CELEX: 51998PC0394(02)
Language: it
Date: 1998-07-22
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modificazione della direttiva 68/360/CEE del Consiglio relativa alla soppressione delle restrizioni al trasferimento e al soggiorno dei lavoratori degli Stati membri e delle loro famiglie all'interno della Comunità

Avis juridique important

|

51998PC0394(02)

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modificazione della direttiva 68/360/CEE del Consiglio relativa alla soppressione delle restrizioni al trasferimento e al soggiorno dei lavoratori degli Stati membri e delle loro famiglie all'interno della Comunità  /* COM/98/0394 def. - COD 98/0230 */  

Gazzetta ufficiale n. C 344 del 12/11/1998 pag. 0012

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modificazione della direttiva 68/360/CEE del Consiglio relativa alla soppressione delle restrizioni al trasferimento e al soggiorno dei lavoratori degli Stati membri e delle loro famiglie all'interno della Comunità (98/C 344/08) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(1998) 394 def. - 98/0230(COD)(Presentata dalla Commissione il 14 ottobre 1998)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 49,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,deliberando a norma della procedura di cui all'articolo 189 B del trattato,(1) considerando che la direttiva 68/360/CEE del Consiglio (1), modificata da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, fissa le condizioni alle quali talune restrizioni al trasferimento e al soggiorno dei lavoratori sono soppresse a favore dei soggetti cui si applica il regolamento (CEE) n. 1612/68 del Consiglio, del 15 ottobre 1968, relativo alla libera circolazione dei lavoratori all'interno della Comunità (2), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. . . ./. . del Parlamento europeo e del Consiglio;(2) considerando che il regolamento (CEE) n. 1612/68 è stato modificato, in particolare per ampliarne il campo di applicazione personale; che ne deriva la necessità di adattare le disposizioni della direttiva a tali modificazioni per quanto riguarda sia i lavoratori che i loro familiari cittadini dell'Unione, così come i familiari che non sono cittadini dell'Unione;(3) considerando che la situazione amministrativa delle persone in cerca di lavoro non è sempre del tutto chiara, sebbene ad essi si applichino l'articolo 48 del trattato ed il regolamento (CEE) n. 1612/68, come indicato a più riprese dalla Corte di giustizia delle Comunità europee; che di conseguenza è imperativo precisare il loro diritto di soggiorno finalizzato alla ricerca di un posto di lavoro e per il periodo necessario allo scopo, senza l'obbligo di munirsi di un titolo di soggiorno;(4) considerando che deve essere consentito il cumulo dei periodi di soggiorno, onde ottenere un permesso di cinque anni se il lavoratore ha occupato posti di lavoro per oltre dodici mesi in un periodo di residenza ininterrotta superiore a diciotto mesi; che tale modificazione è importante per rispondere alle situazioni di migrazione temporanea, nonché per affrontare la realtà del mercato dell'occupazione nella Comunità, dove non è sempre possibile per i lavoratori ottenere un impiego permanente sin dal primo contratto;(5) considerando che il lavoratore che ha risieduto per un periodo di cinque anni sul territorio di uno Stato membro deve aver diritto al rinnovo automatico del permesso di soggiorno per periodi di dieci anni; che la procedura di rilascio dei permessi di soggiorno deve essere snellita ed eventualmente ravvicinata alla procedura esistente a livello nazionale per il rilascio dei documenti di identità;(6) considerando che l'allontanamento di lavoratori comunitari o di loro familiari per motivi di ordine pubblico o di sicurezza pubblica costituisce un provvedimento drastico che può gravemente nuocere alle persone le quali, avvalendosi dei diritti e delle libertà concesse dal trattato, si sono effettivamente integrate nello Stato membro ospitante; che è dunque opportuno limitare tali provvedimenti, tenendo conto del livello di integrazione e dei legami economici e familiari della persona cui si applicano;(7) considerando che la concessione di un diritto autonomo di soggiorno ai familiari che hanno soggiornato per un periodo di tre anni consecutivi è stata introdotta nel regolamento (CEE) n. 1612/68; che è quindi opportuno inserirla nella direttiva 68/360/CEE, onde stabilire le modalità del riconoscimento di questo diritto;(8) considerando che la direttiva 68/360/CEE deve essere modificata di conseguenza,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1 La direttiva 68/360/CEE è così modificata:1) All'articolo 2, paragrafo 1, la prima frase è sostituita dalla seguente:«Gli Stati membri riconoscono ai cittadini di cui all'articolo 1 il diritto di lasciare il loro territorio per cercare un posto di lavoro, accedere ad un tirocinio professionale o accedere ad un'attività di lavoro subordinato e per esercitarla sul territorio di un altro Stato membro.»2) All'articolo 3, paragrafo 2, è aggiunto il seguente comma:«Tuttavia, gli Stati membri consentono ai familiari cittadini di un paese terzo regolarmente residenti in uno Stato membro di ottenere i visti necessari ed altri documenti equipollenti nello Stato membro in cui risiedevano o in quello in cui si recano per stabilirvisi con il lavoratore in forza dell'articolo 10 del regolamento (CEE) n. 1612/68.»3) L'articolo 4 è così modificato:a) ai paragrafi 2 e 3, i termini «carta di soggiorno di cittadino di uno Stato membro della CEE» sono sostituiti dai termini «carta di soggiorno di un cittadino dell'Unione europea»;b) il paragrafo 3 è così modificato:i) nell'alinea i termini «carta di soggiorno di cittadino di uno Stato membro della CEE» sono sostituiti dai termini «carta di soggiorno di un cittadino dell'Unione europea»;ii) la lettera b) è sostituita dalla seguente:«b) una dichiarazione di assunzione del datore di lavoro o un'attestazione di lavoro o di tirocinio professionale»;iii) la lettera e) è sostituita dalla seguente:«e) nei casi di cui all'articolo 10, paragrafo 1, lettera c), e paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 1612/68, un documento rilasciato dall'autorità competente dello Stato d'origine o di provenienza attestante che sono a carico del lavoratore o che vivono nel suo stesso domicilio in tale paese.»4) È inserito l'articolo 4 bis seguente:«Articolo 4 bis1. In caso di scioglimento del matrimonio, gli Stati membri riconoscono il diritto di soggiorno sul loro territorio ai familiari di un lavoratore comunitario, cittadini di paesi terzi, che abbiano risieduto per un periodo di tre anni consecutivi in uno Stato membro in forza dell'articolo 10 del regolamento (CEE) n. 1612/68, secondo le modalità di cui ai paragrafi 2 e 3.2. Per i familiari che non esercitano un'attività economica, il diritto di soggiorno è riconosciuto qualora provino di disporre, per se stessi e per le persone a loro carico, di risorse finanziarie sufficienti, nonché di un'assicurazione malattia che copra tutti i rischi nello Stato membro di residenza.Le disposizioni relative alla determinazione delle risorse sufficienti e alla durata della carta di soggiorno e relativo rinnovo di cui alla direttiva 90/364/CEE del Consiglio (*), si applicano, in quanto compatibili, ai fini del primo comma.3. Per i familiari che esercitano un'attività economica in virtù dell'articolo 11 del regolamento (CEE) n. 1612/68, il diritto di soggiorno è riconosciuto dietro presentazione di un contratto di lavoro, di un'attestazione di lavoro o di una dichiarazione di esercizio di un'attività economica autonoma.Gli articoli da 6 a 9 della presente direttiva si applicano, in quanto compatibili, per quanto riguarda la durata della carta di soggiorno e le condizioni per il rinnovo.4. Le assenze di durata non superiore a sei mesi consecutivi e le assenze motivate dall'assolvimento di obblighi militari o da motivi medici, di maternità e di studio non costituiscono interruzione di soggiorno ai fini del calcolo del periodo di tre anni di cui al paragrafo 1.(*) GU L 180 del 13.7.1990, pag. 26.»5) L'articolo 6 è così modificato:a) al paragrafo 1, la lettera b) è sostituita dalla seguente:«b) deve avere una validità di almeno cinque anni a decorrere dal primo rilascio ed essere automaticamente rinnovabile per periodi di dieci anni.»;b) il paragrafo 2 è sostituito dal seguente testo:«(2) Le interruzioni del soggiorno che non superino sei mesi consecutivi e le assenze motivate dall'assolvimento di obblighi militari o motivi medici, di maternità, di studio e di distacco professionale, non infirmano la validità della carta di soggiorno.»;c) al paragrafo 3, è inserito il secondo comma seguente:«Tuttavia, se il lavoratore ha occupato vari impieghi temporanei successivi, di durata complessivamente superiore a dodici mesi in un periodo di soggiorno di diciotto mesi, lo Stato membro ospitante rilascia la carta di soggiorno di cui al paragrafo 1, dietro presentazione di una dichiarazione di assunzione o di un'attestazione di lavoro, anche per un impiego di durata inferiore ad un anno.»;d) è aggiunto il seguente paragrafo 4:«4. Salvo il disposto dell'articolo 8, paragrafo 1, lettera d), il lavoratore che si trovi disoccupato dopo un periodo di lavoro in uno Stato membro e possieda un titolo di soggiorno previsto al paragrafo 3, primo comma, ha diritto al rinnovo automatico del medesimo per periodi non inferiori a sei mesi, qualora sia in cerca di un posto di lavoro.Fatto salvo il primo comma, se l'interessato ha acquisito un diritto a prestazioni di disoccupazione, la carta di soggiorno è rinnovata automaticamente fino alla scadenza del diritto a dette prestazioni.»6) L'articolo 7 è sostituito dal seguente:«Articolo 7La carta di soggiorno in corso di validità non può essere ritirata al lavoratore per il solo fatto che non è più occupato, quando lo stato di disoccupazione dipende da una incapacità temporanea di lavoro dovuta a malattia, infortunio o maternità, oppure quando trattasi di disoccupazione involontaria debitamente costatata dal competente servizio dell'occupazione.In caso di scadenza durante il periodo di incapacità di lavoro, la carta di soggiorno è rinnovata automaticamente a norma dell'articolo 6.»7) All'articolo 8, paragrafo 1, è aggiunta la seguente lettera d):«d) al cittadino di uno Stato membro in cerca di un posto di lavoro sul suo territorio. Qualora la ricerca di un posto di lavoro si prolunghi per un periodo superiore a sei mesi, lo Stato membro può esigere dall'interessato che dimostri di essere alla ricerca attiva di lavoro e che ha possibilità ragionevoli di essere assunto.»8) L'articolo 9 è così modificato:a) il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:«1. I documenti di soggiorno rilasciati ai beneficiari della presente direttiva vengono rilasciati e rinnovati a titolo gratuito o contro versamento di una somma non eccedente i diritti e tasse richiesti per il rilascio delle carte d'identità ai cittadini.»;b) il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:«3. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per ravvicinare le procedure di rilascio dei documenti di soggiorno di cui alla presente direttiva alle procedure esistenti per il rilascio delle carte di identità nazionali o di altri documenti nazionali equipollenti.»9) L'articolo 10 è sostituito dal seguente:«Articolo 10Gli Stati membri possono derogare alle disposizioni della presente direttiva esclusivamente per ragioni d'ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica.In caso di applicazione delle deroghe di cui al primo comma, gli Stati membri tengono conto, onde limitarne l'oggetto, del grado di integrazione sul loro territorio della persona cui si applicano.Per determinare il grado di integrazione nello Stato membro di residenza, gli Stati membri tengono conto di circostanze quali il fatto che la persona sia nata in tale Stato, abbia compiuto una buona parte degli studi e della formazione od abbia in tale Stato legami culturali, sociali, professionali o familiari rilevanti.»Articolo 2 1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 2000. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le disposizioni di diritto interno che emanano nelle materie disciplinate dalla presente direttiva.Articolo 3 La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 4 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU L 257 del 19.10.1968, pag. 13.(2) GU L 257 del 19.10.1968, pag. 2.