CELEX: 61980CJ0204
Language: it
Date: 1982-02-16 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 16 febbraio 1982. # Procureur de la République ed altri contro Fuy Vedel ed altri. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunal correctionnel de Montpellier - Francia. # Aperitivi - Compatibilità della normativa nazionale col diritto comunitario. # Causa 204/80.

Avis juridique important

|

61980J0204

SENTENZA DELLA CORTE DEL 16 FEBBRAIO 1982.  -  PROCURATORE DELLA REPUBBLICA ED ALTRI CONTRO GUY VEDEL ED ALTRI.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DAL TRIBUNAL CORRECTIONNEL DI MONTPELLIER).  -  APERITIVI - COMPATIBILITA'DELLA NORMATIVA NAZIONALE COL DIRITTO COMUNITARIO.  -  CAUSA 204/80.  

raccolta della giurisprudenza 1982 pagina 00465

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

AGRICOLTURA - APERITIVI A BASE DI VINO - DEFINIZIONE COMUNITARIA - ASSENZA - COMPETENZA DEGLI STATI MEMBRI PER STABILIRE LE NORME DI QUALITA - REQUISITO DELLA GRADAZIONE ALCOLICA MINIMA - AMMISSIBILITA - PRESUPPOSTI  ( REGOLAMENTI DEL CONSIGLIO N . 816/79 , ALLEGATO II , PUNTO 10 , E N . 337/79 , ALLEGATO II , PUNTO 11 )    

Massima

LA DENOMINAZIONE ' APERITIVI A BASE DI VINO '  NON COSTITUISCE ATTUALMENTE OGGETTO DI UNA DISCIPLINA COMUNITARIA CHE ESCLUDA L ' APPLICAZIONE DELLE LEGGI NAZIONALI DEGLI STATI MEMBRI .   IN MANCANZA DI UNA DISCIPLINA COMUNITARIA , GLI STATI MEMBRI RESTANO COMPETENTI PER STABILIRE LE NORME DA APPLICARSI ALLA FABBRICAZIONE E ALLO SMERCIO DEI PRODOTTI NAZIONALI DENOMINATI APERITIVI A BASE DI  VINO . NON SI PUO QUINDI ESCLUDERE CHE UNO STATO MEMBRO POSSA SOTTOPORRE LA FABBRICAZIONE DEGLI APERITIVI A BASE DI VINO A PARTICOLARI NORME DI QUALITA , DETERMINATE IN FUNZIONE DELLE CARATTERISTICHE DI QUESTO TIPO DI BEVANDE . IL REQUISITO DELLA GRADAZIONE ALCOLICA MINIMA , DAL MOMENTO CHE RIENTRA NELLA FORCELLA COMUNITARIA , RISPONDE A QUESTO CRITERIO DI QUALITA .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 204/80 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DAL TRIBUNAL CORRECTIONNEL DI MONTPELLIER ( TERZA SEZIONE ) NELLE CAUSE DINANZI AD ESSO PENDENTI FRA  - PROCURATORE DELLA REPUBBLICA ,   - FEDERATION NATIONALE DES PRODUCTEURS DE VINS DE TABLE ET VINS DE PAYS ,   - ADMINISTRATION DES IMPOTS ,       E  - GUY VEDEL ,   - JACQUES VEDEL ,   - HENRI LEJEUNE ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULLA COMPATIBILITA , CON L ' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO VITIVINICOLO , DI UNA NORMATIVA NAZIONALE CHE STABILISCE , PER LA DENOMINAZIONE ' APERITIVO A BASE DI VINO ' , PRESCRIZIONI MINIME RELATIVE ALLA PERCENTUALE DI VINO E ALLA GRADAZIONE ALCOOLICA DELLO STESSO ,  

Motivazione della sentenza

1 CON SENTENZA 29 SETTEMBRE 1980 , PERVENUTA IN CANCELLERIA IL 20 OTTOBRE SUCCESSIVO , IL TRIBUNAL CORRECTIONNEL DI MONTPELLIER HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE , IN FORZA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , TRE QUESTIONI PREGIUDIZIALI INTESE A METTERLO IN GRADO DI VALUTARE LA COMPATIBILITA CON L ' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO VITIVINICOLO DELLE DISPOSIZIONI DELLA NORMATIVA FRANCESE CHE STABILISCE PRESCRIZIONI MINIME RELATIVE ALLA PERCENTUALE DI VINO NELLA COMPOSIZIONE DEI PRODOTTI DENOMINATI ' APERITIVI A BASE DI VINO '  ( IN PROSIEGUO : ABV ), COMPRESI NELLA VOCE DOGANALE 22.06 , E AL TITOLO ALCOOLOMETRICO DI QUESTO VINO .    2 LE SUDDETTE QUESTIONI SONO STATE SOLLEVATE NELL ' AMBITO DEL PROCEDIMENTO PENALE PROMOSSO A CARICO DEL PRESIDENTE-DIRETTORE GENERALE E DEI DIRETTORI DI DEPOSITO DI UNA SOCIETA INDUSTRIALE , PER AVER ESSI FABBRICATO E POSTO IN VENDITA , SOTTO LA DENOMINAZIONE ABV , UN APERITIVO - IL SAINT RAPHAEL - CHE NON VENIVA PRODOTTO IN CONFORMITA ALLE NORME QUALITATIVE STABILITE DALL ' ART . 5 DEL DECRETO FRANCESE 31 GENNAIO 1930 .    3 QUESTO TESTO DISPONE CHE : ' E VIETATO METTERE IN VENDITA O VENDERE , DETENERE O TRASPORTARE AI FINI DELLA VENDITA , SOTTO LA DENOMINAZIONE DI ' ' VERMUT ' '  O SOTTO QUALUNQUE ALTRA DENOMINAZIONE RISERVATA DALL ' USO AGLI APERITIVI A BASE DI VINO , BEVANDE CHE HANNO UN TENORE ALCOOLICO SUPERIORE AI 23* O CHE CONTENGONO MENO DELL ' 80 % DI VINO LIQUOROSO , DI MOSTO DI UVA O DI VINO ORDINARIO LEALE E MERCANTILE E AVENTE GRADAZIONE ALCOOLICA DI ALMENO 10* ' .    4 AGLI IMPUTATI NELLA CAUSA PRINCIPALE E FATTO CARICO DI AVER PREPARATO E VENDUTO , DURANTE IL 1975 E FINO AL 31 MAGGIO 1978 , SOTTO LA DENOMINAZIONE DI APERITIVO A BASE DI VINO , ALMENO 221 327,34 ETTOLITRI DI UN PRODOTTO NON CONTENENTE LA PERCENTUALE MINIMA ( 80 % ) DI VINO E DI CUI , INOLTRE , 218 715,67 ETTOLITRI ERANO STATI PREPARATI CON VINO AVENTE GRADAZIONE ALCOOLICA INFERIORE A 10* .        5 GLI IMPUTATI NELLA CAUSA PRINCIPALE HANNO SOSTENUTO CHE LE DISPOSIZIONI DEL DECRETO FRANCESE 31 GENNAIO 1930 ERANO DIVENUTE CADUCHE IN RAGIONE DELLA LORO INCOMPATIBILITA CON LE DISPOSIZIONI DEL DIRITTO COMUNITARIO , DAL MOMENTO CHE LA GRADAZIONE ALCOOLICA MINIMA RICHIESTA DALLA NORMATIVA COMUNITARIA PER IL VINO DA PASTO E DI 8,5* , INVECE DI QUELLA DI 10* STABILITA DALLA NORMATIVA FRANCESE PER IL CASO CHE DETTO PRODOTTO ENTRI NELLA COMPOSIZIONE DEGLI ABV .    6 A LORO AVVISO , DA CIO CONSEGUE CHE L ' ART . 5 DEL DECRETO 31 GENNAIO 1930 VA DISAPPLICATO NEL SUO COMPLESSO , IN QUANTO L ' INCOMPATIBILITA COL DIRITTO COMUNITARIO DELLA SUA DISPOSIZIONE RELATIVA ALLA GRADAZIONE DEL VINO DA PASTO CHE ENTRA NELLA COMPOSIZIONE DEGLI ABV AVREBBE RESO CADUCA ANCHE LA SUA DISPOSIZIONE RELATIVA ALLA PERCENTUALE MINIMA DELL ' 80 % .    7 ONDE POTER VALUTARE LA COMPATIBILITA DELLE SUDDETTE DISPOSIZIONI NAZIONALI COL DIRITTO COMUNITARIO , IL GIUDICE FRANCESE HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE LE TRE SEGUENTI QUESTIONI :    ' 1 . SE SI POSSA RITENERE CHE LA DENOMINAZIONE ' ' APERITIVO A BASE DI VINO ' '  COSTITUISCA O MENO OGGETTO DI UNA DISCIPLINA EUROPEA , CHE ESCLUDA L ' APPLICAZIONE DELLE NORME NAZIONALI , IN QUANTO LA VOCE 22.06 DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE CONTEMPLA I PRODOTTI DEFINITI COME ' ' VERMUT ED ALTRI VINI DI UVE FRESCHE AROMATIZZATI CON PARTI DI PIANTE O CON SOSTANZE AROMATICHE CON TITOLO ALCOOLOMETRICO EFFETTIVO NON SUPERIORE A 22* ' '  E , IN CASO DI SOLUZIONE AFFERMATIVA , SE TALI PRODOTTI DEBBANO POSSEDERE ALTRE CARATTERISTICHE , DIVERSE DA QUELLE ELENCATE IN DETTA DEFINIZIONE .    2.IN CASO DI SOLUZIONE NEGATIVA , SE IL REGOLAMENTO CEE N . 816/70 , DEFINENDO AL PUNTO 11 , ALLEGATO II , IL VINO DA TAVOLA CUI E CONSENTITO AGGIUNGERE ALCOOL PURO ONDE OTTENERE PRODOTTI CHE RIENTRANO NELLA VOCE 22.06 DI CUI SOPRA COME VINO CHE DEVE AVERE UNA GRADAZIONE ALCOOLICA NATURALE NON INFERIORE A 8,5* , MENTRE L ' ART . 5 DEL DECRETO 31 GENNAIO 1930 HA VIETATO IN FRANCIA LA DETENZIONE , IL TRASPORTO E LA VENDITA , CON IL NOME DI VERMUT O QUALUNQUE ALTRA DENOMINAZIONE CON CUI SI CONTRADDISTINGUONO GLI APERITIVI A BASE DI VINO , DELLE BEVANDE CONTENENTI MENO DELL ' 80 % DI VINO ORDINARIO LEALE E MERCANTILE E AVENTE UNA GRADAZIONE ALCOOLICA INFERIORE AI 10* , ABBIA RESO CADUCA QUEST ' ULTIMA CONDIZIONE , RELATIVA ALLA GRADAZIONE ALCOOLICA NATURALE DI 10* , ALLA QUALE FA INVECE SUBENTRARE QUELLA DELLA GRADAZIONE ALCOOLICA DI 8,5* .    3.IN CASO DI SOLUZIONE AFFERMATIVA , SE LA DISCIPLINA EUROPEA , RENDENDO CADUCA UNA DELLE CONDIZIONI FONDAMENTALI POSTE DALL ' ART . 5 SUMMENZIONATO ,     ABBIA FATTO SI CHE LA SECONDA CONDIZIONE , RELATIVA ALLA PERCENTUALE DELL ' 80 % DI VINO CHE DEV ' ESSERE CONTENUTA NEL VERMUT E NEI PRODOTTI ASSIMILATI , NON POSSA PIU VENIRE APPLICATA AUTONOMAMENTE E SE , IN DEFINITIVA , L ' ART . 5 DEL DECRETO 31 GENNAIO 1930 VADA INTERAMENTE DISAPPLICATO . '  SULLA PRIMA QUESTIONE   8 SI DEVE RILEVARE CHE IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 28 APRILE 1970 , N . 816 , RELATIVO A DISPOSIZIONI COMPLEMENTARI IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO VITIVINICOLO , TESTO CHE E STATO RICHIAMATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE E CHE E RIPRESO NEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 5 FEBBRAIO 1979 , N . 337 , RELATIVO ALL ' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO VITIVINICOLO , NON MENZIONA I PRODOTTI DI CUI ALLA VOCE 22.06 DELLA TDC , NELLA QUALE SONO COMPRESI GLI APERITIVI A BASE DI VINO . DI CONSEGUENZA , NELL ' ALLEGATO II DI CUI ALL ' ART . 1 , N . 4 , LETT . B ), DI QUESTO REGOLAMENTO MANCA UNA DEFINIZIONE DEI PRODOTTI DI CUI TRATTASI .    9 UNA SIFFATTA DEFINIZIONE DA PARTE DELLA NORMATIVA COMUNITARIA NON PUO RISULTARE , DEL RESTO , DAL FATTO CHE I PRODOTTI DELLA VOCE 22.06 DELLA TDC ERANO MENZIONATI , ALL ' EPOCA DEI FATTI DI CUI E CAUSA , NELL ' ART . 1 , N . 3 , DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 15 LUGLIO 1974 , N . 1876 , CONCERNENTE L ' AGGIUNTA DI ALCOOL AI PRODOTTI DEL SETTORE VITIVINICOLO , MODIFICATO DAL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 4 MARZO 1975 , N . 680 . CIO VALE ANCHE , ATTUALMENTE , PER QUANTO RIGUARDA L ' ART . 1 ,  N . 3 , DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO , 5 FEBBRAIO 1979 , N . 351 , CONCERNENTE L ' AGGIUNTA DI ALCOOL AI PRODOTTI DEL SETTORE VITIVINICOLO , REGOLAMENTO AVENTE LO SCOPO DI STABILIRE DEROGHE ALLE DISPOSIZIONI DELL ' ART . 42 , N . 1 , DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 337/79 E DI CONSENTIRE , PERCIO , L ' AGGIUNTA DI ALCOOL A TALUNI PRODOTTI , DESTINATI ALLA PREPARAZIONE DI PRODOTTI COMPRESI NELLA VOCE DOGANALE 22.06 , FRA I QUALI I VINI DA PASTO .    10 NE CONSEGUE CHE GLI APERITIVI A BASE DI VINO NON COSTITUISCONO ATTUALMENTE OGGETTO DI UNA DISCIPLINA COMUNITARIA , COME VIENE AMMESSO DA TUTTI GLI INTERESSATI CHE HANNO SOTTOPOSTO OSSERVAZIONI ALLA CORTE E COME RISULTA , DEL RESTO , DAL PROGETTO DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO , REDATTO DALLA COMMISSIONE IL 16 FEBBRAIO 1981 , PER STABILIRE LE ' REGOLE GENERALI RELATIVE ALLA DEFINIZIONE , ALLA DESIGNAZIONE E ALLA PRESENTAZIONE DELLE BEVANDE ALCOOLICHE E DEI VERMUT E ALTRI VINI DI UVE FRESCHE AROMATIZZATI CON PARTI DI PIANTE O CON SOSTANZE AROMATICHE ' .        11 IL FATTO CHE GLI APERITIVI A BASE DI VINO SIANO COMPRESI NELLA VOCE 22.06 DELLA TDC NON PUO SOPPERIRE ALLA MANCANZA DI UNA SIFFATTA DISCIPLINA . LA TDC HA INFATTI LO SCOPO DI CLASSIFICARE LE MERCI AI FINI DELLA RISCOSSIONE DEI DAZI DOGANALI , NON GIA DI DISCIPLINARE LA FABBRICAZIONE DEI PRODOTTI DA ESSA CONTEMPLATI .    12 LA PRIMA QUESTIONE SOTTOPOSTA ALLA CORTE VA QUINDI RISOLTA NEL SENSO CHE LA DENOMINAZIONE ' APERITIVI A BASE DI VINO '  NON COSTITUISCE ATTUALMENTE OGGETTO DI UNA DISCIPLINA COMUNITARIA CHE ESCLUDA L ' APPLICAZIONE DELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE DEGLI STATI MEMBRI .   SULLA SECONDA QUESTIONE   13 GLI IMPUTATI NALLA CAUSA PRINCIPALE FANNO VALERE CHE LE NORME COMUNITARIE ESISTENTI PERMETTONO L ' USO , PER LA FABBRICAZIONE DEGLI ABV , DI UN VINO DA PASTO CON GRADAZIONE ALCOOLICA DI 8,5* ; I VINI DA PASTO SONO DEFINITI NELL ' ALLEGATO II DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 816/70 E , ATTUALMENTE , NELL ' ALLEGATO II DEL REGOLAMENTO N . 337/79 , COME VINI AVENTI UN TITOLO ALCOOLOMETRICO NON INFERIORE AD 8,5* E NON SUPERIORE A 15* O 17* . CIO AVREBBE L ' EFFETTO DI RENDERE CADUCA LA DISPOSIZIONE DELL ' ART . 5 DEL DECRETO 31 GENNAIO 1930 CHE VIETA , NELLA PREPARAZIONE DEGLI ABV , L ' USO DI UN VINO CON GRADAZIONE INFERIORE A 10* .    14 SECONDO IL GOVERNO FRANCESE , LA MANCANZA DI UNA DISCIPLINA COMUNITARIA DEGLI ABV HA COME CONSEGUENZA IL FATTO CHE L ' ART . 5 DEL DECRETO FRANCESE 31 GENNAIO 1930 , RELATIVO ALLA PREPARAZIONE DEGLI APERITIVI A BASE DI VINO , NORMA INTESA A GARANTIRE IL RISPETTO DELLE NORME DI QUALITA STABILITE PER I PRODOTTI NAZIONALI , DEV ' ESSERE TUTTORA APPLICATO . IL GOVERNO FRANCESE HA OSSERVATO IN PROPOSITO CHE LA GRADAZIONE ALCOLICA MINIMA DEI VINI DI BASE E STATA FISSATA IN 10* ALLO SCOPO DI GARANTIRE CHE IL PRODOTTO VENDUTO SOTTO LA DENOMINAZIONE ' APERITIVO A BASE DI VINO '  CONTENGA , CONSIDERATO IL SUO ARRICCHIMENTO CON ALCOOL DI DISTALLAZIONE , UNA PERCENTUALE SUFFICIENTEMENTE RAPPRESENTATIVA DI ALCOOL DERIVATO DALLA FERMENTAZIONE NATURALE DELL ' UVA .    15 LA COMMISSIONE SOSTIENE CHE L ' AGGIUNTA DI ALCOOL , AI SENSI DEL REGOLAMENTO N . 351/79 , A PRODOTTI SOGGETTI ALL ' ORGANIZZAZIONE COMUNE PUO AVVENIRE SOLTANTO NEL RISPETTO DELLE DEFINIZIONI COMUNITARIE DI QUESTI PRODOTTI E , TRATTANDOSI DEL VINO DA PASTO , NEL RISPETTO DELLA DEFINIZIONE DATANE AL PUNTO 11 DELL ' ALLEGATO II DEL REGOLAMENTO N . 337/79 , IL QUALE AMMETTE , NELLA FATTISPECIE , UNA GRADAZIONE MINIMA DI 8,5* E MASSIMA , A SECONDA DEI CASI , DI 15* O DI 17* . NE     CONSEGUIREBBE CHE UNA NORMA NAZIONALE RELATIVA A VINI DA PASTO UTILIZZATI PER LA PREPARAZIONE DEGLI ABV NON SAREBBE COMPATIBILE COL DIRITTO COMUNITARIO QUALORA IMPONESSE L ' USO DI UN VINO AVENTE GRADAZIONE ALCOOLICA INFERIORE A 8,5* O SUPERIORE A 15* O 17* .    16 IN MANCANZA DI UNA DISCIPLINA COMUNITARIA , GLI STATI MEMBRI RESTANO COMPETENTI A STABILIRE LE NORME DA APPLICARE ALLA FABBRICAZIONE E ALLA VENDITA DEI PRODOTTI NAZIONALI DENOMINATI ' APERITIVI A BASE DI VINO ' . NON SI PUO QUINDI ESCLUDERE CHE UNO STATO MEMBRO POSSA SOTTOPORRE LA FABBRICAZIONE DEGLI ABV A PARTICOLARI NORME DI QUALITA , DETERMINATE IN FUNZIONE DELLE CARATTERISTICHE DI QUESTO TIPO DI BEVANDE . LA CONDIZIONE RELATIVA AD UNA GRADAZIONE ALCOOLICA MINIMA , COME QUELLA POSTA DALL ' ART . 5 DEL DECRETO FRANCESE 31 GENNAIO 1930 , RISPONDE , DAL MOMENTO CHE SI PONE ENTRO I LIMITI STABILITI DALLE NORME COMUNITARIE , A QUESTO CRITERIO QUALITATIVO .    17 NON RISULTA CHE LA COMPETENZA COSI RICONOSCIUTA AGLI STATI MEMBRI SIA LIMITATA DALLE DISPOSIZIONI COMUNITARIE VIGENTI PER QUANTO RIGUARDA LA VENDITA DEI PRODOTTI CHE ENTRANO NELLA COMPOSIZIONE DEGLI ABV E , IN PARTICOLARE , DEI VINI DA PASTO .    18 SE E VERO , INFATTI , CHE IL PUNTO 10 DELL ' ALLEGATO II DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 816/70 , E ATTUALMENTE IL PUNTO 11 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 337/79 , STABILISCONO PER LA GRADAZIONE DEL VINO DA PASTO UN MINIMO DI 8,5* ED UN MASSIMO DI 15* O 17* , A SECONDA DEI CASI , QUESTA NORMA RIGUARDA UNICAMENTE I VINI DESTINATI AL CONSUMO DIRETTO , IN QUANTO TALI , I QUALI POSSONO QUINDI ESSERE IMPORTATI E CIRCOLARE LIBERAMENTE NELLA COMUNITA , PUR NON POTENDO ENTRARE NELLA COMPOSIZIONE DEGLI ABV , AI SENSI DELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE VIGENTE , SE IL LORO TITOLO ALCOOLOMETRICO NON CORRISPONDE A QUELLO FISSATO DA QUESTA LEGISLAZIONE .    19 LA SECONDA QUESTIONE PREGIUDIZIALE VA QUINDI RISOLTA NEL SENSO CHE IL REGOLAMENTO N . 816/70 NON OSTA A CHE UNA LEGISLAZIONE NAZIONALE RELATIVA ALLA PREPARAZIONE DEGLI APERITIVI A BASE DI VINO CONTENGA UNA DISPOSIZIONE COME QUELLA CUI SI RIFERISCE IL GIUDICE NAZIONALE .   SULLA TERZA QUESTIONE   20 VISTA LA SOLUZIONE DATA ALLA PRIMA E ALLA SECONDA QUESTIONE , L ' ESAME DELLA TERZA NON APPARE PIU NECESSARIO PER CONSENTIRE AL GIUDICE NAZIONALE DI DEFINIRE LA CONTROVERSIA AD ESSO SOTTOPOSTA .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  21 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO FRANCESE E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE , IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , CUI SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNCIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DAL TRIBUNAL CORRECTIONNEL DI MONTPELLIER CON SENTENZA 29 SETTEMBRE 1980 , DICHIARA :   1* LA DENOMINAZIONE ' APERITIVI A BASE DI VINO '  NON COSTITUISCE ATTUALMENTE OGGETTO DI UNA DISCIPLINA COMUNITARIA CHE ESCLUDA L ' APPLICAZIONE DELLA LEGISLAZIONE NAZIONALE DEGLI STATI MEMBRI .   2*IL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 28 APRILE 1970 , N . 816 , RELATIVO A DISPOSIZIONI COMPLEMENTARI IN MATERIA DI ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO VITIVINICOLO , NON OSTA A CHE UNA LEGISLAZIONE NAZIONALE RELATIVA ALLA PREPARAZIONE DEGLI APERITIVI A BASE DI VINO CONTENGA UNA DISPOSIZIONE COME QUELLA CUI SI RIFERISCE IL GIUDICE NAZIONALE .