CELEX: 51999PC0220
Language: it
Date: 1999-05-04
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori sui figli avuti in comune

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51999PC0220

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori sui figli avuti in comune  /* COM/99/0220 def. - CNS 99/0110 */  

Gazzetta ufficiale n. C 247 E del 31/08/1999 pag. 0001 - 0010

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo alla competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori sui figli avuti in comune(presentata dalla Commissione)RELAZIONEIndice1.  OSSERVAZIONI GENERALI1.1.  Contesto1.2.  Negoziato relativo alla convenzione concernente la competenza, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni nelle cause matrimoniali2.  PROPOSTA DI REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO2.1.  Scopo2.2.  Base giuridica3.  GIUSTIFICAZIONE DELLA PROPOSTA ALLA LUCE DEI PRINCIPI DI PROPORZIONALITÀ E DI SUSSIDIARIETÀ4.  ESAME DELLE DISPOSIZIONI DELLA PROPOSTA4.1.  Scopo generale4.2.  Continuità4.3.  Adeguamento4.4.  Tabella comparativa4.5.  Commento articolo per articoloI.  OSSERVAZIONI GENERALI1.1.  ContestoA norma dell'articolo 2 del trattato sull'Unione europea, l'Unione si prefigge l'obiettivo di preservare e sviluppare uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia, nel quale sia garantita la libera circolazione delle persone e nel quale gli interessati possano far valere i loro diritti godendo di garanzie uguali a quelle di cui dispongono dinanzi ai giudici del proprio paese.Al fine di realizzare progressivamente tale spazio la Comunità adotta segnatamente nel settore della cooperazione giudiziaria i provvedimenti necessari per il buon funzionamento del mercato interno. Intensificare la cooperazione giudiziaria in materia civile - di cui si è spesso lamentato il lentissimo sviluppo - è fondamentale ai fini della creazione di uno spazio giudiziario europeo, che apporterà vantaggi tangibili a tutti i cittadini (1).(1)  Piano d'azione del Consiglio e della Commissione sul modo migliore per attuare le disposizioni del Trattato di Amsterdam concernenti uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, punto 16, GU C 19 del 23.1.1999.Il buon funzionamento del mercato interno presuppone, nell'ambito di tali provvedimenti, che vengano migliorati il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori. La rapidità dei procedimenti di delibazione e la certezza del diritto in materia giurisdizionale costituiscono al riguarda requisiti essenziali nel momento in cui aumentano la costituzione di vincoli familiari tra persone di diversa nazionalità o residenti in Stati membri diversi, e la frequenza delle correlative controversie.1.2.  Negoziato relativo alla convenzione concernente la competenza, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni nelle cause matrimonialiL'esigenza di elaborare una convenzione che estendesse il campo d'applicazione della convenzione di Bruxelles alle questioni matrimoniali era prevista da molto tempo in seno all'Unione europea. Nella riunione del 10 e 11 dicembre 1993 il Consiglio europeo di Bruxelles ha rilevato che l'entrata in vigore del trattato di Maastricht apriva nuove prospettive ai cittadini europei, il che rendeva necessario a suo parere un lavoro complementare su taluni aspetti della vita familiare dei cittadini.A seguito di tale riunione del Consiglio del 10 et 11 dicembre 1993, la presidenza greca ha trasmesso un questionario agli Stati membri al fine di individuare le linee generali della convenzione. Alla luce delle risposte ricevute è stato preparato un documento di sintesi, sulla base del quale il Consiglio europeo del giugno 1994 ha dato mandato per avviare i lavori di preparazione di un progetto di convenzione. Nel secondo semestre del 1994 la presidenza tedesca ha presentato un progetto di convenzione riguardante unicamente il divorzio, la separazione e l'annullamento del matrimonio. Durante tale semestre le delegazioni spagnola e francese hanno chiesto di far rientrare nel campo di applicazione della convenzione l'affidamento dei figli avuti in comune.Il 28 maggio 1998, il Consiglio ha adottato l'atto recante la convenzione, che è stata sottoscritta in pari data dai rappresentanti di tutti gli Stati membri. L'adozione, da parte del Consiglio, dell'atto recante la convenzione è stata accompagnata da varie dichiarazioni (2).(2)  GU C 221 del 16.7.1998, pag. 27.2.  Proposta di regolamento del ConsiglioNon essendo la convenzione del 28 maggio 1998 stata ratificata prima dell'entrata in vigore del trattato di Amsterdam, le norme in essa contenute non sono entrate in vigore. Tale convenzione rappresenta uno dei due interventi realizzati nel campo della cooperazione giudiziaria sotto l'impero del trattato di Maastricht. Essa mira a risolvere determinate difficoltà che i cittadini incontrano nella vita quotidiana. La trasformazione della convenzione in un atto comunitario farà sì che l'attuazione avvenga in una data certa ed omogenea nonché entro termini ravvicinati.2.1.  ScopoLa presente proposta di regolamento mira a uniformare le norme di diritto internazionale privato degli Stati membri relative alla competenza nonché a agevolare il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni relative allo scioglimento del vincolo coniugale ed all'affidamento dei figli avuti in comune. Essa intende recepire il contenuto della convenzione concernente la competenza, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni nelle cause matrimoniali, salvaguardando ampiamente la continuità dei risultato conseguiti in esito ai relativi negoziati. La Commissione riprende quindi il contenuto essenziale della convenzione nella forma di una proposta di regolamento.2.2.  Base giuridicaLa materia disciplinata dalla convenzione rientra già ora nell'ambito d'applicazione dell'articolo 65 del trattato e la base giuridica della presente proposta è costituita dall'articolo 61, lettera c) del trattato CE. La forma prescelta (il regolamento) discende dall'esigenza, vigente in materia di competenza, riconoscimento e delibazione, d'applicare norme rigorosamente definite ed armonizzate, senza le quali non può funzionare correttamente il riconoscimento dei provvedimenti giurisdizionali al di là delle frontiere. Costituendo un'insieme di disposizioni precise ed incondizionate, da applicarsi in modo diretto, uniforme e cogente, tali norme non richiedono, data la loro natura, alcuna attività di recepimento nel diritto nazionale degli Stati membri.L'atto deve essere adottato con la procedura stabilita dall'articolo 67 del trattato, secondo cui per un periodo transitorio di cinque anni dall'entrata in vigore del trattato di Amsterdam il Consiglio delibera all'unanimità su proposta della Commissione o su iniziativa di uno Stato membro e previa consultazione del Parlamento europeo.Il nuovo capo IV del TCE, nel cui ambito rientra la materia contemplata dalla presente proposta di regolamento, non si applica al Regno Unito ed all'Irlanda, salvo che optino per la partecipazione ai sensi del protocollo allegato ai trattati. Tali Stati hanno tuttavia indicato, in occasione del Consiglio "giustizia ed affari interni" del 12 marzo 1999 che essi intendono partecipare pienamente alle attività della Comunità nel settore della cooperazione giudiziaria civile. Sarà loro compito avviare, al momento opportuno, la procedura prevista dall'articolo 3 del protocollo.Il capo IV del TCE non si applica alla Danimarca per effetto del Protocollo relativo a questo Stato. La Danimarca può tuttavia rinunciare a tale clausola in qualsiasi momento. A tutt'oggi la Danimarca non ha fatto sapere se intende avviare la procedura di cui all'articolo 3 del protocollo.Di conseguenza la presente proposta tiene conto della situazione attuale. Se il regolamento diventasse applicabile ad uno di questi Stati membri andranno apportate le opportune modifiche.3.  GIUSTIFICAZIONE DELLA PROPOSTA ALLA LUCE DEI PRINCIPI DI PROPORZIONALITÀ E SUSSIDIARIETÀQuali sono gli scopi dell'azione progettata in riferimento agli obblighi incombenti alla Comunità?La proposta ha lo scopo di migliorare ed accelerare la libera circolazione dei provvedimenti giurisdizionali in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori nell'ambito del mercato comune. Tale scopo rientra nell'obbiettivo dell'Unione di realizzare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, nel quale sia garantita la libera circolazione delle persone e nel quale gli interessati possano far valere i propri diritti avvalendosi di garanzie identiche a quelle di cui dispongono davanti ai giudici dei propri paesi. Per la progressiva realizzazione di tale spazio la Comunità adotta, in particolare nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile, le misure necessarie per il buon funzionamento del mercato interno.È l'azione conforme al criterio della sussidiarietà?I suoi obiettivi non possono essere realizzati individualmente dagli Stati membri e, a causa degli effetti transfrontalieri, devono essere realizzati a livello comunitario.Sono i mezzi dell'intervento proporzionali agli obiettivi perseguiti?L'atto proposto si limita al minimo indispensabile per il raggiungimento di tali obiettivi e non va al di là di quanto è necessario a tal fine. 4.  ESAME DELLE DISPOSIZIONI DELLA PROPOSTA4.1.  Scopo generaleCosì come la convenzione che esso intende sostituire, il presente regolamento colma una lacuna nel campo d'applicazione materiale della convenzione di Bruxelles del 1968, il cui articolo 1 esclude esplicitamente le questioni relative allo stato delle persone; esso ne recepisce inoltre la struttura nonché la maggior parte dei principi fondamentali.Il presente regolamento mira a :1)  introdurre norme moderne e uniformi sulla competenza giurisdizionale in materia di annullamento del matrimonio, divorzio e separazione e di agevolare tra gli Stati membri il riconoscimento rapido e automatico delle decisioni adottate dagli stessi al riguardo; 2)  introdurre norme ed uniformi sulla competenza in materia di potestà dei genitori nei confronti dei figli avuti in comune in occasione dei procedimenti in questione e, pertanto, il riconoscimento rapido e automatico delle decisioni e della loro esecuzione attraverso un procedimento semplificato.Va osservato che le norme sulla competenza sono dirette, vale a dire che il giudice d'origine deve rispettarle qualora venga investito di una domanda rientrante nell'ambito d'applicazione del presente regolamento. Queste disposizioni non incidono tuttavia sulla ripartizione della competenza territoriale all'interno di uno Stato, né tantomeno sulla situazione degli Stati in cui il sistema giudiziario non è unificato.Deve infine rilevarsi che la proposta di regolamento, così come la convenzione, ammette regimi specifici (articoli 38 et 42). 4.2.  ContinuitàLa Commissione ha ripreso in ampia misura il contenuto della convenzione e garantito così la massima continuità ai lavori della negoziazione, prescindendo tuttavia dalle disposizioni incompatibili con la natura dell'atto proposto e con la disciplina del settore della cooperazione giudiziaria posteriore al trattato di Amsterdam.Data l'ampia equivalenza tra le disposizioni della convenzione e quelle del regolamento, l'esame delle norme della presente proposta si ispira ampiamente alla relazione esplicativa della convenzione, relazione approvata dal Consiglio il 28 maggio 1998 (3).(3)  GU C 221 del 16.7.1998, pag. 27.4.3.  AdeguamentoTuttavia la evidente diversità di tali due strumenti fa sì che il regolamento si discosti dal contenuto della convenzione in taluni punti:- la competenza della Corte di giustizia: contrariamente a quanto avviene nell'articolo 17 della convenzione, nel regolamento non è necessario determinare la funzione della Corte di giustizia in questo settore, considerato il tenore degli articoli 220 e seguenti del TCE che si applicheranno in materia e fatte salve le disposizioni specifiche dell'articolo 68 del trattato; - gli accordi che completano od agevolano l'applicazione del regolamento: per ragioni di chiarezza, le corrispondenti disposizioni della convenzione, ossia gli articoli 38, paragrafi 3 e 4 (in parte), e 41, sono stati adattati e raggruppati nell'articolo 41.- le riserve: il regolamento, per la sua stessa natura, è direttamente applicabile in tutti i suoi elementi a tutti gli Stati membri e non ammette riserve - il che comporta la soppressione dell'articolo 46, paragrafo 1 - ma soltanto regimi specifici: articoli 38, paragrafo 2 (accordo nordico) e 42 (concordati). Gli Stati membri cui si riferiscono le dichiarazioni alle quali rinviavano i paragrafi 2 e 3 dell'articolo 46 dovrebbero chiedere, nel caso partecipino al regolamento e lo ritengano opportuno, che le stesse vengano registrate nel verbale del Consiglio; - le disposizioni formali : gli articoli 47, 48, 49 et 50 della convenzione non hanno ragion d'essere in un atto comunitario. Per quanto riguarda l'entrata in vigore del regolamento, trovano piena applicazione gli articoli 249 e 254. Alla Commissione è peraltro assegnato il compito, ai sensi dell'articolo 211 del TCE di proporre eventuali modifiche delle disposizioni del regolamento- l'articolo 43 che consente la conclusione di accordi bilaterali affinché non vengano riconosciute decisioni fondate su criteri di competenza derogatori nei confronti di cittadini di paesi terzi non ha ragion d'essere nell'ambito di un atto normativo comunitario. Siffatti accordi incidono per loro natura sulle norme del riconoscimento comunitario e la facoltà di negoziarli rientra, successivamente all'adozione del regolamento, nella competenza esclusiva della Comunità senza necessità di un'esplicita previsione. Per tale motivo, l'articolo 16, paragrafo 1 e 2 e l'articolo 43 della convenzione non sono stati ripresi nel testo del regolamento;-  a causa della posizione del Regno Unito, dell'Irlanda e della Danimarca, nel regolamento vengono omesse talune disposizioni della convenzione:. l'articolo 2, in considerazione della particolarità di alcuni ordinamenti giuridici, prevedeva il criterio alternativo della nazionalità e del "domicilio", inteso nel senso vigente in Inghilterra ed in Irlanda. Non avendo questi Stati deciso di partecipare al sistema in esame, tale riferimento è stato eliminato dall'articolo 2 e da tutte le disposizioni in cui era contenuto;. gli articoli 19, paragrafo 2, 20, paragrafo 2 e 27, paragrafo 2 che contenevano disposizioni specifiche relative al Regno Unito e/o all'Irlanda;. negli articoli 21, 26, 28 e 29 i richiami ai giudici competenti ed ai mezzi legali ammessi nel Regno Unito, in Irlanda ed in Danimarca;. l'articolo 31, paragrafo 2, che conteneva una specifica disposizione relativa alla Danimarca. 4.4.  Tabella comparativaConvenzione 1998 // Proposta di regolamentoPreambolo // Soppresso // Considerando 1 (scopo) // Considerando 2 (oggetto della proposta) // Considerando 3 ( settore) // Considerando 4 (unificazione) // Considerando 5 (sussidiarietà e proporzionalità)  // Considerando 6 (continuità) // Considerando 7 (campo d'applicazione) // Considerando 8( procedimenti)  // Considerando 9 (campo d'applicazione) // Considerando 10 (potestà dei genitori) // Considerando 11 (criteri di competenza) // Considerando 12 (criteri di competenza/potestà dei genitori) // Considerando 13 (decisione) // Considerando 14 (riconoscimento/delibazione) // Considerando 15 (verifica della decisione) // Considerando 16 (riconoscimento a fini di registrazione) // Considerando 17 (accordo nordico) // Considerando 18 (concordati) // Considerando 19 (accordi fra Stati membri) // Considerando 20 (modifica degli elenchi degli organi giurisdizionali e dei mezzi legali) // Considerando 21 (riesame) // Considerando 22 (situazione RU/Irl) // Art. 1 // Art. 1Art. 2 // Art. 2 (4)(4)  modificato, vedasi sopra 4.3., sesto trattino.Art. 3 // Art. 3Art. 4 // Art. 4Art. 5 // Art. 5Art. 6 // Art. 6Art. 7 // Art. 7 (5)(5)  modificato, vedasi sopra 4.3., sesto trattino.Art. 8 // Art. 8 (6)(6)  modificato, vedasi sopra 4.3., sesto trattino.Art. 9 // Art. 9Art. 10 // Art. 10 (7)(7)  modificato, vedasi commento dell'articolo 10.Art. 11 // Art. 11Art. 12 // Art. 12Art. 13 // Art. 13Art. 14 // Art. 14Art. 15 // Art. 15Art. 16 diniego del riconoscimento ed accertamenti di fatto // Art. 16 divieto del controllo della competenza del giudice d'origine (8)(8)  modificato, vedasi sopra 4.3., quinto trattino.Art. 17 // Art. 17Art. 18 // Art. 18Art. 19 // Art. 19 (9)(9)  modificato, vedasi sopra 4.3., sesto trattino.Art. 20 // Art. 20 (10)(10)  modificato, vedasi sopra 4.3., sesto trattino.Art. 21 // Art. 21 (11)(11)  modificato, vedasi sopra 4.3., sesto trattino.Art. 22 // Art. 22Art. 23 // Art. 23Art. 24 // Art. 24Art. 25 // Art. 25Art. 26 // Art. 26 (12)(12)  modificato, vedasi sopra 4.3., sesto trattino.Art. 27 // Art. 27 (13)(13)  modificato, vedasi sopra 4.3., sesto trattino.Art. 28 // Art. 28 (14)(14)  modificato, vedasi sopra 4.3., sesto trattino.Art. 29 // Art. 29 (15)(15)  modificato, vedasi sopra 4.3., sesto trattino.Art. 30 // Art. 30Art. 31 // Art. 31 (16)(16)  modificato, vedasi sopra 4.3., sesto trattino.Art. 32 // Art. 32Art. 33 // Art. 33Art. 34 // Art. 34Art. 35 // Art. 35Art. 36 // Art. 36Art. 37 // Art. 37 (17)(17)  modificato, vedasi commento dell'articolo 37.Art. 38 // Art. 38 (18)(18)  modificato, vedasi sopra 4.3., secondo trattino.Art. 39 // Art. 39Art. 40 // Art. 40Art. 41  // Art. 41 (19)(19)  modificato, vedasi sopra 4.3., secondo trattino.Art. 42  // Art. 42 Art. 43 Diniego del riconoscimento e dell'esecuzione in base all'articolo 8 //  (20)(20)  soppresso, vedasi sopra 4.3., quinto trattino.Art. 44 Stato membro con due o più ordinamenti giuridici // Art. 43 Stato membro con sistemi normativi plurimiArt. 45 Corte di giustizia //  (21)(21)  soppresso, vedasi sopra 4.3., primo trattino.Art. 46 Dichiarazioni e riserve //  (22)(22)  soppresso, vedasi sopra 4.3., terzo trattino.Art. 47 Adozione ed entrata in vigore // Art. 46 Entrata in vigore (23)(23)  vedasi sopra 4.3, quarto trattino.Art. 48 Adesione // soppresso (24)(24)  vedasi sopra 4.3, quarto trattino.Art. 49 Modifiche // Art. 44 Riesame ed art. 45 Modifica degli elenchi degli organi giurisdizionali e dei mezzi d'impugnazione (25)(25)  vedasi sopra 4.3, quarto trattino.Art. 50 Depositario e pubblicazioni // soppresso (26)(26)  vedasi sopra 4.3, quarto trattino.4.5.  Commento articolo per articoloCapo I - Campo d'applicazioneArticolo 1L'articolo 1 definisce sia i tipi di procedimento sia le materie cui si applica il regolamento. Per quanto riguarda i tipi di procedimento, oltre ai procedimenti giudiziari civili, sono inclusi nel campo d'applicazione del regolamento altri procedimenti non giudiziari ammessi in determinati Stati per le vertenze matrimoniali. Si tratta di procedimenti amministrativi ufficialmente riconosciuti in uno Stato membro. Sono invece esclusi i procedimenti di semplice carattere religioso. Il paragrafo 2 stabilisce che il termine "giudice" abbraccia, in tutte le disposizioni del presente regolamento, le autorità giudiziarie e non giudiziarie competenti in materia matrimoniale.Riguardo alle materie disciplinate, il regolamento si limita ai procedimenti specificamente relativi al vincolo matrimoniale, ossia l'annullamento del matrimonio, il divorzio e la separazione personale. Pertanto il riconoscimento delle decisioni di divorzio o annullamento incide soltanto sullo scioglimento e sull'annullamento del vincolo matrimoniale. Essa non tratta, tra l'altro, questioni quali la colpa dei coniugi, gli effetti del vincolo matrimoniale sul patrimonio o l'obbligazione alimentare o altre eventuali misure accessorie (diritto al nome, ecc.), che pur sono connesse con i temi precedenti. Quanto alle questioni attinenti alla potestà dei genitori, è opportuno che esse vengano incluse nel campo d'applicazione per materia poiché il diritto interno di taluni Stati membri prevede che la decisione emessa in materia matrimoniale deve risolvere le questioni inerenti alla potestà dei genitori. L'inclusione vale però unicamente per le questioni concernenti la responsabilità dei genitori che risultano connesse con il procedimento relativo al vincolo matrimoniale, mentre lo stesso è in corso. Il concetto stesso di "potestà dei genitori" deve essere precisato dall'ordinamento giuridico dello Stato membro in cui è valutata la questione della potestà. Esso comunque riguarda solo i figli in comune, poiché si tratta di procedimenti relativi alla potestà dei genitori strettamente vincolati a una domanda di divorzio, separazione o annullamento. La decisione di limitare il campo d'applicazione del regolamento, per quanto concerne la potestà dei genitori, alle decisioni relative ai "figli di entrambi i coniugi" non osta a che gli Stati membri decidano successivamente di applicare criteri di competenza identici a quelli previsti all'articolo 3 riguardo ai "figli della famiglia", che non erano compresi nella suddetta categoria. Il regolamento non pregiudica frattanto i criteri di competenza applicabili a questa categoria ed è pertanto il diritto interno che disciplina la competenza, il riconoscimento e l'esecuzione di decisioni al riguardo.Capo II - Competenza giurisdizionaleSezione 1 - Disposizioni generaliArticolo 2 - Divorzio, separazione personale e annullamento del matrimonioI criteri di giurisdizione adottati rispondono a necessità di carattere obiettivo, sono adeguati agli interessi delle parti, si improntano a principi di flessibilità, tengono conto della mobilità delle persone.Nell'articolo 2 sono inseriti solo criteri obiettivi, fatta salva la verifica di cui all'articolo 9. Essi non sono dunque cumulativi e l'inclusione nella lettera a) o nella lettera b) non può essere interpretata come gerarchica. I criteri enunciati in questo articolo sono gli unici utilizzabili per la materia trattata. Si tratta quindi di un elenco di criteri tassativo e definitivo. I criteri per la determinazione della competenza dei giudici di uno Stato a decidere nelle cause matrimoniali che rientrano nel campo d'applicazione del regolamento si basano sul presupposto che esista un vincolo effettivo tra la persona e uno Stato membro. Tra i criteri enunciati alla lettera a) figurano:-  quello della residenza dei coniugi al momento della presentazione della domanda,-  quello dell'ultima residenza dei coniugai se uno di essi vi risiede ancora,-  quello della residenza del convenuto", -  per le domande congiunte quello del territorio nel quale si trova la residenza di uno dei coniugi.A tali criteri si aggiungono in via eccezionale due criteri basati sul forum actoris in combinazione con ulteriori condizioni. Pertanto sono altresì riconosciute:-  la residenza dell'attore se questi vi ha risieduto almeno per un anno immediatamente prima della domanda. -  a residenza dell'attore se questi vi ha risieduto almeno per sei mesi immediatamente prima della domanda ed è cittadino dello Stato membro stesso.Articolo 3 - Potestà dei genitori L'articolo 3 determina quando e a quali condizioni le autorità dello Stato i cui giudici sono competenti a decidere nelle cause matrimoniali in base ai criteri fissati nell'articolo 2 sono altresì competenti per le questioni inerenti alla responsabilità dei genitori su un figlio avuto in comune. A tal fine l'articolo 3 è diviso in tre paragrafi. Il paragrafo 1 stabilisce la competenza internazionale in questioni inerenti alla potestà dei genitori su figli avuti in comune se detti figli risiedono abitualmente nello Stato membro le cui autorità sono altresì competenti a decidere nelle cause matrimoniali. Va chiarito che in nessun caso ciò implica che in tale Stato le medesime autorità debbano decidere nella causa matrimoniale e in quella sulla potestà dei genitori : il senso della norma è unicamente che siano le autorità di uno stesso Stato a decidere su entrambi i procedimenti. Il paragrafo 2 fissa le condizioni in base alle quali le autorità dello Stato i cui giudici siano competenti a decidere nelle cause di divorzio lo siano anche a decidere sulla potestà dei genitori quando il figlio non risieda abitualmente in detto Stato, ma in un altro Stato membro. Per quest'ultimo caso il paragrafo 2 prescrive la duplice condizione che almeno uno dei coniugi eserciti la potestà sul figlio e che la competenza di tali giudici sia stata accettata dai coniugi e sia conforme all'interesse superiore del figlio.Nel paragrafo 3 si stabilisce in quale momento cessa la competenza di cui ai paragrafi 1 e 2, prevedendo tre ipotesi alternative al riguardo:La lettera a) contempla il caso basilare di una decisione concernente una causa matrimoniale che abbia carattere definitivo, vale a dire che sia passata in giudicato e non possa essere oggetto di alcun mezzo di impugnazione ordinario. A partire da tale momento e fatto salvo il disposto della lettera b), non possono essere applicati i paragrafi 1 e 2. La potestà dei genitori dovrà quindi essere disciplinata dal diritto interno o dalle convenzioni internazionali applicabili in materia.Oltre al caso basilare di cui sopra e fatta salva la norma della lettera c), alla lettera b) si contempla il caso in cui, pur essendo passata in giudicato la decisione sulla causa matrimoniale ovvero la decisione non può essere oggetto di alcun tipo di impugnazione, sia ancora pendente il procedimento relativo alla potestà dei genitori; in tale ipotesi ci si dovrà attenere alla data in cui sia passata in giudicato la decisione relativa alla suddetta responsabilità. La competenza sulla potestà dei genitori potrà essere esercitata anche se sia definitiva la decisione sulla domanda di divorzio, separazione personale o annullamento del matrimonio. La lettera c) contempla il caso residuo o ultimo, ossia quello in cui il procedimento sia terminato per altre ragioni (ad esempio, ritiro della domanda di divorzio o morte di uno dei coniugi).Articolo 4 - Sottrazione internazionale di minoriNelle crisi matrimoniali uno dei rischi - forse il maggiore - riguardo alla protezione dei figli avuti in comune è costituito dal trasferimento all'estero del figlio da parte di uno dei genitori con tutti i problemi che ne derivano per il suo equilibrio e la sua protezione. Il presente regolamento potrebbe incidere negativamente sul ritorno dei minori se non vengono adottate misure adeguate. Questa è la finalità dell'articolo 4.Questo articolo introduce una norma particolare di competenza. Esso dispone che la competenza ai sensi dell'articolo 3 è esercitata conformemente alle disposizioni della convenzione dell'Aia del 1980 (27), in particolare degli articoli 3 e 16. In tal modo è salvaguardata la residenza abituale lecita, come criterio di competenza quando, per effetto dell'illecito trasferimento o del mancato rientro, si è prodotto un mutamento della residenza abituale. (27)  Convenzione dell'Aia del 25 ottobre 1980 sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori.Articolo 5 - Domanda riconvenzionaleQuesta disposizione contiene la norma tradizionale relativa alla domanda riconvenzionale, ossia che il giudice davanti al quale pende il procedimento relativo alla domanda originaria è competente anche a esaminare una domanda riconvenzionale, sempre che entrambe le domande rientrino nel campo d'applicazione del regolamento. La disposizione deve essere messa in relazione con l'articolo 11 per distinguere tra i casi dell'uno e dell'altro articolo, anche se di fatto spesso gli effetti possono essere identici.Articolo 6 - Conversione della separazione personale in divorzioVari ordinamenti prevedono la conversione della separazione personale in divorzio. In particolare vi sono Stati in cui la separazione costituisce un presupposto indispensabile per ottenere successivamente il divorzio: normalmente deve trascorrere un certo periodo di tempo tra l'ottenimento della separazione e il divorzio. Tale distinzione tuttavia non esiste in altri ordinamenti.Per questi casi, in base alla disposizione del regolamento, è possibile ottenere la pronuncia del divorzio dai giudici dello Stato competente a norma dell'articolo 2 oppure dai giudici dello Stato in cui è stata ottenuta la separazione, beninteso qualora la possibilità stessa di conversione non dipenda dal regolamento, ma sia prevista dal diritto materiale interno dello Stato interessato.Articolo 7 - Carattere esclusivo delle competenze di cui agli articoli da 2 a 6 Possono essere utilizzati, in modo alternativo e senza ordine gerarchico, soltanto i criteri enunciati negli articoli da 2 a 6. L'articolo 7 stabilisce tuttavia il carattere esclusivo ed escludente di tutti i criteri in base ai quali nei precedenti articoli viene determinata la competenza delle autorità di uno Stato. Il carattere esclusivo delle competenze stabilite si riferisce alle cause matrimoniali e ai problemi relativi alla potestà dei genitori, connessi con tali casi, per cui non riguarda le norme sulla competenza in materia di tutela dei minori nei casi in cui non vi sia connessione con le cause matrimoniali. Il carattere esclusivo delle competenze non pregiudica le norme contenute nell'articolo 8, paragrafo 1, e nell'articolo 38, paragrafo 2.Dato che i criteri enunciate nell'articolo 2 sono la residenza abituale di un coniuge determinata secondo precise modalità, l'articolo 7 prevede che i giudici possano essere aditi soltanto in base agli articoli che precedono.Articolo 8 - Competenze residueFacendo seguito alla disposizione di cui all'articolo 7 (esclusività delle competenze di cui agli articoli da 2 a 5) questo articolo contiene una disposizione riguardante le situazioni contemplate dalla legislazione nazionale cui si potrà far riferimento solo nel contesto di questo stesso articolo. Per alcuni Stati, quando uno dei due coniugi risiede in uno Stato non membro e non ricorrano fattispecie contemplate dal presente regolamento riguardo ai criteri attributivi di competenza, la competenza dovrebbe essere determinata secondo il diritto applicabile nello Stato membro in questione. Per tener conto di questa posizione è stata adottata detta soluzione di carattere integrativo, in virtù della quale l'attore cittadino di uno Stato membro, che risieda abitualmente nel territorio di un altro Stato membro, potrà invocare le norme interne di tale Stato, al pari dei cittadini del medesimo. A tal fine è necessario che il convenuto non abbia né la residenza abituale in uno Stato membro né la cittadinanza di uno Stato membro. Tali competenze sono state denominate "competenze residue", tenendo conto del loro carattere e del posto che occupano in relazione ai criteri di competenza stabiliti dal regolamento Tenendo conto dei criteri di competenza di cui agli articoli da 2 a 6 del regolamento, il paragrafo 1 indica il limite tra i criteri ai quali il regolamento attribuisce un carattere esclusivo e il principio dell'applicazione delle norme interne di competenza, evidenziando in tal modo i limiti geografici del regolamento. I requisiti stabiliti dal paragrafo 2 dell'articolo 8 devono essere interpretati come segue:a)  l'attore, deve essere cittadino di uno Stato membro con residenza abituale in un altro Stato membro. Si stabilisce così un principio di assimilazione tra i cittadini degli Stati membri ai fini del paragrafo 1; b)  il convenuto deve soddisfare due condizioni : da un lato, deve avere la residenza abituale al di fuori degli Stati membri e, dall'altro, non deve avere la cittadinanza di uno Stato membro. Entrambe le condizioni devono essere soddisfatte simultaneamente, dato che in caso contrario sarebbero applicabili alcuni dei criteri previsti dall'articolo 2.Sezione 2 - Verifica della competenza e dell'ammissibilitàArticolo 9 - verifica della competenzala verifica della competenza, che il giudice di origine effettuerà d'ufficio, senza che sia necessario che una parte lo richieda riveste speciale importanza in considerazione delle divergenza notevoli esistenti fra i diritti interni degli Stati membri e del margine di discrezionalità lasciato dalle norme sul conflitto fra le leggi applicabili. Articolo 10 - Verifica dell'ammissibilitàLo scopo di questa norma è garantire il diritto della difesa. Non è sufficiente la verifica della competenza, prevista dal precedente articolo, ma è necessario stabilire una norma che implichi la sospensione del procedimento fin quando non si sarà accertato che al convenuto è stata data la possibilità di ricevere la domanda giudiziale in tempo utile perché questi possa presentare le proprie difese ovvero che è stato fatto tutto il possibile in tal senso. Il giudice può, in tal modo, accertare la fondatezza della competenza internazionale e, pertanto, evitare al massimo possibili motivi di diniego del riconoscimento.La direttiva sulla notificazione e comunicazione negli Stati membri dell'Unione europea degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile e commerciale  (28) sostituirà le disposizioni menzionate nel capoverso precedente quando verrà recepita dagli Stati membri. Sino al recepimento si applicano le disposizioni della convenzione dell'Aia, del 15 novembre 1965, relativa alla notificazione o comunicazione all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale, qualora sia necessario trasmettere la domanda giudiziale in esecuzione del regolamento stesso.(28)  GUSezione 3 - Litispendenza ed azioni connesseArticolo 11 - Litispendenza ed azioni connesseLe divergenze tra gli ordinamenti giuridici degli Stati membri in campo matrimoniale giustificano le modifiche apportate alla disciplina della litispendenza stabilita dalla convenzione di Bruxelles del 1968. In particolare certi Stati membri non conoscono né l'annullamento del matrimonio né la separazione personale dei coniugi. Tali divergenze interessano il concetto stesso di litispendenza, definita in modo più stretto in taluni Stati in cui sono necessari lo stesso oggetto, lo stesso titolo e le stesse parti, e in modo più ampio in altri Stati in cui è richiesta solo l'identità dell'oggetto e delle parti.Il paragrafo 1 contiene la norma tradizionale relativa alla litispendenza, vale a dire la norma prior temporis, che si applica a tutte le controversie cui si riferisce il regolamento, a condizione che abbiano il medesimo oggetto e il medesimo titolo e siano tra le stesse parti. Per evitare il rischio di un conflitto negativo di competenza, è stato stabilito che il giudice successivamente adito sospende d'ufficio il procedimento finché il primo giudice dichiari la propria competenza.Il paragrafo 2 rappresenta una novità e risponde specificamente alle differenze tra le legislazioni degli Stati in materia di separazione, divorzio e annullamento del matrimonio. La disposizione del paragrafo 2 si riferisce alle cosiddette "azioni connesse" e potrebbe qualificarsi come "falsa litispendenza". Esso prevede che anche in mancanza dell'identità dell'oggetto e del titolo, due domande tra le stesse parti creino una situazione di falsa litispendenza implicante l'applicazione della regola "prior temporis". Tuttavia, contrariamente al paragrafo 2 che si riferisce altresì alla potestà dei genitori, il paragrafo 2 è deliberatamente limitato al divorzio, alla separazione personale ed all'annullamento del matrimonio.Il paragrafo 3 stabilisce le conseguenze della dichiarazione di competenza da parte del giudice previamente adito. Tale disposizione contiene una norma generale che stabilisce che il giudice successivamente adito dichiara la propria incompetenza a favore del giudice previamente adito. Essa contiene inoltre una norma particolare che stabilisce che la parte che ha proposto la domanda davanti al giudice successivamente adito può proporre tale domanda, ove lo desideri, davanti al giudice che ha dichiarato la propria competenza in quanto previamente adito. La locuzione "in tal caso" che introduce il secondo comma del paragrafo 3 va interpretato nel senso che solo quando il giudice successivamente adito dichiara la propria incompetenza la parte che ha proposto la domanda ha la possibilità di proporla davanti al giudice che ha dichiarato la propria competenza, in quanto previamente adito.Sezione 4 - provvedimenti provvisori e cautelari Articolo 12Circa la norma sui provvedimenti provvisori e cautelari, va osservato che essa non è soggetta alle norme sulla competenza del regolamento in relazione ai procedimenti che rientrano nella sua sfera ma si fonda sull'applicazione del diritto nazionale. Si precisa che tali provvedimento possono essere adottati in uno Stato anche se la cognizione di merito spetta al giudice di un altro Stato. Inoltre tale articolo si applica solo in caso d'urgenza.Per quanto riguarda il contenuto della norma, va segnalato che i provvedimenti provvisori e cautelari, anche se sono adottati in relazione a procedimenti inclusi nell'ambito del regolamento e sono applicabili soltanto in caso di urgenza, si riferiscono sia alle persone che ai beni e si estendono quindi a materie non contemplate dal regolamento ove si tratti di azioni previste dalle norme nazionali. I provvedimenti da adottare sono assai ampi, in quanto possono riguardare sia le persone presenti sia i beni situati nello Stato in cui essi vengono adottati, nel caso in cui è veramente necessario nelle cause matrimoniali. Il regolamento non contiene indicazioni sul tipo di provvedimenti e neppure sui loro collegamenti con la domanda matrimoniale. I provvedimenti possono pertanto incidere anche su materie che esulano dal campo d'applicazione del regolamento. I provvedimenti cessano di avere efficacia quando l'autorità competente emani una decisione sulla base di uno dei criteri di competenza previsti dal regolamento e detta decisione sia riconosciuta (o eseguita) in applicazione del regolamento. Altri provvedimenti relativi a materie escluse dall'ambito del regolamento continuano a applicarsi finché un giudice competente non adotti le decisioni del caso, ad esempio riguardo ai regimi matrimoniali.La norma contenuta in questo articolo limita gli effetti dei provvedimenti al territorio dello Stato in cui sono adottati.CAPO III - Riconoscimento ed esecuzioneArticolo 13 - Definizione del termine "decisione"Le disposizioni dell'articolo definiscono il termine "decisione" ai fini del riconoscimento e dell'esecuzione. Allo scopo, oltre alla definizione generale inserita nel paragrafo 1, si è aggiunto nel paragrafo 2 il chiarimento che le norme contenute nel capo III si applicano altresì alla decisione concernente le spese per i procedimenti nonché alla determinazione dell'importo delle stesse. Ai fini di questo articolo occorre tener presente che esso include le decisioni emanate dai giudici di cui all'articolo 1, paragrafo 2.Il termine "decisione" riguarda solo le decisioni positive, ossia quelle che abbiano condotto al divorzio, alla separazione personale o all'annullamento del matrimonio.Quanto alle decisioni sulla potestà dei genitori che rientrano nell'ambito del regolamento e sono soggette alle norme in materia di competenza di cui all'articolo 3, va osservato che alcune decisioni positive possono avere effetti negativi riguardo alla potestà dei genitori per una persona diversa da quella a favore della quale è stata emanata la decisione. Una decisione di questo tipo rientra ovviamente nell'ambito del regolamento.Spetta agli ordinamenti interni precisare che cosa si intende per misure relative "alla potestà dei genitori".Per quanto concerne le spese, si deve tenere presente la norma che figura nell'articolo 38, paragrafo 1. In considerazione di diversi sistemi giuridici nazionali, il paragrafo 3 equipara "gli atti pubblici ricevuti ed esecutivi in uno degli Stati membri nonché le transazioni concluse davanti ad un giudice nel corso di un procedimento ed esecutive nello Stato membro d'origine" alle "decisioni" di cui al paragrafo 1 dello stesso articolo.Sezione 1 - RiconoscimentoArticolo 14 - RiconoscimentoQuesto articolo sancisce il principio del riconoscimento automatico, senza necessità di alcun procedimento, delle decisioni di cui all'articolo 13. L'effetto principale di siffatto riconoscimento automatico consiste nel fatto che non è necessario alcun procedimento per l'aggiornamento degli atti di stato civile in un altro Stato membro e che è sufficiente il fatto che sia stata pronunciata una decisione definiva la riguardo in un altro Stato membro. Non si tratta tuttavia di un riconoscimento giudiziario bensì di un riconoscimento a fini di registrazione.L'articolo 14 introduce manifestamente un cambiamento importante per i cittadini europei poiché l'aggiornamento degli atti di stato civile costituisce l'effetto della delibazione richiesta con maggiore frequenza: dopo l'entrata in vigore del regolamento, tale disposizione determinerà un risparmio di tempo e denaro poiché l'aggiornamento si effettuerà senza che sia necessario un'altra decisione. Si osserva che la decisione deve essere definitiva, ossia non soggetta ad impugnazione ordinaria secondo la legge dello Stato d'origine.Articolo 15 - Motivi di diniego del riconoscimentoNel paragrafo 1 si definiscono i motivi del non riconoscimento delle decisioni in materia di divorzio, separazione personale e annullamento del matrimonio, mentre nel paragrafo 2 sono definiti i motivi del non riconoscimento delle decisioni relative alla potestà dei genitori rese in occasione di un procedimento in materia matrimoniale. La suddivisione deriva dal fatto che dette decisioni, benché siano le une e le altre strettamente connesse con il procedimento in materia matrimoniale, possono essere rese da autorità differenti, secondo la ripartizione interna delle competenze nello Stato di origine. Un'altra ragione a favore della separazione è il fatto che l'oggetto del procedimento in materia matrimoniale e quello del procedimento relativo alla potestà dei genitori sono diversi e quindi i motivi di non riconoscimento differiscono nei due casi. Perciò è risultato opportuno porre in paragrafi separati i motivi di non riconoscimento delle une e delle altre.Quanto al non riconoscimento delle decisioni di divorzio, separazione o annullamento del matrimonio il motivo principale è, come di consueto, il fatto che le stesse risultino manifestamente contrarie all'ordine pubblico dello Stato richiesto. Nella fattispecie poi si deve tener presente che l'articolo 18 del presente regolamento osta a che la decisione sia oggetto di un riesame del merito, l'articolo 17 proibisce che una sentenza straniera possa non essere riconosciuta per il fatto che lo Stato richiesto non preveda per i medesimi fatti il divorzio, la separazione o l'annullamento e l'articolo 16, paragrafo 3, stabilisce che il criterio dell'ordine pubblico non può essere applicato alle norme sulla competenza.Il paragrafo 1, lettera b), prevede il non riconoscimento della decisione contumaciale nei casi in cui la notificazione o comunicazione non è avvenuta in modo regolare ed in tempo utile perché il convenuto potesse difendersi. Si deve tuttavia procedere al riconoscimento, che costituisce in ultima analisi la conseguenza normale del corretto funzionamento del regolamento, quando il convenuto ha accettato inequivocabilmente la decisione, ad esempio qualora abbia contratto un nuovo matrimonio.La incompatibilità della decisione di riconoscimento con altre decisioni è oggetto di due diverse disposizioni, di cui rispettivamente alle lettere c) e d) del paragrafo 1. Non è necessario che le controversie di cui trattasi abbiano lo stesso oggetto e lo stesso titolo.Nella lettera c) si fa riferimento all'incompatibilità della decisione con una decisione resa in un procedimento tra le medesime parti nello Stato membro richiesto, indipendentemente dal fatto che la decisione resa in quest'ultimo sia precedente o successiva a quella resa nello Stato di origine della stessa. Nella lettera d) si fa riferimento ai casi in cui la decisione riguardante le medesime parti, resa in un altro Stato membro o in uno Stato non membro, risponda a due criteri: a)  sia stata resa precedentemente; b)  soddisfi le condizioni necessarie per essere riconosciuta nello Stato membro richiesto. Il paragrafo 2 enuncia i motivi di non riconoscimento delle decisioni relative alla potestà dei genitori, intese in senso lato e comprese quindi non soltanto le decisioni giudiziarie ma anche quelle di qualsiasi altro tipo adottate da organi differenti, purché siano connesse con il divorzio. Circa la nozione di ordine pubblico, che parimenti figura nel paragrafo 2, lettera a), per escludere il riconoscimento non è sufficiente che questo sia manifestamente contrario all'ordine pubblico in quanto è anche necessario procedere a una valutazione per tener conto dell'interesse superiore del figlio. Il concetto di contumacia figura nella lettera c) e al riguardo valgono i commenti formulati circa il paragrafo 1, lettera b), di questo stesso articolo.Il fatto la decisone si a stata emessa senza che il figlio abbia avuto la possibilità di essere ascoltato o che la persona che ritenga la decisione lesiva dell'esercizio della propria potestà di genitore abbia avuto la possibilità di far valere le proprie costituisce un ulteriore motivo di non riconoscimento ( lettera d)). Infine, nelle lettere e) e f) si stabilisce tra i motivi di non riconoscimento l'incompatibilità con altre decisioni, in base a una norma diversa a seconda che la decisione sia resa nello Stato membro richiesto, in un altro Stato membro o in uno Stato terzo in cui il figlio risieda abitualmente. Poiché si tratta esclusivamente della potestà dei genitori, in entrambi i casi la decisione deve essere in contrasto con una decisione successiva, dato che quelle precedenti sono già state prese in considerazione per la decisione di divorzio. L'obiettivo è evitare incoerenze che si potrebbero verificare, ad esempio, tra una sentenza resa in un altro Stato membro in relazione ai procedimenti di divorzio e affidamento dei figli e la sentenza di un foro che si pronunci negativamente sulla paternità. Articolo 16 - Divieto del controllo della competenza del giudice d'origineIl giudice richiesto non può procedere a una verifica della competenza del giudice di origine, né tanto meno utilizzare criteri di ordine pubblico in relazione alle norme sulla competenza enunciate negli articoli da 2 a 8.Articolo 17 - Differenze fra le leggi applicabiliQuesta disposizione si pone in relazione con quella contenuta nell'articolo 15, paragrafo 1, lettera a). Essa risponde al timore, manifestato dagli Stati con disposizioni materiali interne più flessibili relativamente alla concessione del divorzio, che le decisioni pronunciate dai propri tribunali non siano riconosciute in un altro Stato membro in quanto si tratta di cause non riconosciute nell'ordinamento interno dello Stato richiesto. Costituisce poi un limite alla possibilità di far valere in modo indiscriminato la clausola dell'ordine pubblico.La nozione "legge dello Stato membro richiesto" abbraccia sia le norme di diritto interno che quelle di diritto internazionale privato dello Stato membro.Articolo 18 -Divieto di riesame del meritoSi tratta della norma tradizionale che vieta il riesame demerito all'atto del riconoscimento o dell'esecuzione. È una norma necessaria perché non si snaturi il senso del procedimento di exequatur secondo cui il giudice dello Stato richiesto non deve tornare a decidere sulla materia sulla quale si è già pronunciato il giudice dello Stato di origine.Oggetto della disposizione è non consentire che nel contesto dell'exequatur siano riesaminati i provvedimenti, benché ciò non possa in nessun caso condurre a una pietrificazione delle stesse.Il principio essenziale è pertanto che nello Stato membro richiesto non possa procedersi al riesame della decisione originaria. Un cambiamento delle circostanze può tuttavia implicare la necessità di un riesame dei provvedimenti di tutela e sono frequenti situazioni che, pur permanendo nel tempo, possono richiedere taluni adeguamenti, che dovranno quindi essere apportati dall'autorità competente in materia di potestà dei genitoriArticolo 19 - Sospensione del procedimentoSi tratta di una disposizione da porre in relazione con quelle (all'articolo 14, paragrafo 2) in cui si stabilisce che, per il riconoscimento automatico e, in particolare, l'aggiornamento delle iscrizioni nello stato civile, non è necessario alcun procedimento se la decisione dello Stato di origine non è impugnabile secondo la legislazione di quest'ultimoAl giudice di uno Stato membro davanti al quale è richiesto il riconoscimento è attribuita la facoltà di sospendere il procedimento se la decisione originaria è stata impugnata con un mezzo ordinario. Quanto alla sospensione dell'esecuzione vedasi l'articolo 27.Sezione 2 - Esecuzione Articolo 20 - Decisioni esecutiveTale articolo disciplina i casi in cui è necessario ottenere l'exequatur perché la decisione resa in uno Stato membro possa essere eseguita in un altro Stato membro. Si stabilisce quindi unicamente che, a richiesta della parte interessata, i giudici decidono sulla possibilità di esecuzione nello Stato richiesto, e a ciò possono essere opposti solo i motivi elencati nell'articolo 15 e nell'articolo 16. In materia matrimoniale sono sufficienti le misure di riconoscimento, vista la limitazione del campo d'applicazione del regolamento e dato che il riconoscimento comporta la modifica delle iscrizioni nei registri dello stato civile. Una disciplina sull'esecuzione risulta invece necessaria in relazione all'esercizio della potestà dei genitori su un figlio avuto in comune."Parti interessate" ai fini della richiesta non sono soltanto i coniugi e i figli, ma devono essere considerate tali anche le autorità pubbliche (pubblico ministero o autorità analoga) negli Stati in cui ciò è possibile.Tale disposizione mira soltanto a rendere possibile l'esecuzione di una decisione resa in un altro Stato per quanto concerne la potestà dei genitori, dato che la procedura di esecuzione in senso stretto è disciplinata dal diritto interno di ciascuno Stato. Pertanto, una volta ottenuto l'exequatur in uno Stato, le misure concrete di esecuzione si basano sul diritto interno dello stesso.Con le disposizioni che seguono si è voluta stabilire una procedura comune a tutti gli Stati membri per ottenere l'exequatur e sostituire così le norme esistenti al riguardo nei rispettivi ordinamenti interni e in altre convenzioni.Articolo 21 - Giudice territorialmente competenteLa norma si articola in tre paragrafi: il paragrafo 1 sul tipo di autorità avente competenza internazionale per l'esecuzione e gli altri due sul giudice territorialmente competente all'interno dello Stato membro. Sono disposizioni applicabili sia al riconoscimento, attraverso l'articolo 14, paragrafo 3, che all'esecuzione. Con ciò si mira a facilitare la vita al cittadino europeo, il quale sa in tal modo fin dall'inizio quale giudice deve adire.Nel paragrafo 1 sono elencate le autorità internazionalmente competenti per l'esecuzione. La soluzione accolta opera una distinzione fra domande d'esecuzione e domande di riconoscimentoIn tal modo si stabilisce in primo luogo ciò che costituisce la norma generale, ossia quella relativa alla domanda di exequatur. Il paragrafo 2, lettera a), prevede che il giudice territorialmente competente è determinato dal luogo della residenza abituale della parte contro cui è chiesta l'esecuzione o dal luogo della residenza abituale del figlio cui la domanda si riferisce. Ciò nonostante si è riscontrato che potevano presentarsi casi in cui né la residenza abituale della parte contro cui è chiesta l'esecuzione né quella del figlio si trovassero nello Stato membro in cui si chiedeva l'esecuzione, per ovviare ai quali nella lettera b) è stato previsto che la domanda debba essere presentata al giudice del luogo di esecuzione.Nella seconda fattispecie invece, ossia per le cause intentate per ottenere il riconoscimento o il non riconoscimento della decisione resa in un altro Stato membro, nel paragrafo 3 si stabilisce che la questione è disciplinata dal diritto nazionale dello Stato nel quale viene proposta la domanda.Articolo 22 - Procedimento d'esecuzioneIn questo articolo e negli articoli successivi si disciplinano aspetti vari delle questioni relative alla procedura da seguire per l'esecuzione delle decisioni.La procedura è avviata su istanza di parte ed è comunitaria, vale a dire che la stessa procedura, rapida e semplice, si applica in tutti gli Stati membri, il che costituisce un ovvio vantaggio. La disposizione indica il modo di procedere dell'istante.In primo luogo stabilisce che le modalità del deposito dell'istanza sono determinate in base alla legge dello Stato membro richiesto (paragrafo 1). Ciò implica che ci si deve attenere alle legislazioni nazionali per quanto concerne le indicazioni da inserire nell'istanza, il numero di esemplari da consegnare al giudice, l'autorità davanti alla quale deve essere depositata, eventualmente la lingua in cui deve essere redatta e per quanto concerne la necessità o meno dell'intervento di un avvocato o altro rappresentante o mandatario.Il paragrafo 2 prevede l'obbligo di stabilire il domicilio agli effetti delle notificazioni o di designare un procuratore ad litem nell'ambito territoriale del giudice che conosce della questione. La disposizione è interessante per quanto riguarda sia la notificazione all'istante (articolo 24) che il ricorso contro la decisione che autorizza l'exequatur, che ha carattere di procedimento in contraddittorio (articolo 26).Infine, nel paragrafo 3 è stabilito l'obbligo di allegare alla domanda i documenti di cui agli articoli 33 e 34.Articolo 23 - Decisione del giudiceIl paragrafo 1 stabilisce il carattere unilaterale e a istanza di parte del procedimento di exequatur, nel quale non è pertanto possibile che siano ascoltate le osservazioni della parte contro cui è chiesta l'esecuzione, nemmeno in casi eccezionali, poiché altrimenti ciò trasformerebbe sistematicamente il procedimento unilaterale in un procedimento in contraddittorio. I diritti della difesa sono rispettati dato che la persona contro la quale si è ottenuto l'exequatur ha la facoltà di presentare ricorso contro la decisione che autorizza l'esecuzione.Il giudice deve soltanto decidere in merito all'esecuzione, ma non gli è possibile in tale fase riesaminare le misure sull'affidamento : la disposizione dell'articolo 39 glielo impedisce. Il giudice deve prendere la decisione "entro un breve termine" e non si è ritenuto opportuno stabilire un termine preciso dato che, oltre a non essere previsto nella prassi giudiziaria, non ci sarebbero state sanzioni in caso di inosservanza dello stesso. Dato che la norma generale è la concessione dell'exequatur, in base alla reciproca fiducia che scaturisce dal presupposto che tutti i giudici della Comunità applichino correttamente il regolamento, nella fattispecie si mantiene il carattere unilaterale e rapido del procedimento, poiché in caso problemi esistono i mezzi d'impugnazione previste negli articoli successivi.Questa prima disposizione comporta che l'istanza possa essere rigettata solo per i motivi contemplati all'articolo 15 e che sia vietato il riesame del merito (paragrafo 3).Articolo 24 - Notifica della decisioneQuesto articolo stabilisce che la notificazione al richiedente avvenga secondo il diritto dello Stato richiesto. La disposizione mostra l'importanza dell'elezione del domicilio o della designazione del procuratore ad litem (vedasi l'articolo 22) e ha conseguenze sulle impugnazioni proponibili in base agli articoli successivi.Articolo 25 - Ricorso contro la decisione che concede l'esecuzioneQuesto articolo stabilisce che, se l'esecuzione è concessa, la parte contro cui viene fatta valere l'esecuzione possa proporre ricorso contro tale decisione.Poiché il funzionamento normale del regolamento conduce alla concessione dell'exequatur è logico che il termine previsto per il ricorso sia breve, di un solo mese (paragrafo 1). Se la parte contro cui si esegue la decisione risiede in uno Stato diverso da quello in cui è stata resa la decisione che accorda l'exequatur, il termine è di due mesi a decorrere dal giorno in cui la notificazione è stata fatta alla persona cui è diretta o al domicilio della medesima. Detto termine non può essere oggetto di alcuna proroga per ragioni inerenti alla distanza.Articolo 26 - Giudici del ricorso e mezzi di impugnazioneIl paragrafo 1 elenca i giudici ai quali si può proporre ricorso contro la decisione che autorizza l'esecuzione. Si tratta in questo caso di un procedimento in contraddittorio, diversamente da domanda e decisione originarie che hanno carattere unilaterale. Va rilevato al riguardo che l'unico requisito fissato nel regolamento è proprio che il procedimento per il ricorso sia in contraddittorio, contrariamente alla prima decisione che è resa in un procedimento unilaterale. Si deve tener conto di ciò particolarmente nell'ottica delle differenze linguistiche, per cui va evitato che si possa giungere a equiparare il termine "contraddittorio" con il termine "contenzioso". Infatti in alcuni Stati il termine "contraddittorio" ha anche il significato di "contenzioso" mentre non è così in altri Stati. Ne risulta pertanto che, sebbene il procedimento debba sempre essere in contraddittorio, spetta all'ordinamento interno determinare se lo stesso debba essere o no contenzioso così come è il diritto del foro quello che disciplina la procedura (lex fori regit processum)Contro la decisione resa sul ricorso non è ammesso alcun tipo di impugnazione, salvo il ricorso in cassazione o altri ricorsi del grado più alto negli Stati che non hanno la cassazione. Attraverso tale limitazione delle vie di ricorso si mira a evitare i ricorsi inutili, che potrebbero costituire manovre dilatorie prive di sostanza. In ultima analisi si tratta di preservare l'obiettivo del regolamento che è quello di agevolare la libera circolazione delle decisioni. Articolo - 27 Sospensione del procedimentoIn alcuni casi è possibile che nello Stato di origine una decisione sia esecutiva, benché possa essere già oggetto di impugnazione o non sia trascorso il termine per poterla impugnare. In una situazione del genere si intende evitare la complicazione che si avrebbe con l'autorizzazione dell'exequatur della decisione, per cui questa disposizione stabilisce la possibilità, non già l'obbligo, che il giudice del ricorso sospenda il procedimento qualora la decisone sia stata impugnata con mezzo ordinario nel paese d'origine o qualora il termine per l'impugnazione non sia scaduto. La sospensione può essere accordata soltanto su istanza della parte proponente.Sulla sospensione del riconoscimento vedasi i commenti relativi all'articolo 19.Articolo 28 - Giudice del ricorso contro la decisione che respinge l'istanza di esecuzioneParallelamente alla proposizione del ricorso nei casi in cui sia stata accordata l'esecuzione, esiste una possibilità di ricorso per l'istante allorché è stata respinta l'istanza di esecuzione; nel paragrafo 1 sono elencati i giudici competenti per il ricorso. Tuttavia, a differenza del primo caso, in questo non è fissato alcun termine per proporla. Come nella convenzione di Bruxelles del 1968, ciò è dovuto al fatto che, se l'istanza del richiedente è stata respinta, questi ha diritto di proporre ricorso quando lo ritiene opportuno e deve disporre, ad esempio, del tempo necessario per raccogliere la relativa documentazione. Ancora una volta l'obiettivo del regolamento sottolinea la diversa via da percorrere : la finalità normale è che la decisione sia eseguita, occorre pertanto prevedere meccanismi affinché, dopo la prima decisione emanata rapidamente e in base a un procedimento unilaterale, si possa raggiungere detta finalità.A causa del carattere contraddittorio del procedimento e per tutelare i diritti della parte contro cui è stata chiesta l'esecuzione, nel paragrafo 2 è prevista la notifica del ricorso e, in caso di contumacia, si applicano le disposizioni dell'articolo 10 (verifica dell'ammissibilità), sia che il contumace risieda in uno Stato membro sia che risieda in uno Stato terzo.Articolo 29 - Impugnazione della decisione sul ricorsoL'impugnazione della decisione sul ricorso può essere presentata solo davanti a determinati giudici, che coincidono con quelli elencati nell'articolo 26, paragrafo 2.Articolo 30 - Esecuzione parzialeQuesto articolo si riferisce a due questioni diverse. Nel paragrafo 1 è trattato il caso in cui la decisione riguardi varie materie e non si possa accordare l'esecuzione per la loro totalità : in tal caso, il giudice accorda l'esecuzione solo per una o più di esse. La seconda ipotesi prevista al paragrafo 2 si riferisce alla possibilità per l'istante di chiedere solo un'esecuzione parziale della decisione.Articolo 31 - Gratuito patrocinioSi dispone che, se l'istante ha beneficiato nello Stato di origine in qualunque forma dell'assistenza giudiziaria o di un'esenzione dalle spese, beneficia di tale regime anche nello Stato in cui richiede l'esecuzione, nella forma più favorevole o estensiva riconosciuta nello Stato richiestoArticolo 32 - Cauzione, depositoPer quanto riguarda la parte che domanda il riconoscimento o l'esecuzione in uno Stato membro di una decisione resa in un altro Stato membro, in questo articolo è recepito il tradizionale principio dell'esenzione da qualsiasi tipo di cauzione o deposito (cautio judicatum solvi).Sezione 3 - Disposizioni comuniArticolo 33 - DocumentiNel paragrafo 1 si fa riferimento ai documenti che devono essere prodotti in ogni caso, sia per invocare sia per contestare il riconoscimento di una decisione o chiederne l'esecuzione. È comune a tutti i trattati di esecuzione prescrivere che sia prodotta una copia certificata conforme della decisione, e l'autenticità è stabilita secondo la norma locus regit actum, ossia la legge del luogo in cui è stata resa la decisione. Occorre eventualmente presentare un documento comprovante che il richiedente ha beneficiato dell'assistenza giudiziaria gratuita nello Stato membro di origine. Il paragrafo 2 si riferisce ai documenti che devono essere presentati qualora si tratti di una decisione pronunciata in contumacia. Ne risulta quindi che chi chiede il riconoscimento o l'esecuzione deve comprovare nella forma prevista che è stata notificata la domanda giudiziale o un atto equivalente oppure, ove si tratti di una decisione relativa al divorzio, alla separazione o all'annullamento del matrimonio, produrre un documento che comprovi che il convenuto ha accettato inequivocabilmente il contenuto di tale decisione Il paragrafo 2, lettera b), è redatto in modo da concordare con il testo dell'articolo 15, paragrafo 1, lettera b), e paragrafo 2, lettera c).Infine, nel paragrafo 3 è specificato il documento da produrre, oltre a quelli previsti nei paragrafi 1 e 2, ai fini dell'aggiornamento dello stato civile. Considerando che lo stato civile fa fede quanto ai dati che contiene, per aggiornare quest'ultimo è necessario presentare un documento comprovante che non è più ammessa impugnazione in base al diritto dello Stato di origine.Articolo 34 - Altri documentiOltre ai documenti richiesti ai sensi dell'articolo 33, la parte che chiede l'esecuzione deve comprovare che, secondo la legge dello Stato membro di origine, la decisione è esecutiva ed è stata notificata.Articolo 35 - Mancata produzione di documentiQuesto articolo agevola l'espletamento delle formalità relative alla presentazione dei documenti : si prevede che il giudice possa impartire un termine a tal fine, possa accettare documenti equivalenti ovvero disporne la dispensa qualora ritenga che la situazione sia sufficientemente chiara (ad esempio in caso di distruzione di documenti). Tuttavia questa possibilità vale solo per quanto riguarda i documenti richiesti in base al paragrafo 1, lettera b), e al paragrafo 2 dell'articolo 33, e non per quelli di cui al paragrafo 3, relativi all'aggiornamento dello stato civile. La copia della decisione in questione è sempre necessaria. Questa disposizione va posta in relazione con la norma di cui all'articolo 22, per quanto riguarda le conseguenze che possono derivare dal fatto che una domanda di exequatur non sia corredata dei documenti richiesti negli articoli precedenti. Se, nonostante i meccanismi previsti per completare la documentazione, i documenti prodotti sono insufficienti e il giudice non riesce a ottenere le informazioni richieste, egli possa dichiarare l'istanza irricevibile.La semplificazione cui mira il regolamento è rafforzata dalla prescrizione della traduzione unicamente qualora il giudice la richieda. In tal caso, inoltre, la traduzione può essere autenticata da una persona a tal fine abilitata in qualsiasi Stato membro, non necessariamente in quello di origine o nello Stato richiesto.Articolo 36 - Legalizzazione o formalità analogaNon è richiesta alcuna legalizzazione o formalità analoga per quanto riguarda i documenti indicati negli articoli 33 e 34 e nell'articolo 35, paragrafo 2, come anche, ove occorra, per la procura ad litem, affinché l'istante sia rappresentato nel procedimento inteso ad ottenere l'exequatur. CAPO IV - Disposizioni transitorieArticolo 37La regola generale è che il regolamento si applica solo alle azioni giudiziarie proposte, agli atti pubblici ricevuti e alle transazioni approvate da un giudice in corso di giudizio posteriormente alla data dell'entrata in vigore dell'atto normativo. Poiché nella fattispecie si tratta di un regolamento, tale data è identica nello Stato membro d'origine e nello Stato membro richiesto.Tuttavia, è previsto che possa procedersi all'esecuzione di una decisione in virtù del regolamento, benché l'azione sia stata proposta anteriormente alla sua entrata in vigore qualora le norme sulla competenza applicate dal giudice di origine siano conformi a quelle del capo II o alle disposizioni previste da una convenzione in vigore tra i due Stati al momento della proposizione dell'azione.Il requisito secondo cui le norme sulla competenza applicate devono essere "conformi a quelle del capo II" implica che in questo caso il giudice dello Stato richiesto deve esaminare la competenza del giudice d'origine poiché essa non ha potuto essere esaminata su richiesta del convenuto nello Stato di origine in base regolamento.Va segnalato che l'articolo 37 non include le decisioni pronunciate prima dell'entrata in vigore del regolamento nemmeno qualora i criteri di competenza applicati dal giudice d'origine fossero conformi al capo II. La situazione di tali decisioni è disciplinata dall'articolo 40, paragrafo 2 nei casi in cui esse rientrino nell'ambito di una convenzione bilaterale o multilaterale.CAPO V - Disposizioni generaliArticolo 38 - Rapporti con le convenzioni internazionaliIl paragrafo 1 di questo articolo contiene la regola generale secondo la quale il presente regolamento sostituisce, nei rapporti tra gli Stati membri, le convenzioni bilaterali o multilaterali vigenti tra gli stessi. Esso elenca le convenzioni vigenti in materia, poiché, per le materie disciplinate (articolo 1) il regolamento costituisce il testo di base rispetto alle convenzioni. L'ipotesi delle convenzioni che riguardano parzialmente le materie contemplate dal progetto di regolamento è disciplinata negli articoli 39 e 40.La Finlandia e la Svezia sono parti della convenzione del 6 febbraio 1931 tra Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia, la quale contiene norme di diritto internazionale privato in materia di matrimonio, adozione e affidamento. Tale convenzione è stata modificata da ultimo da un accordo adottato a Stoccolma nel 1973. A seguito dell'intesa politica raggiunta nel dicembre 1997 nell'ambito dell'Unione europea, l'articolo 38, paragrafo 2, fa riferimento alla situazione particolare di detti paesi, conferendo agli Stati membri nordici la facoltà di continuare ad applicare l'accordo nordico nelle loro relazioni reciproche. Essi devono comunque conformarsi alle condizioni stabilite in tale articolo,Ai sensi dell'articolo 38, paragrafo 2, del regolamento, gli Stati nordici hanno facoltà di dichiarare, all'atto dell'adozione del presente regolamento, che nelle loro relazioni reciproche, in luogo delle norme del regolamento si applica, in tutto o in parte, l'accordo nordico del 1931.La lettera b) ribadisce il principio di non discriminazione. Questa frase ha valore dichiarativo dato che articolo 6 del TCE si applica a tutti i settori soggetti al trattato e quindi anche alle materie contemplate dal regolamento. Il controllo sull'osservanza di tale principio compete ipso iure alla Corte di giustizia. La Commissione ritiene necessario che gli Stati membri i quali intendano valersi di detta facoltà confermino il tenore della dichiarazione allegata alla convenzione e riportata nella nota in calce (29).(29)  Dichiarazione, da allegare alla convenzione, degli Stati membri nordici che hanno la facoltà di effettuare una dichiarazione ai sensi dell'articolo 38, paragrafo 2. L'applicazione della convenzione del 6 febbraio 1931 tra Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia contenente disposizioni di diritto internazionale privato in materia di matrimonio, adozione e tutela, nonché il relativo protocollo finale è in linea con l'articolo K.7 del trattato, secondo cui la convenzione non osta all'instaurazione di una cooperazione più stretta tra due o più Stati membri, sempre che tale cooperazione non sia in contrasto con quella prevista dalla convenzione né la ostacoli.La lettera c) è volta a garantire che le norme sulla competenza in qualsiasi accordo futuro tra gli Stati membri nordici nelle materie disciplinate dal regolamento corrispondono a quelle stabilite nel medesimo. PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 599PC0220.1Una decisione pronunciata in uno Stato membro nordico in virtù dell'accordo nordico è riconosciuta ed eseguita negli altri Stati membri secondo le norme del capo III del regolamento, purché la norma sulla competenza applicata dal giudice nordico coincida con una delle norme del capo II del regolamento.Gli Stati membri interessati comunicano gli accordi alla Commissione e la informano circa qualsiasi modifica o denuncia dei medesimiL'opportunità di mantenere in vigore tale regime specifico verrà riesaminata in base alla relazione presentata dalla Commissione (articolo 45).Articolo 39 - Relazione con talune convenzioni multilateraliIn questa disposizione si stabilisce la regola relativa al prevalere del regolamento sulle convenzioni internazionali di cui gli Stati membri siano parte, nella misura in cui si tratta di materie disciplinate anche nel regolamentoIl primato del regolamento implica l'obbligatorietà della sua applicazione nella relazione con tali testi normativi. In merito alle convenzioni menzionate in questo articolo, va rilevato che non tutti gli Stati membri sono parte di tutte e che la loro inclusione non significa che si raccomandi agli Stati membri di aderire a tali convenzioni. La disposizione contiene semplicemente una norma pratica che disciplina la relazione tra il regolamento e le convenzioni.Articolo 40 - Delimitazione degli effettiL'articolo contiene una norma relativa all'applicazione delle convenzioni internazionali menzionate negli articoli 38, paragrafo 1 e 39 per quanto riguarda sia le materie alle quali il regolamento non è applicabile (paragrafo 1) sia le decisioni rese prima dell'entrata in vigore del regolamento (paragrafo 2). In quest'ultimo caso non è tuttavia stabilita alcuna norma di diritto transitorio, senza pregiudizio di quanto stabilito all'articolo 37, che consenta il riconoscimento di tali decisioni nell'ambito del regolamento qualora siano state rese in virtù di una competenza riconosciuta nel regolamento stesso.Articolo 41 - Accordi tra Stati membriL'articolo 41 combina le disposizioni degli articoli 38 (3) e 41 della convenzione. Il Paragrafo 1 prevede che due o più Stati membri possano concludere tra loro accordi per completare il presente regolamento o per agevolarne l'applicazione. Tale facoltà degli Stati di stabilire tra loro le modalità d'applicazione sussiste fino a quanto non vengano adottati a tal fine appositi provvedimenti comunitariL'esercizio di tale facoltà è soggetto alla vigilanza della Commissione, alla quale deve essere comunicata copia di tali progetti di accordi. Le devono inoltre essere comunicate le eventuali modifiche o denunce. Essendo intesi ad integrare il regolamento, siffatti accordi non possono, per loro natura, derogare alle disposizioni dei titoli II e III.Articolo 42- Trattati con la Santa SedeQuesto articolo riguarda accordi conclusi con Stati terzi ed è in particolare attinente alla competenza esclusiva dei tribunali ecclesiastici ad annullare i matrimoni concordatari. Il Portogallo verrebbe infatti meno agli obblighi internazionali assunti con il Concordato applicando le norme degli articoli 2 e seguenti ai giudici civili per l'annullamento dei matrimoni concordatari portoghesi.La salvaguardia del Concordato, in base al paragrafo 1 dell'articolo 42, attribuisce quindi al Portogallo la facoltà di non riconoscere tale competenza né le decisioni di annullamento dei matrimoni summenzionati menzionati che questi giudici potrebbero, eventualmente, pronunciare.In secondo luogo, a norma del paragrafo 2, le decisioni di annullamento rese in conformità alle norme del Concordato e del codice civile portoghese saranno riconosciute negli altri Stati membri, non appena integrate nell'ordinamento giuridico portogheseLa situazione è diversa in Spagna e in Italia, in cui la competenza dei tribunali ecclesiastici a dichiarare l'annullamento non è esclusiva ma concorrente ed esiste un procedimento particolare di omologazione nella legge civile. Per questo motivo si fa riferimento in un paragrafo distinto a questi concordati e si stabilisce che le decisioni beneficiano dello stesso regime di riconoscimento, pur non esistendo tale competenza esclusiva.Per quanto riguarda la Spagna, si tratta dell'accordo concluso con la Santa Sede il 3 gennaio 1979 su talune questioni giuridiche. La separazione e il divorzio sono di competenza dei giudici civili. In relazione all'annullamento, dall'entrata in vigore della costituzione del 1978 è cessata la competenza esclusiva dei tribunali ecclesiastici, sostituita da una competenza alternativa dei giudici civili e dei tribunali ecclesiastici, con il conseguente riconoscimento degli effetti civili. In questi casi, oltre che del menzionato accordo del 1979, occorre tener conto dell'articolo 80 del codice civile e della seconda disposizione aggiuntiva della legge 30 del 7 luglio 1981 con la quale viene modificata la disciplina del matrimonio nel codice civile e viene stabilita la procedura da seguire nelle cause di annullamento, separazione e divorzio. Da tali disposizioni derivano le seguenti conseguenze:1)  le sentenze pronunciate in base al diritto canonico producono effetti civili solo in caso di accordo di entrambe le parti o se nessuna di esse propone opposizione; 2)  se non è proposta opposizione, il giudice ordinario stabilisce se le suddette sentenze producono o meno effetti civili e, in caso affermativo, procede alla loro esecuzione in conformità delle disposizioni del codice civile sui motivi di annullamento e scioglimento; 3)  i motivi di annullamento nel diritto canonico e nel diritto civile non coincidono e pertanto si discute se unicamente le sentenze del primo tipo conformi al diritto nazionale possano avere effetti sul piano del diritto civile; 4)  l'articolo 80 del codice civile fa riferimento all'articolo 954 del codice di procedura civile relativo alle condizioni per l'esecuzione delle sentenze straniere. Tale riferimento appare rilevante nel caso di mancata comparizione o di contumacia del convenuto. Nel complesso, pertanto, l'elemento fondamentale è se una delle parti ha proposto o meno opposizione alla domanda diretta a riconoscere gli effetti civili delle sentenze di annullamento del matrimonio pronunciate in base al diritto canonico.L'accordo del 18 febbraio 1984 tra la Santa Sede e la Repubblica italiana apporta modificazioni al Concordato Lateranense dell'11 febbraio 1929. L'articolo 8, paragrafo 2, stabilisce che le sentenze di nullità del matrimonio pronunciate dai tribunali ecclesiastici, che siano munite del decreto di esecutività, sono dichiarate efficaci nella Repubblica italiana con sentenza della Corte d'appello competente, quando questa accerti:a)  che il giudice ecclesiastico era il giudice competente a conoscere della causa in quanto matrimonio celebrato in conformità del relativo articolo;b)  che nel procedimento davanti ai tribunali ecclesiastici è stato assicurato alle parti il diritto di agire e di resistere in giudizio in conformità di principi fondamentali dell'ordinamento italiano; c)  che ricorrono le altre condizioni richieste dalla legislazione italiana per la dichiarazione di efficacia delle sentenze straniere. Sebbene l'articolo 796 e seguenti del Codice di procedura civile siano stati abrogati dalla legge del 31 maggio 1995, n. 218 di riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato (articolo 73), in pratica in virtù dell'articolo 2 di tale legge (convenzioni internazionali) i suddetti articoli restano in vigore per il riconoscimento di sentenze di nullità del matrimonio pronunciate dai tribunali ecclesiastici.Articolo 43 - Stati membri con due o più sistemi giuridiciPer tali casi occorre prevedere criteri complementari per individuare l'unità territoriale da prendere in considerazione. Sono tuttavia inclusi solo i criteri che si riferiscono agli elementi di collegamento previsti nel regolamento.CAPO VI Disposizioni finaliArticolo 44 - RiesameQuesta disposizione è nuova rispetto al testo della convenzione. In base all'articolo 211 TCE spetta alla Commissione vigilare sull'applicazione del regolamento. Alla fine di un periodo di cinque anni, la Commissione presenterà eventuali proposte di modifica alla luce di una relazione da essa redatta sull'applicazione del regolamento ed in particolare sull'applicazione dei regimi specifici (articolo 38 et 42) e degli eventuali accordi applicativi conclusi tra Stati membri ai sensi dell'articolo 41. Articolo 45 - Modificazioni riguardanti gli organi giurisdizionali ed i mezzi legaliLa modifica degli elenchi dei giudici competenti è un provvedimento d'attuazione del presente regolamento. Tenuto conto della formulazione della corrispondente disposizione della convenzione, il Consiglio si è riservato in questo caso l'esercizio diretto delle competenze di esecuzione, contrariamente alla norma generale dell'articolo 202 TCE. La Commissione è ovviamente disposta a ricevere la notifica degli eventuali cambiamenti ed a provvedere alla pubblicazione di questi nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europeeArticolo 46 - Entrata in vigoreQuesta disposizione è nuova rispetto al testo della convenzione.L'articolo determina l'entrata in vigore del regolamento ai sensi dell'articolo 254 del trattato.Proposta di  REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo alla competenza, al riconoscimento e alll'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori sui figli avuti in comuneIl CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 61, lettera c),vista la proposta della Commissione (30),(30)  GU Cvisto il parere del Parlamento europeo (31),(31)  GU Cvisto il parere del Comitato economico e sociale (32), (32)  GU C(1) considerando che l'Unione si prefigge l'obbiettivo di conservare e sviluppare uno spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia nel quale sia garantita la libera circolazione delle persone; che al fine di realizzare progressivamente tale spazio la Comunità adotta segnatamente nel settore della cooperazione giudiziaria i provvedimenti necessari per il buon funzionamento del mercato interno;(2) considerando che il buon funzionamento del mercato interno presuppone che venga migliorata ed accelerata la libera circolazione delle decisioni giudiziarie in materia civile; (3) considerando che tale materia rientra nel settore della cooperazione giudiziaria civile ai sensi dell'articolo 65 del trattato;(4) considerando che le divergenze tra le norme nazionali sulla competenza ed il riconoscimento rendono più difficile la libera circolazione delle persone nonché il buon funzionamento del mercato interno; che è pertanto opportuno adottare disposizioni che consentano di unificare le norme sui conflitti di competenza nelle cause matrimoniali e in quelle relative alla potestà dei genitori, semplificando le formalità ai fini di un riconoscimento rapido e semplice delle decisioni e della loro esecuzione; (5) considerando che conformemente ai principî di sussidiarietà e proporzionalità di cui all'articolo 5 del trattato, gli obiettivi del presente regolamento non possono essere sufficientemente realizzati dagli Stati membri e possono dunque essere realizzati meglio a livello comunitario; che il presente regolamento resta nei limiti di quanto è necessario per raggiungere i detti obiettivi;(6) considerando che il Consiglio, con atto del 28 maggio 1998 (33), ha stabilito la convenzione concernente la competenza, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni nelle cause matrimoniali, raccomandandone agli Stati membri l'adozione secondo le norme costituzionali interne; considerando che tale convenzione non è entrata in vigore; che è opportuno salvaguardare la continuità dei risultati conseguiti nell'ambito della conclusione della convenzione; che il presente regolamento ne recepisce quindi in ampia misura il contenuto sostanziale;(33)  GU C 221, del 16.7.1998, pag. 1.(7) considerando che, per la realizzazione dell'obiettivo della libera circolazione delle sentenze pronunciate in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori, è necessario ed opportuno che il riconoscimento all'estero delle competenze e delle decisioni relative allo scioglimento del vincolo matrimoniale ed alla potestà dei genitori sia attuato mediante un atto giuridico comunitario cogente e direttamente applicabile;(8) considerando che il campo d'applicazione del presente regolamento si deve limitare ai procedimenti civili nonché a taluni procedimenti non giudiziari ammessi in materia matrimoniale in determinati Stati membri, ad esclusione dei procedimenti di natura meramente religiosa; che di conseguenza si deve precisare che il termine "giudice" ricomprenda le autorità giudiziarie e non giudiziarie competenti in materia matrimoniale;(9) considerando che il presente regolamento si deve limitare ai procedimenti relativi allo scioglimento o all'annullamento del matrimonio in senso stretto e che pertanto il riconoscimento delle decisioni non deve riguardare le questioni relative alla colpa dei coniugi, agli effetti patrimoniali del matrimonio e all'obbligo alimentare, né altri provvedimenti accessori ed eventuali, pur se connessi a tali procedimenti;(10) considerando che in materia di potestà dei genitori, poiché si deve trattare di procedimenti strettamente connessi ai procedimenti di divorzio, separazione o annullamento i figli da prendere in considerazione sono quelli avuti in comune; che la nozione di "potestà dei genitori" deve essere definita dal diritto interno dello Stato membro in cui ha luogo l'esame della questione relativa alla potestà sui figli; (11) considerando che i criteri di competenza prescelti si fondano sul principio secondo cui tra l'interessato e lo Stato membro che esercita la competenza deve sussistere un reale collegamento; che la scelta di taluni criteri è dovuta al fatto che essi esistono in vari ordinamenti giuridici interni e sono accettati dagli altri Stati membri; (12) considerando che uno dei rischi da prendere in considerazione nell'ambito della tutela dei figli avuti in comune nelle situazioni di crisi coniugale riguarda il trasferimento all'estero del figlio ad opera di uno dei genitori; che il criterio della residenza abituale lecita è pertanto conservato nel casi in cui, a causa del trasferimento del figlio o del mancato ritorno senza giustificati motivi, si verifica un cambiamento di fatto della residenza abituale;(13) considerando che il termine "decisione" si deve riferire unicamente alle decisioni di accoglimento, ossia a quelle che dispongono il divorzio, la separazione personale dei coniugi o l'annullamento del matrimonio; che gli atti pubblici ricevuti ed esecutivi nello Stato membro d'origine devono essere equiparati a tali "decisioni";(14) considerando che il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni emesse dai giudici degli Stati membri devono essere fondati sul principio della fiducia reciproca; che i motivi del diniego devono essere ridotti al minimo indispensabile; che tale procedura deve tuttavia prevedere la facoltà di presentare ricorso per salvaguardare la tutela dell'ordine pubblico dello Stato richiesto ed i diritti della difesa e delle parti interessate nonché per prevenire il riconoscimento di decisioni tra loro incompatibili;(15) considerando che lo Stato richiesto non deve controllare né la competenza dello Stato d'origine né il merito della decisione;(16) considerando che non deve essere necessario alcun procedimento per l'aggiornamento degli atti di stato civile in un determinato Stato membro, a seguito di una decisione definitiva emessa in un altro Stato membro;(17) considerando che le disposizioni della convenzione conclusa nel 1931 dagli Stati nordici devono poter applicarsi nei limiti enunciati dal presente regolamento;(18) considerando che la Spagna, l'Italia e il Portogallo hanno concluso concordati prima che le materie di cui trattasi venissero incluse nel trattato; che é opportuno far sì che questi Stati non violino i loro impegni internazionali con la Santa Sede;(19) considerando che gli Stati membri devono conservare la facoltà di convenire tra loro le modalità pratiche d'applicazione del presente regolamento, finché non vengano adottati appositi provvedimenti comunitari;(20) considerando che il Consiglio si riserva la competenza di decidere, su richiesta degli Stati membri interessati, in merito alle modificazioni degli elenchi degli organi giurisdizionali;(21) considerando che, entro cinque anni dalla sua entrata in vigore, la Commissione deve esaminare l'applicazione del presente regolamento al fine di proporre le modificazioni eventualmente necessarie;(22) considerando che, a norma degli articoli 1 e 2 dei protocolli sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda e sulla posizione della Danimarca, questi Stati non partecipano all'adozione del presente regolamento; che di conseguenza il presente regolamento non vincola né il Regno Unito né l'Irlanda né la Danimarca e non si applica in tali Stati,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:CAPO ICAMPO D'APPLICAZIONEArticolo 1 1.  Il presente regolamento si applica ai seguenti procedimenti:a)  procedimenti civili relativi al divorzio, alla separazione personale dei coniugi e all'annullamento del matrimonio;b)  procedimenti civili relativi alla potestà dei genitori sui figli avuti in comune, avviati in occasione dei procedimenti in materia matrimoniale di cui alla lettera a).2.  Sono equiparati ai procedimenti giudiziari gli altri procedimenti ufficialmente riconosciuti in uno Stato membro. Il termine "giudice" comprende tutte le autorità degli Stati membri competenti in materia.CAPO IICOMPETENZA GIURISDIZIONALESEZIONE 1Disposizioni GeneraliArticolo 2Divorzio, separazione personale e annullamento del matrimonioSono competenti a decidere sulle questioni inerenti al divorzio, alla separazione personale dei coniugi e all'annullamento del matrimonio i giudici dello Stato membro:a)  nel cui territorio si trova- la residenza abituale dei coniugi, o- l'ultima residenza abituale dei coniugi se uno di essi vi risiede ancora, o- la residenza abituale del convenuto, o- in caso di domanda congiunta, la residenza abituale di uno dei coniugi, o- la residenza abituale dell'attore se questi vi ha risieduto almeno per un anno immediatamente prima della domanda, o- la residenza abituale dell'attore se questi vi ha risieduto almeno per sei mesi immediatamente prima della domanda ed è cittadino dello Stato membro stesso; b)  di cui i due coniugi sono cittadini.Articolo 3Potestà dei genitori1.  I giudici dello Stato membro in cui viene esercitata, a norme dell'articolo 2, la competenza a decidere sulle domande di divorzio, separazione personale dei coniugi o annullamento del matrimonio sono competenti per le domande relative alla potestà dei genitori sul figlio avuto in comune se questi risiede abitualmente in tale Stato membro.2.  Qualora il figlio non risieda abitualmente nello Stato membro di cui al paragrafo 1, i giudici di detto Stato membro hanno competenza se il figlio risiede abitualmente in uno degli Stati membri ea)  almeno uno dei coniugi esercita la potestà sul figlio,b)  la competenza giurisdizionale di tali giudici è stata accettata dai coniugi e corrisponde all'interesse superiore del figlio.3.  La competenza di cui ai paragrafi 1 e 2 cessa :a)  non appena la decisione che accoglie o respinge la domanda di divorzio, separazione personale o annullamento del matrimonio sia passata in giudicato, ob)  nei casi in cui il procedimento relativo alla potestà dei genitori è ancora pendente alla data di cui alla lettera a), non appena la decisione relativa a questo procedimento sia passata in giudicato, oc)  non appena il procedimento di cui alle lettere a) e b) sia terminato per un'altra ragione.Articolo 4Sottrazione di minoriI giudici competenti a norma dell'articolo 3 esercitano la competenza secondo le disposizioni della convenzione dell'Aia, del 25 ottobre 1980, sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, in particolare secondo quelle degli articoli 3 e 16.Articolo 5Domanda riconvenzionaleIl giudice davanti al quale pende un procedimento in base agli articoli 2, 3 e 4 è competente anche per esaminare la domanda riconvenzionale in quanto essa rientri nel campo d'applicazione del presente regolamento.Articolo 6Conversione della separazione personale in divorzioFatto salvo l'articolo 2, il giudice dello Stato membro che ha emesso la decisione sulla separazione personale è altresì competente per convertirla in una decisione di divorzio, qualora ciò sia previsto dalla legislazione di detto Stato.Articolo 7Carattere esclusivo delle competenze di cui agli articoli da 2 a 6Il coniuge che:a)  risiede abitualmente nel territorio di uno Stato membro ob)  ha la cittadinanza di uno Stato membro può essere convenuto in giudizio davanti ai giudici di un altro Stato membro soltanto in forza degli articoli da 2 a 6.Articolo 8Competenze residue 1.  Qualora nessun giudice di uno Stato membro sia competente a norma degli articoli da 2 a 6, la competenza è determinata in ciascuno Stato membro dalla legge interna.2.  Il cittadino di uno Stato membro che abbia la residenza nel territorio di un altro Stato membro può, al pari dei cittadini di quest'ultimo, invocare le norme sulla competenza quivi in vigore contro un convenuto che non abbia la residenza nel territorio di uno Stato membro né abbia la cittadinanza di uno Stato membro.SEZIONE 2VERIFICA DELLA COMPETENZA E DELLA AMMISSIBILITÀArticolo 9Verifica della competenza Il giudice di uno Stato membro, investito di una controversia per la quale non ha competenza in base al presente regolamento e per la quale, sempre in base al presente regolamento, è invece competente un giudice di un altro Stato membro, dichiara d'ufficio la propria incompetenza.Articolo 10Verifica della ammissibilità1.  Se il convenuto non compare, il giudice competente è tenuto a sospendere il procedimento quando non si sarà accertato che al convenuto è stata data la possibilità di ricevere la domanda giudiziale o un atto equivalente, in tempo utile perché questi possa presentare le proprie difese, ovvero che è stato fatto tutto il possibile a tal fine.2.  In luogo delle disposizioni del paragrafo 1, si applicano le norme nazionali d'attuazione della direttiva (CE) n.  del Consiglio sulla notificazione e comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile e commerciale (34), qualora sia stato necessario trasmettere la domanda giudiziale all'estero in esecuzione di tale direttiva.(34)  GU LSino all'entrata in vigore delle norme nazionali d'attuazione della direttiva [], si applicano le disposizioni della convenzione dell'Aia del 15 novembre 1965 relativa alla notifica all'estero di atti giudiziari ed extragiudiziari in materia civile e commerciale, qualora sia stato necessario trasmettere la domanda giudiziale all'estero in esecuzione di tale convenzione.SEZIONE 3LITISPENDENZA E CONNESSIONEArticolo 111.  Qualora davanti a giudici di Stati membri differenti e tra le stesse parti siano state proposte domande aventi il medesimo oggetto ed il medesimo titolo, il giudice successivamente adito sospende d'ufficio il procedimento finché non sia accertata la competenza del giudice preventivamente adito.2.  Qualora davanti a giudici di Stati membri differenti e tra le stesse parti siano state proposte domande non aventi il medesimo oggetto ed il medesimo titolo, relative al divorzio, alla separazione personale o all'annullamento del matrimonio, il giudice successivamente adito sospende d'ufficio il procedimento finché non sia accertata la competenza del giudice preventivamente adito.3.  Quando la competenza del giudice previamente adito è stata accertata, il giudice successivamente adito dichiara la propria incompetenza a favore del giudice preventivamente adito.In tal caso la parte che ha proposto la domanda davanti al giudice successivamente adito può promuovere l'azione davanti al giudice preventivamente adito.SEZIONE 4PROVVEDIMENTI PROVVISORI E CAUTELARIArticolo 12 In caso d'urgenza, le disposizioni del presente regolamento non ostano a che i giudici di uno Stato membro adottino i provvedimenti provvisori o cautelari previsti dalla legge interna relativamente alle persone presenti nello Stato stesso o ai beni in questo situati, anche se, a norma del presente regolamento, la competenza a conoscere nel merito spetta al giudice di un altro Stato membro.CAPO IIIRICONOSCIMENTO ED ESECUZIONEArticolo 13Definizione del termine "decisione"1.  Ai fini del presente regolamento si intende per "decisione" qualsiasi decisione di divorzio, separazione personale dei coniugi o annullamento del matrimonio emessa da un giudice di uno Stato membro, nonché qualsiasi decisione relativa alla potestà dei genitori emessa in occasione di tali procedimenti matrimoniali, a prescindere dal termine, ad esempio decreto, sentenza od ordinanza, con cui essa sia denominata.2.  Le disposizioni del presente titolo si applicano altresì alla determinazione dell'importo delle spese per i procedimenti avviati in base al presente regolamento nonché all'esecuzione di qualsiasi decisione concernente tali spese.3.  Ai fini dell'applicazione del presente regolamento, gli atti pubblici ricevuti ed esecutivi in uno degli Stati membri nonché le transazioni concluse davanti ad un giudice in corso di giudizio ed esecutive nello Stato membro d'origine sono riconosciuti ed eseguiti secondo le modalità stabilite per le decisioni di cui al paragrafo 1.SEZIONE 1RICONOSCIMENTOArticolo 14Riconoscimento delle decisioni 1.  Le decisioni emesse in uno Stato membro sono riconosciute negli altri Stati membri senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento.2.  In particolare, fatto salvo il paragrafo 3, non è necessario alcun procedimento per l'aggiornamento delle iscrizioni nello stato civile di uno Stato membro a seguito di una decisione di divorzio, separazione personale dei coniugi o annullamento del matrimonio pronunciata in un altro Stato membro, contro la quale sia più possibile proporre impugnazione secondo la legge di questo Stato.3.  Ogni parte interessata può far dichiarare, secondo il procedimento di cui alle sezioni 2 e 3 del presente capo, che la decisione deve essere o non può essere riconosciuta.4.  Se il riconoscimento di una decisione è richiesto in via incidentale davanti ad un giudice di uno Stato membro, questi può decidere al riguardo.Articolo 15Motivi di diniego del riconoscimento 1.  La decisione di divorzio, separazione personale o annullamento del matrimonio non è riconosciuta nei casi seguenti:a)  se il riconoscimento è manifestamente contrario all'ordine pubblico dello Stato membro richiesto; b)  se la domanda giudiziale o un atto equivalente non è stato notificato o comunicato al convenuto contumace regolarmente ed in tempo utile perché questi possa presentare le proprie difese, salvo che sia stato accertato che il convenuto ha inequivocabilmente accettato la decisione; c)  se la decisione è in contrasto con una decisione resa in un procedimento tra le medesime parti nello Stato membro richiesto; d)  se la decisione è in contrasto con una decisione riguardante le medesime parti, resa precedentemente in un altro Stato membro o in un  paese terzo, la quale soddisfi le condizioni prescritte per il riconoscimento nello Stato membro richiesto.2.  La decisione relativa alla potestà dei genitori resa in occasione di un procedimento in materia matrimoniale di cui all'articolo 13 non è riconosciuta nei casi seguenti:a)  se, tenuto conto dell'interesse superiore del figlio, il riconoscimento è manifestamente contrario all'ordine pubblico dello Stato membro richiesto; b)  se, salvo in caso d'urgenza, la decisione è stata resa senza che il figlio abbia avuto la possibilità di essere ascoltato, in violazione dei principi fondamentali di procedura dello Stato membro richiesto; c)  se la domanda giudiziale, o l'atto equivalente, non è stata notificata o comunicata al contumace regolarmente ed in tempo utile perché possa presentare le proprie difese, salvo che si accerti che egli ha accettato inequivocabilmente la decisione; d)  su richiesta di chiunque ritenga che la decisione leda l'esercizio della propria potestà di genitore, se è stata emessa senza dargli la possibilità di essere ascoltato; e)  se la decisione è in contrasto con una decisione successiva sulla potestà dei genitori emessa nello Stato membro richiesto; f)  se la decisione è in contrasto con una decisione successiva sulla potestà dei genitori emessa in un altro Stato membro o nel paese terzo in cui il figlio risieda, la quale soddisfi le condizioni prescritte per il riconoscimento nello Stato membro richiesto.Articolo 16Divieto del controllo della competenza del giudice d'origine Non si può procedere al controllo della competenza del giudice dello Stato membro d'origine. Il criterio dell'ordine pubblico di cui all'articolo 15, paragrafo 1, lettera a), e paragrafo 2, lettera a), non può essere applicato alle norme sulla competenza di cui agli articoli da 2 a 8.Articolo 17Divergenze fra le leggi Il riconoscimento di una decisione di divorzio, separazione personale o annullamento del matrimonio non può essere negato perché la legge dello Stato membro richiesto non prevede per i medesimi fatti il divorzio, la separazione personale o l'annullamento del matrimonio.Articolo 18Divieto di riesame del merito In nessun caso la decisione può formare oggetto di un riesame del merito.Articolo 19Sospensione del procedimento Il giudice di uno Stato membro davanti al quale è richiesto il riconoscimento di una decisione emessa in un altro Stato membro può sospendere il procedimento se la decisione è stata impugnata con un mezzo ordinario.SEZIONE 2ESECUZIONEArticolo 20Decisioni esecutive Le decisioni relative all'esercizio della potestà dei genitori su un figlio avuto in comune, emesse ed esecutive in un determinato Stato membro, sono eseguite in un altro Stato membro dopo esservi state dichiarate esecutive su istanza della parte interessata.Articolo 21Giudici territorialmente competenti1.  L'istanza deve essere proposta : - in Belgio, al "tribunal de première instance" o "Rechtbank van eerste aanleg" o "erstinstanzliche Gericht",- nella Repubblica federale di Germania, al "Familiengericht",- in Grecia al "MoíoìåëÝò ((ùôoäéxåßo ",- in Spagna, al "Juzgado de Primera Instancia",- in Francia, al presidente del"tribunal de grande instance",- in Italia, alla "Corte d'appello",- nel Lussemburgo, al presidente del "tribunal d'arrondissement",- in Austria, al "Bezirksgericht",- nei Paesi Bassi, al presidente dell'"arrondissementsrechtbank",- in Portogallo, al "Tribunal de Comarca" o al "Tribunal de família",- in Finlandia, al "käräjäoikeus/tingsrätt",- in Svezia, allo "Svea hovrätt".2.  Il giudice territorialmente competente in relazione ad una domanda di esecuzione è determinato dal luogo della residenza della parte contro cui è chiesta l'esecuzione o dal luogo della residenza del figlio cui la domanda si riferisce. Quando nessuno dei luoghi di cui al primo comma si trova nello Stato membro richiesto, il giudice territorialmente competente è determinato dal luogo dell'esecuzione.3.  In relazione ai procedimenti di cui all'articolo 14, paragrafo 3, il giudice territorialmente competente è determinato dal diritto nazionale dello Stato membro nel quale viene proposta la domanda di riconoscimento o di diniego del riconoscimento.Articolo 22Procedimento di esecuzione 1.  Le modalità del deposito dell'istanza sono determinate in base alla legge dello Stato membro richiesto.2.  L'istante elegge il proprio domicilio nella circoscrizione del giudice adito. Tuttavia, se la legge dello Stato membro richiesto non prevede l'elezione del domicilio, l'istante designa un procuratore alle liti.3.  All'istanza vengono allegati i documenti di cui agli articoli 33 e 34.Articolo 23Decisione del giudice1.  Il giudice adito statuisce entro un breve termine senza che la parte contro cui l'esecuzione viene chiesta possa, in questa fase del procedimento, presentare osservazioni.2.  L'istanza può essere respinta solo per uno dei motivi di cui all'articolo 15.3.  In nessun caso la decisione può essere riesaminata nel merito.Articolo 24Notificazione della decisioneLa decisione resa su istanza di parte è comunicata senza indugio al richiedente, a cura del cancelliere, secondo le modalità previste dalla legge dello Stato membro richiesto.Articolo 25Opposizione alla decisione di esecuzione1.  Se l'esecuzione viene accordata, la parte contro cui è richiesta può proporre opposizione nel termine di un mese dalla notificazione o comunicazione della decisione.2.  Se la parte risiede in uno Stato membro diverso da quello in cui è stata emessa la decisione che concede l'esecuzione, il termine per l'opposizione di due mesi dal giorno in cui è stata eseguita la notificazione o comunicazione alla persona cui è diretta o al domicilio della medesima. Tale termine non è prorogabile per ragioni inerenti alla distanza.Articolo 26Giudice dell'opposizione e mezzi di ulteriore impugnazione1.  L'opposizione alla decisione che accorda l'esecuzione è proposta, secondo le norme sul procedimento in contraddittorio:- in Belgio, davanti al "tribunal de première instance" o "Rechtbank van eerste aanleg" o "erstinstanzliche Gericht",- nella Repubblica federale di Germania, davanti all'"Oberlandesgericht",- in Grecia, davanti all'"(öåôåßo",- in Spagna, davanti all'"Audiencia Provincial",- in Francia, davanti alla "Cour d'appel",- in Italia, davanti alla "Corte d'appello",- nel Lussemburgo, davanti alla "Cour d'appel",- nei Paesi Bassi, davanti all'"arrondissementsrechtbank",- in Austria, davanti al "Bezirksgericht",- in Portogallo, davanti al "Tribunal de Relação",- in Finlandia, davanti al "hovioikeus/hovrätt",- in Svezia, davanti allo "Svea hovrätt".2.  La decisione resa sull'opposizione può costituire unicamente oggetto di:- ricorso in cassazione, in Belgio, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo e nei Paesi Bassi,-  "Rechtsbeschwerde", nella Repubblica federale di Germania,-  "Revisionsrekurs", in Austria,-  "recurso restrito à matèria de direito",- ricorso al "korkein oikeus/högsta domstolen", in Finlandia,- ricorso al "Högsta domstolen", in Svezia,Articolo 27Sospensione del procedimento Il giudice dell'opposizione può, su istanza della parte proponente, sospendere il procedimento se nello Stato membro d'origine la decisione è stata impugnata con un mezzo ordinario o se il termine per proporre l'impugnazione non è scaduto. In quest'ultimo caso il giudice può fissare un termine per proporre tale impugnazione.Articolo 28Giudice dell'opposizione proposta contro la decisione che respinge l'istanza di esecuzione 1.  Se l'istanza viene respinta, l'istante può proporre opposizione: - in Belgio, davanti alla "Cour d'appel" o al "hof van beroep",- nella Repubblica federale di Germania, davanti all'"Oberlandesgericht",- in Grecia, davanti all " (öåôåßo ",- in Spagna, davanti alla "Audiencia Provincial",- in Francia, davanti alla "Cour d'appel",- in Italia, davanti alla Corte d'appello,- nel Lussemburgo, davanti alla "Cour d'appel",- nei Paesi Bassi, davanti al "gerechtshof",- in Austria, davanti al "Bezirksgericht",- in Portogallo, davanti al "Tribunal da Relação",- in Finlandia, davanti al "hovioikeus/hovrätten",- in Svezia, davanti allo "Svea hovrätt",2.  La parte contro cui l'esecuzione viene fatta valere è chiamata a comparire davanti al giudice dell'opposizione. In caso di contumacia, si applicano le disposizioni dell'articolo 10.Articolo 29Impugnazione della decisione sull'opposizione proposta contro la decisione che respinge l'istanza di esecuzioneLa decisione resa sull'opposizione di cui all'articolo 28 può costituire unicamente oggetto di:- ricorso in cassazione in Belgio, Grecia, Spagna, Francia, Italia, Lussemburgo e nei Paesi Bassi,-  "Rechtsbeschwerde", nella Repubblica federale di Germania,-  "Revisionsrekurs", in Austria,-  "recurso restrito à matèria de direito",- ricorso al "korkein oikeus/högsta domstolen", in Finlandia,- ricorso al "Högsta domstolen", in Svezia,Articolo 30 Esecuzione parziale1.  Se la decisione ha statuito su vari capi della domanda e l'esecuzione non può essere accordata per tutti i capi, il giudice accorda l'esecuzione solo per uno o taluni di essi.2.  L'istante può chiedere l'esecuzione parziale.Articolo 31Assistenza giudiziariaL'istante che, nello Stato membro d'origine, ha usufruito in tutto o in parte dell'assistenza giudiziaria o dell'esenzione dalle spese beneficia, nel procedimento di cui agli articoli da 21 a 24, dall'assistenza più favorevole o dell'esenzione più ampia prevista dal diritto dello Stato membro richiesto.Articolo 32Cauzione o deposito Alla parte che chiede l'esecuzione in uno Stato membro di una decisione resa in un altro Stato membro non può essere imposta la costituzione di cauzioni o depositi, comunque denominati, a causa della qualità di straniero o per difetto di residenza abituale nello Stato membro richiesto.SEZIONE 3DISPOSIZIONI COMUNIArticolo 33Documenti1.  La parte che invoca o contesta il riconoscimento o chiede l'esecuzione di una decisione deve produrre quanto segue:a)  una spedizione della decisione che presenti tutte le formalità necessarie alla sua autenticità; b)  eventualmente, un documento comprovante che il richiedente beneficia, nello Stato membro di origine, dell'assistenza giudiziaria.2.  Se si tratta di decisione contumaciale, la parte che ne chiede il riconoscimento o l'esecuzione deve inoltre produrre:a)  l'originale o una copia autenticata del documento comprovante che la domanda giudiziale o l'atto equivalente è stato notificato o comunicato al contumace, oppureb)  un documento comprovante che il convenuto ha inequivocabilmente accettato la decisione.3.  La parte che chiede l'aggiornamento delle iscrizioni dello stato civile di uno Stato membro, a norma dell'articolo 14, paragrafo 2, deve inoltre produrre un documento attestante che contro la decisione non è più ammessa alcuna opposizione secondo la legge dello Stato membro in cui è stata resa.Articolo 34Altri documentiOltre ai documenti di cui all'articolo 33 la parte che chiede l'esecuzione deve produrre qualsiasi documento atto a comprovare che, secondo la legge dello Stato membro di origine, la decisione è esecutiva ed è stata notificata.Articolo 35 - Mancata produzione di documenti 1.  Qualora i documenti di cui all'articolo 33, paragrafo 1, lettera b), o paragrafo 2 non vengano prodotti, il giudice può fissare un termine per la loro presentazione o accettare documenti equivalenti ovvero, qualora ritenga di essere informato a sufficienza, disporne la dispensa.2.  Qualora il giudice lo richieda, è necessario produrre una traduzione dei documenti richiesti. La traduzione è autenticata da una persona a tal fine abilitata in uno degli Stati membri.Articolo 36Legalizzazione o formalità analogaNon è richiesta alcuna legalizzazione o formalità analoga per i documenti indicati negli articoli 33 e 34 e nell'articolo 35, paragrafo 2, né per l'eventuale procura alle liti.CAPO IVDISPOSIZIONI TRANSITORIEArticolo 371.  Le disposizioni del presente regolamento si applicano solo alle azioni giudiziarie proposte, agli atti pubblici ricevuti e alle transazioni approvate da un giudice in corso di giudizio posteriormente alla sua entrata in vigore.2.  Le decisioni rese dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, a seguito di azioni proposte prima di tale data, sono riconosciute ed eseguite secondo le disposizioni del capo III se la norma sulla competenza era basata su regole conformi a quelle del capo II o alle disposizioni di una convenzione in vigore tra lo Stato membro di origine e lo Stato membro richiesto al momento della proposizione dell'azione.CAPO V DISPOSIZIONI GENERALIArticolo 38Relazione con le convenzioni internazionali1.  Fatti salvi gli articoli 37 e 40 nonché il paragrafo 2 del presente articolo, il presente regolamento sostituisce, nei rapporti tra gli Stati membri che ne sono parti, le convenzioni vigenti alla data della sua entrata in vigore, concluse tra due o più Stati membri su materie disciplinate dal presente regolamento.2.  La Finlandia e la Svezia hanno facoltà di dichiarare che nei loro rapporti reciproci, in luogo delle norme del presente regolamento, si applica in tutto o in parte la convenzione del 6 febbraio 1931 tra Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia contenente disposizioni di diritto internazionale privato in materia di matrimonio, adozione e tutela, nonché il relativo protocollo finale. Queste dichiarazioni sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee in allegato al presente regolamento. Tali Stati membri possono dichiarare in qualsiasi momento di rinunciarvi in tutto o in parte.  Deve essere rispettato il principio della non discriminazione in base alla cittadinanza tra i cittadini dell'Unione europea. I criteri di competenza di qualsiasi accordo che sarà concluso tra gli Stati membri di cui al primo comma su materie disciplinate dal presente regolamento devono corrispondere a quelli stabiliti dal regolamento stesso. Le decisioni pronunciate in uno degli Stati nordici che abbia reso la dichiarazione di cui al primo comma, in base a un criterio di competenza corrispondente a quelli previsti nel capo II, sono riconosciute ed eseguite negli altri Stati membri secondo le disposizioni del capo III.3.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione quanto segue:a)  copia degli accordi o progetti di accordi di cui al primo e terzo comma o delle relative leggi uniformi di applicazione; b)  qualsiasi denuncia o modifica di tali accordi o leggi uniformi.Articolo 39Relazione con talune convenzioni multilateraliNei rapporti tra gli Stati che ne sono parti, il presente regolamento prevale sulle convenzioni seguenti, nella misura in cui queste riguardino materie da esso disciplinate:- convenzione dell'Aia, del 5 ottobre 1961, sulla competenza delle autorità e sulla legge applicabile in materia di protezione dei minori,- convenzione del Lussemburgo, dell'8 settembre 1967, sul riconoscimento delle decisioni relative al vincolo matrimoniale,- convenzione dell'Aia, del 1° giugno 1970, sul riconoscimento dei divorzi e delle separazioni personali,- convenzione europea, del 20 maggio 1980, sul riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia di affidamento dei minori e di ristabilimento dell'affidamento,- convenzione dell'Aia, del 19 ottobre 1996, sulla competenza giurisdizionale, la legge applicabile, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni, nonché la cooperazione, in materia di potestà dei genitori e di misure per la tutela dei minori purché il minore abbia la residenza abituale in uno Stato membro.Articolo 40Ambito di efficacia1.  Gli accordi e le convenzioni di cui all'articolo 38, paragrafo 1, e all'articolo 39 continuano a produrre i loro effetti nelle materie cui non si applica il presente regolamento.2.  Essi continuano a produrre effetti per quanto attiene alle decisioni rese e agli atti autentici ricevuti prima dell'entrata in vigore del presente regolamento.Articolo 41Accordi tra Stati membri1.  Due o più Stati membri possono concludere tra loro convenzioni o accordi per completare le disposizioni del presente regolamento o agevolarne l'applicazione.Gli Stati membri comunicano alla Commissione quanto segue:a)  una copia dei progetti di tali atti;b)  qualsiasi denuncia o modificazione di tali atti.2.  In nessun caso le convenzioni o gli accordi possono derogare ai capi II e III.Articolo 42 Trattati con la Santa Sede 1.  Il presente regolamento fa salvo il trattato internazionale (concordato) concluso fra la Santa Sede e il Portogallo, firmato nella Città del Vaticano il 7 maggio 1940.2.  Ogni decisione relativa all'invalidità di un matrimonio disciplinata dal trattato di cui al paragrafo 1 è riconosciuta negli Stati membri a norma del capo III del presente regolamento.3.  Le disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 si applicano altresì ai seguenti trattati internazionali (concordati) conclusi con la Santa Sede:- Concordato lateranense, dell'11 febbraio 1929, tra l'Italia e la Santa Sede, modificato dall'accordo, con protocollo aggiuntivo, firmato a Roma il 18 febbraio 1984.- Accordo tra la Santa Sede e la Spagna su questioni giuridiche del 3 gennaio 1979.4.  Gli Stati membri trasmettono alla Commissione quanto segue:a)  una copia dei trattati di cui ai paragrafi 1 e 3; b)  eventuali denunce o modificazioni di tali trattati.Articolo 43Stati membri con sistemi normativi plurimi Qualora in uno Stato membro vigano, in unità territoriali diverse, due o più sistemi giuridici o complessi di norme per questioni disciplinate dal presente regolamento:a)  ogni riferimento alla residenza abituale nello Stato membro va inteso come riferimento alla residenza abituale nell'unità territoriale; b)  ogni riferimento alla cittadinanza va inteso come riferimento all'appartenenza all'unità territoriale designata dalla legge di detto Stato; c)  ogni riferimento allo Stato membro in cui è presentata la domanda di divorzio, di separazione personale o di annullamento del matrimonio va inteso come riferimento all'unità territoriale in cui la domanda è presentata; d)  ogni riferimento alle norme dello Stato membro richiesto va inteso come riferimento alle norme dell'unità territoriale in cui si invocano la competenza giurisdizionale, il riconoscimento o l'esecuzione.CAPO VI DISPOSIZIONI FINALI Articolo 44 RiesameEntro cinque anni dalla sua entrata in vigore, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio ed al Comitato economico e sociale una relazione sull'applicazione del presente regolamento, con particolare riguardo agli articoli 38, 41, 42 e 44. Tale relazione è corredata, se del caso, di opportune proposte d'adeguamento. Articolo 45Modificazione degli elenchi degli organi giurisdizionali e dei mezzi legaliLa designazione degli organi giurisdizionali e dei mezzi d'impugnazione di cui all'articolo 21, paragrafo 1, all'articolo 26, paragrafo 1 e 2, all'articolo 28, paragrafo 1 ed all'articolo 29 può essere modificata con decisione del Consiglio.Articolo 46Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì Per il Consiglio Il Presidente