CELEX: C2006/074/14
Language: it
Date: 2006-03-25 00:00:00
Title: Causa C-38/06: Ricorso presentato il  24 gennaio 2006  dalla Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica portoghese

25.3.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 74/7
            
         Ricorso presentato il 24 gennaio 2006 dalla Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica portoghese
   (Causa C-38/06)
   (2006/C 74/14)
   Lingua processuale: il portoghese
   Il 24 gennaio 2006 la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. Günter Wilms e Margarida Afonso, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha presentato dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica portoghese.
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               1)
            
            
               dichiarare che, rifiutando di accertare e mettere a disposizione della Commissione le risorse proprie dovute a seguito dell'importazione di attrezzature e beni per uso specificamente militare nel periodo tra il 1o gennaio 1998 e il 31 dicembre 2002 compresi e rifiutando di versare gli interessi di mora corrispondenti, la Repubblica portoghese è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 2, 9, 10 e 11 del regolamento n. 1552/89 (1) per quanto riguarda il periodo tra il 1o gennaio 1998 e il 30 maggio 2000 compresi e, dopo questa data, in forza delle disposizioni equivalenti del regolamento n. 1150/2000 (2).
            
         
               2)
            
            
               condannare la Repubblica portoghese alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   La Commissione sostiene che l'art. 296 CE non consente ad uno Stato membro di esentare dai dazi doganali le importazioni di materiale militare, in quanto la loro riscossione non può essere considerata una minaccia per gli interessi fondamentali della sicurezza di tale Stato membro.
   In mancanza di argomenti concreti che giustifichino specificamente la necessità di derogare alle norme doganali per garantire la protezione degli interessi fondamentali della sua sicurezza, la Commissione considera che la Repubblica portoghese è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in virtù dell'art. 26 CE, dell'art. 20 del Codice doganale comunitario (3) e, conseguentemente, della tariffa doganale comune.
   Non è ammissibile che uno Stato membro si sottragga ai suoi obblighi decorrenti dal cofinanziamento solidale del bilancio comunitario invocando la necessità di finanziare le sue spese militari a minor costo.
   In caso di inosservanza delle norme fissate, tutti gli Stati membri devono assumersi le rispettive conseguenze finanziarie, dato che in tal caso si applica il meccanismo che compensa attraverso la risorsa «PIL» la misura insufficiente delle risorse proprie tradizionali e dell'IVA. Il rispetto del principio di buona gestione finanziaria, così come delle nozioni elementari di equità e di responsabilità, impone che gli Stati membri che abbiano messo a disposizione risorse proprie inferiori al dovuto assumano individualmente le conseguenze da ciò risultanti a carico del bilancio comunitario e, pertanto, paghino gli importi non percepiti a causa dei rispettivi inadempimenti.
   L'inadempimento in esame si è protratto fino al 31 dicembre 2002, dato che il regolamento n. 150/2003 (4) è applicabile a partire dal 1o gennaio 2003. Solamente a partire da questa data il detto regolamento consente di sospendere, a determinate condizioni, i dazi doganali all'atto dell'importazione di talune armi e attrezzature militari.
   Le autorità portoghesi avrebbero dovuto contabilizzare i dazi doganali in conformità delle regole fissate nel Codice doganale comunitario per le importazioni di cui si tratta, nonché accertare e porre a disposizione della Commissione le risorse proprie che ne fossero risultate in applicazione degli artt. 2, 9, 10 e 11 del regolamento n. 1552/89 e delle disposizioni equivalenti del regolamento n. 1150/2000. Poiché vi è stata un'infrazione alla legislazione doganale, alla Comunità deve essere accreditato un importo corrispondente alle risorse proprie mancanti. A tale importo si aggiungono gli interessi di mora previsti dall'art. 11 del regolamento n. 1150/2000.
   
      (1)  Regolamento (CEE, Euratom) del Consiglio 29 maggio 1989, n. 1552, recante applicazione della decisione 88/376/CEE, Euratom relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità (GU L 155, pag. 1).
   
      (2)  Regolamento (CE, Euratom) del Consiglio 22 maggio 2000, n. 1150, recante applicazione della decisione 94/728/CE, Euratom, relativa al sistema delle risorse proprie della Comunità (GU L 130, pag. 1).
   
      (3)  Approvato dal regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario (GU L 302, pag. 1).
   
      (4)  Regolamento (CE) Consiglio 21 gennaio 2003, n. 150, che sospende i dazi doganali applicabili a talune armi e attrezzature ad uso militare (GU L 25, pag. 1).