CELEX: C2004/273/03
Language: it
Date: 2004-11-06 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione), 16 settembre 2004, nel procedimento C-248/02: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana (Inadempimento di uno Stato — Inquinamento e fattori nocivi — Protezione del suolo — Fanghi di depurazione — Trasmissione di informazioni incomplete per gli anni 1995-1997 — Artt. 10 e 17 della direttiva 86/278/CEE)

6.11.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 273/2
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
   
   (Terza Sezione)
   16 settembre 2004
   nel procedimento C-248/02: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana (1)
   
   (Inadempimento di uno Stato - Inquinamento e fattori nocivi - Protezione del suolo - Fanghi di depurazione - Trasmissione di informazioni incomplete per gli anni 1995-1997 - Artt. 10 e 17 della direttiva 86/278/CEE)
   (2004/C 273/03)
   Lingua di procedura: l'italiano
   Nella causa C-248/02, avente ad oggetto un ricorso per inadempimento ai sensi dell'art. 226 CE, proposto alla Corte l'8 luglio 2002, Commissione delle Comunità europee (agenti: sigg. H. Støvlbæk e R. Amorosi) contro Repubblica italiana (agente: sig. I.M. Braguglia, assistito dal sig. M. Fiorilli), la Corte (Terza Sezione), composta dal sig. A. Rosas, facente funzione di presidente della Terza Sezione, dai sigg. R. Schingten e K. Schiemann (relatore), giudici, avvocato generale: sig.ra C. Stix-Hackl, cancelliere: sig. R. Grass, ha pronunciato il 16 settembre 2004 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
   
               1)
            
            
               La Repubblica italiana, non avendo trasmesso alcuna informazione sul valore medio di concentrazione (mg/kg di sostanza secca) su base annua dei metalli pesanti (cadmio, rame, nichel, piombo, zinco, mercurio e cromo) nonché di azoto e fosforo contenuti nei fanghi di depurazione;
               
                           —
                        
                        
                           non avendo trasmesso alcuna informazione sul quantitativo (t/anno) di fanghi di depurazione prodotti come sostanza secca;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           non avendo trasmesso le informazioni richieste sui quantitativi di fanghi utilizzati annualmente in agricoltura come sostanza secca, tranne per quanto riguarda la Regione Friuli-Venezia Giulia (1995-1997), la Provincia autonoma di Bolzano (1995), la Regione Emilia-Romagna nonché le Regioni Liguria e Calabria per le quali è stato indicato che i fanghi di depurazione non erano usati in agricoltura;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           non avendo provveduto a tenere aggiornati, almeno per quanto riguarda le Regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Abruzzo, Campania, Valle d'Aosta, Sicilia e Marche, i registri in cui sono annotate la composizione e le caratteristiche dei fanghi, rispetto ai parametri di cui all'allegato II A della direttiva del Consiglio 12 giugno 1986, 86/278/CEE, concernente la protezione dell'ambiente, in particolare del suolo, nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura, e
                        
                     
                           —
                        
                        
                           non avendo provveduto a tenere aggiornati i registri in cui sono annotati i quantitativi di fango prodotto (relativamente a tutto il territorio nazionale) e quelli utilizzati in agricoltura, perlomeno per quanto riguarda le Regioni Abruzzo, Campania, Toscana e Sicilia,
                        
                     è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in virtù degli artt. 10, n. 1, lett. a) e b), e 17 della direttiva 86/278, come modificata dalla direttiva del Consiglio 23 dicembre 1991, 91/692/CEE, per la standardizzazione e la razionalizzazione delle relazioni relative all'attuazione.
            
         
               2)
            
            
               La Repubblica italiana è condannata alle spese.
            
         
      (1)  GU C 202 del 24.8.2002.