CELEX: C2004/021/77
Language: it
Date: 2004-01-24 00:00:00
Title: Causa T-364/03: Ricorso della MEDICI GRIMM KG contro il Consiglio dell'Unione europea, presentato il 31 ottobre 2003

C 21/36                  IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                         24.1.2004
La ricorrente lamenta inoltre una violazione dell’art. 253 CE.               Ricorso della MEDICI GRIMM KG contro il Consiglio
A suo parere, la Commissione non avrebbe addotto una                             dell’Unione europea, presentato il 31 ottobre 2003
motivazione sufficiente a giustificazione del fatto che il regime
transitorio di cui all’art. 2 della decisione impugnata debba
essere limitato alle imprese già destinatarie di un provvedimen-                                     (Causa T-364/03)
to dell’amministrazione tributaria alla data dell’11 luglio 2001.
(1) Decisione della Commissione 17 febbraio 2003, 2003/515/CE,                                         (2004/C 21/77)
     relativa alla misura d’aiuto alla quale i Paesi Bassi hanno dato
     esecuzione in favore di attività finanziarie internazionali (GU
     L 180, pag. 52).                                                                            (Lingua processuale: l’inglese)
                                                                             Il 31 ottobre 2003 la MEDICI GRIMM KG, Rodgau Hainhau-
                                                                             sen, Germania, rappresentata dal Dr. Robert MacLean, solicitor,
Ricorso del sig. Andreas Mausolf contro l’Europol, propo-                    con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi al
                       sto il 16 ottobre 2003                                Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
                                                                             contro il Consiglio dell’Unione europea.
                          (Causa T-355/03)
                           (2004/C 21/76)                                    La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                    (Lingua processuale: l’olandese)                         —     dichiarare che, ai sensi dell’art. 288, secondo comma, CE,
                                                                                   il Consiglio dei Ministri dell’Unione europea è responsabi-
                                                                                   le del danno cagionato ad essa ricorrente, nonché condan-
                                                                                   nare il Consiglio al risarcimento dei danni patiti da
Il 16 ottobre 2003, il sig. Andreas Mausolf, residente in Leiden                   quest’ultima, nella misura di EUR 89 286 per interessi e
(Paesi Bassi), rappresentato dagli avv.ti M.F. Baltussen e P. de                   di EUR 81 079 per spese legali relative al procedimento
Casparis, ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado                         amministrativo, ovvero al pagamento della diversa som-
delle Comunità europee, un ricorso avverso l’Europol.                              ma ritenuta congrua dal Tribunale;
                                                                             —     condannare il Consiglio al pagamento delle spese del
Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                                      procedimento.
1)     annullare la decisione implicita di rigetto dell’Europol
       avente ad oggetto il ricorso proposto dal sig. Mausolf
       avverso il provvedimento 2 gennaio 2003, e, al tempo
       stesso, annullare il detto provvedimento;
                                                                             Motivi e principali argomenti
2)     condannare l’Europol al risarcimento dei danni sofferti
       dal sig. Andreas Mausolf, ivi comprese, in ogni caso, le
       spese di procedura.
                                                                             La ricorrente è una società dedita al commercio di borsette in
                                                                             cuoio. Nell’ambito della sua attività commerciale, essa ha
                                                                             importato regolarmente borsette prodotte da una società
                                                                             stabilita nella Repubblica popolare cinese. Il regolamento (CE)
Motivi e principali argomenti
                                                                             del Consiglio n. 1567/97 (1) imponeva un dazio antidumping
                                                                             definitivo sulle importazioni di borsette in cuoio originarie
                                                                             della Repubblica popolare cinese. Tale regolamento veniva
Il ricorrente contesta la decisione di non attribuirgli nessuno
                                                                             successivamente modificato dal regolamento (CE) del Consiglio
scatto retributivo periodico supplementare per il periodo a
                                                                             3 novembre 1998, n. 2380 (2), che imponeva uno specifico
partire dal 1o luglio 2002.
                                                                             dazio antidumping dello 0 % sulle borsette importate dalla
                                                                             ricorrente.
Il ricorrente allega che la decisione è insufficientemente
motivata e pertanto viola il principio generale secondo cui le
decisioni devono essere motivate.
                                                                             Tuttavia, tale disposizione non veniva introdotta con effetto
                                                                             retroattivo e dunque non venivano rimborsati i dazi pagati
                                                                             dalla ricorrente fino a quel momento.
 ---pagebreak--- 24.1.2004                IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           C 21/37
La ricorrente proponeva ricorso dinanzi al Tribunale di primo                 Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
grado (3) chiedendo l’annullamento del regolamento n. 2380/
98, per avere il Consiglio omesso di attribuire effetto retroatti-            —     annullare la decisione dell’APN 11 marzo 2003 di non
vo alla suddetta modifica. Con sentenza 29 giugno 2000 (4), il                      nominarlo direttore presso la Direzione «Africa, Caraibi,
Tribunale annullava la disposizione impugnata. Successiva-                          Pacifico» (AIDCO.C), a seguito della decisione dell’APN
mente il Consiglio emanava il regolamento (CE) 22 gennaio                           8 gennaio 2003 e di nominare un’altra persona al
2001, n. 133 (5), che modificava il regolamento (CE) n. 1567/                       suddetto posto;
97 e attribuiva effetto retroattivo alla disposizione in questione.
Alla ricorrente venivano rimborsati tutti i dazi pagati ai sensi              —     condannare, comunque, la convenuta alle spese.
del regolamento n. 1567/97.
Con il presente ricorso, la ricorrente chiede un risarcimento a               Motivi e principali argomenti
titolo di interessi maturati sugli importi dei dazi all’importazio-
ne inizialmente pagati e poi rimborsatile, nonché il rimborso
delle spese legali sostenute in occasione del procedimento                    Il ricorrente nella presente causa si oppone al rigetto, da parte
amministrativo dinanzi alla Commissione ed alle autorità                      dell’APN, della sua candidatura al posto di direttore presso la
doganali tedesche.                                                            Direzione «Africa, Caraibi, Pacifico» (AIDCO.C).
                                                                              A sostegno del ricorso egli fa valere la violazione degli artt. 7,
A sostegno del proprio ricorso, la ricorrente afferma che il                  25, secondo comma, 29, n. 1, lett. a), e 45, n. 1, dello Statuto
Consiglio ha agito illegittimamente, rifiutando di trarre le                  del personale, l’irregolarità del procedimento amministrativo
conseguenze dal riesame che aveva portato all’emanazione del                  preliminare alla decisione impugnata, nonché la trasgressione
regolamento n. 2380/98, e che tale comportamento illegittimo                  dei principi generali di diritto, quali la tutela del legittimo
è di gravità sufficiente per configurare una responsabilità ex                affidamento, la parità di trattamento e l’aspettativa di carriera.
art. 288 CE.
                                                                              In proposito, il ricorrente ritiene in particolare che la sua
(1) GU L 208 del 2.8.1997, pag. 31.                                           candidatura non abbia costituito oggetto di un esame scrupolo-
(2) GU L 296 del 5.11.1998, pag. 1.                                           so o, perlomeno, che il suo nome non sia stato inserito nella
(3) Causa T-7/99, comunicazione in GU C 86 del 27.3.1999,                     «short list», senza la minima motivazione, giacché l’APN
    pag. 23.                                                                  avrebbe riconosciuto la sua idoneità ad un posto A 2 di
(4) Comunicazione in GU C 259 del 9.9.2000, pag. 17.                          Direttore AIDCO. Peraltro, l’APN avrebbe introdotto successi-
(5) GU L 23 del 25.1.2001, pag. 9.                                            vamente criteri che non figuravano nell’avviso di posto vacante.
                                                                              Infine, l’APN avrebbe commesso un errore manifesto di
                                                                              valutazione nell’ambito dello scrutinio comparativo dei rispet-
                                                                              tivi meriti dei candidati.
Ricorso del sig. Jacques Wunenburger contro Commis-
sione delle Comunità europee, proposto il 5 novembre
                                2003
                                                                              Ricorso del sig. Vincenzo le Voci contro il Consiglio
                                                                                  dell’Unione europea, presentato il 7 novembre 2003
                          (Causa T-370/03)
                                                                                                      (Causa T-371/03)
                           (2004/C 21/78)
                                                                                                        (2004/C 21/79)
                    (Lingua processuale: il francese)
                                                                                                  (Lingua processuale: l’inglese)
Il 5 novembre 2003, il sig. Jacques Wunenburger, residente a                  Il 7 novembre 2003, il sig. Vincenzo le Voci, residente in
Zagabria (Croazia), rappresentato dall’avv. Éric Boigelot, con                Bruxelles (Belgio), rappresentato dagli avv.ti B. van de Wal e
domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi al                       E. Oude Elferink, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo
Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso                    grado delle Comunità europee un ricorso contro il Consiglio
contro la Commissione delle Comunità europee.                                 dell’Unione europea.