CELEX: 62019TN0876
Language: it
Date: 2019-12-23 00:00:00
Title: Causa T-876/19: Ricorso proposto il 23 dicembre 2019 – Broadcom/Commissione

24.2.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 61/55
            
         
      Ricorso proposto il 23 dicembre 2019 – Broadcom/Commissione
      (Causa T-876/19)
      (2020/C 61/70)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Broadcom Inc. (San Jose, California, Stati Uniti) (rappresentanti: L. Kjølbye, J. Ruiz Calzado, L. Crocco, avvocati, J. Bourke e J. Holmes, Barristers)
      
         Convenuta: Commissione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione in tutto o in parte, e
               
            
                  —
               
               
                  condannare la Commissione alle spese sostenute dalla Broadcom.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Nel suo ricorso la ricorrente sostiene che la Corte dovrebbe annullare la decisione della Commissione, del 16 ottobre 2019, relativa a un procedimento ai sensi dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, dell’articolo 54 dell’Accordo SEE e dell’articolo 8 del regolamento (CE) n. 1/2003 del Consiglio, del 16 dicembre 2002, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 e 82 del trattato (Caso AT.40608 – Broadcom) (notificato con il documento C(2019) 7406 final).
      A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente su errori di diritto e di fatto concernenti la constatazione, da parte della Commissione, di una violazione prima facie, derivanti (a) dall’erronea interpretazione, da parte della Commissione, dei termini degli accordi conclusi dalla Broadcom con sei clienti (in prosieguo: gli «accordi»); (b) dall’affermazione della Commissione secondo cui non era necessario considerare i probabili effetti degli accordi sulla concorrenza; (c) dall’inadeguata valutazione, da parte della Commissione, della capacità prima facie delle asserite restrizioni di restringere la concorrenza, e (d), dall’affermazione infondata della Commissione secondo cui la Broadcom è «a prima vista» dominante in uno dei mercati rilevanti di cui trattasi.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente su errori di diritto e di fatto nella constatazione della Commissione secondo cui le misure provvisorie erano necessarie con urgenza per far fronte a un rischio di danno grave e irreparabile alla concorrenza in uno dei mercati rilevanti di cui trattasi, derivanti da (a) l’introduzione, da parte della Commissione, di uno sconosciuto concetto di urgenza che è giustificato soltanto dalla lentezza del suo stesso procedimento, a contraddizione del carattere eccezionale inerente alle misure; (b) dall’assenza di fattori specifici a sostegno di un bisogno urgente di intraprendere un’azione, dato che la Commissione si limita a far riferimento a una serie di pretese generiche, e (c) dalla mancata dimostrazione, da parte della Commissione, di un possibile danno alla concorrenza in uno dei mercati rilevanti.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente su errori di diritto e di fatto nella valutazione della proporzionalità da parte della Commissione, derivanti dalla mancata valutazione, da parte della Commissione, della questione se una indagine accelerata sarebbe più proporzionata rispetto a una limitazione della libertà della Broadcom per un periodo di tre anni, e nel bilanciamento, da essa operato, degli interessi implicati.