CELEX: C2000/135/51
Language: it
Date: 2000-05-13 00:00:00
Title: Causa T-66/00: Ricorso della signora "B" contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 20 marzo 2000

13.5.2000                IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 135/29
— Violazione del principio di sussidiarietà, in quanto la                     Ricorso della signora «B» contro la Commissione delle
     possibilità per il ricorrente di fruire di un siffatto congedo                  Comunità europee, proposto il 20 marzo 2000
     richiede la modifica della normativa danese in materia.
                                                                                                        (Causa T-66/00)
                                                                                                        (2000/C 135/51)
                                                                                                 (Lingua processuale: il francese)
                                                                              Il 20 marzo 2000 la signora «B», residente in Tervueren
                                                                              (Belgio), con gli avv.ti Jean-Noël Louis, Greta-Françoise Par-
Ricorso della signora Angeliki Ioannou contro il Consiglio
                                                                              mentier e Véronique Peere, del foro di Bruxelles, ha proposto
       dell’Unione europea, proposto il 20 marzo 2000
                                                                              dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
                                                                              un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
                          (Causa T-65/00)
                                                                              La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
                          (2000/C 135/50)                                     — accertare l’inesistenza della decisione del 4 marzo 1999 e
                                                                                  reintegrare la ricorrente nei suoi diritti;
                                                                              — in via subordinata, annullare le decisioni di revocare gli
                    (Lingua processuale: il francese)                             assegni per figli a carico, per il figlio della ricorrente, e di
                                                                                  ridurre l’indennità di dislocazione a partire dal 1o settembre
                                                                                  1997;
Il 20 marzo 2000 la signora Angeliki Ioannou, residente in
Bruxelles, con l’avv. Jean van Rossum, del foro di Bruxelles, ha              — in via subordinata, annullare la decisione di revocare
proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità                       l’indennità scolastica per lo stesso figlio, a partire dal
europee un ricorso contro il Consiglio dell’Unione europea.                       1o settembre 1997;
                                                                              — condannare la convenuta alle spese.
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
— annullare la decisione del Consiglio 21 maggio 1999                         Motivi e principali argomenti
     relativa al diniego di nominarla dipendente in prova presso
     l’istituzione;
                                                                              La ricorrente si oppone alla revoca del beneficio degli assegni
                                                                              «per figli a carico» e dell’indennità «scolastica», nonché alla
— condannare il convenuto alle spese.                                         decisione dell’APN di procedere al recupero di una determinata
                                                                              somma, a tale titolo. La revoca di cui trattasi si fonderebbe
                                                                              sulla Conclusione dei Capi d’Amministrazione 188/89, del
                                                                              30 gennaio 1990, della quale la ricorrente avrebbe potuto
Motivi e principali argomenti                                                 prendere conoscenza solo nel febbraio 1999, e che fissa una
                                                                              soglia di reddito al di là della quale un figlio non può più essere
                                                                              considerato a carico del genitore dipendente comunitario.
La ricorrente, ex dipendente dell’Unione economica Benelux
e assegnata al segretariato per l’attuazione dell’accordo di
Schengen, impugna il diniego dell’APN di nominarla dipenden-                  A sostegno delle proprie pretese, ella fa valere:
te in prova, all’atto dell’integrazione del Segretariato di Schen-
gen con il Segretariato generale del Consiglio.                               — la violazione della decisione del 21 gennaio 1998, relativa
                                                                                  all’esercizio dei poteri conferiti dallo Statuto all’autorità
                                                                                  che ha il potere di nomina, nella misura in cui le decisioni
A sostegno del petitum, la ricorrente deduce:                                     di concessione e di revoca degli assegni e dell’indennità
                                                                                  controversi non avrebbero dovuto essere adottate dalla
                                                                                  stessa autorità che ha applicato l’art. 85 dello Statuto;
— La violazione dell’art. 25, secondo comma, dello Statuto
     del personale e del principio dei diritti della difesa.                  — la violazione dell’art. 2 dell’allegato VII dello Statuto;
— L’esistenza, nel caso di specie, di un errore manifesto di                  — l’inapplicabilità, e, in via subordinata, l’illegittimità della
     valutazione.                                                                 Conclusione 188/89 dei Capi d’Amministrazione;
                                                                              — la violazione dell’art. 85 dello Statuto;
                                                                              — la violazione dell’obbligo di motivazione, nonché
 ---pagebreak--- C 135/30                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        13.5.2000
— l’esistenza nel caso di specie di un errore manifesto di                        pur riconoscendo che l’autorità di vigilanza EFTA era
    valutazione.                                                                  l’unica competente in materia, contrariamente all’art. 56
                                                                                  dell’accordo SEE. Le prove documentali acquisite sulla
                                                                                  scorta di una decisione illegittima avrebbero dovuto essere
                                                                                  eliminate dal procedimento. In secondo luogo, la Commis-
                                                                                  sione non avrebbe dovuto avvalersi delle prove documenta-
                                                                                  li su cui si è basata, in quanto acquisite a nome dell’autorità
                                                                                  di vigilanza EFTA, che ha condotto un’inchiesta la cui
                                                                                  finalità era diversa da quella perseguita dal procedimento
Ricorso della Nippon Steel Corporation contro la Com-
                                                                                  della Commissione;
missione delle Comunità europee, presentato il 23 marzo
                                2000
                                                                              — in subordine, l’ammenda dovrebbe essere annullata o
                                                                                  quanto meno sostanzialmente ridotta, segnatamente per il
                          (Causa T-68/00)                                         fatto che la Commissione è incorsa in errore di fatto in
                                                                                  sede di calcolo della durata dell’asserita violazione. La
                          (2000/C 135/52)                                         Commissione afferma che, alla luce degli accordi di
                                                                                  autolimitazione CE-Giappone, essa tiene conto dell’esisten-
                                                                                  za di una violazione solo a partire dal 1990. Tuttavia essa
                     (Lingua processuale: l’inglese)                              è incorsa in errore di fatto in quanto tali accordi sono
                                                                                  scaduti solo il 31 dicembre 1990 ed hanno pertanto
Il 23 marzo 2000 la Nippon Steel Corporation (Tokio), con gli                     coperto l’intero anno 1990.
avv. Jean-François Bellis e Kris Van Hove, ha proposto dinanzi
al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
contro la Commissione delle Comunità europee.
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
— annullare la decisione della Commissione 8 dicembre
    1999, relativa ad un procedimento a norma dell’art. 81 CE
    (pratica IV/E-1/35.860-B, tubi di acciaio non saldati), nella             Ricorso della Fiamm Spa e della Fiamm Technologies Inc.
    parte riguardante la ricorrente;                                          contro la Commissione ed il Consiglio delle Comunità
                                                                                           europee, proposto il 23 marzo 2000
— annullare o quanto meno ridurre l’importo dell’ammenda
    inflitta alla ricorrente;
                                                                                                        (Causa T-69/00)
— condannare la Commissione alle spese.
                                                                                                        (2000/C 135/53)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                  (Lingua processuale: l’italiano)
Con la decisione 8 dicembre 1999, la Commissione ha inflitto
un’ammenda alla ricorrente per la sua asserita partecipazione
ad un presunto accordo avente ad oggetto l’astensione dalla                   Il 23 marzo 2000, la Fiamm Spa e la Fiamm Technologies Inc.,
vendita di tubi e condutture non saldati in Germania, Italia,                 con gli avvocati Ivo Van Bael, del foro di Bruxelles, Andrea
Francia e Regno Unito, contrario all’art. 81, n. 1, CE. La                    Cevese, del foro di Vicenza, e Fabrizio Di Gianni, del foro di
ricorrente deduce i seguenti motivi:                                          Roma, hanno proposto dinanzi al Tribunale di primo grado
                                                                              delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione ed
— la Commissione non ha dimostrato l’esistenza della viola-                   il Consiglio delle Comunità europee.
    zione asserita per quanto riguarda la ricorrente. L’analisi
    della Commissione è viziata in quanto non ha tenuto conto
    dell’energica concorrenza esercitata dalla ricorrente sul                 Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
    mercato d’oltremare nel Regno Unito e degli elevati dazi
    d’importazione per le forniture giapponesi dei prodotti                   — accertare il diritto di Fiamm al risarcimento del danno da
    considerati nei mercati europei. Inoltre, le prove documen-                   parte della Comunità europea e quantificarlo nella misura
    tali addotte dalla Commissione non avvalorano la sua                          di Lit 20 835 811 027,16 o altra misura ritenuta ragione-
    constatazione dell’esistenza dell’accordo e ancor meno il                     vole, con riserva di precisazione finché l’obbligo di paga-
    fatto che la ricorrente vi abbia partecipato;                                 mento degli extrazi perduri, oltre agli interessi al tasso
                                                                                  legale italiano a partire dal momento di effettivo pagamen-
— la decisione impugnata è illegittima in quanto la Commis-                       to da parte di Fiamm all’amministrazione doganale ameri-
    sione si è basata su prove documentali illegittimamente                       cana del 96.5 % dei dazi maggiorati, fino al saldo, e
    acquisite ed utilizzate. In primo luogo, la decisione                         oltre agli interessi di mora dell’8 %, come da costante
    25 novembre 1994 che ha autorizzato sopralluoghi il 1o e                      giurisprudenza comunitaria, in caso di ritardo nel paga-
    il 22 dicembre 1994 era illegittima in quanto autorizzava                     mento della somma richiesta dopo la pronuncia della
    i funzionari della Commissione a svolgere la loro inchiesta                   sentenza di condanna al risarcimento del danno;