CELEX: 31973D0322
Language: it
Date: 1973-10-05 00:00:00
Title: 73/322/CEE: Decisione della Commissione, del 5 ottobre 1973, relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/27.010 - Deutsche Philips GmbH) (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)

Avis juridique important

|

31973D0322

73/322/CEE: Decisione della Commissione, del 5 ottobre 1973, relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE (IV/27.010 - Deutsche Philips GmbH) (Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 293 del 20/10/1973 pag. 0040 - 0044

++++( 1 ) GU n . 13 del 21 . 2 . 1962 , pag . 204/62 .  ( 2 ) GU n . 127 del 20 . 8 . 1963 , pag . 2268/63 .  ( 3 ) Sentenza dell'OLG di Amburgo del 23 . 12 . 1971 , 3 U 129/71 .  ( 4 ) GU n . 161 del 20 . 10 . 1964 , pag . 2545/64 .  ( 5 ) Raccolta della giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee , XII , 458 .  COMMISSIONE  DECISIONE DELLA COMMISSIONE  del 5 ottobre 1973  relativa ad una procedura ai sensi dell'articolo 85 del trattato CEE ( IV/27010 _ Deutsche Philips GmbH )  ( Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede )  ( 73/322/CEE )  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE ,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , in particolare l'articolo 85 ,  visto il regolamento n . 17 del Consiglio del 6 febbraio 1962 ( 1 ) , in particolare gli articoli 3 e 15 ,  vista la decisione della Commissione del 26 luglio 1972 di iniziare una procedura avente ad oggetto i contratti di distribuzione e di prezzi imposti della Deutsche Philips GmbH , Amburgo ,  sentita la Deutsche Philips GmbH a norma dell'articolo 19 , paragrafo 1 del regolamento n . 17 e delle disposizioni del regolamento n . 99/63/CEE ( 2 ) ,  visto il parere del Comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti emesso , a norma dell'articolo 10 del regolamento n . 17 , il 18 maggio 1973 .  I . I fatti  1 . considerando che in data 18 giugno 1967 la Commissione aveva iniziato contro la Deutsche Philips GmbH , denominata qui di seguito DPG , e contro altre filiali della N.V . Philips Gloeilampenfabrieken , Eindhoven , una procedura ai sensi del regolamento n . 17 del Consiglio , in quanto le condizioni generali di vendita notificate dalle filiali in questione contenevano una clausola di divieto di esportazione ; che nella lettera del 13 maggio 1968 la società capogruppo dichiarava di aver deciso di sopprimere qualsiasi divieto di esportazione verso gli Stati membri della Comunità , figurante nelle condizioni generali di vendita , nei documenti commerciali e nelle fatture delle varie società Philips contro le quali erano state avviate le procedure ; che essa ha invitato le filiali in questione a modificare in tal senso le loro condizioni generali di vendita ;  considerando che , con lettera del 29 luglio 1968 , la DPG ha trasmesso alla Commissione le sue nuove condizioni di fornitura e di pagamento ( edizione 1968 ) , nelle quali il divieto di esportazione era limitato ai paesi non comunitari ; che in seguito a tale lettera la Commissione ha comunicato alla DPG , in data 7 marzo 1969 , la chiusura della procedura ;  2 . considerando che all'epoca dell'inizio della precitata procedura la DPG applicava , oltre alle sue condizioni di fornitura e di pagamento , una serie di contratti di distribuzione e di prezzi imposti non notificati alla Commissione , che contenevano tra l'altro le seguenti clausole :  a ) nel contratto per rasoi elettrici Philips ( edizione marzo 1967 ) , ai grossisti e dettaglianti tedeschi era fatto divieto , in base alle condizioni di fornitura e di pagamento della DPG , di rivendere il prodotto in contratto in vista della sua spedizione diretta o indiretta all'estero , salvo preventivo consenso scritto della DPG , da rilasciarsi caso per caso ;  b ) in base ai contratti per rasoi elettrici , per i grandi elettrodomestici , per gli altri elettrodomestici e per le scatole di montaggio , tali prodotti potevano essere offerti e venduti al consumatore finale soltanto ai prezzi di consumo finale stabiliti dalla DPG ; una clausola analoga figurava nel contratto riguardante le lampade per uso generale ed a scarica ( clausola dei prezzi imposti ) ;  c ) inoltre , la clausola dei prezzi imposti si applicava indifferentemente sia ai prodotti acquistati direttamente presso la DPG sia a quelli acquistati presso fornitori nazionali o esteri ( clausola relativa ai prezzi imposti alla reimportazione ) ;  d ) in base ai contratti per grandi elettrodomestici , per i rasoi elettrici e per televisori a colori per il commercio all'ingrosso , i grossisti potevano rifornire soltanto dettaglianti specializzati ; di conseguenza essi non potevano fornire i prodotti in questione ad altri grossisti né ad altri fornitori dei rivenditori _ neppure se questi risiedevano all'estero _ salvo preventivo consenso scritto della DPG , da rilasciarsi caso per caso ; una clausola analoga figurava nei contratti per elettrodomestici e lampade per uso generale ed a scarica ( divieto di effettuare forniture orizzontali allo stadio del commercio all'ingrosso ) . In base ai contratti per grandi elettrodomestici e per televisori a colori , relativi al commercio all'ingrosso , i dettaglianti potevano , anche in caso di esportazione , vendere e/o fornire il prodotto oggetto del contratto di distribuzione soltanto ai consumatori finali ; inoltre il citato contratto vietava ai dettaglianti di fare qualsiasi pubblicità in pubblicazioni destinate a rivenditori ( divieto di effettuare forniture orizzontali e di fare pubblicità allo stadio del commercio al minuto ) ;  e ) in base ai contratti per grandi elettrodomestici , per i rasoi elettrici , per i televisori a colori per il commercio all'ingrosso , per gli elettrodomestici e per le lampade per uso generale ed a scarica , i grossisti non potevano vendere ai consumatori finali ( divieto di fornitura diretta ) ;  f ) in base ai contratti per grandi elettrodomestici e televisori a colori per il commercio all'ingrosso , i dettaglianti non potevano effettuare forniture ai grossisti ( divieto di forniture a monte ) .  considerando che anche dopo l'inizio e la chiusura della summenzionata procedura riguardante le condizioni di fornitura e di pagamento notificate dalla DPG , quest'ultima ha mantenuto invariata la clausola di divieto di esportazione nel suo contratto per rasoi elettrici ; che , infatti , nella causa promossa dinanzi al Landesgericht e Oberlandesgericht di Amburgo contro la ditta Josef Reitz oHG , ed altri ( 3 ) , la DPG ha esibito un contratto di distribuzione e di prezzi imposti per rasoi elettrici in cui figurava ancora il citato divieto di esportazione ; che soltanto dopo che la Commissione ha iniziato , in data 26 luglio 1972 , relativamente a tale contratto e agli altri summenzionati contratti di distribuzione e di prezzi imposti , una nuova procedura d'ufficio contro la DPG , quest'ultima ha informato , con una circolare dell'ottobre 1972 , i suoi grossisti e dettaglianti in Germania ; che il suo contratto di distribuzione e di prezzi imposti per rasoi elettrici rinviava alle sue condizioni di fornitura e di pagamento , le quali vietavano , al punto XI 2 , la rivendita dei suoi prodotti in vista della loro spedizione diretta o indiretta verso paesi non comunitari , salvo preventivo consenso scritto della DPG , da rilasciarsi caso per caso .  considerando che , in seguito alla comunicazione degli addebiti notificata alla DPG in data 25 ottobre 1972 , nell'ambito della suddetta seconda procedura promossa contro di essa , la DPG ha immediatamente soppresso la clausola dei prezzi imposti alla reimportazione ed ha limitato alle negoziazioni sul mercato nazionale l'applicazione della clausola dei prezzi imposti del divieto di forniture orizzontali , del divieto di pubblicità nonché del divieto di forniture dirette e di forniture a monte ;  II . Applicabilità dell'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato CEE  1 . considerando che i citati contratti di distribuzione e di prezzi imposti sono contratti scritti tra la DPG e i suoi commercianti tedeschi ; che essi costituiscono pertanto accordi tra imprese ;  2 . a ) considerando che il divieto di esportazione previsto a carico dei commercianti tedeschi nel contratto riguardante i rasoi elettrici ( I.2.a ) aveva lo scopo di impedire a tali commercianti di offrire in altri Stati membri i rasoi elettrici distribuiti dalla DPG in Germania e di esercitare in tal modo una concorrenza ; che il divieto di esportazione aveva pertanto per oggetto di restringere la concorrenza all'interno del mercato comune ;  b ) considerando che in base alla clausola dei prezzi imposti ( I.2.b ) , ai consumatori finali stabiliti in altri Stati membri della CEE , i dettaglianti tedeschi potevano fornire il prodotto oggetto del contratto , soltanto ai prezzi imposti applicabili in Germania , sebbene il sistema dei prezzi imposti esistente in Germania si applicasse soltanto alle operazioni effettuate sul mercato interno ; che il fatto di aver esteso il sistema dei prezzi imposti ed i relativi obblighi in materia di pubblicità alle vendite negli altri Stati membri della CEE costituisce pertanto una restrizione della concorrenza contemplata dall'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato CEE ;  c ) considerando che , poiché la clausola dei prezzi imposti si applicava senza eccezione a tutti i prodotti contrattuali acquistati dai dettaglianti tedeschi direttamente presso la DPG o presso rifornitori nazionali o esteri ( I.2.c ) , i dettaglianti tedeschi erano tenuti ad osservare , in caso di rivendita di un prodotto contrattuale importato in Germania da un altro Stato membro della CEE , i prezzi imposti esistenti in Germania ; che questa clausola dei prezzi imposti alla reimportazione impediva pertanto ai dettaglianti tedeschi , in caso di rivendita del prodotto contrattuale reimportato in Germania , di entrare in concorrenza con altri dettaglianti tedeschi a livello dei prezzi ;  considerando che il sistema dei prezzi imposti alla reimportazione non si puo giustificare sostenendo che esso è necessario per tutelare il sistema dei prezzi imposti legalmente ammesso in Germania , in quanto impedirebbe che i prodotti importati vengano venduti al di sotto dei prezzi imposti in Germania e consentirebbe quindi di mantenere i prezzi imposti ; che il fatto che il sistema verticale dei prezzi imposti sia consentito in uno Stato membro , non costituisce di per sé un motivo per esonerare dall'applicazione dell'articolo 85 , paragrafo 1 , le misure destinate a mantenere in atto questo sistema dei prezzi imposti ; che la compartimentazione dei mercati nazionali , non conforme agli obiettivi del mercato comune , non puo essere considerata compatibile con le norme del trattato CEE in materia di concorrenza soltanto perché un legislatore nazionale consente di imporre i prezzi di vendita per determinati prodotti ;  considerando che , pur essendo innegabile che il sistema dei prezzi imposti alla reimportazione non impedisce ai dettaglianti tedeschi di acquistare i prodotti eventualmente negli altri paesi della CEE a condizioni più favorevoli , e in particolare a prezzi di acquisto più favorevoli , d'altra parte l'unico risultato che in tal caso ne deriverebbe sarebbe un aumento dei margini di guadagno dei commercianti in questione , i quali non avrebbero pero la possibilità di far beneficiare di questo vantaggio i consumatori , sotto forma di prezzi più bassi , né potrebbero in particolare aumentare le loro vendite ed acquisire nuovi clienti ; che , in ogni caso , la situazione della concorrenza al livello del commercio al dettaglio _ per quanto riguarda i prezzi che costituiscono l'elemento determinante per il consumatore _ sarebbe identica a quella che si avrebbe se il mercato fosse protetto da divieti di esportazione o di reimportazione ;  d ) considerando che l'obbligo imposto ai grossisti tedeschi di rifornire altri grossisti soltanto previo accordo scritto della DPG ( I.2.d . comma 1 ) e l'obbligo imposto ai dettaglianti tedeschi , di vendere il prodotto contrattuale soltanto ai consumatori finali e di non svolgere alcuna pubblicità in pubblicazioni destinate ai rivenditori ( I.2.d . comma 2 ) , impedivano ai grossisti e dettaglianti tedeschi di rifornire commercianti dello stesso stadio stabiliti in altri Stati membri ; che i citati divieti di fornitura orizzontale possono produrre , nel commercio internazionale , lo stesso effetto dei divieti di esportazione ;  e ) considerando che il divieto imposto ai grossisti tedeschi di rifornire i consumatori finali ( I.2.e ) ha privato i consumatori finali negli altri Stati membri della possibilità di acquistare il prodotto , oggetto del contratto _ nella misura in cui non vi ostasse il divieto di esportazione previsto nel contratto per i rasoi elettrici _ direttamente presso grossisti tedeschi , ed il divieto imposto ai dettaglianti tedeschi di vendere il prodotto ai grossisti ( I.2.f ) ha ulteriormente ridotto le possibilità di rifornimento dei grossisti negli altri Stati della CEE , possibilità già limitate sul piano degli scambi internazionali dal divieto di effettuare forniture orizzontali ;  3 . considerando che gli obblighi indicati al punto 2 erano inoltre atti a pregiudicare il commercio tra Stati membri in quanto costituivano , per il commercio dei prodotti in questione , barriere artificiali tra la Repubblica federale e gli altri Stati membri ; che essi hanno in tal modo inciso direttamente sugli scambi tra gli Stati membri in modo tale da pregiudicare la realizzazione degli obiettivi di un mercato unico ;  4 . considerando che le clausole in questione rientrano pertanto nella fattispecie prevista dall'articolo 85 , paragrafo 1 ;  III . Non applicabilità dell'articolo 85 , paragrafo 3 , del trattato CEE  considerando che una dichiarazione ai sensi dell'articolo 85 , paragrafo 3 , nei riguardi delle clausole citate nella sezione II , punto 2 , non puo essere emanata già per il semplice motivo che le clausole non sono state notificate alla Commissione a norma dell'articolo 4 , paragrafo 1 , del regolamento n . 17 ;  considerando che tali clausole non possono neppure beneficiare delle disposizioni dell'articolo 4 , paragrafo 2 , punto 1 , del regolamento n . 17 in quanto riguardano le esportazioni fra Stati membri ;  considerando che nel caso di specie l'articolo 85 , paragrafo 3 , non è pertanto applicabile .  IV . Fissazione di una ammenda  considerando che avendo la DPG , in seguito alla comunicazione degli addebiti in data 25 ottobre 1972 , posto immediatamente fine alle infrazioni menzionate nella sezione II , punto 2 , b-e ) , non vi è motivo di infliggere una ammenda per tali infrazioni ; che la situazione è diversa invece per quanto riguarda il divieto di esportazione contenuto nel contratto per i rasoi elettrici ; che , infatti , sebbene dopo l'inizio della procedura nel 1967 la società capogruppo Philips abbia comunicato , con lettera del 13 maggio 1968 , di aver deciso la soppressione di qualsiasi divieto di esportazione verso i paesi membri della CEE ed abbia dato istruzioni in tal senso alla DPG , quest'ultima ha soppresso il divieto di esportazione soltanto nell'ottobre 1972 dopo che era stata iniziata una nuova procedura d'ufficio ; che la Commissione ritiene pertanto di dover infliggere un'ammenda per tale infrazione ;  V . Applicabilità dell'articolo 15 , paragrafo 2 a ) , del regolamento n . 17 alla clausola di divieto di esportazione  considerando che ai sensi dell'articolo 15 , paragrafo 2 a ) , del regolamento n . 17 , la Commissione puo , mediante decisione , infliggere alle imprese ammende che variano da un minimo di mille ad un massimo di un milione di unità di conto , con facoltà di aumentare quest'ultimo importo fino al 10 % del volume d'affari realizzato durante il precedente esercizio sociale da ciascuna delle imprese che hanno partecipato alle infrazioni , quando intenzionalmente o per negligenza commettano un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato CEE ; che , per determinare l'ammontare dell'ammenda occorre tener conto , oltre che della gravità dell'infrazione , anche della sua durata ;  1 . considerando che la DPG sapeva , al più tardi al momento dell'inizio della procedura riguardante la clausola di divieto di esportazione contenuta nelle sue condizioni di fornitura e di pagamento , e cioè il 18 giugno 1967 , che la clausola di divieto di esportazione prevista nel suo contratto relativo ai rasoi elettrici era contraria alle disposizioni dell'articolo 85 , paragrafo 1 ; che inoltre la DPG è stata espressamente invitata dalla società capogruppo a sopprimere nelle condizioni generali di fornitura il divieto di esportazione verso i paesi della CEE ; che in realtà la DPG ha limitato effettivamente ai paesi terzi il divieto di esportazione contenuto negli altri contratti di distribuzione e di prezzi imposti applicati dal 1969 in poi , ma ha mantenuto in vigore senza alcuna restrizione tale divieto nel suo contratto per rasoi elettrici fino all'ottobre 1972 ;  considerando che la DPG adduce che il mantenimento in tale contratto della clausola di divieto d'esportazione sarebbe stato causato da un errore e fa valere che la limitazione ai paesi terzi del divieto d'esportazione risulta dalle condizioni generali di consegna e di pagamento nelle quali è precisato che l'esportazione verso gli Stati membri della Comunità è ammessa ; che la DPG avrebbe dichiarato a dei grossisti tedeschi , che desideravano esportare dei rasoi elettrici Philips , che l'esportazione di tali apparecchi verso altri Stati membri non era vietata ; che detta impresa ha presentato alla Commissione delle lettere di grossisti tedeschi che dichiarono d'avere effettivamente consegnato dei rasoi elettrici Philips in altri paesi della CEE ;  considerando che queste circostanze lasciano supporre che la DPG non ha commesso infrazioni di proposito deliberato ; che , tuttavia , bisogna far carico all'impresa di un comportamento negligente poiché essa doveva prevedere che altri negozianti prendessero per tassativo il divieto illimitato d'esportazione contenuto nel contratto relativo ai rasoi elettrici e che essi s'astenessero da esportazioni di tale prodotto verso altri paesi comunitari ; che la DPG non ha fatto prova della diligenza necessaria non avendo specificato , a mezzo di una modificazione del contratto , che le esportazioni verso gli altri Stati membri erano autorizzate ;  considerando che per tal via la DPG ha commesso per negligenza un'infrazione all'articolo 85 , paragrafo 1 ;  2 . considerando che per determinare l'ammontare dell'ammenda , va tenuto conto della gravità e della durata dell'infrazione cosi come della posizione dell'impresa ;  a ) che i divieti d'esportazione costituiscono un'infrazione grave dell'articolo 85 del trattato CEE poiché impediscono la realizzazione di un mercato unico ; che tale fatto è conosciuto sin dalla decisione della Commissione del 23 settembre 1964 nella pratica Grundig-Consten ( 4 ) nonché dalla sentenza della Corte di giustizia del 13 luglio 1966 nelle cause riunite 56 e 58/64 _ Grundig-Consten ( 5 ) ; che cio nondimento mette conto considerare che la DPG ha commesso l'infrazione per negligenza ;  b ) che i contratti relativi ai rasoi elettrici sono stati stipulati a partire dal mese di marzo 1967 e che la DPG il 29 luglio 1968 ha presentato alla Commissione le sue nuove condizioni di consegna e di pagamento ; che l'impresa ha posto fine all'infrazione nel mese di ottobre 1972 ; che tale infrazione ha dunque perdurato per un lungo periodo ;  c ) che la DPG è un'impresa importante dell'industria elettrotecnica , che sia il suo fatturato nel settore dei rasoi elettrici , sia la sua parte di mercato per questo prodotto sono importanti ;  3 . considerando che per questi motivi la Commissione ritiene nel caso di specie di dover infliggere , a carico della DPG , un'ammenda di 60 000 ( sessantamila ) unità di conto .  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :  Articolo 1  Si constata che le seguenti clausole imposte dalla Deutsche Philips GmbH ai propri commercianti tedeschi costituiscono infrazioni alle disposizioni dell'articolo 85 , paragrafo 1 , del trattato CEE :  _ il divieto di esportazione contenuto nei contratti di distribuzione e di prezzi imposti per rasoi elettrici Philips ( I.2.a ) ;  _ la clausola dei prezzi imposti alla reimportazione , contenuta nei contratti di distribuzione e di prezzi imposti per rasoi elettrici Philips , per grandi elettrodomestici , per elettrodomestici , per scatole di montaggio e per lampade per uso generale ed a scarica ( I.2.c ) ;  _ la clausola dei prezzi imposti ( I.2.b ) , il divieto per i grossisti di effettuare forniture orizzontali ( I.2.d ) , comma 1 ) , il divieto per i dettaglianti di effettuare forniture orizzontali e di svolgere pubblicità ( I.2.d ) , comma 2 ) , il divieto di fornitura diretta ( I.2.b ) e il divieto di fornitura a monte ( I.2.f ) contenuti nell'uno o nell'altro dei precitati contratti di distribuzione e di prezzi imposti , oppure nei contratti per televisori a colori stipulati con i grossisti , nella misura in cui si applicavano anche al commercio tra Stati membri .  Articolo 2  1 . A carico della Deutsche Philips GmbH , per avere essa mantenuto in vigore sino all'ottobre 1972 il divieto di esportazione nei suoi contratti di distribuzione e di prezzi imposti per rasoi elettrici ( edizione marzo 1967 ) , viene inflitta un'ammenda di 60 000 ( sessantamila ) unità di conto , pari a 219 600 ( duecentodiciannovemilaseicento ) marchi tedeschi .  2 . La presente decisione costituisce titolo esecutivo nei confronti della Deutsche Philips GmbH a norma dell'articolo 192 del trattato CEE .  Articolo 3  La Deutsche Philips GmbH di Amburgo è destinataria della presente decisione .  Fatto a Bruxelles , il 5 ottobre 1973 .  Per la Commissione  Il Presidente  Francois-Xavier ORTOLI