CELEX: C2002/084/92
Language: it
Date: 2002-04-06 00:00:00
Title: Causa C-34/02: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Ordinario di Roma — Sezione Lavoro Quarta — con ordinanza 24 gennaio 2002, nella causa Sante Pasquini contro INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale)

C 84/52                  IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          6.4.2002
     2.     l’art. 8, n. 3, della BMwA-Verordnung autorizza                     nell’allegato II, risultino osservate le disposizioni dell’arti-
            anche la fissazione di valori limite delle emissioni                colo 7, che stabilisce i valori limite dei gas di scarico, la
            non obbligatori, contrariamente a quanto imposto                    normativa austriaca prevederebbe che, per determinati
            dall’art. 3, n. 4 della direttiva, che prevede valori               impianti di incenerimento, i valori limite delle emissioni
            limite obbligatori in determinati casi,                             siano fissati dalle autorità caso per caso per ogni singola
                                                                                sostanza inquinante.
     3.     all’art. 15, n. 1, della BMwA-Verordnung non ha
                                                                           —    Violazione dell’art. 7, nn. 1 e 2, della direttiva (mancata
            fissato valori limite per le emissioni di gas di metalli
                                                                                fissazione di valori limite per i gas di scarico di metalli
            pesanti, diossina e furano per i cementifici, in
                                                                                pesanti, diossina e furani nei cementifici):
            contrasto con l’art. 7, nn. 1 e 2, della direttiva,
                                                                                In violazione dell’art. 7, nn. 1 e 2, della direttiva, la
     4.     all’art. 10, n. 5, secondo comma, della BMwA-                       Repubblica d’Austria non avrebbe fissato, per i cementifici
            Verordnung ha fissato i criteri per il rispetto dei                 in cui i rifiuti vengono coinceneriti, alcun valore limite
            valori limite delle emissioni in contrasto con l’art. 11,           per i gas di scarico di metalli pesanti, diossina, e furani.
            n. 3, della direttiva, e
                                                                           —    Violazione dell’art. 11, n. 3, primo trattino, della direttiva
                                                                                (criteri di rispetto dei valori limite):
     5.     con l’adozione di disposizioni transitorie all’art. 19,
            n. 1, della Verordnung des Bundesministers für                      In violazione dell’art. 11, n. 3, primo trattino della
            Umwelt, Jugend und Familie über die Verbrennung                     direttiva, che precisa quando un valore limite si considera
            von gefährlichen Abfällen e all’art. 16, n. 2, della                rispettato, la normativa austriaca stabilisce che i valori
            BMwA-Verordnung, in contrasto con il combinato                      limite sono superati solo quando più del 3 % dei valori
            disposto degli artt. 13, n. 1, e 2, n. 3, della direttiva,          medi per mezz’ora superano il valore limite di emissione
            ha escluso dall’applicazione di quest’ultima gli                    di più del 20 %. Il valore di superamento di più del 20 %
            impianti esistenti, per il periodo 31 dicembre 1996                 non sarebbe tuttavia previsto dalla direttiva.
            — 1o febbraio 1999.
                                                                           —    Violazione del combinato disposto degli artt. 13, n. 1, e
                                                                                18, n. 1, della direttiva (entrata in vigore e disposizioni
—    condannare la Repubblica portoghese alle spese del
                                                                                transitorie per gli impianti esistenti):
     procedimento.
                                                                                In violazione della direttiva, l’Austria considera gli
                                                                                impianti autorizzati tra il 31 dicembre 1996 e il giorno
                                                                                della trasposizione della direttiva (1 febbraio 1999) come
                                                                                «impianti esistenti». Conseguentemente, gli impianti di
Motivi e principali argomenti                                                   incenerimento che sono stati autorizzati in Austria tra il
                                                                                31 dicembre 1996 e il 1o febbraio 1999 rientrano, in
La Commissione è giunta alla conclusione che le norme vigenti                   virtù della normativa austriaca, nel periodo di transizione
in Austria non sono non sono perfettamente conformi alle                        fino al 30 giugno 2000, mentre secondo la direttiva tali
disposizioni della direttiva 94/67/CE, in quanto vi sarebbe:                    impianti avrebbero dovuto essere disciplinati in toto dalla
                                                                                direttiva già dalla loro autorizzazione.
—    Violazione dell’art. 3, n. 3, della direttiva (percentuale del
     40 % di calore totale prodotto nel coincenerimento):                  (1) GU 1994, L 365, pag. 34.
     In violazione della disposizione di cui all’art. 3, n. 3, che
     fa riferimento ad una percentuale di calore totale prodotto
     non superiore al 40 % nell’incenerimento di rifiuti
     pericolosi «in qualsiasi fase di funzionamento», la norma-
     tiva vigente in Austria consentirebbe di far funzionare
     impianti per periodi più lunghi (ad esempio per più giorni
     o perfino settimane) con una produzione di calore                     Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
     superiore al 40 % del calore totale derivante dall’inceneri-          nale Ordinario di Roma — Sezione Lavoro Quarta — con
     mento di rifiuti pericolosi — solo in determinate circo-              ordinanza 24 gennaio 2002, nella causa Sante Pasquini
     stanze (prendendo in considerazione una media trime-                   contro INPS (Istituto nazionale della previdenza sociale)
     strale).
                                                                                                     (Causa C-34/02)
—    Violazione dell’art. 3, n. 4, secondo trattino, della direttiva
     (fissazione di valori limite delle emissioni):                                                   (2002/C 84/92)
     In violazione dell’art. 3, n. 4, secondo trattino, della
     direttiva, ai sensi del quale l’autorizzazione per gli impian-
     ti di coincenerimento è rilasciata soltanto se dalla doman-           Con ordinanza 24 gennaio 2002, pervenuta nella Cancelleria
     da risulta comprovato che, applicando i calcoli stabiliti             della Corte di giustizia delle Comunità europee l’8 febbraio
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2002, nella causa Sante Pasquini contro INPS (Istituto naziona-            La ricorrente conclude che la Corte voglia:
le della previdenza sociale), il Tribunale Ordinario di Roma —
Sezione Lavoro Quarta — ha sottoposto alla Corte di giustizia              —     constatare che la Repubblica italiana, non adottando le
delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:                      disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
                                                                                 necessarie per conformarsi alla direttiva 1999/48/CE della
                                                                                 Commissione (1) del 21 maggio 1999 che adegua al
se sia compatibile con gli obiettivi dei regolamenti del Consi-                  progresso tecnico per la seconda volta la direttiva
glio n 1408/71 (1) e 574/72(2) la norma nazionale che, in                        96/49/CE del Consiglio (2) per il ravvicinamento delle
presenza della costituzione di un indebito che scaturisce                        legislazioni degli Stati membri relative al trasporto delle
dall’applicazione della regolamentazione comunitaria, preveda                    merci pericolose per ferrovia o comunque omettendo di
la ripetizione dell’indebito senza limiti di tempo, facendo cosı̀                informare la Commissione di dette misure, è venuta meno
venire meno il principio della certezza del diritto;                             agli obblighi che le incombono in virtù di tale direttiva;
                                                                           —     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
se le disposizioni comunitarie citate non debbano essere                         spese di giudizio.
interpretate nel senso che ostano all’applicazione di una norma
nazionale che non prevede limiti di tempo per la ripetizione
degli indebiti che si formano a causa di un’applicazione
intempestiva o non corretta delle disposizioni comunitarie
                                                                           Motivi e principali argomenti
pertinenti;
                                                                           L’art. 249 CE (ex art. 189 del Trattato CE), secondo il quale la
se, cosı̀ come le norme transitorie per l’applicazione dei
                                                                           direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto
regolamenti di sicurezza sociale prevedono un termine di due
                                                                           riguarda il risultato da conseguire, implica l’obbligo per gli
anni per far valere con effetto retroattivo i diritti conferiti da
                                                                           Stati membri di rispettare i termini per la trasposizione stabiliti
tali regolamenti, non sia possibile applicare a contrario lo
                                                                           nelle direttive. Questo termine è scaduto il 1o luglio 1999
stesso termine di due anni, dalla notifica della ripetizione
                                                                           senza che la Repubblica italiana abbia emanato le disposizioni
dell’indebito, nei casi di diminuzione di diritti precedentemente
                                                                           necessarie per conformarsi alla direttiva menzionata nelle
riconosciuti, salvo termini più favorevoli previsti dall’ordina-
                                                                           conclusioni della Commissione.
mento nazionale e sempre che l’interessato non si sia reso
colpevole di comportamenti dolosi.
                                                                           (1) GU L 169, del 5.7.1999, pag. 58.
                                                                           (2) GU L 235, del 17.9.1996, pag. 25.
(1) GU L 149, del 5.7.1971, pag. 2.
(2) GU L 74, del 27.3.1972, pag. 1.
                                                                                   Cancellazione dal ruolo della causa C-18/99 (1)
Ricorso del 19 febbraio 2002 contro la Repubblica italia-
                                                                                                    (2002/C 84/94)
na, presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                         (Causa C-50/02)
                                                                           Con ordinanza 6 novembre 2001, il presidente della Corte di
                                                                           giustizia delle Comunità europee ha disposto la cancellazione
                          (2002/C 84/93)
                                                                           dal ruolo della causa C-18/99: Commissione delle Comunità
                                                                           europee contro Aiolika Parka Siteias AE.
Il 19 febbraio 2002, la Commissione delle Comunità europee,                (1) GU C 86 del 27.3.1999.
rappresentata dalla signora Marie Wolfcarius e dal signor
Roberto Amorosi, in qualità di agenti, ha presentato alla Corte
di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
Repubblica italiana.