CELEX: 62019TN0703
Language: it
Date: 2019-10-11 00:00:00
Title: Causa T-703/19: Ricorso proposto l’11 ottobre 2019 – DD/FRA

23.12.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 432/64
            
         
      Ricorso proposto l’11 ottobre 2019 – DD/FRA
      (Causa T-703/19)
      (2019/C 432/75)
      Lingua processuale: l’inglese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: DD (rappresentanti: L. Levi e M. Vandenbussche, avvocati)
      
         Convenuta: Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA)
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  accertare il diritto del ricorrente al risarcimento del danno immateriale subito, quale esposto in dettaglio nel presente ricorso, valutato, ex aequo et bono, in EUR 50 000;
               
            
                  —
               
               
                  annullare la decisione del direttore dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) del 21 dicembre 2018, recante rigetto della domanda proposta dal ricorrente ai sensi dell’articolo 90, paragrafo 1, dello Statuto dei funzionari dell'Unione europea [in prosieguo: lo Statuto];
               
            
                  —
               
               
                  se necessario, annullare la decisione del direttore della FRA del 24 giugno 2019, recante rigetto del reclamo proposto dal ricorrente ai sensi dell’articolo 90, paragrafo 2, dello Statuto;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il ricorrente alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce nove motivi, nel cui ambito afferma quanto segue.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo: gli agenti incaricati dell’indagine non erano autorizzati a investigare su una possibile violazione, da parte del ricorrente, dell’articolo 17 o dell’articolo 11 dello Statuto o ad esaminare la mail del ricorrente del 5 marzo 2014; l’indagine amministrativa non ha fondamento legale. La FRA ha violato l’articolo 86, paragrafo 2, dello Statuto e l’articolo 2, paragrafo 1, della decisione del consiglio di amministrazione 2013/01.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo: l’apertura dell’indagine amministrativa non era fondata su un ragionevole sospetto di un’infrazione disciplinare in base ad elementi di prova prima facie.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo: sono illegittime le condotte consistenti nell’omessa comunicazione al ricorrente dell’apertura dell’indagine amministrativa e nell’omessa comunicazione, a seguito di sua richiesta, delle relative decisioni.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo: la durata dell’indagine e del procedimento previo al procedimento disciplinare è stata eccessiva e irragionevole.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo: la decisione con cui è stata conclusa l’indagine è priva di motivazione e non conforme all’articolo 3 dell’allegato IX dello Statuto.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo: la relazione d’indagine contiene un errore di diritto e un manifesto errore di valutazione.
               
            
                  7.
               
               
                  Settimo motivo: è stato violato l’obbligo di riservatezza.
               
            
                  8.
               
               
                  Ottavo motivo: sono stati violati gli articoli 4, paragrafo 1, lettera a), e 5, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 45/2001. (1)
                  
               
            
                  9.
               
               
                  Nono motivo: sussiste una violazione dell’obbligo di diligenza, nonché mancanza di obiettività, imparzialità e sviamento di potere.
               
            
         (1)  Regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati (GU 2001, L 8, pag. 1).