CELEX: 62008CJ0005
Language: it
Date: 2009-07-16 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 16 luglio 2009.#Infopaq International A/S contro Danske Dagblades Forening.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Højesteret - Danimarca.#Diritti d’autore - Società dell’informazione - Direttiva 2001/29/CE - Artt. 2 e 5 - Opere letterarie ed artistiche - Nozione di "riproduzione" - Riproduzione "in parte" - Riproduzione di brevi estratti di opere letterarie - Articoli di giornale - Riproduzioni temporanee e transitorie - Procedimento tecnico consistente in una digitalizzazione mediante scansione degli articoli seguita da una conversione in file di testo, da un trattamento elettronico della riproduzione, dalla memorizzazione di una parte di tale riproduzione e dalla stampa della stessa.#Causa C-5/08.

Causa C‑5/08
      Infopaq International A/S
      contro
      Danske Dagblades Forening
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Højesteret)
      «Diritti d’autore — Società dell’informazione — Direttiva 2001/29/CE — Artt. 2 e 5 — Opere letterarie ed artistiche — Nozione di “riproduzione” — Riproduzione “in parte” — Riproduzione di brevi estratti di opere letterarie — Articoli di giornale — Riproduzioni temporanee e transitorie — Procedimento tecnico consistente in una digitalizzazione mediante scansione degli articoli seguita da una conversione in
         file di testo, da un trattamento elettronico della riproduzione, dalla memorizzazione di una parte di tale riproduzione e
         dalla stampa della stessa»
      
      Massime della sentenza
      1.        Ravvicinamento delle legislazioni — Diritto d’autore e diritti connessi — Direttiva 2001/29 — Armonizzazione di taluni aspetti
            del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione — Diritto di riproduzione — Riproduzione parziale
            — Nozione
      [Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2001/29, art. 2, lett. a)]
      2.        Ravvicinamento delle legislazioni — Diritto d’autore e diritti connessi — Direttiva 2001/29 — Armonizzazione di taluni aspetti
            del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione — Diritto di riproduzione — Eccezioni e limitazioni
            — Presupposti — Transitorietà dell’atto di riproduzione
      (Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2001/29, art. 5, n. 1)
      1.        Un atto compiuto nel corso di un procedimento di raccolta dati, consistente nella memorizzazione informatica di un estratto
         di un’opera tutelata composto da undici parole e nella stampa del medesimo, può rientrare nella nozione di riproduzione parziale
         ai sensi dell’art. 2 della direttiva 2001/29, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi
         nella società dell’informazione, qualora gli elementi in tal modo ripresi siano l’espressione della creazione intellettuale
         del loro autore, il che dev’essere verificato dal giudice nazionale.
      
      Infatti, il diritto d’autore ai sensi dell’art. 2, lett. a), della direttiva 2001/29 può trovare applicazione solamente con
         riferimento ad un oggetto che abbia carattere di originalità, ossia rappresenti il risultato della creazione intellettuale
         dell’autore. Per quanto riguarda le parti di un’opera, esse sono tutelate dal diritto d’autore laddove partecipino, in quanto
         tali, all’originalità dell’opera nel suo insieme. Le diverse parti di un’opera beneficiano quindi di una tutela ai sensi della
         disposizione citata a condizione che esse contengano taluni degli elementi che sono espressione della creazione intellettuale
         dell’autore dell’opera stessa. Tenuto conto dell’esigenza di un’interpretazione ampia della portata della tutela conferita
         dall’art. 2 della citata direttiva, non può escludersi che talune frasi isolate, o addirittura talune parti di frasi del testo
         di cui trattasi, siano idonee a trasmettere al lettore l’originalità di una pubblicazione quale un articolo di giornale, comunicando
         a chi legge un elemento che è in se stesso espressione della creazione intellettuale dell’autore di tale articolo. Simili
         frasi o simili parti di frase possono quindi beneficiare della tutela prevista dall’art. 2, lett. a), della direttiva.
      
      (v. punti 37-39, 47-48, 51, dispositivo 1)
      2.        L’atto di stampa di un estratto composto da undici parole, effettuato nel corso di un procedimento di raccolta dati, consistente
         in una digitalizzazione mediante scansione degli articoli di giornale seguita da una conversione in file di testo, da un trattamento
         elettronico della riproduzione, dalla memorizzazione di una parte di tale riproduzione e dalla stampa della stessa, non soddisfa
         il requisito della transitorietà, di cui all’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29, sull’armonizzazione di taluni aspetti
         del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione e, pertanto, tale procedimento non può essere
         realizzato senza il consenso dei titolari dei diritti d’autore interessati.
      
      Infatti, un atto può essere qualificato come «transitorio», nel senso di cui al secondo requisito enunciato dalla disposizione
         citata, esclusivamente qualora la sua durata sia limitata a quanto necessario per il buon funzionamento del procedimento tecnico
         in questione, restando inteso che tale procedimento deve essere automatizzato in modo tale da sopprimere tale atto in maniera
         automatica, senza intervento umano, nel momento in cui è esaurita la sua funzione tesa a consentire la realizzazione di un
         siffatto procedimento. Tuttavia, con l’ultimo atto di riproduzione del procedimento di raccolta dati in questione si realizza
         una riproduzione che si pone al di fuori della sfera informatica, procedendo ad una stampa dei file contenenti gli estratti
         composti da undici parole e riproducendo gli stessi, in tal modo, su supporto cartaceo. Orbene, una volta fissata su tale
         supporto materiale, detta riproduzione scompare solo nel momento della distruzione di tale supporto. Peraltro, dal momento
         che il procedimento di raccolta dati non è, evidentemente, idoneo a distruggere esso stesso un supporto di tal genere, la
         soppressione di tale riproduzione dipende dalla sola volontà dell’utilizzatore di un procedimento siffatto, il quale non è
         detto voglia effettivamente procedervi, sicché tale riproduzione rischia di persistere per un periodo prolungato in funzione
         delle necessità dell’utilizzatore. Di conseguenza, tale ultimo atto del procedimento di raccolta dati, nel corso del quale
         gli estratti composti da undici parole vengono stampati, non rappresenta un atto transitorio ai sensi dell’art. 5, n. 1, della
         direttiva 2001/29.
      
      (v. punti 64, 67-70, 74, dispositivo 2)
SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione)
      16 luglio 2009 (*)
      
      «Diritti d’autore – Società dell’informazione – Direttiva 2001/29/CE – Artt. 2 e 5 – Opere letterarie ed artistiche – Nozione di “riproduzione” – Riproduzione “in parte” – Riproduzione di brevi estratti di opere letterarie – Articoli di giornale – Riproduzioni temporanee e transitorie – Procedimento tecnico consistente in una digitalizzazione mediante scansione degli articoli seguita da una conversione in
         file di testo, da un trattamento elettronico della riproduzione, dalla memorizzazione di una parte di tale riproduzione e
         dalla stampa della stessa»
      
      Nel procedimento C‑5/08,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dallo Højesteret (Danimarca),
         con decisione 21 dicembre 2007, pervenuta in cancelleria il 4 gennaio 2008, nella causa
      
      Infopaq International A/S
      contro
      Danske Dagblades Forening,
      LA CORTE (Quarta Sezione),
      composta dal sig. K. Lenaerts, presidente di sezione, dal sig. T. von Danwitz, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta, dai sigg. G. Arestis
         e J. Malenovský (relatore), giudici,
      
      avvocato generale: sig.ra V. Trstenjak
      cancelliere: sig.ra C. Strömholm, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 20 novembre 2008,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per la Infopaq International A/S, dall’avv. A. Jensen, advokat;
      –        per la Danske Dagblades Forening, dall’avv. M. Dahl Pedersen; advokat;
      –        per il governo austriaco, dal sig. E. Riedl, in qualità di agente;
      –        per la Commissione delle Comunità europee, dai sigg. H. Krämer e H. Støvlbæk, in qualità di agenti,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 12 febbraio 2009,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        La domanda di decisione pregiudiziale verte, da un lato, sull’interpretazione dell’art. 2, lett. a), della direttiva del Parlamento
         europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull’armonizzazione di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti
         connessi nella società dell’informazione (GU L 167, pag. 10), e, dall’altro, sui requisiti d’esenzione degli atti di riproduzione
         temporanea ai sensi dell’art. 5 di tale direttiva. 
      
      2        Tale domanda è stata formulata nell’ambito di una controversia insorta tra la Infopaq International A/S (in prosieguo: la
         «Infopaq») e la Danske Dagblades Forening (in prosieguo: «la DDF») in merito al rigetto della sua domanda intesa ad ottenere
         il riconoscimento del fatto che essa non era tenuta ad ottenere il consenso dei titolari dei diritti d’autore per gli atti
         di riproduzione di articoli di giornale mediante un procedimento automatico, consistente nella digitalizzazione mediante scansione
         e la conversione degli stessi in file digitale, seguito dal trattamento elettronico del file stesso.
      
       Contesto normativo
       Diritto internazionale
      3        L’art. 9, n. 1, dell’Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio, che figura all’allegato
         1 C dell’Accordo di Marrakech che istituisce l’Organizzazione mondiale del commercio, approvato con la decisione del Consiglio
         22 dicembre 1994, 94/800/CE, relativa alla conclusione a nome della Comunità europea, per le materie di sua competenza, degli
         accordi dei negoziati multilaterali dell’Uruguay Round (1986‑1994) (GU L 336, pag. 1) così dispone: 
      
      «I membri si conformano agli articoli da 1 a 21 della Convenzione di Berna (1971) e al suo annesso (...)».
      4        Ai sensi dell’art. 2 della Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie ed artistiche (Atto di Parigi del
         24 luglio 1971), nella versione risultante dalla modifica del 28 settembre 1979 (in prosieguo: la «convenzione di Berna»):
      
      «1)      L’espressione “opere letterarie ed artistiche” comprende tutte le produzioni nel campo letterario, scientifico e artistico,
         qualunque ne sia il modo o la forma di espressione, come: i libri, gli opuscoli ed altri scritti; (...)
      
      (...)
      5)      Le raccolte di opere letterarie o artistiche come le enciclopedie e le antologie che, per la scelta o la disposizione della
         materia, abbiano carattere di creazioni intellettuali sono protette come tali, senza pregiudizio del diritto d’autore su ciascuna
         delle opere che fanno parte delle raccolte stesse.
      
      (...)
      8)      La protezione della presente [c]onvenzione non si applica alle notizie del giorno od a fatti di cronaca che abbiano carattere
         di semplici informazioni di stampa».
      
      5        Ai sensi dell’art. 9, n. 1, della convenzione di Berna, gli autori di opere letterarie ed artistiche protette dalla convenzione
         stessa hanno il diritto esclusivo di autorizzare la riproduzione delle loro opere in qualsiasi maniera e forma.
      
       Il diritto comunitario
      6        L’art. 1 della direttiva del Consiglio 14 maggio 1991, 91/250/CEE, relativa alla tutela giuridica dei programmi per elaboratore
         (GU L 122, pag. 42), così recitava: 
      
      «1.      Conformemente alle disposizioni della presente direttiva, gli Stati membri tutelano i programmi per elaboratore, mediante
         diritto d’autore, come opere letterarie ai sensi della convenzione di Berna sulla tutela delle opere letterarie e artistiche.
         (...)
      
      (...)
      3.      Un programma per elaboratore è tutelato se originale, ossia se è il risultato della creazione intellettuale dell’autore. Per
         determinare il diritto alla tutela non sono presi in considerazione altri criteri».
      
      7        L’art. 3, n 1, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 11 marzo 1996, 96/9/CE, relativa alla tutela giuridica
         delle banche di dati (GU L 77, pag. 20), così dispone:
      
      «A norma della presente direttiva, le banche di dati che per la scelta o la disposizione del materiale costituiscono una creazione
         dell’ingegno propria del loro autore sono tutelate in quanto tali dal diritto d’autore. Per stabilire se alle banche dati
         possa essere riconosciuta tale tutela non si applicano altri criteri».
      
      8        I ‘considerando’ quarto, sesto, nono, decimo, undicesimo, ventesimo, ventunesimo, ventiduesimo, trentunesimo e trentatreesimo
         della direttiva 2001/29 così recitano:
      
      «(4)      Un quadro giuridico armonizzato in materia di diritto d’autore e di diritti connessi, creando una maggiore certezza del diritto
         e prevedendo un elevato livello di protezione della proprietà intellettuale, promuoverà notevoli investimenti in attività
         creatrici ed innovatrici, segnatamente nelle infrastrutture delle reti, (...)
      
      (6)      Senza un’armonizzazione a livello comunitario, la produzione legislativa già avviata a livello nazionale in una serie di Stati
         membri per rispondere alle sfide tecnologiche può generare differenze significative in materia di protezione e, di conseguenza,
         restrizioni alla libera circolazione dei servizi e prodotti che contengono proprietà intellettuale o su di essa si basano,
         determinando una nuova frammentazione del mercato interno nonché un’incoerenza normativa. L’impatto di tali differenze ed
         incertezze normative diverrà più significativo con l’ulteriore sviluppo della società dell’informazione che ha già incrementato
         notevolmente lo sfruttamento transfrontaliero della proprietà intellettuale. Tale sviluppo è destinato ad accrescersi ulteriormente.
         L’esistenza di sensibili differenze e incertezze giuridiche in materia di protezione potrebbe ostacolare la realizzazione
         di economie di scala per i nuovi prodotti e servizi contenenti diritti d’autore e diritti connessi. 
      
      (...)
      (9)      Ogni armonizzazione del diritto d’autore e dei diritti connessi dovrebbe prendere le mosse da un alto livello di protezione,
         dal momento che tali diritti sono essenziali per la creazione intellettuale. (...)
      
      (10)      Per continuare la loro attività creativa e artistica, gli autori e gli interpreti o esecutori debbono ricevere un adeguato
         compenso per l’utilizzo delle loro opere, (...)
      
      (11)      Un sistema efficace e rigoroso di protezione del diritto d’autore e dei diritti connessi è uno dei principali strumenti in
         grado di garantire alla creazione e alla produzione culturale europea le risorse necessarie nonché di preservare l’autonomia
         e la dignità di creatori e interpreti o esecutori.
      
      (...)
      (20)      La presente direttiva si basa su principi e regole già definiti dalle direttive in vigore in tal campo, tra cui le direttive
         [91/250] (...) e [96/9] e sviluppa detti principi e regole e li integra nella prospettiva della società dell’informazione.
         Le disposizioni della presente direttiva devono lasciare impregiudicate le disposizioni di dette direttive, salvo quanto diversamente
         previsto nella presente direttiva.
      
      (21)      La presente direttiva dovrebbe definire la portata degli atti coperti dal diritto di riproduzione in relazione ai vari beneficiari
         e ciò nel rispetto dell’acquis comunitario. È necessaria una definizione ampia di tali atti per garantire la certezza del
         diritto nel mercato interno. 
      
      (22)      La diffusione della cultura non può essere veramente promossa se non proteggendo rigorosamente i diritti e lottando contro
         le forme illegali di messa in circolazione di opere culturali contraffatte o riprodotte abusivamente.
      
      (...)
      31)      Deve essere garantito un giusto equilibrio tra i diritti e gli interessi delle varie categorie di titolari nonché tra quelli
         dei vari titolari e quelli degli utenti dei materiali protetti. (...)
      
      (...)
      (33)      Si dovrebbe prevedere un’eccezione al diritto esclusivo di riproduzione per consentire taluni atti di riproduzione temporanea,
         che sono riproduzioni transitorie o accessorie, le quali formano parte integrante ed essenziale di un procedimento tecnologico
         e effettuate all’unico scopo di consentire la trasmissione efficace in rete tra terzi con l’intervento di un intermediario
         o l’utilizzo legittimo di un’opera o di altri materiali. Gli atti di riproduzione in questione non dovrebbero avere un proprio
         valore economico distinto. Per quanto siano soddisfatte queste condizioni, tale eccezione include atti che facilitano la navigazione
         in rete e la realizzazione di copie cache; compresi gli atti che facilitano l’effettivo funzionamento dei sistemi di trasmissione,
         purché l’intermediario non modifichi le informazioni e non interferisca con l’uso lecito di tecnologia ampiamente riconosciuta
         e utilizzata nel settore per ottenere dati sull’impiego delle informazioni. L’utilizzo è da considerare legittimo se è autorizzato
         dal titolare del diritto o non è limitato dalla legge».
      
      9        Ai sensi dell’art. 2, lett. a), della direttiva 2001/29:
      
      «Gli Stati membri riconoscono ai soggetti sotto elencati il diritto esclusivo di autorizzare o vietare la riproduzione diretta
         o indiretta, temporanea o permanente, in qualunque modo o forma, in tutto o in parte:
      
      a)      agli autori, per quanto riguarda le loro opere».
      10      L’art. 5 della medesima direttiva così recita:
      
      «1.      Sono esentati dal diritto di riproduzione di cui all’articolo 2 gli atti di riproduzione temporanea di cui all’articolo 2
         privi di rilievo economico proprio che sono transitori o accessori, e parte integrante e essenziale di un procedimento tecnologico,
         eseguiti all’unico scopo di consentire:
      
      a)      la trasmissione in rete tra terzi con l’intervento di un intermediario o
      b)      un utilizzo legittimo
      di un’opera o di altri materiali.
      (...)
      5.      Le eccezioni e limitazioni di cui ai paragrafi 1, 2, 3 e 4 sono applicate esclusivamente in determinati casi speciali che
         non siano in contrasto con lo sfruttamento normale dell’opera o degli altri materiali e non arrechino ingiustificato pregiudizio
         agli interessi legittimi del titolare».
      
      11       Ai sensi dell’art. 6 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 12 dicembre 2006, 2006/116/CE, concernente la
         durata di protezione del diritto d’autore e di alcuni diritti connessi (GU L 372, pag. 12): 
      
      «Le fotografie che sono opere originali, ossia sono il risultato della creazione intellettuale dell’autore, fruiscono della
         protezione prevista dall’articolo 1 [che precisa la durata dei diritti dell’autore di un’opera letteraria o artistica ai sensi
         dell’art. 2 della convenzione di Berna]. Per determinare il diritto alla protezione non sono presi in considerazione altri
         criteri. Gli Stati membri possono prevedere la protezione di altre fotografie».
      
       Il diritto nazionale
      12      Gli artt. 2 e 5, n. 1, della direttiva 2001/29 sono stati trasposti nell’ordinamento giuridico danese dagli artt. 2 e 11 bis,
         n. 1, della legge sul diritto d’autore 14 giugno 1995, n. 395 (lov n. 395 om ophavsret; Lovtidende 1995 A, pag. 1796), come modificata e codificata, segnatamente, dalla legge 17 dicembre 2002, n. 1051 (lov n. 1051 om ændring
         af ophavsretsloven; Lovtidende 2002 A, pag. 7881). 
      
       Causa principale e questioni pregiudiziali
      13      La Infopaq svolge attività di monitoraggio e di analisi della stampa consistenti, in sostanza, nella redazione di sintesi
         di articoli selezionati tratti dalla stampa quotidiana danese e da varie riviste. Tale selezione di articoli avviene in funzione
         dei temi scelti dai clienti e viene attuata mediante un procedimento denominato «raccolta dati». Le sintesi sono inviate ai
         clienti per posta elettronica.
      
      14      La DDF è un’associazione professionale dei quotidiani danesi, il cui scopo è in particolare quella di assistere i propri membri
         in tutte le questioni riguardanti i diritti d’autore. 
      
      15      Nel corso del 2005 la DDF è venuta a conoscenza del fatto che la Infopaq procedeva al trattamento a scopi commerciali di articoli
         tratti da pubblicazioni senza il consenso dei titolari dei diritti d’autore su tali articoli. Ritenendo che un tale consenso
         fosse necessario ai fini del trattamento di articoli con il procedimento di cui trattasi, la DDF ha comunicato alla Infopaq
         la propria posizione.
      
      16      Il procedimento di raccolta dati implica le seguenti cinque fasi, che comportano, a parere della DDF, quattro atti di riproduzione
         di articoli di giornale. 
      
      17      In primo luogo i collaboratori della società Infopaq registrano manualmente in una banca dati elettronica le pubblicazioni
         di cui trattasi.
      
      18      In secondo luogo si procede alla digitalizzazione mediante scansione di tali pubblicazioni, dopo che il dorso delle stesse
         è stato tagliato in modo che tutti i fogli siano staccati. La parte della pubblicazione da trattare è selezionata nella banca
         dati prima dell’inserimento della pubblicazione nel dispositivo per la scansione (scanner). L’operazione consente di produrre
         un file in formato TIFF («Tagged Image File Format») per ciascuna pagina della pubblicazione. Alla fine di tale operazione,
         il file TIFF viene trasferito su un server OCR («Optical Character Recognition») (riconoscimento ottico dei caratteri).
      
      19      In terzo luogo, tale server OCR converte il file TIFF in dati che possono essere assoggettati a trattamento digitale. Nel
         corso di tale procedimento, l’immagine di ciascun carattere è convertita in codice digitale che indica al computer il tipo
         di carattere. Ad esempio, l’immagine delle lettere «TDC» è trasformata in un’informazione che il computer potrà trattare come
         lettere «TDC» convertendole in formato di testo riconoscibile dal sistema del computer. Tale dati sono memorizzati in forma
         di file di testo che possono essere letti da qualsiasi programma di trattamento testuale. Il procedimento OCR si conclude
         con la cancellazione del file TIFF.
      
      20      In quarto luogo, il file di testo viene analizzato per ricercarvi le parole chiave predefinite. Di volta in volta, viene generato
         un file che indica il titolo, la sezione e il numero di pagina della pubblicazione in cui compare la parola chiave, nonché
         un valore, espresso percentualmente da 0 a 100, per indicare la posizione di tale parola chiave nel testo, agevolando in tal
         modo la lettura dell’articolo. Per migliorarne ulteriormente la reperibilità nella lettura dell’articolo, la parola chiave
         è riportata con le cinque parole che la precedono e le cinque parole che la seguono (in prosieguo: l’«estratto composto da
         undici parole»). Il procedimento si conclude con la cancellazione del file di testo.
      
      21      In quinto luogo, il procedimento di raccolta dati si conclude con la stampa di una scheda per ciascuna pagina della pubblicazione
         in cui compare la parola chiave. Una scheda siffatta può assumere la seguente forma:
      
      «4 novembre 2005 – Dagbladet Arbejderen, pag. 3:
      
      TDC: 73% “prossima cessione del gruppo di TDC, che dovrebbe essere acquisito da”». 
      22      La Infopaq ha negato che una tale attività richieda il consenso dei titolari dei diritti d’autore ed ha quindi proposto ricorso
         contro la DDF dinanzi all’Østre Landsret, chiedendo che a quest’ultima fosse ordinato di riconoscere che la Infopaq ha il
         diritto di utilizzare il procedimento di cui sopra senza il consenso di tale organizzazione professionale o dei suoi membri.
         Poichè l’Østre Landsret ha respinto il ricorso, la Infopaq ha interposto appello dinanzi al giudice del rinvio. 
      
      23      Secondo quest’ultimo, è pacifico che il consenso dei titolari dei diritti d’autore non è necessario per un’attività di monitoraggio
         della stampa e di elaborazione di sintesi, se essa consiste nella lettura fisicamente svolta da una persona, nella selezione
         degli articoli rilevanti sulla base delle parole chiave predefinite e nella trasmissione all’autore della sintesi di una scheda
         contenente il risultato redatta manualmente con l’indicazione della parola chiave in un articolo e la posizione di tale articolo
         nella pubblicazione. Del pari, le parti nella causa principale sono concordi sul fatto che l’elaborazione di sintesi è, in
         se stessa, lecita e non richiede alcun consenso dei titolari dei diritti d’autore. 
      
      24      È altresì incontroverso che tale procedimento di raccolta dati implica due atti di riproduzione, vale a dire la creazione
         di file TIFF in occasione della digitalizzazione mediante scansione degli articoli stampati e la creazione di file di testo
         risultanti dalla conversione dei file TIFF. Inoltre, è pacifico che tale procedimento comporta la riproduzione di parti di
         articoli in forma digitale, quando l’estratto composto da undici parole viene inserito nella memoria informatica e quando
         tali undici parole vengono riportate su una scheda stampata su supporto cartaceo.
      
      25      Tuttavia, le parti nella causa principale controvertono sulla questione se i due ultimi atti citati rappresentino atti di
         riproduzione ai sensi dell’art. 2 della direttiva 2001/29. Del pari, esse dissentono sulla questione se l’insieme degli atti
         di cui trattasi nella causa principale benefici, eventualmente, dell’esenzione dal diritto di riproduzione di cui all’art. 5,
         n. 1, di tale direttiva. 
      
      26      Di conseguenza, lo Højesteret ha deciso di sospendere il procedimento e di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:
      
      «1)      Se la memorizzazione e la successiva stampa di un estratto ricavato da una pubblicazione e costituito da una parola chiave
         nonché dalle cinque parole a questa precedenti e dalle cinque successive, possano essere considerate atti di riproduzione
         protetti dall’art. 2 della direttiva [2001/29].
      
      2)      Se il contesto nel quale si svolgono gli atti di riproduzione assuma rilievo al fine di stabilire se essi possano essere considerati
         “transitori” ai sensi dell’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29.
      
      3)      Se un atto di riproduzione temporanea possa essere considerato “transitorio” qualora la riproduzione venga sottoposta a trattamento,
         ad esempio mediante la creazione di un file di testo sulla base di un file di immagine o mediante la ricerca di sequenze di
         parole in base ad un file di testo.
      
      4)      Se un atto di riproduzione temporanea possa essere considerato “transitorio” qualora venga memorizzata una parte della riproduzione,
         che comprende uno o più estratti di testo di undici parole.
      
      5)      Se un atto di riproduzione temporanea possa essere considerato “transitorio” qualora venga stampata una parte della riproduzione,
         che comprende uno o più estratti di testo di undici parole. 
      
      6)      Se la fase del procedimento tecnologico nella quale si svolgono gli atti di riproduzione temporanea assuma rilievo al fine
         di stabilire se essi costituiscano “parte integrante e essenziale di un procedimento tecnologico” ai sensi dell’art. 5, n. 1,
         della direttiva 2001/29.
      
      7)      Se atti di riproduzione temporanea possano essere considerati “parte integrante e essenziale di un procedimento tecnologico”
         qualora consistano nella scansione manuale di interi articoli di giornale, mediante la quale questi ultimi vengono trasformati
         da documenti su carta stampata in documenti digitali. 
      
      8)      Se atti di riproduzione temporanea costituiscano “parte integrante e essenziale di un procedimento tecnologico” qualora essi
         consistano nella stampa di una parte della riproduzione, comprendente uno o più estratti di testo di undici parole. 
      
      9)      Se la nozione di “utilizzo legittimo” ai sensi dell’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29 comprenda qualsiasi forma di uso
         che non richiede il consenso del titolare del diritto d’autore.
      
      10)      Se la nozione di “utilizzo legittimo” ai sensi dell’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29 comprenda la scansione di interi
         articoli di giornale, la successiva elaborazione della riproduzione, nonché la memorizzazione e l’eventuale stampa di una
         parte della riproduzione consistente in uno o più estratti di testo di undici parole, effettuate da un’impresa ai fini dell’attività
         di redazione di sintesi, anche qualora il titolare del diritto non vi abbia acconsentito. 
      
      11)      Quali criteri debbano essere utilizzati per stabilire se atti di riproduzione temporanea abbiano “rilievo economico proprio”
         ai sensi dell’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29, nella misura in cui siano soddisfatte le altre condizioni stabilite in
         tale disposizione.
      
      12)      Se l’incremento in termini di efficienza conseguito dall’utilizzatore attraverso atti di riproduzione temporanea possa essere
         preso in considerazione per stabilire se gli atti abbiano “rilievo economico proprio” ai sensi dell’art. 5, n. 1, della direttiva
         2001/29. 
      
      13)      Se la scansione di interi articoli di giornali effettuata da un’impresa, la successiva elaborazione della riproduzione e la
         memorizzazione nonché l’eventuale stampa di parte della riproduzione, consistente in uno o più estratti di testo di undici
         parole, senza il consenso del titolare del diritto, possano essere considerati “determinati casi speciali che non s[o]no in
         contrasto con lo sfruttamento normale” degli articoli di giornale e che “non arrec[a]no ingiustificato pregiudizio agli interessi
         legittimi del titolare” ai sensi dell’art. 5, n. 5, della direttiva 2001/29».
      
       Sulle questioni pregiudiziali 
       Osservazione preliminare
      27      Occorre preliminarmente ricordare che tanto l’applicazione uniforme del diritto comunitario quanto il principio di uguaglianza
         esigono che una disposizione di diritto comunitario che, come quelle dell’art. 2 della direttiva 2001/29, non contenga alcun
         espresso richiamo al diritto degli Stati membri per quanto riguarda la determinazione del suo senso e della sua portata deve
         normalmente dar luogo, nell’intera Comunità, ad un’interpretazione autonoma ed uniforme (v., in particolare, sentenze 6 febbraio
         2003, causa C‑245/00, SENA, Racc. pag. I‑1251, punto 23, e 7 dicembre 2006, causa C‑306/05, SGAE, Racc. pag. I‑11519, punto 31).
         
      
      28      Tali esigenze si impongono in particolar modo per quanto riguarda la direttiva 2001/29, tenuto conto del tenore letterale
         del suo sesto e del suo ventunesimo ‘considerando’. 
      
      29      Di conseguenza, il governo austriaco non può validamente sostenere che spetta agli Stati membri fornire la definizione della
         nozione di «riproduzione in parte» cui all’art. 2 della direttiva 2001/29 (v. in tal senso, con riferimento nozione di «pubblico»
         di cui all’art. 3 della medesima direttiva, sentenza SGAE, cit., punto 31).
      
       Sulla prima questione
      30      Con la sua prima questione il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se la nozione di «riproduzione in parte» ai sensi della
         direttiva 2001/29 debba essere interpretata nel senso che include atti di memorizzazione informatica di un estratto composto
         da undici parole nonché di stampa di un siffatto estratto su supporto cartaceo.
      
      31      Si deve necessariamente rilevare che la direttiva 2001/29 non definisce né la nozione di «riproduzione», né quella di «riproduzione
         in parte». 
      
      32      Di conseguenza, tali nozioni devono essere definite con riferimento al tenore letterale, al contesto delle disposizioni dell’art. 2
         della direttiva 2001/29, in cui sono contenute, nonché alla luce sia degli obiettivi di tale direttiva nel suo complesso,
         sia del diritto internazionale (v., in tal senso, sentenza SGAE, cit., punti 34 e 35, nonché giurisprudenza ivi citata). 
      
      33      L’art. 2, lett. a), della direttiva 2001/29 prevede che gli autori dispongano del diritto esclusivo di autorizzare o vietare
         la riproduzione in tutto o in parte delle loro opere. Ne consegue che la tutela del diritto di autorizzare o vietare la riproduzione,
         di cui beneficia l’autore, ha ad oggetto un’«opera».
      
      34      Orbene, a tal proposito, emerge dall’economia generale della convenzione di Berna, e segnatamente dal suo art. 2, commi quinto
         e ottavo, che la protezione di taluni elementi in quanto opere letterarie o artistiche presuppone che costituiscano creazioni
         intellettuali.
      
      35      Del pari, in conformità agli artt. 1, n. 3, della direttiva 91/250, 3, n. 1, della direttiva 96/9 e 6 della direttiva 2006/116,
         opere quali programmi per elaboratore, banche dati o fotografie sono tutelate dal diritto d’autore solo qualora siano opere
         originali, ossia rappresentino il risultato della creazione intellettuale dell’autore.
      
      36      Nell’istituire un quadro giuridico armonizzato in materia di diritto d’autore, la direttiva 2001/29 si basa, come emerge dai
         suoi ‘considerando’ quarto, nono, decimo, undicesimo e ventesimo, sul medesimo principio.
      
      37      Pertanto, il diritto d’autore ai sensi dell’art. 2, lett. a), della direttiva 2001/29 può trovare applicazione solamente con
         riferimento ad un oggetto che abbia carattere di originalità, ossia rappresenti il risultato della creazione intellettuale
         dell’autore.
      
      38      Per quanto riguarda le parti di un’opera, si deve rilevare che nulla, nella direttiva 2001/29 ovvero in un’altra direttiva
         applicabile in materia, lascia intendere che tali parti siano assoggettate ad un regime diverso da quello dell’opera nel suo
         complesso. Ne discende che esse sono tutelate dal diritto d’autore laddove partecipino, in quanto tali, all’originalità dell’opera
         nel suo insieme.
      
      39      Alla luce delle considerazioni svolte al punto 37 di questa sentenza, le diverse parti di un’opera beneficiano quindi di una
         tutela ai sensi dell’art. 2, lett. a), della direttiva 2001/29 a condizione che esse contengano taluni degli elementi che
         sono espressione della creazione intellettuale dell’autore dell’opera stessa.
      
      40      Per quanto concerne la portata di una siffatta tutela dell’opera, dal nono e dal decimo ‘considerando’ della direttiva 2001/29
         risulta che l’obiettivo principale della stessa è quello di instaurare un alto livello di protezione in favore, segnatamente,
         degli autori, consentendo a questi ultimi di ricevere un adeguato compenso per l’utilizzo delle loro opere, anche in occasione
         della riproduzione delle stesse, allo scopo di poter continuare la loro attività creativa e artistica.
      
      41      In un’identica prospettiva, il ventunesimo ‘considerando’ della direttiva 2001/29 richiede che gli atti coperti dal diritto
         di riproduzione siano intesi in senso ampio.
      
      42      Peraltro, tale esigenza di un’ampia definizione degli atti in questione emerge altresì dal tenore letterale dell’art. 2 di
         tale direttiva, che impiega espressioni quali «diretta o indiretta», «temporanea o permanente» e «in qualunque modo o forma».
         
      
      43      Di conseguenza, la tutela conferita dall’art. 2 della direttiva 2001/29 deve avere un’ampia portata. 
      
      44      Per quanto riguarda gli articoli di giornale, la creazione intellettuale del loro autore, di cui al punto 37 di questa sentenza,
         risulta di norma dalla modalità con cui è presentato il soggetto nonché dall’espressione linguistica. Peraltro, nella causa
         principale, è pacifico che gli articoli di giornale rappresentano, in quanto tali, opere letterarie che rientrano nell’ambito
         d’applicazione della direttiva 2001/29. 
      
      45      Quanto agli elementi di tali opere che sono oggetto della tutela stessa, si deve rilevare che esse sono composte da parole
         le quali, isolatamente considerate, non rappresentano, in quanto tali, una creazione intellettuale dell’autore che le impiega.
         È solo mediante la scelta, la disposizione e la combinazione di tali parole che si consente all’autore di esprimere il proprio
         spirito creativo in maniera originale ottenendo un risultato che costituisca una creazione intellettuale. 
      
      46      Le parole in quanto tali non rappresentano, quindi, elementi che beneficiano di tutela.
      
      47      Ciò posto, tenuto conto dell’esigenza di un’interpretazione ampia della portata della tutela conferita dall’art. 2 della direttiva
         2001/29, non può escludersi che talune frasi isolate, o addirittura talune parti di frasi del testo di cui trattasi, siano
         idonee a trasmettere al lettore l’originalità di una pubblicazione quale un articolo di giornale, comunicando a chi legge
         un elemento che è in se stesso espressione della creazione intellettuale dell’autore di tale articolo. Simili frasi o simili
         parti di frase possono quindi beneficiare della tutela prevista dall’art. 2, lett. a), della direttiva citata.
      
      48      Alla luce di tali considerazioni, la riproduzione di un estratto di un’opera protetta che, come gli estratti di cui trattasi
         nella causa principale, comprenda undici parole consecutive dell’opera stessa, può rappresentare una riproduzione parziale,
         ai sensi dell’art. 2 della direttiva 2001/29, qualora un simile estratto contenga un elemento dell’opera che, in quanto tale,
         esprima la creazione intellettuale dell’autore, il che dev’essere verificato dal giudice del rinvio. 
      
      49      Peraltro, va rilevato che il procedimento di raccolta dati impiegato dalla Infopaq consente la cattura di molteplici estratti
         delle opere protette. Tale procedimento, infatti, riproduce un estratto composto da undici parole ogni volta che nell’opera
         di cui trattasi compare una parola chiave e, inoltre, esso trova spesso applicazione con riferimento a svariate parole chiave,
         dal momento che taluni clienti chiedono alla Infopaq di redigere sintesi in base a criteri multipli. 
      
      50      In tal modo, detto procedimento aumenta la possibilità che la Infopaq effettui riproduzioni parziali ai sensi dell’art. 2,
         lett. a), della direttiva 2001/29, in quanto l’accumulo di tali estratti può comportare la ricostruzione di ampi frammenti,
         idonei a riflettere l’originalità dell’opera in questione, contenendo un numero di elementi tali da esprimere una creazione
         intellettuale dell’autore dell’opera stessa. 
      
      51      Alla luce di quanto sopra, la prima questione pregiudiziale deve essere risolta nel senso che un atto compiuto nel corso di
         un procedimento di raccolta dati, consistente nella memorizzazione informatica di un estratto di un’opera tutelata composto
         da undici parole e nella stampa del medesimo, può rientrare nella nozione di riproduzione parziale ai sensi dell’art. 2 della
         direttiva 2001/29, qualora gli elementi in tal modo ripresi siano l’espressione della creazione intellettuale del loro autore,
         il che dev’essere verificato dal giudice del rinvio.
      
       Sulle questioni da due e dodici
      52      Supponendo che gli atti di cui alla causa principale rientrino nella nozione di riproduzione parziale di un’opera protetta,
         ai sensi dell’art. 2 della direttiva 2001/29, dagli artt. 2 e 5 della direttiva stessa emerge che non può procedersi ad una
         siffatta riproduzione senza il consenso dell’autore interessato, salvo che tale riproduzione non soddisfi i requisiti di cui
         all’art. 5 della direttiva. 
      
      53      In tale contesto, con le sue questioni da due a dodici il giudice del rinvio chiede, in sostanza, se gli atti di riproduzione
         effettuati nel corso di un procedimento di raccolta dati, quale quello di cui trattasi nella causa principale, soddisfino
         i requisiti di cui all’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29 e, pertanto, se tale procedimento possa essere svolto senza il
         consenso dei titolari dei diritti d’autore in questione, laddove mira a consentire la redazione di una sintesi di articoli
         di giornale e consiste nella digitalizzazione mediante scansione dell’insieme di tali articoli, nella memorizzazione di un
         estratto di undici parole e nella stampa di tale estratto.
      
      54      Ai sensi dell’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29, un atto di riproduzione è esente dal diritto di riproduzione previsto
         dall’art. 2 della medesima solo qualora soddisfi cinque requisiti, vale a dire qualora 
      
      –        tale atto sia temporaneo;
      –        sia transitorio o accessorio; 
      –        costituisca parte integrante ed essenziale di un procedimento tecnologico;
      –        il procedimento sia eseguito all’unico scopo di consentire la trasmissione in rete tra terzi con l’intervento di un intermediario
         o un utilizzo legittimo di un’opera o di altri materiali, e 
      
      –        tale atto sia privo di rilievo economico proprio. 
      55      Si deve anzitutto rilevare che tali requisiti hanno carattere cumulativo, nel senso che la mancata osservanza di uno solo
         di essi implica che l’atto di riproduzione non è esente, ai sensi dell’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29, dal diritto
         di riproduzione previsto dall’art. 2 della stessa. 
      
      56      Inoltre, ai fini dell’interpretazione di ciascuno di tali requisiti si deve rammentare che, secondo una giurisprudenza costante,
         le disposizioni di una direttiva che costituiscono deroghe a un principio generale sancito dalla direttiva medesima devono
         essere interpretate restrittivamente (sentenze 29 aprile 2004, causa C‑476/01, Kapper, Racc. pag. I‑5205, punto 72, e 26 ottobre
         2006, causa C‑36/05, Commissione/Spagna, Racc. pag. I‑10313, punto 31). 
      
      57      Ciò avviene nel caso dell’esenzione prevista dall’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29, che rappresenta una deroga al principio
         generale sancito da tale direttiva, ossia il principio della necessità di un’autorizzazione del titolare del diritto d’autore
         per qualsiasi riproduzione di un’opera protetta. 
      
      58      Ciò è ancor più vero dal momento che tale esenzione dev’essere interpretata alla luce dell’art. 5, n. 5, della direttiva 2001/29,
         secondo cui tale esenzione è applicata esclusivamente in determinati casi speciali che non siano in contrasto con lo sfruttamento
         normale dell’opera o degli altri materiali e non arrechino ingiustificato pregiudizio agli interessi legittimi del titolare.
      
      59      Ai sensi del quarto, del sesto e del ventunesimo ‘considerando’ della direttiva 2001/29, le condizioni enunciate dal citato
         art. 5, n. 1, devono essere inoltre interpretate alla luce delle requisito di certezza del diritto degli autori per quanto
         riguarda la tutela delle loro opere.
      
      60      Nella causa in esame, la Infopaq sostiene che gli atti di riproduzione di cui trattasi nella causa principale soddisfano il
         requisito relativo al carattere transitorio, dal momento che essi vengono cancellati alla fine del procedimento di ricerca
         elettronica.
      
      61      A tal proposito, si deve rilevare, alla luce del terzo requisito richiamato al punto 54 di questa sentenza, che un atto di
         riproduzione temporaneo e transitorio mira a consentire la realizzazione di un procedimento tecnologico di cui deve costituire
         parte integrante e essenziale. Pertanto, tenuto conto dei principi enunciati ai punti 57 e 58 di questa sentenza, gli atti
         di riproduzione in questione non possono eccedere quanto necessario per il buon funzionamento di tale procedimento tecnologico.
         
      
      62      La certezza del diritto dei titolari dei diritti d’autore impone inoltre che la conservazione e la soppressione della riproduzione
         non dipendano da un intervento umano discrezionale, segnatamente quello dell’utilizzatore delle opera protetta. Invero, in
         un caso siffatto, non sarebbe in alcun modo garantita l’effettiva soppressione, ad opera della persona interessata, della
         riproduzione creata ovvero, in ogni caso, la soppressione della stessa nel momento in cui la sua esistenza non sia più giustificata
         dalla sua funzione intesa a consentire la realizzazione di un procedimento tecnico. 
      
      63      Una siffatta conclusione è confermata dal trentatreesimo ‘considerando’ della direttiva 2001/29 che elenca, quali esempi caratteristici
         degli atti cui fa riferimento l’art. 5, n. 1, gli atti che facilitano la navigazione in rete e la realizzazione di copie cache;
         compresi gli atti che facilitano l’effettivo funzionamento dei sistemi di trasmissione. Simili atti sono, per definizione,
         creati e soppressi automaticamente e senza intervento umano.
      
      64      Alla luce di quanto precede, deve constatarsi che un atto può essere qualificato come «transitorio», nel senso di cui al secondo
         requisito enunciato dall’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29, esclusivamente qualora la sua durata sia limitata a quanto
         necessario per il buon funzionamento del procedimento tecnico in questione, restando inteso che tale procedimento deve essere
         automatizzato in modo tale da sopprimere tale atto in maniera automatica, senza intervento umano, nel momento in cui è esaurita
         la sua funzione tesa a consentire la realizzazione di un siffatto procedimento. 
      
      65      Nella causa principale, non può escludersi in radice che i due primi atti di riproduzione di cui trattasi, vale a dire la
         creazione di file TIFF e di file di testo derivanti dalla conversione dei file TIFF, possano essere qualificati come transitori,
         essendo automaticamente cancellati dalla memoria informatica.
      
      66      Per quanto riguarda il terzo atto di riproduzione, ossia la memorizzazione informatica dell’estratto composto da undici parole,
         gli elementi sottoposti alla Corte non consentono di valutare se il procedimento tecnico sia automatizzato in modo tale da
         cancellare detto file dalla memoria informatica senza intervento umano ed in un breve lasso di tempo. Il giudice del rinvio
         dovrà quindi verificare se la sua soppressione dipenda dalla volontà dell’utilizzatore della riproduzione e se non vi sia
         il rischio che tale file rimanga memorizzato dopo avere esaurito la sua funzione di realizzazione del procedimento tecnico
         in questione.
      
      67      È tuttavia pacifico che, con l’ultimo atto di riproduzione del procedimento di raccolta dati, la Infopaq effettua una riproduzione
         che si pone al di fuori della sfera informatica, procedendo ad una stampa dei file contenenti gli estratti composti da undici
         parole e riproducendo gli stessi, in tal modo, su supporto cartaceo.
      
      68      Orbene, una volta fissata su tale supporto materiale, detta riproduzione scompare solo nel momento della distruzione di tale
         supporto. 
      
      69      Peraltro, dal momento che il procedimento di raccolta dati non è, evidentemente, idoneo a distruggere esso stesso un supporto
         di tal genere, la soppressione di tale riproduzione dipende dalla sola volontà dell’utilizzatore di un procedimento siffatto,
         il quale non è detto voglia effettivamente procedervi, sicché tale riproduzione rischia di persistere per un periodo prolungato
         in funzione delle necessità dell’utilizzatore. 
      
      70      Di conseguenza, deve rilevarsi che l’ultimo atto del procedimento di raccolta dati di cui alla causa principale, nel corso
         del quale la Infopaq stampa gli estratti composti da undici parole, non rappresenta un atto transitorio ai sensi dell’art. 5,
         n. 1, della direttiva 2001/29. 
      
      71      Inoltre, non emerge dal fascicolo sottoposto alla Corte, né è stato sostenuto, che un atto di tal genere possa avere carattere
         accessorio.
      
      72      Da quanto precede discende che tale atto non soddisfa il secondo requisito enunciato dall’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29
         e, pertanto, non può essere esentato dal diritto di riproduzione previsto dall’art. 2 della direttiva stessa. 
      
      73      Ne consegue che il procedimento di raccolta dati di cui trattasi nella causa principale non può essere realizzato senza il
         consenso dei titolari di diritti d’autore e, pertanto, non è necessario esaminare se i quattro atti costitutivi di tale procedimento
         rispettino gli altri requisiti enunciati al citato art. 5, n. 1. 
      
      74      Di conseguenza, le questioni da due a dodici devono essere risolte affermando che l’atto di stampa di un estratto composto
         da undici parole, effettuato nel corso di un procedimento di raccolta dati quale quello di cui trattasi nella causa principale,
         non soddisfa il requisito della transitorietà, di cui all’art. 5, n. 1, della direttiva 2001/29 e, pertanto, tale procedimento
         non può essere realizzato senza il consenso dei titolari dei diritti d’autore interessati.
      
       Sulla terza questione
      75      Tenuto conto della soluzione fornita alle questioni da due a dodici, non è necessario risolvere la tredicesima questione.
         
      
       Sulle spese
      76      Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Quarta Sezione) dichiara:
      1)      Un atto compiuto nel corso di un procedimento di raccolta dati, consistente nella memorizzazione informatica di un estratto
            di un’opera tutelata composto da undici parole e nella stampa del medesimo, può rientrare nella nozione di riproduzione parziale
            ai sensi dell’art. 2 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 22 maggio 2001, 2001/29/CE, sull’armonizzazione
            di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione, qualora gli elementi in tal
            modo ripresi siano l’espressione della creazione intellettuale del loro autore, il che dev’essere verificato dal giudice del
            rinvio.
      2)      L’atto di stampa di un estratto composto da undici parole, effettuato nel corso di un procedimento di raccolta dati quale
            quello di cui trattasi nella causa principale, non soddisfa il requisito della transitorietà, di cui all’art. 5, n. 1, della
            direttiva 2001/29 e, pertanto, tale procedimento non può essere realizzato senza il consenso dei titolari dei diritti d’autore
            interessati. 
      Firme
      * Lingua processuale: il danese.