CELEX: 62015TN0120
Language: it
Date: 2015-03-06 00:00:00
Title: Causa T-120/15: Ricorso proposto il 6 marzo 2015 — Proforec/Commissione

27.4.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 138/66
            
         Ricorso proposto il 6 marzo 2015 — Proforec/Commissione
   (Causa T-120/15)
   (2015/C 138/85)
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Proforec Srl (Recco, Italia) (rappresentanti: G. Durazzo, M. Mencoboni e G. Pescatore, avvocati)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare il Regolamento (UE) 2015/39 della Commissione Europea del 13 gennaio 2015 impugnato per il motivo dedotto alla premesse del presente ricorso che si hanno quivi per integralmente ritrascritte e richiamate;
            
         
               —
            
            
               per effetto dell’annullamento porre in essere tutti gli atti e adempimenti necessari alla cancellazione dell’iscrizione dell’indicazione geografica protetta «Focaccia di Recco col formaggio» dal registro delle origini protette e delle indicazioni geografiche.
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese legali del presente procedimento . Nella denegata ipotesi in cui venisse respinta la presente istanza si chiede la compensazione delle spese legali.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Secondo la ricorrente, il Regolamento di esecuzione impugnato di fatto gli impedisce di continuare a commercializzare il proprio prodotto nonostante che la stessa sia titolare di marchi registrati ben prima della data di deposito presso la Commissione della domanda di protezione e nonostante che la stessa per circostanza pacifica ed incontestata avesse legalmente messo in commercio dal 2006, pertanto da più di 5 anni, il proprio prodotto nell’ambito dell’Unione Europea.
   A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce cinque motivi.
   
               1.
            
            
               Primo motivo, vertente sulla violazione dell’art. 15 del Regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari (GU L 343, pag. 1)
               
                           —
                        
                        
                           Si fa valere a questo riguardo che l’entrata in vigore del Regolamento impugnato non ha previsto né prevede un qualsivoglia periodo transitorio per consentire lo smaltimento delle scorte e degli incarti.
                        
                     
         
               2.
            
            
               Secondo motivo, vertente sulla contraddittorietà dei Considerando 5, 6 e 7 del Regolamento impugnato.
               
                           —
                        
                        
                           Si fa valere a questo riguardo la contraddittorietà dei considerando 5 e 6 con considerando 7 e la surrettizia protezione anche di una denominazione non richiesta a livello di registrazione e idonea a generare confusione in ordine alla indicazione geografica dell’ingrediente principale.
                        
                     
         
               3.
            
            
               Terzo motivo, vertente sull’erronea ad abusiva interpretazione della Commissione a proposito dell’allegazione dei fatti
               
                           —
                        
                        
                           Si afferma su di questo punto che Il considerando 9 si riferisce a preteso danno ai prodotti esistenti negandolo. Questo danno non sarebbe però preteso ma reale e le pretese del Consorzio proponente hanno posto in essere un comportamento anticoncorrenziale, idoneo a danneggiare illegittimamente i concorrenti esistenti sul mercato, ledendo i loro diritti acquisiti con abuso del potere della Commissione.
                        
                     
         
               4.
            
            
               Quarto motivo, vertente sulla decadenza della protezione provvisoria.
               
                           —
                        
                        
                           Si afferma su di questo punto che Il considerando 10 del Regolamento impugnato contiene una erronea indicazione dei fatti, in quanto la protezione transitoria nazionale in Italia è decaduta per mancata adozione del piano di autocontrollo sul disciplinare di produzione.
                        
                     
         
               5.
            
            
               Quinto motivo, vertente sulla violazione dell’art. 7, lettera e), del regolamento n. 1151/2012.
               
                           —
                        
                        
                           Si fa valere a questo riguardo che il Regolamento impugnato con il divieto di surgelazione e di pratiche di conservazione legittima delle condotte illegittime da parte del Consorzio proponente e non in armonia con il Diritto dell’Unione e della libera circolazione delle merci e dei servizi con conseguente travisamento da parte della Commissione sull’effettiva portata del disciplinare nel considerando 11 e 12 in palese violazione Regolamento 1151/2012.