CELEX: C2001/134/10
Language: it
Date: 2001-05-05 00:00:00
Title: Causa C-85/01: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno Unito, presentato il 20 febbraio 2001

C 134/6                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           5.5.2001
     —     al punto 66: irricevibile la domanda di risarcimento                   —     È quanto meno contraddittorio utilizzare, a titolo di
           del danno subito in conseguenza delle rappresaglie                           prova, in un procedimento contenzioso, un’inchiesta
           per difetto della regolare previa procedura precon-                          amministrativa che è stata condotta in condizioni
           tenziosa;                                                                    censurate dal Tribunale stesso e i cui risultati sono
                                                                                        contestati dalla ricorrente.
     —     al punto 67: che la domanda di indennizzo eccede
           la competenza del giudice quando si tratta di una                      —     In modo assolutamente contraddittorio, il Tribunale
           domanda di ingiunzione;                                                      si avvale dei vecchi rapporti informativi per rimettere
                                                                                        in discussione le competenze della ricorrente nonché
                                                                                        dimostrare che i suoi problemi professionali non
     —     al punto 68: che l’annullamento della decisione                              possono essere attribuiti ad atti di molestia sessuale.
           impugnata costituisce un risarcimento adeguato del                           La sua motivazione non regola inoltre la questione
           danno morale subito dalla ricorrente in conseguenza                          se la mancanza di ricompensa per i progressi
           dell’incertezza nella quale la Commissione l’ha                              compiuti dalla ricorrente non sia dovuta in realtà al
           lasciata circa il seguito riservato alla sua domanda di                      fatto che si è sempre rifiutata di prestarsi al gioco
           assistenza e i risultati dell’inchiesta amministrativa;                      della molestia sessuale.
     —     al punto 69: che la ricorrente non ha dimostrato                 —     Violazione del diritto comunitario e della giurisprudenza
           sufficientemente di aver subito un danno in conse-                     applicabile in relazione ai nuovi motivi.
           guenza del fatto di essere stata esposta, nell’indiffe-
           renza della Commissione, alle conseguenze degli atti             —     Rifiuto di giustizia in materia di responsabilità.
           di molestia sessuale denunciati nella sua domanda
           di assistenza;
                                                                            —     Violazione dei diritti della difesa: il Tribunale ha indebita-
                                                                                  mente tratto conseguenze da un’inchiesta amministrativa
     —     al punto 70: la ricorrente non ha fornito la prova                     contestata dalla ricorrente la quale non aveva potuto
           sopra menzionata né dei fatti precedenti all’incidente                 presentare osservazioni né assistere all’audizione dei
           del 27 febbraio 1997, né dei fatti stessi.                             testimoni o dell’autore dei fatti sotto inchiesta.
—    Riconoscere l’esistenza di un atto di molestia sessuale e
     del danno morale subito dalla ricorrente;
—    condannare la convenuta al pagamento dei danni che la
     Corte vorrà equamente valutare;
                                                                            Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
—    condannare la convenuta alle spese di causa.                                tro il Regno Unito, presentato il 20 febbraio 2001
                                                                                                      (Causa C-85/01)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                      (2001/C 134/10)
—    Violazione dell’obbligo di motivazione:
                                                                            Il 20 febbraio 2001 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                            rappresentata dal sig. Richard Wainwright, in qualità di agente,
     —     appagandosi soltanto dell’annullamento della deci-               con domicilio eletto in Lussemburgo, ha presentato dinanzi
           sione implicita di rigetto, il Tribunale ritorna sul             alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso
           grado di gravità degli inadempimenti che ha del                  contro il Regno Unito.
           resto ampiamente ascritto alla Commissione nella
           sua motivazione comportando in tal modo una
           spiacevole contraddizione nella motivazione della                La ricorrente conclude che la Corte voglia:
           sentenza.
                                                                            —     dichiarare che il Regno Unito, non avendo provveduto
     —     Affermando, da un lato, che la ricorrente non ha                       affinché le acque di balneazione di Blackpool e adiacenti
           fornito la prova che consente di stabilire che ha                      a Southport fossero conformi ai valori limite fissati a
           effettivamente subito atti di molestia sessuale e,                     norma dell’art. 3 della direttiva del Consiglio
           riconoscendo, dall’altro lato, l’esistenza di fatti confi-             76/160/CEE (1), secondo quanto dichiarato nella sentenza
           guranti molestia sessuale nella medesima sentenza,                     della Corte di giustizia 14 luglio 1993, pronunciata nella
           il Tribunale ha dato luogo ad una motivazione                          causa C-56/90, è venuto meno agli obblighi che gli
           contraddittoria.                                                       incombono ai sensi del n. 1 dell’art. 228 del Trattato CE;
 ---pagebreak--- 5.5.2001                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         C 134/7
—     condannare il Regno Unito a pagare alla Commissione                  Ricorso proposto il 26 febbraio 2001 da La Poste contro
      delle Comunità europee, nel conto «Risorse proprie della             la sentenza emessa il 14 dicembre 2000 dalla Quarta
      Comunità» la penale di euro 106 800 per ogni giorno di               Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità
      ritardo nell’adozione delle misure necessarie per dare               europee nella causa T-613/97 tra Union française de
      esecuzione alla sentenza relativa alla causa C-56/90, a              l’express (Ufex), DHL International, Federal express inter-
      partire dal giorno in cui sarà stata emessa la presente              national (Francia), CRIE e la Commissione delle Comunità
      sentenza e fino al momento in cui la sentenza relativa               europee, sostenuta da Repubblica francese, Chronopost
      alla causa C-56/90 non avrà avuto esecuzione;                                                  SA e La Poste
—     condannare il Regno Unito alle spese.                                                        (Causa C-94/01 P)
                                                                                                    (2001/C 134/11)
Motivi e principali argomenti
                                                                           Il 26 febbraio 2001 La Poste, con l’avv. H. Lehman, con
                                                                           domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla
                                                                           Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
Nella sentenza 14 luglio 1993, causa C-56/90 (Racc. pag. I-
4109) la Corte ha dichiarato che, non adottando tutte le                   sentenza emessa il 14 dicembre 2000 dalla Quarta Sezione del
misure necessarie per fare in modo che le acque di balneazione             Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella
                                                                           causa T-613/97 tra Union française de l’express (Ufex), DHL
di Blackpool e quelle adiacenti a Southport risultassero confor-
mi ai valori limite fissati a norma dell’art. 3 della direttiva del        International, Federal express international (Francia), CRIE e la
Consiglio 8 dicembre 1975, 76/160/CEE concernente la                       Commissione delle Comunità europee, sostenuta da Repubbli-
                                                                           ca francese, Chronopost SA e La Poste.
qualità delle acque di balneazione, il Regno Unito è venuto
meno agli obblighi che gli incombono ai sensi del Trattato CE.
                                                                           La ricorrente chiede che la Corte voglia:
L’art. 228, n. 1, del Trattato prescrive che uno Stato membro
è tenuto a prendere i provvedimenti necessari che richiede                 —     annullare la sentenza del Tribunale di primo grado
l’esecuzione di una sentenza con la quale la Corte ha dichiarato                 14 dicembre 2000, con la quale è stato annullato l’art. 1
che esso è venuto meno agli obblighi derivantigli dal Trattato.                  della decisione della Commissione 1o ottobre 1997,
                                                                                 98/365/CE, relativa a presunti aiuti della Francia a favore
                                                                                 della società SFMI-Chronopost (1), nella parte in cui tale
Non può esservi dubbio alcuno che nella presente causa il                       articolo constata che l’assistenza logistica e commerciale
Regno Unito avrebbe dovuto adottare già da molto tempo                           fornita da La Poste alla sua controllata SFMI-Chronopost
tutte le misure necessarie per fare in modo che le acque di                      non costituisce un aiuto di Stato a favore della SFMI-
balneazione di Blackpool e quelle adiacenti a Southport                          Chronopost.
risultassero conformi ai valori limite fissati ai sensi dell’art. 3
della direttiva sopra menzionata. Sono già passati più di sei              —     condannare l’Union française de l’express e le società
anni da quando la Corte ha emesso la sua sentenza a seguito                      DHL International, Federal express international e CRIE a
del parere motivato allora formulato dalla Commissione. Da                       pagare le spese sostenute da La Poste dinanzi al Tribunale
quell’epoca sei delle nove acque di balneazione di cui trattasi                  e alla Corte.
non sono state rese conformi alla direttiva.
Conformemente all’art. 228, n. 2, del Trattato CE, la Commis-              Motivi e principali argomenti
sione chiede che la Corte imponga al Regno Unito una penale
di euro 106 800 per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione
della sentenza della Corte relativa alla causa C-56/90, a partire          —     Motivazione contraddittoria e insufficiente:
dal giorno in cui la Corte avrà emesso la sua sentenza nella
presente causa.
                                                                                 La sentenza dichiara di applicare il test dell’investitore
                                                                                 privato, ma se ne distacca per seguire un metodo
                                                                                 consistente nel valutare l’impatto del servizio riservato.
                                                                                 Imponendo di prendere in considerazione un’impresa
(1) Direttiva del Consiglio 8 dicembre 1975 concernente la qualità               privata che non dispone di un settore riservato, il
    delle acque di balneazione (GU L 31 del 5.2.1976, pag. 1).                   Tribunale paragona il proprietario pubblico a un proprie-
                                                                                 tario privato che non dispone di un settore riservato, ma
                                                                                 non tratta il proprietario pubblico e quello privato
                                                                                 allo stesso modo. Infatti, un proprietario privato che
                                                                                 disponesse di un settore riservato non sarebbe affatto
                                                                                 obbligato a tenere in considerazione l’incidenza del