CELEX: 51996PC0087
Language: it
Date: 1996-03-06
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO recante applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° luglio 1996 - 30 giugno 1999 a taluni prodotti agricoli originari di paesi in via di sviluppo

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51996PC0087

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO recante applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° luglio 1996 - 30 giugno 1999 a taluni prodotti agricoli originari di paesi in via di sviluppo  /* COM/96/0087 DEF */  

Gazzetta ufficiale n. C 163 del 06/06/1996 pag. 0001

Proposta di regolamento del Consiglio recante applicazione di uno schema  pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° luglio 1996-30 giugno 1999 a  taluni prodotti agricoli originari di paesi in via di sviluppo(96/C 163/01)COM(96) 87 def. (Presentata dalla Commissione l'8 marzo 1996)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 113, vista la proposta della Commissione, visto il parere del Parlamento europeo, visto il parere del Comitato economico e sociale, considerando che, in conformità dell'offerta presentata nel quadro della Conferenza delle Nazioni  Unite sul commercio e lo sviluppo (Unctad), la Comunità europea ha concesso, dal 1971, preferenze  tariffarie generalizzate per taluni prodotti agricoli dei capitoli da 1 a 24 della tariffa doganale  comune, originari di paesi in via di sviluppo; che il periodo iniziale di dieci anni di  applicazione del sistema di preferenze è scaduto il 31 dicembre 1980 e che un secondo periodo di  dieci anni si è concluso il 31 dicembre 1990; che la Comunità ha prorogato tuttavia sino ad oggi il  suo schema senza modifiche di sorta; considerando il ruolo positivo svolto in passato dal sistema nel migliorare l'accesso dei paesi in  via di sviluppo ai mercati dei paesi che concedono preferenze, il quale giustifica che se ne  mantenga l'applicazione per un certo periodo complementarmente ad altri mezzi di azione prioritari,  in particolare la liberalizzazione multilaterale degli scambi; considerando che la Commissione ha presentato, nelle sue comunicazioni al Consiglio datate,  rispettivamente, 6 luglio 1990 e 1° giugno 1994, gli orientamenti che essa raccomandava per un  nuovo decennio di applicazione del suo schema di preferenze generalizzate; considerando che il trattato sull'Unione europea ha dato nuovo impulso alla politica di sviluppo  comunitaria nel quadro della politica esterna dell'Unione, fissando come obiettivo prioritario lo  sviluppo economico e sociale durevole dei paesi in via di sviluppo ed il loro inserimento armonico  e graduale nell'economia mondiale; considerando che, in tale prospettiva, lo schema comunitario di preferenze generalizzate deve  accentuare il suo ruolo di strumento volto allo sviluppo, rivolgendosi anzitutto ai paesi che ne  hanno maggiormente bisogno, vale a dire i più poveri, che peraltro lo schema deve completare gli  strumenti dell'OMC e facilitare l'inserimento dei paesi in via di sviluppo nell'economia  internazionale e nel sistema multilaterale degli scambi; che, di conseguenza, le preferenze hanno  carattere transitorio e debbono essere concesse commisuratamente alle necessità e gradualmente  ritirate non appena si ritenga che tali necessità non esistano più; considerando che la nuova offerta si fonda sull'obiettivo della neutralità globale del livello di  liberalizzazione rispetto allo schema attuale quanto all'impatto del margine preferenziale sul  volume potenziale del commercio preferenziale fatti salvi i regimi speciali di incentivazione; considerando che la nuova offerta deve tener conto anche della sensibilità di taluni settori o  prodotti per l'agricoltura comunitaria; che la protezione dei settori sensibili contro le  importazioni eccessive deve essere attuata esclusivamente attraverso un duplice meccanismo di  modulazione dei margini tariffari preferenziali e, in caso di emergenza, di clausole di  salvaguardia; considerando che, per aumentare, l'acceso al mercato comunitario e l'utilizzazione effettiva delle  preferenze per i paesi in via di sviluppo mediamente o meno progrediti, è opportuno ricorrere a un  meccanismo di modulazione che permetta di trasferire i margini preferenziali dai paesi più  sviluppati verso i paesi meno sviluppati; considerando che il meccanismo di modulazione deve essere applicato in modo oculato per paese e per  settore; considerando che il meccanismo di modulazione settore/paese si basa sulla combinazione di un  criterio di livello di sviluppo quantificato attraverso un «indice di sviluppo» che combina il  reddito pro capite e il livello delle esportazioni di prodotti manufatti del paese considerato  rispetto a quelli della Comunità, da un lato, e di un criterio di specializzazione agricola  relativa quantificato da un «indice di specializzazione», basato sul rapporto fra la quota di un  paese beneficiario sul totale delle importazioni comunitarie in generale e la sua quota sul totale  delle importazioni comunitarie per un determinato settore, dell'altro; che la combinazione di  questi due criteri deve consentire di modulare secondo il livello di sviluppo gli effetti lordi  dell'indice di specializzazione per quanto riguarda i settori da escludere; considerando che il meccanismo di modulazione settore/paese deve essere applicato anche ai paesi  beneficiari, le cui esportazioni di prodotti compresi nell'SPG in un determinato settore superino  il quarto delle esportazioni dei paesi beneficiari nello stesso settore e per gli stessi prodotti,  indipendentemente dal livello di sviluppo di tali paesi; considerando che il meccanismo di modulazione non si applica ai paesi le cui esportazioni verso la  Comunità di prodotti compresi nell'SPG in un determinato settore non superino il 2 % delle  esportazioni verso la Comunità dei paesi beneficiari nello stesso settore; considerando che l'anno statistico di riferimento per l'applicazione dei criteri dei meccanismi di  modulazione è il 1994, sempre che tali dati siano disponibili al momento dell'elaborazione della  proposta della Commissione; considerando che pare equo che i paesi beneficiari più avanzati siano esclusi dal beneficio del  presente regolamento a decorrere dal 1° gennaio 1998 sulla base di criteri oggettivi e chiaramente  definiti, in relazione ai quali la Commissione farà proposte adeguate prima del 1° gennaio 1997; considerando tuttavia che i paesi impegnati in programmi attivi di lotta contro la produzione e il  traffico di droga debbono poter continuare a beneficiare del regime più favorevole ad essi già  concesso nello schema precedente; che tali paesi beneficeranno come in passato di una franchigia di  dazi, a condizione che proseguano i loro sforzi nella lotta contro la droga; considerando inoltre che, a sostegno dell'attuazione di politiche sociali o ambientali avanzate in  taluni paesi a medio livello di sviluppo, debbono essere previsti regimi particolari di assistenza  che consentano di completare il regime generale dello schema di preferenze; considerando che si ritiene possibile incoraggiare i paesi beneficiari che lo chiedano e che non  abbiano ancora i mezzi per sostenerne i costi ad impegnarsi in politiche effettive di tutela dei  diritti dei lavoratori, segnatamente nel campo del riconoscimento della libertà sindacale e del  divieto del lavoro dei minori; che pare pertanto anche possibile accordare un regime particolare  più favorevole ai prodotti che siano stati fabbricati in condizioni conformi alle norme elaborate  in materia dall'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) in paesi la cui legislazione  contempli, di fatto, norme dello stesso tipo e della stessa portata, che vengano da essi  effettivamente applicate; considerando che si ritiene pure possibile incoraggiare i paesi beneficiari ad impegnarsi in  politiche effettive di protezione dell'ambiente, favorendo prodotti e metodi di produzione conformi  a norme che siano state internazionalmente riconosciute come in grado di promuovere la  realizzazione degli obiettivi definiti dalle convenzioni internazionali in materia di ambiente e  dall'Agenda 21; che, a tal fine, è opportuno accordare in un primo tempo un regime particolare più  favorevole ai prodotti che sono conformi alle norme industriali in materia; considerando che tali regimi speciali di incentivazione consistono in un margine preferenziale che  si somma al margine preferenziale di base e la cui intensità e le cui modalità d'attuazione saranno  decise dal Consiglio nel 1997 su proposta della Commissione e sulla base dell'esame dei risultati  delle discussioni che hanno avuto luogo in sede internazionale sui rapporti tra scambi e diritti  dei lavoratori e tra scambi e ambiente; considerando che talune circostanze particolari possono giustificare un ritiro temporaneo, totale o  parziale dei vantaggi dello schema; che ciò vale nel caso in cui sia praticata una qualsiasi forma  di schiavitù, si esportino prodotti fabbricati nelle carceri o si constati l'insufficienza di  controlli in materia di esportazione e di transito di droga e di riciclaggio del denaro, di  trattamento discriminatorio della Comunità nelle legislazioni dei paesi beneficiari o della non  applicazione dei metodi di cooperazione amministrativa atti a garantire il buon funzionamento dello  schema; che lo stesso vale per la non osservanza degli obblighi contratti in sede di Uruguay Round  di realizzare gli obiettivi concordati di accesso al mercato; considerando che le misure di ritiro temporaneo debbono essere precedute da una procedura che  consenta a tutte le parti interessate di esporre il loro punto di vista; considerando che, al termine di tale procedura, la decisione sui ritiri temporanei sopra definiti  deve essere presa tenendo conto del contesto delle relazioni con il paese beneficiario in questione  considerate nel loro insieme; che, pertanto, gli interessi comunitari possono essere meglio  tutelati in taluni casi se l'esame di tale contesto, che potrebbe includere anche elementi diversi  da quelli legati agli scambi, viene effettuato in seno al Consiglio; che è opportuno, di  conseguenza, che quest'ultimo si riservi i poteri decisionali in materia di ritiro totale o  parziale di un paese dal beneficio dello schema; considerando che risulta inopportuno concedere i vantaggi dello schema a prodotti che costituiscano  oggetto di una misura antidumping o antisovvenzione laddove tale misura non tenesse conto degli  effetti del regime preferenziale; considerando che i dazi preferenziali da applicare in virtù del presente regolamento dovrebbero  essere calcolati, di norma, a partire dal dazio convenzionale della tariffa doganale comune per i  prodotti considerati; che essi dovrebbero tuttavia essere calcolati a partire dal dazio autonomo  qualora per i prodotti in questione non sia specificato alcun dazio convenzionale o qualora il  dazio autonomo sia inferiore al dazio convenzionale; considerando che si dovranno applicare gli stessi metodi di calcolo alle aliquote di dazio ad  valorem, nonché al trattamento del dazio minimo e massimo previsti dalla tariffa doganale comune;  che tale riduzione dei dazi non incide sulla riscossione delle imposte previste nel quadro della  politica comune, quali i dazi agricoli specifici che si aggiungono al dazio ad valorem, o delle  imposte che non costituiscono dazi doganali ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 3, lettera c), del  regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale  comunitario (1), HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 (1) È istituito, per il periodo compreso tra il 1° luglio 1996 e il  30 giugno 1999, alle condizioni e secondo le modalità definite dal presente regolamento, uno schema  comunitario di preferenze tariffarie generalizzate. Tale schema è costituito da un regime generale  e da regimi speciali di incentivazione. (2) Il presente regolamento si applica ai prodotti dei capitoli da 1 a 24 della tariffa doganale  comune contemplati dall'allegato I e, alle condizioni previste dall'articolo 3, ai prodotti  contemplati dall'allegato VI. (3) Il beneficio del regime previsto al paragrafo 1 è riservato a ciascuno dei paesi e dei  territori di cui all'allegato III. (4) L'ammissione al beneficio di uno dei regimi preferenziali istituiti dal presente regolamento è  subordinata all'osservanza della definizione dell'origine dei prodotti, la quale è adottata secondo  la procedura prevista dall'articolo 249 del regolamento (CEE) n. 2913/92 che istituisce il codice  doganale comunitario. TITOLO I Regime generale Articolo 2 (1) Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti della  parte 1 dell'allegato I è pari all'85 % del dazio della tariffa doganale comune applicabile al  prodotto interessato fatte salve le disposizioni degli articoli 7 e 8 del presente regolamento. (2) Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti della parte 2 dell'allegato I è pari al 70 % del  dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto interessato fatte salve le disposizioni  degli articoli 7 e 8 del presente regolamento. (3) Il dazio preferenziale applicabile ai prodotti della parte 3 dell'allegato I è pari al 35 % del  dazio della tariffa doganale comune applicabile al prodotto interessato fatte salve le disposizioni  degli articoli 7 e 8 del presente regolamento. (4) I dazi della tariffa doganale comune sono totalmente sospesi per i prodotti della parte 4  dell'allegato I. Articolo 3 (1) I dazi della tariffa doganale comune sono totalmente sospesi per i prodotti  elencati nell'allegato VI per i paesi meno progrediti di cui all'allegato IV. (2) Essi sono pure totalmente sospesi per i paesi di cui all'allegato V per i prodotti elencati  nell'allegato VI ad eccezione di quelli contrassegnati da un asterisco, ferma restando la procedura  di cui all'articolo 18, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 3281/94 del Consiglio (1). Articolo 4 (1) È istituito un meccanismo di modulazione. (2) Il meccanismo di modulazione è applicabile ai paesi e ai settori riportati nell'allegato II,  parte 1 che soddisfano ai criteri di cui all'allegato II, parte 2. (3) Fatte salve le disposizioni degli articoli da 5 a 8, il margine preferenziale risultante  dall'applicazione dell'articolo 2 alle importazioni di prodotti originari dei paesi e per i settori  citati nel precedente paragrafo 2 è ridotto del: - 50 % il 1° luglio 1996; - 100 % il 1° gennaio 1999. Articolo 5 (1) Il meccanismo di modulazione si applica anche ai paesi le cui esportazioni verso  la Comunità di prodotti compresi nell'SPG in un determinato settore superino il quarto delle  esportazioni verso la Comunità dei paesi beneficiari nello stesso settore. Per tali paesi e in tali  settori, il margine preferenziale derivante dall'applicazione dell'articolo 2 è abolito il 1°  luglio 1996. (2) Il meccanismo di modulazione non si applica ai paesi le cui esportazioni verso la Comunità di  prodotti compresi nell'SPG in un determinato settore non superino il 2 % delle esportazioni verso  la Comunità dei paesi beneficiari nello stesso settore. Articolo 6 I paesi beneficiari più avanzati sono esclusi dal beneficio del presente regolamento a  decorrere dal 1° gennaio 1998 sulla base di criteri oggettivi e chiaramente definiti sui quali la  Commissione farà le opportune proposte entro il 1° gennaio 1997.TITOLO II Regimi speciali di  incentivazione Articolo 7 (1) A decorrere dal 1° gennaio 1998 possono essere applicati regimi  speciali d'incentivazione che prendono la forma di preferenze aggiuntive nei confronti dei paesi  beneficiari dello schema che ne facciano domanda scritta e dimostrino che hanno adottato e  applicano effettivamente disposizioni legislative interne contenenti nella sostanza le norme delle  convenzioni n. 81 e n. 98 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, per quanto riguarda  l'applicazione dei principi del diritto di organizzazione e di contrattazione collettiva e della  convenzione n. 138 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, concernente l'età minima di  ammissione al lavoro. (2) A tal fine, il Consiglio avvierà nel 1997 una revisione basata su una relazione della  Commissione concernente i risultati delle analisi compiute in sedi internazionali, quali l'OIL,  l'OMC e l'OCSE, sui rapporti tra gli scambi e i diritti dei lavoratori. (3) Alla luce di tale revisione e sulla base di criteri oggettivi, operativi e accettati a livello  internazionale, la Commissione sottoporrà una proposta di decisione del Consiglio sull'intensità  dei regimi speciali d'incentivazione menzionati al paragrafo 1 del presente articolo e sulle  modalità della loro attuazione. Articolo 8 (1) A decorrere dal 1° gennaio 1998 possono essere applicati regimi speciali  d'incentivazione che prendono la forma di preferenze aggiuntive nei confronti dei paesi beneficiari  dello schema che ne facciano domanda scritta e dimostrino di avere adottato e applicato  effettivamente disposizioni legislative interne contenenti nella sostanza le norme internazionali  in materia di ambiente nel settore agricolo. (2) A tal fine, il Consiglio avvierà nel 1997 una revisione basata su una relazione della  Commissione concernente i risultati delle analisi compiute in sedi internazionali quali l'OMC e  l'OCSE, sui rapporti tra scambi e ambiente. (3) Alla luce di tale revisione e sulla base di criteri oggettivi, operativi e accettati a livello  internazionale, la Commissione sottoporrà una proposta di decisione del Consiglio sull'intensità  dei regimi speciali d'incentivazione menzionati al paragrafo 1 del presente articolo e sulle  modalità della loro attuazione.TITOLO III Caso di ritiro temporaneo, totale o parziale dello  schema di preferenze generalizzate Articolo 9 (1) Il regime previsto dal presente regolamento  può, in qualsiasi momento, essere ritirato temporaneamente, del tutto o in parte, nei casi  seguenti: - pratica di qualsiasi forma di schiavitù, quale definita dalla convenzione di Ginevra del 25  settembre 1926 e del 7 settembre 1956 e dalle convenzioni dell'OIL n. 29 e n. 105; - esportazione di prodotti fabbricati nelle carceri; - palesi insufficienze dei controlli doganali in materia di esportazione e di transito di droga  (prodotti illeciti e precursori) e mancata osservanza delle convenzioni internazionali in materia  di riciclaggio del denaro; - frode e mancanza di cooperazione amministrativa prevista per il controllo dei certificati di  origine modulo A; - palesi pratiche commerciali sleali da parte di un paese beneficiario, ivi compresa la  discriminazione della Comunità e la mancata osservanza degli obblighi derivanti dall'Uruguay Round  di realizzare gli obiettivi concordati di accesso al mercato; - palese contrasto con gli obiettivi delle convenzioni internazionali relative alla difesa e alla  gestione delle risorse alieutiche. (2) Il ritiro temporaneo non è automatico ma scatta al termine della procedura definita dai  seguenti articoli, compreso l'articolo 12, paragrafo 3. Articolo 10 (1) I casi di cui all'articolo 9 che potrebbero rendere necessario il ricorso a  misure di ritiro temporaneo vengono comunicati alla Commissione dagli Stati membri nonché da  qualsiasi persona fisica o giuridica e da qualsiasi associazione priva di personalità giuridica che  possano dimostrare un interesse alla misura di ritiro temporaneo. La Commissione trasmette senza  indugio tali informazioni a tutti gli Stati membri. (2) Su richiesta di uno Stato membro o su richiesta della Commissione possono essere aperte  consultazioni. Dette consultazioni debbono svolgersi entro gli otto giorni lavorativi successivi al  ricevimento, da parte della Commissione, delle informazioni di cui al paragrafo precedente e  comunque prima che vanga istituita qualsiasi misura comunitaria di ritiro. (3) Le consultazioni si svolgono nell'ambito del comitato di cui all'articolo 17 che si riunisce su  convocazione del suo presidente, il quale comunica con sollecitudine agli Stati membri tutti gli  elementi d'informazione utili. (4) Le consultazioni vertono in particolare sull'analisi delle condizioni contemplate dall'articolo  9 nonché sulle misure che converrebbe adottare. Articolo 11 (1) Qualora, al termine delle consultazioni, risulti alla Commissione l'esistenza di  elementi di prova sufficienti a giustificare l'apertura di un'inchiesta, la Commissione procede nel  modo seguente: a) mediante avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, la Commissione  annuncia l'apertura di un'inchiesta e ne informa il paese interessato; l'avviso presenta una  sintesi delle informazioni ricevute e precisa che tutte le informazioni utili debbano essere  comunicate alla Commissione; inoltre, fissa i termini entro i quali gli interessati possono rendere  noto per iscritto il loro parere; b) la Commissione apre l'inchiesta, per la durata di un anno o una durata inferiore, in  cooperazione con gli Stati membri e in consultazione con il comitato previsto dall'articolo 17; la  durata dell'inchiesta può essere prolungata, se necessario, secondo la stessa procedura. (2) La Commissione procede alla raccolta di qualsiasi informazione ritenuta utile e, ove lo ritenga  appropriato, previa consultazione del comitato di cui all'articolo 17, verifica le informazioni  presso gli operatori economici e le autorità competenti del paese beneficiario interessato. A tale  titolo, la Commissione può inviare sul posto i propri esperti allo scopo di verificare le  affermazioni sostenute dalla persona di cui all'articolo 10, paragrafo 1. La Commissione offre ogni  opportunità alle autorità competenti del paese beneficiario interessato affinché questo non faccia  mancare la cooperazione necessaria al corretto svolgimento di tali indagini. (3) In tale compito, la Commissione può essere anche assistita da agenti dello Stato membro sul cui  territorio poterebbero essere effettuate verifiche, sempre che tale Stato ne abbia espresso  l'intenzione. (4) La Commissione può udire le persone interessate, le quali devono essere ascoltate qualora  l'abbiano chiesto per iscritto entro i termini fissati nell'avviso pubblicato nella Gazzetta  ufficiale delle Comunità europee, dimostrando che potrebbero essere effettivamente interessate dal  risultato dell'inchiesta e che esistono motivi particolari per essere udite oralmente. (5) Qualora le informazioni richieste dalla Commissione non siano fornite entro un termine  ragionevole o l'inchiesta venga ostacolata in maniera significativa, si potranno trarre conclusioni  sulla base dei dati disponibili. Articolo 12 (1) Al termine dell'inchiesta, la Commissione sottopone al comitato cui all'articolo  17 una relazione sulle risultanze della stessa. (2) Ove ritenga che non sia necessario adottare alcuna misura di ritiro temporaneo, la Commissione  pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, previa consultazione del comitato, un  avviso di chiusura dell'inchiesta, recante una relazione delle sue conclusioni sostanziali. (3) Ove ritenga che sia necessaria una misura di ritiro temporaneo, la Commissione fa una proposta  adeguata al Consiglio che delibera in merito a maggioranza qualificata. Articolo 13 Il beneficio preferenziale è generalmente concesso a prodotti che costituiscono  oggetto di dazi antidumping o antisovvenzioni a norma del regolamento (CEE) n. 2423/88 del  Consiglio, come modificato, a meno che non venga stabilito che le misure in questione si basano sul  danno causato e su prezzi che non tengono conto del regime tariffario preferenziale accordato al  paese interessato. A tal fine, in una comunicazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle  Comunità europee, la Commissione fornisce l'elenco dei prodotti e dei paesi interessati per i quali  la preferenza non è concessa. Articolo 14 (1) Qualora un prodotto originario di uno dei paesi o territori riportati  nell'allegato III sia importato a condizioni tali da provocare o da minacciare di provocare danno  grave ai produttori comunitari di prodotti simili o direttamente concorrenti, i dazi della tariffa  doganale comune possono essere ripristinati in qualsiasi momento per detto prodotto, su richiesta  di uno Stato membro o per iniziativa della Commissione. (2) La Commissione annuncia l'avvio di un'indagine mediante avviso nella Gazzetta ufficiale delle  Comunità europee. Tale avviso presenta una sintesi delle informazioni ricevute e precisa che tutte  le informazioni utili debbano essere comunicate alle Commissione. Esso fissa inoltre il termine  entro il quale gli interessati possono rendere noto il loro parere per iscritto. (3) Nel considerare l'eventuale esistenza di gravi difficoltà, la Commissione tiene conto in  particolare degli elementi di cui all'allegato VII nella misura in cui siano disponibili. (4) Le decisioni succitate sono adottate dalla Commissione entro un termine di 30 giorni  lavorativi, previa consultazione del comitato istituito a norma dell'articolo 17 del presente  regolamento. Qualsiasi Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione entro  il termine di dieci giorni. In tal caso il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata, può  adottare una decisione diversa nel termine di 30 giorni. (5) I paesi beneficiari interessati sono informati di tali misure prima della loro entrata in  vigore effettiva. (6) Qualora circostanze eccezionali che richiedono un'azione immediata rendano impossibile, a  seconda dei casi, l'informazione o l'esame, la Commissione, dopo averne informato gli Stati membri,  può applicare ogni misura preventiva strettamente necessaria, che soddisfi le condizioni che  figurano nel paragrafo 1, per fare fronte a tale situazione. (7) Le disposizioni dei paragrafi precedenti non pregiudicano l'applicazione delle clausole di  salvaguardia adottate in virtù della politica agraria comune ai sensi dell'articolo 43 del  trattato, né di quelle adottate in virtù della politica commerciale comune ai sensi dell'articolo  113 del trattato e di altre clausole di salvaguardia che dovessero essere eventualmente  adottate.TITOLO IV Disposizioni comuni Articolo 15 (1) Fatto salvo il paragrafo 2, le aliquote  dei dazi preferenziali calcolate in conformità delle disposizioni del presente regolamento sono  applicate arrotondando al primo decimale e trascurando il secondo decimale. (2) Ove la determinazione delle aliquote dei dazi preferenziali in conformità del paragrafo 1 porti  ad un'aliquota dello 0,5 % o inferiore, i dazi preferenziali in questione sono assimilati ad  un'esenzione dei dazi. (3) Gli adattamenti relativi agli allegati I, II e VI che si rendessero necessari per modifiche  apportate alla nomenclatura combinata sono stabiliti secondo la procedura prevista dall'articolo 19  del regolamento (CE) n. 3281/94. Articolo 16 (1) Entro sei settimane dalla fine di ogni trimestre, gli Stati membri trasmettono  all'Istituto statistico delle Comunità europee i dati statistici relativi alle merci immesse in  libera pratica durante il trimestre di riferimento col beneficio delle preferenze tariffarie  previste dal presente regolamento. Tali dati, forniti per numero di codice della nomenclatura  combinata (NC) e, se del caso, della tariffa integrata delle Comunità europee (Taric), debbono  dettagliare, per paese di origine, i valori, le quantità e le unità supplementari eventualmente  richieste secondo le definizioni dei regolamenti (CEE) n. 1736/75 (1) e (CEE) n. 3367/87 (2). (2) Gli Stati membri trasmettono alla Commissione, su richiesta della stessa e non più tardi  dell'undicesimo giorno di ogni mese, il resoconto dettagliato delle quantità di prodotti ai quali è  stato concesso il beneficio del presente regime nel corso dei mesi precedenti. Gli Stati membri e  la Commissione collaborano strettamente in modo tale da garantire l'efficiente applicazione della  presente disposizione. Articolo 17 (1) Le competenze del comitato di cui all'articolo 17 del regolamento (CE) n. 3281/94  precisate dagli articoli 18 e 19 di detto regolamento, si estendono al presente regolamento.TITOLO  V Disposizioni transitorie Articolo 18 (1) In deroga all'articolo 2, il beneficio degli accordi  preferenziali applicabili nella Comunità fino al 30 giugno 1996 può essere concesso a merci immesse  in libera circolazione nella Comunità prima del 15 settembre 1996, purché: - le merci interessate siano coperte da un contratto d'acquisto concluso tra il 1° luglio 1995 e il  30 giugno 1996; - venga provato, con l'accordo delle autorità doganali, che tali merci hanno lasciato il paese  d'origine prima del 1° luglio 1996; - il beneficio di questo regime preferenziale non sia stato sospeso a norma di un regolamento della  Commissione o a causa dell'esaurimento di un contingente tariffario. (2) Le autorità doganali possono considerare che la condizione di cui al paragrafo 1, secondo  trattino, è soddisfatta se viene presentato loro uno dei seguenti documenti: - nel caso di trasporti marittimi o per via navigabile, la polizza di carico che dimostri che il  carico è stato effettuato prima di tale data; - nel caso di trasporti per ferrovia, la lettera di vettura accettata dalle ferrovie del paese di  spedizione prima di tale data; - nel caso di trasporto su strada, il carnet TIR (transport international routier) consegnato  dall'ufficio doganale del paese d'origine prima di tale data o qualsiasi altro documento adatto  siglato dalle autorità doganali competenti del paese d'origine prima di tale data; - nel caso di trasporto per via aerea, la lettera di trasporto aereo che dimostra che la compagnia  aerea ha ricevuto le merci prima di tale data. Articolo 19 Il presente regolamento entra in vigore il 1° luglio 1996 ed è applicabile fino al 30  giugno 1999. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in  ciascuno degli Stati membri. (1) GU n. L 302 del 19. 10. 1992, pag. 1. (1) GU n. L 348 del 31. 12. 1994, pag. 7. (1) GU n. L 183 del 14. 7. 1975, pag. 3. (2) GU n. L 321 dell'11. 11. 1987, pag. 3.  ALLEGATO I Categorie di sensibilità dei prodotti (1) (2) PARTE 1 >SPAZIO PER  TABELLA>PARTE 2 >SPAZIO PER TABELLA>PARTE 3 >SPAZIO PER  TABELLA>PARTE 4 >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO II PARTE 1 >SPAZIO PER TABELLA>PARTE 2 Metodo di  determinazione dei paesi e dei settori di cui all'articolo 4I. Classifica dei paesi beneficiari  secondo il loro indice di sviluppoL'indice di sviluppo stabilisce per ciascun paese un livello  globale di sviluppo industriale rispetto al livello di sviluppo dell'Unione europea. Tale indice  combina il reddito per abitante e il livello delle esportazioni di prodotti manufatti secondo la  formula seguente:  >NUM>{log[(Yi/POPi)/(Yue/POPue)]+log[Xi/Xue]} >DEN>2 in cui: Yi è il reddito del paese beneficiario consideratoYue è il reddito dell'Unione europeaPOPi è la  popolazione del paese beneficiario consideratoPOPue è la popolazione dell'Unione europeaXi è il  valore delle esportazioni di prodotti manufatti del paese beneficiario consideratoXue è il valore  delle esportazioni di prodotti manufatti dell'Unione europeaSecondo la formula suindicata, se  l'indice ha valore 0, lo sviluppo industriale di un paese è considerato identico a quello  dell'Unione europea. Le fonti statistiche utilizzate sono la Banca mondiale (Rapporto sullo sviluppo nel mondo 1993) per  quanto riguarda il reddito e la popolazione, e l'Unctad (Manuale di statistiche del commercio  internazionale e dello sviluppo 1992) per quanto riguarda le esportazioni di prodotti manufatti. II. Classifica dei paesi beneficiari secondo il loro indice di specializzazione relativa per  settoriL'indice di specializzazione applicabile a ciascun paese beneficiario risulta dal rapporto  tra la parte delle importazioni di un settore determinato in provenienza da tale paese rispetto al  totale delle importazioni comunitarie dello stesso settore, da un lato, e la parte di queste ultime  rispetto al totale delle importazioni comunitarie per tutti i settori industriali. III. Combinazione degli indici di sviluppo e di specializzazioneLa combinazione dei due indici  determina, per ciascun paese, i settori di cui all'articolo 4. Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo è superiore a -1, il livello dell'indice di  specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 4 è 1. Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo si colloca tra -1 e -1,23, il livello dell'indice  di specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 4 è 1,5. Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo si colloca tra -1,23 e -1,70, il livello  dell'indice di specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 4 è 5. Per i paesi beneficiari il cui indice di sviluppo si colloca tra -1,70 e -2, il livello dell'indice  di specializzazione oltre il quale si applica l'articolo 4 è 7. L'articolo 4 non si applica ai paesi il cui indice di sviluppo sia inferiore a -2.  ALLEGATO III Elenco dei paesi e territori beneficiari di preferenze tariffarie  generalizzate (1) >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>(1)  L'Oceania americana comprende: Guam, Samoa americane (compresa l'isola Swains), isole Midway, isole  Johnston e Sand, isola Wake, isola Baker, Howland, Jarvis, Kingman Reef e Palmyra (GU n. L 325 del  17. 12. 1994, pag. 17).  ALLEGATO IV Elenco dei meno progrediti fra i paesi in via sviluppo >SPAZIO PER TABELLA>  ALLEGATO V Elenco dei paesi contemplati all'articolo 3, paragrafo 2 >SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO VI (1) Elenco dei prodotti di cui all'articolo 3, paragrafo 2 Fatte salve le  regole d'interpretazione della nomenclatura combinata, il testo della designazione delle merci ha  soltanto valore indicativo, mentre il regime preferenziale è determinato, nel quadro del presente  allegato, dalle voci NC. Quando «ex» figura davanti alla voce NC, il regime preferenziale risulta  dalla combinazione della voce NC e della descrizione corrispondente. I prodotti agricoli che in base agli accordi ordinari possono beneficiare dell'esenzione o della  sospensione temporanea globale della tariffa doganale comune sono forniti soltanto per memoria. >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO VII Elementi da prendere in considerazione nel quadro dell'articolo 14,  paragrafo 3 - Riduzione della quota di mercato dei produttori comunitari- Riduzione della loro  produzione- Aumento delle loro scorte- Chiusura dei loro impianti- Fallimenti- Scarsa  redditività- Basso tasso di sfruttamento del loro potenziale- Occupazione- Commercio-  Prezzi