CELEX: 62020CN0585
Language: it
Date: 2020-11-05 00:00:00
Title: Causa C-585/20: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Juzgado de lo Contencioso-Administrativo n° 2 de Valladolid (Spagna) il 5 novembre 2020 — BFF Finance Iberia S.A.U. / Gerencia Regional de Salud de la Junta de Castilla y León

15.2.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 53/19
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Juzgado de lo Contencioso-Administrativo no 2 de Valladolid (Spagna) il 5 novembre 2020 — BFF Finance Iberia S.A.U. / Gerencia Regional de Salud de la Junta de Castilla y León
      (Causa C-585/20)
      (2021/C 53/24)
      Lingua processuale: lo spagnolo
      
         Giudice del rinvio
      
      Juzgado de lo Contencioso-Administrativo no 2 de Valladolid
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: BFF Finance Iberia S.A.U.
      
         Resistente: Gerencia Regional de Salud de la Junta de Castilla y León
      
         Questioni pregiudiziali
      
      Tenuto conto delle disposizioni degli articoli 4, paragrafo 1, 6 e 7, paragrafi 2 e 3, della direttiva 2011/7/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (1):
      
                  1)
               
               
                  se l’articolo 6 della direttiva debba essere interpretato nel senso che, in ogni caso, l’importo di EUR 40 è dovuto per ciascuna fattura, purché la parte creditrice abbia individuato le fatture nelle proprie domande in via amministrativa e contenzioso amministrativa, oppure tale somma sia dovuta per ciascuna fattura in ogni caso, anche qualora siano state presentate domande congiunte e generiche.
               
            
                  2)
               
               
                  Come debba essere interpretato l’articolo 198, paragrafo 4, della legge 9/2017, che stabilisce un periodo di pagamento di 60 giorni in ogni caso e per tutti i contratti, prevedendo un periodo iniziale di 30 giorni per l’approvazione e un ulteriore periodo di 30 giorni per il pagamento, dal momento che [OR 12] l’articolo 23 della direttiva enuncia quanto segue:
                  «Lunghi periodi di pagamento e ritardi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni per merci e servizi determinano costi ingiustificati per le imprese. Di conseguenza per le transazioni commerciali relative alla fornitura di merci o servizi da parte di imprese alle pubbliche amministrazioni è opportuno introdurre norme specifiche che prevedano, in particolare, periodi di pagamento di norma non superiori a trenta giorni di calendario, se non diversamente concordato espressamente nel contratto e purché ciò sia obiettivamente giustificato alla luce della particolare natura o delle caratteristiche del contratto, e in ogni caso non superiori a sessanta giorni di calendario».
               
            
                  3)
               
               
                  Come debba essere interpretato l’articolo 2 della direttiva. Se l’interpretazione della direttiva consenta di ritenere che, nella base di calcolo degli interessi di mora che la medesima direttiva riconosce, sia compresa l’IVA dovuta sulla prestazione effettuata e il cui importo è incluso nella fattura, oppure si debba distinguere e determinare il momento in cui il fornitore effettua il versamento dell’imposta all’Amministrazione finanziaria.
               
            
         (1)  GU 2011, L 48, pag. 1.