CELEX: 51995PC0201
Language: it
Date: 1995-05-31
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO RELATIVO ALL' AIUTO UMANITARIO

Avis juridique important

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51995PC0201

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO RELATIVO ALL' AIUTO UMANITARIO  /* COM/95/201 DEF - SYN 95/0119 */  

Gazzetta ufficiale n. C 180 del 14/07/1995 pag. 0006

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio  relativo all'aiuto umanitario(95/C  180/06)COM(95) 201 def. - 95/0119(SYN)(Presentata  dalla Commissione il 1° giugno 1995)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130  W, vista la proposta della Commissione, in cooperazione con il Parlamento europeo, considerando che le popolazioni vittime di catastrofi naturali, di avvenimenti quali guerre e  conflitti, di condizioni di povertà eccezionali o di altre circostanze straordinarie di portata  analoga hanno il diritto di ricevere un'assistenza umanitaria internazionale qualora le autorità  del loro paese non siano in grado di venire efficacemente in loro soccorso; considerando che le azioni di protezione delle vittime di conflitti o di circostanze eccezionali di  portata analoga rientrano nel diritto umanitario internazionale e che è pertanto opportuno  inserirle nell'attività umanitaria; considerando che l'assistenza umanitaria non comporta solo l'esecuzione di interventi di soccorso  immediati finalizzati a salvare e proteggere vite umane in situazioni di emergenza o di  post-emergenza, ma anche l'attuazione di tutte le misure intese ad agevolare o a consentire il  libero accesso alle vittime e il libero transito dell'aiuto; considerando che l'assistenza umanitaria può essere seguita da interventi di sviluppo o di  ricostruzione e che, di conseguenza, essa deve coprire l'intera durata di una situazione di crisi e  dei suoi effetti e che, in tale contesto, può comprendere elementi di ristrutturazione a breve  termine finalizzati a facilitare l'arrivo a destinazione dei soccorsi, a prevenire l'acuirsi delle  conseguenze della crisi e ad iniziare ad aiutare le popolazioni colpite a ritrovare un livello  minimo di autosufficienza; considerando che è particolarmente opportuno intervenire a livello di prevenzione dei disastri al  fine di assicurare una preparazione preliminare ai rischi che ne derivano e, di conseguenza, porre  in essere un sistema di allarme e di intervento adeguato; considerando che occorre pertanto garantire ed aumentare l'efficacia e la coerenza dei dispositivi  comunitari e nazionali di prevenzione e d'intervento mirati a rispondere alle esigenze create da  catastrofi naturali o da circostanze eccezionali di portata analoga; considerando che l'aiuto umanitario, il cui solo obiettivo consiste nel prevenire e nell'alleviare  la sofferenza umana, è concesso in base al principio della non discriminazione tra le vittime per  motivi razziali, religiosi, di nazionalità o di appartenenza politica e che non potrebbe essere  retto da considerazioni di natura politica o subordinato ad esse; considerando che le decisioni relative all'aiuto umanitario devono essere prese in maniera  imparziale ed esclusivamente in funzione delle esigenze e degli interessi delle vittime; considerando che l'instaurazione di uno stretto coordinamento tra gli Stati membri e la  Commissione, sia a livello di decisione che in loco, si trova alla base dell'efficacia dell'azione  umanitaria della Comunità europea; considerando che, nell'ambito del suo contributo all'efficacia dell'aiuto umanitario a livello  internazionale, la Comunità europea deve ricercare attivamente la collaborazione e il coordinamento  con paesi terzi; considerando che a tal fine occorre inoltre fissare i criteri per la cooperazione con le  organizzazioni non governative, le agenzie e le organizzazioni internazionali specializzate nel  settore dell'aiuto umanitario; considerando che è necessario preservare, rispettare ed incoraggiare l'indipendenza e  l'imparzialità delle organizzazioni non governative e delle altre istituzioni umanitarie  nell'attuazione dell'aiuto umanitario; considerando che è opportuno favorire, nel settore umanitario, la collaborazione tra organizzazioni  non governative degli Stati membri e di altri paesi sviluppati e organizzazioni analoghe dei paesi  terzi interessati; considerando che, date le caratteristiche peculiari dell'aiuto umanitario, è opportuno istituire  procedure flessibili, trasparenti e rapide per le decisioni di finanziamento di azioni e progetti  umanitari; che in tale contesto si prevede che, in determinati casi, la Commissione sia assistita  nel processo decisionale da un comitato di carattere consultivo; considerando che occorre fissare le modalità d'esecuzione e di gestione dell'aiuto umanitario della  Comunità europea finanziato sul bilancio generale, fermo restando che gli interventi di aiuto  d'urgenza previsti dalla Convenzione di Lomé IV continuano ad essere disciplinati dalle procedure e  dalle modalità stabilite dalla convenzione suddetta, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: CAPITOLO I Obiettivi e orientamenti generali dell'aiuto umanitario Articolo 1  Nell'ambito della sua attività umanitaria, la Commissione interviene con azioni di assistenza, di  soccorso e di protezione basate sul principio di non discriminazione, a favore delle popolazioni,  soprattutto le piú vulnerabili, dei paesi terzi colpiti da catastrofi naturali o causate dall'uomo,  come guerre e conflitti, oppure da avvenimenti eccezionali di portata analoga, per il periodo  necessario a far fronte alle esigenze umanitarie che ne derivano. In tale contesto, la Comunità  intraprende anche azioni di preparazione ai rischi, nonché attività di prevenzione delle catastrofi  o delle circostanze eccezionali di portata analoga. Articolo 2 L'aiuto umanitario di cui all'articolo 1 del presente regolamento si prefigge gli  obiettivi seguenti: a) salvare e proteggere vite nelle situazioni d'emergenza o di post-emergenza immediata e in caso  di disastri naturali che causano perdite di vite umane, sofferenze fisiche, psicologiche e morali  nonché gravi danni materiali; b) portare, mediante interventi puntuali o piani globali, l'assistenza e i soccorsi necessari alle  popolazioni colpite da crisi di più lunga durata, causate segnatamente da conflitti o da guerre che  abbiano provocato conseguenze analoghe a quelle descritte alla lettera a), soprattutto qualora si  constati che tali popolazioni non possono essere aiutate dalle loro autorità o in assenza di  autorità competenti; c) prendere tutte le misure necessarie ad agevolare o a consentire il libero accesso ai destinatari  dell'aiuto ed il libero transito dell'aiuto; d) eseguire lavori di ristrutturazione e di ricostruzione, a breve termine, destinati ad agevolare  l'arrivo dei soccorsi, a prevenire l'aggravarsi degli effetti della crisi e ad aiutare le  popolazioni colpite a ritrovare un livello minimo di autosufficienza; e) far fronte agli esodi di popolazioni (profughi, sfollati e rimpatriati) determinati da  catastrofi naturali o causate dall'uomo, nonché condurre a buon fine le azioni di rimpatrio e di  aiuto al reinsediamento nei paesi d'origine; f) assicurare la preparazione al rischio di disastri o di circostanze eccezionali di portata  analoga ed instaurare un sistema adeguato di allarme rapido e di intervento; g) mettere in atto azioni di protezione delle vittime di conflitti o di circostanze di portata  analoga. Articolo 3 Gli aiuti comunitari contemplati dal presente regolamento possono servire a finanziare  l'acquisto e la fornitura di qualsiasi prodotto o materiale necessario all'attuazione delle azioni  umanitarie, le spese per il personale, estero o locale, impegnato nell'ambito di tali azioni, il  magazzinaggio, l'invio, il sostegno logistico e la distribuzione degli aiuti, nonché qualsiasi  altra azione intesa a facilitare o a consentire l'accesso ai destinatari dell'aiuto. Gli aiuti possono inoltre essere usati per finanziare tutte le altre azioni direttamente connesse  all'esecuzione degli interventi umanitari, comprese quelle relative alla visibilità degli aiuti. Articolo 4 Gli aiuti possono inoltre essere utilizzati per il finanziamento delle azioni  seguenti: - studi preliminari di fattibilità, di controllo e di valutazione delle azioni umanitarie; - azioni di formazione e studi di carattere generale relativi all'attività umanitaria; - azioni finalizzate a rafforzare il coordinamento con gli Stati membri, con altri paesi donatori,  con le organizzazioni e istituzioni umanitarie internazionali e con le organizzazioni non  governative; - azioni di assistenza tecnica necessarie all'esecuzione dei progetti umanitari, compreso lo  scambio di conoscenze tecniche e di esperienze tra organizzazioni ed enti umanitari europei o tra  questi e quelli dei paesi terzi; - azioni di sensibilizzazione e informazione dell'opinione pubblica europea e dei paesi terzi, per  favorire una maggiore conoscenza della problematica umanitaria. Articolo 5 Il finanziamento comunitario concesso ai sensi del presente regolamento viene  stanziato sotto forma di aiuto non rimborsabile. CAPITOLO II Modalità d'esecuzione dell'aiuto umanitario Articolo 6 Le azioni di aiuto  umanitario finanziate dalla Comunità possono essere avviate sia su richiesta di organismi e  organizzazioni internazionali o non governative che per iniziativa della Commissione. Articolo 7 1.  I partner umanitari che possono beneficiare di un finanziamento ai sensi del  presente regolamento sono le organizzazioni non governative in possesso dei requisiti seguenti: a) essere in possesso dello statuto di organizzazioni autonome senza fini di lucro legalmente  riconosciuto nel paese d'origine; b) avere sede in uno Stato membro della Comunità o, a titolo eccezionale, in un paese terzo. 2.  Al fine di determinare se una ONG sia ammissibile ad accedere ai finanziamenti comunitari, si  tiene conto degli elementi seguenti: a) le capacità di gestione amministrativa e finanziaria, b) le capacità tecniche e logistiche in relazione all'azione prevista, c) l'esperienza nel settore dell'aiuto umanitario, d) i risultati delle azioni eseguite dall'ONG interessata, in particolare con il finanziamento  della Comunità, e) la disponibilità a partecipare, se del caso, al sistema di coordinamento istituito nell'ambito  di un'azione umanitaria, f) l'attitudine a sviluppare rapporti di cooperazione con gli operatori umanitari dei paesi terzi  interessati, g) la stipula, con la Comunità, del contratto-quadro di partenariato nel settore dell'aiuto  umanitario. Articolo 8 La Comunità può finanziare inoltre le azioni umanitarie avviate da organismi e  organizzazioni internazionali, in particolare di quelle che hanno firmato con la Comunità il  contratto-quadro di partenariato nel settore umanitario. Articolo 9 La Comunità può finanziare le azioni umanitarie avviate dalla Commissione europea o da  organizzazioni umanitarie degli Stati membri. A tale fine la Commissione può disporre, in  conformità delle disposizioni finanziarie vigenti, dei fondi messi a sua disposizione dagli Stati  membri secondo le modalità amministrative convenute preliminarmente tra la Commissione e lo Stato  membro interessato. Articolo 10 Nell'ambito della sua attività umanitaria la Comunità europea si adopera per  sviluppare i rapporti di collaborazione e di cooperazione con paesi terzi. Articolo 11 1.  La Commissione adotta le modalità amministrative di gestione e di esecuzione  delle azioni previste dal presente regolamento. 2.  L'aiuto viene concesso alle organizzazioni di cui agli articoli 7, 8 e 9 solo a condizione che  queste ultime si impegnino a rispettare i termini relativi allo stanziamento e all'attuazione  comunicati dalla Commissione. Articolo 12 Tutti i contratti di finanziamento conclusi ai sensi del presente regolamento devono  prevedere, in particolare, che la Commissione e la Corte dei conti possano effettuare controlli in  loco e presso la sede dei partner umanitari secondo le modalità abituali definite dalla Commissione  nel quadro delle disposizioni vigenti, in particolare quelle contenute nel regolamento finanziario  applicabile al bilancio generale delle Comunità europee. Articolo 13 1.  Al fine di garantire e di migliorare l'efficacia e la coerenza dei dispositivi  comunitari e nazionali di aiuto umanitario, la Commissione adotta tutte le misure necessarie ad  assicurare uno stretto coordinamento tra gli Stati membri e la Commissione, sia a livello di  decisioni che sul posto. 2.  A tal fine, gli Stati membri forniscono alla Commissione tutta l'assistenza necessaria, e in  particolare ogni informazione utile. CAPITOLO III Procedure di attuazione delle azioni umanitarie Articolo 14 1.  La Commissione è  incaricata della preparazione, della decisione e della gestione delle azioni previste dal presente  regolamento, secondo le procedure di bilancio e di altro genere in vigore, in particolare quelle  contenute nel regolamento finanziario della Comunità. 2.  Le decisioni relative all'attuazione dei piani globali di aiuto umanitario sono adottate  secondo la procedura prevista dall'articolo 15. Articolo 15 1.  La Commissione è assistita da un comitato di carattere consultivo, denominato in  appresso «il comitato», composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal  rappresentante della Commissione. 2.  Per quanto riguarda le decisioni di cui all'articolo 14, paragrafo 2, il rappresentante della  Commissione presenta al comitato un progetto di misure da adottare. Il comitato esprime il suo  parere sul progetto entro un termine fissato dal presidente in funzione dell'urgenza della  questione, procedendo eventualmente ad una votazione. Il parere viene messo a verbale, come la posizione di qualsiasi Stato membro che ne faccia  richiesta. La Commissione tiene in grande considerazione il parere emesso dal comitato, e lo  informa del modo in cui si è tenuto conto del parere. 3.  Una volta all'anno si procede ad uno scambio di opinioni, in base alla presentazione, da parte  del rappresentante della Commissione, degli orientamenti generali dell'azione umanitaria per gli  anni a venire. In tale contesto, la Commissione e gli Stati membri esaminano l'attribuzione delle priorità nel  quadro dell'attività umanitaria della Commissione, la problematica generale del coordinamento delle  azioni di aiuto umanitario comunitarie e nazionali, nonché eventuali questioni generali o  specifiche relative all'aiuto comunitario nel settore in questione. 4.  La Commissione informa il comitato delle azioni e dei progetti umanitari approvati, indicandone  l'importo, la natura, il paese beneficiario e il partner indicato dell'attuazione. Articolo 16 La Commissione effettua ad intervalli regolari valutazioni delle azioni di aiuto  umanitario finanziate dalla Comunità, al fine di stabilire se siano stati reggiunti gli obiettivi  fissati e per ricavarne orientamenti finalizzati a migliorare l'efficacia delle azioni future. Le  relazioni di valutazione sono trasmesse al comitato. Articolo 17 Al termine di ciascun esercizio di bilancio la Commissione presenta al Parlamento  europeo e al Consiglio una relazione annuale sulle azioni eseguite durante l'esercizio. Articolo 18 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione  nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri.