CELEX: 52007SC0067
Language: it
Date: 2007-01-23 00:00:00
Title: Raccomandazione per il parere del Consiglio ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato dell'Italia, 2006-2011

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52007SC0067

Raccomandazione per il parere del Consiglio ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato dell'Italia, 2006-2011  /* SEC/2007/0067 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 23.1.2007SEC(2007) 67 definitivoRaccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato dell'Italia, 2006-2011(presentata dalla Commissione)RELAZIONEContesto generaleIl patto di stabilità e crescita, entrato in vigore il 1° luglio 1998, si fonda sull'obiettivo dell'equilibrio delle finanze pubbliche quale strumento per rafforzare le condizioni favorevoli alla stabilità dei prezzi e ad una crescita vigorosa e sostenibile, che promuova la creazione di posti di lavoro. La riforma del patto effettuata nel 2005 ha riconosciuto la sua utilità ai fini del consolidamento della disciplina di bilancio, ma ha inteso rafforzarne l’efficacia e i fondamenti economici e garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine.Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1], che fa parte del patto di stabilità e crescita, stabilisce che gli Stati membri devono presentare al Consiglio e alla Commissione programmi di stabilità o convergenza e i relativi aggiornamenti annuali (gli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica presentano programmi di stabilità (aggiornati) mentre quelli che non l'hanno ancora adottata presentano programmi di convergenza (aggiornati)). Il primo programma di stabilità dell’Italia è stato presentato nel dicembre 1998. A norma del regolamento, il Consiglio ha formulato un parere in merito l'8 febbraio 1999, sulla base di una raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario. Secondo la stessa procedura, i programmi di stabilità e di convergenza aggiornati sono valutati dalla Commissione ed esaminati dal comitato di cui sopra; se necessario, possono essere esaminati anche dal Consiglio.Contesto della valutazione del programma aggiornatoLa Commissione ha esaminato l'ultimo aggiornamento del programma di stabilità dell'Italia, presentato il 4 dicembre 2006, e ha adottato una raccomandazione per un parere del Consiglio in merito (v. oltre, nel riquadro, i principali punti oggetto della valutazione).Al fine di determinare il quadro in rapporto al quale viene valutata la strategia di bilancio del programma di stabilità aggiornato, i paragrafi che seguono espongono in sintesi:1.  i risultati economici e di bilancio degli ultimi dieci anni2.  la posizione del paese nell'ambito della componente correttiva del patto di stabilità e crescita (procedura per i disavanzi eccessivi)3.  l'ultima valutazione della posizione del paese nell'ambito della componente preventiva del patto di stabilità e crescita (sintesi del parere del Consiglio sul precedente aggiornamento del programma di stabilità) e4.  la valutazione del programma nazionale di riforme dell'ottobre 2006 effettuata dalla Commissione.Recenti risultati economici e di bilancioCarenze strutturali che sfociano in una bassa crescita della produttività e in una perdita di competitività estera sembrano essere alla base dei deludenti risultati di crescita registrati dall'Italia nell'ultimo decennio. La crescita del PIL reale è inferiore alla media dell'area dell'euro dalla metà degli anni '90 e si stima che la crescita potenziale sia diminuita da un tasso superiore al 2% fino ai primi anni '90 all'1¼% negli anni 2000. Nonostante la debole crescita, l'inflazione è rimasta leggermente al di sopra della media dell'area dell'euro fino al 2005. Quanto ai dati positivi, l'Italia risulta uno dei pochi paesi ad aver registrato una consistente crescita dell'occupazione sin dall'inizio del secolo, con un calo sostanziale del tasso di disoccupazione. Tuttavia, pur essendo l'Italia ancora lontana dal raggiungimento della media dell'UE in termini di tassi di occupazione, la particolare combinazione di crescita dinamica dell'occupazione e crescita lenta del PIL evidenzia il problema che il paese ha a livello di produttività. Per quanto riguarda le finanze pubbliche, il disavanzo pubblico è dal 2003 al di sopra del valore di riferimento del 3% del PIL indicato nel trattato, il rapporto debito/PIL rimane molto elevato e ha nuovamente iniziato ad aumentare nel 2005, raggiungendo il 106,6% del PIL. Il saldo primario corretto per il ciclo registra dal 1998 un costante deterioramento e il rapporto spesa primaria corrente/PIL è in continuo aumento dal 2001.La procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti dell’ItaliaIl 28 luglio 2005 il Consiglio ha adottato, a norma dell'articolo 104, paragrafo 6, una decisione sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Italia. Nello stesso tempo, a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, ha formulato una raccomandazione nella quale veniva precisato che il disavanzo eccessivo doveva essere corretto entro il 2007. In particolare, veniva raccomandato all'Italia di attuare rigorosamente la manovra di bilancio 2005, di ridurre il disavanzo strutturale di almeno l'1,6% del PIL entro il 2007 rispetto al livello del 2005, effettuando almeno metà della correzione nel 2006, e di adoperarsi affinché il rapporto debito/PIL diminuisse e si avvicinasse al valore di riferimento ad un ritmo soddisfacente.Il 22 febbraio 2006 la Commissione ha adottato una comunicazione nella quale giungeva alla conclusione che le misure prese dall’Italia, se attuate in modo completo ed efficace, sarebbero state coerenti con la raccomandazione del Consiglio. Tuttavia sussistono incertezze riguardo alla loro attuazione che richiedono una sorveglianza continua.La valutazione contenuta nel parere del Consiglio sul programma precedenteIl 14 marzo 2006, il Consiglio ha adottato il suo parere sul precedente aggiornamento del programma di stabilità, relativo al periodo 2005-2009. Secondo tale parere, il programma poteva essere considerato compatibile con una correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007, a condizione di un’attuazione completa ed effettiva della manovra di bilancio 2006 e della messa a punto e adozione di ulteriori misure sostanziali per il 2007. Alla luce delle raccomandazioni avanzate dal Consiglio a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, del trattato il 28 luglio 2005, e per rafforzare la sostenibilità delle finanze pubbliche, il Consiglio invitava l’Italia:i) a realizzare gli sforzi strutturali previsti nel programma per il 2006 e il 2007 per assicurare la correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007 in modo credibile e sostenibile;ii) a descrivere le misure di massima sulle quali avrebbe dovuto basarsi il percorso di aggiustamento nel 2007 e negli anni finali del programma e a garantire che l’aggiustamento verso l’obiettivo di medio termine rimanesse conforme ai requisiti del patto di stabilità e crescita;iii) a provvedere affinché il rapporto debito/PIL scendesse verso il valore di riferimento del 60% previsto dal trattato a un ritmo più sostenuto, anche ponendo particolare attenzione ai fattori diversi dall'indebitamento netto che contribuiscono a modificare i livelli del debito; eiv) a migliorare il processo di bilancio, accrescendone la trasparenza e applicando in modo efficace i meccanismi vecchi e nuovi per il monitoraggio, il controllo e il rendiconto della spesa.La valutazione del programma nazionale di riforme dell'ottobre 2006 effettuata dalla CommissioneIl 19 ottobre 2006 è stata trasmessa la relazione sullo stato di attuazione del programma nazionale di riforme dell'Italia, presentato nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Tale programma ha identificato le seguenti sfide/priorità fondamentali: il conseguimento della sostenibilità finanziaria a lungo termine; l’ampliamento dell’area di libera scelta per i cittadini e le imprese; la concessione di incentivi per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica; il rafforzamento dell’istruzione e della formazione; il potenziamento delle infrastrutture; la tutela dell’ambiente.Dalla valutazione effettuata dalla Commissione (adottata nell'ambito della sua relazione annuale sui progressi realizzati del dicembre 2006[2] ) emerge che, rispetto al programma nazionale di riforme dello scorso anno, la relazione di attuazione dell'Italia presenta una strategia più chiara, che copre tutti i settori d'intervento e le reciproche sinergie ed è quindi più ambiziosa. Sul versante microeconomico, i progressi sono più consistenti. Quanto alle strategie e ai provvedimenti proposti sul fronte macroeconomico, essi risultano in generale adeguati, ma tutto dipende dalla loro attuazione. La politica occupazionale deve essere potenziata in determinati settori chiave.In considerazione dei punti di forza e debolezza identificati, è stato raccomandato all'Italia di prendere misure nei seguenti campi: sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine; concorrenza sui mercati dei prodotti e dei servizi; disparità regionali sul piano dell'occupazione; formazione e istruzione permanente.Riquadro: Principali punti oggetto della valutazione A norma dell'articolo 5, paragrafo 1, (per i programmi di stabilità) e dell'articolo 9, paragrafo 1, (per i programmi di convergenza) del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, viene esaminato quanto segue: se le ipotesi economiche sulle quali il programma è fondato siano realistiche; l’obiettivo di bilancio a medio termine (OMT) presentato dallo Stato membro e se il percorso di aggiustamento proposto dal programma rispetto a tale obiettivo sia adeguato; se le misure adottate e/o proposte per la realizzazione di tale percorso di avvicinamento siano sufficienti per conseguire l'OMT nel corso del ciclo; al momento della valutazione di questo percorso di avvicinamento all'OMT, se un maggiore sforzo di aggiustamento sia stato compiuto in periodi di congiuntura favorevole, sforzo che può essere più limitato in periodi di congiuntura sfavorevole, e, per gli Stati membri dell'area dell'euro e per quelli che fanno parte dell'ERM2, se lo Stato membro persegua, per conseguire il suo OMT, un miglioramento annuo del suo saldo di bilancio corretto per il ciclo, al netto delle misure una tantum e di altre misure temporanee, dello 0,5% del PIL come parametro di riferimento; nel definire il percorso di aggiustamento verso l’OMT (per gli Stati membri che non l’hanno ancora raggiunto) o nel consentire una deviazione temporanea dall'OMT (per gli Stati membri che l’hanno già conseguito), l'attuazione di riforme strutturali sostanziali che producano effetti diretti di contenimento dei costi a lungo termine (compreso il rafforzamento del potenziale di crescita) e che pertanto abbiano un impatto quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche (a condizione che sia mantenuto un opportuno margine di sicurezza rispetto al valore di riferimento del 3% del PIL e che si preveda che la posizione di bilancio ritorni all’OMT entro il periodo coperto dal programma), con un'attenzione particolare per le riforme delle pensioni che introducono un sistema multipilastro comprendente un pilastro obbligatorio, finanziato a capitalizzazione; se le politiche economiche dello Stato membro siano coerenti con gli indirizzi di massima per le politiche economiche. La plausibilità delle ipotesi macroeconomiche del programma è valutata con riferimento alle previsioni dei servizi della Commissione dell’autunno 2006, usando anche la metodologia concordata per la stima della produzione potenziale e dei saldi corretti per il ciclo. La valutazione della coerenza con gli indirizzi di massima per le politiche economiche è effettuata in relazione agli indirizzi di massima per le politiche economiche nel settore delle finanze pubbliche compresi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. Nella valutazione inoltre si esamina: l'evoluzione del rapporto debito/PIL e le prospettive per la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, cui, secondo la relazione del Consiglio del 20 marzo 2005 Migliorare l'attuazione del Patto di stabilità e crescita, "nella sorveglianza delle posizioni di bilancio dovrebbe essere tributata sufficiente attenzione". Una comunicazione della Commissione del 12 ottobre 2006 espone l'approccio dell'UE nella valutazione della sostenibilità a lungo termine[3]; il grado di integrazione rispetto al programma nazionale di riforme, presentato dagli Stati membri nel contesto della strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione. Nella sua nota di accompagnamento del 7 giugno 2005 al Consiglio europeo sugli indirizzi economici di massima per il periodo 2005-2008, il Consiglio ECOFIN ha affermato che i programmi nazionali di riforme devono essere coerenti con i programmi di stabilità e di convergenza; il rispetto del codice di condotta[4], che tra l'altro prescrive una struttura e tabelle di dati comuni per i programmi di stabilità e di convergenza. |-  Raccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, sul programma di stabilità aggiornato dell'Italia, 2006-2011IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[5], in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:5.  Il [27 febbraio 2007] il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato dell'Italia relativo al periodo 2006-2011.6.  Lo scenario macroeconomico sotteso al programma prevede che la crescita del PIL reale diminuisca inizialmente dall'1,6% nel 2006 all'1,3% nel 2007 e che successivamente la crescita economica registri un graduale recupero, fino a raggiungere l'1,7% nel 2011. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili tale scenario sembra fondato su ipotesi di crescita realistiche. Le proiezioni relative all'inflazione contenute nel programma appaiono favorevoli nella parte finale del periodo di riferimento.7.  L'aggiornamento del programma di stabilità del 2006 prevede per il 2006 un disavanzo pari al 5,7% del PIL[6]. Le previsioni dei servizi della Commissione dell'autunno 2006 indicano invece un disavanzo del 4,7% del PIL. Lo scenario della Commissione non tiene conto dello scostamento dello 0,9% del PIL conseguente alla decisione di cancellare il debito della società ferroviaria relativo al progetto dell'alta velocità ( Ferrovie dello Stato – RFI/TAV) [7], presa nella fase finale del processo di elaborazione della manovra di bilancio. A loro volta, le previsioni d'autunno dei servizi della Commissione relative all'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche sono superiori al 3,5% del PIL indicato nel precedente aggiornamento del programma di stabilità. La differenza dell'1,2% del PIL è data essenzialmente dal diverso impatto delle misure una tantum (0,8% del PIL) e dall'impatto negativo permanente della sentenza della Corte di giustizia europea relativa all'IVA sulle autovetture aziendali (circa 0,4% del PIL).8.  La strategia di bilancio del programma mira a correggere il disavanzo eccessivo nel 2007 (si prevede che il disavanzo scenda al 2,8% del PIL). Successivamente, il saldo di bilancio della pubblica amministrazione dovrebbe continuare a registrare un costante miglioramento nell'arco del periodo coperto dal programma, fino a raggiungere nel 2011 un valore positivo pari allo 0,1% del PIL. Secondo le previsioni, il saldo primario migliorerà passando da -0,9% del PIL nel 20066 al 5% del PIL nel 2011. Fino al 2007, l'aggiustamento poggia essenzialmente sulle entrate, trainato da imposte dirette e contributi sociali supplementari. Per gli anni successivi al 2007, le informazioni sono limitate all'entità della correzione necessaria per conseguire gli obiettivi di bilancio, date le tendenze. Rispetto al precedente programma, per il periodo dal 2007 in poi gli obiettivi sono sostanzialmente invariati a fronte di uno scenario macroeconomico meno favorevole. Tuttavia, essendo il punto di partenza, ossia il disavanzo del 2006, molto più elevato, l'aggiustamento nel 2007 è molto maggiore.9.  Il saldo strutturale (ovvero il saldo corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee) calcolato in base alla metodologia concordata dovrebbe migliorare, passando da un disavanzo del 4% circa del PIL nel 2006 ad un avanzo di ¼% del PIL alla fine del periodo di riferimento del programma (2011). Come nel precedente aggiornamento del programma di stabilità, l'obiettivo a medio termine (OMT) per la posizione di bilancio presentato nel programma consiste nell’equilibrio in termini strutturali, da raggiungere entro il 2010. Il precedente aggiornamento del programma non prevedeva il raggiungimento dell'OMT entro il periodo di riferimento (che terminava nel 2009). Poiché l'OMT è più ambizioso del parametro di riferimento minimo (stimato pari ad un disavanzo di circa 1½% del PIL), il suo conseguimento dovrebbe raggiungere lo scopo di fornire un margine di sicurezza contro il verificarsi di un disavanzo eccessivo. L'OMT si situa nella forchetta indicata per gli Stati membri dell'area dell'euro e dell'ERM 2 nel patto di stabilità e crescita e nel codice di condotta e riflette adeguatamente il rapporto debito/PIL e la crescita media della produzione potenziale nel lungo termine.10.  I risultati di bilancio potrebbero essere migliori di quanto previsto nel programma per il 2006 e più sfavorevoli di quanto previsto nel programma per gli anni successivi al 2007. Per il 2007 i rischi inerenti alle proiezioni di bilancio del programma sembrano nel complesso compensarsi. Quanto agli aspetti positivi, visto l'andamento dei dati di cassa, il disavanzo del 2006 potrebbe risultare inferiore al previsto 5,7% del PIL, il che comporterebbe un effetto base migliore del previsto per il 2007. Tuttavia, vi sono rischi considerevoli connessi all'efficacia di diverse misure comprese nella manovra di bilancio 2007. Non si possono escludere rischi per le finanze pubbliche a medio termine, derivanti in particolare da ripetuti sforamenti della spesa sanitaria. Inoltre, per gli anni successivi al 2007, non sono forniti dati relativi alla strategia di aggiustamento, il che accresce i rischi inerenti al previsto risanamento delle finanze.11.  Alla luce di tale valutazione dei rischi, la posizione di bilancio delineata nel programma sembra sostanzialmente compatibile con una correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007, come raccomandato dal Consiglio, a condizione che le misure della manovra di bilancio siano attuate in modo completo ed efficace. Nel complesso, vi sono rischi negativi per il previsto aggiustamento strutturale di 1¼% del PIL nel 2007. Tuttavia, sulla base di dati disponibili indicanti un aggiustamento strutturale migliore del previsto nel 2006 (¼% del PIL) potrebbe aversi un miglior trascinamento al 2007. La posizione di bilancio potrebbe non fornire un margine di sicurezza sufficiente per evitare che, in presenza di normali fluttuazioni macroeconomiche, il disavanzo oltrepassi prima del 2010 la soglia del 3% del PIL. Inoltre, potrebbe non essere sufficiente per garantire che l'OMT sia raggiunto entro il periodo di riferimento, come previsto dal programma. Negli anni successivi alla correzione del disavanzo eccessivo, il ritmo dell’avvicinamento all'OMT del programma è nel complesso in linea con il patto di stabilità e crescita, che specifica che, per gli Stati membri dell’area dell’euro e dell’ERM 2, il miglioramento annuale del saldo strutturale dovrebbe essere pari allo 0,5% del PIL come parametro di riferimento e che l’aggiustamento dovrebbe essere più elevato in periodi di congiuntura favorevole e più contenuto in periodi di congiuntura sfavorevole.12.  Il debito pubblico lordo è ufficialmente stimato per il 2006 al 107,6% del PIL, valore di gran lunga superiore al valore di riferimento del 60% del PIL fissato dal trattato. Il programma prevede una graduale diminuzione del rapporto debito/PIL fino al 98% circa nel 2011. Vista l'evoluzione dei dati di cassa, l'andamento del rapporto debito/PIL risulterà probabilmente più favorevole di quello previsto dal programma nel 2006. I rischi relativi all’andamento previsto del rapporto debito/PIL sembrano sostanzialmente bilanciarsi nel 2007. Per gli anni successivi al 2007, l'assenza di dati relativi alla strategia di aggiustamento accresce i rischi inerenti alla prevista riduzione del debito. Sulla base di questa valutazione dei rischi, il rapporto debito/PIL potrebbe non scendere in misura sufficiente verso il valore di riferimento nell'arco del periodo coperto dal programma.13.  In Italia, l'impatto a lungo termine dell'invecchiamento demografico sul bilancio è inferiore alla media europea, con un incremento della spesa pensionistica mediamente più limitato che nell'UE, grazie alle riforme pensionistiche adottate, sempre che vengano attuate pienamente, compreso in particolare il previsto adeguamento attuariale periodico in linea con le aspettative di vita. Un aumento del tasso di occupazione, in particolare per i lavoratori di età più avanzata, migliorerebbe le pensioni in futuro e contribuirebbe al successo delle riforme pensionistiche. La posizione di bilancio iniziale, benché leggermente migliorata rispetto al 2005, costituisce un rischio per la sostenibilità delle finanze pubbliche anche prima che si consideri l'impatto a lungo termine dell'invecchiamento demografico sul bilancio. Inoltre, il livello del debito lordo è attualmente molto al di sopra del valore di riferimento indicato dal trattato e per ridurlo occorre raggiungere un avanzo primario elevato e mantenerlo tale per un lungo periodo. Nel complesso, per quanto concerne la sostenibilità delle finanze pubbliche, l'Italia sembra essere a medio rischio.14.  Il programma di stabilità contiene una valutazione qualitativa dell'impatto generale della relazione dell'ottobre 2006 relativa allo stato di attuazione del programma nazionale di riforme nell'ambito della strategia di bilancio a medio termine. Fornisce alcune informazioni sui costi o risparmi diretti di bilancio delle principali riforme previste dal programma nazionale di riforme e, nelle sue proiezioni di bilancio, sembra tener conto delle conseguenze che le azioni delineate nel programma nazionale di riforme hanno per le finanze pubbliche. Le misure nel settore delle finanze pubbliche previste nel programma di stabilità sembrano coerenti con quelle previste nel programma nazionale di riforme. In particolare, entrambi i programmi affrontano la questione della sostenibilità finanziaria e prevedono l'attuazione di un taglio del cuneo fiscale nel biennio 2007-2008 .15.  La strategia di bilancio del programma è sostanzialmente coerente con gli indirizzi di massima per le politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008.16.  Per quanto riguarda i requisiti relativi ai dati specificati nel codice di condotta per i programmi di stabilità e di convergenza, il programma presenta delle lacune nei dati obbligatori e facoltativi[8].Nel complesso si conclude che il programma è sostanzialmente compatibile con una correzione del disavanzo eccessivo entro il 2007, a condizione che la manovra di bilancio 2007 venga attuata in modo completo ed efficace. Per gli anni successivi al 2007, l'aggiustamento previsto è in linea con i requisiti del patto di stabilità e crescita e consentirebbe il conseguimento dell'OMT entro la fine del periodo coperto dal programma. Non sono tuttavia fornite informazioni relative alla strategia di aggiustamento, il che di per sé rappresenta un rischio per il raggiungimento degli obiettivi di bilancio dopo il 2007 e impedisce una corretta valutazione della strategia di risanamento.Sulla base della valutazione che precede e alla luce della raccomandazione del 28 luglio 2005 formulata ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7, l'Italia è invitata:i) a conseguire il previsto risanamento delle finanze nel 2007 per correggere la situazione di disavanzo eccessivo in linea con la raccomandazione formulata dal Consiglio ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7;ii) a garantire, dopo la correzione del disavanzo eccessivo, un adeguato avvicinamento all'OMT, per raggiungerlo entro la fine del periodo coperto dal programma, e una conseguente riduzione del rapporto debito/PIL;iii) in considerazione dell'altissimo livello del debito, a dare piena attuazione alle riforme adottate in materia di pensioni, al fine di evitare significativi aumenti della spesa connessa all'invecchiamento demografico; eiv) a migliorare il processo di risanamento del bilancio aumentandone la trasparenza, precisando la strategia di bilancio in una prospettiva a più lungo termine e attuando efficacemente meccanismi di sorveglianza e controllo della spesa, specialmente di quella sanitaria.L'Italia è inoltre invitata a rispettare meglio i requisiti del codice di condotta relativi ai dati.  Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio2005 | 2006 | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 |PIL reale (variazione in %) | PS dic. 2006 | 0,0 | 1,6 | 1,3 | 1,5 | 1,6 | 1,7 | 1,7 |COM nov. 2006 | 0,0 | 1,7 | 1,4 | 1,4 | n.d. | n.d. | n.d. |PS dic. 2005 | 0,0 | 1,5 | 1,5 | 1,7 | 1,8 | n.d. | n.d. |Inflazione IAPC (%) | PS dic. 2006 | 2,2 | 2,2 | 2,1 | 1,7 | 1,5 | 1,5 | 1,5 |COM nov. 2006 | 2,2 | 2,3 | 2,0 | 1,9 | n.d. | n.d. | n.d. |PS dic. 2005 | 2,3 | 2,3 | 2,2 | 2,0 | 2,0 | n.d. | n.d. |Divario tra produzione effettiva e potenziale (in % del PIL potenziale) | PS dic. 20061 | -1,3 | -0,9 | -0,9 | -0,8 | -0,7 | -0,5 | -0,5 |COM nov. 20065 | -1,4 | -1,0 | -1,0 | -1,1 | n.d. | n.d. | n.d. |PS dic. 20051 | -1,5 | -1,2 | -1,0 | -0,8 | -0,6 | n.d. | n.d. |Saldo delle amministrazioni pubbliche (in % del PIL) | PS dic. 20067 | -4,1 | -5,7 | -2,8 | -2,2 | -1,5 | -0,7 | 0,1 |COM nov. 2006 | -4,1 | -4,7 | -2,9 | -3,1 | n.d. | n.d. | n.d. |PS dic. 2005 | -4,3 | -3,5 | -2,8 | -2,1 | -1,5 | n.d. | n.d. |Saldo primario6 (in % del PIL) | PS dic. 20067 | 0,7 | -0,9 | 2,2 | 2,8 | 3,4 | 4,2 | 5,0 |COM nov. 2006 | 0,5 | -0,1 | 1,8 | 1,7 | n.d. | n.d. | n.d. |PS dic. 2005 | 0,6 | 1,3 | 1,9 | 2,6 | 3,2 | n.d. | n.d. |Saldo corretto per il ciclo (in % del PIL) | PS dic. 20061 7 | -3,5 | -5,3 | -2,3 | -1,8 | -1,2 | -0,4 | 0,3 |COM nov. 2006 | -3,4 | -4,1 | -2,4 | -2,5 | n.d. | n.d. | n.d. |PS dic. 20051 | -3,5 | -2,9 | -2,3 | -1,7 | -1,2 | n.d. | n.d. |Saldo strutturale2 (in % del PIL) | PS dic. 20061 3 | -4,0 | -3,9 | -2,5 | -1,9 | -1,2 | -0,4 | 0,3 |COM nov. 20064 | -3,9 | -3,6 | -2,5 | -2,6 | n.d. | n.d. | n.d. |PS dic. 20051 | -4,1 | -3,2 | -2,3 | -1,7 | -1,2 | n.d. | n.d. |Debito pubblico lordo (in % del PIL) | PS dic. 2006 | 106,6 | 107,6 | 106,9 | 105,4 | 103,5 | 100,7 | 97,8 |COM nov. 2006 | 106,6 | 107,2 | 105,9 | 105,7 | n.d. | n.d. | n.d. |PS dic. 2005 | 108,5 | 108,0 | 106,1 | 104,4 | 101,7 | n.d. | n.d. |Note: 1Calcoli effettuati dai servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma. 2Saldo corretto per il ciclo (come nelle righe precedenti) escluse le misure una tantum e temporanee. 3Misure una tantum e altre misure temporanee indicate nel programma (0,5% del PIL nel 2005 e 0,1% nel 2007 e 2008, a riduzione del disavanzo. Nel 2006, 1,4% del PIL, ad aumento del disavanzo). 4Misure una tantum e altre misure temporanee indicate nelle previsioni dell’autunno 2006 dei servizi della Commissione (0,5% del PIL nel 2005 e 0,1% nel 2007 e 2008, a riduzione del disavanzo. Nel 2006, 0,5% del PIL, ad aumento del disavanzo). 5Sulla base di una crescita potenziale stimata dell'1,2%, 1,3%, 1,4% e 1,5% rispettivamente negli anni del periodo 2005-2008. 6I dati relativi al saldo primario figuranti nel programma e nelle previsioni dei servizi della Commissione non sono direttamente comparabili a causa di un diverso trattamento dei FISIM. I dati del programma seguono le definizioni richieste dal codice di condotta. Per essere comparabili con i dati del programma, i dati della Commissione devono essere oggetto di un adeguamento di circa +0,2% del PIL. 7 I dati di bilancio del programma per il 2006 sono stati modificati in modo da includere lo 0,9% del PIL di spesa corrispondente alla cancellazione da parte dello Stato del debito della società ferroviaria relativo al progetto dell'alta velocità, annunciata nel programma di stabilità e approvata nella versione finale della legge finanziaria 2007. Fonte: Programma di stabilità (PS); previsioni dell'autunno 2006 elaborate dai servizi della Commissione (COM); calcoli dei servizi della Commissione. |[1] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[2] Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo di primavera, Attuazione della strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l'occupazione – "Un anno di realizzazioni" , 12.12.2006, COM(2006) 816.[3] Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, La sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche nella UE , 12.10.2006, COM (2006) 574 definitivo, e Commissione europea, Direzione generale Affari economici e finanziari (2006), The long-term sustainability of public finances in the European Union , European Economy n. 4/2006.[4] "Specifiche sull'attuazione del Patto di stabilità e crescita e linee direttrici sulla presentazione e il contenuto dei programmi di stabilità e convergenza", approvate dal Consiglio Ecofin in data 11 ottobre 2005.[5] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[6] Le tabelle del programma di stabilità del 2006 non comprendono l'aumento una tantum della spesa pubblica, in ragione dello 0,9% del PIL, dovuto alla cancellazione del debito della società ferroviaria statale, cui fa riferimento il testo del programma. Tale spesa aggiuntiva porta il disavanzo previsto per il 2006 al 5,7 del PIL, contro il 4,8% indicato nelle tabelle, e incide anche su altri dati di bilancio.[7] Sulla base di una decisione Eurostat del 23 maggio 2005 (v. Eurostat News Release n. 65/2005), secondo la quale questo debito della società ferroviaria era già iscritto in bilancio come passività dello Stato, la decisione del governo non ha alcuna incidenza sul debito.[8] In particolare, non vi è una ripartizione del bilancio coerente con gli obiettivi di disavanzo per gli anni 2008-2011.