CELEX: 21994A0505(01)
Language: it
Date: 1994-03-21 00:00:00
Title: Protocollo n. 2 relativo all'accordo tra la Comunità europea dell'energia atomica, il governo del Giappone, il governo della Federazione della Russia e il governo degli Stati Uniti d'America sulla cooperazione nelle attività di progettazione ingegneristica del reattore sperimentale termonucleare internazionale (Iter)

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21994A0505(01)

Protocollo n. 2 relativo all'accordo tra la Comunità europea dell'energia atomica, il governo del Giappone, il governo della Federazione della Russia e il governo degli Stati Uniti d'America sulla cooperazione nelle attività di progettazione ingegneristica del reattore sperimentale termonucleare internazionale (Iter)  

Gazzetta ufficiale n. L 114 del 05/05/1994 pag. 0026 - 0039 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 30 pag. 0005  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 30 pag. 0005 

PROTOCOLLO N. 2 relativo all'accordo tra la Comunità europa dell'energia atomica, il governo del Giappone, il governo della Federazione della Russia e il governo degli Stati Uniti d'America sulla cooperazione nelle attività di progettazione ingegneristica del reattore sperimentale termonucleare internazionaleLA COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA (EURATOM), IL GOVERNO DEL GIAPPONE, IL GOVERNO DELLA FEDERAZIONE DELLA RUSSIA E IL GOVERNO DEGLI STATI UNITI D'AMERICA (« LE PARTI »),VISTO l'accordo sulla cooperazione nelle attività di progettazione ingegneristica (EDA) del reattore sperimentale termonucleare internazionale (ITER) concluso tra le parti il 21 luglio 1992 (« l'accordo »), in particolare l'articolo 3,AVENDO iniziato le EDA in virtù del protocollo n. 1 all'accordo, anche esso concluso tra le parti il 21 luglio 1992, e determinati a portare a termine congiuntamente le EDA nel quadro del protocollo n. 2,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Sezione 1Campo di attività Le parti portano a termine congiuntamente le attività di cui all'articolo 2 dell'accordo. Tali attività sono realizzate conformemente agli obiettivi tecnici specifici di ITER approvati in base alle disposizioni dell'accordo.Sezione 2Gruppo speciale di lavoro È istituito un gruppo speciale di lavoro che, con l'assistenza del direttore, ha il compito di presentare al consiglio proposte di approccio alla realizzazione congiunta per decisioni delle parti circa la costruzione, il funzionamento, l'utilizzazione e lo smantellamento futuri di ITER, secondo il disposto dell'articolo 2, lettera e) dell'accordo.Sezione 3Attuazione del programma di lavoro 1. Il direttore dà esecuzione al programma di lavoro e ai relativi aggiornamenti, dopo approvazione del consiglio, in base alle scadenze ivi fissate per i vari compiti.2. La descrizione tecnica di un compito, la sua assegnazione nonché i termini e le condizioni della sua esecuzione, elaborati conformemente alle direttive fissate dal consiglio per l'esecuzione dei compiti, costituiscono l'oggetto di un accordo relativo al compito in questione (« Task Agreement »). Tale accordo viene elaborato dal direttore e firmato da quest'ultimo e dal capo del gruppo nazionale (o comunitario) cui è stato assegnato il compito in questione. Gli accordi relativi ai compiti sono conclusi in conformità al programma di lavoro e ai suoi aggiornamenti entrambi come approvati.3. Ciascun capo dei gruppi nazionali (o comunitario) garantisce che al direttore o ai membri del gruppo centrale congiunto autorizzati dal direttore non venga rifiutato senza validi motivi l'accesso, per fini d'interazione, verifica dei lavori in corso e valutazione del controllo di qualità, ai siti e ai locali in cui viene eseguito un compito assegnato ad un gruppo nazionale (o comunitario), nonché l'accesso al personale che esegue, e ai documenti che riguardano, il compito in questione. Il capo del gruppo nazionale (o comunitario) interessato è tempestivamente informato del progettato accesso. Le disposizioni particolareggiate per tale accesso vengono specificate nell'accordo relativo ai compiti.Sezione 4Accordi relativi al distacco di personale 1. Ai fini della presente sezione:- per « parte distaccante » s'intende la parte che mette una persona a disposizione del gruppo centrale congiunto in conformità dell'articolo 8, paragrafo 2 dell'accordo, indipendentemente dal fatto che detta parte sia o meno il datore di lavoro di quella persona;- per « persona distaccata » o « personale distaccato » s'intende una o più persone messe a disposizione del gruppo centrale congiunto dalla parte distaccante.2. Dopo la scelta di una persona conformemente all'articolo 8, paragrafo 2 dell'accordo, il datore di lavoro di quella persona la distacca, senza ritardo ingiustificato, presso il gruppo centrale congiunto. Il direttore appronta un accordo specifico di distacco per ciascuna persona distaccata; detto accordo viene sottoscritto dal direttore, dalla persona distaccata, dal datore di lavoro di quest'ultima e dall'ente che gestisce il sito di lavoro congiunto presso il quale la persona è distaccata. Qualora il datore di lavoro e la parte distaccante siano enti differenti, la parte distaccante approva l'(gli) accordo(i) relativo(i) al distacco per indicare che essa ha messo il personale distaccato a disposizione del gruppo centrale congiunto come specificato all'articolo 8, paragrafo 2 dell'accordo. L'accordo relativo al distacco del direttore deve essere firmato anche dal presidente del consiglio.Nell'accordo relativo al distacco sono specificati i lavori e il sito di lavoro congiunto presso cui è distaccata la persona in questione, le sue responsabilità di rendere conto del proprio operato, l'impegno della persona distaccata e del datore di lavoro a conformarsi alle disposizioni dell'articolo 8, paragrafo 2 e dell'articolo 15 dell'accordo e del presente paragrafo, nella misura in cui esse concernono il distacco, nonché l'impegno della persona distaccata a conformarsi alle norme interne relative alla sicurezza vigenti presso il sito di lavoro congiunto. Il periodo del distacco previsto dal relativo accordo non può essere superiore al periodo di validità del presente protocollo.Sezione 5Conclusione dei lavori e relazione finale Allorché approva il programma di lavoro e i relativi aggiornamenti annuali il consiglio, assistito dal direttore, provvede al completamento coordinato e tempestivo dei lavori previsti dall'accordo, nonché della relazione finale; qualora occorra che le parti intraprendano delle azioni o se le circostanze lo richiedono, il consiglio, assistito dal direttore, formula opportune proposte in merito.Sezione 6Risorse Le parti rendono disponibili le risorse necessarie all'esecuzione del presente protocollo, in conformità delle relative disposizioni dell'accordo.Sezione 7Durata Il presente protocollo entra in vigore alla data della firma delle parti ed ha validità per tutta la durata dell'accordo.Fatto a Vienna, il 21 marzo 1994 in quadruplice copia.Per la Comunità europea dell'energia atomicaCorrado PIRZIO BIROLIPer il governo del GiapponeKunisada KUMEPer il governo della Federazione della RussiaNikalai S. CHEVEREVPer il governo degli Stati Uniti d'AmericaJohn B. RITCH IIIPareri condivisi dai negoziatori In data odierna, al termine dei lavori relativi al progetto finale del protocollo n. 2, i partecipanti al negoziato concordano su quante segue:1. Obiettivi tecnici particolareggiatiLe parti approvano, attraverso il consiglio, gli obiettivi tecnici particolareggiati di ITER indicati alla sezione 1 del protocollo n. 2. Il consiglio ha approvato i suddetti obiettivi tecnici il 15-16 dicembre 1992 (appendice 1).2. Orientamenti per l'assegnazione dei compitiGli orientamenti per l'assegnazione dei compiti riferiti alla sezione 3 del protocollo n. 2 sono stati approvati dal consiglio il 22 aprile 1993 (appendice 2).3. Accordi relativi al distacco di personaleGli accordi relativi al distacco di personale, di cui alla sezione 4 del protocollo n. 2, dovranno essere il più possibile uniformi e rispecchiare gli orientamenti per gli accordi relativi al distacco di personale definiti nell'allegato al presente documento (appendice 3).Qualora la parte distaccante sia un ente diverso dal datore di lavoro della persona distaccata, questa si impegna affinché il datore di lavoro della persona distaccata in questione ottemperi alle disposizioni stabilite alla sezione 4 del protocollo n. 2 e agli orientamenti di cui sopra.4. FinanziamentoPer quanto riguarda la sezione 6 del protocollo n. 2:1) ciascuna parte si assume l'onere delle proprie spese inerenti:a) alla partecipazione dei suoi membri ed esperti ai lavori e alle riunioni del consiglio, del TAC, del MAC e dei SWG, ivi incluse le spese di trasferta;b) al proprio personale distaccato presso i siti di lavoro congiunto;c) all'esecuzione dei compiti assegnati al proprio gruppo nazionale (o comunitario) conformemente alla sezione 3 del protocollo n. 2, ed) all'organizzazione di riunioni di lavoro aventi luogo sul proprio territorio e alla partecipazione dei propri membri del gruppo nazionale (o comunitario) a riunioni di lavoro, ivi incluse le spese di trasferta;2) nell'applicare l'articolo 14 dell'accordo, il consiglio tiene conto del livello complessivo delle risorse che ciascuna parte ospitante si è offerta di mettere a disposizione al suo sito di lavoro congiunto;3) le altre spese, ritenute necessarie a giudizio del consiglio ai fini di una favorevole conclusione del protocollo n. 2, sono finanziate mediante il fondo comune.5. Monitoraggio di ITER EDALa coerenza fra i limiti generali definiti nella sezione 1 dell'appendice 1 e l'avanzamento dei lavori verrà controllata su base annuale, secondo l'articolo 16 dell'accordo. In particolare, gli approcci tecnici e l'accuratezza della valutazione dei costi di costruzione di ITER verranno verificati, come previsto dal punto 1, lettera f) dell'allegato A all'accordo, anche in base a dati nazionali relativi alle componenti principali dell'impianto. Queste valutazioni potranno indurre il consiglio a ridefinire, se necessario, i limiti o le soluzioni tecniche.6. Schema di progettazioneIl consiglio ha approvato la risposta del TAC-4 secondo cui lo schema di progettazione (appendice 4) fornirà una solida base per il proseguimento del lavoro di progettazione ingegneristica in seguito 1) ad una ulteriore modesta ottimizzazione dei parametri fondamentali della macchina per premunirsi contro una crescita dei costi, 2) ad una modifica dell'approccio ingegneristico in certe aree e 3) ad un ampliamento delle possibilità tecniche in modo da conseguire una maggiore flessibilità operativa.APPENDICE 1 OBIETTIVI TECNICI PARTICOLAREGGIATI DI ITER 1. Limiti generaliGli obiettivi tecnici particolareggiati e gli approcci tecnici di ITER, tenendo conto di adeguati margini, dovranno essere compatibili con l'intento di contenere i costi del dispositivo nell'ambito di limiti dell'ordine di quelli indicati nel rapporto conclusivo sulle CDA di ITER, nonché di assicurare il suo impatto sulla ricerca e lo sviluppo fusione a lungo termine.ITER dovrà essere progettato in modo da funzionare in condizioni di sicurezza e da dimostrare i potenziali vantaggi di sicurezza e sotto il profilo ambientale dell'energia di fusione.2. Prestazioni e provePrestazioni del plasmaITER dovrà avere una capacità di confinamento tale da permettere di raggiungere l'ignizione controllata. Le stime della capacità di confinamento di ITER dovranno basarsi, analogamente alla procedura adottata per le CDA, su accertati modi favorevoli di funzionamento.ITER dovrà:- dimostrare l'ignizione controllata e la combustione prolungata per una durata sufficiente a raggiungere un regime stazionario rispetto a tutte le scale temporali caratteristiche dei processi del plasma e delle interazioni plasma-parete, nonché sufficiente a raggiungere un regime stazionario per le prove nucleari sui componenti del mantello. Ciò può essere raggiunto con impulsi caratterizzati da una durata del pianoro dell'ordine di 1 000s. Per le prove relative a particolari modelli di mantello sono desiderabili impulsi di circa 2 000s.- tendere a dimostrare il funzionamento in regime stazionario mediante generazione non induttiva di corrente in plasmi rilevanti ad un reattore.Prestazioni ingegneristiche e proveITER dovrà:- dimostrare la disponibilità di tecnologie indispensabili per i reattori a fusione (quali magneti superconduttori e telemanutenzione);- svolgere prove su componenti destinati ai reattori (quali sistemi per rimuovere potenza e particelle del plasma);- verificare soluzioni progettuali di mantelli autofertilizzanti per la produzione di tritio applicabili a reattori. Le prove previste per i moduli comprendono la dimostrazione di una capacità di autofertilizzazione che permetterebbe di giungere all'autoapprovvigionamento di tritio in un reattore, all'estrazione di calore in condizioni adatte ad un ciclo termico ad alto rendimento e alla produzione di energia elettrica.3. Requisiti progettualiI parametri scelti per la macchina di base dovranno rimanere entro margini che permettano di considerare con fiducia il raggiungimento delle prestazioni ingegneristiche e del plasma richieste. Il progetto dovrà essere sufficientemente flessibile da permettere l'integrazione di funzioni avanzate e nuove potenzialità, nonché da consentire di ottimizzare le prestazioni del plasma durante il funzionamento. Il progetto dovrà essere convalidato dalla base-dati scientifica e tecnologica costituitasi al termine delle EDA.Si dovranno ottenere, in condizioni di ignizione, impulsi induttivi con pianori di circa 1 000s. In prospettiva dell'obiettivo finale di funzionamento in regime stazionario, ITER dovrà essere progettato in modo da essere compatibile con una generazione non induttiva di corrente, e il sistema di riscaldamento necessario per l'ignizione nella prima fase di funzionamento dovrà essere potenzialmente in grado di generare corrente.Per l'esecuzione di prove su componenti nucleari e ad elevato flusso di calore in condizioni rilevanti ad un reattore a fusione:- il carico neutronico medio della parete dovrà essere di circa 1 MW/m2;- la macchina dovrà essere progettata in modo da essere capace di raggiungere almeno 1 MWa/m2 per effettuare prove di più lunga durata totale e prove su materiali.È auspicabile un funzionamento a livelli di flusso e di fluenza più elevati. Nell'ambito dei margini ingegneristici stabiliti, i progettisti di ITER dovranno studiare le implicazioni e le possibilità di sfruttare una più ampia gamma di regimi operativi. Il progetto dei componenti permanenti della macchina non dovrà precludere il raggiungimento di livelli di fluenza fino a 3 MWa/m2. Per la seconda fase di funzionamento, il progetto dovrà prevedere anche la possibilità di sostituire lo schermo con un mantello autofertilizzante.4. Requisiti di funzionamentoIl funzionamento di ITER dovrà essere articolato in due fasi:- la prima fase (Basic Performance Phase) dovrà verosimilmente durare un decennio e comprendere alcune migliaia di ore di funzionamento a pieno regime DT (deuterio-tritio). In questa fase dovranno essere studiati l'ignizione controllata, la combustione prolungata, il funzionamento in regime stazionario, e dovranno essere effettuate prove su moduli di mantello. Si presume che per questa fase vi sarà un adegauto approvvigionamento esterno di tritio.- Gli esperimenti relativi all'ignizione controllata effettuati nel dispositivo ITER avranno per oggetto il confinamento, la stabilità ed il controllo di impurità dei plasmi riscaldati dalle particelle alfa. Gli esperimenti relativi alla combustione prolungata riguarderanno inoltre il controllo della potenza generata dalle reazioni di fusione e dei profili del plasma, nonché la rimozione dell'elio.- Gli esperimenti relativi alla generazione non induttiva di corrente effettuati in questa fase dovranno essere tesi a dimostrare il funzionamento in regime stazionario di plasmi aventi una potenza di riscaldamento da particelle alfa almeno pari alla potenza applicata esternamente. Utilizzando i sistemi di riscaldamento in modo da generare corrente, tale generazione non induttiva di corrente dovrà essere impiegata per il controllo del profilo e della combustione, per raggiungere regimi di migliore confinamento, nonché per valutare le condizioni e il fabbisogno di potenza necessari per il tipo di funzionamento in regime stazionario sopraindicato. In funzione dei risultati di questi esperimenti, potrebbe rendersi necessario incrementare la potenza disponibile per la generazione non induttiva di corrente.- In parallelo al programma relativo alla fisica, le prove funzionali effettuate sui moduli del mantello in questa fase dovranno consistere in alcune migliaia di ore di durata totale di combustione, e comprendere campagne di prove continue di 3-6 giorni con un carico neutronico sulla parete di circa 1 MW/m2;- la seconda fase (Enhanced Performance Phase) dovrà verosimilmente anch'essa durare un decennio, e essere dedicata principalmente a migliorare le prestazioni complessive nonché ad attuare un programma di prove a fluenza più elevata di componenti e di materiali. Questa fase dovrà essere dedicata al funzionamento ad alta disponibilità della macchina e ad avanzati regimi operativi; potrebbe esservi inclusa la dimostrazione di segmenti di mantello rilevanti al reattore. In questa fase, il funzionamento dovrebbe comprendere campagne di prove continue di una durata di 1-2 settimane e dovrebbe accumulare una fluenza di almeno 1 MWa/m2.Una decisione circa l'eventuale inclusione in questa fase della autofertilizzazione dovrà basarsi sulla disponibilità di fonti esterne per il tritio, sui risultati delle prove relative al mantello autofertilizzante, nonché sulle prestazioni ottenute per il plasma e per la macchina.L'esecuzione della seconda fase dovrà aver luogo dopo un esame dei risultati emersi dalla prima fase e una valutazione del valore relativo degli elementi proposti nel programma.APPENDICE 2 ORIENTAMENTI PER L'ASSEGNAZIONE DEI COMPITI A. Approvazione e revisione degli accordi relativi ai compiti1. Qualsiasi accordo relativo ad un compito di valore superiore a 300 IUA (« ITER Units of Account » - unità di conto ITER) può essere concluso solo previa approvazione da parte del consiglio ITER della descrizione tecnica del compito medesimo e della sua assegnazione ad una parte.2. Gli accordi relativi a compiti di valore equivalente o inferiore a 300 IUA possono essere stipulati direttamente tra il direttore ed il capo del gruppo nazionale (o comunitario) interessato. Il direttore notifica immediatamente tali accordi ai capi degli altri tre gruppi nazionali (o comunitario).3. La somma complessiva degli accordi relativi ai compiti di valore equivalente od inferiore a 300 IUA, assegnati mediante la procedura indicata al punto 2, non dovrà superare le 3 000 IUA in qualsiasi periodo tra due riunioni successive del MAC.4. Le revisioni degli accordi relativi ai compiti, tese ad includere modifiche tecniche secondarie nell'ambito delle attività già approvate dal consiglio, possono essere effettuate d'intesa tra il direttore ed il capo del gruppo nazionale (o comunitario) interessato. Modifiche alla portata dei compiti sino a 300 IUA o al 20 % del valore - prendendo a riferimento tra i due il valore minore - possono ugualmente essere effettuate d'intesa tra il direttore ed il capo del gruppo nazionale (o comunitario). I compiti relativi ad attività di cui non interessa più conoscere l'esito possono essere interrotti d'intesa tra il direttore e il capo del gruppo nazionale (o comunitario) interessato; i crediti ITER relativi a tali compiti devono essere opportunamente rivisti. Tutte le revisioni diverse da: 1) modifiche tecniche secondarie, 2) modifiche alla portata dei compiti non superiori alle 300 IUA e 3) l'interruzione di cui sopra, devono essere approvate dal consiglio mediante le procedure previste dall'accordo per l'assegnazione di nuovi compiti; in tali casi, il direttore adegua convenientemente i crediti ITER.5. Gli accordi relativi ai compiti e le revisioni che non richiedono l'approvazione del consiglio dovranno nondimeno essergli notificati.B. Individuazione, definizione e valutazione dei compitiPer l'individuazione e la definizione dei compiti sono applicabili le seguenti direttive:1) Operando in stretta collaborazione con i capi dei gruppi nazionali (o comunitario) al fine di individuare i compiti, il direttore fissa i crediti ITER attribuiti alle parti che eseguiranno tali compiti. Questi contatti dovranno permettere di giungere, per quanto possibile, ad un'intesa su approcci concreti ed efficaci per individuare, definire e valutare i compiti.2) Prima che l'elenco di questi compiti sia trasmesso ai capi dei gruppi nazionali (o comunitario) affinché diano formalmente una risposta, il direttore deve rendere loro noto l'elenco dei singoli compiti e dei relativi crediti che verranno attributi ed assegnati alla parte incaricata della loro esecuzione; le parti aventi interesse ad effettuare un compito devono informarne tempestivamente il direttore affinché, qualora più parti manifestino interesse per un medesimo compito, egli possa stabilire in stretta collaborazione con i capi dei gruppi nazionali (o comunitario) il modo migliore per tener conto dell'interesse manifestato da più parti, sia procedendo a una suddivisione dei compiti, sia assegnando incarichi paralleli o congiunti.3) Entro due mesi dalla ricezione dell'elenco e della descrizione tecnica dei compiti, ciascuna parte invia al direttore una risposta formale, dichiarando a quali compiti è interessata e fornendo al riguardo le seguenti informazioni:a) una descrizione delle sue capacità di soddisfare le specifiche e le scadenze nonché la disponibilità delle risorse, atttrezzature e conoscenze necessarie;b) l'indicazione dei luoghi in cui verrebbero eseguiti i lavori; tuttavia qualora, a causa del carattere iterativo delle procedure seguite dalla parte per l'aggiudicazione dei contratti, questa non possa fornire tale informazione, essa indicherà al direttore il tipo di organismi esecutori che verosimilmente saranno coinvolti nell'esecuzione, ed invierà una notifica definitiva non appena avvenuta la selezione di tali organismi;c) una valutazione dei rischi tecnici e, in caso di rischi elevati, eventuali proposte di attività parallele.4) In base a quanto sopra indicato, ai principi orientativi specificati all'allegato B, punto 1, lettera C dell'accordo e alle presenti direttive, il direttore formula nel progetto di programma di lavoro che presenta periodicamente al consiglio a norma dell'articolo 11 dell'accordo le sue proposte circa l'assegnazione dei compiti ai gruppi nazionali (o comunitario).5) Allorché si concludono accordi relativi a determinati compiti, il direttore darà debita considerazione all'inclusione nel credito ITER dell'attività inerente ad essi iniziata dalla parte dopo la firma dell'accordo relativo alle EDA di ITER e del protocollo n. 1.6) Vi dovrà essere una ripartizione ragionevolmente equilibrata tra le parti dei compiti assegnati nell'ambito di ogni gruppo sistematico di compiti. Nel determinare tale equilibrio, si dovrebbe tener conto delle caratteristiche qualitative dei compiti da assegnare come, ad esempio, natura delle attrezzature per le prove e livello di tecnologia.7) Nel caso nessuna parte manifesti interesse ad effettuare un determinato compito, il direttore, in stretta collaborazione con i capi dei gruppi nazionali (o comunitario), cerca di suscitare l'interesse di almeno una delle parti. Qualora non riesca in tale intento, egli può rivolgersi al consiglio ITER, conformemente all'articolo 21, punto 1.8) Per taluni compiti, anticipati elevati rischi tecnici o incertezze possono giustificare uno svolgimento in parallelo da più parti delle attività, per le quali si può perciò ricorrere ad una assegnazione per fasi.9) Operando in stretta collaborazione con i capi dei gruppi nazionali (o comunitario), il direttore di ITER si accerterà che la disgregazione dell'attività in compiti oggetto di singoli accordi sia limitata al necessario per assicurare un'efficiente esecuzione dell'attività medesima, tenuto conto della necessità di garantire una ragionevole ripartizione dei lavori tra le parti. Ciascun accordo relativo ad un compito descriverà un campo di attività ragionevole, delimitato e coerente, in se stesso completo, e con interfacce ben definite.10) La distribuzione del lavoro di progettazione tra il JCT e i gruppi nazionali (o comunitario) dovrà, in generale, rispettare il principio secondo il quale il JCT dovrà eseguire soltanto quei lavori che possono essere eseguiti più appropriatamente da un gruppo centrale. È inteso che il totale dei crediti ITER per i compiti progettuali attribuiti ai gruppi nazionali (o comunitario) sia dell'ordine di circa 500 anni-uomo (livello di quadro).C. Criteri di selezione1. Ai fini della selezione dovranno essere prese in considerazione solo le dichiarazioni di interesse relative all'esecuzione di un compito che documentino la capacità di soddisfare le specifiche tecniche e le scadenze di realizzazione, nonché la disponibilità delle attrezzature e conoscenze necessarie.Prima di scartare qualsiasi dichiarazione di interesse in ragione della sua non conformità ai requisiti tecnici, il direttore di ITER contatterà il capo del gruppo nazionale (comunitario) in causa, accordandogli un breve lasso di tempo per rettificare la proposta presentata dalla parte.2. Le dichiarazioni di interesse che rispondono ai requisiti tecnici fissati saranno selezionate principalmente in base ai seguenti criteri:a) esperienza e capacità tecniche degli organismi proposti per l'esecuzione,b) rischio tecnico dell'approccio proposto, ec) dimostrata comprensione dei requisiti tecnici e manageriali.Si dovrà tener conto, come appropriato, di altri fattori, quali la necessità di mantenere una ripartizione ragionevolmente equilibrata dei compiti nei gruppi sistematici di compiti, la priorità attribuita all'attività dalle parti o la qualità dell'approccio proposto.D. Ruolo del MACLe riunioni del MAC si svolgeranno con una frequenza tale da assicurare un tempestivo seguito alle proposte del direttore, negli intervalli fra le riunioni del consiglio. Per garantire la rapida approvazione da parte del consiglio delle raccomandazioni approvate all'unanimità dal MAC ci si dovrà avvalere di mezzi di comunicazione elettronici o di altro tipo; negli altri casi, il consiglio procede all'approvazione mediante la normale prassi prevista dal suo regolamento.E. Esecuzione inadeguata di una delle parti dei compiti progettuali e di R & S1. Per esecuzione inadeguata di un compito affidato ad una parte si intende l'incapacità di un gruppo nazionale (o comunitario) di registrare adeguati progressi nel portare a buon fine il compito specificato nell'accordo o l'incapacità da parte del gruppo nazionale (o comunitario) di raggiungere un livello adeguato di progetto o di qualità nell'esecuzione del compito.In ciascun accordo relativo a compiti dovrà essere incluso un articolo standard che fissi i principi generali in materia di esecuzione inadeguata.2. Non appena il capo del gruppo nazionale (o comunitario) si rende conto dell'eventualità di esecuzione inadeguata del compito affidato alla sua parte, informa il direttore di questa evenienza.3. Qualora il direttore ritenga probabile che un compito venga eseguito in modo inadeguato, egli trasmette al capo del gruppo nazionale (o comunitario) in questione un « avviso di esecuzione inadeguata » in cui specifica:- gli elementi su cui basa la sua presunzione di esecuzione inadeguata del compito;e- una scadenza ragionevole entro cui il gruppo nazionale (o comunitario) interessato dovrebbe dimostrare - in modo convincente a giudizio del direttore - che una prestazione adeguata possa essere raggiunta.Nel caso si tratti di compiti per i quali è stato stabilito un credito equivalente o inferiore a 300 IUA, il direttore potrà quindi procedere direttamente a riassegnare il compito ad un'altra parte.4. Nel caso si tratti di compiti per i quali è stato stabilito un credito equivalente superiore a 300 IUA, una copia dell'avviso di esecuzione inadeguata è trasmessa per conoscenza al consiglio.Se, decorso il termine stabilito nell'avviso, non è stato possibile dimostrare un'adeguata esecuzione del compito, il direttore presenta al consiglio una proposta circa il futuro del compito.5. Qualora, al termine della procedura indicata al punto 4, il direttore proponga di riassegnare parzialmente o interamente il compito ad un'altra parte, nella proposta che sottopone al consiglio specificherà quanto segue:- il lavoro da riassegnare e la sua attinenza al compito originario;- la parte cui il lavoro in questione è riassegnato;- l'entità dei crediti ITER da riassegnare;- le informazioni, i manufatti, le apparecchiature relative al lavoro completato che la parte che non ha eseguito adeguatamente il compito deve fornire; le informazioni commerciali riservate già comunicate al JCT con l'obbligo di non divulgarle saranno trasmesse alla parte che si sostituisce nell'esecuzione del compito; le informazioni commerciali riservate non trasmesse al JCT non debbono essere necessariamente comunicate alla nuova parte cui è stato assegnato il compito.6. Qualora un compito sia interamente o in parte riassegnato o soppresso a causa di un'esecuzione inadeguata, il direttore si adopererà affinché i restanti compiti ITER siano assegnati in conformità al principio di una equa ripartizione dei compiti, come stabilito all'allegato B. Non si può però revocare il compito assegnato ad una parte che stia eseguendo quel lavoro in modo soddisfacente.F. Reimpiego delle attrezzature e altre risorse frutto dell'esecuzione di un compito oggetto di un accordoNell'invito alle parti di manifestare il proprio interesse all'esecuzione di un compito, il direttore includerà, quando appropriato, un riferimento al reimpiego di attrezzature e altri attivi frutto dell'esecuzione, nell'ambito delle EDA, di un analogo accordo relativo a un compito. Ogni articolo specifico figurante nell'accordo relativo al compito formerà oggetto di negoziato tra il direttore e il capo(i) de(i) gruppo(i) nazionale(i) (o comunitario) interessato(i).TerminologiaLe seguenti definizioni si riferiscono a termini utilizzati nello stabilire gli orientamenti per l'assegnazione dei compiti.Compito: l'attività svolta dal gruppo centrale congiunto (JCT - Joint Central Team) o da un gruppo nazionale (o comunitario). Il compito assegnato ad un gruppo nazionale (o comunitario) forma oggetto di un accordo; ve ne possono essere centinaia. Il compito assegnato ad un gruppo nazionale (o comunitario) può coinvolgere altri gruppi nazionali (o comunitario).Gruppo sistematico di compiti: gruppo di compiti relativi ad un sistema naturale di ITER; ve ne possono essere decine.Assegnazione dei compiti: processo con cui si assegnano i compiti a ciascuno dei gruppi nazionali (o comunitario) e al gruppo centrale congiunto (JCT).Accordo relativo a un compito: il documento relativo ad un accordo contenente la descrizione tecnica del compito stesso, l'esito del suo processo di assegnazione nonché i termini e le condizioni della sua esecuzione.Assegnazione per fasi: approccio adottato per l'assegnazione di quei compiti che, per la loro complessità tecnica o per i rischi che essi comportano, richiedono che l'assegnazione sia articolata per gradi, per cui l'elaborazione concettuale, la progettazione, lo sviluppo, le prove (o altre attività) possono essere assegnate successivamente alla medesima parte o a più parti o a un insieme sempre più ristretto di parti. In quest'ultimo caso, i compiti iniziali coinvolgono più parti ma i compiti seguenti sono definiti così da coinvolgere un più ristretto numero di parti.Compiti progettuali: compiti necessari per la realizzazione delle attività progettuali (progettazione ingegneristica della macchina e definizione dei suoi parametri) assegnati sia al JCT sia ai gruppi nazionali (o comunitario), i cui costi preventivati rientrano nei 250 Mio di dollari USA, al valore di gennaio del 1989, indicati nel rapporto conclusivo sulle attività di progettazione di massima (CDA) di ITER.Compiti di ricerca e di sviluppo tecnologico: compiti di supporto alle attività progettuali che abbracciano la ricerca e lo sviluppo tecnologico di base nonché la ricerca e lo sviluppo ingegneristico specifico definiti nel rapporto conclusivo sopraindicato, e il cui costo complessivo è stato stimato in tale documento a circa 750 Mio di dollari USA, al valore di gennaio del 1989 (rispettivamente a 400 e 350 Mio di dollari USA).Programma di lavoro: documento menzionato all'articolo 11 e supposto evolvere grazie a regolari aggiornamenti nel corso delle EDA.Crediti ITER: il valore espresso in unità di conto ITER (IUA) (pari a 1 000 dollari USA al valore di gennaio del 1989) attributo a un particolare compito sia progettuale sia di ricerca o sviluppo tecnologico, fissato dal direttore di ITER al momento in cui il compito è da lui inviato ai capi dei gruppi nazionali (o comunitario) per invitarli a manifestare il loro interesse. Le uniche modifiche ammesse a tale valore saranno quelle determinate dalle variazioni della portata del compito medesimo. Il totale di tali crediti dovrà essere conforme alle stime figuranti nel rapporto conclusivo sulla CDA.APPENDICE 3 ORIENTAMENTI PER GLI ACCORDI RELATIVI AL DISTACCO DI PERSONALE a) Il personale distaccato continua ad essere dipendente del suo rispettivo datore di lavoro; il contratto di lavoro tra il personale distaccato e il suo datore di lavoro continua a sussistere durante il periodo del distacco. Il datore di lavoro continua a pagare al proprio personale distaccato le rispettive retribuzioni unitamente agli altri versamenti connessi quali oneri sociali, indennità, onorari e rimborsi conformemente alle norme e alle legislazioni applicabili al datore di lavoro.b) Il datore di lavoro garantisce che l'assicurazione malattie e infortuni e le altre previdenze a favore del personale distaccato previste dalle condizioni di lavoro continuino a sussistere durante il periodo del distacco presso il Gruppo centrale congiunto. Il datore di lavoro informerà immediatamente del distacco i suoi uffici responsabili e le compagnie assicuratrici. Qualora venga meno una protezione assicurativa della persona distaccata, il suo datore di lavoro curerà di ristabilire nei suoi confronti un'equivalente protezione assicurativa.c) Durante il periodo del distacco continueranno ad essere valide le norme relative ai congedi vigenti presso il datore di lavoro; tali norme saranno comunicate al direttore. Le date e i periodi dei congedi durante il distacco vengono concordati con il direttore il quale li comunica al datore di lavoro. Conformemente alla precedente lettera b), le norme vigenti presso il datore di lavoro riguardanti i congedi per malattia rimangono valide durante il periodo del distacco.d) Il datore di lavoro tiene in debita considerazione le prestazioni del proprio personale distaccato ai fini della carriera di quest'ultimo, durante il periodo di distacco presso il Gruppo centrale congiunto.APPENDICE 4 SCHEMA DI PROGETTAZIONE Il Consiglio ha preso nota del rapporto TAC in merito allo schema di progettazione e, approvando una raccomandazione fatta dal TAC, ha ritenuto che tale rapporto costituisce una base accettabile perché le parti decidano di procedere verso la conclusione del protocollo n. 2, pur ammettendo che il progetto tecnico particolareggiato dovrà evolvere in modo tale da tener conto delle preoccupazioni espresse dal TAC.Di conseguenza, il consiglio chiede al direttore di tener conto di tutte le raccomandazioni sullo schema di progettazione contenute nel rapporto TAC.In particolare, come raccomandato dal TAC, il consiglio chiede al direttore e al JCT di condurre un'analisi per determinare quale sia il modo migliore per ottenere una riduzione dei costi che influisca il meno possibile sulla gamma di prestazioni.SCHEMA DI PROGETTAZIONE DI ITER I. IntroduzioneQuesto rapporto descrive lo schema di progettazione di ITER realizzato nel corso dei primi diciotto mesi di ITER EDA. È stato sviluppato un progetto coerente che soddisfa con appropriati margini di sicurezza gli obiettivi programmatici e tecnici particolareggiati decisi per ITER. La stima del costo della costruzione di ITER per la « Basic Performance Phase » si mantiene entro limiti dell'ordine di quelli indicati nel rapporto finale di ITER CDA.Lo schema di progettazione fornisce ora una base per il proseguimento del lavoro di progettazione ingegneristica, per focalizzare la ricerca e sviluppo di ITER e per altre attività connesse con l'accordo ITER EDA.II. Obiettivi programmatici e tecniciL'obiettivo programmatico globale di ITER, come definito nell'accordo ITER EDA, consiste nel dimostrare l'attualità scientifica e tecnologica dell'energia di fusione per scopi pacifici. ITER dovrebbe raggiungere questo obiettivo dimostrando l'ignizione controllata e la combustione prolungata di plasmi di deuterio-trizio, per giungere ad uno stato stazionario come obiettivo finale, dimostrando inoltre tecnologie essenziali di un reattore in un sistema integrato ed effettuando prove integrate dei componenti soggetti ad alto flusso di calore e dei componenti nucleari necessari per sfruttare l'energia di fusione per scopi pratici.Il consiglio di ITER, secondo i termini del protocollo n. 1 dell'accordo di ITER EDA, ha adottato gli obiettivi tecnici particolareggiati e gli approcci tecnici per la determinazione del modo migliore per raggiungere l'obiettivo programmatico di ITER.Le caratteristiche e i parametri fondamentali dello schema di progettazione di ITER seguono dagli obiettivi programmatici e tecnici particolareggiati concordati. Negli obiettivi tecnici particolareggiati si individuano due fasi operative come necessarie per il raggiungimento dell'obiettivo programmatico, la prima fase, « Basic Performance Phase », e la seconda fase, « Enhanced Performance Phase ». Lo schema di progettazione precisa il progetto per la « Basic Performance Phase » e pone le basi per una futura inserzione di aspetti che potrebbero rivelarsi necessari per il raggiungimento degli obiettivi della « Enhanced Performance Phase ».Le dimensioni, la configurazione e la prestazione del plasma fissate nello schema di progettazione dovrebbero permettere di dimostrare l'ignizione controllata con una scarica induttiva massima costante, in condizioni di ignizione, di approssimativamente 1 000 s. Le caratteristiche delle componenti all'interno della camera a vuoto e le dimensioni globali del Tokamak sono una conseguenza di questo obiettivo e degli obiettivi di progettazione fissati per l'attuazione di prove sui componenti nucleari e ad elevato flusso termico in condizioni simili a quelle di un reattore a fusione.Lo schema di progettazione contiene margini tecnici e di sicurezza coerenti con questo fondamentale passo in avanti verso lo sviluppo della fusione.III. Elementi principali dello schema di progettazioneIII.1. Parametri principaliI parametri principali dello schema di progettazione di ITER sono elencati nella tavola 1:Tavola 1>SPAZIO PER TABELLA>Le caratteristiche principali dello schema di progettazione sono mostrate in sezione e in 3-D nelle figure 1 e 2.III.2. Fondamenti fisiciStudi di fisica sulla zona centrale del plasma, basati su analisi statistiche e sull'estrapolazione di risultati degli esperimenti di fusione più avanzati, indicano che lo schema di progettazione assicura il sostenimento e il controllo dell'ignizione in un intervallo di condizioni e scenari operativi. Le condizioni di ignizione dipendono da parametri fisici chiave: il livello raggiungibile di confinamento del plasma, i livelli di impurezze nel plasma e l'eliminazione dell'elio termico. I parametri globali della macchina sono quelli minimi richiesti per garantire ragionevoli margini di sicurezza ed evitare il rischio di danni da instabilità o disgregazione del plasma.III.3. Bobine superconduttrici e struttura meccanicaGli obiettivi di ITER impongono il ricorso a magneti superconduttori. Il progetto del sistema magnetico generale e quello della struttura meccanica si integrano in modo da minimizzare le tensioni in condizioni operative. Il sistema consta di 24 bobine di campo magnetico toroidale, di un solenoide centrale e di sei bobine esterne di campo magnetico poloidale. Le bobine toroidali sono sistemate sul solenoide centrale in modo da produrre la massima potenza possibile e garantire l'equilibrio delle forze elettromeccaniche. Le bobine di campo magnetico toroidale hanno una struttura a strati che permette alle piastre di acciaio incurvate, poste fra ciascuno strato conduttore, di fornire rigidità strutturale. Anche il solenoide ha una struttura a strati ma in questo caso è un conduttore schermato che fornisce la necessaria solidità strutturale. Il sistema di bobine poloidali è sufficientemente flessibile e adattabile ad un'ampia varietà di configurazioni di plasma che potrebbero essere di interesse durante la « Enhanced Performance Phase ».III.4. Camera a vuotola camera a vuoto è una struttura con una doppia parete costituita da 24 segmenti toroidali continui, saldati tra i portelli e riempiti di palle metalliche e di refrigerante. Essa funge anche da schermatura e da struttura di contenimento. I portelli di accesso sono presenti su tre piani, superiore (per l'installazione e rimozione di schermatura/mantello), equatoriale (per il riscaldamento e la generazione di corrente, per prove sui moduli del mantello, per la telemanipolazione e per le diagnostiche) e inferiore (per le operazioni di divertore e per il pompaggio).III.5. Prima parete e schermatura-mantelloLa prima parete è una schermatura-mantello a bassa temperatura ( 200 °C), raffreddata ad acqua e realizzata con materiali strutturali convenzionali. Il materiale principale è acciaio inossidabile; il rame viene invece utilizzato per le superfici ad elevato flusso termico in modo tale da assicurare un buon margine di sicurezza ai carichi sulla parete di riferimento per la « Basic Performance Phase ». La schermatura-mantello è distinta in componenti interni ed esterni ed è suddivisa toroidalmente in modo da permettere operazioni di installazione e di sostituzione attraverso i portelli di accesso superiori. La prima parete è ricoperta da uno strato di materiale a basso Z.I moduli del mantello di prova vengono installati attraverso il portello esterno. Vengono azionati separatamente dalla schermatura-mantello e potrebbero essere rimossi indipendentemente.Lo schema di progettazione consente la eventuale introduzione di un mantello fertilizzante che potrebbe essere necessario per raggiungere gli obiettivi della « Enhanced Performance Phase ». La schermatura e il mantello sono entrambi componenti autoportanti e indipendenti.Figura 1>RIFERIMENTO A UN FILM>METRI 1. Solenoide centrale CS2. Bobina di campo poloidale PF23. Bobina di campo toroidale4. Portello superiore5. Bobina di campo poloidale PF36. Schermatura7. Struttura meccanica8. Schermatura removibile per accesso RH9. Modulo di schermatura removibile10. Camera a vuoto11. Bobina di campo poloidale PF412. Divertore13. Bobina di campo poloidale PF514. Bobina di campo poloidale PF615. Struttura di supporto della macchina16. Bobina di campo poloidale PF717. Cilindro di supportoFigura 2>RIFERIMENTO A UN FILM>III.6. DivertoreLo schema di progettazione prevede un divertore di nuova concezione: la potenza viene trasferita dal bordo del plasma alle pareti della camera del divertore prima che essa raggiunga le piastre del divertore. Il divertore consta di una struttura modulare in cui ogni modulo contiene una schiera di deflettori raffreddati su cui si scarica la potenza. Il refrigerante utilizzato è compatibile con quello del mantello di schermatura.III.7. Riscaldamento e generazione di correnteNello schema di progettazione è previsto un riscaldamento addizionale di circa 50 MW realizzato mediante onde a radio frequenza ciclotronica ionica (ICRF), ma sono possibili altre forme di riscaldamento e di generazione di corrente, quali le onde ciclotroniche elettroniche e l'iniezione di neutri. Il progetto della ICRF è tale che l'antenna è in grado di lanciare un'onda con capacità di generazione di corrente (onda veloce). La potenza totale potrebbe essere aumentata fino a 100 MW o più senza dover cambiare l'antenna.III.8. CriostatoIl criostato è una struttura d'acciaio piena, a doppia parete, che funge anche da componente di schermatura e da struttura di contenimento.III.9. Sicurezza e ambienteLa macchina sperimentale ITER sarà il primo impianto di fusione a possedere alcune caratteristiche fondamentali di un reattore termonucleare. ITER è progettato in modo tale da operare in condizioni di sicurezza e dimostrare i potenziali vantaggi di sicurezza e rispetto dell'ambiente dell'energia di fusione. Alcuni degli aspetti specifici dello schema di progettazione sono:- il rapido riciclaggio del combustibile per minimizzare il contenuto di trizio;- le diverse barriere di confinamento per i materiali radioattivi, compreso il mantello-schermatura, la camera a vuoto e il criostato;- l'imposizione di limiti tecnici e fisici.Fino ad ora le analisi mostrano che lo schema di progettazione è conforme con i limiti normativi previsti per l'esposizione della popolazione in funzionamento normale e in caso di incidente.IV. Stima dei costi di costruzioneSulla base del lavoro finora eseguito, si valuta che i costi di costruzione di ITER, secondo lo schema di progettazione, saranno di 5,6 miliardi di dollari USA (ai valori del gennaio 1989). Una prima ripartizione dei costi dei componenti principali è elencato nella tavola 2.Tavola 2>SPAZIO PER TABELLA>La stima dei costi si basa sulle caratteristiche specifiche del progetto che soddisfa gli obiettivi tecnici della « Basic Performance Phase » ma non comprende il team di ITER. Le stime sono indicative in questa fase preliminare del progetto e verranno aggiornate secondo i progressi del lavoro di EDA. I dati inerenti ai costi di costruzione possono essere determinati soltanto a fase completa del progetto particolareggiato, comprendente le stime dei costi industriali.