CELEX: 31985R1677
Language: it
Date: 1985-06-11 00:00:00
Title: Regolamento (CEE) n. 1677/85 del Consiglio dell' 11 giugno 1985 relativo agli importi compensativi monetari nel settore agricolo

Avis juridique important

|

31985R1677

Regolamento (CEE) n. 1677/85 del Consiglio dell' 11 giugno 1985 relativo agli importi compensativi monetari nel settore agricolo  

Gazzetta ufficiale n. L 164 del 24/06/1985 pag. 0006 - 0010 edizione speciale spagnola: capitolo 03 tomo 35 pag. 0151  edizione speciale portoghese: capitolo 03 tomo 35 pag. 0151 

REGOLAMENTO (CEE) N. 1677/85 DEL  CONSIGLIOdell'11 giugno 1985relativo agli importi compensativi monetari nel settore  agricoloIL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la  Comunità economicaeuropea, in particolare l'articolo 43,vista la proposta della Commissione  (1),visto il parere del Parlamento europeo (2),visto il parere del Comitato economico e sociale  (3),visto il parere della Corte dei conti,visto il parere del comitato monetario,considerando che  da alcuni anni la politica agricola comune è caratterizzata dal ricorso, per la conversione in  moneta nazionale degli importi che a livello comunitario sono fissati in UC o in ECU, a tassi di  conversione specifici che si scostano notevolmente dai tassi constatati sui mercati dei cambi; che,  in un periodo di fluttuazione generalizzata delle monete fra di loro, la fissazione di questi tassi  di conversione agricoli ha costituito l'unica possibilità di mantenere in applicazione la politica  agricola comune e il suo regime di prezzi;considerando che, se in uno Stato membro il tasso di  mercato si scosta dal tasso di conversione agricolo oltre un certo limite, possono sorgere gravi  difficoltà per il corretto funzionamento della politica agricola comune; che gli scambi ai quali si  applica il tasso di mercato possono infatti effettuarsi ad un prezzo, in moneta nazionale, diverso  dal livello del prezzo d'intervento risultante dall'applicazione dei tassi di conversione agricoli;  che, inoltre, negli scambi con i paesi terzi, gli importi da concedere o da riscuotere hanno valori  diversi a seconda degli Stati membri;considerando che tale situazione rischia di compromettere il  buon funzionamento dell'organizzazione di mercato in generale e del relativo regime d'intervento in  particolare; che rischiano inoltre di prodursi variazioni anormali di prezzo e movimenti  artificiali nelle correnti di scambio;considerando che, per prevenire tali difficoltà, è  giustificato prevedere l'applicazione negli scambi di importi compensativi monetari corrispondenti,  in linea di massima, alla differenza tra il tasso di mercato e il tasso di conversione agricolo;  che tali importi sono stati introdotti con il regolamento (CEE) n. 974/71 del Consiglio, del 12  maggio 1971, relativo a talune misure di politica congiunturale da adottarenel settore agricolo  in seguito all'ampliamento temporaneo dei margini di fluttuazione delle monete di taluni Stati  membri creazione di nuovi importi compensativi monetari positivi, modificando il sistema di  calcolo di detti importi e prendendo come base la moneta comunitaria più forte che rispetta il  margine di fluttuazione del 2,25 % nel quadro del sistema monetario europeo; che tale modifica di  calcolo può essere effettuata applicando ai tassi centrali delle monete che rispettano il margine  del 2,25 % il coefficiente che esprime la rivalutazione del tasso centrale che, nel quadro di un  riallineamento, risulta il più rivalutato rispetto all'ECU; che ne deriva un aumento corrispondente  degli importi compensativi monetari negativi;considerando che il principio stesso di questo metodo  di calcolo porta a creare più importi compensativi monetari negativi; che è quindi opportuno  applicarlo soltanto a titolo provvisorio per un periodo limitato, alla fine del quale si dovrà  valutarlo alla luce dell'esperienza acquisita; che, qualora, prima dell'inizio della campagna  lattiera 1987/1988, il Consiglio non avesse ancora adottato decisioni intese a prorogare il sistema  in vigore o a crearne un altro, il regime applicabile dall'introduzione dell'ECU nella poli-tica agricola comune rientrerà in  vigore con effetto all'iniziodella campagna 1987/1988 per ciascuno dei  prodottiinteressati;considerando che tale sistema di calcolo è anche utilizzato per smantellare  gli importi compensativi monetari positivi esistenti, diminuendo i più elevati di 3 punti; che, a  tal fine, è necessario applicare ai tassi centrali delle monete che rispettano il margine di  fluttuazione del 2,25 % il coefficiente di 1,033651 denominato in appresso «coefficiente  correttore»;considerando che occorre limitare l'applicazione degli importi compensativi monetari ai  casi in cui la loro mancanza rischi di provocare distorsioni nel regime d'intervento e/o negli  scambi;considerando che gli importi compensativi monetari devono essere inoltre limitati al livello  strettamente necessario per compensare l'incidenza del divario fra il tasso di conversione agricola  e il tasso di mercato sui prezzi dei prodotti di base per i quali sono previste misure  d'intervento;considerando che, ai fini della semplificazione amministrativa, è opportuno prevedere  che ogni Stato membro applichi importi compensativi monetari corrispondenti al divario tra il tasso  di mercato della sua moneta e il tasso di conversione agricolo della sua moneta; che, per gli  stessi motivi, negli scambi con i paesi terzi gli importi compensativi monetari concessi  all'importazione devono essere detratti dai dazi all'importazione, mentre quelli riscossi  all'esportazione devono essere detratti dalle restituzioni; che, in taluni casi, questo sistema può  tuttavia creare difficoltà dovute alle strutture amministrative dello Stato membro interessato; che  è pertanto opportuno autorizzare l'applicazione di altri metodi amministrativi e  contabili;considerando che, data la particolare situazione nei settori delle carni bovine e del  vino, possono essere previste deroghe ai sistemi di calcolo normalmente applicati, sempreché  talideroghe abbiano come conseguenza una diminuzione degli importi compensativi  monetari;considerando che, in determinati casi, gli importi compensativi monetari possono non  corrispondere alla totalità del divario monetario constatato, senza che ne risultino difficoltà  negli scambi; che, tenuto conto dei rapporti di prezzo, occorre inoltre che gli importi  compensativi monetari negativi possano essere limitati, in caso di necessità, ai dazi  all'importazione dei paesi terzi;considerando che, a motivo della loro finalità, gli importi  compensativi monetari sono parte integrante dell'organizzazione comune dei mercati agricoli; che  gli importi compensativi monetari riscossi negli scambi con i paesi non membri della Comunità  corrispondono al concetto di prelievi agri-coli ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della  decisione70/243/CECA, CEE, Euratom, del 21 aprile 1970, relativa alla sostituzione dei contributi  finanziari degli Stati membri con risorse proprie delle Comunità (1), o, per le merci che formano  oggetto di regimi specifici di scambio, al concetto di dazio doganale ai sensi dell'articolo 2,  lettera b), della stessa decisione; che anche gli altri importi compensativi monetari devono essere  presi in considerazione nell'ambito del regime di finanziamento della politica agricola comune,HA  ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11.  Se per la moneta di uno Stato membro esiste una  differenza tra il tasso di conversione agricolo e il tasso centrale o, a seconda dei casi, il tasso  di mercato, lo Stato membro in causa applica, negli scambi intracomunitari e negli sambi con i  paesi terzi, degli importi compensativi monetari alle condizioni previste dal presente  regolamento.2.  Il tasso centrale è preso in considerazione per le monete degli Stati membri che,  nell'ambito del sistema monetario europeo, rispettano un divario istantaneo massimo del 2,25  %.Articolo 21.  Lo Stato membro per il quale il tasso centrale o, a seconda dei casi, il tasso di  mercato indica un valore della moneta in ECU superiore al tasso di conversione agricolo riscuote  gli importi compensativi monetari all'importazione e li concede all'esportazione.Tali importi sono  denominati «importi compensativi monetari positivi».2.  Lo Stato membro per il quale il tasso  centrale o, a seconda dei casi, il tasso di mercato indica un valore in ECU inferiore al tasso di  conversione agricolo riscuote gli importi compensativi monetari all'esportazione e li concede  all'importazione. Tali importi sono denominati «importi compensativi monetari negativi».Articolo 3L'articolo 1 si  applica soltanto se la differenza tra il tasso di conversione agricolo ed il tasso centrale o, a  seconda dei casi, il tasso di mercato di cui al suddetto articolo, provoca perturbazioni negli  scambi di prodotti agricoli.Articolo 41.  Gli importi compensativi monetari si applicano:aai  prodotti per i quali sono previste misure d'intervento nell'ambito dell'organizzazione comune dei  mercati agricoli, denominati in appresso «prodotti di base»;bai prodotti il cui prezzo dipende da  quello dei prodotti di base e che rientrano nell'organizzazione comune dei mercati o ai quali si  applica un regime specifico di scambi, denominati in appresso «prodotti derivati».2.  Ai fini del  presente regolamento la carne suina è considerata come un prodotto derivato dai cereali. Questa  norma resta valida fino a quando si applica il regime di cui all'articolo 6.Articolo 51.  Per i  prodotti di base gli importi compensativi monetari sono pari agli importi ottenuti applicando ai  prezzi una percentuale, in appresso denominata «divario monetario».Il divario monetario è calcolato  conformemente ai para-grafi 2 e 3.Per i prodotti derivati gli importi compensativi monetari sono  pari all'incidenza, sul prezzo del prodotto in causa, dell'applicazione dell'importo compensativo  monetario al prezzo del prodotto o dei prodotti di base dal quale dipendono.2.  Il divario  monetario è pari al divario monetario effettivo diminuito della franchigia di cui al paragrafo 3.Il  divario monetario effettivo è pari:aper gli Stati membri che mantengono tra le loro monete un  divario istantaneo massimo del 2,25 %, alla percentuale che, per la moneta dello Stato membro  interessato, rappresenta la differenza tra: il tasso di conversione agricoloeil tasso centrale; bper gli Stati membri diversi da quelli di cui alla lettera a), alla media della percentuali che  rappresentano la differenza tra: il tasso risultante dal rapporto fra il tasso di conversione agricolo per la moneta dello Stato  membro interessato e il tasso centrale di ciascuna delle monete degli Stati membri di cui alla  lettera a)eil tasso corrispondente al tasso di cambio medio in contanti per la moneta dello Stato  membro interessato, rispetto a ciascuna delle monete degli Stati membri di cui alla lettera a),  constatato in un periodo da determinare secondo la procedura di cui all'articolo 12.3.  La  franchigia stabilita per il calcolo degli importi compensativi monetari è:di 1,50 punti per gli  Stati membri che applicano importi compensativi monetari negativi,di 1,00 punti per gli Stati  membri che applicano importi compensativi monetari positivi.Tuttavia:asi applica la percentuale: 0 fino a quando, previa detrazione della franchigia, si ottiene un risultato inferiore o uguale a  0,50 e superiore a 0, 1 fino a quando, previa detrazione della franchigia, si ottiene un risultato inferiore o uguale ad  1 e superiore a 0,50;bconformemente alla procedura di cui all'articolo 12, per gli importi  compensativi monetari applicabili nel settore vitivinicolo, la franchigia può essere fissata ad un  livello più elevato, che non superi però 5 punti.4.  Se, per un periodo relativamente lungo, il  prezzo di mercato dei bovini adulti rimane inferiore al prezzo d'intervento, gli importi  compensativi monetari applicabili nel settore delle carni bovine possono essere modificati in  misura corrispondente, conformemente alla procedura di cui all'articolo 12.Articolo 61.  In  deroga agli articoli 1, 2, 3 e 5, il regime di cui al presente articolo si applica per un periodo  che va, per ciascuno dei prodotti interessati, fino alla fine della campagna 1986/1987.Per i  settori delle uova e dei volatili da cortile le campagne di commercializzazione sono considerate  identiche a quelle del settore dei cereali, escluso il frumento duro.Per il settore delle carni  suine il regime si applica fino al31 ottobre 1987.2.  Per l'applicazione delle disposizioni di cui  agli articoli 1, 2, 3 e 5 si applica ai tassi centrali un coefficiente denominato «coefficiente  correttore». I tassi del mercato sono fissati tenendo conto del coefficiente correttore applicato ai tassi  centrali.3.  Il coefficiente correttore è fissato a 1,033651.Il coefficiente correttore è  modificato al momento di ogni riallineamento nel quadro del sistema monetario europeo, in funzione  della rivalutazione del tasso centrale della moneta che, tra quelle che mantengono tra di loro un  divario istantaneo massimo non superiore al 2,25 %, ha registrato la rivalutazione più elevata  rispetto all'ECU. La modifica è effettuata in base alla procedura di cui all'articolo 12.4.   Anteriormente al 31 dicembre 1986 la Commissione presenta al Consiglio una relazione  sull'applicazione del presente articolo. Se necessario, essa presenta delle proposte, in funzione  della situazione economica e monetaria della Comunità, dell'andamento dei redditi agricoli e  dell'esperienza acquisita.Se prima dell'inizio della campagna lattiera 1987/1988 il Consiglio non  avrà adottato delle decisioni che, tenuto conto della relazione di cui al primo comma, proroghino  il sistema vigente o ne creino un altro, sarà rimesso in vigore il regime applicabile prima della  campagna 1984/1985.Articolo 7Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su proposta  della Commissione, può decidere che gli importi compensativi monetari negativi per uno o più  prodotti non possano superare i dazi all'importazione dai paesi terzi.Articolo 8Non è fissato  alcun importo compensativo monetario per i prodotti per i quali questo importo calcolato  conformemente all'articolo 5 risulta di modesta entità rispetto al valore medio.Articolo 91.  Gli  importi compensativi monetari sono fissati conformemente alla procedura di cui all'articolo 12.2.   Tuttavia, per gli Stati membri di cui all'articolo 5, paragrafo 2, secondo comma, lettera b), e  fermo restando l'articolo 5, paragrafo 3, secondo comma,qualora la percentuale di cui all'articolo  5, paragrafo 2, secondo comma, lettera b), si scosti di almeno 1 punto da quella presa in  considerazione per la fissazione precedente, gli importi compensativi monetari vengono modificati  della Commissione in funzione della modifica di tale divario,qualora la percentuale di cui  all'articolo 5, paragrafo 2, secondo comma, lettera b), si scosti di meno di 1 punto da quella  presa in considerazione per la fissazione precedente, gli importi compensativi monetari non sono  modifi-cati, salvo in casi eccezionali, conformemente alla procedura di cui all'articolo  12.Articolo 101.  Quando un prodotto esportato da uno Stato membro è stato importato in uno Stato  membro che deve concedere un importo compensativo monetario all'importazione, lo Stato membro  esportatore può, d'intesa con lo Stato membro importatore, versare l'importo compensativo che  dovrebbe essere concesso da detto Stato importatore.In tal caso, nessun importo compensativo è  concesso dallo Stato membro importatore per i prodotti provenienti dallo Stato membro in  causa.L'importo compensativo monetario è convertito sulla base del corso medio di cambio in  contanti delle monete in causa constatato durante un periodo da determinare secondo la procedura di  cui all'articolo 12, o, se del caso, sulla base dei tassi centrali.2.  Gli Stati membri esportatori  che si avvalgonodelle possibilità di cui al paragrafo 1 ne informano la Com-missione.Articolo  111.  Negli scambi con i paesi terzi, gli importi compensativi monetari:aconcessi all'importazione  sono detratti dai dazi all'importazione,briscossi all'esportazione sono detratti dalle restituzioni  all'esportazione.2.  Tuttavia, gli Stati membri interessati possono decidere di non applicare il  paragrafo 1, lettera b),Ogni Stato membro che si avvale della possibilità di cui al primo comma  determina, secondo un metodo globale da stabilire, il totale degli importi compensativi monetari  che, in virtù del paragrafo 1, avrebbero dovuto essere detratti dalle restituzioni. Per la  contabilizzazione a titolo del bilancio generale delle Comunità europee,detto totale è considerato  come detratto dalle restituzioni,la frazione eccedente la somma delle restituzioni è considerata  come importo compensativo monetario riscosso all'esportazione.Le modalità di applicazione del  secondo comma sono adottate conformemente alla procedura di cui all'articolo 13 del regolamento  (CEE) n. 729/70 del Consiglio, del 21 aprile 1970, relativo al finanziamento della politica  agricola comune (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE)n. 870/85 (2). Articolo 12Le modalità di applicazione del presente regolamento, che possono comportare deroghe  ai regolamenti relativi alla politica agricola comune, sono adottate conformemente alla procedura  di cui all'articolo 26 del regolamento (CEE)n. 2727/75 del Consiglio, del 29 ottobre 1975,  relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei cereali (1), modificato da ultimo  dal regolamento (CEE) n. 1018/84 (2) o, a seconda dei casi, dal corrispondente articolo degli altri  regolamenti relativi all'organizzazione comune dei mercati agricoli.Articolo 131.  Per il  finanziamento della politica agricola comune, gli importi compensativi monetari concessi negli  scambi con i paesi terzi sono considerati come facenti parte delle restituzioni all'esportazione  verso i paesi terzi.2.  Per il finanziamento della politica agricola comune, gli importi  compensativi monetari riscossi o concessi negli scambi tra gli Stati membri sono considerati come  facenti parte degli interventi destinati alla regolarizzazione dei mercati agricoli. 3.  Le eventuali modalità d'applicazione del presente articolo sono adottate conformemente alla  procedura di cui all'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 729/70.Articolo 14Il regolamento (CEE)  n. 974/71 è abrogato.I richiami al regolamento abrogato sono da considerarsi riferiti al presente  regolamento.Per i visti e i richiami agli articoli del predetto regolamento vale la tabella di  corrispondenza riportata in allegato.Articolo 15Il presente regolamento entra in vigore il 1g  gennaio 1986.Tuttavia la soppressione dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 974/71  è applicabile a decorrere dalla data della pubblicazione del presente regolamento nella Gazzetta  ufficiale delle Comunità europee. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Per il ConsiglioIl PresidenteF. M. PANDOLFI(1) GU n. C 21 del 23. 1. 1985,  pag. 15. (2) GU n. C 97 del 21. 4. 1980, pag. 44. (3) GU n. C 182 del 21. 7. 1980, pag. 41. (4), modificato più volte e da ultimo dal regolamento (CEE) n. 855/84 (& ); che, a fini di  chiarezza e di efficienza amministrativa, è pertanto necessario procedere ad una codificazione e  ripubblicarlo integralmente;considerando che il regolamento (CEE) n. 652/79 del Consiglio, del 29  marzo 1979, relativo alle conseguenze del sistema monetario europeo nell'ambito della politica  agricola comune ((), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3657/84 ()), ha reso applicabile  l'ECU nella politica agricola comune; che, per le monete degli Stati membri che partecipano al  regime dei tassi di cambio del sistema monetario europeo, sono stati fissati tassi centrali  rispetto all'ECU;considerando che, qualora gli Stati membri mantengono divari bilaterali massimi  istantanei del 2,25 % per le loro monete, i tassi centrali rispetto all'ECU possono essere  utilizzati come tassi di mercato; che infatti è auspicabile, per assicurare una certa stabilità  degli importi compensativi monetari, calcolare tali importi, per gli Stati membri interessati,  sulla base dei tassi centrali anziché dei tassi di mercato effettivamente constatati;considerando  che, per gli altri Stati membri, è opportuno assumere, come base di calcolo degli importi  compensativi monetari, il rapporto esistente tra le loro monete e le monete degli Stati membri di  cui sopra;considerando che l'esperienza ha dimostrato quanto sia difficile da realizzare la  reintegrazione del settore agricolo nella realtà economica tramite l'allineamento dei tassi di  conversione agricoli ai tassi centrali, in particolare per gli Stati membri che applicano importi  compensativi monetari positivi, il cui smantellamento comporta un calo di prezzi in moneta  nazionale;considerando che, per tale motivo, le differenze di prezzo risultanti dai tassi di  conversione agricoli hanno tendenza a permanere; che, per ristabilire l'unità del mercato, è  necessario, in futuro, ridurre tali differenze; che si devono quindi fissare delle norme relative  allo smantellamento degli importi compensativi monetari;considerando che tali norme devono agire  tanto sulle modalità di calcolo degli importi compensativi monetari quanto sui tassi di conversione  agricoli; che si può evitare la(%) GU n. L 106 del 12. 5. 1971, pag. 1. (5) GU n. L 90 dell'1. 4. 1984, pag. 1. (6) GU n. L 84 del 4. 4. 1979, pag. 1. (7) GU n. L 340 del 28. 12. 1984, pag. 9. (1) GU n. L 94 del 28. 4. 1970, pag. 19. (1) GU n. L 94 del 28. 4. 1970, pag. 13. (2) GU n. L 95 del 2. 4. 1985, pag. 1. (1) GU n. L 281 dell'1. 11. 1975, pag. 1. (2) GU n. L 107 del 19. 4. 1984, pag. 1.  ALLEGATOTABELLA DI CORRISPONDENZARegolamento (CEE) n. 974/71Presente  regolamentoArticolo 1, paragrafi 1 e 1 bisArticolo 1Articolo 1, paragrafo 1Articolo 2Articolo  1, paragrafo 3Articolo 3Articolo 1, paragrafo 2Articolo 4Articolo 2Articolo 5Articolo 2  terArticolo 6Articolo 4 bis, paragrafo 2Articolo 7Articolo 4Articolo 8Articolo 6, paragrafo  2Articolo 9, paragrafo 1Articolo 3Articolo 9, paragrafo 2Articolo 2 bisArticolo 10Aerticolo 4  bis, paragrafo 1Articolo 11Articolo 6, paragrafo 1Articolo 12Articolo 7Articolo 13