CELEX: C2004/239/56
Language: it
Date: 2004-09-25 00:00:00
Title: Causa T-208/04: Ricorso di Dominique Hardy contro Il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione delle Comunità europee, proposto il 7 giugno 2004

25.9.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 239/25
            
         Ricorso di Dominique Hardy contro Il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione delle Comunità europee, proposto il 7 giugno 2004
   (Causa T-208/04)
   (2004/C 239/56)
   Lingua processuale: il francese
   Il 7 giugno 2004, Dominique Hardy, residente in Coudeville-plage (Francia), rappresentata dall'avv. Jean-François Péricaud ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro il Consiglio dell'Unione europea e la Commissione delle Comunità europee.
   La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
   
                
            
            
               in via principale dichiarare e giudicare che la Comunità europea si è resa responsabile nei confronti della sig.ra Hardy, per aver illecitamente adottato, e poi applicato, a sfavore degli agenti marittimi, l'art. 5. del codice doganale comunitario;
            
         
                
            
            
               in via subordinata, dichiarare e giudicare che la Comunità europea si è resa responsabile nei confronti della sig.ra Hardy, a causa dell'adozione, anche lecita, poi dell'applicazione dell'art. 5 del codice doganale comunitario, che ha causato a quest'ultima un danno anormale e speciale;
            
         
                
            
            
               condannare in solido il Consiglio e la Commissione a versare alla sig.ra Hardy la somma di EUR 60 510, in subordine la somma di EUR 47 829, aumentata in ogni caso, del tasso di interesse legale a decorrere dalla proposizione del presente ricorso, a titolo di risarcimento;
            
         
                
            
            
               condannare in solido alle spese il Consiglio e la Commissione.
            
         Motivi e principali argomenti:
   La ricorrente osserva che in seguito all'avvio, da parte della Commissione, di un procedimento per inadempimento contro lo Stato francese, la Francia, allo scopo di conformare la legge francese all'art. 5 del regolamento 2913/92 (1), ha abrogato il monopolio di presentazione in dogana detenuto dal corpo degli agenti marittimi, di cui la ricorrente fa parte. Secondo la ricorrente, l'eliminazione del monopolio deriva direttamente dall'applicazione dell'art. 5 del regolamento n. 2913/92 ed è quindi direttamente imputabile alla Comunità europea.
   In via principale, la ricorrente fa valere che l'adozione dell'art. 5 del regolamento n. 2913/92 costituisce un atto illecito che impegna la responsabilità della Comunità.
   Innanzitutto, la ricorrente sostiene che tale articolo viola le disposizioni derogatorie dell'art. 45 del Trattato CE, in quanto la professione di agente marittimo partecipa, mediante l'attuazione della legislazione doganale, all'esercizio dei pubblici poteri.
   La ricorrente fa poi valere una violazione dei principi di certezza del diritto e di tutela del legittimo affidamento. La ricorrente sostiene, da una parte, che l'art. 5 del regolamento n. 2913/92 si riferisce alla nozione di «rappresentanza in dogana» che è diversa da quella di «presentazione in dogana», laddove quest'ultima è effettivamente esercitata da agenti marittimi. Un'interpretazione analogica di tale articolo sarebbe, secondo la ricorrente, contraria al principio di certezza del diritto. D'altra parte, la ricorrente fa valere una violazione del suo legittimo affidamento, derivante dall'assenza di qualsiasi misura transitoria e dal fatto che gli agenti marittimi francesi erano stati i soli nella Comunità ad essere costantemente esclusi dalle misure di liberalizzazione precedenti.
   La ricorrente invoca inoltre una violazione dei principi di uguaglianza e di proporzionalità derivante dalla mancanza di misure transitorie. La ricorrente fa valere, infine, una violazione del diritto al rispetto dei beni in quanto l'eliminazione del monopolio renderebbe il loro carico non cedibile in quanto questo prederebbe tutto il suo valore.
   In via subordinata, la ricorrente sostiene che la responsabilità oggettiva della Comunità deriverebbe dal carattere anormale e speciale del danno subito. Secondo la ricorrente, il danno è anormale in quanto la perdita del valore venale del carico e del margine di profitto oltrepassa i limiti dei normali rischi economici ed è speciale poiché gli agenti marittimi costituirebbero un categoria nettamente distinta di operatori economici.
   
      (1)  Regolamento (CEE) del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913, che istituisce un codice doganale comunitario (GU L 302, pag. 1).