CELEX: C2003/112/24
Language: it
Date: 2003-05-10 00:00:00
Title: Causa C-110/03: Ricorso del Regno del Belgio contro Commissione delle Comunità europee, presentato il 10 marzo 2003

C 112/14                IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                         10.5.2003
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                      ESP 50 000, mentre nel caso di un cittadino che non chiede in
     tro il Regno di Spagna, proposto il 7 marzo 2003                      tempo il suo documento d’identità, l’ammenda è di ESP 50 per
                                                                           ogni mese di ritardo. Ricorda rapidamente anche alcune
                                                                           denunce che hanno dato luogo al parere motivato e al presente
                         (Causa C-108/03)                                  ricorso che, a suo avviso, dimostra molto chiaramente la
                                                                           differenza tra la gradazione delle pene e la loro natura
                                                                           sproporzionata.
                          (2003/C 112/23)
                                                                           (1 ) GU L 257 del 19.10.1968, pag. 13; SEE: capitolo 5, tomo 1,
                                                                                pag. 88.
Il 7 marzo 2003 la Commissione delle Comunità europee,                     (2 ) GU L 172 del 28.6.1973, pag. 14; SEE: capitolo 6, tomo 1,
rappresentata dalla sig.ra Carmel O’Reilly, consigliere giuridico               pag. 132.
e dal sig. Luis Escobar Guerrero, membro del servizio giuridico
della medesima, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
un ricorso contro il Regno di Spagna.
La ricorrente chiede che la Corte voglia:
—     dichiarare che il Regno di Spagna, trattando i cittadini di
      altri Stati membri residenti in Spagna, per quanto riguarda
      la gravità delle infrazioni e la gradazione delle ammende            Ricorso del Regno del Belgio contro Commissione delle
      per inadempimento ai termini dlle disposizioni relative ai                  Comunità europee, presentato il 10 marzo 2003
      permessi di soggiorno, in modo sproporzionatamente
      diverso rispetto ai cittadini spagnoli quando commettono
      infrazioni paragonabili per quanto riguarda gli obblighi
                                                                                                     (Causa C-110/03)
      di ottenere o rinnovare i documenti nazionali di identità,
      è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti ai sensi
      degli artt. 39, 43 e 49 del trattato CE, dell’art. 4, della
      direttiva del Consiglio 15 ottobre 1968, 68/360/CEE (1),                                        (2003/C 112/24)
      relativa alla soppressione delle restrizioni al trasferimento
      e al soggiorno dei lavoratori degli Stati Membri e delle
      loro famiglie all’interno della Comunità, e dell’art. 4 della
      direttiva del Consiglio 21 maggio 1973, 73/148/CEE ( 2),
      relativa alla soppressione delle restrizioni al trasferimento        Il 10 marzo 2003, il Regno del Belgio, rappresentato dalla
      e al soggiorno dei cittadini degli Stati Membri all’interno          sig.ra A. Snoecx, in qualità di agente, assistita dagli avv.ti
      della Comunità in materia di stabilimento e di prestazione           D Waelbroeck e D. Brinckman, ha proposto dinanzi alla Corte
      di servizi.                                                          di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
                                                                           Commissione delle Comunità europee.
—     condannare alle spese il Regno di Spagna
                                                                           Il Regno del Belgio conclude che la Corte voglia:
Motivi e principali argomenti
                                                                           —      dichiarare il ricorso ricevibile e fondato;
L’inadempimento alle disposizioni relative ai permessi di
                                                                           —      annullare il regolamento (CEE) della Commissione
soggiorno — il non presentare i documenti richiesti, il non
chiedere o rinnovare i permessi — può essere oggetto di                           12 dicembre 2002, n. 2204, relativo all’applicazione
sanzioni, sempre che l’importo dell’ammenda non sia spropor-                      degli artt. 87 e 88 del Trattato CE agli aiuto di Stato a
                                                                                  favore dell’occupazione;
zionato alla gravità dell’infrazione. Anche se la Commissione
riconosce che la situazione del non cittadino, per quanto
riguarda il permesso di soggiorno, e quella del cittadino, per             —      dichiarare all’occorrenza inapplicabile, ai sensi del-
quanto riguarda il documento d’identità, non sono identiche,                      l’art. 241 del Trattato CE, il regolamento del Consiglio
non per questo è meno evidente, secondo la Commissione,                           7 maggio 1998, n. 994, sull’applicazione degli artt. 92 e
che la Corte di giustizia ha considerato tali due situazioni per                  93 del Trattato che istituisce la Comunità europea a
giungere alla nozione di paragonabilità delle sanzioni (v.                        determinate categorie di aiuto di Stato orizzontali, a titolo
sentenza 30 aprile 1998, causa C-24/97, Commissione/Ger-                          di fondamento normativo del regolamento impugnato;
mania). La Commissione censura che per un ritardo di fino a
tre mesi nella richiesta del permesso di soggiorno, il non
cittadino può essere assoggettato ad un’ammenda massima di                 —      condannare la Commissione alle spese.
 ---pagebreak--- 10.5.2003               IT                       Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          C 112/15
Motivi e principali argomenti                                            Il Regno del Belgio si chiede, infine, se il regolamento
                                                                         impugnato non debba essere annullato per violazione del
                                                                         Trattato, essendo il regolamento basato su un erroneo fonda-
                                                                         mento normativo. Infatti, il Trattato prevede un fondamento
—    Violazione del regolamento (CE) del Consiglio n. 994/98             normativo specifico per l’azione della Comunità nel settore
                                                                         dell’occupazione. Considerato che il regolamento di delega del
     (in prosieguo: il «regolamento di delega»). Infatti, il
     regolamento (CE) della Commissione n. 2204/2002 (in                 Consiglio consentiva di delegare alla Commissione il potere di
     prosieguo: il «regolamento impugnato»), non rispettereb-            attuare azioni nel settore dell’occupazione, tale regolamento
     be il regolamento di delega nella parte in cui non                  dovrebbe essere parimenti dichiarato illegittimo, ponendosi in
     realizzerebbe alcuno degli obiettivi di trasparenza e di            contraddizione con le disposizioni del Trattato di Amsterdam
     certezza del diritto perseguiti dal regolamento di delega.          che non consentono tale delega di poteri per mezzo di un
     Il regolamento impugnato non sarebbe anzitutto chiaro               regolamento del Consiglio.
     quanto alle fattispecie alle quali si applicherebbe, in
     considerazione dell’esistenza parallela di linee guida e di
     orientamenti che la Commissione potrebbe applicare
     simultaneamente agli aiuti all’occupazione. In secondo
     luogo, il regolamento impugnato non sarebbe nemmeno
     chiaro quanto alle norme stesse ivi contenute. Infine, la
     mancanza di chiarezza riguarderebbe anche i provvedi-
     menti rientranti nella sfera d’applicazione dell’art. 87,
     n. 1, del Trattato CE per i quali l’applicazione del
     regolamento costituisce necessario presupposto. Infatti, il
     regolamento impugnato sembra dover trovare applicazio-
     ne anche nei confronti di misure generali, vale a dire
     misure generali adottate a livello regionale, mentre misure
     di tal genere avrebbero dovuto essere escluse d’ufficio             Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     dalla sfera d’applicazione dell’art. 87, n. 1, del Trattato             tro il Regno di Svezia, presentato il 12 marzo 2003
     CE.
—    violazione del principio di sussidiarietà, in quanto non si                                  (Causa C-111/03)
     sarebbe tenuto conto della struttura costituzionale del
     Belgio, ragion per cui ogni singola azione di un’autorità
     regionale, esclusivamente competente nel settore dell’oc-
     cupazione, sarebbe stata considerata specifica e, conse-                                      (2003/C 112/25)
     guentemente, ricompresa nella sfera d’applicazione del
     regolamento impugnato.
—    violazione del principio di non discriminazione, in quanto
     sarebbero stati mantenuti i regimi di aiuti precedenti già
     autorizzati, introducendo peraltro al tempo stesso un               Il 12 marzo 2003 la Commissione delle Comunità europee,
     regime nettamente più severo per i nuovi aiuti; lasciando           rappresentata dalla sig.ra L. Ström e dal sig. A. Borders, in
     sussistere, in tal modo, due regimi in parallelo diametral-         qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
     mente diversi, operanti a seconda della data di attuazione          proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
     dell’aiuto, il regolamento impugnato produrrebbe pari-              un ricorso contro il Regno di Svezia.
     menti una violazione del principio di non discriminazio-
     ne, che costituirebbe un principio generale di diritto da
     rispettare, in linea generale, nell’attuazione della politica
     dell’amministrazione comunitaria e, in particolare, in
     materia di concorrenza e di aiuti di Stato. Lasciando               La ricorrente conclude che la Corte voglia:
     intatti i regimi di aiuti precedentemente autorizzati, il
     regolamento impugnato creerebbe pertanto una discrimi-
     nazione tra le imprese che beneficeranno degli aiuti                1.    dichiarare che il Regno di Svezia, mantenendo un sistema
     concessi sulla base dei regimi precedenti e le altre che, per             di previa dichiarazione e di controllo sanitario degli
     effetto del nuovo regime, riceveranno necessariamente                     importatori di taluni prodotti alimentari di origine anima-
     aiuti più esigui.                                                         le, è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti ai
                                                                               sensi dell’art. 5 della direttiva del Consiglio 11 dicembre
                                                                               1989, 89/662/CEE, relativa ai controlli veterinari applica-
—    violazione del principio di proporzionalità, in quanto tale               bili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della
     mancanza di trasparenza, di chiarezza e di coerenza                       realizzazione del mercato interno ( 1);
     del testo legislativo renderebbe difficile, per non dire
     impossibile agli Stati membri l’attuazione di una vera
     politica dell’occupazione.                                          2.    condannare il Regno di Svezia alle spese.