CELEX: 62018CN0665
Language: it
Date: 2018-10-23 00:00:00
Title: Causa C-665/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság (Ungheria) il 23 ottobre 2018 — Pólus Vegas Kft./Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága

1.4.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 122/3
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Fővárosi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság (Ungheria) il 23 ottobre 2018 — Pólus Vegas Kft./Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága
      (Causa C-665/18)
      (2019/C 122/03)
      Lingua processuale: l'ungherese
      
         Giudice del rinvio
      
      Fővárosi Közigazgatási és Munkaügyi Bíróság
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Pólus Vegas Kft.
      
         Resistente: Nemzeti Adó- és Vámhivatal Fellebbviteli Igazgatósága
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se si possano interpretare gli articoli da 39 a 42 della sentenza pronunciata nella causa C-98/14 nel senso che il fatto che il legislatore di uno Stato membro quintuplichi, senza stabilire un periodo transitorio, un’imposta forfettaria sui giochi e introduca al contempo un’imposta proporzionale sui giochi deve essere qualificato come restrizione alla libera prestazione dei servizi prevista all’articolo 56.
               
            
                  2)
               
               
                  Se si possano interpretare le nozioni di «ostacolare» o «rendere meno attraenti», che figurano nella sentenza pronunciata nella causa C-98/14, tenuto conto delle disposizioni del protocollo n. 1 della Convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell’uomo e della libertà fondamentali (CEDU) e dell’articolo 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nel senso che l’aumento dell’imposta nazionale sui giochi che eccede quanto necessario e ragionevole, nel falsare quindi in modo sproporzionato e discriminatorio le condizioni di concorrenza a favore dei casinò, priva dei loro utili gli organizzatori di giochi d’azzardo in sale da gioco, violando il protocollo addizionale di cui trattasi e l’articolo 17 della Carta.
               
            
                  3)
               
               
                  Se si possa interpretare la sentenza pronunciata nella causa C-98/14 nel senso che il fatto che la gestione di slot machine cessi di essere redditizia e che possa essere esercitata solo con perdite a seguito dell’aumento ingiustificato e discriminatorio dell’imposta sui giochi consente di constatare che si determina l’effetto di «ostacolare» o «rendere meno attraente».
               
            
                  4)
               
               
                  Se, nell’ambito dell’applicazione della sentenza pronunciata nella causa C-98/14, si possa interpretare la nozione di libera prestazione dei servizi in modo tale che, nel caso delle sale da gioco e dei casinò gestiti nello Stato membro, occorre sostanzialmente presupporre l’esistenza di un elemento di collegamento al diritto dell’Unione, ossia che anche i cittadini dell’Unione provenienti da altri Stati membri possano avvalersi delle opportunità di gioco di cui trattasi.