CELEX: C2002/305/61
Language: it
Date: 2002-12-07 00:00:00
Title: Causa T-312/02: Ricorso di Lucio Gussetti contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 10 ottobre 2002

7.12.2002                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        C 305/29
I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:                                Ricorso di Lucio Gussetti contro la Commissione delle
                                                                                     Comunità europee, proposto il 10 ottobre 2002
—      annullare la decisione della seconda commissione di
       ricorso dell’Ufficio per l’armonizzazione nel mercato                                            (Causa T-312/02)
       interno (marchi, disegni e modelli) 31 luglio 2002
       (pratica R 0363/2000-2) in quanto è stato escluso dalla
       registrazione il marchio denominativo «Limo» per le                                               (2002/C 305/61)
       merci della classe 9 «Laser per uso non medico, in
       particolare laser al diodo, laser per tecniche di misurazio-                               (Lingua processuale: l’italiano)
       ne, trasformazione di materiali, tipografia, esame di
       materiali o controllo di qualità, laser per elaborazione o
       trasmissione di dati; apparecchi e strumenti ottici e/o
       elettronici, in particolare sistemi di visualizzazione, siste-
       mi microottici, dispositivi elettronici di comando, sistemi            Il 10 ottobre 2002, il ricorrente sopra indicato, rappresentato
       ottici con componenti integrati di elettronica e/o sorgenti            e difeso dall’Avv. Massimo Merola, ha proposto dinanzi al
       di luce; obiettivi; lenti ottiche, lenti protettive, prismi,           Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
       lenti correttrici; apparecchi di diffrazione (microscopia)»;           contro la Commissione delle Comunità europee.
       «Laser per uso medico» della classe 10.
                                                                              Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
—      condannare la convenuta alle spese.
                                                                              —      annullare la decisione della Commissione, Direzione
                                                                                     Generale dell’Amministrazione, comunicata con lettera
                                                                                     ADMIN B.3 D(02) 8305 del 15 febbraio 2002 con la
                                                                                     quale, in applicazione dell’articolo 67, comma secondo,
                                                                                     dello Statuto dei funzionari, l’Amministrazione procedeva
Motivi e principali argomenti
                                                                                     alla deduzione retroattiva dal salario mensile di
                                                                                     Euro 273,48 a partire dal 1 giugno 2001;
Marchio comunitario di           Marchio denominativo «LIMO» —                —      condannare la Commissione alle spese di causa.
cui si richiede la registra-     Domanda n. 1290022.
zione:
Merci o servizi:                 Merci delle classi 9, 10 e 11 (tra           Motivi e principali argomenti
                                 l’altro laser per uso non medico,
                                 laser per uso medico e apparecchi
                                 ed impianti di illuminazione).               Il ricorrente nella causa in oggetto è funzionario della Conve-
                                                                              nuta. In applicazione dell’art. 67, paragrafo 2 dello Statuto,
Decisione       impugnata        Rigetto della registrazione da par-          dall’importo dell’assegno comunitario veniva dedotta una
dinanzi alla commis-             te dell’esaminatrice.                        somma di 68,48 Euro, corrispondente agli assegni familiari che
sione di ricorso:                                                             il regime belga delle « allocations familiales pour travailleurs
                                                                              salariés» versava alla moglie del ricorrente, già deceduta, per la
                                                                              figlia a carico dell’unità familiare.
Decisione della commis-          Rigetto della domanda di marchio
sione di ricorso:                per le merci delle classi 9 e 10 ed
                                 ammissione della pubblicazione               Il presente litigio é stato motivato da un cambiamento, in
                                 della domanda per le merci della             seguito alla legge belga del 12 agosto 2000, nella prassi delle
                                 classe 11.                                   autorità belghe, consistente nel non operare più la deduzione
                                                                              della pensione comunitaria di orfano.
Motivi di ricorso:               Nessun impedimento assoluto alla
                                 registrazione ai sensi dell’art. 7,
                                 n. 1, lett. b) e c) del regolamento          Nella fase precontenziosa, il ricorrente poneva il problema
                                 (CE) n. 40/94 (1).                           della coesistenza tra le pensioni di orfano comunitaria e belga,
                                                                              segnalando che la trattenuta di 68,48 Euro non era imputabile
                                                                              ad assegni familiari, visto che la moglie, deceduta, non li
                                                                              percepiva più. Infatti, la Convenuta aveva torto a considerare
( 1) Regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993 sul marchio              le somme versate dall’amministrazione belga come assegno
     comunitario, n. 40/94 (GU L 11, pag. 1).                                 d’orfano e quelle versate dall’amministrazione comunitaria a
                                                                              titolo di assegni familiari come assegni di uguale natura ai
                                                                              sensi dell’art. 67, secondo paragrafo, dello Statuto. Conseguen-
                                                                              temente, l’avere provveduto alla detrazione in questione era di
                                                                              per sé un errore.
 ---pagebreak--- C 305/30                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          7.12.2002
A sostegno delle sue pretensioni, il ricorrente fa valere che:                Essi fanno valere che la Commissione, nello stabilire che, in
                                                                              materia di regolamenti antidoping, il CIO non è un’impresa ai
—     l’applicazione retroattiva della decisione impugnata viola              sensi della giurisprudenza comunitaria, ha commesso un
      i principi che presiedono alla ripetizione dell’indebito, e,            errore manifesto di valutazione in fatto e in diritto. Sarebbe
      in particolare, l’art. 85 dello Statuto, nonché i principi del          evidente che il CIO non può essere assimilato ad un organo di
      legittimo affidamento e di buona amministrazione;                       servizio pubblico in materia di previdenza sociale e che non
                                                                              esercita pubblici poteri. Inoltre, i regolamenti in oggetto
—     ai fini dell’applicazione dell’art. 67 dello Statuto, l’assegno         influenzerebbero il comportamento di tutti gli atleti sul
                                                                              mercato delle prestazioni sportive che essi forniscono.
      d’orfano non costituisce un assegno di uguale natura
      rispetto all’assegno per figli a carico. Pertanto, non solo
      l’irregolarità dei pagamenti effettuati dall’amministrazione
      fino al febbraio 2002 non era evidente, ma in realtà                    In aggiunta, i ricorrenti evidenziano che la Commissione ha
      sarebbe irregolare la detrazione disposta tramite la deci-              commesso un errore manifesto di valutazione ritenendo che,
      sione impugnata.                                                        nel caso di specie, la limitazione della libertà degli atleti non
                                                                              costituisce una restrizione della concorrenza ai sensi dell’art. 81
                                                                              CE, dato che una tale limitazione sarebbe inerente all’organiz-
                                                                              zazione e al buon svolgimento della competizione sportiva. Le
                                                                              considerazioni della Commissione costituirebbero un’applica-
                                                                              zione manifestamente erronea dei criteri stabiliti dalla Corte di
                                                                              giustizia al punto 97 della sentenza Wouters (1), ed è palese
                                                                              che gli effetti restrittivi delle norme del CIO di cui trattasi non
                                                                              sarebbero inerenti al perseguimento dei nobili scopi della lotta
Ricorso dei sigg. David Meca-Medina e Igor Majcen                             contro il doping. Secondo i ricorrenti, spetta alla Commissione
contro la Commissione delle Comunità europee, proposto                        — in applicazione delle condizioni dell’«inerenza» e/o della
                          l’11 ottobre 2002                                   «proporzionalità» — di dichiarare che una norma, di cui è stata
                                                                              dimostrata l’infondatezza scientifica, non può in alcun caso
                           (Causa T-313/02)                                   soddisfare tali condizioni.
                            (2002/C 305/62)                                   Infine, la valutazione della Commissione sarebbe manifesta-
                                                                              mente erronea in quanto non riconoscerebbe all’art. 49 CE
                                                                              alcun effetto diretto orizzontale. Si dovrebbe considerare che,
                    (Lingua processuale: il francese)
                                                                              poiché le norme del CIO di cui trattasi non soddisfano la
                                                                              condizione dell’«inerenza», si dovrebbe parimenti concludere
                                                                              che esse violano l’art. 49 CE.
L’11 ottobre 2002 il sig. David Meca-Medina, domiciliato a
Barcellona (Spagna), e il sig. Igor Majcen, domiciliato a Lubiana             (1 ) Sentenza della Corte 19 febbraio 2002, causa C-309/99, Wouters,
(Slovenia), rappresentati dall’avv. Jean-Louis Dupont, hanno                       Racc. 2002, pag. I-1577.
proposto al Tribunale di primo grado delle Comunità europee
un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
—     annullare la decisione della Commissione, notificata ai
      ricorrenti in data 5 agosto 2002, di rigetto della denuncia
      del 31 maggio 2001 contro il Comitato olimpico interna-                 Ricorso della sig.ra Marie-Claude Girardot contro la
      zionale.                                                                Commissione delle Comunità europee, proposto il
                                                                                                        15 ottobre 2002
                                                                                                        (Causa T-316/02)
Motivi e principali argomenti
                                                                                                         (2002/C 305/63)
Con la decisione impugnata la Commissione ha respinto la
denuncia presentata dai ricorrenti, nuotatori professionisti, ed
avente ad oggetto talune prassi e regolamenti del Comitato                                        (Lingua processuale: il francese)
olimpico internazionale (in prosieguo: il «CIO»), in materia di
lotta contro il doping, contrari al diritto europeo della
concorrenza. I ricorrenti si oppongono in particolare al fatto
che il CIO persiste ad applicare, relativamente alla rilevazione              Il 15 ottobre 2002 la sig.ra Marie-Claude Girardot, domiciliata
della sostanza nandrolone, una soglia limite attualmente                      a L’Haye les Roses (Francia), rappresentata dall’avv. Eric
ritenuta non pertinente a livello scientifico.                                Boigelot, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto al