CELEX: 31994D0987
Language: it
Date: 1994-12-21 00:00:00
Title: 94/987/CE: Decisione della Commissione, del 21 dicembre 1994, relativa ad un procedimento in forza dell'articolo 85 del trattato CE (IV/32.948 - IV/34.590: Tretorn ed altri) (I testi in lingua inglese, francese, tedesca, italiana e olandese sono i soli facenti fede) (Testo rilevante ai fini del SEE)

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94/987/CE: Decisione della Commissione, del 21 dicembre 1994, relativa ad un procedimento in forza dell'articolo 85 del trattato CE (IV/32.948 - IV/34.590: Tretorn ed altri) (I testi in lingua inglese, francese, tedesca, italiana e olandese sono i soli facenti fede) (Testo rilevante ai fini del SEE)  

Gazzetta ufficiale n. L 378 del 31/12/1994 pag. 0045 - 0053

DECISIONE DELLA COMMISSIONEdel 21 dicembre  1994relativa ad un procedimento in forza dell'articolo 85 del trattato CE(IV/32.948 - IV/34.590:  Tretorn ed altri)(I testi in lingua danese, tedesca, inglese, francese, italiana e olandese sono i  soli facenti fede)(Testo rilevante ai fini del SEE)(94/987/CE)LA COMMISSIONE  DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto il regolamento n. 17 del Consiglio, del 6 febbraio 1962, primo regolamento d'applicazione  degli articoli 85 e 86 del trattato (1), modificato da ultimo dall'atto di adesione della Spagna e  del Portogallo, in particolare l'articolo 3 e l'articolo 15, paragrafo 2, vista la decisione della Commissione, del 14 maggio 1993, di avviare il procedimento, dopo aver dato alle imprese interessate la possibilità di manifestare il proprio punto di vista  relativamente agli addebiti sollevati dalla Commissione, conformemente all'articolo 19, paragrafo 1  del regolamento n. 17 e al regolamento n. 99/63/CEE della Commissione, del 25 luglio 1963, relativo  alle audizioni previste all'articolo 19, paragrafi 1 e 2 del regolamento n. 17 del Consiglio (2), sentito il comitato consultivo in materia d'intese e posizioni dominanti, considerando quanto segue: A. I FATTI I. LE PARTI (1) La Tretorn AB è una società industriale svedese. Essa opera nella CE  sul mercato delle palle da tennis tramite la sua consociata irlandese Tretorn Sport Ltd. Nel 1991  il fatturato della Tretorn AB ammontava a circa 16,5 Mio di ECU. (2) La Tretorn Sport Ltd, denominata in appresso «Tretorn», è un'impresa controllata dalla Tretorn  AB che produce palle da tennis. Nel 1992 il fatturato della Tretorn ammontava a circa [. . .] (3)  ECU. (3) La Formula Sport International Ltd, denominata in appresso «Formula», è stata fino al 1989 il  distributore esclusivo della Tretorn nel Regno Unito. (4) La Fabra SpA, denominata in appresso «Fabra», era il distributore esclusivo della Tretorn in  Italia fino al primo trimestre 1993. (5) La Tenimport SA, denominata in appresso «Tenimport», era il distributore esclusivo della  Tretorn in Belgio. (6) La Zuercher AG, denominata in appresso «Zuercher», è il distributore esclusivo della Tretorn in  Svizzera. (7) La Van Megen Tennis BV, denominata in appresso «Van Megen», è il distributore esclusivo della  Tretorn nei Paesi Bassi. II. IL MERCATO DELLE PALLE DA TENNIS (8) Questo mercato presenta una struttura oligopolistica:  quattro produttori detengono una quota preponderante (l'80 % circa) del mercato comunitario delle  palle da tennis di prima qualità: - Dunlop Slazenger International: 39 %(Dunlop 28 %, Slazenger 11 %), - Dunlop France: 19 %, - Penn: 16 %, - Tretorn: 11 %Queste percentuali corrispondono a stime della Dunlop Slazenger International e si  riferiscono al 1986 (vedi decisione 92/261/CEE della Commissione) (4). La Commissione non ha nessun  motivo per ritenere che un cambiamento significativo sia intervenuto nel frattempo. La Tretorn  orienta le proprie vendite soprattutto verso il mercato europeo. (9) I produttori ritengono che non vi siano seri ostacoli di natura tecnologica all'accesso al  mercato. Gli ostacoli esistenti sono piuttosto di carattere economico e riguardano i volumi  produttivi necessari per garantire la redditività e la presenza sul mercato di un numero ridotto di  solide imprese, con un notevole grado di fedeltà alla marca, grazie anche al patrocinio di  importanti manifestazioni sportive e alla pratica delle associazioni nazionali di attribuire ai  prodotti di determinate marche la qualifica di «palla da tennis ufficiale». (10) Sebbene le diverse «palle da tennis di prima qualità» siano perfettamente fungibili, la  fedeltà alla marca fa sì che il livello di sostituzione risulti molto inferiore al previsto.  Inoltre, l'elasticità della domanda rispetto al prezzo è scarsa. III. IL SISTEMA DISTRIBUTIVO TRETORN (11) La Tretorn AB si avvale delle proprie controllate per  provvedere alla distribuzione in Germania ed in Danimarca; negli altri Stati membri la Tretorn AB o  le sue controllate hanno organizzato una rete di distributori esclusivi. IV. FONDAMENTO DEGLI ADDEBITI (12) Sulla base delle informazioni disponibili, la Commissione ha  effettuato indagini negli uffici di diverse società produttrici di palle da tennis, tra cui quelli  della Tretorn. Da tali indagini sono emersi documenti e corripondenza comprovanti che la Tretorn ha  ostacolato attivamente le importazioni parallele dei suoi prodotti nella Comunità. V. DIVIETO GENERALE DI ESPORTARE ED OSTACOLI FRAPPOSTI DALLA TRETORN ALLE IMPORTAZIONI PARALLELE  (13) A decorrere almeno dal 1987, la Tretorn ha introdotto, di concerto con i suoi distributori  esclusivi all'interno e all'esterno della Comunità, un divieto all'esportazione nel suo sistema di  distribuzione esclusivo ed ha predisposto una serie di meccanismi intesi a dare attuazione ed a  rafforzare tale divieto. (14) Tali meccanismi consistono in relazioni ed indagini sistematiche sui casi di importazione  parallela; la marcatura di prodotti per identificare l'origine delle importazioni parallele; la  sospensione delle forniture a specifici mercati per prevenire reali o potenziali importazioni  parallele. (15) Sul piano generale, l'intento della Tretorn di attuare tutti i provvedimenti di cui sopra è  provato da un telefax inviato dalla Tretorn AB alla Zuercher, suo distributore svizzero, il 6 giugno  1989, in cui la Tretorn AB afferma: «. . . la nostra politica è quella di proteggere ciascuno dei nostri distributori dalle  importazioni provenienti dal mercato grigio. Per ridurre al minimo questi scambi sul mercato grigio  noi abbiamo anche . . . attuato diversi controlli, ideato nuovi imballaggi, rifiutato diversi  ordinativi, ecc. . . . siamo sempre disposti ad ascoltare nuove idee e proposte circa possibili metodi per porre un  freno a questi scambi.» 1. Divieto d'esportazione (16) Da vari documenti risulta l'esistenza di un accordo o di una  pratica concordata tra la Tretorn ed il suo distributore britannico, per impedire  l'approvigionamento di rivenditori che avrebbero potuto alimentare le esportazioni parallele. (17) In un telescritto datato 13 febbraio 1987, inviato a Formula, la Tretorn l'ha espressamente  diffidata dal rifornire la Newitt Ltd (in appresso «Newitt») di York. La Tretorn informava inoltre  la Formula che la Dunlop Slazenger International Ltd (in appresso «DSI») aveva già cessato di  approvvigionare la Newitt ed aveva ridotto le proprie forniture alla JJB (un altro potenziale  esportatore parallelo di dimensioni più modeste). (18) La Newitt e la JJB erano state nuovamente evocate in una riunione tra la Tretorn, e la  Formula, svoltasi a Wellebourne il 18 febbraio 1987, in cui la Tretorn dichiarava che le relazioni  tra la Formula e la Tretorn sarebbero state compromesse se le palle fornite alla Formula fossero  apparse in altri mercati europei in seguito ad importazioni parallele. La Formula assicurava che  non avrebbe rifornito nessun cliente che intendesse esportare. (19) Con un telefax del 17 aprile 1987 la Tretorn informava la Formula che in certi punti di  vendita al dettaglio svizzeri erano apparse palle a basso prezzo provenienti da esportazioni  parallele. Dai codici di data risultava che esse erano state fornite tutte alla Formula. Con  lettera del 6 maggio 1987 la Formula assicurava la Tretorn che le forniture tramite la Newitt non  avrebbero più costituito un problema. (20) Il fatto che il divieto generale di esportazione era frutto di un accordo tra la Tretorn ed il  suo distributore e non di un'azione unilaterale della Tretorn è provato in parte dalla seguente  corrispondenza: lettera del 7 novembre 1986 inviata dalla Formula alla Newitt, telex del 20 gennaio  1987 inviato dalla Formula alla Newitt, lettere del 6 e dell'11 maggio 1987 inviate dalla Formula  alla Tretorn. Con lettera del 7 novembre 1986 la Formula informava la Newitt che la sua «preoccupazione immediata  è quella di riuscire ad affermarsi sul mercato britannico e non quella di promuovere attivamente le  vendite destinate ai mercati esteri, poiché indubbiamente ciò potrebbe intralciare la rete già  esistente della Tretorn». Con il telescritto del 20 gennaio 1987 la Formula informava la Newitt che il suo accordo di  distribuzione con la Tretorn AB vietava le esportazioni in «determinati paesi europei» e suggeriva  alla Newitt di «fornire chiarimenti circa ogni vendita potenzialmente destinata all'esportazione»,  in tali casi la Formula avrebbe provveduto «all'occorrenza, ad inviare direttamente i beni nei  paesi che non danno luogo a conflitti d'interesse con la rete di distribuzione organizzata dalla  Tretorn.» Nella lettera inviata alla Tretorn l'11 maggio 1987 la Formula dichiarava che un ordine della  Newitt era stato accettato a condizione che le palle potessero esser rivendute unicamente sul  mercato britannico. La fattura della Formula recava la dicitura «Destinate alla rivendita  unicamente nel territorio del Regno Unito». Nella stessa lettera la Formula s'impegnava a cessare  di rifornire la Newitt. (21) Anche dopo aver ricevuto queste assicurazioni dalla Formula, che dimostrano chiaramente la sua  partecipazione all'accordo relativo al divieto di esportazione, la Tretorn non aveva la certezza  che la Formula non avrebbe più rifornito la Newitt e provvedeva pertanto a sostituire il  distributore per il Regno Unito (nota interna della Tretorn dell'11 maggio 1987). 2. Relazione ed indagini sulle importazioni parallele (22) La Tretorn stessa o la sua rete di  distribuzione segnalavano i nomi dei responsabili ogniqualvolta risultava provata un'importazione  parallela. (23) Si rinvia rispettivamente ai telefax del 6 giugno 1989 e del 17 aprile 1987, citati ai  precedenti considerandi 15 e 19. (24) Nel luglio 1987 la Van Megen informava la Tretorn che le palle Tretorn «stavano ricomparendo»  nei Paesi Bassi. La Tretorn chiedeva alla Van Megen di trasmetterle il numero di codice, per  consentirle di scoprire «il paese di provenienza dell'invio» (telefax inviato dalla Tretorn alla  Tretorn AB in data 16 luglio 1987). (25) In una nota interna della Tretorn, datata 20 giugno 1988, si affermava che la Van Megen doveva  far fronte ad importazioni parallele provenienti da due fonti differenti, per le quali sperava di  avere i codici di data. (26) Con un telefax datato 15 novembre 1988 la Fabra informava la Tretorn di avere individuato un  importatore parallelo in Italia; la Fabra aveva effettivamente ottenuto una fattura da un cliente  il quale aveva acquistato uno scatolone di palle da detto importatore parallelo e chiedeva alla  Tretorn il suo parere. La Tretorn rispondeva con un telefax datato 21 novembre 1988, nel quale si  richiedevano informazioni circa il tipo di imballaggio e la fornitura iniziale, che la Fabra  forniva con telescritto datato 24 novembre 1988. (27) Con un telex datato 5 dicembre 1988 la Fabra forniva alla Tretorn il nome di un altro  importatore parallelo italiano. (28) In un telefax datato 10 gennaio 1989 la controllata tedesca della Tretorn riferiva che un  «esportatore tedesco» aveva cercato di acquistare le palle Tretorn. Di fronte al rifiuto di vendita  della controllata l'esportatore aveva manifestato l'intenzione di acquistare palle Tretorn  direttamente negli Stati Uniti d'America. La Tretorn tedesca ne informava pertanto la Tretorn AB,  chiedendole di trasmettere l'informazione alla Tretorn negli Stati Uniti d'America, per impedire  qualsiasi vendita a tale presunto esportatore parallelo. (29) In una riunione tenutasi il 22 febbraio 1989 tra la Fabra e la Tretorn, come risulta dal  verbale, la Fabra si dichiarava preoccupata per l'annullamento di ordini provocati dalle  importazioni parallele. In tale circostanza veniva deciso che la Fabra avrebbe informato  immediatamente la Tretorn di qualsiasi peggioramento della situazione. (30) Con un telefax datato 27 febbraio 1989 la Tenimport informava la Tretorn dell'esistenza di  esportazioni parallele di palle destinate all'Italia attraverso il Belgio e manifestava la propria  preoccupazione per i prezzi notevolmente più bassi offerti dalla Tretorn agli altri distributori. (31) In seguito al telefax della Tenimport datato 27 febbraio 1989 la Tretorn domandava alla Fabra  (con un telex datato 28 febbraio 1989) informazioni relative all'importatore parallelo. Nel telex  si affermava che la Tretorn stava controllando attivamente la situazione per garantire che  l'operatore in questione non ricevesse alcuna importazione parallela. Con un telefax inviato dalla  Fabra alla Tretorn lo stesso giorno la Fabra rispondeva di non essere stata in grado di  rintracciare l'importatore parallelo e domandava pertanto maggiori informazioni. (32) In un telefax datato 21 marzo 1989 la Fabra identificava il cosiddetto «parallelo» in Francia,  fornendone anche l'indirizzo, e domandava un'indagine. (33) Dal verbale di una riunione tenutasi il 5 aprile 1989 risulta che la Tretorn si era accordata  con la Fabra per spartire i costi di un'indagine che consentisse di stabilire quale dei suoi  clienti francesi stesse esportando in Italia, essendo «entrambe le parti interessate» alla cosa. (34) In un telefax datato 6 giugno 1989 la Tretorn AB si lamentava con la Tretorn tedesca che palle  destinate all'esercito statunitense in Germania fossero finite in Svizzera, provocando «seri  problemi» alla Tretorn ed al suo distributore svizzero. Nell'informare la Tretorn tedesca che la  Tretorn AB annullava il proprio contributo alla commercializzazione di queste palle, quest'ultima  chiedeva d'indagare per stabilire «come ciò fosse potuto succedere» e di decidere quali  provvedimenti si dovessero prendere. 3. Marcatura dei prodotti (35) Dalla prove in possesso della Commissione risulta chiaramente che  la Tretorn marcava le proprie palle da tennis con codici di data tali da consentire d'identificare  l'origine delle importazioni parallele. Nella corrispondenza della Tretorn si riscontrano numerosi  riferimenti a questi codici ed al loro impiego. La Tretorn, inoltre, riconosce di aver utilizzato  imballaggi diversi allo scopo di rendere meno allettanti le esportazioni parallele. (36) Con una lettera datata 13 aprile 1987 la Zuercher informava la Tretorn dell'esistenza  d'importazioni parallele in Svizzera e forniva specifici codici di data, richiedendo l'intervento  della Tretorn. (37) In un telefax inviato alla Formula in data 17 aprile 1987 la Tretorn rilevava che i codici di  data riportati sulle palle importate parallelamente in Svizzera indicavano la loro provenienza da  una fornitura fatta alla Formula. (38) Con un telefax datato 15 maggio 1987 la Tretorn informava la Formula che i codici di data  dimostravano chiaramente che le palle fornite alla Formula finivano in Svizzera nell'ambito di  importazioni parallele e concludeva che la Formula era colpevole di aver venduto alla Newitt. (39) Dal verbale di una riunione tra la Tretorn e la Fabra, tenutasi il 6 ottobre 1988, risulta che  la Tretorn era d'accordo per preparare un autoadesivo da apporre sugli imballaggi contenenti le  palle per indicare che la Fabra era il distributore della Tretorn. Nel verbale si afferma parimenti  che questo dispositivo avrebbe consentito ai venditori della Fabra d'individuare le importazioni  parallele presso i rivenditori. (40) In una lettera datata 17 marzo 1989 la Fabra forniva alla Tretorn precisazioni circa i codici  riportati sugli imballaggi di palle vendute da importatori paralleli, con la chiara intenzione che  questi dati servissero ad individuare l'origine delle palle da tennis. (41) In un comunicato interno della Tretorn datato 17 aprile 1989 si dichiara che il colore  dell'imballaggio Tretorn destinato al mercato americano era stato cambiato per differenziare tali  imballaggi da quelli delle palle destinate al mercato europeo. Tretorn, tuttavia, non crede che ciò  possa «porre rimedio al problema» delle riesportazioni delle palle dagli Stati Uniti d'America  verso l'Europa, acuitosi in «misura mai verificatasi prima, nonostante tutti gli sforzi fatti dai  nostri colleghi statunitensi per controllare/bloccare tali riesportazioni». (42) Nel telefax del 6 giugno 1989, già citato al considerando 15, si fa riferimento alla  progettazione di nuovi imballaggi come provvedimento per impedire le importazioni parallele. (43) Analogamente, in una rassegna di mercato non datata (presumibilmente risalente all'inizio del  1988), la Tretorn dichiarava che uno dei suoi tipi di palle da tennis sarebbe stato venduto in tubi  in Italia allo scopo di combattere le importazioni parallele provenienti dalla Francia. In un memorandum interno datato 23 agosto 1988 la Tretorn suggeriva anche di esaminare la  possibilità di cambiare i nomi delle palle esportate negli Stati Uniti per renderne più difficile  la riesportazione in Europa, «anche se, a giudicare dall'esperienza fatta in Svizzera, ciò non  garantisce una soluzione del problema». 4. Sospensione delle forniture per impedire le importazioni parallele (44) Dalle dichiarazioni  della Tretorn contenute nel telefax del 6 giugno 1989 già menzionato al considerando 15 risulta  chiaro che la Tretorn o i suoi distributori hanno sospeso le forniture a vari mercati per impedire  le importazioni parallele. (45) Si rimanda alle lettere del 6 e dell'11 maggio 1987, menzionate ai considerandi 19 e 20,  nonché al telefax del 10 gennaio 1989 già menzionato al considerando 28. (46) In un comunicato interno della Tretorn datato 23 agosto 1988 si raccomandava la sospensione  delle forniture al mercato statunitense a causa dell'impossibilità per la Tretorn statunitense  d'impedire le riesportazioni e della conseguente comparsa di palle inviate negli USA sul mercato  olandese e su quello svizzero a seguito d'importazioni parallele. Il prezzo di queste palle  statunitensi risultava pari alla metà di quello delle palle commercializzate in Svizzera dalla  Zuercher, distributore della Tretorn. (47) In un comunicato interno del 2 novembre 1988 la Tretorn statunitense dichiarava che avrebbe  fatto il possibile per impedire le esportazioni parallele dagli Stati Uniti. Essa informava la  Tretorn di aver bloccato un invio a San Diego la settimana precedente. (48) Nello stesso comunicato del 2 novembre 1988 la Tretorn dichiarava che era stata presa la  decisione di sospendere le forniture al mercato statunitense qualora nella primavera del 1989 le  importazioni parallele dessero origine a «seri problemi». (49) In un telefax datato 6 febbraio 1989, inviato dalla Tretorn alla Fabra, che riporta il verbale  di un incontro tra le due parti, si afferma che la Fabra ha incontrato alcuni problemi a causa di  «importazioni grigie» provenienti dalla Francia e che la Tretorn farà tutto il possibile per  arrestare tali importazioni. Il comunicato inviato dalla Tretorn alla Fabra, datato 22 febbraio  1989, evidenzia che le forniture alla Francia sono state effettivamente sospese per i mesi di  febbraio e marzo 1989, mentre si conducevano indagini sulle importazioni parallele. La Tretorn  affermava in tale occasione che questa sospensione garantiva che non ci sarebbero più state  importazioni parallele. (50) In un comunicato interno datato 17 aprile 1989 la Tretorn suggeriva di sospendere  immediatamente le forniture a tutte le società di vendita per corrispondenza e a determinate grandi  catene di negozi statunitensi per cercare di impedire le importazioni parallele in Europa. B. VALUTAZIONE GIURIDICA I. ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 (51) Il divieto generale di esportazione e  gli ostacoli sopra descritti posti dalla Tretorn (1) alle importazioni parallele dei propri  prodotti non vanno considerati il risultato di un'iniziativa unilaterale della Tretorn, quanto  piuttosto una parte integrante, seppur non scritta, dei suoi accordi di distribuzione o di vendita  ovvero il risultato di un'azione concertata della Tretorn e dei suoi distributori. L'oggetto e l'effetto diretto del divieto generale di esportazione e di questi ostacoli era quello  di restringere la concorrenza, influenzare i flussi commerciali tra gli Stati membri e suddividere  il mercato comune. Ciò costituisce di fatto un ostacolo al conseguimento di un obiettivo  fondamentale del trattato e cioè l'integrazione del mercato comune, ed inoltre consente alla  Tretorn ed ai suoi distributori di praticare una politica di prezzi differenziati. A. Accordi e pratiche concordate: restrizioni della concorrenza 1. Divieto generale di esportare  (considerando 15 e considerandi da 16 a 21). (52) Il telefax datato 6 giugno 1989 inviato dalla  Tretorn alla Zuercher e la corrispondenza tra la Tretorn e la Formula dimostrano che la Tretorn, di  concerto con il suo distributore esclusivo nel Regno Unito, ha instaurato un sistema di  distribuzione che assicura una protezione territoriale totale e quindi è inteso ad impedire  qualsiasi flusso di scambio parallelo. Ciò dimostra: - che gli accordi di distribuzione in esclusiva della Tretorn contengono una clausola non scritta  con la quale la Tretorn s'impegna a dare ai suoi distributori una protezione territoriale  assoluta; - che gli accordi di vendita tra la Tretorn ed i suoi rivenditori e distributori contengono una  condizione di vendita non scritta che proibisce loro di esportare i prodotti Tretorn e di fornirli  a qualsiasi società che verosimilmente intenda esportarli. (53) Nel telefax del 6 giugno 1989 si dichiara che l'accordo o la pratica concertata sono intesi «a  proteggere ciascuno dei distributori dalle importazioni». Come si è già visto vi è un distributore  esclusivo Tretorn per tutti gli Stati membri, ad eccezione della Germania e della Danimarca, paesi  nei quali la Tretorn utilizza le proprie controllate in funzione di distributori. (54) La determinazione della Tretorn di attuare questo accordo o pratica concordata è dimostrata  dai verbali di una riunione tra la Tretorn e la Formula Sport, tenutasi il 18 febbraio 1987 (vedi  considerando 18). (55) È indubbio che l'accordo o pratica concordata erano attuati non soltanto dalla Tretorn, ma  anche in particolare dal suo distributore britannico (vedi considerando 20). (56) Gli accordi o le pratiche concordate tra la Tretorn ed i suoi distributori in esclusiva per  impedire le importazioni ed esportazioni parallele e per controllare il rispetto del divieto sono  specificamente vietati dall'articolo 85, paragrafo 1. 2. Relazioni ed indagini sulle importazioni parallele (considerando 15 e considerandi da 22 a 34)  (57) La politica della Tretorn d'impedire le importazioni parallele veniva attuata anche dai suoi  distributori i quali riferivano alla Tretorn i casi d'importazioni parallele. (58) Questo sistema di relazioni ed indagini volte ad identificare gli importatori paralleli e ad  impedire che essi vengano riforniti, ha chiaramente alla fonte un accordo o una pratica concordata  tra la Tretorn ed i suoi distributori e rafforza il divieto di esportazioni parallele di violazione  dell'articolo 85, paragrafo 1. 3. Marcatura dei prodotti (considerando 15 e considerandi da 35 a 43) (59) La marcatura dei  prodotti ha costituito uno tra i principali mezzi di cui si è avvalsa la Tretorn per attuare la  propria politica volta ad impedire le importazioni parallele. Le palle erano marcate con codici di  data e/o autoadesivi del distributore in esclusiva, con il preciso scopo d'individuare le fonti  delle importazioni parallele. (60) I distributori della Tretorn hanno chiaramente sfruttato questo sistema di marcatura per le  relazioni sugli importatori paralleli. (61) Anche questo sistema di marcatura di prodotti costituisce un accordo o una pratica concordata  per dare attuazione e rafforzare il divieto di scambi paralleli e di conseguenza per proteggere i  distributori della Tretorn, in violazione dell'articolo 85, paragrafo 1. 4. Sospensione delle forniture (considerando 15 e considerandi da 44 a 50) (62) Come indicato nei  considerandi da 44 a 50, la Tretorn ha manifestamente sospeso le forniture a diversi mercati per  impedire le importazioni parallele. (63) Questa sospensione delle forniture è stata chiaramente effettuata di concerto con i  distributori della Tretorn, i quali hanno richiesto un intervento della Tretorn all'apparire  d'importazioni parallele sui rispettivi mercati. Tali interventi costituiscono chiari esempi di  pratiche concordate contrarie all'articolo 85, paragrafo 1. B. Effetti sugli scambi tra gli Stati membri (64) Il divieto di esportare contenuto negli accordi  di distribuzione Tretorn ha per oggetto di ostacolare gli scambi tra gli Stati membri. Il divieto  ha carattere generale ed influenza gli scambi commerciali nell'intera Comunità, poiché la Tretorn  ha un distributore od una controllata in quasi tutti gli Stati membri. Ciò determina una  spartizione del mercato comune. (65) Il divieto della Tretorn di esportazioni parallele dalla Comunità verso la Svizzera significa  che soltanto Tretorn poteva proporre i suoi prodotti sul mercato svizzero tramite il proprio  distributore Zuercher, mentre gli altri esportatori nella Comunità non potevano farlo. Il fatto che  la Tretorn ostacolasse le esportazioni parallele dalla Comunità verso la Svizzera ha influenzato  gli scambi commerciali tra Stati membri, in quanto i rivenditori svizzeri non potevano comprare da  uno Stato membro e riesportate in un secondo Stato membro. La Tretorn sostiene, nelle sue osservazioni, che le riesportazioni sono estremamente improbabili  perchè il prezzo delle palle da tennis in Svizzera è superiore del 15-20 % a quello praticato nella  Comunità. Questa argomentazione viene respinta, in parte in quanto si ritiene che i rivenditori svizzeri  possano comprare da tennis ai prezzi più bassi praticati nella Comunità e rivenderle, senza  spedirle fisicamente in Svizzera, negli Stati membri in cui i prezzi sono più elevati. L'effetto di tale pratiche restrittive è quindi di mantenere le differenze di prezzo esistenti fra  gli Stati membri. (66) Il fatto che la Tretorn impedisse le esportazioni parallele dagli Stati Uniti ed in Svizzera  ha anch'esso determinato sensibili ripercussioni sugli scambi commerciali tra Stati membri, poiché  le differenze della struttura dei prezzi in Europa e negli Stati Uniti sono tali da rendere  altamente probabili le riesportazioni nella Comunità. C. Principali elementi della posizione della Tretorn e dei suoi distributori (67) Soltanto la  Tretorn, la Tenimport e la Van Megen hanno risposto alla comunicazione degli addebiti. La Formula è  fallita, la Zuercher ha comunicato di non ritenere che il trattato fosse d'applicazione e la Fabra  non ha risposto. Si è tenuta un'audizione il 16 novembre 1993. (68) Nelle risposte scritte ed orali alla comunicazione degli addebiti, la Tretorn nega, sul piano  generale, di aver avuto l'intenzione di impedire le importazioni e le esportazioni parallele o di  adottare provvedimenti che potessero avere tale effetto. La Tretorn sostiene che, anche se da  alcuni dei documenti può risultare che la Tretorn impediva le importazioni parallele, tali  documenti erano stati concepiti «per rispetto puramente verbale» verso i distributori e che non  sono mai stati presi provvedimenti effettivi. La Tretorn, inoltre, sostiene che siano stati i suoi  distributori a prendere le iniziative che hanno portato ai comportamenti contestati. Questa argomentazione non può essere accettata. In primo luogo, i documenti citati ai considerandi da 13 a 50 dimostrano che la Tretorn ed i suoi  distributori hanno preso diverse misure per creare ostacoli in modo da impedire le importazioni e  le esportazioni parallele, e che la Tretorn ha addirittura inflitto sanzioni ad uno dei suoi  distributori per aver rifornito un esportatore parallelo. Contrariamente a quanto sostenuto dalla Tretorn, il contenuto della corrispondenza dei distributori  della Tretorn e dei documenti interni della Tretorn stessa smentiscono la conclusione che la  Tretorn abbia adottato provvedimenti soltanto per accondiscendere alle richieste dei suoi  distributori. Anche supponendo che la Tretorn non abbia adottato provvedimenti intesi ad impedire  le importazioni e le esportazioni parallele, il sistema di distribuzione instaurato con i suoi  distributori ha avuto come effetto una compartimentazione del mercato per le palle da tennis  Tretorn e gli ostacoli creati hanno incoraggiato i distributori ad impedire le importazioni e le  esportazioni parallele. Questo è ammesso dalla Tretorn stessa nella sua risposta. La Tretorn sostiene inoltre che per quanto riguarda la Formula, i motivi per i quali le si impediva  di vendere agli esportatori paralleli risiedevano esclusivamente nei suoi pessimi risultati sul  territorio britannico. Supposto che sia vero, ciò non potrebbe comunque costituire una motivazione  valida. D'altro canto non spetta alla Commissione valutare le capacità dei distributori della  Tretorn. Dalla corrispondenza tra la Tretorn e la Formula (vedi considerandi da 16 a 21) risulta  chiaramente che l'obiettivo di impedire le esportazioni parallele era quello di evitare che fosse  intaccato il sistema di distribuzione chiuso della Tretorn in altri paesi. Infine, la Tretorn sostiene di aver effettuato essa stessa direttamente le consegne ai rivenditori  che sapeva essere importatori paralleli. Anche se fosse vero, questo non modificherebbe il fatto  che gli altri ostacoli alle importazioni/esportazioni parallele creati dalla Tretorn costituiscono  un'infrazione. Tenimport (69) La Tenimport afferma che il telefax a cui la Commissione fa riferimento (vedi  considerando 30) deve essere considerato nel suo contesto. La Tenimport ritiene che la Tretorn le  applicasse i prezzi più elevati e sostiene che l'oggetto del succitato telefax non era quello di  impedire le importazioni parallele, ma quello di chiedere alla Tretorn di motivare il fatto che  alcuni rivenditori potessero usufruire di prezzi molto più bassi. Anche se questa interpretazione fosse esatta, resta il fatto che l'informazione fornita dalla  Tenimport ha dato luogo a provvedimenti della Tretorn e della Fabra diretti ad eliminare tale fonte  di importazioni parallele (vedi considerando 31). Avendo avuto l'effetto, anche se non  intenzionale, di restringere la concorrenza e di frammentare il mercato comune, il comportamento  della Tenimport costituisce un'infrazione dell'articolo 85, paragrafo 1. Van Megen (70) La Van Megen sostiene che il proprio intento nel segnalare i codici di data alla  Tretorn non era quello di impedire le importazioni parallele, ma quello di controllare se la  Tretorn fornisse direttamente il suo territorio. La Van Megen stessa dichiara di rifornire imprese  che effettuano esportazioni parallele. Anche se l'interpretazione fornita dalla Van Megen fosse esatta, resta il fatto che l'informazione  è stata data nel contesto di un divieto di esportazioni parallele di cui la Van Megen era ben  consapevole ed essa ha partecipato attivamente all'individuazione delle fonti di importazioni  parallele, con lo scopo di eliminarle (vedi considerandi 24 e 25). II. REGOLAMENTO (CEE) N. 1983/83 (71) L'articolo 1 del regolamento (CEE) n. 1983/83 della  Commissione (1) dispone che le norme dell'articolo 85, sono dichiarate inapplicabile agli accordi  di distribuzione esclusiva, conformemente alle condizioni previste nel regolamento stesso. Il sistema di distribuzione esclusiva stipulati dalla Tretorn, tuttavia, non può usufruire di  questa esenzione per categoria in quanto contengono una clausola tacita che fornisce ai  distributori della Tretorn una protezione territoriale assoluta. L'attuazione di tale sistema ha  inoltre comportato, come si è già visto, pratiche concordate volte ad impedire le importazioni  parallele. Per entrambe queste ragioni detto sistema rientra nel campo d'applicazione dell'articolo  3, lettera d) del regolamento (CEE) n. 1983/83. III. ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3 (72) Gli accordi di distribuzione della Tretorn non sono stati  notificati alla Commissione e non possono pertanto usufruire di un'esenzione individuale. Anche  qualora si fosse provveduto a notificarli, tali accordi non avrebbero peraltro potuto usufruire  dell'esenzione a causa del divieto di esportare che essi implicano, che non risulta indispensabile  all'efficacia del sistema di distribuzione della Tretorn. IV. ARTICOLO 3 DEL REGOLAMENTO N. 17 (73) A norma dell'articolo 3, paragrafo 1 del regolamento n.  17 la Commissione, qualora constati un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 85 del trattato,  può obbligare mediante decisione le imprese interessate a por fine all'infrazione constatata. (74) Alla Tretorn viene pertanto richiesto di porre termine, se non l'abbia ancora fatto, al  divieto di esportare contenuto nei suoi accordi di vendita ed alla protezione territoriale assoluta  prevista dal suo sistema di distribuzione in esclusiva. Alla Tretorn e ai suoi già citati  distributori esclusivi ancora in attività, cioè Fabra, Tenimport, Zuercher e Van Megen andrebbe  anche richiesto di porre fine agli accordi od alle diverse pratiche concordate descritte ai  considerandi da 13 a 50. V. ARTICOLO 15, PARAGRAFO 2 DEL REGOLAMENTO N. 17 (75) A norma dell'articolo 15, paragrafo 2,  lettera a) del regolamento n. 17 la Commissione può, mediante decisione, infliggere ammende che  variano da un minimo di 1 000 ECU ad un massimo di 1 Mio di ECU, con facoltà di aumentare  quest'ultimo importo fino al 10 % del volume d'affari realizzato durante l'esercizio sociale  precedente, alle imprese le quali, intenzionalmente o per negligenza, abbiano commesso  un'infrazione alle disposizioni dell'articolo 85. Nel determinare l'importo dell'ammenda si dovrà  tener conto, oltre che della gravità dell'infrazione, anche della sua durata. (76) Era impossibile che la Tretorn non fosse consapevole del fatto che la proibizione di esportare  implicita negli accordi di distribuzione e nelle sue condizioni di vendita violava le disposizioni  dell'articolo 85, paragrafo 1 e che la prassi amministrativa della Commissione e la giurisprudenza  della Corte di giustizia hanno sempre considerato che siffatte proibizioni configurano violazioni  di natura particolarmente grave. Era parimenti impossibile che la Tretorn ed i suoi distributori  non fossero consapevoli del fatto che questo valeva anche per le diverse pratiche concordate  dirette ad impedire le importazioni parallele. In conseguenza un'ammenda deve essere inflitta alla  Tretorn ed ai suoi distributori (eccetto Tenimport). I documenti in possesso della Commissione  dimostrano che un'infrazione è stata commessa fra Tretorn e le sue controllate, in particolare  Tretorn Sport, ed è quindi giustificato infliggere l'ammenda alla Tretorn AB e alla Tretorn Sport,  in solido. (77) Le infrazioni commesse dalla Tretorn e dai suoi distributori risalgono almeno al 1987 (vedi  considerandi da 13 a 50). Non vi è motivo di ritenere che le prassi sotto accusa non siano tuttora  seguite. Tuttavia, ai fini dell'ammenda viene considerato soltanto il periodo 1987-1989. Va segnalato infine che nel corso dell'audizione la Tenimport ha confermato l'esistenza di un  divieto non scritto, ma reale, di esportare. Essa ritiene che il recente annullamento del suo  accordo di distribuzione con la Tretorn possa essere compreso soltanto alla luce del fatto che la  Tenimport non ha rispettato tale divieto. (78) Nello stabilire l'importo dell'ammenda, la Commissione ha tenuto conto del fatto che i  distributori della Tretorn hanno partecipato attivamente alle azioni volte ad impedire le  importazioni parallele, ma ha considerato altresì il fatto che tale partecipazione è stata  piuttosto limitata e s'iscriveva nel contesto della politica generale della Tretorn di proibire  qualsiasi esportazione dei suoi prodotti. Tuttavia il ruolo svolto da Tenimport era meno  determinante e ciò ha giustificato la non imposizione di una ammenda, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1La Tretorn Sport Ltd e la Tretorn AB hanno violato l'articolo 85,  paragrafo 1 del trattato CE, imponendo un divieto generale di esportazione ai propri distributori  di palle da tennis, eseguito mediante controlli e sanzioni, relazioni ed indagini sulle  importazioni parallele di palle da tennis, marcatura delle palle da tennis, sospensione delle  forniture, al fine di impedire le importazioni e le esportazioni parallele di palle da tennis. La Formula Sport International Ltd ha violato l'articolo 85, paragrafo 1, partecipando  all'esecuzione nel Regno Unito del divieto di esportazione e della sospensione delle forniture per  attuare la politica della Tretorn Sport Ltd intesa a impedire le importazioni e le esportazioni  parallele di palle da tennis. La Fabra SpA ha violato l'articolo 85, paragrafo 1, partecipando in Italia all'esecuzione del  divieto di esportazione e della sospensione delle forniture mediante relazioni e indagine sulle  importazioni parallele di palle da tennis, marcatura di palle da tennis e alla sospensione delle  consegne per attuare la politica della Tretorn Sport Ltd intesa ad impedire le importazioni e le  esportazioni parallele di palle da tennis. La Tenimport SA ha violato l'articolo 85, paragrafo 1, partecipando al divieto di esportazione e  alla sospensione delle forniture, mediante relazioni alla Tretorn sulle importazioni parallele, con  la conseguenza che la Tretorn ed il suo distributore italiano in esclusiva hanno adottato misure  intese ad eliminare tali importazioni. La Zuercher AG ha violato l'articolo 85, paragrafo 1, partecipando all'esecuzione del divieto di  esportazione e della sospensione delle forniture in Svizzera mediante relazioni e indagini sulle  importazioni parallele di palle da tennis e marcatura di palle da tennis, per attuare la politica  della Tretorn Sport Ltd intesa ad impedire le importazioni e le esportazioni parallele di palle da  tennis. La Van Megen Tennis BV ha violato l'articolo 85, paragrafo 1, partecipando all'esecuzione nei Paesi  Bassi di azioni di relazione e di indagine sulle importazioni parallele per attuare la politica  della Tretorn Sport Ltd intesa ad impedire le importazioni e le esportazioni parallele di palle da  tennis. Articolo 2Viene comminata un'ammenda di 600 000 ECU alla Tretorn Sport Limited e alla Tretorn  AB, in solido e, ammende di 10 000 ECU ciascuna: alla Formula Sport International Ltd, alla Fabra  SpA, Zuercher AG e alla Van Megen Tennis VB per le violazioni di cui all'articolo 1. Le ammende devono essere versate in ecu alla Commissione delle Comunità europee, sul conto n.  310-0933000-43, della Banca Bruxelles Lambert, Agence Européenne, Rond Point Schuman 5, 1040  Bruxelles, entro tre mesi dalla notificazione della presente decisione. Dopo la scadenza di tale termine dovranno essere automaticamente pagati gli interessi, al tasso  applicato dall'Istituto monetario europeo alle proprie operazioni in ecu il primo giorno feriale  del mese in cui la decisione è stata adottata, maggiorato di tre punti percentuali e mezzo. Articolo 3La Tretorn Sport Ltd, la Tretorn AB, la Fabra SpA, la Tenimport SA, la Zuercher AG e la  Van Megen Tennis VB, se ancora non l'hanno fatto, devono porre termine alle violazioni di cui  all'articolo 1. Esse si astengono dall'adottare qualsiasi altra misura che abbia effetto  equivalente. Articolo 4Le seguenti imprese sono destinatarie della presente decisione: Tretorn Sport LtdIndustrial EstatePortlaoiseIRL-County LaoisTretorn ABRoenowsweg 10 Box  931S-25100 HelsingborgFormula Sport International Limitedc/o Arthur AndersenPO Box 551 Surrey  StreetUK-London WC 2R 2NTFabra SpAVia Sansovino 243/60I-10151 TorinoTenimport SARue des  Cottages 73B-1180 BruxellesZuercher AGGewerbestr. 18CH-8800 ThalwilVan Megen Tennis  VBParmentierweg 5NL-5657 EH-EindhovenLa presente decisione costituisce titolo esecutivo,  conformemente all'articolo 192 del trattato CE. Fatto a Bruxelles, il 21 dicembre 1994. Per la CommissioneKarel VAN MIERTMembro della Commissione(1) GU n. 13 del  21. 2. 1962, pag. 204/62. (2) GU n. 127 del 20. 8. 1963, pag. 2268/63. (3) [. . .]: Omissis in forza dell'articolo 21 del regolamento n. 17, relativo al segreto  d'affari. (4) GU n. L 131 del 16. 5. 1992, pag. 32. (1) In questa parte della decisione si designa con il termine «Tretorn» sia la Tretorn Sport Ltd  che la Tretorn AB. (1) GU n. L 173 del 30. 6. 1983, pag. 1.