CELEX: C2007/140/24
Language: it
Date: 2007-06-23 00:00:00
Title: Causa C-207/07: Ricorso presentato il 19 aprile 2007 — Commissione delle Comunità europee/Regno di Spagna

23.6.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 140/15
            
         Ricorso presentato il 19 aprile 2007 — Commissione delle Comunità europee/Regno di Spagna
   (Causa C-207/07)
   (2007/C 140/24)
   Lingua processuale: lo spagnolo
   Parti
   
      Ricorrente: Commissione delle Comunità europee (rappresentanti: sigg. H. Støvlbæk e R. Vidal Puig, agenti)
   
      Convenuto: Regno di Spagna
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               dichiarare che, avendo adottato l'art. 1, n. 2, primo comma, del Regio decreto legge 24 febbraio 2006, n. 4/2006, recante modifica della Quattordicesima Funzione delle Commissione nazionale per l'energia prevista dall'Undicesima Disposizione Addizionale, Parte Terza, n. 1, della legge 7 ottobre 1998, n. 34/1998, disciplinante il settore degli idrocarburi, al fine di assoggettare a previa autorizzazione della detta Commissione nazionale per l'energia l'acquisizione di talune partecipazioni nelle imprese che esercitano determinate attività regolamentate nel settore dell'energia, nonché l'acquisizione degli attivi necessari per svolgere tali attività, il Regno di Spagna ha violato gli obblighi ad esso incombenti in forza degli artt. 56 CE e 43 CE;
            
         
               —
            
            
               condannare il Regno di Spagna alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   
               1)
            
            
               La normativa spagnola oggetto del ricorso assoggetta a previa autorizzazione della Commissione nazionale per l'energia (CNE) le seguenti operazioni:
               
                           —
                        
                        
                           l'acquisizione di partecipazioni in una percentuale superiore al 10 % del capitale, o in qualsiasi altra misura atta a conferire un influsso significativo, realizzata da qualsiasi soggetto in una società che svolga, direttamente o per mezzo di altre società appartenenti al medesimo gruppo, determinate attività nel settore energetico;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           l'acquisizione degli attivi necessari per svolgere tali attività.
                        
                     
         
               2)
            
            
               La Commissione ritiene che la normativa controversa sia incompatibile con l'art. 56 CE per le seguenti ragioni:
               
                           —
                        
                        
                           l'acquisizione di partecipazioni in società che svolgono attività nel settore energetico o degli attivi necessari per lo svolgimento di tali attività costituiscono «movimenti di capitali» ai sensi dell'art. 56 CE;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il requisito della previa autorizzazione da parte della CNE costituisce una «restrizione» alla libera circolazione dei capitali, vietata in linea di principio dall'art. 56 CE;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la detta restrizione non risulta giustificata alla luce del Trattato.
                        
                     
         
               3)
            
            
               In concreto, la Commissione ritiene che la normativa controversa non risulti giustificata dall'obiettivo di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico per le seguenti ragioni:
               
                           —
                        
                        
                           la misura controversa non è una misura adeguata per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, esistendo altri strumenti più idonei a tal fine;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           in ogni caso, la misura controversa è sproporzionata, in quanto la previa autorizzazione non è limitata a taluni atti specifici di gestione della società partecipata o degli attivi;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la facoltà della CNE di rifiutare o sottoporre a condizioni l'autorizzazione non risulta ancorata a criteri obiettivi e sufficientemente precisi, atti a consentire un controllo giurisdizionale effettivo.
                        
                     
         La Commissione ritiene che la normativa controversa costituisca altresì una restrizione del diritto di stabilimento contraria all'art. 43 CE, la quale, per le ragioni sopra menzionate in relazione all'art. 56 CE, non risulta neppure essa giustificata dalla finalità di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico.