CELEX: 51971PC0909
Language: it
Date: 1971-07-28
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CONCERNENTE IL RAVVICINAMENTO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE, REGOLAMENTARI E AMMINISTRATIVE DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE AL CERTIFICATO E AL CONTRASSEGNO DI FUNI METALLICHE, CATENE, GANCI E LORO ACCESSORI (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (71) 909
Vol. 1971/0150
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                        COM(71 ) 909 def .
                              \                                 ,
                                        Bruxelles . 28 luglio 1971
           PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CONCERNENTE
          IL RAVVICINAMENTO DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE .
          REGOLAMENTARI E AMMINISTRATIVE DEGLI STATI MEMBRI
    RELATIVE AL CERTIFICATO E AL CONTRASSEGNO DI FUNI METALLICHE .
                    CATENE . GANCI E LORO ACCESSORI
              (presentata dalla Commissione al Consiglio )
COM(7l ) 909 def .
 ---pagebreak---                               MOTIVAZIONE
GENERALITA *
1 . Dall' esame comparato delle disposizioni , regolamentari e amministrative
    degli Stati membri nel settore dei cavi , delle catene , dei ganci e dei
    loro accessori risultano alcune divergenze in materia di punzonatura
    e certificati per questi prodotti , le quali sono all' origine di
      \
    ostacoli di ordine tecnico agli scambi intracomunitari , la cui elimi­
    nazione giustifica i lavori di armonizzazione avviati dalla Commissione ,
    ai sensi dell' articolo 100 del Trattato , e che sono previsti nella
    rubrica "Mezzi di sollevamento" del settore "Apparecchi di sollevamento
    e ascensori " nella terza fase del "Programma generale del 28 maggio 1969
:   per l' eliminazione degli ostacoli di ordine tecnico agli scambi derivanti
    da disparità tra le disposizioni legislative , regolamentari ed
    amministrative degli Stati membri ".
    Infatti , le difficoltà incontrate all' esportazione riguardano la
    eccessiva diversità , sul piano europeo , dei metodi di calcolò e delle
    corrispondenti prescrizioni di sicurezza»
    Cosi' , per alcuni tipi di gru , i coefficienti di utilizzazione dei cavi
    di apparecchi di sollevamento sono , in Francia , l' oggetto di una
    regolamentazione più rigorosa che in altri Stati membri .
 ---pagebreak---                                       - 2 -
 2 . Queste divergenze tra le regolamentazioni nazionali hanno un' influenza
      diretta sul funzionamento del Mercato comune in un settore in rapida
      evoluzione come quello delle industrie degli apparecchi di manipolazione ,
      il cui tasso di incremento è elevato .
 3 . Nell' elaborazione dei progetti di direttiva , riguardanti gli apparecchi
     di sollevamento e gli ascensori , si sono incontrate difficoltà tali , quando
     si è trattato di definire le condizioni di impiego dei cavi e delle catene
     nel materiale che ne fa uso , che un nuovo progetto di' direttiva è stato
     elaborato allo scopo di stabilire delle disposizioni concernenti i certi­
     ficati     e la punzonatura dei cavi , delle catene e dei ganci .
     Per garantire la libera circolazione , tra gli Stati membri , dei cavi , delle
     catene e dei ganr.i , la Commissione ha elaborato una proposta di direttiva
     destinata a sopprimere gli ostacoli di ordine tecnico esistenti in questo
     campo . Tale compito è stato espletato , consultando un gruppo di lavoro
     ad hoc di esperti governativi .
     La proposta di direttiva comprende diversi considerando , un dispositivo
     giuridico e un allegato tecnico .
     E' da rilevare che gli argomenti trattati nella proposta di direttiva in
     questione non hanno indotto detto gruppo di lavoro a formulare osservazioni
     di rilievo e che si è tenuto largamente conto delle raccomandazioni della
     Organiszazione internazionale di normalizzazione ( iSO).
4 . Quanto alla scelta del metodo di armonizzazione detto " opzionale ", esso
     ha per conseguenza che gli Stati membri conservano la facoltà di mantenere
     in vigore le proprie regolamentazioni nazionali parallelamente alle
     disposizioni di ispirazione comunitaria.
     E 1 sembrato di poter prendere in considerazione questa soluzione nel
     settore considerato a causa dei vantaggi che assicura , pur permettendo
     ad imprese , il cui mercato si limita allo spazio nazionale , di continuare
     eventualmente la loro produzione , basandosi sulle prescrizioni attualmente
     in vigore negli Stati membri .
 ---pagebreak---       Inoltre , e lecito supporre che , fra alcuni anni , le attuali regola­
      mentazioni magli Stati membri tenderanno ad allinearsi sulle disposi-'
      zioni comunitarie .
COMMENTO DELLA PROPOSTA DI DIRETTIVA
1 . Campo di ap-plicazione (Articolo l ) ■ •
     Si è ritenuto necessario specificare che si dovevamo intendere per
     mezzi di sollevamento , ai sensi della proposta di direttiva , i cavi
     metallici , le catene a maglie fisse e a fili tondi , i ganci e gli
     accessori che sono parti integranti dei suddetti mezzi ,
     A causa dei lavori in corso , a livello comunitario , e riguardanti gli
     apparecchi di sollevamento e gli ascensori , è sembrato opportuno
     di dover trattare con priorità i mezzi di sollevamento , destinati
     ad operazioni di sollevamento e di manipolazione . Sono tuttavia
  • esclusi dal campo di applicazione i mezzi di sollevamento impiegati
     nei settori della navigazione fluviale e marittima nonché delle
     ferrovie e quelli impiegati per le funicolari .
2. Condizioni di libera circolazione dei mozzi' di sollevamento (Articolo 2)
   . I mezzi di sollevamento per poter essere messi in circolazione sul
     piano comunitario debbono essere muniti di una punzonatura ed
     accompagnati da un certificato .
     Il fabbricante o l' importatore garantiscono che questi mezzi di
     sollevamento corrispondono alle . caratteristiche indicate nei certificati
     i cui particolari sono menzionati nell' allegato della proposta di
     direttiva.                .  .
     Tale allegato enuncia le disposizioni riguardanti i cavi metallici ,
     le catene a maglie e i fili tondi , nonché i ganci .
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           Si tratta perciò * di un' armonizzazione delle indicazioni contenute
           nel certificato e di quelle relative alla punzonatura dei prodotti
           in questione e che sopprimerà cosi 1 una parte notevole degli ostacoli
           di ordine tecnico agli scambi intrac omuni tari di tali prodotti . Quanto
           a qnesti ultimi , essi costituiscono l' oggetto di una normalizzazione in­
           ternazionale ( iSO), aggiornata periodicamente e adeguata al progresso
           tecnico . Infatti , la punzonatura e il certificato permetteranno ai
           fabbricanti e agli utilizzatori di apparecchi di sollevamento di
           conoscere , tra l' altro , le caratteristiche dei cavi , catene , ganci
           e d3i loro accessori . Tuttavia , la Commissione presenterà ulteriormente
           al Consiglio delle direttive per quanto riguarda le norme di costruzione
          dei vari apparecchi di sol "levamento che conterranno disposizioni
          relative all' impiego specifico dei suddetti mezzi di sollevamento .
           Infatti , è sembrato indispersabile separare , nella proposta di
          direttiva , le caratteristiche dell' elemento che costituisce il mezzo
          di sollevamento dalla maniera in cui sarà utilizzato , particolarmente
          negli apparecchi di sollevamento .
III . CONSULTA ZIONE DEGLI AMBIENTI INTERESSATI
       Nel mettere a punto la proposta di direttiva , si è tenuto conto per quanto
      possibile delle osservazioni formulate dai rappresentanti della Federazione
      Europea della manipolazione (PSl) e del Comitato Europeo di Coordinamento
      delle Norme ( CEN)
 IV. CONSULTAZIONE DEL PARLAMENTO H'RQPEO E DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
      Il parere di questi due organi ; ai sensi delle disposizioni dell' articolo
      100 , paragrafo 2 , non sembra necessario . Infatti , 1 'applicazione delle
      disposizioni previste nella proposta di direttiva non richiede che gli
      Stati membri modifichino le loro disposizioni legislative .
      La Commissione ritiene tuttavia opportuno proporre di consultare a
      titolo facoltativo il Parlamento Europeo e il Comitato Economico
      e Sociale .
 ---pagebreak---              PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CONCERNENTE IL RAVVICINAMENTO
             . DELLE DISPOSIZIONI LEGISLATIVE, REGOLAMENTARI E AMMINISTRATIVE
DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE AL CERTIFICATO E AL CONTRASSEGNO DI FUNI METALLICHE
                                CATENE , GANCI E LORO ACCESSORI
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ 1 EUROPEE,          ,                        .•
Visto il Trattato che istituisce la Comunità europea , in particolare l' arti­
colo 1C0,
Vista la proposta della Commissione ,
Visto il parare del Parlamento Europeo ,
Visto il parere del Gomitato Economico e Sociale ,
    ' ■ . ; .h .. 1 u ' . . . •
Considerando che , in diversi Stati membri , sono prescritti un certificato e
un contrassegno per determinate funi metalliche , catene e ganci e loro
accessori , destinati ad essere impiegati per il sollevamento o per il tra­
sporto 5
Considerando che tali prescrizioni variano da uno Stato membro all' altro :    .
che le disparità in materia ostacolano gli scarabi all' interno della
Comunità Economica Europea s
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Considerando che tali ostacoli alla creazione e al funzionamento del Marcato
comune possono essere ridotti , ovvero eliminati , se le stesse disposizioni ri­
guardanti il certificato e il contrassegno delle funi metalliche , catene ,
ganci e       loro accessori vengono adottate da tutti gli Stati membri , a
connlemento o in sostituzione dell' attuale legislazione ;
Considerando che la presante direttiva è limitata alle disposizioni relative al
certificato e al        contrassegno delle funi metalliche , catene e ganci e
loro accessori ; che il certificato e il contrassegno permetteranno ai costrut­
tori e agli utilizzatori di apparecchi di sollevamento di conoscere fra l' altro
le caratteristiche di queste funi metalliche , catene , ganci e dei loro acces­
sori ; che , inoltre , le direttive che saranno emanate successivamente in rela­
zione alle norme di costruzione dei differenti apparecchi di sollevamento ,
comprenderanno disposizioni relative all' impiego specifico delle funi metal­
liche , catene , ganci e loro accessori ;
Considerando che il progresso tecnologico richiede un rapido adattamento delle
prescrizioni tecniche relative ai mezzi e agli apparecchi di sollevamento ; che ,
per agevolare l' applicazione delle misure all' uopo necessarie , occorre preve­
dere una procedura che instauri una stretta cooperazione fra gli Stati membri
e la Commissione nell' ambito di un Comitato per l' adeguamento al progresso
tecnologico delle direttive volte all' eliminazione degli ostacoli tecnici agli
scambi intracomunitari nel settore dei dispositivi e me-zìsi 1 di .sollevamento ;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                    Articolo I
       Per dispositivi di sollevamento , ai sensi della presente direttiva , si
intendono le funi metalliche , le catene a maglie e i fili tondi , i ganci e
gli accessori destinati ad operazioni di sollevamento o di trasporto . I mezzi
di sollevamento impiegati per la navigazione , per le ferrovie e per le funi­
colari sono esclusi dal campo d' applicazione della presente direttiva .
                                                                        • • • /• • •
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                                  Articolo 2
        Gli Stati membri non possono porre divieti o restrizioni , per motivi
 riguardanti il certificato e il contrassegno , all' introduzione nel mercato
 dei dispositivi di sollevamento di cui all' articolo 1 , se essi sono muniti
 di un certificato e di un contrassegno , che rispondano alle disposizioni
 della presente direttiva *
                                  Articolo 3
                                \        –*
       Le modifiche necessarie all' adeguamento delle disposizioni dell'Al­
legato alla direttiva al progresso tecnico sono adottate conformemente -
alla procedura prevista dall' artioolo' 5*
                                  Articolo 4                      V
1»     Per l' adeguamento al progresso tecnologico della presente direttiva
e delle direttive che saranno emanate ulteriormente in materia , viene isti­
tuito un Comitato "Dispositivi e.m-^zai di -sollevamento "} ...in appresso denominate
"Comitato ", composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto da
un rappresentante della Commissione *
2.     Il Comitato stabilisce il proprio regolamento interno .
                                  Articolo 5
     ■ Nel caso in cui si faccia riferimento alla procedura definita nel pre­
sente articolo , il Comitato è chiamato a pronunciarsi dal suo presidente ,
sia su iniziativa di quest' ultimo , sia a richiesta del rappresentante di
uno Stato membro .
2*     Il rappresentante della Commissione presenta al Comitato un progetto
delle misure da adottare . Il Comitato formula il suo parere in merito a tale
progetto nel termine che il presidente può stabilire in relazione all' urgenza
del problema in causa » Il Comitato si pronuncia a maggioranza di 12 voti }
ai voti degli Stati membri è attribuita la ponderazione di cui all' articolo 148 ,
paragrafo 2 , del Trattato . Il presidente non partecipa al voto .
3 . a) La Commissione adotta le misure progettate quando esse sono conformi
                                               ;
       al parere del Comitato :
                                                                       • • • /1 • •
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   b ) Quaàdo le mi s'ire progettate non sono conformi al parere formulato dal
       Comitato o , in mancanza di parere , la Commissione sottopone immediata­
       mente al Consiglio una proposta relativa alle misure da adottare . Il
       Consiglio delibera a maggioranza qualificata ;
   c ) Se , al termine di un periodo di 3 mesi dal momento in cui la proposta
       è pervenuta al Consiglio , quest' ultimo non ha deliberato , le misure
       in parola sono adottate dalla Commissione .
                                  Articolo 6
1.     Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni necessarie per
conformarsi alla presente direttiva nel termine di 18 mesi a decorrere dalla
sua notifica e ne informano immediatamente la Commissione .
2.     Gli Stati membri provvedono a comunicare alla Commissione il testo
delle disposisioni di diritto interno che essi intendono adottare nella
materia disciplinata dalla presente direttiva .
                                  Artico lo 7
       Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
                                       Patto a Bruxelles , il 2o luglio 1971
                                       Per il Consiglio ,
                                       Il Présidente
 ---pagebreak---                                   ALLUPATO
Disposizioni di carattere generale
1.1 . Ogni fune metallica e ogni catena , fornite separatamente , nonché
       ogni partita di ganci devono essere provvisti di un contrassegno sul
       quale devono essere indicati il nome- del costruttore o dell' importa­
       tore ed il numero del relativo certificato ( cfr . punti 2.1 . - 3.1 . -
       4.1 .).                                    *
1.2 . Il costruttore o l' importatore garantisce che ogni fune metallica e
       ogni catena , nonché ogni partita di ganci sono conformi ai requisiti
       indicati nei certificati . ■
Disposizioni relative alle funi metalliche
2.1 . Per ogni fune metallica il costruttore o l' importatore deve rilasciare
      un certificato che contenga almeno i seguenti dati :
      -  nome e indirizzo del costruttore o dell' importatore ;
      -  diametro nominale della fune metallica ;
      -  lunghezza della fune :           , .
      -  peso per metro lineare :
      - modo di avvolgimento ( destrorso o sinistrorso , equiverso o controverso)
      - passo di cablaggio ; .
      - tipo di fabbricazione ( composizione del cavo , natura dell' anima del
         cavo , numero di fili , coefficiente di elasticità del cavo , coppia
         di torsione sotto carico );
      Aggiungere uno schema della sezione quotata ;
      - composizione e qualità dell' acciaio ;
      - carico nominale di rottura dei fili della fune alla trazione
         ( classi di qualità );
   , - resistenza pratica della fune alla rottura ;                   /
      - dati sulla natura della protezione anticorrosiva interna ed esterna
         ( se effettuata mediante uno strato protettivo , ne deve essere indica­
         to lo spessore ) ;
 ---pagebreak---        - l' attestazione che la fune metallica è fatta di un pezzo unico e che
         essa ha caratteristiche costanti in tutta la sua lunghezza ; .
       - norme secondo le quali è stata prodotta la fune ;
       - dati sulla natura delle prove effettuate ( prove di trazione , torsione ,
         curvatura , corrosione ) e loro risultati ;
       - inoltre tutti i dati necessari per la sicurezza di impiego della fune
         metallica ( per esempio , limiti di temperatura entro i quali la fune
         può essere utilizzata ; istruzioni per la manutenzione e l' ispezione ).
Disposizioni relative alle ca,tene a maglie e di filo tondo
3,1 . Per ogni catena , il costruttore o l' importatore deve rilasciare un cer­
      tificato che rechi almeno i seguenti dati :
      - nome ed indirizzo del costruttore c 1 eli 'importatore ;
      - caratteristiche della catena ( lunghezza e larghezza nominali della
         maglia , diametro del filo ,: indicazione se la catena è calibrata o no ).
      Aggiungere uno schema quotato ;
      - lunghezza della catena fornita ;
      - peso per metro lineare ;
      - passo ;
      - resistenza pratica della catena alla rottura ;
      - allungamento ;
      - caratteristiche del materiale della catena ( classe o qualità );
      - indicazioni sul trattamento termico già effettuato ò da effettuarsi ;
      - norme secondo le quali è stata prodotta la catena ;
      - dati sulla natura delle prove e loro risultati .
3.2 . Nelle catene di acciaio tondo , almeno una maglia su 20 oppure una maglia
      per ogni metro , secondo l' intervallo minore , deve recare in modo chiaro
      ed indelebile un marchio di qualità di uso internazionale ^ riconosciuto
      dall' ISO .
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        Le dimensioni dei marchi devono essere le seguenti »
                 Dimensioni nominali      Dimensioni delle cifre
                 della catena in mm
                                                   in mm           j
              fino a 12,5 incluso                     3
              oltre 12,5
              fino a 26                             4,5
              oltre 26                                6
4 » Disposizioni relative ai ganci
    4.1 . Il costruttore o l' importatore deve fornire per ogni gancio un
          certificato che contenga almeno i seguenti dati ;
          - nome e indirizzo del costruttore o dell' importatore ;
          - tipo del gancios
          - numero del modello , se si tratta di un gancio normalizzato ;
          - se il gancio non è stato prodotto secondo una norma , indica­
            zione del carico nominale di rottura o del carico di prova
            del modello ;
          - carico massimo che non provoca deformazioni permanenti ;
          - qualità dell' acciaio ( classe o qualità);
          - indicazioni sul trattamento termico effettuato o da effettuarsi ;
          - indicazione "non ricuocere ", se si tratta di ganci che hanno
            subito uno speciale trattamento termico ;
          - dati sulla natura delle prove eseguite e loro risultati . '
    4.2 . I ganci devono recare in modo chiaro e indelebile un marchio di
          qualità d'u30 internazionale» riconosciuto dall' ISO .