CELEX: 32001D0180
Language: it
Date: 2000-05-16 00:00:00
Title: 2001/180/CE: Decisione della Commissione, del 16 maggio 2000, relativa al regime di aiuti al quale la Germania intende dare esecuzione in favore dei creatori d'impresa (Testo rilevante ai fini del SEE) [notificata con il numero C(2000) 1402]

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32001D0180

2001/180/CE: Decisione della Commissione, del 16 maggio 2000, relativa al regime di aiuti al quale la Germania intende dare esecuzione in favore dei creatori d'impresa (Testo rilevante ai fini del SEE) [notificata con il numero C(2000) 1402]  

Gazzetta ufficiale n. L 066 del 08/03/2001 pag. 0035 - 0038

Decisione della Commissionedel 16 maggio 2000relativa al regime di aiuti al quale la Germania intende dare esecuzione in favore dei creatori d'impresa[notificata con il numero C(2000) 1402](Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)(Testo rilevante ai fini del SEE)(2001/180/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni(1),considerando quanto segue:I. PROCEDIMENTO(1) Con lettera del 9 agosto 1996, registrata il 14 agosto 1996, la Germania ha notificato alla Commissione, conformemente all'articolo 88, paragrafo 3, del trattato CE, il progetto di articolo 7 g, paragrafo 7, della legge tedesca relativa alle imposte sul reddito ("Einkommensteuergesetz", in appresso "EStG") che prevede l'esenzione fiscale di una riserva costituita in previsione di investimenti futuri. Con lettera del 10 settembre 1996, la Commissione ha chiesto informazioni supplementari, che la Germania ha trasmesso con lettera del 10 marzo 1997. La Commissione ha chiesto successive informazioni in data 11 aprile 1997 e 8 agosto 1997 ed ha ricevuto le relative risposte il 24 giugno e l'11 settembre 1997. Le precisazioni chieste con lettera dell'11 novembre 1997 sono state discusse nel corso di una riunione tra i rappresentanti della Germania e i servizi della Commissione, tenutasi a Bonn il 16 gennaio 1998, e fornite dalle autorità tedesche con lettera datata 4 marzo 1998. Sulla base delle informazioni ottenute nella suddetta riunione, la Commissione ha quindi protocollato il caso come aiuto non notificato. Con lettera del 22 giugno 1998, le autorità tedesche hanno fornito un supplemento di informazioni relativamente all'entrata in vigore della misura e al trattamento applicato ai settori sensibili. Una diffusa documentazione al riguardo è pervenuta alla Commissione il 29 giugno e il 1o luglio 1998.(2) Con lettera del 17 agosto 1998 la Commissione ha informato la Germania della propria decisione di dichiarare tale aiuto compatibile con il mercato comune per la parte che rientra nel campo di applicazione della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato alle piccole e medie imprese(2) (in appresso "disciplina PMI") e di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE nei confronti degli altri aspetti del regime che riguardano i settori sensibili.(3) La decisione della Commissione di avviare il procedimento è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(3). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito all'aiuto di cui trattasi.(4) La Commissione non ha ricevuto osservazioni in merito da parte degli interessati.(5) Con lettera del 25 agosto 1998 la Germania ha chiesto alla Commissione di confermare l'esattezza di un elenco dei settori sensibili da trasmettere alle autorità finanziarie tedesche. Con lettera del 7 dicembre 1998 la Commissione ha dato seguito a tale richiesta. Con lettera del 17 gennaio 2000 la Germania ha trasmesso il testo della legge di revisione delle disposizioni fiscali ("Gesetzes zur Bereinigung von steuerlichen Vorschriften") del 22 dicembre 1999(4).II. DESCRIZIONE DELLA MISURA1. Descrizione dell'articolo 7 g, paragrafo 7, dell'EStG(6) La misura notificata mira a facilitare ai creatori d'impresa il finanziamento di investimenti futuri destinati a soddisfare il loro fabbisogno particolarmente elevato di investimenti.(7) Essa estende una misura già esistente, autorizzata dalla Commissione il 14 luglio 1993, che consente alle imprese, a determinate condizioni, di dedurre dal reddito imponibile una riserva costituita in previsione di investimenti futuri.(8) Questi investimenti devono riguardare nuovi beni strumentali mobili e devono essere realizzati prima della fine del secondo anno successivo alla costituzione della riserva. La riserva non può essere superiore al 50 % dell'importo investito ovvero a 300000 DEM (150000 EUR). Nell'anno di costituzione della riserva il reddito imponibile dell'impresa si trova quindi diminuito. Se la spesa di investimento è effettuata, la quota accantonata è reimputata al reddito imponibile e soggetta al consueto ammortamento accelerato. Se il progetto di investimento non è realizzato entro i due anni, la riserva è sciolta e reimputata al reddito imponibile, aumentata degli interessi maturati al tasso di mercato per i due anni.(9) L'articolo 7 g, paragrafo 7, dell'EStG estende per svariati aspetti tale possibilità ai creatori d'impresa ai sensi di detta disposizione:a) il periodo durante il quale la riserva può essere mantenuta passa da due a quattro anni;b) l'importo massimo della riserva è raddoppiato, passando a 600000 DEM (300000 EUR);c) se il progetto di investimento non è realizzato, non c'è più imputazione al reddito.2. Decisione della Commissione del 17 agosto 1998(10) Con decisione del 17 agosto 1998 la Commissione ha autorizzato il regime notificato per la parte che rientra nel campo di applicazione della disciplina PMI.(11) L'articolo 7 g, paragrafo 7, dell'EStG è concepito in maniera tale che solo piccole e medie imprese, ai sensi della definizione della disciplina, possono beneficiare di tale regime. La Germania aveva inoltre segnalato che il regime di cui all'articolo 7 g, paragrafo 7, dell'EStG è compatibile con la disciplina PMI relativamente all'oggetto dell'aiuto, alla sua intensità, ai costi ammissibili e alle disposizioni in materia di cumulo.(12) Per quanto riguarda la rimanente parte del programma che riguarda settori sensibili la Commissione ha deciso di avviare il procedimento di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE.(13) La Commissione nutriva seri dubbi in merito alla compatibilità dell'aiuto proposto con il mercato comune ai sensi dell'articolo 87, paragrafo 3, del trattato CE in quanto la misura non si limitava al campo di applicazione della disciplina PMI e si applicava anche in settori sensibili. Tali dubbi riguardavano il fatto che la procedura scelta dalla Germania potesse effettivamente garantire l'applicazione delle speciali disposizioni relative ai settori sensibili e quindi la compatibilità del regime con il mercato comune.(14) La Commissione ha sostanzialmente giustificato i propri dubbi come segue:In primo luogo la Commissione ha segnalato che a suo avviso la cosiddetta "Finanzamtslösung" comportava notevoli incertezze sotto il profilo giuridico che si sarebbero potuto evitare se il campo di applicazione della disposizione fosse stato limitato legalmente, e ciò nonostante le autorità tedesche sostenessero(5) che la "Finanzamtslösung" garantiva che tutte le amministrazioni fiscali tedesche ricevessero istruzione di conformarsi a dette disposizioni pur ammettendo che questa soluzione non poteva escludere imperfezioni nel trattamento di casi particolari.La Commissione ha inoltre sottolineato la limitata rilevanza di una dichiarazione d'impegno da parte degli Stati membri relativamente all'applicazione di leggi che conferiscono direttamente un diritto: è vero che nel settore degli aiuti di Stato la Commissione confida essenzialmente nelle dichiarazioni degli Stati membri, che assicurano di conformarsi agli obblighi loro incombenti ai sensi delle norme comunitarie in materia di aiuti, tuttavia, quando, come nella fattispecie, una legge concede direttamente al beneficiario un diritto ad un aiuto senza che lo Stato si riservi alcun potere discrezionale, la Commissione ritiene che le norme del diritto nazionale applicabili debbano essere modificate.La Commissione ha infine fatto presente che riconoscere il principio del primato del diritto comunitario, come fatto dalle autorità tedesche, non è suffciente a esonerare gli Stati membri dall'obbligo di elaborare le loro norme nazionali nel rispetto del diritto comunitario. Secondo la Commissione, infatti, non è certo che la prassi della "Finanzamtslösung" sia sostenibile dinanzi ad un tribunale tedesco. Un'impresa che inoltri un ricorso per ottenere la concessione dell'aiuto fiscale in uno dei settori sensibili esclusi ai sensi del diritto comunitario non sarebbe necessariamente destinata a perdere la causa. Se l'impresa si fonda sul diritto conferitole dalla legge, l'istruzione amministrativa di senso contrario potrebbe rivendicare il primato rispetto alla legge nazionale soltanto richiamandosi al recepimento di norme superiori di diritto comunitario, il che avrebbe come conseguenza l'esclusione dell'impresa dal godimento di un diritto conferito per legge. Appare tuttavia incerto che lo Stato possa sostenere in giudizio tale principio con successo allo scopo di derogare a leggi ordinarie attraverso istruzioni amministrative. Il principio del primato del diritto comunitario è inteso a permettere il richiamo diretto al diritto comunitario al fine di imporre l'applicazione delle norme comunitarie nonostante l'esistenza di una legislazione nazionale in contraddizione. Tuttavia, questo principio difficilmente può costituire una giustificazione perché lo Stato membro si sottragga all'obbligo di elaborare la legislazione nazionale in conformità al diritto comunitario. La procedura scelta dal governo tedesco presenta un elevato grado di incertezza del diritto. Per il beneficiario, la norma appare oscura e imprevedibile.(15) Contrariamente alla Germania la Commissione ha dunque ritenuto che una disposizione legislativa più restrittiva in relazione ai diritti, che escluda cioè espressamente i settori sensibili, permetterebbe di raggiungere un grado di certezza del diritto più elevato di quello garantito dalla "Finanzamtslösung".III. OSSERVAZIONI DELLA GERMANIA(16) Con lettera del 25 agosto 1998 la Germania ha chiesto alla Commissione di confermare l'esattezza di un elenco dei settori sensibili da inviare alle autorità finanziarie tedesche. Con lettera del 7 dicembre 1998 la Commissione ha soddisfatto tale richiesta. La Germania ha successivamente trasmesso tale lettera alle più alte autorità finanziarie dei Länder comunicando l'elenco dei settori sensibili e informandoli che "saranno evase solo le richieste di costituzione di riserve ai sensi dell'articolo 7 g, paragrafo 7, dell'EStG che non riguardano i settori sensibili".(17) Con lettera del 17 gennaio 2000 la Germania ha trasmesso il testo della legge di revisione delle disposizioni fiscali ("Gesetz zur Bereinigung von steuerlichen Vorschriften") del 22 dicembre 1999(6). L'articolo 1, punto 6, aggiunge all'articolo 7 g dell'EStG il paragrafo 8 che recita:"8. Il paragrafo 7 è applicabile solo nella misura in cui nei settori sensibili non è esclusa l'ammissibilità all'aiuto. Vengono considerati settori sensibili:1) industria siderurgica (decisione n. 2496/96/CECA della Commissione, del 18 dicembre 1996, recante norme comunitarie per gli aiuti a favore della siderurgia, GU L 338 del 28.12.1996, pag. 42 e inquadramento di alcuni settori siderurgici fuori CECA, del 1o dicembre 1988, GU C 320 del 13.12.1988, pag. 3);2) costruzione navale [direttiva 90/684/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1990, concernente gli aiuti alla costruzione navale, GU L 380 del 31.12.1990, pag. 27 e regolamento (CE) n. 1540/98 del Consiglio, del 29 giugno 1998, relativo agli aiuti alla costruzione navale GU L 202 del 18.7.1998, pag. 1];3) industria automobilistica (disciplina comunitaria degli aiuti di Stato all'industria automobilistica, GU C 279 del 15.9.1997, pag. 1);4) industria delle fibre sintetiche (disciplina degli aiuti all'industria delle fibre sintetiche, GU C 94 del 30.3.1996, pag. 11 e GU C 24 del 29.1.1999, pag. 18);5) settore agricolo (trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli) [orientamenti per gli aiuti di Stato relativi agli investimenti nel settore della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli, GU C 29 del 2.2.1996, pag. 4, decisione 94/173/CE della Commissione, del 22 marzo 1994, che fissa i criteri di scelta relativamente agli investimenti destinati a migliorare le condizioni di trasformazione e di commercializzazione dei prodotti agricoli e silvicoli, e che abroga la decisione 90/342/CEE, GU L 79 del 23.3.1994, pag. 29 e regolamento (CE) n. 950/97 del Consiglio, del 20 maggio 1997, relativo al miglioramento dell'efficienza delle strutture agricole GU L 142 del 2.6.1997, pag. 1];6) pesca e acquacoltura (linee direttrici per l'esame degli aiuti nazionali nel settore della pesca e dell'acquacoltura, GU C 100 del 27.3.1997, pag. 12);7) settore dei trasporti [regolamento (CEE) n. 1107/70 del Consiglio, del 4 giugno 1970, relativo agli aiuti accordati nel settore dei trasporti per ferrovia, su strada e per via navigabile, GU L 130 del 15.6.1970, pag. 1, modificato dal regolamento (CE) n. 543/97 del Consiglio, GU L 84 del 26.3.1997, pag. 6, orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi, GU C 205 del 5.7.1997, pag. 5 e applicazione degli articoli 92 e 93 del trattato CE e dell'articolo 61 dell'accordo SEE agli aiuti di Stato nel settore dell'aviazione, GU C 350 del 10.12.1994, pag. 5] e8) industria carboniera (decisione n. 3632/93/CECA della Commissione, del 28 dicembre 1993, relativa al regime comunitario degli interventi degli Stati membri a favore dell'industria carboniera, GU L 329 del 30.12.1993, pag. 12).La portata dell'ammissibilità all'aiuto è definita dalle disposizioni legislative citate nella seconda frase."(18) Questo regime è entrato in vigore il 1o gennaio 2000.IV. VALUTAZIONE DELLA COMMISSIONE(19) La Commissione ha esaminato il regime di cui all'articolo 7, paragrafo 8, dell'EStG ed ha concluso che l'elenco dei settori sensibili corrisponde alla lettera della Commissione ed è corretto.(20) Per quanto riguarda il settore agricolo la Commissione desidera segnalare alla Germania che i documenti citati sono stati sostituiti a partire dal 1o gennaio 2000 dal regolamento (CE) n. 1527/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, sul sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo di orientamento e di garanzia (FEAOG) che modifica ed abroga taluni regolamenti(7) e dagli orientamenti comunitari per gli aiuti di stato nel settore agricolo(8).(21) Con l'entrata in vigore della disposizione legislativa sopra indicata sono venuti meno i dubbi nutriti dalla Commissione in merito alla compatibilità della misura, dubbi che l'avevano indotta ad adottare la decisione del 17 agosto 1998 di avviare il procedimento formale d'indagine relativamente alle misure di aiuto che riguardavano i settori sensibili. Le imprese interessate possono infatti esse stesse dedurre dalla legge se hanno diritto o meno, conformemente al diritto comunitario, a beneficiare del vantaggio fiscale di cui all'articolo 7 g, paragrafo 7. In questo modo vengono meno le preoccupazioni della Commissione sulla scarsa certezza del diritto relativamente alla "Finanzamtslösung" sopra descritta.(22) Ciò vale per il periodo successivo al 1o gennaio 2000, data di entrata in vigore dell'articolo 7 g, paragrafo 8, dell'EStG. Nel periodo intercorso tra l'entrata in vigore del regime di cui all'articolo 7 g, paragrafo 7, dell'EStG e l'entrata in vigore dell'articolo 7 g, paragrafo 8, dell'EStG che lo integra, non è stata adottata nessun'altra decisione al riguardo. La Commissione aveva deciso di registrare il caso come aiuto non notificato ritenendo che, siccome la misura costituisce una legge fiscale direttamente applicabile, la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale tedesca ("Bundesgesetzblatt") senza alcuna riserva rappresentasse una violazione degli obblighi che incombono allo Stato membro ai sensi dell'articolo 88 del trattato CE(9). La Commissione non dispone di elementi per ritenere che nel periodo intercorso tra l'entrata in vigore del regime di cui all'articolo 7 g, paragrafo 7, dell'EStG e l'entrata in vigore dell'articolo 7 g, paragrafo 8, dell'EStG che lo integra imprese attive nei cosiddetti settori sensibili abbiano elettivamente beneficiato dell'esenzione delle riserve costituite in previsione di investimenti futuri. Per tale periodo di tempo non si pone dunque la questione della valutazione di aiuti erogati illegalmente ai sensi dell'articolo 7 g, paragrafo 7 e della loro eventuale restituzione.V. CONCLUSIONE(23) La Repubblica federale di Germania ha inserito nella legge relativa alle imposte sul reddito ("Einkommensteuergesetz") l'articolo 7 g, paragrafo 8, e ha escluso quindi legalmente dal campo di applicazione del regime di aiuti di cui all'articolo 7 g, paragrafo 7, i settori sensibili. Vengono pertanto meno le preoccupazioni che avevano indotto la Commissione ad avviare il procedimento formale d'indagine nei confronti dell'esenzione fiscale delle riserve di cui all'articolo 7 g, paragrafo 7, dell'EStG a favore dei creatori d'impresa. Il procedimento formale d'indagine deve essere quindi archiviato,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Il procedimento C 56/98 relativo al regime di aiuto a favore dei creatori d'impresa di cui all'articolo 7 g, paragrafo 7, della "Einkommensteuergesetz" tedesca è archiviato.Articolo 2La Repubblica federale di Germania è destinataria della presente decisione.Fatto a Bruxelles, il 16 maggio 2000.Per la CommissioneMario MontiMembro della Commissione(1) GU C 334 del 31.10.1998, pag. 6.(2) GU C 213 del 23.7.1996, pag. 4.(3) Cfr. nota 1.(4) Gazzetta ufficiale della Repubblica federale di Germania, parte I, del 29 dicembre 1999, pag. 2601.(5) Dichiarazioni della Germania sull'applicazione della disposizione ai settori sensibili; cfr. nota 1, punto 2.6.(6) Cfr. nota 4.(7) GU L 160 del 26.6.1999, pag. 80.(8) GU C 28 dell'1.2.2000, pag. 2.(9) Cfr. nota 4, punti 2.7 e 3.