CELEX: 52004PC0099
Language: it
Date: 2004-02-13
Title: Proposta di decisione del Consiglio che istituisce il Sistema di informazione visti (VIS)

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52004PC0099

Proposta di decisione del Consiglio che istituisce il Sistema di informazione visti (VIS)  /* COM/2004/0099 def. - CNS 2004/0029 */  

Proposta di  DECISIONE DEL CONSIGLIO  che istituisce il Sistema di informazione visti (VIS)(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Obiettivo generaleLa progettazione e l'attuazione di un Sistema d'informazione visti (Visa Information System - VIS), che il Consiglio ha definito un "sistema comune di scambio di dati in materia di visti" tra gli Stati membri [1], richiedono che sia definito un quadro giuridico completo. Atteso che alcuni elementi fondamentali del VIS richiedono tuttora un orientamento politico da parte del Consiglio, una proposta esaustiva di atto normativo che istituisce il VIS sarà presentata in una fase successiva. Tale atto normativo futuro definirà in particolare il sistema e le sue modalità di funzionamento, ivi comprese le categorie di dati che vi saranno registrate, le finalità ed i criteri di inserimento, le norme relative al contenuto delle schede VIS, i diritti d'accesso delle autorità ai fini di inserimento, aggiornamento e consultazione dei dati, nonché le norme relative alla protezione dei dati di carattere personale ed al relativo controllo.[1]  Cfr. parte I degli Orientamenti per la creazione di un "sistema comune di scambio di dati in materia di visti" (documento del Consiglio 9615/02 VISA 92 COMIX 386).Oggetto della presente proposta è permettere lo sviluppo del VIS tramite finanziamento comunitario a partire dal 2004 e nel rispetto delle disposizioni pertinenti del trattato; per contro, la realizzazione delle infrastrutture nazionali sarà di competenza degli Stati membri.2. Il contestoIl Consiglio GAI del 20 settembre 2001 ha invitato la Commissione, al punto 26 delle sue conclusioni, a presentare proposte intese ad istituire una rete di scambio di informazioni sui visti rilasciati.Il Consiglio europeo di Laeken del 14 e 15 dicembre 2001 ha invitato il Consiglio e gli Stati membri, al punto 42 delle sue conclusioni, ad adottare le disposizioni necessarie per l'attuazione di un sistema comune di identificazione dei visti.La Commissione ha espresso la sua opinione al riguardo nella comunicazione al Consiglio ed al Parlamento europeo relativa allo sviluppo del sistema d'informazione Schengen II, del 18 dicembre 2001: "una nuova funzionalità relativa allo scambio di informazioni relative ai visti rilasciati riguarderebbe informazioni che vengono già raccolte da o richieste a chi fa domanda per ottenere un visto. Tale funzionalità relativa ai visti potrebbe essere utile, segnatamente, come strumento d'identificazione per i seguenti scopi: lotta al terrorismo ed alla criminalità organizzata, garanzia dell'autenticità dei visti rilasciati alle frontiere esterne, miglioramento dell'esame delle richieste di visti per una più agevole verifica dello stato di buona fede dei viaggiatori (a partire dalla seconda richiesta di visto), facilitazione degli spostamenti per i viaggiatori che abbiano smarrito i documenti, e contributo al rimpatrio di residenti illegali."Il piano globale per la lotta all'immigrazione clandestina e alla tratta degli esseri umani nell'Unione europea, adottato dal Consiglio GAI il 28 febbraio 2002 e basato sulla comunicazione della Commissione al Consiglio ed al Parlamento europeo su una politica comune in materia di immigrazione clandestina, del 15 novembre 2001, prevedeva, fra le misure ed azioni relative alla politica dei visti, lo sviluppo di un sistema europeo d'identificazione dei visti per integrare l'aspetto relativo alla sicurezza dei documenti.Il punto 36 di questo piano rinvia alle conclusioni del Consiglio GAI tenuto il 20 settembre 2001 ed indica: "il processo di riflessione e gli studi di fattibilità che possono essere avviati al riguardo dovrebbero considerare se siffatto sistema elettronico comune potrebbe integrare l'aspetto relativo alla sicurezza dei documenti, in modo da poter disporre di una doppia procedura d'identificazione basata su documenti sicuri ed una banca dati".Il punto 37 precisa: "per garantire la più ampia e utile informazione possibile dei servizi competenti, detta banca dati non dovrebbe limitarsi ai visti rilasciati, ma dovrebbe contenere anche i dati relativi ai visti richiesti e negati".Il punto 38 aggiunge che "tale sistema potrebbe includere le informazioni già raccolte o attualmente richieste ai richiedenti un visto, quali i dati personali. Inoltre, si potrebbe realizzare ed archiviare una foto in formato elettronico, oltre ai dati biometrici del richiedente. Anche i documenti di viaggio dovrebbero essere sottoposti a scansione elettronica ed archiviati, il che presenterebbe due grandi vantaggi: in primo luogo, qualsiasi successiva manipolazione del documento di viaggio potrebbe essere facilmente individuata comparando il documento in questione con la sua immagine; in secondo luogo, l'immagine archiviata dei documenti di viaggio potrebbe essere utilizzata per ottenere rapidamente nuovi documenti di viaggio, quando una persona è obbligata a lasciare il paese, ma cerca di nascondere la propria identità. In ogni caso, lo sviluppo di tale sistema dovrebbe essere fondato su una chiara definizione delle necessità e degli obiettivi, nonché su una valutazione attenta delle iniziative esistenti (tra cui le possibilità già offerte dai sistemi SIS e VISION) e delle risorse da mobilitare."Il 13 giugno 2002, il Consiglio ha adottato gli "Orientamenti per la creazione di un sistema comune di scambio di dati in materia di visti" [2]. Secondo tali orientamenti, il Sistema d'informazione visti (VIS), è un sistema di scambio di informazioni tra gli Stati membri in materia di visti, che deve rispondere ai seguenti obiettivi:[2]  Documento del Consiglio 9615/02 VISA 92 COMIX 386.(a) costituire uno strumento per semplificare la lotta contro la frode, migliorando l'informazione reciproca degli Stati membri (negli uffici consolari e ai valichi di frontiera) in merito alle domande di visto e al relativo trattamento;(b) contribuire al miglioramento della cooperazione consolare e allo scambio di informazioni tra le autorità consolari centrali;(c) agevolare la verifica dell'identità tra il detentore del visto e il titolare dello stesso sia al posto di controllo della frontiera esterna che in occasione dei controlli dell'immigrazione e di polizia;(d) contribuire a prevenire il "visa shopping";(e) agevolare l'applicazione della convenzione di Dublino [3], sulla determinazione dello Stato competente per l'esame di una domanda di asilo;[3]  Sostituito dal regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio del 18.2.2003 ("Dublino II" - GU L 50 del 25.2.2003, pag. 1), con l'eccezione della Danimarca.(f) contribuire all'identificazione e alla documentazione di clandestini privi di documenti e semplificare da un punto di vista amministrativo il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi;(g) contribuire al miglioramento della gestione della politica comune in materia di visti, nonché alla sicurezza interna e alla lotta contro il terrorismo."Nella riunione di Siviglia del 21 e 22 giugno 2002, il Consiglio europeo ha invitato il Consiglio e la Commissione, nell'ambito delle loro rispettive competenze, ad accordare priorità assoluta all'istituzione in tempi brevi di un sistema comune d'identificazione dei dati dei visti, sulla scorta di uno studio di fattibilità e sulla base degli orientamenti del Consiglio.Il 16 settembre 2002, la Commissione ha avviato uno studio di fattibilità relativo agli aspetti tecnici e finanziari del VIS, i cui risultati sono stati presentati al Consiglio nel maggio 2003.Basandosi sulle conclusioni dei Consigli europei di Laeken e di Siviglia, il Consiglio GAI riunitosi il 5 e 6 giugno 2003 ha sottolineato l'importanza di creare un sistema comune europeo per lo scambio di dati sui visti e ha accolto favorevolmente lo studio di fattibilità presentato dalla Commissione. Ha anche confermato gli obiettivi per tale sistema d'informazione visti (VIS), secondo quanto stabilito negli orientamenti adottati dal Consiglio il 13 giugno 2002, ed ha invitato a continuare i lavori preparatori sullo sviluppo del sistema d'informazione visti (VIS) di concerto con gli Stati membri, sulla scorta di un'architettura centralizzata, tenendo conto della possibilità di una piattaforma tecnica comune con SIS II, senza ritardare lo sviluppo di SIS II [4].[4]  Cfr. le conclusioni sullo sviluppo del sistema d'informazione visti (VIS), documento del Consiglio 9845/03, pag. 16.Richiamandosi alle conclusioni del Consiglio del 5 giugno 2003 sullo sviluppo del Sistema d'informazione visti (VIS), nella riunione tenutasi a Salonicco il 19 e 20 giugno 2003, il Consiglio europeo ha ritenuto necessario (al punto 11 delle sue conclusioni) che, "in seguito allo studio di fattibilità della Commissione relativo al VIS e al fine di attuare le opzioni prescelte, si elaborino quanto prima possibile degli orientamenti riguardanti la pianificazione dello sviluppo del sistema, la base giuridica appropriata che consentirà la sua istituzione e l'impegno dei mezzi finanziari necessari, nel rispetto delle prospettive finanziarie. In tale contesto occorre un approccio coerente a livello dell'UE per quanto riguarda gli elementi di identificazione o dati biometrici, il che porterebbe a soluzioni armonizzate per i documenti dei cittadini di paesi terzi, i passaporti dei cittadini dell'UE e i sistemi d'informazione (VIS e SIS II). Il Consiglio europeo invita la Commissione ad elaborare le proposte appropriate, iniziando dai visti, nel pieno rispetto del calendario previsto per l'introduzione del sistema d'informazione Schengen II."3. Contenuto della decisioneL'attuazione del VIS richiede l'elaborazione di un'ulteriore proposta esaustiva, in funzione degli orientamenti politici che il Consiglio esprimerà sugli elementi fondamentali del sistema.Precedendo il suddetto strumento giuridico che sarà proposto in futuro, la presente prima decisione incarica la Commissione di preparare lo sviluppo tecnico del VIS e di stabilire la necessaria base legislativa per iscrivere nel bilancio comunitario gli stanziamenti necessari allo sviluppo tecnico del sistema e dare esecuzione a tale dotazione di bilancio. Inoltre, la Commissione sarà assistita dal comitato SIS II [5] conformemente alle procedure di gestione. Appare opportuno fare ricorso al comitato esistente, soprattutto in considerazione delle sinergie tra i sistemi VIS e SIS II, nonché allo scopo generale di razionalizzare il numero dei comitati.[5]  Istituito dall'articolo 5, paragrafo 1) del regolamento (CE) n. 2424/2001 del Consiglio (GU L 328 del 13.12.2001, pag. 4).La presente decisione non pregiudica l'adozione futura della necessaria legislazione volta ad istituire il VIS ed a descriverne dettagliatamente il funzionamento e l'utilizzo. Tale atto normativo futuro definirà in particolare il sistema e le sue modalità di funzionamento, ivi comprese le categorie di dati che vi saranno registrate, le finalità ed i criteri di inserimento, le norme relative al contenuto delle schede VIS, i diritti d'accesso delle autorità ai fini di inserimento, aggiornamento e consultazione dei dati, nonché le norme relative alla protezione dei dati di carattere personale ed al relativo controllo.4. Base giuridicaLa presente decisione è basata sull'articolo 66 del trattato CE. Riguarda lo sviluppo di un sistema di cooperazione attraverso lo scambio di dati relativi ai visti, tra Stati membri "che hanno abolito i controlli alle loro frontiere interne" e partecipano "al regime di libera circolazione senza controlli alle frontiere interne" [6]. Pertanto la decisione non riguarda misure sostanziali della politica dei visti. Atteso che il VIS comporta lo scambio di dati in materia di visti tra i servizi competenti delle amministrazioni degli Stati membri responsabili del rilascio e del controllo dei visti, l'articolo 66 del trattato CE costituisce l'idonea base giuridica, poiché autorizza il Consiglio ad adottare le misure atte a garantire la cooperazione tra i pertinenti servizi delle amministrazioni degli Stati membri nelle materie disciplinate dal titolo IV del trattato CE, nonché tra tali servizi e la Commissione [7].[6]  Cfr. parte III degli Orientamenti per la creazione di un "sistema comune di scambio di dati in materia di visti" (documento del Consiglio 9615/02 VISA 92 COMIX 386, pag. 9).[7]  Fino ad oggi, sulla base dell'articolo 66 del trattato CE sono stati adottati due atti del Consiglio: il regolamento (CE) n. 2424/2001 del Consiglio del 6 dicembre 2001 sullo sviluppo del sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) (GU L 328 del 13.12.2001, pag. 4) e la decisione 2002/463/CE del Consiglio del 13 giugno 2002 che istituisce un programma d'azione finalizzato alla cooperazione amministrativa nei settori delle frontiere esterne, dei visti, dell'asilo e dell'immigrazione (programma ARGO) (GU L 161 del 19.6.2002, pag. 11).Ai sensi dell'articolo 67, paragrafo 1, del trattato CE, per un periodo transitorio di cinque anni dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, il Consiglio delibera all'unanimità su proposta della Commissione o su iniziativa di uno Stato membro e previa consultazione del Parlamento europeo. A decorrere dal 1° maggio 2004, il Consiglio delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo, conformemente al protocollo relativo all'articolo 67 del trattato che istituisce la Comunità europea.5. Stati membriPoiché concerne lo scambio di dati sui visti tra Stati membri che hanno abolito i controlli alle loro frontiere interne e partecipano al regime di libera circolazione senza controlli alle frontiere interne, la presente iniziativa è una misura che contribuisce al sostegno della politica comune in materia di visti e costituisce pertanto uno sviluppo dell'acquis di Schengen. Trovano pertanto applicazione le procedure stabilite nell'Accordo [8] concluso dal Consiglio dell'Unione europea con la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia sulla loro associazione all'attuazione, all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen.[8]  GU L 176 del 10.7.1999, pag. 36.Ai sensi degli articoli 4 e 5 del protocollo che integra l'acquis di Schengen nel quadro dell'Unione europea, della decisione 2000/365/CE del Consiglio del 29 maggio 2000 riguardante la richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e d'Irlanda del Nord [9], e della decisione 2002/192/CE del Consiglio del 28 febbraio 2002 relativa alla domanda dell'Irlanda, di partecipare ad alcune disposizioni dell'acquis di Schengen [10], il Regno Unito e l'Irlanda non partecipano all'adozione della decisione e non sono vincolati dalle sue disposizioni né soggetti alla sua applicazione.[9]  GU L 131 del 1.6.2000, pag. 43.[10]  GU L 64 del 7.3.2002, pag. 20.Conformemente al protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non è vincolata dal regolamento n. 1347/2000 né è soggetta alla sua applicazione. Atteso che la decisione è un atto volto a sviluppare l'acquis di Schengen conformemente alle disposizioni del titolo IV del trattato CE, trova applicazione l'articolo 5 del citato protocollo.Atteso che la presente iniziativa costituisce un atto basato sull'acquis di Schengen o ad esso altrimenti connesso, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2 dell'Atto di adesione, essa si applica nei nuovi Stati membri soltanto conformemente ad una decisione del Consiglio ed alle condizioni enunciate in tale disposizione.6. Sussidiarietà e proporzionalitàLa presente proposta fornisce l'appropriata base giuridica per il ricorso al bilancio generale della Comunità europee ai fini dello sviluppo di un sistema comune di scambio di dati sui visti tra Stati membri, composto da un sistema centrale d'informazione sui visti ("CS-VIS"), un'interfaccia nazionale in ciascuno Stato membro (NI-VIS) e l'infrastruttura di comunicazione tra il CS-VIS e le interfacce nazionali. La presente decisione costituisce uno sviluppo dell'acquis di Schengen; per questo motivo l'Islanda e la Norvegia devono esservi associate. Giacché non possono essere raggiunti in maniera soddisfacente dagli Stati membri, tali obiettivi possono quindi, a motivo delle dimensioni o degli effetti di tale azione, essere realizzati meglio a livello comunitario.Lo sviluppo del VIS richiederà considerevoli lavori per realizzare la piattaforma tecnica, ivi compresa la gestione globale del progetto. Inoltre, dovrebbero essere presi in esame ulteriori progetti legislativi relativi alle funzionalità future e alle diverse opzioni possibili per il funzionamento del VIS a medio e lungo termine. La presente decisione non va al di là di quanto necessario per il raggiungimento di tale obiettivo.7. Incidenza finanziariaLa scheda finanziaria (allegata alla presente) descrive l'incidenza sul bilancio comunitario dello sviluppo del VIS, composto da un sistema centrale d'informazione sui visti ("CS-VIS"), un'interfaccia nazionale in ciascuno Stato membro (NI-VIS) e l'infrastruttura di comunicazione tra il CS-VIS e le interfacce nazionali.La scheda finanziaria indica il bilancio necessario per sviluppare il VIS a partire dal 2004 per quanto riguarda i dati alfanumerici e le fotografie, mentre - in funzione della decisione del Consiglio - la componente biometrica e, eventualmente, una componente che permette l'utilizzo di documenti sottoposti a scansione potrebbe essere sviluppata in una fase successiva.Le cifre del bilancio non includono l'incidenza sulle infrastrutture degli Stati membri al di là delle interfacce nazionali, che saranno sviluppate da questi ultimi. Gli Stati membri sosterranno in tal modo un onere finanziario supplementare per lo sviluppo di dette infrastrutture, in particolare per l'adattamento al VIS dei sistemi nazionali esistenti, i collegamenti a livello mondiale con i loro uffici consolari e le relative apparecchiature, il trasporto e la formazione del personale. Fra gli elementi utili ai fini della valutazione di ciascuno Stato membro, lo studio di fattibilità indica una stima dei costi che saranno sostenuti dagli uffici di rilascio dei visti, sulla base di una configurazione standard.8. Commento degli articoliArticolo 1L'articolo istituisce, al primo paragrafo, un sistema di scambio di dati sui visti tra Stati membri, denominato "Sistema d'informazione visti" (VIS) e ne indica la finalità: permettere alle autorità nazionali autorizzate di registrare, aggiornare e consultare per via elettronica tali dati, che saranno definiti in un successivo strumento giuridico.Il paragrafo 2 dispone che il VIS sarà basato su un'architettura centralizzata, come deciso dal Consiglio GAI del 5 e 6 giugno 2003, e sarà costituito da un "sistema centrale d'informazione sui visti" (CS-VIS), con un'interfaccia in ciascuno Stato membro ("interfaccia nazionale" - NI-VIS), che assicuri il collegamento con la competente autorità centrale nazionale del rispettivo Stato membro, e dall'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale d'informazione sui visti e le interfacce nazionali.Articolo 2L'articolo incarica la Commissione di sviluppare il sistema VIS come definito all'articolo 1 e precisa che le infrastrutture nazionali oltre le interfacce nazionali saranno sviluppate dagli Stati membri.Articoli 3 e 4Questi articoli stabiliscono che le misure necessarie allo sviluppo del VIS saranno adottate conformemente alla procedura di gestione stabilita nella decisione del Consiglio 1999/468/CE del 28 giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [11], e che la Commissione sarà assistita dal comitato SIS II istituito dall'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2424/2001 del Consiglio, del 6 dicembre 2001, sullo sviluppo del Sistema d'informazione Schengen di seconda generazione (SIS II) [12].[11]  1999/468/CE, GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.[12]  GU L 328 del 13.12.2001, pag. 4.Inoltre, l'articolo 3 descrive una serie di misure: la lettera a) riguarda la progettazione dell'architettura materiale del sistema, compresa la relativa rete di comunicazione; la lettera b) tratta degli aspetti tecnici dell'utilizzo del sistema, compresa la riservatezza, la trasmissione, lo stoccaggio e l'eliminazione di dati; la lettera c) menziona gli aspetti tecnici del collaudo e della messa in funzione del sistema, e la lettera d) riguarda gli aspetti tecnici della migrazione, dell'integrazione e del supporto.L'articolo 4, paragrafi 2 e 3, dispone che si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE e che il comitato adotterà il suo regolamento interno; esso stabilisce altresì anche il periodo menzionato all'articolo 4, paragrafo 3 della citata decisione.Articolo 5Conformemente a questa disposizione, la Commissione è tenuta a presentare annualmente al Parlamento europeo ed al Consiglio una relazione relativa ai progressi dello sviluppo del VIS.Articoli 6 e 7Queste disposizioni fissano la data di entrata in vigore della decisione e precisano che gli Stati membri ne sono i destinatari.2004/0029 (CNS)Proposta di  DECISIONE DEL CONSIGLIO che istituisce il Sistema di informazione visti (VIS)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 66,vista la proposta della Commissione [13],[13]  GU C  del , pag. .visto il parere del Parlamento europeo [14],[14]  GU C  del , pag. .considerando quanto segue:(1) Il Consiglio europeo di Siviglia del 21 e 22 giugno 2002 ha giudicato una priorità assoluta l'istituzione di un sistema comune d'identificazione dei dati dei visti e ne ha chiesto l'introduzione, al più presto, sulla scorta di uno studio di fattibilità e sulla base degli orientamenti adottati dal Consiglio il 13 giugno 2002.(2)  Il 5-6 giugno 2003, il Consiglio ha accolto favorevolmente lo studio di fattibilità presentato dalla Commissione nel maggio 2003, ha confermato gli obiettivi stabiliti nei suoi orientamenti per il Sistema d'informazione visti (VIS) ed ha invitato la Commissione a proseguire, di concerto con gli Stati membri, i lavori preparatori sullo sviluppo del VIS sulla scorta di un'architettura centralizzata, tenendo conto della possibilità di una piattaforma tecnica comune con SIS II.(3)  Il Consiglio europeo riunitosi a Salonicco il 19 e 20 giugno 2003 ha ritenuto necessario che, a seguito dello studio di fattibilità della Commissione relativo al VIS, fossero elaborati quanto prima possibile degli orientamenti riguardanti la pianificazione dello sviluppo del sistema, la base giuridica appropriata che consentirà la sua istituzione e l'impegno delle risorse finanziarie necessarie.(4)  La presente decisione costituisce la base giuridica necessaria per permettere l'iscrizione nel bilancio delle Comunità europee degli stanziamenti necessari allo sviluppo del VIS e l'esecuzione di tale parte del bilancio.(5) Le misure necessarie all'attuazione della presente decisione devono essere adottate in conformità della decisione 1999/468/CE, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [15].[15]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(6)  Dato che l'obiettivo dello sviluppo di un sistema comune d'informazione sui visti non può essere realizzato sufficientemente dagli Stati membri e può pertanto, a motivo delle dimensioni o degli effetti dell'azione in questione, essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare misure ai sensi del principio di sussidiarietà sancito all'articolo 5 del trattato CE. Conformemente al principio di proporzionalità, enunciato nel medesimo articolo, la presente decisione non eccede quanto necessario per raggiungere tale obiettivo.(7)  La presente decisione rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti, segnatamente nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.(8) Ai sensi degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non partecipa all'adozione della presente decisione e non è vincolata dalle sue disposizioni né soggetta alla sua applicazione. Dato che la presente decisione è basata sull'acquis di Schengen conformemente alle disposizioni del titolo IV, parte 3 del trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca, a norma dell'articolo 5 di detto protocollo, decide, entro sei mesi dall'adozione della decisione della Commissione, se intende recepirla nel proprio ordinamento interno.(9) Per quanto riguarda l'Islanda e la Norvegia, la presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen ai sensi dell'accordo concluso fra il Consiglio dell'Unione europea e la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia sulla loro associazione all'attuazione, all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen [16] che rientra nelle disposizioni di cui all'articolo 1, punto B della Decisione del Consiglio1999/437/CE, del 17 maggio 1999, relativa a talune modalità di applicazione del suddetto accordo [17].[16]  GU L 176 del 10.7.1999, pag. 36.[17]  GU L 176 del 10.7.1999, pag. 31.(10) È necessario concludere un accordo per permettere a rappresentanti dell'Islanda e della Norvegia di essere associati ai lavori dei comitati che assistono la Commissione nell'esercizio delle sue competenze d'esecuzione. Tale accordo è stato previsto nello scambio di lettere che ha avuto luogo tra la Comunità e l'Islanda e la Norvegia e che è allegato all'accordo di associazione in questione [18].[18]  GU L 176 del 10.7.1999, pag. 53.(11) La presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen al quale il Regno unito non partecipa, in conformità della decisione del Consiglio 2000/365/CE del 29 maggio 2000, riguardante la richiesta del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord di partecipare ad alcune disposizioni dell'acquis di Schengen [19]; il Regno Unito non partecipa pertanto alla sua adozione e non è vincolato dalle sue disposizioni né soggetto alla sua applicazione.[19]  GU L 131 del 1.6.2000, pag. 43(12) La presente decisione costituisce uno sviluppo delle disposizioni dell'acquis di Schengen al quale l'Irlanda non partecipa, in conformità della decisione del Consiglio 2002/192/CE del 28 febbraio 2002, riguardante la richiesta dell'Irlanda di partecipare ad alcune disposizioni dell'acquis di Schengen [20]; l'Irlanda non partecipa pertanto alla sua adozione e non è vincolata dalle sue disposizioni né soggetta alla sua applicazione.[20]  GU L 64 del 7.3.2002, pag. 20.(13) La presente decisione costituisce un atto basato sull'acquis di Schengen o comunque ad esso collegato ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 2 dell'Atto di adesione e diverrà pertanto applicabile soltanto dopo che saranno stati aboliti i controlli alle frontiere interne,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 11. È istituito un sistema di scambio tra gli Stati membri di dati relativi ai visti, denominato "Sistema d'informazione visti" (VIS), che permetterà alle autorità nazionali autorizzate di inserire ed aggiornare dati relativi ai visti, nonché di consultare tali dati per via elettronica.2. Il Sistema d'informazione visti è basato su un'architettura centralizzata ed è costituito da un sistema d'informazione centrale (nel prosieguo "sistema centrale d'informazione sui visti" o "CS-VIS"), con un'interfaccia in ciascuno Stato membro (nel prosieguo "interfaccia nazionale" o "NI-VIS") che assicuri il collegamento con la competente autorità centrale nazionale del rispettivo Stato membro, e dall'infrastruttura di comunicazione tra il sistema centrale d'informazione sui visti e le interfacce nazionali.Articolo 21. Il Sistema d'informazione visti è sviluppato dalla Commissione.2. Le infrastrutture nazionali sono sviluppate dagli Stati membri.Articolo 3Le misure necessarie allo sviluppo del Sistema d'informazione visti sono adottate conformemente alla procedura di gestione di cui all'articolo 4, paragrafo 2, ed includono in particolare:(a) la progettazione dell'architettura fisica del sistema, ivi compresa la relativa rete di comunicazione;(b) gli aspetti tecnici dell'utilizzo del sistema, compresi la riservatezza, la trasmissione, lo stoccaggio e la cancellazione delle informazioni;(c) gli aspetti tecnici dei collaudi e della messa in funzione del sistema;(d) gli aspetti tecnici della migrazione, dell'integrazione e del supporto.Articolo 41. La Commissione è assistita dal comitato istituito dall'articolo 5, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 2424/2001 del Consiglio.2. Quando sia fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 4 e 7 della decisione 1999/468/CE.Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 1999/468/CEE è fissato a due mesi.3. Il comitato adotta il proprio regolamento interno.Articolo 5La Commissione presenta una relazione annuale al Parlamento europeo ed al Consiglio sulla situazione dello sviluppo del Sistema d'informazione visti (VIS); la prima di tali relazioni è presentata entro la fine dell'anno in cui è firmato il contratto per lo sviluppo del VIS.Articolo 6La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Articolo 7Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl PresidenteSCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVASettore(i) di intervento: Giustizia e affari interniAttività: Cooperazione nell'ambito del titolo IV del trattato CE (visti, asilo, immigrazione ed altre politiche connesse con la libera circolazione delle persone)Titolo dell'azione: Sviluppo del sistema VIS1. LINEA(E) DI BILANCIO + DENOMINAZIONE18.08.03 Sistema d'informazione visti (VIS)2. DATI GLOBALI IN CIFRE2.1. Dotazione totale dell'azione (Parte B):30 milioni di euro per stanziamenti di impegno fino al 2006.2.2. Periodo di applicazione:Durata indeterminata:2004-2006: Costi di sviluppo2007-2009 ed esercizi successivi: Costi di funzionamentoGli importi previsti per il 2004-2006 sono compatibili con la programmazione nell'ambito delle attuali prospettive finanziarie. Gli importi per il 2007-2009 e gli esercizi successivi sono indicativi e soggetti alla programmazione nell'ambito delle nuove prospettive finanziarie.2.3. Stima globale pluriennale delle spese:(a) Scadenzario stanziamenti d'impegno/stanziamenti di pagamento (intervento finanziario) (cfr. punto 6.1.1)milioni di euro&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;La comunicazione della Commissione al Parlamento europeo ed al Consiglio in vista del Consiglio europeo di Salonicco sullo sviluppo di una politica comune in materia di immigrazione illegale, di introduzione clandestina e tratta di esseri umani, di frontiere esterne e rimpatrio delle persone soggiornanti illegalmente [21] ha previsto un importo più elevato per lo sviluppo del VIS (10 milioni di euro per il 2004, 15 milioni di euro per il 2005 e 20 milioni di euro per il 2006). La differenza deriva principalmente dal fatto che non è stato incluso alcun elemento relativo alle funzionalità biometriche.[21]  COM(2003)323 def. del 3.6.2003(b) Incidenza finanziaria globale delle risorse umane ed altre spese amministrative&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;2.4. Compatibilità con la programmazione finanziaria e le prospettive finanziarie[X] La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria in vigore.2.5. Incidenza finanziaria sulle entrate:[X] Incidenza finanziaria - Incidenza sulle entrate:La presente proposta si fonda sull'acquis di Schengen come definito nell'allegato A dell'Accordo concluso dal Consiglio dell'Unione europea con la Repubblica d'Islanda e il Regno di Norvegia sulla loro associazione all'attuazione, all'applicazione e allo sviluppo dell'acquis di Schengen [22]. L'articolo 12, paragrafo 1, ultimo comma, recita:[22]  GU L 176 del 10. 7.1999, pag. 36."L'Islanda e la Norvegia, qualora i costi operativi siano imputati al bilancio generale delle Comunità europee, contribuiscono versando al predetto bilancio un importo annuo calcolato in proporzione della percentuale che il rispettivo prodotto interno lordo rappresenta rispetto al prodotto interno lordo di tutti gli Stati partecipanti."Contributo dell'Islanda /Norvegia: 2,128% (cifre 2002)milioni di euro (al primo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;3. CARATTERISTICHE DI BILANCIO&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;4. BASE GIURIDICALa presente scheda accompagna una proposta legislativa fondata sull'articolo 66 del trattato CE.Atteso che per quanto riguarda taluni elementi del VIS è tuttora necessario che il Consiglio formuli il suo orientamento politico in materia, sarà presentata soltanto in fase successiva una proposta esaustiva di strumento giuridico che istituisce il VIS. Tale successivo strumento giuridico definirà in particolare le categorie dei dati che dovranno essere inseriti nel sistema, le finalità ed i criteri del loro inserimento, le norme relative al contenuto delle schede del VIS ed alla protezione dei dati personali, nonché al relativo controllo.5. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE5.1. Necessità dell'intervento comunitario [23][23]  Per ulteriori informazioni, cfr. il documento illustrativo distinto.5.1.1. Obiettivi perseguitiDare seguito alle conclusioni del Consiglio europeo di Laeken (punto 42) e del Consiglio di Siviglia, che ha chiesto al Consiglio ed alla Commissione (punto 30) di accordare priorità assoluta all'istituzione di un sistema comune d'identificazione dei dati dei visti, sulla scorta di uno studio di fattibilità e sulla base degli orientamenti adottati dal Consiglio il 13 giugno 2003.Secondo tali orientamenti, il Sistema d'informazione visti (in appresso: Visa Information System - VIS), è un sistema di scambio di informazioni tra gli Stati membri in materia di visti, che deve rispondere ai seguenti obiettivi:(a) costituire uno strumento per semplificare la lotta contro la frode, migliorando l'informazione reciproca degli Stati membri (negli uffici consolari e ai valichi di frontiera) in merito alle domande di visto e al relativo trattamento;(b) contribuire al miglioramento della cooperazione consolare e allo scambio di informazioni tra le autorità consolari centrali;(c) agevolare la verifica dell'identità tra il detentore del visto e il titolare dello stesso sia al posto di controllo della frontiera esterna che in occasione dei controlli dell'immigrazione e di polizia;(d) contribuire a prevenire il "visa shopping";(e) agevolare l'applicazione della convenzione di Dublino [24], sulla determinazione dello Stato competente per l'esame di una domanda di asilo;[24]  Sostituito dal regolamento (CE) n. 343/2003 del Consiglio del 18.2.2003 ("Dublino II" - GU L 50 del 25.2.2003, pag. 1), con l'eccezione della Danimarca.(f) contribuire all'identificazione e alla documentazione di clandestini privi di documenti e semplificare da un punto di vista amministrativo il rimpatrio dei cittadini di paesi terzi;(g) contribuire al miglioramento della gestione della politica comune in materia di visti, nonché alla sicurezza interna e alla lotta contro il terrorismo."La presente proposta ha per oggetto di permettere lo sviluppo del VIS per mezzo di un finanziamento comunitario a partire dal 2004 nel rispetto delle disposizioni pertinenti del trattato, mentre lo sviluppo delle infrastrutture nazionali sarà di competenza degli Stati membri.5.1.2. Disposizioni adottate in relazione alla valutazione ex anteA seguito delle conclusioni di Siviglia (punto 30), il 16 settembre 2002 la Commissione ha avviato uno studio di fattibilità sugli aspetti tecnici e finanziari del VIS che è stato presentato al Consiglio nel maggio 2003. Lo studio analizza gli aspetti tecnici e finanziari del VIS. Si basa sugli orientamenti tecnici e funzionali per lo studio di fattibilità, definiti nella sezione II degli orientamenti adottati dal Consiglio il 13 giugno 2002 e fornisce possibili soluzioni tecniche per il VIS, ivi compreso l'utilizzo di dati biometrici, e valuta l'incidenza di ciascuna delle soluzioni proposte in termini di risorse umane e finanziarie. Lo studio non comporta una valutazione dei sistemi nazionali esistenti, ma prende in considerazione la loro interoperabilità con il sistema VIS.Conformemente agli orientamenti del Consiglio, il VIS sarà composto da un sistema centrale d'informazione visti (CS-VIS) e da un sistema nazionale d'informazione visti (NI-VIS) in ciascuno Stato membro. In considerazione di tali elementi, lo studio esamina due opzioni di base per l'architettura del VIS:Partendo dal presupposto che la struttura del VIS dovrà essere simile a quella dell'attuale sistema d'informazione Schengen, due opzioni fondamentali sono state esaminate nello studio di fattibilità:* un sistema VIS a se stante (opzione 1), o* l'integrazione tecnica del VIS e del SIS II, alla luce delle sinergie realizzabili (opzione 2).Opzione 1: Un distinto sistema VISEsistono soltanto due varianti (centralizzata o ibrida) di questa opzione. Entrambe le soluzioni sono compatibili con il contesto di attività del VIS.1. Nella soluzione centralizzata, tutti i dati e le funzioni sono situati esclusivamente a livello centrale (CS-VIS);2. Nella soluzione ibrida, solo i dati di base (soprattutto i dati e gli indici alfanumerici) sono conservati a livello centrale (CS-VIS), mentre le informazioni di grande volume (come le fotografie, le immagini biometriche, i documenti sottoposti a scansione, ecc.) sono conservate al corrispondente livello nazionale (NI-VIS).Opzione 2: Integrazione tecnica dei sistemi VIS e SIS IILe due soluzioni possibili che realizzano delle sinergie di struttura sono:1. La soluzione 1 utilizza una piattaforma tecnica comune; i due sistemi sarebbero ubicati nello stesso edificio e collegati alla stessa rete da un unico punto d'accesso. Tale soluzione utilizza le stesse piattaforme tecnologiche e consente la condivisione degli strumenti di gestione e del personale tra i due sistemi;2. La soluzione 2 utilizza una piattaforma tecnica comune e servizi comuni, introduce sinergie a livello dell'applicazione in aggiunta agli elementi comuni descritti sopra (punto 1). I sistemi condividono o utilizzano i servizi comuni e le componenti biometriche.Per l'opzione 1 (VIS a se stante), si raccomanda la soluzione centralizzata. Questa soluzione è caratterizzata da efficienza operativa, è meno costosa ed ha minori implicazioni in termini di gestione di sistemi. Dispone di un profilo di rischio moderato che la rende chiaramente una delle soluzioni privilegiate.Per l'opzione 2, si raccomanda l'integrazione tecnica del VIS e del SIS II a livello centrale, che riduce sensibilmente i costi complessivi di investimento e le relative spese di funzionamento dei due sistemi. Per ottimizzare le sinergie tra i due sistemi, si propone di fare funzionare VIS ed SIS II in parallelo, eventualmente indicendo una gara d'appalto comune avente per oggetto la costruzione di entrambi i sistemi. Inoltre è opportuno che la gestione della realizzazione del progetto sia assicurata da un unico organismo.La soluzione della piattaforma tecnica e dei servizi comuni (opzione 2/soluzione 2), nonostante i suoi vantaggi, potrebbe comportare una maggiore complessità per quanto attiene allo sviluppo dell'applicazione.Tenuto conto di tutti questi elementi, si raccomanda l'opzione 2/soluzione 1: la condivisione di una piattaforma tecnica comune tra VIS e SIS II. La convergenza delle tecnologie permetterà di realizzare economie sui costi. Inoltre, VIS e SIS potrebbero condividere la manutenzione e le procedure di gestione comuni e quindi il personale tecnico necessario per effettuare queste operazioni.Fra gli altri punti esaminati dallo studio - come richiesto negli orientamenti del Consiglio - si citano in particolare le infrastrutture di comunicazione del VIS, il futuro sviluppo della rete di consultazione Schengen VISION, l'interoperabilità con altri sistemi e le categorie di informazioni da archiviare e trattare, ossia i dati alfanumerici, le fotografie, i documenti giustificativi e gli elementi d'identificazione biometrici. Occorre sottolineare l'importanza dei dati biometrici ai fini dell'efficacia globale del sistema. Lo studio ha analizzato tre tecniche che possono essere attualmente applicate come sistemi di identificazione biometrica - l'iridoscopia, il riconoscimento facciale e le impronte dattiloscopiche - e raccomanda soprattutto quest'ultima tecnica. La tecnica delle impronte digitali garantisce la precisione necessaria ai fini dell'identificazione degli individui e le banche dati sulle impronte dattiloscopiche continueranno ad essere utilizzate nei prossimi decenni, anche in caso di evoluzione delle tecniche biometriche. Un secondo identificatore biometrico come il riconoscimento facciale potrebbe essere applicato per migliorare la precisione. In ogni caso, l'utilizzo dei dati biometrici su scala mai raggiunta finora avrà un considerevole impatto sul sistema, tanto in termini tecnici che finanziari.Per quanto riguarda gli aspetti di bilancio, le stime contenute nello studio di fattibilità sono riferite ai costi fissi del sistema centrale (il CS-VIS) e di (27) NI-VIS, comprese le loro infrastrutture di comunicazione, oltre alle spese annuali di funzionamento, di rete e di personale. Questi costi, dei quali la maggior parte è rappresentata dallo sviluppo e funzionamento del modulo "dati biometrici" potrebbero tuttavia essere distribuiti su un periodo di 10-12 anni, a seconda del ritmo di realizzazione ("big bang" o approccio graduale) e della velocità alla quale gli uffici consolari saranno collegati al VIS. Le stime di bilancio fornite non includono le risorse esterne supplementari volte a sostenere ed assistere la Commissione nella gestione, nel controllo e nell'installazione del progetto.Gli Stati membri sosterranno un ingente onere finanziario supplementare per lo sviluppo delle infrastrutture nazionali, in particolare per l'adattamento dei sistemi nazionali esistenti, i collegamenti con i loro uffici consolari nel mondo, nonché la necessaria apparecchiatura, il trasporto e la formazione del personale.Le stime dei costi e l'analisi costi-benefici relative all'incidenza del VIS sulle infrastrutture e sui bilanci nazionali sono di competenza di ciascuno Stato membro. Conformemente agli orientamenti adottati dal Consiglio il 13 giugno 2003, lo studio di fattibilità del VIS fornisce stime relative soltanto ai costi di investimento e di funzionamento del CS-VIS, le interfacce nazionali (NI-VIS) e le infrastrutture di comunicazione tra il CS-VIS e le NI-VIS. Queste stime non comprendono l'incidenza sulle infrastrutture nazionali. Per poter fornire ulteriori stime dei costi, si dovrebbe svolgere un'analisi dettagliata di ciascuna organizzazione ed ambiente nazionali. Solo gli Stati membri possono effettuare tali stime. Tuttavia, per ciascuno Stato membro, lo studio di fattibilità presenta una stima dei costi sostenuti da un ufficio di rilascio dei visti, sulla base di una configurazione standard.La presente scheda finanziaria riguarda l'acquisizione di competenze tecniche e di gestione, di materiale e di software, ecc., nel corso delle prime tappe dell'attuazione del sistema VIS contenente dati alfanumerici e fotografie. I documenti giustificativi e gli identificatori biometrici potrebbero essere incorporati in un secondo tempo. La presente scheda si basa sulle stime fornite dallo studio di fattibilità relativa agli aspetti tecnici e finanziari di un sistema di scambio di informazioni sui visti tra gli Stati membri.5.1.3. Disposizioni adottate a seguito della valutazione ex postNon applicabile.5.2. Azioni previste e modalità dell'intervento di bilancioLa presente proposta prevede lo sviluppo di un Sistema d'informazione visti consistente in un sistema centrale d'informazione sui visti (CS-VIS), un'interfaccia in ciascuno Stato membro (NI-VIS) ed un'infrastruttura di comunicazione tra il CS-VIS e le interfacce nazionali.Lo sviluppo e la realizzazione del Sistema d'informazione visti avverranno in quattro fasi:* Fase progettuale I - Progettazione tecnica dettagliata, che porterà a specificazioni complete del sistema. I risultati di questa fase devono includere una serie completa di specificazioni per le interfacce che definiscono i processi di comunicazione.* Fase progettuale II - Sviluppo, collaudo e messa in funzione dei sistemi.* Fase progettuale III - Migrazione, integrazione ed assistenza agli utenti per il collegamento delle loro infrastrutture nazionali.* Fase progettuale IV - Gestione del servizio informatico.Le componenti biometriche, così come una componente per l'utilizzo di documenti sottoposti a scansione, potrebbero essere sviluppate in un secondo tempo e non sono incluse nella presente proposta.Per raggiungere gli obiettivi indicati al punto 5.1.1, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 2 della decisione, le infrastrutture nazionali oltre le interfacce nazionali sono di competenza degli Stati membri. Ciò include l'onere finanziario relativo allo sviluppo di tali infrastrutture, in particolare l'adattamento dei sistemi nazionali attuali al VIS, i collegamenti con i propri uffici consolari nel mondo, nonché l'attrezzatura, il trasporto e la formazione del personale. Come elemento di valutazione per ciascuno Stato membro, lo studio di fattibilità fornisce una stima dei costi sostenuti dagli uffici di rilascio dei visti, sulla base di una configurazione standard.5.3. Modalità di attuazioneGestione diretta da parte della Commissione, che farà ricorso ai suoi funzionari ed agenti assistiti da contraenti esterni. Lo sviluppo del sistema (contratto principale) sarà oggetto di una gara d'appalto. Una gara d'appalto sarà bandita anche per l'ulteriore assistenza tecnica di cui i servizi della Commissione avranno bisogno nel seguito dell'attuazione del progetto.Gli Stati membri saranno strettamente associati ai lavori per il tramite del comitato ai sensi dell'articolo 4 della decisione e delle riunioni di esperti nazionali.6. INCIDENZA FINANZIARIA6.1. Incidenza finanziaria totale sulla parte B - (per l'intero periodo di programmazione)SI in milioni di euro (al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7. INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLE SPESE DI FUNZIONAMENTO7.1. Effetti in termini di risorse umaneLe stime che si forniscono qui di seguito potrebbero dover subire una revisione in funzione degli orientamenti politici che saranno adottati dal Consiglio (cfr. 4).&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;I fabbisogni di risorse umane ed amministrative saranno coperte dallo stanziamento concesso alla DG preposta alla gestione nell'ambito della procedura di assegnazione annuale.7.2. Incidenza delle spese per risorse umane&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese totali dell'azione per 12 mesi.7.3. Altre spese di funzionamento derivanti dall'azione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi corrispondono alle spese totali dell'azione per 12 mesi. Nel 2004, sarà effettuato soltanto un quarto delle spese, mentre dal 2005 al 2009 sarà spesa la dotazione annua totale.I. Totale annuo (7.2 + 7.3)II. Durata dell'azioneIII. Costo totale dell'azione (I x II)  //  1 615 000 euroAlmeno 5,25 anni8 478 750 euro8. CONTROLLO E VALUTAZIONE8.1. Disposizioni di controlloPer ciascuna delle quattro fasi considerate al punto 5.2. sono attesi dei risultati concreti. Ciascuno di tali risultati sarà oggetto di una procedura d'approvazione, che varierà in funzione del tipo di risultato.Il sistema si considererà realizzato quando tutti i test di approvazione saranno stati effettuati con successo e quanto il sistema sarà effettivamente operativo. I criteri relativi al controllo (piano generale del progetto, piano di qualità del progetto, metodologia, ecc.) ed agli strumenti di approvazione sono descritti in dettaglio nei documenti relativi alla gara d'appalto e nel contratto che sarà firmato tra il contraente ed i servizi della Commissione.8.2. Modalità e periodicità della valutazioneLa decisione prevede che la Commissione presenterà al Consiglio ed al Parlamento europeo una relazione d'attività annuale riguardante lo sviluppo del VIS.A partire dalla fase IV, quando il VIS sarà operativo, sarà effettuata ogni quattro anni una valutazione dei risultati e dell'efficienza del sistema.9. MISURE ANTIFRODESaranno applicate le procedure d'aggiudicazione dei contratti d'appalto della Commissione, conformemente alla normativa comunitaria relativa agli appalti pubblici.