CELEX: 52015PC0291
Language: it
Date: 2015-06-15
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, del Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196)

COMMISSIONE
                            EUROPEA
                                                   Bruxelles, 15.6.2015
                                                   COM(2015) 291 final
                                                   ANNEX 1
                                       ALLEGATO
                                           alla
                                        Proposta di
                              DECISIONE DEL CONSIGLIO
     relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, del Protocollo addizionale alla
   Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196)
IT                                                                                    IT
 ---pagebreak---                                              ALLEGATO
                                                   alla
                                              Proposta di
                                  DECISIONE DEL CONSIGLIO
         relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, del Protocollo addizionale alla
     Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196)
    Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del
                                      terrorismo (STCE n. 196)
   Gli Stati membri del Consiglio d'Europa e le altre Parti della Convenzione del Consiglio
   d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196), firmatari del presente Protocollo,
   Considerando che scopo del Consiglio d'Europa è realizzare un'unione più stretta fra i suoi
   membri;
   Desiderando rafforzare l'impegno per prevenire e reprimere il terrorismo in tutte le sue forme,
   sia in Europa che a livello mondiale, nel rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto;
   Ricordando i diritti umani e le libertà fondamentali sanciti, in particolare, dalla Convenzione
   per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (STE n. 5) e relativi
   protocolli, nonché dal Patto internazionale sui diritti civili e politici;
   Esprimendo profonda preoccupazione per la minaccia rappresentata dalle persone che si
   recano all'estero al fine di commettere reati di terrorismo o contribuire o partecipare alla loro
   commissione oppure impartire o ricevere un addestramento a fini terroristici nel territorio di
   un altro Stato;
   Vista, al riguardo, la risoluzione 2178 (2014) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite
   adottata nella 7272ª sessione del 24 settembre 2014, in particolare i paragrafi da 4 a 6;
   Considerando che è opportuno integrare la Convenzione del Consiglio d'Europa per la
   prevenzione del terrorismo sotto taluni aspetti,
   hanno convenuto quanto segue:
   Articolo 1 – Scopo
   Scopo del presente Protocollo è integrare le disposizioni della Convenzione del Consiglio
   d'Europa per la prevenzione del terrorismo, aperta alla firma a Varsavia il 16 maggio 2005 (in
   seguito denominata "Convenzione"), per quanto riguarda la qualifica come reato degli atti di
   cui agli articoli da 2 a 6 del presente Protocollo, rafforzando così l'impegno delle Parti nella
   prevenzione del terrorismo e dei suoi effetti pregiudizievoli sul pieno godimento dei diritti
   umani, in particolare del diritto alla vita, sia con misure da adottare a livello nazionale che
IT                                                  2                                                IT
 ---pagebreak---    attraverso la cooperazione internazionale, tenendo in debito conto i vigenti trattati o accordi
   multilaterali o bilaterali applicabili fra le Parti.
   Articolo 2 – Partecipazione a un'associazione o a un gruppo a fini terroristici
   1.       Ai fini del presente Protocollo, con "partecipazione a un'associazione o a un gruppo a
            fini terroristici" si intende la partecipazione alle attività di un'associazione o di un
            gruppo al fine di commettere o contribuire alla commissione di uno o più reati di
            terrorismo da parte dell'associazione o del gruppo.
   2.       Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio
            diritto interno la partecipazione a un'associazione o a un gruppo a fini terroristici
            quale definita al paragrafo 1, qualora praticata illecitamente e intenzionalmente.
   Articolo 3 – Atto di ricevere un addestramento a fini terroristici
   1.       Ai fini del presente Protocollo, con "atto di ricevere un addestramento a fini
            terroristici" si intende l'atto di ricevere da un'altra persona istruzioni, compresa
            l'acquisizione di conoscenze o competenze pratiche, per la fabbricazione o l'uso di
            esplosivi, armi da fuoco o altre armi o sostanze nocive o pericolose, ovvero per altre
            tecniche o metodi specifici, al fine di commettere o contribuire alla commissione di
            un reato di terrorismo.
   2.       Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato l'atto di
            ricevere un addestramento a fini terroristici quale definito al paragrafo 1, qualora
            praticato illecitamente e intenzionalmente.
   Articolo 4 – Viaggi all'estero a fini terroristici
   1.       Ai fini del presente Protocollo, con "viaggi all'estero a fini terroristici" si intende
            l'atto di recarsi in uno Stato diverso da quello di cittadinanza o di residenza al fine di
            commettere un reato di terrorismo o contribuire o partecipare alla sua commissione,
            oppure di impartire o ricevere un addestramento a fini terroristici.
   2.       Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato i viaggi
            all'estero a fini terroristici quali definiti al paragrafo 1, in partenza dal proprio
            territorio o effettuati dai propri cittadini, qualora praticati illecitamente e
            intenzionalmente. A tal fine ciascuna Parte può stabilire le condizioni richieste dai
            suoi principi costituzionali, in conformità con gli stessi.
   3.       Ciascuna Parte adotta inoltre le misure necessarie per qualificare come reato nel
            proprio diritto interno, e conformemente ad esso, il tentativo di commettere il reato di
            cui al presente articolo.
   Articolo 5 – Finanziamento di viaggi all'estero a fini terroristici
   1.       Ai fini del presente Protocollo, con "finanziamento di viaggi all'estero a fini
            terroristici" si intende la fornitura o la raccolta, con qualsiasi mezzo, direttamente o
            indirettamente, di fondi che consentono, in tutto o in parte, a una persona di
            effettuare viaggi all'estero a fini terroristici quali definiti all'articolo 4, paragrafo 1,
IT                                                      3                                                IT
 ---pagebreak---            del presente Protocollo, sapendo che i fondi saranno destinati, in tutto o in parte, ad
           essere utilizzati a tale scopo.
   2.      Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio
           diritto interno il finanziamento di viaggi all'estero a fini terroristici quale definito al
           paragrafo 1, qualora praticato illecitamente e intenzionalmente.
   Articolo 6 – Organizzazione o agevolazione di viaggi all'estero a fini terroristici
   1.      Ai fini del presente Protocollo, con "organizzazione o agevolazione di viaggi
           all'estero a fini terroristici" si intende qualsiasi azione di organizzazione o di
           agevolazione che aiuti una persona a effettuare viaggi all'estero a fini terroristici
           quali definiti all'articolo 4, paragrafo 1, del presente Protocollo, realizzata sapendo
           che l'aiuto così fornito è diretto a fini terroristici.
   2.      Ciascuna Parte adotta le misure necessarie per qualificare come reato nel proprio
           diritto interno l'organizzazione o l'agevolazione di viaggi all'estero a fini terroristici
           quale definita al paragrafo 1, qualora praticata illecitamente e intenzionalmente.
   Articolo 7 – Scambio di informazioni
   1.      Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), della Convenzione e in conformità con
           il diritto nazionale e gli obblighi internazionali vigenti, ciascuna Parte adotta le
           misure necessarie per rafforzare lo scambio tempestivo tra le Parti di tutte le
           informazioni rilevanti disponibili relative alle persone che effettuano viaggi all'estero
           a fini terroristici quali definiti all'articolo 4. A tal fine, ciascuna Parte designa un
           punto di contatto disponibile 24 ore su 24, sette giorni su sette.
   2.      Ai fini del paragrafo 1, una Parte può scegliere di designare un punto di contatto già
           esistente.
   3.      I punti di contatto delle Parti devono poter effettuare tra loro comunicazioni urgenti.
   Articolo 8 – Condizioni e garanzie
   1.      Ciascuna Parte provvede affinché l'attuazione del presente Protocollo, comprese la
           determinazione, l'attuazione e l'applicazione della qualifica come reato ai sensi degli
           articoli da 2 a 6, avvengano nel rispetto degli obblighi in materia di diritti umani, in
           particolare del diritto alla libertà di circolazione, alla libertà d'espressione, alla libertà
           d'associazione e alla libertà di religione, quali sanciti dalla Convenzione per la
           salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dal Patto
           internazionale sui diritti civili e politici – se applicabili alla Parte – e degli altri
           obblighi di diritto internazionale.
   2.      La determinazione, attuazione e applicazione della qualifica come reato ai sensi degli
           articoli da 2 a 6 del presente Protocollo devono inoltre essere soggette al principio di
           proporzionalità, nel rispetto delle finalità legittime perseguite e della loro necessità in
           una società democratica, ed escludere qualunque forma di arbitrarietà o di
           trattamento discriminatorio o razzista.
IT                                                   4                                                    IT
 ---pagebreak---    Articolo 9 – Rapporto tra il presente Protocollo e la Convenzione
   Le parole e le espressioni usate nel presente Protocollo sono interpretate ai sensi della
   Convenzione. Tutte le disposizioni della Convenzione, ad eccezione dell'articolo 9, si
   applicano tra le Parti di conseguenza.
   Articolo 10 – Firma ed entrata in vigore
   1.      Il presente Protocollo è aperto alla firma dei firmatari della Convenzione. Esso è
           soggetto a ratifica, accettazione o approvazione. Un firmatario non può ratificare,
           accettare o approvare il presente Protocollo se non ha prima ratificato, accettato o
           approvato la Convenzione o non lo fa contestualmente. Gli strumenti di ratifica,
           accettazione o approvazione sono depositati presso il Segretario generale del
           Consiglio d'Europa.
   2.      Il presente Protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo
           scadere di un periodo di tre mesi dopo che sei Stati, di cui almeno quattro Stati
           membri del Consiglio d'Europa, avranno depositato lo strumento di ratifica,
           accettazione o approvazione.
   3.      Se un firmatario deposita successivamente il proprio strumento di ratifica,
           accettazione o approvazione, il presente Protocollo entrerà in vigore nei suoi
           confronti il primo giorno del messe successivo allo scadere di un periodo di tre mesi
           a decorrere dalla data del deposito dello strumento di ratifica, accettazione o
           approvazione.
   Articolo 11 – Adesione al Protocollo
   1.      Dopo l'entrata in vigore del presente Protocollo, ogni Stato che abbia aderito alla
           Convenzione può aderire anche al presente Protocollo o farlo contestualmente
           all'adesione alla Convenzione.
   2.      Nei confronti di ogni Stato aderente al Protocollo ai sensi del paragrafo 1, il
           Protocollo entra in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un
           periodo di tre mesi a decorrere dalla data del deposito dello strumento di adesione
           presso il Segretario generale del Consiglio d'Europa.
   Articolo 12 – Applicazione territoriale
   1.      Ogni Stato o l'Unione europea, al momento della firma o del deposito del proprio
           strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione, può indicare il territorio
           o i territori cui si applicherà il presente Protocollo.
   2.      Ciascuna Parte può, in qualsiasi momento successivo e mediante dichiarazione
           inviata al Segretario generale del Consiglio d'Europa, estendere l'applicazione del
           presente Protocollo a ogni altro territorio specificato in tale dichiarazione.
           Relativamente a questo territorio il Protocollo entra in vigore il primo giorno del
           mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di
           ricevimento della dichiarazione da parte del Segretario generale.
   3.      Ogni dichiarazione fatta ai sensi dei due paragrafi precedenti potrà essere ritirata,
           relativamente a ogni territorio ivi specificato, mediante notifica indirizzata al
IT                                                   5                                              IT
 ---pagebreak---              Segretario generale del Consiglio d'Europa. Il ritiro avrà effetto il primo giorno del
             mese successivo allo scadere di un periodo di tre mesi a decorrere dalla data di
             ricevimento di tale notifica da parte del Segretario generale.
   Articolo 13 – Denuncia
   1.        Ogni Parte può, in qualsiasi momento, denunciare il presente Protocollo mediante
             notifica inviata al Segretario generale del Consiglio d'Europa.
   2.        Tale denuncia ha effetto il primo giorno del mese successivo alla scadenza di un
             periodo di tre mesi a decorrere dalla data di ricevimento della notifica da parte del
             Segretario Generale del Consiglio d'Europa.
   3.        La denuncia della Convenzione comporta la denuncia automatica del presente
             Protocollo.
   Articolo 14 – Notifiche
   Il Segretario generale del Consiglio d'Europa notifica agli Stati membri del Consiglio
   d'Europa, all'Unione europea, agli Stati non membri del Consiglio d'Europa che abbiano
   partecipato all'elaborazione del presente Protocollo, così come a ogni Stato che vi abbia
   aderito o che sia stato invitato ad aderirvi:
   a.          ogni firma;
   b.          il deposito di ogni strumento di ratifica, accettazione, approvazione o adesione;
   c.          ogni data di entrata in vigore del presente Protocollo, conformemente agli
   articoli 10 e 11;
   d.          ogni altro atto, dichiarazione, notifica o comunicazione concernente il presente
   Protocollo.
   In fede di che i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente
   Protocollo.
   Fatto a Bruxelles, il 19 maggio 2015, in inglese e in francese, entrambi i testi facenti
   ugualmente fede, in un unico esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio
   d'Europa. Il Segretario generale del Consiglio d'Europa ne trasmetterà una copia certificata
   conforme a ogni Stato membro del Consiglio d'Europa, all'Unione europea, agli Stati non
   membri che hanno partecipato all'elaborazione del presente Protocollo, e a ogni Stato invitato
   ad aderirvi.
IT                                                   6                                              IT
 ---documentbreak---                             COMMISSIONE
                            EUROPEA
                                                    Bruxelles, 15.6.2015
                                                    COM(2015) 291 final
                                                    2015/0130 (NLE)
                                        Proposta di
                              DECISIONE DEL CONSIGLIO
     relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, del Protocollo addizionale alla
   Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196)
IT                                                                                    IT
 ---pagebreak---                                                        RELAZIONE
   1.        CONTESTO DELLA PROPOSTA
   Il 24 settembre 2014 il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha adottato la risoluzione 2178(2014)
   sui combattenti stranieri, ai sensi del Capitolo VII della Carta dell'ONU (UNSCR
   2178(2014)).
   Nell'ottobre 2014 il Consiglio ha invitato la Commissione a studiare dei modi per colmare
   eventuali carenze della decisione quadro sul terrorismo (decisione quadro 2002/475/GAI sulla
   lotta contro il terrorismo, modificata dalla decisione quadro 2008/919/GAI, in appresso
   "decisione quadro sul terrorismo") alla luce, in particolare, della risoluzione del Consiglio di
   sicurezza dell'ONU UNSCR 2178(2014)1. Nella dichiarazione congiunta rilasciata a seguito
   del Consiglio GAI di Riga, i ministri hanno riconosciuto l'importanza di prendere in
   considerazione possibili misure legislative per stabilire un'interpretazione comune dei reati di
   terrorismo, alla luce della risoluzione UNSCR 2178(2014)2. Nella risoluzione dell'11 febbraio
   2015, il Parlamento europeo ha sottolineato la necessità, fra l'altro, di armonizzare la
   qualificazione penale dei reati connessi ai combattenti stranieri onde evitare lacune dell'azione
   penale, aggiornando la decisione quadro sul terrorismo3.
   Il 21 gennaio 2015 il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ha istituito il Comitato sui
   combattenti stranieri e le questioni connesse (COD-CTE). Sotto l'autorità del Comitato di
   esperti sul terrorismo (CODEXTER), il COD-CTE è stato incaricato di preparare un
   Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del
   terrorismo (STCE n. 196).
   Al termine di tre tornate di discussioni in seno al COD-CTE (23-26 febbraio 2015,
   9-12 marzo 2015 e 23-26 marzo 2015), il CODEXTER ha dibattuto e infine approvato il
   Protocollo addizionale il 10 aprile 2015 alla sua 28a riunione plenaria.
   L'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha formulato il proprio parere sul
   Protocollo addizionale alla sessione del 20-24 aprile. Il Protocollo addizionale è stato
   approvato preliminarmente dal Comitato dei Ministri il 12 maggio 2015 in vista dell'adozione
   definitiva il 19 maggio 2015. Il Protocollo sarà aperto alla firma in data ulteriore.
   2.        ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
   2.1       Scopo e contenuto del Protocollo addizionale
   Il Protocollo addizionale serve a facilitare un'attuazione rapida, coordinata ed efficace di
   alcuni aspetti dell'UNSCR 2178 (principalmente quelli riguardanti la prevenzione e la
   repressione delle partenze dei combattenti stranieri), promuovendo un'interpretazione comune
   dei reati collegati alle attività dei combattenti stranieri e l'elaborazione di una risposta comune
   agli stessi, facilitando più in generale le indagini e il perseguimento degli atti di natura
   preparatoria che possono e rischiano di portare alla commissione di reati di terrorismo, e
   agevolando la cooperazione internazionale attraverso un rafforzato scambio di informazioni.
   1
           Conclusioni del Consiglio nella sessione del 9-10 ottobre 2014, "Combattenti stranieri: seguito delle
           conclusioni del Consiglio europeo del 30 agosto 2014", Bruxelles, 13 ottobre 2014, doc. n. 14160/14,
           punto 3, 6° trattino.
   2
           Dichiarazione comune di Riga rilasciata a seguito della riunione informale dei ministri della Giustizia e
           degli affari interni tenutasi a Riga il 29 e 30 gennaio, ultimo trattino delle conclusioni.
   3
           Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 febbraio 2015 sulle misure antiterrorismo
           (2015/2530(RSP)), punto 26.
IT                                                             2                                                     IT
 ---pagebreak---    Il Protocollo addizionale prevede quindi la qualifica come reato dei seguenti atti:
   partecipazione a un'associazione o a un gruppo a fini terroristici (articolo 2), atto di ricevere
   un addestramento a fini terroristici (articolo 3), viaggi o tentativi di viaggi all'estero a fini
   terroristici (articolo 4), fornitura o raccolta di fondi per tali viaggi (articolo 5), e loro
   organizzazione o agevolazione (articolo 6). Infine, l'articolo 7 mira a rafforzare lo scambio di
   informazioni e fa obbligo alle Parti di designare un punto di contatto che fornisca le
   informazioni disponibili, o ne tratti le richieste, in maniera tempestiva.
   L'articolo 2 è considerato un importante strumento di indagine e di perseguimento efficaci
   delle persone che con le loro attività contribuiscono alla commissione di reati da parte dei
   gruppi terroristici. L'articolo 3 prevede la qualifica come reato di atti di natura preparatoria,
   cioè il fatto di ricevere un addestramento a fini terroristici, a complemento del reato esistente
   di impartire addestramento di cui all'articolo 7 della Convenzione STCE n. 196. Al tempo
   stesso, la disposizione dell'articolo 3 rafforza la certezza del diritto e l'efficacia degli articoli
   da 4 a 6 del Protocollo addizionale, in quanto fornisce una definizione dell'atto di ricevere un
   addestramento a fini terroristici, menzionato come uno degli scopi del viaggio in tali articoli.
   Gli articoli da 4 a 6, infine, sono volti ad attuare il paragrafo operativo 6, lettere da a) a c),
   dell'UNSCR 2178(2014), e ampliano la portata della qualifica come reato estendendola ad
   altri atti di natura preparatoria che vanno al di là di quelli già contemplati dalla Convenzione
   STCE n. 196 (cioè pubblica provocazione, addestramento e reclutamento a fini terroristici).
   Con l'articolo 7 riguardante il rafforzamento dello scambio di informazioni / i punti di
   contatto, il Protocollo addizionale risponde infine all'appello espresso al paragrafo operativo 3
   dell'UNSCR 2178(2014) per una maggiore cooperazione internazionale, facilitando più
   specificamente la prevenzione delle partenze verso i paesi terzi al fine di commettere reati di
   terrorismo o di partecipare ad attività di addestramento, e lo svolgimento di indagini in
   materia4.
   2.2        Base giuridica della decisione proposta
   Secondo la giurisprudenza costante, la scelta della base giuridica di un atto dell'UE dev'essere
   fondata su elementi oggettivi verificabili in sede giurisdizionale: tra questi rientrano lo scopo
   e il contenuto dell'atto.5 Se l'esame di un atto dell'Unione europea dimostra che esso persegue
   una duplice finalità o che ha una doppia componente e se una di queste è identificabile come
   principale o preponderante, mentre l'altra è solo accessoria, l'atto deve fondarsi su una sola
   base giuridica, ossia quella richiesta dalla finalità o dalla componente principale o
   preponderante6.
   La finalità preponderante del Protocollo addizionale è l'introduzione di fattispecie di reato
   legate al terrorismo, settore per il quale l'Unione è competente in virtù dell'articolo 83,
   paragrafo 1, del TFUE. La base giuridica per la firma del Protocollo addizionale deve pertanto
   includere l'articolo 83, paragrafo 1, del TFUE.
   Non è richiesta nessun'altra base giuridica. In particolare, l'articolo 7 (sul rafforzamento dello
   scambio di informazioni attraverso la designazione di punti di contatto) è volto a facilitare
   l'individuazione delle persone che viaggiano o cercano di viaggiare a fini terroristici, la
   4
            Si veda anche il punto 63 del rapporto esplicativo relativo al protocollo addizionale.
   5
        Si veda ad esempio la causa C-490/10, Parlamento/Consiglio, EU:C:2012:525, punto 44, e la
        giurisprudenza citata.
   6
        Causa C-490/10, Parlamento/Consiglio, punto 46.
IT                                                          3                                            IT
 ---pagebreak---    prevenzione di queste partenze e le relative indagini, e ad agevolare così l'applicazione
   dell'articolo 4 del Protocollo7. È quindi di natura accessoria.
   2.3       Necessità della decisione proposta
   L'articolo 3, paragrafo 2, del TFUE attribuisce all'Unione competenza esclusiva "per la
   conclusione di accordi internazionali [...] nella misura in cui può incidere su norme comuni o
   modificarne la portata." Un accordo internazionale può incidere su norme comuni o
   modificarne la portata quando il settore da esso contemplato si sovrappone alla legislazione
   dell'Unione o è già disciplinato in larga misura dal diritto dell'Unione8. Inoltre, per valutare se
   un settore sia già disciplinato in larga misura dal diritto dell'Unione, occorre tener conto non
   solo dello stato attuale del diritto dell'Unione nel settore di cui trattasi, ma anche delle sue
   prospettive di evoluzione, qualora esse siano prevedibili9.
   Esistono già misure dell'Unione nel settore contemplato dal Protocollo addizionale, comprese
   disposizioni di diritto penale sostanziale e una disposizione sul rafforzamento dello scambio
   di informazioni.
   Il quadro giuridico dell'UE che disciplina i reati legati al terrorismo è formulato nella
   decisione quadro sul terrorismo. Il Protocollo addizionale amplia la portata degli atti che
   devono essere qualificati come reati10 o introduce reati simili a quelli già contenuti nella
   decisione quadro11.
   Gli strumenti rilevanti dell'Unione attinenti alla cooperazione di polizia sono segnatamente:
   a) la decisione quadro 2006/960/GAI del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa alla
   semplificazione dello scambio di informazioni e intelligence tra le autorità degli Stati membri
   dell'Unione europea incaricate dell'applicazione della legge12;
   b) la decisione 2008/615/GAI del Consiglio, del 23 giugno 2008, sul potenziamento della
   cooperazione transfrontaliera, soprattutto nella lotta al terrorismo e alla criminalità
   transfrontaliera (decisione Prüm)13, e
   c) la decisione 2005/671/GAI del Consiglio concernente lo scambio di informazioni e la
   cooperazione in materia di reati terroristici14.
   Questi strumenti disciplinano da un lato lo scambio di informazioni ai fini delle indagini
   penali su questioni legate al terrorismo, e dall'altro l'istituzione di punti di contatto per lo
   scambio delle informazioni. Europol, in particolare, sostiene la cooperazione di polizia fra gli
   Stati membri, e fra questi e determinati paesi terzi selezionati, per rispondere adeguatamente
   al fenomeno dei combattenti stranieri.
   La conclusione del Protocollo addizionale può pertanto incidere su norme comuni o
   modificarne la portata.
   Inoltre, per quanto riguarda le prevedibili prospettive di evoluzione del diritto dell'Unione, a
   seguito degli appelli lanciati dal Consiglio di esaminare i modi per colmare eventuali carenze
   7
            Si vedano i punti da 64 a 68 del rapporto esplicativo relativo al protocollo addizionale.
   8
            Causa 22/70, Commissione/Consiglio, Racc. 1971, pag. 263 (cosiddetta causa AETS).
   9
            Causa C-66/13, Green Network, EU:C:2014:2399, punti da 61 a 64, e giurisprudenza citata.
   10
            Articoli da 3 a 6 del Protocollo addizionale.
   11
            L'articolo 2 del Protocollo addizionale, che qualifica come reato la partecipazione ad attività di un
            gruppo terroristico, è analogo all'articolo 2 della decisione quadro sul terrorismo.
   12
            GU L386 del 29.12.2006, pag. 89.
   13
            GU L 210 del 6.6.2008, pag. 1.
   14
            GU L 253 del 29.09.2005, pag. 22.
IT                                                            4                                                   IT
 ---pagebreak---    del quadro giuridico in vigore, sono attualmente in corso discussioni su un'eventuale revisione
   della decisione quadro, in particolare alla luce dell'UNSCR 2178(2014).
   Come annunciato nell'Agenda europea sulla sicurezza, nel 2015 la Commissione avvierà una
   valutazione d'impatto ai fini dell'aggiornamento, nel 2016, della decisione quadro sul
   terrorismo, tenendo conto dei negoziati relativi al Protocollo addizionale alla Convenzione del
   Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo15.
   La decisione proposta è pertanto necessaria, poiché il Protocollo addizionale deve essere
   firmato a nome dell'Unione.
   3.        APPLICAZIONE TERRITORIALE
   Conformemente al Protocollo n. 22 del trattato sull'Unione europea, il Protocollo addizionale
   firmato e infine concluso dall'Unione europea è vincolante e applicabile in tutti gli Stati
   membri dell'UE ad eccezione della Danimarca.
   Conformemente al Protocollo n. 21 del trattato sull'Unione europea, il Protocollo addizionale
   firmato e infine concluso dall'Unione europea è vincolante e applicabile nel Regno Unito solo
   nella misura in cui tale Stato membro notifica al Consiglio che desidera partecipare
   all'adozione e all'applicazione di tale strumento.
   15
           Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e
           sociale e al Comitato delle regioni – Agenda europea sulla sicurezza, COM(2015) 185 final del
           28 aprile 2015, non ancora pubblicata nella GU.
IT                                                       5                                               IT
 ---pagebreak---                                                             2015/0130 (NLE)
                                                Proposta di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
         relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, del Protocollo addizionale alla
     Convenzione del Consiglio d'Europa per la prevenzione del terrorismo (STCE n. 196)
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 83, paragrafo
   1, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 5,
   vista la proposta della Commissione europea,
   considerando quanto segue:
   (1)     Il 1° aprile 2015 il Consiglio ha autorizzato la Commissione ad avviare i negoziati in
           merito al Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa per la
           prevenzione del terrorismo (STCE n. 196).
   (2)     Il Protocollo addizionale serve a facilitare l'attuazione della risoluzione 2178(2014) del
           Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sui combattenti stranieri e, in particolare, a
           qualificare come reato determinati atti individuati al paragrafo operativo 6 di tale
           risoluzione.
   (3)     Un'interpretazione comune dei reati collegati alle attività dei combattenti stranieri, e
           dei reati di terrorismo di natura preparatoria che possono portare alla commissione di
           atti terroristici, contribuirebbe a rafforzare ulteriormente l'efficacia degli strumenti di
           giustizia penale e la cooperazione a livello dell'Unione e a livello internazionale.
   (4)     Occorre pertanto firmare il Protocollo addizionale a nome dell'Unione europea.
   (5)     [A norma dell'articolo 3 del Protocollo n. 21 sulla posizione del Regno Unito e
           dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al trattato
           sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Regno
           Unito ha notificato che desidera partecipare all'adozione e all'applicazione della
           presente decisione].
   (6)     OPPURE: [A norma degli articoli 1 e 2 del Protocollo n. 21 sulla posizione del Regno
           Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, allegato al
           trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e fatto
           salvo l'articolo 4 di tale Protocollo, il Regno Unito non partecipa all'adozione della
           presente decisione, non è da essa vincolato, né è soggetto alla sua applicazione].
   (7)     A norma degli articoli 1 e 2 del Protocollo n. 22 sulla posizione della Danimarca,
           allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato sul funzionamento dell'Unione
           europea, la Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione, non è da
           essa vincolata, né è soggetta alla sua applicazione,
IT                                                   6                                                 IT
 ---pagebreak---    HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                              Articolo 1
   La firma del Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d'Europa per la
   prevenzione del terrorismo (STCE n. 196) è approvata a nome dell'Unione europea, fatta
   salva la conclusione di detto Protocollo. Il testo del protocollo addizionale da firmare è
   accluso alla presente decisione.
                                              Articolo 2
   Il Segretariato generale del Consiglio definisce lo strumento dei pieni poteri per la firma del
   Protocollo, con riserva della sua conclusione, per la persona o le persone indicate dal
   negoziatore del Protocollo.
                                              Articolo 3
   La presente decisione entra in vigore alla data di adozione.
   Fatto a Bruxelles, il
                                                Per il Consiglio
                                                Il presidente
IT                                                 7                                               IT