CELEX: 62000TJ0324
Language: it
Date: 2005-10-19 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Terza Sezione ampliata) del 19 ottobre 2005. # CDA Datenträger Albrechts GmbH contro Commissione delle Comunità europee. # Aiuti di Stato - Applicazione abusiva degli aiuti - Rischio di elusione dell'ordine di restituzione - Recupero degli aiuti presso società che hanno acquisito le attività strumentali del beneficiario iniziale. # Causa T-324/00.

Causa T‑324/00
      CDA Datenträger Albrechts GmbH
      contro
      Commissione delle Comunità europee
      «Aiuti concessi dagli Stati — Applicazione abusiva degli aiuti — Rischio di elusione dell’ordine di restituzione — Recupero degli aiuti presso società che hanno acquisito le attività strumentali del beneficiario iniziale»
      Sentenza del Tribunale (Terza Sezione ampliata) 19 ottobre 2005 
      Massime della sentenza
      1.     Aiuti concessi dagli Stati — Recupero di un aiuto illegittimo — Aiuto sviato — Sviamento noto alla Commissione — Recupero
            presso il destinatario dell’aiuto — Esclusione
      (Art. 88, n. 2, CE)
      2.     Aiuti concessi dagli Stati — Recupero di un aiuto illegittimo — Ambito di applicazione — Aiuto concesso ad un gruppo di imprese
            che effettua il trasferimento interno di attivi — Recupero presso un’impresa del gruppo che non è beneficiaria dell’aiuto
            e non ha tratto alcun vantaggio dai trasferimenti — Esclusione 
      (Art. 88, n. 2, CE)
      3.     Aiuti concessi dagli Stati — Recupero di un aiuto illegittimo — Recupero degli aiuti presso un’impresa che non è beneficiaria
            degli aiuti, ma ha rilevato le attività strumentali del beneficiario e ne prosegue l’attività — Presupposto — Elusione della
            decisione che ne ordina la restituzione — Valutazione nella fattispecie
      (Art. 88, n. 2, CE)
      1.     La Commissione non è legittimata a richiedere il recupero di un aiuto di Stato illegittimo presso l’impresa destinataria di
         quest’ultimo qualora, al momento di adottare una decisione in tal senso, essa sappia o non possa ignorare che tale impresa
         non ha goduto dell’aiuto.
      
      In proposito, non è conforme ai principi che regolano il recupero degli aiuti di Stato illegittimi una decisione che ordina
         il recupero di un aiuto presso l’impresa destinataria di quest’ultimo, quando, almeno al momento di adottare tale decisione,
         la Commissione disponeva di un insieme di indizi precisi e concordanti da cui risultava che tale impresa non aveva avuto il
         godimento effettivo di gran parte dell’aiuto a causa dello sviamento di quest’ultimo e laddove tali indizi permettevano di
         stabilire, almeno in modo approssimativo, l’entità dello sviamento. Per giustificare la sua decisione, la Commissione non
         può trincerarsi dietro il fatto che le autorità dello Stato membro interessato non le avevano fornito indicazioni precise
         quanto alla parte di aiuto che era stata sviata, quando essa non si è avvalsa dei poteri a sua disposizione per farsi comunicare
         tali dati.
      
      (v. punti 90-92)
      2.     Un’impresa appartenente ad un gruppo di imprese collegate all’interno del quale esistono meccanismi interni di trasferimento
         di attivi non può essere tenuta a rimborsare un aiuto di Stato illegittimo, benché non ne sia stata beneficiaria, per il fatto
         che, in ragione della sua appartenenza al detto gruppo, essa ne ha avuto il godimento effettivo, qualora sia pacifico che
         tali meccanismi di trasferimento sono stati utilizzati esclusivamente a svantaggio di tale impresa e non a suo profitto.
      
      (v. punti 83, 93)
      3.     La circostanza che un’impresa abbia rilevato una parte degli attivi del beneficiario di un aiuto illegittimo e ne prosegua
         l’attività non è necessariamente sufficiente per concludere che l’operazione sia diretta ad eludere le conseguenze di una
         decisione della Commissione che impone il recupero di tale aiuto. Per determinare se sussista effettivamente un’elusione,
         si devono infatti prendere in considerazione elementi quali le modalità dell’acquisizione, e segnatamente il prezzo effettivamente
         pagato, il mantenimento di un certo numero di attivi nel patrimonio del beneficiario dell’aiuto e la logica economica dell’operazione.
      
      (v. punti 95-111)
SENTENZA DEL TRIBUNALE (Terza Sezione ampliata)
      19 ottobre 2005(*)
      
      «Aiuti concessi dagli Stati – Applicazione abusiva degli aiuti – Rischio di elusione dell’ordine di restituzione – Recupero degli aiuti presso società che hanno acquisito le attività strumentali del beneficiario iniziale»
      Nel procedimento T-324/00,
      CDA Datenträger Albrechts GmbH,  con sede in Albrechts (Germania), rappresentata dagli avv.ti. T. Schmidt‑Kötters e D. Uwer, con domicilio eletto in Lussemburgo,
      
      ricorrente,
      sostenuta da:
      Repubblica federale di Germania,  rappresentata dai sigg. W.‑D. Plessing e T. Jürgensen, in qualità di agenti, assistiti dall’avv. R. Bierwagen, 
      
      interveniente,
      contro
      Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. K.‑D. Borchardt e V. Kreuschitz, in qualità di agenti, assistiti dal sig. C. Koenig, con domicilio
         eletto in Lussemburgo,
      
      convenuta,
      sostenuta da:
      ODS Optical Disc Service GmbH,  con sede in Amburgo (Germania), rappresentata dagli avv.ti. I. Brinker e U. Soltész, con domicilio eletto in Lussemburgo,
      
      interveniente,
      avente ad oggetto una domanda di annullamento della decisione della Commissione 21 giugno 2000, 2000/796/CE, relativa ad aiuti
         concessi dalla Germania in favore di CDA Compact Disc Albrechts GmbH (Turingia) (GU L 318, pag. 62),
      
      IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO
      DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Terza Sezione ampliata),
      composto dal sig. J. Azizi, presidente, dai sigg. R. García-Valdecasas, J. D. Cooke, M. Jaeger e F. Dehousse, giudici, 
      cancelliere: sig.ra D. Christensen, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 5 maggio 2004,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
       Contesto normativo
      1       L’art. 87 CE dispone quanto segue:
      «Salvo deroghe contemplate dal presente Trattato, sono incompatibili con il mercato comune, nella misura in cui incidano sugli
         scambi tra Stati membri, gli aiuti concessi dagli Stati, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo
         talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza».
      
      2       L’art.  88 CE così recita:
      «1. La Commissione procede con gli Stati membri all’esame permanente dei regimi di aiuti esistenti in questi Stati. Essa propone
         a questi ultimi le opportune misure richieste dal graduale sviluppo o dal funzionamento del mercato comune.
      
      2. Qualora la Commissione, dopo aver intimato agli interessati di presentare le loro osservazioni, constati che un aiuto concesso
         da uno Stato, o mediante fondi statali, non è compatibile con il mercato comune a norma dell’articolo 87, oppure che tale
         aiuto è attuato in modo abusivo, decide che lo Stato interessato deve sopprimerlo o modificarlo nel termine da essa fissato
         (…)».
      
      3       Ai sensi dell’art. 5 del regolamento (CE) del Consiglio 22 marzo 1999, n. 659, recante modalità di applicazione dell’art. [88]
         del Trattato CE (GU L 83, pag. 1): 
      
      «1. La Commissione, se ritiene che le informazioni fornite dallo Stato membro interessato (…) siano incomplete, chiede a detto
         Stato tutte le informazioni supplementari necessarie. Se lo Stato membro risponde a tale richiesta, la Commissione lo informa
         della ricezione della risposta.
      
      2. Se lo Stato membro interessato non fornisce le informazioni richieste nel termine stabilito dalla Commissione o fornisce
         informazioni incomplete, la Commissione invia un sollecito fissando un adeguato termine supplementare entro il quale le informazioni
         stesse devono essere fornite.
      
      (…)».
      4       Inoltre, l’art. 6 del regolamento n. 659/1999 così recita: 
      «1. La decisione di avvio del procedimento d’indagine formale espone sinteticamente i punti di fatto e di diritto pertinenti,
         contiene una valutazione preliminare della Commissione relativa al carattere di aiuto della misura prevista ed espone i dubbi
         attinenti alla sua compatibilità con il mercato comune. La decisione invita lo Stato membro e tutti gli altri interessati
         a formulare le loro osservazioni entro un termine stabilito, di norma non superiore a un mese. In casi debitamente giustificati
         la Commissione può prorogare tale termine.
      
      (…)».
      5       Secondo l’art. 10 del regolamento n. 659/1999: 
      «1. La Commissione esamina senza indugio le informazioni di cui sia eventualmente in possesso, in merito a presunti aiuti
         illegali, da qualsiasi fonte esse provengano.
      
      2. Se necessario, essa chiede informazioni allo Stato membro interessato. Si applica (…), con gli opportuni adattamenti, (…)
         l’articolo 5, paragrafi 1 e 2.
      
      3. Se lo Stato membro interessato, nonostante un sollecito a norma dell’articolo 5, paragrafo 2, non fornisce le informazioni
         richieste nel termine stabilito dalla Commissione o fornisce informazioni incomplete, la Commissione adotta una decisione
         con la quale richiede tali informazioni (in seguito denominata “ingiunzione di fornire informazioni”). La decisione specifica
         le informazioni richieste e stabilisce un termine adeguato entro il quale devono essere fornite».
      
      6       L’art. 13, n. 1, del regolamento n. 659/1999 prevede quanto segue: 
      «L’esame di presunti aiuti illegali dà luogo ad una decisione a norma dell’articolo 4, paragrafi 2, 3 o 4. Nel caso di decisioni
         di avvio del procedimento d’indagine formale, il procedimento si conclude con una decisione a norma dell’articolo 7. In caso
         di mancato rispetto, da parte d’uno Stato membro, dell’ingiunzione di fornire informazioni, tale decisione è adottata in base
         alle informazioni disponibili».
      
      7       L’art. 14 del medesimo regolamento così dispone:
      «1. Nel caso di decisioni negative relative a casi di aiuti illegali la Commissione adotta una decisione con la quale impone
         allo Stato membro interessato di adottare tutte le misure necessarie per recuperare l’aiuto dal beneficiario (in seguito denominata
         “decisione di recupero”). La Commissione non impone il recupero dell’aiuto qualora ciò sia in contrasto con un principio generale
         del diritto comunitario.
      
      2. All’aiuto da recuperare ai sensi di una decisione di recupero si aggiungono gli interessi calcolati in base a un tasso
         adeguato stabilito dalla Commissione. Gli interessi decorrono dalla data in cui l’aiuto illegale è divenuto disponibile per
         il beneficiario, fino alla data di recupero.
      
      3. Fatta salva un’eventuale ordinanza della Corte di giustizia delle Comunità europee emanata ai sensi dell’articolo [242
         CE], il recupero va effettuato senza indugio secondo le procedure previste dalla legge dello Stato membro interessato, a condizione
         che esse consentano l’esecuzione immediata ed effettiva della decisione della Commissione. A tal fine e in caso di procedimento
         dinanzi ai tribunali nazionali, gli Stati membri interessati adottano tutte le misure necessarie disponibili nei rispettivi
         ordinamenti giuridici, comprese le misure provvisorie, fatto salvo il diritto comunitario».
      
      8       D’altronde, l’art. 16 del regolamento n. 659/1999, intitolato «Aiuti attuati in modo abusivo», stabilisce quanto segue:
      «Fatto salvo l’articolo 23, la Commissione può, nei casi di aiuti attuati in modo abusivo, avviare il procedimento d’indagine
         formale di cui all’articolo 4, paragrafo 4. Si applicano, per quanto compatibili, gli articoli 6, 7, 9, 10, 11, paragrafo
         1, 12, 13, 14 e 15».
      
      9       Infine, la Commissione ha adottato, nel 1994, orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione
         di imprese in difficoltà (GU C 368, pag. 12), modificati nel 1997 (GU C 283, pag. 2) (in prosieguo: gli «orientamenti comunitari
         sugli aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà»). 
      
       Fatti all’origine della controversia
      10     Con decisione 21 giugno 2000, 2000/796/CE, relativa ad aiuti di Stato concessi dalla Germania in favore di CDA Compact Disc
         Albrechts GmbH (Turingia) (in prosieguo: la «decisione impugnata»), la Commissione si è pronunciata sulla legittimità dei
         contributi finanziari che sono stati concessi da diversi enti pubblici tedeschi nel corso degli anni 1991‑1995 a favore di
         un’impresa produttrice di dischi compatti (in prosieguo: «CD») e di accessori di CD, stabilita ad Albrechts, nel Land della
         Turingia (in prosieguo: lo «stabilimento di CD ad Albrechts»).
      
      A –  Contesto generale 
      11     Nella decisione impugnata, la Commissione ha distinto tre fasi, cioè, in primo luogo, la fase di costituzione dell’impresa,
         in secondo luogo, la fase di ristrutturazione dell’impresa e, infine, il rilevamento di taluni attivi dell’impresa da parte
         della società MediaTec Datenträger GmbH (in prosieguo: la «MTDA»).
      
      1.     Fase di costituzione dell’impresa (dal 1990 al 1992)
      12     Dalla decisione impugnata risulta che lo stabilimento di CD ad Albrechts è stato creato in forza di un contratto per la costituzione
         di un’impresa comune, concluso, il 20 febbraio 1990, tra, da un lato, il complesso industriale «VEB» (di proprietà nazionale)
         Robotron, con sede in Dresda, nel Land della Sassonia (in prosieguo: la «Robotron»), e, dall’altro, la società R.E. Pilz GmbH
         & Co. Beteiligungs KG (in prosieguo: la «PBK»), una società che fa parte del gruppo Pilz con sede in Kranzberg, nel Land della
         Baviera (in prosieguo: il «gruppo Pilz»). Il capitale dell’impresa comune, che era allora denominata «Pilz & Robotron GmbH
         & Co. Beteiligungs KG» (in prosieguo: l’«impresa comune»), era detenuto per i due terzi dalla Robotron e per un terzo dalla
         PBK. L’impresa comune aveva come oggetto la produzione di CD, di custodie per CD e di accessori. Il sig. Reiner Pilz, in qualità
         di amministratore delegato del gruppo Pilz, ne assicurava anche la gestione (‘considerando’ 11 della decisione impugnata).
      
      13     Per realizzare il suo oggetto sociale, l’impresa comune ha concluso, il 29 agosto 1990, un contratto di appalto generale con
         la società Pilz GmbH & Co. Construction KG, una società appartenente al gruppo Pilz (in prosieguo: la «Pilz Construction»),
         per la costruzione di uno stabilimento di produzione di CD, chiavi in mano, per un prezzo forfettario di marchi tedeschi (DEM) 235 525
         milioni. A tali spese si aggiungevano ancora i costi per la valorizzazione del terreno, valutati in DEM 7,5 milioni (‘considerando’
         12 e 20 della decisione impugnata).
      
      14     Inoltre, con un contratto supplementare del 26 maggio 1992, le due imprese partecipanti all’impresa comune hanno deciso di
         incrementare la capacità produttiva di CD e custodie per CD. L’importo complessivo delle prestazioni e delle forniture richieste
         a tal fine si elevava a DEM 39 milioni (‘considerando’ 22 della decisione impugnata).
      
      15     Per finanziare tali investimenti, l’impresa comune, la Robotron e la PBK hanno contratto un prestito per gli importi necessari
         presso un consorzio di banche. Tali crediti bancari erano o parzialmente o completamente coperti dalle garanzie della Treuhandanstalt,
         agenzia pubblica incaricata del finanziamento della privatizzazione delle imprese nell’ex Repubblica democratica tedesca (in
         prosieguo: la «THA»), e del Land della Baviera. Inoltre, il Land della Turingia e il Land della Baviera, quest’ultimo attraverso
         la Bayerische Landesanstalt für Aufbaufinanzierung, agenzia del Land della Baviera per il finanziamento delle infrastrutture
         (in prosieguo: la «LfA»), hanno concesso sovvenzioni e premi all’investimento all’impresa comune.
      
      16     D’altronde, durante la fase di costituzione dello stabilimento di CD ad Albrechts, la proprietà delle quote sociali rappresentanti
         il capitale dell’impresa comune è stato trasferito più volte. Anzitutto, le quote sociali dell’impresa comune detenute da
         tale società sono state rivendute alla PBK a causa della liquidazione della Robotron da parte della THA nel 1992. Inoltre,
         la PBK, a sua volta, ha trasferito la quasi totalità delle quote sociali dell’impresa comune che essa deteneva alla società
         Pilz GmbH & Co. Compact Disc KG, un’altra società che fa parte del gruppo Pilz (in prosieguo: la «Pilz Compact Disc»), cosicché
         l’impresa comune è divenuta una controllata di quest’ultima. Infine, il 24 novembre 1992, in seguito a tale trasferimento
         e al trasferimento della sua sede sociale ad Albrechts, l’impresa comune ha mutato la sua denominazione in Pilz Albrechts
         GmbH (in prosieguo: la «PA»). Immediatamente dopo tale trasferimento, essa è stata integrata nel sistema di gestione di cassa
         centralizzata del gruppo Pilz (‘considerando’ 13 e 14 della decisione impugnata).
      
      2.     Fase di ristrutturazione (dal 1993 al 1998)
      17     Lo stabilimento di produzione di CD è entrato in attività nel 1993. Fin dall’inizio della sua attività ha avuto serie difficoltà
         e si è  pesantemente indebitato (‘considerando’ 15 della decisione impugnata).
      
      18     Per rimediare a tale situazione, il 7 marzo 1994 è stato concluso un accordo per il risanamento, tra il gruppo Pilz (ivi compresa
         la PA), le banche e gli enti pubblici [la THA, la LfA, la Thüringer Industriebeteiligungsgesellschaft (in prosieguo: la «TIB»)
         e la Thüringer Aufbaubank (in prosieguo: la «TAB»)], che avevano partecipato al finanziamento della costruzione dello stabilimento
         di CD ad Albrechts. Nell’ambito di tale accordo, gran parte dei crediti bancari che erano stati concessi ai fini della costruzione
         dello stabilimento di produzione di CD è stata rimborsata, in tutto o in parte. Inoltre, in base all’accordo di risanamento,
         il capitale della PA è stato acquisito dalla TIB – per un importo pari al 98% delle quote sociali – e dalla TAB – per un importo
         pari al 2% delle quote sociali –, con effetto retroattivo al 1° gennaio 1994, e la PA, di conseguenza, ha cessato di far parte
         del gruppo Pilz. A partire dal mese di ottobre 1994, questa società ha anche cambiato denominazione per assumere quella di
         CDA Compact Disc Albrechts GmbH (in prosieguo: la «CD Albrechts» ) (‘considerando’ 15 e 17 della decisione impugnata). D’altra
         parte, nel 1994 e nel 1995, la TAB e la LfA hanno concesso numerosi crediti alla CD Albrechts. 
      
      19     È sempre nel corso dell’anno 1994 che le autorità tedesche si sono accorte che una gran parte dei contributi finanziari che
         erano stati concessi per finanziare la costruzione dello stabilimento di CD ad Albrechts erano stati sviati, in particolare
         nell’ambito del sistema di gestione di cassa centralizzata esistente all’interno del gruppo Pilz, a vantaggio di altre società
         di tale gruppo. Inoltre, il 25 luglio 1995, è stato avviato un procedimento fallimentare sui beni di tutte le società del
         gruppo Pilz. Infine, il sig. Reiner Pilz è stato condannato ad una pena detentiva per bancarotta fraudolenta e altri reati
         (‘considerando’ 16 della decisione impugnata).
      
      3.     Rilevamento di talune attività da parte della MTDA
      20     Con effetto a decorrere dal 1° gennaio 1998, la MTDA, una società controllata dalla TIB al 100% che è principalmente attiva
         nell’ambito della produzione di supporti di dati molto avanzati, cioè i CD registrabili (CD-ROM) e i DVD, ha rilevato una
         parte degli attivi appartenenti alla CD Albrechts, cioè le immobilizzazioni, le scorte, il capitale circolante nonché il know-how
         tecnico e il comparto distribuzione (‘considerando’ 18 della decisione impugnata).
      
      21     Contemporaneamente a tale rilevamento, la denominazione della CD Albrechts è stata cambiata in LCA Logistik Center Albrechts
         GmbH (in prosieguo: la «LCA») e quella della MTDA in CDA Datenträger Albrechts GmbH (in prosieguo: la «CDA»). Tuttavia la
         LCA continua a restare proprietaria del terreno necessario all’attività, dei fabbricati esistenti, delle infrastrutture tecniche
         nonché delle attrezzature logistiche. Inoltre, la LCA e la CDA hanno concluso un contratto per lo scambio di prestazioni il
         quale prevede, da un lato, un contratto di locazione con un affitto annuo di DEM 800 000 e, dall’altro, un contratto di prestazione
         di servizi per un valore di circa DEM 3 milioni all’anno, in funzione del volume d’affari (‘considerando’ 19 della decisione
         impugnata). 
      
      22     Infine, il 22 settembre 2000 la LCA ha chiesto di essere messa in liquidazione nell’ambito di una procedura fallimentare.
      B –  Svolgimento del procedimento amministrativo
      23     La Commissione, avendo appreso dalla stampa che le autorità tedesche avevano concesso aiuti per la costruzione dello stabilimento
         ad Albrechts, dal mese di ottobre 1994, ha chiesto alla Repubblica federale di Germania di farle pervenire informazioni in
         merito a tali aiuti. In seguito, un intenso scambio di corrispondenza e numerose riunioni hanno avuto luogo tra le autorità
         tedesche e la Commissione (‘considerando’ 1‑3 della decisione impugnata).
      
      24     Con lettera 17 luglio 1998 (in prosieguo: la «decisione di avvio»), la Commissione ha informato la Repubblica federale di
         Germania della sua decisione di avviare il procedimento d’indagine formale previsto dall’art. 88, n. 2, CE in relazione agli
         aiuti suddetti. A tale lettera era allegata una lista di quesiti destinati alle autorità tedesche. La decisione di avvio è
         stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee  del 15 dicembre 1998 [Comunicazione della Commissione indirizzata, in applicazione dell’art. [88, n. 2,] CE, agli altri Stati
         membri e agli altri interessati relativa agli aiuti concessi dal governo tedesco per la creazione di CD Albrechts GmbH, in
         Turingia (ex gruppo Pilz, Baviera), GU C 390, pag. 7].
      
      25     Le autorità tedesche hanno reagito alla decisione di avvio con l’invio di diverse lettere contenenti informazioni complementari.
         Numerose altre riunioni hanno avuto luogo tra tali autorità e i rappresentanti della Commissione.
      
      26     Tuttavia la Commissione, ritenendo che le informazioni trasmesse dalle autorità tedesche non costituissero una risposta soddisfacente
         alle sue questioni, ha intimato, con lettera 22 luglio 1999, che si rispondesse alle medesime al più tardi entro il 31 agosto
         1999. Dopo aver sollecitato, con lettera 28 luglio 1999, la proroga di tale termine e dopo aver avuto un nuovo colloquio con
         i rappresentanti della Commissione il 23 settembre 1999 a Bruxelles, le autorità tedesche hanno inviato un supplemento di
         informazione.
      
      27     D’altronde, dopo la scadenza del termine previsto nella decisione di avvio, la società CDA e la società Point Group Ltd, una
         concorrente della CDA, si sono dichiarate parti interessate ed hanno presentato osservazioni alla Commissione.
      
      28     Infine, il 21 giugno 2000 la Commissione ha chiuso il procedimento adottando la decisione impugnata.
      C –  Accertamento dei fatti e valutazione giuridica
      29     La Commissione ha valutato separatamente i contributi finanziari che sono stati concessi dalla Repubblica federale di Germania
         rispettivamente nella fase di costituzione, nella fase di ristrutturazione e, infine, nell’ambito del rilevamento di taluni
         attivi della CD Albrechts da parte della MTDA.
      
      1.     Contributi finanziari concessi dalla Repubblica federale di Germania durante la fase di costituzione
      30     Nella decisione impugnata, la Commissione ha individuato cinque contributi finanziari concessi nella fase di costituzione.
         In una tavola sinottica riprodotta al ‘considerando’ 32 della decisione impugnata, essa li ha descritti nel modo seguente:
      
      
      
      
      
      
      
               Aiuto
            
            
               Importo in milioni di DEM
            
            
               Beneficiario
            
            
               Concesso da
            
            
               Data
            
            
               Base giuridica
            
         
               1
            
            
               Fideiussione del 100%, inizialmente garanzia dell’80% per DEM 52,72 milioni
            
            
               54,7
            
            
               PBK
            
            
               LfA
            
            
               1991
            
            
               Legge sull’assunzione di garanzie statali e di garanzie del Land Baviera
            
         
               2
            
            
               Sovvenzioni e premi fiscali agli investimenti
            
            
               19,42
            
            
               Impresa comune
            
            
               LfA
            
            
               1991/1992
            
            
               Azione comune «Miglioramento delle strutture economiche regionali», legge sui premi fiscali agli investimenti
            
         
               3
            
            
               Rinuncia
            
            
               3,0
            
            
               PBK
            
            
               LfA
            
            
               1994
            
            
               Nessuna 
            
         
               4
            
            
               Garanzia del 100%
            
            
               190,0
            
            
               Robotron, impresa comune
            
            
               THA
            
            
               199[2]
            
            
               Regime relativo alla THA
            
         
               5
            
            
               Sovvenzioni e premi fiscali agli investimenti
            
            
               63,45
            
            
               Impresa comune; dal 24.11.1992, PA
            
            
               Turingia
            
            
               Dal 1991 al 1993
            
            
               Azione comune «Miglioramento delle strutture economiche regionali», legge sui premi fiscali agli investimenti
            
         
               Totale
            
            
               330,57
            
         
      31     In primo luogo da tale tabella risulta che, nel 1992, la THA ha concesso, per un importo di DEM 190 milioni, una garanzia
         del 100% che copriva la maggior parte dei crediti bancari accordati alla Robotron e all’impresa comune. Secondo la Commissione,
         tale garanzia deve essere considerata come un aiuto di Stato incompatibile con il mercato comune in quanto non è stato elargito
         in conformità delle condizioni enunciate nei regimi di aiuti approvati dalla Commissione rispettivamente con lettera SG(91)
         D/17825 del 26 settembre 1991 (in prosieguo: il «primo regime della THA») e con lettera SG(92) D/17613 dell’8 dicembre 1992
         (in prosieguo: il «secondo regime della THA»). Essa ritiene tuttavia che, dei DEM 190 milioni inizialmente garantiti, debba
         essere restituita solo la somma di DEM 120 milioni effettivamente sborsata dalla THA a titolo di garanzia.
      
      32     In secondo luogo, la Commissione ha constatato che, fino al 31 dicembre 1993, il Land della Turingia aveva accordato all’impresa
         comune, poi alla PA, a titolo dell’«Investitionszulagengesetz» (legge sui premi fiscali all’investimento) e del ventesimo
         e ventunesimo «Rahmenpläne der Gemeinschaftsaufgabe “Verbesserung der regionalen Wirtschaftstruktur”» (programmi quadro adottati,
         per gli anni 1992 e 1993, in applicazione della legge 6 ottobre 1969 relativa all’obiettivo di interesse comune «Miglioramento
         delle strutture economiche regionali»; in prosieguo: il «regime TIC»), sovvenzioni e premi all’investimento per un ammontare
         complessivo di DEM 63,45 milioni. Orbene, secondo la Commissione, tale aiuto a finalità regionale è stato erroneamente accordato
         a titolo dell’obiettivo d’interesse comune e della legge sui premi fiscali all’investimento e, pertanto, essendo incompatibile
         con il mercato comune, deve essere restituito. Tenuto conto della decisione adottata dal Land della Turingia di ordinare la
         restituzione di una somma di DEM 32,5 milioni, la Commissione considera che deve essere ancora recuperata una somma di DEM 30,95
         milioni.
      
      33     In terzo luogo, la Commissione ha anche constatato che, nel 1991 e nel 1992, il Land della Baviera aveva, attraverso la LfA,
         concesso all’impresa comune sovvenzioni e premi all’investimento per un importo complessivo di DEM 19,42 milioni. Orbene,
         poiché tali sovvenzioni e premi sono stati sviati a profitto delle società del gruppo Pilz, la Commissione ritiene che essi
         siano stati erroneamente accordati a titolo del regime TIC e della legge sui premi fiscali all’investimento. Secondo la Commissione,
         si tratta quindi di aiuti incompatibili con il Trattato CE.
      
      34     In quarto luogo, la Commissione ha constatato che il Land della Baviera aveva costituito, in applicazione delle «Richtilinien
         für die Übernahme von Staatsbürgschaften im Bereich der gewerblichen Wirtschaft» (direttive disciplinanti la costituzione
         di garanzie pubbliche per il settore dell’industria, pubblicate con la comunicazione L 6811‑1/7 – 43358 del Ministero bavarese
         delle Finanze, in data 7 agosto 1973; in prosieguo: la «regolamentazione riguardante la concessione di garanzie da parte del
         Land della Baviera»), una garanzia aumentata dall’80 al 100% sui crediti bancari dell’importo complessivo di DEM 54,7 milioni,
         in ultima analisi ottenuto dalla PBK. Secondo la Commissione, le autorità tedesche, malgrado la richiesta di informazioni
         contenuta nella decisione di avvio, non hanno fornito elementi sufficientemente dettagliati che le permettano di eliminare
         i suoi dubbi circa la legittimità delle operazioni relative alla garanzia concessa dal Land della Baviera (la LfA). Inoltre,
         tenuto conto del fatto che l’aiuto in esame non è servito al finanziamento dell’investimento, ma è stato sviato, essa ritiene
         che tale garanzia debba essere considerata come un aiuto incompatibile.
      
      35     In quinto luogo, la Commissione ha giudicato che la rinuncia da parte della LfA al credito di DEM 3 milioni che era sorto
         rispetto alla PBK a causa del pagamento di tale somma alle banche a titolo della garanzia menzionata al punto 34 supra costituiva
         un aiuto di Stato. A suo parere, tale aiuto è incompatibile con il mercato comune in quanto esso è stato concesso senza fondamento
         giuridico. 
      
      36     Alla luce di tali considerazioni, la Commissione ha concluso che, durante la fase di costituzione dello stabilimento di CD
         ad Albrechts, la Repubblica federale di Germania aveva concesso, in violazione dell’art. 88, n. 3, CE, aiuti di Stato per
         un importo complessivo di DEM 260,57 milioni. Tali aiuti sono costituiti da contributi del Land della Turingia per un importo
         di DEM 63,45 milioni, della LfA per un importo di DEM 77,12 milioni (DEM 54,7 milioni in forma di garanzia, DEM 19,42 milioni
         in forma di premi all’investimento e DEM 3 milioni in forma di rinuncia ad un credito), e della THA per un importo di DEM 120
         milioni.
      
      37     Secondo la Commissione, questi aiuti sono incompatibili principalmente a causa del fatto che essi hanno favorito le società
         appartenenti al gruppo Pilz e, per questo, sono stati applicati abusivamente ai sensi dell’art. 88, n. 2, CE.
      
      2.     Contributi finanziari concessi durante la fase di ristrutturazione
      38     Nella decisione impugnata, la Commissione ha identificato e qualificato come aiuto dodici contributi finanziari concessi durante
         la fase di ristrutturazione dell’impresa. In una tavola sinottica riprodotta al ‘considerando’ 39 della decisione impugnata,
         tali contributi sono presentati nel modo seguente:
      
      
               Aiuto
            
            
               Importo in milioni di DEM
            
            
               Beneficiario
            
            
               Concesso da
            
            
               Data
            
            
               Base giuridica
            
         
               1
            
            
               Credito
            
            
               25,0
            
            
               PA
            
            
               TAB
            
            
               Ottobre 1993
            
            
               Nessuna
            
         
               2
            
            
               Credito
            
            
               20,0
            
            
               PA
            
            
               TAB
            
            
               Marzo 1994
            
            
               Nessuna 
            
         
               3
            
            
               Prezzo d’acquisto
            
            
               3,0
            
            
               PBK
            
            
               TIB
            
            
               Marzo 1994
            
            
               Nessuna
            
         
               4
            
            
               Sovvenzione
            
            
               12,0
            
            
               PA
            
            
               TIB
            
            
               Marzo 1994
            
            
               Nessuna
            
         
               5
            
            
               Partecipazione
            
            
               33,0
            
            
               PA
            
            
               TIB (98%)
               TAB (2%)
            
            
               Marzo 1994
            
            
               Nessuna
            
         
               6
            
            
               Credito
            
            
               2,0
            
            
               PA
            
            
               LfA
            
            
               Marzo 1994
            
            
               Nessuna
            
         
               7
            
            
               Prestito dei soci
            
            
               3,5
            
            
               PA
            
            
               TIB
            
            
               Aprile 1994
            
            
               Nessuna
            
         
               8
            
            
               Credito
            
            
               15,0
            
            
               Gruppo Pilz
            
            
               LfA
            
            
               Giugno 1994
            
            
               Nessuna
            
         
               9
            
            
               Credito
            
            
               15,0
            
            
               CD Albrechts
            
            
               TAB
            
            
               Ottobre 1994
            
            
               Nessuna
            
         
               10
            
            
               Credito
            
            
               7,0
            
            
               CD Albrechts
            
            
               LfA
            
            
               Dicembre 1994
            
            
               Nessuna
            
         
               11
            
            
               Credito
            
            
               9,5
            
            
               CD Albrechts
            
            
               TAB
            
            
               Gennaio 1995
            
            
               Nessuna
            
         
               12
            
            
               Interessi
            
            
               21,3
            
            
               Dalla fine del 1993
            
         
               Totale
            
            
               166,3
            
         
      39     In primo luogo, la Commissione ha constatato che, nell’ottobre 1993, la TAB aveva concesso alla PA un credito di DEM 25 milioni
         per colmare le insufficienze di cassa di tale società, ma che tali fondi, per mezzo del sistema di gestione di cassa centralizzata
         del gruppo Pilz, erano stati percepiti direttamente dalle altre società di questo gruppo.
      
      40     In secondo luogo, la Commissione ha constatato che, nel marzo 1994, la TAB aveva concesso alla PA un credito di DEM 20 milioni
         per rimborsare i crediti bancari garantiti dalla THA, ma che tali fondi erano stati anch’essi percepiti direttamente dalle
         società appartenenti al gruppo Pilz per mezzo del sistema di gestione di cassa centralizzata.
      
      41     In terzo luogo, la Commissione ha constatato che, nel marzo 1994, la TIB aveva versato alla PBK un importo di DEM 3 milioni
         per l’acquisizione di quote sociali della PA detenute da questa società.
      
      42     In quarto luogo, la Commissione ha constatato che, nel marzo 1994, la TIB aveva concesso una sovvenzione nella riserva di
         capitale della PA, per un importo di DEM 12 milioni.
      
      43     In quinto luogo, la Commissione ha valutato che, nel marzo 1994, la TIB e la TAB avevano acquistato rispettivamente il 98
         e il 2% del capitale sociale della PA, per un importo di DEM 33 milioni.
      
      44     In sesto luogo, la Commissione ha constatato che, nell’aprile 1994, la TIB aveva accordato un credito di DEM 2 milioni alla
         PA.
      
      45     In settimo luogo, la Commissione ha constatato che, nel marzo 1994, il Land della Baviera aveva concesso, attraverso la LfA,
         un prestito dei soci di DEM 3,5 milioni alla PA.
      
      46     In ottavo luogo, la Commissione ha dichiarato che, nel giugno 1994, la LfA aveva concesso un credito di gestione di DEM 15
         milioni al gruppo Pilz, che doveva servire come soluzione temporanea in attesa di trovare qualcuno che rilevasse lo stabilimento
         di CD ad Albrechts.
      
      47     In nono luogo, la Commissione ha constatato che, nell’ottobre 1994, la TAB aveva concesso un credito di DEM 15 milioni alla
         CD Albrechts. Essa ha osservato che, benché fossero stati versati alla CD Albrechts, tali fondi erano serviti alla prestazione
         di servizi alle imprese del gruppo Pilz, prestazioni che esse non hanno mai retribuito, per cui solo queste ultime imprese
         erano state avvantaggiate.
      
      48     In decimo luogo, la Commissione ha constatato che, nel dicembre 1994, il Land della Baviera aveva concesso, per mezzo della
         LfA, un nuovo credito di DEM 7 milioni alla CD Albrechts.
      
      49     In undicesimo luogo, la Commissione ha dichiarato che, nel gennaio 1995, la TAB aveva concesso un credito di DEM 9,5 milioni
         alla CD Albrechts.
      
      50     In dodicesimo luogo, la Commissione ha dichiarato che, secondo le informazioni delle autorità tedesche, la PA e la CD Albrechts
         avevano goduto di vantaggi in forma di interessi per un importo complessivo di DEM 21,3 milioni nel periodo compreso tra la
         fine del 1993 e il 1998.
      
      51     Secondo la Commissione, i dodici contributi finanziari summenzionati, per un importo complessivo di DEM 166,3 milioni, devono
         essere considerati come aiuti di Stato illegittimi e incompatibili con il mercato comune. Infatti, poiché tali contributi
         hanno avvantaggiato la TIB e la TAB dopo che tali società avevano assunto la responsabilità economica dello stabilimento di
         CD ad Albrechts, essi potevano essere approvati dalla Commissione solo sulla base dell’art. 87, n. 3, lett. c), CE e in conformità
         degli orientamenti comunitari sugli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione. Orbene, secondo la Commissione, è evidente
         che tali contributi non sono conformi a tali orientamenti, poiché le informazioni di cui dispone non permettono di stabilire
         che essi sono stati concessi nell’ambito di un piano di ristrutturazione praticabile accompagnato da misure interne concrete
         che permettano alla Commissione di constatare il ristabilimento entro un termine ragionevole della competitività e della redditività
         a lungo termine dell’impresa. Inoltre, non si è presentato alcun acquirente privato disposto a rilevare le attuali società
         LCA e CDA, per cui, in mancanza di partecipazione privata, non è possibile determinare se l’aiuto sia proporzionato ai costi
         della ristrutturazione.
      
      3.     Sul recupero degli aiuti
      52     In applicazione dell’art. 14, n. 1, del regolamento n. 659/1999, la Commissione ha deciso che la Repubblica federale di Germania
         doveva richiedere la restituzione dell’aiuto illegittimo e incompatibile con il mercato comune che è stato versato sia nella
         fase di costituzione che nella fase di ristrutturazione dello stabilimento di CD ad Albrechts. 
      
      53     Inoltre, la Commissione ha sottolineato che, per assicurare il rispetto della sua decisione e l’eliminazione di qualsiasi
         distorsione della concorrenza, essa era tenuta, in caso di bisogno, a esigere che la procedura di recupero dell’aiuto non
         si limitasse al destinatario iniziale dell’aiuto, ma fosse estesa all’impresa che proseguiva l’attività di quest’ultimo con
         l’ausilio dei mezzi di produzione trasferiti. Essa ha dichiarato che, per valutare se un’impresa perseguisse effettivamente
         l’attività del destinatario iniziale dell’aiuto, essa prendeva in considerazione un certo numero di elementi, tra cui l’oggetto
         del trasferimento, il prezzo di acquisizione, l’identità degli associati e dei proprietari della vecchia impresa e quella
         dell’acquirente, la data di realizzazione del trasferimento e il carattere commerciale di esso. Orbene, essa ha ritenuto che,
         nella fattispecie, la LCA e la CDA profittassero sicuramente dell’aiuto che era stato accordato in precedenza alla PBK, all’impresa
         comune e alla PA, in quanto esse utilizzavano elementi dell’attivo e infrastrutture di queste imprese per proseguirne l’attività.
         Quindi essa ha deciso che questi aiuti dovevano essere restituiti dalla LCA, dalla CDA e da tutte le altre imprese a cui gli
         attivi dell’impresa comune, della PA o della PBK erano stati o sarebbero stati trasferiti, dovendo esse essere considerate
         come «beneficiarie» di tali aiuti.
      
      4.     Dispositivo della decisione impugnata
      54     Alla luce di tali valutazioni, la Commissione ha adottato la decisione seguente:
      «Articolo 1
      1. Gli aiuti di Stato ai quali la [Repubblica federale di] Germania ha dato attuazione in favore [della PBK, dell’impresa
         comune e della PA], in vista della costruzione, della gestione e del risanamento dello stabilimento per la produzione di CD
         ad Albrechts (Turingia) sono stati utilizzati, per l’importo di DEM 260,57 milioni, in altri settori del gruppo Pilz.
      
      Gli aiuti sono costituiti dagli interventi del Land Turingia, per un importo di DEM 63,45 milioni, della [LfA], per un importo
         di complessivi DEM 77,12 milioni, e della [THA], per un importo di DEM 120 milioni.
      
      In considerazione della distrazione di fondi intervenuta, gli aiuti sono stati attuati in modo abusivo ai sensi dell’articolo
         88, paragrafo 2, (…) CE e sono pertanto incompatibili con il Trattato CE.
      
      2. L’aiuto per complessivi DEM 166,3 milioni destinato alla ristrutturazione [della CD Albrechts] è incompatibile con le disposizioni
         del Trattato CE ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del[lo] stesso.
      
      Articolo 2
      1. La [Repubblica federale di] Germania prende tutti i provvedimenti necessari per recuperare dai beneficiari gli aiuti di
         cui all’articolo 1, già posti illegalmente a loro disposizione.
      
      2. Il recupero viene eseguito secondo le procedure del diritto interno. Gli importi da recuperare sono maggiorati degli interessi,
         che decorrono dalla data in cui l’aiuto è divenuto disponibile per il/i beneficiario(i) fino alla data del recupero. Gli interessi
         sono calcolati sulla base del tasso di riferimento utilizzato per il calcolo dell’equivalente sovvenzione netto nell’ambito
         degli aiuti a finalità regionale.
      
      3. Ai fini del presente articolo, “beneficiari” sono CDA (…) e LCA (…), nonché tutte le altre imprese alle quali gli attivi
         e/o le infrastrutture [della PBK], [dell’impresa comune] e [della PA] sono stati o saranno trasferiti al fine di sottrarsi
         alle conseguenze della presente decisione».
      
       Procedimento e conclusioni delle parti
      55     Con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale il 16 ottobre 2000, la CDA ha proposto un ricorso diretto
         all’annullamento della decisione impugnata. Tale ricorso è stato registrato con il numero T‑324/00.
      
      56     Con ordinanza 28 maggio 2001 del presidente della Terza Sezione ampliata del Tribunale, la Repubblica federale di Germania
         è stata ammessa ad intervenire a sostegno delle conclusioni della CDA e la ODS Optical Disc Service GmbH (in prosieguo: la
         «ODS»), un’impresa concorrente della CDA, è stata ammessa ad intervenire a sostegno delle conclusioni della Commissione.
      
      57     La ODS e la Repubblica federale di Germania hanno depositato le loro memorie d’intervento rispettivamente il 29 agosto e il
         3 settembre 2001. Il 24 ottobre 2001 la CDA e la Commissione hanno depositato le loro osservazioni sulle memorie d’intervento
         della ODS e della Repubblica federale di Germania.
      
      58     Con ordinanza 30 settembre 2002 il Tribunale (Terza Sezione ampliata) ha deciso di sospendere il procedimento fino alla sentenza
         della Corte nelle cause C‑328/99, Italia/Commissione, e C‑399/00, SIM 2 Multimedia/Commissione. Alla luce della sentenza resa
         l’8 maggio 2003 in queste cause riunite, il Tribunale ha chiesto alle parti di pronunciarsi sul seguito da dare al presente
         ricorso. Tali osservazioni sono state depositate il 23 e il 24 giugno 2003.
      
      59     Su relazione del giudice relatore, il Tribunale ha chiesto alle parti di pronunciarsi sull’opportunità di un’eventuale riunione
         del presente ricorso con il ricorso proposto dal Land della Turingia e registrato nella cancelleria del Tribunale con il numero
         T‑318/00, avente il medesimo oggetto. In seguito al ricevimento delle osservazioni delle parti, le cause sono state riunite
         con ordinanza 8 marzo 2004, ai fini dell’udienza e della sentenza.
      
      60     Su relazione del giudice relatore, il Tribunale ha deciso di aprire la fase orale e, nell’ambito delle misure di organizzazione
         del procedimento previste all’art. 64 del regolamento di procedura del Tribunale, ha invitato le parti a depositare taluni
         documenti e ha posto loro taluni quesiti per iscritto.
      
      61     Le parti sono state sentite nelle loro conclusioni e nelle loro risposte ai quesiti posti dal Tribunale all’udienza del 5
         maggio 2004.
      
      62     Con ordinanza 23 luglio 2004, le cause T‑318/00 e T‑324/00 sono state separate ai fini della sentenza.
      63     La CDA chiede che il Tribunale voglia:
      –       in via principale, annullare gli artt. 1 e 2 della decisione impugnata;
      –       in via subordinata, annullare gli artt. 1 e 2 della decisione impugnata nella parte in cui la Commissione vi constata l’incompatibilità
         degli aiuti con il Trattato CE e ordina il recupero di tali aiuti presso la CDA e presso tutte le altre imprese alle quali
         saranno trasferiti gli elementi dell’attivo e/o l’infrastruttura della PBK, dell’impresa comune e della PA;
      
      –       condannare la Commissione alle spese, ad eccezione delle spese della parte interveniente ODS, che resteranno a carico di quest’ultima.
      64     La Repubblica federale di Germania, parte interveniente, chiede che il Tribunale voglia:
      –       annullare la decisione impugnata.
      65     La Commissione, sostenuta dall’ODS, chiede che il Tribunale voglia:
      –       respingere il ricorso;
      –       condannare la CDA alle spese.
       In diritto
       I – Osservazioni preliminari
      66     A sostegno del suo ricorso, la CDA solleva numerosi motivi vertenti, rispettivamente, sulla violazione del principio del rispetto
         dei diritti della difesa, sulla violazione dell’obbligo di motivazione, sulla constatazione erronea di taluni fatti, sulla
         violazione del principio di buona amministrazione considerato alla luce dell’art. 287 CE, sulla violazione degli artt. 87,
         n. 1, CE e dell’art. 88, n. 2, CE, nonché delle loro disposizioni di applicazione, sull’incompetenza della Commissione, sulla
         violazione dell’art. 249, quarto comma, CE, sulla violazione del diritto di proprietà, sulla violazione del principio di proporzionalità
         e, infine, sulla violazione del principio di certezza del diritto e di un «principio di sicurezza».
      
      67     Nel suo ricorso (punti 2‑5), la CDA ha precisato che la sua domanda di annullamento è diretta, in primo luogo, contro l’ordine
         di recupero contenuto all’art. 2 della decisione impugnata, nella parte in cui ordina alla Repubblica federale di Germania
         di recuperare l’aiuto descritto all’art. 1 presso la CDA e presso le altre imprese alle quali sono stati o saranno trasferiti
         gli attivi e/o le infrastrutture della PBK, dell’impresa comune e della PA.
      
      68     Di conseguenza, il Tribunale decide di esaminare, anzitutto, i motivi invocati dalla CDA per dimostrare l’illegittimità dell’art. 2
         della decisione impugnata e, in particolare, il motivo vertente su una violazione dell’art. 87, n. 1, CE e dell’art. 88, n. 2,
         CE.
      
       II – Sul motivo vertente sulla violazione dell’art. 87, n. 1, CE e dell’art. 88, n. 2, CE
      D –  Argomenti delle parti
      69     La CDA, sostenuta dalla Repubblica federale di Germania, fa valere che la Commissione ha violato l’art. 87, n. 1, CE e l’art. 88,
         n. 2, CE, in quanto, in forza dell’art. 2, nn. 1 e 3, della decisione impugnata, essa obbliga la Repubblica federale di Germania
         a chiedere la restituzione degli aiuti alla LCA, alla CDA e a tutte le altre imprese «alle quali gli attivi e/o le infrastrutture
         [della PBK], [dell’impresa comune] o [della PA] sono stati o saranno trasferiti al fine di sottrarsi alle conseguenze della
         (…) decisione».
      
      70     In sostanza essa afferma che la Commissione non può esigere dalla Repubblica federale di Germania che essa recuperi gli aiuti
         presso imprese che non hanno beneficiato degli aiuti in esame, In primo luogo, essa rileva che gli aiuti sono stati sviati,
         in misura significativa, a vantaggio delle imprese del gruppo Pilz, che, in secondo luogo, come la Commissione ha constatato
         al ‘considerando’ 103 della decisione impugnata, la MTDA, divenuta CDA, non ha beneficiato di aiuti nell’ambito del rilevamento
         degli attivi della CD Albrechts, divenuta LCA, dal momento che essa ha pagato un prezzo conforme al mercato, e che, in terzo
         luogo, una parte degli aiuti è stata versata direttamente al gruppo Pilz. 
      
      71     Inoltre, essa sostiene che la Commissione non può esigere il recupero degli aiuti presso terzi, limitandosi ad allegare una
         situazione di elusione. Anzitutto essa rileva che la Commissione non può indirizzare un ordine di recupero ad un terzo senza
         provare che quest’ultimo è stato avvantaggiato dall’aiuto. Inoltre, essa ritiene che i criteri oggettivi che la Commissione
         utilizza per affermare l’esistenza di una situazione di elusione – l’oggetto del trasferimento, il prezzo di acquisto, l’identità
         dei soci o dei detentori del capitale dell’impresa iniziale e di quella acquirente, dell’epoca in cui il trasferimento ha
         avuto luogo e del carattere commerciale del trasferimento –, che sono enunciati al ‘considerando’ 118 della decisione impugnata,
         non ricorrano nel caso di specie.
      
      72     La Commissione, sostenuta dalla ODS, contesta il complesso degli argomenti della CDA diretti a provare che essa ha violato
         l’art. 87, n. 1, CE e l’art. 88, n. 2, CE, esigendo che la Repubblica federale di Germania richiedesse la restituzione dell’aiuto
         alla LCA, alla CDA e a tutte le altre imprese alle quali gli attivi e/o le infrastrutture dell’impresa comune sono stati o
         saranno trasferiti al fine di sottrarsi alle conseguenze della decisione impugnata.
      
      73     Anzitutto essa precisa, in termini generali, il suo punto di vista in merito all’individuazione dei soggetti tenuti a restituire
         gli aiuti in caso di cessione delle quote societarie della società beneficiaria o degli attivi di essa. A tale riguardo, esso
         osserva inizialmente che la questione non pone problemi particolari in caso di cessione delle quote societarie, poiché la
         società beneficiaria continua ad esistere, essendo esclusivamente modificata la sua proprietà. A suo giudizio, risulta dalla
         giurisprudenza che, in tale ipotesi, l’obbligo di restituzione rimane a carico della società che ha ricevuto gli aiuti o dei
         suoi successori, indipendentemente dai cambiamenti intervenuti nella struttura della proprietà e dall’eventuale presa in considerazione
         dell’obbligo di recupero nella determinazione delle condizioni di vendita. Infatti essa rileva che, continuando ad esercitare
         l’attività sovvenzionata, tale società continua a beneficiare degli aiuti, lasciando in tal modo perdurare la distorsione
         della concorrenza. Inoltre, essa ritiene che non vi siano ulteriori difficoltà nel caso in cui gli attivi della società beneficiaria
         sono trasferiti a imprese appartenenti allo stesso gruppo. Infatti essa sostiene che, in tal caso, oltre alla società beneficiaria,
         saranno tenute a restituire gli aiuti le imprese del gruppo che, grazie al trasferimento di tali attivi, hanno potuto approfittare
         degli effetti favorevoli derivanti dagli aiuti, ottenendone un vantaggio economico. D’altronde, per quanto riguarda la vendita
         a imprese terze degli attivi della società beneficiaria, la Commissione effettua una distinzione a seconda che i beni siano
         stati venduti separatamente o «in blocco». A suo parere, quando i beni sono venduti separatamente, al prezzo di mercato, gli
         acquirenti non sono tenuti al rimborso degli aiuti poiché, in seguito alla vendita separata degli attivi, l’attività sovvenzionata
         è scomparsa e, in tal modo, l’aiuto accordato prima della cessione degli attivi non è più suscettibile di svantaggiare i concorrenti
         dell’impresa beneficiaria. Per contro, la Commissione considera che la situazione sia diversa quando gli attivi sono venduti
         «in blocco» in modo da permettere all’acquirente di continuare l’attività della società beneficiaria. Infatti, secondo la
         Commissione, in tale ipotesi, il proseguimento dell’attività sovvenzionata può far persistere la distorsione della concorrenza,
         per cui occorre una vigilanza particolare per evitare che la cessione dei beni della società beneficiaria possa dar luogo
         ad un’elusione sostanziale dell’obbligo di restituzione attraverso la messa «al riparo» dei beni venduti. Essa afferma che
         tale elusione può essere esclusa solo quando, oltre ad avvenire al prezzo di mercato, la cessione «in blocco» dei beni della
         società beneficiaria è operata nell’ambito di una procedura senza condizioni e aperta a tutti i concorrenti di tale società.
      
      74     Alla luce di questi principi, la Commissione considera di aver giustamente chiesto il recupero dell’aiuto presso la LCA e
         la CDA, poiché:
      
      –       la CDA svolge le attività economiche del beneficiario iniziale dell’aiuto utilizzando i mezzi di produzione «inquinati» che
         essa ha rilevato all’interno del gruppo di imprese collegate sotto il controllo della TIB;
      
      –       la CDA e la LCA continuano ad approfittare degli aiuti illegittimamente concessi all’impresa comune – e ai suoi successori
         – in quanto la distorsione della concorrenza causata dalla concessione di tali aiuti continua a produrre i suoi effetti per
         la CDA e la LCA;
      
      –       il prezzo di acquisto dell’importo complessivo di DEM 35,3 milioni corrisposto sotto forma di assunzione di debiti (‘considerando’
         102 della decisione impugnata) è comunque rimasto in uno stesso ed unico gruppo di imprese, a causa del controllo che la TIB
         esercita sia sulla CDA che sulla LCA;
      
      –       nel caso di un gruppo di imprese economicamente integrate, tener conto del prezzo di acquisto sarebbe contrario all’obbligo
         che le incombe di evitare l’elusione delle sue decisioni e all’obbligo che hanno gli Stati membri di vigilare al rispetto
         delle disposizioni delle sue decisioni (‘considerando’ 118 e 119 della decisione impugnata).
      
      75     Infine, la Commissione rileva che la CDA afferma erroneamente che essa non può esigere il recupero presso di lei e presso
         la LCA degli aiuti che sono stati versati direttamente o che sono stati sviati a profitto del gruppo Pilz. Infatti, essa osserva
         che tali aiuti sono giunti nel campo di attività dell’impresa comune o dei suoi successori, anche se, in seguito, sono stati
         immediatamente sviati per andare a profitto delle altre società del gruppo Pilz. Secondo la Commissione, è di scarsa importanza
         al riguardo che tali aiuti non siano effettivamente andati a profitto dell’impresa comune. Infatti essa sottolinea che la
         Corte, nella sentenza 20 marzo 1997, causa C‑24/95, Alcan Deutschland (Racc. pag. I‑1591), ha giudicato che la censura vertente
         sulla scomparsa dell’arricchimento non costituisca una valida ragione per opporsi al recupero degli aiuti. Essa ritiene che
         il ragionamento della Corte possa essere trasposto ad un caso come quello di specie, in cui i meccanismi di trasferimento
         di attivi all’interno di un gruppo di imprese hanno quasi come oggetto quello di far scomparire l’arricchimento in capo al
         beneficiario iniziale dell’aiuto. A suo giudizio, in tal caso è escluso che si tenga conto dell’obiezione della scomparsa
         dell’arricchimento e, al contrario, si attribuisce il beneficio illegittimo alle imprese del gruppo che hanno ricevuto in
         origine gli aiuti di cui erano destinatarie. Analogamente, essa ritiene che la TIB e le imprese collegate non possano neppure
         invocare tale censura, poiché lo sviamento degli aiuti da parte del gruppo Pilz è anche imputabile all’impresa comune e ai
         suoi successori.
      
      E –  Giudizio del Tribunale
      76     A titolo preliminare, occorre ricordare che, in base al diritto comunitario, qualora la Commissione constati che determinati
         aiuti sono incompatibili con il mercato comune, essa può ingiungere allo Stato membro di recuperare tali aiuti presso i beneficiari
         (sentenze della Corte 12 luglio 1973, causa 70/72, Commissione/Germania, Racc. pag. 813, punti 13 e 20, e 29 aprile 2004,
         causa C‑277/00, Germania/Commissione, Racc. pag. I‑3925, punto 73).
      
      77     La soppressione di un aiuto illegittimo attraverso il recupero è la logica conseguenza della constatazione della sua illegittimità
         ed è intesa al ripristino dello status quo ante (v. sentenza Germania/Commissione, punto 76 supra, punto 74).
      
      78     Siffatto obiettivo è raggiunto quando gli aiuti in parola, eventualmente maggiorati degli interessi di mora, sono stati restituiti
         dal beneficiario o, in altri termini, dalle imprese che ne hanno effettivamente goduto (v., in tal senso, sentenza della Corte
         21 marzo 1991, causa C-303/88, Italia/Commissione, Racc. pag. I‑1433, punti 57 e 60). Per effetto di tale restituzione, il
         beneficiario è infatti privato del vantaggio di cui aveva fruito sul mercato rispetto ai suoi concorrenti e la situazione
         esistente prima della corresponsione dell’aiuto è ripristinata (sentenza della Corte 4 aprile 1995, causa C‑350/93, Commissione/Italia,
         Racc. pag. I‑699, punto 22).
      
      79     Ne consegue che il principale obiettivo cui è finalizzato il rimborso di un aiuto di Stato illegittimamente versato è quello
         di eliminare la distorsione della concorrenza causata dal vantaggio concorrenziale determinato dall’aiuto illegittimo (sentenza
         Germania/Commissione, punto 76 supra, punto 76).
      
      80     È alla luce di tali considerazioni generali che occorre esaminare la legittimità dell’ordine di recupero di cui all’art. 2
         della decisione impugnata. 
      
      81     A tale proposito occorre esaminare separatamente la legittimità di tale ordine, in quanto esige il recupero dell’aiuto presso
         la LCA, da un lato, e presso la CDA, dall’altro. Infatti, è pacifico che, contrariamente alla LCA, che deve essere considerata
         come il successore diretto dell’impresa comune e della PA, ciò non accade nel caso della CDA. Nella decisione impugnata, l’estensione
         dell’ordine di recupero a quest’ultima è, infatti, fondata sull’esistenza di una situazione di elusione. 
      
      82     Per quanto riguarda il recupero dell’aiuto presso la LCA, la CDA fa valere che tale ordine è illegittimo, in quanto comprende
         aiuti che sono stati versati direttamente al gruppo Pilz, da un lato, e aiuti che, anche se corrisposti all’impresa comune
         e alla PA, sono stati sviati a profitto di tale gruppo, dall’altro.
      
      83     A tale proposito occorre constatare che, come risulta dalle tabelle di cui ai ‘considerando’ 32 e 39 della decisione impugnata,
         l’aiuto descritto all’art. 1 di tale decisione comprende effettivamente un certo numero di aiuti che sono stati versati direttamente
         al gruppo Pilz e alla PBK, un’impresa appartenente a questo gruppo. Questo è in particolare il caso del contributo concesso
         alla PBK a titolo di garanzia del Land della Baviera (la LfA) dell’importo di DEM 54,7 milioni, del contributo concesso alla
         PBK a titolo della rinuncia a crediti dell’importo di DEM 3 milioni, del contributo concesso alla PBK a titolo del prezzo
         di acquisto di quote della PA per un importo di DEM 3 milioni e del contributo concesso al gruppo Pilz a titolo del credito
         di DEM 15 milioni.
      
      84     Per quanto riguarda i primi due contributi, è pacifico che, sebbene fossero stati versati direttamente alla PBK, essi erano
         destinati al finanziamento della costruzione dello stabilimento di CD ad Albrechts, per cui, a prescindere dallo sviamento
         di tali misure a profitto di altre imprese del gruppo Pilz, in linea di principio è a giusto titolo che la Commissione ne
         ha richiesto il recupero presso la LCA (v., in tal senso, sentenza della Corte 3 luglio 2003, causa C‑457/00, Belgio/Commissione,
         Racc. pag. I‑6931, punti 55‑62).
      
      85     Per quanto riguarda il prezzo di acquisto di DEM 3 milioni e il credito di DEM 15 milioni, occorre constatare che tali aiuti
         sono stati versati direttamente al gruppo Pilz e non erano destinati alla ristrutturazione dell’impresa comune e della PA.
         Quindi è escluso che questi ultimi possano essere considerati come i beneficiari effettivi di tali aiuti. Tale conclusione
         non è modificata dalla circostanza che, come ha constatato la Commissione al ‘considerando’ 37 della decisione impugnata,
         il credito di DEM 15 milioni doveva servire al sostegno del gruppo Pilz in attesa di un acquirente che rilevasse la PA. Infatti,
         oltre al fatto che la Commissione non ha fornito alcun elemento di prova a sostegno di tale affermazione, non è provato che
         la PA sia stata effettivamente avvantaggiata da tale aiuto.
      
      86     Pertanto, nella parte in cui dispone il recupero presso la LCA degli aiuti descritti all’art. 1, comprendendovi l’aiuto concesso
         alla PBK a titolo del prezzo di acquisto di DEM 3 milioni nonché l’aiuto concesso al gruppo Pilz in forma di credito di DEM 15
         milioni, l’art. 2 della decisione impugnata non è conforme ai principi che disciplinano il recupero degli aiuti di Stato illegittimi.
      
      87     In seguito, occorre esaminare l’argomento del Land della Turingia secondo cui l’ordine di recupero è illegale nella parte
         in cui riguarda aiuti che, anche se destinati all’impresa comune e alla PA, sono stati deviati a beneficio delle imprese del
         gruppo Pilz.
      
      88     A tale riguardo occorre osservare che la decisione impugnata contiene numerose constatazioni relative allo sviamento, a profitto
         del gruppo Pilz, degli aiuti descritti all’art. 1 della decisione impugnata. Così, risulta in particolare dai ‘considerando’
         27, 33, 38 e 63‑75 della decisione impugnata che una gran parte degli aiuti concessi ai fini della costruzione, dell’ampliamento
         e della ristrutturazione dello stabilimento di CD ad Albrechts è stata sviata a vantaggio delle imprese di tale gruppo. Da
         tali constatazioni risulta anche che lo sviamento degli aiuti è stato realizzato con una fatturazione in eccesso delle prestazioni
         di servizi effettuate nell’ambito della costruzione dello stabilimento, attraverso il sistema della gestione di cassa centralizzata
         esistente all’interno del gruppo Pilz e attraverso il mancato pagamento dei prodotti che sono stati consegnati e di servizi
         che sono stati forniti dall’impresa comune e dalla PA a vantaggio del gruppo Pilz.
      
      89     Analogamente, si deve constatare che l’atto di accusa del pubblico ministero presso il Landgericht Mühlhausen, che è stato
         prodotto dalle autorità tedesche nell’ambito del procedimento amministrativo, contiene un certo numero di elementi che permettono
         di stabilire, almeno in modo approssimativo, l’estensione dello sviamento degli aiuti a vantaggio del gruppo Pilz. Contrariamente
         a quanto fa valere la Commissione, il solo fatto che tale atto si riferisca ad operazioni illegittime commesse nell’ambito
         della concessione delle sovvenzioni e dei premi all’investimento del Land della Turingia non permette, in quanto tale, di
         concludere che gli elementi che vi sono contenuti sono privi di pertinenza ai fini della valutazione che la Commissione è
         tenuta a compiere. Infatti, tale atto contiene, in particolare nella descrizione dei diversi meccanismi impiegati nell’ambito
         della frode e della valutazione del valore degli investimenti che sono stati realizzati, indicazioni precise e utili per valutare
         l’entità dello sviamento.
      
      90     Pertanto, occorre considerare che, almeno al momento di adottare la decisione impugnata, la Commissione disponeva di un insieme
         di indizi precisi e concordanti da cui risultava che l’impresa comune e la PA non avevano avuto il godimento effettivo di
         gran parte degli aiuti destinati alla costruzione, all’ampliamento e alla ristrutturazione dello stabilimento di CD ad Albrechts.
         Inoltre, tali indizi permettevano di stabilire, almeno in modo approssimativo, l’entità dello sviamento.
      
      91     È vero che, come afferma la Commissione, dal fascicolo non risulta che le autorità tedesche abbiano fornito indicazioni precise
         circa la parte di aiuto che è stata sviata a vantaggio del gruppo Pilz.
      
      92     Tuttavia, occorre constatare che, pur disponendo dei mezzi necessari a tale riguardo (v., in tal senso, sentenza della Corte
         13 aprile 1994, cause riunite C‑324/90 e C‑342/90, Germania e Pleuger Worthington/Commissione, Racc. pag. I‑1173, punto 29),
         non risulta da alcun elemento del fascicolo che essa abbia richiesto alle autorità tedesche di fornirle indicazioni precise
         su tale punto. Orbene, come risulta dalla decisione di avvio, essa era informata, almeno dal 1997, dello sviamento di gran
         parte degli aiuti. Pertanto, essa non potrebbe affermare che, alla luce delle informazioni di cui disponeva al momento di
         adottare la decisione impugnata, essa era legittimata a richiedere il recupero presso la LCA degli aiuti descritti all’art. 1,
         per quanto riguarda quelli di cui era a conoscenza o di cui non poteva ignorare che essi non erano andati a vantaggio dell’impresa
         comune e della PA.
      
      93     Analogamente, occorre respingere l’argomento della Commissione secondo cui l’ampiezza dell’ordine di recupero di cui all’art. 2
         della decisione impugnata sarebbe giustificata dall’appartenenza dell’impresa comune e dei suoi successori ad un gruppo d’imprese
         collegate all’interno del quale esistono meccanismi interni di trasferimento di attivi. Infatti, oltre al fatto che l’impresa
         comune ha fatto parte del gruppo Pilz solo durante il periodo compreso tra l’ottobre 1992 e la fine del mese di dicembre 1993,
         risulta chiaramente dalle constatazioni riprese nella decisione impugnata che, nel caso di specie, i meccanismi di trasferimento
         esistenti all’interno di tale gruppo sono stati utilizzati esclusivamente a svantaggio di tale impresa e non a suo profitto.
         Non si può quindi affermare che, a causa della sua appartenenza a tale gruppo, l’impresa comune ha avuto il godimento effettivo
         di aiuti di cui non era la beneficiaria.
      
      94     Di conseguenza, l’art. 2 della decisione impugnata non è conforme ai principi che disciplinano il recupero degli aiuti di
         Stato illegittimi, nella parte in cui ordina presso la LCA il recupero degli aiuti descritti all’art. 1, ivi compresi quelli
         di cui si è accertato che tale impresa non ha effettivamente beneficiato.
      
      95     Inoltre, nella parte in cui l’art. 2 della decisione impugnata ordina il recupero dell’aiuto descritto all’art. 1 di tale
         decisione presso la CDA, risulta da tale decisione che la Commissione ha, essenzialmente, fondato la sua valutazione sull’esistenza
         di una volontà di eludere le conseguenze di tale decisione, che, secondo la Commissione, risulta oggettivamente dal fatto
         la CDA ricava un profitto dall’aiuto che era stato precedentemente concesso alla PBK, all’impresa comune, alla PA e alla CD
         Albrechts, in quanto essa utilizza gli elementi dell’attivo e di tali imprese e prosegue, inoltre, la loro attività (‘considerando’
         118  e 120 della decisione impugnata).
      
      96     Tale argomento non può essere accolto.
      97     È vero che, come risulta dallo scambio di corrispondenza tra le autorità tedesche e la Commissione nell’ambito del procedimento
         amministrativo, il trasferimento di una parte degli attivi dalla LCA alla CDA aveva lo scopo di salvare tale parte dallo sfruttamento
         della LCA assicurandole una possibilità di sviluppo al riparo dalle incertezze giuridiche ed economiche che minacciavano la
         sopravvivenza della LCA. Analogamente, diversi elementi che sono stati avanzati dalla Commissione e dalla ODS nell’ambito
         della presente controversia permettono di concludere che, in seguito al trasferimento degli attivi, la CDA prosegue effettivamente
         l’attività dell’impresa comune, della PA e della CD Albrechts.
      
      98     Tuttavia, tale elemento non permette, in quanto tale, di provare l’esistenza di una volontà di eludere gli effetti dell’ordine
         di recupero nel caso di specie.
      
      99     Tale conclusione si impone tanto più che, come è stato constatato al ‘considerando’ 103 della decisione impugnata, un prezzo
         di acquisto conforme al mercato è stato pagato dalla CDA per rilevare taluni elementi dell’attivo della LCA per cui tale operazione
         non implica che la CDA conservi il godimento effettivo del vantaggio concorrenziale legato al beneficio degli aiuti concessi
         alla LCA (v., in tal senso, sentenza Germania/Commissione, punto 76 supra, punto 92). 
      
      100   In una fattispecie di tal genere, non si può ritenere che, come la Commissione afferma nei suoi scritti, in seguito al rilevamento
         di attivi da parte della CDA, la LCA resti come «un guscio vuoto rispetto al quale non è possibile ottenere la restituzione
         degli aiuti illegittimi».
      
      101   Infatti, alla luce del fatto che, nel caso di specie, la LCA si trova in liquidazione in seguito all’avvio di una procedura
         fallimentare nell’ottobre 2000, occorre ricordare che dalla giurisprudenza relativa alle imprese beneficiarie di aiuti, sottoposte
         a procedura fallimentare, risulta che il ripristino della situazione precedente e l’eliminazione della distorsione della concorrenza
         risultante dagli aiuti illegalmente versati possono, in linea di principio, essere compiuti con l’iscrizione al passivo dell’impresa
         in liquidazione di un obbligo relativo alla restituzione degli aiuti di cui si tratta, fatti salvi quegli aiuti di cui avesse
         beneficiato un’altra impresa. Infatti, ai sensi di tale giurisprudenza, la detta iscrizione sarebbe sufficiente per assicurare
         l’esecuzione di una decisione che ordina il recupero di aiuti di Stato incompatibili con il mercato comune (v., in tal senso,
         sentenze della Corte 15 gennaio 1986, causa 52/84, Commissione/Belgio, Racc. pag. 89, punto 14, e 21 marzo 1990, causa C‑142/87,
         Belgio/Commissione, Racc. pag. I‑959, punti 60 e 62).
      
      102   Inoltre, la CDA e la Repubblica federale di Germania hanno affermato, senza essere contraddette dalla Commissione, che, da
         un lato, solo una parte degli attivi è stata venduta alla CDA, cioè le immobilizzazioni, le scorte, il capitale circolante
         nonché il know-how tecnico e il comparto distribuzione, e che, dall’altro, tale modo di procedere ha permesso di ottenere
         una somma più elevata di quella che sarebbe stata ottenuta vendendo separatamente gli elementi dell’attivo di cui si tratta
      
      103   Tale conclusione non è modificata dal fatto che il prezzo di acquisto è stato pagato in forma di assunzione di debiti. Infatti,
         occorre rilevare che tale forma di pagamento non ha avuto effetti negativi sulla situazione dei creditori, poiché la diminuzione
         dell’attivo della società è stata compensata da una diminuzione equivalente del suo passivo. D’altronde, nel corso dell’udienza,
         la CDA ha affermato, senza essere contraddetta dalla Commissione su tale punto, che il valore delle immobilizzazioni appartenenti
         alla LCA è relativamente importante, per cui non si può ritenere che, in seguito al rilevamento di una parte dei suoi attivi
         ad opera della CDA, tale impresa sia diventata un «guscio vuoto».
      
      104   Il rinvio effettuato dalla Commissione al ‘considerando’ 118 della decisione impugnata non permette di confutare tale analisi.
         Infatti occorre constatare che, nel ‘considerando’ in parola, la Commissione espone, in maniera generale ed illustrativa,
         i criteri che essa applica al fine di decidere se un’operazione specifica celi una situazione di elusione. Al contrario, tale
         passaggio non contiene alcuna applicazione di tali criteri al caso in esame.
      
      105   Di conseguenza, occorre concludere che, alla luce delle sole constatazioni di fatto riprese nella decisione impugnata, la
         Commissione non poteva concludere nel senso dell’esistenza di una volontà di eludere gli effetti dell’ordine di recupero nel
         caso di specie.
      
      106   Per quanto riguarda gli altri elementi di fatto che sono stati addotti dalla Commissione nell’ambito della sua corrispondenza
         e all’udienza, è sufficiente constatare che essi non figurano in nessun punto della decisione impugnata e che, quindi, non
         possono essere invocati per giustificare l’ampiezza dell’ordine di recupero alla CDA.
      
      107   Ad abundantiam, il Tribunale rileva che tali diversi elementi non permettono neppure di provare l’esistenza di una situazione
         di elusione nel caso di specie.
      
      108   A tale proposito occorre respingere l’affermazione della Commissione secondo cui il rilevamento di attivi da parte della CDA
         non corrisponde ad una logica economica. Infatti, è opportuno constatare che, nell’ambito del procedimento amministrativo,
         le autorità tedesche  e la CDA hanno sottolineato in numerose occasioni che il rilevamento di una parte degli attivi della
         LCA da parte della CDA rispondeva a tale logica. Orbene, anche se «il carattere commerciale del trasferimento [di attivi]»
         costituisce uno degli aspetti che essa prende in considerazione per stabilire l’esistenza di un’elusione (‘considerando’ 118
         della decisione impugnata), la Commissione non ha inserito nella decisione impugnata alcuna considerazione di natura tale
         da contestare la posizione delle autorità tedesche e della CDA
      
      109   Analogamente, occorre sottolineare che la sola circostanza che la LCA e la CDA fossero gestite dalla stessa persona al momento
         del rilevamento di attivi nel gennaio 1998 e che, successivamente a tale operazione, la CDA si presenti sul mercato come il
         successore dell’impresa comune e della PA non permette di concludere che il rilevamento degli attivi della LCA aveva lo scopo
         di aggirare l’ordine di recupero di cui all’art. 2 della decisione impugnata. Effettivamente tali elementi non bastano a provare
         che la CDA ha agito con l’intento di impedire l’esecuzione della decisione impugnata.
      
      110   Infine, occorre respingere l’affermazione della Commissione secondo cui il rilevamento «in blocco» degli attivi della LCA
         non sarebbe stato attuato al termine di una procedura aperta e trasparente e taluni concorrenti della LCA sarebbero così stati
         esclusi dall’acquisizione degli attivi con cui tale società esercitava le attività sovvenzionate. Infatti, tanto la decisione
         impugnata quanto taluni atti del fascicolo e le dichiarazioni effettuate dal Land della Turingia e dalla CDA nel corso dell’udienza
         del 5 maggio 2004 fanno, al contrario, apparire che il rilevamento degli attivi della LCA da parte della CDA non è stato attuato
         immediatamente, ma è stato preceduto da tentativi infruttuosi di vendere l’insieme della LCA a terzi, tra cui la società madre
         della parte interveniente, la ODS (v., in tal senso, sentenza Germania/Commissione, punto 76 supra, punto 95).
      
      111   Alla luce di quanto precede, occorre concludere che la Commissione non ha provato l’esistenza di un’operazione di elusione
         delle conseguenze della decisione impugnata, suscettibile di fondare un obbligo a carico della CDA di restituire gli aiuti
         illegittimi concessi all’impresa comune e ai suoi successori.
      
      112   Di conseguenza, nella parte in cui ordina il recupero presso la CDA degli aiuti concessi alla PBK, all’impresa comune, alla
         PA e alla CD Albrechts, la decisione impugnata non è conforme ai principi disciplinanti il recupero degli aiuti di Stato illegittimi.
      
      113   Una conclusione analoga si impone laddove l’art. 2 della decisione impugnata ordina il recupero dell’aiuto descritto all’art. 1
         presso «tutte le altre imprese alle quali gli attivi e/o le infrastrutture [della PBK], [dell’impresa comune], o [della PA]
         sono stati o saranno trasferiti al fine di sottrarsi alle conseguenze della [detta] decisione». Infatti, è sufficiente constatare
         che l’ampiezza dell’ordine di recupero a tali imprese si fonda sugli stessi motivi dell’ampiezza di tale ordine alla CDA.
      
      114   Alla luce di tutto quanto precede, occorre accogliere il presente motivo.
      115   Alla luce di quanto precede, occorre annullare l’art. 2 della decisione impugnata nella parte in cui dispone il recupero dell’aiuto
         descritto all’art. 1 di tale decisione presso le società CDA e LCA, come pure presso tutte le altre imprese alle quali gli
         attivi o le infrastrutture delle società PBK, dell’impresa comune o della PA sono stati o saranno trasferiti al fine di sottrarsi
         alle conseguenze della detta decisione.
      
      116   In tali circostanze non occorre più esaminare gli altri motivi sollevati dalla ricorrente per provare l’illegittimità dell’ordine
         di recupero di cui all’art. 2 della decisione impugnata.
      
      117   Inoltre, occorre sottolineare che il ricorso della CDA è diretto, in via principale, come risulta in particolare dai punti
         2‑5 del ricorso, contro la decisione impugnata in quanto essa, in forza del suo art. 2, n. 3, estende l’ordine di recupero
         dell’aiuto alla CDA come a tutte le altre imprese alle quali gli attivi e/o le infrastrutture della PBK, dell’impresa comune,
         della PA sono stati o saranno trasferiti. Orbene, se tale parte del dispositivo della decisione impugnata è annullato, non
         è più necessario pronunciarsi sull’insieme dei motivi sollevati dalla CDA riguardanti l’art. 1 della decisione impugnata.
      
       Sulle spese
      118   Ai sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. Poiché la CDA ne ha fatto domanda, la Commissione, rimasta soccombente, dev’essere condannata alle spese.
      
      119   Ai sensi dell’art. 87, n. 4, terzo comma, del regolamento di procedura, il Tribunale può ordinare che un interveniente sopporti
         le proprie spese. Nella fattispecie, la Repubblica federale di Germania e la ODS sopporteranno le proprie spese.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Terza Sezione ampliata)
      dichiara e statuisce:
      1)      L’art. 2, n. 3, della decisione della Commissione 21 giugno 2000, 2000/796/CE, relativa ad aiuti concessi dalla Germania in
            favore di CDA Compact Disc Albrechts GmbH (Turingia), è annullata .
      2)      Non occorre più statuire sul resto della domanda.
      3)      La Commissione sopporterà le proprie spese nonché le spese della CDA Datenträger Albrechts GmbH. La Repubblica federale di
            Germania e la ODS Optical Disc Service GmbH sopporteranno le proprie spese. 
      
               Azizi 
            
            
                García-Valdecasas 
            
            
                Cooke 
            
         
               Jaeger 
            
             
            
                     Dehousse
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 19 ottobre 2005.
      
               Il cancelliere 
            
             
            
                      Il presidente
            
         
               E. Coulon 
            
             
            
                      J. Azizi
            
         
      Indice
      
      Contesto normativo
      Fatti all’origine della controversia
      A –  Contesto generale
      1.  Fase di costituzione dell’impresa (dal 1990 al 1992)
      2.  Fase di ristrutturazione (dal 1993 al 1998)
      3.  Rilevamento di talune attività da parte della MTDA
      B –  Svolgimento del procedimento amministrativo
      C –  Accertamento dei fatti e valutazione giuridica
      1.  Contributi finanziari concessi dalla Repubblica federale di Germania durante la fase di costituzione
      2.  Contributi finanziari concessi durante la fase di ristrutturazione
      3.  Sul recupero degli aiuti
      4.  Dispositivo della decisione impugnata
      Procedimento e conclusioni delle parti
      In diritto
      I – Osservazioni preliminari
      II – Sul motivo vertente sulla violazione dell’art. 87, n. 1, CE e dell’art. 88, n. 2, CE
      D –  Argomenti delle parti
      E –  Giudizio del Tribunale
      Sulle spese
      * Lingua processuale: il tedesco.