CELEX: C1999/020/59
Language: it
Date: 1999-01-23 00:00:00
Title: Ricorso del Comune di Sassuolo contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 4 dicembre 1998 (Causa T-189/98)

23.1.1999               IT                   Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                  C 20/33
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                       si vede vietare un grado meritato. Il danno materiale
                                                                      risulta da una mancata retribuzione integrativa a partire
                                                                      dal 1o aprile 1998, data in cui avrebbe dovuto essere pro-
Ð annullare la decisione dell'autoritaÁ che ha il potere di           mosso.
     nomina, datata 6 aprile 1998 di non promuoverlo al
     grado A5 nell'ambito dell'esercizio di promozione
     1998;
Ð annullare la decisione 9 ottobre 1998 che respinge il
     reclamo da lui presentato il 27 aprile 1998 e registrato         Ricorso del Comune di Sassuolo contro la Commissione
     presso il segretariato generale il 6 maggio 1998 col                 delle ComunitaÁ europee, proposto il 4 dicembre 1998
     n. R/436/98, avverso la decisione impugnata 6 aprile
     1998;                                                                                   (Causa T-189/98)
                                                                                              (1999/C 20/59)
Ð condannare la convenuta a versargli un'indennitaÁ per
     il danno materiale e morale fissato ex equo et bono,
     con riserva di aumento o di diminuzione nel corso nel                            (Lingua processuale: l'italiano)
     procedimento, pari a 250 000 BEF;
                                                                      Il 4 dicembre 1998, il Comune di Sassuolo, con l'avvocato
Ð condannare, comunque, la convenuta alle spese.                      Fabio Dani, del foro di Ferrara, con domicilio eletto in
                                                                      Lussemburgo presso lo studio dell'avvocato Alex Schmitt,
                                                                      71 Rue Des AubeÂpines, ha proposto dinanzi al Tribunale
Motivi e principali argomenti                                         di primo grado delle ComunitaÁ europee un ricorso contro
                                                                      la Commissione delle ComunitaÁ europee.
Il ricorrente ha giaÁ esercitato varie funzioni nel pubblico
impiego europeo (tra l'altro in qualitaÁ di membro del ser-           Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
vizio giuridico della convenuta, referendario presso un giu-
dice della Corte di giustizia, assistente del direttore gene-
rale della DG XXIV).
                                                                      Ð annullare la decisione della Commissione europea
                                                                           Direzione Generale V, D(98) DG V.A.4 DC/MG/
                                                                           se/980511 del 12/5/1998, comunicata alla ricorrente
A sostegno del ricorso, egli deduce:                                       Amministrazione comunale di Sassuolo dal Ministero
                                                                           del Lavoro e della Previdenza Sociale della Repubblica
                                                                           italiana in data 5 ottobre 1998.
Ð una violazione dello Statuto, in particolare degli
     artt. 24, terzo e quarto comma, e 45, n. 1,
                                                                      Ð con vittoria di spese, competenze ed onorari.
Ð una trasgressione dei principi generali del diritto, quale
     quello secondo cui qualsiasi atto amministrativo deve
     basarsi su motivi legalmente ammissibili, cioeÁ perti-           Motivi e principali argomenti
     nenti e non viziati da errori di diritto e di fatto, e di
     quelli secondo cui una soluzione non può essere in
     contrasto con il principio di giustizia e di equitaÁ,            Il ricorrente nella presente causa, un Comune italiano,
                                                                      impugna il rifiuto di proroga di un progetto pilota finan-
                                                                      ziato dal Fondo Sociale Europeo (programma Arianna),
Ð ed una violazione dei principi della proporzionalitaÁ,              riguardante la sperimentazione e lo sviluppo di sistemi
     della paritaÁ di trattamento tra i dipendenti e del legit-       attuativi di ricerca di impiego.
     timo affidamento.
                                                                      Viene ricordato a questo riguardo, in primo luogo, che,
Secondo il ricorrente, adottando la decisione impugnata,              secondo la calendarizzazione del progetto, le date limite
l'APN ha applicato criteri arbitrari e iniqui che gli arre-           per identificare le spese ammissibili al contributo, per
cano un danno grave.                                                  effettuare la chiusura dei pagamenti ai beneficiari finali e
                                                                      per valutare il finanziamento sono state fissate rispettiva-
                                                                      mente al 31 dicembre 1996, al 31 dicembre 1997 e al
Il danno morale del ricorrente risulta dal fatto che, nono-           30 aprile 1998. Si precisa ancora su questo punto che l'at-
stante una mobilitaÁ motivata da una prospettiva di car-              tivazione della fase 4 del progetto, denominata «Gestione
riera che amplii la sua esperienza e le sue conoscenze, egli          del servizio», consistente fra l'altro nell'apertura dello
 ---pagebreak--- C 20/34               IT                   Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                    23.1.1999
sportello al pubblico per l'incontro domanda/offerta, ha            Infatti, tale slittamento sarebbe stato causato da alcuni
subito qualche ritardo, dovuto ai lavori di ristrutturazione        ritardi che hanno riguardato i lavori di ristrutturazione dei
dei locali presso i quali il servizio eÁ ubicato. Per questo        locali presso i quali il servizio in oggetto veniva svolto.
motivo veniva chiesta la proroga del termine di funziona-
mento del servizio fino al 22 giugno 1998, il cui rifiuto           Il ricorrente non condivide nemmeno l'assunto per il quale
costituisce la decisione oggetto della causa.                       la richiesta di proroga avrebbe dovuto essere inoltrata
                                                                    entro il termine del 31 dicembre 1996, posto che a quella
                                                                    data non era ancora individuabile nel suo reale ammontare
Secondo il ricorrente, questa decisione eÁ il frutto di un          l'entitaÁ del ritardo predetto. In altri termini, il Comune
palese sviamento di potere noncheÂ del tutto priva di moti-         sino a quando avrebbe ritenuto realistico il completamento
vazione. A suo avviso, appare incomprensibile il diniego            del progetto nei tempi originariamente annunciati avrebbe
serbato a fronte della richiesta di proroga inoltrata dal           continuato la propria attivitaÁ, decidendosi a richiedere la
Comune che si riferisce ad un lasso temporale di un solo            proroga solo quando il ritardo si eÁ manifestato nella sua
mese e mezzo e deriva da fatti del tutto imprevedibili.             esatta dimensione.