CELEX: 62003CC0005
Language: it
Date: 2004-10-14 00:00:00
Title: Conclusioni dell'avvocato generale Geelhoed del 14 ottobre 2004. # Repubblica ellenica contro Commissione delle Comunità europee. # FEAOG - Esclusione di alcune spese - Ortofrutticoli - Arance - Premi per animali - Bovini - Ovini e caprini. # Causa C-5/03.

CONCLUSIONI DELL'AVVOCATO GENERALEL.A. GEELHOEDpresentate il 14 ottobre 2004(1)
         Causa C-5/03Repubblica ellenicacontroCommissione delle Comunità europee
            «Decisione della Commissione 5 novembre 2002, 2002/881/CE, che esclude dal finanziamento comunitario alcune spese effettuate
               dagli Stati membri a titolo del Fondo europeo di orientamento e di garanzia agricola (FEAOG), sezione “garanzia”, notificata
               con il n. C(2002) 4127  –  Ortofrutticoli, carni bovine, ovine e caprine»
            
            
      
         
      I – Introduzione
        1.        In questa causa la Repubblica ellenica chiede l’annullamento della decisione della Commissione 5 novembre 2002, 2002/881/CE,
      che esclude dal finanziamento comunitario alcune spese effettuate dagli Stati membri a titolo del Fondo europeo di orientamento
      e di garanzia agricola (FEAOG), sezione «garanzia» 
         			(2)
         		 Il presente ricorso concerne il rifiuto della Commissione di restituire alla Repubblica ellenica un importo per un totale
      di EUR 36 761 035,91 .
      
      
      II – Contesto normativo
        2.        Il contesto normativo riferentesi al finanziamento della politica agricola comune e alla liquidazione dei conti relativi al
      FEAOG è già stato preso esaustivamente in considerazione a più riprese in varie conclusioni e sentenze. Per una disamina approfondita
      di tale contesto normativo rinvio tra l’altro alle conclusioni dell’avvocato generale Jacobs del 22 gennaio 2004 e alla sentenza
      Germania/Commissione 
         			(3)
         		.
      
      
      III – I fatti
        3.        Con la decisione 2002/881 la Commissione ha escluso alcune spese effettuate dagli Stati membri dal finanziamento a carico
      del Fondo. Come risulta dall’art. 1 della decisione 2002/881 e dall’allegato di quest’ultima, sono escluse dal finanziamento,
      quanto alla Repubblica ellenica le seguenti spese:
      
        
      –
         EUR 2 438 896,91 per quanto riguarda il settore ortofrutticolo per gli esercizi 1997-2001,
      
      
        
      –
         EUR 11 352 868 per quanto riguarda i premi per animali, relativi agli esercizi 1999-2001,
      
      
        
      –
         EUR 22 969 271 per quanto riguarda i premi per animali relativi agli esercizi 1998-1999.
      
      
      
      
        4.        Con ricorso depositato in cancelleria il 3 gennaio 2003 la Repubblica ellenica ha chiesto, ai sensi dell’art. 230, n. 1, CE,
      l’annullamento o, in subordine, la modifica della decisione controversa, nella parte in cui trattasi di rettifiche imposte
      relativamente ad aiuti al settore ortofrutticolo e di rettifiche forfettarie imposte relativamente a premi per animali.
      
      
      IV – Aiuti al settore ortofrutticolo
       A – Fatti e procedimento precontenzioso
        5.        Nel corso di visite in Grecia dal 23 al 26 febbraio 1999 e dal 22 al 24 marzo 1999 la Commissione contestava omissioni e gravi
      lacune nella gestione e nel controllo degli aiuti al settore degli agrumi, segnatamente quanto ai seguenti aspetti:
      
        
      –
         prelievo del 3%, ad opera delle associazioni dei produttori, sugli aiuti versati;
      
      
        
      –
         gli aiuti degli aventi diritto vengono corrisposti mediante assegno;
      
      
        
      –
         l’organizzazione di produttori «Dalamanares» non ha riversato l’aiuto a tutti i membri per l’esercizio 1997-1998;
      
      
        
      –
         controlli insufficienti nella distribuzione di determinati agrumi;
      
      
        
      –
         la documentazione relativa al quantitativo di merci distribuite – cosiddetti «documenti di accompagnamento» – non è stata
            conservata.
         
      
      
      
      
        6.        Con lettera 24 ottobre 2001 i servizi della Commissione hanno ufficialmente comunicato alle autorità greche che avevano l’intenzione
      di procedere ad una rettifica finanziaria:
      
      a)
         del 3% dell’aiuto alla trasformazione di arance per gli esercizi 1997-2000, a causa del prelievo del 3% degli aiuti da versare
            agli aventi diritto;
         
      
      
      b)
         del 2% delle richieste della Repubblica ellenica per gli esercizi 1997-1999, a causa di controlli insufficienti da parte della
            Repubblica ellenica.
         
      
      
      
        7.        Con lettera 18 dicembre 2001 le autorità greche hanno sottoposto il caso al loro organo di conciliazione.
      
      
        8.        Nella sua relazione finale 17 aprile 2002 l’organo di conciliazione ha formulato il parere che non era stato possibile ravvicinare
      i punti di vista delle due parti nel termine all’uopo fissato.
       Prelievo del 3%
      
      
        9.        Il governo greco chiede l’annullamento della decisione 2002/881 nella parte in cui con la medesima un importo di EUR 1 815 511,16
      viene escluso dal finanziamento a carico del Fondo. Tale importo corrisponde ad una rettifica del 3% degli aiuti richiesti
      per la trasformazione delle arance dal settembre 1997 al dicembre 2000. Dalla relazione di sintesi risulta che la Commissione
      ha effettuato la rettifica in parola a causa della circostanza che il governo greco sino al 1° gennaio 2001 non ha affatto
      tenuto conto del prelievo sugli aiuti del 3%, ad opera dell’associazione dei produttori, in quanto destinato all’assicurazione.
      
      
        10.      Il governo greco avanza essenzialmente i seguenti argomenti. Esso argomenta in primo luogo che il prelievo contributivo del
      3% rappresenta solo un caso isolato addebitabile ad alcune autorità tributarie le quali non hanno correttamente interpretato
      la direttiva. In secondo luogo esso ha preso diverse misure per portare il divieto di prelievo a conoscenza degli interessati.
      
      
        11.      In subordine il governo greco aggiunge ancora che il periodo cui si estende la rettifica va limitato al marzo 1999 in ragione
      del fatto che la Commissione non ha prodotto alcuna prova relativamente al periodo successivo.
      
      
       B – Valutazione
        12.      A mio avviso codesti argomenti del governo greco non sono affatto concludenti.
      
      
        13.      Il governo greco non ha mai contestato che determinate associazioni di produttori hanno trattenuto il 3% dell’aiuto per i
      contributi assicurativi. Ciò è incompatibile con l’art. 15, n. 2, del regolamento (CE) n. 1169/97 
         			(4)
         		. Il governo greco contesta invero l’importanza di tale prassi. Tuttavia, come la Commissione ha giustamente osservato, le
      decisioni generali adottate dal governo greco quanto al prelievo testimoniano di una portata ben più ampia. Se si fosse trattato
      solo di un caso isolato, il governo greco avrebbe potuto accontentarsi di un atto esclusivamente diretto alle pertinenti autorità
      tributarie locali. Il governo greco non ha neppure prodotto alcun elemento di fatto dimostrante il contrario della portata
      in questione. Dalle decisioni generali presentate non emerge niente nel senso che la prassi del prelievo sia effettivamente
      cessata o che siano stati rimborsati gli importi corrisposti.
      
      
        14.      Quanto all’argomento del governo greco che la prassi del prelievo era cessata alla fine del marzo 1999, si è potuto accertare
      come risulti dalla relazione di sintesi che la verifica del marzo 2000, condotta dalla Corte dei conti, indica il contrario.
      
      
        15.      Sono quindi del parere che la ricorrente non ha dimostrato che la Commissione, procedendo ad una rettifica del 3% per aiuti
      accordati al settore ortofrutticolo, ha erroneamente applicato il diritto. 
       Prelievo del 2%
      
      
        16.      Il governo greco chiede l’annullamento della decisione 2002/881 nella parte in cui un importo di EUR 628 385,75 viene escluso
      dal finanziamento a carico del Fondo. L’importo corrisponde ad una rettifica forfettaria del 2% dell’importo degli aiuti versati
      per gli esercizi 1997/1998 e 1998/1999.
      
      
        17.      La Repubblica ellenica avanza essenzialmente i seguenti argomenti. Essa fa valere in primo luogo che il pagamento di aiuti
      a mezzo assegno non causa al FEAOG alcun pericolo diretto o indiretto di perdita finanziaria. Si richiama all’allegato del
      regolamento (CE) n. 1663/95 
         			(5)
         		, ove viene ammessa la possibilità di pagamento tramite assegno. In secondo luogo, gli aiuti non pagati erano di scarsa importanza
      poiché toccavano soltanto quattro produttori. In terzo luogo il governo greco si stupisce del fatto che la decisione di rettifica
      della Commissione si basi tra l’altro sulla sua supposizione che vi siano state irregolarità nel momento in cui le merci venivano
      accettate per il carico. Da ultimo il governo greco segnala che la conservazione dei documenti di accompagnamento non è prevista
      dalle disposizioni comunitarie.
      
      
       C – Valutazione
        18.      A me pare che i primi due motivi del governo greco non siano affatto concludenti.
      
      
        19.      La ricorrente non contesta in buona sostanza l’accertamento della Commissione con riferimento ai pagamenti avvenuti tramite
      assegno né la constatazione che l’aiuto per l’esercizio 1997/1998 non è stato corrisposto a tutti i membri dell’organizzazione
      di produttori Dalamanares.
      
      
        20.      Come rileva la Commissione, l’art. 15, n. 2, del regolamento n. 1169/97 ha per scopo di garantire che l’aiuto da erogare agli
      aventi diritto venga effettivamente pagato a questi ultimi. Tale disposizione è utile se osservata alla lettera poiché mira
      a impedire frodi ed abusi. Pertanto la sua inosservanza non può trovare alcuna giustificazione nell’eventuale portata della
      medesima. Neppure i suddetti motivi possono venire accolti.
      
      
        21.      Ritengo per contro più solidi il terzo e il quarto motivo del governo greco.
      
      
        22.      Con il suo terzo motivo il governo greco solleva nel merito la questione se la Commissione, oltre al fatto che ricorrono singole
      circostanze accidentali, possa inferirne la conclusione gravida di conseguenze che non si è affatto in presenza di un sistema
      di controllo affidabile ed operativo.
      
      
        23.     È giurisprudenza costante che la Commissione, quando rifiuta di porre determinate spese a carico del FEAOG per violazioni
      di disposizioni comunitarie addebitabili ad uno Stato membro, deve dimostrare l’esistenza di tali violazioni 
         			(6)
         		. La Commissione deve, in altri termini, motivare la sua decisione in cui constata l’assenza di controlli o l’insufficienza
      nei controlli istituiti dallo Stato membro in questione 
         			(7)
         		.
      
      
        24.      La Commissione non deve dimostrare in modo esaustivo l’insufficienza dei controlli effettuati dalle autorità nazionali o l’inesattezza
      dei dati inviati, bensì deve solo fornire la prova di dubbi seri e ragionevoli ch’essa nutre con riguardo ai controlli a alle
      cifre 
         			(8)
         		.
      
      
        25.      Spetta quindi allo Stato membro interessato dimostrare che sono senz’altro soddisfatti i presupposti per ottenere il finanziamento
      rifiutato dalla Commissione 
         			(9)
         		. Lo Stato membro interessato, in altri termini, può confutare le conclusioni della Commissione soltanto poggiando sulla sua
      argomentazione intesa a dimostrare l’esistenza di un sistema di controllo affidabile ed operativo. Se lo Stato membro non
      riesce a dimostrare che le constatazioni della Commissione non sono corrette, allora è lecito sul fondamento delle medesime
      formulare seri dubbi sul fatto che sia stato introdotto un sistema di vigilanza e di controllo adeguato ed efficace 
         			(10)
         		.
      
      
        26.      Tale alleggerimento dell’onere della prova a favore della Commissione si spiega col fatto che lo Stato membro medesimo è maggiormente
      in grado di raccogliere e di verificare i dati necessari alla liquidazione dei conti FEAOG cosicché lo Stato membro ha l’obbligo
      di dimostrare nei dettagli ed integralmente che sono effettivamente posti in essere i controlli necessari, le sue cifre sono
      corrette e, se del caso, sono inesatte le asserzioni della Commissione 
         			(11)
         		.
      
      
        27.      Come risulta dalla giurisprudenza, la Commissione non deve fornire, ai fini di una plausibile descrizione delle irregolarità,
      prove complete. Tuttavia essa deve comunque presentare un complesso di fatti concludenti nella medesima direzione, da cui
      emergano dubbi seri e ragionevoli da essa nutriti con riguardo ai controlli. Tali fatti devono presentare un concatenamento
      tale che sia plausibile trarne la conseguenza che si sono verificate irregolarità.
      
      
        28.      Pertanto, mentre la Commissione deve presentare fatti che segnalino una sistematica negligenza in occasione di controlli su
      misure finanziate dal FEAOG, lo Stato membro deve fornire la prova che le constatazioni della Commissione sono erronee.
      
      
        29.      Nel caso di specie la Commissione ha fondato la prova da cui emergono i seri e ragionevoli dubbi, da essa nutriti, sui fatti
      seguenti. In primo luogo risultava che erano stati respinti due carichi di frutta offerta nelle rispettive stagioni, laddove
      il secondo carico era stato respinto proprio nel momento in cui erano presenti i controllori della Commissione. In secondo
      luogo i rappresentanti delle autorità greche avevano comunicato durante il controllo sul posto ai controllori stessi che per
      la frutta ammaccata o alterata era ammessa una tolleranza rispettivamente del 5% e dell’1%.
      
      
        30.      Da tali fatti non consegue che i controlli intrapresi dallo Stato membro interessato non fossero sostanziali e completi. Non
      sussistono elementi che indichino un’irregolarità. In altre parole una prova sufficiente non può desumersi da singoli fatti
      che, pur considerati nel loro concatenamento, non rendono plausibile che sia sistematicamente mancato un controllo su misure
      finanziate dal FEAOG. In un caso siffatto lo Stato membro, concretamente il governo greco, non deve fornire la prova che le
      conclusioni della Commissione sono inesatte.
      
      
        31.      La Commissione non ha neppure motivato per quale ragione è a suo avviso altamente improbabile che fossero stati respinti soltanto
      due carichi. Essa non ha neppure presentato altri argomenti per la supposizione di irregolarità. 
      
      
        32.      Pertanto la Commissione non ha adempiuto il suo obbligo di presentare una prova tale che ne risultino i dubbi seri e ragionevoli
      da essa nutriti con riguardo ai controlli e non ha quindi osservato le regole probatorie in vigore per la liquidazione delle
      spese del FEAOG.
      
      
        33.      Con il suo quarto motivo il governo greco agisce contro l’obbligo che gli incomberebbe di conservazione dei documenti di accompagnamento.
      
      
        34.      Dalla relazione di sintesi e dalla memoria della Commissione risulta che nella campagna 1997/1998 la maggior parte della aziende
      di trasformazione non ha conservato i documenti di accompagnamento. Secondo i servizi della Commissione, tale documento migliora
      il controllo dei quantitativi di merce forniti. La Commissione fa valere che, alla luce dei dubbi sussistenti al riguardo,
      i documenti di accompagnamento avrebbero potuto essere un utile strumento per esaminare l’affidabilità dei controlli.
      
      
        35.      Tuttavia, la mera circostanza che un’azione determinata avrebbe potuto semplificare la valutazione dei controlli intrapresi
      non la rende obbligatoria. Un obbligo di conservazione dei documenti di accompagnamento non è stato espressamente imposto
      da alcuna disposizione nazionale o comunitaria. La Commissione non ha neppure citato alcuna disposizione comunitaria da cui
      sarebbe potuto derivare un obbligo implicito. La Commissione non può quindi far valere che i documenti di accompagnamento
      avrebbero dovuto essere conservati. Parimenti non poteva ricollegarsi all’inadempimento di tale supposto obbligo di conservazione
      alcuna conseguenza in ordine all’adeguatezza del controllo intrapreso.
      
      
        36.      La Commissione non è stata peraltro in grado di dimostrare che la conservazione dei documenti di accompagnamento sarebbe indispensabile
      per la verifica dei quantitativi indicati di frutta. Essa non chiarisce quale sia a suo parere il valore aggiunto di tali
      documenti di accompagnamento in confronto ai certificati di consegna che, sul fondamento dell’art. 10, n. 2, in combinato
      disposto con l’art. 18, n. 3, lett. d), del regolamento n. 1169/97, vanno rilasciati menzionando tra l’altro il peso lordo
      e il peso netto delle partite indicate.
      
      
        37.      Ritengo quindi fondato tale motivo del governo greco. 
      
      
        38.      Secondo la relazione di sintesi viene escluso il 2% delle domande di finanziamento comunitario poiché il governo greco avrebbe
      mancato di effettuare i controlli. Poiché un inadempimento siffatto non sussiste per due punti, la decisione 2002/881 va dichiarata
      nulla nella parte in cui il 2% delle domande per gli esercizi 1997‑1999 viene escluso dal finanziamento comunitario, dato
      che la motivazione è insufficiente. 
      
      
      V – Pagamento dei premi per i bovini
       A – Fatti e procedimento precontenzioso
        39.      Nel corso di una visita in Grecia dal 10 al 14 aprile 2000, la Commissione constatava le seguenti gravi irregolarità con riguardo
      alla gestione ed al controllo del pagamento di premi per i bovini:
      
        
      –
         le autorità dipartimentali non erano sufficientemente informate sulle modifiche delle disposizioni di attuazione del sistema
            integrato di gestione e di controllo (SIGC);
         
      
      
        
      –
         la banca dati non era completa né operativa 
               			(12)
               		;
         
      
      
        
      –
         i registri delle mandrie bovine erano insufficienti;
      
      
        
      –
         una gran parte dei giovani capi non erano contrassegnati e le nascite non erano iscritte nei registri;
      
      
        
      –
         non erano stati rilasciati i passaporti per i bovini.
      
      
      
      
        40.      In occasione di un secondo controllo da parte dei servizi della Commissione si constatano ancora le seguenti irregolarità:
      
        
      –
         il medesimo funzionario che ha controllato sotto il profilo amministrativo la domanda di aiuto ha proceduto alla selezione
            dei richiedenti da verificare sul posto e ha successivamente condotto egli stesso tale verifica;
         
      
      
        
      –
         insufficiente collaborazione tra i diversi servizi;
      
      
        
      –
         nessun controllo del settore cooperativo;
      
      
        
      –
         non è stata condotta un’analisi sufficiente del rischio;
      
      
        
      –
         i dati statistici sui controlli e sulle sanzioni non erano corretti e sussistevano divergenze quanto alle cifre fornite nelle
            prefetture visitate.
         
      
      
      
      
        41.      Il governo greco chiede l’annullamento della decisione 2002/881 nella parte in cui un importo di EUR 11 352 868 viene escluso
      dal finanziamento a carico del Fondo. Il suddetto importo corrisponde ad una rettifica forfettaria del 10% delle somme richieste
      per i premi per le vacche da latte, il premio speciale per i bovini maschi ed il premio per l’ampliamento per gli esercizi
      1998 e 1999. Dalla relazione di sintesi emerge che la Commissione ha imposto tale rettifica per aver constatato un gran numero
      di irregolarità quanto alla gestione e al controllo del pagamento dei premi per i bovini. Le censure del governo greco relative
      alla rettifica forfettaria del 10% si dividono in tre parti.
       Argomenti relativi alla prima parte
      
      
        42.      La Repubblica ellenica avanza essenzialmente i seguenti argomenti. In primo luogo il governo greco elenca le diverse misure
      da esso adottate per far conoscere agli interessati le disposizioni di attuazione. Vero è, in secondo luogo, che la banca
      dati non è stata messa in funzione per cui i controlli incrociati elettronici dei numeri di identificazione dei bovini non
      hanno avuto luogo, ma i registri aziendali compilati a mano contenevano le indicazioni necessarie alla registrazione di bovini
      nella banca dati. Tali registri sono conformi alla direttiva 92/102/CEE 
         			(13)
         		. In terzo luogo la percentuale di giovani capi non contrassegnati non raggiungeva neppure il 5%. Da ultimo è vero che i passaporti
      erano rilasciati manualmente ma si riferivano a documenti ufficiali contenenti tutte le informazioni, come prescritto dal
      regolamento (CE) n. 2629/97 
         			(14)
         		.
      
      
        43.      A tali argomenti il governo greco aggiunge ancora che certo i regolamenti comunitari impongono l’istituzione del SIGC e del
      sistema di identificazione e registrazione anteriormente al 1° gennaio 1997, ma ciò non impedisce che l’effettiva attuazione,
      il completo sviluppo ed il relativo funzionamento, con decorrenza immediata a livello nazionale, sono ostacolati dalla particolare
      situazione in Grecia, cioè dal fatto che il paese è in prevalenza montagnoso e che gli agricoltori abitano lontano dalle città,
      ragion per cui la formazione e l’istruzione degli allevatori di bestiame all’uso dei procedimenti del SIGC richiedono più
      tempo.
      
      
       B – Valutazione 
        44.      Gli argomenti del governo greco non mi hanno convinto.
      
      
        45.      Come la Commissione ha giustamente rilevato nella sua memoria, le circolari con le istruzioni dettagliate riferentisi alla
      modifica nell’ambito dei procedimenti di controllo da osservare sono state inviate ai controllori solo da due a quattro mesi
      dopo l’entrata in vigore dei regolamenti. Il rilievo del governo greco secondo cui le informazioni necessarie sono state fornite
      ai controllori mi sembra non plausibile e non rappresenta neppure una garanzia che i controlli siano stati effettivamente
      intrapresi in conformità dei nuovi regolamenti.
      
      
        46.      Il governo greco non ha neppure soddisfatto gli obblighi derivanti dal regolamento (CE) n. 820/97 
         			(15)
         		. Come la Commissione ha posto in evidenza, la banca dati non era stata posta in funzione e la normativa sulla registrazione
      dei bovini non si conformava al regolamento n. 820/97. Del pari i registri per i bovini e i passaporti emessi non rispondevano
      ai requisiti prescritti. Parimenti tutti i capi di bestiame non avevano il marchio auricolare entro 20 giorni dalla nascita.
      
      
        47.      La normativa derivante tra l’altro dal regolamento n. 820/97 va rispettata. Le disposizioni del regolamento n. 820/97 vanno
      interpretate ed osservate rigorosamente. Tali disposizioni hanno per scopo, tra l’altro, di migliorare la rintracciabilità
      degli animali cosicché, al manifestarsi di malattie, possa meglio tutelarsi la salute delle persone e degli animali. Pertanto,
      la mancata osservanza delle disposizioni medesime non può trovare giustificazione alcuna in eventuali altre misure che pure
      siano state adottate. Sulla base di tali considerazioni gli argomenti del governo greco vanno respinti.
       Argomento con riguardo alla seconda parte
      
      
        48.      Il governo greco avanza essenzialmente i seguenti argomenti. In primo luogo fa valere che i controlli amministrativi e l’analisi
      del rischio sono stati condotti da controllori diversi da quelli in loco. In secondo luogo è ben vero che lo scambio delle
      relazioni di controllo tra le direzioni per lo sviluppo agricolo e le direzioni veterinarie non è stato possibile sino al
      1999, però esso funziona meglio dal 2000. Inoltre i vari servizi avrebbero emanato insieme una circolare. In terzo luogo non
      è neppure mancata la vigilanza. Invero le domande di aiuto sono state affidate alle associazioni delle cooperative agricole,
      ma sempre sotto la vigilanza ed il controllo rigorosi delle unità dipartimentali responsabili per gli interventi ed i sussidi.
      In quarto luogo la Repubblica ellenica riconosce che l’analisi del rischio non è stata informatizzata, tuttavia l’analisi
      eseguita manualmente era conforme ai criteri esposti nel regolamento (CEE) n. 3887/92 
         			(16)
         		 e alla legislazione nazionale. Durante la fase orale il governo greco ha posto in evidenza che certo sussistevano problemi
      tecnici con riguardo ai dati statistici, ma che le cifre globali sarebbero corrette.
      
      
       C – Valutazione
        49.      A mio parere gli argomenti avanzati dal governo greco non possono essere accolti. 
      
      
        50.      Risulta chiaramente dalla relazioni dei servizi della Commissione che, per carenza di personale, nei nomen Thessaloniki e
      Larissa, una sola persona aveva diversi incarichi per l’espletamento del controllo. Il governo greco non ha fatto valere il
      contrario né fornito prove da cui risulterebbe il contrario. 
      
      
        51.      Anche per quanto riguarda la collaborazione tra i diversi servizi manca una prova siffatta. La circostanza che i servizi abbiano
      emanato una circolare non è in quanto tale una garanzia che gli stessi collaborino a sufficienza. Essa vale tanto meno in
      quanto lo stesso governo greco ha affermato che, sino al 1999, non è stato possibile lo scambio di relazioni di controllo
      tra i servizi. Peraltro il governo greco non ha prodotto alcuna prova che la vigilanza sulle associazioni delle cooperative
      agricole viene effettivamente svolta. Come ha rilevato la Commissione nelle sue memorie, l’organo greco che è in ultima istanza
      responsabile nei confronti del FEAOG e ha l’obbligo di controllare e di verificare tutti i dati relativi alle domande non
      ha potuto fornire alcun elemento da cui risulti che queste ultime vengano controllate.
      
      
        52.      Le autorità greche hanno confermato che le analisi del rischio erano condotte in modo carente. La Commissione ha concluso
      nella sua memoria che lo si sarebbe potuto impedire effettivamente svolgendo in loco il 100% dei controlli sulle domande di
      aiuto. Orbene, poiché nel 1998 ne sono stati effettuati soltanto una percentuale del 65% e nel 1999 una percentuale del 75%,
      va constatato che il governo greco non è stato in grado di impedire la suddetta carenza.
      
      
        53.      Al pari della Commissione, sono del parere che l’affermazione del governo greco con riguardo ai dati statistici non corretti
      è difficile da afferrare. Il governo greco non chiarisce in effetti su un piano generale come abbia controllato, verificato
      e filtrato gli errori nei dati statistici. L’assenza di cifre attendibili con riguardo al controllo porta con sé un grave
      rischio di danno per il commercio comunitario.
      
      
        54.      Date le precedenti considerazioni si deve constatare che gli argomenti avanzati dal governo greco non possono venire accolti.
      
       Argomenti relativi alla terza parte
      
      
        55.      Il governo greco avanza sostanzialmente i seguenti argomenti. Esso addebita alla Commissione di non avere ripreso nella sua
      valutazione gli orientamenti derivanti dal documento 23 dicembre 1997, n. VI/5330/97. La Commissione potrebbe effettuare una
      rettifica forfettaria solo qualora uno Stato membro nell’applicare la normativa comunitaria commetta un inadempimento rilevante
      e qualora a causa di ciò il FEAOG si trovasse esposto ad un rischio reale di perdita finanziaria. Un’interpretazione siffatta
      viene corroborata dal tenore letterale dell’art. 5, n. 2, lett. c), del regolamento (CEE) n. 729/70 
         			(17)
         		, come modificato dal regolamento (CE) n. 1287/95 
         			(18)
         		, secondo quanto afferma il governo greco.
      
      
        56.      In subordine, il governo greco fa valere che il tasso della rettifica finanziaria non è proporzionale alla gravità delle carenze
      accertate. Il governo greco è del parere che le censure della Commissione si riferiscano soltanto ai controlli integrativi
      quali descritti nel documento n. VI/5330/97. Anche qualora non si fosse proceduto integralmente ai controlli essenziali, non
      è giustificata una rettifica del 10% o del 5% se in occasione delle verifiche sul posto da parte della Commissione non si
      è constatato alcun elemento secondo cui il Fondo avrebbe corso un considerevole rischio di danno di portata generale. Pertanto
      le rettifiche intraprese vanno dichiarate nulle oppure ridotte sino al 2%.
      
      
       D – Valutazione
        57.      Gli orientamenti in materia di rettifiche forfettarie sono stabiliti nel documento n. VI/5330/97. Il tasso di rettifica applicato
      dipende dall’importanza degli inadempimenti accertati in occasione dei controlli. La Commissione distingue due tipi di controlli:
      
      
        
      –
         i controlli essenziali sono i controlli fisici ed amministrativi che sono indispensabili per verificare gli elementi essenziali,
            in particolare l’esistenza dell’oggetto della richiesta, la quantità o il numero, i requisiti relativi alla qualità come tra
            l’altro il rispetto dei termini, le condizioni per la raccolta, i periodi di detenzione ecc. Essi sono condotti sul posto
            e si svolgono attraverso il controllo di dati oggettivi come il catasto dei terreni.
         
      
      
        
      –
         I controlli integrativi consistono in misure amministrative indispensabili per il corretto trattamento delle domande, ad esempio
            il rispetto dei termini di presentazione di queste ultime, la verifica che una domanda non venga presentata due volte per
            lo stesso oggetto, l’analisi del rischio, l’applicazione di sanzioni e un controllo adeguato del rispetto delle procedure.
         
      
      
      
      
        58.      Conformemente al documento n. VI/5330/97, la Commissione applica i seguenti tassi di rettifica forfettaria: se uno o più controlli
      essenziali vengono omessi o condotti in modo così carente o sporadico che sulla loro base non si può valutare il seguito dato
      ad una domanda o impedire un’irregolarità, è giustificata la rettifica del 10%, dato che si può ragionevolmente presumere
      che fosse considerevole il rischio di danno generalizzato del Fondo. Se vengono svolti tutti i controlli essenziali, ma il
      numero, la frequenza e l’intensità non erano conformi alle disposizioni, è giustificata una rettifica del 5% dato che si può
      ragionevolmente presumere che non offrano garanzie complete per la regolarità delle domande e che esistesse un considerevole
      rischio per il Fondo. Se lo Stato membro ha effettuato i controlli essenziali in maniera adeguata, ma ha completamente omesso
      uno o più controlli integrativi, è giustificata una rettifica del 2% poiché esisteva per il Fondo un certo rischio di danno
      e la violazione era di carattere meno grave.
      
      
        59.      Dai punti 39 e seguenti emerge, in primo luogo, che il governo greco non ha effettuato o ha effettuato in modo carente tanto
      i controlli essenziali quanto i controlli integrativi. In secondo luogo, esso non ha potuto dimostrare che le valutazioni
      della Commissione non sono corrette o che sussisteva un adeguato ed efficace sistema di vigilanza e di controllo. In terzo
      luogo, il governo greco non ha dimostrato che le irregolarità accertate non avessero avuto alcuna conseguenza o avessero avuto
      solo conseguenze ridotte sul bilancio comunitario. Sono del parere che la Commissione ha applicato il diritto in modo non
      errato facendo valere una rettifica del 10% per gli aiuti concessi nel settore bovino.
      
      
        60.      Propongo quindi di rigettare la domanda del governo greco.
      
      
      VI – La rettifica relativa ai premi per gli ovini e i caprini
       A – Fatti e procedimento precontenzioso
        61.      Nel corso di una visita in Grecia dal 10 al 14 aprile 2000 la Commissione constatava le seguenti irregolarità quanto alla
      normativa per gli ovini e i caprini:
      
        
      –
         mancanza di un sistema permanente di registrazione per i movimenti del bestiame ovino e caprino;
      
      
        
      –
         le statistiche sui controlli non erano corrette ed erano diverse dalle cifre fornite nelle varie prefetture;
      
      
        
      –
         ritardi nell’elaborazione dei dati;
      
      
        
      –
         non era stata svolta alcuna analisi del rischio;
      
      
        
      –
         il luogo di detenzione degli animali non era adeguatamente comunicato;
      
      
        
      –
         le perdite degli animali interessati non erano comunicate alle competenti autorità.
      
      
      
      
        62.      Già nel 1997 e nel 1998 i servizi della Commissione avevano accertato carenze in merito alla normativa sugli ovini e i caprini.
      In seguito a tali fatti furono inviati ispettori nell’aprile 2000 a Thessaloniki e Larissa. Nell’aprile 2001 vennero effettuate
      visite a Kozani ed infine furono visitate Rodopi e Drama. In occasione di tali controlli in loco gli ispettori non riscontrarono
      alcun miglioramento per quanto riguarda gli inadempimenti precedentemente constatati.
      
      
        63.      Il governo greco chiede l’annullamento della decisione 2002/881 nella parte in cui un importo di EUR 22 969 271,00 viene escluso
      dal finanziamento a carico del Fondo. Il suddetto importo corrisponde ad una rettifica forfettaria del 5% delle somme richieste
      per i premi per ovini e caprini (in regioni montagnose o arretrate) per gli esercizi 1998 e 1999. Dalla relazione di sintesi
      emerge che la Commissione ha proceduto a tali rettifiche per il fatto che ha constatato numerose irregolarità con riguardo
      alla normativa sugli ovini e sui caprini 
         			(19)
         		.
       Argomenti
      
      
        64.      Il governo greco avanza sostanzialmente i seguenti argomenti. Esso contesta in primo luogo l’addebito della Commissione secondo
      cui non era constatabile alcun miglioramento con riguardo alla gestione e al controllo. Esso enumera una serie di misure adottate
      per migliorare la situazione esistente 
         			(20)
         		. In secondo luogo il governo greco rileva che i controllori greci sono molti sperimentati e specializzati e non accetta la
      formulazione di alcun dubbio relativo al livello qualitativo del conteggio degli animali. In terzo luogo il governo greco
      fa valere che la vigilanza sulle divisioni per lo sviluppo agricolo va ritenuta sufficiente.
      
      
       B – Valutazione
        65.      A mio avviso gli argomenti avanzati dal governo greco in materia di rifiuto di determinate spese nell’ambito dei premi per
      ovini e caprini non vanno accolti.
      
      
        66.      Come risulta dal controricorso della Commissione – cui la ricorrente non controbatte nella replica –, il sistema di registrazione
      permanente dei movimenti del bestiame non era comunque operativo dal 1995 al 1997. Ciò è in contrasto con l’art. 4, n. 1,
      del regolamento (CEE) n. 2700/93 
         			(21)
         		. Dalla relazione di sintesi emerge che il conteggio degli animali si è svolto in maniera irregolare. Ritengo il mero riferimento
      da parte del governo greco alle buone qualificazioni dei controllori greci non convincente quale prova del fatto che il conteggio
      degli animali si è svolto con regolarità.
      
      
        67.      Inoltre, l’elaborazione dei dati era ritardata, non si procedeva ad una sufficiente analisi del rischio, il luogo di detenzione
      degli animali non era comunicato in modo appropriato e le competenti autorità non erano messe al corrente delle perdite tra
      gli animali in questione. La molteplicità degli argomenti o delle giustificazioni cui sovente ricorre il governo greco in
      merito ad eventuali miglioramenti al riguardo non ne rafforza l’argomentazione, ben al contrario. Le carenze accertate non
      sono eliminate da tali miglioramenti né, tanto meno, dall’argomento del governo greco secondo cui l’attuazione viene aggravata
      dalla particolare situazione in Grecia, cioè dal fatto che codesto paese è prevalentemente montagnoso e che gli agricoltori
      vivono lontano dalle città.
      
      
        68.      Sulla base di tali considerazioni, gli argomenti del governo greco vanno a mio avviso respinti. 
      
       
      VII – Conclusione
        69.      Nella presente causa sono pervenuto alla conclusione che occorre dare ragione alla ricorrente solo su un punto. Poiché il
      ricorso va respinto nei rimanenti punti, la ricorrente va condannata alle spese.
      
      
        70.      Alla luce di tutto quanto precede, propongo alla Corte di:
      
       
      1)
         annullare la decisione della Commissione 5 novembre 2002, 2002/881/CE, che esclude dal finanziamento comunitario alcune spese
            effettuate dagli Stati membri a titolo del Fondo europeo di orientamento e di garanzia agricola (FEAOG), sezione «garanzia»,
            nella parte in cui esclude dal finanziamento comunitario il 2% delle domande di aiuti per il settore ortofrutticolo, da parte
            della Repubblica ellenica, a causa di controlli insufficienti in occasione della distribuzione di determinati agrumi; 
         
      
      
       
      2)
         respingere per il resto il ricorso;
      
      
       
      3)
         condannare la ricorrente alle spese.
      
      
      
       1 –
         
         Lingua originale: l'olandese.
      
      2 –
         
         .  –	GU L 306, pag. 26.
            
         
      
      3 –
         
         Conclusioni dell'avvocato generale Jacobs 22 gennaio 2004 per la sentenza 9 settembre 2004, causa C‑332/01, Grecia/Commissione
            (Racc. pag. I‑0000, punti 4‑9 e 18‑22), e sentenza 4 marzo 2004, causa C‑344/01, Germania/Commissione (Racc. pag. I‑2081,
            punti 2‑14).
            
         
      
      4 –
         
         .  –	Regolamento della Commissione 26 giugno 1997, recante modalità d'applicazione del regolamento (CE) del Consiglio che istituisce
            un regime di aiuti ai produttori di taluni agrumi (GU L 169, pag. 15).
            
         
      
      5 –
         
         Regolamento della Commissione 7 luglio 1995, che stabilisce modalità d'applicazione del regolamento (CEE) n. 729/70 del Consiglio
            per quanto riguarda la procedura di liquidazione dei conti del FEAOG, sezione «garanzia» (GU L 158, pag. 6).
            
         
      
      6 –
         
         V., in particolare, sentenze 19 febbraio 1991, causa C-281/89, Italia/Commissione (Racc. pag. I‑347, punto 19); 6 ottobre
            1993, causa C‑55/91, Italia/Commissione (Racc. pag. I‑4813, punto 13), e 28 ottobre 1999, causa C‑253/97, Italia/Commissione
            (Racc. pag. I‑7529, punto 6).
            
         
      
      7 –
         
         V., in particolare, sentenze 12 giugno 1990, causa C-8/88, Germania/Commissione (Racc. pag. I‑2321, punto 23); 6 marzo 2001,
            causa C‑278/98, Paesi Bassi/Commissione (Racc. pag. I‑1501, punto 39), e 8 maggio 2003, causa C‑349/97, Spagna/Commissione
            (Racc. pag. I‑3851 punto 46).
            
         
      
      8 –
         
         V., in particolare, sentenze 10 novembre 1993, causa C-48/91, Paesi Bassi/Commissione (Racc. pag. I‑5611, punto 17); 21 gennaio
            1999, causa C‑54/95, Germania/Commissione (Racc. pag. I‑35, punto 35); 22 aprile 1999, causa C‑28/94, Paesi Bassi/Commissione
            (Racc. pag. I‑1973, punto 40); 6 marzo 2001, Paesi Bassi/Commissione (cit. nota 7, punto 40); 20 settembre 2001, causa C‑263/98,
            Belgio/Commissione (Racc. pag. I‑6063, punto 36), e 8 maggio 2003, Spagna/Commissione (cit. nota 7, punto 47). 
            
         
      
      9 –
         
         V., in particolare, sentenze 24 marzo 1988, causa 347/85, Regno Unito/Commissione (Racc. pag. 1749, punto 14); 10 novembre
            1993, Paesi Bassi/Commissione (cit. nota 8, punto 16), e 20 settembre 2001, Belgio/Commissione (cit. nota 8, punto 36). 
            
         
      
      10 –
         
         V. sentenze 28 ottobre 1999, Italia/Commissione (cit. nota 6, punto 7), e 8 maggio 2003, Spagna/Commissione (cit. nota 7,
            punto 48).
            
         
      
      11 –
         
         V., in particolare, sentenze 10 novembre 1993, Paesi Bassi/Commissione (cit. nota 8, punto 17); 21 gennaio 1999, Germania/Commissione
            (cit. nota 8, punto 35); 18 marzo 1999, causa C‑59/97, Italia/Commissione (Racc. pag. I‑1683, punto 55); 6 marzo 2001, Paesi
            Bassi/Commissione (cit. nota 7, punto 41); 20 settembre 2001, Belgio/Commissione (cit. nota 8, punto 37); 24 gennaio 2002,
            causa C‑118/99, Francia/Commissione (Racc. pag. I‑747, punto 37), e 8 maggio 2003, Spagna/Commissione (cit. nota 7, punto 49).
            
         
      
      12 –
         
         I controlli elettronici incrociati dei numeri di identificazione dei bovini non hanno avuto luogo.
            
         
      
      13 –
         
         Direttiva del Consiglio 27 novembre 1992 relativa alla registrazione e all'identificazione degli animali (GU L 355, pagg. 32‑36).
            
         
      
      14 –
         
         Regolamento della Commissione 29 dicembre 1997, che stabilisce modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 820/97 del
            Consiglio per quanto riguarda i marchi auricolari, il registro delle aziende e i passaporti previsti dal sistema di identificazione
            e di registrazione dei bovini (GU L 354, pagg. 19‑22).
            
         
      
      15 –
         
         Regolamento del Consiglio 21 aprile 1997, che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione dei bovini e relativo
            all'etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine (GU L 117, pagg. 1‑8).
            
         
      
      16 –
         
         Regolamento della Commissione 23 dicembre 1992, recante modalità di applicazione del sistema integrato di gestione e di controllo
            relativo a taluni regimi di aiuti comunitari (GU L 391, pagg. 36‑45).
            
         
      
      17 –
         
         Regolamento del Consiglio 21 aprile 1970, relativo al finanziamento della politica agricola comune (GU L 94, pagg. 13‑18).
            
         
      
      18 –
         
         Regolamento del Consiglio 22 maggio 1995, che modifica il regolamento (CEE) n. 729/70 relativo al finanziamento della politica
            agricola comune (GU L 125, pagg. 1‑4).
            
         
      
      19 –
         
         Regolamento (CE) del Consiglio 17 dicembre 2003, n. 21/2004, che istituisce un sistema di identificazione e di registrazione
            degli animali delle specie ovina e caprina e che modifica il regolamento (CE) n. 1782/2003 e le direttive 92/102/CEE e 64/432/CEE
            (GU L 5, pagg. 8‑17).
            
         
      
      20 –
         
         In primo luogo, esso ha informato gli allevatori del fatto che avevano l'obbligo di tenere disponibile un registro aziendale
            nonché dei requisiti che doveva soddisfare un registro siffatto. In secondo luogo, è stato elaborato un progetto di legge
            diretto ad infliggere sanzioni agli allevatori ovini e caprini che non contrassegnano i loro animali. Inoltre, le autorità
            greche hanno iniziato a mettere in funzione un nuovo modello di marchio auricolare, in cui in futuro dovrà figurare il numero
            di registrazione di ogni animale nato.
            
         
      
      21 –
         
         Regolamento (CE) della Commissione 30 settembre 1993, n. 2700, che stabilisce le modalità di applicazione del premio ai produttori
            di carni ovine e caprine (GU L 245, pag. 99‑102).