CELEX: 52003PC0512(03)
Language: it
Date: 2003-08-22
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, del protocollo per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale

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52003PC0512(03)

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, del protocollo per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale  /* COM/2003/0512 def. - CNS 2003/0197 */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, del protocollo per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. AntefattiNella sua risoluzione 53/111 del 9 dicembre 1998, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha deciso di istituire un comitato intergovernativo ad hoc a composizione aperta con l'incarico di elaborare una convenzione internazionale contro la criminalità organizzata transnazionale, integrata da tre protocolli:- il protocollo per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini (protocollo relativo alla tratta di persone);- il protocollo per combattere il traffico di migranti per via terrestre, aerea e marittima (protocollo relativo al traffico di migranti); e- il protocollo contro la fabbricazione ed il traffico illeciti di armi da fuoco, loro parti, componenti e munizioni (protocollo relativo alle armi da fuoco).La prima riunione formale del comitato ad hoc si è svolta a Vienna nel gennaio 1999.Nel luglio 1999, la Commissione ha presentato al Consiglio una raccomandazione di decisione del Consiglio che la autorizza a negoziare tutti gli elementi del progetto di convenzione e del protocollo relativo alla tratta di persone che rientrano nella competenza comunitaria.A seguito di tali raccomandazioni, il Consiglio ha autorizzato la Commissione a negoziare il progetto di convenzione [1] ed il progetto di protocollo relativo alla tratta di persone [2].[1]  Decisione del 2 maggio 2000.[2]  Decisione del 14 febbraio 2000.La Commissione ha partecipato attivamente ai negoziati delle Nazioni Unite a Vienna, in stretta collaborazione con gli Stati membri dell'UE ed i paesi terzi del G8. I negoziati relativi alla convenzione si sono conclusi nel luglio 2000, mentre quelli sul protocollo relativo alla tratta di persone si sono protratti fino all'ottobre 2000. L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato i citati strumenti nel corso della sua 55a sessione, il 15 novembre 2000 [3], e li ha aperti alla firma.[3]  Risoluzione A/RES/55/25 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite.Dal 12 al 15 dicembre 2000, il governo italiano ha organizzato a Palermo una conferenza politica di alto livello finalizzata alla firma della convenzione e del protocollo relativo alla tratta di persone. Giacché la Commissione, conformemente alle direttive di negoziato ricevute, aveva ottenuto che detti strumenti fossero aperti alla firma non soltanto degli Stati ma anche delle organizzazioni regionali d'integrazione economica, quali la Comunità europea, il Consiglio ha autorizzato la firma, a nome della Comunità europea, della convenzione e del protocollo relativo alla tratta di persone nel corso della citata conferenza [4]. Il 12 dicembre 2000 a Palermo, la Comunità europea ha ufficialmente firmato i citati strumenti, assieme a tutti gli Stati membri dell'UE.[4]  Decisione 2001/87/CE del Consiglio, GU L 30 dell'1.2.2001, pag. 44.La convenzione [entrerà] [è entrata] in vigore il 29 settembre 2003. Il protocollo relativo alla tratta di persone non è ancora entrato in vigore giacché a tal fine è necessario che sia ratificato da almeno 40 Stati. Conformemente alle disposizioni finali di questi due atti, il protocollo non può entrare in vigore prima della convenzione e per diventare parte al protocollo, uno Stato o un'organizzazione regionale d'integrazione economica devono aderire anche alla convenzione. Per questo motivo si presenta, parallelamente al presente documento, il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea della convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale.Una organizzazione regionale d'integrazione economica non può ratificare il protocollo relativo alla tratta di persone prima che almeno uno dei suoi Stati membri vi abbia provveduto. Dei 15 Stati membri dell'UE, la Spagna (il 1° marzo 2002) e la Francia (il 29 ottobre 2002) hanno già depositato un documento di ratifica della convenzione e dei protocolli relativi al traffico di migranti e alla tratta di persone presso il Segretariato generale delle Nazioni Unite; negli altri Stati membri è tuttora in corso il processo di ratifica.2. Esito dei negoziati sul Protocollo relativo alla tratta di personeLa Commissione ritiene che siano stati pienamente conseguiti gli obiettivi stabiliti dal Consiglio nelle sue direttive di negoziato.Il protocollo relativo alla tratta di persone contiene molte disposizioni che rientrano nella competenza comunitaria (titolo IV del trattato che istituisce la Comunità europea). Tali disposizioni sono generalmente conformi all'acquis comunitario in materia di asilo, immigrazione e frontiere esterne, ed in particolare all'acquis di "Schengen" come definito nella decisione 1999/435/CE del Consiglio del 20 maggio 1999 [5], ed alcune sono persino formulate in modo identico.[5]  GU L 176 del 10 luglio 1999, pag. 1.La disposizione del protocollo relativa alle misure da adottare alle frontiere include la possibilità di rafforzare la cooperazione tra i servizi di controllo alle frontiere e l'imposizione di sanzioni contro i vettori. Come previsto dalle direttive di negoziato, il livello di tali misure relative alle frontiere è conforme all'acquis comunitario, ed in particolare agli articoli 26 e 27, paragrafo 1, della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen del 14 giugno 1985 [6] e delle relative norme integrative [7]. Conformemente alle direttive di negoziato, il protocollo contiene anche delle disposizioni che fanno obbligo alle parti contraenti di controllare la sicurezza e la qualità dei documenti di viaggio e d'identità che rilasciano, compresi i visti, nonché di verificare la legittimità e la validità di tali documenti quando sussista il sospetto che possano essere utilizzati ai fini della tratta di persone o del traffico di migranti. Tale obbligo è conforme all'acquis comunitario, ed in particolare al regolamento (CE) n. 1683/95 [8] del Consiglio, modificato dal regolamento (CE) n. 334/2002 [9], che istituisce un modello uniforme per i visti. Il protocollo comprende anche una clausola di salvaguardia che precisa che le disposizioni del protocollo non pregiudicano gli obblighi che incombono agli Stati in base al diritto internazionale, compresa la convenzione di Ginevra del 1951 ed il protocollo del 1967 relativi allo status dei rifugiati ed il principio di non respingimento sancito da tali strumenti. Benché non sia parte alla suddetta convenzione, la Comunità europea è vincolata dal suo contenuto, in particolare in forza dell'articolo 63, paragrafo 1 del trattato CE.[6]  GU L 239 del 22 settembre 2000, pag. 19.[7]  Decisione 2001/51/CE del Consiglio, GU L 187 del 10 luglio 2001, pag. 45.[8]  GU L 164 del 14 luglio 1995, pag. 1.[9]  GU L 53 del 23 febbraio 2002, pag. 7.Infine, gli obblighi imposti agli Stati dal protocollo di facilitare ed accettare il ritorno ed il rimpatrio di persone che sono loro cittadini nazionali o hanno il diritto di residenza permanente nel loro territorio, sono in linea con i negoziati che la Comunità sta attualmente conducendo in vista della conclusione di accordi con paesi terzi per la riammissione delle persone che sono entrate o che soggiornano illegalmente nel territorio degli Stati membri.3. Posizione particolare del Regno Unito, dell'Irlanda e della DanimarcaLe disposizioni del protocollo relativo alla tratta di persone che sono di competenza comunitaria rientrano nel campo d'applicazione del titolo IV della Parte terza del trattato che istituisce la Comunità europea.A norma dell'articolo 1 del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda, allegato al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, il Regno Unito e l'Irlanda non saranno vincolati dalle suddette disposizioni come parte della Comunità, salvo che esercitino il loro diritto di opzione secondo le modalità previste dal protocollo.Conformemente agli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca, allegata al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non sarà vincolata dalle suddette disposizioni come parte della Comunità.4. ConclusioniIl protocollo relativo alla tratta di persone è il primo strumento globale di lotta contro la criminalità organizzata transnazionale e la tratta di persone. Esso stabilisce una cornice multilaterale molto utile ed introduce una serie di importanti norme minime valide per tutti gli Stati aderenti. La Comunità europea ha pertanto tutto l'interesse a che il protocollo entri in vigore quanto prima. Il completamento del processo di ratifica da parte della Comunità europea sarà un chiaro segnale del suo impegno nel conseguire gli obiettivi di detto strumento.La proposta di decisione del Consiglio allegata al presente documento costituisce lo strumento giuridico che consente alla Comunità europea di concludere il protocollo relativo alla tratta di persone, la cui base giuridica risiede negli articoli 62 e 63 in combinato disposto con l'articolo 300 del trattato CE. L'articolo 1 della proposta approva il protocollo relativo alla tratta di persone a nome della Comunità europea. L'articolo 2 autorizza il presidente del Consiglio a designare la persona abilitata a depositare, a nome della Comunità europea, lo strumento di approvazione. Il testo del protocollo figura nell'allegato I. L'allegato II riporta la dichiarazione sulla competenza della Comunità europea nelle materie disciplinate dal protocollo, che deve essere depositata congiuntamente allo strumento di approvazione (articolo 16, paragrafo 3 del protocollo relativo alla tratta di persone).Il Consiglio delibererà all'unanimità, previa consultazione del Parlamento europeo (articolo 300, paragrafo 2, primo comma in combinato disposto con l'articolo 67 del trattato CE; articolo 300, paragrafo 3, primo comma del trattato CE).Per i suesposti motivi, la Commissione invita il Consiglio ad adottare la proposta di decisione allegata al presente documento.2003/0197 (CNS)Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, del protocollo per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionaleIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 62, paragrafo 2, e 63, paragrafo 3, in combinato disposto con l'articolo 300, paragrafo 2, primo comma, e con l'articolo 300, paragrafo 3, primo comma,vista la proposta della Commissione [10],[10]  GU (...) del (...), pag.visto il parere del Parlamento europeo [11],[11]  GU (...) del (...), pag.considerando quanto segue:(1) Gli elementi del protocollo che sono di competenza comunitaria sono stati negoziati dalla Commissione, a nome della Comunità, previa autorizzazione del Consiglio.(2) Il Consiglio ha incaricato la Commissione di negoziare l'adesione della Comunità all'accordo internazionale in questione.(3) I negoziati sono stati condotti a termine e lo strumento risultante è stato firmato dalla Comunità il 12 dicembre 2000, conformemente alla decisione del Consiglio (2001/87/CE) dell'8 dicembre 2000 [12].[12]  GU L 30 dell'1.2.2001, pag. 44.(4) Alcuni Stati membri sono parti al protocollo, mentre in altri Stati membri il processo di ratifica è tuttora in corso.(5) Le disposizioni del protocollo che sono di competenza comunitaria rientrano nel campo d'applicazione del titolo IV della Parte terza del trattato che istituisce la Comunità europea.(6) In forza dell'articolo 1 [articolo 3] del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda, allegato al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, il Regno Unito e l'Irlanda [partecipano] [non partecipano] all'adozione della presente decisione e, perciò, [saranno] [non saranno] vincolati dalle disposizioni del protocollo che sono di competenza della Comunità, come parte della Comunità.(7) Conformemente agli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca, allegata al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non sarà vincolata dalle disposizioni del protocollo che sono di competenza comunitaria, come parte della Comunità.(8) La conclusione della convenzione è stata approvata a nome della Comunità europea con decisione (.../... /CE) del Consiglio del... [13], condizione necessaria perché la Comunità europea possa diventare parte al protocollo, ai sensi dell'articolo 37, paragrafo 2, della convenzione.[13]  GU (...) del (...), pag.(9) Le altre condizioni richieste per il deposito da parte della Comunità europea dello strumento di approvazione di cui all'articolo 36, paragrafo 3 della convenzione e all'articolo 16, paragrafo 3 del protocollo, sono soddisfatte.(10) Il protocollo deve essere approvato per permettere alla Comunità di diventarne parte nei limiti delle sue competenze.(11) In occasione del deposito dello strumento di approvazione, la Comunità è anche tenuta, a norma dell'articolo 16, paragrafo 3 del protocollo relativo alla tratta di persone, a dichiarare il proprio ambito di competenza con riferimento alle materie disciplinate dal protocollo,DECIDE:Articolo 1Il protocollo per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, che figura nell'allegato 1, è approvato a nome della Comunità europea.Lo strumento di conferma formale della Comunità include una dichiarazione relativa all'ambito di competenza ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 3 del protocollo, come riportato nell'allegato II.Articolo 2Il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona abilitata a depositare lo strumento di conferma formale che impegna la Comunità.La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Fatto a Bruxelles,Per il Consiglio,Il PresidenteALLEGATIL'ALLEGATO I riporterà il testo del protocollo relativo alla tratta di persone.ALLEGATO IIDICHIARAZIONE RELATIVA ALL'AMBITO DI COMPETENZA DELLA COMUNITÀ EUROPEA CON RIFERIMENTO ALLE MATERIE DISCIPLINATE DAL PROTOCOLLO PER PREVENIRE, REPRIMERE E PUNIRE LA TRATTA DI PERSONE, IN PARTICOLARE DI DONNE E BAMBINI, ALLEGATO ALLA CONVENZIONE DELLE NAZIONI UNITE CONTRO LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA TRANSNAZIONALE.L'articolo 16, paragrafo 3 del protocollo per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini prevede che lo strumento di ratifica, accettazione o approvazione di un'organizzazione regionale d'integrazione economica includa una dichiarazione intesa a precisare le materie disciplinate dal protocollo la cui competenza è stata trasferita all'organizzazione dai suoi Stati membri che sono parti al protocollo.Il protocollo per prevenire, reprimere e punire la tratta di persone, in particolare di donne e bambini si applica, per quanto riguarda le competenze trasferite alla Comunità europea, ai territori nei quali è applicato il trattato che istituisce la Comunità europea ed alle condizioni enunciate nel trattato stesso, in particolare all'articolo 299 e nei protocolli allegati al trattato.A norma dell'articolo 1 [articolo 3] del protocollo sulla posizione del Regno Unito e dell'Irlanda, allegato al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, il Regno Unito e l'Irlanda [saranno] [non saranno] vincolati dalle disposizioni del protocollo che sono di competenza comunitaria, come parte della Comunità. Di conseguenza, la presente dichiarazione [è] [non è] applicabile ai territori del Regno Unito e dell'Irlanda.Conformemente agli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della Danimarca, allegata al trattato sull'Unione europea ed al trattato che istituisce la Comunità europea, la Danimarca non sarà vincolata dalle disposizioni del protocollo che sono di competenza comunitaria, come parte della Comunità.In conformità dell'articolo 299, la presente dichiarazione non è applicabile ai territori degli Stati membri ai quali il trattato non si applica e non pregiudica le misure o posizioni che potrebbero essere adottate in applicazione del protocollo dagli Stati membri interessati per conto e nell'interesse di detti territori. A norma della citata disposizione, la presente dichiarazione precisa le competenze trasferite dagli Stati membri alla Comunità in forza dei trattati nelle materie disciplinate dal protocollo. La portata e l'esercizio di tali competenze comunitarie sono soggetti, per loro stessa natura, ad una continua evoluzione e, all'occorrenza, la Comunità completerà o modificherà la presente dichiarazione, in conformità dell'articolo 16, paragrafo 3 del protocollo.La Comunità dichiara che è competente in materia di attraversamento delle frontiere esterne degli Stati membri, di elaborazione delle norme e delle procedure per il controllo delle persone a dette frontiere e delle norme relative ai visti per i soggiorni di durata non superiore a tre mesi. Sono di sua competenza anche le misure nel settore della politica d'immigrazione relative alle condizioni di ingresso e soggiorno e le misure di lotta contro l'immigrazione illegale ed il soggiorno illegale, compreso il rimpatrio delle persone soggiornanti illegalmente. La pertinente normativa comunitaria è inclusa nell'acquis di Schengen sulle frontiere esterne ed i documenti di viaggio e d'identità, integrato nell'ambito della Comunità europea, e nei suoi successivi sviluppi. Nei citati settori, spetta pertanto alla Comunità adottare le pertinenti norme e regolamentazioni e, nei limiti delle sue competenze, intraprendere azioni esterne con Stati terzi o organizzazioni internazionali competenti.Protocol to Prevent, Suppress and Punish Trafficking in Persons, Especially Women and Children, supplementing the United Nations Convention against Transnational Organized CrimePreambleThe States Parties to this Protocol,Declaring that effective action to prevent and combat trafficking in persons, especially women and children, requires a comprehensive international approach in the countries of origin, transit and destination that includes measures to prevent such trafficking, to punish the traffickers and to protect the victims of such trafficking, including by protecting their internationally recognized human rights,Taking into account the fact that, despite the existence of a variety of international instruments containing rules and practical measures to combat the exploitation of persons, especially women and children, there is no universal instrument that addresses all aspects of trafficking in persons,Concerned that, in the absence of such an instrument, persons who are vulnerable to trafficking will not be sufficiently protected,Recalling General Assembly resolution 53/111 of 9 December 1998, in which the Assembly decided to establish an open-ended intergovernmental ad hoc committee for the purpose of elaborating a comprehensive international convention against transnational organized crime and of discussing the elaboration of, inter alia, an international instrument addressing trafficking in women and children,Convinced that supplementing the United Nations Convention against Transnational Organized Crime with an international instrument for the prevention, suppression and punishment of trafficking in persons, especially women and children, will be useful in preventing and combating that crime,Have agreed as follows:I. General provisionsArticle 1  Relation with the United Nations Convention against Transnational Organized Crime1. This Protocol supplements the United Nations Convention against Transnational Organized Crime. It shall be interpreted together with the Convention.2. The provisions of the Convention shall apply, mutatis mutandis, to this Protocol unless otherwise provided herein.3. The offences established in accordance with article 5 of this Protocol shall be regarded as offences established in accordance with the Convention.Article 2  Statement of purposeThe purposes of this Protocol are:(a) To prevent and combat trafficking in persons, paying particular attention to women and children;(b) To protect and assist the victims of such trafficking, with full respect for their human rights; and(c) To promote cooperation among States Parties in order to meet those objectives.Article 3  Use of termsFor the purposes of this Protocol:(a) "Trafficking in persons" shall mean the recruitment, transportation, transfer, harbouring or receipt of persons, by means of the threat or use of force or other forms of coercion, of abduction, of fraud, of deception, of the abuse of power or of a position of vulnerability or of the giving or receiving of payments or benefits to achieve the consent of a person having control over another person, for the purpose of exploitation. Exploitation shall include, at a minimum, the exploitation of the prostitution of others or other forms of sexual exploitation, forced labour or services, slavery or practices similar to slavery, servitude or the removal of organs;(b) The consent of a victim of trafficking in persons to the intended exploitation set forth in subparagraph (a) of this article shall be irrelevant where any of the means set forth in subparagraph (a) have been used;(c) The recruitment, transportation, transfer, harbouring or receipt of a child for the purpose of exploitation shall be considered "trafficking in persons" even if this does not involve any of the means set forth in subparagraph (a) of this article;(d) "Child" shall mean any person under eighteen years of age.Article 4  Scope of applicationThis Protocol shall apply, except as otherwise stated herein, to the prevention, investigation and prosecution of the offences established in accordance with article 5 of this Protocol, where those offences are transnational in nature and involve an organized criminal group, as well as to the protection of victims of such offences.Article 5  Criminalization1. Each State Party shall adopt such legislative and other measures as may be necessary to establish as criminal offences the conduct set forth in article 3 of this Protocol, when committed intentionally.2. Each State Party shall also adopt such legislative and other measures as may be necessary to establish as criminal offences:(a) Subject to the basic concepts of its legal system, attempting to commit an offence established in accordance with paragraph 1 of this article;(b) Participating as an accomplice in an offence established in accordance with paragraph 1 of this article; and(c) Organizing or directing other persons to commit an offence established in accordance with paragraph 1 of this article.II. Protection of victims of trafficking in personsArticle 6  Assistance to and protection of victims of trafficking in persons1. In appropriate cases and to the extent possible under its domestic law, each State Party shall protect the privacy and identity of victims of trafficking in persons, including, inter alia, by making legal proceedings relating to such trafficking confidential.2. Each State Party shall ensure that its domestic legal or administrative system contains measures that provide to victims of trafficking in persons, in appropriate cases:(a) Information on relevant court and administrative proceedings;(b) Assistance to enable their views and concerns to be presented and considered at appropriate stages of criminal proceedings against offenders, in a manner not prejudicial to the rights of the defence.3. Each State Party shall consider implementing measures to provide for the physical, psychological and social recovery of victims of trafficking in persons, including, in appropriate cases, in cooperation with non-governmental organizations, other relevant organizations and other elements of civil society, and, in particular, the provision of:(a) Appropriate housing;(b) Counselling and information, in particular as regards their legal rights, in a language that the victims of trafficking in persons can understand;(c) Medical, psychological and material assistance; and(d) Employment, educational and training opportunities.4. Each State Party shall take into account, in applying the provisions of this article, the age, gender and special needs of victims of trafficking in persons, in particular the special needs of children, including appropriate housing, education and care.5. Each State Party shall endeavour to provide for the physical safety of victims of trafficking in persons while they are within its territory.6. Each State Party shall ensure that its domestic legal system contains measures that offer victims of trafficking in persons the possibility of obtaining compensation for damage suffered.Article 7  Status of victims of trafficking in persons in receiving States1. In addition to taking measures pursuant to article 6 of this Protocol, each State Party shall consider adopting legislative or other appropriate measures that permit victims of trafficking in persons to remain in its territory, temporarily or permanently, in appropriate cases.2. In implementing the provision contained in paragraph 1 of this article, each State Party shall give appropriate consideration to humanitarian and compassionate factors.Article 8  Repatriation of victims of trafficking in persons1. The State Party of which a victim of trafficking in persons is a national or in which the person had the right of permanent residence at the time of entry into the territory of the receiving State Party shall facilitate and accept, with due regard for the safety of that person, the return of that person without undue or unreasonable delay.2. When a State Party returns a victim of trafficking in persons to a State Party of which that person is a national or in which he or she had, at the time of entry into the territory of the receiving State Party, the right of permanent residence, such return shall be with due regard for the safety of that person and for the status of any legal proceedings related to the fact that the person is a victim of trafficking and shall preferably be voluntary.3. At the request of a receiving State Party, a requested State Party shall, without undue or unreasonable delay, verify whether a person who is a victim of trafficking in persons is its national or had the right of permanent residence in its territory at the time of entry into the territory of the receiving State Party.4. In order to facilitate the return of a victim of trafficking in persons who is without proper documentation, the State Party of which that person is a national or in which he or she had the right of permanent residence at the time of entry into the territory of the receiving State Party shall agree to issue, at the request of the receiving State Party, such travel documents or other authorization as may be necessary to enable the person to travel to and re-enter its territory.5. This article shall be without prejudice to any right afforded to victims of trafficking in persons by any domestic law of the receiving State Party.6. This article shall be without prejudice to any applicable bilateral or multilateral agreement or arrangement that governs, in whole or in part, the return of victims of trafficking in persons.III. Prevention, cooperation and other measuresArticle 9  Prevention of trafficking in persons1. States Parties shall establish comprehensive policies, programmes and other measures:(a) To prevent and combat trafficking in persons; and(b) To protect victims of trafficking in persons, especially women and children, from revictimization.2. States Parties shall endeavour to undertake measures such as research, information and mass media campaigns and social and economic initiatives to prevent and combat trafficking in persons.3. Policies, programmes and other measures established in accordance with this article shall, as appropriate, include cooperation with non-governmental organizations, other relevant organizations and other elements of civil society.4. States Parties shall take or strengthen measures, including through bilateral or multilateral cooperation, to alleviate the factors that make persons, especially women and children, vulnerable to trafficking, such as poverty, underdevelopment and lack of equal opportunity.5. States Parties shall adopt or strengthen legislative or other measures, such as educational, social or cultural measures, including through bilateral and multilateral cooperation, to discourage the demand that fosters all forms of exploitation of persons, especially women and children, that leads to trafficking.Article 10  Information exchange and training1. Law enforcement, immigration or other relevant authorities of States Parties shall, as appropriate, cooperate with one another by exchanging information, in accordance with their domestic law, to enable them to determine:(a) Whether individuals crossing or attempting to cross an international border with travel documents belonging to other persons or without travel documents are perpetrators or victims of trafficking in persons;(b) The types of travel document that individuals have used or attempted to use to cross an international border for the purpose of trafficking in persons; and(c) The means and methods used by organized criminal groups for the purpose of trafficking in persons, including the recruitment and transportation of victims, routes and links between and among individuals and groups engaged in such trafficking, and possible measures for detecting them.2. States Parties shall provide or strengthen training for law enforcement, immigration and other relevant officials in the prevention of trafficking in persons. The training should focus on methods used in preventing such trafficking, prosecuting the traffickers and protecting the rights of the victims, including protecting the victims from the traffickers. The training should also take into account the need to consider human rights and child- and gender-sensitive issues and it should encourage cooperation with non-governmental organizations, other relevant organizations and other elements of civil society.3. A State Party that receives information shall comply with any request by the State Party that transmitted the information that places restrictions on its use.Article 11  Border measures1. Without prejudice to international commitments in relation to the free movement of people, States Parties shall strengthen, to the extent possible, such border controls as may be necessary to prevent and detect trafficking in persons.2. Each State Party shall adopt legislative or other appropriate measures to prevent, to the extent possible, means of transport operated by commercial carriers from being used in the commission of offences established in accordance with article 5 of this Protocol.3. Where appropriate, and without prejudice to applicable international conventions, such measures shall include establishing the obligation of commercial carriers, including any transportation company or the owner or operator of any means of transport, to ascertain that all passengers are in possession of the travel documents required for entry into the receiving State.4. Each State Party shall take the necessary measures, in accordance with its domestic law, to provide for sanctions in cases of violation of the obligation set forth in paragraph 3 of this article.5. Each State Party shall consider taking measures that permit, in accordance with its domestic law, the denial of entry or revocation of visas of persons implicated in the commission of offences established in accordance with this Protocol.6. Without prejudice to article 27 of the Convention, States Parties shall consider strengthening cooperation among border control agencies by, inter alia, establishing and maintaining direct channels of communication.Article 12  Security and control of documentsEach State Party shall take such measures as may be necessary, within available means:(a) To ensure that travel or identity documents issued by it are of such quality that they cannot easily be misused and cannot readily be falsified or unlawfully altered, replicated or issued; and(b) To ensure the integrity and security of travel or identity documents issued by or on behalf of the State Party and to prevent their unlawful creation, issuance and use.Article 13  Legitimacy and validity of documentsAt the request of another State Party, a State Party shall, in accordance with its domestic law, verify within a reasonable time the legitimacy and validity of travel or identity documents issued or purported to have been issued in its name and suspected of being used for trafficking in persons.IV. Final provisionsArticle 14  Saving clause1. Nothing in this Protocol shall affect the rights, obligations and responsibilities of States and individuals under international law, including international humanitarian law and international human rights law and, in particular, where applicable, the 1951 Convention [14] and the 1967 Protocol [15] relating to the Status of Refugees and the principle of non-refoulement as contained therein.[14]   United Nations, Treaty Series, vol. 189, No. 2545[15]   Ibid., vol. 606, No. 8791.2. The measures set forth in this Protocol shall be interpreted and applied in a way that is not discriminatory to persons on the ground that they are victims of trafficking in persons. The interpretation and application of those measures shall be consistent with internationally recognized principles of non-discrimination.Article 15  Settlement of disputesl. States Parties shall endeavour to settle disputes concerning the interpretation or application of this Protocol through negotiation.2. Any dispute between two or more States Parties concerning the interpretation or application of this Protocol that cannot be settled through negotiation within a reasonable time shall, at the request of one of those States Parties, be submitted to arbitration. If, six months after the date of the request for arbitration, those States Parties are unable to agree on the organization of the arbitration, any one of those States Parties may refer the dispute to the International Court of Justice by request in accordance with the Statute of the Court.3. Each State Party may, at the time of signature, ratification, acceptance or approval of or accession to this Protocol, declare that it does not consider itself bound by paragraph 2 of this article. The other States Parties shall not be bound by paragraph 2 of this article with respect to any State Party that has made such a reservation.4. Any State Party that has made a reservation in accordance with paragraph 3 of this article may at any time withdraw that reservation by notification to the Secretary-General of the United Nations.Article 16  Signature, ratification, acceptance, approval and accession1. This Protocol shall be open to all States for signature from 12 to 15 December 2000 in Palermo, Italy, and thereafter at United Nations Headquarters in New York until 12 December 2002.2. This Protocol shall also be open for signature by regional economic integration organizations provided that at least one member State of such organization has signed this Protocol in accordance with paragraph 1 of this article.3. This Protocol is subject to ratification, acceptance or approval. Instruments of ratification, acceptance or approval shall be deposited with the Secretary-General of the United Nations. A regional economic integration organization may deposit its instrument of ratification, acceptance or approval if at least one of its member States has done likewise. In that instrument of ratification, acceptance or approval, such organization shall declare the extent of its competence with respect to the matters governed by this Protocol. Such organization shall also inform the depositary of any relevant modification in the extent of its competence.4. This Protocol is open for accession by any State or any regional economic integration organization of which at least one member State is a Party to this Protocol. Instruments of accession shall be deposited with the Secretary-General of the United Nations. At the time of its accession, a regional economic integration organization shall declare the extent of its competence with respect to matters governed by this Protocol. Such organization shall also inform the depositary of any relevant modification in the extent of its competence.Article 17  Entry into force1. This Protocol shall enter into force on the ninetieth day after the date of deposit of the fortieth instrument of ratification, acceptance, approval or accession, except that it shall not enter into force before the entry into force of the Convention. For the purpose of this paragraph, any instrument deposited by a regional economic integration organization shall not be counted as additional to those deposited by member States of such organization.2. For each State or regional economic integration organization ratifying, accepting, approving or acceding to this Protocol after the deposit of the fortieth instrument of such action, this Protocol shall enter into force on the thirtieth day after the date of deposit by such State or organization of the relevant instrument or on the date this Protocol enters into force pursuant to paragraph 1 of this article, whichever is the later.Article 18  Amendment1. After the expiry of five years from the entry into force of this Protocol, a State Party to the Protocol may propose an amendment and file it with the Secretary-General of the United Nations, who shall thereupon communicate the proposed amendment to the States Parties and to the Conference of the Parties to the Convention for the purpose of considering and deciding on the proposal. The States Parties to this Protocol meeting at the Conference of the Parties shall make every effort to achieve consensus on each amendment. If all efforts at consensus have been exhausted and no agreement has been reached, the amendment shall, as a last resort, require for its adoption a two-thirds majority vote of the States Parties to this Protocol present and voting at the meeting of the Conference of the Parties.2. Regional economic integration organizations, in matters within their competence, shall exercise their right to vote under this article with a number of votes equal to the number of their member States that are Parties to this Protocol. Such organizations shall not exercise their right to vote if their member States exercise theirs and vice versa.3. An amendment adopted in accordance with paragraph 1 of this article is subject to ratification, acceptance or approval by States Parties.4. An amendment adopted in accordance with paragraph 1 of this article shall enter into force in respect of a State Party ninety days after the date of the deposit with the Secretary-General of the United Nations of an instrument of ratification, acceptance or approval of such amendment.5. When an amendment enters into force, it shall be binding on those States Parties which have expressed their consent to be bound by it. Other States Parties shall still be bound by the provisions of this Protocol and any earlier amendments that they have ratified, accepted or approved.Article 19  Denunciation1. A State Party may denounce this Protocol by written notification to the Secretary-General of the United Nations. Such denunciation shall become effective one year after the date of receipt of the notification by the Secretary-General.2. A regional economic integration organization shall cease to be a Party to this Protocol when all of its member States have denounced it.Article 20  Depositary and languages1. The Secretary-General of the United Nations is designated depositary of this Protocol.2. The original of this Protocol, of which the Arabic, Chinese, English, French, Russian and Spanish texts are equally authentic, shall be deposited with the Secretary-General of the United Nations.IN WITNESS WHEREOF, the undersigned plenipotentiaries, being duly authorized thereto by their respective Governments, have signed this Protocol.