CELEX: 52001PC0293
Language: it
Date: 2001-06-12
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° gennaio 2002 - 31 dicembre 2004

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52001PC0293

Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° gennaio 2002 - 31 dicembre 2004  /* COM/2001/0293 def. - ACC 2001/0131 */  

Gazzetta ufficiale n. 270 E del 25/09/2001 pag. 0024 - 0076

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° gennaio 2002 - 31 dicembre 2004(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Il regolamento (CE) n. 2820/98 del Consiglio del 21 dicembre 1998 [1] relativo all'applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate giungerà a scadenza il 31 dicembre 2001. Nel 1994, la Commissione ha adottato taluni orientamenti riguardo al ruolo dell'SPG per il decennio 1995-2004 [2]. È necessario che un nuovo regolamento ponga in atto tali orientamenti per l'ultima parte del periodo in questione, cioè per gli anni 2002-2004. La presente relazione intende illustrare la proposta relativa a questo nuovo regolamento.[1]  GU L 357 del 30.12.1998, pag. 1.[2]  COM (94) 212 def.2. Gli orientamenti del 1994 hanno introdotto numerosi importanti cambiamenti. Sin dal 1995, il tradizionale approccio che concedeva l'ingresso al mercato in franchigia doganale completa per quantità limitate è stato sostituito dagli schemi di preferenze tariffarie generalizzate dell'Unione europea che, basati sul concetto della modulazione, concedono preferenze limitate per quantità illimitate. Allo stesso tempo, sono state introdotte nuove norme relative alla graduazione, che consentono di escludere per singoli paesi beneficiari settori specifici di esportazione. Successivamente sono state offerte ulteriori preferenze nell'ambito di regimi speciali di incentivazione destinati a promuovere gli obiettivi dello sviluppo sostenibile, in particolare la tutela dei diritti dei lavoratori e la tutela dell'ambiente.3. Dal momento che la maggior parte di questi orientamenti rappresentavano vere e proprie innovazioni, era difficile prevederne gli effetti. Fortunatamente, molti dei timori che ne avevano accompagnato l'adozione si sono rivelati infondati: la decisione di abbandonare contingenti e massimali non ha provocato un'impennata delle importazioni preferenziali. Tanto che alcune delle disposizioni dell'attuale regolamento sono chiaramente troppo cautelative e complesse e dovrebbero essere semplificate.4. Per contro, alcuni dei risultati attesi, in funzione dei quali erano state elaborate le attuali norme, non si sono prodotti. I potenziali beneficiari dei regimi speciali di incentivazione sono stati restii a cogliere le opportunità offerte loro. Sembra quindi necessario adeguare le misure volte a mettere in pratica tali regimi.5. L'attuale regolamento relativo all'SPG è stato il primo a coordinare  i diversi regimi e settori, in precedenza disciplinati da regolamenti diversi. Esso però non riesce ad armonizzare pienamente e ad unificare tutte le norme e le procedure. Gli orientamenti del 1994 parlano espressamente del bisogno di semplificazione. La maggior parte delle modifiche proposte persegue tale obiettivo e non implica cambiamenti in termini di sostanza.I Modulazione6. L'approccio sostenuto dagli orientamenti del 1994, incentrato sulla sostituzione dei contingenti e dei massimali con un meccanismo di modulazione che differenzia le preferenze in funzione della sensibilità del prodotto, si è rivelato essere quello giusto. Solitamente, i prodotti più sensibili usufruiscono di una maggiore protezione tariffaria, ma di minori preferenze, mentre i prodotti meno sensibili, per i quali i dazi sono generalmente inferiori, beneficiano di maggiori preferenze. In altri termini, aliquote tariffarie più elevate si accompagnano a preferenze più limitate, mentre aliquote tariffarie inferiori corrispondono a preferenze maggiori. Fintanto, quindi, che le differenze tra le aliquote medie di dazio delle quattro categorie di prodotti sono proporzionali alle differenze tra le quattro aliquote di dazio preferenziale, il meccanismo di modulazione produce benefici simili per ciascuna categoria.7. Nella pratica, però, a causa del progressivo smantellamento tariffario, la situazione non è più questa. Per tutte le categorie di prodotti, le differenze tra le preferenze sono adesso molto più consistenti delle differenze tra le aliquote medie di dazio. Le riduzioni tariffarie che l'attuale meccanismo di modulazione concede ad ognuna di queste quattro categorie sono perciò sempre più ineguali. Nel caso dei prodotti non sensibili e semisensibili, le preferenze proporzionalmente più elevate non portano a tariffe relativamente basse, ma a riduzioni medie di 4 punti percentuali. Per contro, benché le tariffe per i prodotti sensibili e molto sensibili siano elevate, le preferenze piuttosto ridotte in vigore per queste categorie di prodotto portano a riduzioni che si aggirano solo attorno ai 2 punti percentuali, e spesso a meno.8. Non sorprende quindi che il livello di utilizzazione per le due categorie di prodotto meno sensibili sia notevolmente più elevato che per le altre due. Mentre per i prodotti non sensibili e semisensibili tale livello si aggira attualmente attorno al 45%, esso è solo del 37% per i prodotti sensibili e del 32% per i prodotti molto sensibili. Sembra quindi necessario migliorare il trattamento preferenziale per i prodotti più sensibili.9. Il meccanismo di modulazione composto di sole due categorie, prodotti sensibili e non sensibili, previsto dagli orientamenti del 1994, appare sicuramente più appropriato di quello composto da quattro categorie previsto dall'attuale regolamento. Occorre quindi ridurre a due il numero delle categorie: prodotti sensibili e non sensibili. Sarebbe opportuno lasciare invariata la classificazione dei prodotti non sensibili e raggruppare tutti gli altri prodotti, classificati dall'attuale regolamento come semisensibili, sensibili e molto sensibili, in un seconda nuova categoria di prodotti sensibili.10. Come già per l'attuale regolamento, i prodotti non sensibili continuerebbero a beneficiare dell'esenzione dai dazi, mentre la futura categoria di prodotti sensibili usufruirebbe di una riduzione tariffaria uguale per tutti i suoi prodotti. L'entità della riduzione deve essere non solo sufficientemente interessante, ma anche in linea con il principio di neutralità posto in rilievo dagli orientamenti del 1994.11. Secondo tale principio, il sistema comunitario di preferenze generalizzate deve continuare a poggiare sull'obiettivo di neutralità globale del livello di liberalizzazione rispetto agli schemi precedenti per quanto riguarda l'impatto del margine preferenziale sul volume potenziale del commercio preferenziale. La progressiva liberalizzazione degli scambi ha provocato una sensibile riduzione del volume potenziale del commercio preferenziale nonché dei margini preferenziali.12. Le preferenze calcolate come percentuale del dazio della nazione più favorita sono destinate a ridursi laddove l'aliquota di dazio della nazione più favorita è più ridotta. Per fermare l'erosione delle preferenze dell'SPG, sembrerebbe preferibile determinare le preferenze applicando alle aliquote di dazio della nazione più favorita una riduzione forfettaria, pari cioè a un determinato numero di punti percentuali.13. Al momento dell'adozione dell'attuale regolamento relativo all'SPG, la media dei margini preferenziali ponderata su base commerciale offerta dall'SPG era del 3,68%. L'attuale riduzione tariffaria media per i prodotti non sensibili e semisensibili è della stessa entità, che pare d'altronde essere sufficientemente interessante. Pertanto, una riduzione forfettaria di 3,5% percentuali dell'aliquota di dazio della nazione più favorita sembra appropriata per tutti i prodotti sensibili.14. Per la maggior parte di tali prodotti, il trattamento preferenziale che risulterebbe da una riduzione forfettaria di 3,5 punti percentuali sarebbe uguale o leggermente migliore di quello ricevuto nel quadro dell'attuale regolamento, mentre un numero limitato di prodotti beneficerebbero di un trattamento meno favorevole.15. Tuttavia, le notevoli differenze tra le aliquote specifiche di dazio rendono impraticabile una loro riduzione forfettaria. Pertanto, deve essere mantenuto l'attuale sistema che riduce tali aliquote in percentuale. Al fine di semplificare lo schema, occorrerebbe applicare una riduzione uniforme del 30% a tutti i prodotti interessati.16. Le attuali norme sui "dazi fastidiosi" relative ai dazi specifici, che attualmente prevedono esenzioni totali laddove le preferenze portano a dazi inferiori a 0,5 EUR, dovrebbero essere estese ai dazi inferiori a 2 EUR.II. Graduazione17. Gli orientamenti del 1994 pongono chiaramente in evidenza la necessità di concentrare il trattamento preferenziale sui paesi in via di sviluppo che più ne hanno bisogno. L'attuale regolamento persegue tale obiettivo mediante una serie di norme differenti che consentono, da un lato, l'esclusione di determinati paesi e, dall'altro, la graduazione di specifici settori di produzione di singoli paesi beneficiari. Inoltre, alcuni settori non sono inclusi solo perché non erano mai stati inclusi in precedenza per i paesi interessati. Queste norme, benché appaiano piuttosto complesse, sono tutte giustificate per diverse ragioni. Nel complesso esse fanno parte di un regime che trova un equilibrio tra la portata delle preferenze e l'elenco dei paesi che possono beneficiarne.18. Per quanto attiene all'esclusione dei paesi, occorre che uno dei due criteri utilizzati, il prodotto nazionale lordo pro capite, venga aggiornato. Per utilizzare un criterio neutro, costantemente aggiornato, si potrebbe far riferimento alla soglia  su cui la Banca Mondiale si basa per classificare un determinato paese tra i paesi ad alto reddito.19. Per una maggiore obiettività del regime, l'elenco dei paesi beneficiari dovrebbe essere rivisto annualmente.20. Ciò tuttavia potrebbe portare ad una mancanza di prevedibilità. Sarebbe dunque preferibile stabilire che un paese, prima di poter essere eliminato dall'elenco dei paesi beneficiari, soddisfi ai requisiti di esclusione per tre anni consecutivi.21. Infine, per fornire un trattamento equo a tutti i paesi, i paesi eliminati dovrebbero essere riammessi nel caso in cui essi non soddisfino ai criteri di esclusione per tre anni consecutivi.22. Per quanto attiene alla graduazione, entrambe le norme di base, la cosiddetta clausola della parte del leone e il meccanismo di graduazione, devono essere mantenute. Al fine di rendere la graduazione più neutra ed automatica, tale meccanismo dovrebbe essere applicato con maggiore regolarità, una volta all'anno.23. Tale modifica dovrebbe essere compensata da un ulteriore requisito in base al quale la graduazione trova applicazione solo se il paese beneficiario risponde a uno dei criteri per tre anni consecutivi. Questa condizione si dovrebbe ritenere adempiuta  anche nel caso in cui non sia sempre il medesimo criterio quello soddisfatto in ciascuno dei tre anni.24. Questo requisito è destinato ad aumentare il livello di prevedibilità. I paesi beneficiari dovrebbero essere messi al corrente dei risultati dei calcoli e dovrebbero avere l'opportunità di esprimere le proprie osservazioni. Se determinati settori soddisfano ai criteri di graduazione per due anni, è probabile che la cosa si ripeta anche nel terzo anno. Pertanto, i paesi e gli operatori commerciali riceverebbero in questo caso una segnalazione preventiva. Questo procedimento consentirebbe, poi, di attuare la graduazione in tempi più brevi, entro un anno dall'adozione della decisione, e in un'unica fase.25. In base alle statistiche più recenti, l'attuazione della graduazione porterebbe in questo momento all'eliminazione della copertura dell'SPG da più della metà del volume di scambi che sarebbe coperto senza la graduazione. Il requisito secondo cui i criteri di graduazione devono essere soddisfatti per tre anni consecutivi prima che la graduazione abbia luogo ridurrebbe il numero dei settori da sottoporre alla graduazione di più di 20 unità.26. La reversibilità della graduazione nel caso in cui i criteri non siano più soddisfatti non è contemplata né dagli orientamenti del 1994, né dall'attuale regolamento. Tale possibilità dovrebbe essere prevista per le stesse ragioni citate a proposito dell'esclusione dei paesi.27. Subito dopo l'adozione del nuovo regolamento relativo all'SPG da parte del Consiglio, la Commissione appronterà un riesame dei settori che, conformemente al nuovo regime, dovranno essere graduati. I risultati di questo riesame entreranno in vigore il 1° gennaio 2003.III. Regimi speciali di incentivazione28. I regimi speciali di incentivazione non hanno incontrato il successo che si sperava al momento dell'adozione. La cosa è sicuramente attribuibile a diversi motivi, uno dei quali potrebbe essere la relativa esiguità del margine di preferenze disponibile nel quadro di questi regimi. Lo scarso successo può anche essere dipeso dall'estrema complessità del calcolo delle ulteriori preferenze che i beneficiari possono addizionare alle preferenze normali, già abbastanza difficili da calcolare. È possibile che i paesi non chiedano di usufruire di tali regimi solo perché questi appaiono difficilmente valutabili.29. Per conferire un maggiore impulso all'attuale tendenza che mostra una crescita delle adesioni da parte dei potenziali paesi beneficiari, sembra indispensabile che tali regimi siano resi più interessanti. In linea con l'attuale schema, ma nel senso di una semplificazione, le preferenze aggiuntive dovrebbero raddoppiare le preferenze generali, cioè dovrebbero offrire una riduzione forfettaria aggiuntiva di 3,5 punti percentuali sui dazi ad valorem della nazione più favorita e una riduzione aggiuntiva sui dazi specifici di un ulteriore 30%. Una simile norma avrebbe anche il vantaggio di essere facilmente comprensibile.30. Attualmente, il beneficio dei regimi speciali di incentivazione è aperto anche a settori per cui il paese interessato è graduato, ma solo per una graduazione effettuata nel quadro del meccanismo di graduazione (e non nell'ambito della clausola della parte del leone). Per rendere questi regimi più interessanti agli occhi dei paesi in via di sviluppo più avanzati (che con maggiore probabilità possono essere graduati e possono soddisfare alla clausola sociale), il beneficio dovrebbe essere concesso anche quando la graduazione è applicata in riferimento alla clausola della parte del leone.31. Nella sua forma attuale, il regime speciale di incentivazione sociale fissa una doppia condizionalità: da una parte la qualificazione di un paese per l'ottenimento dello status di paese beneficiario del regime e, dall'altra, la certificazione che le esportazioni originarie di detto paese siano state fabbricate in conformità di determinate norme di tutela dei lavoratori. Tale criterio riguarda tutte le componenti, anche quelle importate. Tale requisito è inattuabile, poiché i paesi beneficiari non hanno la possibilità di controllarne il rispetto in tal senso. Pertanto il requisito in questione dovrebbe essere eliminato.32. I regimi speciali di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratori in principio facevano riferimento alle convenzioni dell'OIL nn. 87, 98 e 138. In base alla dichiarazione dell'OIL sui principi e diritti fondamentali nel lavoro, tra tali principi e diritti rientrano la libertà di associazione e l'effettivo riconoscimento del diritto di contrattazione collettiva, l'eliminazione di ogni forma di lavoro forzato o obbligatorio, l'effettiva abolizione del lavoro minorile, nonché l'eliminazione di forme di discriminazione in materia di impiego ed istruzione. Al fine di adeguare il regime speciale di incentivazione al concetto di "norme fondamentali sul lavoro", ai paesi beneficiari sarebbe inoltre chiesto l'effettivo rispetto delle convenzioni dell'OIL nn. 29, 100, 105, 111 e 182.33. Per quanto attiene al regime speciale per la tutela dell'ambiente, occorre dire che non esistono ancora né norme internazionali concordate, né un sistema di certificazione riconosciuto a livello internazionale. La situazione è tuttavia in evoluzione ed è probabile che vi sia presto un'integrazione ai criteri dell'OIBT. Inoltre, alcuni sistemi nazionali di certificazione hanno ottenuto un certo grado di riconoscimento a livello internazionale. In considerazione di questi fattori, il progetto di proposta si esprime in termini più generali rispetto all'attuale regolamento. Nel quadro del riesame dell'SPG per il prossimo decennio, sarà opportuno considerare seriamente l'eventuale ampliamento tanto della portata del regime speciale di incentivazione per la tutela dell'ambiente quanto dei requisiti da fissare.IV. Regime speciale a favore dei Paesi meno avanzati34. Il presente progetto di proposta tiene conto del nuovo regolamento che concede una franchigia completa dei dazi praticamente a tutti i prodotti originari dei Paesi meno avanzati.V. Regime speciale a favore della lotta contro la produzione e il traffico di droga35. Durante la preparazione dell'attuale regolamento relativo all'SPG, si è cercato di ovviare alle incongruenze tra i benefici derivanti dal regime droga, concessi incondizionatamente, e quelli derivanti dai regimi speciali di incentivazione, per i quali sono poste condizioni. In effetti, è necessario stabilire una forma di valutazione che accerti che il regime droga realizzi gli obiettivi per i quali esso viene concesso. Tali obiettivi tendono a favorire lo sviluppo sostenibile e a conferire così ai paesi beneficiari condizioni più favorevoli per poter contrastare la produzione e il traffico di droga. Lo sviluppo sostenibile richiede innanzitutto la creazione di nuovi posti di lavoro in tutti i settori dell'economia, inclusa l'industria, ed è questo l'obiettivo che in origine ha condotto all'istituzione dell'SPG. Un tale traguardo implica il miglioramento del sistema di approvvigionamento e la diversificazione delle esportazioni. In secondo luogo è necessario che lo sviluppo sia consolidato tramite l'effettiva attuazione delle norme fondamentali sul lavoro dell'OIL. Un terzo elemento indispensabile è la tutela dell'ambiente, che include in modo particolare la gestione sostenibile della foresta tropicale.36. La Commissione deve avere un quadro chiaro della misura in cui i regimi in questione raggiungono effettivamente i propri obiettivi. La Commissione deve quindi esercitare un controllo tanto sull'attuazione dei regimi quanto sui loro effetti, tenendo conto delle valutazioni effettuate dalle organizzazioni e dalle agenzie internazionali indipendenti, e deve inoltre avere scambi di opinioni con i paesi beneficiari in merito a tali valutazioni. Fino al 2004 le valutazioni non dovranno avere un impatto sui regimi, tuttavia esse dovranno indicare l'opportunità di mantenerli oltre tale data.VI. Revoca37. In genere, l'SPG dovrebbe essere utilizzato prevalentemente come mezzo per promuovere le tutela delle norme fondamentali sul lavoro. Si propone quindi di inserire la grave e sistematica violazione di tali norme tra i motivi per la revoca temporanea del beneficio dell'SPG. Tra questi motivi si propone altresì di includere i significativi effetti dannosi sull'ambiente derivanti dalla fabbricazione di determinati prodotti.2001/0131 (ACC)Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° gennaio 2002 - 31 dicembre 2004IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,vista la proposta della Commissione [3],[3]  GU C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Parlamento europeo [4],[4]  GU C [...] del [...], pag. [...].considerando quanto segue:(1) Dal 1971, nel quadro dello schema di preferenze tariffarie generalizzate, la Comunità europea concede preferenze commerciali a paesi in via di sviluppo.(2) Una comunicazione della Commissione al Consiglio, del 1° giugno 1994, fissa gli orientamenti per l'applicazione di detto schema per il periodo 1995-2004 [5].[5]  COM (94) 212 def.(3) Il regolamento (CE) n. 2820/98 del Consiglio del 21 dicembre 1998 [6] applica lo schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate fino al 31 dicembre 2001. Dopo tale data, conformemente agli orientamenti, lo schema dovrebbe continuare ad essere applicato fino al 31 dicembre 2004.[6]  GU L 357 del 30.12.1998, pag. 1.(4) Nello schema dovrebbero essere incorporate le disposizioni del regolamento (CE) n. 416/2001 del Consiglio, che modifica il regolamento (CE) n. 2820/98 relativo all'applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° luglio 1999-31 dicembre 2001 onde estendere ai prodotti originari dei paesi meno progrediti la franchigia doganale senza limiti quantitativi [7].[7]  GU L 60 del 1°.3.2001, pag. 43.(5) Nel periodo interessato dal presente regolamento, il regime speciale a favore della lotta contro la produzione e il traffico di droga dovrebbe essere sottoposto ad un attento controllo in base al quale decidere per un suo eventuale successivo mantenimento.(6) Le preferenze dovrebbero essere differenziate in funzione della sensibilità dei prodotti. Sarebbe sufficiente suddividere i prodotti in due categorie: prodotti sensibili e prodotti non sensibili.(7) La sospensione dei dazi della tariffa doganale comune sui prodotti non sensibili dovrebbe essere mantenuta, mentre si dovrebbe applicare una riduzione tariffaria ai dazi sui prodotti sensibili.(8) Tale riduzione dovrebbe essere sufficientemente interessante da motivare gli operatori commerciali ad usufruire delle opportunità offerte dallo schema. Per quanto attiene ai dazi ad valorem, si dovrebbe quindi applicare una riduzione forfettaria di 3,5 punti percentuali sull'aliquota di dazio della nazione più favorita, mentre i dazi specifici dovrebbero essere ridotti del 30%. Laddove per tali dazi sia previsto un dazio minimo, tale dazio minimo non verrebbe applicato.(9) I dazi dovrebbero essere totalmente sospesi nei casi in cui il trattamento preferenziale porti ad un dazio ad valorem pari o inferiore all'1% o a dazi specifici pari o inferiori a 2 euro.(10) Le disposizioni relative all'esclusione di paesi beneficiari in funzione del loro livello di sviluppo dovrebbero essere applicate una volta all'anno. Tuttavia i paesi interessati dovrebbero essere esclusi solo dopo aver soddisfatto ai criteri di esclusione per tre anni consecutivi e, allo stesso modo, dovrebbero essere riammessi nel caso in cui per tre anni consecutivi non abbiano soddisfatto a tali criteri.(11) Nel primo anno di applicazione del presente regolamento, dovrebbe essere mantenuta l'esclusione per i paesi precedentemente esclusi.(12) Una volta all'anno dovrebbero essere applicate le disposizioni relative alla graduazione dei settori. Tuttavia i settori interessati dovrebbero essere graduati solo dopo che abbiano soddisfatto ai criteri di graduazione per tre anni consecutivi e dovrebbero essere riammessi nel caso in cui per tre anni consecutivi non abbiano soddisfatto a tali criteri.(13) Nel primo anno di applicazione del presente regolamento, dovrebbe essere mantenuta la graduazione per i settori già graduati.(14) Le preferenze tariffarie concesse nel quadro dei regimi speciali di incentivazione dovrebbero essere di entità pari a quella delle preferenze offerte nel quadro del regime generale, portando quindi al raddoppio di queste ultime.(15) In tutti i settori che sono stati graduati, i regimi speciali di incentivazione dovrebbero accordare preferenze tariffarie di effetto equivalente a quello delle preferenze offerte nel quadro del regime generale.(16) Il regime speciale di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratori dovrebbe porre come requisito l'effettiva applicazione di tutte le norme contenute nella dichiarazione dell'OIL sui principi e diritti fondamentali nel lavoro.(17) Le norme generali relative alle prove dell'origine e ai metodi di cooperazione amministrativa fissate dal regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione [8] e le norme relative all'obbligazione doganale, in particolare l'articolo 220, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio [9], si applicano alle preferenze tariffarie concesse nel quadro del regime speciale di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratori.[8]   GU L 253 dell'11.10.1993, pag. 1.[9]   GU L 302 del 19.10.1992, pag. 1.(18) Per il regime speciale di incentivazione per la tutela dell'ambiente si dovrebbe tenere conto dei nuovi sviluppi a livello internazionale in materia di norme concordate e di sistemi di certificazione.(19) Tra i motivi di revoca temporanea dovrebbero comparire la grave e sistematica violazione di una qualunque norma tra quelle contenute nella dichiarazione dell'OIL sui principi e diritti fondamentali nel lavoro nonché i significativi effetti dannosi sull'ambiente.(20) La revoca temporanea di tutte le preferenze tariffarie nei confronti delle importazioni di prodotti originari di Myanmar dovrebbe restare in vigore.HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. Lo schema comunitario di preferenze tariffarie generalizzate si applica durante gli anni 2002, 2003 e 2004 conformemente alle disposizioni del presente regolamento.2. Il presente regolamento fissa norme riguardo ai seguenti regimi:- regime generale,- regime speciale a favore dei Paesi meno avanzati,- regime speciale a favore della lotta contro la produzione e il traffico di droga,- regime speciale di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratori e- regime speciale di incentivazione per la tutela dell'ambiente.TITOLO IDisposizioni generaliArticolo 2I paesi beneficiari di ciascuno dei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, sono elencati nell'allegato I.Articolo 31. Un paese beneficiario è escluso dall'allegato I dopo che per tre anni consecutivi abbia soddisfatto ai seguenti due criteri:- sia stato classificato dalla Banca Mondiale come paese ad alto reddito,- abbia mostrato un indice di sviluppo, secondo definizione fornita all'allegato II, superiore a -1.2. Un paese o territorio, escluso dall'allegato I, che per tre anni consecutivi non soddisfi ai criteri di cui al paragrafo 1 è incluso nuovamente nell'allegato I.3. Sulla base dei dati più recenti disponibili al 1° settembre di ogni anno, la Commissione stabilisce quali sono i paesi che soddisfano ai criteri di cui al paragrafo 1.4. La Commissione invia una notifica ai paesi beneficiari che soddisfano ai criteri di cui al paragrafo 1 relativamente all'anno più recente per il quale esistono dati disponibili.5. Prima della fine di ogni anno, la Commissione decide, conformemente alla procedura di cui all'articolo 37, di eliminare dall'allegato I i paesi beneficiari che soddisfano alla condizione di cui al paragrafo 1 e di inserire nello stesso allegato i paesi che soddisfano alla condizione di cui al paragrafo 2.6. Una decisione adottata in conformità del paragrafo 5 entra in vigore il 1° gennaio del secondo anno successivo a quello di adozione.7. La Commissione notifica al paese beneficiario interessato la decisione adottata in conformità del paragrafo 5 e lo informa sulla data di entrata in vigore della decisione stessa.Articolo 4I prodotti inclusi in ciascuno dei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, sono elencati nell'allegato IV.Articolo 51. Le preferenze tariffarie previste dal presente regolamento si applicano alle importazioni dei prodotti inclusi nei regimi di cui usufruisce il paese beneficiario del quale tali importazioni sono originarie.2. Ai fini dei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2, del presente regolamento, le norme relative alla definizione della nozione di prodotti originari, alle prove dell'origine e ai metodi di cooperazione amministrativa sono quelle fissate dal regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione.3. Al fine di determinare se un prodotto fabbricato in un paese beneficiario membro di un gruppo regionale sia originario di detto paese, i prodotti originari di un paese che non beneficia dei regimi applicabili al prodotto finale usufruiscono dello stesso trattamento di cui usufruirebbero se fossero originari del paese in cui sono stati sottoposti ad ulteriore lavorazione, sempreché entrambi i paesi appartengano allo stesso gruppo regionale e sempreché entrambi i paesi, ai sensi del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, usufruiscano del cumulo regionale per quel gruppo.Articolo 61. Ai fini del presente regolamento, per "dazi della tariffa doganale comune" si intendono i dazi specificati nella parte due dell'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio [10] relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune, ad eccezione dei dazi fissati nel quadro di contingenti tariffari.[10]  GU L 256 del 7.9.1987, pag. 1.2. Ai fini del presente regolamento, per "settore" si intende un qualsiasi settore di prodotti incluso nell'elenco dell'allegato III.3. Ai fini del presente regolamento, per "Comitato" si intende il Comitato delle preferenze generalizzate di cui all'articolo 36.TITOLO IIPreferenze tariffarieSezione 1Regime generaleArticolo 71. I dazi della tariffa doganale comune sui prodotti elencati nell'allegato IV come prodotti non sensibili sono totalmente sospesi.2. I dazi ad valorem della tariffa doganale comune sui prodotti elencati nell'allegato IV come prodotti sensibili sono ridotti di 3,5 punti percentuali, salvo altrimenti disposto in detto allegato.3. I dazi specifici della tariffa doganale comune sui prodotti elencati nell'allegato IV come prodotti sensibili sono ridotti del 30%, salvo altrimenti disposto in detto allegato.4. Laddove i dazi della tariffa doganale comune sui prodotti elencati nell'allegato IV come prodotti sensibili includono dazi ad valorem e dazi specifici, i dazi specifici non vengono ridotti.5. Laddove per i dazi di cui ai paragrafi 2 e 3 sia previsto un dazio minimo, tale dazio minimo non viene applicato.6. Le preferenze tariffarie di cui ai paragrafi da 1 a 3 non si applicano alle importazioni di prodotti appartenenti a settori che, ai sensi dell'allegato I, non sono inclusi per il paese di origine interessato.7. Le preferenze tariffarie di cui ai paragrafi da 1 a 3 non si applicano alle importazioni di prodotti appartenenti a settori per i quali tali tariffe preferenziali siano state revocate, per il paese di origine interessato, ai sensi dell'articolo 12 o di disposizioni simili fissate da un precedente regolamento relativo allo schema comunitario di preferenze tariffarie generalizzate.Sezione 2Regimi speciali di incentivazioneArticolo 81. Fatte salve le disposizioni del titolo III, i dazi ad valorem della tariffa doganale comune sui prodotti di cui all'articolo 7, paragrafo 2, appartenenti a settori che, ai sensi dell'allegato I, sono inclusi, per il paese di origine interessato, nel regime speciale di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratori, sono ridotti di altri 3,5 punti percentuali, salvo altrimenti disposto nell'allegato IV. I dazi specifici sui prodotti cui si applicano le preferenze tariffarie di cui all'articolo 7, paragrafo 3, sono ridotti di un ulteriore 30%, salve altrimenti disposto nell'allegato IV.2. Il regime speciale di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratori non include settori che, ai sensi dell'allegato I, non sono inclusi nel regime generale per il paese di origine interessato.3. Subordinatamente alle disposizioni del titolo IV, i dazi ad valorem della tariffa doganale comune sui prodotti di cui all'articolo 7, paragrafo 2, che, ai sensi dell'allegato IV, sono inclusi nel regime speciale di incentivazione per la tutela dell'ambiente e che sono originari di un paese che, ai sensi dell'allegato I, beneficia di tale regime, sono ridotti di altri 3,5 punti percentuali. I dazi specifici sui prodotti cui si applicano le preferenze tariffarie di cui all'articolo 7, paragrafo 3, sono ridotti di un ulteriore 30%.4. Le preferenze tariffarie di cui ai paragrafi 1 e 3 si applicano contemporaneamente quando sono soddisfatte le condizioni fissate in entrambi i paragrafi.5. I dazi della tariffa doganale comune sulle importazioni di prodotti cui, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, non si applicano le preferenze tariffarie di cui all'articolo 7, paragrafo 1, sono totalmente sospesi quando questi prodotti sono inclusi, per il paese di origine interessato, in un regime speciale di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratori.6. I dazi della tariffa doganale comune sulle importazioni di prodotti inclusi nel regime speciale di incentivazione per la tutela dell'ambiente e che sono originari di un paese cui, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, non si applicano le preferenze tariffarie di cui all'articolo 7, paragrafo 1, sono totalmente sospesi quando questi prodotti sono originari di un paese che beneficia di tale regime.7. Le preferenze tariffarie di cui ai paragrafi 1 e 3 si applicano anche alle importazioni di prodotti cui, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 7, non si applicano le preferenze tariffarie di cui all'articolo 7, paragrafi 2 e 3. Per tali prodotti, la validità del certificato di origine, modulo A, o della dichiarazione su fattura è limitata all'applicazione delle preferenze tariffarie di cui ai paragrafi 1 e 3.Sezione 3Regime speciale a favore dei Paesi meno avanzatiArticolo 91. Fatti salvi i paragrafi da 2 a 4, i dazi della tariffa doganale comune su tutti i prodotti dei capitoli da 1 a 97, ad eccezione di quelli del capitolo 93, originari di un paese che, ai sensi dell'allegato I, beneficia del regime speciale a favore dei paesi meno avanzati, sono totalmente sospesi.2. I dazi della tariffa doganale comune sui prodotti di cui al codice NC 0803 00 19 sono ridotti annualmente del 20% a decorrere dal 1° gennaio 2002 e sono totalmente sospesi a decorrere dal 1° gennaio 2006.3. I dazi della tariffa doganale comune sui prodotti della voce tariffaria 1006 sono ridotti del 20% a decorrere dal 1° settembre 2006, del 50% a decorrere dal 1° settembre 2007 e dell'80% a decorrere dal 1° settembre 2008.  Tali dazi sono totalmente sospesi a decorrere dal 1° settembre 2009.4. I dazi della tariffa doganale comune sui prodotti della voce tariffaria 1701 sono ridotti del 20% a decorrere dal 1° luglio 2006, del 50% a decorrere dal 1° luglio 2007 e dell'80% a decorrere dal 1° luglio 2008.  Tali dazi sono totalmente sospesi a decorrere dal 1° luglio 2009.5. Fino a quando i dazi della tariffa doganale comune non saranno totalmente sospesi conformemente alle disposizioni dei paragrafi 3 e 4, un contingente tariffario globale a dazio zero sarà aperto per ogni campagna di commercializzazione rispettivamente per i prodotti di cui alla voce tariffaria 1006 e alla sottovoce 1701 11 10, originari dei paesi che beneficiano di questo regime speciale. I contingenti tariffari iniziali per la campagna di commercializzazione 2001/2002 saranno pari a 2 517 tonnellate, in equivalente riso semigreggio, per i prodotti di cui alla voce tariffaria 1006 e pari a 74 185 tonnellate, in equivalente zucchero bianco, per i prodotti di cui alla sottovoce 1701 11 10. Per ciascuna delle successive campagne di commercializzazione, i contingenti saranno aumentati del 15% rispetto a quelli della campagna di commercializzazione precedente.6. La Commissione adotta norme dettagliate che disciplinano l'apertura e la gestione dei contingenti di cui al paragrafo 5, conformemente alla procedura fissata all'articolo 37. Per l'apertura e la gestione di tali contingenti, la Commissione è assistita dai comitati di gestione dell'organizzazione comune dei mercati nei settori interessati.7. La Commissione assicura, in stretta collaborazione con gli Stati membri, il controllo accurato delle importazioni dei prodotti di cui ai paragrafi da 2 a 4. Gli Stati membri o qualsiasi persona fisica o giuridica interessata trasmettono senza indugio alla Commissione tutte le informazioni utili che possano giustificare la sospensione delle preferenze. Se la Commissione ritiene che sussistano sufficienti elementi di prova del fatto che le condizioni per la sospensione sono soddisfatte, essa adotta tutte le opportune misure il più rapidamente possibile.Sezione 4Regime speciale a favore della lotta contro la produzione e il traffico di drogaArticolo 101. I dazi ad valorem della tariffa doganale comune sui prodotti che, ai sensi dell'allegato IV, sono inclusi nel regime speciale a favore della lotta contro la produzione e il traffico di droga e sono originari di un paese che, ai sensi dell'allegato I, beneficia di tale regime, sono totalmente sospesi, salvo altrimenti disposto nell'allegato IV.2. La Commissione controlla e valuta gli effetti del regime di cui al paragrafo 1, verificando per ciascun paese:a) l'uso delle preferenze tariffarie previste da tale regime;b) l'impegno profuso nella lotta contro la produzione e il traffico di droga;c) lo sviluppo sociale, in particolare il rispetto e la promozione delle norme fissate dalle convenzioni dell'OIL e contenute nella dichiarazione dell'OIL sui principi e diritti fondamentali nel lavoro.d) la politica ambientale, in particolare la gestione sostenibile delle foreste tropicali.3. Per la valutazione di cui al paragrafo 2, lettere b, c e d, si tiene conto delle risultanze delle competenti organizzazioni e agenzie internazionali. La Commissione informa ciascun paese beneficiario in merito alla valutazione e lo invita a formulare osservazioni. Tale valutazione non pregiudica il mantenimento del regime di cui al paragrafo 1 fino al 2004, né la sua possibile successiva proroga.4. Prima della fine del 2004, la Commissione effettua una valutazione generale sui risultati del regime di cui al paragrafo 1. La Commissione terrà conto delle risultanze di tale valutazione in sede di elaborazione degli orientamenti per uno schema di preferenze tariffarie generalizzate per il decennio 2005 - 2014.Sezione 5Disposizioni comuniArticolo 111. Le preferenze tariffarie previste dal presente regolamento non si applicano ai prodotti sottoposti a misure antidumping o compensative, ai sensi dei regolamenti (CE) n. 384/96 [11] o (CE) n. 2026/97 [12],se tali misure sono basate su un margine di pregiudizio calcolato su prezzi all'importazione che non riflettono le preferenze tariffarie in questione.[11]  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1.[12]  GU L 288 del 21.10.1997, pag. 1.2. La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee un avviso con l'indicazione dei prodotti cui, ai sensi del paragrafo 1, le preferenze tariffarie non si applicano.Articolo 121. Le preferenze tariffarie di cui agli articoli 7 e 10 sono revocate nei confronti dei prodotti originari di un paese beneficiario appartenenti ad un settore che per tre anni consecutivi abbia soddisfatto a uno o l'altro dei seguenti criteri:a) le importazioni originarie del paese in questione di tutti i prodotti inclusi nell'allegato IV e appartenenti al settore interessato, rappresentano più del 25% delle importazioni degli stessi prodotti originarie di tutti i paesi e territori elencati nell'allegato I;b) l'indice di specializzazione del settore supera la soglia corrispondente all'indice di sviluppo del paese in questione, secondo la definizione dell'allegato II.2. Il paragrafo I non si applica- ai paesi beneficiari il cui indice di sviluppo è inferiore a -2;- quando le importazioni originarie di un paese beneficiario di tutti i prodotti inclusi nell'allegato IV e appartenenti al settore interessato non rappresentano più del 2% delle importazioni degli stessi prodotti originarie di tutti i paesi e territori elencati nell'allegato I.3. Quando un settore, nei confronti del quale le preferenze tariffarie erano state revocate ai sensi del presente articolo o di disposizioni simili fissate da un precedente regolamento relativo allo schema comunitario di preferenze generalizzate, non soddisfa per tre anni consecutivi nessuno dei due criteri di cui al paragrafo 1, le preferenze tariffarie sono ripristinate.4. Sulla base dei dati più recenti disponibili al 1° settembre di ogni anno, la Commissione stabilisce quali sono i settori che soddisfano alle condizioni fissate ai paragrafi 1 e 3.5. La Commissione invia una notifica ai paesi beneficiari riguardo ai settori che soddisfano alla condizione di cui al paragrafo 1 per l'anno più recente per il quale esistono dati disponibili.6. Prima della fine di ogni anno, la Commissione decide, conformemente alla procedura di cui all'articolo 37, di revocare le preferenze tariffarie nei confronti dei settori che soddisfano alla condizione di cui al paragrafo 1 e di ripristinare le preferenze tariffarie per i settori che soddisfano alla condizione di cui al paragrafo 3.7. Una decisione adottata in conformità del paragrafo 6 entra in vigore il 1° gennaio del secondo anno successivo a quello di adozione.8. La Commissione notifica al paese beneficiario interessato la decisione adottata in conformità del paragrafo 6 e lo informa sulla data di entrata in vigore della decisione stessa.Articolo 131. Se l'aliquota di un dazio ad valorem, ridotta conformemente alle disposizioni del presente titolo, è pari o inferiore all'1%, tale dazio è totalmente sospeso.2. Se l'aliquota di un dazio specifico, ridotta conformemente alle disposizioni del presente titolo, è pari o inferiore a 2 euro per singolo importo in euro, tale dazio è totalmente sospeso.3. Fatti salvi i paragrafi 1 e 2, l'aliquota finale del dazio preferenziale calcolata in base alle disposizioni del presente regolamento viene arrotondata per difetto al primo decimale.TITOLO IIIRegimi speciali di incentivazioneSezione 1Regime speciale di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratoriArticolo 141. Le preferenze tariffarie di cui all'articolo 8, paragrafo 1, si applicano alle importazioni di prodotti originari di un paese che, ai sensi dell'allegato I, beneficia del regime speciale di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratori o al quale tale regime è stato successivamente concesso con una decisione adottata conformemente all'articolo 18, per il settore interessato, sempreché tali prodotti siano accompagnati dalla dichiarazione di cui all'articolo 19.2. Il regime speciale di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratori può essere concesso ad un paese la cui legislazione nazionale riprenda nella sostanza le norme delle convenzioni dell'OIL contenute nella dichiarazione dell'OIL sui principi e diritti fondamentali nel lavoro e che applichi in effetti tale legislazione.Articolo 151. Il regime speciale di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratori è concesso a condizione che:- esso sia chiesto da un paese o territorio tra quelli elencati nell'allegato I,- dall'esame della richiesta risulti che il paese richiedente soddisfa alla condizione di cui all'articolo 14, paragrafo 2,- il paese richiedente si sia impegnato ad esercitare un controllo sull'applicazione del regime speciale di incentivazione e a fornire la necessaria cooperazione amministrativa,- il paese richiedente abbia concordato quanto previsto all'articolo 17.2. Il paese richiedente presenta la propria domanda per iscritto alla Commissione e fornisce esaurienti informazioni riguardo a:- la legislazione nazionale di cui all'articolo 14, paragrafo 2, nonché alle misure adottate per applicarla e per sorvegliarne l'applicazione,- tutti i settori in cui detta legislazione non è applicata.3. Alla domanda è allegato il testo ufficiale integrale della legislazione di cui all'articolo 14, paragrafo 2, e delle misure di attuazione.4. Quando la legislazione di cui all'articolo 14, paragrafo 2, è applicata unicamente in determinati settori, un paese può chiedere il regime speciale di incentivazione solo per i settori in cui essa è applicata.Articolo 161. Al ricevimento di una domanda accompagnata dalle informazioni di cui all'articolo 15, paragrafo 2, la Commissione ne dà annuncio mediante pubblicazione di un avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Nell'avviso si precisa che tutte le informazioni utili relative alla richiesta possono essere inviate alla Commissione e si specifica il termine entro il quale le parti interessate possono presentare le proprie osservazioni per iscritto.2. La Commissione esamina la domanda ed eventualmente sottopone al paese richiedente tutti i quesiti che ritenga utili.3. La Commissione raccoglie tutte le informazioni che ritiene necessarie ed eventualmente le sottopone a verifica con il paese richiedente o con persone fisiche o giuridiche.4. L'esame di una richiesta deve essere completato entro un anno dalla data di ricezione. La Commissione può prorogare tale periodo dopo averne preventivamente informato il Comitato.5. La Commissione sottopone le proprie risultanze al Comitato.Articolo 17Nel corso dell'esame della domanda, la Commissione designa, di concerto con il paese richiedente:a) le autorità del paese in questione che saranno responsabili della cooperazione amministrativa,b) le autorità del paese in questione che saranno responsabili del rilascio della dichiarazione di cui all'articolo 19.Articolo 181. La Commissione decide, conformemente alla procedura di cui all'articolo 37, se concedere o meno ad un paese richiedente il regime speciale di incentivazione per la tutela dei diritti dei lavoratori.2. Se una domanda è stata presentata conformemente all'articolo 15, paragrafo 4, o se dall'esame di cui all'articolo 16 emerge che in taluni settori la legislazione di cui all'articolo 14, paragrafo 2, non è applicata, il regime speciale può essere concesso solo per i settori in cui tale legislazione è applicata.3. La Commissione notifica al paese richiedente la decisione adottata ai sensi del paragrafo 1. Un paese cui è concesso il regime speciale di incentivazione viene informato sulla data di entrata in vigore della relativa decisione.4. Un paese richiedente al quale il regime speciale di incentivazione non venga concesso o venga concesso solo per taluni settori può chiedere e ottenere che la Commissione chiarisca le ragioni di tale decisione.Articolo 191. Le preferenze tariffarie di cui all'articolo 8, paragrafo 1, si applicano a condizione che i prodotti interessati siano accompagnati da una dichiarazione rilasciata dalle autorità di cui all'articolo 17, lettera b), che certifichi che i prodotti sono stati fabbricati in quel paese in condizioni conformi alla legislazione di cui all'articolo 14, paragrafo 2. La dichiarazione è convalidata dal timbro dell'autorità emittente, conformemente al regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione.2. La dichiarazione di cui al paragrafo 1 deve citare:"Le convenzioni dell'OIL nn. 29, 87, 98, 100, 105, 111, 138 e 182 - titolo III del regolamento (CE) n. xxxxxx del Consiglio",ed è inserita nella casella n. 4 del certificato di origine, modulo A, o sulla dichiarazione su fattura prevista dal regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione.Articolo 201. Le disposizioni del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione relative alle prova dell'origine e ai metodi di cooperazione amministrativa si applicano mutatis mutandis alla dichiarazione di cui all'articolo 19, nella misura in cui i paesi beneficiari sono interessati.2. Conformemente alla procedura di cui all'articolo 38, la Commissione può riesaminare l'elenco non esaustivo di criteri per specificare i casi in cui potrebbe insorgere un ragionevole dubbio per quanto riguarda l'applicazione del regime speciale di incentivazione [13]. Le modifiche a tale elenco sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.[13]  GU L 321 del 10.11.2000, pag. 18.3. Quando viene inviata una seconda comunicazione ai fini del controllo a posteriori dei certificati di origine, modulo A, o delle dichiarazioni su fattura, conformemente al regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, in relazione alle preferenze tariffarie di cui all'articolo 8, paragrafo 1, le autorità doganali della Comunità ne informano la Commissione, la quale pubblica immediatamente una notifica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee annunciando che esistono ragionevoli dubbi riguardo ad alcuni prodotti, produttori o esportatori e specificando quali.4. Se, in conformità delle procedure stabilite dal regolamento (CEE) n.2454/93 della Commissione per il controllo a posteriori dei certificati di origine, modulo A, e delle dichiarazioni su fattura, è emerso che le preferenze tariffarie di cui all'articolo 8, paragrafo 1, non si applicano ai prodotti provenienti da taluni produttori o esportatori, le autorità doganali della Comunità ne informano la Commissione, la quale pubblica immediatamente una notifica nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Sezione 2Regime speciale di incentivazione per la tutela  dell'ambiente,Articolo 211. Le preferenze tariffarie di cui all'articolo 8, paragrafo 3, si applicano alle importazioni di prodotti della foresta tropicale originari di un paese che, ai sensi dell'allegato I, beneficia del regime speciale di incentivazione per la tutela dell'ambiente o al quale tale regime è stato successivamente concesso con una decisione adottata conformemente all'articolo 23.2. Il regime speciale di incentivazione per la tutela dell'ambiente può essere concesso ad un paese che applica effettivamente una legislazione nazionale che riprende nella sostanza le norme riconosciute a livello internazionale e gli orientamenti riguardanti la gestione sostenibile delle foreste.Articolo 221. Il regime speciale di incentivazione di cui all'articolo 21 è concesso a condizione che:- esso sia chiesto da un paese o territorio tra quelli elencati all'allegato I,- dall'esame delle richieste risulti che il paese richiedente soddisfa alla condizione di cui all'articolo 21, paragrafo 2,- il paese richiedente si sia impegnato a mantenere in vigore la legislazione nazionale di cui all'articolo 21, paragrafo 2, ad esercitare un controllo sull'applicazione del regime speciale di incentivazione e a fornire la necessaria cooperazione amministrativa.2. Il paese richiedente presenta la propria domanda per iscritto alla Commissione e fornisce esaurienti informazioni riguardo a:- la legislazione nazionale di cui all'articolo 21, paragrafo 2, nonché alle misure adottate per applicarla e per sorvegliarne l'applicazione,- i sistemi di certificazione della gestione forestale, se sistemi del genere sono in uso nel paese in questione.3. Alla domanda è allegato il testo ufficiale integrale della legislazione di cui all'articolo 21, paragrafo 2, e delle misure di attuazione.4. La Commissione tratta le domande presentate a norma del paragrafo 2 conformemente a quanto disposto dall'articolo 16.Articolo 231. La Commissione decide, conformemente alla procedura di cui all'articolo 37, se concedere ad un paese richiedente il regime speciale di incentivazione per la tutela dell'ambiente.2. La Commissione notifica al paese richiedente la decisione adottata ai sensi del paragrafo 1. Un paese cui è concesso il regime speciale di incentivazione viene informato sulla data di entrata in vigore della relativa decisione.3. Un paese richiedente al quale il regime speciale di incentivazione non venga concesso, può chiedere e ottenere che la Commissione chiarisca le ragioni della decisione.Articolo 241. Se in un paese che beneficia del regime speciale di incentivazione per la tutela dell'ambiente è in uso un sistema di certificazione della gestione forestale attendibile, i prodotti che usufruiscono delle preferenze tariffarie di cui all'articolo 8, paragrafo 3, sono accompagnati da un'etichetta o da un certificato che, nell'ambito di tale sistema, attestino la loro provenienza da una foresta a gestione sostenibile.2. Le preferenze tariffarie di cui all'articolo 8, paragrafo 3, sono applicate a condizione che i certificati di origine, modulo A, o le dichiarazioni su fattura di cui al regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione portino la seguente dichiarazione:"Clausola ambientale - titolo III del regolamento (CE) n. xxxx del Consiglio".TITOLO IVSospensione delle preferenze tariffarieSezione 1Revoca temporaneaArticolo 251. I regimi preferenziali di cui al presente regolamento possono essere temporaneamente revocati, nei confronti di tutti o di alcuni prodotti originari di un determinato paese beneficiario, per una delle seguenti ragioni:a) pratica di qualsiasi forma di schiavitù o di lavoro forzato, secondo definizioni fornite nelle Convenzioni di Ginevra del 25 settembre 1926 e del 7 settembre 1956 e nelle Convenzioni dell'OIL n. 29 e n. 105;b) grave e sistematica violazione della libertà di associazione, del diritto di contrattazione collettiva o del principio di non discriminazione in materia di occupazione e impiego, o sfruttamento del lavoro minorile, secondo definizioni fornite delle relative convenzioni dell'OIL.c) esportazione di prodotti realizzati nelle carceri;d) insufficienze dei controlli doganali in materia di esportazione e di transito di droga (sostanze illecite o precursori) e inosservanza delle convenzioni internazionali in materia di riciclaggio del denaro;e) frodi, irregolarità o sistematica inosservanza, o mancanza di controlli sull'osservanza, delle norme sull'origine dei prodotti e sulle relative prove nonché indisponibilità a fornire la cooperazione amministrativa richiesta per l'attuazione e per il controllo del rispetto dei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2;f) pratiche commerciali sleali, comprese quelle vietate o passibili di azione legale ai sensi degli accordi OMC, a condizione che un organo competente dell'OMC abbia preventivamente effettuato una verifica in tal senso;g) contrasto con gli obiettivi delle convenzioni internazionali, quali l'Organizzazione della pesca dell'Atlantico nord-occidentale (NAFO), la Convenzione per la pesca nell'Atlantico nord-orientale (NEAFC), la Commissione internazionale per la conservazione di tonnidi dell'Atlantico (ICCAT) e l'Organizzazione per la conservazione del salmone nell'Atlantico (NASCO), relative alla difesa e alla gestione delle risorse alieutiche;h) significativi effetti dannosi sull'ambiente derivanti dalla fabbricazione di prodotti inclusi nei regimi.2. La cooperazione amministrativa di cui al paragrafo 1, lettera e, implica tra l'altro che un paese beneficiario:a) comunichi alla Commissione, e tenga aggiornate, le informazioni necessarie per l'attuazione delle norme sull'origine e per il controllo sul rispetto di tali norme;b) assista la Comunità effettuando, su richiesta delle autorità doganali degli Stati membri, controlli a posteriori sulle prove dell'origine e comunicandone tempestivamente i risultati;c) assista la Comunità consentendo alla Commissione, in stretta collaborazione e coordinamento con le competenti autorità degli Stati membri, di svolgere missioni comunitarie di cooperazione amministrativa e investigativa volte a verificare l'autenticità di documenti o l'esattezza di informazioni utili per la concessione di beneficio dei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2;d) svolga o faccia svolgere adeguate inchieste volte ad individuare e a prevenire casi di violazione delle norme sull'origine;e) rispetti o garantisca il rispetto delle norme sull'origine relative al cumulo regionale, qualora il paese usufruisca di tali norme.3. Fatto salvo il paragrafo 1, i regimi speciali di incentivazione di cui al titolo III possono essere temporaneamente revocati, nei confronti di tutti o di alcuni prodotti contemplati dai regimi stessi e originari di un pese beneficiario, per una delle seguenti ragioni:a) se la legislazione nazionale non riprende più le norme di cui agli articoli 14, paragrafo 2, o 21, paragrafo 2, o se tale legislazione non è più effettivamente applicata;b) mancato rispetto degli impegni di cui agli articoli 15, paragrafo 1, o 22, paragrafo 1.4. Fermo restando l'articolo 11, i regimi preferenziali di cui al presente regolamento non sono revocati ai sensi del paragrafo 1, lettera f, nei riguardi di prodotti sottoposti a misure antidumping o compensative ai sensi dei regolamenti (CE) n. 384/96 o (CE) n. 2026/97 del Consiglio, per le ragioni che giustificano tali misure.Articolo 261. La Commissione comunica agli Stati membri tutte le informazioni utili che possano giustificare una revoca temporanea.2. Il Comitato si riunisce per consultazioni entro 15 giorni dalla data della comunicazione di cui al paragrafo 1 o dalla data di richiesta da parte di uno Stato membro.Articolo 271. La Commissione può sospendere i regimi preferenziali previsti dal presente regolamento, nei confronti di tutti o di taluni prodotti originari di un determinato paese beneficiario:a) qualora ritenga che esistano sufficienti elementi di prova che giustifichino una revoca per i motivi di cui all'articolo 25, paragrafo 1, lettera e;b) qualora le importazioni effettuate con il beneficio dei regimi in questione siano superiori alle capacità produttive e di esportazione del paese in questione.2. Prima di adottare una decisione ai sensi del paragrafo 1, la Commissione informa il Comitato e il paese beneficiario interessato.3. La Commissione pubblica le decisioni adottate ai sensi del paragrafo 1 nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e illustra i motivi alla base di tali decisioni.4. Qualunque Stato membro può deferire al Consiglio una decisione adottata ai sensi del paragrafo 1, entro il termine di 10 giorni. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può adottare una decisione diversa entro 30 giorni.5. Il periodo di sospensione ha una durata massima di tre mesi e può essere rinnovato una volta. Tale periodo può essere esteso conformemente alla procedura di cui all'articolo 38.Articolo 281. Se sulla base delle consultazioni di cui all'articolo 26, paragrafo 2, ritiene che esistano motivi sufficienti per un'inchiesta, la Commissione può decidere, conformemente alla procedura di cui all'articolo 38, di avviare tale inchiesta.2. La Commissione annuncia l'apertura di un'inchiesta mediante avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e ne informa il paese beneficiario interessato. Tale avviso contiene una sintesi delle informazioni ricevute e precisa che tutte le informazioni utili possono essere inviate alla Commissione. Esso fissa inoltre il termine entro il quale le parti interessate possono rendere noto il proprio parere per iscritto.3. La Commissione offre al paese beneficiario ogni opportunità di collaborare all'inchiesta.4. La Commissione raccoglie tutte le informazioni che ritiene necessarie ed eventualmente le sottopone a verifica con gli operatori economici e il paese beneficiario interessati.5. In tale compito, la Commissione può essere anche assistita da agenti dello Stato membro sul cui territorio potrebbero essere effettuate verifiche, sempre che tale Stato ne abbia espresso l'intenzione.6. Qualora le informazioni richieste dalla Commissione non siano fornite entro un termine ragionevole o qualora l'inchiesta venga ostacolata in maniera significativa, si potranno trarre conclusioni in base ai dati disponibili.7. L'inchiesta deve essere completata entro un anno. La Commissione può estendere tale periodo, conformemente alla procedura di cui all'articolo 38.Articolo 291. La Commissione sottopone le proprie risultanze al Comitato.2. Se ritiene che le risultanze non giustifichino un ritiro temporaneo, la Commissione decide, conformemente alla procedura di cui all'articolo 38, di chiudere l'inchiesta. In tal caso, la Commissione pubblica un avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee annunciando la chiusura dell'inchiesta e presentando le proprie conclusioni principali.3. Ove ritenga che sia necessaria una revoca temporanea, la Commissione presenta un'adeguata proposta al Consiglio, il quale delibera in merito entro 30 giorni a maggioranza qualificata.Sezione 2Clausola di salvaguardiaArticolo 301. Qualora un prodotto originario di un paese beneficiario sia importato a condizioni tali da danneggiare o da minacciare di danneggiare gravemente un produttore comunitario di prodotti simili o direttamente concorrenti, i normali dazi della tariffa doganale comune possono essere ripristinati in qualsiasi momento per detto prodotto, su richiesta di uno Stato membro o su iniziativa della Commissione.2. La Commissione delibera entro 30 giorni, previa consultazione del Comitato.3. Qualunque Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione, entro un termine di 10 giorni. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può adottare una decisione diversa entro 30 giorni.4. La Commissione informa il paese beneficiario interessato di qualunque decisione adottata ai sensi del paragrafo 1, prima che questa diventi effettiva.5. Qualora circostanze eccezionali che richiedono un'azione immediata rendano impossibile, a seconda dei casi, la notifica o l'inchiesta, la Commissione, dopo averne informato il Comitato, può applicare ogni misura preventiva strettamente necessaria, che soddisfi le condizioni di cui al paragrafo 1.Articolo 311. La Commissione annuncia l'apertura di un'inchiesta mediante avviso nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Tale avviso presenta una sintesi delle informazioni ricevute e precisa che tutte le informazioni utili devono essere comunicate alla Commissione. Esso fissa inoltre il termine entro il quale le parti interessate possono rendere noto il proprio parere per iscritto.2. Nel considerare l'eventuale esistenza di gravi difficoltà, la Commissione tiene conto, tra l'altro, dei seguenti elementi nella misura in cui siano disponibili informazioni al riguardo:- riduzione della quota di mercato dei produttori comunitari- riduzione della loro produzione- aumento delle loro scorte- chiusura dei loro impianti- fallimenti- scarsa redditività- basso tasso di sfruttamento degli impianti- occupazione- prezziArticolo 321.  Quando le importazioni di prodotti inclusi nell'allegato I del trattato causano o minacciano di causare gravi perturbazioni nei mercati della Comunità o nei relativi meccanismi regolatori, la Commissione può sospendere i regimi preferenziali nei confronti dei prodotti interessati dopo averne informato il comitato di gestione dell'organizzazione comune dei mercati nel settore interessato.2. Qualunque Stato membro può deferire al Consiglio la decisione della Commissione, entro un termine di 10 giorni. Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può adottare una decisione diversa entro 30 giorni.3. La Commissione informa il paese beneficiario interessato di qualunque decisione adottata ai sensi del paragrafo 1, prima che questa diventi effettiva.Articolo 33Le disposizioni del presente titolo non pregiudicano l'applicazione delle clausole di salvaguardia adottate in virtù della politica agraria comune a norma dell'articolo 37 del trattato né di quelle adottate in virtù della politica commerciale comune a norma dell'articolo 133 del trattato, né di tutte le altre clausole di salvaguardia che potrebbero essere eventualmente applicate.TITOLO VDisposizioni proceduraliArticolo 341. Le modifiche agli allegati del presente regolamento, rese necessarie da modifiche della nomenclatura combinata o da cambiamenti della posizione internazionale di paesi o territori, devono essere adottate conformemente alla procedura di cui all'articolo 38.2. Ove le importazioni di prodotti originari di un paese beneficiario usufruiscano di un trattamento preferenziale equivalente o migliore rispetto ai regimi preferenziali previsti dal presente regolamento, il paese beneficiario in questione può essere escluso dall'allegato I o le preferenze tariffarie previste dal presente regolamento possono essere revocate nei confronti dei settori interessati, conformemente alla procedura di cui all'articolo 37.Articolo 351. Entro sei settimane dalla fine di ogni trimestre, gli Stati membri trasmettono all'Istituto statistico delle Comunità europee i propri dati statistici relativi ai prodotti immessi in libera pratica durante il trimestre di riferimento con il beneficio delle preferenze tariffarie previste dal presente regolamento. Tali dati, forniti per numero di codice della nomenclatura combinata (NC) e, se del caso, della tariffa integrata delle Comunità europee (Taric), debbono specificare, per paese di origine, i valori, le quantità e le unità supplementari eventualmente richieste secondo le definizioni del regolamento (CE) n. 1172/95 del Consiglio [14] e del regolamento (CE) n. 1917/2000 della Commissione [15].[14]  GU L 118 del 25.5.1995, pag. 10.[15]  GU L 229 del 9.9.2000, pag. 14.2. In conformità dell'articolo 308quinquies del regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, gli Stati membri trasmettono alla Commissione, su richiesta di quest'ultima, dettagli relativi alle quantità dei prodotti immessi nei mesi precedenti in libera pratica con il beneficio delle preferenze tariffarie previste dal presente regolamento.Articolo 361. Nell'applicazione del presente regolamento, la Commissione è assistita dal Comitato delle preferenze generalizzate, composto da rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.2. Il Comitato può esaminare qualunque questione relativa all'applicazione del presente regolamento sollevata dalla Commissione o di cui uno Stato membro abbia chiesto l'esame.3. Il Comitato esamina gli effetti dello schema comunitario di preferenze tariffarie generalizzate, sulla base di una relazione annuale della Commissione. Tale relazione copre tutti i regimi preferenziali di cui all'articolo 1, paragrafo 2.Articolo 371. Ove si faccia riferimento al presente articolo, si applica la procedura di regolamentazione prevista all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, conformemente al disposto dell'articolo 7, paragrafo 3, della stessa.2. Il periodo di cui all'articolo 5 della decisione 1999/468/CE è fissato a 3 mesi.Articolo 38Ove si faccia riferimento al presente articolo, si applica la procedura consultiva prevista all'articolo 3 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, conformemente al disposto dell'articolo 7, paragrafo 3, della stessa.TITOLO VIDisposizioni finaliArticolo 391. Si ritiene che le domande relative al titolo III del presente regolamento, presentate a titolo delle disposizioni di un precedente regolamento relativo allo schema comunitario di preferenze generalizzate e in merito alle quali non siano state adottate decisioni prima dell'entrata in vigore del presente regolamento, facciano riferimento alle corrispondenti disposizioni del presente regolamento.2. Si ritiene che il regolamento (CE) n. 552/97 del Consiglio, del 24 marzo 1997 [16], che revoca temporaneamente i benefici derivanti dalle preferenze tariffarie generalizzate all'Unione di Myanmar e che fa riferimento ai regolamenti (CE) n. 3281/94 [17] e (CE) n. 1256/96 [18] del Consiglio, faccia riferimento alle corrispondenti disposizioni del presente regolamento.[16]  GU L 85 del 27.3.1997, pag. 8.[17]   GU L 348 del 31.12.1994, pag. 1.[18]   GU L 160 del 29.6.1996, pag. 1.3. Il presente regolamento sostituisce il regolamento (CE) n. 416/2001 del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 2820/98 del Consiglio relativo all'applicazione di uno schema pluriennale di preferenze tariffarie generalizzate per il periodo 1° luglio 1999 - 31 dicembre 2001 onde estendere ai prodotti originari dei paesi meno progrediti la franchigia doganale senza limiti quantitativi.Articolo 401. Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio 2002.2. Esso si applica fino al 31 dicembre 2004. Tale termine non si applica al regime speciale a favore dei paesi meno avanzati, né ad altre disposizioni del presente regolamento nella misura in cui esse sono applicate congiuntamente a tale regime.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles,...Per il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO IPaesi beneficiari dello schema comunitario di preferenze tariffarie generalizzateA. PAESI INDIPENDENTIColonna A: codice paese secondo la nomenclatura dei paesi e territori per le statistiche del commercio estero della ComunitàColonna B: nome del paeseColonna C: settori non inclusi per il paese beneficiario in questione (articolo 7, paragrafo 6)Colonna D: settori nei confronti dei quali, per il paese beneficiario interessato, le preferenze tariffarie sono state revocate (articolo 7, paragrafo 7)Colonna E: paesi inclusi nel regime speciale a favore dei paesi meno avanzati di cui all'articolo 9Colonna F: paesi inclusi nel regime speciale a favore della lotta contro la produzione e il traffico di droga di cui all'articolo 10Colonna G: paesi inclusi nel regime speciale per la tutela dei diritti dei lavoratori (titolo III, sezione 1)Colonna H: settori inclusi in detto regime per il paese beneficiario in questione (articolo 8, paragrafo 1)Colonna I: paesi inclusi nel regime speciale per la tutela dell'ambiente (titolo III, sezione 2)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;B. PAESI E TERRITORIdipendenti o amministrati o le cui relazioni esterne sono assicurate in tutto o in parte da Stati membri della Comunità o da paesi terzi&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO II1. Indice di sviluppoL'indice di sviluppo si riferisce al livello di sviluppo industriale di un paese. Esso mette a confronto tale livello con quello dell'Unione europea, utilizzando la seguente formula:{log[(Yi/POPi)/(Yue/POPue)]+log[Xi/Xue]}/2doveYi è il prodotto nazionale lordo del paese beneficiario considerato,Yue è il prodotto nazionale lordo dell'Unione europea,POPi è la popolazione del paese beneficiario considerato,POPue è la popolazione dell'Unione europea,Xi è il valore delle esportazioni di prodotti manufatti del paese beneficiario considerato,Xue è il valore delle esportazioni di prodotti manufatti dell'Unione europea.2. Indice di specializzazioneL'indice di specializzazione si riferisce all'importanza di un determinato settore nel quadro delle importazioni della Comunità da un paese beneficiario. Tale indice si basa sul rapporto tra la quota che tale paese detiene nelle importazioni di tutti i prodotti appartenenti al settore interessato originari di tutti i paesi, che siano essi inclusi in regimi preferenziali o meno, e la quota detenuta da tale paese nel quadro di tutte le importazioni originarie di tutti i paesi.3. SoglieIndice di sviluppo    Soglia per l'indice di specializzazione= o &gt; - 1,00  100 %&lt; - 1,00  e  = o &gt; - 1,23  150 %&lt; - 1,23  e  = o &gt; - 1,70  500 %&lt; - 1,70  e = o &gt; - 2,00  700 %.4. Fonti statisticheI dati relativi al reddito e alla popolazione sono estrapolati dalla Relazione sullo sviluppo del mondo, quelli relativi alle esportazioni di prodotti manufatti dal Manuale di statistiche del commercio internazionale e dello sviluppo dell'UNCTAD e quelli relativi alle importazioni della Comunità dalle statistiche del COMEXT.ALLEGATO IIISettori di cui all'articolo 6, paragrafo 2&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO IVElenco dei prodotti inclusi nei regimi di cui all'articolo 1, paragrafo 2Codice NC Per maggiore semplicità, i prodotti elencati sono suddivisi in gruppi. In tali gruppi rientrano prodotti esenti dai dazi della tariffa doganale comune o per i quali detti dazi sono sospesi. Qualora determinati regimi includano un intero gruppo di prodotti e altri regimi includano sono taluni prodotti dello stesso gruppo, i prodotti in questione sono elencati anche individualmente. In questo caso, i singoli prodotti che appartengono ad un gruppo interamente incluso in un determinato regime compaiono anche individualmente tra quelli inclusi in un regime diverso.Descrizione: Fatte salve le norme di interpretazione della nomenclatura combinata, la designazione dei prodotti ha valore indicativo, essendo le preferenze tariffarie determinate dai codici NC. Dove sono indicati codici NC preceduti da "ex", le preferenze tariffarie sono determinate al tempo stesso dal codice e dalla descrizione.Colonna G: Prodotti inclusi nel regime generale (articolo 7): NS = prodotto non sensibile ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1; S = prodotto sensibile ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2. I prodotti che non sono classificati né sotto S né sotto NS non rientrano nel regime generale.Colonna E: Prodotti inclusi nel regime speciale di incentivazione per la tutela dell'ambiente (articolo 8, paragrafo 3)Colonna D: Prodotti inclusi nel regime speciale di incentivazione a favore della lotta contro la produzione e il traffico di droga (articolo 10).&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Scheda finanziariaTitolo dell'azioneProgetto di proposta di regolamento relativo all'applicazione di uno schema di preferenze tariffarie generalizzate dal 2002 al 2004.Base giuridicaArticolo 133 del trattatoObiettivo dell'azioneIl regolamento si prefigge di attuare lo schema di preferenze generalizzate durante il terzo ciclo del decennio 1995-2004.Costi di bilancioIl regolamento non comporta spese da contabilizzare nel bilancio comunitario. La sua applicazione si chiuderà però con una perdita di entrate doganali. Nel 1997, al momento della preparazione del regolamento attualmente in vigore, la perdita di entrate doganali annua è stata stimata a 1,6 miliardi di euro per tutti i prodotti contemplati dall'SPG (mentre nel 1994 era ancora di 2,5 miliardi di euro per i soli prodotti industriali). Da alcuni anni tale perdita tende a calare.Questa tendenza deriva in parte dall'erosione delle preferenze. Su un totale di circa 7 800 linee tariffarie contemplate dallo schema al momento dell'entrata in vigore del presente regolamento, circa 1 300 nel frattempo sono state interamente liberalizzate. Per numerose altre, le aliquote NPF sono diminuite. Il nuovo regolamento provocherà quindi una perdita di entrate doganali inferiore a quella dovuta al regolamento attualmente in vigore.Peraltro, rischia di aumentare la quota del commercio che, pur essendo contemplata dall'SPG, non ne beneficia in quanto è stata graduata. Attualmente comprende un po' più di un terzo del commercio ammissibile. Secondo le ultime previsioni, questa quota potrebbe raggiungere la metà, malgrado il potenziamento delle norme preso in considerazione. Ne seguirebbe una notevole diminuzione della perdita di entrate doganali.In compenso, il presente progetto riprende il regime stabilito dal regolamento che concede ai PMA un accesso in esenzione da dazi doganali e senza limiti quantitativi per tutti i prodotti ad eccezione delle armi. Riprende pertanto anche l'impatto finanziario del regolamento. Ciononostante, l'impatto sarà trascurabile nel periodo dal 2002 al 2004.D'altra parte, alcuni paesi si sono detti interessati a beneficiare delle intese speciali per la protezione delle norme sociali. La perdita di entrate doganali aggiuntiva che risulterebbe dalla concessione di queste intese non rischia però di invertire al tendenza al calo della perdita totale.