CELEX: C2000/079/70
Language: it
Date: 2000-03-18 00:00:00
Title: Causa T-343/99: Ricorso del signor Hans-Werner Schmidt contro Commissione delle Comunità europee, proposto il 1° dicembre 1999

C 79/32                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           18.3.2000
La ricorrente chiede che il Tribunale annulli la decisione                c) Vizi della motivazione
impugnata per i seguenti motivi:
                                                                               La Commissione ha violato l’art. 253 CE, corredando
a) Erronea applicazione del regolamento (CEE) del Consiglio                    la decisione di una motivazione inadeguata sotto due
   n. 4064/89 (il «regolamento»), segnatamente per quanto riguar-              fondamentali profili:
   da l’accertamento di una posizione dominante collettiva
                                                                               — Taluni importanti elementi di valutazione e di prova
   È pacifico tra la ricorrente e la Commissione che il                            adotti dalla ricorrente sono stati ignorati dalla Commis-
   regolamento vieta la creazione o il rafforzamento di una                         sione nella sua decisione. Ciò facendo, la Commissione
   posizione dominante collettiva su un mercato di un                               non ha adeguatamente motivato quest’ultima.
   prodotto rilevante e geografico nell’ambito della Comunità.
   Il criterio decisivo è se, in conseguenza della creazione                   — In alcuni suoi tratti essenziali, la motivazione della
   o del rafforzamento di una posizione dominante, la                               decisione fornita dalla Commissione è contraddittoria.
   concorrenza effettiva verrebbe significativamente ostaco-
   lata.                                                                  d) Violazione del principio della certezza del diritto
   Nell’effettuare tale esame, è principio di primordiale impor-               La Commissione ha violato il principio della certezza del
   tanza quello dell’accertamento, sulla scorta di un’analisi                  diritto essendosi discostata dalla sua prassi decisionale
   prospettiva del mercato rilevante, se un’effettiva concorren-               anteriore e dalla giurisprudenza della Corte di giustizia del
   za venga ostacolata in modo significativo dalle imprese                     Tribunale di primo grado delle Comunità europee, in
   protagoniste della concentrazione e da una o più altre                      ispecie per quanto riguarda il suo approccio relativo alla
   imprese che congiuntamente, segnatamente a causa di                         determinazione e all’applicazione di criteri di accertamento
   fattori determinanti tra loro una connessione, siano capaci                 della posizione dominante collettiva basati sulla presenza
   di adottare una politica comune sul mercato e di operare in                 di «incentivi» e di azioni «ragionevoli», senza peraltro
   modo considerevolmente autonomo dai loro concorrenti,                       presupporre la necessità di un’intesa tacita.
   clienti e consumatori finali.
   L’attitudine ad adottare una politica comune presuppone
   una tacita collusione tra imprese interessate. La tacita
   collusione implica una qualche forma di coordinamento
   diretto ad individuare, porre in atto e sostenere una tale
   politica comune. Il coordinamento in sé postula ciò che
   viene conosciuto come «sistema sanzionatorio», inteso cioé             Ricorso del signor Hans-Werner Schmidt contro Commis-
   a dissuadere da qualsiasi deviazione rispetto alla politica            sione delle Comunità europee, proposto il 1o dicembre
   comune.                                                                                                 1999
   Nel compiere tale analisi prospettiva del comportamento                                          (Causa T-343/99)
   dei tre asseriti oligopolisti, la Commissione ha violato il
   regolamento nei seguenti modi:                                                                    (2000/C 79/70)
   — Essa non ha basato il proprio accertamento sull’esisten-
        za di un accordo tacito, ma ha sostituito questo                                       (Lingua processuale: il francese)
        requisito essenziale e inderogabile con un criterio meno
        rigoroso, basato sugli effetti «unilaterali», consistenti in
        ciò che viene definito come incentivazioni e comporta-           Il 1o dicembre 1999 il signor Hans-Werner Schmidt, residente
        mento ragionevole intesi a conseguire, nella fattispecie,         in Konz (Repubblica Federale di Germania), con gli avv.ti
        una riduzione nelle capacità e nei prezzi superiore ai            Georges Vandersanden e Laure Levi, del foro di Bruxelles, con
        livelli concorrenziali. Ciò esula dal l’accertamento del         domicilio eletto in Lussemburgo presso la Société de Gestion
        criterio necessario che impone alla Commissione di                Fiduciaire, 2-4, rue Beck, ha proposto dinanzi al Tribunale di
        dimostrare altri elementi, in particolare l’esistenza di          primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la
        un coordinamento e di una politica comune, sopra                  Commissione delle Comunità europee.
        menzionati.
                                                                          Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
   — La collusione tacita, al pari di quella attiva, presuppone
        un sistema sanzionatorio effettivo. La Commissione                — annullare il silenzio-rifiuto opposto alla sua domanda
        sostiene a torto che tale requisito essenziale non è                   5 ottobre 1998 diretta, in primo luogo, ad ottenere che
        necessario.                                                            l’APN proceda alla chiusura del procedimento disciplinare
                                                                               iniziato nei suoi confronti adottando la decisione di cui
b) Errori manifesti di valutazione                                             all’art. 7, terzo comma, dell’allegato IX dello Statuto del
                                                                               personale CE in base al parere motivato della commissione
   La Commissione è incorsa in errori manifesti di valutazione                 di disciplina 16 luglio 1997, in secondo luogo al risarci-
   dei fatti con riferimento al mercato e al comportamento                     mento dei danni stabiliti ex aequo et bono ed in via
   delle imprese nell’ambito del medesimo, errori la cui                       provvisoria in LUF 500 000 e, infine, ad ottenere che tutta
   conseguenza è la mancata osservanza di prescrizioni                         l’inchiesta svolta a sua insaputa dall’APN sia sospesa
   giuridiche e, quindi, un errore di diritto.                                 immediatamente e in via definitiva,
 ---pagebreak--- 18.3.2000                IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             C 79/33
— assegnare il risarcimento dei danni valutati ex aequo et                   Ricorso della signora Lucı́a Recalde Langarica contro
     bono ed in via provvisoria in LUF 600 000,                              la Commissione delle Comunità europee, proposto il
                                                                                                     1o dicembre 1999
— condannare la convenuta alle spese.
                                                                                                      (Causa T-344/99)
                                                                                                       (2000/C 79/71)
Motivi e principali argomenti
Nel giugno 1996 l’APN notificava al ricorrente la sua decisione                                (Lingua processuale: lo spagnolo)
di avviare un procedimento disciplinare nei suoi confronti a
causa di asserite manipolazioni effettuate nell’ambito del                   Il 1o dicembre 1999 la signora Lucı́a Recalde Langarica,
programma informatico della paga del personale. La commis-                   residente in Bruxelles, con gli avv.ti Ramon Garcı́a-Gallardo e
sione di disciplina emetteva il suo parere motivato nel luglio               Gerard Pérez Olmo, dei fori di Madrid e, rispettivamente, di
1997, proponendo come sanzione l’ammonimento scritto.                        Barcellona, con domicilio eletto in Bruxelles presso lo studio
Infine, nell’ambito del colloquio di cui all’art. 7, terzo comma,            S.J Berwin & Co, Square de Meeûs, n. 19, ha proposto dinanzi
dell’allegato IX dello Statuto, l’APN manifestava il suo intento             al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
di procedere a nuovi atti istruttori. Nel marzo 1998 gli avvocati            contro la Commissione delle Comunità europee.
del ricorrente venivano informati del fatto che l’APN aveva
deciso di adire di nuovo la commissione di disciplina. Successi-
vamente, al ricorrente veniva riferito che gli uffici della DG IX            La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
procedevano ad inchieste nel suo fascicolo personale.
                                                                             — annullare il provvedimento adottato dalla Commissione
                                                                                  con lettera 26 febbraio 1999, e successivamente eseguito
In tale contesto, con il presente ricorso, il ricorrente si oppone                mediante atti comunicati con lettera 5 maggio 1999,
in particolare al rigetto dalla parte dell’APN della sua domanda                  recante revoca, con effetto retroattivo, dell’attribuzione
diretta a che sia chiuso il procedimento disciplinare iniziato                    alla ricorrente del diritto all’indennità di dislocazione;
nei suoi confronti.
                                                                             — condannare la convenuta al pagamento di tutte le spese.
A sostegno del petitum, il ricorrente deduce:
                                                                             Motivi e principali argomenti
— La violazione dell’art. 7, terzo comma, dell’allegato IX dello
     Statuto, nonché del dovere di sollecitudine e dei principi di
     buona gestione e di sana amministrazione. Egli asserisce in             La ricorrente si oppone al diniego dell’APN di riconoscere il
     proposito che, dal settembre 1997, l’APN è al corrente del              suo presunto diritto all’indennità di dislocazione a partire dalla
     fatto che egli non intende aggiungere nulla alle sue                    sua entrata in servizio presso la Commissione. Ricorda al
     dichiarazioni formulate nell’ambito dell’istruzione del                 riguardo che detta decisione di diniego è stata adottata
     fascicolo di cui trattasi. Inoltre, anche se l’APN non è                con effetto retroattivo, dopo che la stessa amministrazione
     tenuta ad osservare termini tassativi o perentori per                   convenuta, a metà del 1996, le aveva riconosciuto in via
     adottare la decisione di cui all’art. 7, terzo comma, dell’alle-        provvisoria, il diritto di fruire della suddetta indennità. Succes-
     gato IX dello Statuto, una decisione del genere deve                    sivamente a questo riconoscimento provvisorio, la ricorrente
     cionondimeno intervenire entro termini ragionevoli.                     non ha ricevuto alcuna notifica circa una eventuale riapertura
                                                                             della sua pratica, il che, assieme al fatto di continuare a
                                                                             riscuotere la suddetta indennità, l’ha indotta a ritenere definiti-
— La violazione dei diritti della difesa, dell’art. 87 dello                 va la sopramenzionata posizione della Commissione.
     Statuto e degli artt. 1o, 7 e 11 dell’allegato IX dello Statuto.
     Egli sostiene fra l’altro, in proposito, che il procedimento
     disciplinare, cosı̀ come istituito dallo Statuto, non autorizza         La ricorrente nega categoricamente di aver lavorato ed esercita-
     l’APN a disporre, nell’ambito dello stesso procedimento,                to un’attività professionale in Belgio nei cinque anni anteceden-
     previo avviso motivato della commissione di disciplina,                 ti i sei mesi che hanno preceduto il suo accesso al pubblico
     nuovi mezzi istruttori. Inoltre, l’audizione di cui all’art. 7,         impiego comunitario. A sostegno del petitum la ricorrente
     terzo comma, dell’allegato IX dello Statuto, non può                   deduce:
     essere utilizzata all’APN per proseguire un’istruttoria.
     Analogamente, il parere della commissione di disciplina                 — la violazione del diritto fondamentale di difesa derivato
     25 novembre 1999 si è chiaramente pronunciato sull’inesi-                    dall’obbligo di motivazione degli atti amministrativi comu-
     stenza di fatti nuovi che possano eventualmente indurre                      nitari;
     ad adire nuovamente la suddetta commissione.
                                                                             — la violazione del principio di legittimo affidamento;
                                                                             — l’illegittimità del l’esecuzione, con effetto retroattivo, della
                                                                                  decisione impugnata;