CELEX: C1997/094/41
Language: it
Date: 1997-03-22 00:00:00
Title: Ricorso della C.P.L. Imperial 2 S.p.a. contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 17 gennaio 1997 (Causa T-11/97)

22 . 3 . 97              IT                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       N. C 94/ 19
Ricorso della Unifrigo Gadus S.r.l. contro la Commissione               procedura prevista nell' art. 5 , paragrafo 2 , del regolamen­
    delle Comunità europee, presentato il 17 gennaio 1997               to ( CEE ) n . 1697/79 del Consiglio, del 24 luglio 1979, re­
                          ( Causa T-10/97 )                             lativo al ricupero a posteriori dei dazi all'importazione o
                                                                        dei dazi all'esportazione che non sono stati corrisposti dal
                             ( 97/C 94/40 )
                                                                        debitore per le merci dichiarate per un regime doganale
                  (Lingua processuale: l'italiano)                      comportante l' obbligo di effettuarne il pagamento ( 2 ).
Il 17 gennaio 1997, la Unifrigo Gadus S.r.l ., con sede in              La ricorrente fa anzitutto valere una mancanza assoluta di
Napoli ( Italia ), con l' avvocato Giuseppe Celona , del foro            motivazione circa l' asserita non-validità dei certificati
di Milano, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo                 EUR 1 , nella misure in cui la decisione ignora il fatto che
studio dell' avvocato Georges Margue, 20, rue Philippe II,               la Corte di Cassazione norvegese ha riformato la sentenza
ha presentato dinanzi al Tribunale di primo grado delle                  di condanna proprio sul punto dell'origine delle merci ,
Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle                  confermando soltanto l' invalidità dei certificati d' ispezione
Comunità europee .                                                       sanitaria .
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia :
                                                                         In secondo luogo, la ricorrente considera che la convenuta,
in via principale :                                                      escludendo che un errore dell' autorità doganale possa mai
— dichiarare ricevibile il ricorso, perché diretto all'annul­            avere ad oggetto la validità del certificato d' origine, perché
      lamento di una decisione direttamente e individual­                il rischio di tale validità graverebbe sempre sull' importato­
      mente lesiva per la ricorrente,                                    re, facendo parte del rischio commerciale , va contro
                                                                         l' art. 220 , lett. B ), del Codice doganale comunitario ( 3 ),
— annullare la decisione della Commissione n . C(96 )                    che consacra il principio della buona fede nel comporta­
      2780, dell' 8 ottobre 1 996 ('),                                   mento dell' interessato . Nessuna eccezione esclude l' errore
                                                                         sulla validità dei certificati di origine dall'ambito di appli­
— condannare la parte resistente a rifondere alla ricorren­              cazione della norma suddetta . Infatti , l' interpretazione vo­
      te per intero le spese, diritti e onorari di questo grado;         luta dalla Commissione ridurrebbe gli errori rilevanti a
                                                                         quelli di distrazione o di calcolo .
in subordine :
— accertare e dichiarare che tale decisione non ha effetto               In terzo luogo, la ricorrente fa anche valere l' illegittimità
       sul diritto della ricorrente a che il dazio a posteriori in       del regolamento ( CEE ) n . 2454/93 della Commissione, del
       questione non sia ricuperato;                                     2 luglio 1993 , che fissa talune disposizioni d' applicazione
                                                                         del regolamento ( CEE ) n . 2913/92 del Consiglio ( 4), nella
 in ulteriore subordine :                                                misura in cui attribuisce alla Commissione un potere asso­
                                                                         luto di decidere la contabilizzazione a posteriori dei dazi
— nel caso che, per qualunque motivo, la decisione sud­                  non riscossi , trascurando il diritto che spetta all' importato­
       detta non venga annullata, condannare la Commissio­                re quando sussistano i presupposti di cui all' art . 220 ,
       ne a rimborsare alla ricorrente l' intera somma che essa
                                                                         lett. B ), del Codice doganale . Sotto questo profilo, vengo­
       ricorrente sia tenuta a pagare a titolo di dazio a poste­         no anche invocati il principio del legittimo affidamento ed
       riori, penalità e accessori; in ogni caso annullare la de­         il principio generale di equità .
       cisione impugnata nella parte riguardante gli interessi .
 Motivi e principali argomenti                                            (') Non pubblicata .
                                                                          ( 2 ) GU n . L 197 del 3 . 8 . 1979 , pag. 1 .
 La società ricorrente, attiva nel commercio di prodotti itti­            ( 3 ) Regolamento CEE n . 2913/92 del Consiglio , del 12 ottobre
 ci, impugna la decisione della convenuta che constata che                      1992 , che istituisce un codice doganale comunitario ( GU n .
 si deve procedere al ricupero «a posteriori » dei dazi doga­                   L 302 del 19 . 10 . 1992 , pag. 1 ).
                                                                          ( 4 ) GU n . L 253 dell' I 1 . 10 . 1993 , pag. 1 .
 nali all' importazione , dell' importo di 148 890 000 LIT, do­
 vuti per alcune operazioni di importazione di merluzzo in
 provenienza dalla Norvegia, effettuate presso la dogana di
 Verona . Per tali importazioni la ricorrente , a fronte della
 presentazione di certificati di circolazione EUR 1 , rilasciati
 dalla corrispondente ditta esportatrice norvegese , ha usu­
 fruito del trattamento daziario preferenziale previsto dalla             Ricorso della C.P.L. Imperiai 2 S.p.a. contro la Commis­
 normativa comunitaria Successivamente , l' Amministrazio­                sione delle Comunità europee, presentato il 17 gennaio
 ne doganale norvegese ha comunicato all'Amministrazione                                                        1997
  italiana che, a seguito di accertamenti condotti autonoma­
                                                                                                        ( Causa T-l 1 /97 )
  mente, aveva rilevato che l'esportatore nazionale non era
  stato in grado di provare che il pesce utilizzato per la fab­                                            ( 97/C 94/41 )
  bricazione dei filetti di merluzzo era originario della
 Norvegia . Conseguentemente, ha contestato la validità dei
                                                                                             (Lingua processuale: l'italiano)
 certificati EUR 1 che hanno costituito titolo per l'agevola­
  zione tariffaria . Partendo da questa contestazione, l'Ufficio
  doganale di Verona ha invitato la ricorrente al pagamento                Il 17 gennaio 1997, la C.P.L. Imperiai 2 S.p.a ., con sede in
  dei dazi e dei diritti non corrisposti . A sua volta , la conve­         Pescara ( Italia ), con l' avvocato Giuseppe Celona , del foro
  nuta ha adottato la decisione impugnata sulla base della                 di Milano, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo
 ---pagebreak--- N. C 94/20           1 IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         22 . 3 . 97
studio dell'avvocato Georges Margue, 20, rue Philippe II,              — condannare la convenuta alle spese .
ha presentato dinanzi al Tribunale di primo grado delle
Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle                Motivi e principali argomenti
Comunità europee .
                                                                       A sostegno del ricorso la ricorrente deduce la violazione
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia :                         degli artt. 31 , n. 2 , e 32 dello Statuto del personale, non­
                                                                       ché l' errore manifesto di valutazione .
in via principale :
— dichiarare ricevibile il ricorso, perché diretto all'annul­          Ella assume in proposito di aver acquisito, dal 1981 , un'e­
     lamento di una decisione direttamente e individual­               sperienza professionale eccezionale nei settori della diplo­
     mente lesiva per la ricorrente,                                   mazia, della politica agricola e della politica dell'ambiente
                                                                       e che tale esperienza è stata riconosciuta tanto dai suoi
— annullare la decisione della Commissione n . C(96 )                  precedenti datori di lavoro quanto dal suo attuale estenso­
     2780, dell' 8 ottobre 1996 ('),                                   re del rapporto informativo . Ella ritiene inoltre provato di
                                                                       essere stata immediatamente efficace e di aver consentito
— condannare la parte resistente a rifondere alla ricorren­            alla sua unità di fare effettivi progressi nel settore della po­
     te per intero le spese, diritti e onorari di questo grado;        litica agricola .
in subordine :
                                                                       La ricorrente conclude che la Commissione ha commesso
— accertare e dichiarare che tale decisione non ha effetto             un errore di valutazione, in primo luogo ritenendo che né
     sul diritto della ricorrente a che il dazio a posteriori in       la sua esperienza né le sue qualifiche siano sufficientemen­
     questione non sia ricuperato;                                     te eccezionali per giustificare la sua assunzione nel grado
                                                                       superiore e, in secondo luogo, ritenendo che il posto rico­
in ulteriore subordine :                                               perto non richiedesse l'assunzione di un titolare particolar­
                                                                       mente qualificato .
— nel caso che, per qualunque motivo, la decisione sud­
     detta non venga annullata, condannare la Commissio­
     ne a rimborsare alla ricorrente l' intera somma che essa
     ricorrente sia tenuta a pagare a titolo di dazio a poste­
     riori, penalità e accessori; in ogni caso annullare la de­
     cisione impugnata nella parte riguardante la bolletta             Ricorso di Sofivo e a. contro il Consiglio dell'Unione euro­
     7338F già pagata , e per la parte riguardante gli inter­                         pea, presentato il 21 gennaio 1997
     essi .
                                                                                                ( Causa T-14/97 )
Motivi e principali argomenti                                                                      ( 97/ C 94/43 )
I mezzi ed in principali argomenti sono quelli già invocati                             (Lingua processuale: il francese)
nella causa T-10/97, Unifrigo Gadus S.r.l . contro Commis­
sione delle Comunità europee .                                         Il 21 gennaio 1997, Sofivo con sede in Condé sur Vire
                                                                       ( Francia ), Sofivo Production con sede in Brece ( Francia ),
(') Non pubblicata .                                                   Sovinor con sede in Condé sur Vire ( Francia ), Denkavit
                                                                       France con sede in Montreuil-Bellay ( Francia ), Sobeval
                                                                       Viande con sede in Périgueux ( Francia ), Serval con sede in
                                                                       Sainte Eanne ( Francia ), Besnier Industrie con sede in
                                                                       Bourgbarre ( Francia ), Sovida con sede in Chateaubriand
                                                                       ( Francia ), Sica Ouest Elevage con sede in Ploudaniel ( Fran­
Ricorso della signora Anna Barnett contro la Commissione
                                                                       cia ), Guinde con sede in Montauban de Bretagne ( Fran­
    delle Comunità europee, proposto il 20 gennaio 1997                cia ), Tarbouriech con sede in Villeneuve sur Lot ( Francia ),
                         ( Causa T-12/97 )                             Mamellor con sede in Charnay les Macon ( Francia ), Co­
                            ( 97/C 94/42 )                             opagri Bretagne con sede in Landerneau ( Francia ) e Collet
                                                                       et Compagnie con sede in Chateaubourg ( Francia ), con
                (Lingua processuale: il francese)                      l' avv. Deborah Kryvian, del foro di Rouen, con domicilio
                                                                       eletto in Lussemburgo presso lo studio dell'avv. Marc
Il 20 gennaio 1997 la signora Anna Barnett, residente in               Loesch , 11 , rue Goethe, hanno proposto dinanzi al Tribu­
Bruxelles, con gli avv.ti Jean-Noël Louis, Thierry Dema­               nale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
seure e Ariane Tornei , del foro di Bruxelles, con domicilio           contro il Consiglio dell'Unione europea .
eletto in Lussemburgo presso la Fiduciaire Myson SARL,
30 , rue de Cessange, ha proposto dinanzi al Tribunale di              Le ricorrenti concludono che il Tribunale voglia :
primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
Commissione delle Comunità europee .
                                                                       — annullare il regolamento n. 2222/96 , adottato il 18 no­
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia :                             vembre 1996 dal Consiglio ( istituzione della Comuni­
                                                                             tà ), almeno il suo art. 1 , n . 4, in quanto parte dell'atto
— annullare la decisione dell' autorità che ha il potere di                  separabile dalle altre disposizioni ,
     nomina di inquadrarla , all'atto della sua assunzione,
     nel grado A 7,                                                    — condannare il Consiglio alle spese .