CELEX: 62007CA0371
Language: it
Date: 2008-12-11 00:00:00
Title: Causa C-371/07: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 11 dicembre 2008 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Vestre Landsret — Danimarca) — Danfoss A/S, AstraZeneca A/S/Skatteministeriet (Sesta direttiva IVA — Art. 6, n. 2 — Prestazioni di servizi gratuiti effettuate dal soggetto passivo per scopi estranei alla sua impresa — Diritto a detrazione dell'IVA — Art. 17, n. 6, secondo comma — Facoltà per gli Stati membri di mantenere le esclusioni del diritto alla detrazione previste dalla loro legislazione nazionale alla data dell'entrata in vigore della sesta direttiva)

7.2.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 32/7
            
         Sentenza della Corte (Quarta Sezione) 11 dicembre 2008 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Vestre Landsret — Danimarca) — Danfoss A/S, AstraZeneca A/S/Skatteministeriet
   (Causa C-371/07) (1)
   
   (Sesta direttiva IVA - Art. 6, n. 2 - Prestazioni di servizi gratuiti effettuate dal soggetto passivo per scopi estranei alla sua impresa - Diritto a detrazione dell'IVA - Art. 17, n. 6, secondo comma - Facoltà per gli Stati membri di mantenere le esclusioni del diritto alla detrazione previste dalla loro legislazione nazionale alla data dell'entrata in vigore della sesta direttiva)
   (2009/C 32/11)
   Lingua processuale: il danese
   Giudice del rinvio
   Vestre Landsret
   Parti
   
      Ricorrenti: Danfoss A/S, AstraZeneca A/S
   
      Convenuto: Skatteministeriet
   Oggetto
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Vestre Landstret — Interpretazione degli artt. 6, n. 2, e 17, n. 6, secondo comma, della Sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, 17 maggio 1977, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme (GU L 145, pag. 1) — Diritto a detrazione dell'imposta relativa ai pasti forniti a titolo gratuito nella mensa di una società ai clienti e al personale di detta società — Facoltà per gli Stati membri di mantenere in vigore la loro legislazione in materia di esclusione del diritto a detrazione alla data di entrata in vigore della direttiva
   Dispositivo
   
               1)
            
            
               L'art. 17, n. 6, secondo comma, della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune d'imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, deve essere interpretato nel senso che esso osta a che uno Stato membro applichi, successivamente all'entrata in vigore di detta direttiva, un'esclusione del diritto a detrazione dell'imposta sul valore aggiunto a monte gravante sulle spese legate ai pasti forniti gratuitamente dalle mense d'imprese nei rapporti d'affari e al personale durante riunioni lavorative, mentre, al momento di detta entrata in vigore, tale esclusione non era effettivamente applicabile alle dette spese, a causa di una prassi amministrativa che tassava le prestazioni fornite dalle mense nella misura del prezzo di costo calcolato sulla base dei costi di produzione, vale a dire il prezzo delle materie prime nonché i costi salariali relativi alla preparazione, e alla vendita di tali alimenti e bevande nonché all'amministrazione delle mense, in contropartita del diritto a detrazione integrale dell'imposta sul valore aggiunto versata a monte.
            
         
               2)
            
            
               L'art. 6, n. 2, della sesta direttiva 77/388 deve essere interpretato nel senso che tale disposizione, da un lato, non riguarda la fornitura a titolo gratuito di pasti nelle mense di imprese nei rapporti di affari in occasione di riunioni che si svolgono nei locali di queste imprese, qualora da dati oggettivi — il che spetta al giudice del rinvio verificare — risulti che tali pasti sono forniti per scopi strettamente professionali. D'altro lato, la detta disposizione riguarda in via di principio la fornitura a titolo gratuito di pasti da parte di un'impresa al suo personale nei suoi locali, a meno che — il che spetta del pari al giudice del rinvio valutare — le esigenze dell'impresa, quale quella di garantire la continuità e il buon svolgimento delle riunioni di lavoro, richiedano che la fornitura dei pasti sia effettuata dal datore di lavoro.
            
         
      (1)  GU C 247 del 20.10.2007.