CELEX: 62002TJ0281
Language: it
Date: 2004-06-30 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Quarta Sezione) del 30 giugno 2004. # Norma Lebensmittelfilialbetrieb GmbH & Co. KG contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI). # Marchio comunitario - Marchio denominativo Mehr für Ihr Geld - Impedimenti assoluti alla registrazione - Carattere distintivo - Art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94. # Causa T-281/02.

Causa T-281/02
      Norma Lebensmittelfilialbetrieb GmbH & Co. KG
      contro
      Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI)
      «Marchio comunitario — Marchio denominativo Mehr für Ihr Geld — Impedimenti assoluti alla registrazione — Carattere distintivo — Art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94»
      Sentenza del Tribunale (Quarta Sezione) 30 giugno 2004  
      Massime della sentenza
      1.     Marchio comunitario — Definizione e acquisizione del marchio comunitario — Segni che possono costituire un marchio — Segni
            utilizzati per altro come slogan pubblicitari — Condizione — Carattere distintivo
      [Regolamento del Consiglio (CE) n. 40/94, art. 7, n. 1, lett. b)]
      2.     Marchio comunitario — Definizione e acquisizione del marchio comunitario — Impedimenti assoluti alla registrazione — Marchi
            privi di carattere distintivo — Segno verbale «Mehr für Ihr Geld»
      [Regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 7, n. 1, lett. b)]
      1.     La registrazione, in forza del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario, di un marchio composto da segni o indicazioni
         che siano peraltro utilizzati quali slogan pubblicitari, indicazioni di qualità o espressioni incitanti ad acquistare i prodotti
         o i servizi cui detto marchio si riferisce non è esclusa, di per sé, in ragione di una siffatta utilizzazione. Tuttavia, un
         segno che svolga funzioni diverse da quelle del marchio in senso classico è distintivo ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. b),
         del regolamento solo se può essere percepito prima facie come uno strumento di identificazione dell’origine commerciale dei
         prodotti o dei servizi considerati affinché il pubblico destinatario distingua senza possibilità di confusione i prodotti
         o i servizi del titolare del marchio da quelli aventi un’altra origine commerciale.
      
      (v. punto 25)
      2.     È privo di carattere distintivo, in forza dell’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario, il
         segno denominativo Mehr für Ihr Geld di cui viene richiesta la registrazione per prodotti di drogheria e prodotti alimentari
         di consumo corrente rientranti nelle classi 3, 29 e 30 ai sensi dell’Accordo di Nizza. Infatti, il marchio richiesto sarà
         immediatamente percepito dal pubblico destinatario, che è un pubblico germanofono, come una semplice formula promozionale
         o uno slogan che indica che i prodotti di cui trattasi presentano per i consumatori un vantaggio in termini di quantità e/o
         di qualità rispetto ai prodotti concorrenti. In proposito, l’elemento «mehr» («di più») ha un carattere elogiativo di natura
         pubblicitaria, la cui funzione consiste nel sottolineare le qualità positive dei prodotti o servizi per la presentazione dei
         quali viene impiegato detto elemento.
      
      (v. punti 27, 29, 34)

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DEL TRIBUNALE (Quarta Sezione)30 giugno 2004(1)
         
         
               «Marchio comunitario  –  Marchio denominativo Mehr für Ihr Geld  –  Impedimenti assoluti alla registrazione  –  Carattere distintivo  –  Art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94»
               
             Nella causa T-281/02,
            
            
            Norma Lebensmittelfilialbetrieb GmbH & Co. KG,  con sede in Norimberga (Germania), rappresentata dagli avv.ti  S. Rojahn e S. Freytag, 
            
            
            ricorrente,
            
            contro
            Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI),  rappresentato dal sig. D. Schennen, in qualità di agente, 
            
            convenuto,
            
             avente ad oggetto un ricorso proposto contro la decisone della Terza commissione di ricorso dell'UAMI 3 luglio 2002 (procedimento
            R 239/2002-3), riguardante la registrazione del marchio denominativo Mehr für Ihr Geld come marchio comunitario,
            
            
            IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADODELLE COMUNITÀ EUROPEE (Quarta Sezione),
            
            
             composto dal sig. H. Legal, presidente, dalla sig.ra V. Tiili e dal sig. M. Vilaras, giudici,
            
             cancelliere: sig. J. Plingers, amministratore,
             vista la memoria di risposta depositata nella cancelleria del Tribunale il 18 settembre 2002,visto il controricorso depositato nella cancelleria del Tribunale il 16 dicembre 2002,in seguito alla trattazione orale del 3 marzo 2004,
            
            
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
            
               Fatti
            
         
         1
            
          Il 19 maggio 2000 la ricorrente ha presentato una domanda di marchio comunitario all’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato
         interno (marchi, disegni e modelli; in prosieguo: l’«UAMI») in forza del regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993,
         n. 40/94, sul marchio comunitario (GU 1994, L 11, pag. 1), come modificato. 
         
         
         
         2
            
          Il marchio di cui è stata chiesta la registrazione è il segno denominativo Mehr für Ihr Geld.
         
         
         
         3
            
          I prodotti per i quali è stata chiesta la registrazione del marchio rientrano nelle classi 3, 29, 30 e 35 ai sensi dell’Accordo
         di Nizza del 15 giugno 1957, relativo alla classificazione dei prodotti e dei servizi ai fini della registrazione dei marchi,
         come riveduto e modificato, e corrispondono, per ciascuna di tali classi, alla seguente descrizione:
         
         
         
          
         –
            Classe 3: «Preparati per la sbianca e altre sostanze per il bucato; preparati per pulire, lucidare, sgrassare e abradere;
               saponi; saponi, profumeria, oli essenziali, cosmetici, prodotti per la toilette (compresi nella classe 3); lozioni per i capelli,
               prodotti per la cura dei capelli; deodoranti per uso personale; dentifrici».
            
         
         
         
         
          
         –
            Classe 29: «Carne, salsicce, pesce (compresi crostacei, frutti di mare e molluschi lavorati), pollame e selvaggina; carne,
               salumi, pollame, selvaggina e pesce; estratti di carne; frutta, verdura, crauti e patate conservate, essiccati, cotti, surgelati
               o pronti, comprese noccioline americane, noci, mandorle e noci cashew, anche come spuntini; prodotti a base di patate, ovvero
               patate fritte, crocchette di patate, frittelle di patate, polpette di patate, patate arrosto; gelatine di carne, di salsiccia,
               di pesce, di frutta e di verdura; marmellate; uova; latte, in particolare latticello, latte acido, latte rappreso, conserve
               a base di latte e latte condensato; burro, grasso di burro, formaggio, in particolare quark, conserve a base di formaggio,
               kefir, panna, yogurt (anche con aggiunta di frutta), latte in polvere per uso alimentare; dessert costituiti essenzialmente
               di latte, yogurt, quark, gelatina, fecola e/o panna; bevande lattee e frappé analcoolici; oli e grassi commestibili, compresa
               margarina e strutto; miscele per fare tartine contenenti grasso alimentare e grassi alimentari misti; oli e grassi per friggere,
               per cuocere al forno, oli e grassi di scissione per cuocere al forno; conserve di carne, di salsicce, di pesce, di frutta
               e di verdura; insalate (specialità gastronomiche) e surgelati, piatti misti, semicotti (anche ripieni) e pronti, anche conservati,
               a base di carne, salsicce, pesce, pollame, selvaggina, frutta e verdura pronte, legumi, formaggi, uova, patate, paste alimentari,
               riso, mais, alimenti a base di farina e/o prodotti a base di patate (compresa la farina di patate), anche con aggiunta di
               spezie e salse (comprese salse per insalate) e/o con pane e panini (p..es.. hamburger e panini imbottiti); focacce, ovvero
               focacce di carne, focacce ripiene principalmente di carne, pesce, frutta o verdura e focacce vuote; sottaceti misti; estratti
               per brodi di carne, dadi per brodi di carne e altri preparati per il brodo, in particolare preparati per brodi di carne in
               granuli, dadi per brodi vegetali; minestre pronte, minestre concentrate e condimenti liquidi, addensati e liofilizzati per
               minestre, preparati per paste in brodo, estratti vegetali da aggiungere a cibi e alla carne».
            
         
         
         
         
          
         –
            Classe 30: «Caffè, tè, cacao, zucchero (compresa vaniglia, zucchero vanigliato e glucosio per uso alimentare), riso, tapioca,
               sago, succedanei del caffè, estratti del caffè e del tè; cacao in polvere; bevande analcoliche a base di caffè, tè, cacao
               e cioccolato, comprese bevande istantanee; budini, polveri per budini e dessert; farine e preparati fatti di cereali (tranne
               gli alimenti per gli animali); granturco tostato e soffiato, fiocchi di granoturco (per uso alimentare); cereali preparati
               per l’alimentazione umana, in particolare fiocchi di avena o altri fiocchi di cereali, in particolare per la colazione, anche
               mescolati a frutta secca (comprese noci), zucchero e/o miele; farina di patate, semolino; paste alimentari, paste pronte e
               conserve di pasta; pane, biscotti, dolci e pasticceria; spuntini dolci e/o salati, costituiti essenzialmente di cereali, cacao,
               dolci, cioccolato, zucchero, miele, frutta secca, noci, prodotti a base di patate (compresa farina di patate), noccioline
               americane, mandorle, noci cashew e/o pasticceria; prodotti da forno a lunga conservazione (anche con ripieni dolci e salati),
               in particolare pane croccante a fette, pasticceria croccante e biscotti; pizza anche conservata; cioccolato; confetteria,
               in particolare prodotti di cioccolato e cioccolatini, anche con ripieno di frutta, caffè, bevande analcoliche, vino e/o liquori,
               nonché di latte o prodotti derivati dal latte, in particolare yogurt; gelato e gelato in polvere; dolciumi, in particolare
               caramelle e gomme da masticare non per uso medico; marzapane; miele, creme di zucchero invertito, sciroppo di frutta, sciroppo
               di melassa; creme al cacao da spalmare, creme da spalmare sul pane a base di zucchero, cacao, nougat, latte e/o grassi; lievito,
               polvere per fare lievitare, essenze per cuocere al forno (esclusi gli oli essenziali); sale, senape, pepe, aceto, salse (comprese
               per salse per insalata), salse in polvere e estratti di salse (compresi quelli di salse per insalata), condimenti per insalata;
               maionese; ketchup, spezie e miscele di spezie; ghiaccio».
            
         
         
         
         
          
         –
            Classe 35: «Marketing, promozione delle vendite, consulenza aziendale e in materia di approvvigionamenti, ricerche e analisi
               di mercato; consulenza aziendale, organizzativa, consulenza nelle questioni riguardanti il personale e consulenza professionale
               in materia di affari; pubblicità; documentazione pubblicitaria; consulenza sulla decorazione di interni di edifici commerciali
               e negozi a fini pubblicitari, decorazioni di vetrine; mediazione in materia di informazioni e di know-how nel settore commerciale
               ed economico-aziendale, in particolare per il commercio di generi alimentari; contabilità, mediazione e stipulazione di affari
               commerciali, mediazione in contratti per l’acquisto e la cessione di merci; distribuzione di campioni a scopo pubblicitario».
            
         
         
         
         
         
         4
            
          Con decisione 18 gennaio 2002, l’esaminatore respingeva la domanda in quanto il marchio richiesto era descrittivo e non distintivo
         ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. b) e c), del regolamento n. 40/94.
         
         
         
         5
            
          Il 15 marzo 2002 la ricorrente ha presentato all’UAMI un ricorso ai sensi dell’art. 59 del regolamento n. 40/94 contro la
         decisione dell’esaminatore. 
         
         
         
         6
            
          Con decisione 3 luglio 2002 (in prosieguo: la «decisione impugnata»), la Terza commissione di ricorso ha annullato la decisione
         dell’esaminatore nella parte in cui respingeva la domanda di marchio per i servizi che rientrano nella classe 35. Per il resto
         la commissione ha respinto il ricorso.
         
         
         
         7
            
          Per quanto riguarda i prodotti che rientrano nelle classi 3, 29 e 30, la commissione di ricorso ha ritenuto, in sostanza,
         che il marchio richiesto fosse, da una parte, esclusivamente composto di indicazioni descrittive e, dall’altra, privo di carattere
         distintivo.
         
         Conclusioni delle parti
         
         8
            
          La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
         
         
         
          
         –
            annullare la decisione impugnata nella parte in cui conferma il rigetto della domanda di registrazione per le classi 3, 29
               e 30;
            
         
         
         
         
          
         –
            condannare l’UAMI alle spese.
         
         
         
         
         
         9
            
          L’UAMI conclude che il Tribunale voglia:
         
         
         
          
         –
            respingere il ricorso;
         
         
         
         
          
         –
            condannare la ricorrente alle spese.
         
         
         
         In diritto
         
         10
            
          La ricorrente deduce due motivi relativi alla violazione rispettivamente dell’art. 7, n. 1, lett. c), e dell’art. 7, n. 1,
         lett. b), del regolamento n. 40/94. Occorre cominciare con l’esaminare il secondo motivo.
         
         Argomenti delle parti
         
         11
            
          La ricorrente fa valere che il marchio richiesto Mehr für Ihr Geld presenta il minimo di carattere distintivo necessario ai
         sensi dell’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94.
         
         
         
         12
            
          Il consumatore considererebbe il segno Mehr für Ihr Geld come un insieme e come un’indicazione dell’impresa determinata da
         cui provengono i prodotti e i servizi cui si applica. Proprio perché tale segno ha la forma di un’affermazione diretta il
         cui senso è «se voi acquistate questo da noi, otterrete di più contro il vostro danaro», il consumatore medio vi ravviserebbe
         un’indicazione non tanto della qualità di un prodotto quanto dei vantaggi che otterrebbe effettuando i propri acquisti presso
         l’utilizzatore di tale slogan.
         
         
         
         13
            
          Inoltre, secondo la ricorrente, poiché il marchio richiesto Mehr für Ihr Geld è conciso e di effetto, il consumatore è curioso
         di sapere di quale «più» si tratti, di guisa che lo slogan gli resta nella memoria ed ha una funzione d’indicazione d’origine.
         Lo slogan trarrebbe vantaggio in modo originale dall’ambivalenza tra il termine «mehr» («di più»), che sarebbe indeterminato
         e, pertanto, il cui significato resterebbe oscuro, ed i termini «Ihr Geld» («il vostro danaro»), che per il consumatore sarebbe
         più comprensibile ed avrebbe un significato più personale.
         
         
         
         14
            
          Il fatto che lo slogan in questione sia costituito da elementi usuali, comprensibili e che sarebbero già stati utilizzati
         più volte nel commercio, sarebbe irrilevante per la valutazione del carattere distintivo del marchio richiesto, giacché il
         diritto dei marchi non tutelerebbe gli elementi isolati di questi e occorrerebbe sempre considerare il marchio nel suo insieme.
         Secondo la ricorrente, il fatto che talune parole dello slogan «Mehr für Ihr Geld» siano usate occasionalmente in modo descrittivo
         nella pubblicità fatta ai prodotti e servizi rivendicati non giustifica il rigetto della domanda di marchio per mancanza di
         carattere distintivo. Infatti, nella combinazione concreta di tali parole che si rivolgerebbero direttamente al consumatore
         destinatario della pubblicità, il segno sarebbe inteso, alla maniera di un marchio di ditta, come un’indicazione dell’origine
         commerciale dei prodotti e non già soltanto come un’indicazione di una determinata qualità di tali prodotti.
         
         
         
         15
            
          La ricorrente aggiunge che, a causa del carattere conciso, d’effetto e ambivalente del marchio richiesto, il consumatore vi
         scoprirà, senza che ciò sia necessario per superare il motivo di diniego, un insieme concettuale che provoca un effetto sorpresa
         e quindi di individuazione. L’interpretazione dell’elemento «mehr» («di più»), che desta la curiosità, in relazione con l’indicazione
         «Ihr Geld» («il vostro danaro»), produrrebbe un effetto di stupore e di stranezza presso il consumatore nell’ambito di uno
         slogan che comunica un’affermazione pubblicitaria positiva, di guisa che il marchio richiesto dovrebbe, nel suo insieme, considerarsi
         distintivo ai sensi della giurisprudenza [sentenza del Tribunale 11 dicembre 2001, causa T‑138/00, Erpo Möbelwerk/UAMI (DAS
         PRINZIP DER BEQUEMLICHKEIT), Racc. pag. II‑3739].
         
         
         
         16
            
          Secondo la ricorrente, a causa del suo carattere conciso e d’effetto, della sua formulazione, che costituisce un’apostrofe
         diretta e personale, e del suo senso vago, il marchio richiesto sarà percepito come un marchio di ditta e consentirà al consumatore
         di comprendere il maggior valore del prodotto acquistato nei negozi della ricorrente. Essa contesta l’affermazione dell’esaminatore
         secondo cui il marchio richiesto non fa intervenire alcun elemento di immaginazione. Questa valutazione non consentirebbe
         di concludere per una mancanza di carattere distintivo.
         
         
         
         17
            
          Peraltro, la ricorrente fa osservare che tutti gli esempi di utilizzazione del segno in questione o dei suoi elementi, invocati
         dall’esaminatore, rivelano un uso descrittivo di elementi del marchio richiesto o delle modifiche di questo. Tuttavia, le
         imprese concorrenti della ricorrente sarebbero libere di farne un uso descrittivo anche dopo la registrazione.
         
         
         
         18
            
          Inoltre, la ricorrente invoca una decisione del Bundesgerichtshof, Partner with the best (Markenrecht 2000, pagg. 50 e 51),
         secondo cui la reiterata presenza di diverse parole di uno slogan pubblicitario o di uno slogan pubblicitario somigliante,
         ad esempio su pagine Internet, non può comportare una valutazione contraria, giacché, in linea di principio, il marchio richiesto
         deve valutarsi nella sua totalità e, di conseguenza, una ricerca di documenti nei quali le diverse parole compaiono in indicazioni
         descrittive non consente di concludere per la frequenza dell’utilizzazione di tale marchio. Lo stesso deve dirsi per quanto
         riguarda un marchio comunitario.
         
         
         
         19
            
          Di conseguenza, il marchio richiesto Mehr für Ihr Geld non potrebbe essere considerato, per le classi 3, 29 e 30, un segno
         privo di carattere distintivo.
         
         
         
         20
            
          L’UAMI sostiene che a ragione la commissione di ricorso ha ritenuto che il marchio richiesto non fosse distintivo per i prodotti
         che esso designa nei confronti del pubblico pertinente.
         
         
         
         21
            
          L’UAMI ricorda che qualsiasi marchio che costituisce oggetto di una domanda di registrazione deve non soltanto avere un carattere
         distintivo, ma anche prestarsi ad esercitare una funzione d’indicazione di origine. L’UAMI asserisce di aver sempre considerato
         che la qualità di slogan pubblicitario non impedisce ad un marchio di vedersi accordare una tutela in quanto tale, così come
         non giustifica l’applicazione di criteri di valutazione più rigorosi nell’esame degli impedimenti assoluti [v., in tal senso,
         sentenza della Corte 4 ottobre 2001, causa C‑517/99, Merz & Krell, Racc. pag. I‑6959, punto 40, e sentenza del Tribunale 5
         dicembre 2002, causa T‑130/01, Sykes Enterprises/UAMI (REAL PEOPLE, REAL SOLUTIONS), Racc. pag. II‑5179, punto 19]. Questo
         punto di vista non comporterebbe però che debba essere ignorato l’effetto prodotto dal marchio richiesto sul consumatore interessato.
         Al contrario, secondo l’UAMI, occorre tenerne conto nei limiti in cui si tratta di accertare se il marchio di cui viene chiesta
         la registrazione, ammettendo che esso venga effettivamente utilizzato, sarà o no percepito dal pubblico interessato come un’indicazione
         d’origine.
         
         
         
         22
            
          L’UAMI contesta l’asserzione della ricorrente secondo cui il marchio richiesto Mehr für Ihr Geld («di più per il vostro danaro»)
         può svolgere un ruolo di indicazione d’origine. Secondo l’UAMI tale marchio è semplice, banale e direttamente accessibile.
         Il tenore del messaggio che esso trasmette coinciderebbe esattamente con l’informazione che il consumatore può ricavarne,
         cioè che il cliente potrà ottenere «di più» come contropartita del suo danaro. Il marchio richiesto si limiterebbe quindi
         a richiamare l’attenzione su un’offerta particolarmente vantaggiosa.
         
         Giudizio del Tribunale
         
         23
            
          Ai sensi dell’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94, sono esclusi dalla registrazione «i marchi privi di carattere
         distintivo». Inoltre, l’art. 7, n. 2, del regolamento n. 40/94 precisa che «il paragrafo 1 si applica anche se le cause d’impedimento
         esistono soltanto per una parte della Comunità».
         
         
         
         24
            
          I segni privi di carattere distintivo cui si riferisce l’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 sono reputati inidonei
         a svolgere la funzione essenziale del marchio, vale a dire quella di identificare l’origine del prodotto o del servizio, allo
         scopo di consentire in tal modo al consumatore che acquista il prodotto o il servizio designato dal marchio di cui trattasi
         di fare la medesima scelta in occasione di un acquisto successivo qualora l’esperienza si riveli positiva, oppure un’altra
         scelta, ove l’esperienza risulti negativa [sentenza del Tribunale 27 settembre 2002, causa T‑79/00, Rewe-Zentral/UAMI (LITE),
         Racc. pag. II‑705, punto 26]. Ciò vale, in particolare, per i segni che vengono comunemente utilizzati per la commercializzazione
         dei prodotti o dei servizi di cui trattasi [sentenza del Tribunale 3 luglio 2003, causa T‑122/01, Best Buy Concepts/UAMI (BEST
         BUY), Racc. pag. II‑2235, punto 20].
         
         
         
         25
            
          Ciò non toglie che la registrazione di un marchio composto da segni o indicazioni che siano peraltro utilizzati quali slogan
         pubblicitari, indicazioni di qualità o espressioni incitanti ad acquistare i prodotti o i servizi cui detto marchio si riferisce
         non è esclusa, di per sé, in ragione di una siffatta utilizzazione (v., per analogia, sentenza Merz & Krell, cit., punto 40).
         Tuttavia, un segno che svolga funzioni diverse da quelle del marchio in senso classico è distintivo ai sensi dell’art. 7,
         n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 solo se può essere percepito prima facie come uno strumento d’identificazione dell’origine
         commerciale dei prodotti o dei servizi considerati, affinché il pubblico destinatario distingua senza possibilità di confusione
         i prodotti o i servizi del titolare del marchio da quelli aventi un’altra origine commerciale (sentenza BEST BUY, cit., punto 21).
         
         
         
         26
            
          Il carattere distintivo di un segno può essere valutato soltanto, da un lato, riguardo ai prodotti o ai servizi per i quali
         viene chiesta la registrazione come marchio e, dall’altro, riguardo alla percezione che di esso abbia il pubblico pertinente
         (sentenza BEST BUY, cit., punto 22).
         
         
         
         27
            
          Nella fattispecie si deve rilevare anzitutto che i prodotti designati dal marchio richiesto sono prodotti di drogheria e prodotti
         alimentari di consumo corrente, destinati ai consumatori in generale. Di conseguenza, il pubblico destinatario si presume
         essere il consumatore medio, normalmente informato e ragionevolmente attento e avveduto. Peraltro, ai sensi dell’art. 7, n. 2,
         del regolamento n. 40/94, poiché il segno denominativo di cui trattasi è composto da elementi di lingua tedesca, il pubblico
         destinatario riguardo al quale occorre valutare l’impedimento assoluto è un pubblico germanofono [v., in tal senso, sentenze
         del Tribunale 27 febbraio 2002, causa T‑219/00, Ellos/UAMI (ELLOS), Racc. pag. II‑753, punti 30 e 31, e 15 ottobre 2003, causa
         T‑295/01, Nordmilch/UAMI (OLDENBURGER), Racc. pag. II‑4365, punto 35].
         
         
         
         28
            
          Per quanto riguarda, poi, il carattere distintivo del marchio richiesto, la commissione di ricorso ha rilevato, al punto 36
         della decisione impugnata, che lo slogan rivendicato era privo del carattere distintivo minimo richiesto, dato che sarebbe
         stato inteso dagli ambienti commerciali cui si rivolgeva come una semplice indicazione della qualità specifica dei prodotti
         proposti e non già come un marchio indicante l’impresa da cui essi provengono. Ciò risulterebbe dal fatto che, in quanto slogan
         corrente e abituale privo di elementi complementari distintivi, tale segno non ha carattere distintivo.
         
         
         
         29
            
          Occorre rilevare che la commissione di ricorso ha fatto un’analisi corretta del marchio richiesto. Infatti, il marchio richiesto
         sarà immediatamente percepito dal pubblico destinatario come una semplice formula promozionale o uno slogan che indica che
         i prodotti di cui trattasi presentano per i consumatori un vantaggio in termini di quantità e/o di qualità rispetto ai prodotti
         concorrenti (v., in tal senso, sentenza BEST BUY, cit., punto 29). In proposito, l’elemento «mehr» («di più») ha un carattere
         elogiativo di natura pubblicitaria, la cui funzione consiste nel sottolineare le qualità positive dei prodotti o servizi per
         la presentazione dei quali è impiegato detto elemento [v., in tal senso, sentenza del Tribunale 20 novembre 2002, cause riunite
         T‑79/01 e T‑86/01, Bosch/UAMI (Kit Pro e Kit Super Pro), Racc. pag. II‑4881, punto 26].
         
         
         
         30
            
          Peraltro, la stessa ricorrente ha indicato che il marchio richiesto crea nel consumatore l’idea generale che, quando acquista
         i prodotti da esso designati, ottiene «di più per il suo denaro».
         
         
         
         31
            
          In proposito, non è pertinente l’argomento della ricorrente secondo il quale il consumatore non è informato sul contenuto
         o sulla natura dei prodotti offerti con tale marchio, giacché non sa di quale «più» si tratti. Infatti, per assodare la mancanza
         di carattere distintivo, è sufficiente rilevare che il contenuto semantico del segno denominativo di cui trattasi indica al
         consumatore una caratteristica del prodotto relativa al suo valore commerciale che, senza essere precisa, procede da un’informazione
         di carattere promozionale o pubblicitario che il pubblico pertinente percepirà in primo luogo in quanto tale piuttosto che
         come un’indicazione dell’origine commerciale dei prodotti (v., in tal senso, sentenza REAL PEOPLE, REAL SOLUTIONS, cit., punti 29
         e 30). Per di più, la semplice mancanza di informazioni, nel segno denominativo Mehr für Ihr Geld, relativamente alla natura
         dei prodotti considerati non può essere sufficiente per conferire un carattere distintivo a tale segno (v., in tal senso,
         sentenza BEST BUY, cit., punto 30).
         
         
         
         32
            
          Inoltre, il marchio richiesto Mehr für Ihr Geld non contiene elementi che possano, al di là del suo evidente significato promozionale,
         permettere al pubblico pertinente di memorizzarlo facilmente e immediatamente quale marchio distintivo per i prodotti designati.
         Anche nell’ipotesi in cui il marchio richiesto fosse utilizzato da solo, senza altro segno o marchio, il pubblico pertinente,
         se non previamente avvertito, potrebbe intenderlo soltanto nella sua accezione promozionale (sentenza REAL PEOPLE, REAL SOLUTIONS,
         cit., punto 28).
         
         
         
         33
            
          Per quanto riguarda l’argomento ricavato dalla ricorrente dalla citata sentenza DAS PRINZIP DER BEQUEMLICHKEIT, secondo cui
         un marchio come il marchio richiesto dovrebbe essere considerato distintivo, è sufficiente osservare che, secondo la giurisprudenza
         successiva a tale sentenza, i marchi cui si riferisce l’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 sono non solo quelli
         comunemente utilizzati nel commercio per la presentazione dei prodotti o dei servizi di cui trattasi, ma anche quelli che
         sono soltanto idonei ad esserlo (v., in tal senso, sentenza Kit Pro e Kit Super Pro, cit., punto 19, e giurisprudenza citata).
         Orbene, rilevando in sostanza che «con le sue parole brevi e pregnanti, combinate in modo molto semplice», il marchio richiesto
         indica ai consumatori che i prodotti considerati presentano un vantaggio in termini di quantità e/o qualità, la commissione
         di ricorso, al punto 31 della decisione impugnata, ha adeguatamente dimostrato che tale marchio è idoneo ad essere comunemente
         utilizzato nel commercio per la presentazione dei prodotti di cui trattasi.
         
         
         
         34
            
          Di conseguenza, si deve constatare che il marchio richiesto sarà percepito in primo luogo dal pubblico pertinente come uno
         slogan promozionale, a causa del suo senso, piuttosto che come un marchio e che esso è quindi privo di carattere distintivo.
         
         
         
         35
            
          Quanto alla registrazione dello slogan «Partner with the best» in Germania, richiamata dalla ricorrente, occorre ricordare
         che, secondo una giurisprudenza costante, da un lato, il regime comunitario dei marchi è autonomo e, dall’altro, la legittimità
         delle decisioni delle commissioni di ricorso dev’essere valutata unicamente sulla base del regolamento n. 40/94 e non sulla
         base di una precedente prassi decisionale dell’UAMI [v. sentenze del Tribunale 16 febbraio 2000, causa T‑122/99, Procter &
         Gamble/UAMI (Forma di un sapone), Racc. pag. II‑265, punti 60 e 61; 5 dicembre 2000, causa T‑32/00, Messe München/UAMI (electronica),
         Racc. pag. II-3829, punti 46 e 47; 27 febbraio 2002, causa T‑106/00, Streamserve/UAMI (STREAMSERVE), Racc. pag. II-723, punto 66,
         e sentenza REAL PEOPLE, REAL SOLUTIONS, cit., punto 31]. Pertanto, l’UAMI non è vincolato né dalle registrazioni nazionali
         né dalle proprie decisioni precedenti.
         
         
         
         36
            
          Occorre quindi respingere il secondo motivo della ricorrente.
         
         
         
         37
            
          Come si evince dall’art. 7, n. 1, del regolamento n. 40/94, basta che sussista uno degli impedimenti ivi elencati perché il
         segno non possa essere registrato come marchio comunitario [sentenza della Corte 19 settembre 2002, causa C‑104/00 P, DKV/UAMI,
         Racc. pag. I‑7561, punto 29; sentenze del Tribunale 31 gennaio 2001, causa T‑331/99, Mitsubishi HiTec Paper Bielefeld/UAMI
         (Giroform), Racc. pag. II‑433, punto 30, e 27 novembre 2003, causa T‑348/02, Quick/UAMI (Quick), Racc. pag. II‑5071, punto 37].
         Non occorre quindi pronunciarsi sul secondo motivo, relativo alla violazione dell’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento
         n. 40/94.
         
         
         
         38
            
          Di conseguenza, il ricorso dev’essere respinto. 
         
         
         Sulle spese
         39
            
          Ai sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura del Tribunale, la parte soccombente è condannata alle spese se ne
         è stata fatta domanda. Poiché è rimasta soccombente, la ricorrente dev’essere condannata a sopportare le spese sostenute dall’UAMI,
         in conformità alle conclusioni di quest’ultimo.
         
         
         Per questi motivi,
         
         
         
            
            IL TRIBUNALE (Quarta Sezione)
         
         
          dichiara e statuisce:
         
            
            
            
               1)
                  Il ricorso è respinto.
               
            
            
            
            
               2)
                  La ricorrente è condannata alle spese.
               
            
            
                  Legal
               
               
                  Tiili
               
               
                  Vilaras
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
            
            
            
            
            
            
            
         
         
          Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 30 giugno 2004.
         
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  H. Jung
               
               
                  H. Legal
               
            
      
      
          1 –
            
            Lingua processuale: il tedesco.