CELEX: C2007/199/26
Language: it
Date: 2007-08-25 00:00:00
Title: Causa C-227/07: Ricorso presentato l' 8 maggio 2007 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica di Polonia

25.8.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 199/16
            
         Ricorso presentato l'8 maggio 2007 — Commissione delle Comunità europee/Repubblica di Polonia
   (Causa C-227/07)
   (2007/C 199/26)
   Lingua processuale: il polacco
   Parti
   
      Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (rappresentanti: M. Shotter e K. Mojzesowicz, agenti)
   
      Convenuta: Repubblica di Polonia
   Conclusioni
   
               —
            
            
               Constatare che non avendo trasposto correttamente nel diritto nazionale la direttiva per Parlamento europeo e del Consiglio n. 2002/19/CE relativa all'accesso alle reti di comunicazioni elettroniche e alle risorse correlate, e all'interconnessione delle medesime (direttiva «accesso») (1) e, in particolare, i relativi artt. 4, n. 1, relativo all'obbligo di negoziare un'interconnessione reciproca e 5, n. 1, primo comma, relativo al potere dell'autorità nazionale di regolamentazione di incoraggiare e, se del caso, garantire in conformità delle disposizioni della presente direttiva un adeguato accesso e un'adeguata interconnessione e l'interoperabilità dei servizi, la Repubblica di Polonia è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza della detta direttiva;
            
         
               —
            
            
               condannare la Repubblica di Polonia alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   La direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio n. 2002/19/CE (direttiva «accesso») dispone che gli operatori di reti pubbliche di comunicazioni hanno il diritto e l'obbligo di negoziare tra loro l'interconnessione ai fini della fornitura di servizi di comunicazioni elettroniche accessibili al pubblico, allo scopo di garantire la fornitura e l'interoperabilità di servizi in tutta la Comunità. Detta direttiva prescrive altresì che le autorità nazionali di regolamentazione incoraggiano e, se del caso, garantiscono, in conformità delle disposizioni della presente direttiva, un adeguato accesso e un'adeguata interconnessione e l'interoperabilità dei servizi.
   Per quanto riguarda la Repubblica di Polonia, il termine per la trasposizione di tale direttiva è scaduto il 30 aprile 2004, conformemente al combinato disposto degli artt. 2 e 54 dell'atto di adesione.
   Secondo il diritto polacco, tutti gli operatori di reti pubblici di comunicazioni sono tenuti a negoziare l'accesso e l'autorità nazionale di regolamentazione può decidere il termine entro il quale tale tipo di negoziazioni deve essere chiuso. Inoltre, se le parti non pervengono ad un accordo, l'autorità nazionale può, su domanda di una delle parti, emanare una decisione sostitutiva del contratto e imporre pertanto alle imprese obblighi a prescindere dalla posizione da queste occupata sul mercato. La Commissione obietta che tali disposizioni di legge sulle telecomunicazioni della Polonia non sono conformi alle condizioni di cui all'art. 4, n. 1, e art. 5, n. 1, primo comma della direttiva «accesso».
   Per quanto riguarda l'inserimento nelle disposizioni generali di legge di un obbligo di negoziare in buona fede i contratti accesso, tale soluzione ha la conseguenza di imporre l'obbligo di negoziare senza verificare previamente l'assenza di effettiva concorrenza nel mercato di cui trattasi, non consente all'autorità nazionale di regolamentazione di esaminare l'impatto dell'obbligo della concessione dell'accesso sulla concorrenza a lungo termine sul mercato, nonché, di conseguenza, di sopprimere tale obbligo se la concorrenza sul mercato dovesse intensificarsi.
   Per quanto riguarda il potere dell'autorità nazionale di regolamentazione di emanare una decisione sostitutiva del contratto tra le parti, va notato che l'art. 5, n. 1, primo comma della direttiva «accesso» non può essere attuato mediante una disposizione generale di legge, in quanto prescrive che un'autorità nazionale di regolamentazione sia abilitata ad agire unicamente in taluni casi. Il potere conferito alle autorità nazionali di regolamentazioni in forza della citata disposizione della direttiva è chiaramente limitato, da un lato, dal riferimento agli «obiettivi esposti all'articolo 8 della direttiva 2002/21/CE (2) (direttiva quadro)» e, dall'altro lato, dal requisito previsto dall'art. 5, n. 3, della direttiva «accesso». Tali limiti del potere dell'autorità nazionale di regolamentazione garantiscono che questa opererà soltanto in determinate precise situazioni. Inoltre, gli obblighi di regolamento possono essere imposti unicamente agli operatori aventi un significativo potere di mercato nei casi menzionati e nell'art. 8, n. 3, della direttiva «accesso». Da ciò consegue che se l'autorità nazionale di regolamentazione decide di intervenire, tale intervento deve avere come fondamento giuridico le disposizioni della direttiva anche quando l'autorità nazionale di regolamentazione decide di imporre obblighi di regolamento.
   
      (1)  GU L 108 del 24 aprile 2002, pag. 7.
   
   
      (2)  Direttiva 2002/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002, che istituisce un quadro normativo comune per le reti ed i servizi di comunicazione elettronica (direttiva quadro), GU L 108, pagg. 33-50 e edizione speciale della Gazzetta ufficiale in polacco, capitolo 13, tomo 29, pag. 349.