CELEX: 52005SC0231
Language: it
Date: 2005-02-16 00:00:00
Title: Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Lettonia, 2004-2007

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52005SC0231

Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Lettonia, 2004-2007  /* SEC/2005/0231 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 16.2.2005SEC(2005) 231 definitivoRaccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Lettonia, 2004-2007(presentata dalla Commissione)  RELAZIONEIl regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1], stabilisce che gli Stati membri non partecipanti, ossia quelli che non hanno adottato la moneta unica, devono presentare al Consiglio e alla Commissione un programma di convergenza. Ai sensi dell'articolo 9 del regolamento, il Consiglio esamina i programmi di convergenza sulla base delle valutazioni della Commissione e del comitato di cui all'articolo 114 del trattato (il Comitato economico e finanziario). Dopo aver esaminato ogni programma, il Consiglio, sulla base di una raccomandazione della Commissione e previa consultazione del Comitato economico e finanziario, esprime un parere al riguardo. A norma del regolamento, gli Stati membri devono presentare aggiornamenti annuali del proprio programma di convergenza, che possono essere esaminati anch'essi dal Consiglio secondo le medesime procedure.I dieci paesi che hanno aderito all'UE il 1° maggio 2004 non partecipano alla moneta unica. Essi si sono impegnati a presentare il loro programma di convergenza entro il 15 maggio 2004 e il primo aggiornamento verso la fine del 2004.Il primo programma di convergenza della Lettonia, che copriva il periodo 2004-2007, è stato presentato il 14 maggio 2004 ed esaminato dal Consiglio il 5 luglio 2004. La Lettonia ha presentato un aggiornamento del suo programma di convergenza il 30 dicembre 2004. I servizi della Commissione hanno proceduto ad un'analisi tecnica del programma aggiornato, tenendo presenti in particolare i risultati delle previsioni economiche dell'autunno 2004 della Commissione, il codice di condotta[2], la metodologia concordata per la stima della produzione potenziale, le raccomandazioni contenute negli indirizzi di massima per le politiche economiche per il periodo 2003-2005 e i principi stabiliti nella comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 27 novembre 2002 sul rafforzamento del coordinamento delle politiche di bilancio[3]. Tale analisi porta alla valutazione che segue:-  Il primo aggiornamento del programma di convergenza della Lettonia, relativo al periodo 2004-2007, è stato adottato dal Consiglio dei ministri lettone il 28 dicembre ed è stato trasmesso alla Commissione europea il 30 dicembre 2004. Il programma si basa sulle proiezioni economiche della legge finanziaria per il 2005 presentata al parlamento il 13 dicembre 2004 e adottata dal parlamento il 20 dicembre. I dati contenuti nel programma aggiornato sono in linea di massima conformi ai requisiti del “codice di condotta sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e convergenza”. Tuttavia si deve migliorare ancora la classificazione ESA95 dei dati relativi alla composizione delle entrate e delle spese delle pubbliche amministrazioni.-  Nell’aggiornamento si stima una crescita del PIL dell’8,1% per il 2004 e per il 2005 si pronostica un valore del 6,7%, mentre la domanda interna, in particolare gli investimenti e il consumo privato, continuerebbero ad aumentare considerevolmente. Per il 2006 e il 2007 si prevede una crescita del PIL solo leggermente inferiore (6,5% in entrambi gli anni). La crescita delle esportazioni ha segnato un forte picco, per effetto della ripresa economica a livello mondiale e degli effetti positivi dell'adesione della Lettonia all'UE. Tale sviluppo è stato tuttavia inferiore all’aumento delle importazioni che ha accompagnato l'impennata della domanda interna. Si prevede che il contributo delle esportazioni nette alla crescita a breve termine sarà negativo e che il rilevante disavanzo delle partite correnti diminuirà solo in misura marginale. Nonostante la forte crescita dell'attività economica, la disoccupazione dovrebbe diminuire solo progressivamente. Nel complesso, sulla base delle informazioni attualmente disponibili, lo scenario macroeconomico appare plausibile ed è nel complesso in linea con le valutazioni dei servizi della Commissione ivi compresa quella contenuta nella previsione dell'autunno 2004.-  Per conseguire l'obiettivo di stabilità dei prezzi che la Banca della Lettonia si era prefissata, dal 1994 (il lat) è stato ancorato ai DSP con una banda di oscillazione normale rispetto al tasso centrale di ±1 per cento. Le autorità lettoni prevedono di aderire al nuovo meccanismo di cambio (ERM II) all’inizio del 2005 e si prefiggono di adottare l’euro nel migliore dei casi il 1°gennaio 2008. Nel quadro di tale strategia il 1°gennaio 2005, i DSP sono stati abbandonati e il lat è stato ancorato all’euro a tassi di mercato con una banda di oscillazione normale rispetto al tasso centrale sempre del ±1 per cento. I tassi interbancari in moneta locale sono scesi avvicinandosi a quelli della area euro dopo questo nuovo ancoraggio. Nel 2004 i rendimenti delle obbligazioni a lungo termine rispetto all'euro hanno oscillato in una banda di ½-1 punto percentuale in più. Fino al 2003 l’inflazione IAPC è stata relativamente bassa. Nel corso del 2004, tuttavia, l'inflazione IAPC ha subito una forte accelerazione, toccando il 7,8 per cento in agosto prima di scendere leggermente nell'ultimo trimestre per registrare un valore medio annuo del 6,2 per cento. Le autorità ritengono che l'andamento dell'inflazione nel 2004 sia stato temporaneo e prevedono che l’inflazione in termini di IPC scenderà dal 6,2 per cento del 2004 al 3,0 per cento nel 2006. Nel 2005 l’inflazione continuerà ad essere influenzata dall’aumento dei prezzi fissati amministrativamente e dalle misure di armonizzazione nel settore della fiscalità indiretta. Tuttavia, in considerazione degli effetti di base favorevoli e a condizione che si eviti il surriscaldamento l’inflazione dovrebbe gradualmente diminuire anche se è probabile che il suo livello sia leggermente superiore a quello previsto dalle autorità nazionali.-  L’aggiornamento del programma mira al mantenimento del disavanzo al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL in tutto il periodo di riferimento. Il disavanzo delle amministrazioni pubbliche dovrebbe scendere gradualmente da un livello stimato dell'1,7% del PIL nel 2004[4] all'1,4% del PIL nel 2007. Per effetto dei trasferimenti UE e delle spese associate si pronostica che sia le spese che le entrate registreranno un picco nel 2005 con valori rispettivamente del 39,3% e del 37,7% del PIL e successivamente scenderanno gradualmente al 36,5% e al 35,1% del PIL rispettivamente entro il 2007. L’aggiustamento a medio termine delle finanze pubbliche si basa su una riduzione dei rapporti spese/PIL ed entrate/PIL. Il bilancio primario migliora nel periodo di riferimento del programma e il rapporto spese totali/PIL scende a causa della diminuzione del rapporto spese primarie/PIL e in una certa misura a causa di pagamenti di interessi. La diminuzione del rapporto spese primarie/PIL, che è dovuta soprattuttto alla riduzione dei trasferimenti e dei sussidi, è accompagnata al tempo stesso da un aumento del rapporto investimenti/PIL. Il rapporto entrate/PIL diminuisce in conseguenza di alcune riduzioni delle imposte, soprattutto sul reddito, che riducono moderatamente il carico fiscale. Anche se la strategia complessiva è rimasta invariata rispetto al programma del maggio 2004, la previsione dei disavanzi di bilancio è stata rivista verso il basso (era di circa il 2% del PIL ogni anno nel programma precedente).-  I rischi che pesano sulle proiezioni di bilancio del programma appaiono nel complesso equilibrati. Da un lato le ipotesi sull'intensità fiscale dell'attività economica appaiono un po' pessimiste e le entrate potrebbero essere migliori del previsto. In effetti la Lettonia ha una tradizione di previsioni prudenti e di frequenti superamenti degli obiettivi finanziari negli ultimi anni. Inoltre per quanto riguarda il controllo di bilancio esiste una speciale procedura che potrebbe facilitare gli aggiustamenti rapidi nel corso dell'anno in caso di evoluzioni non previste del bilancio. D'altro canto, in considerazione degli impegni di spesa legati all'ottenimento di finanziamenti dell’UE il conseguimento degli obiettivi di disavanzo è subordinato all’ingresso di tali fondi nelle entrate pubbliche. Il rispetto di una disciplina rigorosa nella gestione della spesa (ivi compresa quella legata alla gestione di progetti cofinanziati dall'UE) potrebbe essere difficile da realizzare a causa della debolezza a livello di capacità amministrative.-  Alla luce di tale valutazione dei rischi la politica di bilancio delineata nel programma non è sufficiente per conseguire l'obiettivo a medio termine del patto di stabilità e crescita di un saldo di bilancio prossimo al pareggio o positivo. Inoltre, benché il programma indichi un piano di risanamento relativamente ambizioso è possibile che esso fornisca un margine insufficiente per fare fronte alle normali variazioni macroeconomiche senza superare il valore di riferimento del disavanzo, ossia il 3% del PIL. Esso è comunque sufficiente a mantenere ad un livello molto basso il rapporto debito/PIL.-  Per il 2004 si stima un rapporto debito/PIL pari a 14,2%, una cifra quindi ben inferiore al valore di riferimento del 60% indicato nel trattato. Il leggero aumento del rapporto debito/PIL nel corso del periodo di riferimento del programma, che passerebbe al 15,0% nel 2007, sarebbe dovuto soprattutto al persistere di disavanzi sostanzialmente compensati dalla crescita del PIL nominale.-  L'aggiornamento presenta brevemente il programma di riforme strutturali del governo incentrato sulle misure destinate a migliorare il contesto in cui operano le imprese, la competitività e lo sviluppo dei settori dell'energia e delle comunicazioni, i sistemi di istruzione e assistenza sanitaria, sulle misure attive per il mercato del lavoro e sulla promozione dell'innovazione e della ricerca. Il programma indica inoltre misure destinate a rafforzare ulteriormente l'efficacia della procedura di bilancio attraverso un quadro di bilancio pluriennale e a migliorare la trasparenza e l'affidabilità dei massimali per la spesa nominale attraverso meccanismi di valutazione sistematici. Appare ragionevole attendersi che tali riforme, che per la maggior parte sono già in corso o sono nella fase di preparazione legislativa, migliorino le condizioni di crescita dell'economia lettone, aumentino la produttività e rafforzino gli incentivi al lavoro, facilitino la creazione di nuovi posti di lavoro e scoraggino l'evasione fiscale, oltre a migliorare la disciplina di bilancio sia a livello di amministrazione centrale che di enti locali.-  La situazione della Lettonia appare relativamente buona per quanto riguarda la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, nonostante i costi previsti a carico del bilancio a causa dell'invecchiamento demografico. Il rapporto debito/PIL relativamente basso della Lettonia, la realizzazione di misure di riforma delle pensioni, ivi compresa l'introduzione di un pilastro a capitalizzazione e l'accumulazione di attività nel regime pensionistico a capitalizzazione contribuiranno a limitare l'incidenza sul bilancio dell’invecchiamento demografico. La strategia delineata nel programma si basa su un contenimento del disavanzo di bilancio a medio termine e sugli effetti positivi per il bilancio della riforma del sistema pensionistico. Le riforme in materia di sanità e di cure di lunga durata potrebbero tuttavia comportare spese più elevate. A lungo termine potrebbero sorgere difficoltà per quanto riguarda la sostenibilità. Il livello relativamente basso di imposizione fiscale della Lettonia dovrebbe tuttavia consentire di trovare una soluzione al problema qualora esso si dovesse presentare.-  Nel complesso la strategia di politica economica delineata nell'aggiornamento è sostanzialmente in linea con gli indirizzi di massima per le politiche economiche relativi al paese nel settore delle finanze pubbliche. Dato che il paese deve affrontare il problema di un considerevole disavanzo delle partite correnti, è stato raccomandato alla Lettonia di ridurre il disavanzo delle amministrazioni pubbliche in maniera credibile e sostenibile nell'ambito di un quadro pluriennale. Alla luce della riduzione del disavanzo delle partite correnti prevista nel programma, il disavanzo inferiore al previsto nel 2004 e il piano di risanamento previsto nell'aggiornamento sono in linea con la raccomandazione contenuta negli indirizzi di massima per le politiche economiche. Tale valutazione è subordinata, tuttavia, all'andamento favorevole dei conti con l’estero e dovrà quindi essere confermata da ulteriori controlli. Inoltre, come è stato sottolineato dal Consiglio nel suo parere sul programma dello scorso maggio, la valutazione della situazione di bilancio appropriata dipende anche dalle pressioni esercitate dalla domanda sull’economia benché sia difficile stabilire la situazione del paese nel ciclo economico; tale valutazione, quindi, dipende anche dal fatto che la politica macroeconomica sia appropriata o meno ai fini del consolidamento della riduzione dell'inflazione dopo il picco raggiunto recentemente.***Sulla base della valutazione che precede, la Commissione ha adottato la raccomandazione allegata per un parere del Consiglio relativo al programma di convergenza aggiornato della Lettonia e la trasmette al Consiglio stesso.Raccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all'articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Lettonia, 2004-2007IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[5], in particolare l'articolo 9, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del Comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:1.  L’8 marzo 2005 il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza aggiornato della Lettonia, relativo al periodo 2004-2007. I dati contenuti nel programma sono nel complesso conformi ai requisiti del “codice di condotta sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e convergenza” nella sua versione riveduta. Tuttavia si deve migliorare ancora la classificazione ESA95 dei dati relativi alla composizione delle entrate e delle spese delle pubbliche amministrazioni. Si invita quindi la Lettonia a rispettare pienamente i requisiti del codice di condotta.2.  Lo scenario macroeconomico su cui si basa il programma prevede che la crescita del PIL reale, stimata all’8,1% nel 2004, continui a rimanere forte nel resto del periodo di riferimento del programma e si attesti su una media annua del 6,6%. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili si ritiene che tale scenario rifletta ipotesi di crescita verosimili. Le proiezioni del programma relative all'inflazione appaiono leggermente sottostimate.3.  L’aggiornamento del programma mira al mantenimento del disavanzo al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL in tutto il periodo di riferimento. Il disavanzo delle amministrazioni pubbliche, dovrebbe scendere gradualmente da un livello stimato dell'1,7% del PIL nel 2004 all'1,4% del PIL nel 2007. Nel 2005 il rapporto entrate/PIL e spese/PIL dovrebbero aumentare notevolmente per effetto anche dell’adesione della Lettonia all’UE. Successivamente l’aggiustamento a medio termine delle finanze pubbliche si basa su una riduzione dei rapporti spese/PIL ed entrate/PIL. La diminuzione del rapporto spese primarie/PIL, che è dovuta soprattuttto alla riduzione dei trasferimenti e dei sussidi, è accompagnata al tempo stesso da un aumento del rapporto investimenti/PIL. Il rapporto entrate/PIL diminuisce in conseguenza di alcune riduzioni delle imposte, soprattutto sul reddito, che riducono moderatamente il carico fiscale.4.  I rischi che pesano sulle proiezioni di bilancio del programma appaiono nel complesso equilibrati. Da un lato le ipotesi sull'intensità fiscale dell'attività economica appaiono un po' pessimiste e le entrate potrebbero essere migliori del previsto. D'altro canto, in considerazione degli impegni di spesa legati all'ottenimento di finanziamenti dell’UE il conseguimento degli obiettivi di disavanzo è subordinato all’ingresso di tali fondi nelle entrate pubbliche. Il rispetto di una disciplina rigorosa nella gestione della spesa (ivi compresa quella legata alla gestione di progetti cofinanziati dall'UE) potrebbe essere difficile da realizzare a causa della debolezza a livello di capacità amministrative.5.  Alla luce di tale valutazione dei rischi la politica di bilancio delineata nel programma non è sufficiente per conseguire l'obiettivo a medio termine del patto di stabilità e crescita di un saldo di bilancio prossimo al pareggio o positivo. È possibile inoltre che essa fornisca un margine di sicurezza insufficiente per potere fare fronte alle normali variazioni macroeconomiche senza che venga superato il valore di riferimento del disavanzo, ossia il 3% del PIL. Essa è comunque sufficiente a mantenere ad un livello molto basso il rapporto debito/PIL.6.  Per il 2004 si stima un rapporto debito/PIL pari a 14,2%, una cifra quindi ben inferiore al valore di riferimento del 60% indicato nel trattato. Il leggero aumento del rapporto debito/PIL nel corso del periodo di riferimento del programma, che passerebbe al 15,0% nel 2007, sarebbe dovuto soprattutto al persistere di disavanzi sostanzialmente compensati dalla crescita del PIL nominale.7.  La strategia di bilancio illustrata nel programma mette la Lettonia in una posizione relativamente favorevole per quanto riguarda la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, nonostante i previsti costi di bilancio elevati dovuti all'invecchiamento della popolazione. Il rapporto debito/PIL relativamente basso della Lettonia, la realizzazione di misure di riforma delle pensioni, ivi compresa l'introduzione di un pilastro a capitalizzazione e l'accumulazione di attività nel regime pensionistico a capitalizzazione contribuiranno a limitare l'incidenza sul bilancio dell’invecchiamento demografico. La strategia delineata nel programma si basa su un contenimento del disavanzo di bilancio a medio termine e sugli effetti positivi per il bilancio della riforma del sistema pensionistico. Le riforme in materia di sanità e di cure di lunga durata potrebbero tuttavia comportare spese più elevate. A lungo termine potrebbero sorgere difficoltà per quanto riguarda la sostenibilità. Il livello relativamente basso di imposizione fiscale della Lettonia dovrebbe tuttavia consentire di trovare una soluzione al problema qualora esso si dovesse presentare.8.  Le politiche economiche delineate nel programma sono sostanzialmente coerenti con gli indirizzi economici di massima specifici per il paese nel settore delle finanze pubbliche. Dato che il paese deve affrontare il problema di un considerevole disavanzo delle partite correnti, è stato raccomandato alla Lettonia di ridurre il disavanzo delle amministrazioni pubbliche in maniera credibile e sostenibile nell'ambito di un quadro pluriennale. Alla luce della riduzione del disavanzo delle partite correnti prevista nel programma, il disavanzo inferiore al previsto nel 2004 e il piano di risanamento previsto nell'aggiornamento sono in linea con la raccomandazione contenuta negli indirizzi di massima per le politiche economiche. Tale valutazione è subordinata, tuttavia, all'andamento favorevole dei conti con l’estero e dovrà quindi essere confermata da ulteriori controlli. Inoltre, come è stato sottolineato dal Consiglio nel suo parere sul programma dello scorso maggio, la valutazione della situazione di bilancio appropriata dipende anche dalle pressioni esercitate dalla domanda sull’economia benché sia difficile stabilire la situazione del paese nel ciclo economico; tale valutazione, quindi, dipende anche dal fatto che la politica macroeconomica sia appropriata o meno ai fini del consolidamento della riduzione dell'inflazione dopo il picco raggiunto recentemente.Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio2004 | 2005 | 2006 | 2007 |PIL reale (variazione in % ) | PC dic 2004 | 8,1 | 6,7 | 6,5 | 6,5 |COM ott 2004 | 7,5 | 6,7 | 6,7 | n.d. |PC mag 2004 | 6,7 | 6,7 | 6,5 | 6,5 |Inflazione IPC1 (in %) | PC dic 2004 | 6,2 | 4,3 | 3,0 | 3,0 |COM ott 2004 | 6,8 | 4,7 | 3,5 | n.d. |PC mag 2004 | 4,5 | 3,7 | 3,0 | 3,0 |Saldo di bilancio delle amministrazioni pubbliche (in % del PIL) | PC dic 2004 | -1,7 | -1,6 | -1,5 | -1,4 |COM ott 2004 | -2,0 | -2,8 | -2,9 | n.d. |PC mag 2004 | -2,1 | -2,2 | -2,0 | -2,0 |Saldo primario (in % del PIL) | PC dic 2004 | -0,9 | -0,9 | -0,8 | -0,7 |COM ott 2004 | -1,2 | -2,0 | -2,0 | n.d. |PC mag 2004 | -1,2 | -1,3 | -1,2 | -1,2 |Debito pubblico lordo (in % del PIL) | PC dic 2004 | 14,2 | 14,5 | 14,8 | 15,0 |COM ott 2004 | 14,6 | 15,4 | 16,6 | n.d. |PC mag 2004 | 16,2 | 16,8 | 17,3 | 17,7 |Note: 1 Il programma presenta solo proiezioni dell'inflazione IPC e non IAPC. 2 Calcolo dei servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma. Fonti: Programma di convergenza (PC); Previsioni economiche dei servizi della Commissione dell'autunno 2004 (COM); Calcolo dei servizi della Commissione. |[1] GU L 209 del 2.8.1997. I documenti citati nel presente testo possono essere consultati all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm.[2] Parere riveduto del Comitato economico e finanziario sul contenuto e la presentazione dei programmi di stabilità e convergenza, approvato dal Consiglio Ecofin in data 10.7.2001.[3] COM(2002) 668, del 27.11.2002[4] Secondo informazioni più recenti sui conti in termini di cassa la stima del disavanzo delle amministrazioni pubbliche potrebbe essere inferiore.[5] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1 I documenti citati nel presente testo sono disponibili sul sito: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm.