CELEX: 62007TJ0053
Language: it
Date: 2011-07-13 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale (Prima Sezione) del 13 luglio 2011. # Trade-Stomil sp. z o.o. contro Commissione europea. # Concorrenza - Intese - Mercato della gomma butadiene e della gomma stirene e butadiene del tipo emulsione - Decisione che accerta una violazione dell'art. 81 CE - Partecipazione al cartello - Imputabilità del comportamento illecito - Ammende - Gravità e durata dell'infrazione - Circostanze attenuanti. # Causa T-53/07.

Causa T‑53/07
      Trade-Stomil sp. z o.o.
      contro
      Commissione europea
      «Concorrenza — Intese — Mercato della gomma butadiene e della gomma stirene e butadiene del tipo emulsione — Decisione che accerta un’infrazione all’art. 81 CE — Partecipazione all’intesa — Imputabilità del comportamento illecito — Ammende — Gravità e durata dell’infrazione — Circostanze attenuanti»
      Massime della sentenza
      Concorrenza — Procedimento amministrativo — Decisione della Commissione con cui viene constatata un’infrazione — Elementi
            di prova necessari
      (Art. 81, n. 1, CE)
      Sotto il profilo dell’onere della prova relativa a una violazione dell’art. 81, n. 1, CE, spetta alla Commissione fornire
         la prova delle infrazioni che essa constata e produrre gli elementi di prova idonei a dimostrare sufficientemente l’esistenza
         dei fatti che integrano l’infrazione. Pertanto, è necessario che la Commissione produca prove precise e concordanti per corroborare
         la ferma convinzione che l’infrazione ha avuto luogo.
      
      L’esistenza di un dubbio nella mente del giudice deve andare a vantaggio dell’impresa destinataria della decisione con cui
         si constata un’infrazione. Il giudice pertanto non può concludere che la Commissione ha dimostrato sufficientemente l’esistenza
         dell’infrazione di cui è causa se nutre ancora dubbi al riguardo.
      
      Peraltro, di solito le attività derivanti da pratiche ed accordi anticoncorrenziali si svolgono in modo clandestino, le riunioni
         sono segrete e la documentazione ad esse relativa è ridotta al minimo. Ne consegue che, anche qualora la Commissione scopra
         documenti attestanti in modo esplicito un contatto illegittimo tra operatori, tali documenti saranno di regola solo frammentari
         e sporadici, di modo che si rivela spesso necessario ricostituire taluni dettagli per via di deduzioni. Nella maggior parte
         dei casi, pertanto, l’esistenza di una pratica o di un accordo anticoncorrenziale dev’essere dedotta da un certo numero di
         coincidenze e di indizi i quali, considerati nel loro insieme, possono rappresentare, in mancanza di un’altra spiegazione
         coerente, la prova di una violazione delle regole di concorrenza.
      
      Qualora gli elementi presi in considerazione dalla Commissione, pur avendo un certo valore probatorio, non siano sufficienti
         per giustificare la constatazione dell’esistenza di un’infrazione da parte dell’impresa di cui trattasi, tenuto conto delle
         contraddizioni nella decisione della Commissione riguardanti, segnatamente, le riunioni organizzate nell’ambito dell’intesa,
         e del dubmbio che deve risolversi a vantaggio dell’impresa di cui trattasi, occorre annullare la decisione della Commissione.
      
      (v. punti 63-64, 76, 78)
SENTENZA DEL TRIBUNALE (Prima Sezione)
      13 luglio 2011 (*)
      
      «Concorrenza – Intese – Mercato della gomma butadiene e della gomma stirene e butadiene del tipo emulsione – Decisione che accerta una violazione dell’art. 81 CE – Partecipazione all’intesa – Imputabilità del comportamento illecito – Ammende – Gravità e durata dell’infrazione – Circostanze attenuanti»
      Nella causa T‑53/07,
      Trade-Stomil sp. z o.o., con sede in Łódź (Polonia), rappresentata dalla sig.ra F. Carlin, barrister, e dal sig. E. Batchelor, solicitor,
      
      ricorrente,
      contro
      Commissione europea, rappresentata inizialmente dai sigg. X. Lewis e V. Bottka, successivamente dai sigg. Bottka e V. Di Bucci, in qualità di
         agenti,
      
      convenuta,
      avente ad oggetto una domanda diretta a ottenere l’annullamento, per quanto riguarda la Trade-Stomil sp. z o.o., della decisione
         della Commissione 29 novembre 2006, C (2006) 5700 def., relativa a un procedimento a norma dell’articolo 81 [CE] e dell’articolo
         53 dell’Accordo SEE (Caso COMP/F/38.638 – Gomma butadiene e gomma stirene e butadiene del tipo emulsione), o, in subordine,
         l’annullamento o la riduzione dell’ammenda inflitta alla Trade-Stomil,
      
      IL TRIBUNALE (Prima Sezione),
      composto dal sig. F. Dehousse (relatore), facente funzione di presidente, dalla sig.ra I. Wiszniewska-Białecka e dal sig. N. Wahl,
         giudici,
      
      cancelliere: sig.ra K. Pocheć, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 20 ottobre 2009,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
       Fatti
      1        Con decisione 29 novembre 2006, C (2006) 5700 def. (Caso COMP/F/38.638 – Gomma butadiene e gomma stirene e butadiene del tipo
         emulsione; in prosieguo: la «decisione impugnata»), la Commissione delle Comunità europee ha constatato che varie imprese
         avevano violato l’art. 81, n. 1, CE e l’art. 53 dell’Accordo sullo spazio economico europeo (SEE) partecipando a un’intesa
         sul mercato dei prodotti soprammenzionati. 
      
      2        Le imprese destinatarie della decisione impugnata sono:
      
      –        la Bayer AG, con sede in Leverkusen (Germania);
      –        The Dow Chemical Company, con sede in Midland, Michigan (Stati Uniti) (in prosieguo: la «Dow Chemical»);
      –        la Dow Deutschland Inc., con sede in Schwalbach (Germania);
      –        la Dow Deutschland Anlagengesellschaft mbH (già Dow Deutschland GmbH & Co. OHG), con sede in Schwalbach;
      –        la Dow Europe, con sede in Horgen (Svizzera);
      –        l’ENI SpA, con sede in Roma;
      –        la Polimeri Europa SpA, con sede in Brindisi (in prosieguo: la «Polimeri»);
      –        la Shell Petroleum NV, con sede in L’Aia (Paesi Bassi);
      –        la Shell Nederland BV, con sede in L’Aia;
      –        la Shell Nederland Chemie BV, con sede in Rotterdam (Paesi Bassi);
      –        l’Unipetrol a.s., con sede in Praga (Repubblica ceca); 
      –        la Kaučuk a.s., con sede in Kralupy nad Vltavou (Repubblica ceca);
      –        la Trade-Stomil sp. z o.o., con sede in Łódź (Polonia) (in prosieguo: la «Stomil».
      3        La Dow Deutschland, la Dow Deutschland Anlagengesellschaft e la Dow Europe sono interamente controllate, direttamente o indirettamente,
         dalla Dow Chemical (in prosieguo, congiuntamente: la «Dow») (punti 16‑21 della decisione impugnata).
      
      4        L’attività dell’ENI relativa ai prodotti di cui trattasi è stata svolta inizialmente dall’EniChem Elastomeri Srl, controllata
         indirettamente dall’ENI tramite la controllata EniChem SpA (in prosieguo: l’«EniChem SpA»). Il 1° novembre 1997 l’EniChem
         Elastomeri è stata assorbita dall’EniChem SpA. L’ENI controllava il 99,97% dell’EniChem SpA. Il 1° gennaio 2002 l’EniChem
         SpA ha trasferito la sua attività chimica strategica (compresa l’attività concernente la gomma butadiene e la gomma stirene
         e butadiene del tipo emulsione) alla Polimeri, sua controllata al 100%. L’ENI controlla direttamente e integralmente la Polimeri
         dal 21 ottobre 2002. A decorrere dal 1° maggio 2003 l’EniChem SpA ha cambiato la sua denominazione in Syndial SpA (punti 26‑32
         della decisione impugnata). La Commissione utilizza, nella decisione impugnata, la denominazione «EniChem» per fare riferimento
         a qualsiasi società appartenente all’ENI (in prosieguo: l’«EniChem») (punto 36 della decisione impugnata).
      
      5        La Shell Nederland Chemie è una controllata della Shell Nederland, che è a sua volta interamente controllata dalla Shell Petroleum
         (in prosieguo, congiuntamente: la «Shell») (punti 38‑40 della decisione impugnata).
      
      6        La Kaučuk è stata creata nel 1997 a seguito della fusione tra la Kaučuk Group a.s. e la Chemopetrol Group a.s. Il 21 luglio
         1997 l’Unipetrol ha acquisito tutti i beni, i diritti e gli obblighi delle imprese interessate dalla fusione. L’Unipetrol
         detiene il 100% delle azioni della Kaučuk (punti 45 e 46 della decisione impugnata). Peraltro, secondo la decisione impugnata,
         la Tavorex s.r.o. (in prosieguo: la «Tavorex»), con sede nella Repubblica ceca, ha rappresentato la Kaučuk (e il suo predecessore,
         la Kaučuk Group) nelle attività di esportazione tra il 1991 e il 28 febbraio 2003. Sempre secondo la decisione impugnata,
         la Tavorex ha rappresentato la Kaučuk, dal 1996, nelle riunioni dell’Associazione europea della gomma sintetica (punto 49
         della decisione impugnata).
      
      7        Secondo la decisione impugnata, la Stomil ha rappresentato il produttore polacco Chemical Company Dwory S.A. (in prosieguo:
         la «Dwory») nelle attività di esportazione per circa trent’anni, almeno fino al 2001. Sempre secondo la decisione impugnata,
         la Stomil ha rappresentato la Dwory, tra il 1997 e il 2000, nelle riunioni dell’Associazione europea della gomma sintetica
         (punto 51 della decisione impugnata).
      
      8        Il periodo con riferimento al quale è stata accertata l’infrazione va dal 20 maggio 1996 al 28 novembre 2002 (per la Bayer,
         l’ENI e la Polimeri), dal 20 maggio 1996 al 31 maggio 1999 (per la Shell Petroleum, la Shell Nederland e la Shell Nederland
         Chemie), dal 1° luglio 1996 al 28 novembre 2002 (per la Dow Chemical), dal 1° luglio 1996 al 27 novembre 2001 (per la Dow
         Deutschland), dal 16 novembre 1999 al 28 novembre 2002 (per l’Unipetrol e la Kaučuk), dal 16 novembre 1999 al 22 febbraio
         2000 (per la Stomil), dal 22 febbraio 2001 al 28 febbraio 2002 (per la Dow Deutschland Anlagengesellschaft) e dal 26 novembre
         2001 al 28 novembre 2002 (per la Dow Europe) (punti 476‑485 e art. 1 del dispositivo della decisione impugnata). 
      
      9        La gomma butadiene (in prosieguo: la «BR») e la gomma stirene butadiene del tipo emulsione (in prosieguo: l’«ESBR») sono gomme
         sintetiche utilizzate essenzialmente per la produzione di pneumatici. Questi due prodotti sono sostituibili tra loro nonché
         con altre gomme sintetiche e con la gomma naturale (punti 3‑6 della decisione impugnata).
      
      10      Oltre ai produttori destinatari della decisione impugnata, altri produttori asiatici e dell’Europa orientale hanno venduto
         quantitativi limitati di BR e di ESBR nel territorio del SEE. Inoltre, una parte considerevole di BR viene prodotta direttamente
         dai principali produttori di pneumatici (punto 54 della decisione impugnata). 
      
      11      Il 20 dicembre 2002 la Bayer ha contattato i servizi della Commissione e ha espresso la propria intenzione di cooperare a
         titolo della comunicazione della Commissione relativa all’immunità dalle ammende e alla riduzione dell’importo delle ammende
         nei casi di cartelli tra imprese (GU 2002, C 45, pag. 3; in prosieguo: la «comunicazione sulla cooperazione»), in relazione
         alla BR e all’ESBR. Per quanto riguarda l’ESBR, la Bayer ha fornito una dichiarazione orale con cui ha descritto le attività
         dell’intesa. Tale dichiarazione è stata registrata su cassetta (punto 67 della decisione impugnata).
      
      12      Il 14 gennaio 2003 la Bayer ha fornito una dichiarazione orale con cui ha descritto le attività dell’intesa relativa alla
         BR. Tale dichiarazione è stata registrata su cassetta. La Bayer ha del pari fornito verbali delle riunioni del comitato BR
         dell’Associazione europea della gomma sintetica (punto 68 della decisione impugnata).
      
      13      Il 5 febbraio 2003 la Commissione ha notificato alla Bayer la propria decisione di concederle un’immunità condizionale dall’ammenda
         (punto 69 della decisione impugnata).
      
      14      Il 27 marzo 2003 la Commissione ha effettuato un accertamento, ai sensi dell’art. 14, n. 3, del regolamento del Consiglio
         6 febbraio 1962, n. 17, primo regolamento d’applicazione degli articoli [81 CE] e [82 CE] (GU 1962, n. 13, pag. 204), presso
         i locali della Dow Deutschland & Co. (punto 70 della decisione impugnata).
      
      15      Tra il settembre 2003 e il luglio 2006 la Commissione ha inviato alle imprese interessate dalla decisione impugnata varie
         richieste di informazioni ai sensi dell’art. 11 del regolamento n. 17 e dell’art. 18 del regolamento (CE) del Consiglio 16
         dicembre 2002, n. 1/2003, concernente l’applicazione delle regole di concorrenza di cui agli articoli 81 [CE] e 82 [CE] (GU 2003,
         L 1, pag. 1) (punto 71 della decisione impugnata).
      
      16      Il 16 ottobre 2003 la Dow Deutschland e la Dow Deutschland & Co. si sono incontrate con i servizi della Commissione e hanno
         manifestato l’intenzione di cooperare a titolo della comunicazione sulla cooperazione. In occasione di tale incontro è stata
         fornita una presentazione orale delle attività dell’intesa relative alla BR e all’ESBR. Tale presentazione orale è stata registrata.
         È stato inoltre consegnato un fascicolo contenente i documenti inerenti all’intesa (punto 72 della decisione impugnata). 
      
      17      Il 4 marzo 2005 la Dow Deutschland è stata informata che la Commissione intendeva concederle una riduzione dell’ammenda compresa
         tra il 30 e il 50% (punto 73 della decisione impugnata).
      
      18      Il 7 giugno 2005 la Commissione ha avviato il procedimento e ha inviato una prima comunicazione degli addebiti alle imprese
         destinatarie della decisione impugnata – ad eccezione dell’Unipetrol – nonché alla Dwory. La prima comunicazione degli addebiti
         è stata adottata anche nei confronti della Tavorex, ma non le è stata notificata in quanto detta società era in liquidazione
         dall’ottobre del 2004. Il procedimento nei suoi confronti è stato quindi archiviato (punti 49 e 74 della decisione impugnata).
         
      
      19      Le imprese di cui trattasi hanno depositato osservazioni scritte relative a tale prima comunicazione degli addebiti (punto
         75 della decisione impugnata). Esse hanno inoltre avuto accesso al fascicolo, sotto forma di CD-ROM, nonché alle dichiarazioni
         orali e ai documenti ad esse relativi presso i locali della Commissione (punto 76 della decisione impugnata). 
      
      20      Il 3 novembre 2005 la Manufacture française des pneumatiques Michelin (in prosieguo: la «Michelin») ha chiesto di intervenire.
         Essa ha fornito osservazioni scritte il 13 gennaio 2006 (punto 78 della decisione impugnata).
      
      21      Il 6 aprile 2006 la Commissione ha adottato una seconda comunicazione degli addebiti indirizzata alle imprese destinatarie
         della decisione impugnata. Le imprese di cui trattasi hanno depositato osservazioni scritte a tale riguardo (punto 84 della
         decisione impugnata).
      
      22      Il 12 maggio 2006, la Michelin ha presentato una denuncia ai sensi dell’art. 5 del regolamento (CE) della Commissione 7 aprile
         2004, n. 773, relativo ai procedimenti svolti dalla Commissione a norma degli articoli 81 [CE] e 82 [CE] (GU L 123, pag. 18)
         (punto 85 della decisione impugnata).
      
      23      Il 22 giugno 2006 le imprese destinatarie della decisione impugnata, ad eccezione della Stomil, e la Michelin hanno partecipato
         all’audizione dinanzi alla Commissione (punto 86 della decisione impugnata). 
      
      24      In mancanza di sufficienti elementi di prova della partecipazione della Dwory all’intesa, la Commissione ha deciso di archiviare
         il procedimento nei suoi confronti (punto 88 della decisione impugnata). La Commissione ha inoltre deciso di archiviare il
         procedimento nei confronti della Syndial (punto 89 della decisione impugnata). 
      
      25      Peraltro, mentre inizialmente erano stati utilizzati due numeri di caso diversi (uno per la BR e l’altro per l’ESBR) (COMP/E-1/38.637
         e COMP/E-1/38.638), la Commissione ha utilizzato, dopo la prima comunicazione degli addebiti, un unico numero (COMP/F/38.638)
         (punti 90 e 91 della decisione impugnata).
      
      26      Il procedimento amministrativo si è concluso il 29 novembre 2006 con l’adozione della decisione impugnata da parte della Commissione.
      
      27      Ai sensi dell’art. 1 del dispositivo della decisione impugnata, le seguenti imprese hanno violato l’art. 81 CE e l’art. 53 SEE,
         commettendo, nei periodi indicati, un’infrazione unica e continuata consistente nell’aver concordato obiettivi di prezzo,
         ripartito clienti mediante accordi di non aggressione e scambiato informazioni riservate concernenti i prezzi, i concorrenti
         e i clienti nei settori della BR e dell’ESBR: 
      
      a)      la Bayer, dal 20 maggio 1996 al 28 novembre 2002;
      b)      la Dow Chemical, dal 1° luglio 1996 al 28 novembre 2002; la Dow Deutschland, dal 1° luglio 1996 al 27 novembre 2001; la Dow
         Deutschland Anlagengesellschaft, dal 22 febbraio 2001 al 28 febbraio 2002; la Dow Europe, dal 26 novembre 2001 al 28 novembre
         2002;
      
      c)      l’ENI, dal 20 maggio 1996 al 28 novembre 2002; la Polimeri, dal 20 maggio 1996 al 28 novembre 2002;
      d)       la Shell Petroleum, dal 20 maggio 1996 al 31 maggio 1999; la Shell Nederland, dal 20 maggio 1996 al 31 maggio 1999; la Shell
         Nederland Chemie, dal 20 maggio 1996 al 31 maggio 1999;
      
      e)       l’Unipetrol, dal 16 novembre 1999 al 28 novembre 2002; la Kaučuk, dal 16 novembre 1999 al 28 novembre 2002;
      f)       la Stomil, dal 16 novembre 1999 al 22 febbraio 2000.
      28      Sulla base degli accertamenti di fatto e delle valutazioni giuridiche operate nella decisione impugnata, la Commissione ha
         irrogato alle imprese interessate varie ammende il cui importo è stato calcolato conformemente al metodo illustrato negli
         orientamenti per il calcolo delle ammende inflitte in applicazione dell’articolo 15, paragrafo 2 del regolamento n. 17 e dell’articolo
         65, paragrafo 5, del trattato CECA (GU 1998, C 9, pag. 3; in prosieguo: gli «orientamenti») nonché nella comunicazione sulla
         cooperazione.
      
      29      L’art. 2 del dispositivo della decisione impugnata infligge le seguenti ammende:
      
      a)      alla Bayer: EUR 0;
      b)      alla Dow Chemical: EUR 64,575 milioni, di cui:
      i)      EUR 60,27 milioni in solido con la Dow Deutschland;
      ii)      EUR 47,355 milioni in solido con la Dow Deutschland Anlagengesellschaft e la Dow Europe;
      c)      all’ENI e alla Polimeri, in solido: EUR 272,25 milioni;
      d)      alla Shell Petroleum, alla Shell Nederland e alla Shell Nederland Chemie, in solido: EUR 160,875 milioni;
      e)      all’Unipetrol e alla Kaučuk, in solido: EUR 17,55 milioni;
      f)      alla Stomil: EUR 3,8 milioni.
      30      L’art. 3 del dispositivo della decisione impugnata ordina alle imprese elencate all’art. 1 di porre immediatamente fine, qualora
         non vi abbiano ancora provveduto, alle infrazioni descritte nel medesimo articolo e di astenersi d’ora in poi dal ripetere
         qualsiasi atto o comportamento di cui all’art. 1 nonché qualsiasi atto o comportamento che abbia oggetto o effetto equivalente.
      
       Procedimento e conclusioni delle parti
      31      Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 19 febbraio 2007 la Stomil ha proposto il presente
         ricorso.
      
      32      Con decisione del presidente del Tribunale 2 aprile 2009, il sig. N. Wahl è stato designato per completare la sezione, in
         seguito ad impedimento di uno dei suoi membri.
      
      33      Su relazione del giudice relatore, il Tribunale (Prima Sezione) ha deciso di aprire la fase orale del procedimento.
      
      34      Nell’ambito delle misure di organizzazione del procedimento previste nell’art. 64 del suo regolamento di procedura, il Tribunale
         ha invitato le parti a rispondere a determinati quesiti e a produrre alcuni documenti. Le parti hanno ottemperato a tali domande
         nei termini impartiti.
      
      35      Le parti hanno svolto le loro difese e risposto ai quesiti orali del Tribunale all’udienza che ha avuto luogo il 20 ottobre
         2009.
      
      36      La Stomil chiede che il Tribunale voglia:
      
      –        in via principale, annullare la decisione impugnata, in particolare i suoi artt. 1‑4, nella parte in cui la riguarda;
      –        in subordine:
      –        annullare l’art. 2 della decisione impugnata, nella parte in cui la riguarda;
      –        ovvero modificare l’art. 2 della decisione impugnata, nella parte in cui la riguarda, in modo da annullare o ridurre sostanzialmente
         l’importo dell’ammenda;
      
      –        condannare la Commissione alle spese.
      37      La Commissione chiede che il Tribunale voglia:
      
      –        respingere il ricorso;
      –        condannare la Stomil alle spese.
       In diritto
      38      Il ricorso della Stomil si fonda su quattordici motivi. Tali motivi mirano, in sostanza, a contestare la partecipazione della
         Stomil all’intesa, il fatto che la Commissione abbia potuto constatare la responsabilità della Stomil sebbene quest’ultima
         agisse come intermediario della Dwory, la durata dell’infrazione e l’importo dell’ammenda. La Stomil chiede inoltre l’adozione
         di misure di organizzazione del procedimento dirette, segnatamente, ad ottenere che venga ingiunto alla Commissione di consentirle
         l’accesso alle dichiarazioni delle imprese rese nell’ambito della comunicazione sulla cooperazione.
      
      39      È opportuno esaminare anzitutto il primo motivo dedotto dalla Stomil, vertente sulla mancata dimostrazione della sua partecipazione
         all’intesa.
      
       Sul primo motivo, vertente sulla mancata dimostrazione della partecipazione della Stomil all’intesa 
       Argomenti delle parti
      –       Argomenti della Stomil
      40      La Stomil afferma che la Commissione ha violato l’art. 81 CE non dimostrando adeguatamente la sua partecipazione all’intesa.
      
      41      La Commissione constaterebbe la partecipazione della Stomil a due riunioni dell’intesa, vale a dire la riunione del 16 novembre
         1999 svoltasi a Francoforte (Germania) e quella del 22 febbraio 2000 svoltasi a Wermelskirchen (Germania). Per la Stomil,
         le conclusioni della Commissione sarebbero infondate. La Stomil sostiene inoltre che nessun altro elemento dimostra la sua
         partecipazione all’intesa di cui trattasi.
      
      –       Sulla partecipazione della Stomil alla riunione del 16 novembre 1999 a Francoforte
      42      Secondo la Stomil, gli elementi di prova prodotti dalla Commissione non dimostrano che la Stomil ha partecipato, la sera del
         16 novembre 1999, all’hotel Meridien, a una riunione ufficiosa a latere dell’Associazione europea della gomma sintetica. 
      
      43      In particolare, la Stomil precisa che il sig. L. (Stomil) non alloggiava all’hotel Meridien e che sarebbe partito dopo la
         riunione dell’Associazione europea della gomma sintetica terminata alle ore 11.00 il 16 novembre 1999. La Stomil fornisce,
         a tal riguardo, due dichiarazioni del sig. L. (Stomil) nonché una ricevuta dell’hotel. La Stomil sostiene di non aver modificato
         la sua versione dei fatti, come dichiara la Commissione nelle sue memorie. La Stomil avrebbe sempre negato di aver partecipato
         alla riunione illecita in questione. Gli elementi forniti dalla Stomil sarebbero ricevibili e la Commissione farebbe erroneamente
         riferimento alla sentenza del Tribunale 8 marzo 2007, causa T‑339/04, France Télécom/Commissione (Racc. pag. II‑521).
      
      44      La dichiarazione della Dow riportata al punto 202 della decisione impugnata non sarebbe attendibile, in quanto sarebbe corroborata
         soltanto dal sig. P. (Bayer), il quale non sarebbe stato presente a Francoforte la sera del 16 novembre 1999. La Stomil rinvia,
         a tal riguardo, a vari documenti del fascicolo istruttorio. Pertanto, secondo la Stomil, e conformemente alla giurisprudenza,
         l’affermazione non corroborata della Dow, contestata dalla Stomil e dalle altre parti convenute nel corso del procedimento
         amministrativo, non costituisce un’adeguata prova della partecipazione della Stomil a tale riunione. La Stomil sottolinea
         altresì che il sig. L. (EniChem) non poteva essere presente a Francoforte la sera del 16 novembre 1999.
      
      45      Nessun elemento di prova confermerebbe la presenza del sig. L. (Stomil). La nota spese del sig. F. (Dow) non identificherebbe
         la causa del pagamento effettuato né gli eventuali partecipanti a una riunione. Quanto agli appunti manoscritti del sig. N.
         (Dow), essi non menzionerebbero il sig. L. (Stomil) né la Stomil. Sarebbe molto probabile che tali appunti costituissero,
         di fatto, un promemoria per il sig. N. È vero che la Dwory sarebbe citata in tali appunti (con la menzione «OS»). Tuttavia,
         vari elementi sviluppati dalla Stomil dimostrerebbero che essa non poteva essere la fonte delle informazioni menzionate negli
         appunti in questione. Tali appunti manoscritti sarebbero quindi stime personali del sig. N. oppure proverrebbero da fonti
         pubbliche. In particolare, la Stomil rileva che, per quanto riguarda la Michelin, essa non ha mai avuto il benché minimo contatto
         con tale cliente dal secondo semestre del 1998, quando la Dwory le ha comunicato che avrebbe ripreso le vendite riguardanti
         l’ESBR di tale cliente. Per quanto riguarda la società Goodyear, la Stomil non avrebbe effettuato forniture a tale cliente
         nel 1999 o nel 2000. Quanto alla società «TGA», la Stomil non conoscerebbe tale cliente. Infine, la Stomil non avrebbe potuto
         conoscere il potenziale relativo all’ESBR «domestico» della Dwory, in quanto quest’ultima sarebbe stata un semplice esportatore.
         Inoltre, tre dei principali clienti della Stomil non figurerebbero nell’elenco, vale a dire le società Vredestein, Nokian
         e Pegasus. La Stomil osserva inoltre che i membri dell’intesa, regolarmente e in diverse occasioni, avevano fatto confusione
         tra la Stomil e la Dwory. 
      
      46      La Stomil aggiunge che la Commissione ammette, nel controricorso, che la riunione del 16 novembre 1999, menzionata nella decisione
         impugnata, di fatto non si sarebbe svolta. La Commissione cercherebbe in tal modo di sostituire le conclusioni fattuali della
         decisione impugnata con la teoria secondo la quale una riunione illecita si sarebbe svolta il 15 novembre 1999. La Stomil
         sottolinea che tale teoria non è suffragata da alcun elemento di prova. L’unica prova fornita dalla Commissione sarebbe una
         ricevuta di pari data attestante l’avvenuto consumo di bevande al bar per un importo di 89,50 marchi tedeschi (DEM). Per la
         Stomil tale ricevuta non fornisce la prova dell’oggetto della discussione o del fatto che la discussione abbia potuto costituire
         un comportamento illecito. Peraltro, dalla decisione impugnata emergerebbe che il conto del bar sarebbe stato pagato dal sig. F.
         (Dow) e non dal sig. P. (Bayer) e che ciò sarebbe avvenuto il 16 novembre 1999. Infine, la Stomil sottolinea che la Commissione
         sostiene che il sig. T. (Kralupy) ha partecipato alle discussioni illecite, mentre dalla nota spese del sig. P. risulterebbe
         che il sig. T. non era presente. 
      
      47      La presentazione di tale nuova riunione contestata pregiudicherebbe i diritti della difesa e l’obbligo di motivazione nei
         confronti della Stomil, la quale non avrebbe mai avuto l’opportunità di replicare a tale affermazione nel corso del procedimento
         amministrativo. 
      
      48      Peraltro, l’errore della Commissione vizierebbe d’illegittimità l’art. 1 della decisione impugnata, secondo il quale la Stomil
         ha partecipato all’infrazione di cui trattasi a partire dal 16 novembre 1999. Richiamando la sentenza del Tribunale 11 dicembre
         2003, causa T‑59/99, Ventouris/Commissione (Racc. pag. II‑5257, punti 31‑33), la Stomil aggiunge che il dispositivo di una
         decisione può essere interpretato alla luce dei suoi motivi solo nell’ipotesi di mancanza di chiarezza dei termini utilizzati
         nello stesso. Nel caso di specie, la Stomil sostiene che non esiste alcuna ambiguità nel dispositivo della decisione impugnata.
         
      
      –       Sulla partecipazione della Stomil alla riunione del 22 febbraio 2000 a Wermelskirchen
      49      La Stomil sostiene che non sarebbe provato che i partecipanti a una riunione di un sottocomitato dell’Associazione europea
         della gomma sintetica, il 22 febbraio 2000 a Wermelskirchen, abbiano posto in essere un comportamento configurante infrazione.
         
      
      50      La Commissione riterrebbe tuttavia, al punto 446 della decisione impugnata, che tale riunione segni la fine della partecipazione
         della Stomil all’intesa. 
      
      –       Sull’assenza di altri elementi atti a dimostrare la partecipazione della Stomil all’intesa
      51      La Stomil afferma che, dal momento che l’unico elemento di prova prodotto dalla Commissione non dimostra la sua partecipazione
         all’intesa, le altre affermazioni generiche riportate nella decisione impugnata non possono avere valore probatorio. 
      
      52      In particolare, la Stomil sottolinea, in primo luogo, l’assenza di prova del suo coinvolgimento nel benché minimo accordo
         sulla fissazione dei prezzi. La Stomil osserva, a tal riguardo, che la Bayer indicherebbe proprio la Dwory nella sua dichiarazione
         riportata al punto 114 della decisione impugnata e non la Stomil, come indicato dalla Commissione. La Stomil dichiara di aver
         partecipato, con la Dwory, alle riunioni dell’Associazione europea della gomma sintetica nel periodo successivo al 1999. La
         Dow non identificherebbe la Stomil neppure come partecipante alle discussioni sui prezzi. La Stomil rinvia, a tal riguardo,
         al punto 115 della decisione impugnata. Altrettanto dicasi degli elementi di prova della Shell, i quali riguardano il periodo
         compreso tra il 30 agosto 1995 e il 31 maggio 1999 (punti 119, 120 e 123 della decisione impugnata). 
      
      53      In secondo luogo, la Stomil sostiene che non ci sono prove della sua partecipazione a una ripartizione del mercato. La dichiarazione
         della Dow riportata al punto 125 della decisione impugnata non preciserebbe né l’oggetto dell’accordo né la sua data né infine
         la questione se la Stomil o la Dwory fosse coinvolta. La conclusione della Commissione secondo la quale la Dow avrebbe voluto
         fare riferimento alla Stomil non avrebbe alcun fondamento. 
      
      54      In terzo luogo, per quanto riguarda lo scambio di informazioni commerciali riservate, la Stomil osserva che l’unica riunione
         rilevante è quella del 16 novembre 1999 svoltasi a Francoforte. La conferma apportata dalla Shell al punto 133 della decisione
         impugnata sarebbe priva di valore per il periodo che riguarda la Stomil. Inoltre, come sarebbe stato dimostrato precedentemente,
         la Stomil non era in possesso delle informazioni riservate riguardanti le forniture di ESBR della Dwory per il periodo indicato
         nella decisione impugnata. 
      
      55      Le altre affermazioni generiche contenute nella decisione impugnata sarebbero peraltro insufficienti per dimostrare la partecipazione
         della Stomil all’intesa. I punti 155, 156, 158 e 159 della decisione impugnata o riguarderebbero la Dwory o non dimostrerebbero
         l’esistenza di un comportamento configurante infrazione per quanto riguarda la Stomil.
      
       Argomenti della Commissione
      –       Sulla partecipazione della Stomil alla riunione del 16 novembre 1999 a Francoforte
      56      La Commissione precisa, anzitutto, che emerge dalla descrizione fatta nella decisione impugnata (punti 199‑212 della decisione
         impugnata) che, nelle prime ore del 16 novembre 1999, si è svolta una riunione ufficiosa nel corso della quale sono stati
         conclusi accordi sui prezzi e sono state scambiate informazioni sui principali clienti. 
      
      57      La Commissione sostiene che la Stomil ha modificato, nel ricorso, la sua versione dei fatti. La Stomil fonderebbe ora la negazione
         della sua partecipazione alla riunione illecita di cui trattasi sul luogo in cui si trovava il sig. L. (Stomil) la sera del
         16 novembre 1999. Orbene, la Stomil non avrebbe dedotto tali fatti nel corso del procedimento amministrativo. Di conseguenza,
         conformemente alla giurisprudenza, il Tribunale dovrebbe ritenere irricevibili gli elementi dedotti dalla Stomil a sostegno
         dei propri argomenti [vale a dire le due dichiarazioni del sig. L. (Stomil) e la sua ricevuta dell’hotel]. La Commissione
         aggiunge che tali documenti sono, di fatto, inconferenti. Inoltre, la Commissione disporrebbe di prove riguardanti lo svolgimento
         di una riunione ufficiosa la sera del 15 novembre 1999 nonché la partecipazione del sig. L. (Stomil) a tale riunione. La Commissione
         fornisce, in particolare, una ricevuta dell’hotel nonché un modello di nota spese del sig. P. contenuti nel fascicolo istruttorio.
      
      58      Contrariamente alle affermazioni della Stomil, la Commissione rileva che la dichiarazione della Dow, al punto 204 della decisione
         impugnata, contiene dei riferimenti chiari della presenza del sig. L. (Stomil) durante le discussioni dell’intesa. Tale dichiarazione
         sarebbe confermata dalla Bayer (punto 205 della decisione impugnata). Per quanto riguarda gli appunti manoscritti del sig. N.
         (Dow), la Commissione dichiara che nella prima parte essi fanno riferimento a un mercato più vasto rispetto a quello dell’ESBR,
         per il quale la Stomil aveva un interesse certo. Inoltre, la Commissione osserva che solo di recente e in parte si è posto
         fine progressivamente alle relazioni tra la Stomil e la Dwory e, di conseguenza, che molto probabilmente le informazioni scambiate
         erano interessanti e rilevanti per la Stomil. La Commissione disporrebbe quindi di prove sufficienti della presenza e della
         partecipazione della Stomil alla riunione dell’intesa del 15 e 16 novembre 1999. 
      
      59      La Commissione aggiunge che, nella sezione 4.3.8 della decisione impugnata, essa ha fornito la prova dello svolgimento di
         una riunione il «15‑16 novembre 1999». La riunione del 15 novembre 1999 dunque non sarebbe «nuova». La Stomil farebbe inoltre
         confusione tra due note spese. Il sig. P. avrebbe pagato il conto del bar Casablanca. Quanto al sig. F., egli avrebbe pagato
         l’affitto della sala riunioni. La cronologia dei fatti pertanto non sarebbe stata modificata. Gli elementi di prova presi
         in considerazione dalla Commissione non presenterebbero neppure incoerenze.
      
      60      Infine, la Commissione sostiene che il dispositivo della decisione impugnata, in particolare il suo art. 1, lett. f), non
         menziona esplicitamente la partecipazione della Stomil a una riunione il 15 novembre 1999. La decisione impugnata indicherebbe
         che la Stomil ha partecipato a una violazione dell’art. 81 CE tra il 16 novembre 1999 e il 22 febbraio 2000. La Commissione
         osserva di non aver mai affermato che gli accordi conclusi nel corso di tale riunione, la sera del 15 novembre 1999, hanno
         prodotto immediatamente i loro effetti. In ogni caso, la riunione sarebbe durata fino alle prime ore del 16 novembre 1999.
         
      
      –       Sulla partecipazione della Stomil alla riunione del 22 febbraio 2000 a Wermelskirchen
      61      La Commissione precisa che, come risulta dai punti 213‑215 della decisione impugnata, essa non afferma che l’attività illecita
         è avvenuta durante la riunione del 22 febbraio 2000, svoltasi a Wermelskirchen. Di conseguenza, gli argomenti dedotti dalla
         Stomil sarebbero inconferenti a tal riguardo. 
      
      –       Sull’assenza di altri elementi atti a dimostrare la partecipazione della Stomil all’intesa
      62      La Commissione precisa di non aver affermato, nella decisione impugnata, che la riunione del 15 e 16 novembre 1999 ha portato
         a un accordo in forma esplicita sulla ripartizione del mercato. La Commissione rileva, tuttavia, che essa dispone di prove
         che dimostrano la presenza e la partecipazione della Stomil, in occasione di tale riunione, alle discussioni relative ai prezzi
         e allo scambio di informazioni. La partecipazione della Stomil sarebbe confermata dagli appunti manoscritti e dalle dichiarazioni
         della Dow (punti 201 e 202 della decisione impugnata). La partecipazione del sig. L. (Stomil) e il suo status di dipendente
         della Stomil sarebbero confermati dalla Dow e dal verbale della riunione ufficiale fornito dalla Commissione. Del pari, gli
         elementi di prova della Bayer menzionati ai punti 155 e 156 della decisione impugnata confermerebbero la partecipazione del
         sig. L. (Stomil). 
      
       Giudizio del Tribunale
      63      Si deve ricordare che, sotto il profilo dell’onere della prova relativa a una violazione dell’art. 81, n. 1, CE, spetta alla
         Commissione fornire la prova delle infrazioni che essa constata e produrre gli elementi di prova idonei a dimostrare sufficientemente
         l’esistenza dei fatti che integrano l’infrazione (sentenze della Corte 17 dicembre 1998, causa C‑185/95 P, Baustahlgewebe/Commissione,
         Racc. pag. I‑8417, punto 58, e 8 luglio 1999, causa C‑49/92 P, Commissione/Anic Partecipazioni, Racc. pag. I‑4125, punto 86).
         Pertanto, è necessario che la Commissione produca prove precise e concordanti per corroborare la ferma convinzione che l’infrazione
         ha avuto luogo (v. sentenza del Tribunale 6 luglio 2000, causa T‑62/98, Volkswagen/Commissione, Racc. pag. II‑2707, punto
         43 e la giurisprudenza citata). Occorre rilevare altresì che, affinché vi sia accordo ai sensi dell’art. 81, n. 1, CE, è sufficiente
         che le imprese interessate abbiano espresso la loro comune volontà di agire sul mercato in un determinato modo (sentenze della
         Corte 15 luglio 1970, causa 41/69, ACF Chemiefarma/Commissione, Racc. pag. 661, punto 112, e 29 ottobre 1980, cause riunite
         209/78‑215/78 e 218/78, van Landewyck e a./Commissione, Racc. pag. 3125, punto 86; sentenza del Tribunale 17 dicembre 1991,
         causa T‑7/89, Hercules Chemicals/Commissione, Racc. pag. II‑1711, punto 256). L’esistenza di un dubbio nella mente del giudice
         deve andare a vantaggio dell’impresa destinataria della decisione impugnata con cui si constata un’infrazione. Il giudice
         pertanto non può concludere che la Commissione ha dimostrato sufficientemente l’esistenza dell’infrazione di cui è causa se
         nutre ancora dubbi al riguardo (sentenza del Tribunale 25 ottobre 2005, causa T‑38/02, Groupe Danone/Commissione, Racc. pag. II‑4407,
         punto 215).
      
      64      Peraltro, di solito le attività derivanti da pratiche ed accordi anticoncorrenziali si svolgono in modo clandestino, le riunioni
         sono segrete e la documentazione ad esse relativa è ridotta al minimo. Ne consegue che, anche qualora la Commissione scopra
         documenti attestanti in modo esplicito un contatto illegittimo tra operatori, tali documenti saranno di regola solo frammentari
         e sporadici, di modo che si rivela spesso necessario ricostituire taluni dettagli per via di deduzioni. Nella maggior parte
         dei casi, pertanto, l’esistenza di una pratica o di un accordo anticoncorrenziale dev’essere dedotta da un certo numero di
         coincidenze e di indizi i quali, considerati nel loro insieme, possono rappresentare, in mancanza di un’altra spiegazione
         coerente, la prova di una violazione delle regole di concorrenza (sentenze della Corte 7 gennaio 2004, cause riunite C‑204/00 P,
         C‑205/00 P, C‑211/00 P, C‑213/00 P, C‑217/00 P e C‑219/00 P, Aalborg Portland e a./Commissione, Racc. pag. I‑123, punti 55‑57,
         e 25 gennaio 2007, cause riunite C‑403/04 P e C‑405/04 P, Sumitomo Metal Industries e Nippon Steel/Commissione, Racc. pag. I‑729,
         punto 51).
      
      65      Nel caso di specie, occorre osservare che la partecipazione della Stomil all’intesa di cui trattasi è stata accertata soltanto
         per la riunione illecita del 15 e 16 novembre 1999, svoltasi a Francoforte.
      
      66      In particolare, a tal riguardo, la Commissione considera che una riunione dell’intesa si è svolta a latere della riunione
         ufficiale dell’Associazione europea della gomma sintetica, «durante la serata e la notte del 16 novembre 1999» (punto 212
         della decisione impugnata). Tale riunione illecita avrebbe coinvolto i sigg. P. (Bayer), F., N., V. (Dow), L. (Stomil), L.
         (EniChem) e T. (Tavorex). Le persone interessate, prima di prendere in affitto una sala riunioni, si sarebbero incontrate
         nel bar di un hotel (punto 202 della decisione impugnata).
      
      67      In via preliminare, occorre respingere gli argomenti della Commissione secondo i quali la contestazione della Stomil circa
         la presenza del sig. L. (Stomil) la sera del 16 novembre, a Francoforte, sarebbe irricevibile, nonché i documenti acquisiti
         al fascicolo a tal riguardo. Occorre considerare, infatti, che la Stomil si limita a contestare, dinanzi al Tribunale, l’addebito
         mosso nei suoi confronti nella decisione impugnata. Inoltre, dagli elementi acquisiti al fascicolo risulta che la Stomil ha
         sempre contestato, nel corso del procedimento amministrativo, la sua partecipazione alla riunione illecita. In ogni caso,
         e per le ragioni qui di seguito esposte, occorre osservare che i documenti in questione non sono rilevanti per statuire sulla
         controversia, come peraltro sostiene la Commissione nelle sue memorie.
      
      68      Nel merito, in primo luogo, dagli elementi acquisiti al fascicolo risulta che, come sostiene la Stomil, il sig. P. (Bayer)
         non era presente la sera del 16 novembre 1999 a Francoforte. Ciò è riconosciuto dalla Commissione.
      
      69      In secondo luogo, va osservato che la decisione impugnata contiene numerose contraddizioni in merito al momento esatto in
         cui si è svolta la riunione illecita in questione. La Commissione infatti indica, al punto 212 della decisione impugnata,
         «la serata e la notte del 16 novembre 1999», fondandosi sulla dichiarazione della Dow. La Commissione ritiene parimenti, al
         punto 297 della decisione impugnata, che la riunione illecita in questione si sia svolta nella «notte tra il 15 e il 16 novembre
         1999». Peraltro, la sezione 4.3.8 della decisione impugnata indica il 15 e 16 novembre 1999. Infine, il dispositivo di quest’ultima
         prende in considerazione la data del 16 novembre 1999 per determinare l’inizio dell’infrazione da parte della Stomil.
      
      70      In terzo luogo, anche vari elementi materiali rivelano alcune contraddizioni in merito alla presunta data della riunione illecita
         di cui trattasi e in merito alle altre possibili spiegazioni fornite dalla Commissione. Così, la nota spese del sig. P. (Bayer)
         relativa, segnatamente, a un pagamento effettuato presso il bar dell’hotel per un importo pari a DEM 84,5 fa riferimento alla
         data del 15 novembre 1999. Quanto al pagamento dell’affitto di una sala riunioni per un importo pari a DEM 436, esso è stato
         invece registrato il 16 novembre 1999. Peraltro, gli appunti manoscritti del sig. N. (Dow) menzionano unicamente la data del
         16 novembre 1999. Infine, la dichiarazione della Dow riportata al punto 202 della decisione impugnata precisa che la riunione
         illecita si sarebbe svolta dopo la riunione ufficiale dell’Associazione europea della gomma sintetica, svoltasi la mattina
         del 16 novembre.
      
      71      In quarto luogo, la dichiarazione della Dow riportata al punto 202 della decisione impugnata indica che i sigg. P. (Bayer),
         F., N., V. (Dow), L. (Stomil), L. (EniChem) e T. (Tavorex) si sarebbero incontrati nel bar dell’hotel, prima di prendere in
         affitto una sala riunioni. Orbene, la nota spese del sig. P., relativa alle consumazioni pagate in tale bar, che la Commissione
         mette in evidenza nelle sue memorie, menziona altresì la presenza del segretario generale dell’epoca dell’Associazione europea
         della gomma sintetica (sig. ra C.). Tuttavia, risulta dai punti 95 e 115 della decisione impugnata che il citato segretario
         generale non ha mai partecipato alle riunioni dell’intesa. Non può dunque dedursi che il sig. L. (Stomil), soltanto per aver
         partecipato all’incontro al bar dell’hotel, abbia partecipato a una riunione illecita.
      
      72      In quinto luogo, per quanto attiene agli appunti manoscritti del sig. N. (Dow), è pacifico che la Commissione non ha constatato
         la responsabilità della Stomil per quanto riguarda l’intesa vertente sulla BR. La parte degli appunti manoscritti del sig. N.
         riguardante la BR non può pertanto avere forza probatoria nei confronti della Stomil. Per quanto riguarda la parte degli appunti
         manoscritti del sig. N. riguardanti l’ESBR, occorre rilevare che, oltre ai produttori dell’intesa, altri produttori non facenti
         parte dell’intesa sono menzionati come fornitori di taluni clienti. In tali circostanze particolari, non può essere escluso
         che siano state fatte stime di consegne soltanto tra alcuni produttori, senza che sia possibile stabilire con esattezza se
         la Stomil ne facesse parte, tenuto conto in particolare delle contraddizioni esistenti in merito alla presunta data della
         riunione illecita in questione.
      
      73      Dato l’insieme di tali elementi specifici nel caso di specie, il Tribunale ritiene che esista un dubbio in merito alla partecipazione
         della Stomil a una riunione illecita, a Francoforte, in data 15 e 16 novembre 1999. Tale dubbio deve risolversi a vantaggio
         della Stomil.
      
      74      Alla luce di tali fatti, il Tribunale ritiene che gli elementi riportati nella parte della decisione impugnata relativa alle
         riunioni dell’intesa, là dove si riferiscono alla Stomil, non siano sufficienti per concludere che tale impresa ha partecipato
         agli accordi illeciti di cui trattasi.
      
      75      Gli elementi menzionati nella parte della decisione impugnata relativa alla descrizione dell’intesa (sezione 4.2 della decisione
         impugnata) non inficiano tale conclusione.
      
      76      A tale riguardo, il Tribunale considera che, sebbene alcuni elementi riportati nella sezione 4.2 della decisione impugnata
         possano avere un certo valore probatorio, segnatamente la dichiarazione generale della Bayer di cui al punto 156 della decisione
         impugnata, essi non sono sufficienti, considerati gli elementi specifici esposti precedentemente riguardanti le riunioni dell’intesa
         e tenuto conto del dubbio che deve risolversi a vantaggio della ricorrente, per giustificare la constatazione dell’esistenza
         di un’infrazione per quanto riguarda la Stomil.
      
      77      Considerato il complesso di tali elementi, e nell’ambito di una loro valutazione globale, il Tribunale rileva che la Commissione
         è incorsa in errore nel ritenere che la Stomil abbia partecipato all’intesa. 
      
      78      Di conseguenza, occorre annullare la decisione impugnata nella parte in cui riguarda la Stomil, senza che sia necessario esaminare
         gli altri motivi dedotti a sostegno del ricorso, in particolare la questione delle relazioni tra i committenti e gli intermediari
         nell’ambito delle infrazioni alle regole di concorrenza, e neppure la domanda di misure di organizzazione del procedimento
         presentata dalla ricorrente. 
      
       Sulle spese
      79      Ai sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta
         domanda. La Commissione, rimasta soccombente, dev’essere quindi condannata alle spese, conformemente alle conclusioni della
         Stomil.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Prima Sezione)
      dichiara e statuisce:
      1)      La decisione della Commissione 29 novembre 2006, C (2006) 5700 def., relativa a un procedimento a norma dell’articolo 81 [CE]
            e dell’articolo 53 dell’Accordo SEE (Caso COMP/F/38.638 – Gomma butadiene e gomma stirene e butadiene del tipo emulsione)
            è annullata nella parte in cui riguarda la Trade-Stomil sp. z o.o.
      2)      La Commissione europea è condannata alle spese.
      
               Dehousse 
            
            
               Wiszniewska-Białecka
            
            
               Wahl 
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 13 luglio 2011.
      Firme
      * Lingua processuale: l’inglese.