CELEX: 51993PC0468
Language: it
Date: 1993-12-08
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO sull' applicazione della Risoluzione IMO A.747(18), concernente la misurazione del tonnellaggio degli spazi per la zavorra nelle petroliere a zavorra segregata (SBT)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                             C0M(93)468 def. - SYN 481
                                             Bruxelles, 8 dicembre 1993
                                  Proposta di
                        REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
                          sull'applicazione della
        Risoluzione IMO A.747 (18), concernente la misurazione del
        tonnellaggio degli spazi per la zavorra nelle petroliere a zavorra
        segregata (SBT)
                        (presentata dalla Commissione)
•v £*
 ---pagebreak---                                    RELAZIONE
INTRODUZIONE GENERALE
1. Nella comunicazione "Una politica comune sulla sicurezza dei mari"(*',
adottata dalla Commissione il 24 febbraio 1993, la Commissione richiama
l'attenzione sul problema dell'imposizione dei diritti portuali sul
tonnellaggio delle cisterne di zavorra segregata delle petroliere.
2. La comunicazione fa rilevare che, nonostante l'adozione, nel 1991, della
Risoluzione A.722(17)(2) "Misurazione del tonnellaggio degli spazi per la
zavorra nelle petroliere dotate di cisterne di zavorra segregata" da parte
dell'Assemblea dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO), i diritti
portuali e le altre tasse sono del 15-20% più alti per le petroliere a
zavorra segregata (SBT) di quanto non siano per le petroliere convenzionali
a parità di volume di carico di petrolio, in quanto tale Risoluzione resta
per lo più inapplicata.
3. Per garantire la sicurezza d'esercizio di una petroliera scarica, questa
deve essere zavorrata con acqua. Le petroliere convenzionali imbarcano tale
acqua di zavorra in cisterne precedentemente utilizzate per il trasporto del
petrolio. L'acqua di zavorra viene quindi inquinata dal 5% circa del
petrolio residuo. Durante il viaggio, l'acqua di zavorra inquinata viene
sostituita, dopo un'operazione di lavaggio delle cisterne, con acqua pulita
prelevata in alto mare. Dopo un'operazione di decantazione, l'acqua
inquinata viene pompata fuori bordo e inquina in tal modo l'ambiente marino.
Per contro, le petroliere moderne sono dotate di cisterne di zavorra
destinate esclusivamente a contenere acqua di zavorra. In tal modo, il
ricambio dell'acqua di zavorra non inquina l'ambiente marino.
4. La convenzione MARPOL 73/78^3^ risolve il problema del ricambio
dell'acqua di zavorra prescrivendo che tutte le nuove petroliere, così come
definite nella convenzione stessa che superano una determinata stazza lorda,
siano dotate di cisterne atte a contenere acqua di zavorra esente da miscele
oleose. Tali petroliere vengono definite SBT* 4 ).
Si ritiene che, attualmente, le SBT rappresentino tra il 35 e il 65% della
flotta di petroliere a livello mondiale.
5. Di conseguenza, una SBT differisce da una petroliera convenzionale per il
fatto di avere cisterne di zavorra e relative condutture completamente
separate dalle cisterne di carico, e che non vengono usate per il trasporto
di carichi. Tali cisterne di zavorra separate, o segregate, sono quindi
usate esclusivamente per il trasporto e il pompaggio dell'acqua di zavorra.
 (1) COM(93)66 def., parr. 29-33 della parte II.
 (2) Risoluzione A.722(17), adottata il 6 novembre 1991, sostituita dalla
     Risoluzione A. 747 (18) del 4 novembre 1993.
 (3) Convenzione internazionale del 1973 per la prevenzione
     dell'inquinamento da navi ed il relativo protocollo del 1978.
 (4) Regola 13 dell'allegato I della convenzione MARPOL 73/78.
                                     - 2 -
 ---pagebreak--- Il fatto che l'acqua di zavorra che viene scaricata da una SBT non contiene
alcuna miscela oleosa comporta ovvi benefici a livello ambientale.
6. Poiché parte della capacità di una petroliera conforme alle norme SBT è
riservata in pemanenza a imbarcare acqua di zavorra, una siffatta nave ha
una capacità di carico ridotta. Di conseguenza, a parità di carico pagante,
una SBT deve avere una stazza lorda(5) superiore del 15-20% rispetto ad una
petroliera convenzionale.
7. Il problema nasce dal fatto che i diritti portuali e le altre imposizioni
sono correlate spesso alla stazza lorda della nave. Dato che una SBT ha una
stazza lorda del 15-20% superiore a quella di una petroliera convenzionale,
una SBT è soggetta al pagamento di diritti portuali ed altre tasse che sono
del 15-20% superiori a quelli di una petroliera convenzionale. Ne consegue
che una SBT, pur essendo una nave rispettosa dell'ambiente, è soggetta a
diritti portuali e tasse ingiustificatamente più elevati, che assumono
pertanto un carattere punitivo.
8. Tale discriminazione, operata con l'imposizione di diritti ai sensi degli
attuali sistemi tariffari, rende necessaria un'applicazione unificata della
misurazione degli spazi di zavorra segregata delle petroliere quale base di
riferimento per il calcolo dei diritti portuali e di altre imposizioni, che
induca gli armatori ad investire in petroliere più rispettose dell'ambiente
che potrebbero beneficiare di un piano di incentivi finanziari da fissare in
base ad accordi internazionali.
Al fine di predisporre siffatto programma, sotto forma di norma
complementare alla Convenzione internazionale del 1969 sulla misurazione
della stazza delle navi, l'Assemblea dell'Organizzazione marittima
internazionale (IMO) ha adottato il 14 novembre 1977 la Risoluzione
A.388(X), modificata successivamente dalla Risoluzione A.722(17) del 6
novembre 1991, da ultimo dalla Risoluzione A.747(18) del 4 novembre 1993 che
sostituisce la Risoluzione A.722(17). Tali risoluzioni dell'IMO
costituiscono unicamente delle raccomandazioni. La menzionata risoluzione
invita i governi ad informare le autorità portuali e di pilotaggio
sull'opportunità di dedurre dalla stazza lorda, all'atto della valutazione
delle imposizioni, il tonnellaggio delle cisterne di zavorra segregate,
quale calcolato secondo la formula pubblicata nell'allegato della
risoluzione, e dichiarato nel certificato internazionale di tonnellaggio
 (1969) .
Oltre alla raccomandazione dell'IMO, l'Associazione internazionale dei porti
 (IAPH) ha approvato, nel corso della riunione biennale del 1991, una
risoluzione che appoggia la Risoluzione dell'IMO A.722(17). In seguito, nel
corso della 18a conferenza, tenuta nel 1993, la IAPH ha adottato la
Risoluzione n. 2 nella quale, perseguendo l'obiettivo di uno sviluppo
economico ed operativo sostenibile dei porti, si afferma che dovrebbero
essere presi in considerazione incentivi che "potrebbero comprendere
l'adozione di un piano che privilegi, a livello di tariffe e diritti
portuali, le navi attrezzate e gestite in modo da rispettare l'ambiente".
9. Tuttavia, le autorità statali e gli organismi pubblici e privati di molti
paesi, compresi taluni Stati membri, continuano ad imporre tasse e diritti
alle SBT sulla base dei sistemi tariffari attuali, in disaccordo con le
Risoluzioni IMO A.388(X), A.722(17) ed A.747(18). Gli armatori di SBT
continuano così ad essere penalizzati sul piano finanziario, mentre armatori
ed appaltatori non si sentono incoraggiati ad utilizzare tale tipo di nave
 (5)  Secondo la Convenzione internazionale del 1969 sul calcolo della stazza
      delle navi.
 ---pagebreak--- rispettosa dell'ambiente in quanto fonte di svantaggi commerciali. Gli
effetti finanziari variano da circa il 15 al 20% a seconda dell'età della
nave.
È stato calcolato che il sovrapprezzo pagato da una superpetroliera SBT per
diritti portuali può variare tra 40 000 USD e 240 000 USD per attracco. Ne
risulta che, per talune navi e taluni traffici commerciali, la differenza
annuale in materia di diritti portuali può ammontare, per una SBT, fino ad
1 MIO di USD ove non fosse messa in applicazione la risoluzione dell'IMO.
10. Non è finalità del presente regolamento armonizzare la struttura
impositiva delle autorità che riscuotono diritti presso gli utenti per i
servizi prestati. Né si vuole, con il presente regolamento, rendere
obbligatoria in virtù del diritto comunitario la Convenzione internazionale
del 1969 per il calcolo della stazza delle navi, in quanto tutti gli Stati
membri hanno ratificato ed applicato tale Convenzione.
GIUSTIFICAZIONE DI UN REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
11.   a) Quali sono gli obiettivi dell'azione prevista in relazione agli
      obblighi che incombono alla Comunità?
      Gli obiettivi del presente regolamento sono:
          incoraggiare a progettare, fornire ed utilizzare cisterne di
          zavorra segregata nelle petroliere;
          promuovere l'impiego di navi SBT -petroliere rispettose
          dell'ambiente- nella Comunità, tramite l'applicazione delle vigenti
          raccomandazioni internazionali concernenti la deduzione del
          tonnellaggio delle cisterne di zavorra segregata di talune
          petroliere nell'imposizione dei diritti all'attracco nei porti
          comunitari, al fine di proteggere l'ambiente marittimo.
Il Consiglio straordinario "Ambiente e trasporti", nella riunione del 25
gennaio 1993, ha sollecitato la Comunità e gli Stati membri a stabilire una
applicazione stretta e convergente delle menzionate norme internazionali
nell'intera Comunità. Nell'ambito dell'elenco delle azioni prioritarie
esaminato il 7 e 8 giugno 1993, il Consiglio ha inoltre esortato la Comunità
e gli Stati membri ad "applicare la Risoluzione IMO A.722(17) sulla
misurazione del tonnellaggio degli spazi di zavorra nelle petroliere con
cisterne di zavorra segregata". La comunicazione "Una politica comune sulla
sicurezza dei mari", approvata dalla Commissione il 24 febbraio 1993 ed
adottata dal Consiglio "Trasporti" l'8 giugno 1993, i cui obiettivi sono
pienamente condivisi dalla Commissione, evidenzia la necessità
dell'applicazione obbligatoria della Risoluzione IMO A.722 (17) (ora
sostituita dalla Risoluzione A.747(18) del 4 novembre 1993) che comprende i
principi accettati da tutti gli Stati membri, in tutti i porti della
Comunità, con l'obiettivo di mari più puliti.
Ne deriva che, con l'applicazione di tale raccomandazione approvata a
livello internazionale si creerà, da parte dei porti e di altri organismi
della Comunità, un incentivo finanziario che favorirà gli investimenti in
SBT e l'impiego delle petroliere più rispettose dell'ambiente da parte di
armatori ed operatori del settore.
b) La competenza dell'azione prevista fa capo unicamente alla Comunità o è
condivisa con gli Stati membri?
                                     - 4 -
 ---pagebreak--- La competenza è parimenti suddivisa tra la Comunità e gli Stati membri. Gli
Stati membri sono responsabili per l'elaborazione e l'approvazione della
metodologia di calcolo della stazza delle navi nell'ambito dell'IMO. La
Comunità, da parte sua, ha la responsabilità esclusiva, ai sensi
dell'articolo 84, paragrafo 2 del Trattato, di assicurarne l'applicazione
omogenea da parte degli organismi pubblici e privati. La migliore soluzione
per il mercato consiste nell'applicazione omogenea della raccomandazione
IMO. L'azione comunitaria fissa la base normativa -l'applicazione
obbligatoria di una raccomandazione internazionale- mentre gli organismi
pubblici e privati devono adottare le misure appropriate che garantiscano
l'osservanza di tale norma.
L'azione prevista ha origine dal fatto che le singole autorità portuali
degli Stati membri si sono dimostrate particolarmente restie ad introdurre
individualmente le risoluzioni IMO pertinenti, ed è poco probabile che
intendano farlo in futuro, in quanto i singoli porti, applicando la
risoluzione su base individuale, si troverebbero svantaggiati dal punto di
vista della concorrenza.
L'azione comunitaria è pertanto necessaria per indurre gli Stati membri a
mettere in vigore la Risoluzione IMO in quanto essi non sarebbero in grado
di farlo senza l'appoggio della Comunità, nonostante ne abbiano sottoscritto
i principi ispiratori. Il regolamento prevede un meccanismo che, per
compensare eventuali perdite di introiti, lascia piena facoltà ai porti e ad
altre autorità di imporre sovrattasse ed altre navi.
e) Qual è la dimensione comunitaria del problema?
Undici Stati membri sono interessati in quanto Stati costieri. Il trasporto
via mare di prodotti petroliferi destinati alla Comunità rappresenta circa
il 25% di tale trasporto su scala mondiale. Il trasporto di prodotti
petroliferi in acque comunitarie rappresenta una percentuale ancora maggiore
a causa delle navi in transito. Si tratta di garantire il mantenimento di
una corrente commerciale di enormi dimensioni, che riguarda una fonte
energetica vitale per la Comunità. Tuttavia, non è ammissibile il
superamento di una determinata soglia di rischio per l'ambiente. Di
conseguenza, è necessario adottare misure per garantire che tali carichi
siano trasportati su navi più rispettose dell'ambiente. Laddove le navi
rispondano a tali requisiti -come nel caso delle SBT- non è concepibile che
esse siano penalizzate sul piano economico.
La dimensione comunitaria è inoltre determinata dagli aspetti ambientali
connessi a tale questione. In materia di politica ambientale, il livello al
quale devono essere stabilite le azioni da intraprendere dipende dalla
portata geografica del problema ambientale. Motivi di congruenza geografica
suggeriscono che l'inquinamento a livello comunitario mondiale, come quello
al quale si riferisce il presente regolamento, debba essere affrontato a
livello comunitario se si intendono raggiungere soluzioni efficaci e
commisurate ai costi. Stati membri che agissero isolatamente non potrebbero
risolvere il problema in questione, di portata europea, a livello
plurinazionale, e, comunque, internazionale.
d) Qual è la soluzione più efficiente in considerazione delle risorse della
Comunità e degli Stati membri?
La soluzione più efficiente è raggiungibile a livello comunitario, come
ampiamente descritto nei precedenti paragrafi.
e) Qual è l'effettivo valore aggiunto dell'azione proposta dalla Comunità e
quali sarebbero i costi della mancata azione?
                                    - 5 -
 ---pagebreak--- Il valore aggiunto effettivo del presente regolamento consiste
nell'obbligare senza ambiguità tutti i porti e le altre autorità della
Comunità, senza ingerire nell'ordinamento giuridico degli Stati membri, a
fare ciò che fino ad ora hanno omesso di fare nonostante l'esistenza di una
raccomandazione internazionale, ovvero:
     attuare e far rispettare le disposizioni internazionali in modo
     uniforme a livello di porti nell'intera Comunità ed eliminare quei
     diritti portuali ed altre imposizioni ingiustificabilmente alti e di
     carattere punitivo che gravano sulle SBT;
     collaborare alla prevenzione dell'inquinamento dell'ambiente marino
     attirando verso i porti comunitari le SBT invece delle precedenti
     generazioni di petroliere sprovviste di cisterne di zavorra segregata.
     Si valuta che circa il 60% di tutte le petroliere che operano tra i
     porti del Mediterraneo sia di tipo convenzionale, ovvero non SBT;
     evitare distorsioni della concorrenza tra porti comunitari che
     applicano o meno il piano di incentivi finanziari raccomandato a
     livello internazionale per le petroliere nella determinazione dei
     diritti portuali. Tale punto necessita di alcune precisazioni:
     i)  I porti che non applicano le riduzioni tariffarie hanno maggiori
         introiti derivati dai diritti portuali, a parità di tonnellate di
         petrolio movimentato, rispetto ai porti che applicano dette
         riduzioni;
     ii) I porti che applicano le riduzioni tariffarie devono sottrarre ad
         altri porti più tonnellate di petrolio da movimentare, al fine di
         ottenere gli stessi proventi per tonnellata di petrolio
         movimentata, rispetto ai porti che non applicano il piano di
         riduzione.
     iii) Gli armatori o gli operatori di petroliere che prestano un
           servizio regolare non sono liberi di trasferire le proprie
          operazioni (carico e scarico) da un porto a un altro per fruire
          della riduzione dei diritti portuali dove questa è applicata;
     iv)   Per un armatore o un operatore di una petroliera convenzionale
           risulta più conveniente servirsi di porti dove il piano di
           riduzione non viene applicato in quanto i diritti per tonnellata
           di petrolio trasportato sono minori rispetto ad una SBT di pari
           stazza, nonostante il fatto che la petroliera convenzionale
           rappresenta un rischio per l'ambiente maggiore di quanto non lo
           sia una SBT.
           da quanto precede si deduce che, se i porti non introdurranno
           contemporaneamente il piano di incentivi finanziari approvato a
           livello internazionale, si creeranno distorsioni della concorrenza
           tra porti comunitari. Il presente regolamento mira a che tale
           piano sia adottato contemporaneamente in tutta la Comunità, in
           modo da prevenire tale distorsione di concorrenza tra porti
           comunitari che andrebbe a detrimento dell'ambiente marino, in
           quanto gli armatori e gli operatori delle petroliere rispettose
           dell'ambiente non saranno indotti a operare nelle acque
           comunitarie se il piano di incentivi finanziari vi sarà applicato
           in maniera poco chiara.
           D'altra parte potrebbero, in teoria, verificarsi distorsioni della
           concorrenza anche in quei casi in cui porti comunitari e porti non
                                     - 6 -
 ---pagebreak---      Comunitari servono lo stesso mercato. Tale eventualità è di difficile
     valutazione in mancanza di un giudizio retrospettivo. Ove si
     verificasse, questa situazione verrà esaminata in futuro dopo
     l'adozione del piano finanziario per l'impiego di SBT nella Comunità.
     f)  Di quali forme d'azione dispone la Comunità?
     Per la Comunità, l'azione ottimale consisterebbe nell'adozione da
     parte del Consiglio di un regolamento che imponesse agli organismi
     pubblici e privati nella Comunità la piena applicazione della
     raccomandazione internazionale adottata dall'Assemblea dell'IMO, e ciò
     nel modo più efficace e prammatico. Non si creerebbe alcuna distorsione
     della concorrenza tra porti comunitari attirando le SBT verso la
     Comunità. L'ambiente ne beneficerebbe grazie al probabile aumento
     dell'impiego di SBT per il trasporto di prodotti petroliferi verso la
     Comunità, mentre, indirettamente, le petroliere convenzionali sarebbero
     allontanate.
     g) È necessaria una legislazione omogenea o è sufficiente una direttiva
     che stabilisca gli obiettivi generali demandandone l'esecuzione agli
     Stati membri?
     Al fine di armonizzare i requisiti nazionali in materia e di evitare la
     distorsione della concorrenza tra porti della Comunità, l'applicazione
     uniforme della raccomandazione IMO per mezzo di una direttiva non
     persegue l'obiettivo - promuovere l'impiego delle SBT e proteggere
     l'ambiente marino - meglio di una direttiva quadro o di un regolamento.
     Un regolamento è più consono all'obiettivo. Nel paragrafo 14 si
     forniranno ulteriori chiarimenti in merito.
12. Gli elementi sopra descritti indicano l'urgente necessità di assicurare
l'uniforme applicazione nella Comunità della Risoluzione IMO A.747(18) sulla
misurazione del tonnellaggio delle cisterne di zavorra segregata nelle
petroliere in sede di imposizione dei diritti portuali a dette navi, in modo
da ridurre l'inquinamento dell'ambiente marino. Ciò implica l'adozione di
misure che garantiscano la deduzione, nel calcolo dei diritti portuali
basati sulla stazza della nave, del tonnellaggio delle cisterne utilizzate
esclusivamente per il trasporto di zavorra segregata.
13.L'azione a livello internazionale non ha finora raggiunto tale obiettivo
in quanto, a parte rare eccezioni, la Risoluzione IMO, sebbene approvata,
non è stata attuata. Né una risposta efficace nei confronti della situazione
sopra descritta può essere trovata a livello nazionale. Per contro, la
Comunità può fornire una soluzione tramite l'adozione di misure obbligatorie
destinate a garantire l'applicazione di una Risoluzione IMO ovvero, nel
presente caso, a garantire che le SBT non siano penalizzate ove costrette a
pagare diritti più alti rispetto alle petroliere convenzionali. Tale
approccio evita agli Stati membri i problemi descritti nei paragrafi
precedenti.
14. In conformità del principio di proporzionalità, il regolamento proposto
dalla Commissione stabilisce le seguenti misure a livello comunitario:
i) l'obbligo di seguire un approccio ben definito, accettato su scala
internazionale ed appoggiato da tutti gli Stati membri; ii) la devoluzione
alle autorità portuali ed alle altre autorità interessate del compito di
applicare tali misure; iii) la facoltà per dette autorità di adattare le
tariffe come ritenuto opportuno, sempreché queste rispettino pienamente le
disposizioni del regolamento concernente la misurazione del tonnellaggio per
il calcolo dei diritti portuali dovuti, e non creino discriminazioni nei
                                    - 7 -
 ---pagebreak--- confronti delle SBT; iv) il permesso per le autorità interessate di
riordinare, se lo desiderano, il proprio sistema impositivo in modo da
evitare una riduzione delle proprie entrate.
15. Bisogna tenere presente il fatto che, attualmente, la formula per il
calcolo della stazza delle navi non è unificata. La stazza di una petroliera
può essere stata calcolata in base a norme diverse, siano esse quelle
greche, quelle stabilite dalla convenzione di Oslo del 1947, o quelle della
Convenzione internazionale del 1969 sul calcolo della stazza delle navi
(London 1969 Rules). Molti Stati stanno ridefinendo il tonnellaggio delle
navi autorizzate a battere la loro bandiera in base alle norme stabilite da
quest'ultima Convenzione entro il previsto periodo transitorio. Al fine di
evitare qualsiasi incertezza, la base per il calcolo del tonnellaggio degli
spazi per la zavorra segregata si riferisce unicamente a queste ultime
norme.
16. È compito degli Stati membri vigilare sulla corretta applicazione del
presente regolamento da parte delle autorità portuali, e altre della
Comunità. Una volta assunto il compito, gli Stati membri comunicano
periodicamente alla Commissione in merito all'applicazione del regolamento e
ai suoi effetti.
CONTENUTO DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
17. Il presente regolamento mira a promuovere l'impiego di SBT nella
Comunità ed a rafforzare la protezione dell'ambiente marino rendendo
vincolante la Risoluzione IMO A.747(18) all'interno della Comunità.
18. Il presente regolamento rappresenta inoltre un fondamentale passo avanti
per un maggior rispetto delle norme internazionali vigenti nel settore della
navigazione. I problemi connessi all'applicazione di tali norme
internazionali hanno determinato, in generale, livelli di attuazione
diversi. In particolare, i piani di incentivi finanziari approvati a livello
internazionale, destinati a favorire la costruzione e l'esercizio di
petroliere rispettose dell'ambiente tramite la riduzione dei diritti
portuali e delle altre imposizioni relative alle petroliere progettate
secondo determinate regole, non sono stati sfruttati.
19. Il presente regolamento intende introdurre un'applicazione omogenea
delle appropriate norme internazionali in tale ambito. Tale obiettivo sarà
raggiunto assicurando:
          in primo luogo, che le SBT siano identificate senza ambiguità
         unicamente in base alla definizione di cui alla Convenzione MARPOL
          73/78;
          in secondo luogo, che una nave rispondente a tale definizione venga
          certificata come SBT e che ne venga fatta menzione nel suo
          certificato internazionale per la prevenzione dell'inquinamento da
         olio minerale;
          in terzo luogo, che il tonnellaggio della nave venga calcolato
          secondo le norme della Convenzione internazionale del 1969 sul
         calcolo della stazza delle navi, che il tonnellaggio delle cisterne
         per la zavorra segregata venga calcolato secondo la
         prescrittaformula di cui al paragrafo 4 dell'allegato del presente
                                     - 8 -
 ---pagebreak--- regolamento e che il valore di tale tonnellaggio, unitamente alla
dichiarazione di cui al paragrafo 3 dell'allegato del presente
regolamento, venga indicato, da parte dell'autorità che rilascia il
certificato di stazza, nel certificato internazionale di stazza
(1969) della nave alla voce "Osservazioni";
in quarto luogo che, in sede di riscossione di diritti e tasse,
l'organizzazione che fissa i diritti portuali relativi alle
petroliere deduca, dalla stazza lorda della nave il tonnellaggio
delle cisterne di zavorra segregata delle SBT, come indicato alla
voce "Osservazioni" del certificato internazionale di stazza (1969)
della nave medesima.
                           - 9 -
 ---pagebreak--- CONSIDERAZIONI PARTICOLARI
                                    Articolo 1
Il presente regolamento mira a promuovere l'uso di petroliere più rispettose
dell'ambiente tramite l'applicazione armonizzata della Risoluzione IMO
A.747(18) < 1) .
                                    Articolo 2
Tale articolo stabilisce l'applicabilità del regolamento. Il regolamento si
applica alle petroliere a zavorra segregata quali definite nella Convenzione
MARPOL 7 3 / 7 8 ^ che rispondono ai requisiti della stessa e della
Convenzione internazionale del 1969 sul calcolo della stazza delle navi, e
posseggono un certificato internazionale di stazza (1969) in corso di
validità.
                                    Articolo 3
Tale articolo riguarda le amministrazioni degli Stati membri e altri
organismi abilitati dagli Stati membri a rilasciare certificati
internazionali, per loro conto, a navi autorizzate a battere la loro
bandiera.
Paragrafo 1. Al fine di poter beneficiare delle misure previste dal presente
regolamento, una petroliera deve essere progettata, costruita e gestita
secondo quanto prescritto dalla Convenzione MARPOL 73/78. Per poter
comprovare la conformità a tali norme, la petroliera deve essere certificata
come petroliera a zavorra segregata (SBT), dotata di cisterne di zavorra
segregata.
Paragrafo 2. Ogni petroliera che beneficia di tale piano deve avere a bordo
un certificato internazionale di stazza (1969) valido, comprovante che la
nave è stata misurata secondo le norme della Convenzione internazionale del
1969 sul calcolo della stazza delle navi. Inoltre, per diminuire il carico
di lavoro amministrativo delle autorità pubbliche e private nel calcolo
delle imposizioni da applicare ad una SBT, nel supplemento al Certificato
internazionale per la prevenzione dell'inquinamento da olio minerale deve
esservi una dichiarazione comprovante che le cisterne di zavorra segregata
rispondono ai requisiti della Convenzione MARPOL 73/78. Inoltre, il
tonnellaggio delle cisterne di zavorra segregata della petroliera dovrebbe
essere indicato in una apposita casella del certificato internazionale di
stazza (1969) rilasciato a ciascuna petroliera.
Il tonnellaggio delle cisterne di zavorra segregata deve essere misurato
secondo le disposizioni stabilite dalla Convenzione internazionale del 1969
sul calcolo della stazza delle navi, e sarà fissato in base alle norme ed
alla procedura indicate nell'allegato del presente regolamento, che è una
copia integrale dell'allegato della Risoluzione IMO A.747(18). Tale misura
sarà presa all'unico scopo di armonizzare l'applicazione del piano di
incentivi finanziari nella Comunità, prevista implicitamente nella
Risoluzione IMO, per promuovere l'impiego delle SBT tramite la riduzione
delle imposizioni sulle petroliere più rispettose dell'ambiente. La stazza
 (1) Che sostituisce la risoluzione A.722(17) dell»IMO, adottata il
     6 novembre 1991.
 (2) Convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento da
     navi, 1973, e il relativo protocollo del 1978.
                                       - 1&
 ---pagebreak--- delle navi interessate dal presente regolamento deve essere calcolata
esclusivamente in base alla Convenzione internazionale del 1969 sul calcolo
della stazza delle navi per il motivo che, attualmente, possono essere e
sono in realtà utilizzati, sulla base di norme precedenti l'introduzione di
tale Convenzione, metodi diversi di calcolo della stazza, e che gli Stati di
bandiera sono in procinto di ridefinire la stazza delle navi autorizzate a
battere la loro bandiera nel corso del periodo transitorio concordato a
livello internazionale.
                                 Articolo 4
Tale articolo concerne le autorità pubbliche e private degli Stati membri.
L'articolo prevede che le autorità pubbliche e private diano attuazione al
piano di incentivi finanziari, come implicitamente richiesto nella
Risoluzione IMO, per le sole petroliere rispettose dell'ambiente che siano
identificate in quanto tali sulla base dei rispettivi certificati
internazionali. Ciò avviene quando la nave è pienamente conforme alle
prescrizioni di cui all'articolo 3 e viene utilizzata come SBT. Solo in
questo caso il tonnellaggio delle cisterne di zavorra segregata di una
determinata petroliera deve essere esentato da imposizioni.
                                 Articolo 5
Tale articolo prevede che l'allegato del regolamento può essere modificato
dalla Commissione secondo la procedura "comitatologia" per essere adattato
ad eventuali evoluzioni delle pertinenti convenzioni e risoluzioni
internazionali.
                                 Articolo 6
Tale articolo descrive la procedura da applicare quando la Commissione deve
adottare una decisione in materia.
                                 Articolo 7
Il regolamento si rivolge direttamente agli organismi pubblici e privati e
non ha bisogno di essere recepito nella legislazione nazionale, se non
espressamente richiesto dal sistema giuridico degli Stati membri. Tuttavia,
ciascuno Stato membro deve conformarvisi per controllare l'applicazione del
regolamento ed assistere gli altri Stati membri in tale controllo. Inoltre,
gli Stati membri sono obbligati a mettere in vigore una normativa che
persegua le violazioni del presente regolamento.
                                 Articolo 8
Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1995. Tale data è
stata scelta affinché le autorità degli Stati membri abbiano il tempo
sufficiente per ridefinire i propri sistemi impositivi concernenti i servizi
alla navigazione, in modo da evitare una riduzione delle entrate derivante
dall'attuazione del piano di incentivi finanziari per le petroliere
rispettose dell'ambiente.
                                    -A-
 ---pagebreak---                                                                         SYN 481
                          proposta di regolamento del Consiglio
                                                  sull'applicazione della
         Risoluzione IMO A. 747 (18), concernente la misurazione del
         tonnellaggio degli spazi per la zavorra nelle petroliere a zavorra
         segregata
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare
l'articolo 84, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione^ 1 ',
in cooperazione con il Parlamento europeo( 2 ^ ;
visto il parere del Comitato economico e s o c i a l e ^ ' ,
considerando che continuano a verificarsi casi di inquinamento marino, sia
per cause tecniche che per cause accidentali, ad opera di petroliere, e che
il trasporto di oli minerali con petroliere di tipo convenzionale
costituisce una minaccia permanente per l'ambiente marino;
considerando che, sotto gli auspici dell'Organizzazione marittima
internazionale (IMO) sono state definite norme approvate a livello
internazionale per la progettazione e l'impiego di petroliere rispettose
dell'ambiente;
considerando che talune convenzioni internazionali contengono i requisiti
per la certificazione delle petroliere; che il calcolo del tonnellaggio
delle cisterne per la zavorra segregata delle petroliere è stato
perfezionato dall'IMO;
considerando che tutti gli Stati membri tranne uno hanno ratificato ed
applicato la Convenzione internazionale del 1973 per la prevenzione
dell'inquinamento da navi ed il suo protocollo del 1978 (MARPOL 73/78); che
tutti gli Stati membri hanno ratificato ed applicato la Convenzione
internazionale del 1969 sul calcolo della stazza delle navi;
considerando che, in conformità della raccomandazione dell'Assemblea
dell'IMO del 4 novembre 1993 (4^, si riscontra la volontà di promuovere la
progettazione di petroliere rispettose dell'ambiente e l'impiego di cisterne
di zavorra segregata nelle petroliere;
considerando che il Consiglio ha riconosciuto la necessità di un'azione
intensificata, se del caso a livello comunitario o nazionale, al fine di
garantire una risposta adeguata alle esigenze di sicurezza marittima e di
prevenzione dell'inquinamento del mare; che è auspicabile promuovere
l'impiego di navi cisterna che soddisfano i requisiti della regola 13F
dell'annesso I della convenzione MARPOL 73/78, modificata il 6 marzo 1992,
come pure di petroliere a zavorra segregata;
 (1)
 (2)
 (3)
 (4) Risoluzione A.747(18) che annulla e sostituisce la Risoluzione
     A.722 (17) del 6 novembre 1991.
                                      -  Il-
 ---pagebreak--- considerando che è inopportuno penalizzare gli armatori e gli operatori di
petroliere che, per concezione e per modalità operative rispettano
1 * ambiente;
considerando che l'imposizione di diritti sul volume delle cisterne di
zavorra segregata delle petroliere penalizza, dal punto di vista operativo,
coloro che hanno compiuto un passo importante in direzione di un ambiente
più pulite-
considerando che, per motivi economici, le singole autorità portuali sono
restie a subire lo svantaggio concorrenziale che deriverebbe loro se fossero
le uniche ad applicare la risoluzione IMO;
considerando che la Risoluzione IMO A.722(17) è stata adottata dagli Stati
membri ma da questi non è stata applicata;
considerando che, in materia di politica ambientale, il livello politico al
quale adottare l'azione è in funzione della portata geografica del problema
ambientale; che in tal caso, motivi di congruenza geografica suggeriscono
l'opportunità di combattere l'inquinamento di portata comunitaria o mondiale
a livello comunitario se in tal modo possono essere raggiunte soluzioni più
efficaci e commisurate ai costi; che agendo isolatamente gli Stati membri
non possono risolvere tale problema, che riveste importanza plurinazionale e
internazionale;
considerando che, ai fini della protezione dell'ambiente marino
dall'inquinamento causato da petroliere di concezione convenzionale,
l'ambiente marino, la Comunità, i suoi Stati membri e l'industria traggono
il maggior beneficio da un'applicazione omogenea nella Comunità di norme
approvate a livello internazionale destinate a tutti gli organismi che
impongono diritti sulle petroliere, tra i quali le autorità portuali e le
organizzazioni di pilotaggio della Comunità;
considerando che, conformemente al principio di sussidiarietà, l'accordo
raggiunto in seno ali'IMO sul calcolo del tonnellaggio degli spazi per la
zavorra nelle petroliere a zavorra segregata, stabilito nella Risoluzione
IMO A.747(18) adottata il 4 novembre 1993, è stato concluso in presenza
degli Stati membri;
considerando che, stante l'opportunità di natura geografica di adottare
disposizioni per la Comunità nel suo complesso, in modo da evitare qualsiasi
distorsione della concorrenza in materia di trasporti marittimi nella
Comunità e da pervenire a soluzioni efficaci e commisurate ai costi,
l'adozione di un regolamento si dimostra il mezzo più efficace per un'azione
concertata che, salvaguardando il principio di sussidiarietà, comporti
l'applicazione nella Comunità delle norme adottate;
considerando che lo Stato di bandiera o qualsiasi altro organismo abilitato
al rilascio del certificato internazionale per la prevenzione
dell'inquinamento da olio minerale e del certificato internazionale di
stazza (1969), come pure gli armatori e gli organismi preposti
all'imposizione dei diritti, devono agire di concerto al fine di aumentare
la protezione dell'ambiente marino deducendo dal calcolo per la
determinazione dei diritti dovuti il tonnellaggio degli spazi di zavorra
segregata delle petroliere, in conformità della pertinente raccomandazione
dell'Assemblea dell'IMO, e attenendosi ai principi fissati nell'allegato del
presente regolamento;
                                    73
 ---pagebreak--- considerando che l'impiego di petroliere rispettose dell'ambiente giova sia
agli Stati costieri che all'industria che è favorita dal presente
regolamento;
considerando che non rientra nelle finalità del presente regolamento
l'unificazione delle disposizioni legislative e regolamentari degli Stati
membri basate sulle menzionate Convenzioni, né l'armonizzazione dei diritti
da imporre agli utenti dei porti e dei servizi portuali;
considerando che gli organismi che applicano il programma raccomandato
dall'IMO non devono essere penalizzati sul piano finanziario rispetto a
quelli che non lo applicano,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                      Articolo 1
Il presente regolamento mira a fare applicare nella Comunità la Risoluzione
A. 747 (18) ( 5 ), allegata al presente regolamento, dell'Organizzazione
marittima internazionale (IMO), adottata il 4 novembre 1993, al fine di
promuovere l'impiego di petroliere dotate di cisterne di zavorra segregata.
                                      Articolo 2
Il presente regolamento si applica alle petroliere dotate di apposite
cisterne di zavorra segregata, quali definite nella regola 1, paragrafo 17
dell'annesso I della Convenzione MARPOL 73/78 (6) che siano progettate,
costruite, attrezzate ed utilizzate in quanto petroliere a zavorra
segregata, che rispondano ai requisiti della Convenzione internazionale del
1969 per il calcolo della stazza delle navi, e che detengano il certificato
internazionale di stazza, (1969) ;-
                                      Articolo 3
1.    Ai fini del presente regolamento, una petroliera, vale a dire una nave
      cisterna progettata, costruita, attrezzata ed utilizzata in conformità
      di tutte le disposizioni pertinenti della Convenzione MARPOL 73/78,
      deve essere certificata dalle autorità dello Stato di bandiera o da
      altri organismi a tal fine abilitati come petroliera dotata di cisterne
      di zavorra segregata. Tale conformità deve essere chiaramente
      menzionata dall'autorità succitata nel paragrafo appropriato del
      supplemento al certificato internazionale di prevenzione
      dell'inquinamento da olio minerale.
2.    Ai fini del presente regolamento, l'organismo competente che rilascia
      il certificato internazionale di stazza (1969) ad una nave cisterna a
      zavorra segregata, misurata in base alle norme della Convenzione
      internazionale del 1969 per il calcolo della stazza delle navi,
      inserisce, al titolo "Osservazioni", una dichiarazione conforme alle
      disposizioni del paragrafo 3 dell'allegato del presente regolamento,
      precisando il tonnellaggio delle cisterne di zavorra segregata della
      nave, calcolato in conformità del metodo e della procedura stabiliti
      nel paragrafo 4 dell'allegato del presente regolamento.
 (5)  Che annulla e sostituisce la Risoluzione A.722 dell'IMO, adottata il
      6 novembre 1991.
 (6)  Convenzione internazionale del 1973 per la prevenzione
      dell'inquinamento da navi ed il suo protocollo del 1978.
 ---pagebreak---                                   Articolo 4
In sede di fissazione delle tariffe per le petroliere, gli organismi
pubblici o privati escludono dal calcolo il tonnellaggio delle cisterne di
zavorra segregata delle petroliere che rispondono ai requisiti previsti
nell'articolo 3, quale precisato al titolo "Osservazioni" del certificato
internazionale di stazza (1969).
                                  Articolo 5
La Commissione può, conformemente alla procedura stabilita nell'articolo 6,
modificare l'allegato del presente regolamento al fine di tener conto di
eventuali modifiche della Risoluzione IMO A.747(18) e delle pertinenti
convenzioni internazionali, nonché di nuove convenzioni internazionali.
                                  Articolo 6
1.   La Commissione è assistita da un comitato a carattere consultivo
     composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal
     rappresentante della Commissione. Tale comitato si riunisce, su invito
     della Commissione, una volta all'anno e ogni qualvolta sia necessario
     ai fini dell'applicazione del presente regolamento.
2.   Il comitato stabilisce il proprio regolamento interno.
3.   Alla materia contemplata dall'articolo 5 si applica la procedura
     seguente:
      (a) il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un
          progetto delle misure da adottare. Il comitato, entro un termine
          che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della
          questione, formula il suo parere sul progetto, eventualmente
          procedendo a votazione;
      (b) il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha
          il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale;
      (e) la Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato
          dal comitato. Essa informa il comitato del modo in cui ha tenuto
          conto del suo parere.
                                  Articolo 7
1.   Gli Stati membri adottano al più presto, e comunque entro il 1° gennaio
     1995, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
     necessarie all'applicazione del presente regolamento.
     Tali misure devono comprendere le modalità di organizzazione e di
     controllo e le sanzioni da applicarsi in caso di violazione delle
     norme.
2.   Gli Stati membri si prestano reciproca assistenza nell'applicazione del
     presente regolamento e nel controllo del suo rispetto.
3.   Nell'ambito di tale reciproca assistenza, le amministrazioni degli
     Stati membri si scambiano vicendevolmente a scadenze annuali, e
     comunicano alla Commissione, tutte le informazioni disponibili
     concernenti :
                                      /<
 ---pagebreak---          eventuali infrazioni del presente regolamento commesse da autorità
         portuali e altri organismi;
         le sanzioni inflitte per tali infrazioni.
4.   Quando gli Stati membri adottano le disposizioni di cui al paragrafo l,
     queste contengono un riferimento al presente regolamento o sono
     corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione
     ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati
     membri.
5.   Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione il testo di
     tutte le disposizioni di diritto interno che essi adottano nel settore
     disciplinato dal presente regolamento. La Commissione ne informa gli
     altri Stati membri.
                                 Articolo 8
La Commissione esamina a scadenze annuali l'applicazione del presente
regolamento, in base alle comunicazioni che gli Stati membri le trasmettono
in conformità delle disposizioni dell'articolo 7.
                                 Articolo 9
Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 1995.
                                 Articolo 10
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                  Per il Consiglio
                                                  Il Presidente
                                     -\é-
 ---pagebreak---                                  ALLEGATO * L >
Al fine di adottare una base unificata per il calcolo del tonnellaggio delle
cisterne di zavorra segregata delle petroliere, le amministrazioni, gli
organismi preposti al rilascio dei certificati internazionali e le persone
incaricate dell'imposizione dei diritti sulle petroliere, sono tenute ad
accettare i seguenti principi:
1.   La nave è certificata quale petroliera a zavorra segregata, come
     menzionato nel paragrafo 5 del supplemento al certificato
     internazionale di prevenzione dell'inquinamento da olio minerale, e
     l'ubicazione delle cisterne di zavorra segregata è indicata al
     paragrafo 5.2 di detto supplemento.
2.   Le cisterne di zavorra segregata sono cisterne utilizzate
     esclusivamente per il trasporto di acqua di zavorra segregata, come
     stabilito nella regola 1, paragrafo 17 dell'annesso I della Convenzione
     MARPOL 73/78. Le cisterne di zavorra segregata sono dotate di un
     sistema di pompaggio e di tubolature, separato dagli altri impianti
     della nave, da utilizzare unicamente per imbarcare e scaricare in mare
     acqua di zavorra. È vietato qualsiasi collegamento delle tubolature
     delle cisterne di zavorra segregata con l'impianto di acqua dolce. Le
     cisterne di zavorra segregata non possono essere utilizzate per il
     trasporto di carichi o il deposito di provvigioni di bordo o di altri
     materiali.
3.   Nel Certificato internazionale di stazza (1969), alla voce
     "Osservazioni" deve essere apposta la seguente menzione concernente il
     tonnellaggio delle cisterne di zavorra segregata:
     "Le cisterne di zavorra segregata sono conformi alla regola 13
     dell'annesso I della Convenzione internazionale del 1973 per la
     prevenzione dell'inquinamento da navi, modificata dal suo protocollo
     del 1978, ed il tonnellaggio totale di tali cisterne, utilizzate
     esclusivamente per il trasporto di acqua di zavorra segregata, è
     di..." .
     "La stazza lorda ridotta da utilizzare per il calcolo dei diritti
     basati sul tonnellaggio è di        ".
 (1) Il presente allegato è una copia integrale dell'allegato della
     Risoluzione A.747(18), dell'Organizzazione marittima internazionale,
     adottata il 4 novembre 1993.
                                    "f
 ---pagebreak--- 4. Il tonnellaggio delle cisterne di zavorra segregata sopra menzionate
   deve essere calcolato in base alla seguente formula:
       Kl X Vb
   dove:
       Kl= 0,2 + 0,02 loglO V (oppure come indicato nell'appendice 2 della
       Convenzione internazionale del 1969 per il calcolo della stazza
       delle navi);
       V= il volume totale di tutti gli spazi chiusi della nave espresso
       in metri cubi ai sensi della regola 3 della Convenzione
       internazionale del 1969 per il calcolo della stazza delle navi;
       Vb= il volume totale delle cisterne di zavorra segregata espresso
       in metri cubi ai sensi della regola 6 della Convenzione
       internazionale del 1969 per il calcolo della stazza delle navi.
                                   I?
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                              COM(93) 468 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                         i4 07
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-680-IT-C
                                                             ISBN 92-77-62484-1
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                              n