CELEX: C2006/086/06
Language: it
Date: 2006-04-08 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione),  26 gennaio 2006 , nella causa C-514/03: Commissione delle Comunità europee contro Regno di Spagna (Inadempimento di uno Stato — Artt. 43 CE e 49 CE — Limiti allo stabilimento ed alla libera prestazione dei servizi — Imprese e servizi di vigilanza privati — Requisiti — Personalità giuridica — Capitale sociale minimo — Cauzione — Numero minimo di dipendenti — Direttive 89/48/CEE e 92/51/CEE — Riconoscimento di attestati di competenza)

8.4.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 86/4
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Prima Sezione)
   26 gennaio 2006
   nella causa C-514/03: Commissione delle Comunità europee contro Regno di Spagna (1)
   
   (Inadempimento di uno Stato - Artt. 43 CE e 49 CE - Limiti allo stabilimento ed alla libera prestazione dei servizi - Imprese e servizi di vigilanza privati - Requisiti - Personalità giuridica - Capitale sociale minimo - Cauzione - Numero minimo di dipendenti - Direttive 89/48/CEE e 92/51/CEE - Riconoscimento di attestati di competenza)
   (2006/C 86/06)
   Lingua processuale: lo spagnolo
   Nella causa C-514/03, avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell'art. 226 CE, proposto l'8 dicembre 2003, nella causa tra Commissione delle Comunità europee (agenti: sig.ra M. Patakia e sig. L. Escobar Guerrero) e Regno di Spagna (agente: sig. E. Braquehais Conesa), la Corte (Prima Sezione), composta dal sig. P. Jann, presidente di sezione, dal sig. K. Schiemann, dalla sig.ra N. Colneric, dai sigg. J.N. Cunha Rodrigues ed E. Levits (relatore), giudici, avvocato generale: sig.ra J. Kokott, cancelliere: sig. R. Grass, ha pronunciato, il 26 gennaio 2006, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               Il Regno di Spagna, avendo mantenuto in vigore talune disposizioni della legge 30 luglio 1992, n. 23, sui servizi di vigilanza privati, e del regio decreto 9 dicembre 1994, n. 2364, con cui è stato approvato il regolamento relativo ai servizi di vigilanza privati, che impongono alle imprese straniere di vigilanza privata una serie di requisiti per l'esercizio delle proprie attività in Spagna, vale a dire l'obbligo:
               
                           —
                        
                        
                           di costituzione in forma di persona giuridica;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           di disponibilità di un determinato capitale sociale minimo;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           di versamento di una cauzione obbligatoria ad un organismo spagnolo;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           di assunzione di un numero minimo di dipendenti, laddove l'impresa in questione eserciti le proprie attività in settori diversi da quello del trasporto e della distribuzione di esplosivi;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l'obbligo generale, per il personale, di essere in possesso di un'autorizzazione amministrativa speciale rilasciata dalle autorità spagnole, e
                           non avendo adottato le disposizioni necessarie per garantire il riconoscimento degli attestati di competenza professionale per l'esercizio dell'attività di investigatore privato, è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti, in forza, da un lato, degli artt. 43 CE e 49 CE nonché, dall'altro, della direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/51/CEE, relativa ad un secondo sistema generale di riconoscimento della formazione professionale, che integra la direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/48/CEE, relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni.
                        
                     
         
               2)
            
            
               Il ricorso è respinto quanto al resto.
            
         
               3)
            
            
               Il Regno di Spagna è condannato a tre quarti delle spese della Commissione delle Comunità europee e sopporta le proprie spese.
            
         
               4)
            
            
               La Commissione delle Comunità europee sopporta un quarto delle proprie spese.
            
         
      (1)  GU C 47 del 21.2.2004.