CELEX: 31989R2135
Language: it
Date: 1989-06-12 00:00:00
Title: REGOLAMENTO (CEE) Ng 2135/89 DEL CONSIGLIO del 12 giugno 1989 relativo al regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari della Repubblica popolare cinese #

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31989R2135

REGOLAMENTO (CEE) Ng 2135/89 DEL CONSIGLIO del 12 giugno 1989 relativo al regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari della Repubblica popolare cinese  -   

Gazzetta ufficiale n. L 212 del 22/07/1989 pag. 0001 - 0078

REGOLAMENTO (CEE) Ng 2135/89 DEL CONSIGLIOdel 12 giugno 1989relativo al  regime comune da applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari della Repubblica  popolare cineseIL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 113, vista la proposta della Commissione, considerando che la Comunità ha negoziato nel 1988 un accordo con la Repubblica popolare cinese, in  appresso denominata «Cina», sul commercio dei prodotti tessili (1), in appresso denominato  «l'accordo»; considerando che la Comunità e la Cina hanno deciso che le disposizioni del presente accordo  saranno applicate integralmente dal 1g gennaio 1989 al 31 dicembre 1992; considerando che è necessario istituire, ai fini dell'attuazione dell'accordo, nuove regole  specifiche comuni per le importazioni di alcuni prodotti tessili originari della Cina; considerando che occorre assicurare che gli obiettivi dell'accordo non vengano elusi mediante  sviamento degli scambi; che bisogna quindi fissare le modalità di controllo dell'origine dei  prodotti e gli appropriati metodi di cooperazione amministrativa; considerando che l'osservanza dei limiti quantitativi all'esportazione stabiliti in quest'accordo è  garantita da un sistema di duplice controllo; che l'efficacia di queste misure dipende  dall'istituzione sul piano comunitario di un regime di limiti quantitativi, da applicare alle  importazioni di tutti i prodotti originari della Cina la cui esportazione sia soggetta a limiti  quantitativi; considerando che i prodotti ammessi sul territorio doganale della Comunità, in regime di  perfezionamento attivo o in altro regime di sospensione, e destinati a essere riesportati fuori da  questo territorio tali e quali o dopo trasformazione non devono essere soggetti a questi limiti  quantitativi; (1) GU n. L 380 del 31. 12. 1988, pag. 1. considerando che si devono prevedere norme speciali per i prodotti reimportati in regime di  perfezionamento economico passivo; considerando che l'applicazione di questi limiti quantitativi, in conformità dell'accordo, richiede  l'instaurazione di una speciale procedura di gestione; che occorre stabilire che detta gestione  comune venga decentrata mediante una ripartizione dei limiti quantitativi tra gli Stati membri e  che le autorità di questi ultimi rilascino le autorizzazioni di importazione secondo il sistema di  duplice controllo definito nell'accordo stesso; considerando che, per consentire l'uso ottimale dei limiti quantitativi comunitari, la loro  ripartizione deve avvenire secondo le esigenze di approvvigionamento che si manifestano nei vari  Stati membri e secondo gli obiettivi quantitativi fissati dal Consiglio; che però, date le notevoli  disparità che ancora esistono tra le condizioni alle quali sono attualmente subordinate le  importazioni dei prodotti in questione negli Stati membri nonché la speciale sensibilità  dell'industria tessile comunitaria, queste condizioni d'importazione possono essere uniformate  unicamente per gradi; che, pertanto, la ripartizione potrà adeguarsi soltanto progressivamente a  queste esigenze di approvvigionamento; considerando che l'accordo prevede la possibilità di trasferimenti automatici tra le quote  assegnate agli Stati membri all'interno di ciascun limite quantitativo comunitario, in percentuali  crescenti a partire dal primo anno di applicazione dell'accordo, per garantire, in particolare,  alla Cina maggiore flessibilità nell'utilizzazione di ciascun limite quantitativo comunitario; considerando che conviene del pari mantenere procedure efficaci e rapide per modificare i limiti  quantitativi e la loro ripartizione per tener conto, in particolare, dell'evoluzione delle correnti  di scambio, di ulteriori bisogni d'importazione e degli obblighi della Comunità a norma  dell'accordo; considerando che, per taluni prodotti tessili soggetti a limitazione, gli accordi prevedono che la  Comunità possa chiedere ai paesi fornitori interessati consultazioni al fine di giungere ad una  soluzione reciprocamente accettabile, qua-lora constati che in un determinato anno di applicazione  dell'accordo sorgono, nella Comunità o in una delle sue regioni, difficoltà dovute ad un aumento  brusco e sostanziale delle importazioni rispetto all'anno precedente; considerando che, per i prodotti tessili non soggetti a limitazione quantitativa, gli accordi  stabiliscono una procedura di consultazione per giungere a un accordo con il paese fornitore  interessato sull'applicazione di limiti quantitativi, ogni qualvolta per una categoria di prodotti  il volume delle importazioni nella Comunità o in una delle sue regioni abbia superato un certo  limite; che i paesi fornitori si impegnano inoltre a sospendere o limitare le loro esportazioni a  decorrere dalla richiesta di consultazione, sino al livello indicato dalla Comunità; che, in  mancanza di accordo con il paese fornitore entro i termini fissati, la Comunità può instaurare  limiti quantitativi per un determinato livello annuo o pluriennale; considerando che gli accordi hanno istituito un sistema di cooperazione tra la Comunità ed paesi  fornitori per evitare che gli accordi sui limiti quantitativi vengano elusi mediante operazioni di  trasbordo, deviazione o altre; che è stata stabilita una procedura di consultazione secondo la  quale si può concordare con un paese fornitore interessato un adeguamento equivalente al limite  quantitativo in causa quando risulti che le disposizioni dell'accordo stesso sono state eluse; che  i paesi fornitori si sono inoltre impegnati ad attuare le misure necessarie per garantire la rapida  applicazione di qualsiasi adeguamento; che in mancanza di un accordo con il paese fornitore entro  il limite di tempo previsto, nei casi in cui le disposizioni sono state palesemente eluse, la  Comunità può applicare l'adeguamento equivalente; considerando che, in particolare per poter rispettare i termini stabili nell'accordo, è opportuno  instaurare una procedura rapida ed efficace per introdurre questi limiti quantitativi e per  concludere questi accordi con la Cina; considerando che in pratica è opportuno ricorrere, per le ragioni sopra esposte, al comitato di  gestione già istituito dal regolamento (CEE) n. 4136/86  (1); considerando che le disposizioni del presente regolamento devono essere applicate in conformità  degli obblighi internazionali della Comunità, in particolare di quelli derivanti dall'accordo, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 11.  Il presente regolamento si applica alle importazioni nella  Comunità dei prodotti tessili di cui all'allegato I e originari della Cina. 2.  La classificazione dei prodotti di cui all'allegato I si basa sulla nomenclatura combinata  (NC), fatto salvo l'arti-(1) GU n. L 387 del 31. 12. 1986, pag. 42. colo 3, paragrafo 6. Le modalità di applicazione del presente paragrafo sono definite nell'allegato  V. 3.  Fatto salvo il presente regolamento, l'importazione nelle Comunità dei prodotti tessili di cui  al paragrafo 1 non è soggetta a restrizioni quantitative o a misure di effetto equivalente. Articolo 21.  L'origine dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, viene determinata in  conformità delle disposizioni vigenti in materia nella Comunità. 2.  Le modalità di controllo dell'origine dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, sono  definite nell'allegato IV. Articolo 31.  L'importazione nella Comunità dei prodotti tessili di cui all'allegato III,  originari della Cina e spediti nel periodo 1g gennaio 1989 - 31 dicembre 1992 è soggetta ai limiti  quantitativi annuali fissati in detto allegato. 2.  La messa in libera pratica nella Comunità dei prodotti la cui importazione è soggetta ai limiti  quantitativi di cui al paragrafo 1 è subordinata alla presentazione di un'autorizzazione  d'importazione o di un documento equivalente, rilasciato dalle autorità degli Stati membri  conformemente all'articolo 11. 3.  Le importazioni autorizzate vengono imputate sui limiti quantitativi stabiliti per l'anno  durante il quale i prodotti sono stati spediti dalla Cina. A norma del presente regolamento, le  merci si intendono spedite dal momento in cui vengono caricate sul mezzo di trasporto scelto a  questo scopo (aereo, veicoli o nave). 4.  Le importazioni di prodotti non soggetti a limiti quantitativi anteriormente al 1g gennaio  1989, che prima di tale data si trovavano in corso di spedizione nella Comunità sono esonerate  dalle limitazioni quantitative di cui al presente articolo, purché siano state spedite dalla Cina  prima del 1g gennaio 1989. Le importazioni di prodotti non soggetti a limite quantitativo prima del 1g gennaio 1989 e spediti  dalla Cina a decorrere dal 1g gennaio 1989, o dopo questa data, sono soggetti e imputati ai limiti  quantitativi di cui al paragrafo 1. Detti limiti, tuttavia, non impediscono l'importazione di tali  prodotti spediti dalla Cina fra il 1g gennaio 1989 e la data di entrata in vigore del presente  regolamento. 5.  La messa in libera pratica dei prodotti la cui importazione è soggetta a limiti quantitativi  prima del 1g gennaio 1989 e spediti prima di tale data continua, a decorrere dalla data medesima,  ad essere soggetta alla presentazione degli stessi documenti d'importazione ed è subordinata alle  stesse condizioni d'importazione vigenti anteriormente al 1g gennaio 1989. 6.  La definizione dei limiti quantitativi di cui all'allegato III e delle categorie di prodotti  cui essi si applicano viene adeguata conformemente alla procedura prevista all'articolo 16 quando  ciò si riveli necessario per evitare che qualsiasi successiva modifica alla nomenclatura combinata  (NC) o qualsiasi decisione che modifichi la classificazione di tali prodotti determini una  riduzione dei suddetti limiti quantitativi. 7.  I limiti quantitativi fissati nell'allegato III possono essere adeguati secondo la procedura  prevista all'articolo 16 per tener conto delle modifiche di classificazione avvenute a seguito  dell'entrata in vigore della nomenclatura combinata. Articolo 41.  I limiti quantitativi di cui all'articolo 3 non si applicano ai prodotti  artigianali e di folclore definiti nell'allegato VI che sono accompagnati all'importazione da un  certificato rilasciato dalle autorità competenti della Cina conformemente all'allegato VI e  soddisfano altre condizioni definite nello stesso allegato. 2.  La messa in libera pratica nella Comunità dei prodotti tessili di cui al paragrafo 1, originari  della Cina, viene autorizzata, sempre che i prodotti analoghi fatti a macchina siano soggetti ai  limiti quantitativi fissati all'articolo 3, soltanto per i prodotti coperti da un documento  d'importazione rilasciato dalle autorità competenti degli Statimembri. Detto documento d'importazione viene rilasciato automaticamente entro un termine massimo di cinque  giorni lavorativi dal giorno della presentazione da parte dell'importatore del certificato di cui  al paragrafo 1 rilasciato dalle autorità competenti della Cina. Il documento d'importazione ha una validità di sei mesi e indica il motivo dell'esenzione quale  figura nel certificato di cui al paragrafo 1. Articolo 51.  Se nel quadro della procedura di cui all'articolo 16, la Commissione constata che,  nella Comunità o in una delle sue regioni, sorgono difficoltà dovute ad un aumento improvviso e  sostanziale, nel corso di un anno civile rispetto all'anno precedente, delle importazioni di una  categoria di prodotti appartenenti al gruppo I soggetti ai limiti quantitativi fissati all'articolo  3, originari della Cina, essa può, su parere conforme del comitato a norma della procedura  dell'articolo 16, avviare consultazioni con la Cina secondo la procedura di cui all'articolo 15 al  fine di giungere ad una soluzione reciprocamente accettabile. 2.  Le consultazioni con il paese fornitore interessato di cui al paragrafo 1, possono dare luogo  alla conclusione di un accordo tra detto paese e la Comunità o all'adozione di conclusioni comuni. 3.  Gli accordi di cui al paragrafo 2 vengono conclusi e le misure previste negli accordi o  conclusioni comuni di cui al paragrafo 2 vengono decise secondo la procedura dell'articolo 16. Articolo 61.  I limiti quantitativi di cui all'articolo 3 non si applicano ai prodotti introdotti  in zona franca o ammessi in regime di deposito doganale, di importazione temporanea o di  perfezionamento attivo (sistema di sospensione). Se i prodotti di cui al primo comma vengono successivamente messi in libera pratica, tali e quali  oppure dopo lavorazione o trasformazione, si applica l'articolo 3, paragrafo 2 ed i quantitativi  immessi in libera pratica vengono imputati sul limite quantitativo fissato per l'anno a cui si  riferisce la licenza d'esportazione. 2.  Se le autorità degli Stati membri accertano che importazioni di prodotti tessili sono state  imputate su un limite quantitativo fissato in applicazione dell'articolo 3 e che questi prodotti  sono stati successivamente riesportati al di fuori del territorio doganale della Comunità, esse  segnalano alla Commissione, entro quattro settimane, i quantitativi in causa e rilasciano per gli  stessi prodotti e gli stessi quantitativi autorizzazioni d'importazione supplementari,  conformemente all'articolo 3, paragrafo 2. Le importazioni effettuate in base a queste autorizzazioni non vengono imputate sul limite  quantitativo corrispondente per l'anno in corso o per quello seguente. 3.  Ferme restando le condizioni di cui all'allegato VII, le reimportazioni nella Comunità dei  prodotti tessili ottenuti dopo perfezionamento nella Cina non sono soggette ai limiti quantitativi  di cui all'articolo 3, sempre che siano state effettuate conformemente alla normativa sul traffico  di perfezionamento passivo economico in vigore nella Comunità. Articolo 71.  La ripartizione dei limiti quantitativi comunitari avviene in modo da consentire  l'uso ottimale di questi limiti quantitativi e da raggiungere progressivamente una penetrazione più  equilibrata dei mercati mediante una migliore ripartizione degli oneri tra gli Stati membri. 2.  Ove risultasse necessario, in particolare a motivo dell'evoluzione delle correnti commerciali,  la ripartizione dei limiti quantitativi comunitari viene adattata conformemente alla procedura  prevista all'articolo 16 e secondo i criteri definiti al paragrafo 1, onde garantire il loro uso  ottimale. 3.  Fatte salve le disposizioni del paragrafo 2, dopo il 1g giugno di ogni anno, la Cina può,  previa notifica alla Commissione, trasferire i quantitativi non utilizzati dellequote assegnate  agli Stati membri nell'ambito di un limite quantitativo comunitario, di cui all'articolo 3, sulle  quote dello stesso limite assegnate agli altri Stati membri, purché la quota dello Stato membro  dalla quale viene effettuato il trasferimento venga utilizzata in percentuale inferiore all'80 % e  sino a concorrenza delle seguenti percentuali della quota verso cui viene effettuato il  trasferimento: -  4 % nel 1989, -  8 % nel 1990, - 16 % nel 1991. La percentuale per il quarto anno dell'accordo sarà determinata a seguito di consultazioni tra le  parti. 4.  Nei casi di cui al paragrafo 1 che sono di particolare importanza economica per uno o vari  Stati membri, la Commissione può comunque presentare direttamente al Consiglio proposte di modifica  al sistema di ripartizione. Il Consiglio agisce in merito a siffatte proposte, conformemente  all'articolo 113 del tratatto. Articolo 8Per consentire alle industrie tessili e dell'abbigliamento comunitarie di beneficiare  di tutti i limiti quantitativi stabiliti nell'allegato III e in particolare di quelli stabiliti per  le categorie 2, 3 e 37 e per contribuire ad un migliore approvvigionamento di dette industrie in  prodotti di seta grezza, cascami di seta, angora e cachemire, la Commissione, su richiesta degli  Stati membri, presenta alle autorità cinesi, entro il 1g dicembre di ogni anno di applicazione  dell'accordo, l'elenco delle imprese produttrici e trasformatrici interessate, indicando, ove  necessario, i quantitativi di prodotti richiesti da dette imprese. Articolo 91.  Previa notifica alla Commissione, la Cina può utilizzare le quote assegnate agli  Stati membri secondo le seguenti modalità: a)  L'uso anticipato nel corso di un anno di una parte di una quota fissata per l'anno seguente e  autorizzato per ciascuna categoria di prodotti sino a concorrenza del 5 % della quota dell'anno di  effettiva utilizzazione. Queste importazioni anticipate vengono dedotte dalle aliquote corrispondenti fissate per l'anno  successivo. b)  Il riporto dei quantitativi che restano inutilizzati durante un anno sulla quota corrispondente  dell'anno successivo è autorizzato sino a concorrenza del 7 % della quota dell'anno di  utilizzazione effettiva. c)  I trasferimenti dei quantitativi fra le categorie del gruppo I sono consentiti soltanto nei  seguenti casi: - i trasferimenti dalla categoria 1 alle categorie 2 e 3 sono autorizzati sino a concorrenza del 7  % della quota fissata per la categoria di destinazione; - i trasferimenti tra le categorie 2 e 3 sono sottoposti alle disposizioni dell'appendice  dell'allegato III; - i trasferimenti tra le categorie 4, 5, 6, 7 e 8 sono autorizzati sino a concorrenza del 7 % della  quota fissata per la categoria di destinazione. I trasferimenti di quantitativi tra diverse categorie dei gruppi II o III possono essere fatti da  qualsiasi categoria nei gruppi I, II o III sino a concorrenza del 7 % della quota fissata per la  categoria di destinazione. La tabella delle equivalenze da applicare ai trasferimenti suindicati è riportata all'allegato I. d)  L'applicazione cumulativa delle lettere a), b) e c) non può consentire di superare di oltre il  17 %, in un qualsiasi anno, il limite fissato per la categoria in causa. 2.  Se la Cina ricorre alle disposizioni del paragrafo 1, la Commissione lo notifica alle autorità  dello Stato membro interessato, le quali autorizzano le importazioni in questione in conformità del  sistema di duplice controllo definito nell'allegato V. 3.  Quando la quota di uno Stato membro è stata aumentata in applicazione del paragrafo 1 o  dell'articolo 10, o quando sono state create in questo Stato membro possibilità d'importazioni  supplementari a norma dell'articolo 10, non si tiene conto di questi aumenti o delle possibilità di  importazioni supplementari nell'applicare, per l'anno in corso o per quelli seguenti, il paragrafo  1. Articolo 101.  Gli Stati membri che constatano un'esigenza di importazioni supplementari per il  loro consumo interno o che prevedono che la loro quota non venga integralmente usata, ne informano  la Commissione. 2.  I limiti quantitativi di cui all'articolo 3 possono essere aumentati secondo la procedura  prevista all'articolo 16 qualora si manifestassero esigenze di importazioni supplementari. 3.  Su richiesta di uno Stato membro che constati esigenze di importazioni supplementari in  occasione di fiere o quando abbia rilasciato autorizzazione d'importazione o documenti equivalenti  per l'80 % della sua quota, la Commissione, previa consultazione orale o scritta degli Stati membri  in seno al comitato previsto all'articolo 16, può dare la possibilità diimportazioni supplementari  in tale Stato membro. In casi urgenti, la Commissione apre la consultazione in sede di comitato entro cinque giorni  lavorativi a decorrere dalladata di ricezione della richiesta dello Stato membro interessato e  delibera entro 15 giorni lavorativi a decorrere dalla stessa data. Articolo 111.  Le autorità degli Stati membri rilasciano le autorizzazioni di importazione o di  documenti equivalenti di cui all'articolo 3, paragrafo 2 a concorrenza delle loro quote, tenendo  conto delle misure prese in applicazione degli articoli 5, 7, 9 e 10. 2.  Le autorizzazioni di importazione o di documenti equivalenti vengono rilasciate conformemente  all'allegato V. 3.  I quantitativi di prodotti oggetto delle autorizzazioni di importazione e dei documenti  equivalenti di cui all'articolo 3 vengono imputati sulla quota dello Stato membro che ha rilasciato  tali autorizzazioni o documenti. 4.  Le competenti autorità degli Stati membri annullano le autorizzazioni di importazione o i  documenti equivalenti già rilasciati nei casi in cui le corrispondenti licenze di esportazione sono  state ritirate o annullate dalle competenti autorità cinesi. Tuttavia, se le autorità competenti di  uno Stato membro sono state informate dalle competenti autorità cinesi del ritiro o  dell'annullamento di una licenza di esportazione soltanto dopo l'importazione nel suddetto Stato  membro del prodotto di cui trattasi, i quantitativi in causa vengono imputati sulla quota dello  Stato membro relativa all'anno durante il quale è avvenuta la spedizione. Articolo 121.  L'importazione nella Comunità dei prodotti tessili di cui all'allegato I,  originari della Cina e non soggetti ai limiti quantitativi di cui all'articolo 3, è subordinata a  un sistema di controllo. 2.  Se le importazioni nella Comunità dei prodotti di una determinata categoria, specificati al  paragrafo 1, non soggetti al regime di cui all'allegato VII e originari della Cina, superano, delle  percentuali riportate in appresso, i quantitativi totali delle importazioni nella Comunità di  prodotti della stessa categoria durante l'anno civile precedente, esse possono essere subordinate a  limiti quantitativi alle condizioni fissate nel presente articolo: - per le categorie di prodotti del gruppo II: 5 %, - per le categorie di prodotti del gruppo III: 10 %. Questo regime può essere limitato alle importazioni destinate a talune regioni della Comunità. 3.  Se le importazioni di cui al paragrafo 2 in una determinata regione della Comunità superano,  rispetto ai quantitativi totali calcolati per tutta la Comunità in base alla percentuale di cui al  paragrafo 2, la percentuale fissata perquesta regione nella seguente tabella, dette importazioni  possono essere subordinate in questa regione a limiti quantitativi: Germania25,5 %Benelux9,5 %Francia16,5 %Italia13,5 %Danimarca2,7 %Irlanda0,8 %Regno Unito21,0  %Grecia1,5 %Spagna7,5 %Portogallo1,5 %4.  I paragrafi 2 e 3 non si applicano quando le  percentuali ivi contemplate sono raggiunte in seguito al calo delle importazioni totali nella  Comunità e non in seguito ad un incremento delle esportazioni dei prodotti originari della Cina. 5.  Quando la Commissione constata, nell'ambito della procedura prevista all'articolo 16, che sono  riunite le condizioni di cui ai paragrafi 2 e 3 e ritiene opportuno subordinare una determinata  categoria di prodotti a un limite quantitativo, su parere conforme del comitato ai sensi della  procedura dell'articolo 16, essa: a)  avvia consultazioni con la Cina secondo la procedura di cui all'articolo 15 per giungere ad un  accordo o a conclusioni comuni su un livello adeguato di limitazione per la categoria di prodotti  in questione; b)  in attesa di una soluzione reciprocamente soddisfacente, chiede, di norma, alla Cina di  limitare le esportazioni dei prodotti della categoria interessata nella Comunità o nella regione o  nelle regioni del mercato comunitario specificate dalla Comunità stessa, per un periodo di tre mesi  dalla data di richiesta delle consultazioni. Detto limite provvisorio viene fissato al 25 % del  livello delle importazioni, raggiunto durante l'anno civile precedente l'anno in cui le  importazioni hanno superato il livello risultante dall'applicazione della formula di cui al  paragrafo 2 e hanno provocato la richiesta di consultazioni, oppure, se più elevato, al 25 % del  livello derivante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 2; c)  in attesa della conclusione delle consultazioni richieste, può subordinare le importazioni  della categoria dei prodotti in questione a limiti quantitativi identici a quelli richiesti alla  Cina in virtù delle lettere b). Queste misure non pregiudicano le disposizioni definitive che  saranno adottate dalla Comunità sulla base del risultato delle consultazioni; d)  nei casi urgenti, la Commissione si rivolge al comitato dell'articolo 16 entro cinque giorni  lavorativi dalla data di ricezione della richiesta dello Stato o degli Statimembri interessati e  delibera entro cinque giorni lavorativi dalla data in cui la consultazione del comitato si è  conclusa; e)  le misure prese in applicazione del presente paragrafo faranno l'oggetto di una comunicazione  della Commissione, pubblicata tempestivamente nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. 6.  Le consultazioni con la Cina di cui al paragrafo 5, lettera a), possono dar luogo alla  conclusione di un accordo tra detto paese e la Comunità ovvero all'adozione di conclusioni comuni  sull'introduzione e sul livello dei limiti quantitativi. Questi accordi o conclusioni comuni devono stabilire che i limiti quantitativi decisi vengano  gestiti secondo un sistema di duplice controllo. 7.  Se, entro un mese dall'avvio delle consultazioni e al massimo entro due mesi dalla notifica  della richiesta di consultazioni, la Comunità e la Cina non raggiungono, nel corso delle  consultazioni stesse, una soluzione soddisfacente, la Comunità ha il diritto di istituire un limite  quantitativo definitivo ad un livello annuo non inferiore al livello derivante dall'applicazione  della formula di cui al paragrafo 2, oppure, se più elevato, al 106 % del livello delle  importazioni raggiunto durante l'anno civile precedente quello in cui le importazioni hanno  superato il livello derivante dall'applicazione della formula di cui al paragrafo 2 e hanno  provocato la richiesta di consultazioni. 8.  Gli accordi di cui al paragrafo 6 e le misure previste dai paragrafi 5 e 7 o dagli accordi e  dalle conclusioni comuni di cui al paragrafo 6 vengono rispettivamente conclusi e decise secondo la  procedura di cui all'articolo 16. 9.  Il livello annuo dei limiti quantitativi fissati in virtù dei paragrafi da 5 a 8 non può essere  inferiore al livello delle importazioni, effettuate nel 1988 nella Comunità oppure nella o nelle  regioni interessate, dei prodotti della stessa categoria originari della Cina. 10.  Qualora risultasse necessario in seguito all'evoluzione delle importazioni totali nella  Comunità di un prodotto soggetto a un limite quantitativo fissato in virtù dei paragrafi da 5 a 8,  il livello annuo di questo limite quantitativo è aumentato, previa consultazione con la Cina  secondo la procedura di cui all'articolo 15 per assicurare il rispetto delle condizioni definite  nei paragrafi 2 e 3. 11.  I limiti quantitativi fissati in virtù dei paragrafi 6 e 8 comportano un tasso di aumento  annuo minimo determinato di comune accordo con la Cina nel quadro della procedura di consultazione  di cui all'articolo 15. 12.  I limiti quantitavi fissati in virtù dei paragrafi da 5 a 8 non si applicano ai prodotti  attualmente inoltrati verso la Comunità, a condizione che siano stati spediti dalla Cina per essere  esportati verso la Comunità prima della data di notifica della domanda di consultazione. 13.  I limiti quantitativi fissati in virtù dei paragrafi da 5 a 8 sono gestiti conformemente agli  articoli 3, 4, 6, 7, 9, 10 e 11, salvo disposizioni differenti fissate secondo la procedura di cui  all'articolo 16. Articolo 131.  Per i prodotti tessili subordinati ai limiti quantitativi di cui all'articolo 3,  gli Stati membri notificano alla Commissione, entro i primi dieci giorni di ciascun mese, i  quantitativi totali per i quali sono state rilasciate durante il mese precedente autorizzazioni di  importazione, nell'unità appropriata e per categoria di prodotti. 2.  Per i prodotti tessili di cui all'allegato VI originari della Cina, gli Stati membri notificano  alla Commissione, entro i primi dieci giorni di ciascun mese, i quantitativi totali per i quali  sono stati rilasciati durante il mese precedente documenti di importazione conformi all'articolo 4,  paragrafo 2, nell'unità appropriata e per categoria di prodotti. Per i prodotti tessili di cui agli allegati I e II gli Stati membri notificano mensilmente alla  Commissione, entro trenta giorni dalla fine di ciascun mese, i quantitativi totali importati  durante tale mese, indicando il codice della nomenclatura combinata e le unità, incluse le  eventuali unità supplementari di tale codice. Le importazioni sono ripartite conformemente alle  procedure statistiche in vigore. 3.  Per i prodotti di cui all'allegato VI, paragrafo 1, gli Stati membri notificano alla  Commissione, entro i trenta giorni successivi alla fine di ogni mese, le migliori informazioni  disponibili in merito ai quantitativi totali importati durante questo periodo, nell'unità  appropriata e per categoria di prodotti. 4.  Per poter seguire l'andamento del mercato dei prodotti contemplati dal presente regolamento,  gli Stati membri trasmettono alla Commissione, entro il 31 marzo di ogni anno, i dati statistici  dell'anno precedente relativi alle esportazioni. I dati statistici per prodotto relativi alla  produzione e al consumo verranno trasmessi secondo modalità da stabilire successivamente in  applicazione della procedura di cui all'articolo 16. 5.  Quando la natura dei prodotti o speciali situazioni lo rendono necessario, su richiesta di uno  Stato membro o su propria iniziativa, la Commissione può modificare le periodicità delle  informazioni di cui sopra, secondo la procedura prevista all'articolo 16. 6.  Gli Stati membri notificano alla Commissione, alle condizioni stabilite secondo la procedura di  cui all'articolo 16, qualsiasi altro dato ritenuto necessario secondo la stessa procedura, per  garantire l'osservanza degli impegni concordati tra la Comunità e la Cina. 7.  Nei casi urgenti di cui all'articolo 12, paragrafo 5, lettera d), lo Stato membro o gli Stati  membri interessatitrasmettono via telex alla Commissione e agli altri Stati membri le statistiche  relative all'importazione ed i dati economici ritenuti necessari. Articolo 141.  Quando, a seguito di un'indagine svolta conformemente alla procedura di cui  all'allegato IV, la Commissione constata che le informazioni di cui dispone provano che alcuni  prodotti originari della Cina subordinati ai limiti quantitativi di cui all'articolo 3 oppure  introdotti secondo la procedura di cui all'articolo 12, sono stati rispediti, trasbordati o  importati in altro modo nella Comunità eludendo le disposizioni riguardanti i limiti quantitativi e  che occorre procedere ai necessari aggiustamenti, essa chiede l'apertura di consultazioni  conformemente alla procedura di cui all'articolo 15 al fine di pervenire ad un accordo su un  adeguamento equivalente ai corrispondenti limiti quantitativi. 2.  In attesa dei risultati delle consultazioni di cui al paragrafo 1, la Commissione può chiedere  alla Cina di prendere a titolo precauzionale le misure necessarie onde garantire che gli  adeguamenti dei limiti quantitativi concordati a seguito delle consultazioni suddette possano  essere operati nell'anno della richiesta di consultazione oppure nell'anno successivo quando il  limite quantitativo per l'anno in corso è esaurito, sempreché i fatti siano comprovati. 3.  Se, entro il termine specificato all'articolo 15, la Comunità e la Cina non giungono ad una  soluzione soddisfacente, la Commissione può, quando i fatti sono comprovati, dedurre dai  corrispondenti limiti quantitativi importi equivalenti ai prodotti originari della Cina,  conformemente alla procedura di cui all'articolo 16. 4.  Gli accordi previsti al paragrafo 1 vengono conclusi e le misure previste al pragrafo 3, e  negli accordi di cui al paragrafo 1, vengono decise secondo la procedura dell'articolo 16. Articolo 151.  La Commissione conduce le consultazioni di cui al presente regolamento, diverse da  quelle di cui al paragrafo 2 del presente articolo, secondo le seguenti modalità: - la Commissione notifica la richiesta di consultazioni alla Cina; - la richiesta di consultazioni è accompagnata entro un termine ragionevole (comunque non oltre  quindici giorni dalla notifica) da una relazione sui motivi e sulle condizioni che, a parere della  Commissione, giustificano la presentazione di siffatta richiesta; - la Commissione avvia le consultazioni al più tardi un mese dopo la notifica della richiesta per  giungere, entro iltermine massimo di un mese, ad un accordo o a conclusioni di reciproca  soddisfazione. 2.  Le consultazioni di cui all'articolo 5 del presente regolamento sono disciplinate dalle  seguenti norme: - la Commissione notifica la richiesta di consultazioni alla Cina corredandola di una relazione sui  motivi e sulle condizioni che, a parere della Commissione, giustificano la presentazione di  siffatta richiesta; - la Commissione avvia le consultazioni al più tardi entro quindici giorni dopo la notifica della  richiesta per giungere, entro il termine massimo di quindici giorni, ad un accordo o a conclusioni  di reciproca soddisfazione. Articolo 161.  Il comitato menzionato nel presente articolo è, ai sensi del presente regolamento  e per le durata dell'applicazione del medesimo, il «comitato tessili» istituito in base  all'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 4136/86. 2.  Nei casi in cui si fa riferimento alla procedura definita nel presente articolo, il comitato è  chiamato a pronunciarsi dal suo presidente, su iniziativa di quest'ultimo oppure a richiesta del  rappresentante di uno Stato membro. 3.  Il rappresentante della Commissione presenta al comitato un progetto delle misure da adottare.  Il comitato formula il suo parere in merito a tali misure nel termine che il presidente può  stabilire in relazione all'urgenza dei problemi in esame. Esso si pronuncia alla maggioranza  prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato, per l'adozione delle decisioni che il  Consiglio è invitato a prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato,  ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione definita all'articolo  suddetto. Il presidente non partecipa alla votazione. 4.  a)  La Commissione adotta le misure prospettate quando sono conformi al parere del comitato. b)  Quando le misure prospettate non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere,  la Commissione presenta senza indugio al Consiglio una proposta relativa alle misure da prendere.  Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata. c)  Se entro un mese dalla consultazione del Consiglio quest'ultimo non ha deliberato, le misure  proposte vengono adottate dalla Commissione. 5.  Il comitato può essere consultato dal suo presidente su ogni altro problema che riguardi  l'applicazione del presente regolamento, su iniziativa del presidente stesso oppure su richiesta  del rappresentante di uno Stato membro. Articolo 17Gli Stati membri comunicano senza indugio alla Commissione le misure prese in  applicazione del presente regolamento, nonché ogni altra disposizione legislativa, regolamentare e  amministrativa relativa al regime d'importazione dei prodotti contemplati dal presente  regolamento. Articolo 18Le modifiche agli allegati del presente regolamento, necessarie per tener conto della  conclusione, della modifica o della scadenza di accordi con paesi terzi o degli  emendamentiapportati alla normativa comunitaria in materia di statistiche, di regimi doganali o di  regimi comuni all'importazione, sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 16. Articolo 19Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Esso è applicabile dal 1g gennaio 1989 al 31 dicembre 1992. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Lussemburgo, addì 12 giugno 1989. Per il ConsiglioIl PresidenteF. FERNANDEZ ORDOÑEZ ALLEGATO I PRODOTTI DI CUI ALL'ARTICOLO 1, PARAGRAFO 1 1. Non disponendo di elementi  precisi circa la materia costitutiva dei prodotti delle categorie 1-114, si considera che essi  siano costituiti esclusivamente di lana o di peli fini, di cotone o di fibre sintetiche o  artificiali. 2. Gli oggetti di vestiario che non siano riconoscibili come per uomo o per ragazzo o come per  donna o per ragazza sono classificati come per donna o per ragazza. 3. L'espressione «indumenti per bambini piccoli (bébés)» comprende anche gli indumenti per ragazza  sino alla misura commerciale 86 compresa. GRUPPO I A >SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO I B >SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO II A >SPAZIO  PER TABELLA>GRUPPO II B >SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO III A >SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO III B > SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO II PRODOTTI DI CUI ALL'ARTICOLO 13, PARAGRAFO 2 GRUPPO IV >SPAZIO PER  TABELLA>GRUPPO V>SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO IIILIMITI QUANTITATIVI DI CUI ALL'ARTICOLO 3, PARAGRAFO 1 Per quanto concerne  la Repubblica federale di Germania, il 19 % dei limiti quantitativi definiti nell'allegato è  riservato alla Fiera di Berlino, salvo per le categorie seguenti: 18, 23, 26, 67, 73, 76 e  83GRUPPO I A>SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO I B>SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO II A>SPAZIO  PER TABELLA>GRUPPO II B  (1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) 12 ex 6115 12 00 ex 6115 19 10  ex 6115 19 90 ex 6115 20 11 ex 6115 20 90 ex 6115 91 00 ex 6115 92 00 ex 6115 93 10 ex 6115 93 30  ex 6115 93 99 ex 6115 99 00 Calze-mutande (collants), calze, sottocalze, calzini, proteggicalze o  manufatti simili a maglia, diversi da quelli per bambini piccoli (bébés), comprese le calze per  varici, esclusi i prodotti della categoria 70 Cina 1 000 pezzi D F I BNL UK IRL DK EL ES P  CEE  2  615  5 859  1 168  1 334  2 325     70    380    105    350     93  14 299  2 882  5 889  1 282  1  378  2 508     77    393    117    385    103  15 014  3 120  5 918  1 416  1 428  2 718     85     407    129    428    116  15 765  3 379  5 947  1 565  1 479  2 919     94    422    142    476     130  16 553 13 ex 6107 11 00 ex 6107 12 00 ex 6107 19 00  ex 6108 21 00 ex 6108 22 00 ex 6108 29 00  Mutande, mutandine e slip per uomo o per ragazzo, nonché per donna o per ragazza, a maglia, di  lana, di cotone o di fibre sintetiche o artificiali Cina 1 000 pezzi D F BNL UK IRL 10 886  2 622   2 791 36 549    488 11 430  2 753  2 931 38 376    512 12 002  2 891  3 077 40 295    538 12 602  3  035  3 231 42 310    565 15 ex 6202 11 00 ex 6202 12 10 ex 6202 12 90 ex 6202 13 10 ex 6202 13 90   ex 6204 31 00 ex 6204 32 90 ex 6204 33 90 ex 6204 39 19  ex 6210 30 00 Cappotti, soprabiti,  mantelli e simili, e giacche, tessuti, per donna o per ragazza, di lana, di cotone o di fibre  sintetiche o artificiali (esclusi gli eskimo della categoria 21) Cina 1 000 pezzi F (¹) BNL    445     187    467    196    491    206    515    217 16 ex 6203 11 00 ex 6203 12 00 ex 6203 19 10 ex  6203 19 30 ex 6203 21 00 ex 6203 22 90 ex 6203 23 90 ex 6203 29 19 Vestiti, completi e insiemi,  esclusi quelli a maglia, per uomo e per ragazzo, di lana, di cotone o di fibre sintetiche o  artificiali, esclusi quelli da sci Cina 1 000 pezzi F I UK    300  4 500    225    315  4 725     236    331  4 961    248    347  5 209    260 18 ex 6207 11 00 ex 6207 19 00 ex 6207 21 00 ex 6207  22 00 ex 6207 29 00 ex 6207 91 00 ex 6207 92 00 ex 6207 99 00  ex 6208 11 00 ex 6208 19 10 ex 6208  19 90 ex 6208 21 00 ex 6208 22 00 ex 6208 29 00 ex 6208 91 10 ex 6208 91 90 ex 6208 92 10 ex 6208  92 90 ex 6208 99 00 Canottiere, mutande, mutandine e slip, camicie da notte, pigiami, accappatoi da  bagno, vesti da camera e manufatti simili, per uomo o per ragazzo, esclusi quelli a maglia       Canottiere e camicie da giorno, sottovesti, sottogonne, slip, camicie da notte, pigiami, vestaglie,  accappatoi da bagno, vesti da camera e manufatti simili, per donna o per ragazza, esclusi quelli a  maglia Cina Tonnellate D F I BNL UK IRL DK EL ES P  CEE    648    805    481    417    748      5     113      9     65      9   3 300    716    819    502    427    781      6    116     11     76      11   3 465    784    834    524    437    815      8    119     14     89     14   3 638    858     853    546    447    850      9    122     16    103     16   3 820 (¹) Vedi appendice.  (1) (2)  (3) (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) 19 ex 6213 20 00 ex 6213 90 00 Fazzoletti da naso e da taschino,  esclusi quelli a maglia Cina 1 000 pezzi D F I BNL UK IRL DK EL ES P  CEE 20 321  7 862 11 046 13  202 11 767    434  2 303    546  1 036    113  68 630 20 902  8 826 11 362 13 268 12 802    476  2  357    613  1 286    170  72 062 21 540  9 868 11 653 13 334 13 877    516  2 406    684  1 580     207  75 665 22 285 10 850 12 056 13 400 14 980    557  2 477    769  1 815    259  79 448 21 ex  6201 12 10 ex 6201 12 90 ex 6201 13 10 ex 6201 13 90 ex 6201 91 00 ex 6201 92 00 ex 6201 93 00  ex  6202 12 10 ex 6202 12 90 ex 6202 13 10 ex 6202 13 90 ex 6202 91 00 ex 6202 92 00 ex 6202 93 00  Eskimo; giacche a vento e giubbotti con o senza cappuccio e simili, esclusi quelli a maglia, di  lana, di cotone o di fibre sintetiche o artificiali Cina 1 000 pezzi D (¹) F (¹) I (¹) BNL UK IRL  (¹) DK EL ES P  CEE  2 458  1 103    897    585    924     38    171     77    206     41   6 500  (¹)  2 488  1 154    938    623  1 034     43    179     84    235     47   6 825 (¹)  2 519  1 208     982    652  1 158     47    187     91    268     54   7 166 (¹)  2 565  1 265  1 029    683  1  270     51    196     99    307     60   7 525 (¹) 24 ex 6107 21 00 ex 6107 22 00 ex 6107 29 00 ex  6107 91 00 ex 6107 92 00 ex 6107 99 10  ex 6108 31 10 ex 6108 31 90 ex 6108 32 11 ex 6108 32 19 ex  6108 32 90 ex 6108 39 00 ex 6108 91 00 ex 6108 92 00 ex 6108 99 10 Camicie da notte, pigiami,  accappatoi da bagno, vetti da camera e manufatti simili a maglia, per uomo e per ragazzo      Camicie da notte, pigiami, vestaglie, accappatoi da bagno, vesti da camera e manufatti simili, a  maglia, per donna e per ragazza Cina 1 000 pezzi D F I BNL UK  4 900    840    435    384    513  (¹)  5 145    882    457    403    539 (¹)  5 402    926    480    423    566 (¹)  5 672    972     504    445    594 (¹) 26 ex 6104 41 00 ex 6104 42 00 ex 6104 43 00 ex 6104 44 00  ex 6204 41 00 ex  6204 42 00 ex 6204 43 00 ex 6204 44 00 Abiti interi per donna o per ragazza, di lana, di cotone o  di fibre sintetiche o artificiali Cina 1 000 pezzi D (¹) F (¹) I BNL UK IRL DK EL ES P  CEE  1 130     506    420    189    626     22     90     46    140     31   3 200  1 151    530    440    212     669     24     94     48    157     35   3 360  1 171    555    461    238    714     26     98      50    176     39   3 528  1 194    582    484    268    750     28    103     53    198     44   3  704 27 ex 6104 51 00 ex 6104 52 00 ex 6104 53 00 ex 6104 59 00  ex 6204 51 00 ex 6204 52 00 ex 6204  53 00 ex 6204 59 10 Gonne, comprese le gonne-pantaloni, per donna o per ragazza Cina 1 000 pezzi UK     320    336    353    370 (¹) Vedi appendice.  (1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) 29 ex  6204 11 00 ex 6204 12 00 ex 6204 13 00 ex 6204 19 10 ex 6204 21 00 ex 6204 22 90 ex 6204 23 90 ex  6204 29 19 Abiti a giacca, completi e insiemi, esclusi quelli a maglia, per donna o per ragazza, di  lana, di cotone o di fibre sintetiche o artificiali, esclusi quelli da sci Cina 1 000 pezzi F I     185    240    194    252    204    265    214    278 31 ex 6212 10 00 Reggiseno e bustini, tessuti  o a maglia Cina 1 000 pezzi F BNL UK  1 700    600    650  1 785    630    683  1 874    662    717   1 968    695    752 68 ex 6111 10 90 ex 6111 20 90 ex 6111 30 90 ex 6111 90 00  ex 6209 10 00 ex  6209 20 00 ex 6209 30 00 ex 6209 90 00 Indumenti per bambini piccoli (bébés) ed accessori per  oggetti di vestiario, esclusi i guanti per bambini piccoli delle categorie 10 e 87, nonché le calze  e i calzini per bambini piccoli, esclusi quelli a maglia, della categoria 88 Cina Tonnellate F (¹)  UK    950    355    998    373  1 047    391  1 100    411 73 ex 6112 11 00 ex 6112 12 00 ex 6112  19 00 Tute sportive a maglia, di lana, di cotone o di fibre sintetiche o artificiali Cina 1 000  pezzi D F I BNL UK IRL DK EL ES P  CEE    592    347    265    213    415     16     96     32      57     17   2 050 (¹)    616    366    279    222    437     17     97     34     66     19   2 153  (¹)    639    387    294    232    460     18     98     35     76     21   2 260 (¹)    663    406     310    242    484     19    100     37     88     24   2 373 (¹) 76 ex 6203 22 10 ex 6203 23 10  ex 6203 29 11 ex 6203 32 10 ex 6203 33 10 ex 6203 39 11 ex 6203 42 11 ex 6203 42 51 ex 6203 43 11  ex 6203 43 31 ex 6203 49 11 ex 6203 49 31  ex 6204 22 10 ex 6204 23 10 ex 6204 29 11  ex 6204 32 10  ex 6204 33 10 ex 6204 39 11 ex 6204 62 11 ex 6204 62 51 ex 6204 63 11 ex 6204 63 31 ex 6204 69 11  ex 6204 69 31  ex 6211 32 10 ex 6211 33 10 ex 6211 42 10 ex 6211 43 10 Indumenti da lavoro, esclusi  quelli a maglia, per uomo o per ragazzo  Grembiuli, camiciotti e altri indumenti da lavoro, esclusi  quelli a maglia, per donna o per ragazza Cina Tonnellate D (¹) F I BNL UK IRL DK EL ES P  CEE  1  538    331    424    197    534     28     81     46     57     14   3 250  1 546    370    443     220    584     29     86     49     70     16   3 413  1 557    414    463    246    633     30      92     51     79     18   3 583  1 567    462    483    275    685     31     96     54     89      20   3 762 (¹) Vedi appendice.   (1) (2) (3) (4) (5) (6) (7) (8) (9) (10) 78 ex 6203 41 30 ex 6203  42 59 ex 6203 43 39 ex 6203 49 39  ex 6204 61 80 ex 6204 61 90 ex 6204 62 59 ex 6204 62 90 ex 6204  63 39 ex 6204 63 90 ex 6204 69 39 ex 6204 69 50  ex 6210 40 00 ex 6210 50 00  ex 6211 31 00 ex 6211  32 90 ex 6211 33 90 ex 6211 41 00 ex 6211 42 90 ex 6211 43 90 Indumenti, non a maglia, esclusi  quelli delle categorie 6, 7, 8, 14, 15, 16, 17, 18, 21, 26, 27, 29, 68, 72, 76 e 77 Cina Tonnellate  F I    280    260    297    276    315    292    333    310 83 ex 6101 10 10 ex 6101 20 10 ex 6101  30 10  ex 6102 10 10 ex 6102 20 10 ex 6102 30 10  ex 6103 31 00 ex 6103 32 00 ex 6103 33 00 ex 6103  39 00  ex 6104 31 00 ex 6104 32 00 ex 6104 33 00 ex 6104 39 00  ex 6112 20 00  ex 6113 00 90  ex  6114 10 00 ex 6114 20 00 ex 6114 30 00 Cappotti, giacche di vario tipo e altri indumenti, comprese  le tute e gli insiemi da sci, a maglia, esclusi gli indumenti delle categorie 4, 5, 7, 13, 24, 26,  27, 28, 68, 69, 72, 73, 74, 75 Cina Tonnellate D F    150    105    158    110    165    116    174     122 GRUPPO III A>SPAZIO PER TABELLA>GRUPPO III B>SPAZIO PER TABELLA> Appendice>SPAZIO PER TABELLA> ALLGETAO IV di cui all'articolo 2, paragrafo 2, e all'articolo 14, paragrafo 1 PARTE  IOrigineArticolo 11.  I prodotti di cui all'allegato I, originari della Cina, sono  ammessi all'importazione nella Comunità col regime stabilito dal presente regolamento su  presentazione di un certificato di origine conforme al modello accluso all'allegato V. 2.  Questo certificato di origine è rilasciato dalle autorità governative competenti della Cina se  i prodotti in questione possono essere considerati originari della Cina a norma delle pertinenti  disposizioni vigenti in materia nella Comunità. 3.  Tuttavia, i prodotti di cui all'allegato I diversi da quelli dei gruppi I e II sono ammessi  all'importazione nella Comunità col regime stabilito dal presente regolamento previa presentazione  di una dichiarazione dell'esportatore o del fornitore figurante sulla fattura o, in mancanza di  fattura, su un altro documento commerciale relativo a detti prodotti in cui si attesta che i  prodotti in questione sono originari della Cina in cui è stata redatta questa dichiarazione, a  norma delle pertinenti disposizioni vigenti in materia nella Comunità. 4.  Quando sono fissati criteri di determinazione dell'origine diversi per prodotti della stessa  categoria e della stessa voce doganale, i certificati o le dichiarazioni devono comprendere una  descrizione delle merci sufficientemente precisa per consentire di valutare il criterio in base al  quale è stato rilasciato il certificato o è stata redatta la dichiarazione. Articolo 2La constatazione di lievi discordanze tra le diciture riportate sul certificato di  origine e quelle che figurano nei documenti presentati in dogana per espletare le formalità  d'importazione dei prodotti non provoca l'effetto, ipso facto, di mettere in dubbio le  dichiarazioni che figurano nel certificato. Articolo 31.  I certificati di orgine tipo A e i formulari APR, presentati all'importazione nella  Comunità per ottenere una preferenza tariffaria, vengono accettati al posto delle giustificazioni  dell'origine di cui all'articolo 1. 2.  Le giustificazioni dell'origine di cui all'articolo 1 non vengono richieste per le merci  accompagnate da un certificato conforme al modello e alle condizioni fissate dall'allegato VI. 3.  Le importazioni non commerciali, esonerate dalla presentazione dei documenti di cui al  paragrafo 1 a norma delle disposizioni dei regimi preferenziali interessati, non sono soggette alle  disposizioni del presente allegato. 4.  Le condizioni di applicazione del presente allegato alle importazioni non commerciali diverse  da quelle menzionate nel paragrafo 3 verranno decise secondo la procedura di cui all'articolo 14  del regolamento (CEE) n. 802/68 (1), modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 3860/87 (2). Sino all'entrata in vigore di questa normativa, gli Stati membri possono mantenere il regime  nazionale che applicano nel settore. PARTE IICooperazione amministrativaArticolo 4La Commissione comunica alle autorità degli Stati  membri i nomi e gli indirizzi delle autorità della Cina competenti a rilasciare i certificati  d'origine e le licenze d'esportazione, nonché i modelli dei timbri usati da dette autorità. Articolo 51.  A titolo di sondaggio o ogni volta che le autorità comunitarie competenti nutrono  un ragionevole dubbio sull'autenticità del certificato d'origine o della licenza di esportazione  sull'esattezza delle informazioni relative all'origine reale dei prodotti in questione, vengono  effettuati controlli a posteriori dei certificati di origine o delle licenze di esportazione. In questi casi le autorità comunitarie competenti rinviano il certificato di origine o la licenza  di esportazione o una copia all'autorità governativa competente della Cina indicando,  eventualmente, i motivi di fondo o di forma che giustificano un'indagine. Esse allegano al  certificato di origine o alla licenza di esportazione o alla copia dei medesimi, qualora sia stata  presentata la fattura, detta fattura o una copia della medesima. Esse forniscono tutte le  informazioni che è stato possibile riunire e che inducono a ritenere inesatte le diciture che  figurano nel certificato o nella licenza di esportazione di cui trattasi. (1) GU n. L 148 del 26. 6. 1968, pag. 1. (2) GU n. L 363 del 23. 12. 1987, pag. 3. 2.  Il paragrafo 1 si applica altresì ai controlli a posteriori delle dichiarazioni di origine di  cui all'articolo 1, paragrafo 3, del presente allegato. 3.  I risultati dei controlli a posteriori, effettuati a norma dei paragrafi 1 e 2, vengono portati  a conoscenza delle autorità comunitarie competenti entro il termine massimo di tre mesi. Le informazioni comunicate indicano se il certificato, la licenza o la dichiarazione oggetto della  contestazione si applicano alle merci effettivamente esportate e se queste ultime sono ammissibili  all'esportazione nella Comunità a norma del presente regolamento. Le competenti autorità  comunitarie possono inoltre esigere copie di tutta la documentazione necessaria onde determinare  l'esattezza dei fatti, in particolare l'effettiva origine delle merci stesse (1). 4.  Se da questi controlli emergono abusi o gravi irregolarità nell'uso delle dichiarazioni di  origine, lo Stato membro interessato ne informa la Commissione. La Commissione comunica queste  informazioni agli altri Stati membri. Su richiesta di uno Stato membro o su iniziativa della Commissione, il comitato dell'origine  esamina quanto prima, conformemente alla procedura di cui all'articolo 13 del regolamento (CEE) n.  802/68, l'opportunità di esigere, per i prodotti interessati, la presentazione di un certificato di  origine conforme all'articolo 1, paragrafi 1 e 2. La decisione viene presa conformemente alla procedura stabilita nell'articolo 14 del regolamento  (CEE) n. 802/68. 5.  Il ricorso alla procedura di cui al presente articolo, a titolo di sondaggio, non può ostare  alla commercializzazione dei prodotti in questione. Articolo 61.  Se dalla procedura di verifica di cui all'articolo 5 oppure se dalle informazioni  di cui dispongono le competenti autorità comunitarie emerge che sono state trasgredite le  disposizioni del presente regolamento, le suddette autorità chiedono alla Cina di svolgere le  indagini del caso o di prendere disposizioni in tal senso riguardo alle operazioni che sono o  sembrano essere incompatibili con il presente regolamento. I risultati di tali indagini vengono  comunicati alle autorità competenti della Comunità insieme a qualsiasi altra informazione  pertinente che consenta di stabilire l'autentica origine delle merci. 2.  A seguito delle azioni attuate a norma del presente allegato, le competenti autorità  comunitarie possono scambiare con le competenti autorità governative della Cina qualsiasi  informazione ritenuta utile per prevenire infrazioni al presente regolamento. 3.  Qualora sia accertata l'infrazione al presente regolamento, la Commissione, che agisce  conformemente alla procedura di cui all'articolo 15, può concordare con la Cina le misure  necessarie per prevenire l'eventuale ripresentarsi di tali infrazioni. (1) Ai fini dei controlli a posteriori dei certificati di origine, l'autorità governativa  competente della Cina deve conservare, per almeno due anni, le copie dei certificati nonché,  eventualmente, i relativi documenti d'esportazione.  ALLEGATO V di cui all'articolo 1, paragrafo 2, e all'articolo 9, paragrafo 2 PARTE  IClassificazioneArticolo 1La classificazione dei prodotti tessili di cui all'articolo  1, paragrafo 1, del presente regolamento si basa sulla nomenclatura combinata. Articolo 2Su iniziativa della Commissione o di uno Stato membro, il comitato per la nomenclatura  istituito dal regolamento (CEE) n. 2658/87 (1) esamina senza indugio, e conformemente al  regolamento succitato, tutte le questioni riguardanti la classificazione dei prodotti di cui  all'articolo 1, paragrafo 1, del presente regolamento nella nomenclatura combinata (NC) onde  classificarli nelle opportune categorie. Articolo 3La Commissione informa la Cina di qualsiasi cambiamento intervenuto nella nomenclatura  combinata (NC) del momento della loro adozione de parte delle competenti autorità comunitarie. Articolo 4La Commissione informa le competenti autorità della Cina di qualsiasi decisione presa  conformemente alle procedure in vigore nella Comunità in materia di classificazione dei prodotti  oggetto del presente regolamento, al più tardi entro un mese dalla loro adozione. Tale  comunicazione com-prende: a)  una descrizione dei prodotti interessati, b)  la relativa categoria e il codice della nomenclatura combinata (codice NC), c)  le ragioni che hanno motivato la suddetta decisione. Articolo 51.  Se una decisione di classificazione presa conformemente alle attuali procedure  comunitarie determina un cambiamento nella classificazione precedente oppure una modifica di  categoria per qualsiasi prodotto oggetto del presente regolamento, le competenti autorità degli  Stati membri(1) GU n. L 256 del 7. 9. 1987, pag. 1. concedono un preavviso di trenta giorni a decorrere dalla data della notifica della Comunità, per  la messa in vigore della decisione. 2.  I prodotti spediti anteriormente alla data di applicazione della decisione rimangono  subordinati alla precedente classificazione, sempre che le merci in oggetto siano presentate  all'importazione entro sessanta giorni a decorrere da tale data. Articolo 6Qualora una decisione di classificazione, adottata conformemente alle procedure  comunitarie di cui all'articolo 5 del presente allegato, riguardi una categoria di prodotti  subordinata a limitazione quantitativa, la Commissione avvia senza indugio consultazioni  conformemente all'articolo 15 del presente regolamento al fine di raggiungere un accordo sugli  adeguamenti necessari dei limiti quantitativi in causa di cui all'allegato III. Articolo 71.  Senza pregiudizio di qualsiasi altra disposizione in materia, in caso di divergenza  tra la classificazione indicata nella documentazione necessaria per l'importazione di prodotti  oggetto del presente regolamento e la classificazione assegnata dalle competenti autorità dello  Stato membro importatore, le merci in causa sono provvisoriamente subordinate al regime di  importazione che ad esse si applica conformemente al presente regolamento sulla base della  classificazione stabilita dalle suddette autorità. 2.  Gli Stati membri informano senza indugio la Commissione dei casi di cui al paragrafo 1 e la  Commissione notifica alle competenti autorità della Cina i particolari dei medesimi. 3.  Al momento della notifica di cui al paragrafo 2, gli Stati membri specificano se, a seguito  dell'applicazione del paragrafo 1, i quantitativi dei prodotti oggetto della divergenza sono stati  provvisoriamente imputati su un limite quantitativo stabilito per una categoria di prodotti diversa  da quella indicata nella licenza d'esportazione di cui all'articolo 11 del presente allegato. 4.  La Commissione notifica alle competenti autorità della Cina le imputazioni provvisorie di cui  al paragrafo 3 entro trenta giorni dalla data delle stesse. Articolo 8Nei casi di cui all'articolo 7 del presente allegato nonché in circostanze analoghe  rese note dalle competenti autorità della Cina, la Commissione, conformemente alla proceduradi cui  all'articolo 15 del presente regolamento, intraprende, se necessario, consultazioni con la Cina al  fine di raggiungere un accordo sulla classificazione definitiva dei prodotti oggetto della  divergenza. Articolo 9Di concerto con le competenti autorità dello Stato o degli Stati membri importatori  nonché della Cina, nei casi di cui all'articolo 8 del presente allegato, la Commissione determina  la classificazione definitiva per i prodotti oggetto della divergenza. Articolo 10Quando un caso di divergenza di cui all'articolo 7 non può essere risolto  conformemente all'articolo 9 del presente allegato, il comitato per la nomenclatura è invitato,  nell'ambito delle rispettive competenze e a norma del regolamento che lo istituisce, a stabilire la  classificazione definitiva delle merci interessate. PARTE IISistema di duplice controlloArticolo 111.  Le autorità competenti della Cina  rilasciano una licenza d'esportazione per tutte le spedizioni di prodotti tessili soggetti a limiti  quantitativi di cui all'allegato III, fino a concorrenza dei limiti quantitativi e delle quote  corrispondenti. 2.  L'originale della licenza d'esportazione deve essere presentato dall'importatore ai fini del  rilascio dell'autorizzazione (1) di cui all'articolo 14. Articolo 121.  La licenza di esportazione è conforme al modello accluso al presente allegato;  eventualmente può figurarvi anche la traduzione in un'altra lingua. Essa deve attestare, tra  l'altro, che il quantitativo del prodotto in questione è stato imputato sul limite quantitativo e  sull'aliquota fissata per la categoria cui il prodotto appartiene. 2.  Ciascuna licenza d'esportazione copre soltanto una delle categorie di prodotti elencate  all'allegato III del presente regolamento. Articolo 13Le esportazioni vengono imputate sui limiti quantitativi e sulle quote fissate per  l'anno per il quale è stata rilasciata la licenza d'esportazione, a norma dell'articolo 3,  paragrafo 3, del presente regolamento.(1) Ai sensi del presente allegato, il termine «autorizzazione di importazione» si applica tanto  all'autorizzazione d'importazione quanto ai documenti equivalenti di cui all'articolo 3, paragrafo  2, del presente regolamento. Articolo 141.  Le autorità dello Stato membro indicato sulla licenza d'esportazione quale  destinatario rilasciano automaticamente un'autorizzazione d'importazione al più tardi entro cinque  giorni lavorativi dal giorno in cui l'importatore ha presentato l'originale della licenza  d'esportazione corispondente. Ciò deve avvenire non oltre il 31 marzo dell'anno successivo a quello  in cui sono state spedite le merci oggetto della licenza d'esportazione. 2.  Le autorizzazioni d'importazione valgono per un periodo di sei mesi a decorrere dalla data del  loro rilascio. 3.  Le autorizzazioni d'importazione sono valide solo nello Stato membro che le ha rilasciate. 4.  La dichiarazione dell'importatore o la sua richiesta dell'autorizzazione di importazione deve  contenere: a)i nomi dell'importatore e dell'esportatore; b)il paese d'origine o, se diverso, il paese di esportazione o il paese d'acquisto; c)la descrizione del prodotto indicando: - la denominazione commerciale; - la descrizione delle merci secondo il codice della nomenclatura combinata (codice NC); d)la categoria ed il quantitativo nell'unità appropriata, come indicato nell'allegato III del  presente regolamento per i prodotti interessati; e)il valore, come riportato nella casella 12 della licenza di esportazione; f)eventualmente, la data di pagamento e di consegna e una copia della polizza di carico e del  contratto d'acquisto; g)la data e il numero della licenza d'esportazione; h)qualsiasi codice interno utilizzato a fini amministrativi; i)la data e la firma dell'importatore. 5.  Gli importatori non sono obbligati a importare in un'unica spedizione il quantitativo totale  coperto da un'autorizzazione di importazione. Articolo 15La validità delle autorizzazioni di importazione rilasciate dalle autorità degli Stati  membri è subordinata alla validità e ai quantitativi indicati nelle licenze d'esportazione emesse  dalle autorità competenti della Cina, in base alle quali sono state rilasciate le suddette  autorizzazioni di importazione. Articolo 16Le autorizzazioni d'importazione o i documenti equivalenti sono rilasciati senza  discriminazione a ogni importatore dellaComunità, indipendentemente dal luogo in cui è stabilito  nella Comunità, fatta salva l'osservanza delle altre condizioni imposte dalle norme vigenti. Articolo 171.  Se le competenti autorità di uno Stato membro constatano che il volume totale  coperto dalle licenze d'esportazione rilasciate dalla Cina per una determinata categoria in un anno  qualsiasi dell'accordo supera la quota fissata per la stessa, dette autorità sospendono il rilascio  delle autorizzazioni d'importazione o dei documenti equivalenti. Essi informano immediatamente le  autorità della Cina nonché la Commissione; questa avvia immediatamente la procedura di  consultazioni di cui all'articolo 15 del presente regolamento. 2.  Le competenti autorità di uno Stato membro rifiutano il rilascio di autorizzazioni  d'importazione o di documenti equivalenti per le esportazioni della Cina non coperte da licenze  d'esportazione rilasciate conformemente alle disposizioni del presente allegato. Tuttavia, in casi eccezionali, se l'importazione di siffatti prodotti è ammessa in uno Stato membro  dalle competenti autorità, i quantitativi interessati non vengono imputati sulla relativa quota  senza l'esplicito consenso delle competenti autorità della Cina. PARTE IIIForma e presentazione delle licenze di esportazione e dei certificati di origine    disposizioni comuniArticolo 181.  La licenza d'esportazione ed il certificato d'origine possono  comprendere copie supplementari debitamente indicate come tali. Essi sono redatti in inglese o in  francese. Se sono compilati a mano, le informazioni devono figurarvi ad inchiostro e in carattere  stampatello. Il formato dei documenti è di 210 × 297 mm. Si deve utilizzare una carta bianca, del peso minimo di  25 g/m$ e senza pasta meccanica. I documenti hanno un fondo arabescato, in modo da far risaltare  qualsiasi falsificazione con mezzi meccanici o chimici. Se i documenti sono redatti in più copie, soltanto la prima di esse, che è l'originale, deve essere  stampata su fondo arabescato. Detta copia deve recare chiaramente la dicitura «originale» mentre le  altre debbono indicare l'indicazione «copie». Le competenti autorità nella Comunità  accettanosoltanto l'originale quale documento valido ai fini dell'esportazione verso la Comunità,  conformemente al presente regolamento. 2.  Ciascun documento deve recare un numero di serie, stampato o meno, destinato a  contraddistinguerlo. 3.  Detto numero si compone dei seguenti elementi: -due lettere che identificano la Cina come segue: CN, -due lettere che identificano lo Stato membro di destinazione come segue: BL= BeneluxDE= GermaniaDK= DanimarcaEL= GreciaES= SpagnaFR= FranciaGB= Regno  UnitoIR= IrlandaIT= ItaliaPT= Portogallo-un numero ad una cifra che identifica l'anno del  contingente, corrispondente all'ultima cifra del rispettivo anno dell'accordo, per esempio 9 per il  1989, -un numero a due cifre che identifica l'ufficio che ha rilasciato la licenza nel paese  esportatore, -un numero a cinque cifre compreso tra 00001 e 99999 assegnato allo Stato membro di destinazione. Articolo 19Le licenze d'esportazione e i certificati d'origine possono essere rilasciati dopo la  spedizione delle merci cui si referiscono. In questi casi essi devono recare la dicitura «délivré a  posteriori» o «issued retrospectively». Articolo 20In caso di furto, perdita o distruzione di una licenza d'esportazione o di un  certificato d'origine, l'esportatore può rivolgersi alle autorità governative competenti che hanno  rilasciato i documenti d'esportazione in possesso di tali autorità. La licenza o il certificato  rilasciati in sostituzione dell'originale devono recare la dicitura «duplicata» o «duplicate». Il duplicato deve indicare la data della licenza o del certificato originale.  ALLEGATO VI di cui all'articolo 4, paragrafo 1 Prodotti dell'artigianato e del  folclore1.  L'esonero di cui all'articolo 4, paragrafo 1 dell'accordo, relativo ai prodotti di  fabbricazione artigianale, si applica soltanto ai seguenti prodotti: a)  tessuti ottenuti su telai azionati a mano o a pedale, facenti parte della tradizionale  fabbricazione artigianale cinese, b)  indumenti o altri prodotti tessili di un tipo fabbricato tradizionalmente dall'artigianato  familiare cinese, confezionati esclusivamente a mano, senza l'intervento di alcun tipo di macchina,  con i tessuti di cui alla lettera a), c)  prodotti tessili artigianali che fanno parte del folclore tradizionale cinese, confezionati a  mano, contenuti in un elenco da concordare tra le due parti, figurante nell'allegato del protocollo  B all'accordo. 2.  L'esonero sarà accordato unicamente ai prodotti corredati di un certificato rilasciato dalle  competenti autorità cinesi conformemente al facsimile accluso al presente allegato. Detti  certificati indicheranno i motivi che giustificano l'esonero e verranno riconosciuti dalle  competenti autorità comunitarie quando queste ultime avranno accertato che i prodotti in oggetto  sono conformi alle condizioni enunciate nel protocollo B allegato all'accordo. Sui certificati  relativi ai prodotti di cui al paragrafo 1, lettera c) deve essere stampigliata a caratteri ben  visibili la dicitura «FOLCLORE». Qualora all'ufficio doganale di entrata nella Comunità dovessero  sorgere divergenze di opinioni sulla natura di tali prodotti tra la Cina e le competenti autorità  comunitarie, si terranno consultazioni entro un mese al fine di risolvere la controversia. Se le  importazioni di uno qualsiasi dei prodotti suddetti raggiungono proporzioni tali da causare  difficoltà alle Comunità, le parti aprono immediate consultazioni secondo la procedura fissata  nell'articolo 16 dell'accordo onde pervenire ad una soluzione del problema in termini  quantitativi.  ALLEGATO VII di cui all'articolo 6, paragrafo 3 Traffico di perfezionamento  passivoArticolo 1Le reimportazioni nella Comunità dei prodotti tessili di cui alla  tabella allegata al presente allegato, effettuate conformemente ai regolamenti sul perfezionamento  passivo economico in vigore nella Comunità, non sono subordinate alle limitazioni quantitative di  cui all'articolo 3 del regolamento quando sono soggette ai limiti quantitativi specifici di cui  alla tabella e sono state reintrodotte nello Stato membro interessato previo perfezionamento nella  Cina. Articolo 2La ripartizione tra Stati membri dei limiti quantitativi comunitari specifici di cui  alla tabella allegata al presente allegato si effettua secondo la procedura di cui all'articolo 16  del regolamento. Articolo 3Le reimportazioni che esulano dal presente allegato possono essere soggette a limiti  quantitativi specifici conformemente alla procedura di cui all'articolo 16 del regolamento,  sempreché i prodotti interessati siano soggetti ai limiti quantitativi di cui all'articolo 3 del  presente regolamento. Articolo 41.  I trasferimenti tra categorie, l'utilizzazione anticipata o il riporto di  determinate quote di limiti quantitativi specifici da un anno all'altro sono autorizzati  conformemente alla procedura di cui all'articolo 16 del regolamento. 2.  Tuttavia, le competenti autorità degli Stati membri possono procedere a trasferimenti  automatici, nei limiti seguenti: - trasferimento tra categorie fino a concorrenza del 20 % della quota della categoria verso cui  viene effettuato il trasferimento; - riporto di un limite quantitativo specifico da un anno all'altro fino a concorrenza del 10,5 %  della quota dell'anno di effettiva utilizzazione; - utilizzazione anticipata di limiti quantitativi specifici da un anno all'altro fino a concorrenza  del 7,5 % della quota dell'anno di effettiva utilizzazione. 3.  La parte dei limiti quantitativi non utilizzata in uno Stato membro può essere riassegnata ad  un altro Stato membro conformemente alla procedura di cui all'articolo 16 del regolamento. 4.  Gli Stati membri che constatino un fabbisogno d'importazioni supplementari o che ritengano che  la loro quota rischi di non essere totalmente utilizzata ne informano la Commissione. Essi possono  chiedere che i limiti quantitativi specifici siano adattati secondo la procedura di cui  all'articolo 16 del presente regolamento. 5.  La Commissione informa la Cina delle misure prese a norma dei precedenti paragrafi.Articolo 5L'imputazione su un limite quantitativo specifico di cui all'articolo 1 viene  effettuata dalle competenti autorità degli Stati membri al momento del rilascio dell'autorizzazione  preventiva di cui ai regolamenti sul perfezionamento passivo economico vigenti nella Comunità.  L'imputazione su un limite quantitativo specifico è effettuata per l'anno in cui è stata rilasciata  l'autorizzazione preventiva. Articolo 6Il certificato d'origine viene rilasciato dalle competenti autorità governative del  paese fornitore interessato conformemente alle disposizioni comunitarie dell'allegato IV per tutti  i prodotti contemplati dal presente allegato. Articolo 7Le competenti autorità degli Stati membri informano la Commissione dei nomi e degli  indirizzi delle autorità comunitarie competenti per il rilascio delle autorizzazioni preventive di  cui all'articolo 4, nonché dei modelli dei timbri da esse utilizzati. Appendice  Obiettivi quantitativi in materia di traffico di perfezionamento  passivo(La designazione delle merci che figurano all'allegato I è indicata nella presente  appendice in forma abbreviata)>SPAZIO PER TABELLA>