CELEX: 51974PC1204
Language: it
Date: 1974-07-25
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante l'elenco dei paesi da cui gli Stati membri autorizzano l'importazione di animali della specie bovina e suina e di carni fresche (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (74) 1204
Vol. 1974/0192
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---  COMMISSIONS BELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                          COM(74)1204 def .
                                          Bruxelles , il 25 luglio 1974
                                  Proposta di
                            DECISIONE DEL CONSIGLIO
          recante l' elenco dei paesi da cui gli Stati membri autorizzano
     l' importazione di animali della specie bovina e suina e di carni fresche
                 ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
COîï(74) 1204 def•
 ---pagebreak---                      COMUNICAZIONE DELLA C0KMIS3I0EE AL CONSIGLIO
Conformemente all' articolo 3 , paragrafo 1 della direttiva del Consiglio del
12 dicembre 1972 ( l ) il Consiglio stabilisce , su proposta della Commissione ,
un elenco dei paesi o delle parti di paesi in provenienza dai quali gli Stati
membri autorizzano l' importazione di animali delle specie bovina e suina e
delle carni fresche oppure di una o più di tali categorie di animali e prodotti ,
tenuto conto della situazione sanitaria di tali paesi o parti di paesi .
Attualmente gli animali e le carni summenzionati sono soggetti a una regola­
mentazione limitata agli scambi intracomunitari . Le importazioni in provenienza
dai paesi terzi sono quindi effettuate a condizioni che rientrano nelle disposi­
zioni nazionali , le quali pero * non devono essere più favorevoli di quelle che
disciplinano gli scambi intracomunitari .
Nel quadro di gruppi di lavoro la Commissione ha esaminato il caso di ciascuno
dei paesi terzi che abitualmente esportano verso uno o più Stati membri . A
conclusione di questi lavori è apparso chiaramente che , mentre par alcuni
paesi terzi non sussiste nessun problema particolare , per numerosi altri devono
ancora essere superate alcune difficoltà. Tali difficoltà si spiegano essenzial­
mente con due constatazioni :
- gli Stati membri le cui situazioni sanitarie non sono analoghe subordinano
   1 1 importazione di animali e di carni fresche a condizioni diverse ;
- ciascuno Stato membro ha tradizionalmente alcune fonti di approvvigionamento
   che gli sono proprie o che esso non divide con tutti gli altri Stati membri .
1 . Per quanto riguarda la prima constatazione è opportuno ricordare che la Dani­
     marca, il Regno Unito e l' Irlanda hanno ottenuto , sia per effetto del trattato
     di adesione , sia per effetto della direttiva del Consiglio , del 12 dicembre 197
     relativa a problemi di polizia sanitaria in materia di scambi intracomunitari
     di carni fresche ( G.U. n. L 302 del 31 dicembre 1972 , pag. 24)» alcune deroghe
                                                                             •••/•••
( l ) Direttiva del Consiglio , del 12 dicembre 1972 , relativa a problemi sanitari
       e di polizia sanitaria all' importazione di animali delle specie bovina e
       suina e di carni frasche in provenienza dai t»aesi terzi ( G.U. n . L 302 del
       31.12.1972 , pag. 28 ).
 ---pagebreak--- che consentono loro di mantenere , negli scambi intracomunitari ed entro
eirti limiti , le loro legislazioni nazionali concernenti l' importazione
di anLaali o la protezione contro la peste suina e l' afta epizootica.
E' evidente che il regime speciale, di cui "beneficiano , per un periodo
determinato , i tre nuovi Stati membri deve trovare un prolungamonto , per
la stessa durata , nel regime inteso a disciplinare le importazioni in
provenienza dai paesi terzi . Soltanto dopo la definizione di condizioni
uniformi di scambi nella Comunità sarà possibile applicare condizioni
anch' esse uniformi per la importazioni nella Comunità. E' questo il senso
dell' articolo 33 » paragrafo 2 della direttiva "paesi terzi".
Nel frattempo , i nuovi Stati membri hanno il diritto di esigere per queste
importazioni lo garanzie derivanti dalle deroghe di cui beneficiano .
E 1 dato inoltre constatare che se alcuni paesi terzi sono riconosciuti da
tutti gli Stati aonbri della Conunità, altri lo sono soltanto da alcuni Stat
membri . Si constata inoltre che talvolta , sebbene più Stati membri importino
dallo stesso paese terzo , le importazioni non riguardano gli stessi prodotti
( per esempio , uno Stato membro importa senza restrizioni gli animali e le
car-nii un altro Stato membro limita lo sue importazioni alle carni ; un terzo
Stato membro importa soltanto carni disossate , ecc .). Nello stesso ordine
di idee , può accadere che un paese tèrzo disponga di stabilimenti (macelli ,
laboratori di sezionamento e depositi frigoriferi ) riconosciuti da uno
Stato membro , ma non dagli altri . Infine , è possibile che in determinati
casi un paese sia riconosciuto per l' insieme del suo territorio , mentre
in altri lo sia soltanto per una zona geografica delimitata.
Come si vede , l' atteggiamento degli Stati membri nei confronti di più paesi
terzi non è del tutto coordinato . Il fatto merita di essere sottolineato ,
sebbene non possa essere considerato indica,tivo di divergenze profonde }
altrimenti bisognerebbe ammettere che gli Stati membri interpretano in
modo singolarmente diverso l' equivalenza fra condizioni applicabili alle
importazioni e condizioni applicabili agli scambi intracomunitari . Infatti ,
 se un paese terzo può esportare alcuni prodotti verso Uno Sta.to membro
determinato , è porche ffuest'ultimo ritiene che , sul piano sanitario , gli
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          sono offerte garanzie almeno equivalenti a quelle prescritto dalle direttive
          del Consiglio per gli scambi intracomunitari . So queste sono le condizioni ,
          e la Co dimissione non ha alcun motivo per dubitarne;, il paese terzo in questione
          dovrebbe poter esportare alle stesse condizioni anche verso gli altri Stati
          membri .
          Le differenze che separano i paesi della Comunità vanno piuttosto spiegate
          col fritto che , per ragioni diverse , ciascuno di essi mantiene relazioni
          con alcuni paesi terzi in funzione delle possibilità e dei fabbisogni
          specifici . Tuttavia, dal punto di vista sanitario , sebbene le parti che
          mantengono queste relazioni siano talvolta diverse , la Commissione non ha
          motivi per dubitare che le condizioni che determinano i loro scambi siano
          equivalenti .
II . L' obiettivo della direttiva "paesi terzi " è quello di armonizzare tutto le
                                                              .sul piano sanitario
     legislazioni nazionali che attualmente disciplinano/ le importazioni in pro­
     venienza dai paesi terzi , sostituendole con un regimo comunitario . Questa
     armonizzazione dovrebbe essere realizzata al termine di una serie di atti
     del Consiglio o della Commissione adottati in applics,zione della direttiva
     del 12 dicembre 1972 } il più importante di essi è incontestabilmsnti l' elenco
     che è oggetto della proposta allegata.
     1 . I criteri di cui bisogna toner conto per elaborare questo elenco figurano
          all' articolo 3 della summenzionata direttiva. Per accertare il rispetto
          di tali criteri la Commissione ha invitato gli Stati membri a trasmettere
          tutte le informazioni di cui dispongono ( l ). E' incontestabile che in
          alcuni casi tali informazioni meriterebbero di essere completate o aggior­
          nate . Alcune di esse risalgono infatti a parecchi anni fa . A tale riguardo
          è opportuno ricordare l' importanza che è giusto attribuire ai criteri re­
          lativi alla rapidità e alla regolarità con cui i paesi terzi devono accettare
          di fornire informazioni concernenti la presenza sul loro territorio di ma­
          lattie contagiose di animali . Non si può 1 dire che attualmente questa
          condizione sia soddisfatta pienamente , poiché spesso tali informazioni
          sono conosciute con un ritardo di parecchie settimane o di parecchi mesi .
          Non è nemmeno noto per tutti i paesi terzi so la lotta contro le malattie
          contagiose sia stata effettivamente impegnata .
                                                                               • • • /♦ • •
     ( l ) Le ultime informazioni sono state comunicato alla Commissione alla fine
           di aprile 1974 *
 ---pagebreak--- Questi non sembrano "battavi ?, motivi sufficienti por escludere taluni paesi
tersi dall' elonco ' . L' instaurazione di un regime comunitario di importazione
rappresenta infatti un meccanismo completamente nuovo , il colale por la sua
complessità richiede un tempo di adattamento perché funzioni in modo soddis­
facente . Non è quindi possibile decidere improvvisamente che un determinato
paese non potrà più esportare verso la Comunità, per la sola ragiono di non
essere del tutto in grado di conformarsi a disposizioni di cui ha preso
conoscenza solo recentemente . Ciò che importa è che il paese in questione
sia in grado di conformarvisi in futuro , quando la direttiva entrerà effettiva-
mcnté in applicazione , sebbene debba esser chiaro che tale paese dovrà con-
formarvisi rigorosamente ; nel caso opposto non dovrebbe figurare nell' elenco
o esserne escluso . Ciò avverrebbe se il paose in questione non accettasse
di fornire regolari informazioni sulla propria situazione sanitaria.
A questo riguardo la Commissione richiama l' attenzione del Consiglio sul
fatto che essa continua a raccogliere tutte le informazioni possibili ,
idonee a completare quelle di cui già dispone . A tal fine essa mantiene
contatti con alcuni paesi terzi che attualmente non hanno ancora dato
risposta alle richieste d' informazione . Qualora dovesse risultare , alla
luco di tali informazioni , che un paese che figura nel progetto allegato
n:n è in grado o non ravvisa la necessità di conformarsi alle disposizioni
dell' articolo 3 della direttiva del 12 dicembre 1972 , essa non mancherebbe
di informarne immediatamente il Consiglio .
Questa prospettiva, che riflette una volontà di apertura verso i paesi terzi ,
si basa, secondo il parere della Commissione , su elementi che ne confermano
la fondatezza .
 ---pagebreak---      Se finora ciascuno Stato memoro ha deciso da solo le proprio fonti di
     approvvigionamento ( che non orano sempre identiche a quelle dei suoi
     partner), è certo che ciò » è stato fatto in condizioni tali da garantire
     la salute delle persone e degli animali contro qualunque rischio che
     potesse comprometterla. Non soltanto perché ciascuno Stato si preoccupa
     ovviamente di premunirsi contro i pericoli che potrebbero minacciare
     direttamente la pubblica sanità e che sarebbero la conseguenza di impor­
     tazioni autorizzate con troppa leggerezza , ma anche perché la comparsa di
     un' afta epizootica potrebbe scatenare un riflesso difensivo negli altri
     Stati membri , con la probabile conseguenza di far chiudere le frontiere .
     Lo Stato in questiono sarebbe quindi colpito sul proprio territorio e
     nelle suo relazioni commerciali con altri paesi .
     La Commissione non dubita che tutti gli Stati membri , in modi talora diversi ,
     abbiano perseguito lo stesso obiettivo , che è quello di evitare rischi
     siffatti .
     La prova migliore ne è che , in questi ultimi anni , la situazione elitaria
     della Comunità non è stata compromessa da importazioni in pròveni onua òai
     paesi terzi . Ciò 1 significa che le fonti di approvvigionamento , per rursito
     diverse , sono .state scelte cor. sufficiente cautela. Ciò » dimostra cvncho
     che i controlli sanitari , sia noi paesi terzi sia all' arrivo sul territorio
     della Comunità, vengono effettuati con il necessario rigore ( l ).
     Per questo , non essendo giustificato alcun esclusivismo , la Commissione
     propone al Consiglio di far figurare sull' elenco tutti i paesi terzi
                che attualmente esportano verso uno o più Stati membri .
     E' evidente che per i motivi suesposti la compilazione dell' elenco non anti­
     cipa minimamente le soluzioni che devono ancora essere trovate per i problemi
     propri della Danimarca , del Regno Unito e dell' Irlanda e per i quali tali
     paesi beneficiano di alcune deroghe .
                                                                           • • # /• • •
( l ) Qui non si considerano ovviamente le importazioni fraudolente .
 ---pagebreak--- Conformemente ali » articolo 3 della direttiva del 12 dicembre 1972,
l' elenco potrebbe contenere , se necessario , precisazioni relative alle
parti di paesi autorizzate a esportare verso la Comunità o alla categorie
di animali o di carni che possono essere importate nella CEE. La Cc.nmissione
ritiene che per il momento non sia opportuno prevedere simili precisioni ,
non perché esse siano inutili , ma perché il momento non sembra ancora '
opp ortuno .
Bisogna infatti arumottere che la compilazione di un elenco comune di
paesi riconosciuti costituisce un notevole cambiamento di concezioni ,
ispirate finora a criteri esclusivamente nazionali . 3' preferibile
compiere questo primo passo - il più importante - per passare poi allo
stadio successivo , in cui si tratterà di definire quale prodotto potrà
essere esattamente importato e in provenienza da quale regione . Questa
seconda tappa non è che la realizzazione della volontà manifestata durante
la prima tappa ; è infatti evidente , secondo il parere della Commissione ,
che il fatto di iscrivere un paese sull' elenco significa che, in linea
di massima , tale paese può 1 esportare nella Commi tà. Resterà soltanto
da determinare che cosa esso potrà effettivamente esportaro e a quali
condizioni .
La decisione da adottare sarà strettamente legata alle disposizioni di
polizia sanitaria che dovranno essere elaborate per ciascun paese terzo .
Tali disposizioni sono infatti determinate in funzione della situazione
sanitaria del paese considerato , la quale a sua volta è determinante per
la scelta degli animali o delle carni che possono essere esportate nella
Comunità .
La Commissione ritiene quindi preferibile, in considerazione degli aspetti
tecnici sui quali si basano eventuali precisioni concernenti le regioni ,
gli animali o le carni , rinviare l' esame del problema alla procedura del
Comitato veterinario permanente , allorché quest' ultimo dovrà pronunciarsi ,
in applicazione degli articoli 8 , para-grafo 1 e 16 della direttiva, sulle
suddette condizioni di polizia sanitaria.
La Commissione si ispirerà in tale occasione alle considerazioni più sopra
©spoeta al punto II . 1 ., senpreché il Consiglio le approvi .
 ---pagebreak---                                        - 7 -
III . Conseguentemente la Commissione propone al Consiglio -di adottare il
      progetto di decisione allegato .
 ---pagebreak---                                      Proposta di
                              DECISIONE DEL CONSIGLIO
       recante   l' elenco dei passi da cui gli Stati membri autorizzano
l' importazione di animali della specie bovina e suina e di carni fresche
IL CONSÏGLIO PELLE COIIJÎUTA' EUROPEE ,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea ,
vista la direttiva del Consiglio del 12 dicombre 1972 ( l ), relativa a problemi
 sanitari e di polizia sanitaria ali 1 importazione di animali della specie bovina
e suina e di carni fresche in provenienza dai paesi terzi , aorifioata per ultimo
 luogo dalla direttiva del Consiglio del 19 november 1973          in particolare
 l 'articolo 3 , paragrafo 1 .
 vis*fca la proposta delia Comissionei
 Considerando che sinora le importazioni dalle fonti di approvvigionamento t radi zio-
 nalinon sembra abbiano dato luogoa seri problemi sanitari quando i prodotti impor­
 tati sono stati sottoposti a adeguato controllo sanitario ;
 considerando che è opportuno includere nell' elenco doi paesi terzi alcuni paesi
 presso cui gli Stati membri si riforniscono tradizionalmente in animali vivi e in
 carne ;
 considerando che le caratteristiche delle merci che possono essere esportate
 dai paesi indicati nell' elenco e le modalità sanitarie specifiche cui dovranno
 conformarsi le esportazioni formeranno oggetto di decisioni successive ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE :
                                                                          • • • /• • «
 ( 1 ) GU n . L 302 del 31.12.1972 , pag. 28
  (2 ) GU n. L 326 del 27.11.1973 , pag. 17
 ---pagebreak---                                     Articolo 1
Tenendo conto delle disposizioni dell' articolo 3      paragrafo 2 dolla direttiva
del Consiglio del 12 dicembre 1972 , e fatte salve le altre disposizioni della
predetta direttiva , gli Stati membri autorizzano l' importazione di animali
della specie bovina e suina e di carni fresche di bovini , suini , ovini , caprini
e di solipedi domestici dai seguenti paesi :             .
Africa del Sud , Albania , Argentina , Australia, Austria, Botswana , Brasile ,
                                  Cina Popolare ,
Bulgaria, Cañada , Cecoslovacchia , Colombia , Costa Rica, Cuba, El Salvador ,
         Grecia,
Finlandia , Guatemala , Honduras , Islanda, Israele , Jugoslavia, Madagascar ,
Malta , Marocco , Messico , Nicaragua , Norvegia , Nuova Zelanda , Panama , Paraguay ,
Polonia , Portogallo , Repubblica Democratica di Germania, Romania , Spagna ,
                                           Turchia ,
Stati Uniti , Svezia , Svizzera , Swaziland , Ungheria , Unione delle Repubbliche
Socialiste Sovietiche , Uruguay .
                                     Articolo 2
Gli F>tati membri sono destinatari dalla presente decisione .
Patto a Bruxelles ,                                Per il Consiglio ,
                                                     Il Présidente