CELEX: 52006PC0364(02)
Language: it
Date: 2006-06-28
Title: Proposta modificata di decisione del Consiglio concernente il Settimo programma quadro della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) per le attività di ricerca e formazione nel settore nucleare (2007-2011) (presentate dalla Commissione in applicazione dell’articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

Avviso legale importante

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52006PC0364(02)

Proposta modificata di decisione del Consiglio concernente il Settimo programma quadro della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) per le attività di ricerca e formazione nel settore nucleare (2007-2011) (presentate dalla Commissione in applicazione dell’articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2006/0364 def. - CNS 2005/0044 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 28.6.2006COM(2006) 364 definitivo2005/0043 (COD)2005/0044 (CNS)Proposta modificata diDECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOconcernente il Settimo programma quadro di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013)Proposta modificata diDECISIONE DEL CONSIGLIOconcernente il Settimo programma quadro della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) per le attività di ricerca e formazione nel settore nucleare (2007-2011)(presentat e dalla Commissione in applicazione dell’articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)RELAZIONEIl 6 aprile 2005 la Commissione ha adottato le proposte di decisioni concernenti il Settimo programma quadro di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) e il Settimo programma quadro della Comunità europea dell'energia atomica per le attività di ricerca e formazione nel settore nucleare (2007-2011)[1]. Successivamente la Commissione ha adeguato gli aspetti di bilancio in base all’accordo del 17 maggio 2006 sul quadro finanziario 2007-2013.Le proposte sono state esaminate dal Consiglio e dal Parlamento europeo, nonché dal Comitato economico e sociale e dal Comitato delle regioni.Il 15 giugno 2006 il Parlamento ha adottato, a vastissima maggioranza, il suo parere su entrambe le proposte che contiene un numero significativo di emendamenti.Il 14 dicembre 2005 il Consiglio economico e sociale ha adottato all’unanimità un parere e il 16 novembre 2005 il Comitato delle regioni ha adottato il suo parere.Per giungere rapidamente ad un accordo sui programmi quadro, la Commissione presenta proposte modificate per entrambi i programmi, corredate degli emendamenti del Parlamento e dei pareri del Consiglio. Il parere del Parlamento e la strategia adottata dal Consiglio rispecchiano i principi fondamentali delle proposte originarie della Commissione, le proposte modificate riprendono lo spirito e il contenuto, anche se non sempre la dicitura esatta, di buona parte delle posizioni assunte dalle altre istituzioni.Le principali questioni sollevate riguardano la proposta concernente il programma quadro CE. Per quanto concerne la posizione della Commissione, si possono sottolineare i seguenti elementi:-  Per quanto riguarda la portata dei temi, e il loro contenuto tecnico e scientifico, la Commissione accetta molti dei chiarimenti e delle aggiunte richiesti, laddove questi rispecchiano esigenze importanti e non alterano l’orientamento generale di ciascuna priorità e la loro inclusione non sia impedita dallo stanziamento ridotto per il programma quadro.-  Per quanto concerne le iniziative tecnologiche congiunte, la Commissione accetta modifiche sui criteri da utilizzare per l’individuazione delle potenziali iniziative tecnologiche congiunte, nonché per la loro natura e attuazione.-  Per quanto concerne il Consiglio europeo della ricerca, la Commissione ha accettato importanti chiarimenti, anche sulla durata del mandato, il rinnovo e il ruolo del Consiglio scientifico, la gestione e la strategia concernente il personale del Consiglio europeo della ricerca, nonché lo svolgimento di un esame indipendente nel 2010 delle strutture e dei meccanismi del Consiglio europeo della ricerca.-  Per quanto riguarda il programma “ Persone” i cambiamenti comprendono i collegamenti di tale programma con altre parti del programma quadro e altri programmi comunitari, aggiunte che rendono esplicita la dimensione internazionale di questa parte del programma, e le indicazioni relative alla fissazione di condizioni di lavoro adeguate per i ricercatori e alle modalità del cofinanziamento.-  Per quanto concerne il programma “ Capacità” , la questione dello Sviluppo coerente delle politiche costituisce adesso una parte a sé stante, data l’importanza di questo settore. Inoltre i criteri per il sostegno alle nuove infrastrutture di ricerca sono più dettagliati e viene riconosciuta l’importanza degli aspetti regionali nella costruzione di nuove infrastrutture.Per quanto concerne lo stanziamento di bilancio, la Commissione conferma gli importi proposti nelle proposte adeguate del 24 maggio 2006.2005/0043 (COD)Proposta modificata diDECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOconcernente il Settimo programma quadro di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) (Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 166, paragrafo 1,vista la proposta della Commissione[2],visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[3],visto il parere del Comitato delle regioni[4],deliberando secondo la procedura di cui all’articolo 251 del trattato[5],considerato quanto segue:1.  La Comunità si è posta l’obiettivo di realizzare la società della conoscenza sviluppando le competenze e rafforzando le basi scientifiche e tecnologiche dell’industria comunitaria ivi comprese le industrie dei servizi, allo scopo di garantire un elevato livello di competitività. A tal fine la Comunità riconosce la responsabilità e l'indipendenza dei ricercatori nella definizione dei grandi orientamenti della ricerca alle frontiere della conoscenza e promuove tutte le attività di ricerca ritenute necessarie, in particolare incoraggiando le imprese, ivi comprese le piccole e medie imprese (“PMI”), i centri di ricerca e le università nelle loro attività di ricerca e sviluppo tecnologico , privilegiando settori e progetti per i quali il finanziamento e la cooperazione europei sono di particolare importanza e si traducono in valore aggiunto. Tramite il suo sostegno alla ricerca alle frontiere della conoscenza, alla ricerca applicata e all'innovazione, la Comunità intende favorire le sinergie nella ricerca europea e consolidare quindi le basi dello Spazio europeo della ricerca. Ciò fornirà un utile contributo al progresso economico e sociale di tutti gli Stati membri.2.  Il ruolo centrale della ricerca è stato riconosciuto dal Consiglio europeo di Lisbona che ha definito la conoscenza e l’innovazione come la chiave di volta e si è posto un nuovo obiettivo strategico per il prossimo decennio: fare dell'Unione europea l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale.3.  Il Settimo programma quadro riveste un’importanza fondamentale per la realizzazione dell’obiettivo strategico di fare dell'Europa l'economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo. Il triangolo della conoscenza – istruzione, ricerca e innovazione – è uno degli strumenti principali per conseguire tale obiettivo.4.  Il Consiglio europeo di Lisbona ha riconosciuto il ruolo centrale della conoscenza e dei beni immateriali nella produzione del benessere economico, sociale e culturale. Nella società basata sulla conoscenza, innovazione e produzione di conoscenza non fluiscono dall'alto verso il basso, ma sono ampiamente diffuse nella società e sono sempre più spesso ottenute con processi dal basso verso l'alto. Mobilitare e rafforzare tutte queste capacità di ricerca e di innovazione è un obiettivo della Comunità.5.  In linea con la strategia di Lisbona, il Consiglio europeo di Barcellona ha stabilito di portare l’attività di ricerca europea al 3% del PIL dell’UE, due terzi del quale dovrebbero provenire da investimenti privati.6.  A tal fine, molti Stati membri e l'industria europea devono intensificare i propri sforzi di ricerca in modo da contribuire al successo della promozione della ricerca nell'ambito del Settimo programma quadro.7.  L'obiettivo prioritario di tutto il Settimo programma deve essere contribuire a far sì che l'Unione europea diventi il principale Spazio di ricerca a livello mondiale. Ciò richiede che il Settimo programma quadro sia fortemente incentrato sulla promozione della ricerca di alto livello e sugli investimenti nella stessa. È imperativo pertanto che l'attuazione dei programmi specifici si basi essenzialmente sui principi dell'eccellenza scientifica. Solo creando opportunità per la ricerca d'avanguardia l'Unione europea può diventare il principale Spazio di ricerca a livello mondiale.8.  Il Parlamento europeo ha sottolineato ripetutamente l’importanza della ricerca e dello sviluppo tecnologico e il ruolo vitale della conoscenza per la crescita economica e il benessere sociale ed ambientale, in particolare nelle sue linee guida per la politica futura dell’UE a sostegno della ricerca pubblicate nel marzo 2005[6].9.  Tenendo conto delle esigenze di ricerca di tutte le politiche comunitarie e sulla base dell’ampio sostegno dell’industria europea, della comunità scientifica, delle università e di altri ambienti interessati, la Comunità dovrebbe stabilire gli obiettivi scientifici e tecnologici da conseguire nell'ambito del Settimo programma quadro nel periodo 2007-2013.10.  Le piattaforme tecnologiche europee (ETP) e le iniziative tecnologiche congiunte (JTI) rivestono un'importanza particolare per la ricerca industriale. Le piattaforme tecnologiche europee possono diventare uno strumento generale per rafforzare la competitività europea .11.  Questi obiettivi dovrebbero basarsi sulle realizzazioni del Sesto programma quadro ai fini della creazione dello Spazio europeo della ricerca, approfondendole in vista dello sviluppo di un’economia e una società della conoscenza in Europa. Tra questi obiettivi, quelli menzionati qui di seguito sono particolarmente importanti.12.  È opportuno sostenere la cooperazione transnazionale a tutti i livelli nell’UE.13.  Occorre incentivare il dinamismo, la creatività e l’eccellenza della ricerca europea alle “frontiere della conoscenza”. In tale prospettiva, il Settimo programma quadro dovrebbe dare priorità al finanziamento di attività di ricerca di base di natura più teorica.14.  È opportuno rafforzare, quantitativamente e qualitativamente, il potenziale umano nella ricerca e nella tecnologia in Europa; per raggiungere tale obiettivo sono innanzitutto necessari un’istruzione e una formazione alla ricerca migliori, un più agevole accesso alle opportunità della ricerca nonché il riconoscimento della professione di "ricercatore", non da ultimo mediante un sensibile aumento della presenza delle donne nella ricerca e un incoraggiamento della mobilità e dello sviluppo della carriera dei ricercatori. A tal fine, è opportuno invitare gli Stati membri ad applicare la Carta europea dei ricercatori e il Codice di condotta per la loro assunzione, essendo entrambi gli strumenti necessari per costruire un vero e proprio mercato di lavoro per i ricercatori. Occorre inoltre sviluppare e rafforzare l’eccellenza delle istituzioni di ricerca e delle università europee.15.  Occorre approfondire il dialogo fra scienza e società in Europa al fine di elaborare un'apposita agenda della scienza e della ricerca che faccia fronte alle preoccupazioni dei cittadini, fra l'altro promuovendo la riflessione critica volta a ripristinare la fiducia dell'opinione pubblica nella scienza.16.  Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta ad agevolare la carriera scientifica dei ricercatori nel periodo più produttivo della loro vita. I ricercatori post-laurea e i ricercatori ad inizio carriera dovrebbero divenire una forza trainante fondamentale della scienza in Europa .17.  È necessario rafforzare le capacità di ricerca e innovazione nell’intero territorio europeo e garantire il loro uso ottimale.18.  Alla luce del Protocollo sulla protezione e il benessere degli animali allegato al trattato di Amsterdam, occorre promuovere e migliorare la ricerca per lo sviluppo di strategie di sperimentazione alternative e, in particolare, di metodi che non comportano l'uso di animali in tutti i settori di ricerca, al fine di ridurre l'impiego di animali nella ricerca e nella sperimentazione, con l'obiettivo finale di una rinuncia al loro utilizzo.19.  Per conseguire questi obiettivi, è necessario promuovere quattro tipi di attività: la cooperazione transnazionale su temi definiti a livello politico (“Cooperazione”), la ricerca realizzata su iniziativa della comunità dei ricercatori (“Idee”), il sostegno ai singoli ricercatori (“Persone”) e il sostegno alle capacità di ricerca (“Capacità”).20.  Nell'ambito del programma “Cooperazione”, si dovrebbe apportare un sostegno alla cooperazione transnazionale agli idonei livelli nell'Unione europea ed altrove, in una serie di aree tematiche che corrispondono ai principali settori del progresso delle conoscenze e delle tecnologie, in cui la ricerca dovrebbe essere sostenuta e potenziata per affrontare le sfide sul piano sociale, economico, ambientale, di salute pubblica ed industriale che si pongono in Europa, per servire il bene pubblico e aiutare i paesi in via di sviluppo. Laddove possibile, tale programma assicurerà flessibilità per progetti mirati, trasversali alle priorità tematiche. Il programma dovrebbe inoltre garantire che l'Unione europea sia in grado di mantenere la sua posizione guida nella ricerca umanistica e delle scienze sociali nell'interazione tra le nuove tecnologie e le persone e nel significato della tecnologia per lo sviluppo della società nel suo insieme.21.  Nell'ambito del programma “Idee”, le attività dovrebbero essere attuate da un Consiglio europeo della ricerca (CER) che dovrebbe godere di un’ampia autonomia. È essenziale sviluppare una ricerca alle frontiere della conoscenza di altissimo livello su scala europea, che valorizzi e evidenzi l'eccellenza in Europa a livello internazionale. Il CER dovrebbe avere contatti regolari con le istituzioni europee e la comunità scientifica al fine di garantire che il suo lavoro sia sostenuto e i suoi interessi promossi a livello pubblico.22.  Nel programma “Persone”, si dovrebbe mirare a spingere gli individui ad intraprendere la carriera di ricercatori, convincere i ricercatori europei a rimanere in Europa, attirare i ricercatori del mondo intero in Europa e far sì che l’Europa sia in grado di attirare i migliori ricercatori. Sulla base dell’esperienza positiva acquisita con le azioni “Marie Curie” nell’ambito dei precedenti programmi quadro, il programma “Persone” dovrebbe incoraggiare le persone più capaci ad abbracciare la carriera di ricercatori, strutturare l’offerta e le opzioni di formazione, ivi compresi i requisiti in materia di capacità; incentivare i ricercatori europei a rimanere o a rientrare in Europa; incoraggiare la mobilità intersettoriale e attirare in Europa i ricercatori provenienti dal mondo intero. A tal fine, occorre compiere degli sforzi per migliorare il riconoscimento reciproco dei diplomi e delle qualifiche professionali acquisiti sul territorio comunitario e nei paesi terzi. La mobilità dei ricercatori in Europa è fondamentale non solo per lo sviluppo della carriera dei ricercatori, ma anche per la condivisione e il trasferimento delle conoscenze tra paesi e settori, nonché per assicurare che la ricerca innovativa di frontiera in diverse discipline benefici di ricercatori impegnati e competenti e di maggiori risorse finanziarie.23.  Nel programma “Capacità”, si dovrebbe ottimizzare l’uso e lo sviluppo di infrastrutture di ricerca, potenziare le capacità di innovazione delle PMI e la loro capacità di trarre benefici dalle attività di ricerca, sostenere lo sviluppo dei cluster regionali orientati alla ricerca, valorizzare il potenziale di ricerca esistente nelle regioni di convergenza e le regioni ultraperiferiche dell’UE, avvicinare la scienza alla società per l’armoniosa integrazione della scienza e della tecnologia nella società europea e attuare misure e azioni orizzontali a sostegno della cooperazione internazionale.24.  Il Centro comune di ricerca svolge il compito fondamentale di fornire un sostegno scientifico e tecnologico orientato alla clientela per l’elaborazione, lo sviluppo, l'attuazione e il controllo delle politiche dell'UE . Al CCR andrebbe assicurato un sostegno costante per consentirgli di operare come centro di riferimento per la scienza e la tecnologia nell'UE, indipendente da interessi privati e nazionali .25.  La Commissione ha riconosciuto in varie occasioni il ruolo importante delle regioni nell'attuazione dello Spazio europeo della ricerca [7] .26.  Il Settimo programma quadro integra le attività svolte negli Stati membri ed altre azioni comunitarie necessarie per l’impegno strategico complessivo ai fini del conseguimento degli obiettivi di Lisbona, parallelamente, in particolare, alle azioni concernenti i Fondi strutturali, l’agricoltura, l’istruzione, la formazione, la competitività e l’innovazione, l’industria, l’occupazione e l’ambiente.27.  Le attività di innovazione e quelle connesse alle PMI sostenute nell'ambito del presente programma quadro dovrebbero essere complementari rispetto a quelle svolte nell’ambito del programma quadro “Competitività e innovazione”.28.  La partecipazione alle attività del presente programma quadro dovrebbe essere agevolata dalla pubblicazione di tutte le informazioni pertinenti che devono essere rese disponibili rapidamente e in maniera semplice a tutti potenziali partecipanti.29.  Considerati l’ampliamento fortemente auspicato della portata delle azioni del programma quadro, l’effetto leva dei finanziamenti negli investimenti privati e nazionali, la necessità di consentire alla Comunità di affrontare nuove sfide scientifiche e tecnologiche e di sfruttare appieno il potenziale dei propri ricercatori senza alcuna forma di discriminazione, il ruolo fondamentale dell’azione della Comunità per rendere il sistema di ricerca europeo più efficiente ed efficace, il contributo di un Settimo programma quadro di più ampie dimensioni per la ricerca di soluzioni al cambiamento climatico, la sostenibilità, il miglioramento della salute delle popolazioni europee nonché per il rilancio della strategia di Lisbona, vi è l’assoluta necessità di aumentare progressivamente raddoppiare il bilancio della ricerca dell’UE[8].30.  Alla luce dell'esame intermedio sull'uso dei nuovi strumenti effettuato nell'ambito del Sesto programma quadro e della valutazione quinquennale del programma quadro, è stato definito un nuovo approccio che dovrebbe consentire di conseguire gli obiettivi strategici della politica di ricerca dell’UE in modo più agevole ed efficace, all'insegna di una maggiore flessibilità. A tal fine, per sostenere le varie tipologie di azioni si utilizzerà un insieme ridotto di “meccanismi di finanziamento”, separatamente o in combinazione tra loro, che offrono una maggiore flessibilità e libertà, garantendo inoltre ai partecipanti una maggiore autonomia di gestione.31.  Dato che l’obiettivo delle azioni da intraprendere, a norma dell’articolo 163 del trattato, per contribuire all’istituzione di un’economia ed una società della conoscenza in Europa non può essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri e può dunque essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare misure, conformemente al principio di sussidiarietà come stabilito all’articolo 5 del trattato. Nel rispetto del principio di proporzionalità, enunciato in detto articolo, il presente Settimo programma quadro non va al di là di quanto necessario per raggiungere detti obiettivi.32.  L’attuazione del Settimo programma quadro può dar luogo a programmi aggiuntivi che prevedono la partecipazione unicamente di determinati Stati membri, alla partecipazione della Comunità a programmi avviati da più Stati membri o alla creazione di imprese comuni o di qualsiasi altra struttura, ai sensi degli articoli 168, 169 e 171 del trattato.33.  La Comunità ha sottoscritto una serie di accordi internazionali nel settore della ricerca ed è opportuno impegnarsi per rafforzare la cooperazione internazionale in questo ambito al fine di raccogliere pienamente i frutti dell'internazionalizzazione della ricerca e dello sviluppo, contribuire alla produzione di beni pubblici globali e integrare ulteriormente la Comunità europea nella comunità di ricerca mondiale.34.  Esiste già un corpus significativo di conoscenze scientifiche in grado di migliorare drasticamente la vita di chi vive nei paesi in via di sviluppo; ove possibile il programma quadro contribuirà al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo del millennio entro il 2010.35.  Il Settimo programma quadro dovrebbe contribuire alla promozione della crescita, dello sviluppo sostenibile e della protezione ambientale.36.  Le attività di ricerca finanziate nell’ambito del presente programma quadro devono rispettare i principi etici fondamentali, compresi quelli enunciati nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. I pareri espressi dal Gruppo europeo di etica delle scienze e delle nuove tecnologie sono stati presi in considerazione e continueranno ad esserlo in futuro. Le attività di ricerca volte alla clonazione umana, quelle intese a produrre modificazioni ereditabili del genoma umano[9] o a creare embrioni umani esclusivamente per l'approvvigionamento di cellule staminali non dovrebbero beneficiare di finanziamenti nell'ambito del presente programma quadro. La ricerca sull'utilizzo delle cellule staminali umane può invece essere finanziata nell'ambito di questo programma quadro, in funzione sia dei contenuti della proposta scientifica che del quadro giuridico dello Stato membro/degli Stati membri interessati.37.  Nell’ambito del Settimo programma quadro si presterà la debita attenzione al il ruolo svolto dalle donne nella scienza e nella ricerca sarà oggetto di promozione attiva tramite adeguate misure, nell’intento di incoraggiare una loro maggiore partecipazione in tali ambiti lavorativi e rafforzare ulteriormente il loro ruolo attivo nelle attività di ricerca.38.  Il presente atto fissa, per l’intera durata del programma, una dotazione finanziaria che costituisce il riferimento privilegiato per l’autorità di bilancio, ai sensi del punto 37 dell’accordo interistituzionale del 17/5/2006 concluso tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio.39.  È opportuno adottare inoltre misure – proporzionate agli interessi finanziari della Comunità – atte a prevenire le irregolarità e le frodi e intraprendere i passi necessari ai fini del recupero di fondi perduti, indebitamente versati o scorrettamente utilizzati ai sensi del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee[10], del regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio dell'11 novembre 1996 relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità[11] e del regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)[12].40.  È importante garantire la sana gestione finanziaria del Settimo programma quadro, la sua attuazione nel modo più efficiente e semplice, assicurando la certezza giuridica e l'accessibilità del programma per tutti i partecipanti. È necessario garantire la conformità con il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee e con i requisiti della semplificazione e di una migliore regolamentazione. La semplificazione delle procedure di esecuzione del Settimo programma quadro contribuirà a garantire l’inserimento di misure di attuazione flessibili nelle regole di partecipazione .DECIDONO:Articolo 1Adozione Istituzione del programma quadroPer il periodo dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2013 è adottato istituito il programma quadro di attività comunitarie nei settori della ricerca e dello sviluppo tecnologico, comprendente anche attività di dimostrazione, di seguito denominato il “Settimo programma quadro”.Articolo 2Obiettivi e attività41.  Il Settimo programma quadro sosterrà le attività precisate nei paragrafi da 2 a 5. Gli obiettivi e le grandi linee di queste attività sono precisati nell’allegato I.42.  Cooperazione a sostegno dell’intera gamma di azioni di ricerca svolte nell'ambito della cooperazione transnazionale, nelle aree tematiche seguenti:43.  Salute;44.  Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie;45.  Tecnologie dell’informazione e della comunicazione;46.  Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione;47.  Energia;48.  Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici);49.  Trasporti (ivi compresa l’aeronautica);50.  Scienze socioeconomiche e scienze umane;51.  Sicurezza e spazio.52.  Idee: a sostegno della ricerca avviata su iniziativa dei ricercatori svolta in tutti i settori da singole équipe nazionali o transnazionali in concorrenza a livello europeo.53.  Persone: per rafforzare, quantitativamente e qualitativamente, il potenziale umano nel campo della ricerca e della tecnologia in Europa ed incoraggiare la mobilità.54.  Capacità: a sostegno di aspetti chiave delle capacità europee di ricerca e innovazione come le infrastrutture di ricerca; cluster regionali orientati alla ricerca; lo sviluppo del pieno potenziale di ricerca nelle regioni di convergenza e ultraperiferiche dell’UE; ricerca a vantaggio delle piccole e medie imprese (PMI); questioni legate alla problematica “Scienza nella società”; sostegno allo sviluppo coerente delle politiche; attività orizzontali di cooperazione internazionale.55.  Il Settimo programma quadro finanzierà anche le azioni dirette scientifiche e tecnologiche non nucleari svolte dal Centro comune di ricerca (CCR), come precisato all’allegato I.Articolo 3Il Settimo programma quadro è attuato mediante programmi specifici. Tali programmi definiscono gli obiettivi precisi e le modalità dettagliate di esecuzione.Articolo 4Importo globale massimo e quote assegnate a ciascun programma1. L’importo globale massimo della partecipazione finanziaria della Comunità al Settimo programma quadro ammonta a 50 521 72 726 milioni di EUR. Tale importo sarà ripartito tra le attività e le azioni di cui all'articolo 2, paragrafi da 2 a 6, come segue (in milioni di EUR):Cooperazione | 32 29244432 |Idee | 7 46011862 |Persone | 4 7277129 |Capacità | 4 2917486 |Azioni non nucleari del Centro comune di ricerca | 1 7511817 |2. La ripartizione indicativa tra le aree tematiche di ciascuna attività di cui al paragrafo 1 è precisata nell’allegato II.3. Le modalità della partecipazione finanziaria della Comunità al presente programma quadro figurano nell’allegato III. Suddetti importi possono essere modificati contestualmente alla revisione delle prospettive finanziarie concernenti il periodo di validità del presente programma quadro.Articolo 5Tutela degli interessi finanziari delle ComunitàPer le azioni comunitarie finanziate in base alla presente decisione, il regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 e il regolamento (CE, Euratom) n. 2185/96 si applicano a qualsiasi violazione di una delle disposizioni del diritto comunitario, compreso l’inadempimento di un’obbligazione contrattuale stabilita in base al programma e risultante da un atto o da un’omissione di un operatore economico, che ha o avrebbe l’effetto di pregiudicare il bilancio generale delle Comunità europee o un bilancio gestito da detto operatore, con una voce di spesa ingiustificata.Articolo 656.  Tutte le attività di ricerca svolte nell’ambito del Settimo programma quadro sono realizzate nel rispetto dei principi etici fondamentali.57.  I seguenti settori di ricerca non sono finanziati nell'ambito del presente programma quadro:58.  l e attività di ricerca volte alla clonazione umana a fini riproduttivi,59.  le attività di ricerca volte a modificare il patrimonio genetico degli esseri umani che potrebbe rendere ereditabili tali modifiche[13],60.  le attività di ricerca volte a creare embrioni umani esclusivamente a fini di ricerca o per l'approvvigionamento di cellule staminali, anche mediante il trasferimento di nuclei di cellule somatiche.61.  La ricerca sulle cellule staminali umane, sia allo stato adulto che embrionale, può essere finanziata, in funzione sia dei contenuti della proposta scientifica che del contesto giuridico esistente nello Stato membro/negli Stati membri interessati.Un'eventuale richiesta di finanziamento di ricerche sulle cellule staminali embrionali umane deve comprendere i particolari delle misure adottate in materia di licenza e di controllo da parte delle autorità competenti degli Stati membri, nonché i particolari concernenti le autorizzazioni etiche che saranno concesse.Per quanto concerne la derivazione di cellule staminali embrionali umane, le istituzioni, gli organismi e i ricercatori devono essere soggetti a un regime rigoroso in materia di licenze e di controllo, conformemente al quadro giuridico dello Stato membro/degli Stati membri interessati.62.  Nella seconda fase del presente programma (2010-2013) i campi di ricerca di cui al paragrafo 2 del presente articolo saranno oggetti di una revisione, alla luce del progresso scientifico.Articolo 7Monitoraggio, valutazione e revisione63.  La Commissione controlla costantemente e sistematicamente l'attuazione del programma quadro e dei suoi programmi specifici e riferisce e divulga regolarmente i risultati di tale controllo.64.  Entro il 2010 la Commissione, assistita da esperti indipendenti, procede ad una valutazione intermedia fondata su prove del presente programma quadro e dei relativi programmi specifici sulla base della valutazione ex-post del Sesto programma quadro . Detta valutazione riguarda la qualità delle attività di ricerca in corso di attuazione, oltre che la qualità dell'attuazione e della gestione e lo stato di avanzamento rispetto al conseguimento degli obiettivi stabiliti.La Commissione comunica le conclusioni della valutazione, corredate delle proprie osservazioni e, se del caso, di proposte di adeguamento del presente programma quadro, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.La valutazione intermedia sarà preceduta, non appena saranno disponibili dati sufficienti, da una relazione sullo stato di avanzamento che esporrà le prime conclusioni sull'efficacia delle nuove azioni avviate nell'ambito del Settimo programma quadro e degli sforzi compiuti in materia di semplificazione.65.  Due anni dopo il completamento del presente programma quadro, la Commissione affida a esperti indipendenti una valutazione esterna delle motivazioni, dell’attuazione e dei risultati del programma quadro.La Commissione comunica le conclusioni della valutazione, corredate delle proprie osservazioni, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.Fatto a Bruxelles, addìPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente[…]ALLEGATO IOBIETTIVI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI, GRANDI LINEE DEI TEMI E DELLE ATTIVITÀIl Settimo programma quadro sarà attuato ai fini del conseguimento degli obiettivi di carattere generale descritti all’articolo 163 [14] del trattato in modo da rafforzare la competitività industriale e soddisfare le esigenze in materia di ricerca di altre politiche comunitarie ed in tal modo contribuire alla creazione di una società della conoscenza, sulla base dello Spazio europeo della ricerca, ed integrare le attività al livello nazionale e regionale. Rafforzerà Promuoverà l’eccellenza nella ricerca scientifica e tecnologica, nello sviluppo tecnologico e nella dimostrazione mediante i quattro programmi seguenti : cooperazione, idee, persone e capacità.I COOPERAZIONEIn questa parte del Settimo programma quadro si offrirà sostegno alla cooperazione transnazionale in varie forme a tutti i livelli nell'Unione europea ed altrove, in una serie di aree tematiche che corrispondono ai principali settori del progresso delle conoscenze e delle tecnologie, in cui la ricerca della massima qualità deve essere sostenuta e potenziata per affrontare le sfide che si pongono in Europa sul piano sociale, economico, ambientale ed industriale. Lo sforzo maggiore sarà diretto al miglioramento della competitività industriale, con un programma di ricerca che riflette le esigenze degli utilizzatori in Europa.L’obiettivo generale è contribuire allo sviluppo sostenibile.I nove temi individuati per l’azione comunitaria sono elencati qui di seguito.66.  Salute;67.  Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie;68.  Tecnologie dell’informazione e della comunicazione;69.  Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione;70.  Energia;71.  Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici);72.  Trasporti (ivi compresa l’aeronautica);73.  Scienze socioeconomiche e scienze umane;74.  Sicurezza e spazio.Questi temi sono definiti a grandi linee ad un livello relativamente generale, in modo da poter essere adattati alle esigenze mutevoli e alle opportunità che emergono nel corso della durata del Settimo programma quadro. Per ciascun tema sono state individuate una serie di attività che corrispondono alle grandi linee del sostegno comunitario. Le attività sono state individuate in base al loro contributo agli obiettivi comunitari, tenendo conto anche della transizione verso una società della conoscenza, del potenziale europeo di ricerca pertinente e del valore aggiunto dell’intervento a livello comunitario in questi ambiti.Si presterà particolare attenzione all'obiettivo di assicurare un coordinamento efficace tra le aree tematiche, e alle aree scientifiche prioritarie che riguardano più temi, come le scienze e le tecnologie marine.Si incentiverà l’interdisciplinarità e la multidisciplinarità mediante strategie intersettoriali congiunte su tematiche di ricerca o tecnologiche che rientrano in più temi; gli inviti a presentare proposte congiunti costituiranno un'importante forma di cooperazione intertematica.In caso di argomenti di particolare importanza per l’industria, i temi sono stati scelti basandosi, tra l’altro, sul lavoro svolto da varie “Piattaforme tecnologiche europee” istituite in settori in cui la competitività europea, la crescita economica e il benessere dipendono dagli importanti progressi realizzati, a medio e lungo termine, nel campo della ricerca e della tecnologia. Le Piattaforme tecnologiche europee consentono di associare le parti interessate, sotto la guida industriale, per definire ed attuare un’agenda strategica di ricerca. Il presente programma quadro contribuirà alla realizzazione di queste agende strategiche di ricerca laddove esse presentano un vero valore aggiunto europeo. Le Piattaforme tecnologiche europee possono contribuire ad agevolare la partecipazione dell’industria a progetti di ricerca attinenti ai loro specifici settori di competenza.I nove temi comprendono anche la ricerca indispensabile per l'elaborazione, l'attuazione e la valutazione delle politiche comunitarie in materia di sanità, sicurezza, tutela dei consumatori, energia, ambiente, aiuto allo sviluppo, pesca, affari marittimi, agricoltura, benessere degli animali, trasporti, istruzione e formazione, occupazione, affari sociali, coesione, creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia e affari interni, parallelamente alla ricerca prenormativa e conormativa necessaria per migliorare l’interoperabilità e la qualità delle norme e la loro attuazione.Nell'ambito di ogni tema, oltre a queste attività, sarà possibile trattare saranno trattati due tipi di opportunità e esigenze in modo aperto e flessibile:-  Esigenze emergenti Tecnologie future ed emergenti : s ostegno alla ricerca destinato ad individuare o approfondire nuove opportunità scientifiche e tecnologiche in un settore determinato e/o in combinazione con altri settori e discipline pertinenti mediante un sostegno specifico destinato a proposte di ricerca "spontanee", anche con inviti a presentare proposte congiunti; sostegno a nuove idee e ad utilizzi radicalmente nuovi ed esplorazione di nuove opzioni nei programmi di ricerca, destinate ad individuare o approfondire, in un settore determinato o in un settore a cavallo tra più discipline, nuove opportunità scientifiche e tecnologiche collegate in particolare con potenzialità di scoperte significative; sarà garantito un coordinamento adeguato con le attività svolte nell'ambito del programma Idee al fine di evitare doppioni e assicurare un utilizzo ottimale dei finanziamenti;-  Esigenze strategiche impreviste: si tratta di reagire in modo flessibile di fronte a nuove esigenze strategiche che emergono nel corso del programma quadro, ad esempio sviluppi imprevisti o eventi che richiedono una reazione tempestiva tra cui nuove epidemie, nuove problematiche in materia di sicurezza alimentare o interventi in caso di disastri naturali.La divulgazione ed il trasferimento delle conoscenze hanno un valore aggiunto fondamentale nelle azioni di ricerca europee, e saranno adottate misure per incrementare l'utilizzo dei risultati da parte dell'industria, dei responsabili delle politiche e della società. La divulgazione sarà considerata un compito integrante Per rafforzare la diffusione e l'utilizzazione dei risultati della ricerca UE, si sosteranno la divulgazione delle conoscenze e il trasferimento dei risultati, altresì tra i responsabili delle politiche in tutte le aree tematiche, con restrizioni appropriate per il tema della sicurezza a causa del carattere riservato delle attività, anche mediante il finanziamento di iniziative di rete, seminari, eventi, assistenza da parte di esperti esterni e servizi informativi ed elettronici, in particolare CORDIS.Sarà garantita la complementarità e la sinergia tra il presente programma e altri programmi comunitari. Nell'ambito del programma "Competitività e innovazione" saranno varate azioni a sostegno dell'innovazione.Particolare attenzione sarà prestata all'esigenza di garantire la partecipazione adeguata delle PMI[15], soprattutto di quelle ad alta intensità di conoscenza, alla cooperazione transnazionale. Nell’ambito di ciascun tema, all'interno della parte "Cooperazione" del programma, saranno adottate misure concrete, comprendenti azioni di sostegno per facilitare la partecipazione delle PMI, che saranno accompagnate da controlli quantitativi e qualitativi. Saranno altresì sostenute iniziative destinate ad avviare un dialogo su questioni scientifiche e risultati della ricerca con il più vasto pubblico possibile, al di fuori della comunità dei ricercatori, e nel campo della comunicazione e dell’istruzione scientifica, ivi compreso il coinvolgimento, laddove opportuno, di organizzazioni o reti di organizzazioni della società civile. Si terrà adeguatamente conto delle questioni di genere e dei principi etici. In tutti i settori della ricerca si affronterà l’integrazione della dimensione di genere e della parità di genere.Il potenziamento della competitività della ricerca europea richiede di liberare completamente il potenziale presente nell’intero Spazio europeo della ricerca. I progetti pertanto mireranno a garantire l'eccellenza scientifica. Promuoveranno inoltre un autentico Spazio europeo della ricerca attraverso la formazione di consorzi ad ampia base ed esploreranno le possibilità di un uso ottimale delle risorse umane e finanziarie.In tutti questi temi, il sostegno alla cooperazione transnazionale avverrà tramite:-  ricerca in collaborazione;-  Iniziative tecnologiche congiunte;-  coordinamento di programmi di ricerca;-  cooperazione internazionale.Ricerca in collaborazioneLa maggior parte dei finanziamenti comunitari destinati alla ricerca sarà consacrata alla ricerca in collaborazione, che ne costituisce il nucleo centrale. L'obiettivo è avviare, nei principali settori di progresso delle conoscenze, progetti di ricerca e reti di elevata qualità in grado di attirare ricercatori ed investimenti dall'Europa e dal mondo intero.A tal fine sarà sostenuta la ricerca in collaborazione mediante una serie di meccanismi di finanziamento: progetti in collaborazione, reti di eccellenza, azioni di coordinamento/sostegno (cfr. allegato III).Iniziative tecnologiche congiunteIn un numero molto limitato di casi, la portata dell’obiettivo di RST e l'entità delle risorse necessarie potrebbero giustificare giustificano l’istituzione di partnership pubblico/privato a lungo termine che assumono la forma di iniziative tecnologiche congiunte. Questo nuovo approccio, basato essenzialmente sulle attività sviluppate Queste iniziative, risultanti essenzialmente dal lavoro dalle Piattaforme tecnologiche europee e concernenti, riguarderà uno o più aspetti specifici di ricerca nel loro settore. Attuate assoceranno investimenti del settore privato e finanziamenti pubblici nazionali ed europei, ivi compresi finanziamenti provenienti dal programma quadro di ricerca e prestiti concessi dalla Banca europea per gli investimenti. Le iniziative tecnologiche congiunte possono essere istituite ai sensi dell’articolo 171 del trattato e istituite singolarmente, queste imprese congiunte devono combinare fondi pubblici e privati, che possono comprendere il finanziamento di prestiti da parte della BEI, finanziati, qualora opportuno, mediante il meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi. (che prevede anche l’istituzione di imprese comuni) o sulla base delle decisioni concernenti i programmi specifici, conformemente all’articolo 166 del trattato.Le iniziative tecnologiche congiunte realizzabili sono individuate in modo aperto e trasparente sulla base di una valutazione che utilizzi una serie di criteri:-  valore aggiunto dell’intervento a livello europeo, misurato in termini di eccellenza;-  esistenza di un’esigenza e un beneficio autentici della società;-  incapacità degli strumenti esistenti di conseguire l’obiettivo;-  entità dell’impatto sulla competitività e la crescita industriali;-  il grado di definizione e chiarezza dell’obiettivo e dei risultati tangibili da perseguire,-  portata dell’impegno finanziario e in termini di risorse dell'industria.-  entità dell’impatto sulla competitività e la crescita industriali;-  importanza del contributo a favore di obiettivi strategici più ampi;-  capacità di attirare aiuti nazionali supplementari e incentivare finanziamenti industriali, subito e in futuro.-  incapacità degli strumenti esistenti di conseguire l’obiettivo.La natura delle iniziative tecnologiche congiunte deve essere chiaramente definita, soprattutto per quanto riguarda le questioni concernenti:-  gli impegni finanziari;-  la durata dell'impegno dei partecipanti;-  le norme che regolano l’accesso e il recesso dal contratto;-  i diritti di proprietà intellettuale.Considerando l'ampia portata e la particolare complessità delle iniziative tecnologiche congiunte, saranno compiuti sforzi significativi per garantirne il funzionamento trasparente, nel rispetto del principio di eccellenza. Qualsiasi stanziamento di finanziamenti comunitari da parte delle iniziative tecnologiche congiunte avverrà nel rispetto dei principi di eccellenza e di trasparenza del programma quadro. Si presterà particolare attenzione alla coerenza e al coordinamento complessivi tra iniziative tecnologiche congiunte e programmi e progetti nazionali negli stessi settori, nel rispetto delle loro procedure di attuazione vigenti. Nella loro attuazione, è opportuno tenere conto delle PMI e delle opportunità di trasferimento tecnologico, nonché dell’esigenza di anticipare i bisogni in materia di istruzione e formazione per conseguire i loro obiettivi e garantire che la partecipazione ai loro progetti sia aperta ad un’ampia gamma di partecipanti di tutta l’Europa, in particolare le PMI. Inoltre l’esperienza acquisita dai cluster EUREKA potrebbe essere utile per le iniziative tecnologiche congiunte in settori connessi.Coordinamento dei programmi di ricerca non comunitariL’azione svolta in questo ambito si avvarrà di due strumenti principali: il piano ERA-NET e la partecipazione della Comunità a programmi nazionali di ricerca avviati congiuntamente (articolo 169 del trattato). L’azione può riguardare argomenti non direttamente collegati con i nove temi menzionati, a condizione che abbiano un valore aggiunto comunitario europeo sufficiente. L’azione servirà anche a rafforzare la complementarità e le sinergie tra il programma quadro e le attività svolte nell'ambito di strutture intergovernative, quali EUREKA e COST[16].Il piano ERA-NET svilupperà e rafforzerà il coordinamento delle attività nazionali e regionali di ricerca-  fornendo un quadro di riferimento per i soggetti che attuano programmi di ricerca pubblici per rafforzare il coordinamento delle loro attività. Ciò comprende il sostegno di nuovi piani ERA-NET, nonché l’ampliamento e l’approfondimento della portata degli ERA-NET esistenti, estendendo ad esempio la loro partnership e rendendo reciprocamente accessibili i loro programmi;. Laddove opportuno, gli ERA-NET potrebbero essere utilizzati per il coordinamento dei programmi tra regioni europee e Stati membri di piccole o medie dimensioni per consentire la loro cooperazione con iniziative su ampia scala.-  In un numero limitato di casi, fornendo un sostegno finanziario comunitario supplementare a quei partecipanti che mettono in comune risorse istituiscono un fondo comune destinate agli inviti a presentare proposte congiunti tra i loro rispettivi programmi nazionali e regionali (“ERA-NET PLUS”).La partecipazione della Comunità ai programmi nazionali avviati congiuntamente a norma dell’articolo 169 è particolarmente interessante per la cooperazione europea su ampia scala, secondo una “geometria variabile” tra Stati membri che condividono esigenze o interessi. In casi ben definiti, quali l’articolo 169, saranno avviate iniziative in aree individuate in stretta collaborazione con gli Stati membri, senza escludere una cooperazione con programmi intergovernativi sulla base di un insieme di criteri, quali:-  pertinenza rispetto agli obiettivi comunitari;-  definizione chiara dell'obiettivo perseguito e sua pertinenza rispetto agli obiettivi del presente programma quadro;-  presenza di una base preesistente (programmi di ricerca nazionali esistenti o previsti);-  valore aggiunto europeo;-  massa critica in relazione alla dimensione e al numero di programmi interessati, similitudine delle attività previste;-  efficacia dell’articolo 169 come mezzo più adeguato per conseguire gli obiettivi.Cooperazione internazionaleLe azioni di cooperazione internazionale devono presentare un valore aggiunto europeo chiaramente definito e in questa parte del programma quadro sono:-  L’apertura di tutte le attività svolte nelle aree tematiche ai ricercatori e agli istituti di ricerca di tutti i dei paesi terzi, con restrizioni per il tema della sicurezza qualora opportuno, impegnandosi ad incoraggiarli a cogliere tale opportunità.-  Azioni specifiche di cooperazione in ciascuna area tematica, destinate ai paesi terzi qualora sussista un interesse reciproco nella cooperazione su temi particolari da selezionare sulla base del loro livello e delle loro esigenze sotto il profilo scientifico e tecnologico. Strettamente legate agli accordi di cooperazione bilaterale o ai dialoghi multilaterali tra l’UE e questi paesi o gruppi di paesi, queste azioni fungeranno da strumenti privilegiati per l'attuazione della cooperazione tra l'UE e questi paesi. In particolare si tratta Oltre a riguardare settori di interesse reciproco, tali azioni includono anche azioni destinate a rafforzare le capacità di ricerca dei paesi candidati nonché dei paesi confinanti e attività di cooperazione destinate ai paesi in via di sviluppo ed emergenti, incentrate sulle loro esigenze particolari in settori quali la salute, l'agricoltura, la pesca e l'ambiente e attuate in condizioni finanziarie adatte alle loro capacità.La presente parte del programma quadro riguarda le azioni di cooperazione internazionale in ciascuna area tematica e le azioni transettoriali. Queste saranno attuate in coordinamento con le azioni previste dai programmi “Persone” e “Capacità” del programma quadro.TEMI1. SaluteObiettivoMigliorare la salute dei cittadini europei , e rafforzare la competitività e la capacità d'innovazione delle industrie e delle aziende europee del settore della salute, affrontando nello stesso tempo questioni sanitarie di livello mondiale comprese le nuove epidemie. Si porrà l’accento sulla ricerca traslazionale (trasformazione di scoperte fondamentali in applicazioni cliniche compresa la validazione scientifica dei risultati sperimentali ), lo sviluppo e la convalida di nuove terapie, i metodi di promozione della salute e di prevenzione compresa la promozione di un invecchiamento sano , gli strumenti diagnostici e le tecnologie mediche , nonché sistemi sanitari sostenibili ed efficienti.MotivazioneIl sequenziamento del genoma umano e i recenti progressi della post-genomica hanno rivoluzionato la ricerca nel campo della salute e delle patologie umane. L’integrazione delle ingenti quantità di dati e lo studio dei processi biologici sottostanti e lo sviluppo di tecnologie chiave per le bioindustrie del settore sanitario richiedono richiede la costituzione di masse critiche di competenze e risorse varie che non sono disponibili a livello nazionale, al fine di accrescere la conoscenza e la capacità di intervento.Per conseguire progressi significativi nella ricerca traslazionale, fondamentali per garantire che la ricerca biomedica produca benefici concreti e migliori la qualità della vita, sono necessarie multidisciplinarità e strategie paneuropee che coinvolgono varie parti interessate. Tali strategie consentono all’Europa di contribuire più efficacemente alle attività internazionali per lottare contro malattie diffuse in tutto il mondo.La ricerca clinica concernente numerose malattie (ad esempio cancro, malattie cardiovascolari e contagiose, malattie mentali e disturbi neurologici, in particolare quelli collegati all’invecchiamento, come la malattia di Alzheimer e il morbo di Parkinson) si basa su sperimentazioni multicentriche internazionali per conseguire il numero necessario di pazienti in un breve arco di tempo. La ricerca epidemiologica richiede un’ampia diversità di popolazioni e di reti internazionali per giungere a conclusioni significative. Lo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici e terapie per le malattie rare, insieme alla realizzazione di ricerche epidemiologiche su tali malattie, presuppone inoltre strategie "plurinazionali" per aumentare il numero di pazienti in ciascuno studio. Lo svolgimento di attività di ricerca al servizio delle politiche sanitarie a livello europeo consente d’altra parte di paragonare modelli, sistemi, dati e materiali concernenti i pazienti conservati nelle basi dati e nelle biobanche.Una ricerca biomedica forte a livello di UE contribuirà al rafforzamento della competitività delle biotecnologie sanitarie, della tecnologia medica e delle industrie farmaceutiche europee. La collaborazione dell'UE con i paesi in via di sviluppo consentirà a tali paesi di sviluppare capacità di ricerca. L’UE è destinata inoltre a svolgere un ruolo attivo nella creazione di un ambiente favorevole all’innovazione nei settori pubblico e farmaceutico che risponda alle esigenze in materia di sanità pubblica , al fine in particolare di ottimizzare i successi della ricerca clinica . Le PMI orientate alla ricerca sono i principali motori economici delle industrie delle biotecnologie sanitarie e delle tecnologie mediche. Sebbene l’Europa vanti attualmente un numero più elevato di imprese biotecnologiche rispetto agli Stati Uniti, la maggior parte di esse sono di dimensioni inferiori e meno mature dei loro concorrenti. Le attività di ricerca pubblico-privato a livello di UE agevoleranno il loro sviluppo. La ricerca comunitaria contribuirà inoltre all’elaborazione di nuove regole e norme per istituire un quadro legislativo adeguato per le nuove tecnologie mediche (ad esempio per la medicina rigenerativa). La ricerca e l'innovazione europee nel settore delle strategie di sperimentazione alternative, in particolare metodi non basati sugli animali, garantiranno un ruolo guida globale in relazione alle preoccupazioni dell'opinione pubblica e delle parti in causa quanto al protrarsi del ricorso agli animali nella ricerca biomedica e potrebbero, inoltre, offrire un mercato per taluni settori industriali.Le attività che saranno prese in considerazione, che comprendono la ricerca indispensabile per le esigenze delle politiche, sono definite qui di seguito. Nell'ambito delle varie attività sarà riservata un'attenzione specifica a saranno affrontate due questioni strategiche: la salute dei bambini e la salute degli anziani. Se del caso saranno sostenuti i programmi di ricerca a lungo termine sul modello dei programmi istituiti dalle piattaforme tecnologiche europee, come quella sui farmaci innovativi. Ad integrazione di queste e per soddisfare nuove esigenze politiche, possono essere finanziate altre azioni, ad esempio nei settori della politica sanitaria e della salute e della sicurezza sul posto di lavoro.Nell'ambito di ciascuna delle seguenti attività si terrà conto di questioni etiche, giuridiche e socioeconomiche.Attività-  Biotecnologie, strumenti generici e tecnologie mediche per la salute umana.-  Ricerca high-throughput (ad elevate prestazioni). Si tratta di catalizzare i progressi nella genomica, postgenomica e nella ricerca biomedica perfezionando la produzione, la standardizzazione, l’acquisizione e l’analisi di dati.-  Individuazione, diagnosi e monitoraggio. Si porrà l’accento su strategie non invasive o poco invasive.-  Previsione dell’adeguatezza, della sicurezza e dell'efficacia delle terapie. Si intende sviluppare e convalidare marcatori biologici, metodi e modelli in vitro e in vivo, ivi compresa la simulazione, la farmacogenomica, le strategie selettive e di fornitura e le alternative alla sperimentazione animale.-  Strategie ed interventi terapeutici innovativi . Si mira a ricercare, consolidare e sviluppare ulteriormente terapie e tecnologie avanzate con potenziali applicazioni per numerosi disturbi e malattie, quali nuovi strumenti terapeutici per la medicina rigenerativa.-  Traslare la ricerca per la salute umana-  Integrazione di dati e processi biologici: rilevazione su ampia scala di dati, biologia dei sistemi (compresa la modellizzazione di sistemi complessi). Generazione e analisi dell’ingente quantità di dati necessari per comprendere meglio le complesse reti di regolazione di migliaia di geni e prodotti genici che controllano processi biologici fondamentali in tutti gli organismi pertinenti ed a tutti i livelli di organizzazione.-  Ricerca sul cervello e relative patologie, sviluppo umano e invecchiamento. Esplorazione del processo di un invecchiamento sano e del modo in cui i geni e l’ambiente interagiscono con l’attività cerebrale, sia in condizioni normali sia in presenza di patologie del cervello e patologie pertinenti connesse con l'età (ad esempio la demenza).-  Ricerca traslazionale concernente le malattie contagiose. Lotta contro la resistenza ai farmaci, le minacce planetarie costituite dall'HIV/AIDS, compresa la coinfezione con l’epatite C, la malaria e la tubercolosi nonché epidemie potenzialmente nuove e riemergenti (ad esempio la SARS e tipi di influenza altamente patogeni).-  Ricerca traslazionale nelle principali malattie: cancro, malattie cardiovascolari, diabete/obesità; malattie rare ed altre malattie croniche, ( comprese le malattie reumatoidi osteoartrite ) . Sviluppo di strategie incentrate sul paziente, dalla prevenzione alla diagnosi con particolare attenzione per e la cura, ivi compresa la ricerca clinica.-  Ottimizzare la prestazione delle cure sanitarie per i cittadini europei-  Trasferire i risultati della ricerca clinica nella pratica clinica . Creazione della base di conoscenze per il processo decisionale clinico e delle modalità di trasferimento dei risultati della ricerca clinica nella pratica clinica, con particolare attenzione alla sicurezza dei pazienti e ad un uso più adeguato dei farmaci (ivi compresi alcuni aspetti di farmacovigilanza e dei farmaci complementari e alternativi scientificamente testati) e alle specificità dei bambini, delle donne e degli anziani.-  Qualità, efficienza e solidarietà dei sistemi di assistenza sanitaria , ivi compresi i sistemi di assistenza sanitaria transitori . Trasformazione degli interventi concreti in decisioni gestionali, valutazione dei costi, dell'efficacia e dei benefici di vari interventi, anche per quanto riguarda la sicurezza dei pazienti, definizione delle esigenze e delle condizioni per assicurare un’adeguata offerta di risorse umane, analisi dei fattori che condizionano l’equità dell’accesso alle cure sanitarie di elevata qualità (anche per le persone svantaggiate), ivi compresa l’analisi dei cambiamenti della popolazione (ad esempio invecchiamento, mobilità e migrazione, evoluzione del lavoro).-  Perfezionamento della prevenzione delle malattie ed uso più adeguato dei farmaci. Elaborazione di interventi efficienti in materia di sanità pubblica concernenti i determinanti generali della salute (come lo stress, i regimi alimentari, lo stile di vita o i fattori ambientali e la loro interazione con i farmaci). Individuazione di interventi efficaci in contesti sanitari diversi per perfezionare la prescrizione di medicinali ed ottimizzarne l'uso da parte dei pazienti (ivi compresi gli aspetti di farmacovigilanza e di interazione dei farmaci).-  Uso adeguato di terapie e tecnologie sanitarie nuove. Valutazione della sicurezza e dell'efficacia a lungo termine e monitoraggio dell’uso su ampia scala di nuove tecnologie mediche (ivi compresi singoli dispositivi) e terapie avanzate che garantiscano un elevato livello di protezione e beneficio per la sanità pubblica.2. Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologieObiettivoCreazione di una bioeconomomia europea basata sulla conoscenza[17] associando scienza, industria ed altre parti interessate, per sfruttare opportunità di ricerca nuove e emergenti che riguardano problematiche sociali, ambientali ed economiche: la crescente richiesta di alimenti più sicuri, più sani e di migliore qualità e di un uso e una produzione sostenibili di risorse biologiche rinnovabili ; il rischio in aumento di malattie epizootiche e zoonotiche e di disturbi legati all’alimentazione; le minacce alla sostenibilità e alla sicurezza della produzione agricola, ittica e dell’acquicoltura, comprese quelle dovute soprattutto ai cambiamenti climatici; e la crescente domanda di prodotti alimentari di elevata qualità, nel rispetto del benessere degli animali e dei contesti rurali e costieri e le modalità per soddisfare specifiche esigenze dei consumatori .MotivazioneLe innovazioni e il progresso delle conoscenze in materia di gestione, produzione ed uso sostenibili delle risorse biologiche (microrganismi, piante ed animali) costituiranno la base per prodotti nuovi, sostenibili, più sicuri, ecoefficienti e competitivi per l'agricoltura, la pesca, l’alimentazione umana e animale, la salute, la silvicoltura e le relative industrie. In linea con la strategia europea concernente le scienze della vita e le biotecnologie[18], ciò contribuirà a rafforzare la competitività delle imprese agricole e biotecnologiche, delle sementi e alimentari europee, in particolare le PMI ad alta tecnologia. Le ricerche concernenti la sicurezza delle catene alimentari umane e animali, le patologie legate all’alimentazione, le scelte alimentari e l’impatto dei prodotti alimentari e dell’alimentazione sulla salute concorreranno a combattere i disturbi legati all'alimentazione (tra cui obesità e allergie) e le malattie infettive (ad esempio le encefalopatie spongiformi trasmissibili, l’influenza aviaria), contribuendo nello stesso tempo all’attuazione delle politiche e delle regolamentazioni vigenti e all’elaborazione di quelle future nel settore della sanità, della salute degli animali, della fitosanità e della tutela dei consumatori.La diversità delle industrie europee e le loro dimensioni prevalentemente ridotte in queste aree, pur rappresentando un punto di forza e un’opportunità, danno origine ad approcci diversi nei confronti di problemi analoghi che si affrontano meglio mediante una maggiore collaborazione e la condivisione di nuove metodologie, tecnologie, processi e norme risultanti dalle modifiche della legislazione dell’UE comunitaria.Molte piattaforme tecnologiche europee contribuiscono alla determinazione di priorità di ricerca comuni in settori quali la genomica e la biotecnologia vegetali, la silvicoltura e le relative industrie, la salute degli animali a livello mondiale, la cura degli animali da allevamento, le biotecnologie alimentari e industriali. La ricerca consentirà di acquisire anche la base di conoscenze necessaria per sostenere[19]: la politica agricola comune; le problematiche in materia di agricoltura e commercio; la regolamentazione in materia di sicurezza dei prodotti alimentari; la strategia forestale per l'Unione europea; le norme comunitarie in materia di salute, controllo delle patologie e benessere degli animali; la riforma della politica comune della pesca ai fini dello sviluppo sostenibile della pesca e dell’acquicoltura e la sicurezza dei prodotti alimentari provenienti dal mare. Si prevede inoltre una reazione flessibile alle nuove esigenze strategiche, in particolare in relazione alle nuove tendenze economiche e sociali.Attività-  Produzione e gestione sostenibili delle risorse biologiche provenienti dalla terra, dalla silvicoltura e dagli ambienti acquatici : ricerca strumentale, ivi comprese le tecnologie “omiche”, come la genomica, la proteomica, la metabolomica, la biologia dei sistemi, la bioinformatica e le tecnologie convergenti per i microrganismi, le piante e gli animali, ivi compresa la valorizzazione e l’uso sostenibile della loro biodiversità. Per le risorse biologiche del suolo, la ricerca verterà sui seguenti aspetti: fertilità dei terreni; raccolti migliorati nonché sistemi di produzione perfezionati in tutta la loro diversità, ivi compresa l'agricoltura biologica, i sistemi di produzione di qualità e il controllo e la valutazione degli impatti degli OGM sull’ambiente e sugli esseri umani; la fitosanità; agricoltura e silvicoltura sostenibili, competitive e multifunzionali; sviluppo rurale integrato. Salute, benessere, allevamento e produzione animale[20], compresa la ricerca nei vaccini e la diagnostica; pesca ed acquicoltura sostenibili, competitive e multifunzionali; malattie infettive degli animali, compresi studi epidemiologici, le zoonosi, i relativi agenti patogeni e le malattie legate ai mangimi animali; altre minacce alla sostenibilità e alla sicurezza della produzione alimentare, compresi i cambiamenti climatici; smaltimento sicuro dei rifiuti animali. Per le risorse biologiche provenienti dagli ambienti acquatici la ricerca mirerà alla sostenibilità e alla competitività della pesca, fornirà la base scientifica e tecnica di gestione della pesca e sosterrà lo sviluppo sostenibile dell’acquicoltura, compresi l’allevamento e il benessere. conservazione, gestione e valorizzazione delle risorse acquatiche viventi, Sviluppo degli strumenti necessari ai responsabili delle politiche e ad altri operatori in settori quali l’agricoltura, la pesca e l'acquicoltura e lo sviluppo rurale (paesaggio, pratiche di gestione del territorio ecc); contesti socioeconomici ed etici della produzione.-  “Dalla tavola ai campi”: Prodotti alimentari, salute e benessere: Aspetti dei prodotti alimentari e dei mangimi legati alla sanità, alla cultura, all’industria, alla società e al consumo, comprendenti anche le scienze comportamentali e cognitive; l’alimentazione, le patologie legate all’alimentazione, compresa l’obesità e le allergie; benefici per la salute di alcuni alimenti e diete; tecnologie innovative di trattamento dei prodotti alimentari e dei mangimi (ivi compreso l’imballaggio); perfezionamento della qualità e della sicurezza, sul piano chimico e microbiologico, dei prodotti alimentari, delle bevande e dei mangimi; integrità (e controllo) della catena alimentare; impatti ambientali sulle e delle catene alimentari/dei mangimi; impatto e resistenza della catena alimentare ai cambiamenti a livello planetario; concetto di catena alimentare intera (anche per i frutti di mare); tracciabilità.-  Scienze della vita e biotecnologie per prodotti e processi non alimentari sostenibili : Miglioramento dei raccolti e delle risorse forestali, materie prime alimentari, prodotti e biomassa marini (ivi comprese le risorse marine) per la produzione di energia, la tutela dell’ambiente e la fabbricazione di prodotti ad elevato valore aggiunto, come i materiali e le sostanze chimiche, tra cui i nuovi sistemi di allevamento/coltivazione, i bioprocessi e i concetti di "bioraffinamento" innovativi; biocatalisi; nuovi e migliori microrganismi e enzimi; prodotti e processi della silvicoltura; bio- risanamento ambientale e sistemi di bio- trattamento meno inquinanti ; l’utilizzo di rifiuti e sottoprodotti agroindustriali .3. Tecnologie dell’informazione e della comunicazioneObiettivoRafforzare la competitività dell’industria europea e C consentire all’Europa di dominare e plasmare gli sviluppi futuri delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) in modo da soddisfare la domanda della società e dell'economia . Le attività rafforzeranno la base scientifica e tecnologica europea e garantiranno la sua leadership globale nel settore delle TIC, contribuiranno ad orientare ed incentivare l’innovazione e la creatività nei prodotti, nei servizi e nei processi mediante l’uso di queste tecnologie e garantiranno che i progressi realizzati nelle TIC vengano rapidamente trasformati in benefici per i cittadini, le imprese, l'industria e le amministrazioni pubbliche europee.MotivazioneLe tecnologie dell’informazione e della comunicazione sono fondamentali per il futuro dell’Europa e indispensabili per la realizzazione dell’agenda di Lisbona. Esse hanno un impatto catalitico in tre settori chiave: produttività ed innovazione, ammodernamento dei servizi pubblici e progresso scientifico e tecnologico. Nelle nostre economie metà degli aumenti di produttività sono legati all'impatto delle TIC sui prodotti, i servizi e i processi aziendali. Le TIC costituiscono il fattore principale di innovazione e creatività e consentono di controllare i cambiamenti delle catene di valore nei settori industriali e dei servizi. Le ICT sono essenziali per far fronte all’aumento della domanda di cure sanitarie e sociali, in particolare per persone con bisogni particolari compresi gli anziani, e per modernizzare i servizi in settori di pubblico interesse, quali l’istruzione, il patrimonio culturale, l’apprendimento, l’inclusione sociale, la coesione, la sicurezza, l’energia, i trasporti e l’ambiente nonché per promuovere l'accessibilità e la trasparenza dei processi di governance e di sviluppo delle politiche. Le TIC svolgono un ruolo importante nella gestione delle attività di ricerca, tecnologia e sviluppo e nella comunicazione ed esercitano un effetto catalizzatore sul progresso in altri settori scientifici e tecnologici in quanto modificano il modo in cui i ricercatori lavorano, cooperano e innovano.Le esigenze economiche e sociali crescenti, insieme all'integrazione costante delle TIC e all'esigenza di superare i limiti tecnologici, nonché di sviluppare prodotti e servizi altamente innovativi e di elevato valore, basati sulle TIC , impongono un programma di ricerca sempre più denso. Avvicinare la tecnologia alle persone e alle esigenze organizzative significa: nascondere la complessità della tecnologia, illustrandone, su richiesta, le funzionalità; renderla funzionale, facile da usare, disponibile e a buon mercato; offrire nuove applicazioni, soluzioni e servizi nuovi basati sulle TIC che siano sicuri, affidabili e adattabili alla situazione in cui si trova l'utilizzatore e alle sue preferenze. Condizionati dalla richiesta di "più per meno", i ricercatori nel settore delle TIC sono attualmente coinvolti in una gara a livello mondiale per concentrarsi sulla per progredire nella miniaturizzazione, padroneggiare la convergenza delle tecnologie informatiche, di comunicazione e dei media, compresa un'ulteriore interoperabilità tra sistemi, e la convergenza con altre scienze e discipline pertinenti, e costruire sistemi in grado di imparare ed evolvere. Una nuova ondata di tecnologie sta nascendo da queste varie attività. Le attività di ricerca sulle TIC poggeranno e contribuiranno contribuiscono anche ad un'ampia gamma di discipline scientifiche e tecnologiche, come la biologia, la chimica, le scienze della vita e le scienze biologiche, la psicologia, la pedagogia, le scienze cognitive, le scienze sociali e le scienze umane.Le TIC rappresentano uno dei settori a più elevata densità di ricerca, in cui le attività, del settore pubblico e privato, rappresentano un terzo dell’insieme delle attività di ricerca di tutte le principali economie. Sebbene l’Europa vanti già una posizione di leadership industriale e tecnologica in settori chiave delle TIC, registra un certo ritardo, rispetto ai suoi principali concorrenti, per quanto riguarda gli investimenti nella ricerca in tale settore. Saremo in grado di beneficiare al massimo delle opportunità offerte dai progressi nelle TIC solo concentrando nuovamente e in modo più adeguato le attività di ricerca a livello europeo.Le attività di ricerca sulle TIC si articoleranno strettamente con le azioni strategiche a favore della loro diffusione e con le misure di regolamentazione nell'ambito di una strategia globale ed olistica. Le priorità sono state fissate a seguito di vastissime consultazioni e sulla base dei contributi di una serie di piattaforme tecnologiche europee e iniziative industriali in settori quali la nanoelettronica, i microsistemi, i sistemi incorporati, le comunicazioni mobili e senza fili, i mezzi di comunicazione elettronici, la fotonica, la robotica e il software, i servizi e i grid.AttivitàIl ruolo della ricerca nelle tecnologie future ed emergenti è particolarmente rilevante nell'ambito di questo tema: si tratta di sostenere la ricerca alle frontiere della conoscenza nel settore delle TIC di base e nelle loro associazioni con altre aree e discipline pertinenti; elaborare nuove idee e usi radicalmente nuovi ed esplorare nuovi percorsi di ricerca in materia di TIC, ivi compresi la valorizzazione degli effetti quantici, l’integrazione di sistemi e i sistemi intelligenti.-  I pilastri tecnologici delle ICT:-  Nanoelettronica, fotonica e micro/nanosistemi integrati : superare i limiti della miniaturizzazione, integrazione, varietà, memoria e densità; potenziare le prestazioni e la producibilità a costi ridotti; agevolare l’incorporazione delle TIC in vari tipi di applicazioni; interfacce; ricerca a monte che richiede l’esplorazione di nuovi concetti.-  Reti di comunicazione universali e a capacità illimitata : accesso universale mediante reti eterogenee – fisse, mobili, senza filo e di radiodiffusione che vanno dalla sfera personale all’area regionale e mondiale – che consentono la fornitura continua di volumi sempre più consistenti di dati e servizi in qualsiasi momento e in qualsiasi posto.-  Sistemi, informatica e controllo incorporati : sistemi e prodotti informatici, di immagazzinamento e di comunicazione potenti, sicuri e distribuiti, affidabili ed efficienti, incorporati in oggetti e in infrastrutture fisiche e in grado di rilevare e controllare il proprio ambiente e di adattarvisi; interoperabilità di sistemi discreti e continui .-  Software, grid, sicurezza e affidabilità : software e servizi dinamici, adattabili, dal funzionamento sicuro e affidabili, piattaforme per software e servizi, sistemi complessi e nuove architetture di trattamento, ivi compresa la loro offerta come servizio.-  Sistemi di conoscenza, cognitivi e di apprendimento : sistemi semantici; acquisizione e valorizzazione delle conoscenze incorporate nel web e dei contenuti multimediali; sistemi artificiali “bio-ispirati” che percepiscono, comprendono, apprendono ed evolvono ed agiscono in modo autonomo; apprendimento da parte di macchine di facile utilizzo e di persone basato su una comprensione più profonda della cognizione umana.-  Simulazione, visualizzazione, interazione e realtà miste : strumenti per la progettazione innovativa e la creatività nei prodotti, i servizi e i mezzi di comunicazione digitali e per l'interazione e la comunicazione naturali con funzioni linguistiche integrate ed un contesto ricco.Nuove prospettive delle TIC, sulla base di altre discipline scientifiche e tecnologiche , che si avvalgono di elementi tratti dalla fisica, dalle biotecnologie, dalle scienze della vita e dei materiali, e dalla matematica, per la miniaturizzazione di dispositivi TIC fino a dimensioni compatibili con gli organismi viventi e interagenti con essi per incrementare le prestazioni e la facilità d’uso dell’ingegneria dei sistemi e del trattamento delle informazioni, nonché per la modellizzazione e la simulazione del mondo vivente.-  Integrazione di tecnologie:-  Ambienti personali : dispositivi personali informatici e di comunicazione, accessori, prodotti indossabili ( wearables ), impianti e loro interfacce e interconnessioni con servizi e risorse.-  Ambienti domestici : comunicazione, monitoraggio, controllo, assistenza; interoperabilità continua ed utilizzo di tutti i dispositivi; contenuti e servizi digitali interattivi.-  Sistemi robotici : sistemi autonomi avanzati; cognizione, controllo, attitudine all’azione, interazione naturale e cooperazione; miniaturizzazione, tecnologie umanoidi.-  Infrastrutture intelligenti : strumenti che rendono le infrastrutture indispensabili per la vita quotidiana più efficaci e più facili da utilizzare, più adattabili e di manutenzione più agevole, più robuste e resistenti ai guasti.-  Ricerca sulle applicazioni-  Le TIC per affrontare le sfide della società : nuovi sistemi, nuovi materiali, strutture, tecnologie e servizi in settori di interesse pubblico per migliorare la qualità, l’efficienza, l’accesso e l’inclusione; applicazioni di facile uso, integrazione di nuove tecnologie ed iniziative quali l’ambient assisted living (ossia domotica per categorie deboli).-  nell’ambito della sanità , migliorare la prevenzione e la fornitura di assistenza sanitaria, la diagnosi precoce, la terapia e la personalizzazione; l’autonomia, la sicurezza, il controllo e la mobilità dei pazienti; spazio di informazione sanitaria per scoprire conoscenze nuove;-  per rafforzare l’inclusione sociale e l’equa partecipazione e impedire i divari digitali; tecnologie assistive per anziani e disabili; approccio progettuale detto “progettare per tutti” ( design for all ).-  per la mobilità , sistemi di trasporto intelligenti basati sulle TIC, veicoli e soluzioni per servizi intelligenti destinati al turismo, che consentano la circolazione di persone e merci con la massima sicurezza, confort, efficienza e nel rispetto dell'ambiente;-  a sostegno dell’ambiente , della gestione dei rischi e dello sviluppo sostenibile, prevenire o ridurre la vulnerabilità ed attenuare le conseguenze dei disastri naturali, degli incidenti industriali e delle attività umane connesse allo sviluppo economico;-  per i governi , efficienza, apertura ed affidabilità per un’amministrazione pubblica di livello eccezionale e collegamenti con cittadini e imprese, a sostegno della democrazia e in modo da consentire a tutti di accedere alle informazioni.-  Le TIC per i contenuti, la creatività e lo sviluppo personale:-  nuovi paradigmi per i mezzi di comunicazione e nuove forme di contenuto incluso l'intrattenimento; creazione di contenuti digitali interattivi; esperienze arricchite degli utilizzatori; fornitura di contenuti efficace rispetto ai costi; gestione dei diritti digitali; media ibridi;-  apprendimento potenziato dalla tecnologia; soluzioni di apprendimento adattivo e contestualizzato; apprendimento attivo;-  sistemi basati sulle TIC a sostegno dell'accessibilità e dell'uso a lungo termine di risorse e beni culturali e scientifici digitali in un ambiente multilingue e multiculturale.-  Le TIC al servizio delle imprese e dell’industria:-  nuove forme di processi aziendali in rete, cooperativi e dinamici, ecosistemi digitali, in particolare per le organizzazioni di piccole e medie dimensioni; organizzazione ottimale e distribuita del lavoro e ambienti di lavoro in collaborazione ad esempio la condivisione delle conoscenze e i servizi interattivi (ad esempio nel settore del turismo);-  Produzione , comprese le industrie tradizionali: progettazione rapida e adattiva; produzione e consegna di merci altamente personalizzate; produzione digitale e virtuale; strumenti di modellizzazione, simulazione, ottimizzazione e presentazione: prodotti TIC miniaturizzati e integrati.-  Le TIC al servizio della fiducia : gestione dell’identità; autenticazione ed autorizzazione; tecnologie a sostegno della riservatezza; gestione dei diritti e attivi; protezione contro le minacce informatiche.-  Tecnologie future ed emergenti: sostenere la ricerca alle frontiere della conoscenza nel settore delle TIC di base e nelle loro associazioni con altre aree e discipline pertinenti; elaborare nuove idee e usi radicalmente nuovi ed esplorare nuovi percorsi di ricerca in materia di ICT,4. Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzioneObiettivoRafforzare la competitività dell’industria europea e generare conoscenze per garantire la sua trasformazione da un’industria ad alta intensità di risorse ad un’industria ad alta intensità di conoscenze, mediante la produzione di cambiamenti graduali nelle conoscenze e l'attuazione di conoscenze decisive di conoscenze rivoluzionarie per nuove applicazioni all’intersezione tra tecnologie e discipline diverse . Questo apporterà benefici sia alle nuove industrie ad alta tecnologia sia alle industrie tradizionali di valore superiore fondate sulla conoscenza, con particolare attenzione per la diffusione appropriata dei risultati RST tra le PMI. Tali attività sono principalmente destinate a rendere possibili tecnologie che hanno un impatto su tutti i settori industriali e su molti altri temi del Settimo programma quadro.MotivazioneLe difficoltà crescenti che caratterizzano molte Il declino delle attività industriali non si registrano solo nei settori tradizionali ad alta intensità di manodopera, ma si osservano ormai anche in settori intermedi – che costituiscono i punti di forza dell’industria europea – ad anche in alcuni settori di alta tecnologia. È necessario mantenere una solida base industriale rafforzando i contenuti in conoscenze dell'industria esistente nonché Questa tendenza può e deve essere invertita grazie allo sviluppo, sviluppando in Europa un'industria forte basata sulla conoscenza, ad alto coefficiente di conoscenze, ponendo l'accento sulla valorizzazione della ricerca di base finalizzata ad applicazioni industriali. Questo processo comprenderà la modernizzazione della base di PMI esistenti e l'istituzione di PMI “spinte dalla conoscenza”, grazie alla diffusione delle conoscenze e delle competenze e ai programmi di collaborazione.La competitività dell'industria del futuro dipenderà ampiamente dalle nanotecnologie e dalle loro applicazioni. La RST in materia di nanoscienze e nanotecnologie intrapresa in vari settori può accelerare la trasformazione dell'industria europea. L’UE vanta una leadership riconosciuta in settori quali le nanoscienze, le nanotecnologie, i materiali e le tecnologie di produzione, posizione che deve essere rafforzata per proteggere e potenziare la posizione dell'UE in un contesto mondiale estremamente competitivo.Priorità interessanti per l’industria e l'integrazione di tali priorità in applicazioni settoriali possono essere realizzate mediante attività quali le piattaforme tecnologiche europee in settori quali la nanoelettronica, la fabbricazione, l'acciaio, la chimica, l'industria dei trasporti, l'edilizia, la sicurezza industriale, i tessili, la cellulosa e la carta l'industria forestale e la nanomedicina. Ciò contribuirà a stabilire priorità ed obiettivi di ricerca comuni. Inoltre, reagendo in modo flessibile alle nuove esigenze strategiche che dovessero sorgere nel corso del periodo di applicazione del Settimo programma quadro, Oltre alle priorità interessanti per l’industria e alla loro integrazione in applicazioni settoriali, saranno trattate le questioni strategiche, regolamentari, di standardizzazione pertinenti e gli aspetti legati all’impatto, anche reagendo in modo flessibile qualora dovessero sorgere nuove esigenze strategiche.Attività-  Nanoscienze e nanotecnologie-  Generazione di nuove conoscenze sui fenomeni legati all'interfaccia e alle dimensioni; controllo su scala nanometrica delle proprietà dei materiali per nuove applicazioni; integrazione di tecnologie su scala nanometrica; proprietà autoassemblanti; nanomotori, nanomacchine e nanosistemi; metodi e strumenti di caratterizzazione e manipolazione su scala nanometrica; tecnologie nanometriche e di alta precisione nel settore della chimica per la produzione di materiali di base e componenti; impatto sulla sicurezza umana; la salute e l’ambiente; metrologia, monitoraggio e rilevamento, nomenclatura e norme, esplorazione di nuovi concetti e strategie per le applicazioni settoriali, ivi compresa l'integrazione e la convergenza di tecnologie emergenti. Le attività esamineranno inoltre l'impatto delle nanotecnologie sulla società e la pertinenza delle nanoscienze e delle nanotecnologie per la soluzione dei problemi della società.-  Materiali-  Generazione di nuove conoscenze sui materiali e sulle superfici ad alte prestazioni per nuovi prodotti e processi, nonché per la loro riparazione; materiali basati sulle conoscenze con proprietà personalizzate e prestazioni prevedibili; progettazione e simulazione più affidabili; modellizzazione computazionale ; maggiore complessità; compatibilità ambientale; integrazione dei funzionalitàlivelli nano-molecolaremicro-macro nella tecnologia chimica e nelle industrie di trattamento dei materiali; nuovi nanomateriali, compresi i nanocomposti, biomateriali, materiali artificiali con proprietà elettromagnetiche che non si trovano in natura e materiali ibridi, ivi compresa la progettazione e il controllo del loro trattamento, delle loro proprietà e delle loro prestazioni. I materiali con nuove proprietà sono di fondamentale importanza per la competitività futura dell'industria europea e alla base del progresso tecnico in vari settori, come la salute, l'elettronica, l'energia, il trasporto e la sicurezza.-  Nuove modalità di produzione-  Creare le condizioni e gli attivi per una produzione sostenibile ad alto coefficiente di conoscenze, ivi compresa l’elaborazione, lo sviluppo e la convalida di nuovi paradigmi che soddisfino le esigenze industriali emergenti, e promuovere la modernizzazione della base industriale europea; sviluppo di mezzi di produzione generici per una produzione adattiva, in rete e basata sulla conoscenza; sviluppo di nuovi concetti di ingegneria che valorizzano la convergenza delle tecnologie (tecnologie nanometriche, cognitive, info-telematiche e loro requisiti ingegneristici) per la prossima generazione di prodotti e servizi ad alto valore aggiunto e adeguamento all’evoluzione delle esigenze ; utilizzare tecnologie di produzione ad alto rendimento.-  Integrazione di tecnologie per applicazioni industriali-  Integrazione di conoscenze e nano e micro tecnologie nuove sulla scala nanometrica, i materiali e la produzione in applicazioni settoriali e transettoriali per far fronte in particolare alle esigenze individuate dalle pertinenti piattaforme tecnologiche europee., tra cui: salute, edilizia, trasporti, energia, chimica, ambiente, tessili e abbigliamento, cellulosa e carta, ingegneria meccanica.5. EnergiaObiettivoAdeguare Trasformare entro il 2020 l’attuale sistema energetico rendendolo maggiormente sostenibile , meno dipendente da combustibili importati, fondato su una gamma diversificata di fonti e vettori energetici, riservando particolare attenzione alle tecnologie energetiche con emissioni di CO2 inferiori o nulle , associati ad una maggiore efficienza e conservazione energetica, per far fronte alle sfide, sempre più pressanti, della sicurezza dell’approvvigionamento e dei cambiamenti climatici, rafforzando nel contempo la competitività delle industrie energetiche europee .MotivazioneI sistemi energetici devono far fronte a importanti sfide. Gli scenari allarmanti della domanda energetica mondiale, a fronte della limitatezza delle risorse convenzionali di greggio e di metano (che si prevede aumenterà del 60% nei prossimi 30 anni), nonché l'esigenza di ridurre drasticamente le emissioni di gas serra per attenuare le conseguenze devastanti del cambiamento climatico, la volatilità dannosa dei prezzi del petrolio (soprattutto per il settore dei trasporti che dipende fortemente dal petrolio) e l'instabilità geopolitica nelle regioni produttrici impongono di individuare e sviluppare rapidamente soluzioni adeguate. La ricerca energetica contribuisce a garantire prezzi energetici accessibili ai nostri cittadini e alle nostre imprese. Per sviluppare tecnologie e misure quanto più possibile ecologiche ed efficaci rispetto ai costi sono necessarie attività di ricerca e dimostrazione che consentano all'UE di conseguire i suoi obiettivi, ivi compresi gli obiettivi stabiliti nell'ambito del protocollo di Kyoto, e rispettare gli impegni assunti in materia energetica, come illustrato nel Libro verde del 2000 sulla sicurezza dell’approvvigionamento energetico [21] , nel Libro verde del 2005 sull'efficienza energetica e nel Libro verde del 2006 sulla strategia europea per l’energia sostenibile, competitiva e sicura.L'Europa vanta una posizione di leadership in una serie di tecnologie di produzione e di efficienza energetica. È una pioniera nel settore delle tecnologie rinnovabili moderne, come l'energia solare, la bioenergia e l'energia eolica. L'UE è inoltre una concorrente mondiale per le tecnologie di produzione e distribuzione dell'energia e vanta una forte capacità di ricerca nel settore della cattura e del sequestro del carbonio. Questa posizione è, tuttavia, fortemente minacciata dalla fa fronte attualmente alla concorrenza (in particolare degli Stati Uniti e del Giappone). L'Europa deve pertanto mantenere e sviluppare la sua posizione guida che richiede ampi sforzi e collaborazione a livello internazionale.La trasformazione radicale del sistema energetico in un sistema energetico affidabile, competitivo e sostenibile le cui emissioni di CO2 siano ridotte o nulle presuppone l'adozione di nuovi materiali e di nuove tecnologie, con rischi troppo elevati e benefici profitti troppo incerti perché le imprese private apportino la totalità degli investimenti necessari per la ricerca, lo sviluppo, la dimostrazione e la fase operativa. Il sostegno pubblico dovrebbe pertanto svolgere un ruolo fondamentale nella mobilitazione degli investimenti privati e l'impegno e le risorse europei dovrebbero essere associati in un modo più coerente ed efficace per competere con le economie che stanno investendo massicciamente e in modo continuato in tecnologie analoghe. Le piattaforme tecnologiche europee svolgono un ruolo importante da questo punto di vista, mobilitando le attività di ricerca necessarie in modo coordinato. Le attività da realizzare per conseguire l’obiettivo sono specificate qui di seguito. È compresa un’attività specifica sulle conoscenze per il processo di elaborazione delle politiche in materia energetica, attività che può fornire sostegno anche alle nuove esigenze strategiche emergenti, ad esempio riguardanti il ruolo della politica energetica europea negli sviluppi delle azioni internazionali sul cambiamento climatico e le instabilità o le interruzioni dell’approvvigionamento e dei prezzi dell’energia.Attività-  Idrogeno e celle a combustibileAzione integrata destinata a fornire una solida base tecnologica alle industrie comunitarie dell'idrogeno e delle celle a combustibile per applicazioni fisse, mobili e nei trasporti. La piattaforma tecnologica europea per l’idrogeno e le celle a combustibile contribuisce a questa attività proponendo una strategia integrata di ricerca e dispiegamento.-  Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabiliTecnologie destinate a rafforzare l’efficienza generale di conversione, il rapporto costi-efficienza e l'affidabilità, riducendo il costo della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili interne, compresi i rifiuti biodegradabili, e per lo sviluppo e la dimostrazione di tecnologie adatte a condizioni regionali diverse.-  Produzione di combustibile rinnovabileSistemi integrati di produzione di combustibile e tecnologie integrate di conversione: sviluppare e ridurre il costo unitario dei combustibili solidi, liquidi e gassosi (compreso l'idrogeno) prodotti da fonti energetiche rinnovabili, compresi la biomassa e i rifiuti biodegradabili, ai fini di una produzione, un immagazzinamento, una distribuzione e l’uso di combustibili "a zero emissioni di CO2" ( carbon neutral ), in particolare biocarburanti per i trasporti e la generazione di elettricità.-  Fonti di energia rinnovabile per il riscaldamento e la refrigerazioneRicerca, sviluppo e dimostrazione di tecnologie e dispositivi, comprese le tecnologie di immagazzinamento, destinate a rafforzare l'efficienza e ridurre i costi del riscaldamento e della refrigerazione attivi e passivi da fonti energetiche rinnovabili, garantendone l'uso in condizioni regionali diverse.-  Tecnologie di cattura e immagazzinamento di CO2 per la generazione di elettricità ad emissioni zeroRicerca, sviluppo e dimostrazione di tecnologie per ridurre drasticamente l’impatto ambientale negativo dei combustibili fossili in vista della creazione di centrali per la produzione di elettricità e/o di vapore ad elevato rendimento ed efficaci rispetto ai costi, con emissioni vicino allo zero, grazie alle tecnologie di cattura e immagazzinamento di CO2, in particolare di immagazzinamento sotterraneo.-  Tecnologie pulite del carboneMiglioramento sostanziale in termini di efficienza, sicurezza e affidabilità degli impianti, mediante la ricerca, lo sviluppo e la dimostrazione di tecnologie pulite di conversione del carbone e di altri combustibili fossili, anche per la produzione di vettori energetici secondari (ivi compreso l'idrogeno) e combustibili liquidi e gassosi.-  Reti di energia intelligentiRicercare, sviluppare e dimostrare i modi per aumentare l’efficienza, la sicurezza, l’affidabilità e la qualità delle reti e dei sistemi europei di gas ed elettricità, segnatamente nel contesto di un mercato energetico europeo più integrato, trasformando ad esempio le attuali reti di elettricità in una rete di servizio interattiva (clienti/operatori), sviluppando opzioni di immagazzinamento dell'energia, eliminando gli ostacoli alla diffusione su ampia scala e all’effettiva integrazione delle fonti energetiche rinnovabili e distribuite.-  Efficienza e risparmi energeticiRicercare, sviluppare e dimostrare nuovi concetti, ottimizzare i concetti e le tecnologie comprovate per potenziare l’efficienza e ridurre ulteriormente i consumi energetici finali e primari degli edifici, tenendo conto del ciclo di vita, dei sistemi di trasporto, dei servizi e del comparto industriale. Ciò presuppone l'integrazione di strategie e tecnologie di efficienza energetica (compresa la cogenerazione e la poligenerazione), l'uso di tecnologie energetiche nuove e rinnovabili e le misure e dispositivi per la gestione della domanda di energia , nonché la dimostrazione di edifici con un minimo impatto sul clima.-  Conoscenze per l’elaborazione della politica energeticaSviluppo di strumenti, metodi e modelli per valutare le principali problematiche economiche e sociali legate alle tecnologie energetiche e fornire obiettivi quantificabili e scenari a medio e lungo termine (ivi compreso il sostegno scientifico all’elaborazione delle politiche).6. Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici)ObiettivoGestione sostenibile dell’ambiente e delle sue risorse mediante l’approfondimento delle conoscenze sulle interazioni tra clima, biosfera, ecosistemi e attività umane e lo sviluppo di nuove tecnologie, strumenti e servizi al fine di affrontare in modo integrato le questioni ambientali a livello mondiale. L'attenzione si incentrerà sulla previsione dei cambiamenti climatici e dei sistemi ecologici, terrestri e oceanici; su strumenti e tecnologie per il monitoraggio, la prevenzione e, l'attenuazione e l'adattamento delle pressioni ambientali e dei rischi, anche sulla salute, ma anche per la conservazione e il recupero dell’ambiente naturale e antropizzato.MotivazioneI problemi ambientali superano le frontiere nazionali e richiedono una strategia coordinata a livello paneuropeo e spesso a livello mondiale. Le risorse naturali della Terra e l’ambiente antropizzato subiscono forti pressioni dovute all’aumento demografico, all’urbanizzazione, all'edilizia, alla continua espansione dei settori dell’agricoltura, dell'acquicoltura, della pesca, dei trasporti, dell’edilizia e dell’energia, nonché alla variabilità e al riscaldamento del clima a livello locale, regionale e globale. L’Europa deve istituire con l’ambiente un nuovo rapporto sostenibile, migliorando, nel contempo, la competitività nel rispetto dell’ambiente e rafforzando l’industria europea. La cooperazione a livello di UE è indispensabile per raggiungere la massa critica, dati la portata, la dimensione e la grande complessità della ricerca ambientale. Tale cooperazione agevolerà la programmazione comune, l’uso di basi di dati interconnesse e interoperabili e lo sviluppo di sistemi di osservazione e previsione coerenti e su larga scala. La ricerca dovrebbe concentrarsi sulle esigenze legate alla gestione dei dati ed ai servizi di informazione e sui problemi connessi al trasferimento, all'integrazione e alla mappatura dei dati.Sono necessarie attività di ricerca a livello dell’UE per garantire il rispetto degli impegni internazionali quali la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC) e il relativo protocollo di Kyoto, la Convenzione ONU sulla diversità biologica, la Convenzione delle Nazioni Unite sulla lotta contro la desertificazione, la Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti, gli obiettivi del vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile del 2002, compresa l’iniziativa “Acqua” dell’UE e per i contributi al gruppo di esperti intergovernativo sui cambiamenti climatici e all’iniziativa “Global Earth Observation” (Osservazione globale della Terra). Anche le politiche vigenti o in fase di elaborazione nell’UE, l’attuazione del sesto piano d’azione per l’ambiente e le relative strategie tematiche (ad esempio, la strategia dell'UE per l'ambiente marino), i piani d’azione, i programmi e le direttive in materia di tecnologie ambientali e ambiente e salute, la direttiva quadro sulle acque e la rete NATURA 2000 richiedono importanti attività di ricerca.L’UE ha bisogno di rafforzare la propria posizione nei mercati mondiali per quanto riguarda le tecnologie ambientali. Tali tecnologie favoriscono un consumo e una produzione sostenibili e contribuiscono a conseguire una crescita sostenibile, fornendo soluzioni “eco-efficaci” ai problemi ambientali a vari livelli e proteggendo il nostro patrimonio culturale e naturale. Le problematiche ambientali incentivano l’innovazione e possono fornire opportunità commerciali e rafforzare la competitività, garantendo nel contempo un futuro più sostenibile per le prossime generazioni. Le piattaforme tecnologiche europee sull’approvvigionamento idrico e l’igienizzazione dell’acqua e sulla chimica sostenibile confermano l’esigenza di un’azione a livello di UE; le attività descritte di seguito tengono conto dei programmi di ricerca di tali piattaforme. Anche altre piattaforme (ad esempio sull’edilizia e la silvicoltura), di cui si tiene parimenti conto, trattano in parte questioni relative alle tecnologie ambientali. Gli aspetti socioeconomici influiscono in modo particolarmente marcato sullo sviluppo e l'introduzione sul mercato di tecnologie ambientali e sulla loro conseguente applicazione, come ad esempio nel caso della gestione delle risorse idriche. Le attività devono tener conto degli aspetti socioeconomici delle politiche e degli sviluppi tecnologici ove siano pertinenti alla materia trattata.Molte delle attività elencate di seguito [22] rispondono direttamente ad esigenze strategiche. Potrà tuttavia essere fornito un sostegno supplementare anche per nuove esigenze strategiche emergenti, quali ad esempio la valutazione d’impatto sulla sostenibilità delle politiche comunitarie; il follow-up dell’azione post-Kyoto sui cambiamenti climatici e nuove politiche ambientali come la strategia europea per la protezione del suolo, la politica, la normativa e la regolamentazione marittime.Attività-  Cambiamenti climatici, inquinamento e rischi-  Pressioni sull’ambiente e il clima: funzionamento del clima e del sistema terrestre e marino, comprese le regioni polari; misure di adattamento e di attenuazione; inquinamento atmosferico, del terreno e idrico; cambiamenti nella composizione atmosferica e nel ciclo dell’acqua; interazioni a livello regionale e mondiale tra clima, atmosfera , superficie terrestre, ghiacci e oceani; ripercussioni sulla biodiversità e sugli ecosistemi, compresi gli effetti dell'innalzamento del livello marino in zone costiere e impatto su regioni particolarmente sensibili come le regioni montane.-  Ambiente e salute: Interazione tra fattori di stress ambientali e salute umana, compresa l’individuazione delle fonti di stress, la ricerca in materia di biovigilanza per la salute correlata all'ambiente, la qualità dell'aria all'interno degli edifici, i collegamenti con l’ambiente all’interno degli edifici, l'ambiente urbano, le emissioni degli autoveicoli e le conseguenze e i fattori di rischio emergenti; metodi integrati di valutazione dei rischi concernenti le sostanze tossiche pericolose, comprese le alternative alla sperimentazione animale; quantificazione e analisi costi-benefici dei rischi per la salute legati all’ambiente e elaborazione di indicatori per le strategie di prevenzione.-  Pericoli naturali: migliorare la previsione e la valutazione integrata dei pericoli, della vulnerabilità e dei rischi in materia di catastrofi di natura geologica (quali terremoti, eruzioni vulcaniche, tsunami) e climatica (quali tempeste, siccità, inondazioni, incendi forestali, slavine, smottamenti e altri fenomeni estremi) e delle loro conseguenze; sviluppare sistemi di allarme tempestivo e migliorare le strategie di prevenzione e attenuazione e gestione, anche nell’ambito di un approccio multirischio.-  Gestione sostenibile delle risorse-  Conservazione e gestione sostenibile delle risorse naturali e antropiche e della biodiversità: ecosistemi, gestione delle risorse idriche; gestione e prevenzione dei rifiuti; protezione e gestione della biodiversità, incluso il controllo delle specie aliene invasive; protezione del suolo, dei fondali marini, delle lagune e delle zone costiere, metodi di lotta contro la desertificazione e il degrado del terreno, conservazione del paesaggio; uso e gestione sostenibili delle foreste; gestione e pianificazione sostenibile dell’ambiente urbano, comprese le zone postindustriali; gestione dei dati e servizi di informazione; valutazione e previsioni relative ai processi naturali.-  Evoluzione Gestione degli ambienti marini : Ripercussioni delle attività antropiche sull’ambiente marino e le sue risorse; inquinamento e eutrofizzazione nei mari regionali e nelle zone costiere; ecosistemi delle profondità marine; esame delle tendenze della biodiversità marina, dei processi degli ecosistemi e della circolazione oceanica; geologia dei fondali marini. Sviluppo di strategie, concetti e strumenti per un uso sostenibile degli oceani e delle loro risorse.-  Tecnologie ambientali-  Tecnologie ambientali per l’osservazione, la simulazione, la prevenzione, l’attenuazione, l’adeguamento, il risanamento e il ripristino dell’ambiente naturale e antropizzato: concernenti le acque, il clima, l’aria, l’ambiente marino, urbano e rurale, il suolo, il trattamento dei rifiuti, il riciclaggio, i processi produttivi "puliti", e i prodotti sostenibili, la sicurezza delle sostanze chimiche, la protezione del patrimonio culturale e dell’ambiente edificato.-  Protezione, conservazione e miglioramento del patrimonio culturale, compreso l'habitat umano, maggiore integrazione del patrimonio culturale nell'assetto urbano.-  Valutazione, verifica e collaudo delle tecnologie : metodi e strumenti atti a valutare il rischio ambientale e il ciclo di vita di processi, tecnologie e prodotti; comprese le strategie di sperimentazione alternative e, in particolare, metodi di sperimentazione non basati sugli animali; sostegno alle piattaforme per la chimica sostenibile, la tecnologia del settore forestale, l’approvvigionamento idrico e piattaforme di igienizzazione[23]; aspetti scientifici e tecnologici di un futuro programma europeo di verifica e collaudo delle tecnologie ambientali, ad integrazione di strumenti di valutazione di terzi.-  Osservazione terrestre e strumenti di valutazione-  Sistemi di osservazione e metodi di monitoraggio della terra e degli oceani ai fini dell'ambiente e dello sviluppo sostenibile: contribuire allo sviluppo e all’integrazione di sistemi di osservazione per gli aspetti ambientali e relativi alla sostenibilità nell’ambito del sistema di osservazione terrestre globale (GEOSS) (di cui GMES è complementare); interoperabilità tra sistemi e ottimizzazione delle informazioni ai fini della comprensione, dell’elaborazione di modelli e della previsione dei fenomeni ambientali, nonché ai fini della valutazione, dello studio e della gestione delle risorse naturali.-  Metodi di previsione e strumenti di valutazione per lo sviluppo sostenibile che considerino le diverse scale di osservazione: modellizzazione dei collegamenti tra economia, ambiente e società – compresi gli strumenti basati sul mercato, le esternalità, i valori soglia e lo sviluppo della base di conoscenze e metodologie per la valutazione dell’impatto sulla sostenibilità in settori importanti quali l’utilizzo del suolo e gli aspetti marini; sviluppo urbano, tensioni sociali e economiche connesse con i cambiamenti climatici.7. Trasporti (ivi compresa l’aeronautica)ObiettivoSulla base dei progressi tecnologici ed operativi e della politica dei trasporti europea , sviluppare sistemi paneuropei di trasporto integrati, più sicuri, più ecologici e "intelligenti" a vantaggio dei di tutti i cittadini, della società, nel rispetto dell’ambiente e delle risorse naturali; consolidare e approfondire la competitività il ruolo trainante che le industrie europee rivestono hanno raggiunto nel mercato mondiale .MotivazioneI trasporti costituiscono un punto di forza dell’Europa - il settore dei trasporti aerei rappresenta il 2,6% del PIL dell’UE (con 3,1 milioni di posti di lavoro) e il settore dei trasporti di superficie genera l’11% del PIL dell’UE (e dà lavoro a 16 milioni di persone). Tuttavia, i trasporti sono responsabili del 25% dell’insieme delle emissioni di CO2 dell’Unione. Sorge pertanto l’assoluta necessità di rendere più ecologico il sistema per garantire modalità di trasporto sostenibili e la compatibilità con i tassi di crescita, come indicato nel Libro bianco "La politica europea dei trasporti fino al 2010: il momento delle scelte"[24].L’allargamento (che ha comportato un aumento del 25% del territorio dell’Unione e del 20% della sua popolazione) e lo sviluppo economico dell’UE comportano nuove sfide in termini di trasporti efficienti, economici e sostenibili di persone e merci. I trasporti hanno inoltre una rilevanza diretta per altre politiche di primo piano, ad esempio in materia di commercio, concorrenza, ambiente, occupazione, coesione, energia, sicurezza e mercato interno. Gli investimenti nella RST delle industrie dei trasporti dell’UE sono indispensabili per assicurare il vantaggio tecnologico competitivo nei mercati mondiali[25]. Le attività a livello europeo favoriranno inoltre la ristrutturazione dell’industria e comporteranno altresì l’integrazione della catena di approvvigionamento, in particolare per le PMI.I programmi di ricerca elaborati dalle piattaforme tecnologiche europee[26] confermano la necessità di adottare una nuova prospettiva dei “sistemi di trasporto”, che tenga conto delle possibili interazioni tra veicoli o natanti, reti di trasporto o infrastrutture e uso dei servizi di trasporto, prospettiva che può essere sviluppata soltanto a livello europeo. I costi di RST in tutti questi settori tendono ad aumentare considerevolmente e la collaborazione a livello UE è fondamentale per raggiungere la “massa critica” di fornitori di RST diversi in grado di affrontare le sfide pluridisciplinari e su vasta scala in modo efficace rispetto ai costi, nonché le sfide di natura politica, tecnologica e socioeconomica poste ad esempio dal “veicolo pulito e sicuro” del futuro, l’interoperabilità e l’intermodalità con particolare riferimento al trasporto ferroviario e per via navigabile, l’accessibilità dei prezzi, la sicurezza tecnica, le capacità, i sistemi di protezione e l’impatto ambientale in un’Unione allargata. Inoltre, lo sviluppo di tecnologie a sostegno del sistema Galileo e delle sue applicazioni sarà un elemento fondamentale nell’attuazione delle politiche europee.Oltre alla loro elevata rilevanza per l’industria, i temi e le attività indicate di seguito rispondono anche alle esigenze dei responsabili politici in modo integrato, tenendo conto degli aspetti economici, sociali e ambientali della politica dei trasporti. Inoltre, sarà fornito un sostegno per rispondere alle esigenze strategiche, attuali e future, ad esempio in relazione all’evoluzione della politica marittima o all'attuazione del cielo unico europeo.Attività-  Aeronautica e trasporti aerei-  Rendere più ecologici i trasporti aerei: riduzione delle emissioni, compresi i gas ad effetto serra, e dell’inquinamento acustico, comprendente ricerche sui motori e i combustibili alternativi, le strutture e la progettazione di nuovi aeromobili, le operazioni aeroportuali e la gestione del traffico.-  Aumentare l’efficienza temporale: miglioramento dell’efficienza dei programmi operativi incentrati su sistemi innovativi di gestione del traffico aereo in linea con l’effettiva attuazione della politica del "Cielo unico" che integra le componenti aeree, terrestri e spaziali, incluso il flusso di traffico e una maggiore autonomia dell’aeromobile.-  Garantire la soddisfazione e la sicurezza della clientela: miglioramento del comfort dei passeggeri, servizi a bordo innovativi e una più efficiente gestione dei passeggeri; miglioramento di tutti gli aspetti di sicurezza del trasporto aereo; ampliamento della gamma di aeromobili, dagli aeromobili a fusoliera larga a quelli di dimensioni più piccole adatti ad utilizzi diversi.-  Migliorare il rapporto costi-efficienza: riduzione dei costi di sviluppo del prodotto, di costruzione e i costi operativi, incentrando l'attenzione su aeromobili innovativi e a "manutenzione, riparazione e revisione zero", maggiore ricorso all'automazione e alla simulazione.-  Protezione degli aeromobili e dei passeggeri: potenziare le misure di protezione per i viaggiatori, l’equipaggio, l’aeromobile ed il sistema di trasporto aereo, perfezionando ad esempio i dati e i metodi di identificazione, proteggendo l’aeromobile da eventuali attacchi, dispositivi di autoripresa d’assetto e perfezionamento della progettazione dell’aeromobile sul piano della sicurezza.-  Ricerca di punta per i trasporti aerei del futuro: affrontare le sfide a lungo termine dell’aviazione grazie a combinazioni tecnologiche più radicali, ecologiche, accessibili e innovative che portino a significativi progressi nel settore del trasporto aereo.-  Trasporti sostenibili di superficie (ferroviario, stradale e delle vie d’acqua)-  Rendere più ecologici i trasporti di superficie : riduzione dell’inquinamento ambientale e acustico , compresi i gas ad effetto serra con mezzi tecnologici e socioeconomici; sviluppo di motori e apparati propulsori puliti ed efficienti, compresa la tecnologia ibrida e l’utilizzo di combustibili alternativi per le applicazioni relative ai trasporti in particolare l'idrogeno e le celle a combustibile, tenendo conto di considerazioni in tema di efficienza dei costi ed energetica; strategie per i veicoli e le navi al termine del loro ciclo di vita.-  Incentivare ed incrementare il trasferimento modale e decongestionare gli assi di trasporto : sviluppare in Europa reti, infrastrutture e sistemi di trasporto e di logistica sostenibili, innovativi, intermodali e interoperativi, a livello regionale e nazionale; internalizzazione dei costi; scambi di informazione tra veicoli/navi e infrastrutture di trasporto; ottimizzazione delle capacità delle infrastrutture; strategie di trasferimento modale volte ad incoraggiare l'uso di mezzi di trasporto efficienti dal punto di vista energetico.-  Garantire una mobilità urbana sostenibile e accessibile per tutti i cittadini, ivi compresi quelli svantaggiati: modelli organizzativi innovativi, compresi veicoli "puliti" e sicuri e mezzi di trasporto meno inquinanti non inquinanti, nuove modalità di trasporto pubblico di alta qualità e razionalizzazione dei trasporti privati, infrastrutture di comunicazione, pianificazione integrata dell’urbanistica e dei trasporti compresa la loro relazione con la crescita e l'occupazione.-  Migliorare la sicurezza tecnica e i sistemi di protezione : miglioramenti inerenti al sistema di trasporti, delle condizioni di trasporto per i conducenti, i passeggeri, gli equipaggi, i ciclisti e pedoni e le merci, della progettazione e il funzionamento dei veicoli e delle navi, delle infrastrutture nell'ambito del sistema generale dei trasporti.-  Potenziare la competitività : migliorare i processi di progettazione; sviluppo di tecnologie avanzate per apparati propulsori e veicoli e navi; sistemi di produzione e infrastrutture di costruzione innovativi e economici; architetture integrative.-  Sostegno al sistema europeo di navigazione via satellite (Galileo) e a EGNOS : servizi accurati di segnali orari e di navigazione per una vasta gamma di settori; uso efficiente della navigazione via satellite e sostegno alla definizione delle tecnologie di seconda generazione e delle relative applicazioni.8. Scienze socioeconomiche e scienze umaneObiettivoGenerare una comprensione approfondita e condivisa delle complesse e interconnesse sfide socioeconomiche che l’Europa deve affrontare, ad esempio la crescita, l’occupazione e la competitività, la coesione sociale, le sfide in materia di comprensione interculturale, sociale, culturale e nel settore dell'istruzione in un'UE allargata nonché la sostenibilità, la qualità della vita, il cambiamento demografico, la migrazione e l'integrazione e l’interdipendenza globale, in particolare nell’intento di istituire una base di conoscenze più adeguata per le politiche nei settori interessati con l'obiettivo specifico di creare le condizioni per una società moderna e sostenibile.MotivazioneL’Europa dispone di una base di ricerca solida e di elevata qualità nelle scienze socioeconomiche e socioculturali e nel settore delle scienze umane. La diversità degli approcci adottati all’interno dell’UE nel settore economico, sociale, politico e culturale offre un terreno estremamente fertile per la ricerca in questi campi a livello di UE. La ricerca in collaborazione sugli aspetti socioeconomici europei nei settori sopra menzionati presenta un elevato valore aggiunto europeo. In primo luogo, i temi e le sfide in questione costituiscono un’alta priorità per l’UE e sono oggetto di politiche dell’Unione comunitarie. In secondo luogo, la ricerca comparativa in vari o in tutti negli Stati membri dell’UE o in altri paesi offre uno strumento particolarmente efficace e importanti opportunità di apprendimento in tutti i paesi e regioni.In terzo luogo, la ricerca a livello di UE gode di particolari vantaggi in quanto può effettuare una rilevazione di dati su scala europea e applicare la molteplicità di prospettive necessaria per comprendere problematiche complesse. Infine, lo sviluppo di un’autentica base europea delle conoscenze socioeconomiche su questi temi fondamentali contribuirà in modo determinante alla promozione della loro comprensione condivisa in tutta l’Unione europea e - ancora più importante - da parte dei cittadini europei.Le attività che saranno finanziate sono precisate qui di seguito; si ritiene che esse contribuiranno in modo significativo a migliorare la formulazione, l’attuazione, l’impatto e la valutazione delle politiche e la definizione di misure di regolamentazione in una vasta gamma di settori, quali l’economia, le scienze sociali, l’istruzione e la formazione, la cultura, la parità di genere, le imprese, il commercio internazionale, i consumatori, le relazioni esterne, la giustizia e gli affari interni, le statistiche ufficiali nel settore scientifico e tecnologico e la creazione di uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. Inoltre, si offrirà l'opportunità di affrontare le sfide socioeconomiche emergenti e di intraprendere attività di ricerca su esigenze politiche nuove o impreviste. Per discutere i futuri programmi di ricerca si potrà anche ricorrere alle piattaforme sociali.Attività-  Crescita, occupazione e competitività in una società della conoscenza: sviluppare e integrare la ricerca sulle problematiche che incidono sulla crescita, l'equilibrio socioeconomico, l’occupazione e la competitività, che vanno da comprendendo temi quali l’innovazione, l’istruzione, compresa la formazione continua, e il ruolo della conoscenza scientifica e di altra natura e dei beni intangibili su scala globale, i giovani e le politiche giovanili, l'adeguamento delle politiche del mercato del lavoro e i contesti istituzionali nazionali.-  Associare obiettivi economici, sociali e ambientali in una prospettiva europea: affrontando i due temi chiave, altamente interconnessi, della continua evoluzione dei modelli socioeconomici europei e della coesione economica, e sociale e regionale in un’UE allargata, tenendo conto della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, di un'urbanistica sostenibile, le problematiche energetiche e il ruolo delle città e delle regioni metropolitane nonché dell’impatto socioeconomico della politica e della normativa europee.-  Le principali tendenze sociali e le loro implicazioni: ad esempio l’evoluzione demografica, compresi i suoi effetti sui regimi pensionistici, le migrazioni e l'integrazione, l'analisi delle implicazioni dell'evoluzione demografica per lo sviluppo urbano; gli stili di vita, l’occupazione, le famiglie, la conciliazione tra vita professionale e familiare, le questioni della parità di genere, le questioni delle disabilità, la salute e la qualità della vita; la protezione economica e di altra natura dei consumatori; le disuguaglianze; la criminalità; il ruolo dell’impresa nella società e la diversità demografica, l'etnicità, il pluralismo religioso, le interazioni culturali, le questioni multiculturali e i temi connessi alla tutela dei diritti fondamentali e la lotta contro il razzismo e l’intolleranza e tutte le forme di discriminazione.-  L’Europa nel mondo: capire le mutevoli interazioni e le interdipendenze, comprese le relazioni interculturali, tra le regioni del mondo, incluse le regioni in via di sviluppo, e le loro implicazioni per le regioni interessate, soprattutto l’Europa; affrontare le minacce e i rischi emergenti senza limitare i diritti umani, la libertà e il benessere, e promuovere la pace.-  Il cittadino nell’Unione europea: nel contesto del futuro sviluppo dell’UE allargata, affrontare i temi relativi all’acquisizione di un sentimento di “appartenenza” democratica e di partecipazione attiva e paritaria dei popoli d’Europa; governance efficace e democratica a tutti i livelli, anche sotto il profilo economico, compreso il ruolo della società civile; e ricerca di una visione condivisa e del rispetto delle diversità e degli aspetti comuni europei, sotto l’aspetto culturale, religioso, del patrimonio culturale, istituzionale e del sistema giuridico, storico, linguistico e dei valori, quali elementi costitutivi dell’identità europea e del patrimonio multiculturale europeo.-  Indicatori socioeconomici e scientifici: loro uso nell’elaborazione delle politiche e loro attuazione e monitoraggio, miglioramento degli indicatori esistenti, tecniche per analizzarli e approntamento di nuovi a tal fine e per la valutazione dei programmi di ricerca, compresi gli indicatori basati sulle statistiche ufficiali.-  Attività di previsione sui principali aspetti scientifici, tecnologici e socioeconomici connessi, come ad esempio le future tendenze demografiche e la globalizzazione della conoscenza, la diffusione della conoscenza e l’evoluzione dei sistemi di ricerca, nonché gli sviluppi futuri all’interno e tra i principali settori di ricerca e le discipline scientifiche.9. Sicurezza e SpazioObiettivoSviluppare le tecnologie e le conoscenze che permetteranno di costruire le capacità necessarie al fine di assicurare la sicurezza dei cittadini dalle minacce quali il terrorismo, le calamità naturali e la criminalità, pur nel rispetto dei diritti fondamentali dell’uomo e della vita privata ; consentire un utilizzo ottimale e concertato delle tecnologie disponibili a beneficio della sicurezza civile europea, incentivare la cooperazione tra fornitori e utenti al fine di trovare soluzioni in materia di sicurezza civile , migliorando la competitività dell'industria europea della sicurezza e producendo risultati di ricerche mirate al fine di ridurre le lacune in materia di sicurezza, garantendo nel contempo la trasparenza e la responsabilità.Sostenere un programma spaziale europeo incentrato su applicazioni quali GMES, a beneficio dei cittadini e della competitività dell’industria spaziale europea. Si contribuirà in tal modo allo sviluppo di una politica spaziale europea, ad integrazione delle attività condotte dagli Stati membri e da altri organismi importanti quali l’Agenzia spaziale europea.9.1 SicurezzaMotivazioneLa sicurezza in Europa è un prerequisito per la prosperità e la libertà. La strategia europea in materia di sicurezza “Un’Europa sicura in un mondo migliore”, adottata dal Consiglio europeo, risponde alla necessità di una strategia di sicurezza generale che comprenda misure di sicurezza in campo civile e in campo militare.La ricerca nel campo della sicurezza è una componente importante della politica estera e di sicurezza comune e anche per conseguire un elevato livello di sicurezza all’interno dello spazio europeo di giustizia, libertà e sicurezza[27] , basato sul programma dell’Aia. Contribuirà altresì allo sviluppo delle tecnologie e delle capacità a sostegno di altre politiche comunitarie in settori quali i trasporti, la protezione civile, l’energia, l’ambiente e la salute. La ricerca in materia di sicurezza necessita di norme di attuazione specifiche per tener conto della sua natura particolare.Le attività di ricerca attuali nell’area della sicurezza in Europa soffrono di frammentazione, mancanza di massa critica in termini di dimensioni e di portata e mancanza di contatti e interoperabilità. L’Europa deve migliorare la coerenza dei suoi sforzi sviluppando dispositivi istituzionali efficienti e incoraggiando i vari operatori nazionali e internazionali a cooperare e coordinare le loro attività per evitare le duplicazioni e cercare le sinergie laddove possibile. La ricerca sulla sicurezza a livello comunitario manterrà un orientamento esclusivamente civile e verterà sulle attività di evidente valore aggiunto rispetto al livello nazionale. Di conseguenza, la ricerca in materia di sicurezza civile a livello comunitario rafforzerà la competitività dell’industria europea della sicurezza. Poiché vi sono settori di tecnologia a duplice uso, sarà necessario uno stretto coordinamento con le attività dell'Agenzia europea per la difesa (AED) al fine di garantire la complementarietà.La ricerca nel campo della sicurezza dovrebbe porre l'accento sulle capacità dell'Unione in materia di sorveglianza e distribuzione di informazioni e conoscenze relativamente a minacce e incidenti, nonché su sistemi che consentano una valutazione e un controllo migliori della situazione grazie a un impiego più efficace dei sistemi TIC comuni nei vari campi di operazione. La ricerca dovrebbe essere organizzata in modo tale da contribuire a un mercato comune della difesa in Europa.Nella definizione delle modalità di partecipazione si deve tener conto della raccomandazione espressa nel marzo 2004 dal gruppo di personalità di alto livello nel campo della ricerca sulla sicurezza nonché dei risultati dell'attività del comitato consultivo europeo per la ricerca in materia di sicurezza. Devono essere attuati i requisiti specifici di segretezza, considerando che la trasparenza dei risultati della ricerca non va inutilmente limitata. Inoltre devono essere identificati i settori che consentono l'attuale trasparenza dei risultati della ricerca.Le attività non connesse alla difesa descritte di seguito completeranno ed integreranno la ricerca orientata verso la tecnologia e i sistemi che presenta interesse per la sicurezza civile ma è condotta nell’ambito di altri temi. Si tratterà di attività mirate intese a sviluppare le tecnologie e le capacità richieste dagli specifici obiettivi di sicurezza. Sono concepite all’insegna della flessibilità, in modo da poter far fronte a future minacce alla sicurezza ancora sconosciute e alle relative necessità di intervento che potrebbero sorgere, stimolando il reciproco arricchimento e l’adozione delle tecnologie esistenti nel settore della sicurezza civile. La ricerca europea in materia di sicurezza incoraggerà anche lo sviluppo di tecnologie multiuso al fine di estendere al massimo il loro campo di applicazione.Attività-  Protezione contro il terrorismo e la criminalità: elaborare soluzioni tecnologiche per la protezione civile, ivi compresa la biosicurezza e contro le minacce (ad esempio CBRN) e per la sensibilizzazione, l’individuazione, la prevenzione, l’identificazione, la protezione contro i rischi derivanti dalla criminalità e dagli , la neutralizzazione e il contenimento degli effetti degli attacchi terroristici e della criminalità.-  Sicurezza delle infrastrutture e servizi pubblici: analizzare e rendere sicuri le infrastrutture (ad esempio, nei settori dei trasporti, dell’energia, delle TIC), i sistemi e i servizi (inclusi i servizi finanziari e amministrativi) essenziali e collegati in rete, pubblici e privati, esistenti e futuri.-  Sorveglianza intelligente e sicurezza alle frontiere: ricerca incentrata sulle tecnologie e le capacità di potenziare l’efficacia e l’efficienza di tutti i sistemi, attrezzature, strumenti, processi e metodi di identificazione rapida necessari per migliorare la sicurezza delle frontiere terrestri e costiere dell’Europa, compresi il controllo e la sorveglianza alle frontiere.-  Ripristino della sicurezza interna ed esterna in caso di crisi: ricerca incentrata su tecnologie che forniscano una visione globale e un a sostegno di a varie operazioni gestionali di emergenza (ad esempio la protezione civile, i compiti gli aiuti umanitari e i compiti di salvataggio in caso di calamità naturali, il sostegno alla PESC) e su temi quali il coordinamento e la comunicazione interorganizzativi, le architetture distribuite e i fattori umani.Alle quattro aree summenzionate si aggiungono i temi seguenti di natura più transettoriale:-  Integrazione, interconnettività e interoperabilità dei sistemi di sicurezza: intelligence, raccolta di informazioni e sicurezza civile, ricerca incentrata sulle tecnologie atte a migliorare l’interoperabilità di sistemi, attrezzature, servizi e processi, comprese le infrastrutture informative delle forze di polizia, dei vigili del fuoco, della protezione civile e dei servizi sanitari, così come l’affidabilità, gli aspetti organizzativi, la tutela della riservatezza e dell’integrità delle informazioni e la tracciabilità di tutte le operazioni e trattamenti. Il miglioramento dell'integrazione e dell'interoperabilità costituisce una priorità onde consentire all'Unione di sfruttare pienamente i risultati in tutti i settori sopra citati.-  Sicurezza e società: ricerca mirata che verterà sulle analisi socioeconomiche delle dimensioni e delle conseguenze a livello culturale, sociale, politico ed economico del terrorismo e della criminalità, il ruolo dei valori umani, il processo decisionale, l’elaborazione di scenari e attività concernenti la criminalità, la psicologia e il contesto sociale del terrorismo, la percezione che i cittadini hanno della sicurezza, le questioni etiche, la protezione della privacy e le previsioni su aspetti della società e l'analisi del rischio sistemico. La ricerca riguarderà anche le tecnologie più idonee a salvaguardare la privacy e le libertà e affronterà gli aspetti delle vulnerabilità e delle nuove minacce, nonché la gestione e la valutazione d’impatto delle possibili conseguenze.-  Coordinamento e strutturazione della ricerca in materia di sicurezza: coordinamento delle attività di ricerca, europee e internazionali, in materia di sicurezza e sviluppo delle sinergie tra ricerca civile, sicurezza e difesa, miglioramento del quadro giuridico e incentivazione di un uso ottimale delle strutture esistenti.9.2 SpazioMotivazioneIn questo settore la Comunità l’Unione europea può contribuire ad una migliore definizione degli obiettivi comuni, sulla base dei requisiti degli utilizzatori e degli obiettivi politici, al coordinamento delle attività per evitare una duplicazione dei lavori e ottimizzare l’interoperabilità, al miglioramento del rapporto costi/benefici nonché per la definizione di norme. Le autorità pubbliche e i responsabili politici costituiscono importanti utilizzatori potenziali, ma anche l’industria europea trarrà profitto da una politica europea dello spazio ben definita e attuata sotto forma di un programma spaziale europeo, sostenuto anche dalle azioni di ricerca e sviluppo tecnologico proposte. Le azioni a livello europeo risultano inoltre necessarie per sostenere gli obiettivi strategici dell’UE della Comunità, ad esempio in materia di agricoltura, silvicoltura, pesca, ambiente, sanità, telecomunicazioni, sicurezza, trasporti così come per garantire che l’Europa sia un partner rispettato della cooperazione regionale e internazionale.Negli ultimi 40 anni, a livello nazionale e attraverso l'ESA, l’Europa ha acquisito una competenza tecnologica eccezionale. Il sostegno a favore di un’industria competitiva (che comprenda i produttori, i prestatori di servizi e gli operatori) richiede nuove ricerche e nuove tecnologie. Le applicazioni spaziali apportano significativi vantaggi ai cittadini, in virtù degli effetti tecnologici derivati, e sono indispensabili in una società ad alta tecnologia.Le attività specificate di seguito hanno per oggetto lo sfruttamento efficiente delle possibilità offerte dallo spazio (in coordinamento con risorse in situ, comprese le risorse a bordo di aeromobili) ai fini dell’attuazione di applicazioni, quali il GMES ed il loro contributo nel controllo dell’applicazione della legge nelle politiche dell’UE comunitarie; l’esplorazione dello spazio e le infrastrutture di servizio in orbita, che offrono opportunità di cooperazione internazionale e spettacolari progressi tecnologici e permettono di effettuare missioni efficienti sotto il profilo dei costi, lo sfruttamento e l’esplorazione dello spazio sostenuti da attività di diffusione che consentano all’Unione europea di svolgere il suo ruolo strategico. Tali attività saranno integrate da altre azioni previste nel programma quadro "Competitività e innovazione" e nel programma per l’istruzione e la formazione. Le attività descritte di seguito avranno inoltre un notevole impatto positivo sul piano delle politiche generali, nella misura in cui contribuiranno a soddisfare eventuali nuove esigenze di intervento: soluzioni basate sulle tecnologie spaziali a favore dei paesi in via di sviluppo e utilizzo di strumenti e metodi di osservazione dello spazio a sostegno dello sviluppo delle politiche comunitarie.Attività-  Applicazioni basate sulla tecnologia spaziale al servizio della società europea-  GMES: sviluppo di sistemi di monitoraggio via satellite e in situ e sistemi di allarme tempestivo , anche per la protezione dei cittadini, e tecniche in materia di gestione dell’ambiente e della sicurezza (compresa la gestione dei disastri naturali) e loro integrazione con componenti situate a terra o imbarcate su navi o aeromobili; sostegno all’integrazione, all'armonizzazione, all'uso e alla fornitura di dati (sia via satellite che in situ, con strumenti situati a terra o a bordo di navi o aeromobili) e servizi GMES.-  Servizi innovativi di comunicazione satellitare, integrati senza soluzione di continuità nelle reti globali di comunicazione elettronica per i cittadini e le imprese, in settori di applicazione quali la protezione civile, l’e-government, la telemedicina, la teleistruzione, gli interventi di ricerca e soccorso, il turismo e le attività ricreative, la navigazione personale, la gestione del parco veicoli, l’agricoltura e la silvicoltura, la meteorologia e per gli utilizzatori in generale.-  Sviluppo di tecnologie e di sistemi di controllo volti a ridurre la vulnerabilità dei servizi basati sulle tecnologie spaziali e a contribuire alla sorveglianza dello spazio.-  Sviluppo di sistemi spaziali per la prevenzione e la gestione del rischio e di tutti i tipi di emergenze, migliorando la convergenza con i sistemi non spaziali.-  Esplorazione dello spazio-  Partecipazione alle iniziative internazionali di Massimizzazione del valore aggiunto scientifico attraverso le sinergie con l'Agenzia spaziale europea e con le iniziative delle agenzie spaziali degli Stati membri nel settore dell'esplorazione dello spazio; agevolazione dell'accesso ai dati scientifici.-  Coordinamento degli sforzi per lo sviluppo di telescopi e sensori spaziali nonché in materia di analisi dei dati nel settore delle scienze spaziali.-  RST per rafforzare le basi della tecnologia spaziale-  Ricerca e sviluppo a lungo termine nel settore spaziale anche nel campo del Tecnologie di trasporto spaziale: attività di ricerca per incrementare la competitività e il rapporto costi/benefici del settore europeo dei trasporti della tecnologia spaziale.-  Scienze dello spazio, comprese la biomedicina e le scienze della vita e le scienze fisiche nello spazio.II IDEEObiettivoIl programma è inteso a incentivare il dinamismo, la creatività e l’eccellenza della ricerca europea alle “frontiere della conoscenza”. Tale attività sarà attuata sostenendo la ricerca avviata su iniziativa dei ricercatori stessi e svolta in tutti i settori da singole équipe che competono a livello europeo. I progetti saranno finanziati sulla base di proposte presentate dai ricercatori sia del settore privato che di quello pubblico su temi di loro scelta e valutati in base all’unico criterio della qualità scientifica (“eccellenza”) accertata dalle “valutazioni inter pares”. I risultati della ricerca saranno comunicati e divulgati conformemente alle modalità di partecipazione e diffusione.MotivazioneLa ricerca di frontiera su iniziativa dei ricercatori nel quadro delle attività comunemente considerate come "ricerca di base" rappresenta un incentivo fondamentale per il benessere e il progresso sociale, in quanto apre nuove opportunità di progressi scientifici e tecnologici e serve a produrre nuove conoscenze che porteranno ad applicazioni e mercati futuri.Nonostante molte realizzazioni e prestazioni di elevato livello in un gran numero di settori, l’Europa non sfrutta al meglio il suo potenziale di ricerca e le sue risorse, e deve sviluppare urgentemente maggiori capacità di generare conoscenza e di convertirla in valore e crescita economici e sociali.Una struttura meccanismo di finanziamento competitivo su scala europea (in aggiunta al finanziamento nazionale, non in sostituzione di esso) per la ricerca di frontiera svolta da singole équipe di ricercatori, che può avere carattere nazionale o transnazionale, è una componente essenziale dello Spazio europeo della ricerca, a complemento di altre attività europee comunitarie e nazionali. Contribuirà a rafforzare il dinamismo e l’attrattiva esercitata dall’Europa sui migliori ricercatori provenienti tanto dagli Stati membri che dai paesi terzi, e ai fini dell’investimento industriale.AttivitàTale azione è rivolta alle più promettenti e produttive aree di ricerca e alle migliori opportunità di progresso scientifico e tecnologico, inter- e intradisciplinari, comprese le scienze ingegneristiche, sociali e umane. Sarà attuata indipendentemente dagli orientamenti tematici delle altre parti del programma quadro e si rivolgerà tanto alla nuova generazione di ai giovani ricercatori e ai nuovi gruppi che alle équipe consolidate.Le attività della Comunità dell’UE nella ricerca di frontiera saranno attuate da un Consiglio europeo della ricerca (CER), composto da un consiglio scientifico indipendente assistito da una specifica struttura esecutiva. La gestione del CER sarà assicurata da personale assunto a tal fine, inclusi funzionari delle istituzioni dell'UE, e coprirà solo le reali esigenze amministrative, onde assicurare la stabilità e la continuità necessarie ad una amministrazione efficiente.Il consiglio scientifico sarà composto da rappresentanti della comunità scientifica europea al più alto livello, i quali agiranno a titolo personale, indipendentemente da interessi politici o di altra natura. I membri del CER saranno nominati dalla Commissione in esito ad una procedura di designazione indipendente. I membri del consiglio scientifico saranno nominati per un periodo limitato a quattro anni, rinnovabile una volta per un massimo di quattro anni in base a un sistema di rotazione che assicurerà la continuità del lavoro del consiglio scientifico. Il consiglio scientifico, tra l’altro, terrà sotto controllo avrà pieno potere sulle decisioni relative alle tipologie di ricerca da finanziare e agirà da garante della qualità delle attività sotto il profilo scientifico. I compiti assegnatigli comprenderanno, in particolare, l’elaborazione di un programma di lavoro annuale, l’istituzione di una procedura per la valutazione inter pares, così come il monitoraggio e il controllo di qualità dell’esecuzione del programma dal punto di vista scientifico. Adotterà un codice di condotta inteso, tra l’altro, ad evitare conflitti d'interessi.La struttura esecutiva specifica sarà responsabile di tutti gli aspetti dell’attuazione e dell’esecuzione del programma, come indicato nel programma di lavoro annuale. In particolare, sarà suo compito applicare le procedure di valutazione inter pares e di selezione, sulla base dei principi stabiliti dal consiglio scientifico, e provvederà alla gestione finanziaria e scientifica delle sovvenzioni. Le spese amministrative e per il personale del CER (consiglio scientifico e struttura esecutiva specifica) saranno ispirate ad una gestione rigorosa e efficace; le spese amministrative saranno mantenute al minimo, compatibilmente con l’obiettivo di assicurare le risorse necessarie per un’attuazione di elevata qualità.L’attuazione e la gestione delle attività saranno riesaminate e valutate periodicamente costantemente per valutarne le realizzazioni e adeguare e migliorare le procedure sulla base dell’esperienza maturata. Il consiglio scientifico riferirà annualmente al Parlamento europeo e al Consiglio.La Commissione europea agirà da garante della piena autonomia ed integrità del CER.Durante la fase transitoria iniziale la Commissione europea assicurerà che l'attuazione del CER avvenga in conformità dei principi di eccellenza scientifica, autonomia, efficienza e trasparenza e che esso segua rigorosamente la strategia e la metodologia di attuazione stabilite dal consiglio scientifico.Nel quadro della valutazione intermedia di cui all'articolo 7, paragrafo 2, si procederà – entro il 2010 - ad un riesame indipendente delle strutture e dei meccanismi del CER, sulla base dei criteri di eccellenza scientifica, autonomia, efficienza e trasparenza e con il pieno coinvolgimento del consiglio scientifico. Il riesame verterà esplicitamente sui vantaggi e svantaggi di una struttura fondata sua un'agenzia esecutiva ed una struttura fondata sull'articolo 171 del trattato. Sulla base di tale riesame, le strutture e i meccanismi suddetti dovrebbero essere se del caso modificati. La Commissione garantirà che venga svolto e presentato non appena possibile tutto il necessario lavoro di preparazione per il passaggio alle strutture eventualmente modificate.Il Consiglio europeo della ricerca avrà facoltà di condurre propri studi strategici finalizzati alla preparazione e al sostegno delle sue attività operative. In particolare, potrà procedere a consultazioni concernenti azioni europee, intergovernative e nazionali al fine di evitare doppioni nei finanziamenti della ricerca a livello europeo e nazionale.III PERSONEObiettivoRafforzare, quantitativamente e qualitativamente, il potenziale umano della ricerca e della tecnologia in Europa, promuovendo l’ingresso nella professione di ricercatore, incoraggiando i ricercatori europei a rimanere in Europa e attirando verso l’Europa ricercatori provenienti dal mondo intero, rendendo l’Europa più attraente per i migliori ricercatori. Sulla base dell’esperienza acquisita con le azioni “Marie Curie” nell’ambito dei precedenti programmi quadro, tale obiettivo sarà conseguito istituendo una serie coerente di azioni “Marie Curie”, con particolare riferimento al valore aggiunto europeo che esse generano come effetto strutturante sullo Spazio europeo della ricerca. Queste azioni sono destinate ai ricercatori in tutte le fasi della loro carriera, dalla formazione iniziale, rivolta soprattutto ai giovani , alla formazione continua fino allo sviluppo professionale nel settore pubblico e privato. Si cercherà inoltre di aumentare la partecipazione delle ricercatrici, promuovendo le pari opportunità in tutte le azioni “Marie Curie”, concependole in modo tale da assicurare ai ricercatori un adeguato equilibrio della vita professionale e privata e agevolando la ripresa del lavoro dopo un periodo di interruzione.MotivazioneLa disponibilità di ricercatori altamente qualificati e in grande numero costituisce una condizione necessaria per far progredire la scienza e sostenere l’innovazione, ma rappresenta altresì un fattore importante per attirare e sostenere gli investimenti nella ricerca da parte di organismi pubblici e privati. Sullo sfondo di una crescente competitività a livello mondiale, lo sviluppo di un mercato del lavoro aperto e libero da ogni forma di discriminazione in Europa per i ricercatori e la diversificazione delle competenze e delle carriere dei ricercatori sono fondamentali per mantenere una circolazione proficua dei ricercatori e delle loro conoscenze, sia all’interno dell’Europa che su scala mondiale. Saranno introdotte misure speciali intese ad incoraggiare i giovani ricercatori e a sostenere le prime fasi della carriera scientifica, come anche misure volte a ridurre il fenomeno della "fuga di cervelli", come, ad esempio, l'erogazione di contributi per la reintegrazione dei ricercatori.La mobilità, sia transnazionale sia intersettoriale, che può essere incentivata mediante la partecipazione del comparto industriale e l’apertura delle carriere di ricercatore e delle cariche accademiche a livello europeo, rappresenta una componente essenziale dello Spazio europeo della ricerca ed è un fattore indispensabile per aumentare le capacità e le prestazioni europee nella ricerca. La cooperazione internazionale tra ricercatori continuerà a svolgere un ruolo centrale per assicurare la più elevata qualità di ricerca possibile nell'ambito di questa attività. Un ulteriore elemento chiave viene identificato nella creazione di condizioni di lavoro adeguate, sia in termini di indipendenza della ricerca, sia di adeguamento delle remunerazioni verso i migliori standard internazionali, sia di maggiore attenzione alle coperture sociali e assicurative. L'intensificazione della mobilità dei ricercatori e il rafforzamento delle risorse negli organismi in grado di attrarre ricercatori provenienti da altri Stati membri sono fattori atti a promuovere i centri di eccellenza nell'intera Unione europea.Il programma “Persone” sarà coordinato con le altre componenti del programma quadro. Al fine di sfruttare il potenziale europeo di attrattiva per i ricercatori, le azioni “Marie Curie” creeranno anche concrete sinergie con altre politiche comunitarie, ad esempio l'istruzione, la coesione e l'occupazione. La sezione “Scienza e società” nell’ambito del programma “Capacità” prevede azioni volte a collegare l’insegnamento delle scienze alle opportunità di occupazione, nonché le azioni di ricerca e coordinamento sui nuovi metodi di didattica delle scienze.Attività-  Formazione iniziale dei ricercatori , per migliorare le loro prospettive di carriera, tanto nel settore privato che pubblico, mediante l’ampliamento delle loro competenze scientifiche e generiche, comprese quelle concernenti il trasferimento tecnologico e l'imprenditorialità, e per attirare un maggior numero di giovani ricercatori verso la carriera scientifica.Questa attività sarà attuata tramite le reti "Marie Curie" con l’obiettivo primario di superare la frammentazione e rafforzare a livello europeo la formazione iniziale e lo sviluppo della carriera dei ricercatori. Si prevede un sostegno a favore dell’integrazione dei migliori ricercatori post-laurea nelle équipe di ricercatori di chiara fama, che esigeranno il riconoscimento reciproco della qualità della formazione e, ove possibile, dei diplomi e degli altri certificati rilasciati nel quadro del programma. I membri delle reti transnazionali sfrutteranno le loro competenze complementari tramite programmi di formazione integrati. Il sostegno offerto prevede l’assunzione di ricercatori nella fase iniziale della loro carriera, l’organizzazione di azioni di formazione aperte anche ai ricercatori esterni alla rete e agli accademici di lunga esperienza e/o responsabili industriali a vario livello, ai fini del trasferimento e della supervisione delle conoscenze.-  Formazione continua e evoluzione delle carriere per sostenere lo sviluppo della carriera dei ricercatori confermati. Al fine di integrare o acquisire nuove conoscenze e competenze o di migliorare la mobilità inter/pluridisciplinare e/o intersettoriale, si prevede un sostegno a favore dei ricercatori che hanno particolare necessità di acquisire conoscenze ulteriori/complementari, dei ricercatori che rientrano nell’attività professionale dopo un periodo di inattività e dei ricercatori che desiderano essere (re)integrati in un posto a lungo termine in Europa, anche nel loro paese di origine, dopo un’esperienza di mobilità transnazionale/internazionale. Questa azione sarà attuata tramite borse di studio individuali concesse direttamente a livello comunitario e tramite il cofinanziamento di programmi regionali, nazionali o internazionali laddove essi soddisfano i criteri del valore aggiunto europeo, della trasparenza e dell'apertura. Inizialmente, la modalità di cofinanziamento sarà attuata su scala limitata fintantoché sia acquisita la necessaria esperienza.-  Partenariati e passerelle tra industria e università: Il sostegno ai programmi di cooperazione a lungo termine tra istituti accademici e organizzazioni industriali, in particolare le PMI, comprese le tradizionali industrie manifatturiere, è inteso a stimolare la mobilità intersettoriale e a migliorare la condivisione delle conoscenze tramite partenariati di ricerca congiunti, favoriti dall’assunzione di ricercatori esperti nel partenariato, da distaccamenti di personale tra i due i settori e dall’organizzazione di manifestazioni.-  La dimensione internazionale , per aumentare la qualità della ricerca europea attirando i ricercatori di talento dai paesi extraeuropei e promuovendo la collaborazione di reciproca utilità con ricercatori provenienti da paesi terzi. Tale attività sarà attuata tramite borse internazionali "in uscita" (con una fase di rientro obbligatorio), borse internazionali "in entrata", partenariati finalizzati allo scambio di ricercatori. Saranno sostenute le iniziative comuni tra le organizzazioni europee e le organizzazioni dai paesi limitrofi dell’UE e dei paesi con i quali l’UE ha concluso accordi scientifici e tecnologici. L’attività prevede misure volte a contrastare il fenomeno della “fuga di cervelli” dai paesi in via di sviluppo e dalle economie emergenti e misure volte a creare reti di ricercatori europei che lavorano all’estero. Queste azioni saranno attuate in coordinamento con le attività internazionali svolte nell’ambito dei programmi “Cooperazione” e “Capacità”.-  Azioni specifiche per sostenere la creazione di un autentico mercato del lavoro europeo per i ricercatori, eliminando gli ostacoli alla mobilità e migliorando la prospettiva di carriera dei ricercatori in Europa. Incentivi a favore di istituti pubblici che promuovono la mobilità, la qualità e il numero dei loro ricercatori, laddove essi soddisfano i criteri del valore aggiunto europeo, della trasparenza e dell'apertura. Inoltre, saranno erogate sovvenzioni per sensibilizzare il pubblico alle azioni Marie Curie e alle loro finalità.IV CAPACITÀQuesta parte del programma quadro migliorerà le capacità di ricerca e di innovazione in tutta l’Europa e ne garantirà un utilizzo ottimale. Tale finalità sarà conseguita tramite le seguenti azioni:-  ottimizzare l’uso e lo sviluppo delle infrastrutture per la ricerca;-  potenziare le capacità di innovazione delle PMI e la loro capacità di trarre benefici dalle attività di ricerca;-  sostenere lo sviluppo di cluster regionali orientati alla ricerca;-  valorizzare il potenziale di ricerca esistente nelle regioni di convergenza e le regioni ultraperiferiche dell’UE;-  avvicinare la scienza e la società in vista di un’armoniosa integrazione della scienza e della tecnologia nella società europea;-  sostenere lo sviluppo coerente delle politiche in materia di ricerca;-  attuare azioni orizzontali e misure a favore della cooperazione internazionale.Le attività intraprese in questa parte del programma quadro sono intese altresì a sostenere lo sviluppo coerente delle politiche, a complemento delle attività di coordinamento nell’ambito del programma di cooperazione, e a contributo delle politiche ed iniziative comunitarie volte a migliorare la coerenza e l’impatto delle politiche degli Stati membri. Ciò includerà:-  il rafforzamento e miglioramento del sistema scientifico europeo, ad esempio le questioni delle consulenze e delle competenze scientifiche, e il contributo ad una “migliore regolamentazione";-  il monitoraggio e l’analisi delle politiche pubbliche e delle strategie industriali nel campo della ricerca;-  il coordinamento delle politiche di ricerca, comprese le iniziative di cooperazione transnazionale intraprese a livello nazionale o regionale su temi di interesse comune.INFRASTRUTTURE DI RICERCAObiettivoOttimizzare l’uso e lo sviluppo delle migliori infrastrutture di ricerca esistenti in Europa; contribuire alla creazione in tutti i campi della scienza e della tecnologia di nuove infrastrutture di ricerca di interesse paneuropeo, necessarie alla comunità scientifica europea per rimanere all’avanguardia nella ricerca e tali da aiutare le imprese a rafforzare la loro base di conoscenze e il loro know-how tecnologico.MotivazioneLe infrastrutture di ricerca rivestono un’importanza crescente nel progresso delle conoscenze e delle tecnologie e della loro valorizzazione. L'importanza di queste infrastrutture è già comprovata in settori quali l'energia, la fisica spaziale e la fisica delle particelle, e sta crescendo in altri settori . Ad esempio, le sorgenti radioattive, le banche dati della genomica e quelle relative alle scienze sociali, gli osservatori per le scienze ambientali e spaziali, i sistemi di imaging o le clean room per lo studio e lo sviluppo di nuovi materiali o della nanoelettronica sono strumenti indispensabili per le attività di ricerca. Tali infrastrutture sono costose, il loro sviluppo richiede un’ampia gamma di competenze tecniche e dovrebbero essere utilizzate e sfruttate da una vasta comunità di scienziati e imprese clienti su scala europea.La definizione di un'impostazione europea nei confronti delle infrastrutture di ricerca, comprese le infrastrutture elettroniche di calcolo e di comunicazione e le infrastrutture virtuali, così come lo svolgimento di attività in questo settore a livello dell'Unione, possono contribuire in modo significativo ad accrescere il potenziale europeo della ricerca e la valorizzazione dei risultati ottenuti, nonché contribuire a sviluppare lo Spazio europeo della ricerca.Mentre gli Stati membri continueranno a svolgere un ruolo centrale nello sviluppo e nel finanziamento delle infrastrutture, l’UE la Comunità può e deve agire da catalizzatore e da leva, garantendo un più ampio e più efficiente accesso e utilizzo delle infrastrutture presenti nei diversi Stati membri, incentivando lo sviluppo di tali infrastrutture e la loro connessione in rete in modo coordinato e promuovendo lo sviluppo, nel medio e lungo termine, di nuove infrastrutture di ricerca di interesse paneuropeo. A questo proposito, il Forum strategico europeo sulle infrastrutture di ricerca (ESFRI) svolge un ruolo chiave nell'identificare le esigenze e fornire una tabella di marcia per le infrastrutture di ricerca europee.AttivitàLe attività svolte in questo campo verteranno su tutti gli aspetti della scienza e della tecnologia. La loro attuazione avverrà in stretta cooperazione con le attività svolte nelle aree tematiche al fine di assicurare che tutte le azioni varate a livello europeo nell’ambito dell’Unione europea della Comunità rispondano al fabbisogno di infrastrutture di ricerca di ciascun settore, ivi compresa la cooperazione internazionale.Le attività saranno le seguenti:-  Sostegno alle infrastrutture di ricerca esistenti-  accesso transnazionale, per garantire ai ricercatori europei l’accesso alle migliori infrastrutture nelle quali condurre le loro ricerche, indipendentemente dall’ubicazione di dette infrastrutture;-  attività di integrazione, per dare migliore strutturazione, su scala europea, al funzionamento delle infrastrutture europee in un determinato campo e promuovere il loro uso e sviluppo coerenti;-  attività di integrazione, per strutturare meglio, su scala europea, il funzionamento delle infrastrutture europee in un determinato campo e promuovere il loro uso e sviluppo coerenti, in particolare attraverso l’accesso transnazionale, per garantire ai ricercatori europei, compresi quelli provenienti dall'industria e dalle PMI, l'accesso alle migliori infrastrutture più efficienti nelle quali condurre le loro ricerche, indipendentemente dall'ubicazione di dette infrastrutture;-  infrastrutture di ricerca on line, promuovendo lo sviluppo, l’evoluzione e la connettività globale ulteriori delle infrastrutture di comunicazione ad elevata capacità ed alto rendimento e delle infrastrutture di grid, e rafforzando le capacità europee di calcolo ad alte prestazioni, nonché promuovendo incoraggiando, ove opportuno, l’adozione da parte delle comunità di utenti, rafforzandone l’interesse a livello globale e aumentando il livello di fiducia, sulla base dei risultati delle infrastrutture GEANT e GRID e di norme aperte di interoperabilità.-  Sostegno alle nuove infrastrutture di ricerca-  costruzione di nuove infrastrutture e miglioramenti aggiornamenti importanti di quelle esistenti prestando particolare attenzione alle fasi preparatorie per promuovere l’emergere la creazione di nuove infrastrutture di ricerca, secondo il principio della “geometria variabile”, soprattutto sulla base dei lavori condotti in particolare da ESFRI[28], e che potrà essere decisa ai sensi dell’articolo 171 del trattato o sulla base delle decisioni che adottano i programmi specifici, conformemente all’articolo 166 del trattato;-  studi di progettazione , con un approccio “bottom-up” a partire dagli inviti a presentare proposte, per promuovere la creazione di nuove infrastrutture di ricerca mediante il finanziamento di contributi esplorativi e studi di fattibilità per nuove infrastrutture.I progetti di infrastrutture proposti ai fini di un finanziamento saranno selezionati sulla base di una serie di criteri, che comprendono in particolare:-  il valore aggiunto del sostegno finanziario comunitariodell’UE;-  incapacità degli strumenti esistenti di conseguire l’obiettivo;-  l’eccellenza scientifica, segnatamente la capacità di offrire un servizio a livello mondiale in risposta alle esigenze degli utenti della comunità scientifica (università e imprese) a livello europeo in tutta Europa.-  la pertinenza a livello internazionale;-  il contributo alla capacità di sviluppo tecnologico;-  il contributo allo sviluppo dello Spazio europeo della ricerca;-  il contributo allo sviluppo di "cluster di eccellenza orientati alla ricerca"-  la fattibilità tecnologica e organizzativa;-  la possibilità di istituire partenariati europei e il forte impegno finanziario e di altra natura degli Stati membri e delle principali parti interessate, considerando la possibilità di fruire di prestiti della BEI e dai Fondi strutturali.-  la stima dei costi di costruzione e di gestione operativa.Per quanto riguarda la costruzione di nuove infrastrutture, si dovrebbe tener conto ove opportuno del potenziale in termini di eccellenza scientifica nelle regioni della convergenza nonché nelle regioni periferiche. S arà assicurato un efficiente coordinamento degli strumenti finanziari della Comunità, in particolare i programmi quadro e i Fondi strutturali. Le autorità locali e regionali dovrebbero essere ampiamente coinvolte nelle discussioni sulla costruzione di dette infrastrutture.RICERCA A FAVORE DELLE PMIObiettivoRafforzare la capacità di innovazione delle PMI europee e il loro contributo allo sviluppo di prodotti e mercati basati sulle nuove tecnologie, aiutandole ad esternalizzare le attività di ricerca, incrementare le proprie attività in questo settore, ampliare le loro reti, sfruttare meglio i risultati della ricerca e acquisire un know-how tecnologico, colmare il divario esistente tra ricerca e innovazione .MotivazioneLe PMI sono al centro dell'industria europea. Dovrebbero costituire un elemento fondamentale del sistema di innovazione e della catena di trasformazione delle conoscenze in nuovi prodotti, processi e servizi. Confrontati ad una crescente concorrenza nel mercato interno e globale, le PMI europee devono potenziare l’intensità di conoscenze e ricerca, r afforzare la valorizzazione della ricerca, espandere le loro attività imprenditoriali su mercati più vasti e sviluppare a livello internazionale le loro reti di conoscenza. La maggior parte degli interventi degli Stati membri in relazione alle PMI non incoraggiano né sostengono la cooperazione transnazionale finalizzata alla ricerca o i trasferimenti tecnologici. Si impongono delle azioni a livello di UE per integrare e rafforzare l’impatto delle azioni varate a livello nazionale e regionale. Oltre alle azioni menzionate nel seguente paragrafo, la partecipazione delle PMI sarà promossa e agevolata nell’insieme del programma quadro, che terrà anche in debito conto le specifiche necessità di tale tipo di impresa.AttivitàLe azioni specifiche a sostegno delle PMI sono destinate a sostenere delle PMI o delle associazioni di PMI che hanno necessità di esternalizzare le loro attività di ricerca alle università e ai centri di ricerca. Si tratta principalmente di PMI a bassa-media tecnologia che dispongono di poca o nessuna capacità di ricerca. Le PMI ad alta intensità di ricerca possono partecipare in qualità di fornitori di servizi di ricerca o appaltare esternamente la ricerca ad integrazione della loro capacità interna. Possono partecipare a dette azioni anche le PMI ad alta intensità di ricerca che devono appaltare esternamente la ricerca ad integrazione della loro capacità interna. Le azioni verteranno su tutti gli aspetti della scienza e della tecnologia con un approccio "bottom-up". Le azioni comprenderanno il sostegno alla dimostrazione e altre attività volte ad agevolare lo sfruttamento dei risultati assicurando la complementarità con gli strumenti intesi a promuovere l'innovazione nelle PMI nell'ambito del programma "Competitività e innovazione". Gli strumenti finanziari saranno distribuiti in base a due meccanismi:-  Ricerca per le PMI: sostenere piccoli gruppi di PMI innovative affinché risolvano problemi tecnologici comuni o complementari.-  Ricerca per le associazioni di PMI: sostenere le associazioni di PMI e i raggruppamenti di PMI affinché sviluppino soluzioni tecniche a problemi comuni ad un gran numero di PMI in determinati settori industriali o segmenti della catena di valore.Questi due meccanismi sostituiranno le attività di ricerca “in cooperazione” e “collettive”, attuate a favore delle PMI nell’ambito del Sesto programma quadro.Il programma “Competitività e innovazione” fornirà un sostegno alle reti di intermediari e ai programmi nazionali di azione allo scopo di incoraggiare e agevolare incoraggerà e agevolerà la partecipazione delle PMI al programma quadro mediante i suoi servizi orizzontali di sostegno alle imprese e all'innovazione. Sarà garantita la complementarità e la sinergia con altri programmi comunitari.REGIONI DELLA CONOSCENZAObiettivoRafforzare il potenziale di ricerca delle regioni europee, in particolare promuovendo e sostenendo lo sviluppo, in tutta l’Europa, dei “cluster regionali orientati alla ricerca”, che associano università, istituti di ricerca, imprese e autorità regionali.MotivazioneSempre più si riconosce l’importanza del ruolo che le regioni svolgono nel paesaggio della ricerca e dello sviluppo dell'UE. La politica e le attività in materia di ricerca a livello regionale, interregionale e transfrontaliero sono spesso basate sullo sviluppo di “cluster” che associano operatori del settore pubblico e di quello privato. L’ azione pilota concernente le “Regioni della conoscenza” ha dimostrato la dinamica di questa evoluzione e la necessità di sostenere e promuovere lo sviluppo di tali strutture.Le azioni intraprese in questo settore consentiranno alle regioni europee di potenziare la loro capacità di investire nella RST e effettuare attività di ricerca e, al contempo, incrementare il loro potenziale affinché i rispettivi operatori possano essere fattivamente coinvolti nei progetti di ricerca europea agevolando la creazione di cluster regionali a favore dello sviluppo regionale in Europa. Le azioni agevoleranno la creazione di cluster regionali che contribuiranno allo sviluppo dello Spazio europeo della ricerca.Occorre prestare attenzione al caso specifico della cooperazione tra regioni limitrofe, come avveniva in base ai programmi Interreg III, e come stabilito dalle norme che disciplinano l'obiettivo territoriale. L'iniziativa «Regioni della conoscenza» incoraggerà la cooperazione regionale transfrontaliera per quanto riguarda la ricerca, a prescindere dal fatto che le regioni interessate rientrino o meno negli obiettivi di convergenza o in quelli di competitività regionale.AttivitàLa nuova iniziativa “Regioni della conoscenza” coinvolgerà e riunirà gli operatori regionali che partecipano ad attività di ricerca: quali università, centri di ricerca, imprese, autorità pubbliche (consigli regionali o agenzie di sviluppo regionale). I progetti verteranno sull’analisi comune dei programmi di ricerca dei cluster regionali o transfrontalieri (di concerto con altre attività concernenti aspetti più vasti dei cluster regionali di innovazione) e l’elaborazione di una serie di strumenti volti ad integrarli in specifiche attività di ricerca, anche mediante un “tutorato” delle regioni con un profilo di ricerca meno avanzato da parte delle regioni altamente sviluppate e il sostegno diretto alle regioni della conoscenza emergenti. Ciò comporterà misure volte a migliorare il collegamento in rete delle attività di ricerca e l’accesso alle fonti di finanziamento per la ricerca, oltre ad una maggiore integrazione e un migliore collegamento degli operatori del settore e delle istituzioni nelle economie regionali. Tali attività saranno attuate con stretto riferimento alle politiche regionali comunitarie (fondi strutturali) e al programma per la competitività e l'innovazione, nonché ai programmi di istruzione e formazione.Nel contesto della specifica attività relativa alle “Regioni della conoscenza” si cercherà la massima sinergia con la politica regionale comunitaria dell’UE, come pure con i principali programmi nazionali e regionali, segnatamente per quanto riguarda le regioni di convergenza e ultraperiferiche.POTENZIALE DI RICERCAObiettivoIncentivare la realizzazione del pieno potenziale di ricerca dell’Unione allargata liberando e sviluppando l’eccellenza esistente o emergente il potenziale di ricerca nelle regioni della convergenza e ultraperiferiche[29] dell’UE e aiutando a rafforzare le capacità dei loro ricercatori in modo che possano partecipare con successo alle attività di ricerca a livello comunitario UE.MotivazioneL’Europa non sfrutta appieno il suo potenziale di ricerca, tanto meno nelle regioni meno avanzate, lontane dal centro dello sviluppo industriale e di ricerca europeo. Per aiutare i ricercatori e le istituzioni di queste regioni, sia nel settore pubblico che in quello privato, a contribuire alle attività generali di ricerca in Europa, beneficiando al contempo delle conoscenze e esperienze maturate in altre regioni europee, la presente azione mira a instaurare le condizioni che permetteranno loro di sfruttare il loro potenziale e intende contribuire alla piena realizzazione dello Spazio europeo della ricerca nell’Unione allargata. Tali azioni si fonderanno su misure realizzate in passato, quali i Centri europei di eccellenza, negli ex paesi in via di adesione ed ex paesi candidati nell’ambito del Quinto programma quadro, e le borse di ospitalità Marie Curie per il trasferimento delle conoscenze.AttivitàL’azione in questo settore comporterà il sostegno a:-  distacchi transnazionali di ricercatori tra organismi selezionati nelle regioni di convergenza e uno o più organismi partner; sostegno a centri selezionati di eccellenza esistenti o emergenti ai fini dell'assunzione di ricercatori esperti "in entrata" provenienti da altri Stati membri dell’UE e paesi associati;-  acquisizione e sviluppo di attrezzature di ricerca e sviluppo di un ambiente materiale che consenta il pieno sfruttamento del potenziale intellettuale presente nei centri di eccellenza esistenti o emergenti selezionati nelle regioni della convergenza;-  l’organizzazione di workshop e conferenze per facilitare il trasferimento delle conoscenze; attività promozionali nonché iniziative volte alla diffusione ed al trasferimento dei risultati delle ricerche in altri paesi e sui mercati internazionali;-  “meccanismi di valutazione” mediante i quali qualsiasi centro di ricerca nelle regioni di convergenza può ottenere una valutazione da parte di esperti internazionali indipendenti del livello della qualità delle sue ricerche in generale e delle sue infrastrutture.Si cercheranno forti sinergie con la politica regionale comunitariadell’UE. Le azioni finanziate a questo titolo individueranno le necessità e le opportunità di rafforzare le capacità di ricerca dei centri di eccellenza esistenti ed emergenti nelle regioni di convergenza che possono essere obiettivi realizzabili tramite il Fondo strutturale e il Fondo di coesione.Si punterà a conseguire sinergie anche con il programma "Competitività e innovazione", allo scopo di promuovere la commercializzazione regionale della ricerca e dello sviluppo in collaborazione con le imprese.LA SCIENZA NELLA SOCIETÀObiettivoAllo scopo di costruire una società europea della conoscenza, aperta , efficace e democratica, l’obiettivo è incentivare l’integrazione armoniosa della ricerca scientifica e tecnologica e le relative politiche in materia di ricerca nel tessuto sociale europeo, incoraggiando la riflessione e il dibattito su scala europea sul tema della scienza e della tecnologia, nonché il loro rapporto con la società e la cultura.MotivazioneL’influenza della scienza e della tecnologia sulla vita di tutti i giorni sta diventando sempre più profonda. Prodotti dell’attività sociale e plasmate da fattori sociali e culturali, la scienza e la tecnologia rimangono comunque un settore remoto, lontano dalle preoccupazioni quotidiane di una vasta parte della popolazione e dei responsabili politici, e continuano ad essere oggetto di malintesi e infondate speranze e paure. Gli aspetti controversi relativi alle tecnologie emergenti dovrebbero essere affrontati dalla società sulla base di una discussione informata che porti a scelte e decisioni fondate.AttivitàL’ampia iniziativa integrata intrapresa in questo settore comprenderà il sostegno a:-  rafforzamento e miglioramento del sistema scientifico europeo, che verterà sulle seguenti per quanto riguarda in particolare: questioni: migliore uso e monitoraggio dell'impatto delle consulenze e delle competenze scientifiche finalizzato all’elaborazione delle politiche (compresa la gestione del rischio); il futuro delle pubblicazioni scientifiche; misure volte ad agevolare l'accesso alle pubblicazioni scientifiche per il pubblico interessato; le misure di salvaguardia dei settori scientifici esposti al rischio di pratiche abusive, nonché le frodi, la fiducia e l’“autoregolamentazione”;-  un impegno più ampio dei ricercatori e della popolazione in generale, compresa la società civile organizzata, sulle questioni attinenti alla scienza, in modo da anticipare e chiarire gli aspetti politici e societali, comprese le questioni etiche;-  riflessione e discussione sul tema della scienza e della tecnologia e del loro ruolo nella società, sulla base di discipline quali la storia, la sociologia e la filosofia della scienza e della tecnologia;-  la ricerca di genere, compresa l’integrazione della dimensione di genere in tutti i settori della ricerca e il ruolo la promozione della donna nella ricerca e negli organi decisionali in ambito scientifico;-  la creazione di un ambiente aperto che sappia suscitare la curiosità dei giovani per le scienze, intensificando l’istruzione scientifica a tutti i livelli, comprese le scuole, e promuovendo l’interesse e la piena partecipazione alle scienze tra i giovani provenienti da ogni settore;-  Sviluppo di una politica sul rafforzamento del ruolo della ricerca condotta presso le università ed altri istituti d'istruzione superiore e del loro impegno delle università nelle riforme necessarie per le sfide poste dalla globalizzazione;-  una migliore comunicazione interazione comunicativa e comprensione reciproca tra il mondo scientifico e il più vasto pubblico dei responsabili politici, dei mezzi di comunicazione e la popolazione in generale, aiutando gli scienziati a comunicare e a presentare con maggiore efficacia il loro lavoro e sostenendo l’informazione, le pubblicazioni e i mezzi di comunicazione scientifici.Tali attività assumeranno principalmente la forma di progetti di ricerca, studi, collegamenti in rete e scambi, eventi pubblici e iniziative, premi, inchieste e raccolta di dati. In molti casi comporteranno partenariati internazionali con organizzazioni di paesi terzi.SOSTENERE LO SVILUPPO COERENTE DELLE POLITICHE IN MATERIA DI RICERCAObiettivoAccrescere l'efficacia e la coerenza delle politiche nazionali e comunitarie in materia di ricerca e la loro articolazione con altre politiche, migliorando l'impatto della ricerca pubblica e i suoi collegamenti con l'industria e rafforzando il sostegno pubblico e il suo effetto leva sugli investimenti da parte del settore privato.MotivazioneAumentare gli investimenti nel settore della ricerca e dello sviluppo fino all'obiettivo del 3% e migliorarne l'efficacia è una delle principali priorità della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione. Pertanto, la definizione di politiche efficaci volte ad accrescere gli investimenti pubblici e privati nel settore della ricerca rappresenta una delle principali preoccupazioni delle autorità pubbliche, nella prospettiva di accelerare la transizione verso un'economia competitiva basata sulla conoscenza. Ciò richiede un'adattabilità delle politiche di ricerca, la mobilitazione di una vasta gamma di strumenti, il coordinamento delle iniziative attraverso le frontiere nazionali e il ricorso ad altre politiche atte a creare condizioni migliori per la ricerca.AttivitàLe attività intraprese in questo ambito integreranno le attività di coordinamento previste dal programma di cooperazione e saranno volte a migliorare la coerenza e l'incidenza delle politiche e delle iniziative regionali, nazionali e comunitarie (ad es. programmi di finanziamento, legislazione, raccomandazioni e orientamenti). Le attività saranno le seguenti:-  il monitoraggio e l’analisi delle politiche pubbliche e delle strategie industriali, compreso il loro impatto, nel campo della ricerca e lo sviluppo di indicatori volti a produrre informazioni e dati a sostegno della definizione, dell'attuazione, della valutazione e del coordinamento transnazionale delle politiche;-  il rafforzamento, su base volontaria, del coordinamento delle politiche nel settore della ricerca mediante azioni volte ad attuare il "metodo aperto di coordinamento" (OMC) e iniziative di cooperazione transnazionale di tipo "bottom-up" intraprese a livello nazionale o regionale su temi di interesse comune.ATTIVITÀ DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALEPer diventare competitiva e svolgere un ruolo trainante a livello mondiale, la Comunità europea ha bisogno di una politica internazionale forte e coerente in materia di scienza e tecnologia. Le azioni internazionali realizzate a titolo dei diversi programmi nell'ambito del Settimo programma quadro saranno realizzate nell’ambito di una strategia globale di cooperazione internazionale.Tale politica internazionale persegue due tre obiettivi interdipendenti:-  sostenere la competitività europea mediante partenariati strategici con paesi terzi in settori scientifici selezionati e invitando i migliori scienziati dai paesi terzi a lavorare in e con l’Europa;-  contribuire alla produzione di conoscenza in Europa permettendo alle università, agli istituti di ricerca e alle imprese europee di entrare in contatto con i partner dei paesi terzi, agevolandone così l'accesso alle ricerche condotte altrove nel mondo;-  affrontare problemi specifici che colpiscono i paesi terzi o problemi di portata mondiale, sulla base dell’interesse e dei vantaggi reciproci.La cooperazione con i paesi terzi nell’ambito del programma quadro coinvolgerà in particolare i seguenti gruppi di paesi[30]:-  i paesi candidati all’adesione;-  i paesi confinanti con l’UE, i paesi partner mediterranei, i paesi dei Balcani occidentali[31] e i paesi dell'Europa dell'Est, del Caucaso e dell'Asia centrale, (ECCA) [32] , e i Nuovi Stati indipendenti;-  i paesi in via di sviluppo, con particolare attenzione alle specifiche necessità di ciascuno dei paesi o delle regioni in questione [33] ;-  le economie emergenti.Le azioni di cooperazione internazionale ad orientamento tematico sono svolte nell’ambito del programma "Cooperazione". Le azioni internazionali concernenti il potenziale umano sono condotte nell’ambito del programma “Persone”.Nell’ambito del programma “Capacità” saranno attuate misure azioni di sostegno orizzontale e misure vertenti su argomenti che non rientrano in un’area tematica o interdisciplinare specifica. Si cercherà di migliorare la coerenza delle attività nazionali mediante L'attenzione sarà focalizzata sulla cooperazione tra scienza e tecnologia biregionale, compresa la definizione di priorità delle politiche di cooperazione in materia di scienza e tecnologia [34] ; sulle piattaforme di coordinamento bilaterale in materia di scienza e tecnologia, nonché sul sostegno al coordinamento delle politiche nazionali e attività di sulla cooperazione internazionale in materia di scienza e tecnologia. Tenuto conto dell'esperienza acquisita con l’INTAS nell’ambito della cooperazione con i paesi dell’Europa orientale e dell'Asia centrale, questa verrà proseguita, saranno intraprese nell’ambito del presente programma e dei programmi “Cooperazione” e “Persone” attività che offrano continuità. Sarà assicurato il coordinamento generale delle azioni di cooperazione internazionale nell’ambito dei diversi programmi del programma quadro così come con altri strumenti comunitari.AZIONI NON NUCLEARI DEL CENTRO COMUNE DI RICERCAObiettivoFornire un supporto scientifico e tecnico orientato alle esigenze dei clienti nel processo di elaborazione delle politiche comunitarie, facilitando l'attuazione e il controllo delle politiche esistenti e rispondendo alle nuove esigenze strategiche .MotivazioneL’indipendenza del CCR dagli interessi particolari, tanto privati che nazionali, assieme alle competenze tecniche di cui dispone, conferisce al Centro la capacità di favorire la comunicazione e la ricerca del consenso tra le parti interessate (associazioni industriali, gruppi di azione in materia ambientale, autorità competenti degli Stati membri, altri istituti di ricerca, ecc.) e i responsabili dell’elaborazione delle politiche, soprattutto a livello comunitario UE. Grazie al sostegno scientifico e tecnologico che offre, il CCR contribuisce a rendere il processo decisionale delle politiche europee comunitarie più efficace, trasparente e basato su validi fondamenti scientifici. Se e quando opportuno, le attività di ricerca realizzate dal CCR dovrebbero essere coordinate con le attività di ricerca realizzate nell’ambito dei temi dello specifico programma di cooperazione, al fine di evitare sovrapposizioni e doppioni.L’utilità e la credibilità del sostegno del CCR alle politiche comunitarie dell’UE sono strettamente collegate alla qualità delle sue conoscenze scientifiche e alla sua integrazione nella comunità scientifica internazionale. Pertanto, il CCR continuerà ad investire nelle attività di ricerca e di istituzione di reti con altri centri di eccellenza in settori rilevanti. Parteciperà ad azioni indirette relative a tutti gli aspetti della ricerca, prestando particolare attenzione ai sistemi di riferimento scientifici comuni, alla creazione di reti, alla formazione e alla mobilità, alle infrastrutture di ricerca e alla partecipazione alle piattaforme tecnologiche e agli strumenti di coordinamento, nella misura in cui possiede le competenze necessarie per apportare un valore aggiunto.Il CCR continuerà a promuovere attivamente l’integrazione dei nuovi Stati membri e dei paesi candidati nelle sue attività alla stregua degli Stati membri dell’UE dei 15. Il Centro comune di ricerca rafforzerà la sua posizione unica nello Spazio europeo della ricerca, al centro della cultura scientifica europea. Per agevolare l'accesso alle sue strutture da parte di ricercatori europei e non, in particolare giovani ricercatori, rafforzerà la sua cooperazione con altre organizzazioni di ricerca pubbliche e private, migliorerà costantemente la qualità scientifica delle proprie attività e contribuirà all'insegnamento e alla formazione nelle materie scientifiche, elementi che resteranno una priorità assoluta per il CCR.AttivitàLe priorità del CCR verteranno su settori che rivestono importanza strategica per l’Unione e nei quali il suo contributo si traduce in un elevato valore aggiunto. Continuerà a fornire sostegno scientifico e tecnico alle politiche comunitarie dell’UE in settori chiave quali lo sviluppo sostenibile, i cambiamenti climatici, i prodotti alimentari, l’energia, i trasporti, le sostanze chimiche, i metodi alternativi alla sperimentazione animale, la politica in materia di ricerca, le tecnologie dell’informazione, i metodi e i materiali di riferimento, le biotecnologie, i rischi, i pericoli e le ripercussioni socioeconomiche. Le sue attività saranno intensificate nei settori di principale interesse per la Comunitàl’Unione:-  Prosperità in una società ad alta intensità di conoscenza-  Elaborare e applicare avanzate tecniche di analisi e modellizzazione econometrica nel contesto della definizione e dell’attuazione delle politiche, quali il follow-up dell’agenda di Lisbona, il mercato interno e le politiche in materia di ricerca e di istruzione.-  Sviluppare modelli intesi a sostenere in maniera responsabile un nuovo equilibrio tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile e la competitività.-  Fornire il suo sostegno tecnico/scientifico allo sviluppo di procedure di valutazione e di gestione dei rischi quali strumenti del processo decisionale europeo.-  Solidarietà e gestione responsabile delle risorse-  Diventare un centro di riferimento scientifico e tecnologico riconosciuto nel settore dell’agricoltura sostenibile con particolare attenzione alla qualità, alla tracciabilità e alla sicurezza dei prodotti alimentari (compresi i prodotti e i mangimi geneticamente modificati), alla gestione dello spazio e alla condizionalità e per sostenere l’attuazione della Politica agricola comune.-  Fornire sostegno scientifico e tecnologico alla Politica comune della pesca.-  Migliorare la produzione di dati georeferenziati e di sistemi di informazione geografica armonizzati a livello europeo (supporto a INSPIRE) e continuare a elaborare nuovi metodi di monitoraggio globale dell’ambiente e delle risorse (supporto al GMES).-  Fornire consulenze e svolgere un ruolo fondamentale nelle attività di ricerca del GMES e nello sviluppo di nuove applicazioni in questo settore.-  Favorire l’attuazione del Piano d’azione dell’UE a favore dell’ambiente e della salute, sostenendo le attività in corso volte a costituire un sistema informativo integrato a livello comunitario in materia di ambiente e salute.-  Promuovere e favorire lo sviluppo e la convalida di strategie alternative, in particolare di metodi che non utilizzano animali, in tutti i settori interessati della ricerca (valutazione della sicurezza, sperimentazione di vaccini, ricerca sanitaria e biomedica ecc.).-  Sicurezza e libertà Libertà, giustizia e sicurezza-  Sviluppare attività volte a contribuire all’instaurazione di uno spazio di libertà, giustizia e sicurezza, soprattutto nei settori concernenti la protezione contro il lotta al terrorismo, la criminalità organizzata e la frode, la sicurezza dei confini e la prevenzione dei grandi rischi, in collaborazione con gli organismi di polizia e i servizi competenti dell’UE.-  Sostenere l’intervento comunitario in risposta alle catastrofi naturali e tecnologiche.-  L’Europa, un partner mondiale-  Rafforzare il sostegno alle politiche esterne comunitarie dell’UE in settori specifici quali gli aspetti esterni della sicurezza interna, la cooperazione allo sviluppo e gli aiuti umanitari.ALLEGATO II: RIPARTIZIONE INDICATIVA TRA I PROGRAMMILa ripartizione indicativa tra i programmi è la seguente (in milioni di EUR):Cooperazione *,[35]* | 32 292 |Salute | 5 984 |Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie | 1 935 |Tecnologie dell’informazione e della comunicazione | 9 110 |Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione | 3 467 |Energia | 2 265 |Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici) | 1 886 |Trasporti (ivi compresa l’aeronautica) | 4 180 |Scienze socioeconomiche e scienze umane | 607 |Sicurezza e Spazio | 2 858 |Idee | 7 460 |Persone | 4 727 |Capacità | 4 291 |Infrastrutture di ricerca * | 2 008 |Ricerca a favore delle PMI | 1 266 |Regioni della conoscenza | 126 |Potenziale di ricerca | 350 |Scienza e società | 359 |Attività di cooperazione internazionale | 182 |Azioni non nucleari del Centro comune di ricerca | 1 751 |TOTALE | 50 521 |ALLEGATO IIIMECCANISMI DI FINANZIAMENTOAzioni indiretteLe attività che beneficeranno del sostegno del Settimo programma quadro saranno finanziate tramite una serie di “meccanismi di finanziamento”. Tali meccanismi saranno utilizzati, da soli o in combinazione tra loro, per finanziare diverse categorie di azioni realizzate tramite il programma quadro.Le decisioni relative ai programmi specifici, i programmi di lavoro e gli inviti a presentare proposte indicheranno preciseranno, come opportuno:-  Il tipo o i tipi di meccanismi utilizzati per finanziare le diverse categorie di azioni;-  le categorie di partecipanti (ad esempio, gli istituti di ricerca, le università, le imprese, le PMI e le autorità pubbliche) che ne sono destinatarie;-  I tipi di attività (ad esempio, ricerca , e sviluppo tecnologico, dimostrazione, gestione, formazione, diffusione, trasferimento delle conoscenze e altre attività correlate) che possono essere finanziate tramite ciascun meccanismo.Ove siano applicabili più meccanismi di finanziamento, i programmi di lavoro possono precisare quale meccanismo debba essere utilizzato per il tema oggetto dell’invito a presentare proposte.I meccanismi di finanziamento sono i seguenti:a) A sostegno delle azioni realizzate principalmente sulla base degli inviti a presentare proposte:1. Progetti in collaborazioneSostegno a progetti di ricerca, condotti da consorzi composti da partecipanti provenienti da diversi paesi, finalizzati a sviluppare nuove conoscenze, tecnologie, prodotti, attività di dimostrazione o risorse comuni per la ricerca. Le dimensioni, la portata e l'organizzazione interna dei progetti possono variare a seconda del settore e dell'argomento trattato. Le dimensioni dei progetti possono variare dalle azioni di ricerca mirate su piccola o media scala fino ai progetti di integrazione su larga scala di più ampie dimensioni che mobilitano volumi significativi di risorse in vista del conseguimento di un obiettivo definito. I progetti possono essere destinati anche a gruppi specifici quali le PMI .2. Reti di eccellenzaSostegno a un programma di ricerca congiunto programmi di ricerca congiunti attuato da diversi organismi di ricerca che mettono in comune le loro attività in un determinato settore, condotti da équipe di ricerca nell’ambito di una cooperazione a lungo termine. La realizzazione di detto programma di ricerca congiunto detti programmi congiunti richiederà un impegno formale da parte degli organismi di ricerca che mettono in comune parte delle loro risorse e delle loro attività.3. Azioni di coordinamento e di sostegnoSostegno di azioni destinate al coordinamento o al sostegno di attività e politiche in materia di ricerca (collegamento in rete, scambi, accesso transnazionale alle infrastrutture di ricerca, studi, conferenze, ecc.). Tali azioni possono essere attuate anche secondo modalità diverse dagli inviti a presentare proposte.4. Progetti individuali Sostegno alla ricerca "di frontiera"Sostegno a progetti svolti da singole équipe di ricercatori nazionali o transnazionali. Questo meccanismo sarà applicato principalmente per sostenere i progetti di ricerca “di frontiera” su iniziativa dei ricercatori stessi e finanziati nell’ambito del Consiglio europeo della ricerca.5. Sostegno a favore della formazione e dello sviluppo professionale dei ricercatoriSostegno alla formazione e allo sviluppo professionale dei ricercatori, utilizzato principalmente ai fini dell’attuazione delle azioni Marie Curie.6. Ricerca a favore di determinati gruppi (in particolare le PMI)Sostegno a progetti di ricerca e di sviluppo tecnologico nei quali la maggior parte della ricerca è svolta da università, centri di ricerca o altri soggetti giuridici, a favore di determinati gruppi, in particolare PMI o associazioni di PMI. Si intraprenderanno sforzi per mobilitare finanziamenti supplementari del gruppo BEI e di altri organismi finanziari.b) Per sostenere le azioni attuate in forza delle decisioni del Consiglio e del Parlamento europeo (oppure del Consiglio in consultazione con il Parlamento europeo)[36], sulla base di una proposta della Commissione, la Comunità fornirà un sostegno finanziario alle iniziative su grande scala che beneficiano di una pluralità di finanziamenti.-  Contributo finanziario comunitario alla realizzazione in comune di programmi nazionali di ricerca specificamente individuati, sulla base dell’articolo 169 del trattato. Detta realizzazione comune richiederà l’istituzione o l’esistenza di una struttura di esecuzione specifica. Il sostegno finanziario comunitario sarà subordinato alla definizione di un piano di finanziamento basato su impegni formali delle autorità nazionali competenti.-  Contributo finanziario comunitario all’attuazione di Iniziative tecnologiche congiunte volte a conseguire obiettivi che non possono essere raggiunti tramite i meccanismi di finanziamento di cui alla lettera a)al punto 1. Le iniziative tecnologiche congiunte attiveranno una combinazione di finanziamenti di diversa natura e da diverse fonti, private e pubbliche, a livello europeo e nazionale. Tale finanziamento può assumere forme diverse e può essere attribuito o mobilitato attraverso una serie di strumenti: sostegno dal programma quadro, prestiti dalla Banca europea per gli investimenti, sostegno al capitale di rischio. Le iniziative tecnologiche congiunte possono essere decise e attuate sulla base dell’articolo 171 del trattato (e possono includere la costituzione di imprese comuni) o tramite le decisioni che adottano i programmi specifici. Il sostegno della Comunità sarà subordinato alla definizione di un piano globale di ingegneria finanziaria basato su impegni formali di tutte le parti interessate.-  Contributo finanziario della Comunità allo sviluppo di nuove infrastrutture di interesse europeo. Tale contributo può essere deciso sulla base dell’articolo 171 del trattato o tramite le decisioni che adottano i programmi specifici. Lo sviluppo di nuove infrastrutture attiverà una combinazione di finanziamenti di diversa natura e da diverse fonti: finanziamenti nazionali, programma quadro, fondi strutturali, prestiti della Banca europea per gli investimenti e altro. Il sostegno della Comunità sarà subordinato alla definizione di un piano finanziario basato su un impegno formale di tutte le parti interessate.La Comunità darà esecuzione ai meccanismi di finanziamento indicati alla lettera a) in conformità delle disposizioni del regolamento che sarà adottato a norma dell’articolo 167 del trattato, delle pertinenti misure di aiuto di Stato, in particolare la disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e allo sviluppo, nonché delle regole internazionali applicabili in questo campo. Conformemente al citato quadro internazionale, dovrà essere possibile adeguare di volta in volta la portata e la forma della partecipazione finanziaria del programma quadro, in particolare se si prevede l’intervento di altre fonti di finanziamento del settore pubblico, anche comunitarie quali la Banca europea per gli investimenti (BEI).Oltre al sostegno finanziario diretto concesso ai partecipanti alle azioni di ricerca e sviluppo tecnologico, la Comunità faciliterà l’accesso di questi ultimi al finanziamento con ricorso al credito mediante il "meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi" concedendo un contributo una sovvenzione alla BEI. La sovvenzione Il contributo comunitario sarà utilizzato dalla BEI, partner nella ripartizione del rischio, per contribuire alla dotazione e all’allocazione dei capitali destinati al finanziamento dei prestiti e delle garanzie sulle risorse proprie. Non vi sarà alcun impegno per il bilancio comunitario . Fatte salve e nel rispetto delle modalità che saranno stabilite dal regolamento adottato a norma dell’articolo 167 del trattato e delle decisioni del Consiglio che adottano i programmi specifici, il meccanismo consentirà alla BEI di aumentare l'ammontare dei finanziamenti per le azioni di ricerca e sviluppo tecnologico europee (ad esempio iniziative tecnologiche congiunte, progetti di grandi dimensioni compresi i progetti Eureka, e nuove infrastrutture di ricerca e progetti condotti dalle PMI) in modo da contribuire a ovviare alle carenze del mercato.Per i partecipanti ad un’azione indiretta stabiliti in una regione in ritardo di sviluppo (regioni di convergenza e regioni ultraperiferiche[37]), ogniqualvolta sia possibile e opportuno sarà attivato un finanziamento complementare dei Fondi strutturali. Nel caso della partecipazione di organismi dei paesi candidati, un contributo supplementare dagli strumenti finanziari di preadesione potrebbe essere concesso a condizioni analoghe. Le dettagliate disposizioni finanziarie relative alle azioni della Parte “Infrastrutture di ricerca” del programma “Capacità” del Settimo programma quadro, saranno definite in modo da assicurare un’effettiva complementarità tra il finanziamento comunitario per la ricerca e altri strumenti nazionali e comunitari, in particolare i Fondi strutturali.Azioni diretteLe attività intraprese dalla Comunità e attuate dal Centro comune di ricerca sono definite "azioni dirette".SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVADENOMINAZIONE DELLA PROPOSTA:Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio concernente il Settimo programma quadro di attività comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) - Costruire l’Europa della conoscenzaQUADRO ABM/ABB (Gestione per attività/Suddivisione per attività)RICERCA, IMPRESA, ENERGIA E TRASPORTO, SOCIETÀ DELL'INFORMAZIONE, RICERCA DIRETTA E PESCA.LINEE DI BILANCIOLinee di bilancio (linee operative e corrispondenti linee di assistenza tecnica e amministrativa) e loro denominazione:02.04.01 Sicurezza e ricerca spaziale; 06.06.01 Ricerca nel settore dell'energia; 06.06.02 Ricerca nel settore dei trasporti (ivi compresa l’aeronautica); 08.02.01 Cooperazione - Sanità; 08.03.01 Cooperazione – Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie; 08.04.01 Cooperazione – Nanoscienze, nanotecnologie, materiali e nuove tecnologie di produzione; 08.05.01 Cooperazione - Energia; 08.06.01 Cooperazione - Ambiente (ivi compresi i cambiamenti climatici); 08.07.01 Cooperazione - Trasporti (ivi compresa l’aeronautica); 08.08.01 Cooperazione - Scienze socioeconomiche e scienze umane; 08.09.01 Cooperazione - Meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi; 08.10.01 Idee; 08.11.01 Persone; 08.12.01 Capacità - Infrastrutture di ricerca; 08.13.01 Capacità - Ricerca a favore delle PMI; 08.14.01 Capacità - Regioni della conoscenza; 08.15.01 Capacità - Potenziale di ricerca; 08.16.01 Capacità - Scienza nella società; 08.17.01 Capacità - Attività di cooperazione internazionale; 08.18.01 Capacità - Meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi (BEI); 09.04 01 Sostegno alla collaborazione in materia di ricerca nel settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC - cooperazione); 09.05.01 Capacità - Infrastrutture di ricerca; 10.02.01 Attività non nucleari del Centro comune di ricerca (CCR).Durata dell'azione e dell'incidenza finanziaria:2007-2013Caratteristiche di bilancio ( aggiungere le righe necessarie ):Linea di bilancio | Tipo di spesa | Nuova | Partecipazione EFTA | Partecipazione di paesi candidati | Rubrica delle prospettive finanziarie |02, 06, 08, 09 e 10 | SNO | SD[38] | Sì | Sì | Sì | N. [1a] |XX.01 | SNO | SND[39] | Sì | No | No | N. [1a…] |XX.01.04 | SNO | SND | Sì | Sì | Sì | N. [1a…] |XX.01.05 | SNO | SND | Sì | Sì | Sì | N. [1a…] |SINTESI DELLE RISORSERisorse finanziarieSintesi degli stanziamenti di impegno (SI) e degli stanziamenti di pagamento (SP)Mio EUR (al terzo decimale) prezzi correntiRisorse umane e spese connesse (SND) | 8.2.5 d |Spese amministrative diverse dalle spese per risorse umane e altre spese connesse, non incluse nell'importo di riferimento (SND) | 8.2.6 e |Costo totale indicativo dell'interventoTOTALE SI comprensivo del costo delle risorse umane | a+c+d+e | 5.082,008 | 5.579,074 | 6.119,126 | 6.932,723 | 7.968,149 | 8.925,954 | 9.913,966 | 50.521,000 |TOTALE SP comprensivo del costo delle risorse umane | b+c+d+e | 1.056,210 | 3.940,919 | 5.673,657 | 6.622,676 | 7.534,751 | 7.993,441 | 17.699,346 | 50.521,000 |CofinanziamentoSe la proposta prevede il cofinanziamento da parte degli Stati membri o di altri organismi (precisare quali), indicare nella tabella seguente una stima del livello di cofinanziamento (aggiungere altre righe se è prevista la partecipazione di diversi organismi):Mio EUR (al terzo decimale)Organismo di cofinanziamento | Anno n | n + 1 | n + 2 | n + 3 | n + 4 | n + 5 e segg. | Totale |f |TOTALE SI comprensivo di cofinanziamento | a+c+d+e+f |Compatibilità con la programmazione finanziaria( La proposta è compatibile con la prossima programmazione finanziaria (Accordo interistituzionale sul quadro finanziario 2007-2013).( La proposta implica una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziarie.( La proposta può comportare l'applicazione delle disposizioni dell'Accordo interistituzionale[43] (relative allo strumento di flessibilità o alla revisione delle prospettive finanziarie)Incidenza finanziaria sulle entrate( Nessuna incidenza finanziaria sulle entrate( La proposta ha la seguente incidenza finanziaria sulle entrate:Alcuni Stati associati possono contribuire al finanziamento dei programmi quadro.Ai sensi dell'articolo 161 del regolamento finanziario, il Centro comune di ricerca può beneficiare di entrate provenienti da attività concorrenziali diverse e dalle altre prestazioni per terzi.Ai sensi dell’articolo 18 del regolamento finanziario talune entrate possono essere destinate specificamente a finanziare spese determinate.Risorse umane in equivalente tempo pieno (ETP), compresi funzionari, personale temporaneo ed esterno – cfr. ripartizione al punto 8.2.1.Fabbisogno annuo | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | 2012 | 2013 |Totale risorse umane | 4.436 | 4.629 | 4.659 | 4.937 | 5.039 | 5.288 | 5.538 |Sarà necessario esaminare anno per anno le conseguenze sotto l’aspetto delle risorse umane della fine progressiva del Sesto programma quadro e dell'avvio progressivo del Settimo programma quadro.CARATTERISTICHE E OBIETTIVINecessità dell'azione a breve e lungo termineIl Settimo programma quadro costituirà parte integrante degli sforzi dell'UE in vista della realizzazione dell'economia e della società europea della conoscenza, assieme ad altre misure a favore dell'istruzione, della formazione e dell'innovazione. Il Settimo programma quadro verterà sulle principali componenti della ricerca europea: la ricerca in cooperazione, la ricerca di base, le risorse umane e le capacità di ricerca. Inoltre, si stanno compiendo grandi sforzi per semplificare tutte le procedure del Settimo programma quadro.Valore aggiunto dell'intervento comunitario, coerenza ed eventuale sinergia con altri strumenti finanziariL'intervento a livello dell'UE è giustificato nel settore della politica di ricerca e sviluppo. Alcune attività di ricerca assumono una dimensione tale che nessuno Stato membro può fornire le risorse né la competenza necessari. I progetti dell'UE permettono alla ricerca, allo sviluppo tecnologico e alla dimostrazione di raggiungere la "massa critica" necessaria, riducendo al contempo i rischi finanziari connessi e facendo leva sugli investimenti privati. Le azioni su scala dell'UE svolgono un ruolo chiave nel trasferimento delle competenze e delle conoscenze oltre frontiere, contribuendo a promuovere l’eccellenza nella ricerca e sviluppo per mezzo di una maggiore capacità, qualità e concorrenza a livello europeo, nonché migliorando il capitale umano attraverso attività di formazione, la mobilità e lo sviluppo delle carriere. Il sostegno dell'UE può anche contribuire ad una migliore integrazione delle attività di ricerca e sviluppo europee, incoraggiando il coordinamento delle politiche nazionali, la diffusione dei risultati in tutta l'UE e infine finanziando ricerche connesse a sfide strategiche paneuropee.Un'analisi approfondita è presentata nel documento "Analisi di impatto e relazione di valutazione ex-ante delle proposte di decisioni del Consiglio e del Parlamento europeo riguardanti il Settimo programma quadro (CE e Euratom) presentate dalla Commissione" - SEC(2005) 430.Obiettivi e risultati attesi della proposta nel contesto della gestione del bilancio per attività (ABM) e relativi indicatori"Rilanciare" l'Agenda di Lisbona è un obiettivo chiave dell'UE e della Commissione europea. Ciò implica, come priorità assoluta, la piena realizzazione della società della conoscenza. Gli obiettivi strategici del Collegio, COM (2005) 12, hanno sottolineato l'importanza delle attività di ricerca e sviluppo come uno dei principali motori della prosperità e della crescita. Ciò significa in particolare che l'Unione si impegnerà ad investire il 3% del suo PIL nella ricerca, un terzo del quale proverrà dal settore pubblico.Gli obiettivi stabiliti nell’ Allegato I mirano a sostenere l'attuazione della strategia di Lisbona, nell’ambito delle attività di ricerca finanziate dalla Comunità.Modalità di attuazione (dati indicativi)Indicare di seguito la scelta delle modalità[44] di attuazione:( Gestione centralizzata( diretta da parte della Commissione( indiretta, con delega a:( agenzie esecutive( organismi istituiti dalle Comunità a norma dell'articolo 185 del regolamento finanziario( organismi pubblici nazionali/organismi con funzioni di servizio pubblico (in parte per alcune borse individuali Marie Curie)( Gestione concorrente o decentrata( con Stati membri( con paesi terzi( Gestione congiunta con organizzazioni internazionali (specificare)Osservazioni:L'esternalizzazione è una parte importante della gestione del presente programma quadro e, inoltre, si tratta di un esercizio graduale. In questo contesto, il programma “Idee” sarà affidato ad un’apposita agenzia esecutiva (nel qual caso i lavori saranno supervisionati da un Consiglio scientifico). Altre parti del programma quadro saranno progressivamente affidate ad un’agenzia nuova o esistente. Si tratterà delle parti riguardanti il programma “Persone, le misure specifiche destinate alle PMI oltre ad alcune parti amministrative del programma “Cooperazione” e “Capacità”. La portata del lavoro svolto dalle agenzie sarà stabilito sulla base di analisi attualmente in corso. Per le azioni che rientrano nell’articolo 169 o nell’articolo 171 del trattato le strutture di gestione saranno stabilite caso per caso e saranno istituite dalle decisioni che stabiliscono le azioni .L'attuazione particolareggiata dei diversi meccanismi di sovvenzione derivanti dal cofinanziamento dei programmi nazionali di mobilità sarà trasmessa ai competenti organismi del settore pubblico nazionali o regionali o agli organismi privati con finalità di servizio pubblico aventi sede negli Stati membri.CONTROLLO E VALUTAZIONESistema di controlloIl controllo della gestione sarà garantito dall’alta dirigenza della Commissione su base continua, con verifiche annuali in base a comuni indicatori di prestazione in materia di gestione. I risultati annuali di questo esercizio saranno utilizzati per informare l’alta dirigenza e contribuire all'esercizio di valutazione pluriennale.I criteri e i sistemi per la raccolta di dati concernenti la valutazione delle proposte e la preparazione dei contratti sono attualmente in corso di revisione, atteso che è necessario fornire dati solidi e semplificati, pur imponendo un carico minimo ai partecipanti dei programmi di ricerca.ValutazioneValutazione ex-anteConformemente a quanto richiesto dalla Commissione, è stata effettuata una valutazione ex-ante delle proposte legislative relative al 7° PQ. Detta valutazione è stata inserita nel documento “Analisi di impatto e relazione di valutazione ex-ante delle proposte di decisioni del Consiglio e del Parlamento europeo riguardanti il Settimo programma quadro (CE e Euratom)”.Provvedimenti presi in seguito alla valutazione intermedia/ex-post (sulla base dell'esperienza acquisita in precedenti casi analoghi)Tra giugno e dicembre 2004 è stata effettuata una valutazione quinquennale, con riferimento ai cinque esercizi precedenti, dell'attuazione e dei risultati della ricerca comunitaria da un gruppo di esperti indipendenti di alto livello.I risultati di questa valutazione quinquennale sono stati resi disponibili il 10 febbraio 2005 e comunicati al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.La proposta legislativa originaria del Settimo programma quadro conteneva una sintesi delle principali conclusioni della relazione e del modo in cui se ne è tenuto conto nella proposta.Modalità e periodicità delle valutazioni successiveEntro il 2010 la Commissione, assistita da esperti indipendenti, procederà a una valutazione intermedia del 7° PQ e dei relativi programmi specifici sotto il profilo della qualità delle attività di ricerca in corso di attuazione e dello stato di avanzamento rispetto al conseguimento degli obiettivi stabiliti.Due anni dopo il completamento del presente programma quadro, la Commissione affiderà a esperti indipendenti una valutazione esterna delle motivazioni, dell’attuazione e dei risultati del programma quadro. Tale esercizio poggerà su una serie coerente di studi indipendenti, così come sulla valutazione intermedia e altre attività di valutazione condotte nel corso della durata del programma quadro, come sopra indicato. La relazione di valutazione sarà presentata a tutte le parti interessate, compresi il Parlamento e il Consiglio. Inoltre, questa relazione potrebbe ispirare future valutazioni ex-ante e valutazione di impatto da parte della Commissione.Una valutazione indipendente ex post del programma sarà intrapresa 2 anni dopo la fine del 6° PQ.MISURE ANTIFRODESaranno adottate misure per garantire che le stesse misure antifrode adottate per il 6° PQ siano mantenute e rafforzate nel 7° PQ. Dette misure comprendono ad esempio la responsabilità finanziaria collettiva, sanzioni contro la sovrafatturazione, disposizioni volte a garantire il recupero effettivo degli importi dovuti alla Commissione, così come disposizioni amministrative e giuridiche adottate per garantire il pieno rispetto del regolamento finanziario.DETTAGLI SULLE RISORSEObiettivi della proposta in termini di costi finanziariStanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale) prezzi correnti[45]TOTALE | 4.436 | 4.629 | 4.659 | 4.937 | 5.039 | 5.288 | 5.538 |Il totale comprende i seguenti posti statutari assegnati alle agenzie esecutive [52] | 0 | 64 | 66 | 128 | 150 | 166 | 209 |Descrizione delle mansioni derivanti dall'azioneAttuazione del programma quadroOrigine delle risorse umane (statutaria)(Se sono indicate più origini, specificare il numero di posti per origine)( Posti attualmente assegnati alla gestione del programma da sostituire o prolungare( Posti pre-assegnati nell'ambito dell'esercizio SPA/PPB (Strategia politica annuale/Progetto preliminare di bilancio) per l'anno 2007( Posti da richiedere nella prossima procedura SPA/PPB( Posti da riassegnare usando le risorse esistenti nel servizio interessato (riassegnazione interna)( Posti necessari per l'anno n ma non previsti nell'esercizio SPA/PPB dell'anno consideratoAltre spese amministrative incluse nell'importo di riferimento (XX 01 05 – Spese di gestione amministrativa)Mio EUR (al terzo decimale) prezzi correntiCalcolo – Personale finanziato con l'art. XX 01 02 Richiamarsi all'occorrenza al punto 8.2.1 |Altre spese amministrative non incluse nell'importo di riferimento Mio EUR (al terzo decimale) prezzi correnti |Anno 2007 | Anno 2008 | Anno 2009 | Anno 2010 | Anno 2011 | Anno 2012 e 2013 | TOTALE |XX 01 02 11 01 – Missioni |XX 01 02 11 02 – Riunioni e conferenze |XX 01 02 11 03 – Comitati |XX 01 02 11 04 – Studi e consulenze |XX 01 02 11 05 – Sistemi di informazione |2 Totale altre spese di gestione (XX 01 02 11) |3 Altre spese di natura amministrativa (specificare indicando la linea di bilancio) |Totale spese amministrative diverse dalle spese per risorse umane e altre spese connesse (NON incluse nell'importo di riferimento) |Calcolo – Altre spese amministrative non incluse nell'importo di riferimentoIl fabbisogno in risorse umane e amministrative sarà soddisfatto dalla dotazione accordata alla DG di gestione nell'ambito della procedura annuale di assegnazione.2005/0044 (CNS)Proposta modificata diDECISIONE DEL CONSIGLIOconcernente il Settimo programma quadro della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) per le attività di ricerca e formazione nel settore nucleare (2007-2011) (Testo rilevante ai fini del SEE)IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica, in particolare l’articolo 7,vista la proposta della Commissione[53],visto il parere del Parlamento europeo[54],visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[55],considerato quanto segue:(1) Per promuovere e garantire la crescita economica in Europa e il benessere dei suoi cittadini, è fondamentale che le attività nel settore della ricerca e della formazione siano svolte congiuntamente dagli Stati membri e dall’Unione europea.(2) Il Settimo programma quadro integra nella politica di ricerca altre azioni dell’Unione che sono necessarie ai fini dell’attuazione della strategia di Lisbona, parallelamente, in particolare, alle attività in materia di istruzione, formazione, competitività e innovazione, industria, occupazione e ambiente.(3) Il presente programma quadro si basa sulle realizzazioni dei programmi quadro precedenti in vista della creazione dello Spazio europeo della ricerca e le approfondisce in vista dello sviluppo di un’economia e una società della conoscenza in Europa.(5) Il Libro verde della Commissione intitolato “Verso una strategia europea di sicurezza dell’approvvigionamento energetico” sottolinea il contributo che l’energia nucleare può apportare ai fini della riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra e di una minor dipendenza dell’Europa dalle importazioni di energia.(6) Conformemente alla decisione del Consiglio del 26 novembre 2004 che modifica le direttive di negoziato sull’ITER[56], la realizzazione di ITER in Europa costituirà, in un’ottica più ampia dell’energia da fusione, l’elemento centrale delle attività di ricerca sulla fusione che saranno intraprese nell’ambito del Settimo programma quadro.(7) L’attuazione del Settimo programma quadro può implicare la costituzione di imprese comuni ai sensi del Titolo II, Capo 5, del trattato.(8) Le attività di ricerca finanziate nell’ambito del presente programma quadro devono rispettare i principi etici fondamentali, compresi quelli enunciati nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. I pareri espressi dal Gruppo europeo di etica delle scienze e delle nuove tecnologie sono stati presi in considerazione e continueranno ad esserlo in futuro.(9) Il presente atto fissa, per l’intera durata del programma, una dotazione finanziaria che costituisce il riferimento privilegiato per l’autorità di bilancio, ai sensi del punto 37 dell’accordo istituzionale del 17/5/2006 concluso tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio.(10) In data 24/8/2005[57] la Commissione ha presentato le conclusioni della valutazione esterna dell’attuazione e dei risultati delle attività comunitarie svolte nel quinquennio precedente, corredate delle sue osservazioni in merito.(11) È importante garantire la sana gestione finanziaria del Settimo programma quadro, la sua attuazione nel modo più efficiente e semplice possibile e un agevole accesso per tutti i partecipanti.(12) Nell’ambito del Settimo programma quadro si presterà la debita attenzione al ruolo svolto dalle donne nella scienza e nella ricerca nell’intento di rafforzare ulteriormente il loro ruolo attivo nelle attività di ricerca.(13) Il Centro comune di ricerca (CCR) ha il compito fondamentale di fornire un sostegno scientifico e tecnologico orientato alla clientela per l’elaborazione, lo sviluppo, l'attuazione e il controllo delle politiche dell'UE. Al CCR andrebbe assicurato un sostegno costante per consentirgli di operare come centro di riferimento per la scienza e la tecnologia nell'UE, indipendente da interessi privati e nazionali Il Centro comune di ricerca deve contribuire al conseguimento degli obiettivi sopra menzionati svolgendo azioni dirette e fornendo un sostegno orientato alla clientela per l’attuazione delle politiche dell’UE.(14) La dimensione internazionale e globale delle attività di ricerca europee è importante ai fini di ottenere reciproci benefici. Il Settimo programma quadro è aperto alla partecipazione di paesi che hanno sottoscritto gli accordi necessari a tal fine, ed è altresì aperto, a livello di progetti e sulla base del vantaggio reciproco, alla partecipazione di soggetti di paesi terzi e di organizzazioni internazionali per la cooperazione scientifica.(15) Il Settimo programma quadro deve contribuire all’allargamento offrendo sostengo scientifico e tecnologico ai paesi candidati ai fini dell’attuazione dell’ acquis comunitario e della loro integrazione nello Spazio europeo della ricerca.(16) È opportuno adottare inoltre misure atte a prevenire le irregolarità e le frodi e intraprendere i passi necessari ai fini del recupero di fondi perduti, indebitamente versati o scorrettamente utilizzati ai sensi del regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità[58], del regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del Consiglio dell'11 novembre 1996 relativo ai controlli e alle verifiche sul posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità[59] e del regolamento (CE) n. 1073/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle indagini svolte dall'Ufficio per la lotta antifrode (OLAF)[60].(17) Il Comitato scientifico e tecnico è stato consultato dalla Commissione e ha espresso il suo parere,DECIDE:Articolo 1Istituzione Adozione di un programma quadro per le attività di ricerca e formazionePer il periodo dal 1º gennaio 2007 al 31 dicembre 2011 è adottato istituito un programma quadro pluriennale per le attività di ricerca e formazione nel settore nucleare, di seguito denominato “Settimo programma quadro” .Articolo 2Obiettivo1. Il Settimo programma quadro persegue gli obiettivi di carattere generale stabiliti all’articolo 1 e all’articolo 2, lettera a), del trattato e contribuisce alla creazione di una società della conoscenza, fondata su uno Spazio europeo della ricerca.2. Il Settimo programma quadro comprende attività comunitarie di ricerca, di sviluppo tecnologico, di cooperazione internazionale, di diffusione delle informazioni tecniche e di valorizzazione, nonché di formazione, e si articola attorno a due programmi specifici.Il primo programma verte sui seguenti settori:75.  ricerca sull’energia da fusione , con l’obiettivo di sviluppare la tecnologia che consenta di ottenere una sorgente di energia sicura, sostenibile, rispettosa dell’ambiente e efficiente sotto il profilo economico;76.  fissione nucleare e radioprotezione , con l’obiettivo di potenziare in particolare i risultati riguardanti la sicurezza, l'efficacia e il rapporto costi/benefici in termini di risorse della promozione dell'uso e dello sfruttamento in modo sicuro della fissione nucleare e delle altre applicazioni delle radiazioni nell’industria e in medicina.Il secondo programma verte sulle attività del Centro comune di ricerca nel settore dell’energia nucleare.3. L’allegato I descrive le grandi linee dei suddetti programmi.Articolo 3Importo globale massimo e quote assegnate a ciascun programmaL’importo globale per l’esecuzione del Settimo programma quadro per il periodo 2007-2011 è pari a 3092 2 751 milioni di EUR. Tale importo sarà ripartito come segue (in milioni di EUR):Ricerca sull’energia da fusione | 1 9472159 |Fissione nucleare e radioprotezione | 287394 |Attività nucleari del Centro comune di ricerca | 517539 |77.  Dell’importo previsto per la ricerca sull’energia da fusione, almeno 900 milioni di EUR saranno destinati ad attività diverse dalla costruzione di ITER, come elencato nell’Allegato I.2. Le modalità della partecipazione finanziaria della Comunità al presente programma quadro figurano nell’allegato II.Articolo 4Tutela degli interessi finanziari delle ComunitàPer le azioni comunitarie finanziate in base alla presente decisione, il regolamento (CE, Euratom) n. 2988/95 e il regolamento (CE, Euratom) n. 2185/96 si applicano a qualsiasi violazione di una delle disposizioni del diritto comunitario, compreso l’inadempimento di un’obbligazione contrattuale assunta in base al programma e risultante da un atto o da un’omissione di un operatore economico, che ha o avrebbe l’effetto di pregiudicare il bilancio generale delle Comunità europee o un bilancio gestito da detto operatore, con una voce di spesa ingiustificata.Articolo 5Tutte le attività di ricerca svolte nell’ambito del Settimo programma quadro sono realizzate nel rispetto dei principi etici fondamentali.Articolo 6Monitoraggio, valutazione e revisione1. La Commissione controlla costantemente e sistematicamente l'attuazione del programma quadro e dei suoi programmi specifici e riferisce e divulga regolarmente i risultati di tale controllo.Entro il 2010 la Commissione, assistita da esperti indipendenti, procede ad una valutazione intermedia fondata su prove del presente programma quadro e dei relativi programmi specifici sulla base della valutazione ex-post del Sesto programma quadro. Detta valutazione riguarda la qualità delle attività di ricerca in corso di attuazione, oltre che la qualità dell'attuazione e della gestione e lo stato di avanzamento rispetto al conseguimento degli obiettivi stabiliti.2. Non appena completata l’attuazione del presente programma quadro, la Commissione affida ad esperti indipendenti una valutazione esterna delle motivazioni, dell’attuazione e dei risultati del programma.La Commissione comunica le conclusioni della valutazione, corredate delle proprie osservazioni, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.Fatto a Bruxelles, addìPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO IOBIETTIVI SCIENTIFICI E TECNOLOGICI, TEMI E ATTIVITÀINTRODUZIONEIl Settimo programma quadro EURATOM è articolato in due parti corrispondenti, da un lato, alle azioni “indirette” di ricerca sull’energia da fusione e la fissione nucleare e la radioprotezione e, dall’altro, le attività “dirette” di ricerca svolte dal Centro comune di ricerca.RICERCA SULL’ENERGIA DA FUSIONEObiettivoSviluppare la base di conoscenze per il progetto ITER e realizzare tale progetto come fase fondamentale della creazione di reattori prototipo per centrali elettriche che siano sicure, sostenibili, rispettose dell’ambiente e efficienti sotto il profilo economico .MotivazioneLe considerazioni a breve, medio e lungo termine sull’approvvigionamento energetico dell’Europa ne evidenziano i gravi limiti. In particolare, sono necessarie misure per far fronte alle questioni relative alla sicurezza dell’approvvigionamento, ai cambiamenti climatici e allo sviluppo sostenibile, garantendo al contempo che non sia pregiudicata la crescita economica futura.Malgrado gli sforzi che l’UE sta facendo e dovrà continuare a fare nel campo della ricerca sulle energie rinnovabili, la La fusione ha le potenzialità per contribuire in modo significativo alla realizzazione di una fonte di approvvigionamento energetico sostenibile e sicuro per l’UE entro i prossimi decenni cinquanta o sessant’anni circa, dopo che i reattori di fusione a scopo commerciale avranno conquistato il mercato. Per questo motivo si seguirà una “corsia preferenziale” per abbreviare per quanto possibile i tempi di sviluppo di una reale installazione da fusione nucleare. Riuscire a sviluppare la tecnologia necessaria permetterebbe di produrre energia in modo sicuro, sostenibile e rispettoso dell’ambiente. L’obiettivo a lungo termine della ricerca europea in materia di fusione, che comprende tutte le attività condotte in questo settore negli Stati membri e nei paesi terzi associati, è la creazione congiunta, in circa 30-35 anni, di reattori prototipo per centrali elettriche che soddisfino queste esigenze e siano economicamente efficienti.La strategia per raggiungere tale obiettivo a lungo termine comprende, come prima priorità, la costruzione di ITER (importante impianto sperimentale che dimostrerà la fattibilità scientifica e tecnica della produzione dell’energia da fusione), seguita dalla costruzione di DEMO, una centrale elettrica a fusione "dimostrativa". La strategia prevede anche un programma dinamico di sostegno alle attività di ricerca e sviluppo per ITER e alle attività di sviluppo nel campo dei materiali, delle tecnologie e della fisica della fusione necessarie per DEMO. Ciò richiederà la partecipazione delle imprese europee, delle associazioni interessate alla fusione e dei paesi terzi, in particolare delle parti firmatarie dell’accordo ITER.Attività-  Realizzazione di ITERTale attività comprende quanto necessario per la costruzione congiunta di ITER (come infrastruttura di ricerca internazionale), in particolare la preparazione del sito, la costituzione dell’organizzazione ITER e dell’impresa comune europea ITER, la gestione e la dotazione di risorse umane, sostegno tecnico e amministrativo generale, la costruzione delle attrezzature e degli impianti ed il sostegno al progetto durante la fase di costruzione.-  Attività di ricerca e sviluppo in preparazione del funzionamento di ITERUn programma mirato nei settori della fisica e della tecnologia garantirà l’esercizio degli impianti e la gestione delle risorse del programma sulla fusione, vale a dire compreso JET e altri dispositivi di confinamento magnetico, esistenti o in fase di costruzione (Tokamak, Stellarator, RFP). Tale programma valuterà le tecnologie specifiche fondamentali per ITER, consoliderà le scelte del progetto ITER e preparerà la messa in esercizio di ITER mediante attività sperimentali e teoriche.-  Attività tecnologiche preparatorie per DEMOTali attività comprendono lo sviluppo dei materiali di fusione e delle tecnologie chiave per la fusione, compresi i mantelli, e la costituzione di una équipe specializzata incaricata di preparare la costruzione dell’IFMIF (International Fusion Materials Irradiation Facility) per sottoporre a prove di idoneità i materiali da utilizzare in DEMO. Esse comprenderanno prove di irraggiamento e la modellizzazione dei materiali, studi per la progettazione di DEMO, studi sulla sicurezza e sugli aspetti ambientali e socioeconomici dell’energia da fusione.-  Attività di ricerca e sviluppo a lungo termineQueste attività comprenderanno l’approfondimento di concetti perfezionati per sistemi di confinamento magnetico che offriranno vantaggi potenziali per le centrali a fusione (incentrate in particolare sul completamento della costruzione dello stellarator W7-X), studi teorici e attività di modellizzazione volti a comprendere il comportamento dei plasma di fusione sotto tutti gli aspetti e il coordinamento, nell’ambito di una attività di “veglia” tecnologica, delle attività di ricerca civile degli Stati membri sul confinamento inerziale.-  Risorse umane, istruzione e formazioneIn considerazione delle necessità immediate e a medio termine del progetto ITER e in prospettiva della prosecuzione delle attività nel settore della fusione, saranno intraprese iniziative volte ad assicurare la disponibilità di risorse umane adeguate, in termini quantitativi, della gamma di competenze e dell’elevato livello di formazione e di esperienze. Tale obiettivo comprenderà anche l’esame delle modalità per istituire un dottorato europeo in fisica e in ingegneria della fusione.-  InfrastruttureLa costruzione dell’impianto internazionale di ricerca sull’energia da fusione ITER sarà uno degli elementi delle nuove infrastrutture di ricerca con una forte dimensione europea.-  Processi di trasferimento tecnologicoIl progetto ITER richiederà strutture organizzative nuove e più flessibili di modo che i processi innovativi e di progresso tecnologico che ne conseguiranno siano trasferiti rapidamente all’industria e si possano raccogliere le sfide che consentiranno all’industria europea di diventare più competitiva.FISSIONE NUCLEARE E RADIOPROTEZIONEObiettivoStabilire una solida base scientifica e tecnica per accelerare gli sviluppi pratici ai fini di una gestione più sicura dei rifiuti radioattivi a vita lunga, potenziando in particolare i risultati riguardanti la sicurezza, l'efficacia e il rapporto costi/benefici in termini di risorse in modo da promuovere un utilizzo più sicuro, più efficace in termini di risorse e più competitivo dell’energia nucleare, garantendo un sistema solido e socialmente accettabile di protezione della popolazione e dell’ambiente dagli effetti delle radiazioni ionizzanti .MotivazioneL’energia nucleare produce attualmente un terzo di tutta l’elettricità consumata nell’UE e, essendo la più importante sorgente di elettricità a basso carico senza emissioni di carbonio che non emette CO2 durante il funzionamento di una centrale nucleare, costituisce un elemento rilevante del dibattito sui mezzi per contrastare i cambiamenti climatici e ridurre la dipendenza dell'Europa dall'energia importata attualmente disponibile. Il settore nucleare europeo nel suo insieme è caratterizzato da tecnologie all’avanguardia e offre posti di lavoro altamente qualificati a varie centinaia di migliaia di persone. Quale sorgente di energia “indigena” e affidabile, l’energia nucleare contribuisce all’indipendenza e alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’UE, e al contempo uUna più avanzata tecnologia nucleare offre potrebbe offrire la prospettiva di miglioramenti significativi in termini di efficienza e utilizzo delle risorse, assicurando anche livelli di sicurezza più elevati e producendo una minore quantità di rifiuti rispetto alle installazioni odierne.Tuttavia, esistono importanti preoccupazioni che condizionano l’uso costante di questa fonte energetica nell’UE. È ancora necessario impegnarsi per mantenere gli eccellenti risultati della Comunità in termini di sicurezza e garantire che il miglioramento della radioprotezione resti un settore prioritario. Le questioni centrali vertono sulla sicurezza operativa dei reattori e sulla gestione dei rifiuti a lunga vita; entrambi questi problemi sono affrontati con un costante lavoro a livello tecnico, ma sono necessari anche contributi provenienti dalla politica e dalla società. In tutte le applicazioni delle radiazioni, per usi sia industriali sia medici, il principio fondamentale è la protezione delle persone e dell’ambiente. Tutte le aree tematiche che saranno affrontate nell’ambito del presente programma quadro sono caratterizzate dalla costante preoccupazione di assicurare elevati livelli di sicurezza. Analogamente, nei settori della scienza e dell’ingegneria nucleare esistono esigenze chiaramente individuabili concernenti la disponibilità delle infrastrutture di ricerca e delle conoscenze tecniche necessarie. Inoltre, le singole aree tecniche sono collegate da temi trasversali importanti quali il ciclo del combustibile nucleare, la chimica degli attinidi, l’analisi del rischio e la valutazione della sicurezza, così come da questioni attinenti alla società e alla governance.Sarà inoltre necessario svolgere attività di ricerca al fine di esplorare nuove opportunità scientifiche e tecnologiche e rispondere in modo flessibile alle nuove esigenze politiche che sorgeranno nel corso dell’attuazione del programma quadro.Attività-  Gestione dei rifiuti radioattiviAttività di ricerca e sviluppo orientate alle soluzioni pratiche in riferimento a tutti i rimanenti aspetti chiave del al deposito geologico profondo del combustibile esaurito e ai rifiuti radioattivi a lunga vita e, all’occorrenza, alla dimostrazione in materia di tecnologie e sicurezza, a sostegno dell’elaborazione di un’impostazione comune europea sugli aspetti principali della gestione e dello smaltimento dei rifiuti. Ricerca sulla separazione e sulla trasmutazione e/o su altri concetti volti a ridurre la quantità dei rifiuti da smaltire e/o il pericolo che rappresentano.-  Filiere di reattoriRicerca volta a garantire il mantenimento della sicurezza di esercizio di tutti i tipi pertinenti di filiere di reattori esistenti (compresi gli impianti del ciclo del combustibile), tenendo presenti le nuove sfide quali l’estensione della durata di vita dei reattori e lo sviluppo di nuove metodologie avanzate di valutazione della sicurezza (sia per gli elementi tecnici che per i fattori umani) anche per quanto riguarda incidenti gravi, e a valutare il potenziale e gli aspetti della sicurezza e della gestione dei rifiuti delle filiere di reattori future nel breve e medio termine, mantenendo al contempo gli elevati livelli di sicurezza già raggiunti nell’UE e migliorando considerevolmente la gestione a lungo termine delle scorie radioattive.-  RadioprotezioneRicerca, in particolare sui rischi connessi all’esposizione alle basse dosi, sugli usi a fini medici e sulla gestione degli incidenti, al fine di fornire una base scientifica per un sistema di protezione solido, equo e socialmente accettabile che non limiti indebitamente gli usi benefici e diffusi delle radiazioni per usi industriali e sanitari (ivi inclusa la produzione di energia nucleare). Ricerca volta a minimizzare la minaccia costituita dal le conseguenze del terrorismo nucleare e radiologico e la sottrazione di materiale nucleare e attenuarne le conseguenze.-  InfrastruttureSostenere la disponibilità e la cooperazione tra le infrastrutture di ricerca, quali reattori impianti di prova dei materiali e reattori di addestramento, i laboratori sotterranei di ricerca, i laboratori di radiobiologia e le banche dei tessuti, necessarie a mantenere livelli elevati in materia di prestazione tecnica, innovazione e sicurezza nel settore nucleare europeo.-  Risorse umane, mobilità e formazioneRisorse umane e formazione Sostenere il mantenimento e l’approfondimento delle competenze scientifiche e delle capacità umane (per esempio, mediante attività comuni di formazione) per garantire la disponibilità nel lungo periodo di ricercatori, ingegneri e di personale dipendente adeguatamente qualificato nel settore nucleare.ATTIVITÀ NUCLEARI DEL CENTRO COMUNE DI RICERCAObiettivoFornire un supporto scientifico e tecnico orientato alle esigenze dei clienti in materia di elaborazione delle politiche comunitarie nel settore nucleare, garantire il sostegno all’attuazione e al monitoraggio delle politiche esistenti e rispondere in modo flessibile alle nuove domande strategiche .MotivazioneIl Centro comune di ricerca opera a sostegno degli obiettivi della strategia europea per l’approvvigionamento energetico, in particolare per contribuire al conseguimento degli obiettivi fissati a Kyoto. Ai fini del sostegno agli obiettivi dell'Unione europea, il Centro comune di ricerca svolgerà compiti specifici concernenti:-  la sicurezza globale, in particolar modo mediante la partecipazione allo sviluppo di tecniche e metodi di salvaguardia efficiente, di lotta contro il traffico illecito e di scienza forense in campo nucleare;-  allargamento dell'Unione europea, perché ciò comporta (e comporterà) la presenza di nuove filiere di reattori e di altri impianti nucleari;-  approvvigionamento energetico, contribuendo alle nuove tecniche applicabili al ciclo del combustibile nucleare nel rispetto dei principi dello sviluppo sostenibile.La Comunità L’UE ha una competenza riconosciuta in molti aspetti della tecnologia nucleare che poggia su una solida base costituita dalle realizzazioni conseguite in passato nel settore considerato. L’utilità del sostegno del CCR alle politiche dell’UE della Comunità e il suo contributo alle nuove tendenze nella ricerca nucleare derivano dal suo know-how scientifico, dalla sua integrazione nella comunità scientifica internazionale e dalla cooperazione con altri centri di ricerca, nonché dalla diffusione delle conoscenze. Da un lato, il Il CCR dispone di personale competente e di attrezzature all’avanguardia che gli consentono di svolgere lavori scientifici e tecnici riconosciuti;. Assicurerà la qualità e l’idoneo ammodernamento delle sue infrastrutture per mantenere all’avanguardia la ricerca europea. dall’altro, Il Centro comune di ricerca opera a sostegno degli obiettivi della strategia europea comunitaria intesa a mantenere le competenze e le conoscenze di base per il futuro permettendo l’accesso di altri ricercatori alle sue infrastrutture, mediante la formazione di giovani ricercatori e la promozione della mobilità in modo da sostenere il know how europeo in campo nucleare. Sono emerse nuove domande, in particolare nelle relazioni esterne e nelle politiche di sicurezza. In questi casi, si rendono necessari sistemi/analisi/informazioni interni e sicuri, che non sono sempre reperibili sul mercato.Le attività nucleari del CCR sono intese a soddisfare le esigenze di ricerca e sviluppo a sostegno della Commissione e degli Stati membri. L’obiettivo del presente programma è lo sviluppo e la raccolta di conoscenze, allo scopo di fornire un contributo alle discussioni concernenti la produzione dell’energia nucleare, la sua sicurezza e affidabilità, la sostenibilità e il controllo, le minacce cui è esposta e le sfide cui è confrontata, comprese le valutazioni delle filiere di reattori innovativi/futuri.AttivitàLe attività del CCR avranno per oggetto:la gestione dei rifiuti nucleari e l’impatto ambientale, volta alla comprensione dei processi del combustibile nucleare dalla produzione di energia allo smaltimento al deposito dei rifiuti e allo sviluppo di soluzioni efficaci per la gestione di rifiuti radioattivi di alta attività sulla base delle due opzioni principali (deposito smaltimento diretto o separazione e trasmutazione). In particolare, saranno sviluppate attività volte ad aumentare le conoscenze e migliorare il trattamento o il condizionamento di rifiuti a vita lunga e le ricerche di base sugli attinidi;la sicurezza nucleare, volta a effettuare attività di ricerca sui cicli del combustibile esistenti così come su quelli nuovi, e sulla sicurezza dei reattori di tipo occidentale e russo, e in misura maggiore, la ricerca sui cicli di nuovi combustibili nonché sui progetti di nuovi reattori. Inoltre, il CCR contribuirà e coordinerà i contributi europei all’iniziativa nel settore della ricerca e sviluppo nell’ambito del Forum internazionale di IV generazione, alla quale partecipano i migliori istituti di ricerca del mondo. Il CCR provvederà all’integrazione delle attività di ricerca in questo settore e assicurerà il rilievo del contributo europeo al GIF sotto gli aspetti della qualità e della portata. Il contributo del CCR comprende in primo luogo gli aspetti di sicurezza dei cicli di combustibili innovativi, segnatamente la caratterizzazione, la prova e l'analisi dei nuovi combustibili, lo sviluppo di obiettivi di qualità e di sicurezza, i requisiti in materia di sicurezza e metodologie avanzate di valutazione per le filiere. I sistemi di protezione nucleare, per contribuire all’adempimento degli obblighi comunitari, in particolare il controllo degli impianti di ciclo del combustibile evidenziando la chiusura del ciclo del combustibile, il monitoraggio della radioattività ambientale o l’attuazione del protocollo aggiuntivo e delle “salvaguardie integrate”, così come la prevenzione della sottrazione di materie nucleari e radioattive destinate al traffico illecito.Fornire informazioni sull’energia nucleare ai responsabili politici e al pubblico: scienziati, politici e cittadini si stanno gradualmente persuadendo dell’esistenza del riscaldamento climatico, causato dalle emissioni di carbonio dei combustibili fossili, e del fatto che l’energia nucleare – che produce zero emissioni di anidride carbonica - è una componente fondamentale della gamma diversificata di fonti energetiche necessarie per soddisfare la domanda di energia a livello mondiale. Si deve pertanto lanciare una campagna pluriennale volta a informare i politici e il grande pubblico sull’energia nucleare al fine di promuovere un dibattito obiettivo e agevolare il processo decisionale in conoscenza di causa.Inoltre, anche in considerazione del necessario confronto con altre fonti energetiche per comprendere a fondo le implicazioni dell’uso dell’energia nucleare, ogni altra campagna informativa promossa menzionerà e illustrerà gli sforzi fatti dall’UE ad altri livelli per promuovere altre fonti di energia, con particolare riferimento alle fonti rinnovabili.ALLEGATO IIMECCANISMI DI FINANZIAMENTOFatte salve le modalità di partecipazione stabilite per l’esecuzione del Settimo programma quadro, l’UE la Comunità sosterrà le attività di ricerca e sviluppo tecnologico, comprese le attività di dimostrazione nei programmi specifici mediante una serie di meccanismi di finanziamento. Tali meccanismi saranno utilizzati, da soli o in combinazione tra loro, per finanziare diverse categorie di azioni realizzate tramite il programma quadro.1. MECCANISMI DI FINANZIAMENTO NEL SETTORE DELL’ENERGIA DA FUSIONENel campo della ricerca sull’energia da fusione, la specificità delle attività in questo settore richiede l’adozione di specifiche modalità. Sarà dato sostegno finanziario alle attività svolte sulla base delle procedure definite:1.1. nei contratti di associazione stipulati tra la Commissione e gli Stati membri o paesi terzi pienamente associati o organismi stabiliti nel territorio di uno Stato membro o di un paese terzo pienamente associato che contribuisce all’esecuzione parziale di un programma di ricerca dell’UE comunitaria nel settore dell’energia da fusione, a norma dell’articolo 10 del trattato;1.2. nell’Accordo europeo sullo sviluppo della fusione (European Fusion Development Agreement - EFDA), un accordo multilaterale concluso tra la Commissione e organizzazioni stabilite in, o che agiscono in nome di, Stati membri e paesi associati che costituisce tra l’altro il quadro normativo che consente di svolgere ulteriori ricerche sulla tecnologia della fusione in organizzazioni o imprese associate, l’uso delle strutture JET ed il contributo europeo alla cooperazione internazionale;1.3. nell’impresa comune europea per ITER, sulla base delle disposizioni del Titolo II, Capo 5, articoli da 45 a 51, del trattato Euratom;1.4. negli accordi internazionali conclusi tra Euratom e paesi terzi aventi per oggetto attività nel campo della ricerca e dello sviluppo dell’energia da fusione, in particolare l’Accordo ITER;1.5. in altri accordi multilaterali conclusi tra la Comunità e le organizzazioni associate, in particolare l’Accordo sulla mobilità del personale;1.6. nelle azioni a compartecipazione finanziaria volte a promuovere e contribuire alla ricerca sull’energia da fusione con organismi negli Stati membri o nei paesi associati con il programma quadro Euratom, in mancanza di uno specifico contratto di associazione.Oltre alle citate attività, possono essere intraprese azioni volte a promuovere e sviluppare le risorse umane, borse di ricerca, iniziative integrate relative alle strutture così come azioni di sostegno specifico, soprattutto per coordinare le ricerche sull’energia da fusione, per intraprendere studi a sostegno di dette attività, per sostenere le pubblicazioni, lo scambio di informazioni e la formazione al fine di promuovere il trasferimento tecnologico.2. MECCANISMI DI FINANZIAMENTO IN ALTRI SETTORILe attività in settori diversi da quello dell’energia da fusione condotte nell’ambito del programma quadro Euratom saranno finanziate mediante una serie di meccanismi di finanziamento. Tali meccanismi saranno utilizzati, da soli o in combinazione tra loro, per finanziare diverse categorie di azioni attuate tramite il presente programma quadro.Le decisioni relative ai programmi specifici, ai programmi di lavoro e gli inviti a presentare proposte indicheranno, se del caso:-  il tipo o i tipi di meccanismi utilizzati per finanziare le diverse categorie di azioni;-  le categorie di partecipanti (ad esempio, gli istituti di ricerca, le università, le imprese e le autorità pubbliche) che ne sono destinatarie;-  i tipi di attività (ricerca, sviluppo, dimostrazione, formazione, divulgazione, trasferimento delle conoscenze e altre attività correlate) che possono essere finanziate tramite ciascun meccanismo.Ove siano applicabili più meccanismi di finanziamento, i programmi di lavoro possono precisare quale meccanismo debba essere utilizzato per il tema oggetto dell’invito a presentare proposte.I meccanismi di finanziamento sono i seguenti:a) A sostegno delle azioni realizzate principalmente sulla base degli inviti a presentare proposte:1. Progetti in collaborazioneSostegno a progetti di ricerca condotti da consorzi composti da partecipanti provenienti da diversi paesi, finalizzati allo sviluppo di nuove conoscenze, tecnologie, prodotti o risorse comuni per la ricerca. Le dimensioni, la portata e l'organizzazione interna dei progetti possono variare a seconda del settore e dell'argomento trattato. Le dimensioni dei progetti possono variare dalle azioni di ricerca mirate su piccola o media scala fino ai progetti integrativi che mobilitano volumi significativi di risorse in vista del conseguimento di un obiettivo definito.2. Reti di eccellenzaSostegno a programmi di ricerca congiunti attuati da diversi organismi di ricerca che mettono in comune le loro attività in un determinato settore, condotti da équipe di ricercatori nell’ambito di una cooperazione a lungo termine. La realizzazione di detti programmi comuni richiederà un impegno formale da parte degli organismi di ricerca che mettono in comune parte delle loro risorse e delle loro attività.3. Azioni di coordinamento e di sostegnoSostegno alle attività finalizzato al coordinamento o al sostegno della ricerca (collegamento in rete, scambi, studi, conferenze ecc.) Tali azioni possono essere attuate anche secondo modalità diverse dagli inviti a presentare proposte.4. Azioni volte a promuovere e sviluppare le risorse umane e la mobilità.Sostegno alla formazione e allo sviluppo della carriera dei ricercatori.b) Per sostenere le azioni attuate in forza delle decisioni del Consiglio, sulla base di una proposta della Commissione, la Comunità fornirà sostegno finanziario alle iniziative su grande scala che beneficiano di una pluralità di finanziamenti:-  Contributo finanziario della Comunità destinato alla realizzazione di imprese comuni costituite sulla base delle procedure e delle disposizioni stabilite nel Titolo II, Capo 5, articoli da 45 a 51, del trattato Euratom.-  Contributo finanziario della Comunità allo sviluppo di nuove infrastrutture di interesse europeo.La Comunità darà esecuzione ai meccanismi di finanziamento in conformità delle disposizioni del regolamento stabilite nelle da adottare per quanto riguarda le regole di partecipazione delle imprese, degli istituti di ricerca e delle università, dei pertinenti strumenti relativi agli aiuti di Stato , in particolare la disciplina comunitaria per gli aiuti di Stato alla ricerca e allo sviluppo, nonché delle norme internazionali in questo campo. Conformemente al citato quadro internazionale, dovrà essere possibile adeguare di volta in volta la portata e la forma della partecipazione finanziaria, in particolare se si prevede l’intervento di altre fonti di finanziamento del settore pubblico, anche comunitarie quali la Banca europea per gli investimenti (BEI).Per i partecipanti ad un’azione indiretta stabiliti in una regione in ritardo di sviluppo (regioni della convergenza e regioni ultraperiferiche[61]), ogniqualvolta sia possibile e opportuno sarà attivato un finanziamento complementare dei Fondi strutturali.3. AZIONI DIRETTE – CENTRO COMUNE DI RICERCAAzioni dirette Le attività intraprese dalla Comunità e attuate dal Centro comune di ricerca sono definite "azioni dirette".SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVADENOMINAZIONE DELLA PROPOSTA:Proposta di decisione del Consiglio concernente il Settimo programma quadro della Comunità europea dell’energia atomica (Euratom) per le attività di ricerca e formazione nel settore nucleare (2007-2011) – Costruire l’Europa della conoscenzaQUADRO ABM/ABB (GESTIONE PER ATTIVITÀ/SUDDIVISIONE PER ATTIVITÀ)Indicare la politica dell'UE e le relative attività oggetto dell'iniziativa: RICERCA E RICERCA DIRETTALINEE DI BILANCIOLinee di bilancio (linee operative e corrispondenti linee di assistenza tecnica e amministrativa) e loro denominazione:08 19 01 Euratom – Energia di fusione (RTD); 08 19 02 Euratom — Impresa comune ITER; 08 20 01 Euratom — Fissione nucleare e radioprotezione; 10 03 01 Attività nucleare del Centro comune di ricerca (CCR)Durata dell'azione e dell'incidenza finanziaria:2007-2011Caratteristiche di bilancio:Linea di bilancio | Tipo di spesa | Nuova | Partecipazione EFTA | Partecipazione di paesi candidati | Rubrica delle prospettive finanziarie |08 e 10 | SNO | SD[62] | Sì | No | Sì | N. [1a] |XX.01 | SNO | SND[63] | No | No | No | N. [1a…] |XX.01.04 | SNO | SND | Sì | No | Sì | N. [1a…] |XX.01.05 | SNO | SND | Sì | No | Sì | N. [1a…] |SINTESI DELLE RISORSERisorse finanziarieSintesi degli stanziamenti di impegno (SI) e degli stanziamenti di pagamento (SP)Mio EUR (al terzo decimale) prezzi correntiTipo di spesa | Sezione n. | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 | Totale |Spese operative[64] |Stanziamenti di impegno (SI) | 8.1 | a | 271,699 | 335,654 | 437,318 | 447,191 | 456,503 | 1.948,365 |Stanziamenti di pagamento (SP) | b | 82,408 | 204,629 | 344,047 | 417,593 | 899,688 | 1.948,365 |Spese amministrative incluse nell'importo di riferimento[65] |Assistenza tecnica e amministrativa - ATA (SND) | 8.2.4 | c | 132,493 | 160,332 | 165,036 | 169,886 | 174,888 | 802,635 |IMPORTO TOTALE DI RIFERIMENTO |Stanziamenti di impegno | a+c | 404,192 | 495,986 | 602,354 | 617,077 | 631,391 | 2.751,000 |Stanziamenti di pagamento | b+c | 214,901 | 364,961 | 509,083 | 587,479 | 1.074,576 | 2.751,000 |Risorse umane e spese connesse (SND) | 8.2.5d |Spese amministrative diverse dalle spese per risorse umane e altre spese connesse, non incluse nell'importo di riferimento (SND) | 8.2.6 e |Costo totale indicativo dell'interventoTOTALE SI comprensivo del costo delle risorse umane | a+c+d+e | 404,192 | 495,986 | 602,354 | 617,077 | 631,391 | 2.751,000 |TOTALE SP comprensivo del costo delle risorse umane | b+c+d+e | 214,901 | 364,961 | 509,083 | 587,479 | 1.074,576 | 2.751,000 |CofinanziamentoMio EUR (al terzo decimale)Organismo di cofinanziamento | Anno n | n + 1 | n + 2 | n + 3 | n + 4 | n + 5 e segg. | Totale |f |TOTALE SI comprensivo di cofinanziamento | a+c+d+e+f |Compatibilità con la programmazione finanziaria( La proposta è compatibile con la prossima programmazione finanziaria (Accordo interistituzionale sul quadro finanziario 2007-2013).( La proposta implica una riprogrammazione della corrispondente rubrica delle prospettive finanziarie( La proposta può comportare l'applicazione delle disposizioni dell'Accordo interistituzionale[66] (relative allo strumento di flessibilità o alla revisione delle prospettive finanziarie)Incidenza finanziaria sulle entrate( Nessuna incidenza finanziaria sulle entrate( La proposta ha la seguente incidenza finanziaria sulle entrate:Alcuni Stati associati possono contribuire al finanziamento dei programmi quadro.Ai sensi dell'articolo 161 del regolamento finanziario, il Centro comune di ricerca può beneficiare di entrate provenienti da attività concorrenziali diverse e dalle altre prestazioni per terzi.Ai sensi dell’articolo 18 del regolamento finanziario talune entrate seguenti possono essere destinate specificamente a finanziare spese determinate.NB: tutte le precisazioni e osservazioni relative al metodo di calcolo dell'incidenza sulle entrate devono figurare in un allegato alla presente scheda finanziaria.Risorse umane in equivalente tempo pieno (ETP), compresi funzionari, personale temporaneo ed esterno – cfr. ripartizione al punto 8.2.1.Fabbisogno annuo | 2007 | 2008 | 2009 | 2010 | 2011 |Totale risorse umane | 1.223 | 1.223 | 1.223 | 1.223 | 1.223 |Sarà necessario esaminare anno per anno le conseguenze sotto l’aspetto delle risorse umane della fine progressiva del Sesto programma quadro e dell'avvio progressivo del Settimo programma quadro.CARATTERISTICHE E OBIETTIVINecessità dell'azione a breve e lungo termineIl Settimo programma quadro costituirà parte integrante degli sforzi dell'UE in vista della realizzazione dell'economia e della società europea della conoscenza, assieme ad altre misure a favore dell'istruzione, della formazione e dell'innovazione. Il Settimo programma quadro verterà sulle principali componenti della ricerca europea: la ricerca in cooperazione, la ricerca di base, le risorse umane e le capacità di ricerca. Inoltre, grandi sforzi sono stati compiuti per semplificare tutte le procedure del Settimo programma quadro.Valore aggiunto dell'intervento comunitario, coerenza ed eventuale sinergia con altri strumenti finanziariL'intervento a livello dell'UE è giustificato nel settore della politica di ricerca e sviluppo. Alcune attività di ricerca assumono una dimensione tale che nessuno Stato membro può fornire le risorse né la competenza necessari. I progetti dell'UE possono permettere alla ricerca di raggiungere la "massa critica" necessaria, riducendo al contempo il rischio commerciale e facendo leva sugli investimenti privati. Le azioni su scala dell'UE svolgono un ruolo chiave nel trasferimento delle competenze e delle conoscenze oltre frontiere, contribuendo a promuovere l’eccellenza nella ricerca e sviluppo per mezzo di una maggiore capacità, qualità e concorrenza a livello europeo, nonché migliorando il capitale umano attraverso attività di formazione, la mobilità e lo sviluppo delle carriere. Il sostegno dell'UE può anche contribuire ad una migliore integrazione delle attività di ricerca e sviluppo europee, incoraggiando il coordinamento delle politiche nazionali, la diffusione dei risultati in tutta l'UE e infine finanziando ricerche connesse a sfide strategiche paneuropee.Un'analisi approfondita è presentata nel documento "Analisi di impatto e relazione di valutazione ex-ante delle proposte di decisioni del Consiglio e del Parlamento europeo riguardanti il Settimo programma quadro (CE e Euratom) presentate dalla Commissione" - SEC(2005) 430.Obiettivi e risultati attesi della proposta nel contesto della gestione del bilancio per attività (ABM) e relativi indicatori"Rilanciare" l'Agenda di Lisbona è un obiettivo chiave dell'UE e della Commissione europea. Ciò implica, come priorità assoluta, la piena realizzazione della società della conoscenza. Gli obiettivi strategici del Collegio, COM (2005) 12, hanno sottolineato l'importanza delle attività di ricerca e sviluppo come uno dei principali motori della prosperità e della crescita. Ciò significa in particolare che l'Unione si impegnerà ad investire il 3% del suo PIL nella ricerca, un terzo del quale proverrà dal settore pubblico.Gli obiettivi stabiliti nell’ Allegato I mirano a sostenere l'attuazione della strategia di Lisbona, nell’ambito delle attività di ricerca finanziate dalla Comunità.Modalità di attuazione (dati indicativi)Indicare di seguito la scelta delle modalità[67] di attuazione:( Gestione centralizzata( diretta da parte della Commissione( indiretta, con delega a:( agenzie esecutive( organismi istituiti dalle Comunità a norma dell'articolo 185 del regolamento finanziario( organismi pubblici nazionali/organismi con funzioni di servizio pubblico( Gestione concorrente o decentrata( con Stati membri( con paesi terzi( Gestione congiunta con organizzazioni internazionali (specificare)Osservazioni:La forma dell’impresa comune europea, sulla base delle disposizioni del Titolo II, Capo 5, articoli da 45 a 51, del trattato Euratom, sarà utilizzata per la creazione di ITER ( reattore sperimentale termonucleare internazionale ).Il modello di agenzia esecutiva può essere utilizzato per la prestazione dei servizi di sostegno per l'attuazione centralizzata delle azioni indirette del Programma specifico, in linea con i programmi specifici CE.CONTROLLO E VALUTAZIONESistema di controlloIl controllo della gestione sarà garantito dall’alta dirigenza della Commissione su base continua, con verifiche annuali in base a comuni indicatori di prestazione in materia di gestione. I risultati annuali di quest'esercizio saranno utilizzati per informare l’alta dirigenza e contribuire all'esercizio di valutazione pluriennale.I criteri e i sistemi per la raccolta di dati concernenti la valutazione delle proposte e la preparazione dei contratti sono attualmente in corso di revisione, atteso che è necessario fornire dati solidi e semplificati pur imponendo un carico minimo ai partecipanti dei programmi di ricerca.ValutazioneValutazione ex-anteConformemente a quanto richiesto dalla Commissione, è stata effettuata una valutazione ex-ante delle proposte legislative relative al 7° PQ. La valutazione è presentata nel documento "Analisi di impatto e relazione di valutazione ex-ante delle proposte di decisioni del Consiglio e del Parlamento europeo riguardanti il Settimo programma quadro (CE e Euratom)”.Provvedimenti presi in seguito alla valutazione intermedia/ex-post (sulla base dell'esperienza acquisita in precedenti casi analoghi)Tra giugno e dicembre 2004 è stata effettuata una valutazione quinquennale, con riferimento ai cinque esercizi precedenti, dell'attuazione e dei risultati della ricerca comunitaria da un gruppo di esperti indipendenti di alto livello.I risultati di questa valutazione quinquennale sono stati resi disponibili il 10 febbraio 2005 e comunicati al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni.La proposta legislativa originaria del Settimo programma quadro conteneva una sintesi delle principali conclusioni della relazione e del modo in cui se ne è tenuto conto nella proposta.Modalità e periodicità delle valutazioni successiveEntro il 2010 la Commissione, assistita da esperti indipendenti, procederà a una valutazione intermedia del 7° PQ e dei relativi programmi specifici sotto il profilo della qualità delle attività di ricerca in corso di attuazione e dello stato di avanzamento rispetto al conseguimento degli obiettivi stabiliti.Due anni dopo il completamento del presente programma quadro, la Commissione affiderà a esperti indipendenti una valutazione esterna delle motivazioni, dell’attuazione e dei risultati del programma quadro. Tale esercizio poggerà su una serie coerente di studi indipendenti, così come sulla valutazione intermedia e altre attività di valutazione condotte nel corso della durata del programma quadro, come sopra indicato. La relazione di valutazione sarà presentata a tutte le parti interessate, compresi il Parlamento e il Consiglio. Inoltre, questa relazione potrebbe ispirare future valutazioni ex-ante e valutazione di impatto da parte della Commissione.Una valutazione indipendente ex post del programma sarà intrapresa 2 anni dopo la fine del 6° PQ.MISURE ANTIFRODESaranno adottate misure per garantire che le stesse misure antifrode adottate per il 6PQ siano mantenute e rafforzate nel 7° PQ. Dette misure comprendono ad esempio la responsabilità finanziaria collettiva, sanzioni contro la sovrafatturazione, disposizioni volte a garantire il recupero effettivo degli importi dovuti alla Commissione, così come disposizioni amministrative e giuridiche adottate per garantire il pieno rispetto del regolamento finanziario.DETTAGLI SULLE RISORSEObiettivi della proposta in termini di costi finanziariTOTALE | 1.223 | 1.223 | 1.223 | 1.223 | 1.223 |Il programma Euratom si estende nel periodo 2007-2011. Le cifre relative al 2012 sono fornite soltanto a titolo d’informazione.Descrizione delle mansioni derivanti dall'azioneAttuazione del programma quadroOrigine delle risorse umane (statutaria)(Se sono indicate più origini, specificare il numero di posti per origine)( Posti attualmente assegnati alla gestione del programma da sostituire o prolungare( Posti pre-assegnati nell'ambito dell'esercizio SPA/PPB (Strategia politica annuale/Progetto preliminare di bilancio) per l'anno 2007( Posti da richiedere nella prossima procedura SPA/PPB( Posti da riassegnare usando le risorse esistenti nel servizio interessato (riassegnazione interna)( Posti necessari per l'anno n ma non previsti nell'esercizio SPA/PPB dell'anno consideratoAltre spese amministrative incluse nell'importo di riferimento (XX 01 05 – Spese di gestione amministrativa)Mio EUR (al terzo decimale) prezzi correntiLinea di bilancio (numero e denominazione) | Anno 2007 | Anno 2008 | Anno 2009 | Anno 2010 | Anno 2011 | TOTALE |Personale statutario xx.01 05 01 e 08 01 04 40 | 77,558 | 96,903 | 99,593 | 102,364 | 105,217 | 481,635 |Personale esterno xx.01 05 02 e 08 01 04 40 | 13,680 | 14,048 | 14,428 | 14,818 | 15,219 | 72,193 |Altre spese amministrative xx.01 05 03 e 08 01 04 40 | 41,255 | 49,381 | 51,015 | 52,704 | 54,452 | 248,807 |Totale assistenza tecnica e amministrativa | 132,493 | 160,332 | 165,036 | 169,886 | 174,888 | 802,635 |Il programma Euratom copre il periodo 2007-2011.Costi finanziari delle risorse umane e costi connessi non inclusi nell'importo di riferimentoMio EUR (al terzo decimale) prezzi correntiTipo di risorse umane | Anno 2007 | Anno 2008 | Anno 2009 | Anno 2010 | Anno 2011 | TOTALE |Funzionari e personale temporaneo (08 0101 e) |Personale finanziato con l'art. XX 01 02 (ausiliari, END, agenti contrattuali, ecc.) |Totale costi risorse umane e costi connessi (NON inclusi nell'importo di riferimento) |Calcolo– Spese amministrative Le spese sono state calcolate sulla base delle ipotesi seguenti per le azioni indirette: per la parte relativa alle linee di bilancio XX.04.40: numero di funzionari e agenti e le relative spese equivalenti a 60 posti permanenti, 85 agenti temporanei e 30 agenti contrattuali nel 2007 per ITER. - le seguenti ipotesi di costo ai prezzi 2004 (e un’inflazione del 2%): . costo del personale permanente ufficiale e degli agenti temporanei: 108 000€/anno . costo del personale esterno: 48 000€/anno . costo delle spese amministrative: 35% del costo del personale - cifre per il 2007 corrispondenti all'APB 2007. |Calcolo – Personale finanziato con l'art. XX 01 02 Richiamarsi all'occorrenza al punto 8.2.1 |Anno 2007 | Anno 2008 | Anno 2009 | Anno 2010 | Anno 2011 | TOTALE |XX 01 02 11 01 – Missioni |XX 01 02 11 02 – Riunioni e conferenze |XX 01 02 11 03 – Comitati[72] |XX 01 02 11 04 – Studi e consulenze |XX 01 02 11 05 – Sistemi di informazione |2 Totale altre spese di gestione (XX 01 02 11) |3. Altre spese di natura amministrativa (specificare indicando la linea di bilancio) |Totale spese amministrative diverse dalle spese per risorse umane e altre spese connesse (NON incluse nell'importo di riferimento) |Il programma Euratom copre il periodo 2007-2011.Calcolo – Altre spese amministrative non incluse nell'importo di riferimentoIl fabbisogno in risorse umane e amministrative sarà soddisfatto dalla dotazione accordata alla DG di gestione nell'ambito della procedura annuale di assegnazione.[1] COM(2005) 119.[2] GU C del , pag. .[3] GU C del , pag. .[4] GU C del , pag. .[5] GU C del , pag. .[6] Non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale.[7] Comunicazione della Commissione “La dimensione regionale dello Spazio europeo della ricerca” (COM(2001) 549)[8] Come già illustrato nelle comunicazioni della Commissione COM(2004) 101 del 26.2.2004 e COM(2004) 487 del 14.7.2004 sulle prospettive finanziarie 2007-2013.[9] Le ricerche concernenti il trattamento del tumore delle gonadi possono beneficiare di finanziamenti.[10] GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.[11] GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.[12] GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.[13] Le ricerche concernenti il trattamento del tumore delle gonadi possono beneficiare di finanziamenti.[14] La Comunità si propone l'obiettivo di rafforzare le basi scientifiche e tecnologiche dell'industria della Comunità, di favorire lo sviluppo della sua competitività internazionale e di promuovere le azioni di ricerca ritenute necessarie ai sensi di altri capi del presente trattato.[15] Nell'intero Settimo programma quadro, il termine "PMI" comprende anche le microimprese.[16] Ivi compreso il sostegno finanziario per le attività di amministrazione e coordinamento di COST.[17] Il temine “bioeconomia” comprende tutte le industrie ed i settori economici che producono, gestiscono o sfruttano, in un modo o nell'altro, risorse biologiche e relativi servizi, industrie di produzione e di consumo, come l’agricoltura, i prodotti alimentari, la pesca, la silvicoltura ecc.[18] “Le scienze della vita e la biotecnologia – Una strategia per l’Europa”; COM(2002) 27.[19] La ricerca complementare concernente la gestione sostenibile e la conservazione delle risorse naturali rientra nell'ambito del tema “Ambiente (che comprende i cambiamenti climatici)”.[20] Gli animali comprendono i capi di bestiame, i pesci ecc.[21] COM(2000) 769 def.[22] La ricerca complementare concernente la produzione e l’uso delle risorse biologiche è ripresa nell'ambito del tema “Prodotti alimentari, agricoltura e biotecnologie”.[23] I programmi di ricerca di queste delle relative piattaforme tecnologiche europee saranno presi in considerazione nelle diverse attività.[24] COM(2001) 370 def.[25] L'industria aeronautica europea investe il 14% del suo fatturato nella ricerca, l'industria automobilistica europea quasi il 5% e il vantaggio competitivo di cui gode il settore cantieristico europeo deriva interamente dalla RST.[26] ACARE: Advisory Council for Aeronautics Research in Europe (Consiglio consultivo per la ricerca aeronautica in Europa). Avviato nel 2001, è il primo esempio operativo di una piattaforma tecnologica; ERRAC: European Rail Research Advisory Council; ERTRAC: European Road Transport Research Advisory Council; WATERBORNE Technology Platform (Piattaforma tecnologica WATERBORNE).[27] Prevenzione, preparazione e risposta in caso di attacchi terroristici, COM(2004) 698, 700, 701, 702; Solidarity/Programma CBRN.[28] Istituito nell’aprile 2002, ESFRI riunisce i rappresentanti dei 25 Stati membri dell’UE, designati dai Ministri responsabili per la ricerca, nonché un rappresentante della Commissione europea. I paesi associati al programma quadro di ricerca sono stati invitati ad aderire al Forum nel 2004.[29] Le regioni della convergenza sono quelle individuate all’articolo 5 della proposta di regolamento del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione (COM(2004) 492). Tale concetto include le regioni dell’obiettivo di convergenza, regioni ammissibili ai finanziamenti dal Fondo di coesione e le regioni ultraperiferiche.[30] Attualmente 10 paesi partner mediterranei e 6 paesi dell'Europa dell'Est e dell'Asia centrale partecipano alla politica europea di vicinato.[31] Diversi dai paesi associati e candidati.[32] Già “Nuovi Stati indipendenti”: Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakstan, Kirghizistan, Moldova, Russia, Tagikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan. Le attività concernenti gli EECA attualmente intraprese da INTAS saranno inclusi nelle pertinenti attività di cooperazione sotto questa denominazione.[33] Tenendo presente che l'America Latina comprende sia paesi in via di sviluppo sia economie emergenti.[34] Con determinati paesi terzi (paesi partner della cooperazione internazionale come definiti nelle regole di partecipazione e diffusione).[35] Comprese le iniziative tecnologiche congiunte (corredate del piano finanziario, ecc.) e la parte delle attività di coordinamento e di cooperazione internazionale da finanziare nell’ambito dei temi.* * Compresa una sovvenzione dell’importo fino a 1 miliardo di EUR alla Banca europea per gli investimenti per la costituzione del "Meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi" di cui all’allegato III. Tale importo deve essere controbilanciato da un importo equivalente dalla BEI e sarà reso progressivamente disponibile alla BEI in funzione del livello della domanda. Proverrà dai programmi specifici “Cooperazione” (a concorrenza di 800 milioni di EUR con contributo proporzionale di tutti i temi, tranne le scienze socioeconomiche e le scienze umane) e “Capacità (a concorrenza di 200 milioni di EUR dalla sezione Infrastrutture di ricerca). Le decisioni del Consiglio che adottano i contributi dei programmi specifici stabiliranno a) il massimale del loro contributo alla sovvenzione e b) le modalità con le quali la Commissione deciderà la redistribuzione delle entrate generate dalla sovvenzione e delle rimanenze durante il periodo di validità del Settimo programma quadro.[36] Oppure del Consiglio in consultazione con il Parlamento europeo.[37] Le regioni della convergenza sono quelle individuate all’articolo 5 della proposta di regolamento del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione (COM(2004) 492). Tale concetto include le regioni dell’obiettivo di convergenza, regioni ammissibili ai finanziamenti dal Fondo di coesione e le regioni ultraperiferiche.[38] Stanziamenti dissociati (SD)[39] Stanziamenti non dissociati (SND)[40] Spesa che non rientra nel Capitolo xx 01 del Titolo xx interessato.[41] Spesa che rientra nell'articolo xx 01 05 del Titolo xx.[42] Spesa che rientra nel Capitolo xx 01, ma non nell’articolo xx 01 05.[43] Punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.[44] Se sono indicate più modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce "Osservazioni" della presente sezione.[45] Gli importi seguenti rappresentano (a prezzi attuali) la rubrica 1a) del quadro finanziario relativi all’ "istituzione di uno Spazio europeo della ricerca…", ad esclusione della parte relativa all’Innovazione.[46] Quale descritto nella sezione 5.3.[47] Compresi 800 milioni di EUR per il Meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi (contributo proporzionale per tutte le priorità tematiche ad eccezione della ricerca socioeconomica).[48] Compresi 200 milioni di EUR per il Meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi delle Infrastrutture di ricerca.[49] Il cui costo NON è incluso nell'importo di riferimento.[50] Il cui costo NON è incluso nell'importo di riferimento.[51] Il cui costo è incluso nell'importo di riferimento.[52] Un totale di 209 posti statutari (157 supplementari e 52 congelati) per il programma quadro nel periodo 2007-2013 corrisponde al personale che sarà assegnato alle agenzie esecutive. La ripartizione indicativa per questo programma specifico, basata rigidamente su una stima di bilancio pro-rata, è la seguente: Cooperazione (127), Idee (46), Persone (19), Capacità (17).[53] GU C del , pag. .[54] GU C del , pag. .[55] GU C del , pag. .[56] Non pubblicata nella Gazzetta ufficiale.[57] COM(2005) 387.[58] GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.[59] GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2.[60] GU L 136 del 31.5.1999, pag. 1.[61] Le regioni della convergenza sono quelle individuate all’articolo 5 della proposta di regolamento del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione (COM(2004) 492). Tale concetto include le regioni dell’obiettivo di convergenza, regioni ammissibili ai finanziamenti dal Fondo di coesione e le regioni ultraperiferiche.[62] Stanziamenti dissociati (SD)[63] Stanziamenti non dissociati (SND)[64] Spesa che non rientra nel Capitolo xx 01 del Titolo xx interessato.[65] Spesa che rientra nell'articolo xx 01 05 del Titolo xx.[66] Punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.[67] Se sono indicate più modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce "Osservazioni" della presente sezione.[68] Il programma Euratom si estende nel periodo 2007-2011. Le cifre relative al 2012 e 2013 sono fornite soltanto a titolo d’informazione.[69] Quale descritto nella sezione 5.3.[70] Il cui costo NON è incluso nell'importo di riferimento.[71] Il cui costo è incluso nell'importo di riferimento. Inoltre nel periodo 2007-2010 il personale aggiunto è connesso a ITER.[72] Precisare il tipo di comitato e il gruppo cui appartiene.