CELEX: 51996PC0689
Language: it
Date: 1996-12-16
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che estende l'applicazione del dazio antidumping definitivo imposto dal regolamento (CEE) n. 2474/93 sulle importazioni nella Comunità di biciclette originarie della Repubblica popolare cinese alle importazioni di alcune parti di biciclette originarie della Repubblica popolare cinese e che decide la riscossione del dazio su tali importazioni registrate a norma del regolamento (CE) n. 703/96

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
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                                                Bruxelles, 16.12.19%
                                                COM(%)689 dcf.
                                    Proposta di
                   RLGOi .AMlLNjX) (OU l)LI. rONSKilJO
      che estende l'applicazione del dazio antidumping definitivo imposto dal
 regolamento (CEE) n. 2474/93 sulle importazioni nella Comunità di biciclette
originarie della Repubblica popolare cinese alle importazioni di alcune parti di
biciclette originarie della Repubblica popolare cinese e che decide la riscossione
del dazio su tali importazioni registrate a norma del regolamento (CE) n. 703/96
                         (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                          Relazione
 1.      Con il regolamento (CE) n. 703/96, la Commissione ha iniziato un'inchiesta
concernente l'clusione delle misure antidumping istituite sulle importazioni di
biciclette originarie della Repubblica popolare cinese con importazioni di parti
originarie dello stesso paese da utilizzare per operazioni di assemblaggio nella
Comunità europea.
2.      La Commissione ha svolto inchieste presso 7 società, di cui due produttori
comunitari e 5 imprese di assemblaggio colpevoli di elusione. Si è rilevata una
notevole mancanza di collaborazione.
3.      Dall'inchiesta in loco è emerso che le imprese di assemblaggio in questione
rispondevano ai requisiti dell'articolo 13, in quanto:
        le loro operazioni di assemblaggio sono iniziate o sostanzialmente aumentate
dopo l'apertura della prima inchiesta antidumping,
        si è concluso che il 60% o più del valore totale delle parti del prodotto
assemblato era di origine cinese,
        il valore aggiunto alle parti del prodotto assemblato originato nelle operazioni
di assemblaggio è risultato inferiore al 25%,
        è stato dimostrato che gli effetti riparatori del dazio erano stati indeboliti (i
prezzi di vendita delle biciclette assemblate erano inferiori del 14,5%, in media, ai
prezzi di esportazione delle biciclette cinesi non oggetto di dumping nel periodo
dell'inchiesta iniziale) e
        sono slate l'ornile prove del dumping in relazione ai valori normali stabiliti
nell'inchiesta iniziale (i margini di dumping riscontrati variavano dal 16 al 53%).
4.      La Commissione ha informato le parti interessate degli elementi e delle
considerazioni principali in base ai quali si intendeva raccomandare l'estensione del
dazio antidumping iniziale.
 ---pagebreak--- 5.      La Commissione ha esaminato le osservazioni orali e scritte delle parti
modificando, se del caso, le suerisultanzeper tenerne conto.
6.      In conformità degli articoli 13, 14 e 15 del regolamento di base, e previa
consultazione del comitato consultivo, la Commissione propone di estendere il dazio
antidumping istituito sulle importazioni di biciclette originarie della Cina (30,6%) alle
parti principali delle biciclette originarie della o spedite dalla Cina quando non sia
possibile dimostrarne l'origine non cinese.
7.      Le parti principali delle biciclette sono: telai e forcelle finiti, complessi dei
cambi, complessi dei freni, manubri preassembleati e ruote complete.
8.      Si prevede altresì di esentare dall'estensione della misura le importazioni che
non costituiscono un'elusione.
 ---pagebreak---                             Regolamento (CE) n. del Consiglio
                                             del
      che estende l'applicazione del dazio antidumping definitivo imposto dal
   regolamento (CEE) n. 2474/93 sulle importazioni nella Comunità di biciclette
 originarie della Repubblica popolare cinese alle importazioni di alcune parti di
 biciclette originarie della Repubblica popolare cinese e che decide la riscossione
 del dazio su tali importazioni registrale a norma del regolamento (CE) n. 703/96
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, in particolare gli articoli 13 e 14,
vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
         GUn.L 56 del 6.3.1996, pag. 1.
 ---pagebreak--- A.      PROCEDIMENTO
1.      Con il regolamento (CE) n. 703/962 la Commissione ha iniziato un'inchiesta
concernente l'elusione delle misure antidumping istituite dal regolamento (CEE) n.
2474/93 del Consiglio dell'8 settembre 19933 sulle importazioni di biciclette
originarie della Repubblica popolare cinese con importazioni di parti originarie dello
stesso paese da utilizzare per operazioni di assemblaggio nella Comunità; la
Commissione ha inoltre invitato le autorità doganali, ai sensi dell'articolo 14,
paragrafo 5 del regolamento (CE) n. 384/96, ad adottare le opportune disposizioni per
registrare le importazioni di telai, forcelle, cerchi e mozzi di biciclette che
costituiscono i principali componenti delle biciclette.
2.      I prodotti oggetto dell'inchiesta sono parti e accessori di biciclette originari
della Repubblica popolare cinese, utilizzati nelle operazioni di assemblaggio nella
Comunità europea. Questi prodotti sono attualmente classificabili nei codici NC 8714
9110-8714 99 90.
3.      La Commissione ha ufficialmente informato i rappresentanti della Repubblica
popolare cinese in merito all'apertura dell'inchiesta e ha inviato questionari alle
società comunitarie interessate citate nella denuncia, nonché alle altre società che si
sono manifestate alla Commissione o che sono state citate dal denunziante nella fase
successiva.
 2
         GU n.L 98 del 19.4.1996, pag. 3.
 3
         GU n. L 228 del 9.9.1993, pag. 1.
 ---pagebreak--- 4.      L'inchiesta relativa al dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° aprile
 1995 e il 31 marzo 1996.
5.      La Commissione ha ricevuto risposte complete ai questionari dalle seguenti
società, che erano state citate nella denuncia oppure successivamente dal denunziante
oppure che si erano manifestate entro il termine di 40 giorni fissato dal regolamento
(CE) n. 703/96.
-Helmig, Overath, Germania
-Moore Large & Co, Derby, Regno Unito
-One + One, Oostvoorne, Paesi Bassi
-Promiles, Villeneuve d' Ascq, Francia
-Reece, Birmingham, Regno Unito
-Splendor, Naninne, Belgio
-Starway, Luynes, Francia
-Tandem, Brigg, Regno Unito.
La Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie e ha
svolto inchieste presso le sedi delle società suddette: è emerso che Tandem e Promiles
sono effettivamente produttori comunitari, mentre la società Helmig importa i prodotti
in questione.
 ---pagebreak--- 6.     Le società che hanno chiesto audizioni entro il termine fissato dal regolamento
(CE) n. 703/96 sono state sentite.
7.     I seguenti produttori comunitari hanno chiesto un certificato di non elusione in
conformità dell'articolo 13, paragrafo 4 del regolamento di base.
-Batavus, Paesi Bassi
-BH, Spagna                                        t
-Cycleurope, Francia
-Dawes, Regno Unito
-Promiles, Francia
-Hercules, Germania,
-Mercier, Francia
-MICMO, Francia
-Raleigh, Regno Unito
-Tandem, Regno Unito
 ---pagebreak--- 8.      Anche le seguenti società, che si sono manifestate dopo il termine di 40 giorni
fissato dal regolamento (CE) n. 703/96, hanno chiesto un certificato di non elusione:
-Biichel, Germania,
-Horlacher - Germania,
-Monark Crescent, Svezia
-Pantherwerke, Germania,
-Quantum, Francia
-PRO-FIT Sportartikel GmbH, Germania
-Tckno Cycles, Francia
-TNT, Spagna
B.      PORTATA DELL'INCHIESTA
9.      Per quanto riguarda le parti utilizzate nelle operazioni elusive delle misure
antidumping, a norma dell'articolo 13, paragrafi 1 e 2, l'applicazione dei dazi
antidumping in vigore può essere estesa alle importazioni di parti dal paese soggetto
alle misure, indipendentemente dal fatto che tali parti siano originarie o siano state
spedite dal paese in questione.
Alle parti interessate che hanno importato le parti in questione dalla Cina è stata
quindi offerta, la possibilità di dimostrare che le parti spedite da tale paese non erano
di origine cinese.
La presente inchiesta riguardava quindi le parti di biciclette importate nella Comunità
europea dalla Cina che sono state assemblate in biciclette finite destinate alla vendita
nella Comunità in condizioni che, secondo le affermazioni del denunziante,
soddisfano i criteri di cui all'articolo 13, paragrafo 1 e paragrafo 2, lettere a)-c) del
regolamento di base.
 ---pagebreak--- C.       RISULTATI DELL'INCHIESTA
         1.      Forma di elusione
 10.     L'inchiesta ha stabilito che quattro tra le otto società elencate nel punto 5 nel
periodo dell'inchiesta hanno ordinato ai produttori cinesi biciclette complete
smontate. Per le spedizioni corrispondenti in Europa i fornitori hanno provveduto a
ripartire le parti destinate alla stessa impresa in diversi container, che sono stati inviati
in date diverse e talvolta scaricati in porti diversi. Con questa pratica, che è piuttosto
costosa e implica vincoli logistici supplementari, le imprese di assemblaggio hanno
evitato che le parti importate fossero classificate, in conformità della regola 2 (a) delle
regole generali per l'interpretazione della nomenclatura della tariffa doganale comune
(in seguito denominata TDC), come biciclette finite, che sarebbero state soggette al
dazio antidumping.
Una delle società citate nel punto 5 ha utilizzato il metodo sopra descritto per circa il
75% delle operazioni complessive di assemblaggio nel periodo dell'inchiesta. Nel
corso del periodo la società in questione ha tuttavia modificato il tipo di
approvvigionamento e verso la fine del periodo utilizzava, per l'assemblaggio delle
biciclette, oltre il 40% di parti originarie di altri paesi terzi, che acquistava
direttamente dai produttori di tali paesi oppure da società consociate di questi ultimi
situate nella Comunità (cfr. punto 17).
Per evitare che alcuni montaggi parziali di parti di biciclette fossero classificati, in
conformità della regola 3 (b) delle regole generali per l'interpretazione della
nomenclatura della TDC, come biciclette finite, alcune imprese di assemblaggio
hanno ottenuto dalle rispettive autorità doganali nazionali informazioni tariffarie
vincolanti che classificavano tali montaggi parziali come parti, ricevendo quindi
l'assicurazione ufficiale dell'esclusione di questi prodotti dall'applicazione del dazio
antidumping.
 ---pagebreak--- 2.       Condizioni dell'articolo 13
(i)      Modificazione della configurazione degli scambi
 11.     Tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta le importazioni di biciclette (in unità)
originarie della Repubblica popolare cinese nella Comunità sono scese di oltre il 98%,
con un calo di 1,5 milioni di unità, mentre, per esempio, nello stesso periodo le
importazioni di telai di biciclette finiti, la principale parte importata per le operazioni
di assemblaggio, sono aumentate di oltre il 146%, in unità, con un aumento di
521.000 unità. L'effetto di sostituzione è confermato dai dati raccolti nel corso
dell'inchiesta in loco. La produzione di biciclette assemblate dalle cinque società
soggette all'inchiesta con complessi di parti provenienti dalla Repubblica popolare
cinese, in base al metodo descritto nel punto 10, ha avuto un aumento dell'80%,
corrispondente, per le sole società in questione, ad un incremento di 110.000 unità tra
il 1992 e il periodo dell'inchiesta.
(ii).   Insufficiente motivazione o giustificazione economica
12.      Due società soggette all'inchiesta hanno affermato di aver iniziato ad
assemblare biciclette nella Comunità a causa della sospensione, decisa alla fine
dell'anno, delle aliquote preferenziali per i dazi all'importazione di biciclette
originarie della Cina nell'ambito del sistema di preferenze generalizzate per i paesi in
via di sviluppo, in vigore nel 1991 e nel 1992 e non a causa dell'imposizione di dazi
antidumping. Questa argomentazione non è tuttavia convincente. Le disposizioni
prese per la spedizione descritte nel punto 10 sono costose ed implicano vincoli
logistici supplementari che in quanto tali, sul piano economico, non erano necessari
per beneficiare del SPG nel periodo in cui era ancora in vigore. Al contrario si può
ragionevolmente concludere che, in considerazione degli elevati margini di dumping,
della distribuzione nel tempo, del volume di produzione, delle disposizioni per
l'approvvigionamento e del limitato valore aggiunto, queste operazioni, come le altre,
non avevano una sufficiente motivazione o giustificazione economica, ai sensi
dell'articolo 13 del regolamento di base, oltre all'imposizione del dazio antidumping.
 ---pagebreak--- (Hi). Inizio o sostanziale incremento delle operazioni
13.      Per le cinque società soggette all'inchiesta, le operazioni di assemblaggio o le
importazioni di parti dalla Cina per l'assemblaggio di biciclette sono iniziate o
sostanzialmente aumentate nel periodo 1992-1993, quando era in corso l'inchiesta
iniziale.
(iv)     Percentuale del valore complessivo delle parti del prodotto assemblato pari
al 60%
14.      Per le cinque società che hanno ordinato complessi di parti di biciclette
praticamente completi nella Repubblica popolare cinese è stato stabilito che tutte le
parti erano state, spedite dalla Cina. Tre società hanno ammesso che era stato
dichiarato in dogana che tutte le parti importate dalla Cina erano di origine cinese.
Le altre due società hanno affermato che oltre il 40% delle parti utilizzate per
l'assemblaggio di biciclette basato sui complessi importati dalla Cina era originario di
altri paesi. È stato tuttavia stabilito che i complessi di parti ordinati dalle due società
erano spediti dalla Cina, mentre le parti di origine comunitaria erano state impiegate
in tali operazioni di assemblaggio in misura limitata, per non dire trascurabile.
 ---pagebreak---  15.     Per alcune parti spedite dalla Cina le due imprese di assemblaggio hanno
presentato alle dogane certificati di origine cinese (modulo A) per beneficiare del
trattamento preferenziale per le merci cinesi nell'ambito del SPG, mentre i restanti
prodotti spediti dalla Cina erano dichiarati come originari di altri paesi e quindi erano
soggetti al normale dazio per i paesi terzi. Per quanto riguarda le parti dichiarate come
non originarie della Cina, ma spedite da questo paese, occorre rilevare che le imprese
di assemblaggio non hanno potuto presentare alla Commissione le prove dell'origine
non cinese. Le due società, nonostante le proroga dei termini per la presentazione di
documenti autentici come certificati di origine, fatture di produttori e documenti di
trasporto, durante l'inchiesta in loco non hanno potuto presentare documenti di prova
sufficienti per dimostrare l'origine delle parti non cinesi, che, secondo le fatture dei
fornitori cinesi, era stata dichiarata alla dogana al momento dell'importazione. Nella
verifica svolta presso le sedi delle due società è emerso che erano state importate ruote
complete assemblate nella Repubblica popolare cinese. Nella fattura dei fornitori
invece delle ruote venivano indicate parti come tubi, cerchioni, cerchi, mozzi, ruota
libera aventi origini diverse, che quindi venivano dichiarate alla dogana
all'importazione come singole parti aventi ciascuna un'origine specifica.
I servizi della Commissione hanno quindi concluso che, in mancanza di prove
contrarie, tutte le parti spedite dalla Cina erano di origine cinese e che, in tali
circostanze, il valore delle parti di origine cinese era pari o superiore al 60% del
valore complessivo delle parti utilizzate nelle operazioni di assemblaggio di biciclette.
 16.     Nella verifica in loco è stato inoltre stabilito che il valore di parti identiche di
complessi spediti dalla Cina dichiarato dalle due società alle autorità doganali
all'importazione differiva da una spedizione all'altra senza ragione apparente.
L'applicazione di prezzi fluttuanti ha impedito l'esatta determinazione del valore delle
parti in questione.
                                             9/
 ---pagebreak--- 17.      Un'impresa di assemblaggio, che nel periodo dell'inchiesta ha utilizzato
complessi di parti ordinati in Cina per il 75% circa della sua produzione di biciclette,
ha potuto dimostrare di aver utilizzato, per il restante 25% della produzione, più del
40% di parti originarie di altri paesi terzi. Alla fine del periodo dell'inchiesta (marzo
1996) questa società ha iniziato ad assemblare biciclette, che precedentemente erano
state acquistate in forma di complessi di parti dalla Cina, utilizzando parti di origine
non cinese acquistate direttamente dai produttori o da società consociate nella
Comunità (cfr. punto 10). Nell'inchiesta in loco l'impresa ha potuto dimostrare che i
modelli così assemblati tra marzo e ottobre 1996 contenevano più del 40% di parti
originarie di paesi diversi dalla Repubblica popolare cinese.             I servizi della
Commissione hanno pertanto stabilito che questa impresa, anche se il 75% della sua
produzione conteneva oltre il 60% di parti originarie della Repubblica popolare cinese
nel periodo dell'inchiesta, a decorrere dal marzo 1996 ha ridotto la percentuale di parti
cinesi al di sotto del 60% del valore complessivo delle parti del prodotto assemblato,
avendo iniziato ad acquistare parti non cinesi.
(v)      Percentuale del valore aggiunto alle parti immesse (norma del 25%)
 18.     Per le cinque società soggette all'inchiesta, il valore aggiunto nella Comunità
europea (in base ai modelli) alle parti immesse nelle operazioni di assemblaggio era
compreso tra il 10% e il 16% del costo di fabbricazione di una bicicletta completa e
quindi era nettamente inferiore alla soglia del 25% fissata nell'articolo 13, paragrafo
2, lettera b).
                                            10
 ---pagebreak--- 3.       Indebolimento degli effetti riparatori del dazio ed elementi di prova
dell'esistenza del dumping
(i)      Indebolimento degli effetti riparatori
 19.     Per stabilire se gli effetti riparatori del dazio antidumping fossero stati
indeboliti in termini di prezzi di vendita, è stato fatto un confronto tra i prezzi di
vendita delle biciclette assemblate nella Comunità con parti cinesi e successivamente
vendute nella Comunità nel periodo dell'inchiesta da parte delle società che hanno
collaborato (biciclette assemblate) e i prezzi all'esportazione delle biciclette cinesi,
depurati dagli effetti del dumping, accertati nel periodo dell'inchiesta iniziale
(corrispondenti ai prezzi effettivi all'esportazione, dazio corrisposto, più dazio
antidumping).
20.      Il confronto è stato fatto con lo stesso metodo seguito nell'inchiesta originale,
tra gruppi di biciclette identici o comparabili. Per ciascun gruppo è stata determinata
la media ponderata e i prezzi sono stati adeguati per poter effettuare il confronto allo
stesso stadio commerciale, in base agli stessi prezzi netti e con termini di consegna
comparabili. Per ciascun gruppo è stato quindi stabilito se i prezzi di vendita delle
biciclette assemblate fossero inferiori ai prezzi all'esportazione non oggetto di
dumping delle biciclette cinesi nel periodo dell'inchiesta iniziale. Per determinare un
margine medio, la somma dei margini dei gruppi per i quali era stato accertato che gli
effetti riparatori del dazio erano stati indeboliti in termini di prezzi è stata espressa in
percentuale del valore complessivo delle importazioni non oggetto di dumping (CIF
frontiera comunitaria) delle biciclette cinesi, stabilito nell'inchiesta iniziale, per tutti i
gruppi presi in considerazione ai fini del confronto.
                                             Il
 ---pagebreak--- Per quanto riguarda i gruppi di biciclette presi in considerazione ai fini del confronto,
è stato accertato che il 77% del volume complessivo delle vendite delle imprese di
assemblaggio soggette all'inchiesta riguardava modelli equivalenti a quelli del periodo
dell'inchiesta iniziale, che sono stati quindi utilizzati per il confronto. È stato stabilito
che oltre il 90% delle vendite considerate ai fini del confronto erano state realizzate a
prezzi inferiori a quelli delle esportazioni non oggetto di dumping del periodo
dell'inchiesta iniziale.
21.      Dal confronto e risultato che i prezzi di vendita delle biciclette assemblate
erano inferiori ai prezzi all'esportazione non oggetto di dumping delle biciclette cinesi
nel periodo dell'inchiesta iniziale di un margine medio del 14,5%.
22.      L'indebolimento degli effetti riparatori del dazio in termini di quantità di
vendite si deduce direttamente dal fatto che il volume di importazioni di biciclette
cinesi nel periodo dell'inchiesta iniziale è stato in gran parte sostituito, in termini di
quantità, dalle importazioni di telai di biciclette, come risulta dal punto 11.
A questo proposito, occorre rilevare che, avendo numerose imprese di assemblaggio
rifiutato di collaborare (eir. punto 25), non erano disponibili informazioni dirette sul
volume complessivo delle vendite di biciclette assemblate nella Comunità.                 La
Commissione ha tuttavia stabilito che il volume di biciclette venduto dalle sole
imprese che hanno collaborato nel periodo dell'inchiesta corrispondeva al 24% delle
vendite di biciclette cinesi comparabili nel periodo dell'inchiesta iniziale, mentre le
imprese che hanno collaborato hanno effettuato soltanto il 13% delle importazioni
complessive di telai di origine cinese nel periodo dell'inchiesta relativa all'elusione.
Le cifre comunicate dalle imprese che hanno collaborato confermano quindi
pienamente la conclusione secondo la quale le vendite di biciclette assemblate nella
Comunità con parti cinesi hanno ampiamente sostituito le importazioni di biciclette
finite dalla Cina.
 ---pagebreak---  23.      Alla luce di quanto precede, è stato stabilito che le vendite di biciclette
 assemblate nella Comunità con parti originarie della Cina oppure spedite da tale paese
 hanno indebolito gli effetti riparatori delle misure antidumping in questione, in
 termini di prezzi di vendita e di quantitativi.
(ii).    Elementi di prova dell'esistenza del dumping
24.       Il dumping è stato calcolato in base ai modelli più diffusi delle biciclette
assemblate per ciascuna società, corrispondenti ad una percentuale del giro d'affari
compresa tra il 50%) e il 100%4. I prezzi di questi modelli sono stati confrontati con i
valori normali precedentemente stabiliti (rispetto a Taiwan, paese di riferimento
dell'inchiesta iniziale), applicando gli stessi otto criteri (categoria della bicicletta,
materiale del telaio, numero di cambi, deragliatori, pedaliere, leve del cambio, freni e
mozzi) il più correttamente possibile.
Dato che, per gli esportatori interessati, il valore normale era stato stabilito a livello
FOB Taiwan, i prezzi di rivendita nella Comunità dovevano essere ad un livello
comparabile. Il confronto effettivo è stato quindi fatto tra i livelli FOB Cina/ FOB
Taiwan.
Per le società interessate sono stati stabiliti margini di dumping compresi tra il 16% e
il 53%.
4.       Operazione di assemblaggio da parte di imprese che non hanno
collaborato
25.      Alla luce della rilevante modificazione della configurazione degli scambi di
cui al punto 11 e in mancanza di collaborazione da parte di numerose imprese, non vi
è motivo di ritenere che le società che non hanno collaborato abbiano contribuito
all'elusione dei dazi antidumping in misura minore rispetto alla società che hanno
collaborato.
4
         Per una società il confronto è stato fatto in base al giro d'affari dei modelli assemblati venduti
unicamente a società indipendenti, poiché la società in questione non ha comunicato alla Commissione
informazioni sufficientemente precise in merito alle vendite a società collegate, in base alle quali si
potesse stabilire un collegamento attendibile con le vendite finali.
                                                   13
 ---pagebreak--- L'applicazione del dazio antidumping deve quindi essere estesa tanto alle imprese che
hanno collaborato, quanto a quelle che non hanno collaborato. Qualsiasi altro
trattamento sarebbe infatti favorevole alle imprese che non hanno collaborato, creando
una situazione paradossale, già inaccettabile nel caso di un procedimento antidumping
convenzionale, che sarebbe ancora più grave per Felusione. Le misure devono tuttavia
colpire unicamente le importazioni di parti utilizzate dalle imprese che eludono il
dazio.
D.       MISURE PROPOSTE
1.       Tipo di misure: estensione dell'applicazione del dazio
26.      Alla luce delle risultanze dell'inchiesta, l'applicazione del dazio antidumping
in vigore sulle biciclette complete (30,6%) deve essere estesa ad alcune parti di
biciclette originarie della Cina oppure spedite da tale paese, fatta eccezione per le parti
di cui sia stata dimostrata l'origine non cinese.
Dall'inchiesta è risultato che le importazioni di parti preventivamente assemblate,
trattate o verniciate avvengono principalmente nell'ambito delle operazioni di
assemblaggio. I produttori comunitari nel complesso provvedono al trattamento e alla
verniciatura delle parti importate e non importano biciclette preventivamente
assemblate. Per esempio si possono distinguere le importazioni di ruote complete e
quelle di cerchi e mozzi.
                                            14.
 ---pagebreak--- 27.      Per ridurre quindi il rischio di colpire importazioni che non eludono il dazio,
in particolare le importazioni di parti non essenziali, l'applicazione del dazio
dovrebbe essere estesa alle parti essenziali (cfr. prima colonna della tabella seguente):
- telai verniciati o anodizzati o lucidati e/o verniciati a smalto (anche dotati di freni e
cambi);
- forcelle verniciate o anodizzate o lucidate e/o verniciate a smalto (anche dotate di
freni);
- ruote preassemblate (con o senza tubi, cerchioni e pignoni);
- manubri preassemblati (se sono dotati di braccia, freno e/o leva del cambio);
- complessi dei cambi (deragliatori anteriori e posteriori, pedaliere e ruota libera)
- complessi dei freni (freni e leve dei freni).
                                            15
 ---pagebreak--- Prodotto             Codice NC                 Estensione   Registrazion Riscossione
                                               delle misure e iniziale   successiva
                                               I.           II.          III.
telai                871491 10                              X
                             verniciate      o
                     anodizzate o lucidate e/o X                         X
                     verniciate a smalto
                             altri
forcelle             8714 91 30                             X
                             verniciate      o
                     anodizzate o lucidate e/o X                         X
                     verniciate a smalto
                             altri
cerchi               8714 92 10                             X
mozzi                8714 93 10                             X
complessi        dei ex 8714 99 50
cambi                                          X
8714 99 50
8714 96 30
8714 93 90
complessi dei freni  ex 8714 94 30
8714 94 30                                     X
8714 94 90
ruote complete       ex 8714 99 90             X
manubri              ex 8714 99 10             X
 ---pagebreak--- 2.       Riscossione dei dazi sulle importazioni sottoposte a registrazione
28.      La riscossione dei dazi sulle importazioni sottoposte a registrazione a norma
del regolamento (CE) n. 703/96 si applica unicamente alle parti descritte nel punto 27.
29.      Le società escluse dall'applicazione del dazio antidumping in conformità del
punto 32 sono escluse anche dalla riscossione del dazio sulle importazioni sottoposte
a registrazione.
E.       ESENZIONE DALL'APPLICAZIONE DEL DAZIO
30.      L'articolo 13, paragrafo 4 del regolamento di base stabilisce che non sono
soggetti ad alcuna misura i prodotti accompagnati da un certificato di non elusione.
Qualora sia stata concessa un'autorizzazione nel corso dell'inchiesta relativa
all'elusione, non viene riscosso il dazio sulle importazioni registrate a norma
dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 703/96.
31.      Il rilascio dei certificati è subordinato all'autorizzazione preliminare della
Commissione oppure del Consiglio nella decisione che estende l'applicazione delle
misure. L'autorizzazione può essere concessa dopo una valutazione approfondita dei
fatti.
                                           17
 ---pagebreak--- 32.      La Commissione ha ricevute domande di certificati da parte delle società di cui
al punto 7, che si sono messe in contatto con la Commissione dopo l'apertura
dell'inchiesta. Le domande sono state ricevute prima della scadenza del termine
fissato nel regolamento (CE) n. 703/96 affinché le parti potessero manifestarsi. La
maggior parte dei richiedenti è costituita di produttori comunitari che nell'inchiesta
precedente facevano parte dell'industria comunitaria. I richiedenti che non avevano
partecipato al procedimento iniziale sono stati identificati come produttori comunitari
in base alle risposte al questionario, che sono state verificate nelle inchieste in loco.
L'applicazione del dazio antidumping sulle biciclette originarie della Cina non deve
quindi essere estesa alle importazioni di parti essenziali di biciclette utilizzate nelle
operazioni di tali società.
La Commissione ha inoltre considerato che fosse opportuno non estendere
l'applicazione del dazio antidumping sulle biciclette originarie della Cina alle parti
utilizzate nelle operazioni della società che a decorrere dal marzo 1996 ha ridotto la
percentuale di parti cinesi al di sotto del 60% (cfr. punti 10 e 17), in quando non si
poteva ritenere che a partire da tale data la società avesse eluso il dazio.
33.     Altre domande sono state presentate dalle parti di cui al punto 8, che si sono
messe in contatto con la Commissione dopo la scadenza del termine fissato nel
regolamento (CE) n. 703/96 ed entro il quale le parti potevano manifestarsi. Occorre
precisare che l'articolo 13, paragrafo 4 non fissa alcun termine per la presentazione
della domanda dei certificati di non elusione.
La Commissione ha inviato questionari alle società suddette subito dopo aver ricevuto
le domande. La Commissione non ha tuttavia potuto verificare se le parti in questione
siano produttori oppure imprese di assemblaggio, né se le operazioni in cui sono
utilizzate le parti importate soddisfino le condizioni esposte nell'articolo 13, paragrafo
2 del regolamento di base. Nella fattispecie non si può inoltre escludere che altre
società chiedano certificati di non elusione dopo l'estensione dell'applicazione della
misura.
 ---pagebreak--- 34.      Affinché le società che non eludono il dazio vengano debitamente esentate
dall'estensione del dazio alle importazioni di parti di biciclette, nonostante la tardiva
presentazione della domanda, l'adozione del presente regolamento non impedisce alla
Commissione di continuare ad esaminare le domande in corso o quelle che saranno
presentate in futuro per autorizzare l'esenzione delle importazioni dal dazio. Se una
società ha chiesto un certificato di non elusione nel corso dell'inchiesta, l'eventuale
esenzione deve prendere effetto a decorrere dalla data di apertura della presente
inchiesta. Se una società chiede il certificato dopo l'estensione del dazio, l'eventuale
esenzione deve prendere effetto a decorrere dalla data della domanda. D'altra parte,
qualora dopo l'esame delle operazioni si accerti l'esistenza dell'elusione, deve essere
possibile la riscossione effettiva dei dazi (cfr punto 43).
35.     11 procedimento relativo alla concessione dell'autorizzazione e al successivo
rilascio dei certificati non è esposto in modo completo nell'articolo 13, paragrafo 4 del
regolamento di base. È quindi opportuno che le norme particolareggiate
sull'applicazione del sistema di esenzione siano adottate con un regolamento della
Commissione. A questo proposito va rilevato quanto segue.
36.     La concessione dell'autorizzazione dipende dal fatto che i prodotti non siano
utilizzati in operazioni di assemblaggio che costituiscono una forma di elusione, in
conformità dell'articolo 13, paragrafo 2 del regolamento di base. Pertanto, quanto le
imprese di assemblaggio non importano direttamente i prodotti, deve essere messa a
punto una procedura per accertare se le importazioni di parti essenziali di biciclette
siano utilizzate a fini di elusione.
                                            19
 ---pagebreak--- 37.     A tal fine è opportuno utilizzare il meccanismo in vigore relativo al controllo
della destinazione particolare secondo la legislazione doganale e più particolarmente a
norma dell'articolo 82 del regolamento (CEE) n. 2913/925 (codice doganale
comunitario) e degli articoli 291 e seguenti del regolamento (CEE) n. 2454/936
(disposizioni di applicazione); tale meccanismo dovrebbe essere applicato mutatis
mutandis nell'ambito delle norme antielusione alle autorizzazioni per i certificati di
non elusione, in conformità dell'articolo 13, paragrafo 4 del regolamento di base.
38.     La destinazione particolare a motivo della quale le importazioni dovrebbero
beneficiare dell'esenzione del dazio antidumping dovrebbe essere definita in
riferimento a (i) operazioni di assemblaggio per le quali non sono state accertate
pratiche di elusione e (ii) all'utilizzazione di parti essenziali di biciclette da parte di
piccole imprese, principalmente come ricambi, che presumibilmente non dovrebbe
costituire una forma di elusione. In quest'ultimo caso le importazioni di parti
essenziali di biciclette avrebbero una portata economica non significativa e quindi non
indebolirebbero gli effetti del dazio in vigore in termini di quantitativi di biciclette
prodotte con tali parti importate (articolo 13, paragrafo 2, lettera e) del regolamento di
base).
Affinché gli intermediari, che non importano direttamente parti essenziali di biciclette,
possano acquistare tali prodotti presso gli importatori e rivenderli ad imprese di
assemblaggio che non eludono il dazio, è necessario inserire anche tali transazioni nel
sistema di controllo della destinazione particolare
         GUn. L 302 del 19.10.1992, pag. 1.
         GU n. L 253 dell' 11.10.1993, pag. 1.
                                               20,
 ---pagebreak--- 39.     Il sistema dovrebbe infine permettere di esentare dall'applicazione del dazio le
importazioni realizzate dalle imprese di assemblaggio che non eludono il dazio.
40.     Per ottenere la necessaria flessibilità di adeguamento del sistema di esenzione,
è opportuno affidare alla Commissione l'istituzione e il funzionamento di tale sistema,
entro un quadro fissato dal Consiglio e dopo aver sentito il comitato consultivo.
41.     A questo proposito e ai fini delle domande in corso o di quelle che saranno
presentate in futuro, la Commissione dovrebbe essere incaricata di stabilire,
nell'ambito di tale sistema, elenchi di società esenti dall'applicazione del dazio,
previo esame delle domande.
42.     Per creare un incentivo all'astensione dalle pratiche di elusione, la gestione del
sistema di esenzione dovrebbe prevedere la possibilità di riesaminare la situazione
delle società che, dopo aver fatto ricorso a pratiche di elusione, hanno modificato le
loro operazioni in misura sufficiente per eliminare le condizioni che determinano
l'elusione. Analogamente, dovrebbe essere possibile revocare le esenzioni che non
siano più giustificate. Infine, le nuove imprese dovrebbero avere la possibilità di
chiedere alla Commissione di aprire un'inchiesta ai fini dell'esenzione dal dazio.
                                            21.
 ---pagebreak--- 43.      Dovrebbe essere inoltre prevista la possibilità, secondo i casi, di un'esenzione
condizionata dal dazio in attesa della conclusione dell'esame delle operazioni nelle
quali le importazioni sono utilizzate. Tuttavia, affinché sia possibile la riscossione
effettiva del dazio qualora dopo l'esame delle operazioni si accerti l'esistenza
dell'elusione, le autorità doganali dovrebbero avere la possibilità di chiedere, se
necessario, la costituzione di una garanzia.
44.      Poiché si tratta del primo caso di estensione di misure antidumping e di
concessione di esenzioni a norma dell'articolo 13, paragrafo 4 del regolamento di
base, devono essere prese disposizioni affinché la Commissione possa adeguare il
sistema di esenzione, ove necessario, alla luce dell'esperienza acquisita nella gestione
di tale sistema.
F.       PROCEDIMENTO
45.      Le parti interessate sono state informate dei fatti e delle considerazioni
essenziali in base ai quali la Commissione intendeva estendere,l'applicazione del
dazio antidumping definitivo in vigore alle parti di biciclette in esame e hanno avuto
la possibilità di presentare le loro osservazioni.
Le parti interessate sono state inoltre informate delle principali caratteristiche del
sistema di esenzione da istituire (cfr punto 37).
                                            22.
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                        Articolo 1
Ai sensi del presente regolamento, per "parti essenziali di biciclette" si intendono:
       telai di biciclette verniciati o anodizzati o lucidati e/o verniciati a smalto
       attualmente classificabili nel codice ex NC 8714 91 10,
       forcelle di biciclette verniciate o anodizzate o lucidate e/o verniciate a smalto
       attualmente classificabili nel codice NC ex 8714 91 30,
       complessi dei cambi costituiti di
       deragliatori anteriori e posteriori (codice NC 8714 99 50),
       pedaliere (codice NC 8714 96 30) e
       ruota libera (codice NC 8714 93 90)
       presentati insieme o no e attualmente classificabili al codice NC ex 8714 99
50,
       complessi dei freni costituiti di
       freni (codice NC 8714 94 30) e
       leve dei freni (codice NC 8714 94 90)
       presentati insieme o no e attualmente classificabili al codice NC ex 8714 94
30,
       ruote complete con o senza tubi, cerchioni e pignoni, attualmente classificabili
       nel codice NC 8714 99 90, anche se sono presentate come parti e
       manubri preassemblati attualmente classificabili nel codice NC 8714 99 10,
       presentati o no con braccia, freno e/o leva del cambio.
                                           23
 ---pagebreak---                                          Articolo 2
1.      L'applicazione del dazio antidumping definitivo imposto dal regolamento
(CEE) n. 2474/93 sulle importazioni di biciclette di cui al codice NC 8712 00 e
originarie della Repubblica popolare cinese è estesa alle importazioni di parti
essenziali di biciclette originarie della Repubblica popolare cinese.
2.      Le parti essenziali di biciclette che sono spedite dalla Repubblica popolare
cinese sono considerate originarie di tale paese, salvo presentazione di un certificato
di origine, emesso in conformità delle disposizioni sull'origine in vigore nella
Comunità, attestante che le parti in questione sono originarie di un altro paese terzo.
Qualora le parti essenziali di biciclette siano spedite da un altro paese terzo, le autorità
doganali, in caso di seri dubbi sull'origine dei prodotti, possono chiedere la
presentazione di un certificato di origine emesso in conformità delle disposizioni
sull'origine in vigore nella Comunità che attesti che le parti in questione sono
originarie di un paese terzo diverso dalla Repubblica popolare cinese.
3.      Il dazio esteso a norma del paragrafo 1 viene riscosso sulle importazioni di
parti essenziali di biciclette originarie della Repubblica popolare cinese e registrate a
norma dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 703/96 e dell'articolo 14, paragrafo 5
del regolamento (CE) n. 384/96.
4.      Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme vigenti in materia di dazi
doganali.
                                             24
 ---pagebreak---                                         Articolo 3
1.      La Commissione, sentito il comitato consultivo, adotta con un regolamento le
misure necessarie per autorizzare l'esenzione delle importazioni di parti essenziali di
biciclette che non eludono il dazio antidumping imposto dal regolamento (CEE) n.
2474/93 dall'applicazione del dazio esteso a norma dell'articolo 2.
2.      Il regolamento della Commissione deve tra l'altro prevedere:
        l'autorizzazione dell'esenzione e il controllo delle importazioni di parti
        essenziali di biciclette utilizzate dalle società le cui operazione di
        assemblaggio non costituiscono una forma di elusione,
        l'autorizzazione dell'esenzione e il controllo di altre importazioni di parti
        essenziali di biciclette, in particolare quando sono realizzate da società che
        non eludono il dazio oppure quando si può ritenere che non rappresentino una
        forma di elusione,
        norme relative al funzionamento di tali esenzioni in conformità delle
        disposizioni doganali pertinenti e
        scambi di informazioni tra le autorità doganali e la Commissione sul
        funzionamento del sistema di esenzioni.
                                           25
 ---pagebreak--- 3.     Il regolamento della Commissione deve inoltre prevedere:
a)     l'esecuzione di un esame per verificare se sono soddisfatte le condizioni di
non elusione, in particolare per le domande relative a:
       operazioni di assemblaggio realizzate da parti che si sono manifestate nel
       corso dell'inchiesta, ma dopo il termine fissato nell'articolo 3 del regolamento
       (CE) n. 703/96,
       operazioni per le quali sono state utilizzate parti essenziali per la produzione o
       l'assemblaggio di biciclette unicamente dopo il periodo dell'inchiesta fissato
       nel regolamento (CE) n. 703/96,
       operazioni di assemblaggio per le quali è stata accettata l'esistenza di pratiche
       di sovvenzioni nel corso dell'inchiesta,
       altre operazioni di assemblaggio realizzate da parti che non si sono manifestate
       nel corso dell'inchiesta e nelle quali sono state utilizzate parti essenziali per la
       produzione o l'assemblaggio di biciclette, e
                                          26
 ---pagebreak--- (b)     le disposizioni procedurali relative all'esame e in particolare le condizioni per
l'accettazione delle domande di esame che saranno presentate in futuro. A tal fine,
quando parti essenziali di biciclette sono dichiarate per l'immissione in libera pratica
da una impresa di assemblaggio nei confronti della quale è in corso l'esame della
Commissione, il regolamento della Commissione deve inoltre stabilire che:
        il pagamento dell'obbligazione doganale per il dazio antidumping esteso o da
        riscuotere in conformità dell'articolo 2 viene sospeso in attesa dell'esito
        dell'esame della Commissione,
        se in seguito all'esame viene accertato che l'impresa non elude il dazio,
        l'obbligazione doganale sorta in conformità dell'articolo 2 si estingue e
        negli altri casi, la sospensione del pagamento dell'obbligazione doganale è
        revocata.
La Commissione può anche stabilire che le autorità doganali possono chiedere la
costituzione di una garanzia qualora lo ritengano necessario ai fini dell'effettivo
pagamento dell'obbligazione doganale, in caso di revoca della sospensione.
4.      In seguito all'esame in conformità del paragrafo 3, la Commissione può
decidere, ove giustificato e sentito il comitato consultivo, di autorizzare l'esenzione
dell'impresa in questione dall'estensione delle misure di cui all'articolo 2.
5.      Le autorizzazioni di esenzione concesse a norma del regolamento della
Commissione hanno effetto retroattivo dalla data di apertura della presente inchiesta
relativa all'elusione, a condizione che la parte interessata si sia manifestata nel corso
dell'inchiesta. Negli altri casi le autorizzazioni hanno effetto retroattivo dalla data di
presentazione della domanda.
                                            27
 ---pagebreak--- 6.       La Commissione prende inoltre le necessarie disposizioni per revocare
un'autorizzazione di esenzione, ove giustificato e sentito il comitato consultivo.
7.       La Commissione, sentito il comitato consultivo, può modificare il regolamento
adottato a norma del paragrafo 1 alla luce dell'esperienza acquisita.
                                        Articolo 4
Le autorità doganali sono invitate a sospendere la registrazione, decisa ai sensi
dell'articolo 2 del regolamento (CE) n. 703/96 e dell'articolo 14, paragrafo 5 del
regolamento (CE) n. 384/96, delle importazioni di telai, forcelle, cerchi e mozzi di
biciclette classificati rispettivamente nei codici NC 8714 91 10, 8714 91 30, 8714 92
 10e871493 10.
                                        Articolo 5
lì presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a quello della
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee,
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
Per il Consiglio
Il Presidente
                                            28.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM (96) 689 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                        02 11
                                            N. di catalogo : CB-CO-96-700-IT-C
                                                              ISBN 92-78-13707-3
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                       2 3