CELEX: C1998/258/35
Language: it
Date: 1998-08-15 00:00:00
Title: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Granducato di Lussemburgo, proposto il 25 maggio 1998 (Causa C-202/98)

C 258/22                IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                        15.8.98
Ricorso della Commissione delle ComunitaÁ europee contro               dell'art. 3 del regolamento tali clausole debbono essere o
il Granducato di Lussemburgo, proposto il 25 maggio                    ritirate o adattate, in conformitaÁ dell'art. 4.
                               1998
                        (Causa C-202/98)
                                                                       I traffici soggetti al codice di comportamento per le confe-
                          (98/C 258/35)
                                                                       renze di linee contemplati dall'art. 4, n. 1, lett a), del rego-
                                                                       lamento non beneficiano di alcun termine di grazia per il
                                                                       previsto adattamento. Per quanto riguarda gli altri traffici,
Il 25 maggio 1998, la Commissione delle ComunitaÁ euro-                il termine ultimo concesso dall'art. 4, n. 1, lett. b), per gli
pee, rappresentata dai signori Franck Benyon, consigliere              adattamenti eÁ scaduto dal 1o gennaio 1993. Poco importa
giuridico e Bernard Mongin, membro del servizio giuri-                 pertanto se i traffici erano disciplinati dalla lett. a) o dalla
dico, in qualitaÁ di agenti, con domicilio eletto in Lussem-           lett. b), dell'art. 4, n. 1, dato che ogni termine di adatta-
burgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, Centre                 mento eÁ scaduto da lungo tempo. La Commissione non
Wagner, Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di giu-              dispone di alcuna informazione che le consente di conclu-
stizia delle ComunitaÁ europee un ricorso contro il Grandu-            dere che il Granducato di Lussemburgo ha a tutt'oggi pro-
cato di Lussemburgo.                                                   ceduto a un adattamento o a una soppressione delle clau-
                                                                       sole figuranti negli accordi con il Senegal e la Costa d'Avo-
                                                                       rio.
La Commissione delle ComunitaÁ europee conclude che la
Corte voglia:
                                                                       L'art. 3 del regolamento n. 4055/86 riguarda accordi con-
                                                                       clusi dagli Stati membri. Il Lussemburgo per quanto rilevi
Ð dichiarare che concludendo e mantenendo in vigore                    la non pubblicazione degli accordi, non sembra rimettere
     accordi contenenti clausole di ripartizione dei carichi           in discussione il fatto che gli accordi sono stati valida-
     con il Mali e il Togo e non pervenendo neÂ ad adattare            mente stipulati dal Belgio in nome dell'UEBL, ai sensi
     gli accordi con il Senegal e la Costa d'Avorio in modo            dell'art. 31, n. 1, del Trattato UEBL, e che eÁ pertanto vin-
     da prevedere un accesso equo, libero e non discrimina-            colato nei confronti dei paesi terzi. L'art. 3 del regola-
     torio dei cittadini comunitari alle parti di carico spet-         mento precisa poi, in modo tassativo, che le clausole sono
     tanti al Lussemburgo, neÂ a denunciare tali accordi, il           ritirate o adattate; esso quindi non si limita a invitare gli
     Lussemburgo non ha rispettato gli obblighi che gli                Stati membri a negoziare in tal senso ma pone a carico
     derivano ai sensi del regolamento (CEE) del Consiglio             degli Stati membri un obbligo di risultato tassativo.
     22 dicembre 1986, n. 4055, che applica il principio
     della libera prestazione dei servizi ai trasporti marit-
     timi tra Stati membri e tra Stati membri e paesi
                                                                       Il rifiuto del Lussemburgo di denunciare accordi per il
     terzi (1), e in particolare dei relativi artt. 3 e 4, n. 1,
                                                                       motivo che essi contengono altre disposizioni importanti,
     per quanto riguarda il Senegal e la Costa d'Avorio e
                                                                       conformi al diritto comunitario non può essere accettato.
     del suo art. 5 per quanto riguarda il Mali e il Togo;
                                                                       Una posizione siffatta si risolverebbe nel privare di effetti
                                                                       il principio del primato del diritto comunitario sul diritto
                                                                       nazionale in materia di prestazioni di servizi. La denuncia
Ð condannare il Granducato di Lussemburgo alle spese.                  degli accordi bilaterali in contrasto con il diritto comunita-
                                                                       rio non impedisce assolutamente la conclusione da parte
                                                                       del Lussemburgo di nuovi accordi nelle materie non consi-
Motivi e principali argomenti                                          derate dal diritto comunitario.
Gli accordi esistenti UEBL Ð Costa d'Avorio, UEBL Ð                    La tesi secondo cui gli accordi non sono in grandissima
Senegal                                                                misura operativi, per quanto riguarda il Lussemburgo o
                                                                       che non consti che societaÁ lussemburghesi di navigazione
                                                                       marittima vi siano implicate eÁ inconferente sia per quanto
Gli accordi con il Senegal e la Costa d'Avorio sono entrati            riguarda l'art. 3 che l'art. 5 del regolamento n. 4055/86, i
in vigore il 3 settembre 1984 e il 25 ottobre 1979, cioeÁ              quali, l'uno come l'altro, si riferiscono a «clausole in mate-
prima dell'entrata in vigore del regolamento n. 4055/86. Si            ria di ripartizione dei carichi contenuti in qualsiasi
tratta pertanto di accordi esistenti, contemplati dalle                accordo»; anche se le societaÁ lussemburghesi non abbiano
disposizioni di cui agli artt. 3 e 4 di quest'ultimo testo nor-        tratto vantaggi da tali diritti, quello che conta eÁ la loro esi-
mativo.                                                                stenza e la conseguenza che i cittadini degli altri Stati
                                                                       membri non possano profittarne.
Ciascuno di tali accordi contengono clausole in materia di
ripartizione dei carichi che riservano il traffico per la              Sulla base delle circostanze di cui sopra, la Commissione
quota del 40 % alle societaÁ di navigazione marittime bel-             considera che il Lussemburgo non si eÁ conformato agli
ghe o lussemburghesi, con esclusione delle societaÁ di navi-           obblighi derivatigli dal regolamento n. 4055/86, per
gazione degli altri Stati membri della ComunitaÁ. Ai sensi             quanto riguarda gli accordi esistenti.
 ---pagebreak--- 15.8.98               IT                      Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                     C 258/23
Gli accordi stipulati dopo l'entrata in vigore del regola-             Ð dichiarare che, per effetto dell'adozione e del manteni-
mento n. 4055/86 (UEBL Ð Mali, UEBL Ð Togo)                                 mento in vigore dell'art. 2 della legge 9 luglio 1975,
                                                                            relativa al controllo delle imprese assicurative, nel
                                                                            testo modificato dal regio decreto 12 agosto 1994, il
Il divieto delle clausole in materia di ripartizione dei cari-              Regno del Belgio eÁ venuto meno agli obblighi ad esso
chi «contenute in qualsiasi accordo» (art. 5 del regola-                    incombenti in forza della direttiva del Consiglio 18 giu-
mento) eÁ inteso a impedire gli effetti giuridici sostanziali di            gno 1992, 92/49/CEE (1), che coordina le disposizioni
siffatte clausole che ledono il principio della libera presta-              legislative, regolamentari e amministrative riguardanti
zione dei servizi applicabile ai trasporti marittimi, ai sensi              l'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla
del regolamento n. 4055/86. Al fine di garantire l'effetto                  vita e che modifica le direttive 73/239/CEE (2) e 88/
utile del divieto, gli Stati membri sono tenuti a non inse-                 357/CEE (terza direttiva «assicurazione non vita») (3),
rire clausole in materia di ripartizione dei carichi nella                  noncheÂ in forza del Trattato CE.
conclusione di nuovi accordi con i paesi terzi.
                                                                       Motivi e principali argomenti
Gli accordi con il Mali e il Togo contengono delle clausole
in materia di ripartizione dei carichi, che trattandosi di un
accordo futuro, possono essere autorizzate, solo nelle cir-
costanze eccezionali previste dall'art. 5, n. 1, del regola-           Escludendo dalla sfera di applicazione della legge nazio-
mento n. 4055/86, cioeÁ quando le societaÁ di navigazione              nale di trasposizione tutte le casse o imprese assicurative
di linea della ComunitaÁ non disporrebbero senza tali clau-            che assicurano gli infortuni sul lavoro anche quando tali
sole di una possibilitaÁ effettiva di effettuare traffici a desti-     imprese perseguano scopi lucrativi a proprio rischio,
nazione del paese terzo interessato e in provenienza da                l'art. 2 della legge belga 9 luglio 1975, nel testo modifi-
questo, e conformemente al disposto dell'art. 6, del regola-           cato dal regio decreto 12 agosto 1994, non appare con-
mento, che prevede una proposta della Commissione al                   forme alla direttiva 92/49/CEE. La Commissione non con-
Consiglio. Queste circostanze e procedure non ricorrono                testa che il regime belga di base in materia di infortuni sul
nella presente fattispecie. L'accordo di cui trattasi riserva i        lavoro rientri nella deroga in materia previdenziale. Tutta-
trasporti tra le parti alle navi battenti la loro bandiera o           via, quando, secondo la normativa di uno Stato membro,
gestite da «societaÁ di navigazione nazionali». Ne consegue            le operazioni rientranti nel regime previdenziale obbligato-
che navi gestite da cittadini di altri Stati membri restano            rio possono essere praticate da imprese assicurative che
esclusi dal detto traffico.                                            perseguono scopi lucrativi a loro proprio rischio, come nel
                                                                       caso del Belgio, esse ricadono nella sfera di applicazione
                                                                       della direttiva 92/49/CEE.
Il Granducato di Lussemburgo non ha dato la prova, a
suo carico, che tali accordi sono stati denunciati.
                                                                       L'unica interpretazione della direttiva 92/49/CEE che con-
                                                                       sente di conciliare gli artt. 2, secondo comma, e 55 eÁ
( ) GU L 378, del 31.12.1986, pag. 1.
 1
                                                                       quella consistente nell'includere nella sfera di applicazione
                                                                       della direttiva l'attivitaÁ assicurativa in materia di infortuni
                                                                       sul lavoro svolta da imprese assicurative che perseguono
                                                                       scopi di lucro a loro proprio rischio.
Ricorso della Comissione delle ComunitaÁ europee contro                La dichiarazione comune del Consiglio e della Commis-
       il Regno del Belgio, presentato il 2 giugno 1998                sione allegata al processo verbale del Consiglio all'atto
                                                                       dell'emanazione della direttiva 88/357/CEE si ricollega
                      (Causa C-206/98)                                 all'art. 12, n. 2, secondo comma, della direttiva medesima,
                                                                       abrogato dall'art. 37 della direttiva 92/49/CEE con effetto
                         (98/C 258/36)                                 a decorrere dal 1o luglio 1994; essa non può pertanto pre-
                                                                       valere sulle chiare disposizioni di una direttiva successiva,
                                                                       emanata a modifica della direttiva che era stata oggetto
Il 2 giugno 1998 la Commissione delle ComunitaÁ europee,               della dichiarazione.
rappresentata dalla signora Christina Tufvesson, consi-
gliere giuridico, e dal signor Bernard Mongin, membro del
servizio giuridico, in qualitaÁ di agenti, con domicilio eletto        Infine, erroneamente il governo belga si richiama all'art. 55
in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz,               del Trattato CE. La base giuridica della direttiva 92/49/
Centre Wagner, Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte               CEE eÁ costituita dagli artt. 57, n. 2, e 66 del Trattato CE
di giustizia delle ComunitaÁ europee un ricorso contro il              e mira alla realizzazione del mercato interno nel settore
Regno del Belgio.                                                      dell'assicurazione diretta diversa dall'assicurazione sulla
                                                                       vita, sotto il duplice profilo della libertaÁ di stabilimento e
                                                                       della libera prestazione dei servizi. Ne consegue che, nei
La Commissione delle ComunitaÁ europee conclude che la                 settori armonizzati dalla detta direttiva (e, in particolare,
Corte voglia:                                                          con riguardo ai controlli dei rischi e degli aspetti finanziari