CELEX: 31997D0238
Language: it
Date: 1996-10-02 00:00:00
Title: 97/238/CE: Decisione della Commissione del 2 ottobre 1996 relativa all'aiuto accordato dal governo francese alla società di produzione audiovisiva Société française de Production (Il testo in lingua francese è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE)

Avis juridique important

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31997D0238

97/238/CE: Decisione della Commissione del 2 ottobre 1996 relativa all'aiuto accordato dal governo francese alla società di produzione audiovisiva Société française de Production (Il testo in lingua francese è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE)  

Gazzetta ufficiale n. L 095 del 10/04/1997 pag. 0019 - 0024

DECISIONE DELLA COMMISSIONE del 2 ottobre 1996 relativa all'aiuto accordato dal governo francese alla società di produzione audiovisiva Société française de Production (Il testo in lingua francese è il solo facente fede) (Testo rilevante ai fini del SEE) (97/238/CE) LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 61, paragrafo 1, lettera a),dopo aver invitato (1), conformemente agli articoli sopraindicati, gli interessati a presentare le loro osservazioni,considerando quanto segue:L'AIUTO IN CAUSA I La presente decisione riguarda aiuti per un importo di 1,110 miliardi di FRF accordati alla Société française de Production (SFP) nel periodo 1993-1996, di cui 860 milioni di FRF versati nel 1993 e 1994 e 250 milioni di FRF nel febbraio 1996.DESCRIZIONE II Ritenendosi danneggiati dai prezzi poco elevati praticati dalla SFP grazie agli aiuti ricevuti, il 7 aprile 1994 talune società concorrenti hanno presentato denunzie alla Commissione la quale, con lettera del 22 giugno 1994, ha chiesto chiarimenti alle autorità francesi. Dopo una riunione con i rappresentanti della Commissione, svoltasi il 12 settembre 1994, le autorità francesi hanno risposto, con lettera del 21 ottobre 1994, alle domande della Commissione in merito alla compatibilità dell'aiuto con il mercato comune.Le risposte pervenute non hanno tuttavia dissipato i dubbi della Commissione, soprattutto perché nessun motivo sembrava giustificare una deroga sulla base dell'articolo 92, paragrafo 3, lettere c) e d), né era stato presentato alla Commissione un piano di ristrutturazione adeguato.I dubbi ancora persistenti hanno indotto la Commissione ad avviare il procedimento di cui all'articolo 93, paragrafo 2 del trattato con decisione del 16 novembre 1994, comunicata al governo francese con lettera del 1° dicembre 1994, con la quale questo era invitato a presentare osservazioni sulla compatibilità degli aiuti, a fornire un piano di ristrutturazione completo e realistico e ad impegnarsi a non mettere a disposizione della SFP ulteriori fondi senza l'autorizzazione preventiva della Commissione (v. nota 1).La lettera con la quale il governo francese s'impegnava a non accordare altri aiuti senza l'accordo della Commissione è stata inviata il 16 dicembre 1994, mentre le osservazioni sono state presentate con lettera del 16 gennaio 1995.Dopo l'avvio del procedimento la Commissione non ha ricevuto osservazioni né dagli altri Stati membri né da terzi interessati.Successivamente le riunioni che si sono svolte il 21 dicembre 1995 e il 15 febbraio 1996 tra i rappresentanti della Commissione e le autorità francesi hanno permesso di fare il punto sui provvedimenti che le autorità francesi intendevano prendere a favore della SFP e d'insistere sulla necessità di prevedere un piano di ristrutturazione. L'intenzione delle autorità francesi è di privatizzare la SFP procedendo contemporaneamente alla sua ristrutturazione.Alla riunione del 15 febbraio 1996 la delegazione francese ha presentato [. . .] (2) la situazione finanziaria reale della SFP e le prospettive di privatizzazione. [. . .] conferma la difficile situazione finanziaria della società, che registra ogni anno perdite superiori a 100 milioni di FRF, nonché il persistere del bisogno di aiuti finanziari e la necessità di ristrutturazione.In occasione della succitata riunione, come nel corso di quella precedente, del 21 dicembre 1995, le autorità francesi hanno informato i rappresentanti della Commissione che per far fronte al fabbisogno urgente di liquidità era necessario un nuovo apporto di capitale. Tale apporto, di 250 milioni di FRF, è stato ufficialmente comunicato dalle autorità francesi con lettera del 19 febbraio 1996. La Commissione ha pertanto deciso di estendere al nuovo apporto il procedimento già avviato con decisione del 15 maggio 1996 comunicata alle autorità francesi con lettera del 4 giugno 1996 (v. nota 1).Secondo il calendario presentato dalle autorità francesi alla riunione del 15 febbraio 1996, il Parlamento doveva votare la legge di privatizzazione nell'aprile 1996 e il trasferimento di proprietà doveva aver luogo a fine giugno o inizio luglio 1996. Le autorità francesi ritenevano possibile presentare un piano di ristrutturazione immediatamente dopo l'approvazione della legge di privatizzazione da parte del Parlamento (aprile 1996). Ulteriori informazioni sulla privatizzazione della SFP sono state fornite alla Commissione dal governo francese con lettera del 27 febbraio 1996.Dall'avvio del procedimento sono trascorsi più di 18 mesi durante i quali i rappresentanti della Commissione hanno più volte ricordato alle autorità francesi il loro obbligo di presentare un piano di ristrutturazione. Nella riunione del 15 febbraio 1996 la Commissione ha fatto chiaramente sapere che non avrebbe aspettato oltre la fine di aprile 1996 e che avrebbe adottato una decisione negativa se a tale data non le fosse stato presentato un piano di ristrutturazione.Il termine è ormai scaduto da oltre quattro mesi e il piano non è ancora stato presentato alla Commissione. Il testo del telefax, inviato alla Commissione dal governo francese il 1° luglio 1996 per informarla dei progressi della ristrutturazione, induce a credere che il piano non sia ancora pronto poiché non sarà disponibile prima della fine di settembre 1996. Con lettera del 29 agosto 1996 le autorità francesi hanno comunicato informazioni su un'offerta di acquisto della SFP contenente una proposta di riorganizzazione della società, senza però far sapere se il governo avesse intenzione di accettare l'offerta e quindi la riorganizzazione della società. Tale proposta non può perciò essere considerata come il piano di ristrutturazione necessario.III L'aiuto in oggetto va quindi esaminato nel contesto globale dello sviluppo del mercato dell'audiovisivo francese.Nel 1974 l'ORTF, ente pubblico nazionale audiovisivo, è stato scisso in varie società: la produzione televisiva è stata assegnata ad una nuova società, la SFP, e la distribuzione a vari altri organismi. La SFP continuava tuttavia ad essere protetta sul mercato francese dell'audiovisivo. Attualmente è controllata al 100 % dallo Stato [. . .].La SFP è una holding cui fanno capo tre società controllate operative: i poli Studios, Vidéo e Productions. La holding (personale: 67 unità), costituita nel corso del 1994, fornisce alcuni servizi (consulenza legale, gestione del personale) alle altre divisioni del gruppo.Il polo Studios (controllata al 100 %) offre tutta una gamma di prestazioni associate alla produzione di programmi di varietà, giochi e pubblicità per la televisione. Esso raggruppa i seguenti settori (situazione a fine 1995):- «varietà, giochi, pubblicità»: 8 persone responsabili dei rapporti con la clientela;- «ripresa» (334 persone): fornisce, soprattutto alle società televisive, materiale e tecnici da ripresa;- «set televisivi» (54 persone): preparazione di set per la produzione di programmi televisivi. Mette a disposizione dei produttori e distributori, che desiderano produrre programmi di varietà, set televisivi fissi;- «gestione delle operazioni» e «servizi funzionali» (111 persone): questi settori coordinano le diverse funzioni necessarie alla produzione e forniscono servizi generali all'interno del polo Studios;- «Francia costumi» (12 persone): fornisce costumi per la produzione di programmi televisivi e di film.Il polo Vidéo è specializzato nella ritrasmissione di manifestazioni importanti (essenzialmente sportive) che richiedono materiali da ripresa fissi e mobili particolarmente pesanti. Effettua anche riprese per conto del polo Studios. È diviso in due settori:- settore «SFP attrezzature» (personale nel 1993: 213): fornisce materiale e tecnici da ripresa;- settore «SFP post produzione video» (personale nel 1993: 63): provvede al montaggio dei lavori video.La terza società controllata è il polo Productions (personale nel 1993: 43): la sua attività consiste sostanzialmente nel produrre o coprodurre programmi audiovisivi per le reti televisive e lungometraggi cinematografici. Ha due settori «SFP cinema» e «15-30 produzioni».IV Il settore della produzione audiovisiva è stato liberalizzato nel 1986. Mal preparata al nuovo contesto competitivo, la SFP ha registrato cali di fatturato e ha iniziato ad avere difficoltà finanziarie. Questi problemi hanno comportato drastiche riduzioni di personale: mentre nel 1985 le persone occupate erano 2 515, alla fine del 1995 erano ridotte a 1 056. Il fatturato del 1995 è stato di 646 milioni di FRF.Le perdite registrate dal 1986 sono state ripianate dallo Stato e dagli altri azionisti pubblici. Il totale degli aiuti pubblici accordati dopo tale data ammonta a oltre 2 miliardi di FRF.Nel periodo 1986-1990, in un primo intervento pubblico sono stati versati 940 milioni di FRF di aiuti; una seconda operazione, realizzata nel 1991, ha comportato un versamento di 320 milioni di FRF di aiuti supplementari, per un totale di 1,260 miliardi di FRF (194 milioni di ECU). La Commissione aveva approvato le due operazioni con decisione rispettivamente del 27 febbraio 1991 e del 25 marzo 1992.In occasione della decisione del 1992 le autorità francesi avevano dichiarato che si trattava dell'ultima operazione di aiuto. Malgrado ciò hanno continuato ad apportare un sostegno finanziario alla società che, a dispetto delle previsioni ottimistiche regolarmente divulgate sulla sua situazione, si è dimostrata incapace di adattarsi effettivamente alla concorrenza.Perciò lo Stato è intervenuto una terza volta in suo favore versando 460 milioni di FRF nel 1993 e 400 milioni di FRF nel 1994, per un totale di 860 milioni di FRF di aiuti (132 milioni di ECU). La Commissione, con decisione del 16 novembre 1994, ha avviato il procedimento nei confronti di questi ultimi aiuti.Il quarto ed ultimo intervento di 250 milioni di FRF (39 milioni di ECU) è stato annunciato dalle autorità francesi il 16 febbraio 1996. Il 15 maggio 1996 la Commissione ha deciso di esaminare questo nuovo aiuto nell'ambito del procedimento in corso.Con quest'ultimo intervento il totale di aiuti di cui ha beneficiato la società nel periodo 1986/1996 ammonta a 2,370 miliardi di FRF (365 milioni di ECU).V In occasione della prima operazione di aiuto (1986-1990), le autorità francesi avevano sostenuto che la società avrebbe ritrovato il suo equilibrio finanziario nel 1992 grazie ad un piano di ristrutturazione, approvato dagli azionisti della SFP il 13 giugno 1990, da realizzare nel corso del 1990 e 1991. Il piano si basava sull'ipotesi che la SFP sarebbe riuscita a ristabilire la sua posizione sul mercato e ad aumentare il fatturato, nonché su misure che prevedevano la riorganizzazione della società, la riduzione delle spese fisse (in particolare attraverso una riduzione di personale e la vendita di una parte degli attivi immobilizzati) e la ricerca di associati per alcune delle sue attività.La seconda operazione di aiuto (1991) è stata resa necessaria dai risultati deludenti dell'attuazione del piano del 1990. Il fatturato non è cresciuto nelle proporzioni attese a causa di una domanda inferiore al previsto per i servizi proposti dalla SFP. Le riduzioni di personale sono state effettuate ma non sembrano essere state sufficienti. Non è stato possibile condurre a buon fine le vendite di attivi immobilizzati né gli accordi di associazione progettati.Il nuovo piano di ristrutturazione allora presentato prevedeva nuovi sforzi di riorganizzazione con un'ulteriore riduzione delle spese fisse (rientrava in questo capitolo anche la rinegoziazione delle condizioni di lavoro del personale) e la conclusione di accordi d'associazione. Il ripristino di una situazione finanziaria sana era promesso per il 1994.Secondo le autorità francesi il terzo intervento (1993-1994) era necessario per permettere alla società di pagare gli interessi sul debito e far fronte alle spese connesse ai licenziamenti, nonché per ricuperare la liquidità compromessa dai ritardi nella vendita delle immobilizzazioni. Il governo francese pronosticava il ritorno all'equilibrio finanziario per la fine del 1995. Sembra tuttavia che gli sforzi di adattamento richiesti alla società tardino ancora a dare risultati: il personale è ancora troppo numeroso e le retribuzioni troppo elevate; entrambi devono essere ridotti. [. . .]. La ricerca di associati non ha ancora dato risultati. Si constata perciò che molti dei vecchi problemi non sono ancora risolti e gli sforzi di ristrutturazione devono continuare.Dando credito alla stampa, le perdite della SFP nel 1995 sarebbero ammontate effettivamente a 270 milioni di FRF per un fatturato di 646 milioni di FRF.Nella decisione del 25 marzo 1992 la Commissione aveva chiaramente indicato che il secondo intervento doveva essere l'ultimo. Gli aiuti attualmente in esame, che di fatto sono già stati versati, violano perciò incontestabilmente l'impegno dello Stato francese secondo il quale il secondo intervento doveva essere l'ultimo.POSIZIONE DEL GOVERNO FRANCESE VI Il governo francese ritiene che l'aiuto sia compatibile per i tre motivi seguenti:- le misure di ristrutturazione sono in corso di realizzazione. Come è già stato detto, esse prevedono le stesse azioni e perseguono gli stessi obiettivi delle misure presentate al momento in cui la Commissione aveva autorizzato l'aiuto precedente;- gli aiuti versati servono a compensare i costi elevati della SFP e non le consentono di abbassare artificialmente i suoi prezzi sul mercato;- i mercati della produzione audiovisiva sono ancora nazionali per motivi linguistici. L'attività della SFP si dirige soprattutto al mercato francese e i suoi concorrenti sono società francesi. Le autorità francesi concludono che l'aiuto accordato non può alterare gli scambi fra Stati membri.VALUTAZIONE VII Gli aiuti finanziari sono stati decisi e versati senza preventiva notificazione alla Commissione e sono pertanto illegali.Spetta alla Commissione esaminare le seguenti questioni:- gli apporti finanziari dello Stato costituiscono aiuti ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato? Per costituire aiuti devono:- essere concessi da uno Stato o mediante risorse statali;- falsare o minacciare di falsare la concorrenza favorendo talune imprese o talune produzioni;- incidere sugli scambi fra Stati membri;- l'aiuto di cui trattasi può beneficiare di una delle deroghe previste dall'articolo 92, in particolare dal paragrafo 3, lettere c) e d)?Gli apporti finanziari dello Stato francese sono stati versati unicamente a favore della Société française de Production (la SFP), ad esclusione delle altre imprese, e hanno favorito questa sola impresa rispetto ai suoi concorrenti. Un investitore privato non avrebbe mai accordato un terzo e poi un quarto intervento finanziario senza concrete prospettive di redditività. Nel contesto presente è irrilevante che l'apporto degli azionisti pubblici abbia assunto la forma di una sovvenzione oppure si sia trattato di un'operazione di dotazione di capitale («iniezione di capitale»). In quest'ultimo caso occorre osservare che, malgrado la rapida ripresa preannunciata fin dal 1990, nel 1995 la società continua ad essere deficitaria malgrado il precedente aiuto e nulla lascia sperare in un'evoluzione positiva. Le misure di ristrutturazione citate dal governo francese (cfr. punto V) sono insufficienti:- il contratto collettivo per le retribuzioni del settore pubblico dovrebbe cessare di essere applicato poiché l'attuale struttura degli oneri salariali alla SFP non è competitiva. È tuttavia improbabile che si possa concludere un nuovo accordo salariale;- la ricerca di eventuali associati per le varie attività è molto più laboriosa del previsto;- inoltre le autorità francesi non hanno ancora presentato il piano di ristrutturazione adeguato richiesto dalla Commissione al momento dell'avvio del procedimento, e le misure proposte e finora attuate sono insufficienti a garantire l'efficienza economicofinanziaria della società. L'aiuto va quindi assimilato ad un aiuto al funzionamento che non può essere autorizzato.VIII La Commissione ritiene che l'aiuto incida sugli scambi tra Stati membri ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1. Secondo il governo francese soltanto una parte limitata della produzione della SFP (10 % della produzione video) è destinata al mercato internazionale. Ciò non toglie che l'aiuto finanziario accordato alla SFP agevola lo smercio dei suoi servizi negli altri Stati membri o negli Stati che sono parti dell'accordo SEE e rende più difficile la penetrazione del mercato francese per i servizi offerti dalle società audiovisive estere.Occorre inoltre tener conto dell'esistenza di un mercato europeo delle produzioni per la televisione ed il cinema. Tale mercato è caratterizzato dalla realizzazione di coproduzioni fra produttori europei e dalla distribuzione di produzioni audiovisive in paesi diversi da quello di realizzazione. Si tratta di un aspetto particolarmente pertinente per il mercato francese, tenuto conto della politica dinamica di distribuzione delle opere francesi in altri paesi condotta dal governo francese.Se è vero che la diversità culturale e linguistica è un fattore di compartimentazione dei mercati e che soltanto il 20 % dei film europei esce dalle frontiere nazionali (3), si può considerare che l'importante sostegno apportato alla SFP contribuisca a rafforzare questa compartimentazione. Come sopra precisato, l'aiuto limita infatti le possibilità di vendita in Francia di produzioni realizzate in altri Stati membri.Pertanto l'aiuto di cui trattasi va considerato come un aiuto ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato. La contestazione di questa analisi a motivo del fatto che gli apporti finanziari non hanno l'effetto di coprire perdite di funzionamento dovute a prezzi anormalmente bassi o inferiori a quelli di mercato non è confortata da alcun elemento di prova apportato dal governo francese. Peraltro, anche supponendo che lo fosse, è comunque vero, come riconoscono le autorità francesi, che questi aiuti sono destinati a far restare sul mercato imprese che hanno una struttura di costi inefficiente e inadeguata alla concorrenza. Siffatti aiuti permettono a tali imprese di conservare artificialmente la loro attività, la quota di mercato e l'occupazione, a scapito di altri concorrenti presenti sul mercato.La natura delle attività della SFP non permette del resto neppure di invocare l'obbligo di servizio pubblico connesso alla promozione della cultura e della conservazione del patrimonio, che avrebbe eventualmente potuto giustificare un sostegno dello Stato.IX Le deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 2, e paragrafo 3, lettere a) e b) non si applicano alla fattispecie. La Commissione ha quindi esaminato se l'aiuto poteva beneficiare di una delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere c) e d).L'aiuto è destinato a mantenere in vita la SFP. Per precisare i requisiti di applicazione della deroga di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) agli aiuti a favore di imprese in difficoltà, la Commissione ha adottato degli orientamenti (4) che definiscono alcuni criteri da soddisfare:- l'aiuto deve essere collegato ad un programma di ristrutturazione o di risanamento da presentare alla Commissione con tutte le precisazioni necessarie e deve permettere di ripristinare, entro un lasso di tempo ragionevole, la redditività dell'impresa a lungo termine;- le misure proposte devono limitare il più possibile le distorsioni di concorrenza e rimanere compatibili con l'interesse comune. Devono avere un effetto sulla posizione di mercato del beneficiario tale da compensare in misura ragionevole l'effetto distorsivo dell'aiuto sulla concorrenza;- l'aiuto deve essere limitato al minimo strettamente necessario.Nella decisione del 16 novembre 1994 di avviare il procedimento per la terza operazione di aiuto, la Commissione esigeva un adeguato piano di riorganizzazione. Pertanto le autorità francesi hanno trasmesso in data 16 gennaio 1995, 15 febbraio 1996 e 29 agosto 1996 [. . .] sulla situazione della SFP e gli sforzi di ristrutturazione effettuati. [. . .] devono essere esaminati per valutare se contengano informazioni sufficienti per poter essere considerati il piano di ristrutturazione richiesto.[. . .] ripetono soprattutto ciò che il governo francese ha comunicato in precedenza alla Commissione, in occasione della concessione dei primi due aiuti. Il [. . .] del 16 gennaio 1995 descrive il cattivo stato dell'impresa e la necessità di ridurre il personale, di rivedere le condizioni di lavoro, di vendere una parte dei beni immobili e di concludere accordi con associati per la cessione di alcune delle sue attività. Non indica invece argomenti che inducano a credere che l'impresa possa realizzare in modo soddisfacente le misure necessarie, che tali misure contribuiscano a ripristinare l'efficienza dell'impresa, alterino la concorrenza il meno possibile e che l'aiuto sia limitato allo stretto necessario. Il [. . .] non può perciò essere considerato come il piano di ristrutturazione richiesto.[. . .] 15 febbraio 1996 è [. . .] e non è stato presentato dalle autorità francesi come piano di ristrutturazione. [. . .] la situazione finanziaria attuale della SFP insieme a varie considerazioni sulla privatizzazione della SFP. [. . .] che le spese per il personale sono eccessive ed il fatturato non è sotto controllo. Ciò indica che l'equilibrio finanziario previsto per il 1995 non è mai stato raggiunto, a riprova che la maggior parte delle misure previste non sono state eseguite. [. . .] le offerte dei terzi interessati a rilevare la società devono essere accompagnate da un piano di ristrutturazione.Con lettera del 29 agosto 1996 le autorità francesi hanno trasmesso informazioni su un'offerta di acquisto della SFP contenente una proposta di riorganizzazione della società, senza precisare se intendevano accettarla e se quindi sarebbe stata accolta. Questa proposta non può perciò essere considerata come il piano di ristrutturazione necessario.In conclusione, dopo oltre 18 mesi dall'avvio del procedimento, e nonostante i rappresentanti della Commissione abbiano più volte ricordato alle autorità francesi l'obbligo di presentare un piano di ristrutturazione, il piano non esiste ancora. Nel corso della riunione del 15 febbraio 1996 la Commissione ha fatto chiaramente sapere che non avrebbe aspettato oltre la fine di aprile 1996 e che avrebbe adottato una decisione negativa se il piano di ristrutturazione non gli fosse stato presentato per quella data. Il termine è scaduto ormai da cinque mesi ed il piano non è ancora stato presentato.Senza piano di ristrutturazione le attività continueranno ad essere deficitarie e l'aiuto deve perciò essere considerato un aiuto al funzionamento (cfr. punto VII). Come tale esso non può essere autorizzato a norma dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) (riguardante gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune attività o di talune regioni economiche).Si constata che gli aiuti di cui trattasi sono destinati a mantenere in attività la SFP e hanno perciò carattere di aiuto al funzionamento e che il governo francese non ha fornito nessun elemento da cui possa dedursi che fossero finalizzati a promuovere la cultura e la conservazione del patrimonio a norma dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera d).Inoltre, a causa in particolare dei loro effetti negativi di compartimentazione dei mercati in Europa, fattore considerato dalla Commissione come uno dei principali ostacoli allo sviluppo dell'industria europea dei programmi cinematografici e televisivi, tali aiuti non contribuiscono all'obiettivo comunitario di sviluppo di un'industria europea competitiva sul mercato mondiale. Questa constatazione è corroborata dal fatto che gli aiuti non permettono di ripristinare l'efficienza economica e finanziaria della SFP. Di conseguenza l'aiuto accordato alla SFP non potrebbe essere autorizzato sulla base del disposto dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera d). Le conseguenze di una mancata erogazione dell'aiuto, vale a dire un ulteriore peggioramento della situazione della SFP a vantaggio di società più competitive, in particolare francesi, non costituiscono quindi una base idonea per invocare l'applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera d).Si può quindi concludere che l'aiuto di cui trattasi è incompatibile con il mercato comune in quanto nessun motivo giustifica l'applicazione di una delle deroghe previste dall'articolo 92, paragrafi 2 o 3.X Non avendo il governo francese notificato preventivamente la misura d'aiuto, la Commissione non ha potuto presentare le sue osservazioni al riguardo prima della sua esecuzione. La concessione ed il versamento di un aiuto senza che questo fosse preventivamente notificato costituiscono una violazione dell'articolo 93, paragrafo 3 del trattato. L'aiuto di 1,110 miliardi di FRF, è quindi illegale e, essendo altresì incompatibile con il mercato comune, dovrà essere restituito dal beneficiario,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1 L'aiuto per un importo di 1,110 miliardi di FRF, accordato alla SFP durante il periodo 1993-1996, è illegale essendo stato attribuito in violazione dell'articolo 93, paragrafo 3. Detto aiuto è inoltre incompatibile con il mercato comune.Articolo 2 La Francia procede al ricupero, presso la SFP, della somma di 1,110 miliardi di FRF, di cui all'articolo 1, aumentata degli interessi maturati nel periodo compreso fra la data di concessione dell'aiuto illegale e la data del rimborso, calcolati in base al tasso di riferimento in vigore per la Francia utilizzato dalla Commissione per la valutazione dell'elemento di aiuto negli aiuti agli investimenti regionali.Articolo 3 La Francia comunica alla Commissione, entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, le misure adottate per conformarvisi.Articolo 4 La Repubblica francese è destinataria della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il 2 ottobre 1996.Per la CommissioneKarel VAN MIERTMembro della Commissione(1) GU n. C n. 80 dell'1. 4. 1995, pag. 7.GU n. C 171 del 15. 6. 1996, pag. 3.(2) Confidenziale.(3) Opzioni strategiche per il rafforzamento dell'industria dei programmi nel contesto della politica audiovisiva dell'Unione europea - Libro verde, COM(94) def. del 6 aprile 1994.(4) Orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà, GU n. C 368 del 23. 12. 1994, pag. 12.