CELEX: 62013TN0422
Language: it
Date: 2013-08-14 00:00:00
Title: Causa T-422/13: Ricorso proposto il 14 agosto 2013 — CPME e altri/Consiglio

9.11.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 325/34
            
         Ricorso proposto il 14 agosto 2013 — CPME e altri/Consiglio
   (Causa T-422/13)
   2013/C 325/58
   Lingua processuale: l’inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrenti: Committee of Polyethylene Terephthalate (PET) Manufacturers in Europe (CPME) (Bruxelles, Belgio); Artenius España, SL (El Prat del Llobregat, Spagna); Cepsa Quimica, SA (Madrid, Spagna); Equipolymers Srl (Milano, Italia); Indorama Ventures Poland sp. z o.o. (Włocławek, Polonia); Lotte Chemical UK Ltd (Newcastle upon Tyne, Regno Unito); M&G Polimeri Italia SpA (Patrica, Italia); Novapet, SA (Zaragoza, Spagna); Ottana Polimeri Srl (Ottana, Italia), UAB Indorama Polymers Europe (Klaipėda, Lituania); UAB Neo Group (Rimkai, Lituania); e UAB Orion Global pet (Klaipėda) (rappresentanti: L. Ruessmann, avvocato, e J. Beck, solicitor)
   
      Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
   
      Conclusioni
   
   Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               dichiarare il ricorso ammissibile e fondato;
            
         
               —
            
            
               annullare la decisione 2013/226/UE (1);
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto al pagamento dei danni subiti dalle ricorrenti; e
            
         
               —
            
            
               condannare il convenuto al pagamento delle spese del procedimento.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del ricorso, le ricorrenti deducono quattro motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 20, paragrafi 4 e 5, del regolamento del Consiglio (CE) n. 1125/2009 (2) (il «regolamento antidumping di base») e sulla violazione dei diritti della difesa delle ricorrenti, in quanto il Consiglio non ha comunicato alle ricorrenti i fatti e le considerazioni che hanno portato all’adozione della decisione impugnata, né ha concesso un termine ragionevole per presentare osservazioni.
            
         
               2)
            
            
               Secondo motivo, vertente sul fatto che il Consiglio ha commesso un manifesto errore di valutazione dei fatti e violato gli articoli 11, paragrafo 2, e 21, paragrafo 1, del regolamento antidumping di base nell’adottare la decisione impugnata, in particolare concludendo ai punti 17 e 23 della decisione impugnata che è improbabile che lasciare scadere le misure possa ancora comportare un notevole pregiudizio, e che la proroga delle misure antidumping è palesemente contraria all’interesse dell’Unione europea.
            
         
               3)
            
            
               Terzo motivo, vertente sul fatto che il Consiglio ha manifestamente e gravemente violato i suoi doveri di diligenza e di buona amministrazione in quanto non ha comunicato alle ricorrenti i fatti e le considerazioni che hanno portato all’adozione della decisione controversa.
            
         
               4)
            
            
               Quarto motivo, dedotto a sostegno dell’azione di risarcimento danni, vertente sul fatto che il Consiglio ha agito illegittimamente adottando la decisione controversa e pertanto ha causato danni alle ricorrenti dei quali è responsabile l’Unione europea ai sensi dell’articolo 340, paragrafo 2, TFUE.
            
         
      (1)  Decisione di esecuzione del Consiglio, del 21 maggio 2013, che respinge la proposta di regolamento di esecuzione del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di polietilentereftalato originari dell’India, di Taiwan e della Thailandia in seguito a un riesame in previsione della scadenza effettuato ai sensi dell’articolo 11, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1225/2009, e che chiude il riesame in previsione della scadenza riguardante le importazioni di alcuni tipi di polietilentereftalato originari dell’Indonesia e della Malaysia, in quanto istituirebbe un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di alcuni tipi di polietilentereftalato originari dell’India, di Taiwan e della Thailandia (GU L 136, pag. 12).
   
      (2)  Regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea (GU L 343, pag. 51).