CELEX: 51996PC0228
Language: it
Date: 1996-06-11
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO recante modifica del regolamento (CEE) n. 3905/88 per quanto riguarda un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di filati di poliesteri originari, di Taiwan e della Turchia

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
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                                              Bruxelles, 11.06 1996
                                              COM(96) 228 def.
                                     Proposta di
                    REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
  recante modifica del regolamento (CEE) n. 3905/88 per quanto riguarda un dazio
antidumping definitivo sulle importazioni di filati di poliesteri originari, di Taiwan e
                                    della Turchia
                           (presentata dalla Commissione)
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1. Nel dicembre 1988, con il regolamento (CEE) n. 3905/88, il Consiglio ha istituito un
   dazio antidumping definitivo sulle importazioni di filati di poliesteri originari della
   Repubblica di Corea, del Messico, di Taiwan e della Turchia.
2. Nell'ottobre 1991, il Consiglio ha modificato, con il regolamento (CEE) n. 2899/91, il
   suddetto regolamento e ha abrogato il dazio antidumping definitivo istituito sulle
   importazioni nella Comunità di filati di poliesteri originari del Messico.
3. Nel giugno 1994, in seguito a una domanda di riesame presentata dal Comitato
   internazionale del rayon e dellefibresintetiche (CIRFS), che rappresenta la maggioranza
   dei produttori comunitari di filati di poliesteri, la Commissione ha annunciato, con un
   avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, l'apertura di un
   riesame del regolamento (CEE) n. 3905/88 del Consiglio per quanto riguarda le
   importazioni di filati di poliesteri dalla Turchia e da Taiwan, in conformità dell'articolo
   15 del regolamento (CEE) n. 2423/88, che è applicabile nel presente riesame ai sensi
   dell'articolo 23 del regolamento (CE) n. 384/96. Le importazioni dalla Repubblica di
   Corea sono state escluse dal riesame delle misure, la cui applicazione è quindi cessata.
4. L'inchiesta ha riguardato due prodotti; i filati di poliesteri parzialmente orientati (POY)
   e i filati di poliesteri tesorizzati (PTY).
a) Dall'inchiesta è emerso che le importazioni di POY da Taiwan erano rimaste ad un
   livello minimo trascurabile, sebbene nessuna misura fosse applicabile nei confronti dei
   tre principali produttori ed esportatori taiwanesi. Di conseguenza, non esiste alcun
   motivo per ritenere che la scadenza delle misure antidumping sulle importazioni di POY
   originari di Taiwan possa determinare la reiterazione del pregiudizio o la minaccia di
   pregiudizio per l'industria comunitaria; le misure in vigore dovrebbero pertanto essere
   abrogate.
   Tuttavia, per quanto riguarda la Turchia, si è giunti alla conclusione che la scadenza
   delle misure non farebbe che peggiorare la situazione dell'industria comunitaria, tenuto
   conto della persistenza del pregiudizio causato dal sensibile aumento delle importazioni
   di POY a prezzi notevolmente bassi nel periodo dell'inchiesta e al contemporaneo
   deterioramento delle prestazioni dell'industria comunitaria. Si è deciso pertanto di
   mantenere in vigore le misure relative alle importazioni di POY originari della Turchia,
   adattandole debitamente alla luce delle risultanze dell'attuale inchiesta sul dumping.
b) Per quanto riguarda le importazioni di PTY originarie di Taiwan e della Turchia, è
   emerso che le misure antidumping in vigore, pur avendo un effetto piuttosto positivo in
   termini di volume delle importazioni turche e taiwanesi, non hanno impedito la
   prosecuzione della pressione sui prezzi comunitari. Pertanto, anche se le importazioni
   da altri paesi terzi soggetti ad inchieste antidumping possono avere avuto qualche effetto
   negativo sulla situazione dell'industria comunitaria, appare evidente che, considerate
   isolatamente, le importazioni oggetto di dumping provenienti da Taiwan e dalla Turchia,
   nonostante l'esistenza di misure di difese, hanno continuato a contribuire sostanzialmente
   alla precaria situazione dell'industria comunitaria, e che in tali circostanze, è presumibile
   che la scadenza delle misure contribuisca ad indebolire ulteriormente l'industria
   comunitaria, a causa della reiterazione del pregiudizio. Pertanto si è deciso di mantenere
   in vigore le misure relative alle importazioni di PTY originari di Taiwan e della Turchia,
   adattandole debitamente alla luce delle risultanze dell'attuale inchiesta sul dumping.
5. Si propone pertanto al Consiglio di adottare il progetto di regolamento allegato, che
   modifica il regolamento (CEE) n. 3905/88, modificato da ultimo dal regolamento (CEE)
   n. 2988/91 del Consiglio, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle
   importazioni di filati di poliesteri originari della Repubblica di Corea, di Taiwan e della
   Turchia.
 ---pagebreak---                            REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
      recante modifica del regolamento (CEE) n. 3905/88 per quanto riguarda un dazio
     antidumping definitivo sulle importazioni di filati di poliesteri originari, di Taiwan e
                                          della Turchia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa
contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità
europea(,), in particolare T'articolo 23,
visto il regolamento (CEE) n. 2423/88 del Consiglio, dell'I 1 luglio 1988, relativo alla difesa
contro le importazioni oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri
della Comunità economica europea^, modificato da ultimo dal regolamento (CE)
n. 522/94(3), in particolare l'articolo 15,
vista la proposta della Commissione presentata in seguito alla consultazione del comitato
consultivo istituito dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
A. PROCEDURA PRECEDENTE
(1)        Nel mese di dicembre 1988, con il regolamento (CEE) n. 3905/88(4), il Consiglio ha
           istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di filati di poliesteri
           originari della Repubblica di Corea, del Messico, di Taiwan e della Turchia.
(2)        Il 1° ottobre 1991, il Consiglio con il regolamento (CEE) n. 2899/91(5), ha
           modificato il suddetto regolamento ed ha abrogato il dazio antidumping definitivo
           istituito sulle importazioni nella Comunità di filati di poliesteri originari del
           Messico.
B. PROCEDURA DI RIESAME
(3)        In seguito alla pubblicazione(6), nel mese di giugno 1993, dell'avviso di imminente
           scadenza delle misure in vigore, la Commissione ha ricevuto una domanda di
           riesame dal Comitato internazionale del rayon e delle fibre sintetiche (CIRFS), che
           rappresenta assertivamente l'85% dei produttori comunitari di filati di poliesteri.
           Nel mese di dicembre 1993, è stato pubblicato un avviso concernente l'intenzione
           di riesaminare le misure antidumping in vigore sulle importazioni di filati di
           poliesteri originari della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Turchia(7).
(4)        Il 16 giugno 1994, in un awiso(8), la Commissione ha annunciato il riesame del
           regolamento (CEE) n. 3905/88 in conformità dell'articolo 15 del regolamento (CEE)
 0)   GU n. L 56 del 6.3.1996, pag. 1.
 (2)  GU n. L 209 del 2.8.1998, pag. 1.
 (3)  GU n. L 66 del 10.3.1994, pag. 10.
 (4)  GU n. L 347 del 16.12.1988, pag. 10.
 (5)  GU n. L 275 del 2.10.1991, pag. 21.
 (6)  GU n.C 175 de! 26.6.1993, pag. 9.
 (7)  GU n. C 340 del 17.12.1993, pag. 15.
 (8)  GU n. C 164 del 16.6.1994, pag. 4.
 ---pagebreak---          n. 2423/88, che essendo applicabile al presente riesame ai sensi dell'articolo 23 del
         regolamento (CE) n. 384/96, è in appresso denominato "regolamento di base".
         Data la quasi totale assenza di importazioni coreane sul mercato comunitario, non
         si era potuto dimostrare, a parere della Commissione, che la scadenza delle misure
         avrebbe causato la reiterazione del pregiudizio. Si era pertanto deciso di escludere
         dal riesame le misure relative alle importazioni originarie della Repubblica di
         Corea, che sono, di conseguenza, scadute(9).
(5)      La Commissione ha informato ufficialmente i produttori, gli esportatori e gli
         importatori notoriamente interessati, i rappresentanti dei paesi esportatori e i
         denunzianti, e ha offerto alle parti direttamente interessate l'opportunità di
         comunicare osservazioni scritte e di chiedere un'audizione. Essa ha altresì inviato
         questionari a tutte le parti notoriamente interessate.
(6)      Tutti i produttori denunzianti e un altro produttore della Comunità hanno risposto
         al questionario e hanno comunicato osservazioni scritte.
(7)      Alcuni esportatori turchi e taiwanesi hanno risposto al questionario e hanno
         comunicato osservazioni scritte.
Nessun importatore ha rispostò al Questionario della Commissione.
(8)      La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai
         fini della determinazione e ha svolto inchieste presso le sedi delle seguenti società:
a. Produttori comunitari
    - Rhône Poulenc, Francia
    - Hoechst AG, Germania
    - Nylstar, Germania
    - Unifi, Irlanda
    - Montefibre Spa, Italia
    - Akzo Fibres and Polymers Division, Paesi Bassi
    - La Seda de Barcelona S A, Spagna
    - Nurel S A, Spagna
    - Exsa, Regno Unito
b. Produttori/esportatori nei paesi d'origine
    Taiwan
    Chung Shing Textile Co Ltd, Taipei
    Far Eastern Textile Ltd, Taipei
    Hsin Pao Textile Co Ltd, Taipei
    Lanfa Textile Co, Taipei
(9)
    GU n. C 165 del 17.6.1994, pag. 10.
                                               4
 ---pagebreak---        Lea Lea Entreprise Co Ltd, Taipei
       NanYa Plastics Corporation, Taipei
       Shingkong Synthetic Fibres Corp, Taipei
       Tuntex Distinct Corp, Taipei
       Zig Sheng Ind Co, Ltd, Tapei
       Turchia
       Korteks - Mensucat Sanayi ve Ticaret AS., Bursa
       Nergis Tekstil Sanayi Ve Ticaret AS., Bursa
       Sasa-Artificial and Synthetic Fibres Ine, Adana
       Sifas-Sentetik Iplik Fabrikalari AS., Bursa
       Zig Sheng Ind Co, Ltd, Tapei
 (9)   L'inchiesta relativa al dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° luglio 1993 e il
       30 giugno 1994 (periodo dell'inchiesta).
 (10)  Tutte le parti interessate sono state informate dei fatti e delle considerazioni essenziali, in base
       ai quali si intendeva raccomandare la modifica delle attuali misure definitive. È stato inoltre
       fissato un termine entro il quale le parti interessate potevano presentare osservazioni in merito
       a tali informazioni.
 (11)  A causa del numero elevato delle parti interessate, del volume dei dati raccolti e analizzati e
       della complessità di talune questioni, in particolare delle difficoltà dovute al fatto che, come
       risulta nei punti (12) e (13), i POY sono un prodotto semifinito destinato alla produzione di
       PTY, l'inchiesta ha superato il normale periodo di un anno previsto dall'articolo 7, paragrafo 9,
       del regolamento di base.
C.     PRODOTTI IN ESAME E PRODOTTI SIMILI
I.     DESCRIZIONE DEI PRODOTTI IN QUESTIONE
  (12) I prodotti oggetto dalla denuncia e per i quali è stata avviata l'inchiesta di riesame sono i filati
       di poliesteri parzialmente orientati (POY), del codice NC 5402 42 00 e i filati di poliesteri
       testurizzati (PTY), dei codici NC 5402 33 10 e 5402 33 90. Essi sono identici ai prodotti che
       hanno formato l'oggetto della precedente inchiesta.
       I POY sono filati destinati principalmente alla produzione dei PTY, che vengono a loro volta
       utilizzati nei settori della tessitura e della maglieria, per la produzione di tessuti di poliestere
       o di poliestere/cotone.
       Esistono vari tipi di POY e di PTY, a seconda del denaro (peso), del numero di filamenti e
       della brillantezza. Esistono inoltre diverse qualità, a seconda dell'efficienza del processo di
       produzione.
  (13) L'inchiesta originale si è conclusa con l'adozione, con il regolamento (CEE) n. 3905/88, di
       misure distinte per POY e PTY. A tale riguardo, l'attuale inchiesta ha confermato che il
       processo essenziale per ottenere i PTY è la testurizzazione, costituita principalmente dalla
       operazione di torsione e di tiraggio dei POY, che conferiscono ai PTY le foro caratteristiche
 ---pagebreak---         essenziali. Tuttavia, la necessità e i costi di un ulteriore trattamento indicano che POY e PTY
        non appartengono alla stessa categoria di prodotti, poiché il valore aggiunto necessario per
        trasformare i POY in PTY è considerevole. Inoltre, l'utilizzazione finale di POY e PTY è
        differente e i due prodotti non sono intercambiabili. Di conseguenza, ciascun prodotto ha il
        proprio mercato.
        Va notato che i processi di fabbricazione sopra descritti possono essere eseguiti da una singola
        società o gruppo oppure da due società indipendenti. Tanto a Taiwan quanto in Turchia e nella
        Comunità esistono entrambi i tipi di fabbricazione (integrata o indipendente). Una parte della
        produzione comunitaria di POY è venduta, sul mercato comunitario, a testurizzatori
        indipendenti (cfr. punto 22)
 (14)   Alla luce di quanto precede, è stato concluso che POY e PTY non appartengono alla stessa
        categoria di prodotti e vanno pertanto considerati due prodotti distinti. Poiché tali
        conclusioni non sono state contestate da nessuna delle parti interessate, i due prodotti sono
        stati considerati separatamente nel quadro dell'attuale riesame.
 II     PRODOTTI SIMILI
        POY
 (15)   Dall'inchiesta è emerso che i POY venduti sui mercati interni di Turchia e Taiwan erano simili
        a quelli esportati datali paesi nella Comunità. Analogamente, i POY fabbricati dalle industrie
        comunitarie e venduti sul mercato comunitario e quelli esportati nella Comunità dai paesi in
        questione sono simili sotto tutti gli aspetti (caratteristiche fisiche, chimiche e tecniche e
        utilizzazione finale).
        PTY
 (16)   Sono state elaborate le stesse conclusioni per quanto riguarda i PTY venduti sui mercati
        interni della Turchia e di Taiwan, prodotti e venduti nella Comunità e esportati nella Comunità
        dai paesi in questione.
 (17)   Di conseguenza, in ogni caso, i prodotti venduti sul mercato interno dei paesi esportatori,
        quelli esportati da questi paesi nella Comunità e quelli prodotti e venduti nella Comunità sono
        prodotti simili, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12, del regolamento di base.
 D.     FILATI DI POLIESTERI PARZIALMENTE ORIENTATI (POY)
I.      CAMPO D'APPLICAZIONE DEL RIESAME
  (18)  A norma del regolamento (CEE) n. 3905/88, tre produttori taiwanesi, la Far Eastern Textile
        Ltd, la Nan Ya Plastics Corporation e la Tuntex Distinct Corp, non erano soggetti al dazio
        antidumping istituito sulle importazioni di POY da Taiwan.
        Questi esportatori taiwanesi hanno sostenuto che l'attuale inchiesta di riesame non poteva
        riguardare produttori espressamente esenti dalle misure antidumping, poiché nel loro caso non
         erano state riscontrate pratiche di dumping e che, tenuto conto dell'assenza di precedenti
        misure antidumping, si poteva concludere che non vi era motivo di includere tali produttori
        taiwanesi nel riesame.
  ( 19)  Poiché la domanda di riesame è stata presentate in conformità delle disposizioni dell'articolo
         15 del regolamento di base, occorre esaminare se la scadenza delle misure in vigore possa
        provocare nuovamente un pregiudizio. In considerazione del fatto che i tre produttori
        taiwanesi in questione erano stati esentati dalle misure in quanto nei loro confronti non erano
         state riscontrate pratiche di dumping, tali produttori dovrebbero essere esclusi dal campo
         d'applicazione dell'attuale inchiesta di riesame.
  (20)   Di conseguenza, questoriesamenon riguarda le importazioni di POY provenienti dalle società
         Far Eastern Textile Ltd, Nan Ya Plastics Corporation e Tuntex Distinct Corp.
 ---pagebreak--- II     INDUSTRIA COMUNITARIA
 (21)  Ai fini della definizione di industria comunitaria, sono stati impiegati i dati ottenuti dalle
       risposte ai questionari, i dati EUROSTAT e quelli comunicati dal CIRFS, relativi alla
       produzione di POY nella Comunità, poiché non tutti i produttori attivi sul mercato
       comunitario di POY hanno collaborato all'inchiesta.
 (22)  È emerso che i produttori comunitari denunzianti costituiscono il 76% della produzione
       comunitaria totale di POY destinata alla vendita e, quindi, una proporzione maggioritaria di
       tale produzione.
 (23)  I produttori comunitari denunzianti costituiscono quindi l'industria comunitaria, ai sensi
       dell'articolo 4, paragrafo 5, del regolamento di base.
Ili    LA SITUAZIONE DELL'INDUSTRIA COMUNITARIA
a.     Consumo nella Comunità
  (24) A quanto consta, il consumo nella Comunità è passato da 119.000 t nel 1991 a 122.0001 nel
       1992, è sceso a 119.0001 nel 1993, ed è nuovamente aumentato, raggiungendo 125.0001, nel
       periodo dell'inchiesta.
b.     Produzione, capacità produttiva e utilizzazione degli impianti
  (25) La produzione dell'industria comunitaria destinata alle vendite è aumentata, da 58.000 t nel
       1991 a 77.000 t nel 1992, è scesa a 72.000 t nel 1993, ed è nuovamente aumentata,
       raggiungendo 76.000 t nel periodo dell'inchiesta.
 (26)  Negli ultimi tre anni, la capacità di produzione è rimasta invariata e l'indice di utilizzazione
       degli impianti è rimasto stabile all'80%.
e.     Volume delle vendite e quota di mercato
 (27)  La quantità di POY venduti sul mercato comunitario dall'industria comunitaria è diminuita,
       passando da 50.0001nel 1991 a49.000tnel 1992, a47.0001nel 1993 e a46.0001nel periodo
       dell'inchiesta nonostante l'aumento del consumo comunitario menzionato nel punto 24.
 (28)  La quota di mercato dell'industria comunitaria ha avuto il seguente andamento: 42% nel 1991,
       40% nel 1992, 39% nel 1993 e 36,5% nel periodo dell'inchiesta. Globalmente, la quota di
       mercato è diminuita di 5,5 punti percentuali, mentre il consumo apparente è aumentato di circa
       5 punti percentuali.
 d.    Andamento dei prezzi
 (29)  I prezzi dell'industria comunitaria per i POY hanno avuto variazioni analoghe a quelle dei
       prezzi delle materie prime (acido tereftalico puro - PTA, dimetiltereftalato - DMT e glicole).
       L'aumento dei prezzi dei POY, registrato alla fine del periodo dell'inchiesta (prima metà del
       1994) è il risultato della carenza di materie prime a livello mondiale e del conseguente
       aumento dei prezzi corrispondenti. Tali aumenti di prezzo sono avvenuti quindi
       contemporaneamente per tutti gli operatori del mercato, ma ciò non toglie che i prezzi delle
       industrie comunitarie siano rimasti sempre considerevolmente superiori ai prezzi degli
       esportatori nel periodo dell'inchiesta (vedi punto 38).
e.     Redditività
 (30)  La Commissione ha riscontrato che in generale e a partire dal 1991, l'industria comunitaria di
       POY ha registrato scarsi risultati finanziari. La situazione è peggiorata notevolmente dopo il
        1992, con una perdita media del 22% sul giro d'affari nel periodo dell'inchiesta. Tutti i
       produttori comunitari denunzianti hanno subito gravi perdite.
 ---pagebreak--- f.       Occupazione e investimenti
  (31)   A causa del carattere integrato dell'industria dei filati di poliesteri, non è stato possibile isolare
         i dati relativi all'occupazione e agli investimenti per la sola produzione di POY. I dati
         disponibili relativi all'industria indicano che a decorrere dal 1991 vi è stata, globalmente, una
         costante riduzione della forza lavoro (15% circa), benché questa industria non sia ad alta
         intensità di manodopera.
         Gli investimenti dei produttori comunitari denunzianti sono diminuiti, in alcuni casi ad un
         livello inferiore a quello necessario per mantenere una produzione ottimale.
g.       Conclusione
  (32)   Nonostante le misure in vigore, da una valutazione globale dei principali indicatori economici
         si desume che l'industria comunitaria di POY mostra ancora chiari segni di difficoltà
         economica. La sua situazione è in costante peggioramento dal 1991, come è dimostrato in
         particolare dalla perdita nella quota di mercato (fino al 5,5% in quattro anni), nonostante
         l'aumento del consumo comunitario nello stesso periodo, dal calo dell'occupazione e da
         considerevoli perdite finanziarie.
IV.      REITERAZIONE DEL PREGIUDIZIO
   (33)  Conformemente all'articolo 15 del regolamento di base, la Commissione ha esaminato se la
         scadenza delle misure in vigore possa causare nuovamente un pregiudizio o una minaccia di
         pregiudizio per l'industria comunitaria.
         TAIWAN
   (34)  Le importazioni di POY originari di Taiwan sono diminuite, passando da 2.812 t nel 1991
         (quotadi mercato del 2,4%) a 1.1171nel 1992 (quotadi mercato dello 0,9%) a 551 tnel 1993
         (quota di mercato dello 0,5%) e a 448 t nel periodo dell'inchiesta (quota di mercato dello
         0,4%). A questo proposito occorre osservare che i tre maggiori produttori taiwanesi non erano
         soggetti ad alcun dazio antidumping. Escludendo gli importi provenienti da questi tre
         produttori, che non sono interessati dall'inchiesta diriesame,la quota di mercato comunitaria
         delle rimanenti importazioni da Taiwan ammonta solo allo 0,1%. Le informazioni disponibili
         indicano che i produttori taiwanesi hanno riorientato le proprie esportazioni verso altri paesi
         terzi geograficamente più vicini, nei quali si sta registrando una netta crescita della domanda
         di POY. Inoltre, tali produttori si sono apparentemente orientati verso il prodotto a valle, i
         PTY
         Di conseguenza, non vi è motivo di ritenere che la scadenza delle misure antidumping sulle
         importazioni di POY originari di Taiwan possa causare la reiterazione del pregiudizio o una
         minaccia di pregiudizio per l'industria comunitaria.
          TURCHIA
 a.      Volume e quota di mercato nella Comunità delle importazioni dalla Turchia
   (35)   Si èriscontratoche le importazioni di POY dalla Turchia sono aumentate considerevolmente
         tra il 1991 e il periodo dell'inchiesta (da 7.933 t a 22.4361), con un corrispondente aumento
          della quota di mercato, nello stesso periodo, dal 6,7% al 17,9%.
   (3 6)  Questa tendenza va considerata nel contesto dell'installazione, nella Comunità, di un impianto
         di produzione di PTY da parte del maggiore produttore e esportatore turco di POY e PTY.
          Ciononostante, unaparte considerevole delle esportazioni di POY nella Comunità, provenienti
          da questo produttore turco, era destinata a clienti indipendenti.
   (37)   Si è sostenuto che le importazioni turche di POY colmavano semplicemente il vuoto lasciato
          dalla diminuzione delle esportazioni di POY da Taiwan. Questa affermazione non è corretta,
          poiché le importazioni da Taiwan sono costantemente diminuite, rispetto a quasi 3.0001 nel
 ---pagebreak---       1991, mentre le importazioni turche sono aumentate, passando da circa 8.000 t nel 1991 a
      22.400 t nel periodo dell'inchiesta.
b.    Prezzi delle importazioni
 (38) Sulla base delle informazioni disponibili relative ai prezzi, è stato effettuato un confronto tra
      il prezzo di vendita medio ponderato dell'industria comunitaria e il prezzo medio ponderato
      delle importazioni in questione allo stesso stadio commerciale. Il prezzo dell'industria
      comunitaria era franco fabbrica e il prezzo delle importazioni era franco frontiera comunitaria,
      sdoganato.
      Il confronto ha indicato, nel caso della Turchia, un margine di sottoquotazione per tutto il
      periodo dell'inchiesta, superiore a quello stabilito nell'inchiesta originale.
e.    Incidenza di altri fattori sulla situazione dell'industria comunitaria
 (39) Tra tutte le importazioni nella Comunità di POY provenienti da altri paesi terzi, solamente
      quelle dagli USA e dalla Svizzera avevano un volume significativo, mentre tutte le altre, nel
      loro insieme, erano trascurabili.
      Tuttavia, il volume delle vendite e la quota di mercato nella Comunità delle importazioni dagli
      USA sono costantemente diminuite dal 1991 (quota di mercato del 6,9%) fino al periodo
      dell'inchiesta (quota di mercato dell'1,9%). Le importazioni dalla Svizzera sono rimaste
      relativamente stabili (quota di mercato del 13% circa) a prezzi molto alti, e il principale
      esportatore svizzero interessato è un affiliato di un produttore comunitario denunziarne.
 (40) È stato affermato che l'industria comunitaria non ha effettuato gli investimenti necessari per
      rimanere competitiva. A tale riguardo, diversi produttori comunitari hanno attivato per alcuni
      anni un processo di razionalizzazione industriale. Tale processo richiede tuttavia ingenti
      risorsefinanziarie,e tali risorse sono statefinoralimitate a causa dell'esistenza di importazioni
      oggetto di dumping a basso prezzo sul mercato comunitario.
 (41) Si è affermato che, come in altri settori industriali della Comunità, i produttori di POY
      subivano gli effetti della recessione piuttosto che delle importazioni turche e, in particolare,
      che, a causa della recessione, i produttori comunitari non potevano compensare i costi
      crescenti delle materie prime con i rispettivi prezzi dei POY. A tale riguardo, va sottolineato
      che l'andamento del consumo comunitario apparente, descritto precedentemente al punto (24),
      non rispecchia alcuna recessione nel mercato dei POY.
 (42) Infine, l'esportatore turco ha asserito che un tasso di utilizzazione degli impianti del 70%
      consente a qualsiasi azienda nel settore delle fibre di raggiungere una situazione di equilibrio.
      Tale affermazione non è stata però confermata dalle informazioni raccolte a Taiwan e tra i
      produttori dell'industria comunitaria. Secondo tali informazioni, infatti, per raggiungere una
      situazione di equilibrio, questo tipo di industria deve generalmente conseguire un tasso di
      utilizzazione degli impianti del 90%. In realtà, la maggior parte dei produttori taiwanesi
      registra tassi di utilizzazione superiori al 95%. Per tutto il periodo preso in considerazione, il
      tasso di utilizzazione dell'industria comunitaria è stato all'inarca dell'80%. In ogni caso, il
      fattore dell'utilizzazione degli impianti deve essere analizzato congiuntamente ad altri fattori
      di pregiudizio, quali i prezzi e i volumi ai quali la produzione è venduta, prima di trarre
      conclusioni definitive. E chiaro che, in casi come questo, anche un tasso di utilizzazione del
      90% non sarebbe sufficiente per evitare il passivo, qualora i prezzi dei produttori comunitari
      risultassero depressi dalle importazioni a basso prezzo in questione.
d.    Conclusione
 (43) In tali circostanze, non esistono apparentemente altri fattori, oltre alle importazioni di POY
      originari della Turchia, che possano spiegare la difficile situazione dell'industria comunitaria,
      nonostante le misure antidumping in vigore. Si può concludere pertanto che, se le misure nei
       confronti della Turchia dovessero scadere la situazione dell'industria comunitaria subirebbe
       un ulteriore deterioramento, a causa della reiterazione del pregiudizio.
 ---pagebreak--- V     DUMPING
 (44) La persistenza del dumping è stata verificata innanzitutto per accertare se vi fosse motivo di
      prorogare le misure contro le importazioni di POY provenienti dalla Turchia e, in caso
      affermativo, se l'eventuale modifica del margine di dumping richiedesse un conseguente
      adattamento delle misure in vigore.
a.    Valore normale
 (45) Si è esaminato innanzitutto se il volume delle vendite sul mercato interno dell'unico produttore
      turco che aveva effettuato esportazioni nella Comunità nel periodo dell'inchiesta raggiungeva
      almeno il 5% del volume delle esportazioni dei prodotti simili nella Comunità. Tale
      percentuale di vendite è stata infatti ritenuta sufficiente ai fini di un confronto adeguato. La
      percentuale delle vendite di tale produttore sul mercato interno era pari soltanto al 2,6% della
      quantità esportata nella Comunità. Di conseguenza, tali vendite sono state considerate
      insufficienti per stabilire un prezzo interno rappresentativo e si è dovuto costruire il valore
      normale conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto (ii) del regolamento di
      base.
 (46) Per tutti i tipi di prodotti interessati, esportati nella Comunità dal produttore turco, è stato
      calcolato un valore normale costruito, sommando ai costi di produzione dei tipi esportati, un
      importo adeguato per le spese generali, amministrative e di vendita (SG&A) e il profitto.
      Poiché le vendite di POY effettuate dal produttore interessato sul mercato interno erano
      insufficienti e poiché si trattava dell'unico produttore/esportatore coinvolto nell'inchiesta
      operante su tale mercato, l'importo delle SG&A e il profitto sono stati calcolati in base alle
      vendite effettuate dal produttore nello stesso settore commerciale, in Turchia, vale a dire nel
      settore dei filati di poliesteri, conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera b), punto (ii)
      del regolamento di base.
b.    Prezzi all'esportazione
 (47) Il produttore turco ha spedito POY a importatori indipendenti nella Comunità e ad un
      importatore collegato nella Comunità.
 (48) Poiché i POY importati dalla società collegata sono stati trasformati in PTY dalla stessa
      società e venduti al primo acquirente indipendente sotto tale forma, sarebbe stato necessario
      costruire un prezzo all'esportazione per i POY, in funzione del prezzo di rivendita dei PTY.
      Date le difficoltà inerenti a tale calcolo e considerando le grandi quantità vendute
      dall'esportatore turco a importatori indipendenti (più del 60% delle sue esportazioni nella
      Comunità) è stato concluso che le transazioni tra parti collegate non andavano prese in
      considerazione e i prezzi all'esportazione sono stati determinati esclusivamente sulla base dei
      prezzi relativi alle transazioni con gli importatori indipendenti.
e.    Confronto
 (49) Il valore normale per tipo di prodotto è stato confrontato, transazione per transazione, con i
      prezzi all'esportazione del tipo di prodotto corrispondente a livello franco fabbrica e allo stesso
      stadio commerciale.
 (50) Ai fini di un equo confronto, il valore normale è stato adeguato in conformità delle
      disposizioni dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10, del regolamento di base, per tener conto delle
      differenze che influiscono direttamente sulla comparabilità dei prezzi. Tali adeguamenti hanno
      riguardato gli oneri all'importazione e le imposte indirette e le differenze nelle spese di vendita
      derivanti dalle diverse condizioni di vendita, in particolare per quanto riguarda le condizioni
      di credito e le spese di trasporto.
d.    Margini di dumping
 (51) Il suddetto confronto ha rivelato l'esistenza di dumping, con margini pari all'importo di cui il
      valore normale stabilito supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.
                                                   10
 ---pagebreak--- (52)  Il margine di dumping medio ponderato per il produttore turco interessato, espresso in
      percentuale del prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, è il seguente:
      Sasa-Artificial and Synthetic Fibres Ine         3,3%
(53)  Riguardo alle società turche che hanno collaborato all'inchiesta ma che non hanno venduto
      POY sui loro mercati interni, né effetuato esportazioni nel periodo dell'inchiesta, il margine
      di dumping medio ponderato rilevato per l'unica società che ha effettuato esportazioni nel
      periodo dell'inchiesta è considerato adeguato, poiché tiene conto della cooperazione delle
      società interessate, distinguendole da quelle che non hanno collaborato all'inchiesta.
      Di conseguenza, il margine di dumping del 3,3% è applicabile anche alle seguenti società:
      Kortekes-Mensucat Sanayi Ve Ticaret A.S. e Nergis-Tekstil Sanayi Ve Tikaret A.S
 (54) Nei confronti dei produttori turchi che non si sono manifestati o non hanno risposto in modo
      soddisfacente al questionario della Commissione, il margine di dumping è stato determinato
      sulla base dei dati disponibili, in conformità dell'articolo 7, paragrafo 7, lettera b), del
      regolamento di base. Si è ritenuto che i dati più attendibili fossero quelli accertati durante
      l'inchiesta e che, per evitare di premiare l'omessa collaborazione e affinché le misure
      antidumping introdotte costituiscano una protezione efficiente contro le pratiche commerciali
      sleali, il margine di dumping attribuibile a questi produttori dovesse essere basato sul tipo di
      POY con il più alto margine di dumping riscontrato per l'unico produttore turco che ha
      collaborato e che ha effettuato esportazioni nella Comunità nel periodo dell'inchiesta. Su tale
      base, il tipo di POY preso in considerazione rappresentava all'incirca ii 10% di tutte le
      esportazioni effettuate nella Comunità dal produttore turco interessato e ii margine di dumping
      stabilito per le società turche che non hanno collaborato ammonta al 6,8%.
VI.   INTERESSE DELLA COMUNITÀ
 (55) Per determinare se sia necessario intervenire nell'interesse della Comunità, occorre valutare
      tutti gli interessi considerati nel loro insieme, compresi quelli dei produttori, degli utenti e dei
      consumatori nella Comunità. In tale esame, si terrà conto in particolare della necessità di
       eliminare gli effetti del dumping pregiudizievole che provocano distorsioni negli scambi e di
      ripristinare una concorrenza effettiva.
 (56)  Occorre ricordare che nella precedente inchiesta si era ritenuto che l'adozione di misure fosse
      nell'interesse della Comunità. Era stato stabilito che le misure avrebbero avuto un effetto
       irrilevante sui costi di produzione dell'industria utilizzatrice e nessuna seria conseguenza per
       i consumatori.
 (57)  Queste considerazioni rimangono valide per esaminare se sia nell'interesse della Comunità
       mantenere in vigore le misure. Gli utenti non hanno addotto argomenti per quanto riguarda
       l'impatto del prezzo dei POY sui prodotti finiti, sebbene siano stati inviati questionari agli
       utenti che hanno preso contatto con la Commissione. Tuttavia, in considerazione della gamma
       di misure proposte e delle cifre disponibili in relazione dell'incidenza dei POY nella
       fabbricazione dei PTY, l'impatto delle misure riesaminate sui prezzi dei prodotti finiti sembra
       essere irrilevante.
 (58)  Al contrario, la scadenza delle misure metterebbe in pericolo l'industria comunitaria, poiché
       essa subirebbe in misura sempre maggiore i bassi prezzi oggetto di dumping delle
       importazioni turche e non potrebbe risanare la propria precaria situazione finanziaria.
       Appare quindi evidente che gli interessi dell'industria comunitaria compensano di gran lunga
       gli eventuali, e comunque limitati, svantaggi per gli utenti e i consumatori finali.
                                                    11
 ---pagebreak---  (59)  Si può quindi concludere che è nell'interesse della Comunità mantenere in vigore le misure
       antidumping, debitamente modificate, per eliminare gli effetti negativi delle importazioni
       oggetto di dumping originarie della Turchia.
VII    MISURE
       Taiwan
 (60)  In base alle motivazioni addotte al punto (34) in merito alle importazioni da Taiwan, le misure
       antidumping attualmente in vigore su tali importazioni dovrebbero scadere.
       Turchia
 (61)  Per impedire la reiterazione del pregiudizio e fornire un'adeguata protezione contro il
       persistere degli effetti negativi causati dalle importazioni turche oggetto di dumping, si ritiene
       opportuno stabilire il dazio antidumping in modo tale da permettere all'industria comunitaria
       di ottenere il congruo profitto di cui è stata privata a causa dell'impatto negativo delle
       importazioni oggetto di dumping.
 (62)  Al momento di calcolare l'adeguato importo del dazio, il Consiglio ha dovuto considerare che
       la precaria situazione dell'industria comunitaria consiste principalmente in un costante calo
       della quota di mercato e in perdite finanziarie considerevoli a causa della depressione dei
       prezzi risultante dalla loro sottoquotazione. È necessario pertanto che le misure adottate
       consentano all'industria comunitaria di trarre in futuro un profitto adeguato.
 (63)  A tale riguardo, il Consiglio ha calcolato il livello di prezzo considerato sufficiente per
       eliminare il pregiudizio sulla base del costo di produzione medio ponderato dell'industria
       comunitaria, al quale è stato aggiunto un profitto dei 6%, ritenuto adeguato per finanziare gli
       investimenti produttivi dell'industria nel lungo periodo. Questo livello di prezzo è stato
       successivamente confrontato con i prezzi all'importazione medi a livello franco frontiera
       comunitaria, dazio corrisposto. Poiché il risultato di tale confronto indica un margine di
       pregiudizio più elevato del margine di dumping stabilito, il dazio dovrà essere basato sul
       margine di dumping riscontrato.
E.     FILATI TESTURIZZATI DI POLIESTERI (PTY)
I.     AMBITO DEL RIESAME
 (64)  In base al regolamento (CEE) n. 3905/88, un produttore taiwanese, Tuntex Distinct Corp., è
       stato esentato dal dazio antidumping del 6,2% sulle importazioni di PTY originari di Taiwan,
       poiché per questa società è stato riscontrato un margine di dumping irrilevante (0,31%).
  (65) Per gli stessi motivi addotti nel punto (19), la società taiwanese Tuntex Distinct Corp. deve
       essere esclusa dall'ambito del riesame relativo ai PTY.
II.    INDUSTRIA COMUNITARIA
  (66) È emerso che la produzione di PTY da parte delle società per conto delle quali è stata
       presentata la denuncia, rappresentava il 50% della produzione totale di PTY nella Comunità
       nel periodo dell'inchiesta (1 luglio 1993 - 30 giugno 1994) e quindi una proporzione
       maggioritaria di tale produzione. Pertanto, le società denunzianti costituiscono l'industria
        comunitaria ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 5, del regolamento di base. Tali società
        denunzianti producevano PTY utilizzando POY prodotti internamente, ad eccezione di una
        società che acquistava i POY sul mercato.
  (67)  Si è rilevato che uno dei produttori comunitari era una società completamente controllata da
        un esportatore turco di POY, il prodotto a monte. Sebbene non citato nella denuncia iniziale,
        questo produttore ha collaborato all'inchiesta. È stato esaminato se tale produttore, che
        operava nella Comunità, dovesse essere escluso dalla definizione di industria comunitaria ai
        sensi dell'articolo 4, paragrafo 5, del regolamento di base.
                                                    12
 ---pagebreak---        A tale riguardo, è opportuno ricordare che le deposizioni di questo articolo non prevedono
       l'esclusione automatica dei produttori comunitari collegati agli esportatori o ai produtton dei
       paesi esportatori, né dei produttori che importano direttamente il prodotto assertivamente
       oggetto di dumping, ma impongono piuttosto alle istituzioni comunitarie l'obbligo di
       esaminare, caso per caso, se l'esclusione dei vari produttori sia giustificata.
 (68)  Secondo la prassi precedentemente seguita dalle istituzioni comunitarie, si è ritenuto che
       questo produttore comunitario, grazie al suo rapporto con il produttore/esportatore interessato,
       era protetto dagli effetti negativi delle importazioni oggetto di dumping. Si è ritenuto quindi,
       conformemente a tale prassi, che includendo tale produttore nella definizione di industria
       comunitaria si sarebbe falsata la valutazione di questi effetti. In realtà, il fatto che il produttore
       comunitario in questione produca PTY utilizzando POY acquistati a prezzo di trasferimento
       dall'esportatore turco collegato che, secondo l'inchiesta, ha fatto ricorso a pratiche di dumping
       causando pregiudizio ai denunzianti, rende i dati relativi ai costi di produzione inattendibili.
       È stato quindi considerato opportuno escludere il produttore comunitario in questione dalla
       definizione di industria comunitaria.
       Per il resto del capitolo E, il termine "industria comunitaria" si riferisce pertanto unicamente
       ai produtton comunitari di PTY denunzianti.
DI.    LA SITUAZIONE DELL'INDUSTRIA COMUNITARIA
a.     Consumo nella Comunità
 (69)  A quanto consta il consumo totale di PTY della Comunità è passato da 230.0001 nel 1991 a
       237.0001 nel 1992 e, dopo essere sceso a 221.0001 nel 1993, è nuovamente aumentato sino
       a 241.000 t nei periodo dell'inchiesta. Il consumo è quindi complessivamente aumentato di
       circa il 5% su tutto il periodo preso in considerazione.
b.     Produzione, capacità di produzione e indice di utilizzazione degli impianti
 (70)  La produzione di PTY dell'industria comunitaria è diminuita costantemente, passando da
        104.000 t nel 1991 a 92.000 t nel 1993, è risalita a 95.000 t nel periodo dell'inchiesta. La
       produzione dell'industria comunitaria è quindi globalmente diminuita dell'8,6%, laddove il
        consumo è aumentato del 5% nello stesso periodo.
 (71 )  La capacità produttiva di PTY dell'industria comunitaria è aumentata, negli ultimi tre anni, di
       circa ii 7%, passando da i 14.0001 nel 1991 a 122 0001 nel periodo dell'inchiesta. L'aumento
        della capacità produttiva di PTY è in particolare il risultato di investimenti significativi
        effettuati nel 1992 e nel 1993 da una società collegata a un produttore di un paese terzo. Tale
        società haridottodrasticamente le proprie importazioni di POY dalla società madre, ha esteso
        la propria produzione di POY e, successivamente, la sua capacità riguardo alla produzione di
        PTY nella Comunità.
 (72)   L'indice di utilizzazione degli impianti dell'industria comunitaria è globalmente diminuito,
       passando dal 91% nel 1991 al 78% nel periodo dell'inchiesta. Tenuto conto del fatto che
        l'industria dei filati di poliesteri è ad altissima intensità di capitale (poiché si considera
        normale un indice di utilizzazione fino al 90%), la diminuzione del tasso di utilizzazione ha
        un effetto significativo sulla ripartizione dei costi fissi.
e.      Volume delle vendite e quota di mercato
  (73)  La quantità di PTY venduti all'interno della Comunità dai produttori comunitari denunzianti
        è diminuita da 87.000 t nel 1991 e nel 1992 a 83.000 t nel 1993, per salire nuovamente a
        87.000 t nel periodo dell'inchiesta, in un contesto di crescita della domanda.
  (74)  La quota di mercato dell'industria comunitaria nella Comunità ha avuto il seguente
         andamento: 37,7% nel 1991, 36,8% nel 1992, 37,7% nel 1993 e 36% nel periodo
         dell'inchiesta. La relativa stabilità globale delle vendite ha determinato tuttavia una leggera
         diminuzione della quota di mercato, dovuta all'aumento del consumo comunitario.
                                                     13
 ---pagebreak--- d.      Andamento dei prezzi
  (75)  I prezzi dei PTY hanno avuto fluttuazioni analoghe a quelle dei prezzi delle materie prime
        utilizzate per la produzione del prodotto a monte (POY), vale a dire PTA, DMT e glicole. La
        tendenza all'aumento del prezzo dei PTY, registrata aliatine del periodo dell'inchiesta (prima
        metà del 1994), rispetto alla situazione del 1993 (seconda metà), è il risultato della carenza,
        a livello mondiale, di tali materie prime e del conseguente aumento dei relativi prezzi. Gli
        aumenti dei prezzi sono avvenuti quindi contemporaneamente per tutti gli operatori del
        mercato.
e.      Redditività
  (76)  Si èriscontratoche in linea generale a decorrere dal 1992 l'industria comunitaria ha registrato
        risultati finanziari sempre più scarsi. La situazione globale di redditività nel 1991 si è
        trasformata in passivo, in particolare nel periodo dell'inchiesta, quando sono state registrate
        perdite medie del 10% circa sul giro d'affari. Tutti i produttori comunitari denunzianti hanno
        subito gravi perdite o una riduzione della redditività.
f.      Occupazione e investimenti
  (77)  Va osservato che, benché l'industria dei filati di poliesteri non sia ad alta intensità di
        manodopera, dal 1991 si è registrata una costante riduzione dell'occupazione nell'industria
        comunitaria.
        Gli investimenti dell'industria comunitaria sono diminuiti, in taluni casi sino a livelli tali da
        non consentire una produzione ottimale.
g.       Conclusione
  (78)   Nonostante le misure in vigore sulle importazioni di PTY originari della Turchia e di Taiwan,
         da una valutazione globale dei principali indicatori economici si desume che l'industria
         comunitaria di PTY mostra ancora chiari segni di difficoltà economiche. Dal 1991, la sua
         situazione è in costante peggioramento, come dimostrano in particolare la diminuzione
         dell'utilizzazione degli impianti e della quota di mercato, nonostante un leggero aumento del
         consumo di PTY all'interno della Comunità, e le crescenti perdite finanziarie.
IV.      REITERAZIONE DEL PREGIUDIZIO
   (79)  Conformemente all'articolo 15 del regolamento di base, si è esaminato se la scadenza delle
         misure in vigore possa causare nuovamente pregiudizio o minaccia di pregiudizio per
         l'industria comunitaria.
 a.      Volume e quota di mercato delle importazioni dai paesi esportatori interessati
   (80)  Le importazioni di PTY da Taiwan sono rimaste stabili dal 1991, con un livello annuo di circa
         7.000 t La valutazione di tali importazioni, alla luce dell'andamento dei consumi comunitari,
         indica una quota di mercato del 3% nel 1991, del 2,9% nel 1992, del 3,2% nel 1993 e del 2,9%
         nel periodo dell'inchiesta.
   (81)  Le importazioni di PTY dalla Turchia sono diminuite, passando da 4.5041 nel 1991 (quota di
         mercato dell' 1,9%) a 3.4061 nel 1992 (quota di mercato dell' 1,4%) e a 1.5461 nel 1993 (quota
         di mercato dello 0,7%), ma sono salite a 2.348 t nel periodo dell'inchiesta (quota di mercato
         dello 0,98%). L'andamento di queste importazioni e delle quote di mercato sembra essere stato
         in qualche modo influenzato dall'installazione, nella Comunità, di un impianto di produzione
         di PTY da parte del maggiore produttore ed esportatore di PTY in Turchia.
 b.       Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
   (82)   Al fine di verificare l'eventuale esistenza di una sottoquotazione dei prezzi, tutti i tipi
          fabbricati dalle industrie comunitarie e quelli importati nella Comunità dai paesi in questione
                                                    14
 ---pagebreak---       sono stati suddivisi in tre gruppi a seconda del loro denaro. Il prezzo di vendita medio
      ponderato, relativo a ciascun gruppo di prodotti dell'industria comunitaria è stato poi
      confrontato con il prezzo medio ponderato di ciascun esportatore interessato, per il gruppo
      comparabile, allo stesso stadio commerciale.
      I margini di sottoquotazione così ottenuti per i diversi gruppi sono stati quindi ponderati al
      fine di ottenere un margine per ciascuna società esportatrice.
      I prezzi delle industrie comunitarie sono stati considerati franco fabbrica e i prezzi degli
      esportatori franco frontiera comunitaria, sdoganati.
      Per quanto riguarda la Turchia, da tale confronto è emerso un margine globale di
      sottoquotazione in media ponderata pari al 33,7% per tutto il periodo dell'inchiesta.
      Per quanto riguarda Taiwan, si è registrato un margine di sottoquotazione globale, in media
      ponderata pari al 23,6% per tutto il periodo dell'inchiesta, con variazioni dallo 0,9% al 34,6%
      a seconda dell'esportatore in questione.
e.    Impatto di altri fattori sulla situazione dell'industria comunitaria
      A lire importazioni
 (83) Si è asserito che le importazioni di PTY da altri paesi terzi, quaH l'Indonesia, l'India, la
      Malaysia, la Thailandia, gli Stati Uniti, ii Sudafrica e la Slovacchia hanno influenzato la
      situazione dell'industria comunitaria.
 (84) Attualmente sono in corso inchieste antidumping relative alle importazioni dall'India,
      dall'Indonesia, dalla Thailandia e dalla Malaysia. Ad eccezione delle importazioni dall'India,
      che sono diminuite costantemente dal 1992, raggiungendo nel periodo dell'inchiesta un
      volume trascurabile, la quota di mercato comunitaria degli altri tre paesi, considerati
      complessivamente, è aumentata in misura significativa, passando dall'1,7% nel 1991 al 9,6%
      nel periodo dell'inchiesta. 1 prezzi di tali importazioni nella Comunità sembrano essere più
      elevati dei prezzi turchi ma più bassi di quelli taiwanesi. Tuttavia, non è ancora possibile trarre
      conclusioni sui prezzi e sull'eventuale dumping di queste importazioni, essendo le inchieste
      antidumping ancora in corso.
 (85) Il volume delle importazioni di PTY dagli USA, sebbene ancora considerevole (quota di
      mercato del 4,1% nel periodo dell'inchiesta), è diminuito del 16% tra il 1991 e il periodo
      dell'inchiesta. Le importazioni di PTY dal Sudafrica sono aumentate in termini di quota di
      mercato comunitario, passando dall'I ,07% nel 1991 all'I ,47% nel periodo dell'inchiesta. I dati
      Eurostat, tuttavia, non forniscono informazioni sui tipi di PTY importati e pertanto non è
      possibile trarre conclusioni in merito ai prezzi ai quali sono state effettuate le importazioni di
      PTY dagli USA e dal Sudafrica.
 (86) Per quanto riguarda la Slovacchia, le importazioni di PTY nella Comunità hanno raggiunto
      una quota di mercato del 3,1% nel periodo dell'inchiesta. Tuttavia, a partire dal 1993, a causa
      dell'investimento di un produttore comunitario in Slovacchia, una parte rilevante delle
      importazioni nella Comunità originarie di quel paese è stata effettuata a prezzi di trasferimento
      tra parti collegate. Si può ragionevolmente presumere che tali importazioni non siano state
       effettuate dal produttore comunitario in questione al fine di incidere negativamente sulla
      propria redditività. Di conseguenza, si può concludere che le importazioni slovacche non
      possono avere avuto un impatto significativo sulla situazione dell'industria comunitaria.
 (87)  Si può concludere quindi che le importazioni di PTY da altri paesi, ad esclusione di Taiwan
      e Turchia, per le quali sono in corso inchieste antidumping in base agli elementi di prova
       presentati dai denunzianti, vale a dire Indonesia, Thailandia e Malaysia, possono avere
       esacerbato la situazione già sfavorevole dell'industria comunitaria. Per gli altri paesi
       summenzionati, per i quali non è in corso alcuna inchiesta antidumping, non si può in alcun
       modo dimostrare che essi abbiano contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
                                                  15
 ---pagebreak---        A Uri produttori com unitari
 (88)  Poiché l'industria comunitaria rappresenta il 50% della produzione comunitaria totale di PTY,
       si è considerato necessario esaminare il comportamento degli altri produttori comunitari di
       PTY all'interno della Comunità e le eventuali conseguenze sulla situazione dell'industria
       comunitaria.
       La capacità produttiva stimata dei produttori comunitari non inclusi nell'industria comunitaria
       è rimasta stabile nel corso degli ultimi quattro anni. Lo stesso vale per la loro produzione
       effettiva che ha avuto in luce un leggero incremento, analogo a quello della produzione
       dell'industria comunitaria, unicamente nella prima metà del 1994. Per quanto riguarda la quota
       di mercato di questi altri produttori nella Comunità, si è constatato, nel periodo dell'inchiesta,
       un leggero calo, analogo a quello dell'industria comunitaria.
 (89)  Non risulta pertanto che il comportamento di questi produttori abbia avuto effetti negativi
       sulla precaria situazione dell'industria comunitaria, se non quelli derivanti dalla normale
       concorrenza.
       Livello degli investimenti e recessione
 (90)  Per quanto riguarda i PTY, l'esportatore turco ha addotto gli stessi argomenti esposti per i
       POY e relativi alle conseguenze degli insufficienti investimenti e della recessione sulla
       situazione dell'industria comunitaria.
       Le osservazioni esposte nei punti (40) e (41) per i POY valgono anche per i PTY. In effetti,
       gli investimenti dell'industria comunitaria sono stati limitati dalla mancanza delle risorse
       finanziarie necessarie, causata dalle importazioni di PTY oggetto di dumping a basso prezzo,
       e l'andamento del consumo comunitario apparente di PTY non rispecchia alcuna recessione.
d.     Conclusione
 (91)  Sebbene le misure antidumping in vigore abbiano avuto un effetto parzialmente positivo in
       termini di volume delle importazioni turche e taiwanesi di PTY nella Comunità, esse non
       hanno impedito la prosecuzione della pressione sui prezzi comunitari. Pertanto, anche se le
       importazioni da altri paesi terzi soggetti a inchieste antidumping possono avere avuto taluni
       effetti negativi sulla situazione dell'industria comunitaria, le importazioni oggetto di dumping
       da Taiwan e dalla Turchia, considerate isolatamente, hanno continuato a contribuire in misura
       sostanziale alla precaria situazione dell'industria comunitaria, nonostante l'esistenza di misure
       di difesa.
 (92)  In tali circostanze, la scadenza delle misure danneggerebbe ulteriormente l'industria
       comunitaria a causa della reiterazione del pregiudizio.
 V.    DUMPING
  (93) La persistenza del dumping è stata verificata, per accertare innanzitutto se vi fosse motivo di
       prorogare le misure contro i PTY provenienti dalla Turchia e da Taiwan e, in caso affermativo,
        se l'eventuale modifica del margine di dumpingrichiedesseun conseguente adattamento delle
        misure esistenti.
a.      Valore normale
        Turchia
  (94)  Per quanto riguarda la determinazione del valore normale per i produttori turchi, si è
        determinato innanzitutto, per ciascun produttore, se le sue vendite totali di PTY sul mercato
        interno erano state effettuate in quantità sufficienti a consentire un adeguato confronto con le
        sue esportazioni totali di PTY verso la Comunità.
  (95)  Soltanto due dei tre produttori turchi che hanno collaborato all'inchiesta esportavano PTY
        nella Comunità nel periodo dell'inchiesta. Si è rilevato che, durante tale periodo, questi due
                                                    16
 ---pagebreak---           produttori avevano venduto PTY anche sul loro mercato interno. Per ciascun produttore, il
          volume totale delle vendite interne di PTY è risultato superiore del 5% del volume totale delle
          esportazioni nella Comunità. Di conseguenza, si è concluso che il volume delle vendite sul
          mercato interno era sufficiente.
(96)      Si è esaminato anche, se le vendite sul mercato interno erano state effettuate in quantità
          sufficienti, analizzando ciascun tipo di PTY venduto dai due produttori turchi sul mercato
          interno e ritenuto identico o direttamente comparabile ai tipi venduti per l'esportazione nella
          Comunità,
(97)      È emerso che le vendite interne di ciascun tipo di prodotto erano state effettuate in quantità
          sufficiente, poiché il volume di ciascun tipo di PTY venduto in Turchia nel periodo
          dell'inchiesta rappresentava almeno il 5% del volume del tipo comparabile venduto per
          l'esportazione nella Comunità.
(98)      Si è esaminato successivamente, per entrambi i produttori, se si potesse considerare che le
          vendite interne di ciascun tipo di PTY erano state effettuate nel corso di normali operazioni
          commerciali, analizzando la percentuale delle vendite remunerative del tipo in questione.
(99)      Tenuto conto dell'alto tasso d'inflazione esistente in Turchia, il metodo per valutare le normali
          operazioni commerciali nelle vendite interne è stato applicato su base mensile, come segue:
                 nei casi in cui il volume mensile di un tipo di PTY venduto ad un prezzo netto uguale
        o superiore al costo di produzione mensile calcolato, come definito nell'articolo 2, paragrafo 3,
        lettera b), punto (ii), del regolamento di base, rappresentava più dell'80% del volume totale delle
        vendite mensili di quel tipo, il valore normale è stato stabilito come media ponderata mensile
        di tutte le transazioni relative a vendite interne del tipo in questione, realizzate in ciascun mese
        del periodo dell'inchiesta, indipendentemente dal fatto che tali vendite fossero remunerative;
                 nei casi in cui il volume mensile di un tipo di PTY venduto ad un prezzo netto uguale
        o superiore al costo di produzione mensile calcolato, rappresentava meno dell'80%, ma una
        proporzione comunque sufficiente del volume totale delle vendite mensili di quel tipo, il valore
        normale è stato stabilito come media ponderata mensile delle transazioni relative a vendite
        interne remunerative, unicamente per il tipo in questione, per ciascun mese del periodo
        dell'inchiesta;
                 nei casi in cui il volume mensile di un tipo di PTY venduto ad un prezzo netto uguale
        o superiore al costo di produzione mensile calcolato, rappresentava una proporzione
        insufficiente del volume totale delle vendite mensili di quel tipo, si è stabilito che il tipo in
        questione non era venduto nel corso di normali operazioni commerciali e che il valore normale
        mensile doveva pertanto essere costruito.
(100) In base al metodo suesposto nei confronti di un produttore turco il valore normale mensile per
        il tipo di PTY esportato nella Comunità è stato basato sul prezzo interno mensile del tipo
         comparabile, dopo aver dedotto dal prezzo di vendita tutti gli sconti e gli abbuoni collegati
         direttamente alle vendite in esame, conformemente all'articolo 2, paragrafo 3, lettera a), del
         regolamento di base. Per i tipi esportati dall'altro produttore turco, il valore normale mensile è
         stato basato, per i primi sette mesi del periodo dell'inchiesta, su un valore normale costruito
         mensilmente, poiché oltre l'80% delle vendite interne mensili erano state effettuate in perdita;
         per gli ultimi cinque mesi del periodo dell'inchiesta il valore normale è stato basato sul prezzo
         delle vendite interne mensili dei tipi comparabili, poiché si è rilevato che le vendite interne in
         questi ultimi mesi erano state effettuate nell'ambito di normali operazioni commerciali.
 (101) Il valore normale costruito è stato determinato sommando, ai costi di fabbricazione dei tipi di
         prodotti in questione, un importo adeguato per le spese generali, amministrative e di vendita
         (SG&A) e per il profitto.
 ( 102) Tale importo è stato stabilito, per il produttore turco interessato, sulla base delle spese sostenute
         e del profitto realizzato da ciascun produttore sulle vendite remunerative dei prodotti simili sul
         mercato interno.
                                                       17
 ---pagebreak---           Taiwan
(103) Per valutare se le vendite dei prodotti in questione realizzate sul mercato interno dai produttori
          taiwanesi che hanno collaborato all'inchiesta, fossero state effettuate in quantità sufficienti ai
          fini di un equo confronto e nell'ambito di normali operazioni commerciali, la Commissione ha
          applicato lo stesso metodo è impiegato per i produttori turchi (vedi punti 94-98), prendendo
          però in esame l'intero periodo dell'inchiesta e non i singoli mesi.
(104) Si è rilevato che, per ciascuno dei produttori taiwanesi interessati, tanto il volume totale delle
          vendite interne di PTY quanto il volume delle vendite interne di ciascun tipo di PTY erano
          superiori al 5% dei corrispondenti volumi dei prodotti simili venduti per l'esportazione nella
          Comunità. Di conseguenza, si è concluso che le vendite totali e le vendite di ciascun tipo di
          prodotto sul mercato interno erano state effettuate in quantità sufficienti ai fini di un equo
          confronto.
(105) È emerso inoltre che, su un totale di 32 tipi di PTY venduti per l'esportazione nella Comunità
          dai produttori taiwanesi interessati, solo 16 prodotti simili corrispondenti erano stati venduti sul
          mercato interno nel corso di normali operazioni commerciali. Per questi tipi, il valore normale
          è stato determinato quindi in base al prezzo interno dei tipi comparabili, dopo aver dedotto tutti
          gli sconti e gli abbuoni collegati direttamente alle vendite in esame, conformemente
          all'articolo 2, paragrafo 3, lettera a), del regolamento di base.
( 106) Per i restanti 16 tipi di PTY venduti per l'esportazione nella Comunità, il valore normale è stato
          costruito.
( 107) Per ciascuno dei produttori taiwanesi interessati, il valore normale costruito è stato determinato
          sommando ai costi di fabbricazione dei tipi di prodotti in questione un ragionevole importo per
          le spese generali amministrative e di vendita e per il profitto. Tale importo è stato determinato
          sulla base delle spese sostenute e del profitto realizzato da ciascun produttore sulle vendite
          remunerative dei prodotti simili sul mercato interno.
b.        Prezzi all'esportazione
(108) Poiché tutte le importazioni nella Comunità di PTY originari di Taiwan e della Turchia sono
          state effettuate direttamente da importatori indipendenti, i prezzi all'esportazione sono stati
          determinati in base ai prezzi realmente pagati o pagabili per i prodotti venduti per l'esportazione
          nella Comunità, conformemente all'articolo 2, paragrafo 8, del regolamento di base.
(109) Nel caso di uno dei produttori taiwanesi interessati, la Commissione non ha potuto utilizzare
          la sua risposta al questionario per determinare i prezzi all'esportazione. La risposta è stata
          considerata inattendibile in quanto le informazioni fornite riguardavano solamente una
          transazione di vendita che non poteva essere verificata in modo soddisfacente. Si è pertanto
          concluso che tale società non esportava nella Comunità il prodotto in questione, nel penodo
          dell'inchiesta.
e.        Confronto
(110) Il valore normale medio ponderato secondo il tipo di prodotto è stato confrontato col prezzo
          all'esportazione per il tipo corrispondente, per ogni transazione, a livello franco fabbrica e allo
          stesso stadio commerciale.
( I l i ) Ai fini di un confronto equo, il valore normale è stato adeguato in conformità delle disposizioni
          dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10, del regolamento di base, per tenere conto delle differenze che
          incidono direttamente sulla comparabilità dei prezzi. Tali adeguamenti hanno riguardato le
          spese di vendita derivanti dalle diverse condizioni di vendita. Gli adeguamenti chiesti per le
          suddette differenze sono stati concessi unicamente quando è stato dimostrato che tali differenze
          erano direttamente collegate alle vendite prese in esame.
                                                         18
 ---pagebreak--- d.    Margini di dumping
(112) Il suddetto confronto ha rivelato l'esistenza di dumping, con margini pari all'importo di cui il
      valore normale stabilito supera il prezzo all'esportazione nella Comunità.
      Il margine di dumping medio ponderato per produttore, espresso in forma di percentuale del
      prezzo franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto è il seguente:
      Turchia
      Korteks - Mensucat Sanayi ve Ticaret A.S.                7,6%
      Sasa-Artificial and Synthetic Fibres Ine                 8,7%
      Taiwan
      Chung Shing Textile Co Ldt.                              5,5%
      Far Eastern Textile Ldt.                                 6,6%
      Hsin Pao Textile Co Ldt.                                   0%
      Nan-Ya Plastics Corporation                            10,6%
      Lea Lea Entreprise Co Ltd.                             12,9%
      Lanfa Textile Co                                        16,1%
(113) Per i motivi addotti al punto (53), per i produttori che hanno collaborato all'inchiesta ma che
      non hanno effettuato esportazioni nel periodo dell'inchiesta, si è ritenuto adeguato il margine
      di dumping medio ponderato rilevato per i produttori che hanno collaborato ed effettuato
      esportazioni.
      Nel caso dei produttori turchi interessati, il margine ammonta all'8,3% ed è applicabile alla
      società "Nergis-Tekstil Sanayi Ve Ticaret".
      Nel caso dei produttori taiwanesi interessati, il margine ammonta al 7% ed è applicabile alle
      seguenti società: Shingkong Synthetic Taiwanese Fibres Corp. e Zig Sheng Ind. Co. Ltd.
(114) Per i produttori dei paesi esportatori interessati, i quali non hanno risposto in modo
      soddisfacente al questionario della Commissione, né si sono altrimenti manifestati, il margine
      di dumping è stato determinato sulla base dei dati disponibili, in conformità dell'articolo 7,
      paragrafo 7, lettera b), del regolamento di base.
      A tale riguardo, si è ritenuto che i fatti più attendibili a disposizione fossero quelli stabiliti
      durante l'inchiesta. Per evitare di premiare la mancata collaborazione, e affinché le misure
      antidumping costituiscano una difesa efficiente per l'industria comunitaria contro le pratiche
      commerciali sleali, il margine di dumping attribuibile ai produttori dei paesi interessati che non
      hanno collaborato deve essere stabilito rispetto al più alto margine di dumping riscontrato fra
      i produttori che hanno collaborato del rispettivo paese.
      Il più elevato margine di dumping rilevato in Turchia, per un produttore che ha collaborato, è
      stato dell'8,7%. Tuttavia, tenuto conto del basso livello di cooperazione dei produttori turchi,
      dimostrato dal fatto che le importazioni dei produttori che non hanno collaborato rappresentano
      il 40% delle importazioni totali dalla Turchia nel periodo dell'inchiesta, nel presente
      procedimento questo margine di dumping costituirebbe un premio per la mancata cooperazione.
      E quindi opportuno calcolare il margine di dumping per i produttori turchi che hanno
      collaborato, in base al dumping più elevato riscontrato per un tipo di PTY venduto per
      l'esportazione nella Comunità dai produttori di tale paese che non hanno collaborato. Questo
      margine dì dumping è del 15,2% e corrisponde a un tipo di PTY che ha costituito più del 3%
                                                  19
 ---pagebreak---        delle esportazioni totali nella Comunità nel periodo dell'inchiesta, effettuate da uno dei
       produttori turchi che hanno collaborato. Di conseguenza, il margine di dumping per i produttori
       turchi che non hanno collaborato è del 15,2%.
       Per quanto riguarda Taiwan, il più elevato margine di dumping rilevato per un produttore che
       ha collaborato è stato del 16,1%. Tale margine di dumping è considerato adeguato, alla luce
       dell'alto livello di cooperazione dimostrato dai produttori taiwanesi. Le esportazioni di PTY
       effettuate da questi produttori corrispondono infatti al 90% delie esportazioni taiwanesi totali
       nella Comunità nel periodo dell'inchiesta. Di conseguenza, il margine di dumping per i
       produttori taiwanesi che non hanno collaborato ammonta al 16,1%.
VI.             INTERESSE COMUNITARIO
(115) Per determinare se sia necessario intervenire nell'interesse, devono essere valutati gli interessi
       di tutte le parti, considerati nel loro insieme, compresi quelli dei produttori, degli utenti e dei
       consumatori nella Comunità. Tale esame terrà conto in particolare della necessità di eliminare
       gli effetti del dumping che provocano distorsioni degli scambi e di ripristinare una concorrenza
       effettiva.
(116) Occorre ricordare che nella precedente inchiesta si era ritenuto che l'adozione di misure fosse
       nell'interesse della Comunità. Era stato infatti stabilito che le misure avrebbero avuto un effetto
       trascurabile sui costi di produzione dell'industria utilizzatrice e nessuna seria conseguenza per
       i consumatori.
(117) Queste considerazioni rimangono valide per esaminare se sia nell'interesse della Comunità
       mantenere in vigore le misure. Gli utenti non hanno addotto argomenti per quanto riguarda
       l'impatto del prezzo dei PTY sui prodotti finiti. Ciononostante, vista la gamma di misure
       proposte, si è stimato che l'impatto delle misure riesaminate sui prezzi dei prodotti finiti -
       principalmente tessuti e tappeti - sia limitato.
(118) Al contralio, la scadenza delle misure metterebbe in pericolo l'industria comunitaria, poiché
       essa subirebbe in misura sempre più grave le conseguenze dei bassi prezzi oggetto di dumping
       delle importazioni taiwanesi e turche, e non potrebbe risanare la propria precaria situazione
       finanziaria.
        È quindi evidente che gli interessi dell'industria comunitaria compensano di gran lunga gli
        eventuali, e comunque limitati, svantaggi per gli utenti e i consumatori finali.
(119) Si può concludere pertanto che è nell'interesse della Comunità mantenere in vigore le misure
        antidumping, debitamente modificate, per eliminare gli effetti negativi delle importazioni
       oggetto di dumping originarie della Turchia e di Taiwan e che è opportuno mantenere la forma
        di dazi antidumping.
VII.    MISURE
( 120) Al fine di fornire un'adeguata difesa contro le persistenti pratiche di dumping da parte delle
        importazioni turche e taiwanesi e per impedire la reiterazione del pregiudizio, si ritiene
        opportuno stabilire il dazio antidumping ad un livello tale da permettere all'industria
        comunitaria di ottenere il congruo profitto di cui è stata privata a causa degli effetti negativi
        delle importazioni oggetto di dumping.
(121) Al momento di calcolare l'adeguato importo del dazio, è stata presa in considerazione la
        precaria situazione dell'industria comunitaria, che consiste principalmente nella flessione della
        quota di mercato e in perdite finanziarie considerevoli dovute alla depressione dei prezzi
        risultante dalla loro sottoquotazione. È necessario pertanto che le misure adottate consentano
        all'industria comunitaria di ottenere in futuro un profitto sufficiente.
 (122) A taleriguardo,è stato calcolato il livello di prezzi sufficiente per eliminare il pregiudizio, sulla
        base del costo di produzione medio ponderato dell'industria comunitaria, al quale è stato
        aggiunto un profitto del 6%, ritenuto adeguato per finanziare gli investimenti produttivi
                                                     20
 ---pagebreak---         dell'industria nel lungo periodo. Tale livello di prezzi è stato successivamente confrontato con
        i prezzi di importazione medi su base franco frontiera comunitaria, sdoganato.
( 123) Poiché il risultato di tale confronto, per tutti i produttori dei paesi interessati, indica margini di
        pregiudizio più elevati dei rispettivi margini di dumping stabiliti, i dazi devono essere stabiliti
        in base ai margini di dumping riscontrati.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
                                                 Articolo l
Gli articoli 1 e 2 del regolamento (CEE) n. 3905/88 sono sostituiti dai seguenti:
                                                 "A rticolo 1
1.      È imposto un dazio antidumping definitivo sulle importazioni dei filati di poliesteri
        parzialmente orientati (POY) del codice NC 5402 42 00 originari della Turchia.
2.      L'aliquota del dazio da applicarsi sul prezzo netto franco frontiera comunitaria, non sdoganato,
        è la seguente:
    PAESE            FABBRICANTE                            ALIQUOTA           CODICE ADDIZIONALE
                                                            DEL DAZIO          TARIC
    Turchia
                     Sasa-Artificial and Synthetic
                     Fibres Inc. Adana                      3,3%               8895
                     Korteks-Mensucat Sanayi Ve
                     Ticaret A.S. Bursa                      3,3%               8895
                     Nergis-Tekstil Sanayi Ve Ticaret        3,3%              8895
                     A.S. Bursa
                     Altri                                   6,8%               8536
 3.      Cessano d'essere applicabili i dazi antidumping definitivi sulle importazioni difilatidi poliesteri
        parzialmente orientati (POY) del codice NC 5402 42 00, originari di Taiwan.
4.       Salvo altrimenti disposto, si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali.
                                                 A rticolo 2
 1.      È imposto un dazio antidumping definitivo sulle importazioni difilatidi poliesteri tesorizzati
         (PTY) dei codici NC 5402 33 10 e 5402 33 90 originari della Turchia e di Taiwan.
 2.      L'aliquota del dazio da applicarsi sul prezzo netto, franco frontiera comunitaria, non sdoganato,
         è la seguente:
                                                           21
 ---pagebreak---     PAESE              FABBRICANTE                 ALIQUOTA DEL                 CODICE
                                                   DAZIO                        ADDIZIONALE
                                                                                TARIC
    Taiwan
                       Lea Lea Enterprise Co.       12,9%                        8893
                       Ltd. Taipei
                       Nan-Ya Plastics              10,6%                        8162
                       Corporation
                       Taipei
                       Shingkong Synthetic         7%                            8163
                       Fibres Corp. Taipei
                       Zig Sheng Ind. Co.          7%                            8163
                       Ltd., Taipei
                       Far Eastern Textile Ltd.    6,6%                          8894
                       Taipei
                       Chung Shing Textile          5,5%                         8161
                       Co Ltd. Taipei
                       Altri                        16,1%                        8164
    Turchia
                       Sasa-Artificial and          8,7%                         8166
                       Synthetic Fibres Inc.
                       Adana
                       Nergis-Tekstil Sanayi        8,3%                         8167
                       Ve Ticaret A.S. Bursa
                       Korteks-Mensucat             7,6%                         8892
                        Sanayi Ve Ticaret A.S.
                       Bursa.
                        Altri                       15,2%                        8170
fatta eccezione per i prodotti fabbricati e venduti per l'esportazione nella Comunità dalle seguenti
società taiwanesi, che non sono soggetti ad alcun dazio antidumping:
    TAIWAN            FABBRICANTE                       ALIQUOTA DEL          CODICE
                                                        DAZIO                 ADDIZIONALE
                                                                              TARIC
                      Tuntex Distinct Corp. Taipei      0%                     8160
                      Hsin Pao Textile Co.Taipei        0%                     8160
3.      Salvo altrimenti disposto, si applicano le disposizioni vigenti in materia di dazi doganali."
                                               A rticolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                      Per il Consiglio
                                                         Il Presidente
                                                    22
 ---pagebreak---                                                                   ISSN 0254-1505
                                                             COM(96) 228 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                       02 11
                                             N. di catalogo : CB-CO-96-239-IT-C
                                                              ISBN 92-78-04453-9
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                            12