CELEX: C1998/340/12
Language: it
Date: 1998-11-07 00:00:00
Title: SENTENZA DELLA CORTE (Sesta Sezione) 1 ottobre 1998 nella causa C-285/96: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana (Inadempimento di uno Stato - Mancata trasposizione della direttiva 76/464/CEE - Procedimento in contumacia)

7.11.98                 IT                     Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                     C 340/7
Commissione 27 marzo 1996, 96/239/CE, relativa a                        3) Dall'esame della questione posta non eÁ emerso alcun
misure di emergenza in materia di protezione contro                          elemento atto ad inficiare la validitaÁ della decisione
l'encefalopatia spongiforme bovina (GU L 78 del                              96/239/CE.
28.3.1996, pag. 47), e, dall'altro, del regolamento (CE)
della Commissione 26 aprile 1996, n. 773/96, recante
misure speciali che derogano ai regolamenti (CEE) n. 3665/                   Il regolamento (CE) della Commissione 26 aprile
87, (CEE) n. 3719/88 e (CEE) n. 1964/82 nel settore delle                    1996, n. 773/96, recante misure speciali che derogano
carni bovine (GU L 104 del 27.4.1996, pag. 19), la                           ai regolamenti (CEE) n. 3665/87, (CEE) n. 3719/88 e
Corte (Prima Sezione), composta dai signori M. Wathelet,                     (CEE) n. 1964/82 nel settore delle carni bovine, non eÁ
presidente di sezione, P. Jann e L. Sevón (relatore), giu-                   invalido in quanto, nelle circostanze descritte nella
dici; avvocato generale: N. Fennelly; cancelliere: signora                   soluzione della seconda questione, non prevede per gli
L. Hewlett, amministratore, ha pronunciato, il 29 settem-                    esportatori la possibilitaÁ di conservare, in tutto o in
bre 1998, una sentenza il cui dispositivo eÁ del seguente                    parte, le restituzioni all'esportazione percepite antici-
tenore:                                                                      patamente.
1) Gli artt. 23 e 33 del regolamento (CEE) della Com-                   (1) GU C 295 del 27.9.1997.
    missione 27 novembre 1987, n. 3665, recante moda-
    litaÁ comuni di applicazione del regime delle restitu-
    zioni all'esportazione per i prodotti agricoli, nel testo
    di cui al regolamento (CEE) della Commissione 15 giu-
    gno 1990, n. 1615/90, devono essere interpretati nel
    senso che l'esportatore eÁ tenuto a rimborsare le restitu-
    zioni all'esportazione percepite anticipatamente                                     SENTENZA DELLA CORTE
    quando, a seguito, in particolare, di un caso di forza                                       (Sesta Sezione)
    maggiore, le merci non raggiungano il loro paese di
    destinazione, ma vengano rispedite nello Stato membro                                       1 ottobre 1998
    d'esportazione.
                                                                             nella causa C-285/96: Commissione delle ComunitaÁ
                                                                                     europee contro Repubblica italiana (1)
2) Il regolamento (CEE) n. 3665/87 non contrasta con i
    principi generali del diritto comunitario e, in partico-               (Inadempimento di uno Stato Ð Mancata trasposizione
    lare, con i principi di forza maggiore, di legittimo affi-                 della direttiva 76/464/CEE Ð Procedimento in
    damento, di proporzionalitaÁ o di equitaÁ in quanto non                                       contumacia)
    consente agli esportatori di carne bovina proveniente                                        (98/C 340/12)
    dal Regno Unito di conservare, in tutto o in parte, le
    restituzioni all'esportazione percepite anticipatamente,
    considerato che                                                                     (Lingua processuale: l'italiano)
    a) la decisione della Commissione 27 marzo 1996,
          96/239/CE, relativa a misure di emergenza in                  Nella causa C-285/96, Commissione delle ComunitaÁ euro-
          materia di protezione contro l'encefalopatia spon-            pee (agenti: signori Götz zur Hausen e Paolo Stancanelli),
          giforme bovina, ha vietato le esportazioni di carne           contro Repubblica italiana, avente ad oggetto il ricorso
          bovina dal Regno Unito in paesi terzi,                        diretto a far dichiarare che la Repubblica italiana, non
                                                                        avendo adottato i programmi di riduzione dell'inquina-
    b) diversi paesi terzi hanno parimenti vietato l'impor-             mento comprendenti obiettivi di qualitaÁ per 99 sostanze
          tazione di carne bovina proveniente dal Regno                 pericolose enumerate nell'elenco I dell'allegato o non
          Unito,                                                        avendo comunicato alla Commissione, in forma sintetica, i
                                                                        detti programmi noncheÂ i risultati della loro attuazione, in
                                                                        violazione dell'art. 7 della direttiva del Consiglio 4 maggio
    c) gli esportatori di carne bovina stavano proce-
                                                                        1976, 76/464/CEE, concernente l'inquinamento provocato
          dendo, alla data della decisione 96/239/CE, al tra-
                                                                        da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico
          sporto delle merci verso paesi terzi;
                                                                        della ComunitaÁ (GU L 129 del 18.5.1976, pag. 23), e non
                                                                        avendole fornito le informazioni richieste in merito, in vio-
    d) i detti esportatori sono stati costretti a rispedire la          lazione dell'art. 5 del Trattato CE, eÁ venuta meno agli
          carne bovina nel Regno Unito,                                 obblighi che le incombono in forza del medesimo Trattato,
                                                                        la Corte (Sesta Sezione), composta dai signori H. Ragne-
    e) gli esportatori avevano beneficiato, per le opera-               malm, presidente di sezione, R. Schintgen, G.F. Mancini,
          zioni di cui trattasi, di restituzioni all'esportazione       P.J.G. Kapteyn e G. Hirsch (relatore), giudici, avvocato
          versate in anticipo, ai sensi dei regolamenti (CEE)           generale: J. Mischo, cancelliere: R. Grass, ha pronunciato,
          del Consiglio 4 marzo 1980, n. 565/80, relativo al            il 1o ottobre 1998, una sentenza il cui dispositivo eÁ del
          pagamento anticipato delle restituzioni all'esporta-          seguente tenore:
          zione per i prodotti agricoli, e n. 3665/87, e che
    f) gli esportatori hanno subito un danno per il fatto               1) Non avendo adottato i programmi di riduzione dell'in-
          di non aver potuto vendere la loro carne bovina                    quinamento comprendenti obiettivi di qualitaÁ per 99
          sui mercati di esportazione di cui trattasi.                       sostanze pericolose enumerate nell'elenco I dell'alle-
 ---pagebreak--- C 340/8                 IT                  Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                     7.11.98
     gato della direttiva del Consiglio 4 maggio 1976, 76/           3) Nell'ipotesi in cui la questione sub 2) dovesse essere
     464/CEE, concernente l'inquinamento provocato da                     risolta nel senso che il regolamento n. 1610/96 ha
     certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico             modificato il regolamento n. 1768/92:
     della ComunitaÁ, la Repubblica italiana eÁ venuta meno
     agli obblighi che le incombono in forza della detta                  Se per valutare se ricorrano i presupposti fissati
     direttiva.                                                           dall'art. 19 del regolamento n. 1768/92 per un certifi-
                                                                          cato protettivo si debba prendere a riferimento il
2) Non avendo fornito alla Commissione le informazioni                    momento della domanda del certificato protettivo
     richieste sul grado di inquinamento delle acque in Ita-              ovvero quello della decisione dell'autoritaÁ nazionale
     lia al fine di permetterle di accertare la portata degli             (nella specie l'«Österreichischen Patentamtes» Ð uffi-
     obblighi derivanti dall'art. 7 della direttiva 76/464/               cio brevetti austriaco).
     CEE, la Repubblica italiana eÁ venuta meno agli
     obblighi che le incombono ai sensi dell'art. 5 del
     Trattato CE.                                                    4) Nell'iptoesi in cui il concetto di «prodotto» di cui
                                                                          all'art. 19 del regolamento n. 1768/92 dovesse essere
3) La Repubblica italiana eÁ condannata alle spese.                       interpretato in senso lato, se, indipendentemente dal
                                                                          fatto che così andasse interpretato fin dall'inizio
(1) GU C 294 del 5.10.1996.                                               oppure che ciò venga in considerazione solo a partire
                                                                          dal regolamento n. 1610/96, qualora risultasse tuttavia
                                                                          determinante la situazione giuridica al momento della
                                                                          decisione sulla domanda di rilascio del certificato pro-
                                                                          tettivo:
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Ober-                    Se la violazione dell'art. 19 del regolamento n. 1768/
ster Gerichtshof, con ordinanza 12 agosto 1998, nel proce-                92 costituisca un motivo di nullitaÁ non enumerato
dimento The Wellcome Foundation Ltd contro Nycomed                        nell'art. 15 del regolamento n. 1768/92 o il certificato
                          Austria GmbH                                    protettivo sia altrimenti inefficace.
                        (Causa C-330/98)
                          (98/C 340/13)                              (1) GU L 182 del 2.7.1992, pag. 1.
                                                                     (2) GU L 198 dell'8.8.1996, pag. 30.
Con ordinanza 12 agosto 1998, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 7 settembre 1998, nel procedimento The
Wellcome Foundation Ltd e Nycomed Austria GmbH,
l'Oberster Gerichtshof ha sottoposto alla Corte di giustizia
delle ComunitaÁ europee le seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                     Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
1) Se l'art. 19 del regolamento (CEE) del Consiglio                  nale Amministrativo Regionale per la Lombardia, con
     18 giugno 1992, n. 1768/92 (1) sull'istituzione di un           ordinanza 28 gennaio 1998, nella causa Agenzia R di
     certificato protettivo complementare per i medicinali           Recapito Srl contro Poste Italiane Ente Pubblico Econo-
     (in prosieguo: il «regolamento n. 1768/92») debba                            mico e Rinaldi Agenzia di Recapito Srl
     essere interpretato nel senso che nel concetto (anche)                                 (Causa C-336/98)
     ivi utilizzato di «prodotto» rientri unicamente un prin-
     cipio attivo costituito da una determinata composi-                                      (98/C 340/14)
     zione chimica oppure anche i suoi derivati (come i
     sali) nella misura in cui le proprietaÁ farmaceutiche           Con ordinanza 28 gennaio 1998, pervenuta nella Cancelle-
     siano equivalenti.                                              ria della Corte di Giustizia delle ComunitaÁ Europee il
2) Nell'ipotesi in cui la questione sub 1) dovesse essere            14 settembre 1998, nella causa Agenzia R di Recapito Srl
     risolta attribuendo al concetto di prodotto un signifi-         contro Poste Italiane Ente Pubblico Economico e Rinaldi
     cato lato:                                                      Agenzia di Recapito Srl, il Tribunale Amministrativo
                                                                     Regionale per la Lombardia ha sottoposto alla Corte di
     Se tale interpretazione del concetto di «prodotto» uti-         Giustizia delle ComunitaÁ Europee le seguenti questioni
     lizzato nell'art. 19 del regolamento n. 1768/92 emerga          pregiudiziali:
     solo dalla motivazione del preambolo del regolamento
     (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 23 luglio           1. Se la riserva allo Stato del servizio di posta espressa,
     1996, n. 1610/96 (2), sull'istituzione di un certificato             statuita dal DPR 156/76 (e la conseguente potestaÁ pub-
     protettivo complementare per i prodotti fitosanitari (in             blicistica limitativa di concessione nel consentire lo
     prosieguo: il «regolamento n. 1610/96») di cui deve                  svolgimento di tali servizi a terzi), contrasti o meno
     tenersi conto anche ai fini di una sensata interpreta-               con gli articoli 86 e 90 del Trattato, riguardando pre-
     zione del regolamento n. 1768/92, con la conseguenza                 stazioni che sembrano complementari rispetto al
     che il regolamento n. 1768/92 eÁ stato così modificato               diritto esclusivo dello Stato membro di raccogliere, tra-
     a mezzo del regolamento n. 1610/96, oppure se il                     sportare e distribuire la corrispondenza, e comunque
     regolamento n. 1610/96 abbia semplicemente precisato                 da esso dissociabili attraverso il calcolo del valore
     come il concetto di «prodotto» contenuto nel regola-                 aggiunto determinato dal supplemento di prezzo che il
     mento n. 1768/92 doveva essere interpretato ab ori-                  cliente eÁ disposto a pagare, senza tuttavia incidere sui
     gine.                                                                limiti di prezzo del settore riservato.