CELEX: C2003/226/15
Language: it
Date: 2003-09-20 00:00:00
Title: Causa C-313/03: Ricorso del 23 luglio 2003 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

20.9.2003              IT                           Gazzetta ufficiale dell'Unione europea                                            C 226/9
Ricorso del 18 luglio 2003 contro la Commissione delle                    1)    Se un'adeguata trasposizione della clausola 2, n. 8, dell'ac-
   Comunità europee presentato dalla Repubblica italiana                        cordo quadro contenuto nella direttiva 96/34 (1) nell'ordi-
                                                                                namento giuridico degli Stati membri, in particolare in
                         (Causa C-307/03)                                       quello spagnolo, avrebbe imposto nell'ambito della nor-
                                                                                mativa previdenziale, specificamente in materia di
                          (2003/C 226/13)                                       indennità di disoccupazione, l'adozione di disposizioni
                                                                                che ovviassero — qualora il periodo di riferimento per la
Il 18 luglio 2003, la Repubblica italiana rappresentata dall'av-                base di calcolo dell'indennità di disoccupazione coinci-
vocato Ivo M. Braguglia, in qualità di agente, assistito dall'avvo-             desse con il godimento della riduzione dell'orario di lavoro
cato dello Stato Maurizio Fiorilli, ha presentato alla Corte di                 e di stipendio per la cura di un figlio minore — alla
giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la                           diminuzione di contribuzione al sistema derivante dalla
Commissione delle Comunità europee.                                             riduzione dello stipendio ricevuto dal lavoratore che eser-
                                                                                cita tale diritto, al fine di evitare una diminuzione delle sue
La ricorrente chiede:                                                           indennità di disoccupazione.
—     l'annullamento della correzione finanziaria disposta in             2)    Se l'inadempimento del compito stabilito dalla clausola 2,
      danno dell'Italia con la decisione della Commissione euro-                n. 8, dell'accordo quadro contenuto nella direttiva 96/34,
      pea 15 maggio 2003 n. C(2003) 1539 def.                                   una volta superato il termine di trasposizione previsto
                                                                                dall'art. 2 della stessa, possa essere compensato dal giudice
Motivi e principali argomenti                                                   nazionale e, ai fini della controversia nell'ambito della
                                                                                quale sorge la presente questione pregiudiziale, nella deci-
                                                                                sione che viene adottata per risolverla.
In primo luogo il ricorrente rileva la scarsa qualità delle ispe-
zioni in loco: non concorda con i rilievi dei Servizi della
Commissione, sulle modalità e sull'efficacia dei controlli svolti.
Per quanto riguarda i mancati rimborsi per le superfici non               (1) Direttiva del Consiglio 3 giugno 1996, 96/34/CE, concernente
ammissibili il ricorrente sostiene che non possono essere ope-                l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dall'UNICE, dal
rate correzioni finanziarie qualora lo Stato membro si sia atte-              CEEP e dalla CES (GU L 145, pag. 4).
nuto alle misure concordate con i Servizi della Commissione ed
abbia anzi potenziato il sistema di controllo, come è ricono-
sciuto da questi e come è dimostrato dal fatto che alle acquisi-
zioni via via sviluppate in materia di controllo si vuole conferire
efficacia retroattiva.
Finalmente il ricorrente sostiene che la decisione contestata sia         Ricorso del 23 luglio 2003 contro la Repubblica italiana,
viziata per applicazione inadeguata delle norme previste                     presentato dalla Commissione delle Comunità europee
all'art. 9, paragrafo 3, del regolamento 3887/92 (1) (superfici
a prendere in considerazione per il calcolo dell'importo del-                                        (Causa C-313/03)
l'aiuto).
                                                                                                      (2003/C 226/15)
                                                                          Il 23 luglio 2003, la Commissione delle Comunità europee,
(1)  GU L 391 del 31.12.1992, pag. 36.                                    rappresentata dalla sig.ra Marie-José Jonczy, in qualità di agente,
                                                                          ha presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                                                                          ricorso contro la Repubblica italiana.
                                                                          La ricorrente conclude che la Corte voglia:
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Juzgado
de lo Social no 33 de Madrid, con ordinanza 8 luglio 2003,                —      constatare che la Repubblica italiana, non avendo adottato
nella causa A.I. López Gil contro Instituto Nacional de                          le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
                           Empleo (INEM)                                         necessarie per conformarsi alla direttiva 1999/63/CE (1)
                                                                                 del Consiglio, del 21 giugno 1999, relativa all'accordo
                         (Causa C-309/03)                                        sull'organizzazione dell'orario di lavoro della gente di
                                                                                 mare concluso dall'Associazione armatori della
                          (2003/C 226/14)                                        Comunità europea (ECSA) e dalla Federazione dei sinda-
                                                                                 cati dei trasportatori dell'Unione europea (FST) —
Con ordinanza 8 luglio 2003, pervenuta nella cancelleria della                   Allegato: Accordo europeo sull'organizzazione dell'orario
Corte il 23 luglio 2003, nella causa A.I. López Gil contro                       di lavoro della gente di mare, o comunque non avendo
Instituto Nacional de Empleo (INEM), il Juzgado de lo Social                     comunicato dette disposizioni alla Commissione, è venuta
no 33 de Madrid ha sottoposto alla Corte di giustizia delle                      meno agli obblighi ad essa incombenti in virtù dell'art. 3,
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:                            par. 1, di detta direttiva;
 ---pagebreak--- C 226/10                 IT                         Gazzetta ufficiale dell'Unione europea                                           20.9.2003
—      condannare la Repubblica italiana al pagamento delle                 in Lussemburgo, ha proposto alla Corte di giustizia delle
       spese processuali.                                                   Comunità europee un ricorso contro la Repubblica d'Austria.
Motivi e principali argomenti                                               La ricorrente chiede che la Corte voglia:
Il termine per la trasposizione della direttiva è scaduto il 30 giu-        1.    dichiarare che l'istituzione di un divieto di circolazione su
gno 2002.                                                                         un tratto dell'autostrada A 12 «Inntalautobahn», tra il
                                                                                  chilometro 20,359 nel territorio del comune di Kundl e
                                                                                  il chilometro 66,780 nel territorio del comune di Ampass
(1) GU L 167 del 2.7.1999, pag. 33.                                               per autocarri di massa complessiva superiore alle 7,5 ton-
                                                                                  nellate, che trasportano determinate merci, è incompatibile
                                                                                  con gli obblighi che incombono alla Repubblica d'Austria
                                                                                  in virtù degli artt. 1 e 3 del regolamento (CEE) del
                                                                                  Consiglio (1) n. 881/92, degli artt. 1 e 6 del regolamento
                                                                                  (CEE) del Consiglio (2) n. 3118 e degli artt. 28-30 CE;
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal                             2.    condannare la Repubblica d'Austria alle spese.
Tribunal administratif de Paris, con ordinanza 3 luglio
2003, nella causa S. Briheche contro Ministère de                           Motivi e principali argomenti
 l'intérieur, de la sécurité intérieure et des libertés locales
                                                                            Sul fondamento dell'Immissionsschutzgesetz-Luft (legge
                          (Causa C-319/03)                                  austriaca per la tutela contro le immissioni nell'aria) il gover-
                                                                            natore della regione del Tirolo ha istituito il 27 maggio 2003
                           (2003/C 226/16)                                  un divieto di circolazione per veicoli pesanti che trasportano
                                                                            determinate merci, su un tratto di 46 km dell'autostrada A 12
Con ordinanza 3 luglio 2003, pervenuta nella cancelleria della              «Inntalautobahn». Tale divieto assoluto di transito entra in
Corte il 24 luglio 2003, nella causa S. Briheche contro                     vigore per i veicoli interessati immediatamente dal 1o agosto
Ministère de l'intérieur, de la sécurité intérieure et des libertés         2003 per una durata indeterminata.
locales, il Tribunal administratif de Paris ha sottoposto alla
Corte di giustizia delle Comunità europee la seguente questione
pregiudiziale:                                                              La Commissione ritiene che la Repubblica d'Austria attraverso
                                                                            tale divieto abbia violato i citati obblighi di diritto primario e
                                                                            secondario.
Se le norme della direttiva 9 febbraio 1976, 76/207/CEE (1),                Il divieto di circolazione o l'«obbligo alle rotaie» ha causato agli
ostino a che la Francia mantenga in vigore le disposizioni                  autocarri o imprese interessati un maggior dispendio di tempo
dell'art. 8 della legge 3 gennaio 1975, n. 75-3, come modificate            e risorse finanziarie. Pertanto sussisterebbe chiaramente un
dalla legge 7 luglio 1979, n. 79-569, e successivamente dalla               ostacolo alla libera circolazione delle merci. L'impostazione
legge 9 maggio 2001, n. 2001-397, relative alle vedove non                  scelta dalla Repubblica d'Austria, di stabilire il divieto di circo-
rimaritate.                                                                 lazione per il solo traffico di transito, che per circa l'80 % è
                                                                            costituito da trasportatori stranieri, conterrebbe pertanto un
                                                                            trattamento preferenziale del traffico di merci nazionale/locale
                                                                            o, in altre parole, una discriminazione indiretta del trasporto di
                                                                            merci straniero. Essa non può essere giustificata con l'argo-
(1) Direttiva del Consiglio 9 febbraio 1976, 76/207/CEE, relativa           mento della tutela ambientale. Per tale motivo già a questo
     all'attuazione del principio della parità di trattamento fra gli       punto si deve constatare una violazione da parte della
     uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla
                                                                            Repubblica d'Austria dell'art. 28 CE.
     formazione e alla promozione professionali e le condizioni di
     lavoro.
                                                                            L'argomento della tutela ambientale non potrebbe essere fatto
                                                                            valere nemmeno, in subordine, se la misura non contenesse
                                                                            alcuna discriminazione, in quanto il provvedimento austriaco
                                                                            non rispetterebbe il principio di proporzionalità. Esisterebbero
                                                                            misure meno drastiche, ossia misure che appaiono altrettanto
                                                                            idonee a realizzare l'obiettivo perseguito, e che tuttavia ostaco-
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                       lano meno la libera circolazione delle merci. Poiché è altresì
   tro la Repubblica d'Austria, proposto il 24 luglio 2003                  esclusa una giustificazione del provvedimento sul fondamento
                                                                            della tutela ambientale, quest'ultimo risulterebbe violare
                          (Causa C-320/03)                                  l'art. 28 CE.
                           (2003/C 226/17)                                  I regolamenti (CEE) nn. 881/92 e 3118/93 lasciano desumere
                                                                            che in linea di principio non sono ammesse condizioni per una
Il 24 luglio 2003 la Commissione delle Comunità europee,                    libera circolazione delle merci nella Comunità diverse da quelle
rappresentata dalla sig.ra Claudia Schmidt, Doktor, membro                  delle direttive citate. Non vi è una deroga che limiti tale princi-
del servizio giuridico della Commissione, con domicilio eletto              pio. Sussiste pertanto una violazione degli artt. 1 e 3 del rego-