CELEX: 52005SC0926
Language: it
Date: 2005-07-11 00:00:00
Title: Raccomandazione della Commissione al Consiglio che autorizza la Commissione ad avviare negoziati con la Serbia e Montenegro in previsione di un accordo di stabilizzazione e di associazione

Avviso legale importante

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52005SC0926

Raccomandazione della Commissione al Consiglio che autorizza la Commissione ad avviare negoziati con la Serbia e Montenegro in previsione di un accordo di stabilizzazione e di associazione  /* SEC/2005/0926 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 11.7.2005SEC(2005) 926 definitivoRACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIOche autorizza la Commissione ad avviare negoziati con la Serbia e Montenegro in previsione di un accordo di stabilizzazione e di associazioneRACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE AL CONSIGLIOche autorizza la Commissione ad avviare negoziati con la Serbia e Montenegro in previsione di un accordo di stabilizzazione e di associazioneA. RELAZIONELa comunicazione della Commissione del 26 maggio 1999 sul processo di stabilizzazione e di associazione (PSA) per l’Albania, la Bosnia-Erzegovina, la Croazia, l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia e la Serbia e Montenegro[1] ha istituito un nuovo quadro per lo sviluppo di relazioni più strette tra l’UE e tali paesi. Il vertice di Salonicco del giugno 2003 ha confermato il processo di stabilizzazione e di associazione quale quadro strategico dell’Unione europea per l’Europa sudorientale. Il PSA prevede un partenariato di ampio respiro, segnatamente tramite una nuova categoria di accordi, gli accordi di stabilizzazione e di associazione (ASA). L’apertura dei negoziati per la conclusione di un ASA è subordinata all’osservanza, da parte dei paesi PSA, di condizioni politiche ed economiche ben precise.Negli ultimi anni l’UE ha fornito un sostegno politico, prima attraverso la task force consultiva UE-Repubblica federale di Iugoslavia e, successivamente, con il dialogo permanente rafforzato. Attualmente, nell’ambito di questo dialogo, le riforme sono controllate e guidate sulla base del partenariato europeo adottato dal Consiglio dei ministri dell’UE nel giugno 2004 e del rispettivo piano di attuazione messo a punto dalle autorità serbe e montenegrine nel dicembre 2004.Ad eccezione di un accordo sui tessili con la Repubblica di Serbia[2], non esistono per ora rapporti contrattuali tra l’UE e la Serbia e Montenegro (SCG)[3]. Dal crollo del regime di Milosevic nell’ottobre 2000, la Serbia e Montenegro (l’ex Repubblica federale di Iugoslavia) ha beneficiato dei diversi strumenti del PSA, in particolare di misure commerciali autonome riguardanti quasi tutti i prodotti e di un consistente sostegno finanziario. Come ha confermato il vertice di Salonicco, la Serbia e Montenegro è un potenziale candidato all’adesione all’Unione europea.Nel 2002-2003 la Repubblica federale di Iugoslavia ha attuato una radicale riforma costituzionale che ha portato all’adozione della carta costituzionale dell’Unione statale di Serbia e Montenegro del 4 febbraio 2003.[4] Nell’estate 2003 è stato adottato un piano d’azione che prevedeva l’introduzione di una politica commerciale esterna unica e di un mercato interno senza barriere. L’adozione di questi documenti di base ha consentito alla Commissione di iniziare a lavorare su un progetto di relazione di fattibilità. Tuttavia il tentativo di introdurre un livello minimo di politica commerciale comune e di integrazione del mercato interno non ha portato ai risultati auspicati. Di conseguenza, alla luce dei gravi ritardi nell’attuazione della carta costituzionale e del piano d’azione sul commercio e sul mercato interno nonché delle forti lacune riscontrate nell’attuazione degli obblighi internazionali della Serbia e Montenegro, non è stato possibile valutare le possibilità di avviare negoziati per la conclusione di un ASA.Per superare il persistente blocco istituzionale e imprimere un nuovo slancio ai progressi della Serbia e Montenegro in direzione dell’UE, la Commissione ha proposto nel luglio 2004 un approccio “duplice”, il quale è stato successivamente approvato dal Consiglio dei ministri dell’UE e dai responsabili politici della Serbia e Montenegro nell’ottobre 2004.L’approccio duplice risponde alla complessa struttura istituzionale della Serbia e Montenegro. Nelle sue conclusioni dell’11 ottobre 2004, il Consiglio ha espresso “il proprio sostegno per il duplice approccio, che comporterebbe un unico accordo di stabilizzazione e di associazione con negoziati separati con le Repubbliche sul commercio, l’economia ed eventualmente altre politiche settoriali pertinenti. Il Consiglio ha ribadito il suo impegno nei confronti di un’Unione statale di Serbia e Montenegro rafforzata, basata sulla carta costituzionale”.L’ accordo di stabilizzazione e di associazione con la Serbia e Montenegro riguarderebbe questioni di competenza dell’Unione statale e questioni di competenza delle Repubbliche. A seconda della ripartizione delle competenze, i negoziati si svolgerebbero quindi o con l’Unione statale o con le Repubbliche. L’ASA in quanto tale consisterebbe in uno strumento singolo concluso sia dall’Unione statale che dalle Repubbliche, in conformità dei loro rispettivi poteri. Questo approccio consentirebbe alla Comunità e ai suoi Stati membri di intraprendere relazioni contrattuali con la Serbia e Montenegro, individuando chiaramente i diritti e gli obblighi delle autorità competenti, nel pieno rispetto dell’Unione statale prevista dalla carta costituzionale.Nell’aprile 2005 la Commissione ha potuto pertanto presentare una relazione sulla fattibilità di un accordo di stabilizzazione e di associazione EU/SCG.[5] Secondo le conclusioni di tale relazione, la Serbia e Montenegro è sufficientemente preparata per negoziare un ASA. Tuttavia, per procedere attraverso le varie tappe del processo, sia prima che durante i negoziati, essa deve continuare a cooperare con il tribunale penale internazionale per l’ex Iugoslavia (ICTY), garantendo senza indugio la piena collaborazione. La Commissione ritiene inoltre che l’Unione statale e le due Repubbliche debbano continuare ad attuare le priorità del partenariato europeo attraverso il corrispondente piano d’azione, concentrando i propri sforzi su una serie di questioni, enumerate nella relazione, che risultano di particolare importanza per l’ASA. La Commissione ha altresì annunciato l’intenzione di preparare progetti di direttive di negoziato, che figurano nell’allegato al presente documento.Le direttive di negoziato proposte tengono debitamente conto degli accordi di stabilizzazione e di associazione già firmati dall’UE con l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia e con la Croazia e degli accordi in corso di negoziazione con l’Albania. Determinate disposizioni, tuttavia, si riferiscono specificamente alla situazione particolare della Serbia e Montenegro, ad esempio in materia di ripartizione delle competenze tra l’Unione statale e le due Repubbliche. Oltre a riprendere integralmente, nel suo capitolo commerciale, le preferenze commerciali autonome già concesse alla Serbia e Montenegro su base unilaterale, l’ASA promuoverà l’integrazione regionale.L’istituzione di relazioni contrattuali con la Serbia e Montenegro sotto forma di ASA garantirà una cooperazione di vasta portata e favorirà l’integrazione del paese nelle strutture europee. Nelle direttive di negoziato proposte figura anche la creazione di un quadro formale per il dialogo politico con la Serbia e Montenegro a livello bilaterale e regionale. L’accordo mirerà principalmente a promuovere le relazioni economiche e commerciali onde creare, dopo un periodo transitorio da stabilire in sede negoziale in funzione del grado di preparazione della Serbia e Montenegro, una zona di libero scambio di beni e di servizi compatibile con l’OMC.L’accordo disciplinerà la circolazione dei lavoratori, la libertà di stabilimento, la prestazione dei servizi, i pagamenti correnti e i movimenti di capitali. Esso comprenderà l’impegno, da parte della Serbia e Montenegro, ad armonizzare gradualmente la propria legislazione con quella comunitaria, segnatamente in settori chiave del mercato interno. Infine esso istituirà rapporti di ampio respiro estesi a tutti i settori di interesse comunitario e costituirà una base di cooperazione nel campo della giustizia e degli affari interni. La cooperazione globale sarà sostenuta da un programma comunitario di sostegno che aiuterà la Serbia e Montenegro ad attuare determinate componenti dell’accordo.Considerata l’attuale capacità amministrativa della Serbia e Montenegro, il ritmo dei negoziati e la conclusione dell’ASA dipenderanno dal consolidamento del quadro legislativo e istituzionale della Serbia e Montenegro e dalla sua capacità di onorare gli impegni ivi contenuti.B. RACCOMANDAZIONEIn considerazione di quanto precede, la Commissione raccomanda che il Consiglio:-  approvi il progetto allegato di direttive di negoziato, che dovrebbe costituire la base negoziale per un accordo di stabilizzazione e di associazione con la Serbia e Montenegro;-  nomini un comitato speciale incaricato di assistere la Commissione nel suo compito.ALLEGATO DIRETTIVE DI NEGOZIATOA. RELAZIONE 2B. RACCOMANDAZIONE 41. Natura dell’Accordo 92. Campo di applicazione dell’accordo 93. Contenuto dell’Accordo 93.1. Preambolo 93.2. Principi generali 113.3. Dialogo politico 133.4. Cooperazione regionale 143.4.1. Cooperazione con altri paesi che hanno concluso un accordo di stabilizzazione e di associazione con l’UE 143.4.2. Cooperazione con altri paesi interessati dal processo di stabilizzazione e di associazione 153.4.3. Cooperazione con i paesi candidati all’adesione UE 153.5. Libera circolazione delle merci 153.5.1. Commercio di prodotti industriali 153.5.1.1. Importazioni nella Comunità 163.5.1.2. Importazioni nella Serbia e Montenegro 163.5.1.3. Dazi e restrizioni quantitative sulle esportazioni 163.5.1.4. Misure comuni a entrambe le parti 163.5.1.5. Disposizioni speciali 163.5.2. Commercio di prodotti agricoli e della pesca 173.5.3. Disposizioni comuni 183.5.3.1. Standstill 183.5.3.2. Non discriminazione 183.5.3.3. Dazi doganali all’importazione 183.5.3.4. Unioni doganali, zone di libero scambio e regime di scambi frontalieri 183.5.3.5. Clausole e procedure speciali 183.5.3.6. Norme preferenziali di origine e metodi di cooperazione amministrativa 193.5.3.7. Restrizioni 193.5.3.8. Cooperazione amministrativa in materia di lotta antifrode e di gestione delle importazioni preferenziali 193.6. Circolazione dei lavoratori, stabilimento, servizi, capitali 193.6.1. Circolazione dei lavoratori 193.6.2. Stabilimento 203.6.3. Circolazione temporanea dei prestatori di servizi 213.6.4. Reciproco riconoscimento delle qualifiche 213.6.5. Prestazione di servizi 213.6.5.1. Disposizioni generali 213.6.5.2. Servizi di trasporto 213.6.6. Pagamenti correnti e circolazione dei capitali 223.6.7. Disposizioni generali 223.7. Ravvicinamento, applicazione delle legislazioni e regole di concorrenza 223.7.1 Concorrenza 233.7.1.1. Concorrenza, compresi gli aiuti di Stato 233.7.1.2. Monopoli di Stato 243.7.1.3. Imprese pubbliche 243.7.2. Proprietà intellettuale, industriale e commerciale 243.7.3 Appalti pubblici 243.7.4. Standardizzazione, metrologia, certificazione e valutazione della conformità 253.7.5. Protezione dei consumatori 253.7.6. Condizioni di lavoro e pari opportunità 263.8. Giustizia, libertà e sicurezza 263.8.1. Potenziamento delle istituzioni 263.8.2. Protezione dei dati di carattere personale 263.8.3. Visti, controlli alle frontiere, asilo e immigrazione 263.8.4. Prevenzione e controllo dell’immigrazione illegale; riammissione 273.8.5. Riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo 283.8.6. Cooperazione nel settore della lotta contro le droghe illecite 283.8.7. Lotta alla criminalità e ad altre attività illecite e azioni di prevenzione 283.8.8 Lotta al terrorismo 293.8.9 Posizione particolare del Regno Unito, dell’Irlanda e della Danimarca 293.9. Politiche di cooperazione 293.9.1. Politica economica e commerciale 293.9.2. Cooperazione statistica 303.9.3. Servizi bancari, servizi assicurativi e altri servizi finanziari 303.9.4. Cooperazione in materia di audit e controllo finanziario 303.9.5. Promozione e tutela degli investimenti 303.9.6. Cooperazione industriale 303.9.7. Piccole e medie imprese 313.9.8 Turismo 313.9.9. Agricoltura e settore agroindustriale 313.9.10. Pesca 313.9.11. Dogane 313.9.12. Fiscalità 313.9.13. Cooperazione nel settore sociale 323.9.14. Istruzione e formazione 323.9.15. Cooperazione culturale 323.9.16. Cooperazione nel settore audiovisivo 333.9.17. Società dell’informazione 333.9.18 Reti e servizi di comunicazione elettronici 333.9.19. Informazione e comunicazione 333.9.20. Trasporti 333.9.21. Energia 343.9.22. Ambiente 343.9.23. Ricerca e sviluppo tecnologico 343.9.24. Sviluppo regionale e locale 343.9.25 Riforma della pubblica amministrazione 343.10. Cooperazione finanziaria 353.11. Disposizioni istituzionali, generali e finali 353.11.1. Consiglio di stabilizzazione e di associazione 353.11.2. Comitato di stabilizzazione e di associazione 363.11.3. Commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione 363.11.4. Disposizioni generali e finali 361. NATURA DELL’ACCORDOScopo del negoziato è concludere un accordo di stabilizzazione e di associazione (ASA) con la Serbia e Montenegro (SCG). Si tratterà di un accordo preferenziale destinato a contribuire allo sviluppo socioeconomico, al consolidamento della democrazia e dello Stato di diritto e alla stabilizzazione politica del paese e della regione, nonché ad istituire un’associazione stretta e duratura tra le parti contraenti.L’accordo di stabilizzazione e di associazione sarà il primo accordo di associazione con la Serbia e Montenegro.L’ASA in quanto tale consisterà in uno strumento singolo concluso sia dall’Unione statale che dagli Stati costituenti, in conformità dei loro rispettivi poteri. Si tratterà di un accordo misto concluso tra la Comunità europea e i suoi Stati membri da un lato e l’Unione statale di Serbia e Montenegro, la Repubblica di Montenegro e la Repubblica di Serbia dall’altro[6].2. CAMPO DI APPLICAZIONE DELL’ACCORDOL’accordo è destinato a disciplinare le relazioni politiche, economiche e commerciali tra le parti. Esso comprenderà disposizioni relative al dialogo politico, a una cooperazione di vasta portata, all’instaurazione di una zona di libero scambio tra le parti, al ravvicinamento giuridico, all’assistenza e ai provvedimenti istituzionali necessari alla sua applicazione.Per quanto riguarda il campo di applicazione territoriale, l’accordo terrà conto della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 1999, la quale ha istituito una presenza civile internazionale per provvedere a titolo temporaneo all’amministrazione del Kosovo (missione ad interim delle Nazioni Unite per il Kosovo). Di conseguenza non è attualmente possibile applicare in Kosovo gli obblighi definiti dal presente accordo.3. Contenuto dell ’ACCORDO3.1. PreamboloIl preambolo potrebbe far riferimento ai seguenti aspetti:-  i forti legami fra le parti e i valori comuni che condividono, il loro desiderio di consolidare tali legami e instaurare relazioni strette e durature, basate sulla reciprocità e sul mutuo interesse, che consentano alla Serbia e Montenegro di consolidare ed estendere ulteriormente i rapporti con la Comunità;-  l’importanza dell’accordo, nell’ambito del processo di stabilizzazione e di associazione con i paesi dell’Europa sudorientale, ai fini dell’instaurazione e del consolidamento di un ordine europeo stabile basato sulla cooperazione, che abbia nell’Unione europea una delle chiavi di volta, nonché nell’ambito del Patto di stabilità;-  l’impegno delle parti a contribuire con ogni mezzo alla stabilizzazione politica, economica e istituzionale in Serbia e Montenegro e nella regione, attraverso l’evoluzione della società civile e la democratizzazione, lo sviluppo delle istituzioni e la riforma della pubblica amministrazione, l’integrazione commerciale regionale e l’intensificazione della cooperazione economica, una vasta cooperazione, segnatamente nel settore della giustizia e degli affari interni, e il rafforzamento della sicurezza nazionale e regionale;-  l’impegno delle parti a rafforzare le libertà politiche ed economiche che costituiscono il fondamento stesso dell’accordo, nonché l’impegno a rispettare i diritti umani e lo Stato di diritto, compresi i diritti delle minoranze nazionali, e i principi democratici attraverso elezioni libere e democratiche e un sistema pluripartitico;-  l’impegno assunto dalle parti a favore della piena applicazione di tutti i principi e di tutte le disposizioni della Carta delle Nazioni Unite, dell’OSCE, segnatamente quelli dell’Atto finale di Helsinki, dei documenti conclusivi delle conferenze di Madrid e di Vienna, della Carta di Parigi per una nuova Europa, nonché del rispetto degli obblighi assunti nell’ambito degli accordi di Dayton/Parigi ed Erdut e del Patto di stabilità per l’Europa sudorientale, al fine di contribuire alla stabilità regionale e alla cooperazione tra i paesi della regione;-  l’impegno delle parti ad applicare i principi del libero mercato e la disponibilità della Comunità a contribuire alle riforme economiche in Serbia e Montenegro;-  l’impegno assunto dalle parti in materia di libero scambio, in ottemperanza ai diritti e agli obblighi derivanti dall’OMC, che saranno applicati in modo trasparente e non discriminatorio;-  il desiderio delle parti di instaurare un dialogo politico regolare sulle questioni bilaterali e internazionali di reciproco interesse, compresi gli aspetti regionali, tenendo conto della politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea;-  l’impegno assunto delle parti in materia di lotta contro la criminalità organizzata e di rafforzamento della cooperazione nella lotta contro il terrorismo, sulla base della dichiarazione della Conferenza europea del 20 ottobre 2001;-  la certezza che l’accordo di stabilizzazione e di associazione creerà un nuovo clima per le loro relazioni economiche e soprattutto per lo sviluppo degli scambi e degli investimenti, fattori essenziali della ristrutturazione economica e dell’ammodernamento;-  l’impegno della Serbia e Montenegro a ravvicinare la propria legislazione a quella della Comunità nei settori pertinenti e ad applicarla correttamente;-  la Carta costituzionale della Serbia e Montenegro, che stabilisce la ripartizione delle competenze tra l’Unione statale e le due Repubbliche costituenti;-  l’impegno dell’Unione statale di Serbia e Montenegro e delle due Repubbliche costituenti a cooperare e coordinare le rispettive politiche ai fini dell’efficace attuazione dell’accordo di stabilizzazione e di associazione;-  l’intenzione della Comunità di fornire un sostegno significativo per l’attuazione delle riforme e la ricostruzione, utilizzando a tal fine tutti gli strumenti disponibili di cooperazione e di assistenza tecnica, finanziaria ed economica su base pluriennale indicativa globale;-  il fatto che le disposizioni del presente accordo comprese nella parte III del titolo IV del trattato che istituisce la Comunità Europea vincolano il Regno Unito e l’Irlanda quali parti contraenti distinte e non come parte della Comunità europea, finché il Regno Unito o l’Irlanda (secondo il caso) non notifichino alla Serbia e Montenegro di essere vincolati come parte della Comunità europea, in conformità del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell’Irlanda allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la Comunità europea. Le medesime disposizioni si applicano alla Danimarca, in conformità del protocollo sulla posizione della Danimarca allegato ai suddetti trattati;-  il vertice di Zagabria, che ha caldeggiato l’ulteriore consolidamento delle relazioni tra i paesi del processo di stabilizzazione e di associazione e l’Unione europea, nonché un’intensificazione della cooperazione regionale;-  il vertice di Salonicco, che ha confermato il processo di stabilizzazione e di associazione quale quadro politico per le relazioni dell’Unione europea con i paesi dei Balcani occidentali e sottolineato la prospettiva della loro integrazione nell’Unione europea, in funzione dei progressi realizzati da ciascun paese nell’attuazione delle riforme e dei meriti conseguiti;-  il memorandum di intesa sull’agevolazione e sulla liberalizzazione del commercio firmato a Bruxelles il 27 giugno 2001, con il quale la Serbia e Montenegro si impegna, insieme ad altri paesi della regione, a negoziare entro la fine del 2002 una serie di accordi bilaterali sul libero scambio onde attirare maggiori investimenti nella regione e favorirne l’integrazione nell’economia mondiale;-  la disponibilità dell’Unione europea ad integrare il più possibile la Serbia e Montenegro nel contesto politico ed economico dell’Europa e lo status di tale paese quale potenziale candidato all’adesione all’UE, sulla base del trattato sull’Unione europea e del rispetto dei criteri definiti dal Consiglio europeo del giugno 1993, subordinatamente alla corretta attuazione del presente accordo, segnatamente in materia di cooperazione regionale.3.2. Principi generali1. La politica interna ed estera delle parti si ispira al rispetto dei principi democratici e dei diritti umani proclamati nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e sanciti dalla Convenzione europea sui diritti dell’uomo, dall’Atto finale di Helsinki e dalla Carta di Parigi per una nuova Europa, dei principi del diritto internazionale e dello Stato di diritto, nonché dei principi dell’economia di mercato di cui al documento della conferenza CSCE di Bonn sulla cooperazione economica, che costituiscono parte integrante del presente accordo.2 La riaffermazione dell’importanza che le parti contraenti attribuiscono alla lotta contro il terrorismo.3. La riaffermazione dell’importanza che le parti contraenti attribuiscono all’attuazione degli obblighi internazionali, in particolare la piena cooperazione con l’ICTY.4. L’impegno assunto dalle parti contraenti a favore della pace e della stabilità a livello internazionale e regionale e lo sviluppo di buone reazioni di vicinato sono elementi essenziali del processo di stabilizzazione e di associazione. La conclusione e l’applicazione dell’accordo di stabilizzazione e di associazione rimangono quindi subordinate alle condizioni politiche ed economiche pertinenti adottate dal Consiglio il 29 aprile 1997 e dipendono dai meriti specifici della Serbia e Montenegro.5. Il riferimento alla volontà della Serbia e Montenegro di promuovere la cooperazione e le relazioni di buon vicinato con gli altri paesi della regione, anche attraverso un adeguato livello di concessioni reciproche in materia di circolazione di persone, merci, capitali e servizi, nonché lo sviluppo di progetti di interesse comune, segnatamente quelli riguardanti la lotta contro criminalità organizzata, corruzione, riciclaggio di denaro, immigrazione illegale e traffici illegali, segnatamente il traffico di esseri umani e di droghe illecite. Tale impegno è essenziale per lo sviluppo delle relazioni e della cooperazione tra le parti contraenti e contribuisce pertanto alla stabilità regionale.6. L’associazione sarà pienamente realizzata al termine di un periodo transitorio della durata massima di 10 anni, diviso in due fasi successive.Tale suddivisione non si applica alla libera circolazione delle merci (3.5), per la quale le disposizioni dell’accordo prevederanno un calendario specifico.Scopo di tale suddivisione in due fasi successive è consentire un esame accurato dell’applicazione dell’accordo. Per quanto riguarda il ravvicinamento delle legislazioni e la loro attuazione, la prima fase verterà sugli elementi fondamentali dell’acquis descritti al paragrafo 3.7, cui saranno associati parametri di riferimento specifici.Il Consiglio di stabilizzazione e di associazione (CSA) esaminerà periodicamente l’applicazione dell’accordo e i progressi compiuti dalla Serbia e Montenegro nell’attuare le riforme giuridiche, amministrative, istituzionali ed economiche in base a quanto enunciato nel preambolo e in conformità dei principi generali del futuro ASA.La prima fase avrà inizio all’entrata in vigore dell’accordo. Nel quinto anno successivo all’entrata in vigore dell’accordo, il Consiglio di stabilizzazione e di associazione valuterà i progressi compiuti dalla Serbia e Montenegro e deciderà se confermare o rinviare il passaggio alla seconda fase al fine di portare a termine il processo di associazione. Esso deciderà inoltre in merito all’adozione delle disposizioni specifiche ritenute necessarie nella seconda fase. Ciò non avrà alcuna implicazione sulla lunghezza dei periodi di transizione definiti in sede negoziale.L’accordo è pienamente compatibile con le disposizioni pertinenti dell’OMC ed è attuato in conformità di tali disposizioni, in particolare l’articolo XXIV del GATT 1994 e l’articolo V del GATS.3.3. Dialogo politicoL’accordo conterrà adeguate disposizioni per il dialogo politico che contribuiscano ad instaurare stretti legami di solidarietà e nuove forme di cooperazione tra le parti, ai fini del conseguimento dei seguenti obiettivi principali:-  piena integrazione della Serbia e Montenegro nella comunità delle nazioni democratiche e suo graduale ravvicinamento all’Unione europea;-  progressiva convergenza delle posizioni assunte sulle questioni internazionali, soprattutto quelle che potrebbero avere sostanziali ripercussioni per le parti, anche attraverso scambi di informazioni pertinenti;-  cooperazione regionale e sviluppo di relazioni di buon vicinato;-  comunanza di vedute sulla sicurezza e sulla stabilità in Europa, compresa la cooperazione nei settori contemplati dalla politica estera e di sicurezza comune dell’Unione europea; cooperazione e partecipazione alla lotta contro la proliferazione delle armi di distruzione di massa e dei relativi vettori, garantendo il pieno rispetto e l’attuazione a livello nazionale degli obblighi assunti nell’ambito dei trattati e degli accordi internazionali sul disarmo e sulla non proliferazione, nonché di altri obblighi internazionali pertinenti.Il dialogo politico si svolgerà prevalentemente nell’ambito del Consiglio di stabilizzazione e di associazione, cui spetta la responsabilità generale di tutte le questioni che le parti ritengono utile sottoporgli.Su richiesta delle parti, il dialogo politico può svolgersi anche:-  all’occorrenza, tramite incontri a livello di alti funzionari che rappresentino la Serbia e Montenegro, da una parte, e la presidenza del Consiglio dell’Unione europea e la Commissione, dall’altra;-  utilizzando appieno tutti i canali diplomatici tra le parti, ivi compresi gli opportuni contatti nei paesi terzi e in sede di ONU, OSCE, Consiglio d’Europa ed altri consessi internazionali;-  con qualsiasi altro mezzo che possa contribuire utilmente a consolidare, sviluppare e intensificare tale dialogo.A livello parlamentare, il dialogo politico si svolge nell’ambito della commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione.Il dialogo politico può svolgersi a livello multilaterale, nonché a livello regionale con altri paesi della regione.3.4. Cooperazione regionaleConformemente all’impegno assunto a favore della pace e della stabilità a livello internazionale e regionale nonché dello sviluppo di buone relazioni di vicinato, la Serbia e Montenegro sosterrà attivamente la cooperazione regionale. La Comunità europea può sostenere altresì progetti aventi una dimensione regionale o transfrontaliera attraverso il suo programma di assistenza.Qualora intenda rafforzare la propria cooperazione con uno dei paesi di cui ai successivi punti da 3.4.1 a 3.4.3, la Serbia e Montenegro ne informa l’UE e la consulta in conformità di quanto previsto dalle disposizioni istituzionali, generali e finali del presente accordo.La Serbia e Montenegro sarà invitata a rivedere gli accordi bilaterali in vigore con i partner della regione o a concludere nuovi accordi per garantirne la compatibilità con i principi enunciati nel memorandum di intesa sull’agevolazione e sulla liberalizzazione del commercio, firmato a Bruxelles il 27 giugno 2001.3.4.1. Cooperazione con altri paesi che hanno concluso un accordo di stabilizzazione e di associazione con l ’UEDopo la firma dell’accordo di stabilizzazione e di associazione, la Serbia e Montenegro avvia negoziati con i paesi che hanno già firmato un accordo di stabilizzazione e di associazione al fine di concludere convenzioni bilaterali sulla cooperazione regionale, volte ad estendere la portata della cooperazione tra i paesi interessati.Gli elementi principali di tale convenzione sono:-  il dialogo politico;-  l’instaurazione di una zona di libero scambio tra le parti in conformità delle disposizioni pertinenti dell’OMC;-  concessioni reciproche in materia di circolazione dei lavoratori, stabilimento, prestazione di servizi, pagamenti correnti e circolazione dei capitali, nonché altre politiche relative alla circolazione delle persone, a un livello equivalente a quello del presente accordo;-  disposizioni relative alla cooperazione in altri settori, contemplati o meno dal presente accordo, in particolare nel settore della giustizia e degli affari interni.Tali convenzioni conterranno, se del caso, disposizioni per la creazione dei necessari meccanismi istituzionali e saranno concluse dopo l’entrata in vigore del presente accordo entro un termine da stabilire in fase negoziale. La disponibilità della Serbia e Montenegro a concludere dette convenzioni costituisce un presupposto per l’ulteriore sviluppo delle sue relazioni con l’Unione europea.Negoziati analoghi dovranno essere avviati con altri paesi della regione non appena questi avranno sottoscritto accordi di stabilizzazione e di associazione.3.4.2. Cooperazione con altri paesi interessati dal processo di stabilizzazione e di associazioneLa Serbia e Montenegro dovrebbe avviare una cooperazione regionale con gli altri paesi interessati dal processo di stabilizzazione e di associazione in alcuni o in tutti i settori di cooperazione contemplati dal presente accordo, in particolare in quelli di interesse comune. Tale cooperazione dovrà essere sempre compatibile con i principi e gli obiettivi dell’accordo.3.4.3. Cooperazione con i paesi candidati all ’adesione UELa Serbia e Montenegro dovrebbe rafforzare la cooperazione e concludere una convenzione sulla cooperazione regionale con i paesi candidati all’adesione UE in tutti i settori di cooperazione contemplati dal presente accordo. Scopo della convenzione è allineare gradualmente le relazioni bilaterali tra la Serbia e Montenegro e detti paesi alla parte pertinente delle relazioni tra la Comunità europea e i suoi Stati membri e la Serbia e Montenegro.3.5. Libera circolazione delle merciNell’arco di un periodo transitorio stabilito secondo i principi di cui al paragrafo 3.2, la Comunità istituirà progressivamente zone di libero scambio con la Repubblica di Serbia e la Repubblica di Montenegro che comportino il necessario equilibrio fra gli obblighi reciproci. Esse saranno conformi alle disposizioni dell’articolo XXIV del GATT 1994 e ad altre disposizioni pertinenti dell’OMC. La Comunità procederà in questo ambito ad un ritmo nettamente superiore a quello della Serbia o del Montenegro.La Serbia e Montenegro dovrebbe utilizzare la nomenclatura combinata ai fini della classificazione delle merci negli scambi tra le parti.I dazi di base cui si applicheranno le riduzioni successive saranno quelli effettivamente applicati erga omnes dalle due Repubbliche il giorno che precede la firma dell’accordo. Qualora, successivamente alla firma dell’accordo, vengano applicate riduzioni tariffarie erga omnes, i dazi ridotti sostituiscono i dazi di base di cui sopra e le successive riduzioni vengono calcolate secondo le nuove aliquote di base. Le parti contraenti si comunicano a vicenda i rispettivi dazi di base.L'accordo lascerà impregiudicata la facoltà della Repubblica di Serbia o della Repubblica di Montenegro di concedere un trattamento preferenziale alle importazioni provenienti da altri paesi che partecipano al processo UE di stabilizzazione e di associazione nell'Europa sudorientale, nonché da altri paesi limitrofi non membri dell'UE, al fine di promuovere il commercio regionale.3.5.1. Commercio di prodotti industrialiLe disposizioni della presente sezione si applicano a tutti i prodotti originari delle parti contraenti elencati nei capitoli 25-97 della nomenclatura combinata, fatta eccezione per i prodotti elencati nell’allegato dell’accordo (cioè quelli considerati agricoli anziché industriali). Gli scambi tra le parti dei prodotti contemplati dal trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica avvengono in base alle disposizioni di detto trattato.3.5.1.1. Importazioni nella ComunitàLa Comunità confermerà la soppressione delle restrizioni quantitative, dei dazi e di qualsiasi misura di effetto equivalente sulle importazioni nella Comunità di merci originarie della Serbia e Montenegro al momento dell’entrata in vigore dell’accordo.3.5.1.2. Importazioni nella Serbia e MontenegroSono previste le misure seguenti:-  le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente all’importazione nelle due Repubbliche di merci originarie della Comunità sono abolite all’entrata in vigore dell’accordo;-  all’entrata in vigore dell’accordo, le due Repubbliche aboliranno tutti i dazi doganali applicabili ai prodotti che non figurano negli elenchi dei prodotti sensibili allegati all’accordo;-  le due Repubbliche elimineranno progressivamente i dazi applicabili ai prodotti originari della Comunità elencati nei suddetti allegati dell’accordo secondo calendari da negoziare in funzione 1) della sensibilità dei prodotti e 2) del bisogno di garantire la sostenibilità fiscale nelle due Repubbliche. Tutti i dazi doganali devono essere aboliti entro la fine del periodo di transizione.3.5.1.3. Dazi e restrizioni quantitative sulle esportazioniAll’entrata in vigore dell’accordo le parti contraenti devono aver abolito tutti i dazi doganali sulle esportazioni.All’entrata in vigore dell’accordo le parti contraenti devono aver abolito tutte le restrizioni quantitative sulle esportazioni.3.5.1.4. Misure comuni a entrambe le partiAll’entrata in vigore dell’accordo le parti aboliranno reciprocamente qualsiasi onere di effetto equivalente a dazi doganali all’importazione.All’entrata in vigore dell’accordo le parti aboliranno tutti i dazi doganali, tutti gli oneri di effetto equivalente e tutte le restrizioni quantitative all’esportazione, nonché tutte le misure di effetto equivalente. Salvo diverse disposizioni, tutte le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente saranno abolite all’entrata in vigore dell’accordo.3.5.1.5. Disposizioni specialiTessiliAl commercio dei tessili saranno applicate disposizioni specifiche che comprenderanno tutte le misure contenute nelle preferenze commerciali autonome, le pertinenti disposizioni dell’accordo tra la Repubblica di Serbia e la Comunità europea sul commercio dei prodotti tessili[7] e le opportune misure autonome adottate nel settore dei tessili[8].3.5.2. Commercio di prodotti agricoli e della pescaLe disposizioni del presente capitolo si applicano agli scambi di prodotti agricoli (compresi i prodotti agricoli trasformati) e della pesca originari della Serbia e Montenegro e della Comunità.Per “prodotti agricoli e della pesca” si intendono i prodotti elencati nei capitoli 1-24 della nomenclatura combinata e i prodotti elencati nell’allegato I, paragrafo I, punto ii), dell’accordo sull’agricoltura (GATT 1994).La presente definizione comprende i pesci e i prodotti della pesca di cui al capitolo 3, voci 1604 e 1605, e sottovoci 0511 91, 2301 20 00 ed ex 1902 20 10 (“Paste alimentari farcite contenenti, in peso, più di 20% di pesce, di crostacei, di molluschi o di altri invertebrati acquatici”).Ai prodotti agricoli trasformati, che ai fini dell’accordo vengono considerati “prodotti agricoli”, si applicano disposizioni speciali che tengono conto dei loro aspetti industriali e agricoli. Per quanto riguarda le concessioni reciproche per i prodotti agricoli trasformati non contemplati dall’allegato I del trattato CE, l’accordo non osterà all’applicazione delle disposizioni comunitarie in vigore.A decorrere dall’entrata in vigore dell’accordo, la Comunità abolirà tutte le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente relative all’importazione di prodotti agricoli e della pesca originari della Serbia e Montenegro.A decorrere dall’entrata in vigore dell’accordo, le due Repubbliche aboliranno tutte le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente relative all’importazione di prodotti agricoli e della pesca originari della Comunità.Le parti contraenti si riservano concessioni reciproche secondo le modalità stabilite negli allegati dell’accordo.Saranno inserite nell’ASA concessioni equivalenti a quelle di cui la Serbia e il Montenegro beneficiano nel quadro delle misure commerciali autonome comunitarie applicate all’entrata in vigore dell’accordo. Queste concessioni sono subordinate al rispetto da parte della Serbia e del Montenegro delle disposizioni di cui al punto 3.5.3. L’accordo comprenderà clausole di salvaguardia specifiche e clausole antifrode che consentano di adeguare tali concessioni nel caso in cui esse comportino gravi perturbazioni dei mercati comunitari o dei relativi meccanismi regolatori.Considerati il volume degli scambi di prodotti agricoli e della pesca tra la CE e la Serbia e Montenegro, la loro particolare sensibilità, le norme della politica agricola comune e della politica comune della pesca della Comunità, il ruolo dell’agricoltura e della pesca nell’economia serba e montenegrina nonché le ripercussioni dell’adesione della Serbia e del Montenegro all’OMC e le incidenze dei negoziati commerciali multilaterali nell’ambito dell’OMC, le parti contraenti esaminano, in sede di Consiglio di stabilizzazione e di associazione, la possibilità di concedersi reciprocamente ulteriori concessioni per i singoli prodotti.Le concessioni delle parti riguardanti il commercio di prodotti della pesca vengono elencate in allegati specifici.Le parti contraenti dovrebbero istituire disposizioni volte a garantire la piena tutela delle indicazioni geografiche nel settore agricolo.3.5.3. Disposizioni comuniOnde agevolare il processo di graduale liberalizzazione di cui ai paragrafi 3.5.1 e 3.5.2, l’accordo dovrebbe comprendere disposizioni generali applicabili a tutti i prodotti, salvo disposizioni contrarie. Tali disposizioni dovranno essere conformi alle pertinenti norme OMC.3.5.3.1. StandstillFatte salve le politiche agricole attuali e future delle parti e le deroghe concordate tra di esse, a decorrere dal giorno che precede l’avvio dei negoziati non saranno introdotti nuovi dazi, nuovi oneri di effetto equivalente, nuove restrizioni quantitative o misure di effetto equivalente negli scambi tra le parti contraenti, né saranno aumentati o resi più rigorosi quelli esistenti.3.5.3.2. Non discriminazioneLe parti si asterranno dall’introdurre, o aboliranno, qualsiasi misura o pratica di natura fiscale interna che provochi, direttamente o indirettamente, discriminazioni fra i prodotti di una parte contraente e i prodotti simili originari dell’altra parte contraente.I prodotti esportati nel territorio di una delle parti non possono beneficiare di un rimborso delle imposte interne superiore all’ammontare delle imposte dirette o indirette cui sono stati soggetti.3.5.3.3. Dazi doganali all’importazioneLe disposizioni relative all’abolizione dei dazi doganali all’importazione si applicano anche ai dazi doganali di carattere fiscale.3.5.3.4. Unioni doganali, zone di libero scambio e regime di scambi frontalieriNell’accordo figurerà una clausola analoga a quelle degli altri accordi di associazione. Le disposizioni di questi altri accordi saranno conformi alle pertinenti norme dell’OMC.3.5.3.5. Clausole e procedure specialiL’accordo conterrà una clausola antidumping/compensativa, una clausola generale di salvaguardia, una clausola sui monopoli di Stato, una clausola di “penuria” e una clausola di esonero dalle imposte dirette analoghe a quelle degli accordi simili, oltre a disposizioni inerenti alle procedure che disciplinano le misure suddette, tenendo conto delle precedenti esperienze.3.5.3.6. Norme preferenziali di origine e metodi di cooperazione amministrativaVerrà allegato all’accordo un protocollo volto a definire la nozione di “prodotti originari” e i metodi di cooperazione amministrativa. Se nel frattempo si deciderà di estendere il cumulo diagonale ai paesi PSA, se ne terrà debitamente conto in sede negoziale.3.5.3.7. RestrizioniL’accordo non precluderà l’applicazione di divieti o restrizioni all’importazione, all’esportazione o al transito di cui agli articoli 30, 296 e 297 del trattato CE.3.5.3.8. Cooperazione amministrativa in materia di lotta antifrode e di gestione delle importazioni preferenzialiL’accordo consentirà alle parti contraenti di adottare opportuni provvedimenti in caso di mancata cooperazione amministrativa o di gestione inadeguata e/o di irregolarità o frodi. Per quanto riguarda la perdita di dazi doganali nel quadro della gestione di importazioni preferenziali, adeguati provvedimenti potrebbero essere definiti sulla base di una decisione del Consiglio.3.6. Circolazione dei lavoratori, stabilimento, servizi, capitali3.6.1. Circolazione dei lavoratoriNel rispetto delle condizioni e delle modalità applicabili in ciascuno Stato membro, l’accordo tutelerà i lavoratori cittadini della Serbia e Montenegro legalmente occupati nel territorio di uno Stato membro da qualsiasi discriminazione basata sulla nazionalità per quanto riguarda le condizioni di lavoro, retribuzione o licenziamento, rispetto ai cittadini di quello Stato.Nel rispetto delle condizioni e delle modalità applicabili in ciascuno Stato membro, e segnatamente della legislazione in materia di ricongiungimento familiare, il coniuge e i figli legalmente residenti di un lavoratore legalmente occupato nel territorio di uno Stato membro, fatta eccezione per i lavoratori stagionali e per i lavoratori oggetto di accordi bilaterali tra la Serbia e Montenegro e gli Stati membri dell’UE, hanno accesso al mercato del lavoro di quello Stato membro nel periodo di soggiorno di lavoro autorizzato di quel lavoratore.Gli Stati membri devono salvaguardare ed eventualmente migliorare l’accesso all’occupazione concesso sulla base di accordi bilaterali ai lavoratori della Serbia e Montenegro. Al termine di un periodo determinato il Consiglio di stabilizzazione e di associazione valuta l’opportunità di concedere ulteriori facilitazioni, tenendo conto della situazione del mercato del lavoro degli Stati membri e della Comunità.Le parti adotteranno le norme necessarie per coordinare i sistemi di previdenza sociale per i lavoratori cittadini della Serbia e Montenegro legalmente occupati nel territorio di uno Stato membro e per i loro familiari legalmente residenti in tale territorio. Una decisione del Consiglio di stabilizzazione e di associazione, che non dovrebbe pregiudicare i diritti e gli obblighi derivanti da accordi bilaterali che prevedono un trattamento più favorevole, stabilirà le seguenti disposizioni:-  tutti i periodi di assicurazione, occupazione o residenza trascorsi dai suddetti lavoratori nei vari Stati membri sono cumulati ai fini delle pensioni e rendite di vecchiaia, di invalidità e di reversibilità e ai fini dell’assistenza sanitaria a favore di tali lavoratori e familiari;-  le pensioni o rendite di vecchiaia, di reversibilità, per infortuni sul lavoro o malattie professionali, o per invalidità derivante da tali cause, fatta eccezione per le indennità non basate sui contributi versati dai lavoratori, sono liberamente trasferibili al tasso applicato in base alla legislazione dello Stato membro debitore o degli Stati membri debitori;-  ai lavoratori in questione sono versati gli assegni familiari per i membri della loro famiglia quali sopra definiti.Nell’accordo figurerà una clausola di reciprocità per le suddette disposizioni.3.6.2. StabilimentoIn materia di libertà di stabilimento si seguirà un’impostazione simile a quella di accordi analoghi, secondo le seguenti modalità:-  all’entrata in vigore dell’accordo le parti contraenti si concedono reciprocamente il trattamento nazionale o, se più vantaggioso, lo status NPF per lo stabilimento e l’attività delle imprese; le imprese della Comunità stabilite in una delle due Repubbliche beneficeranno dello stesso trattamento nazionale o status NPF nell’altra Repubblica;-  dopo un periodo da fissare in sede negoziale tenendo conto 1) della durata del periodo di transizione, 2) della giurisprudenza pertinente della Corte europea di giustizia e 3) della situazione sul mercato del lavoro delle parti, il Consiglio di stabilizzazione e di associazione dovrebbe estendere le suddette disposizioni ai lavoratori autonomi cittadini delle parti dell’accordo;-  alle due Repubbliche saranno eventualmente concessi, per un numero limitato di settori, periodi di transizione che dovranno essere definiti negli allegati dell’accordo;-  fatte salve le disposizioni generali sulla libera circolazione dei lavoratori, i beneficiari del diritto di stabilimento concesso, rispettivamente, dalle parti contraenti, possono assumere o far assumere da una delle loro società, in conformità della legislazione in vigore nel paese di stabilimento, cittadini degli Stati membri della Comunità o della Serbia e Montenegro, purché si tratti di personale chiave;-  disposizioni speciali riguardanti i trasporti terrestri, il cabotaggio marittimo e i trasporti aerei; in quest’ultimo settore si dovrà tener conto dell’esito dei negoziati del cosiddetto “accordo orizzontale”;-  disposizioni sulle compagnie di navigazione comunitarie identiche a quelle degli accordi analoghi.3.6.3. Circolazione temporanea dei prestatori di serviziIn merito alla circolazione temporanea dei prestatori di servizi, l’accordo dovrebbe limitarsi alla circolazione temporanea del personale chiave e di altri gruppi di prestatori di servizi accuratamente definiti tenendo conto delle definizioni GATS, in particolare delle definizioni relative al tipo 4 negli elenchi di impegni della CE. Al fine di evitare potenziali elusioni, la Commissione dovrebbe inoltre proporre, ove necessario, definizioni più precise per i settori particolarmente sensibili. La Commissione dovrebbe inoltre garantire che nessun elemento dell’accordo impedisca alle parti di applicare le proprie legislazioni, normative e condizioni nazionali in materia di ingresso e soggiorno, lavoro, condizioni lavorative, stabilimento di persone fisiche e prestazione di servizi, a condizione che, nel far questo, esse non vanifichino né compromettano i vantaggi derivanti dall’accordo.3.6.4. Reciproco riconoscimento delle qualificheAl fine di agevolare i cittadini di una parte nell’avvio e nello svolgimento di attività professionali sul territorio dell’altra parte, il Consiglio di associazione esaminerà e, ove del caso, adotterà i provvedimenti necessari per pervenire al riconoscimento reciproco delle qualifiche.3.6.5. Prestazione di servizi3.6.5.1. Disposizioni generaliL’accordo dovrà prevedere un liberalizzazione graduale e reciproca degli scambi di servizi tra la Comunità e, rispettivamente, la Repubblica di Serbia e la Repubblica di Montenegro, in conformità delle pertinenti norme dell’OMC, in particolare dell’articolo V del GATS. L’accordo dovrebbe comprendere i seguenti elementi principali:-  le società non stabilite sul territorio dell’altra parte contraente acquisiranno gradualmente il diritto alla prestazione di servizi, conformemente alle disposizioni GATS e tenendo conto in particolare dei progressi compiuti nel ravvicinamento delle legislazioni settoriali specifiche. Gli obblighi specifici assunti dalla Repubblica di Serbia e dalla Repubblica di Montenegro saranno riesaminati a seguito dell’adesione all’OMC;-  il Consiglio di stabilizzazione e di associazione controllerà questo processo di liberalizzazione e in particolare i progressi compiuti nel campo dei servizi finanziari (riforma del sistema bancario, rafforzamento delle strutture di vigilanza, legislazione relativa ai titoli e alla borsa).3.6.5.2. Servizi di trasportoL’accordo prevede anche la liberalizzazione dei servizi di trasporto, compreso il protocollo specifico sui trasporti terrestri. Esso comprenderà i seguenti elementi principali:-  disposizioni specifiche sui trasporti terrestri, in particolare trasporto stradale, ferroviario e combinato, per garantire un traffico di transito stradale illimitato attraverso la Serbia e Montenegro e la Comunità nell’insieme, garantendo nel contempo un trattamento non discriminatorio per i camion della Serbia e Montenegro per quanto riguarda le norme applicabili ai camion comunitari in transito attraverso il territorio della Comunità. In tale settore (transito attraverso il territorio della Comunità), la Serbia e Montenegro si conformerà a tutte le disposizioni comunitarie applicabili ai veicoli pesanti. La Serbia e Montenegro applicherà inoltre ai propri veicoli pesanti regimi simili a quelli che la Comunità dovesse eventualmente adottare in materia di riduzione dell’inquinamento e miglioramento della sicurezza stradale. Si garantiranno anche l’effettiva applicazione del principio di non discriminazione, segnatamente nell’ambito degli oneri stradali, nonché i requisiti ambientali, tecnici e sociali specifici. La Serbia e Montenegro sarà incoraggiata a ratificare e ad attuare convenzioni internazionali in materia di sicurezza stradale. Saranno individuati i principali itinerari stradali e ferroviari e i progetti di rilevanza particolare per le parti contraenti, al fine precipuo di promuoverne lo sviluppo completo, ponendo l’accento sulla rete regionale principale dell’Europa sudorientale. Saranno inoltre esaminate azioni atte a migliorare gradualmente i servizi di navigazione fluviale;-  disposizioni riguardanti il trasporto aereo, che prevedano uno speciale accordo sulle condizioni di reciproco accesso al fine di garantire uno sviluppo coordinato e una progressiva liberalizzazione dei trasporti tra le parti secondo le reciproche esigenze commerciali;-  nel settore dei trasporti marittimi, applicazione dei principi di accesso illimitato, su base commerciale, al mercato e al traffico marittimo internazionale, nonché rispetto degli obblighi internazionali ed europei in materia di sicurezza ed ambiente.3.6.6. Pagamenti correnti e circolazione dei capitaliDevono essere inserite disposizioni sui pagamenti correnti a complemento di quelle contenute in altri capitoli del futuro accordo. La libera circolazione dei capitali è un elemento essenziale dei mercati integrati, di cui anche la Serbia e Montenegro potrà beneficiare non appena glielo consentirà la sua competitività. L’accordo comprenderà disposizioni riguardanti l’acquisizione di beni immobiliari da parte di non residenti. L’accordo conterrà un impegno da parte delle due Repubbliche a liberalizzare la circolazione dei capitali derivanti da investimenti diretti, in conformità del capitolo relativo allo stabilimento e alla tutela degli investitori riguardo alla liquidazione e al rimpatrio degli investimenti e degli utili da essi derivanti. Tali disposizioni lasciano impregiudicato qualsiasi trattamento più favorevole concesso nel quadro degli attuali impegni bilaterali e multilaterali della Serbia e Montenegro. Nell’accordo figureranno una clausola di standstill e una clausola evolutiva riguardante l’ulteriore liberalizzazione dei movimenti di capitali a medio termine. Esso conterrà inoltre un impegno da parte della Serbia e Montenegro a garantire la libera circolazione dei capitali tra le due Repubbliche per gli investitori dell’Unione europea.3.6.7. Disposizioni generaliLe disposizioni generali, comprese quelle relative alla fiscalità, si ispireranno a quelle contenute in accordi simili.3.7. Ravvicinamento, applicazione delle legislazioni e regole di concorrenzaL’accordo conterrà disposizioni relative al graduale ravvicinamento della legislazione attuale e futura dell’Unione statale di Serbia e Montenegro, della Repubblica di Serbia e della Repubblica di Montenegro alla legislazione comunitaria e porrà l’accento sulla sua effettiva applicazione.L’Unione statale di Serbia e Montenegro, la Repubblica di Serbia e la Repubblica di Montenegro provvederanno affinché le rispettive legislazioni siano rese compatibili con gli elementi fondamentali dell’ acquis, soprattutto in settori chiave della legislazione relativa al mercato interno, conformemente alle priorità del partenariato europeo. In una fase successiva l’Unione statale di Serbia e Montenegro, la Repubblica di Serbia e la Repubblica di Montenegro adegueranno le rispettive legislazioni ad altri elementi dell’ acquis.L’accordo conterrà disposizioni per il controllo del ravvicinamento delle legislazioni e per l’adozione di misure di applicazione delle leggi, compresa la riforma del settore giudiziario. Saranno fissate scadenze per l’armonizzazione nei seguenti settori: concorrenza, proprietà intellettuale, industriale e commerciale, appalti pubblici, normalizzazione e certificazione, servizi finanziari, trasporti terrestri, aerei e marittimi (prestando particolare attenzione alle norme in materia di sicurezza, ai requisiti ambientali e agli aspetti sociali), energia, diritto societario, contabilità, protezione dei consumatori, tutela dei dati, sanità e sicurezza sul lavoro e pari opportunità. Negli altri settori del mercato interno il ravvicinamento legislativo dovrà essere completato al termine del periodo transitorio.3.7.1 Concorrenza3.7.1.1. Concorrenza, compresi gli aiuti di StatoLe disposizioni in materia di concorrenza ricalcheranno quelle contenute in altri accordi analoghi, segnatamente l’accordo di stabilizzazione e di associazione con la Croazia, e comprenderanno in particolare:-  disposizioni sulla trasparenza degli aiuti di Stato, compresa, tra l’altro, la presentazione di una relazione annuale;-  se del caso, un regime specifico sul modello del protocollo 2, articolo 5, dell’ASA con la Croazia, cui saranno soggetti i prodotti siderurgici. Sarà sottolineato il carattere eccezionale degli aiuti alla ristrutturazione, che hanno durata limitata e sono subordinati alla riduzione della capacità nel quadro dei programmi di fattibilità;-  regole di concorrenza basate sugli articoli 81, 82 e 87 del trattato CE e disposizioni riguardanti le imprese pubbliche e quelle che beneficiano di diritti speciali o esclusivi, la cui attuazione competerà ad organismi indipendenti sul piano operativo. Le disposizioni basate sugli articoli 81 e 82 dovrebbero essere applicabili a decorrere dalla firma dell’accordo, mentre quelle ispirate all’articolo 87 dovrebbero entrare in vigore progressivamente entro un termine da stabilire in fase negoziale;-  il diritto di ciascuna parte di adottare adeguati provvedimenti, qualora ritenga che determinate pratiche sono incompatibili con i termini dell’accordo.3.7.1.2. Monopoli di StatoEntro un periodo da fissare in sede negoziale saranno adottate disposizioni per l’adeguamento dei monopoli di Stato a carattere commerciale, onde evitare discriminazioni tra le parti per quanto riguarda le condizioni di commercializzazione dei prodotti.3.7.1.3. Imprese pubblicheFatti salvi obblighi più rigorosi in merito all’applicazione degli articoli 81, 82 e 87 alle imprese pubbliche secondo quanto specificato al paragrafo 3.7.1.1, entro un periodo da fissare in sede negoziale la Serbia e Montenegro applicherà alle imprese pubbliche i principi sanciti dal trattato che istituisce la Comunità europea, con particolare riguardo all’articolo 86.I diritti speciali delle imprese pubbliche durante il periodo transitorio non comprenderanno la possibilità di applicare restrizioni quantitative o misure di effetto equivalente alle importazioni dalla Comunità verso la Serbia e Montenegro.3.7.2. Proprietà intellettuale, industriale e commercialeL’Unione statale di Serbia e Montenegro, la Repubblica di Serbia e la Repubblica di Montenegro adotteranno tutti i provvedimenti necessari per garantire una protezione e un’applicazione efficaci e adeguate dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale, anche in materia di contraffazioni e pirateria, onde garantire, prima della conclusione del periodo transitorio ed entro un termine da definire in sede negoziale, un livello di protezione analogo a quello esistente nella Comunità e riservare ai cittadini e alle imprese della Comunità un trattamento non meno favorevole di quello concesso a paesi terzi in virtù di accordi bilaterali sin dall’entrata in vigore dell’accordo. La Serbia e Montenegro si impegna a ratificare o sottoscrivere le convenzioni multilaterali esistenti in questo settore alle quali non ha ancora aderito, sempreché gli Stati membri della Comunità ne siano firmatari o le applichino de facto.3.7.3 Appalti pubbliciLe disposizioni che disciplinano l’accesso agli appalti pubblici saranno simili a quelle figuranti nell’accordo di stabilizzazione e di associazione con la Croazia e comprenderanno l’obbligo di rafforzare la responsabilità in questo settore. Ciò significa che:-  sin dall’entrata in vigore dell’accordo, la Comunità concederà a tutte le imprese della Serbia e Montenegro, stabilite o meno sul suo territorio, l’accesso alle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici a condizioni non meno favorevoli di quelle concesse alle imprese della Comunità;-  sin dall’entrata in vigore dell’accordo, ciascuna Repubblica concederà alle imprese comunitarie stabilite sul suo territorio l’accesso agli appalti pubblici a condizioni non meno favorevoli di quelle concesse alle imprese serbe e montenegrine. Le imprese della CE stabilite in una delle due Repubbliche dovrebbero altresì beneficiare del trattamento nazionale per gli appalti pubblici nell’altra Repubblica o per i contratti concessi da enti dell’Unione statale.-  entro un periodo da determinare in sede negoziale, la Serbia e Montenegro concederà alle imprese comunitarie non stabilite sul suo territorio l’accesso agli appalti pubblici a condizioni non meno favorevoli di quelle concesse alle imprese delle due Repubbliche;-  le rispettive disposizioni generali in materia di circolazione dei lavoratori, diritto di stabilimento, prestazione di servizi e circolazione dei capitali rimangono pienamente applicabili laddove l’esecuzione dei contratti d’appalto è correlata al diritto di stabilimento, all’attività e alla fornitura di servizi tra le parti contraenti, nonché all’occupazione e alla circolazione della manodopera;-  la Serbia e Montenegro introdurrà progressivamente nel proprio ordinamento giuridico meccanismi atti a rafforzare la trasparenza e a consentire un efficace controllo giurisdizionale delle decisioni adottate in materia di appalti pubblici.3.7.4. Standardizzazione, metrologia, certificazione e valutazione della conformitàLe disposizioni relative a questo settore mireranno a conseguire gradualmente la conformità della legislazione della Serbia e Montenegro ai regolamenti tecnici comunitari e alle procedure europee di normalizzazione, metrologia, certificazione e valutazione di conformità.A tal fine, le disposizioni saranno intese in particolare a:-  promuovere l’uso di regolamenti tecnici, norme e procedure di valutazione della conformità comunitari;-  fornire assistenza per promuovere lo sviluppo di infrastrutture di qualità (normalizzazione, metrologia, certificazione e valutazione della conformità);-  incoraggiare la partecipazione della Serbia e Montenegro ai lavori delle organizzazioni competenti in materia di norme, valutazione della conformità, metrologia e funzioni analoghe (CEN, CENELEC, ETSI, EA, WELMEC, EUROMET, ecc.);-  una volta che la Serbia e Montenegro abbia sufficientemente allineato il proprio quadro legislativo e le proprie procedure con quelli della Comunità e disponga delle competenze necessarie, stipulare, se del caso, un accordo sulla valutazione della conformità e l’accettazione dei prodotti industriali.3.7.5. Protezione dei consumatoriUn’efficace protezione dei consumatori, indispensabile per garantire il buon funzionamento dell’economia di mercato, presuppone lo sviluppo di un’infrastruttura amministrativa volta ad assicurare la sorveglianza del mercato e l’applicazione della legislazione in questo campo.A tal fine, e tenendo conto degli interessi comuni, le disposizioni in questo settore garantiranno:-  una politica attiva di protezione dei consumatori, conforme alla normativa comunitaria;-  l’armonizzazione della legislazione in materia di protezione dei consumatori con quella vigente nella Comunità;-  un’efficace protezione giuridica dei consumatori per migliorare il livello qualitativo dei beni di consumo e osservare requisiti di sicurezza adeguati;-  un controllo delle norme da parte di organismi competenti e l’accesso alle istanze giudiziarie in caso di controversia.3.7.6. Condizioni di lavoro e pari opportunitàLe due Repubbliche adegueranno progressivamente le rispettive legislazioni a quella comunitaria in materia di condizioni di lavoro, con particolare riguardo alle norme che disciplinano la salute e la sicurezza dei lavoratori e le pari opportunità.3.8. Giustizia, libertà e sicurezza3.8.1. Potenziamento delle istituzioniNella loro cooperazione in materia di giustizia e affari interni, le parti attribuiranno particolare importanza al consolidamento dello Stato di diritto e al rafforzamento delle istituzioni a tutti i livelli nei settori dell’amministrazione in generale nonché dell’applicazione della legge e dell’amministrazione della giustizia in particolare. La cooperazione nel settore della giustizia si prefigge in particolare l’indipendenza e una maggiore efficienza del sistema giudiziario, lo sviluppo di strutture adeguate per la polizia e gli altri organi incaricati di applicare la legge, una formazione adeguata e la lotta alla corruzione.3.8.2. Protezione dei dati di carattere personaleUn’efficace protezione dei dati personali è indispensabile per consentire il trasferimento di tali dati tra l’UE e la Serbia e Montenegro, consolidare la democrazia e gettare le basi per una cooperazione nel settore della giustizia e degli affari interni, garantendo nel contempo la tutela dei diritti e delle libertà fondamentali degli individui.Le due Repubbliche adegueranno progressivamente le rispettive legislazioni in materia di protezione dei dati personali alla legislazione comunitaria e alle altre legislazioni sulla privacy vigenti a livello europeo e internazionale. A tal fine occorrerà istituire organi di controllo indipendenti che dispongano di risorse umane e finanziarie sufficienti a consentire un controllo efficace dell’applicazione delle disposizioni nazionali in materia di protezione dei dati personali.3.8.3. Visti, controlli alle frontiere, asilo e immigrazioneLe parti collaboreranno in materia di visti, controlli alle frontiere, asilo e immigrazione e istituiranno un quadro di cooperazione, anche a livello regionale, per tali settori. A tal fine esse terranno conto e si avvarranno a pieno titolo, se del caso, di altre iniziative attuate nei settori considerati.La cooperazione nei settori di cui sopra si baserà su consultazioni reciproche e su uno stretto coordinamento tra le parti, e dovrà comprendere un’assistenza tecnica e amministrativa che consenta:-  lo scambio di informazioni in merito a legislazione e pratiche;-  la redazione dei testi legislativi;-  una maggiore efficienza delle istituzioni;-  la formazione del personale;-  la sicurezza dei documenti di viaggio e l’identificazione dei documenti falsi;-  la gestione dei controlli alle frontiere.La cooperazione verterà in particolare:-  nel settore dell’asilo, sull’attuazione della normativa nazionale per conformarsi alle norme della convenzione di Ginevra del 1951 e del protocollo di New York del 1967 e garantire così il rispetto del principio di “non respingimento” e degli altri diritti dei richiedenti asilo e dei rifugiati;-  nel settore dell’immigrazione legale, sulle norme di ammissione, sui diritti e sullo status delle persone ammesse. Per quanto riguarda l’immigrazione, le parti approvano l’equo trattamento dei cittadini di altri paesi che risiedono legalmente sul loro territorio e la promozione di una politica di integrazione volta a garantire loro diritti e obblighi comparabili a quelli dei loro cittadini.3.8.4. Prevenzione e controllo dell’immigrazione illegale; riammissioneLe parti collaboreranno per prevenire e controllare l’immigrazione clandestina. A tal fine le parti accetteranno, su richiesta e senza ulteriori formalità:-  di riammettere i rispettivi cittadini presenti illegalmente sul territorio dell’altra parte;-  di riammettere i cittadini di paesi terzi e gli apolidi penetrati nel territorio dell’UE attraverso la Serbia e Montenegro o nel territorio della Serbia e Montenegro attraverso uno Stato membro dell’UE.Gli Stati membri dell’Unione europea e la Serbia e Montenegro forniranno ai loro cittadini gli opportuni documenti di identità e garantiranno loro l’accesso alle strutture amministrative necessarie.Le parti convengono di concludere un accordo tra la Serbia e Montenegro e la Comunità europea volto a disciplinare gli obblighi specifici della Serbia e Montenegro e degli Stati membri dell’Unione europea in materia di riammissione, compreso l’obbligo di riammettere i cittadini di altri paesi e gli apolidi.La Serbia e Montenegro è disposta a stipulare accordi di riammissione con altri paesi del processo di stabilizzazione e di associazione e ad adottare tutti i provvedimenti necessari per garantire un’attuazione rapida e flessibile di tali accordi.Il Consiglio di stabilizzazione e di associazione deciderà in merito ad altre eventuali azioni comuni volte a prevenire e a controllare l’immigrazione clandestina, compresa la tratta di esseri umani.3.8.5. Riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismoLe parti coopereranno al fine di evitare che i loro sistemi finanziari siano utilizzati per il riciclaggio dei proventi delle attività illecite in generale e del traffico illecito di droga in particolare.La cooperazione nel settore può comprendere un’assistenza amministrativa e tecnica volta a sostenere l’attuazione delle disposizioni e a garantire un efficace funzionamento di norme e meccanismi adeguati per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, equivalenti a quelli adottati in materia dalla Comunità e dai consessi internazionali che operano nel settore, in particolare il Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI).3.8.6. Cooperazione nel settore della lotta contro le droghe illeciteNei limiti dei rispettivi poteri e delle rispettive competenze, le parti collaboreranno al fine di garantire un’impostazione equilibrata e integrata in materia di lotta contro gli stupefacenti. Le politiche e le azioni nel settore saranno volte a rafforzare le strutture impegnate nella lotta contro gli stupefacenti, a ridurre l’offerta, il traffico e la domanda di droghe illecite, a far fronte alle conseguenze sanitarie e sociali della tossicomania e a garantire un controllo più efficace dei precursori.Le parti concorderanno gli opportuni metodi di cooperazione per conseguire tali obiettivi. Le loro azioni si baseranno su principi concordati in conformità della strategia dell’UE in materia di lotta contro la droga per il periodo 2005-2012.3.8.7. Lotta alla criminalità e a d altre attività illecite e azioni di prevenzioneLe parti coopereranno per combattere e prevenire le attività criminali e illegali, organizzate o meno, quali:-  il contrabbando e la tratta di esseri umani;-  attività economiche illecite, segnatamente falsificazione di denaro, transazioni illegali di merci quali rifiuti industriali e materiali radioattivi e transazioni relative a prodotti illegali o contraffatti;-  la corruzione, nel settore pubblico e privato, in particolare in relazione a pratiche amministrative non trasparenti;-  la frode fiscale;-  il traffico illegale di stupefacenti e sostanze psicotrope;-  il contrabbando;-  il traffico illecito di armi;-  la falsificazione di documenti;-  il traffico illecito di autoveicoli;-  la cibercriminalità.3.8.8 Lotta al terrorismoLe parti, in conformità delle convenzioni internazionali di cui sono firmatarie e delle rispettive legislazioni, convengono di cooperare ai fini della prevenzione e repressione degli atti terroristici perpetrati a livello internazionale o regionale e del relativo finanziamento, con particolare riguardo alle attività condotte sul piano transfrontaliero:-  attraverso la piena attuazione della risoluzione 1373 del Consiglio di sicurezza e di altre risoluzioni pertinenti delle Nazioni Unite, convenzioni e strumenti internazionali;-  attraverso lo scambio di informazioni sui gruppi terroristici e sulle loro reti di sostegno conformemente al diritto internazionale e nazionale;-  attraverso lo scambio di esperienze sugli strumenti e le modalità di lotta al terrorismo, nonché nei settori tecnici e della formazione, e lo scambio di esperienze in materia di prevenzione del terrorismo.3.8.9 Posizione particolare del Regno Unito, dell’Irlanda e della DanimarcaSi terrà conto della posizione particolare del Regno Unito, dell’Irlanda e della Danimarca per quanto riguarda le questioni di cui al titolo IV del trattato CE.3.9. Politiche di cooperazioneLe parti instaureranno una stretta cooperazione per contribuire allo sviluppo e al potenziale di crescita della Serbia e Montenegro, consolidando i legami economici esistenti sulla base più ampia possibile, a vantaggio di entrambe le parti.Saranno elaborate politiche e altre misure intese a favorire uno sviluppo economico e sociale sostenibile della Serbia e Montenegro e a contribuire alla riduzione della povertà. L’elaborazione di tali politiche deve tenere pienamente conto, fin dall’inizio, degli aspetti ambientali e garantirne la compatibilità con i requisiti di uno sviluppo sociale armonioso.Le politiche di cooperazione dovranno essere integrate in un contesto regionale di cooperazione. Particolare attenzione dovrà essere riservata alle misure atte a favorire la cooperazione tra la Serbia e Montenegro e i paesi vicini, compresi gli Stati membri dell’UE, contribuendo in tal modo alla stabilità della regione. Il Consiglio di stabilizzazione e di associazione può definire priorità nell’ambito delle politiche di cooperazione illustrate nel prosieguo.3.9.1. Politica economica e commercialeLe parti contraenti agevolano il processo di riforma economica collaborando per migliorare la conoscenza dei fondamentali delle rispettive economie, nonché la definizione e l’attuazione della politica economica nelle economie di mercato.Su richiesta delle autorità serbe e montenegrine la Comunità può fornire assistenza alla Serbia e Montenegro affinché instauri un’economia di mercato funzionante e proceda al graduale ravvicinamento delle sue politiche a quelle dell’Unione economica e monetaria, imperniate sulla stabilità.La cooperazione mirerà inoltre a consolidare lo Stato di diritto nel settore delle imprese attraverso un quadro legislativo stabile e non discriminatorio, elaborato in riferimento all’attività commerciale. Essa comprenderà anche lo scambio informale di informazioni sui principi e sul funzionamento dell’Unione economica e monetaria europea.3.9.2. Cooperazione statisticaLa cooperazione tra le parti si concentrerà sui settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in campo statistico. Essa mirerà soprattutto a sviluppare un sistema statistico efficiente e sostenibile atto a fornire statistiche attendibili, oggettive ed accurate, necessarie per pianificare e sorvegliare il processo di transizione e di riforma in Serbia e Montenegro. Essa dovrebbe inoltre consentire agli uffici statistici della Serbia e Montenegro di meglio rispondere alle esigenze dei loro clienti, tanto della pubblica amministrazione quanto del settore privato. Il sistema statistico dovrà rispettare i principi fondamentali della statistica elaborati dall’ONU e le disposizioni della normativa statistica europea, e allinearsi all’ acquis comunitario.3.9.3. Servizi bancari, servizi assicurativi e altri servizi finanziariLa cooperazione tra le parti contraenti si concentrerà prevalentemente sui settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in materia di banche, assicurazioni e servizi finanziari. Le parti coopereranno allo scopo di instaurare un contesto adeguato, atto a favorire lo sviluppo del settore bancario, assicurativo e dei servizi finanziari nelle due Repubbliche.3.9.4. Cooperazione in materia di audit e controllo finanziarioLa cooperazione si concentrerà sui settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in materia di controllo interno delle finanze pubbliche e audit esterno. Le parti coopereranno, in particolare, al fine di sviluppare sistemi efficienti di controllo interno delle finanze pubbliche e di audit esterno nelle due Repubbliche, secondo norme e metodologie riconosciute a livello internazionale e in conformità delle migliori prassi dell’Unione europea.3.9.5. Promozione e tutela degli investimentiLa cooperazione tra le parti verterà essenzialmente sui settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in materia di promozione e protezione degli investimenti. Tale cooperazione tra le parti, attuata nell’ambito delle rispettive competenze, mirerà ad instaurare un clima favorevole agli investimenti privati sia nazionali che stranieri.3.9.6. Cooperazione industrialeLa cooperazione mirerà a promuovere la modernizzazione e la riconversione dell’industria serba e montenegrina e dei singoli settori, nonché la cooperazione industriale fra operatori economici, con l’obiettivo di potenziare il settore privato a condizioni atte a garantire la protezione dell’ambiente.Le iniziative in materia di cooperazione industriale rispecchieranno le priorità stabilite da tutte le parti dell’accordo. Esse terranno conto degli aspetti regionali dello sviluppo industriale, promuovendo, quando opportuno, partnership transnazionali. Si cercherà in particolare di instaurare un contesto favorevole alle imprese, migliorare le competenze in materia di gestione e promuovere gli sbocchi commerciali, la trasparenza del mercato e il contesto commerciale.La cooperazione terrà debitamente conto dell’ acquis comunitario riguardante la politica industriale.3.9.7. Piccole e medie impreseLa cooperazione tra le parti mirerà a sviluppare e consolidare le piccole e medie imprese (PMI) del settore privato, tenendo debitamente conto dei settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in materia di PMI. Ciò comprende l’impegno assunto dalla Serbia e Montenegro e dal Kosovo a favore della Carta europea delle piccole imprese adottata in occasione del vertice di Salonicco, che delinea dieci linee d’azione per migliorare il contesto in cui operano le piccole imprese.3.9.8 TurismoLa cooperazione tra le parti nel settore del turismo mirerà a intensificare gli scambi di informazioni (attraverso reti internazionali, banche dati, ecc.) e a promuovere il trasferimento di know-how (attraverso azioni di formazione, scambi o seminari), tenendo conto dell’ acquis comunitario pertinente.3.9.9. Agricoltura e settore agroindustrialeLa cooperazione tra le parti si concentrerà sui settori prioritari connessi all’ acquis comunitario nel settore agricolo. Essa punterà a modernizzare e ristrutturare l’agricoltura e il settore agroindustriale della Serbia e Montenegro, favorendo il progressivo ravvicinamento della legislazione e delle pratiche alle norme e agli standard comunitari.3.9.10. PescaLe parti valuteranno la possibilità di individuare aree di interesse comune nel settore della pesca, che siano reciprocamente vantaggiose. La cooperazione terrà debitamente conto dei settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in materia di pesca.3.9.11. DoganeLe parti avvieranno una cooperazione in questo settore al fine di garantire l’osservanza delle disposizioni che saranno adottate in campo commerciale e per ravvicinare i sistemi doganali della Repubblica di Montenegro e della Repubblica di Serbia a quello della Comunità. Ciò contribuirà a facilitare le misure di liberalizzazione previste dall’accordo di stabilizzazione e di associazione e il graduale ravvicinamento della legislazione doganale delle due Repubbliche all’ acquis.La cooperazione terrà debitamente conto dei settori prioritari connessi all’ acquis comunitario nel settore doganale.Saranno inseriti nell’accordo protocolli relativi all’assistenza amministrativa reciproca nel settore doganale.3.9.12. FiscalitàLe parti avvieranno una cooperazione in campo fiscale, che comprenderà le misure necessarie per proseguire la riforma del sistema tributario e la ristrutturazione dell’amministrazione fiscale onde garantire un sistema efficace di riscossione delle imposte e rafforzare la lotta contro le frodi fiscali.La cooperazione terrà debitamente conto dei settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in materia di tassazione e lotta alla concorrenza fiscale dannosa. Quest’ultima dovrebbe conformarsi ai principi sanciti dal codice di condotta per la tassazione delle imprese adottato dal Consiglio il 1º dicembre 1997.La cooperazione dovrebbe vertere altresì sul rafforzamento della trasparenza e sullo scambio di informazioni con gli Stati membri dell’Unione europea, onde agevolare l’attuazione delle misure di lotta contro la frode o l’evasione fiscale. Ciò dovrebbe comprendere l’impegno a completare la serie di accordi bilaterali con gli Stati membri sulla base del modello di accordo OCSE sullo scambio di informazioni.3.9.13. Cooperazione nel settore socialeLe parti collaboreranno per agevolare la riforma della politica occupazionale nelle due Repubbliche nel contesto di una riforma e di un’integrazione economica rafforzate. La cooperazione cercherà inoltre di favorire l’adeguamento dei regimi previdenziali delle due Repubbliche alle nuove esigenze economiche e sociali. Ciò può comportare la necessità di riesaminare la legislazione in materia di condizioni di lavoro e pari opportunità e garantire un più elevato livello di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, facendo riferimento al livello di tutela esistente nella Comunità.La cooperazione terrà debitamente conto dei settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in questo settore.3.9.14. Istruzione e formazioneLe parti coopereranno al fine di migliorare il livello generale di istruzione, formazione professionale e formazione permanente nelle due Repubbliche, nonché le politiche e le iniziative a favore dei giovani. La realizzazione degli obiettivi enunciati nella dichiarazione di Bologna costituisce una priorità per i sistemi di istruzione superiore.Le parti collaboreranno inoltre al fine di garantire il libero accesso a tutti i gradi di istruzione e formazione in Serbia e Montenegro, senza discriminazioni di sesso, razza, origine etnica o religione.I pertinenti programmi e strumenti comunitari contribuiranno al miglioramento delle strutture e delle attività nel settore dell’istruzione e della formazione in Serbia e Montenegro.La cooperazione terrà debitamente conto dei settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in questo settore.3.9.15. Cooperazione culturaleLe parti si impegnano a promuovere la cooperazione culturale. Tale cooperazione contribuirà, tra l’altro, a migliorare la comprensione e la stima reciproche tra singoli cittadini, comunità e popoli.3.9.16. Cooperazione nel settore audiovisivoLe parti coopereranno per promuovere l’industria audiovisiva europea e incoraggiare la coproduzione nei settori cinematografico e televisivo.La cooperazione potrebbe vertere, tra l’altro, su programmi e strumenti dedicati alla formazione dei giornalisti e dei professionisti dell’informazione, segnatamente attraverso la partecipazione al programma MEDIA, nonché su un’assistenza tecnica volta a rafforzare l’indipendenza e la professionalità dei mass media pubblici e privati e a stabilire più stretti legami con i media europei.La Serbia e Montenegro adeguerà le proprie politiche volte a disciplinare gli aspetti relativi ai contenuti delle trasmissioni radiotelevisive transfrontaliere alle politiche comunitarie, e armonizzerà la propria legislazione con l’ acquis dell’UE. Essa rivolgerà particolare attenzione alle questioni riguardanti l’acquisizione di diritti di proprietà intellettuale per i programmi trasmessi via satellite e via cavo.3.9.17. Società dell ’informazioneLa cooperazione si concentrerà prevalentemente sui settori prioritari connessi all’ acquis comunitario riguardante la società dell’informazione. Essa sosterrà in particolare il progressivo allineamento delle politiche e della legislazione pertinenti con quelle della Comunità.Le parti coopereranno inoltre per sviluppare ulteriormente la società dell’informazione in Serbia e Montenegro, con l’obiettivo di preparare la società all’era digitale, attrarre investimenti e garantire l’interoperabilità di reti e servizi.3.9.18 Reti e servizi di comunicazione elettroniciLa cooperazione si concentrerà prevalentemente sui settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in questo campo.Le parti svilupperanno in particolare la cooperazione in materia di reti di telecomunicazioni elettroniche e servizi connessi, con il fine ultimo di consentire alle due Repubbliche di recepire l’ acquis in questi settori.3.9.19. Informazione e comunicazioneLe parti contraenti adotteranno i provvedimenti necessari per promuovere gli scambi di informazioni, privilegiando i programmi volti a diffondere tra la popolazione le informazioni di base sulla Comunità, nonché a fornire agli ambienti professionali della Serbia e Montenegro informazioni più specialistiche.3.9.20. TrasportiLa cooperazione tra le parti si concentrerà sui settori prioritari connessi all’ acquis comunitario nel settore dei trasporti.La cooperazione mirerà in particolare a ristrutturare e modernizzare i trasporti nelle due Repubbliche, migliorare la libera circolazione dei viaggiatori e delle merci, come pure l’accesso al mercato dei trasporti e alle infrastrutture di trasporto, compresi porti e aeroporti, favorire lo sviluppo di infrastrutture multimodali connesse alle principali reti transeuropee, soprattutto per rafforzare i collegamenti regionali nell’Europa sudorientale, raggiungere livelli operativi paragonabili a quelli della Comunità, creare in Serbia e Montenegro un sistema di trasporti compatibile con quello comunitario e ad esso simile e migliorare la tutela ambientale nel settore dei trasporti.3.9.21. EnergiaLa cooperazione si concentrerà sui settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in materia di energia, compresa, se del caso, la sicurezza nucleare. Essa rispecchierà i principi dell’economia di mercato e le disposizioni del trattato sulla Carta europea dell’energia e sarà sviluppata in vista di un’integrazione graduale della Serbia e Montenegro nei mercati energetici europei, in particolare al fine di stabilire la Comunità dell’energia dei paesi dell’Europa sudorientale.3.9.22. AmbienteLe parti instaureranno e rafforzeranno la cooperazione nel settore prioritario della lotta contro il degrado ambientale, al fine di promuovere la sostenibilità ambientale.La cooperazione si concentrerà in particolare sui settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in materia di ambiente.3.9.23. Ricerca e sviluppo tecnologicoLe parti promuoveranno la cooperazione in materia di ricerca scientifica civile e sviluppo tecnologico (RST) a vantaggio di entrambe, tenendo conto delle risorse disponibili, prevedendo un accesso adeguato ai rispettivi programmi e mantenendo livelli adeguati di tutela effettiva dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale.La cooperazione terrà debitamente conto dei settori prioritari connessi all’ acquis comunitario in materia di ricerca e sviluppo tecnologico.3.9.24. Sviluppo regionale e localeLe parti cercheranno di rafforzare la cooperazione in materia di sviluppo regionale e locale per contribuire allo sviluppo economico e alla riduzione degli squilibri regionali. Sarà rivolta particolare attenzione alla cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale.La cooperazione terrà debitamente conto dell’ acquis comunitario in materia di sviluppo regionale.3.9.25 Riforma della pubblica amministrazioneLa cooperazione mirerà a favorire l’ulteriore sviluppo di una pubblica amministrazione efficiente e responsabile in Serbia e Montenegro, proseguendo il lavoro di riforma avviato in questo settore.Essa verterà in particolare sul consolidamento delle istituzioni, e segnatamente sull’elaborazione e l’attuazione di procedure di assunzione trasparenti ed imparziali, sulla gestione delle risorse umane e lo sviluppo delle carriere nel settore pubblico, sulla formazione permanente e la promozione dell’etica nella pubblica amministrazione. La cooperazione sarà instaurata con le amministrazioni dell’Unione statale e delle Repubbliche e con le amministrazioni locali.3.10. Cooperazione finanziariaPer conseguire gli obiettivi dell’ASA, la Serbia e Montenegro può beneficiare di assistenza finanziaria da parte della Comunità sotto forma di sovvenzioni e prestiti, compresi i prestiti della Banca europea per gli investimenti. L’aiuto comunitario resta subordinato all’attuazione dei principi e delle condizioni stabiliti nelle conclusioni del Consiglio Affari generali del 29 aprile 1997. Si terrà altresì conto del partenariato europeo, delle conclusioni della relazione periodica sulla Serbia e Montenegro e di altre conclusioni del Consiglio riguardanti il programma di riforma. L’aiuto concesso alla Serbia e Montenegro sarà modulato in funzione del fabbisogno constatato, delle priorità definite, della capacità di assorbimento e di rimborso nonché dei provvedimenti volti a riformare e riconvertire l’economia.L’assistenza finanziaria sotto forma di sovvenzioni è disciplinata dal pertinente regolamento del Consiglio nell’ambito di un quadro indicativo pluriennale definito dalla Comunità in seguito a consultazioni con la Serbia e Montenegro.L’assistenza finanziaria della Comunità riguarderà tutti i settori della cooperazione, con particolare riguardo alla giustizia e affari interni e al ravvicinamento delle legislazioni.Su richiesta della Serbia e Montenegro e in casi eccezionali la Comunità può valutare, in coordinamento con le istituzioni finanziarie internazionali, la possibilità di concedere, in via straordinaria, un’assistenza macrofinanziaria a determinate condizioni, tenendo conto delle risorse finanziarie globalmente disponibili. Tale assistenza sarebbe vincolata al rispetto di una serie di condizioni stabilite nel quadro di un programma concordato tra Repubblica di Montenegro e la Repubblica di Serbia e l’FMI.Per consentire un impiego ottimale delle risorse disponibili, le parti si adopereranno affinché i contributi comunitari siano erogati in stretto coordinamento con quelli provenienti da altre fonti quali gli Stati membri, i paesi terzi e le istituzioni finanziarie internazionali. A tal fine le parti si scambieranno periodicamente informazioni su tutte le fonti di assistenza.3.11. Disposizioni istituzionali, generali e finali3.11.1. Consiglio di stabilizzazione e di associazioneIl Consiglio di stabilizzazione e di associazione (CSA) sarà l’organo supremo istituito nel quadro dell’accordo e ne sorveglierà l’attuazione. Esso si riunirà a intervalli regolari, a livello appropriato, e terrà riunioni straordinarie qualora lo richiedano le circostanze. Sarà composto da membri del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea, da una parte, e da membri dei governi dell’Unione statale di Serbia e Montenegro, della Repubblica di Montenegro e della Repubblica di Serbia, dall’altra. Il CSA avrà il compito di esaminare le principali questioni, compresa la composizione delle controversie, che si porranno in merito all’attuazione dell’accordo nonché le altre questioni bilaterali o internazionali di interesse comune. Esso può delegare i propri poteri al Comitato di stabilizzazione e di associazione. Per le questioni di sua competenza, la Banca europea per gli investimenti parteciperà in qualità di osservatore alle discussioni del CSA.Il CSA stabilirà il proprio regolamento interno.3.11.2. Comitato di stabilizzazione e di associazioneIl Comitato di stabilizzazione e di associazione assisterà il CSA e ne preparerà le riunioni. Esso si riunirà a livello di alti funzionari almeno una volta all’anno e ogni qualvolta lo richiederanno le circostanze. Esso garantirà la continuità tra le riunioni del CSA. Il Comitato sarà composto da rappresentanti del Consiglio dell’Unione europea e della Commissione europea, da una parte, e da rappresentanti della Serbia e Montenegro, dall’altra.Il Comitato esaminerà tutte le questioni relative all’attuazione dell’accordo nonché tutte le altre questioni di interesse comune.Esso potrà istituire sottocomitati in settori specifici.3.11.3. Commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazioneLa Commissione parlamentare di stabilizzazione e di associazione sarà una sede di incontro e di dialogo tra i membri dei parlamenti dell’Unione statale di Serbia e Montenegro, della Repubblica di Montenegro e della Repubblica di Serbia e i membri del Parlamento europeo e si riunirà almeno una volta all’anno. Essa potrà formulare raccomandazioni al CSA.3.11.4. Disposizioni generali e finaliLe parti adotteranno disposizioni per quanto riguarda:-  l’accesso delle persone fisiche e giuridiche ai tribunali e agli organi amministrativi competenti per la difesa dei loro diritti, senza alcuna discriminazione;-  la possibilità per le parti di prendere tutti i provvedimenti considerati necessari per ragioni di sicurezza (difesa nazionale, guerra, ecc.);-  la non discriminazione nell’applicazione dei provvedimenti adottati nel quadro dell’accordo;-  le procedure di consultazione e di composizione delle controversie e i provvedimenti da adottare in caso di mancata esecuzione degli obblighi derivanti dall’accordo;-  la tutela dei diritti concessi da accordi esistenti tra la Serbia e Montenegro e uno o più Stati membri dell’UE, qualora siano più favorevoli agli operatori economici delle parti interessate;-  la durata dell’accordo (in linea di massima illimitata), con possibilità di denuncia previa notifica (l’accordo cessa di avere effetto trascorsi sei mesi dalla notifica) e di sospensione, con effetto immediato, in caso di violazione di uno degli elementi essenziali dell’accordo;-  l’inclusione di clausole territoriali, con particolare riguardo alla non applicabilità dell’accordo al Kosovo, posto attualmente sotto amministrazione internazionale ai sensi della risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 10 giugno 1999. Ciò non pregiudica lo statuto attuale del Kosovo né la determinazione del suo statuto definitivo nel quadro della stessa risoluzione;-  la definizione della nozione di “parti” dell’accordo, vale a dire la Comunità o i suoi Stati membri, o la Comunità e i suoi Stati membri, in conformità dei loro rispettivi poteri, da un lato, e l’Unione statale di Serbia e Montenegro e/o i suoi Stati costituenti (le due Repubbliche), in conformità dei loro rispettivi poteri, dall’altro;-  disposizioni sulle lingue facenti fede, sulla ratifica e sull’entrata in vigore dell’accordo.Durante i negoziati le parti contraenti esamineranno l’opportunità di concludere un accordo interinale, che entrerebbe in vigore dopo la firma dell’accordo di stabilizzazione e di associazione, comprendente le disposizioni in materia di libera circolazione delle merci dell’accordo di stabilizzazione e di associazione e le disposizioni pertinenti in materia di trasporti.Il Segretario generale del Consiglio dell’UE sarà il depositario dell’accordo.[1] COM (99) 235 del 26 maggio 1999[2] Decisione del Consiglio, del 14 marzo 2005, relativa alla conclusione dell’accordo bilaterale tra la Comunità europea e la Repubblica di Serbia sul commercio dei prodotti tessili (2005/272/CE) – Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 90/2005.[3] abbreviazione di Srbija i Crna Gora[4] L’unione statale è composta da due Stati membri: la Repubblica di Serbia e la Repubblica di Montenegro.[5] COM (2005) 476 definitivo del 12 aprile 2005.[6] L’Unione statale di Serbia e Montenegro è composta da due Stati membri: la Repubblica di Serbia e la Repubblica di Montenegro. Sia l’Unione statale che i due Stati costituenti hanno il potere di concludere trattati. All’interno delle presenti direttive di negoziato, i termini Repubblica/Repubbliche e Repubblicano si riferiscono alla Repubblica di Serbia e alla Repubblica di Montenegro in quanto Stati membri dell’Unione statale di Serbia e Montenegro.[7] Decisione del Consiglio, del 14 marzo 2005, relativa alla conclusione dell’accordo bilaterale tra la Comunità europea e la Repubblica di Serbia sul commercio dei prodotti tessili (2005/272/CE), Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 90/2005.[8] In conformità del regolamento (CE) n. 517/94.