CELEX: 52012PC0104
Language: it
Date: 2012-03-06 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Ungheria

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		52012PC0104
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Ungheria /* COM/2012/0104 final - 2012/ () */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
Il 5 luglio 2004 il Consiglio ha deciso, in
conformità dell’articolo 104, paragrafo 6, del trattato che istituisce la
Comunità europea (TCE), che in Ungheria esisteva un disavanzo eccessivo. Il 24
gennaio 2012 il Consiglio ha deciso, conformemente all’articolo 126, paragrafo 8,
del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che l'Ungheria non
ha dato seguito effettivo all'ultima raccomandazione del Consiglio del 7 luglio
2009, a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, del TCE. 
A seguito della decisione del Consiglio del 24
gennaio 2012 e conformemente all'articolo 126, paragrafo 7, del TFUE e
all'articolo 3 del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, il [6 marzo
2012] la Commissione adotterà una raccomandazione per una nuova raccomandazione
del Consiglio intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico
eccessivo in Ungheria.
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
intesa a far cessare la situazione di
disavanzo pubblico eccessivo in Ungheria
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 126, paragrafo 7,
vista la raccomandazione della Commissione
europea,
considerando quanto segue:
(1)              
A norma dell’articolo 126 del TFUE gli Stati membri
devono evitare disavanzi pubblici eccessivi.
(2)              
Il patto di stabilità e crescita è basato
sull’obiettivo di finanze pubbliche sane come mezzo per rafforzare le
condizioni per la stabilità dei prezzi e per una crescita forte e sostenibile
che favorisca la creazione di posti di lavoro. 
(3)              
Il 5 luglio 2004 il Consiglio ha deciso,
conformemente all'articolo 104, paragrafo 6, del trattato che istituisce la
Comunità europea (TCE), che in Ungheria esisteva un disavanzo eccessivo e ha
formulato raccomandazioni a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, del TCE al
fine di far cessare la situazione di disavanzo eccessivo entro il 2008. 
(4)              
Nel gennaio 2005, in conformità dell'articolo 104,
paragrafo 8, del TCE, il Consiglio ha ritenuto che l’Ungheria non avesse dato
seguito effettivo alla sua raccomandazione e nel marzo 2005 ha formulato
un'altra raccomandazione a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, del TCE,
confermando il termine del 2008 per la correzione del disavanzo eccessivo. Nel
novembre 2005 il Consiglio ha stabilito che l'Ungheria, per la seconda volta,
non si era conformata alle raccomandazioni formulate a norma dell'articolo 104,
paragrafo 7, del TCE. Di conseguenza, nell'ottobre 2006 il Consiglio ha rivolto
all’Ungheria una terza raccomandazione a norma dell'articolo 104, paragrafo 7,
del TCE posticipando al 2009 il termine per la correzione del disavanzo
eccessivo. Nel luglio 2009 il Consiglio ha concluso che si potesse ritenere che
le autorità ungheresi avessero dato seguito effettivo alle raccomandazioni
dall’ottobre 2006 e, in un contesto di grave recessione economica, ha formulato
raccomandazioni rivedute, a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, del TCE,
stabilendo ancora una volta un nuovo termine per la correzione, cioè il 2011.
Il 27 gennaio 2010 la Commissione ha concluso che l'Ungheria aveva dato seguito
effettivo alle ultime raccomandazioni del Consiglio, ma ha richiamato
l'attenzione sulla presenza di rischi significativi. 
(5)              
Il 24 gennaio 2012 il Consiglio ha deciso, in
conformità dell'articolo 126, paragrafo 8, del TFUE, che l’Ungheria non aveva
dato seguito effettivo alla raccomandazione del Consiglio del luglio 2009 entro
il termine stabilito nella medesima. Sebbene nel 2011 il valore nominale di
riferimento del 3% del PIL non sia stato superato, tale risultato non si basava
su una correzione strutturale e sostenibile bensì su considerevoli entrate una
tantum. A ciò si aggiunge un deterioramento strutturale di oltre il 2% del PIL
nel 2010 e nel 2011, a fronte di un miglioramento cumulativo raccomandato del
saldo di bilancio pari allo 0,5% del PIL. Inoltre, benché nel 2012 le autorità
stessero attuando misure strutturali che avrebbero dovuto compensare ampiamente
il suddetto deterioramento, anche nel 2012 il valore di riferimento del 3% del
PIL previsto dal trattato sarebbe stato rispettato solo grazie a misure una
tantum pari a quasi l'1% del PIL, e sarebbe stato superato nel 2013. [A seguito
di questa decisione del Consiglio, [il 13 marzo] il Consiglio ha deciso di
sospendere una parte degli stanziamenti d'impegno del Fondo di coesione nei
confronti dell'Ungheria per l'anno 2013 (in conformità dell'articolo 4 del
regolamento (CE) n. 1084/2006 del Consiglio).]
(6)              
Ai sensi dell’articolo 126, paragrafo 7, del TFUE e
dell’articolo 3 del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio per
l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura
per i disavanzi eccessivi (che costituisce parte integrante del patto di
stabilità e crescita), il Consiglio deve anche formulare raccomandazioni allo
Stato membro in questione per far cessare la situazione di disavanzo eccessivo
entro un termine determinato. La raccomandazione deve stabilire un termine
massimo di sei mesi entro il quale lo Stato membro interessato è tenuto ad
adottare misure efficaci per correggere la situazione di disavanzo eccessivo,
nonché un altro termine per la correzione del disavanzo eccessivo, che va
completata nell'anno successivo alla constatazione del disavanzo stesso, salvo
sussistano circostanze particolari. Nel decidere se sussistono circostanze
particolari, occorre tener conto dei “fattori significativi” di cui
all’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1467/97 del
Consiglio. Inoltre, in una raccomandazione intesa a correggere il disavanzo
eccessivo il Consiglio dovrebbe chiedere il conseguimento di obiettivi di
bilancio annuali che, in base alle previsioni su cui si fonda la
raccomandazione, siano coerenti con un miglioramento minimo annuo pari allo 0,5%
del PIL come parametro di riferimento del saldo strutturale, ossia del saldo corretto
per il ciclo al netto di misure una tantum e di altre misure temporanee. 
(7)              
L’economia ungherese ha superato la fase di
recessione nel 2010, quando il PIL ha registrato una crescita dell'1,3%. La
ripresa nel 2010 è stata notevolmente più rapida rispetto alla proiezione di -0,3%
elaborata dai servizi della Commissione nella primavera 2009 (vale a dire al
momento della raccomandazione del Consiglio). In linea con le previsioni, nel 2011
il PIL ha continuato a crescere a un tasso moderato dell'1,7%, sempre
alimentato esclusivamente dal saldo con l'estero. Tuttavia, le prospettive di
crescita sono peggiorate nel corso del 2011 a causa del generale deterioramento
del contesto internazionale, che ha avuto ripercussioni su vari settori, nonché
dell'ulteriore contrazione della domanda interna connessa anche all'incertezza
politica. Al riguardo, secondo le previsioni intermedie dei servizi della
Commissione del febbraio 2012, il PIL diminuirà leggermente, ossia dello 0,1%,
prima di riprendere a crescere.
(8)              
Dopo aver registrato un disavanzo del 4,2% del PIL
nel 2010, si prevede che il saldo delle amministrazioni pubbliche torni in
attivo nel 2011, ma solo grazie a significative entrate una tantum pari a quasi
il 10% del PIL connesse al trasferimento di attivi da regimi pensionistici
privati. Nel 2011 l'eccedenza di bilancio è stimata ufficialmente al 3,9%
del PIL, come indicato nella relazione intermedia del dicembre 2011 sui
progressi realizzati nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi. Tenendo
conto delle informazioni recenti circa l'andamento della liquidità di bilancio,
che è stato migliore del previsto sia per talune entrate che per il
sottosettore amministrazioni locali, l'eccedenza potrebbe persino essere
leggermente più elevata (circa il 4,1% del PIL, sulla base della valutazione
aggiornata dei servizi della Commissione). 
(9)              
Per quanto riguarda il 2012, il bilancio adottato
fissa un obiettivo di disavanzo pari al 2,5% del PIL, da raggiungere mediante
una serie di pacchetti di risanamento – per la maggior parte annunciati nel piano
Széll Kálmán e nell’aggiornamento 2011 del programma di convergenza (PC) –
in parte intesi a correggere l'effetto dei notevoli tagli fiscali decisi nella
seconda metà del 2010, che ammontavano a poco più del 2% del PIL, con un
accantonamento dell'1,1% del PIL come riserva straordinaria (tagli alle spese
contingenti). Il conseguimento dell'obiettivo è sostenuto anche da entrate una
tantum nette pari allo 0,7% del PIL provenienti da imposte straordinarie
temporanee. In base ai recenti sviluppi economici e di bilancio, le
previsioni aggiornate dei servizi della Commissione stimano attualmente che il
disavanzo si attesterà al 3% del PIL, vale a dire al di sopra dell'obiettivo
ufficiale fissato dalle autorità. Rispetto al bilancio adottato, tale
previsione di disavanzo più elevato riflette, tra l'altro, una crescita
economica più bassa di mezzo punto percentuale, nonché una valutazione più
prudente delle entrate e delle spese. Allo stesso tempo, la previsione
suppone che le riserve straordinarie non saranno utilizzate (cioè che saranno
effettuati tagli alle spese contingenti). La previsione aggiornata dei
servizi della Commissione del 3% del PIL è dello 0,2% più elevata rispetto alle
proiezioni al momento dell'adozione della raccomandazione di decisione del
Consiglio a norma dell'articolo 126, paragrafo 8. Ciò è dovuto al fatto che
l'effetto base migliore del previsto (dal 2011) non è sufficiente per
controbilanciare gli impatti sul bilancio dell'ulteriore revisione al ribasso
delle prospettive economiche del 2012 e l'effetto dell'aumento del rendimento
dei titoli. Secondo la prassi consolidata nella sorveglianza di bilancio
dell'UE, i nuovi piani di risanamento pari allo 0,4% del PIL pubblicati dalle
autorità il 21 febbraio 2012 non possono essere integrati nella previsione dei
servizi della Commissione in quanto non sono stati ancora sufficientemente
comprovati.
(10)          
Nel 2013 il disavanzo dovrebbe salire nuovamente a
circa il 3,6% del PIL (dal 3% del PIL) superando la previsione del 3¼% del PIL
elaborata dai servizi della Commissione al momento dell'adozione della
decisione del Consiglio secondo la quale l'Ungheria non ha preso misure
efficaci in base all’articolo 126, paragrafo 8, del TFUE. Tale valore più
elevato è dovuto principalmente a fattori che aumentano il disavanzo dello 0,4%
del PIL (quali una riduzione del gettito fiscale a causa della previsione di
crescita più debole nel 2012) che hanno contribuito anche a innalzare la
previsione del disavanzo per il 2012. Inoltre, le spese per gli interessi
aumenteranno maggiormente nel 2013 rispetto al 2012 (dello 0,1% del PIL). Si
prevede che questi effetti siano solo parzialmente compensati da altri effetti
quali il minore fabbisogno di finanziamento della banca centrale per il 2013
rispetto alle previsioni (di ¼% del PIL). Rispetto al 2012, l'aumento del
disavanzo al 3,6% nel 2013 è essenzialmente dovuto all'eliminazione graduale di
prelievi settoriali con un effetto netto di bilancio dello 0,7% del PIL nel 2013,
ai maggiori oneri di servizio del debito pari a ½% del PIL, nonché a un
restringimento della base imponibile dell'imposta sul reddito delle persone
fisiche con un effetto sul bilancio dello 0,3% del PIL. Secondo le previsioni
questi effetti che determinano un incremento del disavanzo, che rappresentano
in totale di circa l'1½% del PIL, saranno solo parzialmente compensati
dall'ulteriore attuazione del programma di riforme strutturali Széll Kálmán,
che produrrà risparmi pari allo 0,4% del PIL, e da altri risparmi pari allo 0,4%
del PIL, quali il congelamento nominale dei salari nel settore pubblico.
Infine, il bilancio dovrebbe beneficiare in certa misura della ripresa
economica prevista.
(11)          
Secondo le stime più recenti dei servizi della
Commissione, dopo un deterioramento dell'1½% nel 2010 e di ½% nel 2011, il
saldo strutturale dovrebbe migliorare di quasi il 2% nel 2012 per poi
peggiorare di nuovo di ½% del PIL nel 2013. Se il governo adottasse le misure
necessarie per raggiungere gli obiettivi di bilancio nel 2012 e nel 2013, il
miglioramento strutturale ammonterebbe all’incirca al 2½% del PIL nel 2012 e a
½% del PIL nel 2013.
(12)          
Le prospettive di bilancio descritte sopra
potrebbero essere migliorate di oltre ½% del PIL nel 2013 se le riforme
previste nel piano Széll Kálmán venissero specificate e attuate in modo
adeguato. Gli ulteriori risparmi di spesa pubblicati il 21 febbraio 2012 devono
essere documentati, in particolare nell'ambito della riduzione dei
finanziamenti alle imprese di trasporto pubblico e alle società farmaceutiche,
mentre entrate supplementari potrebbero provenire dalla prevista introduzione
di un sistema elettronico per i pedaggi stradali. Al fine di raggiungere una
correzione durevole del disavanzo eccessivo, oltre che da queste misure
l’Ungheria potrebbe trarre beneficio da assegni familiari universali più mirati
(eventualmente in collegamento con le generose detrazioni fiscali per le
famiglie introdotte di recente), dall'introduzione di un’imposta generale sul
patrimonio basata sul valore, e dall'aumento della progressività del sistema di
tassa “piatta” (flat income tax) sul reddito; quest'ultimo punto era oggetto
della raccomandazione del Consiglio all'Ungheria del luglio 2011 nel contesto
del semestre europeo. 
(13)          
Dopo essere aumentato dal 79,7% all'81,3% del PIL
fra il 2009 e il 2010, nel 2011 il debito pubblico lordo è calato leggermente
all'80,3% del PIL. Questo lieve miglioramento riflette il significativo avanzo
primario dell'8% del PIL, generato dalle entrate una tantum derivanti
dall'acquisizione degli attivi dei regimi pensionistici privati, in gran parte
controbilanciate dal deprezzamento del tasso di cambio. Per il periodo
successivo, dato il valore previsto del disavanzo e sulla base di un'ipotesi
tecnica di un tasso di cambio più elevato rispetto alla fine del 2011, nonché
ipotizzando un'ulteriore vendita degli attivi degli ex fondi pensionistici
privati per l’1% del PIL, si prevede che il debito pubblico lordo si attesti
intorno al 76% del PIL nel 2012 e torni a salire dal 2013.
(14)          
Gli ultimi sviluppi di bilancio mettono in evidenza
carenze nella governance di bilancio e nella trasparenza della pianificazione e
dell'attuazione del bilancio. Dopo aver di fatto indebolito il precedente
quadro relativo alla governance di bilancio, che nella seconda metà del 2010
era ancora in fase embrionale, le autorità hanno introdotto nella nuova
costituzione (in vigore a decorrere dal 1° gennaio 2012) gli elementi
fondamentali del nuovo assetto. In particolare, il massimale nominale del
debito è stato fissato al 50% del PIL (da raggiungere mediante una costante
riduzione del debito rispetto all'elevato livello attuale) ed è stato
attribuito un diritto di veto sul bilancio al rinnovato Consiglio di bilancio.
Le disposizioni legislative supplementari per stabilire le nuove regole numeriche
operative a livello sia centrale che locale, nonché le disposizioni sulle
modalità di funzionamento del Consiglio di bilancio sono state adottate alla
fine del 2011 con una cosiddetta “legge cardinale”. Le nuove regole numeriche
adottate sembrano concentrarsi troppo sul ciclo di bilancio annuale e non
sembrano favorire la pianificazione di bilancio a medio termine, che il
Consiglio aveva raccomandato di rafforzare nella raccomandazione formulata nel
luglio 2011 nel contesto del semestre europeo. Nella stessa raccomandazione
specifica rivolta all'Ungheria, il Consiglio aveva inoltre avanzato la
richiesta di ampliare le competenze analitiche del Consiglio fiscale (ad
esempio mediante la preparazione periodica di previsioni macrofinanziarie di
base) che è rimasta insoddisfatta anche dopo l'adozione della legge sulla
stabilità economica nel dicembre 2011.
(15)          
Il controllo regolare e tempestivo dei progressi
compiuti nell'attuazione della strategia di risanamento del bilancio per la
correzione del disavanzo eccessivo trova sostegno nell'articolo 10 bis
del regolamento (CE) n. 1467/97, che prevede che lo Stato membro
interessato fornisca tutte le informazioni necessarie. A questo proposito,
dovrebbe essere aggiunto un capitolo separato all'aggiornamento del programma
di convergenza dell'Ungheria per l'anno 2012 e seguenti e anche alle relazioni
semestrali sullo stato di avanzamento fino al termine della procedura per i
disavanzi eccessivi, in linea con gli impegni assunti dalle autorità ungheresi.
(16)          
Le misure di risanamento del bilancio dovrebbero
permettere un miglioramento durevole del saldo delle amministrazioni pubbliche,
pur essendo nel contempo indirizzate ad incrementare la qualità delle finanze
pubbliche e a rafforzare il potenziale di crescita dell’economia,
RACCOMANDA:
(1)                   
Che le autorità ungheresi pongano fine all’attuale
situazione di disavanzo eccessivo al più tardi entro il 2012.
(2)                   
Che le autorità ungheresi riportino il disavanzo
delle amministrazioni pubbliche al di sotto del valore di riferimento del 3%
del PIL in modo credibile e sostenibile, in linea con il percorso pluriennale
indicato nel programma di convergenza aggiornato dell'Ungheria del 15 aprile 2011,
approvato dal Consiglio nel parere formulato il 12 luglio 2011. Specificamente
a tal fine le autorità ungheresi sono chiamate a:
(a)         
garantire il conseguimento dell'obiettivo di
disavanzo del 2,5% del PIL per il 2012 rispetto al risultato previsto del 3%
del PIL in base al quadro macroeconomico risultante dalle previsioni intermedie
del febbraio 2012 dei servizi della Commissione, che richiederebbe un ulteriore
sforzo di bilancio di almeno ½% del PIL oltre a quello già previsto dell'1,9%
del PIL. In particolare ciò dovrebbe essere ottenuto mediante un'ulteriore
specificazione e attuazione rigorosa delle misure di riduzione del deficit
previste nel piano Széll Kálmán e nell'aggiornamento 2011 del programma
di convergenza, nonché mediante l'adozione di altre misure di risanamento di
natura strutturale, ove necessario. Destinare eventuali entrate impreviste al
miglioramento del saldo nominale, comprese eventuali entrate una tantum
derivanti dal passaggio dei beneficiari dal pilastro pensionistico privato a
quello pubblico; 
(b)         
adottare misure supplementari di carattere
strutturale, ove necessario, per garantire che nel 2013 il disavanzo, che in
base al quadro macroeconomico risultante dalle previsioni intermedie del
febbraio 2012 dei servizi della Commissione supererebbe dello 0,6% del PIL la
soglia del 3% del PIL prevista dal trattato, rimanga ben al di sotto della soglia,
anche dopo la completa eliminazione graduale, prevista e raccomandata, di
entrate una tantum pari a quasi l'1% del PIL. Tali misure potrebbero
comprendere un’ulteriore specificazione e attuazione delle riforme strutturali
previste del piano Széll Kálmán; 
(c)         
inserire nelle prossime leggi di bilancio riserve
sufficienti (oltre alla riserva generale prescritta dalla legge sulle finanze
pubbliche) per garantire il raggiungimento degli obiettivi di bilancio anche in
caso di eventi imprevisti.
(3)                   
Il suddetto aggiustamento di bilancio dovrebbe
contribuire alla riduzione del rapporto debito pubblico lordo/PIL. In
particolare, nei tre anni successivi alla correzione del disavanzo eccessivo si
dovrebbe garantire che il debito pubblico si avvicini al valore di riferimento,
in conformità dell’articolo 2, paragrafo 1 bis, del regolamento (CE) n. 1467/97.

(4)                   
Come raccomandato dal Consiglio nel luglio 2011, le
autorità ungheresi dovrebbero rendere operative le norme di bilancio
costituzionali fondamentali adattando la “legge cardinale” sulla stabilità
economica. Le regole numeriche dovrebbero garantire che il processo di bilancio
sia integrato in un quadro vincolante a medio termine e le competenze
analitiche del Consiglio di bilancio dovrebbero essere ampliate.
(5)                   
Il Consiglio ha fissato al [13 settembre 2012] il
termine entro il quale il governo ungherese deve adottare misure efficaci e
specificare i provvedimenti necessari per effettuare progressi verso la
correzione durevole del disavanzo eccessivo. Per valutare l’efficacia delle
misure si terrà conto degli sviluppi economici rispetto alle prospettive
aggiornate presentate nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che
accompagna la raccomandazione della Commissione per la presente raccomandazione
del Consiglio. 
Le autorità ungheresi riferiranno in merito ai
progressi realizzati nell'attuazione delle presenti raccomandazioni in un
capitolo separato dell'aggiornamento del programma di convergenza dell'Ungheria
che verrà elaborato per il 2012 e per gli anni seguenti, nonché nelle relazioni
semestrali sullo stato di avanzamento fino al termine della procedura per i
disavanzi eccessivi, in linea con gli impegni assunti dalle autorità ungheresi.

Il Consiglio sottolinea inoltre l’importanza
di conseguire l’obiettivo a medio termine al fine di garantire la sostenibilità
delle finanze pubbliche o rapidi progressi per raggiungerla. Il Consiglio
invita pertanto le autorità ungheresi ad adottare le misure strutturali
necessarie per conseguire l'obiettivo di bilancio di un disavanzo del 2,2% del
PIL nel 2013, in modo da garantire che l’obiettivo a medio termine –
attualmente un saldo strutturale pari al -1,5% del PIL – sia mantenuto,
parallelamente alla correzione durevole del disavanzo eccessivo. 
L'Ungheria è
destinataria della presente raccomandazione.
Fatto a Bruxelles, il 
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente