CELEX: C2003/264/22
Language: it
Date: 2003-11-01 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 11 settembre 2003 nella causa C-22/02: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana ("Inadempimento di uno Stato — Mancato recepimento della direttiva 1999/94/CE")

1.11.2003                 IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            C 264/13
che esclude dal finanziamento comunitario alcune spese                        F. Macken e N. Colneric, dai sigg. S. von Bahr, J.N. Cunha
effettuate dagli Stati membri a titolo del Fondo europeo                      Rodrigues e A. Rosas (relatore), giudici, avvocato generale:
di orientamento e di garanzia [agricola] (FEAOG), sezione                     sig. F.G. Jacobs, cancelliere: sig. H.A. Rühl, amministratore
«garanzia» (GU L 200, pag. 28), la Corte (Prima Sezione),                     principale, ha pronunciato il 9 settembre 2003 una sentenza
composta dal sig. M. Wathelet, presidente di sezione, dai sigg.               il cui dispositivo è del seguente tenore:
P. Jann e A. Rosas (relatore), giudici, avvocato generale: sig.ra
C. Stix-Hackl, cancelliere: sig. H. von Holstein, cancelliere
aggiunto, ha pronunciato l’11 settembre 2003 una sentenza il                  1)    Il ricorso è respinto.
cui dispositivo è del seguente tenore:
                                                                              2)    La ricorrente è condannata alle spese.
1)    Il ricorso è respinto.
                                                                              3)    La Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, il Consiglio
                                                                                    dell’Unione europea e la Commissione delle Comunità europee
2)    Il Regno di Spagna è condannato alle spese.
                                                                                    sopporteranno le proprie spese.
(1) GU C 303 del 27.10.2001.
                                                                              (1) GU C 331 del 24.11.2001.
                    SENTENZA DELLA CORTE
                                                                                                  SENTENZA DELLA CORTE
                          9 settembre 2003
                                                                                                        (Seconda Sezione)
nella causa C-361/01 P: Christina Kik contro Ufficio per
l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e
                         modelli) (UAMI) (1)                                                           11 settembre 2003
(«Regolamento (CE) n. 40/94 — Art. 115 — Regime                               nella causa C-22/02: Commissione delle Comunità euro-
linguistico vigente dinanzi all’Ufficio per l’armonizzazione                                  pee contro Repubblica italiana (1)
nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI) —
   Eccezione di illegittimità — Divieto di discriminazione»)
                                                                              («Inadempimento di uno Stato — Mancato recepimento della
                                                                                                     direttiva 1999/94/CE»)
                           (2003/C 264/21)
                                                                                                         (2003/C 264/22)
                     (Lingua processuale: l’olandese)
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella                            (Lingua processuale: l’italiano)
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                              Nella causa C-22/02, Commissione delle Comunità europee
Nel procedimento C-361/01 P, Christina Kik (rappresentata:                    (agenti: signori G. Valero Jordana e R. Amorosi) contro
gli avv.ti E. H. Pijnacker Hordijk e S. B. Noë) avente ad oggetto             Repubblica italiana (agente: signor I.M. Braguglia, assistito dal
il ricorso diretto all’annullamento della sentenza pronunciata                signor A. De Stefano), avente ad oggetto il ricorso diretto a far
dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta                   dichiarare che la Repubblica italiana, non avendo adottato o,
Sezione ampliata) il 12 luglio 2001, nella causa T-120/99,                    in ogni caso, non avendo comunicato alla Commissione
Kik/UAMI (Racc. pag. II-2235), procedimento in cui l’altra                    le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
parte è: Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno                     necessarie per conformarsi alla direttiva del Parlamento euro-
(marchi, disegni e modelli) (UAMI) (agenti: signori A. von                    peo e del Consiglio 13 dicembre 1999, 1999/94/CE, relativa
Mühendahl, O. Montalto e J. Miranda de Sousa) sostenuto da                    alla disponibilità di informazioni sul risparmio di carburante e
Commissione delle Comunità europee (agenti: signori W. Wils                   sulle emissioni di CO2 da fornire ai consumatori per quanto
e N. Rasmussen), Repubblica ellenica (agenti: signore                         riguarda la commercializzazione di autovetture nuove (GU
A. Samoni-Rantou e S. Vodina), Regno di Spagna (agente:                       2000, L 12, pag. 16), è venuta meno agli obblighi che le
S. Ortiz Vaamonde) e Consiglio dell’Unione europea (agente:                   incombono in virtù di tale direttiva, la Corte (Seconda Sezione),
signor G. Houttuin e signora A. Lo Monaco), la Corte,                         composta dal sig. R. Schintgen, presidente di sezione, dal sig.
composta dal sig. G.C. Rodríguez Iglesias, presidente, dai sigg.              V. Skouris e dalla sig.ra N. Colneric (relatore), giudici, avvocato
J.-P. Puissochet, M. Wathelet, R. Schintgen e C.W.A. Timmer-                  generale: sig. F.G. Jacobs, cancelliere: sig. R. Grass, ha pronun-
mans, presidenti di sezione, dai sigg. C. Gulmann,                            ciato l’11 settembre 2003 una sentenza il cui dispositivo è del
D.A.O. Edward, A. La Pergola, P. Jann e V. Skouris, dalle sig.re              seguente tenore:
 ---pagebreak--- C 264/14                  IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                                 1.11.2003
1)    La Repubblica italiana, non avendo adottato le disposizioni              1)    Il rispetto del divieto delle discriminazioni indirette basate sul
      legislative, regolamentari e amministrative necessarie per confor-             sesso costituisce un presupposto della legittimità di ogni atto
      marsi alla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio                    adottato dalle istituzioni comunitarie.
      13 dicembre 1999, 1999/94/CE, relativa alla disponibilità di
      informazioni sul risparmio di carburante e sulle emissioni di            2)    L’esame della prima questione sollevata non ha messo in luce
      CO2 da fornire ai consumatori per quanto riguarda la                           alcun elemento atto ad inficiare la validità della disposizione,
      commercializzazione di autovetture nuove, è venuta meno agli                   contenuta agli artt. 5, n. 1, della direttiva del Consiglio
      obblighi che le incombono in virtù di tale direttiva.                          15 settembre 1986, 86/457/CEE, relativa alla formazione
                                                                                     specifica in medicina generale, e 34, n. 1, della direttiva del
2)    La Repubblica italiana è condannata alle spese.                                Consiglio 5 aprile 1993, 93/16/CEE, intesa ad agevolare la
                                                                                     libera circolazione dei medici e il reciproco riconoscimento dei
(1) GU C 68 del 16.3.2002.                                                           loro diplomi, certificati ed altri titoli, secondo cui la formazione
                                                                                     a orario ridotto in medicina generale deve comportare vari
                                                                                     periodi di formazione a tempo pieno.
                                                                               (1) GU C 97 del 20.4.2002.
                    SENTENZA DELLA CORTE
                           9 settembre 2003
nella causa C-25/02 (domanda di pronuncia pregiudiziale
del Bundesverwaltungsgericht): Katharina Rinke contro
                     Ärztekammer Hamburg (1)                                                      SENTENZA DELLA CORTE
(«Parità di trattamento fra uomini e donne — Direttive 86/                                               9 settembre 2003
457/CEE e 93/16/CEE — Obbligo di svolgere taluni periodi
di formazione a tempo pieno nell’ambito di una formazione                      nella causa C-151/02 (domanda di pronuncia pregiudiziale
              a orario ridotto in medicina generale»)                          del Landesarbeitsgericht Schleswig-Holstein): Landes-
                                                                                           hauptstadt Kiel contro Norbert Jaeger (1)
                            (2003/C 264/23)
                                                                               («Politica sociale — Protezione della sicurezza e della salute
                      (Lingua processuale: il tedesco)                         dei lavoratori — Direttiva 93/104/CE — Nozioni di “orario
                                                                               di lavoro” e di “periodo di riposo” — Servizio di guardia
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella           (“Bereitschaftsdienst”) prestato dai medici in ospedale»)
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                                          (2003/C 264/24)
Nel procedimento C-25/02, avente ad oggetto la domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                                             (Lingua processuale: il tedesco)
dell’art. 234 CE, dal Bundesverwaltungsgericht (Germania),
nella causa dinanzi ad esso pendente tra Katharina Rinke e                     (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
Ärztekammer Hamburg, domanda vertente sull’interpretazio-                                    «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
ne degli artt. 5 della direttiva del Consiglio 15 settembre 1986,
86/457/CEE, relativa alla formazione specifica in medicina
generale (GU L 267, pag. 26), e 34 della direttiva del Consiglio
5 aprile 1993, 93/16/CEE, intesa ad agevolare la libera                        Nel procedimento C-151/02, avente ad oggetto la domanda
circolazione dei medici e il reciproco riconoscimento dei loro                 di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
diplomi, certificati ed altri titoli (GU L 165, pag. 1), nonché                dell’art. 234 CE, dal Landesarbeitsgericht Schleswig-Holstein
sulla loro compatibilità con il divieto della discriminazione                  (Germania), nella causa dinanzi ad esso pendente tra Landes-
indiretta fondata sul sesso, quale sancito dalla direttiva del                 hauptstadt Kiel e Norbert Jaeger, domanda vertente sull’inter-
Consiglio 9 febbraio 1976, 76/207/CEE, relativa all’attuazione                 pretazione della direttiva del Consiglio 23 novembre 1993,
del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le                  93/104/CE, concernente taluni aspetti dell’organizzazione del-
donne per quanto riguarda l’accesso al lavoro, alla formazione                 l’orario di lavoro (GU L 307, pag. 18), e in particolare
e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro (GU                  sull’interpretazione degli artt. 2, n. 1, e 3, della medesima, la
L 39, pag. 40), la Corte, composta dal sig. G.C. Rodríguez                     Corte, composta dal sig. G.C. Rodríguez Iglesias, presidente,
Iglesias, presidente, dai sigg. J.-P. Puissochet, M. Wathelet,                 dai sigg. M. Wathelet, R. Schintgen (relatore) e C.W.A. Timmer-
R. Schintgen e C.W.A. Timmermans, presidenti di sezione,                       mans, presidenti di sezione, dai sigg. C. Gulmann,
C. Gulmann, D.A.O. Edward, A. La Pergola, P. Jann (relatore) e                 D.A.O. Edward, P. Jann e V. Skouris, dalle sig.re F. Macken e
V. Skouris, dai sigg. F. Macken e N. Colneric, dai sigg. S. von                N. Colneric, dai sigg. S. von Bahr, J.N. Cunha Rodrigues e
Bahr, J.N. Cunha Rodrigues e A. Rosas, giudici, avvocato                       A. Rosas, giudici, avvocato generale: sig. D. Ruíz-Jarabo
generale: sig. L.A. Geelhoed, cancelliere: sig.ra M.-F. Contet,                Colomer, cancelliere: sig. H. A. Rühl, amministratore principa-
amministratore principale, ha pronunciato il 9 settembre 2003                  le, ha pronunciato il 9 settembre 2003 una sentenza il cui
una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:                         dispositivo è del seguente tenore: