CELEX: 22005D0300
Language: it
Date: 2005-03-08 00:00:00
Title: 2005/300/CE: Decisione n. 2/2005 del comitato degli ambasciatori ACP-CE, dell’8 marzo 2005, relativa all’adozione del regolamento interno del comitato di cooperazione doganale ACP-CE

14.4.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 95/54
            
         
      DECISIONE
      N. 2/2005 DEL COMITATO DEGLI AMBASCIATORI ACP-CE
   dell’8 marzo 2005
   relativa all’adozione del regolamento interno del comitato di cooperazione doganale ACP-CE
   (2005/300/CE)
   IL COMITATO DEGLI AMBASCIATORI ACP-CE,
   vista la decisione n. 2/1995 del Consiglio dei ministri ACP-CE, dell’8 giugno 1995, relativa alla composizione e alle modalità di funzionamento del comitato di cooperazione doganale ACP-CE,
   visto l’accordo di partenariato ACP-CE, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 (1), di seguito «accordo di Cotonou», in particolare l’articolo 37 del protocollo n. 1 dell’allegato V,
   visto il regolamento interno del comitato degli ambasciatori ACP-CE, in particolare l’articolo 15, relativo alla determinazione del regolamento interno dei comitati, sottocomitati e gruppi che assistono il comitato degli ambasciatori,
   desiderosi di assicurare la realizzazione degli obiettivi che gli Stati ACP e la Comunità europea si sono fissati nel titolo II della terza parte dell’accordo di partenariato,
   considerando che un’efficace cooperazione doganale tra gli Stati ACP e la Comunità europea può contribuire allo sviluppo degli scambi commerciali ACP/CE,
   considerando che il mandato del comitato è fissato dagli articoli 37 e 38 del protocollo n. 1 dell’allegato V dell’accordo di partenariato,
   DECIDE:
   Articolo 1
   1.   Il comitato di cooperazione doganale istituito dall’articolo 37 del protocollo n. 1 dell’allegato V dell’accordo di partenariato, di seguito «comitato», è composto, da un lato, da esperti degli Stati membri della Comunità europea e da funzionari della Commissione responsabili delle questioni doganali e, dall’altro, da esperti che rappresentano gli Stati ACP e da funzionari di gruppi regionali degli Stati ACP responsabili delle questioni doganali. Il comitato può ricorrere, se necessario, a conoscenze specifiche.
   2.   Ciascuna delle parti comunica il nome dei propri rappresentanti e del proprio copresidente a segretariato del Consiglio dei ministri ACP-CE.
   Articolo 2
   Le funzioni del comitato, definite all’articolo 37, paragrafi da 1 a 6, e all’articolo 38, paragrafi da 8 a 10, del protocollo n. 1 dell’allegato V dell’accordo di partenariato sono:
   
               a)
            
            
               assicurare la cooperazione amministrativa ai fini della corretta e uniforme applicazione del protocollo n. 1 dell’accordo di partenariato e assolvere qualsiasi altro compito che potrebbe essergli affidato nel settore doganale;
            
         
               b)
            
            
               esaminare periodicamente l’incidenza dell’applicazione delle norme d’origine sugli Stati ACP e raccomandare al Consiglio dei ministri ACP-CE i provvedimenti del caso;
            
         
               c)
            
            
               prendere le decisioni in materia di deroghe alle norme d’origine in conformità dell’articolo 38, paragrafi 9 e 10, del protocollo n. 1 dell’allegato V dell’accordo di partenariato;
            
         
               d)
            
            
               preparare le decisioni del Consiglio dei ministri ACP-CE in applicazione dell’articolo 40 del protocollo n. 1 dell’allegato V dell’accordo di partenariato.
            
         Articolo 3
   1.   Il comitato si riunisce almeno due volte all’anno alle date fissate di comune accordo dal gruppo ACP e dalla Comunità europea, di regola almeno otto giorni prima della riunione del comitato degli ambasciatori ACP-CE; in caso di necessità possono essere convocate riunioni straordinarie.
   2.   Ove necessario, il comitato può costituire gruppi di lavoro ad hoc per l’esame di questioni specifiche.
   3.   Le riunioni del comitato sono convocate dal suo presidente. Le sue deliberazioni sono riservate, salvo diversa decisione.
   Articolo 4
   La presidenza del comitato è esercitata, a turno, per un periodo di sei mesi, dal gruppo ACP e dalla Comunità europea:
   
               —
            
            
               dal 1o aprile al 30 settembre dal copresidente ACP,
            
         
               —
            
            
               e dal 1o ottobre al 31 marzo dal copresidente della Comunità europea.
            
         Articolo 5
   1.   L’ordine del giorno provvisorio di ciascuna riunione è fissato dal presidente di concerto con il suo copresidente ed è adottato dal comitato all’inizio di ciascuna riunione.
   2.   I compiti di segreteria e gli altri lavori necessari al funzionamento del comitato sono svolti dal segretariato del Consiglio dei ministri ACP-CE.
   3.   È compito del segretariato inviare ai membri del comitato, entro due settimane dalla riunione, le convocazioni, l’ordine del giorno, i progetti di disposizioni e qualsiasi altro documento di lavoro.
   4.   Il segretariato redige, dopo ogni riunione, un processo verbale che è adottato nella riunione successiva del comitato.
   Articolo 6
   Le deliberazioni del comitato sono valide solo se sono presenti la maggioranza dei rappresentanti designati dal gruppo ACP e un rappresentante della Commissione.
   Articolo 7
   1.   Le decisioni del comitato sono prese mediante accordo tra gli Stati ACP, da un lato, e la Comunità europea, dall’altro.
   2.   Se il comitato non è in grado di adottare una decisione, esso la sottopone al comitato degli ambasciatori ACP-CE.
   3.   In casi eccezionali, i copresidenti possono decidere di adottare le decisioni mediante procedura scritta, in particolare nel caso di decisioni prese in applicazione dell’articolo 38 del protocollo n. 1 dell’allegato V dell’accordo di partenariato.
   Articolo 8
   Il comitato può, ove lo ritenga utile, prevedere la presenza di esperti se le questioni esaminate richiedono una competenza specifica.
   Nonostante le disposizioni dell’articolo 1, qualsiasi Stato ACP non membro del comitato può partecipare ai suoi lavori come osservatore, salvo il caso in cui il comitato decida di deliberare in forma ristretta.
   Articolo 9
   Il comitato sottopone la sua relazione al comitato degli ambasciatori ACP-CE.
   Articolo 10
   Gli Stati ACP, da un lato, e gli Stati membri della Comunità europea, dall’altro, sono tenuti, ciascuno per quanto di loro competenza, ad adottare le misure necessarie all’esecuzione della presente decisione.
   Articolo 11
   La presente decisione entra in vigore all’atto della firma. Essa annulla e sostituisce la decisione n. 2/1995 del Consiglio dei ministri ACP-CE dell’8 giugno 1995 relativa alla composizione e alle modalità di funzionamento del comitato di cooperazione doganale ACP-CE.
   
      Fatto a Bruxelles, addì 8 marzo 2005.
      
         
            Per il comitato degli ambasciatori
         
         
            Il presidente
         
         M. SCHOMMER
         
      
   
   
      (1)  GU L 317 del 15.12.2000, pag. 1.