CELEX: 52011PC0751
Language: it
Date: 2011-11-15
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce il Fondo Asilo e migrazione

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		52011PC0751
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce il Fondo Asilo e migrazione /* COM/2011/0751 definitivo - 2011/0366 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Le politiche relative allo spazio di libertà,
sicurezza e giustizia sono in costante sviluppo da ormai diversi anni. La loro
importanza trova conferma nel programma di Stoccolma[1] e
relativo piano d'azione[2],
la cui attuazione costituisce una priorità strategica per i prossimi cinque
anni e riguarda settori come la migrazione (migrazione legale e integrazione,
asilo, migrazione irregolare e rimpatrio), la sicurezza (prevenzione e lotta al
terrorismo e alla criminalità organizzata, cooperazione di polizia) e la
gestione delle frontiere esterne (compresa la politica dei visti), e include
anche la dimensione esterna di queste politiche. Il trattato di Lisbona
consente poi all'Unione di rispondere con più ambizione ai timori quotidiani
dei suoi cittadini nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia. 
Il programma di Stoccolma riconosce
possibilità e sfide legate alla maggiore mobilità delle persone e sottolinea
che una migrazione ben gestita può essere di beneficio a tutti i soggetti in
causa. Parimenti il Consiglio europeo ha riconosciuto che, a fronte delle sfide
demografiche importanti che l'Unione dovrà affrontare in futuro oltre a una
domanda di manodopera in aumento, politiche di migrazione flessibili daranno un
contributo importante allo sviluppo e ai risultati economici dell'Unione a più
lungo termine.
Il 29 giugno 2011 la Commissione ha adottato
una proposta relativa al quadro finanziario pluriennale per il periodo
2014-2020[3]:
"Un bilancio per la strategia Europa 2020". Nel settore degli affari
interni, che ricomprende la sicurezza, la migrazione e la gestione delle
frontiere esterne, la Commissione ha proposto di semplificare la struttura del
finanziamento riducendo il numero di programmi finanziari a due fondi: un Fondo
per l'asilo e la migrazione e un Fondo per la sicurezza interna. 
La presente proposta istituisce il Fondo Asilo
e migrazione avvalendosi del processo di sviluppo delle capacità messo a punto
tramite l'assistenza del Fondo europeo per i rifugiati[4], del
Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di paesi terzi[5] e del
Fondo europeo per i rimpatri[6],
ne amplia la portata per ricomprendere diversi aspetti della politica comune
europea di asilo e immigrazione, incluse le azioni nei paesi terzi e in relazione
a tali paesi, che curano principalmente gli interessi e gli obiettivi dell'Unione
in quei settori, e tiene conto dei nuovi sviluppi.
Nell'intento di sviluppare una politica comune
di asilo che offra uno status adeguato a tutti i cittadini di paesi terzi
bisognosi di protezione internazionale e garantisca la conformità con il
principio di non refoulement sancito dal trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, urge istituire un meccanismo basato sulla solidarietà fra Stati membri
che promuova l'equilibrio tra gli sforzi da questi prodotti per accogliere
persone bisognose di protezione internazionale e sfollati e assumere le
conseguenze di tale accoglienza. Occorre poi integrare in tale meccanismo una
forte componente di reinsediamento e ricollocazione.
Una politica dell'immigrazione legale
strutturata a dovere e strategie di integrazione più efficaci, in linea con il
programma di Stoccolma e basate sugli strumenti giuridici dell'Unione, svolgono
un ruolo centrale nel garantire la competitività a lungo termine dell'Unione e,
in ultima analisi, il futuro stesso del suo modello sociale. Al riguardo, un'integrazione
economicamente e socialmente migliore dei cittadini di paesi terzi soggiornanti
legalmente resta la chiave per massimizzare i benefici dell'immigrazione.
Elemento fondamentale di un buon sistema di
gestione della migrazione all'interno dell'Unione è una politica di rimpatrio
efficace e sostenibile, che costituisce anche il necessario complemento a una
politica credibile in materia di immigrazione legale e asilo e una componente
importante della lotta contro l'immigrazione irregolare. 
I recenti episodi lungo la frontiera
greco-turca e nel sud del Mediterraneo sono la riprova di quanto sia importante
per l'Unione disporre di un approccio globale alla migrazione, che ricomprenda
aspetti vari come una gestione rafforzata delle frontiere e la governance
Schengen, una migrazione legale più mirata, una diffusione più capillare delle
migliori pratiche in materia di integrazione, un sistema europeo comune di
asilo rafforzato e un approccio più strategico delle relazioni con i paesi
terzi in tema di migrazione.
2.           Risultati delle
consultazioni con le parti interessate e valutazione di impatto
Facendo eco alla grande rilevanza attribuita
alla valutazione come mezzo per informare il processo di elaborazione delle
politiche, la presente proposta tiene conto dei risultati della valutazione,
della consultazione delle parti interessate e della valutazione d'impatto.
Particolarmente
rilevanti a tal fine sono stati gli esiti delle relazioni sulla valutazione ex
post del Fondo europeo per i rifugiati per il periodo 2005-2007 e sulla
valutazione intermedia di attuazione del Fondo europeo per l'integrazione di
cittadini di paesi terzi per il periodo 2007‑2009 e del Fondo europeo
per i rimpatri per il 2008-2009. 
I preparativi per
i futuri strumenti finanziari nel settore degli affari interni sono iniziati
nel 2010 e continuati nel 2011. Nell'ambito di tali lavori, nel dicembre
2010, uno studio di valutazione/valutazione d'impatto è stato commissionato a
un contraente esterno. Tale studio, ultimato nel luglio 2011, raccoglie tutti i
risultati disponibili in termini di valutazione degli strumenti finanziari
esistenti e passa in rassegna i problemi, gli obiettivi e le opzioni strategiche,
incluse le eventuali conseguenze, esaminati nella valutazione d'impatto. Su
questa base la Commissione ha approntato una relazione sulla valutazione d'impatto,
che è stata esaminata e commentata dal comitato per la valutazione d'impatto il
9 settembre 2011. 
La valutazione d'impatto tiene conto dei
risultati di una consultazione pubblica online sul futuro dei finanziamenti nel
settore degli affari interni, protrattasi dal 5 gennaio al 20 marzo 2011
e aperta a tutte le parti interessate. È pervenuto un totale di 115 risposte di
privati e organizzazioni, compresi otto position paper, emananti da
tutti gli Stati membri ma anche da alcuni paesi terzi. 
Nell'aprile 2011
la conferenza "The future of EU funding for Home Affairs: A fresh look"
ha riunito i principali referenti (Stati membri, organizzazioni internazionali,
associazioni della società civile ecc.) per uno scambio di vedute sul futuro
dei finanziamenti dell'Unione nel settore degli affari interni. La conferenza è
stata poi l'occasione per convalidare gli esiti della valutazione e della
consultazione pubblica. 
Del futuro dei
finanziamenti dell'Unione nel settore degli affari interni si è discusso con
gli interlocutori istituzionali in più occasioni, finanche in una colazione di
lavoro a latere del Consiglio GAI del 21 gennaio 2011, in una prima colazione
di lavoro con i coordinatori politici del Parlamento europeo il 26 gennaio
2011, durante l'audizione della commissaria Malmström davanti alla commissione
parlamentare sulle sfide politiche (SURE) il 10 marzo 2011 e in uno
scambio di pareri tra il direttore generale della direzione generale Affari
interni e la commissione parlamentare Libertà civili, giustizia e affari
interni (LIBE) il 17 marzo 2011. 
Gli esperti hanno
dato il loro specifico parere sui futuri strumenti finanziari nel settore dell'asilo
e della migrazione durante le riunioni del comitato per l'immigrazione e l'asilo
del 22 febbraio 2011, dei punti nazionali di contatto per l'integrazione del 15
marzo 2011, del comitato di contatto sulla direttiva rimpatri del 18 marzo 2011
e del gruppo ad alto livello "Asilo e flussi migratori" del 27 aprile
2011. Gli aspetti tecnici dell'attuazione del futuro strumento finanziario nel
settore dell'asilo e della migrazione sono stati poi discussi tramite
consultazione scritta nell'aprile 2011 anche con gli esperti degli Stati membri
nell'ambito del comitato comune per il programma generale "Solidarietà e
gestione dei flussi migratori" ("comitato SOLID").
Da tali
consultazioni, conferenze e discussioni tra esperti è emerso che tutti i
principali interlocutori convengono sulla necessità di ampliare il campo di
azione dei finanziamenti dell'Unione in materia di asilo e migrazione, anche
rispetto alla loro dimensione esterna, e di adoperarsi per una maggiore
semplificazione dei meccanismi di erogazione e una maggiore flessibilità,
specie nel reagire alle emergenze. Quanto all'asilo e alla migrazione, gli
interlocutori ritengono che il programma di Stoccolma e il relativo piano d'azione
già ne fissino le ampie priorità tematiche. Ampio è anche il sostegno all'ipotesi
di ridurre a due fondi il numero degli strumenti finanziari, sempre che tale
modifica comporti una effettiva semplificazione. I partecipanti alle
discussioni sono poi d'accordo sulla necessità di un meccanismo di pronto
intervento flessibile che consenta all'Unione di reagire con prontezza ed
efficacia alle crisi connesse alla migrazione e alla sicurezza. La gestione
concorrente orientata alla programmazione pluriennale, con la definizione di obiettivi
comuni a livello dell'Unione, è generalmente considerata la modalità di
gestione adeguata per tutti i finanziamenti nel settore degli affari interni,
anche se le organizzazioni non governative sono del parere che sia opportuno
mantenere la gestione diretta. I soggetti interessati sono anche a favore di un
rafforzamento del ruolo delle agenzie del settore degli affari interni, che
promuova la cooperazione e le sinergie.
3.           Elementi giuridici della
proposta
Il diritto di intervenire discende dall'articolo
3, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea che recita: "L'Unione
offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza
frontiere interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone
insieme a misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere
esterne, l'asilo, l'immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta
contro quest'ultima".
L'intervento dell'Unione è giustificato dagli
obiettivi di cui all'articolo 67 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea (di seguito "il trattato") che stabilisce i mezzi per
realizzare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
Il regolamento è basato sul titolo V del
trattato relativo allo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, in particolare
sull'articolo 78, paragrafo 2, e sull'articolo 79, paragrafi 2 e 4, che
costituiscono la base giuridica dell'intervento dell'Unione nel settore dell'asilo,
dell'immigrazione, della gestione dei flussi migratori, dell'equo trattamento
dei cittadini dei paesi terzi regolarmente soggiornanti negli Stati membri, del
contrasto dell'immigrazione illegale e della tratta degli esseri umani, anche
tramite la cooperazione con i paesi terzi. 
Questi articoli sono basi giuridiche
compatibili con la posizione del Regno Unito, dell'Irlanda e della Danimarca
rispetto alle materie che disciplinano, e sono quindi compatibili con le regole
di voto in sede di Consiglio. Per giunta, a ciascuna di esse si applica la
procedura legislativa ordinaria. 
L'attenzione è richiamata sull'articolo 80 del
trattato in virtù del quale queste politiche dell'Unione e la loro attuazione
sono governate dal principio di solidarietà e di equa ripartizione della
responsabilità tra gli Stati membri, anche sul piano finanziario. 
Complessivamente, il valore aggiunto dell'intervento
dell'Unione in questo settore rispetto all'azione isolata degli Stati membri è
evidente. L'Unione europea si trova in posizione avvantaggiata rispetto agli
Stati membri per predisporre un quadro che esprima la solidarietà dell'Unione
nella gestione dei flussi migratori. Il sostegno finanziario fornito previsto
dal presente regolamento contribuisce in particolare a rafforzare le capacità
nazionali ed europee in questo settore. Per questo, è anche obiettivo del
presente regolamento rafforzare e sviluppare il sistema europeo comune di
asilo, migliorare la solidarietà e la ripartizione delle responsabilità fra gli
Stati membri, specie in favore di quelli più esposti ai flussi migratori e di
richiedenti asilo, facilitare lo sviluppo di strategie d'immigrazione proattive
che interessino e agevolino il processo di integrazione di cittadini di paesi
terzi e ne promuovano l'integrazione facendo particolare leva sui livelli
locali e regionali degli Stati membri, rafforzare la capacità di questi stessi
di promuovere strategie di rimpatrio eque ed efficaci e sostenere lo sviluppo
di partenariati e la cooperazione con i paesi terzi.
È tuttavia comunemente riconosciuto che gli
interventi debbano essere realizzati a un livello appropriato e che il ruolo
dell'Unione debba limitarsi a quanto è necessario. Stando alla revisione del
bilancio dell'Unione europea, "il bilancio UE dovrebbe essere impiegato
per finanziare i "beni pubblici" dell'Unione europea e azioni che gli
Stati membri e le regioni non riescono a finanziare in autonomia e nei casi in
cui l'intervento UE può garantire risultati migliori"[7].
4.           Incidenza sul bilancio
La proposta della
Commissione relativa al quadro finanziario pluriennale prevede una dotazione di
bilancio di 3 869 milioni di EUR (prezzi correnti) per il Fondo Asilo e
migrazione nel periodo 2014-2020. Indicativamente, oltre l'80% di questo
importo (3 232 milioni di EUR) sarà destinato ai programmi nazionali
degli Stati membri, mentre i restanti 637 milioni di EUR saranno gestiti
centralmente dalla Commissione per il finanziamento delle azioni dell'Unione, l'assistenza
emergenziale, la rete europea sulle migrazioni, l'assistenza tecnica e l'esecuzione
di compiti operativi specifici delle agenzie dell'Unione.
milioni
di EUR (prezzi correnti)
 Fondo Asilo e migrazione || 3 869 
 Programmi nazionali || 3 232 
 Gestione centralizzata || 637 
5.           Elementi principali
5.1.        Risorse per gli Stati membri
Il grosso delle risorse a disposizione del
Fondo sarà distribuito nell'ambito dei programmi nazionali degli Stati membri
relativi all'intero periodo 2014-2020. A tal fine, le risorse da assegnare agli
Stati membri nel quadro del Fondo si suddivideranno in un importo di base e in
un importo variabile. Sulla scorta di una revisione intermedia, a partire dall'esercizio
2018, potrà essere assegnato un importo aggiuntivo. 
5.1.1.     Importo di base 
L'importo di base è stabilito sui dati
statistici più recenti dei flussi migratori, ad esempio il numero delle prime
domande d'asilo, di decisioni che accordano lo status di rifugiato o la
protezione sussidiaria, di rifugiati reinsediati, la popolazione e i flussi di
cittadini di paesi terzi regolari, il numero di decisioni di rimpatrio emesse
dalle autorità nazionali e di rimpatri effettuati[8]. Si
tratta degli stessi dati usati sinora per il calcolo degli importi assegnati ai
sensi del Fondo europeo per i rifugiati, del Fondo europeo per l'integrazione
di cittadini di paesi terzi e del Fondo europeo per i rimpatri. Per raggiungere
la massa critica necessaria all'attuazione dei programmi nazionali, per
ciascuno Stato membro è aggiunto un importo minimo di 5 milioni di EUR. 
Gli importi di base assegnati ai singoli Stati
membri costituiranno il punto di partenza del dialogo strategico, cui farà
seguito la programmazione pluriennale allo scopo, da un lato, di sostenere un
numero limitato di obiettivi obbligatori (ad esempio, consolidare il sistema
europeo comune di asilo provvedendo a un'applicazione efficace e uniforme dell'acquis
dell'Unione in materia di asilo oppure mettere a punto un programma di
rimpatrio volontario assistito comprensivo di una componente sul reinserimento)
e, dall'altro, di rispondere alle esigenze specifiche di ogni Stato membro.
5.1.2.     Importo variabile
L'importo variabile sarà assegnato sulla
scorta del dialogo strategico citato poc'anzi a quegli Stati membri che
intendono cimentarsi in settori operativi che dipendono dal loro impegno
politico e dalla loro volontà di agire o dalla loro capacità di cooperare con
altri Stati membri. Si intende con ciò l'attuazione di azioni specifiche come,
ad esempio, il trattamento comune delle domande di asilo, le operazioni di
rimpatrio congiunte, l'istituzione di centri comuni per l'immigrazione, ma
anche l'esecuzione di operazioni di reinsediamento e ricollocazione. 
Per quanto riguarda il reinsediamento, ogni
due anni gli Stati membri riceveranno incentivi finanziari (somme forfettarie)
sulla base dell'impegno che si assumeranno in funzione delle priorità comuni di
reinsediamento dell'Unione, convenute nel quadro di un processo politico cui
parteciperanno in primis il Parlamento europeo e il Consiglio e che
rispecchierà gli sviluppi delle strategie nazionali e dell'Unione. Gli
incentivi finanziari serviranno a conseguire due obiettivi: uno quantitativo,
incrementare cioè notevolmente le attuali cifre sul reinsediamento che sono
troppo basse, l'altro qualitativo, ovvero rafforzare la dimensione europea
tramite la realizzazione di priorità di reinsediamento dell'Unione comuni,
predefinite e dinamiche.
Inoltre, con un analogo sistema di impegni e a
intervalli regolari, gli Stati membri riceveranno incentivi finanziari (somme
forfettarie) per la ricollocazione dei beneficiari di protezione
internazionale.
5.1.3.     Attribuzione intermedia
Parte delle risorse disponibili sarà
accantonata per la revisione intermedia. 
Conseguenza di questo accantonamento è la possibilità,
da un lato, di assegnare importi aggiuntivi a quegli Stati membri in cui si
registrano forti cambiamenti di flussi migratori e i cui sistemi di asilo e
accoglienza presentano esigenze specifiche, dall'altro, di assegnare importi
aggiuntivi agli Stati membri desiderosi di attuare priorità specifiche. Questi
ultimi importi possono essere rivisti in funzione degli sviluppi più recenti
delle strategie.
5.2.        Agenzie dell'Unione
Per un uso più efficace delle competenze e del
know-how delle agenzie dell'Unione nel settore degli affari interni, la
Commissione ipotizza inoltre di avvalersi della possibilità offerta dal
regolamento finanziario[9]
di affidare loro, nell'ambito delle risorse previste dal presente regolamento,
l'esecuzione di compiti specifici che rientrino nella loro missione e siano
complementari ai loro programmi di lavoro. Ai fini dei compiti oggetto del
presente regolamento, sono principalmente interessati l'Ufficio europeo di
sostegno per l'asilo (EASO) e l'Agenzia europea per la gestione della
cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione
europea (Frontex) per le attività all'interno e all'esterno dell'Unione che presuppongono
competenze operative sulle questioni rispettivamente inerenti all'asilo e all'immigrazione
irregolare. 
5.3.        Azioni nei paesi terzi o in
relazione a tali paesi
Il Fondo sostiene le azioni che curano
principalmente gli interessi dell'Unione, hanno un impatto diretto sull'Unione
e sui suoi Stati membri e garantiscono la continuità necessaria con le attività
attuate nel territorio dell'Unione. Il Fondo non sostiene invece gli interventi
direttamente orientati allo sviluppo. Nell'attuare queste azioni sarà
perseguita la totale coerenza con i principi e gli obiettivi generali dell'azione
esterna dell'Unione relativa al paese o alla regione in questione.
2011/0366 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
che istituisce il Fondo Asilo e migrazione 
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 78, paragrafo 2, e l'articolo 79,
paragrafi 2 e 4,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[10],
visto il parere del Comitato delle regioni[11],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
È opportuno che l'obiettivo dell'Unione di
realizzare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia sia raggiunto anche
attraverso misure comuni, espressione di una politica di asilo e immigrazione
basata sulla solidarietà fra gli Stati membri che sia equa nei confronti dei
paesi terzi e dei loro cittadini. Il Consiglio europeo del 2 dicembre 2009 ha
riconosciuto che, all'interno dell'Unione, le risorse finanziarie dovrebbero
diventare via via più flessibili e coerenti, sia in termini di portata che di
applicabilità, per sostenere l'evoluzione della politica in materia di asilo e
migrazione.
(2)              
Onde contribuire allo sviluppo di una politica
comune dell'Unione in materia di asilo e immigrazione e al rafforzamento dello
spazio di libertà, sicurezza e giustizia alla luce dell'applicazione dei
principi di solidarietà e ripartizione delle responsabilità tra gli Stati
membri e della cooperazione con i paesi terzi, il presente regolamento
istituisce il Fondo Asilo e migrazione (di seguito "il Fondo").
(3)              
È opportuno che il Fondo esprima solidarietà
offrendo assistenza finanziaria agli Stati membri e che migliori l'efficacia
della gestione dei flussi migratori verso l'Unione nei settori in cui questa
apporta il massimo valore, specie ripartendo la responsabilità tra gli Stati
membri e condividendo la responsabilità e rafforzando la cooperazione con i
paesi terzi.
(4)              
Ai fini di una politica di asilo uniforme e di alta
qualità e onde applicare norme di protezione internazionale più elevate, il
Fondo dovrebbe contribuire al funzionamento efficace del sistema europeo comune
di asilo che include misure relative alla politica, alla legislazione, al
consolidamento delle capacità, operando in cooperazione con altri Stati membri,
le agenzie dell'Unione e i paesi terzi.
(5)              
È opportuno sostenere e migliorare gli sforzi
compiuti dagli Stati membri per attuare pienamente e correttamente l'acquis
dell'Unione in materia di asilo, in particolare per concedere condizioni di
accoglienza adeguate ai richiedenti asilo, agli sfollati e ai beneficiari di
protezione internazionale, assicurare la corretta determinazione dello status a
norma della direttiva 2004/83/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, recante
norme minime sull'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della
qualità di rifugiato o di persona altrimenti bisognosa di protezione
internazionale, nonché norme minime sul contenuto della protezione riconosciuta[12],
applicare procedure di asilo eque ed efficienti e promuovere buone pratiche nel
settore dell'asilo allo scopo di tutelare i diritti di quanti necessitano di
protezione internazionale e di consentire ai sistemi di asilo degli Stati
membri di operare efficientemente.
(6)              
Il Fondo dovrebbe apportare un sostegno adeguato
agli sforzi comuni degli Stati membri diretti a individuare, condividere e
promuovere le migliori pratiche e a creare strutture di cooperazione efficaci
per migliorare la qualità del processo decisionale nel quadro del sistema
europeo comune di asilo.
(7)              
È opportuno che il Fondo vada ad integrare e
rafforzare le attività dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (EASO),
istituito con regolamento (UE) n. 439/2010 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 19 maggio 2010[13],
in modo da coordinare la cooperazione pratica in materia di asilo fra gli Stati
membri, dare sostegno agli Stati membri i cui sistemi di asilo sono sottoposti
a una pressione particolare e contribuire a una migliore attuazione del sistema
europeo comune di asilo.
(8)              
Il Fondo dovrebbe sostenere gli sforzi dell'Unione
e degli Stati membri volti a rafforzare le capacità di questi ultimi di
sviluppare, monitorare e valutare le rispettive politiche di asilo nel rispetto
degli obblighi imposti dalla normativa vigente dell'Unione.
(9)              
Il Fondo dovrebbe sostenere gli sforzi degli Stati
membri tesi ad assicurare protezione internazionale e soluzioni durature nei
loro territori ai rifugiati e agli sfollati ritenuti ammissibili al
reinsediamento dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati
(UNHCR), come la valutazione dei bisogni di reinsediamento e il trasferimento
degli interessati nei loro territori, per accordare loro uno status giuridico
sicuro e promuoverne l'effettiva integrazione.
(10)          
Il Fondo dovrebbe sostenere le operazioni di
ripartizione degli oneri consistenti nel trasferire i richiedenti protezione
internazionale e i beneficiari di tale protezione da uno Stato membro a un
altro.
(11)          
Una componente essenziale della politica di asilo
dell'Unione risiede nei partenariati e nella cooperazione con i paesi terzi per
una gestione adeguata degli afflussi di richiedenti asilo o altre forme di
protezione internazionale. Nell'intento di dare accesso alla protezione
internazionale e a soluzioni durature in una fase quanto più precoce, anche nel
quadro dei programmi di protezione regionale[14], il Fondo dovrebbe comprendere una forte
componente "reinsediamento".
(12)          
Per accelerare e migliorare il processo di
integrazione nelle società europee è necessario che il Fondo agevoli la
migrazione legale nell'Unione in funzione del fabbisogno economico e sociale
degli Stati membri e predisponga il processo di integrazione già nel paese di
origine del cittadino di paese terzo che giungerà nell'Unione.
(13)          
Perché sia efficiente e apporti il massimo valore
aggiunto, il Fondo dovrebbe informarsi a un approccio più mirato, a sostegno di
strategie coerenti specificamente concepite per promuovere l'integrazione di
cittadini di paesi terzi a livello locale e/o regionale. È opportuno che ad
attuare tali strategie siano prevalentemente le autorità locali o regionali e
gli attori non statali, senza per questo escludere le autorità nazionali se la
specifica struttura amministrativa dello Stato membro lo impone. Le
organizzazioni incaricate dell'attuazione dovrebbero scegliere fra le misure
disponibili quelle più adeguate alla loro situazione particolare.
(14)          
Le misure di integrazione dovranno estendersi anche
ai rifugiati, ai richiedenti asilo o ai beneficiari di altre forme di
protezione internazionale, in modo da garantire un approccio globale all'integrazione
che tenga conto delle specificità di questi gruppi di riferimento.
(15)          
Per assicurare che la risposta dell'Unione europea
in materia di integrazione dei cittadini di paesi terzi sia coerente, è
opportuno che le azioni finanziate nell'ambito del Fondo siano specifiche e
complementari a quelle finanziate nell'ambito del Fondo sociale europeo. In
tale contesto, è opportuno invitare le autorità degli Stati membri incaricate
dell'attuazione del presente Fondo a stabilire meccanismi di cooperazione e di
coordinamento con le autorità designate dagli Stati membri per gestire gli
interventi del Fondo sociale europeo.
(16)          
            È necessario che il Fondo sostenga gli
Stati membri nello stabilire strategie per l'organizzazione dell'immigrazione
legale, che ne migliorino le capacità di sviluppare, attuare, monitorare e valutare
in generale tutte le strategie, le politiche e le misure in materia di
immigrazione e integrazione dei cittadini di paesi terzi, compresi gli
strumenti giuridici dell'Unione. Il Fondo dovrà anche sostenere lo scambio di
informazioni, le migliori pratiche e la cooperazione tra i vari servizi
amministrativi e con altri Stati membri.
(17)          
L'Unione dovrebbe prevedere un ricorso continuo ed
esteso allo strumento del partenariato per la mobilità quale principale quadro
di cooperazione strategico, completo e a lungo termine per la gestione della
migrazione con i paesi terzi. È opportuno che il Fondo sostenga le attività nel
quadro dei partenariati per la mobilità che si svolgono nell'Unione o nei paesi
terzi e rispondono alle necessità e priorità dell'Unione, in particolare le
azioni che assicurano la continuità dei finanziamenti a beneficio sia dell'Unione
che dei paesi terzi. 
(18)          
È opportuno continuare a sostenere e incoraggiare
gli sforzi compiuti dagli Stati membri per migliorare la gestione del rimpatrio
in tutte le sue dimensioni, ai fini di un'applicazione continua, equa ed
efficace delle norme comuni in materia di rimpatrio di cui in particolare alla
direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre
2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al
rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare[15]. Il
Fondo dovrebbe promuovere lo sviluppo di strategie di rimpatrio a livello
nazionale e di misure a sostegno della loro effettiva attuazione nei paesi
terzi.
(19)          
Per quanto riguarda il rimpatrio volontario, anche
di persone che chiedono di essere rimpatriate nonostante non abbiano l'obbligo
di lasciare il territorio, è opportuno prevedere incentivi, come un trattamento
preferenziale sotto forma di una maggiore assistenza al rimpatrio. Questo tipo
di rimpatrio volontario è nell'interesse sia dei rimpatriati sia delle autorità
sotto il profilo del rapporto costi-efficacia. Gli Stati membri andrebbero
incoraggiati a dare la preferenza al rimpatrio volontario.
(20)          
Da un punto di vista politico, tuttavia, i rimpatri
volontari e quelli forzati sono interconnessi e hanno un benefico effetto
reciproco, e nella gestione dei rimpatri gli Stati membri dovrebbero essere
incoraggiati a rafforzare la complementarità delle due forme. Sussiste la
necessità di procedere a rimpatri forzati per preservare l'integrità della
politica dell'Unione in materia di immigrazione e di asilo e i sistemi previsti
per l'immigrazione e l'asilo dagli Stati membri. Pertanto, la possibilità di
procedere al rimpatrio forzato costituisce una condizione preliminare per
evitare l'indebolimento di tale politica e garantire il rispetto dello stato di
diritto, che è fondamentale per la creazione di uno spazio di libertà,
sicurezza e giustizia. Il Fondo dovrebbe pertanto sostenere le azioni degli
Stati membri volte ad agevolare il rimpatrio forzato.
(21)          
È imperativo che il Fondo sostenga misure
specifiche a beneficio dei rimpatriati nel paese di rimpatrio, al fine di
assicurarne il rimpatrio effettivo e in buone condizioni verso la città o
regione d'origine e favorirne il reinserimento duraturo nella loro comunità.
(22)          
Gli accordi di riammissione conclusi dall'Unione
sono parte integrante della politica europea di rimpatrio e uno strumento
cardine per una gestione efficace dei flussi migratori in quanto favoriscono il
pronto rimpatrio dei migranti irregolari. Tali accordi sono anche un elemento
importante nell'ambito del dialogo e della cooperazione con i paesi terzi di
origine e transito degli immigrati irregolari, e ne andrebbe sostenuta l'attuazione
nei paesi terzi per garantire l'efficacia delle strategie di rimpatrio a
livello nazionale e dell'Unione.
(23)          
Il Fondo dovrebbe integrare e rafforzare le
attività dell'Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle
frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione europea (di seguito "Frontex"),
istituita con regolamento (CE) n. 2007/2004 del Consiglio del 26 ottobre 2004[16], uno dei
cui compiti è offrire l'assistenza necessaria per l'organizzazione delle
operazioni di rimpatrio congiunte degli Stati membri e individuare le migliori
pratiche in materia di acquisizione dei documenti di viaggio e di
allontanamento dei cittadini di paesi terzi soggiornanti illegalmente nel
territorio degli Stati membri.
(24)          
Il Fondo deve essere attuato nel pieno rispetto dei
diritti e dei principi riconosciuti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione
europea. In particolare le azioni ammissibili dovranno tener conto della
situazione specifica delle persone vulnerabili, con specifico riguardo e
risposte ad hoc per i minori non accompagnati e altri minori a rischio.
(25)          
È opportuno che le azioni nei paesi terzi e in
relazione a tali paesi sostenute dal Fondo siano decise in sinergia e
coerentemente con altre azioni esterne all'Unione sostenute dagli strumenti
dell'Unione di assistenza esterna, sia geografici che tematici. In particolare,
l'attuazione di tali azioni deve improntarsi alla piena coerenza con i principi
e gli obiettivi generali fissati per l'azione esterna e la politica estera dell'Unione
nei confronti del paese o della regione in questione. Tali azioni non devono
essere direttamente orientate allo sviluppo e devono integrare, ove opportuno,
l'aiuto finanziario prestato tramite gli strumenti di assistenza esterna. La coerenza
va mantenuta anche con la politica umanitaria dell'Unione, in particolare nell'attuare
l'assistenza emergenziale.
(26)          
Occorrerà assegnare un'ampia parte delle risorse
disponibili nell'ambito del Fondo in proporzione alla responsabilità di
ciascuno Stato membro in funzione dei suoi sforzi nel gestire i flussi
migratori, sulla base di criteri obiettivi. A tal fine, andrebbero usati i dati
statistici più recenti dei flussi migratori, ad esempio il numero delle prime
domande d'asilo, di decisioni che accordano lo status di rifugiato o la
protezione sussidiaria, di rifugiati reinsediati, di cittadini di paesi terzi
in posizione regolare, di cittadini di paesi terzi che hanno ottenuto da uno
Stato membro l'autorizzazione a soggiornare, di decisioni di rimpatrio emesse
dalle autorità nazionali e di rimpatri effettuati[17].
(27)          
Per quanto sia opportuno assegnare a ciascuno Stato
membro un importo basato sui dati statistici più recenti, è altresì auspicabile
che parte delle risorse disponibili nell'ambito del Fondo siano distribuite per
l'attuazione sia di azioni specifiche che presuppongono uno sforzo di
cooperazione fra gli Stati membri e generano un notevole valore aggiunto per l'Unione,
sia del programma di reinsediamento dell'Unione e per la ricollocazione.
(28)          
A tal fine è opportuno che il presente regolamento
stabilisca un elenco delle azioni specifiche ammissibili al finanziamento del
Fondo e che siano attribuiti importi aggiuntivi agli Stati membri che si
impegnano a attuarle.
(29)          
Nella prospettiva della progressiva istituzione di
un programma di reinsediamento dell'Unione, il Fondo dovrebbe prestare un'assistenza
mirata sotto forma di incentivi finanziari (somme forfettarie) per rifugiato
reinsediato.
(30)          
Per aumentare l'impatto degli sforzi di
reinsediamento dell'Unione nell'accordare protezione ai rifugiati e
massimizzare l'impatto strategico del reinsediamento attraverso una migliore
individuazione delle persone le cui esigenze di reinsediamento sono più
pressanti, ogni due anni si dovrebbero formulare priorità comuni in questo
settore a livello dell'Unione sulla base delle categorie generali di cui al
presente regolamento.
(31)          
Data la loro particolare vulnerabilità, è
necessario che alcune categorie di rifugiati siano puntualmente incluse nelle
priorità comuni di reinsediamento dell'Unione.
(32)          
In considerazione delle esigenze di reinsediamento
fissate nelle priorità comuni di reinsediamento dell'Unione, è altresì
necessario prevedere incentivi finanziari aggiuntivi per il reinsediamento di
persone in relazione a regioni geografiche e cittadinanze specifiche e a
categorie specifiche di rifugiati da reinsediare, qualora il reinsediamento sia
considerato lo strumento più adatto a soddisfarne le esigenze particolari.
(33)          
Per migliorare la solidarietà e ripartire meglio le
responsabilità tra gli Stati membri, specie quelli più esposti ai flussi di
richiedenti asilo, è altresì opportuno istituire un meccanismo analogo basato
sugli incentivi finanziari per la ricollocazione dei beneficiari di protezione
internazionale.
(34)          
Onde tener conto dei forti cambiamenti di flussi
migratori e rispondere alle esigenze dei sistemi di asilo e accoglienza degli
Stati membri, è opportuno prevedere una revisione intermedia e costituire una
riserva finanziaria da ridistribuire in occasione della revisione intermedia.
(35)          
Il supporto del Fondo sarà più efficace e
comporterà maggiore valore aggiunto se il presente regolamento individua un
numero limitato di obiettivi obbligatori da conseguire nell'ambito dei
programmi elaborati da ogni Stato membro in base alla propria situazione e alle
proprie esigenze specifiche.
(36)          
Per rafforzare la solidarietà è importante che il
Fondo preveda, in situazioni di emergenza di grande pressione migratoria sugli
Stati membri o su paesi terzi o in caso di afflusso massiccio di sfollati a
norma della direttiva 2001/55/CE del Consiglio, del 20 luglio 2001, sulle norme
minime per la concessione della protezione temporanea in caso di afflusso
massiccio di sfollati e sulla promozione dell'equilibrio degli sforzi tra gli
Stati membri che ricevono gli sfollati e subiscono le conseguenze dell'accoglienza
degli stessi[18],
un sostegno supplementare nella forma di un'assistenza emergenziale.
(37)          
Il presente regolamento dovrà assicurare la
continuità della rete europea sulle migrazioni istituita con decisione 2008/381/CE
del Consiglio, del 14 maggio 2008, che istituisce una rete europea sulle
migrazioni[19],
e prevedere le risorse finanziarie necessarie per le sue attività in linea con
i suoi obiettivi e compiti di cui al presente regolamento.
(38)          
È opportuno pertanto abrogare la decisione
2008/381/CE.
(39)          
Alla luce della finalità degli incentivi finanziari
assegnati agli Stati membri nella forma di somme forfettarie per il
reinsediamento e/o la ricollocazione e poiché questi rappresentano una frazione
esigua dei costi reali, è necessario che il presente regolamento preveda talune
deroghe alle regole sull'ammissibilità delle spese.
(40)          
Al fine di integrare o modificare le disposizioni
del presente regolamento concernenti le somme forfettarie per il reinsediamento
e la ricollocazione, la definizione delle azioni specifiche e delle priorità
comuni di reinsediamento dell'Unione, occorre delegare alla Commissione il
potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea. È di particolare importanza che, durante i
lavori preparatori, la Commissione conduca adeguate consultazioni, anche a
livello di esperti. Nel contesto della preparazione e della stesura degli atti
delegati, è necessario che la Commissione garantisca contemporaneamente una
trasmissione corretta e tempestiva dei documenti pertinenti al Parlamento
europeo e al Consiglio.
(41)          
Al fine di garantire un'attuazione uniforme,
efficiente e tempestiva delle disposizioni del presente regolamento, occorre
conferire alla Commissione competenze di esecuzione. Tali competenze devono
essere esercitate in conformità del regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i
principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati
membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla
Commissione[20].
(42)          
È opportuno che i finanziamenti a carico del
bilancio dell'Unione siano concentrati su attività in cui l'intervento dell'Unione
può apportare valore aggiunto rispetto all'azione isolata degli Stati membri.
Poiché l'Unione europea è in posizione avvantaggiata rispetto agli Stati membri
nel predisporre un quadro che esprima la solidarietà dell'Unione nella gestione
dei flussi migratori, il sostegno finanziario previsto a norma del presente
regolamento dovrà contribuire soprattutto a consolidare le capacità nazionali
ed europee in questo ambito.
(43)          
Ai fini della sua gestione e attuazione, è
opportuno che il Fondo costituisca parte integrante di un quadro coerente comprendente
il presente regolamento e il regolamento (UE) n. […/…] del Parlamento europeo e
del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo Asilo e migrazione e
sullo strumento di sostegno finanziario per la cooperazione di polizia, la
prevenzione e la lotta alla criminalità e la gestione delle crisi[21].
(44)          
Poiché l'obiettivo del presente regolamento, vale a
dire contribuire a una gestione efficace dei flussi migratori nell'Unione nell'ambito
dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, conformemente alla politica
comune di asilo, protezione sussidiaria e protezione temporanea e della
politica comune dell'immigrazione, non può essere conseguito in misura
sufficiente dagli Stati membri e può dunque essere conseguito meglio a livello
di Unione, quest'ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà
sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente
regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in
ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.
(45)          
La decisione n. 573/2007/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 23 maggio 2007, che istituisce il Fondo europeo
per i rifugiati per il periodo 2008‑2013[22] deve essere abrogata.
(46)          
La decisione n. 575/2007/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 23 maggio 2007, che istituisce il Fondo europeo
per i rimpatri per il periodo 2008‑2013[23] deve
essere abrogata.
(47)          
La decisione 2007/435/CE del Consiglio, del 25
giugno 2007, che istituisce il Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di
paesi terzi per il periodo 2007-2013[24]
deve essere abrogata.
(48)          
A norma dell'articolo 3 del protocollo sulla
posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà,
sicurezza e giustizia, allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato
sul funzionamento dell'Unione europea, e fatto salvo l'articolo 4 di tale
protocollo, l'Irlanda [non partecipa all'adozione del presente
regolamento, non è da esso vincolata, né è soggetta alla sua applicazione / ha
notificato che desidera partecipare all'adozione e all'applicazione del
presente regolamento].
(49)          
A norma dell'articolo 3 del protocollo sulla
posizione del Regno Unito e dell'Irlanda rispetto allo spazio di libertà,
sicurezza e giustizia, allegato al trattato sull'Unione europea e al trattato
sul funzionamento dell'Unione europea, e fatto salvo l'articolo 4 di tale
protocollo, il Regno Unito [non partecipa all'adozione del presente
regolamento, non è da esso vincolato, né è soggetto alla sua applicazione / ha
notificato che desidera partecipare all'adozione e all'applicazione del
presente regolamento].
(50)          
A norma degli articoli 1 e 2 del protocollo sulla
posizione della Danimarca, allegato al trattato sull'Unione europea e al
trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la Danimarca non partecipa all'adozione
del presente regolamento, non è da esso vincolata, né è soggetta alla sua
applicazione,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPO 1
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1
Oggetto e campo d'applicazione
1. Il presente regolamento istituisce, per il
periodo dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2020, il Fondo Asilo e migrazione
(di seguito "il Fondo").
2. Il presente regolamento stabilisce:
(a)         
gli obiettivi del sostegno finanziario e le azioni
ammissibili; 
(b)         
il quadro generale di attuazione delle azioni
ammissibili; 
(c)         
le risorse finanziarie disponibili e la loro
ripartizione;
(d)         
i principi e i meccanismi per stabilire le priorità
comuni di reinsediamento dell'Unione;
(e)         
gli obiettivi, i compiti e la composizione della
rete europea sulle migrazioni.
3. Il presente regolamento prevede l'applicazione
delle norme del regolamento (UE) n. .../ [regolamento orizzontale].
Articolo 2
Definizioni
Ai fini del presente regolamento si intende
per:
(a)                   
"reinsediamento": il processo
mediante il quale, su richiesta dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per
i rifugiati (UNHCR) motivata da bisogno di protezione internazionale, cittadini
di paesi terzi o apolidi, il cui status è definito dalla convenzione di Ginevra
del 28 luglio 1951 e che sono autorizzati a soggiornare in qualità di rifugiati
in uno degli Stati membri, sono trasferiti da un paese terzo a uno Stato membro
in cui sono autorizzati a soggiornare in virtù di uno dei seguenti status:
i)        status di rifugiato ai sensi dell'articolo
2, lettera d), della direttiva 2004/83/CE, oppure
ii)       uno status che offre diritti e vantaggi
analoghi allo status di rifugiato ai sensi del diritto nazionale o dell'Unione;
(b)                   
"ricollocazione": il processo
mediante il quale le persone di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettere a) e
b), sono trasferite dallo Stato membro che ha concesso loro la protezione
internazionale a un altro Stato membro in cui godranno di protezione
equivalente, oppure le persone rientranti nella categoria di cui all'articolo
4, paragrafo 1, lettera c), sono trasferite dallo Stato membro competente per l'esame
della loro domanda a un altro Stato membro in cui sarà esaminata la loro
domanda di protezione internazionale;
(c)                   
"cittadino di paese terzo": chi
non sia cittadino dell'Unione ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 1, del
trattato;
(d)                   
"minore non accompagnato": il
cittadino di paese terzo o l'apolide d'età inferiore agli anni 18 che entri o
sia entrato nel territorio degli Stati membri senza essere accompagnato da un
adulto che ne sia responsabile per legge o per prassi nazionale dello Stato
membro interessato, fino a quando non sia effettivamente affidato a un tale
adulto; il termine include il minore che viene abbandonato dopo essere entrato
nel territorio degli Stati membri;
(e)                   
"familiari": gli ascendenti e i
discendenti a carico, compresi i figli adottivi, il coniuge, il partner non
sposato legato da relazione stabile formalmente registrata o da unione
registrata, se applicabile ai sensi del diritto nazionale dello Stato membro
interessato;
(f)                     
"situazione di emergenza": la
situazione risultante 
i)        da forti pressioni migratorie su uno o
più Stati membri, caratterizzate da un afflusso massiccio e sproporzionato di
cittadini di paesi terzi che ne sottopone le capacità di accoglienza e
trattenimento e i sistemi e le procedure di asilo a considerevoli e urgenti
sollecitazioni;
ii)       dall'attuazione di meccanismi di
protezione temporanea come definita dalla direttiva 2001/55/CE, oppure
iii)      da forti pressioni migratorie su paesi
terzi in cui i rifugiati rimangono bloccati a seguito di eventi come
capovolgimenti politici o conflitti.
Articolo 3
Obiettivi
1. Obiettivo generale del Fondo è contribuire
a una gestione efficace dei flussi migratori nell'Unione nell'ambito dello
spazio di libertà, sicurezza e giustizia, conformemente alla politica comune di
asilo, protezione sussidiaria e protezione temporanea e della politica comune
dell'immigrazione.
2. Nell'ambito di questo obiettivo generale,
il Fondo contribuisce ai seguenti obiettivi specifici:
(a)                   
rafforzare e sviluppare il sistema europeo comune
di asilo, compresa la sua dimensione esterna.
Il raggiungimento di questo obiettivo sarà
misurato sulla base di indicatori quali, tra l'altro, il grado di miglioramento
delle condizioni di accoglienza, della qualità delle procedure di asilo, del
convergere fra i tassi di riconoscimento degli Stati membri e dei loro sforzi
in termini di reinsediamento;
(b)                   
sostenere la migrazione legale nell'Unione in
funzione del fabbisogno economico e sociale degli Stati membri e promuovere l'effettiva
integrazione dei cittadini di paesi terzi, compresi i richiedenti asilo e i
beneficiari di protezione internazionale.
Il raggiungimento di questo obiettivo sarà
misurato sulla base di indicatori quali, tra l'altro, il grado di maggiore
partecipazione dei cittadini di paesi terzi all'occupazione, all'istruzione e
al processo democratico;
(c)                   
rafforzare la capacità di promuovere strategie di
rimpatrio eque ed efficaci negli Stati membri, con particolare attenzione al
carattere durevole del rimpatrio e alla riammissione effettiva nei paesi di
origine.
Il raggiungimento di questo obiettivo sarà
misurato sulla base di indicatori quali, tra l'altro, il numero di rimpatriati;
(d)                   
migliorare la solidarietà e la ripartizione delle
responsabilità fra gli Stati membri, specie quelli più esposti ai flussi
migratori e di richiedenti asilo.
Il raggiungimento di questo obiettivo sarà
misurato sulla base di indicatori quali, tra l'altro, il livello di maggiore
assistenza tra Stati membri, anche attraverso la cooperazione pratica e la
ricollocazione.
Articolo 4
Gruppi di riferimento
1. Il Fondo contribuisce al finanziamento di
azioni aventi ad oggetto una o più delle seguenti categorie di persone:
(a)                   
cittadini di paesi terzi o apolidi che beneficiano
dello status definito dalla convenzione di Ginevra e sono autorizzati a
risiedere come rifugiati in uno degli Stati membri;
(b)                   
cittadini di paesi terzi o apolidi che beneficiano
di una forma di protezione sussidiaria ai sensi della direttiva 2004/83/CE;
(c)                   
cittadini di paesi terzi o apolidi che hanno fatto
domanda per una delle forme di protezione previste alle lettere a) e b);
(d)                   
cittadini di paesi terzi o apolidi che beneficiano
di un regime di protezione temporanea ai sensi della direttiva 2001/55/CE;
(e)                   
cittadini di paesi terzi o apolidi da reinsediare o
reinsediati in uno Stato membro;
(f)                     
cittadini di paesi terzi che soggiornano legalmente
in uno Stato membro o che sono in procinto di ottenere il permesso di soggiorno
in uno Stato membro;
(g)                   
cittadini di paesi terzi che si trovano nel
territorio di un paese terzo, intendono emigrare nell'Unione e soddisfano le
specifiche misure e/o condizioni antecedenti alla partenza previste dal diritto
nazionale, comprese quelle relative alla capacità di integrarsi nella società
di uno Stato membro;
(h)                   
cittadini di paesi terzi che non hanno ancora
ricevuto una risposta negativa definitiva alla loro domanda di soggiorno o di
residenza e/o di protezione internazionale in uno Stato membro e possono
scegliere di avvalersi del rimpatrio volontario, purché tali persone non
abbiano acquistato una nuova cittadinanza né abbiano lasciato il territorio di
quello Stato membro;
(i)                     
cittadini di paesi terzi che godono del diritto di
soggiornare o risiedere o di una forma di protezione internazionale ai sensi
della direttiva 2004/83/CE o di protezione temporanea ai sensi della direttiva
2001/55/CE in uno Stato membro e che scelgono di avvalersi del rimpatrio
volontario, purché non abbiano acquistato una nuova cittadinanza né abbiano
lasciato il territorio di quello Stato membro;
(j)                     
cittadini di paesi terzi che non soddisfano o non
soddisfano più le condizioni di ingresso e/o soggiorno in uno Stato membro.
2. I gruppi di riferimento comprendono i
familiari delle persone di cui sopra, ove appropriato e nella misura in cui
ricorrano le stesse condizioni.
CAPO II
SISTEMA EUROPEO COMUNE DI ASILO
Articolo 5
Sistemi di accoglienza e asilo
1. Nell'ambito dell'obiettivo specifico di cui
all'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), e alla luce delle conclusioni
approvate del dialogo strategico di cui all'articolo 13 del regolamento (UE) n.
…/… [regolamento orizzontale], il Fondo sostiene le azioni dirette alle persone
di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettere da a) a e), aventi in particolare
una o più delle seguenti finalità:
(a)                   
prestare aiuti materiali, dispensare istruzione,
formazione, fornire servizi di sostegno, cure mediche e psicologiche;
(b)                   
l'assistenza sociale, l'informazione o l'assistenza
nel disbrigo delle pratiche amministrative e/o giudiziarie e l'informazione o
la consulenza sui possibili esiti della procedura d'asilo, compresi aspetti
quali il rimpatrio volontario;
(c)                   
assicurare l'assistenza legale e linguistica;
(d)                   
l'assistenza specifica alle persone vulnerabili
come i minori, i minori non accompagnati, i disabili, gli anziani, le donne in
stato di gravidanza, i genitori singoli con figli minori, le vittime della
tratta degli esseri umani, le persone affette da gravi malattie fisiche o
mentali o da disturbi post-traumatici e le persone che hanno subito torture,
stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale;
(e)                   
le informazioni per le comunità locali e la
formazione per il personale delle autorità locali che interagiranno con quelle
accolte;
(f)                     
le azioni di integrazione elencate all'articolo 9,
paragrafo 1, se combinate con l'accoglienza delle persone di cui all'articolo
4, paragrafo 1, lettere da a) a e).
2. Nei nuovi Stati membri che aderiscono all'Unione
europea il 1° gennaio 2013 e negli Stati membri con carenze strutturali
specifiche a livello di infrastrutture o servizi destinati all'alloggio, in
aggiunta alle azioni ammissibili di cui al paragrafo 1, il Fondo può anche
finanziarie azioni finalizzate a:
(a)                   
creare, sviluppare e migliorare le infrastrutture e
i servizi di alloggio;
(b)                   
creare strutture amministrative e sistemi e formare
il personale e le autorità giudiziarie competenti onde garantire ai richiedenti
un accesso agevole alle procedure di asilo e procedure di asilo efficienti e di
qualità.
Articolo 6
Capacità
degli Stati membri di sviluppare, monitorare e valutare 
le politiche di asilo 
Nell'ambito dell'obiettivo specifico di cui
all'articolo 3, paragrafo 2, lettera a), e alla luce delle conclusioni
approvate del dialogo strategico di cui all'articolo 13 del regolamento (UE) n.
…/… [regolamento orizzontale], sono in particolare ammissibili le azioni volte
a:
(a)                   
rafforzare le capacità degli Stati membri di
raccolta, analisi e diffusione dei dati e delle statistiche sulle procedure di
asilo, sulle capacità di accoglienza e sulle misure di reinsediamento e
ricollocazione;
(b)              
contribuire direttamente alla valutazione delle
politiche di asilo, con valutazioni d'impatto nazionali, indagini tra i gruppi
di riferimento, elaborando indicatori e indici di riferimento.
Articolo 7
Reinsediamento e ricollocazione
Nell'ambito dell'obiettivo specifico di cui
all'articolo 3, paragrafo 2, lettere a) e d), e alla luce delle conclusioni
approvate del dialogo strategico di cui all'articolo 13 del regolamento (UE) n.
…/… [regolamento orizzontale], il Fondo sostiene in particolare le seguenti
azioni di reinsediamento delle persone di cui all'articolo 4, paragrafo 1,
lettera e), e/o di ricollocazione delle persone di cui all'articolo 4,
paragrafo 1, lettere a), b) e c):
(a)                   
istituire e sviluppare programmi nazionali di
reinsediamento e ricollocazione; 
(b)              
creare infrastrutture e servizi appropriati per
garantire un'attuazione omogenea e effettiva delle misure di reinsediamento e
ricollocazione;
(c)               
creare strutture e sistemi e formare il personale
per svolgere missioni nei paesi terzi e/o in altri Stati membri, effettuare
colloqui, controlli medici e di sicurezza;
(d)              
la valutazione dei casi potenziali di
reinsediamento e/o ricollocazione a cura delle autorità competenti degli Stati
membri, per esempio con missioni nel paese terzo e/o in un altro Stato membro,
colloqui, controlli medici e di sicurezza;
(e)               
la valutazione dello stato di salute prima della
partenza e il trattamento medico, il materiale da fornire prima della partenza,
le informazioni prima della partenza e le modalità di viaggio, inclusi i
servizi di assistenza medica;
(f)                
le informazioni e l'assistenza all'arrivo, inclusi
i servizi di interpretazione;
(g)               
potenziare le infrastrutture e i servizi nei paesi
designati per l'attuazione dei programmi di protezione regionale.
CAPO III
INTEGRAZIONE
DEI CITTADINI DI PAESI TERZI E MIGRAZIONE LEGALE
Articolo 8
Immigrazione e misure prima della
partenza
Nell'intento di agevolare la migrazione legale
nell'Unione e preparare meglio le persone di cui all'articolo 4, paragrafo 1,
lettera g), ad integrarsi nella società di accoglienza nell'ambito dell'obiettivo
specifico di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettera b), e alla luce delle
conclusioni approvate del dialogo strategico di cui all'articolo 13 del
regolamento (UE) n. …/… [regolamento orizzontale], sono in particolare
ammissibili le seguenti azioni nel paese d'origine:
(a)                   
pacchetti informativi e campagne di
sensibilizzazione, anche tramite tecnologie dell'informazione e della
comunicazione e siti web di facile impiego;
(b)                   
valutazione delle competenze e qualifiche e
maggiore trasparenza ed equipollenza delle competenze e qualifiche nei paesi di
origine;
(c)                   
formazione professionale;
(d)                   
organizzazione di corsi generali di educazione
civica e di lingua.
Articolo 9
Misure di integrazione a livello
regionale e locale
1. Nell'ambito dell'obiettivo specifico di cui
all'articolo 3, paragrafo 2, lettera b), le azioni ammissibili si svolgono nel
quadro di strategie coerenti, attuate da organizzazioni non governative,
autorità locali e/o regionali, e specificamente preposte all'integrazione, a
livello locale e/o regionale, a seconda dei casi, delle persone di cui all'articolo
4, paragrafo 1, lettere da a) a g). In questo contesto sono ammissibili in
particolare:
(a)                   
le azioni che stabiliscono e sviluppano tali
strategie di integrazione, compresa l'analisi delle necessità, il miglioramento
degli indicatori e la valutazione;
(b)                   
le azioni riguardanti la consulenza e l'assistenza
in settori quali l'alloggio, i mezzi di sussistenza, l'orientamento giuridico e
amministrativo, le cure mediche e psicologiche, l'assistenza sociale, l'assistenza
all'infanzia;
(c)                   
le azioni che inseriscono i cittadini di paesi
terzi nella società di accoglienza o consentono loro di adattarvisi, informarsi
sui propri diritti e obblighi, partecipare alla vita civile e culturale e
condividere i valori sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione
europea;
(d)                   
incentrate sull'istruzione, compresa la formazione
linguistica e le azioni preliminari volte ad agevolare l'accesso al mercato del
lavoro;
(e)                   
che promuovono l'emancipazione (empowerment)
e l'indipendenza economica dei cittadini di paesi terzi;
(f)                     
azioni che promuovono un contatto significativo o
un dialogo costruttivo tra cittadini di paesi terzi e la società che li
accoglie, e ne aumentano l'accettazione, anche avvalendosi dei mezzi di
comunicazione; 
(g)                   
azioni che promuovono la parità di condizioni di
accesso e di trattamento nei rapporti dei cittadini di paesi terzi con i
servizi pubblici e privati, anche adattandoli in modo che si relazionino con
tali cittadini; 
(h)                   
azioni che sviluppano le capacità delle
organizzazioni incaricate dell'attuazione, compreso lo scambio di esperienze e
buone pratiche e il lavoro di rete.
2. Le azioni di cui al paragrafo 1 tengono
conto delle esigenze specifiche delle diverse categorie di cittadini di paesi
terzi e dei loro familiari, compresi quanti arrivano o soggiornano per motivi
di lavoro autonomo o subordinato e di ricongiungimento familiare, i beneficiari
di protezione internazionale, i richiedenti asilo, le persone reinsediate o
ricollocate e i gruppi vulnerabili di migranti, in particolare minori, minori
non accompagnati, disabili, anziani, donne in stato di gravidanza, genitori
singoli con figli minori, vittime della tratta degli esseri umani e persone che
hanno subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica,
fisica o sessuale.
3. Le azioni di cui al paragrafo 1 possono
includere, se del caso, cittadini di uno Stato membro con un passato di
immigrazione, cittadini cioè di cui almeno un genitore (ad esempio la madre o
il padre) è cittadino di paese terzo.
4. Ai fini della programmazione e attuazione
delle azioni di cui al paragrafo 1, il partenariato previsto all'articolo 12
del regolamento (UE) n. …/… [regolamento orizzontale] include le autorità
designate dagli Stati membri per gestire gli interventi del Fondo sociale
europeo. 
Articolo 10
Misure di sviluppo delle capacità
Nell'ambito dell'obiettivo specifico di cui
all'articolo 3, paragrafo 2, lettera b), e alla luce delle conclusioni
approvate del dialogo strategico di cui all'articolo 13 del regolamento (UE) n.
…/… [regolamento orizzontale], sono in particolare ammissibili le azioni volte
a:
(a)                   
stabilire strategie di promozione della migrazione
legale volte a facilitare lo sviluppo e l'attuazione di procedure di ammissione
flessibili, sostenendo tra l'altro la cooperazione tra le agenzie di
collocamento e i servizi dell'occupazione di Stati membri e paesi terzi nonché
gli Stati membri nell'attuare il diritto dell'Unione in materia di migrazione,
e avviare processi di consultazione con le parti interessate e consulenze o
scambi di informazioni su iniziative destinate ad alcune nazionalità o
categorie specifiche di cittadini di paesi terzi in funzione del fabbisogno dei
mercati del lavoro;
(b)                   
consolidare le capacità degli Stati membri di
sviluppare, attuare, monitorare e valutare le rispettive strategie, politiche e
misure in materia di immigrazione ai vari livelli e nei vari servizi
amministrativi, in particolare rafforzandone le capacità di raccolta, analisi e
diffusione dei dati e delle statistici sulle procedure e sui flussi migratori,
sui permessi di soggiorno e sviluppando strumenti di monitoraggio e meccanismi
di valutazione, indicatori e indici di riferimento per misurare i risultati di
queste strategie;
(c)                   
migliorare le capacità interculturali delle
organizzazioni incaricate dell'attuazione tramite fornitori di servizi pubblici
e privati, compresi gli istituti di istruzione, e promuovere lo scambio di
esperienze e buone pratiche e il lavoro di rete;
(d)                   
costituire strutture organizzative sostenibili per
l'integrazione e la gestione della diversità, in particolare tramite la
cooperazione tra i diversi soggetti interessati che permettano ai funzionari ai
vari livelli delle amministrazioni nazionali di informarsi rapidamente sulle
esperienze e sulle migliori pratiche dei loro omologhi stranieri e, quando è
possibile, di mettere in comune le risorse;
(e)                   
contribuire a un processo dinamico bilaterale di
interazione reciproca che sta alla base delle strategie di integrazione a
livello locale e regionale, sviluppando piattaforme per la consultazione dei cittadini
di paesi terzi, lo scambio di informazioni tra le parti interessate e
piattaforme di dialogo interculturale e religioso tra comunità di cittadini di
paesi terzi e/o tra queste comunità e la società di accoglienza e/o tra queste
comunità e le autorità di polizia e le autorità investite del potere
decisionale.
CAPO IV
RIMPATRIO
Articolo 11
Misure di accompagnamento al rimpatrio
Nell'ambito dell'obiettivo specifico di cui
all'articolo 3, paragrafo 2, lettera c), e alla luce delle conclusioni approvate
del dialogo strategico di cui all'articolo 13 del regolamento (UE) n. …/…
[regolamento orizzontale], il Fondo sostiene le azioni dirette alle persone di
cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettere da h) a j), aventi in particolare una
o più delle seguenti finalità:
(a)                   
creare e migliorare le infrastrutture o i servizi
destinati all'alloggio e le condizioni di accoglienza o trattenimento; 
(b)                   
creare strutture amministrative e sistemi e formare
il personale per garantire il corretto svolgimento delle procedure di rimpatrio;
(c)                   
dispensare aiuti materiali e cure mediche o
psicologiche; 
(d)                   
prestare assistenza sociale, garantire l'informazione
o l'assistenza nel disbrigo delle pratiche amministrative e/o giudiziarie e l'informazione
o la consulenza;
(e)                   
assicurare l'assistenza legale e linguistica;
(f)                     
garantire assistenza specifica alle persone
vulnerabili come i minori, i minori non accompagnati, i disabili, gli anziani,
le donne in stato di gravidanza, i genitori singoli con figli minori, le
vittime della tratta degli esseri umani, le persone che hanno subito torture,
stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale.
Articolo 12
Misure di rimpatrio
Nell'ambito dell'obiettivo specifico di cui
all'articolo 3, paragrafo 2, lettera c), e alla luce delle conclusioni approvate
del dialogo strategico di cui all'articolo 13 del regolamento (UE) n. …/…
[regolamento orizzontale], il Fondo sostiene le azioni dirette alle persone di
cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettere da h) a j), aventi in particolare una
o più delle seguenti finalità:
(a)                   
cooperare con le autorità consolari e i servizi di
immigrazione dei paesi terzi al fine di ottenere i documenti di viaggio,
agevolare il rimpatrio e assicurare la riammissione;
(b)                   
misure di rimpatrio volontario assistito,
comprendenti gli esami e l'assistenza medica, le modalità di viaggio, i
contributi finanziari, la consulenza e l'assistenza prima e dopo il rimpatrio; 
(c)                   
misure per avviare il processo di reinserimento dei
rimpatriati, sotto il profilo dello sviluppo personale, come incentivi in
contanti, la formazione, il collocamento e l'aiuto all'occupazione, il sostegno
alla creazione di attività economiche;
(d)                   
strutture e servizi nei paesi terzi che
garantiscano adeguate condizioni di accoglienza e alloggio temporaneo all'arrivo;
(e)                   
garantire assistenza specifica alle persone
vulnerabili come i minori, i minori non accompagnati, i disabili, gli anziani,
le donne in stato di gravidanza, i genitori singoli con figli minori, le
vittime della tratta degli esseri umani, le persone che hanno subito torture,
stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica o sessuale.
Articolo 13
Cooperazione pratica e misure di
sviluppo delle capacità
Nell'ambito dell'obiettivo specifico di cui
all'articolo 3, paragrafo 2, lettera c), e alla luce delle conclusioni
approvate del dialogo strategico di cui all'articolo 13 del regolamento (UE) n.
…/… [regolamento orizzontale], sono in particolare ammissibili le azioni volte
a:
(a)                   
promuovere e rafforzare la cooperazione operativa
tra i servizi di rimpatrio degli Stati membri, anche sul fronte della
cooperazione con le autorità consolari e i servizi di immigrazione dei paesi
terzi;
(b)                   
promuovere la cooperazione fra i servizi di
rimpatrio degli Stati membri e dei paesi terzi, anche con misure dirette a
consolidare le capacità dei paesi terzi di svolgere tali attività di
riammissione e reinserimento nel quadro degli accordi di riammissione;
(c)                   
rafforzare le capacità di sviluppare politiche di
rimpatrio efficaci e sostenibili, specie scambiando informazioni sulla
situazione nei paesi di rimpatrio, le migliori pratiche e le esperienze, e
mettendo in comune le risorse degli Stati membri;
(d)                   
rafforzare le capacità di raccolta, analisi e
diffusione dei dati e delle statistiche sulle procedure e misure di rimpatrio,
sulle capacità di accoglienza e trattenimento, sui rimpatri forzati o
volontari, sulle misure di monitoraggio e reinserimento;
(e)                   
contribuire direttamente alla valutazione delle
politiche di rimpatrio, con valutazioni d'impatto nazionali, indagini tra i
gruppi di riferimento, elaborando indicatori e indici di riferimento.
CAPO V
QUADRO FINANZIARIO E DI ATTUAZIONE 
Articolo 14
Risorse globali e attuazione
1. Le risorse globali per l'attuazione del
presente regolamento ammontano a 3 869 milioni di EUR.
2. L'autorità di bilancio autorizza gli
stanziamenti annuali per il Fondo nei limiti del quadro finanziario.
3. Le risorse globali sono impiegate nell'ambito:
(a)         
dei programmi nazionali, di cui all'articolo 20;
(b)         
delle azioni dell'Unione, di cui all'articolo 21;
(c)         
dell'assistenza emergenziale, di cui all'articolo
22;
(d)         
della rete europea sulle migrazioni, di cui all'articolo
23;
(e)         
dell'assistenza tecnica, di cui all'articolo 24.
4. Le risorse globali disponibili ai sensi del
presente regolamento sono eseguite in gestione concorrente a norma [dell'articolo
55, paragrafo 1, lettera b), del nuovo regolamento finanziario][25], fatte
salve le azioni dell'Unione di cui all'articolo 21, l'assistenza emergenziale
di cui all'articolo 22, la rete europea sulle migrazioni di cui all'articolo 23
e l'assistenza tecnica di cui all'articolo 24.
5. A titolo
indicativo le risorse globali sono così utilizzate:
(a)                   
3 232 milioni di EUR per i programmi nazionali
degli Stati membri;
(b)                   
637 milioni di EUR per le azioni dell'Unione,
l'assistenza emergenziale, la rete europea sulle migrazioni e l'assistenza
tecnica della Commissione.
Articolo 15
Risorse per le azioni ammissibili
negli Stati membri
1. A titolo indicativo agli Stati membri è
assegnato un importo di 3 232 milioni di EUR, così ripartito:
(a)                   
2 372 milioni di EUR come indicato nell'allegato
I;
(b)                   
700 milioni di EUR basati sul meccanismo di
distribuzione per le azioni specifiche di cui all'articolo 16, per il programma
di reinsediamento dell'Unione di cui all'articolo 17 e per la
ricollocazione di cui all'articolo 18;
(c)                   
160 milioni di EUR nel quadro della revisione
intermedia e a partire dall'esercizio 2018, per tener conto dei notevoli
cambiamenti dei flussi migratori e/o rispondere alle esigenze specifiche
stabilite dalla Commissione ai sensi dell'articolo 19.
2. L'importo di cui al paragrafo 1, lettera
b), finanzia:
(a)                   
le azioni specifiche elencate nell'allegato II;
(b)                   
il reinsediamento delle persone di cui all'articolo
4, paragrafo 1, lettera e), e/o alla ricollocazione delle persone di cui all'articolo
4, paragrafo 1, lettere a), b) e c).
Articolo 16
Risorse per le azioni specifiche
1. Agli Stati membri può essere assegnato l'importo
aggiuntivo di cui all'articolo 15, paragrafo 2, lettera a), purché sia
stanziato come tale nel programma e sia utilizzato per attuare le azioni
specifiche. Tali azioni specifiche sono elencate nell'allegato II.
2. Per tenere conto degli ultimi sviluppi,
alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente
all'articolo 26 per modificare l'allegato II nel quadro della revisione
intermedia. Sulla base dell'elenco rivisto delle azioni specifiche, gli Stati
membri possono ricevere un importo aggiuntivo come previsto al paragrafo 1,
compatibilmente con la disponibilità delle risorse. 
3. L'importo aggiuntivo di cui ai paragrafi 1
e 2 è assegnato ai singoli Stati membri con decisioni individuali di
finanziamento che ne approvano o rivedono il rispettivo programma nazionale nel
quadro della revisione intermedia, secondo la procedura di cui agli
articoli 14 e 15 del regolamento (UE) n. …/… [regolamento
orizzontale]. Tali importi sono utilizzati unicamente per l'attuazione delle
azioni specifiche.
Articolo 17
Risorse per il programma di
reinsediamento dell'Unione
1. In aggiunta alla dotazione calcolata
secondo l'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), gli Stati membri ricevono ogni
due anni l'importo aggiuntivo previsto all'articolo 15, paragrafo 2, lettera
b), sulla base di una somma forfettaria di 6 000 EUR per persona
reinsediata.
2. La somma forfettaria di cui al paragrafo 1
è portata a 10 000 EUR per persona rimpatriata secondo le priorità comuni
di reinsediamento dell'Unione stabilite a norma dei paragrafi 3 e 4 e elencate
nell'allegato III.
3. Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati conformemente all'articolo 26 per specificare ogni
due anni le priorità comuni di reinsediamento dell'Unione sulla base delle
seguenti categorie generali: 
–              
persone provenienti da regioni o paesi designati
per l'attuazione di un programma di protezione regionale;
–              
persone provenienti da regioni o paesi indicati
nelle previsioni di reinsediamento dell'UNHCR, in cui l'azione comune dell'Unione
può contribuire in misura significativa a rispondere alle esigenze di
protezione;
–              
persone appartenenti a una specifica categoria
rientrante nei criteri di reinsediamento dell'UNHCR.
4. I seguenti gruppi vulnerabili di rifugiati
sono comunque inclusi nelle priorità comuni di reinsediamento dell'Unione e
sono idonei a ricevere la somma forfettaria di cui al paragrafo 2:
–              
donne e minori a rischio;
–              
minori non accompagnati;
–              
persone che necessitano di cure mediche importanti
che possono essere garantite solo con il reinsediamento;
–              
persone bisognose di un reinsediamento di emergenza
o urgente per ragioni di protezione giuridica o fisica.
5. Lo Stato membro che procede al
reinsediamento di una persona appartenente a più d'una delle categorie di cui
ai paragrafi 1 e 2 riceve la somma forfettaria per tale persona una volta sola.
6. La Commissione stabilisce, mediante atti di
esecuzione, il calendario e altre condizioni di attuazione relative al
meccanismo di assegnazione delle risorse per il programma di reinsediamento
dell'Unione secondo la procedura di cui all'articolo 27, paragrafo 2.
7. Gli importi aggiuntivi di cui al paragrafo
1 sono assegnati agli Stati membri ogni due anni, la prima volta con decisione
individuale di finanziamento che ne approvi il programma nazionale secondo la
procedura di cui all'articolo 14 del regolamento (UE) n. …/… [regolamento
orizzontale], in seguito con decisione di finanziamento da allegarsi alla
decisione di approvazione del programma nazionale. Detti importi non possono
essere trasferiti ad altre azioni previste dal programma nazionale.
8. Per perseguire con efficacia gli obiettivi
del programma di reinsediamento dell'Unione e nei limiti delle risorse
disponibili, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati
conformemente all'articolo 26 per adattare, se giudicato opportuno, le somme
forfettarie di cui ai paragrafi 1 e 2.
Articolo 18
Risorse per la ricollocazione
1. In aggiunta alla dotazione calcolata
secondo l'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), gli Stati membri ricevono,
quando giudicato opportuno, l'importo aggiuntivo previsto all'articolo 15,
paragrafo 2, lettera b), sulla base di una somma forfettaria di 6 000 EUR
per persona ricollocata a partire da un altro Stato membro.
2. La Commissione stabilisce il calendario e
altre condizioni di attuazione relative al meccanismo di assegnazione delle
risorse per la ricollocazione secondo la procedura di cui all'articolo 26,
paragrafo 2.
3. Gli importi aggiuntivi di cui al paragrafo
1 sono assegnati agli Stati membri su base regolare, la prima volta con
decisione individuale di finanziamento che ne approvi il programma nazionale
secondo la procedura di cui all'articolo 14 del regolamento (UE) n. …/…
[regolamento orizzontale], in seguito con decisione di finanziamento da
allegarsi alla decisione di approvazione del programma nazionale. Detti importi
non possono essere trasferiti ad altre azioni previste dal programma nazionale.
4. Per perseguire con efficacia gli obiettivi
della solidarietà e della ripartizione delle responsabilità tra gli Stati
membri e nei limiti delle risorse disponibili, alla Commissione è conferito il
potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 26 per adattare le
somme forfettarie di cui al paragrafo 1.
Articolo 19
Risorse nel quadro della revisione
intermedia
1.
Onde assegnare l'importo di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera c), entro
il 31 maggio 2017 la Commissione valuta le necessità degli Stati
membri in ordine al loro sistema di asilo e accoglienza, alla loro situazione
rispetto ai flussi migratori nel periodo dal 2014 al 2016 e agli sviluppi
previsti.
Per questa valutazione la Commissione utilizza
anche le informazioni raccolte presso Eurostat, la rete europea sulle
migrazioni e l'EASO e l'analisi dei rischi effettuata da Frontex.
Sulla base di tale analisi la Commissione
determina il livello delle necessità specifiche in relazione ai sistemi di
asilo e accoglienza e alla pressione migratoria negli Stati membri aggregando
fattori così definiti:
(a)                   
sistemi di asilo e accoglienza:
i)        fattore 1 se non sussistono necessità
specifiche;
(ii)      fattore 1,5 se le necessità specifiche
sono medie;
(iii)     fattore 3 se le necessità specifiche
sono forti;
(b)              
pressione migratoria:
i)        fattore 1 se non sussiste pressione
particolare;
(ii)      fattore 1,5 se la pressione particolare
è media;
(iii)     fattore 3 se la pressione particolare è
alta.
2. A partire da questo metodo la Commissione
designa, mediante atti di esecuzione, gli Stati membri che riceveranno un
importo aggiuntivo e stabilisce una matrice di distribuzione delle risorse
disponibili fra quegli Stati membri, secondo la procedura di cui all'articolo
27, paragrafo 3.
Articolo 20
Programmi nazionali
1. Nell'ambito dei programmi nazionali da
sottoporre a esame e approvazione a norma dell'articolo 14 del regolamento (UE)
n. …/… [regolamento orizzontale], gli Stati membri perseguono in particolare i
seguenti obiettivi:
(a)                   
consolidare il sistema europeo comune di asilo
provvedendo a un'applicazione efficace e uniforme dell'acquis dell'Unione in
materia di asilo;
(b)              
finanziare l'istituzione e lo sviluppo del
programma di reinsediamento dell'Unione offrendo soluzioni durature ai
rifugiati rimasti bloccati in paesi terzi, specie in conformità delle priorità
comuni di reinsediamento dell'Unione;
(c)               
stabilire e sviluppare strategie di integrazione a
livello locale/regionale che ricomprendano diversi aspetti di tale processo
dinamico bilaterale, andando incontro alle esigenze specifiche delle diverse
categorie di migranti e sviluppando partenariati effettivi tra tutte le parti
interessate; 
(d)              
mettere a punto un programma di rimpatrio
volontario assistito comprensivo di una componente sul reinserimento.
2. Gli Stati membri provvedono affinché tutte
le azioni sostenute dal Fondo siano compatibili con l'acquis dell'Unione in
materia di asilo e immigrazione, anche se non sono obbligati da quelle misure
né soggetti alla loro applicazione.
Articolo 21
Azioni dell'Unione
1. Su iniziativa della Commissione, il Fondo
può finanziare azioni transnazionali o azioni di particolare interesse per l'Unione
("azioni dell'Unione") riguardanti gli obiettivi generali e specifici
di cui all'articolo 3. 
2. Per essere
ammissibili al finanziamento, le azioni dell'Unione devono in particolare:
(a)                   
promuovere la cooperazione dell'Unione nell'attuazione
delle sue norme e buone pratiche in materia di asilo, compresi il
reinsediamento e la ricollocazione, di migrazione legale, compresa l'integrazione
dei cittadini di paesi terzi, e di rimpatrio;
(b)                   
sostenere la realizzazione di reti di cooperazione
transnazionale e di progetti pilota, anche innovativi, basati su partenariati
transnazionali tra organismi situati in due o più Stati membri, concepiti per
incoraggiare l'innovazione e agevolare lo scambio di esperienze e di buone
pratiche;
(c)                   
sostenere l'analisi di nuove forme eventuali di
cooperazione dell'Unione in materia di asilo, immigrazione, integrazione e
rimpatrio e della pertinente normativa dell'Unione, la diffusione e lo scambio
di informazioni sulle migliori pratiche e su tutti gli altri aspetti delle
politiche di asilo, immigrazione, integrazione e rimpatrio, compresa la
comunicazione istituzionale delle priorità politiche dell'Unione;
(d)                   
sostenere lo sviluppo e l'applicazione negli Stati
membri di strumenti statistici, metodi e indicatori comuni per misurare gli
sviluppi in materia di asilo, migrazione legale, integrazione e rimpatrio;
(e)                   
sostenere le misure preparatorie, di monitoraggio,
sostegno amministrativo e tecnico e lo sviluppo di un meccanismo di valutazione
necessari per attuare le politiche di asilo e immigrazione;
(f)                     
sostenere la cooperazione con i paesi terzi, in
particolare ai fini dell'attuazione degli accordi di riammissione, dei
partenariati per la mobilità e dei programmi di protezione regionale.
3. Le azioni di cui al presente articolo sono
attuate in conformità dell'articolo 7 del regolamento (UE) n. …/… [regolamento
orizzontale].
Articolo 22
Assistenza emergenziale
1. Il Fondo presta sostegno finanziario per
far fronte a necessità urgenti e specifiche, nell'eventualità di una situazione
d'emergenza.
2. L'assistenza emergenziale è attuata in
conformità dell'articolo 8 del regolamento (UE) n. …/… [regolamento
orizzontale]. 
Articolo 23
Rete europea sulle migrazioni
1. Il Fondo sostiene la rete europea sulle
migrazioni e presta il sostegno finanziario necessario per le sue attività e il
suo sviluppo futuro. 
2. È obiettivo
della rete europea sulle migrazioni:
(a)                   
fungere da consiglio consultivo dell'Unione per la migrazione
e l'asilo coordinandosi e cooperando a livello sia nazionale che dell'Unione
con i rappresentanti di Stati membri, mondo accademico, società civile, gruppi
di riflessione e altri organismi dell'Unione o internazionali;
(b)                   
soddisfare l'esigenza di informazione delle
istituzioni dell'Unione e degli Stati membri fornendo informazioni aggiornate,
oggettive, affidabili e comparabili sulla migrazione e sull'asilo, nell'intento
di sostenere l'iter decisionale dell'Unione europea in questi settori; 
(c)                   
fornire ai cittadini le informazioni di cui alla
lettera b).
3. Per raggiungere il suo obiettivo, la rete
europea sulle migrazioni:
(a)                   
raccoglie e scambia dati e informazioni aggiornate
e affidabili provenienti da una vasta gamma di fonti, anche nell'ambito di
riunioni, con mezzi elettronici, studi comuni e questioni particolari; 
(b)              
analizza i dati e le informazioni di cui alla
lettera a), anche migliorandone la comparabilità, e li presenta in un formato
facilmente accessibile ai responsabili politici in particolare;
(c)               
produce e pubblica relazioni periodiche sulla
situazione della migrazione e dell'asilo nell'Unione e negli Stati membri;
(d)              
diffondendo le informazioni che produce, è il
referente cui il vasto pubblico può rivolgersi per ottenere informazioni
oggettive e imparziali sulla migrazione e sull'asilo. 
4. La rete europea sulle migrazioni, l'EASO e
Frontex provvedono alla coerenza e al coordinamento delle loro attività
rispettive. 
5. Costituiscono la rete europea sulle
migrazioni:
(a)                   
la Commissione, che ne coordina i lavori e si
assicura in particolare che questi riflettano opportunamente le priorità
politiche dell'Unione nel settore della migrazione e dell'asilo;
(b)              
un comitato direttivo, che le impartisce l'orientamento
strategico e ne approva le attività, composto dalla Commissione e da esperti
degli Stati membri, dal Parlamento europeo e altre strutture competenti;
(c)               
i punti di contatto nazionali designati dagli Stati
membri, comprendenti ciascuno almeno tre esperti che possiedono collettivamente
competenze in materia di asilo e migrazione riguardanti anche aspetti attinenti
all'iter decisionale, al diritto, alla ricerca e alla statistica, e che
coordinino e apportino i contributi nazionali alle attività di cui all'articolo
19, paragrafo 1, in modo da assicurare la partecipazione di tutti i portatori
di interessi;
(d)              
altre strutture competenti a livello nazionale e
dell'Unione in materia di migrazione e asilo.
6. La
Commissione stabilisce, mediante atti di esecuzione, le modalità di
funzionamento della rete europea sulle migrazioni secondo la procedura di cui
all'articolo 27, paragrafo 2.
7. L'importo
messo a disposizione della rete europea sulle migrazioni nell'ambito degli
stanziamenti annuali del Fondo e il programma di lavoro che ne fissa le
priorità sono adottati secondo la procedura di cui all'articolo 27, paragrafo
3, e se possibile insieme al programma di lavoro relativo alle azioni dell'Unione
e all'assistenza emergenziale.
8. L'assistenza finanziaria prevista per le
attività della rete europea sulle migrazioni assume la forma di sovvenzioni a
favore dei punti di contatto nazionali e di appalti pubblici a seconda dei
casi, in conformità del regolamento finanziario.
Articolo 24
Assistenza tecnica
1. Su iniziativa della Commissione e/o per suo
conto, il presente Fondo contribuisce annualmente, nel limite di 2,5 milioni di
EUR, all'assistenza tecnica in conformità dell'articolo 10 del regolamento
(UE) n. …/… [regolamento orizzontale].
2. Su iniziativa di uno Stato membro, il Fondo
contribuisce, nel limite del 5% dell'importo totale assegnato a quello Stato
membro, all'assistenza tecnica prevista dal programma nazionale in conformità
dell'articolo 20 del regolamento (UE) n. …/… [regolamento orizzontale].
CAPO VI
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 25
Disposizioni specifiche relative alle
somme forfettarie per il reinsediamento e la ricollocazione
In deroga alle regole sull'ammissibilità delle
spese di cui all'articolo 18 del regolamento (UE) n. …/… [regolamento
orizzontale], specie per quanto riguarda le somme forfettarie e i tassi forfettari,
le somme forfettarie assegnate agli Stati membri per il reinsediamento e/o la
ricollocazione a norma del presente regolamento sono:
–                        
esenti dall'obbligo di basarsi su dati statistici o
storici;
–                        
concesse purché la persona per cui è assegnata la
somma forfettaria sia stata effettivamente reinsediata e/o ricollocata in
conformità del presente regolamento.
Articolo 26
Esercizio della delega
1. Il potere di adottare atti delegati è
conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2. La delega di potere di cui al presente
regolamento è conferita alla Commissione per un periodo di sette anni a
decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. La delega
di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il
Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi
tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
3. La delega di potere di cui al presente
regolamento può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o
dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi
specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla
pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli
atti delegati già in vigore.
4. Non appena adotta un atto delegato, la
Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al
Consiglio.
5. L'atto delegato adottato ai sensi del presente
regolamento entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio
hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è
stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il
Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non
intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su
iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Articolo 27
Procedura di comitato
1. La Commissione è assistita dal comitato
comune "Asilo, migrazione e sicurezza" istituito a norma dell'articolo
55, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. …/… [regolamento orizzontale].
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applica l'articolo 4 del regolamento (UE) n. 182/2011.
3. Nei casi in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.
Articolo 28
Revisione
Su proposta della Commissione, il Parlamento
europeo ed il Consiglio riesaminano il presente regolamento entro il 30 giugno
2020.
Articolo 29
Applicabilità del regolamento (UE) n.
…/… [regolamento orizzontale]
Al presente Fondo si applicano le disposizioni
del [regolamento (UE) n. …/…].
Articolo 30
Abrogazione
A decorrere dal 1° gennaio 2014 sono abrogate
le seguenti decisioni: 
(a)                   
decisione n. 573/2007/CE;
(b)                   
decisione n. 575/2007/CE;
(c)                   
decisione 2007/435/CE; 
(d)                   
decisione 2008/381/CE.
Articolo 31
Disposizioni transitorie
1. Il presente regolamento non pregiudica il
proseguimento o la modifica, compresa la soppressione totale o parziale, dei
progetti e dei programmi annuali interessati, fino alla loro chiusura, o di
interventi approvati dalla Commissione sulla base delle decisioni
n. 573/2007/CE, n. 575/2007/CE e 2007/435/CE o di qualsivoglia altra norma
applicabile a tali interventi alla data del 31 dicembre 2013.
Il presente regolamento non pregiudica il
proseguimento o la modifica, compresa la soppressione totale o parziale, di
interventi approvati dalla Commissione sulla base della decisione 2008/381/CE o
di qualsivoglia altra norma applicabile a tali interventi alla data del 31
dicembre 2013.
2. Nell'adottare decisioni di cofinanziamento
ai sensi del presente Fondo, la Commissione tiene conto delle misure adottate
sulla base delle decisioni n. 573/2007/CE, n. 575/2007/CE, 2007/435/CE e
2008/381/CE prima del [data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale] aventi
un'incidenza finanziaria nel periodo di riferimento del cofinanziamento.
3. Gli importi impegnati per il
cofinanziamento, approvati dalla Commissione tra il 1° gennaio 2011 e il
31 dicembre 2013 e per i quali non le sono stati trasmessi i documenti
richiesti per la chiusura delle azioni entro il termine previsto per la
presentazione della relazione finale, sono disimpegnati automaticamente dalla
Commissione entro il 31 dicembre 2017 e danno luogo al rimborso degli
importi indebitamente versati.
4. Sono esclusi dal calcolo dell'importo da
disimpegnare automaticamente gli importi corrispondenti ad azioni sospese a
causa di procedimenti giudiziari o ricorsi amministrativi con effetto
sospensivo.
Articolo 32
Entrata in vigore e applicazione
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri in conformità dei trattati.
Fatto a Bruxelles,
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
ALLEGATO I
Ripartizione indicativa pluriennale
per Stato membro per il periodo 2014-2020
ALLEGATO II
Elenco delle azioni specifiche di cui
all'articolo 16
(1)         
Istituire e sviluppare nell'Unione centri di
transito e trattamento per rifugiati, in particolare per sostenere le
operazioni di reinsediamento in cooperazione con l'UNHCR.
(2)         
Nuovi approcci, in cooperazione con l'UNHCR,
concernenti l'accesso alle procedure di asilo per quanto riguarda i principali
paesi di transito, quali programmi di protezione per gruppi particolari o
determinate procedure di esame delle domande di asilo.
(3)         
Iniziative congiunte fra Stati membri nel settore
dell'integrazione, come valutazioni comparate, valutazioni inter pares o la
verifica di moduli europei riguardanti ad esempio l'acquisizione di competenze
linguistiche o l'organizzazione di programmi introduttivi. 
(4)         
Iniziative congiunte dirette a definire e attuare
nuovi approcci in relazione alle procedure iniziali e ai livelli di protezione
dei minori non accompagnati.
(5)         
Operazioni di rimpatrio congiunte, comprese azioni
congiunte sull'attuazione degli accordi di riammissione conclusi dall'Unione.
(6)         
Progetti congiunti di reinserimento nei paesi di
origine finalizzati a un rimpatrio sostenibile e azioni congiunte per
rafforzare le capacità dei paesi terzi di attuare gli accordi di riammissione
dell'Unione.
(7)         
Iniziative congiunte dirette a garantire l'unità
del nucleo familiare e il reinserimento di minori non accompagnati nei paesi
terzi di origine.
(8)         
Istituzione di centri comuni per l'immigrazione nei
paesi terzi e progetti congiunti che promuovano la cooperazione tra le agenzie
di collocamento e i servizi dell'occupazione di Stati membri e paesi terzi.
ALLEGATO III
Elenco delle priorità comuni di
reinsediamento dell'Unione per il periodo 2014-2015
(1)         
Programma di protezione regionale nell'Europa
orientale (Bielorussia, Moldova, Ucraina)
(2)         
Programma di protezione regionale nel Corno d'Africa
(Gibuti, Kenya, Yemen)
(3)         
Programma di protezione regionale per l'Africa settentrionale
(Egitto, Libia, Tunisia)
(4)         
Rifugiati nella regione dell'Africa orientale / dei
Grandi laghi
(5)         
Rifugiati iracheni in Siria, Libano, Giordania
(6)         
Rifugiati iracheni in Turchia
SCHEDA FINANZIARIA
LEGISLATIVA 
1.           CONTESTO DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 
              2.2.    Sistema
di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA
PREVISTA DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate

              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi dell'incidenza prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza
prevista sugli stanziamenti operativi 
              3.2.3. Incidenza
prevista sugli stanziamenti di natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità
con il quadro finanziario pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione
di terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle
entrate
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA

1.                      
CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
1.1.                
Titolo della proposta/iniziativa 

Comunicazione "Costruire
un'Europa aperta e sicura: il bilancio Affari interni 2014-2020"
Proposta di
regolamento recante disposizioni generali sul Fondo Asilo e migrazione e sullo
strumento di sostegno finanziario per la cooperazione di polizia, la
prevenzione e la lotta alla criminalità e la gestione delle crisi
Proposta di
regolamento che istituisce il Fondo Asilo e migrazione

1.2.                
Settore/settori interessati nella struttura ABM/ABB[26] 

Attualmente
rubrica 3, titolo 18 – Affari interni
Future
prospettive finanziarie pluriennali: rubrica 3 (Sicurezza e cittadinanza) – "Fondo
Asilo e migrazione" 
Natura della proposta/iniziativa 
þ La proposta/iniziativa riguarda una nuova azione (finanziamento
nel settore degli Affari interni per il periodo 2014-2020)
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto
pilota/un'azione preparatoria[27]

¨ La
proposta/iniziativa riguarda la proroga di un'azione esistente 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda un'azione riorientata verso una nuova
azione 

1.3.                
Obiettivi
1.3.1.          
Obiettivo/obiettivi strategici pluriennali della
Commissione oggetto della proposta/iniziativa 

L'obiettivo
ultimo delle politiche nel settore degli affari interni è instaurare uno spazio
senza frontiere interne, in cui i cittadini dell'Unione europea e di paesi
terzi possono entrare, circolare, vivere e lavorare, apportando nuove idee,
capitali, conoscenza e innovazione o colmando le lacune dei mercati nazionali
del lavoro, certi che i loro diritti saranno pienamente rispettati e la loro
sicurezza garantita. Per raggiungere tale obiettivo è fondamentale la
cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali.
La crescente
importanza delle politiche nel settore degli affari interni trova conferma nel
programma di Stoccolma e relativo piano d'azione, la cui attuazione costituisce
una priorità strategica per i prossimi cinque anni e riguarda settori quali la
migrazione (migrazione legale e integrazione, asilo, migrazione irregolare e
rimpatrio), la sicurezza (prevenzione e lotta al terrorismo e alla criminalità
organizzata, cooperazione di polizia) e la gestione delle frontiere esterne
(compresa la politica dei visti), e include anche la dimensione esterna di
queste politiche. Il trattato di Lisbona consente inoltre all'Unione di
rispondere con maggiore ambizione ai timori quotidiani dei suoi cittadini nello
spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Le priorità strategiche di questo
settore, in particolare l'integrazione di cittadini di paesi terzi, vanno anche
considerate nel contesto delle sette iniziative faro della strategia Europa
2020 intese ad aiutare l'UE a superare l'attuale crisi economica e finanziaria
e a conseguire una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. 
Il Fondo Asilo
e migrazione fornirà l'assistenza finanziaria necessaria per tradurre in
risultati tangibili gli obiettivi dell'Unione europea in materia di affari
interni.

1.3.2.          
Obiettivo/obiettivi specifici e attività ABM/ABB
interessate 

FONDO
ASILO E MIGRAZIONE
a)         rafforzare
e sviluppare il sistema europeo comune di asilo, compresa la sua dimensione
esterna; 
b)         sostenere
la migrazione legale nell'Unione in funzione del fabbisogno economico e sociale
degli Stati membri e promuovere l'effettiva integrazione dei cittadini di paesi
terzi, compresi i richiedenti asilo e i beneficiari di protezione
internazionale;
c)         rafforzare
la capacità di promuovere strategie di rimpatrio eque ed efficaci negli Stati
membri, con particolare attenzione al carattere durevole del rimpatrio e alla
riammissione effettiva nei paesi di origine; 
d)         migliorare
la solidarietà e la ripartizione delle responsabilità fra gli Stati membri,
specie quelli più esposti ai flussi migratori e di richiedenti asilo; 
Attuali
attività ABB interessate: 18.03 (Fondo europeo per i
rifugiati, misure d'emergenza e Fondo europeo per l'integrazione dei cittadini
di paesi terzi) e 18.02 (relativamente al Fondo europeo per i rimpatri). 

1.3.3.          
Risultati e incidenza previsti

Precisare gli effetti
che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi interessati.
Gli effetti
della proposta/iniziativa sui beneficiari/gruppi interessati sono descritti in
modo particolareggiato nella sezione 4.1.2 della valutazione d'impatto.
In generale,
la semplificazione introdotta a tutti i livelli del processo di finanziamento e
in ciascuna modalità di gestione si ripercuoterà positivamente sui processi
nell'ambito dei quali verrà gestito il sostegno finanziario. 
I principali
beneficiari del sostegno finanziario per l'asilo e la migrazione saranno i
servizi degli Stati membri cui compete attuare l'acquis o le politiche pertinenti
e le organizzazioni internazionali o ONG attive nel settore dell'asilo e della
migrazione (procedure di ammissione, misure di integrazione e operazioni di
rimpatrio).
I gruppi che
trarranno vantaggio dai cambiamenti risultanti saranno quelli dei richiedenti
asilo, beneficiari di protezione internazionale, rifugiati reinsediati e altri
cittadini di paesi terzi che arrivano nell'Unione per vari motivi e con
esigenze diverse (ad esempio, motivi economici, ricongiungimento familiare,
minori non accompagnati ecc.). Sarà poi più facile raggiungere tali gruppi di
riferimento poiché l'aver ricondotto a un unico fondo le diverse azioni
riguardanti la gestione della migrazione agevolerà l'accesso ai finanziamenti
(una sola autorità responsabile, maggiore visibilità e un campo d'azione più
chiaro) e consentirà un sostegno più flessibile (ad esempio, lo stesso tipo di
azione per più gruppi di riferimento). Sarà inoltre più ampio il campo di
applicazione, che ricomprenderà l'intera catena migratoria con tutti i diversi
gruppi di riferimento, inclusi i gruppi più estesi dei cittadini di paesi terzi
di seconda generazione (con un genitore cittadino di paesi terzi), ad esempio.

1.3.4.          
Indicatori di risultato e di incidenza

Precisare gli
indicatori che permettono di seguire la realizzazione della
proposta/iniziativa.
Poiché dovrà
essere condotto un dialogo strategico in vista di definire i programmi
nazionali, non è possibile stabilire, a questo stadio, un elenco esaustivo di
indicatori per misurare il conseguimento dei suddetti obiettivi specifici.
Tuttavia, con riferimento al settore dell'asilo e della migrazione,
gli indicatori includeranno il grado di miglioramento delle condizioni di
accoglienza, della qualità delle procedure di asilo, del convergere fra i tassi
di riconoscimento degli Stati membri e dei loro sforzi in termini di
reinsediamento; il grado di maggiore partecipazione dei cittadini di paesi
terzi all'occupazione, all'istruzione e al processo democratico; il numero di
rimpatriati e il livello di maggiore assistenza tra Stati membri, anche
attraverso la cooperazione pratica e la ricollocazione.

1.4.                
Motivazione della proposta/iniziativa 
1.4.1.          
Necessità da coprire nel breve e lungo termine

Nel periodo
2014-2020 l'Unione continuerà ad affrontare grandi sfide sul fronte degli affari
interni. A fronte degli andamenti demografici, dei cambiamenti strutturali dei
mercati del lavoro e della "corsa ai talenti", urge una politica
lungimirante in materia di immigrazione e integrazione per migliorare la
competitività e la coesione sociale dell'UE, arricchendo le società europee e
creando opportunità per tutti. L'Unione deve anche affrontare correttamente l'immigrazione
irregolare e lottare contro la tratta degli esseri umani. Al tempo stesso, deve
continuare a dimostrare solidarietà verso coloro che necessitano di protezione
internazionale. Il completamento di un sistema europeo comune di asilo più
protettivo ed efficiente che rifletta i valori europei resta una priorità. 
La
cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali è
fondamentale per il conseguimento di tali obiettivi. I recenti avvenimenti dei
paesi dell'Africa settentrionale hanno dimostrato quanto sia importante che l'UE
disponga di un approccio globale e coordinato in materia di migrazione,
frontiere e sicurezza. La dimensione esterna dell'UE in materia di affari
interni - sempre più importante – deve pertanto essere rafforzata,
coerentemente con la politica estera dell'Unione.

1.4.2.          
Valore aggiunto dell'intervento dell'Unione europea

La gestione
dei flussi migratori comporta sfide che i singoli Stati membri non possono
affrontare individualmente. Si tratta di un settore in cui è evidente il valore
aggiunto che può essere apportato grazie ai finanziamenti dell'Unione. 
Su alcuni
Stati membri grava un peso enorme a motivo della loro specifica situazione
geografica e della lunghezza delle frontiere esterne dell'Unione che devono
gestire. Le politiche comuni in materia di asilo e immigrazione sono pertanto
improntate al principio di solidarietà e di equa ripartizione della
responsabilità tra Stati membri. Il bilancio dell'UE fornisce gli strumenti per
sopperire alle implicazioni finanziarie di tale principio. 
In relazione
alla dimensione esterna degli affari interni, è chiaro che l'adozione di misure
e la messa in comune di risorse a livello dell'UE aumenterebbero in misura
significativa l'influenza che l'Unione può esercitare sui paesi terzi per
convincerli ad affrontare insieme con lei le questioni attinenti alla
migrazione, che interessano in primo luogo l'UE e gli Stati membri.
Il diritto
dell'UE di intervenire nel settore degli affari interni discende dal titolo V "Spazio
di libertà, sicurezza e giustizia" del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea (TFUE), in particolare l'articolo 77, paragrafo 2, l'articolo 78,
paragrafo 2, l'articolo 79, paragrafi 2 e 4, l'articolo 82, paragrafo 1, l'articolo
84 e l'articolo 87, paragrafo 2. La cooperazione con i paesi terzi e le
organizzazioni internazionali è contemplata all'articolo 212, paragrafo 3, del
TFUE. Le proposte rispettano il principio di sussidiarietà in quanto la maggior
parte del finanziamento sarà attuato mediante gestione concorrente e nel
rispetto delle competenze istituzionali degli Stati membri. 

1.4.3.          
Insegnamenti tratti da esperienze analoghe

Benché sia
opinione condivisa che gli attuali strumenti finanziari del settore degli
affari interni funzionano efficacemente e raggiungono gli obiettivi perseguiti,
le conclusioni che si possono trarre dalle valutazioni intermedie e dalla
consultazione dei principali referenti indicano che è necessario:
     semplificare
e snellire i futuri strumenti del settore degli affari interni, riducendo
il numero di programmi finanziari a due mediante la creazione di un Fondo Asilo
e migrazione e un Fondo Sicurezza interna. Ciò consentirà all'UE di utilizzare
in modo più strategico i suoi strumenti, affinché possano rispondere più
efficacemente alle priorità politiche e alle esigenze dell'UE; 
     rafforzare
il ruolo dell'Unione quale protagonista a livello mondiale, includendo una
componente relativa alla dimensione esterna nei futuri fondi per rafforzare l'influenza
dell'UE nella dimensione esterna delle politiche nel settore degli affari
interni;
     privilegiare
la gestione concorrente anziché la gestione centralizzata, ove possibile,
per eliminare inutili oneri burocratici; 
     stabilire un
approccio orientato ai risultati nella gestione concorrente mediante una
programmazione pluriennale accompagnata da un dialogo strategico ad alto
livello: ciò assicurerà che i programmi nazionali degli Stati membri siano
perfettamente in linea con gli obiettivi e le priorità politiche dell'UE e
permetterà di concentrarsi sul conseguimento dei risultati;
     migliorare
la gestione centralizzata in modo da offrire una pluralità di strumenti per le
attività incentrate sulle politiche dell'Unione, compreso il sostegno ad
azioni transnazionali, azioni particolarmente innovative e azioni negli Stati
membri e nei paesi terzi (dimensione esterna), nonché gli interventi di
emergenza, studi e eventi;
     istituire un
quadro normativo comune con un insieme condiviso di norme in materia di
programmazione, comunicazione, gestione finanziaria e controlli, quanto più
possibile analogo a quelli esistenti per gli altri fondi UE attuati in regime
di gestione concorrente, affinché tutti i partecipanti possano sviluppare una
migliore comprensione delle regole e garantendo, in tal modo, un elevato grado
di coerenza e coesione;
     prevedere
una rapida ed efficace risposta alle emergenze, concependo i fondi in modo
tale da permettere all'UE di reagire adeguatamente in situazioni in rapida
evoluzione;
     potenziare
il ruolo delle agenzie del settore degli affari interni per promuovere la
cooperazione pratica tra gli Stati membri e affidare loro l'attuazione di
azioni specifiche, pur garantendo un adeguato controllo politico sulle attività
delle agenzie.
Una
descrizione più particolareggiata in proposito è contenuta nella valutazione di
impatto e nella relazione introduttiva di ciascun regolamento. 

1.4.4.          
Coerenza ed eventuale sinergia con altri strumenti
pertinenti

Una serie di
altri strumenti dell'UE fornirà sostegno ad attività che sono complementari
alle azioni che saranno finanziate nell'ambito del Fondo Asilo e migrazione e
del Fondo Sicurezza interna:
Il Fondo
sociale europeo sostiene attualmente misure di integrazione finalizzate all'accesso
al mercato del lavoro mentre il Fondo per l'integrazione finanzia misure come
corsi di educazione civica, partecipazione alla vita civile e sociale, parità
di accesso ai servizi ecc. Le misure di integrazione continueranno a ricevere
analogo sostegno nell'ambito del Fondo Asilo e migrazione e del futuro Fondo
sociale europeo. 
La componente
relativa alla dimensione esterna del Fondo Asilo e migrazione sosterrà azioni
nei paesi terzi e in relazione a tali paesi; tali azioni servono principalmente
gli interessi e gli obiettivi dell'UE, hanno conseguenze dirette nell'UE e nei
suoi Stati membri e assicurano la continuità con le attività svolte nel
territorio dell'UE. Tali finanziamenti saranno concepiti e attuati coerentemente
con l'azione esterna e la politica estera dell'UE. Non sono destinati ad azioni
che sostengono lo sviluppo e integreranno, come opportuno, l'assistenza
finanziaria fornita attraverso strumenti di assistenza esterna. In questo
contesto, il successore del programma tematico "Migrazione e asilo"
e lo strumento per la stabilità saranno di particolare interesse nel
settore degli affari interni. Mentre gli strumenti di aiuto esterno sostengono
le necessità di sviluppo dei paesi beneficiari o gli interessi politici
generali dell'UE con i partner strategici, i fondi nel settore degli affari
interni finanzieranno azioni specifiche nei paesi terzi nell'interesse della
politica di immigrazione dell'UE. Serviranno pertanto a colmare specifiche
carenze e contribuiranno a integrare la gamma di strumenti a disposizione dell'UE.

1.5.                
Durata e incidenza finanziaria

þ Proposta/iniziativa di durata limitata

þ Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dall'1.1.2014 fino al
31.12.2020
þ Incidenza finanziaria dal 2014 al 2023
¨ Proposta/iniziativa di durata
illimitata
Attuazione con un periodo di avviamento dal
AAAA al AAAA,
seguito da un funzionamento a pieno ritmo.

1.6.                
Modalità di gestione prevista[28] 

þGestione centralizzata diretta da parte della Commissione 
þ Gestione centralizzata indiretta con delega
delle funzioni di esecuzione a:
þ agenzie esecutive 
þ organismi creati dalle Comunità[29] 
þ organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico 
¨ persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V del
trattato sull'Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente atto di
base ai sensi dell'articolo 49 del regolamento finanziario 
þ Gestione concorrente con gli Stati membri

þ Gestione decentrata con paesi terzi 
þ Gestione congiunta con organizzazioni internazionali (specificare)
Se è indicata più di
una modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce "Osservazioni".
Osservazioni
Le proposte
saranno attuate principalmente in gestione concorrente, con programmi nazionali
pluriennali. 
Gli obiettivi
da conseguire nell'ambito di programmi nazionali saranno integrati da "azioni
dell'Unione" e da un meccanismo di pronto intervento per far fronte a
situazioni di emergenza. Tali finanziamenti saranno erogati principalmente sotto
forma di sovvenzioni e appalti pubblici con gestione diretta centralizzata e
includeranno azioni nei paesi terzi e in relazione a tali paesi. 
Si farà
ricorso a tutti i possibili mezzi per evitare la frammentazione, concentrando
le risorse su un numero limitato di obiettivi dell'UE, e alle competenze dei
principali soggetti partecipanti, come opportuno, sulla base di accordi di
partenariato e accordi quadro.
L'assistenza
tecnica su iniziativa della Commissione sarà attuata in gestione centralizzata
diretta.

2.                      
MISURE DI GESTIONE 
2.1.                
Disposizioni in materia di monitoraggio e di
relazioni 

Precisare la frequenza
e le condizioni.
Per la
gestione concorrente, si propone un quadro coerente ed
efficiente per la rendicontazione, il monitoraggio e la valutazione. Per
ciascun programma nazionale, gli Stati membri sono invitati a costituire un
comitato di sorveglianza al quale la Commissione possa partecipare.
Su base annua
gli Stati membri presenteranno una relazione di esecuzione del programma
pluriennale. Tali relazioni costituiscono una condizione preliminare per i
pagamenti annuali. Ai fini della raccolta del materiale necessario al processo
di revisione intermedia, nel 2017 essi dovranno inoltre fornire ulteriori
informazioni sui progressi compiuti nella realizzazione degli obiettivi. Un
esercizio analogo sarà effettuato nel 2019, per consentire eventuali
adeguamenti durante l'ultimo esercizio finanziario (2020).
Al fine di
favorire l'emergere di una cultura improntata alla valutazione nel settore
degli affari interni, i Fondi faranno riferimento a un quadro comune di
monitoraggio e valutazione corredato di ampi indicatori collegati alle
politiche, che sottolineino l'impostazione orientata ai risultati dei fondi e
il ruolo fondamentale che possono svolgere nell'insieme delle politiche dirette
alla realizzazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Tali
indicatori sono collegati all'impatto che i fondi possono avere: lo sviluppo di
una cultura comune di sicurezza delle frontiere, cooperazione di polizia e gestione
delle crisi; una gestione efficace dei flussi migratori verso l'UE; il
trattamento equo e non discriminatorio dei cittadini di paesi terzi; la
solidarietà e la cooperazione tra Stati membri nell'affrontare le questioni
migratorie e di sicurezza interna e un approccio comune sulla migrazione e
sulla sicurezza verso i paesi terzi.
Per garantire
l'applicazione appropriata dei principi di valutazione, e forti dell'esperienza
pratica acquisita con la valutazione negli Stati membri nell'ambito dell'attuale
sistema di finanziamento UE per gli affari interni, la Commissione e gli Stati
membri collaboreranno per delineare un quadro comune di monitoraggio e
valutazione, anche definendo modelli e indicatori comuni di realizzazione e
risultato.
Tutte le
misure saranno stabilite all'inizio del periodo di programmazione, in modo da
permettere agli Stati membri di organizzare i rispettivi sistemi di
rendicontazione e valutazione sulla base dei principi e dei criteri concordati.

Per ridurre
gli oneri amministrativi e assicurare sinergie fra la rendicontazione e la
valutazione, le informazioni richieste per le relazioni di valutazione si
baseranno, integrandole, su quelle fornite dagli Stati membri nelle relazioni
annuali di esecuzione dei programmi nazionali. 
Nel 2018 la
Commissione presenterà inoltre una relazione sulla revisione intermedia dei
programmi nazionali.
A livello
più generale, la Commissione intende presentare una
relazione intermedia sull'attuazione dei fondi entro il 31.12.2018 e una
valutazione ex post entro il 30 giugno 2024, avente per oggetto l'attuazione
nel suo complesso (cioè non soltanto i programmi nazionali in gestione
concorrente).

2.2.                
Sistema di gestione e di controllo 
2.2.1.          
Rischi individuati 

I programmi di
spesa della DG HOME non hanno presentato ad oggi un significativo rischio di
errori. Ciò è confermato dalla continuativa assenza di accertamenti
significativi nelle relazioni annuali della Corte dei conti, nonché dall'assenza
di un tasso di errore residuo superiore al 2% negli ultimi anni nelle relazioni
annuali di attività della DG HOME (ed ex DG JLS).
Nella
gestione concorrente, i rischi generici relativi all'attuazione
dei programmi in corso ricadono principalmente in tre categorie:
rischio di utilizzo
inefficace o insufficientemente mirato dei fondi;
errori derivanti
dalla complessità delle norme e dalle carenze nei sistemi di gestione e di
controllo;
impiego inefficiente
di risorse amministrative (limitata proporzionalità dei requisiti);
Giova inoltre
notare gli elementi specifici riguardanti il sistema dei quattro fondi nell'ambito
del programma generale "Solidarietà e gestione dei flussi migratori".
     Il sistema dei
programmi annuali garantisce che i pagamenti finali siano effettuati ad
intervalli regolari, sulla base di spese certificate e sottoposte a audit.
Tuttavia, il periodo di ammissibilità dei programmi annuali non coincide con l'esercizio
finanziario dell'UE e la catena di affidabilità non è pertanto del tutto
soddisfacente, nonostante un sistema molto rigoroso.
     Le dettagliate
norme di ammissibilità sono stabilite dalla Commissione. Ciò garantisce in
linea di principio l'omogeneità delle spese finanziate, ma crea anche un'inutile
mole di lavoro per le autorità nazionali e la Commissione e aumenta il rischio
di errori dei beneficiari e/o degli Stati membri, a causa di errori d'interpretazione
delle norme UE.
     Gli attuali
sistemi di gestione e di controllo sono molto simili a quelli applicati nell'ambito
dei Fondi strutturali, ma esistono lievi differenze, soprattutto nella catena
di responsabilità tra le autorità di certificazione e le autorità di audit. Ciò
crea confusione negli Stati membri, in particolare quando le autorità
intervengono nell'ambito di entrambi i tipi di fondi; si accresce inoltre il
rischio di errori ed è necessario un più intenso monitoraggio.
Tali elementi
saranno oggetto di una profonda modifica nella presente proposta:
     i sistemi di
gestione e di controllo seguiranno i criteri generali definiti per i fondi del
QCS e saranno pienamente conformi ai nuovi requisiti del nuovo regolamento
finanziario: il numero delle autorità scenderà da 3 a 2 (l'autorità
responsabile e l'autorità di audit) i cui ruoli sono precisati, ai fini di
maggiore certezza; 
     la
programmazione pluriennale e la relativa liquidazione annuale dei conti sulla
base dei pagamenti effettuati dall'autorità responsabile allineerà i periodi di
ammissibilità con i conti annuali della Commissione, senza aumentare l'onere
amministrativo rispetto al sistema attuale;
     i controlli sul
posto saranno effettuati nell'ambito dei controlli di primo livello, ossia dall'autorità
responsabile, a sostegno della sua dichiarazione annuale di affidabilità della
gestione;
     la precisazione
e la semplificazione delle norme di ammissibilità e la loro armonizzazione con
altri strumenti di sostegno finanziario dell'Unione ridurranno gli errori
commessi dai beneficiari che si avvalgono di aiuti da fonti diverse. Tali norme
di ammissibilità saranno definite a livello nazionale, ad eccezione di alcuni
principi base, analoghi a quelli utilizzati per i fondi del QCS;
     è incoraggiato
il ricorso alle opzioni semplificate, soprattutto per le sovvenzioni di piccola
entità.
Nell'ambito
della gestione centralizzata, i rischi principali sono i seguenti: 
     il rischio di
scarsa corrispondenza tra i progetti ricevuti e le priorità politiche della DG
HOME;
     il rischio che
i progetti selezionati siano di scarsa qualità e che il progetto non sia stato
sufficientemente sviluppato dal punto di vista tecnico, compromettendo così l'incidenza
dei programmi, a causa di procedure di selezione inadeguate, mancanza di
competenze o monitoraggio insufficiente;
     il rischio che
i fondi erogati siano utilizzati in modo inefficace o non economico, sia per le
sovvenzioni (complessità del rimborso dei costi ammissibili effettivi a cui si
aggiungono le limitate possibilità di controllo documentale dei costi
ammissibili) che per gli appalti (a volte il numero limitato di fornitori
dotati delle conoscenze specialistiche richieste non consente di confrontare in
modo sufficiente le offerte di prezzo);
     il rischio
relativo alla capacità delle organizzazioni (soprattutto di piccole dimensioni)
di operare un controllo efficace delle spese e di garantire la trasparenza
delle operazioni eseguite; 
     il rischio di
discredito della Commissione nel caso si riscontrino frodi o reati; è possibile
infatti ricevere solo garanzie parziali dai sistemi di controllo interno di
terzi, in ragione del numero piuttosto elevato di aggiudicatari e beneficiari
eterogenei, ciascuno con un proprio sistema di controllo, spesso anche di
ridotte dimensioni.
Tali rischi
dovrebbero diminuire, in gran parte, grazie a proposte più mirate e all'applicazione
di elementi semplificati previsti nel nuovo regolamento finanziario.

2.2.2.          
Modalità di controllo previste 

Gestione
concorrente:
A livello
degli Stati membri, la struttura proposta per i
sistemi di gestione e di controllo rappresenta un'evoluzione rispetto a quella
esistente per il periodo 2007-2013 e mantiene la maggior parte delle funzioni
espletate nel periodo attuale, incluse le verifiche amministrative e sul posto,
gli audit dei sistemi di gestione e di controllo e gli audit dei progetti. La
sequenza di queste funzioni è tuttavia modificata affinché risulti
inequivocabilmente che i controlli sul posto sono di competenza dell'autorità
responsabile, come parte integrante della preparazione per l'esercizio annuale
di liquidazione dei conti.
Per
incrementare l'assunzione di responsabilità, le autorità responsabili
verrebbero accreditate da un'autorità accreditante incaricata della loro
supervisione continua. La riduzione del numero delle autorità coinvolte (non è
più prevista l'autorità di certificazione e il numero dei fondi è ridotto)
dovrebbe, potenzialmente, ridurre l'onere amministrativo e accrescerebbe la
possibilità di costruire una più forte capacità amministrativa, consentendo
altresì una ripartizione più chiara delle responsabilità.
Finora non è
disponibile una stima affidabile dei costi dei controlli sui fondi in gestione
concorrente nel settore degli affari interni. L'unica stima disponibile
riguarda il FESR e il Fondo di coesione, nel cui caso i costi dei compiti
relativi al controllo (a livello nazionale e regionale, esclusi i costi della
Commissione) si aggirerebbero intorno al 2% dei finanziamenti totali gestiti
nel periodo 2007-2013. Tali costi sono imputabili alle seguenti aree di
controllo: l'1% è richiesto per il coordinamento e la predisposizione del
programma nazionale, l'82% è ascrivibile alla gestione del programma, il 4%
alla certificazione e il 13% all'audit. 
Le seguenti
proposte aumenteranno i costi relativi al controllo:
     la creazione e
l'operatività di un'autorità accreditante e in generale un cambiamento del
sistema;
     la
presentazione di una dichiarazione di affidabilità di gestione a corredo dei
conti annuali; 
     i controlli sul
posto svolti dall'autorità responsabile;
     la necessità di
attività di audit supplementari da parte delle autorità di audit per verificare
la dichiarazione di gestione. 
Esistono
tuttavia anche proposte che ridurranno i costi relativi al controllo: 
     non ci saranno
più le autorità di certificazione. Benché le loro funzioni siano in parte
riprese dall'autorità responsabile, ciò consentirà allo Stato membro di
risparmiare una porzione notevole dei costi della certificazione, in virtù di
un'amministrazione più efficiente, di una minore necessità di coordinamento e
di una riduzione del campo di applicazione degli audit;
     i controlli che
saranno effettuati dall'autorità di audit dovranno mirare piuttosto a una
verifica (a campione) dei controlli di primo livello amministrativo e sul posto
già effettuati dall'autorità responsabile. Ciò accelererà i procedimenti in
contraddittorio e garantirà che tutti i controlli necessari siano effettuati
prima della presentazione dei conti annuali;
     il ricorso ai
costi semplificati ridurrà i costi e gli oneri amministrativi a tutti i
livelli, sia per le amministrazioni che per i beneficiari;
     la chiusura
annuale e la limitazione del periodo per la verifica di conformità a 36 mesi
ridurranno il periodo di conservazione dei documenti ai fini del controllo a
carico delle amministrazioni pubbliche e dei beneficiari;
     l'avvio di una
corrispondenza per via elettronica tra la Commissione e gli Stati membri sarà
obbligatorio.
A tali
elementi si aggiungono le azioni di semplificazione di cui al punto 2.2.1 che
contribuiranno anch'esse a ridurre l'onere amministrativo a carico dei
beneficiari con una conseguente parallela diminuzione dei rischi di errore e di
costi amministrativi. 
Conseguentemente,
nel complesso ci si attende che tali proposte determinino piuttosto una
redistribuzione dei costi dei controlli anziché una variazione nella loro
entità. Si prevede tuttavia che tale redistribuzione dei costi (tra le varie
funzioni e, in virtù dei dispositivi di controllo proporzionati, anche tra gli
Stati membri e tra i programmi) consentirà una più efficace attenuazione dei
rischi, e una migliore e più rapida catena di affidabilità.
A livello
della Commissione, presumibilmente i costi di gestione
e dei controlli per la gestione concorrente non diminuiranno nella prima metà
del periodo di programmazione. Ciò è in primo luogo dovuto al fatto che l'entità
e i settori strategici interessati dalla gestione concorrente aumenteranno
rispetto al periodo in corso. Pertanto mantenere le stesse risorse impone già
un aumento di efficienza. Inoltre, i primi anni saranno caratterizzati da una
molteplicità di compiti: la chiusura dei programmi 2007-2013 (ultime
relazioni definitive entro il 31 marzo 2016), la conduzione dei dialoghi
strategici, l'approvazione dei programmi nazionali pluriennali 2014-2020 e la
costituzione del nuovo sistema di liquidazione dei conti. Nella seconda metà
del periodo le risorse potenzialmente disponibili saranno utilizzate per
migliorare il monitoraggio e la valutazione.       
Gestione
centralizzata
Per quanto
riguarda la gestione centralizzata, la Commissione continuerà ad applicare il
suo attuale sistema di controllo, composto dai seguenti elementi: supervisione
delle operazioni da parte delle direzioni operative, i controlli ex ante da
parte dell'Unità "Bilancio e controllo", il comitato interno in
materia di appalti, i controlli ex post per le sovvenzioni o gli audit della
struttura di audit interno e/o del Servizio di audit interno. Il settore del
controllo ex-post applica una "strategia di individuazione" delle
irregolarità mirata al riscontro del numero massimo di anomalie in vista del
recupero di pagamenti indebiti. Sulla base di questa strategia, gli audit sono
svolti su un campione di progetti selezionati quasi interamente sulla base di
un' analisi dei rischi. 
Grazie a
questa combinazione di controlli ex ante ed ex post, controlli documentali e
audit sul posto, negli ultimi anni il tasso di errore residuo medio
quantificabile è stato inferiore al 2%. Pertanto, il sistema di controllo
interno, e il relativo costo, è a giudizio della DG HOME adeguato per
raggiungere l'obiettivo di un ridotto tasso di errore.
Nondimeno, in
questo contesto, la DG HOME continuerà a esaminare possibili modalità per migliorare
la gestione e approfondire la semplificazione. In particolare sarà fatto il
massimo ricorso possibile alle opzioni semplificate previste dal nuovo
regolamento finanziario, poiché si stima che contribuiranno alla riduzione
degli oneri amministrativi a carico dei beneficiari e pertanto comporteranno
una parallela riduzione dei rischi di errore e degli oneri amministrativi per
la Commissione.
Nuove linee
di azione
Le proposte
prevedono nuove linee di azione per i finanziamenti UE nel settore degli affari
interni, ad esempio un uso migliore delle competenze esistenti nelle agenzie
dell'UE, lo sviluppo della dimensione esterna e il rafforzamento dei meccanismi
di emergenza.         
Esse richiedono nuovi metodi di gestione e di controllo da parte della DG HOME.         
Gli importi che saranno destinati alle nuove linee d'azione non sono ancora
determinati, ma saranno probabilmente trascurabili rispetto alla dotazione
complessiva per l'intero settore degli affari interni. Tuttavia, sarà molto
importante definire quanto prima gli strumenti e le modalità operative interne
per attuare questi nuovi compiti entro il periodo prescritto, nel pieno
rispetto dei principi della sana gestione finanziaria. 
L'analisi che
precede indica chiaramente che, nonostante tutte le semplificazioni introdotte,
dovrà essere rafforzato il livello di risorse umane necessarie per attuare il
maggiore bilancio della DG HOME.        
Il fabbisogno di risorse umane è coperto dal personale della DG già assegnato
alla gestione dell'azione e/o riassegnato all'interno della stessa DG,
integrato dall'eventuale dotazione supplementare concessa alla DG responsabile
nell'ambito dell'assegnazione annuale, tenendo conto dei vincoli di bilancio.

2.3.                
Misure di prevenzione delle frodi e delle
irregolarità 

Precisare le misure di
prevenzione e di tutela in vigore o previste.
Oltre all'applicazione
di tutti i meccanismi regolamentari di controllo, la DG HOME metterà a punto
una strategia antifrode, in linea con la nuova strategia antifrode della
Commissione (CAFS) adottata il 24 giugno 2011, per assicurare, fra l'altro, che
i suoi controlli antifrode interni siano pienamente allineati con la CAFS e che
l'approccio della gestione del rischio di frode sia teso a individuare i
settori a rischio e a trovare le risposte adeguate. Se del caso, saranno
istituiti gruppi in rete e strumenti informatici dedicati per lo studio dei
casi di frode relativi ai fondi.
Per quanto
riguarda la gestione concorrente, la strategia CAFS individua chiaramente la
necessità, ai fini delle proposte di regolamento 2014-2020 della Commissione,
che gli Stati membri adottino misure efficaci di prevenzione delle frodi,
proporzionate ai rischi di frode identificati. L'attuale proposta prevede all'articolo
5 un esplicito obbligo per gli Stati membri di prevenire, individuare e
correggere le irregolarità e di riferire in merito alla Commissione. Ulteriori
dettagli su tali obblighi saranno inseriti nelle norme dettagliate che
disciplinano le funzioni dell'autorità responsabile come previsto all'articolo 24,
paragrafo 5, lettera c). 
Inoltre, il
riutilizzo dei fondi provenienti da una rettifica finanziaria basata su
accertamenti della Commissione o della Corte dei conti è stato espressamente
previsto all'articolo 41.

3.                      
INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.                
Rubrica/rubriche del quadro finanziario pluriennale
e linea/linee di bilancio di spesa interessate 

Linee di bilancio di spesa esistenti 
Secondo l'ordine delle rubriche del quadro
finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale   || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero || Diss[30].   || di paesi EFTA[31]   || di paesi candidati[32]   || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 3 ||   || Diss. || NO || NO || NO || NO 
Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la
creazione 
Secondo l'ordine delle rubriche del quadro
finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero 3 || Diss./Non diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 3 || 18 01 04 aa      Fondo Asilo e migrazione – Assistenza tecnica || Non diss. || NO || NO || NO || NO 
 3 || 18 02 aa           Fondo Asilo e migrazione || Diss. || NO || NO || NO || NO 

3.2.                
Incidenza prevista sulle spese 
3.2.1.          
Sintesi dell'incidenza prevista sulle spese 

Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || Numero 3 || Sicurezza e cittadinanza 
 DG HOME ||   ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 ||   || TOTALE 
  Stanziamenti operativi (prezzi correnti) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 18 02 aa  Fondo Asilo e migrazione || Impegni || (1) || 517.492 || 527.892 || 538.500 || 549.320 || 560.356 || 571.613 || 586.266 || - || 3,851.439 
 Pagamenti || (2) || 90.085 || 102.823 || 270.844 || 420.790 || 532.681 || 543.385 || 554.303 || 1,336.528 || 3,851.439 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici[33]   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 18 01 01 aa             Fondo Asilo e migrazione ||   || (3) || 2.500 || 2.500 || 2.500 || 2.500 || 2.500 || 2.500 || 2.500 ||   || 18.500 
 TOTALE stanziamenti per DG HOME || Impegni || =1+1a +3 || 519.992 || 530.392 || 541.000 || 551.820 || 562.856 || 574.113 || 588.766 ||   || 3,868.939 
 Pagamenti || =2+2a +3 || 92.585 || 105.323 || 273.344 || 423.290 || 535.181 || 545.885 || 556.803 || 1,336.528 || 3,868.939 
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || "Spese amministrative" 
Poiché esistono
elementi comuni nell'attuazione del Fondo Asilo e migrazione e del Fondo
Sicurezza interna, quali il dialogo strategico con ciascuno Stato membro, e
dato che l'organizzazione interna della DG HOME finalizzata alla gestione dei
nuovi fondi (oltre alla chiusura dei programmi ancora in corso) potrebbe
evolvere, non è possibile operare una ripartizione delle spese amministrative
tra il Fondo Asilo e migrazione e il Fondo Sicurezza interna.
Pertanto le cifre
indicate nella rubrica 5 corrispondono alle spese amministrative totali
ritenute necessarie per assicurare la gestione di entrambi i fondi da parte
della DG e non è indicato il totale degli stanziamenti. 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || Dopo il 2020 || TOTALE 
 DG: HOME || 
  Risorse umane || 20.841 || 20.841 || 20.841 || 20.841 || 20.841 || 20.841 || 20.841 ||   || 145.887 
  Altre spese amministrative || 0,156 || 0,159 || 0,162 || 0,165 || 0,168 || 0,172 || 0,175 ||   || 1,157 
 TOTALE DG HOME || 20.997 || 21.000 || 21.003 || 21.006 || 21.009 || 21.013 || 21.016 ||   || 147.044 || 165,589 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni       = Totale pagamenti) || 20.997 || 21.000 || 21.003 || 21.006 || 21.009 || 21.013 || 21.016 ||   || 147.044 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 ||   || TOTAL 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || N/A || N/A || N/A || N/A || N/A || N/A || N/A || N/A ||   
 Pagamenti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   

3.2.2.          
Incidenza prevista sugli stanziamenti operativi 

¨ La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi 
þ La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi, come spiegato di seguito:     
La politica nel settore degli affari interni è attuata principalmente in
gestione concorrente. Le priorità di spesa sono fissate a livello UE, mentre la
gestione quotidiana effettiva è affidata alle autorità responsabili a livello
nazionale. Gli indicatori comuni di realizzazione e i risultati saranno decisi
assieme tra Commissione e le autorità responsabili nell'ambito dei programmi
nazionali, e approvati dalla Commissione. Risulta pertanto difficile indicare
gli obiettivi di risultato fintantoché i programmi non saranno redatti,
negoziati e approvati nel 2013/14.     
Con riferimento alla gestione centralizzata, la DG HOME non può nemmeno fornire
un elenco esaustivo di tutti i risultati che saranno conseguiti grazie all'intervento
finanziario dei Fondi, né il loro costo medio e il relativo numero, come
richiesto dalla presente sezione. Non si dispone al momento di strumenti statistici
per un calcolo significativo dei costi medi sulla base dei programmi in corso;
inoltre una definizione tanto precisa sarebbe contraria al principio della
flessibilità richiesta al futuro programma per potersi adattare alle priorità
strategiche nel periodo 2014-2020. Ciò vale in particolar modo per l'assistenza
emergenziale e le azioni nei paesi terzi e in relazione a tali paesi.
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo
decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
 RISULTATI 
 Tipo di risultato[34]   || Costo medio del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Costo totale 
 OBIETTIVO SPECIFICO 1[35]…   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo specifico 1 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 OBIETTIVO SPECIFICO 2… ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale Obiettivo specifico 2 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 COSTO TOTALE ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   

3.2.3.          
Incidenza prevista sugli stanziamenti di natura
amministrativa
3.2.3.1.    
Sintesi 

¨ La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi 
þ La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi, come spiegato di seguito:
Poiché esistono
elementi comuni nell'attuazione del Fondo Asilo e migrazione e del Fondo
Sicurezza interna, quali il dialogo strategico con ciascuno Stato membro, e
dato che l'organizzazione interna della DG HOME finalizzata alla gestione dei
nuovi fondi (oltre alla chiusura dei programmi ancora in corso) potrebbe
evolvere, non è possibile operare una ripartizione delle spese amministrative
tra il Fondo Asilo e migrazione e il Fondo Sicurezza interna.
Pertanto le cifre
indicate nella rubrica 5 corrispondono alle spese amministrative totali
ritenute necessarie per assicurare la gestione di entrambi i fondi da parte
della DG e non è indicato il totale degli stanziamenti. 
Mio
EUR (al terzo decimale) HOME
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale[36] || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || TOTALE 
 Risorse umane HOME || 20.841 || 20.841 || 20.841 || 20.841 || 20.841 || 20.841 || 20.841 || 145,887 
 Altre spese amministrative || 0,156 || 0,159 || 0,162 || 0,165 || 0,168 || 0,172 || 0,175 || 1,157 
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 20.997 || 21.000 || 21.003 || 21.006 || 21.009 || 21.013 || 21.016 || 147.044 
 Esclusa la RUBRICA 5[37] del quadro finanziario pluriennale[38] || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || TOTALE 
 Risorse umane HOME || 0.640 || 0.640 || 0.640 || 0.640 || 0.640 || 0.640 || 0.640 || 4.480 
 Altre spese di natura amministrativa || 1.860 || 1.860 || 1.860 || 1.860 || 1.860 || 1.860 || 1.860 || 13.020 
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 2.500 || 2.500 || 2.500 || 2.500 || 2.500 || 2.500 || 2.500 || 17.500 
 TOTALE || N/A || N/A || N/A || N/A || N/A || N/A || N/A || N/A 

3.2.3.2.    
 Fabbisogno previsto di risorse umane 

¨ La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di risorse umane 
þ La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse umane, come
spiegato di seguito: le cifre utilizzate per l'anno N sono quelle riferite al
2011. 
Poiché esistono
elementi comuni nell'attuazione del Fondo Asilo e migrazione e del Fondo
Sicurezza interna, quali il dialogo strategico con ciascuno Stato membro, e
dato che l'organizzazione interna della DG HOME finalizzata alla gestione dei
nuovi fondi (oltre alla chiusura dei programmi ancora in corso) potrebbe
evolvere, non è possibile operare una ripartizione delle spese amministrative
tra il Fondo Asilo e migrazione e il Fondo Sicurezza interna.
Pertanto le cifre
indicate nella rubrica 5 corrispondono alle spese amministrative totali
ritenute necessarie per assicurare la gestione di entrambi i fondi da parte
della DG e non è indicato il totale degli stanziamenti. 
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
 ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || Anno N+4 || Anno N+5 || Anno N+6 
  Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) HOME || 
 || 18 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 136 || 136 || 136 || 136 || 136 || 136 || 136 
 || XX 01 01 02 (nelle delegazioni) || 15 || 15 || 15 || 15 || 15 || 15 || 15 
 || 18 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ||  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[39] || 
 || 18 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) || 16 || 16 || 16 || 16 || 16 || 16 || 16 
 || XX 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) || 10 || 10 || 10 || 10 || 10 || 10 || 10 
 || 18 01 04 aa [40] || - in sede[41] || 10 || 10 || 10 || 10 || 10 || 10 || 10 
 || - nelle delegazioni || * || * || * || * || * || * || * 
 || XX 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || Altre linee di bilancio (13 01 04 02) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || TOTALE || N/A || N/A || N/A || N/A || N/A || N/A || N/A 
XX è il settore
o il titolo di bilancio interessato.
Il fabbisogno di risorse umane è coperto dal
personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione e/o riassegnato all'interno
della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione supplementare concessa alla
DG responsabile nell'ambito della procedura annuale di assegnazione, tenendo
conto dei vincoli di bilancio. Importi e imputazioni saranno adeguati nell'eventualità
di un processo di esternalizzazione ad una agenzia esecutiva.
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei in sede || I compiti da svolgere comprendono tutti i compiti necessari alla gestione di un programma finanziario, quali: - fornire dati ai fini della procedura di bilancio;               - condurre il dialogo strategico con gli Stati membri;     - preparare programmi di lavoro annuali/decisioni di finanziamento, definire le priorità annuali, approvare i programmi nazionali;       - gestire i programmi nazionali, gli inviti a presentare proposte e i bandi di gara e le successive procedure di selezione;  - comunicare con i partecipanti (beneficiari potenziali/effettivi, Stati membri ecc); - redigere orientamenti per gli Stati membri;    - gestire progetti, sotto il profilo operativo e finanziario;              - eseguire controlli, come sopra descritto (verifiche ex ante, comitato di aggiudicazione, controlli ex post, audit interno, liquidazione dei conti); - contabilità;          - sviluppare e gestire gli strumenti IT di gestione delle sovvenzioni e dei programmi nazionali;               - monitorare e riferire sulla realizzazione degli obiettivi, compreso nella relazione annuale di attività e nelle relazioni sulle sottodeleghe dell'ordinatore. 
 Personale esterno || I compiti sono simili a quelli svolti dai funzionari e dagli agenti temporanei, ad eccezione di compiti che non possono essere svolti dal personale esterno. 
 Personale nelle delegazioni || Per fornire adeguata assistenza all'attuazione della politica nel settore degli affari interni, in particolare nella sua dimensione esterna, le delegazioni dell'Unione dovranno disporre di personale competente nel settore degli affari interni. È competente al riguardo il personale della Commissione europea e/o del Servizio europeo per l'azione esterna. 

3.2.4.          
Compatibilità con il quadro finanziario pluriennale
attuale 

þ La proposta/iniziativa è compatibile con il prossimo
quadro finanziario pluriennale.
¨ La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente
rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
¨ La proposta/iniziativa richiede l'applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[42].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.

3.2.5.          
Partecipazione di terzi al finanziamento 

La proposta/iniziativa non prevede il
cofinanziamento da parte di terzi 
þ La proposta dispone che i finanziamenti europei siano cofinanziati. L'importo
esatto del cofinanziamento non può essere quantificato. Il regolamento
stabilisce i tassi massimi di cofinanziamento differenziati in linea con le
tipologie di azione:
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || Totale 
 Specificare l'organismo di cofinanziamento || Sm || Sm || Sm || Sm || Sm || Sm || Sm ||   
 TOTALE stanziamenti cofinanziati || da determinare || da determinare || da determinare || da determinare || da determinare || da determinare || da determinare ||   

3.3.                
Incidenza prevista sulle entrate 

þ La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate.
¨ La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
¨         sulle risorse proprie 
¨         sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l'esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[43]   
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
 Articolo………… ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate.
Precisare il metodo di
calcolo dell'incidenza sulle entrate.
[1]               GU C 115
del 4.5.2010, pag. 1.
[2]               COM(2010)
171 definitivo del 20.4.2010.
[3]               COM(2011) 500 definitivo.
[4]               Decisione
n. 573/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 144 del 6.6.2007,
pag. 1).
[5]               Decisione
2007/435/CE del Consiglio (GU L 168 del 28.6.2007, pag. 18).
[6]               Decisione
n. 575/2007/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 144 del 6.6.2007,
pag. 45).
[7]               "Revisione
del bilancio dell'Unione europea", COM(2010) 700 del 19.10.2010.
[8]               Dati
raccolti da Eurostat a norma del regolamento (CE) n. 862/2007 del Parlamento
europeo e del Consiglio relativo alle statistiche comunitarie in materia di
migrazione e di protezione internazionale.
[9]               La
revisione triennale del regolamento finanziario introduce modifiche ai principi
di gestione concorrente di cui occorre tener conto.
[10]             GU C […]
del […], pag. […].
[11]             GU C […]
del […], pag. […].
[12]             GU L 304 del 30.9.2004, pag. 12.
[13]             GU L 132
del 29.5.2010, pag. 11.
[14]             COM(2005) 388
definitivo.
[15]             GU L 348
del 24.12.2008, pag. 98.
[16]             GU L 349
del 25.11.2004, pag. 1.
[17]             Dati
raccolti da Eurostat a norma del regolamento (CE) n. 862/2007 del Parlamento
europeo e del Consiglio relativo alle statistiche comunitarie in materia di
migrazione e di protezione internazionale.
[18]             GU L 212 del 7.8.2001, pag. 12.
[19]             GU L 131
del 21.5.2008, pag. 7.
[20]             GU L 55
del 28.2.2011, pag. 13.
[21]             GU L […]
del […], pag. […].
[22]             GU L 144 del 6.6.2007, pag. 1.
[23]             GU L 144 del 6.6.2007, pag. 45.
[24]             GU L 168 del 28.6.2007, pag. 18.
[25]             Proposta
di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le regole
finanziarie applicabili al bilancio annuale dell'Unione, COM(2010) 815
definitivo del 22.12.2010. Con questa sua proposta la Commissione ha
formalmente ritirato le precedenti proposte legislative COM(2010) 71 definitivo
e COM(2010) 260 definitivo.
[26]             ABM: Activity Based Management (gestione per attività) – ABB: Activity
Based Budgeting (bilancio per attività).
[27]             A norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b), del regolamento
finanziario.
[28]             Le
spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti al regolamento
finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html
[29]             A norma
dell'articolo 185 del regolamento finanziario.
[30]             Diss. =
Stanziamenti dissociati / Non diss. = Stanziamenti non dissociati.
[31]             EFTA:
Associazione europea di libero scambio. 
[32]             Paesi
candidati e, se del caso, paesi potenziali candidati dei Balcani occidentali.
[33]             Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all'attuazione di programmi e/o
azioni dell'UE (ex linee "BA"), ricerca indiretta, ricerca diretta.
AC= agente contrattuale;
[34]             I
risultati sono i prodotti e servizi da fornire (ad esempio: numero di scambi di
studenti finanziati, numero di km di strade costruiti ecc.)
[35]             Quale
descritto nella sezione 1.4.2. "Obiettivo/obiettivi specifici…"
[36]             Dotazione
globale, sulla base della dotazione finale 2011 per le risorse umane, compresi
i funzionari e il personale esterno
[37]             Assistenza
tecnica e/o amministrativa e spese di sostegno all'attuazione di programmi e/o
azioni dell'UE (ex linee "BA"), ricerca indiretta, ricerca diretta.
AC= agente contrattuale;
[38]             Personale esterno finanziato da ex linee
"BA", sulla base della dotazione finale 2011 per le risorse umane,
compreso il personale esterno in sede e in delegazione.
[39]             AC= agente
contrattuale; AL= agente locale; END= esperto nazionale distaccato; INT =
personale interinale (intérimaire); JED = giovane esperto in delegazione
(jeune expert en délégation) 
[40]             Sottomassimale
per il personale esterno previsto dagli stanziamenti operativi (ex linee "BA").
[41]             Principalmente
per i fondi strutturali, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale
(FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[42]             Cfr. punti
19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.
[43]             Per quanto
riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi doganali, contributi zucchero),
gli importi indicati devono essere importi netti, cioè importi lordi da cui
viene detratto il 25% per spese di riscossione.