CELEX: 52009PC0476
Language: it
Date: 2009-09-11
Title: Proposta di regolamento del Consiglio recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari comunitari autonomi per taluni prodotti della pesca per il periodo 2010-2012

Avviso legale importante

|

52009PC0476

Proposta di regolamento del Consiglio recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari comunitari autonomi per taluni prodotti della pesca per il periodo 2010-2012  /* COM/2009/0476 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 11.9.2009COM(2009) 476 definitivoProposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari comunitari autonomi per taluni prodotti della pesca per il periodo 2010-2012RELAZIONE1) Contesto della proposta |Motivazione e obiettivi della proposta/Contesto generale Il regolamento (CE) n. 824/2007 del Consiglio, del 10 luglio 2007 (GU L 184), recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari comunitari autonomi per taluni prodotti della pesca per il periodo 2007-2009, cessa di essere applicabile il 31.12.2009. La presente proposta introduce un regime analogo per il periodo 2010-2012 al fine di garantire all'industria comunitaria condizioni di approvvigionamento adeguate per il suddetto periodo. In alcuni Stati membri le industrie di trasformazione incontrano gravi difficoltà a reperire approvvigionamenti sufficienti di taluni prodotti della pesca: è quindi nell'interesse dell'UE aumentare il volume di alcuni dei contingenti tariffari autonomi esistenti. Inoltre, data l'evoluzione del fabbisogno di approvvigionamento, la proposta include un nuovo prodotto, un contingente non è stato prorogato e, per altri prodotti, il volume del contingente è stato ridotto. |Disposizioni vigenti nel settore della proposta Regolamento (CE) n. 824/2007 del Consiglio, del 10 luglio 2007, recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari comunitari autonomi per taluni prodotti della pesca per il periodo 2007-2009. |Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione La misura è in linea con le politiche in materia di agricoltura, pesca, commercio, sviluppo e relazioni esterne. Essa non comporterà ripercussioni negative per i paesi in via di sviluppo che beneficiano di un accordo commerciale preferenziale con l'UE, ad esempio nell'ambito dei regimi SPG o APE. |2) Consultazione delle parti interessate e valutazione dell'impatto |Consultazione delle parti interessate |Metodi di consultazione, principali settori interessati e profilo generale di coloro che hanno risposto Consultazione degli Stati membri tramite il comitato di gestione per i prodotti della pesca e il comitato consultivo per la pesca e l'acquacoltura. Contatti informali con l'industria dell'UE (Associazione dei produttori ittici dell'UE, Federazione delle organizzazioni nazionali degli importatori ed esportatori di prodotti ittici). Sintesi delle risposte e modo in cui sono state prese in considerazione Le misure proposte sono sostenute da un'ampia maggioranza di Stati membri. |Ricorso al parere di esperti |Settori scientifici/di competenza interessati Esperti che rappresentano gli Stati membri nel comitato di gestione per i prodotti della pesca. Metodologia applicata Consultazione aperta Principali organizzazioni/esperti consultati Esperti designati da ciascuno Stato membro Consultazioni con il comitato di gestione per i prodotti della pesca e con il gruppo di lavoro III (Mercati e politica commerciale) del comitato consultivo per la pesca e l'acquacoltura (CCPA) e riunioni con i gruppi di interesse della Comunità (Associazione dei produttori ittici dell'UE (AIPCE) e Federazione delle organizzazioni nazionali degli importatori ed esportatori di prodotti ittici (CEP)) nel corso del primo semestre 2009. Sintesi dei pareri pervenuti e utilizzati Non è stata indicata l'esistenza di rischi potenziali gravi con conseguenze irreversibili. Mezzi impiegati per rendere accessibile al pubblico il parere degli esperti Pubblicazione della proposta |Valutazione dell'impatto Non pertinente |3) Elementi giuridici della proposta |Sintesi delle misure proposte Proposta di regolamento del Consiglio recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari comunitari autonomi per taluni prodotti della pesca per il periodo 2010-2012 |Base giuridica Articolo 26 del trattato CE |Principio di sussidiarietà La proposta è di competenza esclusiva della Comunità. Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica. |Principio di proporzionalità La proposta è conforme al principio di proporzionalità per le ragioni che seguono. |È necessario adottare misure volte ad ovviare alle gravi difficoltà di approvvigionamento cui dovrà far fronte l'industria di trasformazione per il triennio decorrente dal 2010. |L'insieme delle misure proposte è in linea con i principi intesi a semplificare le procedure per gli operatori del commercio estero e con la comunicazione della Commissione in materia di sospensioni e contingenti tariffari autonomi (98/C 128/02). |Scelta degli strumenti |Strumenti proposti: regolamento |Altri strumenti non sarebbero adeguati per la ragione di seguito indicata. In virtù dell'articolo 26 del trattato CE le sospensioni e i contingenti tariffari autonomi vengono decisi dal Consiglio che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione. È necessario un regolamento per garantire l'applicazione diretta e uniforme in tutta la Comunità. |4) Incidenza sul bilancio |Prendendo come base le più recenti statistiche complete (2008), l'incidenza del presente regolamento in termini di perdita di entrate si può stimare a 75 milioni di euro per il primo triennio decorrente dal 2010. L'importo indicato è stato calcolato ipotizzando l'applicazione dei dazi NPF e il pieno utilizzo dei contingenti. Esso rappresenta pertanto il livello massimo di perdita di entrate, dal momento che la Comunità concede preferenze commerciali più favorevoli a vari gruppi di paesi terzi (SPG, SPG+, ALS) e, in media, l'utilizzo dei contingenti nei primi due anni di applicazione del regolamento giunto a scadenza è stato rispettivamente del 78% e del 75%. Poiché i dazi NPF non sono applicati in modo generalizzato, la perdita di entrate effettiva tende ad essere meno elevata (circa 25 milioni di euro). |5) Informazioni supplementari |Spazio economico europeo L'atto proposto riguarda un settore contemplato dall'accordo SEE ed è pertanto opportuno estenderlo allo Spazio economico europeo. |Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrecante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari comunitari autonomi per taluni prodotti della pesca per il periodo 2010-2012(Testo rilevante ai fini del SEE)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 26,vista la proposta della Commissione[1],considerando quanto segue:1.  L'approvvigionamento di taluni prodotti della pesca nella Comunità dipende attualmente dalle importazioni dai paesi terzi. Nell'ultimo decennio il livello di autosufficienza dell'UE per i prodotti della pesca è sceso dal 57% al 36%. È nell'interesse della Comunità sospendere parzialmente o totalmente i dazi doganali applicabili a questi prodotti, entro i limiti di contingenti tariffari comunitari adeguati. Al fine di non compromettere la produzione comunitaria di prodotti della pesca assicurando al contempo un adeguato approvvigionamento delle industrie di trasformazione dell'UE, tali contingenti tariffari devono essere aperti in funzione della maggiore o minore sensibilità dei vari prodotti sul mercato comunitario. È pertanto opportuno procedere all'apertura di tali contingenti tariffari per il periodo 2010-2012 applicando una riduzione o la soppressione dei dazi doganali.2.  Il 10 luglio 2007 il Consiglio ha approvato il regolamento (CE) n. 824/2007, recante apertura e modalità di gestione di contingenti tariffari comunitari autonomi per taluni prodotti della pesca per il periodo 2007-2009[2]. Il presente regolamento sostituisce il regolamento (CE) n. 824/2007 al fine di garantire all'industria comunitaria condizioni di approvvigionamento adeguate per il periodo 2010-2012.3.  Occorre garantire l'uguaglianza e la continuità di accesso di tutti gli importatori della Comunità a detti contingenti, nonché l'applicazione ininterrotta delle aliquote previste a tutte le importazioni dei prodotti in questione in ciascuno degli Stati membri fino ad esaurimento dei contingenti stessi.4.  Al fine di assicurare l'efficacia della gestione comune dei contingenti tariffari, è opportuno autorizzare gli Stati membri a prelevare sui volumi contingentali i quantitativi necessari, corrispondenti alle importazioni effettive. Poiché questo metodo di gestione richiede una stretta collaborazione tra gli Stati membri e la Commissione, quest'ultima dovrebbe poter sorvegliare in particolare il ritmo di utilizzazione dei volumi contingentali e informare gli Stati membri di conseguenza.5.  Il regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993, che fissa talune disposizioni d'applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario[3], instaura un sistema di gestione dei contingenti tariffari che segue l'ordine cronologico in cui vengono accettate le dichiarazioni di immissione in libera pratica. I contingenti tariffari aperti dal presente regolamento devono essere gestiti dalla Commissione e dagli Stati membri in base a tale sistema.6.  A fini di chiarezza è opportuno abrogare, dal 1° luglio 2010, il regolamento (CE) n. 824/2007.7.  Data l'urgenza della questione è importante accordare un'esenzione al periodo di sei settimane di cui al punto I, paragrafo 3, del protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali nell'Unione europea, allegato al trattato sull'Unione europea ed ai trattati istitutivi delle Comunità europee,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 18.  I dazi applicabili all'importazione dei prodotti elencati in allegato sono sospesi, entro i limiti dei contingenti tariffari, alle aliquote corrispondenti ai periodi riportati e fino a concorrenza dei volumi indicati.9.  Le importazioni dei prodotti elencati in allegato sono coperte dai contingenti di cui al paragrafo 1 solo se il valore in dogana dichiarato è pari almeno al prezzo di riferimento fissato o da fissare ai sensi dell'articolo 29 del regolamento (CE) n. 104/2000 del Consiglio[4].Articolo 2I contingenti tariffari di cui all'articolo 1 sono gestiti a norma degli articoli 308 bis , 308 ter e 308 quater del regolamento (CEE) n. 2454/93.Articolo 3La Commissione e le autorità doganali degli Stati membri operano in stretta collaborazione per garantire l'adeguata gestione e il controllo dell'applicazione del presente regolamento.Articolo 4Il regolamento (CE) n. 824/2007 è abrogato.Articolo 5Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Esso si applica dal 1° gennaio 2010 al 31 dicembre 2012.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOArticolo 1.2.0 | Incidenza sulle risorse proprie | - 56,2/anno |4. MISURE ANTIFRODEControlli sull'utilizzo finale di alcuni dei prodotti contemplati dal presente regolamento del Consiglio saranno effettuati a norma degli articoli da 291 a 300 del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione che fissa talune disposizioni d'applicazione del codice doganale comunitario.5. ALTRE OSSERVAZIONIIl precedente regime di contingenti tariffari autonomi cessa di essere applicabile il 31 dicembre 2009; in un'ottica di continuità, la presente proposta mira a introdurre un regime analogo tenendo debitamente conto del fabbisogno di approvvigionamento e della situazione generale.La presente proposta contiene le modifiche che devono essere apportate all'allegato del regolamento che cessa di essere applicabile per tener conto delle richieste presentate e accettate di inclusione di nuovi prodotti nonché di aumento e modifica delle designazioni dei prodotti dei contingenti tariffari autonomi.Costo stimato dell'interventoL'impatto principale del regolamento è la perdita di entrate per la Comunità. Prendendo come base le più recenti statistiche complete (2008), l'incidenza del presente regolamento in termini di perdita di entrate si può stimare a 75 milioni di euro per il primo triennio decorrente dal 2010. Per il precedente regolamento era stato calcolato un impatto di 69 milioni di euro all'anno.L'importo indicato è stato calcolato ipotizzando l'applicazione dei dazi NPF e il pieno utilizzo dei contingenti. Esso rappresenta pertanto il livello massimo di perdita di entrate, dal momento che la Comunità concede preferenze commerciali più favorevoli a vari gruppi di paesi terzi (SPG, SPG+, ALS) e, in media, l'utilizzo dei contingenti nei primi due anni di applicazione del regolamento giunto a scadenza è stato rispettivamente del 78% e del 75%.Poiché i dazi NPF non sono applicati in modo generalizzato, la perdita di entrate effettiva tende ad essere meno elevata (circa 25 milioni di euro). Si stima che alle importazioni di prodotti della pesca nell'UE venga applicato un dazio medio inferiore al 3% ad valorem , rispetto al dazio medio NPF del 10,9% applicato ai prodotti della pesca.Il calcolo della perdita di entrate tiene tuttavia conto delle sospensioni concesse dall'organizzazione comune dei mercati.[pic][1] GU C […] del […], pag. […].[2] GU L 184 del 14.7.2007, pag. 1.[3] GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1.[4] GU L 17 del 21.1.2000, pag. 22.[5] Per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi agricoli, contributi zucchero, dazi doganali), gli importi indicati devono essere al netto del 25% delle spese di riscossione.