CELEX: C2005/281/32
Language: it
Date: 2005-11-12 00:00:00
Title: Causa T-315/01: Sentenza del Tribunale di primo grado 21 settembre 2005 — Kadi/Consiglio e Commissione («Politica estera e di sicurezza comune — Misure restrittive nei confronti di persone ed entità associate a Osama bin Laden, alla rete Al-Qaeda e ai talibani — Competenza della Comunità — Congelamento dei capitali — Diritti fondamentali — Jus cogens — Sindacato giurisdizionale — Ricorso di annullamento»)

12.11.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 281/17
            
         Sentenza del Tribunale di primo grado 21 settembre 2005 — Kadi/Consiglio e Commissione
   (Causa T-315/01) (1)
   
   («Politica estera e di sicurezza comune - Misure restrittive nei confronti di persone ed entità associate a Osama bin Laden, alla rete Al-Qaeda e ai talibani - Competenza della Comunità - Congelamento dei capitali - Diritti fondamentali - Jus cogens - Sindacato giurisdizionale - Ricorso di annullamento»)
   (2005/C 281/32)
   Lingua processuale: l'inglese
   Parti
   
      Ricorrente(i): Yassin Abdullah Kadi (Jeddah, Arabia saudita) [Rappresentante(i): dai sigg. D. Pannick, QC, P. Saini, barrister, G. Martin e A. Tudor, solicitors]
   
      Convenuto(i): Consiglio dell'Unione europea [Rappresentante(i): sigg. M. Vitsentzatos e M. Bishop, in qualità di agenti] e Commissione delle Comunità europee [Rappresentante(i): dai sigg. A. Van Solinge e C. Brown, in qualità di agenti]
   
      Interveniente(i) a sostegno del(i) convenuto(i): Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord [Rappresentante(i): inizialmente dal sig. J. E. Collins, successivamente dalla sig.ra R. Caudwell, in qualità di agenti, quest'ultima assistita dalla sig.ra S. Moore, barrister]
   Oggetto della causa
   Avente ad oggetto, inizialmente, una domanda di annullamento, da un lato, del regolamento (CE) del Consiglio 6 marzo 2001, n. 467, che vieta l'esportazione di talune merci e servizi in Afghanistan, inasprisce il divieto dei voli e estende il congelamento dei capitali e delle altre risorse finanziarie nei confronti dei talibani dell'Afghanistan, e abroga il regolamento (CE) n. 337/2000 (GU L 67, pag. 1), e, dall'altro, del regolamento (CE) della Commissione 19 ottobre 2001, n. 2062, che modifica per la terza volta il regolamento n. 467/2001 (GU L 277, pag. 25), e, successivamente, una domanda di annullamento del regolamento (CE) del Consiglio 27 maggio 2002, n. 881, che impone specifiche misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità associate a Osama bin Laden, alla rete Al-Qaeda e ai Talibani e abroga il regolamento (CE) n. 467/2001 (GU L 139, pag. 9), nei limiti in cui tali atti riguardano il ricorrente.
   Dispositivo della sentenza
   
               1)
            
            
               Non occorre decidere sulla domanda di annullamento parziale del regolamento (CE) del Consiglio 6 marzo 2001, n. 467, che vieta l'esportazione di talune merci e servizi in Afghanistan, inasprisce il divieto dei voli e estende il congelamento dei capitali e delle altre risorse finanziarie nei confronti dei talibani dell'Afghanistan, e abroga il regolamento (CE) n. 337/2000 e del regolamento (CE) della Commissione 19 ottobre 2001, n. 2062, che modifica per la terza volta il regolamento n. 467/2001.
            
         
               2)
            
            
               Il ricorso è respinto nella parte in cui è diretto contro il regolamento del Consiglio 27 maggio 2002, n. 881, che impone specifiche misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità associate a Osama bin Laden, alla rete Al-Qaeda e ai Talibani e abroga il regolamento (CE) n. 467/2001.
            
         
               3)
            
            
               Il ricorrente è condannato a sopportare, oltre alle proprie, le spese del Consiglio e quelle sostenute dalla Commissione sino al 1o luglio 2002.
            
         
               4)
            
            
               Il Regno Unito di Gran Bretagna e la Commissione, quest'ultima per quel che riguarda il periodo successivo al 1o luglio 2002, sopporteranno le proprie spese.
            
         
      (1)  GU C 56 del 2.3.2002.