CELEX: 51992PC0273
Language: it
Date: 1992-06-22
Title: PROPOSTA MODIFICATA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO SULLA VIGILANZA ED IL CONTROLLO DEI GRANDI FIDI DEGLI ENTI CREDITIZI

N. C 175 / 4                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     11 . 7 . 92
                                                                   II
                                                           (Atti preparatori)
                                                   COMMISSIONE
              Proposta modificata di direttiva del Consiglio sulla vigilanza ed il controllo dei grandi fidi degli
                                                             enti creditizi
                                                            (92 /C 175 /04)
                                                   COM(92) 273 def. — SYN 333
              (Presentata dalla Commissione ai sensi dell'articolo 149\ paragrafo 3 del trattato CEE il 22 giugno
                                                                 1992
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE ,                                  lamentari ed amministrative riguardanti l'accesso alle at­
                                                                       tività degli enti creditizi e il suo esercizio (5), modificata
                                                                       da ultimo dalla direttiva 89/646/CEE (6), ha il compito
visto il trattato che istituisce la Comunità economica
                                                                       di presentare alla Commissione proposte opportune per il
                                                                       coordinamento dei coefficienti applicabili negli Stati
europea, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2 , prima e           membri :
terza frase,
                                                                       considerando che la vigilanza e il controllo dei fidi degli
vista la proposta della Commissione ('),                               entri creditizi costituiscono parte integrante della vigi­
                                                                       lanza su questi ultimi ; che l'eccessiva concentrazione di
                                                                       fidi a favore di un unico cliente o di un gruppo di clienti
in cooperazione con il Parlamento europeo (2),                         collegati può comportare il rischio di perdite di livello
                                                                       inaccettabile ; che tale situazione può essere ritenuta pre­
                                                                       giudizievole per la solvibilità dell'ente creditizio ;
visto il parere del Comitato economico e sociale (3),
                                                                       considerando che la raccomandazione 87 / 62 / CEE della
                                                                       Commissione (7) introduce gli orientamenti comuni rela­
considerando che la presente direttiva si inserisce negli              tivi alla vigilanza e al controllo dei fidi degli enti credi­
obiettivi enunciati nel Libro bianco della Commissione
                                                                       tizi ; che era stato scelto questo strumento perché avrebbe
sul completamento del mercato interno (4) ;                            consentito di adeguare gradualmente i sistemi esistenti e
                                                                       di istituire nuovi sistemi senza turbare il sistema bancario
                                                                       nella Comunità; che, conclusa questa prima fase, è op­
considerando l'opportunità di armonizzare le regole es­                portuno procedere ora all'adozione di un atto vincolante
senziali in materia di vigilanza ; che occorre dunque la­              applicabile a tutti gli enti creditizi della Comunità ;
sciare agli Stati membri la facoltà di adottare disposizioni
più rigorose di quelle previste dalla presente direttiva ;
                                                                       considerando infatti che, poiché su un mercato bancario
                                                                       unificato gli enti creditizi si trovano in concorrenza di­
considerando che la presente direttiva è stata oggetto di               retta tra loro, è necessario che gli obblighi in materia di
una consultazione del Comitato consultivo bancario il                  vigilanza applicabili in tutta la Comunità siano equiva­
quale, a norma dell'articolo 6, paragrafo 4 della direttiva             lenti ; che, a tale scopo, i criteri per determinare la con­
 77/780/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1977, rela­                  centrazione dei rischi devono essere disciplinati da
tiva al coordinamento delle disposizioni legislative, rego­             norme giuridicamente vincolanti a livello comunitario e
                                                                        non possono essere lasciati alla piena discrezionalità
 (') GU n. C 123 del 9 . 5 . 1991 , pag. 18 .
 (2) Non ancora pubblicato.                                             (5) GU n. L 322 del 17. 12 . 1977, pag. 30.
O    GU n. C 339 del 31 . 12 . 1991 , pag. 35 .                         O GU n. L 386 del 30. 12 . 1989, pag. 1 .
 (4) Doc . COM(85 ) 310 .                                               (') GU n. L 33 del 4. 2 . 1987, pag. 10.
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degli Stati membri ; che l'adozione di norme comuni fa­               servizi bancari ausiliari, purché tutte queste imprese siano
vorirà pertanto gli interessi della Comunità in quanto                 ricomprese nella vigilanza su base consolidata dell'ente
eviterà disparità nelle condizioni di concorrenza raffor­              creditizio a cui fanno capo ; che in questo caso la vigi­
zando nel contempo il sistema bancario comunitario ;                  lanza su base consolidata sull'insieme così costituito per­
                                                                      mette infatti un controllo adeguato, senza che sia indi­
                                                                      spensabile prevedere norme più severe per limitare i ri­
considerando che per quanto concerne le specifiche tec­               schi ; che in tal modo i gruppi bancari saranno altresì in­
niche contabili mediante le quali saranno valutati i fidi, si         coraggiati ad organizzare le proprie strutture in maniera
rinvia alle disposizioni della direttiva 86/635/CEE del               da permettere l'esercizio della vigilanza su base consoli­
Consiglio, dell' 8 dicembre 1986, relativa ai conti annuali           data, il che costituisce un risultato auspicabile poiché
e ai conti consolidati delle banche e degli altri istituti fi­        consente di instaurare una vigilanza più completa ;
nanziari O ;
considerando che la direttiva 89/647/CEE del Consiglio,               considerando che per garantire un'applicazione armo­
del 18 dicembre 1989, relativa al coefficiente di solvibi­            niosa della direttiva, occorre permettere agli Stati mem­
lità degli enti creditizi^) contiene un elenco dei rischi di          bri di prevedere un' applicazione in due fasi dei nuovi li­
credito assunti dagli enti creditizi ; che è pertanto oppor­          miti ; che per gli enti creditizi più piccoli può essere giu­
tuno rinviare per principio a tale elenco per la defini­              stificato un periodo transitorio più lungo sempre che
zione dei rischi ai sensi della presente direttiva ; che per          un'applicazione più rapida della soglia del 25 °/o riduca
contro non è opportuno rinviare alle ponderazioni né                  troppo bruscamente la loro attività creditizia ;
alle categorie di rischi stabiliti dalla direttiva
89/647/CEE ; che infatti tali ponderazioni e categorie di
rischi sono stati concepiti al fine di stabilire un criterio          considerando che, per quel che riguarda i fidi concessi a
generale di solvibilità per coprire il rischio di credito de­         due imprese per le quali il mantenimento del finanzia­
gli enti creditizi ; che nell'ambito di una regolamenta­              mento è di importanza vitale ai fini dell'approvvigiona­
zione sui grandi rischi, l'obiettivo è di limitare il rischio         mento energetico del Portogallo, è preferibile accordare
massimo di perdite di un ente creditizio nei confronti di             alla Repubblica portoghese un periodo transitorio fino al
un cliente o di un gruppo di clienti collegati ; che occorre          31 dicembre 1998 , per permettere agli enti creditizi por­
dunque adottare un approccio prudente consistente nel                 toghesi di effettuare una ristrutturazione che assicuri
registrare, in linea generale, i rischi al loro valore nomi­          loro la possibilità di mantenere, al termine di questo pe­
nale, senza applicazione di ponderazioni o classi di ri­              riodo, la capacità di funzionamento delle suddette im­
schio ;                                                               prese, rispettando nel contempo i limiti previsti dalla pre­
                                                                      sente direttiva ;
considerando che quando un ente creditizio assume ri­
schi nei confronti della propria impresa madre o di altre             considerando che la direttiva 89 / 646 / CEE attribuisce
affiliate di tale impresa madre, si impone una prudenza               alla Commissione competenze di esecuzione analoghe a
particolare ; che la gestione dei rischi assunti dagli enti           quelle che il Consiglio si è riservato nella direttiva
creditizi deve essere condotta in maniera totalmente
                                                                      89/299/CEE, del 17 aprile 1989 , concernente i fondi
autonoma nell'osservanza dei principi di una sana ge­                 propri degli enti creditizi (3) ;
stione bancaria, a prescindere da qualsiasi considerazione
estranea a tali principi ; che le disposizioni della seconda
direttiva 89/646/CEE del Consiglio, del 15 dicembre
1989, relativa al coordinamento delle disposizioni legisla­           considerando che, tenuto conto della specificità del set­
tive, regolamentari e amministrative riguardanti l'accesso            tore in causa, il Comitato previsto dall' articolo 22 della
                                                                      direttiva 89 /646 / CEE deve essere incaricato di assistere
alle attività degli enti creditizi e il suo esercizio, direttiva
che modifica la direttiva 77/7 80/CEE, prevedono, qua­                la Commissione ai fini dell'esercizio delle competenze ad
lora l'influenza esercitata dalle persone che detengono               essa attribuite, conformemente alla procedura III, va­
direttamente o indirettamente una partecipazione rile­                riante a) della decisione 87/373/CEE del Consiglio, del
vante in un ente creditizio, sia incompatibile con una                13 luglio 1987, che stabilisce le modalità per l'esercizio
sana e prudente gestione dell'ente, che le autorità com­              delle competenze di esecuzione conferite alla Commis­
                                                                      sione (4);
petenti prendano le misure appropriate per porre fine a
tale situazione ; che in materia di grandi rischi, occorre
altresì prevedere norme specifiche per i rischi assunti da
un ente creditizio verso le imprese del proprio gruppo,               considerando che, con riguardo alla vigilanza su grandi
ossia norme più restrittive rispetto a quelle previste per            fidi relativi ad attività prevalentemente soggette a rischi
gli altri rischi ; che tale limitazione più rigorosa non deve         di mercato, il coordinamento dei metodi di vigilanza
tuttavia applicarsi quando l'impresa madre è un istituto              prescritto può essere garantito mediante un accordo a
finanziario o un ente creditizio e quando le imprese affi­            livello comunitario sull' adeguatezza patrimoniale delle
liate sono enti creditizi, istituti finanziari o imprese di           imprese di investimento e degli enti creditizi ; che,
(') GU n. L 372 del 31 . 12 . 1986, pag. 1 .                          C) GU n. L 124 del 5 . 5 . 1989, pag. 16 .
(2) GU n. L 386 del 30 . 12. 1989, pag. 14.                           (4) GU n. L 197 del 18 . 7. 1987, pag. 33 .
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in attesa della normativa comunitaria relativa ai grandi              h) «fidi»: le voci dell'attivo e le voci fuori bilancio di cui
fidi summenzionati, ciò implica che la vigilanza sui                     all'articolo 6 o agli allegati I e III della direttiva
grandi fidi relativi ad attività prevalentemente soggette a              89/647 /CEE, senza le ponderazioni, le classificazioni
rischio di mercato, come il portafoglio negoziato e l'as­                o le categorie di rischio ivi contemplate; i rischi previ­
sunzione a fermo di emissione di valori mobiliari e le                   sti da detto allegato III si calcolano secondo i metodi
voci dell' attivo relative all'espletamento delle transazioni            descritti nell' allegato II della direttiva medesima,
su valori mobiliari, possa continuare ad essere svolta                   senza applicarvi le ponderazioni previste in funzione
dalle autorità competenti di ciascuno Stato membro,                      della controparte ; previa approvazione delle autorità
                                                                         competenti, tutte le voci coperte al 100 % da fondi
                                                                         propri, a condizione che questi ultimi non rientrino
HA ADOTTATO LA SEGUENTE DIRETTIVA :
                                                                         nel calcolo del coefficiente di solvibilità né degli altri
                                                                         coefficienti previsti negli atti comunitari a fini di vigi­
                                                                         lanza, possono essere escluse dalla definizione dei
                                                                         fidi ; i fidi non comprendono :
                            Articolo 1
                            Definizioni
                                                                         — nel caso delle operazioni in valuta, i fidi concessi
                                                                              nel corso ordinario del pagamento nel periodo di
Ai sensi e per gli effetti della presente direttiva, si intende               48 ore successivo all'effettuazione del pagamento ;
per :                                                                         oppure
a) «ente creditizio»: un ente creditizio ai sensi dell'arti­
    colo 1 , primo trattino della direttiva 77/780/CEE, ivi              — nel caso di operazioni riguardanti la vendita o
    comprese le sue succursali in paesi terzi, come pure                      l'acquisto di valori mobiliari, i fidi concessi nel
    ogni impresa privata o pubblica, ivi comprese le sue                      corso ordinario del pagamento nel periodo di cin­
    succursali, che corrisponde alla definizione dell'arti­                   que giorni lavorativi a decorrere dalla data di ef­
    colo 1 , primo trattino della direttiva 77/780 /CEE e                     fettuazione del pagamento o di rilascio dei valori
    che è stata autorizzata in un paese terzo ;                               mobiliari, a seconda della data più prossima ;
b) «autorità competenti»: le autorità competenti ai sensi
    dell'articolo 1 , nono trattino della direttiva                   i) «zona A»: la zona definita all'articolo 2, paragrafo 1 ,
    92 / 30 /CEE del Consiglio, del 6 aprile 1992, relativa              secondo trattino della direttiva 89/647 /CEE ;
    alla vigilanza su base consolidata degli enti credi­
    tizi O ;
                                                                      j) «zona B»: la zona definita all' articolo 2 , paragrafo 1 ,
c) «impresa madre»: un'impresa madre ai sensi dell'arti­                 terzo trattino della direttiva 89/647 /CEE ;
    colo 1 , settimo trattino della direttiva 92 / 30 /CEE ;
d) «impresa affiliata»: un'impresa affiliata ai sensi del­            k) «fondi propri»: i fondi propri di un ente creditizio ai
    l' articolo    1,    ottavo    trattino   della     direttiva        sensi della direttiva 89/299 /CEE ;
    92 / 30 / CEE ;
e) «società di partecipazione finanziaria»: una società ai            1) «potere di controllo»: il legame che intercorre tra
    sensi dell' articolo 1 , terzo trattino della direttiva              un'impresa madre e un'impresa affiliata, come defi­
    92 / 30 / CEE ;                                                      nito nell'articolo 1 della direttiva 83 /349/ CEE, o una
                                                                         relazione della stessa natura fra una persona fisica o
                                                                         giuridica e un'impresa ;
f) «istituto finanziario»: un'istituto finanziario ai sensi
    dell'articolo     1,  secondo trattino     della direttiva
    92 /30/CEE ;
                                                                      m) «gruppo di clienti collegati» :
g) «impresa di servizi bancari ausiliari»: un'impresa ai
    sensi dell'articolo 1 , quinto trattino della direttiva
    92 / 30 / CEE ;                                                       i) due o più persone fisiche o giuridiche le quali,
                                                                             salvo diversamente dimostrato, costituiscono un
                                                                             insieme sotto il profilo del rischio, in quanto una
                                                                             di esse esercita direttamente o indirettamente un
(') GU n . L 110 del 28 . 4. 1992, pag. 52 .                                 potere di controllo sull'altra o sulle altre ; oppure
 ---pagebreak--- 11 . 7 . 92                                    Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                  N. C 175 / 7
    ii) due o più persone fisiche o giuridiche tra le quali             3 . Possono tuttavia essere dispensati dalFobbligo della
          non vi sono legami in termini di controllo ai sensi           segnalazione ai sensi del paragrafo 2 i fidi esonerati in
          del precedente punto i), ma che sotto il profilo del          virtù dell'articolo 4, paragrafo 7, lettere a), b), c), d), f),
          rischio devono essere considerate un insieme in               g) e h). La segnalazione prevista al secondo trattino del
          quanto esistono tra di loro legami tali che con               precedente paragrafo può assumere frequenza semestrale
          tutta probabilità, qualora una di esse si trovasse in         per gli altri fidi di cui alle altre lettere del paragrafo 7,
          difficoltà finanziarie, l' altra o tutte le altre potreb­     nonché ai paragrafi 8 , 9 e 10 dell'articolo 4 .
          bero incontrare difficoltà di rimborso .
                             Articolo 2                                 4. Le autorità competenti prescrivono che ogni ente
                                                                        creditizio abbia sane procedure amministrative e conta­
                       Campo d'applicazione                             bili e adeguati meccanismi di controllo interno per l'indi­
                                                                        viduazione e la registrazione di tutti i grandi fidi e delle
                                                                        loro successive modifiche, ai sensi della presente diret­
La presente direttiva si applica agli enti creditizi che                tiva, nonché per la vigilanza su detti grandi fidi in rela­
hanno ottenuto l' autorizzazione di cui all' articolo 3 della           zione alle politiche specifiche degli enti creditizi in mate­
direttiva 77 / 780 / CEE .                                              ria di fidi .
Gli Stati membri hanno tuttavia la facoltà di non appli­
care la presente direttiva :                                            L'ente creditizio che si avvalga del disposto del paragrafo
                                                                        3 è tenuto a conservare la documentazione relativa alle
                                                                        motivazioni addotte per un periodo di un anno a decor­
a) agli enti elencati nell'articolo 2, paragrafo 2 della di­            rere dal fatto generatore della dispensa, onde permettere
    rettiva 77/780/CEE ;                                                alle autorità competenti di verificarne la fondatezza.
b) agli enti di uno stesso Stato membro, definiti all'arti­
    colo 2, paragrafo 4, lettera a) della direttiva
    77 /780 / CEE, che sono affiliati ad un organismo cen­                                         Articolo 4
    trale in tale Stato membro, a condizione che, ferma
    restando l'applicazione della presente direttiva all'or­                                 Limiti dei grandi fidi
    ganismo centrale, l'insieme costituito dall'organismo
    centrale e dagli enti affiliati sia soggetto a vigilanza
    globale .
                                                                        1 . Un ente creditizio non può concedere ad un sin­
                                                                        golo cliente o a un gruppo di clienti collegati fidi il cui
                             Articolo 3                                 valore globale superi il 25 % dei fondi propri.
                   Segnalazione dei grandi fidi
                                                                        2 . Il limite percentuale di cui al paragrafo 1 è ridotto
1.      Il fido di un ente creditizio verso un cliente o un             al 20 % quando il cliente o il gruppo di clienti collegati è
gruppo di clienti è considerato un grande fido quando il                l'impresa madre o l'impresa affiliata dell'ente creditizio
suo valore è pari o superiore al 10 % dei fondi propri                  e/o una o più imprese affiliate dell'impresa madre. Tut­
dell'ente creditizio .                                                  tavia gli Stati membri possono non subordinare i grandi
                                                                        fidi di cui sopra a tale limite se prevedono un controllo
                                                                        speciale dei fidi in questione grazie ad altre misure o
2.      L'ente creditizio segnala alle autorità competenti              procedure . Essi informano il Comitato consultivo banca­
tutti i grandi fidi di cui al paragrafo 1 . Gli Stati membri            rio e la Commissione del tenore di tali misure o proce­
prevedono che la segnalazione venga effettuata, a loro                  dure .
scelta, secondo una delle due seguenti modalità :
— segnalazione di tutti i grandi fidi almeno una volta                  3. Un ente creditizio non può concedere grandi fidi
     all'anno con l'obbligo di comunicare nel corso del­                per un valore cumulativo che superi l' 800 °/o dei fondi
     l'anno tutti i nuovi grandi fidi ed ogni aumento dei               propri .
     grandi fidi pari o superiore al 20 °/o rispetto all'ultima
     comunicazione ;
— segnalazione di tutti i grandi fidi almeno quattro                    4 . Gli Stati membri possono prevedere limiti più re­
     volte all' anno .                                                  strittivi dei limiti contemplati ai paragrafi 1 , 2 e 3 .
 ---pagebreak--- N. C 175 / 8                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       11 . 7 . 92
5 . Per quanto riguarda i fidi concessi, un ente crediti­              da pegno su contanti presso l'ente che concede il pre­
zio deve rispettare costantemente i limiti di cui ai para­             stito o presso l'ente creditizio che è l'impresa madre o
grafi 1 , 2 e 3. Se tuttavia, in casi eccezionali, i fidi con­         un'impresa affiliata di quest'ultimo ;
cessi superano il limite previsto, le autorità competenti
devono essere informate senza indugio. Esse possono,
qualora le circostanze lo giustifichino, fissare un termine        h) voci dell'attivo ed altri fidi garantiti, secondo moda­
determinato entro il quale l'ente creditizio deve confor­              lità ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti,
marsi ai limiti summenzionati .                                        da pegno su titoli rappresentativi di deposito emessi
                                                                       dall'ente che concede il prestito o da un ente crediti­
                                                                       zio che sia l'impresa madre o un'impresa affiliata di
                                                                       quest'ultimo e depositati presso uno qualsiasi di questi
6.     Gli Stati membri possono esonerare in tutto o in                enti ;
parte dall'applicazione dei paragrafi 1 , 2 e 3 i fidi con­
cessi da un ente creditizio alla sua impresa madre, alle
altre affiliate dell'impresa e alle proprie affiliate, purché      i) voci dell'attivo che rappresentano crediti e altri rischi
tali imprese siano comprese nella vigilanza su base con­               nei confronti di enti creditizi, di durata pari o infe­
solidata cui è soggetto il medesimo ente creditizio, con­              riore ad un anno, e che non sono fondi propri di detti
                                                                       enti ai sensi della direttiva 89/299 /CEE ;
formemente alla direttiva 92 / 30 / CEE o a norme equiva­
lenti vigenti in un paese terzo .
                                                                   j) voci dell'attivo che rappresentano crediti ed altri fidi,
                                                                       di durata pari o inferiore ad un anno, nei confronti
7.     Gli Stati membri possono esonerare in tutto o in                degli enti che non sono enti creditizi ma soddisfano le
parte dall'applicazione dei paragrafi 1 , 2 e 3 i seguenti             condizioni di cui all'articolo 8 , paragrafo 2 della di­
fidi :                                                                 rettiva 89 /647 /CEE, e sono garantiti in conformità di
                                                                       tale paragrafo ;
a) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti        k) effetti commerciali e altri effetti analoghi, di durata
    di governi centrali e di banche centrali della zona A;             pari o inferiore all'anno, recanti la firma di un altro
                                                                       ente creditizio ;
b) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti        1) obbligazioni definite all'articolo 22, paragrafo 4 della
    delle Comunità europee ;                                           direttiva 85 /61 1 /CEE ('), modificata dalla direttiva
                                                                       88 /220 /CEE (2) del Consiglio ;
c) voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da         m) fino a successivo coordinamento le partecipazioni in
    esplicita garanzia di governi centrali e di banche cen­            compagnie di assicurazione di cui all' articolo 12 , pa­
    trali della zona A o delle Comunità europee ;                      ragrafo 3 della direttiva 89/646/CEE fino ad un mas­
                                                                       simo del 40 % dei fondi propri dell'ente creditizio
                                                                       che assume la partecipazione ;
d) altri fidi concessi a governi centrali e banche centrali
    della zona A ovvero da questi garantiti o altri fidi
    concessi alle Comunità europee o da queste garantiti ;         n) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti
                                                                       di enti creditizi regionali o centrali ai quali l'ente cre­
                                                                       ditizio che concede il prestito è associato nell'ambito
                                                                       di una rete in virtù di disposizioni legali o clausole
e) voci dell'attivo che rappresentano crediti ed altri fidi            statutarie e ai quali spetta, in applicazione delle dispo­
    nei confronti di governi centrali e di banche centrali             sizioni citate, procedere alla compensazione delle atti­
    della zona B, espressi e finanziati, se del caso, nella            vità liquide entro la rete medesima ;
    moneta nazionale del debitore ;
                                                                   o) fidi garantiti, secondo modalità ritenute soddisfacenti
f) voci dell'attivo ed altri fidi garantiti, secondo moda­             dalle autorità competenti, da pegno su valori diversi
    lità ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti,             da quelli emessi dai governi centrali o dalle banche
    da pegno su valori emessi dai governi centrali o dalle             centrali della zona A o dalle Comunità europee, a
    banche centrali della zona A, dalle Comunità europee               condizione che i valori non siano emessi dall' ente cre­
    o dalle amministrazioni regionali o locali degli Stati             ditizio stesso o dalla sua impresa madre o da una
    membri per i quali l'articolo 7 della direttiva                    delle loro affiliate o dal cliente o gruppo di clienti
    89/647/CEE prevede, in materia di solvibilità, una                 collegati in questione. I valori forniti come pegno de­
    ponderazione dello 0 °/o ;                                         vono essere valutati al prezzo di mercato e offrire un
                                                                       margine di garanzia rispetto ai fidi garantiti
g) voci dell'attivo ed altri fidi garantiti, secondo moda­         (') GU n. L 375 del 31 . 12 . 1985, pag. 3 .
    lità ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti,         (2) GU n. L 100 del 19 . 4. 1988 , pag. 3 .
 ---pagebreak--- 11 . 7 . 92                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                    N. C 175 / 9
    e devono essere quotati in borsa o essere effettiva­                sia stato concluso un accordo con il cliente o gruppo
    mente negoziabili e regolarmente quotati su mercato                 di clienti collegati, in virtù del quale il fido può essere
    che funzioni tramite operatori professionali ricono­                concesso soltanto a condizione che sia stato appurato
    sciuti e che assicuri, con modalità ritenute soddisfa­              che non comporti il superamento dei limiti applicabili
    centi dalle autorità competenti dello Stato membro                  conformemente all'articolo 4, paragrafi 1 , 2 e 3.
    d'origine dell'ente creditizio, la possibilità di determi­
    nare un prezzo oggettivo che consenta di verificare in
    ogni momento il margine di garanzia di tali valori. Il
    margine di garanzia prescritto è pari al 100 % ; è tut­         8.     Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 1 , 2 e 3 gli
    tavia pari al 150 % nel caso di azioni e al 50 % nel            Stati membri possono applicare una ponderazione del
    caso di obbligazioni emesse da enti creditizi, da am­           20 % alle voci dell'attivo che rappresentano crediti nei
    ministrazioni regionali o locali degli Stati membri di­         confronti di amministrazioni regionali o locali degli Stati
                                                                    membri, nonché agli altri fidi nei confronti delle mede­
    verse da quelle di cui all'articolo 7 della direttiva           sime o da esse garantiti ; nell'osservanza delle condizioni
     89 / 647 / CEE, e nel caso di obbligazioni emesse dalla
    Banca europea per gli investimenti e dalle banche               previste dall'articolo 7 della direttiva 89/647/CEE gli
    multilaterali di sviluppo ai sensi dell'articolo 2 della        Stati membri possono tuttavia applicare una pondera­
                                                                    zione dello 0 % .
    direttiva 89/647/ CEE. I pegni su valori non possono
    costituire fondi propri degli enti creditizi ai sensi della
    direttiva 89/299 /CEE ;
                                                                    9.     Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 1 , 2 e 3 gli
                                                                    Stati membri possono applicare una ponderazione del
                                                                    20 % alle voci dell'attivo che rappresentano crediti e altri
p) prestiti ipotecari su abitazioni per i quali è fornito il        fidi nei confronti di enti creditizi di durata superiore ad
    pegno, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle            un anno, ma inferiore o pari a tre, e una ponderazione
     autorità competenti, e transazioni relative al leasing in      del 50 % alle voci dell'attivo che rappresentano crediti
    virtù delle quali il locatore mantiene la piena pro­            nei confronti di enti creditizi, di durata superiore a tre
    prietà dell'abitazione affittata fintanto che il locatario      anni, a condizione che tali crediti siano rappresentati da
     non si sia avvalso della sua opzione d' acquisto, in en­       titoli di debito emessi da un ente creditizio e sempreché
    trambi i casi fino al 50 % del valore del bene immo­
                                                                    detti titoli di debito, a giudizio delle autorità competenti,
    bile in questione. Il valore del bene è calcolato se­           siano effettivamente negoziabili in un mercato costituito
    condo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità
                                                                    da operatori professionali e siano soggetti a quotazione
     competenti in base a severi parametri di valutazione           giornaliera su tale mercato, o la loro emissione sia stata
     stabiliti mediante disposizioni legislative, regolamen­        autorizzata dalle autorità competenti dello Stato membro
    tari o amministrative . La stima è effettuata almeno
                                                                    d'origine dell'ente creditizio emittente. In tutti i casi que­
     una volta all' anno . In questo contesto l' abitazione è       ste voci non possono rappresentare fondi propri ai sensi
     definita come alloggio occupato o messo in affitto dal         della direttiva 89 / 299 / CEE .
     debitore ;
                                                                    10. In deroga alle disposizioni del paragrafo prece­
q) 50 % delle voci fuori bilancio a rischio medio/basso             dente e del paragrafo 7, lettera i) gli Stati membri pos­
     menzionate       nell'allegato    I     della     direttiva    sono attribuire una ponderazione del 20 °/o alle voci del­
     89/647 /CEE ;                                                  l'attivo che rappresentano crediti e altri fidi nei confronti
                                                                    di enti creditizi, indipendentemente dalla loro durata.
r) previo accordo delle autorità competenti, le garanzie
     diverse da quelle sui crediti concessi, aventi un fonda­       11 . Quando un fido concesso a un cliente è garantito
     mento giuridico o normativo e offerte ai propri ade­           da un terzo o da un pegno su valori emessi da un terzo
     renti dagli enti di mutua garanzia che possiedono lo           alle condizioni definite alla lettera o) del paragrafo 7 gli
     status di ente creditizio ai sensi dell'articolo 1 , lettera   Stati membri possono :
     a) fatta salva una ponderazione pari al 20 % del loro
     importo. Gli Stati membri informano la Commissione
     del fatto che si avvalgono di tale facoltà, per garantire      — considerare il fido come concesso a tale terzo e non
     che quest'ultima non provochi distorsioni di concor­                al cliente, se il fido è garantito direttamente e incon­
     renza. Entro cinque anni dall'adozione della presente               dizionatamente da tale terzo, secondo modalità rite­
     direttiva la Commissione presenta al Consiglio una                  nute soddisfacenti dalle autorità competenti ;
     relazione eventualmente accompagnata da adeguate
     proposte ;
                                                                    — considerare il fido come concesso a tale terzo e non
                                                                         al cliente, se il fido definito alla lettera o) del para­
s) le voci fuori bilancio con rischio basso di cui all'alle­             grafo 7 è garantito da un pegno alle condizioni ivi
     gato I della direttiva 89/647/CEE, nella misura in cui              menzionate .
 ---pagebreak--- N. C 175 / 10                              Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                      11 . 7 . 92
12. Al più tardi entro 5 anni dalla data di cui all'arti­           stabilita in un altro Stato membro, possono trasferire, in
colo 8, paragrafo 1 il Consiglio esamina sulla base di una          virtù di un accordo bilaterale, la responsabilità della vigi­
relazione della Commissione il trattamento dei fidi inter­          lanza sul rispetto degli obblighi stabiliti dagli articoli 3 e
bancari di cui al paragrafo 7, lettera i) e ai paragrafi 9 e        4 o da qualsiasi altra disposizione comunitaria applicabile
10. Il Consiglio deciderà eventualmente le modifiche da             a questo settore, alle autorità competenti che hanno
apportarvi, sulla base di una proposta della Commis­                autorizzato e vigilano sull'impresa madre . La Commis­
sione .                                                             sione e il comitato consultivo bancariò devono essere in­
                                                                    formati dell' esistenza e del contenuto di tali accordi .
                          Articolo 5
                                                                                              Articolo 6
Vigilanza su base consolidata e su base non consolidata             Disposizioni transitorie relative ai fidi eccedenti i limiti
1.     Se l'ente creditizio non è né un'impresa madre né            1.    Qualora alla data di pubblicazione della presente
un'impresa affiliata, l'osservanza degli obblighi stabiliti         direttiva nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee,
dagli articoli 3 e 4 o da qualsiasi altra disposizione co­          un ente creditizio abbia già concesso uno o più fidi il cui
munitaria applicabile a questo settore forma oggetto di             valore supera i limiti stabiliti dalla presente direttiva per i
vigilanza su base non consolidata.                                  singoli grandi fidi o per il cumulo dei grandi fidi , le
                                                                    autorità competenti impongono all'ente creditizio di
                                                                    prendere i provvedimenti necessari affinché il fido o i fidi
2 . Negli altri casi il rispetto degli obblighi stabiliti da­       in questione vengano adeguati al livello prescritto dalle
gli articoli 3 e 4 o da qualsiasi altra disposizione comuni­        disposizioni della presente direttiva.
taria applicabile a questo settore esercitata su base conso­
lidata in conformità della direttiva 92 / 30 / CEE .
                                                                    2 . Il riadeguamento del fido o dei fidi al livello auto­
                                                                    rizzato è predisposto, deliberato, attuato e completato
                                                                    entro un termine che le autorità competenti ritengono
3 . Per quanto riguarda il rispetto degli obblighi stabi­           congruo sotto il profilo della buona gestione e della con­
liti dagli articoli 3 e 4 o da qualsiasi altra disposizione         correnza leale. Le autorità competenti informano la
comunitaria applicabile a questo settore, gli Stati membri          Commissione e il comitato consultivo bancario del calen­
possono rinunciare alla vigilanza su base individuale o             dario da esse stabilito per il processo generale di riade­
parzialmente consolidata nei confronti di un ente crediti­          guamento .
zio che, in quanto impresa madre, è soggetto alla vigi­
lanza su base consolidata e nei confronti di qualsiasi affi­
liata di detto ente che sia soggetta alla loro autorizza­           3 . L'ente creditizio non può prendere alcun provvedi­
zione e vigilanza e sia compresa nella vigilanza su base            mento che abbia per effetto di aumentare i fidi di cui al
consolidata .                                                       paragrafo 1 rispetto all'importo a cui ammontavano alla
                                                                    data di pubblicazione della presente direttiva nella Gaz­
                                                                    zetta ufficiale delle Comunità europee.
Lo stesso diritto di deroga è previsto qualora l'impresa
madre sia una società di partecipazione finanziaria stabi­
lita nello stesso Stato membro dell'ente creditizio, sem­           4. Il termine applicato ai sensi del paragrafo 2 scade,
preché detta società sia soggetta alla medesima vigilanza           al più tardi il 31 dicembre 2001 . I fidi con scadenza più
esercitata sugli enti creditizi.                                    lunga, di cui l'ente che concede il prestito è tenuto a ri­
                                                                    spettare i termini contrattuali, possono essere mantenuti
                                                                    fino alla suddetta scadenza .
In entrambi i casi precedenti, se viene esercitato il diritto
di deroga, occorre provvedere affinché sia garantita una            5 . Fino al 31 dicembre       1998 gli Stati membri possono
suddivisione adeguata dei rischi nell'ambito del gruppo.            elevare il limite stabilito   all'articolo 4 , paragrafo 1 al
                                                                    40 % e il limite previsto      all'articolo 4, paragrafo 2 al
                                                                    30 % . In tal caso e fatte    salve le disposizioni dei para­
4.     Quando un ente creditizio, la cui impresa madre è            grafi da 1 a 4, il termine per ricondurre i fidi esistenti al
essa stessa un ente creditizio, è stato autorizzato ed ha           termine di questo periodo ai livelli previsti all' articolo 4
sede in un altro Stato membro, le autorità competenti               scade il 31 dicembre 2001 .
che hanno rilasciato l'autorizzazione impongono l'osser­
vanza degli obblighi stabiliti dagli articoli 3 e 4 o da
qualsiasi altra disposizione comunitaria applicabile a que­         6. Soltanto per gli enti creditizi i cui fondi propri ai
sto settore, su base individuale o, se del caso, su base            sensi dell'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva
parzialmente consolidata.                                           89/299/CEE non sono superiori a 7 milioni di ecu, gli
                                                                    Stati membri possono prorogare di 5 anni i termini previ­
                                                                    sti al paragrafo 5 . Gli Stati membri che ricorrono alle
5 . In deroga alle disposizioni del paragrafo 4, le auto­           disposizioni del presente paragrafo prendono misure per
rità competenti per l'autorizzazione dell'affiliata di              impedire distorsioni di concorrenza e ne informano la
un'impresa madre che è essa stessa un ente creditizio,              Commissione e il comitato consultivo bancario .
 ---pagebreak---   11 . 7 . 92                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 N. C 175 / 11
 7. Nei casi di cui ai paragrafi 5 e 6 , un fido può essere            presidente può fissare in funzione dell'urgenza della que­
 considerato un «grande fido» se il suo valore è uguale o              stione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza
 superiore al 15 % dei fondi propri .                                  prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trattato (CEE)
                                                                       per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve pren­
 8 . Fino al 31 dicembre 2001 gli Stati membri possono                 dere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in
 sostituire la frequenza di segnalazione dei grandi fidi               seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati
 prevista dall'articolo 3, paragrafo 1 , secondo trattino con          membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo
 una frequenza minima di due volte all'anno .                          precitato. Il presidente non partecipa alle votazioni.
 9. Gli Stati membri possono esonerare totalmente o                    La Commissione adotta le misure previste qualora siano
 parzialmente dall'applicazione dell'articolo 4, paragrafi             conformi al parere del comitato .
 1 , 2 e 3 i fidi concessi da un ente creditizio, consistenti
 in prestiti ipotecari ai sensi dell' articolo 11 , paragrafo 4        Se le misure previste non sono conformi al parere del
 della direttiva 89/647/CEE, contratti entro otto anni                 comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sot­
 dalla data fissata all'articolo 8 , paragrafo 1 nonché le             topone senza indugio al Consiglio una proposta in me­
 transazioni relative a leasing su beni immobiliari ai sensi           rito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a mag­
 dell'articolo 11 , paragrafo 5 della direttiva 89 /647 /CEE,          gioranza qualificata.
 espletate entro otto anni dalla data fissata all' articolo 8 ,        Se allo scadere di un termine di tre mesi a decorrere
 paragrafo 1 . In entrambi i casi l'esenzione può ammon­               dalla data di presentazione al Consiglio, quest'ultimo
 tare al massimo al 50 % del valore dei beni in questione.            non ha deliberato, la Commissione adotta le misure pro­
                                                                      poste .
 10. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 4, fino al
 31 dicembre 1998 , il Portogallo può esonerare total­
mente o parzialmente dall'applicazione dei paragrafi 1 e                                        Articolo 8
 3 dell' articolo 4 i fidi concessi da un ente creditizio a
Electricidade de Portugal (EDP) e a Petrogal.                                               Disposizioni finali
                             Articolo 7                                1 . Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni
                                                                      legislative, regolamentari e amministrative necessarie per
                        Successive modifiche                          conformarsi alla presente direttiva entro il 1° gennaio
                                                                       1994 . Essi ne informano immediatamente la Commis­
                                                                      sione .
 1 . Sono adottate secondo la procedura prevista nel
paragrafo 2 le modifiche tecniche da apportare alla pre­              Le disposizioni in questione adottate dagli Stati membri
sente direttiva per quanto riguarda i punti sottoelencati :           devono contenere un riferimento alla presente direttiva o
                                                                      essere corredate da detto riferimento all' atto della loro
— il chiarimento delle definizioni per tenere conto del­
      l'evoluzione dei mercati finanziari ;                           pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono
                                                                      decise dagli Stati membri.
— il chiarimento delle definizioni allo scopo di assicu­
      rare un' applicazione uniforme della presente diret­            2.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione il
      tiva ;                                                          testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che
                                                                      essi adottano nel settore disciplinato, dalla presente diret­
— l'adeguamento della terminologia e la formulazione                  tiva.
      delle definizioni in base a quelle degli atti successivi
      concernenti gli enti creditizi e le materie connesse ;          3.     In attesa della normativa comunitaria destinata a
— il chiarimento degli esoneri di cui ai paragrafi da 5 a             disciplinare la vigilanza sui grandi fidi relativi ad attività
       10 dell' articolo 4 .
                                                                      prevalentemente soggette a rischi di mercato, su base
                                                                      consolidata o meno, le autorità competenti provvedono a
                                                                      detti fidi conformemente a metodi che esse stesse deter­
2.       La Commissione è assistita dal comitato previsto             minano tenendo conto della peculiarità dei rischi in que­
dall'articolo 22 , paragrafo 2, primo comma della diret­              stione .
tiva 89/646 / CEE .
Il rappresentante della Commissione sottopone al comi­                                          Articolo 9
tato un progetto delle misure da adottare. Il comitato
formula il suo parere sul progetto entro un termine che il            Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.