CELEX: 21980A1230(01)
Language: it
Date: 1981-02-17 00:00:00
Title: Accordo sotto forma di scambio di lettere relativo all' emendamento dell' accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d' Austria che semplifica le formalità negli scambi di merci tra la Comunità economica europea, da un lato, e la Grecia e la Turchia, dall' altro, in caso di rispedizione di dette merci dall' Austria

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21980A1230(01)

Accordo sotto forma di scambio di lettere relativo all' emendamento dell' accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d' Austria che semplifica le formalità negli scambi di merci tra la Comunità economica europea, da un lato, e la Grecia e la Turchia, dall' altro, in caso di rispedizione di dette merci dall' Austria  

Gazzetta ufficiale n. L 107 del 18/04/1981 pag. 0003 edizione speciale spagnola: capitolo 02 tomo 8 pag. 0005  edizione speciale portoghese: capitolo 02 tomo 8 pag. 0005 

ACCORDO sotto forma di scambio di lettere relativo all'emendamento dell'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria che semplifica le formalità negli scambi di merci tra la Comunità economica europea, da un lato, e la Grecia e la Turchia, dall'altro, in caso di rispedizione di dette merci dall'AustriaLettera n. 1  Bruxelles, Signo Ambasciatore, la commissione mista CEE-Austria (transito comunitario) ha proposto, con la raccomandazione n. 1/80, del 18 settembre 1980, taluni emendamenti all'accordo concluso tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria che semplifica le formalità negli scambi di merci tra la Comunità economica europea, da un lato, e la Grecia e la Turchia, dall'altro, in caso di rispedizione di dette merci dall'Austria. L'accordo emendato è riportato nell'appendice in appresso. Ho l'onore di confermarLe l'accordo della Comunità su questi emendamenti e Le propongo che essi entrino in vigore il 1  gennaio 1981. Le sarei particolarmente grato se volesse confermarmi l'accordo della Repubblica d'Austria su questi emendamenti e sula data prevista per la loro entrata in vigore. La prego di gradire, Signor Ambasciatore, i sensi della mia più alta considerazione. A nome del Consiglio delle Comunità europee  Lettera n. 2  Bruxelles, Signor Presidente, ho l'onore di accusare ricevuta della Sua lettera in data odierna, così redatta : «La commissione mista CEE-Austria (transito comunitario) ha proposto, con la raccomandazione n. 1/80, del 18 settembre 1980, taluni emendamenti all'accordo concluso tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria che semplifica le formalità negli scambi di merci tra la Comunità economica europea, da un lato, e la Grecia e la Turchia, dall'altro, in caso di rispedizione di dette merci dall'Austria. L'accordo emendato è riportato nell'appendice in appresso. Ho l'onore di confermarLe l'accordo della Comunità su questi emendamenti e Le propongo che essi entrino in vigore il 1  gennaio 1981. Le sarei particolarmente grato se volesse confermarmi l'accordo della Repubblica d'Austria su questi emendamenti e sulla data prevista per la loro entrata in vigore». Ho l'onore di confermarLe l'accordo della Repubblica d'Austria sul contenuto della Sua lettera nonchù sulla data proposta per l'entrata in vigore di detti emendamenti. La prego di gradire, Signor Presidente, i sensi della mia più alta considerazione. Per la Repubblica d'Austria  APPENDICE  ACCORDO tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria che semplifica le formalità negli scambi di merci tra la Comunità economica europea e la Turchia in caso di rispedizione di dette merci dall'Austria  LA COMUNITÀ ECONOMICA EUROPEA,  da una parte,  LA REPUBBLICA D'AUSTRIA,  dall'altra,  DESIDEROSE di semplificare le formalità negli scambi di merci tra la Comunità economica europea e la Turchia, Stato con cui la Comunità ha concluso un accordo di associazione, nel caso in cui dette merci formino oggetto di rispedizione dall'Austria, eventualmente dopo trasbordo o deposito,  CONSIDERANDO che l'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria sull'applicazione della normativa in materia di transito comunitario, firmato il 30 novembre 1972, prevede tra le amministrazioni doganali degli Stati membri e quella austriaca un'ampia cooperazione basata sul principio della fiducia reciproca ; che, allo scopo di semplificare le formalità, tale cooperazione potrebbe del pari essere instaurata negli scambi di merci tra la Comunità e la Turchia,  HANNO CONVENUTO LE DISPOSIZIONI CHE SEGUONO :  Articolo 1  Ai fini del presente accordo si intendono : a) per «Comunità» : la Comunità economica europea ; b) per «Stato membro» : uno Stato membro della Comunità; c) per «accordo relativo al transito» : l'accordo tra la Comunità economica europea e la Repubblica d'Austria sull'applicazione della normativa in materia di transito comunitario, del 30 novembre 1972.  Articolo 2  1 . Fatto salvo il paragrafo 2, il presente accordo si applica delle merci per le quali siano stati rilasciati certificati di circolazione delle merci, il cui modello figura nell'allegato I nel quadro degli scambi tra la Comunità e la Turchia e che, nel territorio austriaco, formino oggetto di rispedizione eventualmente dopo trasbordo o sosta in un magazzino doganale. 2 . Le merci elencate nell'allegato II sono escluse dall'applicazione delle disposizioni del presente accordo.  Articolo 3  1 . Per le merci di cui all'articolo 2, paragrafo 1, presso il competente ufficio doganale austriaco dev'essere presentato un certificato di circolazione delle merci rilasciato in uno Stato membro o in Turchia. Il certificato di circolazione delle merci dev'essere stampato e compilato in una delle lingue di cui all'articolo 14 oppure in lingua greca o turca. Quando viene impiegata la lingua turca, lo stesso certificato dev'essere redatto anche in una delle lingue di cui all'articolo 14. 2 . Le merci restano sotto controllo permanente dell'amministrazione doganale austriaca allo scopo di garantirne l'identità e l'integrità. 3 . Le merci devono aver sostato in aree riservate e non avere subito manipolazioni diverse da quelle necessarie per la loro conservazione nello stato originario o da quelle consistenti nel frazionamento delle spedizioni senza sostituzione dell'imballaggio.  Articolo 4  1 . In caso di rispedizione delle merci di cui all'articolo 2, paragrafo 1, dal certificato di circolazione delle merci deve risultare che le condizioni fissate dall'articolo 3 sono state rispettate. 2 . A tal fine, in caso di rispedizione senza frazionamento della spedizione, il competente ufficio doganale austriaco inserisce nella casella del certificato «designazione delle merci» la dicitura «Direkte Weiterleitung EWG» e autentica tale annotazione apponendovi il proprio timbro e la data. In caso di rispedizione con frazionamento della spedizione in Austria, per ogni partita deve essere fatta una fotocopia del certificato di circolazione delle merci presentato presso il competente ufficio doganale austriaco. Il margine superiore di ogni fotocopia deve recare la dicitura in inchiostro rosso «Teilsendung». La fotocopia deve chiaramente indicare le merci alle quali essa si riferisce. Tali annotazioni sono autenticate mediante apposizione del timbro dell'ufficio doganale e della data . 3. Il certificato originario di circolazione delle merci dev'essere munito delle appropriate annotazioni in merito al frazionamento della spedizione. Tale certificato viene conservato dal competente ufficio doganale austriaco per almeno due anni e trasmesso, dietro richiesta, all'amministrazione doganale dello Stato membro interessato nel quadro della cooperazione amministrativa prevista dall'articolo 6.  Articolo 5  Le merci rispedite, nonchù il relativo certificato di circolazione delle merci o - in caso di frazionamento della spedizione - la fotocopia del certificato stesso, autenticati dal competente ufficio doganale austriaco, devono essere presentati all'autorità doganale dello stato d'importazione entro un termine di 6 mesi a decorrere dalla data di rilascio del certificato originario.  Articolo 6  1 . Ove occorra, le amministrazioni doganali degli Stati membri, da un lato, e quella della Repubblica d'Austria, dall'altro, si comunicano reciprocamente, di propria iniziativa o su richiesta, le costatazioni, i documenti, i rapporti, i processi verbali e le informazioni relative alle merci che, nello Stato importatore, sono presentate come merci rispedite dall'Austria nel quadro del presente accordo, nonchè alle irregolarità e alle infrazioni commesse in occasione degli scambi di merci previsti dal presente accordo, 2 . Le amministrazioni doganali degli Stati membri sono abilitate a trasmettere all'amministrazione doganale turca i documenti e le informazioni ottenuti nel quadro della cooperazione amministrativa di cui al paragrafo 1.  Articolo 7  Le disposizioni del presente accordo lasciano impregiudicati i divieti o restrizioni all'importazione, all'esportazione o al transito stabiliti dalla Repubblica d'Austria, giustificati da motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di moralità pubblica, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale o di tutela della proprietà industriale e commerciale.  Articolo 8  1 . La commissione mista, istituita a norma dell'articolo 15 dell'accordo relativo al transito, vigila sull'applicazione del presente acordo. A tal fine essa formula raccomandazioni e, nei casi previsti dal paragrafo 3, adotta decisioni. 2 . La commissione mista raccomanda in particolare : a) gli emendamenti al presente accordo ; b) qualsiasi altra disposizione utile per l'applicazione del presente accordo. 3 . Essa adotta, mediante decisioni : a) gli emendamenti all'articolo 2 del presente accordo, resi necessari dalla modificazione del modello di certificato di circolazione delle merci allegato al presente accordo ; b) gli emendamenti agli articoli 3, 4, 5 e 9 del presente accordo ; c) gli emendamenti del presente accordo in diretta correlazione con l'adesione di nuovi Stati membri alla Comunità europea ; d) gli emendamenti agli allegati del presente accordo. Tali decisioni sono poste in atto dalle parti contraenti secondo le proprie norme.  Articolo 9  Gli allegati I e II fanno parte integrante del presente accordo.  Articolo 10  1 . La Comunità s'impegna ad operare in favore di un adeguato adattamento dei metodi di cooperazione amministrativa che condizionano l'applicazione del regime preferenziale che la Comunità e la Turchia applicano reciprocamente alle merci oggetto di rispedizione dall'Austria. 2 . Non appena nel quadro degli scambi con la Turchia si verifichino le condizioni necessarie all'applicazione del presente accordo, la Comunità provvede a darne notifica alla Repubblica d'Austria.  Articolo 11  1 . Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui le parti contraenti si sono notificate l'espletamento delle procedure all'uopo necessarie. 2 . Le disposizioni del presente accordo si applicano agli scambi con la Turchia a decorrere dal primo giorno del secondo mese successivo alla data della notifica di cui all'articolo 10, paragrafo 2.  Articolo 12  Le parti contraenti s'informano reciprocamente in merito alle disposizioni da esse adottate per l'applicazione del presente accordo.Articolo 13  Il presente accordo può essere denunciato da ciascuna delle parti contraenti, con un preavviso di sei mesi.  Articolo 14  Il presente accordo è redatto in duplice esemplare in lingua danese, francese, greca, inglese, italiana, olandese e tedesca, ciascuno dei testi facente fede.  Formularie : vedi G.U.  ALLEGATO I : vedi G.U.  I . MERCI CHE POSSONO DAR LUOGO AL VISTO DI UN CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. TR. 1 1 . Possono dar luogo al visto di un certificato di circolazione A. TR. 1 soltanto le merci che, nello Stato di esportazione, rientrano in una delle categorie seguenti : a) merci prodotte nello Stato di esportazione, ivi comprese quelle ottenute, in tutto o in parte, a partire da prodotti che siano stati assoggettati ai dazi doganali e tasse di effetto equivalente che erano loro applicabili e che non abbiano beneficiato di un ristorno totale o parziale di tali dazi o tasse ; b) merci in libera pratica nello Stato di esportazione (merci provenienti da paesi terzi per le quali siano state assolte le formalità doganali relative all'importazione definitiva con riscossione dei dazi e delle tasse di effetto equivalente esigibili e che non abbiano beneficiato di un ristorno totale o parziale dei dazi e delle tasse predetti); c) merci ottenute nello Stato di esportazione e nella fabbricazione delle quali siano impiegati prodotti non assoggettati ai dazi doganali nù alle tasse di effetto equivalente loro applicabili o che abbiano beneficiato di un ristorno totale o parziale di tali dazi o tasse, sempre che sia stato riscosso, se ne ricorra il caso, il prelievo previsto nei loro confronti. Nota : Ogni certificato di circolazione A. TR. 1 relativo a merci ottenute nella Comunità con l'impiego di prodotti provenienti da paesi terzi che nù nella Comunità nù in Turchia siano stati assoggettati ai dazi doganali e tasse d'effetto equivalente loro applicabili, deve contenere l'indicazione «Prelievo Turchia» ; d) merci inizialmente importate da uno Stato che è parte contraente all'accordo e che, all'atto dell'esportazione da quest'ultimo, rientravano in una delle categorie a), b) o c) di cui sopra. Nota : Qualora si tratti di merci inizialmente importate nello Stato di esportazione e vincolate a un certificato di circolazione A. TR. 1 recante la menzione «Prelievo Turchia», il certificato o i certificati di circolazione A. TR. 1 rilasciati in sostituzione di quest'ultimo devono recare la medesima menzione. 2 . I prodotti agricoli devono inoltre soddisfare alle condizioni complementari previste nei loro confronti. 3 . Non possono dar luogo al visto di un certificato di circolazione A. TR. 1 le merci importate inizialmente da paesi terzi col beneficio di un regime doganale particolare in conseguenza della loro origine o della loro provenienza e che, per conseguenza, non possono considerarsi in libera pratica a norma dell'accordo.  II . CAMPO DI APPLICAZIONE DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. TR. 1 IL certificato di circolazione A. TR. 1 può essere usato in tutti quei casi in cui le merci alle quali si riferisce siano trasportate direttamente dallo Stato di esportazione nello Stato d'importazione. Sono considerate come trasportate direttamente dallo Stato di esportazione nello Stato d'importazione. a) le merci il cui trasporto si effettua senza attraversamento di territori diversi da quelli della Comunità o della Turchia ; b) le merci il cui trasporto si effettua con attraversamento di territori diversi da quelli della Comunità o della Turchia o con trasbordo in detti territori, a condizione che l'attraversamento di tali territori o il trasbordo sia vincolato a un unico titolo di trasporto e che tale titolo risulti emesso nella Comunità o in Turchia. NB : Prima di richiedere alle autorità doganali dello Stato di esportazione il visto del certificato di circolazione A. TR. 1, spetta all'esportatore di accertarsi che le merci saranno effettivamente «trasportate direttamente» nello Stato d'importazione ; ove il trasporto non fosse effettuato in tali condizioni, in quest'ultimo Stato le merci saranno ammesse al beneficio del regime preferenziale solo su presentazione di un certificato di circolazione A. TR. 3.  III . REGOLE DA OSSERVARE PER LA COMPILAZIONE DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. TR. 1 1 . Il certificato di circolazione A. TR. 1 deve essere redatto in una delle lingue nelle quali è stipulato l'accordo e conformemente alle norme di diritto interno dello Stato di esportazione. Allorchù il certificato è redatto in turco, esso deve essere redatto anche in una delle lingue ufficiali della Comunità. 2 . Il certificato di circolazione A. TR. 1 - è compilato a macchina o a mano ; in quest'ultimo caso esse deve essere compilato a stampatello facendo uso dell'inchiostro. Esso non deve presentare cancellature o alterazioni. Le modifiche apportatevi devono essere effettuate cancellando le indicazioni errate ed aggiungendo, se del caso, le indicazioni volute. Ogni modifica deve portare l'approvazione di chi ha compilato il certificato nonchù il visto delle autorità doganali. 3 . Ogni partita di merce indicata sul certificato di circolazione A. TR. 1 deve essere preceduta da un numero d'ordine. Immediatamente al di sotto dell'ultima iscrizione deve essere tracciata una linea orizzontale. Gli spazi in bianco non utilizzati devono essere annullati in modo da rendere impossibile ogni ulteriore aggiunta. 4 . Le merci devono essere descritte secondo gli usi commerciali devono sufficienti precisazioni, in modo da permetterne l'identificazione. 5 . L'esportatore o il trasportatore può apporre nel riquadro n. 2 del certificato un riferimento al documento di trasporto. Si raccomanda altresi all'esportatore o al trasportatore di riportare sul documento di trasporto, cui è vincolata la spedizione delle merci, il numero di serie del certificato A. TR. 1.  IV . PORTATA DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. TR. 1 IL certificato di circolazione A. TR. 1, se utilizzato regolarmente, consente di ottenere, nello Stato d'importazione, l'ammissione delle merci descrittevi al beneficio dell'eliminazione progressiva dei dazi doganali e delle restrizioni quantitative, nonchù di tutte le misure di effetto equivalente. Tuttavia, quando il certificato di circolazione A. TR. 1 è munito della menzione «Prelievo Turchia», le merci descrittevi non possono essere ammesse al beneficio del predetto regime preferenziale negli Stati membri della CEE. Ove lo ritenga necessario, , la dogana dello Stato d'importazione ha la facoltà di richiedere la presentazione di ogni altro documento giustificativo, in particolare i documenti di trasporto sotto il cui vincolo ha avuto luogo la spedizione delle merci.  V . TERMINE PER LA PRESENTAZIONE DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE A. TR. 1 Il certificato di circolazione A. TR. 1 deve essere prodotto nel termine di tre mesi a decorrere dalla data del suo visto alla dogana dello Stato d'importazione in cui le merci sono presentate.  ALLEGATO II  Elenco delle merci escluse dall'applicazione dell'accordo (articolo 2, paragrafo 2)