CELEX: C2004/007/32
Language: it
Date: 2004-01-10 00:00:00
Title: Causa C-447/03: Ricorso del 22 ottobre 2003 contro la Repubblica italiana, presentato dalla Commissione delle Comunità europee

10.1.2004               IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 7/19
Motivi e principali argomenti                                              non possono stabilire requisiti legali che vincolino i singoli; e
                                                                           che in ogni caso, (c), nella fattispecie, la Commissione non ha
                                                                           potuto negare che la notifica fosse legittima per determinati
                                                                           difetti di forma ed il Tribunale di primo grado ha commesso
La domanda della ricorrente dinanzi al Tribunale di primo                  un errore di diritto nel non riconoscere ciò.
grado è stata respinta in quanto l’aiuto concesso alla ricorrente
nel 1995 costituiva la continuazione di un aiuto precedente,
concesso illegittimamente alla ricorrente nel 1992 (senza
previa notifica alla Commissione); l’aiuto del 1995 era effettiva-         Il Tribunale di primo grado si è erroneamente fondato: a) sul
mente inficiato dall’illegittimità dell’aiuto precedente; l’illegitti-     riferimento («NN») utilizzato dalla Commissione in relazione
mità non è stata sanata dal provvedimento del 1995 con il                  all’aiuto del 1995 e b) sul fatto che la Commissione non ha
quale veniva data comunicazione dell’accordo del 1995. La                  respinto la lettera del 27 marzo 1995 (ciò che il Tribunale di
ricorrente sostiene che il Tribunale di primo grado ha commes-             primo grado, con ragionamento deduttivo, ha affermato che la
so un errore di diritto nel respingere la sua domanda per le               stessa avrebbe fatto se avesse ritenuto che la lettera rappresen-
seguenti ragioni:                                                          tasse una notifica) per dimostrare che l’aiuto del 1995 non era
                                                                           stato debitamente notificato alla Commissione. Nessuno di tali
                                                                           fatti poteva legittimamente privare la lettera del 27 marzo
                                                                           1995 del suo valore di notifica del progetto di concessione di
Il Tribunale di primo grado ha male interpretato l’art. 88, n. 3,          aiuti del 1995.
CE, trascurando di applicare il principio secondo il quale
l’obbligo di informare la Commissione dei progetti di modifica
di aiuti è un obbligo distinto, come lo è l’obbligo di informare           (1) GU C 212 del 28.07.2001, pag. 26.
la Commissione dei progetti di concessione di (nuovi) aiuti.               (2) GU C 227 dell’11.08.2001, pag. 29.
Anche quando l’aiuto sia stato originariamente concesso in
modo illegittimo, l’aiuto modificato in base ad un accordo che
sostituisce l’accordo originario è concesso in modo legittimo
se la Commissione viene informata del progetto di concedere
l’aiuto modificato e adotta una decisione favorevole al suo
riguardo prima che l’aiuto modificato sia concesso.
Il Tribunale di primo grado ha erroneamente sostenuto la sua               Ricorso del 22 ottobre 2003 contro la Repubblica italiana,
conclusione riassunta al precedente punto 1 ritenendo che il                 presentato dalla Commissione delle Comunità europee
regime di aiuti non fosse sostanzialmente diverso negli accordi
del 1992 e del 1995, e che pertanto l’aiuto del 1995 fosse
viziato dall’illegittimità dell’aiuto del 1992.                                                    (Causa C-447/03)
                                                                                                     (2004/C 7/32)
Il Tribunale di primo grado ha mancato di riconoscere che la
lettera del 27 marzo 1995 che informava la Commissione
dell’accordo del 1995, era giuridicamente idonea ad avere, ed
aveva, una duplice funzione: essa disponeva la sostituzione
dell’accordo del 1992 e informava la Commissione del proget-               Il 22 ottobre 2003, la Commissione delle Comunità europee,
to diretto alla concessione di un nuovo aiuto attraverso la                rappresentata dai signori Minas Kostantinidis, e Roberto
sostituzione dell’aiuto del 1992; il Tribunale di primo grado              Amorosi in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di
ha commesso un errore di diritto nel ritenere che il primo                 giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repub-
aspetto della lettera escludesse il secondo.                               blica italiana.
                                                                           La ricorrente conclude che la Corte voglia:
Il Tribunale di primo grado si è basato sull’asserito vizio
procedurale relativo all’adempimento dell’obbligo di comuni-
cazione attraverso la lettera del 27 marzo 1995. Il Tribunale              —     constatare che la Repubblica italiana, non avendo adotta-
di primo grado così facendo ha errato poiché: a) contraria-                      to le misure necessarie ad assicurare che i rifiuti, stoccati
mente alla valutazione del Tribunale di primo grado, non vi è                    o depositati in discarica, presenti nel sito ex ENICHEM di
una condizione posta dall’art. 88, n. 3, e non ve ne era nessuna                 Manfredonia (provincia di Foggia) e nella discarica Pariti I
nella normativa vigente al momento della notificazione, che                      (nella zona di Manfredonia) fossero recuperati o smaltiti
imponesse che l’informazione di cui trattasi dovesse essere                      senza pericolo per la salute dell’uomo e senza usare
fornita dallo Stato membro; b) il Tribunale di primo grado si è                  procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio
basato sul fatto che le forma ed il contenuto della notifica non                 all’ambiente, e non avendo adottato le misure necessarie
soddisfacevano i criteri formali espressi dalla Commissione in                   affinché il detentore dei rifiuti, stoccati o depositati in
comunicazioni agli Stati membri, trascurando il fatto che                        discarica, presenti nel sito ENICHEM di Manfredonia ed il
comunicazioni inviate dalla Commissione agli Stati membri                        detentore dei rifiuti presenti nelle discariche di rifiuti
 ---pagebreak--- C 7/20                  IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            10.1.2004
     urbani Pariti I e Conte di Troia, consegnasse tali rifiuti ad                raccoglitore privato o pubblico, o ad un’impresa che
     un raccoglitore privato o pubblico, o ad un’impresa che                      effettua le operazioni di cui agli allegati II A o II B della
     effettua le operazioni previste nell’allegato II A o II B della              direttiva. Pertanto, é venuta altresì meno agli obblighi che
     direttiva, oppure provvedesse egli stesso al loro recupero                   le incombono in virtù dell’articolo 8 della direttiva.
     o smaltimento, é venuta meno agli obblighi di cui
     agli articoli 4 e 8 della direttiva 75/442/CEE (1), come
     modificata della direttiva 91/156/CEE (2).
                                                                           (1) GU L 194 del 27.7.1975, pag. 39.
                                                                           (2) GU L 78 del 26.3.1991, pag. 32.
—    condannare la Repubblica italiana al pagamento delle
     spese di giudizio
Motivi e principali argomenti
                                                                           Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte
                                                                           d’Appello di Milano, Sezione Prima Civile, con ordinanza
                                                                           15 ottobre 2003, nella causa dinanzi ad essa pendente fra
—    Per quanto riguarda il sito dello stabilimento industriale            Servizi Ausiliari Dottori Commercialisti s.r.l. e Notaio
     ex Enichem, considerate le notizie fornite dalle Autorità             Giuseppe Calafiori, con l’intervento del P.M., in persona
     italiane nonché il successivo perdurante silenzio da esse             del Procuratore Generale presso la suddetta Corte d’Ap-
     serbato, deve ritenersi che le operazioni di asporto dei                                          pello di Milano
     rifiuti depositati nell’isola 5 non si siano concluse, come
     previsto, entro il mese di dicembre 2002; che Enichem
     non abbia presentato, entro dicembre 2002, un progetto
     di bonifica riguardo ai rifiuti depositati nelle isole 12, 14                                   (Causa C-451/03)
     e 17, che pertanto ancora giacciono nel luogo in cui
     originariamente si trovavano, pur essendo fuori dubbio
     che sia necessario rimuoverli; che riguardo ai rifiuti                                             (2004/C 7/33)
     dell’isola 16 esiste allo stato solamente un programma di
     massima ancora lontano dall’essere realizzato.
—    Quanto invece alle discariche Pariti I e Conte di Troia deve          Con ordinanza 15 ottobre 2003, pervenuta nella cancelleria
     ritenersi che l’istruttoria tecnica condotta dal Ministero            della Corte di giustizia delle Comunità europee il 27 ottobre
     dell’Ambiente, concernente il piano di caratterizzazione              2003, nella causa fra Servizi Ausiliari Dottori Commercialisti
     dei siti in questione, il cui completamento era previsto              s.r.l. e Notaio Giuseppe Calafiori, con l’intervento del P.M., in
     per il mese di ottobre 2002, non si sia ancora conclusa e             persona del Procuratore Generale presso la suddetta Corte
     che pertanto la situazione sia rimasta del tutto immutata             d’Appello di Milano, la Corte d’Appello di Milano, Sezione
     rispetto a quella preesistente all’invio del parere motivato.         Prima Civile, ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
                                                                           Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:
—    Alla luce di quanto precede, pur prendendo per buono
     che la discarica Conte di Troia non presenti pericoli                 1.     Se gli artt. 4, 10, 92, 86, 98 del Trattato CE debbano
     immediati per l’ambiente, resta comunque il fatto che la                     essere interpretati in modo da ritenere che ostino ad una
     Repubblica italiana non ha adottato nessuna misura atta                      disciplina nazionale, quale quella risultante dal D.lgs,
     ad assicurare che i rifiuti giacenti fin dal 1989 nella                      9 luglio 1997 n. 241, come modificato dal D.lgs.
     discarica Pariti I e fin dal 1993 nel sito ENICHEM di                        28 dicembre 1998 n. 490, in riferimento anche al T.U.
     Manfredonia, fossero recuperati o smaltiti senza pericolo                    delle imposte sui redditi (D.P.R. 22 dicembre 1986
     per la salute dell’uomo o senza usare procedimenti o                         n. 917) ed alla L. 30 dicembre 1991 n. 413, che riserva
     metodi tali da arrecare pregiudizio all’ambiente. Essa é                     in via esclusiva il diritto di svolgere alcune attività di
     quindi venuta meno agli obblighi che le incombono in                         consulenza tributaria ad un’unica categoria di soggetti, i
     virtù dell’articolo 4 della direttiva.                                       Centri di Assistenza Fiscale — C.A.F., negando agli altri
                                                                                  operatori economici del settore, pur in possesso di
                                                                                  un’abilitazione all’esercizio della professione in materia
                                                                                  di consulenza fiscale e contabile (dottori, ragionieri
—    La Repubblica italiana ha omesso di adottare le misure                       commercialisti, avvocati, nonché consulenti del lavoro),
     necessarie affinché il detentore dei rifiuti presenti nel                    l’esercizio a parità di condizioni e modalità di svolgimento
     sito ENICHEM di Manfredonia, nonché giacenti nelle                           di quelle stesse attività riservate ai Centri di Assistenza
     discariche Pariti I e Conte di Troia, li consegnasse ad un                   Fiscale.