CELEX: 51992PC0582
Language: it
Date: 1992-12-22
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Repubblica francese ad applicare una misura di deroga all' articolo 2 della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977 in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d' affari

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                     COM(92) 582 def.
                                     Bruxelles, 22 dicembre 1992
                             RELAZIONE
            PRESENTATA DALLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
          CONFORMEMENTE ALL'ARTICOLO 3 DELLA DECISIONE
         89/683/CEE DEL CONSIGLIO DEL 21 DICEMBRE 1989
   (Applicazione di una misura di deroga all'articolo 2 della
    sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione
      delle legislazioni degli Stati membri relative alle
                  imposte sulla cifra d'affari)
                            Proposta di
                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
       che autorizza la Repubblica francese ad applicare
        una misura di deroga all'articolo 2 della sesta
     direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977
        in materia di armonizzazione delle legislazioni
            degli Stati membri relative alle imposte
                       sulla cifra d'affari
                  (Presentate dalla Commissione)
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                         RELAZIONE
         PRESENTATA DALLA COMMISSIONE AL CONSIGLIO
       CONFORMEMENTE ALL'ARTICOLO 3 DELLA DECISIONE
      89/683/CEE DEL CONSIGLIO DEL 21 DICEMBRE 1989
(Applicazione di una misura di deroga all'articolo 2 della
 sesta direttiva 77/388/CEE in materia di armonizzazione
   delle legislazioni degli Stati membri relative alle
               imposte sulla cifra d'affari)
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                                    I. INTRODUZIONE
Con la decisione 89/683/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1989 * * la Francia è
stata autorizzata, ai sensi dell'articolo 27 della sesta direttiva IVA e a
seguito dell'entrata in vigore della diciottesima direttiva IVA, ad introdurre
misure particolari di deroga riguardanti il regime delle operazioni imponibili
che consistono nella cessione di materiali di recupero e di scarti industriali
nuovi. Tale autorizzazione, come specificato all'articolo 1 di detta decisione,
scade il 31 dicembre 1992.
L'articolo 3 della decisione dispone che la Commissione presenti al Consiglio,
prima della    scadenza della deroga, una relazione          sulla   sua applicazione,
eventualmente     corredata    di    una   proposta     di    decisione    di    proroga
dell'autorizzazione stessa.
Scopo della presente relazione è di riferire sull'applicazione della deroga
anche ai fini dell'esame della domanda di proroga presentata dalla Repubblica
francese   con   lettera   registrata    presso    il   Segretariato    generale   della
Commissione il 22 ottobre 1992.
                            II- APPLICAZinwn! nwT.T.^ DEROGA
1. Concessione della deroga
    La diciottesima direttiva IVA, per la precisione l'articolo 1, punto 2 a ) ,
    ha  costretto   la Francia    a   sopprimere   a decorrere    dal   1 gennaio   1990
    l'esenzione che applicava a titolo transitorio e di deroga alle cessioni di
    materiali di recupero e di scarti industriali nuovi sulla base del combinato
    disposto  dell'articolo     28,   paragrafo 3,    lettera b)   e   dell'allegato F,
    punto 20 della sesta direttiva.
    Comunque, nel processo verbale di adozione della diciottesima direttiva' '
    figura però al punto 4 "Articolo 2, punto F 20" la dichiarazione seguente:
 (1)   GU n. L 398 del 30.12.1989
 (2)   Documento del Consiglio 6016/89, allegato II, pag. 8
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   "Il Consiglio e la Commissione convengono di esaminare con spirito aperto ai
   sensi   dell'articolo 27,    paragrafi    1-4   della   direttiva    77/388/CEE    una
   richiesta   presentata   dalla   Francia    concernente    una   deroga   basata   sul
   principio seguente:
   Le operazioni di vendita, commissione o mediazione che riguardano le scorie
   industriali nuove e i materiali di recupero sono soggette all'imposta sul
   valore aggiunto con il consenso delle competenti autorità fiscali.
   Tale   consenso  può   essere   segnatamente    subordinato    all'osservanza    delle
   seguenti    condizioni:    installazione    permanente,     cifra    d'affari    annua
   sufficiente, eventuale presentazione di una cauzione solvibile."
   All'epoca la tassazione delle operazioni riguardanti gli scarti industriali
   nuovi e i materiali di recupero sembrava atta a dar luogo a frodi rilevanti,
   in   particolare   nel    settore   detto    dei    "materiali    metallici",    frodi
   consistenti nell'emissione di fatture false intese a trasmettere un diritto
   a deduzione fittizio ("taxi") o nella fatturazione di imposte mai versate al
   Tesoro. Nei due casi le perdite in termini di entrate di bilancio sono
   particolarmente rilevanti, visto che il settore del recupero realizzava in
   Francia nel 1989 una cifra d'affari complessiva di circa 18 miliardi di FF,
   salita quest'anno a 25 miliardi per 15 milioni di t di prodotti recuperati e
   5.000 imprese di recupero.
2. Entrata in vigore in Francia
   La deroga è stata recepita nel diritto nazionale con l'articolo 33 della
   legge   n. 90-1168   del   29 dicembre   1990,    ossia   nel   quadro  della    legge
   finanziaria per il 1991. Sono stati cosi modificati gli articoli 260, 261,
   277, 273, 256, 290, 1784 del Codice generale delle imposte francese.
   L'istruzione amministrativa 3-A-1-91 del 27 dicembre           1990, pubblicata nel
   Bollettino ufficiale delle imposte n. 9 del 14 gennaio 1991, serie 3 CA,
   commenta le disposizioni di diritto interno derivanti dalla deroga. Dette
   disposizioni sono entrate in vigore a decorrere dal 1 gennaio 1991.
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3. Economia del regime particolare introdotto dalla Francia sulla base della
   deroga
   Il regime combina i tre elementi seguenti:
   3.1. Una tassazione di diritto delle cessioni di scarti industriali nuovi o
        di  materiali   di  recupero     effettuate    da  imprese   che  soddisfano
        simultaneamente alle due condizioni seguenti:
           disporre di un impianto permanente
           aver realizzato nell'anno civile precedente un fatturato al netto
           dell'imposta, per le operazioni relative a scarti industriali nuovi
           e materiali di recupero, superiore o pari a 6 milioni di FF.
   3.2. Un'esenzione  "limitata",    applicabile    alle  sole  cessioni  di  scarti
        industriali nuovi e di materiali di recupero effettuate da imprese che:
        -  non dispongono di impianti permanenti
           o, pur   disponendo   di   un   impianto   permanente,  hanno  realizzato
           nell'anno civile precedente un fatturato al netto dell'imposta, per
           gli scarti industriali nuovi e i materiali di recuperò, inferiore a
           6 milioni di FF.
        All'esenzione si accompagna, per le sole imprese il cui fatturato annuo
        complessivo è superiore a 500.000 FF al lordo di tutte le imposte, la
        facoltà di optare, previa autorizzazione, per la tassazione. In altri
        termini,  l'esenzione   è   obbligatoria     solo  per  le  imprese  il  cui
        fatturato annuo complessivo è inferiore alla soglia di 500.000 FF al
        lordo di tutte le imposte.
   3.3. Una sospensione obbligatoria del pagamento dell'IVA a titolo delle
        cessioni a soggetti passivi di scarti industriali nuovi e di materiali
        di  recupero   costituiti    da   metalli    non  ferrosi  e   da  leghe  di
        quest'ultimi quando dette cessioni sono assoggettate all'imposta di
        diritto o previa autorizzazione , ossia quando esse non possono essere
        esentate.
        Le imprese del settore che effettuano cessioni in sospensione non hanno
        il diritto di fatturare l'IVA ma conservano i loro diritti a deduzione,
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        che vengono esercitati per imputazione se sono attive anche in un altro
        settore soggetto all'imposta e mediante rimborso nel caso contrario.
        Tutte le importazioni di scarti industriali nuovi e di materiali di
        recupero sono invece esentate dall'IVA.
        Infine   tutte    le   operazioni   su   commissione    relative    agli   scarti
        industriali nuovi e ai materiali di recupero sono assimilate a cessioni
        di   beni,  contrariamente    alle   attività    di  intermediazione     che non
        beneficiano quindi della deroga.
*• Punto di vista dell'amministrazione francese sull'applicazione della deroga
   L'amministrazione francese ha osservato quanto segue:
 "1.  Il settore del recupero rappresenta in Francia un fatturato dell'ordine
      di   25 miliardi    di   franchi,   di   cui   oltre   un   terzo   è   realizzato
      all'esportazione, per 15 milioni di t di prodotti recuperati. Il settore
      raggruppa circa 5.000 imprese per le quali il recupero è l'attività
      principale.
      La metà delle imprese del settore sono piccole imprese il cui fatturato
      annuo è inferiore a 500.000 FF; esse rappresentano il 10% circa del
      fatturato globale.
      Si   tratta    di    imprese   di   natura    assai   varia     (piccole    imprese
      specializzate, organizzazioni caritative, popolazioni migranti ...) per
      cui l'esenzione applicabile alle cessioni di scarti industriali nuovi o
      di   materiali    di   recupero   risponde    perfettamente     all'obiettivo    di
      semplificazione     e   di   lotta   contro    le   frodi    che   ha   presieduto
      all'istituzione del regime risultante dalla deroga.
      L'altra metà delle imprese la cui cifra d'affari supera i 500.000 FF e
      che sono o possono essere assoggettate ali'IVA, di diritto o previa
      autorizzazione, realizzano il 90% del fatturato del settore.
      Di queste ultime imprese, il 60% circa sono soggette all'imposta di
      diritto. Esse realizzano più dei due terzi del fatturato della categoria.
      Le   altre   imprese,    che  possono    essere   assoggettate    ali'IVA    previa
      autorizzazione, sono quelle che non hanno un impianto permanente o che
      realizzano un fatturato compreso tra 500.000 e 6.000.000 di FF.
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   Di quelle che non possiedono un impianto permanente solo una percentuale
   relativamente   piccola   (dell'ordine  dell'8%)  realizza  un  fatturato
   superiore a 6 milioni di FF.
   Più della metà delle imprese che possono essere assoggettate ali'IVA
   previa autorizzazione    sono state autorizzate, su   loro richiesta, ad
   assoggettare ali'IVA le loro cessioni di scarti industriali nuovi o di
   materiali di recupero. I casi di rifiuto dell'autorizzazione sono rari.
   Le autorizzazioni possono essere subordinate alla presentazione da parte
   dell'impresa richiedente di un fideiussore solvibile. Risulta tuttavia
   che nell'80% dei casi le imprese presentano condizioni di solvibiltà
   soddisfacenti e sono quindi dispensate dalla fideiussione.
   Infine il regime di sospensione dell'IVA per gli scarti industriali nuovi
   e   i materiali di recupero composti di metalli non ferrosi completa
   utilmente il dispositivo, visto che il valore elevato di detti metalli
   aumenta i rischi di frode.
2. L'analisi delle statistiche dei controlli fiscali dimostra che le imprese
   del settore soggette ali'IVA presentano un rischio di frode inferiore
   alla media delle imprese francesi.
   Inoltre, se in generale l'importo medio delle rettifiche aumenta con le
   dimensioni dell'impresa, esso aumenta con rapidità sensibilmente minore
   per le imprese del settore in questione.
   Infine, le rettifiche sono dovute più ad errori di applicazione delle
   norme fiscali    (deduzioni ingiustificate) che a vere e proprie frodi
    (dissimulazione o omissione di operazioni imponibili).
   Questa situazione è ascrivibile al regime IVA cui sono soggette le
   imprese del settore e alla maggiore sorveglianza dell'amministrazione che
   esso rende possibile.
3. La gestione del regime applicabile alle suddette imprese (sorveglianza
   delle autorizzazioni e delle fideiussioni da parte della direzione dei
   servizi fiscali) non ha dato luogo a particolari difficoltà.
   Inoltre il regime è bene accetto alle imprese. Gli operatori hanno
   dichiarato di tenervi; il regime li protegge in particolare dei rischi in
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      cui potrebbero   incorrere a causa di un comportamento       fraudolento di
      talune imprese e di cui potrebbero trovarsi a sopportare le conseguenze
      di fronte all'amministrazione.
                      III. DOMANDA DI PROROGA DELLA DEROGA
La Francia chiede la proroga della deroga nella sua interezza per tutto il
periodo transitorio di cui all'articolo 28 terdecies della sesta direttiva IVA
modificata dalla direttiva 91/680/CEE del 16 dicembre       1991 in vista della
soppressione delle frontiere fiscali.
Essa  auspica  inoltre  che   l'esenzione  attualmente  applicabile   a tutte   le
importazioni di scarti industriali nuovi e di materiali di recupero diventi
applicabile, a decorrere dal 1 gennaio 1993, tanto alle importazioni, quanto
agli acquisti intracomunitari di questo tipo di prodotti.
                    IV. PARERE DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE
1. Sull'applicazione della deroga da parte della Francia
   La trasposizione dell'articolo 1 della deroga dà adito alle osservazioni
   seguenti:
   -  Nel testo della legge recante modifica dell'articolo 361-3-2 del Codice
      generale dele imposte francese non si specifica che l'esenzione comunque
      applicabile
      * alle imprese con fatturato annuo inferiore a 500.000 FF
      * alle imprese che non sono state ammesse a beneficiare del regime di
        tassazione su autorizzazione
      è limitata nel tempo e valida solo fino al 31 dicembre 1992.
      Solo l'articolo 260 F del Codice generale delle imposte, che tratta del
      regime di tassazione su autorizzazione, specifica espressamente che detta
      tassazione su autorizzazione è valida fino al 31 dicembre 1992.
      Va tuttavia   rilevato  che   il commento  amministrativo  ristabilisce il
      limite  temporale   del   regime  di  esenzione  limitata   previsto   dalla
      decisione del Consiglio (cfr. punto 1, secondo comma dell'istruzione 3-A-
      1-91).
      - Solo le imprese del settore il cui fatturato è compreso tra 500.000 FF
        al lordo delle imposte e 6 milioni di FF al netto delle imposte possono
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        essere autorizzate a pagare l'IVA e quindi a fatturarla e a trasmettere
        perciò   un  diritto   a deduzione. Queste    disposizioni   sono  conformi
        all'articolo 1    della  decisione  del  Consiglio:   esse  risultano   dal
        combinato disposto dei punti del primo trattino di detto articolo. Di
        conseguenza, ed è proprio questo lo scopo perseguito dalla deroga, le
        piccole imprese rimangono obbligatoriamente esenti: in passato erano
        essenzialmente i piccoli recuperatori che si rendevano colpevoli di
        frodi utilizzando i cosiddetti sistemi di "taxi". Va inoltre rilevato
        che l'autorizzazione ad applicare l'imposta viene generalmente concessa
        solo   alle   imprese   che  presentano  preliminarmente   un   fideiussore
        solvibile che deve impegnarsi a riversare, in solido con l'impresa,
        all'esattoria delle imposte l'IVA fatturata a titolo delle operazioni
        realizzate durante     il periodo coperto dall'autorizzazione. Pur non
        essendo questa procedura espressamente prevista dall'articolo 1 della
        decisione del Consiglio, nel terzo considerando di detta decisione si
        dice che la procedura di autorizzazione può prevedere "la costituzione
        di una garanzia".
      - L'esame dei servizi della Commissione ha consentito di confermare che
        le cessioni di scarti industriali nuovi e di materiali di recupero
        esenti dall'IVA non figura       al numeratore   del prorata generale di
        deduzione quando l'imprenditore del settore di cui trattasi risulta
        essere un soggetto passivo parziale. Tuttavia sembra che tali cessioni,
        quando   sono   effettuate  dal  produttore  stesso  e  riguardano   scarti
        provenienti dalle proprie lavorazioni, possono essere iscritte tanto al
        numeratore quanto al denominatore del prorata il che, a prima vista, è
        contrario ai principi generali dell'IVA. I servizi della Commisisone
        invitano quindi le autorità francesi a adattare, all'occorrenza , le
        disposizioni applicabili in questo contesto.
2. Sull'opportunità    di  una  proroga  della  deroga  temporanea   concessa  alla
   Francia
   I servizi della Commissione osservano che il periodo transitorio di cui
   all'articolo 28 terdecies della sesta direttiva IVA modificata in vista
   dell'abolizione   delle   frontiere  fiscali  non termina   necessariamente   il
   31 dicembre 1996. Poiché la deroga di cui viene ora sollecitata la proroga
   era stata inizialmente concessa per un periodo di due anni, i servizi della
   Commissione propongono di ricondurla per un periodo die quattro anni, in
   modo che scada ad una data certa e fissata in anticipo, e precisamente il
   31 dicembre   1996. Questo permetterà     cosi di verificare    se  l'estensione
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dell'esenzione alle nuove operazioni di acquisto intracomunitario susciti
difficoltà o frodi specifiche.
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                                        Proposta di
                                 DECISIONE DEL CONSIGLIO
                          che autorizza la Repubblica francese
                   ad applicare una misura di deroga all'articolo 2
       della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977
       in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri
                      relative alle imposte sulla cifra di affari
                              (presentata dalla Commissione)
                                         RELAZIONE
1. Con lettera registrata presso il Segretariato generale della Commissione il
   22 ottobre 1992 il governo della Repubblica francese ha presentato domanda
   di proroga della deroga ad essa precedentemente concessa per una durata
   limitata con la decisione 89/683/CEE del Consiglio del 21 dicembre 1989 ^ ).
   Detta     decisione,    che  si   fonda    sull'articolo 27   della  sesta  direttiva
       x(2 \
   IVA     ', autorxzza la Francxa ad xntrodurre un regxme IVA particolare per
   gli scarti industriali nuovi e i materiali di recupero. L'autorizzazione
   scade il 31 dicembre 1992.
2. L'articolo 3 della decisione dispone che, tenuto conto di una relazione
   della     Commissione    sull'applicazione     dell'autorizzazione   da  parte  della
   Francia,     il   Consiglio    stabilirà,     sulla  base   di   una  proposta  della
(1)    GU n. L 398 del 30.12.1989, pag. 31
(2)    GU n. L 145 del 13.6.1977, pag. 1
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   Commissione e prima del 1 gennaio 1993, se prorogare o meno l'autorizzazione
   di cui trattasi.
3. La relazione della Commissione sull'applicazione della decisione durante il
   periodo 1991-1992 giunge alla conclusione che risulta opportuno prorogare
   l'autorizzazione concessa mediante la decisione stessa fino al 31 dicembre
   1996. E inteso fin d'ora che prima di tale data la Commissione presenterà al
   Consiglio una nuova relazione in merito all'applicazione dell'autorizzazione
   cosi prorogata al fine di accertare, in particolare, se la sua estensione
   alle nuove operazioni imponibili costituite dagli acquisti intracomunitari
   non dia luogo a difficoltà o a frodi specifiche.
4. Conformemente all'articolo 27, paragrafo 3 della sesta direttiva IVA, gli
   altri Stati membri sono stati informati della domanda francese con lettera
   del 20 novembre 1992.
 ---pagebreak---                                     PROPOSTA DI
                              DECISIONE DEL CONSIGLIO
                       CHE AUTORIZZA LA REPUBBLICA FRANCESE
                AD APPLICARE UNA MISURA DI DEROGA ALL'ARTICOLO 2
       DELLA SESTA DIRETTIVA 77/388/CEE DEL CONSIGLIO DEL 17 MAGGIO 1977
       IN MATERIA DI ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI
                   RELATIVE ALLE IMPOSTE SULLA CIFRA DI AFFARI
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle
imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto:
base imponibile uniforme ' ', in particolare l'articolo 27,
vista la decisione del Consiglio 89/683/CEE del 21 dicembre 1989 (2)
vista la relazione della Commissione       sull'applicazione  di detta decisione
durante il periodo 1991-1992,
vista la proposta della Commissione,
considerando   che  in  conformità   dell'articolo  27, paragrafo 1 della   sesta
direttiva 77/388/CEE il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della
Commissione, può autorizzare ogni Stato membro a introdurre misure particolari
di  deroga   a detta   direttiva,   allo  scopo  di  semplificare la  riscossione
dell'imposta o di evitare talune frodi o evasioni fiscali;
considerando che la relazione della Commissione sull'applicazione di detta
deroga durante il periodo 1991-1992 ha evidenziato la sua utilità e la sua
efficacia nel settore del recupero, particolarmente esposto alle frodi;
(1)    GU n. L 145 del 13.6.1977, pag. 1
(2)    GU n. L 398 del 30.12.1989, pag. 31
 ---pagebreak--- considerando che detta relazione giunge alla conclusione che non vi è motivo di
rifiutare la proroga della deroga, a condizione che questa sia limitata nel
tempo;
considerando   che  gli   altri  Stati    membri  sono    stati   informati   in  data
20 novembre 1992 della domanda presentata dalla Repubblica francese,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                     Articolo 1
In deroga    all'articolo 2 della    sesta   direttiva   77/377/CEE,   la Repubblica
francese è autorizzata ad esentare fino al 31 dicembre 1996 dall'imposta sul
valore aggiunto, in appresso denominata "IVA":
    le  cessioni   di materiali    di   recupero  e   di   scarti  industriali   nuovi
    effettuate da
         imprese con un fatturato annuo inferiore a 500 000 FF,
         imprese che non possiedono un impianto permanente oppure che, pur
        disponendo   di  un   impianto    permanente,   hanno   realizzato   nell'anno
        precedente   un  fatturato   per    i prodotti   in questione     inferiore a
         6 000 000 di FF, a meno che non siano autorizzate ad assoggettare tali
        operazioni ali'IVA;
-   le importazioni e le acquisizioni intracomunitarie di detti materiali e
    scarti.
                                     Articolo 2
In deroga all'articolo 10, paragrafo 2 della sesta direttiva 77/377/CEE, la
Repubblica francese è autorizzata fino al 31 dicembre 1996, per le cessioni a
soggetti passivi di     scarti  industriali nuovi e di materiali          di recupero
costituiti da metalli non ferrosi e loro leghe, qualora tali cessioni non siano
esentate   dall'IVA  conformemente    all'articolo 1, a prevedere       un  regime di
sospensione del pagamento dell'imposta relativa a tali operazioni.
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                                     PROPOSTA DI
                               DECISIONE DEL CONSIGLIO
                        CHE AUTORIZZA LA REPUBBLICA FRANCESE
                 AD APPLICARE UNA MISURA DI DEROGA ALL'ARTICOLO 2
       DELLA SESTA DIRETTIVA 77/388/CEE DEL CONSIGLIO DEL 17 MAGGIO 1977
       IN MATERIA DI ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI
                    RELATIVE ALLE IMPOSTE SULLA CIFRA DI AFFARI
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle
imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto:
base imponibile uniforme ' ', in particolare l'articolo 27,
vista la decisione del Consiglio 89/683/CEE del 21 dicembre 1989 (2)
vista  la relazione della Commissione       sull'applicazione  di detta decisione
durante il periodo 1991-1992,
vista la proposta della Commissione,
considerando   che   in  conformità   dell'articolo  27, paragrafo 1 della   sesta
direttiva 77/388/CEE il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della
Commissione, può autorizzare ogni Stato membro a introdurre misure particolari
di  deroga   a  detta   direttiva,   allo  scopo  di  semplificare la  riscossione
dell'imposta o di evitare talune frodi o evasioni fiscali;
considerando che la relazione della Commissione sull'applicazione di detta
deroga durante il periodo 1991-1992 ha evidenziato la sua utilità e la sua
efficacia nel settore del recupero, particolarmente esposto alle frodi;
(1)     GU n. L 145 del 13.6.1977, pag. 1
(2)     GU n. L 398 del 30.12.1989, pag. 31
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                                                               COM (92) 582 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              09
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-617-IT-C
                                                             ISBN 92-77-51305-5
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo