CELEX: 31990D0378
Language: it
Date: 1990-07-13 00:00:00
Title: DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  del 13 luglio 1990  relativa all'accettazione di un impegno nell'ambito della procedura di riesame delle misure antidumping applicabili alle importazioni di acido ossalico originario del Brasile e recante chiusura dell'inchiesta  (90/378/CEE)

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31990D0378

DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  del 13 luglio 1990  relativa all'accettazione di un impegno nell'ambito della procedura di riesame delle misure antidumping applicabili alle importazioni di acido ossalico originario del Brasile e recante chiusura dell'inchiesta  (90/378/CEE)  

Gazzetta ufficiale n. L 184 del 17/07/1990 pag. 0016 - 0019

*****DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  del 13 luglio 1990  relativa all'accettazione di un impegno nell'ambito della procedura di riesame delle misure antidumping applicabili alle importazioni di acido ossalico originario del Brasile e recante chiusura dell'inchiesta  (90/378/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), in particolare l'articolo 10,  previe consultazioni in seno al comitato consultivo istituito dal regolamento (CEE) n. 2423/88,  considerando quanto segue:  A. FASI ANTECEDENTI DELLA PROCEDURA  (1) L'8 marzo 1984, con avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'apertura di una procedura antidumping relativa alle importazioni di acido ossalico originario del Brasile, della Repubblica democratica tedesca e della Spagna.  Con decisione del 21 dicembre 1984 (3), la Commissione ha accettato l'impegno offerto da un produttore brasiliano e con il regolamento (CEE) n. 228/85 (4) il Consiglio ha istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di acido ossalico originario del Brasile.  (2) Nei mesi di giugno (5) e agosto (6) 1989, la Commissione ha pubblicato rispettivamente un avviso di imminente scadenza dell'impegno e del dazio antidumping sopracitati, a norma dell'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio.  B. RICHIESTA DI RIESAME E APERTURA DELLA PROCEDURA  (3) Nel settembre 1989, la Commissione ha ricevuto una richiesta di riesame delle misure in questione presentata da una parte dell'industria comunitaria che rappresenta una percentuale notevole della produzione comunitaria.  (4) A sostegno della richiesta di riesame i ricorrenti asserivano che il Brasile aveva continuato ad esportare in dumping e che il probabile aumento delle sue capacità di produzione poteva comportare un nuovo afflusso di acido ossalico sul mercato comunitario dopo la scadenza delle misure antidumping; se queste ultime fossero scadute, gli effetti combinati dei due fattori avrebbero potuto nuovamente arrecare pregiudizio all'industria comunitaria.  (5) Gli elementi di prova relativi al dumping e al pregiudizio sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura di un'inchiesta. Pertanto, con avvisi pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, la Commissione ha annunciato la propria intenzione di aprire una procedura di riesame relativa alle importazioni nella Comunità di acido ossalico originario del Brasile (7) e l'apertura di detta procedura di riesame (8) ed ha avviato un'inchiesta. A norma dell'articolo 15 del regolamento (CEE) n.  2423/88 il dazio antidumping sulle importazioni di acido ossalico provenienti dal Brasile e l'impegno assunto dall'esportatore brasiliano sono rimasti in vigore.  C. PRODOTTO  (6) Il prodotto in questione è l'acido ossalico, venduto sotto forma di polvere bianca di aspetto cristallino e utilizzato in varie industrie, quali l'industria tessile, edile, metallurgica, chimica e farmaceutica, di cui al codice NC ex 2917 11 00.  (7) Per quanto riguarda l'identicità tra il prodotto brasiliano e il prodotto comunitario ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12 del regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dato che le caratteristiche chimiche e l'utilizzazione finale del prodotto sono simili e il procedimento di fabbricazione, a partire dai glucidi è anch'esso identico, nessuna osservazione è stata formulata dalle parti interessate.  D. SEGUITO DELLA PROCEDURA  (8) La Commissione ha ufficialmente informato gli esportatori e gli importatori notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore interessato e i ricorrenti e ha offerto alle parti direttamente interessate l'opportunità di rendere noto per iscritto il loro punto di vista e di chiedere un'audizione.  (9) A norma e alle condizioni dell'articolo 7, paragrafo 4 del regolamento (CEE) n. 2423/88, le parti interessate hanno avuto la possibilità di prendere conoscenza di tutte le informazioni fornite alla Commissione dalle parti interessate dall'inchiesta.  (10) La Commissione ha ricercato e verificato tutte le informazioni da essa ritenute necessarie per determinare la sua posizione e ha svolto inchieste in loco presso le seguenti società:  ricorrente comunitario:  Destilados Agricolas Vimbodi, SA (« DAVSA »), Tarragona, Spagna;  produttore/esportatore non comunitario:  Industrias Quimicas e Explosivos SA (« Explo »), São Paulo, Brasile.  (11) La Commissione ha chiesto e ricevuto osservazioni scritte particolareggiate da altri produttori comunitari e importatori. Un importatore ha chiesto ed ottenuto un'audizione.  (12) L'inchiesta relativa al dumping riguarda il periodo compreso tra il 1o gennaio e il 30 novembre 1989 (periodo dell'inchiesta).  E. RISULTATI DELL'INCHIESTA SUL  DUMPING  a) Valore normale  (13) Il valore normale è stato determinato sulla base dei prezzi praticati sul mercato interno dall'esportatore interessato. Esso è stato determinato su base mensile.  b) Prezzo all'esportazione  (14) I prezzi all'esportazione sono stati determinati sulla base dei prezzi realmente pagati o pagabili per i prodotti venduti ai fini dell'esportazione verso la Comunità.  c) Confronto  (15) Il valore normale mensile è stato confrontato con i prezzi all'esportazione, separatamente per ogni transazione, allo stadio franco fabbrica.  (16) All'occorrenza la Commissione ha tenuto conto, effettuando gli opportuni adeguamenti, delle differenze che influiscono sulla comparabilità dei prezzi, quali quelle riguardanti le spese di trasporto, assicurazione e movimentazione e le condizioni di credito. Su tale base la media ponderata del margine di dumping, espressa in percentuale del valore cif totale delle importazioni del prodotto durante il periodo di riferimento, è pari al 28,1 %.  F. EFFETTI PREVEDIBILI IN TERMINI DI PREGIUDIZIO DELLA SCADENZA DELLE VIGENTI MISURE ANTIDUMPING  (17) L' inchiesta effettuata dalla Commissione era intesa ad esaminare se, scadute le vigenti misure antidumping, le importazioni del prodotto in questione potessero nuovamente comportare un pregiudizio o una minaccia di pregiudizio. A tal fine la Commissione ha proceduto ad esaminare la situazione attuale e a valutare la possibilità di un rinnovato pregiudizio in caso di scadenza delle suddette misure.  a) Situazione attuale del mercato e dell'industria comunitaria  Volume delle importazioni in dumping e quota di mercato  (18) Dai dati in possesso della Commissione emerge che le importazioni di acido ossalico originario del Brasile, relativamente stabili tra il 1986 e il 1987, sono aumentate del 36 % fra il 1987 e il 1988, passando da 1 340 t a 1 824 t, e sono poi scese a 1 241 t durante il periodo dell'inchiesta. I dati relativi a tutto il 1989 ottenuti mediante estrapolazione permettono di constatare una relativa stabilità delle importazioni brasiliane per il periodo 1986-1989 (+1,7 %).  (19) Rispetto al consumo comunitario di acido ossalico che tra il 1986 e il 1988 si è mantenuto stabile, sulle 18 600 t, la quota di mercato delle importazioni brasiliane è passata dal 7 % al 10 %, per scendere al 6,1 % durante il periodo dell'inchiesta, a causa dell'aumento del consumo apparente a 22 000 t. Questa cifra è stata estrapolata per l'anno 1989 per quanto riguarda le cifre relative ai paesi terzi. Scarto tra i prezzi  (20) Per quanto riguarda il prezzo delle importazioni in esame, dagli elementi di prova in possesso della Commissione emergono sottoquotazioni sopratutto per il mercato italiano, che costituisce il principale mercato d'esportazione per il prodotto brasiliano. Le differenze di prezzo erano comprese tra lo 0,3 % e il 29 %.  Produzione comunitaria  (21) La produzione comunitaria è diminuita del 13 % tra il 1986 e il 1987, per poi risalire nel 1988. Dai dati relativi al 1989 ottenuti mediante estrapolazione emerge un aumento del 3 % rispetto al 1988.  Utilizzazione degli impianti  (22) Dopo essere scesa dall'80,5 % al 70,3 % tra il 1986 e il 1987, l'utilizzazione degli impianti è passata all'82,9 % nel 1988 per scendere poi al 78,1 % durante il periodo dell'inchiesta.  Vendite comunitarie e quota di mercato  (23) Dal 1986 al 1987 le vendite comunitarie della parte interessata sono diminuite del 23,7 %, per poi risalire nel 1988 ad un livello leggermente superiore a quello del 1986. Per il periodo dell'inchiesta, dai dati relativi al 1989 ottenuti medianti l'estrapolazione emerge una certa stabilità rispetto al 1988.  (24) La quota di mercato delle suddette vendite è diminuita dal 17,13 % al 13,79 % tra il 1986 e il 1987 per poi aumentare al 19 % nel 1988. Nel periodo dell'inchiesta è nuovamente scesa fino al 16,1 %.  Scorte  (25) Le scorte dell'industria comunitaria interessata sono notevolmente diminuite tra il 1986 e il 1988 (-22,7 %), per aumentare nettamente tra il 1988 e il periodo dell'inchiesta (+68,9 %).  Prezzi  (26) Tra il 1986 e il 1987 i prezzi dell'industria comunitaria interessata sono diminuiti dell'11,58 %. A partire dal 1988 i prezzi medi unitari comunitari hanno seguito la tendenza al rialzo del mercato mondiale di acido ossalico aumentando del 20,8 % tra il 1987 e il 1988 e del 13,9 % tra il 1988 e il 1989 (periodo dell'inchiesta).  Risultati finanziari  (27) I risultati finanziari del 1986, già negativi, hanno subito un nuovo deterioramento nel 1987. I risultati finanziari dell'industria comunitaria interessata hanno registrato una ripresa nel 1988 e sono divenuti positivi per subire poi un relativo deterioramento nel periodo dell'inchiesta.  Occupazione  (28) Dal 1986 l'occupazione è rimasta stabile.  b) Conclusioni relative alla situazione attuale dell'industria comunitaria  (29) Dopo il forte deterioramento del 1987, anno nel quale il valore di tutti gli indicatori (produzione, vendita, prezzi, risultati finanziari) è diminuito, nel 1988, la situazione dell'industria comunitaria interessata ha registrato una netta ripresa. La produzione e le vendite comunitarie sono tornate ai livelli del 1986; i risultati finanziari sono diventati positivi, mentre le esportazioni brasiliane aumentavano in misura particolarmente considerevole (+36 % tra il 1987 e il 1988).  Per quanto riguarda il periodo dell'inchiesta, nonostante una certa stabilità della produzione e delle vendite comunitarie, si rilevano un nuovo deterioramento dell'utilizzazione degli impianti, un aumento delle scorte e un netto calo dei risultati finanziari.  Alla luce di quanto precede, la situazione dell'industria comunitaria risulta tutt'altro che favorevole.  c) Situazione prevedibile dell'industria comunitaria interessata  Situazione generale del mercato dell'acido ossalico  (30) Ad ogni modo la precaria situazione dell'industria comunitaria interessata deve essere valutata nel contesto del mercato.  Il mercato dell'acido ossalico ha subito vari mutamenti a partire dal 1988. I tale anno infatti sono state prese misure antidumping nel confronti di taluni paesi (Cina, Corea del Sud, Taiwan e Cecoslovacchia) ed è iniziata la ripresa dei prezzi mondiali. Si noti inoltre che l'esportatore brasiliano  - è praticamente riuscito a mantenere la quota di mercato che deteneva prima dell'adozione di misure antidumping nei suoi confronti, ovvero il 7,5 % contro l'attuale 6 %;  - nonostante le misure antidumping in vigore nei suoi riguardi, ha continuato a praticare prezzi di dumping;  - grazie ai sostanziali profitti realizzati sul mercato interno, è in grado di praticare prezzi inferiori a quelli comunitari e di continuare ad esportare a prezzi di dumping senza rischiare perdite significative;  - occupa una posizione dominante sul mercato interno, benché comincino ad affacciarvisi prodotti esteri concorrenti. Questa circostanza potrebbe peraltro indurlo, per compensare la perdita di mercato interno, mantenendo nello stesso tempo il suo livello di produzione e le sue economie di scala, ad aumentare le vendite verso la Comunità, tanto più che queste rappresentano soltanto un quarto delle sue esportazioni.  Infine, l'esportatore in questione ha la possibilità di aumentare facilmente la sua produzione montando nuovi impianti attualmente disponibili presso lo stabilimento.  La già precaria situazione dell'industria comunitaria potrebbe quindi soltanto aggravarsi, data in particolare la fragilità della sua situazione finanziaria e l'entità relativamente modesta della sua quota di mercato comunitario, con un conseguente rinnovato pregiudizio sostanziale.  Inoltre, la situazione dell'industria comunitaria si deve valutare tenendo conto delle misure adottate nei confronti di un certo numero di paesi che praticavano anch'essi prezzi di dumping e le cui esportazioni esercitano cumulativamente un'incidenza significativa sul mercato comunitario. Sarebbe pertanto discriminatorio non applicare misure antidumping nei confronti dell'esportatore brasiliano.  G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ  (31) Per quanto riguarda l'interesse della Comunità, esso richiede il ripristino di una situazione di concorrenza leale.  Alla luce di quanto precede, la Commissione ritiene che l'industria comunitaria interessata, data la precarietà della sua situazione, rischi seriamente di scomparire, qualora non vengano prese misure antidumping nei confronti dell'esportatore brasiliano. Il concretarsi di tale rischio sarebbe tanto più pregiudizievole per l'interesse della Comunità in quanto l'industria interessata è l'unica esclusivamente impegnata nella produzione di acido ossalico; il mercato comunitario si troverebbe quindi a dipendere da esportatori la cui regolarità a livello di approvvigionamento è incerta. Si noti infine che durante la procedura le società utilizzatrici di acido ossalico non si sono manifestate. Pertanto, la Commissione ritiene opportuno non lasciar scadere le vigenti misure antidumping nei confronti delle importazioni di acido ossalico originario del Brasile.  H. IMPEGNO E CHIUSURA DELLA PROCEDURA D'INCHIESTA  (32) Informato delle principali conclusioni, l'esportatore brasiliano ha offerto un impegno sul prezzo delle sue esportazioni di acido ossalico destinate alla Comunità. Il prezzo è stato calcolato sulla base dei costi di produzione dell'industria comunitaria interessata maggiorati di un equo margine di profitto rappresentativo degli utili realizzati in questo settore.  L'impegno avrà l'effetto di portare i prezzi all'esportazione verso la Comunità ad un livello che la Commissione ritiene sufficiente per evitare il concretarsi di un pregiudizio che la scadenza delle vigenti misure antidumping certamente comporterebbe.  Pertanto, l'impegno deve essere ritenuto accettabile e l'inchiesta può quindi essere chiusa. Inoltre, il dazio antidumping che era rimasto in vigore in attesa del riesame scade.  (33) Si deve notare altresì che in caso di violazione dell'impegno la procedura potrà essere riaperta soltanto per quanto riguarda la violazione stessa e che potranno essere adottate misure antidumping provvisorie e definitive sulla base dei fatti e delle considerazioni riguardanti il dumping, il pregiudizio e la soglia di pregiudizio accertati dalla Commissione prima dell'accettazione del presente impegno.  (34) Considerando che l'esportatore interessato dall'inchiesta è l'unico produttore/esportatore dell'acido ossalico originario del Brasile, che il suo impegno copre l'insieme delle esportazioni brasiliane di detto prodotto e che è improbabile che altre società in Brasile comincino a produrre e ad esportare verso la Comunità il medesimo prodotto, in quanto l'esportatore in questione ne produce quantitativi ampiamente superiori al fabbisogno del mercato brasiliano e deve far fronte sullo stesso mercato alla concorrenza di esportatori stranieri, non è necessario, in queste condizioni eccezionali, mantenere in vigore un dazio antidumping definitivo.  (35) Il comitato consultivo ha sollevato una obiezione contro la misura proposta,  DECIDE:  Articolo unico  L'impegno offerto dalla società Industrias Quimicas e Explosivos SA (Explo) nell'ambito della procedura di riesame relativa all'acido ossalico di cui al codice NC ex 2917 11 00, originario del Brasile, è accettato.  Fatto a Bruxelles, il 13 luglio 1990.  Per la Commissione  Frans ANDRIESSEN  Vicepresidente  (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1.  (2) GU n. C 67 dell'8. 3. 1984, pag. 7.  (3) GU n. L 340 del 28. 12. 1984, pag. 80.  (4) GU n. L 26 del 31. 1. 1985, pag. 6.  (5) GU n. C 163 del 30. 6. 1989, pag. 5.  (6) GU n. C 199 del 4. 8. 1989, pag. 2.  (7) GU n. C 301 del 30. 11. 1989, pag. 3.  (8) GU n. C 318 del 20. 12. 1989, pag. 2.