CELEX: C2006/121/05
Language: it
Date: 2006-05-20 00:00:00
Title: Causa C-92/06 P: Ricorso proposto il  10 febbraio 2006  da Soffass SpA avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee, del  23 novembre 2005 , causa T-396/04, Soffass SpA/Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (UAMI)

20.5.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 121/3
            
         Ricorso proposto il 10 febbraio 2006 da Soffass SpA avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee, del 23 novembre 2005, causa T-396/04, Soffass SpA/Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (UAMI)
   (Causa C-92/06 P)
   (2006/C 121/05)
   Lingua processuale: l'italiano
   Parti
   
      Ricorrente: Soffass SpA [rappresentanti: V. Bilardo, C. Bacchini, M. Mazzitelli, avvocati]
   
      Convenuto: Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (UAMI)
   Altre parti nel procedimento: Sodipan SCA, interveniente
   Conclusioni della ricorrente:
   
               —
            
            
               Annullare la sentenza impugnata.
            
         
               —
            
            
               Accogliere le conclusioni rassegnate nel giudizio di primo grado e annullare la decisione, resa dalla Prima Commissione di Ricorso dell'UAMI del 16.7.2004 nel procedimento n. R0699/2003-1.
            
         
               —
            
            
               Condannare l'UAMI al pagamento delle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il ricorrente sostiene che la sentenza impugnata è stata resa contravvenendo al disposto di cui all'art. 8, n. 1, lett. b) e n. 2, lett. a), sub ii) del Regolamento CE 40/94 (1), il quale prevede che «…Un marchio è escluso dalla registrazione se a causa dell'identità o della somiglianza di detto marchio con il marchio anteriore e dell'identità o somiglianza dei prodotti o servizi per i quali i due marchi sono richiesti, sussiste un rischio di confusione per il pubblico del territorio nel quale il marchio anteriore è tutelato…». Essa ha infatti disatteso la nozione di rischio di confusione quale è interpretato dalla Corte di Giustizia delle comunità Europee.
   Secondo il ricorrente i marchi facenti l'oggetto della presente controversia non sono fra loro confondibili stante le evidenti diversità fonetiche, visive, grafiche e concettuali.
   
      (1)  GU L 11, 14/01/1994 pag. 1.