CELEX: 52011PC0282
Language: it
Date: 2011-05-20
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione di un accordo volontario di partenariato tra l’Unione europea e la Repubblica centrafricana sull’applicazione delle normative nel settore forestale, sulla governance e sul commercio del legname e dei suoi derivati importati nell’Unione europea (FLEGT)

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		52011PC0282
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione di un accordo volontario di partenariato tra l’Unione europea e la Repubblica centrafricana sull’applicazione delle normative nel settore forestale, sulla governance e sul commercio del legname e dei suoi derivati importati nell’Unione europea (FLEGT) /* COM/2011/0282 definitivo - 2011/0127 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE 
Il piano d’azione dal titolo “L’applicazione
delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale (FLEGT)”[1], approvato dal Consiglio nel 2003[2], propone una serie di misure
fra cui un sostegno ai paesi produttori di legname, una collaborazione
multilaterale finalizzata alla lotta contro il commercio di legname tagliato
illegalmente, un sostegno alle iniziative del settore privato e provvedimenti
volti a disincentivare investimenti in attività che favoriscono i disboscamenti
illegali. Il piano d’azione verte principalmente sull’istituzione di
partenariati FLEGT tra l’Unione e i paesi produttori di legname per metter fine
ai disboscamenti illegali. Nel 2005 il Consiglio ha adottato il regolamento
(CE) n. 2173/2005[3],
che istituisce un sistema di licenze e un meccanismo per la verifica della
legalità delle importazioni di legname nell’Unione.
A dicembre 2005 il Consiglio ha autorizzato la
Commissione a negoziare accordi di partenariato con i paesi produttori di
legname al fine di attuare il piano d’azione dell’Unione per l’applicazione
delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale (FLEGT) e,
in particolare, di incentivare il commercio e l’importazione nell’Unione del
legname legale verificato in provenienza da questi paesi partner[4]. Quello con la Repubblica
centrafricana è il quarto accordo che l’Unione negozia con un paese produttore,
dopo gli accordi con il Ghana, il Congo e il Camerun.
I negoziati con la Repubblica centrafricana,
avviati dalla Commissione a ottobre 2009, sono durati 14 mesi e hanno
comportato quattro incontri bilaterali e diciotto riunioni di lavoro tecniche.
La Commissione è stata coadiuvata da diversi Stati membri per tutta la durata
dei negoziati. La Commissione ha tenuto informato il Consiglio sull’avanzamento
dei negoziati mediante relazioni al gruppo di lavoro sulle foreste e ai capi
missione e rappresentanti dell’UE nella Repubblica centrafricana. Dopo ogni
sessione negoziale, le parti hanno organizzato riunioni pubbliche per informare
gli interessati sull’avanzamento delle discussioni. La Repubblica centrafricana
ha inoltre adottato un’impostazione partecipativa che coinvolge la società
civile e il settore privato nell’elaborazione dell’accordo.
L’accordo, che contempla tutti gli elementi contenuti
nelle direttive di negoziato del Consiglio, definisce, in particolare, il
quadro, le istituzioni e i meccanismi del sistema di licenze FLEGT. I controlli
della catena di approvvigionamento, il quadro di conformità giuridica e i
requisiti in materia di audit indipendente del sistema figurano negli allegati
dell’accordo, che forniscono una descrizione particolareggiata delle strutture
alla base della garanzia di legalità offerta dal rilascio di una licenza FLEGT.
La Repubblica centrafricana ha elaborato una definizione della legislazione
applicabile in consultazione con le parti interessate. Nella definizione
rientrano le leggi e normative riguardanti la concessione dei diritti di
sfruttamento e la registrazione delle imprese, la gestione delle foreste, il
diritto del lavoro e la normativa ambientale, i requisiti fiscali, gli obblighi
sociali, come la partecipazione delle comunità locali, delle popolazioni
autoctone e della società civile, altri obblighi sociali prescritti dalla
legislazione sul trasporto e sulla commercializzazione del legname e i
requisiti in materia di esportazione.
L’accordo, che non si limita ai prodotti
elencati nell’allegato II del regolamento (CE) n. 2173/2005 sul regime
FLEGT, copre tutto il legname e suoi derivati esportati, impegnando la
Repubblica centrafricana a predisporre un sistema in grado di garantire all’Unione
che tutti i prodotti forestali di provenienza centrafricana siano ottenuti
legalmente, contribuendo così positivamente alla crescita del paese.
L’accordo prevede controlli delle importazioni
alle frontiere dell’Unione in conformità del regolamento (CE) n. 2173/2005 sul
regime FLEGT e del relativo regolamento di attuazione n. 1024/2008. L’accordo
descrive inoltre il formato di licenza FLEGT della Repubblica centrafricana,
che riprende il formato prescritto dal regolamento di attuazione.
L’accordo istituisce un meccanismo di dialogo
e cooperazione con l’Unione sul regime FLEGT, il cosiddetto comitato congiunto
per l’attuazione dell’accordo, e pone una serie di principi: partecipazione
degli interessati, salvaguardie sociali, trasparenza, monitoraggio degli
effetti dell’attuazione e stesura di relazioni sull’attuazione.
L’accordo stabilisce il calendario e le
procedure dell’entrata in vigore e dell’attuazione del sistema di licenze. Dato
che la Repubblica centrafricana è chiamata ad adeguare il sistema normativo e
di gestione delle informazioni, a introdurre controlli più completi lungo la
catena di approvvigionamento e a predisporre un sistema di verifica indipendente
della conformità giuridica, occorreranno diversi anni per mettere a punto e
collaudare i nuovi dispositivi e per sviluppare le capacità necessarie affinché
l’apparato amministrativo, la società civile e il settore privato possano
assolvere ai compiti previsti. Il sistema di licenze FLEGT dovrebbe essere
pienamente operativo entro il primo semestre del 2014. Il sistema sarà valutato
alla luce dei criteri stabiliti dall’accordo prima che l’UE inizi ad accettare
le licenze FLEGT.
2011/0127 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla conclusione di un accordo
volontario di partenariato tra l’Unione europea e la Repubblica centrafricana
sull’applicazione delle normative nel settore forestale, sulla governance e sul
commercio del legname e dei suoi derivati importati nell’Unione europea (FLEGT)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 207, paragrafo 3, primo comma, e
paragrafo 4, primo comma, in combinato disposto con l’articolo 218,
paragrafo 6, lettera a), punto v), e l’articolo 218, paragrafo 7,
vista la proposta della Commissione europea,
visto il parere conforme del Parlamento
europeo[5],
considerando quanto segue:
(1)       A maggio 2003 la Commissione
europea ha adottato la comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio dal
titolo “L’applicazione delle normative, la governance e il commercio nel
settore forestale (FLEGT) — proposta di un piano d’azione dell’Unione europea”[6] che caldeggia l’adozione di
misure volte a combattere il disboscamento illegale mediante la conclusione di
accordi volontari di partenariato con i paesi produttori di legname. Le
conclusioni del Consiglio sul piano d’azione sono state adottate a ottobre 2003[7] e il Parlamento europeo ha
adottato una risoluzione in materia l’11 luglio 2005[8].
(2)       Conformemente alla decisione 2011/XXX
del Consiglio del […][9],
l’accordo volontario di partenariato tra l’Unione europea e la Repubblica
centrafricana sull’applicazione delle normative nel settore forestale, sulla
governance e sul commercio del legname e dei suoi derivati importati nell’Unione
europea (FLEGT) è stato firmato il […], fatta salva la sua conclusione.
(3)       È opportuno concludere l’accordo,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’accordo tra l’Unione europea e la Repubblica
centrafricana sull’applicazione delle normative nel settore forestale, sulla
governance e sul commercio del legname e dei suoi derivati importati nell’Unione
europea (FLEGT) è concluso mediante la presente decisione. 
Il testo dell’accordo è accluso alla presente
decisione.
Articolo 2
Il presidente del Consiglio è autorizzato a
designare la persona abilitata a procedere, a nome dell’Unione, alla notifica a
norma dell’articolo 30 dell’accordo, per esprimere il consenso dell’Unione a
esserne vincolata.
Articolo 3
Nel comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo
istituito a norma dell’articolo 19 dell’accordo, l’Unione è rappresentata da
rappresentanti della Commissione. 
Gli Stati membri possono partecipare alle
riunioni del comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo in quanto membri
della delegazione dell’Unione. 
Articolo 4
Ai fini delle modifiche degli allegati dell’accordo,
in forza dell’articolo 26 dello stesso, la Commissione è autorizzata, secondo
la procedura di cui all’articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2173/2005,
ad approvare le modifiche a nome dell’Unione.
Articolo 5
La presente decisione entra in vigore il
giorno dell’adozione. 
Articolo 6
La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea. 
Fatto a […]
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
                                                                       […]
ACCORDO VOLONTARIO DI PARTENARIATO TRA L’UNIONE
EUROPEA E LA REPUBBLICA CENTRAFRICANA SULL’APPLICAZIONE DELLE NORMATIVE NEL
SETTORE FORESTALE, SULLA GOVERNANCE E SUL COMMERCIO DI LEGNAME E DEI SUOI
DERIVATI IMPORTATI NELL’UNIONE EUROPEA (FLEGT)
L’UNIONE EUROPEA, in
appresso “l’Unione”, da un lato,
e
LA REPUBBLICA CENTRAFRICANA, in appresso “la
RCA”, dall’altro,
in appresso denominate insieme “le parti”,
VISTE le intense relazioni di collaborazione
esistenti tra l’Unione e la RCA, in particolare nell’ambito dell’accordo di
partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell’Africa, dei Caraibi e del
Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro,
firmato a Cotonou il 23 giugno 2000[10]
e rivisto a Lussemburgo il 25 giugno 2005, in appresso “accordo di Cotonou”;
VISTO il regolamento (CE) n. 2173/2005
del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativo all’istituzione di un sistema di
licenze FLEGT per le importazioni di legname nella Comunità europea[11];
CONSIDERANDO che la comunicazione della
Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo relativa a un piano di azione
dell’Unione europea per l’applicazione delle normative, la governance e il
commercio nel settore forestale (FLEGT)[12]
rappresenta un primo passo per affrontare l’urgente problema dei disboscamenti
illegali e del relativo commercio di legname;
RICHIAMANDOSI alla dichiarazione ministeriale
di Yaoundé del 16 ottobre 2003 sull’applicazione delle normative e sulla governance
nel settore forestale;
RICHIAMANDOSI alla dichiarazione di principio
del 1992, non vincolante sotto il profilo giuridico ma facente testo, per un
consenso mondiale sulla gestione, la conservazione e lo sfruttamento
ecologicamente sostenibile di tutti i tipi di foreste e alla recente adozione
da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di strumenti non
vincolanti sotto il profilo giuridico relativi a tutti i tipi di foreste[13];
CONSAPEVOLI dell’importanza dei principi
enunciati nella dichiarazione di Rio de Janeiro del 1992 sull’ambiente e
lo sviluppo miranti alla gestione sostenibile delle foreste, segnatamente il
principio 10 (importanza di sensibilizzare e di far partecipare il pubblico
alle questioni ambientali) e il principio 22 (ruolo essenziale delle
popolazioni autoctone e delle altre collettività locali nella gestione dell’ambiente
e nello sviluppo);
RICHIAMANDOSI alla convenzione sul commercio
internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di
estinzione (CITES), con particolare riferimento alle condizioni alle quali è
subordinato il rilascio per opera delle parti della CITES di licenze di
esportazione per gli esemplari delle specie elencate nelle appendici I, II o
III, ad esempio, che tali esemplari non siano stati acquisiti violando le leggi
sulla tutela della fauna e della flora in vigore nello Stato esportatore;
RISOLUTE a compiere ogni possibile sforzo per
ridurre al minimo gli effetti negativi che potrebbero risultare quale diretta
conseguenza dell’attuazione del presente accordo per le collettività locali e
autoctone e per le popolazioni povere;
RIBADENDO l’importanza che le parti
attribuiscono agli obiettivi di sviluppo concordati a livello internazionale e
agli obiettivi di sviluppo del Millennio stabiliti dalle Nazioni Unite;
RIBADENDO l’importanza che le parti
attribuiscono ai principi e alle regole che disciplinano i sistemi commerciali
multilaterali, in particolare ai diritti e agli obblighi previsti dall’accordo
generale sulle tariffe doganali e il commercio (GATT) del 1994 e agli altri
accordi multilaterali di cui all’allegato IA dell’accordo di Marrakech del 15
aprile 1994 che istituisce l’Organizzazione mondiale del commercio (OMC),
nonché alla necessità di applicarli in modo trasparente e non discriminatorio;
CONSIDERANDO la volontà della RCA di
adoperarsi per la gestione sostenibile delle proprie risorse forestali nel
rispetto degli obiettivi del partenariato per le foreste del bacino del Congo,
di cui è membro, istituito nel gennaio 2003 a seguito del vertice mondiale
sullo sviluppo sostenibile svoltosi a Johannesburg nel 2002, degli stati
generali delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca di
settembre 2003, degli accordi e dei trattati internazionali, segnatamente
il trattato del 5 febbraio 2005 concernente la conservazione e la gestione
sostenibile degli ecosistemi forestali che istituisce la commissione delle
foreste dell’Africa centrale, nonché delle disposizioni della legge 008.22
del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale della RCA;
CONSIDERANDO che il sistema centrafricano di
garanzia della legalità del legname e dei suoi derivati si applica a tutte le
esportazioni, e non solo a quelle destinate all’Unione,
HANNO
CONVENUTO QUANTO SEGUE:
Articolo 1
Obiettivo
Coerentemente con l’impegno comune delle parti
per la gestione sostenibile di tutti i tipi di foreste, l’obiettivo del
presente accordo è fornire un quadro giuridico per garantire che tutto il
legname e tutti i suoi derivati provenienti dalla RCA contemplati dal presente
accordo e importati nell’Unione europea dalla RCA siano stati prodotti o
acquisiti legalmente, in maniera da promuovere il commercio di tale legname e
suoi derivati.
Il presente accordo costituisce inoltre una
base di dialogo e cooperazione tra le parti onde agevolare e promuovere l’applicazione
di tutte le sue disposizioni e migliorare l’applicazione delle normative e la
governance nel settore forestale.
Articolo 2
Definizioni
Ai fini del
presente accordo si applicano le seguenti definizioni:
a)       “importazione
nell’Unione”: l’immissione in libera pratica nell’Unione di legname e suoi
derivati ai sensi dell’articolo 79 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del
Consiglio, del 12 ottobre 1992, che istituisce un codice doganale comunitario[14] e che non possono definirsi “merci
prive di carattere commerciale” di cui all’articolo 1, paragrafo 6, del
regolamento (CEE) n. 2454/93 della Commissione, del 2 luglio 1993,
che fissa talune disposizioni d’applicazione del regolamento (CEE) n. 2913/92
del Consiglio che istituisce il codice doganale comunitario[15];
b)      “esportazione”:
l’operazione mediante la quale il legname e i suoi derivati prodotti o
acquisiti nella RCA lasciano materialmente o sono portati fuori dal territorio
della RCA, eccettuati il legname e i suoi derivati in transito nel territorio
centrafricano sotto il controllo delle autorità doganali della RCA;
c)       “legname e
suoi derivati”: i prodotti elencati nell’allegato I;
d)      “codice SA”:
codice a quattro o sei cifre che figura nel sistema armonizzato di designazione
e di codificazione delle merci istituito dalla Convenzione internazionale sul
sistema armonizzato di designazione e di codificazione delle merci dell’Organizzazione
mondiale delle dogane, conformemente alle nomenclature combinate dell’Unione
europea e della Comunità economica e monetaria dell’Africa centrale (CEMAC);
e)       “licenza FLEGT”:
una licenza che attesta la provenienza di un carico di legname o suoi derivati
prodotti legalmente;
f)       “autorità di
rilascio delle licenze”: l’autorità designata dalla RCA per il rilascio e la
convalida delle licenze FLEGT;
g)       “autorità
competenti”: le autorità designate dagli Stati membri dell’Unione per la
ricezione, l’accettazione e la verifica delle licenze FLEGT;
h)       “carico”:
quantitativo di legname e suoi derivati coperto da una licenza FLEGT, spedito
da uno speditore e presentato per l’immissione in libera pratica a un ufficio
doganale dell’Unione;
i)        si considera
legale il legname e i suoi derivati prelevati o importati e prodotti
conformemente alla normativa specificata nell’allegato II.
Articolo 3
Sistema di licenze FLEGT
1.           È istituito tra le parti del
presente accordo un sistema di licenze concernente l’applicazione delle
normative, la governance e il commercio nel settore forestale (in appresso “sistema
di licenze FLEGT”) che stabilisce una serie di procedure e condizioni onde
verificare e attestare, per mezzo di licenze FLEGT, che il legname e i suoi
derivati spediti nell’Unione sono stati prodotti o acquisiti legalmente. A
norma del regolamento (CE) n. 2173/2005, l’Unione accetta per l’importazione
nel proprio territorio soltanto i carichi provenienti dalla RCA coperti da
licenze FLEGT.
2.           Il sistema di licenze FLEGT si
applica al legname e ai suoi derivati elencati nell’allegato I.
3.           Le parti convengono di adottare
tutte le misure necessarie per applicare il sistema di licenze FLEGT in
conformità delle disposizioni dell’articolo 12 del presente accordo.
Articolo 4
Autorità di rilascio delle licenze
1.           La RCA designa la propria autorità
di rilascio delle licenze e ne comunica gli estremi alla Commissione europea.
Le parti rendono queste informazioni accessibili al pubblico.
2.           L’autorità di rilascio delle licenze
verifica che il legname e i suoi derivati siano stati prodotti o acquisiti
legalmente in conformità della normativa di cui all’allegato II.            Detta
autorità rilascia licenze FLEGT che coprono i carichi di legname e suoi
derivati prodotti o acquisiti legalmente nella RCA e destinati all’esportazione
nell’Unione, nonché, se del caso, la documentazione necessaria per il legname e
i suoi derivati in transito nel territorio centrafricano sotto il controllo
delle autorità doganali nazionali.
3.           L’autorità non rilascia licenze
FLEGT per il legname e i suoi derivati composti da, o che comprendono, legname
e suoi derivati importati nella RCA da un paese terzo in una forma la cui
esportazione è vietata dalle leggi di detto paese, o per la quale è dimostrato
che il legname e i suoi derivati sono stati prodotti o acquisiti in violazione
delle leggi del paese in cui gli alberi sono stati prelevati.
4.           L’autorità di rilascio delle licenze
conserva e rende accessibili al pubblico le procedure di rilascio delle licenze
FLEGT. Detta autorità conserva inoltre le registrazioni di tutti i carichi
coperti da licenze FLEGT e, nel rispetto della legislazione nazionale sulla
protezione dei dati, tiene a disposizione tali registrazioni ai fini di un
audit indipendente, sempre nel rispetto della riservatezza delle informazioni
sulla proprietà industriale degli esportatori.
Articolo 5
Autorità competenti dell’Unione
1.           La Commissione europea comunica alla
RCA gli estremi delle autorità competenti degli Stati membri dell’Unione e i
rispettivi ambiti territoriali di competenza.
2.           Le autorità competenti verificano
che ogni carico sia oggetto di una licenza FLEGT valida prima di immetterlo in
libera pratica nell’Unione. L’immissione in libera pratica può essere sospesa e
il carico può essere trattenuto in caso di dubbi circa la validità della
licenza FLEGT. Le procedure per l’immissione in libera pratica nell’Unione di
carichi coperti da licenza FLEGT sono descritte nell’allegato III.
3.           Le autorità competenti aggiornano e
pubblicano ogni anno un rendiconto delle licenze FLEGT ricevute.
4.           In conformità della legislazione
nazionale sulla protezione dei dati, le autorità competenti concedono alle
persone e agli organismi designati dalla RCA come controllori indipendenti l’accesso
ai documenti e ai dati pertinenti.
5.           Le autorità competenti dell’Unione
non eseguono l’operazione di cui all’articolo 5, paragrafo 2, per il legname e
i suoi derivati delle specie elencate nelle appendici della Convenzione sul
commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate
di estinzione (CITES), poiché a essi si applicano le disposizioni in materia di
verifiche di cui al regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996,
relativo alla protezione di specie della flora e della fauna selvatiche
mediante il controllo del loro commercio[16].
Il sistema di licenze FLEGT fornisce tuttavia garanzie circa la raccolta legale
di tali prodotti.
Articolo 6 
Licenze FLEGT
1.           Le licenze FLEGT sono rilasciate
dall’autorità di rilascio per attestare che il legname e i suoi derivati sono
stati prodotti o acquisiti legalmente.
2.           Le licenze FLEGT sono redatte
utilizzando un modulo in lingua francese.
3.           Le parti possono predisporre, di
comune accordo, sistemi elettronici per il rilascio, la trasmissione e la
ricezione delle licenze FLEGT.
4.           La procedura per il rilascio delle
licenze FLEGT e le specifiche tecniche figurano nell’allegato IV.
Articolo 7 
Definizione
del legname prodotto legalmente
L’allegato II fornisce, ai fini del presente
accordo, una definizione del legname prodotto o acquisito legalmente. L’allegato
II indica la normativa della RCA cui è subordinato il rilascio di una licenza
FLEGT per il legname e i suoi derivati e riporta una documentazione contenente
i criteri, gli indicatori e i parametri di controllo per dimostrare la
conformità alla normativa, schematizzati in una serie di “griglie di
valutazione della legalità”.
Articolo 8 
Verifica della legalità del legname
prodotto o acquisito
1.           La RCA istituisce uno o più sistemi
per verificare che il legname e i suoi derivati destinati alla spedizione siano
stati prodotti o acquisiti legalmente e che soltanto i carichi debitamente
verificati vengano esportati verso l’Unione. Il sistema o i sistemi di verifica
della legalità comprendono controlli di conformità atti a garantire che il
legname e i suoi derivati da esportare verso l’Unione siano stati prodotti o
acquisiti legalmente e che non siano state rilasciate licenze FLEGT per carichi
di legname e suoi derivati prodotti o acquisiti non legalmente o di provenienza
ignota. Il sistema o i sistemi prevedono inoltre procedure volte a evitare che
il legname di origine illegale o ignota entri nella catena di
approvvigionamento.
2.           Il sistema o i sistemi predisposti
per verificare che i carichi di legname e suoi derivati siano stati prodotti o
acquisiti legalmente sono descritti nell’allegato V.
Articolo 9 
Consultazioni sulla validità delle
licenze FLEGT
1.           In caso di dubbi circa la validità
di una licenza FLEGT, l’autorità competente può chiedere ulteriori informazioni
e chiarimenti all’autorità di rilascio.
2.           Se non riceve risposta entro ventuno
giorni di calendario dalla data di ricezione della richiesta, l’autorità
competente agisce conformemente alla vigente legislazione nazionale e non
accetta la licenza. Nel caso in cui, sulla base delle informazioni integrative
fornite, si accerti che le informazioni riportate sulla licenza non
corrispondono al carico, l’autorità competente agisce secondo la vigente
normativa nazionale e non accetta la licenza.
3.           I contrasti o le difficoltà
persistenti che dovessero emergere durante le consultazioni sulle licenze FLEGT
possono essere sottoposti al comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo.
Articolo 10 
Controllore indipendente
1.           In consultazione con l’Unione, la
RCA si avvale dei servizi di un controllore indipendente per svolgere le
mansioni di cui all’allegato VI.
2.           Il controllore indipendente non ha
conflitti di interessi derivanti da rapporti organizzativi o commerciali con l’Unione,
con le autorità normative per il settore forestale o con l’autorità di rilascio
delle licenze della RCA, con qualsiasi organismo assunto da tale autorità di
rilascio per verificare la produzione legale di legname o con qualsiasi
operatore commerciale del settore forestale della RCA.
3.           Il controllore indipendente opera in
base a una struttura di gestione documentata e secondo strategie, metodi e
procedure resi pubblici e conformi alle migliori pratiche accettate a livello
internazionale.
4.           Il controllore indipendente segnala
al comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo eventuali reclami derivanti
dal suo operato.
5.           Il controllore indipendente elabora
regolarmente le relazioni complete e sintetiche di cui all’allegato VI.
6.           Le parti facilitano il lavoro del
controllore indipendente, anche assicurandogli l’accesso, nei rispettivi
territori, alle informazioni necessarie per lo svolgimento delle sue funzioni.
Le parti possono tuttavia astenersi dal comunicare, in forza delle rispettive
normative sulla protezione dei dati, le informazioni che non sono autorizzate a
divulgare.
Articolo 11 
Irregolarità
Le parti si segnalano reciprocamente qualsiasi
sospetta o comprovata elusione o irregolarità nel sistema di licenze FLEGT,
anche per quanto riguarda i seguenti aspetti:
a)       sviamento del
commercio, in particolare il dirottamento dei flussi commerciali dalla RCA all’Unione
attraverso un paese terzo, qualora vi siano motivi di ritenere che ciò
verosimilmente avvenga nell’intento di eludere l’obbligo di licenza;
b)      rilascio di
licenze FLEGT per legname e suoi derivati che comprendono importazioni da fonti
sospette di paesi terzi o
c)       ottenimento o
uso fraudolenti di licenze FLEGT.
Articolo 12 
Data di entrata in vigore del sistema
di licenze FLEGT
1.           Le parti si avvisano reciprocamente,
tramite il comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo, allorché
riterranno di aver concluso i preparativi necessari per rendere pienamente
operativo il sistema di licenze FLEGT.
2.           Le parti commissionano, tramite il
comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo, una valutazione indipendente
del sistema di licenze FLEGT secondo i criteri di cui all’allegato VII. La
valutazione deve accertare se il sistema di verifica della legalità alla base
del sistema di licenze FLEGT di cui all’allegato V assolve adeguatamente le
proprie funzioni e se nell’Unione sono stati effettivamente predisposti
dispositivi di ricezione, verifica e accettazione delle licenze FLEGT di cui
all’articolo 5 e all’allegato III.
3.           Basandosi sulle raccomandazioni del
comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo, le parti stabiliscono di
comune accordo la data a partire dalla quale il sistema di licenze FLEGT dovrà
considerarsi operativo a tutti gli effetti.
4.           Le parti prendono visione delle
raccomandazioni e si notificano reciprocamente per iscritto il loro accordo in
proposito.
Articolo 13 
Applicazione del sistema di verifica
della legalità del legname e dei suoi derivati non esportati nell’Unione
La RCA utilizza il sistema o i sistemi di
verifica della legalità descritti nell’allegato V per il legname e i suoi
derivati esportati verso mercati situati al di fuori dell’Unione.
Articolo 14 
Calendario di attuazione del presente
accordo
1.           Le parti approvano il calendario di
attuazione di cui all’allegato VIII.
2.           Avvalendosi del comitato congiunto
per l’attuazione dell’accordo, le parti valutano i progressi compiuti nell’attuazione
rispetto al calendario fissato nell’allegato VIII.
Articolo 15 
Misure di accompagnamento
1.           Le parti hanno identificato gli
ambiti di cui all’allegato IX quali settori in cui occorrono risorse tecniche e
finanziarie complementari per applicare il presente accordo.
2.           La disponibilità di risorse
complementari è subordinata alle normali procedure di programmazione dell’aiuto
alla RCA in vigore nell’Unione e negli Stati membri dell’Unione e alle
procedure di bilancio della stessa RCA.
3.           Le parti prevedono la necessità di
un meccanismo comune di coordinamento del finanziamento e dei contributi
tecnici della Commissione europea e degli Stati membri dell’Unione a sostegno
di tali misure.
4.           La RCA provvede a inserire il
consolidamento delle capacità per l’attuazione del presente accordo negli
strumenti nazionali di pianificazione come, per esempio, le strategie di
riduzione della povertà.
5.           Le parti provvedono affinché le
attività legate all’attuazione del presente accordo siano coordinate con i
programmi e le iniziative di sviluppo correlati, attuali e futuri.
6.           Al conferimento delle risorse in
questione si applicano le procedure che regolano l’assistenza dell’Unione
secondo quanto disposto dall’accordo di Cotonou, nonché quelle che disciplinano
l’assistenza bilaterale degli Stati membri dell’Unione alla RCA.
Articolo 16 
Partecipazione delle parti interessate
all’attuazione del presente accordo
1.           La RCA coinvolge le parti
interessate nell’attuazione del presente accordo conformemente alle direttive
della Commissione delle foreste dell’Africa centrale relative alla
partecipazione delle organizzazioni non governative, delle popolazioni locali e
dei popoli autoctoni.
2.           L’Unione organizza consultazioni
regolari con le parti interessate sull’attuazione del presente accordo, tenendo
conto dei suoi obblighi a norma dalla convenzione di Aarhus del 1998 sull’accesso
alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l’accesso
alla giustizia in materia ambientale.
Articolo 17 
Salvaguardie sociali
1.           Nell’intento di ridurre al minimo
gli eventuali effetti negativi, le parti convengono di migliorare la conoscenza
dei modi di vita delle comunità autoctone e locali potenzialmente interessate,
comprese quelle coinvolte nel disboscamento illegale.
2.           Le parti sorvegliano le
ripercussioni del presente accordo su tali collettività e adottano misure
ragionevoli per attenuare gli effetti negativi. Le parti possono concordare
misure complementari per ovviare agli effetti negativi.
Articolo 18 
Incentivi di mercato
Tenuto conto dei propri obblighi
internazionali, l’Unione si adopera per agevolare l’accesso al mercato per il
legname e i suoi derivati contemplati dal presente accordo. A tal fine essa:
a)       promuove le
politiche di approvvigionamento pubbliche e private che riconoscono gli sforzi
profusi per garantire un approvvigionamento di prodotti forestali ottenuti
legalmente e
b)      promuove sul
mercato dell’Unione i prodotti corredati di licenze FLEGT.
Articolo 19 
Comitato congiunto per l’attuazione
dell’accordo
1.           Le parti istituiscono un comitato
congiunto per l’attuazione del presente accordo per agevolarne il monitoraggio
e il riesame.
2.           Ciascuna parte nomina i rispettivi
rappresentanti in sede di comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo. Il
comitato delibera per consenso.
3.           Il comitato congiunto per l’attuazione
dell’accordo facilita un dialogo e uno scambio di informazioni efficaci e
regolari tra le parti allo scopo di ottimizzare il funzionamento del presente
accordo e può esaminare qualsiasi aspetto inerente al suo efficace
funzionamento. Nell’allegato X sono riportate in dettaglio le funzioni del
comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo.
4.           Il comitato congiunto per l’attuazione
dell’accordo:
a)       si riunisce
almeno una volta l’anno a una data concordata dalle parti;
b)      elabora
collegialmente il programma e il mandato delle azioni congiunte;
c)       stabilisce il
proprio regolamento interno;
d)      organizza la
presidenza delle proprie riunioni, tramite un’alternanza dei rappresentanti di
ciascuna parte o un sistema di copresidenza;
e)       provvede
affinché i propri lavori siano quanto più possibile trasparenti e le
informazioni in merito ai propri lavori e alle proprie decisioni siano
accessibili al pubblico;
f)       può creare
gruppi di lavoro o altri organi ausiliari nei settori di attività che
richiedono competenze specifiche.
5.           Il comitato congiunto per l’attuazione
dell’accordo rende pubblica una relazione annuale. Il contenuto dettagliato
della relazione è fornito nell’allegato XI.
6.           Per agevolare l’attuazione del
presente accordo, nel periodo che intercorre tra la sigla e l’entrata in
vigore, è istituito un meccanismo comune di concertazione e monitoraggio.
Articolo 20
Comunicazioni sull’attuazione del
presente accordo
1.           I rappresentanti delle parti
responsabili delle comunicazioni ufficiali sull’attuazione del presente accordo
sono:
a) per la RCA: il
ministro delle Acque, delle Foreste, della Caccia e della Pesca;
b) per l’Unione: il
capo della delegazione dell’Unione europea nella RCA.
2.           Le parti si comunicano
reciprocamente le informazioni necessarie per l’attuazione del presente
accordo.
Articolo 21 
Relazioni e divulgazione al pubblico
1.           La divulgazione di informazioni al
pubblico rappresenta uno degli elementi del presente accordo di fondamentale
importanza per promuovere la governance. La divulgazione di informazioni
agevola l’attuazione e il monitoraggio del sistema rendendolo più trasparente,
consentendo altresì una migliore rendicontazione e una maggiore
responsabilizzazione dei vari soggetti coinvolti. Le informazioni che saranno
divulgate e messe a disposizione del pubblico figurano nell’allegato XI.
2.           Ciascuna parte prevede i meccanismi
più appropriati (mezzi di comunicazione, documenti, internet, workshop,
relazioni annuali) per divulgare le informazioni al pubblico. In particolare,
le parti si adoperano per mettere a disposizione dei diversi interlocutori del
settore forestale informazioni affidabili e pertinenti in tempo reale. I
meccanismi sono descritti nell’allegato XI.
Articolo 22 
Informazioni riservate
1.           Ciascuna parte si impegna, nella
misura prescritta dalla propria legislazione, a non divulgare le informazioni
riservate scambiate nell’ambito del presente accordo. Nessuna delle parti
divulga, né autorizza le proprie autorità a divulgare, le informazioni
scambiate nell’ambito del presente accordo che costituiscono segreti
commerciali o informazioni commerciali riservate.
2.           Fermo restando il paragrafo 1, le
seguenti informazioni non sono considerate riservate:
a)       numero di
licenze FLEGT rilasciate dalla RCA e ricevute dall’Unione, nonché volume di
legname e suoi derivati esportati dalla RCA e ricevuti dall’Unione;
b)      nome e
indirizzo dei titolari delle licenze e degli importatori.
Articolo 23 
Applicazione territoriale
Il presente accordo si applica, da una parte,
al territorio in cui si applica il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, alle condizioni stabilite nel suddetto trattato, e, dall’altra, al
territorio della RCA.
Articolo 24 
Risoluzione delle controversie
1.           Le parti cercano di comporre
qualunque controversia riguardante l’applicazione o l’interpretazione del
presente accordo mediante consultazioni tempestive.
2.           Qualora una controversia non venga
risolta mediante consultazioni entro tre mesi dalla data della richiesta
iniziale di consultazioni, ciascuna parte potrà sottoporre la controversia al
comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo, che si adopera per
risolverla. Al comitato vengono fornite tutte le informazioni pertinenti per un
esame approfondito della situazione in vista di una soluzione accettabile. A
tal fine, il comitato è tenuto a esaminare tutte le possibilità atte a
salvaguardare il corretto funzionamento del presente accordo.
3.           Nel caso in cui il comitato
congiunto per l’attuazione dell’accordo non riesca a comporre la controversia,
le parti possono:
a)       chiedere
congiuntamente i buoni uffici o la mediazione di un terzo;
b)      ricorrere all’arbitrato.
Nel caso in cui non sia possibile risolvere la controversia a norma del
paragrafo 3, lettera a), una delle parti può designare un arbitro e darne
notifica all’altra; l’altra parte designa allora un secondo arbitro entro
trenta giorni di calendario dalla nomina del primo. Le parti nominano
congiuntamente un terzo arbitro entro due mesi dalla nomina del secondo. Le
decisioni arbitrali sono adottate a maggioranza entro sei mesi dalla nomina del
terzo arbitro. Le decisioni arbitrali sono vincolanti per le parti e
inappellabili.
4.           Il comitato congiunto per l’esecuzione
dell’accordo stabilisce le procedure operative per l’arbitrato.
Articolo 25 
Sospensione
1.           Ciascuna parte può sospendere l’applicazione
del presente accordo. La decisione di sospensione e le relative motivazioni
vengono notificate per iscritto all’altra parte.
2.           Le condizioni del presente accordo
cessano di applicarsi dopo trenta giorni di calendario dalla notifica.
3.           L’applicazione del presente accordo
riprende dopo trenta giorni di calendario da quando la parte che ha sospeso l’applicazione
informa l’altra che i motivi della sospensione non sussistono più.
Articolo 26 
Modifiche
1.           Se una parte intende modificare il
presente accordo, presenta la proposta almeno tre mesi prima della riunione
successiva del comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo. Quest’ultimo
discute la proposta e, in caso di consenso, formula una raccomandazione.
Ciascuna parte esamina la raccomandazione e, se concorda, la approva secondo le
proprie procedure.
2.           Le modifiche approvate dalle parti
entrano in vigore il primo giorno del mese successivo alla data in cui le parti
si sono reciprocamente notificate l’avvenuto espletamento delle procedure
necessarie a tal fine.
3.           Il comitato congiunto per l’attuazione
dell’accordo può adottare modifiche degli allegati del presente accordo.
4.           Tutte le notifiche relative a
modifiche vengono inviate ai depositari congiunti del presente accordo.
Articolo 27 
Allegati
Gli allegati del presente accordo ne
costituiscono parte integrante.
Articolo 28 
Durata e proroga
Il presente accordo rimane in vigore per un periodo
di sei (6) anni e può essere prorogato per periodi successivi di sei (6) anni,
a meno che una parte non rinunci alla proroga comunicando per iscritto all’altra
parte la propria decisione almeno un (1) anno prima della scadenza del presente
accordo.
Articolo 29 
Denuncia
Fatto salvo l’articolo 28, ciascuna parte può
denunciare il presente accordo dandone notifica all’altra parte. Il presente
accordo cessa di applicarsi dopo dodici mesi dalla data di tale notifica.
Articolo 30 
Entrata in vigore
1.           Il presente accordo entra in vigore
il primo giorno del mese successivo a quello in cui le parti si sono
reciprocamente notificate per iscritto l’avvenuto espletamento delle procedure
necessarie a tal fine.
2.           La notifica è trasmessa al
Segretario generale del Consiglio dell’Unione europea e al Primo Ministro della
RCA, depositari congiunti del presente accordo.
Articolo 31 
Testi facenti fede
Il presente accordo è redatto in duplice
esemplare nelle lingue bulgara, ceca, danese, estone, finnica, francese, greca,
inglese, italiana, lettone, lituana, maltese, olandese, polacca, portoghese,
rumena, slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca e ungherese, tutti i
testi facenti fede. In caso di divergenza sull’interpretazione, prevale il
testo in lingua francese.
ALLEGATO
I
ELENCO
DEI PRODOTTI OGGETTO DELL’ACCORDO VOLONTARIO DI PARTENARIATO (AVP)
4401: Legna da ardere in tondelli, ceppi, ramaglie, fascine o in forme
simili; legno in piccole placche o in particelle; segatura, avanzi e cascami di
legno, anche agglomerati in forma di ceppi, mattonelle, palline o in forme
simili.
4403: Legno
grezzo, anche scortecciato, privato dell’alburno o squadrato.
4404: Liste di
legno per cerchi; pali spaccati; pioli e picchetti di legno, appuntiti, non
segati per il lungo; legno semplicemente sgrossato o arrotondato, ma non
tornito, né curvato né altrimenti lavorato, per bastoni, ombrelli, manici di
utensili o simili; legno in stecche, strisce, nastri e simili.
4406: Traversine
di legno per strade ferrate o simili.
4407: Legno segato
o tagliato per il lungo, tranciato o sfogliato, anche piallato, levigato o
incollato con giunture di testa, di spessore superiore a 6 mm.
4408: Fogli da
impiallacciatura (compresi quelli ottenuti mediante tranciatura di legno
stratificato), fogli per compensati o per legno laminato simile e altro legno
segato per il lungo, tranciato o sfogliato, anche piallato, levigato,
assemblati in parallelo o di testa, di spessore inferiore o uguale a 6 mm.
4409: Legno
(comprese le liste e le tavolette per pavimenti, non riunite) profilato (con
incastri semplici, scanalato, sagomato a forma di battente, con limbelli,
smussato, con incastri a V, con modanature, arrotondamenti o simili) lungo uno
o più orli o superfici, anche piallato, levigato o incollato con giunture di
testa.
4410: Pannelli di
particelle, pannelli detti “oriented strand board” (OSB) e pannelli simili di
legno o di altre materie legnose, anche agglomerate con resine o altri leganti
organici.
4411: Pannelli di
fibre di legno o di altre materie legnose, anche agglomerate con resine o altri
leganti organici.
4412: Legno
compensato, legno impiallacciato e legno laminato simile.
441400: Cornici di
legno per quadri, fotografie, specchi o articoli simili.
4415: Casse,
cassette, gabbie, cilindri ed imballaggi simili, di legno; tamburi (rocchetti)
per cavi, di legno; pallet semplici, pedane di carico ed altre piattaforme di
carico, di legno; spalliere di palette di legno.
441600: Fusti,
botti, tini ed altri lavori da bottaio e loro parti, di legno, compreso il legname
da bottaio.
441700: Utensili,
montature e manici di utensili, montature di spazzole, manici di scope o di
spazzole, di legno; forme, formini e tenditori per calzature, di legno.
4418:   Lavori di
falegnameria o lavori di carpenteria per costruzioni, compresi i pannelli
cellulari, i pannelli assemblati per pavimenti e le tavole di copertura (“shingles”
e “shakes”) di legno.
441900: Articoli
di legno per la tavola o per la cucina.
9403 30: Mobili di
legno dei tipi utilizzati negli uffici.
9403 40: Mobili di
legno dei tipi utilizzati nelle cucine.
9403 50: Mobili di
legno dei tipi utilizzati nelle camere da letto.
9403 60: Altri
mobili in legno.
ALLEGATO
II
DEFINIZIONE
DEL LEGNAME PRODOTTO LEGALMENTE
Introduzione
La presente
definizione viene fornita sotto forma di griglia di valutazione della legalità
costituita da indicatori raggruppati in base a 10 principi tematici:
1.           esistenza
giuridica dell’impresa;
2.           diritti
di accesso legali alle risorse forestali nella zona di attività;
3.           rispetto
della normativa in materia ambientale;
4.           diritti
dei lavoratori, delle comunità locali e autoctone;
5.           normativa
in materia di sfruttamento forestale;
6.           trasformazione
dei prodotti forestali;
7.           fiscalità
generale e forestale;
8.           conformità
alle normative del trasporto e della rintracciabilità dei prodotti forestali
legnosi;
9.           rispetto
delle clausole contrattuali;
10.         relazioni
con i subappaltatori nelle attività diverse dalla produzione di legname.
I vari titoli di sfruttamento forestale nella
Repubblica centrafricana interessati dalla presente definizione sono i
seguenti:
–      i permessi di sfruttamento e di assestamento attribuiti a imprese
legalmente stabilite nella Repubblica centrafricana per uno sfruttamento a fini
industriali conforme a un piano di assestamento;
–      le autorizzazioni di sfruttamento delle aree di rimboschimento
denominate anche “piantagioni”.
Il codice forestale centrafricano prevede
inoltre altri titoli di sfruttamento forestale:
–      i permessi artigianali riguardanti superfici pari o inferiore a dieci (10)
ha, che possono essere attributi a persone fisiche di nazionalità centrafricana
o a comunità di base;
–      le foreste comunitarie la cui superficie massima unitaria è fissata a
cinquemila (5 000) ha e che devono essere oggetto di una convenzione di
gestione tra il ministero delle Foreste e una comunità locale e/o autoctona
organizzata.
I permessi di sfruttamento e assestamento
(PSA), i permessi artigianali e le foreste comunitarie sono attribuiti nella
foresta di produzione del demanio forestale permanente dello Stato, situato
nella parte sudoccidentale del paese. Le piantagioni possono essere situate in
tutto il paese.
Dalla promulgazione del nuovo codice
forestale, ossia della legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008, che
istituisce il codice forestale della Repubblica centrafricana, il legname
esportato dalla RCA deriva in gran parte da PSA. A tale legname va aggiunto
quello proveniente dalle autorizzazioni di sfruttamento di vecchie piantagioni
di teck.
Tenuto conto delle difficoltà pratiche di
sfruttamento e monitoraggio delle foreste comunitarie e dei permessi
artigianali, questi titoli non sono ancora operativi nella Repubblica
centrafricana. Nel 2010 non esistono titoli relativi alle foreste comunitarie o
ai permessi artigianali.
Ne consegue che la griglia di valutazione
della legalità utilizzata nel quadro del presente accordo si applica soltanto
ai titoli attualmente in uso, ossia i PSA e le piantagioni. La definizione
della legalità sarà completata in modo da tenere conto delle foreste
comunitarie e dei permessi artigianali alle condizioni indicate ai paragrafi 1.2
e 2.1 dell’allegato V relativo al sistema di verifica della legalità.
La volontà di preparare il negoziato dell’AVP
in base a un’impostazione partecipativa garantisce il rispetto di tutti gli
interlocutori che partecipano ai dibattiti. Sono stati pertanto costituiti tre
collegi di parti interessate, ossia il settore pubblico, il settore privato e
la società civile.
Per favorire una comprensione graduale del
processo FLEGT e formulare in maniera più adeguata le proposte per il
negoziato, la consultazione sulla griglia si è svolta in due fasi distinte,
ossia la consultazione dei singoli collegi di parti interessate e la
consultazione dei tre collegi riuniti. La consultazione dei singoli collegi di
parti interessate si è svolta internamente tra le parti interessate. La
consultazione dei tre collegi riuniti ha consentito di confrontare le posizioni
di ogni collegio per definire una posizione nazionale, che è servita come base
per il gruppo di negoziazione con l’Unione europea.
Poiché la griglia di valutazione della
legalità deve servire da supporto operativo del processo di rilascio delle
licenze FLEGT, la RCA e l’Unione europea si sono accordate sulla necessità di
accertare sul campo l’applicabilità e la pertinenza del progetto di griglia di
valutazione della legalità prima della sua attuazione nel quadro dell’AVP. In
quest’ottica, nel corso dei negoziati, l’organizzazione internazionale “The
Forest Trust” è stata incaricata dall’European Forest Institut (EFI) di
effettuare l’accertamento sul campo con il contributo di rappresentanti
centrafricani.
Considerato che attualmente viene esportato
legname proveniente da piantagioni di teck verso il mercato europeo sotto forma
di tronchi, è indispensabile tenere conto di questi prodotti provenienti da
piantagioni nella griglia di valutazione della legalità. Le normative relative
alle piantagioni sono meno sviluppate. La griglia è stata elaborata a partire
da testi normativi esistenti. Successivamente saranno elaborati altri testi per
migliorare la normativa relativa alle piantagioni. La definizione della
legalità sarà aggiornata di conseguenza.
Precisazione relativa agli indicatori della
griglia
Alcuni indicatori non hanno un riferimento
normativo. Tali indicatori sono inseriti con riserva in attesa che siano
definiti i riferimenti necessari e sia possibile conoscerne il contenuto. Per
questo motivo, i riferimenti da creare sono menzionati nell’allegato sulle
misure di accompagnamento dell’attuazione dell’accordo (allegato IX). I
testi normativi che saranno adottati potranno comportare modifiche degli
indicatori nella loro attuale formulazione.
Alcuni indicatori si applicano a tutti i
carichi, indipendentemente dall’origine del legname. Altri si applicano
soltanto ai carichi provenienti da PSA o ai carichi provenienti da
autorizzazioni di sfruttamento di aree di rimboschimento dello Stato
(piantagioni dello Stato) o ai carichi provenienti da autorizzazioni di
sfruttamento di un demanio privato (piantagione di collettività o di privati).
L’ultima colonna “Titoli interessati” precisa a quali titoli di origine dei
carichi si applica l’indicatore corrispondente: tutti, PSA, piantagioni (che
comprendono le autorizzazioni relative ad aree di rimboschimento, dette
piantagioni di Stato, e le autorizzazioni di rimboschimento private per
comunità e privati, dette piantagioni private).
 PrincipIO 1: ESISTENZA GIURIDICA dell’impresa || 
 Criterio 1.1: l’impresa è regolarmente iscritta presso le amministrazioni competenti a seguito di una procedura valida. || 
 Indicatore || Parametro di controllo || Testo legislativo o normativo || Titoli interessati 
 Indicatore 1.1.1: Iscrizione presso le amministrazioni economiche: ministero del Commercio e dell’Industria. || Parametro di controllo 1.1.1.1: Decisione ministeriale che istituisce l’autorizzazione di sfruttamento forestale   Parametro di controllo 1.1.1.2: Tessera professionale di commerciante || Ordinanza n. 83.083 del 31 dicembre 1983 (articoli 7 e 8)   Decreto n. 83.550 del 31 dicembre 1983 (articoli da 1 a 7)   Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 176) || Tutti (PSA e piantagioni) 
 Indicatore 1.1.2: Iscrizione presso l’amministrazione fiscale (ministero delle Finanze e del Bilancio, direzione generale delle imposte) || Parametro di controllo 1.1.2.1: Tessera contributiva valida   Parametro di controllo 1.1.2.2: Bollettino recante il numero di codice fiscale (NCF)   || Guida all’iscrizione   Codice generale delle imposte, edizione 2009 (articolo 334)   Provvedimento n. 004/MEFPCI/DFB/CAB/SGF/DGID che fissa l’obbligo di utilizzo dell’NCF (articoli 1 e 2) || Tutti 
 Indicatore 1.1.3: Iscrizione alla cassa nazionale di previdenza sociale.   || Parametro di controllo 1.1.3.1: Attestazione dell’iscrizione all’ente previdenziale (CNSS) || Legge n. 06.035 del 28 dicembre 2006 che istituisce il codice di previdenza sociale (articolo 31) Decreto n. 09.116 del 27 aprile 2009 || Tutti 
 Indicatore 1.1.4: Iscrizione presso l’amministrazione responsabile nel settore forestale a seguito di una procedura di attribuzione valida. || Parametro di controllo 1.1.4.1: Relazione della commissione di attribuzione dei PSA sotto la responsabilità del ministero delle Foreste   Parametro di controllo 1.1.4.2: Relazione dell’osservatore indipendente sotto la responsabilità del ministero delle Foreste   Parametro di controllo 1.1.4.3: Decreto di attribuzione del permesso di sfruttamento e di assestamento || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 31)   Decreto 09.118 del 28 aprile 2009 (articolo 17.6)   || PSA 
 Indicatore 1.1.5: Iscrizione presso le amministrazioni giudiziarie (ministero della Giustizia, tribunale del commercio) || Parametro di controllo 1.1.5.1: Registro del commercio e del credito mobiliare (RCCM) Parametro di controllo 1.1.5.2: Rogito notarile di costituzione   Parametro di controllo 1.1.5.3: Notifica del numero di iscrizione da parte della cancelleria del tribunale del commercio || Ordinanza n. 83.083 del 31 dicembre 1983 (articolo 12)   Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 93) || Tutti 
 Indicatore 1.1.6: Iscrizione presso le amministrazioni del lavoro e dell’impiego (ministero del Lavoro e dell’Impiego, Ispettorato del lavoro) || Parametro di controllo 1.1.6.1: Registro del datore di lavoro numerato e siglato dall’ispettore del lavoro competente   || Legge n. 09. 004 che istituisce il codice del lavoro (articolo 331) || Tutti 
 Indicatore 1.1.7: Iscrizione presso le camere consolari: camera di commercio e dell’industria. || Parametro di controllo 1.1.7.1: Attestazione consolare   || Si rimanda all’allegato IX: riferimento giuridico da creare || Tutti 
 Indicatore 1.1.8: Iscrizione presso l’agenzia centrafricana per la formazione professionale e l’impiego (ACFPI) || Parametro di controllo 1.1.8.1: Domanda di iscrizione del datore di lavoro numerata e vistata || Legge n. 99.008 del 19 maggio 1999 (articoli da 1 a 7) || Tutti 
 Criterio 1.2: l’impresa è in regola con il versamento dei contributi. || 
 Indicatore 1.2.1: Pagamento dei contributi all’ente previdenziale (CNSS). || Parametro di controllo 1.2.1.1: Attestazione del CNSS o dichiarazione liberatoria   || Copia delle ricevute di pagamento dei contributi   || Tutti 
 Indicatore 1.2.2: Pagamento dei contributi all’ACFPI. || Parametro di controllo 1.2.2.1: Dichiarazione trimestrale delle retribuzioni corrisposte   Parametro di controllo 1.2.1.2: Attestazioni di pagamento della parte di contributi a carico dei datori di lavoro || Decreto 00.068 che fissa il regime della parte di contributi a carico dei datori di lavoro all’ACFPI (articoli 2 e 4)   || Tutti 
 Criterio 1.3: l’impresa non ha subito condanne giudiziarie o sanzioni amministrative che comportino una sospensione temporanea o definitiva dell’ attività. || 
 Indicatore 1.3.1: Le attività dell’impresa non sono sospese a seguito di una sentenza. || Parametro di controllo 1.3.1.1: Atti giudiziari dei tribunali Parametro di controllo 1.3.1.2: Registri delle infrazioni del ministero delle Foreste || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 209 e articolo 204, paragrafo 2) Provvedimento 09.020 del 30 aprile 2009 (articolo 92, paragrafo 2 e articolo 93) || Tutti 
 Indicatore 1.3.2: Le attività dell’impresa non sono sospese a seguito di una sanzione amministrativa. || Parametro di controllo 1.3.2.1: Registri delle infrazioni del ministero delle Foreste   Parametro di controllo 1.3.2.2: Provvedimento di sospensione del ministero dell’Ambiente || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 204, paragrafo 2) Provvedimento 09.020 del 30 aprile 2009 (articolo 92, paragrafo 2 e articolo 93) Legge n. 07.018 del 28 dicembre 2007 che istituisce il codice ambientale (articolo 114) ||   
 Criterio 1.4: l’impresa è ottemperante in caso di condanna giudiziaria o di sanzione amministrativa. || 
 Indicatore 1.4.1: L’impresa è in regola con il pagamento di ammende e penali in relazione alle infrazioni constatate. || Parametro di controllo 1.4.1.1: Ricevuta del pagamento dell’importo della transazione o delle ammende e delle sanzioni || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli da 208 a 233) Legge n. 07.018 del 28 dicembre 2007 che istituisce il codice ambientale (articoli da 114 a 143) || Tutti 
 PrincipIO 2: DiRITTI DI ACCESSO LEGALI ALLE RISORSE FORESTALI NELLA ZONA DI ATTIVITÀ || 
 Criterio 2.1: l’impresa dispone dei titoli necessari che la autorizzano a sfruttare le risorse forestali. || 
 Indicatore 2.1.1: Tutto l’iter (informazione della popolazione, gara d’appalto, richiesta del titolo, commissione di attribuzione che comprende l’osservatore indipendente) per l’attribuzione dei titoli di sfruttamento forestale è stato regolarmente espletato dall’impresa nel rispetto dei termini previsti da leggi e normative della Repubblica centrafricana, prima e dopo la promulgazione della legge n. 08.022 che istituisce il codice forestale. || Parametro di controllo 2.1.1.1 Relazione della commissione di attribuzione dei PSA sotto la responsabilità del ministero delle Foreste   Parametro di controllo 2.1.1.2: Relazione dell’osservatore indipendente sotto la responsabilità del ministero delle Foreste   Parametro di controllo 2.1.1.3: Decreto di attribuzione del PSA   Parametro di controllo 2.1.1.4: Convenzione provvisoria entro i tre mesi successivi alla firma del decreto   Parametro di controllo 2.1.1.5: Convenzione definitiva entro i tre mesi successivi alla firma della convenzione provvisoria || Legge n. 08.022 del 17.10.08 che istituisce il codice forestale (articoli 31, 41e 48)   Decreto 09.118 del 28 aprile 2009 (articolo 17, paragrafo 6)   Provvedimento n. 0.19 del 5 luglio 2006 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 1) Provvedimento n. 09.026 del 28 luglio 2009 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 2)   Decreto n. 09.118 (articoli da 13 a 17) || PSA 
 Indicatore 2.1.2: L’impresa ha saldato tutte le spese inerenti a ogni fase del processo di attribuzione.   || Parametro di controllo 2.1.2.1: Ricevute di pagamento delle spese di istruttoria del fascicolo Parametro di controllo 2.1.2.2: Ricevute di pagamento del diritto di riconoscimento preliminare Parametro di controllo 2.1.2.3: Quietanza del pagamento di 3 anni di affitto entro 15 giorni dalla notifica dell’attribuzione (per i permessi attribuiti dopo il 2003) || Decreto 09.118 del 28 aprile 2009 (articoli 22 e 44)   Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli da 179 a 189)     || PEA 
 Indicatore 2.1.3: Nel caso di piantagioni appartenenti a un privato o a una comunità, il privato o la comunità dispone di un titolo di proprietà.   || Parametro di controllo 2.1.3.1: Titolo fondiario a nome del privato o della comunità   || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale della RCA (articolo 131)   || Piantagioni private 
 Criterio 2.2: l’impresa dispone di tutte le autorizzazioni regolamentari periodiche che le consentono di svolgere le attività. || 
 Indicatore 2.2.1: L’impresa dispone di un permesso annuale di taglio regolarmente rilasciato dall’amministrazione delle foreste.           || Parametro di controllo 2.2.1.1: Nota di approvazione del piano di gestione per i PSA con convenzione definitiva. Parametro di controllo 2.2.1.2: Nota di approvazione del piano di attività annuale per i PSA con convenzione definitiva Parametro di controllo 2.2.1.3: Convenzione provvisoria di sfruttamento firmata dall’autorità competente || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli 107, 109 e 110, articolo 114)   Decreto 09.118 del 28 aprile 2009 (articolo 17, paragrafo 4) || PSA 
 Indicatore 2.2.2.: Nel caso di piantagioni appartenenti allo Stato, l’impresa dispone di un’autorizzazione del ministero delle Foreste per sfruttare una piantagione || Parametro di controllo 2.2.2.1: Accordo del ministero delle Foreste   Parametro di controllo 2.2.2.2: Permesso di esplorazione   Parametro di controllo 2.2.2.3: Relazione di esplorazione   Parametro di controllo 2.2.2.4: Piano semplice di gestione per le piantagioni con superficie pari o superiore a 50 ha che rispetta il capitolato d’oneri.   || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli 62 e 64)   Provvedimento n. 09.021 del 30 aprile 2009 (articoli da 72 a 75)     Si rimanda all’allegato IX: capitolato d’oneri da creare || Piantagioni 
 Indicatore 2.2.3: Nel caso di piantagioni appartenenti a un privato o a una comunità, l’appaltatore dispone dei permessi di sfruttamento || Parametro di controllo 2.2.3.1: Permesso di taglio rilasciato dal ministero all’appaltatore (proprietario o appaltatore a contratto)   Parametro di controllo 2.2.3.2: Piano semplice di gestione per le piantagioni con superficie pari o superiore a 50 ha che rispetta il capitolato d’oneri.   Parametro di controllo 2.2.3.3: Se del caso, contratto tra il privato o la comunità e l’impresa appaltatrice.   || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale della RCA (articolo 131)   Si rimanda all’allegato IX: capitolato d’oneri da creare || Piantagioni private 
 Criterio 2.3: dopo l’attribuzione del titolo di sfruttamento, l’impresa partecipa alla comunicazione dell’attribuzione a tutte le parti coinvolte nella gestione delle risorse forestali nella zona interessata. || 
 Indicatore 2.3.1: L’impresa informa le popolazioni locali e autoctone, le comunità locali e tutte le parti interessate circa la firma della convenzione provvisoria e l’apertura della parcella provvisoria di prelievo.       || Parametro di controllo 2.3.1.1: Verbali delle riunioni di sensibilizzazione stilati dall’impresa e convalidati congiuntamente dalle varie parti interessate. || Provvedimento n. 09.026 del 28 luglio 2009 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 2)   || PSA 
 PRINCIPIO 3: RISPETTO DELLA NORMATIVA IN MATERIA AMBIENTALE || 
 Criterio 3.1: l’impresa ha condotto tutte le valutazioni di impatto nel rispetto dei requisiti giuridici. || 
 Indicatore 3.1.1: Sono state effettuate le valutazioni di impatto ambientale.   || Parametro di controllo 3.1.1.1: Relazione delle valutazioni di impatto ambientale approvata per ogni sito di produzione (PSA + segheria, comprese le infrastrutture di base)   Parametro di controllo 3.1.1.2: Certificato di conformità ambientale rilasciato dall’autorità competente || Legge n. 07.018 del 28 dicembre 2007 che istituisce il codice ambientale (articolo 87 e articolo 93, paragrafo 2)   Si rimanda all’allegato IX: testi applicativi da creare. || PSA 
 Criterio 3.2: l’impresa attua le misure di attenuazione dell’impatto ambientale previste nelle valutazioni. || 
 Indicatore 3.2.1: Le misure intese a proteggere le risorse della biodiversità, contenute nelle valutazioni di impatto e approvate, vengono attuate.   || Parametro di controllo 3.2.1.1: Relazioni dei controlli dell’amministrazione responsabile per l’ambiente || Legge n. 07.018 del 28 dicembre 2007 che istituisce il codice ambientale (articolo 87)   Si rimanda all’allegato IX: testi applicativi da creare. || PSA 
 Criterio 3.3: l’impresa adotta misure intese a salvaguardare la qualità dell’ambiente nel suo sito conformemente alle disposizioni di legge. || 
 Indicatore 3.3.1: I rifiuti (intesi ai sensi dell’articolo 3 del codice ambientale della Repubblica centrafricana e dei decreti applicativi) risultanti dalle attività dell’impresa sono trattati in conformità alle disposizioni di legge. || Parametro di controllo 3.3.1.1: Relazioni dei controlli dell’amministrazione responsabile per l’ambiente || Legge n. 07.018 del 28 dicembre 2007 che istituisce il codice ambientale (articoli 3, 19 e 20, da 43 a 45) Si rimanda all’allegato IX: testi applicativi da creare.   || PSA 
 Indicatore 3.3.2: Le disposizioni di legge relative all’inquinamento delle acque e dell’aria sono rispettate. || Parametro di controllo 3.3.2.1: Relazione di audit ambientale dell’amministrazione responsabile per l’ambiente || Legge n. 07.018 del 28 dicembre 2007 che istituisce il codice ambientale (articoli 15, 102 e 106, secondo comma) Si rimanda all’allegato IX: testi applicativi da creare.   || PSA 
 PRINCIPIO 4: DIRITTI DEI LAVORATORI, DELLE COMUNITÀ LOCALI E AUTOCTONE || 
 Criterio 4.1: l’impresa partecipa all’informazione, alla formazione e all’inquadramento dei lavoratori per quanto riguarda i loro diritti professionali. || 
 Indicatore 4.1.1: La libertà di attività sindacale è garantita nell’impresa.   || Parametro di controllo 4.1.1.1: Nota informativa sulla garanzia della libertà sindacale vidimata dall’autorità competente e pubblicata Parametro di controllo 4.1.1.2: Verbali delle riunioni sindacali pubblicati (se lavoratori iscritti ai sindacati) || Legge 09.004 del 29 gennaio 2009 che istituisce il codice del lavoro (articoli 12, 17, 18, 30, 31, 33)       || Tutti 
 Indicatore 4.1.2: I rappresentanti del personale eletti conformemente alla normativa in vigore vantano i requisiti necessari per svolgere le proprie funzioni.   || Parametro di controllo 4.1.2.1: Verbale dell’assemblea generale elettiva dei rappresentanti del personale vidimato dall’ispettore del lavoro competente Parametro di controllo 4.1.2.2: Attestati di formazione vidimati dall’ispettore del lavoro competente || Legge 09.004 del 29 gennaio 2009 che istituisce il codice del lavoro (articoli 58, 60, 67)       || Tutti 
 Indicatore 4.1.3: I dipendenti dell’impresa sono informati sui documenti relativi ai diritti dei lavoratori.   || Parametro di controllo 4.1.3.1: Pubblicazione di note informative Parametro di controllo 4.1.3.2: Verbale delle riunioni tra rappresentanti del personale e dipendenti Parametro di controllo 4.1.3.3: Pubblicazione del regolamento interno || Legge 09.004 del 29 gennaio 2009 che istituisce il codice del lavoro (articoli 63 e 129)   Il contratto collettivo delle imprese forestali nella Repubblica centrafricana (articolo 10, paragrafo 4) || Tutti 
 Criterio 4.2: l’impresa rispetta i diritti dei lavoratori definiti dalle normative in vigore. || 
 Indicatore 4.2.1: Le relazioni tra l’impresa e i dipendenti sono formalizzate secondo le disposizioni di legge.   || Parametro di controllo 4.2.1.1: L’impresa forestale e i rappresentanti del personale sono in possesso di una copia del contratto collettivo Parametro di controllo 4.2.1.2: Registro del datore di lavoro numerato e siglato dall’ispettore del lavoro competente || Legge 09.004 che istituisce il codice del lavoro (articoli da 197 a 201 e articolo 331)     || Tutti 
 Indicatore 4.2.2: I lavoratori dell’impresa sono remunerati conformemente alla normativa in vigore nel rispettivo settore di attività e in maniera non discriminatoria. || Parametro di controllo 4.2.2.1: Buste paga e livello retributivo Parametro di controllo 4.2.2.2: Contratto di lavoro firmato da tutte le parti || Legge 09.004 che istituisce il codice del lavoro (articoli da 221 a 230 e da 94 a 99)   Contratto collettivo delle imprese forestali || Tutti 
 Indicatore 4.2.3: Le condizioni di igiene e sicurezza dei lavoratori sono conformi alla normativa in vigore. || Parametro di controllo 4.2.3.1: Verbali delle riunioni del comitato per l’igiene e la sicurezza   Parametro di controllo 4.2.3.2: Repertorio del materiale per l’igiene e la sicurezza di cui è dotato il personale   || Legge n. 09.004 che istituisce il codice del lavoro (articoli da 82 a 87) Provvedimento 005/MFPESSFP/CAB/DGTEFP dell’11 luglio 2004 relativo all’istituzione e al funzionamento dei comitati per l’igiene e la sicurezza nella Repubblica centrafricana (articoli da 1 a 3 e da 9 a 17)   Contratti collettivi delle imprese forestali Ufficio internazionale del lavoro, convenzione C155 sulla sicurezza e la salute dei lavoratori, 1981 (articolo 12, lettere a e b, articolo 16) ratificata dalla Repubblica centrafricana il 5 giugno 2006 || Tutti 
 Indicatore 4.2.4: Gli orari di lavoro praticati dall’impresa sono conformi alle disposizioni giuridiche.   || Parametro di controllo 4.2.4.1: Sistema di timbratura dei lavoratori Parametro di controllo 4.2.4.2: Schede di timbratura dei lavoratori Parametro di controllo 4.2.4.3: Pubblicazione delle note di servizio dell’impresa Parametro di controllo 4.2.4.4: Buste paga || Legge n. 09.004 che istituisce il codice del lavoro (articoli da 247 a 251)   || Tutti 
 Indicatore 4.2.5: La politica di assunzione rispetta le condizioni di età stabilite dalla legislazione nazionale e dall’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). || Parametro di controllo 4.2.5.1: Contratti di lavoro firmati da tutte le parti     || Legge n. 09.004 che istituisce il codice del lavoro (articoli da 247 a 249, articolo 97)   Contratti collettivi delle imprese forestali || Tutti 
 Criterio 4.3: l’impresa rispetta i diritti delle popolazioni locali e autoctone. || 
 Indicatore 4.3.1: I diritti consuetudinari di accesso e di uso delle popolazioni locali e autoctone nelle concessioni forestali sono riconosciuti e rispettati dall’impresa.   || Parametro di controllo 4.3.1.1: Piano di assestamento approvato dall’autorità competente (in particolare il rapporto socioeconomico)   Parametro di controllo 4.3.1.2: Convenzione provvisoria firmata dall’autorità competente (PSA con convenzione provvisoria)   Parametro di controllo 4.3.1.3: Relazione di constatazione dell’amministrazione forestale vidimata dalle parti || Provvedimento n. 0.19 del 5 luglio 2006 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 1)   Provvedimento n. 09.026 del 28 luglio 2009 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 2)   Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli da 14 a 22, articolo 107) Decreto 09.118 del 28 aprile 2009 (articolo 17, paragrafi 4 e 5) || PSA 
 Indicatore 4.3.2: In caso di distruzione dei beni appartenenti alle popolazioni locali e autoctone da parte dell’impresa, i risarcimenti sono conformi alle norme in vigore || Parametro di controllo 4.3.2.1: Verbale di constatazione letto e approvato dalle parti   Parametro di controllo 4.3.2.2: Prove del risarcimento     || Provvedimento 005/ del ministero dello Sviluppo rurale del 9 luglio 1973 || PSA 
 PRINCIPIO 5: NORMATIVA IN MATERIA DI SFRUTTAMENTO FORESTALE || 
 Criterio 5.1: l’impresa ha partecipato all’informazione di tutte le parti interessate dalla gestione delle risorse forestali DOPO l’attribuzione del suo titolo di sfruttamento nella zona interessata. || 
 Indicatore 5.1.1: Le popolazioni locali, le comunità locali, le ONG, le strutture decentrate dello Stato e gli altri partner per lo sviluppo, interessati alla gestione delle risorse forestali nella circoscrizione territoriale considerata, sono informati dell’attribuzione del PSA. || Parametro di controllo 5.1.1.1: Verbali delle riunioni di sensibilizzazione redatti dall’impresa e convalidati congiuntamente dalle parti interessate || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 14)   Provvedimento n. 09.026 del 28 luglio 2009 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 2). || PSA 
 Criterio 5.2: la convenzione provvisoria è rispettata. || 
 Indicatore 5.2.1: L’impresa rispetta le disposizioni della convenzione provvisoria durante il periodo di validità (3 anni).   || Parametro di controllo 5.2.1.1: Relazione di controllo dell’amministrazione || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli 102 e 107) Convenzione provvisoria di assestamento Provvedimento n. 0.19 del 5 luglio 2006 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 1) || PSA 
 Criterio 5.3: il piano di assestamento è concepito e applicato nel rispetto della normativa. || 
 Indicatore 5.3.1: Gli studi preliminari all’assestamento sono stati realizzati secondo le norme prescritte dall’amministrazione forestale.   || Parametro di controllo 5.3.1.1: Relazioni di inventari di assestamento   Parametro di controllo 5.3.1.2: Relazione di valutazione socioeconomica || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli da 102 a 105 e articolo 107)   Convenzione provvisoria di assestamento e di sfruttamento || PSA 
 Indicatore 5.3.2: Il piano di assestamento è stato realizzato secondo le norme prescritte dall’amministrazione forestale.   || Parametro di controllo 5.3.2.1: Convenzione definitiva di assestamento e di sfruttamento || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 103) Provvedimento n. 0.19 del 5 luglio 2006 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 1) Provvedimento n. 09.026 del 28 luglio 2009 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 2) || PSA 
 Indicatore 5.3.3: Il piano di gestione è conforme alle norme.   || Parametro di controllo 5.3.3.1: Lettera di approvazione ufficiale del piano di gestione || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli 94, 103 e 114) Provvedimento n. 0.19 del 5 luglio 2006 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 1) Provvedimento n. 09.026 del 28 luglio 2009 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 2). || PSA 
 Indicatore 5.3.4: Il piano di attività annuale, comprese le carte, è conforme alle norme. || Parametro di controllo 5.3.4.1: Lettera di deposito del piano di attività annuale (PAA) presso il gabinetto del ministero delle Foreste   Parametro di controllo 5.3.4.2: Lettera di approvazione ufficiale del PAA   || Provvedimento n. 0.19 del 5 luglio 2006 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 1) Provvedimento n. 09.026 del 28 luglio 2009 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 2)   Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli 94, 103 e 114) || PSA 
 Indicatore 5.3.5: Esiste un piano semplice di gestione conforme alla normativa in vigore per le piantagioni o le aree di rimboschimento con superficie pari o superiore a 50 ha. || Parametro di controllo 5.3.5.1: Piano semplice di gestione per le piantagioni con superficie pari o superiore a 50 ha che rispetta il capitolato d’oneri. Parametro di controllo 5.3.5.2: Lettera di approvazione del piano semplice di gestione     || Articolo 64 della legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale della RCA Articoli da 72 a 75 del provvedimento n. 09.021 del 30 aprile 2009   Si rimanda all’allegato IX: capitolato d’oneri da creare || Piantagioni 
 Criterio 5.4: l’impresa ha definito chiaramente i limiti delle varie suddivisioni della foresta e li rispetta. || 
 Indicatore 5.4.1: I limiti della parcella annuale di prelievo (PAP) o delle parcelle provvisorie previste sulle carte sono concretamente riportati e rispettati conformemente alla normativa. || Parametro di controllo 5.4.1.1: Relazioni delle missioni di controllo dell’amministrazione forestale || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 105)   Provvedimento n. 09.026 del 28 luglio 2009 relativo all’approvazione delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 2) || PSA 
 Criterio 5.5: L’impresa costruisce le vie di accesso nel rispetto delle disposizioni normative in vigore. || 
 Indicatore 5.5.1: La rete di accesso è pianificata e realizzata conformemente alla normativa in vigore.   || Parametro di controllo 5.5.1.1: Piano di attività annuale approvato dall’amministrazione forestale Parametro di controllo 5.5.1.2: Piano di rete di accesso della parcella provvisoria Parametro di controllo 5.5.1.3: Autorizzazione amministrativa di apertura delle vie di accesso (se sono necessarie vie di accesso al di fuori del PAP) Parametro di controllo 5.5.1.4: Relazioni delle missioni di controllo dell’amministrazione forestale Parametro di controllo 5.5.1.5: Autorizzazione di apertura delle vie di accesso per un PAP || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli 94, 103 e 114)   Convenzione provvisoria di sfruttamento   Convenzione definitiva || PSA 
 Criterio 5.6: l’impresa sceglie gli alberi da abbattere secondo le norme dal codice forestale, il piano di assestamento o i dati del piano di attività annuale (PAA) || 
 Indicatore 5.6.1: I diametri minimi di assestamento (DMA) per le convenzioni definitive o i diametri minimi di sfruttabilità amministrativa (DMS) per le convenzioni provvisorie sono rispettati durante le operazioni di abbattimento. || Parametro di controllo 5.6.1.1: Registro di cantiere   Parametro di controllo 5.6.1.2: Relazioni delle missioni di controllo || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 105) Convenzione definitiva di sfruttamento Convenzione provvisoria di sfruttamento || PSA 
 Indicatore 5.6.2: Le specie sfruttate sono autorizzate nel piano di assestamento, nel PAA, nel provvedimento applicativo del codice forestale o nel codice forestale.   || Parametro di controllo 5.6.2.1: Piano di assestamento Parametro di controllo 5.6.2.2: Registro di cantiere Parametro di controllo 5.6.2.3: “Movimenti di legname” Parametro di controllo 5.6.2.4: Autorizzazione speciale per le specie non autorizzate || Provvedimento n. 09.021 del 30 aprile 2009 (articolo 53) Convenzione definitiva Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli 186 e 190) || PSA 
 Criterio 5.7: l’impresa rispetta tutte le disposizioni del codice forestale sull’abbandono di legname abbattuto nell’ambito dello sfruttamento forestale. || 
 Indicatore 5.7.1: Il legname viene abbattuto e abbandonato nelle foreste conformemente alle normative in vigore.   || Parametro di controllo 5.7.1.1: Registro di cantiere   Parametro di controllo 5.7.1.2: Verbale di constatazione di abbandono del legname dell’amministrazione forestale   Parametro di controllo 5.7.1.3: Relazioni di controllo dell’amministrazione forestale   || Convenzione definitiva di sfruttamento   Convenzione provvisoria di sfruttamento   Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli 201, 202 e 204)   || PSA 
 PrincipIO 6: TraSFORMAZIONE DEI PRODOTTI FORESTALI || 
 Criterio 6.1: l’impresa istituisce almeno un’unità di trasformazione conformemente alle disposizioni del codice forestale. || 
 Indicatore 6.1.1: L’impresa dispone almeno di una unità di trasformazione conformemente alle disposizioni normative, tre anni dopo l’attribuzione del PSA.   || Parametro di controllo 6.1.1.1: Licenza di esercizio dell’unità di trasformazione   || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 39) Convenzione provvisoria di sfruttamento e assestamento || PSA 
 Indicatore 6.1.2: L’impresa dispone delle prove del rispetto della quota minima annua di trasformazione (70%) fissata dallo Stato.   || Parametro di controllo 6.1.2.1: “Movimenti di legname” o annuario statistico || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 44)   ||   
 Criterio 6.2: l’impresa accerta la legalità del legname o dei suoi derivati acquisiti o importati. || 
 Indicatore 6.2.1: I tronchi e i prodotti legnosi importati per la trasformazione sono registrati conformemente alle disposizioni normative   || Parametro di controllo 6.2.1.1: Dichiarazione di importazione commerciale Parametro di controllo 6.2.1.2: “Movimenti di legname” || Riferimento da creare: si rimanda all’allegato IX || PSA 
 Indicatore 6.2.2: I tronchi e i prodotti legnosi acquistati, e importati, per la trasformazione sono di origine conosciuta e legale. || Parametro di controllo 6.2.2.1: Licenza FLEGT del paese di origine che accompagna i prodotti importati   Parametro di controllo 6.2.2.2: Certificato di gestione sostenibile o certificato di origine legale     || Riferimento da creare: si rimanda all’allegato IX || PSA 
 PrincipIO 7: FiscalitÀ gENERALE E FORESTALE || 
 Criterio 7.1: l’impresa effettua dichiarazioni fiscali forestali compatibili con l’attività effettiva. || 
 Indicatore 7.1.1: La dichiarazione sulla produzione di legname è resa nel rispetto delle disposizioni del codice forestale.   || Parametro di controllo 7.1.1.1: “Movimenti di legname” || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 190) || Tutti 
 Indicatore 7.1.2: La dichiarazione sulla trasformazione del legname è conforme ai “Movimenti di legname”   || Parametro di controllo 7.1.2.1: “Movimenti di legname” || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 190) || Tutti 
 Indicatore 7.1.3: Le dichiarazioni sulla commercializzazione del legname e l’esportazione dei prodotti sono effettuate nel rispetto delle disposizioni normative.   || Parametro di controllo 7.1.3.1: “Movimenti di legname”   Parametro di controllo 7.1.3.2: Dichiarazioni doganali   Parametro di controllo 7.1.3.3: Dichiarazione di esportazione commerciale (DEC) || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 190) Legge finanziaria di ogni esercizio di bilancio   Decreto 86.328 del 20 novembre 1986 (articolo 2) || Tutti 
 Indicatore 7.1.4: Le dichiarazioni fiscali e doganali sono effettuate nel rispetto delle disposizioni normative.   || Parametro di controllo 7.1.4.1: Quietanza di pagamento della licenza di esercizio Parametro di controllo 7.1.4.2: Quietanza di pagamento dell’IMF (imposta minima forfetaria) Parametro di controllo 7.1.4.3: Quietanza di pagamento dell’II/IR (imposta sulle imprese/imposta sui redditi) Parametro di controllo 7.1.4.4: Quietanza di pagamento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) || Legge finanziaria di ogni esercizio di bilancio   Codice generale delle imposte (articoli 120, 125, 140, 204, 247, 248 e 257)   || Tutti 
 Criterio 7.2: l’impresa versa tutte le tasse alle quali è soggetta entro i termini prescritti. || 
 Indicatore 7.2.1. Tutte le tasse e i diritti di concessione in materia forestale sono versati entro i termini prescritti.   || Parametro di controllo 7.2.1.1: Quietanze di pagamento della tassa sull’affitto Parametro di controllo 7.2.1.2: Quietanze di pagamento della tassa di abbattimento Parametro di controllo 7.2.1.3: Quietanze di pagamento della tassa di rimboschimento Parametro di controllo 7.2.1.4: Notifica che prescrive le misure eccezionali relative al pagamento di tasse e diritti di concessione da parte dell’impresa   || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli da 179 a 193)   Legge finanziaria di ogni esercizio di bilancio   || PSA   Tutti   Tutti   Tutti 
 Indicatore 7.2.2: Tutti i diritti e le tasse legati all’esportazione del legname sono versati entro i termini.   || Parametro di controllo 7.2.2.1: Quietanza di pagamento dei DU (diritti di uscita)   Parametro di controllo 7.2.2.2: Quietanza di pagamento dell’IMF (imposta minima forfetaria)   Parametro di controllo 7.2.2.3: Quietanza di pagamento del REIF (diritto di concessione per la dotazione di strumenti informatici del ministero delle Finanze) || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 198) Legge finanziaria di ogni esercizio di bilancio atto n. 1/92-UDEAC-CD-SE1 Articoli 12 e 22 del codice doganale della CEMAC Atto n. 1/93-UDEAC-573-CD-SE1 Atto n. 7/93-UDEAC-556-CD-SE1 Atto n. 16/96-UDEAC-556-CD-57 Atto n. 5/89-UDEAC-491   || Tutti 
 Indicatore 7.2.3: Tutti i diritti e le tasse legati all’importazione delle apparecchiature utilizzate dall’impresa sono versati.   || Parametro di controllo 7.2.3.1: Quietanze di pagamento del DD (dazio doganale all’importazione) Parametro di controllo 7.2.3.2: Quietanza di pagamento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) Parametro di controllo 7.2.3.3: Quietanza di pagamento della TCI (tassa comunitaria di integrazione) Parametro di controllo 7.2.3.4: Quietanza di pagamento del CCI (contributo comunitario di integrazione) Parametro di controllo 7.2.3.5: Quietanza di pagamento del REIF (diritto di concessione per la dotazione di strumenti informatici per gli aspetti finanziari) Parametro di controllo 7.2.3.6: Quietanze di pagamento all’OHADA (diritto di concessione per conto dell’OHADA) Parametro di controllo 7.2.3.7: Quietanze di pagamento CMF (diritto di concessione per conto della COMIFAC)   || Legge finanziaria di ogni esercizio di bilancio atto n. 1/92-UDEAC-CD-SE1 Articoli 12 e 22 del codice doganale della CEMAC Atto n. 1/93-UDEAC-573-CD-SE1 Atto n. 7/93-UDEAC-556-CD-SE1 Atto n. 16/96-UDEAC-556-CD-57 Atto n. 5/89-UDEAC-491 || Tutti 
 Indicatore 7.2.4: L’impresa ha trasferito i valori “free on truck” (FOT) dei prodotti dichiarati all’esportazione al di fuori della CEMAC a una banca locale entro i 30 giorni successivi alla scadenza stabilita dal contratto. || Parametro di controllo 7.2.4.1: Attestazione di domiciliazione bancaria   Parametro di controllo 7.2.4.2: Documento di trasferimento di fondi                 || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 200)   || Tutti 
 PRINCIPIO 8: CONFORMITÀ ALLE NORMATIVE DEL TRASPORTO E DELA RINTRACCIABILITÀ DEI PRODOTTI FORESTALI LEGNOSI || 
 Criterio 8.1: l’impresa può disporre di propri mezzi di trasporto. || 
 Indicatore 8.1.1: Gli autocarri e gli altri mezzi di trasporto dei prodotti forestali sono correttamente registrati e immatricolati.   || Parametro di controllo 8.1.1.1: Libretto di circolazione   Parametro di controllo 8.1.1.2: Scheda tecnica   Parametro di controllo 8.1.1.3: Assicurazione   Parametro di controllo 8.1.1.4: Permesso di trasporto   Parametro di controllo 8.1.1.5: Autorizzazione di trasportatore   || –      Decreto n. 88.151 del 25 aprile 1988 (articolo R138, R138, primo comma e R134, quarto comma) –      Codice delle assicurazioni della CIMA (articolo 200) –      Codice generale delle imposte (edizione 2009) (articolo 204) Nel caso del trasporto dei prodotti forestali per l’esportazione, esiste un ulteriore riferimento: decreto n. 90.043 maggio 1990 che organizza i trasporti stradali nella RCA || Tutti 
 Indicatore 8.1.2: I documenti di trasporto del legname e dei suoi derivati per l’esportazione sono conformi alla normativa in vigore.     || Parametro di controllo 8.1.2.1: Lettera di vettura Parametro di controllo 8.1.2.2: Visto per la spedizione accompagnato da: specifiche, D15, dichiarazione di esportazione commerciale, fattura, certificato di origine || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 93)   Codice doganale della CEMAC (articoli 133 e 134)   || Tutti 
 Indicatore 8.1.3: L’impresa attua misure per applicare il divieto di trasporto di persone. || Parametro di controllo 8.1.3.1: Regolamento interno dell’impresa   Parametro di controllo 8.1.3.2: Nota di servizio   ||  Decreto n. 90.043 di maggio 1990 che organizza i trasporti stradali nella RCA   || Tutti 
 Criterio 8.2: l’impresa effettua la marcatura degli alberi abbattuti ai fini del monitoraggio e della rintracciabilità secondo metodi riconosciuti dalla normativa forestale. || 
 Indicatore 8.2.1: I tronchi e i ceppi degli alberi abbattuti sono martellati e marcati nel rispetto delle disposizioni normative. || Parametro di controllo 8.2.1.1: Relazione delle missioni di controllo dell’amministrazione forestale || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli 93 e 96) || Tutti 
 Indicatore 8.2.2: A livello dei depositi nelle foreste, i toppi sono martellati e marcati nel rispetto delle normative in vigore. || Parametro di controllo 8.2.2.1: Relazione delle missioni di controllo dell’amministrazione forestale   || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli 93 e 96) Provvedimento interministeriale n. 82 del 13 febbraio 2004 || Tutti 
 Indicatore 8.2.3: I documenti di trasporto dei tronchi sono compilati prima dell’uscita dal cantiere. || Parametro di controllo 8.2.3.1: Lettera di vettura (denominata anche bolla di consegna o bolla di evacuazione) ||   Si rimanda all’allegato IX: riferimento da creare per il sistema nazionale di rintracciabilità || Tutti 
 Indicatore 8.2.4: I documenti di trasporto dei tronchi e dei colli sono compilati prima dell’uscita dal deposito dei tronchi e dallo stabilimento. || Parametro di controllo 8.2.4.1: Lettera di vettura (denominata anche bolla di consegna o bolla di evacuazione)     || Provvedimento interministeriale n. 82 del 13 febbraio 2004 || Tutti 
 PrincipIO 9: RISPETTO DELLE CLAUSOLE CONTRATTUALI || 
 Criterio 9.1: l’impresa rispetta gli impegni formali assunti nel piano di gestione (PG), nel piano di attività annuale (PAA) e/o nella convenzione provvisoria per contribuire in modo più adeguato allo sviluppo locale. || 
 Indicatore 9.1.1: Gli importi pro rata imputati al bilancio delle comunità sono regolarmente versati dall’impresa. || Parametro di controllo 9.1.1.1: Quietanza di pagamento degli ordini di riscossione   Parametro di controllo 9.1.1.2: Autorizzazione amministrativa di pagamento scaglionato delle tasse || Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli da177 a 192) || PSA 
 Indicatore 9.1.2: Le azioni sociali programmate dall’impresa che figurano nel PAA e nel PG o nelle convenzioni provvisorie sono realizzate. || Parametro di controllo 9.1.2.1: PAA convalidato dall’amministrazione forestale (ogni PAA contiene una descrizione delle attività sociali realizzate nell’anno precedente)   Parametro di controllo 9.1.2.2: Convenzione provvisoria firmata dall’impresa e dal ministero delle Foreste     || Riferimento da creare: provvedimento di convalida delle norme di gestione forestale in corso di elaborazione, si rimanda all’allegato IX   Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articoli 50 e 51) || PSA 
 Criterio 9.2: l’impresa rispetta gli ulteriori impegni assunti con l’amministrazione forestale relativi alla conservazione della biodiversità nella concessione. || 
 Indicatore 9.2.1: Gli impegni assunti nel PG, nel capitolato d’oneri, nel PAA o nella convenzione provvisoria per contribuire alla lotta contro il bracconaggio e i disboscamenti illegali nel suo territorio di attività sono rispettati.   || Parametro di controllo 9.2.1.1: Relazioni di controllo del cantiere da parte dell’amministrazione forestale   Parametro di controllo 9.2.1.2: Relazioni dell’impresa sulle campagne di informazione, educazione e sensibilizzazione   Parametro di controllo 9.2.1.3: PAA convalidato dall’amministrazione forestale   Parametro di controllo 9.2.1.4: Regolamento interno         || Riferimento da creare: provvedimento di convalida delle norme di gestione forestale in corso di elaborazione, si rimanda all’allegato IX   Legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice forestale (articolo 90) Codice di protezione della fauna Ordinanza n. 84.045 del 27 luglio 1984 (articoli 34, 111 e 112) || PSA 
 PrincipIO 10: RelaZIONI CON I SUBAPPALTATORI NELLE Attività DIVERSE DALLA PRODUZIONE DI LEGNAME || 
 Criterio 10.1: l’impresa (e, nel caso delle piantagioni private, il privato o la comunità) si assicura che tutti i suoi subappaltatori operino nella legalità. || 
 Indicatore 10.1.1: L’impresa (e, nel caso delle piantagioni private, il privato o la comunità) si assicura che tutti i suoi subappaltatori e fornitori dispongano di un’autorizzazione per l’esercizio delle loro attività. || Parametro di controllo 10.1.1.1: Autorizzazione all’esercizio della professione valida Parametro di controllo 10.1.1.2: Contratti di subappalto registrati || Codice della registrazione dei timbri e della curatela (articoli 2 e 13) || Tutti 
 Criterio 10.2: l’impresa adempie i propri obblighi nei confronti dei subappaltatori. || 
 Indicatore 10.2.1: L’impresa (e, nel caso delle piantagioni private, il privato o la comunità) effettua il pagamento della prestazione prevista dal contratto.   || Parametro di controllo 10.2.1.1: Fatture Parametro di controllo 10.2.1.2: Documento di bonifico o assegno o ricevuta attestante il pagamento corrispondente alle fatture || Codice civile (articolo 1101 e seguenti) || Tutti 
Repertorio di leggi, principali testi
normativi, accordi regionali e internazionali considerati ai fini della
valutazione della legalità forestale
I testi riportati nel quadro di questa griglia
unica sono i seguenti:
–      le ordinanze (83.083 del 31 dicembre 1983 e 84.045 del 27 luglio 1984);
–      la legge n. 08.022 del 17 ottobre 2008 che istituisce il codice
forestale della Repubblica centrafricana e i relativi testi applicativi:
decreti, provvedimenti, decisioni e note di servizio; 
–      la legge n. 07.018 del 28 dicembre 2007 che istituisce il codice
ambientale; 
–      la legge n. 09.004 che istituisce il codice del lavoro; 
–      la legge che istituisce il codice civile della RCA;
–      la legge che istituisce il codice generale delle imposte (compresa la
legge che istituisce il codice di registrazione dei timbri e della curatela); 
–      la legge finanziaria di ogni esercizio di bilancio;
–      la legge n. 06.035 del 28 dicembre 2006 che istituisce il codice di
previdenza sociale;
–      la legge n. 99.008 del 19 maggio 1999;
–      il codice delle assicurazioni della CIMA; 
–      il codice doganale della CEMAC, gli atti che istituiscono il codice
delle dogane della CEMAC:
·      atto n. 1/92-UDEAC-CD-SE1
·      atto n. 1/93-UDEAC-573-CD-SE1;
·      atto n. 7/93-UDEAC-556-CD-SE1;
·      atto n. 16/96-UDEAC-556-CD-57;
·      atto n. 5/89-UDEAC-491;
–      le convenzioni (collettive delle imprese forestali nella RCA,
convenzione C155 dell’Ufficio internazionale del lavoro del 1981 relativa alla
sicurezza e alla salute dei lavoratori, definitiva di sfruttamento e di assestamento,
provvisoria di sfruttamento e di assestamento);
–      il codice di protezione della fauna, ordinanza n. 84.045 del 27 luglio 1984;
–      il codice della registrazione dei timbri e della curatela;
–      il codice civile;
–      i decreti:
·      decreto n. 83.550 del 31 dicembre 1983;
·      decreto n. 09.116 del 27 aprile 2009;
·      decreto n. 09.118 del 28 aprile 2009;
·      decreto n. 00.068;
·      decreto n. 88.151 del 25 aprile 1988;
·      decreto n. 90.043 di maggio 1990 che organizza i trasporti stradali;
·      decreto 86.328 del 20 novembre 1986;
–      i provvedimenti ministeriali e interministeriali:
·      provvedimento n. 004/MEFPCI/DFB/CAB/SGS/DGID;
·      provvedimento n. 09.020 del 30 aprile 2009;
·      provvedimento n. 019 del 5 luglio 2006 relativo all’approvazione delle
norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 1);
·      provvedimento n. 09.021 del 30 aprile 2009;
·      provvedimento n. 005/MFPSSSFP/CAB/DGTEFP dell’11 luglio 2004;
·      provvedimento interministeriale n. 82 del 13 febbraio 2004;
·      provvedimento 005/ministero dello Sviluppo rurale del 9 luglio 1973;
·      provvedimento n. 09.026 del 28 luglio 2009 relativo all’approvazione
delle norme nazionali di elaborazione dei piani di assestamento (volume 2);
·      provvedimento interministeriale n. 82 del 13 febbraio 2004;
–      Guida all’iscrizione
ALLEGATO
III
CONDIZIONI
CHE DISCIPLINANO L’IMMISSIONE IN LIBERA PRATICA NELL’UNIONE EUROPEA DI LEGNAME
E SUOI DERIVATI ESPORTATI DA UN PAESE PARTNER E COPERTI DA UNA LICENZA FLEGT
Quadro generale
Il regolamento (CE) n. 2173/2005 del 20
dicembre 2005 e il relativo regolamento di applicazione, il regolamento (CE)
n. 1024/2008 del 17 ottobre 2008, disciplinano le condizioni di immissione
sul mercato europeo di legname e suoi derivati coperti da licenza FLEGT
provenienti dalla Repubblica centrafricana. Le procedure definite in detti
regolamenti prevedono un possibile adeguamento alle condizioni nazionali degli
Stati membri, segnatamente la possibilità che le autorità competenti incaricate
dell’accettazione delle licenze FLEGT all’atto dell’immissione sul mercato
europeo possano essere le autorità doganali o un’altra amministrazione. Per
questo motivo, la descrizione del processo prevede due fasi di verifica: (1) il
controllo documentario della licenza e (2) il controllo della conformità della
realtà del carico con la licenza corrispondente.
Tale processo attuato nell’Unione europea è
inteso a rafforzare i controlli istituiti dalla Repubblica centrafricana e
verificare che le licenze FLEGT presentate all’entrata in Europa siano
esattamente quelle debitamente rilasciate e registrate dall’autorità di rilascio
delle licenze centrafricana e coprano i carichi come previsto dalle autorità
del paese. Le autorità competenti non hanno la facoltà di rimettere in
discussione il sistema centrafricano di verifica della legalità né la validità
dell’attribuzione delle licenze, in quanto si tratta di aspetti che possono
essere eventualmente affrontati dal comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo.
Articolo 1
Trattamento delle licenze
1.           La licenza FLEGT (in appresso “licenza”)
dovrà essere presentata alle autorità competenti dello Stato membro in cui è
dichiarato il carico[17]
per l’immissione in libera pratica[18].
2.           Non appena una licenza è accettata,
le autorità competenti di cui al paragrafo 1 dovranno informare le autorità
doganali secondo le procedure nazionali in vigore.
Articolo 2
Controllo
documentario delle licenze
1.           Le licenze su supporto cartaceo
dovranno essere conformi al modello di licenza descritto nell’allegato IV.
2.           Una licenza sarà considerata nulla
qualora la data di presentazione sia successiva alla data di scadenza indicata
nella licenza stessa.
3.           Non saranno ammesse cancellature o
alterazioni della licenza, salvo che tali cancellature o alterazioni siano
state convalidate dall’autorità di rilascio delle licenze.
4.           Non saranno accettate estensioni
della validità della licenza, a meno che siano state convalidate dall’autorità
di rilascio delle licenze.
5.           Non saranno accettati duplicati di
licenze o licenze sostitutive che non siano stati rilasciati e convalidati dall’autorità
di rilascio delle licenze.

Articolo 3
Richiesta di
ulteriori informazioni
1.           In caso di dubbi in merito a una
licenza, al duplicato di una licenza o a una licenza sostitutiva, le autorità
competenti potranno richiedere ulteriori informazioni all’autorità di rilascio
delle licenze.
2.           Alla richiesta potrà essere allegata
copia della licenza, del duplicato o della licenza sostitutiva.
Articolo 4
Verifica fisica
1.           La verifica della conformità della
realtà del carico alla corrispondente licenza sarà eventualmente eseguita dalle
autorità competenti.
2.           Qualora le autorità competenti
ritengano necessario effettuare ulteriori verifiche del carico, sarà possibile
eseguire controlli per accertarne la conformità alle informazioni contenute
nella licenza e in archivio relativamente alla licenza in possesso dell’autorità
preposta al rilascio.
3.           Se il volume o il peso dei prodotti
legnosi che costituiscono il carico presentato per l’immissione in libera
pratica non si discosta in misura superiore al 10% dal volume o dal peso
indicati nella licenza corrispondente, il carico sarà ritenuto conforme alle
informazioni sul volume o sul peso fornite nella licenza.
4.           I costi sostenuti durante il
completamento della verifica saranno a carico dell’importatore, eccetto nel
caso in cui la legislazione degli Stati membri interessati disponga
diversamente.
Articolo 5
Verifica preliminare

Una licenza presentata prima dell’arrivo del relativo carico potrà
essere accettata se rispetta tutte le disposizioni stabilite nell’allegato IV
del presente accordo e non si ritengono necessarie ulteriori verifiche ai sensi
degli articoli 3 e 4.
Articolo 6
Immissione in libera pratica

1.           Nel riquadro 44 del documento
amministrativo unico sul quale viene redatta la dichiarazione doganale per l’immissione
in libera pratica sarà necessario indicare il numero della licenza relativa al
legname e suoi derivati soggetti a dichiarazione.
              Quando la dichiarazione doganale è
effettuata tramite procedimento informatico, l’indicazione sarà riportata nel
riquadro previsto.
2.           Legname e suoi derivati potranno
essere immessi in libera pratica soltanto una volta espletata la procedura
descritta nel presente allegato.
ALLEGATO
IV
PROCEDURA
DI RILASCIO E SPECIFICHE TECNICHE DELLE LICENZE FLEGT
Capitolo 1: formalità per le richieste di
licenza FLEGT
Articolo 1
Tutte le imprese del comparto del legno
centrafricano che intendono esportare i prodotti derivanti dell’attività di
sfruttamento, di trasformazione o di commercializzazione nell’Unione europea
sono tenute a disporre di una licenza FLEGT per ogni carico di prodotti legnosi
e ogni destinazione nell’Unione europea. La licenza FLEGT è il mezzo che
consente di attestate che il legname e i suoi derivati sono prodotti in modo
legale.
Articolo 2
Il rilascio di una licenza è subordinato alla
presentazione di una richiesta scritta in formato cartaceo indirizzata all’autorità
di rilascio delle licenze. La richiesta di licenza deve riportare tutte le
informazioni e le indicazioni specificate all’appendice 1 dell’allegato 4 dell’accordo
volontario di partenariato. La richiesta di licenza deve essere effettuata
utilizzando un formato di tipo univoco che sarà distribuito dall’amministrazione
responsabile delle foreste.
Articolo 3
L’autorità di rilascio delle licenze è un
organo designato dal ministero delle Foreste e sottoposto alla sua autorità. L’organo
dipende dal gabinetto del ministro; tuttavia non si tratta di una funzione
delegata ma di una struttura a sé stante.
La composizione e le attribuzioni dell’organo
di rilascio delle licenze saranno definite con provvedimento del ministro
responsabile delle Foreste che verrà adottato nella fase di attuazione dell’accordo.
Articolo 4
La richiesta deve riportare nell’oggetto “richiesta
di licenza FLEGT”.
Deve contenere il nome del titolo, il numero
del titolo iscritto nel registro forestale, la data della richiesta e la firma
del richiedente. Il richiedente deve indicare espressamente se vuole ricevere
la licenza FLEGT a Douala.
Per i tronchi, il richiedente deve indicare
inoltre l’unità forestale di gestione.
La richiesta deve definire chiaramente la
natura, l’origine, il volume e la destinazione del prodotto che ne costituisce
l’oggetto.
La richiesta deve essere accompagnata dai
seguenti documenti doganali:
·     
documento di specificazione della struttura di
accertamento delle entrate all’esportazione (SIVAC);
·     
dichiarazione di esportazione commerciale (DEC);
·     
modulo EUR.1;
·     
bolle di sdoganamento (diritti di uscita, imposta
minima forfetaria, diritto di concessione per la dotazione di strumenti
informatici per gli aspetti finanziari).
Il modulo di richiesta di licenza FLEGT sarà
definito nella fase di creazione del sistema di verifica della legalità (SVL) e
successivamente comunicato dall’autorità di rilascio delle licenze agli
interessati, in particolare gli esportatori, e pubblicato.
Articolo 5
I riferimenti della richiesta sono registrati
negli archivi dell’impresa richiedente e devono corrispondere a quelli
depositati presso l’ufficio dell’autorità di rilascio della licenza.
Articolo 6
Le richieste presentate dalle imprese sono
registrate dall’autorità di rilascio delle licenze che a sua volta trasmette un
avviso di ricevimento.
Articolo 7
I documenti presentati dall’impresa
richiedente (modulo di richiesta correttamente compilato e documenti doganali
menzionati all’articolo 4) sono trasmessi all’ispettorato centrale delle
acque e delle foreste (ICAF) che verifica la legalità del carico per il quale è
stata formulata una richiesta di licenza e si pronuncia sulla sua conformità.
Le procedure di verifica utilizzate sono descritte nell’allegato 5. La
verifica da parte dell’ICAF è obbligatoria.
Articolo 8
In base al parere dell’ICAF, l’autorità di
rilascio delle licenze:
–      se la licenza è trasmessa a Douala, emette un documento di parere
favorevole preliminare entro un termine massimo ridotto, dell’ordine di due
giorni lavorativi a decorrere dalla data di ricezione della richiesta, se dalla
verifica risulta che il carico oggetto della licenza è legale, secondo la
procedura di cui all’allegato V;
–      se la licenza è trasmessa a Bangui, emette la licenza entro un termine
massimo ridotto, dell’ordine di due giorni lavorativi a decorrere dalla data di
ricezione della richiesta, se dalla verifica risulta che il carico interessato
dalla licenza è legale, secondo la procedura di cui all’allegato V.
La procedura utilizzata in caso di non
conformità è specificata nell’allegato V.
Il risultato della verifica è comunicato all’impresa
e archiviato dal centro di dati forestali (CDF); lo stesso vale per le copie
delle licenze rilasciate. L’autorità di rilascio tiene un registro destinato a
tale scopo.
Le formalità per le richieste di licenza
saranno specificate nella fase di creazione del sistema di verifica della
legalità e successivamente comunicate dall’autorità di rilascio delle licenze
agli interessati, in particolare ai possibili esportatori, e pubblicate.
Capitolo 2: disposizioni relative alle
licenze FLEGT
Articolo 9
La licenza FLEGT è rilasciata su supporto
cartaceo o elettronico.
La licenza contiene le informazioni riportate
all’appendice 1 conformemente alle note esplicative dell’appendice 2.
Articolo 10
La validità della licenza FLEGT decorre dal
giorno del rilascio effettivo.
La licenza FLEGT ha una validità di sei (6)
mesi. La data di scadenza è riportata sulla licenza.
Decorsa la scadenza, la licenza non è più
valida. In caso di forza maggiore debitamente constatata, il richiedente deve
fare nuovamente richiesta all’autorità di rilascio delle licenze FLEGT.
Una licenza FLEGT cessa di essere valida e
viene restituita all’autorità di rilascio se i prodotti legnosi cui fa
riferimento sono distrutti.
Articolo 11
Le licenze su supporto cartaceo devono essere
conformi al modello riportato all’appendice 1.
Articolo 12
–      La carta da utilizzare pesa 120 grammi/m2.
–      Il formato è di 21/29 cm (A4).
–      Il colore della carta utilizzata per il modulo è:
·      bianco per il modulo n. 1, detto “originale”;
·      giallo per il modulo n. 2, detto “copia per le dogane europee”;
·      verde per il modulo n. 3, detto “copia per le dogane centrafricane”;
·      blu per il modulo n. 4, detto “copia per l’autorità di rilascio delle
licenze”.
Articolo 13
–      Le licenze sono compilate a macchina o con mezzi informatici e firmate
a mano.
–      I bolli dell’autorità di rilascio delle licenze sono apposti con timbro
metallico, preferibilmente d’acciaio. Il timbro dell’autorità di rilascio può
essere tuttavia sostituito con un timbro a secco combinato con lettere e numeri
ottenuti mediante perforazione. L’autorità di rilascio delle licenze indica
inoltre i quantitativi concessi con qualsiasi mezzo non falsificabile che
impedisca l’aggiunta di cifre o indicazioni ulteriori.
–      Non sono ammesse cancellature o alterazioni del modulo, tranne quelle
autenticate dall’autorità preposta al rilascio con timbro e firma.
–      Le licenze sono stampate e compilate in lingua francese.
Articolo 14
–      La licenza è redatta in quattro copie, di cui due consegnate al
richiedente.
–      Dopo essere stata compilata, firmata, timbrata e datata dall’autorità
di rilascio:
·      la prima copia, contrassegnata come “originale”, viene consegnata al
richiedente affinché la presenti alle autorità competenti dello Stato membro
dell’Unione europea in cui il carico oggetto della licenza viene dichiarato per
l’immissione in libera pratica;
·      la seconda copia, contrassegnata come “copia per le dogane europee”, viene
consegnata al richiedente affinché la presenti alle autorità doganali dello
Stato membro dell’Unione europea in cui il carico oggetto della licenza viene
dichiarato per l’immissione in libera pratica;
·      la terza copia, contrassegnata come “copia per le dogane centrafricane”
è consegnata al servizio doganale della RCA;
·      la quarta copia, contrassegnata come “copia per l’autorità di rilascio
delle licenze” è conservata nell’archivio del CDF dell’autorità in questione.
Capitolo 3: Smarrimento, furto, distruzione
di una licenza FLEGT
Articolo 15
–      In caso di smarrimento, furto o distruzione dell’“originale” e/o della “copia
per le dogane europee”, il titolare della licenza o un suo rappresentante
autorizzato può richiedere all’autorità di rilascio delle licenze il rilascio
di un documento o di documenti sostitutivi sulla base di quello o di quelli
rimasti in suo possesso o presentati al momento della richiesta di licenza
FLEGT.
–      In caso di smarrimento, furto o distruzione della “copia per le dogane
centrafricane”, il titolare può richiedere all’autorità di rilascio il rilascio
di un documento sostitutivo.
–      L’autorità di rilascio delle licenze rilascia il documento o i
documenti sostitutivi richiesti entro 24 ore dalla ricezione della richiesta
del titolare della licenza.
–      I documenti sostitutivi contengono tutte le informazioni e le
indicazioni riportate sulla licenza che sostituiscono, compreso il numero della
licenza.
–      Sul documento o sui documenti sostitutivi figurerà la dicitura “duplicato”.
–      In caso di smarrimento, furto o distruzione del documento sostitutivo,
non sarà possibile rilasciare altri documenti sostitutivi.
–      Il documento smarrito o rubato, ove venga rinvenuto, non sarà più
valido e dovrà essere restituito all’autorità di rilascio delle licenze.
Capitolo 4: Trattamento dei casi di
dubbia validità di una licenza FLEGT
Articolo 16
–      In caso di dubbi circa la validità di una licenza o un documento
sostitutivo, le autorità competenti possono richiedere ulteriori verifiche
presso l’autorità di rilascio delle licenze.
–      Se lo reputa necessario, l’autorità di rilascio delle licenze può
chiedere alle autorità competenti di inviare copia della licenza o del
documento sostitutivo in questione.
–      Se lo reputa necessario, l’autorità di rilascio delle licenze ritira la
licenza e rilascia una copia corretta con la dicitura autenticata dal timbro “duplicato”
che inoltra alle autorità competenti.
–      Se la validità della licenza è confermata, l’autorità di rilascio delle
licenze ne dà immediata comunicazione alle autorità competenti, preferibilmente
per via elettronica, rinviando le copie della licenza. Le copie rinviate recano
la dicitura convalidata/autenticata dal timbro “convalidata il …”.
–      Se la licenza in questione non è valida, l’autorità di rilascio delle
licenze ne dà immediata comunicazione alle autorità competenti, preferibilmente
per via elettronica.
APPENDICI
1.
Modello di licenza
2.
Note esplicative
Appendice
1
Format
de l’autorisation FLEGT
 1 || 1 Organisme émetteur   Nom     Adresse         || 2 Pays d’origine: RÉPULIQUE CENTRAFRICAINE Nature du titre: …....................................................... Exploitant:……………………………………………………….. N° de(s) titre(s): ……………………………………………………….. UFG:………………………………………………………. Contrat N°: ……………………………………………………….. E101 N°: ……………………………………………………….. ||
 ORIGINAL ||
 3 Numéro de l’autorisation FLEGT || 4 Date d’expiration   ||
 5 Pays d’exportation   || 7 Moyen de transport ||
 6 Code ISO ||
 8 Titulaire de l’autorisation (nom et adresse)   ||
 9 Désignation commerciale des bois ou produits dérivés || 10 Positions du SH ||
 1 ||
   ||
   || 11 Nom (s) commun (s) ou scientifique(s)   || 12 Pays de récolte || 13 Codes ISO   ||
 14 Volume(s) (m3)   || 15 Poids net (kg)   || 16 Nombre d’unités ||
   || 17 Signes distinctifs   ||
 18 Signature et cachet de l’organisme émetteur   Lieu et date ||
 2 || 1 Organisme émetteur   Nom     Adresse         || 2 Pays d’origine: RÉPULIQUE CENTRAFRICAINE Nature du titre: …....................................................... Exploitant: ……………………………………………………….. N° de(s) titre(s): ……………………………………………………….. UFG:………………………………………………………. Contrat N°: ……………………………………………………….. E101 N°: ……………………………………………………….. ||
 COPIE DESTINÉE AUX DOUANES EUROPÉENNES ||
 3 Numéro de l’autorisation FLEGT   || 4 Date d’expiration ||
 5 Pays d’exportation   || 7 Moyen de transport ||
 6 Code ISO ||
 8 Titulaire de l’autorisation (nom et adresse)     ||
  Désignation commerciale des bois ou produits dérivés || 10 Positions du SH   ||
 2 ||
   ||
   || 11 Nom (s) commun (s) ou scientifique(s)   || 12 Pays de récolte || 13 Codes ISO   ||
 14 Volume(s) (m3)   || 15 Poids net (kg)   || 16 Nombre d’unités ||
   || 17 Signes distinctifs:   ||
 18 Signature et cachet de l’organisme émetteur   Lieu et date ||
 3 || 1 Organisme émetteur   Nom     Adresse         || 2 Pays d’origine: RÉPULIQUE CENTRAFRICAINE Nature du titre: …....................................................... Exploitant:……………………………………………………….. N° de(s) titre(s):……………………………………………………….. UFG:………………………………………………………. Contrat N°:……………………………………………………….. E101 N°:……………………………………………………….. ||
 COPIE DESTINÉE AUX DOUANES CENTRAFRICAINES ||
 3 Numéro de l’autorisation FLEGT   || 4 Date d’expiration   ||
 5 Pays d’exportation   || 7 Moyen de transport   ||
 6 Code ISO   ||
 8 Titulaire de l’autorisation (nom et adresse)     ||
 9 Désignation commerciale des bois ou produits dérivés || 10 Positions du SH ||
 3 ||
   ||
   || 11 Nom (s) commun (s) ou scientifique(s)   || 12 Pays de récolte || 13 Codes ISO   ||
 14 Volume(s) (m3)   || 15 Poids net (kg)   || 16 Nombre d’unités ||
   || 17 Signes distinctifs:     ||
 18 Signature et cachet de l’organisme émetteur   Lieu et date ||
 4 || 1 Organisme émetteur   Nom     Adresse         || 2 Pays d’origine: RÉPULIQUE CENTRAFRICAINE Nature du titre: …....................................................... Exploitant :……………………………………………………….. N° de(s) titre(s): ……………………………………………………….. UFG:………………………………………………………. Contrat N°: ……………………………………………………….. E101 N°: ……………………………………………………….. ||
 COPIE DESTINÉE À L’AUTORITÉ DE DÉLIVRANCE DES AUTORISATIONS ||
 3 Numéro de l’autorisation FLEGT   || 4 Date d’expiration ||
 5 Pays d’exportation   || 7 Moyen de transport   ||
 6 Code ISO   ||
 8 Titulaire de l’autorisation (nom et adresse)   ||
 9 Désignation commerciale des bois ou produits dérivés || 10 Positions du SH ||
 4 ||
   ||
   || 11 Nom (s) commun (s) ou scientifique(s)   || 12 Pays de récolte || 13 Codes ISO   ||
 14 Volume(s) (m3)   || 15 Poids net (kg)   || 16 Nombre d’unités ||
   || 17 Signes distinctifs:   ||
 18 Signature et cachet de l’organisme émetteur   Lieu et date ||
Appendice
2
Note
esplicative
Generalità
–     
Compilare i moduli in lettere maiuscole.
–     
Se indicati, i codici ISO si riferiscono al codice
standard internazionale di due lettere che contraddistingue ogni paese.
 Riquadro 1 || Organisme émetteur || Indicare il nome e l’indirizzo dell’autorità di rilascio delle licenze. 
 Riquadro 2 || Pays d’origine: République centrafricaine || Natura del titolo, impresa, numero del titolo o dei titoli, unità forestale di gestione, numero contratto, numero E101. 
 Riquadro 3 || Numéro de l’autorisation FLEGT || Indicare il numero di rilascio. 
 Riquadro 4 || Date d’expiration || Periodo di validità della licenza. 
 Riquadro 5 || Pays d’exportation || Paese partner dal quale i prodotti legnosi sono stati esportati verso l’Unione europea. 
 Riquadro 6 || Code ISO || Indicare il codice di due lettere del paese partner citato nel riquadro 5. 
 Riquadro 7 || Moyen de transport || Indicare il mezzo di trasporto dal punto di esportazione. 
 Riquadro 8 || Titulaire de l’autorisation || Indicare il nome e l’indirizzo dell’esportatore. 
 Riquadro 9 || Désignation commerciale du bois et produits dérivés || Indicare la denominazione commerciale del o dei prodotti legnosi. 
 Riquadro 10 || Position du SH || Indicare il codice delle merci a quattro o sei cifre stabilito in base al sistema armonizzato di designazione e codifica delle merci. 
 Riquadro 11 || Noms communs ou scientifiques || Indicare i nomi comuni o scientifici delle categorie di legname utilizzato nel prodotto. Se nella composizione di un prodotto rientrano più categorie, utilizzare una riga distinta per ogni categoria. Facoltativo in caso di prodotti compositi o componenti che contengono diverse categorie non identificabili. 
 Riquadro 12 || Pays de récolte || Indicare i paesi in cui sono state raccolte le categorie di legname riportate nel riquadro 10. Se nella composizione del prodotto rientrano più categorie, indicare tutte le fonti di legname utilizzate. Facoltativo in caso di prodotti compositi o componenti che contengono diverse categorie non identificabili. 
 Riquadro 13 || Codes ISO || Indicare il codice ISO dei paesi riportati nel riquadro 12. Facoltativo in caso di prodotti compositi o componenti che contengono diverse categorie non identificabili (per esempio, pannelli di particelle). 
 Riquadro 14 || Volume(s) (m³) || Indicare il volume totale in m³. Facoltativo, tranne se sono state omesse le informazioni richieste nel riquadro 15. 
 Riquadro 15 || Poids net || Facoltativo, tranne se sono state omesse le informazioni richieste nel riquadro 14. 
 Riquadro 16 || Nombre d’unités || Indicare il numero di unità, se è questo il modo migliore di quantificare un prodotto lavorato. Facoltativo. 
 Riquadro 17 || Signes distinctifs || Se del caso, indicare qualunque segno distintivo come numero di lotto, numero di polizza di carico. Facoltativo. 
 Riquadro 18 || Signature et cachet de l’organisme émetteur || Il riquadro dovrà essere firmato dal funzionario abilitato e recare il timbro ufficiale dell’autorità di rilascio delle licenze. Indicare inoltre luogo e data. 
ALLEGATO
V
SISTEMA DI VERIFICA DELLA LEGALITÀ (SVL)
I -           INTRODUZIONE
1.1 – Contesto 
a)– Presentazione del settore
Il territorio della Repubblica centrafricana
ha una superficie totale di 623 000 km2, ricoperta di ecosistemi
diversificati, con una fitta area forestale di 54 000 km2 ripartita
in due massicci forestali: quello sudoccidentale, con una superficie di 3 800 000 ha,
e quello sudorientale, con una superficie di 1 600 000 ha.
Attualmente solo il primo è oggetto di sfruttamento a fini industriali.
A tutt’oggi sono operative undici (11) imprese
forestali con una produzione media annua di circa 600 000 m3 di
tronchi e 200 000 m3 di legname segato (fonti: annuari statistici
dell’MAFCP). 
Le principali
destinazioni del legname centrafricano sono l’Europa, l’Asia, l’America e l’Africa.
b) - Le strutture attualmente incaricate
dei controlli
Di seguito sono elencate le strutture che esercitano effettivamente le
funzioni di controllo nei vari dipartimenti ministeriali a livello centrale e a
livello di servizi decentrati. 
–     
Il ministero delle Acque, delle Foreste, della
Caccia e della Pesca
A livello centrale: le
verifiche documentarie sono effettuate quotidianamente, mentre i controlli sul
campo hanno una frequenza variabile (trimestrale o semestrale):
–     
la direzione generale delle acque, delle foreste,
della caccia e della pesca (DGAFCP) mediante due direzioni: direzione delle
imprese e delle industrie forestali (DIIF) e direzione degli inventari e dell’assestamento
forestale (DIAF);
–     
l’ispettorato centrale delle acque e delle foreste
(ICAF);
–     
il centro di dati forestali (CDF); 
–     
la squadra mobile di intervento e di verifica
(SMIV) composta dai seguenti ministeri:
- ministero delle
Acque, delle Foreste, della Caccia e della Pesca
- Ministero delle
Finanze e del Bilancio
- ministero della
Difesa nazionale (gendarmeria);
–     
la direzione degli affari giuridici e del
contenzioso (DAGC).
A livello di servizi decentrati: i controlli a livello decentrato non sono regolamentati in quanto a
frequenza. Possono essere trimestrali o semestrali. I controlli a livello dei
posti di frontiera si effettuano tuttavia quotidianamente, ogni volta che passa
un autocarro carico:
–     
la direzione generale dei servizi regionali
mediante le direzioni regionali delle acque e delle foreste, gli ispettorati
prefettizi e gli ispettorati di frontiera;
–      il ministero dell’Ambiente e dell’Ecologia:
·       
direzione generale dell’ambiente;
·       
ispettorato centrale in materia di ambiente e di
ecologia;
–      il ministero delle Finanze e del Bilancio:
·       
ispettorato generale delle finanze;
·       
direzione generale delle dogane;
·       
direzione generale delle imposte; 
–      il ministero del Commercio e dell’Industria:
·       
ispettorato centrale del commercio;
·       
direzione generale del commercio e della
concorrenza;
·       
servizio decentrato del ministero del Commercio
presso lo sportello unico;
–      il ministero della Funzione pubblica, della Previdenza sociale e dell’Inserimento
professionale dei giovani:
·       
ispettorato centrale del lavoro;
·       
ispettorato del lavoro competente;
·       
direzione del recupero e del contenzioso della
cassa nazionale di previdenza sociale;
·       
direzione generale dell’ACFPI.
–     
il ministero dello Sviluppo rurale e dell’Agricoltura;
–      il ministero della Giustizia:
·       
ispettorato giudiziario;
·       
presidente del tribunale del commercio;
·       
servizio di cancelleria del tribunale del
commercio;
–      il ministero della Sicurezza pubblica e dell’Amministrazione del
territorio:
·       
polizia stradale.
c) – Settori individuati in cui sono
necessari miglioramenti
L’attuazione dell’SVL richiede miglioramenti nei
settori di seguito specificati. 
–     
Quadro giuridico: nella
Repubblica centrafricana esistono vari testi normativi, in particolare le leggi
sui vari codici (codice dell’ambiente del dicembre 2007, codice forestale del 2008),
che consentono di migliorare la governance del settore forestale. Il lavoro di
analisi e di preparazione dell’accordo ha dimostrato tuttavia che la normativa
centrafricana relativa al settore forestale deve essere completata.
–     
Quadro istituzionale: 
il ministero delle Acque e delle
Foreste, primo responsabile della gestione, incontra diversi problemi nell’attuare
la propria linea politica. Le difficoltà spiegano l’irregolarità dei controlli
effettuati:
·       
risorse umane attualmente in numero insufficiente e
scarsamente qualificate; 
·       
risorse materiali: manca il materiale adeguato per
le verifiche, le esigenze logistiche per la raccolta, il trattamento e la
gestione dei dati e le condizioni in cui si svolgono le attività; 
·       
risorse finanziarie: la Repubblica centrafricana ha
difficoltà finanziarie dovute alle sue considerevoli esigenze. Il CAS-DF, uno
degli strumenti finanziari di sostegno al settore, è utile ma non sufficiente
per soddisfare le esigenze e rispondere alle sfide della governance forestale.
Inoltre, talvolta è utilizzato per rispondere a esigenze non programmate al di
fuori del settore forestale. 
Osservazione
indipendente
Si è creata una
piattaforma della società civile, le cui competenze e mezzi attuali sono
tuttavia limitati e non consentono di garantire un’osservazione indipendente.
Audit
indipendente
La
Repubblica centrafricana non è attualmente dotata di un sistema di audit 
esterno
o di monitoraggio indipendente del sistema forestale.
L’allegato IX del presente accordo
propone in particolare misure complementari per porre rimedio ad alcuni dei
problemi menzionati.
1.2 – Ambito del sistema di verifica
della legalità 
I prodotti
che rientrano nell’ambito nell’SVL sono quelli definiti nell’allegato I
dell’accordo. 
L’SVL si applica a tutte le fonti attuali di legname e suoi derivati
disponibili per l’esportazione, che nel 2010 erano:
–     
i permessi di sfruttamento e di assestamento (PSA);
–     
le piantagioni (denominate anche “aree di
rimboschimento”).
L’SVL
prende in considerazione il legname in transito e il legname importato. L’SVL
viene anche utilizzato per il legname e i prodotti esportati nei mercati al di
fuori dell’Unione europea.
L’SVL
non si applica invece al legname proveniente dalle seguenti fonti:
–     
foreste comunitarie;
–     
permessi di sfruttamento artigianale.
A tutt’oggi, e sebbene il codice
forestale contenga disposizioni in materia, nella RCA non esistono ancora
foreste comunitarie né permessi di sfruttamento artigianale. Queste fonti non
sono pertanto prese in considerazione nell’SVL. In futuro potrebbero tuttavia
essere realizzati ed esportati in Europa il legname e i suoi derivati
provenienti da foreste comunitarie o permessi di sfruttamento artigianale e, in
tal caso, l’SVL ne terrà conto. 
Il mercato
nazionale di consumo del legname non rientra nell’ambito dell’SVL descritto nel
presente accordo. Le attività locali che alimentano il consumo nazionale di
legname e suoi derivati sono controllate regolarmente, secondo disposizioni
esterne al presente accordo. L’SVL descritto nell’accordo garantisce che i
prodotti esportati non includano prodotti provenienti dal mercato nazionale.
2 –          DEFINIZIONE DELLA LEGALITÀ E
VERIFICA DELLA LEGALITÀ DEL LEGNAME
2.1 - Griglie di valutazione della
legalità
La RCA dispone di testi normativi (codice
forestale, codice ambientale, codice doganale della CEMAC, codice generale
delle imposte, codice del lavoro e delle leggi sociali, ecc.) e dei vari testi
applicativi dalle cui rispettive disposizioni, relative all’attività forestale,
sono stati tratti i principi, i criteri e gli indicatori delle due griglie di
valutazione della legalità (PSA e piantagioni) che figurano nell’allegato II
dell’accordo. 
Alcuni indicatori delle griglie saranno
sprovvisti di riferimento giuridico al momento della firma dell’accordo. I
riferimenti giuridici o normativi adattati (in particolare quelli menzionati
nell’allegato IX del presente accordo) saranno creati nella fase di
attuazione dell’accordo e prima del rilascio della prima licenza FLEGT da parte
della RCA. Le griglie e più in generale l’SVL saranno aggiornati man mano che
evolve il contenuto della normativa. Gli allegati dell’accordo saranno quindi
modificati di conseguenza su decisione del comitato congiunto per l’attuazione
dell’accordo, conformemente all’articolo 26 dell’accordo.
Nella RCA non sono
stati attribuiti foreste comunitarie o permessi artigianali. Le griglie
relative alle foreste comunitarie e ai permessi artigianali saranno definite al
momento dell’attuazione dell’accordo, prima delle prime attribuzioni di questi
titoli.
2.2 – Verifica delle griglie di
valutazione della legalità
La verifica della legalità coinvolge vari
organi ministeriali centrali e decentrati che potranno essere accompagnati
nello svolgimento dei loro compiti da osservatori indipendenti della società
civile. Gli organi ministeriali interessati sono i seguenti:
·      la direzione generale delle acque, delle foreste, della caccia e della
pesca (DGAFCP) mediante due direzioni: direzione delle imprese e delle
industrie forestali (DIIF) e direzione degli inventari e dell’assestamento
forestale (DIAF), che eseguono le varie verifiche a livello centrale;
·      la direzione generale dei servizi regionali (DGSR), mediante le
direzioni regionali (DR), gli ispettorati prefettizi e gli ispettorati di
frontiera, che garantiscono le varie verifiche a livello regionale;
·      il CDF raccoglie, accentra e tratta i dati, nell’ambito di un sistema
di gestione di banche dati (SGBD);
·      l’ispettorato centrale delle acque e delle foreste (ICAF) che controlla
e garantisce il corretto funzionamento della verifica della legalità;
·      la squadra mobile di intervento e di verifica (SMIV) effettua le
missioni di verifica spontanee;
·      la direzione degli affari giuridici e del contenzioso del ministero
delle Acque e delle Foreste verifica il registro delle infrazioni e i recuperi
in materia di transazioni;
·      le direzioni regionali del lavoro che verificano la conformità relativa
all’impiego e ai trattamenti sociali dei lavoratori;
·      la direzione generale delle imposte che si occupa dell’attribuzione dei
codici fiscali e della regolarità dei pagamenti delle imposte;
·      la direzione generale dell’urbanistica e dell’habitat interviene nel
processo di rilascio del titolo fondiario (riguarda le piantagioni);
·      il presidente del tribunale del commercio verifica che l’impresa non
sia oggetto di condanne;
·      le cancellerie del tribunale del commercio verificano che l’impresa sia
regolarmente iscritta;
·      la direzione del recupero, del controllo e del contenzioso (della cassa
nazionale di previdenza sociale - CNSS) verifica il recupero dei contributi
previdenziali;
·      la direzione degli studi, della pianificazione e dell’impiego verifica
l’aggiornamento dei fascicoli dei datori di lavoro.
La funzione di osservazione indipendente della
società civile è costituita da varie ONG centrafricane che compongono la
piattaforma della società civile relativa alla governance forestale. La
piattaforma svolge un ruolo di sostegno ai dipartimenti ministeriali preposti alla
verifica.
La tabella di seguito descrive le modalità di
verifica della legalità dei carichi di legname e suoi derivati.
Elementi di spiegazione della tabella:
1a colonna: indicatori della griglia di
valutazione della legalità che devono essere soddisfatti per poter considerare
un carico legale e rilasciare una licenza.
2a colonna: parametri di controllo che
consentono di attestare che l’indicatore è correttamente soddisfatto.
3a colonna e 4a colonna: dipartimenti e
strutture incaricati della verifica dell’indicatore.
5a colonna: metodologia di verifica che sarà
confermata nella fase di attuazione dell’accordo.
6a colonna: organi responsabili del controllo
della verifica e metodologia di controllo.
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.1.1 || Iscrizione presso le amministrazioni economiche: ministero del Commercio e dell’Industria || 1.1.1.1: Decisione ministeriale che istituisce l’autorizzazione di sfruttamento forestale || Ministero del Commercio e dell’Industria || Direzione generale del commercio, della concorrenza e dei consumi/Direzione della concorrenza/Servizio concorrenza e repressione delle frodi || Metodologia: || Organo responsabile: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Controllo dell’autorizzazione commerciale || Ispettorato centrale del ministero del Commercio 
   ||   ||   ||   || Servizio decentrato del ministero del Commercio presso lo sportello unico || L’autorizzazione commerciale viene rilasciata una sola volta, di norma viene verificata al momento della verifica della tessera di commerciante || Ispettorato centrale del ministero delle Foreste (ICAF) 
   ||   ||   ||   || Direzione del commercio interno ||   || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Controllo del rinnovo della tessera professionale di commerciante || IC del ministero del Commercio 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Il rinnovo della tessera professionale di commerciante deve essere effettuato nel corso del primo semestre di ogni anno (dal 1° gennaio al 30 giugno) || 1- Ricezione della relazione sintetica della direzione del commercio e del controllo documentario 
   ||   ||   ||   ||   || 2- La verifica del rinnovo avviene quindi ogni anno in maniera sistematica mediante visite in tutte le strutture commerciali dal 1° luglio || 2- Controllo della verifica sulla base di un campione e redazione di un verbale 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 3- Invio al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF delle informazioni sui campioni controllati 
   ||   || 1.1.1.2: Tessera professionale di commerciante ||   ||   || 3- In caso di mancato rinnovo, la DGCCC invia una convocazione al commerciante || ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Redazione di un verbale dopo aver ascoltato il commerciante ||   
   ||   ||   ||   ||   || 5- Notifica di un’ammenda (lettera firmata dal ministro del Commercio) || 1- Controllo dell’inserimento di dati nell’SGBD da parte del CDF 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: || Frequenza: 
   ||   ||   ||   ||   || 1.1.1.1: una sola volta || 1.1.1.1: una sola volta 
   ||   ||   ||   ||   || 1.1.1.2: annuale || 1.1.1.2: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || 1.1.1.1: || IC del ministero del Commercio 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Inserimento nella banca dati del servizio decentrato del ministero del Commercio, presso lo sportello unico || 1- Redazione di un verbale 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Inserimento dati nell’SGBD da parte del CDF || ICAF: 
   ||   ||   ||   ||   || 1.1.1.2: || 1- Inserimento dati nell’SGBD riguardanti il risultato del controllo 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Redazione e archiviazione di un verbale (formato cartaceo) alla direzione generale del Commercio ||   
   ||   ||   ||   ||   || 2- Inserimento dati nell’SGBD da parte del CDF ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso 1: Registrazione (autorizzazione commerciale) || 1- Dall’ispettorato centrale del commercio al CDF nell’ambito dell’Ispettorato centrale del ministero delle Acque e delle Foreste 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Invio trimestrale dell’elenco (versione digitale e cartacea) delle nuove società o attività registrate, attinenti al settore delle foreste e del legname al CDF da parte della direzione del commercio interno (servizio formalità presso lo sportello unico) || 2- Dall’ICAF all’organo di rilascio della licenza FLEGT (modulo di trasferimento del risultato della verifica da definire) 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Inserimento dati nell’SGBD da parte del CDF ||   
   ||   ||   ||   ||   || 3- Invio di una versione cartacea dell’elenco all’ICAF ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso 2: Rinnovo della registrazione ||   
   ||   ||   ||   ||   || DGCC: Invio annuale di una relazione che presenta la situazione di tutte le imprese del settore delle foreste e del legname all’Ispettorato centrale del commercio con copia al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF (il modulo per lo scambio di informazioni è ancora da definire) ||   
   ||   ||   ||   ||   || CDF: ||   
   ||   ||   ||   ||   || 1- Ricezione della relazione sintetica ||   
   ||   ||   ||   ||   || 2- Inserimento dati nell’SGBD ||   
 || IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.1.2 || Iscrizione presso l’amministrazione fiscale (ministero delle Finanze e del Bilancio, direzione generale delle imposte) || 1.1.2.1 Tessera contributiva valida || Ministero delle Acque, delle Foreste, della Caccia e della Pesca || Centro di dati forestali (CDF) || Metodologia: || Organo responsabile: Ispettorato centrale delle acque e delle foreste || 
   ||   ||   || Ministero delle Finanze e del Bilancio || Servizio di attribuzione del codice fiscale (direzione degli studi, della normativa fiscale, dell’attribuzione del codice fiscale e del contenzioso) || 1- Invio trimestrale, da parte del servizio di attribuzione dei codici fiscali (direzione degli studi, della normativa fiscale, dell’attribuzione dei codici fiscali e del contenzioso), dell’elenco (versione digitale e cartacea) delle nuove società o attività registrate, attinenti al settore delle foreste e del legname, al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF, con le seguenti informazioni: la denominazione dell’impresa o il nome della persona fisica, il numero di codice fiscale e la data di registrazione (modulo per lo scambio di informazioni da definire) || Metodologia: || 
   ||   || 1.1.2.2: Bollettino recante il numero di codice fiscale (NCF) ||   ||   || 2- Ricezione dell’elenco da parte del CDF || 1- Ricezione dell’elenco inviato dal CDF || 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento dati nell’SGBD || 2- Verifica della conformità delle imprese || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti i risultati di ciascuna impresa || 
 ||   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: una sola volta per ogni impresa || Frequenza: una sola volta per ogni impresa 
 ||   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ||   ||   ||   ||   ||   || 1- Inserimento dati nell’SGBD da parte del CDF || 1- Inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti i risultati del controllo della verifica 
 ||   ||   ||   ||   ||   || 2- Archiviazione (formato cartaceo) dell’elenco ||   
 ||   ||   ||   ||   ||   || Flusso: Invio di una copia cartacea dell’elenco all’ICAF || Flusso: Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.1.3  || Iscrizione alla cassa nazionale di previdenza sociale. || 1.1.3.1: || Ministero del Lavoro ||  Ministero del Lavoro Direzione del recupero, del controllo e del contenzioso/Servizio del recupero || Metodologia: || Organo responsabile: ICAF 
   ||   || Attestazione dell’iscrizione all’ente previdenziale (CNSS) ||   ||   || 1- Richiesta di registrazione presentata allo sportello unico (direzione del recupero, del controllo e del contenzioso/servizio di iscrizione) || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 1- Ricezione dell’elenco inviato dal CDF 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Invio del fascicolo alla cassa nazionale di previdenza sociale per la verifica di iscrizioni precedenti e assegnazione del numero di iscrizione || 2- Verifica della conformità delle imprese 3- Inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti i risultati di ciascuna impresa 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Visita nei locali dell’impresa per accertare la veridicità della dichiarazione: data effettiva di avvio, numero di dipendenti e massa salariale ||   
   ||   ||   ||   ||   || 4- Redazione di un verbale di correzione in caso di falsa dichiarazione ||   
   ||   ||   ||   ||   || NB: attualmente 48 ore dopo l’iscrizione presso l’ufficio delle imposte, la CNSS procede automaticamente all’apertura di un fascicolo del datore di lavoro recuperando direttamente le informazioni dai servizi delle imposte ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: a ogni registrazione || Frequenza: una sola volta per ogni impresa 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Ministero del Lavoro ||   
   ||   ||   ||   ||   || 1- Registrazione nella banca dati dello sportello unico (digitale) ||   
   ||   ||   ||   ||   || 2- Apertura di un fascicolo del datore di lavoro (formato cartaceo) ||   
   ||   ||   ||   ||   || 3- Iscrizione nell’archivio dei datori di lavoro (formato cartaceo) ||   
   ||   ||   ||   ||   || 4- Salvataggio su scheda meccanografica presso la CNSS (digitale) || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || In caso di falsa dichiarazione: ||   
   ||   ||   ||   ||   || 1- Verbale di rettifica (formato cartaceo) ||   
   ||   ||   ||   ||   || 2- Relazione di controllo del servizio di recupero ||   
   ||   ||   ||   ||   || Ministero delle Foreste/CDF ||   
   ||   ||   ||   ||   || 1- Archiviazione cartacea dell’elenco delle imprese e delle relative situazioni ||   
   ||   ||   ||   ||   || 2- Inserimento dati nell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Invio trimestrale di un elenco dei datori di lavoro iscritti con il relativo numero di matricola al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF (digitale e cartaceo) per l’inserimento dati nell’SGBD (procedure di scambio di informazioni da definire) || De l’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Invio di una copia dell’elenco e della situazione di ogni impresa da parte del CDF all’ICAF ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.1.4  || Iscrizione presso l’amministrazione responsabile nel settore forestale a seguito di una procedura di attribuzione valida || 1.1.4.1: Relazione della commissione di attribuzione dei PSA sotto la responsabilità del ministero delle Foreste || Ministero delle Foreste || Direzione generale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca (DGAFCP) || Metodologia: || Organo responsabile: Ispettorato centrale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Metodologia: || 
   ||   ||   ||   ||   || Per le imprese già esistenti nel 2010 ||   || 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Verifica nel registro forestale per ogni PSA || 1- Ricezione della relazione inviata alla DGAF || 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Elaborazione di una relazione con le principali informazioni (n. PSA, data di attribuzione, organo di attribuzione) || 2- Controllo della validità delle informazioni su tutti i PSA || 
   ||   || 1.1.4.2: Relazione dell’osservatore indipendente sotto la responsabilità del ministero delle Foreste ||   ||   || 3- Trasmissione della relazione al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF con le copie cartacee dei decreti di attribuzione (modulo da definire) || 3- Inserimento dati nell’SGBD riguardanti il controllo della verifica || 
   ||   ||   ||   ||   || Per le nuove imprese ||   || 
   ||   ||  1.1.4.3: Decreto di attribuzione del permesso di sfruttamento e di assestamento ||   ||   || 1- Invio progressivo dei dati fondamentali e di una copia cartacea del decreto al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF ||   || 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: una sola volta per ogni impresa || Frequenza: una sola volta per ogni impresa || 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: || 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Inserimento dei dati fondamentali nell’SGBD || Inserimento dati nell’SGBD || 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Numerazione e inserimento del decreto nell’SGBD ||   || 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Archiviazione in formato cartaceo ||   || 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Aggiornamento delle informazioni ||   || 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: dalla DGAF al CDF e all’ICAF || Flusso: Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT || 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.1.5  || Iscrizione presso le amministrazioni giudiziarie (ministero della Giustizia, tribunale del commercio) || 1.1.5.1: Registro del commercio e del credito mobiliare (RCCM) || Ministero della Giustizia || Cancelleria del tribunale del commercio e presidente del tribunale del commercio ||   || Organo responsabile: Cancelleria del tribunale del commercio e presidente del tribunale del commercio/ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || Metodologia: || Metodologia: 
   ||   ||  1.1.5.2: Rogito notarile di costituzione ||   ||   || 1- Controllo periodico del registro e dei documenti di iscrizione su convocazione dell’interessato presso il tribunale del commercio in caso di sospensione || 1- Controllo periodico del registro e dei documenti di iscrizione su convocazione dell’interessato presso il tribunale del commercio in caso di sospensione 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Verifica del documento || 2- Verifica del documento 
   ||   ||  1.1.5.3: Notifica del numero di iscrizione da parte della cancelleria del tribunale del commercio ||   ||   || Frequenza: in caso di necessità: modifica del capitale, scissione, cambiamento di gestore, aggiunta di attività e così via || Frequenza: in caso di necessità: modifica del capitale, scissione, cambiamento di gestore, aggiunta di attività e così via. 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento “nell’archivio nazionale” || Inserimento “nell’archivio nazionale” 
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD || Inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti i risultati del controllo della verifica 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Invio trimestrale dell’elenco delle imprese registrate e dei risultati delle verifiche durante l’anno (procedura per lo scambio di informazioni da definire) || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Inserimento dati nell’SGBD da parte del CDF ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.1.6  || Iscrizione presso le amministrazioni del lavoro e dell’impiego. || 1.1.6.1: Registro del datore di lavoro numerato e siglato dall’ispettore del lavoro competente || Ministero del Lavoro ||  Ispettorato del lavoro competente || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione del lavoro e della previdenza sociale/Ministero delle Foreste 
   || (ministero del Lavoro e dell’Impiego, Ispettorato del lavoro) ||   ||   || Direzione generale del lavoro e della previdenza sociale || Firma annuale del registro del datore di lavoro || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Ministero del Lavoro 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 1- Esame delle relazioni di attività dell’ispettorato regionale del lavoro e della previdenza 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 2- Sintesi della situazione generale di ogni impresa per l’anno trascorso e invio al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF, secondo procedura da definire 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Ministero delle Foreste 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 1- Ricezione dei documenti da parte del CDF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 2- Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 3- Invio di una copia cartacea all’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 4- Verifica dell’immissione dei dati da parte dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: una sola volta per ogni impresa, ma aggiornamento annuale || Frequenza: una sola volta per ogni impresa, ma aggiornamento annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Ministero del Lavoro 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione annuale trasmessa alla direzione del lavoro e della previdenza sociale (DLPS) || Relazione annuale trasmessa alla direzione generale del lavoro e della previdenza sociale (DGLPS) 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Ministero delle Foreste 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 1- Inserimento dati nell’SGBD da parte del CDF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 2- Archiviazione cartacea da parte del CDF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento dati nell’SGB da parte dell’ICAF riguardo ai risultati dell’immissione dei dati da parte del CDF 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dall’ispettorato alla DLPS || Dalla DLPS alla DGLPS e al CDF/ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.1.7  || Iscrizione presso le camere consolari: camera di commercio e dell’industria || 1.1.7.1: Attestazione consolare || Ministero delle Foreste || Centro di dati forestali (CDF) ||   || Organo responsabile: Ispettorato centrale delle acque e delle foreste 
   ||   ||   ||   ||   || Metodologia: || Metodologia: 
   ||   ||   || Ministero del Commercio || Servizio di iscrizione delle imprese (camera di commercio) presso lo sportello unico || 1- Invio trimestrale, al CDF nell’ambito l’ICAF, di una copia delle attestazioni consolari (AC) e dell’elenco delle imprese registrate dai servizi di iscrizione delle imprese (camera di commercio) presso lo sportello unico || Inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti i risultati del controllo della verifica 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Ricezione da parte del CDF ||   
   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento dati nell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   || 4- Verifica della conformità delle imprese ||   
   ||   ||   ||   ||   || 5- Inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti i risultati di ciascuna impresa ||   
   ||   ||   ||   ||   || 6- Aggiornamento trimestrale dell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: una sola volta per ogni impresa 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: una sola volta per ogni impresa ||   
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD da parte del CDF || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione (formato cartaceo) ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Invio copia attestati consolari all’l’ICAF || dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.1.8 || Iscrizione presso l’agenzia centrafricana per la formazione professionale e l’impiego (ACFPI). || 1.1.8.1: Domanda di iscrizione del datore di lavoro numerata e vistata || Ministero del Lavoro || Direzione generale dell’ACFPI: direzione degli affari finanziari (servizio di controllo del contenzioso) || Metodologia: || Organo responsabile: 
   ||   ||   ||   || Ispettorato regionale del lavoro ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || La verifica periodica da parte dell’l’ACPFE si svolge in contemporanea con le verifiche dell’ispettorato del lavoro competente e secondo le stesse procedure || Direzione del lavoro e della previdenza sociale/Direzione generale dell’ACFPI 
   ||   ||   ||   ||   || Si propone quanto segue: || Metodologia 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Invio trimestrale al CDF dell’elenco (versione digitale e cartacea) delle nuove imprese o attività registrate, attinenti al settore delle foreste e del legname || Ministero del Lavoro 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Ricezione dell’elenco da parte del CDF || 1- Esame delle relazioni di attività dell’ispettorato regionale del lavoro e della previdenza 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento dati nell’SGBD || 2- Sintesi della situazione generale di ogni impresa per l’anno trascorso e invio al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF, secondo procedura da definire 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Ministero delle Foreste 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 1- Ricezione dei documenti da parte del CDF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 2- Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 3- Invio di una copia cartacea all’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 4- Verifica dell’immissione dei dati da parte dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: una sola volta per ogni impresa || Frequenza: una sola volta per ogni impresa 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD da parte del CDF || Inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti i risultati del controllo della verifica 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione (formato cartaceo) ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Invio di una copia cartacea dell’elenco all’ICAF || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.2.1 || Pagamento dei contributi all’ente previdenziale (CNSS) || 1.2.1.1: Attestazione del CNSS o dichiarazione liberatoria || Ministero del Lavoro || Servizio del recupero della direzione del recupero, del controllo e del contenzioso (DRCC) || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione del recupero, del controllo e del contenzioso/Ispettorato centrale delle acque e delle foreste 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Aggiornamento del fascicolo del datore di lavoro alla scadenza del termine ||   
   ||   ||   ||   ||   || I termini: ||   
   ||   ||   ||   ||   || I grandi datori di lavoro (20 o più dipendenti) pagano i contributi mensilmente e hanno un mese di tempo per presentare la dichiarazione relativa al mese precedente || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || I piccolo datori di lavoro (meno di 20 dipendenti) pagano i contributi trimestralmente e hanno 15 giorni di tempo per il pagamento || Direzione del recupero, del controllo e del contenzioso 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Invio di una lettera di sollecito agli inadempienti con precisazione della sanzione da pagare (10% dell’importo totale) || Verifica periodica in caso di sospetto o di denuncia Redazione di un verbale di controllo 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || 3- Avvio di un procedimento giudiziario dopo 10 giorni dal sollecito in caso di mancato pagamento || ICAF 1- Ricezione dell’elenco inviato dal CDF 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Redazione di una relazione trimestrale || 2- Verifica della conformità dell’immissione dei dati del CDF e della situazione di ogni datore di lavoro 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento dati nell’SGBD riguardo al risultato 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: trimestrale || Frequenza: trimestrale 
   ||   ||   ||   ||   ||   || DRCC: in caso di necessità 
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF: mensile 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Verbale di sollecito (formato cartaceo) || DRCC: Relazione di controllo 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione da parte del CDF || ICAF: Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Invio trimestrale dell’elenco delle imprese con la relativa situazione al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF (formato cartaceo secondo un modulo da definire) per inserimento dati nell’SGBD; il CDF inserisce i dati nell’SGBD, invia una copia cartacea all’ICAF e archivia il documento (formato cartaceo) || La DRCC invia le relazioni di controllo all’ICAF che le trasmette al CDF per l’inserimento dei dati L’ICAF presenta la situazione di ogni impresa all’organo di rilascio 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.2.2 || Pagamento dei contributi all’ACFPI || 1.2.2.1: Dichiarazione trimestrale delle retribuzioni corrisposte || Ministero del Lavoro || Direzione degli studi, della pianificazione e dell’impiego (DSPI) || Metodologia: || Organo responsabile: 
   ||   ||   ||   || ACFPI || 1- Controllo dei contratti di lavoro e del visto dell’ACFPI per verificare la conformità tramite relazione allo SMIG per categoria socioprofessionale || Direzione del lavoro e della previdenza sociale 
   ||   ||   ||   || Direzione amministrativa e finanziaria (DAF) || 2- Verifica delle schede del personale || ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Verifica trimestrale delle ricevute di pagamento || Metodologia: 
   ||   ||   ||   || Ispettorato regionale competente || 4- Redazione di una relazione di missione || Ministero del Lavoro 
   ||   ||   ||   ||   || 5- Elaborazione di una relazione trimestrale che presenti la situazione di ogni impresa secondo procedura da definire || 1- Ricezione delle informazioni della DAF sulla dichiarazione dell’organico 2- Verifica del visto 
   ||   ||   ||   ||   || 6- Trasmissione della relazione trimestrale al CDF nell’ambio dell’ICAF || 3- Richiesta alla DAF tramite il servizio di recupero per il versamento della parte a carico del datore di lavoro 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 4- Relazione annuale con copia al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   || 1.2.1.2: Attestazioni di pagamento della parte di contributi a carico dei datori di lavoro ||   ||   || Frequenza: || Frequenza: - annuale relativamente agli ultimi 4 trimestri (ministero del Lavoro) 
   ||   ||   ||   ||   || trimestrale || - trimestrale - ministero delle Foreste (ICAF) 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Relazioni delle missioni || Relazioni annuali 
   ||   ||   ||   ||   || Relazioni trimestrali || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Da DEPE/DAF al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF || Dalla DGLPS all’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Dall’ICAF all’organo di rilascio 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.3.1 || Le attività dell’impresa non sono sospese a seguito di una sentenza. || 1.3.1.1: Atti giudiziari dei tribunali || Ministero della Giustizia || Le cancellerie || Metodologia: || Organo responsabile: 
   ||   ||   ||   ||   || Cancellerie: || Ministero della Giustizia: tribunale civile di primo grado 
   ||   ||   || Ministero delle Foreste || Direzione degli affari giuridici e del contenzioso del ministero delle Foreste (DAGC) || 1- Iscrizione nel registro di ogni tribunale compente per le infrazioni commesse || MAFCP: direzione generale dei servizi di sostegno (DGSS) 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Elaborazione di una relazione (formato cartaceo secondo un modello da definire) per ogni infrazione e di una relazione annuale || Metodologia: 
   ||   ||   ||   || Direzione regionale delle acque e delle foreste (DR) || 3- Trasmissione delle relazioni e di una copia dell’atto giudiziario alla direzione regionale delle acque e delle foreste (DR) competente per i tribunali prefettizi secondo procedura da definire || TGI: 1- Controllo della regolarità della tenuta del registro delle sentenze 2- Elaborazione di una relazione annuale di cui una copia viene inviata al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Trasmissione della relazione e di una copia dell’atto giudiziario alla DAFC con copia al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF o tramite la DREF o le cancellerie a livello di Bangui ||   
   ||   ||   ||   ||   || DAGC: || DGSA: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Iscrizione nel registro delle infrazioni (documento da realizzare perché attualmente inesistente) || Controllo della regolarità della tenuta del registro delle infrazioni 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || CDF: || ICAF: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Inserimento dati nella banca dati || Il CDF controlla l’inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione della relazione ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: || Frequenza: 
   ||   ||   ||   ||   || a ogni sospensione || annuale 
   ||   || 1.3.1.2: Registri delle infrazioni del ministero delle Foreste || Ministero delle Foreste ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Cancellerie: || ICAF: 
   ||   ||   ||   ||   || Iscrizione nel registro delle sentenze del tribunale competente || Inserimento dati nell’SGBD riguardanti il risultato del controllo 
   ||   ||   ||   ||   || Elaborazione di una relazione annuale in formato cartaceo ||   
   ||   ||   ||   ||   || DAGC: ||   
   ||   ||   ||   ||   || Tenuta del registro delle infrazioni ||   
   ||   ||   ||   ||   || CDF: ||   
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione in formato cartaceo della relazione e dell’atto giudiziario ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Tribunali prefettizi: ||   
   ||   ||   ||   ||   || 1- Invio delle relazioni delle cancellerie alle DRAF || Dall’ICAF all’organo di rilascio 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Trasmissione della relazione alla DAGC con copia al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF ||   
   ||   ||   ||   ||   || Tribunali a Bangui: ||   
   ||   ||   ||   ||   || 1- Invio della relazione delle cancellerie alla DAGC con copia al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.3.2 || Le attività dell’impresa non sono sospese a seguito di una sanzione amministrativa. || 1.3.2.1: Registri delle infrazioni del ministero delle Foreste || Ministero delle Foreste || Direzione degli affari giuridici e del contenzioso del ministero delle Foreste (DAGC) || Metodologia: 1.3.2.1: come 1.3.1 || Organo responsabile: ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 1.3.2.2: ||   
   ||   || 1.3.2.2: Provvedimento di sospensione del ministero dell’Ambiente ||   ||   || 1- Iscrizione nel registro delle infrazioni da parte della DAGC 2- Elaborazione di una relazione || DGSA: Controllo della regolarità della tenuta del registro delle infrazioni 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Trasmissione della relazione e del provvedimento al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF: Il CDF controlla l’inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: a ogni sospensione || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || DAGC: || ICAF: 
   ||   ||   ||   ||   || Tenuta del registro delle infrazioni || Inserimento dati nell’SGBD riguardanti il risultato del controllo 
   ||   ||   ||   ||   || CDF: ||   
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione in formato cartaceo della relazione e del provvedimento di sospensione ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dalla DAGC al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 1.4.1 || L’impresa è in regola con il pagamento di ammende e penali in relazione alle infrazioni constatate. || 1.4.1.1: Ricevuta del pagamento dell’importo della transazione o delle ammende e delle sanzioni || Ministero delle Foreste || DGAF, squadra mobile di intervento e di verifica (SMIV) || Metodologia: 1- Verifica preliminare del registro delle infrazioni prima di ogni missione periodica della SMIV e della direzione generale delle acque e delle foreste || Organo responsabile: Ispettorato centrale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Visita dei servizi di compatibilità ||   
   ||   ||   ||   ||   || 3- Elaborazione di una relazione || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Trasmissione della relazione all’ICAF in 2 copie di cui una trasmessa direttamente al CDF || Verifica dell’inserimento dati nell’SGBD da parete del CDF e inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti il risultato della verifica 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: trimestrale || Frequenza: semestrale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione di missione in formato cartaceo e digitale archiviata presso il CDF e la DGAF || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dalla DGAF al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF e a quest’ultimo || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 2.1.1 || Tutto l’iter (informazione della popolazione, gara d’appalto, richiesta del titolo, commissione di attribuzione che comprende l’osservatore indipendente) per l’attribuzione dei titoli di sfruttamento forestale è stato regolarmente espletato dall’impresa nel rispetto dei termini previsti da leggi e normative della Repubblica centrafricana, prima e dopo la promulgazione della legge n. 08.022 che istituisce il codice forestale || 2.1.1.1: Relazione della commissione di attribuzione dei PSA sotto la responsabilità del ministero delle Foreste   2.1.1.2: Relazione dell’osservatore indipendente sotto la responsabilità del ministero delle Foreste   || Ministero delle Foreste || Direzione generale delle acque e delle foreste (DGAFCP) || Metodologia: 1- Verifica dell’esistenza del decreto di attribuzione negli archivi dell’MAFCP per tutti i permessi già attribuiti e della data di attribuzione 2- Verifica dell’esistenza del documento contrattuale (convenzione definitiva e/o provvisoria a seconda della data di attribuzione) 3- Elaborazione di una relazione con le informazioni fondamentali: n. PSA, data di assegnazione, assegnatario, natura del documento contrattuale e data della firma || Organo responsabile: Ispettorato centrale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca 
   ||   || 2.1.1.3: Decreto di attribuzione dei PSA ||   ||   || 4- Trasmissione della relazione all’ICAF e al CDF nell’ambito del primo, con le copie in formato cartaceo del decreto di attribuzione e del documento o dei documenti contrattuali || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 1- Ricezione della relazione inviata dalla DGAF 
   ||   || 2.1.1.4: Convenzione provvisoria entro i tre mesi successivi alla firma del decreto ||   ||   ||   || 2- Controllo della validità delle informazioni su tutti i PSA 3- Inserimento dati nell’SGBD riguardanti il controllo della verifica 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||  2.1.1.5: Convenzione definitiva entro i tre mesi successivi alla firma della convenzione provvisoria ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: una sola volta per un determinato PSA || Frequenza: una sola volta per un determinato PSA 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dei dati fondamentali nell’SGBD || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Numerazione e inserimento del decreto nell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione in formato cartaceo ||   
   ||   ||   ||   ||   || Aggiornamento delle informazioni a ogni nuova attribuzione o ritorno al demanio ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: Dalla DGAF al ICEF || Flusso: Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 2.1.2 || L’impresa ha saldato tutte le spese inerenti a ogni fase del processo di attribuzione. || 2.1.2.1: Ricevute di pagamento delle spese di istruttoria del fascicolo || Ministero delle Foreste || Direzione generale delle acque e delle foreste (DGAFCP) || Metodologia: || Organo responsabile: Ispettorato centrale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca 
   ||   || 2.1.2.2: Ricevute di pagamento del diritto di riconoscimento preliminare ||   ||   || 1- Verifica dell’esistenza delle ricevute di pagamento delle spese per i fascicoli, del diritto di riconoscimento preliminare e dei 3 anni di affitto (impresta costituita dopo il 2003) negli archivi dell’MAFCP || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Elaborazione di una relazione con le informazioni fondamentali: PSA, data di assegnazione, assegnatario, numero di ricevute e importi versati || 1- Ricezione della relazione inviata dalla DGAF 
   ||   || 2.1.2.3: Quietanza del pagamento di 3 anni di affitto entro 15 giorni dalla notifica dell’attribuzione (per i permessi attribuiti dopo il 2003) ||   ||   || 3- Trasmissione della relazione al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF e a quest’ultimo, con le copie in formato cartaceo delle ricevute || 2- Controllo della validità delle informazioni su tutti i PSA 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento dati nell’SGBD riguardanti il controllo della verifica 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: una sola volta per una determinata assegnazione || Frequenza: una sola volta per una determinata assegnazione 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Numerazione e inserimento del decreto nell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione in formato cartaceo ||   
   ||   ||   ||   ||   || Aggiornamento delle informazioni a ogni nuova attribuzione o ritorno al demanio ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: Dalla DGAF al ICEF || Flusso: Dall’ICAF all’organo di rilascio delle AF 
 || IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 || 2.1.3 || Nel caso di piantagioni appartenenti a un privato o a una comunità, il privato o la comunità dispone di un titolo di proprietà || 2.1.3.1: Titolo fondiario a nome del privato o della comunità || Ministero dell’urbanistica (catasto),   Ministero delle Finanze e del Bilancio || Direzione generale dell’urbanistica     Direzione generale delle imposte e dei demani (DGID) || Metodologia: Verifica dell’esistenza del libretto del titolo di proprietà fondiaria   Frequenza: una sola volta   Conservazione dei risultati: Inserimento dati nell’SGBD || Organo responsabile: Ispettorato centrale dell’urbanistica   Inserimento dati nell’SGBD     
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: Dalla direzione generale dell’urbanistica alla direzione generale delle imposte e dei demani || Flusso: Dall’ispettorato centrale dell’urbanistica all’ICAF e dall’ICAF all’organo di rilascio della licenza || 
   ||   ||   ||   ||   || Dalla direzione generale delle imposte alla DGAF ||   || 
   ||   ||   ||   ||   || Dalla DGAF all’ICAF ||   || 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 2.2.1 || L’impresa dispone di un permesso annuale di taglio regolarmente rilasciato dall’amministrazione delle foreste. || 2.2.1.1: Nota di approvazione del piano di gestione per i PSA con convenzione definitiva || Ministero delle Foreste || Direzione generale delle acque e delle foreste (DGAFCP) || Metodologia: || Organo responsabile: ICAF 
   ||   || 2.2.1.2: Nota di approvazione del piano di attività annuale per i PSA con convenzione definitiva ||   ||   || PSA in convenzione definitiva 1- Esame documentario, da parte di un comitato istituito a tale scopo, del PG e del PAA presentati dall’impresa nel quadro del sistema a punteggio dell’MAFCP || Metodologia: 
   ||   || 2.2.1.3: Convenzione provvisoria di sfruttamento firmata dall’autorità competente ||   ||   || 2- Lettera di approvazione del PAO se quanto presentato è soddisfacente   PSA in convenzione provvisoria || Verifica dell’esistenza della lettera di approvazione del PG e del PAA e del verbale della riunione 
   ||   ||   ||   ||   || La verifica è già stata fatta al punto 2.1.1 ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: || Frequenza: 
   ||   ||   ||   ||   || annuale per il PAA e quinquennale per il PG || annuale per il PAA e quinquennale per il PG 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione della lettera di approvazione del PAO nell’SGBD da parte della DGAF e in formato cartaceo negli archivi || Comunicare all’SGBD che il punto è stato verificato 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Invio di una lettera di approvazione della DGAF all’impresa, all’ICAF, al progetto di sostegno alla realizzazione dei piani di assestamento forestale (PARPAF), DGSR e del verbale della riunione con il punteggio al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF e a quest’ultimo || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) || 
 2.2.2 || Nel caso di piantagioni appartenenti allo Stato, l’impresa dispone di un permesso del ministero delle Foreste per sfruttare una piantagione || 2.2.2.1: Accordo del ministero delle Foreste 2.2.2.2: Permesso di esplorazione 2.2.2.3: Relazione di esplorazione 2.2.2.4: Piano semplice di gestione per le piantagioni con superficie pari o superiore a 50 ha che rispetta il capitolato d’oneri || Ministero delle Foreste || Direzione generale delle acque e delle foreste (DGAFCP) || Metodologia da 2.2.2.1 a 2.2.2.3: Richiesta inviata al ministero delle Foreste Autorizzazione di esplorazione fornita dalla DGAF Realizzazione dell’esplorazione da parte dell’impresa o del privato e deposito della relazione presso la DGAF Verifica documentaria e sul campo da parte della DGAF e concessione dell’autorizzazione ministeriale || Organo responsabile: ICAF     Metodologia: verifica dell’esistenza della relazione di esplorazione e dell’autorizzazione ministeriale || 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: a ogni richiesta || Frequenza: trimestrale || 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione: || Conservazione dei risultati: || 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione in formato cartaceo (DGAF e CDF) e digitale (CDF) della richiesta, dell’autorizzazione di esplorazione e dell’autorizzazione ministeriale || Comunicare all’SGBD che il punto è stato verificato || 
 ||   ||   ||   ||   ||   || Flusso: Dal richiedente alla DGAF || Flusso: Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 ||   ||   ||   ||   ||   || Dalla DGAF al richiedente e all’ICAF (CDF) ||   
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 || 2.2.3 || Nel caso di piantagioni appartenenti a un privato o a una comunità, l’appaltatore dispone dei permessi di sfruttamento || 2.2.3.1: Permesso di taglio rilasciato dal ministero all’appaltatore (proprietario o appaltatore a contratto) 2.2.3.2: Piano semplice di gestione per le piantagioni con superficie pari o superiore a 50 ha che rispetta il capitolato d’oneri 2.2.3.3: Se del caso, contratto tra il privato o la comunità e l’impresa appaltatrice || Ministero delle Foreste || Direzione generale delle acque e delle foreste (DGAFCP) || Metodologia 2.2.3.1: Richiesta inviata al ministero delle Foreste Autorizzazione di esplorazione fornita dalla DGAF Realizzazione dell’esplorazione da parte dell’impresa o del privato e deposito della relazione presso la DGAF Verifica documentaria e sul campo da parte della DGAF e concessione dell’autorizzazione di taglio || Organo responsabile: ICAF     Metodologia: verifica dell’esistenza della relazione di esplorazione e dell’autorizzazione di taglio 
 ||   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: a ogni richiesta || Frequenza: trimestrale 
 ||   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione in formato cartaceo (DGAF e CDF) e digitale (CDF) della richiesta, dell’autorizzazione di esplorazione e dell’autorizzazione di taglio || Comunicare all’SGBD che il punto è stato verificato || 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: Dal richiedente alla DGAF || Flusso: || 
   ||   ||   ||   ||   || Dalla DGAF al richiedente e all’ICAF (CDF) || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT || 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 2.3.1  || L’impresa informa le popolazioni locali e autoctone, le comunità locali e tutte le parti interessate circa la firma della convenzione provvisoria e l’apertura della parcella provvisoria di prelievo. || 2.3.1.1: Verbali delle riunioni di sensibilizzazione stilati dall’impresa e convalidati congiuntamente dalle varie parti interessate. || Ministero delle Foreste || Direzione generale dei servizi regionali (DGSR)/Direttore regionale (DR) || Metodologia: Verifica periodica dell’esistenza dei verbali da parte delle direzioni regionali competenti || Organo responsabile: Direttore generale dei servizi regionali (DGSR) 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica dell’esistenza della relazione 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Redazione di una relazione di missione || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Trasmissione della relazione alla DGSR ||   
   ||   ||   ||   ||   || Trasmissione della relazione da parte della DGSR alla DGAF e al CDF ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dalle direzioni regionali alla DGSR || Dall’ICAF all’organo di rilascio 
   ||   ||   ||   ||   || Dalla DGSR alla DGAF e al CDF (ICAF) ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 3.1.1 || Sono state effettuate le valutazioni di impatto ambientale. || 3.1.1.1: Relazione delle valutazioni di impatto ambientale approvata per ogni sito di produzione (PSA + segheria,comprese le infrastrutture di base) 3.1.1.2: Certificato di conformità ambientale rilasciato dall’autorità competente || Ministero dell’Ambiente e dell’Ecologia   Ministero delle Foreste || Direzione generale dell’ambiente (DGA) || Metodologia: 1- Esame documentario della relazione della valutazione di impatto ambientale (VIA) presentata dall’impresa 2- Verifica sul posto 3- Lettera di approvazione della VIA se la verifica è soddisfacente || Organo responsabile: Direzione del monitoraggio ambientale (DMA)/ICAF     Metodologia: DMA: 1- Verifica, su sospetto, di alcuni punti dell’esame del documento e della verifica sul posto 
   ||   ||   ||   ||   ||   || 2- Elaborazione e trasmissione di una relazione con copia all’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF: 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica dell’esistenza della lettera di approvazione della VIA 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: quinquennale || Frequenza: quinquennale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione della lettera di approvazione e della VIA nell’SGBD da parte della DGA e in formato cartaceo negli archivi || DMA: Archiviazione della relazione di controllo   ICAF: Inserire il risultato del controllo della verifica nella banca dati 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: Invio di una lettera di approvazione all’impresa con copia al CDF e all’ICAF || Flusso: Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 3.2.1 || Le misure intese a proteggere le risorse della biodiversità, contenute nelle valutazioni di impatto e approvate, vengono attuate || 3.2.1.1: Relazioni dei controlli dell’amministrazione responsabile per l’ambiente || Ministero dell’Ambiente e dell’Ecologia || Direzione del monitoraggio ambientale (DMA) || Metodologia:   1- Valutazione sul posto dell’attuazione delle misure contenute nella VIA || Organo responsabile: ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Relazione di valutazione e lettera di conformità se la valutazione è soddisfacente || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento del risultato della verifica nell’SGBD || Verifica dell’esistenza della relazione e della lettera 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: permanente (a seconda delle misure adottate nella VIA) || Frequenza: permanente (a seconda delle misure adottate nella VIA) 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione della relazione di valutazione e della lettera negli archivi della DMA || Inserire il risultato del controllo della verifica nella banca dati 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Invio di una lettera di approvazione all’impresa con copia all’ICAF e al CDF || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 3.3.1  || I rifiuti (intesi ai sensi dell’articolo 3 del codice ambientale della Repubblica centrafricana e dei decreti applicativi) risultanti dalle attività dell’impresa sono trattati in conformità alle disposizioni di legge. || 3.3.1.1: Relazioni dei controlli dell’amministrazione responsabile per l’ambiente || Ministero dell’Ambiente e dell’Ecologia (DGAE) || Direzione di monitoraggio ambientale || Metodologia: 1- Valutazione sul posto dell’esistenza di un sistema di trattamento dei rifiuti 2- Relazione di valutazione e lettera di conformità se la valutazione è soddisfacente 3- Inserimento del risultato della verifica nell’SGBD || Organo responsabile: DGAE   Metodologia: Verifica dell’esistenza della relazione e della lettera 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: semestrale || Frequenza: semestrale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione della relazione e della lettera negli archivi della DMA || Inserire il risultato del controllo della verifica nella banca dati 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Invio di una lettera di approvazione all’impresa con copia all’ICAF e al CDF || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 3.3.2  || Le disposizioni di legge relative all’inquinamento delle acque e dell’aria sono rispettate. || 3.3.2.1: Relazione di audit ambientale dell’amministrazione responsabile per l’ambiente. || Ministero dell’Ambiente e dell’Ecologia || Direzione del monitoraggio ambientale (DMA) || Metodologia: || Organo responsabile: DGAE 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Valutazione sul posto dell’esistenza di un sistema che prende in considerazione l’inquinamento delle acque e dell’aria || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Relazione di valutazione e lettera di conformità se la valutazione è soddisfacente || Verifica dell’esistenza della relazione e della lettera 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento del risultato della verifica nell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione della relazione e della lettera negli archivi della DMA || Inserire il risultato del controllo della verifica nella banca dati 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Invio di una lettera di approvazione all’impresa con copia all’ICAF e al CDF || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 4.1.1 || La libertà di attività sindacale è garantita nell’impresa. || 4.1.1.1: Nota informativa sulla garanzia della libertà sindacale vidimata dall’autorità competente e pubblicata || Ministero del Lavoro || Ispettorato del lavoro competente || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione del lavoro e dell’impiego (DLI) 
   ||   ||   || Ministero delle Foreste || SMIV || 1- Verifica periodica sul posto almeno una volta all’anno in caso di sospetto o di denuncia || Ispettorato centrale delle acque e delle foreste 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Controllo del registro dei lavoratori || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Incontro con i lavoratori e il datore di lavoro || DLI: 
   ||   || 4.1.1.2: Verbali delle riunioni sindacali pubblicati (se lavoratori iscritti ai sindacati). ||   ||   || 4- Visto e/o annotazione sul registro || Riceve le relazioni annuali di ogni ispezione regionale 
   ||   ||   ||   ||   || 5- Elaborazione di una relazione || Esamina le relazioni e invia una sintesi alla direzione generale del lavoro e dell’impiego 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Invia una sintesi per le imprese del settore delle foreste e del legname al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF (da definire) 
   ||   ||   ||   ||   || NB: La squadra mobile (SMIV) può effettuare la stessa verifica e invia direttamente il risultato all’ICAF (valido per i punti 4.1 e 4.2) || Può effettuare senza preavviso un controllo della verifica fatta dagli ispettori e redigere una relazione di cui una copia viene trasmessa al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica che il CDF inserisca i dati nell’SGBD annualmente 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Verifica la conformità delle imprese 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione di missione archiviata presso l’ispettorato competente || Il CDF inserisce il risultato delle verifiche nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione annuale archiviata presso l’ispettorato competente || L’ICAF inserisce il controllo della verifica nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Invio della relazione di missione all’impresa || Dalla DLI al CDF 
   ||   ||   ||   ||   || Invio delle relazioni annuali alla direzione del lavoro || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 4.1.2 || I rappresentanti del personale eletti conformemente alla normativa in vigore vantano i requisiti necessari per svolgere le proprie funzioni || 4.1.2.1: Verbale dell’assemblea generale elettiva dei rappresentanti del personale vidimato dall’ispettore del lavoro competente || Ministero del Lavoro || Ispettorato del lavoro competente || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione del lavoro e dell’impiego ICAF 
   ||   || 4.1.2.2: Attestati di formazione vidimati dall’ispettore del lavoro competente ||   ||   || 1- Verifica periodica sul posto almeno una volta all’anno in caso di sospetto o di denuncia || Metodologia:   DLI 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Incontro con i rappresentanti del personale || Riceve le relazioni annuali di ogni ispezione regionale 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Elaborazione di una relazione || Esamina le relazioni e invia una sintesi alla direzione generale del lavoro e dell’impiego 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Invia una sintesi per le imprese del settore delle foreste e del legname al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Può effettuare senza preavviso un controllo della verifica fatta dagli ispettori e redigere una relazione di cui una copia viene trasmessa al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica che il CDF inserisca i dati nell’SGBD annualmente 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica la conformità delle imprese 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione di missione archiviata presso l’ispettorato competente || Il CDF inserisce il risultato delle verifiche nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione annuale archiviata presso l’ispettorato competente || L’ICAF inserisce il controllo della verifica nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Invio della relazione di missione all’impresa || Dalla DLI al CDF 
   ||   ||   ||   ||   || Invio delle relazioni annuali alla direzione del lavoro || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 || IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 || 4.1.3  || I dipendenti dell’impresa sono informati sui documenti relativi ai diritti in materia di lavoro. || 4.1.3.1: Pubblicazione di note informative || Ministero del Lavoro || Ispettorato del lavoro competente || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione del lavoro e dell’impiego (DLI) 
 ||   ||   ||   ||   ||   || 1- Verifica periodica sul posto almeno una volta all’anno || ICAF 
 ||   ||   || 4.1.3.2: Verbale delle riunioni tra rappresentanti del personale e dipendenti ||   ||   ||   2- Verifica della pubblicazione degli elementi richiesti dalla legge || Metodologia: DLI: 
 ||   ||   ||   ||   ||   || 3- Elaborazione di una relazione || Riceve le relazioni annuali di ogni ispezione regionale 
 ||   ||   ||  4.1.3.3: Pubblicazione del regolamento interno ||   ||   ||   || Esamina le relazioni e invia una sintesi alla direzione generale del lavoro e dell’impiego 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Invia una sintesi per le imprese del settore delle foreste e del legname al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Può effettuare senza preavviso un controllo della verifica fatta dagli ispettori e redigere una relazione di cui una copia viene trasmessa al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica che il CDF inserisca i dati nell’SGBD annualmente 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica la conformità delle imprese 
 ||   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
 ||   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione di missione archiviata presso l’ispettorato competente || Il CDF inserisce il risultato delle verifiche nell’SGBD || 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione annuale archiviata presso l’ispettorato competente || L’ICAF inserisce il controllo della verifica nell’SGBD || 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: || 
   ||   ||   ||   ||   || Invio della relazione di missione all’impresa || Dalla DLI al CDF || 
   ||   ||   ||   ||   || Invio delle relazioni annuali alla direzione del lavoro || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT || 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 4.2.1  || Le relazioni tra l’impresa e i dipendenti sono formalizzate secondo le disposizioni di legge. || 4.2.1.1: L’impresa forestale e i rappresentanti del personale sono in possesso di una copia del contratto collettivo || Ministero del Lavoro || Ispettorato del lavoro competente || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione del lavoro e dell’impiego ICAF || 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Verifica periodica sul posto almeno una volta all’anno || Metodologia: || 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Verifica del registro del datore di lavoro e dei fascicoli di ogni lavoratore || DLI || 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Elaborazione di una relazione || Riceve le relazioni annuali di ogni ispezione regionale || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Esamina le relazioni e invia una sintesi alla direzione generale del lavoro e dell’impiego || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Invia una sintesi per le imprese del settore delle foreste e del legname al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF || 
   ||   || 4.2.1.2: Registro del datore di lavoro numerato e siglato dall’ispettore del lavoro competente ||   ||   ||   || Può effettuare senza preavviso un controllo della verifica fatta dagli ispettori e redigere una relazione di cui una copia viene trasmessa al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica che il CDF inserisca i dati nell’SGBD annualmente || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica la conformità delle imprese || 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale || 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: || 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione di missione archiviata presso l’ispettorato competente || Il CDF inserisce il risultato delle verifiche nell’SGBD || 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione annuale archiviata presso l’ispettorato competente || L’ICAF inserisce il controllo della verifica nell’SGBD || 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: || 
   ||   ||   ||   ||   || Invio della relazione di missione all’impresa || Dalla DLI al CDF || 
   ||   ||   ||   ||   || Invio delle relazioni annuali alla direzione del lavoro || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT || 
 || IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 || 4.2.2  || I lavoratori dell’impresa sono remunerati conformemente alla normativa in vigore nel rispettivo settore di attività e in maniera non discriminatoria || 4.2.2.1: - Buste paga e livello retributivo || Ministero del Lavoro || Ispettorato del lavoro competente || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione del lavoro e dell’impiego (DLI) 
 ||   ||   ||   ||   ||   || 1- Verifica periodica sul posto almeno una volta all’anno || ICAF 
 ||   ||   || 4.2.2.2: - Contratto di lavoro firmato da tutte le parti ||   ||   || 2- Confronto dei contratti di lavoro e delle buste paga con la convenzione collettiva delle imprese forestali || Metodologia: DLI: 
 ||   ||   ||   ||   ||   || 3- Elaborazione di una relazione || Riceve le relazioni annuali di ogni ispezione regionale 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Esamina le relazioni e invia una sintesi alla direzione generale del lavoro e dell’impiego 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Invia una sintesi per le imprese del settore delle foreste e del legname al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Può effettuare senza preavviso un controllo della verifica fatta dagli ispettori e redigere una relazione di cui una copia viene trasmessa al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF: 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica che il CDF inserisca i dati nell’SGBD annualmente 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica la conformità delle imprese 
 ||   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: || 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione di missione archiviata presso l’ispettorato competente || Il CDF inserisce il risultato delle verifiche nell’SGBD || 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione annuale archiviata presso l’ispettorato competente || L’ICAF inserisce il controllo della verifica nell’SGBD || 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: || 
   ||   ||   ||   ||   || Invio della relazione di missione all’impresa || Dalla DLI al CDF || 
   ||   ||   ||   ||   || Invio delle relazioni annuali alla direzione del lavoro || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT || 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 || 4.2.3 || Le condizioni di igiene e sicurezza dei lavoratori sono conformi alla normativa in vigore || 4.2.3.1: Verbale delle riunioni del comitato per l’igiene e la sicurezza || Ministero del Lavoro || Ispettorato del lavoro competente || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione del lavoro e dell’impiego/ICAF || 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || Metodologia: || 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || DLI || 
 ||   ||   || . ||   ||   || 1- Verifica periodica sul posto almeno una volta all’anno || Riceve le relazioni annuali di ogni ispezione regionale || 
 ||   ||   ||   ||   ||   || 2- Verifica delle apparecchiature e delle misure di sicurezza e igiene presenti nei siti e nelle foreste || Esamina le relazioni e invia una sintesi alla direzione generale del lavoro e dell’impiego || 
 ||   ||   ||   ||   ||   || 3- Elaborazione di una relazione || Invia una sintesi per le imprese del settore delle foreste e del legname al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF || 
 ||   ||   || 4.2.3.2: Repertorio del materiale per l’igiene e la sicurezza di cui è dotato il personale ||   ||   ||   || Può effettuare senza preavviso un controllo della verifica fatta dagli ispettori e redigere una relazione di cui una copia viene trasmessa al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF || 
 ||   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica che il CDF inserisca i dati nell’SGBD annualmente || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica la conformità delle imprese || 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale || 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: || 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione di missione archiviata presso l’ispettorato competente || Il CDF inserisce il risultato delle verifiche nell’SGBD || 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione annuale archiviata presso l’ispettorato competente || L’ICAF inserisce il controllo della verifica nell’SGBD || 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: || 
   ||   ||   ||   ||   || Invio della relazione di missione all’impresa || Dalla DLI al CDF || 
   ||   ||   ||   ||   || Invio delle relazioni annuali alla direzione del lavoro || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT || 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 4.2.4 || Gli orari di lavoro praticati dall’impresa sono conformi alle disposizioni giuridiche || 4.2.4.1: Sistema di timbratura dei lavoratori || Ministero del Lavoro || Ispettorato del lavoro competente || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione del lavoro e dell’impiego ICAF || 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Metodologia: DLI || 
   ||   || 4.2.4.2: Schede di timbratura dei lavoratori ||   ||   || 1- Verifica periodica sul posto almeno una volta all’anno || Riceve le relazioni annuali di ogni ispezione regionale || 
   ||   || 4.2.4.3: Pubblicazione delle note di servizio dell’impresa ||   ||   || 2- Verifica del contenuto e della pubblicazione del regolamento interno dell’impresa e del suo sistema || Esamina le relazioni e invia una sintesi alla direzione generale del lavoro e dell’impiego || 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Elaborazione di una relazione || Invia una sintesi per le imprese del settore delle foreste e del legname al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF || 
   ||   ||  4.2.4.4: Buste paga ||   ||   ||   || Può effettuare senza preavviso un controllo della verifica fatta dagli ispettori e redigere una relazione di cui una copia viene trasmessa al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF: Verifica che il CDF inserisca i dati nell’SGBD annualmente || 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica la conformità delle imprese || 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale || 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: || 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione di missione archiviata presso l’ispettorato competente || Il CDF inserisce il risultato delle verifiche nell’SGBD || 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione annuale archiviata presso l’ispettorato competente || L’ICAF inserisce il controllo della verifica nell’SGBD || 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: || 
   ||   ||   ||   ||   || Invio della relazione di missione all’impresa || Dalla DLI al CDF || 
   ||   ||   ||   ||   || Invio delle relazioni annuali alla direzione del lavoro || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT || 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 4.2.5 || L’assunzione dei lavoratori rispetta le condizioni di età stabilite dalla legislazione nazionale e dall’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) || 4.2.5.1: Contratti di lavoro firmati da tutte le parti || Ministero del Lavoro || Ispettorato del lavoro competente || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione del lavoro e dell’impiego ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Verifica periodica sul posto almeno una volta all’anno || DLI: 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Verifica dei fascicoli dei lavoratori || Riceve le relazioni annuali di ogni ispezione regionale 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Elaborazione di una relazione || Esamina le relazioni e invia una sintesi alla direzione generale del lavoro e dell’impiego 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Invia una sintesi per le imprese del settore delle foreste e del legname al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Può effettuare senza preavviso un controllo della verifica fatta dagli ispettori e redigere una relazione di cui una copia viene trasmessa al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica che il CDF inserisca i dati nell’SGBD annualmente 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica la conformità delle imprese 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione di missione archiviata presso l’ispettorato competente || Il CDF inserisce il risultato delle verifiche nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione annuale archiviata presso l’ispettorato competente || L’ICAF inserisce il controllo della verifica nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Invio della relazione di missione all’impresa || Dalla DLI al CDF 
   ||   ||   ||   ||   || Invio delle relazioni annuali alla direzione del lavoro || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 4.3.1 ||  I diritti consuetudinari di accesso e di uso delle popolazioni locali e autoctone nelle concessioni forestali sono riconosciuti e rispettati dall’impresa || 4.3.1.1: Piano di assestamento approvato dall’autorità competente (in particolare il rapporto socioeconomico) || Ministero delle Foreste || Direzione generale dei servizi regionali   Direzioni regionali || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione generale dei servizi regionali ICAF e DGSR 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Metodologia: DGSR 
   ||   ||  4.3.1.2: Convenzione provvisoria firmata dall’autorità competente (PSA con convenzione provvisoria) ||   ||   || 1- Verifica periodica negli uffici dell’impresa da parte della direzione regionale delle foreste competente || Riceve le relazioni annuali di ogni direzione regionale 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Esamina le relazioni e invia una sintesi al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   || 4.3.1.3: Relazione di constatazione dell’amministrazione forestale vidimata dalle parti ||   ||   || 2- Elaborazione di una relazione trimestrale di verifica da trasmettere alla direzione generale dei servizi regionali a Bangui || Può effettuare senza preavviso un controllo della verifica fatta dalle direzioni regionali e redigere una relazione di cui una copia viene trasmessa al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF Verifica che il CDF inserisca i dati nell’SGBD annualmente 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica la conformità delle imprese 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: almeno una volta all’anno || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Il CDF inserisce il risultato delle verifiche nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Relazioni di missione archiviate presso la direzione regionale competente || L’ICAF inserisce il controllo della verifica nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Invio della relazione di missione all’impresa || Dalla DGSR al CDF 
   ||   ||   ||   ||   || Invio delle relazioni annuali alla direzione generale dei servizi regionali || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 4.3.2 || In caso di distruzione dei beni appartenenti alle popolazioni locali e autoctone da parte dell’impresa, i risarcimenti sono conformi alle norme in vigore || 4.3.2.1: Verbale di constatazione letto e approvato dalle parti || Ministero delle Foreste || Direzione regionale || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione generale dei servizi regionali (DGSR) ICAF Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   ||   || DGSR 
   ||   || 4.3.2.2: Prove del risarcimento ||   ||   || 1- Verifica periodica negli uffici dell’impresa da parte della direzione regionale delle foreste competente || Riceve le relazioni annuali di ogni direzione regionale Esamina le relazioni e invia una sintesi al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Elaborazione di una relazione trimestrale di verifica da trasmettere alla direzione generale dei servizi regionali a Bangui || Può effettuare senza preavviso un controllo della verifica fatta dalle direzioni regionali e redigere una relazione di cui una copia viene trasmessa al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica che il CDF inserisca i dati nell’SGBD annualmente 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Verifica la conformità delle imprese 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: almeno una volta all’anno || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Relazioni di missione archiviate presso la direzione regionale competente || Il CDF inserisce il risultato delle verifiche nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   ||   || L’ICAF inserisce il controllo della verifica nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Invio della relazione di missione all’impresa || Dalla DGSR al CDF 
   ||   ||   ||   ||   || Invio delle relazioni annuali alla direzione generale dei servizi regionali || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.1.1 || Le popolazioni locali, le comunità locali, le ONG, le strutture decentrate dello Stato e gli altri partner per lo sviluppo, interessati alla gestione delle risorse forestali nella circoscrizione territoriale considerata, sono informati dell’attribuzione del PSA. || 5.1.1.1: Verbali delle riunioni di sensibilizzazione redatti dall’impresa e convalidati congiuntamente dalle parti interessate. || Ministero delle Foreste || DGAF || Metodologia:   Trasmissione al CDF della relazione informativa firmata dalle parti interessate, tra cui un rappresentante dell’impresa Inserimento dati nella banca dati (copia digitale) || Organo responsabile: ICAF     Metodologia:   Verifica dell’inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: una sola volta per una determinata attribuzione di PSA || Frequenza: una sola volta per una determinata attribuzione di PSA 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: Inserimento dati nella banca dati Archiviazione in formato cartaceo || Conservazione dei risultati: Inserimento dati nell’SGBD riguardanti il risultato del controllo dell’acquisizione dei dati per questo documento 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: Invio di una copia all’ICAF e al CDF || Flusso: Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.2.1 || L’impresa rispetta le disposizioni della convenzione provvisoria durante il periodo di validità (3 anni) || 5.2.1.1: Relazione di controllo dell’amministrazione || Ministero delle Foreste || Direzione regionale competente, DGAF, squadra mobile di intervento e di verifica (SMIV) || Metodologia 1- Verifica periodica da parte della direzione regionale competente, della SMIV e della direzione generale delle acque e delle foreste || Organo responsabile: ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Visita presso l’ufficio nella foresta e nel cantiere di sfruttamento || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Verifica della conformità delle operazioni || Verifica dell’inserimento dati nell’SGBD da parete del CDF e inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti il risultato della verifica 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Elaborazione di una relazione || Controllo a campione della verifica delle varie entità 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: trimestrale || Frequenza: semestrale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || DR: relazione di controllo trasmessa alla DGSR con estensione all’ICAF || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || SMIV:: relazione di controllo trasmessa al gabinetto con estensione all’ICAF || Verbale di controllo 
   ||   ||   ||   ||   || DGAF: relazione di controllo trasmessa alla DG con estensione all’ICAF ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.3.1  || Gli studi preliminari all’assestamento sono stati realizzati secondo le norme prescritte dall’amministrazione forestale. || 5.3.1.1: Relazioni di inventari di assestamento || Ministero delle Foreste || DGAF || Metodologia: Verifica e convalida da parte della DGAF grazie a una griglia di valutazione da definire || Organo responsabile: ICAF 
   ||   || 5.3.1.2: Relazioni di valutazioni socioeconomiche ||   ||   || Verbale della riunione di valutazione   || Metodologia: Verifica dell’esistenza del verbale 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: a ogni periodo di assestamento o a ogni riesame || Frequenza: a ogni periodo di assestamento o a ogni riesame 
   ||   || . ||   ||   || Conservazione: nell’SGBD || Conservazione: nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dalla commissione di valutazione alla DGAF || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
   ||   ||   ||   ||   || Dalla DGAF all’ICAF e al CDF ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.3.2  || Il piano di assestamento è stato realizzato secondo le norme prescritte dall’amministrazione forestale. || 5.3.2.1: Convenzione definitiva di assestamento e di sfruttamento. || Ministero delle Foreste || Direzione degli inventari e degli assestamenti forestali (DIAF) e SMIV, DR || Metodologia: Verifica e convalida da parte della DGAF grazie a una griglia di valutazione da definire || Organo responsabile: Direzione generale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca 
   ||   ||   ||   ||   || Verbale della riunione di valutazione || Metodologia: Verifica dell’esistenza del verbale 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: a ogni periodo di assestamento o a ogni riesame || Frequenza: a ogni periodo di assestamento o a ogni riesame 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: Inserimento dati nell’SGBD || Conservazione dei risultati: Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: Dalla commissione di valutazione alla DGAF || Flusso: Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
   ||   ||   ||   ||   || Dalla DGAF all’ICAF e al CDF ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.3.3  || Il piano di gestione (PG) è conforme alle norme. || 5.3.3.1: Lettera di approvazione ufficiale del PG || Ministero delle Foreste || DGAF || Metodologia: || Organo responsabile: ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Esame documentario, da parte di un comitato istituito a tale scopo, del PG presentato dall’impresa nel quadro del sistema a punteggio dell’MAFCP (cfr. documento allegato) || Metodologia: Verifica dell’esistenza della lettera di approvazione del PG e del verbale della riunione 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Lettera di approvazione del PG se quanto presentato è soddisfacente ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: quinquennale || Frequenza: quinquennale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione della lettera di approvazione del PG nell’SGBD da parte della DGAF e in formato cartaceo negli archivi || Comunicare all’SGBD che il punto è stato verificato 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Invio di una lettera di approvazione da parte della DGAF all’impresa, all’ICAF/CDF, PARPAF, DGSR e del verbale della riunione con il punteggio all’ICAF || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.3.4  || Il piano di attività annuale, comprese le carte, è conforme alle norme || 5.3.4.1: Lettera di deposito del piano di attività annuale (PAA) presso il gabinetto del ministero delle Foreste. || Ministero delle Foreste || DGAF || Metodologia: || Organo responsabile: ICAF 
   ||   || 5.3.4.2: Lettera di approvazione ufficiale del PAA ||   ||   || 1- Esame documentario, da parte di un comitato istituito a tale scopo, del PAA presentato dall’impresa nel quadro del sistema a punteggio dell’MAFCP || Metodologia: Verifica dell’esistenza della lettera di approvazione del PAA e del verbale della riunione 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Lettera di approvazione del PAO se quanto presentato è soddisfacente ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione della lettera di approvazione del PAO nell’SGBD da parte della DGAF e in formato cartaceo negli archivi || Comunicare all’SGBD che il punto è stato verificato 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Invio di una lettera di approvazione da parte della DGAF all’impresa, all’ICAF/CDF, PARPAF, DGSR e del verbale della riunione con il punteggio all’IC || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.3.5 || Esiste un piano semplice di gestione conforme alla normativa in vigore per le piantagioni o le aree di rimboschimento con superficie pari o superiore a 50 ha || Piano semplice di gestione per le piantagioni con superficie pari o superiore a 50 ha che rispetta il capitolato d’oneri 5.3.5.2: Lettera di approvazione del piano semplice di gestione || Ministero delle Foreste || Direzione generale delle acque e delle foreste (DGAFCP) || Metodologia: Al momento non esistono piantagioni sfruttabili di superficie pari o superiore a 50 ha e pertanto la metodologia di verifica sarà definita nella fase di attuazione dell’accordo. ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.4.1  || I limiti della parcella annuale di prelievo o delle parcelle provvisorie previste sulle carte sono concretamente riportati e rispettati conformemente alla normativa. || 5.4.1.1: Relazioni delle missioni di controllo dell’amministrazione forestale. || Ministero delle Foreste || Direzione regionale , DGAFCP, SMIV || Metodologia: 1- Al momento dell’inventario dello sfruttamento, la direzione regionale competente verifica la conformità della realizzazione dei limiti alle norme precisate nel volume 3 delle norme di assestamento || Organo responsabile: ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Verifica della conformità dei limiti alle carte approvate del PAA || Metodologia: Verifica dell’inserimento dati nell’SGBD da parete del CDF e inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti il risultato della verifica 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Al momento dello sfruttamento, la DR, la DGAF e la SMIV verificano il rispetto dei limiti realizzati al momento dell’inventario di sfruttamento || Controllo a campione della verifica delle varie entità 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Elaborazione di relazioni di verifica ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Relazioni di verifica redatte || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione cartacea da parte del CDF 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Invio di una copia della relazione all’ICAF e al CDF || Dall’ICAF al CDF e dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.5.1 || La rete di accesso è pianificata e realizzata conformemente alla normativa in vigore || 5.5.1.1: Piano di attività annuale approvato dall’amministrazione forestale || Ministero delle Foreste || DGAF || Metodologia: || Organo responsabile: ICAF 
   ||   || 5.5.1.2: Piano di rete di accesso della parcella provvisoria ||   ||   || 1- Verifica documentaria della carta delle vie di accesso e dell’autorizzazione amministrativa di apertura delle vie di accesso nel PAA presentato dall’impresa nel quadro del sistema a punteggio dell’MAFCP || Metodologia: Verifica dell’esistenza della lettera di approvazione del PAA e del verbale della riunione 
   ||   || 5.5.1.3: Autorizzazione amministrativa di apertura delle vie di accesso (se sono necessarie vie di accesso al di fuori del PAP) ||   ||   || 2- Lettera di approvazione del PAO se quanto presentato è soddisfacente ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: || Frequenza: 
   ||   ||   ||   ||   || annuale per ogni PAA || annuale per ogni PAA 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   || 5.5.1.4: Relazioni delle missioni di controllo dell’amministrazione forestale ||   ||   || Archiviazione della lettera di approvazione del PAA nell’SGBD da parte della DGAF e in formato cartaceo. || Comunicare all’SGBD che il punto è stato verificato 
   ||   || 5.5.1.5: Autorizzazione di apertura delle vie di accesso per un PAP ||   ||   || Flusso: 1-Invio di una lettera di approvazione da parte della DGAF all’impresa, all’IC EFCP/CDF, DGSR e del verbale della riunione con il punteggio all’IC || Flusso: Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.6.1 || I diametri minimi di assestamento (DMA) per le convenzioni definitive o i diametri minimi di sfruttabilità amministrativa (DMS) per le convenzioni provvisorie sono rispettati durante le operazioni di abbattimento || 5.6.1.1: Registri di cantiere   5.6.1.2: Relazioni delle missioni di controllo || Ministero delle Foreste || Direzione regionale , DGAFCP, SMIV || Metodologia:   Controllo del registro di cantiere e visita sul posto || Organo responsabile: ICAF DSGR     Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||     
   ||   || . ||   ||   ||   || Verifica dell’inserimento dati nell’SGBD da parete del CDF e inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti il risultato della verifica 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Controllo a campione della verifica delle varie entità 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: trimestrale per le DR e semestrale per la SMIV || Frequenza: semestrale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: Relazioni di controllo periodico || Conservazione dei risultati: Inserimento dati nell’SGBD Verbale di controllo 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || DR: relazione di controllo trasmessa alla DGSR con estensione all’ICAF || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
   ||   ||   ||   ||   || SMIV:: relazione di controllo trasmessa al gabinetto con estensione all’ICAF || Invio verbale al CDF 
   ||   ||   ||   ||   || DGAF: relazione di controllo trasmessa alla DG con estensione all’ICAF ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.6.2  || Le specie sfruttate sono autorizzate nel piano di assestamento, nel PAA, nel provvedimento applicativo del codice forestale o nel codice forestale || 5.6.2.1: Piano di assestamento 5.6.2.2: Registro di cantiere || Ministero delle Foreste || Direzione regionale , DGAFCP, SMIV || Metodologia: 1- Verifica periodica da parte della direzione regionale competente, della SMIV e della DGAFCP || Organo responsabile: ICAF 
   ||   || 5.6.2.3: documento intitolato “Movimenti di legname” ||   ||   || 2- Visita presso l’ufficio nella foresta e nel cantiere di sfruttamento || Metodologia: 
   ||   || 5.6.2.4: Autorizzazione speciale per le specie non autorizzate ||   ||   || 3- Confronto dell’elenco delle specie sfruttate con quelle autorizzate nel piano di assestamento, il PAA e l’elenco delle specie protette con provvedimento applicativo del codice forestale || Verifica dell’inserimento dati nell’SGBD da parete del CDF e inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti il risultato della verifica Controllo a campione della verifica delle varie entità 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Elaborazione di una relazione ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: trimestrale || Frequenza: semestrale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || DR: relazione di controllo trasmessa alla DGSR con estensione all’ICAF || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || SMIV:: relazione di controllo trasmessa al gabinetto con estensione all’ICAF || Verbale di controllo 
   ||   ||   ||   ||   || DGAF: relazione di controllo trasmessa alla DG con estensione all’ICAF ||   
   ||   ||   ||   ||   || ICAF: copia di ogni relazione e invio dell’originale al CDF per l’inserimento dati nell’SGBD e archiviazione ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Ricezione delle relazioni di verifica dei tre enti precedenti || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
   ||   ||   ||   ||   || Trasmissione all’ICAF/CDF per inserimento dati nell’SGBD || Invio verbale al CDF 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 5.7.1 || Il legname viene abbattuto e abbandonato nelle foreste conformemente alle normative in vigore. || 5.7.1.1: Registri di cantiere 5.7.1.2: Verbale di constatazione di abbandono del legname dell’amministrazione forestale || Ministero delle Foreste || Direzione regionale competente, DGAF, SMIV || Metodologia: 1- Verifica periodica da parte della direzione regionale competente, della SMIV e della direzione generale delle acque e delle foreste || Organo responsabile: ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Visita presso l’ufficio nella foresta e nel cantiere di sfruttamento || Metodologia: 
   ||   || 5.7.1.3: Relazioni di controllo dell’amministrazione forestale ||   ||   || 3- Verifica nel registro di cantiere del trasporto degli alberi abbattuti entro i termini prescritti (6 mesi) || Verifica dell’inserimento dati nell’SGBD da parete del CDF e inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti il risultato della verifica 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Visita dei depositi nelle foreste in caso di dubbio o sospetto || Controllo a campione della verifica delle varie entità 
   ||   ||   ||   ||   || 5- Elaborazione di una relazione ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: trimestrale || Frequenza: semestrale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || DR: relazione di controllo trasmessa alla DGSR con estensione all’ICAF || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || SMIV: relazione di controllo trasmessa al gabinetto con estensione all’ICAF || Verbale di controllo 
   ||   ||   ||   ||   || DGAF: relazione di controllo trasmessa alla DG con estensione all’ICAF ||   
   ||   ||   ||   ||   || ICAF: copia di ogni relazione e invio dell’originale al CDF per l’inserimento dati nell’SGBD e archiviazione ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Ricezione delle relazioni di verifica dei tre enti precedenti || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
   ||   ||   ||   ||   || Trasmissione all’ICAF/CDF per inserimento dati nell’SGBD || Invio verbale al CDF 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 6.1.1 || L’impresa dispone almeno di una unità di trasformazione conformemente alle disposizioni normative, tre anni dopo l’attribuzione del PSA. || 6.1.1.1: Licenza di esercizio dell’unità di trasformazione || Ministero delle Foreste || DGAFCP || Metodologia: 1- Verifica dell’esistenza di almeno tre schede di movimento di legname “unità di trasformazione” alla fine del quarto mese di scadenza del termine (al massimo tre anni dopo l’attribuzione del PSA) || Organo responsabile: ICAF   Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Elaborazione di una relazione per l’ICAF e il CDF || Indagine sul posto Elaborazione di una relazione di controllo con copia al CDF per l’archiviazione Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: una sola volta per un determinato PSA || Frequenza: una sola volta per un determinato PSA 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Elaborazione di una relazione da inviare all’ICAF con copia al CDF || Relazione di controllo 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Inserimento dati nell’SGBD da parte del CDF || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Archiviazione della relazione ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dalla DGAF all’ICAF e al CDF || Dall’ICAF al CDF e all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 6.1.2 || L’impresa dispone delle prove del rispetto della quota minima annua di trasformazione (70%) fissata dallo Stato. || 6.1.2.1: documento intitolato “Movimenti di legname” o annuario statistico || Ministero delle Foreste || Centro di dati forestali (CDF) || Metodologia: 1- Il CDF è continuamente informato sui volumi abbattuti e sui volumi trasformati || Organo responsabile: Direzione generale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Questo parametro di controllo può essere verificato ogni anno, in maniera automatica via l’SGBD, mettendo a confronto, in un primo momento e per ogni impresa, il volume delle specie interessate trasformate con il volume abbattuto delle stesse specie || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 3- L’elenco delle specie potrebbe evolvere progressivamente nel tempo e essere aggiornato con una frequenza di circa 5 anni (il termine dovrà essere deciso dal ministero delle Foreste) || Verifica ogni anno, al massimo entro il 30 gennaio per l’anno precedente, della conformità delle imprese nell’SGBD previo esame della relazione del CDF 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Verifica ogni anno della conformità delle imprese e redazione di una relazione, al massimo entro il 30 gennaio, da inviare all’ICAF/CDF con archiviazione in formato cartaceo ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Inserimento dati nell’SGBD || Comunicare all’SGBD che il punto è stato verificato 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Relazione annuale redatta dal CDF che presenta la situazione di ogni PSA per ciascuna impresa ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- I dati di sfruttamento delle imprese forestali sono trasmessi al CDF in formato digitale || De l’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Trasferimento di relazioni annuali all’ICAF ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 6.2.1  || I tronchi e i prodotti legnosi importati per la trasformazione sono registrati conformemente alle disposizioni normative || 6.2.1.1: Dichiarazione di importazione commerciale || Ente di riscossione principale delle dogane e dell’UNSC (ufficio di noleggio stradale centrafricano) || Ministero delle Finanze || Metodologia: 1- Le dogane e il ministero delle Acque e delle Foreste centrafricani verificano i prodotti a base di legno al punto di ingresso || Organo responsabile: Direzione generale delle dogane e delle imposte indirette (DGDII), Direzione generale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca 
   ||   || 6.2.1.2: “Movimenti di legname” || Direzione delle imprese e delle industrie forestali (DIIF), squadra mista di intervento e di verifica (SMIV) || Ministero delle Foreste || 2- Attribuzione di un codice e integrazione nella banca dati SYDONIA per le dogane e nell’SGBD per il ministero delle Acque e delle Foreste || Metodologia: Verifica mensile dei volumi importati e riconciliazione dei dati tenendo presente la produzione propria dell’impresa esportatrice 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Elaborazione di una relazione di controllo da archiviare presso il CDF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Inviare una richiesta di spiegazioni all’impresa 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: a ogni importazione || Frequenza: mensile 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: Dal posto di frontiera al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF || Flusso: Dall’ICAF all’impresa (richiesta di spiegazioni) 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Dall’ICAF al CDF (relazione di controllo) 
   ||   ||   ||   ||   ||   || De l’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 6.2.2  || I tronchi e i prodotti legnosi acquistati, e importati, per la trasformazione sono di origine conosciuta e legale || 6.2.2.1: Licenza FLEGT del paese di origine che accompagna i prodotti importati     || Ministero delle Finanze e del Bilancio || Direzione generale delle dogane e delle imposte indirette (DGDII) || Metodologia:   1- Le dogane e il ministero delle Acque e delle Foreste centrafricani verificano i prodotti a base di legno al punto di ingresso || Organo responsabile: Direzione generale delle dogane e delle imposte indirette (DGDII), Direzione generale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca 
   ||   || 6.2.2.2: Certificato di gestione sostenibile o certificato di origine legale ||   ||   || 2- Attribuzione di un codice e integrazione nella banca dati SYDONIA per le dogane e nell’SGBD per il ministero delle Acque e delle Foreste || Metodologia: Verifica mensile dei volumi importati e riconciliazione dei dati tenendo presente la produzione propria dell’impresa esportatrice 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Elaborazione di una relazione di controllo da archiviare presso il CDF 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||  Inviare una richiesta di spiegazioni all’impresa 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: a ogni importazione || Frequenza: mensile 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dal posto di frontiera al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF || Dall’ICAF all’impresa (richiesta di spiegazioni) 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Dall’ICAF al CDF (relazione di controllo) 
   ||   ||   ||   ||   ||   || De l’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 7.1.1 || La dichiarazione sulla produzione di legname è resa nel rispetto delle disposizioni del codice forestale || 7.1.1.1: “Movimenti di legname”. || Ministero delle Foreste || Centro di dati forestali (CDF) || Metodologia: 1- Ricezione delle schede dei movimenti di legname mensili trasmesse da ogni impresa || Organo responsabile: Direzione generale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Verifica nella forma e nel merito || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento dati nell’SGBD e riconciliazione automatica con i dati dell’SGBD inviati dall’impresa con una frequenza da definire || 1- Verifica dell’immissione dei dati mensili e della conformità dei dati con quelli dell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Scambi per chiarire le incongruenze || 2- Inserimento nell’SGBD dei dati del risultato del controllo della verifica riguardante questo punto 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: mensile || Frequenza: mensile 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione delle schede dei movimenti di legname da parte del CDF || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dall’impresa al CDF || Dall’ICAF all’organo di controllo 
   ||   ||   ||   ||   || Dal CDF all’impresa ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 7.1.2 || La dichiarazione sulla trasformazione del legname è conforme ai “Movimenti di legname” || 7.1.2.1: “Movimenti di legname”. || Ministero delle Foreste || DGAFCP || Metodologia: Verifica dei dati legati alla produzione a fronte delle schede dei movimenti di legname dichiarati       Frequenza: una volta all’anno per una determinata unità di trasformazione Conservazione dei risultati: 1- Elaborazione di una relazione da inviare all’ICAF con copia al CDF 2- Inserimento dati nell’SGBD da parte del CDF 3- Archiviazione della relazione Flusso: Dalla DGAF all’ICAF e al CDF || Organo responsabile: ICAF Metodologia: Esame documentario delle relazioni della DGAF Elaborazione di una relazione di controllo con copia al CDF per archiviazione Inserimento dati nell’SGBD Frequenza: una volta all’anno per una determinata unità di trasformazione Conservazione dei risultati: Relazione di controllo Inserimento dati nell’SGBD Flusso: Dall’ICAF al CDF e all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 7.1.3  || Le dichiarazioni sulla commercializzazione del legname e l’esportazione dei prodotti sono effettuate nel rispetto delle disposizioni normative || 7.1.3.1: documento intitolato “Movimenti di legname”   7.1.3.2: Dichiarazioni doganali || Ministero delle Finanze e del Bilancio || Direzione regionale delle dogane || Metodologia: 7.1.3.2: 1- Verifica alla dogana dei documenti doganali (dichiarazione doganale); presa in carico || Organo responsabile: Direzione generale delle dogane e delle imposte indirette (DGDII)/ Direzione delle indagini, dei procedimenti e della lotta alla frode /Servizio del controllo a posteriori) 
   ||   || 7.1.3.3: Dichiarazione di esportazione commerciale (DEC) || Ministero del Commercio || Direzione generale delle dogane || 2- Studio formale per valutare l’ammissibilità || Metodologia: 
   ||   ||   ||   || Direzione generale del commercio || 3- Se ammissibile, inserimento nella banca dati || Controllo documentario a posteriori sulla natura dei documenti e il loro contenuto 
   ||   ||   ||   || Direzione della normativa doganale/Servizio delle esenzioni e delle franchigie || 4- Verifiche documentarie nella forma e nel merito (elementare, approfondita, integrale includendo il veicolo) ||   
   ||   ||   ||   ||   || 5- Rilascio del visto di prelievo per l’esportazione o il transito ||   
   ||   ||   ||   ||   || 7.1.3.3: 1- Confronto della fattura proforma della DE CET della DEC con la fattura definitiva della dichiarazione E 101 ||   
   ||   ||   ||   ||   || 2- Verifica presso la direzione generale del commercio in caso di dubbio ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: a ogni dichiarazione || Frequenza: in caso di sospetto 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Banca dati doganale locale (formato digitale e cartaceo)/SYDONIA (livello centrale) archiviazione manuale || Dogane: Redazione di un verbale (sul posto, constatazione di infrazione, immissione dati) Iscrizione nel registro del contenzioso 
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso continuo: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Dall’impresa alle dogane 2- Dalle dogane all’impresa || 1- Dalle dogane al ministero delle Foreste (CDF nell’ambito dell’ICAF) secondo procedura da definire 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Dalle dogane al ministero delle Foreste secondo procedura da definire || 2- Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
   ||   ||   ||   ||   || Invio dei dati alla direzione delle statistiche ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 7.1.4  || Le dichiarazioni fiscali e doganali sono effettuate nel rispetto delle disposizioni normative || 7.1.4.1: Quietanza di pagamento della licenza di esercizio || Ministero delle Finanze || Direzione dei bolli || Metodologia:   7.1.4.1: || Organo responsabile: DGEFCP e DGID (direzione generale delle imposte e dei demani) 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Metodologia: 
   ||   || 7.1.4.2: Quietanza di pagamento dell’IMF (imposta minima forfetaria) ||   ||   || 1- Rispetto delle procedure di sdoganamento e di iscrizione nel registro dell’NCF || Rispetto delle procedure di sdoganamento e di iscrizione nel registro dell’NCF 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Visita sul posto ||   
   ||   || 7.1.4.3: Quietanza di pagamento dell’II/IR (imposta sulle imprese/imposta sui redditi) ||   ||   || 3- Dichiarazione (verbale o scritta) del fatturato da parte del servizio contabile dell’impresa alla direzione finanziaria dell’impresa a Bangui ||   
   ||   || 7.1.4.4: Quietanza di pagamento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) ||   ||   || 4- Controllo del fatturato da parte della direzione finanziaria dell’impresa a Bangui ||   
   ||   ||   ||   ||   || 5- Attribuzione di una quota pro rata o meno del fatturato ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: || Frequenza: 
   ||   ||   ||   ||   || 7.1.4.1: a ogni esercizio finanziario || Idem 
   ||   ||   ||   ||   || 7.1.4.2: annuale ||   
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Iscrizione nel sistema di identificazione fiscale (SYSTEMIF) || 1- Iscrizione nel sistema di identificazione fiscale (SYSTEMIF) 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Archiviazione manuale dei documenti alla dogana || 2- Archiviazione manuale presso l’ufficio delle imposte 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Iscrizione nell’SGBD || 3- Iscrizione nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso continuo: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Dall’impresa all’ufficio delle imposte: dichiarazione || 1- Dall’ufficio delle imposte al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Dall’ufficio delle imposte al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF || 2- Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 7.2.1  || Tutte le tasse e i diritti di concessione in materia forestale sono versati entro i termini prescritti || 7.2.1.1: Quietanze di pagamento della tassa sull’affitto || Ministero delle Finanze || DGAFCP DGID (direzione generale delle imposte e dei demani) || Metodologia: 1- Verifiche documentarie (tasse di abbattimento, affitto e rimboschimento), da parte del ministero delle Foreste, e fisiche (imposta di rimboschimento), da parte della struttura delegata dall’amministrazione (SIVAC) per i prodotti da esportare || Organo responsabile: Ispettorato centrale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca 
   ||   || 7.2.1.2: Quietanze di pagamento della tassa di abbattimento || Ministero delle Foreste ||   || 2- Emissione degli ordini di riscossione da parte dell’amministrazione per ogni beneficiario (Stato, comuni, CAS-DF) e per una determinata tassa (affitto, abbattimento, rimboschimento), previa dichiarazione dell’impresa, tranne per l’affitto || Ispezione centrale in materia di finanze 
   ||   || 7.2.1.3: Quietanze di pagamento della tassa di rimboschimento   ||   ||   || Termini di dichiarazione: Tassa di abbattimento e di rimboschimento Attualmente: istituzione e invio mensile (entro un termine di 21 giorni per il mese precedente) delle schede dei movimenti di legname || Metodologia: Ispezione centrale in materia di finanze 1- Controllo documentario a posteriori sulla natura dei documenti e del loro contenuto   
   ||   || 7.2.1.4: Notifica che prescrive le misure eccezionali relative al pagamento di tasse e diritti di concessione da parte dell’impresa ||   ||   || Nell’ambito del sistema nazionale di rintracciabilità (SNR): scambio permanente di dati di sfruttamento tra l’impresa e l’amministrazione forestale, secondo procedura da definire, da cui potrebbe derivare una riduzione di tale termine. || ICAF 1- Verifica periodica (semestrale) delle dichiarazioni e redazione di una relazione secondo procedura da definire 
   ||   ||   ||   ||   || Affitto: pagamento annuo a gennaio sulla base della superficie utile; il valore per ettaro della tassa è fissato dalla legge finanziaria ogni anno || 2- Verifica dell’immissione dei dati mensili e della conformità dei dati con quelli dell’SGBD   
   ||   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento nell’SGBD dei dati del risultato del controllo della verifica riguardante questo punto 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Versamento da parte dell’impresa entro i termini prescritti presso il Tesoro pubblico (Stato), la Banca degli Stati dell’Africa centrale (BSAC) (comuni), o il conto a destinazione specifica per lo sviluppo forestale (CAS DF) ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: || Frequenza: 
   ||   ||   ||   ||   || Affitto: annualmente || Ispezione centrale in materia di finanze 
   ||   ||   ||   ||   || Rimboschimento e abbattimento: trimestrale || Permanente in caso di sospetto 
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Affitto: annualmente 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Rimboschimento e abbattimento: trimestrale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Ordine di riscossione archiviato presso la DGAFCP || Iscrizione nel sistema di identificazione fiscale (SYSTEMIF) 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Iscrizione nel sistema di identificazione fiscale (SYSTEMIF) || Inserimento dati nell’SGBD Archiviazione manuale 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Iscrizione nell’SBBD ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Dall’impresa alla DGAFCP: movimento di legname in formato elettronico e cartaceo || Dall’IC Finanze al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Dalla DGAFCP a DGID, comuni, CAS-DF: ordine di riscossione in formato cartaceo || Dall’ICAF all’organo di controllo 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Dal Tesoro, dalla BEAC e dal CAS-DF al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF secondo procedura da definire ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 7.2.2 || Tutti i diritti e le tasse legati all’esportazione del legname sono versati entro i termini || 7.2.2.1: Quietanza di pagamento dei DU (diritti di uscita) || Ministero delle Finanze || Direzione regionale delle dogane Struttura di accertamento delle entrate all’esportazione || Metodologia: || Organo responsabile: Direzione generale delle dogane e delle imposte indirette (DGDII) 
   ||   || 7.2.2.2: Quietanza di pagamento dell’IMF (imposta minima forfetaria) || Ministero delle Foreste || Direzione generale delle imposte e dei demani (DGID) || Verifica da parte dell’ente di riscossione principale del terminal a Bangui o da parte delle direzioni regionali delle dogane in provincia: || Ispettorato centrale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca (ICAF) 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Controllo fisico sul posto da parte delle dogane (struttura incaricata: SIVAC) dopo ogni ricezione delle specifiche dell’impresa ||   
   ||   || 7.2.2.3: Quietanza di pagamento del REIF (diritto di concessione per la dotazione di strumenti informatici del ministero delle Finanze) ||   ||   || 2- Definizione delle specifiche (struttura incaricata: SIVAC), rilascio degli altri documenti necessari: attestazione di verifica, DEC e così via. ||   
   ||   ||   ||   ||   || 3- Dichiarazione doganale || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Esame e visto per la spedizione (BAE) || DGDII: Verifica a posteriori sistematica della dichiarazione 
   ||   ||   ||   ||   || 5- Scambio di informazioni con l’ICAF/CDF secondo procedura da definire || ICAF: Il CDF controlla l’inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || 6- Iscrizione nell’SGBD da parte del CDF ||   
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: a ogni esportazione || Frequenza: continua 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Iscrizione nella banca dati SYDONIA || Iscrizione nella banca dati SYDONIA 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione dei documenti di dichiarazione in formato cartaceo || Redazione di relazione di attività e verbale 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dall’ente di riscossione principale e dalle DR all’ICAF/CDF || Dalla DGDII all’ICAF/CDF secondo procedura da definire 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 7.2.3 || Tutti i diritti e le tasse legati all’importazione delle apparecchiature utilizzate dall’impresa sono versati prima del visto per la spedizione || 7.2.3.1: Quietanze di pagamento del DD (dazio doganale all’importazione) || Ministero delle Finanze || Ente di riscossione e del terminal e direzione regionale Direzione generale delle imposte e dei demani (DGID) || Metodologia:   1- Dichiarazione doganale 2- Esame del fascicolo || Organo responsabile: DGDII Ispettorato centrale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca 
   ||   || 7.2.3.2: Quietanza di pagamento dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) || Ministero delle Foreste || DGAFCP || 3- Se del caso, verifica fisica in base al tipo di circuito || Metodologia: 
   ||   || 7.2.3.3: Quietanza di pagamento della TCI (tassa comunitaria di integrazione) 7.2.3.4: Quietanza di pagamento del CCI (contributo comunitario di integrazione) 7.2.3.5: Quietanza di pagamento del REIF (diritto di concessione per la dotazione di strumenti informatici per gli aspetti finanziari) ||   ||   || 4- Visto per la spedizione (BAE) 5- Scambio di informazioni con l’ICAF/CDF secondo procedura da definire 6- Iscrizione nell’SGBD da parte del CDF   Frequenza: a ogni dichiarazione Conservazione dei risultati: Iscrizione nella banca dati SYDONIA Archiviazione dei documenti di dichiarazione in formato cartaceo || Verifica a posteriori sistematica della dichiarazione         Frequenza: continua Conservazione dei risultati: Iscrizione nella banca dati SYDONIA Redazione di relazione di attività e verbale 
   ||   || 7.2.3.6: Quietanze di pagamento all’OHADA (diritto di concessione per conto dell’OHADA) ||   ||   ||   ||   
   ||   || 7.2.3.7: Quietanze di pagamento CMF (diritto di concessione per conto della COMIFAC) ||   ||   || Flusso: Dall’ente di riscossione principale e dalle DR all’ICAF/CDF || Flusso: Dalla DGDII all’ICAF/CDF secondo procedura da definire Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 7.2.4 || L’impresa ha trasferito i valori “free on truck” (FOT) dei prodotti dichiarati all’esportazione al di fuori della CEMAC a una banca locale entro i 30 giorni successivi alla scadenza stabilita dal contratto || 7.2.4.1: Attestazione di domiciliazione bancaria || Ministero delle Finanze || Cellula incaricata del controllo del trasferimento dei proventi delle esportazioni (CCCRRE) || Metodologia: 1- Trasmissione dei documenti per l’esportazione (valori FOT) e delle prove di trasferimento alla CCCRRE (cellula incaricata del controllo del trasferimento dei proventi derivanti dall’esportazione) || Organo responsabile: ICAF 
   ||   || 7.2.4.2: Documento di trasferimento dei fondi || Ministero delle Foreste || ICAF/CDF || 2- Raccolta di informazioni sulle dichiarazioni fatte alla dogana e all’ufficio delle imposte || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Verifica dei capitali trasferiti presso le banche e confronto con i dati delle dogane e dell’ufficio delle imposte (il trasferimento deve essere effettuato entro un termine massimo di 30 giorni dalla scadenza del pagamento) || Il CDF controlla l’inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Elaborazione di una relazione sulla situazione annuale di ogni impresa da inviare al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF con procedura da definire ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Relazioni o verbale di controllo relativo a ogni missione archiviato presso la cellula mista delle imposte e delle dogane || Inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti i risultati del controllo 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Relazione annuale trasmessa al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF ||   
   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento dati nell’SGBD da parte del CDF ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || L’impresa invia la dichiarazione sulle imposte (DSF) alla cellula delle imposte e delle dogane || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
   ||   ||   ||   ||   || La cellula delle imposte e delle dogane invia una relazione annuale al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 8.1.1 || Gli autocarri e gli altri mezzi di trasporto dei prodotti forestali sono correttamente registrati e immatricolati. || 8.1.1.1: Libretto di circolazione   8.1.1.2: Scheda tecnica || Ministero della Difesa Ministero del Territorio || Gendarmeria/Polizia di frontiera/Dogana || Metodologia:   Presentazione dei documenti per le formalità stradali || Organo responsabile: Gendarmeria/Polizia di frontiera/dogana Il controllo della verifica viene effettuato dagli stessi enti in diversi punti geografici (punti di controllo differenti) 
   ||   || 8.1.1.3: Assicurazione 8.1.1.4: Permesso di trasporto || Ministero delle Finanze e del Bilancio ||   ||   || Metodologia: Idem 
   ||   || 8.1.1.5: Nel caso del trasporto di prodotti forestali per l’esportazione: autorizzazione di trasportatore ||   ||   || Frequenza: a ogni punto di controllo per un determinato carico (autocarro) || Frequenza: a ogni punto di controllo per un determinato carico (autocarro) 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Verbale in formato cartaceo in caso di infrazione || Verbale in formato cartaceo in caso di infrazione 
   ||   ||   ||   ||   || Relazioni secondo procedura da definire || Relazioni secondo procedura da definire 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Procedura di scambio di informazioni da definire previa concertazione tra i dipartimenti interessati || Procedura di scambio di informazioni da definire previa concertazione tra i dipartimenti interessati 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) || 
 8.1.2 || I documenti di trasporto del legname e dei suoi derivati per l’esportazione sono conformi alla normativa in vigore. || 8.1.2.1: Lettera di vettura || Ministero dei Trasporti || Gendarmeria/Polizia di frontiera/dogana/UNSC/AF || Metodologia: || Organo responsabile: Gendarmeria/Polizia di frontiera/dogana/UNSC (ufficio di noleggio stradale centrafricano)/AF 
   ||   || 8.1.2.2: Visto per la spedizione accompagnato da: specifiche, D15, dichiarazione di esportazione commerciale, fattura, certificato di origine || Ministero delle Foreste   Ministero del Commercio ||   || Presentazione dei documenti per espletare le formalità forestali e doganali, prima della partenza, e le formalità stradali e alle frontiere || Metodologia: Presentazione dei documenti per espletare le formalità forestali e doganali, prima della partenza, e le formalità stradali e alle frontiere || 
   ||   ||   || Ministero delle Finanze ||   || Frequenza: alla partenza e a ogni punto di controllo per un determinato carico (autocarro) || Frequenza: alla partenza e a ogni punto di controllo per un determinato carico (autocarro) || 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: Verbale in formato cartaceo in caso di infrazione || Conservazione dei risultati: Verbale in formato cartaceo in caso di infrazione || 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: || 
   ||   ||   ||   ||   || Verifica da parte degli agenti del dipartimento delle acque e delle foreste: invio mensile di una relazione all’ICAF || Verifica da parte degli agenti del dipartimento delle acque e delle foreste: invio mensile di una relazione all’ICAF || 
   ||   ||   ||   ||   || Agenti di altri dipartimenti: procedura di scambio di informazioni da definire previa concertazione tra i dipartimenti interessati || Agenti di altri dipartimenti: procedura di scambio di informazioni da definire previa concertazione tra i dipartimenti interessati || 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 8.1.3 || L’impresa attua misure per applicare il divieto di trasporto di persone. || 8.1.3.1: Regolamento interno dell’impresa || Ministero delle Foreste || Direzione regionale competente, DGAF, SMIV || Metodologia: 1- Verifica che il divieto di trasporto di persone sia contemplato dal regolamento interno || Organo responsabile: ICAF 
   ||   || 8.1.3.2: Nota di servizio. ||   ||   || 2- Verifica che il divieto sia precisato da una nota di servizio pubblicata e riportato sugli autocarri che trasportano il legname || Metodologia: Controllo che la verifica è stata eseguita 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Elaborazione di una relazione || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Invio di una copia della relazione al CDF per l’inserimento dati nell’SGBD e archiviazione ||   
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione di verifica archiviata e inserimento dati nell’SGBD || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: invio delle relazioni all’ICAF/CDF || Flusso: dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 8.2.1  || I tronchi e i ceppi degli alberi abbattuti sono martellati e marcati nel rispetto delle disposizioni normative || 8.2.1.1: Relazione delle missioni di controllo dell’amministrazione forestale || Ministero delle Foreste || Direzione regionale (DR), DGAFCP, SMIV || Metodologia: 1- Verifica periodica da parte della direzione regionale competente, della SMIV e della DGAFCP || Organo responsabile: ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Visita agli uffici nel cantiere e nei depositi || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Verifica della marcatura e del martellamento dei ceppi e dei toppi || Verifica dell’inserimento dati nell’SGBD da parete del CDF e inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti il risultato della verifica 
   ||   ||   ||   ||   || 4- Elaborazione di una relazione || Controllo a campione della verifica delle varie entità 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: trimestrale || Frequenza: trimestrale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: DR: relazione di controllo trasmessa alla DGSR con estensione all’ICAF SMIV: relazione di controllo trasmessa al gabinetto con estensione all’ICAF DGAF: relazione di controllo trasmessa alla DG con estensione all’ICAF/CDF || Conservazione dei risultati: 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 8.2.2  || A livello dei depositi nelle foreste, i toppi sono martellati e marcati nel rispetto delle normative in vigore || 8.2.2.1: Relazione delle missioni di controllo dell’amministrazione forestale || Ministero delle Foreste || Direzione regionale competente DGAFCP SMIV || Metodologia: Verifica di conformità con il sistema nazionale di rintracciabilità (SNR) 1- Verifica periodica da parte della direzione regionale competente, della SMIV e della DGAFCP 2. Visita degli uffici nei depositi 3- Verifica del martellamento dei ceppi 4- Elaborazione di una relazione || Organo responsabile:       Metodologia: Inserimento dati nell’SGBD Verbale di controllo 
   ||   ||   ||   ||   || ICAF/ CDF: esame documentario, inserimento dati nell’SGBD e archiviazione ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Ricezione delle relazioni di verifica dei tre enti precedenti || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT Invio verbale all’ICAF/CDF 
   ||   ||   ||   ||   || Trasmissione all’ICAF/CDF per inserimento dati nell’SGBD ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 8.2.3  || I documenti di trasporto dei tronchi sono compilati prima dell’uscita dal cantiere || 8.2.3.1: Lettera di vettura (denominata anche bolla di consegna o bolla di evacuazione) || Ministero delle Foreste || Direzione regionale || Metodologia: || Organo responsabile: Ispettorato centrale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca 
   ||   ||   ||   ||   || NB: nel 2010 questo controllo, non sistematico, è quasi inesistente e la DGAF deve definire una procedura a tale scopo || Metodologia: 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: ||   
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 8.2.4 || I documenti di trasporto dei tronchi e dei colli sono compilati prima dell’uscita dal deposito dei tronchi e dallo stabilimento || 8.2.4.1: Lettera di vettura (denominata anche bolla di consegna o bolla di evacuazione) || Ministero delle Foreste/Ministero delle Finanze ||   || Metodologia: 1- Controllo fisico sul posto da parte delle dogane (SIVAC) dopo aver ricevuto ogni specifica dall’impresa || Organo responsabile: Direzione generale delle dogane e delle imposte indirette (DGDII) ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Istituzione di specifiche da parte della struttura incaricata (SIVAC), rilascio degli altri documenti necessari: attestazione di verifica, DEC e così via. || Metodologia: DGDII: controllo della verifica da parte delle dogane dopo la dichiarazione doganale 
   ||   ||   ||   ||   ||   || ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: a ogni dichiarazione || Frequenza: a ogni dichiarazione 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Specifiche nella banca dati da parte della struttura incaricata (SIVAC) || 1- Iscrizione nella banca dati SYDONIA 2- Archiviazione manuale 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Archiviazione manuale || 3- Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || 3- Inserimento dati nell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Dall’impresa alla struttura incaricata (SIVAC) || 1- Dalla DGDII al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF secondo procedura da definire 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Dalla struttura incaricata (SIVAC) al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF secondo procedura da definire || 2- Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 9.1.1 || Gli importi pro rata imputati al bilancio delle comunità sono regolarmente versati dall’impresa. || 9.1.1.1: Quietanza di pagamento degli ordini di riscossione || Ministero delle Foreste || Ispettorato centrale/Amministrazione e finanze (MAFCP) || Metodologia: || Organo responsabile: ICAF 
   ||   ||   ||   ||   || Invio di una copia degli ordini di riscossione da parte dalla DGAF al CDF || Metodologia: 
   ||   || 9.1.1.2: Autorizzazione amministrativa di pagamento scaglionato ||   ||   || Invio sistematico di una copia delle quietanze di pagamento al CDF sotto la responsabilità dell’ICAF per l’archiviazione e l’inserimento dati nell’SGBD || Il CDF verifica che le informazioni sono state inserite Verifica della conformità tra le quietanze e i corrispondenti ordini di riscossione 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Acquisizione del risultato del controllo 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: mensile || Frequenza: mensile 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione degli ordini di riscossione e delle copie delle quietanze da parte del CDF previo inserimento dati nell’SGBD || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dalla DGEF al CDF Dall’impresa all’ICAF/CDF || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) || 
 9.1.2 || Le azioni sociali programmate dall’impresa che figurano nel PAA e nel PG o nelle convenzioni sono realizzate. || 9.1.2.1: PAA convalidato dall’amministrazione forestale (ogni PAA contiene una descrizione delle attività sociali realizzate nell’anno precedente) || Ministero delle Foreste || Direzione generale delle acque e delle foreste (DGAFCP) || Metodologia: 1- Esame documentario, da parte di un comitato istituito a tale scopo, del PG e del PAA presentati dall’impresa nel quadro del sistema a punteggio dell’MAFCP || Organo responsabile: Ispettorato centrale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca (ICAF) 
   ||   ||   ||   ||   || 2- Valutazione del bilancio sociale dell’impresa ||   
   ||   || 9.1.2.2: Convenzione provvisoria firmata dall’impresa e dal ministero delle Foreste ||   ||   || 3- Lettera di approvazione se la documentazione presentata è soddisfacente || Metodologia: Verifica dell’esistenza della lettera di approvazione del PG e del PAA e del verbale della riunione 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Archiviazione della lettera di approvazione del PAO nell’SGBD da parte della DGAF e in formato cartaceo negli archivi || Comunicare all’SGBD che il punto è stato verificato 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || 1- Invio di una lettera di approvazione dalla DGAF all’impresa, all’l’ICAF/CDF, alla DGSR e del verbale della riunione con il punteggio all’ICAF || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 9.2.1  || Gli impegni assunti nel PG, nel capitolato d’oneri, nel PAA o nella convenzione provvisoria per contribuire alla lotta contro il bracconaggio e i disboscamenti illegali nel suo territorio di attività sono rispettati. || 9.2.1.1: Relazioni di controllo del cantiere da parte dell’amministrazione forestale || Ministero delle Foreste || Direzione generale delle acque e delle foreste (DGAFCP) Direzione regionale || Metodologia: La verifica di questo punto non è effettuata nel 2010 ed è quindi importante che sia inserita nel manuale della procedura di verifica che la DGAF deve definire || Organo responsabile: Ispettorato centrale delle acque, delle foreste, della caccia e della pesca (ICAF) 
   ||   || 9.2.1.2: Relazioni dell’impresa delle campagne di informazione, educazione e sensibilizzazione. ||   ||   ||   || Metodologia: 
   ||   || 9.2.1.3: PAA convalidato dall’amministrazione forestale ||   ||   || Frequenza: || Frequenza: 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   || 9.2.1.4: Regolamento interno ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 10.1.1 || L’impresa (e, nel caso delle piantagioni private, il privato o la comunità) si assicura che tutti i suoi subappaltatori e fornitori dispongano di un’autorizzazione per l’esercizio delle loro attività || 10.1.1.1: Autorizzazione all’esercizio della professione valida || Ministero del Commercio || Servizio delle formalità (sportello unico) || Metodologia: 1- Ciascuna impresa invia al CDF l’elenco dei propri subappaltatori 2- Verifica delle autorizzazioni dei subappaltatori presso il ministero del Commercio (servizio di sportello unico) || Organo responsabile: ICAF 
   ||   || 10.1.1.2: Contratti di subappalto registrati || Ministero delle Foreste || Centro di dati forestali (CDF) || Inserimento dati nell’SGBD || Metodologia: Verifica dell’inserimento dei dati 
   ||   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD riguardanti il risultato del controllo su questo punto 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: continua, a seconda dell’evoluzione dell’elenco di ogni fornitore || Frequenza: dopo ogni aggiornamento da parte del CDF 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD || Inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dall’impresa al CDF ||   
   ||   ||   ||   ||   || Dal CDF al ministero del Commercio (sportello unico) || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
   ||   ||   ||   ||   || Dal ministero del Commercio al CDF ||   
 IND || Indicatori (1) || Parametri di controllo (2) || Dipartimenti (3) || Strutture di verifica (4) || Metodologia di verifica (5) || Organi responsabili del controllo della verifica e metodologia di controllo (6) 
 10.2.1  || L’impresa (e, nel caso delle piantagioni private, il privato o la comunità) effettua il pagamento della prestazione prevista dal contratto. || 10.2.1.1: Fatture || Ministero delle Foreste || Direzione degli affari giuridici e del contenzioso del ministero delle Foreste (DAGC) || Metodologia: 1- Verifica presso le cancellerie che non vi siano contenziosi in corso relativi al pagamento di prestazioni || Organo responsabile: ICAF 
   ||   || 10.2.1.2: Documento di bonifico o assegno o ricevuta attestante il pagamento corrispondente alle fatture ||   ||   || 2- Elaborazione di una relazione ed eventuale iscrizione nel registro delle infrazioni 3- Invio della relazione a ICAF/CDF || Metodologia: Controllo della regolarità della tenuta del registro delle infrazioni Controllo dell’inserimento dati nell’SGBD 
   ||   ||   ||   ||   || Frequenza: annuale || Frequenza: annuale 
   ||   ||   ||   ||   || Conservazione dei risultati: || Conservazione dei risultati: 
   ||   ||   ||   ||   || Relazione annuale || Inserimento nell’SGBD dei dati riguardanti i risultati su questo punto 
   ||   ||   ||   ||   || Iscrizione nel registro delle infrazioni del ministero delle Foreste ||   
   ||   ||   ||   ||   || Inserimento dati nell’SGBD ||   
   ||   ||   ||   ||   || Flusso: || Flusso: 
   ||   ||   ||   ||   || Dalle cancellerie alla DAGC Dalla DAGC a ICAF/CDF || Dall’ICAF all’organo di rilascio delle licenze FLEGT 
2.3-
Riconoscimento dei meccanismi di certificazione forestale
Attualmente nella RCA non esiste alcuna
impresa con certificazione forestale privata. 
L’SVL dovrà prendere
in considerazione l’interazione tra i sistemi di certificazione privata e l’SVL
e promuovere le sinergie, in particolare per evitare una sovrapposizione dei
controlli. In questo contesto, il riconoscimento dei certificati privati di
legalità e di gestione sostenibile sarà effettuato dal ministero delle Foreste
con riserva di un controllo dei risultati dell’audit della certificazione
privata da parte dell’ICAF, i cui risultati dovranno essere trasmessi all’ICAF.
Il ministero delle Foreste adotterà un testo normativo per chiarire il flusso
di informazioni relative alla certificazione.
2.4- Caso di non conformità alle
disposizioni giuridiche
Nel quadro dell’SVL, i casi di non conformità saranno trattati in base
alle disposizioni giuridiche e normative in vigore nella RCA. 
Prima del rilascio della prima licenza FLEGT
da parte della RCA, nella fase di attuazione dell’accordo sarà definito un
manuale procedurale relativo alla gestione delle non conformità e alle sanzioni
per il rafforzamento del sistema di controllo. 
3–          SISTEMA
DI RINTRACCIABILITÀ DEL LEGNAME E DI CONTROLLO DELLA CATENA DI
APPROVVIGIONAMENTO
3.1. – Requisiti operativi di
rintracciabilità
Attualmente non esiste un sistema nazionale di rintracciabilità.
Esistono tuttavia sistemi definiti internamente da ogni impresa forestale. I
documenti di trasporto per l’esportazione sono previsti dalla legge, tuttavia
nel 2010 non esiste un testo normativo in vigore a livello nazionale e nei
cantieri. Pertanto, nel periodo di attuazione e prima del rilascio della prima
licenza, un testo normativo preciserà le disposizioni relative al sistema
nazionale di rintracciabilità e al trasporto del legname e dei suoi derivati.
La gestione della catena di rintracciabilità sarà garantita grazie all’istituzione
di un sistema nazionale di rintracciabilità (SNR), i cui dati saranno
accentrati in un sistema di gestione di banche dati (SGBD) amministrato dal
Centro di dati forestali (che dipende istituzionalmente dall’ICAF), che sarà
alimentato dalle imprese forestali e dalla struttura incaricata della
riscossione delle entrate doganali (attualmente SIVAC). Per codificare ogni
prodotto sarà adottato un sistema nazionale di numerazione. 
Diversi soggetti parteciperanno al sistema di rintracciabilità:
·      le imprese che sono responsabili di tutte le attività, dall’inventario
dello sfruttamento all’esportazione del legname grezzo e trasformato;
·      il ministero delle Acque e delle Foreste cui competono, tramite i
servizi centrali (DGAF, DGSR, ICAF e CDF e SMIV), la verifica e il controllo
della verifica delle attività di sfruttamento e di trasformazione lungo tutta
la catena di approvvigionamento;
·      la struttura incaricata della riscossione delle entrate doganali
(attualmente SIVAC) che ha il compito di verificare le specifiche, di
identificare le specie e di determinare i volumi. È questa stessa struttura che
rilascia la dichiarazione di importazione commerciale per il legname importato
per la trasformazione; 
·      il ministero del Commercio che ha il compito di firmare la
dichiarazione di importazione commerciale (DIC) per il legname importato per la
trasformazione e la dichiarazione di esportazione commerciale (DEC);
·      il ministero delle Finanze, attraverso i servizi centrali e decentrati
delle dogane, che verifica gli sdoganamenti, il rilascio delle quietanze per i
diritti e le tasse riscossi e la registrazione in caso di legname in transito;
·     
gli ispettorati di frontiera del ministero delle
Acque e delle Foreste, che controllano i documenti di trasporto.
3.1.1 Caso del legname e dei suoi
derivati provenienti da PSA e da piantagioni
La tabella che segue presenta i principi e i requisiti della catena di
rintracciabilità per il legname e i suoi derivati provenienti da PSA e precisa
i requisiti specifici per le piantagioni forestali.
La tabella illustra i requisiti della catena di rintracciabilità:
–     
1a colonna: descrive le fasi della catena di
approvvigionamento,
–     
2a colonna: descrive le responsabilità e le
attività di ogni soggetto coinvolto, 
–     
3a colonna: descrive i dati utili e le relative
modalità di raccolta,
–     
4a colonna: precisa le strutture di verifica e la
metodologia utilizzata da ogni struttura per convalidare o riconciliare i dati.
–     
I principi e i requisiti saranno eventualmente
adeguati al momento dell’attuazione dell’accordo, senza che ciò comporti una
riduzione della qualità della catena di rintracciabilità.
 INVENTARIO || 
 Fase o catena di approvvigionamento || Responsabilità e attività || Dati utili e modalità di raccolta || Verifica 
 Convalida || Riconciliazione 
 INVENTARIO DI SFRUTTAMENTO   || Responsabile: IMPRESA Attività: –       Marcatura della parcella di prelievo –       Apertura delle vie di accesso –      Misurazione degli alberi –       Posizionamento e cartografia degli alberi –      Numerazione e marcatura degli alberi.   NB: Per le piantagioni: a. per le piantagioni con superficie superiore a 50 ha deve essere definito un piano semplice; b. per le piantagioni con superficie inferiore a 50 ha, devono essere presentate alla DIAF una relazione di esplorazione e una cartografia semplificata (localizzazione su carta topografica); c. per le piantagioni con superficie superiore a 50 ha devono essere comunque fornire le seguenti informazioni: i) età di popolamento; ii) altezza media del popolamento; iii) localizzazione GPS, iv) superficie; v) cartografia semplificata con parcellizzazione riportata sul campo; vi) numero di piedi; vii) classe di circonferenza o diametro; d. la marcatura sistematica dei piedi non è obbligatoria; e. la DIAF rilascia un permesso di sfruttamento. || Documento dichiarativo: Piano di attività annuale (PAA)   Dati: –       Numero del permesso –       Numero dell’unità forestale di gestione (UFG), del PSA o della piantagione –       Numero della parcella annuale di prelievo (PAV) –       Numero di inventario –       Nome della specie –       DMA (diametro minimo definito nel piano di assestamento) –       Posizionamento UTM (Universal Transverse Mercator).   Flusso: Inserimento dati nell’SGBD (formato elettronico da integrare nel volume 3 delle norme di assestamento)   || Metodologia: L’ICAF coordina i sei enti di seguito specificati: 1. Direzione degli inventari e dell’assestamento forestale (DIAF): Conformità dei dati degli inventari a fronte del PAA precedente Verifica della cartografia delle PAV. 2. Direzione regionale: Verifica delle reti di accesso e cartografia della risorsa Trasmissione delle relazioni alla DGSR. 3. Direzione generale dei servizi regionali (DGSR): Verifica delle attività delle direzioni regionali Trasmissione delle informazioni relative allo sfruttamento alla DGAF. 4. Direzione delle imprese e delle industrie forestali (DIIF): Controllo della verifica delle reti di accesso e cartografia della risorsa Trasmissione dei dati al CDF. 5. Direzione generale delle acque e delle foreste (DGAF): Verifica e convalida delle relazioni delle DGSR, DIAF e DEIIF Trasmissione dei dati al CDF Trasmissione delle relazioni all’ICAF. 6. Centro di dati forestali (CDF): Compilazione di dati a livello dell’MAFCP. ||   
 SFRUTTAMENTO 
 Fase o catena di approvvigionamento || Responsabilità e attività || Dati utili e modalità di raccolta || Verifica 
 Convalida || Riconciliazione 
 ABBATTIMENTO || Responsabile: IMPRESA   Attività: –       Selezione e taglio degli alberi –      Martellamento del numero di abbattimento sul ceppo e la ceppaia –       Indicazione dei numeri di inventario sui toppi –       Marcatura dei toppi –       Registrazione e archiviazione dei dati.   NB: per le piantagioni superiori a 50 ha: I prelievi sono realizzati per parcella. Tutti i tronchi sono marcati. Utilizzo del registro di cantiere. || Documento dichiarativo: Registro di cantiere (cartaceo e/o elettronico) Movimenti di legname Dati: –       Numero di permesso –      Numero dell’UFG (PSA o piantagione) –       Numero del PAV –       Numero dell’inventario –       Numero di abbattimento –       Specie –       Dimensioni e volume dell’albero abbattuto –       In allegato, l’aggiornamento cartografico della zona di sfruttamento –       DMA –       Posizionamento UTM.   Flusso: L’impresa presenta alla DGAFCP i registri di cantiere e dei movimenti di legname L’impresa trasmette i dati di sfruttamento al CDF perché li inserisca nell’SGBD. || Metodologia: Direzione regionale delle acque e delle foreste: Verifica: Registro di cantiere Bolla di evacuazione Verifica sul campo di: –       posizioni degli alberi abbattuti, limite delle PAV –       DMA Trasmissione delle relazioni di verifica alla DGSR. Squadra mista di controllo (SMC): Controllo di verifica: –      Registro di cantiere –      Bolla di evacuazione –       Rispetto dei limiti delle PAP –       Rispetto di DMA –       Realizzazione dei limiti delle UFG, delle piantagioni e delle PAP Accertamento delle infrazioni Trasmissione dei verbali alla direzione del contenzioso Trasmissione delle relazioni di controllo all’ICAF.   NB: Per la verifica nelle piantagioni: Riconciliazione da parte della DGAF dei volumi abbattuti e dei volumi dichiarati nell’inventario dall’impresa per una stessa parcella. Nessuna rintracciabilità individuale fino al ceppo. || CDF: Ha il compito di monitorare la riconciliazione a livello dell’SGBD tra: i) le informazioni disponibili sugli inventari di sfruttamento; ii) le informazioni disponibili sull’abbattimento (sfruttamento). Le informazioni da riconciliare in questa fase devono includere come minimo: 1. Per ogni albero abbattuto: a. il numero di inventario dichiarato nel piano di assestamento a fronte dello stesso numero dichiarato nel registro di cantiere; b. il posizionamento dell’albero dichiarato nel piano di assestamento a fronte della posizione dell’albero abbattuto dichiarata nel registro di cantiere; c. la specie dell’albero dichiarata nel piano di assestamento a fronte della specie dell’albero abbattuto. 2. Per unità di gestione: i) PAV dei PSA e ii) piantagioni forestali: a. il numero di alberi sfruttabili per specie dichiarata nell’inventario di sfruttamento a fronte del numero di alberi per specie abbattuta; b. il volume per specie dichiarata nell’inventario di sfruttamento a fronte del volume per specie abbattuta; c. i numeri di inventario degli alberi abbattuti dichiarati nei registri di cantiere rispetto a tutti i numeri degli alberi sfruttabili dichiarati nell’inventario di sfruttamento   
   Fase o catena di approvvigionamento ||   Responsabilità e attività ||   Dati utili e modalità di raccolta || Verifica 
 Convalida || Riconciliazione 
 ESBOSCO E PREPARAZIONE NEL DEPOSITO NELLA FORESTA || Responsabile: IMPRESA   Attività: –       Prima cernita –      Prima cubatura dei tronchi –       Marcatura e numerazione dei toppi –       Taglio in toppi dei tronchi per il trasporto –      Indicazione dei numeri di inventario sulle schede.   || Documento dichiarativo: –      Relazione giornaliera di esbosco –       Schede di esbosco –       Registro di deposito nella foresta (registro di cantiere) –       Distinta di trasporto interforestale: –       Dati: –       Numero di permesso –      Numero dell’UFG (PSA o piantagione) –       Numero del PAV –       Specie –      Numero di piedi –       Numero di abbattimento –      Numero di tronchi –      Descrizione del martello forestale –       Dimensioni e volume dei toppi. Flusso: L’impresa presenta alla DGAFCP i registri di cantiere e dei movimenti di legname L’impresa trasmette i dati di sfruttamento al CDF perché li inserisca nella banca dati. || Metodologia: DIIF e direzione generale delle acque e delle foreste: Verifica: –      Registro di cantiere –      Bolla di evacuazione –      DMA. Trasmissione delle relazioni di verifica alla DGEFCP. || CDF: Ha il compito di monitorare la riconciliazione a livello dell’SGBD tra: i) le informazioni disponibili sui dati di produzione; ii) le informazioni raccolte a monte del comparto. Le informazioni da riconciliare in questa fase devono includere come minimo: 1. Per ogni albero abbattuto: a. il numero di tronchi (tronchi figli) a fronte del numero del tronco madre dichiarato nel registro di cantiere; b. la specie dei toppi a fronte della specie del tronco madre dichiarata nel registro di cantiere; c. la lunghezza cumulativa dei toppi a fronte della lunghezza totale del tronco madre; d. i diametri di ogni toppo a fronte dei diametri del tronco madre; e. la data di sfruttamento riportata nel registro di cantiere a fronte delle date di validità della PAV.     
   Fase o catena di approvvigionamento ||   Responsabilità e attività ||   Dati utili e modalità di raccolta || Verifica 
 Convalida || Riconciliazione 
       PREPARAZIONE DEI TRONCHI PER L’ESPORTAZIONE || Responsabile: IMPRESA Attività: –       Cernita dei tronchi –       Deposito per specie con contratto o senza contratto –       Depezzatura –       Cubatura dei tronchi (diametro, lunghezza, volume) –       Marcatura e numerazione dei tronchi.       Responsabile: Servizio incaricato dall’amministrazione Attività: Applicazione di targhette/codici a barre. || Documento dichiarativo: –       Registro di deposito: –       Repertorio di ingresso –       Registro di preparazione –      Specifiche   Dati: –      Numero di PSA o piantagione –       Numero di abbattimento –       Dimensioni dei tronchi –       Specie –       Numero di tronchi –       Numero di contratto –       Nome del cliente –      Targhetta Flusso: L’impresa trasmette al CDF le schede dei movimenti di legname da parte Emissione degli ordini di riscossione da parte della DGAFCP e trasmissione delle relazioni al CDF La BMC trasmette la relazione all’ICAF || Metodologia: DIIF e direzione generale delle acque e delle foreste: Verifica: –       DMA –       Elenco delle specie autorizzate Eventuale individuazione di infrazioni Trasmissione della relazione di verifica alla DGAFC.   Squadra mista di controllo (SMC): Controllo targhette Eventuale individuazione di infrazioni Trasmissione delle relazioni di controllo all’ICAF DGAFCP Verifica dei dati legati alla produzione. || CDF: Ha il compito di monitorare la riconciliazione a livello dell’SGBD tra: i) le informazioni disponibili sui movimenti di legname; ii) le informazioni disponibili a monte del comparto. Le informazioni da riconciliare in questa fase devono includere come minimo: 1. Per ogni tronco: a. il numero di tronco dichiarato nel registro di cantiere a fronte del numero di tronco dichiarato nel repertorio di ingresso del deposito dei tronchi; b. la specie del tronco dichiarata nel registro di cantiere a fronte della specie del tronco dichiarata nel repertorio di ingresso del deposito dei tronchi; c. le dimensioni del tronco dichiarate nel registro di cantiere a fronte delle dimensioni del tronco dichiarate nel repertorio di ingresso del deposito dei tronchi. 2. Per ogni carico di autocarro: a. il numero di tronchi dichiarato nella distinta di trasporto interforestale a fronte del numero di tronchi dichiarato nei registri di cantiere; b. le specie dei tronchi dichiarate nella distinta di trasporto interforestale a fronte delle specie dei tronchi dichiarate nei registri di cantiere; c. le dimensioni dei tronchi dichiarate nella distinta di trasporto interforestale a fronte delle dimensioni dei tronchi dichiarate nei registri di cantiere; d. le date delle distinte di trasporto interforestale a fronte delle date dei repertori di ingresso in cantiere. 3. Per ogni scheda mensile di movimento: a. i volumi per specie dichiarati nella scheda a fronte dei volumi dichiarati nei registri di cantiere nello stesso periodo. 4. Per ogni ordine di riscossione della DGAFCP: a. gli importi dovuti per specie calcolati dall’SGBD a fronte degli importi corrispondenti presenti negli ordini di riscossione della DGAFCP. 
   Fase o catena di approvvigionamento ||   Responsabilità e attività ||   Dati utili e modalità di raccolta || Verifica 
 Convalida || Riconciliazione 
           PREPARAZIONE DEI TRONCHI PER LA TRASFORMAZIONE(TOPPI) || Responsabile: IMPRESA Attività: –       Pezzatura in toppi –       Misura, cubatura dei toppi –       Marcatura e numerazione dei toppi –      Acquisizione dei dati relativi alle specie dei toppi. || Documento dichiarativo: Scheda della scorta nel deposito “segheria/stabilimento”   Dati: –       Specie –       Numero di toppi –       Dimensioni e volumi dei toppi. Flusso: Relazione di preparazione trasmessa al CDF. || Metodologia:   Direzione regionale delle acque e delle foreste: Verifica delle schede delle scorte       || CDF: Ha il compito di monitorare la riconciliazione a livello dell’SGBD tra: i) le informazioni disponibili sui dati di trasformazione; ii) le informazioni raccolte a monte del comparto. Le informazioni da riconciliare in questa fase devono includere come minimo: 1. Per ogni tronco: a. le caratteristiche (numero, specie, dimensioni) riportate nella scheda delle scorta del deposito di tronchi a fronte delle stesse caratteristiche riportate nel repertorio di ingresso del deposito; b. la specie dei toppi a fronte della specie del tronco madre dichiarata nella scheda della scorta; c. la lunghezza cumulativa dei toppi a fronte della lunghezza totale del tronco madre. 2. Per ogni mese: a. i volumi per specie che entrano nel deposito a fronte dei volumi per specie che entrano in produzione. 
 TRASFORMAZIONE 
 Fase o catena di approvvigionamento || Responsabilità e attività || Dati utili e modalità di raccolta || Verifica 
 Convalida || Riconciliazione 
 TRASFORMAZIONE TOPPI PER L’ESPORTAZIONE || Responsabile: IMPRESA   Attività: All’ingresso della linea di trasformazione: Acquisizione del numero di toppi Acquisizione dei volumi dei toppi all’ingresso dello stabilimento per numero e specie. All’uscita della linea di trasformazione: Misurazione e cubatura dei colli dei prodotti a spigolo vivo (o altri prodotti trasformati) Numerazione dei colli per contratto Calcolo del rendimento del legname segato. Responsabile: Servizio incaricato dall’amministrazione. Attività: Marcatura dei prodotti trasformati (etichette).   || Documento dichiarativo: –       Relazione di produzione: –       Scheda di ingresso in stabilimento (linea di trasformazione) –       Scheda di consumo dei tronchi tramite segatura o altra trasformazione –       Schede delle scorte nel deposito del legname tagliato in pezzi. Dati: –       Numero di toppi –      Specie –       Volume tronchi segati = volume toppi –       Rendimento legname segato –       Numerazione dei colli –      Numero di colli –       Dimensioni dei pezzi e volumi dei colli –      Denominazione dell’impresa –       Luogo di deposito delle scorte dei prodotti trasformati   Flusso: L’impresa trasmette alla DGAFCP le schede dei movimenti di legname segato Trasmissione delle relazioni di BMC, DR e DIIF all’ICAF. || Metodologia: Direzione delle imprese e delle industrie forestali (DIIF)/Direzione regionale delle acque e delle foreste: Verifica: –       Schede delle scorte nel deposito del legname tagliato in pezzi –      Specifiche per l’esportazione –      Targhette –       Tasso di trasformazione   SMC: controllo della verifica: –       Schede delle scorte nel deposito del legname tagliato in pezzi –       Specifiche –      Targhette del servizio incaricato dall’amministrazione (): –       Tasso di trasformazione   Eventuale individuazione di infrazioni ICAF: Verifica SGBD || CDF: Ha il compito di monitorare la riconciliazione a livello dell’SGBD tra le informazioni disponibili a livello i) dei movimenti di legname e ii) delle fasi precedenti a monte del comparto. Le informazioni da riconciliare in questa fase devono includere come minimo: 1. Per ogni toppo trasformato: a. le caratteristiche (numero, specie, dimensioni) dei toppi trasformati (scheda ingresso in stabilimento) a fronte delle stesse informazioni riportate nella scheda delle scorte del deposito. 2. Per ogni tipo di prodotto trasformato, per specie, mensilmente: a. i volumi dei toppi che entrano in produzione a fronte dei volumi dei prodotti trasformati (rendimento materiale); b. i volumi dei prodotti trasformati per specie dichiarati nelle schede dei movimenti di legname segato a fronte delle schede delle scorte. 
 Fase o catena di approvvigionamento || Responsabilità e attività || Dati utili e modalità di raccolta || Verifica 
 Convalida || Riconciliazione 
 TRASFORMAZIONE PER IL MERCATO LOCALE || Responsabile: IMPRESA   Attività: All’ingresso della linea di produzione: Acquisizione del numero di toppi Acquisizione dei volumi dei toppi per specie.   All’uscita della linea di produzione: Cubatura e misurazione dei colli dei prodotti a spigolo vivo Numerazione dei colli Luogo di stoccaggio sul posto Indicazione deposito a Bangui o in un’altra città Calcolo del rendimento del legname segato.     || Documento dichiarativo: Relazione di produzione per il mercato locale Distinta di trasporto del legname destinato al mercato locale. Dati: –       Numerazione di toppi, specie e volume all’ingresso nella linea di produzione –      Numerazione di colli, volumi all’uscita dalla linea di produzione. Flusso: Trasmissione da parte dell’impresa: –       Relazione di produzione riguardante il mercato locale alla DGAF –       Schede di raccolta e di registrazione dei dati.     || Metodologia: Direzione delle imprese e delle industrie forestali (DIIF) e direzione regionale delle acque e delle foreste: Verifica delle distinte di vendita.   SMC: Controllo di verifica delle distinte di vendita Controllo delle fatture di vendita.   ICAF: Verifica SGBD. || CDF: Ha il compito di monitorare la riconciliazione a livello dell’SGBD tra le informazioni disponibili sulle dichiarazioni sulle vendite locali e sulle fasi a monte del comparto. Le informazioni da riconciliare in questa fase devono includere come minimo: 1. Per ogni tipo di prodotto trasformato destinato al consumo locale, mensilmente: a. i volumi dei toppi che entrano in produzione a livello locale a fronte dei volumi dei prodotti trasformati per il mercato locale (rendimento materiale) b. i volumi dichiarati nelle relazioni di produzione per il mercato locale a fronte delle distinte di trasporto di legname destinato al mercato locale. 
 ESPORTAZIONE 
 Fase o catena di approvvigionamento || Responsabilità e attività || Dati utili e modalità di raccolta || Verifica 
 Convalida || Riconciliazione 
       ESPORTAZIONE DEI TRONCHI, DEL LEGNAME SEGATO E ALTRO || Responsabile: IMPRESA   Attività: –       Preparazione della specifica dei prodotti –       Dichiarazione di esportazione commerciale –      Compilazione della lettera di vettura (riportante il numero di targhetta del servizio incaricato dall’amministrazione) –       Compilazione del certificato di origine e fitosanitario –       Richiesta di licenza FLEGT.     Responsabile: Servizio incaricato dall’amministrazione Attività: Applicazione di targhette/codici a barre. || Documento dichiarativo: –       Specifiche –       Fattura di vendita –       DEC –       EUR 1 –       BAE –       Lettera di vettura –       Parere favorevole preventivo –       Licenza FLEGT. Dati: –      Specie –       Numerazione di toppi o colli –       Volume per specie per i tronchi –       Volume dei prodotti per il legname segato e altro –       Numerazione delle targhette –       Denominazione dell’impresa esportatrice –       Nome del cliente –       Numerazione del contratto del cliente –       Luogo di carico –       Destinazione –       Valori tassati Flusso: –       L’impresa trasmette al DGEF le schede dei movimenti di legname da parte –       Emissione degli ordini di riscossione da parte della DGAFCP e trasmissione delle relazioni al CDF. –       DEC –       Trattamento della richiesta di licenza FLEGT e risposte   || Metodologia: Direzione delle imprese e delle industrie forestali (DIIF): Verifica: –       Schede dei movimenti di legname già presentate –       Distinta di spedizione di legname per l’esportazione –       Coerenza tra le distinte di esportazione e i registri di cantiere. Direzione regionale delle acque e delle foreste e ispettorati di frontiera: –      Verifica alle frontiere –       Verifica del certificato di origine e fitosanitario –      Verifica fisica e documentaria –       Registrazione Squadra mista: –       Controllo dei documenti doganali: –       Confronto dei dati di sfruttamento e di esportazione con il registro di cantiere –      Registro di cantiere e dichiarazioni dei movimenti del legname. –       Controllo dei valori dei volumi dichiarati. ICAF: –      Riconciliazione dei dati degli altri servizi –       Verifica SGBD –       Conferma della conformità all’organo di rilascio delle licenze FLEGT. ICAF: –       Verifica delle specifiche –      Pagamento delle tasse legate all’esportazione di legname. Servizio incaricato dall’amministrazione: –       Verifica della specifica –      Ispezione: identificazione della specie, misurazione, determinazione del volume secondo le norme ATIBT –       Apposizione di due targhette in plastica (blu e rossa) con codice specifico di ogni impresa per ogni toppo. Controllo sul posto del carico da parte del servizio incaricato dall’amministrazione: –       Emissione di schede di controllo del carico; –       Consegna del documento all’autista con la DEC, le due schede di controllo del servizio incaricato dall’amministrazione, la specifica, i documenti doganali. Controllo alle frontiere da parte del servizio incaricato (controllo fisico e documentario): –      Verifica della scheda di controllo dell’operatore privato e della specifica –       Controllo dei documenti di esportazione DEC, documenti doganali –       Distacco della linguetta di una delle targhette sul tronco o il collo –       Rinvio della scheda di controllo e delle linguette per la riconciliazione alla struttura di riscossione dei pagamenti (SIVAC) a Berberati –      Inserimento delle informazioni della targhetta in un registro –       Controllo da parte di un operatore privato nel porto di Douala: –       Distacco della linguetta della seconda targhetta –       Rinvio della relazione di arrivo a Douala alla struttura di riscossione dei pagamenti (SIVAC) a Berberati –       Attestazione di verifica all’esportazione (AVE). Organo di rilascio delle licenze FLEGT: –      Rilascio delle licenze FLEGT || Ispettorato centrale delle acque e delle foreste - CDF: Ha il compito di monitorare la riconciliazione a livello dell’SGBD tra le informazioni disponibili a livello dei movimenti di legname e delle esportazioni e le informazioni disponibili nelle fasi anteriori del comparto. Le informazioni da riconciliare in questa fase devono includere come minimo: 1. Per ogni tronco: a. le caratteristiche (numero, specie, dimensioni) riportate nella specifica a fronte delle stesse caratteristiche riportate i) nel repertorio di ingresso nel deposito, ii) nei registri di cantiere nel periodo corrispondente e iii) nelle distinte di trasporto interforestale. 2. Per ogni carico: a. le informazioni sul carico disponibili presso il ministero delle Finanze a fronte delle informazioni disponibili sullo stesso carico presso il ministero delle Foreste.       Organo di rilascio delle licenze FLEGT: Ha il compito di monitorare la riconciliazione tra le informazioni dichiarate: i) nella richiesta di licenza FLEGT; ii) nella licenza provvisoria; iii) a livello delle verifiche fisiche effettuate alla frontiera; iv) a livello delle verifiche fisiche effettuate a Douala.   
 IMPORTAZIONE E TRANSITO 
 Fase o catena di approvvigionamento || Responsabilità e attività || Dati utili e modalità di raccolta || Verifica 
 Convalida || Riconciliazione 
 IMPORTAZIONE DI LEGNAME PER LA TRASFORMAZIONE || Responsabile: IMPRESA   Attività: –       Richiesta di importazione di legname –      Ordine –       Fattura –       Natura del prodotto –      Sdoganamento. || Documento dichiarativo: –       Dichiarazione di importazione commerciale (DIC) –       Autorizzazione di conformità di legalità del paese di origine –       Autorizzazione dell’MAFCP per l’importazione di legname da trasformare. Dati: –       Denominazione delle imprese –       Numero di tronchi –       Specie –       Volumi –       Targhette/codici a barre –       Numerazione di identificazione del tronco. Flusso: –       L’impresa presenta la DIC al ministero del Commercio –       Il ministero del Commercio trasmette copia della DIC alle dogane e all’MAFCP –       L’MAFCP rilascia l’autorizzazione all’impresa –       Trasmissione al CDF –      L’impresa trasmette la relazione di produzione alla DGAFCP. || Metodologia: Commercio: –       Emissione delle DIC Servizio incaricato dall’amministrazione: –       Ispezione dei prodotti da importare nel paese di origine –       Verifica dei valori dichiarati –       Emissione degli attestati di verifica all’importazione Dogane: –       Verifica degli sdoganamenti –       Emissione delle quietanze per i dazi e le imposte riscossi –       Trasmissione dei dati al ministero delle Acque e delle Foreste. Organo di rilascio FLEGT: –       Verifica della legalità del prodotto importato. MAFCP: –      Emissione dell’autorizzazione di importazione di legname per la trasformazione. || ICAF/ CDF:   Hanno il compito di monitorare la riconciliazione a livello dell’SGBD tra le informazioni disponibili sui movimenti di legname e le informazioni raccolte dalle dogane. Le informazioni da riconciliare in questa fase devono includere come minimo: 1. Per ogni carico: a. le informazioni rese alle dogane alla frontiera a fronte delle informazioni contenute nel registro di ingresso nel deposito.   
 || Fase o catena di approvvigionamento || Responsabilità e attività || Dati utili e modalità di raccolta || Verifica 
 || Convalida || Riconciliazione 
                 TRANSITO DI LEGNAME SUL TERRITORIO CENTRAFRICANO || Responsabile: DOGANE:   Attività: –       Registrazione all’ingresso da parte della dogana (D15) –       Integrazione nella banca dati SYDONIA –      Registrazione all’uscita. || Documento dichiarativo: –       D15 Dati: –      Numeri –       Specie –       Numerazione dei tronchi o dei colli –       Peso lordo e totale –       Denominazione commerciale –       Prezzo –       Volumi Flusso: Trasmissione relazione sui prodotti in transito al CDF. || Metodologia: Dogane: Registrazione:     Ispettorati di frontiera: Registrazione:   || DOGANE: CDF: Ha il compito di monitorare la riconciliazione a livello dell’SGBD tra le informazioni disponibili sull’ingresso dei prodotti e sulla loro uscita dal territorio centrafricano. Le informazioni da riconciliare in questa fase devono includere come minimo: 1. Per ogni carico: le informazioni raccolte all’ingresso nel territorio (immatricolazione dell’autocarro, origine del legname, specie, volume, numero di registrazione dei tronchi, data, ora, luogo) a fronte delle informazioni raccolte all’uscita dal territorio.   || 
3.1.2 Sistema di rintracciabilità fisica
e metodo di controllo di coerenza dei volumi
Durante la fase di attuazione dell’accordo,
prima del rilascio della prima licenza FLEGT da parte della RCA, sarà istituito
un unico sistema nazionale di identificazione alfanumerico per tutte le imprese
forestali a partire dall’inventario di sfruttamento. 
L’SNR consente di
riconciliare:
·      le unità (alberi da legname, tronchi, toppi, colli di prodotti
trasformati) nelle varie fasi della catena di controllo,
·      i volumi prodotti per gruppo di unità nelle varie fasi della catena (a
livello di PSA, UFG, PAV e così via). 
Durante la fase di
attuazione dell’accordo, prima del rilascio della prima licenza FLEGT da parte
della RCA, per i prodotti trasformati sarà istituito un sistema di
riconciliazione dei dati a livello di ingresso e uscita dalle linee di
produzione nei siti di trasformazione. Il sistema terrà anche conto dei volumi
all’ingresso e all’uscita dello stabilimento (compreso il deposito dei tronchi
dello stabilimento). La tabella riportata al punto 3.1.1 presenta i punti
riguardo ai quali saranno effettuate riconciliazioni sui volumi.
3.1.3 Metodo di identificazione dei
prodotti
L’attuale metodo di
identificazione consiste nell’uso di targhette di due colori (blu e rosso). Nel
quadro dell’attuazione dell’accordo, prima del rilascio della prima licenza
FLEGT da parte della RCA, sarà definito un sistema di codici a barre.
3.1.4 Controllo e approvazione dei
compiti delegati a operatori
L’ispezione di tutto il legname da esportare è
delegata a un operatore privato, attualmente l’impresa BIVAC Export. Le
attività di questo operatore sono verificate dall’amministrazione. In vista
dell’attuazione dell’accordo, dovrà essere previsto un aggiornamento del
rapporto contrattuale con un operatore privato di ispezione del legname.
Nel quadro del sistema
di verifica della legalità, l’impresa incaricata dell’ispezione del legname
trasmette il risultato dei controlli all’ICAF che ne informa l’autorità di
rilascio delle licenze. Nella fase di attuazione dell’accordo, prima del
rilascio della prima licenza FLEGT da parte della RCA, saranno definite le
modalità di trasmissione delle informazioni.
3.1.5 Caso di non conformità in
materia di catena di approvvigionamento
I diversi casi di non conformità saranno
trattati conformemente alle disposizioni giuridiche e normative in vigore nella
RCA. 
I casi di non conformità che comportano un
accertamento rettificativo fiscale saranno trattati dall’amministrazione delle
finanze sulla base della relazione d’ispezione redatta dall’impresa incaricata
dell’ispezione del legname da esportare o di quella redatta dagli ispettori di
frontiera e dai servizi decentrati dell’amministrazione forestale. 
Nel quadro del rilascio delle licenze FLEGT, durante la fase di
attuazione dell’accordo e prima del rilascio della prima licenza FLEGT da parte
della RCA, sarà istituito un manuale procedurale per la gestione dei casi di
non conformità e saranno stabilite sanzioni per potenziare il sistema di
controllo. 
3.2 – Verifica dei requisiti relativi alla catena di approvvigionamento
a)- Ispezioni
I vari livelli di responsabilità, la frequenza
e i metodi utilizzati per il controllo della catena di approvvigionamento sono
definiti nel sistema nazionale di rintracciabilità presentato nella tabella
riportata al punto 3.1.1.
Gli scambi di dati tra gli operatori e il
sistema di gestione di banche dati (ospitato e gestito dal Centro di dati
forestali) saranno effettuati con un frequenza da definire. 
I requisiti relativi
alla catena di approvvigionamento sono verificati per ogni richiesta di licenza
FLEGT tenendo conto delle relazioni e dei verbali dei servizi coinvolti.
b)- Gestione e analisi dei dati di
verifica
I dati nella catena di approvvigionamento sono
gestiti e analizzati mediante un sistema di gestione di banche dati (SGBD)
centralizzato presso il Centro di dati forestali (CDF). La gestione implica:
·      lo sviluppo di un software di gestione delle informazioni consono ai
requisiti di rintracciabilità;
·      la connessione internet che consenta l’accesso in rete a tutte le parti
interessate, in condizioni di sicurezza garantita.
La gestione dei dati sarà definita durante la fase
di attuazione dell’accordo, prima del rilascio della prima licenza FLEGT da
parte della RCA.
4 – RILASCIO
DELLE LICENZE FLEGT
L’autorità di rilascio delle licenze FLEGT è
un organismo designato dal ministero delle Acque e delle Foreste sotto la responsabilità
del gabinetto. Si tratta quindi di una struttura che funziona in maniera
autonoma, ma che rende conto del proprio operato al ministero delle Acque e
delle Foreste.
Il rilascio di una licenza FLEGT a un
operatore che intende esportare i propri prodotti è subordinato a una richiesta
scritta in formato cartaceo indirizzata all’autorità di rilascio delle licenze.
La richiesta deve contenere tutte le informazioni e le indicazioni di cui all’appendice I
dell’allegato IV dell’accordo volontario di partenariato. Il rilascio
viene effettuato utilizzando un modello di tipo univoco che sarà elaborato e
distribuito dall’amministrazione competente in materia di foreste durante la
fase di attuazione dell’accordo, prima del rilascio della prima licenza FLEGT
da parte della RCA.
Dopo aver ricevuto una richiesta, l’autorità
di rilascio si rivolge all’Ispettorato centrale delle acque e delle foreste e
al Centro di dati forestali per verificare gli aspetti connessi alla legalità
dell’impresa e dei prodotti destinati all’esportazione, grazie al sistema di
gestione di banche dati. Tale sistema è alimentato da tutti i dipartimenti
interessati, incaricati della verifica e del controllo della verifica degli
aspetti connessi alla legalità delle imprese e delle loro attività. I
dipartimenti saranno sostenuti nello svolgimento dei loro compiti dalle
organizzazioni della società civile alle quali spetta l’osservazione
indipendente del sistema, mentre il corretto funzionamento del sistema viene
valutato a intervalli regolari da un controllore esterno le cui funzioni sono
descritte nella sezione 5 del presente documento.
L’Ispettorato centrale, tenendo conto delle
informazioni fornite dal CDF, risponde favorevolmente all’autorità di rilascio
se l’impresa e i prodotti dichiarati sono conformi ai requisiti dell’SVL.
Ci sono due possibilità per il rilascio della
licenza: a Bangui o a Douala. Alcuni carichi, in particolare quelli di tronchi,
sono infatti noti soltanto al punto di imbarco, vale a dire a Douala. In questo
caso, l’operatore non può sapere quale sia il carico in partenza dalla RCA. I
prodotti escono dalla RCA su diversi autocarri che costituiscono un unico
carico a Douala. Il partner centrafricano ha istituito un meccanismo specifico
in questi casi. L’operatore indica al momento della richiesta se la licenza
deve essere rilasciata a Bangui o a Douala.
Rilascio della licenza a Douala
In questo caso, l’autorità di rilascio
fornisce all’impresa un documento che formalizza il parere favorevole
preventivo. l documento viene rilasciato per ogni autocarro che trasporta tutto
o parte del carico, consentendo di controllare alle frontiere ogni autocarro
interessato, dall’autorità di rilascio delle licenze della Repubblica
centrafricana (Bangui o altri luoghi da definire, per esempio Berberati). Una
copia del parere favorevole viene trasmessa al servizio di rilascio delle
licenze, con ha sede a Douala, in quanto ufficio decentrato dell’autorità di
rilascio.
L’autorità di rilascio delle licenze conserva,
previo parere, tutti i documenti che hanno giustificato la decisione di
rilasciare o meno la licenza FLEGT. Questi documenti sono archiviati per almeno
5 anni.
L’operatore munito del documento che
formalizza il parere favorevole espresso dall’organo di rilascio può inviare i
prodotti interessati al porto di Douala per l’esportazione, dove il servizio di
rilascio delle licenze FLEGT li ispeziona nuovamente per garantire la coerenza
tra i pareri favorevoli ricevuti dall’autorità di rilascio delle licenze e i
prodotti arrivati a Douala. Il servizio trasmette il risultato della verifica
per via elettronica all’autorità di rilascio che a invia sua volta al servizio
il proprio parere definitivo secondo le stesse modalità. Alla ricezione del
parere, il servizio di rilascio emette una licenza firmata, dopo aver
riconciliato il volume prima dell’imbarco. Lo schema di seguito riportato
descrive la procedura di richiesta e di rilascio delle licenze FLEGT.
Rilascio della licenza a Bangui
Nel caso in cui i prodotti escano da un porto
di imbarco diverso da Douala, vengono effettuate le verifiche della legalità
(cfr. fasi da 1 a 7 dello schema di seguito) e la licenza viene rilasciata a
Bangui (fase 8 dello schema). Alle varie uscite del paese vengono istituiti
servizi di controllo sotto la direzione dell’Ispettorato centrale delle acque e
delle foreste preposti a verificare la conformità del carico alla licenza FLEGT
e a comunicarne l’esito all’autorità di rilascio.
In caso di rifiuto per non conformità ai
requisiti dell’SVL, viene trasmesso un parere sfavorevole all’impresa entro un
termine ragionevole. 
Saranno pubblicate regolarmente le
informazioni sul numero di licenze rilasciate in funzione della natura e delle
destinazioni dei prodotti; le informazioni sono di carattere pubblico,
conformemente alle disposizioni dell’allegato X. L’allegato IV
descrive in modo più dettagliato le procedure di rilascio e le specifiche
tecniche delle licenze FLEGT.
Figura
1: Schema descrittivo della procedura di rilascio delle licenze FLEGT e dei
flussi di dati tra i servizi di controllo e di verifica
Descrizione dello schema della procedura
di rilascio di licenze FLEGT a Douala
 N. freccia || Descrizione || Luogo 
 a, b e e || Scambi di informazioni e di dati tra l’ICAF (CDF/SGBD) e i servizi coinvolti e le imprese forestali nell’ambito della verifica della legalità e della rintracciabilità || Bangui e province 
 c e d || Scambi di informazioni tra l’ICAF e il CDF: l’ICAF trasmette i dati di cui dispone; il CDF alimenta e gestisce l’SGBD e trasmette il contenuto all’ICAF per ogni richiesta di licenza FLEGT || Bangui 
 1 || Servendosi della specifica, l’impresa presenta una richiesta di dichiarazione di esportazione commerciale (DEC) alla struttura incaricata della riscossione fiscale (SIVAC) || Bangui 
 2 || Rilascio della DEC all’impresa forestale, DEC convalidata dal ministero del Commercio || Bangui 
 3 || Dichiarazione doganale dell’impresa || Bangui 
 4 || Emissione di quietanze di sdoganamento (diritti di uscita + imposta minima forfetaria + diritti per la dotazione di strumenti informatici per la gestione degli aspetti finanziari) da parte della dogana || Bangui 
 5 || Richiesta di licenza FLEGT dell’impresa forestale tramite modulo || Bangui 
 6 || L’organo di rilascio delle licenze FLEGT si rivolge all’ICAF per la verifica della conformità del carico || Bangui 
 7 || Parere dell’ICAF all’organo di rilascio della licenza FLEGT || Bangui 
 8 || Notifica del parere favorevole all’impresa || Bangui o altro luogo (Berberati, alla frontiera) 
 9 || Trasmissione del parere favorevole all’ufficio di Douala del servizio di rilascio delle licenze || Da Bangui a Douala 
 10 || Trasmissione del risultato della verifica fisica e documentaria da parte del servizio di rilascio di Douala all’organo di rilascio || Da Douala a Bangui 
 11 || Ordine di rilascio della licenza FLEGT dato al servizio di rilascio a Douala || Da Bangui a Douala 
 12 || Emissione della licenza FLEGT da parte del servizio di rilascio delle licenze (ufficio di Douala) || Douala 
 13 || Trasmissione delle copie della licenza da parte del servizio di rilascio all’organo di rilascio della licenza || Da Douala a Bangui 
 14 || Trasmissione di una copia della licenza da parte dell’organo di rilascio all’ICAF per l’archiviazione || Bangui 
5 – AUDIT
INDIPENDENTE DEL SISTEMA DI VERIFICA DELLA LEGALITÀ
L’audit indipendente del sistema (AIS) è
inteso a garantire a tutte le parti interessate l’attendibilità e la
credibilità delle licenze FLEGT rilasciate nella RCA.
L’AIS hai i seguenti compiti:
(1)              
valutare regolarmente il corretto funzionamento di
tutti gli aspetti del sistema di verifica della legalità (SVL), in particolare:

·      il rispetto dei principi e dei criteri della griglia di valutazione
della legalità;
·      l’efficacia della verifica della catena di approvvigionamento;
·      l’efficacia delle verifiche e dei controlli della verifica;
·      l’affidabilità del sistema di rilascio delle licenze FLEGT; 
·      il meccanismo di gestione dei reclami (registrazione dei reclami delle
parti interessate) riguardanti: i) l’attuazione dell’SVL e ii) le attività dell’AIS;
·      la sinergia tra tutti gli elementi dell’SVL;
·      la sinergia tra tutti i soggetti interessati e coinvolti nel processo
(flusso di comunicazione, archiviazione, procedure e così via);
(2)              
valutare l’adeguatezza dei sistemi di gestione dei
dati su cui si basa l’SVL;
(3)              
identificare le lacune e le carenze del sistema
(spetta al comitato congiunto proporre azioni correttive);
(4)              
verificare eventualmente l’attuazione di azioni
decise dal comitato congiunto intese a correggere le lacune e le carenze
individuate, e valutarne l’efficacia; 
(5)              
verificare l’utilizzo delle licenze FLEGT al
momento dell’immissione in libera pratica nell’Unione europea dei prodotti
legnosi provenienti dalla Repubblica centrafricana; 
(6)              
redigere e presentare una relazione al comitato
congiunto al termine di ogni audit. 
L’allegato VI del presente accordo
descrive i termini di riferimento dell’AIS.
ALLEGATO
VI
TERMINI
DI RIFERIMENTO DEL CONTROLLORE INDIPENDENTE 
DEL
SISTEMA (CIS)
I. – CONTESTO E GIUSTIFICAZIONE
L’audit indipendente del sistema (AIS) ha lo
scopo di garantire a tutte le parti interessate l’attendibilità e la credibilità
delle licenze FLEGT rilasciate nella RCA. 
II. - MISSIONI
L’AIS hai i seguenti compiti:
(1)              
valutare regolarmente il corretto funzionamento di
tutti gli aspetti del sistema di verifica della legalità (SVL), in particolare:

·      il rispetto dei principi e dei criteri della griglia di valutazione
della legalità;
·      l’efficacia della verifica della catena di approvvigionamento;
·      l’efficacia delle verifiche e dei controlli della verifica;
·      l’affidabilità del sistema di rilascio delle licenze FLEGT; 
·      il meccanismo di gestione dei reclami (registrazione dei reclami delle
parti interessate) riguardanti: i) l’attuazione dell’SVL e ii) le attività dell’AIS;
·      la sinergia tra tutti gli elementi dell’SVL;
·      la sinergia tra tutti i soggetti interessati e coinvolti nel processo (flusso
di comunicazione, archiviazione, procedure e così via);
(2)              
valutare l’adeguatezza dei sistemi di gestione dei
dati su cui si basa l’SVL;
(3)              
identificare le lacune e le carenze del sistema
(spetta al comitato congiunto proporre azioni correttive);
(4)              
verificare eventualmente l’attuazione di azioni
decise dal comitato congiunto intese a correggere le lacune e le carenze
individuate, e valutarne l’efficacia; 
(5)              
verificare l’utilizzo delle licenze FLEGT al
momento dell’immissione in libera pratica nell’Unione europea dei prodotti
legnosi provenienti dalla Repubblica centrafricana; 
(6)              
redigere e presentare una relazione al comitato
congiunto al termine di ogni audit.
III. - QUALIFICHE RICHIESTE 
L’AIS è una funzione svolta in indipendenza
rispetto all’amministrazione centrafricana, al settore privato centrafricano,
alle ONG locali e all’Unione europea.
L’AIS può essere un ufficio tecnico, un
consorzio di uffici tecnici, un’impresa, uno studio o un’organizzazione
riconosciuta a livello internazionale per le sue esperienze e la sua
credibilità nelle missioni di audit.
La struttura deve disporre di un gruppo
multidisciplinare composto da esperti specializzati in audit e dotati di una
buona conoscenza del funzionamento delle imprese forestali, delle procedure di
esportazione del legname dai paesi della sottoregione dell’Africa centrale. La
struttura deve inoltre dotata di un efficace sistema di controllo interno.
Non sono ammissibili alle attività di audit i
prestatori di servizi commerciali che hanno concluso un contratto con il
governo centrafricano per la fornitura di altri servizi di gestione e di
controllo delle risorse forestali o di attività che potrebbero porre il
prestatore in una situazione di conflitto di interessi. 
I criteri di assunzione per l’AIS sono i
seguenti:
–      una competenza comprovata nel settore forestale nella sottoregione dell’Africa
centrale;
–      una buona conoscenza della normativa in materia forestale, fiscale,
ambientale, sociale, commerciale dei paesi della sottoregione dell’Africa
centrale. L’eventuale conoscenza della normativa forestale della RCA è un
titolo preferenziale;
–      almeno dieci (10) anni di esperienza nella valutazione della gestione
forestale e nella verifica della catena di controllo nei paesi della
sottoregione dell’Africa centrale; 
–      capacità di redigere relazioni di audit conformi alle norme
internazionali;
–      indipendenza e credibilità internazionale.
IV. - METODOLOGIA 
L’AIS deve riguardare tutti i processi di
rilascio delle licenze FLEGT, secondo un manuale procedurale che deve essere
elaborato e proposto al comitato congiunto per l’approvazione entro i tre mesi
(3) successivi all’assunzione dell’incarico. 
La metodologia dell’AIS deve comprendere tutti
i punti presentati nella sezione II, relativa alle missioni.
L’AIS opera secondo una procedura documentata
basata sull’esistenza di prove. A tale scopo, tutti i documenti per il rilascio
di una licenza FLEGT devono essere verificati partendo da varie fonti
incrociate, quando ciò sia possibile sulla base di campioni e di attività di
verifica sul campo per completare e confrontare le informazioni derivanti dalle
verifiche documentarie. L’AIS può intraprendere indagini sulla base di reclami
o di osservazioni ricevuti dal comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo.
All’inizio dell’attuazione dell’accordo, la
frequenza degli interventi dell’AIS è tre (3) volte all’anno per il primo anno,
due (2) volte all’anno per il secondo e il terzo anno, quindi una volta all’anno
a partire dal quarto anno. Su richiesta del comitato congiunto, l’AIS potrà
effettuare audit supplementari. 
Prima dell’inizio del mandato, l’AIS fornirà
un calendario dettagliato, comprendente le date delle missioni e di inoltro
delle relative relazioni, che sarà approvato dal comitato congiunto. 
V. – FONTI DI INFORMAZIONI
L’AIS deve poter accedere liberamente a tutte
le informazioni e le fonti di informazioni ritenute pertinenti e le parti ne
facilitano l’accesso.
Le principali fonti di informazioni dell’AIS,
tra i soggetti coinvolti nel processo di rilascio di licenze FLEGT, sono le
seguenti:
–     
l’autorità di rilascio delle licenze (ministero
delle Acque e delle Foreste);
–     
l’Ispettorato centrale delle acque e delle foreste
che ha effettuato le ultime verifiche prima del rilascio della licenza FLEGT;
–     
il Centro di dati forestali nel quale sono
archiviati le licenze FLEGT e i dati di esportazione di ogni impresa forestale;
–     
l’ente di riscossione dei proventi derivanti dall’esportazione
(SIVAC attualmente);
–     
le strutture dell’amministrazione coinvolte nella
verifica del rispetto degli indicatori di legalità: 
·      ministero delle Acque e delle Foreste;
·      ministero del Commercio;
·      ministero delle Finanze;
·      ministero della Funzione pubblica, della Previdenza sociale e del
Lavoro;
·      ministero della Giustizia;
·      ministero dell’Ambiente e dell’Ecologia;
·      ministero della Sanità pubblica;
·      ministero dell’Agricoltura;
·      ministero dei Trasporti;
–     
le imprese forestali, gli aggiudicatari dei
permessi artigianali e delle foreste comunitarie oggetto di sfruttamento, gli
appaltatori o i proprietari delle piantagioni forestali;
–     
tutti i servizi coinvolti nei vari controlli: la
direzione generale della acque e delle foreste, la direzione delle imprese e
delle industrie forestali, la direzione degli inventari e dell’assestamento
forestale, la direzione regionale delle acque e delle foreste, la squadra
mobile mista di intervento e di verifica, i servizi delle dogane centrafricane,
i servizi delle imposte, la direzione dell’ambiente e delle condizioni di vita
e della pianificazione ambientale presso il ministero dell’Ambiente, l’ispettorato
del lavoro, i servizi fitosanitari, l’ufficio di noleggio stradale
centrafricano (UNSC), i servizi del ministero del Commercio, i servizi del
ministero della Giustizia;
–     
le autorità competenti dell’Unione europea;
–     
l’impresa di sfruttamento dei depositi di legname
del Camerun (Douala);
–     
le organizzazioni della società civile (ONG);
–     
le popolazioni che abitano nelle vicinanze delle
aree oggetto dei PSA e di altri permessi forestali;
–     
il personale dei progetti di sviluppo o di sostegno
legati allo sviluppo forestale;
–     
tutte le altre fonti ritenute pertinenti.
Le parti in causa nel sistema di rilascio
delle licenze FLEGT possono inoltrare reclami al comitato congiunto e il
comitato congiunto può metterli a disposizione dell’AIS. I reclami possono
essere quindi anche una fonte di informazioni per l’AIS. 
L’accesso alle informazioni viene garantito in
un primo tempo mettendo a disposizione dell’AIS relazioni di controllo, verbali
redatti a seguito di controlli e relazioni di verifica del rispetto degli
indicatori di legalità.
L’AIS si sposta sul territorio, a sua
discrezione, per ottenere le informazioni ritenute pertinenti.
L’AIS deve anche consultare le principali
banche dati come quelle del CDF e delle dogane centrafricane.
VI. - RELAZIONI
Le relazioni dell’AIS contengono tutte le
informazioni pertinenti che hanno attirato l’attenzione dei controllori. 
L’AIS fornisce tutta una serie di relazioni di
audit nel quadro delle procedure documentate e approvate dal comitato
congiunto. 
Dopo ogni audit, l’AIS redige entro un termine
di tre (3) settimane una relazione provvisoria in francese in otto (8) copie,
quattro (4) da inviare al ministero delle Foreste e quattro (4) al partner
europeo, più la copia elettronica inviata a entrambe le parti. 
La relazione accerta che tutte le componenti
del sistema rispettano l’insieme dei requisiti del sistema di verifica della
legalità e analizza i singoli elementi del sistema.
Le osservazioni di entrambe le parti, compresi
i reclami su come il controllore svolge i propri compiti, sulla relazione
provvisoria sono analizzate in seno al comitato congiunto che le trasmette all’AIS
per la stesura della relazione finale. La relazione finale conterrà una
risposta dell’AIS alle osservazioni formulate dal comitato congiunto. 
L’AIS realizzerà sistematicamente una
relazione sintetica da rendere pubblica. La relazione riassumerà la relazione
finale e illustrerà i principali risultati, le lacune e le carenze individuate
e le preoccupazioni delle parti interessate.
A seconda dei casi, su richiesta del comitato
congiunto, l’AIS redigerà anche una relazione specifica complementare qualora
individui infrazioni o carenze gravi dell’SVL.
VII. - MODALITÀ DI ASSUNZIONE E
ORGANIZZAZIONE ISTITUZIONALE
L’AIS viene selezionato tramite procedura di
gara aperta a candidati nazionali e/o internazionali e indetta con bando del
ministero delle Foreste; il contratto è per un periodo di tre (3) anni,
rinnovabile una sola volta previa approvazione formale del comitato congiunto.
Il bando di gara per l’AIS dovrà essere
divulgato in pubblicazioni nazionali e internazionali e sui siti internet.
Il contratto di prestazione di servizio
concluso tra l’AIS e il ministero delle Foreste prevede quanto segue:
per il governo: 
–     
la non ingerenza nello svolgimento delle attività dell’AIS;
–     
l’accesso alle informazioni pubbliche e private in
relazione al sistema di verifica della legalità nel rispetto della normativa
nazionale;
–     
l’accesso al demanio forestale e alle strutture di
trasporto, di stoccaggio, di trasformazione e di esportazione del legname,
necessario per il sistema di verifica della legalità;
–     
il pagamento delle fatture corrispondenti alle
prestazioni dell’AIS sarà effettuato indipendentemente dalle conclusioni dell’audit.

Il governo centrafricano facilita
amministrativamente gli spostamenti dell’AIS sul territorio centrafricano e ne
garantisce la sicurezza durante gli spostamenti;
per il prestatore:
–     
una prestazione di qualità conformemente ai termini
di riferimento;
–     
garanzia relative alla protezione e all’utilizzo di
informazioni riservate a carattere commerciale.
Il contratto preciserà inoltre le attività che
dovranno essere svolte dall’AIS, le modalità di pagamento e le rispettive
responsabilità dei firmatari del contratto.
ALLEGATO
VII 
CRITERI
DI VALUTAZIONE
DEL
SISTEMA OPERATIVO DI VERIFICA DELLA LEGALITÀ NELLA REPUBBLICA CENTRAFRICANA
L’accordo volontario di partenariato
(AVP-FLEGT) tra l’Unione europea e la Repubblica centrafricana stabilisce l’elaborazione
e l’attuazione di un sistema di valutazione della legalità (SVL) per assicurare
che tutto il legname e suoi derivati specificati nell’accordo ed esportati
dalla RCA nell’UE siano prodotti in maniera assolutamente legale. Il sistema di
verifica della legalità dovrà comprendere i seguenti elementi: una definizione
del legname di origine legale che descriva le leggi e i testi da rispettare
ai fini del rilascio di una licenza; il controllo della catena di
approvvigionamento ai fini della rintracciabilità del legname dalla foresta
al punto di esportazione; la verifica della conformità con tutti gli
elementi della definizione di legalità e del controllo della catena di
approvvigionamento; le procedure di rilascio delle autorizzazioni e il
rilascio delle licenze FLEGT; l’audit indipendente a garanzia che il
sistema funzioni come previsto.
I risultati attesi da parte europea in
relazione a tale sistema sono descritte in una serie di documenti informativi
predisposti da un gruppo di esperti convocato dalla Commissione europea (CE)[19].
Criteri di valutazione
Prima che il sistema di rilascio delle licenze
diventi operativo a tutti gli effetti, il sistema di verifica della legalità
sarà oggetto di una valutazione tecnica indipendente, i cui termini di
riferimento saranno approvati congiuntamente dalle parti interessate e dal
comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo. Tali criteri di valutazione
descrivono i risultati che il sistema dovrà produrre e fungono da base per i
termini di riferimento della valutazione. La valutazione mira a: 
i)       rivedere la descrizione del sistema prestando
particolare attenzione alle revisioni effettuate dopo la conclusione dell’accordo;
e 
ii)       esaminare il funzionamento del sistema
nella pratica.
Parte prima: definizione di legalità
Il legname di origine legale dovrà
essere definito sulla base delle leggi vigenti nella RCA. La definizione
utilizzata dovrà essere inequivocabile, oggettivamente verificabile e
applicabile sul piano operativo.
Detta definizione dovrà inoltre
comprendere, quanto meno, le leggi in materia di:
diritti
di raccolta: concessione di diritti legali per la
raccolta del legname entro le zone legalmente dichiarate a tal fine; 
attività forestali: rispetto degli obblighi di
legge in relazione alla gestione forestale, segnatamente conformità alle
normative corrispondenti in materia di ambiente e lavoro; 
diritti e imposte: rispetto degli obblighi di
legge relativi a imposte, diritti e oneri direttamente connessi con la raccolta
del legname e i diritti di raccolta;
altri utenti: ove del caso, rispetto dei
diritti fondiari o diritti di uso su terreni e risorse di altri, sui quali
potrebbero incidere i diritti di raccolta del legname; 
commercio e dogana: osservanza degli obblighi
di legge per le procedure commerciali e doganali. 
a)      I riferimenti ai testi normativi che
sottendono ciascun elemento della definizione sono chiaramente individuati?
b)      I criteri e gli indicatori che permettono
di accertare l’osservanza di ciascun elemento o principio della definizione
sono specificati?
c)      I criteri e gli indicatori sono chiari,
obiettivi e applicabili sul piano operativo?
d)      Gli indicatori e i criteri individuano
chiaramente ruoli e responsabilità dei vari soggetti e la verifica valuta le
azioni di tutti i soggetti coinvolti? 
e)      La definizione di legalità comprende la
normativa esistente nei principali settori tematici precedentemente descritti?
In caso contrario, perché alcuni campi della legislazione sono stati
trascurati?
f)       Nell’elaborazione della definizione, le
parti interessate hanno tenuto conto di tutti i principali elementi della
legislazione applicabile nel paese (compreso o meno nei settori tematici
precedentemente descritti)? 
g)      Il sistema di verifica della legalità
contempla le principali disposizioni giuridiche individuate durante le
discussioni con le varie parti interessate, in particolare quelle menzionate
nell’allegato relativo alle misure complementari?
h)      La definizione di legalità e la matrice o
griglia di valutazione della legalità sono state modificate da quando è stato
concluso l’accordo? Sono stati definiti indicatori e criteri per verificare
tali modifiche?
Parte seconda:
controllo della catena di approvvigionamento
I sistemi di controllo della catena di
approvvigionamento devono fornire una garanzia credibile della rintracciabilità
dei prodotti legnosi lungo tutta la catena di approvvigionamento dal punto di
raccolta o importazione al punto di esportazione. Non occorrerà sempre
mantenere la rintracciabilità fisica di un tronco, carico di tronchi o altro
prodotto legnoso dal punto di esportazione a ritroso alla foresta di origine,
ma sarà sempre necessario garantire la rintracciabilità tra la foresta e il
primo punto di mescolamento (per esempio, terminal per legname o unità di
trasformazione).
2.1         Diritti di sfruttamento: occorre accertare che le aree in cui sono
stati attribuiti i diritti sulle risorse forestali e i titolari di tali diritti
siano chiaramente individuati.
a)      Il sistema di controllo assicura che
nella catena di approvvigionamento rientri unicamente il legname proveniente da
un’area forestale soggetta a diritti di sfruttamento validi e ammissibili?
b)      Il sistema di controllo assicura che le
imprese che effettuano le operazioni di raccolta siano titolari dei necessari
diritti di sfruttamento per l’area forestale interessata?
c)      Le procedure di attribuzione dei diritti
di sfruttamento e le informazioni sui diritti di sfruttamento concessi e i loro
titolari sono rese pubbliche?
2.2         Sistemi di controllo della
catena di approvvigionamento: occorre
accertare che esistano meccanismi efficaci per rintracciare il legname lungo la
catena di approvvigionamento dal punto di raccolta al punto di esportazione.
L’approccio per individuare il materiale
può variare ed è probabile che spazi dall’impiego di etichette per i singoli
articoli all’utilizzo di documentazione che accompagna un carico o lotto.    Il
metodo scelto deve riflettere il tipo e il valore del materiale e prevenire il
rischio di contaminazione con materiale illecito o non verificato.
a)      Il sistema di controllo individua e
descrive tutte le catene di approvvigionamento alternative?
b)      Il sistema di controllo individua e
descrive tutte le fasi della catena di approvvigionamento?
c)      Lungo le successive fasi della catena di
approvvigionamento, sono definiti e documentati i metodi per individuare l’origine
del prodotto e prevenire il mescolamento con materiale proveniente da fonti
ignote?
·       
legname nella foresta
·       
trasporto
·       
stoccaggio provvisorio
·       
arrivo all’unità di trasformazione primaria
·       
unità di trasformazione
·       
stoccaggio provvisorio
·       
trasporto
·       
arrivo al punto di esportazione
d)      Quali enti sono incaricati del controllo
sui flussi di legname? Gli enti preposti dispongono di adeguate risorse umane e
di altro tipo per svolgere correttamente le attività di controllo?
2.3         Quantità: occorre accertare che esistano meccanismi
solidi ed efficaci per misurare e registrare le quantità di legname o prodotti
legnosi in ciascuna fase della catena di approvvigionamento, comprese stime di
preraccolta attendibili e sufficientemente accurate del volume di legname
eretto in ciascun sito di raccolta.
Il sistema di controllo produce dati
quantitativi in merito ai fattori in entrata e in uscita lungo le successive
fasi della catena di approvvigionamento?
·      legname eretto
·      tronchi nella foresta
·      trasporto e stoccaggio
·      arrivo in stabilimento
·      entrata nelle linee di produzione/unità di trasformazione
·      uscita dalle linee di produzione/unità di trasformazione 
·      uscita dallo stabilimento
·      arrivo al punto di esportazione
a)      Quali enti sono responsabili dell’immissione
dei dati quantitativi nel sistema di controllo? Le procedure corrispondenti
sono documentate? Qual è la pertinenza dei dati controllati? 
b)      Il sistema di controllo consente di
registrare e di riconciliare i dati quantitativi immediatamente con gli
elementi precedenti e successivi della catena? 
c)      Il personale incaricato della gestione
del sistema ha ricevuto una formazione adeguata?
d)      Quali informazioni relative al controllo
sulla catena di approvvigionamento sono messe a disposizione del pubblico? In
che modo le parti interessate possono accedere a tali informazioni?
2.4         Mescolamento di legname
legale verificato e legname approvato in altro modo: se è consentito mescolare tronchi o legname
provenienti da fonti legali verificate e tronchi o legname provenienti da altre
fonti, occorre svolgere controlli sufficienti per escludere il materiale
proveniente da fonti ignote o raccolto in assenza dei relativi diritti legali
di sfruttamento.
a)      Il sistema di controllo consente il
mescolamento di legname verificato e altro legname approvato (per esempio,
legname importato da un altro paese o legname proveniente da un’area forestale
del paese in cui sono stati concessi i diritti di raccolta legali, ma l’area
non è coperta dal sistema di verifica della legalità descritto nel presente
accordo)? 
b)      Quali misure di controllo si applicano in
questi casi? Per esempio, i controlli assicurano che i volumi dichiarati in
uscita e verificati non superino quelli in entrata verificati in ogni fase?
c)      Il sistema di controllo consente una
rigorosa divisione dei legnami verificati rispetto ad altro legname di origine
illegale o raccolto senza i legittimi diritti di sfruttamento? 
2.5         Prodotti legnosi importati: occorre accertare che vengono effettuati
controlli adeguati per garantire che il legname e i suoi derivati siano stati
importati legalmente.
a)      Come si dimostra la legalità delle
importazioni di legname e suoi derivati? (Il sistema garantisce che il legname
sia stato importato legalmente?)
b)      Come viene garantita la rintracciabilità
del legname e dei suoi derivati di importazione? Il legname e i suoi derivati
di importazione sono identificati lungo tutta la catena di approvvigionamento?
c)      Quali elementi consentono di dimostrare
che i prodotti importati provengono da alberi abbattuti legalmente in un paese
terzo? 
d)      Se si utilizza legname importato, dalla
licenza FLEGT è possibile desumere il paese di origine e quello dal quale
provengono le componenti di prodotti compositi?
Parte terza: Verifica
La verifica, che consiste nell’esecuzione
di controlli per assicurare la legalità del legname, deve essere abbastanza
rigorosa ed efficace da consentire di individuare qualunque inosservanza dei
requisiti, nella foresta o nella catena di approvvigionamento, e di
intraprendere interventi tempestivi per porvi rimedio. 
3.1. Organizzazione 
Occorre che la verifica sia effettuata da un
ente pubblico, un’organizzazione terza o un organo composto da entrambi che
disponga di risorse adeguate, sistemi di gestione e personale preparato e
competente, oltre che di meccanismi solidi ed efficaci per controllare i
conflitti di interesse.
a)      Il governo ha nominato uno o più enti cui
affidare i compiti di verifica? Il mandato (con le relative responsabilità) è
chiaro e di pubblico dominio?
b)      L’ente incaricato della verifica dispone
di risorse adeguate per svolgere correttamente la verifica della definizione di
legalità e dei sistemi di controllo della catena di approvvigionamento del
legname?
c)      L’ente incaricato della verifica dispone
di un sistema di gestione ben documentato:
·      con risorse sufficienti per garantire verifiche sul campo con una
frequenza che assicuri la credibilità del sistema?
·      in grado di garantire che il personale vanti le competenze e l’esperienza
necessarie a una verifica efficace e presente?
·      che si avvalga del sistema di controllo/sorveglianza interno?
·      che comprenda meccanismi per controllare i conflitti di interesse?
·      che assicuri la trasparenza del sistema?
·      che definisca e applichi una metodologia di verifica?
3.2. Verifica a fronte della definizione
di legalità
Occorre accertare l’esistenza di una
definizione chiara di ciò che va verificato. Occorre inoltre accertare che la
metodologia di verifica sia documentata e assicuri che il processo sia
sistematico, trasparente, basato su elementi probanti, effettuato a intervalli
regolari e copra ogni aspetto contemplato nella definizione.
a)      La metodologia di verifica si estende a
tutti gli elementi della definizione di legalità e comprende test di conformità
con tutti gli indicatori specificati?
b)      La verifica richiede
·      controlli di documenti, dei registri di esercizio e dell’attività sul
posto (anche casuali)?
·      la raccolta di informazioni presso parti interessate esterne?
·      la registrazione delle attività di verifica che consente a revisori
interni e al controllore indipendente di eseguire controlli?
c)      I ruoli e le responsabilità istituzionali
sono chiaramente definiti e applicati?
d)      I risultati della verifica rispetto alla
definizione di legalità sono resi pubblici? In che modo le parti interessate
possono accedere a tali informazioni?
3.3 Verifica dei sistemi di controllo
della catena di approvvigionamento
Occorre accertare l’esistenza di un campo d’applicazione
esplicito che stabilisca gli aspetti da verificare e copra l’intera catena di
approvvigionamento, dalla raccolta all’esportazione. Occorre inoltre accertare
che la metodologia di verifica sia documentata e assicuri un processo
sistematico, basato su elementi probanti, effettuato a intervalli regolari e
che copra tutti gli aspetti dell’ambito di applicazione, con verifiche
incrociate di dati, regolari e immediate, in ciascuna fase della catena.
a)      I ruoli e le responsabilità istituzionali
sono chiaramente definiti e applicati?
b)      La metodologia di verifica copre
interamente le verifiche dei controlli della catena di approvvigionamento? Questo
aspetto è chiaramente indicato nella metodologia di verifica?
c)      Esiste una chiara distinzione nel sistema
di verifica della legalità tra i prodotti derivanti da fonti (titoli forestali)
incluse nella definizione di legalità e quelli derivanti da fonti non incluse? 
d)      Come viene dimostrata la reale esecuzione
della verifica dei controlli lungo la catena di approvvigionamento? 
e)      Verifica dei dati:
Quale
ente è incaricato della verifica dei dati? L’ente competente vanta adeguate
risorse umane e di altro tipo per svolgere correttamente le attività di
gestione dei dati? 
Esistono
metodi per valutare la coerenza tra legname eretto e legname all’entrata in
stabilimento e quindi al punto di esportazione?
Esistono
metodi per verificare la coerenza fra legname grezzo in entrata e prodotti
trasformati in uscita da segherie e altri stabilimenti? 
È
possibile effettuare una verifica attendibile dei singoli articoli o lotti di
prodotti legnosi lungo l’intera catena di approvvigionamento? 
Quali
tecniche e sistemi informatici vengono utilizzati per archiviare, verificare e
registrare i dati? Esistono sistemi efficaci di protezione dei dati?
I risultati della verifica dei controlli sulla
catena di approvvigionamento sono resi pubblici? In che modo le parti
interessate possono accedere a tali informazioni?
3.4 Non conformità 
Occorre accertare l’esistenza di un meccanismo
efficace e funzionante per richiedere e attuare misure correttive appropriate
laddove vengono riscontrate infrazioni.
a)      Il sistema di verifica risponde a questa
esigenza?
b)      Esiste una documentazione che precisi le
modalità di gestione dei casi di non conformità?
c)      Sono stati messi a punto meccanismi per
ovviare ai casi di non conformità? Sono applicati nella pratica?
d)      Le infrazioni e le misure correttive
intraprese sono adeguatamente registrate? L’efficacia delle misure correttive è
oggetto di valutazione? Viene garantita l’attuazione delle misure correttive?
e)      Quali informazioni sulle infrazioni
riscontrate sono di dominio pubblico?
Parte quarta: autorizzazione
Ogni spedizione è accompagnata da una
licenza FLEGT. La Repubblica centrafricana è responsabile del rilascio delle
licenze. 
4.1. Organizzazione
a)      Quale ente è stato preposto al rilascio
delle licenze FLEGT?
b)      Il ruolo dell’autorità di rilascio delle
licenze e del suo personale è chiaramente definito e reso pubblico?
c)      I requisiti di competenza sono definiti?
Sono previsti controlli interni applicabili al personale dell’autorità
incaricata del rilascio delle licenze?
d)      L’autorità incaricata del rilascio delle
licenze dispone di risorse adeguate per svolgere il proprio compito? 
4.2 Rilascio delle licenze
a)      L’ente responsabile delle licenze si
attiene a procedure documentate per il rilascio? Tali procedure sono rese
pubbliche, compresi tutti gli eventuali diritti da corrispondere? 
b)      Vi sono prove documentate che le
procedure vengono correttamente applicate?
c)      Le licenze rilasciate e negate sono
opportunamente registrate? Le registrazioni indicano chiaramente gli elementi
giustificativi sulla base dei quali sono rilasciate le licenze?
4.3 Licenze emesse
a)      Il rilascio della licenza riguarda un
singolo carico? 
b)      La legalità di un carico per esportazione
è dimostrata con sistemi di verifica e rintracciabilità da parte del governo?
c)      I requisiti per il rilascio delle licenze
sono chiaramente definiti e comunicati all’esportatore e alle altre parti
interessate? 
d)      Quali informazioni sulle licenze
rilasciate sono di dominio pubblico?
Parte quinta: audit indipendente del
sistema
L’audit indipendente
del sistema è una funzione indipendente dagli enti di regolamentazione del
settore forestale della RCA. L’audit è inteso a preservare la credibilità del
sistema di rilascio delle licenze FLEGT verificando che tutti gli aspetti del
sistema di verifica della legalità della RCA funzionino come previsto. 
5.1. Disposizioni istituzionali
5.1.1      Designazione dell’autorità 
La RCA ha ufficialmente autorizzato la
funzione del controllore indipendente del sistema, consentendogli pertanto di
operare in maniera efficace e trasparente.
5.1.2      Indipendenza rispetto agli
altri elementi del sistema di verifica della legalità
Occorre accertare che vi sia una chiara
distinzione tra le organizzazioni e i soggetti coinvolti nella gestione o
regolamentazione delle risorse forestali e quelli che intervengono nell’audit
indipendente.
a)      Il governo ha debitamente documentato i
requisiti di indipendenza del controllore indipendente? 
b)      È previsto che le organizzazioni o i
soggetti con un interesse commerciale o un ruolo istituzionale nel settore
forestale centrafricano non possano svolgere la funzione di controllore
indipendente?
5.1.3      Designazione del
controllore indipendente
Occorre accertare
che il controllore indipendente sia stato designato attraverso un meccanismo
trasparente e che le sue attività siano definite da regole chiare e accessibili
al pubblico.
a)      Il governo ha reso pubblici i termini di
riferimento per il controllore indipendente?
b)      Il governo ha documentato e reso
pubbliche le procedure di designazione del controllore indipendente?
5.1.4      Istituzione di un
meccanismo di gestione dei reclami 
Occorre accertare che esista un meccanismo di
gestione dei reclami e delle controversie derivanti dall’audit indipendente.
Tale meccanismo deve consentire di gestire qualunque reclamo relativo al
funzionamento del sistema di rilascio delle licenze.
a)      Esiste un meccanismo di gestione dei
reclami documentato a disposizione di tutte le parti interessate?
b)      Risulta chiaro come i reclami vengono
ricevuti, documentati e trasmessi a un livello superiore (se del caso) e quale
seguito vi viene dato?
5.2 Controllore indipendente
5.2.1      Requisiti organizzativi e
tecnici 
Occorre accertare
che il controllore eserciti una funzione realmente indipendente dalle altre
componenti del sistema di garanzia della legalità e operi avvalendosi di una
struttura di gestione documentata, compiendo azioni e attenendosi a procedure
rispondenti alle migliori prassi accettate a livello internazionale.
a)      Il controllore indipendente opera
avvalendosi di un sistema di gestione documentato che soddisfa i requisiti
delle guide ISO 62 e 65 o standard analoghi?
5.2.2      Metodologia di audit 
Occorre che la
metodologia per lo svolgimento di un audit indipendente si basi su elementi
probanti e che l’audit venga effettuato a intervalli precisi e frequenti.
a)      La metodologia dell’audit indipendente
precisa che, per il funzionamento del sistema di verifica della legalità, tutti
i risultati si basano su prove oggettive?
b)      La metodologia specifica gli intervalli
massimi per la verifica di ciascun elemento del sistema?
5.2.3      Ambito d’applicazione dell’audit

Occorre che il
controllore indipendente operi in base a termini di riferimento che
specifichino chiaramente gli elementi da verificare e coprano tutti i requisiti
concordati per il rilascio delle licenze FLEGT.
a)      La metodologia per l’audit indipendente
copre tutti gli elementi del sistema di verifica della legalità e specifica i
principali test di efficacia?
5.2.4      Requisiti sulle relazioni 
Occorre che il
controllore indipendente invii al comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo
relazioni periodiche sull’integrità dell’SVL, che valutino anche le lacune e le
misure correttive intraprese per porvi rimedio.
a)      I termini di riferimento per il
controllore indipendente precisano i requisiti delle relazioni e la loro
frequenza?
ALLEGATO
VIII 
CALENDARIO
INDICATIVO PER L’ATTUAZIONE DELL’ACCORDO
   ||   || 2011 || 2012 || 2013 ||   || 2014-2017 
   ||   || 1° T || 2° T || 3° T || 4° T ||   ||   ||   ||   
 ATTIVITÀ || SOTTOATTIVITÀ || FASE PREPARATORIA ||   ||   ||   || FASE OPERATIVA 
 I. SENSIBILIZZAZIONE E INFORMAZIONE GENERALE || 1- Elaborazione e valutazione di un piano di comunicazione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2- Attuazione del piano di comunicazione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 3- Creazione e aggiornamento del sito web ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 II. QUADRI ISTITUZIONALI || 1- Trasposizione/ufficializzazione delle attribuzioni (come descritte nel presente accordo) delle varie strutture di verifica e di controllo della verifica e aggiornamento del testo organico dell’MAFCP ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2- Istituzione e funzionamento del meccanismo congiunto di concertazione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 3- Istituzione di un comitato congiunto per l’attuazione e il monitoraggio ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 4- Istituzione e funzionamento del comitato nazionale per l’attuazione e il monitoraggio dell’accordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 5- Istituzione di un segretariato tecnico permanente (STP) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 III. RAFFORZAMENTO DELLE CAPACITÀ || 1- Formazione delle parti interessate sugli elementi dell’AVP ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2- Elaborazione di un piano di formazione e di rafforzamento delle capacità delle varie strutture di verifica e di controllo della verifica, della società civile e del settore privato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 3- Attuazione del piano di formazione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 4- Definizione delle esigenze di apparecchiature e di mezzi logistici ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 5- Acquisizione di apparecchiature e mezzi logistici ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 6- Messa a disposizione di uffici (STP, ICAF, SMIV, CDF, autorità di rilascio) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 7- Istituzione della commissione di conciliazione e di competenza in materia doganale (CCED) e formazione del personale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 IV. RIFORMA DEL QUADRO GIURIDICO || 1- Elaborazione della normativa secondo la definizione della legalità di cui all’allegato II dell’accordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2- Miglioramento del quadro giuridico relativo al mercato locale del legname ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 3- Miglioramento del quadro giuridico relativo alle foreste (foreste comunitarie, comunali e private) e alle piantagioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 4- Procedura di ratifica dell’accordo ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 5- Elaborazione del manuale di gestione dei casi di non conformità ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 6- Definizione delle misure giuridiche per il miglioramento della governance (testo organico, osservazione, sistema nazionale di rintracciabilità e così via) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 V. ISTITUZIONE DEL SISTEMA NAZIONALE DI RINTRACCIABILITÀ || 1- Definizione delle procedure relative all’SNR (metodi, controlli, verifiche, ecc.), missione TEREA compresa ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2- Attuazione del progetto di sistema nazionale di rintracciabilità (SNR) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 3- Creazione dell’interconnessione tra le banche dati delle principali strutture coinvolte ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 4- Concezione e realizzazione delle interconnessioni tra le banche dati con i paesi della CEMAC ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 5- Acquisizione di materiali e apparecchiature (identificatori, lettori per identificatori, computer) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 6- Realizzazione del sistema a livello nazionale: istituzione ed equipaggiamento dei posti di controllo lungo le catene di approvvigionamento, compresi i posti di frontiera (infrastrutture, computer, connessioni internet e così via.) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 7- Consolidamento delle capacità dei soggetti interessati (MAFCP e altre amministrazioni coinvolte, settore privato e società civile) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 8- Formazione del personale interessato (ICAF, CDF, SMIV e altri ministeri), settore privato e società civile ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 VI ISTITUZIONE DEL SISTEMA DI VERIFICA DELLA LEGALITÀ || 1- Se del caso, elaborazione, comprese le prove sul campo, delle griglie di valutazione della legalità relative ai permessi artigianali e alle foreste comunitarie ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2- Definizione/rafforzamento delle procedure di verifica in collaborazione con l’ICAF per ogni ente preposto alle verifiche (amministrazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 3- Definizione dei protocolli di scambio di informazioni sulla verifica della legalità tra le amministrazioni e l’ICAF ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 4- Definizione delle procedure operative per il funzionamento dell’SGBD ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 5- Test pilota del sistema di rilascio delle licenze FLEGT e attuazione delle azioni richieste ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 6- Prova di preparazione delle imprese alle procedure di verifica e di rilascio delle licenze FLEGT ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 7- Formazione, in particolare dei membri dei SMIV, e divulgazione delle procedure di verifica della legalità dell’entità forestale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 8- Valutazione operativa del sistema di verifica della legalità, conformemente all’articolo 12 dell’accordo. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 9- SVL operativo e in funzione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 VII. SISTEMA DI RILASCIO DELLE LICENZE || 1- Istituzione dell’autorità di rilascio delle licenze ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2- Divulgazione delle procedure dettagliate per il rilascio delle licenze FLEGT nel settore privato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 3- Instaurazione dei contatti con le autorità europee competenti ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 4- Rilascio delle licenze FLEGT ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 VIII. AUDIT INDIPENDENTI DEL SISTEMA || 1- Assunzione del controllore indipendente, definizione e convalida della metodologia dettagliata (da marzo 2013) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2- Primo audit e audit successivi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 IX. STRATEGIA DI PROMOZIONE DEI PRODOTTI || 1- Elaborazione di un piano di promozione, che comprende uno studio sui mercati attuali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2- Posizionamento e promozione di prodotti FLEGT provenienti dalla RCA sui mercati destinatari ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 X. VERIFICA DEGLI EFFETTI DELL’AVP || 1- Definizione e verifica degli indicatori sociali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 2- Istituzione del sistema di monitoraggio del legname sequestrato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 3- Istituzione del sistema di monitoraggio degli effetti socioeconomici e ambientali ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 4- Valutazione intermedia degli effetti socioeconomici dell’attuazione dell’AVP ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 5- Monitoraggio e valutazione delle entrate del settore forestale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XI. RICERCA DI FINANZIAMENTI SUPPLEMENTARI || 1- Definizione di una strategia di mobilitazione di fondi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
ALLEGATO
IX 
MISURE
DI ACCOMPAGNAMENTO
DELL’ATTUAZIONE
DELL’ACCORDO
I. TESTI GIURIDICI E NORMATIVI 
I.1 Testi relativi alla definizione di
legname legale
Alla luce della definizione di legname
prodotto legalmente di cui all’allegato II, alcuni riferimenti giuridici e
normativi devono essere completati/riesaminati prima della data in cui il
regime di licenze FLEGT entra completamente in vigore. Tra questi risultano:
a)      MAFCP:
–      volume 3 delle norme di assestamento/gestione forestale;
–      riesame del testo sulla commissione di attribuzione dei PSA con il
coinvolgimento della società civile;
–      testi che disciplinano le foreste di piantagione (capitolato d’oneri
relativo alle piantagioni con superficie superiore a 50 ettari; definizione
delle relazioni contrattuali tra un privato/una comunità e un’impresa di
sfruttamento; altri settori pertinenti);
–      testo che disciplina le informazioni dell’ente di rilascio su alcuni
aspetti riguardanti la gestione forestale e ambientale;
–      manuale di gestione dei casi di non conformità;
–      testo che disciplina l’utilizzo del legname non conforme.
b)      Ministero dell’Ambiente e dell’Ecologia:
–      testi applicativi del codice ambientale;
–      testi sulle misure di impatto ambientale.
c)      Ministero dell’Agricoltura:
–     
testo aggiornato sulla protezione delle colture;
–     
codice rurale (diritto d’uso, diritto fondiario).
d)      Ministero dei Trasporti:
–     
testo che disciplina il trasporto di legname.
e)      Ministero del Commercio e dell’Industria:
–     
testo per le registrazioni delle imprese presso le
camere consolari.
f)       Ministero delle Finanze e del Bilancio:
–     
testo relativo al legname importato e in transito. 
g)      Ministero dell’Interno:
–     
testo sul decentramento;
–     
testo sulle comunità.
I.2 Testi sull’SVL
Testi che introducono l’istituzione del
sistema nazionale di rintracciabilità:
–     
testo organico del ministero delle Foreste adattato
in funzione delle disposizioni adottate nel quadro del FLEGT (chiarire il ruolo
di ICAF, CDF, SMIV e DR/IP, per la verifica e il controllo della verifica della
legalità, nonché dell’STP e del comitato congiunto); 
–     
provvedimento di designazione dell’organo di
rilascio delle licenze FLEGT;
–     
testi che disciplinano il mercato locale del
legname;
–     
testo che specifica le procedure di verifica
previste nell’SVL in casi di imprese con un sistema di certificazione privato.
I.3 Testi su monitoraggio dell’accordo
–     
testo organico del ministero delle Foreste adattato
in funzione delle disposizioni adottate nel quadro del FLEGT;
–     
testo sul comitato congiunto;
–     
provvedimento di designazione del segretariato
tecnico permanente: istituzione centrafricana che riunirà rappresentanti delle
amministrazioni, del settore privato, della società civile;
–     
testo sulla partecipazione il ruolo delle parti
interessate nell’attuazione dell’accordo;
–     
testo che prevede l’osservazione indipendente della
società civile nell’ambito dell’SVL.
II. POTENZIAMENTO DELLE VARIE ISTITUZIONI
IN TERMINI SOTTO IL PROFILO DELLE CAPACITÀ UMANE 
a. ICAF, autorità di rilascio delle
licenze e altre strutture
L’accordo FLEGT è un processo nuovo che
comporta un’attuazione molto impegnativa. Sarà quindi necessario rafforzare le
capacità dell’amministrazione.
Il partner centrafricano ha deciso di far
verificare tutto il sistema di valutazione della legalità (SVL) dall’Ispettorato
centrale delle acque e delle foreste (ICAF). La banca dati connessa all’esportazione
dovrà essere centralizzata in un sistema di gestione di banche dati (SGBD)
presso il Centro di dati forestali (CDF). Inoltre, molto prima della firma dell’accordo
volontario di partenariato (AVP), il governo ha deciso di istituire una squadra
mista di intervento e di verifica (SMIV). 
Tuttavia, dal testo organico del ministero
delle Acque, delle Foreste, della Caccia e della Pesca (MAFCP), che ha definito
le attribuzioni dei propri servizi centrali e decentrati, emergono talvolta
sovrapposizioni nell’attuale sistema di controllo tra i servizi centrali e
decentrati dell’MAFCP e una disfunzione dei vari servizi decentrati.
Tenuto conto del sistema di verifica della
legalità descritto nel presente accordo, il testo organico dell’MAFCP dovrà
precisare, completare e modificare il ruolo dei vari soggetti e ridefinire le
interazioni tra i servizi decentrati e il flusso di informazioni tra questi e l’SGBD,
che sarà centralizzato dal ministero delle Foreste.
A tale scopo, occorrerà rafforzare le capacità
dell’ICAF, preposto alla centralizzazione dei dati, mediante una formazione
specifica sulla gestione delle informazioni, da estendere anche ad altri
servizi centrali e decentrati coinvolti nella gestione forestale, in
particolare il CDF, l’organo di rilascio delle licenze FLEGT e le direzioni
regionali e gli ispettorati prefettizi e di frontiera.
I suddetti servizi dovranno ricevere una
formazione sul software di immissione dei dati e le procedure di scambio e di
trasmissione delle informazioni a livello centrale.
b. ONG e società civile
Le ONG e la società civile sono parti
interessate al processo. L’osservazione indipendente della società civile è il
meccanismo tramite il quale possono contribuire con efficacia all’attuazione
dell’accordo. Scopo dell’osservazione indipendente della società civile è
migliorare i sistemi di applicazione della legge forestale da parte dello Stato
per garantire una buona governance. La società civile è chiamata a documentare
e mettere le informazioni raccolte a disposizione dell’autorità di rilascio
delle licenze FLEGT e del comitato congiunto per l’attuazione.
Perché le ONG possano partecipare
correttamente all’attuazione dell’accordo, occorre potenziarne la capacità; le
ONG dovranno ricevere una formazione sull’osservazione indipendente da parte
della società civile, soprattutto per quanto su come raccogliere informazioni e
stilare relazioni.
c. Formazione presso società private (ad
esempio per comprendere e utilizzare in maniera più adeguata l’SVL) 
d. Commissione di conciliazione e di
competenza in materia doganale (CCED)
e. Formazione delle parti interessate all’SNR
Per garantire il corretto coinvolgimento di
tutte le parti interessate nell’utilizzo del sistema nazionale di
rintracciabilità, sarà fornita una formazione di base continua.
III. RAFFORZAMENTO DELLE CAPACITÀ
MATERIALI
La frammentazione delle varie strutture che
intervengono nel quadro del controllo della verifica della legalità rende
difficile il lavoro di verifica e nel tempo rischia di provocare ritardi nel
rilascio delle licenze. 
Le strutture chiamate a partecipare all’attuazione
dell’accordo hanno un ruolo centrale e l’efficacia del loro funzionamento
potrebbe rivelarsi problematica in mancanza di locali per ospitarle. Sono
quindi necessari altri uffici (STP, ICAF, DGAF, DIAF, DIIF, DR/IP, CDF, SMIV,
organo di rilascio delle licenze FLEGT) per raggruppare tutti i servizi e
migliorarne il coordinamento. Saranno eventualmente valutate varie opzioni
(costruzione, ristrutturazione, affitto).
ICAF, DGAF, DIAF, DIIF, CDF e i servizi
decentrati dovranno inoltre essere dotati di mezzi logistici adeguati
(materiale rotabile, computer, apparecchiature per la comunicazione internet,
apparecchiature per ufficio e simili) per svolgere i loro compiti. Uno studio
consentirà di determinare le esigenze effettive.
L’attuale sistema di rintracciabilità non
consente di reperire tutte le informazioni legate alla catena di
approvvigionamento del legname. Una delle opzioni prese in considerazione dal
partner centrafricano è la definizione di un progetto di SNR conforme all’allegato V
dell’accordo. Il progetto, i cui costi sono da determinare, dovrà prevedere
mezzi logistici sufficienti (materiale rotabile, computer, apparecchiature di
comunicazione internet, apparecchiature per ufficio e simili) per consentire al
CDF di reperire e accentrare tutte le informazioni sul legname.
IV. COMUNICAZIONE 
La comunicazione è uno strumento essenziale
all’attuazione dell’accordo e, in tal senso, occorrerà garantire una
comunicazione sufficiente per informare le comunità alla base e le parti
coinvolte nell’SVL. A tale scopo, sarà necessario:
–     
elaborare un piano di comunicazione per le varie
parti interessate dell’AVP-FLEGT;
–     
definire procedure di comunicazione/partecipazione
delle imprese rivolte alle popolazioni locali e autoctone;
–     
creare e aggiornare il sito internet del ministero
delle Foreste; 
–     
informare i parlamentari: il parlamento è l’istanza
decisionale che interviene nell’adozione di testi legislativi relativi alla
gestione forestale. Tenuto conto della posizione nelle rispettive
circoscrizioni e del ruolo che svolgono nei confronti del proprio elettorato, i
parlamentari dovranno essere informati dell’importanza dell’accordo;
–     
informare le imprese forestali: le imprese saranno
regolarmente informate su come procede l’attuazione dell’accordo e sulle
procedure e i metodi che dovranno applicare. 
V. MONITORAGGIO STATISTICO DEL MERCATO
LOCALE DEL LEGNAME
Il mercato locale centrafricano del legname
dovrà rispettare i requisiti del FLEGT. Per raccogliere dati sul mercato locale
del legname da utilizzare ai fini della gestione finanziaria in generale, è
opportuno creare un comitato interministeriale incaricato di elaborare e
aggiornare le statistiche sul mercato locale del legname.
VI. Misure relative alla promozione, all’industrializzazione
e alla commercializzazione del legname e dei suoi derivati
Il legname centrafricano e suoi derivati,
oggetto dell’accordo, possono consistere anche in specie di alberi cosiddette
secondarie per le quali non sempre esistono possibili sbocchi. L’accordo
sollecita il partner centrafricano a incoraggiare una trasformazione più spinta
e diversificata del settore privato, ai fini del mercato europeo.
A tale scopo, il partner centrafricano
adotterà una misura restrittiva sull’esportazione di tronchi applicando l’articolo 44
del codice forestale della Repubblica centrafricana. 
La promozione necessita l’apertura totale
degli operatori europei e il loro interesse nei confronti del legname
centrafricano e suoi derivati di tutte le specie.
Vi sono diverse azioni possibili:
1.           realizzazione di una verifica della
situazione del comparto del legname nella RCA;
2.           analisi delle dinamiche e delle
esigenze;
3.           elaborazione di un piano di
valorizzazione, di sviluppo industriale e di trasformazione più avanzata della
risorsa del legno;
4.           elaborazione di norme di
trasformazione;
5.           elaborazione di misure che
incentivino l’uso del legname (norme di qualità, promozione di nuovi prodotti);
6.           caratterizzazione e promozione delle
specie poco conosciute;
7.           incoraggiamento del trasferimento di
tecnologia in materia di industrializzazione.
VII. MISURE TRASVERSALI 
La realizzazione delle attività nel quadro
dell’accordo volontario di partenariato FLEGT/RCA si basa in particolare su due
misure trasversali:
1.           sul piano organizzativo, occorrerà
pianificare in modo dettagliato e aggiornato i compiti legati all’attuazione
dell’accordo per realizzare le undici (11) attività previste nel calendario di
attuazione;
2.           sul piano dei finanziamenti,
occorrerà mobilitare risorse finanziarie adeguate, basandosi in particolare
sulla pianificazione dei compiti. Per finanziare le attività potranno essere
utilizzate le tasse speciali di sviluppo forestale (CAS-DF) e le risorse
provenienti dai fondi derivanti dal processo REDD.
ALLEGATO
X
FUNZIONI
DEL COMITATO CONGIUNTO PER L’ATTUAZIONE DELL’ACCORDO
Il comitato congiunto per l’attuazione dell’accordo
è incaricato di gestire l’accordo volontario di partenariato (AVP) e di
monitorare e valutarne l’attuazione. Il comitato sarà chiamato a volgere in
particolare le seguenti funzioni.
Gestione dell’accordo
·      Richiedere una valutazione indipendente del sistema di licenze FLEGT
conformemente all’articolo 12 dell’accordo e raccomandare una data a
partire dalla quale il sistema di licenze FLEGT dovrebbe essere completamente
operativo.
·      Facilitare il dialogo e lo scambio di informazioni tra le parti,
conformemente all’articolo 19 dell’accordo, esaminare qualsiasi argomento
sollevato da una parte e individuare il seguito da dare.
·      Svolgere un ruolo di mediatore e cercare di trovare una soluzione in
caso di controversia o di reclamo conformemente all’articolo 24 dell’accordo.
·      Adottare le modifiche relative agli allegati del presente accordo,
conformemente all’articolo 26.
·      Accertare gli effetti sociali, economici e ambientali dell’attuazione
dell’accordo sulle popolazioni potenzialmente interessate.
Monitoraggio e valutazione dell’attuazione
dell’accordo
·      Monitorare quale è lo stato generale di avanzamento dell’attuazione
dell’accordo e valutare i progressi compiuti nell’attuazione alla luce del
calendario fissato nel relativo allegato, conformemente all’articolo 14
dell’accordo.
·      Identificare e analizzare le eventuali difficoltà incontrate nell’attuazione
dell’accordo.
·      Pubblicare una relazione annuale sull’attuazione dell’accordo,
conformemente all’articolo 19 dell’accordo.
·      Ricevere ed esaminare i reclami relativi all’attuazione dell’accordo e
al sistema di licenze FLEGT.
·      Identificare, esaminare, proporre ed eventualmente adottare misure
intese a migliorare l’esecuzione dell’accordo, in particolare sulla base delle
constatazioni del controllore indipendente.
·      Esaminare i reclami trasmessi dall’AIS e darvi seguito.
Audit indipendente del sistema (AIS) conformemente
all’allegato VI dell’accordo
·      Approvare il manuale procedurale elaborato e presentato dall’AIS e
approvare il modello di relazione di audit proposto dall’AIS nel quadro delle
procedure documentate.
·      Stabilire il calendario di attività del controllore e raccomandare
eventuali audit supplementari.
·      Trasmettere al controllore eventuali reclami ricevuti relativi al
sistema di licenze FLEGT.
·      Esaminare tutte le relazioni elaborate dal controllore.
·      Esaminare le relazioni provvisorie del controllore indipendente e
trasmettergli le proprie eventuali osservazioni.
·      Richiedere al controllore una specifica relazione complementare ove
necessario.
·      Esaminare i reclami relativi all’attività del controllore indipendente,
conformemente all’articolo 10 dell’accordo.
·      Approvare l’eventuale rinnovo del contratto dell’AIS.
Coinvolgere i soggetti interessati dall’attuazione
dell’accordo
·      Garantire la sensibilizzazione e la formazione dei membri delle
strutture coinvolte nel sistema di verifica della legalità (SVL) descritto nell’allegato V.

·      Assicurare il seguito delle procedure per i casi di non conformità all’SVL
per i membri delle strutture coinvolte nell’SVL.
·      Definire le misure adeguate per garantire il coinvolgimento di tutte le
parti interessate nell’attuazione dell’accordo e darvi seguito. 
ALLEGATO
XI
INFORMAZIONI
AL PUBBLICO
La divulgazione delle informazioni favorisce la trasparenza e
garantisce a tutti i soggetti una corretta comprensione del sistema di licenze
FLEGT, consentendo loro di partecipare alla governance forestale.
Le informazioni al pubblico consentono ai vari soggetti di comprendere
come si svolge l’intero processo, fino al rilascio della licenza FLEGT. Quanto
più i soggetti sono informati sulle motivazioni fondamentali del sistema FLEGT,
sulla sua attuazione, sui processi di monitoraggio e verifica, tanto più la
comprensione del processo sarà condivisa, internalizzata e adeguata,
facilitando l’attuazione dell’accordo da parte di tutti i soggetti coinvolti.
Le informazioni saranno attivamente pubblicate o rese accessibili, con la
massima tempestività per preservare la pertinenza della divulgazione.
1. Contenuto della relazione del comitato
congiunto per l’attuazione dell’accordo 
La relazione annuale del comitato congiunto per l’attuazione
dell’accordo illustra in particolare:
–     
i quantitativi di legname e suoi derivati esportati
nell’Unione europea nell’ambito del sistema di licenze FLEGT, a seconda dei
codici doganali e dello Stato membro dell’UE di destinazione; 
–     
il numero di licenze FLEGT rilasciate dalla
Repubblica centrafricana; 
–     
i progressi compiuti nella realizzazione degli
obiettivi e delle azioni per i quali l’accordo prevede un termine determinato
e, in linea generale, i vari aspetti relativi all’attuazione dell’accordo; 
–     
gli interventi volti a impedire qualunque
possibilità di esportazione di legname e suoi derivati di origine illegale
verso mercati diversi dall’Unione europea o loro commercializzazione sul
mercato nazionale; 
–     
i quantitativi di legname e suoi derivati importati
nella Repubblica centrafricana o in transito nel paese;
–     
le azioni intraprese per prevenire le importazioni
di legname e suoi derivati di origine illegale e preservare l’integrità del
sistema di licenze FLEGT;
–     
i casi di non conformità al sistema di licenze
FLEGT nella Repubblica centrafricana e le azioni intraprese per porvi rimedio; 
–     
i quantitativi di legname e suoi derivati importati
nell’Unione europea nel quadro del sistema di licenze FLEGT, a seconda dei
codici doganali e dello Stato membro dell’UE di destinazione dell’importazione;

–     
il numero di licenze FLEGT centrafricane ricevute
dall’Unione europea;
–     
il numero di casi in cui il legname centrafricano è
arrivato alle dogane europee senza licenza – e i quantitativi di legname e suoi
derivati implicati; 
–     
struttura e funzionamento del comitato congiunto.
2. Informazione sui mezzi e i canali di
pubblicazione delle informazioni
Le informazioni saranno rese pubbliche dal comitato congiunto per l’attuazione
dell’accordo e da ciascuna parte per le informazioni che la riguardano. Le
informazioni relative allo sfruttamento e ai movimenti di legname saranno
disponibili presso il Centro di dati forestali (CDF) del ministero delle Acque,
delle Foreste, della Caccia e della Pesca (MAFCP); un meccanismo di interconnessione
consentirà di collegare i dipartimenti competenti in materia di sfruttamento
forestale (MAFCP, finanze, impiego, agricoltura, commercio, giustizia) con la
banca dati del CDF, mentre la direzione generale della gazzetta ufficiale
pubblicherà on line tutte le leggi e i testi normativi. 
A seconda dell’obiettivo da conseguire e del fatto che si tratti di un
ambiente urbano o rurale prevalentemente alfabetizzato o analfabeta, le
informazioni saranno rese pubbliche grazie ai mezzi e ai canali moderni di
seguito specificati.
·      Canale attivo
–     
Stampa pubblica e privata nazionale e
internazionale.
–     
Radio locali e comunitarie.
–     
Conferenze e dibattiti.
–     
Colloqui, seminari e incontri di divulgazione.
–     
Diffusione di documentari.
–     
Produzione e diffusione di trasmissioni radiotelevisive.
–     
Produzione di spettacoli e simili.
–     
Peraltro, nel quadro del piano di comunicazione,
verranno effettuate sedute pubbliche di informazione che offriranno l’occasione
per divulgare le informazioni alle parti interessate, segnatamente agli operatori
sul campo e alle comunità che non hanno accesso a internet e/o alla stampa
scritta.
·      Canale passivo
–     
Siti internet del ministero delle Acque, delle
Foreste, della Caccia e della Pesca.
–     
Gazzetta ufficiale.
–     
Biblioteca del ministero delle Acque, delle Foreste,
della Caccia e della Pesca (MAFCP).
–     
Annuario statistico del settore forestale e
cinegetico dell’MAFCP.
–     
Relazioni annuali dell’amministrazione forestale,
consultabili nelle direzioni centrali o decentrate a livello delle province.
Sulla base delle informazioni
attive e passive, la pubblicazione delle informazioni terrà contro dei dati
relativi ai settori di seguito menzionati.
3. Informazioni giuridiche
–     
Convenzioni e accordi internazionali firmati e
ratificati dalla RCA in materia di protezione delle specie di fauna e flora
protette (CITES e simili), di protezione dei diritti dell’uomo e di popoli
(dichiarazione 61/295 delle Nazioni Unite sui popoli autoctoni, carta africana
dei diritti dell’uomo e dei popoli e simili), di lavoro e impiego, ecc.
–     
L’accordo volontario di partenariato FLEGT (corpo
del testo e relativi allegati).
–     
Decreto di attribuzione di permessi.
–     
Decreto di annullamento di permessi.
–     
Codice forestale e relativi testi normativi.
–     
Codice ambientale e relativi testi normativi.
–     
Codice delle acque e relativi testi normativi.
–     
Codice del lavoro e relativi testi normativi.
–     
Legge finanziaria di ogni esercizio;
–     
Codice generale delle imposte.
–     
Leggi sugli investimenti.
–     
Piano nazionale di convergenza della COMIFAC.
–     
Documento di strategia per la riduzione della
povertà.
–     
Provvedimento che istituisce la commissione di
convalida dei documenti di gestione degli assestamenti forestali (PG e PAA).
Saranno resi pubblici anche i testi normativi
adottati in fase di attuazione.
4. Informazioni sulle procedure di attribuzione
dei titoli
·      PSA
–     
Manuale procedurale di gara per la candidatura al
processo di attribuzione di un PSA.
–     
Bandi di gara relativi all’attribuzione dei
permessi.
–     
Bandi di gara relativi all’assunzione dell’osservatore
indipendente nel processo di attribuzione dei PSA.
–     
Verbali della Commissione mista di attribuzione dei
permessi di sfruttamento e di assestamento.
–     
Provvedimento di istituzione della Commissione
mista di attribuzione dei permessi di sfruttamento e di assestamento.
–     
Elenco dei candidati all’attribuzione dei permessi
di sfruttamento e di assestamento.
–     
Relazione dell’osservatore indipendente sulla
procedura di attribuzione dei PSA.
–     
Elenco dei titoli validi con i nomi delle persone
e/o delle imprese beneficiarie.
–     
Verbali delle riunioni sul rispetto dei diritti
consuetudinari di accesso e di uso delle popolazioni locali e autoctone nelle
concessioni forestali.
·      Foreste di piantagioni
–     
Bandi di gara per lo sfruttamento di piantagioni di
Stato.
–     
Elenco dei candidati allo sfruttamento delle
piantagioni.
–     
Autorizzazioni di sfruttamento delle piantagioni.
–     
Certificato di conformità ambientale.
–     
Elenco delle piantagioni di Stato.
5. Informazioni sull’assestamento
forestale
·      Piano di sfruttamento e di assestamento (PSA)
–     
Relazioni di valutazione ambientale (VIA, audit
ambientali).
–     
Documento del piano di assestamento.
–     
Elenco e superfici totali delle concessioni in
corso di assestamento.
–     
Elenco e superfici totali delle concessioni in
attesa di assestamento.
–     
Norme nazionali di elaborazione dei piani di
assestamento (volumi 1, 2, 3).
·      Piantagione
–     
Bando di gara per valutazioni di impatto
ambientale.
–     
Relazione di valutazione ambientale.
–     
Piano semplice di gestione.
6. Informazioni sulla produzione
–     
Produzione totale annua di legname e suoi derivati
in tutti i PSA in corso di sfruttamento.
–     
Produzione totale annua di legname e suoi derivati
in tutte le piantagioni in corso di sfruttamento.
–     
Volume annuo di legname e suoi derivati per la
trasformazione a livello nazionale per specie, per titolo e per impresa.
–     
Elenco dei paesi destinatari e volumi esportati per
specie, per titolo e per impresa.
–     
Volumi annui di legname.
–     
Volumi annui di legname transitato sul territorio
della RCA e loro provenienza.
–     
Volumi sul mercato centrafricano. 
7. Informazioni sulla trasformazione
–     
Elenco delle imprese di trasformazione autorizzate
operative.
–     
Ubicazione delle unità di trasformazione.
8. Informazioni sul sistema di verifica
della legalità
–     
Meccanismo dell’organo di rilascio della licenza
FLEGT.
–     
Relazione sull’osservazione indipendente della
società civile.
–     
Informazioni relative all’attività forestale e alle
clausole sociali nel piano di gestione (informazioni e carte).
–     
Informazioni a carte relative all’attività
forestale e alle clausole sociali nei piani di attività annuali.
–     
Verbali di constatazione in caso di distruzione di
beni appartenenti alle popolazioni locali e autoctone da parte dell’impresa.
–     
Prove del risarcimento da parte dell’impresa
incriminata.
–     
Relazione delle missioni di controllo dell’amministrazione
forestale.
–     
Casi di non conformità al sistema di licenze FLEGT
nella Repubblica centrafricana e azioni intraprese per porvi rimedio.
9. Informazioni sull’audit indipendente
–     
Relazioni sintetiche di audit periodiche.
–     
Procedura di contestazione dell’audit.
10. Informazioni sul pagamento delle tasse
e dei diritti di concessione forestale 
–     
Affitto annuo. 
–     
Tasse di abbattimento.
–     
Tasse di rimboschimento.
–     
Diritti di uscita.
11. Informazioni sull’organizzazione
istituzionale
–     
Struttura e funzionamento del comitato congiunto
per l’attuazione dell’accordo.
–     
Struttura e funzionamento del comitato nazionale
per il monitoraggio e l’attuazione dell’accordo.
–     
Segretariato tecnico indipendente.
[1]               COM(2003) 251.
[2]               GU C 268 del 7.11.2003, pag. 1.
[3]               GU L 347 del 30.12.2005, pag. 1.
[4]               Documento riservato del Consiglio n. 15102/05.
[5]               GU C […] del […], pag. […].
[6]               COM(2003) 251.
[7]               GU C 268 del 7.11.2003, pag. 1.
[8]               GU C 157E del 6.7.2006, pag. 482.
[9]               GU L [...] del [...], pag. [...].
[10]             GUCE L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
[11]             GUUE L 347 del 30.12.2005, pag. 1.
[12]             COM(2003) 251 def., del 21.5.2003.
[13]             A/RES 62/98 del 31 gennaio 2008.
[14]             GUCE L 302 del 19.10.1992, pag. 38.
[15]             GUCE L 253 del 11.10.1993, pag. 1.
[16]             GUCE L 302 del 19.10.1992, pag. 1.
[17]             Si intende per carico una determinata quantità di legname
e suoi derivati di cui agli allegati II e III del regolamento (CE) n. 2173/2005
accompagnato da una licenza FLEGT, spedito da un paese partner a cura di uno
speditore o trasportatore e presentato a un ufficio doganale per l’immissione
in libera pratica nell’Unione europea.
[18]             L’immissione in libera pratica è un regime doganale dell’Unione
europea. L’immissione in libera
pratica comporta: (1) la riscossione dei dazi dovuti all’importazione; (2) la
riscossione, ove opportuno, di altri oneri, come previsto dalle pertinenti
disposizioni vigenti in materia di riscossione di tali oneri; (3) l’applicazione
delle misure, dei divieti e delle restrizioni di politica commerciale, a meno
che non debbano essere applicati in una fase precedente (nella fattispecie, la
presenza di una licenza FLEGT sarà verificata nell’ambito di tali misure); (4)
l’espletamento delle altre formalità stabilite per l’importazione delle merci.
L’immissione in libera pratica attribuisce la posizione doganale di merce
comunitaria a una merce non comunitaria.
[19]             http://ec.europa.eu/development/policies/9interventionareas/environment/forest/forestry_intro_en.cfm