CELEX: C1998/312/37
Language: it
Date: 1998-10-10 00:00:00
Title: Ricorso della Fratelli Murri SpA, contro Commissione delle Comunità europee, presentato il 13 luglio 1998 (Causa T-106/98)

C 312/14              IT                   Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                      10.10.98
Le ricorrenti affermano che l'organizzazione di mercato             europee un ricorso contro la Commissione delle ComunitaÁ
avrebbe loro causato una riduzione dei quantitativi, in             europee.
quanto essa non prevederebbe una disciplina transitoria
che consentisse agli operatori di paesi terzi di adeguare
gradatamente le proprie operazioni commerciali all'orga-            La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
nizzazione di mercato e di ammortizzare gli investimenti
da essi effettuati sulla base dei quantitativi importati
prima dell'entrata in vigore dell'organizzazione di mercato         I.   condannare la convenuta a versare alla ricorrente
medesima. Le ricorrenti avrebbero potuto sfruttare il                    l'importo di 7 923 791 USD, oltre agli interessi nella
primo periodo di riferimento dal 1989 al 1991 solamente                  misura del 10 % dal 25.09.1991,
in minima parte ai fini della costituzione di quantitativi di
riferimento. Conseguentemente essi avrebbero ottenuto
                                                                    II. condannare la convenuta alle spese.
licenze di importazione largamente pi ridotte rispetto a
quelle che avrebbero potuto ottenere se fosse stato loro
concesso Ð al pari di tutti gli altri operatori di paesi terzi      Motivi e principali argomenti
Ð un periodo di riferimento di tre anni.
                                                                    La ricorrente, una societaÁ per azioni di diritto italiano ope-
Le ricorrenti lamentano una violazione dei diritti della            rante nel settore edile e immobiliare, si eÁ attivata sulla
difesa, atteso che la Commissione avrebbe negato l'audi-            base di un contratto stipulato con la convenuta per un
zione degli operatori dei paesi terzi fintantocheÂ questi non       progetto di sviluppo elaborato sulla base della terza Con-
avessero parlato «una sola lingua» con gli operatori comu-          venzione di LomeÂ ACP/CEE per la Somalia, chiamato
nitari e di paesi ACP. Le ricorrenti fanno inoltre valere           «Baardaheere Agricultural Experimental Station», e per
una violazione del divieto di discriminazioni di cui                l'attuazione di un progetto nell'ambito del sesto Fondo
all'art. 40, n. 3, del Trattato CE noncheÂ la violazione del        europeo di sviluppo in Somalia.
principio della tutela del legittimo affidamento nei con-
fronti degli operatori dei paesi terzi in generale (i quali
non avrebbero avuto alcuna possibilitaÁ di prepararsi gra-          La convenuta eÁ attualmente chiamata in giudizio in
datamente alla rilevante riduzione dei quantitativi). Inol-         quanto gestore di tale fondo di sviluppo e datore di lavoro
tre, l'applicazione dell'organizzazione comune di mercato           di un suo dipendente, in particolare del suo delegato per la
alle ricorrenti avrebbe violato la loro libertaÁ di attivitaÁ       Somalia, in ragione del comportamento illegale di costui,
economica. Infine, viene fatta valere un'inosservanza della         che lo obbliga al risarcimento dei danni: il detto delegato,
decisione della Commissione di composizione delle contro-           pur in presenza di disordini tipici di una guerra civile negli
versie dell'organizzazione mondiale del commercio                   anni 1990/91, e nonostante i rilevanti dubbi manifestati
(WTO), con la quale fondamentali disposizioni dell'orga-            dall'odierna ricorrente circa una sua ulteriore permanenza
nizzazione comune di mercato, in particolare il suo                 nel paese, la avrebbe esortata ad adempiere il contratto sti-
sistema di licenze, sarebbero incompatibili con disposizioni        pulato con la convenuta. Il delegato avrebbe per giunta
dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commer-          esortato la ricorrente, al fine di adempiere il contratto, a
cio e del Trattato generale relativo allo scambio di servizi.       mantenere in funzione e a controllare gli stabilimenti
La ComunitaÁ dovrebbe quindi ricollocare le ricorrenti,             costruiti. Una corrispondente richiesta di risarcimento
mediante il risarcimento del danno, nella stessa posizione          danni eÁ giaÁ stata presentata dalla ricorrente alla convenuta
nella quale esse si sarebbero trovate se l'organizzazione           nel 1991, tanto pi che, a causa di atti bellici della guerri-
comune di mercato, contrastante con la WTO, non fosse               glia (distruzione e rapina di materiale e macchinari, deva-
mai entrata in vigore.                                              stazione e saccheggio dell'ufficio principale noncheÂ delle
                                                                    officine) e delle spese conseguenti (spese di evacuazione,
                                                                    richieste di indennizzo da parte di collaboratori stranieri,
                                                                    ecc.) la ricorrente ha subito un danno complessivo dell'im-
                                                                    porto di 7 923 791 USD.
Ricorso della Fratelli Murri SpA, contro Commissione                L'illiceitaÁ del comportamento da addebitare alla convenuta
    delle ComunitaÁ europee, presentato il 13 luglio 1998           sta, secondo la ricorrente, nel fatto che il suo delegato,
                                                                    nonostante la prevedibilitaÁ di una dissoluzione delle strut-
                      (Causa T-106/98)                              ture statali in Somalia, abbia ripetutamente intimato di
                        (98/C 312/37)                               adempiere il contratto e di mantenere e sorvegliare il pro-
                                                                    getto. Il delegato, a conoscenza della situazione ma proba-
                                                                    bilmente stimando in modo erroneo i suoi sviluppi, non ha
               (Lingua processuale: il tedesco)                     consentito una conclusione anticipata dei lavori, neÂ il tem-
                                                                    pestivo trasporto di macchinari e impianti fuori dal paese.
                                                                    Ciò confliggerebbe con il principio di proporzionalitaÁ. Se
Il 13 luglio 1998, la Fratelli Murri SpA di Roma, con               avesse effettuato una corretta e legale ponderazione degli
l'avvocato Karl-Gustav von Luschka, del foro di Plauen              interessi in gioco, il delegato Ð se non altro anche per i
(Repubblica federale di Germania), con domicilio eletto in          ripetuti espressi avvertimenti della ricorrente circa la peri-
Lussemburgo presso l'avvocato Claude Medernach, dello               colositaÁ della situazione Ð avrebbe dovuto riconoscere
studio Arendt & Medernach, 8-10, rue Mathias Hardt, ha              che il progetto di aiuto non poteva pi essere durevol-
proposto al Tribunale di primo grado delle ComunitaÁ                mente assicurato ed era con ciò perduto. Invece, con gli
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ordini impartiti dal delegato, le eÁ stata imposta l'esecu-           tura dello stesso procedimento disciplinare eÁ manifesta-
zione di un contratto che, alla luce del suo scopo Ð aiuti            mente al di fuori di ogni termine ragionevole, ragion per
allo sviluppo per la Somalia Ð era ormai divenuto manife-             cui non può essere pi adottato alcun provvedimento
stamente obsoleto. Al contrario, un tempestivo ritiro dalla           disciplinare e il procedimento stesso deve essere chiuso.
Somalia avrebbe risparmiato il patrimonio della ricor-
rente.
                                                                      Ricorso della societaÁ Mannesmannröhren-Werke AG
                                                                      contro la Commissione delle ComunitaÁ europee, proposto
                                                                                              il 23 luglio 1998
Ricorso del signor AndreÂ van Meuter contro la Commis-                                       (Causa T-112/98)
 sione delle ComunitaÁ europee, proposto il 20 luglio 1998
                                                                                                (98/C 312/39)
                        (Causa T-109/98)
                          (98/C 312/38)                                               (Lingua processuale: il tedesco)
                (Lingua processuale: il francese)                     Il 23 luglio 1998 la societaÁ Mannesmannröhren-Werke
                                                                      AG, con sede in Mühlheim a.d.R. (Repubblica federale di
Il 20 luglio 1998, il signor AndreÂ van Meuter, residente in          Germania), con gli avvocati Bruckhaus, Westrich, Heller,
Bruxelles, con gli avv.ti Olivier Eben e Jean-Marc Bievez,            Löber, del foro di Düsseldorf, con domicilio eletto in Lus-
del foro di Bruxelles con domicilio eletto in Lussemburgo             semburgo presso lo studio legale Bonn & Schmit, 7, Val
presso lo studio dell'avv. Jean Tonnar, 29, rue de FosseÂ,            Ste Croix, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo
Esch-sur-Alzette, ha proposto dinanzi al Tribunale di                 grado delle ComunitaÁ europee un ricorso contro la Com-
primo grado delle ComunitaÁ europee un ricorso contro la              missione delle ComunitaÁ europee.
Commissione delle ComunitaÁ europee.
                                                                      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                      1. annullare interamente la decisione;
Ð annullare la sanzione disciplinare dell'APN del 10 otto-
     bre 1997 di retrogradazione dal grado D1, ottavo                 2. in subordine, annullare l'art. 2 della decisione;
     scatto, al grado D2, ottavo scatto, ed il ripristino nel
     suo grado precedente;                                            3. porre le spese di causa a carico della convenuta.
Ð ordinare che il procedimento disciplinare nei suoi con-             Motivi e principali argomenti
     fronti sia chiuso;
                                                                      La Commissione ha rivolto alla ricorrente, nell'ambito di
Ð ordinare che nessun'altra sanzione disciplinare gli                 un procedimento per l'accertamento di presunte violazioni,
     venga inflitta;                                                  da parte di produttori di tubi d'acciaio, dell'art. 85 del
                                                                      Trattato CE, la decisione controversa con la quale eÁ stato
Ð condannare la Commissione a tutte le spese.                         posto a carico della stessa l'obbligo, da un lato, di fornire
                                                                      entro 30 giorni le informazioni richieste nell'allegato alla
Motivi e principali argomenti                                         detta decisione e, dall'altro, di pagare, in caso di inadem-
                                                                      pimento nel fornire tali informazioni, una penale dell'im-
Con la decisione impugnata, l'APN ha deciso di infliggere             porto di 1 000 ECU per ogni giorno di ritardo.
al ricorrente la sanzione della retrogradazione dal grado
D1, ottavo scatto, al grado D2, ottavo scatto, con effetto            La ricorrente deduce la circostanza che la convenuta,
dal 1o novembre 1997, con la motivazione che il ricorrente            prima dell'emanazione dell'impugnata decisione, non le ha
non avrebbe adempiuto il suo obbligo di sottoporsi al con-            garantito in misura sufficiente il diritto di essere ascoltata.
trollo medico al quale si era impegnato e che la fiducia
ripostagli dall'APN era stata tradita.                                Di conseguenza, non si eÁ svolto alcun regolare procedi-
                                                                      mento ed eÁ stato quindi violato il combinato disposto degli
Secondo il ricorrente, non si può retrogradarlo. Nono-                artt. 11, n. 5, e 16, n. 2, del regolamento 17/62.
stante le eccellenti note caratteristiche e la riuscita ad un
concorso, egli non eÁ stato mai promosso. La retrograda-              La convenuta ha inoltre omesso di mettere adeguatamente
zione comporta una duplice punizione del ricorrente per               a disposizione della ricorrente i documenti di cui si eÁ
gli stessi fatti, la prima costituita dalla mancata promo-            avvalsa per emettere la decisione lesiva per la ricorrente e
zione.                                                                sui quali ha basato tale decisione. EÁ così incorsa nella vio-
                                                                      lazione dei principi sviluppati dalla giurisprudenza nelle
Inoltre, il fatto di infliggere una sanzione disciplinare             cause «Solvay» (1) e «ICI» (2). Ad abundantiam viene anche
senza che il ricorrente disponesse del suo fascicolo medico           dedotta la violazione dell'art. 190 del Trattato CE per la
viola i diritti della difesa. Al contrario, la cognizione da          formale carenza di motivazione della decisione con riferi-
parte dell'APN di elementi riguardanti lo stato di salute             mento al criterio della «necessitaÁ». Inoltre, giaÁ conforme-
del ricorrente viola il segreto medico che eÁ assoluto e di           mente alla cosiddetta giurisprudenza «Orkem» (3), non
ordine pubblico.                                                      sussiste alcun obbligo della ricorrente di rispondere a
                                                                      domande che potrebbero portarla ad autoaccusarsi.
Infine, l'APN ha violato i termini imperativi previsti
dall'art. 7 del procedimento disciplinare: il fatto di inflig-        La ricorrente sostiene tuttavia, a tal riguardo, che legitti-
gere una sanzione disciplinare 3 anni e mezzo dopo l'aper-            mamente, con riferimento all'art. 6, n. 1, della Conven-