CELEX: 51999PC0385
Language: it
Date: 1999-07-23
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori che modifica le direttive 97/7/CE e 98/27/CE

Avis juridique important

|

51999PC0385

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori che modifica le direttive 97/7/CE e 98/27/CE  /* COM/99/0385 def. - COD 99/0245 */  

Gazzetta ufficiale n. C 177 E del 27/06/2000 pag. 0021 - 0027

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori che modifica le direttive 97/7/CE e 98/27/CE(presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)RELAZIONE1. Richiamo della proceduraIl 19 novembre 1998, la Commissione ha adottato una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori e modificante le direttive 90/619/CEE del Consiglio, 97/7/CE e 98/27/CE [1].[1]   GU C 385 dell'11.12.1998, pag. 10.Il Comitato economico e sociale ha adottato il suo parere nel corso della sua 363a sessione plenaria (seduta del 29 aprile 1999) su proposta del suo relatore, Sig. ATAIDE FERREIRA [2].[2]   CES 458/99.Il Parlamento europeo ha adottato il 5 maggio 1999 una risoluzione legislativa recante parere del Parlamento europeo, su proposta del suo relatore, Sig.ra OOMEN-RUITEN [3].[3]   A4-190/99.Gruppi di lavoro del Consiglio si sono riuniti nei giorni 8 e 15 dicembre 1998 e 18 gennaio, 8 febbraio, 8 marzo, 17 maggio e 22 giugno 1999.Si è tenuta una discussione politica nel corso della 2171a riunione del Consiglio del 13 aprile 1999 a Lussemburgo [4].[4]   Doc. 7206/99.La proposta modificata è stata elaborata tenendo conto degli emendamenti del Parlamento europeo, pur in previsione di un certo numero di modifiche risultanti sia dal grado di armonizzazione complessiva della proposta, sia dalla necessirà di prevedere una chiara articolazione con i testi preesistenti. La proposta è inoltre elaborata alla luce dei lavori del Consiglio. Essa tiene infine conto dei lavori intervenuti in seno al Consiglio economico e sociale.2. Commenti sulle modifiche* VistoL'emendamento n. 1 non è stato ripreso, poiché il visto dell'articolo 153, che rinvia all'articolo 95, è superfluo.* ConsiderandoGli emendamenti 2 e 3, volti a migliorare la formulazione dei considerando 3 e 5, sono stati ripresi.L'emendamento 4, in base al quale le regole comuni adottate ai sensi della direttiva non possono avere l'effetto di pregiudicare la protezione generale del consumatore negli Stati membri, è stato ripreso nella misura in cui non pregiudica il livello di armonizzazione totale della proposta.L'emendamento 7, volto a sopprimere il riferimento al diritto di riflessione, è stato ripreso.L'emendamento 42 non è stato ripreso, tenuto conto che non lo è stato neppure l'emendamento 43, volto a introdurre una modifica dell'articolo 1, paragrafo 2.L'emendamento 9 non è stato ripreso, tenuto conto del fatto che non lo è stato neppure l'emendamento 45 volto a introdurre una modifica dell'articolo 2, lettera a).L'emendamento 10 è stato parziamente ripreso.L'emendamento 11 è stato ripreso.Il considerando 18, tenuto conto della modifica dell'articolo 4, è soppresso, ed è stato quindi ripreso l'emendamento 12.L'emendamento 13, a carattere unicamente redazionale, non è stato ripreso.L'emendamento 14 è stato ripreso, ma è stato inserito come considerando 16 bis.* Articolo 1 : campo d'applicazioneL'emendamento 57 (volto a introdurre in un paragrafo 1 bis una disposizione che vietava agli Stati membri di adottare disposizioni diverse da quelle stabilite dalla direttiva) non è stato ripreso. Infatti poiché gli Stati membri non sono esplicitamente abilitati dalla direttiva ad adottare o a mantenere misure che garantiscono ai consumatori una protezione maggiore di quella garantita dalle misure previste dalla direttiva (cosiddetta clausola minima), essi non possono adottare misure diverse da quelle stabilite dalla direttiva. Tale elemento è già contenuto del resto nel considerando 9. Una simile disposizione avrebbe inoltre avuto l'effetto di generare dubbi sulla portata delle altre direttive.L'emendamento 43 (volto a modificare il paragrafo 2 relativo ai contratti successivi o alle prestazioni scaglionate nel tempo) non è stato ripreso. Il testo dell'articolo 1, paragrafo 2, così come risulta dalla proposta iniziale, è infatti più preciso.Gli emendamenti 40 e 44 (volti a introdurre un articolo 1 , paragrafo 2 bis, escludente dal campo d'applicazione degli articoli da 3 a 11 i contratti stipulati con atto notarile) non sono stati ripresi. Una simile disposizione avrebbe infatti avuto l'effetto di ricomprendere questo tipo di contratti nell'ambito d'applicazione della direttiva, impedendo agli Stati membri di adottare qualunque disposizione al loro riguardo. D'altro canto, la difficoltà sollevata da questo tipo di contratti riguarda l'applicazione del diritto di recesso. L'applicazione delle altre disposizioni della direttiva non pone problemi particolari e la difficoltà si incontra quindi solo nell'ambito d'applicazione dell'articolo 4.* Articolo 2 : definizioni- La definizione del "contratto a distanza" è stata modificata, al fine di ricomprendere i contratti per i quali il fornitore utilizza esclusivamente tecniche di comunicazione a distanza sino alla stipula del contratto compresa. La definizione è stata quindi resa coerente con quella contenuta nella direttiva 97/7/CE. Tale modifica integra la seconda parte dell'emendamento 45 del PE.La prima parte di questo emendamento è volta a comprendere qualunque contratto a distanza, stipulato o no nel quadro di un sistema di vendita o di prestazione di servizio a distanza organizzato dal fornitore. Questa prima parte non è stata ripresa, nella misura in cui la Commissione non intende inserire nella definizione i servizi forniti a distanza in modo occasionale da un prestatario e la definizione contenuta nella direttiva 97/7/CE si basa anch'essa sulla nozione di sistema organizzato; la Commissione intende conformarsi a tale definizione.- La definizione dei servizi finanziari viene semplificata rispetto alla proposta iniziale; qualunque riferimento a direttive esistenti è stato eliminato, al fine, da un lato, di garantire che sia ricompreso qualunque tipo di servizi finanziari suscettibili di essere proposti al consumatore e, dall'altro, di evitare le lacune che deriverebbero dalla definizione scelta precedentemente. Tale modifica risponde alla preoccupazione espressa nell'emendamento 46 del Parlamento.È stato inoltre soppresso l'allegato a carattere indicativo, anche in questo caso per evitare problemi d'interpretazione. I riferimenti che lo integravano sono ora inseriti direttamente nel corpo degli articoli.- Una nuova definizione del "credito immobiliare" è risultata necessaria per rispondere all'esigenza, espressa dal Parlamento, di prevedere disposizioni particolari per quanto riguarda il credito immobiliare..- Riprendendo l'emendamento 19 del Parlamento, la definizione del "consumatore" è stata semplificata e resa conforme alle definizioni normalmente utilizzate, sopprimendo il riferimento alla residenza sul territorio comunitario che avrebbe potuto creare problemi d'interpretazione.- È stata modificata la definizione del "supporto durevole", al fine di chiarirne la portata. Questo intento di chiarimento era inoltre presente nell'emendamento 20 del Parlamento. Tale emendamento non è stato tuttavia ripreso come tale, tenendo conto delle conseguenze che tale formulazione avrebbe comportato per quanto riguarda il commercio elettronico.* Articolo 3 : informazione preliminareL'emendamento 21 del Parlamento, volto a prevedere nella sua parte essenziale un'informazione del consumatore prima della stipula del contratto, è stato ripreso, ma con una diversa formulazione, al fine, da un lato, di stabilire un elenco di informazioni che abbiano un valore aggiunto nel quadro dei contratti stipulati a distanza e, dall'altro, di articolare questo elenco con le disposizioni esistenti delle direttive settoriali (assicurazione non vita, assicurazione vita, fondi comuni d'investimento, prospetti e servizi d'investimento).Si tratta di una disposizione fondamentale, reclamata sia dal Parlamento che dal Consiglio e dal Comitato economico e sociale.Questa disposizione è stata quindi ripresa, ma con un elenco adattato di informazioni, e completata per tenere conto della necessità di pervenire ad un'armonizzazione totale.Il testo è stato inoltre adattato e completato al fine di procedere all'articolazione con le altre direttive stabilendo che, ai sensi della presente direttiva, dovranno essere fornite solo le informazioni che non sono ancora previste dalle direttive settoriali.Il paragrafo 2 viene ripreso così come è stato proposto dal Parlamento. Tale disposizione figura inoltre anche nella direttiva 97/7/CE.Il paragrafo 2 bis, così come è stato proposto dal Parlamento, non è stato ripreso, nella misura in cui riguarda la stipula del contratto, che non rientra nell'oggetto di questo articolo.I paragrafi 3 e 4 della proposta iniziale sono stati soppressi, nella misura in cui è stato abbandonato l'approccio basato su un diritto di riflessione preliminare alla stipula del contratto.* Articolo 3 bis : Comunicazione delle condizioni contrattuali e dell'informazione preliminareL'emendamento 21 del Parlamento europeo prevede che le condizioni contrattuali, nonché un loro riassunto comprendente le informazioni preliminari, debbano essere comunicati per iscritto o su supporto durevole prima della stipula del contratto.Questa parte dell'emendamento 21 potrebbe impedire alcune forme di stipula di contratto ad esecuzione immediata (ad esempio contratti stipulati telefonicamente).Tuttavia,la Commissione accoglie l'obiettivo generale perseguito dal Parlamento, che è quello di far sì che il consumatore disponga delle informazioni e delle condizioni contrattuali.L'articolo 3 bis ha quindi per oggetto di prevedere che le condizioni contrattuali e le informazioni di cui all'articolo 3 debbano essere comunicate su supporto cartaceo o su un altro supporto durevole immediatamente dopo la stipula del contratto, se il consumatore non ne dispone al momento della stipula. Queste due ipotesi determinano inoltre il momento in cui inizia a decorrere il termine di recesso di cui all'articolo 4.La scelta del supporto è determinata di comune accordo dalle parti.Infine, l'emendamento del CES che prevedeva il divieto dei pagamenti anticipati non è stato ripreso, per coerenza con la direttiva 97/7/CE che non prevede tale divieto.* Articolo 4 : diritto di recessoGli emendamenti 38, 39 riv., 22, 48, 49 e 50 hanno per oggetto di stabilire un diritto di recesso a carattere generale, per un periodo di 30 giorni, determinando il momento in cui tale termine inizia a decorrere e stabilendo una serie di eccezioni a questo principio.Viene ripreso dalla Commissione il principio perseguito dal Parlamento, che è quello di disporre di un diritto di recesso generalizzato.L'articolo 4 è quindi modificato per tener conto delle principali preoccupazioni del Parlamento, ma con talune formulazioni diverse da quelle del Parlamento. Si tratta in realtà di tenere conto del fatto che la proposta contempla una vasta gamma di servizi finanziari, alcuni più complessi di altri,  alcuni che presentano impegni consistenti e a lungo termine per i consumatori, altri relativi ad operazioni di immediata esecuzione e di scarsa rilevanza..- La proposta modificata stabilisce un diritto di recesso a carattere generale.- Il termine durante il quale il consumatore può recedere va dai 14 ai 30 giorni e può essere fissato dagli Stati membri in funzione del livello maggiore o minore di protezione da garantire al consumatore in funzione dei servizi finanziari di cui si tratta. Tale disposizione consente ad esempio di concedere un termine più lungo per contratti vertenti su importi maggiori o per contratti di lunga durata.- Tuttavia, per non ostacolare la libera circolazione dei servizi finanziari, quando il fornitore rispetta il termine di recesso previsto dalla legislazione dello Stato membro in cui è stabilito, egli non è tenuto a rispettare un diverso termine di recesso eventualmente previsto dallo Stato membro in cui risiede il consumatore.- Il momento in cui inizia a decorrere il termine è funzione delle disposizioni del nuovo articolo 3 bis.Quanto alle eccezioni, si fa parzialmente seguito agli emendamenti del Parlamento, e sono presi in considerazione:- i servizi finanziari per i quali l'esercizio del diritto di recesso potrebbe comportare un rischio di speculazione (si tratta dei punti da 5 a 7 dell'allegato soppresso);- le assicurazioni non vita con termine inferiore a due mesi (invece di un mese);- i contratti la cui esecuzione è completamente conclusa prima che il consumatore eserciti il diritto di recesso, che in tale ipotesi non ha più ragione di essere.Un'esclusione di qualsiasi forma di credito non risulta auspicabile.Tuttavia, al fine di rispondere alle preoccupazioni espresse sia dal Parlamento che dal Consiglio, i crediti immobiliari sono oggetto di disposizioni specifiche:- tenuto conto dell'importanza che rivestono tali servizi per i consumatori, è importante che siano compresi nel campo d'applicazione della direttiva e che le disposizioni della direttiva si applichino integralmente a questo tipo di servizi;- tenuto conto della diversità delle norme nazionali in materia di credito immobiliare e delle varie forme che tali crediti possono assumere, risultano necessarie specifiche disposizioni per quanto riguarda il diritto di recesso:1. Gli Stati membri possono prevedere che il consumatore non possa più invocare il diritto di recesso quando con il suo consenso l'importo del finanziamento è stato trasferito al venditore del bene immobile o al rappresentante di quest'ultimo.2. Gli Stati membri possono prevedere che il consumatore non possa più invocare il diritto di recesso quando sia stato validamente e regolarmente stipulato un atto notarile relativo al credito immobiliare del quale il consumatore sia parte. Questa formulazione tiene conto, in particolare, delle seguenti considerazioni: la garanzia offerta dalla presenza di un notaio per il consumatore opera solo se egli è presente al momento della stipula del contratto di credito; orbene, in alcuni Stati membri, la stipula del contratto di credito può aver luogo prima che l'atto notarile sia stato perfezionato. In questa ipotesi, il consumatore deve poter recedere sino al perfezionamento dell'atto. Successivamente, questa possibilità può essergli rifiutata.È opportuno del resto sottolineare che, nella maggior parte dei casi, quando l'intervento del notaio è necessario affinché sia possibile la stipula stessa del contratto, il perfezionamento dell'atto avrà luogo in presenza delle parti e il contratto non sarà a distanza ai sensi della definizione dell'articolo 2.3. Per quanto riguarda i crediti immobiliari stabiliti sulla base di obblighi fondiari (ad esempio "Pfandbrief"), gli Stati membri possono prevedere che il consumatore non possa avvalersi del diritto di recesso.Il paragrafo 2 dell'articolo 4, relativo all'incitamento sleale, viene modificato secondo gli auspici del Parlamento ma con una formulazione leggermente diversa.Infine, il paragrafo 4 è soppresso, tenuto conto dell'inserimento dei crediti concessi nella lista delle eccezioni sopra indicate.* Articolo 5 : Esecuzione del contratto e pagamento del servizio fornito prima del recessoL'emendamento 23 del Parlamento, che si propone di chiarire ulteriormente la formulazione di questa disposizione, è parzialmente ripreso nel testo della proposta modificata.Infatti la struttura dell'articolo 5 viene modificata al fine di integrare un paragrafo relativo al consenso necessario del consumatore per iniziare l'esecuzione del contratto prima della scadenza del termine di recesso.La disposizione volta a vietare che tale prezzo da pagare possa costituire una penalità, proposta dal Parlamento, viene ripresa con una formulazione leggermente diversa.D'altro canto, la disposizione relativa alla previa informazione riguardante il prezzo da pagare figura ora nell'elenco delle informazioni preliminari indicate all'articolo 3 della proposta. Il paragrafo 2 viene modificato in questo senso.Infine, l'emendamento del Parlamento aveva per oggetto di fissare un termine massimo per il rimborso delle somme percepite dal fornitore, in caso di recesso. Questo principio viene mantenuto, ma il termine è portato a 30 giorni (un termine analogo è previsto dalla direttiva 97/7/CE).* Articolo 6 : informazione preliminarePoiché l'informazione preliminare del consumatore per quanto riguarda il diritto di recesso è ora prevista all'articolo 3, e poiché è stato eliminato il diritto al periodo di riflessione, l'articolo 6 è soppresso.* Articolo 7 : comunicazione sul supporto durevolePoiché la scelta del supporto è determinata dall'accordo delle parti, la comunicazione delle informazioni preliminari e delle condizioni contrattuali su supporto cartaceo o altro supporto durevole è ora parte integrante dell'articolo 3 bis e dell'articolo 4, paragrafo 3.Il fatto che debba intervenire un accordo tra le parti risponde a una preoccupazione del Parlamento espressa con l'emendamento 51.Inoltre l'esigenza della forma "scritta" posta da altre direttive viene rispettata, si faccia uso di un supporto cartaceo o di altro supporto durevole.L'articolo 7 è pertanto soppresso.* Articolo 8 : indisponibilità del servizioL'emendamento 25 del Parlamento relativo ai paragrafi da 1 a 3 dell'articolo 8 si propone di stabilire un termine massimo per il rimborso in caso di indisponibilità del servizio.Questo emendamento è stato ripreso, ma è stato portato a 30 giorni invece dei 14 previsti dal Parlamento.* Articolo 8 bis : pagamento con cartaLa seconda parte dell'emendamento 25 ha per oggetto di introdurre nel testo della proposta di direttiva il meccanismo di protezione previsto dall'articolo 8 della direttiva 97/7/CE, in caso di utilizzazione fraudolenta di una carta di pagamento.Questo emendamento è stato ripreso ma, per motivi di chiarezza, figura ora nell'articolo 8 bis.* Articolo 8 ter : restituzione dei documenti originaliL'emendamento 26 del Parlamento ha per oggetto di obbligare il consumatore a rinviare i documenti che sono in suo possesso in caso di esercizio del diritto di recesso o di indisponibilità del servizio, al fine di prevenire possibili frodi.Il principio di questo emendamento è stato ripreso. Tuttavia l'obbligo di rinviare i documenti è limitato ai documenti originali firmati dal fornitore, i soli suscettibili di fare fede. Tale obbligo non può essere esteso alle copie, poiché la loro riproduzione è di fatto incontrollabile, né ai documenti pubblicitari.* Articolo 9 : Servizi non richiestiL'emendamento 27 del Parlamento non è stato ripreso, nella misura in cui avrebbe l'effetto di sopprimere il divieto previsto dalla disposizione iniziale, lasciando sussistere unicamente le conseguenze di tale divieto.* Articolo 10 : comunicazioni non richiesteGli emendamenti 52 e 28 hanno per oggetto, da un lato, di aggiungere all'elenco dei mezzi di comunicazione che per essere utilizzati necessitano del previo accordo del consumatore la posta elettronica e il telefono, e, d'altro lato, di precisare gli obblighi degli Stati membri per quanto riguarda il meccanismo che consente al consumatore di far registrare il suo rifiuto di essere contattato tramite altri mezzi di comunicazione a distanza.È previsto infine, come nella direttiva 97/7/CE, che per le comunicazioni telefoniche l'identità del fornitore e lo scopo della chiamata debbano essere dichiarati all'inizio di qualunque conversazione.Questi emendamenti sono stati ripresi solo parzialmente.Al fine di garantire la coerenza con le disposizioni delle direttive 97/7/CE e 97/66/CE, il previo consenso dev'essere richiesto solo per i dispositivi automatici di chiamata e per i fax.Per gli altri mezzi di comunicazione, il consumatore può essere contattato fino al momento in cui egli non abbia espresso la volontà di non essere più oggetto di tali comunicazioni.La formulazione di questi principi, a fini di chiarezza e di coerenza, è tuttavia parzialmente ripresa da quella che figura nella direttiva 97/7/CE.È stata inoltre ripresa la parte dell'emendamento relativa ai particolari da fornire in caso di comunicazioni telefoniche.Infine, la sanzione in caso di violazione di queste disposizioni, in precedenza contenuta nell'articolo 11, viene modificata e integrata nel paragrafo 5.* Articolo 11 : carattere cogente delle disposizioniQuesto articolo non è stato oggetto di emendamento da parte del Parlamento. È stato tuttavia leggermente modificato, in quanto è stato soppresso il paragrafo 2.Questo paragrafo conteneva le sanzioni previste in caso di violazione degli articoli 6 e 10.Tenuto conto della soppressione dell'articolo 6, la sanzione relativa all'articolo 10 è stata trasferita direttamente nel corpo dell'articolo 10 (paragrafo 5) ed è stato quindi soppresso il paragrafo 2 dell'articolo 11.* Articolo 12 : Ricorso giudiziario o amministrativoL'emendamento 29 del Parlamento, volto a modificare la formulazione del paragrafo 1 dell'articolo 12 (sostituendo "se del caso" con "quando ciò sia possibile") non è stato ripreso, poiché non aggiungeva nulla al testo originale.L'articolo 12 è stato tuttavia modificato al fine di disciplinare solo i ricorsi giudiziari o amministrativi (a fini di coerenza con la direttiva 97/7/CE), mentre i ricorsi extragiudiziali sono ora disciplinati dall'articolo 12 bis.L'emendamento 31, volto a prevedere norme particolari di competenza che consentissero un accesso più agevole del consumatore alle giurisdizioni dello Stato membro in cui risiede, introducendo norme diverse da quelle della Convenzione di Bruxelles, non è stato ripreso poiché deroga a tale Convenzione.* Articolo 12 bis : Ricorso extragiudizialeUn nuovo articolo 12 bis è dedicato alle vie di ricorso extragiudiziali che riprendono il paragrafo 3 della iniziale.* Articolo 13 : onere della provaQuesto articolo non è stato modificato.* Emendamento 34 volto a introdurre un nuovo articolo 13 bisQuesto emendamento, che ha per oggetto di prevedere che il diritto privato degli Stati membri rimanga applicabile salvo disposizioni contrarie della presente direttiva, non è stato ripreso nella misura in cui la sua portata non è chiara e sembra solo confermare la realtà giuridica preesistente.* Articolo 14 : direttiva 90/619/CEEL'articolo 4, nella sua versione modificata, prevede un termine da 14 a 30 giorni per il dirito di recesso.Questo termine è identico al termine previsto dalla direttiva 90/619/CEE e la modifica di quest'ultima è quindi inutile.L'articolo è stato quindi soppresso.* Articoli 15, 16, 17, 18 e 19Questi articoli non sono stati modificati.L'emendamento 35, volto ad abbreviare il periodo di recepimento, non è stato ripreso poiché il termine fissato dal Parlamento era troppo breve.L'emendamento 36, in base al quale si obbligava la Commissione a presentare una relazione al più tardi 4 anni dopo l'entrata in vigore della direttiva, e a proporre eventualmente modifiche, non è stato ripreso.3. Bilancio* Lavori del Comitato economico e socialePunti essenziali del parere del CES  //  Risposta della Commissione3.1 Articolo 1 § 1 : sostituire "ravvicinamento" con "armonizzazione"3.2. Articolo 1 § 2 : considerare "qualunque nuovo contratto distinto e individuale"3.3. Articolo 2, lettera a) : inserire "esclusivamente" nella definizione3.4.1 Nuovo paragrafo all'articolo 3 sul divieto dei pagamenti anticipati3.4.2. Sostituire "tassi del mercato" con "fluttuazioni del mercato" e sopprimere la fine della frase.3.5.1. e 3.5.2. Modifiche redazionali3.5.3. Esclusione dei servizi di gestione di portafoglio e della consulenza in materia di investimento3.6. Servizi per i quali è impossibile il recesso3.7. Possibilità di esigere un supporto cartaceo invece di un supporto durevole3.8. Modifica redazionale all'articolo 93.9. Articolo 10 : mantenere solo l'opting-in3.10. Articolo 11 § 23.11. Sostituire "stretto collegamento" con "più stretta connessione"3.12. Più ampia competenza dei tribunali del domicilio del consumatore3.13. Relazione d'applicazione* clausola minima* base giuridica (articolo 153)  //  Respinto; non vi è differenzaRespinto (vedi commenti all'articolo 1 § 2)AccoltoRespintoL'articolo 3 è interamente modificato nel senso di una previa informazione: l'emendamento risulta pertanto inutile.L'articolo 4 è integralmente modificato: l'emendamento risulta pertanto inutile.RespintoParzialmente accolto escludendo la possibilità di recesso per i servizi interamente forniti prima dell'esercizio di tale dirittoRespinto. Cfr. tuttavia le modifiche apportate dall'articolo 3 bis in materia di accordo delle parti sul supporto durevoleRespintoRespinto (vedi commenti all'articolo 10)Parzialmente accolto (vedi modifiche agli articoli 10 e 11)RespintoRespinto (vedi commenti all'articolo 12)Respinto (vedi commenti all'articolo 17)Respinto (vedi considerando 9)Respinto (vedi commenti al primo visto)* Lavori del Parlamento>SPAZIO PER TABELLA>Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori che modifica le direttive 97/7/CE e 98/27/CEIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 47, numero 2, 55 e 95,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 251 del trattato,(1) considerando che è necessario, nell'ambito della realizzazione degli obiettivi del mercato interno, adottare le misure intese a consolidare progressivamente tale mercato e che tali misure devono d'altro canto contribuire al conseguimento di un livello elevato di protezione dei consumatori conformemente agli articoli 95 e 153 del trattato;(2) considerando che, sia per i consumatori che per i fornitori di servizi finanziari, la commercializzazione a distanza di servizi finanziari costituirà uno dei principali risultati tangibili della realizzazione del mercato interno; (3) considerando che, nell'ambito del mercato interno, è interesse dei consumatori poter accedere senza discriminazione alla gamma quanto più ampia possibile di servizi finanziari disponibili nella Comunità, onde poter scegliere quelli meglio rispondenti ai loro bisogni; che per assicurare la libertà di scelta dei consumatori, loro diritto essenziale, occorre un elevato grado di protezione del consumatore per garantire il rafforzamento della fiducia del consumatore nel commercio a distanza;(4) considerando che, per il buon funzionamento del mercato interno, è essenziale che i consumatori possano negoziare e concludere contratti con un fornitore insediato fuori del loro paese indipendentemente dal fatto che il fornitore abbia o meno un'agenzia nel paese di residenza del consumatore; (5) considerando che, per la loro natura immateriale, i servizi finanziari si prestano particolarmente al commercio a distanza e che l'instaurazione di un quadro giuridico applicabile alla commercializzazione a distanza di servizi finanziari deve accrescere la fiducia del consumatore nell'utilizzazione delle nuove tecniche di commercializzazione a distanza di servizi finanziari, come il commercio elettronico;(6) considerando che la direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 1997, riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza [5] stabilisce le principali disposizioni che si applicano ai contratti a distanza relativi a beni o servizi conclusi tra un fornitore e un consumatore; che i servizi finanziari non sono però contemplati da detta direttiva;[5]   GU L 144 del 4.6.1997, pag. 19.(7) considerando che, nel contesto dell'analisi da essa condotta al fine di determinare la necessità di misure specifiche in questo ambito, la Commissione ha inviato tutte le parti interessate a trasmetterle le loro osservazioni, segnatamente in occasione dell'elaborazione del suo Libro verde intitolato «Servizi finanziari: come soddisfare le aspettative dei consumatori» [6]; che dalle consultazioni condotte in tale contesto è emersa la necessità di rafforzare la protezione dei consumatori in questo settore; che la Commissione ha pertanto deciso di presentare una proposta specifica concernente la commercializzazione a distanza di servizi finanziari [7];[6]   COM(96) 209 def. del 22.5.1996.[7]   Comunicazione della Commissione "Servizi finanziari: rafforzare la fiducia dei consumatori", COM(97) 309 def. del  26.6.1997.(8) considerando che se gli Stati membri adottassero disposizioni divergenti o diverse di protezione dei consumatori in materia di vendita a distanza dei servizi finanziari ai consumatori ciò avrebbe un'incidenza negativa sul funzionamento del mercato interno e sulla concorrenza tra le imprese in esso attive; che è quindi necessario introdurre regole comuni a livello comunitario in tale ambito, senza pregiudicare la protezione generale del consumatore negli Stati membri;(9) considerando che, visto il livello elevato di protezione dei consumatori assicurato dalla presente direttiva, per assicurare la libera circolazione dei servizi finanziari, gli Stati membri non possono prevedere disposizioni diverse da quelle stabilite dalla presente direttiva per quanto concerne gli ambiti da essa armonizzati;(10) considerando che la presente direttiva copre tutti i servizi finanziari suscettibili di essere forniti a distanza; che certi servizi finanziari sono tuttavia disciplinati da disposizioni specifiche della legislazione comunitaria; che tali disposizioni specifiche continuano ad applicarsi a detti servizi finanziari; che è tuttavia opportuno stabilire principi relativi alla commercializzazione a distanza di tali servizi; (11) considerando che, conformemente ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità enunciati all'articolo 5 del trattato, gli obiettivi perseguiti dalla presente direttiva non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque essere meglio realizzati a livello comunitario;(12) considerando che i contratti negoziati a distanza implicano l'utilizzazione di tecniche di comunicazione a distanza; che queste diverse tecniche sono utilizzate nel quadro di un sistema di vendita o di prestazioni di servizi a distanza senza che si dia la presenza simultanea del fornitore e del consumatore; che l'evoluzione permanente di tali tecniche impone di definire principi validi anche per quelle ancora poco utilizzate; che i contratti a distanza sono quindi quelli in cui l'offerta, la negoziazione e la conclusione vengono effettuate a distanza;(13) considerando che uno stesso contratto che comporta operazioni successive può ricevere qualificazioni giuridiche diverse nei diversi Stati membri; che occorre però che la direttiva sia applicata allo stesso modo in tutti gli Stati membri; che a tal fine occorre considerare che la presente direttiva si applica alla prima di una serie di prestazioni successive o al primo di altri atti di esecuzione periodica che possono essere considerati come un unico atto negoziale, sia nel caso in cui detta prestazione o serie di prestazioni costituiscano l'oggetto di un contratto singolo, sia nel caso di contratti successivi e distinti;(14) considerando che riferendosi a un sistema di prestazioni di servizi organizzato dal fornitore di servizi finanziari, la direttiva mira a escludere dal proprio campo di applicazione le prestazioni di servizi effettuate su base puramente occasionale e al di fuori di una struttura commerciale avente l'obiettivo di concludere contratti a distanza;(15) considerando che il fornitore è la persona che fornisce servizi a distanza; che la presente direttiva deve però applicarsi anche quando una delle tappe della commercializzazione comporta la partecipazione di un intermediario; che, in  considerazione della natura e del grado di tale partecipazione, le disposizioni pertinenti della presente direttiva devono applicarsi a detto intermediario, indipendentemente dal suo statuto giuridico;(16) considerando che l'impiego di tecniche di comunicazione a distanza non deve portare a una diminuzione indebita dell'informazione fornita al consumatore; che, a fini di chiarezza, la presente direttiva fissa requisiti volti ad assicurare un livello adeguato di informazione del consumatore sia prima che dopo la conclusione del contratto; che il consumatore deve ricevere, prima della conclusione di un contratto, le informazioni preliminari necessarie al fine di poter valutare opportunamente il servizio finanziario propostogli e quindi scegliere con cognizione di causa; che il fornitore deve esplicitamente indicare per quanto tempo la sua offerta eventuale rimane immutata;(16bis) considerando che, per garantire una protezione ottimale del consumatore, è importante che egli sia sufficientemente informato sulle disposizioni della presente direttiva ed eventualmente sui codici di condotta esistenti in questo settore;(17) considerando che occorre prevedere un diritto di recesso senza penali e senza obbligo di fornire un giusto motivo;(18) (soppresso)(19) considerando che il consumatore dev'essere tutelato dai servizi non sollecitati; che il consumatore dev'essere sollevato da qualsiasi obbligo nel caso di servizi non sollecitati e che l'assenza di risposta non implica consenso da parte sua; che tale regola non pregiudica tuttavia la possibilità del tacito rinnovo dei contratti conclusi validamente tra le parti, quando il diritto degli Stati membri consenta tale tacito rinnovo;(20) considerando che gli Stati membri devono prendere le misure necessarie per proteggere effettivamente i consumatori che non vogliono essere contattati tramite determinate tecniche di comunicazione; che la presente direttiva fa salve le garanzie particolari offerte al consumatore dalla legislazione comunitaria relativa alla protezione dei dati personali e della vita privata; (21) considerando che occorre, per tutelare i consumatori, trattare la questione delle controversie; che si devono prevedere procedure appropriate ed efficaci di reclamo e di ricorso negli Stati membri onde disciplinare le eventuali controversie tra fornitori e consumatori utilizzando, se del caso, le procedure esistenti;(22) considerando che, per quanto concerne l'accesso dei consumatori alla giustizia e più in particolare alle giurisdizioni civili in caso di controversie fra contraenti di Stati diversi, occorre tenere conto della comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo intitolata «Verso una maggiore efficienza nell'ottenimento e nell'esecuzione delle decisioni nell'ambito dell'Unione europea» [8];[8]   GU C 33 del 31.1.1998, pag. 3.(23) considerando che gli Stati membri dovrebbero incitare gli organismi pubblici o privati preposti alla composizione stragiudiziale delle controversie a cooperare per risolvere le controversie fra contraenti di Stati di diversi; che questa cooperazione potrebbe in particolare mirare a consentire di sottoporre agli organi stragiudiziali stabiliti nello Stato membro in cui risiede i reclami relativi a fornitori stabiliti in altri Stati membri;(24) considerando che la Comunità europea e gli Stati membri hanno preso impegni nell'ambito del GATS (accordo OMC sugli scambi di servizi) quanto alla possibilità, per i consumatori europei, di acquistare all'estero servizi bancari e servizi d'investimento; che il GATS consente agli Stati membri di adottare misure per ragioni prudenziali, comprese misure per la protezione degli investitori, dei depositanti, dei sottoscrittori di assicurazioni o delle persone alle quali il fornitore di servizi finanziari è tenuto a prestare un servizio; che tali misure dovrebbero limitarsi ad imporre soltanto le restrizioni giustificate dalla protezione dei consumatori;(25) (soppresso)(26) considerando che, a seguito dell'adozione della presente direttiva, è opportuno procedere all'adeguamento dell'ambito di applicazione della direttiva 97/7/CE e della direttiva 98/27/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 1998, relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori [9];[9]   GU L 166 dell'11.6.1998, pag. 51.HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 : Campo di applicazionea) La presente direttiva ha per oggetto il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri relative alla vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori.b) Per i contratti riguardanti servizi finanziari ad esecuzione continuata o che comportano distinti atti di esecuzione differita, le disposizioni della presente direttiva si applicano esclusivamente al primo atto di esecuzione, indipendentemente dal fatto che tali prestazioni, ai sensi della legislazione nazionale, costituiscano l'oggetto di un contratto unico ovvero di più contratti separati.Articolo 2 : DefinizioniAi fini della presente direttiva s'intende per:a) «contratto a distanza»: qualunque contratto avente per oggetto servizi finanziari, stipulato tra un fornitore e un consumatore nell'ambito di un sistema di vendita o di prestazione di servizi a distanza organizzato dal fornitore che, per tale contratto, impieghi  esclusivamente tecniche di comunicazione a distanza fino alla stipula del contratto, compresa la stipula del contratto stesso;b) «servizio finanziario»: qualunque servizio bancario, assicurativo, d'investimento e di pagamento;b bis) «credito immobiliare»: qualsiasi credito, qualunque sia la garanzia o la cauzione ad esso collegata, destinato principalmente a consentire l'acquisizione o la conservazione di diritti di proprietà su un terreno o su un immobile edificato o da edificare, o destinato a consentire il rinnovo o il miglioramento di un immobile;c) «fornitore»: qualunque persona fisica o giuridica che, nell'ambito delle sue attività commerciali o professionali, fornisce personalmente i servizi oggetto di contratti che rientrano nell'ambito della presente direttiva o funge da intermediario nella fornitura di tali servizi o per la conclusione a distanza di un contratto tra le parti; d) «consumatore»: qualunque persona fisica residente sul territorio della Comunità europea che, nei contratti oggetto della presente direttiva, agisca per fini che non rientrano nel quadro della sua attività commerciale o professionale; e) «tecnica di comunicazione a distanza»: qualunque mezzo che, senza la presenza fisica e simultanea del fornitore e del consumatore, possa impiegarsi per la conclusione a distanza di un contratto tra le parti;f) «supporto durevole»: qualsiasi strumento che consenta al consumatore di conservare informazioni a lui personalmente e specificamente dirette, e che sono contenute in particolare in dischetti informatici, CD-ROM e anche nel disco fisso del computer del consumatore che tiene in memoria messaggi di posta elettronica;g) «operatore o fornitore di tecnica di comunicazione a distanza»: qualunque persona fisica o giuridica, pubblica o privata, la cui attività commerciale o professionale consista nel mettere a disposizione dei fornitori una o più tecniche di comunicazione a distanza.Articolo 3 : Informazione del consumatore prima della stipula del contratto1. In tempo utile prima della stipula del contratto, il consumatore deve disporre delle seguenti informazioni preliminari:a) l'identità e l'indirizzo del fornitore, nonché l'identità e l'indirizzo del rappresentante del fornitore stabilito nel paese di residenza del consumatore cui questi può eventualmente rivolgersi, quando tale rappresentante esista;b) una descrizione delle caratteristiche principali del servizio finanziario;c) il prezzo totale del servizio finanziario, comprese tutte le tasse relative;d) le modalità di pagamento e di fornitura o di esecuzione del contratto;e) la durata di validità dell'offerta o del prezzo;f) quando il prezzo è suscettibile di variare tra il momento in cui l'informazione viene fornita e il momento in cui è stipulato il contratto, un'indicazione di questa possibilità di variazione e gli elementi che consentono al consumatore di verificare il prezzo al momento della stipula del contratto;g) il costo dell'utilizzazione della tecnica di comunicazione a distanza, quando è calcolato su una base diversa da quella della tariffa di base;h) l'esistenza, la durata, le condizioni e le modalità d'esercizio del diritto di recesso, così come previsto dall'articolo 4;i) l'assenza del diritto di recesso per i servizi finanziari di cui all'articolo 4, paragrafo 1, secondo capoverso;j) l'importo di cui all'articolo 5,§1, lett. a, o, nel caso indicato all'articolo 5, §1, lett. b, l'importo che funge da base di calcolo del prezzo che il consumatore sarà tenuto a pagare se esercita il suo diritto di recesso;k) eventualmente, la durata minima del contratto, in caso di contratti di prestazione di servizi finanziari permanenti o periodici;l) i dati relativi alla rescissione del contratto;m) la legge applicabile al contratto, quando esiste una clausola contrattuale con la quale viene scelta una legge diversa da quella del luogo di residenza del consumatore;n) il tribunale competente in caso di controversie, quando esiste una clausola di elezione del foro che attribuisce la competenza a una giurisdizione diversa da quella del luogo di residenza del consumatore in caso di controversia, fatta salva la convenzione di Bruxelles;o) i riferimenti relativi all'autorità di supervisione cui è sottoposto il fornitore, quando questi sia sottoposto a tale supervisione;p) le procedure di reclamo e di ricorso non giurisdizionali.Tuttavia per quanto riguarda:- i servizi di cui alla Direttiva 92/49/CEE, e fatte salve le disposizioni dell'articolo 43 di tale Direttiva, devono essere fornite solo le informazioni di cui alle lettere c), d), e), f), g), h), i), j), k), l) e p;- i servizi di cui alla Direttiva 92/96/CEE, e fatte salve le disposizioni dell'articolo e dell'allegato 2 di tale Direttiva, devono essere fornite solo le informazioni di cui alle lettere c), e), f), g), j) e o);- i servizi finanziari di cui alla Direttiva 85/611/CEE, e fatte salve le disposizioni degli articoli da 27 a 35 e da 44 a 47 e degli allegati A e B di tale Direttiva, devono essere solo le informazioni di cui alle lettere g), i), m), n), o) e p);- i servizi finanziari di cui alla Direttiva 89/298/CEE, e fatte salve le disposizioni degli articoli da 7 a 18 e 21 di tale Direttiva, devono essere fornite solo le informazioni di cui alle lettere g), i), m), n), o) e p);- i servizi di cui alla Direttiva 93/22/CEE, e fatte salve le disposizioni dell'articolo 11 di tale Direttiva, devono essere fornite solo le informazioni di cui alle lettere e), f), g), h), i), j), m), n), o) e p).2. Le informazioni di cui al paragrafo 1, il cui fine commerciale deve risultare in modo inequivoco, devono essere fornite in modo chiaro e comprensibile tramite qualunque mezzo adeguato alla tecnica di comunicazione a distanza utilizzata, nel rispetto in particolare dei principi di lealtà in materia di transazioni commerciali e dei principi che disciplinano la protezione delle persone in condizione di incapacità giuridica secondo la loro legislazione nazionale, quali i minori.3. soppresso4. soppressoArticolo 3bis : Comunicazione delle condizioni contrattuale e della previa informazione1. Il fornitore deve comunicare al consumatore tutte le condizioni contrattuali su un supporto cartaceo o su un altro supporto durevole, nonché le informazioni indicate all'articolo 3, paragrafo 1, presentate in modo chiaro e comprensibile, subito dopo la stipula del contratto.2. Il fornitore è dispensato da questo obbligo se le condizioni contrattuali e le informazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, sono già state fornite al consumatore prima della stipula del contratto su un supporto cartaceo o su un altro supporto durevole.3. La scelta del supporto viene determinata di comune accordo dalle parti.Articolo 4 : Diritto di recesso dopo la stipula del contratto1. Gli Stati membri adottano misure affinché il consumatore disponga di un diritto di recesso da 14 a 30 giorni, a seconda dei servizi finanziari di cui si tratta, senza penali e senza doverne indicare il motivo:a) a decorrere dalla stipula del contratto, quando le condizioni contrattuali e le informazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, sono state fornite al consumatore prima della stipula del contratto, in conformità con l'articolo 3 bis, paragrafo 2;b) quando il contratto è stipulato su domanda esplicita del consumatore prima che le condizioni contrattuali e le informazioni di cui all'articolo 3, paragrafo 1, gli siano state comunicate, a decorrere dal giorno in cui tali elementi o l'ultimo di essi sono stati ricevuti, in conformità con l'articolo 3 bis, paragrafo 1.Quando il fornitore rispetta il termine di recesso previsto dalla legislazione dello Stato membro in cui è stabilito, non è tenuto a rispettare un termine di recesso diverso eventualmente previsto dallo Stato membro in cui risiede il consumatore.1 bis. Il diritto di recesso non si applica ai contratti riguardanti:a) operazioni di cambio;b) il ricevimento, la trasmissione e/o l'esecuzione di istruzioni e la prestazione di servizi relativi ai seguenti prodotti finanziari:- strumenti del mercato monetario- titoli negoziabili- fondi comuni d'investimento e altri sistemi d'investimento collettivo- contratti a termine e opzioni- strumenti su tassi di cambio e tassi d'interesse il cui prezzo dipende dalle fluttuazioni del mercato finanziario e che il fornitore non è in grado di controllare;c)  assicurazioni non vita di durata inferiore a 2 mesi;d) i contratti la cui esecuzione è interamente conclusa prima che il consumatore eserciti il suo diritto di recesso.1ter. Per quanto riguarda il credito immobiliare, gli Stati membri possono prevedere che il beneficio del diritto di recesso non possa essere invocato dal consumatore:- quando, con il suo consenso, l'importo del finanziamento è stato trasferito al venditore del bene immobile o al suo rappresentante;- una volta che sia stato validamente e regolarmente perfezionato un atto notarile relativo al credito immobiliare e di cui il consumatore è parte.Tuttavia per quanto riguarda i crediti finanziati sulla base di obbligazioni fondiarie, gli Stati membri possono prevedere che il consumatore non possa beneficiare del diritto di recesso previsto al paragrafo 1.2. Fatto salvo il diritto di recesso, quando il consumatore è stato incitato in modo sleale dal fornitore a stipulare un contratto, tale contratto può essere rescisso, con tutte le conseguenze legali che ne derivano in materia di diritto applicabile al contratto, e fatto salvo il diritto del consumatore di ottenere il risarcimento del danno eventualmente subito in base alla normativa nazionale.Ai sensi della presente disposizione non si considera incitamento sleale il fatto che il fornitore comunichi al consumatore informazioni oggettive relative a variazioni del prezzo del servizio finanziario collegate a fluttuazioni del mercato.3. Il consumatore esercita il suo diritto di recesso dandone comunicazione al fornitore per iscritto, o su supporto durevole di cui il fornitore disponga e cui abbia accesso.4. (soppresso)5. Gli altri effetti giuridici e le condizioni del recesso sono disciplinati in conformità alla legislazione applicabile al contratto.Articolo 5 : Esecuzione del contratto e pagamento del servizio fornito prima del recesso-1 L'esecuzione del contratto, prima della scadenza del termine previsto dall'articolo 4, paragrafo 1, può essere iniziata dal fornitore solo con il consenso esplicito del consumatore.1. Quando il consumatore esercita il diritto di recesso conferitogli dall'articolo 4, numero 1, può essere tenuto esclusivamente a pagare quanto prima:a) sia un importo forfettario corrispondente al prezzo del servizio finanziario effettivamente prestato dal fornitore prima dell'esercizio del diritto di recesso, indipendentemente dal momento in cui tale recesso interviene;b) sia, quando il costo del servizio finanziario effettivamente prestato dal fornitore dipende dal momento in cui interviene l'esercizio del diritto di recesso, un importo che consenta al consumatore di calcolare il prezzo da pagare commisurato al periodo compreso tra il giorno in cui il contratto è stato stipulato e il giorno in cui il consumatore esercita il diritto di recesso.Nei casi previsti ai punti a) e b), l'importo dovuto non può essere tale da poter costituire una penale.2. Se non è in grado di fornire la prova del fatto che il consumatore è stato informato in conformità all'articolo 3, paragrafo 1, lettera j), il fornitore non può esigere alcun importo dal consumatore allorché questi esercita il proprio diritto di recesso.3. Il fornitore è tenuto a rimborsare quanto prima, e al più tardi entro 30 giorni, al consumatore tutti gli importi da questo versatigli in occasione della stipula del contratto a distanza, ad eccezione degli importi di cui al paragrafo 1.Articolo 6 SoppressoArticolo 7 SoppressoArticolo 8 : Indisponibilità del servizio1. Fatte salve le norme di diritto civile degli Stati membri relative alla mancata esecuzione dei contratti, in caso di indisponibilità parziale o totale del servizio finanziario oggetto del contratto, il fornitore deve informare quanto prima il consumatore di tale indisponibilità.2. In caso di indisponibilità totale del servizio finanziario, il fornitore è tenuto a rimborsare quanto prima, e al più tardi entro trenta giorni, al consumatore gli importi da esso pagati.3. In caso di indisponibilità parziale del servizio finanziario, il contratto può essere eseguito esclusivamente con l'accordo esplicito del consumatore e del fornitore.In assenza di questo accordo esplicito, il fornitore è tenuto a rimborsare al consumatore quanto prima, e al più tardi entro trenta giorni, gli importi da questo pagati.Se il servizio è eseguito solo parzialmente, il fornitore rimborsa al consumatore, quanto prima e al più tardi entro trenta giorni, tutti gli importi relativi alla parte di servizio non eseguita.Articolo 8 bis : Pagamento con cartaGli Stati membri fanno in modo che esistano misure adeguate affinché il consumatore:- possa chiedere l'annullamento di un pagamento in caso di utilizzazione fraudolenta della sua carta di pagamento nell'ambito di contratti che rientrano nella sfera di applicazione della presente direttiva;- in caso di utilizzazione fraudolenta, gli siano rimborsate o restituite le somme versate in pagamento.Articolo 8 ter : Restituzione dei documenti originaliNel caso in cui il consumatore si avvalga dei diritti che gli riconosce l'articolo 4, numero 1, nonchè delle ipotesi di cui all'articolo 8, il consumatore rinvia quanto prima al fornitore qualunque documento contrattuale originale avente la firma del fornitore che gli sia stato trasmesso in occasione della stipula del contratto.Articolo 9 : Servizi non richiestiFatta salva l'applicazione delle norme degli Stati membri relative al tacito rinnovo dei contratti, quando tali norme consentano il tacito rinnovo, gli Stati membri adottano le misure necessarie per:- vietare la fornitura a distanza di servizi finanziari ad un consumatore senza che questi ne abbia fatta previa richiesta, quando questa fornitura comporti una domanda di pagamento immediato o differito nel tempo;- dispensare il consumatore da qualunque obbligo in caso di fornitura non richiesta, l'assenza di risposta non implicando consenso.Articolo 10 : Comunicazioni non richieste1. L'utilizzazione da parte di un fornitore delle seguenti tecniche richiede il previo consenso del consumatore:- sistemi automatizzati di chiamata senza intervento di un operatore (dispositivo automatico di chiamata);- fax (telecopia).2. Gli Stati membri adottano le misure appropriate affinché le tecniche di comunicazione a distanza diverse da quelle indicate al paragrafo 1, quando consentono una comunicazione invididuale:a) non siano autorizzate se non sia stato ottenuto il consenso dei consumatori interessati,b) possano essere utilizzate solo in assenza di una manifesta opposizione del consumatore.3. Le misure di cui ai numeri 1 e 2 non devono comportare costi per i consumatori.4. Nel caso delle comunicazioni telefoniche, l'identità del fornitore e il fine commerciale della chiamata devono essere precisati all'inizio di qualunque conversazione con il consumatore.5. Gli Stati membri prevedono sanzioni adeguate, effettive e proporzionate in caso di mancato rispetto da parte del fornitore delle disposizioni dell'articolo 10. Essi possono in particolare a tal fine adottare misure volte a consentire al consumatore di rescindere il contratto in qualsiasi momento, senza costi e senza penali.Articolo 11 : Carattere cogente delle disposizioni della direttiva1. Il consumatore non può rinunciare ai diritti conferitigli in vitù della presente direttiva.2. Soppresso3. Il consumatore non può essere privato della tutela assicurata dalla presente direttiva se la legislazione applicabile al contratto è quella di uno Stato terzo, quando, da un lato, il consumatore abbia la propria residenza sul territorio di uno degli Stati membri e, dall'altro, il contratto presenti uno stretto collegamento con la Comunità.Articolo 12 : Ricorso giudiziario o amministrativo1. Gli Stati membri vigilano affinché siano poste in atto procedure adeguate ed efficaci di reclamo e di ricorso al fine della composizione delle controversie tra fornitori e consumatori.2. Le procedure di cui al paragrafo 1 comprendono disposizioni che permettano di adire secondo il diritto nazionale i tribunali o gli organi amministrativi competenti per l'applicazione delle disposizioni nazionali di attuazione della presente direttiva ad uno o più dei seguenti organismi:a) organismi pubblici o loro rappresentanti;b) organizzazioni di consumatori aventi un legittimo interesse a tutelare i consumatori;c) organizzazioni professionali aventi un legittimo interesse ad agire.3. Soppresso4. Gli Stati membri prendono le misure necessarie affinché i fornitori e gli operatori di tecniche di comunicazione, se sono in misura di farlo e sulla base di una decisione giudiziaria, di una decisione emanante da un'autorità amministrativa o da un'autorità di controllo loro notificata, pongano fine alle pratiche dichiarate non conformi alle disposizioni della presente direttiva.Articolo 12 bis : Ricorso extragiudizialeGli Stati membri esortano gli organismi extragiudiziali preposti alla composizione extragiudiziale delle controversie a cooperare fra loro ai fini della composizione delle controversie fra contraenti di Stati diversi.Articolo 13 : Onere della provaL'onere della prova del rispetto, da parte del fornitore, dell'obbligo di informazione del consumatore, nonché del consenso del consumatore alla stipula del contratto e, se del caso, alla sua esecuzione, incombe al fornitore.Costituisce clausola vessatoria, ai sensi della direttiva 93/13/CEE del Consiglio [10] la clausola contrattuale che ponga a carico del consumatore l'onere della prova del rispetto, totale o parziale, da parte del fornitore, degli obblighi che gli incombono in virtù della presente direttiva.[10]   GU L 95 dell'21.4.1993, pag.. 29.Articolo 14 : Direttiva 90/619/CEESoppressoArticolo 15 : Direttiva 97/7/CELa direttiva 97/7/CE è così modificata:1. All'articolo 3, paragrafo 1, il primo trattino è sostituito dal seguente:«- relativi ai servizi finanziari cui si applica la direttiva . . ./. . ./CE del Parlamento europeo e del Consiglio (*).(*) GU L . . .»2. L'allegato II è soppresso.Articolo 16 : Direttiva 98/27/CEAll'allegato della direttiva 98/27/CE è aggiunto il seguente punto 10:«10. Direttiva . . ./. . ./CE del Parlamento europeo e del Consiglio del . . . concernente la vendita a distanza di servizi finanziari ai consumatori (*).(*) GU L . . .»Articolo 17 : Recepimento1. Gli Stati membri adottano le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 30 giugno 2002. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Tali disposizioni contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni legislative, regolamentari o amministrative adottate nel settore disciplinato dalla presente direttiva. In tale comunicazione essi forniscono altresí una tavola di concordanza fra ciascun articolo della presente direttiva e le corrispondenti disposizioni nazionali.Articolo  18 : Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo a quello di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee.Articolo 19 : DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, addì Per il Parlamento europeo,   Per il Consiglio,Il Presidente   Il Presidente