CELEX: 52006SC0107
Language: it
Date: 2006-02-01 00:00:00
Title: Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto all'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di stabilità aggiornato dell'Austria, 2005-2008

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52006SC0107

Raccomandazione per il parere del Consiglio previsto all'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di stabilità aggiornato dell'Austria, 2005-2008  /* SEC/2006/0107 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 1.2.2006SEC(2006) 107 definitivoRaccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di stabilità aggiornato dell'Austria, 2005-2008(presentata dalla Commissione)RELAZIONEContestoIl patto di stabilità e crescita, entrato in vigore il 1° luglio 1998, si fonda sull'obiettivo dell'equilibrio delle finanze pubbliche quale strumento per rafforzare le condizioni favorevoli alla stabilità dei prezzi e ad una crescita vigorosa e sostenibile, che promuova la creazione di posti di lavoro. Il patto è stato modificato per la prima volta nel 2005. La riforma ha riconosciuto l'utilità del patto ai fini del consolidamento della disciplina di bilancio, ma ha inteso rafforzarne l'efficacia e i fondamenti economici e garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine.Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1], che è parte integrante del patto, stabilisce che gli Stati membri devono presentare al Consiglio e alla Commissione programmi di stabilità o convergenza e i relativi aggiornamenti annuali (gli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica presentano programmi di stabilità (aggiornati) e gli Stati membri che non l'hanno ancora adottata presentano programmi di convergenza (aggiornati)). Il primo programma di stabilità dell'Austria è stato presentato nel novembre 1998. A norma del regolamento, il Consiglio ha formulato un parere in merito il 18 gennaio 1999, sulla base di una raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario. Secondo la medesima procedura, gli aggiornamenti dei programmi di stabilità e di convergenza sono valutati dalla Commissione ed esaminati dal comitato di cui sopra; se necessario, possono essere esaminati anche dal Consiglio.In questi programmi, gli Stati membri devono specificare il loro obiettivo a medio termine per la posizione di bilancio e definire le misure per conseguire e mantenere tale obiettivo, incluse le ipotesi economiche su cui si basano. Successivamente alla riforma del patto, considerata l'eterogeneità economica e finanziaria nell'Unione, l'obiettivo a medio termine dovrebbe essere differenziato per ogni singolo Stato membro, per tener conto anche del rischio finanziario con riferimento alla sostenibilità delle finanze pubbliche. Altri elementi della riforma prevedono di porre in essere un approccio più simmetrico alle politiche di bilancio nel corso del ciclo mediante una migliore disciplina di bilancio nei periodi di congiuntura favorevole e di tenere conto, in relazione ad una deviazione temporanea dall'obiettivo di bilancio a medio termine o al percorso di aggiustamento verso tale obiettivo, delle "riforme sostanziali" che producano un impatto quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine.Tenendo presenti le previsioni economiche dell'autunno 2005 dei servizi della Commissione, il codice di condotta[2], la metodologia concordata per la stima del prodotto potenziale e dei saldi corretti per il ciclo e gli indirizzi di massima per le politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008, la Commissione ha esaminato l'aggiornamento del programma di stabilità dell'Austria presentato recentemente e, sulla base della valutazione seguente, ha adottato una raccomandazione per il parere del Consiglio sul programma aggiornato.Valutazione1.  Le autorità austriache hanno presentato l'ultimo aggiornamento del programma di stabilità, relativo al periodo 2005-2008, il 30 novembre 2005. Il programma è sostanzialmente conforme, sotto il profilo della struttura e dei dati forniti, al modello previsto per i programmi di stabilità e convergenza dal nuovo codice di condotta[3].2.  Nel suo parere del 18 gennaio 2005 sul precedente aggiornamento del programma di stabilità, relativo al periodo 2004-2008, il Consiglio aveva invitato l'Austria a rendere più ambizioso nel periodo iniziale il suo piano globale di risanamento di bilancio e a definire in modo più dettagliato le misure specifiche tendenti ad operare un risanamento di bilancio significativo durante gli ultimi due anni del programma.3.  Nell'ultimo decennio, l'economia austriaca ha registrato una crescita media del 2,2% all'anno in termini reali, in linea quindi con il tasso di crescita della zona euro nel suo complesso. Nonostante la creazione di posti di lavoro sia stata meno dinamica rispetto al resto della zona euro, l'Austria beneficia ancora di uno dei tassi di disoccupazione più bassi dell'intera UE. In termini di bilancio, nel 2001 e nel 2002 il paese ha conseguito una posizione "con un saldo prossimo al pareggio o in attivo" . Tuttavia, gli ultimi sviluppi sono stati caratterizzati da un ritorno al disavanzo (1,2% e 1% del PIL rispettivamente nel 2003 e nel 2004).4.  L'aggiornamento prevede una ripresa del PIL reale, che dovrebbe passare dai tassi annui dell'1,75% nel 2005 e nel 2006, al 2,5% nel 2008. La crescita più lenta del previsto registrata nel 2005 e nel 2006, che ha determinato un aumento del divario negativo tra prodotto effettivo e potenziale, è attribuita agli scambi internazionali meno sostenuti ed all'aumento dei prezzi del petrolio. La ripresa dell'attività economica è attesa per gli ultimi anni del programma, sotto la spinta di un aumento degli investimenti e dei consumi privati. Sia lo scenario a breve termine che quello a medio termine sono basati su ipotesi di crescita verosimili. Tuttavia, le previsioni di un aumento dell'occupazione appaiono alquanto ottimistiche. L'inflazione dovrebbe scendere da circa il 2,3% nel 2005 all'1,5% nel 2008, andamento che appare plausibile.5.  Sulla base dei risultati preliminari, nel 2005 il disavanzo delle pubbliche amministrazioni è stato pari all'1,7% del PIL, valore inferiore rispettivamente di 0,2 e di 0,1 punti percentuali rispetto a quello anticipato nel programma aggiornato e a quello previsto dai servizi della Commissione. Il risultato migliore delle previsioni è attribuibile a sviluppi più favorevoli del previsto sul fronte delle entrate, nonostante considerevoli riduzioni fiscali. Anche la spesa è stata superiore a quella prevista, ma solo in misura modesta.6.  Il programma presenta una strategia di bilancio articolata su tre assi. Innanzitutto, essa è finalizzata al raggiungimento dell'equilibrio di bilancio sull'intero ciclo economico. In secondo luogo, la strategia prevede una riduzione al 40% del PIL della pressione fiscale per il 2010. In terzo luogo, essa prevede di aumentare la crescita potenziale promuovendo gli investimenti nella ricerca, nell'istruzione e nelle infrastrutture. Il programma aggiornato prevede una riduzione del disavanzo delle pubbliche amministrazioni dall'1,9% del PIL nel 2005 allo 0% nel 2008. L'aggiustamento verso una posizione di bilancio in pareggio è concentrato nella parte finale del programma, con un miglioramento leggero nel 2006 e più significativo nei due anni successivi. L'avanzo primario presenta un andamento analogo. Esso dovrebbe aumentare da circa l'1,1% del PIL nel 2005 al 2,7% alla fine del periodo. Poiché si prevede una riduzione delle entrate di 0,9 punti percentuali di PIL sul periodo 2005-2008, il risanamento programmato dovrebbe essere conseguito mediante tagli alla spesa, con una riduzione del rapporto spesa/PIL di 2,8 punti percentuali. La parte più sostanziale dei tagli alla spesa dovrebbe riguardare le categorie "altre spese primarie" e "trasferimenti sociali". Rispetto al programma precedente, il nuovo aggiornamento conferma nel complesso l'aggiustamento programmato, seppure in uno scenario macroeconomico leggermente meno favorevole.7.  Per il saldo strutturale (corretto per il ciclo e al netto delle misure una tantum e di altre misure temporanee) si prevede un miglioramento annuo medio di 0,5 punti percentuali di PIL in un contesto di divario negativo tra prodotto effettivo e potenziale sull'intero periodo. Il programma fissa l'obiettivo a medio termine per la posizione di bilancio, menzionato nel patto di stabilità e crescita, allo 0% del PIL in termini strutturali e intende conseguirlo entro il 2008. Poiché l'obiettivo a medio termine previsto dal programma è più ambizioso del parametro di riferimento minimo (stimato pari ad un disavanzo di circa l'1,5% del PIL), il suo conseguimento dovrebbe garantire inoltre un margine di sicurezza contro il verificarsi di un disavanzo eccessivo. Per quanto riguarda l'adeguatezza, l'obiettivo a medio termine del programma si colloca entro la forcella indicata per gli Stati membri della zona euro e dell'ERM2 nel patto di stabilità e crescita e nel codice di condotta ed è più ambizioso di quanto richiesto in termini di rapporto debito/PIL e di crescita media del prodotto potenziale a lungo termine.8.  Il percorso di risanamento previsto nell'aggiornamento sembra plausibile per gli anni 2005 e 2006, in cui si basa su disposizioni di legge, in particolare le riduzioni fiscali. Il risanamento nel corso del 2007 e del 2008 non sembra trovare pieno riscontro nelle misure presentate nell'aggiornamento. Inoltre, la credibilità dei miglioramenti programmati dipende in grande misura dall'efficacia del patto di stabilità nazionale austriaco. L'esperienza passata relativa al patto offre solo un aiuto limitato per determinare se gli obiettivi saranno rispettati. La realizzazione degli obiettivi di spesa previsti rimane il principale fattore di rischio per quanto riguarda la strategia di bilancio, come è già stato sottolineato nelle valutazioni dei precedenti aggiornamenti.9.  Tenuto conto di questa valutazione dei rischi, è possibile che l'assetto di bilancio delineato nel programma non sia sufficiente a garantire il conseguimento dell'obiettivo a medio termine del programma entro il 2008. Tuttavia, come già esposto in precedenza, l'obiettivo a medio termine del programma è più ambizioso di quanto richiesto dal patto di stabilità e crescita. Se attuata come specificato nel programma, la strategia di bilancio appare consona al conseguimento, entro la fine del periodo di riferimento del programma, di una posizione di bilancio in termini strutturali che possa essere considerata adeguata ai sensi del patto. Inoltre, l'assetto di bilancio del programma sembra assicurare un margine di sicurezza sufficiente contro il rischio di un superamento del valore di riferimento del 3% per il disavanzo pubblico nell'ambito delle normali fluttuazioni del ciclo sull'intero periodo di riferimento. Il ritmo di avvicinamento all'obiettivo a medio termine previsto dal programma è pienamente in linea con il patto di stabilità e crescita, il quale precisa che per gli Stati membri della zona euro e dell'ERM2, il miglioramento annuo del saldo strutturale dovrebbe essere dello 0,5% del PIL come parametro di riferimento e che lo sforzo di aggiustamento dovrebbe essere maggiore in periodi di congiuntura favorevole mentre potrebbe essere più limitato in periodi di congiuntura sfavorevole. Sebbene i servizi della Commissione prevedano un aggiustamento più lento di quanto indicato nel programma, esso resterebbe pur sempre compatibile con i requisiti del patto, tenuto conto dell'esistenza di un divario negativo tra prodotto effettivo e potenziale sull'intero periodo di riferimento del programma.10.  Secondo le stime, nel 2005 il rapporto debito/PIL ha raggiunto il 63,4% del PIL, un valore leggermente superiore al valore di riferimento del 60% del PIL fissato dal trattato. Secondo le proiezioni del programma, il rapporto debito/PIL dovrebbe diminuire di 3,9 punti percentuali nel corso del periodo di riferimento del programma, riportandosi così al di sotto del valore di riferimento. Il contributo del saldo primario dovrebbe aumentare sensibilmente nell'arco del periodo di riferimento, mentre i pagamenti per interessi e la crescita del PIL nominale dovrebbero restare sostanzialmente invariati. I rischi rispetto all'andamento previsto del rapporto debito/PIL sembrano nel complesso compensarsi. Da un lato, disavanzi più elevati rispetto alle previsioni potrebbero compromettere il rispetto del percorso di aggiustamento presentato nel programma. Dall'altro, l'aggiornamento non tiene conto del potenziale delle privatizzazioni in Austria. Sulla base di questa valutazione dei rischi, il rapporto debito/PIL sembra ridursi in maniera sufficiente, avvicinandosi al valore di riferimento.11.  Per quanto riguarda la sostenibilità delle finanze pubbliche, sull'Austria non pesano particolari rischi legati ai previsti costi di bilancio dell'invecchiamento demografico. Il livello del debito, attualmente superiore al 60% del PIL, dovrebbe ridursi e restare al di sotto del valore di riferimento fino al 2050, nell'ipotesi che venga data attuazione al programmato risanamento del bilancio. La recente riforma del sistema pensionistico austriaco dovrebbe contribuire in maniera significativa a contenere gli aumenti della spesa pubblica in futuro. Tuttavia, se non corretto, il disavanzo strutturale delle finanze pubbliche, potrebbe comportare dei rischi per la sostenibilità delle finanze pubbliche. L'attuazione del previsto consolidamento delle finanze pubbliche a medio termine è pertanto necessaria per ridurre i rischi gravanti sulla sostenibilità delle finanze pubbliche.12.  Le misure previste nel settore delle finanze pubbliche sono sostanzialmente coerenti con gli indirizzi economici di massima inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. In particolare, le misure sono in linea con gli orientamenti che raccomandano di salvaguardare la sostenibilità economica e finanziaria e di promuovere un'allocazione efficiente delle risorse quale contributo ad una maggiore crescita e occupazione. Tuttavia, i rischi di una revisione al ribasso per quanto riguarda gli sviluppi futuri del bilancio potrebbero rendere più difficile il conseguimento dell'obiettivo a medio termine del paese.13.  Il programma nazionale di riforme dell'Austria, presentato il 19 ottobre 2005 nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione, individua il conseguimento di finanze pubbliche sostenibili come uno dei principali obiettivi per l'Austria. Tuttavia, esso non specifica le misure future previste per realizzare tale obiettivo. A tale proposito, il programma di stabilità è più dettagliato e fornisce informazioni su alcune misure che dovrebbero contribuire al risanamento delle finanze pubbliche. L'impatto sul bilancio delle azioni nei settori microeconomico e dell'occupazione menzionate nel programma nazionale di riforme si riflette ampiamente nelle proiezioni di bilancio del programma di stabilità. Questo presenta le misure finalizzate ad aumentare l'efficienza della pubblica amministrazione e del sistema sanitario. Il patto di stabilità integra inoltre tali misure con proposte di modifiche delle caratteristiche istituzionali delle finanze pubbliche, vale a dire due riforme di ampia portata della normativa che disciplina il processo di formazione del bilancio in Austria, consistenti nell'introduzione di un quadro di bilancio a medio termine a partire dal 2007 e nel passaggio da bilanci basati sugli input a bilanci basati sugli obiettivi a partire dal 2011. Queste misure sono in linea con le priorità illustrate nel programma nazionale di riforme.Sulla base della valutazione che precede, l'ambizioso aggiustamento strutturale previsto nel corso del periodo di riferimento del programma può essere considerato positivamente. Le autorità austriache dovrebbero tuttavia garantire il conseguimento dell'obiettivo a medio termine entro la fine del periodo di riferimento dell'aggiornamento specificando ulteriormente ed attuando le misure che dovranno sostenere il previsto risanamento del bilancio nei due anni conclusivi del programma.Raccomandazione per ilPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all'articolo 5, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di stabilità aggiornato dell'Austria, 2005-2008IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA ,visto il trattato che istituisce le Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[4], in particolare l'articolo 5, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,sentito il comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:14.  Nell'ultimo decennio, l'economia austriaca ha registrato una crescita media del 2,2% all'anno in termini reali, in linea quindi con il tasso di crescita della zona euro nel suo complesso. Nonostante la creazione di posti di lavoro sia stata meno dinamica rispetto al resto della zona euro, l'Austria beneficia ancora di uno dei tassi di disoccupazione più bassi dell'intera UE. In termini di bilancio, nel 2001 e nel 2002 il paese ha conseguito una posizione "con un saldo prossimo al pareggio o in attivo" . Tuttavia, gli ultimi sviluppi sono stati caratterizzati da un ritorno al disavanzo (1,2% e 1% del PIL rispettivamente nel 2003 e nel 2004).15.  Nel suo parere del 18 gennaio 2005 sul precedente aggiornamento del programma di stabilità, relativo al periodo 2004-2008, il Consiglio aveva invitato l'Austria a rendere più ambizioso nel periodo iniziale il suo piano globale di risanamento di bilancio e a definire in modo più dettagliato le misure specifiche tendenti ad operare un risanamento di bilancio significativo durante gli ultimi due anni del programma.16.  Sulla base dei risultati preliminari, nel 2005 il disavanzo delle pubbliche amministrazioni è stato pari all'1,7% del PIL, valore inferiore rispettivamente di 0,2 e di 0,1 punti percentuali rispetto a quello anticipato nel programma aggiornato e a quello previsto dai servizi della Commissione. Il risultato migliore delle previsioni è attribuibile a sviluppi più favorevoli del previsto sul fronte delle entrate, nonostante considerevoli riduzioni fiscali. Anche la spesa è stata superiore a quella prevista, ma solo in misura modesta.17.  Il [14 febbraio 2006] il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità aggiornato dell'Austria, relativo al periodo 2005-2008. Il programma è sostanzialmente conforme, sotto il profilo della struttura e dei dati forniti, al modello previsto per i programmi di stabilità e convergenza dal nuovo codice di condotta[5].18.  L'aggiornamento prevede una ripresa del PIL reale, che dovrebbe passare dai tassi annui dell'1,75% nel 2005 e nel 2006, al 2,5% nel 2008. La crescita più lenta del previsto registrata nel 2005 e nel 2006, che ha determinato un aumento del divario negativo tra prodotto effettivo e potenziale, è attribuita agli scambi internazionali meno sostenuti ed all'aumento dei prezzi del petrolio. La ripresa dell'attività economica è attesa per gli ultimi anni del programma, sotto la spinta di un aumento degli investimenti e dei consumi privati. Sia lo scenario a breve termine che quello a medio termine sono basati su ipotesi di crescita verosimili. Tuttavia, le previsioni di un aumento dell'occupazione appaiono alquanto ottimistiche. L'inflazione dovrebbe scendere da circa il 2,3% nel 2005 all'1,5% nel 2008, andamento che appare plausibile.19.  Il programma presenta una strategia di bilancio articolata su tre assi. Innanzitutto, essa è finalizzata al raggiungimento dell'equilibrio di bilancio sull'intero ciclo economico. In secondo luogo, la strategia prevede una riduzione al 40% del PIL della pressione fiscale per il 2010. In terzo luogo, essa prevede di aumentare la crescita potenziale promuovendo gli investimenti nella ricerca, nell'istruzione e nelle infrastrutture. Il programma aggiornato fissa un obiettivo di riduzione del disavanzo delle pubbliche amministrazioni dall'1,9% del PIL nel 2005 allo 0% nel 2008 e di un aumento dell'avanzo primario dall'1,1% del PIL al 2,7%. Poiché si prevede una riduzione delle entrate di 0,9 punti percentuali di PIL sul periodo 2005-2008, il risanamento programmato sarà basato sul contenimento della spesa, con una riduzione del rapporto spesa/PIL di 2,8 punti percentuali. La parte più sostanziale dei tagli alla spesa dovrebbe riguardare le categorie "altre spese primarie" e "trasferimenti sociali". Rispetto al programma precedente, il nuovo aggiornamento conferma nel complesso l'aggiustamento programmato, in uno scenario macroeconomico leggermente meno favorevole.20.  Nell'arco del periodo di riferimento del programma, il saldo strutturale (vale a dire il saldo corretto per il ciclo e al netto delle misure una tantum e di altre misure temporanee) calcolato applicando la metodologia concordata sulla base dei dati del programma dovrebbe registrare un miglioramento medio di circa 0,5 punti percentuali del PIL all'anno. Il programma fissa l'obiettivo a medio termine per la posizione di bilancio, menzionato nel patto di stabilità e crescita, allo 0% del PIL in termini strutturali e intende conseguirlo entro il 2008. Per quanto riguarda l'adeguatezza, l'obiettivo a medio termine del programma si colloca entro la forcella indicata per gli Stati membri della zona euro e dell'ERM2 nel patto di stabilità e crescita e nel codice di condotta ed è più ambizioso di quanto richiesto in termini di rapporto debito/PIL e di crescita media del prodotto potenziale a lungo termine.21.  Il percorso di risanamento previsto nell'aggiornamento per gli anni 2005 e 2006 sembra in linea di massima plausibile, in quanto si basa su misure già trasformate in legge, in particolare le riduzioni fiscali. Tuttavia, il risanamento nel corso del 2007 e del 2008 non sembra trovare pieno riscontro nelle misure presentate nell'aggiornamento. Quasi la metà delle misure di contenimento della spesa riguarda la categoria "altre spese primarie" e il programma non precisa come si intenda procedere concretamente. Inoltre, la credibilità dei miglioramenti programmati dipende in grande misura dall'efficacia del patto di stabilità nazionale austriaco. Tuttavia, l'esperienza passata relativa al patto offre solo un aiuto limitato per determinare se gli obiettivi saranno rispettati.22.  Tenuto conto di questa valutazione dei rischi, è possibile che l'assetto di bilancio delineato nel programma non sia sufficiente a garantire il conseguimento dell'obiettivo a medio termine del programma entro il 2008. Tuttavia, come già esposto in precedenza, l'obiettivo a medio termine del programma è più ambizioso di quanto richiesto dal patto di stabilità e crescita. A condizione di essere attuata come illustrato nel programma, la strategia di bilancio appare consona al conseguimento, entro la fine del periodo di riferimento del programma, di una posizione di bilancio in termini strutturali che possa essere considerata adeguata ai sensi del patto. Inoltre, l'assetto di bilancio del programma sembra assicurare un margine di sicurezza sufficiente contro il rischio di un superamento del valore di riferimento del 3% per il disavanzo pubblico nell'ambito delle normali fluttuazioni macroeconomiche sull'intero periodo di riferimento. Il ritmo di avvicinamento all'obiettivo a medio termine previsto dal programma è pienamente in linea con il patto di stabilità e crescita, il quale precisa che per gli Stati membri della zona euro e dell'ERM2, il miglioramento annuo del saldo strutturale dovrebbe essere dello 0,5% del PIL come parametro di riferimento e che lo sforzo di aggiustamento dovrebbe essere maggiore in periodi di congiuntura favorevole mentre potrebbe essere più limitato in periodi di congiuntura sfavorevole. Sebbene secondo i servizi della Commissione l'aggiustamento medio annuale sarà più lento di quanto indicato nel programma, esso resterebbe pur sempre compatibile con i requisiti del patto, in particolare tenuto conto dell'esistenza di un divario negativo tra prodotto effettivo e potenziale sull'intero periodo di riferimento del programma.23.  Secondo le stime, nel 2005 il rapporto debito/PIL ha raggiunto il 63,4% del PIL, un valore leggermente superiore al valore di riferimento del 60% del PIL fissato dal trattato. Secondo le proiezioni del programma, il rapporto debito/PIL dovrebbe diminuire di 3,9 punti percentuali nel corso del periodo di riferimento del programma, riportandosi così al di sotto del valore di riferimento. I rischi rispetto all'andamento previsto del rapporto debito/PIL sembrano nel complesso compensarsi. Da un lato, disavanzi più elevati rispetto alle previsioni potrebbero compromettere il rispetto del percorso di aggiustamento presentato nel programma. Dall'altro, l'aggiornamento non tiene conto dei potenziali proventi delle privatizzazioni. Sulla base di questa valutazione dei rischi, il rapporto debito/PIL sembra ridursi in maniera sufficiente, avvicinandosi al valore di riferimento.24.  Per quanto riguarda la sostenibilità delle finanze pubbliche, sull'Austria non pesano particolari rischi legati ai previsti costi di bilancio dell'invecchiamento demografico[6]. Il livello del debito, attualmente superiore al 60% del PIL, dovrebbe ridursi e restare al di sotto del valore di riferimento fino al 2050, nell'ipotesi che venga data attuazione al programmato risanamento del bilancio. La recente riforma del sistema pensionistico austriaco dovrebbe contribuire in maniera significativa a contenere gli aumenti della spesa pubblica in futuro. Tuttavia, se non corretto, il disavanzo strutturale delle finanze pubbliche, potrebbe comportare dei rischi per la sostenibilità delle finanze pubbliche. L'attuazione del previsto consolidamento delle finanze pubbliche a medio termine è pertanto necessaria per ridurre i rischi gravanti sulla sostenibilità delle finanze pubbliche.25.  Le misure previste nel settore delle finanze pubbliche sono sostanzialmente coerenti con gli indirizzi economici di massima per il periodo 2005-2008. In particolare, le misure sono in linea con gli orientamenti che raccomandano di salvaguardare la sostenibilità economica e finanziaria e di promuovere un'allocazione efficiente delle risorse quale contributo ad una maggiore crescita e occupazione. Tuttavia, i rischi di una revisione al ribasso per quanto riguarda gli sviluppi futuri del bilancio potrebbero rendere più difficile il conseguimento dell'obiettivo a medio termine del paese.26.  Il programma nazionale di riforme dell'Austria, presentato il 19 ottobre 2005, individua il conseguimento di finanze pubbliche sostenibili come uno dei principali obiettivi per l'Austria. Tuttavia, esso non specifica le misure future previste per realizzare tale obiettivo. A tale proposito, il programma di stabilità è più dettagliato e fornisce informazioni su alcune misure che dovrebbero contribuire al risanamento delle finanze pubbliche. L'impatto sul bilancio delle azioni nei settori microeconomico e dell'occupazione menzionate nel programma nazionale di riforme si riflette ampiamente nelle proiezioni di bilancio del programma di stabilità. Questo presenta le misure finalizzate ad aumentare l'efficienza della pubblica amministrazione e del sistema sanitario. Il patto di stabilità integra inoltre tali misure con proposte di modifiche delle caratteristiche istituzionali delle finanze pubbliche, vale a dire due riforme di ampia portata della normativa che disciplina il processo di formazione del bilancio in Austria, consistenti nell'introduzione di un quadro di bilancio a medio termine a partire dal 2007 e nel passaggio da bilanci basati sugli input a bilanci basati sugli obiettivi a partire dal 2011. Queste misure sono in linea con le priorità illustrate nel programma nazionale di riforme.Sulla base della valutazione che precede, il Consiglio considera positivamente l'ambizioso aggiustamento strutturale previsto nel corso del periodo di riferimento del programma. Il Consiglio ritiene tuttavia che le autorità austriache dovrebbero garantire il conseguimento dell'obiettivo a medio termine entro la fine del periodo di riferimento dell'aggiornamento specificando ulteriormente ed attuando le misure necessarie che dovranno sostenere il previsto risanamento del bilancio nei due anni conclusivi del programma.Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio2004 | 2005 | 2006 | 2007 | 2008 |PIL reale (variazione in %) | PS nov. 2005 | 2,4 | 1,7 | 1,8 | 2,4 | 2,5 |COM nov. 2005 | 2,4 | 1,7 | 1,9 | 2,2 | n.d. |PS nov. 2004 | 1,9 | 2,5 | 2,5 | 2,2 | 2,4 |Inflazione IAPC (%) | PS nov. 2005 | 2,0 | 2,3 | 2,1 | 1,7 | 1,5 |COM nov. 2005 | 2,0 | 2,2 | 2,1 | 1,7 | n.d. |PS nov. 2004 | 2,1 | 1,8 | 1,4 | 1,5 | 1,6 |Divario tra prodotto effettivo e potenziale (in % del PIL potenziale) | PS nov. 20051 | -0,2 | -0,7 | -1,1 | -0,9 | -0,5 |COM nov. 20053 | -0,2 | -0,7 | -1,0 | -0,9 | n.d. |PS nov. 20041 | -1,3 | -0,8 | -0,4 | -0,1 | 0,2 |Saldo di bilancio delle pubbliche amministrazioni (in % del PIL) | PS nov. 2005 | -1,0 | -1,9 | -1,7 | -0,8 | 0,0 |COM nov. 20052 | -1,0 | -1,8 | -1,8 | -1,4 | n.d. |PS nov. 2004 | -1,3 | -1,9 | -1,7 | -0,8 | 0,0 |Saldo primario (in % del PIL) | PS nov. 2005 | 2,1 | 1,1 | 1,2 | 2,0 | 2,7 |COM nov. 2005 | 1,9 | 1,0 | 1,0 | 1,4 | n.d. |PS nov. 2004 | 1,9 | 1,2 | 1,3 | 2,2 | 2,9 |Saldo corretto per il ciclo = saldo strutturale (in % del PIL) | PS nov. 20051 | -0,9 | -1,6 | -1,2 | -0,4 | 0,2 |COM nov. 2005 | -0,9 | -1,5 | -1,3 | -1,0 | n.d. |PS nov. 20041 | -0,9 | -1,7 | -1,6 | -0,8 | -0,1 |Debito pubblico lordo (in % del PIL) | PS nov. 2005 | 63,6 | 63,4 | 63,1 | 61,6 | 59,5 |COM nov. 20052 | 63,7 | 63,6 | 63,5 | 62,8 | n.d. |PS nov. 2004 | 64,2 | 63,6 | 63,1 | 61,6 | 59,1 |Note: 1 Calcoli effettuati dai servizi della Commissione sulla base delle informazioni contenute nel programma. 2 Al fine di confrontarle con le proiezioni del programma di stabilità, le proiezioni delle previsioni dell'autunno 2005 dei servizi della Commissione per i rapporti disavanzo/PIL e debito/PIL sono state adeguate ricalcolando i rapporti sulla base delle nuove serie del PIL. 3 Sulla base di una crescita potenziale stimata rispettivamente all'1,9%, al 2,2%, al 2,2% e al 2,1% nel periodo 2004-2007. Fonte: Programma di stabilità (PS); previsioni dell'autunno 2005 elaborate dai servizi della Commissione (COM); calcoli effettuati dai servizi della Commissione. |[1] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 del Consiglio (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[2] "Specifiche sull'attuazione del Patto di stabilità e crescita e linee direttrici sulla presentazione e il contenuto dei programmi di stabilità e convergenza", approvate dal Consiglio Ecofin in data 11 ottobre 2005.[3] Esso contiene tutti i dati obbligatori e la maggior parte dei dati opzionali previsti dal codice. Si registra solo la mancanza del calcolo della pressione fiscale nella tavola 2.[4] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 del Consiglio (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[5] Esso contiene tutti i dati obbligatori e la maggior parte dei dati opzionali previsti dal codice. Si registra solo la mancanza del calcolo della pressione fiscale nella tavola 2.[6] I dettagli relativi alla sostenibilità a lungo termine sono contenuti nella valutazione tecnica del programma da parte dei servizi della Commissione, che sarà pubblicata sul sito Internet all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm