CELEX: 52013PC0117
Language: it
Date: 2013-03-05
Title: Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che chiude la riapertura parziale dell'inchiesta antidumping riguardante le importazioni di etanolamina originaria degli Stati Uniti d'America e che chiude il riesame in previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, nonché il riesame intermedio parziale a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) 1225/2009

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		52013PC0117
		
			Proposta di REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO che chiude la riapertura parziale dell'inchiesta antidumping riguardante le importazioni di etanolamina originaria degli Stati Uniti d'America e che chiude il riesame in previsione della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, nonché il riesame intermedio parziale a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE) 1225/2009 /* COM/2013/0117 final - 2013/0070 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
La presente proposta riguarda l'applicazione
del regolamento (CE) n. 1225/2009 del Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo
alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non
membri della Comunità europea ("regolamento di base"), nel
procedimento antidumping concernente le importazioni di etanolamina originaria
degli Stati Uniti d'America ("USA").
Contesto generale
La presente proposta viene presentata nel
contesto dell'attuazione del regolamento di base ed è il risultato di
un'inchiesta svolta in conformità agli obblighi sostanziali e procedurali di
tale regolamento.
Disposizioni vigenti nel settore della
proposta
Il regolamento (UE) n. 54/2010 (GU L 17 del
22.10.2010, pag. 1) aveva istituito misure definitive.
Coerenza con altri obiettivi e politiche
dell'Unione
Non pertinente.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
Le parti interessate coinvolte nel
procedimento hanno avuto la possibilità di difendere i propri interessi durante
l'inchiesta in conformità di quanto disposto dal regolamento di base.
Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario consultare esperti
esterni.
Valutazione d'impatto
La presente proposta è il risultato
dell'applicazione del regolamento di base.
Il regolamento di base non contiene
disposizioni sulla valutazione generale d'impatto, ma comprende un elenco
completo delle condizioni da valutare.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Sintesi delle misure proposte
Il 19 gennaio 2010, in seguito ad una terza
inchiesta di riesame in previsione della scadenza, i dazi antidumping sulle
importazioni di etanolamina originaria degli USA sono stati prorogati per altri
due anni con il regolamento (UE) n. 54/2010 del Consiglio. Il 21 gennaio 2012
la Commissione ha avviato un riesame in previsione della scadenza. L'11 aprile
2012 è stato avviato un riesame intermedio parziale limitato al dumping per
quanto riguarda Dow Chemical Company. Con sentenza dell'8 maggio 2012 il
Tribunale ha annullato il regolamento del Consiglio per quanto riguarda Dow
Chemical Company. Il 18 ottobre 2012 la Commissione ha pubblicato un avviso di
riapertura parziale, unicamente ai fini dell'esecuzione della sentenza del
Tribunale, dell'inchiesta antidumping riguardante le importazioni di
etanolamina originaria degli Stati Uniti d'America.
L'allegata proposta di regolamento del
Consiglio si basa sui risultati che hanno indotto la Commissione a concludere
che, secondo quanto accertato dalla terza inchiesta di riesame in previsione
della scadenza, le istituzioni non potevano concludere che, durante il periodo
dell'inchiesta di riesame (PIR), il dumping era continuato, né che fosse
probabile la sua persistenza. Inoltre le istituzioni avrebbero anche dovuto
concludere che non sussisteva la probabilità di reiterazione del dumping.
Si propone pertanto che il Consiglio adotti
l'allegata proposta di regolamento che abroga le misure antidumping in vigore
sull'etanolamina originaria degli USA. Il regolamento deve essere pubblicato
entro il 10 aprile 2013, ovvero dodici mesi dopo l'apertura del riesame
intermedio.
Base giuridica
Regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea.
Principio di sussidiarietà
La proposta è di competenza esclusiva
dell'Unione Europea. Il principio di sussidiarietà pertanto non si applica.
Principio di proporzionalità
La proposta rispetta il principio di
proporzionalità per le ragioni esposte di seguito.
Il tipo di intervento è descritto nel
summenzionato regolamento di base e non consente decisioni a livello nazionale.
Non è necessario indicare il modo per ridurre
al minimo e adeguare all'obiettivo della proposta l'onere finanziario e
amministrativo a carico dell'Unione, dei governi nazionali, degli enti locali e
regionali, degli operatori economici e dei cittadini.
Scelta dello strumento
Strumento proposto: regolamento.
Altri strumenti non sarebbero adeguati per il
seguente motivo:
il regolamento di base non prevede opzioni
alternative.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
Nessuna.
2013/0070 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DI ESECUZIONE DEL CONSIGLIO
che chiude la riapertura parziale
dell'inchiesta antidumping riguardante le importazioni di etanolamina
originaria degli Stati Uniti d'America e che chiude il riesame in previsione
della scadenza a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, nonché il riesame
intermedio parziale a norma dell'articolo 11, paragrafo 3, del regolamento (CE)
1225/2009 
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, 
visto il trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, 
visto il regolamento (CE) n. 1225/2009 del
Consiglio, del 30 novembre 2009, relativo alla difesa contro le importazioni
oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea[1] ("il
regolamento di base"), in particolare l'articolo 9, paragrafo 2,
l'articolo 11, paragrafo 2 e l'articolo 11, paragrafo 3,
vista la proposta presentata dalla Commissione
europea ("la Commissione") dopo aver sentito il comitato consultivo, 
considerando quanto segue:
1.           PROCEDIMENTO
1.1.        Misure in vigore
(1)       Il 2 febbraio 1994, con
regolamento (CE) n. 229/94[2]
("il regolamento iniziale"), il Consiglio ha istituito dazi antidumping
definitivi sulle importazioni di etanolamina (prodotto in esame) originaria
degli Stati Uniti d'America ("USA"). Il 20 luglio 2000, in seguito ad
un'inchiesta di riesame in previsione della scadenza, le suddette misure sono
state estese per cinque anni con il regolamento (CE) n. 1603/2000 del Consiglio[3]
("regolamento del primo riesame in previsione della scadenza").
(2)       Il 23 ottobre 2006, in
seguito alla seconda inchiesta di riesame in previsione della scadenza, le
misure sono state estese per altri cinque anni con il regolamento (CE) n.
1583/2006 del Consiglio[4]
("regolamento del secondo riesame in previsione della scadenza"). 
(3)       Il 19 gennaio 2010, in
seguito ad una terza inchiesta di riesame in previsione della scadenza, i dazi
antidumping sulle importazioni di etanolamina originaria degli USA sono stati
prorogati per altri due anni con il regolamento (UE) n. 54/2010 del Consiglio[5]
("regolamento del terzo riesame in previsione della scadenza"). 
(4)       Il 9 aprile 2010 la società
Dow Chemical ha presentato un ricorso diretto all'annullamento parziale del
regolamento di esecuzione del Consiglio (UE) n. 54/2010 del 19 gennaio 2010.
(5)       Il 12 marzo 2011 la
Commissione ha pubblicato un avviso di imminente scadenza nella Gazzetta
ufficiale[6].

(6)       In seguito ad una richiesta
presentata da BASF AG, Ineos Europe AG e Sasol Germany GmbH ("l'industria
dell'Unione"), il 21 gennaio 2012 la Commissione ha aperto un riesame in
previsione della scadenza ("quarto riesame in previsione della scadenza")[7]. 
(7)       L'11 aprile 2012[8] è stato
avviato un riesame intermedio parziale limitato al dumping per quanto riguarda
Dow Chemical Company.
(8)       Con sentenza dell'8 maggio
2012 nella causa T-158/10[9]
("la sentenza") il Tribunale ha annullato il regolamento del terzo
riesame in previsione della scadenza nelle sue parti riguardanti Dow Chemical,
in seguito al ricorso presentato[10]
il 9 aprile 2010. 
1.2.        Riapertura parziale
(9)       A seguito della sentenza del
Tribunale dell'8 maggio 2012, è stato pubblicato un avviso[11] sulla
riapertura parziale della terza inchiesta di riesame in previsione della
scadenza riguardante le importazioni di etanolamina originaria degli USA. La
riapertura era limitata all'esecuzione della sentenza del Tribunale in merito
alla determinazione della probabilità di persistenza o di reiterazione del
dumping durante il PIR e della capacità di produzione inutilizzata di
etanolamina negli USA.
(10)     Nel suddetto avviso si
informavano le parti del fatto che, tenuto conto della sentenza del Tribunale,
le importazioni nell'Unione europea di etanolamina fabbricata da Dow Chemical
non erano più soggette ai dazi antidumping istituiti dal regolamento del terzo
riesame in previsione della scadenza e che si doveva procedere al rimborso o
allo sgravio dei dazi antidumping definitivi versati a norma di tale
regolamento sulle importazioni di etanolamina, nel rispetto della
regolamentazione doganale applicabile.
(11)     La Commissione ha
ufficialmente informato della riapertura parziale dell'inchiesta i produttori
esportatori, gli importatori e gli utilizzatori notoriamente interessati,
nonché l'industria dell'Unione. Alle parti interessate è stata data la
possibilità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di chiedere
un'audizione entro il termine fissato nell'avviso.
(12)     Tutte le parti che ne hanno
fatto richiesta entro il termine sopraindicato dimostrando di avere particolari
motivi per chiedere un'audizione hanno avuto l'opportunità di essere sentite.
(13)     Sono state ricevute
osservazioni da due produttori esportatori, tre produttori dell'Unione e un
utilizzatore del prodotto in esame.
2.           ESECUZIONE DELLA SENTENZA DEL
TRIBUNALE
2.1.        1. Osservazione preliminare
(14)     Si ricorda che il motivo
dell'annullamento del regolamento impugnato era la sentenza del Tribunale
secondo la quale il regolamento del terzo riesame in vista della scadenza
conteneva due errori di valutazione: i) aver ritenuto che il dumping
persistesse durante il periodo dell'inchiesta di riesame ("PIR") e
quindi, in base a tale dato, aver considerato probabile il futuro persistere
del dumping; ii) aver valutato pari a 60 000 tonnellate la capacità di
produzione inutilizzata di etanolamina negli Stati Uniti.
2.2.        Osservazioni
delle parti interessate
(15)     L'industria
dell'Unione ha riconosciuto che la sentenza del Tribunale metteva in
discussione le metodologie impiegate dalle istituzioni per quantificare la
capacità di produzione inutilizzata negli USA. Tuttavia l'industria dell'Unione
ha sostenuto che, basando la capacità di produzione effettiva sul 90% della capacità
nominale totale, come avevano fatto le istituzioni, si ottiene un risultato
estremamente conservativo, dato che per le imprese è comune e accettato il
fatto di eccedere la capacità nominale totale. Basandosi su dati di mercato
pubblicati, presumibilmente provenienti da PCI Xylenes & Polyesters
("PCI"), l'industria dell'Unione ha concluso che vi era
effettivamente una capacità inutilizzata nel 2008 e negli anni successivi. 
(16)     Inoltre
l'industria dell'Unione ha ritenuto che le condizioni di mercato non fossero
cambiate sostanzialmente dopo la pubblicazione del regolamento del terzo
riesame in previsione della scadenza e ha citato varie ragioni a sostegno della
probabilità di reiterazione del dumping. Tra tali ragioni l'industria
dell'Unione ha menzionato il fatto che, dopo il PIR, la capacità di produzione
degli USA ha continuato ad essere superiore alla domanda interna; le
sostanziali espansioni della capacità di produzione nei paesi terzi dopo il
2009, che avrebbero reso i mercati di esportazione degli USA sempre più
autosufficienti; l'esistenza di misure antidumping istituite o di prossima
istituzione nei paesi terzi; l'aumento della capacità di produzione di MEG
(glicole monoetilenico) dal 2009 in poi; e la proposta, negli USA, di includere
talune etanolamine nell'elenco dei prodotti ad effetti potenzialmente nocivi
per la salute, che potrebbe avere un impatto sul consumo interno. 
(17)     Dow
Chemical ha espresso dubbi in merito alla legittimità della riapertura
dell'inchiesta affermando che il regolamento di base non contempla disposizioni
specifiche che la consentano. Il suddetto produttore esportatore ha inoltre
sostenuto che la riapertura sarebbe in contrasto con il termine di quindici
mesi previsto dall'articolo 11, paragrafo 5, del regolamento di base per il
completamento delle inchieste di riesame.
(18)     Secondo
Dow Chemical la sentenza del Tribunale non richiederebbe misure di esecuzione e
la Commissione non potrebbe porre rimedio dal punto di vista legale agli
aspetti del regolamento impugnato, dato che ognuno dei motivi sostanziali che
hanno determinato l'adozione del regolamento è stato o annullato dal Tribunale
o impugnato. Dow Chemical ritiene quindi che l'unico modo legale di porre
rimedio a tali aspetti del regolamento del terzo riesame in previsione della
scadenza consista nell'abrogare le misure esistenti. 
(19)     Un utilizzatore dell'UE,
Stepan Europe ("Stepan") ha osservato che l'unica conseguenza
giuridica possibile della sentenza consisteva nella revoca delle misure
istituite con il regolamento del terzo riesame in previsione della scadenza,
dato che tali misure erano state istituite sulla base di un'analisi errata.
Opinioni simili sono state espresse dal produttore esportatore Huntsman
Petrochemical Corporation LLC ("Huntsman"). Infatti, Stepan e
Huntsman hanno affermato che, secondo il Tribunale, durante il PIR il margine
di dumping a livello nazionale era negativo e che pertanto non si poteva
provare la persistenza del dumping. Secondo Stepan le istituzioni avrebbero
quindi dovuto esaminare se esisteva la probabilità di reiterazione del dumping,
ma il regolamento del terzo riesame in previsione della scadenza non interviene
in proposito. 
(20)     Inoltre Stepan ha sottolineato
che, se il concetto di persistenza del dumping venisse interpretato in
relazione a una singola società, le istituzioni avrebbero dovuto concludere che
per Dow Chemical non sussisteva il persistere del dumping, in quanto, secondo
il Tribunale, tale società rappresentava oltre l'85% di tutte le importazioni
dagli USA; in base a questo dato le istituzioni avrebbero dovuto verificare se
vi fosse la probabilità di reiterazione del dumping da parte di Dow Chemical.
Per quanto riguarda gli altri esportatori, la presenza del dumping era invece
stata accertata e quindi le istituzioni avrebbero dovuto stabilire se vi fosse
la probabilità di persistenza del dumping. L'analisi della probabilità di
persistenza del dumping era basata prevalentemente, secondo Stepan, su una
capacità inutilizzata a livello nazionale negli USA pari a 60 000
tonnellate. Viste le conclusioni del Tribunale secondo le quali le istituzioni
avevano valutato erroneamente la capacità inutilizzata negli USA e dato che,
secondo Stepan, la capacità inutilizzata si avvicinava piuttosto ad un massimo
di 8 000 tonnellate, non era più possibile sostenere che per gli altri
esportatori sussistesse la probabilità di persistenza del dumping. Le
istituzioni avrebbero dovuto anche esaminare e stabilire la probabilità di
reiterazione del dumping. 
(21)     Anche l'analisi di Huntsman si
basa sul presupposto, confermato dalla sentenza del Tribunale, che durante il
PIR negli USA non vi era capacità inutilizzata e che era quindi improbabile che
maggiori quantitativi di etanolamina sarebbero stati esportati nell'UE su tale
base. Secondo Huntsman era pertanto inutile esaminare altri fattori, quali
l'impatto delle misure di difesa commerciale sui paesi terzi, il possibile
andamento della domanda negli USA e su altri mercati o la pressione al ribasso
dei prezzi. Inoltre Huntsman ha affermato che, alla luce delle conclusioni del
Tribunale in merito all'assenza di capacità inutilizzata negli USA durante il
PIR, la Commissione non poteva più riesaminare la probabilità di reiterazione
del dumping e del pregiudizio, né concludere nel quadro della riapertura
parziale che esistesse la probabilità di reiterazione del dumping
pregiudizievole. Se tuttavia la Commissione fosse in grado di riesaminare la
probabilità di reiterazione del dumping e del pregiudizio, secondo Huntsman non
vi sarebbero prove atte a dimostrare che sarebbero rispettate le prescrizioni
dell'articolo 11, paragrafo 2, del regolamento di base. Per quanto riguarda la
probabilità di reiterazione del dumping Huntsman ha sostenuto che, basandosi
sulla conclusione secondo la quale durante il PIR Dow Chemical, di gran lunga
il maggiore esportatore, non aveva praticato dumping, non esisteva probabilità
di reiterazione del dumping a livello nazionale dopo il PIR in caso di revoca
delle misure antidumping. 
(22)     Secondo Huntsman la
reiterazione del pregiudizio sarebbe improbabile vista l'assenza di capacità di
produzione inutilizzata, che lascia pochissimo spazio ad eventuali incrementi
delle esportazioni verso l'UE dopo il PIR. Huntsman ha sostenuto che tale
conclusione è comprovata dal fatto che, secondo la relazione di SRI,[12] la
crescita prevista dei consumi negli USA non differisce sostanzialmente da
quella sugli altri mercati.
(23)     Huntsman ha affermato che, se
l'industria dell'Unione avesse subito pregiudizio, la causa risiederebbe negli
effetti della crisi economica e non nelle importazioni dagli USA.
L'inasprimento dell'impatto negativo della crisi dovuto alle importazioni non
consente di concludere che esista la probabilità di reiterazione del
pregiudizio a causa delle suddette importazioni. 
2.3.        Analisi delle osservazioni
(24)     Per quanto riguarda la
supposta illegittimità della riapertura (considerando 17 e 18), si rammenta che
nella causa C-458/98 P ("sentenza IPS") la Corte ha riconosciuto che,
in casi in cui un procedimento consista in più fasi amministrative,
l'annullamento di una di queste fasi non annulla il procedimento nel suo
complesso. Il procedimento antidumping è un esempio di procedimento
comprendente più fasi. Di conseguenza, l'annullamento del regolamento di
modifica per quanto riguarda una parte non implica l'annullamento dell'intero
procedimento precedente l'adozione di tale regolamento[13].
Inoltre, ai sensi dell'articolo 266 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea (TFUE), le istituzioni dell'Unione sono tenute a dare esecuzione alla
sentenza. Alla luce di quanto detto, l'affermazione che non esista una base
giuridica per la riapertura parziale di un'inchiesta di riesame è stata
ritenuta ingiustificata. 
(25)     Altrettanto vale per
l'affermazione che introdurre scadenze per la conclusione delle inchieste
antidumping impedisce alla Commissione di estendere l'inchiesta oltre il
termine previsto di quindici mesi (considerando 17 precedente). Questo termine
è da considerarsi non pertinente all'esecuzione di una sentenza della Corte.
Esso si riferisce infatti soltanto all'ultimazione dell'inchiesta iniziale di
riesame, dalla data d'apertura dell'inchiesta alla data dell'azione finale, e
non riguarda le misure ulteriori che possono eventualmente essere prese, ad
esempio a seguito di un controllo giurisdizionale. Se venisse accolta tale
affermazione per le istituzioni non sarebbe più possibile tenere conto delle
conclusioni del Tribunale (come prescrive l'articolo 266 TFUE). Di fatto, le
sentenze del Tribunale pervengono sempre dopo la scadenza del termine per
l'inchiesta. Va notato inoltre che qualsiasi altra interpretazione
significherebbe che, ad esempio, un'azione legale condotta con successo da una
parte sarebbe senza effetto pratico per tale parte se la scadenza del termine
di chiusura dell'inchiesta iniziale non permettesse di dare esecuzione a una
sentenza del Tribunale. Ciò sarebbe contrario al principio secondo cui tutte le
parti hanno il diritto a un effettivo controllo giurisdizionale.
(26)     Per quanto riguarda l'affermazione
che la Commissione non sarebbe in grado di porre rimedio dal punto di vista
legale agli errori di valutazione individuati nel regolamento impugnato e che
l'unico modo di eseguire la sentenza consiste nell'abrogare le misure esistenti
(considerando 18 precedente), va osservato quanto segue. Il Tribunale ha già
stabilito che l'annullamento di un regolamento implica anche la possibilità di
porre rimedio agli aspetti del regolamento di modifica che ne hanno determinato
l'annullamento, lasciando immutate le parti non impugnate, che non sono oggetto
della sentenza, come sostenuto nella sentenza IPS. Le istituzioni sono quindi
tenute a rispettare non solo il dispositivo della sentenza, ma anche la
motivazione da cui quest'ultima discende e che ne costituisce il sostegno
necessario, nel senso che è indispensabile per determinare il senso esatto di
quanto è stato dichiarato nel dispositivo[14]. Il procedimento diretto a sostituire la
misura illegittima può così essere ricominciato[15]. Di
conseguenza, anche questo punto è ritenuto ingiustificato.
(27)     Il Tribunale, come già
osservato da Stepan e Huntsman (cfr. considerando 19), ha constatato che,
durante l'inchiesta che ha portato all'adozione del regolamento del terzo
riesame in previsione della scadenza, le istituzioni non potevano giungere alla
conclusione che il dumping era continuato durante il PIR, né che vi fosse la
probabilità di persistenza del dumping. L'ampia maggioranza delle importazioni
dagli USA, che come osservato dal Tribunale per oltre l'85% provenivano da Dow
Chemical, erano entrate nell'Unione a prezzi non di dumping. Inoltre la
situazione avrebbe dovuto far concludere che il margine medio ponderato per le
importazioni del prodotto in questione originario degli USA era negativo. Il
Tribunale ha concluso che le istituzioni avevano quindi l'obbligo di provare la
probabilità di reiterazione del dumping[16]. 
(28)     L'analisi della probabilità di
reiterazione del dumping è in tal caso, come riconosciuto esplicitamente o
implicitamente da tutte le parti interessate, connessa al calcolo della
capacità di produzione inutilizzata negli USA. Talune parti interessate
sostengono che il Tribunale ha confermato che durante il PIR non vi era
significativa capacità di produzione inutilizzata negli USA. Secondo il Tribunale
la metodologia di calcolo con cui era stato ottenuto il risultato di
60 000 tonnellate di capacità di produzione inutilizzata di etanolamina
durante il PIR era poco chiara ed il risultato di 60 000 tonnellate era in
contrasto con le prove sulle quali ci si era basati nel caso in questione[17].
(29)     Come indicato nel considerando
15, l'industria dell'Unione ha osservato che, secondo i dati del PCI, nel 2008
vi sarebbe stata a livello nazionale una capacità inutilizzata superiore a
60 000 tonnellate. Si osserva tuttavia che, nel calcolo presentato
dall'industria dell'Unione, era stata utilizzata la capacità di produzione
totale degli USA, senza adeguarla riducendola al 90%. 
(30)     Per
quanto riguarda le affermazioni relative al calcolo della capacità inutilizzata
durante il PIR, si rammenta che due produttori esportatori hanno collaborato
alla terza inchiesta di riesame in previsione della scadenza. Da tale inchiesta
è risultato che INEOS Oxide LLC (di seguito "INEOS") non aveva
capacità inutilizzate durante il PIR, mentre Dow Chemical ne aveva. Dalle
informazioni verificate risulta che Dow Chemical non ha fatto ricorso alla sua
capacità inutilizzata per effettuare esportazioni a basso prezzo durante il
PIR, pur avendo potuto farlo visti i bassi livelli delle misure se espresse in
equivalente ad valorem. 
(31)     Inoltre
le società che hanno collaborato, Dow Chemical e INEOS, durante il PIR hanno
effettuato insieme il 91,6% delle esportazioni dagli USA verso l'UE. Le
esportazioni complessive di Dow Chemical e INEOS ammontavano a 30 000 –
35 000 tonnellate; le esportazioni delle società che non hanno collaborato
non hanno superato le 3 000 – 4 000 tonnellate. Il margine di dumping
a livello nazionale durante il PIR era molto modesto e le importazioni dalle
società che non hanno collaborato hanno rappresentato meno dell'1% del mercato
UE. Per motivi di riservatezza le cifre di cui sopra sono indicate in forma di
fasce numeriche o senza riportare cifre esatte.
(32)     Come indicato nel considerando 16,
l'industria dell'Unione ha fatto riferimento a vari fattori in base ai quali, a
suo avviso, dopo il 2008 era ancora probabile la reiterazione del dumping.
Tuttavia le condizioni di mercato non sono cambiate sostanzialmente dopo la
pubblicazione del regolamento del terzo riesame in previsione della scadenza.
Tali circostanze sono riconosciute anche dall'industria dell'Unione. Occorre
tuttavia osservare che, come indicato nei considerando 30 e 31, visto il basso
livello delle misure, l'assenza di capacità inutilizzata di INEOS e l'assenza
di dumping da parte di Dow Chemical, non vi sono segnali del fatto che
l'abrogazione delle misure possa modificare la situazione.
(33)     Un produttore esportatore ha
osservato che il terzo riesame in previsione della scadenza non avrebbe dovuto
concludersi con l'istituzione di misure tramite il regolamento 54/2010. Il
produttore esportatore ha chiesto l'abrogazione delle misure con effetto
retroattivo affinché tutti i dazi versati dall'entrata in vigore del
regolamento 54/2010 siano rimborsati a tutti gli importatori che li hanno
debitamente corrisposti. 
(34)     La richiesta è respinta in
quanto anche produttori esportatori diversi da Dow Chemical potrebbero aver
presentato ricorso diretto all'annullamento del regolamento, che è stato
annullato solo per le parti riguardanti il ricorrente, ovvero Dow Chemical. Di
conseguenza, secondo il principio della certezza del diritto e secondo la
giurisprudenza del Tribunale[18],
il regolamento è diventato definitivo per quanto riguarda gli altri produttori
esportatori.
2.4.        Conclusione
(35)     Tenuto conto delle
osservazioni delle parti e della loro analisi, si è concluso che l'esecuzione
della sentenza del Tribunale implica che, durante l'inchiesta che ha
determinato l'adozione del regolamento n. 54/2010, le istituzioni non hanno
potuto concludere che il dumping fosse continuato durante il PIR, né che vi
fosse la probabilità di persistenza del dumping. Inoltre le istituzioni
avrebbero anche dovuto concludere che non sussisteva la probabilità di
reiterazione del dumping.
(36)     Sulla base di quanto finora
illustrato, il dazio antidumping sull'etanolamina non avrebbe dovuto essere
istituito nuovamente. Per quanto concerne Dow Chemical, va ricordato che la
sentenza del Tribunale nella causa T-158/10 ha già annullato il regolamento di
esecuzione del Consiglio (UE) n. 54/2010 per le parti che riguardano tale
società. Di conseguenza, per motivi di chiarezza, è opportuno sottolineare che,
per quanto riguarda le importazioni di etanolamina proveniente da Dow Chemical,
i dazi antidumping non sono più in vigore a partire dalla data di entrata in
vigore del regolamento di esecuzione del Consiglio (UE) n. 54/2010 (ovvero dal
23 gennaio 2010).
3.           QUARTO RIESAME IN PREVISIONE
DELLA SCADENZA
(37)     In considerazione di quanto
illustrato finora, in particolare del considerando 35, si ritiene che il quarto
riesame in previsione della scadenza debba essere chiuso senza istituire dazi.
Per quanto riguarda Dow Chemical, il quarto riesame in previsione della
scadenza è stato privato del suo obiettivo dalla sentenza del Tribunale dell'8
maggio 2012 e non esiste base giuridica per la riscossione di dazi antidumping
sulle importazioni da Dow Chemical a partire dal 23 gennaio 2010. 
4.           RIESAME INTERMEDIO PARZIALE         
(38)     Tenuto conto delle conclusioni
riassunte nel precedente considerando 35, si ritiene che il riesame debba
essere concluso, dato che viene a mancare la base su cui si fondano le misure,
ovvero la conclusione relativa alla probabilità di persistenza o di
reiterazione del dumping pregiudizievole.
5.           OSSERVAZIONI RICEVUTE          
(39)     Tutte le parti sono state
informate dei fatti e delle considerazioni essenziali in base ai quali si
intendeva raccomandare l'abrogazione delle misure esistenti. Era stato inoltre
fissato un termine entro il quale le parti potevano presentare le proprie
osservazioni relative a tale comunicazione. E' stato tenuto debitamente conto
delle osservazioni presentate, ma nessuna era tale da modificare le
conclusioni.
6.           CONCLUSIONI 
(40)     Da quanto finora esposto
risulta che l'inchiesta di riapertura parziale deve essere chiusa e che le
misure antidumping sulle importazioni di etanolamina originaria degli Stati
Uniti d'America devono essere abrogate, Per quanto riguarda le importazioni di
etanolamina da Dow Chemical, poiché il regolamento di esecuzione del Consiglio
n. 54/2010 è già stato annullato nelle sue parti concernenti tale società, le
misure non sono più in vigore dalla data di entrata in vigore del regolamento
di esecuzione del Consiglio (UE) n. 54/2010 (23 gennaio 2010).
(41)     Anche la quarta inchiesta in
previsione della scadenza riguardante i dazi antidumping in vigore sulle
importazioni di etanolamina originaria degli USA deve essere chiusa senza
istituire nuovamente dazi. Per quanto riguarda Dow Chemical, tale riesame in previsione
della scadenza è stato privato del suo obiettivo. 
(42)     Il riesame intermedio parziale
limitato all'analisi del dumping deve essere chiuso in quanto sono state
abrogate le misure in vigore. 
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
1.         La riapertura parziale
dell'inchiesta antidumping riguardante le importazioni di etanolamina di cui ai
codici NC ex 2922 11 00 (monoetanolamina) (codice Taric 2922 11 00 10), ex 2922
12 00 (dietanolamina) (codice Taric 2922 12 00 0) e 2922 13 10 (trietanolamina),
originaria degli Stati Uniti d'America, è chiusa senza che siano nuovamente
istituiti dazi e le misure sono abrogate.
2.         Per quanto concerne le importazioni
da Dow Chemical, dal 23 gennaio 2010 non esiste base giuridica per la
riscossione di dazi antidumping sulle importazioni da tale società.
Articolo 2
L'inchiesta di riesame in previsione della
scadenza nell'ambito dell'inchiesta antidumping riguardante le importazioni da
tutti i produttori esportatori di etanolamina di cui ai codici NC ex 2922 11 00
(monoetanolamina) (codice Taric 2922 11 00 10), ex 2922 12 00 (dietanolamina)
(codice Taric 2922 12 00 0) e 2922 13 10 (trietanolamina), originaria degli
Stati Uniti d'America, aperta il 21 gennaio 2012, è chiusa senza che siano
nuovamente istituite misure. Per quanto riguarda le importazioni da Dow
Chemical, tale riesame in previsione della scadenza è stato privato del suo
obiettivo.
Articolo 3
Il riesame intermedio parziale limitato
all'analisi del dumping riguardante le importazioni da Dow Chemical di etanolamina
di cui ai codici NC ex 2922 11 00 (monoetanolamina) (codice Taric 2922 11 00
10), ex 2922 12 00 (dietanolamina) (codice Taric 2922 12 00 0) e 2922 13 10
(trietanolamina), originaria degli Stati Uniti d'America, è chiuso.
Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea. 
Il
presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile negli Stati membri conformemente ai trattati.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
Presidente
[1]               GU L 343 del 22.12.2009, pag. 51.
[2]               GU L 28
del 2.2.1994, pag. 40.
[3]               GU L 185
del 25.7.2000, pag. 1.
[4]               GU L 294
del 25.10.2006, pag. 2.
[5]               GU L 17
del 22.1.2010, pag. 1.
[6]               GU C 79
del 12.3.2011, pag. 20. 
[7]               GU C 18
del 21.1.2012, pag. 16. 
[8]               GU C 103
dell'11.4.2012, pag. 8. 
[9]               Causa
T-158/10 Dow Chemical/Consiglio, Raccolta 2012, pag. II.. 
[10]             GU C 161
del 9.4.2010, pag. 44. 
[11]             GU C 314
del 18.10.2012, pag. 12. 
[12]             "Ethanolamines",
'Chemical Economic Handbook Product Review, SRI Consulting. 
[13]             Causa
C-458/98 P, Industrie des poudres sphériques/Consiglio, Raccolta 2000, pag.
I-8147.
[14]             Causa
C-458/98 P, Industrie des poudres sphériques/Consiglio, paragrafo 81.
[15]             Causa
C-458/98 P, Industrie des poudres sphériques/Consiglio, paragrafo 82.
[16]             Causa
T-158/10 Dow Chemical/Consiglio, paragrafo 45. 
[17]             Causa
T-158/10 Dow Chemical/Consiglio, paragrafo 54.
[18]             Causa
C-239/99 Nachi Europe GmbH/Hauptzollamt Krefeld, Raccolta pag. I-1220.