CELEX: 51993PC0548
Language: it
Date: 1993-11-24
Title: Proposta di direttiva del Consiglio concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al trasporto di merci pericolose su strada

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                      C0M(93) 548 def. - SYN 477
                                      Bruxelles, 24 novembre 1993
               Proposta di direttiva del Consiglio
     concernente II ravvicinamento del le legislazioni degli
          Stati membri relative al trasporto di merci
                       pericolose su strada
                (presentata dalia Commissione)
 ---pagebreak---                                   RELAZIONE
 A. CONSIDERAZIONI GENERALI
     Situazione attuale
    Le merci pericolose sono soggette a regolamentazioni nazionali e
     internazionali particolareggiate volte a garantire a norma di legge che le
    merci siano trasportate nelle migliori condizioni per quanto riguarda la
    sicurezza delle persone, dei beni e dell'ambiente.
    Dato che di anno in anno aumentano il volume e la gamma delle merci
    pericolose trasportate, principalmente su strada, all'interno della
    Comunità, è aumentata la frequenza degli incidenti che richiamano
     l'attenzione su questo tipo di trasporto.
    Tutti gli Stati membri della Comunità, ad eccezione dell'Irlanda, sono
    parti contraenti dell'accordo europeo relativo al trasporto internazionale
    di merci pericolose su strada (ADR), che fissa norme uniformi per il
    trasporto internazionale di questo tipo di merci su strada.
    Parallelamente all'ADR, il trasporto internazionale di merci pericolose su
    strada tra le parti contraenti è disciplinato da numerosi accordi
    bi laterali.
    A livello nazionale le norme sono alquanto diverse. Poiché non è stata
    ancora istituita una legislazione comunitaria globale, sarebbe opportuno e
    conforme alla strategia comunitaria nel contesto del mercato unico chiedere
    che al trasporto nazionale siano applicate le norme stabilite sul piano
    internazionale per armonizzare le condizioni di trasporto delle merci
    pericolose su strada in tutta la Comunità, salvaguardando al tempo stesso
    un livello di protezione e di sicurezza sufficientemente elevato.
    La Commissione ha già elaborato proposte sul trasporto di "merci pericolose
    conformemente al principio di colmare le eventuali lacune della
    legislazione internazionale vigente. A questo proposito il Consiglio ha
    adottato la di rettiva 89/684/CEE^ 1 ) relativa alla formazione
    professionale di taluni conducenti di veicoli che trasportano merci
    pericolose su strada.
B. GIUSTIFICAZIONE DELL'AZIONE A LIVELLO COMUNITARIO
1. Sussidiar ietà
    a) Quali sono gli obiettivi dell'azione proposta rispetto gli obblighi
        spettanti alla Comunità?
      Con l'armonizzazione delle norme sul trasporto di merci pericolose
      all'interno degli Stati membri e tra gli Stati membri stessi, s'intende
      garantire un livello accettabile di sicurezza in questo tipo di
      trasporto.
  (1) GU n. L 398 del 30.12.1989, pag. 33
                                ^1    - 3 -
 ---pagebreak---     L'armonizzazione delle norme a livello nazionale dovrebbe inoltre
    contribuire alla creazione di un mercato unico per la prestazione di
    servizi di trasporto per quanto riguarda le merci pericolose nella
   Comunità. L'armonizzazione dovrebbe inoltre eliminare gli ostacoli
   alla libera circolazione delie merci tra gli Stati membri per quanto
    riguarda le attrezzature (veicoli, contenitori, cisterne, imballaggi e
   dispositivi di s i c u r e z z a ) .
b) L'azione prospettata è di competenza esclusiva della Comunità                  oppure
    la competenza è condivisa con gli Stati membri?
   La competenza è condivisa (art. 75, paragrafo 1, lettera e ) .
e) Oual è la dimensione comunitaria del problema (per e s . : quanti Stati
   membri sono Interessati e a quale soluzione si è ricorsi s inora)?
   Tutti gli Stati membri, ad esclusione dell'Irlanda, sono parti
   contraenti dell'accordo ADR e tutti gli Stati membri, senza eccezioni,
   hanno norme nazionali basate in misura diversa su quelle applicate nei
   trasporti internazionali. Le condizioni in cui sono trasportate le
   merci pericolose a livello nazionale variano tuttavia da uno Stato
   membro all'altro. Tali divergenze rappresentano un ostacolo alla
    libera prestazione dei servizi di trasporto come pure alla libera
   circolazione delle relative attrezzature all'interno della Comunità.
    Inoltre divergenti interpretazioni delle norme nazionali in vigore
   potrebbero ridurre il livello di sicurezza.
d) Qual è la soluzione più efficace tra               i mezzi della Comunità e quelli
   degli Stat i membr i?
   Tutti gli Stati membri, ad esclusione dell'Irlanda, sono parti
   contraenti    dell'accordo           ADR    per   quanto   riguarda    il   trasporto
   internazionale. Tuttavia, un gran numero di accordi bilaterali o
   multilaterali prevedono deroghe alle norme ADR, il che pregiudica il
   carattere uniforme delle stesse. A livello nazionale esistono norme in
   materia di trasporto di merci pericolose, che si basano, in diversa
   misura, sulle norme internazionali. Le norme nazionali sono comunque
   diverse nei singoli Stati membri, nonostante il profilarsi di un
   graduale    allineamento             alle     disposizioni     internazionali.     La
   Commissione,    che     ha       il    compito    di   coordinare    le azioni     di
   armonizzazione, ha presentato a tal fine questa proposta. Inoltre,
   introducendo le norme vigenti sul trasporto di merci pericolose nella
   legislazione    comunitaria,            la   Commissione    potrà   rendere    queste
   disposizioni conformi agli altri aspetti della normativa comunitaria.
                                             - 4 -
 ---pagebreak--- e) Qual è il valore aggiunto dell'azione prospettata dalla Comunità e quale
    sarebbe l'onere dell'inazione?
    Il valore aggiunto della presente proposta per la Comunità si manifesta
    con una maggiore chiarezza nell'applicazione di disposizioni uniformi a
    livello comunitario,     il mantenimento di un         livello di   sicurezza
    concordato e accettabile, la libertà di prestazione di servizi di
    trasporto e l'ampliamento e l'apertura del mercato per i prodotti e le
    attrezzature dei trasporti. Se non venisse attuata alcuna azione
    persisterebbero gli ostacoli       alla  libera prestazione dei       servizi
    provocati dalle divergenze nelle legislazioni nazionali e negli accordi
    internaz ionali.
f) Di quali possibilità d'azione dispone la Comunità (raccomandazione,
    sostegno finanziario, regolamentazione, riconoscimento reciproco, ecc.)?
    Si ritiene che la direttiva sia lo strumento più efficace per realizzare
    l'obiettivo di introdurre disposizioni nazionali uniformi in questo
   settore, che è già in parte disciplinato dagli Stati membri. L'adozione
   di una direttiva implica maggiore flessibilità, in quanto permette di
   modificare le norme nazionali in vigore invece di sostituirle con un
   regolamento. Una raccomandazione è considerata insufficiente per un
   settore dei trasporti che rappresenta          il 15% circa di tutta la
   circolazione di merci nella Comunità e che, di per se stesso, può avere
   conseguenze    considerevoli    in termini    di    sicurezza.   Il   sostegno
   finanziario sarebbe chiaramente inadeguato.
g) È necessaria una regolamentazione uniforme oppure è sufficiente una
   direttiva che fissi gli obiettivi generali e ne affidi l'esecuzione agli
   Stati membri?
   L'accordo ADR, nella sua forma attuale, è complesso e contiene
   disposizioni    tecniche   particolareggiate.    La    Comunità  non   intende
   complicare     ulteriormente     queste    norme      fissando   disposizioni
   supplementari, ma, per quanto possibile,            intende trasporre nella
    legislazione nazionale le disposizioni dell'accordo ADR relative al
   trasporto internazionale.
I I . ARMONIZZAZIONE DELLE CONDIZIONI
   Quasi tutte le norme nazionali sono, in misura diversa, conformi alle
   raccomandazioni o ai regolamenti internazionali, ma alcune condizioni
   nelle quali sono trasportate le merci pericolose a livello nazionale
   differiscono da uno Stato membro all'altro. Le divergenze tra i
   regolamenti nazionali rappresentano un ostacolo alla libera prestazione
   dei servizi di trasporto nella Comunità. Emergono inoltre divergenze
   nelle interpretazioni delle norme internazionali in vigore. In tali
   circostanze è necessario introdurre una legislazione comunitaria che
   armonizzi le norme vigenti.
                                      - 5 -
 ---pagebreak---   Attualmente inoltre, secondo le clausole dell'ADR, gli Stati membri
  concludono accordi bilaterali in deroga all'ADR stesso. Dato il numero
  elevato e le caratteristiche proprie degli accordi bilaterali, si sono
  create distorsioni nella prestazione dei servizi di trasporto. Con
  l'istituzione di un comitato che avrà il compito di adeguare la presente
  proposta al progresso scientifico e tecnologico, si dovrebbe superare
  l'esigenza di tali deroghe.
  Coerenza con altre politiche comunitarie
  La presente proposta, che per quanto possibile riflette la legislazione
  internazionale sul trasporto di merci pericolose su strada, ha inoltre
  lo scopo di mantenere la coerenza con le politiche comunitarie. In
  particolare le norme tecniche per gli autoveicoli appositamente adattati
  e attrezzati per il trasporto di merci pericolose su strada sono state
  elaborate in funzione delle disposizioni comunitarie relative agli
  autoveicoli    fissate nella direttiva 70/156/CEE dei Consigiio^'),
 modificata da ultimo dalla direttiva 92/53/CEE £ 2 ^, per garantire la
  libera circolazione degli autoveicoli all'interno della Comunità.
  In attesa dell'adozione della presente proposta sarà elaborata una nuova
 direttiva distinta nell'ambito della direttiva 92/53/CEE, che farà
  riferimento alla presente proposta nella forma in cui sarà adottata (gli
 allegati della presente direttiva comprendono gli allegati dell'accordo
 ADR in cui sono fissate le norme tecniche per i veicoli). In tal modo
 saranno     introdotte nella     legislazione comunitaria norme tecniche
 supplementari relative ai veicoli a motore che trasportano merci
 pericolose. Tutti i veicoli appositamente adattati a questo tipo di
 trasporto dovranno comunque soddisfare le norme tecniche di tutte le
 direttive     pertinenti    elencate   nell'allegato    IV  della   direttiva
 70/156/CEE, modificata da ultimo dalla direttiva 92/53/CEE.
 Le    direttive      90/219/CEE <3>    e   90/220/CEE < 4 )  del    Consiglio
 sull'impiego      limitato   e   sull'emissione   deliberata   di   organismi
 geneticamente      modificati,     nonché    la   direttiva    90/679/CEE del
 Consigiio^5) sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti
 da un'esposizione ad agenti biologici non prendono in considerazione le
 condizioni di trasporto. Questo aspetto è attualmente disciplinato
 unicamente dalla legislazione internazionale e con la presente proposta
 si intende applicare le stesse disposizioni in materia di sicurezza al
 trasporto nazionale su strada delle sostanze suddette.
 Per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori addetti al trasporto di
 merci pericolose, il Consiglio ha già adottato la direttiva 89/391/CEE
 sulle misure volte a promuovere il miglioramento della salute e della
 sicurezza dei lavoratori < 6 ) . Sono state presentate al Consiglio due
 altre proposte di direttive, riguardanti le prescrizioni minime di
 sicurezza e di salute per le attività di trasporto e i posti di lavoro
 sui mezzi di trasporto ^ì         eia protezione dei lavoratori contro i
 rischi derivanti da agenti chimici ^ 8 ^.
(1) GU  n. L  42 del 23.2.1970, pag. 1.
(2) GU  n. L  225 del 10.8.1992, pag. 1.
(3) GU  n. L  117 de I I'8.5.1990, pag. 1.
(4) GU  n. L  117, del I'8.5.1990, pag. 15
(5) GU  n. L  374 del 31.12.1990, pag. 1.
(6) GU  n. L  183 del 29.6.1989, pag. 1.
(7) GU  n. C  25 del 28.1.1993, pag. 17.
(8) GU  n. C  165 del 16.6.1993, pag. 4.
                                      - 6 -
 ---pagebreak---   Nella riunione del 19 giugno 1993 il Consiglio ha approvato le
  disposizioni (1> relative alla liberalizzazione delle operazioni di
  cabotaggio nei trasporti su strada, che fissano un regime definitivo in
  merito alle condizioni per l'ammissione di vettori non residenti ai
  trasporti nazionali su strada in uno Stato membro (cabotaggio). Benché,
  nell'ambito di questo sistema, le norme nazionali sui requisiti tecnici
   in materia di costruzione e di attrezzatura dei veicoli applicabili
  nello Stato membro ospitante non possano imporre restrizioni ai veicoli
  che sono conformi alle norme comunitarie o internazionali sui predetti
  requisiti nulla vieta che siano imposti altri requisiti non tecnici. In
  tale situazione, inoltre, si applicherebbero norme diverse ai vettori
  comunitari residenti e non residenti, che provocherebbero distorsioni
  della concorrenza. Pertanto, l'introduzione di norme uniformi in materia
  di trasporto di merci pericolose su strada integrerebbe l'istituzione di
  un regime definitivo del cabotaggio e permetterebbe al Consiglio di
  adempiere l'obbligo di liberalizzare completamente la prestazione di
  servizi, a norma del trattato.
  La Comunità      ha adottato     il regolamento    (CEE) n. 4060/89 del
  Consiglio ^2K     modificato dal     regolamento   (CEE) n. 3356/91 del
  Consiglio ( 3 ) e dal regolamento (CEE) n. 3912/92 del Consiglio ( 4 > ,
  relativo all'eliminazione dei controlli di frontiera per i trasporti
  internazionali di merci pericolose, in conformità dell'accordo ADR.
  Poiché saranno abolite le strutture esistenti per il controllo degli
 autoveicoli che trasportano merci pericolose alle frontiere interne
 della Comunità, sarà necessario fissare adeguate norme di sicurezza
 comuni che tutti gli Stati membri dovranno applicare nell'ambito del
 mercato unico.
 La direttiva del Consiglio 67/548/CEE^5^ concernente il ravvicinamento
 delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative
 alla    classificazione,     all'imballaggio   e   all'etichettatura   delle
 sostanze pericolose stabilisce         le norme per     la classificazione,
  l'imballaggio e      l'etichettatura delle    sostanze e dei      preparati
 pericolosi immessi sul mercato. Esse divergono dalle norme relative
 alla classificazione contenute nell'allegato A della presente proposta,
 che sono state definite in base al sistema di classificazione delle
 merci pericolose delle Nazioni Unite.
 La Commissione, conformemente ai suoi impegni e a quelli dei suoi Stati
 membri riguardo agli obiettivi di lungo termine fissati al capitolo 19
 del piano d'azione 21 della Conferenza della CNUED di Rio de Janeiro
 nel giugno del 1992, opererà attivamente nelle diverse organizzazioni
 delle Nazioni Unite, ad esempio in seno agli organi responsabili delle
 Nazioni che si occupano di trasporti, in favore dell'armonizzazione dei
 due sistemi di classificazione;
(1)  Decisione del Consiglio del 19 giugno 1993
(2)  GU n. L 390 del 30.12.1989, pag. 18.
(3)  GU n. L 318 del 20.11.1991, pag. 1.
(4)  GU n, L 395 del 31.12.1992, pag. 6.
(5)  GU n. L 196 del 16.8.1967, pag. 1.
                                     - 7 -
 ---pagebreak---  C. CAMPO DI APPLICAZIONE DELLA PROPOSTA
     La presente proposta di direttiva, armonizzando i requisiti esistenti
     negli Stati membri per tutta la Comunità, non intende abbassare il
      livello di sicurezza richiesto per il trasporto di merci pericolose. La
     sicurezza dovrebbe infatti essere mantenuta al livello più elevato
     possibile e a tal fine occorre tener conto degli emendamenti adottati
     nel    corso    del    regolare   aggiornamento  dell'ADR,    nonché     delle
     raccomandazioni delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose
     che mirano ad ottenere i livelli più elevati possibile di sicurezza. Con
      la direttiva proposta dovrebbe essere possibile tener presenti questi
     emendamenti, attraverso le procedure di cui agli articoli 8 e 9.
     Inoltre, quando saranno messe a punto norme europee sugli aspetti
     tecnici del trasporto di merci pericolose, queste nuove norme dovrebbero
    essere inserite nelle revisioni della proposta, attraverso la procedura
     di comitato prevista.
     Inoltre, in considerazione del carattere specifico di questo tipo di
     trasporto, la proposta deve lasciare agli Stati membri la possibilità di
     istituire    disposizioni    supplementari  per  far  fronte    ad   esigenze
    specifiche riguardo al trasporto di merci pericolose, per motivi non
     inerenti alla sicurezza (per e s . : ambiente, sicurezza nazionale), fermo
    restando che gli effetti di tale facoltà non devono essere in contrasto
    con gli obiettivi del trattato, in particolare per quanto riguarda la
    creazione di uno spazio comune senza frontiere interne. Le eventuali
    restrizioni applicate devono essere notificate alla Commissione.
    La presente proposta, relativa all'applicazione di disposizioni uniformi
     in tutto il territorio della Comunità, intende eliminare gli ostacoli
    alla libera circolazione delle merci tra gli Stati membri e creare un
    mercato unico per la prestazione di servizi di trasporto per quanto
    riguarda le merci pericolose all'interno della Comunità. Si ritiene che
    le imprese operanti nel settore dei trasporti, in particolare i vettori,
    dovrebbero trarre vantaggio dalle misure proposte.
    La presente proposta non tocca la questione dei controlli, per la quale
    la Commissione intende istituire un altro strumento comunitario.
D. CONTENUTO DELLA PROPOSTA
    L'articolo 1 determina il campo di applicazione della proposta. Sono
   esclusi da tale campo le spedizioni postali, nonché i veicoli utilizzati
   per il trasporto di merci pericolose sotto il controllo delle forze
   armate degli       Stati   membri.   Un nuovo paragrafo conferma       che   la
    legislazione comunitaria attuale e futura in materia di sicurezza dei
    lavoratori, costruzione di autoveicoli e tutela dell'ambiente rimane
    impregiudicata.
   L'articolo 2 contiene le definizioni dei principali termini utilizzati
   nella proposta. Si propone che la definizione di merci pericolose ai
   fini della presente proposta           sia quella fornita negli      allegati,
   derivanti dall'accordo ADR, con le modifiche ivi contenute. Questa
   definizione     di merci     pericolose   è già utilizzata    nel    trasporto
   internazionale su strada in Europa e nella legislazione nazionale di
   quasi tutti gli Stati membri. Dato che l'accordo ADR sarà probabilmente
   modificato in funzione delle raccomandazioni multimodali delle Nazioni
   Unite sul trasporto di merci pericolose, anche gli allegati della
   presente proposta saranno modificati opportunamente.
                                         - 8 -
 ---pagebreak---  La definizione di veicolo è quella contenuta nella direttiva 92/53/CEE
 del Consiglio relativa all'omologazione dei veicoli a motore, affinché
  la presente proposta sia coerente con la legislazione comunitaria In
 vigore. La definizione, pur essendo lievemente più restrittiva di quella
 fornita nell'accordo ADR, comprende comunque la maggior parte dei
 trasporti consueti. Le norme relative ad altri tipi di veicoli non
 compresi nella definizione della presente proposta possono essere
 fissate dagli Stati membri nelle rispettive legislazioni nazionali.
 L'articolo 3 fissa le condizioni per il trasporto delle merci pericolose
  in contenitori e alla rinfusa e include i divieti relativi al trasporto
 di determinate merci.
L'articolo 4 autorizza gli Stati membri a mantenere in vigore norme
nazionali, quando queste ultime sono compatibili con le raccomandazioni
multimodal I delle Nazioni Unite sul trasporto di merci pericolose,
 rispetto alle quali l'accordo ADR viene gradualmente armonizzato. Questa
 situazione avrà comunque carattere transitorio.
Gli articoli 5 e 6 prendono in considerazione i casi in cui nelle
 legislazioni nazionali vigenti le norme in materia di trasporto di merci
pericolose siano più, o meno, rigorose per determinati prodotti e per
 fini specifici. Questi casi devono essere notificati alla Commissione.
L'articolo 5, paragrafo 1 riproduce l'esenzione prevista nell'accordo
ADR per il trasporto internazionale, secondo la quale gli Stati membri
possono vietare o disciplinare il trasporto di alcune merci pericolose
sul    proprio territorio per motivi      non  inerenti  alla  sicurezza.
L'introduzione di regolamentazioni più rigorose o il divieto possono
essere giustificati per motivi di tutela dell'ambiente o di sicurezza
nazionale. Per esempio potrebbero essere applicate restrizioni sul
trasporto di merci pericolose in zone protette per motivi ecologici
oppure potrebbe essere vietato il trasporto di esplosivi per tutelare la
sicurezza nazionale.
 Il paragrafo 2, collegato al paragrafo 1, intende chiarire il campo di
applicazione della disposizione di cui al numero marginale 10 599 degli
allegati della proposta, secondo la quale gli Stati membri possono
 imporre   le restrizioni  applicate al trasporto nazionale di merci
pericolose agli autoveicoli che attraversano il loro territorio nel
corso di un trasporto internazionale. Tali restrizioni dovrebbero essere
 limitate agli aspetti della circolazione locale.
 Il paragrafo 3 stabilisce che gli Stati membri possono istituire misure
più severe, che potrebbero già essere in vigore per gli autoveicoli
immatricolati sul loro territorio, purché queste non riguardino la
costruzione dei veicoli.
L'articolo 6, paragrafo 1 intende agevolare il trasporto multimodale
riconoscendo le disposizioni     inerenti alla sicurezza del trasporto
marittimo e aereo di merci pericolose. Le norme multimodali si basano
sulle relative raccomandazioni globali delle Nazioni Unite piuttosto che
sull'accordo ADR nella fase attuale di armonizzazione.
                                  - 9 -
 ---pagebreak---    Il paragrafo 2 concede una deroga alla norma secondo la quale i
  documenti relativi ad una operazione di trasporto devono essere redatti
   in più lingue (cfr. allegati alla presente direttiva), qualora tale
  trasporto sia limitato al territorio di un singolo Stato membro.
   I paragrafi 3 e 4 stabiliscono che Î veicoli, i contenitori e le
  cisterne costruiti secondo i regolamenti nazionali vigenti al momento
  dell'entrata In vigore della presente direttiva possono essere esentati
  per un periodo      illimitato dalle disposizioni         della direttiva. In
  considerazione degli      investimenti    richiesti per tali        attrezzature,
  l'esenzione dovrebbe continuare, fatti salvi i requisiti di sicurezza,
  sino al termine della corrispondente vita utile. Il paragrafo 4
  autorizza   altresì   gli    Stati   membri    a costruire e a utilizzare
  attrezzature conformi alle disposizioni nazionali in attesa che siano
 messe a punto e inserite negli allegati della presente proposta le norme
  armonizzate pertinenti, ma non oltre il 31 dicembre 1998. Eventuali
  attrezzature costruite successivamente all'entrata            in vigore della
 presente direttiva, ma prima del 31 dicembre 1998, possono ugualmente
 essere utilizzate a tempo indeterminato alle condizioni sopra indicate.
 Tali norme sono attualmente in fase di elaborazione e nei prossimi anni
 sostituiranno quasi tutte le disposizioni particolareggiate dell'accordo
 ADR. Sino ad allora gli Stati membri hanno la facoltà di costruire e
 utilizzare le attrezzature in questione secondo le disposizioni dell'ADR
 oppure secondo le norme nazionali.
  II paragrafo 5 concede un'analoga             esenzione   per   gli    imballaggi
 riutilizzabili (di lunga durata).
  Il   paragrafo   6   autorizza,     unicamente     nel   trasporto     nazionale,
  l'esposizione di codici di azione d'emergenza (quale il codice Hazchem)
 sulla targa arancione nei casi in cui l'indicazione di questi codici sia
obbligatoria per gli autoveicoli che trasportano merci pericolose. Il
 codice può essere utilizzato in aggiunta o in alternativa al numero di
 identificazione del rischio prescritto dall'accordo ADR negli allegati
della presente proposta. Questi codici forniscono ai servizi di pronto
 intervento informazioni immediate sulle azioni da attuare in caso di
 incidente in cui sia coinvolto il carico e sono correntemente applicate
e ritenute estremamente utili in alcuni Stati membri. L'adozione di un
codice armonizzato di azione di emergenza è attualmente all'esame ai
 fini dell'inserimento nell'accordo ADR.
 Il paragrafo 7 stabilisce che si possono applicare disposizioni meno
rigorose, per esempio, per il trasporto di bombole di gas per campeggi e
di piccoli quantitativi di esplosivi per l'industria delle costruzioni
oppure    per   quantitativi     limitati    di   combustibile   trasportati     in
autovetture.
 Il paragrafo 8 riguarda le deroghe temporanee alle disposizioni fissate
negli allegati della presente proposta, che dovranno essere gestite
dall'autorità competente designata dallo Stato membro, per esempio
riguardo a imballaggi        di recente creazione non ancora presi               in
considerazione nell'ambito dell'accordo ADR.
Il paragrafo 9 permette agli Stati membri di derogare alle disposizioni
degli allegati della presente direttiva nel caso di trasporti "ad hoc"
volti a soddisfare una determinata richiesta entro un termine che non
consentirebbe la revisione degli allegati stessi.
                                     - 10 -
 ---pagebreak---  Il paragrafo 10 stabilisce un termine di due anni, a decorrere
dall'entrata    in vigore della presente proposta, per gii        accordi
bilaterali o multilaterali in vigore, negoziati ai sensi dell'accordo
ADR. Tale periodo è sufficientemente esteso da permettere che le deroghe
vigenti, ritenute necessarie, siano introdotte e pubblicate come nuove
disposizioni negli allegati all'accordo ADR, nonché adottate, secondo la
procedura di comitatologia disposta dall'articolo 8, come modifiche
degli allegati alla presente direttiva.
L'articolo 7 stabilisce che gli autoveicoli immatricolati in paesi terzi
possono svolgere operazioni      di   trasporto internazionale di merci
pericolose sul territorio della Comunità, a condizione che siano
conformi alle disposizioni dell'accordo ADR.
Gli articoli 8 e 9 stabiliscono la procedura di comitatologia per
 l'ulteriore armonizzazione delie disposizioni in materia di trasporto di
merci pericolose su strada. Sarà in tal modo possibile adeguare la
direttiva agli emendamenti apportati all'accordo ADR, nonché armonizzare
la direttiva stessa con le raccomandazioni delle Nazioni Unite sul
trasporto di merci pericolose, inserire le norme di recente elaborazione
e introdurre misure supplementari per salvaguadare un livello di
sicurezza soddisfacente.
Nel caso di modifiche a classi specifiche di merci pericolose negli
allegati (ad esempio, materiale radioattivo) il Comitato a tal fine
predisposto terrà conto del parere degli esperti in materia.
L'articolo 11 fa riferimento alla direttiva 89/684/CEE del Consiglio, le
cui disposizioni sono ora inserite negli allegati della proposta. I
certificati    provvisori  rilasciati    dagli  Stati   membri  a   norma
dell'articolo 4, paragrafo 4 di detta direttiva saranno riconosciuti
fino alla scadenza della loro validità.
                                 - 11 -
 ---pagebreak---                           Proposta di direttiva del Consiglio
              concernente il ravvicinamento del le legislazioni degli
                    Stati membri relative al trasporto di merci
                                    pericolose su strada
  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
 visto    il trattato che        istituisce     la Comunità europea,        in particolare
  I'art icolo 75,
 vista la proposta della Commissione ( D ,
 in cooperazione con il Parlamento europeo ^ 2 ^,
 visto il parere del Comitato economico e sociale                O),
 considerando      che,    nel    corso    degli   anni,    il   trasporto      nazionale    e
 internazionale      su   strada     di   merci   pericolose     é   aumentato     in misura
 significativa, con il conseguente aumento dei rischi di incidenti;
 considerando che tutti gli Stati membri                della Comunità, ad esclusione
dell'Irlanda, sono         parti    contraenti     dell'accordo europeo         relativo al
 trasporto internazionale di merci pericolose su strada ADR, (il cui campo
d'applicazione         geografico      si    estende     al   di      là  del     territorio
comunitario),        che      definisce      norme     uniformi      per     il     trasporto
 internazionale       di   merci     pericolose     su   strada;     considerando      che  è
opportuno che tali          norme siano applicabili         al   traffico nazionale per
armonizzare      in tutta      la Comunità      le condizioni      relative al      trasporto
stradale delle merci pericolose;
considerando che manca una legislazione comunitaria comprendente tutte le
misure     da   attuare     ai   fini   della    sicurezza     del    trasporto    di   merci
pericolose e che         le disposizioni       nazionali    pertinenti     variano da uno
Stato membro all'altro; considerando che tali divergenze costituiscono un
ostacolo alla libera prestazione dei servizi di trasporto, nonché alla
libera circolazione di veicoli e attrezzature di trasporto; considerando
che per superare questo ostacolo devono essere messe in atto condizioni
uniformi applicabili a tutto il trasporto intracomunitario;
(1) GU n. C ••-••.
(2) GU n. C
(3) GU n. C         '<-      vi.
                                            - 12 -
 ---pagebreak---  considerando che, in applicazione del principio delia sussidiarietà, è
 stato concluso che è più opportuno realizzare un'azione di questo tipo a
  livello   comunitario      per    garantire       la    coerenza    con   la    legislazione
 comunitaria     In    altri   settori,       raggiungere      un   grado     sufficiente     di
 armonizzazione per agevolare            la libera circolazione delle merci               e dei
 servizi e assicurare un livello elevato di sicurezza per le operazioni di
 trasporto sul piano nazionale e internazionale;
 considerando      che   manca     una    legislazione       comunitaria      in   materia   di
 classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose
 ai   fini   del    trasporto;      che    la    Comunità     ha   adottato      la  direttiva
                                       1
 67/548/CEE     del     Consiglio ^ ^        concernente       il    ravvicinamento       delle
 disposizioni     legislative, regolamentari             e amministrative relative alla
 classificazione,       all'imballaggio        e    all'etichettatura        delle    sostanze
 pericolose     ai   fini    dell'immissione          sul   mercato,     che    non   contiene
 disposizioni     specifiche      in materia       di   trasporto; che       le disposizioni
 della presente direttiva non comportano pregiudizion all'impegno preso
 dalla Commissione       e dai     suoi    Stati    membri, a titolo degli           obiettivi
 fissati al capitolo 19 del piano d'azione 21 della Conferenza della CNUED
 di Rio de Janeiro nel giugno del               1992, di sforzarsi d'armonizzare per
 l'avvenire i sistemi di classificazione delle sostanze pericolose;
considerando che manca una legislazione comunitaria per disciplinare le
condizioni di sicurezza          inerenti al trasporto degli agenti biologici e
degli     organismi     geneticamente        modificati,       che    sono    oggetto     delle
direttive       90/219/CEE < 2 >,        90/220/CEE <3>         e     90/679/CEE (4>        del
Cons iglio;
considerando che le misure relative alla sicurezza sul posto di                          lavoro
dei    lavoratori    addetti     al    trasporto      di   merci   pericolose      sono   state
definite    nella    direttiva      89/391/CEE      del    Consiglio (5). che        ulteriori
provvedimenti       comunitari       sono     in    fase    di   elaborazione       circa    le
prescrizioni minime di sicurezza e di salute per le attività di trasporto
e i luoghi di lavoro a bordo dei mezzi di trasporto;
(1)  GU  n. L  196  del 16.8.1967, pag. 1.
(2)  GU  n. L  117  de I I'8.5.1990, pag. 1.
(3)  GU  n. L  117  del I'8.5.1990, pag. 15.
(4)  GU  n. L  374  del 31.12.1990, pag. 1.
(5)  GU  n. L  183  del 29.6.1989, pag. 1.
                                            - 13 -
 ---pagebreak---  considerando     che     le   disposizioni         della     presente     direttiva     non
 pregiudicano    l'applicazione di altre disposizioni              comunitarie    attuali   o
 future nel settore della sicurezza            dei lavoratori, della costruzione di
 veicoli e della tutela dell'ambiente;
 considerando    che l'accordo     ADR autorizza         la conclusione     di accordi    in
 deroga all'accordo stesso e che il numero elevato di accordi                    bilaterali
 negoziati tra gli Stati membri ostacola            la libera prestazione dei servizi
 di trasporto delle merci p e r i c o l o s e ; che l'introduzione delle necessarie
 disposizioni negli allegati alla presente direttiva dovrebbe eliminare la
 necessità    di  tali    deroghe;   considerando         l'esigenza    di   concedere    un
 periodo di transizione nel corso del quale gli accordi                 in vigore possono
essere ancora applicati dagli Stati m e m b r i ;
considerando     che è     necessario     trasporre       nel   diritto   comunitario     le
disposizioni     ADR    internazionalmente        riconosciute,      comprese     le   norme
 tecniche   per i veicoli     adibiti     al trasporto        di merci   pericolose,     dal
momento     che   la  direttiva     70/156/CEE        del    Consiglio ^K       da    ultimo
modificata     dalla   direttiva    92/53/CEE       del    Consiglio ^ \      non    include
attualmente     i requisiti     specifici      per   l'omologazione     di   tale   tipo di
ve i co I i ;
considerando che le norme tecniche per- l'omologazione saranno armonizzate
come opportuno nell'ambito della direttiva 70/156/CEE del Consiglio, con
riferimento ai requisiti della presente direttiva;
considerando     che   le procedure      informative       esistenti    nel   campo    delle
proposte    legislative nazionali      in materia       saranno utilizzate      al fine di
accrescere    la trasparenza per tutti gli operatori             economici;
considerando che gli Stati membri           devono avere       la facoltà di mettere in
atto norme conformi      alle raccomandazioni multimodali delle Nazioni                Unite
sul   trasporto   di merci     pericolose      a   livello    nazionale    fino   a   quando
l'accordo ADR non sarà armonizzato            rispetto a tali norme, per agevolare
il trasporto intermodale delle merci            pericolose;
(1) GU n. L 42 del 23.2.1970, pag. 1.
(2) GU n. L 225 del 10.8.1992, pag. 1.
                                         - 14 -
 ---pagebreak---  considerando che gli Stati membri devono avere la facoltà di disciplinare
o di vietare il trasporto di alcune merci pericolose sul                       loro territorio,
ma   unicamente     per    motivi    non     inerenti     alla     sicurezza     del   trasporto
medesimo;    considerando       che    in tale     contesto      gli   Stati    Membri    possano
 imporre, in certi casi, l'utilizzazione di altri mezzi di trasporto;
 considerando    che, ai      fini   della     presente     direttiva,      gli   Stati    membri
 devono essere autorizzati ad applicare norme più rigorose o meno rigorose
 per quanto riguarda determinate operazioni                  di   trasporto effettuate sul
 loro territorio con veicoli         ivi    immatricolati;
considerando       in    particolare       che     l'armonizzazione         delie     condizioni
dovrebbe tener conto delle situazioni specifiche nazionali e che pertanto
 la   presente       direttiva       deve      essere       sufficientemente          flessibile
nel l'offrire agli Stati membri           la possibilità di talune deroghe; che non
si   deve   ostacolare       l'applicazione        dei   nuovi      sviluppi     tecnologici     e
 industriali    e     che   a    tal    fine     si    dovrebbero       contemplare       deroghe
provvisor ie;
considerando che        i veicoli     immatricolati      nei    paesi    terzi   devono essere
autorizzati     a    svolgere      operazioni       di    trasporto       internazionale      sul
territorio degli       Stati membri,        purché siano conformi           alle   disposizioni
dell'accordo ADR;
considerando che deve essere possibile adeguare rapidamente                         la presente
direttiva    al   progresso      tecnico,     segnatamente        con   l'adozione     di   nuove
disposizioni fissate nell'accordo ADR, con l'inserimento di riferimenti a
norme oppure     con    l'introduzione di         altre misure        volte ad aumentare       la
sicurezza; che, per agevolare            l'attuazione delle misure necessarie a tal
fine,   occorre       istituire     un    Comitato      ed    una    procedura      di    stretta
cooperazione    tra gli Stati membri           e   la Commissione nell'ambito di             tale
Comitato;
considerando     che     gli    allegati      della     presente       direttiva     contengono
 iisposizioni    in materia      di   formazione       professionale       dei   conducenti    di
veicoli   che   trasportano      merci    pericolose       su strada      e che    pertanto    la
direttiva 89/684/CEE del Consiglio ^ 1 ) deve essere abrogata,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
(1) GU n. L 398 del 30.12.1989, pag. 33.
                                             - 15 -
 ---pagebreak---                                      CAPITOLO I
         Campo dì applicazione, definizioni e disposizioni generali
                                    Art ico lo 1
 1. La presente direttiva si applica al trasporto di merci pericolose su
    strada effettuato nella Comunità. Essa non si applica al trasporto di
    merci   pericolose effettuato da veicoli         di proprietà o soggetti      al
    controllo delle forze armate degli          Stati membri né alle spedizioni
    postali.
2. Tuttavia, quanto disposto nella presente direttiva non pregiudica il
    diritto degli Stati membri, fatta salva la normativa comunitaria, di
    stabilire requisiti per il trasporto di merci pericolose effettuato da
    veicoli   che non ricadano nel campo di applicazione della direttiva
    stessa.
3. Quanto disposto nella presente direttiva si applica senza pregiudizio
    delle altre normative comunitarie sulla sicurezza dei            lavoratori, la
    costruzione dei veicoli e la tutela ambientale.
                                    Art icolo 2
Ai fini della presente direttiva, si intende per:
- ADR, l'accordo europeo relativo al trasporto            internazionale di merci
   pericolose su strada, concluso a Ginevra il 30 settembre 1957, con le
   modifiche contenute alla data dell'adozione della presente direttiva;
- veicolo,    ogni   veicolo  a   motore   destinato    a   circolare   su  strada,
   completo   o  incompleto,   il quale    abbia    almeno   quattro  ruote   e una
   velocità   massima  di  progetto    superiore    a 25 km    l'ora, con    i suoi
   rimorchi, ad eccezione     dei   veicoli    che si   spostano   su rotaia, dei
   trattori agricoli e forestali e di tutte le macchine mobili;
- merci pericolose, le sostanze e i prodotti il cui trasporto su strada è
   vietato,   oppure   autorizzato    solo   a   determinate    condizioni,    dagli
  allegati A e B alla presente direttiva;
                                         16 -
 ---pagebreak---  - trasporto, qualsiasi operazione di trasporto effettuata in tutto o in
   parte su strade di uso pubblico nel territorio degli Stati membri da
   veicoli    corrispondenti   alla definizione       di   cui   sopra. È escluso il
   trasporto effettuato interamente all'interno delle imprese.
                                      Art icolo 3
 1. Fatte salve le disposizioni di cui all'articolo 6, non sono ammesse al
    trasporto su strada      le merci     pericolose    il cui trasporto è vietato
    dagli allegati A e B della presente direttiva.
 2. Il trasporto delle altre merci pericolose elencate negli allegati A e
    B è autorizzato fatte salve le condizioni fissate in detti allegati,
    in particolare per quanto riguarda:
  a) l'imballaggio e l'etichettatura delle merci in questione e
  b) la costruzione, le attrezzature e il funzionamento dei veicoli che
      trasportano le merci    in questione, fatte salve le disposizioni degli
     art icoli 4, 5 e 6.
3. Ai    fini   della  presente   direttiva, ogni       riferimento     ad  una  "Parte
    contraente" negli allegati A e B va inteso nel senso di Stato membro.
                                     CAPITOLO II
                        Deroghe, restrizioni ed esenzioni
                                      Art icolo 4
Ai   fini   delle operazioni    di   trasporto effettuate        sul   piano nazionale
unicamente da veicoli      immatricolati sul suo territorio, ciascuno Stato
membro    può    mantenere   in   vigore      le  disposizioni       pertinenti   della
legislazione     nazionale  che    siano    conformi   alle    raccomandazioni    delle
Nazioni    Unite   sul  trasporto    di   merci   pericolose,     in attesa    che gli
allegati della presente direttiva siano adeguati a dette raccomandazioni.
In   tale   caso   lo Stato   membro     interessato     informa    immediatamente   la
Commiss ione.
                                        - 17 -
 ---pagebreak---                                            Art icolo 5
 1. Senza    pregiudizio      di    altre     norme    comunitarie,      gli   Stati    membri
     possono conservare la facoltà di disciplinare o di vietare, unicamente
     per motivi non      inerenti alla sicurezza,           il trasporto di alcune merci
     pericolose sul     loro territorio.
 2. Le eventuali disposizioni           istituite dagli Stati membri          in merito alle
     attività dei     veicoli    che effettuano un         trasporto     internazionale    sul
     loro    territorio      e     autorizzate       dal      numero     marginale      10 599
     dell'allegato B della presente direttiva devono riguardare unicamente
    gli aspetti      inerenti   alla circolazione         locale, essere applicabili         al
     trasporto      nazionale       e      internazionale        ed    evitare       qualsiasi
    discriminazione.
3. I singoli      Stati   membri    possono continuare ad applicare              disposizioni
    più rigorose riguardo al trasporto effettuato da veicoli                    immatricolati
    o messi    in circolazione sul territorio nazionale, fatta eccezione per
     i requisiti relativi alla costruzione.
                                          Art icolo 6
1. Gli     Stati    membri     possono       consentire      che    le   merci     pericolose
    classificate,       imballate      ed    etichettate      conformemente       alle   norme
    internazionali      in materia      di   trasporto marittimo oppure          aereo   siano
    ammesse   al   trasporto     su    strada    sul    loro   territorio,     ogniqualvolta
    l'operazione di trasporto implichi un viaggio marittimo o aereo.
2. Le    eventuali     disposizioni        fornite    negli    allegati     della     presente
    direttiva    in merito      all'uso     di   lingue    straniere    nella    marcatura    o
    nella   documentazione      pertinente      non si    applicano alle operazioni         di
    trasporto    limitate al     territorio di un singolo Stato membro. Per                 le
    suddette    operazioni     gli    Stati    membri    possono    autorizzare      l'uso di
    lingue diverse da quelle contemplate dagli allegati.
                                            - 18 -
 ---pagebreak--- 3. Gli      Stati     membri       possono      autorizzare,         nel     loro      territorio,
    l'utilizzazione        di   veicoli    costruiti       prima     dell'entrata        in   vigore
   della     presente     direttiva     che     non   siano     conformi    alle     disposizioni
   della      direttiva      stessa,    ma    che    siano     stati     costruiti      secondo     i
   requisiti        fissati     dalla     legislazione        nazionale      applicabile        fino
   all'entrata in vigore della presente direttiva, sempreché                         i veicoli     in
   questione siano mantenuti            in condizioni       atte a garantire         i livelli di
   sicurezza pertinenti.
4. l singoli       Stati    membri    possono mantenere           in vigore     le   disposizioni
   della      legislazione      nazionale      in materia        di  costruzione,        impiego    e
   condizioni        di    trasporto     di     cisterne       e    contenitori       di     recente
   costruzione esistenti           prima della data di applicazione della presente
   direttiva       che differiscono dalle disposizioni                 fissate negli       allegati
   A e B della presente direttiva, fino a quando in detti allegati                             siano
    inseriti riferimenti         a norme di costruzione e d'impiego di cisterne e
   contenitori rispondenti alle norme nazionali, e comunque non oltre il
   31 dicembre 1998. I contenitori               e le cisterne costruiti           anteriormente
   al 1" gennaio 1999 e mantenuti                in uno stato conforme ai requisiti di
   sicurezza       pertinenti      possono    continuare       ad   essere    utilizzati       anche
   dopo tale data, alle stesse condizioni.
5. Anteriormente        all'entrata       in    vigore    della       presente     direttiva,      i
   singoli      Stati    membri     possono      autorizzare        l'impiego    'di     imballaggi
   costruiti e non certificati secondo quanto disposto dall'accordo ADR,
   purché      l'imballaggio presenti          la data    di    fabbricazione e risulti           in
   grado     di  superare      le opportune       prove    in base      ai  requisiti        imposti
   dalla normativa nazionale vigente fino alla data di applicazione della
   presente      direttiva,       e  purché      tali    imballaggi       siano    mantenuti      in
   condizioni       atte   a garantire       i livelli      di    sicurezza    pertinenti       (ivi
   compresi, ove richiesto,            controlli e ispezioni), secondo                il seguente
   schema: contenitori metallici di rinfuse intermedie e fusti di acciaio
   inossidabile e alluminio per un periodo massimo di 15 anni                            a partire
   dalla data di fabbricazione; altri                 imballaggi      metallici    e    in materie
   plastiche      per un periodo massimo di             5 anni      a partire     dalla     data di
   f«iM>r leni lontt, flirt non oltra il li diremhra            I9G8,
 ---pagebreak--- 6. I singoli Stati membri possono procedere allo stesso modo solo per                           le
    disposizioni     relative    all'indicazione        di    un   codice     di    azione     di
   emergenza    sulle    cisterne     trasportate      da    veicoli     immatricolati        nel
    territorio nazionale,      fino a quando non sarà             istituito un codice di
   azione di emergenza riconosciuto a livello internazionale.
7. I singoli Stati membri possono mantenere disposizioni meno vincolanti
   di quelle fissate negli allegati A e B della presente direttiva per il
    trasporto    nazionale      di    piccoli      quantitativi         di     talune      merci
   pericolose.     Gli   Stati    membri    informano       la   Commissione      circa     tali
   disposizioni.
8. I singoli    Stati    membri    possono    concedere       l'approvazione       di    deroghe
   temporanee    agli   allegati    A e B della       presente      direttiva     al    fine di
   svolgere    le verifiche      necessarie     in   vista     della    modifica      di   detti
   allegati    per   adattarli     al   progresso     tecnico      e    industriale,       senza
   discriminazione      in base alla      nazionalità      o al    luogo di      stabilimento
   del    trasportatore,     per    un    periodo     massimo      di    quattro       anni,     a
   condizione     che   siano    rispettati      i   requisiti       di    sicurezza.       Tali
   approvazioni    non sono rinnovabili. La Commissione                viene     informata     in
   mer i to.
9. I singoli Stati membri        possono approvare operazioni             di   trasporto     "ad
   hoc" di merci pericolose che siano proibite dagli allegati A e B o che
   avvengano in condizioni diverse da quelle previste in detti allegati.
10. Fatte salve     le disposizioni      di cui    al paragrafo 2,          i singoli      Stati
     membri  possono     continuare     ad   applicare      gli    accordi     bilaterali        e
    multilaterali      in   vigore      con    altri      Stati     membri,       autorizzati
     dall'accordo ADR, sino al 31 dicembre 1996, senza discriminazioni                         in
     base alla nazionalità o al         luogo di stabilimento del             trasportatore.
    Ogni ulteriore deroga autorizzata           dai numeri marginali            2010 e     10602
    degli allegati A e B viene permessa unicamente sulla base di deroghe
    unilaterali ai sensi del paragrafo 8.
                                         - 20 -
 ---pagebreak---                                      Art icolo 7
 I veicoli immatricolati oppure messi in circolazione nei paesi terzi sono
autorizzati     ad   effettuare     operazioni     di    trasporto     internazionale
all'interno     della     Comunità,      purché    soddisfino      le    disposizioni
del I'accordo ADR.
                                    CAPITOLO I I I
                                Disposizioni finali
                                     Art icolo 8
Le   modifiche     necessarie    per    adeguare    gli    allegati    al   progresso
scientifico e tecnico nei settori oggetto della presente direttiva, in
particolare    per    tenere   conto    di   futuri   emendamenti     agli   allegati
dell'accordo    ADR,   per   inserire    riferimenti    a  norme   e  per   garantire
adeguati   livelli di sicurezza sono adottate conformemente alla procedura
prevista all'articolo 9.
                                     Art icolo 9
1. La   Commissione    è   assistita    da  un   comitato    per  l'adeguamento    al
   progresso tecnico della direttiva concernente il ravvicinamento delle
    legislazioni    degli   Stati   membri    relative    al   trasporto    di  merci
   pericolose,      in    appresso    denominato       'comitato',     composto    da
   rappresentanti    degli Stati membri e presieduto da un rappresentante
   de I la Commiss ione.
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al Comitato un progetto
   delle misure     da   adottare.   Il Comitato     formula    il suo    parere sul
   progetto entro un termine che         il presidente può fissare        in funzione
   dell'urgenza della questione         in esame.    Il parere è formulato alla
   maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del               trattato per
   l'adozione    delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta
                                       - 21 -
 ---pagebreak---      della Commissione. Nelle votazioni      in seno al Comitato, ai voti dei
     rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata
    nell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.
 3. La   Commissione   adotta  misure   che  sono   immediatamente applicabili.
    Tuttavia, se tali misure non sono conformi          al parere espresso dal
    comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio.
4. In tal caso, la Commissione differisce l'applicazione delle misure da
    essa decise di un termine che sarà fissato          in ciascun atto che il
    Consiglio adotterà, ma che non può in alcun caso superare tre mesi a
    decorrere dalla data della comunicazione.
     Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può prendere una
    decisione diversa entro il termine di cui al comma precedente.
                                   Art icolo 10
1. Gli    Stati  membri   mettono   in  vigore   le  disposizioni   legislative,
    regolamentari    e   amministrative    necessarie    per  conformarsi   alla
    presente direttiva anteriormente al 1" gennaio 1995. Essi ne informano
    immedi.atamente la Commissione.
    Le misure adottate dagli Stati membri devono contenere un riferimento
    alla   presente  direttiva oppure    devono essere    accompagnate  da  tale
    riferimento   al momento   della   pubblicazione ufficiale. La procedura
    pertinente deve essere fissata dagli Stati membri.
2. Gli    Stati   membri   comunicano    alla   Commissione    il  testo   delle
   disposizioni di diritto interno che adottano nel settore disciplinato
   dalla presente direttiva.
                                     - 22 -
 ---pagebreak---                                      Articolo 11
La   direttiva     89/684/CEE     del   Consiglio     relativa     alla   formazione
professionale    di   taluni   conducenti    di   veicoli   che   trasportano  merci
pericolose su strada e abrogata a decorrere dalla data di               applicazione
della presente direttiva. I certificati provvisori rilasciati dagli Stati
membri ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 2 della suddetta direttiva per
 il  trasporto   nazionale     sono   validi    fino   al   31   dicembre   1996.  I
certificati    rilasciati    ai  sensi    dell'articolo     4,  paragrafo   4  della
medesima direttiva possono continuare ad essere utilizzati per             la durata
del  periodo di validità, ma non oltre          il 1*   luglio 1997. Per    le merci
pericolose trasportate      in cisterne e per gli esplosivi, e non oltre          il
1* gennaio 2000 per altre merci pericolose.
                                    Art icolo 12
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva
Fatto a Bruxelles,
                                       - 23 -
 ---pagebreak---                                   ALLEGATO A
Numeri marginali 2 000 - 3 999 dell'allegato A dell'Accordo europeo sul
trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR), in vigore dal
1' gennaio 1995.
N.B. Una traduzione in tutte le lingue comunitarie sarà resa disponibile
     non appena ultimato e tradotto un testo unificato.
                                   - 24 -
 ---pagebreak---                                   ALLEGATO B
Numeri marginali 10 000 - 260 000 dell'allegato B dell'Accordo europeo sul
trasporto internazionale di merci pericolose su strada (ADR), in vigore dal
1" gennaio 1995.
N.B. Una traduzione in tutte le lingue comunitarie sarà resa disponibile
     non appena ultimato e tradotto un testo unificato.
                                   - 25 -
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(93) 548 def.
                                                           DOCUMENTI
IT                                                                     14 07 06
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-585-IT-C
                                                             ISBN 92-77-60712-2
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                               -Slé