CELEX: 62005CJ0342
Language: it
Date: 2007-06-14
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 14 giugno 2007. # Commissione delle Comunità europee contro Repubblica di Finlandia. # Inadempimento di uno Stato - Direttiva 92/43/CEE - Conservazione degli habitat naturali - Fauna e flora selvatiche - Caccia al lupo. # Causa C-342/05.

Causa C-342/05
      Commissione delle Comunità europee
      contro
      Repubblica di Finlandia
      «Inadempimento di uno Stato — Direttiva 92/43/CEE — Conservazione degli habitat naturali — Fauna e flora selvatiche — Caccia al lupo»
      Conclusioni dell’avvocato generale J. Kokott, presentate il 30 novembre 2006 
      Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 14 giugno 2007 
      Massime della sentenza
      1.     Ambiente — Conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche — Direttiva 92/43 — Tutela delle specie
            — Deroghe 
      [Direttiva del Consiglio 92/43, artt. 12, 13, 14, 15, lett. a) e b), e 16, n. 1]
      2.     Ambiente — Conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche — Direttiva 92/43 — Tutela delle specie
            
      [Direttiva del Consiglio 92/43, artt. 12, 13, 14, 15, lett. a) e b), e 16, n. 1]
      3.     Ricorso per inadempimento — Ricorso riguardante una prassi amministrativa contraria al diritto comunitario 
      (Art. 226 CE)
      4.     Ambiente — Conservazione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatiche — Direttiva 92/43 — Rigorosa tutela
            delle specie animali di cui all’allegato IV, lett. a) 
      [Direttiva del Consiglio 92/43, artt. 12, n. 1, e 16, n. 1, e allegato IV, lett. a)]
      1.     Poiché l’art. 16, n. 1, della direttiva 92/43, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora
         e della fauna selvatiche, prevede un regime di eccezione ai divieti sanciti agli artt. 12, 13, 14 e 15, lett. a) e b), che
         deve essere oggetto di interpretazione restrittiva e deve far gravare l’onere di provare la sussistenza delle condizioni richieste,
         per ciascuna deroga, sull’autorità che decide in merito, gli Stati membri sono tenuti a garantire che qualsiasi intervento
         riguardante le specie protette sia autorizzato solo in base a decisioni contenenti una motivazione precisa e adeguata riferentesi
         ai motivi, alle condizioni e alle prescrizioni di cui all’art. 16, n. 1, della detta direttiva.
      
      (v. punto 25)
      2.     Sebbene l’art. 16, n. 1, della direttiva 92/43, relativa alla conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della
         fauna selvatiche, il quale prevede un regime derogatorio ai divieti di cui agli artt. 12, 13, 14 e 15, lett. a) e b), faccia
         dello stato di conservazione soddisfacente delle popolazioni delle specie interessate nella loro area di ripartizione naturale
         un presupposto necessario per la concessione delle deroghe previste, il rilascio di tali deroghe rimarrebbe possibile eccezionalmente
         quando è debitamente accertato che esse non sono tali da peggiorare lo stato di conservazione non soddisfacente di dette popolazioni
         o da impedire il riassestamento, in condizioni di conservazione soddisfacente, delle popolazioni stesse. Infatti, in conformità
         alle osservazioni formulate dalla Commissione, in particolare ai punti 47‑51 della sezione III del proprio documento di orientamento
         sulla rigorosa tutela delle specie animali di interesse comunitario prevista dalla direttiva 92/43, non si può escludere che
         l’abbattimento di un numero limitato di esemplari sia senza incidenza sull’obiettivo di cui all’art. 16, n. 1, di tale direttiva,
         consistente nel mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente la popolazione della specie interessata nella sua area
         di ripartizione naturale. Una deroga del genere sarebbe pertanto neutra per tale specie.
      
      (v. punti 28-29)
      3.     Anche se la normativa nazionale vigente è, di per sé, compatibile con il diritto comunitario, un inadempimento ai sensi dell’art. 226 CE
         può derivare dall’esistenza di una prassi amministrativa in contrasto con tale diritto, purché questa presenti un certo grado
         di costanza e di generalità.
      
      (v. punti 22, 33)
      4.     Viene meno agli obblighi ad esso incombenti in forza degli artt. 12, n. 1, e 16, n. 1, lett. b), della direttiva 92/43, relativa
         alla conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche, uno Stato membro che autorizzi in
         via preventiva la caccia al lupo (Canis lupus), una specie animale figurante nell’allegato IV, lett. a), della detta direttiva
         senza che sia accertata la sua idoneità a prevenire gravi danni ai sensi dell’art. 16, n. 1, lett. b).
      
      (v. punto 47 e dispositivo)
SENTENZA DELLA CORTE (Seconda Sezione)
      14 giugno 2007 (*)
      
      «Inadempimento di uno Stato – Direttiva 92/43/CEE – Conservazione degli habitat naturali – Fauna e flora selvatiche – Caccia al lupo»
      Nella causa C‑342/05,
      avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell’art. 226 CE, proposto il 14 settembre 2005,
      Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. M. van Beek e I. Koskinen, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
      
      ricorrente,
      contro
      Repubblica di Finlandia, rappresentata dalla sig.ra E. Bygglin, in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussemburgo,
      
      convenuta,
      LA CORTE (Seconda Sezione),
      composta dal sig. C.W.A. Timmermans, presidente di sezione, dai sigg. K. Schiemann, J. Makarczyk, L. Bay Larsen (relatore)
         e J.‑C. Bonichot, giudici,
      
      avvocato generale: sig.ra J. Kokott
      cancelliere: sig. R. Grass
      vista la fase scritta del procedimento,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 30 novembre 2006,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1       Con il suo ricorso la Commissione delle Comunità europee chiede alla Corte di dichiarare che, avendo autorizzato la caccia
         al lupo senza rispettare i motivi di deroga sanciti all’art. 16, n. 1, della direttiva del Consiglio 21 maggio 1992, 92/43/CEE,
         relativa alla conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche (GU L 206, pag. 7; in prosieguo:
         la «direttiva habitat»), la Repubblica di Finlandia è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti ai sensi degli artt. 12,
         n. 1, e 16, n. 1, di tale direttiva.
      
       Contesto normativo
       La direttiva habitat
      2       Ai sensi dell’art. 12, n. 1, della direttiva habitat:
      «Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari atti ad istituire un regime di rigorosa tutela delle specie animali di
         cui all’allegato IV, lettera a), nella loro area di ripartizione naturale, con il divieto di:
      
      a)      qualsiasi forma di cattura o uccisione deliberata di esemplari di tali specie nell’ambiente naturale;
      (…)».
      3       L’allegato IV della direttiva habitat è intitolato «Specie animali e vegetali di interesse comunitario che richiedono una
         protezione rigorosa». Detto allegato IV, lett. a), come modificato dall’Atto relativo alle condizioni di adesione della Repubblica
         d’Austria, della Repubblica di Finlandia e del Regno di Svezia e agli adattamenti dei trattati sui quali si fonda l’Unione
         europea [GU 1994, C 241, pag. 21, e GU 1995, L 1, pag. 1; in prosieguo: l’«allegato IV, lett. a)»], cita le seguenti specie:
         «Canis lupus (tranne le popolazioni finlandesi all’interno della zona di gestione del patrimonio rangifero quale definita
         al paragrafo 2 della legge finlandese n. 848/90, del 14 settembre 1990, sulla gestione del patrimonio rangifero)».
      
      4       L’art. 16, n. 1, della direttiva prevede quanto segue:
      «A condizione che non esista un’altra soluzione valida e che la deroga non pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione
         soddisfacente, delle popolazioni della specie interessata nella sua area di ripartizione naturale, gli Stati membri possono
         derogare alle disposizioni previste dagli articoli 12, 13, 14 e 15, lettere a) e b):
      
      a)      per proteggere la fauna e la flora selvatiche e conservare gli habitat naturali;
      b)      per prevenire gravi danni, segnatamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, al patrimonio ittico e alle acque e ad altre
         forme di proprietà;
      
      c)      nell’interesse della sanità e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi
         motivi di natura sociale o economica, e motivi tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente;
      
      (…)».
      5       Lo stato di conservazione delle specie viene così definito all’art. 1, lett. i), della direttiva habitat:
      «i)      Stato di conservazione di una specie: l’effetto della somma dei fattori che, influendo sulla specie in causa, possono alterare a lungo termine la ripartizione
         e l’importanza delle sue popolazioni nel territorio di cui all’articolo 2;
      
      Lo “stato di conservazione” è considerato “soddisfacente” quando 
      –       i dati relativi all’andamento delle popolazioni della specie in causa indicano che tale specie continua e può continuare a
         lungo termine ad essere un elemento vitale degli habitat naturali cui appartiene,
      
      –       l’area di ripartizione naturale di tale specie non è in declino né rischia di declinare in un futuro prevedibile
      ed
      –       esiste e continuerà probabilmente ad esistere un habitat sufficiente affinché le sue popolazioni si mantengano a lungo termine».
       La normativa finlandese
      6       Dal fascicolo presentato alla Corte risulta che gli artt. 12 e 16 della direttiva habitat sono stati trasposti pressoché alla
         lettera nella normativa finlandese sulla caccia.
      
      7       Tuttavia, per quanto riguarda l’autorizzazione all’abbattimento dei lupi, sono previste discipline particolari. La caccia
         al lupo è autorizzata caso per caso dal distretto venatorio competente. Le soglie regionali massime di caccia, vale a dire
         il numero massimo di lupi che possono essere cacciati nei singoli distretti durante la stagione della caccia che va dal 1° novembre
         al 31 marzo, vengono invece fissate dal Ministero per l’Agricoltura e le Foreste. Dette soglie sono fissate in modo tale che
         non sia minacciata l’esistenza della popolazione dei lupi presente nei singoli distretti. Si tiene conto di tutte le conoscenze
         relative alla mortalità di tali animali, in particolare di quella dovuta a incidenti stradali o alle attività umane.
      
      8       I distretti venatori devono verificare, per autorizzare la caccia, se ricorrono le condizioni di cui all’art. 16, n. 1, della
         direttiva habitat, che è stata trasposta nell’ordinamento nazionale. D’altro canto, quando una soglia regionale massima di
         caccia viene raggiunta, il suo superamento è possibile solo alle condizioni di cui all’art. 16, n. 1, e necessita di una speciale
         autorizzazione ministeriale.
      
      9       Inoltre, se le forze di polizia, in situazioni eccezionali, possono abbattere animali, esse possono farlo solo nel rispetto
         delle condizioni richiamate al punto 8 della presente sentenza.
      
       Procedimento precontenzioso
      10     La Commissione ha avviato il procedimento per inadempimento inviando una lettera di diffida alla Repubblica di Finlandia in
         data 10 aprile 2001. Dopo la risposta del detto Stato con lettera del 6 luglio 2001, la Commissione ha emesso, il 26 giugno
         2002, un parere motivato. Nel detto parere motivato si asseriva che, dato che in Finlandia lo stato di conservazione del lupo
         non era soddisfacente, che altre soluzioni potevano essere adottate e che le licenze di caccia erano rilasciate senza che
         fosse stabilito un rapporto con gli individui all’origine di gravi danni, la caccia al lupo, come autorizzata, non soddisfaceva
         le condizioni stabilite all’art. 16, n. 1, della direttiva habitat. La Repubblica di Finlandia ha risposto a detto parere
         motivato con lettera del 28 agosto 2002.
      
      11     Considerando, ciononostante, che l’inadempimento contestato persisteva, la Commissione ha proposto, il 14 settembre 2005,
         il presente ricorso.
      
       Sul ricorso
       Argomenti delle parti
      12     La Commissione rileva anzitutto che, in Finlandia, il lupo costituisce una specie in pericolo e che, di conseguenza, lo stato
         di conservazione di quest’ultima non può essere considerato soddisfacente in tale Stato membro.
      
      13     La Commissione sostiene poi che la prassi seguita in Finlandia, consistente nell’autorizzare la caccia in via preventiva,
         è in contrasto con l’art. 16, n. 1, della direttiva habitat. Infatti, quando si prevede che con buona probabilità un lupo
         provochi gravi danni, questi ultimi potrebbero essere generalmente evitati in modo diverso dall’abbattimento preventivo. Potrebbe
         essere previsto l’uso di repellenti, di sostanze odoranti, di recinti elettrici o altri mezzi, il ricovero del bestiame o
         dei cani durante la notte, addirittura il risarcimento dei danni provocati. Quando le licenze di caccia sono rilasciate in
         via preventiva, sarebbe poco probabile che gli abbattimenti riguardino i lupi che provocano gravi danni. Dette licenze di
         caccia sono, ad ogni modo, rilasciate dalle autorità finlandesi senza che sia debitamente accertato un rapporto con gli individui
         che provocano tali danni. Stanti tali premesse, la caccia non rappresenterebbe un rimedio molto efficace per prevenire i detti
         danni.
      
      14     La Commissione, infine, fa valere che le soglie territoriali annuali fissate anticipatamente dal Ministero per l’Agricoltura
         e le Foreste per un periodo limitato non si giustificano, poiché le deroghe al regime di rigorosa tutela devono essere valutate
         indipendentemente dal periodo interessato e previste distintamente per quanto riguarda le singole licenze di caccia, in conformità
         all’art. 16, n. 1, della direttiva habitat. Peraltro, la prassi delle autorità finlandesi condurrebbe ad una situazione nella
         quale i lupi possono essere legalmente abbattuti anche qualora la soglia massima definita dal Ministero per l’Agricoltura
         e le Foreste sia ampiamente superata. Così, in particolare durante la stagione 2003‑2004, mentre la soglia massima sarebbe
         stata fissata ad otto lupi, sarebbero state inoltre concesse undici licenze in deroga e due licenze rilasciate dalla polizia.
         In definitiva, durante detta stagione sarebbero stati abbattuti dodici lupi.
      
      15     La Commissione conclude che, dato lo stato di conservazione insoddisfacente del lupo in Finlandia, data la possibilità di
         adottare altre soluzioni e dato che le licenze di caccia sono rilasciate senza che sia adeguatamente accertato un rapporto
         con gli individui che provocano gravi danni, la caccia al lupo è autorizzata in Finlandia in misura tale da violare le condizioni
         enunciate all’art. 16, n. 1, della direttiva habitat.
      
      16     Il governo finlandese fa valere che la caccia al lupo necessita di una licenza che può essere ottenuta dietro richiesta scritta
         e motivata, diretta al distretto venatorio locale, nella quale sia indicato il territorio e il numero di animali considerati.
         Tale distretto, disponendo di conoscenze adeguate relative all’area di pertinenza, verificherebbe se la caccia osta al mantenimento
         di un livello di conservazione soddisfacente della specie, se è possibile adottare un’altra soluzione valida e se sono rispettate
         le condizioni in materia di deroga previste all’art. 16, n. 1, della direttiva habitat.
      
      17     Inoltre, le decisioni sul rilascio delle licenze di caccia sarebbero anche prese in funzione della soglia massima regionale
         relativa agli esemplari che possono essere cacciati nei singoli distretti venatori, che è fissata dal Ministero per l’Agricoltura
         e le Foreste e corrisponde alla quantità di esemplari che possono essere biologicamente soppressi senza compromettere la sopravvivenza
         delle relative popolazioni. Non si tratterebbe dunque di quote da raggiungere o da esaurire.
      
      18     Il governo finlandese sostiene che la propria prassi non ostacola il mantenimento in Finlandia di uno stato di conservazione
         soddisfacente della popolazione dei lupi. Infatti, quest’ultima si sarebbe accresciuta in maniera considerevole nel corso
         degli ultimi anni. Lo stesso varrebbe per l’area geografica di popolamento. Del resto, i dati relativi all’andamento della
         specie interessata indicherebbero che quest’ultima costituisce ancora, e può costituire a lungo termine, un elemento vitale
         degli habitat naturali cui appartiene.
      
      19     Quanto alla condizione relativa all’inesistenza di «un’altra soluzione valida», il detto governo fa valere che numerosi mezzi
         diversi sono nei limiti del possibile utilizzati, singolarmente o in combinazione, per prevenire o ridurre i danni provocati
         dai lupi. In ogni caso, i distretti venatori considererebbero ogni altra soluzione valida prima di rilasciare una licenza
         di caccia. Tuttavia, il governo finlandese insiste, a questo proposito, sul fatto che le soluzioni sostitutive alle quali
         la Commissione si riferisce nella fattispecie non sono adeguate ad ogni singolo caso.
      
      20     Secondo detto governo e contrariamente a quanto sostiene la Commissione, l’art. 16, n. 1, della direttiva habitat non vieta
         di derogare al regime di rigorosa tutela per prevenire gravi danni. Sarebbe anche inesatto affermare che le decisioni con
         cui le autorità nazionali competenti rilasciano licenze di caccia al lupo non implicano l’identificazione dei lupi che provocano
         gravi danni. Tali decisioni, infatti, determinerebbero in modo preciso le aree geografiche corrispondenti a tali licenze e
         in cui vivono i lupi che provocano detti danni. Tuttavia, dato che il lupo è un animale che vive in muta, le licenze di caccia
         non possono sempre identificare l’esemplare o gli esemplari che occasionano danni. Nondimeno, quando sono conosciuti, gli
         individui in questione appartenenti ad una muta formerebbero oggetto delle licenze di caccia rilasciate. Peraltro, quando
         l’animale interessato si sposta da solo, la licenza di caccia potrebbe anche riguardarlo singolarmente.
      
       Giudizio della Corte
      21     Come giustamente rilevato dall’avvocato generale al paragrafo 16 delle sue conclusioni, con il presente ricorso la Commissione
         non contesta né la normativa finlandese, né singoli casi di abbattimento di lupi, bensì la prassi amministrativa delle autorità
         finlandesi in materia di caccia al lupo.
      
      22     Orbene, anche se la normativa nazionale vigente è, di per sé, compatibile con il diritto comunitario, un inadempimento può
         derivare dall’esistenza di una prassi amministrativa in contrasto con tale diritto (v. sentenza 27 aprile 2006, causa C‑441/02,
         Commissione/Germania, Racc. pag. I‑3449, punto 47).
      
      23     Emerge, a questo proposito, da una giurisprudenza costante che, nell’ambito di un procedimento di inadempimento, la Commissione
         ha l’obbligo di dimostrare l’esistenza dell’inadempimento contestato e fornire alla Corte gli elementi necessari alla verifica,
         da parte di quest’ultima, dell’esistenza di tale inadempimento, senza potersi basare su alcuna presunzione (v., segnatamente,
         sentenze 6 novembre 2003, causa C‑434/01, Commissione/Regno Unito, Racc. pag. I‑13239, punto 21, e Commissione/Germania, cit.,
         punto 48).
      
      24     Quindi, nell’ambito del presente ricorso, spetta alla Commissione dimostrare che la prassi seguita in Finlandia viola il regime
         di rigorosa tutela del lupo in quanto specie figurante nell’allegato IV, lett. a), di cui all’art. 12, n. 1, della direttiva
         habitat, per il fatto che le deroghe a tale regime non sono concesse nel rispetto delle condizioni previste dall’art. 16,
         n. 1, di questa direttiva (v., in tal senso, sentenza Commissione/Regno Unito, cit., punto 22).
      
      25     Poiché ques’ultima disposizione prevede un regime di eccezione che deve essere oggetto di interpretazione restrittiva e deve
         far gravare l’onere di provare la sussistenza delle condizioni richieste, per ciascuna deroga, sull’autorità che decide in
         merito, gli Stati membri sono tenuti a garantire che qualsiasi intervento riguardante le specie protette sia autorizzato solo
         in base a decisioni contenenti una motivazione precisa e adeguata riferentesi ai motivi, alle condizioni e alle prescrizioni
         di cui all’art. 16, n. 1, della direttiva habitat (v., in tal senso, sentenza 8 giugno 2006, causa C‑60/05, WWF Italia e a.,
         Racc. pag. I‑5083, punto 34).
      
      26     Nella fattispecie, è pacifico che:
      –       le autorità finlandesi autorizzano ogni anno, in misura limitata, la caccia al lupo in via di deroga;
      –       ai termini della relazione del 2000, relativa ai pericoli gravanti sulle specie in Finlandia, pubblicata nel 2001 dal Ministero
         per l’Ambiente e dal Centro finlandese per l’Ambiente [Pertti Rassi, Aulikki Alanen, Tiina Kanerva ja Ilpo Mannerkoski: (toim.):
         Suomen lajien uhanalaisuus 2000. Uhanalaisten lajien II seurantaryhmä. Ympäristöministeriö & Suomen ympäristökeskus, Helsinki
         2001], il lupo è annoverato tra le specie in pericolo in Finlandia;
      
      –       nella detta relazione è riportato che il numero di individui capaci di riprodursi è inferiore a 50, valore che rappresenta
         il limite al di sotto del quale esiste un serio pericolo di estinzione;
      
      –       ai sensi del punto 7.2 del piano di gestione della popolazione dei lupi, pubblicato nel 2005 dal Ministero per l’Agricoltura
         e le Foreste (in prosieguo: il «piano di gestione»), si può stimare che la Finlandia dovrebbe annoverare 20 coppie riproduttrici
         per garantire a lungo termine la conservazione della popolazione dei lupi come componente vitale dei propri habitat naturali;
         
      
      –       per quanto riguarda gli anni 2001‑2004, il numero di coppie riproduttrici era stimato, secondo il punto 2.1.5 del piano di
         gestione, rispettivamente a 11, 12, 13 e 16.
      
      27     Risulta dunque che, alla luce del criterio enunciato all’art. 1, lett. i), primo trattino, della direttiva habitat, lo stato
         di conservazione del lupo in Finlandia, alla scadenza del termine fissato nel parere motivato, non era soddisfacente.
      
      28     Orbene, l’art. 16, n. 1, di detta direttiva fa dello stato di conservazione soddisfacente delle popolazioni delle specie interessate
         nella loro area di ripartizione naturale un presupposto necessario per la concessione delle deroghe da esso previste (v. sentenza
         10 maggio 2007, causa C‑508/04, Commissione/Austria, Racc. pag. I‑3787, punto 115). 
      
      29     Detto ciò, il rilascio di tali deroghe rimarrebbe possibile eccezionalmente quando è debitamente accertato che esse non sono
         tali da peggiorare lo stato di conservazione non soddisfacente di dette popolazioni o da impedire il riassestamento, in condizioni
         di conservazione soddisfacente, delle popolazioni stesse. Infatti, in conformità alle osservazioni formulate dalla Commissione,
         in particolare ai punti 47‑51 della sezione III del proprio documento di orientamento sulla rigorosa tutela delle specie animali
         di interesse comunitario prevista dalla direttiva habitat (Guidance document on the strict protection of animal species of
         Community interest provided by the «Habitats» Directive 92/43/EEC, versione definitiva, febbraio 2007), non si può escludere
         che l’abbattimento di un numero limitato di esemplari sia senza incidenza sull’obiettivo di cui all’art. 16, n. 1, della direttiva
         habitat, consistente nel mantenere in uno stato di conservazione soddisfacente la popolazione dei lupi nella sua area di ripartizione
         naturale. Una deroga del genere sarebbe pertanto neutra per la specie interessata.
      
      30     Emerge dalle due decisioni di rilascio di licenze di caccia al lupo, adottate dalle autorità finlandesi prima che la Commissione
         inviasse la lettera di diffida alla Repubblica di Finlandia e prodotte dalla Commissione dinanzi alla Corte, che dette autorità
         hanno autorizzato, in entrambi i casi, la caccia ad un numero determinato di lupi in un’area geografica ben delimitata ma
         senza fondarsi su una valutazione dello stato di conservazione della specie, senza fornire alcuna motivazione precisa e adeguata
         quanto all’assenza di altre soluzioni valide e senza identificare precisamente i lupi autori di gravi danni che potevano essere
         abbattuti.
      
      31     Orbene, tali decisioni, che, da una parte, non si fondano su una valutazione dell’impatto relativo all’abbattimento dei lupi
         da esse autorizzato sul mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente della popolazione di detta specie nella sua
         area di ripartizione naturale e che, dall’altra, non contengono una motivazione precisa e adeguata quanto all’assenza di altre
         soluzioni valide, risultano in contrasto con l’art. 16, n. 1, della direttiva habitat.
      
      32     Occorre tuttavia ricordare che, come risulta dal punto 21 della presente sentenza, la Commissione, con il presente ricorso,
         non intende denunciare casi concreti, ma contesta la prassi amministrativa delle autorità finlandesi in materia di caccia
         al lupo.
      
      33     La Corte, a tale proposito, ha dichiarato che, se un comportamento di uno Stato consistente in una prassi amministrativa in
         contrasto con gli obblighi del diritto comunitario può essere idoneo a costituire un inadempimento ai sensi dell’art. 226 CE,
         occorre che tale prassi amministrativa presenti un certo grado di costanza e di generalità (v., segnatamente, sentenza Commissione/Germania,
         cit., punto 50).
      
      34     Inoltre, come risulta da una giurisprudenza costante, l’esistenza di un inadempimento deve essere valutata in relazione alla
         situazione dello Stato membro quale si presentava alla scadenza del termine stabilito nel parere motivato (v., segnatamente,
         sentenza 26 aprile 2005, causa C‑494/01, Commissione/Irlanda, Racc. pag. I‑3331, punto 29).
      
      35     In questo caso, la Commissione non ha prodotto nessuna delle decisioni relative al rilascio di licenze di caccia al lupo che
         le autorità finlandesi hanno adottato dopo le decisioni richiamate al punto 30 della presente sentenza, ad eccezione di due
         decisioni del 2006, alle quali la Commissione fa riferimento per mettere in evidenza i progressi in materia compiuti nel frattempo
         dalle autorità finlandesi.
      
      36     Per il resto, la Commissione, che non ha mai invocato, nell’ambito del presente procedimento, una mancanza di leale cooperazione
         da parte di dette autorità riguardo alla comunicazione delle decisioni vertenti sul rilascio di licenze di caccia, non ha
         presentato alla Corte alcuna decisione di questo tipo risalente al periodo corrispondente alla fine del procedimento precontenzioso
         e idonea a fornire alla Corte gli elementi necessari alla verifica della fondatezza delle censure sollevate.
      
      37     Occorre per di più ricordare che, come rilevato al punto 26 della presente sentenza, il numero di coppie riproduttrici è aumentato
         da 11 a 16 durante il periodo corrispondente agli anni 2001‑2004. Non si contesta, inoltre, che, durante il medesimo periodo,
         il numero totale dei lupi presenti sul territorio finlandese è passato da una forcella di 110‑130 esemplari ad una forcella
         di 185‑200 esemplari.
      
      38     Questi dati, pur non essendo concludenti in sé, sono, ad ogni modo, idonei a dimostrare che malgrado la caccia al lupo autorizzata
         in via derogatoria in Finlandia, lo stato di conservazione della specie interessata è sostanzialmente e costantemente migliorato
         in tale Stato membro durante il periodo compreso tra il procedimento precontenzioso e larga parte del periodo precedente la
         proposizione del presente ricorso.
      
      39     La Commissione, quindi, non ha fornito elementi di prova sufficienti quanto all’esistenza di una prassi amministrativa delle
         autorità finlandesi consistente nel rilasciare licenze di caccia al lupo senza fondarsi su una valutazione dello stato di
         conservazione della specie o senza fornire una motivazione precisa e adeguata dell’assenza di altre valide soluzioni.
      
      40     Per quanto attiene alla censura della Commissione relativa al fatto che le licenze di caccia sono rilasciate in via preventiva
         o, ad ogni modo, senza che sia debitamente accertato un rapporto con gli individui che provocano gravi danni, occorre constatare
         che, così come è stato rilevato anche dall’avvocato generale al paragrafo 29 delle sue conclusioni, l’art. 16, n. 1, della
         direttiva habitat non richiede il verificarsi di gravi danni preliminarmente all’adozione di misure derogatorie.
      
      41     Tuttavia, è vero che il governo finlandese riconosce che, essendo il lupo un animale che generalmente vive in muta, le licenze
         di caccia non possono sempre individuare l’individuo o gli individui che provocano gravi danni.
      
      42     Anche se non può essere escluso a priori che il fatto di autorizzare l’abbattimento di uno o più individui di una muta di
         lupi, di cui alcuni esemplari provocano o sono in grado di provocare danni del genere, possa prevenire, eliminare o ridurre
         questi ultimi, è giocoforza constatare che gli elementi agli atti non sono idonei a confermare questa tesi.
      
      43     Occorre constatare a tale proposito che, come indicato al punto 5.4.5 del piano di gestione, secondo una determinata opinione,
         una caccia ininterrotta indurrebbe il lupo a diffidare dell’uomo e contribuirebbe, pertanto, a limitare i danni, mentre, secondo
         un’altra opinione, la caccia ai lupi appartenenti a mute provocherebbe un incremento dei danni. È, peraltro, precisato che
         pochi studi biologici sono disponibili su questo tema.
      
      44     Stanti tali premesse, deve essere accolta la censura della Commissione relativa al fatto che le licenze di caccia sono rilasciate
         in via preventiva.
      
      45     Quanto alla circostanza secondo la quale le decisioni di rilascio dei permessi di caccia al lupo sono anche assoggettate ad
         una soglia massima regionale di esemplari che possono essere abbattuti nei singoli distretti venatori, essa non può essere
         ritenuta in contrasto con l’art. 16, n. 1, della direttiva habitat. Detta soglia, infatti, che è determinata in funzione della
         quantità di esemplari che possono essere eliminati senza compromettere la conservazione della specie in questione, definisce,
         come rilevato dall’avvocato generale al paragrafo 33 delle sue conclusioni, solo i limiti entro cui i distretti venatori possono
         rilasciare le licenze di caccia, qualora sussistano anche i presupposti di cui all’art. 16, n. 1, della direttiva habitat.
      
      46     Considerando in particolare quanto indicato al punto 8 della presente sentenza, la circostanza secondo la quale, durante la
         stagione 2003‑2004, la soglia in questione è stata in realtà superata, non può, in quanto tale, essere sufficiente a dimostrare
         che le autorità finlandesi hanno rilasciato licenze di caccia in misura tale da poter nuocere al mantenimento in uno stato
         di conservazione soddisfacente delle popolazioni di lupi nella loro area di ripartizione naturale.
      
      47     Risulta da quanto precede che, autorizzando la caccia al lupo in via preventiva, senza che sia accertata la sua idoneità a
         prevenire gravi danni ai sensi dell’art. 16, n. 1, lett. b), della direttiva habitat, la Repubblica di Finlandia è venuta
         meno agli obblighi ad essa incombenti in forza degli artt. 12, n. 1, e 16, n. 1, lett. b), di detta direttiva e che per il
         resto occorre respingere il ricorso della Commissione.
      
       Sulle spese
      48     Ai sensi dell’art. 69, n. 3, primo comma, del regolamento di procedura, in particolare se le parti soccombono rispettivamente
         su uno o più capi, la Corte può ripartire le spese o decidere che ciascuna parte sopporti le proprie spese.
      
      49     Nella fattispecie, poiché sono risultate rispettivamente soccombenti su uno o più capi, si deve disporre che ciascuna di esse
         sopporti le proprie spese.
      
      Per questi motivi, la Corte (Seconda Sezione) dichiara e statuisce:
      1)      Autorizzando la caccia al lupo in via preventiva, senza che sia accertata la sua idoneità a prevenire gravi danni ai sensi
            dell’art. 16, n. 1, lett. b), della direttiva del Consiglio 21 maggio 1992, 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat
            naturali nonché della flora e della fauna selvatiche, la Repubblica di Finlandia è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti
            in forza degli artt. 12, n. 1, e 16, n. 1, lett. b), di detta direttiva.
      2)      Per il resto, il ricorso è respinto.
      3)      La Commissione delle Comunità europee e la Repubblica di Finlandia sopporteranno ciascuna le proprie spese.
      Firme
      * Lingua processuale: il finlandese.