CELEX: C2005/143/24
Language: it
Date: 2005-06-11 00:00:00
Title: Causa C-121/05 P: Ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Terza Sezione) 12 gennaio 2005 nella causa T-334/03 Deutsche Post Euro Express GmbH contro Ufficio per l'armonizzazione del mercato interno, proposto il 15 marzo 2005 (fax: 11 marzo 2005)

11.6.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 143/16
            
         Ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) avverso la sentenza del Tribunale di primo grado (Terza Sezione) 12 gennaio 2005 nella causa T-334/03 Deutsche Post Euro Express GmbH contro Ufficio per l'armonizzazione del mercato interno, proposto il 15 marzo 2005 (fax: 11 marzo 2005)
   (Causa C-121/05 P)
   (2005/C 143/24)
   Lingua processuale: il tedesco
   Il 15 marzo 2005 (fax: 11 marzo 2005) l'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno, rappresentato dai sigg.A. von Mühlendahl, vicepresidente dell'Ufficio e G. Schneider, membro della divisione legale per il settore della proprietà industriale, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Terza Sezione) 12 gennaio 2005 nella causa T-334/03, Deutsche Post Euro Express GmbH contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno.
   Il ricorrente avverso la pronuncia del tribunale di primo grado chiede che la Corte voglia:
   
               1)
            
            
               annullare la sentenza T-334/03 (1) e respingere il ricorso;
            
         
               2)
            
            
               rinviare la causa dinanzi al Tribunale di primo grado.
            
         Motivi e principali argomenti:
   L'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) motiva il ricorso avverso la sentenza menzionata nella maniera seguente:
   
                
            
            
               Con le considerazioni contenute nei punti 35 e 36 della sentenza impugnata il Tribunale ha violato l'art. 7, n. 1, lett. c) del regolamento n. 40/94 in quanto ha certamente consideratola denominazione «EURO» un'indicazione sulla provenienza geografica delle merci o dei servizi, ma ha in pari tempo ritenuto tale denominazione esclusa dalla registrazione, solo quando la provenienza geografica è «essenziale» per il pubblico interessato cui il marchio si rivolge. Ciò contraddice l'univoco tenore letterale del menzionato articolo che senza alcuna qualificazione ulteriore esclude dalla registrazione indicazioni sulla provenienza geografica. Risulta però anche dalla sentenza C-363/99 che sono esclusi dalla registrazione tutti i segni o indicazioni che descrivono caratteristiche delle merci o dei servizi di cui viene richiesta la registrazione senza che ciò sia rilevante per indicare se tali caratteristiche siano «essenziali».
            
         
                
            
            
               Con le considerazioni di cui ai punti 36-43 della sentenza impugnata il Tribunale ha violato l'art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94 in quanto certamente esamina la denominazione «essenziale» sotto il profilo di indicazione di qualità, ma in pari tempo ha rigettato l'applicazione a tale denominazione della menzionata disposizione. L'art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94 esclude dalla registrazione senza ulteriore qualificazione indicazioni di valore poiché il concorrente del richiedente deve avere il diritto di utilizzare indicazioni di valore senza che ciò sia messo in pericolo da diritti di marchio di terzi sulle indicazioni stesse. L'argomento del Tribunale (punto 39) che denominazioni come «PREMIUM» debbano essere esaminate solo ai sensi dell'art. 7, n. 1, lett. b) del regolamento n. 40/94 non è pertinente nel caso di specie. Poiché la denominazione «PREMIUM» rientra già come indicazione di qualità nell'art. 7, n. 1, lett. c) del regolamento n. 40/94, non occorre dunque un rinvio ulteriore all'art. 7, n. 1, lett. b) del regolamento.
            
         
                
            
            
               In base ai principi enunciati dalla Corte nelle sue sentenze, indicati al punto 44 della sentenza impugnata, un marchio composto di elementi descrittivi sarebbe anche complessivamente descrittivo fintantoché non si accerti che la designazione globale abbia in complesso un significato diverso da quello delle singole parti. Nel presente caso è palese che la denominazione «EUROPREMIUM» — una composizione formata secondo il linguaggio corrente da entrambi gli elementi «EURO» e «PREMIUM» — anche in tale contesto non afferma nulla di diverso dalla circostanza che, quanto alle merci ed ai servizi oggetto della domanda di marchio, trattasi di tale provenienza europea accompagnata da particolare qualità.
            
         
                
            
            
               Per i suindicati motivi la decisione impugnata poggia quindi sulla violazione dell'art.7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94 e va pertanto annullata.
            
         
      (1)  GU C 69, pag. 14.