CELEX: 51999PC0041
Language: it
Date: 1999-02-03
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo a misure volte a promuovere la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste tropicali e delle altre foreste dei paesi in via di sviluppo

Avis juridique important

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51999PC0041

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo a misure volte a promuovere la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste tropicali e delle altre foreste dei paesi in via di sviluppo  /* COM/99/0041 def. - SYN 99/0015 */  

Gazzetta ufficiale n. C 087 del 29/03/1999 pag. 0097

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo a misure volte a promuovere la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste tropicali e delle altre foreste dei paesi in via di sviluppo (1999/C 87/03) COM(1999) 41 def. - 99/0015 (SYN)(presentata dalla Commissione il 3 febbraio 1999)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 130 S e 130 W,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 C del trattato,(1) considerando che le foreste hanno molteplici funzioni e valori per l'umanità e possono contribuire alla realizzazione di diversi obiettivi della Comunità in materia di sviluppo e ambiente quali la riduzione della povertà, lo sviluppo economico e sociale sostenibile e la tutela dell'ambiente;(2) considerando che, in numerose risoluzioni, il Parlamento europeo ha espresso la propria preoccupazione per la distruzione delle foreste tropicali e per le conseguenze sulle popolazioni della foresta;(3) considerando che, in risposta all'invito formulato dal Parlamento europeo nella sua risoluzione sulla strategia forestale dell'Unione europea (1), la Commissione ha adottato, in data ..., la comunicazione [...] che stabilisce una strategia per interventi comunitari intesi a promuovere la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste nei paesi in via di sviluppo;(4) considerando che gli obiettivi di tale strategia si devono perseguire nel contesto dell'obiettivo comunitario più generale di promuovere la conservazione e l'utilizzazione sostenibile delle foreste, qualunque sia la zona geografica o climatica in cui sono situate;(5) considerando che la Comunità e i suoi Stati membri sono firmatari della dichiarazione di Rio e del piano d'azione Agenda 21 e aderiscono alla risoluzione dell'AGNU «programma per l'ulteriore attuazione di Agenda 21»;(6) considerando che la Comunità e i suoi Stati membri sono parti dell'Organizzazione Mondiale del Commercio e di accordi ambientali multilaterali, in particolare la convenzione sulla diversità biologica, la convenzione quadro sui cambiamenti climatici e la convenzione contro la desertificazione; che pertanto essi si sono impegnati a tener conto delle responsabilità comuni ma differenziate delle parti industrializzate e di quelle in via di sviluppo nei settori in questione;(7) considerando che nella sua sessione speciale del 1997 l'assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato le proposte di azione formulate nel quadro del Gruppo intergovernativo sulle foreste e che la Comunità e i suoi Stati membri appoggiano pienamente l'attuazione di tali proposte;(8) considerando che il regolamento (CE) n. 3062/95 del Consiglio, del 20 dicembre 1995, relativo a delle azioni nel campo delle foreste tropicali (2) ha fissato il quadro dell'assistenza comunitaria in materia; che il regolamento (CE) n. 3062/95 è applicabile fino al 31 dicembre 1999 e che l'esperienza acquisita durante l'attuazione del regolamento (CE) n. 3062/95 dovrebbe riflettersi nel presente regolamento;(9) considerando che il 30 novembre 1998 il Consiglio, nella sua comunicazione sul sostegno alle popolazioni indigene nella cooperazione allo sviluppo della Comunità e dei suoi Stati membri, ha riconosciuto il ruolo svolto dalle popolazioni della foresta nella gestione dell'ambiente, in particolare per quanto riguarda la conservazione e l'utilizzazione sostenibile delle foreste nei paesi in via di sviluppo;(10) considerando che gli strumenti finanziari di cui dispone attualmente la Comunità a sostegno della conservazione e dello sviluppo sostenibile delle foreste potrebbero essere utilmente integrati;(11) considerando che è opportuno adottare disposizioni per finanziare le azioni indicate nel presente regolamento;(12) considerando che devono essere definite norme di esecuzione, in particolare riguardo al tipo di azione, ai beneficiari dell'aiuto e alle procedure di decisione,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1La Comunità fornisce assistenza finanziaria e consulenza tecnica per promuovere la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste tropicali e delle altre foreste dei paesi in via di sviluppo in funzione delle esigenze di carattere economico, sociale e ambientale sussistenti nei confronti delle foreste a livello locale, nazionale e globale.L'assistenza finanziaria e la consulenza tecnica in oggetto integrano e rafforzano l'assistenza fornita mediante altri strumenti della cooperazione allo sviluppo.Articolo 2Ai fini del presente regolamento si intendono:1) per «foreste tropicali e altre foreste dei paesi in via di sviluppo», gli ecosistemi forestali naturali e seminaturali, primari o secondari, le formazioni forestali chiuse o aperte, tanto in climi secchi quanto in climi umidi. Le zone in questione sono quelle situate nei territori dei paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, dei paesi mediterranei e di quelli dell'America latina e dell'Asia;2) per «conservazione», tutte le azioni volte a salvaguardare e a risanare le foreste, in particolare le azioni intese a proteggere o a ripristinare la diversità biologica e le funzioni ecologiche dell'ecosistema forestale, garentendone allo stesso tempo, nei limiti del possibile, l'attuale e futuro valore utiliario per l'umanità e in particolare per le popolazioni indigene;3) per «gestione sostenibile delle foreste», la gestione e l'utilizzazione delle foreste e dei terreni boscosi, in un modo e a un'intensità tali da mantenerne la diversità biologica, la produttività, la capacità di rigenerazione, la vitalità e la capacità di assolvere, attualmente e in futuro, le relative funzioni ecologiche, economiche e sociali, a livello locale, nazionale e mondiale, senza causare pregiudizio ad altri ecosistemi;4) per «sviluppo sostenibile», il miglioramento delle condizioni di vita e del benessere delle popolazioni interessate, entro i limiti della capacità degli ecosistemi, attraverso la salvaguardia del patrimonio naturale e della sua diversità biologica a vantaggio delle generazioni presenti e future;5) per «popolazioni della foresta», i popoli indigeni che abitano la foresta o la considerano la loro dimora e qualsiasi popolazione che viva all'interno o nelle vicinanze della foresta e sia, per tradizione, direttamente e in larga misura dipendente da essa.Articolo 3Le attività da svolgere nel quadro del presente regolamento mirano a:- accrescere l'importanza attribuita alle foreste nelle politiche nazionali e integrare le politiche forestali nella pianificazione dello sviluppo;- promuovere la produzione e l'uso di legname e prodotti forestali non legnosi ottenuti da risorse gestite in modo sostenibile;- contribuire all'adeguata valutazione delle risorse e dei servizi forestali.Articolo 41. Nel fornire assistenza finanziaria e consulenza tecnica per il conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 3 la Comunità rivolgerà particolare attenzione alla promozione delle seguenti attività:a) elaborazione di adeguate strategie forestali nazionali e internazionali basate su una valutazione realistica del patrimonio forestale, che comprendano la pianificazione dell'uso della terra, il commercio equo dei prodotti forestali ottenuti in modo sostenibile, misure giuridiche e fiscali, sviluppo istituzionale e sostegno al settore privato, e tengano conto di altre politiche settoriali che hanno un impatto sulle foreste, nonché degli interessi e dei diritti consuetudinari delle popolazioni indigene;b) conservazione delle foreste riconosciute di alto valore ecologico e recupero delle aree forestali degradate considerate importanti per i loro effetti locali e globali, quali la protezione dei bacini idrografici, la prevenzione dell'erosione del suolo, le variazioni climatiche e la preservazione della diversità biologica;c) gestione e utilizzazione sostenibile delle foreste in funzione di vantaggi economici, sociali e ambientali; in particolare, certificazione forestale, sfruttamento ecologico delle risorse forestali legnose e non legnose e rigenerazione naturale e assistita delle foreste;d) efficienza economica della gestione sostenibile delle foreste mediante l'utilizzazione più efficace di prodotti forestali e miglioramenti tecnici delle attività a valle del settore forestale, quali lavorazione e commercializzazione su piccola e media scala del legname e dei prodotti forestali non legnosi, l'utilizzazione sostenibile del legname come risorsa energetica e lo sviluppo di alternative alle pratiche agricole basate sul disboscamento;e) creazione e gestione di competenza e informazioni in materia di servizi e prodotti forestali, al fine di fornire una solida base scientifica per la realizzazione delle priorità di cui alle lettere da a) a d).2. Le priorità sono determinate secondo:- le necessità di ciascun paese espresse nelle politiche ambientali e di sviluppo nazionali e regionali attinenti alle foreste, tenendo conto dei piani forestali nazionali;- gli obiettivi della cooperazione comunitaria stabiliti in documenti strategici nazionali concordati con i singoli paesi.3. Si rivolge particolare attenzione agli aspetti seguenti:- sviluppo dell'iniziativa privata nella lavorazione e nel sistema di commercializzazione dei prodotti forestali, nel contesto di politiche concordate per lo sviluppo del settore privato e in funzione dei sistemi sociali esistenti e delle attività economiche di comunità;- promozione della partecipazione diretta delle organizzazioni pubbliche e private dei paesi in via di sviluppo, predisposizione di interventi di proporzioni adeguate e adattamento delle procedure amministrative ad un livello gestibile localmente;- partecipazione delle popolazioni della foresta alle azioni attuate nel quadro del presente regolamento;- sostenibilità di qualisiasi attività proposta, sociale, economica e ambientale.4. Le azioni svolte nel quadro del presente regolamento sono precedute da una valutazione del loro impatto ambientale e sociale, nonché da uno studio di fattibilità finanziaria ed economica. Esse sono altresì oggetto di una presentazione preliminare alle popolazioni della foresta e sono subordinate al loro sostegno.Le azioni svolte saranno valutate con specifici indicatori quantitativi e qualitativi fissati nelle condizioni di riferimento.5. Le azioni svolte nel quadro del presente regolamento sono coordinate, eventualmente a titolo di azioni di sostegno, con le azioni e i programmi nazionali e internazionali inerenti alla conservazione e alla gestione sostenibile delle foreste tropicali, in particolare con le proposte di azione formulate nel contesto dei lavori del gruppo intergovernativo sulle foreste e del Forum intergovernativo sulle foreste.6. Se opportuno, le azioni sono svolte nell'ambito di organizzazioni regionali e di programmi internazionali di cooperazione e rientrano in una politica globale di conservazione e gestione sostenibile delle foreste.7. Le azioni svolte nel quadro del presente regolamento si concentrano su progetti pilota in loco, programmi innovativi, studi e ricerche, i cui risultati consentiranno alla CE di elaborare, adeguare e attuare le sue politiche di cooperazione nel settore forestale.Articolo 5I beneficiari dell'aiuto e i partner della cooperazione comprendono non soltanto Stati e regioni ma anche organizzazioni internazionali, servizi decentrati, organizzazioni regionali, enti pubblici, comunità tradizionali e locali, industrie e operatori privati, incluse cooperative, ONG e associazioni che rappresentano le popolazioni locali.Articolo 61. Il finanziamento comunitario può coprire studi, assistenza tecnica, istruzione, formazione o altri servizi, forniture o lavori, fondi per piccole sovvenzioni, stime, audit e missioni di valutazione e controllo. Può coprire l'assistenza tecnica e amministrativa ai costi, a beneficio della Commissione e del beneficiario, legati a operazioni diverse dal compito permanente della pubblica amministrazione, connessi all'identificazione, preparazione, gestione, monitoraggio, audit e controllo di programmi oppure progetti.Esso può coprire sia spese d'investimento, legate a programmi o progetti specifici, ad esclusione dell'acquisto di beni immobili, che spese correnti (ossia spese di amministrazione, manutenzione e funzionamento).Tuttavia, dette spese possono di norma essere coperte solo per la fase di avvio delle azioni, ad eccezione dei programmi di formazione, istruzione e ricerca, e tale copertura decresce gradualmente.2. Per ciascuna azione di cooperazione è richiesto un contributo dei partner di cui all'articolo 5. Tale contributo sarà richiesto entro i limiti delle possibilità dei partner interessati ed in funzione delle caratteristiche di ciascuna azione.3. Potranno essere ricercate possibilità di cofinanziamento con altri donatori, in particolare gli Stati membri e le organizzazioni internazionali interessate. A tal proposito, si dovrà cercare di realizzare un coordinamento con le misure prese da altri donatori.4. Sono prese le misure necessarie per contraddistinguere il carattere comunitario degli aiuti forniti nell'ambito del presente regolamento.5. Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità previsti dal trattato e allo scopo di garantire la massima efficacia di queste azioni nel loro insieme, la Commissione può prendere tutte le misure necessarie per il coordinamento, in particolare:a) la creazione di un sistema per lo scambio e l'analisi costante d'informazioni sulle azioni già finanziate e quelle per cui è previsto il finanziamento da parte della Comunità e degli Stati membri;b) il coordinamento nel paese di attuazione delle azioni, nell'ambito di incontri periodici e scambi d'informazione tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati membri nel paese beneficario, e i rappresentanti degli Stati beneficiari.6. Per ottenere il maggiore impatto possibile a livello mondiale e nazionale, la Commissione, in consultazione con gli Stati membri, prende tutte le iniziative necessarie per assicurare un buon coordinamento ed una stretta collaborazione sia con i paesi beneficiari sia con i finanziatori e gli altri organismi internazionali interessati, in particolare con quelli del sistema delle Nazioni Unite.Articolo 7Il sostegno finanziario concesso nel quadro del presente regolamento è fornito sotto forma di aiuti non rimborsabili.Articolo 81. Alla Commissione spetta istruire, decidere e amministrare le azioni contemplate dal presente regolamento secondo le procedure di bilancio e le altre procedure vigenti, in particolare quelle definite nel regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.2. Le decisioni relative ad aiuti superiori a 2 milioni di EUR per singole azioni finanziate nel quadro del presente regolamento sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 9.3. La Commissione è autorizzata ad approvare, senza chiedere il parere del comitato di cui all'articolo 9, tutti gli impegni supplementari necessari per coprire superi previsti o effettivi connessi alle azioni, purché lo sconfinamento o il fabbisogno addizionale sia inferiore o pari al 20 % dell'impegno iniziale fissato dalla decisione di finanziamento.4. Ogni accordo di finanziamento o contratto concluso nel quadro del presente regolamento prevede che la Commissione e la Corte dei conti effettuino verifiche in loco secondo le consuete procedure stabilite dalla Commissione sulla base delle norme vigenti, in particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.5. Quando le azioni sono oggetto di accordi di finanziamento tra la Comunità e il paese beneficiario, gli accordi stabiliscono che il pagamento di imposte, tasse e ogni altro onere non è a carico della Comunità.6. La partecipazione alle gare d'appalto e all'aggiudicazione dei contratti è aperta, a parità di condizioni, a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e del paese beneficiario. Può essere estesa ad altri paesi in via di sviluppo e, in casi eccezionali opportunamente giustificati, ad altri paesi terzi.7. Le forniture devono essere originarie degli Stati membri, del paese beneficiario o di altri paesi in via di sviluppo. In casi eccezionali in cui le circostanze lo giustifichino le forniture possono essere originarie di altri paesi.8. Sarà attribuita particolare attenzione agli aspetti seguenti:- ricerca della reddività dei costi e di un impatto sostenibile nell'impostazione dei progetti;- chiara definizione e monitoraggio degli obiettivi e degli indicatori di esecuzione per tutti i progetti.Articolo 91. La Commissione è assistita dal comitato determinato su base geografica competente per lo sviluppo.2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a votazione.Il parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a verbale.La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui ha tenuto conto del suo parere.Articolo 10Una volta all'anno ha luogo uno scambio di opinioni sulla base di una presentazione da parte del rappresentante della Commissione degli orientamenti generali per le azioni da attuare nell'anno successivo, nel quadro di una riunione congiunta dei comitati di cui all'articolo 9.Articolo 111. Dopo ogni esercizio finanziario la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale contenente il riepilogo delle azioni finanziate nel corso dell'anno e una valutazione dell'attuazione del presente regolamento in tale periodo.Il riepilogo fornisce in particolare informazioni relative al tipo e al numero di progetti finanziati e ai soggetti con i quali sono stati conclusi contratti. Inoltre la relazione indica il numero delle eventuali valutazioni esterne effettuate in relazione ad attività specifiche.2. La Commissione effettua una regolare valutazione delle azioni finanziate dalla Comunità al fine di stabilire se gli obiettivi da esse perseguiti siano stati realizzati e fornire orientamenti per migliorare l'efficacia delle azioni future. Essa presenta al comitato di cui all'articolo 9 una sintesi delle valutazioni effettuate, che, se del caso, possono essere esaminate dal comitato. Le relazioni di valutazione sono a disposizione di ogni Stato membro che ne faccia richiesta.3. Entro un mese e non oltre a decorrere dalla sua decisione, la Commissione informa gli Stati membri delle azioni e dei progetti approvati, indicandone costo e tipo, paese beneficiario e partner.4. Sarà pubblicata una guida per il finanziamento che specificherà gli orientamenti e i criteri applicabili alla selezione dei progetti e sarà trasmessa alle parti interessate dai servizi della Commissione, comprese le delegazioni della Commissione nei paesi beneficiari.Articolo 121. Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.2. Quattro anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento la Commissione trasmette al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione generale delle azioni finanziate dalla Comunità sulla base delle disposizioni in esso contenute, accompagnata da indicazioni riguardo al futuro dello stesso.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.(1) GU C 55 del 24.2.1997, pag. 22.(2) GU L 327 del 30.12.1995, pag. 9.