CELEX: 62022TN0048
Language: it
Date: 2022-01-27 00:00:00
Title: Causa T-48/22: Ricorso proposto il 27 gennaio 2022 — Repubblica ceca/Commissione

21.3.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 128/27
            
         
      Ricorso proposto il 27 gennaio 2022 — Repubblica ceca/Commissione
      (Causa T-48/22)
      (2022/C 128/40)
      Lingua processuale: il ceco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Repubblica ceca (rappresentanti: M. Smolek, J. Vláčil, J. Očková e O. Serdula, agenti)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione impugnata, nella parte in cui essa esclude le spese sostenuta dalla Repubblica ceca, per un importo complessivo di EUR 43 470 836,30, e
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione europea alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Con il presente ricorso, la ricorrente chiede di annullare la decisione di esecuzione (UE) 2021/2020 della Commissione del 17 novembre 2021 che esclude dal finanziamento dell'Unione europea alcune spese sostenute dagli Stati membri a titolo del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) [notificata con il numero C(2021) 8168], nella parte con cui sono escluse le spese sostenute dalla Repubblica ceca per un importo complessivo di EUR 43 470 836,30.
      A sostegno del suo ricorso la ricorrente deduce motivi di ricorso suddivisi in sei capi.
      
         In primo luogo, si deve annullare la rettifica finanziaria imposta riguardo all’accertamento in materia di applicazione dello status del cosiddetto agricoltore in attività. La Commissione ha violato l’articolo 52, paragrafo 1, del regolamento n. 1306/2013 (1), poiché ha imposto una rettifica, nonostante il fatto che la Repubblica ceca, nei controlli dello status dell’agricoltore in attività, non avesse violato il diritto dell’Unione. Il diritto dell’Unione non osta infatti a che alle due condizioni di cui all’articolo 9, paragrafo 2, terzo comma del regolamento n. 1307/2013 sia applicato il criterio della quota dei proventi derivanti dall’attività agricola. Il diritto dell’Unione, inoltre, non esige che, nel controllare lo status di agricoltore in attività, siano prese in considerazione le cosiddette società collegate. In ogni caso la Commissione ha violato l’articolo 52, paragrafo 2, del regolamento n. 1306/2013 e il principio di proporzionalità, poiché ha fissato la rettifica finanziaria in un importo che non tiene conto della gravità della non conformità contestata.
      
         In secondo luogo, si deve annullare la rettifica finanziaria imposta relativamente all’accertamento riguardante i cosiddetti prati permanenti. La Commissione ha violato l’articolo 52, paragrafo 1, del regolamento n. 1306/2013, il principio di buona amministrazione, il principio del legittimo affidamento e l’obbligo di motivazione ai sensi dell’articolo 296 TFUE, nell’imporre la rettifica, pur avendo essa stessa in precedenza riconosciuto che il sistema di registrazione dei prati permanenti nella Repubblica ceca era conforme al diritto dell’Unione. La Commissione, inoltre, non ha motivato tale suo approccio.
      
         In terzo luogo, occorre annullare la rettifica finanziaria imposta relativamente all’accertamento riguardante il tasso minimo dei controlli. La Commissione ha violato l’articolo 52, paragrafo 1, del regolamento n. 1306/2013 nell’imporre la rettifica, giacché la Repubblica ceca si è attenuta al tasso minimo di controllo richiesto dal diritto dell’Unione. Inoltre una delle carenze contestate non è stata inclusa dalla Commissione nell’ambito della comunicazione iniziale nel quadro dell’audit, e con ciò la Commissione ha violato l’articolo 34, paragrafo 2, del regolamento n. 1306/2014 (2). In ogni caso la Commissione ha violato l’articolo 52, paragrafo 2, del regolamento n. 1306/2013 e il principio di proporzionalità, poiché ha fissato la rettifica finanziaria in un importo che non tiene conto della gravità della non conformità contestata.
      
         In quarto luogo, occorre annullare la rettifica finanziaria imposta relativamente all’accertamento riguardante il rimborso degli importi indebitamente ricevuti. La Commissione ha violato l’articolo 52, paragrafo 1, del regolamento n. 1306/2013 nell’imporre la rettifica, benché le disposizioni contestate del diritto dell’Unione non esigano la sistematica verifica dell’inidoneità della superficie negli anni precedenti. In ogni caso la Commissione ha violato l’articolo 52, paragrafo 2, del regolamento n. 1306/2013 e il principio di proporzionalità, poiché ha fissato la rettifica finanziaria in un importo che non tiene conto della gravità della non conformità contestata.
      
         In quinto luogo, occorre annullare la rettifica finanziaria imposta relativamente all’accertamento riguardante la presentazione tardiva della domanda. La Commissione ha violato l’articolo 52, paragrafo 1, del regolamento n. 1306/2013 nell’imporre la rettifica, benché la possibilità di completare la sottoscrizione della domanda entro cinque giorni non Costituisca una presentazione tardiva della domanda ai sensi dell’articolo 13 del regolamento n. 640/2014 (3).
      
         In sesto luogo, occorre annullare la rettifica finanziaria imposta relativamente a tutti i risultati dell’audit sulla voce di bilancio riguardante la cosiddetta disciplina finanziaria. La Commissione ha violato l’articolo 52, paragrafo 2, del regolamento n. 1306/2013 e il principio di proporzionalità, poiché non ha calcolato correttamente tale rettifica e ciò non solo in considerazione in considerazione delle conseguenze degli altri motivi di ricorso.
      
         (1)  Regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga i regolamenti del Consiglio (CEE) n. 352/78, (CE) n. 165/94, (CE) n. 2799/98, (CE) n. 814/2000, (CE) n. 1290/2005 e (CE) n. 485/2008 (GU 2013, L 347, pag. 549).
      
         (2)  Regolamento di esecuzione (UE) n. 908/2014 della Commissione, del 6 agosto 2014, recante modalità di applicazione del regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda gli organismi pagatori e altri organismi, la gestione finanziaria, la liquidazione dei conti, le norme sui controlli, le cauzioni e la trasparenza (GU 2014, L 255, pag. 59).
      
         (3)  Regolamento delegato (UE) n. 640/2014 della Commissione, dell’11 marzo 2014, che integra il regolamento (UE) n. 1306/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda il sistema integrato di gestione e di controllo e le condizioni per il rifiuto o la revoca di pagamenti nonché le sanzioni amministrative applicabili ai pagamenti diretti, al sostegno allo sviluppo rurale e alla condizionalità (GU 2014, L 181, pag. 48).