CELEX: 31995D0188
Language: it
Date: 1995-01-30 00:00:00
Title: 95/188/CE: Decisione della Commissione, del 30 gennaio 1995, relativa ad una procedura di applicazione dell'articolo 85 del trattato CE (IV/33.686 - COAPI) (Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede)

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31995D0188

95/188/CE: Decisione della Commissione, del 30 gennaio 1995, relativa ad una procedura di applicazione dell'articolo 85 del trattato CE (IV/33.686 - COAPI) (Il testo in lingua spagnola è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 122 del 02/06/1995 pag. 0037 - 0050

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 30 gennaio 1995 relativa ad una  procedura di applicazione dell'articolo 85 del trattato CE (IV/33.686 - COAPI) (Il testo in lingua  spagnola è il solo facente fede) (95/188/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ  EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento di applicazione  degli articoli 85 e 86 del trattato  (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Spagna e  del Portogallo, in particolare l'articolo 3, paragrafo 1, vista la domanda presentata conformemente all'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento n. 17, vista la decisione della Commissione, del 6 luglio 1993, di avviare la procedura in merito al  presente caso, dopo aver dato all'associazione di imprese Colegio Oficial de Agentes de la Propiedad Industrial  (COAPI) l'occasione di far conoscere il proprio punto di vista in merito agli addebiti contestati  dalla Commissione, conformemente all'articolo 19, paragrafo 1 del regolamento n. 99/63/CEE della  Commissione, del 25 luglio 1963, relativo alle audizioni previste all'articolo 19, paragrafi 1 e 2  del regolamento n. 17 del Consiglio  (2), sentito il comitato consultivo in materia di intese e posizioni dominanti, considerando quanto segue: I.  I FATTI A.  La denuncia (1)  Il 29 agosto 1990 la Commissione ha ricevuto una denuncia  ufficiosa contro il Colegio Oficial de Agentes de la Propiedad Industrial (in appresso COAPI).  Secondo l'autore della denuncia, il COAPI stabilisce listini di prezzi per la prestazione di  servizi connessi al deposito di un brevetto, alla registrazione di un marchio o di un modello di  utilità e ad altre procedure relative alla proprietà industriale, servizi forniti dagli agenti del  COAPI in Spagna, determinando in tal modo un'infrazione all'articolo 85, paragrafo 1 del trattato  CE. (2)  L'autore della denuncia ha inviato previa il listino distribuito dal COAPI ai membri con i  prezzi delle prestazioni che dovevano essere praticati a partire dal 1° gennaio 1988; ma sono state  in particolare le risposte alle richieste formali d'informazioni rivolte al COAPI il 16 ottobre  1990, il 15 maggio 1991 e il 4 giugno 1992 che hanno consentito di determinare i fatti nel contesto  economico e giuridico loro proprio. B.  L'API e la sua attività (3)  La definizione di consulente in materia di proprietà industriale  («  Agente de la Propiedad Industrial  », in appresso API), così come una descrizione delle  attività da esso esercitate, sono contenute all'articolo 156 della legge spagnola n. 11/1986, del  20 marzo 1986, relativa ai brevetti. Si tratta di persone fisiche iscritte come tali al Registro de  la Propiedad Industrial (RPI) che, nell'esercizio di una libera professione, offrono in generale i  propri servizi di consulenza, assistenza o rappresentanza a terzi ai fini del riconoscimento dei  vari tipi di proprietà industriale e della difesa, presso RPI  (1), dei diritti ad essa connessi. In generale, i servizi di base offerti da un API nell'esercizio della libera professione consistono  soprattutto nel  (2): i)  fornire, nella fase iniziale, illustrazioni e definizioni del diritto; ii)  fornire servizi e prestazioni nella fase di acquisizione del diritto; iii)  effettuare la rappresentanza e fornire la consulenza nella fase di garanzia e attuazione del  diritto e nel corso di possibili conflitti per l'ottenimento e/o tutela del diritto. L'API esercita dunque funzioni diverse: consulente giuridico, rappresentante presso uffici dei  brevetti, rappresentanti per le domande di brevetti in paesi stranieri in stretto collegamento con  i colleghi stranieri, assistente nelle azioni legali in materia di contraffazioni e in altre  materie, assistente in materia di vigilanza e rinnovo di un brevetto o di un marchio (pagamento  delle annualità entro le scadenze previste e altre formalità richieste dalla legge), ecc. In generale, l'API ha tre tipi di clienti: i singoli inventori, le imprese e i colleghi stranieri. Un API si incarica tanto delle domande relative ai diritti di proprietà industriale del paese in  cui esercita l'attività quanto di quelle provenienti da altri paesi. Le attività esercitate nei due casi non sono molto diverse tra loro. Tuttavia, quando la domanda  proviene da un paese straniero, l'API non interviene, nella maggior parte dei casi, nella prima  registrazione, bensì nella registrazione di una domanda di brevetto corrispondente ad una prima  registrazione effettuata in un paese straniero. Egli deve dunque preparare la domanda  corrispondente conformemente alla legge nazionale, modificando la prima domanda, nella sostanza e  nella forma, e traducendola nella lingua del proprio paese. Inoltre, L'API assiste anche il suo cliente nazionale nella presentazione di domande di  registrazione dell'invenzione in paesi stranieri; questa azione dev'essere condotta  contemporaneamente alla prima domanda nel caso in cui il paese straniero non aderisca alla  convenzione di Parigi sulla protezione della proprietà industriale ed entro il termine di un anno  dalla data della prima domanda nel caso vi aderisca. Per quanto riguarda i brevetti europei  (3), gli API si incaricano, tra l'altro, della convalida di  una domanda pubblicata di brevetto europeo avente per designazione la Spagna onde ottenere la  tutela provvisoria, nonché della convalida di un brevetto europeo avente per designazione la  Spagna, onde ottenere gli effetti nazionali. Questi servizi comportano principalmente attività di  traduzione, formalità relative alla pubblicazione e alla stampa e verifiche delle iscrizioni  registrate. Rientra inoltre nelle loro attività la presentazione di domande di brevetto europeo da parte di  clienti spagnoli. C.  Il COAPI e il suo quadro legislativo e regolamentare (4)  Il COAPI è l'organizzazione  professionale degli API in Spagna, che ha, secondo il diritto spagnolo, la forma giuridica di una  associazione professionale di diritto pubblico ed è formato da tutti gli API che esercitano  l'attività in questo Stato membro. Il COAPI si colloca nel quadro legislativo e regolamentare generale proprio delle professioni  organizzate in ordini («  colegios  ») - costituito dalla legge n. 2/1974, del 13 febbraio 1974,  modificata dalla legge n. 74/1978, del 26 dicembre 1978, relativa agli ordini professionali - e il  suo funzionamento è disciplinato da un regolamento interno (in appresso denominato il regolamento  COAPI). L'esercizio di questa professione è inoltre disciplinato da alcune disposizioni legislative  o regolamentari specifiche. 1)  Quadro legislativo generale: la legge sugli ordini professionali (5)  La legge n. 2/1974, del  13 febbraio 1974, modificata dalla legge n. 74/1978, del 26 dicembre 1978, definisce gli ordini  professionali tra cui il COAPI come «  associazioni professionali di diritto pubblico sostenute  dalla legge e riconosciute dallo Stato, dotate di personalità giuridica propria e di capacità di  realizzazione dei loro fini  » (articolo 1, paragrafo 1). Gli scopi di tali corporazioni sono  essenzialmente la regolamentazione («  ordenación  ») dell'esercizio della professione, la loro  rappresentanza esclusiva e la difesa degli interessi professionali dei membri senza pregiudizio  della competenza dell'amministrazione pubblica nel quadro di un rapporto funzionale (articolo 1,  paragrafo 3). (6)  Ai sensi dell'articolo 5 della legge spetta agli ordini professionali, nel loro campo d'azione  territoriale, l'esercizio in particolare delle seguenti funzioni: -  rappresentare e promuovere la difesa della professione presso i pubblici poteri [lettera g)]; -  regolamentare l'attività professionale dei membri, vigilare sull'etica e la dignità  professionali e sul rispetto dei diritti dei singoli ed esercitare il potere di imporre sanzioni  disciplinari [lettera i)]; -  ricercare l'armonia e la collaborazione tra i membri, impedendo la concorrenza sleale [lettera  k)]; -  adottare le misure necessarie ad evitare l'intrusione (esercizio illegale, della professione)  [lettera l)]; -  amministrare gli onorari minimi quando non sono esigibili sotto forma di diritti doganali,  tariffe amministrative o canoni [lettera ñ)]. Questa funzione è attribuita ai Consejos Generales de  los Colegios, organi rappresentativi e coordinatori superiori degli ordini, nella misura in cui ha  una portata o una ripercussione nazionale (articolo 9, paragrafo 1, [lettera a)]; -  fornire di visto i lavori professionali dei membri, se gli statuti dell'ordine professionale lo  prevedono [lettera q]; -  rispettare e far rispettare dai membri («  colegiados  ») le leggi generali e specifiche, gli  statuti professionali e i regolamenti interni, nonché le norme e le decisioni prese dagli organi  degli ordini («  colegios  ») nelle materie di loro competenza [lettera t)]. (7)  L'articolo 8 della stessa legge dispone che «  le decisioni degli ordini e dei consigli  generali ("consejos generales"), se sono soggette al diritto amministrativo, una volta esauriti i  ricorsi interni, sono oggetto di ricorsi davanti alla "jurisdicción contencioso-adminitrativa" ».  In particolare, sono nulli di pieno diritto gli atti degli organi dei «  colegios  » manifestamente  contrari alla legge e quelli adottati senza averne la competenza. Gli atti contrari alla  regolamentazione e lo sviamento di potere sono suscettibili di annullamento (articolo 8, paragrafo  3). (8)  Inoltre, l'articolo 6, paragrafo 1 dispone che gli ordini professionali siano disciplinati dai  loro statuti e regolamenti interni, fatte salve le leggi che regolano la professione. I «  consejos  generales  » stabiliscono gli statuti generali per tutti i «  colegios  » di una stessa  professione, dopo averli ascoltati. Tali statuti sono sottoposti ad approvazione del governo  tramite il ministero competente. La stessa procedura è seguita per i «  colegios  » di portata  nazionale (articolo 6, paragrafo 2). Gli statuti generali riguardano gli aspetti indicati  all'articolo 6, paragrafo 3: diritti e obblighi dei «  colegiados  », organi di gestione, norme di  costituzione e funzionamento, regimi di premi e sanzioni, scopi e funzioni specifici del «  colegio   », ecc. (9)  L'articolo 3, paragrafo 2 dispone inoltre che, «  trattandosi di professioni "colegiadas"  (organizzate in ordini), una condizione indispensabile all'esercizio della professione è costituita  dall'affiliazione al "colegio") competente per il territorio sul quale si prevede di esercitarla   ». (10)  Le disposizioni transitorie della legge indicano che le disposizioni regolamentari degli  ordini professionali e dei loro «  consejos superiores  » nonché i loro statuti restano in vigore  per gli aspetti che non sono contrari alla legge stessa, fatti salvi gli adeguamenti eventualmente  necessari. (11)  Nonostante le ripetute domande di dichiarazione di incostituzionalità delle legge n. 2/1974,  la Corte costituzionale ne ha ribadito la conformità all'articolo 36 della costituzione spagnola,  che dispone che «  le caratteristiche proprie del regime giuridico degli ordini professionali  nonché l'esercizio delle libere professioni devono essere disciplinati per legge. La struttura  interna e il funzionamento degli ordini devono essere democratici  ». La Corte costituzionale ha sostenuto infatti nelle sue decisioni che l'obbligo di aderire  all'ordine professionale e il rispetto della disciplina imposta dall'ordine non sono limitazioni  ingiustificate, poiché non impediscono alle professioni organizzate in ordine di istituire  associazioni o sindacati o di aderire a quelli già esistenti. 2)  Regolamento del COAPI (12)  Il regolamento del COAPI, che ne è contemporaneamente anche  l'atto costituito, è del 29 novembre 1926. Comprende disposizioni relative agli organi decisionali,  alle tariffe degli onorari, alla pubblicità, agli obblighi e ai diritti dei membri e alle sanzioni   (1). Questo regolamento si basa su un decreto reale del 27 febbraio 1926. Questo decreto aveva sancito  il principio dell'affiliazione obbligatoria degli API iscritti al «  Registro de la Propriedad  Industrial y Comercial  » (in seguito divenuto RPI) ad una organizzazione professionale, a  condizione che sia adottato un regolamento per il loro funzionamento conformemente ai principi di  base indicati nello stesso decreto reale. Un decreto reale del 28 febbraio 1927 ha approvato il  regolamento del 29 novembre 1926. Attualmente, il regolamento di funzionamento del COAPI si fonda sulla legge n. 2/1974, del 13  febbraio 1974, modificata dalla legge n. 74/1978, del 26 dicembre 1978, suindicata (vedi sopra i  considerandi da 5 a 10). Organi decisionali del COAPI (13)  Il COAPI è amministrato da un comitato direttivo («  Junta Directiva  ») costituito da sette  membri, tra cui un presidente e un vicepresidente, eletti dall'assemblea generale (articoli 4 e 8  del regolamento interno). Al comitato direttivo spetta la rappresentanza legale del COAPI e, tra l'altro, la funzione di  rispettare e far rispettare le decisioni dell'assemblea generale nonché le disposizioni del  regolamento del COAPI e le disposizioni emananti dai pubblici poteri (articolo 13, paragrafo 7) e  quella di esaminare i ricorsi contro i membri e prendere una decisione in merito. L'assemblea generale tiene ogni anno una riunione ordinaria nel mese di gennaio e riunioni  straordinarie convocate su richiesta del comitato direttivo o su richiesta scritta di un quarto dei  membri. L'assemblea generale decide sulle proposte presentate dal comitato direttivo. Le decisioni sono  prese a maggioranza dei membri presenti, salvo nel caso di una decisione di espulsione di un  membro, che richiede la presenza di almeno la metà dei membri dell'ordine (articolo 39). Disposizioni relative alle tariffe e alle sanzioni (14)  In base all'articolo 49 del regolamento del COAPI la tariffa minima stabilita dall'assemblea  generale è obbligatoria per tutti gli API e deve comprendere tutti i servizi relativi a casi di  proprietà industriale da essi prestati a clienti sia nazionali che stranieri. Sono escluse solo  talune prestazioni il cui prezzo è variabile e difficile da calcolare in anticipo (redazione di  rapporti, ricorsi, casi di caducità ecc.). Questo articolo prevede inoltre due tariffe per i casi  di proprietà industriale provenienti dall'estero: una per i consulenti in materia di brevetti di  paesi stranieri (i corrispondenti) e l'altra per i privati che rivolgono direttamente agli API  spagnoli. D'altro lato, l'articolo 48 del regolamento in questione sottolinea che il comitato direttivo  propone all'assemblea generale per approvazione «  tariffe vigenti per tutti gli API ("tarifas que  deban regir para todos los agentes por igual"), assicurando la misura massima possibile per le  ipotesi in cui complicazione, la difficoltà e l'estensione casi richiedessero un aumento  circonstanziale dei prezzi  ». (15)  Per il resto, in base all'articolo 35 dello stesso regolamento (capitolo VII concernente le  sanzioni), sono considerati infrazioni soggette a sanzione: -  la violazione delle disposizioni del regolamento o delle decisioni prese dalle assemblee  generali (paragrafo 1); -  l'applicazione di onorari inferiori a quelli figuranti nelle tariffe approvate dall'assemblea  generale (paragrafo 7). Le sanzioni possono tradursi in ammende, sospensione temporanea dall'esercizio della professione o  persino radiazione dall'ordine (articolo 38, paragrafi 3, 4 e 5). I poteri di sanzione sono attribuiti al comitato direttivo o all'assemblea generale, a seconda  della gravità delle infrazioni (articolo 36). 3)  Contesto legislativo e regolamentare specifico (16)  L'attività degli API è disciplinata  anche da disposizioni più specifiche previste dalla legge n. 11/1986, del 20 marzo 1986, relativa  ai brevetti, modificata dalla legge n. 21/1992, del 16 luglio 1992 (legge dell'industria), e dal  regolamento di esecuzione della legge relativa ai brevetti che possono riassumersi come segue: -  i residenti all'estero devono agire in tutti i casi tramite un API (articolo 155, paragrafo 2  della già citata legge n. 11/1986); -  solo i cittadini spagnoli o i cittadini di altri Stati membri aventi un domicilio professionale  in Spagna possono ottenere l'iscrizione al Registro Especial de Agentes de la Propiedad Industrial,  purché soddisfino determinate condizioni, tra cui: non essere implicato né aver subito condanne per  reati dolosi, essere in possesso di una licenza o di un titolo equivalente, aver sottoscritto  un'assicurazione di responsabilità civile, aver versato una cauzione presso il RPI (attualmente  OEPM). L'API deve inoltre prestare giuramento di osservare il segreto professionale e di non  rappresentare interessi opposti nella stessa causa (prima disposizione aggiuntiva, paragrafo 3  della citata legge n. 21/1992 e titolo IV del regolamento di esecuzione della legge sui brevetti). (17)  Peraltro, l'articolo 17 della legge n. 32/1988, del 10 novembre 1988, sui marchi prevede una  disposizione simile all'articolo 155, paragrafo 2 della legge sui brevetti. 4)  Quadro regolamentare degli API a livello europeo (18)  Il 30 settembre 1986 la Spagna ha  aderito alla convenzione di Monaco sul rilascio di brevetti europei del 5 ottobre 1973 (in appresso  denominata convenzione sul brevetto europeo), con la riserva che i brevetti europei relativi a  prodotti chimici e farmaceutici non abbiano effetto in Spagna. La convenzione sul brevetto europeo stabilisce le condizioni necessarie per il riconoscimento dei  rappresentanti delle persone fisiche e giuridiche qualsiasi persona fisica o morale nei  procedimenti previsti della convenzione. Numerosi API spagnoli hanno acquisito, in virtù degli  articoli 134 e 163 di tale convenzione, la qualità di «  agente di brevetto europeo  ». Di  conseguenza, essi fanno parte dell'Istituto dei mandatari autorizzati (in appresso IMA) presso  l'Ufficio europeo dei brevetti (in appresso UEB), che è stato istituito dal consiglio di  amministrazione dell'Organizzazione europea dei brevetti. In qualità di agenti di brevetto europeo,  gli API devono osservare le norme di condotta professionale stabilite dal consiglio di  amministrazione dell'UEB nonché il codice di condotta professionale che il consiglio dell'IMA ha  adottato. Queste norme professionali non contengono disposizioni in materia di raccomandazione o di  fissazione di prezzi minimi. D.  Le tariffe stabilite dal COAPI 1)  Prestazioni di servizi (19)  Ai sensi dell'articolo 49  del regolamento interno (si veda il precedente considerando 14), le tariffe approvate  dall'assemblea del COAPI riguardano i servizi concernenti pratiche di proprietà industriale  prestati dagli API a clienti nazionali e stranieri. Queste tariffe non sono sottoposte per  approvazione ai poteri pubblici. Le tariffe per i clienti nazionali (tariffe nazionali espresse in PTA) contengono dal 1987 53  rubriche raggruppate in 13 capitoli (A - brevetti, B - brevetti europei, C - marchi, D - marchi  internazionali, E labels, F - modelli di utilità, G - modelli e disegni industriali e artistici, H  - modelli e disegni internazionali, I - denominazioni commerciali e insegne, J - film  cinematografici, K - cessioni, L - investigazioni e M - opposizioni, risposte in sospeso,  certificazioni ecc.). Esistono due tariffe estere: la tariffa A (colleghi stranieri) e la tariffa B (privati o imprese  stranieri) che contavano 52 rubriche nel 1987 e nel 1988 e 54 rubriche nel 1989, 1990 e 1991,  raggruppate in sei capitoli (brevetti e modelli di utilità, brevetti europei, marchi di fabbrica,  modelli e disegni industriali, cessioni e varie). Il capitolo «  brevetti e modelli di utilità  »  riguarda le domande, le traduzioni dei descrittivi in spagnolo, le revisioni di testi ricevuti in  spagnolo, le copie dei rapporti, le risposte alla sospensione, la presentazione di un'opposizione o  la risposta ad un'opposizione, il pagamento di annualità, le domande di riabilitazione, ecc. Le  prestazioni relative ai brevetti europei riguardano la convalida di una domanda pubblicata di  brevetto europeo avente per designazione la Spagna per l'ottenimento della tutela provvisoria (23),  la convalida di un brevetto europeo avente per designazione la Spagna per l'ottenimento di effetti  nazionali (24), traduzione, adeguamento e revisione di testi ricevuti in spagnolo (26, 27 e 28). Il  capitolo «  marchi di fabbrica  » comprende in particolare le domande di registrazione (29) e di  rinnovo di un marchio (31), di riabilitazione di un marchio scaduto (33), il pagamento dei periodi  quinquennali (35), le opposizioni (36) e le loro risposte (37). Le rubriche concernenti i modelli e disegni industriali sono formate dalle domande (39 e 40), dai  rinnovi (41), dalle risposte ad un'opposizione o ad una sospensione (42), dall'opposizione al  rilascio di un modello industriale o disegno (43) e dal pagamento di tasse quinquennali (44). Il  capitolo «  cessioni  » riguarda registrazioni di atti di cessione, trasferimento o cambiamento di  denominazione (45). Fino al 1988 (incluso), il capitolo «  varie  » comprendeva le prestazioni  sulla ricerca ufficiale generale relativa all'ammissibilità di un marchio (46), il deposito  posteriore di un documento o di una domanda di proroga di una scadenza ufficiale (47),  l'ottenimento di un certificato ufficiale (48), le copie di rapporti e disegni (49), la vigilanza  su un brevetto o modello quando le annualità sono pagate da un altro agente (50), i ricorsi per  riconsiderazione (51) e la comparizione relativa ad un caso di domanda nazionale presentata da un  altro agente (52). A partire dal 1989, la rubrica 46 è passata a riguardare la prestazione «   ricerca ufficiale sui marchi (elenci di antecedenti)  ». Sono state aggiunte altre due rubriche:  ricerca ufficiale sui marchi, compreso studio di antecedenti e valutazione (47) e rivendicazione di  una priorità (48). Le ex-rubriche 47, 48, 49, 50, 51 e 52 sono divenute rispettivamente 49, 50, 51,  52, 53 e 54. 2)  Criteri di formazione dei prezzi (20)  Per stabilire le tariffe che distribuisce ai membri,  il COAPI tiene conto, secondo le sue affermazioni, di fattori sia generali che specifici. Nella prima categoria di criteri rientrano il tempo di lavoro utilizzato, i costi materiali diretti  e i costi generali professionali e non professionali. Il tempo di lavoro è stimato in funzione del  tempo dedicato alle diverse fasi della procedura amministrativa. Esso serve a calcolare il costo  della manodopera diretta e indiretta. I costi materiali diretti comprendono in particolare le tasse ufficiali, le spese per il materiale  d'ufficio e per le comunicazioni. Le spese generali professionali contengono l'incidenza delle imposte, l'abbonamento alle  pubblicazioni ufficiali o della professione, ecc. Le spese generali non professionali riflettono  l'incidenza delle spese di locazione, leasing, ammortamento, ecc. I fattori specifici di cui si tiene conto per la stima dei livelli delle tariffe riguardano le  caratteristiche dei clienti: idioma, livello di familiarità o di perizia, livello di  professionalità nel settore della proprietà industriale nonché il fatto di essere ricevuti su  appuntamento o per corrispondenza. Questi fattori specifici comportano tre livelli scaglionati di tariffe: clienti locali/nazionali  (tariffa nazionale), corrispondenti (colleghi stranieri) - tariffa A, e clienti diretti stranieri -  tariffa B. Le tariffe A e B (tariffe estere) sono espresse in FF, DM, UKL, SFR, USD e YEN. E.  Il mercato (21)  I servizi qui esaminati rappresentano l'effettuazione delle formalità  richieste da una domanda di brevetto, di registrazione di un marchio o da altre modalità relative  alla proprietà industriale e qualsiasi prestazione connessa al rinnovo di tali diritti e alla  vigilanza su di essi. La domanda per le prestazioni intese al riconoscimento di un diritto di proprietà industriale è  presentata sia da utenti residenti in Spagna (singoli inventori o imprese) sia da utenti stranieri  (singoli inventori, imprese e consulenti di brevetti). Le leggi spagnole sui brevetti e i marchi (si vedano i precedenti considerandi 16 e 17) riservano  agli API spagnoli l'esclusività di tutte le prestazioni  (1) (settori specifici non sono elencati)  connesse al beneficio dei diritti richiesti dagli utenti residenti al di fuori della Spagna, siano  essi privati cittadini, imprese o consulenti di brevetti. A prescindere dalla questione se tali disposizioni legislative siano contrarie al trattato CE (dato  in particolare che per queste stesse prestazioni, si richieste da utenti residenti in Spagna che  desiderino avvalersi di un diritto di proprietà industriale in Spagna o in un altro paese, gli API  non hanno l'esclusività), si può concludere che in seguito a dette disposizioni legislative le  prestazioni di servizi fornite dagli API rientrano in due mercati distinti in cui le condizioni di  concorrenza sono diverse, cioè: a)  il mercato delle prestazioni legate al riconoscimento di diritti di proprietà industriale in  Spagna, che richiedono un rapporto con l'OEPM e sono richieste da non residenti, che costituitsce  un mercato riservato agli API spagnoli iscritti d'obbligo al COAPI; b)  il mercato delle prestazioni legate al riconoscimento di diritti di proprietà industriale in  Spagna o in altri paesi richieste da utenti residenti in Spagna per i quali esistono prestatori  alternativi agli API spagnoli. Questi ultimi detengono però, necessariamente, una posizione  importante su questo mercato, date la peculiarità e la tecnicità delle prestazioni e considerato  che le condizioni di accesso a tale libera professione garantiscono agli utenti la qualificazione  dei suoi membri per la prestazione dei servizi in questione. Il numero dei membri del COAPI ammontava a 286 nel 1988, a 307 nel 1989 e a 323 nel 1990. Il COAPI  stima che il fatturato globale annuo delle loro attività ammonti a [.  .  .]  (*), il 14  % dei  quali riguarda casi provenienti da altri Stati membri. F.  Le decisioni del COAPI in materia di fissazione dei prezzi (22)  Tramite la sua assemblea  generale il COAPI decide regolarmente - in generale una volta l'anno - gli aumenti delle tariffe  degli onorari e le eventuali modifiche delle rubriche nelle quali sono classificati i servizi  prestati dagli API. Il resoconto dell'assemblea generale ordinaria del 29 gennaio 1987 menziona, a questo proposito, la  decisione di tenere periodicamente una riunione dell'assemblea generale prima della fine di ogni  anno, per discutere le tariffe. Lo studio delle tariffe è effettuato dal comitato direttivo che presenta le proposte di modifica  all'assemblea generale. I resoconti delle riunioni dell'assemblea generale degli anni 1987, 1988, 1989 e 1990, nonché  quelli delle riunioni del comitato direttivo (relative agli stessi anni e al 1991), durante le  quali i lavori sono stati preparati, riferiscono delle procedure seguite per determinare gli  aumenti dei prezzi nonché l'adozione delle nuove tariffe e la loro data di entrata in vigore.  Inoltre, le circolari del 12 dicembre 1986 e del 21 settembre 1987 testimoniano dell'inclusione  nelle tariffe di nuove prestazioni e dell'interpretazione di talune rubriche. 1)  Circolari del COAPI del 12 dicembre 1986 e del 21 settembre 1987 (23)  La circolare n. 27 del  12 dicembre 1986 comunica ai membri le nuove tariffe da applicare ai nuovi lavori (servizi)  derivanti dall'adesione della Spagna alla convenzione sul brevetto europeo; si tratta di servizi  prestati sia presso l'ufficio europeo dei brevetti per conto di clienti spagnoli, sia presso il RPI  per conto di corrispondenti e clienti diretti stranieri, nonché di servizi risultanti dalla  convalida di domande di brevetti europei aventi per designazione la Spagna e intese ad ottenere la  tutela provvisoria o gli effetti nazionali. L'elenco delle nuove rubriche corrispondenti alla  tariffa nazionale, alla tariffa estera per corrispondenti (tariffa A) e alla tariffa estera per  clienti diretti (tariffa B) è allegato alla circolare. Sia per la tariffa A che per la tariffa B sono inoltre indicati gli importi di base in PTA  utilizzati per calcolare gli importi corrispondenti delle nuove rubriche in monete estere. La  tariffa B è superiore del 20  % alla tariffa A (in PTA). La stessa circolare precisava che gli importi erano considerati provvisori e sarebbero stati  confermati o rivisti a seconda dell'esperienza compiuta, dopo essere stati discussi in assemblea  generale e averne ricevuto l'approvazione. (24)  La circolare n. 10 del 21 settembre 1987 fornisce chiarificazioni ai membri sulla circolare  n. 27 del 12 dicembre 1986 concernente l'applicazione delle tariffe, in particolare sulle rubriche  da 23 a 28 delle tariffe in USD, UKL, DM e YEN e da 101 a 106 delle tariffe nazionali relative alla  convalida di domande europee pubblicate e di brevetti europei concessi, per la tutela provvisoria o  definitiva in Spagna. 2)  Resoconto della riunione dell'assemblea generale ordinaria del 29 gennaio 1987 (25)  Il  resoconto di questa riunione riferisce dell'approvazione delle proposte del comitato direttivo  relative: -  alla tariffa nazionale: aumento del 10  % della componente onorari e aumento della componente  tasse proporzionalmente alla variazione reale delle tasse del RPI, ad eccezione delle rubbriche «   rinnovi di segni distintivi  » e «  modelli industriali  », il cui aumento dovrebbe riferirsi solo  alla componente tasse; -  alle tariffe estere: portare al livello delle tariffe in SFR le tariffe in USD, UKL e FF (monete  svalutate) e mantenere le altre (SFR, YEN e DM) allo stesso livello, dato che l'aumento concesso  per l'anno precedente si riferiva ad un aumento del 10  % della tariffa in SFR e che a partire da  quel momento SFR, DEM e YEN sono stati rivalutati del 12  % rispetto alla PTA, mentre l'USD si è  svalutato del 7,5  %; -  alla data prevista per l'entrata in vigore delle nuove tariffe: il 1° febbraio 1987. Con la circolare n. 3 del 4 febbraio 1987 il COAPI ha comunicato ai membri «  gli importi più  urgenti, prima che sia terminata la stampa delle nuove tariffe  », relativi alle tariffe nazionali  ed estere approvate dall'assemblea generale il 29 gennaio 1987. Di fatto, le tariffe estere sono  entrate in vigore solo il 1° marzo 1987. 3)  Resoconti: delle riunioni del comitato direttivo e dell'assemblea generale straordinaria del  24 novembre 1987 (26)  Il 24 novembre 1987 il comitato direttivo ha deciso di proporre  all'assemblea generale «  un aumento generale del 5  % sia della tariffa nazionale (per correggere  il tasso d'inflazione del 1987) sia della tariffa estera in SFR (il cui valore, rispetto alla PTA,  non ha subito modifiche sensibili) e di portare al livello di quest'ultima le tariffe delle altre  monete estere, ad eccezione di quelle che presentano una variazione inferiore al 2  %  », con un  aumento del 9  % per la tariffa in FF, del 7  % per la tariffa in DM e del 10,6  % per la tariffa  in YEN. Il resoconto dell'assemblea generale indica che gli aumenti di queste tariffe estere corrispondono  all'aumento del 5  % accordato più il recupero del valore perduto da tali monete. Con la circolare n. 19 del 25 novembre 1987 il COAPI ha comunicato ai membri gli «  importi più  urgenti  », dato che la stampa delle tariffe non era ancora stata completata, per consentire il  rispetto della data stabilita per l'entrata in vigore delle nuove tariffe, cioè il 1° gennaio  1988. 4)  Resoconto delle riunioni del comitato direttivo e dell'assemblea generale straordinaria del 20  ottobre 1988 (27)  Le proposte del comitato direttivo in materia di modifica delle tariffe  presentate all'approvazione dell'assemblea generale del 20 ottobre 1988 si basavano in particolare  su: -  un aumento eventuale (futuro) del 3  % dei tributi parafiscali che avrebbe avuto una  ripercussione sui tributi applicabili ai segni distintivi, ai modelli e ai disegni industriali; -  la fluttuazione delle varie monete di fatturazione. D'altro lato, il resoconto della riunione del comitato direttivo del 14 novembre 1988 testimonia  della decisione di aumentare del 5  % tutte le rubriche della tariffa nazionale, in forza del  mandato accordatogli dall'assemblea generale del 20 ottobre 1988. Per quanto riguarda le tariffe estere, quella in UKL non sarebbe stata modificata, salvo per talune  rubriche, poiché tale tariffa aveva presentato la quotazione più stabile durante l'anno e aveva  subito una rivalutazione del 3,5  % cioè dello stesso livello dell'aumento previsto per le tasse. Di conseguenza, le tariffe sottovalutate (FF, DM e SFR) sarebbero state semplicemente portate al  livello delle tariffe in UKL, salvo per le rubriche per le quali erano proposti aumenti. Per il  resto, le tariffe sopravvalutate (YEN e USD) sarebbero state modificate solo per le stesse  rubriche, se gli aumenti fossero oscillati fra il 20 e il 30  %. Con la circolare n. 16 del 21 novembre 1988 il COAPI ha informato i membri che l'assemblea generale  del 20 ottobre 1988 aveva approvato nuove tariffe e ha comunicato i prezzi «  più urgenti  », dato  che la stampa delle tariffe non era stata ancora ultimata. 5)  Resoconti della riunione del comitato direttivo del 17 gennaio 1990 e dell'assemblea generale  ordinaria del 25 gennaio 1990 (28)  Il resoconto dell'assemblea generale del 25 gennaio 1990  riferisce dell'approvazione della proposta del comitato direttivo di aumentare la tariffa nazionale  del 5  % (aumento previsto per le tasse del RPI) e le tariffe estere della stessa percentuale con  aggiunta delle fluttuazioni delle quotazioni delle varie monete. La tariffa in DM è stata presa  come base di riferimento. Tutte le altre tariffe sono state portate al livello di quella di  riferimento e in seguito tutte le rubriche sono state aumentate del 5  %, ad eccezione di quattro  (opposizioni, risposte alla messa in sospensione, ricerche sui marchi e ricorsi di opposizione). È stata stabilita inoltre, come data di entrata in vigore delle nuove tariffe, il 1° aprile 1990,  ed è stato deciso di distribuire ai membri le bozze delle tariffe prima della stampa definitiva, in  modo da consentire il rispetto della data accordata, cosa che è stata fatta tramite la circolare n.  7 del 5 marzo 1990. 6)  Resoconti della riunione del comitato direttivo del 21 settembre e del 10 dicembre 1990 e  dell'assemblea generale dell'11 dicembre 1990 (29)  Il resoconto della riunione del comitato  direttivo del 21 settembre 1990 riferisce della proposta, da presentare all'assemblea generale, di  aumento delle tariffe estere: aumento del 10  % della tariffa in DM e adeguamento delle altre al  livello di quest'ultima. L'assemblea generale dell'11 dicembre 1990 ha approvato la proposta di aumento delle tariffe  presentata dal comitato direttivo, che era stata rinviata con decisione dell'assemblea generale del  24 ottobre 1990. Le nuove tariffe sarebbero state determinate secondo i seguenti criteri: -  aumento del 12  % della tariffa in PTA (5  % dovuto all'aumento delle tasse e 7  % dell'indice  dei prezzi al consumo; -  adeguamento delle varie tariffe in valuta estera a quella in DM e aumento generale del 10  %. 7)  Resoconti delle riunioni del comitato direttivo del 6 novembre, 20 novembre e 4 dicembre 1991  e del 9 gennaio 1992 (30)  Il resoconto del comitato direttivo del 6 novembre 1991 riferisce di  una proposta di aumento generale delle tariffe del 5  %, corrispondente all'aumento delle tasse del  RPI. Secondo il resoconto della riunione del 20 novembre 1991, «  le tariffe dovrebbero seguire  l'andamento di quelle praticate dai colleghi stranieri, in particolare da quelli della CE. Un  dettagliato esame comparativo tra le tariffe degli API spagnoli e le tariffe praticate dai colleghi  stranieri porta alla conclusione e alla proposta che le tariffe per clienti stranieri non debbano  essere modificate, tenuto conto dei loro importi e dell'evoluzione dei tassi di cambio delle  rispettive valute. D'altro lato, la tariffa nazionale dovrebbe essere modificata  particolareggiatamente a seconda delle rubriche  ». In questo spirito, il resoconto della riunione del comitato direttivo del 4 dicembre 1991  sottolinea, per quanto riguarda la tariffa nazionale, la proposta di aumentare dell'8  %, del 10  %  o del 20  % la maggior parte delle rubriche. Altre rubriche, quali quelle delle opposizioni di  marchi e di modelli industriali e la redazione di rapporti sono oggetto di aumenti particolari,  rispettivamente del 30  % e del 25  % rispetto al 1990. Per il resto, il comitato direttivo, nella riunione del 9 gennaio 1992, conclude che le tariffe  estere non dovrebbero essere modificate, poiché «  dall'ottobre 1990, data della loro ultima  modifica, la PTA è stata svalutata di una percentuale oscillante tra lo 0,2  % e il 6,2  % rispetto  all'USD, allo YEN e al DM, mentre la sua rivalutazione rispetto al FF, al SFR e alla UKL è  oscillata tra lo 0,9  % e il 4,7  %  ». G.  Gli argomenti del COAPI (31)  Gli elementi essenziali delle osservazioni scritte e orali che  il COAPI ha presentato alla Commissione si possono riassumere come segue: a)  Il COAPI è un organismo della pubblica amministrazione  (1). La natura di associazione  professionale di diritto pubblico degli ordini professionali è stato confermato a più riprese dal  tribunale costituzionale spagnolo, che ha stabilito che la legislazione di base sugli ordini  professionali (vedi i precedenti considerandi da 5 a 10) è di esclusiva competenza dello Stato e  non delle «  Comunidades Autonomas  ». Tale conclusione presuppone, secondo il COAPI, che gli ordini professionali siano parte  dell'amministrazione pubblica, poiché la costituzione spagnola attribuisce allo Stato la competenza  esclusiva per quanto riguarda le «  basi del regime giuridico della pubblica amministrazione  ». b)  Il COAPI non può essere qualificato come associazione di imprese ai sensi dell'articolo 85,  paragrafo 1 del trattato CE. Anche se ciascun API potesse essere assimilato ad un'impresa ai sensi  di tale disposizione (questione che il COAPI lascia aperta), quando gli API si riuniscono in seno  al COAPI non lo fanno in qualità di imprese, poiché il COAPI, nell'esercizio delle funzioni  attribuitegli dalla legge n. 2/1974, modificata dalla legge n. 74/1978, deve tener conto  dell'interesse dei privati. Il COAPI ha dunque «  l'obbligo di tener conto dell'interesse pubblico, diverso dal semplice  interesse egoistico degli affiliati, nonché l'obbligo di fra rispettare agli affiliati gli obblighi  risultanti dalla legislazione generale e specifica interessata  »; esso è perciò investito di un  potere pubblico. c)  Allorquando un ordine professionale esercita le funzioni attribuitegli dalla legge, i suoi atti  sono atti amministrtivi «  rivedibili e impugnabili  » davanti al giudice amministrtivo. Le  decisioni del COAPI costituirebbero pertanto atti amministrativi che in nessun caso potrebbero  essere qualificati di decisioni di associazioni di imprese ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1  del trattato CE. d)  Il regolamento del COAPI è un decreto reale incorporato nel diritto spagnolo. Esso costituisce  pertanto una norma dello Stato. e)  Nello stabilire prezzi minimi, il COAPI ha sempre seguito la legislazione spagnola generale  sugli ordini professionali e la legislazione particolare relativa agli API. Non è mai andato al di  là di quello che gli consentiva il quadro legislativo e regolamentare. f)  Poiché il regolamento del COAPI ha il carattere di una normativa statale, le sue disposizioni  non possono essere dichiarate incompatibili con l'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE sulla  base di una procedura fondata sul regolamento n. 17. Lo stesso vale per le decisioni del COAPI,  dato che esso fa parte dell'amministrazione pubblica e le sue decisioni sono atti amministrativi. g)  La Commissione deve perciò astenersi dall'istruire una procedura sulla base del regolamento n.  17 contro il COAPI, poiché i comportamenti a quest'ultimo imputati rappresentano solo la messa in  atto, da parte della pubblica amministrazione, della legislazione sugli ordini professionali. h)  La Commissione dovrebbe invece avviare una procedura fondata sull'articolo 169 del trattato CE  contro lo Stato spagnolo, qualora consideri che la legislazione in questione sia contraria  all'articolo 85 del trattato CE poiché concede agli ordini professionali il carattere di  amministrazione pubblica e attribuisce loro talune funzioni che possono limitare la concorrenza. i)  Ad ogni modo, la fissazione dei prezzi minimi da parte del COAPI ha il vantaggio di stimolare  la concorrenza tra liberi professionisti tramite la qualità delle prestazioni. Allorché il cliente  non può scegliere in base ai prezzi, deve scegliere il prestatore di servizi che gli fornisce le  migliori garanzie di onestà, esperienza, dedizione, ecc., ciò che determina il miglioramento della  qualità dei servizi e impedisce ai professionisti disonesti di ingannare il consumatore fornendogli  servizi di qualità inferiore. II.  VALUTAZIONE GIURIDICA A.  L'articolo 85 1)  Imprese e associazioni di imprese (32)  Gli  API costituiscono imprese ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE dal momento che  esercitano la loro professione in quanto indipendenti. Essi prestano infatti i loro servizi in modo stabile e retribuito. Il fatto che costituiscano una  libera professione regolamentata ai sensi della legge spagnola e della direttiva 89/48/CEE del  Consiglio  (1), che le prestazioni abbiano carattere intellettuale, tecnico o specializzato e siano  fornite su base personale e diretta non cambia nulla alla natura di attività economica. Secondo la Corte di giustizia, sentenza del 23 aprile 1991 nella causa C-41/90 Hoefner/Macroton   (2), «  la nozione di impresa abbraccia qualsiasi entità che esercita un'attività economica, a  prescindere dallo status giuridico di detta entità e dalle sue modalità di finanziamento  ». (33)  Il COAPI, che raggruppa in Spagna tutti gli API, costituisce pertanto un'associazione di  imprese ai sensi di detta disposizione del trattato CE. Il fatto che si tratti di un ordine  professionale al quale i pubblici poteri hanno affidato talune funzioni che gli consentono di  disciplinare la professione e che il suo status giuridico è, secondo il diritto spagnolo, quello di  una cooperazione di diritto pubblico, non osta a che il COAPI sia considerato un'associazione di  imprese. 2)  Accordi tra imprese e decisioni di associazioni di imprese (34)  Il regolamento del COAPI  (concernente la costituzione del COAPI e le sue norme di funzionamento) è originariamente un  accordo tra imprese, che è stato adottato dagli API riuniti in assemblea. In seguito l'assemblea  del COAPI ha, più volte, modificato questo regolamento. Il regolamento del COAPI costituisce dunque  anche una decisione d'associazione d'imprese ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato. D'altronde, attualmente, tale regolamento è disciplinato dalla legge n. 2/1974, del 13 febbraio  1974, modificata dalla legge 74/1978, del 26 dicembre 1978, che stipula che gli statuti e i  regolamenti interni agli ordini professionali sono stabiliti dagli organi decisionali degli ordini  previa operazione dei pubblici poteri. Questo regolamento, che è sia un accordo che una decisione, è un atto autonomo e distinto dai  provvedimenti legislativi che l'hanno preceduto (decreto reale del 27 febbraio 1926) o seguito  (decreto reale del 28 febbraio 1927 e successive modifiche). Questi non ne modificano il carattere  di accordo tra imprese o di decisione di associazione di imprese (vedi i considerandi da 44 a 48 in  seguito). (35)  Allo stesso modo, le deliberazioni dell'assemblea generale del COAPI e del suo comitato  direttivo in materia di fissazione dei prezzi, adottate in applicazione delle disposizioni del  regolamento, sono decisioni di associazioni di imprese ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1. Esse  sono vincolanti per tutti i membri e il COAPI vigila a che siano applicate, ricorrendo al proprio  potere di infliggere sanzioni (ammende e altre sanzioni, fino all'espulsione dal COAPI). 3)  Restrizioni sensibili della concorrenza a)  Restrizioni relative ai prezzi previste dal  regolamento del COAPI (36)  L'articolo 48 del regolamento del COAPI prevede che per le pratiche particolarmente  complesse, il comitato direttore proponga all'assemblea generale, per approvazione, «  le tariffe  vigenti per tutti gli API assicurando la misura massima possibile degli onorari  ». L'articolo 49 del regolamento del COAPI precisa che l'assemblea generale, su proposta del comitato  direttivo, fissi le tariffe minime obbligatorie per tutti i servizi relativi a pratiche di  proprietà industriale, salvo per quelle per le quali il prezzo è variabile e difficile da stabilire  in anticipo (redazione di rapporti, memorie, ricorsi, casi di caducità ecc. - vedi considerando 14  supra). L'articolo 35, paragrafo 7 dello stesso regolamento mette in evidenza che «  la pratica di  onorari inferiori a quelli stabiliti nella tariffa approvata dall'assemblea generale  » è  considerata come infrazione che dà luogo a sanzione. (37)  Gli articoli 48 e 49 del regolamento del COAPI sono intesi, quindi, a limitare in modo  sensibile la libertà di comportamento dei membri del COAPI, dato che annunciano la fissazione  comune di prezzi minimi. Queste disposizioni costituiscono dunque, in ogni caso, una intesa avente  per oggetto di fissare le tariffe degli onorari in funzione dei clienti, come tale contraria  all'articolo 85, paragrafo 1, lettera a) del trattato CE. Nell'approvare tali disposizioni, i  membri del COAPI si sono privati reciprocamente della libertà di stabilire individualmente le  proprie tariffe di remunerazione dei servizi da essi resi ai clienti. b)  Restrizioni relative ai prezzi risultanti dall'attuazione delle disposizioni del regolamento  del COAPI (38)  Le decisioni del COAPI che adottano gli aumenti annui della tariffa nazionale e delle tariffe  estere (tariffa A applicata ai colleghi stranieri e tariffa B applicata ai privati stranieri)  nonché le nuove tariffe degli onorari minimi e le relative date precise di entrata in vigore,  registrate in particolare nei resoconti del 29 gennaio 1987, del 24 novembre 1987, del 20 ottobre  1988, del 25 gennaio 1990, dell'11 dicembre 1990 e del 4 dicembre 1991 (vedi i precedenti  considerandi da 25 a 30), costituiscono restrizioni sensibili della concorrenza ai sensi  dell'articolo 85, paragrafo 1, lettera a) del trattato CE. Queste decisioni rendono effettive le restrizioni contenute negli articoli 48 e 49 del regolamento.  Esse hanno per oggetto e per effetto di impedire agli API di entrare in concorrenza tra loro  ricorrendo ad onorari inferiori ai minimi stabiliti. Allo stesso tempo, esse rafforzano  artificialmente gli ostacoli all'accesso al mercato da parte di nuovi API che desiderino avviare  un'attività e limitano così l'accesso degli utenti a fonti alternative di prestazioni legate  all'ottenimento di un diritto di brevetto o di marchio in Spagna. Si tratta di restrizioni sensibili poiché riguardano l'insieme delle prestazioni in questione  fornite dagli API agli utenti residenti in Spagna o all'estero. (39)  La fissazione collettiva dei prezzi è infatti una restrizione grave della concorrenza,  vietata dall'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE. Secondo la Corte, «  per sua stessa natura,  l'accordo che fissi un prezzo minimo [.  .  .] obbligatorio per il complesso degli operatori  economici del mercato di cui trattasi, ha per oggetto di alterare il gioco della concorrenza sul  mercato stesso  » - sentenza del 30 gennaio 1985 nella causa 123/83, BNIC-Clair  (1). 4)  Effetti sugli scambi tra gli Stati membri (40)  Dall'articolo 49 del regolamento interno del  COAPI si evince che le tariffe minime praticate dai membri del COAPI riguardano due categorie di  servizi: da un lato, quelli prestati a clienti che risiedono all'estero e, dall'altro, quelli  forniti a clienti residenti in Spagna. I servizi che rientrano in quest'ultima categoria riguardano  sia le domande di riconoscimento dei diritti di proprietà industriale in Spagna che le domande di  riconoscimento di tali diritti all'estero. A questo proposito, è opportuno segnalare che un  residente spagnolo può presentare domanda contemporaneamente per ottenere un diritto in Spagna e un  diritto all'estero. Se un cliente vuole ad esempio assicurarsi l'uso esclusivo di un marchio  (protetto in Spagna) negli Stati membri di esportazione dei prodotti muniti di tale marchio, deve  registrarlo in ciascuno di questi paesi. Egli chiederà quindi ad un API di farlo o di presentare  una domanda di marchio internazionale presso l'Ufficio della proprietà industriale di Ginevra, nel  quadro della convenzione di Madrid. Ne consegue che il sistema delle tariffe minime concordate all'interno del COAPI riguarda almeno  due tipi di servizi transfrontalieri: quelli che consentono a clienti residenti all'estero di  ottenere un diritto in Spagna e quelli che consentono a clienti spagnoli di ottenere un diritto  all'estero. In tale misura, il sistema incriminato è in grado di incidere sugli scambi tra gli  Stati membri ai sensi dell'articolo 85, paragrafo 1 del trattato CE. Come è stato sottolineato dalla Corte di giustizia nella sentenza del 19 aprile 1988 nella causa  27/87 Erauw/La Hesbignonne  (1), un accordo è soggetto al divieto di cui all'articolo 85 solo se  incide in modo sensibile sugli scambi tra gli Stati membri. È chiaro pertanto che, nella  fattispecie, le tariffe incidono sulla maggior parte del commercio in questione. Innanzitutto,  queste tariffe coprono tutto il volume delle domande provenienti da clienti residenti all'estero;  questo commercio è infatti monopolizzato dai membri del COAPI. In secondo luogo, per quanto  riguarda il commercio aperto alla concorrenza (cioè le domande di clienti spagnoli che intendono  ottenere diritti all'estero), i membri del COAPI vi occupano inevitabilmente una posizione  preponderante. Ciò è dovuto al fatto che, contrariamente ai loro concorrenti spagnoli, essi sono  specializzati in questa materia. Grazie all'affiliazione, i membri del COAPI soddisfano talune  condizioni relative alla qualificazione professionale, che conferisce loro prestigio agli occhi dei  clienti e consente loro in tal modo di richiamare la maggior parte della domanda esistente sul  mercato in questione. Un cliente spagnolo sarà poi sempre incline a preferire un consulente  spagnolo ad un concorrente estero, per ovvi motivi linguistici e pratici. 5)  L'articolo 85, paragrafo 3 (41)  Nella fattispecie, le imprese interessate sono tutte  stabilite in unico Stato membro. Tuttavia, gli accordi o decisioni in causa riguardano però anche  l'importazione e l'esportazione di servizi tra Stati membri. Essi non rientrano perciò nel disposto  dell'articolo 4, paragrafo 2, punto 1) del regolamento n. 17 e, in mancanza di notifica, non vi è  motivo di accertare se l'intesa soddisfa o meno le quattro condizioni stabilite dall'articolo 85,  paragrafo 3 del trattato per poter beneficiare di un'esenzione. Tuttavia, anche se fosse stata effettuata una notifica, è escluso che le disposizioni regolamentari  del COAPI in materia di fissazione delle tariffe e le sue decisioni di applicazione di tali  disposizioni possano soddisfare le quattro condizioni di esenzione. La prassi decisionale della Commissione, confermata per altro dalla Corte di giustizia, dimostra,  infatti, che la fissazione collettiva di prezzi minimi è considerata un'infrazione grave alle  regole di concorrenza del trattato CE e non può perciò beneficiare dell'esenzione prevista  dall'articolo 85, paragrafo 3. La fissazione collettiva di prezzi minimi, ammesso che sia intesa a garantire prestazioni di  qualità, non costituisce comunque, nella fattispecie, lo strumento appropriato a tal fine. Da un lato, essa non impedisce che prestazioni di qualità inferiore siano fornite impunemente,  purché i prezzi restino superiori al minimo [vedi la decisione 82/896/CEE della Commissione  (UGAL-BNIC), considerando 69  (2)]. D'altro lato, la qualità delle prestazioni degli API è già ampiamente garantita dalle condizioni di  accesso alla professione, dall'esclusività di attività loro concessa e dagli elevati valori morali  richiesti ai liberi professionisti. (42)  Inoltre, nella sentenza del 17 gennaio 1984, cause congiunte 43 e 62/82, VBBB/VBVB  (1), la  Corte di giustizia ha affermato che, anche supponendo che la fissazione collettiva di prezzi minimi  costituisca una garanzia contro pratiche sleali, essa non sarebbe una ragione sufficiente per  sottrarre un intero mercato all'applicazione delle regole di concorrenza del trattato CE. Anche l'obbligo legale del COAPI di tener conto dei diritti dei privati nell'esercizio delle  funzioni affidategli per legge [vedi al considerando 6, l'articolo 5, lettera i) della legge n.  2/1974] non è sufficiente a concludere che le quattro condizioni di esenzione previste  dall'articolo 85, paragrafo 3 del trattato CE sono soddisfatte. Infatti, la disposizione non regola  specificamente gli onorari. Questi sono oggetto dell'articolo 5 lettera ñ) della stessa legge. Ora,  questa disposizione lascia gli ordini professionali completamente liberi di fissare gli onorari  minimi come vogliono. Il COAPI ha, fra l'altro, dichiarato che le sue tariffe si basano su una  serie di fattori economici (vedi considerando 20 supra). (43)  Le restrizioni in questione impediscono agli utenti di beneficiare di prestazioni a prezzi  inferiori che i professionisti più capaci potrebbero praticare, e scoraggiano gli API dal cercare  altre forme di esercizio della professione che consentano loro di ridurne i costi. Esse non  determinano pertanto un equo beneficio per gli utenti, non migliorano la distribuzione dei servizi  né servono a promuovere il progresso economico o tecnico. B.  Irrilevanza del quadro giuridico nazionale ai fini dell'applicazione delle regole di  concorrenza del trattato (44)  Il COAPI non può escludere la sua responsabilità sostenendo che i  suoi comportamenti di cui trattasi si deducono dalle disposizioni della legge n. 2/1974, del 13  febbraio 1974, modificata dalla legge n. 74/1978, del 26 dicembre 1978. L'unica obbligazione legale a cui è tenuto il COAPI è di stabilire un regolamento per il suo  funzionamento (vedi considerando 8 supra). L'articolo 5, lettera ñ) della legge n. 2/1974,  precisando che tocca agli ordini professionali «  regolare gli onorari minimi della professione  »  non costituisce un obbligo di farlo. (45)  Questa legge non fissa le tariffe e neppure i criteri per fissarli, e lascia agli ordini  professionali la responsabilità di farlo. La concorrenza sui prezzi non è limitata dalla legge stessa, bensì dai comportamenti, permessi  dalla legge, di operatori privati riuniti nell'ambito della loro organizzazione professionale,  comportamenti che non rientrano nell'esercizio del pubblico potere. (46)  Il fatto che le decisioni del COAPI possano formare oggetto di un ricorso di privati davanti  alla giurisdizione amministrativa non ne annulla il carattere di decisioni di associazioni di  imprese. La Corte ha affermato (sentenza del 30 gennaio 1985 nella causa 123/83 BNIC/Clair)  (2) che «   l'articolo 85, stando alla sua lettera, si applica agli accordi fra imprese ed alle decisioni di  associazioni di imprese [.  .  .]. L'ambito giuridico entro il quale ha luogo la conclusione di  detti accordi e sono adottate dette decisioni, come pure la definizione giuridica di tale ambito,  data dai vari ordinamenti giuridici nazionali, sono irrilevanti ai fini dell'applicabilità delle  norme comunitarie sulla concorrenza, e in particolare dell'articolo 85 del trattato  ». Ora, le  decisioni prese dal BNIC dovevano esser deferite alle giurisidizioni amministrative e non ordinarie  (vedi sentenza citata, parte «  I fatti  », punto 2.1.2, pag. 408 della Raccolta). Inoltre, il «  Tribunal de Defensa de la Competencia  » (TDC) nelle sue due decisioni precitate  (vedi nota a piè di pagina relativa alla lettera a) del considerando 31) sottolinea che certi atti  degli ordini professionali possono essere oggetto di un ricorso davanti alle giurisdizioni  amministrative. Questo, non perché siano degli atti amministrativi ma per il fatto che queste  giurisdizioni possono meglio comprendere i soggetti attinenti alle delegazioni di pubblici poteri.  Il TDC aggiunge che ciò che decide dell'attribuzione di tali atti alla giurisdizione amministrativa  è un semplice atto di opportunità legale e che non si può dedurre da questa attribuzione  giurisdizionale che gli atti del «  colegios  » siano atti amministrativi. (47)  Per di più, nella sentenza del 16 novembre 1977 nella causa 13/77 INNO/ATAB  (3), la Corte ha  dichiarato che se non si vuole privare di qualsiasi effetto utile l'articolo 85 e seguenti, le  imprese non possono sfuggire all'applicazione delle norme di concorrenza del trattato CE per il  semplice fatto che il loro comportamento è reso possibile dai pubblici poteri. (48)  La responsabilità da parte dello Stato nella fattispecie, ammesso che sussista tale  circostanze, potrebbe al massimo avere l'effetto di attenuare la responsabilità del COAPI ai fini  dell'importo dell'ammenda, ma non di eslcudere l'applicazione delle regole di concorrenza nei suoi  confronti [vedi sentenza della Corte di giustizia del 20 marzo 1985 nella causa 41/83,  Italia/Commissione  (1)]. Infatti, anche quando lo Stato delega ad un'associazione di imprese la  facoltà di fissare i prezzi che devono praticare i suoi membri, commettendo in tal modo  un'infrazione agli articoli 3, lettera g), 5, secondo comma e 85 del trattato, l'esercizio di tale  facoltà da parte dell'associazione non è sottratto all'applicazione dell'articolo 85 del trattato  CE. C.  Articolo 3, paragrafo 1 del regolamento n. 17 (49)  Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1 del  regolamento n. 17, se la Commissione constata, su domanda o d'ufficio, un'infrazione alle  disposizioni dell'articolo 85, paragrafo 1, può obbligare, mediante decisione, le imprese ed  associazioni di imprese interessate, a porre fine all'infrazione constatata. Il COAPI non ha posto termine alle infrazioni constatate, poiché sostiene che le sue decisioni in  materia di fissazione di tariffe minime di onorari non possono essere dichiarate contrarie  all'articolo 85, paragrafo 1 del trattato per il carattere di associazione professionale di diritto  pubblico del COAPI e per i poteri accordatigli dalla legislazione nazionale. In queste circostanze,  la Commissione ritiene di dover ordinare la cessazione delle infrazioni commesse, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 Costituiscono infrazioni all'articolo 85, paragrafo 1, del trattato  CE: a)  gli articoli 48 e 49 del regolamento del Colegio Oficial de Agentes de la Propiedad Industrial  (COAPI); b)  le decisioni del COAPI adottate a partire dal 1987 e relative alla fissazione annuale sia delle  tariffe minime a carico dei clienti residenti in Spagna, nella misura in cui si riferiscono a dei  servizi relativi alle domande per l'ottenimento od il rinnovo di diritti di proprietà industriale  all'estero, che delle tariffe minime a carico dei clienti residenti all'estero. Articolo 2 Il COAPI è tenuto ad adottare tutte le misure necessarie a porre termine  immediatamente alle infrazioni di cui all'articolo 1 e ad astenersi, in futuro, dall'adottare  misure aventi lo stesso oggetto o lo scopo. Articolo 3 Il COAPI è tenuto ad informare per iscritto tutti i membri del contenuto della  presente decisione e del fatto che ha posto termine alle infrazioni di cui all'articolo 1,  precisando le conseguenze pratiche che ne derivano, in particolare la libertà di ciascun membro di  fissare le proprie tariffe. Il COAPI è tenuto, entro i due mesi successivi alla notifica della presente decisione, a comunicare  alla Commissione l'informazione trasmessa ai membri ai sensi del primo comma. Articolo 4 Il Colegio Oficial de Agentes de la Propiedad Industrial (COAPI), c/Montera, 13, E-28013 Madrid, è il destinatario della presente decisione. Fatto a Bruxelles, il 30 gennaio 1995. Per la Commissione Karel VAN MIERT Membro della Commissione (1)  Si tratta di prestazioni che richiedono un rapporto con l'OEPM. (*)  Segreto commerciale.  (1)  Il Tribunal de Defensa de la Competencia (TDC) ha dichiarato tuttavia (decisioni del 20  novembre 1992 e del 30 dicembre 1993) che i «  colegios profesionales  » non sono organismi  dell'amministrazione pubblica e che i loro atti non costituiscono atti amministrativi. Il TDC  ritiene che i «  colegios profesionales  » siano corporazioni settoriali la cui base e il cui  fondamento sono strettamente privati e aggiunge che tale giudizio è costante sia nella  giurisprudenza del Tribunal Constitucional che in quella del Tribunal Supremo.  (1)  GU n. L 19 del 24. 1. 1989, pag. 16.  (2)  Raccolta 1991, pag. I-1979, punto 21 della motivazione.  (1)  Raccolta 1985, pag. 391, punto 22 della motivazione.(1)  Raccolta 1988, pag. 1919, punto 17 della motivazione.  (2)  GU n. L 379 del 31. 12. 1982, pag. 1.  (1)  Raccolta 1984, pag. 19, punto 37 della motivazione.  (2)  Raccolta 1985, pag. 423, punto 17 della motivazione.  (3)  Raccolta 1977, pag. 2115, punti da 30 a 34 della motivazione.  (1)  Raccolta 1985, pag. 880, punto 17 della motivazione.