CELEX: C2007/129/28
Language: it
Date: 2007-06-09 00:00:00
Title: Causa T-97/07: Ricorso presentato il 26 marzo 2007 — Imelios/Commissione

9.6.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 129/16
            
         Ricorso presentato il 26 marzo 2007 — Imelios/Commissione
   (Causa T-97/07)
   (2007/C 129/28)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Imelios SA (Vélizi Villacoublay, Francia) (Rappresentante: avv. C. Curtil)
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               In via principale, per quanto riguarda la procedura, constatare il carattere non contraddittorio della procedura seguita dall'OLAF e dalla Commissione; dichiarare che l'OLAF, per sua stessa ammissione, si è avvalso di fonti anonime; che l'OLAF e la Commissione si sono rifiutati di comunicare alla ricorrente la relazione di indagine; che la decisione della Commissione non è motivata; di conseguenza, annullare la nota di addebito.
            
         
               —
            
            
               In subordine, dichiarare che i giustificativi presentati dalla ricorrente non sono stati presi in considerazione; che non è stata ricercata la responsabilità del gruppo […]; di conseguenza, annullare la nota di addebito nel merito.
            
         
               —
            
            
               In ogni caso, dichiarare che l'ultima rata di sovvenzioni non è stata versata alla ricorrente, sebbene quest'ultima non vi abbia affatto rinunciato; pertanto, condannare la Commissione a versare alla ricorrente la somma di EUR 34 368 più gli interessi a decorrere dal presente ricorso; condannare la Commissione a versare alla ricorrente la somma di EUR 50 000 a titolo di risarcimento; condannare la Commissione a versare alla ricorrente la somma di EUR 50 000 per le spese di procedura sostenute; condannare la Commissione alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Il 21 dicembre 1999 la ricorrente ha stipulato con la Comunità europea, rappresentata dalla Commissione europea, il contratto IST-1999-10934 — ASSIST, relativo al progetto «Knowledge Management for Help Desk Operators», concluso nell'ambito del Quinto programma quadro per azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (1998-2002), nel settore della società dell'informazione di facile uso.
   In seguito ad un'indagine condotta dall'OLAF e alla sua relazione di verifica contabile, la Commissione ha inviato alla ricorrente una nota di addebito con cui richiede la restituzione dell'importo già versato come sovvenzione comunitaria, in applicazione della pertinente disposizione del contratto che consente alla Commissione di esigere tale rimborso qualora sia stata accertata una frode o gravi irregolarità finanziarie nell'attuazione di un progetto. Si tratta della decisione impugnata nel ricorso in esame. Inoltre, la ricorrente chiede al Tribunale di condannare la Commissione al pagamento dell'ultima rata della sovvenzione, nonché di condannarla a risarcire il danno asseritamente subito a causa, da un lato, del mancato pagamento dell'ultima rata della sovvenzione e, dall'altro, delle procedure avviate dall'OLAF e poi dalla Commissione.
   A sostegno della sua domanda di annullamento, la ricorrente fa valere la violazione dei diritti fondamentali, in particolare del diritto alla difesa, nel corso dell'indagine di verifica del progetto «ASSIST »condotta dall'OLAF. Essa sostiene di non aver potuto presentare osservazioni utili nel corso della fase di indagine e che la relazione finale dell'OLAF, su cui si fonda la decisione della Commissione, non le è stata trasmessa, impedendole così di rispondere alle accuse avanzate nei suoi confronti.
   La ricorrente lamenta inoltre il difetto di motivazione della decisione, nonché una comunicazione tardiva degli addebiti.
   In subordine, la ricorrente fa valere diversi motivi relativi al merito della decisione impugnata, in particolare il fatto che la Commissione non ha tenuto conto dei giustificativi forniti dalla ricorrente relativamente ai costi sostenuti. Inoltre, essa afferma che è il gruppo LA POSTE, beneficiario reale della sovvenzione, a dover essere considerato responsabile delle eventuali irregolarità commesse, e non essa stessa.