CELEX: 62009TJ0526
Language: it
Date: 2011-10-05 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale (Terza Sezione) del 5 ottobre 2011.#PAKI Logistics GmbH contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI).#Marchio comunitario - Domanda di marchio comunitario denominativo PAKI - Impedimento assoluto alla registrazione - Marchio contrario all'ordine pubblico o al buon costume - Art. 7, n. 1, lett. f), del regolamento (CE) n. 207/2009.#Causa T-526/09.

Sentenza del Tribunale (Terza Sezione) 5 ottobre 2011 – PAKI Logistics / UAMI (PAKI)
      (causa T‑526/09)
      «Marchio comunitario – Domanda di marchio comunitario denominativo PAKI – Impedimento assoluto alla registrazione – Marchio contrario all’ordine pubblico o al buon costume – Art. 7, n. 1, lett. f), del regolamento (CE) n. 207/2009»
      Marchio comunitario – Definizione e acquisizione del marchio comunitario – Impedimenti assoluti alla registrazione – Marchi contrari all’ordine pubblico o al buon costume [Regolamento del Consiglio n. 207/2009, art. 7, n. 1, lett. f)] (v. punti
         33‑34, 37)
      
      Oggetto 
      
         
               Ricorso proposto contro la decisione della prima commissione di ricorso dell’UAMI 23 ottobre 2009 (procedimento R 1805/2007‑1),
                  relativa ad una domanda di registrazione del segno denominativo PAKI come marchio comunitario.
               
            Dispositivo 
      
         
                  1)
               
               
                  
               
               
                  	Il ricorso è respinto.
               
            
         
                  2)
               
               
                  
               
               
                  	La PAKI Logistics GmbH sopporterà le proprie spese nonché quelle sostenute dall’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno
                     (marchi, disegni e modelli) (UAMI).
                  
               
            
         
                  3)
               
               
                  
               
               
                  	Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord sopporterà le proprie spese.