CELEX: 52011SC0823
Language: it
Date: 2011-06-07 00:00:00
Title: Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2011 of Lithuaniaand delivering a Council opinionon the updated Convergence Programme of Lithuania, 2011-2014

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		52011SC0823
		
			Recommendation for a COUNCIL RECOMMENDATION on the National Reform Programme 2011 of Lithuaniaand delivering a Council opinionon the updated Convergence Programme of Lithuania, 2011-2014
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2011 della
Lituania
e che formula un parere del Consiglio
sul programma di convergenza aggiornato della Lituania, 2011-2014
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1], in
particolare l’articolo 9, paragrafo 3,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
sentito il comitato economico e finanziario,
considerando quanto segue:
(1)              
Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato
la proposta della Commissione europea di lanciare Europa 2020, una nuova
strategia per l’occupazione e la crescita basata su un maggiore coordinamento
delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre
intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
competitività dell’Europa.
(2)              
Il Consiglio ha adottato il 13 luglio 2010 una
raccomandazione sugli indirizzi di massima per le politiche economiche degli
Stati membri e dell’Unione (per il periodo 2010-2014) e il 21 ottobre 2010 una
decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore
dell’occupazione[3],
che insieme formano gli “orientamenti integrati”. Gli Stati membri sono stati
invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche
nazionali in materia economica e di occupazione.
(3)              
Il 12 gennaio 2011 la Commissione ha adottato la
prima analisi annuale della crescita, che segna l’inizio di un nuovo ciclo di
governance economica nell’UE e del primo semestre europeo di coordinamento
integrato e ex-ante delle politiche, che si fonda sulla strategia Europa 2020. 
(4)              
Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha approvato
le priorità per il risanamento finanziario e le riforme strutturali (in linea
con le conclusioni del Consiglio del 15 febbraio e del 7 marzo 2011 e in
seguito all’analisi annuale della crescita della Commissione). Il Consiglio
europeo ha rilevato che occorre attribuire priorità al ripristino di bilanci
sani e alla sostenibilità dei conti pubblici, alla riduzione della
disoccupazione attraverso riforme del mercato del lavoro e a nuovi sforzi
intesi ad aumentare la crescita. Esso ha invitato gli Stati membri a tradurre
tali priorità in misure concrete che saranno inserite nei rispettivi programmi
di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
(5)              
Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha inoltre
invitato gli Stati membri che partecipano al patto Euro Plus a presentare i
loro impegni in tempo utile perché possano essere inseriti nei rispettivi
programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di riforma.
(6)              
Il 28 aprile 2011 la Lituania ha presentato il
programma di convergenza aggiornato 2011, relativo al periodo 2011-2014, e il
programma nazionale di riforma 2011. Onde tener conto delle loro correlazioni,
i due programmi sono stati valutati contemporaneamente. 
(7)              
L'economia lituana si sta riprendendo da una grave
crisi economica, nel corso della quale il PIL ha subito una contrazione del 17%
e il crollo della domanda interna è stato amplificato dal declino degli scambi
a livello mondiale. Il mercato del lavoro ha reagito rapidamente alla crisi e
la disoccupazione ha raggiunto livelli record, toccando una punta del 18,3%
alla metà del 2010 (da un minimo di 4,2% all'inizio del 2008). Un risoluto
impegno al regime del comitato monetario ("Currency Board
Arrangement"), sostenuto da un profondo risanamento di bilancio, insieme
ad aggiustamenti salariali nel settore privato e misure intese a rafforzare la
stabilità del sistema finanziario hanno contribuito a stabilizzare l'economia.
Con la ripresa dell'economia mondiale e grazie alla ritrovata competitività
dell'economia nazionale, nel 2010 le esportazioni hanno avuto un'impennata e la
crescita economica è ripresa. Nel 2011 la ripresa è in accelerazione e la
domanda interna è in aumento. La disoccupazione, tuttavia, resterà a due cifre,
benché le previsioni ne indichino una rapida diminuzione. 
(8)              
Sulla base della valutazione del programma di
convergenza aggiornato a norma del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio,
il Consiglio ritiene credibile lo scenario macroeconomico su cui si basa il
programma di convergenza 2011. Pur partendo da ipotesi di crescita leggermente
più favorevoli per il 2011, esso è infatti sostanzialmente in linea con le
ultime previsioni dei servizi della Commissione per il 2012. Il programma
prevede di portare il disavanzo al di sotto del valore di riferimento del 3%
entro il 2012, termine fissato dal Consiglio, ma per il 2012 esso non è
sostenuto da misure sufficienti. Per il 2011 l'accelerazione dello slancio
economico può portare a risultati di bilancio migliori rispetto a quanto
previsto dal programma. Tuttavia, se le misure di risanamento temporaneo in
scadenza alla fine del 2011 non saranno rinnovate e integrate da misure
sostanziali e permanenti, gli obiettivi di bilancio 2012 contenuti nel
programma rischiano di non essere rispettati, nonostante il miglioramento delle
prospettive macroeconomiche. Lo sforzo annuo di bilancio per il periodo 2010-2012
è, in media, nettamente al di sotto del 2,25% del PIL, valore raccomandato dal
Consiglio nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi adottata il 16
febbraio 2010. Dato che la crescita economica e gli introiti fiscali sono
nettamente più elevati rispetto a quanto previsto al momento della
raccomandazione del Consiglio relativa alla procedura per i disavanzi
eccessivi, la realizzazione dello sforzo di bilancio richiesto dovrebbe
consentire una più rapida riduzione del disavanzo e un progresso più veloce
verso l'obiettivo di medio termine. Nel periodo di riferimento del programma
non è previsto il conseguimento dell'obiettivo di medio termine di un avanzo
strutturale pari allo 0,5% del PIL. 
(9)              
Tenuto conto del notevole aggiustamento necessario
per conseguire l'obiettivo 2012 stabilito ai termini della procedura per i
disavanzi eccessivi e per progredire verso l'obiettivo di medio termine, nonché
del bisogno di garantire il cofinanziamento richiesto per anticipare
l'assorbimento dei fondi strutturali UE e aumentare gli investimenti produttivi
nell'economia, sarà essenziale individuare ulteriori misure di risanamento.
Miglioramenti nell'efficienza del settore pubblico potrebbero creare più spazio
per adeguamenti della spesa, senza compromettere la qualità dei servizi
pubblici. In assenza di ulteriori riforme, nei prossimi decenni la spesa legata
all’invecchiamento demografico aumenterà ad un ritmo superiore alla media UE.
Nel giugno 2010 il governo ha approvato le linee generali di un’ampia riforma
del sistema di sicurezza sociale e pensionistico. La proposta comprende un
significativo innalzamento dell'età pensionabile, modifiche relative alle
modalità di calcolo delle pensioni e l'integrazione delle pensioni statali nel
regime generale di previdenza sociale. L'approvazione e l'attuazione efficace
di tutti gli aspetti di queste proposte saranno di fondamentale importanza per
la sostenibilità delle finanze pubbliche della Lituania nel lungo termine e
potrebbero contribuire ad aumentare l'offerta di manodopera offrendo ai
lavoratori più anziani maggiori incentivi al lavoro, assicurando nel contempo
pensioni adeguate. Inoltre, la sostenibilità delle finanze pubbliche nel lungo
termine necessiterebbe anche un quadro di bilancio più solido. In particolare,
nel periodo precedente la crisi, il quadro di bilancio non ha impedito
revisioni ricorrenti e significative degli obiettivi di spesa nonché un aumento
prociclico della spesa, finanziato da entrate inattese. La crescita eccessiva
della spesa - finanziata dalle entrate dovute al boom - è stata all'origine dei
forti squilibri di bilancio emersi durante la crisi, che hanno anche
contribuito al surriscaldamento dell'economia. 
(10)          
Il tasso di disoccupazione in Lituania è uno dei
più elevati dell’UE. La cosa più importante è garantire che questo aumento
rapido non diventi strutturale. Normative sul lavoro molto rigorose e
disincentivi al lavoro nell’ambito del sistema di assistenza sociale stanno
compromettendo il funzionamento del mercato del lavoro. Misure in questi
settori, insieme a finanziamenti adeguati per politiche attive del mercato del
lavoro, contribuirebbero a ridurre il rischio che l'elevato tasso di
disoccupazione diventi strutturale e a ridimensionare l'economia sommersa,
molto diffusa. 
(11)          
In Lituania le imprese statali rappresentano circa
il 18% del PIL. Esse restano caratterizzate da inefficienze e producono
risultati finanziari insoddisfacenti. Una riforma efficace delle imprese
statali rafforzerebbe inoltre la concorrenza e migliorerebbe il contesto
imprenditoriale. Nel 2010 la Lituania ha avviato una riforma in cinque settori
molto importanti, che ha stabilito orientamenti in materia di trasparenza per
le imprese statali e ha gettato le basi della responsabilizzazione
dell'amministrazione pubblica. La risoluzione sul miglioramento dell'efficienza
adottata dal governo nel dicembre 2010 ha presentato un quadro credibile per la
riforma. Si tratta, tuttavia, soltanto di quadri e orientamenti: la risoluzione
non contiene diverse delle misure chiave inizialmente proposte che avrebbero
garantito la separazione delle funzioni di regolamentazione e di proprietà. 
(12)          
L'intensità energetica dell'economia lituana è tra
le più elevate dell' UE. Ciò è in larga misura legato al riscaldamento
domestico, dove il problema risiede essenzialmente nella cattiva manutenzione
dei condomini. Nonostante l'introduzione di una strategia al riguardo già nel 2004,
gli investimenti effettuati sono scarsi. Inoltre, il livello di auto di
proprietà è rapidamente cresciuto, mentre il gettito proveniente dalle tasse
sull'energia e sui trasporti è diminuito rispetto al PIL ed alle imposte sul
lavoro (sensibilmente al di sopra della media UE). Affrontare il problema delle
basse aliquote delle tasse sull'energia, comprese quelle per l'immatricolazione
e la proprietà dei veicoli, contribuirebbe al risanamento delle finanze
pubbliche nel breve termine, incentivando anche un uso più efficiente
dell'energia. 
(13)          
Benché il quadro normativo per le imprese sia
globalmente favorevole, la Lituania si trova in posizione relativamente debole
per quanto riguarda le condizioni di avviamento delle imprese, i tempi ed i
costi per la concessione di licenze edilizie e la tutela degli investitori.
Migliorare la regolamentazione in questi settori contribuirebbe a stimolare la
creazione di posti di lavoro e la crescita. Una riforma della politica di
concorrenza migliorerebbe ulteriormente il contesto, ma i progressi sono lenti,
in particolare nei settori dell'energia e della vendita al dettaglio di
prodotti alimentari. Il completamento della strategia nazionale riveduta per
l'autonomia energetica contribuirà a rispondere alle difficoltà di sicurezza
dell’approvvigionamento e promuoverà la concorrenza nel settore della
produzione di energia elettrica. L'attuazione del terzo pacchetto legislativo
dell'UE concernente i mercati dell'elettricità e del gas migliorerebbe la
concorrenza sul mercato al dettaglio dell'energia. Nel settore della vendita al
dettaglio di prodotti alimentari, la Lituania ha adottato nel 2009 una legge
che vieta alle imprese di commercio al dettaglio di compiere operazioni sleali.
Il settore della vendita al dettaglio di prodotti alimentari, tuttavia,
continua a presentare un livello di concorrenza insufficiente, parzialmente
dovuto alla sua struttura e alle inefficienze della regolamentazione del
mercato. La concentrazione delle catene di distribuzione al dettaglio di
prodotti alimentari ha registrato una tendenza al rialzo: nel 2008 i quattro
principali venditori al dettaglio hanno raggiunto il 72% delle vendite totali. 
(14)          
La Lituania ha assunto una serie di impegni nel
quadro del patto Euro Plus[4].
Per rafforzare la sostenibilità delle finanze pubbliche, la Lituania adotterà leggi
intese ad agevolare l'accumulo di fondi presso la tesoreria di Stato per i
periodi di difficoltà economica e promuoverà una politica di bilancio
anti-inflazionistica. È inoltre stata annunciata una serie di misure importanti
per riformare il sistema pensionistico e previdenziale. Le misure intese a
favorire l'occupazione si concentrano sullo sviluppo dell'occupazione, sulla
lotta contro il lavoro illegale e non dichiarato e sulla promozione di
contratti di lavoro flessibili. Per migliorare il contesto imprenditoriale sono
stati assunti diversi impegni volti a rafforzare gli ispettorati delle imprese,
a migliorare la trasparenza e a ridurre gli oneri amministrativi che gravano
sulle imprese. Questi impegni si riferiscono a tutti e quattro i settori del patto.
Globalmente, essi riflettono l'agenda di riforma presentata nel programma di
convergenza e nel programma nazionale di riforma. Se applicate, le misure in
materia di occupazione contribuirebbero positivamente alla domanda di
manodopera. Questi impegni sono stati valutati e tenuti nel debito conto nelle
raccomandazioni.
(15)          
La Commissione ha valutato il programma di
convergenza e il programma nazionale di riforma, compresi gli impegni a titolo
del patto Euro Plus[5].
Essa ha valutato non solo la rilevanza di tali programmi per la sostenibilità
della politica di bilancio e della politica socioeconomica in Lituania, ma
anche la loro conformità con le norme e gli orientamenti dell'UE, vista la
necessità di rafforzare la governance economica globale dell'Unione europea
conferendo alle future decisioni nazionali anche una dimensione europea. Alla
luce di quanto precede, la Commissione ritiene necessario specificare le misure
intese a garantire la conformità con gli obiettivi di bilancio per il 2012.
Sarebbe inoltre opportuno adottare ulteriori provvedimenti di riforma del
sistema delle pensioni, allo scopo di migliorare la sostenibilità delle finanze
pubbliche, incoraggiare una vita attiva più lunga, migliorare il funzionamento
del mercato interno, attuare il pacchetto di riforma sulle imprese statali,
migliorare l'efficienza energetica, affrontare la questione delle basse
aliquote delle tasse sull'energia e intensificare la concorrenza in alcuni
settori. 
(16)          
Alla luce della valutazione che precede e tenuto
conto della raccomandazione del Consiglio a norma dell’articolo 126, paragrafo 7,
del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, del 2 giugno 2010, il
Consiglio ha esaminato il programma di convergenza aggiornato della Lituania
per il 2011. Il suo parere[6]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui ai punti 1 e 2
che seguono. Tenuto conto delle conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo 2011,
il Consiglio ha altresì esaminato il programma nazionale di riforma della
Lituania,
RACCOMANDA che la Lituania adotti
provvedimenti nel periodo 2011-2012 al fine di:
(1)                   
adottare, in tempo utile per il bilancio 2012,
ulteriori misure finanziarie di natura permanente, al fine di correggere il
disavanzo eccessivo; migliorare la lotta contro l'evasione fiscale e mettere
pienamente a frutto i benefici della ripresa economica per accelerare
ulteriormente la riduzione del disavanzo e garantire un progresso verso la
realizzazione dell'obiettivo di medio termine pari ad almeno lo 0,5% del PIL
ogni anno; rafforzare il quadro di bilancio, in particolare introducendo
massimali di spesa vincolanti nel quadro di bilancio a medio termine;
(2)                   
adottare i provvedimenti di attuazione proposti per
la riforma del sistema pensionistico; eliminare i disincentivi fiscali al
lavoro per le persone in età pensionabile o vicine a raggiungerla, allo scopo
di migliorare la partecipazione al mercato del lavoro; 
(3)                   
migliorare la flessibilità del mercato del lavoro
modificando il codice del lavoro in modo da renderlo più flessibile e da
consentire un migliore uso dei contratti a termine; modificare la legislazione
pertinente, in particolare la legge in materia di assistenza sociale in denaro,
al fine di garantire che il sistema di assistenza sociale non contenga
disincentivi al lavoro;
(4)                   
attuare tutti gli aspetti del pacchetto di riforma
delle imprese statali entro la fine del 2011, garantendo la separazione delle
funzioni di proprietà e di regolamentazione, obiettivi d'impresa chiari,
maggiore trasparenza e separazione tra attività commerciali e non commerciali; 
(5)                   
migliorare l'efficienza energetica degli edifici
utilizzando con celerità il fondo di partecipazione; intervenire per orientare
la tassazione verso l'uso dell'energia, cominciando dalle tasse
sull'immatricolazione e sulla proprietà di veicoli destinati al trasporto di
persone; 
(6)                   
adottare misure per migliorare le condizioni di
avviamento delle imprese e la concessione di licenze edilizie e per rafforzare
la concorrenza nei settori dell’energia e al dettaglio. 
Fatto a Bruxelles, 
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU C […] del […], pag. […].
[3]               Mantenuti per il 2011 mediante decisione 2011/308/UE del
Consiglio del 19 maggio 2011.
[4]               Ulteriori dettagli sugli impegni assunti a titolo del
patto Euro Plus sono contenuti nel documento SEC(2011) 723.
[5]               SEC(2011) 723.
[6]               Previsto all’articolo 9, paragrafo 3, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.