CELEX: 62021CN0450
Language: it
Date: 2021-07-20 00:00:00
Title: Causa C-450/21: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale ordinario di Vercelli (Italia) il 20 luglio 2021 — UC / Ministero dell'istruzione

18.10.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 422/6
            
         
      Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunale ordinario di Vercelli (Italia) il 20 luglio 2021 — UC / Ministero dell'istruzione
      (Causa C-450/21)
      (2021/C 422/09)
      Lingua processuale: l'italiano
      
         Giudice del rinvio
      
      Tribunale ordinario di Vercelli
      
         Parti nella causa principale
      
      
         Ricorrente: UC
      
         Resistente: Ministero dell'istruzione
      
         Questioni pregiudiziali
      
      
                  1)
               
               
                  Se la clausola 4, n. 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che compare all’allegato alla direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999 (1), deve essere interpretata nel senso che osta ad una normativa nazionale, come quella contenuta dall’articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015, che esclude espressamente il riconoscimento e il pagamento di una determinata retribuzione aggiuntiva di 500 euro a favore del personale docente del Ministero dell’istruzione assunto a tempo determinato, in quanto tale retribuzione aggiuntiva costituirebbe una retribuzione per la formazione e aggiornamento del solo personale assunto con un contratto a tempo indeterminato;
               
            
                  2)
               
               
                  se una retribuzione integrativa di 500 euro annui, come quella di cui all’articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015 [e all’articolo] 2 del decreto legge n. 22/2020 (c.d. «Carta elettronica del docente»), destinata all’acquisto di beni e servizi formativi, finalizzati allo sviluppo delle competenze professionali e all’acquisto dei servizi di connettività, debba essere considerata inclusa nelle condizioni di impiego menzionate alla clausola 4, paragrafo 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato;
               
            
                  3)
               
               
                  qualora si ritenga che tale indennità non rientri nelle suddette condizioni di impiego, se la clausola 6 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, in combinato disposto con l’articolo 150 [TCE], l’articolo 14 della Carta dei diritti fondamentali dell’[U]nione Europ[e]a e l’articolo 10 della Carta Sociale Europea, deve essere interpretata nel senso che osta ad una normativa nazionale, come quella contenuta dall’articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015, che riserva ai soli lavoratori con un contratto o un rapporto di lavoro a tempo indeterminato la possibilità di accedere al finanziamento della formazione, nonostante si trovino in una situazione comparabile a quella dei docenti a tempo determinato;
               
            
                  4)
               
               
                  se nell’ambito di applicazione della direttiva 1999/70, i prìncipi generali del vigente diritto [dell’Unione europea] di uguaglianza, parità di trattamento e di non discriminazione in materia di impiego, consacrati negli articoli 20 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nelle Direttive 2000/43 (2) e 2000/78 (3) e nella clausola 4 dell’accordo sul lavoro a tempo determinato, debbano essere interpretati nel senso che ostano ad una norma come quella contenuta nell’articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015, che consente di trattare in modo meno favorevole e di discriminare nelle condizioni di impiego e nell’accesso alla formazione, per il solo fatto che hanno un rapporto a tempo determinato, i docenti che si trovano in una situazione comparabile ai docenti a tempo indeterminato, per quanto riguarda il tipo di lavoro e le condizioni di impiego, avendo svolto le stesse mansioni ed essendo in possesso delle medesime competenze disciplinari, pedagogiche, metodologiche — didattiche, organizzativo-relazionali e di ricerca, conseguite attraverso il maturare dell’esperienza didattica riconosciuta dalla stessa normativa interna come equipollente;
               
            
                  5)
               
               
                  se la clausola 6 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, letto alla luce e nel rispetto dei principi generali del vigente diritto [dell’Unione europea] di uguaglianza, parità di trattamento e di non discriminazione in materia di impiego e dei diritti fondamentali consacrati negli articoli 14, 20 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea deve essere interpretata nel senso che osta ad una normativa nazionale, come quella contenuta dall’articolo 1, comma 121, della legge n. 107/2015, che riserva ai soli lavoratori con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato la possibilità di accedere alla formazione.
               
            
         (1)  Direttiva 1999/70/CE del Consiglio del 28 giugno 1999 relativa all'accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato (GU 1999, L 175, pag. 43).
      
         (2)  Direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica (GU 2000, L 180, pag. 22).
      
         (3)  Direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (GU 2000, L 303, pag. 16).