CELEX: 51994PC0585
Language: it
Date: 1994-12-13
Title: Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO RELATIVA AI SISTEMI DI INDENNIZZO DEGLI INVESTITORI

Avis juridique important

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51994PC0585

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO RELATIVA AI SISTEMI DI INDENNIZZO DEGLI INVESTITORI  /* COM/94/585DEF - COD 94/0471 */  

Gazzetta ufficiale n. C 382 del 31/12/1994 pag. 0027

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai sistemi di indennizzo degli investitori (94/C 382/06) COM(94) 585 def. - COD 471(Presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 A, paragrafo 2 del trattato CE il 14 dicembre 1994)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 57, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione (1),visto il parere del Comitato economico e sociale,deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 B del trattato,1. considerando che il 10 maggio 1993 il Consiglio ha adottato la direttiva 93/22/CEE relativa ai servizi di investimento nel settore dei valori mobiliari (2), in prosieguo denominata «direttiva sui servizi di investimento»; che tale direttiva costituisce una misura essenziale per la realizzazione del mercato interno delle imprese di investimento;2. considerando che la direttiva sui servizi di investimento provvede all'armonizzazione essenziale necessaria per garantire il mutuo riconoscimento dei sistemi d'autorizzazione e di vigilanza prudenziale, rendendo possibile il rilascio di un'unica autorizzazione valida in tutta la Comunità e l'applicazione del principio della vigilanza dello Stato membro d'origine; che, in virtù del mutuo riconoscimento, le imprese di investimento autorizzate nello Stato membro d'origine possono prestare in tutta la Comunità la totalità o parte dei servizi contemplati dalla direttiva sui servizi di investimento per i quali hanno ricevuto l'autorizzazione, sia tramite lo stabilimento di succursali che in regime di libera prestazione dei servizi;3. considerando che la tutela degli investitori e la salvaguardia della fiducia nel sistema finanziario è un elemento importante del completamento del mercato interno in questo settore;4. considerando che la direttiva sui servizi di investimento stabilisce un complesso di regole prudenziali che le imprese di investimento devono osservare in qualunque momento, comprendenti regole volte a tutelare il più possibile i diritti degli investitori in merito alle somme di denaro o agli strumenti finanziari di loro proprietà;5. considerando, tuttavia, che nessun sistema di vigilanza può offrire una protezione completa, in particolare qualora siano compiuti atti fraudolenti;6. considerando che è pertanto opportuno che esista in ogni Stato membro un sistema d'indennizzo degli investitori che offra una garanzia minima d'indennizzo almeno per gli investitori più piccoli, in caso di incapacità di un'impresa di investimento a far fronte alle sue obbligazioni nei confronti dei clienti investitori; che un tale sistema non esiste attualmente in tutti gli Stati membri;7. considerando che la proposta iniziale di direttiva sui servizi di investimento presentata dalla Commissione (3) prevedeva all'articolo 9, tra le norme prudenziali che le imprese di investimento dovevano osservare e su cui le autorità dello Stato membro d'origine dovevano vigilare, l'adesione ad un regime generale d'indennizzo destinato a tutelare gli investitori; che tuttavia la Commissione proponeva che, in attesa di ulteriore armonizzazione dei regimi d'indennizzo, le succursali fossero soggette al regime in vigore nello Stato membro ospitante;8. considerando, tuttavia, che questa soluzione temporanea è stata respinta dagli Stati membri, che hanno dato la preferenza ad una piena applicazione del principio della competenza del paese d'origine al quale già incombe la responsabilità del rilascio dell'autorizzazione alle imprese di investimento e della vigilanza prudenziale sulle stesse; che si è affermata la tesi secondo cui l'applicazione del principio del controllo del paese d'origine richiede che il sistema d'indennizzo dello Stato d'origine copra le attività svolte nello Stato membro ospitante attraverso succursali o in libera prestazione di servizi;9. considerando che, secondo l'opinione generale, i complessi problemi inerenti ai sistemi d'indennizzo degli investitori possono essere opportunamente trattati soltanto con una proposta di direttiva distinta; che l'articolo 12 della direttiva sui servizi di investimento non obbliga gli Stati membri ad instaurare un sistema d'indennizzo degli investitori ma richiede semplicemente che gli investitori siano informati dell'esistenza o meno di un fondo di indennizzo; che la Commissione aveva indicato che avrebbe presentato entro il 31 luglio 1993 proposte sull'armonizzazione dei sistemi d'indennizzo relativi alle operazioni delle imprese di investimento;10. considerando che il corretto funzionamento del mercato interno richiede un coordinamento in questa materia tale da consentire ai piccoli investitori di acquistare servizi di investimento dalle succursali di imprese di investimento comunitarie o su base transfrontaliera con la stessa fiducia con cui li acquisterebbero da imprese di investimento nazionali, nella consapevolezza che in caso di crisi dell'impresa e di sua conseguente incapacità a restituire il denaro o i valori mobiliari l'investitore potrà disporre di una copertura minima a livello comunitario;11. considerando che in mancanza di tale coordinamento gli Stati membri ospitanti potrebbero ritenersi giustificati, per motivi di tutela degli investitori, ad esigere l'adesione al meccanismo d'indennizzo dello Stato ospitante, nel caso in cui un'impresa di investimento comunitaria operante tramite una succursale o in libera prestazione di servizi non partecipi a nessun sistema d'indennizzo degli investitori nel proprio Stato membro d'origine o partecipi ad un sistema che non si ritiene offra una tutela equivalente; che una tale condizione potrebbe creare gravi difficoltà per il funzionamento del mercato unico;12. considerando che la direttiva 94/19/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 1994, relativa ai sistemi di garanzia dei depositi (4) ha introdotto un'armonizzazione minima dei sistemi di garanzia dei depositi per gli enti creditizi; che gli enti creditizi possono essere in concorrenza per certi servizi con le imprese di investimento specializzate;13. considerando che, sebbene nella maggior parte degli Stati membri attualmente esistano alcune misure di indennizzo degli investitori, la grande maggioranza non dispone di sistemi che corrispondano al campo d'applicazione della direttiva sui servizi di investimento;14. considerando pertanto che tutti gli Stati membri dovrebbero disporre di uno o più sistemi d'indennizzo degli investitori ai quali siano tenute a partecipare tutte le imprese di investimento titolari dell'autorizzazione unica in base alla direttiva sui servizi di investimento; che un siffatto sistema deve coprire il denaro o gli strumenti, detenuti da un'impresa di investimento in relazione ad attività di investimento, che non possano essere restituiti all'investitore in seguito all'insolvenza dell'impresa;15. considerando che la definizione di imprese di investimento comprende gli enti creditizi autorizzati a fornire servizi di investimento; che anche tali enti creditizi dovrebbero essere tenuti ad aderire ad un sistema di indennizzo degli investitori relativamente alle loro attività di investimento; che non è però necessario che detti enti creditizi aderiscano a due sistemi distinti qualora un unico sistema soddisfi i requisiti stabiliti tanto dalla presente direttiva, quanto dalla direttiva 94/19/CE; che, tuttavia, nel caso di imprese di investimento che siano enti creditizi può essere talora difficile distinguere tra depositi coperti dalla direttiva 94/19/CE e denaro detenuto ai fini di attività di investimento; che gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di stabilire quale direttiva applicare a tali crediti;16. considerando che la direttiva 94/19/CE consente agli Stati membri di esonerare un ente creditizio dall'aderire ad un sistema di garanzia dei depositi qualora tale ente appartenga ad un sistema che protegge l'ente stesso e segnatamente garantisce la sua solvibilità; che qualora l'ente creditizio sia anche un'impresa di investimento gli Stati membri dovrebbero essere autorizzati ad esonerarlo dall'obbligo di aderire a un sistema di indennizzo degli investitori;17. considerando che il costo della tutela degli investitori deve essere sostenuto dalle imprese di investimento, ma che in definitiva viene trasferito all'investitore; che pertanto non è opportuno introdurre in tutta la Comunità un livello di protezione molto elevato; che inoltre, per stimolare l'investitore a prestare la dovuta attenzione nella scelta di un'impresa di investimento, è opportuno consentire agli Stati membri di disporre che l'investitore sostenga obbligatoriamente una parte delle eventuali perdite; che, tuttavia, l'investitore dovrebbe essere coperto almeno per il 90 % della perdita finché non sia raggiunto il livello minimo comunitario dell'indennizzo;18. considerando che, tuttavia, un livello minimo armonizzato d'indennizzo per investitore dovrebbe essere sufficiente a tutelare gli interessi degli investitori più piccoli in caso d'insolvenza di un'impresa di investimento; che sembra ragionevole fissare il livello minimo armonizzato di garanzia a 20 000 ECU;19. considerando che una copertura di identico importo è stata prescritta dal Parlamento e dal Consiglio nella direttiva 94/19/CE;20. considerando che i sistemi di taluni Stati membri offrono attualmente livelli di copertura più elevati; che, peraltro, non sembra opportuno imporre una riduzione della copertura offerta da tali sistemi;21. considerando che dall'esistenza nella Comunità di sistemi che offrono una copertura degli investitori superiore al minimo armonizzato possono derivare, su un medesimo territorio, differenze d'indennizzo e condizioni di concorrenza disuguali tra imprese di investimento nazionali e succursali di imprese di altri Stati membri; che per ovviare a tali inconvenienti è opportuno autorizzare l'adesione delle succursali al sistema del paese ospitante, affinché possano offrire agli investitori la medesima copertura offerta dal sistema del paese in cui sono insediate; che non è escluso che il sistema dello Stato membro d'origine debba offrire siffatta copertura supplementare, alle condizioni che detto sistema avrà stabilito;22. considerando che l'obiettivo della presente direttiva è di garantire un livello minimo di protezione per i piccoli investitori, comprese le piccole e medie imprese, che hanno il massimo bisogno di essere tutelati; che tuttavia gli Stati membri dovrebbero poter escludere dalla copertura talune altre categorie di investitori per i quali le esigenze di protezione sono minori;23. considerando che alcuni Stati membri dispongono di sistemi d'indennizzo degli investitori posti sotto la responsabilità delle organizzazioni di categoria; che in altri casi l'istituzione e le modalità di gestione dei sistemi sono stabilite dalla legge; che tale diversità di situazione giuridica solleva problemi solo per quanto riguarda l'adesione obbligatoria al sistema e l'esclusione dal medesimo; che occorre quindi prevedere disposizioni che limitino i poteri dei sistemi a tale riguardo;24. considerando che gli investitori dovrebbero ricevere l'indennizzo senza eccessivo ritardo una volta stabilita la fondatezza del credito; che il sistema d'indennizzo stesso dovrebbe poter fissare un termine ragionevole entro il quale i crediti vanno fatti valere; che tuttavia la scadenza di tale termine non dovrebbe poter essere opposta all'investitore che per validi motivi non sia stato in grado di far valere il suo credito in tempo;25. considerando che l'informazione degli investitori in merito ai sistemi di indennizzo è un elemento essenziale della loro tutela e deve dunque essere a sua volta soggetta a norme minime cogenti;26. considerando che la presente direttiva esige in linea di principio che tutte le imprese di investimento partecipino ad un sistema di indennizzo degli investitori; che le direttive che disciplinano l'ammissione di imprese di investimento aventi la loro amministrazione centrale in paesi terzi, in particolare la direttiva sui servizi di investimento, lasciano agli Stati membri la facoltà di decidere se e a quali condizioni ammettere che le succursali di tali imprese di investimento operino sul loro territorio; che tali succursali non beneficeranno né della libera prestazione dei servizi in virtù dell'articolo 59, secondo comma del trattato, né della libertà di stabilimento in uno Stato membro diverso da quello in cui sono stabilite; che di conseguenza uno Stato membro che ammetta siffatte succursali dovrebbe decidere come applicare i principi della presente direttiva a tali succursali, conformemente all'articolo 5 della direttiva sui servizi di investimento e alla necessità di tutelare gli investitori e di mantenere l'integrità del sistema finanziario; che è essenziale che gli investitori che sono clienti di tali succursali siano pienamente consapevoli delle disposizioni relative agli indennizzi che li riguardano;27. considerando che, nella presente direttiva, non è indispensabile armonizzare i metodi di finanziamento dei sistemi di indennizzo degli investitori dato che, da un lato, il costo del finanziamento di questi sistemi deve essere sostenuto, in linea di principio, dalle imprese di investimento stesse e che, dall'altro, la capacità finanziaria di detti sistemi deve essere proporzionata ai loro obblighi; che ciò non deve tuttavia mettere in pericolo la stabilità del sistema finanziario dello Stato membro interessato;28. considerando in conclusione che un'armonizzazione minima delle misure d'indennizzo degli investitori risulta necessaria per completare il mercato interno delle imprese di investimento, in modo da indurre gli investitori a rivolgersi con altrettanta fiducia ad imprese di altri Stati membri come ad imprese locali e da evitare le difficoltà che potrebbero derivare dall'applicazione, da parte degli Stati membri ospitanti, di requisiti nazionali non coordinati di tutela degli investitori; che una direttiva comunitaria vincolante è il solo strumento atto a conseguire l'obiettivo voluto, data la generale mancanza di misure d'indennizzo degli investitori di portata corrispondente a quella della direttiva sui servizi di investimento; che la presente direttiva si limita all'armonizzazione minima necessaria, lasciando agli Stati membri la facoltà di prevedere una copertura più ampia o più elevata e riconoscendo loro ampia libertà di materia di organizzazione e di finanziamento dei sistemi d'indennizzo degli investitori,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 Ai fini della presente direttiva si intende per:1. «impresa di investimento»: un'impresa di investimento come definita all'articolo 1, paragrafo 2 della direttiva sui servizi di investimento e autorizzata in conformità dell'articolo 3 di detta direttiva, o un ente creditizio autorizzato, in conformità delle direttive 77/780/CEE (5) e 89/646/CEE (6), a prestare uno o più dei servizi di investimento elencati nella sezione A dell'allegato alla direttiva sui servizi di investimento;2. «attività di investimento»: i servizi di investimento definiti all'articolo 1, paragrafo 1 della direttiva sui servizi di investimento nonché i servizi designati al punto 1 della sezione C dell'allegato alla direttiva stessa;3. «strumenti»: gli strumenti elencati nella sezione B dell'allegato alla direttiva sui servizi di investimento;4. «investitore»: la persona che ha affidato denaro o strumenti ad un'impresa di investimento in relazione ad attività di investimento;5. «succursale»: una sede di attività che costituisce una parte, priva di personalità giuridica, di un'impresa di investimento e fornisce servizi di investimento per i quali l'impresa di investimento è stata autorizzata; più sedi di attività costituite nello stesso Stato membro da un'impresa di investimento con sede statutaria in un altro Stato membro sono considerate come una succursale unica;6. «investimento congiunto»: un investimento fatto nell'ambito di attività di investimento o denaro affidato ad un'impresa di investimento per attività di investimento a nome di due o più persone, o sul quale hanno diritto due o più persone, con facoltà di compiere le relative operazioni con la firma di una o più di tali persone.Articolo 2 1. Ogni Stato membro provvede a che nel suo territorio siano istituiti ed ufficialmente riconosciuti uno o più sistemi d'indennizzo degli investitori. Fatti salvi i casi di cui al secondo comma e all'articolo 5, nessuna impresa di investimento autorizzata può svolgere attività di investimento a meno che non abbia aderito ad uno di tali sistemi.Uno Stato membro può tuttavia esonerare un ente creditizio cui si applica la presente direttiva dall'obbligo di aderire ad un sistema d'indennizzo degli investitori qualora tale ente sia già esonerato dall'appartenere ad un sistema di garanzia dei depositi in virtù dell'articolo 3, paragrafo 1 della direttiva 94/19/CE.2. Il sistema provvede a coprire gli investitori in conformità dell'articolo 4 non appena si verifichi una delle due seguenti eventualità:i) le autorità competenti abbiano concluso che a loro avviso l'impresa di investimento, per motivi direttamente connessi con la sua situazione finanziaria, non è per il momento in grado di far fronte alle proprie obbligazioni in relazione ai crediti degli investitori; oppureii) un'autorità giudiziaria abbia adottato, per motivi direttamente connessi con la situazione finanziaria dell'impresa di investimento, una decisione avente l'effetto di sospendere l'esercizio dei diritti degli investitori nei confronti della stessa.Devono essere garantiti i crediti derivanti dall'incapacità di un'impresa di investimento di:- rimborsare le somme di denaro dovute agli investitori o di proprietà degli investitori detenute per loro conto in relazione ad attività di investimento; oppure- restituire agli investitori gli strumenti di loro proprietà materialmente detenuti, amministrati o gestiti per loro conto in relazione ad attività di investimento.conformemente alle condizioni legali e contrattuali applicabili.3. I crediti di cui al paragrafo 2 nei confronti di un ente creditizio i quali, in un dato Stato membro, sarebbero soggetti tanto alla presente direttiva che alla direttiva 94/19/CE sono assoggettati all'uno o all'altro dei sistemi previsti dalle due direttive suddette, a discrezione dello Stato membro interessato. Uno stesso credito non può beneficiare d'indennizzo in base ad entrambe le direttive.4. L'importo del credito di un investitore è calcolato conformemente alle condizioni legali e contrattuali applicabili al credito, comprese quelle relative alla compensazione e ai crediti di contropartita, in base all'ammontare del denaro o al valore degli strumenti di proprietà dell'investitore che l'impresa di investimento è incapace di rimborsare o restituire al momento della decisione di cui al paragrafo 2.Articolo 3 I crediti relativi a transazioni per le quali è stato accertato il reato di riciclaggio di proventi di attività illecite, ai sensi dell'articolo 1 della direttiva del Consiglio 91/308/CEE, del 10 giugno 1991, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite (7), sono esclusi da qualsiasi indennizzo da parte dei sistemi di indennizzo degli investitori.Articolo 4 1. Gli Stati membri provvedono a che il sistema garantisca una copertura, d'importo non inferiore a 20 000 ECU per investitore, per i crediti di cui all'articolo 2, paragrafo 2.2. Gli Stati membri possono prevedere che per taluni investitori la copertura del sistema sia esclusa o ridotta. L'elenco di tali esclusioni figura nell'allegato I.3. Il presente articolo non osta al mantenimento in vigore o all'adozione di disposizioni che aumentino la copertura degli investitori o la estendano.4. Gli Stati membri possono limitare la copertura di cui al paragrafo 1 o al paragrafo 3 ad una determinata percentuale del credito dell'investitore. La percentuale garantita, tuttavia, deve essere uguale o superiore al 90 % del totale del credito finché l'importo da rimborsare a titolo del sistema non raggiunga 20 000 ECU.Articolo 5 1. Se un'impresa di investimento tenuta ad aderire ad un sistema di indennizzo in forza dell'articolo 2, paragrafo 1 non adempie agli obblighi derivanti dall'adesione ad un sistema di indennizzo degli investitori, l'inottemperanza è notificata alle autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione le quali, in cooperazione con il sistema di indennizzo, adottano tutte le misure appropriate, comprese eventuali sanzioni, al fine di garantire che l'impresa di investimento adempia i suddetti obblighi.2. Qualora nonostante dette misure l'impresa di investimento continui a non rispettare i suoi obblighi, ove l'ordinamento nazionale consenta l'esclusione di un membro, il sistema può, con l'espresso consenso delle autorità competenti, notificare con non meno di dodici mesi di anticipo la propria intenzione di escludere l'impresa di investimento dal sistema stesso. Qualora alla scadenza del periodo di preavviso l'impresa di investimento non abbia adempiuto ai suoi obblighi, il sistema di indennizzo può, previo nuovo espresso consenso delle autorità competenti, procedere all'esclusione.3. Se l'ordinamento nazionale lo permette e con l'espresso consenso delle autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione, un'impresa di investimento esclusa da un sistema di indennizzo degli investitori può continuare la sua attività qualora, prima dell'esclusione, abbia concluso accordi alternativi di indennizzo che assicurino agli investitori una copertura per lo meno equivalente a quella offerta dal sistema di indennizzo ufficialmente riconosciuto.4. Qualora un'impresa di investimento di cui si proponga l'esclusione ai sensi del paragrafo 2 non sia in grado di concludere accordi alternativi che soddisfino le condizioni di cui al paragrafo 3, le autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione procedono immediatamente alla revoca di quest'ultima.Articolo 6 In caso di revoca dell'autorizzazione di un'impresa di investimento, i suoi investitori continuano ad essere tutelati dal sistema di indennizzo degli investitori.Articolo 7 1. I sistemi di indennizzo degli investitori istituiti e ufficialmente riconosciuti in uno Stato membro conformemente all'articolo 2, paragrafo 1 tutelano gli investitori delle succursali costituite dalle imprese di investimento in altri Stati membri.Qualora il livello e la portata, compresa la percentuale, della copertura offerta dal sistema di indennizzo degli investitori dello Stato membro ospitante siano superiori al livello o alla portata della copertura fornita nello Stato membro in cui è autorizzata l'impresa di investimento, lo Stato membro ospitante provvede affinché vi sia, nel proprio territorio, un sistema di indennizzo degli investitori ufficialmente riconosciuto cui possa aderire volontariamente una succursale al fine di completare la tutela già offerta ai suoi investitori in virtù della sua appartenenza al sistema dello Stato membro d'origine.Il sistema a cui la succursale aderirà deve coprire la categoria di imprese a cui essa appartiene o quella meglio corrispondente nello Stato membro ospitante.Gli Stati membri provvedono affinché condizioni obiettive per l'appartenenza delle succursali siano previste in ogni sistema di indennizzo degli investitori. L'ammissione è subordinata all'osservanza degli obblighi derivanti dall'appartenenza al sistema, compreso in particolare il pagamento di tutti i contributi e gli altri oneri. Nell'applicazione del presente paragrafo gli Stati membri si conformano agli orientamenti che figurano nell'allegato II.2. Se una succursale ammessa ad aderire in via facoltativa ad un sistema di indennizzo degli investitori in forza del paragrafo 1 non adempie agli obblighi derivanti dall'adesione medesima, ne vengono informate le autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione le quali, in cooperazione con il sistema di indennizzo, adottano tutte le misure appropriate al fine di garantire il rispetto degli obblighi anzidetti.Qualora nonostante dette misure la succursale continui a non rispettare i suoi obblighi, dopo un preavviso appropriato di almeno dodici mesi, il sistema può, con il consenso delle autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione, escludere la succursale. Gli investitori sono informati del ritiro della copertura supplementare.Articolo 8 1. La copertura di cui all'articolo 4, paragrafi 1, 3 e 4 si applica all'importo globale dei crediti dell'investitore ai sensi della presente direttiva, qualunque sia il numero dei conti, la divisa e l'ubicazione nella Comunità.2. La quota spettante a ciascun investitore in un investimento congiunto è computata nel calcolo della copertura prevista all'articolo 4, paragrafi 1, 3 e 4.Salvo specifiche disposizioni, l'indennizzo è diviso in parti uguali tra gli investitori partecipanti all'investimento congiunto.Gli Stati membri possono prevedere che i crediti relativi ad un investimento congiunto di cui siano titolari due o più persone come membri di una società di persone, o di altra società o gruppo di natura analoga senza personalità giuridica, possano essere considerati e trattati come se fossero effettuati da un unico investitore ai fini del calcolo dei limiti previsti all'articolo 4, paragrafi 1, 3 e 4.3. Quando l'investitore non ha pieno diritto sulle somme o sui titoli detenuti per suo conto, la persona che ne ha pieno diritto riceve l'indennizzo, purché essa sia stata identificata o sia identificabile prima della data di cui all'articolo 2, paragrafo 2. Nel caso di una pluralità di persone che ne abbiano pieno diritto, la quota spettane a ciascuna di esse in virtù delle disposizioni di gestione delle somme o dei titoli è presa in considerazione nel calcolo dei limiti previsti all'articolo 4, paragrafi 1, 3 e 4.La presente disposizione non si applica agli organismi di investimento collettivo.Articolo 9 1. Il sistema d'indennizzo prende misure appropriate per informare gli investitori della decisione di cui all'articolo 2, paragrafo 2 e può fissare un termine, non inferiore a sei mesi, entro il quale gli investitori sono tenuti a proporre i loro crediti.Il sistema d'indennizzo non può tuttavia opporre la scadenza di tale termine per negare l'indennizzo ad un investitore che non abbia potuto far valere tempestivamente il suo credito nei confronti del sistema d'indennizzo.2. Il sistema soddisfa i crediti degli investitori non appena possibile e comunque non oltre tre mesi dopo che siano stati stabiliti l'ammissibilità e l'ammontare del credito.Articolo 10 1. Gli Stati membri provvedono affinché le imprese di investimento prendano misure adeguate per fornire agli investitori effettivi e potenziali le informazioni necessarie per individuare il sistema d'indennizzo degli investitori al quale aderiscono l'impresa di investimento e le sue succursali all'interno della Comunità o gli eventuali accordi alternativi previsti all'articolo 2, paragrafo 1, secondo comma o all'articolo 5, paragrafo 3. Gli investitori sono informati sulle disposizioni del sistema di indennizzo degli investitori o degli eventuali accordi alternativi applicabili, compresi l'importo e la portata della copertura forniti dal sistema stesso. Tali informazioni sono formulate in modo comprensibile.Sono inoltre fornite, su richiesta, informazioni sulle condizioni cui è soggetto l'indennizzo e sulle formalità da espletare per ottenerlo.2. Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono rese disponibili, secondo le modalità prescritte dalla legislazione nazionale, nella o nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui è stabilita una succursale.Articolo 11 1. Gli Stati membri verificano che le succursali di imprese di investimento la cui amministrazione centrale ha sede fuori della Comunità usufruiscano di una copertura equivalente a quella prescritta nella presente direttiva. In caso contrario gli Stati membri possono prevedere, salvo il disposto dell'articolo 5 della direttiva sui servizi di investimento, che le succursali di imprese di investimento la cui amministrazione centrale ha sede fuori della Comunità aderiscano a un sistema di indennizzo degli investitori esistente sul loro territorio.2. Gli investitori effettivi e potenziali di succursali stabilite dalle imprese di investimento la cui amministrazione centrale ha sede fuori della Comunità ricevono dall'impresa di investimento tutte le informazioni utili sui meccanismi d'indennizzo che garantiscono i loro investimenti.3. Le informazioni di cui al paragrafo 2 sono rese disponibili, secondo le modalità prescritte dalla legislazione nazionale, nella o nelle lingue ufficiali dello Stato membro in cui la succursale è stabilita e sono formulate in modo chiaro e comprensibile.Articolo 12 Fatto salvo qualsiasi altro diritto che essi possano avere ai sensi della legislazione nazionale, i sistemi d'indennizzo degli investitori che soddisfano i crediti degli investitori hanno il diritto di subentrare nei loro diritti nei procedimenti di liquidazione per un importo pari alla somma pagata.Articolo 13 Entro tre anni dalla data di cui all'articolo 14, paragrafo 1, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull'applicazione della presente direttiva, corredata, se del caso, di proposte di modifica.Articolo 14 1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1996. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 15 L'articolo 12 della direttiva 93/22/CEE à abrogato alla data di cui all'articolo 14, paragrafo 1.Articolo 16 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU n. C 321 del 27. 11. 1993, pag. 15.(2) GU n. L 141 dell'11. 6. 1993, pag. 27.(3) GU n. C 43 del 22. 2. 1989, pag. 7.(4) GU n. L 135 del 31. 5. 1994, pag. 5.(5) GU n. L 322 del 17. 12. 1977, pag. 30.(6) GU n. L 386 del 30. 12. 1989, pag. 1.(7) GU n. L 166 del 28. 6. 1991, pag. 77.ALLEGATO I ELENCO DELLE ESCLUSIONI DI CUI ALL'ARTICOLO 4, PARAGRAFO 21. Investitori istituzionali, comprendenti:- Imprese di investimento definite all'articolo 1, paragrafo 2 della direttiva sui servizi di investimento.- Enti creditizi definiti all'articolo 1, primo trattino della direttiva 77/780/CEE.- Enti finanziari definiti all'articolo 1, paragrafo 6 della direttiva 89/646/CEE.- Imprese d'assicurazione.- Organismi di investimento collettivo in valori mobiliari.- Fondi pensione.Altri investitori istituzionali.2. Investitori professionali.3. Enti soprannazionali, statali e facenti capo ad amministrazioni centrali.4. Enti regionali, provinciali, locali o comunali.5. Amministratori, dirigenti e soci personalmente responsabili dell'impresa di investimento, dententori di almeno il 5 % del suo capitale, persone incaricate della revisione legale dei conti dell'imprea di investimento e investitori aventi le medesime responsabilità in altre società dello stesso gruppo.6. Parenti prossimi e terzi che agiscono per conto degli investitori di cui al punto 5.7. Altre imprese dello stesso gruppo.8. Investitori che siano in qualsiasi modo responsabili, o che abbiano beneficiato direttamente o indirettamente, di eventi attinenti all'impresa di investimento o alle sue attività che siano all'origine delle difficoltà finanziarie dell'impresa di investimento.9. Società le cui dimensioni non permettono loro di redigere uno stato patrimoniale in forma abbreviata conformemente all'articolo 11 della quarta direttiva 78/660/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1978, basata sull'articolo 54, paragrafo 3, lettera g) del trattato e relativa ai conti annuali di taluni tipi di società (1).(1) GU n. L 222 del 14. 8. 1978, pag. 11; direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/8/CE del 21. 3. 1994 (GU n. L 82 del 25. 3. 1994, pag. 33).ALLEGATO II ORIENTAMENTIQualora una succursale chieda di aderire ad un sistema dello Stato membro ospitante per avere una copertura supplementare, tale sistema stabilisce bilateralmente con il sistema dello Stato membro d'origine norme e procedure appropriate ai fini del pagamento dell'indennizzo agli investitori presso la succursale in questione. Nel definire tali procedure e nello stabilire le condizioni per l'adesione della succursale conformemente all'articolo 7, paragrafo 1 si applicano i seguenti orientamenti:a) il sistema dello Stato membro ospitante mantiene il pieno diritto di imporre le proprie norme obiettive e generalmente applicate alle imprese di investimento partecipanti; esso è in grado di esigere informazioni pertinenti ed ha il diritto di verificare tali informazioni con le autorità competenti dello Stato membro d'origine;b) il sistema dello Stato membro ospitante soddisfa le richieste di indennizzo supplementare quando sia stato informato dalle autorità competenti dello Stato membro d'origine della decisione di cui all'articolo 2, paragrafo 2. Il sistema dello Stato membro ospitante mantiene il pieno diritto di verificare in base alle proprie norme e procedure la fondatezza delle richieste prima di pagare l'indennizzo supplementare;c) i sistemi dello Stato membro d'origine e dello Stato membro ospitante cooperano pienamente l'uno con l'altro per far sì che gli investitori ricevano rapidamente un indennizzo della giusta entità. In particolare si mettono d'accordo sugli effetti che l'esistenza di un credito di contropartita, tale da dar luogo a compensazione a titolo di uno dei due sistemi, può avere sull'indennizzo pagato all'investitore da ciascun sistema;d) i sistemi dello Stato membro ospitante sono autorizzati ad imporre alle succursali un contributo per la copertura supplementare su una base appropriata che tenga conto della garanzia finanziaria del sistema dello Stato membro d'origine. Per facilitare tale imposizione, il sistema dello Stato membro ospitante ha il diritto di presumere che le sue obbligazioni siano in ogni caso limitate all'eccedenza della garanzia da esso offerta rispetto alla garanzia offerta dallo Stato membro d'origine, a prescindere dal fatto che quest'ultimo paghi o no un indennizzo per i crediti degli investitori nel territorio dello Stato membro ospitante.