CELEX: 52013PC0673
Language: it
Date: 2013-10-01
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione di un protocollo all'accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea

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		52013PC0673
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione di un protocollo all'accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone, per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea /* COM/2013/0673 final - 2013/0321 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
L'Accordo tra la Comunità europea e i suoi
Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla
libera circolazione delle persone, di seguito "l'accordo", è stato
firmato il 21 giugno 1999 ed è entrato in vigore il 1° giugno 2002.
La presente proposta costituisce lo strumento
giuridico per la conclusione di un protocollo all'accordo tra la Comunità
europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra,
sulla libera circolazione delle persone, per tenere conto dell'adesione della
Repubblica di Croazia all'Unione europea (di seguito "il protocollo").
Ai sensi dell'atto di adesione della
Repubblica di Croazia, quest'ultima aderisce agli accordi internazionali,
firmati o conclusi dall'Unione europea e dai suoi Stati membri, mediante un
protocollo agli accordi stessi.
Il 24 settembre 2012[1] il Consiglio ha autorizzato la
Commissione ad avviare i negoziati con la Confederazione svizzera in vista
della conclusione del pertinente protocollo. Tali negoziati si sono conclusi
positivamente con la sigla del protocollo.
La proposta di
protocollo include la Repubblica di Croazia tra le parti contraenti dell'accordo
e impegna l'Unione europea a fornire la versione facente fede dell'accordo
nella nuova lingua ufficiale dell'UE.
La Commissione ha considerato soddisfacenti i
risultati dei negoziati e chiede al Consiglio di adottare l'allegata decisione
relativa alla conclusione del protocollo.
Si richiede al Consiglio di concludere il
protocollo previa approvazione del Parlamento europeo.
2013/0321 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla conclusione di un protocollo
all'accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la
Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone,
per tener conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea e, in particolare, l'articolo 217, in combinato disposto con l'articolo
218, paragrafo 6, lettera a) e con l'articolo 218, paragrafo 8,
visto il trattato di adesione della Repubblica
di Croazia, in particolare l'articolo 6, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea,
vista l'approvazione del Parlamento europeo,
considerando quanto segue:
(1)       In conformità alla decisione
xxx del Consiglio, del […][2],
il protocollo all'accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una
parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione
delle persone, per tenere conto dell'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione
europea è stato firmato il […], con riserva della sua conclusione in data
successiva.
(2)       Ai sensi dell'articolo 6,
paragrafo 2, dell'atto di adesione della Repubblica di Croazia, l'adesione di
tale Stato all'accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una
parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione
delle persone, deve essere approvata tramite un protocollo all'accordo concluso
tra il Consiglio, a nome dell'Unione e che delibera all'unanimità a nome degli
Stati membri, e la Confederazione svizzera.
(3)       È opportune che il protocollo
sia approvato a nome dell'Unione europea,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
Il protocollo all'accordo tra la Comunità
europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra,
sulla libera circolazione delle persone, per tener conto dell'adesione della
Repubblica di Croazia all'Unione europea è approvato a nome dell'Unione europea
e dei suoi Stati membri.
Il testo del protocollo è allegato alla
presente decisione.
Articolo 2
Il presidente del Consiglio designa la persona
abilitata a procedere, a nome dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, alla
notifica di cui all'articolo 6 del protocollo, al fine di esprimere il consenso
dell'Unione europea e dei suoi Stati membri ad essere vincolati dal protocollo.
Articolo 3
La presente
decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO
Protocollo
all'accordo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la
Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone,
relativo alla partecipazione, in qualità di parte contraente, della Repubblica
di Croazia, a seguito della sua adesione all'Unione europea
L'Unione europea
e
il Regno del Belgio, la
Repubblica di Bulgaria, la Repubblica ceca, il Regno di Danimarca, la
Repubblica federale di Germania, la Repubblica di Estonia, l'Irlanda, la
Repubblica ellenica, il Regno di Spagna, la Repubblica francese, la Repubblica
di Croazia, la Repubblica italiana, la Repubblica di Cipro, la Repubblica di
Lettonia, la Repubblica di Lituania, il Granducato di Lussemburgo, l'Ungheria,
la Repubblica di Malta, il Regno dei Paesi Bassi, la Repubblica d'Austria, la
Repubblica di Polonia, la Repubblica portoghese, la Romania, la Repubblica di
Slovenia, la Repubblica slovacca, la Repubblica di Finlandia, il Regno di
Svezia e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord,
di seguito denominati "Stati
membri",
da una parte,
e
la Confederazione
svizzera,
di seguito denominata "Svizzera",
dall'altro,
di seguito denominate "le
parti contraenti",
visto l'accordo del 21 giugno
1999 tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la
Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone
(di seguito "l'accordo"), entrato in vigore il 1° giugno 2002,
visto il protocollo del 26
ottobre 2004 all'accordo del 21 giugno 1999 tra la Comunità europea e i suoi
Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla
libera circolazione delle persone, relativo alla partecipazione, in qualità di
parti contraenti, della Repubblica ceca, della Repubblica di Estonia, della
Repubblica di Cipro, della Repubblica di Lettonia, della Repubblica di
Lituania, della Repubblica di Ungheria, della Repubblica di Malta, della
Repubblica di Polonia, della Repubblica di Slovenia e della Repubblica
slovacca, successivamente alla loro adesione all'Unione europea (di seguito
denominato "il protocollo del 2004"), che è entrato in vigore il 1°
aprile 2006,
visto il protocollo del 27
maggio 2008 all'accordo del 21 giugno 1999 tra la Comunità europea e i suoi
Stati membri, da una parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra, sulla
libera circolazione delle persone, relativo alla partecipazione, in qualità di
parti contraenti, della Repubblica di Bulgaria e della Romania, successivamente
alla loro adesione all'Unione europea (di seguito "il protocollo del 2008"),
che è entrato in vigore il 1° giugno 2009,
vista l'adesione della
Repubblica di Croazia all'Unione europea il 1° luglio 2013,
considerando che è necessario
che la Repubblica di Croazia diventi parte contraente dell'accordo,
hanno convenuto quanto
segue:
Articolo 1
1. La Repubblica di Croazia
diventa parte contraente dell'accordo.
2. A decorrere dall'entrata
in vigore del presente protocollo, le disposizioni dell'accordo sono vincolanti
per la Repubblica di Croazia come per le attuali parti contraenti dell'accordo
secondo le condizioni e modalità stabilite nel presente protocollo.
Articolo 2
Il corpo e l'allegato I dell'accordo
sono adattati come segue:
a) la Repubblica di Croazia è
aggiunta all'elenco delle parti contraenti insieme all'Unione europea e agli
Stati membri;
b) nell'articolo 10 dell'accordo,
alla fine dei paragrafi 1 ter, 2 ter, 3 ter,
4 quater e 5 ter, sono inseriti i seguenti paragrafi
1 quater, 2 quater, 3 quater, 4 quinquies,
4 sexies e 5 quater:
"1 quater.
Sino al termine dei due anni successivi all'entrata in vigore del protocollo al
presente accordo relativo alla partecipazione della Repubblica di Croazia in
quanto parte contraente, la Svizzera può mantenere contingenti di accesso per
quanto riguarda i lavoratori dipendenti in Svizzera e i lavoratori autonomi che
sono cittadini della Croazia per le seguenti due categorie di soggiorno: di
durata superiore a quattro mesi e inferiore a un anno e di durata uguale o
superiore a un anno. I soggiorni di durata inferiore a quattro mesi non sono
soggetti a restrizioni.
Prima della fine del suddetto
periodo transitorio, il Comitato misto esamina il funzionamento del periodo
transitorio applicato ai cittadini della Croazia sulla base di una relazione
della Svizzera. Al termine di tale esame, ed entro la fine del suddetto
periodo, la Svizzera comunica al Comitato misto se continuerà ad applicare
limiti quantitativi ai lavoratori impiegati in Svizzera. La Svizzera può
continuare ad applicare tali misure per cinque anni dopo l'entrata in vigore
del suddetto protocollo. In assenza di una tale comunicazione, il periodo
transitorio cessa alla fine del periodo di due anni di cui al primo comma.
Al termine del periodo
transitorio definito al presente paragrafo, cessano di applicarsi tutti i
limiti quantitativi nei confronti dei cittadini della Croazia. Quest'ultima può
introdurre gli stessi limiti quantitativi nei confronti dei cittadini svizzeri
per gli stessi periodi."
"2 quater.
Sino al termine dei due anni successivi all'entrata in vigore del protocollo al
presente accordo relativo alla partecipazione della Repubblica di Croazia in
quanto parte contraente, la Svizzera e la Croazia possono mantenere, nei
confronti dei lavoratori di una di queste parti contraenti impiegati nel
proprio territorio, i controlli della priorità concessa ai lavoratori integrati
nel mercato regolare del lavoro e delle condizioni di retribuzione e di lavoro
per i cittadini dell'altra parte contraente interessata. Gli stessi controlli
possono essere mantenuti per i prestatori di servizi, di cui all'articolo 5,
paragrafo 1, del presente accordo, nei quattro settori seguenti: agricoltura;
costruzioni, incluse le attività collegate; servizi di vigilanza; servizi di
pulizia e disinfestazione (rispettivamente codici NACE[3] 01.41, da 45.1 a 45.4, 74.60 e
74.70). Per quanto riguarda l'accesso al mercato del lavoro, durante i periodi
transitori di cui ai paragrafi 1 quater, 2 quater,
3 quater e 4 quinquies, la Svizzera dà la priorità ai
lavoratori che sono cittadini della Croazia rispetto a quelli che sono
cittadini di paesi non appartenenti all'Unione europea o all'EFTA. I prestatori
di servizi liberalizzati da un accordo specifico relativo alla prestazione di
servizi tra le parti contraenti (compreso l'accordo su alcuni aspetti relativi
agli appalti pubblici, purché copra la prestazione di servizi) non sono
soggetti al controllo della priorità concessa ai lavoratori integrati nel
mercato regolare del lavoro. Per lo stesso periodo, possono essere mantenuti
requisiti in materia di qualifiche per i permessi di soggiorno di durata
inferiore a quattro mesi[4]
e per i prestatori di servizi di cui all'articolo 5, paragrafo 1, dell'accordo,
nei quattro settori sopra citati.
Entro i due anni successivi
all'entrata in vigore del protocollo all'accordo relativo alla partecipazione
della Repubblica di Croazia in quanto parte contraente, il Comitato misto
riesamina il funzionamento delle misure transitorie contenute nel presente
paragrafo sulla base di una relazione elaborata da ognuna delle parti contraenti
che le applica. Al termine di questo esame, ed entro due anni dall'entrata in
vigore del suddetto protocollo, la parte contraente che ha applicato le misure
transitorie contenute nel presente paragrafo e ha comunicato al Comitato misto
l'intenzione di continuare ad applicarle, può continuare a farlo fino a cinque
anni dopo l'entrata in vigore del suddetto protocollo. In assenza di tale
comunicazione, il periodo transitorio cessa alla fine del periodo di due anni
di cui al primo comma.
Alla fine del periodo
transitorio definito nel presente paragrafo, cessano di applicarsi tutte le
restrizioni di cui al presente paragrafo."
"3 quater.
Dall'entrata in vigore del protocollo all'accordo relativo alla partecipazione,
in qualità di parte contraente, della Repubblica di Croazia e fino alla fine
del periodo definito al paragrafo 1 quater, la Svizzera
riserva su base annuale (pro rata temporis), nell'ambito dei suoi
contingenti globali per i paesi terzi, per i lavoratori dipendenti in Svizzera
e per i lavoratori autonomi che sono cittadini della Croazia, un quantitativo
minimo di nuovi permessi di soggiorno[5]
conformemente alla tabella seguente:
 Fino al || Numero di permessi di soggiorno di durata pari o superiore a un anno || Numero di permessi di soggiorno di durata superiore a quattro mesi e inferiore a un anno 
 Primo anno || 54 || 543 
 Secondo anno || 78 || 748 
 Terzo anno || 103 || 953 
 Quarto anno || 133 || 1158 
 Quinto anno || 250 || 2000 
"3 quinquies.
Qualora la Svizzera e/o la Croazia applichino ai lavoratori impiegati sul loro
territorio le misure descritte ai paragrafi 1 quater, 2 quater
e 3 quater a causa di gravi perturbazioni, reali o potenziali, sui
loro mercati del lavoro, comunicano al Comitato misto la situazione prima del
termine del periodo di cui al paragrafo 1 quater.
Il Comitato misto deciderà se
il paese che ha effettuato la comunicazione possa continuare ad applicare le
misure transitorie sulla base di detta comunicazione. Qualora emetta parere
favorevole, il paese che ha effettuato la comunicazione può continuare ad applicare
ai lavoratori impiegati sul suo territorio le misure di cui ai
paragrafi 1 quater, 2 quater e 3 quater
fino a sette anni dall'entrata in vigore del suddetto protocollo. In questo
caso, il numero annuo di permessi di soggiorno di cui al paragrafo 1 quater
è il seguente:
 Fino al || Numero di permessi di soggiorno di durata pari o superiore a un anno || Numero di permessi di soggiorno di durata superiore a quattro mesi e inferiore a un anno 
 Sesto anno || 260 || 2100 
 Settimo anno || 300 || 2300 
."
"4 quinquies.
Al termine del periodo di cui ai paragrafi 1 quater e 3 quinquies,
e sino alla fine del decimo anno dall'entrata in vigore del protocollo all'accordo
relativo alla partecipazione, in qualità di parte contraente, della Repubblica
di Croazia, si applicano le seguenti disposizioni: qualora il numero di nuovi
permessi di soggiorno appartenenti a una delle categorie di cui al paragrafo
1 quater, rilasciati a lavoratori dipendenti e autonomi della
Croazia in un dato anno, superi la media dei tre anni che precedono l'anno di
riferimento di oltre il 10%, la Svizzera può limitare unilateralmente, per l'anno
di applicazione, il numero di nuovi permessi di soggiorno di durata pari o
superiore a un anno, per lavoratori dipendenti e autonomi della Croazia, alla
media dei tre anni precedenti all'anno di applicazione, aumentata del 5%, e il
numero di nuovi permessi di soggiorno di durata superiore a quattro mesi e
inferiori a un anno alla media dei tre anni precedenti l'anno di applicazione,
aumentata del 10%. I permessi possono essere limitati allo stesso numero per l'anno
che segue l'anno di applicazione.
In deroga al precedente
comma, al termine del sesto e del settimo anno di riferimento possono
applicarsi le seguenti disposizioni: qualora il numero di nuovi permessi di
soggiorno appartenenti a una delle categorie di cui al paragrafo 1 quater,
rilasciati a lavoratori dipendenti e autonomi della Croazia in un dato anno,
superi la media dell'anno che precede l'anno di riferimento di oltre il 10%, la
Svizzera può limitare unilateralmente, per l'anno di applicazione, il numero di
nuovi permessi di soggiorno di durata pari o superiore a un anno, per
lavoratori dipendenti e autonomi della Croazia, alla media dei tre anni
precedenti l'anno di applicazione, aumentata del 5%, e il numero di nuovi
permessi di soggiorno di durata superiore a quattro mesi e inferiori a un anno
alla media dei tre anni precedenti l'anno di applicazione, aumentata del 10%. I
permessi possono essere limitati allo stesso numero per l'anno che segue l'anno
di applicazione.
"4 sexies.
Ai fini del paragrafo 4 quinquies si intende per:
1) "anno di riferimento",
un dato anno calcolato a partire dal primo giorno del mese in cui il protocollo
entra in vigore;
2) "anno di applicazione",
l'anno che segue l'anno di riferimento."
"5 quarter.
Le disposizioni transitorie dei paragrafi 1 quater, 2 quater,
3 quater e 4 quinquies, segnatamente quelle del
paragrafo 2 quater relative alla priorità concessa ai lavoratori
integrati nel mercato regolare del lavoro e al controllo delle condizioni di
retribuzione e di lavoro, non si applicano ai lavoratori dipendenti e autonomi
che, all'entrata in vigore del protocollo all'accordo relativo alla
partecipazione, in qualità di parte contraente, della Repubblica di Croazia,
sono autorizzati ad esercitare un'attività economica sul territorio delle parti
contraenti. Questi lavoratori godono, in particolare, della mobilità geografica
e professionale.
I titolari di un permesso di
soggiorno di durata inferiore a un anno hanno diritto al rinnovo del proprio
permesso di soggiorno, senza che possa essere invocato l'esaurimento dei limiti
quantitativi. I titolari di un permesso di soggiorno di durata pari o superiore
a un anno hanno automaticamente diritto alla proroga del proprio permesso di
soggiorno. Di conseguenza, a decorrere dall'entrata in vigore del suddetto
protocollo, questi lavoratori, dipendenti e autonomi, godono dei diritti
connessi alla libera circolazione delle persone stabilite specificati dalle
disposizioni di base dell'accordo, in particolare dall'articolo 7.";
c) all'articolo 27, paragrafo
2, dell'allegato I dell'accordo, il riferimento all'articolo 10, paragrafi 2,
2 bis, 2 ter, 4 bis, 4 ter e 4 quater
è sostituito dal riferimento all'articolo 10, paragrafi 2 ter, 2 quater,
4 quater e 4 quinquies.
Articolo 3
In
deroga all'articolo 25 dell'allegato I dell'accordo, si applicano i periodi
transitori di cui all'allegato I del presente protocollo.
Articolo 4
L'allegato II e l'allegato
III dell'accordo sono rispettivamente modificati conformemente all'allegato 2 e
all'allegato 3 del presente protocollo.
Articolo 5
1. Gli allegati 1, 2 e 3 del
presente protocollo costituiscono parte integrante dello stesso.
2. Il presente protocollo,
insieme al protocollo del 2004 e al protocollo del 2008, costituisce parte
integrante dell'accordo.
Articolo 6
1. Il presente protocollo è
ratificato o approvato dalle parti contraenti conformemente alle rispettive
procedure.
2. Le parti contraenti si
notificano reciprocamente l'avvenuto espletamento di tali procedure.
Articolo 7
Il presente protocollo entra
in vigore il primo giorno del primo mese successivo alla data dell'ultima
notifica di ratifica o approvazione.
Articolo 8
Il presente protocollo rimane
in vigore per la stessa durata e secondo le stesse disposizioni dell'accordo.
Articolo 9 
1. Il presente protocollo
nonché le dichiarazioni ad esso allegate sono redatti in duplice esemplare
originale in bulgaro, ceco, croato, danese, estone, finlandese, francese,
greco, inglese, italiano, lettone, lituano, maltese, neerlandese, polacco,
portoghese, rumeno, slovacco, sloveno, spagnolo, svedese, tedesco e ungherese,
ciascun testo facente ugualmente fede.
2. Le versioni in lingua
croata dell'accordo, compresi tutti gli allegati, i protocolli e l'atto finale,
fanno ugualmente fede. Il Comitato misto istituito dall'articolo 14 dell'Accordo
approva la versione facente fede dell'accordo in lingua croata.
Fatto a ..., il
Allegato
1
Misure transitorie relative all'acquisto di
terreni agricoli
La Repubblica di Croazia può mantenere in
vigore, per un periodo di sette anni dalla data di entrata in vigore del
presente protocollo, le restrizioni previste nella legislazione in vigore alla
data della firma del presente protocollo sull'acquisizione di terreni agricoli
da parte di cittadini svizzeri e da parte di società costituite secondo le
leggi svizzere. In nessun caso un cittadino svizzero può, per quanto riguarda l'acquisizione
di terreni agricoli, essere trattato meno favorevolmente di quanto previsto
alla data della firma del presente protocollo, o essere trattato in modo più
restrittivo rispetto a un cittadino di un paese diverso dalle parti contraenti
dell'accordo o dalle parti contraenti dell'accordo sullo spazio economico
europeo.
Gli agricoltori autonomi che sono cittadini
svizzeri e desiderano stabilirsi e risiedere in Croazia non sono soggetti né
alle disposizioni del precedente comma né a procedure diverse da quelle
previste per i cittadini croati.
Il terzo anno dopo la data di entrata in
vigore del presente protocollo si procede a un riesame generale di dette misure
transitorie. Il Comitato misto può decidere di abbreviare il periodo
transitorio indicato al primo paragrafo o di porvi fine.
Qualora vi siano prove sufficienti che, allo
scadere del periodo transitorio, il mercato croato dei terreni agricoli sarà
colpito da gravi perturbazioni o sussisterà tale rischio, la Croazia comunica
dette circostanze al Comitato misto prima del termine del periodo transitorio
di sette anni di cui al primo paragrafo. In tal caso, la Croazia può continuare
ad applicare le misure descritte al primo paragrafo fino a dieci anni dopo l'entrata
in vigore del presente protocollo. Tale proroga può essere limitata a
determinate zone geografiche particolarmente interessate.
Allegato
2
L'allegato II dell'accordo tra la Comunità
europea ed i suoi Stati membri, da un parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra,
sulla libera circolazione delle persone è modificato nel modo seguente:
1.           alla sezione A: tra gli atti
legislativi, punto 1, è inserito il seguente atto legislativo:
Regolamento (UE) n. 517/2013 del Consiglio,
del 13 maggio 2013, che adegua taluni regolamenti e decisioni in materia
di libera circolazione delle merci, libera circolazione delle persone, diritto
societario, politica della concorrenza, agricoltura, sicurezza alimentare,
politica veterinaria e fitosanitaria, politica dei trasporti, energia,
fiscalità, statistiche, reti transeuropee, sistema giudiziario e diritti
fondamentali, giustizia, libertà e sicurezza, ambiente, unione doganale,
relazioni esterne, politica estera, di sicurezza e di difesa e istituzioni, a
motivo dell'adesione della Repubblica di Croazia (GU L 158 del 10.6.2013, pag.
1).
2.           Per i lavoratori che sono
cittadini della Repubblica di Croazia, le disposizioni del paragrafo 1 della
sezione "Assicurazione contro la disoccupazione" del protocollo all'allegato
II si applicano fino alla fine del settimo anno dall'entrata in vigore del
presente protocollo.
Allegato
3
L'allegato III dell'accordo tra la Comunità
europea e i suoi Stati membri, da un parte, e la Confederazione svizzera, dall'altra,
sulla libera circolazione delle persone è modificato nel modo seguente: 
al punto 1 bis sono aggiunti i
seguenti trattini:
-             trattato di adesione della
Repubblica di Croazia (GU L 112 del 24.4.2012, pag. 10), allegato III
(elenco di cui all'articolo 15 dell'atto di adesione della Repubblica di
Croazia: adattamenti degli atti adottati dalle istituzioni (GU L 112 del
24.4.2012, pag. 41).
L'articolo 23, paragrafo 5, della direttiva
2005/36/CE è sostituito dal seguente:
"5. Fatto salvo l'articolo 43 ter,
ogni Stato membro riconosce i titoli di formazione in medicina, che danno
accesso alle attività professionali di medico con formazione di base e di
medico specialista, di infermiere responsabile dell'assistenza generale, di
dentista, di dentista specialista, di veterinario, di ostetrica, di farmacista
e di architetto che sono in possesso di cittadini degli Stati membri e che sono
stati rilasciati nell'ex Jugoslavia, o per cui la corrispondente formazione è
iniziata:
            a) per la Slovenia, anteriormente
al 25 giugno 1991, e
            b) per la Croazia, anteriormente
all'8 ottobre 1991,
qualora le autorità dei suddetti Stati membri
attestino che detti titoli hanno sul loro territorio la stessa validità giuridica
dei titoli che esse rilasciano e, per quanto riguarda gli architetti, la stessa
validità giuridica dei titoli menzionati, per detti Stati membri all'allegato
VI, punto 6, per quanto riguarda l'accesso alle, e l'esercizio delle, attività
professionali di medico con formazione di base, medico specialista, infermiere
responsabile dell'assistenza generale, dentista, dentista specialista,
veterinario, ostetrica e farmacista, relativamente alle attività di cui all'articolo
45, paragrafo 2, e di architetto, relativamente alle attività di cui all'articolo
48.
Detto attestato deve essere corredato di un
certificato rilasciato dalle medesime autorità, il quale dimostri l'effettivo e
lecito esercizio da parte dei cittadini di tale Stato membro, nel territorio di
questo, delle attività in questione per almeno tre anni consecutivi nei cinque
anni precedenti il rilascio del certificato."
Nella direttiva 2005/36/CE è inserito il
seguente articolo 43 ter:
"I titoli acquisiti in ostetricia non si
applicano ai titoli di seguito elencati, ottenuti in Croazia prima del 1°
luglio 2013: viša medicinska sestra ginekološko‑opstetričkog smjera
(infermiere di livello superiore in area ostetrico-ginecologica), medicinska
sestra ginekološko-opstetričkog smjera (infermiere in area
ostetrico-ginecologica), viša medicinska sestra primaljskog smjera (infermiere
di livello superiore con diploma in ostetricia), medicinska sestra primaljskog
smjera (infermiere con diploma in ostetricia), ginekološko-opstetrička
primalja (ostetrica in area ostetrico-ginecologica) e primalja (ostetrica).";
–                        
direttiva 2013/25/UE del Consiglio, del
13 maggio 2013, che adegua determinate direttive in materia di diritto di
stabilimento e libera prestazione dei servizi a motivo dell'adesione della
Repubblica di Croazia (GU L 158 del 10.6.2013, pag. 368), allegato, parte
A. 
Al punto 2 bis è aggiunto il
seguente trattino:
–                        
direttiva 2013/25/UE del Consiglio, del
13 maggio 2013, che adegua determinate direttive in materia di diritto di
stabilimento e libera prestazione dei servizi a motivo dell'adesione della
Repubblica di Croazia (GU L 158 del 10.6.2013, pag. 368), allegato, parte
B, paragrafo 1.
Al punto 3 bis è aggiunto il
seguente trattino:
–                        
direttiva 2013/25/UE del Consiglio, del
13 maggio 2013, che adegua determinate direttive in materia di diritto di
stabilimento e libera prestazione dei servizi a motivo dell'adesione della
Repubblica di Croazia (GU L 158 del 10.6.2013, pag. 368), allegato, parte
B, paragrafo 2.
Al punto 5 bis è aggiunto il
seguente trattino:
–                        
direttiva 2013/25/UE del Consiglio, del
13 maggio 2013, che adegua determinate direttive in materia di diritto di
stabilimento e libera prestazione dei servizi a motivo dell'adesione della
Repubblica di Croazia (GU L 158 del 10.6.2013, pag. 368), allegato, parte
C.         

DICHIARAZIONE
DELLA SVIZZERA RELATIVA A MISURE AUTONOME A DECORRERE DALLA DATA DELLA FIRMA 
La Svizzera darà provvisoriamente accesso, in
base alla sua legislazione nazionale, al suo mercato del lavoro ai cittadini
della Repubblica di Croazia prima dell'entrata in vigore delle disposizioni
transitorie contenute nel presente protocollo. A tal fine la Svizzera aprirà
specifici contingenti per permessi di lavoro a breve e a lungo termine, ai
sensi dell'articolo 10, paragrafo 1 dell'accordo, a favore dei cittadini della
Repubblica di Croazia, a decorrere dalla data della firma del presente
protocollo. I contingenti riguarderanno 50 permessi a lungo termine e 450
permessi a breve termine all'anno. Inoltre, saranno ammessi 1000 lavoratori a
breve termine all'anno per un soggiorno inferiore a 4 mesi.
[1]               Decisione del Consiglio che autorizza la Commissione ad
avviare i negoziati con la Confederazione svizzera per l'adattamento dell'accordo
tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la
Confederazione svizzera, dall'altra, sulla libera circolazione delle persone,
per quanto riguarda la partecipazione della Croazia in qualità di parte
contraente, in vista dell'allargamento dell'Unione europea (documento del
Consiglio 12864/12 LIMITED).
[2]               GU L del […], pag. [...].
[3]               NACE: Regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio,
del 9 ottobre 1990, relativo alla classificazione statistica delle
attività economiche nelle Comunità europee (GU L 293 del 24.10.1990,
pag. 1).
[4]               I lavoratori possono chiedere permessi di soggiorno di
breve durata nel quadro dei contingenti menzionati al comma 3 quater
anche per un periodo inferiore ai quattro mesi.
[5]               Questi permessi di soggiorno sono rilasciati in aggiunta
ai contingenti di cui all'articolo 10 del presente accordo, riservati ai
lavoratori dipendenti e autonomi che sono cittadini degli Stati membri al
momento della firma dell'accordo (21 giugno 1999) o cittadini degli Stati
membri divenuti parti contraenti dell'accordo in virtù dei protocolli del 2004
e del 2008. Questi permessi di soggiorno si aggiungono inoltre a quelli
concessi in base ad accordi bilaterali esistenti relativi a scambi di
tirocinanti tra la Svizzera e i nuovi Stati membri.