CELEX: 32013D0730
Language: it
Date: 2013-12-09 00:00:00
Title: Decisione 2013/730/PESC del Consiglio, del 9 dicembre 2013 , per il sostegno delle attività del SEESAC relative al disarmo e al controllo delle armi nell'Europa sudorientale nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni

11.12.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 332/19
            
         DECISIONE 2013/730/PESC DEL CONSIGLIO
   del 9 dicembre 2013
   per il sostegno delle attività del SEESAC relative al disarmo e al controllo delle armi nell'Europa sudorientale nel quadro della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sull'Unione europea, in particolare l'articolo 26, paragrafo 2, e l'articolo 31, paragrafo 1,
   vista la proposta dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 13 dicembre 2003 il Consiglio europeo ha adottato una strategia europea in materia di sicurezza in cui venivano individuate cinque sfide di fondo cui l'Unione è confrontata: il terrorismo, la proliferazione delle armi di distruzione di massa, i conflitti regionali, il fallimento dello Stato e la criminalità organizzata. Le conseguenze della produzione, del trasferimento e della circolazione illeciti delle armi convenzionali, incluse le armi leggere e di piccolo calibro («SALW»), e la loro accumulazione eccessiva e diffusione incontrollata sono centrali per quattro delle cinque sfide: alimentano l'insicurezza nell'Europa sudorientale, nelle regioni limitrofe e in molte altre regioni del mondo, esacerbando il conflitto e minacciando la rappacificazione post-bellica, in tal modo generando una grave minaccia per la pace e la sicurezza.
            
         
               (2)
            
            
               Il 15 e 16 dicembre 2005 il Consiglio europeo ha adottato la strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti SALW e relative munizioni (la «strategia»), che stabilisce le linee guida per l'azione dell'Unione nel settore delle SALW. Tale strategia individua nei Balcani e nell'Europa sudorientale le regioni particolarmente colpite dall’accumulazione e dalla diffusione eccessive di SALW. Stabilisce che l'Unione presterà un'attenzione prioritaria all'Europa centrale e orientale e sottolinea, con specifico riferimento ai Balcani, che il sostegno a un multilateralismo efficace e alle iniziative regionali pertinenti costituirà uno strumento efficace per la sua attuazione. Promuove inoltre specificamente la necessità di partecipare allo sforzo di ridurre le scorte delle SALW in eccedenza in Europa orientale derivanti dalla guerra fredda.
            
         
               (3)
            
            
               Nella seconda conferenza di riesame del 2012 del programma di azione delle Nazioni Unite per prevenire, combattere e sradicare il commercio illegale di SALW in tutti i suoi aspetti («programma di azione delle Nazioni Unite»), adottato il 20 luglio 2001, tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno ribadito l'impegno a prevenire il traffico illecito di SALW ed hanno incoraggiato misure atte a potenziare ulteriormente il ruolo efficace che le organizzazioni regionali e subregionali possono svolgere nell'attuazione del programma d'azione delle Nazioni Unite e dello strumento internazionale che permetta agli Stati di identificare e rintracciare, in maniera tempestiva ed affidabile, le armi leggere e di piccolo calibro illegali («strumento internazionale per il rintracciamento»).
            
         
               (4)
            
            
               Il Centro dell’Europa sudorientale per il controllo delle armi leggere e di piccolo calibro (SEESAC), istituito nel 2002 a Belgrado e operante sotto il mandato congiunto del programma di sviluppo delle Nazioni Unite (PSNU) e del Consiglio di cooperazione regionale (succeduto al Patto di stabilità per l'Europa sudorientale), assiste le parti interessate nazionali e regionali nel controllo e nella riduzione della diffusione e dell'uso illecito di SALW e relative munizioni, e contribuisce così ad aumentare la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo nell'Europa sudorientale e nell'Europa orientale. Il SEESAC riserva particolare attenzione allo sviluppo di progetti regionali per affrontare la realtà del flusso transfrontaliero di armi.
            
         
               (5)
            
            
               L’Unione ha già dato sostegno al SEESAC in passato con la decisione 2002/842/PESC del Consiglio, prorogata e modificata dalle decisioni del Consiglio 2003/807/PESC (1) e 2004/791/PESC del 22 novembre 2004 (2). Più di recente l'Unione ha dato sostegno alle attività del SEESAC relative al controllo delle armi tramite la decisione 2010/179/PESC del Consiglio (3).
            
         
               (6)
            
            
               L'Unione intende finanziare un ulteriore progetto del SEESAC sulla riduzione della minaccia della diffusione e del traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro SALW e relative munizioni nell'Europa sudorientale per continuare a contribuire alla riduzione del rischio del loro commercio illegale al fine di realizzare gli obiettivi summenzionati,
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   1.   In vista dell'attuazione della strategia dell'UE volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni, e della promozione della pace e della sicurezza, le attività di progetto per la riduzione della minaccia della diffusione e del traffico illeciti SALW e relative munizioni nell'Europa sudorientale che saranno sostenute dall'Unione si prefiggono i seguenti obiettivi specifici:
   
               —
            
            
               rendere più sicure le scorte di SALW e relative munizioni nell'Europa sudorientale;
            
         
               —
            
            
               ridurre le scorte disponibili di SALW e relative munizioni attraverso attività di distruzione nell'Europa sudorientale;
            
         
               —
            
            
               migliorare la marchiatura e il rintracciamento fornendo sostegno alla creazione di sistemi elettronici di registrazione e tracciatura delle armi nell'Europa sudorientale o al potenziamento di quelli esistenti;
            
         
               —
            
            
               potenziare i controlli sulle SALW e relative munizioni promuovendo e agevolando la condivisione delle conoscenze, lo scambio di informazioni e la sensibilizzazione tramite una più stretta cooperazione regionale nell'Europa sudorientale;
            
         
               —
            
            
               sostenere la raccolta di SALW, dispositivi esplosivi, ordigni e relative munizioni illegali detenuti dalla popolazione dei paesi dell'Europa sudorientale.
            
         L'Unione finanzia il progetto descritto in dettaglio nell'allegato.
   Articolo 2
   1.   L'alto rappresentante dell'Unione per la politica estera e di sicurezza comune («AR») è responsabile dell'attuazione della presente decisione.
   2.   L'esecuzione tecnica del progetto di cui all'articolo 1 è a cura del SEESAC.
   3.   Il SEESAC svolge i suoi compiti sotto la responsabilità dell’AR. A tal fine l’AR stabilisce le modalità necessarie con il PSNU, che agisce per conto del SEESAC.
   Articolo 3
   1.   L'importo di riferimento finanziario per l'esecuzione del progetto finanziato dall'Unione di cui all'articolo 1 è pari a 5 127 650 EUR. Il bilancio totale stimato per l'intero programma è pari a 14 335 403 EUR. Il programma è cofinanziato dall'Unione, dal Ministero degli affari esteri del Regno di Norvegia e dal beneficiario.
   2.   Le spese finanziate con l'importo di riferimento di cui al paragrafo 1 sono gestite secondo le procedure e le norme applicabili al bilancio dell'Unione.
   3.   La Commissione vigila sulla corretta gestione delle spese di cui al paragrafo 1. A tal fine, essa conclude l'accordo necessario con il PSNU, che agisce per conto del SEESAC. L'accordo stabilisce che il SEESAC deve assicurare al contributo dell'Unione una visibilità corrispondente alla sua entità.
   4.   La Commissione si adopera per concludere l'accordo di cui al paragrafo 3 il più presto possibile dopo l'entrata in vigore della presente decisione. Essa informa il Consiglio di eventuali difficoltà in tale processo e della data di conclusione dell’accordo.
   Articolo 4
   1.   L’AR riferisce al Consiglio in merito all’attuazione della presente decisione sulla base di rapporti periodici trimestrali stilati dal SEESAC. Su tali rapporti si basa la valutazione del Consiglio.
   2.   La Commissione riferisce sugli aspetti finanziari del progetto di cui all'articolo 1.
   Articolo 5
   1.   La presente decisione entra in vigore il giorno dell’adozione.
   2.   La presente decisione cessa di produrre effetti 36 mesi dopo la data di conclusione dell’accordo di cui all’articolo 3, paragrafo 3. Tuttavia, essa cessa di produrre effetti sei mesi dopo la data di entrata in vigore se non è stato concluso alcun accordo entro tale termine.
   
      Fatto a Bruxelles, il 9 dicembre 2013
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         A. PABEDINSKIENĖ
      
   
   
      (1)  Decisione 2003/807/PESC del Consiglio, del 17 novembre 2003, che proroga e modifica la decisione 2002/842/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale (GU L 302 del 20.11.2003, pag. 39).
   
      (2)  Decisione 2004/791/PESC del Consiglio, del 22 novembre 2004, che proroga e modifica la decisione 2002/842/PESC concernente l'attuazione dell'azione comune 2002/589/PESC in vista di un contributo dell'Unione europea alla lotta contro l'accumulazione e la diffusione destabilizzanti di armi portatili e di armi leggere nell'Europa sudorientale (GU L 348 del 24.11.2004, pag. 46).
   
      (3)  Decisione 2010/179/PESC del Consiglio, dell' 11 marzo 2010, per il sostegno delle attività del SEESAC relative al controllo delle armi nei Balcani occidentali nel quadro della strategia dell’UE volta a combattere l’accumulazione e il traffico illeciti di SALW e relative munizioni (GU L 80 del 26.3.2010, pag. 48).
   
      ALLEGATO
      
         Contributo dell'Unione europea al progetto del SEESAC sulla riduzione della minaccia della diffusione e del traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro SALW e relative munizioni nell'Europa sudorientale
      
      1.   Introduzione e obiettivi
      
      La storia dell'accumulazione su larga scala di scorte di armi leggere e di piccolo calibro e relative munizioni nell'Europa sudorientale, l'insufficienza numerica dei siti di deposito sicuri e il perdurare della mancanza di capacità sufficienti per metterli interamente in sicurezza hanno fatto sì che i paesi della regione costituiscano una particolare preoccupazione e una sfida importante nel quadro della strategia dell'Unione europea volta a combattere l'accumulazione e il traffico illeciti di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e relative munizioni. La prosecuzione del suo precedente sostegno fornito per combattere la minaccia rappresentata dalla diffusione e dal traffico illecito di SALW all'interno dell'Europa sudorientale e in provenienza da tale regione costituisce pertanto un elemento essenziale degli sforzi volti a realizzare gli obiettivi della strategia dell'Unione sulle SALW.
      L'obiettivo generale del progetto è promuovere la pace e la sicurezza internazionali attraverso il sostegno costante delle iniziative volte a ridurre la minaccia costituta dall'accumulazione diffusa dal commercio illegale di SALW e relative munizioni nell'Europa sudorientale. In particolare il progetto ridurrà la disponibilità di SALW e relative munizioni in eccedenza, migliorerà la sicurezza dei depositi, renderà più agevole il rintracciamento delle armi migliorandone la registrazione e la marchiatura ed accrescerà il trasferimento di informazioni e conoscenze e la sensibilizzazione nei confronti della minaccia costituita dalle SALW. Il programma contribuirà inoltre alla stabilità nell'Europa sudorientale operando tramite la struttura del Consiglio di cooperazione regionale (RCC).
      Basandosi, in particolare, sull'efficace attuazione della decisione 2010/179/PESC del Consiglio e conformemente alla strategia dell'UE sulle SALW, il presente progetto di follow-up intende pertanto rafforzare ulteriormente i sistemi nazionali di controllo e continuare a promuovere il multilateralismo creando meccanismi regionali per contrastare la fornitura e la diffusione destabilizzante di SALW e relative munizioni. Inoltre, per assicurare una più completa dimensione regionale, il progetto includerà nei processi regionali di controllo delle SALW anche la Repubblica moldova ed il Kosovo (1), in modo da garantire un approccio regionale realmente olistico che abbia un impatto e una sostenibilità a lungo termine.
      2.   Scelta dell'agenzia esecutiva e coordinamento con altre pertinenti iniziative di finanziamento
      
      Il SEESAC è un'iniziativa congiunta del programma di sviluppo delle Nazioni Unite (PSNU) e del Consiglio di cooperazione regionale (RCC; succeduto al patto di stabilità per l'Europa sudorientale) e, in quanto tale, è il punto focale delle attività connesse alle SALW nell'Europa sudorientale. Il SEESAC, in qualità di organo esecutivo del piano regionale di attuazione sulla lotta contro la proliferazione di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) nell'Europa sudorientale, ha lavorato per oltre undici anni assieme alle parti interessate nazionali di tale regione per attuare un approccio olistico al controllo delle SALW mediante un ampio spettro di attività, fra cui campagne di sensibilizzazione e di raccolta delle SALW, gestione delle scorte, riduzione delle eccedenze, miglioramento delle capacità di marchiatura e di rintracciamento ed un migliore controllo delle esportazioni di armi. In tal modo il SEESAC ha acquisito una straordinaria capacità ed esperienza mettendo in atto di interventi regionali con la partecipazione di più parti interessate nel retroterra politico ed economico comune dei paesi della regione, garantendo la titolarità nazionale e regionale e la sostenibilità a lungo termine delle sue azioni ed affermandosi come la principale autorità regionale nel settore del controllo delle SALW.
      Il SEESAC ha aperto canali di comunicazione bilaterali e multilaterali con tutti gli attori e le organizzazioni competenti. Il SEESAC è altresì il segretariato del Gruppo direttivo regionale per le armi leggere e di piccolo calibro nell'Europa sudorientale. Il SEESAC è inoltre membro del comitato direttivo dell'iniziativa per un approccio regionale alla riduzione delle scorte (RASR), di cui ha ricoperto in passato la presidenza. Il SEESAC è regolarmente invitato a partecipare a tutti i pertinenti consessi regionali, quali le riunioni annuali dei ministri della giustizia e degli affari interni UE-Balcani occidentali, il processo NATO di scambio di strutturale di informazioni sulle SALW e il processo ministeriale di difesa dell'Europa sudorientale (SEDM). Ha un'ampia rete di partenariati formali e informali con organizzazioni quali il Centro regionale di assistenza all'attuazione e alla verifica del controllo delle armi (RACVIAC) - Centro di cooperazione per la sicurezza e il Foro di cooperazione per la sicurezza (FSC) dell'OSCE. Riunioni periodiche di coordinamento con altre agenzie dell'ONU quali l'UNODC e l'UNODA si svolgono tramite l'azione di coordinamento riguardante le armi di piccolo calibro (CASA) delle Nazioni Unite ed altri meccanismi. Il SEESAC è diventato così un polo regionale per un'ampia serie di questioni legate alla riforma del settore della sicurezza, con accento particolare sul controllo delle SALW e sulla gestione delle scorte. Il SEESAC, la cui sede è Belgrado, opera attualmente in tutta l'Europa sudorientale e svolge attività in Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Repubblica moldova, Montenegro, Serbia e nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia. La titolarità regionale è assicurata tramite l'RCC ed il Gruppo direttivo regionale per le SALW, in cui rappresentanti di tutti gli Stati dell'Europa sudorientale trattano gli orientamenti strategici, le iniziative e le richieste di attività del SEESAC.
      Il ricorso ad iniziative regionali per affrontare problemi comuni si è rivelato un vantaggio nell'Europa sudorientale non solo per la condivisione di informazioni essenziali e la promozione di una sana concorrenza regionale che esso genera, bensì anche perché aiuta a raggiungere risultati coerenti e facilmente misurabili mediante modalità di attuazione olistiche. La partecipazione del SEESAC a tutti i processi e le iniziative regionali pertinenti (quali SEDM, RASR e RACVIAC) assicura uno scambio di informazioni chiaro e tempestivo, una forte consapevolezza delle situazioni e la prospettiva necessaria per far sì che non si creino sovrapposizioni nell'attuazione e che essa sia conforme ai bisogni del momento di governi e regioni così come alle tendenze emergenti.
      Il SEESAC fonda tutte le sue attività sui dati di base raccolti, si assicura dell'approvazione e del sostegno politico delle parti interessate nazionali quale presupposto dell'azione. Esso ha messo in atto i suoi precedenti progetti finanziati dall'UE con un tasso di conseguimento molto elevato degli obiettivi delle attività previste, ottenendo risultati sostenibili grazie allo sviluppo ed alla promozione della titolarità nazionale dei suoi progetti e delle sue attività, alla promozione del coordinamento regionale, alla condivisione di esperienze e migliori pratiche nonché alla ricerca regionale. Le sue competenze tecniche sulle SALW e la sua profonda conoscenza delle questioni regionali e delle pertinenti parti interessate ne fanno il partner esecutivo più adatto in questo particolare campo d'azione.
      Il progetto funge altresì da complemento ad un'iniziativa parallela del SEESAC sul controllo dei trasferimenti di armi volta ad accrescere la capacità di controllare il commercio di armi attraverso una maggiore trasparenza e una più ampia cooperazione regionale (2). Per quanto riguarda specificamente la Bosnia-Erzegovina, inoltre, il progetto è complementare a due altri progetti, vale a dire:
      
                  —
               
               
                  il progetto EXPLODE, finanziato dalla componente a breve termine dello strumento per la stabilità dell'UE ed attuato dall'ufficio PSNU di Sarajevo in partenariato con la missione OSCE in Bosnia-Erzegovina, che mira a rafforzare la sicurezza della popolazione della Bosnia-Erzegovina riducendo le scorte di munizioni instabili e migliorando la sicurezza dei depositi;
               
            
                  —
               
               
                  il progetto SECUP in Bosnia-Erzegovina per il rafforzamento della sicurezza dei siti di deposito di armi e munizioni, attuato congiuntamente dalla missione OSCE in Bosnia-Erzegovina e dal Ministero della difesa della Bosnia-Erzegovina, per cui l'EUFOR fornisce la consulenza tecnica di esperti e vigila sugli aspetti dell'attuazione del progetto connessi con la sicurezza, il SEESAC manterrà contatti periodici con l'EUFOR Althea, la missione OSCE in Bosnia-Erzegovina e l'ufficio PSNU di Sarajevo per assicurare il costante coordinamento e la complementarità con tali progetti e con le iniziative della comunità internazionale in corso al fine di affrontare la questione delle scorte di munizioni convenzionali in eccedenza detenute dal Ministero della difesa della Bosnia-Erzegovina e in prospettiva di eventuali piani futuri relativi ad una campagna per la raccolta di armi convenzionali illegali in Bosnia-Erzegovina.
               
            Per quanto riguarda gli altri paesi contemplati dal progetto, il SEESAC opererà in coordinamento con le seguenti iniziative di assistenza internazionali:
      
                  —
               
               
                  in Montenegro il progetto MONDEM, gestito dal programma di sviluppo delle Nazioni Unite in partenariato con l'OSCE, è destinato a lavorare alla riduzione dei rischi della controproliferazione tramite lo sviluppo di infrastrutture di deposito e sistemi di gestione delle munizioni convenzionali sicuri, alla limitazione dei rischi di esplosione per le collettività grazie ad una demilitarizzazione rispettosa dell'ambiente, alla distruzione di rifiuti tossici pericolosi (propellente liquido per razzi) ed al sostegno della riforma della difesa tramite la distruzione di una quantità limitata di sistemi di armi pesanti designati dal Ministero della difesa del Montenegro;
               
            
                  —
               
               
                  in Kosovo (1) il progetto KOSSAC, inizialmente destinato a ridurre la violenza armata nel Kosovo (1) e ad accrescere la sicurezza collettiva, si è trasformato negli anni in un vasto progetto di prevenzione della violenza con un forte accento sulla riforma del settore della sicurezza e sullo sviluppo di capacità;
               
            
                  —
               
               
                  in Serbia il progetto CASM, finanziato dal programma di sviluppo delle Nazioni Unite e dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, è finalizzato a rafforzare la sicurezza dei siti di deposito delle munizioni convenzionali prestabiliti e dello smaltimento delle munizioni in eccedenza segnalate.
               
            Il SEESAC avrà inoltre contatti regolari con l'OSCE, la NATO e l'organizzazione «Norwegian People's Aid» e con altri attori competenti per assicurare la complementarietà delle azioni, la tempestività degli interventi e un uso delle risorse efficace in termini di costi.
      3.   Descrizione del progetto
      
      L'attuazione del progetto porterà ad una maggiore sicurezza e stabilità nell'Europa sudorientale e oltre grazie alla lotta contro la diffusione e il traffico illecito delle SALW e relative munizioni. Il progetto contribuirà direttamente all'attuazione della strategia europea in materia di sicurezza, della strategia dell'UE sulle SALW, del programma di azione delle Nazioni Unite, dello strumento internazionale per il rintracciamento e del protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco e rafforzerà specificamente la cooperazione regionale combattendo la minaccia rappresentata dalla diffusione di SALW e relative munizioni. In particolare il progetto avrà i seguenti effetti:
      
                  —
               
               
                  maggiore sicurezza e migliore gestione delle scorte di SALW grazie al potenziamento dei siti di deposito;
               
            
                  —
               
               
                  riduzione delle eccedenze e delle scorte confiscate di SALW e relative munizioni mediante distruzione;
               
            
                  —
               
               
                  migliori capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione delle SALW;
               
            
                  —
               
               
                  rafforzamento della cooperazione regionale e della condivisione di informazioni;
               
            
                  —
               
               
                  riduzione del numero di armi illecite detenute dalla popolazione attraverso la realizzazione di campagne di sensibilizzazione e di raccolta delle armi.
               
            L'ambito geografico del progetto è l'Europa sudorientale, e Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo (1), Repubblica moldova, Montenegro, Serbia e l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (FYROM) ne sono i beneficiari diretti.
      3.1.   Maggiore sicurezza delle scorte grazie a miglioramenti delle infrastrutture e allo sviluppo di capacità
      
      Obiettivo
      Questa attività ridurrà la minaccia della diffusione e del traffico illecito di SALW e relative munizioni migliorando le disposizioni relative alla sicurezza e la gestione delle scorte per lo stoccaggio di armi convenzionali e scorte di munizioni in Bosnia-Erzegovina, Kosovo (1), Repubblica moldova, Montenegro, Serbia ed l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia.
      Descrizione
      L'efficace attuazione della decisione 2010/179/PESC del Consiglio tramite un duplice approccio consistente 1) nel miglioramento della sicurezza dei siti di deposito in tre paesi (3) e 2) nello sviluppo delle capacità del personale incaricato della gestione delle scorte (4), ha sensibilmente aumentato le disposizioni in materia di sicurezza ed ha ridotto il rischio di proliferazione indesiderata delle scorte di SALW e relative munizioni. Muovendo da questi risultati, la seconda fase del progetto continuerà a migliorare la sicurezza dei depositi di armi e munizioni nell'Europa sudorientale fornendo ulteriore assistenza tecnica e infrastrutturale specifica conformemente alle migliori pratiche e norme internazionali. Le attività del progetto forniranno sostegno ai ministeri della difesa della Bosnia-Erzegovina, della Repubblica moldova, del Montenegro e dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e ai ministeri dell'interno della Repubblica di Serbia, dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e del Kosovo (1) provvedendo all'acquisizione e all'installazione dell'attrezzatura necessaria alla messa in sicurezza delle scorte di armi e munizioni. Al personale incaricato della gestione delle scorte sarà inoltre impartita una formazione, se necessario. I siti di cui sarà potenziata la sicurezza saranno selezionati in base ad una valutazione delle priorità e dei rischi che essi comportano in termini di sicurezza.
      Il progetto prevede in particolare le seguenti attività:
      
                  —
               
               
                  Bosnia-Erzegovina: miglioramenti della sicurezza nei siti di deposito di munizioni ed armi convenzionali del ministero della difesa, anche tramite l'installazione e/o il rifacimento della recinzione e illuminazione del perimetro, di sistemi antiintrusione, di telecamere a circuito chiuso (CCTV) e apparecchiature di telecomunicazione, a integrazione del lavoro effettuato dall'PSNU e dall'OSCE sulla sicurezza delle scorte;
               
            
                  —
               
               
                  Kosovo (1): potenziamento delle capacità di gestione delle scorte dei servizi di polizia mediante la formazione e la valutazione della situazione in atto. Rifacimento di un piccolo deposito locale di SALW e munizioni;
               
            
                  —
               
               
                  ex Repubblica jugoslava di Macedonia: potenziamento della sicurezza del sito di deposito centrale (Orman) del Ministero dell'interno tramite l'acquisizione di attrezzature di sicurezza e l'esecuzione di miglioramenti delle infrastrutture, fra cui il rifacimento della recinzione perimetrale; apparecchiature CCTV e sistemi di illuminazione e nuove porte di sicurezza per gli edifici dei depositi. Potenziamento della sicurezza del sito di deposito centrale delle forze armate dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia tramite l'acquisizione e l'installazione della videosorveglianza ed il miglioramento della sicurezza perimetrale e degli edifici grazie alla riparazione delle recinzioni, all'installazione di nuovi cancelli di accesso e alla sistemazione delle porte di sicurezza del magazzino;
               
            
                  —
               
               
                  Repubblica moldova: miglioramenti della sicurezza del deposito centrale di armi e munizioni (CAMD) del ministero dell'interno, compresa l'installazione di recinzioni di sicurezza, sistemi di controllo degli accessi e l'acquisizione di un registro informatizzato delle armi;
               
            
                  —
               
               
                  Montenegro: migliorie materiali nel deposito di munizioni di Brezovik, compreso il complessivo miglioramento delle infrastrutture di sicurezza del deposito; predisposizione di un registro centrale delle armi e delle munizioni presenti nel deposito;
               
            
                  —
               
               
                  Serbia: potenziamento della sicurezza nel principale sito di deposito delle SALW del ministero dell'interno, compresi la videosorveglianza e il controllo degli accessi;
               
            
                  —
               
               
                  formazione regionale sulla gestione delle scorte: da attuare a livello regionale (annualmente) e a livello nazionale (se necessario).
               
            Risultati del progetto e indicatori di esecuzione
      Il progetto si tradurrà in un miglioramento della sicurezza nell'Europa sudorientale attraverso la riduzione del rischio di commercio illegale:
      
                  —
               
               
                  potenziando la sicurezza dei siti di deposito di SALW in Bosnia-Erzegovina (4), Kosovo (1) (1), nella Repubblica Moldova (2), in Montenegro (1), Serbia (1) e nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia (2) tramite miglioramenti dell'infrastruttura misurabili e orientati alla sicurezza;
               
            
                  —
               
               
                  potenziando la capacità del personale di salvaguardare le scorte grazie alla formazione di almeno 60 membri del personale dei paesi beneficiari in tre laboratori e all'offerta di una formazione mirata a livello nazionale.
               
            3.2.   Riduzione delle scorte tramite la distruzione di SALW e relative munizioni
      
      Obiettivo
      Accrescere la sicurezza e diminuire il rischio di proliferazione riducendo sensibilmente il numero di armi convenzionali e relative munizioni in eccedenza nei depositi.
      Descrizione
      Sulla base del successo della fase precedente, che ha supervisionato la distruzione complessiva di 78 366 armi (45 275 in Serbia e 33 091 in Croazia) e al fine di ridurre ulteriormente le eccedenze di SALW detenute da istituzioni statali e da civili e, quindi, attenuare il rischio di diversione o commercio illegale di tali armi, il progetto smaltirà fino a 165 000 SALW realizzando varie attività di distruzione in:
      
                  —
               
               
                  Albania (fino a 120 000 esemplari)
               
            
                  —
               
               
                  Bosnia-Erzegovina (fino a 4 500 esemplari)
               
            
                  —
               
               
                  Kosovo (1) (fino a 2 500 esemplari)
               
            
                  —
               
               
                  ex Repubblica jugoslava di Macedonia (fino a 1 500 esemplari)
               
            
                  —
               
               
                  Repubblica moldova (fino a 2 500 esemplari)
               
            
                  —
               
               
                  Montenegro (fino a 4 000 esemplari)
               
            
                  —
               
               
                  Serbia (fino a 30 000 esemplari).
               
            In Albania, i risultati conseguiti nello smaltimento delle eccedenze di munizioni detenute dal ministero della difesa devono trovare corrispondenza nella distruzione di SALW, soprattutto in considerazione dell'entità delle scorte in eccedenza e della sfida rappresentata dalla loro messa in sicurezza. In Serbia, i risultati ottenuti a norma della decisione 2010/179/PESC del Consiglio devono essere rafforzati con l'ulteriore smaltimento delle armi in eccedenza e di quelle confiscate, mentre è essenziale avviare azioni analoghe in altri paesi per ridurre in modo significativo il rischio di diffusione e traffico illecito delle armi in eccedenza. Inoltre, il progetto realizzerà la distruzione di esplosivi e munizioni per SALW in eccedenza e confiscati detenuti dai ministeri dell'interno e della difesa.
      Risultati/indicatori di esecuzione del progetto
      Il progetto si tradurrà in una significativa diminuzione delle vulnerabilità legate alla proliferazione delle SALW attraverso la riduzione del numero di armi leggere e di piccolo calibro, esplosivi e munizioni in eccedenza e confiscati detenuti in depositi situati in Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo (1), Repubblica moldova, Montenegro, Serbia e nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia:
      
                  —
               
               
                  distruzione di un totale di 165 000 esemplari al massimo di armi convenzionali;
               
            
                  —
               
               
                  smilitarizzazione e distruzione di un totale di […] esemplari al massimo di munizioni ed esplosivi a rischio di proliferazione.
               
            3.3.   Migliore marchiatura, rintracciamento e registrazione delle SALW
      
      Obiettivo
      Migliorare le capacità di marchiatura e rintracciamento fornendo sostegno alla creazione di sistemi elettronici di registrazione e tracciatura delle armi nell'Europa sudorientale o al potenziamento di quelli esistenti.
      Descrizione
      Questa parte del progetto sostiene il rafforzamento dello Stato di diritto effettivo, la limitazione, la registrazione e la misurazione dei quantitativi e della domanda di SALW. Il progetto è concepito in linea con il programma di azione delle Nazioni Unite, lo strumento internazionale per il rintracciamento, il protocollo delle Nazioni Unite sulle armi da fuoco e la direttiva 91/477/CEE del Consiglio nonché la posizione comune 2008/944/PESC e ne rafforzerà quindi l'attuazione migliorando la capacità degli Stati dell'Europa sudorientale in materia di marchiatura, rintracciamento e registrazione delle armi, concentrandosi in particolare sulla capacità delle autorità nazionali di tenere registri delle armi legali detenute da civili mediante il sostegno al potenziamento e alla digitalizzazione di tali sistemi. Nel contempo, sarà migliorata la capacità di marchiatura, rintracciamento e analisi balistica delle armi.
      Il progetto avrà cura di assicurare la coerenza e la complementarità delle attività dell'ONU e dell'UE nel contesto dei programmi nazionali, regionali e tematici, e tutte le attività rientranti in questo obiettivo perseguiranno un elevato grado di sinergia e complementarità con le iniziative dell'Interpol (sistema di gestione del rintracciamento e del registro delle armi illegali - iARMS) e dell'EUROPOL in tale settore.
      Il progetto sosterrà il potenziamento delle capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione delle SALW nell'Europa sudorientale attraverso una combinazione di formazioni e assistenza a livello tecnico, rafforzata da un'analisi normativa e istituzionale:
      
                  —
               
               
                  Albania: fornirà sostegno alla polizia di Stato albanese nell'istituzione e attuazione di un registro centrale elettronico delle armi provvedendo alla progettazione del sistema, all'acquisizione e all'installazione dell'hardware necessario nonché alla formazione del personale;
               
            
                  —
               
               
                  Bosnia-Erzegovina: sosterrà l'Agenzia statale di investigazione e protezione (SIPA) nella prosecuzione degli sforzi compiuti e dei risultati ottenuti nell'attuazione della non proliferazione nel settore delle SALW attraverso il miglioramento delle capacità tecniche di investigazione e applicazione del controllo delle SALW;
               
            
                  —
               
               
                  ex Repubblica jugoslava di Macedonia: collaborerà con le autorità nazionali per migliorare ulteriormente l'attuale sistema di registrazione delle armi aggiornando il software in modo da includere le armi detenute dalle forze di sicurezza e preparando ulteriormente il personale a tenere registri delle armi da fuoco conformemente alla normativa;
               
            
                  —
               
               
                  Kosovo (1): collaborerà con il Servizio di polizia del Kosovo (1) per elaborare procedure operative standard e impartire una formazione sulla loro attuazione. Al tempo stesso, cercherà di tracciare un quadro della struttura del commercio illegale di SALW collaborando con le autorità competenti all'individuazione dei principali settori a rischio;
               
            
                  —
               
               
                  Serbia: sosterrà il potenziamento delle capacità tecniche del laboratorio balistico del ministero dell'interno in materia di marchiatura e rintracciamento di armi e munizioni attraverso l'acquisizione di attrezzature specializzate e l'offerta di formazione.
               
            A livello regionale:
      
                  —
               
               
                  il progetto sosterrà l'istituzione di una rete regionale di esperti di armi da fuoco nell'Europa sudorientale e organizzerà un massimo di sei workshop regionali per intensificare la condivisione delle conoscenze;
               
            
                  —
               
               
                  la rete sarà supportata da una piattaforma online intesa ad agevolare lo scambio di conoscenze e informazioni;
               
            
                  —
               
               
                  il SEESAC avrà stretti contatti con CAR (Conflict Armament Research) per agevolare la condivisione di informazioni sulle armi illegali tra il SEESAC, la rete regionale di esperti di armi da fuoco e il progetto iTrace di CAR;
               
            
                  —
               
               
                  sarà realizzato uno studio di fattibilità che descriva le possibilità giuridiche e tecniche per un rintracciamento e una condivisione di dati balistici più accurati e più istituzionalizzati.
               
            Risultati/indicatori di esecuzione del progetto
      
                  —
               
               
                  Introduzione di un registro elettronico centralizzato delle armi in Albania;
               
            
                  —
               
               
                  miglioramento delle capacità tecniche dell'Agenzia di investigazione e protezione in Bosnia-Erzegovina in materia di rintracciamento e investigazione di SALW e munizioni;
               
            
                  —
               
               
                  potenziamento del registro elettronico delle armi nell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia con l'inclusione delle armi in dotazione alle forze di sicurezza; formazione a queste nuove disposizioni di almeno 25 membri del personale;
               
            
                  —
               
               
                  completamento della messa a punto di procedure operative standard in materia di marchiatura, rintracciamento e registrazione delle SALW per la polizia del Kosovo (1); completamento dello studio che descrive la struttura del commercio illegale;
               
            
                  —
               
               
                  miglioramento delle capacità tecniche del laboratorio balistico del ministero dell'interno serbo di rintracciare armi e munizioni;
               
            
                  —
               
               
                  istituzione e operatività di una rete regionale di esperti di armi da fuoco; organizzati sei seminari;
               
            
                  —
               
               
                  creazione di una piattaforma online intesa ad agevolare lo scambio di conoscenze e informazioni della rete regionale di esperti di armi da fuoco;
               
            
                  —
               
               
                  maggiore condivisione di informazioni tra il SEESAC, la rete regionale di esperti di armi da fuoco e il progetto iTrace;
               
            
                  —
               
               
                  completamento dello studio di fattibilità sul collegamento dei sistemi di registrazione.
               
            3.4.   Cooperazione regionale in materia di sensibilizzazione, condivisione delle informazioni e trasferimento delle conoscenze
      
      Obiettivo
      Accrescere ulteriormente la capacità di contrastare la minaccia costituita dalle SALW e relative munizioni nell'Europa sudorientale promuovendo e agevolando la condivisione delle conoscenze, lo scambio di informazioni e la sensibilizzazione attraverso una più stretta cooperazione regionale.
      Descrizione
      Il progetto accrescerà la capacità delle commissioni nazionali in materia di SALW e delle istituzioni competenti impegnate nel controllo delle armi fornendo assistenza tecnica e sviluppo di capacità e facilitando nel contempo la condivisione delle informazioni. Il progetto opererà in stretto collegamento con le istituzioni per censirne i bisogni ed elaborare gli strumenti di sostegno necessari a mettere in grado di rafforzare ulteriormente le proprie capacità di controllo delle armi convenzionali e relative munizioni. Al tempo stesso, il progetto instaurerà e faciliterà un processo regionale di scambio delle informazioni riunendo i rappresentanti delle commissioni nazionali in materia di SALW e delle istituzioni impegnate nel controllo delle armi al fine di accrescere la cooperazione regionale e la condivisione delle conoscenze. Il processo regionale di scambio di informazioni consisterà:
      
                  —
               
               
                  in riunioni formali a livello regionale delle commissioni nazionali in materia di SALW in ragione di due volte all'anno;
               
            
                  —
               
               
                  in una raccolta formalizzata degli insegnamenti appresi in materia di controllo delle SALW nell'Europa sudorientale;
               
            
                  —
               
               
                  elaborazione di un compendio della normativa nazionale sulle SALW nell'Europa sudorientale; in note informative e altri prodotti della conoscenza necessari per l'efficace attuazione del controllo delle SALW;
               
            
                  —
               
               
                  nell'elaborazione di uno studio regionale relativo all'impatto delle SALW sulla violenza domestica e di genere;
               
            
                  —
               
               
                  nello sviluppo di una piattaforma online per la condivisione delle conoscenze e di un portale web che consentiranno la regolare condivisione di conoscenze ed esperienze su progetti, attività e interventi in materia di controllo delle SALW;
               
            
                  —
               
               
                  nell'agevolazione dello scambio di informazioni bilaterale mediante l'organizzazione di visite di informazione e scambi di esperti.
               
            La raccolta formalizzata degli insegnamenti appresi e la creazione di una base delle conoscenze rafforzeranno ulteriormente la capacità dei paesi dell'Europa sudorientale di progettare, concettualizzare e attuare le attività di controllo delle SALW facendone, nel contempo, esportatori di conoscenze verso altre regioni. La notevole esperienza dell'Europa sudorientale così raccolta risulterà utile in altre parti del mondo.
      Risultati/indicatori di esecuzione del progetto
      Maggiore cooperazione regionale nella lotta alla minaccia costituita dall'accumulazione diffusa e dal traffico illecito di SALW e relative munizioni attraverso:
      
                  —
               
               
                  l'organizzazione di non oltre sei riunioni formali delle commissioni in materia di SALW;
               
            
                  —
               
               
                  l'agevolazione della condivisione di conoscenze e dello scambio di informazioni bilaterali;
               
            
                  —
               
               
                  lo sviluppo di strategie nazionali in materia di SALW, se del caso;
               
            
                  —
               
               
                  l'offerta di formazioni e sviluppo di capacità a livello nazionale in base ad una valutazione dei bisogni;
               
            
                  —
               
               
                  una maggiore consapevolezza dell'impatto delle SALW sulla violenza domestica e di genere attraverso l'elaborazione e la promozione di uno studio regionale.
               
            Maggiore capacità delle commissioni nazionali in materia di SALW e delle altre istituzioni impegnate nel controllo delle armi attraverso:
      
                  —
               
               
                  la creazione di una piattaforma per la condivisione delle conoscenze;
               
            
                  —
               
               
                  la pubblicazione del compendio della normativa sul controllo di armi e la formalizzazione della raccolta di insegnamenti appresi sul controllo delle SALW nell'Europa sudorientale;
               
            
                  —
               
               
                  l'offerta fornitura di consulenza tecnica.
               
            3.5.   Campagne di raccolta e sensibilizzazione
      
      Obiettivo
      Aumentare la sicurezza e ridurre la minaccia costituita dal traffico illecito di SALW e relative munizioni:
      
                  —
               
               
                  sostenendo la raccolta di armi, dispositivi esplosivi, ordigni e relative munizioni illegali e indesiderati detenuti dalla popolazione dei paesi dell'Europa sudorientale;
               
            
                  —
               
               
                  contribuendo alla legalizzazione delle armi detenute da civili attraverso la loro registrazione;
               
            
                  —
               
               
                  sensibilizzando l'opinione pubblica ai pericoli rappresentati dalla detenzione di armi illecite.
               
            Descrizione
      In Croazia, nel corso della prima fase del progetto (decisione 2010/179/PESC del Consiglio), è stata condotta una campagna di raccolta e sensibilizzazione, della durata di un anno e mezzo, che si è tradotta nella raccolta di 1 753 armi, 16 368 armi a frammentazione illecite, 818 153 esemplari di munizioni e 620 kg di esplosivi e in una maggiore consapevolezza dell'opinione pubblica. In Serbia, un'innovativa campagna di sensibilizzazione che si è avvalsa di una piattaforma online ha aiutato il SEESAC a raccogliere preziose informazioni sugli atteggiamenti prevalenti e sulla presenza di SALW. Forte degli insegnamenti appresi da tali campagne, la seconda fase del progetto si concentrerà su tre piste che si rafforzano reciprocamente:
      
                  —
               
               
                  la progettazione e l'attuazione di campagne di raccolta che saranno basate su azioni di sensibilizzazione mirate al fine di divulgare correttamente i dettagli della legalizzazione e della consegna volontaria di armi da fuoco illegali;
               
            
                  —
               
               
                  la messa a punto e l'attuazione di attività di sensibilizzazione sui pericoli rappresentati dalla detenzione di armi da fuoco, munizioni ed esplosivi illeciti;
               
            
                  —
               
               
                  l'uso di strumenti innovativi quali il crowdsourcing per la mappatura della detenzione illegale di armi da fuoco e la sensibilizzazione della popolazione alla minaccia rappresentata dalle armi illecite.
               
            Risultati/indicatori di esecuzione del progetto
      Il progetto rafforzerà la sicurezza nell'Europa sudorientale riducendo la detenzione illecita di armi da parte della popolazione:
      
                  —
               
               
                  diminuzione del numero di armi, ordigni, munizioni e dispositivi esplosivi detenuti da civili;
               
            
                  —
               
               
                  sensibilizzazione attraverso la progettazione e l'attuazione di campagne in almeno sei paesi.
               
            4.   Beneficiari
      
      Beneficiari diretti del progetto saranno le istituzioni nazionali responsabili del controllo delle SALW nell'Europa sudorientale. Per quanto riguarda la gestione delle scorte, i ministeri della difesa di Bosnia-Erzegovina, Repubblica moldova, Montenegro, dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia nonché i ministeri dell'interno di Kosovo (1), Repubblica moldova, Serbia e dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia beneficeranno dello sviluppo di capacità e del miglioramento delle infrastrutture nei siti di deposito. Beneficiari diretti degli sforzi di riduzione delle scorte saranno i ministeri dell'interno di Bosnia-Erzegovina, Kosovo (1), Repubblica moldova, Montenegro, Serbia e dell'ex Repubblica jugoslava di Macedonia e i ministeri della difesa di Albania, Bosnia-Erzegovina, ex Repubblica jugoslava di Macedonia e Repubblica moldova. Beneficiari diretti del rafforzamento delle capacità di marchiatura, rintracciamento e registrazione delle SALW saranno i ministeri dell'interno di Albania, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Kosovo (1) e Serbia nonché l'Agenzia statale di investigazione e protezione della Bosnia-Erzegovina, mentre i restanti ministeri dell'interno raccoglieranno i benefici della rete regionale di esperti di armi da fuoco. Infine, le commissioni nazionali in materia di SALW e altre istituzioni responsabili del controllo delle armi leggere e di piccolo calibro nell'Europa sudorientale beneficeranno della formazione e della condivisione delle informazioni nonché della cooperazione regionale.
      Le attività proposte sono pienamente conformi alle priorità nazionali in materia di controllo delle SALW e sono state approvate dalle competenti autorità nazionali in materia, che hanno dimostrato la loro adesione e il loro impegno in ordine al conseguimento dei risultati del progetto.
      La popolazione generale dei paesi dell'Europa sudorientale e dell'UE, a rischio per la proliferazione diffusa di SALW, beneficerà indirettamente del progetto con il diminuire del rischio.
      5.   Visibilità UE
      
      Il SEESAC prenderà tutte le misure appropriate per dare risalto al fatto che l'azione è stata finanziata dall'Unione europea. Tali misure saranno realizzate in conformità al manuale di comunicazione e visibilità per le azioni esterne dell'Unione europea elaborato e pubblicato dalla Commissione. Il SEESAC garantirà pertanto la visibilità del contributo dell'UE con un'opportuna strategia di marchio e pubblicità che metta in risalto il ruolo dell'Unione, assicuri la trasparenza delle sue azioni e aumenti la consapevolezza quanto ai motivi della decisione, nonché al sostegno dell'Unione alla decisione stessa e ai risultati di tale sostegno. Sul materiale prodotto dal progetto figurerà in modo evidente la bandiera dell'Unione, conformemente agli orientamenti dell'Unione per l'uso corretto e la riproduzione corretta della bandiera.
      Dal momento che le attività previste variano ampiamente in termini di portata e natura, saranno utilizzati differenti strumenti promozionali, tra cui: i media tradizionali, un sito web, i media sociali, materiali informativi e promozionali tra cui infografica, opuscoli, newsletter, comunicati stampa e altri materiali, se del caso. Pubblicazioni, manifestazioni pubbliche, campagne, attrezzature e lavori di costruzione acquisiti nell'ambito del progetto recheranno pertanto un marchio. Per amplificare ulteriormente l'impatto sensibilizzando i vari governi nazionali e l'opinione pubblica, la comunità internazionale, i media locali e internazionali, ci si rivolgerà a ciascuno dei gruppi destinatari del progetto utilizzando il linguaggio appropriato.
      6.   Durata
      
      In base all'esperienza acquisita con l'attuazione della decisione 2010/179/PESC del Consiglio e tenuto conto della portata regionale del progetto, del numero di beneficiari nonché del numero e della complessità delle attività pianificate, il calendario di attuazione è di 36 mesi.
      7.   Assetto generale
      
      L'attuazione tecnica della presente azione è affidata al SEESAC, l'iniziativa regionale che opera nell'ambito del mandato del programma di sviluppo delle Nazioni Unite e del Consiglio di cooperazione regionale, succeduto al patto di stabilità per l'Europa sudorientale. Il SEESAC è l'organo esecutivo del piano regionale di attuazione sulla lotta contro la proliferazione di armi leggere e di piccolo calibro (SALW) e, in quanto tale, funge da punto focale per tutte le questioni relative alle SALW nelle regione dell'Europa sudorientale.
      Il SEESAC avrà la responsabilità generale dell'attuazione delle attività del progetto e dovrà rendere conto della sua attuazione. La durata prevista del progetto è di 3 anni (36 mesi) e il bilancio totale stimato del progetto è pari a 14 335 403 EUR, con un cofinanziamento assicurato dalla Norvegia.
      8.   Partner
      
      Il SEESAC attuerà direttamente l'azione in stretta cooperazione con i ministeri della difesa di Albania, Bosnia-Erzegovina, Repubblica moldova, Montenegro e ex Repubblica jugoslava di Macedonia; con i ministeri dell'interno di Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo (1), Repubblica moldova, Montenegro, Serbia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia nonché con l'Agenzia statale di investigazione e protezione della Bosnia-Erzegovina, come anche con le commissioni nazionali in materia di SALW in Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo (1), Repubblica moldova, Montenegro, Serbia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia.
      L'azione fa parte di un più ampio programma di controllo delle armi nei Balcani occidentali ed è completata da un progetto sul controllo delle esportazioni di armi, finanziato dal ministero degli affari esteri del Regno di Norvegia e dal progetto CASM (programma per lo sviluppo di capacità per la gestione delle scorte di munizioni) nella Repubblica di Serbia. Il bilancio totale stimato del programma è di 14 335 403 EUR: il contributo dell'Unione ammonta a un massimo di 5 127 650 EUR e copre fino al 35,77 % del bilancio totale stimato. Il contributo della Norvegia ammonta a 411 689 EUR (3 140 000,00 NOK secondo il tasso di cambio operativo dell'ONU applicabile al giugno 2013) e copre il 2,87 % del bilancio totale del programma. Il contributo del beneficiario ammonta al 61,36 % del bilancio totale del programma.
      9.   Relazioni
      
      Le relazioni, sia discorsive che finanziarie, coprono la totalità dell'azione descritta nel pertinente accordo di contributo specifico e relativo bilancio allegato, indipendentemente dal fatto che l'azione sia finanziata interamente o cofinanziata dalla Commissione.
      Su base trimestrale sono presentate relazioni discorsive sullo stato dei lavori per registrare e monitorare i progressi compiuti verso il completamento dei risultati chiave.
      10.   Bilancio stimato
      
      Il costo totale stimato del progetto finanziato dall'UE è di 5 127 650 EUR.
      
         (1)  Tale designazione non pregiudica le posizioni riguardo allo status ed è in linea con la risoluzione 1244 (1999) dell’UNSC e con il parere della CIG sulla dichiarazione di indipendenza del Kosovo.
      
         (2)  La componente relativa al controllo dei trasferimenti di armi è finanziata dal Ministero degli affari esteri del Regno di Norvegia ed è attuata dal SEESAC.
      
         (3)  In Croazia, il deposito centrale di armi «MURAT» del ministero dell'interno è stato reso più sicuro grazie all'installazione della videosorveglianza; in Bosnia-Erzegovina sono state installate 41 porte di sicurezza e in quattro siti di deposito di SALW e relative munizioni del ministero della difesa è stata potenziata la sicurezza; nel deposito di munizioni «TARAS» del ministero della difesa del Montenegro la sicurezza è stata potenziata conformemente alle pertinenti norme internazionali.
      
         (4)  È stato organizzato un corso sulla gestione delle scorte ed è stata impartita una formazione in materia ad un totale di 58 funzionari con mansioni esecutive provenienti dai ministeri della difesa, dalle forze armate e dai ministeri dell'interno di Bosnia-Erzegovina, Croazia, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro e Serbia.