CELEX: 52011PC0841
Language: it
Date: 2011-12-07
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce uno strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare

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		52011PC0841
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce uno strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare /* COM/2011/0841 definitivo - 2011/0414 (CNS) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Dall'inizio degli anni '90 il sostegno alla
promozione della sicurezza e delle salvaguardie nucleari nei paesi terzi ha
costituito una componente essenziale delle attività della Comunità nell'Europa
centrale e nei paesi dell'ex Unione sovietica nell'ambito delle sezioni
dedicate alla sicurezza nucleare dei programmi TACIS e PHARE. Dal 2007 la
cooperazione in materia di sicurezza nucleare è stata estesa ai "paesi
terzi", nel quadro dello strumento di cooperazione nucleare, e ai paesi
impegnati nel processo di adesione all'Unione europea, mediante lo strumento di
assistenza preadesione (IPA).
L'incidente di Cernobyl del 1986 ha posto in
rilievo l'importanza della sicurezza nucleare a livello mondiale. L'incidente
di Fukushima Daiichi del 2011 ha confermato la necessità di proseguire gli
sforzi per potenziare la sicurezza nucleare, adeguandola agli standard più
elevati. Entrambi gli incidenti hanno mostrato con chiarezza che le conseguenze
sociali, ambientali ed economiche di un incidente nucleare possono estendersi
ben oltre le frontiere nazionali e ripercuotersi potenzialmente a livello
mondiale.
Il Consiglio dell'Unione europea ha
riconosciuto l'importanza della sicurezza nucleare con la risoluzione, del 18
giugno 1992, sui problemi tecnologici della sicurezza nucleare, nella quale
sottolinea "l'importanza particolare che annette alla sicurezza nucleare
in Europa e, in questa ottica, chiede agli Stati membri ed alla Commissione di
prefiggersi come obiettivo comunitario fondamentale e prioritario della
cooperazione comunitaria nel settore nucleare, segnatamente con gli altri paesi
europei, […] quello di portare i loro impianti nucleari a livelli di sicurezza
equivalenti a quelli praticati nella Comunità [...]". 
La Comunità ha deciso di aderire alla
Convenzione sulla sicurezza nucleare nel 1999 e alla Convenzione congiunta
sulla sicurezza della gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti
radioattivi nel 2005, entrambe volte a potenziare le misure nazionali e la
cooperazione internazionale nei campi suddetti. 
Il Consiglio dell'Unione europea ha adottato
la direttiva 2009/71/Euratom, del 25 giugno 2009, che istituisce un
quadro comunitario per la sicurezza nucleare degli impianti nucleari al fine di
mantenere e promuovere il continuo miglioramento della sicurezza nucleare e
della relativa regolamentazione. Nel 2011 il Consiglio dell'Unione europea ha
inoltre adottato la direttiva che istituisce un quadro comunitario per la
gestione responsabile e sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti
radioattivi. Queste direttive e gli standard elevati di sicurezza nucleare e di
gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi in vigore
nell'Unione europea sono esempi che possono incoraggiare i paesi terzi ad
adottare analoghi standard elevati.
La Comunità coopera già strettamente,
conformemente al capo 10 del trattato Euratom, con l'Agenzia internazionale per
l'energia atomica (International Atomic Energy Agency - IAEA) nel campo
sia delle salvaguardie nucleari (a sostegno degli obiettivi di cui al titolo
secondo, capo 7, del trattato Euratom) sia della sicurezza nucleare. 
La promozione della cooperazione in materia di
regolamentazione e di altre forme di cooperazione con le economie emergenti e
la promozione di approcci, norme, standard e prassi in uso nell'UE sono
obiettivi di politica esterna della strategia Europa 2020.
Perché l'Unione europea possa svolgere il
ruolo che le compete di attore mondiale nella promozione della sicurezza
strategica e delle persone, è essenziale che la Comunità disponga della
capacità e dei mezzi per rispondere alle sfide che stanno delineandosi nel
campo della sicurezza nucleare, della radioprotezione e delle salvaguardie
nucleari nei paesi terzi, facendo leva sulle esperienze maturate in questi
settori dalla Comunità e dai suoi Stati membri all'interno dell'Unione europea.
In tal senso, lo strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare
(INSC) qui proposto proseguirà le azioni avviate negli anni 1990 nell'Europa
centrale e nei paesi dell'ex Unione sovietica ed estese ai "paesi
terzi" dal 2007. 
Si può ritenere che le motivazioni profonde
che hanno portato ad avviare la cooperazione con i paesi terzi rimarranno
valide anche per il periodo 2014-2020. Tuttavia, poiché i principali progetti
avviati nel contesto dello INSC (in particolare quelli riguardanti il
risanamento del sito di Cernobyl e la modernizzazione delle centrali nucleari)
saranno per la maggior parte conclusi entro il 2014, saranno liberate risorse
da destinare ad altre aree problematiche. Sarà necessario dare priorità al
risanamento dei siti minerari (retaggio di attività di estrazione dell'uranio
che non rispettavano le norme ambientali di base), allo smaltimento del
combustibile esaurito, alla gestione dei rifiuti e allo smantellamento degli
impianti.
È inoltre in corso un cambiamento nella
modalità d'intervento dell'Unione europea che dall'assistenza tecnica sta
passando alla cooperazione, privilegiando attività fondamentali che mirano a
potenziare la cultura della sicurezza nucleare, la radioprotezione e le
salvaguardie.
Nel contesto dei programmi quadro Euratom,
azioni innovative e di ricerca incoraggiano la prevenzione e l'attenuazione
degli incidenti gravi e il miglioramento della radioprotezione allo scopo di
rafforzare la cultura della sicurezza. Gli accordi bilaterali di cooperazione
internazionale in materia di sicurezza nucleare nel quadro di Euratom
rappresentano inoltre un ulteriore contributo al miglioramento della sicurezza
nucleare, della radioprotezione e della gestione sicura di rifiuti radioattivi
mediante un impegno rafforzato con i partner dei paesi terzi nel campo della
ricerca e dell'innovazione.
Gli insegnamenti tratti dall'incidente di
Fukushima-Daiichi avranno un ruolo importante nel migliorare la sicurezza
nucleare nei prossimi anni. I risultati delle valutazioni globali e trasparenti
dei rischi e della sicurezza ("stress test") effettuate dagli Stati
membri dell'Unione, e che dovrebbero essere estese ai paesi vicini dell'Unione
ed eventualmente anche ad altri paesi terzi, dovrebbero esercitare un impatto
notevole sulla progettazione, la gestione, la manutenzione e la
regolamentazione delle centrali nucleari. Le esperienze maturate all'interno
dell'UE saranno importanti per altri paesi terzi.
La cooperazione nell'ambito dell'INSC deve
essere complementare a quella fornita dall'Unione europea nell'ambito di altri
strumenti di cooperazione allo sviluppo, e le misure adottate devono essere in
linea con la strategia globale definita dalla Comunità per i paesi partner
interessati. Considerati gli impegni internazionali collegati al miglioramento
della sicurezza nucleare, è opportuno che la cooperazione nell'ambito dell'INSC
continui a mettere a frutto le sinergie esistenti con i programmi quadro
Euratom per la ricerca e le attività di formazione nel settore nucleare.
2.           RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI DELLE
PARTI INTERESSATE E DELLE VALUTAZIONI D'IMPATTO
Consultazioni
pubbliche
Tra il 26 novembre 2010 e il 31 gennaio 2011
la Commissione ha condotto una consultazione pubblica sul finanziamento futuro
dell'azione esterna dell'UE, articolata in un questionario online sulla base di
un documento di riferimento dal titolo "Quali strumenti finanziari per
l'azione esterna dell'UE dopo il 2013?", elaborato dalla Commissione e dai
servizi competenti del SEAE. Le 220 risposte ricevute nell'ambito di
questa consultazione pubblica sono assai diversificate e riflettono la varietà
di strutture, punti di vista e tradizioni, che contraddistinguono la comunità
cui si rivolge l'azione esterna. 
In genere, le risposte ricevute non hanno
segnalato la necessità di modifiche sostanziali dell'attuale struttura degli
strumenti esistenti. È stata tuttavia individuata una serie di questioni di cui
si è tenuto conto nel redigere il nuovo regolamento INSC.
Per la maggioranza degli interpellati (circa
il 70%), l'intervento finanziario dell'Unione apporta sostanziale valore
aggiunto alle principali politiche sostenute mediante gli strumenti
finanziari dell'UE per l'azione esterna. Molti interpellati indicano nel valore
aggiunto dell'UE il criterio principale da seguire in futuro: l'Unione dovrebbe
sfruttare al meglio il vantaggio comparato che le deriva da una presenza
capillare sulla scena mondiale, da un'esperienza multisettoriale, dal carattere
sovranazionale, dal suo ruolo di facilitatore del coordinamento e dalle
economie di scala che può realizzare. 
Per potenziare l'impatto degli strumenti
finanziari dell'Unione, la quasi totalità degli interpellati (92%) auspica un
approccio più articolato, meglio adattato alla situazione del paese
beneficiario, basato su criteri validi e metodi efficienti per la rilevazione
dei dati. 
Secondo oltre due terzi degli interpellati gli
interessi finanziari dell'UE sono tenuti sufficientemente in considerazione
nella sua azione esterna, la quale dovrebbe inoltre essere più saldamente
ancorata nei valori e nei principi dell'UE e tenere in maggior considerazione
gli obiettivi di sviluppo dei paesi partner. Di converso, una minoranza ritiene
che l'azione esterna dell'UE debba essere più attenta agli interessi dell'UE
nel contesto economico globale, in particolare in relazione alle economie
emergenti. 
Secondo la stragrande maggioranza, in futuro i
sistemi di monitoraggio e di valutazione dovrebbero rivestire un'importanza
maggiore a livello degli strumenti e nell'attuazione dei progetti/programmi. 
In merito alle modalità per migliorare la
visibilità dei finanziamenti esterni dell'UE, la maggioranza dei soggetti
interpellati ritiene che si debbano compiere sforzi maggiori nel campo delle
attività di informazione e comunicazione, soprattutto nei paesi beneficiari; si
ritiene tuttavia che la visibilità dell'UE sia assicurata meglio da politiche e
strategie efficaci e da una presenza fattiva nei paesi terzi, piuttosto che da
ulteriori investimenti nelle attività di comunicazione.
Hanno inoltre riscosso un forte sostegno da
parte dei soggetti interessati le proposte di rafforzare il ruolo di
coordinamento dell'UE nei rapporti con gli altri donatori e di adoperarsi
affinché i partner che attuano le misure diano maggiore visibilità ai
contributi finanziari dell'UE.
Valutazione d'impatto
La Commissione ha effettuato una valutazione
d'impatto che esamina le quattro opzioni seguenti:
(a)                   
nessuna ulteriore azione a livello dell'UE (nessun
strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare). Alcune
attività di cooperazione in materia di sicurezza nucleare potrebbero essere
integrate negli strumenti geografici di cooperazione ed essere attuate in quanto
tali. Tuttavia, ciò potrebbe dar luogo a complicazioni per quanto riguarda la
base giuridica e a un'attuazione insoddisfacente, data la natura altamente
tecnica della materia;
(b)                   
"nessuna variazione" (la cooperazione con
i paesi terzi proseguirebbe nel quadro dell'attuale regolamento INSC). Questa
opzione non permetterebbe di integrare nel regolamento le esperienze acquisite,
la revisione della portata geografica e nemmeno i criteri per determinare la
cooperazione e le priorità. Verrebbe meno l'opportunità di migliorare
l'esecuzione e l'efficacia del regolamento;
(c)                   
modifica del regolamento INSC. Il regolamento
modificato potrebbe prevedere la revisione della copertura geografica,
estendendola a tutti i paesi terzi (compresi quelli attualmente coperti dallo
strumento di assistenza preadesione (IPA)) e specificare le priorità e i
criteri per la cooperazione. Rispetto al regolamento in vigore, questa opzione
permetterebbe una semplificazione e un'attuazione più efficace;
(d)                   
un nuovo strumento che copra il campo di applicazione
dell'attuale INSC più parte del campo di applicazione dell'esistente strumento
per la stabilità (IFS). Si disporrebbe così di una strategia unificata per la
sicurezza nucleare e le salvaguardie, ma si dovrebbe utilizzare una doppia base
giuridica (il trattato Euratom e il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea), il che comporterebbe verosimilmente una maggiore complessità a
livello di attuazione e manterrebbe immutata la necessità di uno stretto
coordinamento con altre azioni di attenuazione dei rischi (chimici e
biologici).
La modifica del regolamento è risultata
l'opzione privilegiata. Rispetto alle opzioni "nessuna variazione" e
"nuovo strumento", favorirebbe la continuità, consentirebbe di
mettere a frutto le esperienze maturate nell'ambito di un sistema ben rodato e
di trattare una serie di aspetti già individuati, tra cui una migliore
comprensione dei limiti d'intervento. Tutto ciò, unitamente al ricorso a
un'unica base giuridica (rispetto all'opzione di un "nuovo strumento"),
semplificherebbe l'attuazione.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
La base giuridica dell'attuale regolamento
riguardante lo strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare è
il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica (il "trattato
Euratom"), in particolare l'articolo 203. Visto il quadro legislativo per
la sicurezza nucleare a livello dell'UE e considerato che il campo
d'applicazione rivisto non comporta modifiche della base giuridica, il futuro
regolamento dovrebbe mantenere la medesima base giuridica.
Sussidiarietà
e proporzionalità
Con 27 Stati membri che agiscono nell'ambito
di politiche e strategie comuni, solo l'UE dispone della massa critica
necessaria per rispondere alle sfide globali, mentre le azioni svolte dai singoli
Stati membri rischiano di essere limitate e frammentarie e sono spesso
contrassegnate da progetti di dimensioni troppo ridotte per indurre un
cambiamento sostenibile nel settore. Grazie alla sua massa critica, l'UE si
trova inoltre in una posizione migliore per condurre un dialogo strategico con
le autorità dei paesi partner.
L'UE gode di una posizione unica, in termini
di imparzialità e di neutralità, per svolgere con successo azioni esterne a
nome dei suoi Stati membri e insieme ad essi, il che ne aumenta la credibilità
nei paesi con cui collabora. L'UE si trova nella posizione migliore per
assumere il ruolo di leader mondiale per conto dei suoi cittadini.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
La Commissione propone di assegnare agli
strumenti di azione esterna[1]
70 miliardi di EUR per il periodo 2014-2020. L'assegnazione proposta per lo
INSC per l'intero periodo è di 631,1 milioni di EUR (560 milioni di EUR ai
prezzi 2011). Gli impegni di bilancio annui indicativi figurano nella tabella
sottostante. 
 Anno || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || TOTALE 
 Assegnazione INSC (in milioni di EUR) || 84,9 || 86,6 || 88,3 || 90,1 || 91,9 || 93,7 || 95,6 || 631,1 
Le assegnazioni finanziarie indicative per
ciascun obiettivo specifico sono fissate nella scheda finanziaria legislativa.
5.           ELEMENTI OPZIONALI 
Semplificazione
Sono stati soppressi gli articoli di natura
orizzontale, in quando coperti dal regolamento n. …/… che stabilisce
regole e procedure comuni per l'attuazione degli strumenti di azione esterna
dell'Unione europea 
Onde semplificare la programmazione e
l'attuazione dello INSC, l'allegato del regolamento definisce i criteri per la
cooperazione e le priorità tematiche e geografiche per selezionare i progetti
di cooperazione. 
Spiegazione dei principali articoli del
regolamento e cambiamenti rispetto all'attuale INSC
Titolo I – Obiettivi
Articolo 1 – Oggetto e campo di applicazione
L'articolo 1 definisce gli obiettivi e il
campo d'applicazione del regolamento. Il regolamento si applica a tutti i paesi
terzi (come indicato più dettagliatamente nell'allegato). 
Sono fissati tre obiettivi specifici:
a) la promozione di un'autentica cultura della
sicurezza nucleare e l'attuazione degli standard più elevati di sicurezza
nucleare e di radioprotezione;
b) la gestione responsabile e sicura del
combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, smantellamento e bonifica
degli ex siti e impianti nucleari;
c) l'elaborazione di quadri e metodologie per
l'applicazione di salvaguardie efficienti ed efficaci concernenti il materiale
nucleare nei paesi terzi.
La presentazione è semplificata rispetto
all'attuale regolamento INSC. Gli articoli 1 e 2 dell'attuale regolamento INSC
sono stati fusi. L'articolo definisce i principali settori di cooperazione,
mentre l'allegato definisce le misure specifiche.
Titolo II – Programmazione
e assegnazione indicativa dei fondi
Articolo 2 – Documenti di strategia
Questo articolo dispone che i documenti di
strategia pluriennale costituiscono la base generale per la cooperazione
definendo la strategia dell'Unione per la cooperazione nell'ambito del presente
regolamento.
Articolo 3 - Programmi indicativi
pluriennali
Questo articolo dispone che i programmi
indicativi pluriennali definiscono i settori prioritari selezionati per il
finanziamento e stabiliscono gli obiettivi specifici, i risultati previsti, gli
indicatori di rendimento e le assegnazioni finanziarie indicative.
Titolo III -
Esecuzione
Questo titolo è stato considerevolmente
semplificato in quanto l'articolo 4 dispone che la decisione è attuata
conformemente al regolamento n. /…che stabilisce regole e procedure comuni per
l'attuazione degli strumenti di azione esterna dell'Unione europea.
TITOLO IV –
Disposizioni finali
Questo titolo
definisce l'importo di riferimento finanziario (articolo 7) e l'entrata in
vigore del regolamento (articolo 8).
ALLEGATO
L'allegato sulle misure specifiche
finanziate e sui criteri che si applicano alla cooperazione in materia di
sicurezza nucleare è stato inserito allo scopo di semplificare
ulteriormente il corpo del testo del regolamento e la sua esecuzione grazie
alla definizione dei settori di cooperazione, della portata tecnica e
geografica, dei criteri per la cooperazione e delle priorità.
Ai sensi della proposta, l'allegato può essere
modificato con una procedura semplificata rispetto a quella necessaria per
modificare l'intero regolamento (articolo 5 del regolamento).
L'allegato fissa le misure specifiche
finanziate nell'ambito del regolamento (una versione rivista dell'attuale INSC
che ridefinisce i settori di cooperazione), i criteri per la cooperazione in
materia di sicurezza nucleare con paesi terzi, le priorità e il coordinamento.
I criteri per la cooperazione fanno essenzialmente riferimento,
conformandovisi, a quelli proposti dal Consiglio nel 2008.
2011/0414 (CNS)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
che istituisce uno strumento per la
cooperazione in materia di sicurezza nucleare
Il CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità
europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 203,
vista la proposta della Commissione europea,
visto il parere del Parlamento europeo[2],
deliberando secondo una procedura legislativa
speciale,
considerando quanto segue:
(1)              
Il presente regolamento rientra tra gli strumenti
di sostegno diretto alle politiche esterne dell'Unione europea e sostituisce il
regolamento (Euratom) n. 300/2007 del Consiglio, del 19 febbraio 2007, che
istituisce uno strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare[3], il quale giunge a termine il 31
dicembre 2013.
(2)              
L'Unione europea è uno dei principali fornitori di
aiuti economici, finanziari, umanitari e di assistenza tecnica e macroeconomica
ai paesi terzi. Il presente regolamento fa parte del quadro elaborato per la
pianificazione della cooperazione e la fornitura di assistenza mirate a sostenere
la promozione di un livello elevato di sicurezza nucleare e di radioprotezione
e l'applicazione di salvaguardie efficienti ed efficaci concernenti il
materiale nucleare nei paesi terzi.
(3)              
L'incidente di Cernobyl del 1986 ha posto in
rilievo l'importanza della sicurezza nucleare a livello mondiale. L'incidente
di Fukushima Daiichi del 2011 ha confermato la necessità di proseguire gli
sforzi volti a migliorare la sicurezza nucleare per adeguarla agli standard più
elevati. Al fine di instaurare le condizioni di sicurezza necessarie a
eliminare i rischi per la vita e la salute delle popolazioni, è necessario che
la Comunità europea dell'energia atomica (la "Comunità") sia in grado
di sostenere la sicurezza nucleare nei paesi terzi.
(4)              
Agendo nell'ambito di politiche e strategie comuni
con i suoi Stati membri, solo l'Unione europea dispone della massa critica
necessaria per rispondere alle sfide globali e, inoltre, si trova nella
posizione migliore per coordinare la cooperazione con i paesi terzi.
(5)              
Con decisione 1999/819/Euratom[4] della Commissione, la Comunità
ha aderito alla Convenzione sulla sicurezza nucleare del 1994. Con decisione 2005/510/Euratom[5] della Commissione, la Comunità
ha inoltre aderito alla Convenzione congiunta sulla sicurezza della gestione
del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi.
(6)              
Al fine di mantenere e promuovere il miglioramento
costante della sicurezza nucleare e della relativa regolamentazione, il
Consiglio ha adottato la direttiva 2009/71/Euratom, del 25 giugno 2009,
che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare degli impianti
nucleari[6].
Il Consiglio ha inoltre adottato la direttiva 2011/70/Euratom, del 19 luglio 2011,
che istituisce un quadro comunitario per la gestione responsabile e sicura del
combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi[7]. Le richiamate direttive e gli
standard elevati di sicurezza nucleare nonché di gestione del combustibile
nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi attuati nell'Unione sono esempi che
possono incoraggiare i paesi terzi ad adottare analoghi standard elevati.
(7)              
La promozione della cooperazione in materia di
regolamentazione e di altre forme di cooperazione con le economie emergenti e
la promozione di approcci, norme, standard e pratiche in uso nell'Unione sono
obiettivi di politica esterna della strategia Europa 2020.
(8)              
Gli Stati membri dell'Unione sono parti firmatarie
del trattato di non proliferazione e del suo protocollo addizionale.
(9)              
Conformemente al capo 10 del trattato Euratom, la
Comunità opera già in stretta collaborazione con l'Agenzia internazionale per
l'energia atomica (International Atomic Energy Agency - IAEA), nei settori
delle salvaguardie nucleari (a sostegno degli obiettivi di cui al titolo II,
capo 7, del trattato Euratom) e della sicurezza nucleare. 
(10)          
È necessario, in particolare, che la Comunità
prosegua gli sforzi volti all'applicazione di salvaguardie efficaci concernenti
il materiale nucleare nei paesi terzi, basandosi sulle proprie attività di
salvaguardia all'interno dell'Unione.
(11)          
Resta inteso che la responsabilità della sicurezza
dell'impianto incombe all'operatore e allo Stato che ha giurisdizione
sull'impianto stesso.
(12)          
Se le esigenze di finanziamento per l'assistenza
esterna dell'Unione sono in aumento, la situazione economica e di bilancio
dell'Unione limita le risorse disponibili a tal fine. La Commissione deve
pertanto impiegare le risorse disponibili nel modo più efficace, in particolare
mediante l'uso di strumenti finanziari che possono esercitare un effetto leva.
Tale effetto risulta potenziato se è possibile utilizzare i fondi investiti e
anche quelli generati dagli strumenti finanziari. 
(13)          
Al fine di garantire condizioni uniformi di
esecuzione del presente regolamento, occorre conferire alla Commissione
competenze di esecuzione. 
(14)          
Le competenze di esecuzione relative alla
programmazione e al finanziamento delle azioni sostenute in applicazione del
presente regolamento devono essere esercitate conformemente al regolamento (UE)
n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011,
che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di
controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di
esecuzione attribuite alla Commissione[8].
Tenuto conto della loro natura, soprattutto del loro carattere di orientamento
politico e della loro incidenza sul bilancio, questi atti di esecuzione devono,
in linea generale, essere adottati secondo la procedura d'esame, tranne per le
misure tecniche di esecuzione aventi una portata finanziaria limitata. È
opportuno che la Commissione adotti atti di esecuzione immediatamente
applicabili qualora, in casi debitamente giustificati connessi all'esigenza di
una risposta rapida da parte dell'Unione, imperativi motivi d'urgenza lo
richiedano.
(15)          
Le norme e le procedure comuni per l'esecuzione
degli strumenti di azione esterna dell'Unione sono definite nel regolamento
(UE) n. …/… del Parlamento europeo e del Consiglio del …
("regolamento di esecuzione comune").
(16)          
L'organizzazione e il funzionamento del servizio
europeo per l'azione esterna sono descritti nella decisione 2010/427/UE del
Consiglio,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
TITOLO
I
OBIETTIVI
Articolo 1
Oggetto e campo di applicazione
L'Unione europea finanzia misure a sostegno
della promozione di un livello elevato di sicurezza nucleare e di
radioprotezione nonché dell'applicazione di efficienti ed efficaci salvaguardie
concernenti il materiale nucleare nei paesi terzi, conformemente alle
disposizioni del presente regolamento. 
1.                      
Si perseguono i seguenti obiettivi specifici:
(a)         
la promozione di un'autentica cultura della
sicurezza nucleare e l'attuazione degli standard più elevati di sicurezza
nucleare e di radioprotezione;
(b)         
la gestione responsabile e sicura del combustibile
esaurito e dei rifiuti radioattivi, lo smantellamento e la bonifica degli ex
siti e impianti nucleari;
(c)         
l'elaborazione di quadri e metodologie per
l'applicazione di efficienti ed efficaci salvaguardie concernenti il materiale
nucleare nei paesi terzi.
2.                      
I progressi generali nel conseguimento degli
obiettivi suddetti sono valutati, rispettivamente, mediante i seguenti
indicatori di rendimento:
(a)         
numero e importanza dei problemi rilevati nel corso
delle valutazioni inter pares svolte nell'ambito delle missioni dell'IAEA;
(b)         
lo stato di avanzamento delle strategie relative al
combustibile esaurito, ai rifiuti nucleari e allo smantellamento, del loro
rispettivo quadro legislativo e regolamentare e dell'attuazione dei progetti;
(c)         
numero e importanza dei problemi rilevati nel corso
delle pertinenti valutazioni inter pares svolte nell'ambito delle missioni
dell'IAEA.
3.                      
La Commissione assicura che le misure adottate
siano in linea con la strategia globale definita dall'Unione per il paese
partner e in particolare con gli obiettivi delle sue politiche e programmi di
cooperazione economica e di cooperazione allo sviluppo.
4.                      
Le misure specifiche finanziate nell'ambito del
presente regolamento e i criteri da applicare alla cooperazione in materia di
sicurezza nucleare sono specificati nell'allegato.
5.                      
La cooperazione finanziaria, economica e tecnica
fornita ai sensi del presente regolamento è complementare a quella fornita
dall'Unione europea nell'ambito di altri strumenti di cooperazione allo
sviluppo.
TITOLO
II
PROGRAMMAZIONE
E ASSEGNAZIONE INDICATIVA DEI FONDI
Articolo 2
Documenti di strategia 
1.                      
La cooperazione dell'Unione nell'ambito del
presente regolamento è attuata sulla base di documenti di strategia
pluriennali.
2.                      
I documenti di strategia pluriennale costituiscono
la base generale per la cooperazione e vengono elaborati per un periodo massimo
di sette anni. Essi definiscono la strategia dell'Unione per la cooperazione
nell'ambito del presente regolamento, tenendo in considerazione le esigenze dei
paesi interessati, le priorità dell'Unione, la situazione internazionale e le
attività dei principali partner.
3.                      
I documenti di strategia intendono garantire un
contesto coerente per la cooperazione tra l'Unione e i paesi partner o le
regioni interessate, che sia in linea con la finalità generale e il campo di
applicazione, gli obiettivi, i principi e la strategia dell'Unione. 
4.                      
Nella preparazione dei documenti di strategia si
applicano i principi di efficacia dell'aiuto: titolarità nazionale,
partenariato, coordinamento, armonizzazione, allineamento ai sistemi nazionali
o regionali dei destinatari, responsabilità reciproca e orientamento ai
risultati. 
5.                      
Il documento di strategia è approvato dalla
Commissione conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 15,
paragrafo 3, del regolamento di esecuzione comune. I documenti di strategia
possono essere sottoposti a revisione nella fase intermedia o quando ritenuto
necessario secondo la suddetta procedura. Tale procedura non è tuttavia
richiesta per gli aggiornamenti della strategia che non incidano sui settori e
sugli obiettivi prioritari iniziali definiti nel documento.
Articolo 3
Programmi indicativi pluriennali
1.                      
I programmi indicativi pluriennali sono stilati
sulla base dei documenti di strategia di cui all'articolo 2. I programmi
indicativi pluriennali coprono di regola un periodo da 2 a 4 anni.
2.                      
I programmi indicativi pluriennali definiscono i
settori prioritari selezionati per il finanziamento, stabiliscono gli obiettivi
specifici, i risultati previsti, gli indicatori di rendimento nonché la
dotazione indicativa sia generale che per settore prioritario, compresa
un'adeguata riserva di fondi non assegnati; tali importi possono essere
espressi come valore minimo o intervallo di valori, ove opportuno. 
3.                      
In linea di principio, i programmi indicativi
pluriennali sono elaborati sulla base del dialogo con i paesi o le regioni
partner, al quale sono associate le parti interessate, onde garantire che il
paese o la regione interessata assumano una sufficiente titolarità di questo
processo e incoraggiare il sostegno alle strategie nazionali di sviluppo.
4.                      
I programmi indicativi pluriennali sono adottati
conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 15, paragrafo 3, del
regolamento di esecuzione comune.
5.                      
Se necessario, i programmi indicativi pluriennali
sono aggiornati, tenendo conto delle eventuali revisioni dei documenti di
strategia pertinenti, secondo la suddetta procedura. La procedura d'esame non è tuttavia richiesta per le modifiche
ai programmi indicativi pluriennali consistenti in adeguamenti tecnici,
riassegnazione di fondi nell'ambito delle assegnazioni per settore prioritario,
aumenti o diminuzioni dell'assegnazione indicativa iniziale inferiori al 20%,
purché tali modifiche non incidano sui settori prioritari iniziali e sugli
obiettivi definiti dal documento. Tali adeguamenti tecnici sono comunicati al
Parlamento europeo e al Consiglio entro un mese. 
TITOLO
III
ESECUZIONE
Articolo 4
Esecuzione
Il presente regolamento è attuato in
conformità del regolamento n. /…. del Parlamento europeo e del Consiglio del……
che stabilisce regole e procedure comuni per l'attuazione degli strumenti di
azione esterna dell'Unione europea, in appreso il "regolamento
d'esecuzione comune".
TITOLO
IV
DISPOSIZIONI
FINALI
Articolo 5
Modifica dell' allegato
L'allegato al presente regolamento può essere
modificato conformemente alla procedura d'esame di cui all'articolo 15,
paragrafo 3, del regolamento di esecuzione comune.
Articolo 6
Comitato
La Commissione è assistita dal comitato per la
cooperazione in materia di sicurezza nucleare. Tale comitato è un comitato ai
sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
Articolo 7
Servizio europeo per l'azione esterna 
L'applicazione del presente regolamento è
conforme alla decisione 2010/427/UE del Consiglio che fissa l'organizzazione e
il funzionamento del servizio europeo per l'azione esterna.
Articolo 8
Importo finanziario di riferimento
1.                      
L'importo finanziario di riferimento per
l'esecuzione del presente regolamento per il periodo 2014-2020 ammonta a 631 100 000
EUR.
2.                      
Gli stanziamenti annuali sono autorizzati
dall'autorità di bilancio entro i limiti del quadro finanziario pluriennale.
Articolo 9
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il
terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea. 
Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2014.
Il presente regolamento è obbligatorio in
tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri
conformemente ai trattati.
Fatto a Bruxelles,
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO 
Misure
specifiche finanziate e criteri relativi alla cooperazione in materia di
sicurezza nucleare 
Il presente regolamento sostiene la promozione
di un elevato livello di sicurezza nucleare e di radioprotezione e
l'applicazione di salvaguardie efficienti ed efficaci nei paesi terzi, di
qualsiasi parte del mondo, interessati alla cooperazione in questi settori.
L'allegato definisce le misure specifiche finanziate nonché i criteri e le
priorità per la cooperazione.
Misure specifiche finanziate 
Le misure riportate in appresso possono essere
finanziate per conseguire gli obiettivi di cui all'articolo 1 del presente
regolamento.
(a)                   
La promozione di una autentica cultura della
sicurezza nucleare e l'attuazione degli standard più elevati di sicurezza
nucleare e di radioprotezione, da realizzarsi in particolare mediante: 
–              
il sostegno costante agli organismi di
regolamentazione e alle organizzazioni di sostegno tecnico e il potenziamento
del quadro normativo, soprattutto per quanto riguarda le attività
autorizzative, inclusi il riesame e il follow-up di valutazioni effettive e
complete dei rischi e della sicurezza ("stress test"); 
–              
la promozione di quadri regolamentari, procedure e
sistemi efficaci per garantire un'adeguata protezione dalle radiazioni
ionizzanti provenienti da materiale radioattivo, in particolare da sorgenti
radioattive ad alta attività, e il loro smaltimento in condizioni di sicurezza;
–              
l'adozione di misure efficaci per la prevenzione
degli incidenti aventi conseguenze radiologiche e all'attenuazione delle
eventuali conseguenze (per esempio, monitoraggio dell'ambiente in caso di
rilasci radioattivi, progettazione ed esecuzione di misure di attenuazione e
decontaminazione) e per la pianificazione, la preparazione e la risposta alle
emergenze, la protezione civile e le misure di risanamento;
–              
il sostegno agli operatori nucleari, in casi
eccezionali, in circostanze specifiche e ben giustificate nel contesto di
misure di follow-up delle valutazioni complete dei rischi e della sicurezza
("stress test"); 
(b)                   
la gestione responsabile e sicura del combustibile
nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, lo smantellamento e la bonifica
degli ex siti ed impianti nucleari, in particolare mediante:
–              
la cooperazione con i paesi terzi nel campo della
gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi (per
esempio, trasporto, pretrattamento, trattamento, condizionamento, stoccaggio e
smaltimento), compreso lo sviluppo di strategie e quadri specifici per la
gestione responsabile del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti
radioattivi; 
–              
 lo sviluppo e l'attuazione di strategie e quadri
per lo smantellamento di impianti esistenti e la bonifica degli ex siti
nucleari e siti dismessi per l'estrazione dell'uranio e il recupero e la
gestione di oggetti e materiali radioattivi affondati in mare;
–              
la creazione del quadro normativo e delle
metodologie (anche relative alle scienze forensi nucleari) necessari per
l'attuazione di salvaguardie nucleari, compresi un'adeguata contabilità e il
controllo dei materiali fissili a livello di Stato e di operatori;
–              
misure volte alla promozione della cooperazione
internazionale (anche nel quadro delle pertinenti organizzazioni
internazionali, in particolare l'IAEA) nei suddetti settori, compresi
l'attuazione e il monitoraggio delle convenzioni e dei trattati internazionali,
lo scambio di informazioni, lo sviluppo di capacità e la formazione nel campo
della ricerca e della sicurezza nucleare.
Per rafforzare la sostenibilità dei risultati
conseguiti, le misure prevedono come elemento fondamentale il trasferimento di
know-how. Esse sono da attuarsi in cooperazione con le autorità dei paesi
terzi, le autorità di regolamentazione del settore nucleare e con le relative
organizzazioni per il sostegno tecnico nonché, in casi specifici, con gli
operatori nucleari. É inoltre opportuno sostenere le misure mettendo a frutto
maggiori sinergie con le azioni dirette e indirette dei programmi quadro
Euratom per la ricerca e la formazione nel settore nucleare.
Criteri[9] 
Occorre
che la cooperazione si basi sui seguenti criteri e sul rispetto delle
condizioni da parte dei paesi terzi.
1. Criteri generali
–              
La cooperazione può coprire tutti i "paesi
terzi" (non Stati membri dell'UE) in tutto il mondo.
–              
Sarà data priorità ai paesi candidati all'adesione
e alle regioni coinvolte nella politica europea di vicinato. Saranno
privilegiati gli approcci regionali.
–              
È opportuno includere i paesi ad alto reddito solo
per attuare interventi eccezionali, per esempio a seguito di un grave incidente
nucleare, ove necessario e appropriato.
–              
Laddove il paese terzo e l'Unione europea
condividano una visione comune o raggiungano un accordo reciproco è opportuno
presentare una richiesta formale alla Commissione, che costituisce un impegno
per il governo in questione.
–              
Occorre che paesi terzi interessati a cooperare con
l'Unione europea aderiscano pienamente ai principi della non proliferazione;
essi dovrebbero inoltre essere parti delle pertinenti convenzioni dell'IAEA
sulla sicurezza nucleare o aver intrapreso iniziative che dimostrino il fermo
impegno ad aderirvi. La cooperazione con l'Unione europea potrebbe essere
subordinata all'adesione alle suddette convenzioni o al completamento delle
iniziative intraprese in vista dell'adesione. In via eccezionale, si dovrebbe
applicare tale principio con flessibilità nei casi di emergenza.
–              
Per assicurare e monitorare il rispetto degli
obiettivi della cooperazione, il paese terzo beneficiario deve accettare il
principio della valutazione delle azioni intraprese. La valutazione consente il
monitoraggio e il controllo degli obiettivi concordati, e può costituire una
condizione da soddisfare per continuare a ricevere i contributi della Comunità.
–              
La cooperazione nei settori della sicurezza e della
salvaguardie nucleari nel quadro del presente regolamento non mira alla
promozione dell'energia nucleare. 
2. Paesi che dispongono di capacità
elettronucleare installata
Se i paesi hanno già usufruito di finanziamenti della Comunità,
l'ulteriore cooperazione dipenderà dalla valutazione delle azioni finanziate
dal bilancio dell'Unione e da una adeguata motivazione delle nuove esigenze. La
valutazione dovrebbe consentire di definire meglio la natura della cooperazione
e gli importi da concedere in futuro a questi paesi. 
Per i paesi che necessitano di una
cooperazione tempestiva si considererà quanto segue: 
(a)                   
l'urgenza dell'intervento alla luce della
situazione in materia di sicurezza nucleare nel paese interessato; e 
(b)                   
per alcuni paesi che hanno programmato un ambizioso
programma di sviluppo della capacità elettronucleare, l'importanza di
intervenire ad uno stadio opportuno per mettere a punto in parallelo allo
sviluppo del programma elettronucleare una cultura della sicurezza nucleare, in
particolare per quanto riguarda la creazione o il rafforzamento delle autorità
di regolamentazione e delle organizzazioni di supporto tecnico e lo sviluppo e
l'attuazione di strategie e quadri per una gestione sicura e responsabile del
combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi.
Il ricorso ai servizi dell'IRRS (Integrated Regulatory Review Service)
e alle missioni della squadra di controllo della sicurezza (OSART) dell'IAEA
sarà considerato favorevolmente, senza costituire tuttavia un criterio formale
per accedere alla cooperazione con l'UE.
3. Paesi che non dispongono di capacità
elettronucleare installata 
Nel caso di paesi con reattori di ricerca sul loro territorio, che
tuttavia non intendono sviluppare una capacità elettronucleare, la cooperazione
dipenderà dall'urgenza, tenuto conto della situazione in materia di sicurezza
nucleare.
Nel caso di paesi con o senza reattori di
ricerca sul loro territorio che intendono sviluppare una capacità
elettronucleare, per i quali si pone la questione di intervenire allo stadio
opportuno per sviluppare in parallelo allo sviluppo del programma
elettronucleare una cultura della sicurezza nucleare, in particolare per quanto
riguarda il rafforzamento delle autorità di regolamentazione e delle
organizzazioni di sostegno tecnico, la cooperazione terrà conto della
credibilità del programma di sviluppo nucleare, dell'esistenza di una decisione
del governo sull'uso dell'energia nucleare e dell'elaborazione di una tabella
di marcia preliminare[10].
Per i paesi di questa categoria, la cooperazione dovrà mirare
innanzitutto a sviluppare la necessaria infrastruttura di regolamentazione, la
competenza tecnica delle autorità di regolamentazione del settore nucleare e le
relative organizzazioni di sostegno tecnico. Lo sviluppo di strategie e quadri
per la gestione sicura e responsabile del combustibile esaurito e dei rifiuti
radioattivi sarà inoltre esaminata e, eventualmente, finanziata anche nei paesi
che non intendono sviluppare o che hanno deciso di non sviluppare capacità
elettronucleare.
Per i paesi che non rientrano nelle categorie
suddette, è possibile fornire cooperazione nel campo della sicurezza nucleare
in situazioni di emergenza. Questi paesi beneficeranno di una certa
flessibilità nell'applicazione dei criteri generali.
Priorità
Per creare le condizioni di sicurezza
necessarie a eliminare i rischi per la vita e la salute delle popolazioni e a
evitare che i materiali nucleari siano distolti dalle finalità cui sono
destinati, la cooperazione si rivolge innanzitutto alle autorità di
regolamentazione (e alle loro organizzazioni di sostegno tecnico). L'obiettivo
perseguito è garantire le competenze tecniche e l'indipendenza di dette
autorità e promuovere il potenziamento del quadro normativo, in particolare per
quanto riguarda le attività autorizzative, tra cui il riesame e il follow up di
valutazioni effettive e complete dei rischi e della sicurezza ("stress
test").
Tra
le altre priorità dei programmi di cooperazione da sviluppare nel contesto del
presente regolamento figurano:
–              
lo sviluppo e l'attuazione di strategie e quadri
per la gestione sicura e responsabile del combustibile esaurito e dei rifiuti
radioattivi; 
–              
lo smantellamento degli impianti esistenti, la
bonifica degli ex siti nucleari e dei siti dismessi per l'estrazione
dell'uranio, il recupero e la gestione di oggetti e materiale radioattivi
affondati in mare che costituiscono un pericolo per la popolazione.
La cooperazione con gli operatori di impianti
nucleari nei paesi terzi è presa in considerazione in situazioni specifiche nel
quadro delle misure di follow-up per gli "stress test". Tale
cooperazione esclude la fornitura di attrezzature.
Coordinamento 
La Commissione coordinerà la propria
cooperazione a favore dei paesi terzi con le organizzazioni che perseguono
obiettivi analoghi, anche organizzazioni internazionali, in particolare
l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA). Tale coordinamento
permetterà all'Unione europea e alle organizzazioni interessate di evitare le
sovrapposizioni delle azioni e dei finanziamenti destinati ai paesi terzi. È
opportuno che la Commissione coinvolga anche le autorità competenti degli Stati
membri e gli operatori europei nell'esecuzione dei suoi compiti, mettendo a
profitto la qualità della competenza europea nel settore della sicurezza
nucleare.
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA PER
LE PROPOSTE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 
              2.2.    Sistema
di gestione e controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate 
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi dell'incidenza prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza
prevista sugli stanziamenti operativi 
              3.2.3. Incidenza
prevista sugli stanziamenti di natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità
con il quadro finanziario pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione
di terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle
entrate
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA PER LE PROPOSTE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
1.1.        Titolo della
proposta/iniziativa 
Strumento
per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare (INSC)
1.2.        Settore/settori interessati
nella struttura ABM/ABB[11]

Relazioni
esterne, cooperazione in materia di sicurezza nucleare
1.3.        Natura della
proposta/iniziativa 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione 
¨ La proposta/iniziativa riguarda una nuova
azione a seguito di un progetto pilota/un'azione preparatoria[12] 
x (La proposta/iniziativa
riguarda la proroga di un'azione esistente 
¨ (La
proposta/iniziativa riguarda un'azione riorientata verso una nuova azione 
1.4.        Obiettivi
L'Unione europea vanta una pluriennale cultura
della sicurezza nucleare e dispone di un know-how acquisito in Europa e nelle
altre parti del mondo in cui è utilizzata l'energia nucleare. Tali competenze
erano già consolidate nel 1992, quando furono avviati i programmi comunitari
per aiutare i paesi della CSI e i paesi PECO a modernizzare le loro centrali
nucleari. 
La promozione dei massimi standard di sicurezza
nucleare è stata riconfermata come un obiettivo fondamentale e prioritario
della cooperazione della Comunità nel settore nucleare nella comunicazione COM
(2008) 312 della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 22
maggio 2008, dal titolo "La sicurezza nucleare: una sfida
internazionale". 
Qualsiasi paese che intenda far uso di energia
nucleare per scopi civili deve rispettare gli standard di sicurezza nucleare
riconosciuti a livello internazionale. Per far ciò dovrà affrontare la sfida
dello sviluppo di capacità (in termini sia di risorse umane che di
infrastrutture) e definire il quadro legislativo e le istituzioni necessarie a
rispettare gli obblighi internazionali. Grazie alla sua vasta esperienza, l'UE
può fornire un importante contributo al miglioramento della sicurezza nucleare,
della radioprotezione e delle salvaguardie mediante lo strumento per la
cooperazione in materia di sicurezza nucleare, la cui portata geografica è
stata estesa a tutti i paesi terzi. 
L'intervento della Commissione sta passando dalla
fornitura di assistenza tecnica alla cooperazione e si concentra su attività
volte a migliorare la sicurezza nucleare, la radioprotezione e le salvaguardie,
inclusi studi, sviluppo di legislazione, creazione di istituzioni,
miglioramento delle procedure e delle metodologie, anche in materia di gestione
sicura dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito. Particolare
attenzione è prestata alle azioni di formazione nei paesi interessati. In
questo contesto, il valore aggiunto dell'azione dell'UE consiste nel mettere a
disposizione dei paesi terzi l'esperienza maturata dall'Unione, fondata sui più
elevati standard di sicurezza nucleare, in stretta collaborazione con l'Agenzia
internazionale per l'energia atomica (IAEA). 
L'incidente di Chernobyl (1986) ha posto in
rilievo l'importanza della sicurezza nucleare e ha mostrato inequivocabilmente
la necessità di un approccio globale per far fronte alle conseguenze globali e
transnazionali di un incidente nucleare. La necessità di adottare gli standard
di sicurezza nucleare più elevati al mondo si è manifestata con rinnovato
vigore dopo l'incidente di Fukushima-Daiichi che ha fatto sorgere serie
preoccupazioni circa la capacità degli impianti nucleari in funzionamento di
resistere alle conseguenze di gravi eventi naturali, quali terremoti e
inondazioni. 
In risposta all'incidente di Fukushima-Daiichi, la
Commissione europea e le autorità nazionali hanno chiesto che vengano
effettuate valutazioni globali e trasparenti dei rischi e della sicurezza
("stress test") delle centrali nucleari negli Stati membri dell'UE.
Per queste valutazioni senza precedenti sono stati definiti i requisiti del
gruppo dei regolatori europei in materia di sicurezza nucleare (ENSREG) e una
tabella di marcia, mentre è in programma l'estensione dell'esercizio a paesi
terzi (in particolare ai paesi vicini dell'Unione).
È stato confermato che le conseguenze sociali,
economiche e per la salute di un incidente in un paese terzo potrebbero essere
gravissime per l'UE. La necessità di instaurare una cooperazione efficace
intesa a prevenire gli incidenti mediante l'attuazione di standard elevati di
sicurezza nucleare ne risulta rafforzata. Alcuni paesi hanno preso la decisione
politica di eliminare gradualmente l'energia nucleare e altri quella di non
avviare i programmi previsti; nondimeno molti paesi continueranno a utilizzare
le centrali nucleari e alcuni probabilmente ne costruiranno di nuove. Benché
l'Unione riconosca che l'utilizzo di energia nucleare è una questione che
rientra nella sovranità nazionale, è nel suo interesse che gli impianti
nucleari, soprattutto quelli dei paesi vicini, funzionino in modo sicuro e che
i materiali nucleari siano correttamente registrati. Al riguardo, l'UE
coopererà con paesi terzi e con altre organizzazioni.
1.4.1.     Obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa 
L'Unione
europea finanzia misure volte a promuovere un livello elevato di sicurezza
nucleare e di radioprotezione nonché l'applicazione di efficienti ed efficaci
misure di salvaguardia concernenti il materiale nucleare nei paesi terzi.
1.4.2.     Obiettivi specifici e attività
ABM/ABB interessate 
Obiettivo specifico n. 1:
Promozione
di un'autentica cultura della sicurezza nucleare e attuazione degli standard
più elevati di sicurezza nucleare e radioprotezione.
Attività AMB/ABB interessate
Obiettivo specifico n. 2
Gestione
responsabile e sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi,
smantellamento e bonifica degli ex siti e impianti nucleari.
Attività AMB/ABB interessate
Obiettivo specifico n. 3
Elaborazione
di quadri e metodologie per l'applicazione di efficienti ed efficaci
salvaguardie concernenti il materiale nucleare nei paesi terzi.
Attività AMB/ABB interessate
1.4.3.     Risultati e incidenza previsti
–              
Creazione di un'autentica cultura della sicurezza
nucleare e attuazione degli standard più elevati di sicurezza nucleare e di
radioprotezione negli impianti nucleari e nelle pratiche radiologiche di paesi
terzi;
–              
attuazione di quadri regolamentari efficaci in
materia di sicurezza nucleare, che definiscano procedure e sistemi atti a
garantire una protezione adeguata dalle radiazioni ionizzanti provenienti da
materiale radioattivo; 
–              
sviluppo di dispositivi efficaci per la prevenzione
degli incidenti aventi conseguenze radiologiche e l'attenuazione delle
eventuali conseguenze e per la pianificazione, la preparazione e la risposta
alle emergenze, la protezione civile e le misure di risanamento;
–              
cooperazione e sostegno internazionale in materia
di sicurezza nucleare per garantire che siano istituiti e attuati i livelli più
elevati e più affidabili di sicurezza nucleare;
–              
elaborazione e attuazione di strategie responsabili
riguardanti lo smaltimento del combustibile esaurito, la gestione dei rifiuti,
lo smantellamento degli impianti, la bonifica degli ex siti nucleari e il
recupero e la gestione di oggetti e materiali radioattivi affondati in mare o
dispersi a terra; 
–              
elaborazione di quadri e metodologie per migliorare
le salvaguardie nucleari a livello mondiale.
1.4.4.     Indicatori di risultato e di
incidenza 
–              
I programmi di azione annuali specificano le
attività che l'UE realizzerà, indicando gli obiettivi perseguiti con le singole
azioni e i risultati previsti. Gli indicatori specifici sono definiti prima
dell'attuazione dei progetti, conformemente alle peculiarità di ciascuna
azione. L'articolo 1 del presente regolamento definisce un indicatore per
obiettivo ai fini della valutazione dei progressi generali realizzati. 
1.5.        Motivazione della
proposta/iniziativa 
La base giuridica dell'INSC è il trattato
Euratom, in particolare l'articolo 203.
1.5.1.     Necessità da coprire nel breve
e lungo termine 
La
proposta legislativa riguarda i requisiti per la promozione e l'attuazione nei
paesi terzi dei più elevati standard di sicurezza nucleare, radioprotezione e
salvaguardie efficienti ed efficaci concernenti il materiale nucleare.
1.5.2.     Valore aggiunto
dell'intervento dell'Unione europea
Con
una presenza importante di centrali nucleari commerciali sul suo territorio (146 delle
436 a livello mondiale) e il 30% della produzione di elettricità proveniente da
energia nucleare, l'Unione europea dispone di un'esperienza pluriennale nel
settore della sicurezza nucleare, compreso lo smantellamento degli impianti
nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi. Di conseguenza tutti gli Stati
membri dell'UE dispongono di ampie competenze in tutti i settori della
sicurezza nucleare. La varietà delle tecnologie, che richiede approcci
differenti, garantisce la flessibilità necessaria per rispondere alle esigenze
dei paesi terzi.
L'Unione
europea ha adottato un quadro giuridico comune in materia di sicurezza nucleare
e gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito. Così facendo ha
dato il buon esempio e spera di persuadere gli altri ad adottare standard
altrettanto elevati. 
Viste
le sfide sempre più complesse da affrontare, non è possibile per l'Unione
conseguire uno solo dei suoi obiettivi prioritari - sicurezza, crescita e
occupazione, cambiamenti climatici, accesso all'energia, sanità e pandemie,
migrazione – isolandosi dal resto del mondo. In un momento di crisi economica,
un approccio più coordinato e integrato tra l'Unione e i suoi Stati membri
grazie alla programmazione congiunta, comporterà più valore aggiunto, più forza
e legittimazione, impatto ed efficacia maggiori.
L'UE
gode di una posizione unica, in termini di imparzialità e neutralità, per
svolgere con successo azioni esterne a nome dei suoi Stati membri e insieme ad
essi, il che ne aumenta la credibilità nei paesi con cui collabora. L'UE si
trova nella posizione migliore per assumere il ruolo di leader mondiale per
conto dei suoi cittadini.
Con
27 Stati membri che agiscono nell'ambito di politiche e strategie comuni, solo
l'UE dispone della massa critica necessaria per affrontare le sfide globali,
mentre le azioni svolte dagli Stati membri rischiano di essere limitate e
frammentarie e sono spesso contrassegnate da progetti di dimensioni troppo
ridotte per indurre un cambiamento sostenibile nel settore. Grazie alla sua
massa critica, l'UE si trova inoltre in una posizione migliore per condurre un
dialogo strategico con le autorità dei governi partner. 
Nel
programmare la propria cooperazione, l'UE presta particolare attenzione alla
capacità strutturale ed economica dei paesi interessati. La possibilità di
reagire ad esigenze impreviste è contemplata dal regolamento INSC attualmente
in vigore, ed era stata offerta al Giappone a seguito dell'incidente di Fukushima.

L'UE
ha sviluppato una rete di accordi internazionali a livello mondiale non
paragonabile a quelle dei singoli Stati membri e che aumenta l'influenza di
questi ultimi in quasi tutti i settori delle relazioni internazionali, anche in
quello della sicurezza nucleare. L'UE svolge un ruolo guida in questo settore,
ma deve migliorare ulteriormente la propria visibilità. 
L'UE
può fare di più delle altre organizzazioni internazionali perché applica un
approccio olistico allo sviluppo e alle relazioni esterne. La suddivisione del
lavoro all'interno dell'UE è una componente essenziale del suo valore aggiunto.
Grazie alla sua rete di accordi internazionali con partner e organizzazioni a
livello mondiale, l'UE è un coordinatore naturale, che può influenzare quasi
tutti i settori delle relazioni internazionali, a differenza di quanto
potrebbero fare i singoli Stati membri agendo da soli. 
Inoltre,
in un momento di ristrettezze di bilancio, che vede più Stati membri costretti
a ritirarsi da interi settori e paesi, l'UE è in grado di continuare a svolgere
un ruolo attivo.
1.5.3.     Insegnamenti tratti da
esperienze analoghe
Le
cause profonde degli incidenti nucleari gravi sono essenzialmente la mancanza
di una cultura della sicurezza nucleare, di sicurezza nella progettazione
(aspetti della progettazione dell'impianto legati alla sicurezza) e di
sicurezza operativa. Con i programmi di cooperazione in materia di sicurezza
nucleare dell'Unione europea si è quindi ritenuto opportuno rivolgersi agli
operatori nucleari, per migliorare la situazione sul campo, e alle autorità di
regolamentazione del settore nucleare, per garantire che queste dispongano
della capacità tecnica e dell'indipendenza necessarie per imporre il rispetto
di standard di sicurezza nucleare adeguati. 
In
alcuni casi è stato necessario fornire apparecchiature di sicurezza per poter
risolvere casi urgenti in modo tempestivo. Tuttavia, la fornitura di
apparecchiature è stata in generale sospesa, dato che i casi suddetti sono
stati risolti e i programmi si ispirano al principio dell'impiego più
efficiente possibile delle risorse, evitando pratiche con implicazioni
commerciali e che incidano sulla concorrenza. 
Nel
contesto dello INSC, era stata avviata la cooperazione con un numero di paesi
terzi che intendono integrare l'energia nucleare nel loro mix energetico (i
cosiddetti "paesi emergenti"). La cooperazione ha coperto soprattuto
lo sviluppo delle capacità delle autorità di regolamentazione, di
infrastrutture normative e strategie di gestione dei rifiuti al fine di
assicurare la messa a punto di una cultura e di un quadro normativo in materia
di sicurezza nucleare in una fase sufficientemente precoce. I paesi sono stati
selezionati sulla base dei criteri proposti dal Consiglio. 
Le
conseguenze degli incidenti nucleari possono essere mitigate, entro certi
limiti, grazie alla preparazione alle emergenze, la quale deve pertanto
rimanere un'importante parte integrante del programma.
Per
incidenti gravi con conseguenze radiologiche si è reso necessario l'aiuto della
comunità internazionale per soccorrere le popolazioni colpite e per il recupero
ambientale degli ex siti nucleari. È stato il caso di Cernobyl, dove è iniziata
la fase finale dei maggiori progetti di costruzione. I programmi futuri
dovrebbero contemplare la possibilità di cooperare in tal senso con i paesi
terzi, ove necessario e opportuno.
Le
attività svolte in passato riguardanti il combustibile nucleare, l'uso di navi
e sottomarini a propulsione nucleare e di radioisotopi non erano sempre
all'altezza degli standard necessari per proteggere la popolazione e
l'ambiente. Le autorità centrali e locali sono ancora alle prese con il
difficile compito di risanare sotto il profilo ambientale i siti colpiti e di
smaltire il combustibile e i rifiuti nucleari, il che può rendere necessaria la
cooperazione internazionale. Questa parte del programma di sicurezza nucleare
dovrebbe figurare tra le priorità dello strumento in futuro. 
Perché
il combustibile nucleare esaurito e i rifiuti nucleari siano trattati in modo
adeguato e responsabile, i programmi di sicurezza nucleare offrono cooperazione
ai paesi terzi che intendono elaborare strategie e quadri normativi nazionali
per il combustibile esaurito e i rifiuti nucleari. Avendo l'Unione europea
adottato di recente una direttiva per la gestione dei rifiuti radioattivi e del
combustibile nucleare, è opportuno continuare a incoraggiare i paesi terzi ad
adottare standard altrettanto elevati e anche la cooperazione in questo campo
dovrebbe rimanere una priorità. 
La
promozione della cooperazione internazionale rimane essenziale per assicurare
il coordinamento delle attività dei diversi attori e l'impiego migliore delle
risorse. L'IAEA continuerà a svolgere un ruolo fondamentale al riguardo, in
particolare per potenziare il Global Nuclear Safety Regime (quadro per imporre
a livello mondiale l'applicazione di un livello elevato di sicurezza negli
impianti nucleari). Il sostegno a favore delle attività dell'IAEA, soprattutto
delle misure a carattere globale o regionale, dovrebbe venir ulteriormente
preso in considerazione, garantendo un'adeguata visibilità alle azioni/ai
contributi dell'UE.
Dopo
l'incidente di Fukushima-Daiichi, la questione di una valutazione generale dei
rischi e della sicurezza negli impianti nucleari ("stress test")
dovrebbe assumere maggiore importanza e venire estesa a tutti gli impianti
nucleari, anche ai reattori di ricerca, agli impianti di stoccaggio temporaneo
di combustile esaurito e agli impianti di stoccaggio e smaltimento dei rifiuti
radioattivi.
La
cooperazione con le autorità di regolamentazione del settore nucleare (e le
rispettive organizzazioni di sostegno tecnico) rimarrà al centro della
cooperazione in materia di sicurezza nucleare, mentre la cooperazione con gli
operatori di centrali nucleari deve essere riconsiderata alla luce delle
prestazioni e dei risultati degli "stress test" e di circostanze
specifiche. 
Lo
smaltimento del combustibile esaurito, la gestione dei rifiuti, lo
smantellamento degli impianti e la bonifica dei siti sono questioni divenute
sempre più importanti nel corso del tempo. Occorre considerare la cooperazione
futura in questi settori come una priorità del programma. 
La
vicinanza geografica all'UE (compresi i paesi in fase di preadesione e del
vicinato dell'Unione) deve rimanere una priorità, ma non essere un criterio
esclusivo nel valutare i programmi di cooperazione nel contesto del nuovo
strumento. 
L'evoluzione
della situazione internazionale esige un cambiamento in termini di orientamento
e priorità, più che un cambiamento della portata generale della cooperazione in
materia di sicurezza nucleare.
1.5.4.     Coerenza ed eventuale sinergia
con altri strumenti pertinenti
Occorre
assicurare la coerenza delle misure previste nel settore dell'attenuazione dei
rischi chimici, biologici, radiologici e nucleari (CBRN) nell'ambito dello
strumento di stabilità (IFS), con particolare riguardo alle misure concernenti
le salvaguardie nucleari (tra cui la lotta contro il traffico illecito di
materiali nucleari e radiologici e i controlli alle frontiere) e alle misure di
preparazione alle emergenze.
1.6.        Durata dell'azione e
dell'incidenza finanziaria 
x Proposta/iniziativa di durata limitata

–     
x Proposta/iniziativa in vigore dal 2014 al 2020 
–     
¨  Incidenza finanziaria dal …. al …. 
¨ Proposta/iniziativa di durata
illimitata
Attuazione con un periodo di avviamento dal ….
al ….,
seguito da un funzionamento a pieno ritmo.
1.7.        Modalità di gestione prevista[13] 
x Gestione diretta centralizzata da parte della Commissione 
x Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
¨        agenzie esecutive 
¨        organismi creati dalle Comunità[14] 
x        organismi pubblici nazionali/organismi investiti di
attribuzioni di servizio pubblico 
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V
del trattato sull'Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente
atto di base ai sensi dell'articolo 49 del regolamento finanziario 
x Gestione concorrente
con gli Stati membri 
x Gestione decentrata
con paesi terzi 
x Gestione congiunta con
organizzazioni internazionali (IAEA)
Se è indicata più di
una modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce
"Osservazioni".
Osservazioni 
La
maggior parte dei progetti e dei programmi nell'ambito dello strumento prevede
una gestione centrale diretta. Ove necessario e appropriato al fine di
potenziare l'efficacia degli interventi, per motivi logistici e politici, la
gestione indiretta, concorrente o congiunta può esser presa in considerazione;
la gestione congiunta può essere applicata nello specifico se uno Stato membro
e/o le sue agenzie o l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (IAEA)
hanno già avviato o stanno preparando azioni analoghe.
2.           MISURE DI GESTIONE 
2.1.        Disposizioni in materia di
monitoraggio e di relazioni 
Precisare la frequenza
e le condizioni.
I sistemi di monitoraggio e valutazione della Commissione
europea, sempre più orientati ai risultati, vedono coinvolti personale interno
ed esperti esterni.
I
funzionari responsabili presso le delegazioni e la sede centrale assicurano un
monitoraggio costante dell'attuazione di progetti e programmi secondo varie
modalità, anche con visite in loco ove possibile. L'attività di monitoraggio
fornisce preziose informazioni sui progressi compiuti e permette ai
responsabili di individuare difficoltà effettive o potenziali e di adottare misure correttive.
Ci
si avvale della collaborazione di esperti esterni indipendenti per valutare il
rendimento delle azioni esterne dell'UE mediante tre diversi sistemi. Tali
valutazioni contribuiscono ad accrescere i livelli di responsabilità e a
migliorare gli interventi in corso; inoltre, traendo insegnamenti da esperienze
passate, ispirano politiche ed azioni per il futuro. Tutti gli strumenti si
avvalgono dei criteri di valutazione OCSE-CAS, internazionalmente riconosciuti,
ivi compreso il criterio dell'impatto (potenziale).
In
primo luogo, a livello del progetto, il sistema di monitoraggio orientato ai
risultati (ROM), gestito dalla sede centrale, fornisce una panoramica concisa e
mirata della qualità di un campione di interventi. Avvalendosi di una
metodologia altamente strutturata e standardizzata, gli esperti indipendenti
del ROM attribuiscono punteggi che rispecchiano i punti forti e le debolezze
del progetto e formulano raccomandazioni su come migliorare l'efficacia. 
Le
valutazioni a livello del progetto, che sono gestite dalla delegazione UE
responsabile del progetto, forniscono un'analisi più dettagliata e approfondita
e aiutano i responsabili del progetto a migliorare gli interventi in corso e a
preparare quelli futuri. Esperti esterni indipendenti, dotati di competenze
tematiche e geografiche, sono incaricati di svolgere l'analisi e di raccogliere
riscontri e testimonianze presso tutte le parti interessate, senza trascurare i
beneficiari finali.
La
Commissione realizza anche valutazioni strategiche delle sue politiche, dalla
fase di programmazione ed elaborazione della strategia all'attuazione degli
interventi in un settore specifico (salute, istruzione ecc.) in un paese o
regione, oppure di un determinato strumento. Tali valutazioni rappresentano un
importante contributo alla formulazione delle politiche e alla definizione di
strumenti e progetti. Tutte le valutazioni sono pubblicate sul sito web della
Commissione e una sintesi delle risultanze è inclusa nella relazione annuale al
Consiglio e al Parlamento europeo.
2.2.        Sistema di gestione e
controllo 
Le
misure finanziate nel quadro del presente regolamento sono attuate
conformemente al regolamento finanziario. 
In
casi debitamente giustificati la Commissione può decidere, a norma
dell'articolo 54 del regolamento finanziario, di affidare funzioni implicanti
l'esercizio di potestà pubbliche, in particolare le funzioni di esecuzione del
bilancio, agli organismi di cui all'articolo 54, paragrafo 2, lettera c), del
regolamento finanziario a condizione che essi siano riconosciuti a livello
internazionale, siano conformi ai requisiti internazionali in materia di
gestione e controllo e siano sottoposti alla vigilanza di un'autorità pubblica.
Conformemente
al regolamento finanziario, le misure finanziate a norma del presente
regolamento possono essere attuate direttamente dalla Commissione, nell'ambito
della gestione concorrente con gli Stati membri, o indirettamente, affidando
funzioni di esecuzione del bilancio a entità o persone di cui all'articolo 55,
paragrafo 1, lettera c), del regolamento finanziario. Alle condizioni di cui
all'articolo 57 del regolamento finanziario, tali entità o persone possono
essere autorizzate ad avvalersi delle proprie procedure e norme per
l'aggiudicazione di appalti e la concessione di sovvenzioni.
2.2.1.     Rischi individuati 
Ambiente di rischio
Il
contesto operativo degli aiuti forniti tramite il presente strumento è
caratterizzato dai seguenti fattori di rischio, che potrebbero portare alla
mancata realizzazione degli obiettivi dello strumento, ad una gestione
finanziaria non ottimale e/o all'inosservanza delle norme vigenti (errori
riguardanti la legalità e la regolarità):
–              
l'instabilità economica/politica e/o le catastrofi
naturali, che possono causare difficoltà e ritardi nell'ideazione e
nell'attuazione degli interventi, soprattutto negli Stati fragili; 
–              
la scarsa capacità istituzionale e amministrativa
nei paesi partner, che può causare difficoltà e ritardi nell'ideazione e nell'attuazione
degli interventi; 
–              
la dispersione geografica dei progetti e dei
programmi (che coprono un gran numero di Stati/territori/regioni), che può
porre problemi logistici o di risorse in sede di monitoraggio, specialmente per
il follow-up delle attività in loco; 
–              
la diversità delle strutture e delle capacità di
controllo interno dei vari partner/beneficiari potenziali, che può frammentare
e, di conseguenza, ridurre l'efficacia e l'efficienza delle risorse di cui
dispone la Commissione per sostenere e monitorare l'attuazione; 
–              
le carenze qualitative e quantitative dei dati
disponibili sui risultati e sull'incidenza dell'attuazione degli aiuti
esterni/dei piani di sviluppo nazionali nei paesi partner, che possono
compromettere la capacità della Commissione di riferire sui/rendere conto dei
risultati.
Livello previsto di rischio di non conformità delle norme applicabili
L'obiettivo
dello strumento in termini di conformità è mantenere il tradizionale livello di
rischio di non conformità (tasso di errore) per il portafoglio EuropeAid, vale
a dire un livello "netto" residuo di errore (calcolato su base
pluriennale una volta eseguiti tutti i controlli e le rettifiche previsti sui
contratti chiusi) inferiore al 2%. Questo comporta tradizionalmente un margine
di errore stimato al 2-5% su un campione annuale randomizzato di operazioni
utilizzato dalla Corte dei conti europea ai fini della dichiarazione annuale di
affidabilità (DAS). DEVCO ritiene che questo sia il rischio più basso di non
conformità a cui si può arrivare considerati il contesto ad alto rischio, gli
oneri amministrativi e la necessaria efficacia in termini di costi dei
controlli di conformità. 
2.2.2.     Modalità di controllo previste

Struttura di controllo interno di DEVCO
Il
processo di controllo interno/gestione di DEVCO è destinato a fornire
ragionevoli garanzie quanto al conseguimento degli obiettivi di efficacia e
efficienza delle sue operazioni, affidabilità dei suoi rendiconti finanziari e
conformità con il quadro legislativo e procedurale pertinente.
Efficacia e coerenza
Per
garantire l'efficacia e l'efficienza delle sue operazioni (e abbassare
l'elevato livello di rischio nell'ambito degli aiuti esterni), oltre a tutti
gli elementi della politica strategica e del processo di pianificazione della
Commissione, alla struttura di audit interno e agli altri requisiti delle norme
di controllo interno della Commissione, EuropeAid manterrà per tutti i suoi
strumenti un quadro ad hoc per la gestione degli aiuti comprendente:
–              
una gestione decentrata della maggior parte degli
aiuti esterni affidata alle delegazioni UE in loco;
–              
linee di responsabilità finanziaria chiare e
ufficiali, dall'ordinatore delegato (direttore generale), mediante sottodelega
dell'ordinatore sottodelegato (direttore) presso la sede centrale, al capo
delegazione;
–              
relazioni regolari delle delegazioni UE alla sede
centrale (relazioni sulla gestione dell'assistenza esterna), compresa una
dichiarazione annuale di affidabilità del capo delegazione;
–              
l'organizzazione di un consistente programma di
formazione per il personale della sede centrale e delle delegazioni;
–              
valido sostegno e assistenza da parte della sede
centrale alle delegazioni (anche via Internet);
–              
visite "di verifica" regolari, ogni 3-6
anni, alle delegazioni operanti in regime decentrato;
una
metodologia di gestione del ciclo dei progetti e dei programmi comprendente; 
–              
strumenti a sostegno della qualità per l'ideazione
degli interventi, i relativi metodi di attuazione, il meccanismo di
finanziamento, il sistema di gestione, la valutazione e la selezione di tutti i
partner nell'attuazione ecc.;
–              
strumenti di gestione, monitoraggio e
rendicontazione dei programmi e dei progetti per un'attuazione efficace,
compreso un monitoraggio esterno regolare dei progetti in loco;
–              
rilevanti componenti di valutazione e di audit.
Rendicontazione finanziaria e norme contabili
DEVCO continuerà a cercare di rispettare i massimi
standard di contabilità e rendicontazione finanziaria utilizzando il sistema di
contabilità per competenza (ABAC) della Commissione e gli strumenti specifici
per l'assistenza esterna quali il sistema integrato di gestione
dell'informazione (CRIS). 
I metodi per il controllo della conformità con il
quadro legislativo e procedurale pertinente sono illustrati nella sezione 2.3
(Misure di prevenzione delle frodi e delle irregolarità).
2.3.        Misure di prevenzione delle
frodi e delle irregolarità 
Visto
il contesto ad alto rischio in cui opera EuropeAid, i suoi sistemi devono
preventivare un gran numero di potenziali errori di conformità (irregolarità)
nelle operazioni e garantire un alto livello di prevenzione, individuazione e
controlli di rettifica sin dalle prime fasi del processo di pagamento. Questo
significa, in pratica, che i controlli di conformità di EuropeAid si baseranno
prevalentemente sulle verifiche ex ante approfondite eseguite dai revisori
esterni e dal personale della Commissione in loco prima dei pagamenti finali
dei progetti (ferma restando l'esecuzione di alcune revisioni contabili e
verifiche ex post), il che va ben oltre le salvaguardie finanziarie richieste
dal regolamento finanziario. Il quadro di conformità di EuropeAid comprende,
tra l'altro, le componenti significative elencate di seguito.
Misure
preventive
–              
Formazione di base obbligatoria sulle questioni
attinenti alle frodi per il personale addetto alla gestione degli aiuti e i
revisori contabili;
–              
messa a disposizione (anche via Internet) di linee
guida, tra cui la Guida pratica alle procedure contrattuali, EuropeAid
Companion e le istruzioni pratiche ("toolkit") per la gestione
finanziaria (per i partner nell'attuazione);
–              
valutazione ex ante per garantire l'esistenza e
l'attivazione di opportune misure antifrode, volte a prevenire e individuare le
frodi nella gestione dei fondi UE, presso le autorità incaricate di amministrare
i fondi corrispondenti in gestione congiunta, decentrata e concorrente;
–              
analisi ex ante dei meccanismi antifrode esistenti
nel paese partner nell'ambito della valutazione del criterio di ammissibilità
della gestione delle finanze pubbliche cui è subordinata la concessione del
sostegno al bilancio (esistenza di un deciso impegno a combattere la frode e la
corruzione, di autorità ispettive adeguate, di una capacità giudiziaria
sufficiente e di meccanismi efficaci di reazione e sanzione).
–              
Nel 2008 la Commissione ha sottoscritto ad Accra
l'Iniziativa per la trasparenza degli aiuti internazionali (ITAI), aderendo
quindi a un nuovo standard globale per la trasparenza degli aiuti che
garantisce la disponibilità di dati più tempestivi, dettagliati e regolari sui
flussi di aiuti e sui relativi documenti. 
–              
La Commissione attua dal 14 ottobre 2011 la prima
fase dello standard IATI sulla pubblicazione trasparente delle informazioni
sugli aiuti in previsione del forum ad alto livello sull'efficacia degli aiuti
tenutosi a Busan nel novembre 2011. La Commissione collaborerà inoltre con
gli Stati membri dell'UE per mettere a punto un'applicazione informatica comune
in rete, denominata TR-AID, che trasforma i dati sugli aiuti UE ottenuti
tramite l'IATI e altre fonti in informazioni di facile uso.
Misure
di individuazione e rettifica
–              
Audit e verifiche esterni (obbligatori e basati
sull'analisi del rischio), anche ad opera della Corte dei conti.
–              
Controlli a posteriori (basati sull'analisi del
rischio) e recuperi
–              
Sospensione dei finanziamenti UE in caso di grave
frode, compresa la corruzione su vasta scala, fino a che le autorità non
abbiano adottato opportuni provvedimenti per rettificare la frode e prevenire
che si ripeta in futuro.
EuropeAid
definirà inoltre la propria strategia antifrode in linea con la nuova strategia
antifrode della Commissione (CAFS) adottata il 24 giugno 2011, per garantire
tra l'altro che:
–              
i controlli antifrode interni di EuropeAid siano
pienamente allineati con la CAFS; 
–              
l'approccio EuropeAid alla gestione del rischio di
frodi sia diretto all'individuazione degli ambiti a rischio di frode e delle
risposte adeguate;
–              
i sistemi utilizzati per spendere i fondi UE nei
paesi terzi consentano di recuperare i dati pertinenti da utilizzare ai fini
della gestione del rischio di frode (ad esempio, doppi finanziamenti).
–              
Se necessario, saranno creati gruppi in rete e
strumenti informatici adeguati per analizzare i casi di frode collegati al
settore degli aiuti esterni.
2.4         Stima dei costi e dei
benefici dei controlli
La
media annuale dei costi complessivi di controllo interno/gestione per l'intero
portafoglio EuropeAid è stimata a 658 milioni di EUR di impegni nella
pianificazione di bilancio 2014-2020. Questo importo comprende la gestione del
FES, che è integrata nella struttura di gestione di EuropeAid. Questi costi non
operativi rappresentano circa il 6,4% della media annuale stimata di 10,2
miliardi di EUR prevista da EuropeAid per i suoi impegni complessivi
(operativi e amministrativi) nel suo portafoglio di spesa finanziato dal
bilancio generale dell'UE e dal Fondo europeo di sviluppo per il periodo 2014-2020.

In
questi costi di gestione rientrano tutto il personale di EuropeAid presso la
sede centrale e nelle delegazioni, le infrastrutture, i viaggi, la formazione,
il monitoraggio, la valutazione e i contratti di audit (compresi quelli
lanciati dai beneficiari).
Col
tempo EuropeAid intende ridurre il rapporto attività di gestione/attività
operative nell'ambito della struttura perfezionata e semplificata dei nuovi
strumenti, basandosi sulle modifiche che saranno probabilmente introdotte a
norma del regolamento finanziario riveduto. I principali benefici in termini di
costi di gestione riguardano il conseguimento degli obiettivi strategici, l'uso
efficiente ed efficace delle risorse e l'attuazione di misure preventive e di
altre verifiche solide ed efficaci in termini di costi per garantire un uso
legittimo e regolare dei fondi.
La
natura e la portata delle attività di gestione e dei controlli di conformità continueranno
ad essere migliorate anche in futuro; questi costi sono tuttavia nel loro
insieme necessari per una realizzazione efficace ed efficiente degli obiettivi
degli strumenti con un rischio minimo di non conformità (meno del 2% di errore
residuo). Questi costi sono nettamente inferiori ai rischi che potrebbe
comportare l'abolizione o la riduzione dei controlli interni in questo settore
ad alto rischio. 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA
PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.        Rubrica/rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
·      Linee di bilancio di spesa esistenti 
Per rubrica del quadro
finanziario pluriennale e linea di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero 19 06 04 Assistenza nel settore nucleare || SD/SND ([15])   || di paesi EFTA[16]   || di paesi candidati[17]   || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
   || Numero 19 06 04 01 || SD || (NO) || (NO) || (NO) ||   
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione: NON
APPLICABILE
Secondo l'ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…..……………………………………………………….] || Diss./Non diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
   || [XX.YY.YY.YY] ||   || Sì/No || Sì/No || Sì/No || Sì/No 
3.2.        Incidenza prevista sulle
spese 
3.2.1.     Sintesi dell'incidenza prevista sulle spese 
                Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: ||   || Assistenza nel settore nucleare 
 DG: <…….> ||   ||   || Anno N[18] 2014 || Anno N+1 2015 || Anno N+2 2016 || Anno N+3 2017 || Anno N+4 2018 || Anno N+5 2019 || Anno N+6 2020 || TOTALE 
  Stanziamenti operativi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare (19.06.04) || Impegni || (1) || 83,584 || 85,277 || 86,970 || 88,763 || 90,478 || 92,348 || 94,241 || 621,661 
 Pagamenti || (2) || 0,581 || 38,592 || 59,602 || 69,624 || 76,548 || 84,636 || 81,649 || 411,232 
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati  dalla dotazione di programmi specifici[19] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Numero della linea di bilancio 19.0104 06 ||   || (3) || 1,316 || 1,323 || 1,330 || 1,337 || 1,422 || 1,352 || 1,359 || 9,439 
 TOTALE degli stanziamenti per la DG <….> || Impegni || =1+1a +3 || 84,900 || 86,600 || 88,300 || 90,100 || 91,900 || 93,700 || 95,600 || 631,100 
 Pagamenti || =2+2a +3 || 1,897 || 39,915 || 60,932 || 70,961 || 77,970 || 85,988 || 83,008 || 420,671 
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 83,584 || 85,277 || 86,970 || 88,763 || 90,478 || 92,348 || 94,241 || 621,661 
 Pagamenti || (5) || 0,581 || 38,592 || 59,602 || 69,624 || 76,548 || 84,636 || 81,649 || 621,661 
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) || 1,316 || 1,323 || 1,330 || 1,337 || 1,422 || 1,352 || 1,359 || 9,439 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA <4> del quadro finanziario pluriennale || Impegni || =4+ 6 || 84,900 || 86,600 || 88,300 || 90,100 || 91,900 || 93,700 || 95,600 || 631,100 
 Pagamenti || =5+ 6 || 1,897 || 39,915 || 60,932 || 70,961 || 77,970 || 85,988 || 83,008 || 420,671 
Se la proposta/iniziativa incide su più rubriche: Non
disponibile
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE 1-4 del quadro finanziario pluriennale (Importo di riferimento) || Impegni || =4+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || =5+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || "Spese amministrative" 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N 2014 || Anno N+1 2015 || Anno N+2 2016 || Anno N+3 2017 || Anno N+4 2018 || Anno N+5 2019 || Anno N+6 2020 || TOTALE 
 DG: <…….> || 
  Risorse umane || 2,440 || 2,415 || 2,391 || 2,367 || 2,367 || 2,367 || 2,367 || 16,716 
  Altre spese amministrative || 0,368 || 0,340 || 0,335 || 0,335 || 0,335 || 0,335 || 0,335 || 2,383 
 TOTALE DG <….> || Stanziamenti || 2,808 || 2,756 || 2,726 || 2,702 || 2,702 || 2,702 || 2,702 || 19,099 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 2,808 || 2,756 || 2,726 || 2,702 || 2,702 || 2,702 || 2,702 || 19,099 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || Anno N 2014 || Anno N+1 2015 || Anno N+2 2016 || Anno N+3 2017 || Anno N+4 2018 || Anno N+5 2019 || Anno N+6 2020 || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE 1-5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 87,708 || 89,356 || 91,026 || 92,802 || 94,602 || 96,402 || 98,302 || 650,199 
 Pagamenti || 4,705 || 42,671 || 63,658 || 73,663 || 80,672 || 88,690 || 85,710 || 439,770 
3.2.2.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi ¨   La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi 
x        La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi, come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || TOTALE 
 RISULTATI 
 Tipo di risultato[20]   || Costo medio del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Total Costo totale 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 1[21] Promozione di una autentica cultura della sicurezza nucleare e attuazione degli standard più elevati di sicurezza nucleare e di radioprotezione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale obiettivo specifico 1 ||   || 25,08 ||   || 25,58 ||   || 26,09 ||   || 26,63 ||   || 27,14 ||   || 27,70 ||   || 28,27 ||   || 186,50 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 2 Gestione responsabile e sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, smantellamento e bonifica degli ex siti ed impianti nucleari. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || - Risultato ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale obiettivo specifico 2 ||   || 54,33 ||   || 55,43 ||   || 56,53 ||   || 57,70 ||   || 58,81 ||   || 60,03 ||   || 61,26 ||   || 404,08 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 3 Elaborazione di quadri e metodologie per l'applicazione di salvaguardie efficienti ed efficaci concernenti il materiale nucleare nei paesi terzi. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale obiettivo specifico 3 ||   || 4,18 ||   || 4,26 ||   || 4,35 ||   || 4,44 ||   || 4,52 ||   || 4,62 ||   || 4,71 ||   || 31,08 
 COSTO TOTALE ||   || 83,58 ||   || 85,28 ||   || 86,97 ||   || 88,76 ||   || 90,48 ||   || 92,35 ||   || 94,24 ||   || 621,66 
N.B. Va osservato che, a questo stadio, la
ripartizione per obiettivo specifico e le assegnazione per i vari risultati
sono puramente indicative. I risultati indicati più sopra si basano sulle stime
iniziali e vengono riportati a scopo illustrativo.
3.2.3.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti di natura amministrativa
3.2.3.1.  Sintesi 
¨        La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di
stanziamenti di natura amministrativa 
x        La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
di natura amministrativa, come spiegato di seguito:
Mio EUR (al terzo
decimale)
   || 2014[22] || 2015 || 2016 || 2107 || 2018 || 2019 || 2020 || TOTALE 
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 2,440 || 2,415 || 2,391 || 2,367 || 2,367 || 2,367 || 2,367 || 16,716 
 Altre spese amministrative || 0,368 || 0,340 || 0,335 || 0,335 || 0,335 || 0,335 || 0,335 || 2,383 
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 2,808 || 2,756 || 2,726 || 2,702 || 2,702 || 2,702 || 2,702 || 19,099 
 Esclusa la RUBRICA 5[23] del quadro finanziario pluriennale   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Risorse umane || 0,968 || 0,968 || 0,968 || 0,968 || 0,968 || 0,968 || 0,968 || 6,778 
 Altre spese di natura amministrativa || 0,348 || 0,355 || 0,362 || 0,369 || 0,453 || 0,384 || 0,391 || 2,661 
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 1,316 || 1,323 || 1,330 || 1,337 || 1,422 || 1,352 || 1,359 || 9,439 
 TOTALE || 4,124 || 4,079 || 4,056 || 4,039 || 4,124 || 4,054 || 4,062 || 28,538 
3.2.3.2.  Fabbisogno previsto di risorse
umane 
¨        La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di risorse
umane 
x        La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse
umane, come spiegato di seguito:
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
   || Anno N 2014 || Anno N+1 2015 || Anno N+2 2016 || Anno N+3 2017 || Anno N+4 2018 || Anno N+5 2019 || Anno N+6 2020 
 Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) 
 Assistenza nel settore nucleare 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 18,5 || 18,4 || 18,2 || 18,0 || 18,0 || 18,0 || 18,0 
 Assistenza nel settore nucleare 01 01 02 (Delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Assistenza nel settore nucleare 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Assistenza nel settore nucleare 01 02 01 (AC, INT, END della dotazione globale) || 1,3 || 1,2 || 1,2 || 1,2 || 1,2 || 1,2 || 1,2 
 Assistenza nel settore nucleare 01 02 02 (AC, INT, JED, AL e END nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Assistenza nel settore nucleare 01 04 yy[24]   || - in sede[25]   || 17,3 || 16,9 || 16,6 || 16,3 || 15,9 || 15,6 || 15,3 
 - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Assistenza nel settore nucleare 01 05 02 (AC, INT, END - Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 02 (CA, END, INT – Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE || 37,0 || 36,5 || 36,0 || 35,5 || 35,1 || 34,8 || 34,5 
Il fabbisogno di risorse
umane sarà coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione
dell'azione e/o riassegnato all'interno della stessa DG, integrato
dall'eventuale dotazione supplementare concessa alla DG responsabile
nell'ambito della procedura annuale di assegnazione, tenendo conto dei vincoli
di bilancio.
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei ||   
 Personale esterno ||   
3.2.4.     Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale 
x        La proposta/iniziativa è compatibile con il quadro finanziario
pluriennale attuale.
¨        La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della
pertinente rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le linee
di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
¨        La proposta/iniziativa richiede l'applicazione dello strumento
di flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[26].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
3.2.5.     Partecipazione di terzi al
finanziamento NON APPLICABILE
La proposta/iniziativa non prevede il
cofinanziamento da parte di terzi 
La proposta/iniziativa prevede il
cofinanziamento indicato di seguito:
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || … inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || Totale 
 Specificare l'organismo di cofinanziamento ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE stanziamenti cofinanziati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.3.        Incidenza prevista sulle
entrate (NON APPLICABILE)
¨        La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria
sulle entrate.
¨        La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
¨ sulle risorse proprie 
¨ sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l'esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[27]   
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || … inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
 Articolo………… ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare le linee di spesa
interessate
Precisare il metodo di
calcolo dell'incidenza sulle entrate.
[1]               Cui si aggiungono il FES, il Fondo mondiale per il clima
e la biodiversità e la riserva per aiuti d'urgenza che restano al di fuori del
bilancio dell'Unione.
[2]               GU C […] del […], pag. […].
[3]               GU L 81 del 22.3.2007, pag. 1.
[4]               GU L 318 dell'11.12.1999, pag. 20. 
[5]               GU L 185 del 16.7.2005, pag. 33.
[6]               GU L 172 del 2.7.2009, pag. 18.
[7]               GU L 199 del 2.8.2011, pag. 48.
[8]               GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
[9]               I criteri tengono conto delle conclusione del Consiglio
sull'assistenza ai paesi terzi in materia di sicurezza nucleare (2913a riunione
del Consiglio Trasporti, telecomunicazioni e energia, Bruxelles, 9 dicembre
2008).
[10]             Al riguardo è opportuno tener conto della seguente
pubblicazione: "Milestones in the Development of a National Infrastructure
for Nuclear Power" (IAEA Nuclear Energy Series Document NG-G-3.1)
[11]             ABM: Activity Based Management (gestione per attività) –
ABB: Activity Based Budgeting (bilancio per attività).
[12]             A norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b),
del regolamento finanziario.
[13]             Le spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti
al regolamento finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb:
http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html
[14]             A norma dell'articolo 185 del regolamento finanziario.
[15]             SD= Stanziamenti dissociati / SND= Stanziamenti non
dissociati.
[16]             EFTA: Associazione europea di libero scambio. 
[17]             Paesi candidati e, se del caso, paesi candidati
potenziali dei Balcani occidentali.
[18]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[19]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta. 
[20]             I risultati si riferiscono ai prodotti e servizi che
saranno forniti (ad es. numero di scambi di studenti finanziati, numero di km
di strade costruite, ecc.).
[21]             Quale descritto nella sezione 1.4.2. "Obiettivi
specifici…".
[22]             L'anno N è l'anno di inizio dell'attuazione della
proposta/iniziativa.
[23]             Assistenza tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno
all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta. 
[24]             Sottomassimale per il personale esterno previsto dagli
stanziamenti operativi (ex linee "BA").
[25]             Principalmente per Fondi strutturali, Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e Fondo europeo per la pesca (FEP).
[26]             Cfr. punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.
[27]             Per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi
doganali, contributi zucchero), gli importi indicati devono essere importi
netti, cioè importi lordi da cui viene detratto il 25% per spese di
riscossione.