CELEX: 52001PC0760
Language: it
Date: 2001-12-10
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica sudafricana sugli scambi di bevande spiritose

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52001PC0760

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica sudafricana sugli scambi di bevande spiritose  /* COM/2001/0760 def. - ACC 2001/0292 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica sudafricana sugli scambi di bevande spiritose(presentata dalla Commissione)RELAZIONEA. Contesto generale1. Nell'ambito delle direttive di negoziato approvate dal Consiglio il 19 giugno 1995 e il 25 marzo 1996 per l'Accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e la Repubblica sudafricana (in appresso denominato "accordo SSC"), la Commissione ha negoziato due accordi settoriali relativi al vino e alle bevande spiritose, il cui obiettivo è di agevolare e promuovere gli scambi commerciali di vino e bevande spiritose tra le due parti. La Commissione ha svolto tali negoziati, dal 1995, in stretta collaborazione con il Consiglio, in conformità dell'articolo 133 del trattato.2. L'accordo politico circa alcune denominazioni specifiche di bevande spiritose (Grappa, Ouzo, ecc.) formalizzato nello scambio di lettere del 15-16 febbraio 2000 tra i presidenti del Consiglio e della Commissione J. Gama e R. Prodi, da una parte, e il presidente del Sudafrica T. Mbeki, dall'altra, è inserito nelle disposizioni del presente accordo.3. La Commissione e il Sudafrica hanno concluso i negoziati il 25 luglio 2001 a Pretoria dove, in un "Memorandum d'intesa sui vini e le bevande spiritose", il gruppo ad alto livello dei rappresentanti della Commissione e del Sudafrica si è accordato ad referendum su tutte le questioni importanti in sospeso, in particolare:- sull'eliminazione progressiva dei marchi commerciali conflittuali conformemente al compromesso negoziato nel giugno 2000 (cfr. oltre, punto 9),- sull'uso della riserva di 15 milioni di euro per la ristrutturazione dell'industria sudafricana dei vini e delle bevande spiritose sulla base di un programma definito di comune accordo,- sul 1° gennaio 2002 come data di entrata in vigore degli accordi sui vini e le bevande spiritose.4. I testi sono stati siglati dalle parti negoziali il 30 novembre 2001. La Commissione presenta la proposta al Consiglio con la massima sollecitudine, affinché i due accordi possano entrare in vigore il 1° gennaio 2002, come previsto dal memorandum d'intesa.5. La conclusione dell'accordo sul vino è oggetto di una proposta separata che la Commissione presenterà al Consiglio parallelamente alla presente proposta.B. Contenuto dell'accordo sulle bevande spiritose6. L'accordo riguarda le bevande spiritose di cui alla voce SH 2208 del sistema armonizzato e contiene, in particolare, disposizioni sulla protezione reciproca delle indicazioni geografiche e di talune designazioni specifiche, nonché sull'assistenza reciproca delle istanze ufficiali preposte al controllo e sulla risoluzione delle controversie.7. La protezione reciproca delle indicazioni geografiche riveste per la Comunità un'importanza particolare. Le disposizioni previste dall'accordo consentono una tutela delle indicazioni geografiche comunitarie, comprese le denominazioni di origine, migliore di quella prevista dall'accordo multilaterale ADPIC nella sezione III relativa alle indicazioni geografiche. L'accordo contiene infatti un "registro bilaterale" che comprende tutte le indicazioni protette in virtù dell'accordo, il che aumenterà notevolmente la sicurezza dal punto di vista giuridico. Inoltre, la protezione sarà garantita ex officio.8. L'inserimento nell'accordo degli elementi dell'accordo politico concluso nel febbraio 2000 sulla protezione delle designazioni specifiche « Grappa », « Ouzo/Oýæï », « Korn », « Kornbrand », « Jagertee/Jagertee/Jagatee » e « Pacharan » (cfr. punto 2) permettera una tutela esclusiva di tali designazioni per i prodotti comunitari, dopo la fine di un periodo transitorio di 5 anni.9. Per garantire la protezione delle indicazioni geografiche o delle designazioni specifiche oggetto del presente accordo rispetto ai marchi commerciali identici o simili che sono stati registrati o per i quali sono stati acquisiti diritti in forza dell'uso precedentemente all'entrata in vigore dell'accordo ADPIC per bevande spiritose "non originarie" e che potrebbero indurre in errore quanto alla vera origine, l'accordo prevede un dispositivo di eliminazione di tali marchi conflittuali dopo un ragionevole periodo transitorio. Le parti risolvono i casi conflittuali al massimo entro il 30 settembre 2002.10. Per quanto riguarda la protezione delle diciture tradizionali diverse dalle designazioni specifiche tutelate in virtù dell'accordo si rammenta che, in virtù della dichiarazione comune della Comunità e del Sudafrica sugli accordi in materia di vino e bevande spiritose, adottata dal Consiglio il giorno della sottoscrizione dell'accordo SSC (11 ottobre 1999), la parte della dichiarazione relativa alle diciture tradizionali è testualmente inserita nel presente accordo. Di conseguenza, l'accordo stesso non garantisce una tutela immediata di tali diciture, ma le due parti sono invitate a prendere in considerazione l'obiettivo e i principi di un sistema di protezione delle diciture tradizionali, per applicarli a casi specifici da inserire in seguito nell'accordo.11. L'accordo prevede l'assistenza reciproca tra le autorità preposte al controllo ufficiale delle due parti, che agevolerà una collaborazione diretta tra le autorità competenti, indipendentemente dalle iniziative diplomatiche.C. Gestione dell'accordo12. È istituito un Comitato congiunto, composto dalla Commissione e dai rappresentanti del Sudafrica, il cui ruolo è soprattutto di vegliare sul corretto funzionamento dell'accordo e formulare, se del caso, raccomandazioni, ma non di prendere decisioni. La Commissione propone al Consiglio di autorizzarla ad introdurre, secondo la procedura del comitato di applicazione di cui all'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio, del 29 maggio 1989, che stabilisce le regole generali relative alla definizione, alla designazione e alla presentazione delle bevande spiritose [1], le modifiche e gli adeguamenti tecnici che dovrebbero rivelarsi necessari per l'attuazione e la gestione dell'accordo (ad esempio, gli adeguamenti degli allegati o del protocollo). Tale procedura consente una stretta collaborazione tra gli Stati membri e la Commissione ed è già prevista dagli altri accordi bilaterali sulle bevande spiritose attualmente in vigore.[1]  GU L 160 del 12.6.1989, pag. 1.D. Assistenza finanziaria13. Si rammenta che, parallelamente all'entrata in vigore degli accordi sul vino e sulle bevande spiritose, prenderà effetto, in virtù dell'allegato X dell'accordo SSC, l'assistenza finanziaria di 15 milioni di euro accordata dalla Comunità al Sudafrica per la ristrutturazione dei settori del vino e delle bevande spiritose. Per la Comunità la decisione sarà presa, indipendentemente dall'adozione della presente proposta, secondo le procedure di bilancio previste a tale scopo.E. Conclusioni14. La Commissione ritiene che i risultati dei negoziati siano accettabili per la Comunità, in quanto l'accordo offre reali vantaggi commerciali agli operatori comunitari. Di conseguenza, propone al Consiglio di adottare la decisione allegata, relativa alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica sudafricana sugli scambi di bevande spiritose.2001/0292 (ACC)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione dell'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica sudafricana sugli scambi di bevande spiritoseIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133 in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, prima frase,vista la proposta della Commissione,considerando quanto segue:(1) Il Consiglio, con decisione 1999/753 (CE) [2], ha deciso che l'accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e la Repubblica sudafricana, in appresso denominato "l'accordo", entrasse in vigore provvisoriamente il 1° gennaio 2000.[2]  GU L 311 del 4.12.1999, pag. 1.(2) È opportuno approvare tale accordo, siglato il 30 novembre 2001.(3) Per agevolare l'applicazione di alcune disposizioni dell'accordo occorre che la Commissione possa procedere agli adeguamenti tecnici necessari, secondo la procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (CEE) n. 1576/89 del Consiglio, del 29 maggio 1989, che stabilisce le regole generali relative alla definizione, alla designazione e alla presentazione delle bevande spiritose [3], modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 3378/94 [4],[3]  GU L 160 del 12.6.1989, pag. 1.[4]  GU L 366 del 31.12.1994, pag. 1.DECIDE:Articolo 1L'accordo tra la Comunità europea e la Repubblica sudafricana sugli scambi di bevande spiritose, nonché le dichiarazioni comuni delle parti e le dichiarazioni della Comunità, sono approvati a nome della Comunità.I testi di cui al primo comma sono allegati alla presente decisione.Articolo 2Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona abilitata a firmare l'accordo per esprimere il consenso della Comunità ad esserne vincolata.Articolo 3Ai fini dell'applicazione dell'articolo 5, paragrafo 8, e dell'articolo 16, paragrafo 2, dell'accordo, la Commissione è autorizzata a concludere gli atti necessari per modificare l'accordo stesso, secondo la procedura di cui all'articolo 15 del regolamento (CE) n. 1576/89 del Consiglio.Articolo 4La Commissione rappresenta la Comunità nel Comitato congiunto istituito in virtù dell'articolo 17 dell'accordo.Articolo 5La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Fatto a Bruxelles, addìPer il ConsiglioIl PresidenteACCORDOtra la Comunità europea e la Repubblica sudafricanasugli scambi di bevande spiritoseACCORDOtra la Comunità europea e la Repubblica sudafricana sugli scambi di bevande spiritoseLa Comunità europea, in appresso denominata "Comunità"la Repubblica sudafricana, in appresso denominata "Sudafrica",in appresso denominate "parti contraenti",CONSIDERANDO che l'11 ottobre 1999 è stato firmato l'Accordo sugli scambi, lo sviluppo e la cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Sudafrica, dall'altra, in appresso denominato "accordo SSC", entrato in vigore a titolo provvisorio il 1° gennaio 2000,DESIDEROSE di creare condizioni favorevoli per lo sviluppo armonioso degli scambi e la promozione della cooperazione commerciale nel settore delle bevande spiritose secondo principi di uguaglianza, mutuo vantaggio e reciprocità,CONSAPEVOLI che le parti contraenti intendono allacciare contatti più stretti in tale settore, che potranno ulteriormente intensificarsi a più lungo termine,CONSAPEVOLI che, dati i legami storici che il Sudafrica intrattiene da lunga data con vari Stati membri, il Sudafrica e la Comunità utilizzano, per designare le rispettive bevande spiritose, le aziende e le prassi, determinati termini, denominazioni, riferimenti geografici e marchi commerciali, molti dei quali sono simili,CONSAPEVOLI che le parti contraenti applicano all'interno del loro territorio requisiti diversi e utilizzano definizioni diverse per le bevande spiritose, che devono rimanere impregiudicati dal presente accordo,RAMMENTANDO i loro obblighi in quanto parti dell'accordo che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio (in appresso denominato "accordo OMC") e, in particolare, le disposizioni dell'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale che interessano il commercio (in appresso denominato "accordo ADPIC"),HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:ARTICOLO 1 OBIETTIVI1. Le parti contraenti convengono, sulla base dei principi della non discriminazione e della reciprocità, di agevolare e di favorire gli scambi di bevande spiritose prodotte in Sudafrica e nella Comunità, alle condizioni stabilite nel presente accordo.2. Le parti contraenti adottano le misure generali e specifiche necessarie per garantire il rispetto degli obblighi sanciti dal presente accordo e il conseguimento degli obiettivi da esso stabiliti.ARTICOLO 2 PORTATA E CAMPO DI APPLICAZIONEIl presente accordo si applica alle bevande spiritose contemplate alla voce 22.08 della convenzione internazionale sul sistema armonizzato di descrizione e codificazione delle merci ("sistema armonizzato"), stipulata a Bruxelles il 14 giugno 1983, prodotte conformemente alla vigente normativa che disciplina la produzione di un tipo particolare di bevanda spiritosa nel territorio di una parte contraente.ARTICOLO 3 DEFINIZIONIAi fini dell'applicazione del presente accordo e fatte salve disposizioni contrarie previste dal presente accordo, si intende per:a) «originaria di», se tale dicitura è usata in relazione al nome di una delle parti contraenti, una bevanda spiritosa elaborata interamente sul territorio di tale parte contraente;b) «indicazione geografica», un'indicazione, compresa la «denominazione d'origine», ai sensi dell'articolo 22, paragrafo 1, dell'accordo ADPIC, che è riconosciuta dalle disposizioni legislative e regolamentari di una parte contraente per l'identificazione di una bevanda spiritosa originaria del territorio di tale parte contraente;c) «omonimo», la stessa indicazione geografica o un'indicazione tanto simile da poter creare confusione, utilizzata per denotare luoghi, procedure od oggetti diversi;d) «designazione», le designazioni utilizzate per descrivere una bevanda spiritosa sull'etichetta, sui documenti che scortano il trasporto della bevanda stessa, sui documenti commerciali, in particolare sulle fatture e sulle bollette di consegna, nonché nella pubblicità; il termine «designare» è inteso in senso analogo;e) «etichettatura», il complesso delle designazioni ed altri riferimenti, contrassegni, illustrazioni, indicazioni geografiche o marchi commerciali che caratterizzano la bevanda spiritosa, apposti sul recipiente, incluso il dispositivo di chiusura o il pendaglio appeso al recipiente stesso, e sul rivestimento del collo delle bottiglie;f) «Stato membro», uno Stato membro della Comunità;g) «presentazione», le denominazioni o i contrassegni utilizzati sui recipienti e sui dispositivi di chiusura, sulle etichette e sull'imballaggio;h) «imballaggio», gli involucri protettivi, quali carta, rivestimenti di paglia d'ogni genere, cartoni e casse, utilizzati per il trasporto di uno o più recipienti o per la loro presentazione in vista della vendita al consumatore finale;i) «produzione», l'intero processo di distillazione e maturazione della bevanda spiritosa;j) «marchio commerciale»,i) un marchio commerciale registrato secondo la normativa di una parte contraente o di uno Stato membro,ii) un marchio commerciale di diritto comune riconosciuto dalla normativa di una parte contraente o di uno Stato membro,iii) un marchio commerciale notoriamente conosciuto, di cui all'articolo 6 bis della Convenzione di Parigi (1967);k) «identificazione», in relazione alle indicazioni geografiche, l'uso di indicazioni geografiche per la designazione o la presentazione di bevande spiritose.ARTICOLO 4 NORME GENERALI IN MATERIA DI IMPORTAZIONE  E COMMERCIALIZZAZIONEFatte salve disposizioni contrarie del presente accordo, l'importazione e la commercializzazione sono effettuate nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari in vigore sul territorio delle parti contraenti.TITOLO I  PROTEZIONE RECIPROCA DELLE DENOMINAZIONI DELLE BEVANDE SPIRITOSE E DISPOSIZIONI CORRISPONDENTI  IN MATERIA DI DESIGNAZIONE E PRESENTAZIONEARTICOLO 5 PRINCIPI1. Le parti contraenti garantiscono, conformemente al presente accordo, la protezione reciproca delle denominazioni di cui all'articolo 6 utilizzate per l'identificazione di bevande spiritose originarie dei territori delle parti contraenti. A tal fine, ciascuna parte fornisce gli strumenti giuridici idonei a garantire una protezione efficace.2. Le denominazioni protette:a) per quanto riguarda le denominazioni comunitarie:i) sono riservate esclusivamente, in Sudafrica, alle bevande spiritose originarie della Comunità a cui si applicano eii) possono essere utilizzate esclusivamente alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari della Comunità;b) per quanto riguarda le denominazioni sudafricane,i) sono riservate esclusivamente, nella Comunità, alle bevande spiritose originarie del Sudafrica a cui si applicano eii) possono essere utilizzate esclusivamente alle condizioni stabilite dalle disposizioni legislative e regolamentari del Sudafrica.3. La protezione prevista dal presente accordo vieta, in particolare, l'uso delle indicazioni protette in virtù dell'accordo stesso per bevande spiritose non originarie della zona geografica indicata, anche qualoraa) sia indicata la vera origine della bevanda spiritosa;b) l'indicazione geografica in questione sia utilizzata in traduzione;c) l'indicazione sia accompagnata da espressioni quali "genere", "tipo", "stile", "imitazione", "metodo" o altre espressioni analoghe.4. In caso di omonimia tra indicazioni geografiche:a) se le indicazioni protette in virtù del presente accordo sono omonime, la protezione copre entrambe le indicazioni, a condizione che il loro uso sia tradizionale e costante e che il consumatore non sia indotto in errore circa la vera origine delle bevande spiritose;b) se le indicazioni protette in virtù del presente accordo sono identiche alla denominazione di una zona geografica situata al di fuori del territorio delle parti contraenti, tale denominazione può essere utilizzata per designare e presentare una bevanda spiritosa elaborata nella zona geografica a cui fa riferimento, a condizione che l'uso della denominazione sia tradizionale e costante e sia disciplinato a tal fine dal paese di origine e purché il consumatore non sia indotto a credere erroneamente che la bevanda spiritosa sia originaria del territorio della parte contraente considerata.5. Le parti contraenti possono determinare le condizioni pratiche di differenziazione delle denominazioni omonime di cui al paragrafo 4, tenendo conto della necessità di assicurare un trattamento equo dei produttori interessati e di evitare che i consumatori siano indotti in errore.6. Le disposizioni del presente accordo non devono in alcun caso pregiudicare il diritto di una terza persona di utilizzare, per fini commerciali, il proprio nome o il nome dei propri predecessori nell'attività commerciale, a condizione che tale nome non sia utilizzato in modo tale da indurre in errore i consumatori.7. Nessuna disposizione del presente accordo obbliga una parte contraente a proteggere una denominazione dell'altra parte contraente che non è protetta o non è più protetta nel paese d'origine o è caduta in disuso in tale paese.8. Su richiesta di una delle parti, il Comitato congiunto esamina i casi da risolvere sulla base dei registri che il Sudafrica, da una parte, e la Comunità e i suoi Stati membri, dall'altra, si sono trasmessi a vicenda. Sulla base di questo esame le parti convengono, non oltre il 30 settembre 2002, chea) occorre trovare un accordo se(i) il marchio commerciale di un prodotto di una delle parti sia identico o simile a un'indicazione geografica o a un'altra denominazione dell'altra parte protetta in virtù del presente accordo, e(ii) l'uso di tale marchio commerciale induca in errore il pubblico quanto al vero luogo di origine del prodottoo cheb) il caso deve essere considerato non conflittuale.Laddove si applichi la lettera a), le parti si accordano sulla soppressione e autorizzano un ragionevole periodo transitorio durante il quale sarà possibile una coesistenza.ARTICOLO 6 DENOMINAZIONI PROTETTESono protette le seguenti denominazioni relative alle bevande spiritose:a) originarie della Comunità:i) i riferimenti al nome dello Stato membro di cui la bevanda spiritosa è originaria,ii) le indicazioni geografiche figuranti nell'allegato,iii) le denominazioni specifiche « Grappa », « Ouzo/Oýæï », « Korn », « Kornbrand », « Jagertee », « Jagertee », « Jagatee » e « Pacharan »;b) originarie del Sudafrica:i) la denominazione «Sudafrica» o altri termini utilizzati per indicare questo paese,ii) le indicazioni geografiche di cui all'allegato.ARTICOLO 7 DISPOSIZIONI TRANSITORIE PER ALCUNE DENOMINAZIONI SPECIFICHEFatta salva la protezione di cui agli articoli 5 e 6, le parti contraenti convengono che, dopo un periodo transitorio di cinque anni, le denominazioni di cui all'articolo 6, lettera a), punto iii), non saranno più utilizzate per indicare bevande spiritose elaborate nel Sudafrica e potranno essere vendute sul mercato sudafricano con tali denominazioni soltanto le bevande spiritose originarie della Comunità. Tale impegno, compresa la verifica delle conseguenti importazioni da paesi terzi, sarà applicato in base alla comune intesa che il principio della protezione di tali denominazioni di bevande spiritose sia conforme alle disposizioni previste dall'ADPIC.ARTICOLO 8 ESPORTAZIONILe parti contraenti adottano le misure necessarie per garantire che, quando le bevande spiritose originarie delle parti stesse sono esportate e commercializzate al di fuori dei loro territori, le denominazioni protette di cui all'articolo 6 di una delle parti contraenti non vengano utilizzate per designare e presentare bevande spiritose originarie dell'altra parte contraente.ARTICOLO 9 ESTENSIONE DELLA PROTEZIONENella misura in cui la legislazione pertinente di ognuna delle parti contraenti lo consenta, la protezione conferita dal presente accordo si estende alle persone fisiche e giuridiche, agli enti, alle federazioni, associazioni e organizzazioni di produttori, di commercianti o di consumatori che hanno sede sul territorio dell'altra parte contraente.ARTICOLO 10 APPLICAZIONE1. Se l'organismo competente designato in conformità dell'articolo 14 viene a conoscenza che la designazione o la presentazione di una bevanda spiritosa, in particolare sull'etichetta o sui documenti ufficiali o commerciali, oppure nella pubblicità, viola il presente accordo, le parti contraenti applicano le misure amministrative necessarie o intentano le azioni legali opportune per combattere la concorrenza sleale o impedire qualsiasi altra forma di impiego abusivo della denominazione protetta.2. Si applicano le misure e si intentano le azioni di cui al paragrafo 1 in particolare nei seguenti casi:a) se la traduzione delle designazioni previste dalla normativa comunitaria o sudafricana nella lingua o nelle lingue dell'altra parte contraente comporta un termine che potrebbe indurre in errore quanto all'origine, alla natura o alla qualità della bevanda spiritosa così designata o presentata;b) sui contenitori o sull'imballaggio, nella pubblicità o in documenti ufficiali o commerciali relativi a bevande spiritose le cui denominazioni sono protette in virtù del presente accordo figurano designazioni, marchi commerciali, denominazioni, iscrizioni o illustrazioni che danno direttamente o indirettamente un'informazione errata o tale da indurre in errore sulla provenienza, l'origine, la natura, la varietà di vite o le qualità materiali della bevanda spiritosa;c) se viene utilizzato, per il confezionamento, un recipiente tale da indurre in errore quanto all'origine della bevanda spiritosa.3. L'applicazione dei paragrafi 1 e 2 non pregiudica la facoltà per le persone e gli organismi di cui all'articolo 9 di prendere misure appropriate nei confronti delle parti contraenti, compreso il ricorso a un organo giurisdizionale.ARTICOLO 11 ALTRE NORMATIVE INTERNE E ALTRI ACCORDI INTERNAZIONALIFatti salvi accordi contrari tra le parti contraenti, il presente accordo non esclude che le parti contraenti, in virtù della loro normativa interna o di altri accordi internazionali, applichino una protezione più estesa, ora o in futuro, per le denominazioni protette dal presente accordo.TITOLO II REQUISITI IN MATERIA DI CERTIFICAZIONI  PER L'IMPORTAZIONEARTICOLO 12 CERTIFICATI E BOLLETTINI D'ANALISIIl Sudafrica autorizza l'importazione di bevande spiritose nel suo territorio conformemente alle norme in materia di certificazione all'importazione e bollettini d'analisi previste dalla sua legislazione interna.ARTICOLO 13 DISPOSIZIONI DI SALVAGUARDIA1. Le parti contraenti si riservano il diritto di esigere temporaneamente requisiti supplementari di certificazione all'importazione per tener conto di legittime preoccupazioni in materia di pubblico interesse, quali la protezione della salute pubblica o dei consumatori, o per combattere le frodi. In tal caso, l'altra parte contraente viene informata tempestivamente per poter soddisfare detti requisiti supplementari.2. Le parti contraenti concordano che il rispetto di tali requisiti non sarà richiesto al di là del periodo di tempo necessario per far fronte alla situazione specifica in materia di pubblico interesse per la quale i requisiti stessi sono stati introdotti.TITOLO III RECIPROCA ASSISTENZA TRA LE AUTORITÀ DI CONTROLLOARTICOLO 14 AUTORITÀ RESPONSABILI DELL'APPLICAZIONE1. Ciascuna delle parti contraenti designa gli organismi responsabili per il controllo dell'applicazione del presente accordo. Se una parte contraente designa più di un organismo competente, essa garantisce il coordinamento delle attività di tali organismi. A tale scopo, viene designata un'unica autorità di collegamento.2. Le parti contraenti si notificano reciprocamente i nomi e gli indirizzi degli organismi e delle autorità di cui al paragrafo 1, entro e non oltre due mesi dall'entrata in vigore del presente accordo. Detti organismi cooperano strettamente e direttamente.3. Gli organismi e le autorità di cui al paragrafo 1 esplorano le possibilità di migliorare l'assistenza reciproca nell'applicazione del presente accordo, al fine di combattere le pratiche fraudolente.ARTICOLO 15 VIOLAZIONI1. Se uno degli organismi o delle autorità designati conformemente all'articolo 14 ha fondati motivi per sospettare che:a) bevande spiritose che sono o sono state oggetto di scambi tra il Sudafrica e la Comunità non siano conformi al presente accordo o alle norme previste dalle disposizioni legislative e regolamentari delle parti contraenti eb) tale inosservanza rivesta particolare interesse per l'altra parte contraente e possa comportare il ricorso a misure amministrative o ad azioni giudiziarie,ne informa immediatamente gli organismi competenti e l'autorità di collegamento dell'altra parte contraente.2. Le informazioni da fornire a norma del paragrafo 1 devono essere corredate di documenti ufficiali, commerciali o di altri documenti appropriati; occorre altresì indicare le misure amministrative o le eventuali azioni legali da intraprendere, se del caso. Le informazioni includono in particolare i seguenti dati relativi alle bevande spiritose di cui trattasi:a) il nome del produttore e della persona competente per lo smaltimento delle bevande spiritose;b) la composizione delle bevande spiritose;c) la designazione e la presentazione delle bevande spiritose ed) la natura dell'infrazione alle norme di produzione e di commercializzazione.TITOLO IV GESTIONE DELL'ACCORDOARTICOLO 16 COMPITI DELLE PARTI CONTRAENTI1. Le parti contraenti si tengono in contatto, direttamente o tramite il Comitato congiunto istituito conformemente all'articolo 17, per quanto riguarda tutte le questioni relative all'applicazione e al funzionamento del presente accordo.2. In particolare, le parti contraenti:a) modificano, di comune intesa, l'allegato e il protocollo del presente accordo in funzione di eventuali modifiche delle disposizioni legislative e regolamentari delle parti contraenti stesse;b) stabiliscono reciprocamente le condizioni pratiche di cui all'articolo 5, paragrafo 5;c) si comunicano reciprocamente l'intenzione di decidere nuovi regolamenti o modifiche ai regolamenti vigenti in materia di pubblico interesse, quali la protezione della salute o dei consumatori, che hanno implicazioni per il settore delle bevande spiritose;d) si comunicano reciprocamente le misure legislative e amministrative e le decisioni giudiziarie relative all'applicazione del presente accordo, nonché le misure adottate in base a tali decisioni.ARTICOLO 17 COMITATO CONGIUNTO1. È istituito un Comitato congiunto di cui fanno parte rappresentanti della Comunità e del Sudafrica. Il Comitato si riunisce a richiesta di una delle parti contraenti e secondo le necessità inerenti all'applicazione dell'accordo, a turno nella Comunità e nel Sudafrica, ad una data e in luogo fissati di comune accordo dalle parti contraenti.2. Il Comitato congiunto vigila sul corretto funzionamento dell'applicazione del presente accordo ed esamina tutte le questioni inerenti alla sua applicazione.In particolare il Comitato congiunto può formulare raccomandazioni che possono contribuire al conseguimento degli obiettivi del presente accordo.3. Esso favorisce i contatti e lo scambio di informazioni per un funzionamento ottimale del presente accordo.4. Esso presenta proposte su problemi di reciproco interesse nel settore delle bevande spiritose.TITOLO V DISPOSIZIONI GENERALIARTICOLO 18 TRANSITO DI PICCOLI QUANTITATIVII titoli I e II del presente accordo non si applicano alle bevande spiritose:a) in transito sul territorio di una delle due parti contraenti, ob) originarie del territorio di una delle parti contraenti e spedite in piccoli quantitativi fra dette parti contraenti alle condizioni e secondo le procedure contemplate nel protocollo.ARTICOLO 19 AMBITO DI APPLICAZIONE TERRITORIALEIl presente accordo si applica, per quanto riguarda la Comunità europea, ai territori a cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea, alle condizioni ivi indicate e, per quanto riguarda il Sudafrica, ai territori definiti nella Costituzione sudafricana.ARTICOLO 20 INOSSERVANZA1. Se una parte contraente ritiene che l'altra non abbia osservato un obbligo previsto dal presente accordo, presenta all'altra parte una notifica scritta a tale proposito. Nella notifica può chiedere all'altra parte contraente di avviare una consultazione entro un periodo determinato.2. La parte contraente che chiede la consultazione comunica all'altra parte contraente tutte le informazioni necessarie per un esame particolareggiato del caso di cui trattasi.3. Qualora un ritardo dovesse comportare un rischio per la salute dell'uomo o compromettere l'efficacia delle misure di repressione delle frodi, possono essere adottate in via provvisoria opportune misure protettive senza ricorrere alla consultazione, a condizione che la consultazione intervenga quanto prima possibile dopo l'adozione delle misure.4. Se in seguito alle consultazioni di cui ai paragrafi 1 e 2 le parti contraenti non raggiungono un accordo:a) la parte contraente che ha richiesto le consultazioni o che ha adottato le misure di cui al paragrafo 3 può adottare opportune misure protettive per consentire la corretta applicazione del presente accordo;b) ognuna delle parti può ricorrere alla procedura di risoluzione delle controversie di cui all'articolo 21.ARTICOLO 21 RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE1. Ciascuna delle parti contraenti può deferire una controversia relativa all'applicazione o all'interpretazione del presente accordo a un organismo che si riunisce con l'approvazione dell'altra parte contraente.2. L'organismo di cui al paragrafo 1 può risolvere la controversia mediante una decisione.3. Ciascuna delle parti contraenti è tenuta a prendere i provvedimenti necessari ai fini dell'attuazione della decisione di cui al paragrafo 2.4. Qualora non sia possibile risolvere la controversia conformemente al paragrafo 2, ciascuna delle parti contraenti può notificare all'altra la nomina di un arbitro ed entro due mesi dal ricevimento di tale notifica l'altra parte contraente deve nominare un secondo arbitro.5. Gli arbitri nominati conformemente al paragrafo 4 nominano un terzo arbitro, che deve esaminare insieme a loro la controversia.6. I tre arbitri prendono una decisione a maggioranza entro un termine massimo di 12 mesi.7. Ciascuna delle parti contraenti è tenuta a prendere i provvedimenti necessari ai fini dell'attuazione della decisione di cui al paragrafo 6.ARTICOLO 22 FUTURI SVILUPPI1. Le parti contraenti possono modificare in ogni momento il presente accordo, per rafforzare il grado di cooperazione nel settore delle bevande spiritose.2. Nel quadro del presente accordo, ciascuna delle parti contraenti può formulare suggerimenti intesi ad ampliare il grado di cooperazione, tenuto conto dell'esperienza acquisita con l'applicazione dell'accordo stesso.3. Il Sudafrica riconosce l'importanza che la Comunità attribuisce al proprio regime di protezione delle "diciture tradizionali". La Comunità riconosce che il Sudafrica è seriamente preoccupato circa la natura, la portata e l'applicabilità di tale regime. Le parti contraenti convengono di continuare a collaborare su tale questione nell'ambito degli accordi sul vino e sulle bevande spiritose, tenendo conto dei futuri risultati dei negoziati multilaterali in tale settore. Le parti contraenti convengono di esaminare l'obiettivo, i principi e l'applicazione a determinati casi specifici di un regime da applicare alle parti stesse. Le eventuali intese che scaturiscano dalla presente disposizione saranno inserite nel presente accordo.ARTICOLO 23 COMMERCIALIZZAZIONE DI SCORTE PREESISTENTI1. Le bevande spiritose che, alla data in cui entra in vigore il presente accordo o prima di tale data, sono state elaborate, designate e presentate conformemente alle disposizioni legislative e regolamentari interne della rispettiva parte contraente, secondo modalità vietate dal presente accordo, possono essere commercializzate alle condizioni sotto descritte.I prodotti designati ed etichettati utilizzando indicazioni geografiche protette dal presente accordo possono continuare ad essere commercializzati:i) da grossisti o produttori, per un periodo di tre anni;ii) da dettaglianti, sino ad esaurimento delle scorte.2. Salvo convenzione contraria delle parti contraenti, le bevande spiritose elaborate, designate e presentate a norma del presente accordo e la cui designazione e presentazione non sono più conformi all'accordo stesso in seguito a una modifica del medesimo possono continuare ad essere commercializzate fino a esaurimento delle scorte.ARTICOLO 24 ALLEGATO E PROTOCOLLOL'allegato e il protocollo del presente accordo ne costituiscono parte integrante.ARTICOLO 25 LINGUE FACENTI FEDEIl presente accordo è redatto in duplice copia in lingua danese, finlandese, francese, greca, inglese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, svedese e tedesca e nelle lingue ufficiali del Sudafrica diverse dall'inglese, ossia Sepedi, Sesotho, Setswana, siSwati, Tshivenda, Xitsonga, Afrikaans, isiNdebele, isiXhosa e isiZulu, tutti i testi facenti ugualmente fede.ARTICOLO 26 NOTIFICA DELL'ENTRATA IN VIGORE1. Il presente accordo entra in vigore il 1° gennaio 2002.2. Ciascuna delle parti contraenti può denunciare il presente accordo mediante notifica scritta all'altra parte contraente con un preavviso di un anno.Fatto aPer la Comunità europea Per il governo del SudafricaALLEGATO  di cui all'articolo 6A. Elenco di denominazioni protette di bevande spiritose originarie della Comunità:1. RumRhum de la MartiniqueRhum de la GuadeloupeRhum de la RéunionRhum de la Guyane(Queste denominazioni possono essere completate dall'indicazione «tradizionale».)Ron de MálagaRon de GranadaRum da Madeira2. a) WhiskyScotch WhiskyIrish WhiskyWhisky español(Queste denominazioni possono essere completate dalle indicazioni «malt» o «grain».)b) WhiskeyIrish WhiskeyUisce Beatha Eireannach/Irish Whiskey(Queste denominazioni possono essere completate dall'indicazione «Pot Still».)3. Bevande spiritose di cerealiEau-de-vie de seigle de marque nationale luxembourgeoise4. Acquavite di vinoEau-de-vie de CognacEau-de-vie des CharentesCognac(Queste denominazioni possono essere completate dalle seguenti indicazioni:- Fine,- Grande Fine Champagne,- Grande Champagne,- Petite Champagne,- Petite Fine Champagne,- Fine Champagne,- Borderies,- Fins Bois,- Bons Bois)Fine BordeauxArmagnacBas-ArmagnacHaut-ArmagnacTénarèseEau-de-vie de vin de la MarneEau-de-vie de vin originaire d'AquitaineEau-de-vie de vin de BourgogneEau-de-vie de vin originaire du Centre-EstEau-de-vie de vin originaire de Franche-ComtéEau-de-vie de vin originaire du BugeyEau-de-vie de vin de SavoieEau-de-vie de vin originaire des Coteaux de la LoireEau-de-vie de vin des Côtes-du-RhôneEau-de-vie de vin originaire de ProvenceFaugères / eau-de-vie de FaugèresEau-de-vie de vin originaire du LanguedocAguardente do MinhoAguardente do DouroAguardente da Beira InteriorAguardente da BairradaAguardente do OesteAguardente do RibatejoAguardente do AlentejoAguardente do AlgarveAguardente de Vinho da Região dos Vinhos VerdesAguardente da Região dos Vinhos Verdes AlvarinhoLourinhã5. BrandyBrandy de JerezBrandy del PenedésBrandy italianoBrandy ÁôôéêÞò /Brandy of AtticaBrandy ÐåëïðïííÞóïõ/Brandy of the PeloponneseBrandy ÊåíôñéêÞò ÅëëÜäáò /Brandy of Central GreeceDeutscher WeinbrandWachauer Weinbrand, Weinbrand Dürnstein6. Acquavite di vinacciaEau-de-vie de marc de Champagne/marc de ChampagneEau-de-vie de marc originaire d'AquitaineEau-de-vie de marc de BourgogneEau-de-vie de marc originaire du Centre-EstEau-de-vie de marc originaire de Franche-ComtéEau-de-vie de marc originaire de BugeyEau-de-vie de marc originaire de SavoieEau-de-vie de marc originaire de SavoieMarc de BourgogneMarc de SavoieMarc d'AuvergneEau-de-vie de marc originaire des Coteaux de la LoireEau-de-vie de marc des Côtes du RhôneEau-de-vie de marc originaire de ProvenceEau-de-vie de marc originaire du LanguedocMarc d'Alsace GewürztraminerMarc de LorraineBagaceira do MinhoBagaceira do DouroBagaceira da Beira InteriorBagaceira da BairradaBagaceira do OesteBagaceira do RibatejoBagaceiro do AlentejoBagaceira do AlgarveAguardente Bagaceira da Região dos Vinhos VerdesBagaceira da Região dos Vinhos Verdes AlvarinhoOrujo gallegoGrappa di BaroloGrappa piemontese/Grappa del PiemonteGrappa lombarda/Grappa di LombardiaGrappa trentina/Grappa del TrentinoGrappa friulana/Grappa del FriuliGrappa veneta/Grappa del VenetoSüdtiroler Grappa/Grappa dell'Alto AdigeÔóéêïõäéÜ ÊñÞôçò /Tsikoudia of CreteÔóßðïõñï Ìáêåäïíßáò /Tsipouro of MacedoniaÔóßðïõñï Èåóóáëßáò /Tsipouro of ThessalyÔóßðïõñï ÔõñíÜâïõ/Tsipouro of TyrnavosEau-de-vie de marc de marque nationale luxembourgeoise7. Acquavite di fruttaSchwarzwälder KirschwasserSchwarzwälder HimbeergeistSchwarzwälder MirabellenwasserSchwarzwälder WilliamsbirneSchwarzwälder ZwetschgenwasserFränkisches ZwetschgenwasserFränkisches KirschwasserFränkischer ObstlerMirabelle de LorraineKirsch d'AlsaceQuetsch d'AlsaceFramboise d'AlsaceMirabelle d'AlsaceKirsch de FougerollesSüdtiroler Williams/Williams dell'Alto AdigeSüdtiroler Aprikot / SüdtirolerMarille/Aprikot dell'Alto Adige / Marille dell'Alto AdigeSüdtiroler Kirsch/Kirsch dell'Alto AdigeSüdtiroler Zwetschgeler/Zwetschgeler dell'Alto AdigeSüdtiroler Obstler/Obstler dell'Alto AdigeSüdtiroler Gravensteiner/Gravensteiner dell'Alto AdigeSüdtiroler Golden Delicious/Golden Delicious dell'Alto AdigeWilliams friulano / Williams del FriuliSliwovitz del VenetoSliwovitz del Friuli-Venezia GiuliaSliwovitz del Trentino-Alto AdigeDistillato di mele trentino / Distillato di mele del TrentinoWilliams trentino / Williams del TrentinoSliwovitz trentino / Sliwovitz del TrentinoAprikot trentino / Aprikot del TrentinoMedronheira do AlgarveMedronheira do BuçacoKirsch / Kirschwasser FriulanoKirsch / Kirschwasser TrentinoKirsch / Kirschwasser VenetoAguardente de pêra da LousãEau-de-vie de pommes de marque nationale luxembourgeoiseEau-de-vie de poires de marque nationale luxembourgeoiseEau-de-vie de kirsch de marque nationale luxembourgeoiseEau-de-vie de quetsch de marque nationale luxembourgeoiseEau-de-vie de mirabelle de marque nationale luxembourgeoiseEau-de-vie de prunelles de marque nationale luxembourgeoiseWachauer Marillenbrand8. Acquavite di sidro di mele e sidro di pereCalvados du Pays d'AugeCalvadosEau-de-vie de cidre de BretagneEau-de-vie de poiré de BretagneEau-de-vie de cidre de NormandieEau-de-vie de poiré de NormandieEau-de-vie de cidre du MaineAguardiente de sidra de AsturiasEau-de-vie de poiré du Maine9. Acquavite di genzianaBayerischer GebirgsenzianSüdtiroler Enzian/Genzians dell'Alto AdigeGenziana trentina /Genziana del Trentino10. Bevande spiritose di fruttaPacharán navarro11. Bevande spiritose al gineproOstfriesischer KorngeneverGenièvre Flandre ArtoisHasseltse jeneverBalegemse jeneverPéket de WallonieSteinhägerPlymouth GinGin de Mahón12. Bevande spiritose al carviDansk Akvavit/Dansk AquavitSvensk Aquavit/Svensk Akvavit/Swedish Aquavit13. Bevande spiritose all'aniceAnis españolÉvora anisadaCazallaChinchónOjénRute14. LiquoriBerliner KümmelHamburger KümmelMünchener KümmelChiemseer KlosterlikörBayerischer KräuterlikörCassis de DijonCassis de BeaufortIrish CreamPalo de MallorcaGinjinha portuguesaLicor de SingevergaBenediktbeurer KlosterlikörEttaler KlosterlikörRatafia de ChampagneRatafia catalanaAnis portuguêsFinnish berry/fruit liqueurGrossglockner AlpenbitterMariazzeller MagenlikörMariazeller JagasaftlPuchheimer BitterPuchheimer SchlossgeistSteinfelder MagenbitterWachauer Marillenlikör15. Bevande spiritosePommeau de BretagnePommeau du MainePommeau de NormandieSvensk Punsch/Swedish Punsch16. VodkaSvensk Vodka/Swedish VodkaSuomalainen Vodka/Finsk Vodka/Vodka of FinlandB. Elenco di denominazioni protette di bevande spiritose originarie del SudafricaBrandy / BrandewynAvontuurBacksbergLaborieMons RuberUitkykP R O T O C O L L OLE PARTI CONTRAENTI CONVENGONO QUANTO SEGUE:I. Per quanto riguarda l'applicazione dei titoli II e III del presente accordo, le parti contraenti concordano che i metodi di analisi riconosciuti come metodi di riferimento dall'Ufficio internazionale della vigna e del vino (OIV) e pubblicati da tale Ufficio o, se in tale pubblicazione non compare un metodo appropriato, metodi di analisi conformi alle norme raccomandate dall'Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) prevalgono come metodi di riferimento per la determinazione della composizione analitica delle bevande spiritose nell'ambito delle operazioni di controllo.II. In applicazione dell'articolo 18, lettera b), del presente accordo, sono considerati piccoli quantitativi:1. le bevande spiritose presentate in recipienti di capacità non superiore a 5 litri, etichettati e muniti di un dispositivo di chiusura a perdere, a condizione che il quantitativo totale trasportato, oggetto o no di spedizioni distinte, non superi i 100 litri;2. a) i quantitativi di bevande spiritose non superiori a 30 litri pro capite contenuti nei bagagli dei viaggiatori;b) i quantitativi di bevande spiritose non superiori a 30 litri oggetto di spedizioni fra privati;c) i quantitativi di bevande spiritose che fanno parte di un trasloco di privati;d) i quantitativi di bevande spiritose importati a fini di sperimentazione scientifica o tecnica, nei limiti di un ettolitro;e) i quantitativi di bevande spiritose destinati a rappresentanze diplomatiche, sedi consolari od organismi assimilati, importati in base alle franchigie per essi concesse;f) i quantitativi di bevande spiritose che costituiscono le provviste di bordo di mezzi di trasporto internazionali.L'esenzione di cui al punto 1 non può essere cumulata con una o più esenzioni di cui al punto 2.Dichiarazione comunesulle definizioni di cui all'articolo 3Le parti contraenti dichiarano che le espressioni "interamente elaborata" e "l'intero processo di distillazione e maturazione", figuranti nelle definizioni di cui all'articolo 3, lettere a) e i), del presente accordo non si riferiscono all'origine delle materie prime utilizzate nell'elaborazione di una bevanda spiritosa.Dichiarazione del Sudafricasulla protezione dei nomi di paesi di cui all'articolo 6Il Sudafrica dichiara di mantenere la propria posizione di principio, secondo cui i nomi degli Stati membri della Comunità non possono, per la maggior parte, essere protetti in quanto indicazioni geografiche in virtù dell'accordo ADPIC.Dichiarazione comunesulla certificazione e sulle analisi di cui all'articolo 12Le parti contraenti dichiarano che sono soggetti alle analisi previste dalla normativa sudafricana in merito alle procedure di certificazione per l'importazione di bevande spiritose i seguenti parametri.1. Bevande spiritose diverse da quelle di cui ai punti 2 e 3:- % del titolo alcolometrico volumico,- tenore di alcole metilico per ettolitro di alcole al 100% vol,- quantità di sostanze volatili per ettolitro di alcole al 100% vol.2. Whisky detto "blended":- % del titolo alcolometrico volumico,- tenore di alcole metilico per ettolitro di alcole al 100% vol,- quantità di sostanze volatili per ettolitro di alcole al 100% vol,- alcoli superiori: alcole amilico per ettolitro di alcole assoluto.3. Bevande a base di bevande spiritose:3.1. Liquori, cocktail a base di bevande spiritose:- % del titolo alcolometrico volumico,- tenore di alcole metilico per ettolitro di alcole al 100% vol,- zucchero residuo (g/l).3.2. "Spirit cooler" (bibite gassate alcoliche):- % del titolo alcolometrico volumico,- tenore di alcole metilico per ettolitro di alcole al 100% vol,- anidride solforosa totale,- acidità volatile, espressa in acido acetico.3.3. Liquori cremosi:- % del titolo alcolometrico volumico,- tenore di alcole metilico per ettolitro di alcole al 100% vol,- zucchero residuo,- materia grassa butirrica.3.4. Altri:- % del titolo alcolometrico volumico,- tenore di alcole metilico per ettolitro di alcole al 100% vol.Dichiarazione comunesulle dimensioni delle bottiglie e sui titoli alcolometrici delle bevande spiritoseLe parti contraenti dichiarano che le disposizioni in materia di dimensioni delle bottiglie e di titoli alcolometrici volumici minimi per l'immissione al consumo umano delle bevande spiritose non devono ostacolare più del necessario gli esportatori delle parti stesse. Esse dichiarano inoltre che intendono incoraggiare un'ulteriore armonizzazione.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;