CELEX: 62019TA0322
Language: it
Date: 2021-04-21 00:00:00
Title: Causa T-322/19: Sentenza del Tribunale del 21 aprile 2021 — El Qaddafi / Consiglio («Politica estera e di sicurezza comune – Misure restrittive adottate in considerazione della situazione in Libia – Congelamento dei capitali – Elenco delle persone, entità e organismi cui si applica il congelamento dei capitali e delle risorse economiche – Restrizioni all’ingresso e al transito nel territorio dell’Unione europea – Elenco delle persone assoggettate a restrizioni all’ingresso e al transito nel territorio dell’Unione – Mantenimento del nome del ricorrente negli elenchi – Termine di ricorso – Ricevibilità – Obbligo di motivazione – Errore di valutazione»)

21.6.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 242/24
            
         
      Sentenza del Tribunale del 21 aprile 2021 — El Qaddafi / Consiglio
      (Causa T-322/19) (1)
      
      («Politica estera e di sicurezza comune - Misure restrittive adottate in considerazione della situazione in Libia - Congelamento dei capitali - Elenco delle persone, entità e organismi cui si applica il congelamento dei capitali e delle risorse economiche - Restrizioni all’ingresso e al transito nel territorio dell’Unione europea - Elenco delle persone assoggettate a restrizioni all’ingresso e al transito nel territorio dell’Unione - Mantenimento del nome del ricorrente negli elenchi - Termine di ricorso - Ricevibilità - Obbligo di motivazione - Errore di valutazione»)
      (2021/C 242/32)
      Lingua processuale: l'inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Aisha Muammer Mohamed El Qaddafi (Mascate, Oman) (rappresentante: S. Bafadhel, barrister)
      
         Convenuto: Consiglio dell’Unione europea (rappresentanti: V. Piessevaux e M. Bishop, agenti)
      
         Oggetto
      
      Da un lato, la domanda fondata sull’articolo 263 TFUE e diretta all’annullamento, in primo luogo, della decisione di esecuzione (PESC) 2017/497 del Consiglio, del 21 marzo 2017, che attua la decisione (PESC) 2015/1333 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia (GU 2017, L 76, pag. 25), e della decisione di esecuzione (PESC) 2020/374 del Consiglio, del 5 marzo 2020, che attua la decisione (PESC) 2015/1333, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia (GU 2020, L 71, pag. 14), nella parte in cui mantengono il nome della ricorrente negli elenchi di cui agli allegati I e III della decisione (PESC) 2015/1333 del Consiglio, del 31 luglio 2015, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia e che abroga la decisione 2011/137/PESC (GU 2015, L 206, pag. 34), e, in secondo luogo, del regolamento di esecuzione (UE) 2017/489 del Consiglio, del 21 marzo 2017, che attua l’articolo 21, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2016/44 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia (GU 2017, L 76, pag. 3), e del regolamento di esecuzione (UE) 2020/371 del Consiglio, del 5 marzo 2020, che attua l’articolo 21, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2016/44, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia (GU 2020, L 71, pag. 5), nella parte in cui mantengono il nome della ricorrente nell’elenco di cui all’allegato II del regolamento (UE) 2016/44 del Consiglio, del 18 gennaio 2016, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia e che abroga il regolamento (UE) n. 204/2011 (GU 2016, L 12, pag. 1), e, dall’altro, la domanda fondata sull’articolo 265 TFUE e diretta ad accertare che il Consiglio si è illegittimamente astenuto dal notificare alla ricorrente gli atti di cui trattasi al momento della loro adozione.
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  La decisione di esecuzione (PESC) 2017/497 del Consiglio, del 21 marzo 2017, che attua la decisione (PESC) 2015/1333 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia, e la decisione di esecuzione (PESC) 2020/374 del Consiglio, del 5 marzo 2020, che attua la decisione (PESC) 2015/1333, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia, sono annullate nella parte in cui mantengono il nome della sig.ra Aisha Muammer Mohamed El-Qaddafi negli elenchi di cui agli allegati I e III della decisione (PESC) 2015/1333 del Consiglio, del 31 luglio 2015, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia e che abroga la decisione 2011/137/PESC.
               
            
                  2)
               
               
                  Il regolamento di esecuzione (UE) 2017/489 del Consiglio, del 21 marzo 2017, che attua l’articolo 21, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2016/44 concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia, e il regolamento di esecuzione (UE) 2020/371 del Consiglio, del 5 marzo 2020, che attua l’articolo 21, paragrafo 5, del regolamento (UE) 2016/44, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia, sono annullati nella parte in cui mantengono il nome della sig.ra Aisha Muammer Mohamed El-Qaddafi nell’elenco di cui all’allegato II del regolamento (UE) 2016/44 del Consiglio, del 18 gennaio 2016, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Libia e che abroga il regolamento (UE) n. 204/2011.
               
            
                  3)
               
               
                  Gli effetti dell’articolo 1 della decisione di esecuzione 2020/374 sono mantenuti nei confronti della sig.ra Aisha Muammer Mohamed El-Qaddafi fino alla data di scadenza del termine di impugnazione di cui all’articolo 56, primo comma, dello Statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea, o, qualora entro tale termine sia proposta impugnazione, fino all’eventuale rigetto della stessa.
               
            
                  4)
               
               
                  Il Consiglio dell’Unione europea è condannato alle spese.
               
            
         (1)  GU C 246 del 22.7.2019.