CELEX: 31999S1000
Language: it
Date: 1999-05-11 00:00:00
Title: Decisione n. 1000/1999/CECA della Commissione, dell'11 maggio 1999, che modifica la decisione n. 2277/96/CECA relativa alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio

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31999S1000

Decisione n. 1000/1999/CECA della Commissione, dell'11 maggio 1999, che modifica la decisione n. 2277/96/CECA relativa alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio  

Gazzetta ufficiale n. L 122 del 12/05/1999 pag. 0035 - 0037

DECISIONE N. 1000/1999/CECA DELLA COMMISSIONEdell'11 maggio 1999che modifica la decisione n. 2277/96/CECA relativa alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaioLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, in particolare l'articolo 74,(1) considerando che con la decisione n. 2277/96/CECA(1) la Commissione ha adottato un regime comune relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio;(2) considerando che con il regolamento (CE) n. 519/94(2), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1138/98(3) il Consiglio ha adottato un regime comune relativo alle importazioni da alcuni paesi terzi elencati nell'allegato I del suddetto regolamento;(3) considerando che l'articolo 2, paragrafo 7, della decisione n. 2277/96/CECA prevede che, nel caso di importazioni in provenienza da paesi non retti da un'economia di mercato, in particolare da quelli cui si applica il regolamento (CE) n. 519/94, il valore normale è determinato in base al prezzo o al valore costruito in un paese terzo di riferimento ad economia di mercato;(4) considerando che il processo di riforma in corso in Russia e nella Repubblica popolare cinese ha modificato in modo essenziale le economie di entrambi i paesi e ha portato all'emergere di imprese per le quali prevalgono condizioni proprie dell'economia di mercato; che, di conseguenza, i due paesi si sono discostati dal modello economico che aveva suggerito il ricorso al metodo del paese di riferimento;(5) considerando che la prassi antidumping della Comunità di cui al regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio(4), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 905/98(5), è stata aggiornata dal regolamento (CE) n. 905/98 al fine di poter tenere conto delle nuove condizioni economiche vigenti in Russia e nella Repubblica popolare cinese; che, in particolare, il regolamento (CE) n. 384/96 prevede che il valore normale può essere calcolato in base al regime applicabile ai paesi ad economia di mercato, qualora sia possibile dimostrare la prevalenza delle condizioni di mercato per uno o più produttori oggetto dell'inchiesta relativamente alla produzione e alla vendita del prodotto in questione;(6) considerando che l'articolo 2, paragrafo 10, della decisione n. 2277/96/CECA prevede che un numero limitato di adeguamenti possa essere effettuato al valore normale e al prezzo d'esportazione prima di effettuarne il confronto ai fini di determinare il margine di dumping; che è concepibile che le differenze a livello di spese di vendita, diverse da quelle elencate nella suddetta decisione, possano influenzare in certe circostanze la comparabilità dei prezzi, e che è ragionevole togliere a tale disposizione il suo carattere di elenco tassativo per quanto riguarda gli adeguamenti;(7) considerando che la prassi antidumping della Comunità secondo il regolamento (CE) n. 384/96 è stata modificata dal regolamento (CE) n. 2331/96 del Consiglio(6) al fine di chiarrire le condizioni per un adeguamento per differenze relative allo stadio commerciale nel caso in cui non esistano informazioni sugli effetti dei prezzi per due stadi commerciali nel mercato in oggetto nonché per prevedere un adeguamento al fine di una migliore determinazione della ripartizione delle spese tra i vari stadi commerciali sul mercato interno del paese esportatore;(8) considerando che, di conseguenza, le pertinenti disposizioni della decisione n. 2277/96/CECA devono essere rese quanto prima uniformi a quelle del regolamento (CE) n. 384/96 per assicurare l'uniforme applicazione delle regole antidumping in forza del trattato CE e del trattato CECA,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1L'articolo 2 della decisione n. 2277/96/CECA è modificato come segue:1) Il paragrafo 7 è sostituito dal seguente: "7. a) Nel caso di importazioni in provenienza da paesi non retti da un'economia di mercato(7) il valore normale è determinato in base al prezzo o al valore costruito in un paese terzo ad economia di mercato oppure al prezzo per l'esportazione da tale paese terzo ad altri paesi, compresa la Comunità, oppure, qualora ciò non sia possibile, su qualsiasi altra base equa, compreso il prezzo realmente pagato o pagabile nella Comuntià per un prodotto simile, se necessario debitamente adeguato per includere un equo margine di profitto.Un paese terzo ad economia di mercato viene opportunamente selezionato, tenendo debitamente conto di tutte le informazioni attendibili di cui si disponga al momento della scelta. Si deve inoltre tener conto dei termini; se lo si ritiene opportuno, viene utilizzato un paese terzo ad economia di mercato sottoposto alla stessa inchiesta.Le parti interessate sono informate subito dopo l'apertura dell'inchiesta in merito al pease terzo ad economia di mercato che si prevede di utilizzare e hanno dieci giorni di tempo per presentare osservazioni.b) Nel caso di inchieste relative ad importazioni in provenienza dalla Russia e dalla Repubblica popolare cinese, il valore normale è determinato a norma dei paragrafi da 1 a 6 qualora, in base a richieste debitamente motivate di uno o più produttori oggetto dell'inchiesta e in funzione dei criteri e delle procedure di cui alla lettera c), sia dimostrata la prevalenza di condizioni proprie dell'economia di mercato per il produttore o per i produttori in questione relativamente alla produzione e alla vendita del prodotto simile. Qualora ciò non sia possibile, si applica il regime di cui alla lettera a).c) La domanda di cui alla lettera b) viene fatta per iscritto e deve contenere prove sufficienti in ordine al fatto che il produttore opera in condizioni di economia di mercato. Ciò si verifica quando:- le decisioni delle imprese in materia di prezzi, costi e fattori produttivi, inclusi ad esempio le materie prime, le spese per gli impianti tecnologici e la manodopera, la produzione, le vendite e gli investimenti, vengano prese in risposta a tendenze del mercato che rispecchiano condizioni di domanda e di offerta, senza significative interferenze statali, ed i costi dei principali mezzi di produzione riflettano nel complesso i valori di mercato;- le imprese dispongano di una serie ben definita di documenti contabili di base soggetti a revisione contabile indipendente e che siano d'applicazione in ogni caso in linea con le norme internazionali in materia di contabilità;- i costi di produzione e la situazione finanziaria delle imprese non siano soggette a distorsioni di rilievo derivanti dal precedente sistema ad economia non di mercato relativamente alle svalutazioni degli attivi, alle passività di altro genere, al commercio di scambio e ai pagamenti effettuati mediante compensazione dei debiti;- le imprese in questione siano soggette a leggi in materia fallimentare e di proprietà che garantiscano certezza del diritto e stabilità per la loro attività, e- le conversioni del tasso di cambio siano effettuate ai tassi di mercato.Si procede ad un accertamento se il produttore soddisfa i criteri summenzionati entro tre mesi dall'avvio dell'inchiesta, dopo aver sentito il comitato consultivo e dopo aver dato all'industria comunitaria la possibilità di presentare osservazioni. Quest'accertamento resta valido durante l'inchiesta."2) Il paragrafo 10 è così modificato:a) La lettera d) è sostituita dalla seguente: "d) Stadio commercialei) Viene applicato un adeguamento per le differenze relative allo stadio commerciale, compresa ogni differenza che può emergere nelle vendite OEM (Original Equipment Manufactuter), se rispetto al sistema di distribuzione nei due mercati risulta che il prezzo all'esportazione, compreso quello costruito, si riferisce ad uno stadio commerciale diverso rispetto a quello del valore normale e che la differenza incide sulla comparabilità dei prezzi, come è dimostrato dalle costanti ed evidenti differenze tra le funzioni e i prezzi del venditore per i diversi dati commerciali nel mercato interno del paese esportatore. L'importo dell'adeguamento è determinato in funzione del valore di mercato della differenza.ii) Tuttavia, in circostanze non previste nel punto i), qualora una differenza esistente nello stadio commerciale non possa essere quantificata per l'assenza di tali stadi sul mercato interno dei paesi esportatori, o quando si dimostri che talune funzioni si riferiscono a stadi commerciali diversi da quello che deve essere utilizzato in sede di confronto, può essere accordato uno speciale adeguamento."b) È aggiunta la seguente lettera: "k) Altri fattoriUn adeguamento può essere ugualmente effettuato per differenze relative ad altri fattori non indicati nelle lettere da a) a j) se è dimostrato, come prescritto a norma del presente paragrafo, che tali differenze incidono sulla comparabilità dei prezzi, in particolare che gli acquirenti pagano sistematicamente prezzi diversi sul mercato interno a causa della differenza fra tali fattori."Articolo 2La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Essa si applica alle inchieste antidumping avviate successivamente alla sua entrata in vigore.La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, l' 11 maggio 1999.Per la CommissioneLeon BRITTANVicepresidente(1) GU L 308 del 29.11.1996, pag. 1.(2) GU L 67 del 10.3.1994, pag. 89.(3) GU L 159 del 3.6.1998, pag. 1.(4) GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1.(5) GU L 128 del 30.4.1998, pag. 18.(6) GU L 317 del 6.12.1996, pag. 1.(7) Inclusi Albania, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Corea del Nord, Georgia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Mongolia, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina, Uzbekistan, Vietnam.