CELEX: 62018CN0103
Language: it
Date: 2018-02-13 00:00:00
Title: Causa C-103/18: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Juzgado Contencioso-Administrativo n° 8 de Madrid (Spagna) il 13 febbraio 2018 — Domingo Sánchez Ruiz / Comunidad de Madrid (Servicio Madrileño de Salud)

7.5.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 161/23
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Juzgado Contencioso-Administrativo no 8 de Madrid (Spagna) il 13 febbraio 2018 — Domingo Sánchez Ruiz / Comunidad de Madrid (Servicio Madrileño de Salud)
   (Causa C-103/18)
   (2018/C 161/27)
   Lingua processuale: lo spagnolo
   
      Giudice del rinvio
   
   Juzgado Contencioso-Administrativo no 8 de Madrid
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Domingo Sánchez Ruiz
   
      Resistente: Comunidad de Madrid (Servicio Madrileño de Salud)
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se una situazione come quella oggetto della presente fattispecie (nella quale un datore di lavoro pubblico non rispetta i limiti temporali imposti dalla normativa e, pertanto, consente la successione di contratti a tempo determinato o che mantiene il carattere to a tempo determinato del contratto modificando il tipo di assunzione da occasionale a temporanea per copertura di posto o per sostituzione) possa configurarsi come un ricorso abusivo a successive assunzioni e, pertanto, considerarsi come una situazione di cui alla clausola 5 dell’accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE (1).
            
         
               2)
            
            
               Se quanto disposto dall’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, di cui all’allegato alla direttiva 1999/70[/CE], in relazione al principio di efficacia, vada inteso nel senso che osta a norme processuali nazionali che richiedono al lavoratore a tempo determinato un comportamento attivo procedendo con ricorso amministrativo o ricorso giurisdizionale (avverso ciascuna delle successive assunzioni e cessazioni dalle funzioni) affinché — e soltanto in questo modo — possa essere tutelato dalla direttiva comunitaria e far valere i diritti che gli spettano ai sensi dell’ordinamento giuridico dell’Unione.
            
         
               3)
            
            
               Considerando che, nel settore pubblico e per la prestazione di servizi essenziali, l’esigenza di coprire posizioni vacanti, assenze per malattia, ferie retribuite (…) è sostanzialmente «permanente», ed essendo necessario delimitare il concetto di «ragione obiettiva», che giustificherebbe l’assunzione a tempo determinato:
               
                           a)
                        
                        
                           se può intendersi come contraria alla direttiva 1999/70/CE (clausola 5, 1 a) e, pertanto, non sussistere una ragione obiettiva, la situazione in cui in capo al lavoratore a tempo determinato vi siano, senza soluzione di continuità, successivi contratti temporanei per copertura di posto, lavorando tutti o quasi tutti i giorni dell’anno, con assunzioni/chiamate consecutive e successive, che si protraggono, con piena stabilità, nel corso degli anni, continuando a sussistere la ragione per [la] quale è stato chiamato.
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           Se deve intendersi che sussista un’esigenza permanente e non temporanea e, pertanto, non coperta come «ragione oggettiva» contenuta nella clausola 5 [paragrafo] 1, [lettera] a), sulla base tanto dei parametri descritti, vale a dire dell’esistenza di innumerevoli assunzioni e chiamate, che si protraggono per anni, quanto dell’esistenza di un vizio strutturale, vizio che si rispecchierebbe nella percentuale di personale temporaneo per copertura di posto nel settore di cui si tratti, [e/o nel] fatto che tali necessità vengano sempre e di norma coperte mediante lavoratori a tempo determinato, diventando [i medesimi] in modo stabile un elemento essenziale nella prestazione del servizio pubblico.
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           O se si possa ritenere che, sostanzialmente, ai fini della determinazione del limite consentito di temporaneità, occorra fare solo riferimento al dettato della norma che disciplina l’impiego di tali lavoratori a tempo determinato, ove dispone che potranno essere assunti per motivi di necessità, di urgenza o per lo svolgimento di programmi di natura temporanea, congiunturale o straordinaria [e che] in definitiva, affinché possa ritenersi che sussiste una ragione oggettiva, il loro impiego deve integrare tali requisiti di eccezionalità, che verrebbero meno, venendo pertanto in essere un abuso, laddove il loro impiego cessi di essere puntuale, occasionale o circostanziale.
                        
                     
         
               4)
            
            
               Se sia compatibile con l’accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE ritenere che costituisca ragione oggettiva per l’assunzione e rinnovazione successiva dei contratti degli addetti informatici con inquadramento di ruolo temporaneo, motivi di necessità, di urgenza [o] lo svolgimento di programmi di natura temporanea, congiunturale o straordinaria, quando detti dipendenti pubblici svolgono in modo permanente e stabile funzioni ordinarie proprie dei dipendenti con inquadramento di ruolo permanente a tempo indeterminato, senza che l’Amministrazione datrice di lavoro stabilisca limiti massimi rispetto a tali assunzioni, né adempia agli obblighi giuridici per coprire dette posizioni e dette necessità con personale di ruolo a tempo indeterminato, né venga stabilita alcuna misura equivalente per prevenire ed evitare l’abuso rispetto alla relazione temporanea successiva, prolungando i servizi prestati dai dipendenti informatici con inquadramento di ruolo temporaneo per periodi di tempo, nel presente caso, pari a 17 anni di servizio continuo.
            
         
               5)
            
            
               Se quanto disposto nell’accordo quadro sul lavoro a tempo indeterminato, di cui all’allegato della direttiva 1999/70[/CE] e l’interpretazione della medesima da parte della CGUE siano compatibili con la giurisprudenza del Tribunal Supremo poiché stabilisce, senza far riferimento a parametri ulteriori, l’esistenza di una ragione oggettiva nell’osservanza della causa di assunzione, nello stesso limite temporale della medesima, o determina l’impossibilità di un termine di paragone con il funzionario di ruolo, richiamando il diverso regime giuridico, il sistema d’accesso o la permanenza stessa in servizio dei funzionari di ruolo rispetto alla temporaneità dei dipendenti reclutati per copertura di posto.
            
         
               6)
            
            
               Laddove il giudice nazionale constata abuso nella successione di contratti del dipendente pubblico con inquadramento di ruolo temporaneo per la copertura di un posto nel SERMAS [Servicio Madrileño de la Salud], per far fronte a esigenze di tipo permanente e strutturale nell’ambito della prestazione di servizi da parte dei dipendenti con inquadramento di ruolo a tempo indeterminato, considerando che non vi è alcuna misura efficace nell’ordinamento giuridico interno per sanzionare tale abuso e rimuovere le conseguenze della violazione della norma comunitaria, se la clausola 5 dell’accordo quadro allegato alla direttiva 1999/70/CE va interpretata nel senso dell’obbligo in capo al giudice nazionale di adottare misure efficaci e dissuasive che garantiscano l’effetto utile dell’accordo quadro e, pertanto, di sanzionare detto abuso e rimuovere le conseguenze della violazione della menzionata disposizione europea, non applicando la norma interna che a ciò osti.
               Qualora la risposta sia positiva, e secondo quanto affermato dalla Corte di giustizia dell’Unione europea al punto 41 della propria sentenza del 14 settembre 2016, cause C-184/15 e C/197/15 (2):
               Se sarebbe conforme agli obiettivi perseguiti dalla direttiva 1999/70/CE, come misura per prevenire e sanzionare l’abuso nel rapporto a tempo determinato successivo ed eliminare la conseguenza della violazione del diritto comunitario, la conversione della relazione con inquadramento di ruolo temporaneo per copertura di posto/occasionale/di sostituzione, in una relazione con inquadramento di ruolo stabile, sia con denominazione di dipendente pubblico permanente a tempo indeterminato che meramente a tempo indeterminato [c.d. «indefinido»], con la medesima stabilità nell’impiego dei dipendenti con inquadramento di ruolo a tempo indeterminato paragonabili.
            
         
               7)
            
            
               Nel caso di abuso nella relazione temporanea successiva, se possa ritenersi che la conversione della relazione con inquadramento di ruolo temporaneo per copertura di posto in una relazione meramente a tempo indeterminato o permanente a tempo indeterminato rispetti gli obiettivi della direttiva 1999/70/CE e il relativo accordo quadro, soltanto quando il dipendente con inquadramento di ruolo temporaneo vittima dell’abuso gode delle stesse e identiche condizioni lavorative del personale con inquadramento di ruolo permanente a tempo indeterminato (in materia di previdenza sociale, promozione professionale, copertura di posizioni vacanti, formazione professionale, aspettative, situazioni amministrative, licenze e permessi, diritti passivi e cessazione dalle funzioni nei posti di lavoro, nonché partecipazione ai concorsi convocati per la copertura di posizioni vacanti e promozione professionale) secondo i principi di permanenza e inamovibilità, con tutti i diritti e gli obblighi relativi, secondo un regime di uguaglianza rispetto al personale informatico con inquadramento di ruolo permanente a tempo indeterminato.
            
         
               8)
            
            
               Se il diritto comunitario impone di riesaminare le sentenze/gli atti amministrativi definitivi nelle circostanze che vengono descritte, quando ricorrono le quattro condizioni richieste nel caso Kühne & Heitz NV (sentenza C 453/00, del 13 gennaio 2004) (3): 1) Ai sensi del diritto nazionale spagnolo, l’Amministrazione e i tribunali dispongono della possibilità del riesame, ma con le limitazioni citate che lo rendono estremamente arduo o impossibile [;] 2) Le decisioni controverse sono divenute definitive in seguito a una sentenza di un giudice nazionale che statuisce in ultima/unica istanza; 3) Tale sentenza è basata su un’interpretazione del diritto comunitario non conforme alla giurisprudenza della CGUE ed è stata adottata senza che la CGUE fosse previamente adita a titolo pregiudiziale; e [4]) L’interessato si è rivolto all’organo amministrativo immediatamente dopo essere stato informato di tale giurisprudenza.
            
         
               9)
            
            
               Se i giudici nazionali, in qualità di giudici europei che devono garantire la piena efficacia del diritto dell’Unione negli Stati membri, possano e debbano pretendere un comportamento dell’autorità amministrativa interna degli Stati membri, e condannarla, affinché — nell’ambito delle rispettive competenze — adotti le opportune disposizioni al fine di rimuovere le norme interne incompatibili con il diritto dell’Unione, in generale, e con la direttiva 1999/70/CE e il suo accordo quadro, in particolare?
            
         
      (1)  Direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato (GU 1999, L 17, pag. 43).
   
      (2)  Sentenza del 14 settembre 2016, Martínez Andrés y Castrejana López (C-184/15 y C-197/15, EU:C:2016:680).
   
      (3)  Sentenza del 13 gennaio 2004, Kühne & Heitz (C-453/00, EU:C:2004:17).