CELEX: 61986CJ0040
Language: it
Date: 1987-06-16
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 16 giugno 1987. # Georges Kolivas contro Commissione delle Comunità europee. # Dipendente - Commissione giudicatrice di concorso - Potere di valutazione delle prove - Limiti - Segretezza dei lavori. # Causa 40/86.

Avis juridique important

|

61986J0040

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 16 GIUGNO 1987.  -  GEORGES KOLIVAS CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE.  -  DIPENDENTE - COMMISSIONE GIUDICATRICE DI CONCORSO - POTERE DI VALUTAZIONE DELLE PROVE - LIMITI - SECRETEZZA DEI LAVORI.  -  CAUSA 40/86.  

raccolta della giurisprudenza 1987 pagina 02643

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - ASSUNZIONE - CONCORSO - CONCORSO PER ESAMI - POTERE DI VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE - LIMITI - SINDACATO GIURISDIZIONALE - PORTATA  2 . DIPENDENTI - ASSUNZIONE - CONCORSO - COMMISSIONE GIUDICATRICE - CORREZIONE DELLE PROVE DA PARTE DI VARI CORRETTORI - USO DI ASSESSORI - AMMISSIBILITA - PRESUPPOSTI  3 . DIPENDENTI - ASSUNZIONE - CONCORSO - COMMISSIONE GIUDICATRICE - SEGRETO DEI LAVORI - PORTATA  ( STATUTO DEL PERSONALE, ALLEGATO III, ART . 6 )  

Massima

1 . NEL VALUTARE I RISULTATI DEGLI ESAMI, LE COMMISSIONI GIUDICATRICI DI CONCORSO DISPONGONO DI UN AMPIO POTERE DISCREZIONALE . SPETTA TUTTAVIA ALLA CORTE CONTROLLARE SE L' ESERCIZIO DI QUESTO POTERE, CHE DEVE BASARSI SU CRITERI OBIETTIVI, NON SIA VIZIATO DA ERRORE MANIFESTO, DA SVIAMENTO DI POTERE O SE LA COMMISSIONE GIUDICATRICE NON ABBIA MANIFESTAMENTE SUPERATO I LIMITI DEL PROPRIO POTERE DISCREZIONALE .  2 . NESSUNA NORMA E NESSUN PRINCIPIO GIURIDICO SUPERIORE OBBLIGANO LA COMMISSIONE GIUDICATRICE DI UN CONCORSO A FAR CORREGGERE TUTTE LE PROVE DALLO STESSO CORRETTORE . LA REGOLARITA DEL CONCORSO E GARANTITA QUALORA I METODI DI CORREZIONE NON DIFFERISCANO A SECONDA DEI CANDIDATI E LA COMMISSIONE GIUDICATRICE, PUR AFFIDANDO A DEGLI ASSESSORI LA CORREZIONE DI DETERMINATE PROVE, SI RISERVI IL POTERE DI VALUTAZIONE FINALE .  3 . LA SEGRETEZZA DEL LAVORI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI DI CONCORSO E STATA ISTITUITA ALLO SCOPO DI GARANTIRE L' INDIPENDENZA DELLE COMMISSIONI STESSE E L' OBIETTIVITA DEL LORO OPERATO, METTENDOLE AL RIPARO DA QUALSIASI INGERENZA E PRESSIONE ESTERNE . DI CONSEGUENZA IL VINCOLO DEL SEGRETO OSTA SIA ALLA DIVULGAZIONE DEGLI ATTEGGIAMENTI ASSUNTI DAI SINGOLI MEMBRI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI, SIA ALLA RIVELAZIONE DI QUALSIASI ELEMENTO RELATIVO A VALUTAZIONI DI NATURA PERSONALE O COMPARATIVA RIGUARDANTE I CANDIDATI . ESSO NON VIETA TUTTAVIA LA SEMPLICE COMUNICAZIONE DI UNA DECISIONE DI NATURA PROCEDURALE RIGUARDANTE IL MERO PROSEGUIMENTO DELLE OPERAZIONI DI CORREZIONE DELLE PROVE, IRRILEVANTE PER LO SVOLGIMENTO OBIETTIVO DEI LAVORI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE .  

Parti

NELLA CAUSA 40/86,  GEORGES KOLIVAS, DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RESIDENTE IN BRUXELLES, CON L' AVV . JEAN-NOEL LOUIS, DEL FORO DI BRUXELLES, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO LO STUDIO DELL' AVV . ALEX SCHMITT, 13, BOULEVARD ROYAL,  RICORRENTE,  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RAPPRESENTATA DALLA SIG.RA MARIE WOLFCARIUS, MEMBRO DEL SUO SERVIZIO GIURIDICO, IN QUALITA DI AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . GEORGES KREMLIS, MEMBRO DEL SUO SERVIZIO GIURIDICO, EDIFICIO JEAN MONNET, KIRCHBERG,  CONVENUTA,  CAUSA AVENTE AD OGGETTO L' ANNULLAMENTO DELLE DECISIONI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI DEI CONCORSI COM/LA/4/84 E COM/LA/5/84 COMUNICATE AL RICORRENTE CON LETTERA 13 NOVEMBRE 1985,  LA CORTE ( PRIMA SEZIONE ),  COMPOSTA DAI SIGNORI F . SCHOCKWEILER, PRESIDENTE DI SEZIONE, G . BOSCO E R . JOLIET, GIUDICI,  AVVOCATO GENERALE : J.L . DA CRUZ VILACA  CANCELLIERE : H.A . RUEHL, AMMINISTRATORE PRINCIPALE  VISTA LA RELAZIONE D' UDIENZA ED IN SEGUITO ALLA TRATTAZIONE ORALE DEL 4 FEBBRAIO 1987,  SENTITE LE CONCLUSIONI DELL' AVVOCATO GENERALE PRESENTATE ALL' UDIENZA DEL 2 APRILE 1987,  HA PRONUNCIATO LA SEGUENTE  SENTENZA  

Motivazione della sentenza

1 CON ATTO DEPOSITATO NELLA CANCELLERIA DELLA CORTE IL 12 FEBBRAIO 1986, IL SIG . GEORGES KOLIVAS, DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, HA PROPOSTO UN RICORSO VOLTO AD OTTENERE L' ANNULLAMENTO DELLE DECISIONI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI COM/LA/4/84 E COM/LA/5/84, COMUNICATE AL RICORRENTE CON LETTERA 13 NOVEMBRE 1985, CON LE QUALI LE CITATE COMMISSIONI GIUDICATRICI HANNO NEGATO AL RICORRENTE L' AMMISSIONE ALLE PROVE ORALI DI DETTI CONCORSI .  2 I CONCORSI COM/LA/4/84 E COM/LA/5/84 ERANO CONCORSI INTERNI PER ESAMI INDETTI AL FINE DI COSTITUIRE UNA RISERVA DI TRADUTTORI PRINCIPALI E DI REVISORI DI ESPRESSIONE GRECA .  3 IN CONFORMITA AI PRINCIPI DIRETTIVI STABILITI PER LA CORREZIONE DELLE PROVE SCRITTE DEI CONCORSI IN PAROLA, LE COMMISSIONI GIUDICATRICI DEI CONCORSI AVEVANO DECISO DI RICORRERE A DUE CORRETTORI ESTERNI ONDE GARANTIRE L' OBIETTIVITA DELLA CORREZIONE DELLE PROVE STESSE . RISULTA DAGLI ATTI DI CAUSA E DALLE INFORMAZIONI RACCOLTE IN SEDE DI UDIENZA CHE LE COMMISSIONI GIUDICATRICI, DOPO AVER PRESO CONOSCENZA DEI RISULTATI DELLA DOPPIA CORREZIONE DELLE PROVE SCRITTE, NON HANNO TENUTO CONTO DEI PUNTEGGI ATTRIBUITI DAI PRIMI DUE CORRETTORI ED HANNO DISPOSTO UNA NUOVA CORREZIONE DI TALI PROVE; RISULTA ALTRESI CHE LE COMMISSIONI GIUDICATRICI, NELL' ADOTTARE LE DECISIONI CENSURATE, SI SONO BASATE ESCLUSIVAMENTE SUI VOTI ATTRIBUITI IN TALE TERZA CORREZIONE .  4 PER UNA PIU AMPIA ESPOSIZIONE DEGLI ANTEFATTI, DELLE VARIE FASI DEL PROCEDIMENTO, DELLE DOMANDE E DEI MEZZI DELLE PARTI SI FA RINVIO ALLA RELAZIONE D' UDIENZA . QUESTI ELEMENTI DEL FASCICOLO SONO RIPORTATI IN PROSIEGUO SOLO IN QUANTO NECESSARI PER IL RAGIONAMENTO DELLA CORTE .  5 CON IL PRIMO MEZZO IL RICORRENTE FA VALERE L' INOSSERVANZA DELL' ART . 5, 3* E 4* COMMA, DELL' ALLEGATO III DELLO STATUTO, IN QUANTO LE COMMISSIONI GIUDICATRICI AVREBBERO OMESSO DI STABILIRE I CRITERI DI VALUTAZIONE DELLE PROVE SCRITTE ED ORALI PRIMA DI CORREGGERE LE PROVE SCRITTE E DI SENTIRE I CANDIDATI AMMESSI ALLE PROVE ORALI, OBBLIGO INDISPENSABILE PER GARANTIRE UN GIUDIZIO OBIETTIVO E NON ARBITRARIO DELLE PROVE .  6 A TALE PROPOSITO, E OPPORTUNO OSSERVARE, IN PRIMO LUOGO, CHE IL 3* COMMA DELL' ART . 5, SECONDO I SUOI STESSI TERMINI, SI APPLICA UNICAMENTE AI CONCORSI PER TITOLI . QUANTO AL 4* COMMA, ESSO DISPONE CHE, NEL CASO DI CONCORSI PER TITOLI ED ESAMI, LA COMMISSIONE GIUDICATRICE DESIGNA, IN BASE AI TITOLI, TRA I CANDIDATI CHE SI SONO PRESENTATI AL CONCORSO, QUELLI AMMESSI A PRENDERE PARTE ALLE PROVE D' ESAME . POICHE, NELLA FATTISPECIE, SI TRATTA DI CONCORSI PER SOLI ESAMI, LE DUE NORME ORA CITATE NON TROVANO APPLICAZIONE .  7 OCCORRE POI RILEVARE CHE, COME RISULTA DAGLI ATTI, I BANDI DI CONCORSO DEL CASO DI SPECIE SPECIFICAVANO, A NORMA DELL' ART . 1, N . 1, LETT . E ), DELL' ALLEGATO III DELLO STATUTO, IL TIPO DEGLI ESAMI E LA LORO RISPETTIVA VALUTAZIONE E CHE LE COMMISSIONI GIUDICATRICI AVEVANO STABILITO I CRITERI DIRETTIVI PER LA CORREZIONE DELLE PROVE SCRITTE PRIMA CHE QUESTE AVESSERO LUOGO .  8 CON IL PRIMO MEZZO IL RICORRENTE CRITICA INOLTRE LA DECISIONE DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI DI EFFETTUARE UNA TERZA CORREZIONE ED ASSERISCE CHE QUESTA NON SAREBBE STATA ISPIRATA DA CONSIDERAZIONI OGGETTIVE NELL' INTERESSE GENERALE E CONTRADDIREBBE ALTRESI L' IMPEGNO PRECEDENTEMENTE ASSUNTO DI FAR EFFETTUARE UNA DOPPIA CORREZIONE AD OPERA DI CORRETTORI ESTERNI .  9 DATO CHE TALE CENSURA SI RISOLVE NELL' AFFERMARE CHE LE COMMISSIONI GIUDICATRICI HANNO ECCEDUTO I POTERI LORO ATTRIBUITI, OCCORRE ESAMINARE SE CIO SIA EFFETTIVAMENTE AVVENUTO .  10 IN PROPOSITO VA CONSTATATO CHE LA COMMISSIONE, NEL CORSO DI DISCUSSIONI CON IL COMITATO DEL PERSONALE, AVEVA ACCETTATO CHE LA CORREZIONE DELLE PROVE FOSSE EFFETTUATA DA DUE CORRETTORI ESTRANEI ALL' UNITA DI TRADUZIONE GRECA, AL FINE DI GARANTIRE L' IMPARZIALITA DELLE CORREZIONI, SENZA PERO CHE VI FOSSE UN IMPEGNO FORMALE IN TAL SENSO . DATO CHE LE COMMISSIONI GIUDICATRICI HANNO DECISO DI FAR PROCEDERE AD UNA DOPPIA CORREZIONE DELLE PROVE AD OPERA DI DUE CORRETTORI CHE RISPONDEVANO A TALI REQUISITI, SI DEVE ESAMINARE SE LE COMMISSIONI GIUDICATRICI, DOPO AVER PRESO CONOSCENZA DELL' ESITO DI DETTE CORREZIONI, POTESSERO VALIDAMENTE DECIDERE DI NON TENERNE CONTO E DI FARE RICORSO AD ALTRI CORRETTORI .  11 DA UNA COSTANTE GIURISPRUDENZA RISULTA CHE LE COMMISSIONI GIUDICATRICI DI CONCORSI DISPONGONO DI UN' AMPIA DISCREZIONALITA, CHE DEVE ESSERE ESERCITATA IN BASE A CRITERI OBIETTIVI ( CFR . SENTENZA 14 LUGLIO 1983, CAUSA 144/82, DETTI / CORTE DI GIUSTIZIA, RACC . PAG . 2421 ) E NON E SOTTRATTA AL SINDACATO GIURISDIZIONALE, CHE DEVE CONSENTIRE DI VERIFICARE SE L' ESERCIZIO DEL POTERE DISCREZIONALE NON SIA VIZIATO DA ERRORE MANIFESTO O DA SVIAMENTO DI POTERE O I LIMITI DEL POTERE DISCREZIONALE NON SIANO STATI MANIFESTAMENTE OLTREPASSATI .  12 NEL CONTRORICORSO LA COMMISSIONE HA AFFERMATO CHE LA DECISIONE DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI DI FAR PROCEDERE AD UNA TERZA CORREZIONE ERA STATA MOTIVATA DALLA CONSTATAZIONE DELL' ESISTENZA DI DIVARI NOTEVOLI NELLA VALUTAZIONE DELLE PROVE TRA LE DUE CORREZIONI INIZIALI . DAL VERBALE DELLE RIUNIONI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE DEL CONCORSO COM/LA/4/84, ACQUISITO AGLI ATTI, E DALLE INFORMAZIONI RACCOLTE IN UDIENZA SI DESUME PERO CHE LA PREDETTA DECISIONE VENNE ADOTTATA PERCHE TALUNI MEMBRI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI AVEVANO ESPRESSO IL PARERE CHE I PRIMI CORRETTORI AVESSERO VALUTATO LE PROVE "CON GENEROSITA" E CHE I VOTI NON RISPONDESSERO AI CRITERI QUALITATIVI IN USO ALLA CCE .  13 QUEST' ULTIMA MOTIVAZIONE, SEBBENE NON SI PRECISI IN CHE COSA SI SIA MANIFESTATA L' INOSSERVANZA DI TALI CRITERI, DOVEVA SICURAMENTE PERMETTERE ALLE COMMISSIONI GIUDICATRICI DI DISCOSTARSI DAI RISULTATI DELLA DOPPIA CORREZIONE DISPOSTA IN UN PRIMO TEMPO E DI RICORRERE AD UNA TERZA CORREZIONE . COSI FACENDO, LE COMMISSIONI GIUDICATRICI NON HANNO OLTREPASSATO I LIMITI DELLA DISCREZIONALITA CHE VA LORO RICONOSCIUTA, IN QUANTO HANNO, ANZI, LA RESPONSABILITA DI CURARE IL RISPETTO DEI CRITERI VOLTI A GARANTIRE LA MASSIMA UNIFORMITA POSSIBILE NELLA VALUTAZIONE DELLE PROVE DEI DIVERSI CONCORSI .  14 IL RICORRENTE SI FONDA ALTRESI SU UN' INOSSERVANZA DEL PRINCIPIO DELLA PARITA DI TRATTAMENTO CHE SI SAREBBE CONCRETATA NEL FATTO CHE TALUNI ELABORATI SAREBBERO STATI CORRETTI ALLA PRESENZA DI MEMBRI DELLA COMMISSIONE GIUDICATRICE ED ALTRI NO .  15 L' ARGOMENTO NON PUO ESSERE ACCOLTO, IN QUANTO NON ESISTE UNA NORMA AD UN PRINCIPIO GIURIDICO SUPERIORE CHE OBBLIGHI LA COMMISSIONE GIUDICATRICE DI UN CONCORSO A FAR CORREGGERE TUTTE LE PROVE DA UNO STESSO CORRETTORE . NEL CASO DI SPECIE, DAGLI ATTI DI CAUSA RISULTA CHE LE COMMISSIONI GIUDICATRICI AVEVANO DECISO DI AFFIDARE LA CORREZIONE DI ALCUNE PROVE A DETERMINATI MEMBRI AGGREGATI, DA SOLI, MENTRE CERTE ALTRE DOVEVANO ESSERE VALUTATE DA UN MEMBRO AGGREGATO UNITAMENTE AI MEMBRI DELLE COMMISSIONI STESSE .  16 ORGANIZZANDO IN TAL MODO LE CORREZIONI DELLE PROVE, LE COMMISSIONI GIUDICATRICI NON HANNO ECCEDUTO I POTERI CHE VANNO LORO RICONOSCIUTI IN MATERIA E CHE PERMETTONO LORO DI FAR RICORSO ALL' ASSISTENZA DI MEMBRI AGGREGATI IN TUTTI I CASI IN CUI TALE AUSILIO SIA RITENUTO NECESSARIO . LA REGOLARITA DELLE OPERAZIONI E SALVA PURCHE I METODI DI CORREZIONE NON VARINO SECONDO I CANDIDATI E LA COMMISSIONE GIUDICATRICE SI RISERVI IL POTERE DI VALUTAZIONE FINALE, COME E ACCADUTO NEL CASO DI SPECIE .  17 CON IL SECONDO MEZZO, VERTENTE SULLA TRASGRESSIONE DELL' ART . 6, DELL' ALLEGATO III DELLO STATUTO, IL RICORRENTE DEDUCE L' INOSSERVANZA DELLA SEGRETEZZA DEI LAVORI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI . TALUNI MEMBRI DELLE COMMISSIONI AVREBBERO INFATTI RIVELATO, NEL CORSO DI RIUNIONI D' INFORMAZIONE DEL PERSONALE E PRIMA CHE I LAVORI DELLE COMMISSIONI FOSSERO TERMINATI, CHE LE COMMISSIONI GIUDICATRICI AVEVANO DECISO, ALL' UNANIMITA, DI FAR EFFETTUARE UNA TERZA CORREZIONE DELLE PROVE . IN TAL MODO LA POSIZIONE ASSUNTA DAL RAPPRESENTANTE DEL PERSONALE IN SENO ALLA COMMISSIONE GIUDICATRICE SAREBBE STATA RESA DI PUBBLICO DOMINIO .  18 IN MERITO ALL' ESISTENZA DI UN OBBLIGO DI SEGRETEZZA, LA CORTE HA DECISO, NELLA SENTENZA 28 FEBBRAIO 1980 ( CAUSA 89/79, BONU / CONSIGLIO, RACC . PAG . 553 ), CHE IL SEGRETO DEI LAVORI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI DI CONCORSO E INTESO A GARANTIRE L' INDIPENDENZA DELLE COMMISSIONI DI CONCORSO E L' OBIETTIVITA DEL LORO OPERATO, COL PORLE AL RIPARO DA QUALSIASI INGERENZA E PRESSIONE ESTERNA E CHE, DI CONSEGUENZA, ESSO VIETA SIA LA DIVULGAZIONE DELLA POSIZIONE ASSUNTA DAI SINGOLI COMPONENTI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI, SIA LA RIVELAZIONE DI QUALSIASI ELEMENTO RELATIVO A VALUTAZIONI DI INDOLE PERSONALE O COMPARATIVA RIGUARDANTE I CANDIDATI .  19 L' INFORMAZIONE DIFFUSA NEL CASO DI SPECIE, CHE SI RIDUCEVA ALLA COMUNICAZIONE DI UNA DECISIONE DI CARATTERE PROCEDURALE IN MERITO AL PROSEGUIMENTO MATERIALE DELLE OPERAZIONI DI CORREZIONE DELLE PROVE, NON RIENTRA IN ALCUNA DI QUELLE CATEGORIE CUI SI APPLICA IL DIVIETO DI DIVULGAZIONE ED IL RICORRENTE NON HA DIMOSTRATO CHE ESSA ABBIA POTUTO ESERCITARE UNA QUALUNQUE INFLUENZA SULL' OBIETTIVITA DEI LAVORI DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI, SICCHE IL SECONDO MEZZO E INFONDATO .  20 CON UN TERZO MEZZO IL RICORRENTE ADDUCE L' INOSSERVANZA DEI PRINCIPI DEL LEGITTIMO AFFIDAMENTO E DELL' EQUITA .  21 RIGUARDO AL PRINCIPIO DEL LEGITTIMO AFFIDAMENTO, IL RICORRENTE AFFERMA CHE, IN CONSIDERAZIONE DELLE GARANZIE FORNITE DALLA COMMISSIONE, QUALI RISULTEREBBERO, IN PARTICOLARE, DA UNA NOTA 13 APRILE 1983, EGLI AVREBBE POTUTO AVERE LA CERTEZZA CHE LE COMMISSIONI GIUDICATRICI SAREBBERO STATE COMPOSTE DA TRE MEMBRI NON APPARTENENTI ALLA DIVISIONE DELLA "TRADUZIONE GRECA" DELLA COMMISSIONE E CHE SAREBBE STATA ORGANIZZATA UNA DOPPIA CORREZIONE .  22 L' ESAME DEGLI ATTI DI CAUSA, E SEGNATAMENTE DELLA NOTA 13 APRILE 1983, FA APPARIRE CHE LA COMMISSIONE NON AVEVA ASSUNTO L' IMPEGNO DI COSTITUIRE COMMISSIONI GIUDICATRICI DI CONCORSO CHE NON COMPRENDESSERO ALCUN MEMBRO DELLA TRADUZIONE GRECA; LA NOTA ORA CITATA SPECIFICAVA, ANZI, COME SIA LOGICO CHE DEI TRE COMPONENTI ( COMPRESO IL PRESIDENTE ) DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI, UNO POTESSE APPARTENERE ALL' UNITA DI TRADUZIONE GRECA . D' ALTRA PARTE, COME OSSERVATO DIANZI IN OCCASIONE DELL' ESAME DEL PRIMO MEZZO, LE COMMISSIONI GIUDICATRICI DEI CONCORSI HANNO POTUTO LEGITTIMAMENTE RICORRERE AD UNA TERZA CORREZIONE DELLE PROVE .  23 QUANTO ALL' INOSSERVANZA DEL PRINCIPIO DI EQUITA, IL RICORRENTE ASSERISCE CHE UN MEMBRO DELLE COMMISSIONI GIUDICATRICI ED IL SUO SUPPLENTE, IN QUANTO SUPERIORI GERARCHICI, AVREBBERO AVUTO LA POSSIBILITA DI RICONOSCERE I CANDIDATI E PERTANTO DI DIFFONDERE INFORMAZIONI SU TALUNI CANDIDATI SENZA CHE QUESTI AVESSERO LA POSSIBILITA DI REPLICARE ALLE AFFERMAZIONI DEI LORO SUPERIORI GERARCHICI .  24 A QUESTO PROPOSITO VA CONSTATATO, IN PRIMO LUOGO, CHE LE COMMISSIONI GIUDICATRICI DEI CONCORSI AVEVANO CURATO, CON UN SISTEMA DI NUMERAZIONE, L' ANONIMATO DEGLI ELABORATI CONSEGNATI DAI CANDIDATI; IN SECONDO LUOGO, LE AFFERMAZIONI DEL RICORRENTE RELATIVE AD UNA POSSIBILE VALUTAZIONE SOGGETTIVA DA PARTE DEI SUPERIORI GERARCHICI NON SONO CORROBORATE DA ALCUN ELEMENTO PROBATORIO .  25 DA QUANTO PRECEDE DISCENDE CHE ANCHE IL TERZO MEZZO E INFONDATO .  

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  26 A NORMA DELL' ART . 69,  PAR  2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE . TUTTAVIA, A NORMA DELL' ART . 70 DELLO STESSO REGOLAMENTO, NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA, LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE .  

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI,  LA CORTE ( PRIMA SEZIONE )  DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO .  2 ) CIASCUNA DELLE PARTI SOSTERRA LE PROPRIE SPESE .