CELEX: C1995/119/11
Language: it
Date: 1995-05-13 00:00:00
Title: Ricorso della società Unifruit Hellas EPE avverso la sentenza pronunciata il 15 dicembre 1994 dalla Terza Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa T-489/93: Unifruit Hellas EPE contro Commissione delle Comunità europee (Causa C-51/95 P)

13 . 5 . 95        Lîl                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        N. C 119/5
La ricorrente conclude die la Corte voglia:                                 regolamento CEE n. 3416 ( 1 ), in data 25 novembre
                                                                            1991 , per i « prodotti agricoli elencati nell'allegato del
constatare che introducendo e mantenendo in vigore una                      regolamento ( CEE) n. 3835/90 » (2) si applichi anche
normativa in materia di imposta sul valore aggiunto che non                 alle importazioni dalla Spagna di tonno all'olio di
esenta le cessioni di beni destinati esclusivamente ad                      oliva .
un'attività esentata o comunque esclusi dal diritto a
detrazione, la Repubblica italiana è venuta meno agli                 B ) Se le Autorità doganali competenti, in applicazione
obblighi che le derivano dall'art. 13 .B, lettera c ), della                dell'art. 5 , n. 1 e 2, regol. CEE, n. 1697, in data 24 luglio
direttiva del Consiglio 77/388/CEE (*) del 17 maggio 1977                   1979, integrato dal regol. CEE n. 1715 (3 ), in data
( sesta direttiva IVA).
                                                                            20 giugno 1990, e dell'art. 2, regol . applicativo CEE,
                                                                            n. 2164 (4 ), in data 23 luglio 1991 , possono iniziare una
Motivi e principali argomenti addotti                                       azione di recupero di dazi doganali, non riscossi al
                                                                            momento dell'importazione perché ritenuti totalmente
In ordine alle « forniture di beni destinati esclusivamente ad
                                                                            sospesi a causa di una erronea interpretazione della
attività esentate a norma del presente articolo . . . ove questi            normativa comunitaria vigente, ma che a posteriori
beni non abbiano formato l'oggetto di un diritto a dedu­                    siano risultati dovuti secondo una diversa interpreta­
zione », l'articolo 10 del D.P.R. n. 633 non prevede fra le                 zione della stessa normativa comunitaria fornita dalla
circa trenta ipotesi di « operazioni esenti da imposta », quella            Commissione CEE su parere del suo Servizio legale. Ciò
contemplata all'inizio dell'articolo 13.B.c ) della direttiva .             in una situaziione in cui il debitore ha osservato tutte le
                                                                            disposizioni previste, per la sua dichiarazione in
Circa le « forniture di beni il cui acquisto o la cui                       dogana, dalla regolamentazione vigente, e non consta
destinazione erano stati esclusi dal diritto a deduzione                    che egli fosse consapevole della erroneità dell'interpre­
conformemente alle disposizioni dell'articolo 17, para­                     tazione data in un primo tempo alla normativa comu­
grafo 6 » della direttiva, la corrispondente norma del D.P.R.               nitaria da parte delle Autorità italiane .
633/72 (articolo 2 terzo comma ) prevede che tali operazioni,
che riguardano i beni di cui all'articolo 19 dello stesso             (!) GU n . L 324 del 26 . 11 . 1991 , pag. 11 .
decreto quali le autovetture e le imbarcazioni da diporto,            (2 ) GU n . L 370 del 31 . 12 . 1990 , pag. 126 .
« non sono considerate cessioni di beni ». Tale precisazione          (3) GU n. L 160 del 26 . 6 . 1990, pag. 1 .
comporta l'esclusione di dette operazioni dal campo di                (4 ) GU n . L 201 del 24 . 7. 1991 , pag . 16 .
applicazione dell'IVA, esclusione che rappresenta anch'essa
un errato recepimento dell'articolo 13.B.c ) della sesta
direttiva .
(M GU n. L 145 del 13 . 6 . 1977, pag. 1 .
                                                                      Ricorso della società Unifruit Hellas EPE avverso la
                                                                      sentenza pronunciata il 15 dicembre 1994 dalla Terza
                                                                      Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità
                                                                      europee nella causa T-489/93 : Unifruit Hellas EPE contro
                                                                                    Commissione delle Comunità europee
Domande di pronunzia pregiudiziale proposte dal Tribu­
nale di Genova — Sezione I Civile — con ordinanze                                               (Causa C-51/95 P)
26 gennaio 1995 e 16 febbraio 1995 nei procedimenti                                                 ( 95/C 119/11 )
dinanzi ad esso pendenti fra 1 ) Olasagasti & C. , 2 ) Comar­
con SNC, 3 ) Ghezzi Alimentari Srl, 4 ) Fredo Srl e 5 ) Cate­         Il 28 febbraio 1995 la società Unifruit Hellas EPE, con sede
   ringros Srl e Amministrazione delle Finanze dello Stato            in Atene, con l'avv. Athinon Ilias Sofleros, con domicilio
         ( Cause C-47/95 , C-48/95 , C-49/95 , C-50/95                eletto in Lussemburgo presso l'avv. Aloyse May, 31 ,
                             e C-60/95 )                              Grand-Rue, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
                          ( 95/C 119/10 )                             Comunità europee un ricorso avverso la sentenza pronun­
                                                                      ciata il 15 dicembre 1994 dalla Terza Sezione del Tribu­
Con ordinanze 26 gennaio 1995 e 16 febbraio 1995 ,                    nale di primo grado delle Comunità europee nella causa
                                                                      T-489/93 : Unifruit Hellas EPE contro Commissione delle
pervenute alla Cancelleria della Corte delle CC.EE. in data
23 febbraio 1995 e 8 marzo 1995, emanate nelle cause                  Comunità europee.
dinanzi ad esso pendenti fra 1 ) Olasagasti & C., 2 ) Comar­
con SNC, 3 ) Ghezzi Alimentari Srl, 4) Fredo Srl e 5 ) Cate­          La ricorrente conclude che la Corte voglia :
ringros Srl e Amministrazione delle Finanze dello Stato, il
Tribunale di Genova Sezione I Civile — ha sottoposto alla             1 ) dichiarare il ricorso ricevibile.
Corte di giustizia delle CC.EE. delle domande di pronunzia
pregiudiziale con i seguenti quesiti:
                                                                      2 ) annullare la sentenza impugnata nella parte in cui ha
A) Se la sospensione dei dazi doganali residui applicabili                 respinto la domanda di risarcimento.
      alle importazioni dalla Spagna nella Comunità dei
      Dieci, a norma dell'art. 75, punto 1 , dell'atto di             3 ) riconoscere alla Unifruit Hellas le spese processuali
      adesione di quel Paese, prevista dall'art. 1 , n. 1 , del            globalmente sostenute.
 ---pagebreak--- N. c 119/6           TIT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         13 . 5 . 95
Mezzi e principali argomenti                                           Consiglio 25 luglio 1978 , 78/660/CEE (*), in forza delle
                                                                       quali
1 ) Il Tribunale di primo grado erroneamente ha interpre­
     tato l'espressione «casi eccezionali » di cui all'art. 25 ,       — da un lato, possono essere indicati solo gli utili realizzati
     n. 1 , del regolamento n. 1035/72. Ha dichiarato                       alla data di chiusura del bilancio e,
     (punto 54 ) che la detta espressione si riferisce a
     situazioni in cui la Commissione decida di non istituire
                                                                       — dall'altro, si deve tener conto dei proventi relativi
     una tassa di compensazione, ancorché sussistano tutte le               all'esercizio al quale i conti annuali si riferiscono, senza
     condizioni che ne giustificano l'introduzione. La ricor­               riguardo alla data dell'incasso di tali proventi,
     rente sostiene che in un caso del genere la Commissione
     ha l'obbligo di non istituire la tassa di compensa­
     zione .                                                           la circostanza che un diritto al pagamento di dividendi su
                                                                       azioni di risparmio, condizionato all'esistenza di utili
                                                                       sufficienti a garantire la ripartizione dei dividendi medesimi,
2 ) A torto la sentenza impugnata ha dichiarato (punto 62 )            venga nell'impresa interessata iscritto all'attivo nella stessa
     che l'art. 3 , n. 3 , del regolamento n. 2707/72 non può          fase della contabilizzazione dell'utile, anche qualora l'utile
     essere applicato in via analogica ad una misura istitutiva        sia pagabile solo un giorno feriale bancario successivo
     di una tassa di compensazione. Secondo la ricorrente, la          all'assemblea generale dell'impresa che delibera in merito
     funzione svolta da una misura di sorveglianza, adottata           all'impiego degli utili relativi all'esercizio precedente ».
     in base al regolamento n. 2707/72, è assolutamente
     equivalente alla funzione di una tassa di compensa­
     zione .                                                           (!) GU n. L 222 del 14. 8 . 1978, pag. 11 .
3 ) E manifestamente errato ed immotivato il giudizio del
     Tribunale di primo grado (punto 63 ) secondo il quale è
     possibile imporre cumulativamente una misura di sor­
     veglianza ( sotto forma, ad esempio, di un titolo di
     importazione e della costituzione di una garanzia ) e di
     una tassa di compensazione.                                       Domande di pronunzia pregiudiziale proposte dalla Pretura
                                                                       Circondariale di Roma — Sezione distaccata di Tivoli —
                                                                       con ordinanze 15 e 22 febbraio 1995 , nei procedimenti
4 ) Contrariamente a quanto afferma la sentenza impu­                  penali dinanzi ad essa pendenti nei confronti di Sandro
   - gnata (punto 66 ), l'accordo-quadro del 1990 tra la                                    Gallotti e Roberto Censi
     Comunità e il Cile esclude l'adozione di qualunque                                   (Cause C-58/95 e C-75/95 )
     provvedimento unilaterale, inclusa l'imposizione di una
     tassa di compensazione.                                                                       ( 95/C 119/13 )
5 ) Secondo la ricorrente, il Tribunale di primo grado ha              Con ordinanza 15 e 22 febbraio 1995 (pervenute alla
     trascurato la sua situazione assolutamente particolare,           Cancelleria della Corte delle Comunità europee rispettiva­
     dovuta al fatto che, all'epoca dei fatti, vigevano ancora         mente il 6 e il 14 marzo 1995 ) emanate nei procedimenti
     in Grecia, in forza della direttiva 24 giugno 1988 ,              penali dinanzi ad essa pendenti nei confronti di Sandro
     88/361/CEE, determinate restrizioni al movimento di               Gallotti e Roberto Censi, la Pretura Circondariale di Roma
     capitali.                                                         — Sezione distaccata di Tivoli — ha sottoposto alla Corte di
                                                                       giustizia delle CC.EE. le seguenti questioni:
                                                                       1 ) Quale è la rilevanza giuridica della mancata tempestiva
                                                                            emanazione da parte della Repubblica Italiana degli atti
                                                                            normativi necessari a dare attuazione alla Direttiva
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta con ordi­                        91/156/CEE del Consiglio i 1 ).
nanza del Finanzgericht di Colonia 8 febbraio 1995, nel
    procedimento Briihler Kreditbank eG, Briihl, contro
                          Finanzamt Briihl                             2 ) Se la sussistenza di una sanzione penale ed in particolare
                                                                            quelle previste dagli artt. 10 e 25 (causa C- 75/95 ) e 25 e
                          ( Causa C-56/95 )                                 segg (causa C-58/95 ) D.P. R. 915/82, per la inosservanza
                            ( 95/C 119/12 )                                 della normativa italiana si possa considerare in contra­
                                                                            sto con la normativa comunitaria se vuole assicurare un
                                                                            trattamento omogeneo, anche dal punto di vista sanzio­
Con ordinanza 8 febbraio 1 995 , pervenuta nella cancelleria                natorio, agli operatori del Mercato Unico.
della Corte il 3 marzo 1995 , nel procedimento Briihler
Kreditbank eG, Briihl, contro Finanzamt Briihl, il Finanzge­
richt di Colonia ha sottoposto alla Corte di giustizia delle           (!) Trattasi della direttiva 91 /156/CEE del Consiglio che modifica
Comunità europee la seguente questione pregiudiziale:                      la direttiva 75/442/CEE, GU n . L 78 del 26 . 3 . 1991 ,
                                                                           pag. 32 .
« Se sia conforme alle disposizioni dell'art. 31 , n. 1 , lett. c) —
in particolare punto aa — e d), della quarta direttiva del