CELEX: 21977D0729(01)
Language: it
Date: 1976-06-07 00:00:00
Title: Decisione n. 2/76 della Commissione mista che modifica il protocollo n. 3 dell'accordo fra la Comunità economica europea e lo Stato di Israele

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21977D0729(01)

Decisione n. 2/76 della Commissione mista che modifica il protocollo n. 3 dell'accordo fra la Comunità economica europea e lo Stato di Israele  

Gazzetta ufficiale n. L 190 del 29/07/1977 pag. 0002 - 0058 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 3 pag. 0117  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 3 pag. 0117 

DECISIONE N. 2/76 DELLA COMMISSIONE MISTA che modifica il protocollo n. 3 dell'accordo fra la Comunità economica europea e lo Stato di IsraeleLA COMMISSIONE MISTA,visto l'accordo tra la Comunità economica europea e lo Stato di Israele, in particolare il titolo I,visto il protocollo n. 3 relativo all'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 3 dell'accordo, in particolare l'articolo 24,considerando che è necessario, per il buon funzionamento dell'accordo, organizzare una stretta cooperazione amministrativa tra le parti contraenti dell'accordo stesso al fine di garantire l'applicazione correta e uniforme delle disposizioni doganali in esso contenute, in particolare di quelle del protocollo n. 3;considerando che è opportuno riprendere in un unico testo tutte le disposizioni relative all'origine delle merci;considerando che è opportuno sopprimere l'articolo 23 del protocollo n. 3,DECIDE:Articolo unicoIl testo del protocollo n. 3 relativo all'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 3, dell'accordo viene sostituito dal testo allegato alla presente decisione.Fatto a Gerusalemme, addì 7 giugno 1976.Per la Commissione mistaIl PresidenteE. BEN-HORINALLEGATOTITOLO IDefinizione della nozione «prodotti originari»Articolo 1Ai fini dell'applicazione dell'accordo, purché siano stati trasportati direttamente ai sensi dell'articollo 5, sono considerati:1. prodotti originari di Israele:a) i prodotti totalmente ottenuti in Israele;b) i prodotti ottenuti in Israele e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti diversi da quelli totalmente ottenuti in Israele, a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3. Tale condizione non è tuttavia richiesta per quanto riguarda i prodotti che, ai sensi del presente protocollo, sono originari della Comunità;2. prodotti originari della Comunità:a) i prodotti totalmente ottenuti nella Comunità;b) i prodotti ottenuti nella Comunità e, per la cui fabbricazione sono stati adoperati prodotti diversi da quelli totalmente ottenuti nella Comunità, a condizione che questi ultimi prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o di trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 3. Tale condizione non è tuttavia richiesta per i prodotti originari di Israele, ai sensi del presente protocollo.I prodotti enumerati nell'elenco C dell'allegato IV sono temporaneamente esclusi dall'applicazione del presente protocollo.Articolo 2Sono considerati «totalmente ottenuti» in Israele o nella Comunità, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera a), e paragrafo 2, lettera a):a) i prodotti minerali estratti dal loro suolo o dal loro fondo marino od oceanico;b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti;c) gli animali vivi, ivi nati ed allevati;d) i prodotti provenienti da animali vivi che vi sono allevati;e) i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate;f) i prodotti della pesca marittima ed altri prodotti estratti dal mare con loro navi;g) i prodotti fabbricati a bordo delle loro navi-officina, esclusivamente a partire dai prodotti indicati alla lettera f);h) gli articoli usati ivi raccolti che possono servire soltanto al recupero delle materie prime:i) gli scarti e i residui provenienti da operazioni manifatturiere ivi effettuate;j) le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti indicati alle lettere da a) ad i).Articolo 31. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b) e paragrafo 2, lettera b), sono considerate sufficienti:a) le lavorazioni o le trasformazioni che hanno l'effetto di classificare le merci ottenute in una voce doganale diversa da quella relativa a ciascuno dei prodotti utilizzati, ad eccezione, tuttavia, di quelle enumerate nell'elenco A dell'allegato II, alle quali si applicano le disposizioni proprie di questo elenco;b) le lavorazioni o le trasformazioni indicate nell'elenco B dell'allegato III.Per sezioni, capitoli e voci si intendono quelli della nomenclatura di Bruxelles per la classifica delle merci nelle tariffe doganali.2. Quando, per un determinato prodotto ottenuto, una regola di percentuale limita, negli elenchi A e B, il valore dei prodotti lavorati atti ad essere impiegati, il valore totale di detti prodotti - che essi abbiano o meno, entro i limiti ed alle condizioni previste in ciascuno dei due elenchi, cambiato la voce tariffaria nel corso delle lavorazioni, delle trasformazioni o del montaggio - non può superare, rispetto al valore del prodotto ottenuto, il valore corrispondente al tasso comune, se i tassi sono identici nei due elenchi, o al più elevato dei due tassi, se essi sono differenti.3. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), e paragrafo 2, lettera b), le lavorazioni o trasformazioni seguenti sono sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dal cambiamento o meno della voce tariffaria:a) le manipolazioni destinate a conservare nel loro stato le merci durante il trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in aqua salata, solforata o addizionata con altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni analoghe);b) le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, classificazione, assortimento (ivi inclusa la composizione di serie di merci), lavaggio, vernicitatura, riduzione in pezzi;c) i) il cambiamento di imballaggi, nonché le divisioni e le riunioni di colli;ii) la semplice immissione in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione in astucci e scatole, o su tavolette, ecc., ed ogni altra semplice operazione di condizionamento;d) l'apposizione sui prodotti o sui loro imballaggi di marchi, etichette, o altri segni distintivi similari;e) la semplice miscela di prodotti, anche di specie differenti, quando uno o più composti della miscela non corrispondono alle condizioni fissate dal presente protocollo per poter essere considerati originari;f) la semplice riunione di parti di oggetti per costituire un oggetto completo;g) il cumulo di due o più operazioni indicate alle lettere da a) ad f);h) la macellazione degli animali.Articolo 4Quando gli elenchi A e B, di cui all'articolo 3, prevedono che le merci ottenute in Israele o nella Comunità siano considerate originarie dei medesimi solo a condizione che il valore dei prodotti messi in opera non superi una data percentuale del valore delle merci ottenute, i valori da prendere in considerazione per la determinazione di detta percentuale sono:- da un lato,per quanto riguarda i prodotti di cui è comprovata l'importazione: il loro valore in dogana al momento dell'importazione;per quanto riguarda i prodotti di origine non determinata: il primo prezzo controllabile pagato per detti prodotti nel territorio della parte contraente in cui avviene la fabbricazione;- dall'altro,il prezzo franco fabbrica delle merci ottenute, al netto delle imposte interne restituite o da restituire in caso di esportazione.Articolo 51. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, sono considerati direttamente trasportati da Israele nella Comunità o dalla Comunità in Israele, i prodotti originari il cui trasporto viene effettuato senza l'attraversamento di territori diversi da quelli delle parti contraenti. Tuttavia, il trasporto dei prodotti originari di Israele o della Comunità, in una sola spedizione, può effettuarsi con attraversamento di territori diversi da quelli delle parti contraenti, all'occorrenza con trasbordo o con deposito temporaneo in tali territori, a condizione che l'attraversamento di questi ultimi sia giustificato da ragioni geografiche, che i prodotti siano rimasti sotto la sorveglianza delle autorità doganali del paese di transito o del paese in cui è stato effettuato il deposito, non vi siano stati messi in commercio o immessi al consumo e vi subiscano eventualmente soltanto operazioni di scarico e ricarico od operazioni dirette a conservarli nel loro stato.2. La prova che sussistono le condizioni di cui al paragrafo 1, è fornita presentando alle autorità doganali competenti nella Comunità o in Israele:a) un titolo giustificativo del trasporto unico, predisposto nel paese beneficiario di esportazione, in base al quale è statto attraversato il paese di transito;b) o un'attestazione rilasciata dalle autorità doganali del paese di transito contenente:- la descrizione esatta delle merci;- la data dello scarico o del ricarico delle merci o, eventualmente, la data del loro imbarco o del loro sbarco, con l'indicazione delle navi utilizzate;- la certificazione delle condizioni nelle quali è avvenuta la sosta delle merci;c) oppure, in mancanza, qualsiasi documento probatorio.TITOLO IIMetodi di cooperazione amministrativaArticolo 61. La prova del carattere originario dei prodotti, ai sensi del presente protocollo, è fornita da un certificato di circolazione delle merci EUR. 1 il cui modello figura all'allegato V del presente protocollo.Tuttavia, per prodotti che sono oggetto di spedizioni postali (compresi i pacchi postali), purché si tratti di spedizioni contenenti unicamente prodotti originari ed il cui valore unitario non superi le 1 000 unità di conto, la prova del carattere originario ai sensi del presente protocollo può essere fornita da un formulario EUR. 2 il cui modello figura all'allegato VI del presente protocollo.L'unità di conto (UC) ha un valore di 0,88867088 g di oro fino. In caso di modifica dell'unità di conto, le parti contraenti si metteranno in rapporto in sede di Commissione mista per ridefinire il valore in oro.2. Fatto salvo l'articolo 3, paragrafo 3, quando, a richiesta del dichiarante un dogana, un articolo smontato o non montato, rientrante nei capitoli 84 ed 85 della nomenclatura di Bruxelles è importato con spedizioni scaglionate, alle condizioni fissate dalle autorità competenti, esso viene considerato come un solo articolo e, al momento dell'importazione della prima spedizione parziale, può essere presentato un certificato di circolazione delle merci per l'articolo completo.3. Gli accessori, i pezzi di ricambio e gli utensili, consegnati con un'attrezzatura, una macchina, un apparecchio o un veicolo, che fanno parte del normale equipaggiamento di questi ultimi, ed il cui prezzo è compreso in quello dei medesimi oppure non è fatturato a parte, sono considerati costituenti un tutto unico con l'attrezzatura, la macchina, l'apparecchio o il veicolo in questione.Articolo 71. Il certificato di circolazione delle merci EUR. 1 viene rilasciato dalle autorità doganali dello Stato di esportazione al momento dell'esportazione delle merci alle quali si riferisce. Esso è tenuto a disposizione dell'esportatore non appena l'esportazione reale ha effettivamente luogo o è assicurata.2. In via eccezionale, il certificato di circolazione delle merci EUR. 1 può essere rilasciato anche dopo l'esportazione delle merci alle quali si riferisce, quand'esso non sia stato rilasciato al momento di detta esportazione in seguito ad errore, omissione involontaria o circostanze particolari. In tal caso, il certificato è munito di una nota speciale che indica le condizioni in cui è stato rilasciato.3. Il certificato di circolazione delle merci EUR. 1 viene rilasciato solo su domanda scritta dell'esportatore. Questa domanda è redatta in base al formulario che figura nell'allegato V del presente protocollo e che è compilato conformemente a quest'ultimo.4. Il certificato di circolazione delle merci EUR. 1 può essere rilasciato solo qualora possa costituire il titolo giustificativo per l'applicazione dell'accordo.5. Le domande dei certificati di circolazione delle merci devono essere conservate per almeno due anni dalle autorità doganali del paese di esportazione.Articolo 81. Il certificato di circolazione delle merci EUR. 1 viene rilasciato dalle autorità doganali dello Stato di esportazione se le merci possono essere considerate prodotti originari ai sensi del presente protocollo.2. Allo scopo di verificare se le condizioni di cui al paragrafo 1 sono soddisfatte, le autorità doganali hanno la facoltà di esigere qualsiasi documento giustificativo e di procedere a qualsiasi controllo che ritengano utile.3. Spetta alle autorità doganali dello Stato di esportazione vigilare a che i moduli di cui all'articolo 9 siano debitamente compilati. Esse verificano in particolare se la parte riservata alla descrizione delle merci è stata compilata in modo da rendere impossibile qualsiasi aggiunta fraudolenta. A tal fine, la descrizione delle merci deve essere effettuata senza interlinee. Qualora tale parte non sia completamente occupata, si deve tracciare una linea orizzontale sotto l'ultima riga e la parte in bianco deve essere annullata mediante linee trasversali.4. La data del rilascio del certificato deve essere indicata nella parte dei certificati di circolazione delle merci riservata alla dogana.Articolo 9Il certificato di circolazione delle merci EUR. 1 è redatto in base al formulario che figura all'allegato V del presente protocollo. Tale formula è stampata in una o più lingue nelle quali è redatto l'accordo. Il certificato è compilato in una di queste lingue e in conformità del diritto interno dello Stato di esportazione. Se è compilato a mano, deve essere scritto con l'inchiostro e in stampatello.Il certificato deve avere un formato di 210 x 297 mm; è ammessa una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più per la lunghezza. La carta da usare è una carta collata bianca per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di 25 grammi il m². Il certificato deve essere stampato con fondo arabescato di colore verde in modo da far risaltare qualsiasi falsificazione con mezzi meccanici o chimici.Gli Stati di esportazione possono riservarsi la stampa dei certificati o affidarne il compito a tipografie da essi autorizzate. In quest'ultimo caso, su ogni certificato deve essere indicata tale autorizzazione. Ogni certificato deve recare menzione del nome e dell'indirizzo della tipografia o un segno che ne consenta l'identificazione. Il certificato deve recare inoltre un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.Articolo 101. Sotto la responsabilità dell'esportatore, spetta a quest'ultimo o ad un suo rappresentante autorizzato presentare la domanda per il rilascio di un certificato di circolazione delle merci EUR. 1.2. L'esportatore, o il suo rappresentante, presenta, congiuntamente alla domanda, ogni documento giustificativo utile, atto a comprovare che per le merci da esportare può essere rilasciato un certificato di circolazione delle merci EUR. 1.Articolo 11Il certificato di circolazione delle merci EUR. 1 deve essere presentato, entro un termine di cinque mesi a decorrere dalla data del rilascio da parte della dogana dello Stato di esportazione, all'ufficio doganale dello Stato di importazione in cui sono presentate le merci.Articolo 12Il certificato di circolazione delle merci EUR. 1 è presentato alle autorità doganali dello Stato di importazione secondo le modalità previste dalle norme ivi vigenti. Dette autorità possono esigere la presentazione di una traduzione. Esse possono anche richiedere che la dichiarazione d'importazione sia completata da un attestato dell'importatore certificante che le merci soddisfano alle condizioni richieste per l'applicazione dell'accordo.Articolo 131. I certificati di circolazione delle merci EUR. 1, presentati alle autorità doganali dello Stato di importazione, dopo la scadenza del termine di presentazione di cui all'articolo 11, possono essere accettati, ai fini dell'applicazione del regime preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a casi di forza maggiore o a circostanze eccezionali.2. A parte tali casi, le autorità doganali dello Stato d'importazione possono accettare i certificati se le merci sono state loro presentate prima della scadenza di detto termine.Articolo 14L'accertamento di lievi discordanze tra le menzioni figuranti nel certificato di circolazione delle merci EUR. 1 e quelle figuranti sui documenti presentati all'ufficio doganale per l'adempimento delle formalità di importazione delle merci non comporta ipso facto l'invalidità del certificato, se è debitamente accertato che esso si riferisce effetivamente alle merci presentate.Articolo 15La sostituzione di uno o di alcuni certificati di circolazione delle merci EUR.1 con uno o alcuni altri certificati EUR.1 è sempre possibile, a condizione che venga effettuata dall'ufficio doganale in cui si trovano le merci.Articolo 16Il formulario EUR.2, il cui modello figura nell'allegato VI, è compilato dall'esportatore o, sotto sua responsabilità, dal suo rappresentante autorizzato. Esso è redatto in una o più lingue ufficiali nelle quali è redatto l'accordo in conformità del diritto interno dello Stato d'esportazione. Se lo si compila a mano, si scrive con inchiostro e in stampatello. Qualora le merci contenute nella spedizione abbiano già formato oggetto di un controllo nel paese d'esportazione, per quanto riguarda la definizione della nozione di «prodotti originari», l'esportatore può indicare nella rubrica «Osservazioni» del formulario EUR.2 i riferimenti a tale controllo.Il formulario EUR.2 ha il formato di 210 x 148 mm. Una tolleranza massima di 5 mm in meno e di 8 mm in più è ammessa per quanto riguarda la lunghezza. La carta da usare è una carta collata bianca per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di 64 grammi il m².Gli Stati di esportazione possono riservarsi la stampa dei formulari o affidarne l'esecuzione a tipografie da essi autorizzate. In quest'ultimo caso, su ogni formulario deve essere indicata tale autorizzazione. Inoltre, ogni formulario deve recare il segno distintivo attribuito alla tipografia autorizzata, nonché un numero di serie, stampato o meno, destinato a contraddistinguerlo.È redatto un formulario EUR.2 per ogni spedizione postale.Tali disposizioni non dispensano gli esportatori dall'espletamento delle altre formalità previste dai regolamenti doganali e postali.Articolo 171. Sono ammesse, quali prodotti originari, senza che occorra presentare un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o compilare un formulario EUR.2, le merci oggetto di piccole spedizioni indirizzate a privati o contenute nei bagagli personali dei viaggiatori, sempreché si tratti di importazioni prive di qualsiasi carattere commerciale, quando tali merci sono dichiarate rispondenti alle condizioni richieste per l'applicazione del presente protocollo e purché non sussista alcun dubbio circa la veridicità di tale dichiarazione.2. Sono considerate prive di qualsiasi carattere commerciale le importazioni che presentano un carattere occasionale e che riguardano esclusivamente merci riservate all'uso personale o familiare dei destinatari o dei viaggiatori, le quali, per la loro natura e quantità, non facciano sorgere alcuna preoccupazione di carattere commerciale. Inoltre, il valore globale delle merci non deve essere superiore a 60 unità di conto, quando si tratta di piccole spedizioni, o a 200 unità di conto, quando si tratta del contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori.Articolo 181. Le merci spedite dalla Comunità o da Israele per un'esposizione in un altro paese e vendute, dopo l'esposizione, per essere importate in Israele o nella Comunità, beneficiano, all'importazione, delle disposizioni dell'accordo, purché soddisfino le condizioni richieste dal presente protocollo per essere riconosciute originarie della Comunità o di Israele e purché alle autorità doganali sia fornita la prova:a) che un esportatore ha spedito dette merci dal territorio della Comunità o di Israele nel paese dell'esposizione e ve le ha esposte;b) che detto esportatore ha venduto le merci o le ha cedute ad un destinatario in Israele o nella Communità;c) che le merci sono state spedite durante l'esposizione, o immediatamente dopo, in Israele o nella Comunità, nello stato in cui sono state inviate all'esposizione;d) che, dal momento in cui sono state inviate all'esposizione, le merci non sono state utilizzate per scopi diversi da quelli dimostrativi a tale esposizione.2. Alle autorità doganali deve essere presentato, nelle condizioni normali, un certificato di circolazione delle merci EUR.1 con indicazione della denominazione e dell'indirizzo dell'esposizione. All'occorrenza può essere richiesta una prova documentale supplementare sulla natura delle merci e sulle condizioni nelle quali queste sono state esposte.3. Il paragrafo 1 si applica a qualsiasi esposizione, fiera o manifestazione pubblica analoga, di carattere commerciale, industriale, agricolo o artigianale - diversa da quelle organizzate per finalità private in negozi o in locali commerciali e aventi per oggetto la vendita di merci straniere - durante le quali le merci restano sotto controllo della dogana.Articolo 191. Quando un certificato è rilasciato ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, del presente protocollo, dopo l'effettiva esportazione delle merci alle quali il certificato si riferisce, sulla domanda di cui all'articolo 7, paragrafo 3, del presente porotocollo, l'esportatore deve:- indicare il luogo e la data della spedizione delle merci cui il certificato si riferisce,- attestare che non è stato rilasciato un certificato EUR.1 al momento dell'esportazione di dette merci e precisarne i motivi.2. Le autorità doganali possono procedere al rilascio a posteriori di un certificato di circolazione delle merci EUR.1 soltanto dopo aver verificato se le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi alla documentazione corrispondente.I certificati rilasciati a posteriori devono recare una delle seguenti menzioni: «RILASCIATO A POSTERIORI», «NACHTRAEGLICH AUSGESTELLT», «DÉLIVRÉ A POSTERIORI», «AFGEGEVEN A POSTERIORI», «ISSUED RETROSPECTIVELY», «UDSTEDT EFTERFOELGENDE».Articolo 20In caso di furto, perdita o distruzione di un certificato di circolazione delle merci EUR.1, l'esportatore può chiedere alle autorità doganali che l'hanno rilasciato un duplicato redatto in base ai documenti di esportazione in loro possesso. Il duplicato così rilasciato deve recare una delle seguenti menzioni: «DUPLICATO», «DUPLIKAT», «DUPLICATA», «DUPLICAAT», «DUPLICATE».Il duplicato, su cui deve essere riportata la data del certificato originale di circolazione delle merci, ha effetto a partire da tale data.Articolo 21Israele e la Comunità prendono tutte le misure necessarie per evitare che le merci scambiate sotto la scorta di un certificato di circolazione delle merci EUR.1 che, durante il trasporto, sostano in una zona franca situata sul loro territorio, siano oggetto di sostituzioni o di manipolazioni diverse da quelle destinate a conservarle nel loro stato.Articolo 22Allo scopo di assicurare una corretta applicazione del presente titolo, Israele e la Comunità si prestano mutua assistenza, tramite le rispettive amministrazioni doganali, per il controllo dell'autenticità dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 nonché dell'esattezza delle informazioni sull'origine reale dei prodotti di cui trattasi e delle dichiarazioni degli esportatori sui formulari EUR.2.Articolo 23Si applicano sanzioni nei confronti di tutti coloro che per far ammettere una merce al beneficio del regime preferenziale, redigano o facciano redigere un documento contenente dati inesatti, allo scopo di ottenere un certificato di circolazione delle merci EUR.1 o compilino o facciano compilare un formulario EUR.2 contenente dati inesatti.Articolo 241. Il controllo a posteriori dei certificati di circolazione delle merci EUR.1 o dei formulari EUR.2 viene effettuato, mediante campionamento, ogni qualvolta le autorità doganali dello Stato d'importazione abbiano dubbi fondati sull'autenticità del documento o sull'esattezza delle informazioni relative all'origine reale delle merci in questione.2. Per l'applicazione del paragrafo 1, le autorità doganali dello Stato d'importazione rispediscono alle autorità doganali dello Stato d'esportazione il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o il formulario EUR.2, ovvero fotocopia del certificato o del formulario indicando i motivi di sostanza o di forma che giustificano un'inchiesta. Esse uniscono al formulario EUR.2 la fattura o una copia di questa, qualora la fattura sia stata presentata, e forniscono tutte le informazioni disponibili che facciano ritenere inesatte le indicazioni contenute in detto certificato o formulario.Qualora decidano di soprassedere all'applicazione del titolo I dell'accordo, in attesa dei risultati del controllo, le autorità doganali dello Stato d'importazione offrono all'importatore la possibilità di ritirare le merci, riservandosi però di prendere le misure conservative ritenute necessarie.3. I risultati del controllo a posteriori vengono comunicati al più presto alle autorità doganali dello Stato d'importazione. Essi devono permettere di accettare se il certificato di circolazione delle merci EUR.1 o il formulario EUR.2 contestato sia applicabile alle merci realmente esportate e se queste possano effettivamente beneficiare del regime preferenziale.Qualora non sia possibile dirimere le contestazioni di cui sopra tra le autorità doganali dello Stato d'importazione e quelle dello Stato d'esportazione o qualora esse pongano un problema di interpretazione del presente protocollo, le contestazioni vengono sottoposte al comitato di cooperazione doganale.La composizione delle controversie tra l'importatore e le autorità doganali dello Stato d'importazione resta comunque doggetta alla legislazione di quest'ultimo.Articolo 25La Commissione mista può decidere di modificare le disposizioni del presente protocollo.Articolo 261. La Comunità e Israele prendono tutte le misure necessarie affinché i certificati di circolazione delle merci EUR.1, nonché i formulari EUR.2, possano essere presentati, in conformità degli articoli 11 e 12 del presente protocollo, a decorrere dal giorno di entrata in vigore di quest'ultimo.2. I certificati di modello A.IL.1, ed i formulari A.IL.2, potranno continuare ad essere utilizzati fino ad esaurimento delle scorte e al più tardi fino al 30 giugno 1977, alle condizioni previste dal presente protocollo.3. I certificati di circolazione delle merci EUR.1, ed i formulari EUR.2 stampati negli Stati membri prima della data di entrata in vigore del presente protocollo e non conformi ai modelli di cui agli allegati V e VI del presente protocollo, potranno continuare ad essere utilizzati fino ad esaurimento delle scorte, alle condizioni previste dal presente protocollo.Articolo 27La Comunità e Israele adottano, per quel che li concerne, le misure necessarie all'esecuzione del presente protocollo.Articolo 28Gli allegati al presente protocollo sono parte integrante di quest'ultimo.Articolo 29Le menzioni di cui agli articoli 19 e 20 sono apposte nella rubrica «osservazioni» del certificato.Articolo 301. Salvo decisione contraria della Commissione mista, i prodotti utilizzati, non originari della Comunità o di Israele, di cui all'articolo 1 dei protocolli n. 1 e n. 2, non possono essere oggetto di rimborso di dazi doganali, né beneficiare di un'esenzione dai dazi stessi sotto qualsiasi forma, a decorrere dal 1  gennaio 1984.2. L'espressione «dazi doganali» utilizzata nel presente e nei precedenti articoli comprende anche le tasse aventi effetto equivalente a dazi doganali.ALLEGATO INOTE ESPLICATIVENota 1 - articoli 1 e 2Le espressioni «la Comunità» o «Israele» conprendono anche le acque territoriali degli Stati membri della Comunità o di Israele.Le navi operanti in alto mare, comprese le «navi-officina» a bordo delle quali viene effettuata la trasformazione o la lavorazione dei prodotti della loro pesca, sono considerate parte del territorio dello Stato al quale appartengono, purché le stesse rispondano alle condizioni di cui alla nota esplicativa 5.Nota 2 - articolo 1Allo scopo di determinare se un prodotto è originario della Comunità o di Israele, non ha rilevanza il fatto che i prodotti energetici, le installazioni, le macchine e gli utensili utilizzati per la fabbricazione di tale prodotto siano o meno originari di paesi terzi.Nota 3 - articolo 3, paragrafi 1 e 2 e articolo 4Quando il prodotto rientra nell'elenco A, la regola di percentuale costituisce un criterio che si aggiunge a quello della modifica della voce tariffaria per il prodotto non originario eventualmente utilizzato.Nota 4 - articolo 1Gli imballaggi sono considerati come formanti un tutto unico con le merci in essi contenute. Tuttavia, la disposizione non si applica agli imballaggi che non sono di tipo abituale per il prodotto imballato ed hanno un proprio valore di utilizzazione, di carattere durevole, indipendentemente dalla loro funzione di imballaggio.Nota 5 - articolo 2, lettera f)L'espressione «loro navi» si applica soltanto alle navi:- immatricolate o registrate in uno Stato membro o in Israele;- che battono bandiera di uno Stato membro o di Israele;- che appartengono almeno per il 50% a cittadini degli Stati membri e di Israele, o ad una società avente la sede principale in uno Stato membro o in Israele, ed in cui lo o gli «amministratori», il presidente del consiglio di amministrazione o del consiglio di vigilanza e la maggioranza dei membri di questi consigli sono cittadini degli Stati membri o di Israele ed inoltre, relativamente alle società di persone o alle società a responsabilità limitata, almeno la metà del capitale appartiene a Stati membri o a Israele, a enti pubblici o a cittadini per origine degli Stati membri o di Israele;- il cui stato maggiore è interamente composto da cittadini deggli Stati membri o di Israele;- e il cui equipaggio è composto, almeno per il 75%, da cittadini degli Stati membri o di Israele.Nota 6 - articolo 4Per «prezzo franco fabbrica» si intende quello pagato al fabbricante nel cui stabilimento è stata effettuata l'ultima lavorazione o trasformazione, compreso il valore di tutti i prodotti messi in opera.Per «valore in dogana» si intende quello definito dalla convenzione sul valore in dogana delle merci, firmata a Bruxelles il 15 dicembre 1950.Nota 7 - articolo 30Per «rimborso dei dazi doganali od esenzione dai dazi doganali sotto qualsiasi forma» si intende ogni disposizione concernente la retrocessione o la non riscossione totale o parziale dei dazi doganali applicabili a prodotti messi in opera, sempreché tale disposizione accordi, esplicitamente o di fatto, la retrocessione o la non riscossione quando le merci ottenute da tali prodotti sono esportate, ma non quando le stesse sono destinate al consumo interno.ALLEGATO IIELENCO AElenco delle lavorazioni o trasformazioni che comportano un cambiamento della voce doganale, ma che non conferiscono il carattere di «prodotti originari» ai prodotti che le subiscono, oppure lo conferiscono a determinate condizioni>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IIIELENCO BElenco delle lavorazioni o trasformazioni che non danno luogo al cambiamento della voce doganale, ma che tuttavia conferiscono il carattere di «prodoti originari» ai prodotti che no sono oggetto>SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO IVELENCO CElenco dei prodotti esclusi dall'applicazione del presente protocollo>SPAZIO PER TABELLA>