CELEX: 51988PC0311
Language: it
Date: 1988-06-03
Title: Progetto di DECISIONE DEL COMITATO MISTO CEE-(A) che modifica, per quanto riguarda la voce 84.01, la lista di cui all'allegato III del protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" ed ai metodi di cooperazione amministrativa#Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO relativo all'applicazione della decisione n. /88, del Comitato misto CEE-(A) che modifica per quanto riguarda la voce 84.01, la lista di cui all'allegato III del protocollo n. 3 relativo alla definizione della nozione di "prodotti originari" ed ai metodi di cooperazione amministrativa#(presentati dalla Commissione) (A) Austria/Finlandia/Islandia/Norvegia/Svezia/Svizzera

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 311
Vol. 1988/0120
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
lieu par le règlement (UE) 2015/496 du Conseil du 17 mars 2015 (JO L79 du 25. 3.2015, p. 1), ce
dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents classifiés présents dans ce dossier
ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit règlement ou sont considérés déclassifiés
conformément aux articles 26(3) et 59(2) de la décision (UE, Euratom) 2015/444 de la
Commission du 13 mars 2015 concernant les règles de sécurité aux fins de la protection des
informations classifiées de l'Union européenne.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as last amended by Council
Regulation (EU) 2015/496 of 17 March 2015 (OJ L 79, 27.3.2015, p. 1), this file is open to the
public. Where necessary, classified documents in this file have been declassified in conformity
with Article 5 of the aforementioned regulation or are considered declassified in conformity with
Articles (26.3) and 59(2) of the Commission Decision (EU, Euratom) 2015/444 of 13 March 2015
on the security rules for protecting EU classified information.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
Verordnung (EU) Nr. 2015/496 vom 17. März 2015 (ABI. L 79 vom 25.3.2015, S. 1), ist dieser Akt
der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit erforderlich, wurden die Verschlusssachen in diesem Akt in
Übereinstimmung mit Artikel 5 der genannten Verordnung freigegeben; beziehungsweise werden
sie auf Grundlage von Artikel 26(3) und 59(2) der Entscheidung der Kommission (EU, Euratom)
2015/444 vom      13.   März 2015     über die   Sicherheitsvorschriften für den Schutz von  EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak---       V
            COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                            COM(88 ) 311 def .
                                                            Bruxelles , 3 giugno 1988
                                          Progetto di
                            DECISIONE DEL COMITATO MISTO CEE-(A )
            che modifica , per quanto riguarda la voce 84.01 , la lista di cui
                   all' allegato III del protocollo n . 3 relativo alla
                   definizione della nozione di " prodotti originari " ed
                         ai metodi di cooperazione amministrativa
                                          Proposta di
                              REGOLAMENTO ( CEE ) DEL CONSIGLIO
               relativo all' applicazione della decisione n .                  / 88 , del
         Comitato misto CEE-(A ) che modifica per quanto riguarda la voce 84.01 ,
     la lista di cui all' allegato III del protocollo n . 3 relativo alla definizione
                  della nozione di " prodotti originari " ed ai metodi di
                                 cooperazione amministrativa
                                                                I
                               ( présentât ! d    dalla\ Commissione)
                                                        t>
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( A ) Austria/Finlandia/Islanda/Norvegia/Svezià7'S-v-rrz£ra
 ---pagebreak---                                       REL3HICNR
Allorché ali accordi di libero scambio CEE-KFmA vennero negoziati , nel 1972 , fu
deciso che , per 1' origine degli elementi di combustibile nucleare della voce
doganale n° 84.59 ( 1 ), si sarebbe derogato alla regola di base applicabile ai
prodotti del capitolo 84 della T. D.C.    Tale deroga è stata in seguito prorogata
due volte ; l' ultima decisione , che proroga la derapa fino al 31 dicembre lq88,è
entrata in vigore con la pubblicazione dei regolamenti ( CEE ) da n° 3619 a 3626
del Consiglio , del 21 dicembre 19.92 , e delle relative decisioni n° ne 1 /82 dei
Comitati misti CEE-EFTA (G.TT . n° L 332 del 31.12.1982 , paqg . 17 a 30 ).
Al momento dell' adozione della proroga da -parte del Consiglio , guale posizione
comune della Comunità , la Commissione si era impegnata ad effetuare uno studio
approfondito sulle conseguenze economiche che la scelta di regole da applicare
a lungo termine potrebbe comportare per la Germinità . Lo studio è oggetto della
relazione allegata alla presente proposta .
Dalla relazione risulta che la regola normalmente applicabile che esige che
60 % del valore aggiunto sia ottenuto nella Communità o in un paese dell 1 RUTA è
troppo severa , in quanto il solo costo dell' uranio naturale non originario può
rappresentare il 50 % del valore del prodotto finito . In una riunione del
canitato dell' origine cui hanno partecipato esperti in materia di cicli di
combustibile nucleare sono stati esaminati i risultati delia relazione ; gli
esperti in grande maggioranza hanno espresso la loro preferenza per una nuova
proroga della deroga attualmente in viqore aldilà del 31 dicembre 1988 , tenuto
conto delle incertezze che ancora gravano sul mercato degli            elementi di
combustibile nucleare e per non ipotecare l' avvenire .
Voltano gii esperti di due delegazioni hanno espresso la preferenza per
1' adozione di regole definitive .
La delegazione francese ha chiesto ohe la regola normale di percentuale di cui
alla lista ripresa nell' allegato III del Protocollo M° 3 sia applicabile a
partire dal 1° gennaio 1.989 , e ai tempo stesso è d' accordo che la percentuale
di valore aggiunto esiaibiìe nella Comunità o in un paese dell 'ERTA sia ridotta
dal 60 al 50
Inversamente la delegazione tedesca , allo scopo di mettere fine all' incertezza
thè regna, tra qli industriali ed i clienti potenziali di elementi di
crab retini le nucleare a causa delle reqole applicabili a titolo provisorio , si
è pronunciata per l' adozione definitiva della proroga fin altri termini , questo
 significa l’abbandono puro e semplice di qualsiasi reqola di percentuale nella
 lista sedette a favore della regola generale secondo la quale il cambiamento di
^ooe tariffaria fa acquisire l' origine al prodotto ottenuto .
 hi iogulro all' ir(traduzione del sistema armonizzato di designazione e di
codificazione delle merci. { S.A. ), a partire dal 1° gennaio 1988 gli elementi di
cotsjustibii i rientrano nella wx:e doganale 8 . A. 84.01 .
 ---pagebreak---                                 PROPOSTA
Tenuto conto della necessità di determinare fin d' ora quale sarà la
regola di origine da applicare agli elementi di combustibile nuclea¬
re dopo il 31 dicembre 1988 in quanto i contratti a lungo termine
conclusi attualmente riguardano gli anni a venire , la Commissione ri ¬
tiene che sarebbe saggio orientarsi verso una nuova deroga fino al
31 dicembre 1995 , in modo da permettere alle industrie comunitarie
del settore interessato , che non possono raggiungere le percentuali
richieste , di continuare a beneficiare delle preferenze nell' ambito
degli scambi CEE /paesi dell' EFTA e tenuto conto del fatto che taluni
industriali consultati sono alquanto scettici sulla possibilità di
cumulare insieme , in un prossimo avvenire , le operazioni di arric ¬
chimento e quelle di fabbricazione necessarie per raggiungere il 50%
almeno del valore aggiunto nella Comunità , soprattutto per via dei
contratti a lungo termine stipulati per periodi di consegna diffe¬
renti .
 ---pagebreak---                                           Proposta di
                         DECISIONE DEL COMITATO MISTO CEE-(A )
che nodifica , per quanto riguarda la voce 84 . 01 , la lista di cui all' allegato III
del protocollo n . 3 relativo alla definizione della nozione di " prodotti origina ¬
ri " ed ai aetodi di cooperazione anainistrati va
IL COMITATO MISTO ,                                      del diritto in questo campo ; che è quindi già ora
                                                         necessario prorogare la deroga in vigore .
visto 1 1 accordo Ira la Cumuli 1 1. A n omini I o.i m
                                                         lit Cl UI   .
ropea e ( B ) firmato a Bruxelles il ( C ),
visto il protocollo n . 3 relativo alla defini ¬                                Articolo 1
zione della nozione di " prodotti originari " ed
ai metodi di cooperazione amministrativa in
appresso denominato " protocollo n . 3 ", in par ¬
ticolare l' articolo 28 ,
                                                       11 testo della nota in calce che si riferisce alla
                                                       voce 84.01 e che figura attualmente nella lista di
considerando che la nota in calce che figura
                                                       cui all' allegato III del protocollo n . 3 è sostitui ¬
nella lista di cui all ' allegato III del proto ¬
collo n . 3 e che accorda agli elementi di com ¬       to dal testo seguente :
bustibile nucleare una deroga alla regola di
origine applicabile al capitolo 84 del siste ¬               " Per quanto riguarda gli elementi di combustibili
ma armonizzato di designazione e di codifica                 nur.lr.nri della voce deqanale 84.01 , fino al 31 di
 zione delle merci ( 5 . A. ) è applicabile solo li          r.emlire 199 !>, le regole di cui alle colonne 3 e 4
                                                             non sono appi icabi li ".
no al 31 dicembre 1988 ; che gli elementi di com
bustibile nucleare della voce 84.01 ottenuti
a partire da uranio non originario , arricchito                                Articolo 2
nella Comunità , non soddisfano ancora i cri ¬
teri di base definiti dalle regole di origine
applicabili al capitolo 84 e probabi Imente non
                                                       La presente decisione entra in vigore il l5 luglio
                                                        1988 .
li soddisfaranno in un futuro prevedibile ; che
 è necessario pertante prorogare la deroga per         Fatto a Bruxelles , addi
 un ulteriore periodo ;
considerando che nell' industria dei combustibi -                                    Per il Comitato misto
li nucleari i contratti vengono stipulati per                                           11 Presidente
lunghi periodi e molto prima della data in cui
hanno inizio le forniture ; che ? opportuno qa
rantire la certezza
(A)   Austria , Finlandia Islanda ,                    (C)      22 luglio     1972
      Norvegia , Svezia , Svizzera                               5 ottobre    1973
                                                                22 luglio     1972
 íe ) la Repubblica d' Austria                                  14 maggio     1973
      la Republica di Finlandia                                 2?  luglio    1972
      la República d' islanda                                   22 luglio     1972
      il Regno di Norvegia
      il Regno di Svezia
      la Confederazione Svizzera
 ---pagebreak---                                        PROPOSTA Dl
                   RE60LAREIT0           ( CEE )        DEL       CORSIGLIO
 relativo all' appllcarlono dalla decisione n .                                    / Il dal Casi -
 tata mlstoCEE-(A ) cha modifica per quanta riguarda la vaca
 84.01 , la lieta di cui all' allegato III dal protocollo a . 3
 relativo alla              defini / i n ri e dalla nozione di " prodotti origi ¬
 nari "        ad   ai  aetodi      di   coopcrazione             aaoinistrativa
 IL C0NSIGLI0 DELLA COMUNITA EURÜPEE                     considerando che occorre applicare tale
                                                          decisione nella Comunità .
 visto il trattato che istituisce la Comuni ¬
 tà economica europea , in particolare l' arti ¬
 colo 113 ,
                                                         HA      ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO ;
 vista la proposta della ('.omm i r.s i olir ,
 considerando che un accordo tra la Comu ¬                                  Articolo 1
 nità economica europea e          (8) ( 1) è
                                                         Per l' applicazione dell' accordo tra la Comu¬
 stato firmato ( C ) ed è entrato in vigore              nità economica europea e ( B ) si applica nella
 il ( D );
                                                         Comunità la decisione n .      /B 8 del Comitato
                                                         misto .
 considerando che in virtù dell' articolo 28 del
 protocollo n . 3 relativo alla definizione
 della nozione di " prodotti originari " ed
 ai metodi di cooperazione amministrativa ,
 che è parte integrante di detto accordo ,                                  Articolo 2
 il Comitato misto ha adottato la decisio ¬
 ne n .     / 88 che modifica , por quanto rigu ¬
 arda la vnr.n 114.01 , In list-i ili cui all'            Il prf.enio rr<|ol .imunfn entra in vigore il terzo
                                                          giorno successivo alla publicazione nella Ga-
 allegato III di detto protocollo ;
                                                          / cl.i a ufficiale Hello Communità europee .
                    Il presente regolamento è ohhliqator'o i tutti i suoi elementi e direttamente
 applicabile in ciascuno degli Stali membri .
 Fatto a Bruxelles , addi
                                                                        Per il Consiglio
                                                                         Il Présidente
  (A) Austria / Finlandia/tslanda/Norvegia/Svezia/Svizzera
(B) la Repubblica austriaca                       ( C ) 22 Luglio 1972                (D)   1 o Gernaio 1973
       la Repubblica finlandese                          5 Ottobre 1973                     1 o Gernaio 1974
       ^ Repubblica islandese                           22   Luglio   1972                  1 o Aprile  1973
      il Regno di Norvegia                              14   Maggio   1973                  1 o Luglio  1973
      il Regno di Svezia                                22  Luglio    1972                  1 o Gernaio 1973
       la Confederazione elvetica                       22  Luglio    1972                  1 o Gernaio 1973
  (1 )    Austria        GU L 300 del 31.12.1972, p. 2
          Finlandia      ai L SPA del 28.11.1973, p . ?
          Islanda        GU L 3W del 31.12.1972, p. 2
          Norvegia       GU L 171 del 27.06.1973, p. 2
          Svezia         GUL 300 del 31.12.1972, p. 97
          Svizzera       SU L 3X del 21.12.1972, p. 189
 ---pagebreak---                              ALLEGATO : RELAZIONE
       CEE - EFTA - Le regole d' origine
relative agli  elementi combustibili    nucleare
 ---pagebreak---     INDICE
    I.       Introduzione e antefatto
  II .       Le varie fasi del ciclo del combustibile nucleare
             et loro connessioni con le voci della tariffa doganale comune
III .        Ripartizione del valore aggiunto al prodotto finito tra te
             varie fasi del ciclo del combustibile
 IV .        Gli scambi commerciali di elementi combustibili tra i paese
             della CEE e l' EFTA
  V.         Commenti e prese di posizione dei paesi membri in merito al
             problema della scelta delle regole di origine da applicare
             a lungo termine ai combustibili nucleari
    Allegato : Questionário .
 ---pagebreak---                             REGOLE DI ORIGINE CEE-E FTA ^*^
            CONCERNENTI GLI ELEMENTI DI COMBUSTIBILE NUCLEARE
I. Introduzione e antefatto
1 . Gli scambi commerciali tra i paesi della CEE e quelli dell' EFTA sono disci ¬
    plinati da una serie di accordi di libero scambio . In generale i dazi
    doganali per i prodotti industriali sono stati ridotti a zero a condizione
    che i prodotti oggetto degli scambi soddisfino talune condizioni . Queste
    condizioni sono fissate nel protocollo n . 3 di ciascun accordo relativo
    alla nozione di "prodotti originari " e ai metodi animi ni strati vi di coope¬
    razione e prevedono un determinato livello di lavorazione o di trasforma ¬
    zione da eseguire nel caso in cui i prodotti siano importati da paesi terzi .
    Le regole di origine hanno lo scopo di garantire che il beneficio delle
    preferenze sia concesso ai prodotti fabbricati nei paesi partner degli
    accordi e non ai prodotti dei paesi terzi .
2 . Gli elementi di combustibile nucleare rientrano nella categoria generale per
    la quale la regola di origine di base prevede che il valore dei prodotti
    di paesi terzi utilizzati per la produzione di un prodotto finito non possa
    superare il 40% del valore del prezzo "franco stabilimento ". In altri termini ,
    almeno il 60% del valore del prodotto finito dev' essere aggiunto sotto forma
    di materie o di servizi nel paese esportatore e la CEE è considerata "entità
    esportatrice unica ".
3 . Nel 1972 , anno in cui vennero negoziati gli accordi CEE-EFTA , era evidente
    che gli elementi di combustibile nucleare non avrebbero potuto soddisfare alla
    regola fondamentale dato che a quell' epoca la Comunità era importatrice di
    uranio e di servizi di arricchimento , ossia di uranio arricchito . Esistevano
    bensì progetti di stabilimenti di arricchimento nella Comunità^ma non era
    possibile prevedere quando tali progetti sarebbero stati realizzati o quale
    sarebbe stato il rapporto di prezzo tra i diversi prodotti . Di conseguenza ,
    era stato deciso di derogare alla regola di base fino al 31 dicembre 1977
    sospendendo il limite di valore del 40% in modo da consentire agli elementi
    di combustibile nucleare fabbricati utilizzando uranio arricchito importato ,
    di beneficiare delle preferenze nel quadro degli scambi CEE-EFTA .
     (*) Austria, Finlandia, Islanda , hbrvegia         Svezia , Svizzera .
 ---pagebreak---                                    - 2 -
4 . La deroga venne prorogata in seguito due volte ; l' ultima decisione che
    proroga la deroga dal 31 dicembre 1984 fino al 31 dicembre 1988 è entrata
    in vigore con la pubblicazione dei regolamenti ( CEE ) nn . 3619-3625 del
    Consiglio del 21 dicembre 1982 e delle relative decisioni n . 1182 del
    comitato misto CEE-EFTA .
5 . Nel corso della discussione sull' opportunità di una nuova deroga degli
    elementi combustibili nucleari alla regola fondamentale , era stato chiesto
    al gruppo dei problemi atomici di dare il suo parere in merito . I lavori
    del gruppo non hanno portato ad una posizione unanime . Infatti la delegazione
    francese , nell' intento di favorire essenzialmente l' industria di arricchimento
    sviluppatasi nella Comunità dopo la messa in vigore degli accordi CEE-EFTA ,
    aveva suggerito di sopprimere la deroga ma di ridurre al 50% o al 40% la
    percentuale del 60% del valore aggiunto richiesto ai sensi della regola
    fondamentale per ottenere una franchigia doganale nel caso degli elementi
    combustibili nucleari . La maggioranza delle delegazioni aveva però espresso
    in questa fase una preferenza per una proroga della deroga .
6 . Successivamente , la Commissione , tenendo conto delle riflessioni scambiate
    nell' ambito del gruppo problemi atomici , ha proposto al Consiglio di prorogare
    la deroga soltanto fino al 31 dicembre 1988 in luogo del 31 dicembre 1990 ,
    come previsto dal progetto iniziale di decisione . Approvando la proposta
    della Commissione in merito all' atteggiamento della Comunità nell' ambito
    del comitato misto , il Consiglio ha fatto inscrivere a verbale la dichiara ¬
    zione suggerita dalla Commissione :
    " La Commissione , considerata l' importanza e la complessità delle industrie
      in causa , si impegna ad effettuare quanto prima possibile uno studio ap ¬
      profondito sull' incidenza delle conseguenze economiche che potrebbe aver
      per la Comunità la scelta delle regole applicabili a lungo termine ".
7 . La presente relazione costituisce lo studio di questa incidenza che la
    Commissione si è impegnata ad eseguire . Esso è stato redatto con l' assistenza
    degli esperti dei vari Stati membri interessati all' argomento .
                                                                                      9
 ---pagebreak--- II . Le varie fasi del ciclo del combustibile nucleare e loro connessioni
     con le voci della tariffa doganale comune
 1 . Le considerazioni che seguono si limitano agli elementi combustibili a ossido
     di uranio arricchito , combustibili per centrali elettronucleari dotate di
                                                      (*)
      reattori termici del tipo LWR e AGR
     Questa limitazione è giustificata :
      - dalle decisioni prese molti anni orsono nell' ambito della Comunità di
          abbandonare lo sviluppo delle centrali elettronucleari raffreddate a
          gas ed alimentate con uranio naturale metallico ;
      - dal fatto che i paesi dell 'EFTA non utilizzano centrali elettronucleari
          raffreddate a gas ed alimentate con uranio naturale metallico ; tali paesi
          hanno infatti imperniato la loro attività , come del resto i paesi della
          Comunità , sullo sviluppo della filiera ad acqua leggera ;
      -- dal fatto che gli elementi di combustibili misti ad ossidi di uranio e di
          plutonio utilizzati quale combustibile per i superconverti tori o come
          combustibile di riciclo per i reattori termici del tipo LWR e AGR saranno
          fabbricati nella Comunità senza alcun apporto rilevante da parte di un
          paese terzo . Si aggiunga il fatto che non si prevede che il mercato di
          questo tipo di combustibile raggiunga una quota importante del mercato
          di esportazione di elementi combustibi li prima del primo decenno del
          prossimo secolo .
 2 . La sequenza percorsa dal combustibile nel ciclo del combustibile nucleare
      considerato in seguito viene cosi schematizzata :
        concentrato di minerale di_        convertito in gas e             esafluoruro d i uranio _/UF6/
        uranio (yellow cake) j/U3G8/       depurato in uno stabi-          TDC 28.50.21.00
        TOC 26.01 (**>                     limento di conversiorte
                                                                           arricchito in U235 in uno
                                                                           stabilimento di arricchimento
     j Oiotìsido di uranio arri-           concert ito in polvere nello    esafluoruro di urani o _/UF6/
     j cchito /UQ2/                     ^ sta&T 11mento di prcduzione      arricchito in 1235
     i IDC 2830.4100                                                       TOC 28.50.4100
        cocw'essc e sinterizzato in
        pastiglie orniate successi -
        vestente in tuoi
        terre ri espile ter, pastiglie w riunite in elementi di            elementi di confoustibi le
        die biossido di uranio /U12/     “ cànoustìEiTle                   nucleare
        TDC 28.50.4100                                                     TOC 84.59.3200
         (*) LWR : Light Water Reactor (Reattore ad acqua leggera )
             AGR : Advanced Gas-Cooled Reactor ( reattore avanzato a gas )
       <**) Voce della Tariffa Dogana le _0onLine
 ---pagebreak---                                          - 4 -
3 . La sequenza della fabbricazione di elementi di combustibili a partire dal
    concentrato di minerale d' uranio sino all' assemblaggio delle barre in elemento
    combustibile , ossia al prodotto finito , si compone infatti di varie fasi
    ben distinte . Alcuni paesi della Comunità che dispongono delle industrie del
    ciclo del combustibile eseguono soltanto una o più fasi di questa sequenza ,
    altri   la totalità .
4 . La Comunità non è esportatrice di uranio . Il valore che la Comunità è in
    grado di apportare ai prodotti finiti può provenire soltanto dalla fasi a
    partire da quella della conversione del concentrato di minerale di uranio
    naturale importato . In linea di massima , una centrale elettronucleare conclude
    contratti di approvvigionamento di uranio naturale a lungo termine v ' ( spesso
    per 10 anni ) da 3 a 5 anni prima della fornitura dei primi elementi combus ¬
    tibili per la centrale . L' obbligo contrattuale di fornitura di uranio concerne ,
    nella maggioranza dei casi , soltanto i fabbisogni annui reali della centrale
    ed in generale tali contratti non sono legati ad altri di approvvigionamento ,
    ad esempio , a quelli dei servizi di conversione o di arricchimento .
    Da parte dei paesi esportatori si constata peraltro una tendenza ad imporre
    le vendite di uranio sotto forme più eleborate del concentrato di minerale
    d' uranio .
    A titolo d' esempio , il Canada , dal quale la Comunità ha importato dal 15 al
    20% del suo approvi gionamento esterno di uranio negli ultimi anni , impone
    ai clienti la conversione , negli impianti canadesi , di quasi tutta questa
    materia ; i quantitativi che sfuggono a questo obbligo a titolo eccezionale
    sono molto modesti ; dell' ordine del 5 - 10% .
5 . Cinque imprese provvedono attualmente all' operazione di conversione nel mondo
    occidentale e due sono situate nella Comunità : BNFL nel Regno Unito e
    Comurhex in Francia . Il potenziale mondiale totale disponibile supera la
    demanda .
    I fabbisogni di servizi di conversione della Comunità sono attualmente molto
    inferiori alla capacità disponibile negli Stati membri . Il tasso di utilizza¬
    zione relativo ai soli fabbisogni interni dovrebbe aumentare progressiva ¬
    mente e raggiungere il 75% circa nel 1990 . Si può dunque asserire che nella
    Comunità esiste un potenziale considerevole di esportazione di servizi di
    conversione che può coprire eventuali fabbisogni europei al di fuori della
    Comunità . All 'occorrenza , le capacità possono essere inoltre rapidamente
    aumentate con l' estensione degli attuali stabilimenti .
     (*) Le transazioni a breve termine dette "spot" ooncemono approssimativamente soltanto
         il 10% del tonnellaggio del mercato mondiale .
                                                                                            <M
 ---pagebreak---                                           - 5 -
    I servizi di conversione ricevono generalmente gli ordini delle centrali
    3-8 anni prima della fornitura dei primi elementi combustibili . I con-
    tratti coprono normalmente un periodo di una decina d' anni / sono essi pure
    conclusi      indipendentemente da altri contratti di approvvigionamento .
    Come risulta dalla figura precedente , il combustibile varia dalla voce
    26.01 alla voce 28.50 della tariffa doganale comune quando il concentrato
    di minerale viene convertito in esafluoruro di uranio naturale . In base
    alle regole di origine in vigore , questo cambiamento di voce conferisce
    l' origine comunitaria alle materie ed ai servizi non originari , vale a
    dire , nella fattispecie , all' uranio importato . Se in seguito questo combusti -
    bile è arricchito all' interno della Comunità e confezionato in elementi
    combustibili , il prodotto finito è considerato di origine comunitaria al 100% .
    In conclusione , anche in mancanza della deroga in vigore , la regola di base
    del 60% è soddisfatta se l' uranio importato è convertito in esafluoruro
    nella Comunità e successivamente arricchito e confezionato in elementi       combus ¬
    tibili all' interno di quest 'ultima . Se invece l 'esafluoruro di uranio è
    esportato per l' arricchimento in un paese terzo e reimportato nella Comunità ,
    l' uranio perde l' origine comunitaria conferita gli dalla conversione .
6 . L' arricchimento è una fase del ciclo di combustible che consiste nell 'aumentare
    il tenore di isotopi fissili nell' uranio .
    Attualmente cinque paesi provvedono a questa operazione nel mondo ad economia
    di mercato . Due società situate nella Comunità hanno realizzato importanti
    investimenti      nell' ultimo decennio :
    - Eurodi f gestisce uno stabilimento della capacità di 10,8 milioni UTS /anno ^
        a Tricastin in Francia . Il capitale della società è detenuto fra l' altro
        da imprese di paesi membri della Comunità , Francia ( 51,33% ), Italia.,
      (16,25% ), Belgio ( 11,11% , Spagna ( 11,11% );
    - U renco Ltd che dispone attualmente di una capacità dell' ordine di 1,S mi ¬
         lioni UTS /anno . La società venne costituita in parti uguali da un' impresa
        tedesca , una britannica ed una olandese ; i suoi stabilimenti in fase di
        produzione o in corso di costruzione sono situati a Capenhurst ( UK ),
        Almelo ( NL ) e Gronau ( D ).
    L' attuale capacità mondiale di arricchimento dell' ordine di 42 di UTS / anno
    eccede ampiamente fabbisogni dell' ordine di 25 milioni di UTS        . La maggior
    parte dell' eccedenza proviene dagli Stati Uniti che dominano quantitativa ¬
    mente l' offerta mondiale dei servizi di arricchimento . Si prevede che la
      .(*> UTS = Unità di lavoro di Separazione
     (**) Si tratta dei fabbisogni dei paesi ad economia di mercato.
 ---pagebreak---     capacità mondiale resterà eccedentaria sino agli anni 1995 /2000 .
    Quanto alla Comunità , le capacità attuali e quelle in fase di realizzazione
    basteranno largamente a coprire i fabbisogni dei paesi membri sino a circa
    il 1995 . Di fronte a questa eccedenza mondiale di capacità , di natura con¬
    giunturale , ed alle importanti scorte costituite in passato a motivo proprio
    di questa eccedenza , il mercato di arricchimento è caratterizzato óz una
    viva concorrenza . Si aggiunga che in futuro le industrie europee del settore
    dovranno probabilmente fronteggiare il progressivo affacciarsi di nuovi
    concorrenti .
    Quanto alle condizioni commerciali vigenti nel settore , anche i contratti
    di arricchimento si estendono , in linea di massima , ad un periodo di 10 anni
    e sono conclusi da 3 a 8 anni prima della fornitura dei primi elementi
    combustibili alla centrale elettronucleare .
    L' uranio arricchito è classificato nella voce 28.50 della tariffa doganale
    comune . Se è importato da un paese terzo , indipendentemente dall' origine
    delle materie o dei servizi apportati al combustibile prima dell' arricchi ¬
    mento , l 'integralità del suo valore è considerata di origine non comunitaria .
7 . La fase della fabbricazione comprende le operazioni che partendo dal fluoruro
    di uranio arricchito terminano con la fornitura di elementi combustibili
    completi destinati ad essere introdotti nei reattori .
    Sotto l' aspetto industriale , le imprese del settore eseguono generalmente
    tutte le operazioni a partire dalla conversione di esafluoruro in biossido
    di uranio ( vedasi figura 1 ).
    La maggioranza dei paese che dispongono di un programma elettronucleare
    possiedono una o più industrie in questo settore e fra essi si trovano
    alcuni paesi della Comunità e dell' EFTA . In questo contesto va rilevato
     che i paesi dell' EFTA sono rappresentati sul mercato mondiale del combus ¬
    tibile nucleare soltanto nel settore della fabbricazione . La fabbricazione è
    caratterizzata da investimenti relativamente modesti e da tecnologie di
    facile applicazione nella scala voluta e presenta una notevole elasticità
    di adeguamento alla domanda .
    Nella Comunità    sei   paesi sono dotati di industrie di fabbricazione :
    Germania , Belgio , Francia , Italia , Regno Unito , Spagna. Per quanto concerne i paesi
    dell' EFTA che sfruttano centrali elettronucleari ( Finlandia , Svizzera e
     Svezia ) soltanto la Svezia possiede attualmente un' industria di fabbri ¬
     cazione di elementi combustibili per reattori ad acqua leggera .
 ---pagebreak---                                  - 7 -
Come per gli altri servizi del ciclo del combustibile si constata che il
mercato della Comunità è largamente autonomo per quanto concerne la copei–
tura dei fabbisogni interni . La capacità esistente e in fase di costruzione
è sufficiente per coprire i fabbisogni sino ad oltre il 1990 .
I fabbricanti della Comunità hanno potuto ottenere forniture sui mercati
esterni . Tuttavia , a motivo della sovracapacità a livello mondiale , si
prevede che i fabbricanti europei incontreranno una concorrenza molto viva
su tutti i mercati di esportazione .
Gli ordini per la fornitura di elementi combustibili vengono fatti normal ¬
mente per 3-5 ricariche annue consecutive . I contratti sono stipulati
2-3 anni prima della fornitura della prima ricarica . In linea di massima è la
centrale che fornisce il combustibile arricchito necessario alla fabbri ¬
cazione degli elementi .
II combustibile resta classificato nella voce 28.50 durante le varie opera ¬
zioni di fabbricazione sino alla confezione in elementi combustibili dopo
di che al prodotto finito viene attribuita la posizione 84.59 .
 ---pagebreak---                                            - 8 -
III . Ripartizione del valore aggiunto al prodotto finito tra le varie fasi del
        ciclo del combustibile
  1 . La tabella sottostante presenta gli elementi che costituiscono il costo totale
        del "prodotto finito " sulla base dei quantitativi di materie e di servizi
        necessari per produrre un' unità di elemento combustibile e dei loro costi
        unitari . L' incidenza di ciascuna fase sul costo totale è indicata dalle
        relative percentuali .
         Fase                  Quantitativo ( 2 )    Prezzo unitario       Costo       y
                                                                                       A
                                                                          ECU / kg Ue
         Uranio                6,83 kgU              111 Ecu / kgU ( 3 )   760         38
         Conversione           6,80 kgU                 8 Ecu / kgU         56           3
         Arri cchimentod )     4,51 UTS               192 Ecu / UTS ( 4 )  866         43
         Fabbri cazione        1    kgUe             311 Ecu / kgUe        311         16
         Costo totale          1 kg di pro ¬                              1993        100
                               dotti finito
         Ipotesi :
         1 ) Tasso di arricchimento del combustibile = 3,35%
         2 ) Tasso di scarto = 0,25%
         3 ) Costo dell'uranio naturale : US$     30/ IbUjOg
             (1 US$ = 1,424 Ecu ; 1.1.1985 )
         4 ) Costo dell'arricchimento : US$ 135 / UTS
         Costo totale di un  'unità inpeso del prodotto finito
      i - . -.
    2 . L' esempio corredato di cifre si riferisce ad un elemento combustibile per
          reattori ad acqua leggera di tecnologia normale . I dati relativi ai costi
         unitari sono quelli attualmente praticati sul mercato mondiale .
          Il passato ha peraltro dimostrato che tutti questi dati possono variare
          notevolmente a motivo di un progresso tecnologico o di variazioni dei costi
          unitari o delle parità monetarie . Per valutare l' incidenza delle varie fasi
         del ciclo del combustibile sul costo totale è opportuno tener conto anche
         di una eventuale e futura variazione di questi parametri .
 ---pagebreak--- 3 . Quanto ai quantitativi di materie e di servizi necessari alla produzione di
     una unità di elemento combustibile , essi dipendono in primo luogo dal tasso
     di arricchimento del combustibile .
     Le moderne centrali elettronucleari munite di un reattore ad acqua leggera
     funzionano con un tasso di arricchimento di circa il 3% . Nell' esempio pre ¬
     cedente si è considerato un tasso pari al 3,35% .
     Dalla tabella risulta che in base alla caratteristiche tecniche ed ai dati
     economici indicati le due voci uranio e servizio di arricchimento sono le
     più importanti e intervengono ciascuna per un 40% nel costo totale . La
     fabbricazione contribuisce soltanto per circa il 15% mentre la conversione
     rappresenta soltanto un elemento marginale del 3% circa del costo totale .
     Dato che la Comunità non esporta uranio , da questa ripartizione risulta che
     il combustibile dovrebbe essere trasformato o lavorato interamente nella
     Comunità a partire dalla fase di conversione per conferirgli l' origine ,
     in mancanza dell' attuale deroga : la regola fondamentale prescrive infatti
     che l' industria comunitaria apporti un valore del 60% agli elementi combus¬
     tibili per beneficiare delle preferenze nel quadro degli scambi CEE-EFTA .
4 . L' esempio della tabella precedente mostra anche che la regola del 60% è
     molto rigorosa . Basta infatti l' obbligo che l' uranio naturale sia importato
     sotto forma di esafluoruro ( vedasi paragrafo II . 4 ) perchè il valore prescritto
     non possa più essere raggiunto dall' industria del ciclo del combustibile .
                                                                                  (*)
     Lo stesso effetto si verifica se invece di un tasso di scarto                    dello 0,25%
     dell' esempio citato si sceglie un tasso pari allo 0,3% ; conservando costanti
     tutti gli altri parametri , la voce uranio supera in questo caso il valore
     del 40% e raggiunge il 42% nel caso del'esempio citato .
 5 . Ne consegue che il valore del 60% è troppo alto per garantire che , nel quadro
      degli scambi CEE / EFTA , l' industria comunitaria del ciclo del combustibile
      benefici sicuramente delle preferenze . Tuttavia , una deroga completa alla
      regola significa escludere dal sistema delle preferenze l' industria di
      srri cchimento , ossia il settore più importante a monte del ciclo del combu¬
      sti bi le .
(*) il tasso di scarto indica sino a quale tenore l' uranio naturale (tenore in uranio 235 =
      0,711%) è inpoverito del suo isotopo fissile negli stabilimenti di arricchimento. Ih tasso
      di scarto più elevato richiede m maggior quantitativo di uranio naturale e in minor lavoro
      di separazione per ottenere 1 kg di uranio arricchito e viceversa .
 ---pagebreak---                                                10 -
    Si tratta quindi di sapere quale valore dovrebbe essere fissato nel quadro
    di una soluzione definitiva del problema che conservi il sistema delle pre¬
    ferenze e garantisca alcuni vantaggi al settore dell' arricchimento . E' certo
    anche che riducemio il valore dell' attuale regola fondamentale si rischia di
    sfavorire il settore della conversione . Per rispondere a questi interrogativi
    è stato eseguito uno studio di sensibilità onde valutare l' incidenza di una
    variazione dei parametri più importanti sulla ripartizione del costo totale
    fra le varie fasi indicate nella tabella .
6 . In questo studio di sensibilità sono stati fatti variare di volta in volta
    i parametri che figurano qui appresso mantenendo costanti gli altri sul loro
    valore di riferimento :
    - arricchimento del combustibile : 27. e 4% ;
    - prezzo dell' uranio : 25 USD / lb e 40 USD / lb ;
    - prezzo dell 'arricchimento : 100 USD / UTS e 160 USD / UTS .
    La gamma degli arricchimenti tiene conto tanto degli arricchimenti degli
    elementi combustibili normalmente fabbricati per i noccioli dei reattori ad
    acqua leggera quanto dei reattori in via di sviluppo che realizzeranno tassi
    di combustione più elevati e richiederanno un combustibile più arricchito .
    Il campo di variazione del prezzo dell' uranio riflette la variazione incorsa
    negli ultimi cinque anni dal prezzo medio annuale nei contratti di appro-
                                          (*)
    vvigionamento a lungo termine             e comprende un margine sostanziale per
    eventuali futuri aumenti di prezzo .
    Quanto al prezzo dell' unità di lavoro di separazione ( UTS ), gli scarti
    rispetto al prezzo di riferimento considerato nell' esempio della tabella
    tengono conto dell' evoluzione subita recentemente dal mercato dell' arri ¬
    cchimento . Il prezzo di riferimento di 135 USD /UTS è quello che compare nei
    nuovi contratti di arricchimento ("Unitily Services Contracts ") che l' USDOE
    offre d 'a l l 'ottobre 1984 sul mercato mondiale .
     (*) ftjesto prezzo medio ha oscillato in Europa tra 31 e 36 USD/ lb .
                                                                                     η
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    Data l' intensa concorrenza esistente su questo mercato e la prospettiva di
    evoluzione della tecnologia del settore , si suppone che i prezzi di arricchi ¬
    mento espressi in moneta costante non si scosteranno in un futuro prevedibile
    dal campo di variazione indicato .
    Quanto ai settori della conversione e della fabbricazione , si tratta di indu ¬
    strie ben strutturate in cui costi , in moneta constante , dovrebbero costituire
    in futuro una parte stabile e fissa del costo totale dell' elemento combusti -
    bile . A     motivo della loro debole influenza su quest' ultimo costo , eventuali
    variazioni di costo in questi settori dovrebbero esercitare inoltre
    un' influenza secondaria sulle conclusioni da trarre dall' esercizio .
7 . Il risultato dello studio di sensibilità più interessante nel quadro del
    problema è costituito dai valori limite della voce "uranio " ottenuti variando
    uno o l' altro dei parametri : essi sono del 34% e del 45% e corrispondono
    ai valori estremi dei prezzi dell' uranio naturale presi in considerazione
     ( 25 USD / Lb e 40 USD / lb ).
    Il valore superiore ( 45% ) che limita la quota che l' industria comunitaria
    può apportare agli elementi combustibili in caso di rialzo dei corsi dello
    uranio può essere raggiunto anche per effetto di un calo del prezzo dello
    arricchimento da 135 USD / UTS a 100 USD / UTS . Ci si può pertanto chiedere cosa
    accadrebbe se un rialzo del costo dell' uranio coincidesse con una diminuzione
    del costo del l 'arri cchimento .
     In questo caso il tasso di scarto può svolgere una funzione regolatrice :
    adottando tassi più bassi , ossia impoverendo ulteriormente l’uranio negli
    stabilimenti di arricchimento , l' industria del ciclo del combustibile è in
    grado di ottimizzare il costo dell' uranio       arricchito ( cfr . nota in calce
    a pag . 8 ) .
     Gli attuali stabilimenti di arricchimento sono in grado di variare il tasso
    di scarto all' incirca tra i limiti dello 0,2% e dello 0,3% .
     Tenendo conto di un tasso variabile tra i      limiti summenzionati ed ammettendo
     i valori estremi dei prezzi dell' arricchimento ( 100 USD / UTS ) e dell' uranio
     ( 40 USD / lb ) risulta che la voce "uranio " non supera in alcun caso il 50% .
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8 . In base alle precedenti considerazioni si deve concludere che sarebbe ragio ¬
    nevole ridurre il valore del 60% della regola fondamentale di origine al 50%
    onde consentire all' industria comunitaria del ciclo del combustibile di bene ¬
    ficiare in modo ottimale delle preferenze nel quadro degli scambi CEE-EFTA .
                                                                                    Ί
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IV . Gli scambi commerciali di elementi combustibili tra i paesi della CEE
     e L' EFTA
 1 . Per poter conoscere L' attuale situazione e Le prospettive degli scambi commer¬
     ciali fra i vari paesi membri della CEE e quelli dell' EFTA in materia di
     elementi combustibili , è stato inviato ai paesi membri della Comunità che
     gestiscono programmi nucleari il questionario allegato . Uno di questi paesi
     membri non è stato in grado di comunicare i dati richiesti dato che la legge
     sulla statistica gli fa divieto di comunicare informazioni che consentano
     l' eventuale identificazione di una singola impresa
     Per ragioni di riservatezza le risposte ottenute non possono essere riprodotte
     paese per paese . I valori comunicati qui appresso costituiscono valori globali
     per l' insieme dei paesi della Comunità che hanno risposto al questionario
     oppure valori medi o estremi .
 2 . Il valore totale degli elementi combustibili esportati dai paesi della
     Comunità nei paesi dell' EFTA ha raggiunto nel periodo 1972 / 82 circa 0,5
     miliardi di ECU . La quota di questo mercato rispetto al valore totale del
     mercato degli elementi combustibili fabbricati nella Comunità varia ovvia ¬
     mente da un fabbricante all' altro . In base alle risposte essa oscilla tra
     il 10% e il 25% circa del fatturato delle imprese che hanno ottenuto commesse
     da parte dei paesi appartenenti all' EFTA .
     Quanto alte previsioni per il periodo fino al 1988 , queste imprese prevedono
     un aumento in valore assoluto delle loro esportazioni verso i paesi dell' EFTA
     ma non un aumento in valore relativo , ossia rispetto alla loro produzione
     totale di elementi combustibili .
     A queste industrie si aggiungeranno verosimilmente entro il 1988 altri
     fabbricanti comunitari che sinora non hanno esportato elementi combustibili
     nei paesi dell' EFTA .
 3 . Le importazioni di elementi combustibili dai paesi dell' EFTA nella Comunità
     nel periodo 1972 / 82 sono stati invece insignificanti . Per il periodo 1982 / 88
     potrebbe essere raggiunto un valore di 0,1 miliardo di ECU .
 4 . Il valore aggiunto dalle varie industrie nazionali agli elementi combustibili
     esportati nei paesi dell' EFTA nel periodo 1972 / 82 varia a seconda delle
     imprese dal 5% al 25% .
                                                                                       Pc>
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    Nelle risposte alla questione : “Quali fattori hanno particolarmente limitato
    l' importo di questo valore " ? figura in primo luogo la mancanza di materie
    prime indigene . Sono stati citati anche altri fattori : mancanza di capacità
    di produzione di servizi di conversione e di arri cchimento, forniture di
    prodotti semilavorati da parte del cliente , mancanza di adeguati disegni
    di fabbri cazione concernenti gli elementi combustibili .
5 . In merito al valore massimo che le industrie del ciclo del combustibile
    possono aggiungere agli elementi combustibili , le risposte rivelano che esso
    devrebbe raggiungere il 50% se , oltre alla fabbricazione , l' industria comu ¬
    nitaria dovesse fornire anche il servizio di arricchimento . Senza arricchimento ,
    il valore aggiunto sarebbe invece in. media soltanto di circa il 10% considerata
     l' evoluzione in corso nel settore della fabbricazione di talune imprese della
    Comunità che , attualmente , non raggiungono ancora la soglia del 10% del valore
     totale degli elementi .
ó . Quanto all 'incidenza sul valore aggiunto di un eventual ricorso ad altre capacità
     nella Comunità se le capacità industriali nazionali ri sultassera insufficienti ,
    alcuni industriali hanno rilevato che una siffatta possibilità deve essere
     scartata per ragioni contrattuali dato che i servizi di fabbricazione e di
    arricchimento sono oggetto di contratti indipendenti .
7 . Il valore medio che l' industria dei paesi dell' EFTA ha potuto aggiungere
    attualmente agli elementi combustibili è nulla per la maggioranza di questi
    paesi a motivo della mancanza di impianti del ciclo del combustibile .
     Soltanto la Svezia è in grado di apportare un valore aggiunto che peraltro
    non supererà il 20% del valore totale dell' elemento combustibile finito .
     L' attività della sua industria del combustibile si limita alla fabbricazione .
                                                                                       гл
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V. Commenti e prese di posizione dei paesi membri in merito al problema della
   scelta delle regole di origine da applicare a lungo termine ai combustibili
   nue leari
   Introduzione
   Gli scambi commerciali tra i paesi della CEE e quelli dell' EFTA sono disci ¬
   plinati da una serie di accordi di libero scambio .
   Le regole di origine nell' ambito di tali scambi hanno lo scopo di garantire che
   il beneficio del libero scambio dei prodotti tra i paesi della CEE e quelli
   dell' EFTA sia concesso ai prodotti fabbricati nei paesi partner degli accordi e
   non ai prodotti dei paesi terzi .
   La decisione del 1972 di derogare alla regola di origine di base sospendendo
   il limite di valore del 40% in modo da consentire agli elementi di combusti -
   bile nucleare , fabbricati utilizzando uranio arricchito importato , di beneficia¬
   re delle preferenze nell' ambito degli scambi CEE / EFTA, è stata giustificata per
   i seguenti motivi :
   - la Comunità era importatrice di uranio e di servizi di arricchimento ;
   - esistevano progetti di stabilimenti di arricchimento nella Comunità ma non
      era possibile prevedere quando tali progetti sarebbero stati realizzati e in
      grado di fornire servizi di arricchimento su base commerciale .
   La situazione in materia di uranio naturale non è da allora mutata . La Comuni ¬
   tà non è esportatrice di uranio naturale e non lo sarà in avvenire .
   Per quanto riguarda invece i settori della conversione , dell' arricchimento e
   della fabbricazione , l' industria della Comunità è stata in grado di creare
   capacità di produzione commerciali sufficienti per sopperire al fabbisogno
   interno a partire dagli anni '90 . Essa ha egualmente potuto ottenere forniture
   sui mercati esterni .
   Di fronte all' evoluzione che l' industria dela Comunità ha registrato in pas ¬
   sato , bisogna ormai chiedersi se la deroga esistente , che permette alla con¬
   correnza straniera - soprattutto americana - in materia di arricchimento di
    inserirsi in esenzione doganale nel commercio tra la CEE e l' EFTA, dovrebbe o
   meno essere prorogata oltre il termine attuale , cioè dopo la fine del 1988 .
                                                                                 Z <L
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Dal capitolo III dello studio presentato risulta che il ritorno alla regola
di origine di base sarebbe troppo severo per l' industria comunitaria e di
conseguenza dovrebbe essere scartato . In effetti , il valore dell' uranio im¬
portato ascende al 40% circa del valore totale del prezzo " franco fabbrica "
dell' elemento combustibile .
Lo studio dimostra invece che una riduzione della percentuale di lavorazione
o di trasformazione , da effettuare nel caso in cui i prodotti siano impor¬
tati dai paesi terzi , dal 60 al 50% almeno potrebbe permettere all' industria
di arricchimento della Comunità di beneficiare appieno delle preferenze nel ¬
l' ambito degli scambi CEE / EFTA .
Una tale azione può per contro determinare la perdita per l' industria europea
di un mercato di fabbricazione di elementi combustibili comprendente servizi
di arricchimento stranieri che non hanno potuto essere captati dalle industrie
comunitarie di arricchimento . In questi casi , l' industria di fabbricazione
sarebbe soggetta , per quanto riguarda le esportazioni di elementi combusti -
bili nei paesi partner dell' EFTA, a dazi doganali sull' intero valore del pro¬
dotto " franco fabbrica ".
Le risposte al questionario che sono servite di base per la redazione del capi ¬
tolo IV della presente relazione mettono in evidenza che alcuni industriali
sono molto scettici sulla possibilità di cumulare insieme le operazioni di
arricchimento e quelle di fabbricazione necessarie per raggiungere il livel ¬
 lo di lavorazione di almeno il 50% all' interno della Comunità .
A loro parere , questa possibilità deve essere scartata per ragioni contrat ¬
tuali , in quanto i servizi di fabbricazione e di arricchimento sono oggetto
di contratti indipendenti che , inoltre , sono ripartiti nel tempo e stipulati
per periodi di consegna differenti ( cfr . cap . II ).
 Commenti e prese di posi zione dei paesi membri in merito al problema succitato
 In occasione della riunione del comitato dell' origine svoltasi a Bruxelles
dal 17 al 21 febbraio 1986, i rappresnetanti dei paesi membri della Comunità
 hanno avuto modo di formulare commenti sull' analisi del problema presentato
nei capitoli precedenti . Successivamente , alcune delegazioni hanno seguito
 l' invito della presidenza del comitato di far pervenire per iscritto alla
 Commissione precisazioni in merito alla loro presa di posizione per quanto
 riguarda la scelta delle regole di origine da applicare a lungo termine ai
 combustibili nucleari .
 ---pagebreak---                                        17 -
L' analisi del problema da parte del rappresentante della Commissione re¬
sponsabile del presente documento , riassunta nell' introduzione di questo
capitolo , non ha dato luogo ad alcuna osservazione fondamentale delle
delegazioni nazionali .
Per quanto riguarda la scelta delle regole di origine da applicare a lun¬
go termine , i pareri dei rappresentanti nazionali sono divergenti .
La delegazione francese si esprime a favore di una soluzione permanente ,
la soppressione cioè della deroga attuale e la sostituzione con una ridu¬
zione della percentuale al 50% nella regola di base . Poiché l' industria
di arricchimento della Comunità ha raggiunto la maturità commerciale che
le consente di offrire sul mercato     internazionale servizi di arricchimento
a condizioni concorrenziali , la delegazione francese è del parere che non
ci sia alcun motivo di mantenere lo statu quo . Questa presa di posizione
è stata in seguito confermata per iscritto dal servizio competente della
Direzione generale unione doganale e imposizione indiretta che ha precisa¬
to di opporsi al mantenimento della deroga attuale e di essere favorevole
al ritorno alla regola del valore aggiunto prevista nell' elenco A, con un
limite tuttavia riportato dal 60 al 50% .
Detto servizio ritiene in effetti che il valore aggiunto nella Comunità
rappresenti in generale oltre il 60% del costo degli elementi combusti -
bili ottenuti ma che non si debbano escludere i casi in cui , avendo la
materia importata già subito taluni trattamenti , tale limite potrebbe
non essere raggiunto per tener conto di questa ipotesi , sembra ragionevole
un' aliquota di valore aggiunto ridotta al 50% .
La delegazione inglese invece è del parere che la deroga attuale dovrebbe
essere prorogata per i seguenti motivi :
- il profitto che l' industria di arricchimento comunitaria ricaverebbe
   da un ritorno alla regola di origine di base , anche se modificata nel
   senso espresso dalla delegazione francese , non sarebbe che marginale ,
   poiché pochi produttori di elettricità ( CEE e EFTA ) benef icerebbero del
   provvedimento in quanto la maggior parte di essi ha già provveduto alla
   totalità o quanto meno a una parte del fabbisogno di servizi di arric ¬
   chimento presso fornitori della Comunità ;
- il volume delle vendite di elementi combustibili nucleari dell' industria
   di fabbricazione comunitaria a clienti cittadini dei paesi dell' EFTA è più
   elevato rispetto al volume delle vendite di questi paesi verso la Comunità
   se questo combustibile conterrà servizi di arricchimento non comunitario ,
    l' industria di fabbricazione comunitaria sarà penalizzata dagli eventuali
   dazi doganali >
 ---pagebreak--- - il ritorno alla regola di base impedirà qualsiasi vendita di elementi com¬
   bustibili , fabbricati dai paesi dell' EFTA, nella Comunità tranne nei casi
   in cui il combustibile contenuto negli elementi sia stato prima convertito
   e arricchito nella Comunità ; di conseguenza , il problema di un ritorno alla
   regola di origine di base dovrebbe inserirsi nell' ambito più vasto della po¬
   litica commerciale della CEE nei confronti dell' EFTA .
Da parte sua , la delegazione tedesca è egualmente favorevole a una proroga
della deroga che scade il 31 dicembre 1988 . La delegazione si preoccupa inoltre
della politica di proroghe continue della deroga , seguita in passato . In effet ¬
ti , tale politica ha avuto la conseguenza discriminatoria di lasciare i clienti
potenziali di elementi combustibili , cittadini dei paesi dell' EFTA, nell' incer¬
tezza per quanto riguarda la politica futura della CEE alla scadenza della de¬
roga . Questa incertezza incide in particolare sulle gare di appalto pubblicate
prima della scadenza della deroga e che riguardano periodi successivi .
Di conseguenza , la delegazione tedesca si chiede se lo statu quo , cioè la sop¬
pressione pura e semplice di una percentuale limitata nella regola di base re ¬
lativa al valore aggiunto di cui all' elenco A, non dovrebbe essere adottato
come soluzione definitiva del problema .
La delegazione tedesca allinea la propria presa di posizione sui punti essen¬
ziali addotti dalla delegazione inglese . Essa aggiunge che la posizione francese
non tiene conto dei principi fondamentali che disciplinano i contratti di ser¬
vizi in materia di ciclo di combustibile nucleare .
Essa sostiene in effetti che questi servizi sono in generale oggetto di con¬
tratti indipendenti , ripartiti nel tempo e stipulati tra operatori differen¬
ti non vincolati tra di loro . Sarebbe pertanto difficile - se non impossibile -
all' industria comunitaria ottenere simultaneamente , da un lato i contratti
di fabbricazione e d' altro lato quelli di arricchimento, per raggiungere l' ali ¬
quota del 50% del valore aggiunto . Le delegazioni italiana e belga si associa-
non alla posizione espressa dalle delegazioni inglese e tedesca .
La delegazione olandese non ha preso una posizione definitiva , ma in linea di
massima è favorevole alla proroga .
Non avendo interessi specifici nel settore , le delegazioni irlandese e danese
si dichiarano pronte ad accettare qualsiasi soluzione plausibile .
 ---pagebreak---                                                      Paese membro :
                Proposta di questionario concernente lo studio
            approfondito sulle conseguenze economiche della scelta
             delle regole di origine applicabili a lungo termine
 I. Situazione e portata degli scambi commerciali tra i vari paesi membri
     della CEE e quelli dell' EFTA concernenti gli elementi combustibili nucleari
     non irraggiati ( valore dei prodotti finiti )
 1 . Valore degli elementi combustibili esportati dal paese membro verso un
     paese dell' EFTA nel periodo 1972-1982 ?
 2 . Quota di tale mercato rispetto al valore degli elementi combustibili fabbri ¬
     cati nel paese ?
 3 . Evoluzione prevista dei dati di cui ai punti 1 e 2 entro il 1988 (data di
     scadenza della deroga ) ?
 A. Valore degli elementi combustibili importati nel paese membro provenienti
     dai paesi dell' EFTA nel periodo 1972-1982 ?
 5 . Evoluzione prevista dei dati di cui al punto A sino al 1988 ?
II . Situazione e prospettive dell' evoluzione del valore aggiunto dall' industria
     della Comunità agli elementi combustibili nucleari
 1 . Valore medio in percentuale aggiunto dall' industria nazionale agli elementi
     combustibili esportati nei paesi dell' EFTA nel periodo 1972-1982 ?
 2 . Fattori che hanno particolarmente limitato l' importo di questo valore in
     passato ( mancanza di un' industria nazionale di arricchimento, di conver¬
     sione , ecc   mancanza di materie prime indigene ; fornitura di prodotti
     semilavorati forniti dal cliente stesso ; altri fattori )?
 3 . Eventuale evoluzione progressiva intervenuta in passato per quanto concerne
     l' importo di tale valore e motivi dell' evoluzione ?
 ---pagebreak---                                      - 2 -
  4 . Valore massimo ( in percentuale ) che l' industria nazionale potrebbe attual ¬
      mente aggiungere agli elementi combustibili in base alle sue attuali capacità
      e previsioni della possibile evoluzione di tale valore fino al 1988 con
      l' indicazione delle ipotesi alla base delle previsioni stesse .?
  5 . Incidenza sul valore di cui al punto 4 di un eventuale ricorso all' industria
      comunitaria in caso di insufficienti capacità industriali indigene ?
  6 . Valore medio ( in percentuale ) che i vari paesi dell' EFTA potrebbero aggiun¬
      gere in futuro con le proprie risorse agli elementi combustibili ( per il
      periodo fino al 1988 ) ?
III . Altri eventuali elementi o commenti relativi al problema della scelta delle
      regole di origine applicabili a lungo termine ai combustibili nucleari