CELEX: C1998/340/14
Language: it
Date: 1998-11-07 00:00:00
Title: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia, con ordinanza 28 gennaio 1998, nella causa Agenzia R di Recapito Srl contro Poste Italiane Ente Pubblico Economico e Rinaldi Agenzia di Recapito Srl (Causa C-336/98)

C 340/8                 IT                  Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                     7.11.98
     gato della direttiva del Consiglio 4 maggio 1976, 76/           3) Nell'ipotesi in cui la questione sub 2) dovesse essere
     464/CEE, concernente l'inquinamento provocato da                     risolta nel senso che il regolamento n. 1610/96 ha
     certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico             modificato il regolamento n. 1768/92:
     della ComunitaÁ, la Repubblica italiana eÁ venuta meno
     agli obblighi che le incombono in forza della detta                  Se per valutare se ricorrano i presupposti fissati
     direttiva.                                                           dall'art. 19 del regolamento n. 1768/92 per un certifi-
                                                                          cato protettivo si debba prendere a riferimento il
2) Non avendo fornito alla Commissione le informazioni                    momento della domanda del certificato protettivo
     richieste sul grado di inquinamento delle acque in Ita-              ovvero quello della decisione dell'autoritaÁ nazionale
     lia al fine di permetterle di accertare la portata degli             (nella specie l'«Österreichischen Patentamtes» Ð uffi-
     obblighi derivanti dall'art. 7 della direttiva 76/464/               cio brevetti austriaco).
     CEE, la Repubblica italiana eÁ venuta meno agli
     obblighi che le incombono ai sensi dell'art. 5 del
     Trattato CE.                                                    4) Nell'iptoesi in cui il concetto di «prodotto» di cui
                                                                          all'art. 19 del regolamento n. 1768/92 dovesse essere
3) La Repubblica italiana eÁ condannata alle spese.                       interpretato in senso lato, se, indipendentemente dal
                                                                          fatto che così andasse interpretato fin dall'inizio
(1) GU C 294 del 5.10.1996.                                               oppure che ciò venga in considerazione solo a partire
                                                                          dal regolamento n. 1610/96, qualora risultasse tuttavia
                                                                          determinante la situazione giuridica al momento della
                                                                          decisione sulla domanda di rilascio del certificato pro-
                                                                          tettivo:
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Ober-                    Se la violazione dell'art. 19 del regolamento n. 1768/
ster Gerichtshof, con ordinanza 12 agosto 1998, nel proce-                92 costituisca un motivo di nullitaÁ non enumerato
dimento The Wellcome Foundation Ltd contro Nycomed                        nell'art. 15 del regolamento n. 1768/92 o il certificato
                          Austria GmbH                                    protettivo sia altrimenti inefficace.
                        (Causa C-330/98)
                          (98/C 340/13)                              (1) GU L 182 del 2.7.1992, pag. 1.
                                                                     (2) GU L 198 dell'8.8.1996, pag. 30.
Con ordinanza 12 agosto 1998, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 7 settembre 1998, nel procedimento The
Wellcome Foundation Ltd e Nycomed Austria GmbH,
l'Oberster Gerichtshof ha sottoposto alla Corte di giustizia
delle ComunitaÁ europee le seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                     Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
1) Se l'art. 19 del regolamento (CEE) del Consiglio                  nale Amministrativo Regionale per la Lombardia, con
     18 giugno 1992, n. 1768/92 (1) sull'istituzione di un           ordinanza 28 gennaio 1998, nella causa Agenzia R di
     certificato protettivo complementare per i medicinali           Recapito Srl contro Poste Italiane Ente Pubblico Econo-
     (in prosieguo: il «regolamento n. 1768/92») debba                            mico e Rinaldi Agenzia di Recapito Srl
     essere interpretato nel senso che nel concetto (anche)                                 (Causa C-336/98)
     ivi utilizzato di «prodotto» rientri unicamente un prin-
     cipio attivo costituito da una determinata composi-                                      (98/C 340/14)
     zione chimica oppure anche i suoi derivati (come i
     sali) nella misura in cui le proprietaÁ farmaceutiche           Con ordinanza 28 gennaio 1998, pervenuta nella Cancelle-
     siano equivalenti.                                              ria della Corte di Giustizia delle ComunitaÁ Europee il
2) Nell'ipotesi in cui la questione sub 1) dovesse essere            14 settembre 1998, nella causa Agenzia R di Recapito Srl
     risolta attribuendo al concetto di prodotto un signifi-         contro Poste Italiane Ente Pubblico Economico e Rinaldi
     cato lato:                                                      Agenzia di Recapito Srl, il Tribunale Amministrativo
                                                                     Regionale per la Lombardia ha sottoposto alla Corte di
     Se tale interpretazione del concetto di «prodotto» uti-         Giustizia delle ComunitaÁ Europee le seguenti questioni
     lizzato nell'art. 19 del regolamento n. 1768/92 emerga          pregiudiziali:
     solo dalla motivazione del preambolo del regolamento
     (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 23 luglio           1. Se la riserva allo Stato del servizio di posta espressa,
     1996, n. 1610/96 (2), sull'istituzione di un certificato             statuita dal DPR 156/76 (e la conseguente potestaÁ pub-
     protettivo complementare per i prodotti fitosanitari (in             blicistica limitativa di concessione nel consentire lo
     prosieguo: il «regolamento n. 1610/96») di cui deve                  svolgimento di tali servizi a terzi), contrasti o meno
     tenersi conto anche ai fini di una sensata interpreta-               con gli articoli 86 e 90 del Trattato, riguardando pre-
     zione del regolamento n. 1768/92, con la conseguenza                 stazioni che sembrano complementari rispetto al
     che il regolamento n. 1768/92 eÁ stato così modificato               diritto esclusivo dello Stato membro di raccogliere, tra-
     a mezzo del regolamento n. 1610/96, oppure se il                     sportare e distribuire la corrispondenza, e comunque
     regolamento n. 1610/96 abbia semplicemente precisato                 da esso dissociabili attraverso il calcolo del valore
     come il concetto di «prodotto» contenuto nel regola-                 aggiunto determinato dal supplemento di prezzo che il
     mento n. 1768/92 doveva essere interpretato ab ori-                  cliente eÁ disposto a pagare, senza tuttavia incidere sui
     gine.                                                                limiti di prezzo del settore riservato.
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2. Se comunque il conferimento di servizi riservati di                     riservati e destinati alla concorrenza, e ciò nonostante
    monopolio postale ad una impresa pubblica, che                         gli espressi impegni statutari di svolgere con assoluta
    occupa in tal modo una posizione dominante su una                      precedenza i servizi di interesse generale.
    parte sostanziale del mercato, possa avvenire (senza
    lesione degli articoli 86 e 90 del Trattato) senza limiti         5. Se possa formalizzare violazione degli articoli 85, 86 e
    di tempo, direttamente con legge ed atti ad essa attua-                90 del Trattato (per confusione nello stesso organismo
    tivi (nella specie, art. 2 1. 71/94); quanto sopra, in                 di ruoli regolatori e gestionali, anche tramite accordi
    mancanza di un provvedimento «costitutivo» dello                       concessori che autoselezionano la concorrenza) il fatto
    Stato che Ð attraverso imparziali procedure di scelta                  che il gestore monopolistico dei servizi generali postali
    Ð selezioni l'impresa pi meritevole che possa rispon-                 (nella specie Ente Poste Italiane), nonostante il suo
    dere pi proficuamente all'interesse generale di un ser-               impegno statutario di svolgere con prioritaÁ tali servizi
    vizio pubblico pi efficiente, con salvezza di limiti tem-             rispetto a quelli concorrenziali, non solo si disimpegni
    porali nella concessione del servizio, allo scopo di                   dalla gestione diretta, ma provveda a designare esso
    valutare comunque i risultati della gestione, ai quali                 stesso i soggetti terzi concessionari, chiamati a svolgere
    subordinare eventuali rinnovi.                                         in sua vece i servizi monopolizzati, in violazione della
                                                                           stessa legge nazionale che riserva tale potestaÁ allo
3. Se l'anomalia di cui al punto sub 2) resti aggravata dal                Stato membro (articolo 11 l. 71/94).
    fatto che:
    3 a) tale impresa pubblica, designata in via legislativa
          nella gestione di tutti i servizi postali riservati,
          non eÁ ancora in linea con gli standard europei,
          con conseguenti direttive dell'autoritaÁ governa-           Ricorso presentato il 14 settembre 1998 contro la Repub-
          tiva e del legislatore intese a promuoverne il risa-         blica francese dalla Commissione delle ComunitaÁ europee
          namento (senza previsione alcuna di decadenza
          in caso di mancato raggiungimento degli obiet-                                      (Causa C-337/98)
          tivi);                                                                                (98/C 340/15)
    3 b) lo Stato Ð nell'attesa dell'auspicato risanamento
          Ð continua a stanziare danaro pubblico per                  Il 14 settembre 1998 la Commissione delle ComunitaÁ
          ripianare i deficit di gestione dell'impresa;               europee, rappresentata dal signor Michel Nolin, membro
                                                                      del servizio giuridico, in qualitaÁ di agente, con domicilio
                                                                      eletto in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la
    3 c) lo Stato provvede altresì a coprire Ð sempre con
                                                                      Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, ha proposto dinanzi alla
          danaro pubblico Ð eventuali gestioni non reddi-
                                                                      Corte di giustizia delle ComunitaÁ europee un ricorso con-
          tizie del servizio riservato, senza alcuna conside-
                                                                      tro la Repubblica francese.
          razione «globale» del carattere redditizio di tale
          servizio, che andrebbe invece valutato nell'in-
          sieme delle numerose gestioni territoriali, senza           La Commissione delle ComunitaÁ europee conclude che la
          necessariamente intervenire in ogni punto disa-             Corte voglia:
          giato, se non azzerando totalmente ogni rischio
          di impresa;                                                 Ð dichiarare che la Repubblica francese, mediante la
                                                                           decisione 22 novembre 1996, che attribuisce alla
    3 d) L'E.P.I. Ð dal combinato disposto della sua legge                 societaÁ Matra Transport il contratto di arredamento
          istitutiva, dello statuto e del contratto di pro-                interno relativo al progetto di metropolitana leggera
          gramma Ð si inserisce contemporaneamente nel                     del distretto dell'agglomerato urbano di Rennes, eÁ
          settore postale non riservato, in (impari?) concor-              venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza
          renza con le altre imprese comunitarie, «capita-                 della direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/38/
          lizzando» al meglio il suo ruolo (istituzionale,                 CEE, che coordina le procedure di appalto degli enti
          direttamente derivante dalla legge) di organismo                 erogatori di acqua e di energia, degli enti che forni-
          in posizione dominante sull'intero monopolio                     scono servizi di trasporto noncheÂ degli enti che ope-
          postale.                                                         rano nel settore delle telecomunicazioni (1), e in parti-
                                                                           colare dei suoi artt. 4, n. 2, e 20, n. 2, lett. c);
4. Se Ð anche a voler prescindere dai precedenti punti Ð
    possa derivare violazione degli articoli 85, 86 e 90 del          Ð condannare la Repubblica francese alle spese.
    Trattato, dal fatto che una impresa pubblica alla quale
    sia ex lege attribuita senza limiti di tempo (ed indipen-
    dentemente da riscontri di produttivitaÁ e di efficienza)         Motivi e principali argomenti
    la gestione del monopolio generale dei servizi postali
    con contemporanea libertaÁ di ingesso nei settori con-            La Commissione ritiene che l'appalto di cui si tratta sia
    correnziali (nella specie Ente Poste Italiane), possa             stato assegnato a seguito di una procedura senza che siano
    altresì rinunciare a sua discrezione allo svolgimento             state previamente rispettate le condizioni di concorrenza,
    diretto di uno o pi servizi generali (demandati a terzi,         sebbene nel caso di specie non ricorressero le condizioni di
    tramite «accordi» di concessione), finendo così per               cui all'art. 20, n. 2, lett. c), della direttiva del Consiglio
    concentrare la sua azione nei servizi (pi redditizi) non         93/38/CEE. La Commissione ritiene che l'appalto sia stato