CELEX: C2005/006/15
Language: it
Date: 2005-01-08 00:00:00
Title: Judgment of the Court (Second Chamber) of 11 November 2004 in Case C-425/02 (reference for a preliminary ruling from the Cour administrative): Johanna Maria Boor, née Delahaye v Ministre de la Fonction publique et de la Réforme administrative (Safeguarding of employees' rights in the event of a transfer of an undertaking to the State — Possibility for the State to impose rules of public law — Reduction of the amount of remuneration)

8.1.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 6/9
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Seconda Sezione)
   11 novembre 2004
   nel procedimento C-425/02 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour administrative): Johanna Maria Delahaye, coniugata Boor contro Ministre de la Fonction publique et de la Réforme administrative (1)
   
   («Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di un'impresa allo Stato - Possibilità, per lo Stato, di imporre le norme di diritto pubblico - Riduzione dell'importo della retribuzione»)
   (2005/C 6/15)
   Lingua processuale: il francese
   Nel procedimento C-425/02, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell'art. 234 CE, dalla Cour administrative (Lussemburgo), con provvedimento 21 novembre 2001, pervenuta alla Corte il 25 novembre 2002, nella causa dinanzi ad esso pendente tra Johanna Maria Delahaye, coniugata Boor, e Ministre de la Fonction publique et de la Réforme administrative, la Corte (Seconda Sezione), composta dal sig. C.W.A. Timmermans, presidente di sezione, dal sig. C Gulmann e dalla sig.ra N. Colneric (relatore), giudici; avvocato generale: sig. P. Léger; cancelliere: sig.ra M. Múgica Arzamendi, amministratore principale, ha pronunciato, l'11 novembre 2004, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   La direttiva del Consiglio 14 febbraio 1977, 77/187/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di stabilimenti, dev'essere interpretata nel senso che essa non osta, in via di principio, a che, in caso di trasferimento d'impresa da una persona giuridica di diritto privato allo Stato, questo, in quanto nuovo datore di lavoro, proceda ad una riduzione dell'importo della retribuzione dei lavoratori interessati allo scopo di conformarsi alle vigenti norme nazionali relative ai pubblici dipendenti. Tuttavia, le autorità competenti incaricate di applicare e di interpretare dette norme sono tenute a farlo in tutta la misura possibile alla luce dello scopo di detta direttiva, tenendo conto segnatamente dell'anzianità del lavoratore se le norme nazionali che disciplinano la situazione dei dipendenti dello Stato prendono in considerazione l'anzianità del dipendente statale per il calcolo della sua retribuzione. Nell'ipotesi in cui questo calcolo si risolva in una riduzione sostanziale della retribuzione dell'interessato, tale riduzione costituisce una sostanziale modifica delle condizioni di lavoro a scapito dei lavoratori interessati dal trasferimento, di modo che la rescissione del loro contratto di lavoro per questo motivo dev'essere considerata come dovuta alla responsabilità del datore di lavoro, conformemente all'art. 4, n. 2, della direttiva 77/187.
   
      (1)  GU C 19 del 25.1.2003.