CELEX: C2003/135/17
Language: it
Date: 2003-06-07 00:00:00
Title: Causa C-133/03: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale Ordinario di Torino — Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari — con ordinanza 25 febbraio 2003, nel procedimento penale dinanzi ad esso pendente a carico di Alessandro Nizza e Giacomo Pizzi

C 135/12                 IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              7.6.2003
       missione, si deduce che in diversi comuni situati nell’area           Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
       del Baix Ter sono stati violati più volte i parametri                 nale Ordinario di Torino — Sezione del Giudice per le
       massimi di nitrati stabiliti dalla direttiva 80/778/CEE, con          Indagini Preliminari — con ordinanza 25 febbraio 2003,
       concentrazioni, in alcuni casi, estremamente elevate.                 nel procedimento penale dinanzi ad esso pendente a
                                                                                       carico di Alessandro Nizza e Giacomo Pizzi
( 1) del Consiglio 15 luglio 1975, relativa ai rifiuti GU L 194 del
     25.7.1975, pag. 39, EEE: capitolo 15, tomo 1, pag. 129.
( 2) del Consiglio 18 marzo 1991, che modifica la direttiva 75/442/                                     (Causa C-133/03)
     CEE, GU L 78 del 26.3.1991, pag. 32.
( 3) del Consiglio 27 giugno 1985, concernente la valutazione dell’im-
     patto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, GU
     L 175 del 5.7.1985, pag. 40, EEE: capitolo 15, tomo 6, pag. 9.                                      (2003/C 135/17)
( 4) del Consiglio 3 marzo 1997, che modifica la direttiva 85/337/
     CEE, GU L 73 del 14.3.1997, pag. 5.
( 5) del Consiglio 17 dicembre 1979, concernente la protezione delle
     acque sotterranee dell’inquinamento provocato da certe sostanze
     pericolose, GU L 20 del 26.1.1980, pag. 43, EEE: capitolo 15,
     tomo 2, pag. 162.
( 6) del Consiglio 15 luglio 1980, concernente la qualità delle acque
     destinate al consumo umano, GU L 229 del 30.8.1980, pag. 11,
                                                                             Con ordinanza 25 febbraio 2003, pervenuta nella cancelleria
     EEE: capitolo 15, tomo 2, pag. 174.                                     della Corte di giustizia delle Comunità europee il 25 marzo
                                                                             2003, il Tribunale Ordinario di Torino — Sezione del Giudice
                                                                             per le Indagini Preliminari — ha sottoposto alla Corte di
                                                                             giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudi-
                                                                             ziali:
                                                                             1)     se l’art. 6 della direttiva 68/151 CEE (1) possa essere inteso
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consi-                              nel senso di obbligare gli Stati membri a stabilire adeguate
glio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), con                         sanzioni non solo per la mancata pubblicità del bilancio
ordinanza 28 gennaio 2003, nella causa Ministero della                              e del conto profitti e perdite delle società commerciali,
salute contro Codacons e Federconsumatori nonché nei                                ma anche per la pubblicazione infedele dello stesso, delle
             confronti della Lega delle Cooperative                                 altre comunicazioni sociali dirette ai soci, al pubblico, o
                                                                                    di qualsiasi informazione sulla situazione economica,
                                                                                    patrimoniale o finanziaria che la società abbia obbligo di
                          (Causa C-132/03)                                          fornire sulla società stessa o sul gruppo alla quale essa
                                                                                    appartiene;
                           (2003/C 135/16)
                                                                             2)     se con riferimento all’obbligo dei singoli Stati membri di
                                                                                    adottare «adeguate sanzioni» per le violazioni previste
Con ordinanza 28 gennaio 2003, pervenuta nella Cancelleria                          dalla Prima e Quarta direttiva (68/151 e 78/660 (2)), le
della Corte di giustizia delle Comunità europee il 25 marzo                         direttive stesse e, in particolare, il combinato disposto
2003, nella causa Ministero della salute contro Codacons                            degli articoli 44 par. 3 lett. g) del Trattato Istitutivo delle
e Federconsumatori nonché nei confronti della Lega delle                            Comunità Europee, 2 par. 1 lett. f) e 6 della cd. Prima
Cooperative, Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione                    direttiva (68/151/CE) e 2 par. 2-3-4 della cd. Quarta
Quarta) ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità                        direttiva (78/660/CE, come integrata dalle direttive 83/
europee le seguenti questioni pregiudiziali:                                        349 ( 3) e 90/605 ( 4)), debba essere interpretato (o meno)
                                                                                    nel senso che tali norme ostino ad una legge di uno Stato
                                                                                    membro che escluda la punibilità della violazione degli
se la disposizione di cui all’articolo 2, paragrafo 2, lettera b),                  obblighi di pubblicità e fedele informazione delle società,
del regolamento (CE) n. 1139/98 (1), come sostituito dall’arti-                     preveda un sistema sanzionatorio in concreto non
colo 1, del regolamento (CE) n. 49/2000 ( 2), debba essere                          improntato a criteri di effettività, proporzionalità e dissua-
applicata anche ai prodotti alimentari per lattanti e per bambini                   sività delle sanzioni poste a presidio di tale tutela;
fino a tre anni e, cioè, specificamente, se, in relazione a tali
prodotti, la contaminazione accidentale di materiale derivato
da organismi geneticamente modificati, in proporzione non                    3)     se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui agli
superiore al 1 %, debba, o meno, essere indicata nella                              articoli 44 par. 3 lett. g) del Trattato Istitutivo delle
etichettatura?                                                                      Comunità Europee, 2 par. 1 lett. f) e 6 della cd. Prima
                                                                                    direttiva (68/151/CE) e 2 par. 2-3-4 della cd. Quarta
                                                                                    direttiva (78/660/CE, come integrata dalle direttive 83/
( 1) GU L 159 del 3.6.1998, pag. 4.                                                 349 e 90/605), debbano essere interpretate (o meno) nel
( 2) GU L 6 dell’11 gennaio 2000, pag. 13.
                                                                                    senso che tali norme ostino ad una legge di uno Stato
                                                                                    membro che, a fronte della violazione di quegli obblighi
                                                                                    di pubblicità e fedele informazione gravanti sulle società,
 ---pagebreak--- 7.6.2003                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                             C 135/13
      posti a presidio della tutela degli «interessi tanto dei soci               della direttiva, qualora avverso la loro decisione sia solo
      come dei terzi», preveda solo per i soci ed i creditori il                  consentito adire con un reclamo i Gerichtshöfe des
      diritto di chiedere la sanzione, con conseguente esclusione                 öffentlichen Rechts (Tribunali di diritto pubblico) entro i
      di una tutela generalizzata ed effettiva dei terzi;                         seguenti limiti: a tale reclamo non si ricollega senz’altro
                                                                                  effetto sospensivo e i Gerichtshöfe non possono emettere
                                                                                  una decisione di opportunità, ma solo rimuovere l’impu-
4)    se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui agli
                                                                                  gnata decisione. Ed ancora un giudice (il Verwaltungsge-
      articoli 44 par. 3 lett. g) del Trattato, art. 2 par. 1 lett. f)
      e 6 della cd. Prima direttiva (68/151/CE) ed art. 2 par. 2-                 richtshof) nell’ambito dell’accertamento di merito è vinco-
                                                                                  lato ad una verifica della consequenzialità e un altro
      3-4 della cd. Quarta direttiva (78/660/CE, come integrata
                                                                                  giudice (la Corte costituzionale/Verwaltungsgerichtshof)
      dalle direttive 83/349 e 90/605), debbano essere interpre-
      tate (o meno) nel senso che tali norme ostino ad una                        limita ancora la sua verifica alla violazione dei diritti
                                                                                  costituzionalmente garantiti.
      legge di uno Stato membro che, a fronte della violazione
      di quegli obblighi di pubblicità e fedele informazione
      gravanti sulle società, posti a tutela degli «interessi tanto         2)    Se le garanzie di tutela giurisdizionale dei diritti di cui agli
      dei soci come dei terzi», preveda un meccanismo di                          artt. 8 e 9 delle direttive menzionate sopra, sub 1) si
      perseguibilità ed un sistema sanzionatorio particolarmen-                   applicano ai cittadini turchi, che fruiscono della posizione
      te differenziati, riservando esclusivamente alle violazioni                 derivante loro ai sensi dell’art. 6 o 7 della decisione del
      in danno di soci e creditori la punibilità a querela e                      Consiglio di associazione 19 settembre 1980, n. 1/80,
      sanzioni più gravi ed effettive.                                            relativa allo sviluppo dell’associazione (in prosieguo:
                                                                                  ARB) che è stato istituito dall’accordo che crea un’associa-
                                                                                  zione tra la Comunità economica europea e la Turchia.
( 1) GU L 65 del 14.3.1968, pag. 8.
( 2) GU L 222 del 14.8.1978, pag. 11.
( 3) GU L 193 del 18.7.1983, pag. 1.                                        (1 ) GU L 56, pag. 850.
( 4) GU L 317 del 16.11.1990, pag. 60.
                                                                            Ricorso del 27 marzo 2003 contro la Commissione delle
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verwal-                        Comunità europee presentato dalla Repubblica italiana
tungsgerichtshof, con ordinanza 18 marzo 2003, nella
               causa Georg Dörr e Ibrahim Ünal
                                                                                                      (Causa C-138/03)
                         (Causa C-136/03)
                                                                                                       (2003/C 135/19)
                          (2003/C 135/18)
                                                                            Il 27 marzo 2003, la Repubblica italiana rappresentata dal
                                                                            prof. Umberto Leanza, in qualità di agente, assistito dagli
Con ordinanza 18 marzo 2003, pervenuta nella cancelleria                    avvocati dello Stato Ivo Maria Braguglia e Antonio Cingolo, ha
della Corte il 26 marzo 2003, nella causa Georg Dörr e                      presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
Ibrahim Ünal, il Verwaltungsgerichtshof ha sottoposto alla                  ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
pregiudiziali:
                                                                            La ricorrente conclude che la Corte voglia
1)    Se gli artt. 8 e 9 della direttiva del Consiglio 25 febbraio
      1964, 64/221/CEE (1), per il coordinamento dei provvedi-              —     annullare la nota del 20 gennaio 2003, n. 100629
      menti speciali riguardanti il trasferimento e il soggiorno                  (doc. 19), pervenuta il 21 gennaio 2003, con la quale
      degli stranieri, giustificati da motivi d’ordine pubblico, di               la Commissione, europea, Direzione Generale Politica
      pubblica sicurezza e di sanità pubblica (in prosieguo: la                   Regionale — Interventi regionali in Francia, Grecia, Italia,
      «direttiva»), debbano essere interpretati nel senso che,                    ha comunicato la decisione di defalcare parte degli
      tranne casi di urgenza, le autorità amministrative — a                      importi richiesti per i regimi di aiuto nell’ambito del POP
      prescindere dall’esistenza di un ricorso gerarchico interno                 «Ricerca, Sviluppo Tecnologico e Alta Formazione» 2000-
      — non debbano adottare la decisione relativa all’allonta-                   2006; la nota 3 marzo 2003, n. 102627 (doc. 21) con la
      namento dal territorio nazionale senza aver sentito il                      quale viene quantificato l’importo della suddetta defalca-
      parere di un’autorità competente ai sensi dell’art. 9, n. 1,                zione; tutti gli atti connessi e presupposti.