CELEX: 62019CB0610
Language: it
Date: 2020-09-03 00:00:00
Title: Causa C-610/19: Ordinanza della Corte (Decima Sezione) del 3 settembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság — Ungheria) — Vikingo Fővállalkozó Kft. / Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága [Rinvio pregiudiziale – Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte – Imposta sul valore aggiunto (IVA) – Direttiva 2006/112/CE – Articoli 168, 178, 220 e 226 – Principi di neutralità fiscale, di effettività e di proporzionalità – Diritto alla detrazione dell’IVA – Diniego – Requisiti attinenti all’esistenza di una cessione di beni – Evasione – Prova – Sanzione – Articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Diritto ad un ricorso giurisdizionale effettivo]

30.11.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 414/17
            
         
      Ordinanza della Corte (Decima Sezione) del 3 settembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság — Ungheria) — Vikingo Fővállalkozó Kft. / Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága
      (Causa C-610/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte - Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Direttiva 2006/112/CE - Articoli 168, 178, 220 e 226 - Principi di neutralità fiscale, di effettività e di proporzionalità - Diritto alla detrazione dell’IVA - Diniego - Requisiti attinenti all’esistenza di una cessione di beni - Evasione - Prova - Sanzione - Articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea - Diritto ad un ricorso giurisdizionale effettivo)
      (2020/C 414/21)
      Lingua processuale: l'ungherese
      
         Giudice del rinvio
      
      Fővárosi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Vikingo Fővállalkozó Kft.
      
         Resistente: Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága
      
         Dispositivo
      
      La direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, in combinato disposto con i principi di neutralità fiscale, di effettività e di proporzionalità, deve essere interpretata nel senso che essa osta a una prassi nazionale in base alla quale l’amministrazione finanziaria nega a un soggetto passivo il diritto di detrarre l’imposta sul valore aggiunto assolta per acquisti di beni che gli sono stati ceduti adducendo che le fatture relative a tali acquisiti sono inattendibili, poiché, in primo luogo, la fabbricazione di tali beni e la loro cessione, in assenza dei mezzi materiali ed umani necessari, non hanno potuto essere effettuate dall’emittente di tali fatture e detti beni sono stati pertanto acquistati in realtà presso una persona non identificata; in secondo luogo, le norme nazionali in materia di contabilità non sono state rispettate; in terzo luogo, la catena di cessioni sfociata in detti acquisiti non era giustificata sotto il profilo economico e, in quarto luogo, talune irregolarità hanno inficiato determinate operazioni anteriori facenti parte di tale catena di cessioni. A fondamento di un siffatto diniego deve essere dimostrato adeguatamente che il soggetto passivo ha partecipato attivamente a un’evasione o che tale soggetto passivo sapeva o avrebbe dovuto sapere che dette operazioni si iscrivevano in un’evasione commessa dall’emittente delle fatture o da qualsiasi altro operatore intervenuto a monte in detta catena di cessioni, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare.
      
         (1)  GU C 95 del 23.03.2020.