CELEX: 62013TN0211
Language: it
Date: 2013-04-15 00:00:00
Title: Causa T-211/13: Ricorso proposto il 15 aprile 2013 — Eni/Commissione

1.6.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 156/53
            
         Ricorso proposto il 15 aprile 2013 — Eni/Commissione
   (Causa T-211/13)
   2013/C 156/99
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Eni SpA (Roma, Italia) (rappresentanti: G. M. Roberti e I. Perego, avvocati)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               dichiarare il ricorso ricevibile;
            
         
               —
            
            
               annullare gli atti impugnati;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Il presente ricorso si rivolge contro la Decisione della Commissione di riattivare le procedure sanzionatorie del 26 febbraio 2013 [C(2013) 1200 final], nonché contro la Comunicazione degli Addebiti del 26 febbraio 2013 [C(2013) 1199] relativa a un procedimento a norma dell’articolo 101 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea e dell’articolo 53 dell’accordo SEE, adottate nel caso AT.40032-BR/ESBR.
   A sostegno del suo ricorso, la ricorrente invoca un difetto di competenza, non potendo la Commissione riattivare la procedura sanzionatoria allo scopo di modificare la decisione adottata nel caso BR-ESBR nel 2006 e di adottare, contestualmente, una nuova decisione sanzionatoria che reimponga la maggiorazione per la recidiva.
   ENI fa valere che il Tribunale, nella sentenza del 13 luglio 2011 (causa T-39/07), oltre ad aver disposto l’annullamento in parte qua della decisione BR-ESBR del 2006, rilevando un non corretto apprezzamento dell’aggravante della recidiva da parte della Commissione, ha infatti esercitato la propria competenza di merito — ai sensi dell’art. 261 TFUE e dell’art. 31 del Regolamento 1/2003 — rideterminando l’importo dell’ammenda e sostituendo le proprie valutazioni a quelle della Commissione. Oltre a violare tali disposizioni, gli atti impugnati si pongono altresì in contrasto con l’art. 266 TFUE, il principio di attribuzione delle competenze e dell’equilibrio istituzionale di cui all’art. 13 TFUE, nonché i principi fondamentali dell’equo processo, di cui all’art. 6 CEDU e all’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE e del ne bis in idem di cui all’art. 7 CEDU.
   ENI contesta inoltre che, contrariamente a quanto affermato dalla Commissione, il Tribunale non ha accertato un mero vizio di forma in merito all’applicazione della recidiva effettuata dalla Commissione nella decisione BR-ESBR del 2006; l’iniziativa della Commissione si fonda pertanto su un presupposto di diritto e di fatto del tutto errato e si pone, anche sotto questo profilo, in contrasto con l’art. 7 CEDU.