CELEX: C2000/122/13
Language: it
Date: 2000-04-29 00:00:00
Title: Causa C-11/00: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Banca centrale europea, presentato il 14 gennaio 2000

C 122/8                  IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             29.4.2000
          La Commissione non prende posizione, conformemen-                restrizioni allo stabilimento delle società, specie nel caso delle
          te al n. 6 di tale articolo, sul se le dette norme               filiali, agenzie o controllate delle società di altri Stati membri
          danesi costituiscano uno strumento di discriminazione            in cui le suddette restrizioni non esistono. Nel caso di società
          arbitraria o una restrizione dissimulata nel commercio           gestite da cittadini di paesi terzi, esse si vedrebbero obbligate a
          tra gli Stati membri o se rappresentino un ostacolo al           mutare la composizione dei rispettivi organi di amministrazio-
          funzionamento del mercato interno.                               ne nel caso in cui volessero iscrivere una nave nei registri e
                                                                           costituire una sede stabile in Francia. Pertanto, le condizioni
     — Assenza di motivazione.                                             prescritte dall’art. 3, paragrafo 2, lett. a), b) e c) violano il
                                                                           disposto dell’art. 48 in quanto impongono condizioni relative
                                                                           alla nazionalità ai detentori del capitale e agli organi ammini-
                                                                           strativi delle società che non sono in esse previste e, di
                                                                           conseguenza, non applicano alle società lo stesso trattamento
                                                                           previsto per le persone fisiche per quanto riguarda la libertà di
                                                                           stabilimento al momento dell’iscrizione di una nave nei
                                                                           registri. Benché tali disposizioni si applichino in modo indiscri-
                                                                           minato alle società francesi e a quelle degli altri Stati membri
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                      della CEE, esse violano le disposizioni degli artt. 43 e 48. Detti
  tro la Repubblica francese, proposto il 6 gennaio 2000                   articoli sono altresı̀ violati dai paragrafi 3 e 4 dell’art. 3, nonché
                                                                           dall’art. 3.1, paragrafi 1 e 2, in quanto facenti rinvio all’art. 3,
                                                                           paragrafo 2.
                           (Causa C-4/00)
                          (2000/C 122/12)
Il 6 gennaio 2000 la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dai signori Frank Benyon, consigliere giuridico,
e Bernard Mongin, membro del servizio giuridico, in qualità di
agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor
Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, ha                     Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee            tro la Banca centrale europea, presentato il 14 gennaio
un ricorso contro la Repubblica francese.                                                                   2000
La Commissione delle Comunità europee conclude che la                                                (Causa C-11/00)
Corte voglia:
                                                                                                     (2000/C 122/13)
1. dichiarare che, mantenendo in vigore gli artt. 3 e 3.1 della
     legge n. 67-5 relativa alle navi e agli altri galleggianti
     marittimi e l’art. 219 del codice doganale, come modificati           Il 14 gennaio 2000, la Commissione delle Comunità europee,
     dalla legge n. 96-151 del 26 febbraio 1996 sui trasporti, la          rappresentata dai signori Christiaan Timmermanns, direttore
     Repubblica francese è venuta meno agli obblighi che le                generale aggiunto del servizio giuridico, Hans Peter Hartvig e
     incombono in forza degli artt. 43 e 48 del Trattato CE;               Ulrich Wölker, consiglieri giuridici, in qualità d’agenti, con
                                                                           domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez
2. condannare la Repubblica francese alle spese.                           de la Cruz, membro del servizio medesimo, Centre Wagner,
                                                                           Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
                                                                           Comunità europee un ricorso contro la Banca centrale europea.
Motivi e principali argomenti
                                                                           La Commissione delle Comunità europee conclude che la
                                                                           Corte voglia:
L’art. 3, paragrafo 2, terzo comma, lett. a), b) e c), della legge
n. 67-5 stabilisce che gli armatori organizzati in società
debbono soddisfare taluni requisiti di nazionalità per quanto              — annullare la decisione del consiglio dei governatori della
riguarda da un lato i membri degli organi amministrativi e di                   Banca centrale europea 7 ottobre 1999 concernente la
gestione delle società stesse [n. 2, lett. a), b) e c)] e, dall’altro           prevenzione delle frodi (1);
lato, i detentori del capitale [n. 2, lett. c)]. Gli Stati membri
devono applicare alle società che rispondano ai criteri di cui             — condannare la Banca centrale europea alle spese.
all’art. 48 del Trattato lo stesso trattamento previsto per le
persone fisiche cittadine degli altri Stati membri, anche quando
la maggior parte dei membri del consiglio di amministrazione               Motivi e principali argomenti
non sia cittadino di uno Stato membro della Comunità o la
società sia costituita da cittadini di uno Stato terzo o con
capitali provenienti da paesi terzi o ancora sia una controllata           Violazione del regolamento CE del Parlamento europeo e
di una società madre di uno Stato terzo. Le limitazioni citate             del Consiglio n. 1073/1999, relativo alle indagini effettuate
relative al controllo degli organi amministrativi costituiscono            dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF):
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Il regolamento (CE) n. 1073/1999 si applica alla BCE. La Banca              consigliere giuridico e Carlos Gómez de la Cruz, membro del
centrale europea (BCE) è stata istituita dal Trattato BCE e,                servizio giuridico, in qualità d’agenti, con domicilio eletto in
fermo restando il proprio statuto particolare, costituisce un               Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz,
organismo della Comunità. L’indipendenza è rivendicata dalla                membro del medesimo servizio, Centre Wagner, Kirchberg, ha
BCE è solamente funzionale e limitata allo svolgimento dei                  proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee
particolari compiti attribuitile dal Trattato e dagli statuti del           un ricorso contro la Banca europea per gli investimenti.
sistema europeo delle banche centrali (SEBC). La tutela degli
interessi finanziari della Comunità può presentare una portata
più ampia rispetto alla tutela del bilancio comunitario, in                 La Commissione delle Comunità europee conclude che la
quanto si estende ai «fondi gestiti» dalle Comunità, ad esempio             Corte voglia:
il Fondo europeo per lo sviluppo (FED), o ai fondi degli
organismi comunitari decentralizzati che sono separati dal                  — annullare la decisione del comitato di direzione della Banca
bilancio generale delle Comunità e di cui taluni sono peraltro                   europea per gli investimenti relativa alla cooperazione con
alimentati con entrate proprie. Conseguentemente, il fatto che                   l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) (1);
la BEI abbia un proprio bilancio e proprie risorse finanziarie
non esclude l’applicazione alla BEI medesima delle misure
                                                                            — condannare la Banca europea per gli investimenti alle
emanate in base all’art. 280, n. 4, del trattato CE, quale il
                                                                                 spese.
regolamento (CE) n. 1073/1999. Anche nell’ipotesi in cui la
distinzione tra il bilancio delle Comunità europee, da un lato,
e, dall’altro, il bilancio della BCE e delle proprie risorse fosse
pertinente, la BCE non sfuggirebbe comunque alla sfera di                   Motivi e principali argomenti
applicazione del detto regolamento, in quanto essa gestisce
parimenti risorse finanziarie delle Comunità. Essa riscuote,
infatti, l’imposta comunitaria sulle retribuzioni dei propri                Il ricorso è proposto, in via principale, ai sensi dell’art. 237,
dirigenti e del proprio personale e gestisce le operazioni di               lett. b), CE, e, in subordine, ai sensi dell’art. 230 CE e fondato
mutuo e prestito effettuate dalle Comunità a titolo di sostegno             sulla violazione del regolamento (CE) del Parlamento europeo
finanziario a medio termine.                                                e del Consiglio n. 1073/99 nonché del regolamento (EURA-
                                                                            TOM) del Consiglio n. 1074/99, regolamenti relativi alle
                                                                            indagini svolte dall’Ufficio europeo per la lotta antifrode
La decisione impugnata viola l’art. 4 del regolamento CE                    (OLAF).
n. 1073/1999 nella parte in cui:
— l’art. 2 costituisce una negazione pura e semplice del                    I regolamenti (CE) nn. 1073/99 e 1074/99 si applicano alla
     potere dell’OLAF di effettuare indagini interne in seno alla           Banca europea per gli investimenti (BEI). La BEI è stata istituita
     BCE;                                                                   dal trattato CE e, fermo restando il suo statuto particolare,
                                                                            costituisce un organismo della Comunità. Tale statuto partico-
— essa non prevede alcuna misura di esecuzione degli                        lare è solamente funzionale e limitato al compimento dei
     obblighi sanciti all’art. 4, n. 6, del regolamento, ma dispo-          particolari compiti attribuiti alla BEI dal trattato e dai suoi
     ne, segnatamente, che gli obblighi dei funzionari della                statuti. Sino ad oggi la BEI non è stata in grado di dimostrare
     Banca di comunicare qualsiasi frode siano previsti nei                 sotto quali profili una normativa emanata dal Consiglio
     confronti della direzione della divisione contabile interna            nell’ambito della lotta contro le frodi sarebbe idonea ad
     e del comitato antifrode istituito dalla decisione e non nei           impedire o a disturbare in concreto la BEI nello svolgimento
     confronti dell’OLAF.                                                   dei propri particolari compiti. La tutela degli interessi finanziari
                                                                            della Comunità può presentare una portata più ampia rispetto
                                                                            alla tutela del bilancio comunitario, in quanto si estende ai
(1) BCE/1999/5, GU L 291 del 13.11.1999, pag. 36.                           «fondi gestiti» dalle Comunità, ad esempio il Fondo europeo
                                                                            per lo sviluppo (FED), o ai fondi degli organismi comunitari
                                                                            decentralizzati che sono separati dal bilancio generale delle
                                                                            Comunità e di cui taluni sono peraltro alimentati con entrate
                                                                            proprie. Conseguentemente, il fatto che la BEI abbia un proprio
                                                                            bilancio e proprie risorse finanziarie non esclude l’applicazione
                                                                            alla BEI medesima delle misure emanate in base all’art. 280,
                                                                            n. 4, del trattato CE, quale il regolamento (CE) n. 1073/1999.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                       Anche nell’ipotesi in cui la sfera di applicazione dell’art. 280,
tro la Banca europea per gli investimenti, presentato il                    n. 4, si limitasse ai soli interessi finanziari direttamente connes-
                          19 gennaio 2000                                   si al bilancio comunitario, è innegabile che il regolamento
                                                                            n. 1073/1999 dovrà trovare applicazione nei confronti della
                          (Causa C-15/00)                                   BEI che gestisce anche risorse finanziarie delle Comunità.
                                                                            Infatti, essa riscuote l’imposta comunitaria sulle retribuzioni
                                                                            dei membri dei propri organi e del proprio personale, e gestisce
                          (2000/C 122/14)                                   parimenti risorse finanziarie della Comunità nell’ambito di
                                                                            mandati specifici; un altro esempio è la gestione da parte della
Il 19 gennaio 2000 la Commissione delle Comunità europee,                   BEI, per conto della Comunità, dei capitali a rischio e dei
rappresentata dai signori Christian Timmermanns, direttore                  sussidi sugli interessi finanziati in base delle risorse del Fondo
generale aggiunto del servizio giuridico, Hans Peter Hartvig,               europeo per lo sviluppo (FED).