CELEX: C2005/217/24
Language: it
Date: 2005-09-03 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Grande Sezione), 14 luglio 2005, nel procedimento C-434/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden): P. Charles, T.S. Charles Tijmens contro Staatssecretaris van Financiën («Sesta direttiva IVA — Deduzione dell'imposta versata a monte — Bene immobile utilizzato parzialmente per l'impresa e parzialmente a titolo privato»)

3.9.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 217/13
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Grande Sezione)
   14 luglio 2005
   nel procedimento C-434/03 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden): P. Charles, T.S. Charles Tijmens contro Staatssecretaris van Financiën (1)
   
   («Sesta direttiva IVA - Deduzione dell'imposta versata a monte - Bene immobile utilizzato parzialmente per l'impresa e parzialmente a titolo privato»)
   (2005/C 217/24)
   Lingua processuale: l'olandese
   Nel procedimento C-434/03, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell'art. 234 CE, dallo Hoge Raad der Nederlanden (Paesi Bassi), con decisione 10 ottobre 2003, pervenuta in cancelleria il 13 ottobre 2003, nella causa tra: P. Charles, T. S. Charles Tijmens contro Staatssecretaris van Financiën, la Corte (Grande Sezione), composta dal sig. V. Skouris, presidente, dai sigg. P. Jann, C.W.A. Timmermans, A. Rosas, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta, dai sigg. K. Lenaerts e A. Borg Barthet, presidenti di sezione, dai sigg. S. von Bahr (relatore), J.N. Cunha Rodrigues, J. Makarczyk, P. Kūris, E. Juhász e G. Arestis, giudici; avvocato generale: sig. F.G. Jacobs; cancelliere: sig.ra K. Sztranc, amministratore, ha pronunciato, il 14 luglio 2005, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   Gli artt. 6, n. 2, e 17, nn. 2 e 6, della sesta direttiva del Consiglio 17 maggio 1977, 77/388/CEE, in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, come modificata dalla direttiva del Consiglio 10 aprile 1995, 95/7/CE, devono essere interpretati nel senso che ostano ad una normativa nazionale, come quella di cui alla causa principale, adottata prima dell'entrata in vigore di tale direttiva, che non consente ad un soggetto passivo di destinare interamente alla sua impresa un bene d'investimento utilizzato in parte per le necessità dell'impresa e in parte per fini estranei ad essa e, all'occorrenza, di dedurre integralmente ed immediatamente l'imposta sul valore aggiunto dovuta sull'acquisto di siffatto bene.
   
      (1)  GU C 304 del 13.12.2003.