CELEX: 52003PC0440
Language: it
Date: 2003-08-06
Title: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1406/2002 che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittima

Avis juridique important

|

52003PC0440

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1406/2002 che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittima  /* COM/2003/0440 def. - COD 2003/0159 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (CE) n. 1406/2002 che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittima(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1.  ANTEFATTI E OBIETTIVIDopo l'incidente della petroliera Erika, nel 2001 la Commissione ha presentato un regolamento per l'istituzione di un'Agenzia europea per la sicurezza marittima (di seguito "l'Agenzia"), un organismo di carattere tecnico con il compito di garantire un livello elevato, omogeneo ed efficace di sicurezza marittima e di prevenire l'inquinamento causato dalle navi all'interno della Comunità. Il regolamento (CE) n. 1406/2002 che istituisce l'Agenzia, adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio il 22 giugno 2002, è entrato in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea nell'agosto dello stesso anno. Questo nuovo organismo comunitario ha lo scopo di fornire agli Stati membri e alla Commissione l'assistenza tecnica e scientifica necessaria per coadiuvarli nel dare corretta applicazione, nel settore della sicurezza marittima e della prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi, alla legislazione comunitaria, nel monitorarne l'applicazione e nel valutare l'efficacia delle misure in vigore.Dopo il nuovo disastro ecologico che ha colpito le acque europee nel novembre 2002 con l'incidente della petroliera Prestige nel novembre 2002, è risultato evidente che servivano altre misure a livello europeo, non solo per la prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi, ma anche per gli interventi antinquinamento. Le misure previste dovevano integrare quelle adottate dagli Stati membri, garantendo un valore aggiunto alle azioni già intraprese a livello comunitario in materia di inquinamento marino deliberato o accidentale e protezione civile. La neocostituita Agenzia europea per la sicurezza marittima rappresentava la sede ideale per elaborare azioni concrete di intervento antinquinamento a livello comunitario. Per conferire all'Agenzia le competenze e i mezzi necessari per intervenire, la Commissione propone pertanto di modificare il regolamento (CE) n. 1406/2002 che istituisce l'Agenzia.Attualmente, il ruolo della Comunità europea riguardo agli interventi contro l'inquinamento marino si fonda su due strumenti comunitari: a) la decisione 2850/2000/CE [1] del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un quadro comunitario di cooperazione nel settore dell'inquinamento marino dovuto a cause accidentali o intenzionali e b) la decisione 2001/792/CE [2] del Consiglio, del 23 ottobre 2001, che istituisce un meccanismo comunitario inteso ad agevolare una cooperazione rafforzata negli interventi di soccorso della protezione civile. In linea con quanto stabilito dai due strumenti in questione, l'azione comunitaria punta a: sostenere e integrare le attività degli Stati membri; contribuire ad aumentare le capacità di intervento degli Stati membri in caso di incidente; rafforzare le condizioni per un'assistenza e una cooperazione reciproche ed efficaci e per agevolare tale assistenza e cooperazione; promuovere la cooperazione tra Stati membri per prevedere un risarcimento dei danni secondo il principio "chi inquina paga".[1]  GU L 332 del 28.12.2000, pag. 1.[2]  GU L 297 del 15.11.2001, pag. 7.Il meccanismo comunitario per facilitare la cooperazione nel settore della protezione civile funziona in parallelo con vari accordi regionali e Convenzioni sull'inquinamento marino accidentale, come l'accordo di cooperazione di Bonn [3] che facilita la reciproca assistenza e la cooperazione tra Stati membri a livello regionale.[3]  Accordo concernente la cooperazione in materia di lotta contro l'inquinamento del Mare del Nord causato dagli idrocarburi e da altre sostanze pericolose (accordo di Bonn), 13 settembre 1983.L'Agenzia agisce a sostegno del quadro comunitario e del meccanismo comunitario sopra descritti con le competenze tecniche e scientifiche e con i necessari mezzi pratici, comprese navi specializzate per interventi antinquinamento e attrezzature per la raccolta di idrocarburi e di altre sostanze nocive sversate in mare. Con questa azione integrerà i meccanismi di reazione all'inquinamento degli Stati membri. In caso di inquinamento, l'Agenzia assisterà lo Stato membro colpito sotto l'autorità del quale saranno effettuate le operazioni di disinquinamento.L'Agenzia fornirà inoltre agli Stati membri e alla Commissione assistenza tecnica e scientifica relativamente all'inquinamento accidentale o deliberato provocato dalle navi.Nella proposta di modifica del regolamento che istituisce l'Agenzia si è anche tenuto conto dello sviluppo delle competenze comunitarie in un settore strettamente connesso alla sicurezza marittima, cioè la protezione marittima. I sempre maggiori timori riguardo alla minaccia di atti terroristici o altre azioni illecite che possano colpire navi e impianti portuali hanno portato all'adozione di strumenti internazionali specifici. Nel corso di una conferenza diplomatica organizzata dall'Organizzazione marittima internazionale (IMO) il 12 dicembre 2002 sono state adottate alcune modifiche alla convenzione SOLAS [4] e un nuovo codice internazionale (Codice internazionale per la sicurezza delle navi e degli impianti portuali - ISPS), che istituiscono misure in materia di protezione nel settore marittimo. In previsione dell'entrata in vigore di tali misure nel luglio 2003, la Commissione ha presentato una proposta di regolamento relativa al miglioramento della sicurezza delle navi e degli impianti portuali [5], che armonizza l'attuazione dei suddetti strumenti internazionali in tutta la Comunità. La stessa proposta istituisce un sistema di ispezioni per verificare l'effettiva applicazione delle misure di sicurezza da parte degli Stati membri; le ispezioni sono effettuate dalla Commissione, con l'ausilio dell'Agenzia. Per questo motivo il regolamento (CE) n. 1406/2002, che istituisce l'Agenzia, deve essere modificato, onde riflettere il contributo che l'Agenzia fornisce in questo campo.[4]  Convenzione internazionale per la salvaguardia della vita in mare, 1974.[5]  Comunicazione della Commissione relativa al miglioramento della sicurezza dei trasporti marittimi. Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativa al miglioramento della sicurezza delle navi e degli impianti portuali, COM(2003) 229 def. del 2 maggio 2003.Una recente proposta della Commissione che modifica la direttiva 2001/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 aprile 2001, concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare [6] attribuisce un ruolo più importante all'Agenzia nell'ambito del sistema comunitario di riconoscimento della formazione e delle qualifiche dei marittimi di paesi terzi. Tra i compiti dell'Agenzia figura già la formazione dei marittimi, ma con la presente revisione del regolamento (CE) n. 1406/2002 si conferisce maggiore importanza a questo settore e si tiene conto dei maggiori obblighi derivanti dalla proposta modifica alla direttiva 2001/25/CE.[6]  COM(2003) 1 def. del 13.1.2003.2.  MOTIVAZIONE DELLA PROPOSTALa proposta ha come obiettivo la modifica del regolamento (CE) n. 1406/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, che si rende necessaria per due motivi principali. In primo luogo, occorre conferire all'Agenzia la competenza giuridica e i mezzi adeguati per la lotta contro l'inquinamento accidentale e illecito causato dalle navi; in secondo luogo, è necessario specificare il ruolo che l'Agenzia deve svolgere nei settori della protezione marittima e della formazione del personale marittimo, secondo quanto già indicato nelle recenti iniziative della Commissione in questi campi.Nella comunicazione della Commissione "Relazione al Consiglio europeo sulle misure da prendere per far fronte alle conseguenze della catastrofe della Prestige" [7] è annunciata l'intenzione della Commissione di meglio definire e ampliare la giurisdizione dell'Agenzia per consentirle di acquistare o noleggiare navi equipaggiate con tecnologie avanzate o altri dispositivi antinquinamento, al servizio dell'Unione europea.[7]  Comunicazione della Commissione "Relazione al Consiglio europeo sulle misure da prendere per far fronte alle conseguenze della catastrofe della Prestige", del 5.3.2002; COM(2003) 105 def.2.1.  Interventi antinquinamentoIl coordinamento delle reazioni della Commissione in caso di inquinamento è stato notevolmente migliorato grazie all'istituzione del meccanismo comunitario inteso ad agevolare una cooperazione rafforzata negli interventi di soccorso della protezione civile (decisione 2001/792/CE), noto ora come Centro interventi Protezione civile. Tuttavia, dalle recenti esperienze maturate dopo gli incidenti avvenuti nelle acque comunitarie è emersa chiaramente la necessità di un'ulteriore azione comunitaria per gli interventi in caso di inquinamento. La Commissione ritiene nettamente positivo attribuire all'Agenzia europea per la sicurezza marittima le competenze e i mezzi necessari per integrare i piani di intervento antinquinamento formulati dagli Stati membri.Per consentire all'Agenzia di disporre dei mezzi necessari per realizzare tali obiettivi, si ritiene necessario dotarla di un bilancio aggiuntivo, che inizialmente sarà stanziato dalla Comunità. La Commissione intende tuttavia esaminare altre soluzioni adeguate per rifinanziare queste attività, alla luce del principio "chi inquina paga", per presentare eventualmente proposte in merito al Parlamento europeo e al Consiglio in un momento successivo.Per dare un contributo fattivo al meccanismo comunitario di protezione civile, l'Agenzia dovrebbe disporre di mezzi adeguati per intervenire, sotto l'autorità dello Stato membro che richiede assistenza, in caso di inquinamento marino dovuto a cause accidentali o intenzionali. A tal fine, l'Agenzia deve poter noleggiare navi specializzate e polifunzionali, e le relative attrezzature tecniche necessarie, per far fronte all'inquinamento.La presente proposta lascia al consiglio d'amministrazione dell'Agenzia, in accordo con la Commissione, il compito di adottare un piano dettagliato di intervento antinquinamento che indichi la migliore destinazione possibile delle risorse finanziare messe a disposizione nel bilancio comunitario. Nella scelta l'Agenzia dovrà tener conto del valore aggiunto che le sue attività devono presentare rispetto a quelle dei singoli Stati membri e garantire il miglior rapporto costi-efficacia possibile. Questa linea d'azione tiene conto del fatto che l'Agenzia deve disporre di una certa flessibilità sia per la valutazione costante delle lacune dei sistemi di intervento degli Stati membri in caso di inquinamento marino, sia per l'istituzione del proprio sistema di intervento.Tale piano dettagliato antinquinamento tiene conto delle azioni intraprese nell'ambito del meccanismo comunitario per facilitare una cooperazione rafforzata negli interventi di assistenza di protezione civile.La Commissione e l'Agenzia stanno esaminando la maniera migliore di espletare l'attività di reazione a casi di inquinamento dell'Agenzia. Questa analisi, che sarà completata dai risultati di uno studio indipendente, consentirà all'Agenzia di stabilire il piano di azione antinquinamento dettagliato da sottoporre al consiglio di amministrazione.Il numero di navi da noleggiare è un altro elemento determinante per l'efficacia dell'intervento a nome dell'Agenzia. Nella maggior parte dei casi il petrolio è sversato in prossimità delle coste e i tempi di intervento per evitare che gli sversamenti raggiungano la costa sono molto stretti; la vicinanza delle navi noleggiate al luogo dell'incidente diventa così fondamentale per poter intervenire adeguatamente. Se si considera la lunghezza dei litorali dell'Unione europea, soprattutto dopo l'allargamento, occorre decidere quante navi sia ragionevole noleggiare sotto il profilo economico e a quali condizioni. Una simile decisione deve rientrare nel piano dettagliato di intervento antinquinamento che il consiglio di amministrazione dell'Agenzia adotterà in accordo con la Commissione. In questo contesto occorre ricordare che l'azione della Comunità integra ma non sostituisce quella dei paesi membri, che continuano a essere i principali responsabili della lotta contro l'inquinamento.Le navi che rientrano nel piano di intervento devono essere dotate di tutte le apparecchiature necessarie per trattare un ampio ventaglio di idrocarburi e sostanze chimiche sversate a seguito di un incidente.L'Agenzia dovrà svolgere ricerche e analisi approfondite per determinare dove dislocare le navi per l'intervento antinquinamento. Attualmente in Europa la flotta di intervento antinquinamento è in gran parte proprietà degli Stati membri o è noleggiata da questi; l'Agenzia dovrà pertanto analizzare le capacità disponibili nel settore privato. In tale contesto sarà esaminata l'esperienza tecnica del settore della costruzione navale nell'UE e altrove in materia di navi attrezzate per interventi contro l'inquinamento. Tutti i contratti che l'Agenzia conclude per il noleggio di navi e attrezzature devono essere oggetto di appalti pubblici.La proposta indica chiaramente che l'Agenzia, con le sue attività, integra i meccanismi di intervento antinquinamento degli Stati membri e non va a sostituirli. La soluzione migliore per ottenere questo risultato è l'istituzione di una maggiore collaborazione tra gli Stati membri e l'Agenzia nell'ambito del meccanismo comunitario esistente di cooperazione nel campo della protezione civile.Oltre a mettere a disposizione le risorse adeguate per la lotta all'inquinamento causato dalle navi, l'Agenzia dovrà anche fornire assistenza tecnico-scientifica agli Stati membri e alla Commissione in questo settore. A tal fine dovrà sviluppare e aggiornare le conoscenze scientifiche in questo campo e dovrà valutare costantemente l'efficacia degli interventi realizzati, proponendo eventuali aggiustamenti o alternative. L'esercizio di valutazione dovrà avvenire in stretta collaborazione con gli Stati membri.2.2.  Compiti in materia di sicurezza del trasporto marittimo e formazione dei marittimiLa proposta di regolamento relativa al miglioramento della sicurezza delle navi e degli impianti portuali presentata dalla Commissione definisce gli obblighi degli Stati membri in materia di amministrazione, controllo e predisposizione dei mezzi necessari per il conseguimento degli obiettivi del regolamento e dispone che essi adottino un piano nazionale per l'applicazione delle disposizioni del regolamento stesso.La proposta di regolamento introduce una procedura per mezzo della quale sono organizzate ispezioni, sotto la vigilanza della Commissione, allo scopo di verificare l'efficacia dei controlli sull'attuazione di ciascun sistema nazionale. Nell'ambito di tale procedura, l'Agenzia ha il compito di coadiuvare la Commissione nelle funzioni attribuitele dal presente regolamento.Alla luce di tali considerazioni, il regolamento (CE) n. 1406/2002/CE che istituisce l'Agenzia deve essere modificato e deve annoverare chiaramente la protezione marittima tra i compiti dell'Agenzia stessa.La proposta di direttiva, presentata dalla Commissione, che modifica la direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2001/25/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare introduce nuove procedure per il riconoscimento dei certificati di competenza dei marittimi rilasciati da paesi terzi all'UE. In particolare introduce una procedura centralizzata e armonizzata di riconoscimento a livello comunitario dei paesi terzi che si conformano alla convenzione STCW [8].[8]  Convenzione internazionale recante le norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio dei brevetti e alla guardia (STCW), del 1978.Il riconoscimento centralizzato a livello comunitario è uno dei compiti della Commissione e comporta lo stanziamento di risorse aggiuntive su scala comunitaria, che permettano di svolgere funzioni di cui prima erano responsabili gli Stati membri. La proposta indica espressamente che l'Agenzia dovrà dare il proprio contributo allo svolgimento di questo compito più articolato della Comunità.Il regolamento (CE) n. 1406/2002 indica già, all'articolo 2, fra i compiti dell'Agenzia l'assistenza alla Commissione nell'esecuzione dei compiti a questa affidati in materia di sicurezza marittima, formazione, rilascio di certificati e servizi di guardia degli equipaggi delle navi; è tuttavia necessario allineare queste disposizioni ai compiti più vasti attribuiti alla Commissione e all'Agenzia in questo campo.3.  CONTENUTO DELLA PROPOSTALa proposta è costituita da un articolo nel quale sono illustrate le modifiche proposte al regolamento in vigore e da un articolo sull'entrata in vigore del regolamento modificato.4.  COMMENTI AI SINGOLI ARTICOLI4.1.  Inserimento, tra gli obiettivi dell'Agenzia, della protezione marittima e dell'intervento antinquinamento (articolo 1, paragrafo 1)L'articolo 1 del regolamento (CE) n. 1406/2002 è modificato per rispecchiare l'estensione delle competenze dell'Agenzia nei settori della protezione marittima e dell'intervento in caso di inquinamento. E' aggiunto un nuovo paragrafo 3, che stabilisce che l'Agenzia è chiamata a fornire assistenza tecnico-scientifica agli Stati membri e alla Commissione nel settore dell'intervento antinquinamento. Nello stesso paragrafo si stabilisce anche che l'Agenzia deve assistere gli Stati membri con i mezzi adeguati, integrando le loro azioni quando si verificano incidenti che provocano inquinamento marino. In casi simili, l'Agenzia agisce a sostegno del meccanismo comunitario di cooperazione nel settore della protezione civile, istituito dalla decisione 2001/792/CE del Consiglio.4.2.  Inserimento, tra le attività specifiche dell'Agenzia, della protezione marittima e dell'intervento antinquinamento (articolo 1, paragrafo 2)L'articolo 2 del regolamento (CE) n. 1406/2002, che riguarda i compiti dell'Agenzia, è modificato per introdurre, ove necessario, riferimenti specifici ai nuovi obiettivi dell'Agenzia. Le modifiche riguardano i seguenti punti:- assistenza alla Commissione per l'aggiornamento, lo sviluppo e la verifica dell'attuazione della normativa comunitaria nei settori della protezione marittima e degli interventi antinquinamento;- sostegno alle azioni antinquinamento messe in atto dagli Stati membri, mettendo a disposizione i mezzi adeguati;- rilevamento, archiviazione e valutazione di informazioni e dati sulla protezione marittima (tra i compiti dell'Agenzia figuravano già le stesse attività riguardanti però le informazioni e i dati sull'inquinamento causato dalle navi);- assistenza tecnica ai paesi di adesione in materia di protezione marittima e intervento antinquinamento.Nello stesso articolo è aggiunto anche un riferimento specifico (lettera b) punto iii)) alle maggiori competenze della Comunità in materia di formazione e qualifiche dei marittimi dei paesi terzi, che ora comprendono anche la valutazione della conformità alle disposizioni della convenzione STCW da parte dei paesi terzi.4.3.  Istituzione di un piano strategico da parte del consiglio di amministrazione riguardo alle attività di intervento antinquinamento dell'Agenzia (articolo 1, paragrafo 3)All'articolo 10 del regolamento (CE) n. 1406/2002, relativo all'istituzione e ai poteri del consiglio di amministrazione, è inserito un nuovo paragrafo per aggiungere alle funzioni del consiglio in questione l'adozione di un piano dettagliato riguardante le attività di intervento antinquinamento dell'Agenzia; il piano sarà elaborato dal direttore esecutivo. Il consiglio di amministrazione dovrà tener conto del valore aggiunto che le attività dell'Agenzia devono presentare rispetto a quelle dei singoli Stati membri e garantire il miglior rapporto costi-efficienza possibile. Il piano deve essere concordato con la Commissione, per garantire la massima compatibilità con il meccanismo comunitario nel settore della protezione civile e il quadro comunitario per la cooperazione nel settore dell'inquinamento marino accidentale o intenzionale.4.4.  Ulteriori competenze richieste ai membri del consiglio di amministrazione e al direttore esecutivo riguardo ai nuovi compiti da svolgere (articolo 1, paragrafi 4 e 5)L'articolo 11 e l'articolo 16 del regolamento (CE) n. 1406/2002, riguardanti rispettivamente la composizione del consiglio di amministrazione e la nomina del direttore esecutivo, sono modificati e alle competenze già richieste sono aggiunte quelle nei settori della protezione marittima e dell'intervento antinquinamento. La disposizione prenderà effetto nel caso di nuove nomine nella struttura amministrativa dell'Agenzia.4.5.  Adeguamento delle condizioni applicabili ai paesi terzi che desiderano far parte dell'Agenzia (articolo 1, paragrafo 6)L'articolo 17 del regolamento (CE) n. 1406/2002, riguardante la partecipazione dei paesi terzi all'Agenzia, è modificato e tra le condizioni di partecipazione è ora aggiunto l'obbligo di adottare e applicare il diritto comunitario in materia di sicurezza/protezione marittima e prevenzione dell'inquinamento. Questa disposizione non ha carattere retroattivo nei confronti dei paesi terzi che fanno già parte dell'Agenzia prima dell'entrata in vigore del presente regolamento. Si prevede tuttavia che i paesi terzi interessati faranno il possibile per allinearsi al più presto alla normativa comunitaria in questi due settori.2003/0159 (COD)Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (CE) n. 1406/2002 che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittima(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 80, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione [9],[9]  C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [10],[10]  C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Comitato delle regioni [11],[11]  C [...] del [...], pag. [...].deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 251 del trattato [12],[12]  C [...] del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) Il regolamento (CE) n. 1406/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio [13], ha istituito un'Agenzia europea per la sicurezza marittima ("l'Agenzia"), al fine di assicurare un livello elevato, efficace ed uniforme di sicurezza marittima e di prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi.[13]  GU L 208 del 5.8.2002, pag. 1.(2) È importante adottare le opportune misure di protezione per garantire la sicurezza delle attività marittime comunitarie e dei porti comunitari, nonché la sicurezza dei passeggeri, degli equipaggi e del personale dei porti contro le minacce rappresentate da atti illeciti intenzionali.(3) Il 12 dicembre 2002 la Conferenza diplomatica dell'Organizzazione marittima internazionale (IMO) ha adottato alcuni emendamenti alla Convenzione internazionale SOLAS per la salvaguardia della vita in mare, nonché un Codice internazionale relativo alla sicurezza delle navi e degli impianti portuali (International Ship and Port Facility Security - ISPS) contenente una serie di misure sulla sicurezza marittima, donde la necessità di specificare il ruolo dell'Agenzia al riguardo.(4) La comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 2 maggio 2003, relativa al miglioramento della sicurezza dei trasporti marittimi [14] comprende una proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che attua, all'interno della Comunità, i due strumenti internazionali citati. La proposta di regolamento relativa al miglioramento della sicurezza delle navi e degli impianti portuali attribuisce all'Agenzia un compito importante nell'attuazione di tali misure di protezione e sicurezza da parte degli Stati membri.[14]  COM(2003) 229 def.(5) Dalle recenti esperienze maturate dopo gli incidenti avvenuti nelle acque comunitarie alle petroliere Erika e Prestige, è emersa la necessità di un'ulteriore azione comunitaria non solo a livello preventivo, ma anche per intervenire in caso di inquinamento.(6) Decisione n. 2850/2000/CE [15] del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2000, che istituisce un quadro comunitario di cooperazione nel settore dell'inquinamento marino dovuto a cause accidentali o intenzionali per il periodo dal 1º gennaio 2000 al 31 dicembre 2006.[15]  GU L 332 del 28.12.2000, pag. 1.(7) La decisione 2001/792/CE del Consiglio [16] ha istituito un meccanismo comunitario inteso ad agevolare una cooperazione rafforzata negli interventi di soccorso della protezione civile, compresi i casi di inquinamento marino accidentale. Tale meccanismo comporta l'intervento di un Centro di informazione e monitoraggio della Commissione in tutti i casi di interventi di soccorso di protezione civile.[16]  GU L 297 del 15.11.2001, pag. 7.(8) L'Agenzia deve disporre di una struttura adeguata per intraprendere azioni di intervento contro l'inquinamento che integrino i meccanismi adottati in questo campo dagli Stati membri. Essa deve fungere da sostegno al meccanismo comunitario nel settore dell'inquinamento marino intenzionale o accidentale.(9) La proposta di direttiva, presentata dalla Commissione, che modifica la direttiva 2001/25/CE del Parlamento europeo e del Consiglio concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare [17] introduce nuove procedure per il riconoscimento dei certificati di competenza dei marittimi rilasciati da paesi terzi all'UE. L'Agenzia deve assistere la Commissione nella valutazione della conformità di questi paesi ai requisiti della Convenzione sulle norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio dei brevetti e alla guardia, adottata a Londra il 7 luglio 1978 (International Convention on Standards of Training, Certification and Watchkeeping - Convenzione STCW).[17]  COM(2003) 1 def. del 13.1.2003.(10) Il consiglio di amministrazione dell'Agenzia deve avere il compito, di concerto con la Commissione, di definire un piano strategico riguardo alle attività di intervento antinquinamento dell'Agenzia. Nel formulare il piano in questione il consiglio di amministrazione deve tener conto del valore aggiunto che l'intervento antinquinamento dell'Agenzia deve presentare rispetto a quello dei singoli Stati membri e garantire il miglior rapporto costi-efficienza possibile.(11) Nelle future nomine dei membri della struttura amministrativa dell'Agenzia (consiglio di amministrazione, direttore esecutivo) si dovranno tenere in debito conto le esperienze e le competenze specialistiche necessarie acquisite nei nuovi settori di competenza dell'Agenzia, ossia l'intervento in caso di inquinamento causato dalle navi e la protezione marittima.(12) I paesi terzi che desiderino far parte dell'Agenzia devono adottare e applicare il diritto comunitario in tutti i settori di competenza dell'Agenzia, compresi gli interventi in caso di inquinamento causato dalle navi e la protezione marittima.(13) Il regolamento (CE) n. 1406/2002 deve pertanto essere modificato in conseguenza,HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Il regolamento (CE) n. 1406/2002 del Consiglio è modificato come segue:1) L'articolo 1 è modificato come segue:a) i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dal testo seguente:"1. Il presente regolamento istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittima ("l'Agenzia"), al fine di assicurare un livello elevato, efficace ed uniforme di sicurezza marittima, di protezione marittima, di prevenzione dell'inquinamento e di intervento contro l'inquinamento causato dalle navi nella Comunità.2. L'Agenzia fornisce agli Stati membri e alla Commissione l'assistenza tecnica e scientifica necessaria, nonché capacità di alto livello, per coadiuvarli nel dare corretta applicazione, nel settore della sicurezza marittima, della protezione marittima e della prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi, alla legislazione comunitaria, nel monitorare tale applicazione e nel valutare l'efficacia delle misure in vigore."b) è inserito il seguente paragrafo 3:"3. L'Agenzia fornisce agli Stati membri e alla Commissione assistenza tecnica e scientifica nel settore dell'inquinamento, accidentale o intenzionale, causato dalle navi e integra con mezzi adeguati i meccanismi d'intervento antinquinamento degli Stati membri. Essa agisce a sostegno del quadro comunitario di cooperazione nel settore dell'inquinamento marino dovuto a cause accidentali o intenzionali, istituito dalla decisione 2850/2000/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e del meccanismo comunitario di cooperazione nel settore della protezione civile istituito dalla decisione 2001/792/CE del Consiglio."2) L'articolo 2 è sostituito dal seguente testo:"Per assicurare che gli obiettivi indicati all'articolo 1 siano realizzati in modo appropriato, l'Agenzia svolge i seguenti compiti:a) assiste la Commissione, se del caso, nei lavori preparatori per aggiornare e sviluppare la legislazione comunitaria in materia di sicurezza e di protezione marittima, di prevenzione dell'inquinamento e di intervento in caso di inquinamento causato dalle navi, con particolare riguardo all'evoluzione della relativa normativa internazionale. Tale compito comprende l'analisi di progetti di ricerca realizzati nel settore della sicurezza marittima, della protezione marittima, della prevenzione dell'inquinamento e degli interventi contro l'inquinamento causato dalle navi;b) assiste la Commissione nell'efficace attuazione, in tutto il territorio comunitario, della legislazione comunitaria in materia di sicurezza marittima, protezione marittima, prevenzione dell'inquinamento e interventi contro l'inquinamento causato dalle navi. In particolare, l'Agenzia:i) controlla nel suo insieme il funzionamento del regime comunitario di controllo dello Stato di approdo, compresa l'eventuale effettuazione di visite presso gli Stati membri, e suggerisce alla Commissione qualsiasi possibile miglioramento in tale settore;ii) fornisce alla Commissione l'assistenza tecnica necessaria per partecipare ai lavori degli organismi tecnici del Memorandum d'intesa di Parigi relativo al controllo delle navi da parte dello Stato di approdo;iii) assiste la Commissione nella realizzazione di qualsiasi altro compito assegnato a quest'ultima per effetto della vigente e futura legislazione comunitaria in materia di sicurezza marittima, protezione marittima, prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi e interventi contro tale inquinamento, in particolare la legislazione relativa alle società di classificazione, alla sicurezza delle navi passeggeri, nonché quella relativa alla sicurezza, alla formazione, alla certificazione e al servizio di guardia degli equipaggi delle navi, ivi compresa la valutazione della conformità, da parte dei paesi terzi, alle disposizioni della convenzione STCW;c) collabora con gli Stati membri per:i) organizzare, se del caso, le opportune iniziative di formazione nelle materie di competenza dello Stato di approdo e dello Stato di bandiera;ii) sviluppare soluzioni tecniche e fornire assistenza tecnica per l'attuazione della legislazione comunitaria;iii) integrare con mezzi adeguati, mediante il meccanismo comunitario di cooperazione nel settore della protezione civile istituito dalla decisione 2001/792/CE del Consiglio, i propri interventi antinquinamento in caso di inquinamento causato dalle navi e dovuto a cause accidentali o intenzionali;d) facilita la cooperazione fra gli Stati membri e la Commissione nel settore contemplato dalla direttiva 2002/59/CE. In particolare, l'Agenzia:i) promuove la cooperazione tra Stati rivieraschi nelle aree di navigazione interessate nei settori cui si applica tale direttiva;ii) sviluppa e rende operativi i sistemi d'informazione necessari al raggiungimento degli obiettivi di cui a tale direttiva;e) facilita la cooperazione tra Stati membri e Commissione nell'elaborazione, tenendo nel debito conto le differenze tra gli ordinamenti giuridici degli Stati membri, di una metodologia comune di indagine sugli incidenti marittimi conformemente ai principi riconosciuti a livello internazionale, nel sostegno agli Stati membri nelle attività legate alle indagini relative a gravi incidenti marittimi e nell'analisi dei rapporti esistenti sugli accertamenti relativi ad incidenti;f) fornisce alla Commissione e agli Stati membri informazioni e dati oggettivi, attendibili e comparabili sulla sicurezza marittima, sulla protezione marittima e sull'inquinamento causato dalle navi, per consentire loro di adottare le misure necessarie per migliorare i loro interventi in questo campo e di valutare l'efficacia delle misure in vigore. Rientrano tra tali compiti la rilevazione, registrazione e valutazione di dati tecnici nel campo della sicurezza e della protezione marittima e del traffico marittimo nonché nel campo dell'inquinamento marino, sia accidentale che intenzionale, la sistematica utilizzazione delle banche dati esistenti, compreso il reciproco scambio di dati e, se del caso, la realizzazione di banche dati complementari. Sulla base dei dati raccolti, l'Agenzia assiste inoltre la Commissione nella pubblicazione semestrale delle informazioni relative alle navi cui è stato rifiutato l'accesso ai porti comunitari in applicazione della direttiva sul controllo delle navi da parte dello Stato di approdo; l'Agenzia assiste inoltre la Commissione e gli Stati membri nelle attività volte a migliorare l'identificazione delle navi che procedono a scarichi illeciti in acqua e l'applicazione delle relative sanzioni;g) nel corso dei negoziati con Stati candidati all'adesione l'Agenzia può fornire assistenza tecnica per l'attuazione della legislazione comunitaria in materia di sicurezza marittima, protezione marittima e prevenzione dell'inquinamento causato dalle navi. L'Agenzia può anche fornire assistenza in caso di inquinamento marino accidentale o intenzionale che colpisca questi Stati, mediante il meccanismo comunitario di cooperazione nel settore della protezione civile istituito dalla decisione 2001/792/CE del Consiglio. Tali compiti sono coordinati con i programmi di cooperazione regionale esistenti e comprende, se del caso, l'organizzazione di attività di formazione in materia."3) All'articolo 10, paragrafo 2, è aggiunta la lettera k) seguente:"k) adotta, su proposta del direttore esecutivo e in accordo con la Commissione, un piano dettagliato riguardante le attività di intervento antinquinamento dell'Agenzia per garantire l'impiego ottimale delle risorse finanziarie di cui l'Agenzia dispone."4) Il testo dell'articolo 11, paragrafo 1, secondo comma è sostituito dal testo seguente:"I membri del Consiglio sono nominati in base al grado di esperienza maturata nel settore e alla loro competenza nel campo della sicurezza e della protezione marittima, della prevenzione dell'inquinamento e dell'intervento contro l'inquinamento causato dalle navi."5) All'articolo 16, paragrafo 1, il primo comma è sostituito dal testo seguente:"1. Il direttore esecutivo dell'Agenzia è nominato dal consiglio di amministrazione in base al merito e alle provate capacità in campo amministrativo e gestionale, nonché alla competenza ed esperienza in materia di sicurezza marittima, protezione marittima, prevenzione dell'inquinamento e intervento contro l'inquinamento causato dalle navi. Il consiglio di amministrazione prende la decisione con la maggioranza dei quattro quinti di tutti i membri aventi diritto di voto. La Commissione può proporre uno o più candidati."6) All'artico lo 17, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente testo:"1. La partecipazione all'Agenzia è aperta ai paesi terzi che hanno concluso con la Comunità europea accordi in virtù dei quali hanno adottato ed applicano il diritto comunitario nel settore della sicurezza marittima, della protezione marittima, della prevenzione dell'inquinamento e dell'intervento contro l'inquinamento causato dalle navi."Articolo 2Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, [...]Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il PresidenteSCHEDA FINANZIARIA DELL'ATTOSettore(i) politico(i): Politiche dei trasporti terrestri, aerei e marittimiAttività: Attuazione e controllo delle disposizioni sulle attività di intervento antinquinamento, la protezione marittima e la formazione dei marittimi svolte dall'Agenzia europea per la sicurezza marittimaDenominazione dell'azione: regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1406/2002 che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittima1. LINEA(E) DI BILANCIO + DENOMINAZIONE06020201 e 06020202: Agenzia europea per la sicurezza marittima (sovvenzione ai titoli 1, 2 e 3)06020203: Agenzia europea per la sicurezza marittima (sovvenzione alle misure antinquinamento)2. DATI GLOBALI IN CIFRE2.1. Dotazione totale dell'azione (parte B): cfr. punto 6.12.2. Periodo d'applicazione:(Indefinito, con inizio nel 2004)2.3. Stima globale pluriennale delle spese:a) Scadenzario stanziamenti d'impegno/stanziamenti di pagamento (intervento finanziario) / linea di bilancio 06020203 (cfr. punto 6.1.1)milioni di euro (al terzo decimale)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) La Commissione ha previsto un bilancio di 20 milioni di euro per ciascun anno del periodo 2004-2006, che potrà essere riveduto in funzione delle decisioni future dell'autorità legislativa (SEC(2003) 492, punto 1.1.1).(2) Da stabilire in base ai risultati della valutazione di cui al paragrafo 8.2.b) Scadenzario degli stanziamenti di impegno/pagamento (intervento finanziario) / linea di bilancio 06020202 (cfr. punto 6.1.2)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Le spese per il 2004 sono state previste nel progetto preliminare di bilancio 2004.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;c) Incidenza finanziaria globale delle risorse umane e delle altre spese amministrative e operative (linee di bilancio 06020201 e 06020202 ) (cfr. punti 7.2 e 7.3)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Le spese per il 2004 sono state previste nel progetto preliminare di bilancio 2004.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;2.4. Compatibilità con la programmazione finanziaria e le prospettive finanziarie[X] La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria in vigore per il periodo 2004-20062.5. Incidenza finanziaria sulle entrate:[X] Nessuna implicazione finanziaria (interessa gli aspetti tecnici relativi all'attuazione di una misura)3. CARATTERISTICHE DI BILANCIO&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;4. BASE GIURIDICAArticolo 80, paragrafo 2 del trattato CE; regolamento (CE) n. 1406/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2002, che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittima.5. DESCRIZIONE E GIUSTIFICAZIONE5.1. Necessità dell'intervento comunitario5.1.1. Obiettivi perseguitiDopo la serie di disastri ecologici causati da petroliere che ha colpito le acque europee, è risultato evidente che servivano altre misure a livello europeo per intervenire in caso di inquinamento causato dalle navi. L'organismo comunitario più indicato per avviare azioni concrete contro i fenomeni di inquinamento provocati dalle navi è l'Agenzia europea per la sicurezza marittima, istituita dal regolamento (CE) n. 1406/2002. Tali azioni serviranno ad integrare le attività degli Stati membri e garantiranno un valore aggiunto al quadro comunitario per la cooperazione nel settore dell'inquinamento marino e della protezione civile e al del meccanismo comunitario di cooperazione nel settore della protezione civile.- Per consentire all'Agenzia di disporre dei mezzi necessari per realizzare tali obiettivi, si ritiene necessario dotarla di un bilancio aggiuntivo, che inizialmente sarà stanziato dalla Comunità. Nel progetto di bilancio della Comunità per il 2004 è stato destinato un importo pari a 20 milioni di euro per questa azione.- I sempre maggiori timori riguardo alla minaccia di atti terroristici o altre azioni illecite che possano colpire navi e strutture portuali hanno portato, di recente, all'adozione di strumenti internazionali specifici da parte dell'Organizzazione marittima internazionale. In previsione dell'entrata in vigore di tali misure nel luglio 2003, la Commissione ha presentato una proposta di regolamento relativa al miglioramento della sicurezza delle navi e degli impianti portuali (COM(2003) 229 def.), che armonizza l'attuazione dei suddetti strumenti internazionali in tutta la Comunità. La stessa proposta istituisce un sistema di ispezioni per verificare l'effettiva applicazione delle misure di sicurezza da parte degli Stati membri; le ispezioni sono effettuate dalla Commissione con l'ausilio dell'Agenzia.- Una recente proposta della Commissione nel settore della formazione dei marittimi attribuisce un ruolo più importante all'Agenzia nell'ambito del sistema comunitario di riconoscimento della formazione e delle qualifiche dei marittimi di paesi terzi. Tra i compiti dell'Agenzia figura già l'assistenza nel campo della formazione dei marittimi, ma la presente modifica del regolamento (CE) n. 1406/2002 offre l'opportunità di dare maggiore importanza a questo settore.Alla luce di queste considerazioni, il regolamento (CE) n. 1406/2002, che istituisce l'Agenzia europea per la sicurezza marittima, deve essere modificato al fine di:- conferire all'Agenzia le competenze giuridiche e i mezzi adeguati per combattere l'inquinamento accidentale e illecito causato dalle navi. Gli interventi dell'Agenzia integrano le attività degli Stati membri e garantiscono un valore aggiunto al quadro comunitario per la cooperazione nel settore dell'inquinamento marino e al meccanismo comunitario di cooperazione nel settore della protezione civile;- ampliare gli obiettivi dell'Agenzia per farvi rientrare la protezione marittima, consentendole di integrare la politica comunitaria in questo campo in linea con quanto indicato nella comunicazione della Commissione relativa al miglioramento della sicurezza dei trasporti marittimi;- definire con più precisione le competenze dell'Agenzia riguardo alla formazione dei marittimi per rispecchiare il più ampio ruolo attribuito alla Commissione e all'Agenzia stessa in linea con la revisione della direttiva 2001/25/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la gente di mare.5.1.2. Disposizioni adottate in relazione alla valutazione ex anteDopo l'incidente che ha coinvolto la petroliera Prestige, con il grave sversamento di greggio che ha raggiunto le coste di Spagna, Portogallo e Francia, è apparso chiaro che servivano altre misure a livello comunitario per affrontare crisi di questo tipo. In Europa sarà necessario disporre di una capacità supplementare in termini di mezzi antinquinamento (navi e attrezzature) per ridurre al minimo le gravi implicazioni dell'inquinamento causato dalle navi.Per il momento gli Stati membri sono direttamente responsabili degli interventi in caso di inquinamento; la Commissione ha esaminato la situazione in merito, consultando varie autorità degli Stati membri, oltre che le organizzazioni del settore con esperienza riguardo ai metodi di intervento antinquinamento.Tale giro di consultazioni ha messo in evidenza l'esistenza di lacune nei piani di intervento antinquinamento degli Stati membri, sia a livello di materiali che di tecnologia. Inoltre, sono usati metodi diversi, con notevoli divergenze nelle strutture di comando e controllo. È inoltre emerso l'uso di modelli organizzativi diversi per la lotta antinquinamento, che variano da un massiccio intervento dello Stato membro, che si occupa direttamente del dispiego dei propri mezzi, fino a una partecipazione minima che prevede l'esternalizzazione a terzi delle operazioni di assistenza e pulizia. Il ruolo essenziale dell'Agenzia deve essere quello di facilitare la valutazione continua delle azioni svolte, sul piano della gestione della lotta antinquinamento e delle capacità tecniche disponibili. Per comprendere meglio la situazione, è importante ottenere una visione chiara dell'efficacia delle misure attuate dalle autorità competenti, in particolare in merito ai costi, e valutare il tasso di successo delle operazioni di lotta antinquinamento e di pulizia delle aree inquinate. La creazione di un forum di scambio delle migliori pratiche e delle tecnologie innovative aiuterebbe a conseguire l'obiettivo di una lotta all'inquinamento più efficace. In questo contesto l'Agenzia dovrebbe svolgere un ruolo centrale, mettendo a disposizione degli Stati membri le migliori competenze tecniche disponibili riunendo esperti, pianificando scenari per favorire l'elaborazione di modelli per la lotta antinquinamento ed esaminando le questioni della responsabilità e dell'assistenza transnazionale.Infine, il rafforzamento del contributo dell'Agenzia al sistema comunitario di lotta antinquinamento con la messa a disposizione di mezzi di intervento è in perfetta armonia con il risultato delle consultazioni di cui sopra. Questa strategia è particolarmente adatta a colmare le lacune esistenti nei sistemi operativi degli Stati membri, visto che non esiste altra possibilità di conseguire tale obiettivo.5.2. Azioni previste e modalità dell'intervento di bilancioIl nuovo regolamento proposto conferirà alla neocostituita Agenzia europea per la sicurezza marittima nuove competenze per operare attivamente nel settore degli interventi antinquinamento. L'intervento dell'Agenzia comporterà il noleggio o l'acquisto di navi e attrezzature specifiche antinquinamento. A tal fine è stata proposta la creazione di una nuova linea di bilancio (06020203) nell'ambito delle sovvenzioni complessive all'Agenzia, per i fondi destinati a questo nuovo compito. La nuova linea si riferirà solo al costo operativo dei mezzi antinquinamento, ma per svolgere le nuove funzioni si dovrà prevedere il graduale aumento del personale dell'Agenzia, che dovrà figurare tra le spese amministrative della stessa. Vi saranno inoltre spese supplementari per le attività associate, come studi, riunioni e pubblicazioni.Il secondo compito nuovo che il regolamento proposto attribuisce all'Agenzia riguarda la protezione marittima e richiederà un aumento di personale per consentire all'Agenzia di svolgere funzioni di controllo negli Stati membri, secondo quanto già previsto dalla proposta di regolamento sulla sicurezza delle navi e degli impianti portuali. Anche per questo compito si dovranno prevedere spese supplementari per le attività associate, come studi, riunioni e pubblicazioni.La proposta di regolamento rispecchia anche il ruolo potenziato dell'Agenzia relativamente al riconoscimento delle qualifiche dei marittimi dei paesi terzi. A tal fine si dovrà aumentare il personale per consentire all'Agenzia di assistere la Commissione nello svolgimento delle più ampie competenze attribuite alla Comunità in questo campo. Infine, il maggiore ruolo assunto dall'Agenzia nel controllo delle istituzioni di formazione dei marittimi nei paesi terzi comporterà spese aggiuntive per le attività associate e soprattutto per le missioni e l'organizzazione di riunioni.L'intervento dell'Agenzia in questi campi si inserisce nell'ambito delle politiche generali dell'UE e garantirà alla Comunità altre competenze e i mezzi adeguati per l'attuazione ed il controllo della legislazione comunitaria.5.3. Modalità di attuazioneGli obiettivi e i compito dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima, oltre che le sue capacità di riunire in tempi brevi le competenze necessarie nei nuovi settori di competenza, ne fanno l'organismo comunitario ideale per svolgere i compiti indicati dal regolamento proposto.L'Agenzia provvederà alla gestione diretta delle azioni previste. Le attività precise che dovrà svolgere nei tre settori indicati saranno definite nel programma di lavoro dell'Agenzia, che sarà preparato ogni anno in stretto contatto con la Commissione.Secondo quanto previsto dal regolamento che la istituisce, l'Agenzia deve presentare ogni anno una relazione generale sulle attività svolte l'anno precedente, che provvederà ad inviare agli Stati membri, al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Commissione. Nella relazione saranno presentate tutte le azioni specifiche intraprese dall'Agenzia e saranno forniti elementi per valutare tali azioni come indicato nella proposta di modifica del regolamento che istituisce l'Agenzia.Per quanto riguarda la realizzazione degli interventi contro l'inquinamento, la Commissione e l'Agenzia stanno esaminando le soluzioni migliori per svolgere tali attività. Questo esercizio comporta a) la valutazione dei meccanismi esistenti, compresa la loro efficacia e i costi; b) l'identificazione dei metodi e delle prassi migliori per incentivare la costruzione di tipi di navi antinquinamento innovative. Grazie a tale analisi, che sarà integrata con i risultati di uno studio indipendente, l'Agenzia potrà elaborare un piano di intervento antinquinamento dettagliato, che il consiglio di amministrazione dovrà approvare. Da una prima valutazione si può desumere che l'Agenzia dovrebbe teoricamente ricorrere a due tipi di navi antinquinamento: a) navi in grado di pompare il petrolio o altre sostanze chimiche e stabilizzare così la nave in avaria, limitando i pericoli per l'ambiente; b) navi in grado di svolgere operazioni di disinquinamento in mare (cioè eliminare gli idrocarburi dalla superficie del mare, utilizzare solventi o altri metodi) prima che le sostanze inquinanti sversate raggiungano le coste. Per la fornitura delle suddette navi specializzate o multifunzionali l'Agenzia contatterà operatori privati, che forniranno anche l'equipaggio e tratteranno tutti gli altri costi operativi.A scadenze periodiche, l'Agenzia esaminerà l'evoluzione dei meccanismi di intervento in caso di inquinamento per adeguare il suo piano di intervento all'evoluzione del mercato (in funzione, ad esempio, della disponibilità o delle caratteristiche tecniche delle navi e delle attrezzature antinquinamento).6. INCIDENZA FINANZIARIA6.1. Incidenza finanziaria totale sulla parte B (per l'intero periodo di programmazione)Il costo dell'azione dell'Agenzia è calcolato sommando le spese individuali su base annua, a partire dal 2004, anno in cui la proposta di modifica del regolamento (CE) n. 1406/2002 entra in vigore.Sono previsti tre tipi di attività, che corrispondono ai compiti più ampi attribuiti all'Agenzia: attività 1 (intervento antinquinamento), attività 2 (protezione marittima), attività 3 (qualifiche dei marittimi).6.1.1. Intervento finanziarioLa tabella sottostante illustra esclusivamente il costo dell'attività 1 (intervento antinquinamento); vista la sua importanza, rientrerà nella linea di bilancio comunitario dedicata espressamente alle navi antinquinamento utilizzate dall'Agenzia. Nell'ambito di questa attività, gli stanziamenti d'impegno sono suddivisi in due categorie principali di azioni che l'Agenzia svolgerà nel settore degli interventi antinquinamento: a) il funzionamento di navi antinquinamento specializzate innovative, in grado di effettuare operazioni di disinquinamento in acque difficili (ad esempio stabilizzare e pompare il petrolio da una nave in avaria) e b) la gestione di navi multifunzionali di dimensioni più piccole e delle attrezzature adeguate, che possono intervenire rapidamente e ridurre gli effetti dell'inquinamento (ad esempio eliminare il petrolio dalla superficie dell'acqua, utilizzare solventi o altri metodi) prima che le sostanze sversate raggiungano le coste. Il costo indicativo presentato di seguito si riferisce al noleggio di navi di questo tipo da parte dell'Agenzia.Il piano dettagliato di intervento in caso di inquinamento deve essere adottato dal consiglio di amministrazione dell'Agenzia, di concerto con la Commissione; sembra comunque opportuno prevedere un importo adeguato per il funzionamento delle navi specializzate, che possa garantire un valore aggiunto alla capacità esistente negli Stati membri. Gli importi stanziati per le due azioni sono di 20 milioni di euro nel 2004, 2005 e 2006.Il numero definitivo di navi e la loro capacità dipenderanno dalle offerte migliori che saranno presentate e dal valore di mercato, mentre il nolo per ciascuna nave dell'azione a) è stimato a 10 milioni di euro l'anno, compreso il costo dell'equipaggio e tutte le spese operative; il nolo di ciascuna nave nell'ambito dell'azione b), compreso il costo dell'equipaggio e tutte le spese operative, è stimato a circa 3 milioni di euro l'anno.Gli importi stanziati per l'attività di intervento in caso di inquinamento per il 2004 sono in linea con quanto indicato nel progetto preliminare di bilancio (linea di bilancio 06020203).Impegni (in milioni di euro fino a tre decimali)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) Dotazione per la spesa 2004 nel progetto preliminare di bilancio.(2) Da decidere alla luce dei risultati della valutazione di cui al paragrafo 8.2.7. INCIDENZA SUL PERSONALE E SULLE SPESE DI FUNZIONAMENTO7.1. Incidenza sulle risorse umane (2004-2006)Nella tabella seguente è presentata l'incidenza dei tre nuovi compiti/attività sulle risorse umane dell'Agenzia (una colonna distinta per ciascuna attività). Visto che le nuove attività vanno ad aggiungersi ai compiti già previsti dal regolamento (CE) n. 1406/2002, nella tabella seguente sono presentate le risorse umane supplementari necessarie per svolgere le nuove funzioni dell'Agenzia per il periodo 2004-2006. Tali risorse figurano già nel progetto preliminare di bilancio 2004 (linea di bilancio 06020201).&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;7.2. Impatto finanziario complessivo delle risorse umane (2004-2006)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Gli importi indicati rappresentano la spesa complessiva riferita a dodici mesi per i primi tre anni (2004-2006). Nel progetto preliminare di bilancio 2004 figurano le spese per il 2004 (linea di bilancio 06020201).7.3. Altre spese amministrative e operative derivanti dall'azione&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) Dotazione per la spesa 2004 nel progetto preliminare di bilancio.Gli importi corrispondono alle spese complessive per 12 mesi.1 Precisare il tipo di comitato e il gruppo di cui fa parte.I. Totale annuale (7.2 + 7.3)II. Durata dell'azioneIII. Costo totale dell'azione (I x II)  //  EUR 3 240 000Indeterminata8. CONTROLLO E VALUTAZIONE8.1. Modalità di controlloLa Commissione e l'Agenzia organizzeranno i controlli, che comporteranno la valutazione delle azioni intraprese dall'Agenzia in tutti i settori che rientrano nelle sue più ampie competenze (cfr. anche punto 8.2).8.2. Modalità e calendario della valutazioneL'Agenzia deve commissionare uno studio il terzo anno successivo all'avvio delle operazioni antinquinamento che effettua e ripeterlo ogni tre anni. Le azioni di intervento antinquinamento saranno valutate anche nell'ambito del quadro comunitario di cooperazione per l'intervento antinquinamento cui l'Agenzia parteciperà sin dall'inizio.L'Agenzia riferirà ogni anno in merito alle azioni svolte nei tre settori che rientrano nelle sue competenze estese nell'ambito della relazione generale relativa all'anno precedente.9. MISURE ANTIFRODELe attività che l'Agenzia svolge nel settore dell'intervento antinquinamento saranno soggette ai normali controlli contabili previsti dal regolamento finanziario dell'Agenzia e alla verifica della Corte dei conti.SCHEDA DI VALUTAZIONE D'IMPATTO IMPATTO DELLA PROPOSTA SULLE IMPRESE CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLE PICCOLE E MEDIE IMPRESE (PMI)Denominazione della propostaProposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica del regolamento (CE) n. 1406/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2002, che istituisce un'Agenzia europea per la sicurezza marittimaNumero di riferimento del documentoCOM(2003) XXXLa proposta1. In considerazione del principio di sussidiarietà, esporre i motivi per i quali è necessaria una normativa comunitaria in questo settore, nonché gli obiettivi principaliL'obiettivo principale della proposta è la modifica del regolamento (CE) n. 1406/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, al fine di ampliare le competenze dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima nel settore dell'intervento contro l'inquinamento causato dalle navi. La proposta definisce inoltre con precisione il ruolo dell'Agenzia nei settori della protezione marittima e delle qualifiche dei marittimi, in linea con le recenti iniziative della Commissione in questi campi.L'azione dell'Agenzia nel campo dell'intervento antinquinamento rientra chiaramente nell'ambito della sussidiarietà, visto che l'azione comunitaria garantirà un valore aggiunto e integrerà le attività degli Stati membri in questo settore. I mezzi messi a disposizione dall'Agenzia (navi ed attrezzature specializzate) garantiranno una capacità supplementare rispetto ai mezzi di cui dispongono gli Stati membri per far fronte agli incidenti di inquinamento (accidentale o intenzionale) causato dalle navi. Questa azione, che si prefigge di ridurre al minimo le conseguenze degli incidenti inquinanti che avvengono in mare, avrà un evidente impatto positivo per i cittadini europei e per l'ambiente.Impatto sulle imprese2. Determinare l'incidenza della proposta:- sui vari settori di attivitàVisto che l'Agenzia dovrà crearsi una capacità di intervento in caso di inquinamento sotto forma di navi ed attrezzature specializzate, la presente proposta avrà indirettamente conseguenze positive per il mercato specifico. Attualmente in Europa tali mezzi speciali sono in gran parte proprietà degli Stati membri o sono noleggiati da questi; l'Agenzia dovrà pertanto analizzare le capacità disponibili nel settore privato o incentivare la costruzione di nuove navi.- sulle diverse dimensioni delle imprese (indicare la concentrazione di piccole e medie imprese)Le implicazioni positive connesse con la richiesta di mezzi di intervento antinquinamento da parte dell'Agenzia saranno ripartite tra le grandi imprese (di costruzione navale e noleggio) e le piccole imprese, i produttori delle attrezzature speciali utilizzate per il recupero del petrolio e di altre sostanze nocive sversate in mare.- specificare se esistono particolari aree geografiche della Comunità in cui sono concentrate tali impreseLe imprese specializzate nelle suddette attività si trovano in tutta Europa, con una certa preponderanza negli Stati membri settentrionali.3. Precisare gli obblighi imposti alle imprese per conformarsi alla proposta.Non c'è alcun effetto diretto per le imprese. Come già indicato, le implicazioni delle attività di intervento svolte dall'Agenzia saranno indirette. Conformemente alla politica comunitaria in vigore, tutti i contratti che l'Agenzia conclude per il noleggio di navi e attrezzature devono essere oggetto di appalti pubblici.4. Definire la prevedibile incidenza economica della proposta- sull'occupazione:- sugli investimenti e sulla costituzione di nuove imprese:- sulla competitività delle imprese:La domanda supplementare creata dall'Agenzia nel mercato specializzato delle navi e delle attrezzature antinquinamento dovrebbe avere ripercussioni positive sia a livello di investimenti che di occupazione. Le imprese specializzate nel settore dovranno creare una capacità supplementare per far fronte a tale domanda. In questo contesto si prevede anche un aumento della competitività delle imprese specializzate.5. Indicare se la proposta contiene misure destinate a tener conto della situazione specifica delle piccole e medie imprese (esigenze più limitate o diverse ecc.)Non sono necessarie misure di questo tipo.Consultazione6. Elencare le organizzazioni consultate in merito alla proposta ed esporre le principali osservazioni.Per il momento gli Stati membri sono direttamente responsabili degli interventi in caso di inquinamento; la Commissione ha esaminato la situazione in merito, consultando varie autorità degli Stati membri, che dispongono di notevoli capacità di intervento antinquinamento ed esperienza in questo campo. La Commissione ha anche illustrato le proprie idee sulle attività di intervento antinquinamento che l'Agenzia dovrebbe svolgere al consiglio di amministrazione dell'Agenzia, dove sono rappresentate tutte le autorità marittime degli Stati membri.La Commissione ha inoltre consultato una serie di organismi del comparto che hanno esperienza di metodi e meccanismi antinquinamento, compresa la ITOPF (International Tankers Owners Pollution Federation).Tale giro di consultazioni ha messo in evidenza l'esistenza di lacune nei piani di intervento antinquinamento degli Stati membri, sia a livello materiale che tecnologico. È inoltre emersa la necessità di un ulteriore impegno a livello di coordinamento per riunire gli opportuni mezzi antinquinamento quando si verifichino gravi incidenti di questo genere.