CELEX: 51996DC0211
Language: it
Date: 1996-05-15 00:00:00
Title: Raccomandazione della Commissione relativa agli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e della Comunità

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
*    la-
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                                               Bruxelles, 15.05.1996
                                               COM(96)211 def.
            Raccomandazione della Commissione
                                   relativa
   agli indirizzi di massima per le politiche economiche
            degli Stati membri e della Comunità
                elaborata a norma dell'articolo 103, paragrafo 2
                del Trattato che istituisce la Comunità europea
 ---pagebreak---  ---pagebreak---             COMMISSIONE EUROPEA
           Raccomandazione della Commissione
                                   relativa
agli indirizzi di massima per le politiche economiche
           degli Stati membri e della Comunità
               elaborata a norma dell'articolo 103, paragrafo 2
                del Trattato che istituisce la Comunità europea
        I.  INDIRIZZI DI MASSIMA PER LE POLITICHE ECONOMICHE
            DEGLI STATI MEMBRI E DELLA COMUNITÀ
        II. DOCUMENTO ESPLICATIVO
            11.1. RAPPORTO SUI PROGRESSI REALIZZATI NELL'ATTUAZIONE DEGLI
                  INDIRIZZI DI MASSIMA PER LE POLITICHE ECONOMICHE DEL 1995
            II.2. PROSPETTIVE ECONOMICHE
                                                                            la
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                                               Indice
I.    INDIRIZZI DI MASSIMA PER LE POLITICHE ECONOMICHE
      DEGLI STATI MEMBRI E DELLA COMUNITÀ                                 1
1.1.  Principali obiettivi e indirizzi generali                           1
1.2.  Un dosaggio di politiche macroeconomiche atto a promuovere
      la crescita, l'occupazione e la convergenza                         2
1.3.  Stabilità dei prezzi e dei cambi                                    3
1.4.  Finanze pubbliche sane                                              5
1.5.  Migliorare il funzionamento dei mercati dei prodotti e dei servizi  7
1.6.  Promuovere l'occupazione e le riforme del mercato del lavoro        8
II.   DOCUMENTO ESPLICATIVO                                              10
11.1  Rapporto sui progressi realizzati nell'attuazione degli indirizzi
      di massima per le politiche economiche del 1995                    10
      11.1.1. Introduzione                                               10
      11.1.2. Stabilità dei prezzi e dei cambi                           13
      11.1.3. Finanze pubbliche sane                                     16
      11.1.4. Competitività                                              21
      11.1.5. Occupazione e mercato del lavoro                           23
II.2. Prospettive economiche                                             26
      11.2.1. Prospettive di crescita                                    26
      11.2.2. Tendenze occupazionali                                     28
       11.2.3. Convergenza                                               29
                                                                            Ib
 ---pagebreak---   I. Indirizzi di massima per le politiche economiche
                 degli Stati membri e della Comunità
1.1. Principali obiettivi e indirizzi generali
Contrariamente alle aspettative diffuse al momento dell'adozione degli indirizzi di massima per le
politiche economiche del 1995, l'economia della Comunità ha registrato negli ultimi dodici mesi
un netto rallentamento dell'attività e un nuovo incremento della disoccupazione. Mentre
l'inflazione è scesa, nell'insieme, secondo le previsioni e la convergenza in materia di prezzi si è
rafforzata, il risanamento delle finanze pubbliche è progredito ad un ritmo insufficiente ed è stato
reso più diffìcile dalla svolta negativa dell'economia.
Di conseguenza la Comunità non è riuscita a compiere progressi significativi verso la
realizzazione di importanti obiettivi economici quali quelli indicati nell'articolo 2 del trattato,
ossia una crescita sostenibile e non inflazionistica e un elevato livello di occupazione. La mancata
riduzione del divario tra aspirazioni e risultati in materia di benessere economico e sociale
rappresenta la causa principale del clima di minor fiducia oggi diffuso nella Comunità.
Va tuttavia sottolineato che i fattori economici fondamentali si presentano tuttora in modo assai
favorevole nella Comunità. L'inflazione è contenuta a livelli assai bassi in termini storici, i tassi
d'interesse sono in calo, i tassi di cambio si stanno progressivamente mettendo in linea con le
condizioni economiche sottostanti, il commercio mondiale si sta espandendo ad un ritmo sano e la
redditività degli investimenti è migliorata fino a raggiungere, nell'insieme, livelli notevolmente
superiori a quelli della seconda metà degli anni '80. Ma il rialzo dei tassi d'interesse a lungo
termine nel 1994, le turbolenze valutarie della primavera del 1995, le persistenti debolezze
strutturali e il deterioramento della fiducia hanno impedito che questi fattori positivi prendessero
il sopravvento durante il 1995 e nei primi mesi del 1996. Grazie al progressivo indebolirsi
dell'impatto dei primi due fattori negativi appena citati, combinato con la fine del processo di
riduzione delle scorte, ci si attende ora un rimbalzo dell'attività economica nella seconda metà
dell'anno in corso. Il ritmo della ripresa sarà determinato principalmente dalla capacità di mettere
in atto un dosaggio di politiche economiche più favorevole alla crescita e in grado di ridare
impulso alla fiducia. Le opportunità offerte dalla ripresa che si prospetta dovranno essere messe
pienamente a frutto per realizzare il grado di convergenza necessario per assicurare il successo del
passaggio all'Unione economica e monetaria il 1° gennaio 1999.
Per conseguire questi obiettivi sarà fondamentalmente necessaria una strategia di politica
economica mirata alla crescita e alla stabilità. Opportune iniziative strutturali sia nell'ambito dei
                                                                                                      /
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mercati dei beni e dei servizi che nel campo della riforma del mercato del lavoro dovrebbero
accompagnare e rafforzare un durevole riequilibrio del dosaggio delle politiche
macroeconomiche.
Essenzialmente, quindi, i presenti indirizzi corroborano e rinnovano con più forza le
raccomandazioni formulate negli esercizi precedenti. Se questa strategia non dà apparentemente
ancora risultati soddisfacenti nell'insieme della Comunità, è perché è stata messa in atto con
insufficiente vigore e credibilità. Tutti i soggetti politici sono perciò chiamati ad attuare la loro
politica economica allo scopo di contribuire alla realizzazione degli obiettivi della Comunità
(articolo 102 A del trattato), a tradurre in pratica ciò che è stato promesso da oltre due anni ed a
coordinare meglio le loro azioni. Il coordinamento delle politiche economiche non è solo un
obbligo sancito dal trattato (articolo 3 A) ma anche una necessità pratica, resa ancor più
impellente dalla più stretta integrazione delle economie degli Stati membri.
Va sottolineato che i presenti indirizzi, oltre a costituire la logica conseguenza delle analisi svolte
nell'ambito della relazione economica annua della Commissione per il 1996, tengono conto altresì
dei pareri formulati dal Parlamento europeo e dal Comitato economico e sociale dopo la lettura di
detta relazione.
1.2. Un dosaggio di politiche macroeconomiche atto a
      promuovere la crescita, l'occupazione e la convergenza
Per conseguire gli obiettivi della Comunità in materia di crescita, occupazione e convergenza
occorre perseguire un dosaggio di politiche macroeconomiche a breve e medio termine stabile e
favorevole agli investimenti, caratterizzato da:
(i)   una politica monetaria orientata verso la stabilità;
(ii) un forte impegno a risanare le finanze pubbliche nella maggior parte degli Stati membri,
      conformemente al calendario e agli obiettivi del trattato;
(iii) un andamento delle retribuzioni nominali coerente con l'obiettivo della stabilità dei prezzi e
      un'evoluzione dei salari reali compatibile con la realizzazione di condizioni propizie al
      rafforzamento degli investimenti atti a creare occupazione.
Per rilanciare il processo di ripresa e rafforzare la crescita e la creazione di posti di lavoro nel
medio periodo è indispensabile un allentamento durevole del dosaggio delle politiche
macroeconomiche. Quanto più la stabilità, che è l'obiettivo proprio della politica monetaria, sarà
favorita da provvedimenti di bilancio e da una dinamica salariale adeguati, tanto più le condizioni
monetarie, compresi i tassi di cambio e i tassi d'interesse a lungo termine, saranno favorevoli alla
crescita e all'occupazione. In tale contesto la politica monetaria può dare un contributo essenziale,
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secondo lo spirito dell'articolo 105, paragrafo 1 del trattato, alla realizzazione degli obiettivi della
Comunità definiti nell'articolo 2.
Una crescita elevata e sostenuta nel medio periodo, trainata da investimenti mirati all'espansione
delle capacità produttive, è fondamentale per:
(i)   ridurre significativamente e durevolmente il tasso di disoccupazione inaccettabilmente
      elevato nella Comunità e combattere il diffondersi dell'emarginazione;
(ii) acquisire il necessario miglioramento della competitività, e in particolare della produttività,
      dell'economia comunitaria compatibile con la salvaguardia, nel contesto di un'economia di
      mercato aperta, dei valori sociali fondamentali che caratterizzano l'Unione;
(iii) assicurare il durevole successo dell'Unione economica e monetaria, nella quale occorre
      garantire contemporaneamente la stabilità, la competitività e l'occupazione.
La responsabilità della messa in atto dell'auspicato allentamento del dosaggio delle politiche
macroeconomiche ricade su tre diversi gruppi di soggetti (banche centrali, governi nazionali e
parti sociali). Un efficace coordinamento tra le varie categorie di soggetti e tra i vari paesi è
essenziale per garantire la coerenza delle politiche. La Commissione intensificherà il suo dialogo
con le parti sociali sulle questioni di natura macroeconomica ed inviterà l'IME a partecipare ai
colloqui. Il dialogo sociale stesso dovrebbe essere intensificato, ove possibile e secondo le
tradizioni consolidate, anche a livello nazionale.
Per rafforzare sia la credibilità del quadro di politica macroeconomica che l'efficienza del
processo di coordinamento in ambito comunitario, gli Stati membri dovrebbero presentare
programmi di convergenza aggiornati e corroborati politicamente, nei quali venga dimostrato
chiaramente che i provvedimenti elaborati per migliorare la convergenza concorrono a
promuovere la crescita e l'occupazione nel medio periodo. La Commissione e il Consiglio
valuteranno la coerenza dei programmi di convergenza al livello comunitario nella prospettiva del
rafforzamento della sorveglianza delle politiche economiche di cui all'articolo 103, paragrafo 3
del trattato.
1.3. Stabilità dei prezzi e dei cambi
La realizzazione e il mantenimento di un quadro macroeconomico stabile costituiscono il
presupposto di una crescita sostenuta a medio termine. A tal fine, visto che per quest'anno si
pronostica un calo del tasso d'inflazione medio nella Comunità al 2'/2 per cento, ci si deve
proporre di rimanere entro questo limite e possibilmente di progredire ulteriormente fino a
scendere al 2 per cento.
 ---pagebreak--- Oggi dieci Stati membri hanno già conseguito l'obiettivo indicato negli indirizzi precedenti, ossia
un tasso d'inflazione1 non superiore al 2-3 per cento come tappa intermedia verso la stabilità dei
prezzi, mentre nel Regno Unito l'inflazione è vicina al 3 per cento. Nei sette paesi (Belgio,
Germania, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Austria e Finlandia) nei quali l'inflazione è
inferiore al 2 per cento e in Danimarca ed Irlanda, dove si situa appena al di sopra di questo
valore, la credibilità antinflazionistica del quadro di politica monetaria è generalmente saldamente
acquisita e non resta che consolidare questo risultato nel medio periodo. In Svezia, paese che ha
registrato di recente un significativo declino dell'inflazione, e nel Regno Unito ci si deve
prefiggere di mantenere e, ove opportuno, rafforzare le politiche antinflazionistiche.
I paesi per i quali viene pronosticato per il 1996 un tasso d'inflazione compreso tra il 3 ed il 5 per
cento (Spagna, Portogallo ed Italia) dovrebbero adoperarsi per ridurre ulteriormente l'inflazione e
portarla al di sotto del 3 per cento nel 1997. La Spagna ed il Portogallo dovrebbero perseverare
nella messa in atto delle politiche attuali mirando a rientrare nella forcella stabilita nel vicino
futuro. In Italia sarà essenzialmente la condotta della politica di bilancio a dettare il ritmo dei
progressi che potranno essere compiuti nel rendere credibile il cambio e nell'ancorare aspettative
di bassa inflazione.
Nonostante i visibili progressi degli ultimi anni, è evidente che in Grecia l'impegno nell'azione di
risanamento va mantenuto e rafforzato. A questo proposito si dovrebbe insistere in particolare
sulla perseveranza nell'orientamento correttivo della politica di bilancio impostato negli ultimi
due anni e nell'adesione alle politiche prudenti in materia monetaria e di cambio manifestamente
in atto fin dall'inizio degli anni '90.
Come si è sottolineato negli indirizzi precedenti, tutti gli Stati membri devono continuare a
considerare le loro politiche di cambio una questione di interesse comune nel quadro del sistema
monetario europeo e, se vi aderiscono, degli accordi di cambio. I movimenti dei cambi dell'inizio
del 1995 hanno reso manifesta per diversi Stati membri la necessità di ripensare il quadro
generale delle loro politiche per renderlo più credibile. Iniziative credibilmente e risolutamente
mirate a riequilibrare il dosaggio delle politiche ed a stabilizzare i prezzi, quali quelle
raccomandate nei presenti indirizzi, favoriranno un adeguato allineamento dei tassi di cambio non
solamente all'interno della Comunità, bensì anche al livello mondiale. Per i paesi che attualmente
non partecipano agli accordi di cambio queste politiche contribuiranno anche ad instaurare
condizioni atte a consentire, al momento opportuno, tale partecipazione.
      Misurato dalla media su dodici mesi della variazione annua degli indici provvisori dei prezzi al consumo.
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1.4. Finanze pubbliche sane
L'anno scorso sono stati compiuti nella Comunità alcuni progressi verso il risanamento dei conti
pubblici, ma la loro portata è rimasta limitata. Il mancato raggiungimento degli obiettivi di
bilancio annunciati è solo in parte attribuibile ai riflessi negativi del rallentamento della crescita.
L'insufficiente credibilità delle politiche di bilancio ha contribuito fortemente alle turbolenze
valutarie della primavera del 1995, ha minato la fiducia ed ha indotto i mercati finanziari a
dubitare della effettiva fattibilità dell'obiettivo della moneta unica.
Intanto numerosi paesi hanno preso misure significative per risanare i conti pubblici nel 1996 e, in
molti casi, anche nel 1997. Ciononostante la situazione ancora insoddisfacente delle finanze
pubbliche nella Comunità dovrebbe indurre gli Stati membri a riesaminare e, ove necessario, a
rafforzare i loro programmi di risanamento. Misure credibili, preannunciate e socialmente
equilibrate per ridurre i forti squilibri di bilancio consentiranno un ravvivarsi della fiducia, la
trasformazione della ripresa prevista in un processo di crescita durevole e creatrice di occupazione
nel medio periodo e il passaggio all'UEM in condizioni solide il 1° gennaio 1999.
Benché le condizioni economiche siano oggi meno favorevoli di quanto era stato anticipato al
momento dell'adozione degli indirizzi del 1995, un ulteriore rinvio dell'inevitabile processo di
risanamento non è un'opzione proponibile. Qualsiasi indugio rischierebbe di innescare reazioni
negative sui mercati finanziari, rendendo più gravosa l'opera di risanamento negli anni a venire.
Nelle circostanze attuali una politica che consenta agli stabilizzatori automatici di esplicare la loro
azione si presenta come largamente inopportuna nella grande maggioranza degli Stati membri.
Qualsiasi progresso compiuto quest'anno nella riduzione dei disavanzi strutturali avrà
naturalmente un effetto persistente e rafforzerà il processo di risanamento quando le condizioni
congiunturali miglioreranno. Inoltre l'impatto negativo sulla crescita a breve termine di credibili
consolidamenti di bilancio si rivelerà presumibilmente limitato, purché vengano messi in atto gli
opportuni provvedimenti di accompagnamento, tanto sotto il profilo monetario quanto sotto
quello strutturale.
Sulla base delle misure di aggiustamento decise fino ai primi di maggio del 1996, l'indebitamento
netto delle amministrazioni pubbliche per l'insieme della Comunità dovrebbe scendere poco al di
sotto del VA per cento del PIL nel 1997, contro il 5 per cento nel 1995. Praticamente tutti gli Stati
membri dovrebbero prefìggersi di ridurre il disavanzo di bilancio al 3 per cento, al massimo, del
PIL nel 1997, come tappa intermedia verso l'obiettivo di approssimarsi al pareggio a medio
termine. A questo proposito è incoraggiante che numerosi paesi abbiano recentemente annunciato
e stiano mettendo in atto significative misure per rimediare agli squilibri di bilancio.
Per quel che riguarda i singoli Stati membri, dodici dei quattordici paesi che hanno un programma
di convergenza (l'eccezione è il Lussemburgo) sono impegnati a ridurre il disavanzo pubblico al 3
per cento del PIL o ad un valore inferiore entro il 1996 o al più tardi nel 1997. Due di questi paesi
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(Danimarca e Irlanda) già rispettano il valore di riferimento del 3 per cento stabilito per il
disavanzo pubblico e dovrebbero quindi mettersi all'opera per conseguire obiettivi a medio
termine più ambiziosi.
Per quanto riguarda i dieci paesi rimanenti, Io sforzo aggiuntivo necessario per rispettare il valore
di riferimento del 3 per cento è indubbiamente alla loro portata e dovrebbe essere intrapreso con
vigore. All'interno di questo gruppo diversi paesi (Germania, Francia, Austria, Finlandia, Svezia)
hanno annunciato quest'anno misure significative o il rafforzamento dei loro programmi allo
scopo di contenere i rispettivi disavanzi entro il limite del 3 per cento del PIL o di ridurli ancora
di più nel 1997. Questi paesi, come pure i Paesi Bassi, dovrebbero mettere in atto risolutamente i
programmi di risanamento delle finanze pubbliche e rafforzarli se necessario per far sì che i loro
obiettivi vengano pienamente rispettati.
In Belgio sia l'incidenza sul gettito fiscale e sui trasferimenti sociali della minore dinamica della
crescita rispetto alle previsioni, sia la natura non ricorrente di alcune delle misure prese in
precedenza rendono necessario uno sforzo supplementare per rispettare il valore di riferimento del
3 per cento nel 1997. Il governo belga ha assunto un fermo impegno a definire le misure
necessarie a tal fine in sede di preparazione del bilancio per il 1997, ossia nel giugno-luglio di
quest'anno. Nel Regno Unito si prevede un ulteriore sostanziale declino del disavanzo di bilancio
nei prossimi due anni, soprattutto per effetto del programmato contenimento della spesa. Per
conseguire gli obiettivi del programma di convergenza sono però necessari ulteriori
provvedimenti per compensare sia lo sconfinamento dei conti pubblici dalla via tracciata nel 1995
sia la prevista minore rapidità nel miglioramento della situazione di bilancio nel breve periodo,
parzialmente imputabile al minor vigore della crescita rispetto ai pronostici. Infine, in Spagna e in
Portogallo occorre applicare con determinazione la componente dei programmi di convergenza
relativa ai conti pubblici, dedicando speciale attenzione, nel primo di questi paesi, al riesame del
sistema di sicurezza sociale.
Passando ai due Stati membri rimanenti, l'Italia deve prendere provvedimenti incisivi per
realizzare e migliorare il suo programma di risanamento dei conti pubblici, che continua a
rappresentare la priorità di politica economica al fine di ristabilire la fiducia dei mercati. Gli
interventi dovrebbero essere finalizzati, in primo luogo, alla lotta all'evasione fiscale, al
conseguimento di una disciplina finanziaria più rigorosa negli enti locali e al miglioramento
dell'efficienza della pubblica amministrazione. Per quanto riguarda la Grecia, è indispensabile un
forte impegno su tutta una serie di fronti, e in particolare per quanto riguarda il proseguimento
delle attuali iniziative di privatizzazione, l'ampliamento della base imponibile e i tagli della spesa
corrente.
Anche se la portata, i tempi e il piano delle misure di risanamento devono essere definiti su
misura per ogni singolo paese, tenendo conto delle sue condizioni specifiche, nei precedenti
indirizzi si sono indicati alcuni principi generali. Tra questi ricordiamo:
(i)   l'ampio consenso sul fatto che il contenimento dell'espansione della spesa rappresenta una via
      più credibile ed efficace che l'ulteriore inasprimento della pressione tributaria complessiva.
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      Tra i problemi da affrontare si annoverano la necessità di commisurare le prestazioni
      pensionistiche alle risorse, di contenere la crescita della spesa sanitaria e di ridurre sussidi
      costosi e fonte di distorsioni;
(ii) la necessità di correggere, per quanto possibile, la destinazione della spesa pubblica,
      spostandola verso attività produttive quali gli investimenti in infrastrutture e nelle risorse
      umane e le misure attive di sostegno del mercato del lavoro, badando a non mettere a
      repentaglio la necessaria riduzione dei disavanzi di bilancio;
(iii) l'esigenza di migliorare l'efficienza dei servizi pubblici, tra l'altro con sistemi di gestione più
      flessibili, incentivi più efficaci per i pubblici dipendenti e, in qualche caso, con un più esteso
      ricorso alla privatizzazione e a contributi a carico degli utenti, nei limiti in cui gli Stati
      membri ritengono che misure del genere siano compatibili con i loro obiettivi;
(iv) l'opportunità di assicurare che un alleggerimento della pressione tributaria complessiva,
      auspicabile nella maggior parte degli Stati membri, sia subordinato all'avvio di un declino
      stabile del disavanzo pubblico. Nel frattempo, tuttavia, gli Stati membri possono utilmente
      ampliare la base imponibile e rivedere la struttura delle imposte in modo da ridurre l'onere
      fiscale che grava sul lavoro. In particolare si dovrebbe pensare a ridurre i costi indiretti del
      lavoro all'estremo inferiore della scala dei salari.
1.5. Migliorare il funzionamento dei mercati dei prodotti e dei
      servizi
Per promuovere la crescita, e quindi l'occupazione, mantenendo bassa l'inflazione, è essenziale
che alla manovra macroeconomica si affianchino misure intese a migliorare il funzionamento dei
mercati dei prodotti e dei servizi in generale ed a favorire una maggiore concorrenza ed un
funzionamento più flessibile del meccanismo di formazione dei prezzi in particolare. Ciò richiede
essenzialmente un ulteriore rafforzamento delle politiche di concorrenza e la limitazione degli
aiuti di Stato, pur nel pieno rispetto degli obiettivi in materia di coesione economica e sociale di
cui all'articolo 130 A del trattato.
È altresì essenziale sfruttare pienamente il potenziale del mercato interno in un contesto aperto e
concorrenziale attraverso il recepimento nelle legislazioni nazionali e l'effettiva applicazione della
legislazione sul mercato unico. Nei settori in cui il processo di recepimento è in ritardo si impone
uno sforzo particolare per presentare ai parlamenti nazionali tutte le proposte necessarie prima
della fine del 1996.
Per promuovere la competitività della Comunità, occorre mettere sollecitamente in atto misure
intese a promuovere l'innovazione, a favorire l'instaurarsi della società dell'informazione ed a
creare un ambiente di lavoro più propizio all'iniziativa e allo sviluppo delle PMI. Si tratta di
settori nei quali gli strumenti decisivi sono in gran parte nelle mani dei singoli Stati membri.
Tuttavia il potenziale e l'efficacia delle misure nazionali, che sono essenziali, possono essere
significativamente incrementati dal coordinamento e da opportune misure al livello comunitario.
A questo proposito, tra le molteplici iniziative oggi in atto, si dovrebbe dedicare particolare
attenzione ad alcune recenti proposte della Commissione. Ci si dovrebbe impegnare per eliminare
gli ostacoli che ancora si frappongono all'effettiva realizzazione dei progetti di reti transeuropee.
 ---pagebreak--- È necessario adoperarsi ulteriormente per allentare i vincoli che continuano a frenare lo sviluppo
del settore delle PMI. Occorre un maggior coordinamento sia tra i programmi di R&S nell'ambito
degli Stati membri sia tra i programmi nazionali e i programmi di ricerca specifici finanziati dalla
Comunità. La Commissione continuerà inoltre ad adoperarsi per favorire la concorrenza nei
mercati comunitari. Infine, per incrementare il potenziale di creazione di occupazione insito nelle
politiche di tutela dell'ambiente, per la loro attuazione si dovrebbe ricorrere, più di quanto non
venga fatto attualmente, a strumenti basati sui meccanismi di mercato, compresi quelli fiscali,
tanto al livello nazionale quanto a quello comunitario.
1.6. Promuovere l'occupazione e le riforme del mercato del lavoro
Sono trascorsi ormai più di due anni e mezzo dalla pubblicazione del Libro bianco della
Commissione su crescita, competitività ed occupazione e la strategia di Essen per la promozione
dell'occupazione è oramai operativa da un certo tempo, ma se si traccia un bilancio
dell'evoluzione dell'occupazione nella Comunità durante questo periodo il risultato è sconfortante.
Anche se la ripresa preventivata ridarà impulso alla creazione di posti di lavoro e invertirà
                                                                   —*
l'attuale tendenza al rialzo della disoccupazione, è probabile che nel 1997 vi saranno ancora nella
Comunità oltre 17 milioni di disoccupati. Per un miglioramento durevole e significativo della
situazione dell'occupazione e della disoccupazione sono indispensabili non solo una crescita
economica duratura ed elevata e mercati efficienti dei prodotti e dei servizi, bensì anche una serie
di riforme di ampio respiro del mercato del lavoro.
Eliminare le rigidità esistenti e consentire un più efficiente funzionamento del mercato del lavoro
sono gli indirizzi essenziali cui si ispira l'opera svolta al livello nazionale per rendere possibili sia
un'espansione a medio termine più vigorosa e senza tensioni, sia una configurazione della crescita
che generi un maggior numero di posti di lavoro. Gli Stati membri sono già intervenuti per
riformare il mercato del lavoro: essi vanno incoraggiati ad intensificare i loro sforzi garantendo al
tempo stesso l'equità e l'efficienza dei sistemi di protezione sociale. Attuando politiche che mirino
ad accrescere la mobilità occupazionale e territoriale dei lavoratori ed a rendere più efficienti i
servizi di collocamento, si dovrebbero poter ridurre le strozzature che rischiano di arrestare
precocemente il processo di crescita.
Sono auspicabili opportune politiche per adeguare l'intero sistema dell'istruzione - compresa la
formazione professionale - tanto alle esigenze dei mercati quanto a quelle di miglioramento del
capitale umano, accrescendo così il potenziale di crescita dell'economia. Su questo terreno, si
dovrebbe dare la precedenza alle iniziative intese a rendere i giovani, le donne ed i disoccupati,
specie quelli poco qualificati e inesperti, più atti ad essere utilizzati negli impieghi disponibili
nonché a ridurre lo scompenso tra qualifiche richieste e qualifiche offerte sul mercato del lavoro,
assicurando una formazione più adeguata alle mutevoli esigenze del mercato stesso.
 ---pagebreak---                                                    9-
Si deve promuovere una crescita a più alta intensità di occupazione mantenendo un'adeguata
dinamica del salario medio e, in alcuni casi, differenziando maggiormente le retribuzioni secondo
le qualifiche, le regioni e, in qualche misura, anche secondo i settori e le imprese. Una riduzione
del costo del lavoro nelle mansioni a bassa produttività, attraverso un intervento diretto sui salari
(per esempio introducendo ove opportuno un salario d'ingresso) o una riduzione mirata del costo
indiretto del lavoro, dovrebbe accrescere gli incentivi all'assunzione di personale scarsamente
qualificato. Le misure adottate dovranno essere compatibili con la politica di concorrenza
comunitaria. Adeguamenti al livello aziendale dell'orario e dell'organizzazione del lavoro
potrebbero dare un contributo nella stessa direzione. Infine si dovrebbe anche incoraggiare la
promozione di iniziative locali e regionali nel settore dei nuovi servizi ad alta intensità di lavoro,
quali quelli individuati nella Comunicazione della Commissione su una strategia europea per
incoraggiare le iniziative locali di sviluppo e occupazione.
Tutti gli elementi di cui sopra figurano nella strategia comune per l'occupazione delineata dal
Consiglio europeo ad Essen e successivamente precisata in occasione dei Consigli europei di
Cannes e di Madrid. Le procedure adottate in tali sedi devono essere rese più efficienti. I
programmi pluriennali degli Stati membri per l'occupazione devono essere anch'essi ulteriormente
sviluppati per renderli più efficaci in quanto strumenti della politica del mercato del lavoro.
L'iniziativa della Commissione di mobilitare tutti i soggetti politici e sociali per dare la massima
priorità alla lotta contro la disoccupazione mira anche a sfruttare al massimo gli strumenti
esistenti al livello dell'Unione.
 ---pagebreak---                                                               10
                            II. DOCUMENTO ESPLICATIVO
11.1 Rapporto sui progressi realizzati nell'attuazione degli
        indirizzi di massima per le politiche economiche del
        1995
IL 1.1. Introduzione
Le disposizioni del trattato di Maastricht hanno comportato l'adozione d'indirizzi di massima per
le politiche economiche nel dicembre 1993, nel luglio 1994 e da ultimo nel luglio 1995. Su
mandato del Consiglio europeo si è proceduto nel dicembre 1994 a valutare l'attuazione degli
indirizzi di massima per il 1993, mentre l'attuazione degli indirizzi di massima per il 1994 è stata
oggetto d'esame in due occasioni distinte, nel dicembre e nel giugno 1995.
Il presente documento fa seguito ad una richiesta del Consiglio europeo di Cannes e passa in
rassegna i progressi compiuti nell'attuare gli indirizzi di massima per le politiche economiche del
 19952 successivamente alla loro adozione da parte del Consiglio Ecofìn nel luglio dell'anno
scorso. Allo scopo di snellire le procedure di sorveglianza ed al tempo stesso di presentare le
informazioni e le analisi necessarie all'adozione dei nuovi indirizzi, d'ora in poi del documento
esplicativo della Commissione farà parte integrante una valutazione degli indirizzi precedenti, che
fornirà una valida indicazione dell'impegno con cui i singoli Stati membri affrontano le
responsabilità comuni in fatto di politiche economiche. Giacché tali politiche sono orientate al
medio termine, il presente rapporto esamina le tendenze manifestatesi dopo l'adozione della prima
raccomandazione sugli indirizzi nel 1993.
I temi di politica economica proposti negli indirizzi per il 1995 s'inserivano in un contesto nel
quale il processo di ripresa economica, iniziato verso la seconda metà del 1993, aveva in
apparenza preso saldamente piede. Il ritmo e la struttura dell'espansione economica del 1994
avevano spinto a pronosticare ottimisticamente tassi di crescita dell'ordine del 3 per cento per il
 1995 ed il 1996.
Nei mesi scorsi tuttavia la crescita ha accusato un marcato rallentamento. La relazione economica
annua della Commissione per il 1996 contiene un'analisi d'ampio respiro dei fattori all'origine di
tale rallentamento; in questa sede se ne riepilogheranno soltanto i punti cruciali. I tassi trimestrali
di crescita del PIL dell'ordine del VA-A per cento (tasso annualizzato) rilevati per la maggior parte
del 1994 hanno subito un rallentamento scendendo al 2 per cento circa nel secondo e terzo
trimestre del 1995 per arrivare ad un sostanziale ristagno nell'ultimo trimestre di tale anno. Questi
risultati inferiori alle previsioni hanno determinato un'evoluzione negativa del mercato del lavoro,
con il risultato che verso la fine del 1995 il moderato incremento dell'occupazione globale nella
      Un primo esame dell'applicazione degli indirizzi si è svolto nel dicembre 1995.
 ---pagebreak---                                                                11
Comunità manifestatosi dalla metà del 1994 in poi ha registrato una battuta d'arresto. Le tendenze
occupazionali hanno assunto un andamento spiccatamente negativo sopratutto nei paesi in cui la
situazione concorrenziale s'è maggiormente deteriorata in seguito alla crisi valutaria della
primavera 1995; anche in molti altri paesi tuttavia il rallentamento economico ha bloccato la
ripresa dell'occupazione, cosicché si stima che l'anno scorso nella Comunità globalmente
considerata l'occupazione abbia registrato una crescita di solo Vi punto percentuale.
A prescindere dal venir meno dell'impulso iniziale connesso alla costituzione di scorte, il
cospicuo rallentamento del 1995 è sostanzialmente da ricondursi a due sviluppi sfavorevoli
intervenuti sui mercati finanziari. In primo luogo il marcato aumento dei tassi di interesse a lungo
termine sui mercati finanziari mondiali e della Comunità verificatosi nel corso del 1994 sembra
aver esercitato nel 1995 un'influenza moderatrice più forte del previsto sulle decisioni di spesa
delle imprese e delle famiglie. L'aumento dei rendimenti presenta considerevoli variazioni da uno
Stato membro all'altro, in relazione tra l'altro ai risultati economici ottenuti, alla politica
economica perseguita ed alla sua credibilità. In particolare i tassi d'interesse a lungo termine
hanno registrato un aumento più sensibile nei paesi in cui ai mercati non sembrava ancora
impostato un risamento chiaramente sostenibile delle finanze pubbliche.
                 Tabella 1
                                             Tassi d* interesse nominali
                                                           ( per cento)
                            Die.    Die. Aprile Genn. Aprile Die. Die. Aprile Genn. Aprile
                           1993    1994 1995 1996 1996 1993 1994 1995 1996 1996
                                    A breve termine1                  |           A lungo termine 2
                 B           7.2    5.4       5.3      3.6      3.3       6.6     8.3     7.9       6.5      6.7
                 DK          7.3    6.2       6.9      4.4      4.0       6.2     8.8     8.8       7.0      7.3
                 D           6.1    5.3       4.6      3.5      3.3       5.7     7.5      7.1      5.9      6.4
                 GR        19.9    17.9     17.2      14.6     14.1
                 E           8.9    8.2       9.4      8.9      7.8       8.3    11.5    12.1       9.5      9.3
                 F           6.5    5.9       7.7      4.7      3.9       5.8     8.1      7.8      6.5      6.5
                 IRL         6.3    6.3       6.8      5.4      5.1               8.6      8.7      7.2      7.6
                 1           8.6    9.0     10.8       9.9      9.4       8.8    11.9    13.0      10.2     10.1
                 NL          5.6    5.4       4.7      3.3      2.9       5.7     7.6      7.2      5.9      6.4
                 A           5.8    4.8       4.5      3.7      3.0               7.6      7.4      6.2      6.5
                 P         11.7    10.5     10.8       8.5      7.6       9.0    11.5    12.1       9.4      9.2
                 FIN         5.9    5.7       6.0      4.2      3.9              10.3     9.4       7.0      7.5
                 S           7.7    8.2       8.9      8.4      6.6              10.7    11.5       8.3      8.4
                 UK          5.3    6.4       6.7      6.4      6.0      6.3      8.5     8.4       7.4      8.1
                 EUR         6.9    6.6       7.2      5.8      5.3     (6.8)   (90)    (89)        7.3      7.6
                 1
                   Tasso trimestrale di mercato monetario.
                 2
                   Reddito delle obbligazioni decennali di riferimento, salvo che per i dati relativi all'EUR fino
                   all'aprile 1995 che riportano il rendimento delle obbligazioni governative.
                 Fonte: Previsioni della Commissione della primavera 1996.
Il secondo, e forse il più importante, sviluppo è costituito dalle pesanti ripercussioni che le
turbolenze valutarie della primavera I995, scatenate da un considerevole indebolimento del
dollaro statunitense in seguito alla crisi del peso messicano, ha avuto sulle economie dei paesi la
cui valuta si è apprezzata o deprezzata. Le cospicue e brusche fluttuazioni valutarie tra monete
comunitarie seguite a tale crisi sembrano però da ricondurre al soggiacente e più profondo
 ---pagebreak---                                                   12-
problema della mancanza di credibilità dei programmi nazionali di consolidamento del bilancio e
riforma strutturale e/o alla percezione del rischio di rinnovate tensioni inflazionistiche in alcuni
Stati membri. In Germania e nei paesi la cui moneta è strettamente legata al DM l'apprezzamento
della valuta ha comportato un considerevole irrigidimento delle condizioni monetarie globali,
nonostante un allentamento dei tassi d'interesse a breve termine, ed un peggioramento della
concorrenzialità e della redditività industriale.          Tabella 2
                                                              Tassi di cambio nominali effettivi
Questa      situazione è a sua volta andata a
                                                                      Indice: agosto 1992 = 100
ripercuotersi sugli investimenti, determinando un
                                                                      Die.     Die.  Aprile Genn. Aprile
marcato deterioramento della fiducia delle imprese.                  1993     1994    1995  1996  1996
D'altro canto, nei paesi la cui moneta aveva subito         B         99.9    103.3   107.9 105.9 104.6
un significativo deprezzamento l'impulso dato nel           DK       100.5    102.2   107.2 106.8 105.4
                                                            D        100.8    103.1   109.3 106.7 104.9
breve termine all'espansione delle loro quote sui
mercati esteri è stato in certa misura                      GR        87.5     82.9    82.9  80.2  80.9
                                                            E         78.4     78.2    77.1  80.6  80.2
controbilanciato da una crescita più lenta su questi        F        100.9    102.4 106.3 106.7   106.0
stessi mercati, oltre che da aumenti dei tassi
                                                            IRL       92.8     94.5    93.3  94.3  94.6
d'interesse e dall'erosione del potere d'acquisto dei       1         75.1     72.7    63.2  71.8  73.9
consumatori derivanti dall'acuirsi dei fenomeni             NL       102.6    104.3 109.0 107.0   105.8
inflazionistici sul mercato interno. Inoltre a livello      A        101.5    102.8   107.3 105.5 104.2
della Comunità nel suo insieme fluttuazioni                 P         87.2     88.3    90.2  89.6  89.3
                                                            FIN       82.5     91.5    95.8  95.8  91.1
cospicue ed improvvise dei tassi di cambio
intracomunitari pongono a repentaglio il corretto           S         74.6     77.5    73.0  83.2  84.8
                                                            UK        88.7     87.1    83.2  82.1  82.4
funzionamento del mercato interno e determinano
                                                            EUR       78.2     80.2    80.4  84.6  83.6
inevitabilmente un'allocazione subottimale delle
risorse.                                                  Fonte: Commissione.
L'evoluzione di cui sopra pone in risalto la necessità di un maggior coordinamento delle politiche
economiche a livello internazionale. Essa evidenzia inoltre con chiarezza le ripercussioni negative
che ha su crescita, occupazione e fiducia degli operatori l'eccessiva prudenza di quegli interventi
nei settori di politica economica posti sotto la diretta responsabilità degli Stati membri che sono
necessari a riequilibrare ulteriormente l'insieme delle politiche perseguite, secondo quanto
raccomandato negli indirizzi di massima del 1995.
La rassegna dei progressi compiuti fatta nei paragrafi che seguono ricalca le quattro ampie
tematiche affrontate dalla raccomandazione del Consiglio, vale a dire: stabilità dei prezzi e dei
cambi, finanze pubbliche sane, competitività, occupazione e mercato del lavoro.
 ---pagebreak---                                                                                              13
II. 1.2. Stabilità dei prezzi e dei cambi
Stabilità dei prezzi -- Gli indirizzi di massima per il 1995 hanno ribadito l'obiettivo, già stabilito
 nel 1993 e nel 1994, di un valore del tasso di inflazione non superiore al 2-3 per cento come
 prodromo alla stabilità dei prezzi, aggiungendo che probabilmente nel 1996 la maggior parte degli
 Stati membri avrebbe conseguito tale obiettivo.
   Grafico 1                                                                                                      Nella      Comunità        l'inflazione
                                                 INFLAZIONE
                                Indici provvisori dei prezzi ai consumo*                                          risulta costantemente orientata al
                                      (marzo 1996 - media su 12 mesi)
                                                                                                                  calo dal 1991 in poi; l'anno scorso
                                                                                                                  il tasso d'incremento del deflatore
                                                                                                                  dei consumi privati è sceso dal
                                                                                                                  5/4 per cento circa ad un valore di
                                                                                                                  poco superiore al 3 per cento, e la
                                                                                                                  maggior parte degli Stati membri
                                                                                                                  hanno già conseguito gli obiettivi
                                                                                                                  stabiliti in fatto d'inflazione. Per
              B DK D GR E F IRL I L NL A P FIN S UK
       * Gli indici provvisori dei prezzi al consumo rappresentano la prima fase di un processo volto ad
       armonizzare a livello comunitario le modalità nazionali di calcolo dell'indice dei prezzi al consumo.
                                                                                                                  quanto riguarda          l'evoluzione
                                                                                     •                 I M M . IH
                                                                                                                  sinora registrata nel 1996, nella
                                                                                                                  Comunità l'inflazione in termini
di prezzi al consumo, misurata dalla media su dodici mesi della variazione annua degli indici
provvisori dei prezzi al consumo (IPPC) , risultava pari al 2,9 per cento nel marzo di quest'anno.
In dieci Stati membri l'inflazione rientrava nell'intervallo indicato dagli indirizzi, e nella
maggioranza di tali Stati il tasso d'inflazione risultava addirittura inferiore al 2 per cento, mentre
nel Regno Unito esso era prossimo al 3 per cento. Tra gli altri Stati membri il Portogallo si è
relativamente avvicinato all'intervallo di riferimento negli ultimi mesi, mentre in Spagna ed Italia
l'inflazione ha registrato un netto calo dopo la fiammata dell'anno scorso, che è da ricondursi
all'effetto combinato del deprezzamento valutario e degli aumenti dell'imposizione indiretta. In
Grecia infine l'anno scorso si sono registrati ulteriori progressi di rilievo, ma negli ultimi mesi il
processo di disinflazione sembra aver perso slancio, benché questo sviluppo della situazione sia
da ricollegarsi a fattori esogeni.
I risultati relativamente incoraggianti ottenuti sotto il profilo dell'inflazione dopo l'adozione degli
indirizzi rappresentano gli effetti combinati di varie forze giacché esprimono l'influenza non
soltanto di fattori quali un persistente, ed addirittura crescente, differenziale negativo tra
produzione potenziale ed effettiva ovvero la contenuta variazione dei prezzi delle materie prime,
ma anche di miglioramenti strutturali in campi quali l'indipendenza delle banche centrali, la
dinamica salariale e la concorrenza. I considerevoli successi conseguiti da diversi Stati membri
nella lotta all'inflazione e gli appropriati interventi delle autorità monetarie nei paesi la cui moneta
ha subito un deprezzamento hanno reso più credibili le politiche antinflazionistiche. L'anno scorso
la dinamica salariale è stata relativamente contenuta ed in armonia con gli aumenti dei prezzi
3
             Gli IPPC rappresentano la prima fase dì un processo volto all'armonizzazione delle modalità di calcolo dell'indice
             dei prezzi al consumo. Gli IPPC e successivamente gli IAPC (Indici armonizzati dei prezzi al consumo), di cui ci
             si servirà a partire dal gennaio 1997, verranno utilizzati per valutare l'ottemperanza al criterio dell'inflazione
             previsto dal trattato di Maastricht.
 ---pagebreak---                                                            14
nella maggior parte degli Stati membri: nella Comunità globalmente considerata la retribuzione
nominale pro capite dei lavoratori dipendenti ha subito una lieve accelerazione che l'ha portata al
valore del 3'/2 per cento, rispetto ad un tasso annuo medio d'incremento prossimo al 6 per cento
per il periodo 1991-1993. II costo reale del lavoro per unità di prodotto ha contribuito a migliorare
la redditività calando dell'I per cento o più in diversi Stati membri e dell'1.3 per cento
nell'insieme della Comunità, rispettando così le raccomandazioni contenute negli indirizzi di
massima.
                  Tabella 3
                                           Evoluzione dell'inflazione
                                             (varìazone annua percentuale)
                                Deflatore dei        Retribuzione nominale   Costo reale del lavoro
                              consumi privati             pro capite dei     per unità di prodotto
                                                            dipendenti
                          1993      1994     1995     1993     1994    1995  1993     1994     1995
                B           3.1       3.0     1.5      3.3      4.8      1.9  -0.4    -0.7     -1.5
                DK          0.3       1.7     1.8      1.6      3.6      3.3  -1.5    -3.0      0.5
                D           3.9       2.7     2.0      4.3      3.2      3.8  -0.1    -2.6     -0.7
                GR        13.7       10.8     9.3     10.1     11.9    12.5   -0.4     1.3      1.9
                E           5.5       4.9     4.6      6.5      3.1      2.4  -0.5    -3.4     -2.6
                F           2.2       1.8     1.6      2.2      2.1      2.4   0.1    -1.9     -0.3
                IRL         1.7       2.7     2.5      4.9      3.2      3.1  -1.7    -2.0     -2.6
                1           5.4       4.6     5.7      3.7      3.0      5.2  -2.4    -4.0     -3.1
                L           7.0       2.4     2.0      5.2      3.4      3.9  -2.6    -0.9     -0.8
                NL          2.3       2.4     1.1      3.1      2.3      3.0   0.6    -2.5     -0.1
               A            3.4       3.0     2.2      4.6      3.1      3.8   0.3     0.6     -0.3
                P           7.1       5.2     4.2      9.1      5.2      4.6   0.8    -1.4     -3.5
               FIN          4.2       1.3     1.1      1.0      3.5      5.3  -6.6    -2.9     -0.4
               S            5.7       3.1     2.7      4.4      5.4      3.0  -1.4    -1.1     -2.4
               UK           3.5       2.5     2.6      4.3      3.5      3.1  -2.6    -2.4     -1.0
               EUR          4.1       3.2     3.0      4.0      3.2      3.5  -1.0    -2.5     -1.3
               Fonte: Previsioni della Commissione della primavera 1996.
Cionondimeno la dinamica salariale presenta una tendenza deludente in alcuni paesi; non soltanto
in quelli in cui il processo di disinflazione non è ancora stato portato a termine, ma anche ad
esempio in Germania, paese in cui gli aumenti previsti dagli accordi salariali hanno raggiunto
valori relativamente elevati rispetto agli obiettivi dichiarati dalle autorità monetarie in fatto
d'inflazione il che, congiuntamente all'apprezzamento del DM, ha contribuito ad erodere
concorrenzialità e redditività dei settori più esposti sui mercati esteri. In Italia i costi salariali
hanno registrato un'accelerazione nel 1995, ma il tasso d'incremento s'è mantenuto su livelli di
poco inferiori a quelli dell'inflazione; occorre peraltro una vigilanza costante per evitare che si
sviluppi una spirale prezzi/salari che, qualora non venisse efficacemente combattuta, renderebbe
più oneroso conseguire in futuro la stabilità dei prezzi. In Finlandia nel 1995 i salari hanno
accusato un aumento significativo in termini tanto nominali quanto reali; grazie tuttavia ai termini
moderati dell'accordo biennale sulla politica dei redditi, gli aumenti salariali registreranno un
sostanziale rallentamento nel 1996 e nel 1997.
Stabilità dei tassi di cambio - Dopo le turbolenze valutarie della primavera 1995 un ampio
grado di stabilità ha ricominciato lentamente ad instaurarsi nei mesi che vanno fino a settembre
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dello stesso anno. Tra i fattori che hanno contribuito a questo processo è da annoverare il
rafforzamento del dollaro statunitense fino a fine agosto, un allentamento delle condizioni
monetarie da parte della Bundesbank a marzo ed un rinnovato impegno per il consolidamento del
bilancio da parte di diversi Stati membri. Questo favorevole stato di cose è venuto in certa misura
meno nel mese di settembre con una ripresa delle fluttuazioni valutarie tra monete europee. Tra i
fattori responsabili delle rinnovate tensioni vi sono un nuovo indebolimento del dollaro e fattori
specifici di natura economica e politica operanti in diversi paesi europei, associati ad un
riaccendersi dei dubbi riguardanti le prospettive dell'UEM. Nonostante questo intermezzo tuttavia
la calma è tornata a regnare sui mercati e le fluttuazioni valutarie del 1994-1995 sono state in
ampia misura compensate nei primi mesi di quest'anno.
Le monete di Grecia, Italia e Regno Unito continuano ad essere al di fuori degli accordi di
cambio. Dei tre nuovi Stati membri solo l'Austria ha aderito agli accordi all'inizio del 1995.
L'evoluzione verificatasi nel 1995 in rapporto ai tassi di interesse a breve e lungo termine riflette
in parte le tensioni sui mercati valutari. Dal marzo 1995 la Bundesbank ha ridotto il tasso di
sconto a quattro riprese in un contesto caratterizzato in Germania da una lenta crescita dell'offerta
di moneta e da prospettive inflazionistiche più favorevoli, offrendo così alla maggior parte degli
altri Stati membri la possibilità di seguirla sullo stesso cammino. Dopo aver accusato un brusco
aumento connesso alle tensioni valutarie della primavera i differenziali tra i tassi d'interesse a
breve degli altri Stati membri e quelli tedeschi si sono nella maggior parte dei casi ridotti nel
corso dell'anno. Il ritmo con cui questo è avvenuto differisce da uno Stato membro all'altro e
rispecchia per lo più l'evoluzione dei tassi di cambio nei confronti del DM. I differenziali
rimangono significativi con diversi Stati membri i cui mercati finanziari continuano ad esprimere
dubbi circa la credibilità delle politiche di bilancio e/o di lotta all'inflazione.
Per quanto riguarda il lungo termine, dopo il sostenuto calo dei tassi verificatosi nel 1995 (dopo
l'aumento del 1994) si è registrata una brusca inversione di tendenza nei primi mesi di quest'anno.
I recenti aumenti in tutta la Comunità sono in larga misura da porre in relazione con le
ripercussioni dell'evoluzione della situazione statunitense, paese in cui si è considerato che gli
indizi di vigore dell'economia abbiano accresciuto la possibilità di un irrigidimento monetario da
parte della Federai Reserve. Come per i tassi d'interesse a breve la tendenza dei differenziali tra la
Germania e gli altri Stati membri è stata generalmente orientata al calo, benché tali differenziali
continuano ad essere relativamente cospicui con alcuni Stati membri la cui credibilità in campo
valutario rimane strettamente connessa all'evolvere della situazione inflazionistica e/o di bilancio.
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//. 1.3. Finanze pubbliche sane
Per molti paesi l'uscita dalla recessione nel corso del 1993 è stata associata a pesanti squilibri di
bilancio. L'esigenza d'intervenire urgentemente in questo settore ha trovato riconoscimento negli
indirizzi di massima degli anni precedenti; sfortunatamente però nonostante il clima economico
relativamente favorevole prevalente del 1994 e nei primi mesi del 1995 molti Stati membri non
avevano affrontato con risolutezza i loro problemi di bilancio al momento in cui sono stati redatti
gli indirizzi dell'anno scorso.
Per quanto riguarda le finanze pubbliche uno degli obiettivi enunciati dagli indirizzi per il 1995
era che, nel breve termine, per migliorare la propria situazione di bilancio gli Stati membri non si
limitassero a fare affidamento sugli effetti benefici che avrebbero dovuto derivare dall'azione
degli stabilizzatori automatici, ma dovessero anche avvalersi al meglio di tutte le occasioni di
crescita per accelerare il processo di consolidamento del bilancio riducendo i disavanzi strutturali.
Gli Stati membri venivano invitati a ridurre quanto prima i loro disavanzi di bilancio a valori
inferiori al 3 per cento del PIL, e si raccomandava loro di approfittare di qualsiasi possibilità
aggiuntiva di manovra derivante da una crescita più vigorosa del previsto o da un'evoluzione più
favorevole dei tassi d'interesse per accelerare il processo di riassetto del bilancio.
Sviluppi intervenuti nel 1995 -- In termini globali nel 1995 la situazione di bilancio di un'ampia
maggioranza di Stati membri ha fatto registrare qualche progresso. La portata dei miglioramenti
risulta tuttavia insufficiente vista l'entità delle difficoltà di bilancio da superare e l'impegno
ufficiale a fare di più. Il forte rallentamento ciclico di cui alcuni Stati membri hanno risentito nel
corso dell'anno, ma specialmente nell'ultimo trimestre del 1995, ha ovviamente reso più difficile
ogni progresso verso una situazione più sana delle finanze pubbliche; tuttavia gli slittamenti di
bilancio verificatisi in diversi paesi hanno chiaramente rappresentato il fattore cui va ricondotta
l'insufficienza globale del miglioramento delle situazioni di bilancio soggiacenti, quale è misurato
dalle stime dei saldi di bilancio corretti per depurarli dei fattori ciclici elaborate dai servizi della
Commissione.
Nel 1995 di fatto l'indebitamento delle amministrazioni pubbliche nella Comunità si è ridotto
soltanto di mezzo punto percentuale per scendere al valore ancora inaccettabilmente elevato del 5
per cento del PIL, di gran lunga superiore a quello pronosticato al momento di redigere gli
indirizzi nel maggio dell'anno scorso. Il riassetto di bilancio registratosi è da ricondursi per circa
la metà a fattori non ciclici; la riduzione stimata del disavanzo di bilancio depurato dei fattori
ciclici ('/4 di punto percentuale) risulta inferiore a quanto precedentemente previsto.
 Il livello attuale dei disavanzi di bilancio consente di affermare che nel 1995 dieci dei quindici
Stati membri hanno registrato qualche progresso, che varia da XA punto percentuale nel caso del
 Portogallo a quasi 3 punti percentuali in quello della Grecia; di questi paesi nove hanno anche
registrato un miglioramento dei disavanzi strutturali. L'eccezione è rappresentata dalla Finlandia,
paese in cui l'aumento del disavanzo depurato dai fattori ciclici è da ricondursi soprattutto alla
scelta del momento in cui procedere al rimborso delle imposte. Quattro paesi (Danimarca, Grecia,
Italia e Svezia) sono riusciti a migliorare i loro disavanzi depurati dei fattori ciclici in misura
 ---pagebreak---                                                                 17
variabile tra 1 e 3 punti percentuali; di questi Stati membri agli inizi del 1996 tutti, ad eccezione
della Danimarca, presentavano ancora disavanzi sensibilmente superiori al valore di riferimento
del 3 per cento del PIL. Belgio, Spagna, Francia e Regno Unito sono riusciti ad ottenere riduzioni
discrezionali di portata variabile tra XA e % di punto percentuale.
  Tabella 4
                       Valori del saldo di bilancio delle amministrazioni pubbliche,
                                              effettivi e corretti per il ciclo
                                                 (percentuale del PIL)
                  Saldo effettivo di bilancio               Variazone del saldo              Variazone dei saldo corretto
                           (livello)                        effettivo di bilancio*                  per i fattori ciclici*
                1993         1994         1995         1993          1994         1995        1993          1994          1995
    B            -6.7          -5.3        -4.5           0.4          1.4          0.8         2.6           1.2           0.5
    DK           -3.9          -3.5        -1.4         -1.0           0.4          2.1        -0.7          -1.3           1.6
    D            -3.5          -2.5        -3.5         -0.7           1.0         -1.0         1.0           0.8          -0.9
    GR          -14.2        -12.1         -9.2         -1.9           2.1          2.9        -0.9           2.2           2.6
    E            -7.5         -6.9(2)     -6.2(2)       -3.3           0.6          0.7        -1.1           0.7           0.4
    F            -6.1          -5.8        -5.0         -2.0           0.3          0.8        -0.4          -0.4           0.5
    IRL          -2.4          -2.0        -2.4           0.1          0.4         -0.4         1.3          -0.5          -2.0
    1            -9.6          -9.0        -7.1           0.0          0.6          1.9         1.4           0.4           1.3
    L              1.8          2.2         0.3           1.0          0.4         -1.9                       0.1          -2.0
    NL           -3.2          -3.2        -3.4           0.7         -0.0         -0.2         2.3          -0.3          -0.2
    A            -4.3          -4.5        -6.2         -2.2          -0.2         -1.7        -1.4          -0.5          -1.6
    P            -7.1          -5.8        -5.4         -3.7           1.3          0.4        -2.2           1.8           0.2
    FIN          -8.0          -6.3        -5.6         -2.2           1.7          0.7        -0.7          -0.3          -1.2
    S           -12.3        -10.8         -8.1         -4.5           1.5          2.7        -1.7           0.3           1.1
    UK           -7.8          -6.8        -6.0         -1.5           1.0          0.8        -1.5           0.1           0.6
    EUR          -6.2          -5.5        -5.0         -1.1           0.8          0.5         0.2           0.3           0.3
  1) Stima dei servizi della Commissione. I segni          "+" e "-" indicano rispettivamente      un miglioramento od un
      deterioramento del saldo di bilancio.
  2) I contributi previdenziali inclusi in questa serie temporale sono ancora espressi in termini di cassa. Calcoli
      preliminari in termini d'importi maturati effettuati da fonti nazionali forniscono valori del - 6,2 per cento del PIL
      per il 1994 e - 5,8 per cento del PIL per il 1995. La serie cronologica verrà aggiornata ed espressa in termini
      d'importi maturati una volta chiarite alcune questioni relative alla corretta applicazione di definizioni statistiche.
  Fonte: previsioni della Commissione della primavera 1996.
I restanti cinque paesi hanno accusato un peggioramento dei loro disavanzi di bilancio, tanto
effettivi quanto depurati dei fattori ciclici. Per quanto riguarda quest'ultima categoria si sono
registrati deterioramenti pari a circa % di punto percentuale nei Paesi Bassi, V* di punto
percentuale in Germania e valori compresi tra YVA ed il 2XA punti percentuali in Irlanda,
Lussemburgo ed Austria. Nel caso della Germania il supero è stato in parte dovuto ad
un'inaspettata debolezza delle entrate. In Irlanda in un contesto caratterizzato da una vigorosa
crescita la politica economica perseguita sembra aver assecondato il ciclo nonostante la presenza
di fattori speciali quali la soluzione delle dispute relative alla previdenza sociale; seppure con
alcuni slittamenti Lussemburgo ed Irlanda rispettano tuttora il valore di riferimento previsto dal
trattato di Maastricht. In Austria infine nel 1995 si è chiaramente avuto un serio deterioramento
della situazione di bilancio, anche se il nuovo governo sta affrontando il problema. È opportuno
che tutti questi cinque Stati membri, ma specialmente quelli nei quali i disavanzi depurati dei
fattori ciclici superano il 3 per cento del PIL, s'impegnino per porre rimedio al deterioramento
strutturale manifestatosi l'anno scorso.
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 Passando ad un aspetto più positivo, la parte preponderante del riassetto di bilancio realizzato nel
 corso degli ultimi due anni ha fatto capo alle voci di spesa: la quota della spesa pubblica sul PIL è
 calata di circa VA punti percentuali nella Comunità globalmente considerata, pur rimanendo
 superiore al 50 per cento del PIL. La diminuzione di tale quota configura una tendenza comune ad
 un'ampia maggioranza di Stati membri; inoltre in tutti i paesi ad eccezione del Portogallo si è
 registrato un calo delle spese non legate al pagamento d'interessi.
   Tabella 5
               Entrate, spese e pagamenti di interessi delle amministrazioni pubbliche
                                               (in percentuale del PIL)
                          Entrate                              Spese         (di cui) pagamenti di interessi
              1993         1994       1995         1993        1994     1995  1993        1994         1995
B             49.6         50.4       49.9         56.3        55.6     54.4  10.5        10.2          9.2
DK            58.3         58.8       58.3         62.2        62.3     59.7   7.8         7.1          6.7
D             46.5         46.8       46.3         50.0        49.3     49.8   3.3         3.4          3.8
GR            34.4         35.8       36.8         48.5        48.0     46.0  12.8        14.2         12.9
E             42.0         41.0       39.9         49.5        47.9     46.0   5.2         5.1          5.4
F             49.3         48.9       49.3         55.5        54.7     54.3   3.7         3.8          3.7
IRL           38.9         39.5       37.3         41.3        41.6     39.7   6.7         5.9          5.2
              47.4         45.2       44.8         57.0        54.2     51.8  12.1        10.7         11.2
L             45.0         44.6       41.6         43.2        42.4     41.3   0.4         0.4          0.3
NL            53.1         50.8       48.6         56.3        54.1     51.9   6.4         6.1          5.8
A             49.4         48.1       46.9         53.7        52.6     53.1   4.3         4.1          4.3
P             36.3         38.0       39.4         43.4        43.8     44.8   6.7         5.8          5.8
FIN           53.8         54.6       52.8         61.9        60.9     58.4   4.6         5.1          5.4
S             60.3         59.6       59.5         72.6        70.4     67.6   6.2         6.8          7.1
UK            35.9         36.4       37.6         43.7        43.2     43.6   2.9         3.3          3.7
EUR           46.2         45.9       45.7         52.5        51.4     50.8   5.5         5.3          5.4
Fonte : previsioni della Commissione della primavera del 1996.
 Per quanto riguarda le entrate delle amministrazioni pubbliche si è potuto osservare un lieve calo
 a livello di Comunità globalmente considerata ed in diversi Stati membri. Una flessione piuttosto
 marcata del rapporto tra entrate delle amministrazioni pubbliche e PIL nel corso dell'ultimo
 biennio è osservabile nei Paesi Bassi, in Austria e in Lussemburgo; la pressione fiscale ha invece
 manifestato una tendenza all'aumento in Grecia, Francia, Portogallo e Regno Unito.
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                                                      Tabella 6
L'insufficienza dei progressi realizzati nel
                                                        Debito lordo delle amministrazioni pubbliche
ridurre i disavanzi di bilancio delle                                       (percentuale del PIL)
amministrazioni pubbliche nella Comunità                           1993              1994                     1995
                                                                  Livello Livello Variazone Livello Variazone
trova espressione nei dati relativi al rapporto                                         annua                       annua
medio debito/PIL a livello comunitario, che           B            137.9     136.0        -1.9         133.7           -2.3
nel 1995 è aumentato di tre punti percentuali         DK            80.1      76.0        -4.1          71.9           -4.1
                                                      D             48.2      50.4        +2.2          58.1           +7.7
sino a superare il valore del 71 per cento.
                                                      GR           111.8     110.4        -1.4         111.5           +1.1
Pur ammettendo che il fatto d'aver incluso            E             60.5      63.1        +2.6          65.7           +2.6
                                                      F             45.4      48.3        +2.9          52.4           +4.1
nei dati relativi alla Germania l'assunzione
                                                       IRL          97.5      91.1        -6.4          85.5            -5.6
da parte del governo federale tedesco dei             1            119.4     125.6        +6.2         124.8            -0.8
debiti          connessi         all'unificazione     L              6.2        5.9       -0.3            5.9            0.0
(sostanzialmente        la     Treuhandanstalt)        NL           81.1      77.6        -3.5          79.0           +1.4
                                                      A             62.8      65.0        +2.2          69.4           +4.4
contribuisce ovviamente in larga misura a              P            67.2      70.0        +2.8          71.6           +1.6
spiegare l'aumento a livello di Comunità, è            FIN          57.3      59.5        +2.2          59.6             0.0
                                                      S             76.0      79.3        +3.3          79.9           +0.6
opportuno rilevare che nel 1995 il rapporto
                                                       UK           48.5      50.2        + 1.7         54.0           +3.8
debito/PIL ha continuato a peggiorare anche
                                                       EUR          66.2      68.2        +2.0          71.2           +3.0
in altri otto Stati membri. In Lussemburgo e
                                                       Fonte: Previsioni della Commissione della primavera 1996.
in Finlandia tale rapporto è rimasto
immutato, mentre Danimarca, Belgio,
 Irlanda e Italia sono riusciti a ridurlo in proporzione variabile tra gli 1 ed i 6 punti percentuali.
Giova infine rilevare che l'aumento di tale rapporto nella maggioranza degli Stati membri in un
 momento caratterizzato da miglioramenti globali delle situazioni di bilancio dimostra la necessità
d'intensificare le iniziative volte al
riassetto del bilancio.
                                                  Tabella 7
                                                      Disavanzi delle amministrazioni pubbliche nel
 In termini globali dunque nel 1995 il                                              1995:
contributo degli interventi discrezionali al          proiezioni dei programmi di convergenza (PC)
 risanamento dei bilanci è risultato inferiore     e previsioni più recenti della Commissione (COM)
 alle aspettative. Questo insuccesso è
                                                                         Data                 PC(a)                   COM
 deludente poiché gli Stati membri hanno
                                                   B                  6/92 (6/94)             3.8 (4.3)                4.5
 pubblicamente riconosciuto nei loro               DK                11/94                    3.0                       1.4
 programmi nazionali di convergenza                D                 11/93                   2a3                       3.5
 l'importanza      di    realizzare     costanti   GR                 6/94                  10.7                       9.2
                                                   E                  7/94                    5.9                      6.1
 progressi per arrivare ad ottemperare ai          F                 11/93 (7/95)            4.2/4.1 (5.0)             5.0
 criteri di convergenza dei conti pubblici ed      IRL                6/94                    <3                       2.4
 inoltre     perché    persistono      cospicue    I                  9/92 (6/95)            4.7(7.5)                  7.2
                                                   NL                10/94                    3.7                      3.4
 divergenze, che trovano espressione nelle
                                                   A                  5/95                   41/2                      6.2
 decisioni del Consiglio Ecofin relative           P                 11/93 (10/94)           3 % (b) 5.8)              5.4
                                                   FIN                9/95                    5.3                      5.6
all'esistenza di disavanzi eccessivi a
termini del trattato.                              S                  6/95                    9.0                      8.1
                                                   UK                 3/95                   3 % (e)                   6.0
                                                   a) I dati tra parentesi costituiscono obiettivi ufficiali rivisti, non
                                                      presentati sotto forma di programmi di convergenza a livello
                                                      comunitario.
                                                   b) Media 1995-97.
                                                   e) Esercizio finanziario 1995/96.
                                                   Fonte: Previsioni della Commissione della primavera 1996.
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Prospettive di bilancio — Per molti paesi l'impegno cruciale è quello di continuare a progredire
verso il risanamento dei conti pubblici. Per quanto riguarda i disavanzi effettivi di bilancio, nel
1996 la grande maggioranza dei paesi dovrebbe secondo le previsioni riuscire a ridurli; visti
tuttavia i provvedimenti concreti sinora annunciati e la battuta d'arresto più lunga del previsto
accusata dalla crescita i progressi realizzati sembrerebbero insufficienti rispetto agli obiettivi che
figurano negli indirizzi di massima e nei programmi nazionali di convergenza. Attualmente è
probabile che solo 3 Stati membri (Danimarca, Irlanda e Lussemburgo), invece dei 7 previsti al
momento dell'adozione degli indirizzi di massima per il 1995, registrino nell'anno in corso
disavanzi inferiori al valore di riferimento del 3 per cento.
Nei mesi seguiti all'adozione degli indirizzi di massima, avvenuta nel luglio 1995, quasi tutti gli
Stati membri hanno annunciato nuove manovre di bilancio per il 1996 e, in alcuni casi, anche per
il 1997. Tutte queste proposte mirano a ridurre ulteriormente i disavanzi pubblici nell'anno in
corso e in quello successivo, così da ricondurli ad un valore inferiore od uguale al 3 per cento del
PIL entro il 1997 in tutti i paesi ad eccezione di Grecia ed Italia. A questo scopo pacchetti
particolarmente nutriti di provvedimenti sono stati annunziati dai governi belga (nel settembre
 1995: aumento dell'imposizione tributaria, tagli alla spesa), finlandese (nel settembre 1995: tagli
alla spesa nel 1996 e nel 1997), italiano (nel settembre del 1995: provvedimenti di lotta
all'evasione fiscale, aumenti dei contributi sociali e tagli dei trasferimenti ad enti non
governativi), francese (nell'agosto 1995: manovre di bilancio miranti a ridurre il disavanzo
dell'amministrazione centrale; nel novembre 1995: riforma radicale della previdenza sociale; nel
maggio 1996: tagli alla spesa e risanamento dei conti della previdenza sociale), dal nuovo governo
austriaco (nell'aprile 1996: tagli alla spesa, aumenti dell'imposizione tributaria e provvedimenti di
riforma del sistema pensionistico) ed infine da quello tedesco (nell'aprile 1996: tagli alla spesa).
Il fatto che nel 1996 la crescita economica sia risultata in media più lenta di quanto si prevedesse
all'atto di redigere la maggior parte di questi programmi finanziari rende più difficile operare
quest'anno una riduzione dei disavanzi. Diversi Stati membri hanno già varato provvedimenti
addizionali (ad es. congelamento di determinate voci di spesa in Francia e Germania) miranti a
compensare parzialmente gli slittamenti derivanti dalle ripercussioni di una crescita più debole sul
gettito fiscale e sui trasferimenti a carattere sociale, ed il loro esempio sarà con ogni probabilità
seguito da altri nei prossimi mesi.
Purché gli Stati membri interessati attuino pienamente tutti i provvedimenti decisi, si profila la
possibilità di una vigorosa correzione delle soggiacenti voci di bilancio. È tuttavia opportuno
ribadire che questi provvedimenti, per quanto ovviamente lodevoli, risultano ancora in diversi casi
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insufficienti in rapporto all'entità del problema da affrontare ed agli obiettivi stabiliti dai
programmi nazionali di convergenza.
IL 1.4. Competitività
Gli indirizzi di massima del 1995 ribadiscono come sia importante realizzare riforme miranti a
consolidare le forze di base favorevoli alla crescita e ad incrementare il dinamismo e la
concorrenzialità delle economie comunitarie.
Il gravoso onere di porre in essere le condizioni più favorevoli allo sviluppo di un ambiente
veramente concorrenziale compete chiaramente ai singoli Stati membri; il risultato desiderato può
venire ottenuto unicamente mettendo correttamente a fuoco le diverse politiche (economica, di
bilancio e sociale) così da garantire che continuino a restare coerenti con gli obiettivi in questo
campo. Questi sforzi a livello nazionale vanno tuttavia integrati e rafforzati da iniziative a livello
comunitario.
Su questo piano occorre insistere nel l'evidenziare quanto sia importante sfruttare pienamente le
occasioni fornite dal mercato interno. A fine aprile 1996 il tasso globale di recepimento nelle
legislazioni nazionali delle direttive sul mercato interno era dell'89,7 per cento; la Danimarca si
trova in testa col 96,6 per cento, seguita da Paesi Bassi, Regno Unito, Lussemburgo e Spagna. I
settori che continuano a porre i maggiori problemi per l'attuazione delle direttive connesse al
Libro bianco sono gli appalti pubblici, le assicurazioni, la proprietà intellettuale ed industriale.
Le iniziative sul fronte della concorrenzialità stanno moltiplicandosi nel contesto della recente
proposta della Commissione di un patto di fiducia per l'occupazione, mirante a intensificare
specificamente gli sforzi nei settori delle attività di R&S e delle reti transeuropee oltre che ad
incoraggiare le piccole e medie imprese (PMI) più dinamiche.
Questa iniziativa della Commissione va a rafforzare le altre già prese nella Comunità in un gran
numero di settori connessi alla competitività. Negli ultimi anni la Comunità ha dimostrato un
costante impegno volto a completare l'iniziativa del mercato unico mediante la definizione di
un'efficace disciplina della concorrenza che garantisca alle imprese degli Stati membri la migliori
condizioni per operare con successo ed efficienza. In questo campo gli sviluppi più importanti
sono i seguenti:
•   La Commissione ha presentato l'anno scorso importanti iniziative nel settore delle
    telecomunicazioni nell'intento di arrivare a liberalizzare la relativa regolamentazione. Tale
    liberalizzazione riveste un'importanza fondamentale per le ambizioni della Comunità in
    rapporto alla società dell'informazione, giacché il fatto di riuscire ad instaurare la piena
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concorrenza sui mercati delle telecomunicazioni avrebbe ripercussioni positive sulla
concorrenzialità dell'economia comunitaria nel suo insieme. La Commissione ha inoltre
presentato iniziative relative ai servizi postali nella Comunità.
La politica della concorrenza è anche venuta ad assumere una crescente importanza in
relazione all'impulso dato alla concorrenzialità delle industrie comunitarie. Nel 1995 la
Commissione ha rivisto la disciplina comunitaria degli aiuti a PMI, cantieristica ed attività di
R&S.
Si sono realizzati interventi nel settore dello snellimento della legislazione e delle norme
amministrative.
La Commissione ha costituito un Gruppo consultivo sulla competitività, composto da
industriali ed esperti d'alto livello, presieduto dal sig. Ciampi, che ha presentato un rapporto al
Consiglio europeo di Madrid nel dicembre del 1995.
Questo stesso Consiglio europeo di Madrid ha preso nota di una relazione della Commissione
sul ruolo fondamentale che potrebbe svolgere il settore delle PMI in quanto potenzialmente
importante ai fini della crescita e dell'occupazione. Il documento della Commissione rileva
tuttavia che le PMI vanno sostenute con provvedimenti specifici oltre che instaurando un
ambiente economico favorevole al loro sviluppo. Il Consiglio ha pertanto invitato la
Commissione a presentare proposte miranti a realizzare il potenziale delle PMI, a migliorarne
la posizione concorrenziale e ad incoraggiarle nelle loro attività commerciali, tanto in Europa
quanto nel resto del mondo. Il 20 marzo 1996 la Commissione ha risposto approvando la
proposta di un nuovo programma pluriennale a favore delle PMI per il 1997-20004, che ha
successivamente presentato al Consiglio.
L'anno scorso si sono compiuti alcuni progressi anche per quanto riguarda le reti transeuropee
(RTE) nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia. Il Consiglio europeo di
Madrid ha invitato gli Stati membri ad assegnare la massima priorità ad un'efficace
realizzazione dei progetti di RTE ed ha richiesto al Consiglio Ecofìn di prendere le decisioni
necessarie ad integrare le risorse finanziarie attualmente destinate a queste reti.
Gli interventi comunitari nel contesto dei fondi strutturali e di coesione, miranti a dare impulso
al capitale materiale ed umano delle regioni comunitarie più svantaggiate, continuano a recare
un importante contributo allo sviluppo equilibrato dell'intera Comunità.
La Comunità segue infine attivamente le iniziative di tutela ambientale, tanto al suo interno
quanto in ambito internazionale. Per aumentare il potenziale occupazionale delle politiche di
tutela ambientale il Consiglio europeo di Madrid ha rilevato che esse dovrebbero basarsi sul
ricorso a strumenti di mercato, inclusi quelli fiscali.
      Documento COM(96) 98 def del 20 marzo 1996.
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II. 1.5. Occupazione e mercato del lavoro
Gli indirizzi di massima per il 1995 hanno posto in rilievo l'importanza cruciale di una politica più
attiva e più efficiente del mercato del lavoro per conseguire un tasso più elevato di crescita
economica per diversi anni ed aumentare la capacità di tale crescita di creare nuovi posti di
lavoro. Come già visto nella sezione 1, nel 1995 la crescita ha manifestato tendenze generalmente
deludenti ed è stata caratterizzata da un'espansione della produzione insufficiente a determinare
un aumento consistente dell'occupazione. Purché tuttavia si progredisca risolutamente verso un
ulteriore riequilibrio del quadro delle politiche macroeconomiche, la Comunità potrebbe
progressivamente indirizzarsi verso una crescita sostenuta e tale da creare nuovi posti di lavoro.
Un elemento cardinale della strategia comunitaria in questo campo è l'incremento del numero dei
posti di lavoro associati ad un determinato livello produttivo ("il contenuto occupazionale della
crescita"). È tuttavia opportuno rilevare che risulta difficile valutare se si stiano compiendo
progressi di rilievo in questo settore rifacendosi ad osservazioni di breve periodo, giacché la
produttività del lavoro misurata varia considerevolmente nel corso del ciclo economico in quanto
risente del ritardo con cui l'occupazione risponde a variazioni della crescita economica. I dati
disponibili sembrano tuttavia indicare che il contenuto occupazionale della crescita è migliorato
in alcuni paesi, senza però che si siano avute variazioni di rilievo nella maggior parte dei paesi o
nella media comunitaria.
   Tabella 8
                                     Crescita, occupazione e produttività
                                              (variazoni percentuali annue)
                   Crescita del PIL reale                   Occupazione                Produttività del lavoro
                                        Prome-                             Prome-                           Prome-
             74-85     86-90    91-95               74-85   86-90   91-95         74-85   86-90     91-95
                                         moria                              moria                            moria
                                          1995                              1995                             1995
   B          1.8        3.0     1.3       1.9      -0.3     1.1     -0.4    0.4   2.1     1.9       1.7      1.6
   DK         2.0        1.4     2.0       2.6       0.5     0.3     -0.4    1.5   1.5     1.2       2.4      1.1
   D          1.7        3.4     1.8       1.9      -0.2     1.5      0.0   -0.3   1.9     1.9       2.6      2.2
   GR         2.5        1.9     1.3       2.0       1.0     0.9      0.9    0.9   1.6     1.0       0.7      1.1
   E          1.9        4.5     1.4       3.0      -1.4     3.3     -0.4    2.7   3.4     1.2       1.8      0.3
   F          2.2        3.2     1.1       2.2       0.1     0.8     -0.1    1.2   2.1     2.4       1.2      1.0
   IRL        3.8        4.6     4.8       8.6       0.1     1.0      1.5    3.8   3.7     3.6       3.3      4.6
              2.8        3.0     1.1       3.0       0.9     0.6     -1.0   -0.4   1.8     2.4       2.3      3.4
              1.8        4.6     2.4       3.2       0.5     3.1      2.7    2.5   1.2     1.5      -0.3      0.7
   NL         1.9        3.1     1.9       2.4      -0.1     1.9      0.7    1.4   2.0     1.2       1.2      1.0
  A           2.2        3.0     2.0       1.8       0.7     0.7      1.1   -0.1   1.6     2.2       0.9      1.9
   P          2.2        5.1     1.1       2.5      -0.4     1.1     -0.4   -0.6   2.6     3.9       1.5      3.1
   FIN        2.7        3.4    -0.8       4.2       0.3     0.2     -3.6    2.2   2.4     3.2       2.9      2.0
  S           1.8        2.3     0.1       3.0       0.8     1.0     -2.2    1.6   1.0     1.2       2.3      1.4
   UK         1.4        3.3     1.2       2.4      -0.2     1.8     -1.2    0.6   1.6     1.5       2.4      1.8
   EUR        2.0        3.3     1.3       2.5       0.0     1.3     -0.5    0.6   2.0     1.9       2.0      1.9
   USA        2.3        2.8     2.2       2.0       1.8     2.1      1.0    1.5   0.5     0.6       1.1      0.6
  JAP         3.6        4.5     1.3       0.9       0.7     1.5      0.8    0.3   3.0     3.0       0.5      0.6
  Fonte: Previsioni della Commissione della primavera 1996.
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In Spagna le riforme del mercato del lavoro introdotte negli ultimi anni sembrano aver contribuito
a determinare una fortissima crescita dell'occupazione nel 1995 (2,7 per cento nel contesto di una
crescita del PIL pari al 3 per cento) e si prevede che questa evoluzione continui nel 1996. Anche
in Francia, Paesi Bassi e (seppur in misura minore) Belgio i provvedimenti recentemente adottati
sembrano aver contribuito a determinare, nel 1995, una risposta dell'occupazione alla crescita
apprezzabilmente più favorevole di quanto si sarebbe aspettato in base alla tendenza storica; per
quanto riguarda la Danimarca la risposta occupazionale favorevole può venir parzialmente
ricondotta al perseguimento di politiche attive riguardanti il mercato del lavoro. L'Irlanda ha
registrato nel 1995 per il secondo anno consecutivo una crescita molto vigorosa dell'occupazione,
fondamentalmente in risposta alla vivacità dell'attività economica; in Germania al contrario la
creazione di nuovi posti di lavoro è stata ostacolata da continue ristrutturazioni delle grandi
industrie manifatturiere indotte dalla pressione di un deterioramento della concorrenzialità
internazionale sotto il profilo dei costi, mentre in Italia si sono registrate cospicue perdite di posti
di lavoro nei settori del terziario esposti a crescenti pressioni concorrenziali, che hanno inoltre
risentito le conseguenze di diversi anni di crescita molto debole dei consumi interni.
Negli indirizzi di massima vien dato rilievo all'importanza dei cinque settori prioritari identificati
dal Consiglio europeo di Essen ed all'invito rivolto da quest'ultimo agli Stati membri di attuare la
strategia decisa in questo campo procedendo ad elaborare programmi pluriennali che precisino le
politiche da adottare. In quanto forniscono una presentazione coerente dei provvedimenti in corso
o programmati a livello nazionale per l'attuazione della suddetta strategia, tali programmi
dovrebbero diventare un importante strumento per controllare e valutare i progressi realizzati
nell'attuare le politiche relative al mercato del lavoro. Per garantirne l'efficacia sarebbe opportuno
coordinarli con i programmi di convergenza, evidenziando così il legame indissolubile che esiste
tra gli obiettivi riguardanti convergenza, crescita ed occupazione. Occorrerà cambiare in certa
misura anche il contenuto ed il formato attuali, facendo rientrare nell'ambito dei programmi gli
obiettivi di specifici provvedimenti nazionali e attribuendo maggiore importanza a problemi di
medio e lungo termine.
La prima valutazione dei progressi compiuti nell'attuare la strategia comunitaria per l'occupazione
è stata presentata in una relazione comune dei Consigli Ecofin ed Affari sociali e della
Commissione al Consiglio europeo di Madrid. Tale relazione pone in risalto e loda le iniziative di
ampia portata prese dagli Stati membri dopo il Consiglio di Essen, ed in particolare la loro
accettazione della necessità di adottare un'impostazione integrata basata sul legame tra politiche
macroeconomiche e strutturali a favore dell'occupazione; essa tuttavia fa anche notare che se si
vuole arrivare a migliorare in modo decisivo la situazione occupazionale della Comunità
occorrerà dare ulteriore slancio alle riforme del mercato del lavoro negli Stati membri. La
relazione specifica una serie di provvedimenti, giudicati essenziali per il rafforzamento delle
iniziative nazionali riguardanti le riforme del sistema occupazionale. In base alle raccomandazioni
contenute nella relazione comune il Consiglio europeo di Madrid ha invitato gli Stati membri ad
attribuire la massima priorità a diversi settori d'intervento nei loro programmi pluriennali a favore
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dell'occupazione; l'impegno comune volto a migliorare la situazione occupazionale e l'efficacia
dei provvedimenti verranno valutati a livello comunitario in base a tali programmi e ad una serie
di indicatori.
Dopo Madrid infine il dibattito sulla riforma del mercato del lavoro s'è incentrato sulla proposta
del presidente della Commissione riguardante un patto di fiducia per l'occupazione ed ha finito
per racchiudersi in essa. Tale patto mira a concretare l'affermazione del Consiglio dì Madrid che
l'obiettivo della creazione di nuovi posti di lavoro rimane la priorità politica fondamentale per
l'Unione europea nei prossimi anni. Il quadro di politica macroeconomica e strutturale del patto si
baserà sulla strategia sviluppata negli indirizzi di massima attuali ed in quelli precedenti; i
pertinenti strumenti comunitari verranno utilizzati anche per generare dinamismo, crescita ed
occupazione. Il patto mira a coinvolgere le parti sociali in concreti impegni di politica economica
e prevede provvedimenti specificamente connessi alla creazione di nuovi posti di lavoro.
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11.2. Prospettive economiche
Il peggioramento del clima economico manifestatosi nella Comunità negli ultimi mesi del 1995 e
nei primi del 1996 ha reso più complicato perseguire gli obiettivi di riduzione della disoccupazione
e di risanamento delle finanze pubbliche. Per la seconda metà del 1996 ed il 1997 è tuttavia
prevista una ripresa dell'attività economica che consentirà di dare nuovo impulso alla creazione di
posti di lavoro così da invertire l'attuale tendenza all'aumento della disoccupazione. Per poter
arrivare a ridurre in modo significativo e durevole la disoccupazione occorre però mantenere una
vigorosa crescita dell'attività economica per un periodo relativamente lungo e realizzare ulteriori
progressi nel campo delle riforme strutturali.
11.2.1. Prospettive di crescita
II recente rallentamento dell'economia, l'insicurezza del posto di lavoro e l'incertezza delle
prospettive di reddito hanno intaccato la fiducia dei consumatori. La fiducia delle imprese dal
canto suo ha risentito di ampie ed ingiustificate fluttuazioni dei tassi di cambio, dell'assenza di
chiari indizi di ripresa della domanda finale e di persistenti debolezze strutturali. Si cominciano
cionondimeno a rilevare i primi segni di arresto del calo della fiducia e di una possibile ripresa
della domanda in diversi paesi, cosicché si prevede che l'attività economica nella Comunità
raggiunga il punto di svolta nel corso del primo semestre di quest'anno.
Il fatto che i fattori economici fondamentali pertinenti
                                                             Tabella 9
all'offerta risultino sani (in particolare, che l'inflazione                    PIL reale
sia contenuta e la redditività media degli investiménti sia     (Variazone percentuale annua in termini
                                                                                   reali)
relativamente elevata) e il sussistere di un clima
                                                                      1993    1994     1995    1996    1997
monetario e finanziario più favorevole inducono a
                                                             B        -1.6     2.2        1.9    1.1    2.3
prevedere che l'economia della Comunità si riprenda nel      DK        1.5     4.4        2.6    1.3    2.7
                                                             D        -1.2     2.9        1.9   0.5     1.8
secondo semestre del 1996, beneficiando anche della fine
                                                             GR       -1.0      1.5       2.0    2.0    2.5
del processo di aggiustamento delle scorte in corso.         E        -1.2     2.1        3.0    2.0    2.9
L'espansione dovrebbe gradualmente consolidarsi nel          F        -1.5     2.7        2.2    1.0    2.1
1997. Nelle più recenti previsioni economiche presentate     IRL       3.1     6.7        8.6    5.6    4.9
                                                             l        -1.2     2.1        3.0    1.8    2.7
dai servizi della Commissione si pronostica un tasso di      L         0.0     3.3        3.2    2.6    3.0
crescita economica per la Comunità nel suo insieme           NL        0.2     2.7        2.4    1.8    2.5
dell'I'/^ per cento circa quest'anno e del 2XA per cento     A         0.4     3.0        1.8   0.7     1.1
                                                             P        -1.2      1.0       2.5    2.3    2.8
circa nel 1997. Il rilancio dovrebbe essere trainato da
                                                             FIN      -1.2     4.0        4.2    3.0    3.6
livelli relativamente elevati delle esportazioni fuori della S        -2.2     2.6        3.0    1.2    2.0
                                                             UK        2.2     3.8        2.4    2.4    3.0
Comunità, da un rinnovato irrobustimento della
                                                             EUR      -0.6     2.8        2.5    1.5    2.4
formazione di capitale e da un livello sempre moderato
                                                             Fonte: previsioni della       Commissione  della
ma in graduale accelerazione dei consumi privati.                     primavera 1996.
 ---pagebreak---                                                   27
In Germania, Francia e diversi paesi viciniori gli effetti negativi del forte apprezzamento delle
monete verificatosi nella primavera del 1995 verranno gradualmente meno, in parte a causa di una
netta inversione degli eccessi iniziali dei movimenti valutari. Si prevede inoltre che nel corso del
1996 l'attività economica registri una ripresa, che si consoliderà nel 1997, grazie anche a
considerevoli riduzioni dei tassi di interesse ed al previsto recupero della fiducia. In Italia, Svezia,
Spagna ed altri paesi la continuazione del processo di riequilibrio delle diverse politiche
macroeconomiche, grazie al quale le monete di questi paesi hanno potuto recuperare, in diversa
misura, il terreno perduto, contribuirà probabilmente ad una riduzione dei tassi di interesse a breve
e lungo termine e ad un rafforzamento della fiducia, favorendo così una ripresa della domanda
interna entro la seconda metà del 1996 e riducendo quindi al tempo stesso la necessità di fare
affidamento sulle esportazioni per la crescita. Nel Regno Unito il recente allentamento delle
condizioni monetarie, gli sviluppi positivi intervenuti sui mercato degli alloggi ed una posizione
concorrenziale favorevole dovrebbero andare a sostegno di una crescita sostenuta durevole e non
inflazionistica.
Cionondimeno le prospettive economiche continueranno a risentire di considerevoli incognite. Nei
paesi la cui valuta ha registrato un apprezzamento nel corso del 1995 gli effetti della perdita di
concorrenzialità non sono ancora stati pienamente superati, mentre nella maggior parte dei paesi le
cui valute hanno registrato un deprezzamento nel 1994-1995 i differenziali dei tassi di interesse
rispetto al DM rimangono relativamente elevati. Nell'attuale clima economico, caratterizzato da
apprensione generalizzata e forte disoccupazione, la risposta positiva delle imprese e della spesa
dei consumatori ad un miglioramento delle condizioni monetarie e finanziarie ed alla riduzione
degli squilibri di bilancio potrebbe dimostrarsi più debole del previsto o verificarsi con ritardo.
Se inoltre i progressi verso il risanamento delle finanze pubbliche e le riforme strutturali dovessero
venire ostacolati da crescenti resistenze di ordine sociale e politico, la credibilità degli obiettivi
dichiarati in tema di politica economica potrebbe risultarne compromessa, aumentando i dubbi di
taluni osservatori circa la possibilità che un numero sufficiente di Stati membri sia pronto a
 partecipare all'UEM alla data prevista del 1° gennaio 1999. Tale evoluzione comporterebbe con
ogni probabilità un rialzo dei tassi di interesse a lungo termine e potrebbe dare origine ad un
rischio di tensione sui mercati dei cambi, il che avrebbe pesanti ripercussioni sulle possibilità di
 una ripresa sostenuta e in grado di creare occupazione.
 Alcune delle incognite circa le prospettive future tuttavia vanno anche in senso positivo: poiché
attualmente nella Comunità i fattori economici fondamentali sono favorevoli e si prevede che il
 processo di riequilibrio delle politiche continui, la ripresa dell'attività economica potrebbe
riservare sorprese positive una volta ripristinata la fiducia.
 ---pagebreak---                                                  -28-
11.2.2. Tendenze occupazionali
Occupazione — Visti i deboli livelli di espansione dell'attività economica anticipati per i primi
mesi del 1996 si prevede che nei mesi a venire la dinamica dell'occupazione rimanga modesta.
Purché tuttavia si verifichi la prevista ripresa della crescita economica, la creazione di posti di
lavoro dovrebbe assumere nuovamente un andamento positivo nel corso della seconda metà del
1996 e prendere vigore nel 1997. Si prevede che l'occupazione globale cresca soltanto di un XA di
punto percentuale nell'anno in corso e di XA punto percentuale l'anno prossimo.
Si prevede che nel 1996 non tutti gli Stati membri
                                                        Tabella 10
beneficeranno     di questa modesta ripresa                  Prospettive del mercato del lavoro
dell'occupazione; in Germania ed Austria si
dovrebbe anzi registrare un considerevole calo                        Crescita               Tasso di
                                                                 dell'occupazione       disoccupazione
dell'occupazione. Qualora questo pronostico risulti              (percentuale annua)    (percentuale delle
esatto il 1996 sarà il quinto anno consecutivo nel                                        forze di lavoro)
                                                                1995 1996 1997 1995 1996 1997
quale si avrà una perdita netta di posti di lavoro in
                                                                 0.4    -0.1
Germania, paese in cui l'economia risente di un B                                 0.7  9.9     10.1      9.8
                                                        DK       1.5     0.0      0.7  6.8      6.1       5.8
livello elevato dei costi relativi. Anche nella D               -0.3    -0.8     -0.1  8.3      9.3       9.4
maggior parte degli altri Stati membri le previsioni GR          0.9     1.0      1.2  9.1      9.1       9.0
                                                        E        2.7     1.4      1.5 22.9     22.5     22.1
relative ad una crescita dell'occupazione sono state
                                                        F        1.2     0.0      0.6 11.5     11.7     11.7
parimenti ridimensionate, e attualmente si prevede IRL           3.8     2.3      1.7 14.4     13.4     12.8
che in Belgio, Danimarca, Francia e Portogallo I                -0.4     0.2      0.4 11.8     11.8     11.7
                                                        L        2.5     1.7      2.6  2.9      3.0       2.9
l'occupazione registri un ristagno od una flessione.
                                                        NL       1.4     1.0      1.4  7.3      7.2       7.0
D'altro canto la creazione di posti di lavoro A                 -0.1    -1.0     -0.4  4.0      4.6       5.1
dovrebbe mantenersi vigorosa (dell'ordine dell'I P              -0.6    -0.1      0.5  7.2      7.4       7.2
per cento o più) in Grecia, Spagna, Irlanda, FIN                 2.2     1.7      2.1 17.2     16.3     15.0
                                                        S        1.6     0.6      1.0  9.2      8.8       8.3
Lussemburgo, Paesi Bassi, Finlandia e Regno UK                   0.6     0.9      1.0  8.8      8.4       8,0
Unito. In base alle attuali ipotesi riguardanti la EUR 0.6               0.2      0.6 10.9     10.9     10.8
crescita si prevede che l'occupazione registri un Fonte: previsioni della Commissione della primavera 1996.
rilancio più significativo nel 1997; giacché tuttavia
in Germania dovrebbero proseguire le considerevoli riduzioni di personale nel settore
manifatturiero, si prevede che la crescita dell'occupazione rimanga negativa in tale paese e, a causa
della fiacca dinamica dell'economia, anche in Austria.
 Tendenze in fatto di disoccupazione — Nel contesto di modesti aumenti dei posti di lavoro nella
Comunità nel 1996-1997, si prevede che nei mesi a venire la disoccupazione aumenti
ulteriormente, prima di cominciare una lenta discesa nel corso della seconda metà del 1996.
Nell'anno nel suo insieme si prevede che il tasso di disoccupazione rimanga invariato rispetto
all'anno scorso, in cui sfiorava I'll per cento delle forze di lavoro civili. L'anno prossimo la
disoccupazione potrebbe calare lentamente scendendo al 10% per cento in media, e raggiungendo
forse il IOV2 per cento a fine anno.
 Le tendenze della disoccupazione nei singoli Stati membri rispecchiano in ampia misura le
 previsioni in fatto di occupazione. Si prevede così che quest'anno il tasso di disoccupazione
 ---pagebreak---                                                   -29
aumenti significativamente (di lA punto percentuale o più) in Germania ed Austria, benché in
quest'ultimo paese la disoccupazione rimanga relativamente contenuta rispetto alla media
comunitaria. Anche Belgio, Francia e Portogallo potranno registrare un peggioramento della
situazione, mentre in Italia la lenta crescita dell'occupazione sarà sufficiente soltanto a stabilizzare
la situazione.
È invece probabile che la disoccupazione continui a calare in sei Stati membri. Tra questi rientrano
i tre paesi più colpiti dalla disoccupazione (Irlanda, Finlandia e Spagna), nei quali questa
continuerà ad essere comunque estremamente elevata; in tutti e tre questi paesi, infatti, gli effetti
di una forte crescita dell'occupazione sul numero dei disoccupati sono parzialmente compensati da
considerevoli aumenti delle forze di lavoro. L'evoluzione più positiva dovrebbe aversi nel Regno
Unito ed in Danimarca; in questi paesi si prevede che un ulteriore calo di circa XA punto
percentuale porti il livello di disoccupazione su valori significativamente inferiori alla media
comunitaria. Per il 1997 si prevede che la disoccupazione registri una flessione più o meno
accentuata in tutti gli Stati membri tranne tre: Germania e Francia, in cui è probabile che il numero
dei disoccupati si stabilizzi, ed Austria, in cui potrà crescere ulteriormente.
A livello di Comunità globalmente considerata le recenti tendenze in fatto di crescita e
disoccupazione risultano deludenti. I progressi realizzati verso il conseguimento degli obiettivi
stabiliti dall'articolo 2 del trattato, vale a dire la promozione di una crescita sostenibile e non
inflazionistica oltre che di un elevato livello di occupazione, sono stati inadeguati; inoltre
l'evoluzione recente come pure quella prospettata della situazione hanno messo in dubbio la
possibilità di raggiungere gli obiettivi fissati nel Libro bianco della Commissione del 1993 su
crescita, competitività ed occupazione, vale a dire creare 15 milioni di posti di lavoro in più e
dimezzare (rispetto ai livelli del 1994) la disoccupazione entro il 2000. Occorre pertanto un
risoluto impegno in campo tanto macroeconomico quanto strutturale per rafforzare la creazione
sostenibile di posti di lavoro.
11.2.3. Convergenza
Stabilità dei prezzi — Nell'anno in corso ed in quello successivo si dovrebbero continuare a
realizzare progressi nel ridurre l'inflazione a livello di Comunità e di Stati membri. Si prevede che
 l'inflazione media al livello comunitario, misurata in termini di deflatore dei consumi privati,
scenda al 2'/2 per cento circa quest'anno e si attesti su valori leggermente inferiori nel 1997.
Queste prospettive di un'inflazione modesta e in calo sono da ricondursi non soltanto al recente
ampliarsi e al previsto persistere del divario negativo tra la produzione effettiva e quella potenziale
nell'economia comunitaria, ma anche all'accresciuta credibilità antinflazionistica delle politiche
economiche perseguite, credibilità ben salda in Germania e nei paesi le cui valute sono
 ---pagebreak---                                                    -30-
strettamente legate al DM. In vari altri paesi la Tabella 11
politica monetaria ha consentito di ottenere                        Tendenze di prezzi e salari 1
                                                                     (Variazione percentuale annua)
considerevoli successi nel ridurre l'inflazione ai
                                                                         Prezzi               Salari nominali
valori prestabiliti. In Italia, Svezia, Spagna e
                                                                                                  pro capite
Portogallo la credibilità della lotta all'inflazione è            1995 1996 1997 1995 1996 1997
stata       rafforzata        dal       conseguimento B            1.5      2.0     1.8      1.9       1.7     2.2
dell'indipendenza delle banche centrali; ciò vale DK               1.8      1.8     2.4     3.3        3.9     3.6
                                                         D         2.0      1.6     1.6     3.8        2.6     2.4
anche per la Finlandia, paese in cui sono stati GR                 9.3      8.3     7.0    12.5      11.1      9.6
compiuti passi significativi in tale direzione. In E               4.6      3.6     3.2     2.4        3.8     3.6
                                                         F         1.6      1.8     1.6     2.4        2.3     2.5
tutti questi paesi la politica di bilancio ha un ruolo
                                                         IRL       2.5      2.3     2.4     3.1       4.0      5.0
particolarmente importante da svolgere nel                         5.7      4.1     3.5     5.2        5.4     4.8
consolidare le aspettative di un'inflazione                        2.0      1.7     2.1     3.9        3.5     3.8
contenuta e nel mantenere la credibilità della NL                  1.1      1.9     2.0     3.0        1.9     2.5
                                                         A         2.2      2.1     1.6     3.8        3.0     2.9
moneta;       un     atteggiamento        risolutamente P          4.2      3.1     3.0     4.6       4.6      4.0
antinflazionistico     della     politica    monetaria, FIN        1.1      1.0     1.5      5.3      4.0      4.0
combinato ad iniziative più credibili di S                         2.7
                                                                   2.6
                                                                            1.7
                                                                            2.7
                                                                                    2.5
                                                                                    2.5
                                                                                            3.0        5.2     4.5
                                                         UK                                 3.1        3.6     3.6
risanamento delle finanze pubbliche, ha
                                                         EUR       3.0      2.6     2.4     3.5        3.4     3.2
determinato in tutti questi paesi un significativo * Rispettivamente deflatore dei consumi privati e
recupero della valuta rispetto ai precedenti minimi.       retribuzione nominale per lavoratore dipendente.
                                                         Fonte: previsioni della Commissione della primavera 1996.
Questo fatto probabilmente contribuirà al processo
di disinflazione, agevolando di conseguenza un
graduale rilassamento delle politiche monetarie che hanno frenato la domanda interna.
Nella Comunità globalmente considerata e nella maggioranza degli Stati membri si prevede che
l'aumento della retribuzione nominale per dipendente si mantenga entro limiti compatibili con la
necessità di bloccare l'inflazione su livelli contenuti e promuovere la creazione di posti di lavoro.
Si prevede che in media i salari nominali aumenteranno del 314 per cento circa quest'anno e di un
valore leggermente inferiore l'anno prossimo, sullo sfondo di un tasso di inflazione del 2XA per
cento all'anno circa. È probabile che i costi salariali reali continuino ad espandersi ad un tasso
inferiore a quello di crescita della produttività, contribuendo così ad un ulteriore aumento della
redditività globale delle imprese.
In alcuni paesi caratterizzati da livelli modesti di inflazione, e particolarmente in Germania, il
livello relativamente contenuto della domanda e le perdite di concorrenzialità associate
all'apprezzamento della moneta hanno limitato la misura in cui i costi del lavoro possono venir
trasferiti sui prezzi, determinando così una considerevole riduzione dei margini di profitto nei
settori esposti alla concorrenza. Ovviamente le tendenze salariali non possono adeguarsi
istantaneamente alle fluttuazioni valutarie; nei casi in cui si sia verificata una chiara
sopravvalutazione, una correzione dei tassi di cambio indotta dal mercato costituisce senz'altro
l'alternativa più auspicabile. Tuttavia, ai fini della salvaguardia della posizione concorrenziale di
un paese e della sua capacità di attrarre investimenti del settore privato risulta di importanza
fondamentale contenere gli accordi salariali, attuando al tempo stesso provvedimenti miranti ad
aumentare la produttività e l'occupazione.
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In alcuni paesi la cui moneta ha subito un deprezzamento, al contrario, e specialmente in Italia, si
prevede che i salari reali recuperino una parte del terreno perso negli anni precedenti. In questi
paesi sussiste il rischio che i lavoratori cerchino di rifarsi troppo rapidamente delle perdite di
potere d'acquisto subite negli anni precedenti attraverso rivendicazioni salariali eccessive,
alimentando così una spirale prezzi/salari. 11 fatto di mantenere un comportamento appropriato in
campo salariale, associato ad una sana e credibile politica di bilancio, dovrebbe invece provocare
un apprezzamento delle monete in questione, diminuendo così le pressioni inflazionistiche
(importate). Simili politiche sono state attuate con successo in Svezia l'anno scorso; nel 1996 però
si prevede che in tale paese si registri una significativa accelerazione dell'aumento dei salari
nominali, nonostante il previsto rallentamento dei prezzi al consumo: questo comportamento
rischia di porsi in conflitto con l'obiettivo della stabilità e non sembra rispecchiare in modo
adeguato la necessità di mantenere i livelli occupazionali attuali e creare posti di lavoro. Se si
considera che a questi fattori s'associa un cospicuo apprezzamento della corona, la posizione
concorrenziale della Svezia sui mercati internazionali potrebbe risultare compromessa.
Si prevede che nel 1996-1997 l'inflazione (in termini di deflatore dei consumi privati) si mantenga
al di sotto del 3 per cento nei paesi che già hanno raggiunto tale traguardo, mentre dovrebbe
rimanere inferiore al 2 per cento nei sette paesi in cui non ha superato tale valore l'anno scorso
(Belgio, Danimarca, Germania, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi e Finlandia), con la possibile
eccezione di Danimarca e Lussemburgo. Negli indirizzi di massima del 1995 si raccomandava ai
paesi il cui tasso di inflazione era compreso tra il 2 e il 3 per cento di cercare di scendere al 2 per
cento se non al di sotto di questo valore. A questo proposito si attende qualche progresso nel 1996
(nel caso di Irlanda, Austria e Svezia) ma meno nel 1997, almeno stando alle attuali previsioni (a
causa di una possibile tendenza all'accelerazione in Danimarca, Irlanda, Lussemburgo e Svezia).
Considerevoli progressi sono previsti nei quattro paesi in cui l'inflazione supera attualmente il 3
per cento. Purché venga mantenuto l'attuale impegno, in Spagna e Portogallo l'inflazione dovrebbe
avvicinarsi al limite superiore dell'obiettivo previsto dagli indirizzi (il 3 per cento) entro il 1997,
mentre in Italia si prevede che, nel contesto di un marcato rallentamento degli aumenti dei prezzi
delle importazioni e in assenza di ulteriori aumenti delle imposte indirette, l'inflazione in termini
di prezzi al consumo scenda sino a toccare il VA per cento nel 1997. In Grecia un impegno più
determinato, soprattutto sotto il profilo del bilancio, dovrebbe consentire di ridurre l'inflazione al
di sotto del 7 per cento attualmente previsto per il 1997.
Prospettive di bilancio per il 1996-1997 - Numerosi Stati membri hanno preso decisi
provvedimenti per consolidare le finanze pubbliche nel 1996 e in molti casi anche nel 1997.
Secondo le stime dei saldi di bilancio depurati dei fattori ciclici elaborate dai servizi della
Commissione, gli attuali programmi di bilancio comportano una riduzione del disavanzo
soggiacente dell'ordine di VA di punto percentuale del PIL nel 1996 e, in base alle politiche di cui si
è attualmente a conoscenza, un'ulteriore riduzione di VA di punto percentuale nel 1997.
Cionondimeno nelle più recenti previsioni dei servizi della Commissione, che tengono conto dei
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valori inferiori al previsto della crescita, si prospetta una riduzione dell'indebitamento delle
amministrazioni pubbliche nella Comunità per il 1996 di portata considerevolmente più ridotta di
quanto precedentemente intravisto. Si prevede infatti che il disavanzo di bilancio medio cali di XA
punto percentuale fino ad arrivare appena al di sotto del 4'/2 per cento del PIL nel 1996 (rispetto al
VA per cento del PIL previsto nell'autunno 1995).
Delle previsioni economiche fa parte uno scenario per il 1997 basato sui provvedimenti già
adottati o annunciati in modo sufficientemente particolareggiato, ad esclusione tuttavia degli
intenti generali di politica economica in relazione ai quali non siano ancora noti provvedimenti
specifici. Le previsioni tengono conto delle manovre di politica economica annunciate in modo
particolareggiato nel corso del mese di aprile e ai primi di maggio dai governi tedesco, francese,
austriaco e svedese, ma non includono invece i provvedimenti di aggiustamento recentemente
annunciati dal governo belga per il 1997 perché al momento di elaborare le previsioni i particolari
forniti non risultavano sufficienti. Oltre ai paesi già menzionati, si prevede che anche altri Stati
membri prendano provvedimenti volti a migliorare la loro situazione di bilancio entro il 1997. In
base a quanto si sa e con l'aiuto di un miglioramento delle condizioni cicliche e di tassi di interesse
contenuti, lo scenario per il 1997 lascia prevedere una riduzione del disavanzo medio effettivo al
VA per cento del PIL per l'anno prossimo.
  Tabella 12                                                                 Tabella 13
       Saldi d i b i l a n c i o delle a m m i n i s t r a z i o n i              Debito lordo delle amministrazioni
      p u b b l i c h e , effettivi e c o r r e t t i per il c i c l o                             pubbliche
                          (percentuale del PIL)                                               (percentuale del PIL)
                  Saldo effettivo                Saldo corretto                                  Livello                 Variazione
                         Live/lo              Variazone annua1                                                             annua
             1995         1996   19971      1995          1996    19971                1995       1996       19971      1996   19971
  B          -4.5         -3.2    -3.7        0.5          1.8     -0.9      B         133.7      132.2      130.6       -1.5   -1.6
  DK         -1.4         -0.9    -0.6        1.6          1.0     -0.2
                                                                             DK         71.9       71.0       68.7       -0.9   -2.3
  D          -3.5          -3.9   -2.9       -0.9          0.3       1.2
                                                                             D          58.1       61.5       62.4        3.4    0.9
  GR         -9.2          -8.1   -6.9        2.6          1.0       0.8
  E         -6.2 3         -4.8   -3.7        0.4          1.5       0.7     GR        111.5      111.8      111.4        0.3   -0.4
  F          -5.0         -4.2    -3.0        0.5          1.1       0.9     E          65.7       67.8       68.0        2.1    0.2
  IRL        -2.4          -2.0   -1.6       -2.0          0.3       0.6     F          52.4       56.1       57.8        3.7    1.7
  I          -7.1          -6.3   -5.2        1.3          0.8       0.8
  L            0.3          0.7    0.3       -2.0          0.4     -0.6      IRL        85.5       81.3       77.3       -4.2   -4.0
                                                                             1         124.8      124.5      122.8       -0.3   -1.7
  NL         -3.4          -3.5   -2.9       -0.2          0.2       0.4
  A          -6.2          -4.6   -3.1       -1.6          2.2       2.0     L            5.9       6.2        6.8        0.3    0.9
  P          -5.4          -4.4   -3.7        0.2          0.9       0.5
                                                                             NL         79.0       79.4       78.7        0.4   -0.7
  FIN        -5.6          -3.3   -1.6       -1.2          1.5       0.7     A          69.4       72.4       73.9        3.0    1.5
  S          -8.1          -5.2   -3.1        1.1          2.8       1.5
  UK         -6.0          -4.4   -3.7        0.6          1.5       0.3     P          71.6       72.2       71.8        0.6   -0.4
  EUR        -5.0          -4.4   -3.4        0.3          0.9       0.8     FIN        59.6       62.5       63.2        2.9    0.7
  1
    In base ai provvedimenti già annunciati.                                 S          79.9       80.8       79.6        0.9   -1.2
  1
      Un valore positivo indica un miglioramento del saldo                   UK         54.0       55.5       56.2        1.5    0.7
     depurato dai fattori ciclici.
  3                                                                          EUR        71.2       73.9       74.3        2.7    0.4
      Questa serie cronologica include i contributi
                                                                             1
     sociali espressi ancora in termini di cassa.                              In base ai provvedimenti già annunciati.
     Calcoli preliminari in termini d'importi maturati                       Fonte: previsioni della Commissione della primavera
     effettuati da fonti nazionali forniscono valori del -                           1996.
     5,8 per cento del PIL per il 1995. La serie
     cronologica verrà aggiornata ed espressa in
     termini d'importi maturati una volta chiarite
     alcune          questioni      relative         alla     corretta
     applicazione di definizioni statistiche.
  Fonte: previsioni della Commissione della primavera 1996
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Si prevede che il miglioramento dei conti pubblici previsto non abbia una portata sufficiente ad
impedire l'aumento del rapporto medio tra debito lordo e PIL a livello comunitario, che secondo le
proiezioni è destinato ad aumentare di quasi 3 punti percentuali sino a raggiungere il 74 per cento
del PIL nell'anno in corso, prima di stabilizzarsi sostanzialmente su tale livello nel 1997. Nel 1996
si prevede che il rapporto debito lordo/PIL aumenti in tutti gli Stati membri ad eccezione di
quattro (Belgio, Danimarca, Irlanda ed Italia); nel corso del 1997 tale rapporto dovrebbe però
stabilizzarsi o diminuire in quasi due terzi degli Stati membri.
È previsto che tutti gli Stati membri ad eccezione di Germania e Paesi Bassi riducano i loro
disavanzi effettivi nel corso del 1996, ma i progressi realizzati dovrebbero essere generalmente
insufficienti a conseguire gli obiettivi fissati dai programmi nazionali di convergenza e dagli
indirizzi di massima del 1995. Secondo le previsioni solo 3 Stati membri (Danimarca, Irlanda e
Lussemburgo) presenteranno disavanzi effettivi inferiori al valore di riferimento del 3 per cento
quest'anno; riduzioni particolarmente cospicue del disavanzo pubblico (1 per cento del PIL o più)
dovrebbero aver luogo in Belgio, Francia, Grecia, Spagna, Italia, Austria, Portogallo, Finlandia,
Svezia e Regno Unito.
Nello scenario per il 1997 basato sull'ipotesi dell'invarianza delle politiche economiche, Germania,
Francia, Paesi Bassi e Finlandia dovrebbero entrare a far parte del gruppo dei paesi con un
disavanzo inferiore al valore di riferimento previsto dal trattato di Maastricht, mentre l'Austria e la
Svezia dovrebbero avvicinarsi molto a tale valore. In altri paesi, per i quali non sono ancora noti
sufficienti particolari circa i provvedimenti che verranno adottati, l'impegno addizionale
necessario per raggiungere tale valore sarebbe dell'ordine di VA di punto percentuale del PIL
(Belgio, Spagna, Portogallo e Regno Unito). Nello scenario attuale, soltanto in Italia e Grecia il
disavanzo dovrebbe superare il valore di riferimento di un margine più ampio, toccando
rispettivamente il 5XA e il 7 per cento del PIL.
                                                    *
                                                  *   *
Di fronte a questi risultati insoddisfacenti in termini di crescita e di occupazione, occorre che nella
Comunità venga dato tempestivamente nuovo slancio al processo di ripresa. Il compito cui devono
far fronte i responsabili delle politiche è quello di avviare un rafforzamento della fiducia e della
creazione di posti di lavoro nel breve termine consolidando al tempo stesso le condizioni per una
crescita ed un'occupazione più vigorosa nel medio termine. Ciò richiede un quadro di politica
macroeconomica che fornisca un sostegno adeguato, il che comporta un valido riequilibrio del
dosaggio delle politiche macroeconomiche ed un maggior impegno nelle politiche strutturali per
ridurre la disoccupazione ed incrementare la competitività della Comunità. La relazione
economica annua della Commissione per il 1996 fornisce un'analisi particolareggiata delle
alternative di politica economica disponibili nella situazione attuale; la Commissione ha inoltre
preso atto dei pareri del Parlamento europeo del Comitato economico e sociale su tale relazione,
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che ha discusso con le parti sociali. In questo contesto la raccomandazione relativa agli indirizzi di
massima per le politiche economiche per il 1996 indica le politiche necessarie per conseguire gli
obiettivi della Comunità in termini di crescita, occupazione e convergenza.
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                                                             COM(96) 211 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                            10
                                             N. di catalogo : CB-CO-96-237-IT-C
                                                              ISBN 92-78-04431-8
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo