CELEX: 62014CN0599
Language: it
Date: 2014-12-19 00:00:00
Title: Causa C-599/14 P: Impugnazione proposta il 19 dicembre 2014 dal Consiglio dell’Unione europea avverso la sentenza del Tribunale (Sesta Sezione ampliata) del 16 ottobre 2014 , cause riunite T-208/11 e T-508/11, Liberation Tigers of Tamil Eelam (LTTE)/Consiglio dell’Unione europea

16.3.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 89/6
            
         Impugnazione proposta il 19 dicembre 2014 dal Consiglio dell’Unione europea avverso la sentenza del Tribunale (Sesta Sezione ampliata) del 16 ottobre 2014, cause riunite T-208/11 e T-508/11, Liberation Tigers of Tamil Eelam (LTTE)/Consiglio dell’Unione europea
   (Causa C-599/14 P)
   (2015/C 089/07)
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: B. Driessen, E. Finnegan e G. Etienne, agenti)
   
      Altre parti nel procedimento: Liberation Tigers of Tamil Eelam (LTTE), Regno dei Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Commissione europea
   
      Conclusioni del ricorrente
   
   Il ricorrente chiede che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               annullare la sentenza impugnata;
            
         
               —
            
            
               statuire definitivamente sul merito delle questioni oggetto dell’impugnazione e respingere i ricorsi di primo grado, e
            
         
               —
            
            
               condannare la ricorrente nelle cause riunite T-208/11 e T-508/11 a farsi carico delle spese sostenute dal Consiglio ai fini della presente impugnazione.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Nella sentenza impugnata, il Tribunale ha annullato l’iscrizione della LTTE nell’elenco per meri motivi procedurali. Il Consiglio sostiene che il Tribunale è incorso in errore per i motivi di seguito esposti.
   Primo motivo: il Tribunale ha erroneamente ritenuto che il Consiglio dovesse dimostrare, nella motivazione, di aver verificato che l’attività dell’autorità del paese terzo all’origine dell’iscrizione nell’elenco sia stata svolta nel rispetto di garanzie sufficienti. Sebbene il Consiglio ammetta che l’attività dell’autorità competente nel paese terzo debba essere inquadrata in una normativa e in una prassi rispettose dei diritti fondamentali delle persone interessate, esso afferma che il Tribunale ha commesso un errore di diritto esigendo che tale informazione fosse inclusa nella motivazione.
   Secondo motivo: il Tribunale ha commesso un errore di diritto nel valutare l’utilizzo, da parte del Consiglio, di informazioni di pubblico dominio. Inoltre, il Tribunale ha erroneamente censurato l’uso, da parte del Consiglio, di materiale la cui fonte è pubblica. Il Tribunale, poi, ha ritenuto a torto che il Consiglio avrebbe dovuto chiedere a un’autorità competente di indagare sugli articoli di stampa cui viene fatto riferimento nella motivazione. Infine, il Tribunale ha erroneamente dichiarato che il suo rifiuto di approvare il riferimento fatto dal Consiglio a materiale proveniente da fonti pubbliche doveva condurre all’annullamento della decisione contestata.
   Terzo motivo: il Tribunale ha commesso un errore per non aver riconosciuto che l’iscrizione nell’elenco poteva trovare fondamento del 2001 UK Proscription order [ordinanza di proscrizione del Regno Unito del 2001]. L’interpretazione del Tribunale, oltre a non essere giuridicamente fondata, comporta la conseguenza che un’entità potrebbe ostacolare la propria iscrizione nell’elenco ai sensi della posizione comune 931 rifiutandosi di contestare la sua iscrizione nell’elenco o la sua proscrizione nello Stato membro da cui proviene la decisione ex articolo 1, paragrafo 4, della posizione comune 931. Inoltre, la motivazione del Tribunale non è compatibile con la sentenza nella causa Kadi II.