CELEX: 62006FJ0125
Language: it
Date: 2007-11-08 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale della funzione pubblica (Seconda Sezione) dell'8 novembre 2007. # Walter Deffaa contro Commissione delle Comunità europee. # Pubblico impiego - Dipendenti - Trasferimento interno. # Causa F-125/06.

SENTENZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA (Seconda Sezione)
      8 novembre 2007 
      Causa F‑125/06
      Walter Deffaa
      contro
      Commissione delle Comunità europee 
      «Funzione pubblica – Funzionari – Riforma dello Statuto – Trasferimento interno – Posto di direttore generale – Inquadramento – Art. 7, n. 1, dello Statuto – Art. 29, n. 1, dello Statuto – Art. 44, secondo comma, dello Statuto – Art. 45, n. 1, dello Statuto – Indennità di funzioni direttive»
      Oggetto: Ricorso, proposto ai sensi degli artt. 236 CE e 152 EA, con il quale il sig. Deffaa chiede l’annullamento della decisione
         del presidente della Commissione 12 gennaio 2006, recante nomina dello stesso al posto di direttore generale del servizio
         di controllo contabile interno, con decorrenza 1° agosto 2004, nella parte in cui tale decisione fissa il suo inquadramento
         nel grado A*15, quarto scatto, e, per quanto necessario, l’annullamento della decisione del direttore generale della direzione
         generale «Personale e amministrazione» 23 dicembre 2005, recante rigetto della sua domanda diretta a beneficiare di uno scatto
         ulteriore nel suo grado, a decorrere dalla data della sua nomina quale direttore generale, ai sensi dell’art. 44, secondo
         comma, dello Statuto, come modificato dal regolamento (CE, Euratom) del Consiglio 22 marzo 2004, n. 723 (GU L 124, pag. 1).
      
      Decisione: Il ricorso è respinto. Ciascuna parte sopporterà le proprie spese.
      
      Massime
      1.      Funzionari – Posto vacante – Copertura mediante trasferimento interno – Inquadramento nel grado
      (Statuto dei funzionari, artt. 7, n. 1, e 29; allegati XIII, art. 2, n. 1, e XIII.1)
      2.      Funzionari – Avanzamento di scatto – Funzionario che occupa un posto direttivo
      (Statuto dei funzionari, art. 44, secondo comma; allegato XIII, art. 7, n. 4)
      1.      Un funzionario dell’ex grado A 2, ridenominato A*15 a seguito dell’entrata in vigore del regolamento n. 723/2004, che modifica
         lo Statuto dei funzionari e il Regime applicabile agli altri agenti, assegnato, nel suo grado e scatto, ad un posto di direttore
         generale presso la Commissione, dopo aver presentato un atto di candidatura a seguito di un avviso di posto vacante per un
         posto dell’ex grado A 1, ridenominato A*16, non può validamente sostenere che la Commissione fosse tenuta a nominarlo nel
         grado A*16, grado superiore del gruppo di funzioni interessato, per attribuirgli le funzioni superiori di direttore generale.
      
      Nessuna disposizione dello Statuto vieta alla Commissione di nominare dei funzionari a posti di direttore generale nel grado
         inferiore del gruppo di funzioni interessato, a meno che essi non siano già inquadrati nel grado superiore. Una siffatta nomina
         nel grado inferiore del gruppo di funzioni non può essere considerata incompatibile con il principio secondo cui ogni funzionario
         ha un’aspettativa di carriera in seno alla sua istituzione, dato che un funzionario di grado A*15, trasferito ad un posto
         di direttore generale, conservando il suo grado, ha un’aspettativa ad un’eventuale promozione successiva al grado A*16.
      
      Anche se l’avviso di posto vacante ha fissato al grado A 1 il livello del posto da coprire, la soppressione, a partire dal
         1° maggio 2004, del detto grado, che deriva dall’introduzione del nuovo sistema di carriera, ha portato la Commissione, al
         fine di determinare il grado corrispondente, a dover applicare l’allegato XIII.1 dello Statuto. Orbene, l’impiego tipo di
         direttore generale corrisponde a due gradi, ossia i gradi A*15 e A*16. La determinazione del livello del posto da coprire,
         alla quale la Commissione ha proceduto redigendo l’avviso di posto vacante in vigenza delle disposizioni del precedente Statuto,
         non ha potuto prolungare gli effetti di quest’ultimo oltre la data del 1° maggio 2004, adottata dal legislatore comunitario
         per l’entrata in vigore della nuova struttura di carriera dei funzionari comunitari.
      
      Non si può utilmente sostenere che per l’autorità che ha il potere di nomina è impossibile attribuire funzioni superiori ad
         un funzionario senza promuoverlo al grado superiore. Al riguardo, la tabella descrittiva dei diversi impieghi tipo figurante
         all’allegato XIII.1 dello Statuto prevede che un unico e identico grado corrisponda a impieghi di livello diverso, come gli
         impieghi di direttore e di direttore generale, per quanto riguarda il grado A*15.
      
      (v. punti 58-62)
      Riferimento:
      Tribunale di primo grado: 11 luglio 2007, causa T‑58/05, Centeno Mediavilla e a./Commissione (Racc. pag. II-2523, punto 109)
      2.      Le disposizioni dell’art. 44, secondo comma, dello Statuto, che disciplinano l’avanzamento di scatto, e dell’art. 7, n. 4,
         dell’allegato XIII dello stesso Statuto, che disciplinano l’indennità di funzioni direttive, nella loro versione risultante
         dal regolamento n. 723/2004, che modifica lo Statuto dei funzionari e il Regime applicabile agli altri agenti, sono strettamente
         interconnesse, di modo che non è ammissibile un’applicazione autonoma di ciascuna di esse, indipendentemente dall’altra.
      
      I vantaggi finanziari previsti da queste due disposizioni sono, nel loro ammontare, identici e, anche se le loro modalità
         di concessione differiscono, presentano nette analogie per quanto riguarda il loro oggetto e la loro finalità, cioè, in particolare,
         compensare i vincoli inerenti alle funzioni di direzione intermedia o superiore.
      
      Inoltre, ammettere che un funzionario assunto anteriormente al 1° maggio 2004 e che svolga funzioni direttive possa cumulare
         il premio per funzioni direttive e l’avanzamento di scatto, mentre funzionari assunti dopo il 30 aprile 2004 e che svolgano
         funzioni direttive non possono, in ogni caso, mai aspirare al beneficio del premio per funzioni direttive, avrebbe l’effetto
         di creare, senza giustificazioni obiettive, una disparità di trattamento tra funzionari nell’applicazione delle nuove disposizioni,
         introdotte in occasione della riforma amministrativa, a seconda che essi siano stati assunti prima o dopo l’entrata in vigore
         di quest’ultima.
      
      (v. punti 82 e 84-88)