CELEX: 31994D0764
Language: it
Date: 1994-11-16 00:00:00
Title: 94/764/CE: Decisione della Commissione, del 16 novembre 1994, relativa a una richiesta di rimborso dei dazi antidumping riscossi su alcune importazioni di taluni dischi magnetici (microfloppy da 3,5) originari della Repubblica popolare cinese (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)

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31994D0764

94/764/CE: Decisione della Commissione, del 16 novembre 1994, relativa a una richiesta di rimborso dei dazi antidumping riscossi su alcune importazioni di taluni dischi magnetici (microfloppy da 3,5) originari della Repubblica popolare cinese (Il testo in lingua inglese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 304 del 29/11/1994 pag. 0038 - 0040

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 16 novembre 1994 relativa a una richiesta di rimborso dei dazi antidumping riscossi su alcune importazioni di taluni dischi magnetici (microfloppy da 3,5& Prime;) originari della Repubblica popolare cinese (Il testo  in lingua inglese è il solo facente fede) (94/764/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea,  visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'11 luglio 1988, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità economica europea (1), modificato da ultimo dal  regolamento (CE) n. 522/94 (2), in particolare l'articolo 16,  considerando quanto segue:   I. PROCEDURA   A. Aspetti generali  (1) Il 18 ottobre 1993, con il regolamento (CEE) n. 2861/93 (3) è stato istituito un dazio antidumping definitivo del 39,4 % sulle importazioni di alcuni tipi di dischi magnetici (microfloppy da 3,5& Prime;) originari del Giappone,  di Taiwan e della Repubblica popolare cinese.  (2) Il 12 gennaio e il 10 marzo 1994 la Verbatim Limited SA di Limerick (Irlanda), azienda importatrice di microfloppy da 3,5& Prime; prodotti ed esportati dalla Swire Magnetics Holdings Limited, azienda esportatrice della Repubblica popolare cinese (in  appresso denominata « l'esportatore »), soggetta a un dazio antidumping del 39,4 %, ha chiesto il rimborso dei dazi antidumping pagati nel periodo dal 24 novembre 1993 al 15 febbraio 1994.   B. Ammissibilità  (3) La richiesta è ammissibile in quanto è stata presentata ai sensi delle pertinenti disposizioni della normativa antidumping comunitaria, in particolare quelle riguardanti i limiti di tempo.  (4) La domanda del richiedente si basava sull'asserzione, sostenuta dalla prova a prima vista sufficiente del valore normale e dei prezzi all'esportazione per le vendite nella Comunità, secondo cui i prezzi praticati dall'esportatore erano tali da  escludere l'esistenza di dumping o l'aliquota del dazio adeguata alle importazioni in questione era inferiore all'aliquota del 39,4 % applicata.  (5) La questione del trattamento individuale degli esportatori della Repubblica popolare cinese è stata esaminata alla luce delle risultanze esposte al considerando 8 del regolamento che istituisce i dazi antidumping definitivi. Visti i principi  generali stabiliti da tale considerando, che valgono anche per le richieste di rimborso, appare dubbio che, in linea generale, tali richieste possano portare a un nuovo calcolo del valore normale soltanto per il richiedente. Tuttavia, nel caso in esame,  la Commissione ha tenuto conto delle circostanze eccezionali esposte nella richiesta. Infatti, la richiesta riguarda transazioni effettuate in passato tra un fornitore non indipendente e un unico cliente; inoltre, l'esportatore ha smesso di produrre e  commercializzare il prodotto in esame nel primo trimestre del 1994. Ciò significa che in questo caso non sussistono le principali ragioni per non concedere un trattamento individuale, cioè la possibilità di eludere i dazi incanalando le esportazioni  attraverso aziende alle quali si applicano aliquote inferiori, e il rischio di minare l'effetto correttivo delle misure antidumping adottate. In tali circostanze, l'accettazione della richiesta non contraddice il summenzionato principio generale  relativo al trattamento degli esportatori dei paesi dove non vige un'economia di mercato.   C. Natura delle richieste  (6) A norma della nota della Commissione riguardante la restituzione dei dazi antidumping (4) (in appresso denominata « la nota »), la Commissione ha ritenuto che, dato che la richiesta di rimborso riguardava più di tre  forniture in un periodo di almeno sei mesi, cioè tra il 1o aprile e il 30 settembre 1993, essa dovesse essere trattata alla stregua di una domanda relativa a forniture successive ai sensi del punto I.4 della nota.   D. Inchiesta  (7) In seguito alle osservazioni del richiedente, la Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini della determinazione.  Dato che la Repubblica popolare cinese non è un paese ad economia di mercato, la Commissione ha chiesto e ottenuto la cooperazione di un produttore di microfloppy da 3,5& Prime; di Taiwan, paese analogo ad economia di mercato selezionato per la  determinazione del valore normale nel procedimento antidumping di cui al considerando 1 precedente. La Commissione ha svolto inchieste presso le sedi sia del produttore di Taiwan che ha collaborato, che del richiedente.  (8) In seguito il richiedente è stato informato dei risultati preliminari dell'esame della Commissione e ha avuto la possibilità di presentare osservazioni, le quali sono state tenute in debito conto.  (9) La Commissione ha informato gli Stati membri e ha fornito il proprio parere in proposito. Nessuno Stato membro ha dissentito.   II. MERITO DELLA DOMANDA  (10) Ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88 (in appresso denominato « regolamento di base ») e del punto II della nota, il richiedente ha dimostrato che il dazio riscosso è stato superiore al  margine di dumping effettivo, fatto confermato anche dalle verifiche effettuate.  (11) Per quanto riguarda il metodo usato per determinare il margine di dumping, doveva essere tenuto in considerazione il fatto che l'esportatore interessato non aveva esportato nel periodo dell'inchiesta relativo al procedimento antidumping iniziale.  (12) a) Valore normale Quando un particolare tipo di prodotto esportato nella Comunità è stato venduto sul mercato analogo nel normale iter commerciale e in quantità sufficienti, il valore normale è stato determinato in base al prezzo effettivamente pagato o pagabile su tale  mercato.  Quando un particolare tipo di prodotto esportato nella Comunità non è stato venduto nel normale iter commerciale o è stato venduto in quantità insufficienti sul mercato analogo, il valore normale è stato costruito in base al costo di produzione, al  quale è stato aggiunto un adeguato margine di profitto. Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera b) del regolamento di base, le spese generali, amministrative e di vendita comprese nel costo di produzione e il margine di profitto sono stati  calcolati in base alle spese sostenute e ai profitti ottenuti sulle vendite di altri tipi di prodotto simile sul mercato analogo.  b) Prezzo all'esportazione Tutte le esportazioni sono state vendute dall'esportatore al richiedente, cliente comunitario e costruttore originale di apparecchiature (OEM), secondo un accordo di esclusiva in base al quale il prezzo effettivamente applicato rifletteva il fatto che  il prodotto assemblato conteneva componenti forniti gratuitamente all'esportatore dal richiedente. Pertanto, tale prezzo non poteva essere considerato affidabile e il prezzo all'esportazione è stato quindi costruito ai sensi dell'articolo 2, paragrafo  8, lettera b) del regolamento di base.  A tal fine è stato ritenuto equo aggiungere al prezzo effettivamente applicato un importo relativo al costo e al profitto realizzabile sul componente interessato, in base alle informazioni fornite dal richiedente.  c) Confronto Il valore normale, per tipo di prodotto, è stato confrontato con il prezzo all'esportazione del tipo corrispondente, in base alle singole transazioni, a livello franco fabbrica e allo stadio commerciale appropriato. Ai fini di un equo confronto sono  stati apportati adeguamenti, conformemente all'articolo 2, paragrafi 9 e 10 del regolamento di base, per tener conto delle diverse caratteristiche fisiche e delle spese di vendita per le quali sono stati forniti elementi di prova sufficienti.  (13) Su tale base è stato rilevato che la domanda era giustificata e che il margine di dumping effettivo era del 12,4 %.  Alla luce di tale risultanza, l'importo da rimborsare è pari al 27 % del valore utilizzato dalle autorità interessate per calcolare il dazio antidumping sulle importazioni immesse in libera pratica nella Comunità tra il 24 novembre 1993 e il 15 febbraio  1994,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:   Articolo 1  La richiesta presentata dalla Verbatim, relativa al rimborso dei dazi antidumping pagati nel periodo dal 24 novembre 1993 al 15 febbraio 1994, è accettata per un importo che rappresenta il 27 % del valore utilizzato dalle competenti autorità  per calcolare il dazio antidumping sulle pertinenti importazioni immesse in libera pratica nella Comunità nel periodo citato.   Articolo 2  L'importo di cui all'articolo 1 sarà rimborsato dall'Irlanda.   Articolo 3  L'Irlanda e la Verbatim Limited SA di Limerick (Irlanda) sono destinatarie della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, il 16 novembre 1994.  Per la Commissione Leon BRITTAN Membro della Commissione  (1) GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 1.  (2) GU n. L 66 del 10. 3. 1994, pag. 10.  (3) GU n. L 262 del 21. 10. 1993, pag. 4.  (4) GU n. C 266 del 21. 10. 1986, pag. 2.