CELEX: C2005/217/51
Language: it
Date: 2005-09-03 00:00:00
Title: Causa C-247/05: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno dei Paesi Bassi, presentato il 9 giugno 2005

3.9.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 217/26
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno dei Paesi Bassi, presentato il 9 giugno 2005
   (Causa C-247/05)
   (2005/C 217/51)
   Lingua processuale: l'olandese
   Il 9 giugno 2005 la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. Minas Konstantinidis e Michel van Beek, in qualità di agenti, ha presentato dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il Regno dei Paesi Bassi.
   La ricorrente conclude che la Corte voglia:
   
               —
            
            
               dichiarare che il Regno dei Paesi Bassi, non avendo attuato esattamente la direttiva del Consiglio 24 settembre 1996, 96/61/CE (1) sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento, è venuta meno agli obblighi che ad esso derivano dall'art. 2, nn. 6 e 11, dall'art. 5, n. 1, dall'art. 9, nn. 3-6, dall'art. 13, n. 2, secondo trattino, dall'art. 14, secondo trattino e dagli allegati III e IV della direttiva del Consiglio 24 settembre 1996, 96/61/CE, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento;
            
         
               —
            
            
               condannare il Regno dei Paesi Bassi alle spese di causa.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Il governo dei Paesi Bassi considera adottate nei termini le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva e il disegno di legge in preparazione serve esclusivamente come chiarimento e spiegazione di parti della direttiva.
   Al di là di questo la Commissione fa presente che il modo in cui gli Stati membri devono operare per trasporre le direttive nel loro ordinamento giuridico nazionale è stato spesso espresso dalla Corte con una formulazione standard. Nella sentenza 30 maggio 1991, causa C-361/88, Commissione/Germania (Racc. pag. I-2567) la Corte ha utilizzato la seguente formulazione:
   
      «(…) La trasposizione di una direttiva nel diritto nazionale non implica necessariamente la riproduzione ufficiale e testuale delle sue disposizioni in una norma espressa e specifica. A questo scopo, a seconda del contenuto della direttiva stessa, può essere sufficiente il contesto giuridico generale, purché quest'ultimo garantisca effettivamente la piena applicazione della direttiva in modo sufficientemente chiaro e preciso, affinché, qualora la direttiva miri ad attribuire diritti ai singoli, i destinatari siano posti in grado di conoscere la piena portata dei loro diritti ed eventualmente di avvalersene dinanzi ai giudici nazionali».
   
   Nella presente fattispecie la Commissione ritiene che, per quanto riguarda la trasposizione della direttiva nell'ordinamento giuridico dei Paesi Bassi, su più punti non sussista una tale «sufficiente» trasposizione.
   
      (1)  GU L 257, pag. 26.