CELEX: 52012DC0323
Language: it
Date: 2012-05-30 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 della Polonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Polonia 2012-2015

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		52012DC0323
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 della Polonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Polonia 2012-2015 /* COM/2012/0323 final */
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2012 della
Polonia
e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della
Polonia 2012-2015
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[3],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l’occupazione,
sentito il comitato economico e finanziario,
considerando quanto segue:
(1)(1)   Il 26 marzo 2010 il
Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione europea di avviare
“Europa 2020”, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata
su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui
settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di
crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
(2)(2)   Il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010, una raccomandazione
sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e
dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti
per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione[4], che insieme formano gli
“orientamenti integrati”. Gli Stati membri
sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle politiche
nazionali in materia economica e occupazionale.
(3)(3)   Il 12 luglio 2011 il
Consiglio ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma
2011 della Polonia e ha formulato il suo parere sul programma di convergenza
aggiornato della Polonia 2011-2014.
(4)(4)   Il 23 novembre 2011 la Commissione ha adottato la seconda Analisi
annuale della crescita, segnando l’inizio del secondo semestre europeo di
coordinamento integrato ed ex-ante delle politiche, che è parte integrante
della strategia Europa 2020. Sulla base del
regolamento (UE) n. 1176/2011, la Commissione ha adottato, il 14 febbraio 2012,
la relazione sul meccanismo di allerta[5],
in cui non annovera la Polonia tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto
di un ulteriore esame approfondito.
(5)(5)   Il 2 marzo 2012 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per
garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni
volte a promuovere la crescita. Esso ha
sottolineato la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio
differenziato e favorevole alla crescita, ripristinare la normale erogazione di
prestiti all’economia, promuovere la crescita e la competitività, contrastare
la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e modernizzare la
pubblica amministrazione.
(6)(6)   Il 2 marzo 2012 il
Consiglio europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che partecipano al patto
Euro Plus a presentare i loro impegni in tempo utile perché possano essere
inseriti nei rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi
nazionali di riforma.
(7)(7)   Il 25 aprile 2012 la Polonia ha presentato il suo programma di
convergenza, relativo al periodo 2012-2015, e il 27 aprile 2012 il programma
nazionale di riforma 2012. I due programmi
sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto dei reciproci
collegamenti interni.
(8)(8)   In base alla valutazione del programma di convergenza 2012 a
norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo
scenario macroeconomico su cui si basano le proiezioni di bilancio contenute
nel programma sia plausibile e conforme alle previsioni di primavera 2012
elaborate dalla Commissione. L’obiettivo della
strategia di bilancio delineata nel programma mira a correggere il disavanzo
eccessivo entro il 2012 e a conseguire l’obiettivo di bilancio a medio termine
entro il 2015. Il programma conferma, come
obiettivo a medio termine, un disavanzo pari all’1% del PIL, che riflette
adeguatamente i requisiti del patto di stabilità e crescita. La correzione programmata del disavanzo è in
linea con il termine stabilito dal Consiglio e il previsto impegno di bilancio
è conforme alle raccomandazioni formulate nell’ambito della procedura per i
disavanzi eccessivi. Sulla base del disavanzo
strutturale (ricalcolato)[6],
l’avvicinamento annuo previsto all’obiettivo di medio termine è superiore allo
0,5% del PIL (in termini strutturali). Il
tasso di crescita della spesa delle amministrazioni pubbliche, alla luce delle
misure discrezionali sul lato delle entrate, è in linea con il valore di
riferimento del patto di stabilità e crescita per l’intero periodo di
riferimento ma, secondo le previsioni di primavera 2012 della Commissione, nel
2013 supererà leggermente il parametro di riferimento stabilito per la spesa. Per realizzare progressi sufficienti verso il
conseguimento dell’obiettivo di medio termine possono essere necessari
ulteriori sforzi, giacché il risanamento di bilancio è basato prevalentemente
su ingenti tagli alla spesa destinati ad investimenti pubblici e non
sufficientemente sostenuto da misure dettagliate negli ultimi anni del
programma. Secondo le stime, il debito
pubblico dovrebbe rimanere inferiore al 60% del PIL in Polonia lungo tutto il
periodo di riferimento del programma. Le
autorità nazionali ne prevedono il calo graduale, dal 56,3% del PIL nel 2011 al
49,7% del PIL nel 2015, mentre la Commissione, in considerazione di eventuali
rischi per i piani di risanamento, stima che il miglioramento sarà più lento.
(9)(9)   Il governo polacco non ha ancora intrapreso alcuna azione per
attuare le norme permanenti in materia di spesa entro il 2013. La definizione delle norme permanenti è tuttora in
corso e, ad oggi, non sono state comunicate informazioni dettagliate. Non si riscontrano progressi nemmeno sul fronte
dell’adeguamento della nomenclatura dei conti nazionali al Sistema europeo dei
conti (norme SEC95) o del miglioramento del coordinamento tra i diversi livelli
di amministrazione pubblica per quanto riguarda la procedura di bilancio.
(10)(10)           La disoccupazione giovanile è superiore alla media dell’UE
ed è in larga misura imputabile al divario tra le competenze acquisite e quelle
richieste dal mercato e a un limitato accesso all’apprendistato e all’apprendimento
attraverso il lavoro. Sono
previste misure per agevolare l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Il parziale abuso delle norme sul lavoro autonomo e
dei contratti di diritto civile che non sono disciplinati dal diritto del
lavoro sembrano essere la causa principale della segmentazione di tale mercato
e della povertà tra i lavoratori, che registra uno dei tassi più elevati dell’UE. Inoltre, andrebbero riviste
la portata e l’adeguatezza dei sussidi erogati ai lavoratori con basso reddito.
(11)(11)           La Polonia ha iniziato ad attuare un’ambiziosa riforma
dell’istruzione superiore nel secondo semestre del 2011, nell’intento di
rafforzare i collegamenti tra le università e le imprese e affrontare la mancata
corrispondenza tra le competenze acquisite e le esigenze del mercato del
lavoro. La riforma tende a rendere l’offerta
più flessibile, in grado di rispondere alle mutevoli esigenze del mercato del
lavoro e promuove altresì il lavoro autonomo. Tuttavia, vanno ancora migliorate la pertinenza e
la qualità dell’insegnamento, con particolare attenzione alle istituzioni universitarie
private.
(12)(12)           La partecipazione delle donne al mercato del lavoro deve
essere aumentata migliorando il sistema di assistenza all’infanzia. La Polonia ha attualmente il più basso tasso di
iscrizione all’istruzione prescolare in Europa. Ciò
è dovuto ad una mancanza di posti, di infrastrutture adeguate e di personale
qualificato. L’impegno assunto dal governo di reperire
fondi supplementari per realizzare istituti di assistenza per bambini in età prescolastica
(3-5 anni di età) non trova riscontro nella legge di bilancio per il 2012, che
taglia le sovvenzioni per l’istruzione. Di
conseguenza, alcuni Comuni hanno dovuto chiudere scuole e asili nido.
(13)(13)           Per far fronte alla scarsa partecipazione di lavoratori
anziani al mercato del lavoro la Polonia ha adottato una riforma pensionistica
generale. L’età pensionabile legale sarà
aumentata gradualmente a partire dal 2013, fino ad arrivare a 67 anni nel 2020
per gli uomini e nel 2040 per le donne. La
Polonia ha proseguito gli sforzi intesi a limitare le condizioni di
pensionamento privilegiate per i servizi in uniforme.
Nel 2011 la Polonia ha introdotto alcune modifiche al fondo di previdenza
sociale degli agricoltori (KRUS). Tuttavia, la
riforma è temporanea e insufficiente sotto l’aspetto del mercato del lavoro. I minatori godono tuttora di un regime
pensionistico speciale.
(14)(14)           Le recenti riforme volte a migliorare l’ambiente di
ricerca mira a concentrare finanziamenti su misura negli istituti che ottengono
i migliori risultati. Il programma di ricerca
nazionale, adottato nell’agosto 2011, costituisce un importante passo in questa
direzione. Tuttavia, non è chiaro in che modo
le priorità nel programma siano collegate e perseguite nell’ambito della politica
d’innovazione e industriale. 
(15)(15)           Uno degli ostacoli principali alla crescita è
rappresentato da restrizioni ingiustificate relative alla prestazione di
servizi professionali, in particolare nei settori della costruzione, dei
trasporti e della sanità. Il governo ha
annunciato un piano per ridurre del 50% la regolamentazione nei servizi
professionali, con riferimento sia ai requisiti di formazione che alle
autorizzazioni. Nonostante gli sforzi compiuti
finora, l’onere amministrativo per le imprese rimane elevato e l’amministrazione
pubblica continua ad essere inefficiente. Destano
preoccupazione in particolare: gli elevati costi di conformità, una
legislazione fiscale complessa e mutevole, una scarsa applicazione dei
contratti, lunghe e complesse procedure di rilascio di licenze e permessi, e la
legislazione sulla registrazione e la zonizzazione delle proprietà. I procedimenti giudiziari e le altre azioni legali
si protraggono a lungo e il volume delle cause pendenti è relativamente
elevato.
(16)(16)           La crescita e la competitività nel settore dell’energia
sono ostacolati dal ritardo dell’applicazione della legislazione UE, in
particolare per quanto riguarda il secondo e il terzo pacchetto sull’energia e
la direttiva UE sulle energie rinnovabili e le procedure di infrazione
pendenti. Mentre la rete di autostrade e
superstrade è in fase di forte sviluppo grazie ai fondi UE, la necessità di
effettuare investimenti nella rete ferroviaria risulta ancora più urgente visto
il cattivo stato delle infrastrutture. La
Polonia non utilizza appieno le risorse del Fondo di coesione disponibili a
tale scopo ed esistono ancora ostacoli all’adeguato funzionamento del mercato
ferroviario. 
(17)(17)            Nel quadro
del patto Euro Plus, la Polonia ha assunto una serie di impegni. Tali impegni, così come l’attuazione degli impegni
presentati nel 2011, concernono il miglioramento della competitività, la
promozione dell’occupazione, l’aumento della sostenibilità delle finanze pubbliche
e il rafforzamento della stabilità finanziaria. La
Commissione ha valutato l’attuazione degli impegni assunti nel quadro del patto
Euro Plus e le raccomandazioni tengono debitamente conto dei relativi risultati.
(18)(18)            Nell’ambito
del semestre europeo la Commissione ha effettuato un esame completo della
politica economica della Polonia e ha valutato
il programma di convergenza e il programma nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della
loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della
politica socioeconomica della Polonia, ma anche della loro conformità alle
norme e agli orientamenti UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance
economica dell’Unione europea nel suo insieme, offrendo un contributo a livello
UE per le future decisioni nazionali. Le
raccomandazioni che propone nell’ambito del semestre europeo sono riportate nei
successivi paragrafi da 1 a 6.
(19)(19)           Alla luce della
valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza
2012 e il suo parere[7]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione 1,
RACCOMANDA che la Polonia adotti
provvedimenti nel periodo 2012-2013 al fine di:
1.1.        assicurare che si realizzino i progressi programmati verso la
correzione del disavanzo eccessivo; a tal
fine, dare attuazione piena al bilancio dell’esercizio 2012 e compiere lo
sforzo di aggiustamento strutturale indicato nella raccomandazione del
Consiglio nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi; in seguito, precisare le misure necessarie ad
attuare la prevista strategia di bilancio per l’esercizio 2013 e oltre, con uno
sforzo di aggiustamento strutturale atto a permettere progressi sufficienti
verso il conseguimento dell’obiettivo di bilancio a medio termine, anche in
termini di rispetto del parametro di riferimento per la spesa; ridurre al minimo, in futuro, i tagli alle spese in
grado di favorire la crescita e migliorare l’adempimento degli obblighi
tributari; 
2.2.        accelerare la riforma del quadro di bilancio adottando norme
legislative volte a introdurre norme permanenti in merito alla spesa entro il
2013; tale norma deve essere coerente con il
sistema europeo dei conti; adottare misure
atte a rafforzare i meccanismi di coordinamento tra i diversi livelli dell’amministrazione
nelle procedure di bilancio annuali e a medio termine;
3.3.        per ridurre la disoccupazione giovanile, aumentare la
disponibilità dell’apprendistato e dell’apprendimento attraverso il lavoro,
migliorare la qualità della formazione professionale e adottare la proposta
strategia di formazione continua; far
corrispondere meglio le competenze scolastiche alle esigenze del mercato del
lavoro e migliorare la qualità dell’insegnamento; per
contrastare la segmentazione del mercato del lavoro e la povertà dei
lavoratori, limitare il ricorso eccessivo a contratti di diritto civile e
estendere il periodo di prova per i contratti a tempo indeterminato;
4.4.        intensificare gli sforzi per aumentare la partecipazione
delle donne al mercato del lavoro e i tassi di iscrizione dei bambini agli
asili nidi e all’istruzione prescolastica, assicurando un finanziamento stabile
e investimenti nelle infrastrutture pubbliche, la presenza di personale
qualificato e l’accesso ad un prezzo ragionevole; contrastare
la prassi radicata del prepensionamento in vista di aumentare l’età di uscita
dal mercato del lavoro; eliminare gradualmente
il regime pensionistico speciale per i minatori integrandolo pienamente nel
regime generale; adottare misure più ambiziose e permanenti volte a riformare
il fondo di previdenza sociale degli agricoltori (KRUS) in modo da rispecchiare
in modo più aderente il livello di reddito individuale;
5.5.        adottare misure supplementari per garantire un ambiente
imprenditoriale favorevole all’innovazione, garantendo un migliore collegamento
tra ricerca, innovazione e politica industriale attraverso l’istituzione di
aree prioritarie comuni e strumenti a sostegno dell’intero ciclo dell’innovazione;
migliorare l’accesso al finanziamento delle attività di ricerca e innovazione
mediante garanzie e finanziamenti ponte; 
6.6.        intensificare gli sforzi per migliorare gli incentivi agli
investimenti nella capacità di generazione di energia, accelerare lo sviluppo
di interconnessioni di reti transfrontaliere di energia elettrica e rafforzare
la concorrenza nel settore del gas attraverso una graduale eliminazione dei
prezzi regolamentati e creando una piattaforma commerciale del gas; rafforzare il ruolo e le risorse dell’autorità di
regolamentazione del mercato ferroviario e assicurare un’effettiva e rapida
attuazione dei progetti di investimento; ridurre
le restrizioni sui servizi professionali e semplificare l’applicazione dei
contratti e i requisiti per le concessioni edilizie.
Fatto a Bruxelles, 
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               COM(2012) 323 final
[3]               P7_TA(2012)0048 e P7_TA(2012)0047
[4]               Decisione 2012/238/UE del Consiglio del 26 aprile 2012.
[5]               COM(2012) 68 final.
[6]               Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle
misure temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione sulla
base delle informazioni contenute nel programma, secondo la metodologia
concordata.
[7]               A norma dell'articolo 9, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.