CELEX: 61964CJ0020
Language: it
Date: 1965-02-04
Title: Sentenza della Corte del 4 febbraio 1965. # S.R.L. Albatros contro Société des pétroles et des combustibles liquides (Sopéco). # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunale civile e penale di Roma - Italia. # Causa 20-64.

Avis juridique important

|

61964J0020

SENTENZA DELLA CORTE DEL 4 FEBBRAIO 1965.  -  SARL ALBATROS CONTRO SOCIETE DES PETROLES ET DES COMBUSTIBLES LIQUIDES (SOPECO).  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL TRIBUNALE DI ROMA).  -  CAUSA 20/64.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00041 edizione olandese pagina 00040 edizione tedesca pagina 00046 edizione italiana pagina 00038 edizione speciale inglese pagina 00029 edizione speciale danese pagina 00003 edizione speciale greca pagina 00027 edizione speciale portoghese pagina 00023

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PROCEDIMENTO - PRONUNCIA PREGIUDIZIALE - COMPETENZA DELLA CORTE - INTERPRETAZIONE  ( TRATTATO CEE, ART . 177 )  2 . PROCEDIMENTO - PRONUNCIA PREGIUDIZIALE - COMPETENZA DELLA CORTE - LIMITI  ( TRATTATO CEE, ART . 177 )  3 . ELIMINAZIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE - PROCEDIMENTO  

Massima

1 . V . LA MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA 6/64, RACCOLTA X, P . 1131 .  PRONUNCIANDOSI IN VIA PREGIUDIZIALE, LA CORTE NON PUO' APPLICARE IL TRATTATO A UN CASO DETERMINATO, NE STATUIRE SULLA COMPATIBILITA DI UNA NORMA GIURIDICA INTERNA COL TRATTATO STESSO, COME INVECE LE SAREBBE POSSIBILE IN VIRTU DELL' ARTICOLO 169 . OVE IL PROVVEDIMENTO DI RINVIO SIA FORMULATO IN MODO IMPRECISO, ESSA PUO' DESUMERNE SOLTANTO LE QUESTIONI RIGUARDANTI L' INTERPRETAZIONE DEL TRATTATO .  */ 664J0006 /*.  2 . V . LA MASSIMA N . 2 DELLA SENTENZA 6/64, RACCOLTA X, P . 1131 .  L' ARTICOLO 177 E BASATO SULLA NETTA SEPARAZIONE TRA LA COMPETENZA DEI GIUDICI NAZIONALI E QUELLA DELLA CORTE E NON CONSENTE A QUEST' ULTIMA DI ESAMINARE I FATTI, NE DI SINDACARE I MOVENTI O GLI SCOPI DEL RINVIO .  */ 664J0006 /*.  3 . IL TRATTATO NON IMPONE L' IMMEDIATA ABROGAZIONE DI TUTTE LE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTROLLO DELLE IMPORTAZIONI ESISTENTI ALL' ATTO DELLA SUA ENTRATA IN VIGORE, MA IMPLICA IL DIVIETO DI QUALSIASI RESTRIZIONE O DISCRIMINAZIONE NUOVA, L' OBBLIGO DI SOPPRIMERE GRADUALMENTE LE RESTRIZIONI E DISCRIMINAZIONI ESISTENTI E LA NECESSITA CHE ESSE SIANO ELIMINATE AL PIU TARDI ENTRO LA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO .  

Parti

NEL PROCEDIMENTO 20-64  AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA, A NORMA DELL' ARTICOLO 177 DEL TRATTATO ISTITUTIVO DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA, DAL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA NELLA CAUSA DINANZI AD ESSO PENDENTE FRA LA  S.R.L . ALBATROS,  CON SEDE IN ROMA,  E  LA SOCIETE DES PETROLES ET DES COMBUSTIBLES LIQUIDES ( SOPECO ),  CON SEDE IN PARIGI,  

Motivazione della sentenza

SULLA COMPETENZA DELLA CORTE  E' STATO SOSTENUTO CHE CON LE QUESTIONI DEFERITE ALLA CORTE SI SAREBBE VOLUTA OTTENERE, ATTRAVERSO L' ARTICOLO 177, UNA PRONUNCIA CIRCA LA COMPATIBILITA COL TRATTATO DI LEGGI ED ATTI AMMINISTRATIVI DI UNO STATO MEMBRO .  LA CORTE RILEVA CHE, A NORMA DI DETTO ARTICOLO, I GIUDICI NAZIONALI POSSONO CHIEDERE ALLA CORTE DI STATUIRE IN VIA PREGIUDIZIALE SULL' " INTERPRETAZIONE DEL TRATTATO ", QUALORA VENGA DINANZI AD ESSI SOLLEVATA UNA QUESTIONE VERTENTE SU DETTA INTERPRETAZIONE . IN BASE A TALE DISPOSIZIONE, TUTTAVIA, LA CORTE NON PUO' APPLICARE IL TRATTATO AD UNA DATA FATTISPECIE, NE PRONUNCIARSI SULLA COMPATIBILITA DI UN PROVVEDIMENTO INTERNO COL TRATTATO STESSO, COME INVECE LE SPETTA DI FARE NELLE IPOTESI CONTEMPLATE DAGLI ARTICOLI 169 E 170 .  ESSA PUO' CIONONDIMENO DESUMERE DAL PROVVEDIMENTO DI RINVIO LE QUESTIONI RIGUARDANTI L' INTERPRETAZIONE DEL TRATTATO IN VIA PREGIUDIZIALE . NELLA SPECIE, LA CORTE NON DEVE QUINDI STATUIRE SULLA COMPATIBILITA COL TRATTATO DELLE DISPOSIZIONI FRANCESI RELATIVE ALL' IMPORTAZIONE DI PETROLIO, BENSI' INTERPRETARE LE NORME DEL TRATTATO, TENENDO CONTO DEGLI ELEMENTI GIURIDICI ESPOSTI DAL TRIBUNALE DI ROMA .  E' STATO FATTO CARICO A QUEST' ULTIMO DI AVER CHIESTO, SOPRATTUTTO CON LE QUESTIONI B E D, UN' INTERPRETAZIONE DEL TRATTATO CHE NON SAREBBE NECESSARIA PER DIRIMERE LA CONTROVERSIA DINANZI AD ESSO PENDENTE . LA CORTE OSSERVA CHE L' ARTICOLO 177, BASATO SULLA NETTA SEPARAZIONE TRA LA COMPETENZA DEI GIUDICI NAZIONALI E QUELLA DELLA CORTE, NON CONSENTE A QUEST' ULTIMA DI ESAMINARE I FATTI, NE DI SINDACARE I MOVENTI DEL RINVIO .  VANNO PERTANTO DISATTESI GLI ARGOMENTI DIRETTI A FAR DICHIARARE L' INCOMPETENZA DELLA CORTE .  NEL MERITO  DALL' ORDINANZA DI RINVIO DEL TRIBUNALE DI ROMA RISULTA CHE LE QUESTIONI SONO STATE FORMULATE IN OCCASIONE DI UN' AZIONE INTESA AD OTTENERE L' ADEMPIMENTO DI UN CONTRATTO OVVERO IL RISARCIMENTO DEL DANNO DERIVANTE DALL' EVENTUALE RISOLUZIONE DELLO STESSO, AZIONE ALLA QUALE SONO STATE OPPOSTE DUE ECCEZIONI INERENTI, LA PRIMA ALLA NULLITA DEL CONTRATTO PER ERRORE ESSENZIALE DI DIRITTO E LA SECONDA ALLA SOPRAVVENUTA IMPOSSIBILITA DI ESECUZIONE DOVUTA AL FATTO IMPREVEDIBILE DELLA VIOLAZIONE DEL TRATTATO DA PARTE DI UNO DEGLI STATI MEMBRI .  D' ALTRO LATO, L' ORDINANZA PRECISA CHE SCOPO PRINCIPALE DEL RINVIO E L' ACCERTAMENTO DELL' EFFICACIA, SULLA DISCIPLINA E SUL REGIME GIURIDICO DEI PRODOTTI PETROLIFERI CONTEMPLATI NEL CONTRATTO, DELLE NORME DI LIBERALIZZAZIONE COMUNITARIA NELLA STESSA ORDINANZA MENZIONATE E DA CONSIDERARSI COME FACENTI PARTE DI UN ORDINAMENTO GIURIDICO " SOPRANNAZIONALE " COMUNE ALLE PARTI NELLA CAUSA DI MERITO .  COME GIA SI E OSSERVATO, LA CORTE NON PUO' PRONUNCIARSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE NEI LIMITI IN CUI ESSE PRESUPPONGONO L' ESAME DEL REGIME FRANCESE DELLE IMPORTAZIONI DI PETROLIO RISULTANTE DALLE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE 30 MARZO 1928 E SUCCESSIVE MODIFICAZIONI . NON VI E QUINDI MOTIVO DI ACCLARARE SE DETTO REGIME COSTITUISCA UN MOMOPOLIO NAZIONALE AI SENSI DELL' ARTICOLO 37 DEL TRATTATO .  APPARE INVECE OPPORTUNO STABILIRE SE DURANTE IL PERIODO TRANSITORIO, E PRECISAMENTE NEL 1959, EPOCA IN CUI SAREBBERO INTERVENUTI L' ERRORE ESSENZIALE DI DIRITTO E L' IMPOSSIBILITA DI ADEMPIERE L' OBBLIGAZIONE, IL TRATTATO IMPLICASSE L' ABROGAZIONE IPSO JURE DELLE NORME EMESSE DAGLI STATI MEMBRI E CONTEMPLATE NEI VARI ARTICOLI DEL CAPITOLO RELATIVO ALL' ELIMINAZIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE FRA STATI MEMBRI, RESTRIZIONI MENZIONATE NELL' ORDINANZA DI RINVIO .  DETTO CAPITOLO CONTIENE DUE CATEGORIE DI DISPOSIZIONI RILEVANTI NELLA SPECIE : LE UNE, CIOE NON SOLO GLI ARTICOLI 31, PRIMO COMMA, E 32, PRIMO COMMA, DEL TRATTATO, MA ANCHE L' ARTICOLO 37, N . 2, I QUALI VIETANO QUALSIASI INASPRIMENTO DELLE RESTRIZIONI, DELLE DISCRIMINAZIONI E DELLE MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE IN ATTO AL MOMENTO DELL' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO, PER LA LORO STESSA NATURA POSSONO ESSERE APPLICATE SOLTANTO ALLE MISURE INTERNE POSTERIORI A TALE MOMENTO; LE ALTRE SONO CONTENUTE NEGLI ARTICOLI 32, SECONDO COMMA, E 33, I QUALI PRESCRIVONO LA GRADUALE ABOLIZIONE, DURANTE IL PERIODO TRANSITORIO E SECONDO UN CERTO RITMO, DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE IN ESSI CONTEMPLATE, COME PURE NELL' ARTICOLO 37, PRIMO E TERZO COMMA, IL QUALE PRESCRIVE IL GRADUALE RIORDINAMENTO DEI MONOPOLI NAZIONALI SECONDO UN RITMO DA ADATTARSI A QUELLO CONTEMPLATO NEGLI ARTICOLI 30-34 PER GLI STESSI PRODOTTI .  IN PRIMO LUOGO, LA NOZIONE DI GRADUALITA NON IMPLICA QUELLA DI ABROGAZIONE IMMEDIATA ED IPSO JURE DELLE DISPOSIZIONI INTERNE CUI DETTI ARTICOLI SI RIFERISCONO . IN SECONDO LUOGO, IL RITMO DI RIORDINAMENTO PREVISTO NON CONSENTE DI DETERMINARE A PRIORI I VARI MOMENTI DEL PERIODO TRANSITORIO IN CUI GLI OSTACOLI DI CUI TRATTASI DEVONO ESSERE ELIMINATI, MENTRE RENDE MANIFESTO CHE GLI STATI MEMBRI NON ERANO TENUTI A SOPPRIMERLI COMPLETAMENTE SIN DAL 1959 .  IL TRATTATO NON IMPONE QUINDI L' IMMEDIATA ABROGAZIONE DI TUTTE LE DISPOSIZIONI IN MATERIA DI CONTROLLO DELLE IMPORTAZIONI ESISTENTI ALL' ATTO DELLA SUA ENTRATA IN VIGORE, MENTRE IMPLICA IL DIVIETO DI QUALSIASI RESTRIZIONE O DISCRIMINAZIONE NUOVA, L' OBBLIGO DI SOPPRIMERE GRADUALMENTE LE RESTRIZIONI E DISCRIMINAZIONI ESISTENTI E LA NECESSITA CHE ESSE SIANO ELIMINATE AL PIU TARDI ENTRO LA FINE DEL PERIODO TRANSITORIO .  GL' INTERESSATI CHE SI RITENESSERO LESI DA PROVVEDIMENTI ILLEGITTIMI DI UNO STATO MEMBRO POSSONO DEL RESTO IN OGNI MOMENTO ADIRE I GIUDICI DI DETTO STATO COMPETENTI A SINDACARE ED EVENTUALMENTE ANNULLARE I PROVVEDIMENTI STESSI, ONDE TUTELARE ADEGUATAMENTE I LORO DIRITTI ED INTERESSI, RESTANDO APERTA A DETTI GIUDICI LA POSSIBILITA DI VALERSI, FACOLTATIVAMENTE O MENO A SECONDA DEI CASI, DELL' ARTICOLO 177 AL FINE DI OTTENERE L' INTERPRETAZIONE, UNIFORME PER L' INTERA COMUNITA, DELLE COMPLESSE DISPOSIZIONI DEL SOPRAMENZIONATO CAPITOLO 2 E DEI RAPPORTI FRA DI ESSE .  LE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO VALGONO INDISTINTAMENTE PER TUTTE LE QUESTIONI DEFERITE DAL TRIBUNALE DI ROMA, SENZA CHE SIA NECESSARIO CONSIDERARLE SEPARATAMENTE . NELLA SPECIE, NEMMENO OCCORRE RISOLVERE LA QUESTIONE SE L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 37 AI MONOPOLI NAZIONALI ESCLUDA L' APPLICAZIONE DI QUALSIASI ALTRA DISPOSIZIONE CONTENUTA NEL CAPITOLO RELATIVO ALL' ELIMINAZIONE DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE FRA STATI MEMBRI, POSTO CHE ALLA LUCE DEGLI ELEMENTI GIURIDICI FORNITI DAL GIUDICE A QUO, L' EFFETTO DELLA SOLUZIONE POSITIVA SAREBBE IDENTICO A QUELLO DELLA SOLUZIONE NEGATIVA .  INFINE, NON VI E MOTIVO DI ACCERTARE NELLA SPECIE QUALI FRA LE DISPOSIZIONI MENZIONATE DAL GIUDICE PROPONENTE SIANO DIRETTAMENTE APPLICABILI AGLI AMMINISTRATI NEGLI STATI MEMBRI .  DI CONSEGUENZA, A PROPOSITO DELLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE, LA CORTE PUO' SOLTANTO DICHIARARE CHE NESSUNA DELLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO IN ESSE MENZIONATE IMPLICA ABROGAZIONE IPSO JURE ALLA DATA DELL' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE, DELLE DISCRIMINAZIONI E DELLE MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE IN ATTO A TALE DATA, OVVERO OBBLIGA GLI STATI AD ELIMINARLE COMPLETAMENTE SIN DAL 1959 .  

Decisione relativa alle spese

LE SPESE SOSTENUTE DALLA COMMISSIONE DELLA CEE E DAI GOVERNI OLANDESE, FRANCESE E BELGA, I QUALI HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA DI MERITO, L' ATTUALE GIUDIZIO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO NELLA LITE PENDENTE DINANZI AL TRIBUNALE CIVILE DI ROMA . 

Dispositivo

LA CORTE  DICHIARA : NESSUNA DELLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO CONSIDERATE DAL TRIBUNALE DI ROMA IMPLICA ABROGAZIONE IPSO JURE ALLA DATA DELL' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO DELLE RESTRIZIONI QUANTITATIVE, DELLE DISCRIMINAZIONI E DELLE MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE IN ATTO A TALE DATA, OVVERO OBBLIGA GLI STATI AD ELIMINARLE COMPLETAMENTE SIN DAL 1959 .  E STATUISCE :  SPETTA AL TRIBUNALE DI ROMA PROVVEDERE SULLE SPESE DEL PRESENTE GIUDIZIO .