CELEX: 52004PC0699
Language: it
Date: 2004-10-20
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate

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52004PC0699

Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate  /* COM/2004/0699 def. - CNS 2004/0242 */  

	Bruxelles, 20.10.2004COM(2004) 699 definitivo2004/0242 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrelativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. ContestoIl regolamento (CE) n. 2501/2001 del Consiglio, del 10 dicembre 2001[1], relativo all'applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate giungerà a scadenza il 31 dicembre 2005. Nel luglio 2004, la Commissione ha adottato orientamenti riguardo al ruolo dell'SPG per il decennio 2006-2015[2]. La presente relazione illustra il contesto e le disposizioni del progetto di proposta relativo al regolamento di applicazione.I precedenti orientamenti per il decennio 1994-2005[3], pubblicati nel 2004, e i relativi regolamenti di applicazione hanno introdotto un gran numero di cambiamenti importanti tra cui la modulazione dei dazi a seconda della sensibilità del prodotto, la graduazione e i regimi speciali di incentivazione. Nel 2001 è stato instaurato un regime speciale, di durata illimitata, per i paesi meno sviluppati. Col tempo si è constatato che alcuni dispositivi funzionano bene e devono essere mantenuti, mentre altri devono essere adattati in funzione dell’esperienza acquisita.Dal 1971 la Comunità europea concede preferenze commerciali a paesi in via di sviluppo nel quadro dell’SPG. La politica commerciale svolge un ruolo fondamentale nelle relazioni dell’UE con il resto del mondo. Lo schema SPG deve essere coerente con questa politica, di cui fa parte, e contribuire al conseguimento degli obiettivi della politica di sviluppo, il che presuppone anche una compatibilità con l'agenda Sviluppo di Doha. Una delle priorità fondamentali consiste nell’aiutare i paesi in via di sviluppo a beneficiare della globalizzazione, collegando in particolare il commercio e lo sviluppo sostenibile.2. Consultazione delle parti interessateNumerosi gruppi d’interesse hanno formulato osservazioni e raccomandazioni sul futuro dell’SPG. Il Consiglio ha esposto le sue conclusioni sulla comunicazione contenente gli orientamenti decennali, sulla quale si sono pronunciati anche il Parlamento europeo e il Comitato economico e sociale europeo. Nel luglio 2004 si è svolto un dialogo con la società civile, durante il quale i sindacati e diverse associazioni professionali hanno espresso il proprio parere. I paesi beneficiari dell’SPG hanno difeso energicamente le loro posizioni. Vista la natura specialistica delle statistiche necessarie, le valutazioni dell’impatto sono state eseguite a livello interno.3. Incidenza sul bilancioSebbene il regolamento non comporti spese per il bilancio CE, la sua applicazione provoca una perdita di entrate doganali la cui entità annuale è stimata in 2,2 miliardi di euro. Il regolamento proposto contiene alcuni cambiamenti rispetto a quello attuale, che riguardano il meccanismo di graduazione, un nuovo regime speciale per lo sviluppo sostenibile (che riunisce tre regimi precedenti) e i prodotti contemplati. Questi cambiamenti non dovrebbero dar luogo ad una perdita considerevole di entrate rispetto alla situazione attuale.4. Spiegazione delle disposizioniPer motivi di semplificazione, il numero di regimi è stato ridotto da cinque a tre. Un regime di incentivazione unico ha sostituito, tra l'altro, i tre regimi speciali per la tutela dei diritti dei lavoratori, la tutela dell'ambiente e la lotta contro la produzione e il traffico di droga. Lo schema proposto comporta pertanto un regime generale, un regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo e un regime speciale per i paesi meno sviluppati (“EBA – Tutto fuorché le armi”).In un’ottica di ulteriore semplificazione, col tempo si elimineranno dall’elenco dei beneficiari i paesi che godono di un accesso preferenziale al mercato comunitario in virtù di un accordo, che di norma è un accordo di libero scambio (ALS). La Comunità farà in modo che nessun paese sia leso da questa trasformazione, in quanto i vantaggi relativi a un determinato prodotto che prima beneficiava del trattamento SPG verranno inglobati nell’ALS.Come nello schema attuale, le preferenze continueranno ad essere differenziate a seconda della sensibilità dei prodotti. Il regolamento mantiene l'attuale tasso forfettario di riduzione del 3,5% per i prodotti sensibili e un tasso del 100% per i prodotti non sensibili, ma amplia il campo di applicazione dello schema introducendo nuovi prodotti nel regime generale e instaurando un generoso regime speciale di incentivazione. Mentre il regime EBA mantiene la sua copertura globale, gli altri due regimi inglobano nuovi prodotti, per lo più dell'agricoltura e della pesca.L’attuale regolamento SPG comprende due regimi speciali di incentivazione per la tutela dell'ambiente e dei diritti dei lavoratori, che potrebbero essere inglobati in uno schema più vasto onde riflettere la natura integrale del concetto di sviluppo sostenibile.È ormai ampiamente dimostrato che lo sviluppo sostenibile comporta tutta una serie di aspetti quali il rispetto dei diritti fondamentali dell'uomo e del lavoro, il buon governo e la tutela dell'ambiente. La correlazione esistente tra questi elementi è stata sottolineata, in particolare, da tutta una serie di convenzioni e di strumenti internazionali come la dichiarazione delle Nazioni Unite sul diritto allo sviluppo (1986), la dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo (1992), la dichiarazione e il programma d’azione di Vienna (1993), l'agenda per lo sviluppo delle Nazioni Unite (1997), la dichiarazione dell'OIL riguardante i principi e i diritti fondamentali del lavoro (1998), la dichiarazione delle Nazioni Unite per il millennio (2000) e la dichiarazione di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile (2002). La lotta contro la droga, inoltre, è una responsabilità comune a tutti i paesi.Un modo per promuovere lo sviluppo sostenibile consiste nel migliorare la situazione economica dei paesi in via di sviluppo, in particolare quelli meno integrati nel sistema commerciale internazionale e con economie poco diversificate. I paesi in via di sviluppo, che sono particolarmente vulnerabili e per i quali la ratifica e l’effettiva applicazione delle convenzioni di base sui diritti dell’uomo e del lavoro, sulla tutela dell’ambiente e sul buon governo comporta particolari oneri e responsabilità, dovrebbero quindi beneficiare di preferenze tariffarie supplementari nell'ambito dell’SPG. Diversa è la posizione dei paesi ad alto reddito e di quelli con un livello relativamente elevato di diversificazione e di integrazione commerciale, che dispongono in linea di massima di risorse sufficienti per attuare politiche di sviluppo sostenibile senza bisogno di ulteriore assistenza. Il regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo è pertanto destinato ai paesi in via di sviluppo più bisognosi.Le preferenze supplementari vengono concesse immediatamente ai paesi in via di sviluppo che hanno ratificato e posto effettivamente in applicazione le 16 convenzioni di base sui diritti dell’uomo e del lavoro nonché 7 delle convenzioni riguardanti il buon governo e la tutela dell'ambiente. Al tempo stesso, i paesi beneficiari si impegnano a ratificare e a porre effettivamente in applicazione le convenzioni internazionali non ancora ratificate.Le 16 convenzioni sui diritti dell'uomo e del lavoro sono state selezionate perché contengono standard universali, riflettono le norme del diritto consuetudinario internazionale e sono alla base del concetto di sviluppo sostenibile. Le altre convenzioni rispecchiano le norme internazionali di base per l'effettiva attuazione di politiche finalizzate allo sviluppo sostenibile.Fra le convenzioni pertinenti figurano anche quelle che prevedono meccanismi periodici di valutazione dell'attuazione ad opera delle competenti organizzazioni internazionali. La Commissione terrà conto di tali valutazioni prima di redigere l'elenco dei beneficiari del regime di incentivazione. Basandosi sulle richieste dei paesi in via di sviluppo, la Commissione pubblicherà successivamente l’elenco dei beneficiari del regime.Oltre a concentrare l’SPG su determinati paesi attraverso il meccanismo di graduazione descritto in appresso, si sono prese misure atte a ridurre l’impatto dell’esclusione di un paese dall’elenco dei PMS ad opera delle Nazioni Unite, prevedendo un periodo di transizione per il ritiro graduale di un paese dal quadro speciale “Tutto fuorché le armi" dell'SPG. Tale ritiro comporta automaticamente per il paese in questione la perdita del beneficio del regime SPG ad esso applicabile in quanto paese meno sviluppato. Il nuovo meccanismo consente di escludere gradualmente un paese dal regime EBA.La graduazione sarà applicata a gruppi di prodotti provenienti da paesi che sono competitivi sul mercato comunitario e non hanno più bisogno dell’SPG per sviluppare le loro esportazioni. La graduazione non è una sanzione, bensì il segnale che l'SPG ha svolto la sua funzione, almeno per quei paesi e quei prodotti. La graduazione è quindi strettamente connessa al concetto di competitività economica dei paesi beneficiari. L’SPG si concentra pertanto sui paesi più in difficoltà, di cui aumenta il peso nel commercio internazionale. Per gli altri paesi beneficiari, essa implica che verrà loro riservata una quota più ampia dei benefici dell'SPG.La graduazione è stata semplificata in modo sostanziale. Invece dei criteri attuali (quota delle importazioni preferenziali, indice di sviluppo, indice di specializzazione nell'esportazione), si è stabilito un unico semplice criterio: la quota del mercato comunitario, espressa in proporzione delle importazioni preferenziali. I gruppi di prodotti vengono definiti mediante il semplice riferimento ai “settori” della nomenclatura combinata. Poiché vengono graduati solo i paesi che risultano competitivi per tutti i prodotti di un settore, i piccoli paesi beneficiari non sono stati graduati solo sulla base di pochi prodotti competitivi di un settore.Inoltre, occorre far sì che tale graduazione svolga un ruolo importante nella regolazione dei flussi commerciali dei prodotti tessili e dell'abbigliamento, a seguito dell'abolizione dei contingenti AMF a decorrere dal 31 dicembre 2004.Dato che il meccanismo di graduazione del nuovo SPG si concentrerà sui paesi più competitivi, alla maggior parte dei beneficiari verranno concesse preferenze senza restrizioni, a parte la conformità con le norme pertinenti dell’SPG. Le disposizioni sulla revoca temporanea dell’SPG e la clausola di salvaguardia terranno conto di questa nuova situazione. Oltre a migliorare la credibilità di queste disposizioni, che continueranno ad essere applicate in circostanze eccezionali, si renderà più flessibile il loro uso, segnatamente per quanto riguarda la pratiche commerciali sleali.Non appena il regolamento entrerà in vigore, la Commissione ne valuterà l’impatto sulle regioni periferiche dell’UE.2004/0242 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrelativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzateIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,vista la proposta della Commissione[4],visto il parere del Parlamento europeo[5],visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[6],considerando quanto segue:(1) Dal 1971 la Comunità europea concede preferenze commerciali ai paesi in via di sviluppo nel quadro dello schema di preferenze tariffarie generalizzate.(2) La politica commerciale comune della Comunità deve tener conto degli obiettivi della politica di sviluppo a cui deve contribuire, specie per quanto riguarda l'eliminazione della povertà e la promozione dello sviluppo sostenibile e del buon governo. Tale politica deve soddisfare i requisiti dell’OMC, in particolare la clausola di abilitazione GATT del 1979[7].(3) La comunicazione[8] della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale europeo del 7 luglio 2004 espone gli orientamenti per l’applicazione dello schema di preferenze tariffarie generalizzate nel decennio 2006-2015.(4) Il primo regolamento di applicazione di tali orientamenti deve coprire il periodo 1° luglio 2005-31 dicembre 2008.(5) Lo schema deve comprendere un regime generale concesso a tutti i paesi e territori beneficiari e due regimi speciali che tengano conto delle diverse esigenze in materia di sviluppo dei paesi in via di sviluppo in situazioni analoghe.(6) Il regime generale deve essere concesso a tutti i paesi beneficiari non classificati dalla Banca mondiale fra i paesi ad alto reddito e con esportazioni insufficientemente diversificate.(7) Il regime speciale per lo sviluppo sostenibile e il buon governo si basa sul concetto integrale di sviluppo sostenibile riconosciuto da convenzioni e strumenti internazionali come la dichiarazione delle Nazioni Unite sul diritto allo sviluppo (1986), la dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo (1992), la dichiarazione dell'OIL riguardante i principi e i diritti fondamentali del lavoro (1998), la dichiarazione delle Nazioni Unite per il millennio (2000) e la dichiarazione di Johannesburg sullo sviluppo sostenibile (2002). I paesi in via di sviluppo che la non diversificazione e la scarsa integrazione nel sistema commerciale internazionale rendono particolarmente vulnerabili e per i quali la ratifica e l’effettiva applicazione delle convenzioni di base sui diritti dell’uomo e del lavoro, sulla tutela dell’ambiente e sul buon governo comportano particolari oneri e responsabilità dovrebbero quindi beneficiare di preferenze tariffarie supplementari, volte a promuovere la crescita economica per dare una risposta concreta al fabbisogno di sviluppo sostenibile. Questo regime prevede la sospensione dei dazi a favore dei paesi beneficiari.(8) La Commissione verificherà l’effettiva applicazione delle convenzioni internazionali conformemente ai rispettivi meccanismi e valuterà il nesso esistente tra preferenze tariffarie supplementari e promozione dello sviluppo sostenibile.(9) Il regime speciale per i paesi meno sviluppati deve continuare a garantire l’accesso in esenzione dai dazi ai prodotti originari dei paesi meno sviluppati, individuati e classificati dalle Nazioni Unite. Qualora un paese non sia più classificato dalle Nazioni Unite come paese meno sviluppato, si deve fissare un periodo transitorio per attenuare le eventuali ripercussioni negative dell'abolizione delle preferenze tariffarie concesse nell'ambito di questo regime.(10) Le preferenze dovranno essere differenziate anche in futuro a seconda della natura sensibile o meno dei prodotti, per tener conto della situazione dei settori che producono gli stessi prodotti all’interno della Comunità.(11) La sospensione dei dazi della tariffa doganale comune sui prodotti non sensibili deve essere mantenuta, mentre si deve applicare una riduzione tariffaria ai dazi sui prodotti sensibili per garantire un tasso di utilizzazione soddisfacente tenendo conto, al tempo stesso, della situazione delle industrie comunitarie corrispondenti.(12) Tale riduzione deve essere sufficientemente allettante da motivare gli operatori commerciali ad usufruire delle opportunità offerte dallo schema. Per quanto riguarda i dazi ad valorem, quindi, la riduzione deve essere operata secondo un tasso fisso pari al 3,5% dell’aliquota del dazio della nazione più favorita (NPF). I dazi specifici vanno ridotti del 30%. Laddove per tali dazi sia previsto un dazio minimo, tale dazio minimo non deve essere applicato.(13) Qualora le aliquote dei dazi preferenziali, calcolate a norma del regolamento (CE) n. 2501/2001, del 10 dicembre 2001, relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° gennaio 2002-31 dicembre 2004[9], diano luogo a una riduzione tariffaria più elevata, tali aliquote continuano ad applicarsi per non privare i paesi beneficiari dei vantaggi concessi nell’ambito di un regime precedente.(14) I dazi devono essere totalmente sospesi nei casi in cui il trattamento preferenziale porti ad un dazio ad valorem pari o inferiore all'1% o a dazi specifici pari o inferiori a 2 euro, poiché la riscossione di tali dazi risulta più onerosa delle entrate che comporta.(15) Per motivi di coerenza della politica commerciale comunitaria, i paesi beneficiari non possono usufruire al tempo stesso dell’SPG e di un accordo di libero scambio che copra almeno tutte le preferenze previste a loro favore dallo schema attuale.(16) La graduazione deve basarsi su criteri connessi ai settori della nomenclatura tariffaria combinata. La graduazione di un settore per un paese beneficiario si applica quando il settore soddisfa i criteri corrispondenti per tre anni consecutivi. Si migliorano così la prevedibilità e l'equità della graduazione eliminando l'incidenza di variazioni particolarmente accentuate ed eccezionali a livello delle statistiche sulle importazioni.(17) Le norme di origine relative alla definizione della nozione di prodotti originari, le procedure e i metodi di cooperazione amministrativa di cui al regolamento (CEE) n. 2454/93[10] si applicano alle preferenze tariffarie previste dal regolamento in questione, di modo che beneficino dello schema solo coloro a cui è destinato.(18) La revoca temporanea deve essere giustificata, tra l'altro, da una violazione grave e sistematica dei principi sanciti dalle convenzioni elencate nell’allegato III onde promuovere gli obiettivi delle convenzioni stesse ed evitare che i beneficiari ricevano vantaggi indebiti mediante la ripetuta violazione di tali convenzioni.(19) Vista la situazione politica del Myanmar, la revoca temporanea di tutte le preferenze tariffarie nei confronti delle importazioni di prodotti originari di questo paese deve rimanere in vigore.(20) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono adottate in conformità della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione[11].(21) In via eccezionale, l’applicazione del regolamento deve precedere la sua entrata in vigore per consentire di individuare rapidamente i paesi beneficiari del regime generale e del regime speciale per lo sviluppo sostenibile e il buon governo,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:TITOLO IDISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALEArticolo 11. Lo schema comunitario di preferenze tariffarie generalizzate (in appresso “lo schema”) si applica dal 1° luglio 2005 al 31 dicembre 2008 conformemente alle disposizioni del presente regolamento.2. Il presente regolamento prevede:(a) un regime generale,(b) un regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo,(c) un regime speciale a favore dei paesi meno sviluppati.Articolo 2I paesi beneficiari dei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettere a) e c) sono elencati nell'allegato I.Articolo 31. Un paese beneficiario viene escluso dallo schema quando la Banca mondiale l’abbia classificato per tre anni consecutivi come paese ad alto reddito e quando i cinque settori principali delle sue importazioni coperte dall’SPG nella Comunità rappresentino meno del 75% di tutte le sue importazioni coperte dall’SPG nella Comunità.2. Sulla base dei dati più recenti al 1° settembre 2004 disponibili al momento dell’adozione del presente regolamento, la Commissione stabilisce quali sono i paesi beneficiari che soddisfano i criteri di cui al paragrafo 1. L’esclusione di un paese dallo schema avviene all'entrata in vigore del presente regolamento.3. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea un avviso in cui sono elencati i paesi beneficiari che soddisfano la condizione di cui al paragrafo 1.4. La Commissione informa il paese beneficiario della sua esclusione dall’elenco dei paesi beneficiari di cui all’allegato I.5. I paesi beneficiari firmatari di un accordo commerciale con la Comunità che copra almeno tutte le preferenze previste a loro favore dallo schema attuale sono esclusi dall’elenco dell'allegato I.Articolo 4I prodotti inclusi nei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettere a) e b) sono elencati nell'allegato II.Articolo 51. Le preferenze tariffarie previste dal presente regolamento si applicano alle importazioni dei prodotti inclusi nei regimi di cui usufruisce il paese beneficiario del quale tali importazioni sono originarie.2. Ai fini dei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del presente regolamento, le norme di origine relative alla definizione della nozione di prodotti originari, le procedure e i metodi di cooperazione amministrativa sono quelli fissati dal regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione.3. Il cumulo regionale ai sensi del regolamento (CEE) n. 2454/93, inoltre, si applica laddove un prodotto sottoposto ad ulteriore lavorazione in un paese membro di un gruppo regionale sia originario di un altro paese del gruppo che non beneficia dei regimi applicabili al prodotto finale, sempreché entrambi i paesi usufruiscano del cumulo regionale per quel gruppo.Articolo 6Ai fini del presente regolamento:(a) per "dazi della tariffa doganale comune" si intendono i dazi specificati nella parte seconda dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio[12], ad eccezione dei dazi fissati nel quadro di contingenti tariffari;(b) per “settore” s’intende un qualsiasi settore della tariffa doganale comune, adottata con regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio;(c) per “comitato” s’intende il comitato di cui all’articolo 26.TITOLO IIREGIM I E PREFERENZE TARIFFARIESEZIONE 1REGIME GENERALEArticolo 71. I dazi della tariffa doganale comune sui prodotti elencati nell'allegato II come prodotti non sensibili sono totalmente sospesi, ad eccezione degli elementi agricoli.2. I dazi ad valorem della tariffa doganale comune sui prodotti elencati nell'allegato II come prodotti sensibili sono ridotti di 3,5 punti percentuali. Per i prodotti del settore 11 la riduzione è del 20%.3. Le aliquote di dazio preferenziale calcolate conformemente all'articolo 7 del regolamento (CE) n. 2501/2001 sui dazi ad valorem della tariffa doganale comune in vigore al 31 dicembre 2005 si applicano se comportano una riduzione tariffaria, per i prodotti di cui al paragrafo 2 del presente articolo, superiore a 3,5 punti percentuali.4. I dazi specifici della tariffa doganale comune diversi dai dazi minimi e massimi sui prodotti elencati nell'allegato II come prodotti sensibili sono ridotti del 30%. La riduzione è del 15% per i prodotti del codice NC 2207.5. Se i dazi della tariffa doganale comune sui prodotti elencati nell'allegato II come prodotti sensibili includono dazi ad valorem e dazi specifici, i dazi specifici non vengono ridotti.6. Se per i dazi ridotti conformemente ai paragrafi 2 e 4 è previsto un dazio massimo, tale dazio massimo non viene ridotto. Se per i dazi in questione è previsto un dazio minimo, tale dazio minimo non viene applicato.7. Le preferenze tariffarie di cui ai paragrafi da 1 a 4 non si applicano ai prodotti dei settori per i quali dette preferenze tariffarie sono state abolite, per il paese di origine, ai sensi dell’articolo 13 e dell'allegato I, colonna C.Sezione 2REGIME SPECIALE DI INCENTIVAZIONE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE E IL BUON GOVERNOArticolo 81. I dazi della tariffa doganale comune su tutti i prodotti elencati nell’allegato II originari di un paese incluso nel regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo sono sospesi.2. I dazi specifici della tariffa doganale comune sui prodotti di cui al paragrafo 1 sono interamente sospesi, tranne quelli sui prodotti a cui si applicano anche dazi ad valorem. Il dazio specifico per i prodotti dei codici NC 1704 10 91 e 1704 10 99 è limitato al 16% del valore in dogana.3. Il regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo non comprende, per un paese beneficiario, i prodotti dei settori elencati nella colonna C dell’allegato I.Articolo 91. Il regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo può essere concesso ai paesi che-  abbiano ratificato ed effettivamente applicato le convenzioni di cui alla Parte A dell’allegato III,-  abbiano ratificato ed effettivamente applicato almeno sette delle convenzioni di cui alla Parte B dell’allegato III,-  si impegnino a ratificare e a porre effettivamente in applicazione le convenzioni di cui alla Parte B dell’allegato III che non hanno ancora ratificato,-  si impegnino a mantenere la ratifica delle convenzioni e delle relative leggi/misure di attuazione e accettino che l'applicazione sia periodicamente soggetta a verifica e riesame a norma delle disposizioni di attuazione delle convenzioni che hanno ratificato,-  siano considerati paesi vulnerabili ai sensi del paragrafo 2.In ogni caso, i paesi beneficiari devono ratificare le 27 convenzioni entro il 31 dicembre 2008.2. Sono definiti paesi vulnerabili quelli:(a) che la Banca mondiale non abbia classificato per tre anni consecutivi come paesi ad alto reddito e i cui cinque settori principali delle loro importazioni coperte dall’SPG nella Comunità rappresentino più del 75% di tutte le loro importazioni coperte dall’SPG, oppure(b) le cui importazioni coperte dall’SPG nella Comunità rappresentino meno dell’1% di tutte le importazioni coperte dall’SPG nella Comunità.Ci si è basati sui dati disponibili il 1° settembre 2004 (media su tre anni consecutivi).3. La Commissione verificherà lo stato di ratifica e l’effettiva applicazione delle convenzioni di cui all’allegato III. Prima che scada il presente regolamento, la Commissione presenterà una relazione sullo stato di ratifica delle convenzioni suddette, raccomandando all’occorrenza di imporne la ratifica e l’effettiva applicazione ai paesi che desiderino beneficiare in futuro del regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo.Articolo 101. Il regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo è concesso a condizione che:(a) un paese o territorio tra quelli elencati nell’allegato I abbia presentato una richiesta in tal senso entro tre mesi dalla data di pubblicazione del presente regolamento;(b) dall'esame della richiesta risulti che il paese richiedente soddisfa le condizioni di cui all'articolo 9, paragrafi 1 e 2.2. Il paese richiedente presenta una domanda scritta alla Commissione e fornisce esaurienti informazioni riguardo alla ratifica delle convenzioni di cui all’allegato III, nonché alla legislazione e alle misure finalizzate all’effettiva attuazione delle disposizioni delle convenzioni e all’impegno di accettare e rispettare pienamente il meccanismo di verifica e di riesame previsto nelle convenzioni e negli strumenti connessi.Articolo 111. Quando riceve una domanda corredata delle informazioni di cui all’articolo 10, paragrafo 2, la Commissione la esamina tenendo conto delle conclusioni delle organizzazioni e delle agenzie internazionali competenti. Essa può porre al paese richiedente tutti i quesiti che ritenga utili e può verificare le informazioni ricevute con il paese richiedente o con persone fisiche o giuridiche. La Commissione informa il paese richiedente in merito alla valutazione e lo invita a formulare osservazioni.2. La Commissione decide, in conformità dell’esame di cui al paragrafo 1 e della procedura di cui all'articolo 27, se concedere ad un paese richiedente il regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo.3. La Commissione notifica al paese richiedente la decisione adottata ai sensi del paragrafo 2. Un paese cui è concesso il regime speciale di incentivazione viene informato della data di entrata in vigore della relativa decisione. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea l’elenco dei paesi beneficiari inclusi nel regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo.4. Un paese richiedente al quale il regime speciale di incentivazione non venga concesso può chiedere e ottenere che la Commissione chiarisca i motivi della sua decisione.5. La Commissione gestisce tutti i contatti con il paese richiedente, per quanto concerne la domanda, in stretto coordinamento con il comitato di cui all’articolo 26.Sezione 3REGIME SPECIALE A FAVORE DEI PAESI MENO SVILUPPATIArticolo 121. Fatti salvi i paragrafi da 2 a 4, i dazi della tariffa doganale comune su tutti i prodotti dei capitoli da 1 a 97 del sistema armonizzato, ad eccezione di quelli del capitolo 93, originari di un paese che, ai sensi dell'allegato I, beneficia del regime speciale a favore dei paesi meno sviluppati, sono totalmente sospesi.2. I dazi della tariffa doganale comune sui prodotti della voce tariffaria 1006 sono ridotti del 20% a decorrere dal 1° settembre 2006, del 50% a decorrere dal 1° settembre 2007 e dell'80% a decorrere dal 1° settembre 2008. Tali dazi sono totalmente sospesi a decorrere dal 1° settembre 2009.3. I dazi della tariffa doganale comune sui prodotti della voce tariffaria 1701 sono ridotti del 20% a decorrere dal 1° luglio 2006, del 50% a decorrere dal 1° luglio 2007 e dell'80% a decorrere dal 1° luglio 2008. Tali dazi sono totalmente sospesi a decorrere dal 1° luglio 2009.4. Fino a quando i dazi della tariffa doganale comune non saranno totalmente sospesi conformemente ai paragrafi 2 e 3, un contingente tariffario globale a dazio zero sarà aperto per ogni campagna di commercializzazione rispettivamente per i prodotti di cui alla voce tariffaria 1006 e alla sottovoce 1701 11 10, originari dei paesi che beneficiano di questo regime speciale. I contingenti tariffari iniziali per la campagna di commercializzazione 2001/2002 saranno pari a 2 517 tonnellate, in equivalente riso semigreggio, per i prodotti di cui alla voce tariffaria 1006 e a 74 185 tonnellate, in equivalente zucchero bianco, per i prodotti di cui alla sottovoce 1701 11 10. Per ciascuna delle successive campagne di commercializzazione, i contingenti saranno aumentati del 15% rispetto a quelli della campagna di commercializzazione precedente.5. La Commissione adotta norme dettagliate che disciplinano l'apertura e la gestione dei contingenti di cui al paragrafo 4, conformemente alla procedura fissata all'articolo 28. Per l'apertura e la gestione di tali contingenti, la Commissione è assistita dai comitati di gestione dell'organizzazione comune dei mercati nei settori interessati.6. I paesi che le Nazioni Unite depennano dall’elenco dei paesi meno sviluppati vengono depennati anche dall'elenco dei beneficiari del presente regime. L’esclusione di un paese dal regime e la fissazione di un periodo transitorio vengono decise dalla Commissione secondo la procedura di cui all’articolo 27.Sezione 4DISPOSIZIONI COMUNIArticolo 131. Le preferenze tariffarie di cui agli articoli 7 e 8 sono abolite per i prodotti originari di un paese beneficiario appartenenti ad un settore quando per tre anni consecutivi, sulla base dei più recenti dati disponibili il 1° settembre 2004, la media delle importazioni comunitarie provenienti da tale paese dei prodotti appartenenti al settore in questione, a cui si applica il regime di cui beneficia il paese suddetto, superi il 15% delle importazioni comunitarie degli stessi prodotti da tutti i paesi e territori elencati nell’allegato I. La soglia fissata per il settore 11 è del 12,5%.2. I settori depennati a norma del paragrafo 1 sono elencati nell’allegato I, colonna C.3. L’esclusione dei settori dal presente schema si applica dall’entrata in vigore del presente regolamento fino al 31 dicembre 2008.4. La Commissione informa il paese beneficiario dell’esclusione di un settore.5. Il paragrafo 1 non si applica ai paesi beneficiari per i settori che rappresentano oltre il 50% di tutte le importazioni coperte dall’SPG nella Comunità originarie dei paesi in questione.6. COMEXT è la fonte statistica utilizzata ai fini del presente articolo.Articolo 141. Se l'aliquota di un dazio ad valorem, ridotta conformemente alle disposizioni del presente titolo, è pari o inferiore all'1%, il dazio è totalmente sospeso.2. Se l'aliquota di un dazio specifico, ridotta conformemente alle disposizioni del presente titolo, è pari o inferiore a 2 euro per ogni singolo importo in euro, il dazio è totalmente sospeso.3. Fatti salvi i paragrafi 1 e 2, l'aliquota finale del dazio preferenziale calcolata a norma delle disposizioni del presente regolamento viene arrotondata per difetto al primo decimale.TITOLO IIIREVOCA TEMPORANEA E DISPOSIZIONI DI SALVAGUARDIAArticolo 151. I regimi preferenziali di cui al presente regolamento possono essere temporaneamente revocati, nei confronti di tutti o di alcuni prodotti originari di un determinato paese beneficiario, per una delle seguenti ragioni:(a) violazioni gravi e sistematiche dei principi contenuti nelle convenzioni elencate all’allegato III;(b) esportazione di prodotti realizzati nelle carceri;(c) gravi carenze dei controlli doganali in materia di esportazione e di transito di droga (sostanze illecite o precursori) e inosservanza delle convenzioni internazionali in materia di riciclaggio del denaro;(d) frodi, irregolarità o sistematica inosservanza, o mancanza di controlli sull'osservanza, delle norme sull'origine dei prodotti e sulle relative procedure nonché indisponibilità a fornire la cooperazione amministrativa richiesta per l'attuazione e per il controllo del rispetto dei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2;(e) pratiche commerciali sleali, gravi e sistematiche, che hanno ripercussioni negative per l’industria comunitaria, comprese quelle vietate o passibili di azione legale ai sensi degli accordi OMC, a condizione che un organo competente dell'OMC abbia preventivamente effettuato una verifica in tal senso e che non si siano presi provvedimenti in merito alla pratica sleale;(e) bis pratiche commerciali sleali, gravi e sistematiche, non contemplate dalla lettera e) ma che ledono gli interessi della Comunità e contro le quali non si possono prendere provvedimenti né ai sensi della lettera e) né a norma dell'articolo 20;(h) violazioni gravi e sistematiche degli obiettivi delle organizzazioni o delle intese regionali in materia di pesca di cui la Comunità fa parte, relativamente alla difesa e alla gestione delle risorse alieutiche.2. La cooperazione amministrativa di cui al paragrafo 1, lettera d), implica tra l'altro che un paese beneficiario:(a) comunichi alla Commissione, e tenga aggiornate, le informazioni necessarie per l'attuazione delle norme sull'origine e per il controllo del rispetto di tali norme;(b) assista la Comunità effettuando, su richiesta delle autorità doganali degli Stati membri, controlli a posteriori dell'origine e comunicandone tempestivamente i risultati;(c) assista la Comunità consentendo alla Commissione, in stretta collaborazione e coordinamento con le competenti autorità degli Stati membri, di svolgere missioni comunitarie di cooperazione amministrativa e investigativa volte a verificare l'autenticità di documenti o l'esattezza di informazioni utili per l’inclusione nei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2;(d) svolga o faccia svolgere adeguate inchieste volte ad individuare e a prevenire le violazioni delle norme sull'origine;(e) rispetti o faccia rispettare le norme sull'origine relative al cumulo regionale, ai sensi del regolamento n. 2454/93, qualora il paese usufruisca di tali norme.3. Fatto salvo il paragrafo 1, il regime speciale di incentivazione di cui al titolo II può essere revocato temporaneamente per tutti o per alcuni prodotti originari di un paese beneficiario, in particolare se la legislazione nazionale non ingloba più le convenzioni ratificate di cui all’allegato III o se tale legislazione non viene più applicata.4. I regimi preferenziali di cui al presente regolamento non sono revocati ai sensi del paragrafo 1, lettera e), nei riguardi di prodotti sottoposti a misure antidumping o compensative ai sensi dei regolamenti (CE) n. 384/96 o (CE) n. 2026/97 del Consiglio, per le ragioni che giustificano tali misure.Articolo 161. Se la Commissione o uno Stato membro riceve informazioni tali da giustificare una revoca temporanea e se la Commissione ritiene che vi siano motivi sufficienti per avviare un'inchiesta, la Commissione ne informa il comitato.2. La Commissione può decidere di avviare un’inchiesta secondo la procedura di cui all’articolo 28.Articolo 171. Se decide di avviare un'inchiesta, la Commissione ne annuncia l'apertura mediante avviso nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e ne informa il paese beneficiario interessato. Tale avviso contiene una sintesi delle informazioni ricevute e precisa che tutte le informazioni utili possono essere inviate alla Commissione. Esso fissa inoltre il termine entro il quale le parti interessate possono rendere noto il proprio parere per iscritto.2. La Commissione offre al paese beneficiario ogni opportunità di collaborare all'inchiesta.3. La Commissione raccoglie tutte le informazioni che ritiene necessarie e le verifica all’occorrenza con gli operatori economici e il paese beneficiario interessati. Le valutazioni, le osservazioni, le decisioni, le raccomandazioni e le conclusioni dei diversi organi di controllo delle Nazioni Unite, dell'OIL e delle altre organizzazioni internazionali competenti servono come punto di partenza per l'indagine volta a stabilire se sia giustificata la revoca temporanea per i motivi di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera a).4. In tale compito, la Commissione può essere assistita da funzionari dello Stato membro sul cui territorio potrebbero essere effettuate verifiche, sempre che tale Stato ne abbia espresso l'intenzione.5. Qualora le informazioni richieste dalla Commissione non siano fornite entro un termine ragionevole o qualora l'inchiesta venga ostacolata in maniera significativa, si possono trarre conclusioni in base ai dati disponibili.6. L'inchiesta deve essere completata entro un anno. La Commissione può prorogare tale periodo, conformemente alla procedura di cui all'articolo 28.Articolo 181. La Commissione presenta al comitato una relazione sulle proprie risultanze.2. Se ritiene che le risultanze non giustifichino una revoca temporanea, la Commissione decide di chiudere l'inchiesta conformemente alla procedura di cui all'articolo 28. In tal caso, la Commissione pubblica un avviso nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea annunciando la chiusura dell'inchiesta e presentando le proprie conclusioni principali.3. Se ritiene che le risultanze giustifichino la revoca temporanea per i motivi di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), la Commissione decide, conformemente alla procedura di cui all'articolo 28, di controllare e valutare la situazione nel paese beneficiario interessato per un periodo di sei mesi. La Commissione comunica tale decisione al paese beneficiario interessato e pubblica un avviso nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea annunciando che intende sottoporre al Consiglio una proposta di revoca temporanea, a meno che, prima della fine del suddetto periodo, il paese beneficiario interessato non si sia impegnato a prendere le misure necessarie per conformarsi, entro un termine ragionevole, alle convenzioni di cui all’allegato III.4. Ove ritenga che sia necessaria una revoca temporanea, la Commissione presenta un'adeguata proposta al Consiglio, il quale delibera entro 30 giorni a maggioranza qualificata.5. Se alla fine del periodo di cui al paragrafo 3 la Commissione constata che il paese beneficiario interessato non si è impegnato come dovuto e ritiene che sia necessaria una revoca temporanea, essa presenta un'adeguata proposta al Consiglio, il quale delibera a maggioranza qualificata entro 30 giorni. L'eventuale decisione del Consiglio di procedere ad una revoca temporanea entra in vigore sei mesi dopo la data dell'adozione, a meno che non si stabilisca nel frattempo che i motivi che la giustificano non sussistono più.Articolo 191. La Commissione può sospendere, dopo averne informato il comitato, i regimi preferenziali previsti dal presente regolamento per tutti o taluni prodotti originari di un determinato paese beneficiario:(a) qualora ritenga che esistano elementi di prova sufficienti a giustificare una revoca temporanea per i motivi di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera d);(b) qualora le importazioni effettuate con il beneficio dei regimi in questione siano superiori alle capacità di produzione e di esportazione del paese in questione.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione tutte le informazioni pertinenti che possono giustificare una sospensione delle preferenze.3. Se la Commissione ritiene che sussistano elementi di prova sufficienti a dimostrare che le condizioni per la sospensione sono soddisfatte, prende prima possibile tutte le misure del caso.4. Il periodo di sospensione ha una durata massima di tre mesi e può essere rinnovato una volta. La Commissione può prorogare tale periodo secondo la procedura di cui all'articolo 28.Articolo 201. Qualora un prodotto originario di un paese beneficiario sia importato a condizioni tali da danneggiare o da minacciare di danneggiare gravemente un produttore comunitario di prodotti simili o direttamente concorrenti, i normali dazi della tariffa doganale comune possono essere ripristinati in qualsiasi momento per detto prodotto, su richiesta di uno Stato membro o su iniziativa della Commissione.2. Se decide di avviare un'inchiesta, la Commissione ne annuncia l'apertura pubblicando nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea un avviso in cui si precisi che tutte le informazioni utili devono essere comunicate alla Commissione. L’avviso fissa inoltre il termine entro il quale le parti interessate possono rendere noto il proprio parere per iscritto.3. Nel considerare l'eventuale esistenza di gravi difficoltà la Commissione tiene conto, tra l'altro, dei seguenti elementi nella misura in cui siano disponibili informazioni sui produttori comunitari al riguardo:-  quota di mercato-  produzione-  scorte-  capacità di produzione-  fallimenti-  redditività-  utilizzazione degli impianti-  occupazione,-  importazioni-  prezzi.4. La Commissione delibera entro 30 giorni lavorativi, previa consultazione del comitato.5. Qualora circostanze eccezionali che richiedono un'azione immediata rendano impossibile l'inchiesta, la Commissione, dopo averne informato il comitato, può applicare ogni misura preventiva strettamente necessaria.Articolo 21Quando le importazioni di prodotti inclusi nell'allegato I del trattato CE causano o minacciano di causare gravi perturbazioni nei mercati della Comunità o nei relativi meccanismi regolatori, la Commissione può sospendere i regimi preferenziali nei confronti dei prodotti interessati dopo averne informato il comitato di gestione dell'organizzazione comune dei mercati nel settore interessato.Articolo 221. La Commissione informa il paese beneficiario interessato di qualunque decisione adottata ai sensi degli articoli 19, 20 o 21, prima che questa diventi effettiva. La Commissione informa anche il Consiglio e gli Stati membri.2. Qualunque Stato membro può deferire al Consiglio una decisione adottata ai sensi degli articoli 19, 20 o 21, entro il termine di 10 giorni. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può adottare una decisione diversa entro 30 giorni.Articolo 23Le disposizioni del presente titolo non pregiudicano l'applicazione delle clausole di salvaguardia adottate in virtù della politica agricola comune a norma dell'articolo 37 del trattato di quelle adottate in virtù della politica commerciale comune a norma dell'articolo 133 del trattato o di tutte le altre clausole di salvaguardia che potrebbero essere applicate.TITOLO IVDISPOSIZIONI PROCEDURALIArticolo 24La Commissione adotta le modifiche agli allegati del presente regolamento rese necessarie da:a) modifiche della nomenclatura combinata;b) cambiamenti della posizione o della classificazione internazionale di paesi o territori secondo la procedura di cui all’articolo 28;c) un accordo commerciale con un paese beneficiario che conceda un accesso preferenziale al mercato comunitario perlomeno equivalente al regime di cui al titolo II, sezione 1.Articolo 251. Entro sei settimane dalla fine di ogni trimestre, gli Stati membri trasmettono all'Istituto statistico delle Comunità europee i propri dati statistici relativi ai prodotti immessi in libera pratica durante il trimestre di riferimento con il beneficio delle preferenze tariffarie previste dal presente regolamento. Tali dati, forniti per numero di codice della nomenclatura combinata e, se del caso, per numero di codice TARIC, debbono specificare, per ogni paese di origine, i valori, le quantità e le unità supplementari eventualmente richieste secondo le definizioni del regolamento (CE) n. 1172/95 del Consiglio[13] e del regolamento (CE) n. 1917/2000 della Commissione[14].2. In conformità dell'articolo 308 quinquies del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, su richiesta di quest'ultima, dettagli relativi alle quantità dei prodotti immessi in libera pratica nei mesi precedenti con il beneficio delle preferenze tariffarie previste dal presente regolamento.3. La Commissione sorveglia, in stretta collaborazione con gli Stati membri, le importazioni dei prodotti del codice NC 0803 00 19, delle voci tariffarie 0603, 1006 e 1701 e dei codici NC 1604 14 11, 1604 14 18, 1604 14 90, 1604 19 39 e 1604 20 70 onde stabilire se sussistano le condizioni di cui agli articoli 20 e 21.Articolo 261. Nell'applicazione del presente regolamento la Commissione è assistita dal comitato delle preferenze generalizzate, composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.2. Il comitato può esaminare qualunque questione relativa all'applicazione del presente regolamento sollevata dalla Commissione o di cui uno Stato membro abbia chiesto l'esame.3. Il comitato esamina gli effetti dello schema comunitario di preferenze tariffarie generalizzate, sulla base di una relazione annuale della Commissione per il periodo 1° luglio 2005-31 dicembre 2008. Tale relazione copre tutti i regimi preferenziali di cui all'articolo 1, paragrafo 2.4. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.Articolo 271. Nei casi in cui si fa riferimento al presente articolo, si applicano gli articoli 5 e 7 della decisione 1999/468/CE.2. Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE è fissato a tre mesi.Articolo 28Nei casi in cui si fa riferimento al presente articolo, si applicano gli articoli 3 e 7 della decisione 1999/468/CE.TITOLO VDISPOSIZIONI FINALIArticolo 29Si considera che il regolamento (CE) n. 552/97 del Consiglio, del 24 marzo 1997, che revoca temporaneamente i benefici derivanti dalle preferenze tariffarie generalizzate all'Unione di Myanmar[15] e che fa riferimento ai regolamenti (CE) n. 3281/94[16] e (CE) n. 1256/96 del Consiglio[17], faccia riferimento alle corrispondenti disposizioni del presente regolamento.Articolo 301. Il presente regolamento entra in vigore il 1° luglio 2005. Il regolamento (CE) n. 2501/2001 del Consiglio è abrogato dal 30 giugno 2005.2. L’articolo 3, paragrafo 2, e gli articoli 8-11 si applicano dalla data di pubblicazione del presente regolamento nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .3. Il presente regolamento si applica fino al 31 dicembre 2008. Tale termine non si applica al regime speciale a favore dei paesi meno sviluppati, né ad altre disposizioni del presente regolamento nella misura in cui sono applicate congiuntamente a tale regime.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO IPaesi [18] E TERRITORI BENEFICIARI DELLO SCHEMA COMUNITARIO DI PREFERENZE TARIFFARIE GENERALIZZATE+++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++ALLEGATO IIElenco dei prodotti inclusi nei regimi di cui all’articolo 1, paragrafo 2, lettere a) e b)FATTE SALVE LE NORME D’INTERPRETAZIONE DELLA NOMENCLATURA COMBINATA, LA DESIGNAZIONE DEI PRODOTTI HA VALORE INDICATIVO, DATO CHE LE PREFERENZE TARIFFARIE SONO DETERMINATE DAI CODICI NC. DOVE SONO INDICATI CODICI NC PRECEDUTI DA "EX", LE PREFERENZE TARIFFARIE SONO DETERMINATE AL TEMPO STESSO DAL CODICE E DALLA DESCRIZIONE. I PRODOTTI CON UN ASTERISCO SONO SOTTOPOSTI ALLE CONDIZIONI STABILITE DALLE PERTINENTI NORME COMUNITARIE.I prodotti inclusi nel regime generale (articolo 7) e nel regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo (articolo 8) sono elencati con la menzione NS (prodotto non sensibile ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1) o S (prodotto sensibile ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2). Per maggiore semplicità, i prodotti elencati sono suddivisi in gruppi nei quali rientrano i prodotti esenti dai dazi della tariffa doganale comune o quelli per i quali detti dazi sono sospesi.+++++ TABLE +++++ALLEGATO IIICONVENZIONI DI CUI ALL’ARTICOLO 9PARTE AConvenzioni essenziali ONU/OIL sui diritti umani e sul diritto del lavoro+++++ TABLE +++++PARTE BConvenzioni relative ai principi ambientali e di buon governo+++++ TABLE ++++++++++ TABLE +++++[1] GU L 346 del 31.12.2001, pag. 1.[2] COM(2004) 461 def.[3] COM(1994) 212 def.[4] GU […] del […], pag. […].[5] GU […] del […], pag. […].[6] GU […] del […], pag. […].[7] « Differential and More Favourable Treatment, Reciprocity and Fuller Participation of Developing Countries », decisione del GATT del 28 novembre 1979 (L/4903).[8] COM(2004) 461 def.[9] GU L 346 del 31.12.2001, pag. 1.[10] GU L 253 dell’11.10.1993, pag. 1.[11] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.[12] GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2031/2001 (GU L 279 del 23.10.2001, pag. 1).[13] GU L 118 del 25.5.1995, pag. 10. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1882/2003 (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).[14] GU L 229 del 9.9.2000, pag. 14. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1669/2001 (GU L 224 del 21.8.2001, pag. 3).[15] GU L 85 del 27.3.1997, pag. 8.[16] GU L 348 del 31.12.1994, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2820/198 (GU L 357 del 30.12.1998, pag. 1).[17] GU L 160 del 29.6.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2448/96 (GU L 333 del 21.12.1996, pag. 12).[18] L'elenco può includere paesi che sono temporaneamente sospesi dall'SPG dell'UE o che non hanno rispettato i requisiti di cooperazione amministrativa, i quali sono una condizione indispensabile per la concessione del beneficio delle preferenze tariffarie alle merci. In caso di dubbio, si prega di contattare la Commissione o le competenti autorità del paese.[19] Per i prodotti del codice NC 0306 13, il dazio sarà del 3,6% in base al regime speciale di incentivazione per lo sviluppo sostenibile e il buon governo.[20] Per questo prodotto, non si applica la disposizione di cui alla sezione 1.[21] Per i prodotti del codice NC 0710 80 85, non si applica la disposizione di cui alla sezione 1.[22] Per i prodotti del codice NC 0811 10 90, non si applica la disposizione di cui alla sezione 1.[23] Per questi prodotti, non si applica la disposizione di cui alla sezione 1.[24] Per i prodotti dei codici NC 1704 10 91 e 1704 10 99, il dazio specifico sarà limitato al 16% del valore in dogana.[25] Per questi prodotti, non si applica la disposizione di cui alla sezione 1.[26] Per questi prodotti, non si applica la disposizione di cui alla sezione 1.[27] Per questi prodotti, non si applica la disposizione di cui alla sezione 1.[28] Le preferenze di cui alla sezione I non si applicano a questi prodotti.