CELEX: 62018CA0347
Language: it
Date: 2019-09-04 00:00:00
Title: Causa C-347/18: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 4 settembre 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Milano - Italia) – Avv. Alessandro Salvoni/Anna Maria Fiermonte [Rinvio pregiudiziale – Cooperazione giudiziaria in materia civile – Regolamento (UE) n. 1215/2012 – Articolo 53 – Attestato relativo a una decisione in materia civile e commerciale di cui all’allegato 1 – Poteri dell’autorità giurisdizionale d’origine – Verifica d’ufficio della sussistenza di violazioni delle norme sulla competenza in materia di contratti conclusi da consumatori]

11.11.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 383/26
            
         
      Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 4 settembre 2019 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale di Milano - Italia) – Avv. Alessandro Salvoni/Anna Maria Fiermonte
      (Causa C-347/18) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Cooperazione giudiziaria in materia civile - Regolamento (UE) n. 1215/2012 - Articolo 53 - Attestato relativo a una decisione in materia civile e commerciale di cui all’allegato 1 - Poteri dell’autorità giurisdizionale d’origine - Verifica d’ufficio della sussistenza di violazioni delle norme sulla competenza in materia di contratti conclusi da consumatori)
      (2019/C 383/28)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Giudice del rinvio
      
      Tribunale di Milano
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Avv. Alessandro Salvoni
      
         Convenuta: Anna Maria Fiermonte
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 53 del regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, come modificato dal regolamento delegato (UE) 2015/281 della Commissione, del 26 novembre 2014, letto in combinato disposto con l’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, dev’essere interpretato nel senso che osta alla possibilità, per l’autorità giurisdizionale d’origine adita con istanza di rilascio dell’attestato previsto da detto articolo 53, con riferimento a una decisione definitiva, di verificare d’ufficio se le disposizioni contenute al capo Il, sezione 4, di tale regolamento siano state violate, al fine di informare il consumatore della violazione eventualmente accertata e di consentire a quest’ultimo di valutare in modo consapevole la possibilità di avvalersi del rimedio previsto all’articolo 45 del medesimo regolamento.
      
         (1)  GU C 285 del 13.8.2018.