CELEX: 62020TN0218
Language: it
Date: 2020-04-14 00:00:00
Title: Causa T-218/20: Ricorso proposto il 14 aprile 2020 — Alkattan/Consiglio

15.6.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 201/49
            
         
      Ricorso proposto il 14 aprile 2020 — Alkattan/Consiglio
      (Causa T-218/20)
      (2020/C 201/63)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Waseem Alkattan (Damasco, Siria) (rappresentante: G. Karouni, avvocato)
      
         Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare, nella parte in cui riguardano il ricorrente:
                  
                              —
                           
                           
                              la decisione di esecuzione (PESC) 2020/212 del Consiglio, del 17 febbraio 2020, che attua la decisione 2013/255/PESC relativa a misure restrittive nei confronti della Siria;
                           
                        
                              —
                           
                           
                              il regolamento di esecuzione (UE) 2020/211 del Consiglio, del 17 febbraio 2020, che attua il regolamento (UE) n. 36/2012 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Siria;
                           
                        
            
                  —
               
               
                  condannare il Consiglio al pagamento della somma di EUR 500 000,00 (cinquecentomila) a titolo di risarcimento dei danni tutti patiti;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Consiglio alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce quattro motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione dei diritti della difesa e dell'equo processo, sanciti dall'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dagli articoli 6 e 13 della Convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali nonché dalla giurisprudenza della Corte. Il ricorrente ritiene che avrebbe dovuto essere ascoltato prima che il Consiglio dell'Unione europea adottasse le misure restrittive nei suoi confronti e che, di conseguenza, i suoi diritti della difesa non siano stati rispettati.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione dell'obbligo di motivazione (articolo 296, comma 2, TFUE). Il ricorrente contesta al Consiglio di essersi limitato a considerazioni vaghe e generiche senza menzionare, in modo specifico e concreto, i motivi per i quali esso ritiene, nell'esercizio del suo potere discrezionale di valutazione, che il ricorrente debba essere oggetto delle misure restrittive di cui trattasi. Non sarebbe così evocato alcun elemento concreto e oggettivo che sia contestato al ricorrente e che potrebbe giustificare le misure in questione, la motivazione adottata dal Consiglio non fornirebbe alcuna indicazione sufficiente al ricorrente e sarebbe invero quanto meno vaga, generica e imprecisa.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente su un errore manifesto di valutazione. Il ricorrente contesta al Consiglio di aver fatto propri nella sua motivazione, a sostegno della misura restrittiva, elementi manifestamente privi di base fattuale, dato che, a suo avviso, i fatti invocati sono privi di qualsiasi serio fondamento.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, riguardante la domanda di risarcimento dei danni subiti e vertente sul fatto di aver addebitato al ricorrente taluni fatti gravi, circostanza che esporrebbe lui personalmente nonché la sua famiglia a pericoli, il che dimostrerebbe l'entità del danno subito, giustificando la sua domanda di risarcimento. Inoltre, il ricorrente sostiene che le sue attività economiche sono gravemente e durevolmente compromesse.