal regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 23 dicembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee [24] solo se lo richiedono le esigenze specifiche di funzionamento dell'Agenzia e previo accordo della Commissione.[24]  GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72.CAPITOLO VIDisposizioni finaliArticolo 39Valutazione1. Entro [cinque] anni dalla data in cui l'Agenzia ha assunto le proprie funzioni, e successivamente ogni cinque anni, il consiglio di amministrazione commissiona una valutazione esterna indipendente sull'attuazione del presente regolamento. La Commissione mette a disposizione dell'Agenzia ogni informazione che quest'ultima giudichi pertinente per tale valutazione.2. Ogni valutazione analizza l'impatto del presente regolamento, l'utilità, la pertinenza e l'efficacia dell'Agenzia e dei suoi metodi di lavoro e determina in quale misura essa contribuisce al pieno rispetto delle norme stabilite nell'ambito della politica comune della pesca. Il consiglio di amministrazione stabilisce, di concerto con la Commissione, precisi termini di riferimento, previa consultazione delle parti interessate.3. La valutazione è comunicata al consiglio di amministrazione, che presenta alla Commissione raccomandazioni in merito alle modifiche da apportare al presente regolamento, all'Agenzia ed ai suoi metodi di lavoro. Sia i risultati della valutazione che le raccomandazioni sono trasmessi dalla Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio e sono pubblicati.Articolo 40Inizio dell'attività dell'AgenziaL'agenzia deve essere operativa entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 41ModificaIl testo dell'articolo 34 quater del regolamento (CEE) n. 2847/93 è sostituito dal seguente:"Articolo 34 quater1. Conformemente alla procedura di cui all'articolo 30, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 2371/2002, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel quadro della politica comune della pesca(*) e di concerto con gli Stati membri interessati, la Commissione determina le attività di pesca realizzate da due o più Stati membri che saranno soggette a programmi specifici di controllo e di ispezione, nonché le condizioni applicabili a tali programmi.I programmi specifici di controllo e di ispezione stabiliscono le attività di pesca realizzate da due o più Stati membri che saranno soggette a tali programmi, nonché le condizioni ad esse applicabili.I programmi specifici di controllo e di ispezione definiscono gli obiettivi, le priorità e le procedure comuni, nonché i parametri di riferimento per le attività di controllo e di ispezione, i risultati previsti delle misure specificate e la strategia necessaria affinché le attività di controllo e di ispezione siano effettuate nel modo più uniforme, efficace ed economico. In ogni programma vengono indicati gli Stati membri interessati.La durata dei programmi specifici di controllo e di ispezione non potrà superare tre anni o il periodo a tal fine stabilito in un piano di ricostituzione adottato in conformità dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 2371/2002 o in un piano di gestione adottato in conformità dell'articolo 6 di detto regolamento.I programmi specifici di controllo e di ispezione sono attuati dagli Stati membri sulla base di piani di impiego congiunto stabiliti in virtù del regolamento (CE) n. XXXX/2004, del ......., che istituisce un'Agenzia comunitaria di controllo della pesca e modifica il regolamento (CE) n. 2847/93 che istituisce un regime di controllo applicabile nell'ambito della politica comune della pesca.2. La Commissione controlla e valuta i risultati di ogni programma specifico di controllo e di ispezione e riferisce al riguardo al Parlamento europeo e al Consiglio in conformità dell'articolo 27, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 2371/2002.(*) GU L 358 del 21.12.2002, pag. 59."Articolo 42Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, [...]Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO  SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVASettore(i) politico(i): PESCAAttività:1107 - Conservazione, controllo ed esecuzione nel settore della pescaDenominazione dell'azione:CREAZIONE DI UN'AGENZIA COMUNITARIA DI CONTROLLO DELLA PESCA1. LINEA(E) DI BILANCIO + DENOMINAZIONE(I)Nuova linea di bilancio da istituire110704 Agenzia comunitaria di controllo della pesca2. DATI GLOBALI IN CIFRE2.1. Dotazione totale dell'azione: 4,9 milioni di euro in stanziamenti d'impegno per il 20062.2. Periodo di applicazione:A partire dal 20052.3. Stima globale pluriennale delle spese:(a) 11070401 Agenzia comunitaria di controllo della pesca - Sovvenzione ai titoli 1 e 2Sovvenzione a spese amministrative a carico del bilancio comunitario. Stanziamento destinato a coprire i costi del personale dell'ACCP e le spese amministrative. (cfr. punto 6.2 (a))milioni di euro (al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(b) 11070402 Agenzia comunitaria di controllo della pesca - Sovvenzione al titolo 3Sovvenzione a spese operative a carico del bilancio comunitario. Stanziamento destinato a coprire le spese operative, che comprendono i costi connessi con l'installazione del materiale informatico, le riunioni e le missioni.milioni di euro (al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;2.4. Compatibilità con la programmazione finanziaria e le prospettive finanziarie[X] La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria esistente.La proposta impone una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziarie.Può essere necessario il ricorso alle disposizioni dell'accordo interistituzionale.2.5. Incidenza finanziaria sulle entrate [25][25]  Per ulteriori informazioni si veda la nota esplicativa distinta.Nessuna incidenza finanziaria (si tratta degli aspetti tecnici relativi all'attuazione di una misura)OPPURE[X] Incidenza finanziaria - conseguenze sulle entrate:L'effetto globale sarà neutro, in quanto le entrate corrisponderanno alle spese che formano oggetto della sovvenzione.(Nota bene: tutte le precisazioni e osservazioni relative al metodo di calcolo dell'incidenza sulle entrate devono essere riportate su un foglio a parte, da allegare alla presente scheda finanziaria).(milioni di euro al primo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(Specificare ogni linea di bilancio interessata, aggiungendo nella tabella tutte le linee sulle quali si manifesta l'incidenza in questione).3. CARATTERISTICHE DI BILANCIO&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;4. BASE GIURIDICAArticolo 37 del trattatoDESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE5.1. Necessità dell'intervento comunitario [26][26]  Per ulteriori informazioni si veda la nota esplicativa distinta.5.1.1. Obiettivi perseguitiObiettivo della proposta è promuovere l'applicazione uniforme ed efficace delle norme della politica comune della pesca da parte degli Stati membri attraverso la creazione dell'Agenzia comunitaria di controllo della pesca e l'istituzione del quadro necessario ai fini del coordinamento operativo. L'ACCP fungerà da piattaforma permanente e indipendente di coordinamento tra gli Stati membri in materia di controllo e di esecuzione in conformità all'articolo 28 del regolamento (CE) n. 2371/2002 [27]. Essa organizzerà il coordinamento operativo delle attività di controllo e di ispezione effettuate dagli Stati membri.[27]  Articolo 28 del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell'ambito della politica comune della pesca (GU L 358 del 31.12.2002).5.1.2. Disposizioni adottate in relazione alla valutazione ex-anteLa possibilità di istituire una struttura ispettiva comune è prevista dal libro verde sul futuro della politica comune della pesca (COM(2001) 135 def. del 20 marzo 2001) e dalle comunicazioni della Commissione dal titolo "Riforma della politica comune della pesca" ("calendario") (COM(2002) 181 def. del 28 maggio 2002) e "Garantire un'attuazione uniforme ed efficace della politica comune della pesca" (COM(2003) 130 def. del 21 marzo 2003).In quest'ultima comunicazione si affermava che la proposta relativa alla creazione dell'ACCP sarebbe stata preceduta da uno studio di fattibilità. Sulla scorta delle conclusioni formulate dai rappresentanti degli Stati membri nella riunione dei capi di Stato e di governo del 13 dicembre 2003 risulta necessario presentare la proposta senza attendere i risultati dello studio di fattibilità. Lo studio sarà comunque realizzato per stabilire come organizzare nel modo più efficace le funzioni operative e la struttura dell'ACCP. La Commissione si riserva quindi il diritto di modificare la scheda finanziaria in funzione delle conclusioni dello studio.Nonostante quanto precede, è stata effettuata una valutazione d'impatto, allegata alla presente proposta, che tiene conto anche dei requisiti specifici in materia di valutazione ex ante previsti dal regolamento finanziario e dalle relative modalità di applicazione. Lo studio di fattibilità consentirà da un lato di identificare i risultati concreti che si intendono raggiungere e dall'altro di stabilire gli indicatori necessari per misurare tali risultati e riesaminare il rapporto costi-efficacia della proposta.5.1.3. Disposizioni adottate a seguito della valutazione ex-postLe misure sono illustrate in modo dettagliato nella valutazione di impatto e nella valutazione ex ante allegate alla proposta. A questo riguardo vale la pena segnalare le valutazioni del programma di osservazione NAFO (FISH/2002/03) e del programma di partecipazione finanziaria alle spese sostenute dagli Stati membri in materia di controllo (FISH 2002/10 e 2002/12).5.2. Azioni previste e modalità dell'intervento di bilancio5.2.1 Coordinamento generale e comunicazioniPer organizzare il coordinamento operativo sarà necessario istituire un centro di controllo della pesca (CCP) incaricato di realizzare un sistema di comunicazione integrato in materia di controllo, ispezione e sorveglianza. Alcuni dei compiti che saranno affidati a tale CCP sono attualmente svolti dalla Commissione.5.2.2 Coordinamento operativoUno dei compiti principali dell'ACCP sarà di agevolare la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri in materia di controllo e di ispezione, attraverso la creazione di una struttura ispettiva comune. Si tratta essenzialmente di un compito nuovo, benché comprenda alcune funzioni attualmente espletate dalla Commissione.La struttura ispettiva comune si rivolge agli Stati membri e ai pescatori. L'obiettivo specifico perseguito con la creazione di questa struttura è garantire l'attuazione uniforme ed efficace delle misure di conservazione organizzando l'impiego congiunto dei mezzi di controllo e di ispezione messi in comune dagli Stati membri.La struttura ispettiva comune svolgerà attività di controllo e di ispezione sulla base di piani di impiego congiunto destinati ad attuare programmi specifici di controllo finalizzati all'applicazione efficace dei piani di ricostituzione adottati dal Consiglio per taluni stock. La Commissione, su richiesta di due o più Stati membri o di sua iniziativa, istituirà un programma specifico di monitoraggio, controllo e sorveglianza (MCS). I piani di impiego congiunto elaborati dall'ACCP si applicheranno alle attività di pesca cui partecipano le flotte di diversi Stati membri.La struttura ispettiva comune assumerà alcuni compiti di coordinamento a livello internazionale fino ad ora svolti dalla Commissione, segnatamente nel quadro della NAFO [28] e della NEAFC [29]. I servizi della Commissione non potevano infatti dedicare sufficiente attenzione a tali compiti, che non erano considerati prioritari. Essi saranno espletati più efficacemente dall'ACCP, che potrà inoltre far fronte alle necessità che potranno sorgere in materia di coordinamento nelle acque internazionali (ICCAT [30], IOTC [31], ecc.) o nell'ambito dei programmi specifici di monitoraggio, controllo e sorveglianza applicabili agli stock minacciati nelle acque comunitarie. La struttura ispettiva comune assicurerà il coordinamento e l'organizzazione delle attività operative realizzate dalle autorità competenti.[28]  Organizzazione della pesca nell'Atlantico nordoccidentale.[29]  Commissione per la pesca nell'Atlantico nordorientale.[30]  Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico.[31]  Commissione per il tonno dell'Oceano Indiano5.2.3 Altre attività di sostegno al coordinamentoL'ACCP realizzerà inoltre attività di sostegno destinate a promuovere la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri in materia di controllo e di ispezione. Tali attività comprenderanno:(1) la formazione di istruttori nazionali(2) l'approvvigionamento congiunto di beni e servizi in relazione alle attività di monitoraggio, controllo e sorveglianza; l'elaborazione di procedure operative, l'assistenza e la consulenza tecnica e il coordinamento di progetti pilota (VMS [32], giornali di bordo elettronici, ecc.).[32]  Sistema di controllo via satelliteInoltre l'ACCP potrà prestare servizi su base contrattuale agli Stati membri in materia di controllo e di ispezione, compresa la messa a disposizione di osservatori.Alcune di queste attività vengono attualmente svolte dalla Commissione (assistenza tecnica, noleggio di imbarcazioni). Il loro trasferimento all'ACCP comporterà di conseguenza un trasferimento di posti.5.3. Modalità di attuazioneIn virtù degli obiettivi e del mandato che le sono conferiti in qualità di organo indipendente destinato ad agevolare la cooperazione tra gli Stati membri e tenuto conto della sua capacità di riunire rapidamente le necessarie conoscenze nel suo ambito di competenza, l'ACCP costituisce l'organo comunitario più adatto ad eseguire i compiti fondamentali e accessori previsti dal regolamento proposto.L'ACCP gestirà direttamente l'attuazione delle misure previste avvalendosi di personale statutario o esterno. L'attività da svolgere nei settori summenzionati sarà definita in modo dettagliato nel programma di lavoro dell'Agenzia, che sarà stabilito annualmente dal consiglio di amministrazione in stretta collaborazione con la Commissione.6. INCIDENZA FINANZIARIA6.1. Incidenza finanziaria complessiva - (per l'intero periodo di programmazione)Il costo dell'intervento dell'Agenzia è calcolato sommando le spese individuali su base annua, a partire dal 2006, anno in cui l'Agenzia diventerà operativa.La spesa è basata su un totale di 38 effettivi per il primo anno, che sarà portato a 49 nel secondo anno. I costi relativi al primo anno sono più elevati in quanto comprendono le spese per la creazione del centro di controllo della pesca.Il trasferimento dell'impegno, fino ad ora assunto dalla Commissione, di noleggiare una nave per le attività di pattugliamento nella acque NAFO e NEAFC consentirà di realizzare un risparmio di 2,5 milioni di euro. Il trasferimento agli Stati membri della competenza per quanto riguarda l'imbarco di osservatori a bordo delle navi operanti nella zona di regolamentazione della NAFO, previsto per il 2004, si tradurrà in un risparmio di 3,0 milioni di euro.Tali importi non saranno trasferiti al bilancio dell'ACCP in quanto i compiti in questione saranno assunti dagli Stati membri. Tuttavia essi dimostrano che, nel complesso, la ridefinizione delle competenze prevista dalla riforma della PCP, di cui la SIC e l'ACCP formano parte integrante, non darà luogo a un aumento del bilancio comunitario.Saranno inoltre trasferiti 3 posti dalla Commissione per l'espletamento di compiti attualmente svolti dai suoi servizi, che saranno affidati all'ACCP (cfr. paragrafo 6.2.(a)). Ciò comporterà una riduzione dei costi amministrativi della Commissione.6.1.1. Intervento finanziarioStanziamenti d'impegno in milioni di euro (al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;6.2. Calcolo dei costi per ciascuna delle misure previste (per l'intero periodo di programmazione) [33][33]  Per ulteriori informazioni si veda la nota esplicativa distinta.(a) Risorse umaneIl numero degli effettivi è stimato a 49. Tale stima è stata formulata sulla base dell'esperienza fino ad ora acquisita in materia di controllo e di ispezione delle attività di pesca e per analogia con altri organismi (quali l'Agenzia europea per la sicurezza aerea, l'Agenzia europea per la sicurezza marittima e l'Agenzia europea per la sicurezza e l'interoperabilità ferroviarie).Il personale comprenderà 9 funzionari distaccati dalla Commissione, di cui 6 svolgeranno compiti principali di tipo amministrativo e gestionale e 3 (1 funzionario di grado A e 2 di grado B, su posti trasferiti dalla Commissione) espleteranno funzioni che in futuro saranno assunte dall'ACCP.A copertura dei posti restanti (40) saranno assunti agenti contrattuali. Nell'assumere tali agenti si dovrà tener conto della necessità di disporre sia di personale in grado di svolgere mansioni di tipo gestionale e amministrativo che di esperti con un'esperienza comprovata nel settore e un adeguato livello di aggiornamento tecnico.La spesa annua complessiva per le risorse umane ammonterà a circa 3,8 milioni di euro nel primo anno, per raggiungere 4,1 milioni di euro negli esercizi successivi. Tale stima è basata sul costo annuo medio del personale della Commissione, pari a 0,108 milioni di euro per i funzionari trasferiti/distaccati e a 0,096 milioni di euro per il personale contrattuale. Tali cifre comprendono i costi immobiliari e le relative spese amministrative (spese postali, telecomunicazioni, informatica, ecc), nonché i costi per lo svolgimento di due riunioni all'anno del consiglio di amministrazione, composto da 25 membri (40 000 euro all'anno).Nella seguente tabella è riportata la ripartizione del personale per settore di attività e per categoria:STIMA DELLE RISORSE UMANE NECESSARIE - RIPARTIZIONE PER SETTORE DI ATTIVITÀ E PER CATEGORIA2006&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;* Posti occupati da agenti contrattuali** di cui 1 posto occupato da un agente contrattuale2007 ED ESERCIZI SUCCESSIVI&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(b) Costi relativi alle attrezzatureI costi principali in termini di attrezzature saranno rappresentati dal materiale informatico necessario per la creazione del CCP. Il costo di tale materiale e i relativi costi di installazione, programmazione ecc. sono stimati ad 1 milione di euro per il primo anno.(c) Costi di funzionamento- Pubblicazioni: per la pubblicazione delle relazioni dell'Agenzia è prevista una dotazione di 20 000 euro a partire dal secondo anno.- Traduzione: per ridurre i costi e i tempi di traduzione, i documenti interni e i documenti di lavoro dell'Agenzia destinati alla Commissione saranno disponibili soltanto in una delle lingue di lavoro. Dovranno invece essere tradotti i documenti destinati agli Stati membri o provenienti dai medesimi. Il costo di tali traduzioni dovrà essere riesaminato alla luce dell'esperienza acquisita. Una dotazione di 40 000 euro è prevista a partire dal secondo anno (20 000 euro per il primo anno).- Riunioni: si prevede che dovranno essere organizzate circa 6 riunioni di esperti degli Stati membri (10 persone) al fine di contribuire all'elaborazione e al controllo dei piani di impiego congiunto. Per il primo anno è prevista una dotazione di 60 000 euro, che passerà a 120 000 euro negli esercizi successivi.- Missioni: per svolgere alcuni dei suoi compiti, l'Agenzia dovrà effettuare visite negli Stati membri o presso la Commissione. Occorre inoltre prevedere missioni al di fuori della Comunità, ad esempio per partecipare a riunioni delle organizzazioni di pesca regionali (NAFO, ICCAT, ecc.). Il costo di tali missioni è stimato a 30 000 euro per il primo anno e a 40 000 euro per gli esercizi successivi.Si prevede che i costi di funzionamento ammonteranno a 110 000 euro nel primo anno e a 220 000 in quelli successivi.7. INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLE SPESE AMMINISTRATIVE7.1. Incidenza sulle risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Un risparmio di circa 0,9 milioni di euro sarà realizzato nel bilancio amministrativo della Commissione a motivo dei posti trasferiti e dei funzionari distaccati.7.2. Incidenza finanziaria globale delle risorse umane(a) 2006&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(a) 2007 ed esercizi successivi&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7.3. Altre spese amministrative derivanti dall'azione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese totali dell'azione per 12 mesi.1 Specificare il tipo di comitato e il gruppo di cui fa parte.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;8. CONTROLLO E VALUTAZIONEIn conformità del regolamento che la istituisce, l'ACCP dovrà presentare ogni anno una relazione generale sulle attività svolte l'anno precedente, che sarà trasmessa agli Stati membri, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione. Nella relazione saranno presentate tutte le azioni specifiche attuate dall'ACCP e saranno forniti gli elementi necessari per valutare le azioni attuate nel quadro del regolamento modificato secondo la presente proposta.Per quanto riguarda la realizzazione della struttura ispettiva comune e le altre funzioni operative dell'ACCP, è in corso uno studio volto a definire le modalità ottimali di funzionamento dell'Agenzia.Una valutazione esterna indipendente sull'attuazione della presente proposta di regolamento dovrà essere effettuata entro tre anni dalla data in cui l'ACCP avrà assunto le proprie funzioni. Successivamente a questa prima valutazione della fase di avvio, le attività dell'ACCP saranno valutate almeno ogni cinque anni.9. MISURE ANTIFRODEAi fini della lotta contro la frode, la corruzione ed altre attività illegali, all'Agenzia si applicano senza restrizioni le disposizioni del regolamento (CE) n. 1073/1999; l'Agenzia aderisce inoltre all'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 relativo alle indagini interne svolte dall'OLAF e adotta senza indugio le opportune disposizioni applicabili al suo personale.COMMISSION STAFF WORKING PAPER - PROPOSAL FOR A COUNCIL REGULATION ESTABLISHING A COMMUNITY FISHERIES CONTROL AGENCY - IMPACT ASSESSMENT AND EX ANTE EVALUATION {COM(2004)289 final}COMMISSION STAFF WORKING PAPER - PROPOSAL FOR A COUNCIL REGULATION ESTABLISHING A COMMUNITY FISHERIES CONTROL AGENCY - IMPACT ASSESSMENT AND EX ANTE EVALUATIONTitle of proposalProposal for a Regulation of the Council establishing a Community Fisheries Control Agency.Document reference numberCOM(2004)289 final1. the problem of weak control and enforcement in fisheries1.1. Identifying the problemThe Green Paper on the reform of the Common Fisheries Policy (CFP) sets out inter alia problems in the area of control and enforcement of the rules of the Common Fisheries Policy (CFP) by Member States.The Commission launched, on the basis of the Green Paper, a wide consultation with all interested parties. A public hearing was held by the Commission in Brussels in June 2001. Over 300 comments on the Green Paper were submitted to the Commission, from Member States, regional and local authorities, government agencies, the fishing, processing and aquaculture industries, recreational fishermen, non-governmental organisations dealing with environment and development policies and other interested parties [34].[34]  The consultation revealed a widespread support for the need for a substantial reform of existing policy instruments in order to improve conservation of resources, for greater stakeholder involvement and for a more level-playing field with respect to control and enforcement.Several debates took place in the Fisheries Council during 2001 on the basis of the Green Paper. The European Parliament adopted in January 2002 a resolution calling for "a fisheries policy based on rational and responsible management of resources which has as its rationale the preservation of fish stocks and the maintenance of the way of life of those traditionally dependent on the sea and preserves the fundamental principle which derives from these objectives, namely relative stability; a policy which facilitates a fair and equitable regime for distributing fisheries resources tailored to the specific needs of fisheries dependent regions and which is impartial, stable, enforceable and under Community control". The Economic and Social Committee and the Committee of Regions also issued opinions following the publication of the Green Paper.The debate on the future of the CFP not only revealed more clearly the shortcomings and internal systemic weaknesses of the Common Fisheries Policy, such as poor enforcement, the lack of a multi-annual management perspective, fleet over-capacity and insufficient stakeholder involvement, but also the external challenges that the Community will need to address over the coming years resulting from new trends in world fisheries.1.2. Causes of the weaknessesMajor causes for the weaknesses in control and enforcement are the different practices, priorities, inspection procedures and inspection strategies between Member States. The use of means of inspection and surveillance is optimised on national level sometimes between fisheries duties and non-fishery duties. As a consequence gaps occur at Community level from which fishing vessels may profit. In certain cases, these problems are compounded by a lack of means of inspection and surveillance and/or poor enforcement action as follow-up of infringements.Control and enforcement under the CFP appears disjointed on the level of the Community. The fishermen regard fragmented control and enforcement as unfair competition between fleets of different nationality and as a lack of equal treatment between Community fishing vessels.1.3. Detrimental effect on fish stocksThe debate on the future of the CFP also showed a broad consensus that the current policy is incapable of reversing the increasing threats to important fish stocks and of providing economic sustainability to the fisheries sector.Deficiencies in the implementation of the rules of the CFP undermine the conservation of fish stocks. The Commission has tabled reports [35] describing the effects of weaknesses in control and enforcement under the CFP. Scientific reports mention for example that less than half of the catches of species from certain stocks is officially recorded and reported. Ineffective implementation of the rules of the CFP jeopardises the sustainability of several stocks.[35]  COM(96) 100 final. Premier rapport de la Commission sur le contrôle de la pêche COM(96) 363 final. Rapport sur l'application du régime communautaire de la Pêche et de l'Aquaculture COM(97)226 final. Monitoring the CFP 1995 ISBN 92-894-0915-0. Report on the implementation of the Community system for fisheries and aquaculture 1993-20001.4. Past experiences of co-operation and co-ordinationThere have been examples of joint action by Member States in respect of inspection and surveillance of cod fisheries in the North Sea and the Baltic. Ad hoc arrangements have existed for the deployment of inspection vessels in NEAFC [36]. These initiatives have demonstrated that joint efforts can work. However, in practice the operational effectiveness is undermined because of the lack of structure at Community level. Experiences in NEAFC have shown that there needs to be an objective basis upon which Member States should provide inspection means to the common pool [37].[36]  North East Atlantic Fisheries Commission[37]  Commission working paper of 23.01.2003 on the implementation of Ad Hoc Arrangements for the operation of the NEAFC Control Scheme 2001The organisation of the NAFO [38] observer scheme as well as the chartering of an inspection vessel by the Commission have clearly demonstrated the efficiency and cost effectiveness of undertaking such tasks at a Community level. [39] By having one 'Community' observer provider it is possible to switch observers between vessels of different Member States as the need arises. This flexibility would be lost if each Member State were to have its own observer provider. The deployment of a single inspection vessel reduces the steaming time lost in reaching the fishing grounds from Europe and ensures a continual presence in the area. Furthermore it plays an important role for the deployment and retrieval of observers.[38]  Northwest Atlantic Fisheries Organisation[39]  Report FISH/2002/03 by Poseidon Aquatic Resource Management on 'Evaluation of the NAFO Observer Scheme'.In the framework of the reform of the CFP in Article 23, 24, 25 and 28 of Council Regulation (EC) No 2371/2002 of 20 December 2002 on conservation and sustainable exploitation of fisheries resources under the Common Fisheries Policy [40] ('framework regulation) the respective roles of the Commission and Member States have been clearly defined. As a consequence the responsibility for undertaking tasks such as those outlined above, which are not core tasks of the Commission, is being handed to Member States. Although the Commission will no longer be involved the co-ordination of these activities they would be carried out more effectively at a Community level.[40]  (O.J. L 358 of 31.12.20031.5. Summary of the weaknesses to be addressedThe increasingly poor state of certain fish stocks is not only a matter of concern from an environmental or ecological perspective. The resulting decline in fishing possibilities is also undermining the economic sustainability of the fisheries sector. This in turn will have an adverse social impact in regions of the Community where alternative possibilities for economic activity are limited.It is necessary to develop a longer term perspective through multi-annual management measures, which can lead to a greater equilibrium between fishing capacity and the stocks available. It is essential that stakeholders are fully implicated in the overall process as they will contribute their expertise to the debate and through a closer involvement in the problem-solving process will have a greater commitment to the solutions proposed.The measures will need to be underpinned by improvements in enforcement and the uniform application of control measures. The achievement of a 'level playing field' will be an important element as far as establishing the legitimacy of the measures is concerned. Co-operation between Member States and the co-ordination of their inspection and control activities will therefore be a necessity.2. Identifying Solutions2.1. Implementation of the Action Plan for the reform of the CFPThe Commission's action plan for the reform of the CFP and its implementation was presented in the Communication on the reform of the Common Fisheries Policy ("Roadmap") [41].[41]  COM(2002) 181 final of 28.5.2002This Communication proposed, in addition to a new regulatory framework for control and enforcement, the following initiatives:* An Action plan for co-operation in enforcement listing actions to be implemented jointly by the competent authorities in the Member States and the Commission; and* In addition, following a feasibility study to be carried out in co-ordination with the Member States, a proposal from the Commission for a Joint Inspection Structure at Community level.The Communication from the Commission to the Council and the Parliament "towards uniform and effective implementation of the Common Fisheries Policy" [42] gives effect to the above initiatives listed in the "Road map". The concept of a Joint Inspection Structure based on a Community Fisheries Control Agency was set out in this Communication as well as a proposal to carry out a study on the feasibility of the implementation of this concept.[42]  COM (2003) 130 final of 21.3.2003This Communication has been discussed in the Council and the European Parliament. It has also been discussed with the industry in the Consultative Committee (ACFA). The concept of a Joint Inspection Structure based on a Community Fisheries Control Agency received wide support not only from the Council and the Parliament but also from the fishing industry.2.2. Sustainable fisheriesIn Article 2 of Regulation (EC) No 2371/2002 the objectives for the CFP are set down, which include the provision of sustainable exploitation of fisheries. In this regard a number of possible measures are identified in Article 4 such as recovery plans, to be adopted for fisheries exploiting stocks outside safe biological limits (Article 5) and management plans to be adopted in order to maintain stocks within safe biological limits (Article 6).A number of stocks are outside safe biological limits. Recovery measures have been adopted for cod and hake and the Commission has proposed recovery measures for a number of other stocks. Weaknesses in control and enforcement of the rules of the CFP are one of the causes for the depletion of these stocks. It is imperative for the sustainable exploitation of these stocks that they are brought back within safe biological limits.In order to effectively implement recovery or management plans it is necessary to develop common strategies for fisheries involving two or more Member States, in order to ensure that there is an equitable allocation and rational organisation of resources.2.3. Feasibility StudyAt the time of the adoption of the Decision (2004/97/EC, Euratom) taken by common agreement between the representatives of the Member States, meeting at Head of State or Government level on 13 December 2003 on the location of the seats of certain offices and agencies of the European Union [43], the representatives welcomed the intention of the Commission to submit before the end of March 2004, a proposal on the establishment of a Community Fisheries Control Agency (CFCA).[43]  OJ L 29 of 3.2.2004, p. 15Consequently it is necessary to make the proposal on the establishment of the CFCA without the benefit of the feasibility study that was foreseen in accordance with the above Communication described in paragraph 2.1.The study must still take place in order to determine the optimal organisation for the operational functions and structure of the CFCA. The final report will be available in September 2004. Therefore the Commission reserves the right to modify the financial perspectives in the light of the conclusions of the study.3. Available Policy Options3.1. Organisation of co-operation through an AgencyIn accordance with Regulation (EC) N° 2371/2002 Member States are responsible for control and enforcement. Member States have to cooperate with each other and to coordinate their inspection and surveillance activities.It has been observed by the Commission's inspectors that in particular in Member States where several authorities are involved in control and enforcement of the rules of the CFP coordination between these authorities is often a difficult issue in practice. Even where coordination is based on clear rules the arrangements agreed do not offer in all cases sufficient flexibility to respond to the operational challenges of fisheries enforcement. Moreover, efforts made by Member States are not always matched by other Member States having different priorities and practices.Therefore, the organisation of operational coordination of inspection and surveillance activities and cooperation carried out by Member States requires a Community mechanism based on an Agency which functions as a permanent platform ensuring operational cooperation and coordination between Member States. This mechanism will be activated in all cases where it is opportune for the achievement of Community objectives.Since the Commission is responsible for control of the application of the rules of the CFP by Member States (control of control), it should not get involved in operational coordination of national means of inspection and surveillance. An Agency, as an independent Community body, is therefore the appropriate solution for assisting Member States to comply with their obligations under the CFP in the area of control and enforcement notably the obligations to cooperate between them and to coordinate the inspection and surveillance activities. The CFCA will assist national authorities in organising a rational deployment of pooled national means of inspection and surveillance in accordance with Community objectives, benchmarks, priorities and uniform inspection procedures.The direct involvement of the Commission is not compatible with the CFP and informal, ad hoc arrangements between Member States do not provide a sufficiently effective alternative. The preferred solution of an Agency ensures that Member States fulfil their responsibilities whilst providing a coherent Community framework to facilitate cooperation and coordination between them.The CFCA Staff will dispose of a unique expertise in the field of the implementation of the CFP. These skills should be exploited to the benefit of the Commission and the Member States.Member States should also review their tasks concerning the implementation of the CFP. It may be beneficial if the CFCA were to carry out certain of these tasks. For example, training manuals concerning enforcement of the rules of the CFP may be drawn up by the CFCA and the organisation of inspection and surveillance activities in international waters may be better performed jointly by the CFCA than individually by each of the flag Member States concerned.3.2. Alternative optionsAlternative solutions based on voluntary cooperation between Member States and mutual cooperation between Member States without the support of an Agency do not offer sufficient guarantees for consistent and lasting results in terms of effective operational coordination of rational deployment of national means of inspection and surveillance.For Member States to operate individually is costly and wasteful of resources. Sometimes there may be duplication of effort and on other occasions an absence of inspection and surveillance means. By organising deployment at a Community level a better spread of deployment will be achieved, thus creating a wider coverage. Value can also be added through the joint procurement and chartering of vessels. In this regard the experience of NAFO has been very positive where the selection of an inspection vessel through an open call for tender offers a value-for-money solution.Moreover, options for control and enforcement undertaken by the Commission directly are not compatible with its role laid down in the reformed CFP. The Commission has assumed in the last decade tasks in the area of operational inspection and surveillance activities in international waters in order to ensure compliance with the Community's international obligations. These tasks do not correspond with its core tasks as defined under the reform of the CFP. Accordingly, the Commission is withdrawing from these activities which should be taken over by the flag Member States concerned. The CFCA may assist the Member States in undertaking such activities.Apart from contradicting the aim of the CFP reform which assigns the responsibility for control clearly to Member States, a direct involvement by the Commission would imply a significant increase in the number of Commission inspectors as well as the acquisition of independent means (ships, aircraft etc.).However, the setting up of the CFCA cannot be regarded as the solution to all problems. Its effectiveness will depend on the willingness of Member States to provide means for the common pool. By optimisation of the use of existing control means, shortages in means may not be resolved in all areas. Such shortages will, however, be identified by the CFCA when organising the joint deployment of national means. The problem of shortages of means will be compounded by the absence of deterrent sanctions. Member States must ensure that national sanction systems deter recidivism. The lack of deterrence in national sanctions systems must be addressed as a separate issue [44].[44]  Sanctions catalogue provided for in Article 25 (4) of Regulation (EC) No 2371/2003.With regard to the lack of means available for inspection and surveillance it will be necessary to examine the possibilities for providing assistance to Member States once the current funding scheme for monitoring and control has expired at the end of 2005. The Commission will address this question at a later stage [45].[45]  The Commission has proposed to prolong for two years 2004-2005 the current scheme for financial contribution to control expenditure incurred by Member States4. Objectives of the Proposal4.1. Uniform and effective implementation of the CFPThe objective of this proposal is to ensure uniform and effective application of the rules of the CFP. This objective is achieved through the creation of a joint inspection framework and the establishment of the CFCA. Through these measures, the use of existing means of inspection and surveillance may be optimised as to provide the greatest possible contribution to the achievement of uniform and effective application of the rules of the CFP by Member States.The measures proposed should also match the challenges of the Community lying ahead in the international field. The 'New York' agreement has entered into force and authorises under certain conditions international inspections to which flag States must respond in an efficient manner. The Community has proposed the adoption of international control schemes of mutual inspection in ICCAT [46] and the IOTC [47]. Once adopted the Community has to respond to its obligations. Moreover, a coordinated systematic approach needs to be taken in respect of illegal, unreported and unregulated (IUU) fishing activities.[46]  International Commission for the Conservation of Atlantic Tuna[47]  Indian Ocean Tuna CommissionFrom the point of view of the fishing industry an important objective is the establishment of a level playing field. This will restore the confidence of the industry in the inspection structures generally and prevent unfair competition.4.2. Joint Inspection FrameworkThe objective of the Joint Inspection Framework (JIF) is to establish rules for operational cooperation and coordination between Member States in the area of inspection and surveillance.Member States are responsible for inspection and enforcement under the CFP. In the exercise of these duties, they have to cooperate with each other and with third countries and to coordinate their control and enforcement activities. The Commission is responsible for evaluation and control of the application of the rules of the CFP by Member States.The JIF mechanism will not change the basic responsibilities of Member States and the Commission under the CFP. It will be activated on request of two Member States concerned or by the Commission on its own initiative in cases where the implementation of these rules is considered opportune at Community level.5. Description of the proposal5.1. Specific Monitoring, Control and Surveillance (MCS) ProgrammesThe basis for the application of the JIF will be the Specific Monitoring, Control and Surveillance (MCS) Programme. Such programmes are provided for at present in Article 34c of Council Regulation (EEC) No 2847/93 establishing a control system applicable to the common fisheries policy [48] ('control regulation'). On the occasion of the reform of the CFP the main provisions governing control, inspection and enforcement were inserted in Council Regulation (EC) No 2371/2002 ('framework regulation). It was decided that the control regulation should remain in force until all the necessary implementing provisions have been adopted. It is appropriate to insert the provisions on Specific MCS Programmes in the proposal as they will be the cornerstones for the main activity of the CFCA.[48]  OJ L 261, 20.10.1993, p.1Through the adoption of Specific MCS Programmes the Commission may fix benchmarks for the intensity of inspections, common inspection priorities and uniform inspection procedures. These programmes set the Community reference basis for the rational organisation by the Agency of the deployment of pooled national means by the national competent authorities5.2. Establishment of a Community Fisheries Control Agency (CFCA)The implementation of the JIF rules will be ensured by the establishment of the CFCA charged with the organisation of operational coordination of inspection and surveillance activities by Member States The CFCA has to optimise the deployment of pooled national means of inspection and surveillance in the interest of the Community.The above mechanism is needed to balance interests of individual Member States against the collective interest to ensure proper control and enforcement of the rules of the CFP in areas where their fishing fleets exploit jointly fish stocks subject to conservation and control measures adopted by the Community. Moreover, this mechanism will allow the cost/benefit ratio of deployment strategies for national means of inspection and surveillance to be optimised at Community level.The CFCA will be a new body performing tasks that hitherto not been undertaken except on an occasional ad hoc basis. None of the tasks currently undertaken by the Commission will be transferred to the CFCA, with the exception of certain limited non-core tasks, such as the co-ordination of deployment of Member States' inspection vessels in NEAFC or the chartering of an inspection vessel for NAFO patrols. The aim of setting up the CFCA is not to externalise Commission tasks but to establish a structure for co-operation between Member States and the co-ordination of the deployment of their inspection and surveillance means.5.3. Proposed structure of the CFCA5.3.1. Outline of tasksThe structure and function of the CFCA is defined by the tasks that are designated to it and the need to carry out these tasks with optimal effectiveness and efficiency. The tasks can be summarised as follows:* organise operational cooperation between Member States in connection with inspection and surveillance activities through proposed, prepared and implemented Joint Deployment Plans together with the establishment of a Fisheries Monitoring Centre (FMC) and the annual evaluation of JDP effectiveness.* provision of assistance to Member States through training programmes, joint procurement of goods and services and assistance with joint operational procedures* provision of contractual services to Member States including chartering and staffing of surveillance platforms for which repayment will be levied on the Member State.5.3.2. Joint Deployment PlansThe central concept is that of the joint deployment plan (JDP) as the primary mechanism for pooling the means of inspection for more uniform and effective deployment. The JDP must relate to the priorities of the Community, rather than the priorities of each Member State which is the current situation. As such, each JDP, which can involve two or more Member States, will be centred on a stock for which specific monitoring programmes have been adopted by the Commission, such as cod or hake for example.The fact that each JDP is centred on a specific fishery means that there are very particular questions and information requirements to be referred to the participating Member States and also to the CFCA. These questions and needs will have great implications for the structure and formation of the Agency. The basis for the establishment of the JDP is a specific monitoring programme, in which the Commission sets benchmarks and priorities.The Agency needs, therefore, to be defined both from the top, in terms of what it is required in order to serve the policy objectives, and also from the bottom up, in terms of how it will need to function to operate a new, fishery-centred mechanism in relation to the larger, triangular, institutional structure with the Commission and the Member States.An overview of the structure of the JIF is shown in the chart below.&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;Indicative Structure and relationships of the Joint Inspection Framework5.3.3. Other co-ordination tasksIn addition to the development of a JDP in respect of the specific MCS programme for cod and hake a first priority of the CFCA will be to organise joint deployment of inspection means in NEAFC and NAFO. For the latter task the CFCA would provide support through the chartering of a patrol vessel on behalf of the Member States which are concerned with the fisheries in question.Subsequently the CFCA will need to broaden its tasks to cover joint inspection and surveillance in other fisheries in international waters (ICCAT and IOTC).In order to co-ordinate effectively the means of Member States and direct such means to priority areas it will be necessary to develop a Fisheries Monitoring Centre (FMC) within the CFCA, to implement an integrated monitoring, inspection and surveillance communication system.In addition, the CFCA would need to develop common operational procedures, training courses for national trainers, joint procurement and co-ordination of pilot projects for VMS, electronic logbooks etc.5.4. Consultation with stakeholdersA certain degree of stakeholder consultation has taken place, firstly in 2001 on the basis of the Green Paper. In addition to debates in Council and Parliament a public hearing was also held, which allowed regional and local authorities, government agencies, the fishing, processing and aquaculture industries, recreational fishermen, non-governmental organisations to express their views.More specifically, the Communication from the Commission to the Council and the Parliament "towards uniform and effective implementation of the Common Fisheries Policy", which gives effect to the initiatives listed in the "Road map" was discussed in the Council and the European Parliament as well as with the industry in the Consultative Committee (ACFA). The concept of a Joint Inspection Structure based on a Community Fisheries Control Agency, which was explained in this Communication, received wide support not only from the Council and the Parliament but also from the fishing industry.It was intended that the feasibility study would permit a wide stakeholder consultation prior to the proposal being drawn up. The study will still take place however, in order to determine the optimal organisation for the operational functions and structure of the CFCA. As originally foreseen, the consultants undertaking the study will conduct a wide consultation of the various parties involved. These will include representatives of local and national administrations or agencies involved in control and enforcement, as well as of fishermen and other interested parties.6. Impact of the proposed measures6.1. Sustainable exploitationA strengthening of control and enforcement through the optimisation at the level of the Community of the use of the existing means of inspection and surveillance contributes to the achievement of conservation objectives by uniform and effective implementation of the conservation and control measures applicable to stocks outside safe biological limits. The proposal will, therefore, positively contribute to sustainable exploitation of depleted stocks.Sustainable exploitation of fish stocks is crucial for the medium and long term future for fishermen and the fish processing industry as a whole. Ineffective control and enforcement contributes to investments based on undeclared catches and results in distortions in the industry. Indeed, investments in the fishing industry as a whole must be based on legitimate future fishing opportunities.6.2. Level playing field for the industryThe efforts to achieve a proper implementation of the rules of the CFP are compounded by the perception by fishermen that the rules are not equally enforced on all fleets participating in the fishery. This perception impedes on the support of the industry for proper control and enforcement by the national competent authorities.The fishing industry demands a genuine level playing field in the Community. The creation of a JIF and the establishment of a CFCA will contribute to the establishment of such a level playing field as well as a truly European culture of control and enforcement.6.3. Subsidiarity and proportionalityIts independence from the Commission in its capacity as "controller of the controllers" will permit the CFCA to establish a sound relationship with the national competent authorities in Member States regarding the organisation of control and inspection by Member States.The Agency will support Member States in complying with their obligations under the CFP in the area of cooperation and coordination of control and inspection by organising a rational deployment by Member States of pooled means of control and inspection in accordance with Community objectives, benchmarks, priorities and uniform inspection procedures adopted by the CommissionThe establishment of the CFCA will also improve the relations between the Community and outside partners by centralising contact points and promoting uniform traditions and practices.This mechanism is needed to balance interests of individual Member States against the collective interest of ensuring proper control and enforcement of the rules of the CFP in areas where their fishing fleets jointly exploit fish stocks subject to conservation and control measures adopted by the Community. Moreover, this will allow the optimisation of the cost/benefit ratio of deployment strategies for national means of inspection and surveillance.6.4. Assessing the resultsThe impact of the proposed measures is to be assessed in terms of a more effective implementation of the rules of the CFP (higher compliance levels, improved reliability of catch data, etc). Moreover, the proposed measures will improve the transparency of the implementation of the rules of the CFP and, in particular, inspection and surveillance activities (availability of sufficient means, qualitative and quantitative results of inspections, etc).A direct effect will be felt in terms of the application of the Recovery and Management Plans described under paragraph 2.2. The Specific MCS Programmes described in paragraph 5.1 will underpin these plans through the development of coherent strategies, which ensure that inspections are as effective and economical as possible.The main tangible results as far as the CFCA is concerned will be the adoption of JDP's. The indicators that can be used in order to assess the results of these plans will be the bench marks set by the Commission in the appropriate specific MCS programmes. Furthermore, each JDP shall be subject to an annual review by the CFCA.The results of other tasks specified in paragraph 5.3 will be measured by the success in implementing training programmes, joint procurement procedures and provision of contractual services to Member States, as well as the establishment of an FMC.Other risks such as the divulging of sensitive information to outside interests will be mitigated by the application of the staff regulations of officials of the European Communities. The members of the Administrative Board will be subject to the requirements of confidentiality pursuant to Article 287 of the Treaty.6.5. Effect on the environment and socio-economic impactThe impact of the proposed measures will be felt firstly from an environmental or ecological perspective through the improvement in the state of certain important fish stocks.By bringing fishing capacity into balance with the fishing possibilities will create a more stable setting for the fisheries sector to achieve the economic sustainability. The beneficial social impact will be reinforced through closer stakeholder involvement and encourage a greater commitment from fishermen to the development of the policy and its implementation.6.6. Budgetary appropriations and human resourcesApart from salaries the costs of the CFCA will be limited to operating expenditure. Other items of expenditure, such as the chartering of inspection vessels or joint procurement of equipment, logbooks etc, will be organised by the CFCA but paid for by Member States.It is estimated that the budget of the CFCA will be around 5, 5 MIO EUR. The expenditure will be divided between human resources and operational costs.It should be noted that the transfer of the tasks undertaken by the Commission for chartering an inspection vessel for patrols in NAFO and NEAFC will result in a saving of 2,5 MIO EUR. The transfer of responsibility to Member States for placing observers on board vessels operating in the NAFO Regulatory Area foreseen for 2004 will already result in a saving of 3,0 MIO EUR. These amounts will not be transferred to the budget of the CFCA as the tasks in question will become the responsibility of Member States. However, they show that the overall exercise foreseen in the CFP reform of re-defining responsibilities, of which the JIF and CFCA play an integral part, will not result in an increase in the Community budget.As has been stated above, the financial estimates may need to be revised in the light of the conclusions of the feasibility study into the operational functioning of the CFCA.(a) Human ResourcesThe number of staff is estimated at 49. This estimate is based on the experience acquired with regard to the work carried out to date in the field of inspection and surveillance of fisheries and by comparison with other bodies (such as the European Aviation Safety Agency [49], European Maritime Safety Agency [50] and European Railway Agency for Safety and Interoperability [51]).[49]  Regulation (EC) No 1592/2002, OJ L 240 of 7.9.2002, p. 1[50]  Regulation (EC) No 1406/2002, OJ L 208 of 5.8.2002, p. 1[51]  COM (2003) 23 final of 23.1.2002The staff will consist of 9 Commission officials on secondment, 6 of whom will perform core managerial and administrative tasks. In addition, it will be necessary to transfer from the Commission 3 posts (1 A and 2 B's) filled by staff which are currently performing tasks in the Commission that in the future will be undertaken by the CFCA.Contract agents will be recruited to fill the remaining posts (40). In recruiting such agents it will be necessary to obtain staff to perform managerial and administrative tasks as well as experts who have proven experience in the sector and are abreast of the latest technical developments.The total annual expenditure for human resources will amount to around 4,1 MIO EUR in year 1, rising to 5,3 MIO EUR in subsequent years. This estimate is based on an average Commission staff cost of EUR 0,108 MIO per year, including buildings and related administrative expenditure (postal charges, telecommunications, IT, etc.)(b) Equipment and operational costsThe principal cost in terms of equipment will be computer hardware necessary for the establishment of the FMC. It is estimated that this hardware, together with costs related to its installation, programming etc. will amount to EUR 1 MIO in the first year.With regard to operational costs, from the second year on a sum of EUR 20,000 is planned for publication, EUR 40,000 for translation, EUR 100,000 for meetings and EUR 40,000 for missions.It is estimated that the equipment and operational costs would amount to 1,1 MIO EUR in the first year, mainly due to the installation of the FMC, falling to EUR 200,000 in subsequent years.6.7. Monitoring and evaluation of the CFCAThe activities of the CFCA will be set out in detail in its Work Programme to be established every year by the Administrative Board in close co-operation with the Commission and Member States. The Executive Director will be responsible for organising an effective monitoring system in order to compare the CFCA's achievements with its operational objectives.The CFCA, in line with its founding regulation will have to produce every year a general report on its activities for the previous year which will be forwarded to the Member States, the European Parliament, the Council and the Commission. This report will present all specific actions undertaken by the CFCA and will provide elements for the evaluation of the actions undertaken under the proposed revision of the CFCA Regulation.Within three years from the date of the CFCA having taken up its responsibilities, the Administrative Board shall commission an independent external evaluation. Thereafter, the activities of the CFCA will be evaluated on a regular basis, but at least every six years.The evaluations shall assess the impact of the regulation, the utility and relevance as well as the effectiveness and efficiency of the CFCA and its working practices compared to its objectives, taking into account the high level of compliance with rules made under the Common Fisheries Policy that is required.On the basis of the evaluations the Administrative Board shall make recommendations to the Commission regarding changes to the Regulation establishing the CFCA, the CFCA itself and its working practices. Both the evaluation findings and recommendations shall be forwarded by the Commission to the European Parliament and the Council and shall be made public.The Executive Director shall submit the detailed accounts of all revenues and expenditures from the previous financial year to the Commission, the Administrative Board and the Court of Auditors, which shall examine them in accordance with Article 248 of the Treaty. The Court of Auditors shall publish a report on the Agency's activities each year.In order to combat fraud, corruption and other unlawful activities, the provisions of Regulation (EC) No 1073/1999 shall apply without restriction to the Agency, which shall also accede to the Inter-Institutional Agreement of 25 May 1999 concerning internal investigations by OLAF and shall issue, without delay, the appropriate provisions to its staff.