CELEX: 31992D0323
Language: it
Date: 1992-06-10 00:00:00
Title: 92/323/CEE: Decisione della Commissione, del 10 giugno 1992, relativa alle condizioni di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione dalla Polonia di animali domestici delle specie bovina e suina

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31992D0323

92/323/CEE: Decisione della Commissione, del 10 giugno 1992, relativa alle condizioni di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui è subordinata l'importazione dalla Polonia di animali domestici delle specie bovina e suina  

Gazzetta ufficiale n. L 177 del 30/06/1992 pag. 0018 - 0034 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 19 pag. 0199  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 19 pag. 0199 

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 10 giugno  1992 relativa alle condizione di polizia sanitaria e alla certificazione veterinaria cui è  subordinata l'importazione dalla Polonia di animali domestici delle specie bovina e suina  (92/323/CEE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, vista la direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e  di polizia sanitaria all'importazione di animali delle specie bovina, suina, ovina e caprina, di  carni fresche o di prodotti a base di carne, in provenienza dai paesi terzi (1), modificata da  ultimo dal regolamento (CEE) n. 3763/91 (2), in particolare l'articolo 8, considerando che la vicinanza geografica tra la Polonia e la Comunità incide sugli scambi di  animali vivi; considerando che, a seguito di missioni effettuate da periti veterinari della Comunità, risulta che  la situazione zoosanitaria in Polonia è controllata da uffici veterinari che, sebbene attualmente  in fase di riorganizzazione, sono in grado di offrire garanzie soddisfacenti riguardo alle malattie  che possono essere trasmesse con l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina; considerando che le competenti autorità veterinarie polacche hanno confermato che la Polonia è  indenne da 24 mesi dall'afta epizootica e da 12 mesi dalla peste bovina, dalla pleuro-polmonite  contagiosa dei bovini, dall'encefalopatia spongiforme dei bovini, dalla stomatite vescicolare,  dalla febbre catarrale maligna degli ovini, dalla peste suina classica, dalla peste suina africana,  dalla paralisi contagiosa dei suini (malattia di Teschen), dalla malattia vescicolare dei suini,  dall'esantema vescicolare dei suini e dalla «sindrome riproduttiva e respiratoria dei suini», e che  negli ultimi 12 mesi non sono state effettuate vaccinazioni contro tali malattie, ad eccezione  dell'afta epizootica e della peste suina classica; considerando che le competenti autorità veterinarie polacche si sono impegnate a confermare alla  Commissione delle Comunità europee ed agli Stati membri, via telex o fax, entro ventiquattro ore,  la confermata insorgenza di una delle malattie summenzionate oppure l'introduzione della  vaccinazione contro tali malattie oppure, entro un congruo termine, le proposte di modifica delle  norme polacche concernenti le importazioni di animali della specie bovina e suina, nonché del loro  sperma e dei loro embrioni; considerando che la tubercolosi e la brucellosi dei bovini sono state eradicate dalla Polonia, che  non è autorizzata la vaccinazione dei bovini contro la brucellosi e che le misure poste in atto  dalle competenti autorità polacche per prevenire una recrudescenza di queste malattie sono  sufficienti ad equiparare la situazione degli allevamenti polacchi - eccetto quelli oggetto di  restrizioni ufficiali - a quella degli allevamenti della Comunità riconosciuti ufficialmente  indenni dalla tubercolosi o dalla brucellosi; considerando che le competenti autorità veterinarie polacche si sono impegnate a controllare  ufficialmente il rilascio dei certificati previsti dalla presente decisione ed a garantire che  tutti i certificati, attestati e dichiarazioni su cui si basano i titoli di esportazione saranno  conservati dai servizi ufficiali per un periodo di almeno dodici mesi dalla spedizione degli  animali cui si riferiscono; considerando che alcuni Stati membri, tenuto conto della loro situazione veterinaria particolare  per quanto riguarda l'afta epizootica, sono autorizzati ad applicare disposizioni speciali agli  animali originari della Comunità e devono pertanto essere autorizzati ad applicare disposizioni  analoghe agli animali importanti in provenienza dalla Polonia; che tali misure devono essere almeno  altrettanto rigorose di quelle applicate dagli stessi Stati membri al commercio intracomunitario; considerando che le competenti autorità veterinarie polacche si sono impegnate a vietare il  rilascio dei certificati previsti negli allegati per gli animali importati in Polonia, salvo siano  stati importati nel rispetto di norme veterinarie almeno altrettanto restrittive di quelle previste  nella direttiva 72/462/CEE e nelle pertinenti decisioni di esecuzione; considerando che le misure previste dalla presente decisione sono conformi al parere del comitato  veterinario permanente, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 11. Salvo il disposto dei paragrafi 2 e 4, gli Stati membri  autorizzano l'importazione dalla Polonia dei seguenti animali: a) animali domestici della specie bovina destinati alla riproduzione o alla produzione, conformi ai  requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato A, che li deve scortare; b) animali domestici della specie bovina destinati alla macellazione, conformi ai requisiti  indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato B, che li deve scortare; nonché, a decorrere da una data da fissare secondo la procedura di cui all'articolo 29 della  direttiva 72/462/CEE, ma comunque non prima di dodici mesi dalla data in cui sia stata  ufficialmente vietata in Polonia la vaccinazione contro la peste suina classica: c) animali domestici della specie suina destinati alla riproduzione o all'ingrasso, conformi ai  requisiti indicati nel certificato sanitario di cui all'allegato C, che li deve scortare; d) animali domestici della specie suina destinati alla macellazione, conformi ai requisiti indicati  nel certificato sanitario di cui all'allegato D, che li deve scortare. 2. Gli Stati membri autorizzano l'importazione dalla Polonia di animali domestici delle specie  bovina e suina di cui al paragrafo 1, precedentemente importati in Polonia, soltanto se importati  dalla Comunità o da uno dei paesi terzi di cui all'elenco allegato alla decisione 79/542/CEE (1),  in quanto applicabile agli animali domestici di tali specie, e soltanto se all'atto  dell'importazione in Ungheria sono state osservate norme veterinarie almeno altrettanto rigorose di  quelle previste nel capitolo II della direttiva 72/462/CEE e nelle pertinenti decisioni  d'esecuzione. 3. Gli Stati membri esigono che gli animali sottoposti a prove veterinarie in forza della presente  decisione siano tenuti continuamente isolati, dal momento della prima prova fino al momento della  spedizione e secondo modalità approvate da un veterinario ufficiale, da tutti gli animali  biungulati non destinati all'esportazione verso la Comunità o in condizioni di salute non  equivalenti a quelle di animali idonei a tale esportazione. 4. Gli Stati membri autorizzano l'introduzione nel loro territorio, in provenienza dalla Polonia,  di animali della specie bovina soltano qualora questi: a) provengano da allevamenti che le autorità veterinarie polacche hanno dichiarato indenni dalla  leucosi bovina enzootica, ai sensi dell'allegato E, e nei trenta giorni precedenti l'esportazione  siano stati sottoposti, con esito negativo, ad un esame individuale per la ricerca della leucosi  bovina enzootica, eseguito in conformità del protocollo di cui all'allegato I della decisione  91/189/CEE della Commissione (2); oppureb) siano destinati alla produzione di carne, abbiano un'età non superiore a trenta mesi,  provengano da allevamenti nei quali si applica un programma nazionale di eradicazione della leucosi  bovina enzootica e nei quali per almeno due anni non è stato riscontrato alcun indizio di tale  malattia, e rechino un marchio indelebile conforme a quello descritto nell'allegato F della  presente decisione; oppurec) provengano da allevamenti nei quali si applica un programma nazionale di eradicazione  della leucosi bovina enzootica, siano consegnati direttamente ad un macello e vengano colà  macellati entro tre giorni lavorativi dalla data del loro arrivo. Per quanto attiene agli animali di cui alle lettere b) e c), gli Stati membri accertano mediante  ispezioni che i capi siano chiaramente identificati, li tengono sotto osservazione fino alla  macellazione e prendono tutti gli opportuni provvedimenti per evitare un eventuale contagio degli  allevamenti indigeni. 5. Gli Stati membri non autorizzano l'importazione di animali domestici delle specie bovina e suina  diversi da quelli indicati nel presente articolo. Articolo 2Fino all'entrata in vigore di misure adottate dalla Comunità per la prevenzione,  l'eradicazione o la lotta contro le malattie contagiose o infettive dei bovini o dei suini, diverse  da rabbia, tubercolosi, brucellosi, afta epizootica, carbonchio ematico, peste bovina,  pleuropolmonite contagiosa dei bovini, leucosi bovina enzootica, paralisi contagiosa suina  (malattia di Teschen), peste suina classica, peste suina africana e stomatite vescicolare dei  suini, gli Stati membri possono applicare agli animali importati in provenienza dalla Polonia, le  norme di polizia sanitaria supplementari da essi applicate ad altri animali nell'ambito di un  programma nazionale, presentato alla Commissione e da questa approvato, per la prevenzione,  l'eradicazione o la lotta contro tali malattie. A titolo temporaneo, fino al 31 dicembre 1992, gli Stati membri possono applicare il presente  articolo con riguardo a programmi nazionali presentati alla Commissione, ma non ancora approvati;  in tal caso essi devono comunicare senza indugio alla Commissione e agli altri Stati membri  ragguagli in merito sulle norme di polizia sanitaria di cui trattasi. Articolo 31. Fino al 1o luglio 1992 gli Stati membri subordinano l'introduzione nel loro  territorio di animali delle specie bovina e suina provenienti dalla Polonia alle seguenti  condizioni: - che gli animali da importare non sono stati vaccinati contro l'afta epizootica; - nel caso di bovini, che gli animali abbiano reagito negativamente alla prova del virus aftoso  eseguita con il metodo del raschiamento laringo-faringeo («probang test»); - che gli animali abbiano reagito negativamente all'esame sierologico eseguito per rivelare la  presenza di anticorpi aftosi; - che gli animali da importare siano stati in isolamento per almeno quattordici giorni in una  stazione di quarantena in Polonia, sotto il controllo di un veterinario ufficiale, che nessun  animale presente nella stazione di quarantena sia stato vaccinato contro l'afta epizootica nei  ventuno giorni precedenti l'esportazione e che nessun animale non compreso nella partita sia stato  introdotto nella stazione di quarantena nello stesso periodo; - quarantena per un periodo di ventuno giorni nel territorio dello Stato membro importatore o  altrove. Tuttavia, gli Stati membri che al 31 dicembre 1990 praticavano la vaccinazione antiaftosa e che  hanno in seguito cessato di applicare tale profilassi possono, a titolo transitorio, accettare  animali provenienti dalla Polonia anche in assenza delle condizioni di cui al primo comma purché si  tratti di animali non vaccinati, oppure, nel solo caso dei bovini, vaccinati anteriormente alla  data ufficiale di cessazione della vaccinazione nello Stato membro importatore. 2. Dopo il 1o luglio 1992 gli Stati membri consentono l'introduzione nel loro territorio di animali  delle specie bovina e suina provenienti dalla Polonia soltanto ove esista la garanzia che gli  animali da importare non siano stati vaccinati contro l'afta epizootica. 3. Gli Stati membri subordinano l'introduzione nel loro territorio di suini provenienti  dall'Ungheria alla garanzia che gli stessi non siano stati vaccinati contro la peste suina classica  e, nel caso di capi destinati alla riproduzione o all'ingrasso, all'assicurazione che abbiano  reagito negativamente alla prova per gli anticorpi prodotti dal virus della peste suina classica  nei trenta giorni precedenti l'importazione. Articolo 4All'arrivo nel suo territorio di una partita di bovini o suini proveniente dalla  Polonia, lo Stato membro adotta i provvedimenti ritenuti necessari, compresi il rifiuto,  l'isolamento, l'abbattimento, la distruzione, ovvero l'esecuzione di prove, al fine di preservare  lo stato di salute degli animali della Comunità. Esso notifica immediatamente alla Commissione e  alle autorità polacche le ragioni di tali provvedimenti. Articolo 5La presente decisione si applica il trentesimo giorno successivo alla notificazione  agli Stati membri. Articolo 6Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione. Fatto a Bruxelles, il 10 giugno 1992. Per la CommissioneRay MAC SHARRYMembro della Commissione(1) GU n. L 302 del  31. 12. 1972, pag. 28. (2) GU n. L 356 del 24. 12. 1991, pag. 1. (1) GU n. L 146 del 14. 6. 1979, pag. 15. (2) GU n. L 96 del 17. 4. 1991, pag. 1.