CELEX: 52011PC0768
Language: it
Date: 2011-11-21
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO  concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato dei recipienti semplici a pressione

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		52011PC0768
		
			Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO  concernente l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato dei recipienti semplici a pressione /* COM/2011/0768 definitivo - 2011/0350 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Contesto generale, motivazioni e obiettivi
della proposta 
La presente proposta è presentata nel quadro
dell'attuazione del "pacchetto merci" adottato nel 2008. Fa
parte di un pacchetto di proposte relativo all'adeguamento di dieci direttive
sui prodotti alla decisione n. 768/2008/CE relativa a un quadro comune per la
commercializzazione dei prodotti. 
La normativa di armonizzazione dell'Unione
(UE) che garantisce la libera circolazione dei prodotti ha dato un notevole
contributo al completamento e al funzionamento del mercato unico. Si basa su un
livello di protezione elevato e fornisce agli operatori economici i mezzi per
dimostrare la conformità dei loro prodotti, che circolano quindi liberamente
grazie alla fiducia riscossa. 
La direttiva 2009/105/CE è un esempio di
normativa di armonizzazione dell'Unione, che garantisce la libera circolazione
dei recipienti semplici a pressione. Stabilisce i requisiti essenziali di
sicurezza cui i recipienti semplici a pressione devono conformarsi ai fini
della loro messa a disposizione sul mercato dell'UE. I fabbricanti devono
dimostrare che un recipiente semplice a pressione è stato progettato e
fabbricato nel rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza e devono apporre
la marcatura CE. 
Per quanto concerne la normativa di
armonizzazione dell'Unione, l'esperienza attuativa ha evidenziato a livello
trasversale alcune carenze e incoerenze nell'attuazione e applicazione, che
hanno determinato:
–                        
la presenza sul mercato di prodotti non conformi o
pericolosi e quindi una certa mancanza di fiducia nella marcatura CE;
–                        
svantaggi competitivi per gli operatori economici
che rispettano la normativa rispetto a quelli che eludono le regole;
–                        
disparità di trattamento nel caso di prodotti non
conformi e distorsioni della concorrenza tra operatori economici a causa delle
diverse pratiche in materia di applicazione;
–                        
pratiche divergenti per quanto riguarda la
designazione degli organismi di valutazione della conformità da parte delle
autorità nazionali;
–                        
problemi riguardanti la qualità di alcuni organismi
notificati.
Inoltre il contesto regolamentare è diventato
progressivamente più complesso, in quanto spesso a uno stesso prodotto si
applicano contemporaneamente numerosi atti normativi. Per gli operatori
economici e le autorità, le incongruenze tra questi atti accrescono sempre di
più le difficoltà di interpretazione e applicazione della normativa in
questione.
Per ovviare alle carenze di carattere
orizzontale della normativa di armonizzazione dell'Unione constatate in diversi
settori industriali, è stato adottato nel 2008 – nel quadro del pacchetto
merci – il "nuovo quadro normativo". Il suo obiettivo è
rafforzare e completare la disciplina esistente e migliorare gli aspetti
pratici dell'attuazione e applicazione delle norme. Fanno parte del nuovo
quadro normativo (NQN) due strumenti complementari: il regolamento (CE) n.
765/2008 in materia di accreditamento e vigilanza del mercato e la
decisione n. 768/2008/CE relativa a un quadro comune per la commercializzazione
dei prodotti.
Il regolamento NQN ha introdotto norme
sull'accreditamento (strumento per valutare la competenza degli organismi di
valutazione della conformità), nonché prescrizioni in materia di organizzazione
e svolgimento delle attività di vigilanza del mercato e in materia di controlli
dei prodotti provenienti da paesi terzi. Questo complesso di norme si applica
direttamente in tutti gli Stati membri dal 1º gennaio 2010.
La decisione NQN istituisce un quadro comune
per la normativa di armonizzazione dell'UE relativa ai prodotti. Questo quadro
comprende le disposizioni che generalmente figurano nella normativa dell'UE in
materia di prodotti (ad es. definizioni, obblighi degli operatori economici,
organismi notificati, meccanismi di salvaguardia, ecc.). Queste disposizioni
comuni sono state rafforzate per garantire nella pratica un'attuazione e
un'applicazione più efficaci delle direttive. Sono stati introdotti nuovi
elementi, quali gli obblighi a carico degli importatori, essenziali per migliorare
la sicurezza dei prodotti sul mercato. 
Le disposizioni della decisione NQN e del
regolamento NQN sono complementari e strettamente collegate tra loro. La
decisione NQN stabilisce i corrispettivi obblighi a carico degli operatori
economici e degli organismi notificati, consentendo alle autorità di vigilanza
del mercato e alle autorità responsabili degli organismi notificati di svolgere
correttamente le funzioni loro spettanti in forza del regolamento NQN e di
garantire un'applicazione efficace e coerente della normativa dell'UE relativa
ai prodotti. 
A differenza di quanto accade per il
regolamento NQN, le disposizioni della decisione NQN non sono tuttavia
direttamente applicabili. Occorre integrare nella normativa vigente relativa ai
prodotti le disposizioni della decisione NQN in modo che tutti i settori
economici cui si applica la normativa di armonizzazione dell'Unione traggano
beneficio dai miglioramenti derivanti dal nuovo quadro normativo.
Da un'indagine successiva all'adozione del
pacchetto merci nel 2008 è emerso che la maggior parte della normativa di
armonizzazione dell'Unione relativa ai prodotti avrebbe dovuto essere rivista
entro i tre anni successivi, non solo per affrontare problemi rilevati in tutti
i settori, ma anche per motivi specificatamente settoriali. Qualsiasi revisione
comporterebbe automaticamente l'adeguamento della normativa in questione alla
decisione NQN, in quanto il Parlamento, il Consiglio, e la Commissione si sono
impegnati a utilizzare quanto più possibile nella susseguente normativa sui
prodotti le disposizioni della citata decisione al fine di promuovere la
massima coerenza del quadro normativo. 
Per una serie di altre direttive di
armonizzazione dell'Unione, compresa la direttiva 2009/105/CE relativa ai
recipienti semplici a pressione, non era stata prevista alcuna revisione legata
a problemi specificatamente settoriali entro il periodo suddetto. Tuttavia, per
affrontare comunque i problemi connessi alla non conformità e agli organismi
notificati in tali settori e per ragioni di coerenza del contesto regolamentare
complessivo in materia di prodotti, è stato deciso di adeguare alle
disposizioni della decisione NQN queste direttive all'interno di un pacchetto.
Coerenza con
altri obiettivi e politiche dell'Unione
La presente iniziativa è conforme all'atto per
il mercato unico[1],
con il quale è stata sottolineata l'esigenza di ristabilire la fiducia dei
consumatori nella qualità dei prodotti presenti sul mercato e l'importanza di
rafforzare la vigilanza del mercato.
Sostiene inoltre la politica della Commissione
in materia di migliore regolamentazione e semplificazione del contesto
regolamentare.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E
VALUTAZIONE DELL'IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
L'adeguamento della direttiva 2009/105/CE alla
decisione NQN è stato discusso con gli esperti nazionali responsabili
dell'attuazione di tale direttiva, con il gruppo degli organismi notificati,
con il gruppo di cooperazione amministrativa e nel quadro di contatti
bilaterali con le associazioni di settore. 
Tra giugno e ottobre 2010 è stata organizzata
una consultazione pubblica che ha interessato tutti i settori coinvolti da
questa iniziativa. Sono stati previsti quattro questionari mirati, diretti agli
operatori economici, alle autorità, agli organismi notificati e agli
utilizzatori, per i quali i servizi della Commissione hanno ricevuto 300
risposte. I risultati sono disponibili alla pagina: 
http://ec.europa.eu/enterprise/policies/single-market-goods/regulatory-policies-common-rules-for-products/new-legislative-framework/index_en.htm.
Oltre alla consultazione generale è stata
condotta una consultazione specifica delle PMI. Tra maggio e giugno 2010 sono
state consultate 603 PMI attraverso la rete Enterprise Europe. I risultati sono
disponibili alla pagina http://ec.europa.eu/enterprise/policies/single-market-goods/files/new-legislative-framework/smes_statistics_en.pdf.
Dalla consultazione è emerso un ampio sostegno
a favore dell'iniziativa. Unanime è il consenso sulla necessità di migliorare
la vigilanza del mercato e il sistema di valutazione e di controllo degli
organismi notificati. Le autorità sostengono appieno l'iniziativa in quanto
rafforzerà il sistema attuale e migliorerà la cooperazione a livello dell'UE.
L'industria prevede che da interventi più efficaci nei confronti dei prodotti
non conformi alla normativa deriveranno condizioni di maggiore parità e che
l'allineamento della normativa avrà un effetto di semplificazione. È stata
espressa qualche preoccupazione in merito ad alcuni obblighi, che tuttavia
risultano indispensabili per rendere più efficiente la vigilanza del mercato.
Le misure non comporteranno costi significativi per l'industria e i benefici
derivanti da una migliore vigilanza del mercato dovrebbero essere di gran lunga
superiori ai costi. 
Ricorso al parere di esperti
La valutazione dell'impatto di questo
"pacchetto di attuazione" si è fondata in larga misura sulla
valutazione dell'impatto effettuata per il nuovo quadro normativo. Al parere
degli esperti, raccolto e analizzato in tale contesto, si sono affiancate
ulteriori consultazioni di gruppi di interesse e di esperti di settore, nonché
di esperti con competenze orizzontali nei campi dell'armonizzazione tecnica,
della valutazione della conformità, dell'accreditamento e della vigilanza del
mercato.
Valutazione dell'impatto 
Sulla base delle informazioni raccolte la
Commissione ha effettuato una valutazione dell'impatto esaminando e
confrontando tre opzioni.
Opzione 1 – Nessuna modifica della
situazione attuale
Questa opzione propone di non apportare alcuna
modifica alla direttiva vigente e si basa esclusivamente su alcuni
miglioramenti che possono derivare dal regolamento NQN.
Opzione 2 – Adeguamento alla decisione NQN
mediante misure di carattere non legislativo
L'opzione 2 ipotizza di promuovere
l'adeguamento volontario alle disposizioni contenute nella decisione NQN, ad
esempio presentando tali norme come migliori pratiche in documenti di
orientamento.
Opzione 3 – Adeguamento alla decisione NQN
mediante misure di carattere legislativo
Questa opzione consiste nell'includere le
disposizioni della decisione NQN nelle direttive vigenti.
L'opzione 3 è
risultata l'opzione da preferire in quanto:
–                        
migliorerà la competitività delle imprese e degli
organismi notificati che adempiono ai loro obblighi in rapporto a quelli che
raggirano il sistema;
–                        
migliorerà il funzionamento del mercato interno
garantendo la parità di trattamento di tutti gli operatori economici, in
particolare importatori e distributori, nonché degli organismi notificati;
–                        
non comporta costi significativi per gli operatori
economici e gli organismi notificati. Non si prevede alcun aggravio, o al
massimo un aggravio marginale, dei costi per coloro che già operano in modo
responsabile;
–                        
è ritenuta più efficace dell'opzione 2, in
relazione alla quale il dubbio è che l'impossibilità di farla valere
coattivamente impedisca la realizzazione degli effetti positivi;
–                        
le opzioni 1 e 2 non risolvono i problemi di
incoerenza del quadro regolamentare e quindi non producono alcun effetto
positivo sulla semplificazione del contesto regolamentare.
3.           ELEMENTI PRINCIPALI DELLA PROPOSTA
3.1.        Definizioni di carattere
orizzontale
La proposta
introduce definizioni armonizzate dei termini comunemente utilizzati nella
normativa di armonizzazione dell'Unione, ai quali è opportuno attribuire un
significato uniforme in tutta la normativa interessata. 
3.2.        Obblighi degli operatori
economici e prescrizioni in materia di rintracciabilità
La proposta chiarisce gli obblighi dei
fabbricanti e dei rappresentanti autorizzati, introducendo inoltre obblighi a
carico degli importatori e dei distributori. Gli importatori sono tenuti a
verificare che il fabbricante abbia eseguito la procedura di valutazione della
conformità applicabile e preparato la documentazione tecnica. Devono inoltre
accertarsi con il fabbricante che tale documentazione tecnica possa essere
messa a disposizione delle autorità che ne facciano richiesta e verificare che
i recipienti semplici a pressione rechino la corretta marcatura e siano
accompagnati dalle istruzioni e dalle informazioni sulla sicurezza. Gli
importatori devono conservare una copia della dichiarazione di conformità e
indicare il loro nome e indirizzo sul prodotto. I distributori devono
verificare che i recipienti semplici a pressione rechino la marcatura CE,
riportino il nome del fabbricante e, se del caso, dell'importatore e siano
corredati della documentazione e delle istruzioni previste.
Gli importatori e i distributori devono cooperare
con le autorità di vigilanza del mercato e adottare i provvedimenti opportuni
se i recipienti semplici a pressione da essi forniti non sono conformi.
Per tutti gli operatori economici vengono
introdotti obblighi rafforzati in materia di rintracciabilità. I
recipienti semplici a pressione devono recare il nome e l'indirizzo del
fabbricante e un numero che consenta di identificare un recipiente semplice a
pressione e collegarlo alla sua documentazione tecnica. Sui recipienti semplici
a pressione importati devono figurare anche il nome e l'indirizzo
dell'importatore. Inoltre ogni operatore economico deve essere in grado di
identificare di fronte alle autorità l'operatore economico che gli abbia
fornito o al quale abbia fornito un recipiente semplice a pressione.
3.3.        Norme armonizzate
La conformità a norme armonizzate conferisce
una presunzione di conformità ai requisiti essenziali. Il 1° giugno 2011 la
Commissione ha adottato una proposta di regolamento sulla normalizzazione
europea[2]
che istituisce un quadro giuridico orizzontale per la normalizzazione europea.
La proposta di regolamento contiene tra l'altro disposizioni relative alle
richieste di normalizzazione presentate dalla Commissione agli organismi
europei di normalizzazione, sulla procedura applicabile alle obiezioni alle
norme armonizzate e sulla partecipazione dei soggetti interessati al processo
di normalizzazione. Le disposizioni della direttiva 2009/105/CE che
disciplinano gli stessi aspetti sono state pertanto soppresse dalla presente
proposta per ragioni di certezza del diritto. 
La disposizione che conferisce la presunzione
di conformità a norme armonizzate è stata modificata per chiarire la portata
della presunzione di conformità quando le norme in questione disciplinano solo
parzialmente i requisiti essenziali.
3.4.        Valutazione della conformità
e marcatura CE
La direttiva 2009/105/CE ha scelto le
procedure appropriate di valutazione della conformità che i fabbricanti devono
applicare per dimostrare la conformità dei loro recipienti semplici a pressione
ai requisiti essenziali di sicurezza. La proposta adegua queste procedure alle
versioni aggiornate contenute nella decisione NQN, conservando alcuni elementi
specifici già previsti dalla direttiva 2009/105/CE, come le prove di saldatura.

I principi generali della marcatura CE sono
enunciati all'articolo 30 del regolamento (CE) n. 765/2008, mentre le
disposizioni dettagliate relative all'apposizione della marcatura CE sui
recipienti semplici a pressione sono state inserite nella presente proposta.
3.5.        Organismi notificati
La proposta rafforza i criteri di notifica per
gli organismi notificati, chiarisce che anche le affiliate o i subappaltatori
devono adempiere gli obblighi di notifica, introduce requisiti specifici per le
autorità di notifica e adegua la procedura di notifica degli organismi
notificati. La competenza di un organismo notificato deve essere dimostrata
tramite certificato di accreditamento. Qualora non sia stato utilizzato
l'accreditamento per valutare la competenza di un organismo notificato, la
notifica deve comprendere la documentazione attestante come è stata valutata la
competenza di tale organismo. Gli Stati membri avranno la possibilità di
contestare una notifica.
3.6.        Vigilanza del mercato e
procedura della clausola di salvaguardia
La proposta rivede la vigente procedura della
clausola di salvaguardia. Introduce una fase di scambio di informazioni tra gli
Stati membri e precisa i provvedimenti che devono essere presi dalle autorità
interessate qualora venga scoperto un recipiente semplice a pressione non
conforme. La procedura della clausola di salvaguardia vera e propria – che si
conclude con una decisione della Commissione con la quale viene stabilito se la
misura è giustificata o meno – è avviata solo se un altro Stato membro si
oppone a una misura adottata nei confronti di un recipiente semplice a
pressione. Se non vi è dissenso sulla misura restrittiva adottata, tutti gli
Stati membri devono adottare gli interventi opportuni sul loro territorio.
4.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
Base giuridica
La base giuridica della proposta è l'articolo
114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Principio di sussidiarietà
Per il mercato interno una competenza
concorrente è attribuita all'Unione e agli Stati membri. Il principio di
sussidiarietà entra in gioco in particolare in rapporto alle nuove disposizioni
intese a migliorare l'applicazione efficace della direttiva 2009/105/CE. Tali
disposizioni riguardano gli obblighi dell'importatore e del distributore, la
rintracciabilità, la valutazione e la notifica degli organismi notificati e gli
obblighi di cooperazione rafforzata nel quadro delle procedure riviste di
salvaguardia e vigilanza del mercato. 
Secondo quanto emerge dall'esperienza
applicativa della normativa, le misure adottate a livello nazionale hanno
determinato impostazioni divergenti e un diverso trattamento degli operatori
economici all'interno dell'UE, e ciò vanifica l'obiettivo della presente
direttiva. Se per affrontare i problemi vengono adottati interventi a livello
nazionale, si rischia di creare ostacoli alla libera circolazione delle merci.
Inoltre gli interventi a livello nazionale hanno una portata limitata alla
competenza territoriale di uno Stato membro. Data la crescente
internazionalizzazione degli scambi, il numero dei casi transfrontalieri è in
costante aumento. Attraverso un'azione coordinata a livello dell'UE gli
obiettivi stabiliti potranno essere conseguiti molto meglio e in particolare la
vigilanza del mercato risulterà più efficace. È pertanto più appropriato
intervenire a livello dell'UE.
Quanto al problema delle incoerenze tra le
direttive, si tratta di una questione che può essere risolta soltanto dal
legislatore dell'UE.
Proporzionalità
Nel rispetto del principio di proporzionalità,
le modifiche proposte si limitano a quanto necessario per il conseguimento
degli obiettivi stabiliti. 
Gli obblighi, nuovi o modificati, non
impongono oneri e costi inutili all'industria, in particolare alle piccole e
medie imprese, né alle amministrazioni. Se è stato constatato che le modifiche
possono avere ripercussioni negative, l'analisi degli effetti dell'opzione
cerca di offrire la risposta più proporzionata ai problemi individuati. Una
serie di modifiche intende migliorare la chiarezza della direttiva vigente
senza introdurre nuovi prescrizioni che comportino costi aggiuntivi. 
Tecnica legislativa utilizzata
L'adeguamento alla decisione NQN comporta una
serie di modifiche sostanziali delle disposizioni della direttiva 2009/105/CE.
Per assicurare la leggibilità del testo modificato, è stata scelta la tecnica
della rifusione conformemente all'accordo interistituzionale, del
28 novembre 2001, ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica
della rifusione degli atti normativi[3].

Le modifiche apportate alle disposizioni della
direttiva 2009/105/CE riguardano: le definizioni, gli obblighi degli operatori
economici, la presunzione di conformità conferita da norme armonizzate, la
dichiarazione di conformità, la marcatura CE, gli organismi notificati, la
procedura della clausola di salvaguardia e le procedure di valutazione della
conformità.
La proposta non modifica il campo di
applicazione e i requisiti essenziali di sicurezza della direttiva 2009/105/CE.

5.           INCIDENZA SUL BILANCIO
Nessuna.
6.           INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI
Abrogazione di disposizioni vigenti
L'adozione della proposta comporterà
l'abrogazione della direttiva 2009/105/CE.
Spazio economico europeo
La proposta riguarda il SEE e deve quindi
essere estesa allo Spazio economico europeo.
ê 2009/105/CE
(adattato)
2011/0350 (COD)
Proposta di
DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativa ai
Ö concernente
l'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a
disposizione sul mercato dei Õ recipienti semplici
a pressione
(Rifusione)

(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea
Ö sul
funzionamento dell'Unione europea Õ, in particolare
l'articolo 95
Ö 114 Õ,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali, 
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[4],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
ê 2009/105/CE
considerando 1 (adattato)
La direttiva 87/404/CEE del Consiglio, del 25 giugno 1987, relativa al
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di recipienti
semplici a pressione[5] ha subito
diverse e sostanziali modificazioni. È opportuno, per ragioni di chiarezza e di
razionalizzazione, procedere alla codificazione di tale direttiva.
ò nuovo
(1)              
Alla direttiva
2009/105/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
16 settembre 2009, relativa ai recipienti semplici a pressione[6], devono essere apportate
diverse modificazioni sostanziali. È quindi opportuno provvedere, per ragioni
di chiarezza, alla rifusione di tale direttiva.
(2)              
Il regolamento (CE) n.
765/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 luglio 2008,
che pone norme in materia di accreditamento e vigilanza del mercato per quanto
riguarda la commercializzazione dei prodotti e che abroga il regolamento (CEE)
n. 339/93[7],
stabilisce norme riguardanti l'accreditamento degli organismi di valutazione
della conformità, fornisce un quadro per la vigilanza del mercato dei prodotti
e per i controlli sui prodotti provenienti dai paesi terzi e stabilisce i
principi generali della marcatura CE.
(3)              
La decisione n.
768/2008/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
9 luglio 2008, relativa a un quadro comune per la commercializzazione
dei prodotti e che abroga la decisione 93/465/CEE[8], stabilisce un quadro comune di
principi generali e di disposizioni di riferimento da applicare in tutta la
normativa di armonizzazione delle condizioni per la commercializzazione dei
prodotti, in modo da fornire una base coerente per la revisione o la rifusione di
tale normativa. La direttiva 2009/105/CE va pertanto adeguata a tale decisione.
ê 2009/105/CE
considerando 2 (adattato)
(4)              
Incombe agliGli Stati membri Ö devono Õ garantire sul
proprio territorio la sicurezza delle persone, degli animali domestici e dei
beni in ordine ai rischi di fuga o di scoppio causati dai recipienti semplici a
pressione.
ê 2009/105/CE
considerando 3
Negli Stati membri sono in vigore
disposizioni imperative che determinano in particolare il livello di
sicurezza che i recipienti semplici a pressione devono rispettare attraverso la
specifica delle caratteristiche di costruzione e funzionamento, delle
condizioni d'impianto e d'impiego nonché delle procedure di controllo prima e
dopo l'immissione sul mercato. Tali
disposizioni imperative non implicano necessariamente livelli diversi di
sicurezza da uno Stato membro all'altro ma ostacolano, a causa della loro
disparità, gli scambi all'interno della Comunità.
ê 2009/105/CE
considerando 4
È pertanto opportuno che la presente
direttiva definisca soltanto le esigenze imperative e i requisiti essenziali. Per facilitare la prova di conformità ai requisiti
essenziali è indispensabile disporre di norme armonizzate a livello
comunitario in materia, in particolare, di costruzione, funzionamento e
impianto dei recipienti semplici a pressione, il cui rispetto equivale a una
presunzione di conformità dei prodotti ai requisiti essenziali.
Tali norme
armonizzate a livello comunitario sono elaborate da organismi privati e
dovrebbero conservare il loro statuto di testi non obbligatori.
A tal fine
il Comitato europeo di normalizzazione (CEN), il Comitato europeo di
normalizzazione elettrotecnica (Cenelec) e l'Istituto europeo per le norme
di telecomunicazioni (ETSI) sono riconosciuti come organi competenti per
adottare le norme armonizzate conformemente agli orientamenti generali[9] per la
cooperazione tra la Commissione, l'Associazione europea di libero scambio
(EFTA) e questi tre organi, firmati il 28 marzo 2003.
ò nuovo
(5)              
Gli operatori economici
devono essere responsabili della conformità dei recipienti semplici a
pressione, in funzione del rispettivo ruolo che rivestono nella catena di
fornitura, in modo da garantire un elevato livello di tutela di interessi pubblici,
quali la salute e la sicurezza e la protezione degli utilizzatori, nonché una
concorrenza leale sul mercato dell'Unione.
(6)              
Tutti gli operatori
economici che intervengono nella catena di fornitura e distribuzione devono
adottare le misure necessarie per garantire di mettere a disposizione sul
mercato solo recipienti semplici a pressione conformi alla presente direttiva.
È necessario stabilire una ripartizione chiara e proporzionata degli obblighi
corrispondenti al ruolo di ogni operatore nel processo di fornitura e
distribuzione.
ê 2009/105/CE
considerando 5 (adattato) 
Il Consiglio ha già adottato diverse direttive miranti all'eliminazione
degli ostacoli tecnici agli scambi, basandosi sui principi stabiliti nella
risoluzione del 7 maggio 1985 relativa a una nuova strategia in materia di
armonizzazione tecnica e normalizzazione[10]; ognuna
delle suddette direttive contempla l'apposizione della marcatura CE. La
Commissione, nella comunicazione del 15 giugno 1989 concernente un approccio
globale in materia di certificazione e di prove[11], ha
proposto la creazione di una legislazione comune concernente una marcatura CE
avente un simbolo grafico comune. Nella risoluzione del 21 dicembre 1989
concernente un approccio globale in materia di valutazione della conformità[12], il
Consiglio ha approvato come principio regolatore l'adozione di una tale
strategia coerente per quanto concerne l'utilizzo della marcatura CE. I due
elementi fondamentali della nuova strategia che dovrebbero essere applicati
sono i requisiti essenziali e le procedure di valutazione della conformità.
ò nuovo
(7)              
Il fabbricante,
possedendo le conoscenze dettagliate relative al processo di progettazione e
produzione, si trova nella posizione migliore per eseguire la procedura
completa di valutazione della conformità dei recipienti semplici a pressione.
La valutazione della conformità deve quindi rimanere un obbligo del solo
fabbricante.
(8)              
È necessario garantire
che i recipienti semplici a pressione provenienti da paesi terzi che entrano
nel mercato dell'Unione siano conformi alle prescrizioni stabilite dalla presente
direttiva e in particolare che i fabbricanti abbiano effettuato adeguate
procedure di valutazione in merito a tali recipienti. Occorre pertanto
prevedere che gli importatori si assicurino di immettere sul mercato recipienti
semplici a pressione conformi alle prescrizioni stabilite dalla presente
direttiva e di non immettere sul mercato recipienti semplici a pressione che
non sono conformi a tali prescrizioni o presentano un rischio. Deve essere
inoltre previsto che gli importatori si assicurino che siano state effettuate
le procedure di valutazione della conformità e che la marcatura dei recipienti
semplici a pressione e la documentazione elaborata dai fabbricanti siano a
disposizione delle autorità di vigilanza a fini di controllo.
(9)              
Il distributore mette un
recipiente semplice a pressione a disposizione sul mercato dopo che il
fabbricante o l'importatore lo ha immesso sul mercato e deve agire con la
dovuta diligenza per garantire che la sua manipolazione del recipiente semplice
a pressione non incida negativamente sulla sua conformità. 
(10)          
All'atto dell'immissione
di un recipiente semplice a pressione sul mercato, ogni importatore deve
indicare sul recipiente in questione il proprio nome e l'indirizzo al quale può
essere contattato. 
(11)          
            Qualsiasi
operatore economico che immetta sul mercato un recipiente semplice a pressione
con il proprio nome o marchio commerciale oppure modifichi un recipiente
semplice a pressione in modo tale da incidere sulla conformità alle
prescrizioni stabilite dalla presente direttiva deve esserne considerato il
fabbricante e assumersi pertanto i relativi obblighi.
(12)          
I distributori e gli
importatori, vista la loro vicinanza al mercato, devono essere coinvolti nei
compiti di vigilanza del mercato svolti dalle autorità nazionali competenti e
devono essere pronti a parteciparvi attivamente, fornendo a tali autorità tutte
le informazioni necessarie sul recipiente semplice a pressione in questione.
(13)          
Garantire la
rintracciabilità di un recipiente semplice a pressione in tutta la catena di
fornitura contribuisce a semplificare la vigilanza del mercato e a migliorarne
l'efficienza. Un sistema efficiente di rintracciabilità facilita il compito
delle autorità di vigilanza del mercato di rintracciare l'operatore economico
che abbia messo a disposizione sul mercato recipienti semplici a pressione non
conformi.
(14)          
            È opportuno
che la presente direttiva si limiti a formulare i requisiti essenziali di
sicurezza. Per facilitare la valutazione della conformità a tali requisiti, è
necessario prevedere la presunzione di conformità dei prodotti conformi alle
norme armonizzate adottate conformemente al regolamento (UE) n. [../..] del
Parlamento europeo e del Consiglio, del ….., sulla normalizzazione europea, che
modifica le direttive 89/686/CEE e 93/15/CEE del Consiglio nonché le
direttive 94/9/CE, 94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE, 98/34/CE, 2004/22/CE,
2007/23/CE, 2009/105/CE e 2009/23/CE del Parlamento europeo e del Consiglio[13] con la finalità di formulare
specifiche tecniche dettagliate in relazione a detti requisiti, in particolare
per quanto riguarda la progettazione, il funzionamento e l'installazione dei
recipienti semplici a pressione. 
(15)          
Il regolamento (UE) n.
[…/…] [sulla normalizzazione europea] prevede una procedura relativa alle
obiezioni alle norme armonizzate che non soddisfino completamente le
prescrizioni della presente direttiva. 
(16)          
Per consentire agli
operatori economici di dimostrare e alle autorità competenti di garantire che i
recipienti semplici a pressione messi a disposizione sul mercato sono conformi ai
requisiti essenziali di sicurezza, è necessario prevedere procedure di
valutazione della conformità. La decisione n. 768/2008/CE contiene una serie di
moduli per le procedure di valutazione della conformità, che vanno dalla
procedura meno severa a quella più severa con un rigore proporzionale al
livello di rischio effettivo e di sicurezza richiesto. Per garantire la
coerenza intersettoriale ed evitare varianti ad hoc, è opportuno che le
procedure di valutazione della conformità siano scelte tra questi moduli.
(17)          
I fabbricanti devono
redigere una dichiarazione di conformità UE che fornisca informazioni
dettagliate sulla conformità di un recipiente semplice a pressione alle
prescrizioni stabilite dalla presente direttiva e da altri atti pertinenti
della normativa di armonizzazione dell'Unione.
(18)          
            La marcatura
CE, che indica la conformità di un recipiente semplice a pressione, è la
conseguenza visibile di un intero processo che comprende la valutazione della
conformità in senso lato. I principi generali che disciplinano la marcatura CE
e il suo rapporto con altre marcature sono esposti nel regolamento (CE) n.
765/2008, mentre la presente direttiva deve dettare le norme che disciplinano
l'apposizione della marcatura CE.
ê 2009/105/CE
considerando 6 (adattato)
(19)          
Un controllo del rispetto delle
dei Ö requisiti Õ prescrizioni
tecniche
Ö essenziali di
sicurezza Õ in questione è
necessario per proteggere con efficacia gli utilizzatori e i terzi. Le procedure di controllo esistenti variano da uno
Stato membro all'altro. Per evitare i molteplici controlli, che rappresentano
altrettanti ostacoli alla libera circolazione, è opportuno prevedere il
reciproco riconoscimento dei controlli da parte degli Stati membri. Per
facilitare il reciproco riconoscimento dei controlli, è opportuno in
particolare prevedere procedure comunitarie e i criteri da tenere in
considerazione per designare gli organismi incaricati di realizzare gli esami, la sorveglianza e la verifica.
ê 2009/105/CE
considerando 7
La presenza della marcatura CE su un
recipiente a pressione semplice dovrebbe far presumere la conformità al
disposto della presente direttiva e rendere pertanto vana, in fase d'importazione
e di messa in servizio, la ripetizione di controlli già effettuati. Tuttavia,
potrebbe accadere che taluni recipienti semplici a pressione compromettano la
sicurezza. È pertanto opportuno prevedere una procedura destinata a eliminare
tale pericolo.
ò nuovo
(20)          
Le procedure di
valutazione della conformità prescritte dalla presente direttiva richiedono
l'intervento di organismi di valutazione della conformità, notificati dagli
Stati membri alla Commissione.
(21)          
L'esperienza ha
dimostrato che i criteri stabiliti dalla direttiva 2009/105/CE, cui si devono
attenere gli organismi di valutazione della conformità per essere notificati
alla Commissione, non sono sufficienti a garantire un livello uniformemente
elevato di prestazioni degli organismi notificati in tutta l'Unione. È tuttavia
indispensabile che tutti gli organismi notificati svolgano le proprie funzioni
allo stesso livello e nelle stesse condizioni di concorrenza leale. A tal fine
è necessario stabilire prescrizioni obbligatorie per gli organismi di valutazione
della conformità che desiderano essere notificati per fornire servizi di
valutazione della conformità.
(22)          
Per garantire un livello
coerente di qualità nella valutazione della conformità, è altresì necessario
stabilire le prescrizioni da applicare alle autorità di notifica e agli altri
organismi coinvolti nella valutazione, nella notifica e nel controllo degli
organismi notificati.
(23)          
            Qualora un
organismo di valutazione della conformità dimostri la conformità ai criteri
fissati nelle norme armonizzate, si deve presumere che sia conforme alle
corrispondenti prescrizioni fissate nella presente direttiva.
(24)          
            Il sistema
previsto dalla presente direttiva deve essere completato dal sistema di
accreditamento di cui al regolamento (CE) n. 765/2008. Poiché l'accreditamento
è un mezzo essenziale per la verifica della competenza degli organismi di
valutazione della conformità, è opportuno impiegarlo anche ai fini della
notifica.
(25)          
L'accreditamento
trasparente, quale previsto dal regolamento (CE) n. 765/2008, che garantisce il
necessario livello di fiducia nei certificati di conformità, deve essere
considerato dalle autorità pubbliche nazionali in tutta l'Unione lo strumento
preferito per dimostrare la competenza tecnica degli organismi di valutazione
della conformità. Tuttavia, le autorità nazionali possono ritenere di possedere
gli strumenti idonei a effettuare da sé tale valutazione. In tal caso, onde
assicurare l'opportuno livello di credibilità delle valutazioni effettuate da
altre autorità nazionali, esse devono fornire alla Commissione e agli altri
Stati membri le necessarie prove documentali che dimostrino che gli organismi
di valutazione della conformità valutati rispettano le pertinenti prescrizioni
regolamentari.
(26)          
Spesso gli organismi di
valutazione della conformità subappaltano parti delle loro attività connesse
alla valutazione della conformità o fanno ricorso a un'affiliata. Al fine di
salvaguardare il livello di tutela richiesto per i recipienti semplici a
pressione da immettere sul mercato dell'Unione, è indispensabile che i
subappaltatori e le affiliate che eseguono la valutazione della conformità
rispettino le stesse prescrizioni applicate agli organismi notificati in
relazione allo svolgimento di compiti di valutazione della conformità. È
pertanto importante che la valutazione della competenza e delle prestazioni
degli organismi da notificare e il controllo degli organismi già notificati
siano estesi anche alle attività svolte dai subappaltatori e dalle affiliate.
(27)          
È necessario aumentare
l'efficienza e la trasparenza della procedura di notifica e, in particolare,
adattarla alle nuove tecnologie in modo da consentire la notifica elettronica.
(28)          
Visto che gli organismi
notificati possono offrire i propri servizi in tutta l'Unione, è opportuno
conferire agli altri Stati membri e alla Commissione la possibilità di
sollevare obiezioni relative a un organismo notificato. È pertanto importante
prevedere un periodo durante il quale sia possibile chiarire eventuali dubbi o
preoccupazioni circa la competenza degli organismi di valutazione della
conformità prima che essi inizino ad operare in qualità di organismi
notificati.
(29)          
Nell'interesse della
competitività, è fondamentale che gli organismi notificati applichino le
procedure di valutazione della conformità senza creare oneri superflui per gli
operatori economici. Per lo stesso motivo, e per garantire la parità di
trattamento degli operatori economici, deve essere garantita la coerenza
nell'applicazione tecnica delle procedure di valutazione della conformità, che
può essere realizzata meglio mediante un coordinamento appropriato e la
cooperazione tra organismi notificati.
(30)          
Per garantire la certezza
del diritto, è necessario chiarire che ai recipienti semplici a pressione si
applicano le norme in materia di vigilanza del mercato dell'Unione e di
controlli sui prodotti che entrano nel mercato dell'Unione di cui al
regolamento (CE) n. 765/2008. La presente direttiva non deve impedire agli
Stati membri di scegliere le autorità competenti incaricate dello svolgimento
di tali compiti.
(31)          
La direttiva 2009/105/CE
prevede già una procedura di salvaguardia che consente alla Commissione di
esaminare se sia giustificata una misura presa da uno Stato membro nei
confronti di recipienti semplici a pressione da essa considerati non conformi.
Per aumentare la trasparenza e ridurre i tempi procedurali, è necessario
migliorare la procedura della clausola di salvaguardia attuale, al fine di
migliorarne l'efficienza e avvalersi delle conoscenze disponibili negli Stati
membri.
(32)          
È opportuno completare il
sistema attuale con una procedura in base alla quale le parti interessate sono
informate delle misure di cui è prevista l'adozione in relazione a recipienti
semplici a pressione che presentano un rischio per la salute e la sicurezza
delle persone o per altri aspetti inerenti alla protezione di interessi
pubblici. Esso deve consentire inoltre alle autorità di vigilanza del mercato,
in cooperazione con gli operatori economici interessati, di intervenire in una
fase più precoce per quanto riguarda tali recipienti.
(33)          
Nei casi in cui gli Stati
membri e la Commissione concordino sul fatto che una misura di salvaguardia
presa da uno Stato membro sia giustificata, non occorre prevedere ulteriori
interventi della Commissione, tranne qualora la non conformità possa essere attribuita
a carenze di una norma armonizzata.
(34)          
È necessario prevedere
disposizioni transitorie che consentano la messa a disposizione sul mercato e
la messa in servizio dei recipienti semplici a pressione già immessi sul
mercato a norma della direttiva 2009/105/CE.
(35)          
Gli Stati membri devono
stabilire norme relative alle sanzioni applicabili alle violazioni delle
disposizioni di diritto interno adottate in virtù della presente direttiva e
garantirne l'attuazione. Le sanzioni devono essere effettive, proporzionate e
dissuasive.
(36)          
Poiché l'obiettivo della
presente direttiva – ossia assicurare che i recipienti semplici a pressione
presenti sul mercato soddisfino i requisiti che offrano un elevato livello di
protezione della salute e della sicurezza e di altri interessi pubblici,
garantendo nel contempo il funzionamento del mercato interno – non può essere
conseguito in maniera sufficiente dagli Stati membri e può, a motivo della sua
portata e dei suoi effetti, essere conseguito meglio a livello di Unione,
l'Unione può adottare misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui
all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Nel rispetto del principio di
proporzionalità enunciato allo stesso articolo, la direttiva si limita a quanto
necessario per il conseguimento di tale obiettivo.
(37)          
L'obbligo di attuare la
presente direttiva nel diritto interno deve essere limitato alle disposizioni
che rappresentano modificazioni sostanziali della direttiva 2009/105/CE.
L'obbligo di attuazione delle disposizioni rimaste immutate deriva dalle
direttive precedenti.
ê 2009/105/CE
considerando 8 (adattato)
(38)          
La presente direttiva dovrebbe Ö deve Õ far salvi gli
obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione nelin diritto nazionale e di applicazione
indicati nell'allegato IV, parte B, della
direttiva 2009/105/CE,
ê 2009/105/CE
(adattato)
ð nuovo
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
CAPO I1
AMBITO
DI APPLICAZIONE, DEFINIZIONI, IMMISSIONE SUL MERCATO E LIBERA CIRCOLAZIONE Ö DISPOSIZIONI
GENERALI Õ
Articolo 1
Ö Campo di
applicazione Õ
1. La presente direttiva si applica ai
recipienti semplici a pressione Ö (di seguito
"recipienti") Õ fabbricati in serie Ö che presentano
le seguenti caratteristiche Õ .:
a)           «recipiente semplice a pressione» o «recipiente»: qualunque recipiente Ö i recipienti
sono Õ saldatio, soggettio
a una pressione interna relativa superiore a 0,5 bar, destinatio a contenere aria
o azoto e non destinatio
a essere espostio
alla fiamma.;
b)           Lle parti e gli elementi di assemblaggio Ö i
componenti Õ che contribuiscono
alla resistenza del recipiente alla pressione sono fabbricati in acciaio di
qualità non legato, in alluminio non legato oppure in lega di alluminio ricotto.;
c)           Iil recipiente è costituito Ö alternativamente Õ:
         i) da una parte cilindrica a sezione
retta circolare chiusa da due fondi bombati con la concavità rivolta verso l'interno ð l'esterno ï  Ö e/ Õ  o da fondi piani. L'asse di rivoluzione di questi fondi è lo stesso
della parte cilindrica; o
         ii) da due fondi bombati aventi lo
stesso asse di rivoluzione.;
d)           Lla pressione massima di esercizio del
recipiente è inferiore o pari a 30 bar e il prodotto di tale pressione per la
capacità del recipiente (PS × V) raggiunge al massimo 10 000 Ö bar x l Õ bar/l.;
e)           Lla temperatura minima di esercizio non deve essere
Ö è Õ inferiore a
– 50 °C e la temperatura massima di esercizio non deve essere
Ö è Õ superiore a
300 °C per l'acciaio e 100 °C per Ö i recipienti
in Õ l'alluminio
o la
lega di alluminio;.
ê 2009/105/CE
b) «norma
armonizzata»: una specifica tecnica (norma europea o documento
d'armonizzazione) adottata dal Comitato europeo di normalizzazione (CEN),
dal Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica (Cenelec) o
dall'Istituto europeo per le norme di telecomunicazioni (ETSI) o da due di
questi organismi, ovvero dai tre organismi insieme, su mandato della
Commissione conformemente alla direttiva
98/34/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 giugno 1998, che
prevede una procedura d'informazione nel settore delle norme e delle
regolamentazioni tecniche e delle regole relative ai servizi della società
dell'informazione[14], e agli orientamenti generali per la
cooperazione fra la Commissione, l'Associazione europea di libero scambio
(EFTA) e questi tre organismi, firmati il 28 marzo 2003.
ê 2009/105/CE
(adattato)
2. Sono esclusi dall'ambito di applicazione della
La presente direttiva Ö non si applica
ai seguenti recipienti Õ:
ê 2009/105/CE
              a) ai
recipienti appositamente previsti per usi nucleari e che, se difettosi, possono
causare un'emissione di radioattività;
              b) ai
recipienti appositamente previsti per l'installazione su o per
la propulsione di navi o aeromobili;
              c) agli
estintori.
ê 2009/105/CE
(adattato)
Articolo
2 [Articolo R1 della decisione n. 768/2008/CE]
Ö Definizioni Õ
3. Ai sensi fini
della presente direttiva si intende per:
ò nuovo
1) "messa a
disposizione sul mercato": la fornitura di un recipiente per la
distribuzione o l'uso sul mercato dell'Unione nel corso di un'attività
commerciale, a titolo oneroso o gratuito;
2) "immissione
sul mercato": la prima messa a disposizione di un recipiente sul mercato
dell'Unione;
3)
"fabbricante": una persona fisica o giuridica che fabbrica un
recipiente oppure lo fa progettare o fabbricare, e lo commercializza
apponendovi il proprio nome o marchio;
4)
"rappresentante autorizzato": una persona fisica o giuridica
stabilita nell'Unione che ha ricevuto da un fabbricante un mandato scritto che
la autorizza ad agire a suo nome in relazione a determinati compiti;
5)
"importatore": una persona fisica o giuridica stabilita nell'Unione
che immette sul mercato dell'Unione un recipiente proveniente da un paese
terzo;
6)
"distributore": una persona fisica o giuridica nella catena di
fornitura, diversa dal fabbricante o dall'importatore, che mette a disposizione
sul mercato un recipiente;
7) "operatori
economici": il fabbricante, il rappresentante autorizzato, l'importatore e
il distributore;
8) "specifica
tecnica": un documento che prescrive i requisiti tecnici che un recipiente
deve soddisfare;
9) "norma
armonizzata": una norma armonizzata ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1,
lettera c), del regolamento (UE) n. [../..] [sulla normalizzazione
europea];
10)
"accreditamento": l'accreditamento ai sensi dell'articolo 2,
paragrafo 10, del regolamento (CE) n. 765/2008;
11) "organismo
nazionale di accreditamento": organismo nazionale di accreditamento ai
sensi dell'articolo 2, paragrafo 11, del regolamento (CE) n. 765/2008;
12)
"valutazione della conformità": il processo atto a dimostrare il
rispetto delle prescrizioni della presente direttiva relative a un recipiente;
13) "organismo
di valutazione della conformità": un organismo che svolge attività di
valutazione della conformità, fra cui tarature, prove, certificazioni e
ispezioni;
14)
"richiamo": qualsiasi misura volta a ottenere la restituzione di un
recipiente già messo a disposizione dell'utilizzatore;
15)
"ritiro": qualsiasi misura volta a impedire la messa a disposizione
sul mercato di un recipiente presente nella catena di fornitura;
16) "marcatura
CE": una marcatura mediante la quale il fabbricante indica che il
recipiente è conforme ai requisiti applicabili stabiliti nella normativa di
armonizzazione dell'Unione che ne prevede l'apposizione;
17) "normativa
di armonizzazione dell'Unione": la normativa dell'Unione che armonizza le
condizioni di commercializzazione dei prodotti.
ê 2009/105/CE
(adattato)
ð nuovo
Articolo 23
Ö Messa a
disposizione sul mercato e messa in servizio Õ
1. Gli Stati membri adottano tutte le
disposizioni utili affinché i recipienti possano essere immessi
ð messi a disposizione ï sul mercato e utilizzati Ö messi in
servizio Õ soltanto se non
compromettono la sicurezza delle persone, degli animali domestici o dei beni,
in caso di installazione, di Ö e Õ manutenzione adeguatea e di impiego
conforme alla loro destinazione.
2. Le disposizioni della presente direttiva
non pregiudicano la facoltà degli Stati membri di prescrivere, nel rispetto del
trattato, i requisiti che reputano necessari per assicurare
la protezione dei lavoratori nell'utilizzazione dei recipienti, purché ciò non
implichi alcuna modifica dei recipienti rispetto alle specificazioni della Ö a quanto
prescritto dalla Õ presente direttiva.
Articolo 34
Ö Requisiti
essenziali Õ
1. I recipienti il cui prodotto PS × V è
superiore a 50 bar/l
Ö bar x l Õ devono Ö soddisfano Õ soddisfare
i requisiti essenziali di sicurezza indicati nell'allegato I.
2. I recipienti il cui prodotto PS × V è
inferiore o pari a 50 bar/l Ö bar x l Õ devono essere
Ö sono Õ fabbricati secondo le regole vigenti in
materia Ö una corretta
prassi costruttiva Õ in uno degli Stati
membri e recare le
iscrizioni previste all'allegato II, punto 1, eccetto la marcatura CE di cui
all'articolo 16.
Articolo 45
Ö Libera
circolazione Õ
Gli Stati membri non ostacolano l'immissione ð la messa a disposizione ï sul mercato e l'entrata Ö la messa Õ in servizio nel loro
territorio dei recipienti che soddisfano le disposizioni della presente
direttiva.
ò nuovo
CAPO 2
OBBLIGHI DEGLI
OPERATORI ECONOMICI
Articolo 6
[Articolo R2 della decisione n. 768/2008/CE]
Obblighi dei fabbricanti
1.         All'atto
dell'immissione sul mercato di recipienti il cui prodotto PS × V è superiore a
50 bar x l, i fabbricanti garantiscono che siano stati progettati e fabbricati
conformemente ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I.
All'atto
dell'immissione sul mercato di recipienti il cui prodotto PS × V è inferiore o
pari a 50 bar x l, i fabbricanti garantiscono che siano stati progettati e
fabbricati conformemente alla corretta prassi costruttiva in uno degli Stati
membri. 
2.         Per i
recipienti il cui prodotto PS × V è superiore a 50 bar x l i fabbricanti
preparano la documentazione tecnica di cui all'allegato III, punti 2 e 3, ed
eseguono o fanno eseguire la pertinente procedura di valutazione della
conformità di cui all'articolo 13.
Per un recipiente il
cui prodotto PS × V è superiore a 50 bar x l, qualora la
conformità sia stata dimostrata da tale procedura, i fabbricanti redigono una
dichiarazione di conformità UE e appongono la marcatura CE e le iscrizioni di
cui all'allegato III, punto 1.
I fabbricanti
garantiscono che i recipienti il cui prodotto PS × V è inferiore o pari a 50
bar x l rechino le iscrizioni di cui all'allegato III, punto 1.
3.         I
fabbricanti conservano la documentazione tecnica e la dichiarazione di
conformità UE per un periodo di dieci anni dalla data in cui il recipiente è
stato immesso sul mercato.
4.         I
fabbricanti garantiscono che siano predisposte le procedure necessarie affinché
la produzione in serie continui a essere conforme. Si tiene debitamente conto
delle modifiche della progettazione o delle caratteristiche dei recipienti,
nonché delle modifiche delle norme armonizzate con riferimento alle quali è
dichiarata la conformità di un recipiente.
Laddove ritenuto
necessario in considerazione dei rischi presentati da un recipiente, i
fabbricanti eseguono, per proteggere la salute e la sicurezza degli
utilizzatori, una prova a campione sui recipienti messi a disposizione sul
mercato, esaminano i reclami, i recipienti non conformi e i richiami dei
recipienti, mantengono, se del caso, un registro degli stessi e informano i
distributori di tale monitoraggio.
5.         I
fabbricanti garantiscono che sui loro recipienti sia apposto un numero di tipo,
di serie o di lotto che ne consenta l'identificazione.
6.         I
fabbricanti indicano sul recipiente il loro nome, la loro denominazione
commerciale registrata o il loro marchio registrato e l'indirizzo al quale
possono essere contattati. L'indirizzo deve indicare un unico punto di contatto
presso cui il fabbricante può essere contattato.
7.         I fabbricanti garantiscono che il
recipiente il cui prodotto PS × V è superiore a 50 bar x l sia
accompagnato dalle istruzioni e dalle informazioni sulla sicurezza di cui
all'allegato III, punto 2, nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato
membro di destinazione.
8.         I
fabbricanti che ritengono o hanno motivo di ritenere che un recipiente da essi
immesso sul mercato non sia conforme alla presente direttiva prendono
immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale
recipiente, per ritirarlo o richiamarlo, a seconda dei casi. Inoltre, qualora
il recipiente presenti un rischio, i fabbricanti ne informano immediatamente le
autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno messo a
disposizione il recipiente, indicando in particolare i dettagli relativi alla
non conformità e a qualsiasi misura correttiva presa.
9.         I
fabbricanti, a seguito di una richiesta motivata di un'autorità nazionale
competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione
necessarie per dimostrare la conformità del recipiente, in una lingua che può
essere facilmente compresa da tale autorità. Cooperano con tale autorità, su
sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati
dai recipienti da essi immessi sul mercato.
Articolo 7
[Articolo R3 della decisione n. 768/2008/CE]
Rappresentanti autorizzati
1.         Il
fabbricante può nominare, mediante mandato scritto, un rappresentante
autorizzato.
Gli obblighi di cui
all'articolo 6, paragrafo 1, e la stesura della documentazione tecnica non
rientrano nel mandato del rappresentante autorizzato.
2.         Il
rappresentante autorizzato esegue i compiti specificati nel mandato ricevuto
dal fabbricante. Il mandato consente al rappresentante autorizzato di eseguire
almeno i seguenti compiti:
a)           mantenere
a disposizione delle autorità nazionali di vigilanza la dichiarazione di
conformità UE e la documentazione tecnica per dieci anni dalla data in cui il
recipiente è stato immesso sul mercato;
b)           a seguito
di una richiesta motivata di un'autorità nazionale competente, fornire a tale
autorità tutte le informazioni e la documentazione necessarie per dimostrare la
conformità di un recipiente;
c)           cooperare
con le autorità nazionali competenti, su loro richiesta, a qualsiasi azione
intrapresa per eliminare i rischi presentati dai recipienti che rientrano nel
mandato del rappresentante autorizzato.
Articolo 8
[Articolo R4 della decisione n. 768/2008/CE]
Obblighi degli importatori
1.         Gli
importatori immettono sul mercato solo recipienti conformi.
2.         Prima di
immettere sul mercato recipienti il cui prodotto PS × V è superiore a 50
bar x l, gli importatori si assicurano che il fabbricante abbia
eseguito l'appropriata procedura di valutazione della conformità di cui
all'articolo 6. Essi assicurano che il fabbricante abbia preparato la
documentazione tecnica, che il recipiente rechi la marcatura CE e le iscrizioni
di cui all'allegato III, punto 1, sia accompagnato dai documenti prescritti e
che il fabbricante abbia rispettato le prescrizioni di cui all'articolo 6,
paragrafi 5 e 6.
L'importatore, se
ritiene o ha motivo di ritenere che un recipiente il cui prodotto PS × V è
superiore a 50 bar x l non sia conforme ai requisiti essenziali di sicurezza di
cui all'allegato I, non immette il recipiente sul mercato fino a quando non sia
stato reso conforme. Inoltre, qualora il recipiente presenti un rischio,
l'importatore ne informa il fabbricante e le autorità di vigilanza del mercato.
Prima di immettere
sul mercato un recipiente il cui prodotto PS × V è inferiore o pari a
50 bar x l, gli importatori si assicurano che rechi le iscrizioni di
cui all'allegato III, punto 1, e che il fabbricante abbia rispettato le
prescrizioni di cui all'articolo 6, paragrafi 5 e 6.
3.         Gli
importatori indicano sul recipiente il loro nome, la loro denominazione
commerciale registrata o il loro marchio registrato e l'indirizzo al quale
possono essere contattati oppure, ove ciò non sia possibile, sull'imballaggio o
in un documento di accompagnamento del recipiente.
4.         Gli
importatori garantiscono che il recipiente il cui prodotto PS × V è superiore a
50 bar x l sia accompagnato dalle istruzioni e dalle informazioni sulla
sicurezza di cui all'allegato III, punto 2, nella lingua o nelle lingue
ufficiali dello Stato membro di destinazione.
5.         Gli
importatori garantiscono che, mentre un recipiente il cui prodotto PS × V è
superiore a 50 bar x l è sotto la loro responsabilità, le condizioni di
immagazzinamento o di trasporto non ne mettano a rischio la conformità ai
requisiti essenziali di cui all'allegato I.
6.         Laddove
ritenuto opportuno in considerazione dei rischi presentati da un recipiente,
gli importatori eseguono, per proteggere la salute e la sicurezza degli
utilizzatori, una prova a campione sui recipienti messi a disposizione sul
mercato, esaminano i reclami, i recipienti non conformi e i richiami dei
recipienti, mantengono, se del caso, un registro degli stessi e informano i
distributori di tale monitoraggio.
7.         Gli
importatori che ritengono o hanno motivo di ritenere che un recipiente da essi
immesso sul mercato non sia conforme alla presente direttiva prendono
immediatamente le misure correttive necessarie per rendere conforme tale
recipiente, per ritirarlo o richiamarlo, a seconda dei casi. Inoltre, qualora
il recipiente presenti un rischio, gli importatori ne informano immediatamente
le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno messo a
disposizione il recipiente, indicando in particolare i dettagli relativi alla
non conformità e qualsiasi misura correttiva presa.
8.         Per i
recipienti il cui prodotto PS × V è superiore a 50 bar x l gli importatori
conservano, per un periodo di dieci anni dalla data della sua immissione sul
mercato, una copia della dichiarazione di conformità UE a disposizione delle
autorità di vigilanza del mercato; garantiscono inoltre che, su richiesta, la
documentazione tecnica possa essere resa disponibile a tali autorità.
9.         Gli
importatori, a seguito di una richiesta motivata di un'autorità nazionale
competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione
necessarie per dimostrare la conformità di un recipiente in una lingua che può
essere facilmente compresa da tale autorità. Cooperano con tale autorità, su
sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i rischi presentati
dai recipienti da essi immessi sul mercato.
Articolo 9
[Articolo R5 della decisione n. 768/2008/CE]
Obblighi dei distributori
1.         Quando
mettono un recipiente a disposizione sul mercato, i distributori agiscono con
la dovuta diligenza in relazione alle prescrizioni della presente direttiva.
2.         Prima di
mettere a disposizione sul mercato un recipiente il cui prodotto PS × V è
superiore a 50 bar x l, i distributori verificano che il recipiente rechi la
marcatura CE e le iscrizioni di cui all'allegato III, punto 1, sia accompagnato
dai documenti prescritti e dalle istruzioni e dalle informazioni sulla sicurezza
in una lingua che può essere facilmente compresa dagli utilizzatori nello Stato
membro in cui il recipiente deve essere messo a disposizione sul mercato e che
il fabbricante e l'importatore abbiano rispettato le prescrizioni di cui
all'articolo 6, paragrafi 5 e 6 e all'articolo 8, paragrafo 3.
Il distributore, se
ritiene o ha motivo di ritenere che un recipiente il cui prodotto PS × V è
superiore a 50 bar x l non sia conforme ai requisiti essenziali di sicurezza di
cui all'allegato I, non mette il recipiente a disposizione sul mercato fino a
quando non sia stato reso conforme. Inoltre, quando il recipiente presenta un
rischio, il distributore ne informa il fabbricante o l'importatore e le
autorità di vigilanza del mercato.
Prima di mettere a
disposizione sul mercato un recipiente il cui prodotto PS × V è inferiore o
pari a 50 bar x l, i distributori verificano che rechi le iscrizioni di cui
all'allegato III, punto 1, e che il fabbricante e l'importatore abbiano
rispettato le prescrizioni di cui all'articolo 6, paragrafi 5 e 6, e
all'articolo 8, paragrafo 3.
3.         I
distributori garantiscono che, mentre un recipiente il cui prodotto PS × V è
superiore a 50 bar x l è sotto la loro responsabilità, le condizioni di
immagazzinamento o di trasporto non ne mettano a rischio la conformità ai
requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I.
4.         I
distributori che ritengono o hanno motivo di ritenere che un recipiente da essi
messo a disposizione sul mercato non sia conforme alla presente direttiva si
assicurano che siano prese le misure correttive necessarie per rendere conforme
tale recipiente, per ritirarlo o richiamarlo, a seconda dei casi. Inoltre,
qualora il recipiente presenti un rischio, i distributori ne informano
immediatamente le autorità nazionali competenti degli Stati membri in cui hanno
messo a disposizione il recipiente, indicando in particolare i dettagli
relativi alla non conformità e qualsiasi misura correttiva presa.
5.         I
distributori, a seguito di una richiesta motivata di un'autorità nazionale
competente, forniscono a quest'ultima tutte le informazioni e la documentazione
necessarie per dimostrare la conformità di un recipiente. Cooperano con tale
autorità, su sua richiesta, a qualsiasi azione intrapresa per eliminare i
rischi presentati dai recipienti da essi messo a disposizione sul mercato.
Articolo 10
[Articolo R6 della decisione n. 768/2008/CE]
Casi in cui gli obblighi dei fabbricanti si applicano agli importatori
e ai distributori
Un importatore o
distributore è ritenuto un fabbricante ai fini della presente direttiva ed è
soggetto agli obblighi del fabbricante di cui all'articolo 6 quando immette sul
mercato un recipiente con il proprio nome o marchio commerciale o modifica un
recipiente già immesso sul mercato in modo tale che la conformità alle
prescrizioni della presente direttiva potrebbe risentirne.
Articolo 11
[Articolo R7 della decisione n. 768/2008/CE]
Identificazione degli operatori economici
Gli operatori
economici indicano alle autorità di vigilanza del mercato che ne facciano
richiesta:
a)           qualsiasi
operatore economico che abbia fornito loro un recipiente;
b)           qualsiasi
operatore economico cui abbiano fornito un recipiente.
Gli operatori
economici devono essere in grado di presentare le informazioni di cui al primo
comma per un periodo di dieci anni dal momento in cui sia stato loro fornito il
recipiente e per un periodo di dieci anni dal momento in cui essi abbiano
fornito il recipiente.
CAPO 3
CONFORMITÀ DEI
RECIPIENTI IL CUI PRODOTTO PS × V È SUPERIORE A 50 BAR X L 
ê 2009/105/CE
(adattato)
Articolo 512 [Articolo R8 della decisione n.
768/2008/CE]
Ö Presunzione di conformità Õ
ò nuovo
I recipienti il cui
prodotto PS × V è superiore a 50 bar x l e che sono conformi alle norme
armonizzate o a parti di esse i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea sono considerati conformi ai requisiti
essenziali di sicurezza di cui all'allegato I, contemplati da tali norme o da
parti di esse.
[Se una norma
armonizzata soddisfa i requisiti cui si riferisce e di cui all'allegato I o
all'articolo 21, la Commissione pubblica i riferimenti della norma nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea]. 
ê 2009/105/CE
Gli Stati membri
presumono conformi a tutte le prescrizioni della presente direttiva i
recipienti muniti di marcatura CE.
La conformità dei
recipienti alle norme nazionali che recepiscono le norme armonizzate, i cui
riferimenti siano stati pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, presume la conformità ai requisiti essenziali di
sicurezza di cui all'allegato I.
Gli Stati membri
pubblicano i riferimenti di tali norme nazionali.
2. Gli Stati
membri presumono che i recipienti, per i quali non vi siano le norme di cui
al paragrafo 1, secondo comma, o per i quali il fabbricante abbia applicato
solo parzialmente, o non abbia applicato affatto le suddette norme, siano
conformi ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I se, dopo aver ricevuto un attestato di
certificazione CE, ne sia stata attestata la conformità al modello approvato
con l'apposizione della marcatura CE.
3. Qualora dei
recipienti siano disciplinati da altre direttive relative ad aspetti diversi e
che prevedono l'apposizione della marcatura CE, questa indica ugualmente la
presunta conformità di tali recipienti alle disposizioni di queste altre
direttive.
Tuttavia, nel caso
in cui una o più direttive applicabili ai recipienti lascino al fabbricante la
facoltà di scegliere il regime da applicare durante un periodo transitorio,
la marcatura CE indica soltanto la conformità alle direttive applicate dal
fabbricante. In tal caso, i riferimenti a queste direttive, pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, sono riportati nei documenti, nelle avvertenze o
nei fogli di istruzione previsti dalle direttive stesse, che accompagnano i
recipienti.
ê 2009/105/CE (adattato)
ð nuovo
CAPO II
Certificazione
SEZIONE 1 Articolo 13
Procedure di certificazione Ö valutazione della conformità Õ
Articolo 8
1. Prima della Ö fabbricazione Õ costruzione
dei
Ö , i Õ recipienti il cui
prodotto PS × V sia superiore a 50 Ö bar x l Õ bar/l, fabbricati conformemente alle norme armonizzate
ð sono sottoposti all'esame UE del tipo
(modulo B) ï di cui all'articolo 5, paragrafo 1,
il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella
Comunità devono, a loro scelta allegato II, punto 1, Ö secondo le
seguenti modalità Õ:
ò nuovo
a)           per i
recipienti fabbricati conformemente alle norme armonizzate di cui
all'articolo 12, si procede, a scelta del fabbricante, in uno dei due modi
seguenti:
ê 2009/105/CE
a) informarne un
organismo di controllo autorizzato di cui all'articolo 9 che, in base alla documentazione tecnica di
costruzione di cui all'allegato II, punto 3, rilascerà un attestato di idoneità di tale
documentazione; 
ò nuovo
i)       accertamento
dell'adeguatezza del progetto tecnico del recipiente, effettuato esaminando la
documentazione tecnica e gli elementi di prova, senza esame di un prototipo di
recipiente (modulo B – tipo di progetto);
ê 2009/105/CE
(adattato)
ð nuovo
(bii)-  ð esame di ï sottoporre un Ö prototipo Õ modello
di recipiente ð rappresentativo della produzione
prevista del recipiente finito ï alla certificazione CE di cui all'articolo 10
ð (Modulo B – tipo di produzione) ï.
ê 2009/105/CE
(adattato)
2.b)        Prima della costruzione
dei Ö per i Õ recipienti il cui prodotto PS × V
sia superiore a 50 bar/l, fabbricati non rispettando o
rispettando soltanto parzialmente le norme armonizzate di cui all'articolo 125, paragrafo 1, il
fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità
sottoponesottopongono
Ö a esame Õ un modello
Ö prototipo Õ di recipiente alla certificazione CE
di cui all'articolo 10 Ö rappresentativo
della produzione prevista del recipiente finito (Modulo B – tipo di
produzione) Õ.
32.
Prima di essere
immessi Ö dell'immissione Õ sul mercato, i
recipienti fabbricati
conformemente alle norme armonizzate di cui all'articolo 5, paragrafo 1, oppure
al modello approvato sono sottoposti Ö alle seguenti
procedure Õ:
ê 2009/105/CE
(adattato)
ð nuovo
a)           alla verifica
CE di cui all'articolo 11, se il prodotto PS × V è
superiore a 3 000 Ö bar x l Õ bar/l ð : modulo C1 (conformità al tipo basata
sul controllo interno della produzione unito a prove sul prodotto sotto controllo
ufficiale) di cui all'allegato II, punto 2 ï;
ê 2009/105/CE
(adattato)
ð nuovo
b)           a scelta del fabbricante, se il
prodotto PS × V è inferiore o pari a 3 000 Ö bar x l Õ bar/l e
superiore a 50
ð 200 ï Ö bar x l Õ bar/.l Ö a uno dei
seguenti moduli Õ Ö , a scelta del
fabbricante Õ:
ê 2009/105/CE 
ð nuovo
         i) alla dichiarazione
ð modulo C1 ï di
(conformità ð al tipo basata sul controllo interno
della produzione unito a prove sul prodotto sotto controllo ufficiale ï CE di cui all'allegato II, punto 2articolo
12; oppure
         ii) alla verifica CE
ð modulo C2 (conformità al tipo basata
sul controllo interno della produzione, unito a controlli sul prodotto
effettuati sotto controllo ufficiale a intervalli casuali) ï di cui all'allegato II, punto 3articolo
11;
ò nuovo
c)           se il
prodotto PS × V è inferiore o pari a 200 bar x l e superiore a 50 bar x l,
a scelta del fabbricante, a uno dei seguenti moduli:
i) modulo C1
(conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione unito a prove
sul prodotto sotto controllo ufficiale) di cui all'allegato II, punto 2;
ii) modulo C
(conformità al tipo basata sul controllo interno della produzione) di cui
all'allegato II, punto 4.
ê 2009/105/CE
(adattato)
43. I
fascicoli e la corrispondenza relativi alle procedure di certificazione di cui
ai paragrafi 1e,
2 e
3 sono redatti in una delle lingue ufficiali dello Stato
membro in cui è stabilito l'organismo di controllo autorizzato Ö notificato Õ o in una lingua da
quest'ultimo accettata.
ò nuovo
Articolo 14
[Articolo R10 della decisione n. 768/2008/CE]
Dichiarazione di conformità UE
1.         La
dichiarazione di conformità UE attesta che è stato dimostrato il rispetto dei
requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I.
2.         La
dichiarazione di conformità UE ha la struttura tipo di cui all'allegato III
della decisione n. 768/2008/CE, contiene gli elementi specificati nei
pertinenti moduli di cui all'allegato II della presente direttiva ed è
continuamente aggiornata. Essa è tradotta nella lingua o nelle lingue richieste
dallo Stato membro nel quale il recipiente viene immesso o messo a disposizione
sul mercato.
3.         Se al
recipiente si applicano più atti dell'Unione che prescrivono una dichiarazione
di conformità UE, viene compilata un'unica dichiarazione di conformità UE in
rapporto a tutti questi atti dell'Unione. La dichiarazione contiene gli estremi
degli atti, compresi i riferimenti di pubblicazione. 
4.         Con la
dichiarazione di conformità UE il fabbricante si assume la responsabilità per
la conformità del recipiente.
Articolo 15
[Articolo R11 della decisione n. 768/2008/CE]
Principi generali della marcatura CE
La marcatura CE è
soggetta ai principi generali esposti all'articolo 30 del regolamento (CE)
n. 765/2008.
Articolo 16
[Articolo R12 della decisione n. 768/2008/CE]
Regole e condizioni per l'apposizione della marcatura CE e di altre
marcature
1.         La
marcatura CE e le iscrizioni di cui all'allegato III, punto 1, sono apposte sul
recipiente o sulla sua targhetta in modo visibile, leggibile e indelebile. 
2.         La
marcatura CE è apposta sul recipiente prima della sua immissione sul mercato. 
3.         La
marcatura CE è seguita dal numero di identificazione dell'organismo notificato
che interviene nella fase di controllo della produzione.
Il numero di
identificazione dell'organismo notificato è apposto dall'organismo stesso o, in
base alle sue istruzioni, dal fabbricante o dal suo rappresentante autorizzato.
4.         La marcatura CE e il numero di
identificazione di cui al paragrafo 3 possono essere seguiti da un pittogramma
o da qualsiasi altra marcatura che indichi un rischio o un impiego particolare.
ê 2009/105/CE
Articolo 6
Se uno Stato
membro o la Commissione ritengono che le norme armonizzate di cui all'articolo
5, paragrafo 1, non soddisfino pienamente i requisiti essenziali di sicurezza
di cui all'allegato I, la Commissione o lo Stato membro interessato
consultano il comitato permanente istituito dall'articolo 5 della direttiva
98/34/CE («comitato»), esponendone i motivi.
Il comitato
esprime un parere con urgenza.
Ricevuto il parere
del comitato, la Commissione comunica agli Stati membri se sia o non sia
necessario procedere al ritiro delle norme in questione dalle pubblicazioni di
cui all'articolo 5, paragrafo 1.
Articolo 7
1. Se constata che
alcuni recipienti muniti della marcatura CE e usati conformemente alla loro
destinazione possono compromettere la sicurezza delle persone, degli animali
domestici o dei beni, uno Stato membro prende tutte le misure utili per
ritirare i prodotti dal mercato o proibirne o limitarne l'immissione sul
mercato.
Lo Stato membro
notifica senza indugio tale misura alla Commissione e spiega i motivi della
sua decisione e, in particolare, se la non conformità è dovuta:
          a) al mancato rispetto dei
requisiti essenziali di sicurezza di cui all'allegato I, qualora il recipiente
non sia conforme alle norme armonizzate di cui all'articolo 5, paragrafo 1;
          b) a un'imperfetta
applicazione delle norme armonizzate di cui all'articolo 5, paragrafo 1;
          c) a una lacuna delle
norme armonizzate stesse di cui all'articolo 5, paragrafo 1.
2. La Commissione
avvia una consultazione con le parti interessate con la massima celerità. Se
constata dopo tale consultazione che la misura di cui al paragrafo 1 è
giustificata, la Commissione ne informa immediatamente lo Stato membro che ha
preso l'iniziativa e gli altri Stati membri.
Se la decisione di
cui al paragrafo 1 è giustificata da una lacuna delle norme, la Commissione,
previa consultazione delle parti interessate, adisce il comitato entro un
termine di due mesi se lo Stato membro che ha preso tali misure intende
mantenerle e dà esecuzione alla procedura di
cui all'articolo 6.
3. Se il
recipiente non conforme è munito della marcatura CE, lo Stato membro competente
adotta le misure del caso nei confronti di chi ha apposto la marcatura e ne
informa la Commissione e gli altri Stati membri.
4. La Commissione
si accerta che gli Stati membri siano tenuti informati dello svolgimento e dei
risultati della procedura di cui ai paragrafi 1, 2 e 3.
CAPO II
CERTIFICAZIONE 
SEZIONE 1
Procedure di certificazione
Articolo 9
1. Gli Stati
membri notificano alla Commissione e agli altri Stati membri gli organismi
di controllo riconosciuti da essi designati per espletare le procedure di cui
all'articolo 8, paragrafi 1, 2 e 3, nonché i compiti specifici per i quali tali
organismi sono stati designati e i numeri di identificazione che sono stati loro attribuiti in precedenza dalla
Commissione.
La Commissione
pubblica nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea un elenco degli organismi notificati in cui
figurano i loro numeri di identificazione e i compiti per i quali sono stati
notificati. La Commissione provvede all'aggiornamento di tale elenco.
2. Per
l'autorizzazione degli organismi di cui al paragrafo 1, gli Stati membri
rispettano i criteri minimi di cui all'allegato III.
3. Lo Stato membro
che abbia autorizzato un organismo di controllo revoca tale autorizzazione
se constata che l'organismo in questione non soddisfa più i criteri minimi di
cui all'allegato III.
Esso ne informa
senza indugio la Commissione e gli altri Stati membri.
SEZIONE 2
Certificazione CE
Articolo 10
ê 2009/105/CE
(adattato)
1. La certificazione CE è la procedura con la
quale un organismo di controllo autorizzato constata e certifica che il modello
di un recipiente soddisfa le pertinenti disposizioni della presente direttiva.
2. La domanda di certificazione CE è presentata
dal fabbricante o da un suo mandatario presso un unico organismo di controllo
autorizzato, per un modello di recipiente o per un modello rappresentativo di
una famiglia di recipienti. Il mandatario deve essere stabilito nella Comunità.
La richiesta include:
          a) il nome
e l'indirizzo del fabbricante o del suo mandatario, nonché il luogo di
fabbricazione dei recipienti;
ê 2009/105/CE
          b) la documentazione
tecnica di costruzione di cui all'allegato II, punto 3.
Essa è
accompagnata da un recipiente rappresentativo della produzione prevista.
3. L'organismo di
controllo autorizzato procede alla certificazione CE secondo le modalità di
cui al secondo e terzo comma.
Esso esamina la
documentazione tecnica di costruzione per verificarne l'idoneità, nonché il
recipiente presentato.
All'esame del
recipiente, l'organismo:
          a) verifica che sia stato
fabbricato in conformità della documentazione tecnica di costruzione e che
possa essere utilizzato con affidamento nelle condizioni di servizio previste;
          b) esamina e sottopone a
prove idonee per verificare la conformità dei recipienti con i requisiti
essenziali che li riguardano.
4. Se il
modello soddisfa le disposizioni che lo riguardano, l'organismo di controllo
autorizzato redige un attestato di certificazione CE che è notificato al
richiedente. Tale attestato contiene le conclusioni dell'esame, indica le
condizioni cui è eventualmente soggetto e
comprende le descrizioni e i disegni necessari per identificare il modello
approvato.
La Commissione,
gli altri organismi di controllo autorizzati e gli altri Stati membri possono
ottenere copia dell'attestato e, su richiesta motivata, copia della
documentazione tecnica di costruzione e dei verbali degli esami e delle prove
eseguiti.
5. L'organismo di
controllo autorizzato che rifiuti di rilasciare un attestato di certificazione
CE ne informa gli altri organismi di controllo autorizzati.
L'organismo di
controllo autorizzato che revochi un attestato di certificazione CE ne informa
lo Stato membro che l'ha autorizzato. Quest'ultimo ne informa gli altri Stati
membri e la Commissione, motivando tale decisione.
SEZIONE 3
Verifica CE
Articolo 11
1. La verifica
CE è la procedura mediante la quale il fabbricante o il suo mandatario
stabilito nella Comunità garantiscono e dichiarano che i recipienti sottoposti
alle prescrizioni del paragrafo 3 sono conformi al tipo descritto
nell'attestato di certificazione CE o alla
documentazione tecnica di costruzione di cui all'allegato II, punto 3, che ha
formato oggetto di un attestato di idoneità.
2. Il fabbricante
adotta tutte le misure necessarie affinché il processo di fabbricazione
garantisca la conformità dei recipienti al tipo descritto nell'attestato di
certificazione CE o alla documentazione tecnica di costruzione di cui
all'allegato II, punto 3.
ê 2009/105/CE
(adattato)
3. L'organismo di controllo autorizzato effettua
gli esami e le prove atti a verificare la conformità del recipiente ai
requisiti della presente direttiva, con controllo e prova in conformità delle
disposizioni dal secondo al decimo comma.
Il fabbricante presenta i propri recipienti in
lotti omogenei e prende tutte le misure necessarie affinché il processo di
fabbricazione assicuri l'omogeneità di ciascun lotto prodotto.
Detti lotti sono accompagnati
dall'attestato di certificazione CE di cui all'articolo 10 oppure,
qualora i recipienti non siano fabbricati conformemente a un modello approvato, dalla documentazione tecnica di
costruzione di cui all'allegato II, punto 3. In quest'ultimo caso, prima della
verifica CE, l'organismo di controllo autorizzato esamina la documentazione per
attestarne l'idoneità.
All'atto dell'esame di un lotto, l'organismo di
controllo autorizzato verifica che i recipienti siano stati fabbricati e
controllati conformemente alla documentazione tecnica di costruzione ed esegue
su ciascun recipiente del lotto una prova idraulica oppure una prova pneumatica
d'efficacia equivalente, a una pressione Ph
pari a 1,5 volte la pressione di calcolo, al fine di verificare la loro
integrità. La prova pneumatica è subordinata all'accettazione delle procedure
di sicurezza della prova da parte dello Stato membro in cui è effettuata.
L'organismo di controllo autorizzato esegue
inoltre delle prove su provette prelevate, a scelta del fabbricante, da un
ritaglio-campione di produzione o da un recipiente allo scopo di controllare la
qualità delle saldature. Le prove sono eseguite sulle saldature
longitudinali. Tuttavia, quando per le saldature longitudinali e perimetrali
viene utilizzato un diverso procedimento di saldatura, le prove sono ripetute
sulle saldature perimetrali.
Per i recipienti di cui all'allegato I, punto
2.1.2, tali prove su provette sono sostituite da una prova idraulica
effettuata su cinque recipienti prelevati a caso in ciascun lotto per
verificarne la conformità con le prescrizioni essenziali di sicurezza di cui
all'allegato I, punto 2.1.2.
Per i lotti accettati, l'organismo di controllo
riconosciuto appone o fa apporre il proprio numero di identificazione su ogni
recipiente e fornisce un certificato scritto di conformità relativo alle prove
effettuate. Tutti i recipienti del lotto possono essere immessi sul mercato, a eccezione di quelli che non hanno subito
con esito positivo la prova idraulica o la prova pneumatica.
Se un lotto è rifiutato, l'organismo di controllo
riconosciuto prende le misure appropriate per evitarne l'immissione sul
mercato. Qualora il rifiuto di lotti sia frequente, l'organismo di controllo
riconosciuto può decidere di sospendere la verifica statistica.
ê 2009/105/CE
Il fabbricante può
apporre, sotto la responsabilità dell'organismo di controllo notificato, il
numero di identificazione di quest'ultimo nel corso della fabbricazione.
ê 2009/105/CE
(adattato)
Il fabbricante o il suo mandatario
devono essere in grado di presentare, su richiesta, gli attestati di conformità
dell'organismo di controllo autorizzato di cui al settimo comma.
ê 2009/105/CE
SEZIONE 4
Dichiarazione di Conformità CE
Articolo 12
1. Il fabbricante
che soddisfa gli obblighi derivanti dall'articolo 13 appone la marcatura CE di
cui all'articolo 16 sui recipienti che dichiara conformi:
          a) alla documentazione
tecnica di costruzione di cui all'allegato II, punto 3, che ha formato oggetto di un attestato di
idoneità; o
          b) a un modello approvato.
2. Con la
procedura di dichiarazione di conformità CE, il fabbricante è soggetto alla
sorveglianza CE qualora il prodotto PS × V sia superiore a 200 bar/l.
La sorveglianza CE
ha lo scopo di vigilare, conformemente all'articolo 14, secondo comma, sul
corretto adempimento da parte del fabbricante degli obblighi derivanti
dall'articolo 13, paragrafo 2. A essa provvede l'organismo di controllo
autorizzato che ha rilasciato l'attestato di certificazione CE di cui
all'articolo 10, paragrafo 4, primo comma, qualora i recipienti siano
fabbricati conformemente a un modello approvato o, in caso contrario, l'organismo al quale sia stata inviata la
documentazione tecnica di costruzione conformemente all'articolo 8, paragrafo
1, lettera a).
Articolo 13
ê 2009/105/CE
(adattato)
1. Se si avvale della procedura di cui all'articolo
12, prima di avviare la produzione il fabbricante
invia all'organismo di controllo autorizzato che ha rilasciato l'attestato di certificazione CE
o l'attestato di idoneità un documento che stabilisce i
procedimenti di fabbricazione nonché l'insieme delle disposizioni prestabilite
e sistematiche che saranno attuate per garantire la conformità dei recipienti
alle norme armonizzate di cui all'articolo 5, paragrafo 1, o al modello approvato.
2. Il documento di cui al paragrafo 1 comprende in
particolare:
          a) una descrizione dei mezzi di produzione e di
controllo adeguati alla costruzione dei recipienti;
          b) un fascicolo di controllo che indichi gli esami
e le prove appropriate, con le relative modalità e frequenze di esecuzione,
da eseguirsi nel corso della fabbricazione;
          c) l'impegno di eseguire gli esami e le prove
conformemente al fascicolo di controllo di cui alla lettera b) e di effettuare
una prova idraulica oppure, con l'accordo dello Stato membro, una prova
pneumatica con una pressione di prova pari a 1,5 volte la pressione di calcolo
su ciascun recipiente fabbricato;
          tali esami e prove sono eseguiti sotto la
responsabilità di personale qualificato e sufficientemente indipendente dai
servizi incaricati della produzione e sono oggetto di una relazione;
          d) l'indirizzo dei luoghi di fabbricazione e di
deposito, nonché la data di inizio della fabbricazione.
3. Inoltre, ove il
prodotto PS × V sia superiore a 200 bar/l, il fabbricante autorizza l'accesso ai luoghi di fabbricazione e di
deposito all'organismo incaricato della sorveglianza CE a fini di controllo,
gli consente il prelievo dei recipienti e gli fornisce tutte le
informazioni necessarie, in particolare:
          a) la documentazione tecnica di costruzione;
          b) il fascicolo di controllo;
          c) eventualmente l'attestato di certificazione CE
oppure l'attestato di idoneità;
          d) una relazione degli esami e delle prove
eseguiti.
Articolo 14
L'organismo di controllo autorizzato che ha rilasciato
l'attestato di certificazione CE oppure l'attestato di idoneità esamina prima
della data d'inizio di ogni fabbricazione il documento di cui all'articolo 13,
paragrafo 1, nonché la documentazione tecnica di costruzione di cui
all'allegato II, punto 3, onde attestarne
l'idoneità qualora i recipienti non siano fabbricati
conformemente a un modello approvato.
ê 2009/105/CE
Inoltre, ove il
prodotto PS × V sia superiore a 200 bar/l, durante la fabbricazione l'organismo
di controllo autorizzato:
ê 2009/105/CE
(adattato)
          a) si accerta che il fabbricante verifichi
effettivamente i recipienti fabbricati in serie conformemente all'articolo 13,
paragrafo 2, lettera c);
          b) procede, a fini di controllo, a un prelievo
inatteso sui luoghi di fabbricazione o di deposito di un recipiente.
L'organismo di controllo autorizzato fornisce una
copia del verbale dei controlli allo Stato membro che lo ha autorizzato e, a
richiesta, agli altri organismi di controllo autorizzati, agli altri Stati membri
e alla Commissione.
ò nuovo 
CAPO 4
NOTIFICA DEGLI
ORGANISMI DI VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ 
Articolo 17
[Articolo R13 della decisione n. 768/2008/CE]
Notifica
Gli Stati membri
notificano alla Commissione e agli altri Stati membri gli organismi autorizzati
a svolgere, in qualità di terzi, compiti di valutazione della conformità a
norma della presente direttiva.
Articolo 18
[Articolo R14 della decisione n. 768/2008/CE]
Autorità di notifica
1.         Gli Stati
membri designano un'autorità di notifica che è responsabile dell'istituzione e
dell'esecuzione delle procedure necessarie per la valutazione e la notifica
degli organismi di valutazione della conformità nonché del controllo degli
organismi notificati, compreso il rispetto di quanto disposto dall'articolo 23.
2.         Gli Stati
membri possono decidere che la valutazione e il controllo di cui al
paragrafo 1 siano eseguiti da un organismo nazionale di accreditamento ai
sensi e in conformità del regolamento (CE) n. 765/2008.
3.         Se
l'autorità di notifica delega o altrimenti affida la valutazione, la notifica o
il controllo di cui al paragrafo 1 a un organismo che non è un ente pubblico,
detto organismo è una persona giuridica e rispetta mutatis mutandis le
prescrizioni di cui all'articolo 19, paragrafi da 1 a 6. Esso adotta
inoltre disposizioni per coprire la responsabilità civile connessa alle proprie
attività.
4.         L'autorità
di notifica si assume piena responsabilità per i compiti svolti dall'organismo
di cui al paragrafo 3.
Articolo 19
[Articolo R15 della decisione n. 768/2008/CE]
Prescrizioni relative alle autorità di notifica
1.         L'autorità
di notifica è istituita in modo che non sorgano conflitti d'interesse con gli
organismi di valutazione della conformità.
2.         L'autorità
di notifica è organizzata e gestita in modo che sia salvaguardata l'obiettività
e l'imparzialità delle sue attività.
3.         L'autorità
di notifica è organizzata in modo che ogni decisione relativa alla notifica di
un organismo di valutazione della conformità sia presa da persone competenti,
diverse da quelle che hanno eseguito la valutazione.
4.         L'autorità
di notifica non offre e non fornisce attività eseguite dagli organismi di
valutazione della conformità né servizi di consulenza su base commerciale o
concorrenziale.
5.         L'autorità
di notifica salvaguarda la riservatezza delle informazioni ottenute.
6.         L'autorità
di notifica ha a sua disposizione un numero di dipendenti competenti
sufficiente per l'adeguata esecuzione dei suoi compiti.
Articolo 20
[Articolo R16 della decisione n. 768/2008/CE]
Obbligo di informazione a carico delle autorità di notifica
Gli Stati membri
informano la Commissione delle loro procedure relative alla valutazione e alla
notifica degli organismi di valutazione della conformità e al controllo degli
organismi notificati, nonché di qualsiasi modifica delle stesse.
La Commissione mette
a disposizione del pubblico tali informazioni.
Articolo 21
[Articolo R17 della decisione n. 768/2008/CE]
Prescrizioni relative agli organismi notificati
1.         Ai fini
della notifica, l'organismo di valutazione della conformità rispetta le
prescrizioni di cui ai paragrafi da 2 a 11.
2.         L'organismo
di valutazione della conformità è istituito a norma del diritto interno e ha
personalità giuridica.
3.         L'organismo
di valutazione della conformità è un organismo terzo indipendente dall'organizzazione
o dal recipiente che valuta.
Un organismo
appartenente a un'associazione d'imprese o a una federazione professionale che
rappresenta imprese coinvolte nella progettazione, nella fabbricazione, nella
fornitura, nell'assemblaggio, nell'utilizzo o nella manutenzione di recipienti
che esso valuta può essere ritenuto un organismo del genere a condizione che
siano dimostrate la sua indipendenza e l'assenza di qualsiasi conflitto di
interesse.
4.         L'organismo
di valutazione della conformità, i suoi alti dirigenti e il personale addetto
alla valutazione della conformità non sono né il progettista, né il
fabbricante, né il fornitore, né l'installatore, né l'acquirente, né il
proprietario, né l'utente o il responsabile della manutenzione dei recipienti sottoposti
alla loro valutazione, né il rappresentante autorizzato di uno di questi
soggetti. Ciò non preclude l'uso dei recipienti valutati che sono necessari per
il funzionamento dell'organismo di valutazione della conformità o l'uso di tali
recipienti per scopi privati.
L'organismo di
valutazione della conformità, i suoi alti dirigenti e il personale addetto alla
valutazione della conformità non intervengono direttamente nella progettazione,
nella fabbricazione o nella costruzione, nella commercializzazione,
nell'installazione, nell'utilizzo o nella manutenzione di tali prodotti, né
rappresentano i soggetti impegnati in tali attività. Non intraprendono alcuna
attività che possa essere in conflitto con la loro indipendenza di giudizio o
la loro integrità per quanto riguarda le attività di valutazione della
conformità per cui sono notificati. Ciò vale in particolare per i servizi di
consulenza.
Gli organismi di
valutazione della conformità garantiscono che le attività delle loro affiliate
o dei loro subappaltatori non si ripercuotano sulla riservatezza,
sull'obiettività o sull'imparzialità delle loro attività di valutazione della
conformità.
5.         Gli
organismi di valutazione della conformità e il loro personale svolgono le
attività di valutazione della conformità con il massimo dell'integrità
professionale e competenza tecnica richiesta nel campo specifico e sono liberi
da qualsivoglia pressione o incentivo, soprattutto di ordine finanziario, che
possa influenzare il loro giudizio o i risultati delle loro attività di
valutazione, in particolare da persone o gruppi di persone interessati ai
risultati di tali attività.
6.         L'organismo
di valutazione della conformità è in grado di eseguire tutti i compiti di
valutazione della conformità ad esso assegnati a norma dell'articolo 13,
paragrafi 1, 2 e 3, e per cui è stato notificato, indipendentemente dal fatto
che siano eseguiti dall'organismo stesso o a suo nome e sotto la sua
responsabilità.
In ogni momento, per
ogni procedura di valutazione della conformità e per ogni tipo o categoria di
recipienti per i quali è stato notificato, l'organismo di valutazione della
conformità ha a sua disposizione:
a)           personale
con conoscenze tecniche ed esperienza sufficiente e appropriata per eseguire i
compiti di valutazione della conformità;
b)           le
necessarie descrizioni delle procedure in conformità delle quali avviene la
valutazione della conformità, così da garantire la trasparenza e la capacità di
riproduzione di tali procedure. Predispone politiche e procedure appropriate
che distinguano i compiti che svolge in qualità di organismo notificato dalle
altre attività;
c)           procedure
per svolgere le attività che tengano debitamente conto delle dimensioni di
un'impresa, del settore in cui opera, della sua struttura, del grado di
complessità della tecnologia del prodotto in questione e della natura seriale o
di massa del processo produttivo.
Dispone dei mezzi
necessari per eseguire i compiti tecnici e amministrativi connessi alle
attività di valutazione della conformità in un modo appropriato e ha accesso a
tutti gli strumenti o impianti occorrenti.
7.         Il
personale responsabile dell'esecuzione delle attività di valutazione della
conformità dispone di quanto segue:
a)           una
formazione tecnica e professionale solida che includa tutte le attività di valutazione
della conformità in relazione alle quali l'organismo di valutazione della
conformità è stato notificato;
b)           soddisfacenti
conoscenze delle prescrizioni relative alle valutazioni che esegue e
un'adeguata autorità per eseguire tali valutazioni;
c)           una
conoscenza e una comprensione adeguate dei requisiti essenziali di sicurezza di
cui all'allegato I, delle norme armonizzate applicabili e delle disposizioni
pertinenti della normativa di armonizzazione dell'Unione e della legislazione
nazionale;
d)           la capacità
di elaborare certificati, registri e rapporti atti a dimostrare che le
valutazioni sono state eseguite.
8.         È
garantita l'imparzialità degli organismi di valutazione della conformità, dei
loro alti dirigenti e del personale addetto alle valutazioni.
La remunerazione
degli alti dirigenti e del personale addetto alle valutazioni di un organismo
di valutazione della conformità non dipende dal numero di valutazioni eseguite
o dai risultati di tali valutazioni.
9.         Gli
organismi di valutazione della conformità sottoscrivono un contratto di
assicurazione per la responsabilità civile, a meno che detta responsabilità non
sia direttamente coperta dallo Stato a norma del diritto interno o che lo Stato
membro stesso non sia direttamente responsabile della valutazione della
conformità.
10.       Il
personale di un organismo di valutazione della conformità è tenuto al segreto
professionale per tutto ciò di cui viene a conoscenza nell'esercizio delle sue
funzioni a norma dell'articolo 13, paragrafi 1, 2 e 3, della presente direttiva
o di qualsiasi disposizione esecutiva di diritto interno, tranne nei confronti
delle autorità competenti dello Stato membro in cui esercita le sue attività.
Sono tutelati i diritti di proprietà.
11.       Gli
organismi di valutazione della conformità partecipano alle attività di
normalizzazione pertinenti e alle attività del gruppo di coordinamento degli
organismi notificati, istituito a norma della pertinente normativa di
armonizzazione dell'Unione, o garantiscono che il loro personale addetto alle valutazioni
ne sia informato, e applicano come orientamento generale le decisioni ed i
documenti amministrativi prodotti da tale gruppo.
Articolo 22
[Articolo R18 della decisione n. 768/2008/CE]
Presunzione di conformità
Qualora dimostri la
propria conformità ai criteri stabiliti nelle pertinenti norme armonizzate o in
parti di esse i cui riferimenti sono stati pubblicati nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea, un organismo di valutazione della conformità
è considerato conforme alle prescrizioni di cui di cui all'articolo 21 nella
misura in cui le norme armonizzate applicabili coprono tali prescrizioni.
Articolo 23
[Articolo R20 della decisione n. 768/2008/CE]
Affiliate e subappaltatori degli organismi notificati
1.         Un
organismo notificato, qualora subappalti compiti specifici connessi alla
valutazione della conformità oppure ricorra a un'affiliata, garantisce che il
subappaltatore o l'affiliata rispetti le prescrizioni di cui all'articolo 21 e
ne informa di conseguenza l'autorità di notifica.
2.         Gli organismi
notificati si assumono la completa responsabilità delle mansioni eseguite da
subappaltatori o affiliate, ovunque questi siano stabiliti.
3.         Le
attività possono essere subappaltate o eseguite da un'affiliata solo con il
consenso del cliente.
4.         Gli organismi
notificati mantengono a disposizione dell'autorità di notifica i documenti
pertinenti riguardanti la valutazione delle qualifiche del subappaltatore o
dell'affiliata e del lavoro eseguito da questi ultimi a norma dell'articolo 13,
paragrafi 1, 2 e 3.
Articolo 24
[Articolo R22 della decisione n. 768/2008/CE]
Domanda di notifica
1. L'organismo di
valutazione della conformità presenta una domanda di notifica all'autorità di
notifica dello Stato membro in cui è stabilito.
2. Tale domanda è
accompagnata da una descrizione delle attività di valutazione della conformità,
del modulo o dei moduli di valutazione della conformità e del recipiente o dei
recipienti per i quali tale organismo dichiara di essere competente, nonché da
un certificato di accreditamento, se disponibile, rilasciato da un organismo
nazionale di accreditamento che attesti che l'organismo di valutazione della
conformità è conforme alle prescrizioni di cui all'articolo 21.
3. Qualora non possa
fornire un certificato di accreditamento, l'organismo di valutazione della
conformità fornisce all'autorità di notifica tutte le prove documentali
necessarie per la verifica, il riconoscimento e il monitoraggio periodico della
sua conformità alle prescrizioni di cui all'articolo 21.
Articolo 25
[Articolo R23 della decisione n. 768/2008/CE]
Procedura di notifica
1.         Le
autorità di notifica possono notificare solo gli organismi di valutazione della
conformità che siano conformi alle prescrizioni di cui all'articolo 21.
2.         Le
autorità di notifica notificano tali organismi alla Commissione e agli altri
Stati membri utilizzando lo strumento elettronico di notifica elaborato e
gestito dalla Commissione.
3.         La
notifica include tutti i dettagli riguardanti le attività di valutazione della
conformità, il modulo o i moduli di valutazione della conformità e il
recipiente o i recipienti interessati, nonché la relativa attestazione di
competenza.
4.         Qualora
una notifica non sia basata su un certificato di accreditamento di cui
all'articolo 24, paragrafo 2, l'autorità di notifica fornisce alla Commissione
e agli altri Stati membri le prove documentali che attestino la competenza
dell'organismo di valutazione della conformità nonché le disposizioni
predisposte per fare in modo che tale organismo sia controllato periodicamente
e continui a soddisfare le prescrizioni di cui all'articolo 21.
5.         L'organismo
interessato può eseguire le attività di un organismo notificato solo se non
sono sollevate obiezioni da parte della Commissione o degli altri Stati membri
entro due settimane dalla notifica qualora sia usato un certificato di
accreditamento, o entro i due mesi successivi a una notifica qualora non sia
usato un accreditamento.
Solo tale organismo
è considerato un organismo notificato ai fini della presente direttiva.
6.         Eventuali
pertinenti modifiche successive riguardanti la notifica sono comunicate alla
Commissione e agli altri Stati membri.
Articolo 26
[Articolo R13 della decisione n. 768/2008/CE]
Numeri di identificazione ed elenchi degli organismi notificati
1.         La
Commissione assegna un numero di identificazione all'organismo notificato.
La Commissione
assegna un numero unico anche se l'organismo è notificato ai sensi di diversi
atti dell'Unione.
2.         La
Commissione mette a disposizione del pubblico l'elenco degli organismi notificati
a norma della presente direttiva, inclusi i numeri di identificazione loro
assegnati e le attività per le quali sono stati notificati.
La Commissione
garantisce che tale elenco sia tenuto aggiornato.
Articolo 27
[Articolo R25 della decisione n. 768/2008/CE]
Modifiche delle notifiche
1.         Qualora
accerti o sia informata che un organismo notificato non è più conforme alle
prescrizioni di cui all'articolo 21 o non adempie ai suoi obblighi, l'autorità
di notifica limita, sospende o ritira la notifica, a seconda dei casi, in
funzione della gravità del mancato rispetto di tali prescrizioni o
dell'inadempimento di tali obblighi. L'autorità di notifica informa
immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri.
2.         Nel caso
di limitazione, sospensione o ritiro della notifica, oppure di cessazione
dell'attività dell'organismo notificato, lo Stato membro notificante prende le
misure appropriate per garantire che le pratiche di tale organismo siano evase
da un altro organismo notificato o siano messe a disposizione delle autorità di
notifica e di vigilanza del mercato responsabili, su loro richiesta.
Articolo 28
[Articolo R26 della decisione n. 768/2008/CE]
Contestazione della competenza degli organismi notificati
1.         La
Commissione indaga su tutti i casi in cui abbia dubbi o in cui dubbi vengano
portati alla sua attenzione sulla competenza di un organismo notificato o sulla
continuità del rispetto, da parte di un organismo notificato, delle
prescrizioni cui è soggetto e delle responsabilità che ad esso incombono.
2.         Lo Stato
membro notificante fornisce alla Commissione, su richiesta, tutte le
informazioni relative alla base della notifica o del mantenimento della
competenza dell'organismo in questione.
3.         La
Commissione garantisce la riservatezza di tutte le informazioni sensibili
raccolte nel corso delle sue indagini.
4.         La
Commissione, qualora accerti che un organismo notificato non soddisfa o non
soddisfa più le prescrizioni per la sua notifica, ne informa lo Stato membro
notificante e chiede ad esso di prendere le misure correttive necessarie,
incluso all'occorrenza il ritiro della notifica.
Articolo 29
[Articolo R27 della decisione n. 768/2008/CE]
Obblighi operativi degli organismi notificati
1.         Gli organismi notificati eseguono le
valutazioni della conformità conformemente alle procedure di valutazione della
conformità di cui all'articolo 13, paragrafi 1, 2 e 3.
2.         Le
valutazioni della conformità sono effettuate con proporzionalità, evitando
oneri superflui per gli operatori economici.
Gli organismi di
valutazione della conformità svolgono le loro attività tenendo debitamente
conto delle dimensioni di un'impresa, del settore in cui opera, della sua
struttura, del grado di complessità della tecnologia del recipiente in
questione e della natura seriale o di massa del processo di produzione.
Nel far ciò
rispettano tuttavia il grado di rigore e il livello di protezione necessari per
la conformità del recipiente alle disposizioni della presente direttiva.
3.         Qualora
un organismo notificato riscontri che i requisiti essenziali di sicurezza di
cui all'allegato I o le norme armonizzate corrispondenti non siano stati
rispettati da un fabbricante, chiede a tale fabbricante di prendere le misure
correttive appropriate e non rilascia un certificato di conformità.
4.         Un organismo
notificato che nel corso del monitoraggio della conformità successivo al
rilascio di un certificato riscontri che un recipiente non è più conforme
chiede al fabbricante di prendere le misure correttive opportune e
all'occorrenza sospende o ritira il certificato.
5.         Qualora
non siano prese misure correttive o non producano il risultato richiesto,
l'organismo notificato limita, sospende o ritira i certificati, a seconda dei
casi.
Articolo 30 
Ricorso contro le decisioni degli organismi
notificati
Gli Stati membri
provvedono affinché sia disponibile una procedura di ricorso contro le
decisioni degli organismi notificati.
Articolo 31
[Articolo R28 della decisione n. 768/2008/CE]
Obbligo di informazione a carico degli organismi notificati
1.         Gli
organismi notificati informano l'autorità di notifica:
a)           di
qualunque rifiuto, limitazione, sospensione o ritiro di un certificato;
b)           di
qualunque circostanza che possa influire sull'ambito e sulle condizioni della
notifica;
c)           di
eventuali richieste di informazioni che abbiano ricevuto dalle autorità di
vigilanza del mercato in relazione alle attività di valutazione della
conformità;
d)           su
richiesta, delle attività di valutazione della conformità eseguite nell'ambito
della loro notifica e di qualsiasi altra attività, incluse quelle
transfrontaliere e di subappalto.
2.         Gli
organismi notificati forniscono agli altri organismi notificati a norma della
presente direttiva le cui attività di valutazione della conformità sono simili
e coprono gli stessi prodotti informazioni pertinenti sulle questioni relative
ai risultati negativi e, su richiesta, positivi delle valutazioni della
conformità.
Articolo 32
[Articolo R13 della decisione n. 768/2008/CE]
Scambio di esperienze
La Commissione
provvede all'organizzazione di uno scambio di esperienze tra le autorità
nazionali degli Stati membri responsabili della politica di notifica.
Articolo 33
[Articolo R30 della decisione n. 768/2008/CE]
Coordinamento degli organismi notificati
La Commissione
garantisce che sia istituito un sistema appropriato di coordinamento e di
cooperazione tra organismi notificati a norma della presente direttiva e che
funzioni correttamente sotto forma di gruppo o gruppi settoriali di organismi
notificati.
Gli Stati membri
garantiscono che gli organismi da essi notificati partecipino ai lavori di tali
gruppi, direttamente o mediante rappresentanti designati.
CAPO 5
VIGILANZA DEL
MERCATO DELL'UNIONE, CONTROLLI SUI RECIPIENTI CHE ENTRANO NEL MERCATO
DELL'UNIONE E PROCEDURE DI SALVAGUARDIA
Articolo 34
Vigilanza del mercato dell'Unione e controlli sui recipienti che
entrano nel mercato dell'Unione
Ai recipienti si
applicano l'articolo 15, paragrafo 3, e gli articoli da 16 a 29 del regolamento
(CE) n. 765/2008.
Articolo 35
[Articolo R31 della decisione n. 768/2008/CE]
Procedura a livello nazionale per i recipienti che comportano rischi
1.         Le
autorità di vigilanza del mercato di uno degli Stati membri, qualora abbiano
preso provvedimenti ai sensi dell'articolo 20 del regolamento (CE) n. 765/2008,
oppure abbiano sufficienti ragioni per ritenere che un recipiente disciplinato
dalla presente direttiva presenti un rischio per la salute o la sicurezza delle
persone o per altri aspetti di tutela di interessi pubblici di cui alla
presente direttiva, effettuano una valutazione del recipiente interessato che
investa tutte le prescrizioni di cui alla presente direttiva. I pertinenti
operatori economici cooperano ove necessario con le autorità di vigilanza del
mercato.
Se, attraverso la
valutazione, le autorità di vigilanza del mercato concludono che il recipiente
non rispetta le prescrizioni della presente direttiva, chiedono tempestivamente
all'operatore economico interessato di adottare tutte le misure correttive del
caso al fine di rendere il recipiente conforme alle suddette prescrizioni
oppure di ritirarlo dal mercato o di richiamarlo entro un termine ragionevole e
proporzionato alla natura del rischio, a seconda dei casi.
Le autorità di
vigilanza del mercato ne informano di conseguenza l'organismo notificato
competente.
L'articolo 21 del
regolamento (CE) n. 765/2008 si applica alle misure di cui al secondo comma.
2.         Qualora
ritengano che la non conformità non sia limitata al territorio nazionale, le
autorità di vigilanza del mercato informano la Commissione e gli altri Stati
membri dei risultati della valutazione e dei provvedimenti che hanno chiesto
all'operatore economico di prendere.
3.         L'operatore
economico garantisce che siano prese tutte le opportune misure correttive nei
confronti di tutti i recipienti interessati che ha messo a disposizione sul
mercato in tutta l'Unione.
4.         Qualora
l'operatore economico interessato non prenda le misure correttive adeguate
entro il termine di cui al paragrafo 1, secondo comma, le autorità di vigilanza
del mercato adottano tutte le opportune misure provvisorie per vietare o
limitare la messa a disposizione del recipiente sul loro mercato nazionale, per
ritirarlo da tale mercato o richiamarlo.
Le autorità di
vigilanza del mercato informano senza indugio la Commissione e gli altri Stati
membri delle misure adottate.
5.         Le
informazioni di cui al paragrafo 4 includono tutti i particolari disponibili,
in particolare i dati necessari all'identificazione del recipiente non
conforme, la sua origine, la natura della presunta non conformità e del rischio
connesso, la natura e la durata delle misure nazionali adottate, nonché gli
argomenti espressi dall'operatore economico interessato. In particolare, le
autorità di vigilanza del mercato indicano se la non conformità sia dovuta a
una delle due cause seguenti:
a)           mancato
rispetto da parte del recipiente delle prescrizioni relative alla salute o alla
sicurezza delle persone o ad altri aspetti di tutela di interessi pubblici di
cui alla presente direttiva;
b)           carenze
nelle norme armonizzate di cui all'articolo 12, che conferiscono la presunzione
di conformità.
6.         Gli Stati
membri che non siano quello che ha avviato la procedura comunicano senza
indugio alla Commissione e agli altri Stati membri tutte le misure adottate,
tutte le altre informazioni a loro disposizione sulla non conformità del
recipiente interessato e, in caso di disaccordo con la misura nazionale
notificata, le loro obiezioni.
7.         Qualora,
entro due mesi dal ricevimento delle informazioni di cui al paragrafo 4, non
sia stata sollevata alcuna obiezione da parte di uno Stato membro o della
Commissione nei confronti della misura provvisoria presa da uno Stato membro,
tale misura è ritenuta giustificata.
8.         Gli Stati
membri garantiscono che siano adottate senza indugio le opportune misure
restrittive in relazione al recipiente in questione.
Articolo 36
[Articolo R32 della decisione n. 768/2008/CE]
Procedura di salvaguardia dell'Unione
1.         Se in
esito alla procedura di cui all'articolo 35, paragrafi 3 e 4, vengono sollevate
obiezioni nei confronti di una misura adottata da uno Stato membro o se la
Commissione ritiene una misura nazionale contraria alla normativa dell'Unione,
la Commissione avvia immediatamente consultazioni con gli Stati membri e con
l'operatore o gli operatori economici interessati e valuta la misura nazionale.
In base ai risultati di tale valutazione, la Commissione decide se la misura
nazionale sia giustificata o meno.
La Commissione
indirizza la propria decisione a tutti gli Stati membri e la comunica
immediatamente ad essi e all'operatore o agli operatori economici interessati.
2.         Se la
misura nazionale è ritenuta giustificata, tutti gli Stati membri provvedono a
ritirare dal proprio mercato il recipiente non conforme e ne informano la
Commissione. Se la misura nazionale è ritenuta ingiustificata, lo Stato membro
interessato provvede a ritirarla.
3.         Se la
misura nazionale è ritenuta giustificata e la non conformità del recipiente è
attribuita a carenze nelle norme armonizzate di cui all'articolo 35, paragrafo
5, lettera b), della presente direttiva, la Commissione applica la procedura
prevista dall'articolo 8 del regolamento (UE) n. [../..] [sulla normalizzazione
europea].
Articolo 37
[Articolo R33 della decisione n. 768/2008/CE]
Recipienti conformi che presentano rischi per la salute e la sicurezza
1.         Se uno
Stato membro, dopo aver effettuato una valutazione ai sensi dell'articolo 35,
paragrafo 1, ritiene che un recipiente, pur conforme alla presente direttiva,
presenti un rischio per la salute o la sicurezza delle persone o per altri
aspetti della tutela di interessi pubblici, chiede all'operatore economico
interessato di far sì che tale recipiente, all'atto della sua immissione sul
mercato, non presenti più tale rischio o che il recipiente sia, a seconda dei
casi, ritirato dal mercato o richiamato entro un periodo di tempo ragionevole,
proporzionato alla natura del rischio.
2.         L'operatore
economico garantisce che siano prese misure correttive nei confronti di tutti i
recipienti interessati che ha messo a disposizione sul mercato in tutta
l'Unione.
3.         Lo Stato
membro informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati membri. Tali
informazioni includono tutti i particolari disponibili, in particolare i dati
necessari all'identificazione del recipiente interessato, la sua origine e la
catena di fornitura del recipiente, la natura del rischio connesso, nonché la
natura e la durata delle misure nazionali adottate.
4.         La
Commissione avvia immediatamente consultazioni con gli Stati membri e
l'operatore o gli operatori economici interessati e valuta le misure correttive
adottate. In base ai risultati della valutazione, la Commissione decide se la
misura sia giustificata o meno e propone, all'occorrenza, opportune misure.
5.         La
Commissione indirizza la propria decisione a tutti gli Stati membri e la
comunica immediatamente ad essi e all'operatore o agli operatori economici
interessati.
Articolo 38
[Articolo R34 della decisione n. 768/2008/CE]
Non conformità formale
1.         Fatto
salvo l'articolo 35, se uno Stato membro giunge ad una delle seguenti
conclusioni, chiede all'operatore economico interessato di porre fine alla non
conformità in questione:
a)           la
marcatura CE e/o le iscrizioni di cui all'allegato III, punto 1, sono state
apposte in violazione dell'articolo 30 del regolamento (CE) n. 765/2008 o
dell'articolo 16 della presente direttiva;
b)           la
marcatura CE e/o le iscrizioni di cui all'allegato III, punto 1, non sono state
apposte;
c)           non è
stata compilata la dichiarazione di conformità UE;
d)           non è
stata compilata correttamente la dichiarazione di conformità UE;
e)           la
documentazione tecnica non è disponibile o è incompleta.
2.         Se la non
conformità di cui al paragrafo 1 permane, lo Stato membro interessato provvede
a limitare o vietare la messa a disposizione sul mercato del recipiente o garantisce
che sia richiamato o ritirato dal mercato.
ê 2009/105/CE
CAPO III
MARCATURA CE E
ISCRIZIONI
Articolo 15
Fatto salvo
l'articolo 7:
          a) ogni constatazione da
parte di uno Stato membro di apposizione indebita della marcatura CE comporta
per il fabbricante o il suo mandatario stabilito nella Comunità l'obbligo di
conformare il prodotto alle disposizioni relative alla marcatura CE e di far
cessare l'infrazione alle condizioni stabilite dallo Stato membro stesso;
          b) nel caso in cui
persista la mancanza di conformità, lo Stato membro deve adottare tutte le
misure atte a limitare o vietare l'immissione sul mercato del prodotto in
questione o a garantirne il ritiro dal commercio secondo la procedura prevista
all'articolo 7.
Articolo 16
1. La marcatura CE
nonché le iscrizioni previste all'allegato II, punto 1, sono apposte in modo
visibile, leggibile e indelebile sul recipiente o su una targhetta segnaletica
fissata in modo inamovibile sul recipiente.
La marcatura CE è
costituita dalle iniziali «CE» secondo il simbolo grafico riportato
nell'allegato II, punto 1.1. La marcatura CE è seguita dal numero di
identificazione, previsto dall’articolo 9, paragrafo 1, dell’organismo di
controllo autorizzato incaricato della verifica CE o della sorveglianza CE.
2. È vietato
apporre sui recipienti marcature che possano indurre in errore i terzi circa
il significato e il simbolo grafico della marcatura CE. Può essere apposta ogni
altra marcatura sui recipienti o sulla targhetta segnaletica purché questo non
limiti la visibilità e la leggibilità della marcatura CE.
ê 2009/105/CE
(adattato)
CAPO IV6
DISPOSIZIONI Ö TRANSITORIE
E Õ FINALI 
ê 2009/105/CE
Articolo 17
Qualsiasi
decisione presa in applicazione della presente direttiva e comportante
restrizioni all'immissione sul mercato o in servizio d'un recipiente è
motivata in maniera circostanziata. Essa è notificata all'interessato con la
massima sollecitudine, con l'indicazione dei mezzi di ricorso offerti dalla
legislazione in vigore nello Stato membro interessato e dei termini entro i quali il ricorso deve essere esperito.
ò nuovo
Articolo 39
Sanzioni
Gli Stati membri
stabiliscono norme relative alle sanzioni applicabili alle violazioni delle
disposizioni di diritto interno adottate in virtù della presente direttiva e
prendono tutte le misure necessarie a garantirne l'applicazione.
Le sanzioni previste
sono effettive, proporzionate e dissuasive.
Gli Stati membri
notificano tali disposizioni alla Commissione entro il [la data di cui
all'articolo 41, paragrafo 1, secondo comma] e provvedono a notificarle
immediatamente ogni successiva modifica.
Articolo 40
Disposizioni transitorie 
Gli Stati membri non
ostacolano la messa a disposizione sul mercato e/o la messa in servizio di
recipienti rientranti nel campo di applicazione della direttiva 2009/105/CE e
ad essa conformi, immessi sul mercato prima del [data di cui all'articolo 41,
paragrafo 1, secondo comma].
I certificati di
conformità rilasciati a norma della direttiva 2009/105/CE sono validi in forza
della presente direttiva fino al [data di cui all'articolo 41, paragrafo 1, secondo
comma], salvo che non scadano prima di tale data.
ê 
Articolo 1841
Attuazione
1.         Gli Stati membri adottano e
pubblicano, entro il [inserire la data - 2 anni dopo l'adozione], le
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per
conformarsi agli articoli 2, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15, 16, 17, 18,
19, 20, 21, 22, 23, 24, 25, 26, 27, 28, 29, 30, 31, 32, 33, 34, 35, 36, 37, 38,
39, 40 e all'allegato II. Essi comunicano immediatamente alla
Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra
queste ultime e la presente direttiva.
Essi applicano tali disposizioni a decorrere
dal [data di cui al primo comma].
Quando gli Stati membri adottano tali
disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono
corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale.
Esse recano altresì un'indicazione da cui risulti che i riferimenti alla
direttiva abrogata dalla presente direttiva, contenuti in disposizioni
legislative, regolamentari e amministrative previgenti, devono intendersi come
riferimenti fatti alla presente direttiva. Le modalità del suddetto riferimento
nonché la forma redazionale di tale indicazione sono determinate dagli Stati
membri.
ê 2009/105/CE
2.         Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle
disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore
disciplinato dalla presente direttiva.
ê 2009/105/CE
(adattato)
Articolo 1942
Ö Abrogazione Õ
La direttiva 87/404/EEC 2009/105/CE, come modificata dalle direttive di cui
all'allegato IV, parte A, è abrogata Ö con effetto dal
[giorno successivo a quello di cui all'articolo 41, paragrafo 1, secondo comma] Õ , fatti salvi gli
obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione nel diritto
nazionale e di applicazione indicati all'allegato IV, parte B, della direttiva 2009/105/CE. 
ê 2009/105/CE
I riferimenti alla direttiva abrogata si
intendono fatti alla presente direttiva e vanno
lettisi leggono secondo la tavola di
concordanza di cuiriportata
all'allegato IV.
ê 2009/105/CE
(adattato)
Articolo 2043
Ö Entrata in vigore Õ
ê 2009/105/CE
La presente direttiva entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
dell'Unione europea.
ê 
Gli articoli 1, 3, 4 e 5 e gli allegati I e
III si applicano a decorrere dal [data di cui all'articolo 41, paragrafo
1, secondo comma]. 
ê 2009/105/CE
(adattato)
Articolo 244
Ö Destinatari Õ
ê 2009/105/CE
Gli Stati membri sono destinatari della
presente direttiva.
Fatto a […],
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il
presidente                                                   Il presidente
ê 2009/105/CE 
ALLEGATO I
REQUISITI
ESSENZIALI DI SICUREZZA
ê 2009/105/CE
(adattato)
(di cui
all'articolo 3, paragrafo 1)
1. MATERIALI
I materiali devono essere scelti in funzione
dell'utilizzazione prevista per i recipienti e tenendo conto dei punti da 1.1.
a 1.4.
ê 2009/105/CE
1.1. Parti soggette a pressione
ê 2009/105/CE
(adattato)
I materiali di cui all'articolo 1 utilizzati
per la fabbricazione delle parti soggette a pressione dei recipienti devono
essere:
ê 2009/105/CE
              a)       saldabili;
              b)       duttili e tenaci in modo cheonde,
in caso di rottura alla temperatura minima di esercizio, questa non provochi
alcuna frammentazione né rottura di tipo fragile;
              c)       non deteriorabili con
l'invecchiamento.
ê 2009/105/CE
Per i recipienti d'acciaio, tali materiali
devono inoltre essere conformi alle disposizioni di cui al punto 1.1.1. e, per
i recipienti di alluminio o lega d'alluminio, a quelle di cui al punto 1.1.2.
Detti materiali devono essere accompagnati da
un verbale di controllo redatto dal fabbricante del materiale, come figura
nell'allegato II, punto 1.3.
ê 2009/105/CE
1.1.1. Recipienti di acciaio
Gli acciai di qualità non legati devono
soddisfare le seguenti disposizioni:
ê 2009/105/CE
(adattato)
a)           essere di acciaio non effervescentei ed
essere forniti previo trattamento di normalizzazione o in uno stato
equivalente;
b)           il tenore di carbonio sul prodotto
deve essere inferiore allo 0,25% e il tenore di zolfo e fosforo deve essere
ciascuno inferiore allo 0,05%;
c) presentare le caratteristiche meccaniche sul
prodotto qui di seguito indicate:
i) il valore massimo della resistenza alla trazione Rm,max
deve essere inferiore a 580 N/mm2,;
ii) l'allungamento dopo rottura deve essere:
ê 2009/105/CE (adattato)
se Ö il
provino Õ la provetta
è prelevatoa
parallelamente alla direzione di laminazione:
 spessore ≥ 3 mm:; || A || ≥ 22%, 
 spessore < 3 mm:; || A80 mm || ≥ 17%, 
se Ö il
provino Õ la provetta
è prelevatoa
perpendicolarmente alla direzione di laminazione:
 spessore ≥ 3 mm:; || A || ≥ 20%, 
 spessore < 3 mm:; || A80 mm || ≥ 15%, 
ê 2009/105/CE
(adattato)
iii) il valore medio dell'energia di rottura Ö per
flessione Õ KCV, determinato su
tre Ö provini Õ la provetta
Ö longitudinali Õ deve essere almeno
di 35 J/cm2 in senso longitudinale e alla temperatura minima di
esercizio; uno solo dei tre valori può essere inferiore a 35 J/cm2 e
in nessun caso inferiore a 25 J/cm2.
La verifica di questa qualità è richiesta per
gli acciai destinati alla fabbricazione di recipienti la cui temperatura minima
di esercizio è inferiore a – 10 °C e con spessore delle pareti superiore a
5 mm.
1.1.2. Recipienti di alluminio
L'alluminio non legato deve avere un tenore di
alluminio pari almeno al 99,5% e le leghe di cui all'articolo 1,
paragrafo 31,
lettera b)a),
devono avere sufficiente resistenza alla corrosione intercristallina alla
temperatura massima di esercizio.
Inoltre, questi materiali devono rispondere
alle seguenti disposizioni:
              a) essere forniti allo stato
ricotto; e
              b) presentare le caratteristiche
meccaniche sul prodotto qui di seguito indicate:
–              
il valore massimo della resistenza alla trazione Rm,max
deve essere inferiore o pari a 350 N/mm2,;
–              
l'allungamento dopo rottura deve essere:
ê 2009/105/CE
(adattato)
–              
se Ö il
provino Õ la provetta
è prelevatoa
parallelamente alla direzione di laminazione: A ≥ 16%,;
–              
se Ö il
provino Õ la provetta
è prelevatoa
perpendicolarmente alla direzione di laminazione: A ≥ 14%.
1.2. Materiali per la saldatura
ê 2009/105/CE
(adattato)
I materiali usati per l'esecuzione di
saldature sul recipiente a pressione o la fabbricazione dello stesso devono
essere appropriati e compatibili con i materiali da saldare.
1.3. Accessori che contribuisconoper
contribuire alla resistenza del recipiente
Questi accessori (bulloni, dadi, ecc.) devono
essere realizzati con il materiale specificato al punto 1.1. oppure con altri
tipi di acciaio, alluminio o un'appropriata
lega di alluminio e compatibili con
i materiali usati per la fabbricazione delle parti soggette a pressione.
Questi ultimi materiali devono avere alla
temperatura minima di esercizio un allungamento dopo rottura e una tenacia
Ö un'energia di
rottura per flessione Õ appropriati.
1.4. Parti non soggette a pressione
Tutte le parti dei recipienti non soggette a
pressione e assemblate mediante saldatura devono essere di un materiale
compatibile con quello degli elementi ai quali esse sono saldate.
2. PROGETTAZIONE DEI RECIPIENTI
a)           Nella progettazione dei recipienti il fabbricante deve
definire il settore di utilizzazione dei recipienti scegliendo:
ê 2009/105/CE
         a)i) la temperatura minima di esercizio Tmin;
         b)ii) la temperatura massima di esercizio
Tmax;
         c)iii) la pressione massima di esercizio
PS.
ê 2009/105/CE (adattato)
Tuttavia, se è scelta una temperatura minima
di esercizio superiore a – 10 °C, i requisiti dei materiali devono essere
soddisfatti a – 10 °C.
b)           Inoltre il fabbricante deve tener conto delle disposizioni
seguenti:
i)       deve essere possibile ispezionare l'interno dei recipienti,;
ii)       deve essere
possibile svuotare i recipienti,;
iii)      le qualità meccaniche devono essere costanti Ö rimanere
invariate Õ per tutto il periodo
di impiego del recipiente conforme alla sua destinazione,;
iv)      i recipienti, tenuto conto dell'impiego prescritto, devono essere
adeguatamente protetti contro la corrosione,.
e Ö c) Il
fabbricante deve tener conto Õ del fatto che, nelle
condizioni d'impiego previste:,
i)       i recipienti non devono subire sollecitazioni che possano Ö compromettere Õ nuocere alla
loro sicurezza d'impiego;,
ii)       la pressione interna non deve superare in modo continuo la
pressione massima di esercizio PS. Tuttavia, essa può essere superata
transitoriamente al massimo del 10%.
d) Gli assemblaggi circolari Ö circonferenziali Õ e longitudinali devono
essere realizzati con saldature acon
penetrazione piena o con saldature di efficacia equivalente. I fondi convessi
diversi da quelli emisferici devono avere un profilo cilindrico.
2.1. Spessore delle pareti
Se il prodotto PS × V non è superiore Ö inferiore o
pari a Õ a 3 000 bar/l Ö bar x l Õ, il fabbricante
sceglie uno dei metodi di cui ai punti 2.1.1. e 2.1.2. per determinare lo
spessore delle pareti del recipiente; se il prodotto PS × V è superiore a 3 000
bar/l
Ö bar x l Õ oppure qualora la
temperatura massima di servizio superi i 100 °C, lo spessore deve essereè
determinato conformemente al metodo di cui al punto 2.1.1.
ê 2009/105/CE
Lo spessore effettivo della parete della
virola e dei fondi non può tuttavia essere inferiore a 2 mm per i
recipienti di acciaio e a 3 mm per quelli di alluminio o lega di
alluminio.
2.1.1. Metodo di calcolo
ê 2009/105/CE
(adattato)
ð nuovo
Lo spessore minimo delle parti soggette a
pressione va calcolato tenendo conto dell'intensità delle sollecitazioni e
delle disposizioni seguenti:
a)           la pressione di calcolo da prendere
in considerazione non deve essere inferiore alla pressione massima di esercizio
PS prescelta;
b)           la sollecitazione generale
ammissibile di membrana non deve superare il più piccolo tra i valori 0,6 ReT
o 0,3 Rm. Per determinare le sollecitazioni ammissibili
il fabbricante deve utilizzare i valori ReT e Rm minimi
garantiti dal fabbricante del materiale.
Tuttavia, se la parte cilindrica del
recipiente comprende una o più saldature longitudinali realizzate con un
procedimento di saldatura non automatico, lo spessore calcolato conformemente
al primo comma deve essere moltiplicato per il coefficiente 1,15.
2.1.2. Metodo sperimentale
Lo spessore delle pareti deve essere
determinato in modo da permettere al recipiente di resistere, a temperatura
ambiente, a una pressione uguale almeno a cinque volte la pressione massima di
esercizio, con un valore di deformazione circonferenziale permanente inferiore
o uguale all'1%.
3. PROCESSI DI FABBRICAZIONE
I recipienti devono essere costruiti e
sottoposti a controlli di produzione conformemente alla documentazione tecnica relativa alla
costruzione di cui all'allegato II, puntio ð 2, ï 3 ð o 4 ï.
3.1. Preparazione dei componenti
La preparazione dei componenti (formatura e
smussatura, ecc.) non deve indurre difetti di superficie, fessure
Ö fessurazioni Õ o Ö alterazioni Õ cambiamenti
delle caratteristiche meccaniche di detti pezzi tali da nuocere alla Ö compromettere
la Õ sicurezza
dell'impiego dei recipienti.
3.2. Saldature su parti soggette a
pressione
Le caratteristiche delle saldature e delle
zone adiacenti devono essere simili a quelle dei materiali saldati ed esenti da
difetti di superficie e/o interni tali da nuocere alla Ö che possano
compromettere la Õ sicurezza dei recipienti.
Le saldature devono essere eseguite da
saldatori o operatori qualificati, di perizia adeguata, secondo procedimenti di
saldatura approvati. Le prove per l'approvazione e la qualificazione devono esseresono
effettuate da organismi di controllo autorizzati Ö notificati Õ.
Nel corso della Ö fabbricazione Õ produzione
il fabbricante deve altresì garantire una costante qualità delle saldature
mediante esami appropriati secondo modalità adeguate. Detti esami devono formare
oggetto di una relazione.
4. IMMISSIONE
Ö MESSA Õ IN SERVIZIO DEI
RECIPIENTI
Ogni recipiente deve essere corredato delle
istruzioni per l'uso redatte dal fabbricante, previste all'allegato III, punto 2.
ALLEGATO II
Ö PROCEDURE DI
VALUTAZIONE DELLA CONFORMITÀ Õ
Ö 1.     Esame
"UE" del tipo (modulo B) Õ
Ö 1.1.            L'esame
UE del tipo è la parte di una procedura di valutazione della conformità con la
quale un organismo notificato esamina il progetto tecnico di un recipiente,
nonché verifica e certifica che il progetto tecnico del recipiente rispetta le
prescrizioni della presente direttiva ad esso applicabili. Õ
ò nuovo
1.2.      L'esame UE
del tipo può essere effettuato in uno dei modi di seguito esposti:
–                        
esame di un prototipo di
recipiente, rappresentativo della produzione prevista del recipiente finito
(tipo di produzione);
–                        
accertamento
dell'adeguatezza del progetto tecnico del recipiente, effettuato esaminando la
documentazione tecnica e gli elementi di prova di cui al punto 3, senza esame
di un prototipo di recipiente (tipo di progetto).
ê 2009/105/CE
(adattato)
Ö 1.3.            La
domanda di esame UE del tipo è presentata dal fabbricante o dal suo
rappresentante autorizzato presso un unico organismo notificato, per un
prototipo di recipiente o per un prototipo rappresentativo di una famiglia di
recipienti. Õ
ÖIl fabbricante
presenta la domanda di esame UE del tipo a un unico organismo notificato di sua
scelta. Õ
ÖLa domanda
contiene: Õ
Öa)      il nome e l'indirizzo
del fabbricante e, nel caso in cui la domanda sia presentata dal rappresentante
autorizzato, il nome e l'indirizzo di quest'ultimo; Õ
ò nuovo
b)           una
dichiarazione scritta da cui risulti che la stessa domanda non è stata
presentata ad alcun altro organismo notificato;
c)           la
documentazione tecnica. La documentazione tecnica permette di valutare la
conformità del recipiente alle prescrizioni applicabili della presente
direttiva e comprende un'analisi e una valutazione adeguate dei rischi. 
La documentazione
tecnica precisa le prescrizioni applicabili e include, se necessario ai fini
della valutazione, il progetto, la fabbricazione e il funzionamento del
recipiente. La documentazione tecnica contiene, laddove applicabile, almeno gli
elementi seguenti:
i)       una
descrizione generale del recipiente;
ii)       disegni
relativi alla progettazione di massima e alla fabbricazione del tipo e schemi
dei componenti, ecc.;
iii)      le
descrizioni e le spiegazioni necessarie alla comprensione di tali disegni e
schemi e del funzionamento del prodotto;
iv)      un elenco
delle norme armonizzate, i cui riferimenti siano stati pubblicati nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea, applicate completamente o in parte, e le
descrizioni delle soluzioni adottate per soddisfare i requisiti essenziali di
sicurezza della presente direttiva qualora non siano state applicate tali norme
armonizzate. In caso di applicazione parziale delle norme armonizzate la
documentazione tecnica specifica le parti che sono state applicate;
v)      i risultati dei
calcoli di progetto, degli esami effettuati, ecc;
vi)      i verbali
delle prove;
vii)     i prototipi di
recipienti rappresentativi della produzione prevista. L'organismo notificato
può chiedere altri prototipi di recipienti se necessari a effettuare il
programma di prove;
viii)    la
documentazione che attesti l'adeguatezza delle soluzioni del progetto tecnico.
Questi elementi di prova indicano ogni documento che sia stato utilizzato,
soprattutto se le norme armonizzate pertinenti non sono state applicate
integralmente. Gli elementi di prova comprendono, se necessario, i risultati di
prove effettuate dall'apposito laboratorio del fabbricante, o da un altro
laboratorio di prova, a suo nome e sotto la sua responsabilità;
ê 2009/105/CE
(adattato)
Ö ix)            le
istruzioni per l'uso; Õ
Ö (x)            un
documento descrittivo che precisi: Õ
–              
Ö i materiali
utilizzati; Õ
–              
Ö i procedimenti
di saldatura utilizzati; Õ
–              
Ö i controlli
effettuati; Õ
–              
Ö tutte le
informazioni pertinenti relative alla progettazione del recipiente. Õ
Ö Nel caso
dell'esame di un prototipo di recipiente, la documentazione tecnica consta
inoltre: Õ
–                        
Ö dei certificati
relativi all'adeguata qualificazione dei procedimenti di saldatura e dei
saldatori o degli operatori di saldatura; Õ
–                        
Ö del verbale di
controllo dei materiali utilizzati per la fabbricazione delle parti e dei
componenti che contribuiscono alla robustezza del recipiente; Õ
–                        
Ö di una
relazione sugli esami e sulle prove cui si è proceduto o una descrizione dei
controlli previsti. Õ
ò nuovo
1.4. L'organismo
notificato: 
per il recipiente:
1.4.1. esamina la
documentazione tecnica e gli elementi di prova per valutare l'adeguatezza del
progetto tecnico del recipiente;
per i prototipi di
recipienti: 
1.4.2. verifica che
i prototipi di recipienti siano stati fabbricati in conformità alla
documentazione tecnica, e che possano essere utilizzati in sicurezza nelle
condizioni di servizio previste, nonché individua gli elementi progettati conformemente
alle disposizioni applicabili delle norme armonizzate pertinenti e gli elementi
progettati senza applicare le disposizioni pertinenti di tali norme;
1.4.3. effettua o fa
effettuare esami e prove appropriati per controllare se, laddove il fabbricante
abbia scelto di applicare le soluzioni di cui alle norme armonizzate
pertinenti, tali soluzioni siano state correttamente applicate;
1.4.4. effettua o fa
effettuare esami e prove appropriati per controllare se, laddove non siano
state applicate le soluzioni di cui alle norme armonizzate pertinenti, le
soluzioni adottate dal fabbricante soddisfino i corrispondenti requisiti
essenziali di sicurezza della presente direttiva;
1.4.5. concorda con
il fabbricante il luogo in cui saranno effettuati gli esami e le prove.
1.5.      L'organismo
notificato redige una relazione di valutazione che elenca le iniziative
intraprese in conformità al punto 1.4. e i relativi risultati. Senza che ciò
pregiudichi i suoi obblighi di fronte alle autorità di notifica, l'organismo
notificato rende pubblico l'intero contenuto della relazione, o parte di esso,
solo con l'accordo del fabbricante.
1.6.      Se il tipo
rispetta le prescrizioni della presente direttiva, l'organismo notificato
rilascia al fabbricante un certificato di esame UE del tipo. Il certificato
indica nome e indirizzo del fabbricante, le conclusioni dell'esame, le
eventuali condizioni di validità e i dati necessari per identificare il tipo
omologato. Il certificato può avere uno o più allegati.
Il certificato e i
suoi allegati contengono ogni utile informazione che permetta di valutare la
conformità dei recipienti fabbricati al tipo esaminato e consenta il controllo
del recipiente in funzione. Tale certificato indica inoltre le condizioni cui
il suo rilascio è eventualmente soggetto e comprende le descrizioni e i disegni
necessari per identificare il tipo omologato.
Se il tipo non
soddisfa le prescrizioni applicabili della presente direttiva, l'organismo
notificato rifiuta di rilasciare un certificato di esame UE del tipo e informa
di tale decisione il richiedente, motivando dettagliatamente il suo rifiuto.
1.7. L'organismo
notificato segue l'evoluzione del progresso tecnologico generalmente
riconosciuto e valuta se il tipo omologato non è più conforme alle prescrizioni
applicabili della presente direttiva. Esso decide se tale progresso richieda
ulteriori indagini. In caso affermativo l'organismo notificato ne informa il
fabbricante.
Il fabbricante
informa l'organismo notificato detentore della documentazione tecnica relativa
al certificato di esame UE del tipo di tutte le modifiche al tipo omologato che
possano influire sulla conformità del recipiente ai requisiti essenziali di
sicurezza della presente direttiva o sulle condizioni di validità del
certificato. Tali modifiche richiedono un'ulteriore approvazione, sotto forma
di un supplemento al certificato originario di esame UE del tipo.
1.8. Ogni organismo
notificato informa tempestivamente le proprie autorità di notifica dei
certificati di esame UE del tipo e/o dei supplementi da esso rilasciati o
ritirati e periodicamente, o a richiesta, rende disponibile alle autorità di
notifica l'elenco dei certificati e/o dei supplementi respinti, sospesi o
altrimenti sottoposti a restrizioni.
La Commissione, gli
Stati membri e gli altri organismi notificati possono ottenere, su richiesta,
copia dei certificati di esame UE del tipo e/o dei relativi supplementi. La
Commissione e gli Stati membri possono ottenere, su richiesta, copia della
documentazione tecnica e dei risultati degli esami effettuati dall'organismo
notificato. L'organismo notificato conserva una copia del certificato di esame
UE del tipo, degli allegati e dei supplementi, nonché il fascicolo tecnico
contenente la documentazione presentata dal fabbricante, fino alla scadenza della
validità del certificato.
1.9. Il fabbricante
tiene a disposizione delle autorità nazionali una copia del certificato di
esame UE del tipo, degli allegati e dei supplementi insieme alla documentazione
tecnica per dieci anni dalla data di immissione del recipiente sul mercato.
1.10. Il
rappresentante autorizzato del fabbricante può presentare la domanda di cui al
punto 1.3. ed espletare gli obblighi di cui ai punti 1.7. e 1.9., purché
siano specificati nel mandato.
ê 2009/105/CE
(adattato)
Ö 2.     Conformità
al tipo basata sul controllo interno della produzione unito a prove sul
prodotto sotto controllo ufficiale (Modulo C1 ) Õ
ò nuovo
2.1. La conformità
al tipo basata sul controllo interno della produzione è la parte di una
procedura di valutazione della conformità con cui il fabbricante ottempera agli
obblighi di cui ai punti 2.2., 2.3. e 2.4., e garantisce e dichiara, sotto la
sua esclusiva responsabilità, che i recipienti interessati sono conformi al
tipo descritto nel certificato di esame UE del tipo e rispondono alle
prescrizioni della presente direttiva ad essi applicabili.
2.2. Fabbricazione
Il fabbricante
prende tutte le misure necessarie affinché il processo di fabbricazione e il
suo controllo garantiscano la conformità dei recipienti fabbricati al tipo
omologato descritto nel certificato di esame UE del tipo e alle prescrizioni
della presente direttiva ad essi applicabili. 
2.3.      Controlli
sul prodotto 
2.3.1. Per ogni singolo
recipiente fabbricato, il fabbricante effettua o fa effettuare a suo nome una o
più prove su uno o più aspetti specifici del recipiente stesso per verificarne
la conformità al tipo descritto nel certificato di esame UE del tipo e alle
relative prescrizioni della presente direttiva. Le prove sono effettuate sotto
la responsabilità di un organismo notificato scelto dal fabbricante.
Durante il processo
di fabbricazione il fabbricante appone, sotto la responsabilità dell'organismo
notificato, il numero di identificazione di quest'ultimo.
ê 2009/105/CE
(adattato)
Ö 2.3.2.
L'organismo notificato effettua gli esami e le prove atti a verificare la
conformità dei recipienti alle prescrizioni della presente direttiva,
procedendo all'esame e alle prove sui recipienti in conformità ai punti che
seguono. Õ
Ö a)     Il
fabbricante presenta i propri recipienti in lotti omogenei e prende tutte le
misure necessarie affinché il processo di fabbricazione assicuri l'omogeneità
di ciascun lotto prodotto. Õ
Ö b)     Detti
lotti sono accompagnati dal certificato di esame UE del tipo. Õ
Ö c)     All'atto
dell'esame di un lotto, l'organismo notificato verifica che i recipienti siano
stati fabbricati e controllati conformemente alla documentazione tecnica ed
esegue su ciascun recipiente del lotto una prova idraulica oppure una prova
pneumatica d'efficacia equivalente, a una pressione Ph pari a 1,5 volte la
pressione di progetto del recipiente, al fine di verificarne l'integrità. La
prova pneumatica è subordinata all'accettazione delle procedure di sicurezza
della prova da parte dello Stato membro in cui essa è effettuata. Õ
Ö d)     L'organismo
notificato esegue inoltre delle prove su provini prelevati, a scelta del
fabbricante, su un campione rappresentativo della produzione o su un recipiente
allo scopo di controllare la qualità delle saldature. Le prove sono eseguite
sulle saldature longitudinali. Tuttavia, quando per le saldature longitudinali
e circonferenziali viene utilizzato un diverso procedimento di saldatura, le
prove sono ripetute sulle saldature circonferenziali. Õ
Ö e)     Per i
recipienti di cui all'allegato I, punto 2.1.2., tali prove su provini sono
sostituite da una prova idraulica effettuata su cinque recipienti prelevati a
caso in ciascun lotto per verificarne la conformità ai requisiti essenziali di
sicurezza di cui all'allegato I, punto 2.1.2. Õ
Ö f)      Per i
lotti accettati, l'organismo notificato appone o fa apporre il proprio numero
di identificazione su ogni recipiente e fornisce un certificato scritto di
conformità relativo alle prove effettuate. Possono essere immessi sul mercato
tutti i recipienti del lotto, a eccezione di quelli che non hanno superato con
esito favorevole la prova idraulica o la prova pneumatica. Õ
Ö g)     Se un
lotto è rifiutato, l'organismo notificato prende le misure appropriate per
evitarne l'immissione sul mercato. Qualora il rifiuto di lotti sia frequente,
l'organismo notificato può decidere di sospendere la verifica statistica. Õ
Ö h)     Il
fabbricante è in grado di presentare, su richiesta, i certificati di conformità
dell'organismo notificato di cui alla lettera f). Õ
Ö 2.4. Marcatura
CE e dichiarazione di conformità Õ
ò nuovo
2.4.1. Il
fabbricante appone la marcatura CE quale prevista dalla presente direttiva su
ogni singolo recipiente conforme al tipo descritto nel certificato di esame UE
del tipo e alle prescrizioni applicabili della presente direttiva.
2.4.2. Il
fabbricante compila una dichiarazione scritta di conformità per un modello di
recipiente e la tiene a disposizione delle autorità nazionali per dieci anni
dalla data di immissione sul mercato del recipiente. La dichiarazione di
conformità identifica il modello di recipiente per cui è stata compilata.
Una copia di tale dichiarazione di conformità è messa
a disposizione delle autorità competenti su richiesta.
2.5. Rappresentante
autorizzato
Gli obblighi del
fabbricante previsti al punto 2.4. possono essere adempiuti dal suo
rappresentante autorizzato, a nome del fabbricante e sotto la sua responsabilità,
purché siano specificati nel mandato.
3.           Conformità al tipo basata sul controllo interno
della produzione unito a controlli sul prodotto effettuati sotto controllo
ufficiale a intervalli casuali (Modulo C2)
3.1. La conformità
al tipo basata sul controllo interno della produzione, unito a controlli sul
prodotto effettuati sotto controllo ufficiale a intervalli casuali, è la parte
di una procedura di valutazione della conformità con cui il fabbricante
ottempera agli obblighi di cui ai punti 3.2., 3.3. e 3.4. e garantisce e
dichiara, sotto la sua esclusiva responsabilità, che i recipienti interessati
sono conformi al tipo descritto nel certificato di esame UE del tipo e
soddisfano le prescrizioni della presente direttiva ad essi applicabili.
3.2. Fabbricazione
Il fabbricante
prende tutte le misure necessarie affinché il processo di fabbricazione e il
suo controllo garantiscano la conformità dei recipienti fabbricati al tipo
descritto nel certificato di esame UE del tipo e alle prescrizioni della presente
direttiva ad essi applicabili.
ê 2009/105/CE
(adattato) 
Ö 3.2.1. Prima di
avviare la fabbricazione il fabbricante invia all'organismo notificato un
documento che descrive i processi di fabbricazione e l'insieme delle misure
sistematiche prestabilite, prese per garantire la conformità dei recipienti al
certificato di esame UE del tipo. Õ
Ö 3.2.2. Il
documento comprende: Õ
Ö a)     una
descrizione dei mezzi di fabbricazione e di controllo adeguati alla costruzione
dei recipienti; Õ
Ö b)     un
documento di controllo che descriva gli esami e le prove adeguati de effettuare
nel corso della fabbricazione, con le relative modalità e frequenze di
esecuzione; Õ
Ö c)     l'impegno
a eseguire gli esami e le prove conformemente al documento di controllo e a
effettuare su ciascun recipiente fabbricato una prova idraulica oppure, con
l'accordo dello Stato membro, una prova pneumatica a una pressione di prova
pari a 1,5 volte la pressione di progetto. Õ
Ö Tali esami e
prove sono eseguiti sotto la responsabilità di personale qualificato e
sufficientemente indipendente dai servizi incaricati della produzione e sono
oggetto di una relazione; Õ
Ö d)     l'indirizzo
dei luoghi di fabbricazione e di immagazzinamento, nonché la data di inizio
della fabbricazione. Õ
ò nuovo
3.3. Controlli sui
recipienti
Un organismo
notificato prescelto dal fabbricante effettua o fa effettuare controlli sui
recipienti a opportuni intervalli, stabiliti dall'organismo stesso, al fine di
verificare la qualità dei controlli interni sui recipienti, tenendo conto tra
l'altro della complessità tecnologica dei recipienti e della quantità prodotta.
Si deve esaminare un campione adeguato dei recipienti finali, prelevato in loco
dall'organismo notificato prima dell'immissione sul mercato, e vanno effettuate
le prove appropriate, come stabilito dalle parti pertinenti delle norme
armonizzate oppure prove equivalenti, per controllare la conformità del
recipiente al tipo descritto nel certificato di esame UE del tipo e alle
prescrizioni pertinenti della presente direttiva. 
ê 2009/105/CE
(adattato)
Ö L'organismo
notificato si accerta anche che il fabbricante controlli effettivamente i
recipienti fabbricati in serie, conformemente al punto 3.2., lettera c). Õ
Ö Il fabbricante
fornisce all'organismo notificato tutte le informazioni necessarie, in
particolare: Õ
Ö a)     la
documentazione tecnica; Õ
Ö b)     il
rapporto di ispezione; Õ
Ö c)     il
certificato di esame UE del tipo; Õ 
Ö d)     una
relazione degli esami e delle prove eseguiti. Õ
Ö L'organismo
notificato fornisce una copia del rapporto di ispezione allo Stato membro che
lo ha notificato e, a richiesta, agli altri organismi notificati, agli altri
Stati membri e alla Commissione. Õ 
ò nuovo
Se un campione non è
conforme al livello di qualità accettabile, l'organismo adotta le opportune
misure.
La procedura di
campionamento per accettazione da applicare mira a stabilire se il processo di
fabbricazione del recipiente funziona entro limiti accettabili, al fine di
garantire la conformità del recipiente.
Se le prove sono
effettuate da un organismo notificato, durante il processo di fabbricazione il
fabbricante appone, sotto la responsabilità di tale organismo, il numero di identificazione
di quest'ultimo.
3.4. Marcatura CE e
dichiarazione di conformità
3.4.1. Il
fabbricante appone la marcatura CE quale prevista dalla presente direttiva su
ogni singolo recipiente conforme al tipo descritto nel certificato di esame UE
del tipo e alle prescrizioni applicabili della presente direttiva.
3.4.2. Il
fabbricante compila una dichiarazione scritta di conformità per un modello di
recipiente e la tiene a disposizione delle autorità nazionali per dieci anni
dalla data di immissione sul mercato del recipiente. La dichiarazione di
conformità identifica il modello di recipiente per cui è stata compilata.
Una copia di tale
dichiarazione di conformità è messa a disposizione delle autorità competenti su
richiesta.
Una copia di tale
dichiarazione è fornita unitamente a ciascun recipiente immesso sul mercato.
Tuttavia questa prescrizione può essere intesa come riferita a un lotto o a una
partita anziché a singoli recipienti nei casi in cui un gran numero di
recipienti è fornito a un unico utilizzatore.
3.5. Rappresentante
autorizzato
Gli obblighi del
fabbricante previsti al punto 3.4. possono essere adempiuti dal suo
rappresentante autorizzato, a nome del fabbricante e sotto la sua
responsabilità, purché siano specificati nel mandato.
4.           Conformità al tipo
basata sul controllo interno della produzione (Modulo C)
4.1. La conformità
al tipo basata sul controllo interno della produzione è la parte di una
procedura di valutazione della conformità con cui il fabbricante ottempera agli
obblighi di cui ai punti 4.2. e 4.3. e garantisce e dichiara che i recipienti
interessati sono conformi al tipo descritto nel certificato di esame UE del
tipo e rispondono alle prescrizioni della presente direttiva ad essi
applicabili.
4.2. Fabbricazione
Il fabbricante
prende tutte le misure necessarie affinché il processo di fabbricazione e il
suo controllo garantiscano la conformità dei recipienti fabbricati al tipo
omologato descritto nel certificato di esame UE del tipo e alle prescrizioni
della presente direttiva ad essi applicabili.
Prima di avviare la
fabbricazione il fabbricante invia all'organismo notificato che ha rilasciato
il certificato di esame UE del tipo un documento che descrive i processi di
fabbricazione e l'insieme delle misure sistematiche prestabilite, prese per
garantire la conformità dei recipienti al certificato di esame UE del tipo.
ê 2009/105/CE
(adattato)
ÖIl documento
comprende: Õ
Ö a)     una
descrizione dei mezzi di fabbricazione e di controllo adeguati alla costruzione
dei recipienti; Õ
Ö b)     un
documento di controllo che descriva gli esami e le prove adeguati de effettuare
nel corso della fabbricazione, con le relative modalità e frequenze di
esecuzione; Õ
Ö c)     l'impegno
a eseguire gli esami e le prove conformemente al documento di controllo e a
effettuare su ciascun recipiente fabbricato una prova idraulica oppure, con
l'accordo dello Stato membro, una prova pneumatica a una pressione di prova
pari a 1,5 volte la pressione di progetto; Õ
Ö tali esami e
prove sono eseguiti sotto la responsabilità di personale qualificato e
indipendente dai servizi incaricati della produzione e sono oggetto di una
relazione; Õ
Ö d)     l'indirizzo
dei luoghi di fabbricazione e di immagazzinamento, nonché la data di inizio
della fabbricazione. Õ
Ö Prima della
data di inizio di qualsiasi fabbricazione, l'organismo notificato che ha
rilasciato il certificato di esame UE del tipo esamina il documento di cui al
punto 4.2. onde certificarne la conformità al certificato di esame UE del tipo.
Õ
ò nuovo
4.3. Marcatura CE e
dichiarazione di conformità
4.3.1. Il
fabbricante appone la marcatura CE su ogni singolo recipiente conforme al tipo
descritto nel certificato di esame UE del tipo e alle prescrizioni applicabili
della presente direttiva.
4.3.2. Il
fabbricante compila una dichiarazione scritta di conformità per un modello di
recipiente e la tiene a disposizione delle autorità nazionali per dieci anni
dalla data di immissione sul mercato del recipiente. La dichiarazione di
conformità identifica il modello di recipiente per cui è stata compilata.
Una copia di tale
dichiarazione di conformità è messa a disposizione delle autorità competenti su
richiesta.
Una copia di tale
dichiarazione è fornita unitamente a ciascun recipiente immesso sul mercato. Tuttavia questa prescrizione può essere intesa
come riferita a un lotto o a una partita anziché a singoli recipienti nei casi
in cui un gran numero di recipienti è fornito a un unico utilizzatore.
4.4. Rappresentante
autorizzato
Gli obblighi del
fabbricante previsti al punto 4.3. possono essere adempiuti dal suo rappresentante
autorizzato, a nome del fabbricante e sotto la sua responsabilità, purché siano
specificati nel mandato.
ê 2009/105/CE
(adattato)
ALLEGATO III
MARCATURA CE,
ISCRIZIONI, ISTRUZIONI PER L'USO, DOCUMENTAZIONE TECNICA DI COSTRUZIONE,
DEFINIZIONI E SIMBOLI
1. MARCATURA CE E ISCRIZIONI 
ê 2009/105/CE
1.1. Marcatura CE
La marcatura CE è
costituita dalle iniziali «CE»secondo il simbolo grafico che segue: 
In caso di
riduzione o di ingrandimento della marcatura CE, devono essere rispettate le
proporzioni indicate per il simbolo graduato di cui al presente punto.
I diversi elementi
della marcatura CE devono avere sostanzialmente la stessa dimensione verticale,
che non può essere inferiore a 5 mm.
ò nuovo
I recipienti il cui
prodotto PS × V è superiore a 50 bar x l devono recare la marcatura CE di
cui agli articoli 15 e 16. 
ê 2009/105/CE
(adattato)
1.2.Iscrizioni
ÖOltre alla marcatura
CE e oltre a rispettare gli obblighi di etichettatura di cui all'articolo 6,
paragrafi 5 e 6, Õ Iil recipiente o la Ö sua Õ targhetta segnaletica
devedevono
riportare almeno le iscrizioni seguenti:
ê 2009/105/CE 
              a)       pressione massima di
esercizio (PS in bar);
              b)       temperatura massima di
esercizio (Tmax in °C);
              c)       temperatura minima di
esercizio (Tmin in °C);
              d)       capacità del recipiente (V
in lI);
              e) nome o marchio
del fabbricante;
              f) tipo e
identificazione di serie o del lotto del recipiente;
ê 2009/105/CE
              ge)     le ultime due cifre dell'anno in
cui è stata apposta la marcatura CE.
ê 2009/105/CE
(adattato)
Se è utilizzata una targhetta segnaletica,
questa deve essere concepita in modo da non poter essere riutilizzata e
prevedere uno spazio libero per l'eventuale aggiunta di altri dati.
2. ISTRUZIONI PER L'USO Ö E INFORMAZIONI
SULLA SICUREZZA Õ
Nelle istruzioni per l'uso devono figurare le
indicazioni seguenti:
ê 2009/105/CE
(adattato)
              a)       le informazioni previste
al punto 1, a eccezione dell'identificazione di serie del recipiente;
              b)       il campo di impiego Ö l'utilizzazione Õ previstoa Ö del
recipiente Õ;
              c)       le condizioni di
manutenzione e di installazione necessarie per garantire la sicurezza dei
recipienti.
ê 2009/105/CE
Esse sono redatte nella o nelle lingue
ufficiali dello Stato membro di destinazione.
ê 2009/105/CE
(adattato)
3. DOCUMENTAZIONE TECNICA DI COSTRUZIONE
La documentazione
tecnica di costruzione deve comprendere una descrizione delle tecniche e delle
attività di carattere operativo utilizzate per conformarsi ai requisiti
essenziali di sicurezza di cui all'allegato I o alle norme armonizzate di
cui all'articolo 5, paragrafo 1, e in particolare:
          a) un progetto di
fabbricazione dettagliato del recipiente;
          b) le istruzioni per
l'uso;
          c) un documento
descrittivo che precisi:
i materiali utilizzati,
i procedimenti di saldatura
utilizzati,
i controlli effettuati,
tutte le informazioni pertinenti
relative alla progettazione dei recipienti.
Ove siano
applicate le procedure di cui agli articoli 11, 12, 13 e 14, detta
documentazione deve constare inoltre:
          a) dei certificati
relativi all'adeguata qualificazione dei procedimenti di saldatura e dei
saldatori o degli operatori;
          b) del verbale di
controllo dei materiali utilizzati per la fabbricazione delle parti e degli
assemblaggi che contribuiscono alla robustezza del recipiente a pressione;
          c) di una relazione
sugli esami e sulle prove cui si è proceduto o la descrizione dei controlli
previsti.
43. DEFINIZIONI E SIMBOLI
43.1.
Definizioni
a)           La pressione di calcolo
Ö progetto Õ "P" è la
pressione relativa scelta dal fabbricante e utilizzata per determinare lo
spessore delle parti del recipiente sottoposte Ö soggette Õ a pressione.
b)           La pressione massima di esercizio
"PS" è la pressione relativa massima che può essere esercitata in
condizioni normali d'impiego del recipiente.
c)           La temperatura minima di esercizio
"Tmin" è la temperatura stabilizzata più bassa della
parete del recipiente in condizioni normali d'impiego.
d)           La temperatura massima di esercizio
"Tmax" è la temperatura stabilizzata più elevata della
parete del recipiente in condizioni normali d'impiego.
ê 2009/105/CE
e)           Il limite di elasticità "ReT"
è il valore alla temperatura massima di esercizio Tmax:
ê 2009/105/CE
i)       del limite superiore di snervamento ReH, per
un materiale che presenta un limite superiore e inferiore,
oppure;
ê 2009/105/CE
(adattato)
ii)       del limite convenzionale di
elasticità Rp0,2 Ö dello
0,2% Õoppure;
iii)      del limite convenzionale di elasticità Rp1,0 Ö dell'1% Õ per l'alluminio non
legato.
ê 2009/105/CE
(adattato)
f)            Famiglie di recipienti:
fanno parte di una stessa famiglia i
recipienti che differiscono dal modello Ö prototipo Õ soltanto per il
diametro (a condizione che siano rispettate le prescrizioni di cui all'allegato
I, punti 2.1.1. e 2.1.2.) o per la lunghezza della parte cilindrica nei
seguenti limiti:
ê 2009/105/CE
(adattato)
i)       allorché il modello Ö prototipo Õ è costituito oltre
che dai fondi, da una o più virole, le varianti della famiglia devono
comprendere almeno una virola,;
ii)       se il modello Ö prototipo Õ è costituito
soltanto da due fondi bombati, le varianti non devono comprendere virole.
Le variazioni di lunghezza che implicano
modifiche delle aperture o dei manicotti saldati devono essere indicate sul
progetto di ciascuna variante.
ê 2009/105/CE
(adattato)
g)           Un lotto di recipienti è costituito
al massimo da 3 000 recipienti dello stesso modello.
h)           Si tratta di fabbricazione in serie
ai sensi della presente direttiva qualora più recipienti di uno stesso modello
siano fabbricati secondo un processo di fabbricazione continuo nel corso di un
determinato periodo, conformemente a una concezione comune e con i medesimi
procedimenti di fabbricazione.
i)            Verbale di controllo: documento in
cui il fabbricante certifica che il prodotto consegnato è conforme alle
specifiche imposte
Ö dell'ordine Õ e fornisce i
risultati delle prove correnti di stabilimento, in particolare per quanto
concerne la composizione dinamica Ö chimica Õ e le caratteristiche
meccaniche, eseguite sui prodotti
ottenuti con gli stessi procedimenti di fabbricazione utilizzati per il
prodotto fornito, ma non necessariamente sui prodotti consegnati.
43.2.
Simboli
ê 2009/105/CE (adattato)
 A || allungamento dopo la rottura (Lo = 5,65√So) || % 
 A80 mm || allungamento dopo la rottura (Lo = 80 mm) || % 
 KCV || energia di rottura per Ö flessione Õ || J/cm2 
 P || pressione di calcolo Ö progetto Õ || Bar 
 PS || pressione massima di esercizio || Bar 
 Ph || pressione di prova idraulica o pneumatica || Bar 
 Rp0,2 ||  limite convenzionale di elasticità a Ö dello Õ 0,2% || N/mm2 
 ReT || limite di elasticità alla massima temperatura di esercizio || N/mm2 
 ReH || limite superiore di snervamento || N/mm2 
 Rm || resistenza alla trazione a temperatura ambiente || N/mm2 
 Rm, max || resistenza massima alla trazione || N/mm2 
 Rp1,0 || limite convenzionale di elasticità a Ö dell' Õ 1% || N/mm2 
 Tmax || temperatura massima di esercizio || °C 
 Tmin || temperatura minima di esercizio || °C 
 V || capacità del recipiente || l 
ê 2009/105/CE
ALLEGATO
III
CRITERI
MINIMI CHE GLI STATI MEMBRI DEVONO RISPETTARE PER DESIGNARE GLI ORGANISMI DI
CONTROLLO AUTORIZZATI
(di cui all'articolo 9, paragrafo 2)
1. L'organismo di
controllo autorizzato, il suo direttore e il personale incaricato di
eseguire le operazioni di verifica non possono essere né il progettista, né il
fabbricante, né il fornitore, né il montatore dei recipienti che essi
controllano e neppure il mandatario di una di queste persone. Essi non possono
intervenire né direttamente né come
mandatari nella progettazione, costruzione, commercializzazione o manutenzione
di tali recipienti. Ciò non esclude la possibilità di uno scambio di
informazioni tecniche tra il fabbricante e l'organismo di controllo autorizzato.
2. L'organismo di
controllo autorizzato e il personale incaricato del controllo debbono eseguire
le operazioni di verifica con il massimo di integrità professionale e
competenza tecnica e devono inoltre essere liberi da qualsivoglia pressione e
incentivo, soprattutto di ordine finanziario, che possa influenzare il loro
giudizio o risultati dei controlli, in particolare da pressioni che provengano
da persone o gruppi di persone interessati ai risultati delle verifiche.
3. L'organismo di
controllo autorizzato deve disporre del personale e dei mezzi necessari per
eseguire in modo adeguato le operazioni tecniche e amministrative connesse con
l'esecuzione delle verifiche. Deve inoltre avere accesso al materiale
necessario per le verifiche eccezionali.
4. Il personale
incaricato dei controlli deve possedere:
          a) una buona formazione
tecnica e professionale;
          b) un'adeguata conoscenza
delle norme relative ai controlli che effettua, nonché una sufficiente
esperienza pratica di tali controlli;
          c) la capacità necessaria
per compilare gli attestati, i verbali e le relazioni in cui sono riportati i
risultati dei controlli effettuati.
5. Deve essere
garantita l'indipendenza del personale incaricato del controllo. La
retribuzione di ciascun agente non deve essere fissata in funzione del
numero dei controlli eseguiti né dei risultati di tali controlli.
6. L'organismo di
controllo autorizzato deve sottoscrivere un contratto di assicurazione
«responsabilità civile», a meno che detta responsabilità sia coperta dallo Stato
a norma del diritto nazionale o che i controlli siano effettuati direttamente
dallo Stato membro.
7. Il personale
dell'organismo di controllo autorizzato è legato dal segreto professionale per
tutto quanto viene a sapere nell'esercizio delle sue funzioni (tranne nei
confronti delle autorità amministrative competenti dello Stato in cui esercita
la propria attività) nell'ambito della presente direttiva o di qualsiasi
disposizione di diritto interno concernente la sua applicazione.
ê 2009/105/CE
(adattato)
ALLEGATO IV
PARTE A
 Direttiva abrogata ed elenco delle sue modificazioni successive 
 (di cui all'articolo 19) 
 Direttiva 87/404/CEE del Consiglio (GU C 220 dell'8.8.1987, pag. 48). ||   
 Direttiva 90/488/CEE del Consiglio (GU L 270 del 2.10.1990, pag. 25). ||   
 Direttiva 93/68/CEE del Consiglio (GU L 220 del 30.8.1993, pag. 1). || limitatamente all'articolo 1, punto 1, e all'articolo 2 
PARTE B
 Elenco dei termini di attuazione in diritto nazionale e di applicazione 
 (di cui all'articolo 19) 
 Direttiva || Termine di attuazione || Data di applicazione 
 87/404/CEE || 31 dicembre 1989 || 1º luglio 1990[15]   
 90/488/CEE || 1º luglio 1991 || — 
 93/68/CEE || 30 giugno 1994 || 1º gennaio 1995[16]   
ê 2009/105/CE
(adattato)
ALLEGATO IV
 TAVOLA DI CONCORDANZA 
 Direttiva 87/404/CEE Ö 2009/105/CE Õ || Presente direttiva 
 Considerando 5, quinta frase || Articolo 1, paragrafo 3, lettera b) 
 Articolo 1, paragrafo 1 || Articolo 1, paragrafo 1 
 Articolo 1, paragrafo 2, primo comma || Articolo 1, paragrafo 3, lettera a), primo comma 
 Articolo 1, paragrafo 2, secondo comma, primo trattino || Articolo 1, paragrafo 3, lettera a), secondo comma 
 Articolo 1, paragrafo 2, secondo comma, secondo trattino, primo e secondo sottotrattino || Articolo 1, paragrafo 3, lettera a), terzo comma, punti i) e ii) 
 Articolo 1, paragrafo 2, secondo comma, terzo trattino || Articolo 1, paragrafo 3, lettera a), quarto comma 
 Articolo 1, paragrafo 2, secondo comma, quarto trattino || Articolo 1, paragrafo 3, lettera a), quinto comma 
 Articolo 1, paragrafo 3, primo, secondo e terzo trattino || Articolo 1, paragrafo 2, lettere a), b) e c) 
 Articoli 2, 3 e 4 || Articoli 2, 3 e 4 
 Articolo 5, paragrafo 1 || Articolo 5, paragrafo 1 
 Articolo 5, paragrafo 2 || Articolo 5, paragrafo 2 
 Articolo 5, paragrafo 3, lettere a) e b) || Articolo 5, paragrafo 3, primo e secondo comma 
 Articolo 6 || Articolo 6 
 Articolo 7, paragrafo 1 || Articolo 7, paragrafo 1 
 Articolo 7, paragrafo 2, prima e seconda frase || Articolo 7, paragrafo 2, primo comma 
 Articolo 7, paragrafo 2, terza frase || Articolo 7, paragrafo 2, secondo comma 
 Articolo 7, paragrafo 3 || Articolo 7, paragrafo 3 
 Articolo 7, paragrafo 4 || Articolo 7, paragrafo 4 
 Articolo 8, paragrafo 1, alinea e lettera a), alinea || Articolo 8, paragrafo 1, alinea 
 Articolo 8, paragrafo 1, lettera a), primo e secondo trattino || Articolo 8, paragrafo 1, lettere a) e b) 
 Articolo 8, paragrafo 1, lettera b) || Articolo 8, paragrafo 2 
 Articolo 8, paragrafo 2, lettera a) || Articolo 8, paragrafo 3, lettera a) 
 Articolo 8, paragrafo 2, lettera b), primo e secondo trattino || Articolo 8, paragrafo 3, lettera b), punti i) e ii) 
 Articolo 8, paragrafo 3 || Articolo 8, paragrafo 4 
 Articolo 9 || Articolo 9 
 Articolo 10, paragrafo 1 || Articolo 10, paragrafo 1 
 Articolo 10, paragrafo 2, primo comma || Articolo 10, paragrafo 2, primo comma 
 Articolo 10, paragrafo 2, secondo comma, primo e secondo trattino || Articolo10, paragrafo 2, secondo comma, lettere a) e b) 
 Articolo 10, paragrafo 2, terzo comma || Articolo 10, paragrafo 2, terzo comma 
 Articolo 10, paragrafo 3, primo comma || Articolo 10, paragrafo 3, primo comma 
 Articolo 10, paragrafo 3, secondo comma || Articolo 10, paragrafo 3, secondo comma 
 Articolo 10, paragrafo 3, terzo comma, lettere a) e b) || Articolo 10, paragrafo 3, terzo comma, lettere a) e b) 
 Articolo 10, paragrafo 4 || Articolo 10, paragrafo 4 
 Articolo 10, paragrafo 5, prima frase || Articolo 10, paragrafo 5, primo comma 
 Articolo 10, paragrafo 5, seconda e terza frase || Articolo 10, paragrafo 5, secondo comma 
 Articolo 11, paragrafi 1 e 2 || Articolo 11, paragrafi 1 e 2 
 Articolo 11, paragrafo 3, alinea || Articolo 11, paragrafo 3, primo comma 
 Articolo 11, paragrafo 3, punto 3.1 || Articolo 11, paragrafo 3, secondo comma 
 Articolo 11, paragrafo 3, punto 3.2 || Articolo 11, paragrafo 3, terzo comma 
 Articolo 11, paragrafo 3, punto 3.3, primo comma || Articolo 11, paragrafo 3, quarto comma 
 Articolo 11, paragrafo 3, punto 3.3, secondo comma || Articolo 11, paragrafo 3, quinto comma 
 Articolo 11, paragrafo 3, punto 3.3, terzo comma || Articolo 11, paragrafo 3, sesto comma 
 Articolo 11, paragrafo 3, punto 3.4, primo comma || Articolo 11, paragrafo 3, settimo comma 
 Articolo 11, paragrafo 3, punto 3.4, secondo comma || Articolo 11, paragrafo 3, ottavo comma 
 Articolo 11, paragrafo 3, punto 3.4, terzo comma || Articolo 11, paragrafo 3, nono comma 
 Articolo 11, paragrafo 3, punto 3.5 || Articolo 11, paragrafo 3, decimo comma 
 Articolo 12, paragrafo 1, primo comma, primo e secondo trattino || Articolo 12, paragrafo 1, lettere a) e b) 
 Articolo 12, paragrafo 1, secondo comma || Articolo 12, paragrafo 2, primo comma 
 Articolo 12, paragrafo 2 || Articolo 12, paragrafo 2, secondo comma 
 Articolo 13, paragrafo 1, primo comma || Articolo 13, paragrafo 1 
 Articolo 13, paragrafo 1, secondo comma || Articolo 13, paragrafo 2 
 Articolo 13, paragrafo 2, dal primo al quarto trattino || Articolo 13, paragrafo 3, lettere da a) a d) 
 Articolo 14, paragrafo 1 || Articolo 14, primo comma 
 Articolo 14, paragrafo 2, primo comma, primo e secondo trattino || Articolo 14, secondo comma, lettere a) e b) 
 Articolo 14, paragrafo 2, secondo comma || Articolo 14, terzo comma 
 Articoli 15, 16 e 17 || Articoli 15, 16 e 17 
 Articolo 18, paragrafo 1 || — 
 Articolo 18, paragrafo 2 || Articolo 18 
 — || Articolo 19 
 — || Articolo 20 
 Articolo 19 || Articolo 21 
 Allegato I, punto 1 || Allegato I, punto 1 
 Allegato I, punto 1.1, primo comma, primo, secondo e terzo trattino || Allegato I, punto 1.1, primo comma, lettere a), b) e c) 
 Allegato I, punto 1.1, secondo e terzo comma || Allegato I, punto 1.1, secondo e terzo comma 
 Allegato I, punti 1.1.1. e 1.1.2 || Allegato I, punti 1.1.1. e 1.1.2 
 Allegato I, punti 1.2, 1.3 e 1.4 || Allegato I, punti 1.2, 1.3 e 1.4 
 Allegato I, punto 2, primo comma, primo, secondo e terzo trattino || Allegato I, punto 2, primo comma, lettere a), b) e c) 
 Allegato I, punto 2, secondo, terzo e quarto comma || Allegato I, punto 2, secondo, terzo e quarto comma 
 Allegato I, punti 2.1, 3 e 4 || Allegato I, punti 2.1, 3 e 4 
 Allegato II, punto 1 || Allegato II, punto 1 
 Allegato II, punto 1.a, primo, secondo e terzo trattino || Allegato II, punto 1.1, primo, secondo e terzo comma 
 Allegato II, punto 1.b, primo comma, dal primo al settimo trattino || Allegato II, punto 1.2, primo comma, lettere da a) a g) 
 Allegato II, punto 1.b, secondo comma || Allegato II, punto 1.2, secondo comma 
 Allegato II, punto 2, primo comma, primo, secondo e terzo trattino || Allegato II, punto 2, primo comma, lettere a), b) e c) 
 Allegato II, punto 2, secondo comma || Allegato II, punto 2, secondo comma 
 Allegato II, punto 3, primo comma || Allegato II, punto 3, primo comma 
 Allegato II, punto 3, secondo comma, punti i), ii) e iii) || Allegato II, punto 3, secondo comma, lettere a), b) e c) 
 Allegato II, punto 4 || Allegato II, punto 4 
 Allegato III, punti 1, 2 e 3 || Allegato III, punti 1, 2 e 3 
 Allegato III, punto 4, primo, secondo e terzo trattino || Allegato III, punto 4, lettere a), b) e c) 
 Allegato III, punti 5, 6 e 7 || Allegato III, punti 5, 6 e 7 
 — || Allegato IV 
 — || Allegato V 
 Ö Articolo 1, paragrafo 1 Õ || Ö Articolo 1, paragrafo 1, frase introduttiva Õ 
 Ö Articolo 1, paragrafo 2 Õ || Ö Articolo 1, paragrafo 2 Õ 
 Ö Articolo 1, paragrafo 3, lettera a) Õ || ÖArticolo 1, paragrafo 1, lettere da a) a e) Õ 
 Ö Articolo 1, paragrafo 3, lettera b) Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 2 Õ || Ö Articolo 3 Õ 
 Ö ___ Õ || Ö Articolo 2 Õ 
 Ö Articolo 3 Õ || Ö Articolo 4 Õ 
 Ö Articolo 4 Õ || Ö Articolo 5 Õ 
 Ö ___ Õ || Ö Articolo 6 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 7 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 8 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 9 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 10 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 11 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 12 Õ 
 Ö Articolo 5 Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 6 Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 7 Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 8 Õ || Ö ___ Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 13 Õ 
 Ö Articolo 9 Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 10 Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 11, paragrafi 1 e 2 Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 11, paragrafo 3 Õ || ÖAllegato II, punto 2.3.2. Õ 
 Ö Articolo 12 Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 13, paragrafo 1 Õ || ÖAllegato II, punto 3.2.1. Õ 
 Ö Articolo 13, paragrafo 2 Õ || Ö Allegato II, punto 3.2.2. Õ 
 Ö Articolo 13, paragrafo 3 Õ || Ö — Õ 
 ÖArticolo 14, primo comma Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 14, secondo comma, frase introduttiva Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 14, secondo comma, lettera a) Õ || Ö Allegato II, punto 3.3., secondo paragrafo Õ 
 Ö Articolo 14, secondo comma, lettera b) Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 14, terzo comma Õ || Ö — Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 14 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 15 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 16 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 17 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 18 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 19 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 20 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 21 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 22 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 23 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 24 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 25 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 26 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 27 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 28 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 29 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 30 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 31 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 32 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 33 Õ 
 Ö Articolo 15 Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 16 Õ || Ö — Õ 
 Ö Articolo 17 Õ || Ö — Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 34 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 35 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 36 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 37 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 38 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 39 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 40 Õ 
 Ö Articolo 18 Õ || Ö Articolo 41, paragrafo 2 Õ 
 Ö — Õ || Ö Articolo 41, paragrafo 1 Õ 
 Ö Articolo 19 Õ || Ö Articolo 42 Õ 
 Ö Articolo 20 Õ || Ö Articolo 43 Õ 
 Ö Articolo 21 Õ || Ö Articolo 44 Õ 
 Ö Allegato I Õ || Ö Allegato I Õ 
 Ö — Õ || Ö Allegato II Õ 
 Ö Allegato II Õ || Ö Allegato III Õ 
 Ö Allegato III Õ || Ö — Õ 
 Ö Allegato IV Õ || Ö — Õ 
 Ö Allegato V Õ || Ö Allegato IV Õ 
[1]               Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo,
al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle
regioni [COM(2011) 206 definitivo].
[2]               Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del
Consiglio sulla normalizzazione europea, che modifica le direttive 89/686/CEE e
93/15/CEE del Consiglio nonché le direttive 94/9/CE, 94/25/CE, 95/16/CE, 97/23/CE,
98/34/CE, 2004/22/CE, 2007/23/CE, 2009/105/CE e 2009/23/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio [COM (2011) 315 definitivo].
[3]               GU C 77 del 28.3.2002.
[4]               GU C 27 del 3.2.2009, pag. 41.
[5]               GU L 220
dell'8.8.1987, pag. 48.
[6]               GU L 264 dell'8.10.2009, pag. 12.
[7]               GU L 218 del 13.8.2008, pag. 30.
[8]               GU L 218 del 13.8.2008, pag. 82.
[9]               GU C 91
del 16.4.2003, pag. 7.
[10]             GU C 136 del 4.6.1985, pag. 1.
[11]             GU C 267 del 19.10.1989, pag. 3.
[12]             GU C 10 del 16.1.1990, pag. 1.
[13]             GU L […] del […], pag. […].
[14]             GU L 204 del 21.7.1998, pag. 37.
[15]             Conformemente all'articolo 18,
paragrafo 2, terzo comma, gli Stati
membri autorizzano, per il periodo fino al 1º luglio 1992, l'immissione sul
mercato e/o la messa in servizio di recipienti conformi alla normativa in
vigore sul loro territorio prima del 1º
luglio 1990.
[16]             Conformemente all'articolo 14,
paragrafo 2, gli Stati membri consentono,
fino al 1º gennaio 1997, la commercializzazione e la messa in servizio
dei prodotti conformi ai sistemi di marcatura vigenti anteriormente al 1º gennaio 1995.