CELEX: 62022TN0055
Language: it
Date: 2022-01-23 00:00:00
Title: Causa T-55/22: Ricorso proposto il 23 gennaio 2022 — Swords / Commissione e ECDC

14.3.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 119/56
            
         
      Ricorso proposto il 23 gennaio 2022 — Swords / Commissione e ECDC
      (Causa T-55/22)
      (2022/C 119/79)
      Lingua processuale: l'inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Patrick Swords (Dublino, Irlanda) (rappresentante: G. M. Byrne, barrister-at-law)
      
         Convenuti: Commissione europea e Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la valutazione dei rischi del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (European Centre for Disease Prevention and Control; in prosieguo: l’«ECDC») del 24 novembre 2021, la dichiarazione dell’ECDC del 24 novembre 2021, le valutazioni delle minacce dell’ECDC del 26 novembre e del 2 dicembre 2021, nonché la valutazione dei rischi dell’ECDC del 15 dicembre 2021
               
            
                  —
               
               
                  dichiarare inapplicabili ai sensi dell’articolo 277 TFUE la comunicazione della Commissione al Parlamento, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 1o dicembre 2021, nonché l’approccio coordinato della Commissione e del comitato per la sicurezza sanitaria del 10 dicembre 2021; e
               
            
                  —
               
               
                  condannare i convenuti alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce quattro motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sul fatto che l’ECDC avrebbe violato le forme sostanziali, ivi incluse le proprie norme interne e il codice di buona condotta amministrativa. Si sostiene che l’ECDC avrebbe disatteso la metodologia riconosciuta di valutazione del rischio, non avrebbe rispettato i criteri previsti in materia, ivi inclusi quello dell’eccellenza e dell’indipendenza scientifica, e sarebbe venuto meno ai propri obblighi giuridici nella redazione e nella pubblicazione degli atti impugnati. Si sostiene inoltre che le relazioni di valutazione dei rischi impugnate sarebbero gravemente fuorvianti e allarmistiche, relazioni i cui effetti sarebbero stati prevedibili dall’ECDC e sarebbero stati un esito ovvio a causa dell’affidamento riposto in tali relazioni da parte sia delle istituzioni dell’Unione sia degli Stati membri.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sul fatto che l’ECDC avrebbe violato i Trattati dell’Unione, non avrebbe rispettato lo Stato di diritto, avrebbe violato i diritti fondamentali del ricorrente venendo meno ai propri doveri e obblighi stabiliti dai Trattati dell’Unione nella redazione e nella pubblicazione degli atti impugnati.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sul fatto che l’ECDC, nella redazione e nella pubblicazione degli atti impugnati, avrebbe contravvenuto ai principi generali del diritto dell’Unione, ivi inclusi i principi di proporzionalità, certezza del diritto e legittimo affidamento, violando altresì i diritti fondamentali del ricorrente.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sul fatto che l’ECDC avrebbe commesso uno sviamento di potere.
               
            
                  5.
               
               
                  Il ricorrente solleva inoltre un’eccezione di inapplicabilità ai sensi dell’articolo 277 TFUE in relazione alla comunicazione della Commissione al Parlamento, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 1o dicembre 2021, nonché all’approccio coordinato della Commissione e del comitato per la sicurezza sanitaria del 10 dicembre 2021. Si sostiene che, poiché detti atti sarebbero stati redatti e pubblicati sulla base delle valutazioni dei rischi dell’ECDC impugnate, essi sarebbero, di conseguenza, viziati da illegittimità.