CELEX: 52000PC0281(02)
Language: it
Date: 2000-05-10
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'Agenzia europea per la ricostruzione

Avis juridique important

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52000PC0281(02)

Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'Agenzia europea per la ricostruzione  /* COM/2000/0281 def. - CNS 2000/0112 */  

Gazzetta ufficiale n. C 337 E del 28/11/2000 pag. 0074 - 0077

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo all'Agenzia europea per la ricostruzione   (presentate dalla Commissione)RELAZIONEINTRODUZIONELa presente relazione riguarda due proposte di regolamento trasmesse per adozione al Consiglio:- una proposta di regolamento relativo all'assistenza all'Albania, alla Bosnia-Erzegovina, alla Croazia, all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e alla Repubblica federale di Iugoslavia;- una proposta di regolamento relativo all'Agenzia europea per la ricostruzione.Proposta di regolamento relativo all'assistenza all'Albania, alla Bosnia-Erzegovina, alla Croazia, all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e alla Repubblica federale di Iugoslavia1. UN QUADRO GIURIDICO UNIFICATONel dicembre 1999, la Commissione ha adottato una comunicazione [1] sulla futura assistenza ai paesi dei Balcani Occidentali, in cui annunciava che avrebbe proposto al Consiglio di adottare una nuova base giuridica per l'assistenza a questa regione [2].[1]  COM(1999) 661 definitivo.[2]  Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Repubblica federale di Iugoslavia.La presente proposta si prefigge, tra l'altro, di unificare il quadro normativo per l'assistenza alla regione, la cui attuazione è attualmente disciplinata, a seconda dei paesi, dai regolamenti OBNOVA o PHARE. In alcuni casi, inoltre, uno stesso paese è contemplato da entrambi i regolamenti.La coesistenza delle due basi giuridiche PHARE e OBNOVA, ciascuna delle quali prevede procedure amministrative e di gestione diverse, ha causato numerosi problemi operativi messi giustamente in evidenza dal Parlamento europeo e dalla Corte dei conti. D'altro canto, sono stati formulati nuovi orientamenti per adeguare il programma PHARE alle nuove priorità dell'ampliamento. Il programma, pertanto, non rappresenta più uno strumento adeguato per fornire assistenza alla regione dei Balcani Occidentali.La presente proposta di regolamento fornisce un quadro giuridico unico per l'assistenza ai cinque paesi interessati. Essa abroga il regolamento (CE) n. 1628/96 (OBNOVA) e le disposizioni dell'allegato del regolamento (CEE) n. 3906/89 (PHARE) relative ai paesi della regione interessati.L'assistenza fornita dalla Comunità in altri settori e nel quadro di altri regolamenti sarà complementare all'assistenza prevista dal nuovo regolamento nel quadro del partenariato e dovrà articolarsi con essa. Ciò riguarda i seguenti tipi d'aiuto, non contemplati dal nuovo regolamento: aiuti umanitari, certe azioni a favore della democrazia nel quadro del regolamento (CE) n. 976/99 del 29 aprile 1999 e l'assistenza macroeconomica straordinaria. 2.  ELEMENTI PRINCIPALI DELLA PROPOSTA- Obiettivi dell'assistenzaIl processo di stabilizzazione e di associazione, che spiana la "via verso l'Europa" per ciascuno dei paesi della regione, è la pietra angolare della politica dell'UE nei Balcani. Questo processo, volto ad instaurare relazioni contrattuali formali con l'UE nel quadro di un accordo di stabilizzazione e di associazione, prevede un'assistenza e una cooperazione economiche e finanziarie, un dialogo politico, un miglioramento degli scambi, compresa la creazione di una zona di libero scambio, un allineamento alla legislazione e alle pratiche dell'UE e una cooperazione in settori quali la giustizia e gli affari interni [3].[3]  Relazione sui Balcani Occidentali presentata al Consiglio europeo di Lisbona dal segretario generale/alto rappresentante di concerto con la Commissione.Il Consiglio europeo, riunitosi a Lisbona nei giorni 23 e 24 marzo 2000, ha confermato che il suo obiettivo globale resta quello della massima integrazione possibile dei paesi della regione nel contesto politico ed economico dell'Europa e che il processo di stabilizzazione e di associazione costituisce la chiave di volta della sua politica nei Balcani.L'assistenza prevista dal futuro regolamento mirerà principalmente a promuovere la partecipazione dei paesi beneficiari al processo di stabilizzazione e di associazione, nonché una stretta cooperazione a livello regionale.Nel corso di questo processo, i paesi beneficiari dovranno improntare il loro sviluppo politico, economico e istituzionale ai valori e ai modelli su cui si fonda l'Unione europea: democrazia, rispetto dei diritti dell'uomo e delle minoranze, Stato di diritto ed economia di mercato.In quest'ottica, si dovrà concentrare l'assistenza (investimenti e potenziamento istituzionale) sullo sviluppo e sulla modernizzazione delle istituzioni e delle amministrazioni, al fine di consolidare la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti dell'uomo e delle minoranze.L'assistenza cercherà inoltre di fornire alle istituzioni e alle amministrazioni interessate le competenze necessarie per attuare politiche economiche e sociali imperniate su riforme orientate verso l'economia di mercato.L'assistenza potrà servire altresì a favorire l'allineamento delle legislazioni dei paesi interessati con quella della Comunità europea, un fattore importante ai fini del ravvicinamento di questi paesi all'Unione europea.La ricostruzione e il ritorno dei profughi rimarranno prioritari laddove sia ancora necessaria un'assistenza, che però non può essere dissociata dallo sviluppo economico e istituzionale dei paesi beneficiari.- ProgrammazioneIn linea di massima, l'assistenza verrà attuata nel quadro di programmi nazionali e di programmi destinati a più beneficiari.Programmi nazionaliI beneficiari saranno associati per quanto possibile alla programmazione nell'ambito di un dialogo e di un partenariato.Il partenariato consentirà di discutere con i paesi beneficiari dei programmi di riforme nei settori prioritari. L'assistenza è indissociabile da queste riforme, e verrà programmata in modo da accompagnarle e da sostenerle.Programmi destinati a più beneficiariI paesi della regione potranno partecipare ad iniziative di portata regionale grazie ai programmi realizzati in settori quali la cooperazione doganale, il commercio, la giustizia e gli affari interni, specie per quanto riguarda gli aspetti connessi alla criminalità transnazionale e alla prevenzione delle attività illecite. - ComitatologiaConformemente alla decisione 1999/468/CE del Consiglio, la Commissione sarà assistita da un comitato di gestione analogo a quello che opera attualmente nell'ambito dei programmi PHARE e OBNOVA.Il comitato di gestione istituito nel quadro del programma OBNOVA si pronuncia sulle decisioni di finanziamento superiori a 5 milioni di euro, un importo fissato nel 1998 quando si è modificato il regolamento 1628/96 per aumentare la rapidità degli interventi. Detto importo viene portato a 10 milioni di euro onde accelerare ulteriormente l'esecuzione.L'importo suddetto potrà essere riveduto in futuro qualora si proceda all'armonizzazione dei vari programmi di aiuti esterni.Saranno inoltre adottati, sempre secondo la procedura di comitatologia, orientamenti generali a carattere operativo per l'attuazione del presente regolamento.- CondizionalitàConformemente all'articolo 3 della proposta di regolamento, "il rispetto dei principi democratici, dello Stato di diritto, dei diritti dell'uomo e delle minoranze e delle libertà fondamentali costituisce una condizione preliminare per beneficiare dell'assistenza". Qualora questi principi non vengano rispettati, il Consiglio può prendere le misure del caso su proposta della Commissione.A queste condizioni si aggiungeranno altri requisiti di natura politica, segnatamente quelli definiti dal Consiglio nelle conclusioni del 29 aprile 1997 che riguardano, fra l'altro, determinati tipi di assistenza (impegno ad attuare riforme democratiche ed economiche, ecc.).Si avvierà un dialogo con le autorità competenti sul rispetto di queste condizioni, che consentirà al tempo stesso di chiarire le aspettative dell'Unione europea, di valutare l'impegno delle autorità in questione e di incoraggiarle ad approfondire le misure necessarie per soddisfare le condizioni suddette. La valutazione del rispetto di queste condizioni influirà sull'assistenza fornita nel quadro del regolamento.Questa condizionalità dovrà fungere da incentivo nell'ambito di un dialogo con le autorità interessate a sostegno degli obiettivi di integrazione del processo di stabilizzazione e di associazione.Qualora lo Stato non rispetti le condizioni di cui all'articolo 3 della proposta, e quando il grado di conformità alle condizioni politiche applicabili all'assistenza (aprile 1999) non raggiunga una soglia minima, l'assistenza potrà essere concessa direttamente alle autorità locali/regionali, alle entità federate o ad altre entità.Proposta di regolamento relativo all'Agenzia europea per la ricostruzioneL'Agenzia europea per la ricostruzione è stata creata dal regolamento (CE) n. 2454/99 del 15 novembre 1999, recante modifica del regolamento (CE) n. 1628/96 che costituisce la base giuridica per l'attuazione dell'assistenza nel quadro del regolamento OBNOVA.La proposta di regolamento relativo all'assistenza all'Albania, alla Bosnia-Erzegovina, alla Croazia, all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e alla Repubblica federale di Iugoslavia abroga il regolamento (CE) n. 1628/96.Occorre pertanto riprendere in un nuovo regolamento le disposizioni relative alla creazione e al funzionamento dell'Agenzia europea per la ricostruzione, introducendo le lievi modifiche necessarie per adeguarle al nuovo regolamento sull'assistenza.2000/0112 (CNS)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo all'Agenzia europea per la ricostruzioneIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 308,vista la proposta della Commissione [14],[14]   GU C ...visto il parere del Parlamento europeo [15],[15]   GU C ...considerando quanto segue:(1) L'assistenza a favore dell'Albania, della Bosnia-Erzegovina, della Croazia, della Repubblica federale di Iugoslavia e dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia è stata fornita essenzialmente nel quadro del regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio [16], modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2454/1999 [17] nonché del regolamento (CEE) n. 3906/89 del Consiglio [18], modificato da ultimo da regolamento (CE) n. 1266/1999 [19].[16]   GU L 204 del 14.8.1996, pag. 1.[17]   GU L 299 del 20.11.1999, pag. 1.[18]   GU L 375 del 23.12.1989, pag. 11.[19]   GU L 161 del 26.6.1999, pag. 68.(2) Il regolamento (CE) n. 1628/96, come modificato dal regolamento (CE) n. 2454/1999, ha creato l'Agenzia europea per la ricostruzione, di cui costituiva la base giuridica.(3) Il Consiglio ha adottato il [data di adozione del CARDS] il regolamento [CARDS], che fornisce un quadro giuridico unificato per l'assistenza a questi paesi e abroga il regolamento (CE) n. 1628/96.(4) Occorre pertanto riprendere in un nuovo regolamento, adeguandole al regolamento [CARDS], le disposizioni relative alla creazione e al funzionamento dell'Agenzia europea per la ricostruzione.(5) I soli poteri d'azione previsti dal trattato per tali misure sono quelli di cui all'articolo 308, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. La Commissione può delegare a un'agenzia l'assistenza di cui all'articolo 1 del regolamento [CARDS], che in un primo tempo sarà limitata al Kosovo e verrà poi estesa ad altre regioni della Repubblica federale di Iugoslavia non appena le condizioni lo permetteranno.A tal fine è istituita l'Agenzia europea per la ricostruzione, in prosieguo "l'Agenzia", con l'obiettivo di attuare l'assistenza di cui al primo comma.2. L'estensione delle attività dell'Agenzia a regioni della Repubblica federale di Iugoslavia diverse dal Kosovo, comprese le modalità d'identificazione delle entità di cui all'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento [CARDS], viene decisa dal Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione. In base a questa decisione, l'Agenzia può aprire altri centri operativi.Articolo 21. Nei limiti delle sue competenze, e conformemente alle decisioni prese dalla Commissione, l'Agenzia svolge i seguenti compiti per realizzare l'obiettivo di cui all'articolo 1:a) raccoglie, analizza e trasmette alla Commissione le informazioni riguardanti:i) i danni di guerra, le esigenze connesse alla ricostruzione e al ritorno dei profughi e le azioni intraprese al riguardo dai governi, dalle autorità locali e regionali e dalla comunità internazionale;ii) le prime necessità delle popolazioni interessate, tenendo conto degli spostamenti avvenuti e delle possibilità di ritorno di tali popolazioni;iii) i settori e le zone geografiche prioritari in cui è necessaria un'assistenza urgente della comunità internazionale;b) elabora e sottopone alla Commissione ai fini della loro adozione da parte di quest'ultima, conformemente all'articolo 8, paragrafo 2, progetti di programmi per la ricostruzione e il ritorno dei profughi nel Kosovo;c) attua l'assistenza di cui all'articolo 1, per quanto possibile in collaborazione con la popolazione locale e avvalendosi, ogniqualvolta ciò sia necessario, di operatori selezionati mediante gara d'appalto. A tal fine, l'Agenzia può essere incaricata dalla Commissione di compiere tutte le operazioni necessarie all'attuazione dei programmi, in particolare:i) stesura della descrizione delle prestazioni;ii) preparazione delle gare d'appalto e valutazione delle offerte;iii) firma dei contratti;iv) conclusione di convenzioni di finanziamento;v) aggiudicazione dei contratti secondo le disposizioni del presente regolamento;vi) valutazione dei progetti;vi) controllo dell'esecuzione dei progetti;vii) pagamenti.2. Fatte salve le operazioni eventualmente cofinanziate nell'ambito delle competenze conferite all'Agenzia dall'articolo 1, l'Agenzia può eseguire programmi di ricostruzione e di ritorno dei profughi su incarico degli Stati membri e di altri donatori, specie nell'ambito della cooperazione instaurata dalla Commissione con la Banca mondiale, le istituzioni finanziarie internazionali e la BEI.I programmi vengono eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni:a) ai finanziamenti in questione devono provvedere integralmente gli altri donatori;b) i finanziamenti devono coprire anche le spese di funzionamento dei programmi;c) la durata di queste missioni deve essere compatibile con il termine stabilito all'articolo 13 per lo scioglimento dell'Agenzia.Articolo 3L'Agenzia ha personalità giuridica. Essa gode in tutti gli Stati membri della più ampia capacità giuridica riconosciuta alle persone giuridiche dalle legislazioni nazionali; in particolare essa può acquistare o alienare beni mobili e immobili e stare in giudizio. L'Agenzia è un organismo senza scopo di lucro.Il centro operativo dell'Agenzia, che gode di una notevole autonomia di gestione, sarà aperto in un primo tempo a Pristina, onde poter avviare i lavori di ricostruzione in Kosovo avvalendosi dei servizi generali dell'Agenzia, con sede a Salonicco.Articolo 41. L'Agenzia ha un consiglio direttivo composto di un rappresentante per ogni Stato membro e di due rappresentanti della Commissione.2. I rappresentanti degli Stati membri sono nominati dai rispettivi Stati membri, che li designano in base alle qualifiche e dell'esperienza pertinenti in funzione delle attività dell'Agenzia.Uno dei due rappresentanti della Commissione è un membro della Commissione.3. Il mandato dei rappresentanti ha una durata di trenta mesi.4. Il consiglio direttivo è presieduto dalla Commissione, di norma da un membro della Commissione. Il presidente non prende parte alla votazione.5. La BEI designa un osservatore senza diritto di voto.6. Il consiglio direttivo adotta il suo regolamento interno.7. In seno al consiglio direttivo, i rappresentanti degli Stati membri e la Commissione dispongono di un voto ciascuno.Le decisioni del consiglio direttivo sono prese alla maggioranza dei due terzi.8. Il consiglio direttivo stabilisce all'unanimità il regime linguistico dell'Agenzia.9. Il presidente convoca il consiglio direttivo ogni mese, nonché su richiesta del direttore dell'Agenzia o di un numero di membri pari almeno alla maggioranza semplice.10. Sulla base di un progetto presentato dal direttore dell'Agenzia, il consiglio direttivo esamina in consultazione con la Commissione, entro e non oltre il 30 novembre di ogni anno, il progetto preliminare del programma di lavoro annuale per l'anno successivo. Il programma di lavoro viene adottato all'inizio di ogni esercizio. All'occorrenza, esso può essere adattato nel corso dell'esercizio secondo la stessa procedura, in particolare in funzione dei programmi adottati dalla Commissione.Le azioni contenute nel programma di lavoro annuale sono accompagnate da una stima delle spese necessarie.11. Il consiglio direttivo determina i principi da seguire per l'attuazione dei programmi di ricostruzione. Su proposta del direttore, esso decide in merito alle principali questioni relative alle attività dell'Agenzia, in particolare:a) i progetti di programmi da sottoporre alla Commissione;b) le modalità di valutazione della corretta esecuzione dei progetti;c) le proposte di programmi degli altri donatori che l'Agenzia potrebbe attuare;d) la definizione, insieme all'autorità provvisoria responsabile dell'amministrazione del Kosovo, del quadro contrattuale pluriennale per l'attuazione dell'assistenza di cui all'articolo 1 paragrafo 3 del regolamento [CARDS], secondo la procedura di cui all'articolo 8, paragrafo 2 dello stesso regolamento;e) la stesura finale, l'eventuale adeguamento e l'esecuzione dei progetti;f) la presenza nel consiglio direttivo, in veste di osservatori, di rappresentanti dei paesi e delle organizzazioni che affidano all'Agenzia l'esecuzione dei loro programmi.12. Il consiglio direttivo definisce i principi di aggiudicazione dei contratti mediante gara d'appalto.13. Il consiglio direttivo presenta alla Commissione, entro e non oltre il 31 marzo di ogni anno, un progetto di relazione annuale sulle attività dell'Agenzia per l'anno precedente e sul loro finanziamento.La Commissione adotta la relazione annuale e la trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio.Articolo 51. Il direttore dell'Agenzia è nominato dal consiglio direttivo su proposta della Commissione per un periodo di trenta mesi. Si può porre fine al suo incarico secondo la stessa procedura.Al direttore sono attribuite le seguenti mansioni:a) preparazione e organizzazione dei lavori del consiglio direttivo e in particolare stesura del progetto di programma di lavoro dell'Agenzia;b) amministrazione corrente dell'Agenzia;c) preparazione dello stato delle entrate e delle spese ed esecuzione del bilancio dell'Agenzia;d) preparazione e pubblicazione delle relazioni previste dal presente regolamento;e) gestione di tutte le questioni relative al personale;f) attuazione del programma di lavoro annuale di cui all'articolo 4, paragrafo 10;g) esecuzione delle decisioni del consiglio direttivo e degli orientamenti definiti per le attività dell'Agenzia.2. Il direttore risponde della sua gestione al consiglio direttivo e partecipa alle sue riunioni.3. Il direttore è il rappresentante legale dell'Agenzia.4. Il direttore esercita i poteri di autorità avente potere di nomina.5. Il direttore presenta al Parlamento europeo una relazione trimestrale sull'attività dell'Agenzia.Articolo 61. Tutte le entrate e le spese dell'Agenzia devono essere oggetto di previsioni per ogni esercizio finanziario, che coincide con l'anno civile, ed essere iscritte nel bilancio dell'Agenzia, che comprende la tabella dell'organico.2. Il bilancio dell'Agenzia deve essere equilibrato a livello di entrate e di spese.3. Le entrate dell'Agenzia comprendono, fatte salve altre risorse, una sovvenzione iscritta nel bilancio generale dell'Unione europea, i pagamenti per servizi prestati, nonché fondi provenienti da altre fonti.4. Il bilancio contiene anche precisazioni sui fondi destinati dai paesi beneficiari stessi a progetti che usufruiscono dell'assistenza finanziaria dell'Agenzia.Articolo 71. Il direttore elabora ogni anno un progetto di bilancio per l'Agenzia che copre le spese di funzionamento e il programma operativo previsto per l'esercizio finanziario successivo; il progetto viene sottoposto al consiglio direttivo.2. Su tale base, il consiglio direttivo adotta, entro e non oltre il 15 febbraio di ogni anno, un progetto di bilancio per l'Agenzia e lo sottopone alla Commissione.3. La Commissione esamina il progetto di bilancio per l'Agenzia, tenendo conto delle priorità che ha individuato e degli orientamenti finanziari globali relativi all'assistenza per la ricostruzione del Kosovo.Su tale base, e nei limiti proposti per l'importo globale necessario all'assistenza a favore del Kosovo, essa fissa il contributo annuo al bilancio dell'Agenzia, che deve essere iscritto nel progetto preliminare del bilancio generale delle Comunità europee.4. Il consiglio direttivo, ricevuto il parere della Commissione, adotta il bilancio dell'Agenzia contemporaneamente al programma di lavoro all'inizio di ogni esercizio finanziario, adeguandolo ai vari contributi concessi all'Agenzia e ai fondi provenienti da altre fonti. Il bilancio precisa anche numero, grado e categoria delle persone occupate dall'Agenzia durante l'esercizio in questione.Articolo 81. Il direttore è incaricato dell'esecuzione del bilancio dell'Agenzia.2. Il controllo finanziario è assicurato dal controllore finanziario della Commissione.3. Entro il 31 marzo di ogni anno, il direttore sottopone alla Commissione, al consiglio direttivo e alla Corte dei conti i conti particolareggiati di tutte le entrate e di tutte le spese dell'esercizio precedente.La Corte dei conti esamina tali conti conformemente all'articolo 248 del trattato. Essa pubblica ogni anno una relazione sulle attività dell'Agenzia.4. Il Parlamento europeo, su raccomandazione del Consiglio, dà scarico al direttore sull'esecuzione del bilancio dell'Agenzia. Articolo 9Il consiglio direttivo, d'intesa con la Commissione e previo parere della Corte dei conti, adotta il regolamento finanziario dell'Agenzia precisando, in particolare, la procedura da seguire per la fissazione e l'esecuzione del bilancio dell'Agenzia, in conformità dell'articolo 142 del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale dell'Unione europea.Articolo 10Il personale dell'Agenzia è soggetto alle norme e alle regolamentazioni applicabili ai funzionari e altri agenti delle Comunità europee. Il consiglio direttivo, d'intesa con la Commissione, adotta le modalità di applicazione necessarie.Il personale dell'Agenzia comprende un numero rigorosamente limitato di funzionari assegnati o distaccati dalla Commissione o dagli Stati membri per lo svolgimento delle funzioni direttive. Il resto del personale è composto da altri agenti assunti dall'Agenzia per una durata strettamente legata alle sue necessità.Articolo 11Il consiglio direttivo decide in merito all'adesione dell'Agenzia all'accordo interistituzionale sulle inchieste interne dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF). Esso adotta le disposizioni necessarie per lo svolgimento di dette inchieste interne.Le decisioni di finanziamento e tutti i contratti o strumenti di esecuzione che ne derivano autorizzano espressamente la Corte dei conti e l'OLAF a procedere, all'occorrenza, a verifiche in loco presso i beneficiari dei fondi dell'Agenzia e gli intermediari che li distribuiscono.Articolo 121. La responsabilità contrattuale dell'Agenzia è disciplinata dalla legge applicabile al contratto in causa.2. In materia di responsabilità extracontrattuale, l'Agenzia deve risarcire, conformemente ai principi generali comuni ai diritti degli Stati membri, qualsiasi danno cagionato dall'Agenzia o dai suoi agenti nell'esercizio delle loro funzioni.La Corte di giustizia è competente a conoscere delle controversie relative al risarcimento dei danni.3. La responsabilità personale degli agenti nei confronti dell'Agenzia è disciplinata dalle pertinenti disposizioni applicabili al personale dell'Agenzia. Articolo 13La Commissione sottopone al Consiglio una proposta relativa allo scioglimento dell'Agenzia quando ritiene che questa abbia assolto il suo mandato, definito all'articolo 1. In ogni caso, la Commissione sottopone al Consiglio una proposta sullo statuto dell'Agenzia al più tardi sei mesi prima che scada il presente regolamento.Articolo 14Il Centro di traduzione degli organi dell'Unione europea presta, in linea di massima, i servizi di traduzione necessari al funzionamento dell'Agenzia.Articolo 15Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo a quello di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso si applica fino al 31 dicembre 2004.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il Per il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA1. DENOMINAZIONE DELL'AZIONEProgramma comunitario di assistenza all'Albania, alla Bosnia-Erzegovina, alla Croazia, alla Repubblica federale di Iugoslavia e all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia.2. LINEA(E) DI BILANCIOCapitolo B-754; Articoli: B-7541; B-7541 A; B-7546.3. BASE GIURIDICAArticolo 308 del trattato che istituisce la Comunità europea.- Proposta di regolamento relativo all'assistenza all'Albania, alla Bosnia-Erzegovina, alla Croazia, alla Repubblica federale di Iugoslavia e all'ex Repubblica iugoslava di Macedonia.- Proposta di regolamento relativo all'Agenzia europea per la ricostruzione.4. DESCRIZIONE DELL'AZIONE4.1 Obiettivo generale dell'azioneIl programma di assistenza mira principalmente a promuovere la partecipazione dei paesi beneficiari al processo di stabilizzazione e di associazione.L'assistenza si prefigge in particolare:- la ricostruzione e la stabilizzazione della regione;- la creazione di un quadro istituzionale e legislativo a sostegno della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti dell'uomo e delle minoranze;- lo sviluppo economico e sociale e le riforme economiche orientate verso l'economia di mercato;- lo sviluppo di relazioni più strette fra i paesi beneficiari, nonché fra questi paesi e l'Unione europea.4.2 Durata dell'azione e modalità di rinnovoDurata indeterminata a decorrere dalla sua entrata in vigore. Il regolamento relativo all'Agenzia scade nel 2004. 5. CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE/ENTRATE5.1 Spesa obbligatoria/non obbligatoria: SNO5.2 Stanziamenti dissociati/non dissociati: SD5.3 Tipi di entrate previsti: nessuno6. NATURA DELLE SPESE/ENTRATE- sovvenzione al 100%;- sovvenzione nel quadro di un cofinanziamento con altre fonti del settore pubblico o privato;- possibilità di cofinanziamenti;- abbuoni d'interesse.Le azioni vengono finanziate mediante sovvenzioni. Queste spese, tuttavia, possono riguardare abbuoni d'interesse in caso di prestiti sulle risorse della Banca europea per gli investimenti o di prestiti concessi da altre istituzioni finanziarie internazionali per progetti d'investimento.Qualora l'azione dia risultati economici positivi, è previsto il rimborso parziale o totale del contributo finanziario comunitario- NoL'azione proposta comporta una variazione del livello delle entrate- No7. INCIDENZA FINANZIARIA7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (relazione tra singoli costi e costi complessivi)La regione dei Balcani Occidentali costituisce una priorità politica dell'UE, che nel corso del 1999 ha definito una nuova strategia per la regione, imperniata prevalentemente sul processo di stabilizzazione e di associazione e sul Patto di stabilità.La Commissione ha adottato l'8 dicembre 1999 orientamenti per l'assistenza alla regione nel periodo 2000-2006. L'assistenza futura dovrà essere adeguata agli obiettivi politici (ravvicinare i paesi della regione all'UE e rinsaldare i legami tra detti paesi) nonché rispondere al fabbisogno creato dalla ricostruzione e dal ritorno dei profughi.La Commissione intende stanziare, per il periodo 2000-2006, fino a 5 500 milioni di euro per l'assistenza a favore della regione. Questo importo comprende, fra l'altro, tutti i contributi al bilancio o macrofinanziari sotto forma di doni.Il costo totale dell'azione viene calcolato come segue:ALBANIATra il 1997 e il 1999, il programma di assistenza all'Albania è ammontato in media a 36 milioni di euro per la parte nazionale e a 12 milioni di euro per la parte transfrontaliera. Il paese ha beneficiato inoltre di un sostegno al bilancio di 14,9 milioni di euro per lo sviluppo della sua amministrazione centrale e di alcuni programmi multinazionali.Il disavanzo istituzionale dell'Albania, la cui popolazione supera di poco i tre milioni di abitanti, ne limita tuttora la capacità di assorbimento degli aiuti, che dovrebbe migliorare nei prossimi anni grazie al sostegno della Comunità.Oltre a proseguire gli interventi in corso, la Comunità deve aumentare il suo contributo in funzione delle esigenze del processo di stabilizzazione e di associazione.Il suo contributo finanziario dovrà pertanto essere aumentato in modo da conciliare la capacità di assorbimento dell'Albania con le esigenze supplementari create dal potenziamento delle istituzioni in funzione degli standard comunitari e con il fabbisogno di formazione della sua amministrazione.BOSNIA-ERZEGOVINALa Bosnia-Erzegovina ha usufruito sia del programma Phare che del programma Obnova. Nel periodo 2000-2006, l'assistenza alla Bosnia dovrà privilegiare, più che la ricostruzione, le riforme volte a preparare i negoziati degli accordi di stabilizzazione e di associazione.C'è ancora molto da fare, tuttavia, per sostenere il ritorno spontaneo dei profughi. Nel 2000 e nel 2001, si dovrà fornire a tal fine un contributo calcolato tenendo conto della cessazione dell'assistenza di ECHO (pari a 5,4 milioni di euro nel 1999).Sarà mantenuto anche il sostegno alle istituzioni e alla riforma economica.I progetti strettamente legati alla ricostruzione dovrebbero diminuire gradualmente per essere sostituiti da un sostegno al processo di ristrutturazione economica (sostegno alla privatizzazione).Vista la progressiva diminuzione del fabbisogno legato alla ricostruzione, la dotazione annuale per l'assistenza alla Bosnia dovrebbe calare gradatamente dal 2001 in poi.CROAZIALa nuova situazione politica della Croazia ha indotto la Comunità ad intensificare le relazioni con questo paese e a rafforzare l'assistenza nel quadro del processo di stabilizzazione e di associazione.Nonostante il suo considerevole potenziale, l'economia della Croazia, paese gravemente danneggiato dal conflitto, risente tuttora della situazione politica precedente. Finora, la Comunità ha contribuito unicamente alle riparazioni connesse al ritorno dei profughi, per un importo di 13 milioni di euro/anno.L'assistenza alla Croazia dovrà però essere aumentata per conseguire nuovi obiettivi, aiutando il paese a prepararsi ai negoziati dell'accordo di stabilizzazione e di associazione che il contesto politico precedente aveva impedito di avviare. Occorre inoltre mantenere il sostegno ai profughi e alla ricostruzione in corso in Croazia, e soprattutto ristrutturare la sua economia, favorendo al tempo stesso lo sviluppo del suo quadro istituzionale e legislativo e la modernizzazione della sua amministrazione.REPUBBLICA FEDERALE DI IUGOSLAVIAPer quanto riguarda l'assistenza alla RFI, si deve distinguere fra l'assistenza alla Serbia, al Montenegro e al Kosovo:- Repubblica di Serbia, tranne il KosovoSi sono ipotizzate due possibili evoluzioni della situazione politica in Serbia: nel primo caso, le condizioni politiche non miglioreranno prima del 2002; nel secondo caso, si potrà avviare sin dal 2001 un programma di ricostruzione e di cooperazione con la Serbia (cfr. la tabella a pag. 1).La stima più attendibile dei danni, eseguita da un gruppo di esperti serbi (G 17), si aggira sui 4 000 milioni di euro così ripartiti: 800 milioni di euro per l'infrastruttura, 2 900 milioni di euro per l'infrastruttura non economica e 370 milioni di euro per le infrastrutture economiche.Si ritiene possibile coprire gran parte delle spese di ricostruzione mediante finanziamenti basati su prestiti. Il bilancio comunitario potrebbe finanziare, sotto forma di doni, parte del costo della ricostruzione non coperto dai prestiti, nonché il costo della ristrutturazione istituzionale ed economica, entro un limite approssimativo corrispondente a metà dei danni stimati.Il contributo comunitario consisterebbe quindi, in primo luogo, in un programma di cooperazione collegato al processo di stabilizzazione e di associazione, di entità compresa tra 80 e 100 milioni di euro, volto a favorire lo sviluppo istituzionale ed economico e a sostenere la ristrutturazione industriale, e, in secondo luogo, in un programma di ricostruzione.L'importo totale per il periodo 2000-2006, stimato a 2,3 miliardi di euro, dovrà naturalmente essere riveduto a tempo debito in funzione di stime contraddittorie effettuate in loco e delle decisioni che saranno prese in occasione della futura conferenza dei donatori per quanto riguarda il contributo dell'UE alla ricostruzione della Serbia.In attesa di condizioni politiche più propizie, si propone di collaborare con i comuni favorevoli all'apertura. I comuni che risulteranno conformi ai requisiti (da determinare) potrebbero ottenere il finanziamento dei lavori riguardanti le piccole infrastrutture. Questo contributo, stimato a 40 milioni di euro/anno, proseguirà, strutturandola, l'azione intrapresa nell'ambito del progetto "Energy for Democracy" (EFD). Il progetto EDF, che prevedeva la fornitura di combustibile ai comuni che avevano accettato di firmare una carta sul rispetto di condizioni democratiche, ha avuto un forte impatto sulla popolazione serba, a cui l'Unione europea ha dimostrato di voler sostenere con impegno il suo processo di apertura democratica.Viste le circostanze, si è ritenuto prudente prevedere l'inizio della ricostruzione nel 2002. A decorrere da questa data, gli importi stanziati verranno maggiorati progressivamente per tener conto della capacità di assorbimento della regione fino a raggiungere un totale di 2,3 miliardi di euro per l'intero periodo considerato.- KosovoIl contributo comunitario alla ricostruzione del Kosovo per i prossimi tre anni (2000-2003) ammonterà a 1 000 milioni di euro, cui si aggiungeranno altri 90 milioni di euro per il triennio successivo. Se si aggiungono anche i 127 milioni di euro stanziati sul bilancio 1999, si ottiene un importo corrispondente all'impegno assunto dalla CE di coprire metà del fabbisogno di ricostruzione in Kosovo, stimato in base alla relazione congiunta della Commissione e della Banca mondiale.Nel febbraio 1999, la Commissione ha proposto, nell'ambito del processo di Rambouillet, che l'Unione europea finanzi per metà il costo della ricostruzione in Kosovo. Gli Stati membri hanno accettato la proposta della Commissione, partendo però dal presupposto che riguardasse unicamente il bilancio comunitario. Si ritiene comunque che un contributo del 50% a carico del bilancio comunitario sia giustificato viste le iniziative militari degli Stati membri e il contributo che hanno dato alle azioni della NATO durante il conflitto e alle successive attività di mantenimento della pace.- MontenegroIl Consiglio ha auspicato un rapido incremento del sostegno comunitario al Montenegro.La regione, che conta 600 000 abitanti, accoglie attualmente 30 000 profughi, concentrati prevalentemente nel Kosovo. Nel 1999 sono stati erogati aiuti pari a 7 milioni di euro nel quadro del programma OBNOVA. Il Montenegro, inoltre, ha ricevuto un'assistenza straordinaria per far fronte alle spese che hanno comportato l'arrivo e la permanenza dei profughi kosovari sul suo territorio. Si propone di rafforzare l'assistenza alla Repubblica di Montenegro, la cui stabilità politica e sociale è fondamentale per la stabilità dell'intera regione. Si dovrà dar prova di notevole impegno per aiutare questa Repubblica a modernizzare il funzionamento dell'amministrazione e delle istituzioni nonché a ristrutturare l'economia.FYROMNel 1999, il paese ha ottenuto 16 milioni di euro nel quadro del suo programma nazionale e 10 milioni di euro nel quadro del programma transfrontaliero.Grazie al suo notevole impegno politico, la FYROM è attualmente il paese della regione più conforme alle condizioni stabilite e più avanti per quanto riguarda il processo di stabilizzazione e di associazione. Sono in corso i negoziati dell'accordo di associazione. Come per l'Albania, oltre a proseguire gli interventi in corso la Comunità dovrà aumentare il suo contributo in funzione delle esigenze del processo di stabilizzazione e di associazione.Il livello di sviluppo economico della FYROM rimane comunque preoccupante, e costituisce un fattore di instabilità da tenere assolutamente sotto controllo. Il quadro legislativo necessario per lo sviluppo del settore privato e del settore finanziario deve essere aggiornato con urgenza onde agevolare l'accesso delle PMI al credito.Il paese dovrà essere aiutato ad accelerare le riforme, segnatamente per quanto riguarda la pubblica amministrazione.COOPERAZIONE REGIONALESia il processo di stabilizzazione e di associazione che il patto di stabilità attribuiscono particolare importanza all'intensificazione della cooperazione regionale, indispensabile per trovare una soluzione duratura ai problemi della regione. La cooperazione fra autorità nazionali e locali, infatti, è fondamentale in tutti i settori, che si tratti di agevolare gli scambi tra i paesi della regione, di risolvere problemi frontalieri, di potenziare le infrastrutture di collegamento o di favorire l'indipendenza dei mass media. Se impareranno a lavorare insieme, inoltre, questi paesi saranno maggiormente in grado di integrarsi in modo armonioso nelle strutture europee, anch'esse basate su principi di cooperazione regionale. La cooperazione regionale completerà i programmi transfrontalieri in corso con gli Stati membri, nonché le iniziative di Interreg e i programmi PHARE di cooperazione transfrontaliera. Questi programmi saranno estesi a tutti gli Stati della regione e completeranno adeguatamente le diverse attività della nuova iniziativa Interreg III in materia di cooperazione transnazionale, transfrontaliera e interregionale.Per il periodo 2000 - 2006 sono previsti in totale 558 milioni di euro.AGENZIA EUROPEA PER LA RICOSTRUZIONEIl regolamento (CE) n. 2454/1999 ha creato l'Agenzia europea per la ricostruzione, incaricata principalmente di attuare i programmi di ricostruzione in Kosovo. Il Consiglio può decidere, su proposta della Commissione, di estendere il mandato dell'Agenzia ad altre regioni della RFI. L'Agenzia è finanziata dagli stanziamenti iscritti nelle linee corrispondenti al programma nella parte B del bilancio comunitario, che coprono sia il finanziamento dei programmi di ricostruzione del Kosovo sia le spese di funzionamento dell'Agenzia. Queste ultime non possono superare, in media, l'8% all'anno degli stanziamenti complessivi iscritti in bilancio per il programma in questione. 7.2 Ripartizione per elementi dell'azione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1)  240+30 (riporto) +40 (storno).(2)  Qualora la Serbia diventi un paese democratico nel 2001, il fabbisogno supplementare dovrebbe essere coperto mediante lo strumento di flessibilità, per un importo massimo di 200 milioni di euro. (3)  Qualora si sia utilizzato lo strumento di flessibilità.(4)  Tranne l'assistenza umanitaria e le azioni a favore della democrazia, contemplate dal regolamento (CE) n. 976/99. 7.3. Spese operative di natura amministrativa e tecnica incluse nella parte B del bilancio (importi riportati a titolo indicativo, fatta salva la procedura di bilancio)CE in milioni di euro (prezzi correnti). (sono escluse sia le spese di funzionamento dell'Agenzia sia l'ATA che sarà necessaria nel 2001 qualora si utilizzi lo strumento di flessibilità per l'assistenza alla Serbia)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7.4. Agenzia per la ricostruzione7.4.1 Incidenza sull'organico (parte B del bilancio)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt; 7.4.2 Incidenza finanziaria globale delle risorse umane e spese di funzionamento dell'Agenzia.in mio EUR&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) Questo importo corrisponde alle previsioni per il biennio 1999-2000. Le spese di funzionamento non potranno superare, in media, l'8% all'anno degli stanziamenti complessivi iscritti in bilancio per il programma.7.5 Scadenzario stanziamenti d'impegno/di pagamentoSI/SP in mio EURLa tabella seguente riguarda i pagamenti relativi ai bilanci 2000-2006 e non comprende eventuali pagamenti effettuati nello stesso periodo ma relativi agli esercizi di bilancio precedenti.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;N.B.: Questo scadenzario non tiene conto di un eventuale ricorso nel 2001 allo strumento di flessibilità a favore della Serbia (massimale di 200 milioni di euro).8. DISPOSIZIONI ANTIFRODE PREVISTELe decisioni di finanziamento, nonché le convenzioni e i contratti che saranno conclusi nel quadro del presente regolamento, dovranno autorizzare espressamente la Commissione, gli organismi da essa incaricati, la Corte dei conti e l'OLAF a procedere, se del caso, a verifiche in loco.La Commissione può inoltre effettuare verifiche in loco e ispezioni conformemente al regolamento n. 2158/96 del Consiglio. Le misure prese dalla Commissione conformemente all'articolo 8 del presente regolamento dovranno tutelare adeguatamente gli interessi finanziari della Comunità a norma del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio.- Per l'Agenzia europea per la ricostruzioneIl controllo finanziario sarà effettuato all'interno dell'Agenzia dal controllore finanziario della Commissione.Ogni anno, il direttore presenterà al Parlamento europeo, al Consiglio, alla Commissione, al consiglio direttivo e alla Corte dei conti una relazione finanziaria sull'esecuzione del bilancio dell'esercizio precedente. La Corte dei conti esaminerà la relazione in base all'articolo 248 del trattato. Il Parlamento europeo dovrà poi dare scarico al direttore sull'esecuzione del bilancio.- Per la Bosnia-ErzegovinaL'esecuzione degli interventi è stata demandata all'Ufficio di rappresentanza della Commissione a Sarajevo nel giugno 1998. Un'unità speciale provvede al monitoraggio dei progetti e alle revisioni dei conti.9. ELEMENTI DELL'ANALISI COSTO-EFFICACIA9.1 Obiettivi specifici e quantificabili; beneficiariGli obiettivi specifici del programma sono descritti nel presente regolamento.Il programma di assistenza mirerà principalmente a promuovere la partecipazione dei paesi beneficiari al processo di stabilizzazione e di associazione.L'assistenza si prefigge in particolare:- la ricostruzione e la stabilizzazione della regione;- la creazione di un quadro istituzionale e legislativo a sostegno della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti dell'uomo e delle minoranze;- lo sviluppo economico e sociale e le riforme economiche orientate verso l'economia di mercato;- lo sviluppo di relazioni più strette fra i paesi beneficiari, nonché fra questi paesi e l'Unione europea.Il presente regolamento è destinato alla popolazione dei 5 paesi beneficiari, in totale 27 milioni di abitanti.Possono beneficiare direttamente dell'assistenza lo Stato, le entità federate, regionali e locali, gli organismi pubblici e parastatali, le organizzazioni di sostegno alle imprese, le cooperative, le società di mutua assistenza, le associazioni, le fondazioni e le organizzazioni non governative.Gran parte degli abitanti ha subito le conseguenze dei recenti conflitti che hanno dilaniato la regione. Oltre al notevole impegno ancora necessario in termini di ricostruzione, si dovranno sostenere il ritorno e il reinsediamento dei profughi, lo sviluppo economico nonché il potenziamento delle istituzioni e delle amministrazioni.In alcuni casi, il conseguimento degli obiettivi del programma potrà essere valutato in base al numero di case e di infrastrutture ricostruite, nonché al numero di profughi aiutati a reinsediarsi. L'assistenza fornita dal programma, tuttavia, si prefigge anche di sostenere lo sviluppo economico, le riforme orientate verso l'economia di mercato e il potenziamento delle istituzioni e delle amministrazioni pubbliche onde consolidare la democrazia e lo Stato di diritto.9.2 Giustificazione dell'azioneNegli ultimi dieci anni, i paesi dell'Europa sud-orientale, specie quelli beneficiari del presente regolamento, hanno ricevuto ingenti aiuti dalla comunità internazionale in generale e dall'Unione europea in particolare. Le tensioni interetniche e i conflitti, tuttavia, non sono cessati, né si sono fatti progressi politici o economici di rilievo.In questo periodo critico, l'Unione europea ha il dovere e la possibilità di dare un contributo significativo alla stabilizzazione e allo sviluppo della regione. L'anno scorso è stata messa in atto un'ambiziosa strategia politica, basata al tempo stesso sul processo di stabilizzazione e di associazione e sul Patto di stabilità.Il presente regolamento costituirà il quadro giuridico necessario per aiutare i paesi beneficiari a conseguire gli obiettivi della nuova strategia politica.9.3 Scelta delle modalità d'interventoDetti obiettivi saranno perseguiti mediante due tipi di interventi:- Potenziamento istituzionaleAssistenza ai beneficiari per sviluppare le strutture, le strategie e le competenze necessarie al rafforzamento delle capacità nei settori economico, sociale, legislativo e amministrativo.L'assistenza si concentrerà in particolare sullo sviluppo delle politiche settoriali, sulla modernizzazione dell'amministrazione e del sistema giudiziario, sulla formazione e sullo sviluppo delle risorse umane, nonché sulle riforme economiche.- InvestimentiÈ previsto, in particolare, un aiuto per la ricostruzione, la ripresa economica, le infrastrutture, lo sviluppo dell'attività del settore produttivo e le infrastrutture ambientali. 9.4 Controllo e valutazione dell'azioneIn un primo tempo, si procederà nel modo seguente:- l'assistenza al Kosovo sarà affidata all'Agenzia europea per la ricostruzione, creata dal regolamento (CE) n. 2454/1999, che ha il compito di preparare i progetti di programmi, in base alle istruzioni della Commissione, e di attuarli una volta adottati dalla Commissione. L'Agenzia dispone di servizi responsabili del monitoraggio, della valutazione e delle revisioni dei conti.- In Bosnia, i programmi vengono eseguiti secondo un'impostazione decentrata dalla delegazione in loco (ECRO), che beneficia dell'assistenza tecnica necessaria.- In Albania la gestione dell'assistenza è decentrata.La Commissione provvede a sorvegliare l'attuazione dei programmi. Le convenzioni di finanziamento comprenderanno per quanto possibile indicatori obiettivi e verificabili che consentano di valutare i risultati rispetto alle finalità.Al termine delle operazioni realizzate nel quadro di questo programma, si procederà a una valutazione ex-post del loro impatto.La valutazione del programma avrà inizio nel terzo anno di esecuzione.10. SPESE AMMINISTRATIVE (PARTE A DELLA SEZIONE III DEL BILANCIO GENERALE)La disponibilità effettiva delle risorse umane e amministrative supplementari dipenderà dalle decisioni prese dalla Commissione nel quadro dell'assegnazione annuale delle risorse, che terrà conto in particolare delle possibilità di storno e delle risorse aggiuntive autorizzate dall'autorità di bilancio.10.1 Incidenza sull'organico&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;10.2 Incidenza finanziaria globale delle risorse umane(EUR)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;10.3 Aumento delle altre spese amministrative determinato dall'azione(EUR)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) Comitato già esistente; nessuna spesa supplementare.Gli importi esprimono il costo totale dell'azione se essa ha durata determinata e il costo per 12 mesi se la durata è indeterminata.