CELEX: 51968PC0022
Language: it
Date: 1968-04-03
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO riguardante l'armonizzazione delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative al regime delle zone franche (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (68) 22
Vol. 1968/0005
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE             DELLE        COMTJITTi'          EUROPEE
                                      COM(68)22 def.
                                      Bruxelles , 3 aprile 1968
                            Proposta
                               di
                     DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
 riguardante l 'armonizzazione delle disposizioni legislative ,
   regolamentari e amministrative relative al regime delle
                           zone franche
           ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
                 /
 ---pagebreak---                                R E L A Z ï 0 ïï E
Osservazioni preliminari
1.         La messa in opera dell' unione doganale , sulla quale è fondata
la Comunità Economica Europea, è disciplinata* per l' essenziale ,, nel
Capitolo del Trattato che le ' è dedicato . In tale capitolo figurano
delle prescrizioni precise per quanto attiene ali 'abolisi one dei dazi
doganali intracomunitari , all' instaurazione progressiva della Tariffa
doganale comune , nonché alle modifiche o alle sospensioni . autonome di
questa*    Per contro , , per quanto riguarda le disposizioni nazionali le-_ _
gislative , regolamentari e amministrative in materia dogójmla , Ì-* arti­
colo 27 del Trattato preveda soltanto il loro ravvicinamento , nella
misura necessaria ,e , stabilisce che tale ravvicinamento deva, essere
effettuato dagli Stati membri entro la fine della prima tappa. - Tale
articolo non conferisce peraltro alle istituzioni della Comunità alcun
potere per statuire delle disposizioni obbligatorie .
           In seguito ài lavori ai quali % stato proceduto in materia, con
la partecipazione degli Stati membri , la Commissione ha constatato , però ,
che è necessario garantire l' applicazione uniforme della Tariffa doganale
comune » A tal fine occorre , in talune materie , adottare atti comunitari
obbligatori , resisi necessari per precisare le . norme relative alla messa
in opera di una legislazione doganale atta ad assicurare l' uniformità .
di cui . sopra. Poiphè si tratta della, messa ìji opera di un elemento di
base dell'unione doganale , non sembra che , nell' assenza di - un potere di
azione conferito alle istituzioni comunitarie nel relativo Capitolo del
Trattato , gli atti comunitari di cui è questione possano essere basati
su'altre disposizioni specifiche del Trattato , ed in particolare su
quelle relative alla politica commerciale comune .
                                                                  • • •/• * •
 ---pagebreak---                                    - 2 -
Introduzione
2.        E' evidente che un' Unione doganale non potrebbe essere messa
in opera e funzionare in modo corretto se ciascuno degli Stati membri
potesse creare a modo suo zone di extraterritorialità doganale , in cui
le merci proveninenti dai paesi terzi possano essere importate , imma­
gazzinate , trasformate o consumate in deroga totale o parziale alle
regole comunitarie applicabili in tale unione .      Fegli Stati membri , ol­
tre ai tradizionali depositi doganali , esistono      infatti zone franche ,
dato che   :
1° ) la legge doganale tedesca prevede , all' articolo 2 , 1 'esistenza di
     "Zollfreigebiete " ( zone franche ) e fra queste , all' articolo 59 » porti
     franchi .   Tali porti franchi , a norma dell' articolo 86 della
     suddetta legge , sono " costituiti da parti di porti di mare escluse
     dal territorio doganale " .  In applicazione di queste disposizioni ,
     la R.F. . Tedesca dispone dei porti franchi di Amburgo , Brema , Emden ,
     Bremerhaven , Kiel e Cuxhaven .
2° ) il Belgio , in applicazione dell' articolo 26 del oapitolo II della
     legge 4 marzo 1846 , può creare zone franche ad Anversa, Bruges ,
     Gand e Ostenda , ma finora non ha fatto uso di tale facoltà ;
3° ) le disposizioni del codice doganale francese prevedono , all' arti­
     colo 286 , che " in qualunque porto marittimo    o fluviale , una parte
     delle dipendenze del porto denominata      zona franca marittima o
     fluviale " possa essere sottratta al regime doganale .     Finora non è
     stata fatta applicazione di tali disposizioni .
4° ) in Italia , la legge doganale    n . 1424 del 25 settembre 1940 prevede
     la possibilità d' istituire i "punti franchi " nelle principali città
     marittime , considerandoli fuori della linea doganale .      In applica­
     zione di tale legge , esistono punti franchi a Genova , Napoli ,
     Messina , Brindisi , Venezia e Trieste .
                      »
 ---pagebreak---    5° ) i Paesi Bassi hanno istituito sul , loro territorio, e specialmente
        nei loro porti , i "publieke entrep.ots " (depositi pubblici ), che ,
        per quanto riguarda il funzionamento ed in particolare le modalità
        di controllo , sono più . simili al porto franco che al. deposito doga-'
        naie di tipo classico .
   3.         P'altro canto , . occorre osservare che in Italia un particolare
   regime doganale è applicato nella Valle d' Aosta e al territorio • di Gorizia .
   Tale regime si traduca essenzialmente nella concessione di contingenti
   di importazione in franchigia doganale per i prodotti destinati unicamente
   al consumo in questi " territori, ben delimitati »         I problemi sollevati da
   tale regime , sul piano comunitario , rientrano piuttosto nel settore delle
   franchigie doganali e saranno quindi studiati in tale contesto .             Il regime
   particolare delle zone franche della Valle d' Aosta e di Gorizia non è
   quindi trattato in questa sede .           Per quanto riguarda l' isola d' Elgoland ,
 . sembra indicato , di escluderla, dal campo di applicazione della presente
  proposta di direttiva per le ragioni esposte nell l ultimo"cohsiderando "
             ' v Iri' Praiioia esistono , d' altra parte , le zone franche del "Pa$rs
 'de Gex" è dell' Alta Savoia,' che trovano la loro origina rispettivamente
  nel Trattati di Parigi ; ( 20 novembre 1815 ) e di ^ Torino (l 6 marzo 1860) .
                                                                               *
   Queste zone ," in conseguenza del regime in esse vigente , rientrano nel
   campo d' applicazione della presente direttiva .
   4.            Le disposizioni legali esistenti negli Stati membri , nonché ..
                                                                     ' »              s
  l' applicazione che ne è stata fatta in taluni di essi , giustificano la
  necessità di mantenere ,, per ragioni economiche ,,, tali zone, di extra-terri-
  torialità doganale            Occorre tuttavia osservare . che in nessuno degli
   Stati-membri . esistono , in applicazione di tali disposizioni , zone franche
 .hellè quali , sia; consentita, qualsiasi attività e non vi sia esercitato
  al'cuir . e.ontro-llo . . In particolare , si deve osservare che il consumo di
  prodotti non sdoganati è generalmente vietato e che le lavorazioni di
   tali, prodotti sono ,, salvo eccezioni, soggette a norme di carattere econo­
   mico identiche a quelle applicabili nelle altre parti del territòrio dello
r,Stato, membro, considerato .         . .
"               - ; GJenocdo éonto , quindi , distali osservazioni e del fatto che
   le regòlé in materia variano a - se pppda.de gli Stati , . dovrà es.sere pre­
vista cun' armonizzazione . i Unà:^olt^ istituita . l' Unione qL°ganale , tale
 ---pagebreak--- armonizzazione imporra agli Stati membri il rispetto di un certo numero
di disposizioni comuni necessarie al "buon funzionamento di tale unione .
Occorra tuttavia osservare che il regime delle zone franche del "Pays
de Gex " e dell' Alta Savoia ,nonché quello del porto franco di Trieste , ri­
sultano da trattati internazionali e che conseguentemente l' applicazione
a tali territori delle misure comunitarie proposta potrà eventualmente
effettuarsi soltanto dopo revisione di tali trattati .       Infine , qualora
le condizioni economiche lo rendessero necessario , per esempio per ragioni
attinenti allo sviluppo regionale , le norme communitarie non si opporrano
alla creazione ? in futuro , di zone franche disciplinate dà un regime più
liberale ,            ma in tal caso , occorrerà elaborare le necessarie misure
sul piano comunitário .
5.         L' esigenza di un ravvicinamento risulta dalle considerazioni
sopraesposte .     In tali condizioni , e tenuto conto del fatto che talune
disposizioni nazionali rientranti nel dominio della presente proposta
di direttiva hanno un' incidenza diretta sull' instaurazione e il
funzionamento del Mercato comune , la Commissione ritiene che le dis­
posizioni dell' articolo 100 del Trattato sono le sole applicabili .       In
applicazione di tale articolo occorre , in questo caso , consultare il
Parlamento europeo ed il Comitato Economico e Sociale .
Articolo 1 : Oggetto e campo d' applicazione
           L' articolo 1 definisce l' oggetto della direttiva e determina il
suo campo d' applicazione , tenendo conto delle suddette osservazioni .       In
particolare è precisato che per zona franca si intende ogni "enclave "
territoriale , in cui le merci sono considerate come non -fcrovantisi 6ul terri'
torio doganale agli effetti dell' applicazione dei dazi doganali , dei
prelievi agricoli , delle restrizioni quantitative e di qualunque tassa
o misura di effetto equivalente .       Ne risulta che le disposizioni della
direttiva non riguardano il regime dell' imposta sul valore aggiunto o
della imposta generale sull' entrata , alle quali sarebbero soggette le
merci che soggiornano nelle zone franche .       Si evince anche da tale ar­
ticolo che non è necessario che visiano altre facilitazioni diverse da
 ---pagebreak--- quelle sopra indicate , perchè , sul piano doganale^ una zona sia consi­
derata franca.        Da tale definizione^ risulta . nettamente il principio'
secondo cui , in pratica , la nozione . di territorio franco non significa
assenza di qualunque regolamentazione;.                 I;1 paragrafo 2 dell.' articolo 1
precisa , inoltre , che all' interno della Comunità JIOJI possono esistere
zone franche che non soddisfino alle condizioni della' direttiva .. D' al­
tra parte , tenuto conto del diverso modo , con cui .. vengono ; designate le
" zone franche " in ciascuno degli Stati membri. e considerata, in . parti­
colare , l' esistenza nei Paesi Bassi di , /up., regime r di depositi - (''publieke
entrepots"), ohe è da assimilare a un regime di zone , franohe * il' para­
grafo 3 dell' articolo 1 preoisa che fregimi doganali ; contemplati dalla
direttiva sono quelli indicati ; nell'. allegato . .                             ;              ..
              „ E | . sorto il problema se: era necessario prevedere 'una spe­
ciale disposizione riguardante il territorio che la legislazione» tedesca
definisce "vecchio porto franco di Amburgof'V                   L 'attuale regime applicato
                                                                                             ...
a .questa "encle|.vej' ; terri-tioriale costituisce ^infatti ,uri retaggio della
tradizione anseatica di Amburgo e un * ève nWalè^ modifica comporterebbe ,
secondo i rappre senta®tii-de lltù Repubblica Tfedè^àlé , 1 taiune difficòità.
                                                                  r           •*      .  •   • ?    T i '     ^      ; 1 :
Si è constatato qhe>i . privilegi.' éóncesM à questo'territorio ,dì super­
                                                                  , . .      - .                 , A ì , .■ - ■ '
ficie . li^i tatare r,ano ] sopportati senza : difficolta : dal! ' altra pàrte del
porto franco di ; Amburgo j nonché - dall ^éconòmià tedesca .1 >! Pur 'ritenendo
                                           bero       .......        .                                    •
che : tali ?ragioni, : Bpiii.. s(gmbr0rob^' . sufficiènti -per -giustificare ■ una
eccezione t,»uJ • piano ; cqipwiitaricif ; la ■CoiMissìòÀo - e -consapevole dèlia
realtà del .problema di'^ui si traitta- he                                   tardi ': di ; -trasmissione •
                                                                              %    *              '         ^ i.   ^
                                                 ••    .           .    .. i            / •;                .    " i
              :/ :•                    '"V*'        :       • :                      ""
Articoli 2-6                                                                               i        •       :      '
                Questi articoli fissano le condizioni                          nelle quali le:'r'
merci possono soggiornare nelle zone franche .
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        Da essi risulta che »
1° ) l' introduzione nella zona franca è , in linea di massima, autorizzata ^
     per le merci di ogni specie , qualunque sia il quantitativo , il paese
     d' origine , di provenienza o di destinazione .    Le restrizioni o i
                                                                              I
     divieti di ammissione in essa devono essere soltanto quelli previsti
    all' articolo 36 del Trattato o essere giustificati da motivi di or­
     dine tecnico o amministrativo ( articolo 2 );
2° ) allo scopo di assicurarsi che le merci vincolate , prima della loro
     introduzione nella zona franca , al regime del traffico di perfezio­
     namento attivo siano in seguito realmente uscite dal territorio della
     Comunità o siano immesse iò. consumo soltanto nelle condizioni pre­
     viste dalla regolamentazione disciplinante tale regime , è previsto        |
     che tali merci devono , al momento della loro introduzione in zona
                                                                                I
     franca , essere assunte in carico dalle autorità nazionali competenti i
     ( articolo 2 , paragrafo . 3 ) ;
3° ) la durata del soggiorno è , salvo eccezioni , illimitata ; le cessioni
     sono autorizzate ( articolo 6 );
4° ) le manipolazioni usuali sono consentite ( articolo 3 );
5° ) poiché le zone franche non sono obbligatoriamente semplici ■ sone di
     deposito , le attività commerciali e industriali possono esservi
     esercitate , mentre il consumo delle merci e la loro lavorazione sono
     soggetti alle stesse regole economiche che si applicano nelle altre
     parti del territorio dello Stato membro in cui si trova la zona
     franca considerata ( articoli 4-6 ). In compenso , le modalità di
     controllo doganale possono ( articolo 4 , paragrafo 2 ), quando si
     tratta di merci immesse in libera pratica , oppure devono ( artico­
     lo 5 ) essere adattate alle peculiari caratteristiche delle zone
     franche .
Articolo 7
            Poiché le merci che soggiornano nella zona franca alle con­
dizioni sopramenzionate sono considerate come trovantisi al di fuori
del territorio doganale , ne risulta che il fatto generatore dall' impo­
sizione doganale si situa alla data in cui tali merci escono da tale zona-
            L' articolo 7 stabilisce , di conseguenza , che i dazi doganali ,
le tasse di effetto equivalente e i prelievi agricoli esigibili all' im­
 ---pagebreak---   port azione sono riscossi ) sulle merci che escono dalla zona franca per
  essere immesse in consumo , in funzione delle aliquote o ammontare in
  vigore alla data di tale immissione in consumo , secondo la specie ed in
  base al valore e ai quantitativi constatati o ammessi a tale data da
  parte dei servizi doganali .           Beriché siano ,- state richiamate le regole re­
  lative alla determinazione dòl valore in doganadclle merci dichiarate
  per l' immissione in consumo diretto , che si applicano in maniere' gene­
                                  *■ '
  rale , tuttavia , per le stesse ragioni che hanno giustificato la
  fissazione delle norme comunitàrie in materia di deposito doganale
  delle merci , è stato necessario prevedere, disposizioni particolari ,
  da un lato , quando le merci che soggiornano nella zona franca appar­
  tengono , prima della loro Uscita , a una persona stabilita nella . Comunità
 e , dall' altro , quando sì tratta di prodotti ottenuti ' in seguito a
  traffico di perfezionamento nella zona franca ( articolo 7 , paragrafi
  3 e 4 ).
                  Tali disposizioni sono intese a :
  1° )                 quando una merce , durante il suo soggiorno nella zona
           franca , è stata venduta o eventualmente rivenduta una o più volte
                                                    impedire
           a persene stabilite nella Comunità , /che possa essere preso in
;       . considerazione , ai "fini, della determinazione del valore in dogana,
          un prezzo diverso dà uno . di quelli praticati in tale vendita o
           eventualmente in una delle rivendita . dato che il prezzo preso in
   . .. . ,tal modo in considerazione ... deve avvicinarsi il più possibile
           al prezzò normale previsto dalla definizione del valore in dogana ?
 •2 *)        >• >. t      ' - ' quando una merpe è : stata depositata nella zona
           franca per conto di una persona stabilita nella Comunità e il
           prezzo fatturato è prqsb come base ai fini della determinazione del
                              non aggiungere
          valore in dogana ,/ a tale prezzo , per calcolare tale valore , le spese
                                                          sostanute
           di deposito o di conservazione della merce/ dalla suddetta persona .
                  Infine , per tener conto delle particolari caratteristiche delle
  zone franche , le autorità nazionali competenti sono autorizzata a statuirò
 norme particolari per tassare i prodotti ottenuti/immessi eccezionalmente
  in consumo in seguito ad operazioni di traffico di perfezionamento atti­
vo effettuate nella zona ( presa in considerazione della quantità, della
  specie e del valore di tali prodotti , con riserva che le somme da ris­
  cuotere siano per lo meno uguali a quelle che sarebbero state riscosse in
  applicazione delle norme generali vigenti in materia di traffico di per­
  fezionamento attivo )*
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Articoli c , 9 e 10
         Questi articoli contengono le consuete disposizioni dei
testi relativi all' armonizzazione delle legislazioni doganali .
         Poiché la decisione del Consiglio del 26 luglio 1966 ha
previsto l' instaurazione dell'unione tariffaria a decorrere dal 1°
luglio 1968 , essa precisa, in particolare , analogamente a quanto
previsto le proposto riguardanti i depositi doganali e il deposito
provvisorio delle merci in dogana* che gli Stati membri devono porre
in vigore , alla suddetta data del 1° luglio 1968 , le misure che essi
devono adottare per conformarsi alle disposizioni della direttiva.
                       O                         O
Conclusione
         Accettando il principio dell' esistenza di zone franche', des­
tinate essenzialmente a consentire il deposito delle merci ed even­
tualmente la loro lavorazione in condizioni economiche analoghe a quelle
applicate nelle altre parti del territorio della Comunità , questa direttiva
dovrebbe favorire le attività di redistribuzioni comunitario » specie
quelle che si effettuano nei porti .    Adattandosi alle esigenze del
                                m tal modo
commercio estero , essa completa/Te disposizioni comunitarie
applicabili ai depositi doganali .
 ---pagebreak---                                Proposta
                                  di
                        Direttiva del Consiglio
     riguardante l' armonizzazione delle disposizioni legislative ,
regolamentari e amministrative relative al regime delle zone franche
IL C0M3IGLI0 D3LL3 COMUNITA' EUROFEE ,
VISTO il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea e in
particolare l' articolo 100 ,
VI5TA la proposta delia Commissione ,
VISTO il parere del Parlamento europeo ,
VISTO il parere del Comitato Economico e Sociale ,
CONSIDERANDO che la Comunità Economica Europea è fondata sopra una
Unione doganale , la cui messa in opera è disciplinata , per l' essen­
ziale , dalle disposizioni del Titolo I , Capitolo 1 , del Trattato ;
C0TTSIDERA1TD0 che tale Capitolo del Trattato comporta un insieme di pre­
scrizioni precise , per quanto attiene ,  in particolare , all' abolizione
dei dazi doganali tra gli Stati membri , all' instaurazione
          progressiva della Tariffa doganale comune , nonché alle modifiche
e alle sospensioni autonome dei dazi da essa previsti ; che , per contro ,
se il predetto capitolo contiene , nel suo articolo 27 » una disposizione
in virtù della quale gli Stati membri procedono , prima della fine della
prima tappa , e nella misura necessaria , al ravvicinamento delle loro dis­
posizioni legislative , regolamentari e amministrative in materia doganale ,
esso non conferisce alle istituzioni . della Comunità il potere di statuire
delle    norma       obbligatorie in tale materia ; che un esame approfondito
                 »                        - •               - .     '
cui si e proceduto , unitamente con gli Stati membri , ha pero posto in
luce la necessità di precisare , in talune materie , con atti comunitari
vincolanti ,   le misure indispensabili alla messa ih opera di una legis­
lazione doganale che garantisca un' applicaziorié uniforme della Tariffa
doganale comune ;
COIvSIDERATTDO che in ogni Stato membro esistono disposizioni legislative ,
regolamentari o amministrative la cui applicazione ha portato o può por­
tare alla creazione di zone nelle quali le merci sono considerate come
non trovantisi nel territorio doganale della Comunità j
 ---pagebreak--- CONSIDERANDO che tali disposizioni esercitano un' incidenza diretta sulla
realizzazione dell' Unione doganale , che è uno degli oggetti della Comunità ,
e che le disparità esistenti in materia avrebbero per'-effetto , se non
fossero soppresse , di causare deviazioni di traffico j
CONSIDERANDO che è quindi necessario eliminare tali disparità mediante
un ravvicinamento delle suddette disposizioni ;
CONSIDERANDO che il consumo delle merci , le loro manipolazioni , lavora­
zioni o trasformazioni devono essere effettuate , nell' insieme del territo­
rio della Comunità , alle stesse condizioni economiche 5
CONSIDERANDO che il regime attualmente applicato all' isola d' Elgoland con­
siste esclusivamente ne 11 'accordare franchigie dei dazi doganali , dei pre­
lievi agricoli o tasse di effetto equivalente a beneficio dei prodotti im­
portati e destinati unicamente ad essere consumati sul territorio di tale
isola 5 che , in effetti , questa isola , aventi dimensione e popolazione ri­
dotte , non possiede . porti e che d' altronde non vi è installata alcuna in­
dustria 5 che tali elementi , in concomitanza con il marcato isolamento di
detta isola , ccinducono a sostenere che sarebbe trascurabile l' incidenza
che potrebbe avere tale regime sul mercato comune ; che , in tali condizioni ,
e , semprechè la situazione economica sopra prospettata non sia modificata ,
non occorre includere il territorio di tale isola nel campo di applica­
zione della presente direttiva ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA »
                                Articolo 1
1.      La presente direttiva fissa le norme comuni applicabili al regime
delle zone franche e che gli Stati membri..' hanno l' obbligo d' introdurre nella
loro legislazione , quando , in virtù di quest' ultima , tali zone sono state
istituite 0 possono essere istituite sul loro territorio ,
2.      S' intende per zona franca, qualunque sia l' espressione utilizzata
per. designare tale istituzione in ciascuno degli Stati membri , ogni terri­
torio ("enclave ") istituito dalle autorità ' competenti degli Stati membri
al fine di far considerare , alle condizioni previste dalla presente diret­
tiva , le merci che vi si trovano , come non trovantisi nel territorio doga­
nale della Comunità , agli effètti dell' applicazione dei dazi doganali , dei
prelievi agricoli , delle restrizioni quantitative e di qualunque tassa o
misura di effetto equivalente .
3.      I regimi doganali degli Stati membri contemplati nella presente
direttiva , alla data della sua entrata in vigore , sono quelli indicati
nell' allegato .  Tale allegato fa parte integrante della direttiva .
 ---pagebreak---                                            Art i colo. 2. ... .. .
1.        - Fatte , salve, la, disposizioni dei . paragrafi 2 e 3 di cui appresso ,
sono ammesse - nelle zone franche .. le, merci .di ogni .specie ,, qualunque sia
la loro quantità, il loro, paese d' origine , di provenienza o di destina­
zione » ....         > • . •.   ■ ... •>     ■-   % .•             .» ; .
2.          Le disposizioni del paragrafo precedente non. fanno ostacolo :
a ) all' applicazióne eventuale^ de Ile disposizioni dell' articolo 36 del .
    Trattato }           -                          c.- > r-, i .-      r: ■: ••    .
b ) alla possiMlità , perule axitoidtà ttaziónali competenti, ' .                      v
    per motivi di ordine teoriico ;to ^amministrativo , di limitare il beneficio
    di taluno zona franche o di taluno parti di ©sso soltanto a taluno tocrci .
3*          Le merci che sono state intró&ot te sul térri torio doganale
della, CLomuni-tà in jre^i^dÌN~tjpérf:ficò"'d'ì' perfezionamento attivo possono
essere introdotte e soggiornare "nelle "zòne" franche soltantò se esse '
sono assunte in carico dalle autorità nazionali compatenti , allò sòopò '
di assicurare il rispetto degli impegni p^esi in applicazione del re­
gime del traffico di perfezionamento attivo .
      •'                i.    ' X     : P i "< Articolò" 3                       ;• - ... .
1.          Le merci introdotte né Uè zone" franche devono poter formare
oggetto , alle condizioni previste "'dàlie V autorità competenti , di ope­
razioni di carico , scarico , trasbordo e stoccaggio^'
            Esse devono altresì * potére formarvi oggetto , alle stesse
condizioni previste "per le meréi che' soggiornano in un depositò do­
ganale , delle aanipoiazioni usuali intese ad assicurare la loro conser­
vazione o a migliorare ìa loro' preséntàziòtìs o . qualità commerciale .
2.          L' elenco comune delle manipolazioni previste dalla direttiva
relativa ai depositi doganali è valido anche per le merci che soggior­
nano in zona franca .
3«          Le merci che si trovano nelle zone franche possono esservi
distrutte alle condizioni previste dalle autorità nazionali competenti .
 ---pagebreak---                                 Articolo 4
1.         Quando non soddisfano alle condizioni prevista dagli articoli
9 e 10 del Trattato , le mèrci che si trovano in una zona franca non
possono esservi immesse in 'consumo o utilizzate in condizioni diverse da
quelle applicabili nelle altre parti del territorio dello Statò membro
in cui la zona franca è situata .
2.         Le merci di cui al paragrafo 1 ijon possono formare oggetto ,
nelle zone franche , di lavorazioni o trasformazioni diverse dalle ma­
nipolazioni usuali previste all' articolo 3 se non allo condizioni e
secondo le norme vigenti in materia di traffico di perfezionamento
attivo .
           In tali casi ,nella misura in cui ciò è necessario per
                              tener conto delle condizioni di funzionamento
                                           fliranche
                                                 3tat-L_jnembri
                                                     , / adattare possono tuttavia
                                                                   le modalità di
controllo previste in materia .
                                Articolo 5
1.         Salvo disposizioni nazionali contrarie , e sempre che soddis­
fano alle condizioni previste agli articoli 9 e 10 del Trattato , le
merci che si trovano nelle zone franche possono formare oggetto di
trasformazioni o lavorazioni diverse dalle manipolazioni usuali pre­
viste all' articolo 3 .
2.         Quando le merci di cui al paragrafo 1 sono destinate ad
essere immesse in consumo nella Comunità , dopo trasformazione o lavo­
razione , tale trasformazione o lavorazione può essere effettuata sol­
tanto dopo che le autorità competenti hanno assunto in carico i prò-
                tali . oporazioni
dotti destinati a / e alle altre condizioni fissate dalle stesse
autorità .
 ---pagebreak---                                                Articolo    6
   1. •     .     L© mèrci: ché ^ si trovano nelle zone franche possono soggiornarvi
   per un periodo illimitato' è formare óggétto di cessioni , alle condizioni
   e secopdo le modalità: previste in materia dalla legislazione dello Stato
   membro considerato .. ' •                               •     1 ' "
   2.             Tuttavia, quando ciò è giustificato da motivi connessi alla
   natura della merce considerata, spetta alle autorità competenti limi­
   tare la durata del soggiorno delle merci e adottare tutte le disposi­
   zioni utili per garantire il controllo di tale limitazione ..
- . -   : * ;•    •••; -, j. . r .          vr Articolo 7
   1 ."        " Quando le merci che non hanno subito nelle zone franche lavora­
   zioni o' trasformai ioni ," nelle condizioni previste dall,.' articolo 4 di
   cui sopra, sono immesse in consumo , i dazi doganali , le tasse di effetto
   equivalente e i prelievi agricoli : esigibili all' importazione sono riscossi
   in funzione delle aliqxiote o ammontare in vigore alla data della loro
   immissionó in 'consumo in base alla vocè doganale , alla .quantità . e al . valore
 in dogarià. : "                   constataci 'o amméssi a tale data da parte dei servizi
   doganali •                         '                                       ....
   2.            Le regole relative alla determinazione del valore in dogana
   delle merci dichiarate per l' imMsélbnè diretta in consumo si appli­
   cano. alle jaerci : che ; :eiscono dalle zone franche .
   3 .-          !Per quantb riguarda le merci previste al paragrafo 1 di cui
   sopra si applicano le seguenti . disposizioni particolari :
                 a ) quando una merce , prima della sua usoita dalla zona franca,
                      f h^ formato . aggetto, di .una              o più : rivéndite , solo un
                         un prezzo di . fattura^fissato in- occasione - d'una vendita ad
 ,                       una persona stabilita nella Comunità può essere preso
                          in considerazione ai fini delle determinazione del valore
                          in dogana *
                 b ) quando una merce è stata depositata nella zona franca per
                          contò di uria "persóna stabilita nella Comunità e il prezzo
                                fatturato à tale persona è preso come base di valutazione ,
                          le spese sostenute dalla stessa persona per il deposito e
                          la conservazione della merce non devono essere comprese
                          nel valore in dogana.'        ""
 ---pagebreak---                                 - 6 -
4*        Le merci che hanno subito nelle zone franche lavorazioni o
trasformazioni , alle condizioni previste all' articolo 4 possono essere
immesse in consumo soltanto alle condizioni e secondo le regole vigen­
ti in materia di traffico di perfezionamento attivo .
Gli Stati membri possono tuttavia statuire norme che prevedano la
tassazione dei prodotti risultanti dalla lavorazione o dalla tras­
formazione in fc'Tsn alla voco doganale , alla quantità c al valore in dogana
          constatati o ammessi alla data in cui tali prodotti sono
eccezionalmente immossi in consumo e a condizione che l 'ammontare dei
dazi doganali , delle tasse di effetto equivalente e    dei prolievi agri­
coli riscossi in tali occasioni sia     almeno uguale a quello che sarebbo
stato riscosso in applicazione delle regole in vigore in materia di
traffico di perfezionamento attivo .
                               Articolo 8
         Le Amministrazioni doganali nazionali o le altre autorità
competenti di ciascuno Stato membro garantiscono tutti i controlli
           BG ?
necessari /""l' esecuzione delle disposizioni adottate in virtù della
presente direttiva .
                               Articolo 9
         Gli Stati membri mettono in vigore le misure necessarie , per
conformarsi alla presente direttiva , a decorrere dal 1° luglio 1968 .
                               Articolo 10
         Gli Stati membri provvedono a comunicare immediatamente alla
Commissione i testi delle disposizioni legislative , regolamentari e
amministrative che essi adottano nel settore disciplinato dalla pre­
sente direttiva .
                                      Fatto a Bruxelles , il
                                      Per il Consiglio
                                      Il Presidente
 ---pagebreak---                                                       Α ί! II 3 Χ Ε
                                                     esesstssesssBs
1 . Repubblica Pederale di Germania
    Zollfroigcbiete im Sinns vom § 2 Absatz 3 n° 3 des Deutschen
    Zollgesetzes vom 14 . Juni 1961 .
2 . Refflio del Belgio
    Entrepôts francs prévus par l' article 26 du Chapitre II de la Loi
    du 4 mars 1846 .
3 . Repubblica France se
    - Zones franches du pays de Gex et de la Haute Savoie ;
    - Zones franches maritimes ou fluviales prévues par l' article 286 du
      Code des Douanes
4 » Repubblica Italiana
    I punti franchi previsti dall' articolo 1 della legge doganale JT° .
    1424 del 25 settembre 1940
5 . Regno dei Pas si Bassi
    Publieke entrepots voorzien bij Algemene   Wet inzake de Douane en
    Accijnzen van 26 januari 1961 ( Staatsblad F° . 31 )
 ---pagebreak---                                                           Allegato II
             Sigrior Présidente ,                     . •
                       in applicazione dell' articolo 100 del Trattato che istituì-
       ;     spe la Comunità Economica Europea , ho l' onore di trasmetterle in
             allegato alla presente una proposta di direttiva del Consiglio re­
             lativa all' armonizzazione delle disposizioni legislative , regola­
             mentari èd amministrative concernenti il regime doganale delle zo-
         1       .
             ne franche .
...          . . .. .. In sede di elaborazióne della direttiva, la Commissione si
             è occupata con la massima attenzione della situazione particolare
             del Vecchio porto franoo di Amburgo . La Commissione ritiene che la
             soluzione di : -tale problema' particolare possa venir ricercata nel
             quadro del progetto di decisione , da essa presentato al Consiglio ,
             relativo h un regime di franchigia comunitaria applicabile ai pro­
             dotti destinati ad essere utilizzati nella Costruzione , manutenzio-
         ' J ne , .trasformazione o riparazione di navi .
                       Per quanto attiene 'alle altré imprese site nel Vecchio por­
             to franco di Amburgo , la Commissione , pur reputando che non era
             opportuno trattare tale questione nel dispositivo della Direttiva
             data la particolarità del caso raccomanda nondimeno d' inserire nel
             processo verbale della riunione del Consiglio una dichiarazione
             dalla quale emerga :
                       1° ) che nel vecchio porto franco di Amburgo esistono attual­
             mente alcune imprese che 9on lavorano esclusivamente per i cantie­
             ri navali o per il mercato interno ( 25 imprese che oocupano 1.372
             persone circa ) e beneficiano per i loro prodotti del regime doga­
             nale di perfezionamento attivo , senza alcuna limitazione di carat­
             tere economico }
A
S.E. Maurice COUVE LE MUEVILLE
Presidente del Consiglio delle Comunità Europee
 2 , rue Eavenstem
 BRUXELLES
 ---pagebreak---                             - 2 -              ALLEGATO II
        2° ) che , tenuto conto delle particolari condizioni in cui
operano le suddette imprese , sare"b"be inopportuno mutare tale si­
tuazione , dal momento che il volume e la natura delle attività
in questione non subirebbero alcuna modifica sostanziale ;
        3° ) che , salva la riserva di cui sopra, appare lecito man­
tenere tale regime di traffico di perfezionamento attivo anche
dopo l' adozione della direttiva recante armonizzazione delle di­
sposizioni legislative , regolamentari ed amministrative relati­
ve al traffico di perfezionamento attivo e più particolarmente
dell' articolo 6 , paragrafo 1 .
        La Commissione prega il Consiglio di voler adottare tale
posizione in sede di adozione delle direttive in questione e di
procedere inoltre , non appena possibile , alla consultazione del
Parlamento Europeo ed il Comitato Economico 3 Sociale .
        Voglia gradire , Signor Presidente , l' espressione della mia
più alta considerazione .
Ail . : doc. COM(68 ) 22 def .