CELEX: 52011PC0843
Language: it
Date: 2011-12-07
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce uno strumento di partenariato per la cooperazione con i paesi terzi

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		52011PC0843
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che istituisce uno strumento di partenariato per la cooperazione con i paesi terzi /* COM/2011/0843 definitivo - 2011/0411 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
La presente proposta relativa a uno strumento
di partenariato sostituisce lo strumento finanziario per la cooperazione con
paesi e territori industrializzati e con altri ad alto reddito (ICI)[1], entrato in vigore nel 2007,
che è stato il principale mezzo di collaborazione dell'UE con i paesi
sviluppati. L'ICI si è dimostrato uno strumento efficace per fornire una
risposta differenziata e adeguata che potesse ampliare e approfondire la
cooperazione con 17 paesi (paesi industrializzati e territori ad alto
reddito in America settentrionale, nella regione Asia‑Pacifico e nella
regione del Golfo). Con l'adozione della proposta ICI+, lo strumento è stato di
recente esteso ai paesi in via di sviluppo. Tuttavia, poiché esso scadrà alla
fine del 2013, è necessario un nuovo strumento finanziario.
Inoltre, dall'entrata in vigore del
regolamento ICI si sono registrati una serie di importanti sviluppi tra cui l'emergere
delle economie di paesi come l'India, la Cina e il Brasile, che svolgono un
ruolo sempre più preponderante nel contesto economico e commerciale
internazionale, nei consessi multilaterali (ONU e G20) e nell'affrontare
questioni di portata planetaria. Anche se lo sviluppo e la lotta alla povertà
rimangono questioni primarie, questi paesi stanno progressivamente uscendo
dalla loro precedente condizione di paesi in via di sviluppo. Al fine di
sostenere la propria ripresa economica, l'UE ha un interesse strategico ad
incoraggiare questi paesi ad affrontare adeguatamente le sfide globali, quali i
cambiamenti climatici.
Inoltre, l'UE ha sviluppato accordi di ampia
portata con i partner e le economie emergenti principali per affrontare
questioni bilaterali e di portata planetaria. Per l'attuazione di questi
strumenti (quali accordi, dichiarazioni, piani d'azione, ecc.) occorre uno
strumento di finanziamento apposito, affinché l'UE sia in grado di
promuovere efficacemente i propri interessi a livello internazionale e
affrontare, se necessario, le questioni su scala mondiale.
Inoltre, una serie di sviluppi rende
necessaria l'adozione di un nuovo strumento: tra questi l'evoluzione delle
relazioni con la Russia, la crisi finanziaria che pone nuove sfide all'economia
mondiale e al suo ordine economico, la sempre maggiore interdipendenza fra l'UE
e i suoi principali partner, la mutevole struttura degli scambi, il ruolo
sempre maggiore della società civile e delle comunità di operatori
economici/commerciali, tanto in Europa quanto nei paesi partner dell'UE, che
richiedono un'intensificazione del dialogo, dell'integrazione e degli scambi. È
sempre più sentita l'esigenza di affrontare le questioni sociali (distribuzione
iniqua dei benefici della globalizzazione fra le classi sociali e forte impatto
della recessione economica a scapito dei consumi, dei redditi e della creazione
di posti di lavoro) e le sfide poste dall'ambiente e dai cambiamenti climatici.
A ciò si aggiungono la sempre maggiore presenza dalle economie emergenti nel
dibattito sulle questioni legate agli scambi sud-sud e alla cooperazione, l'esigenza
di combinare gli aiuti allo sviluppo, gli strumenti commerciali, i dialoghi con
le imprese, gli sviluppi infrastrutturali e tecnologici e gli investimenti a
sostegno di una crescita intelligente ed inclusiva, l'integrazione degli scambi,
lo sviluppo del settore privato, la coesione sociale e i programmi di riforma e
di modernizzazione: tutti questi fattori impongono di istituire un nuovo
strumento.
L'UE non possiede attualmente uno strumento
specifico che le consenta di cooperare con le nuove economie emergenti su
argomenti concernenti la promozione degli interessi essenziali dell'UE e le
sfide comuni a livello planetario (come, ad esempio, i cambiamenti climatici o
l'esigenza di conseguire uno sviluppo sostenibile a tutti i livelli). Sebbene l'ICI
sia stato esteso ai paesi in via di sviluppo con l'adozione, il 1° dicembre 2011,
dell'ICI+, la sua portata è limitata.
Lo strumento di partenariato proposto è volto
a superare questa limitata capacità dell'UE di impegnarsi nella maniera più efficace
a livello internazionale. Esso potrebbe colmare la lacuna descritta e, in
particolare, consentirebbe all'UE di attuare programmi che vanno al di là della
cooperazione allo sviluppo con i protagonisti della scena mondiale, tutelando
al contempo, se necessario, i propri interessi essenziali nei rapporti con
qualsiasi altro paese partner. Lo strumento potrebbe inoltre promuovere nuove
relazioni con paesi che si stanno emancipando dall'assistenza bilaterale allo
sviluppo.
In particolare, lo strumento consentirebbe di
perseguire i seguenti obiettivi specifici:
(a)                   
attuare la dimensione internazionale della
strategia "Europa 2020" sostenendo strategie di partenariato per la
cooperazione bilaterale, regionale e interregionale dell'UE, promuovendo i
dialoghi politici e sviluppando approcci e risposte collettivi alle sfide su
questioni di portata planetaria, quali la sicurezza energetica, i cambiamenti
climatici e l'ambiente; 
(b)                   
migliorare l'accesso al mercato e sviluppare le
opportunità di scambio, di investimento e commerciali per le imprese europee,
in particolare le PMI, tramite i partenariati economici e la cooperazione
commerciale e in materia di regolamentazione;
(c)                   
promuovere una maggiore comprensione e visibilità
dell'Unione e rafforzare il suo ruolo sulla scena mondiale tramite la
diplomazia pubblica, la cooperazione in materia di istruzione e accademica e
attività di sensibilizzazione per la promozione dei valori e degli interessi
dell'UE.
Il nuovo strumento
di partenariato (PI) promuoverà pertanto gli interessi dell'UE e reciproci
e conferirà alla strategia "Europa 2020" una portata mondiale,
rispondendo in modo efficace e flessibile agli obiettivi di cooperazione
derivanti dalle relazioni dell'Unione con i paesi partner e affrontando sfide
di portata planetaria. Lo strumento avrà portata globale con un interesse
specifico per i partner strategici e le economie emergenti. Non è prevista la
classificazione obbligatoria delle spese come aiuti pubblici allo sviluppo
(APS), ma sarà sempre possibile farlo, soprattutto in materia di aiuti al
commercio e di assistenza in campo commerciale. L'importo stanziato per il
periodo 2014-2020 è di 1 131 milioni di euro.
Lo strumento di partenariato sarà parte
integrante dell'architettura globale degli strumenti finanziari dell'azione
esterna organizzata attorno a quattro capitoli principali: un capitolo basato
sulle politiche, volto soprattutto alla cooperazione con i paesi partner a
tutti i livelli, i capitoli concernenti le attività relative alle priorità e ai
valori trasversali: i diritti umani e la democrazia, gli aiuti umanitari e la
protezione civile, e la gestione e prevenzione delle crisi.
Una delle priorità fondamentali della
strategia "Europa 2020" è quella di ristabilire una crescita
compatibile con la visione europea di un futuro a basse emissioni di carbonio e
con obiettivi di sviluppo sostenibili. Il programma riconosce che le economie
emergenti a forte sviluppo con una classe media in espansione svolgeranno un
ruolo fondamentale nel sostenere le esportazioni di beni e servizi europei per
i quali l'UE gode di un vantaggio comparativo. Ad esempio, in futuro la
presenza (o mancanza) di politiche in materia di clima in Cina, India, Brasile
e negli USA avrà un notevole impatto sulla competitività, la R&S e la
cooperazione scientifica fra queste regioni, nonché sugli scambi
internazionali. È nel nostro interesse promuovere quanto più possibile l'allineamento
e la cooperazione. Lo strumento di partenariato dovrebbe essere utilizzato per
sostenere la politica commerciale[2],
in particolare per quanto concerne i partner economici strategici. Il sostegno
all'accesso al mercato per le imprese europee integrerà l'azione finanziata nel
quadro del programma per la competitività e le PMI. 
Le economie emergenti svolgono un ruolo sempre
più preminente come partner responsabili nell'affrontare le sfide concernenti
questioni di portata mondiale, nel contesto dell'attuale crisi economica. L'UE
riconosce l'importanza delle crescenti responsabilità delle economie emergenti
nei confronti dei paesi meno sviluppati e degli altri paesi in via di sviluppo.
Questioni critiche quali la riduzione della povertà, la competitività e la
liberalizzazione degli scambi, l'ambiente, i cambiamenti climatici, l'energia,
lo sviluppo sostenibile, il lavoro dignitoso, compresi il rispetto delle norme
fondamentali sul lavoro e il dialogo sociale, il miglioramento dell'alfabetizzazione,
delle competenze e dell'inclusione nel mondo digitale, le pandemie, la
sicurezza informatica, il terrorismo e la criminalità organizzata, compresa la
pirateria, possono essere affrontate soltanto in un quadro internazionale. A
fronte di un contesto di crescente globalizzazione, il programma interno
volto ad assicurare crescita e occupazione sostenibili in Europa e le politiche
interne dell'UE in generale devono assolutamente essere sostenuti da un'adeguata
assistenza finanziaria esterna. Tale dimensione esterna della politica interna
dovrebbe assicurare maggior coerenza all'azione esterna dell'UE, evitando
duplicazioni e aumentandone l'impatto.
Lo strumento di partenariato darà quindi
priorità al sostegno di altre politiche esterne dell'UE, quali la politica
commerciale, e della dimensione esterna delle politiche dell'UE in materia di
cambiamenti climatici, ambiente, energia, trasporti, occupazione e politiche
sociali, nonché di tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Nell'ambito
dello strumento di partenariato, sarà particolarmente pertinente integrare la
politica in materia di clima e i relativi obiettivi nelle attività di promozione
del dialogo politico con le economie industrializzate ed emergenti.
L'uso efficiente delle risorse sarà
fondamentale perché la crescita economica rimanga sostenibile nonostante i
vincoli ambientali. Fra le iniziative faro della strategia "Europa 2020"
l'UE sta adottando una strategia sull'uso efficiente delle risorse, che avrà
ripercussioni sulle norme UE, ma potrà essere realmente efficace solo se tutte
le maggiori economie adotteranno pratiche di efficienza delle risorse. Le
economie emergenti hanno la possibilità di saltare a piè pari i modelli di
consumo e produzione e non sostenibili così spesso seguiti dall'UE e da altre
economie avanzate nelle rispettive fasi di industrializzazione e l'UE ha tutto
l'interesse ad aiutarle in tal senso. 
Le economie emergenti, soprattutto l'India e
la Cina, hanno però anche popolazioni vastissime che vivono in assoluta povertà
e dipendono da ecosistemi sani, acqua pulita, mari pescosi e foreste produttive
per il loro sostentamento. Al contempo, Brasile, Sudafrica, India e Cina sono
paesi con un'immensa biodiversità. Queste economie svolgono anche un ruolo
crescente per quanto riguarda lo sfruttamento delle risorse negli altri paesi
in via di sviluppo, specialmente in quelli più poveri. La cooperazione sulla
tutela degli ecosistemi e sulla loro gestione sostenibile è nel reciproco
interesse dell'UE e dei suoi partner. 
Il dialogo e la cooperazione pratica con i
maggiori produttori e consumatori di energia a livello mondiale sono essenziali
per affrontare la sfida della tutela della sicurezza energetica dell'UE, che
dipende in misura sempre maggiore dalle importazioni, promuovendo al tempo
stesso un'agenda mondiale a favore di un'economia a basse emissioni di
carbonio, politiche energetiche sostenibili, trasparenza e prevedibilità sui
mercati mondiali dell'energia e cooperazione tecnologica.
Man mano che si emancipano dall'assistenza
bilaterale allo sviluppo, molti paesi cercano nuove forme di cooperazione. Se
vuole mantenere la sua posizione di partner strategico e il suo ruolo guida
nella definizione di standard globali nel settore della tecnologia e dell'innovazione,
l'UE deve essere in grado di istituire partenariati in questi ambiti, fondati
sul reciproco interesse.
La diffusione all'esterno delle politiche interne
dell'UE sarà pertanto pienamente integrata nella programmazione dello strumento
di partenariato che, nell'ambito della limitata dotazione finanziaria, può
completare anche la dimensione esterna delle politiche interne condotte nell'ambito
di altri programmi dell'UE (come le iniziative del programma quadro per la
ricerca e l'innovazione Horizon 2020, il programma per la competitività e le
PMI, inclusa la cooperazione in materia di turismo, il fondo per la migrazione
e il fondo per la sicurezza interna, nonché il programma "Erasmus per
tutti") nell'intento di evitare eventuali duplicazioni. Lo strumento può
anche sostenere altre politiche esterne dell'UE, come quella commerciale. Nel corso di tutta la fase di programmazione, saranno considerate la
coerenza e la complementarità con altri strumenti geografici di azione esterna,
in particolare lo strumento di cooperazione allo sviluppo, integrando al
contempo i principi di differenziazione e concentrazione.
2.           RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI CON LE
PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI DI IMPATTO
Fra il 26 novembre
2010 e il 31 gennaio 2011 la Commissione europea ha condotto una consultazione
pubblica sul futuro finanziamento dell'azione esterna dell'UE proponendo un
questionario online accompagnato dal documento esplicativo "Quali
strumenti finanziari per l'azione esterna dell'UE dopo il 2013?" preparato
dai servizi della Commissione e dal personale SEAE. 
La maggioranza degli intervistati (circa il 70%)
ha confermato che l'assistenza finanziaria dell'UE ha apportato un valore
aggiunto sostanziale nei principali settori politici sostenuti dagli strumenti
finanziari dell'UE per l'azione esterna[3].
Molti hanno menzionato il valore aggiunto dell'UE come il principale fattore
per il futuro: a loro parere, l'UE dovrebbe sfruttare questo vantaggio
comparativo, derivante dalla sua presenza sulla scena mondiale, dalla sua vasta
competenza, dalla sua natura sovranazionale e dal suo ruolo di facilitatore del
coordinamento, e le economie di scala.
Quasi tutti gli intervistati (92%) hanno
sostenuto un approccio più differenziato, a misura della situazione del paese
beneficiario e basato su criteri solidi e su una raccolta dati efficiente,
quale modalità per incrementare l'incidenza degli strumenti finanziari dell'UE.
Le opinioni espresse sulla semplificazione
degli strumenti e sull'equilibrio fra gli strumenti geografici e tematici sono
state diverse. Molti hanno espresso il timore che la riduzione del numero di
programmi tematici dell'UE possa comportare una diminuzione dei fondi totali
disponibili per l'azione tematica e hanno chiesto, invece, una semplificazione
delle norme che regolano l'accesso ai finanziamenti tematici e la loro
attuazione. Una consistente maggioranza ha ritenuto che aumentare la
flessibilità geografica degli strumenti dell'UE possa essere un modo per
rispondere alle sfide interregionali.
Alla richiesta di stilare una gerarchia dei
vari ambiti di interesse, la maggior parte dei soggetti interessati ha
menzionato "la stabilità macroeconomica e finanziaria e la crescita
economica" e la "promozione degli scambi e degli investimenti",
seguiti da "energia, efficienza delle risorse e cambiamenti climatici"
nonché "occupazione e questioni sociali (crescita inclusiva e lavoro
dignitoso)".
La stragrande maggioranza degli intervistati
ha convenuto anche che il settore privato è la principale forza trainante dello
sviluppo economico e, in quanto tale, contribuisce significativamente alla
crescita sostenibile. Per questa ragione, si sono espressi a favore di un
impegno più vasto dell'UE con le imprese in qualità di partner nell'UE e nei
paesi terzi, al fine di coinvolgere maggiormente il settore privato – sia dal
punto di vista finanziario che dell'acquisizione di conoscenze – in quanto
fattore di sviluppo sostenibile.
Molti hanno convenuto sul fatto che la
programmazione congiunta e il cofinanziamento con gli Stati membri potrebbero
aumentare l'impatto e la coerenza dell'azione esterna dell'UE, semplificare l'erogazione
degli aiuti e ridurre i costi complessivi delle transazioni.
Per quanto
concerne la valutazione del rendimento, ha ricevuto un ampio consenso, quale
mezzo per garantire che gli strumenti esterni dell'UE producano gli esiti
attesi, anche una maggior attenzione alle attività di monitoraggio durante la
realizzazione di progetti e programmi, insieme con una maggiore semplificazione
delle norme che disciplinano il finanziamento esterno.
Un gran numero di
soggetti interessati ha sostenuto lo sviluppo delle attività di informazione e
comunicazione per innalzare il profilo del finanziamento esterno dell'UE, in
particolare nei paesi beneficiari. Tuttavia, più che dall'aumento delle spese
destinate alla comunicazione, la visibilità dell'UE è rafforzata da politiche e
strategie efficaci e da una presenza effettiva nei paesi terzi. L'idea di
potenziare il ruolo di coordinamento dell'UE fra gli altri donatori e di
garantire che i partner incaricati dell'attuazione diano maggior visibilità ai
finanziamenti dell'UE è stata egualmente appoggiata con forza.
Prima di presentare la presente proposta
concernente lo strumento di partenariato, la Commissione ha preso in esame
quattro opzioni politiche: porre fine all'ICI; mantenere lo status quo;
modificare il DCI in modo da consentire di effettuare le spese che non
riguardano l'aiuto pubblico allo sviluppo, oppure introdurre un nuovo strumento
sulla base dell'ICI/ICI+.
Dopo attenta valutazione, non sono state
considerate soluzioni politicamente percorribili né la cessazione dell'ICI né
il mantenimento dello status quo. Circoscrivere le spese alle azioni
legate alla riduzione della povertà, oppure mantenere questo unico punto d'interesse
nella cooperazione con le economie emergenti, limiterebbe artificiosamente l'azione
esterna dell'UE e non terrebbe in debito conto gli interessi essenziali dell'Unione.
L'opzione relativa alla modifica dello
strumento di cooperazione allo sviluppo per consentire di effettuare spese non
collegate all'aiuto pubblico allo sviluppo avrebbe il vantaggio della coerenza
geografica (uno strumento per paese), ma si ritiene che essa verrebbe
notevolmente compromessa dalle difficoltà di gestire uno strumento con due
obiettivi molto diversi fra loro.
Valutazione degli impatti 
Economico
L'introduzione di un nuovo strumento di
partenariato aprirebbe all'UE un'altra possibilità di promuovere le proprie
imprese (soprattutto le PMI) e i propri prodotti. Il nuovo strumento
permetterebbe di sostenere le imprese dell'UE nei paesi terzi, erogando
incentivi per la competitività e l'innovazione dell'UE in modo complementare
alle azioni finanziate nel quadro del programma per la competitività e le PMI e
del programma Horizon 2020 (ricerca e innovazione). Consentirebbe inoltre di
promuovere gli scambi e gli investimenti internazionali dell'UE che a loro
volta potrebbero agevolare gli investimenti esteri nell'Unione. Lo strumento
può anche avere un ruolo negli scambi e nella cooperazione sud-sud, promuovendo
pratiche commerciali responsabili da parte dei nostri partner nei paesi terzi,
soprattutto nei paesi in via di sviluppo più poveri. Si potrebbero prendere in
considerazione svariati ambiti di cooperazione, fra cui i cambiamenti
climatici, l'energia[4],
l'ambiente, il ravvicinamento delle normative tecniche e la normalizzazione, la
responsabilità sociale delle imprese, i diritti di proprietà intellettuale, la
protezione dei dati personali, le migliori pratiche in materia di economia,
commercio, investimenti, fiscalità e finanza e il turismo. Ciò potrebbe
rafforzare la sicurezza economica dell'UE e creare nuovi posti di lavoro che,
in ultima analisi, sarebbero fattori di crescita economica. Il nuovo strumento
potrebbe promuovere forme già consolidate di cooperazione economica fra l'UE e
i paesi partner. In tale contesto, permetterebbe all'UE di garantire che la
concezione e l'attuazione del programma e delle politiche tengano debitamente
conto dei valori concernenti l'ambiente e le energie sostenibili, nonché delle
tematiche sociali e del lavoro e di altri aspetti relativi al benessere dei
cittadini.
Sociale
Grazie all'armonizzazione degli strumenti di
finanziamento dell'UE e degli Stati membri e tramite il sostegno alle attività
congiunte con altri donatori bilaterali e multilaterali, il nuovo strumento
potrebbe avere un'incidenza significativa sul tessuto sociale dei paesi
emergenti. Esso potrebbe sostenere le riforme dei sistemi previdenziali, le
politiche nazionali per l'occupazione, le politiche nazionali di sviluppo della
formazione e delle competenze, i programmi e le misure di rafforzamento del
sistema dell'istruzione, della ricerca e dell'innovazione al fine di rafforzare
le "reti" di sicurezza nazionali. La creazione di ulteriori posti di
lavoro "verdi" aumenterebbe il reddito e rafforzerebbe la coesione
sociale e le strategie di riduzione della povertà a livello nazionale. A tal
riguardo, contribuirebbe a realizzare con successo l'agenda sociale
internazionale promossa dall'OIL e dal G8/G20. 
Ambientale
Il partenariato dell'UE nell'ambito del nuovo
strumento sarà rivolto a stimolare e sostenere la crescita e la sostenibilità
ambientale a lungo termine. A tal riguardo, si prevede che il nuovo strumento
possa svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere le azioni e i dialoghi
politici dell'UE e dei paesi partner in materia di ambiente e di cambiamenti
climatici. Lo strumento potrebbe sostenere un modello di economia a basse
emissioni di carbonio proponendo incentivi al settore privato europeo. Sulla
base del successo ottenuto con la convenzione delle Nazioni Unite sui
cambiamenti climatici COP-16 a Cancún, lo strumento potrebbe aiutare le imprese
dell'UE a sviluppare politiche efficaci e a basso costo per conseguire
obiettivi ecologici nei paesi partner. Inoltre, i paesi partner potrebbero
essere aiutati a trarre appieno i benefici dell'innovazione prodotti a livello
ambientale, ecologico e sul piano dell'efficienza energetica. Lo strumento
potrebbe anche promuovere la transizione verso un'economia verde ed efficiente
nell'impiego delle risorse. La domanda crescente di beni che proviene dalle
economie emergenti significa che bisogna promuovere lo scambio delle migliori
pratiche nel settore privato e le politiche di appalto "verdi". Con
questo strumento sarebbe possibile una cooperazione volta a comprendere meglio
i costi economici e sociali della perdita delle biodiversità e del degrado dell'ecosistema
in paesi di importanza planetaria.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
Nel dibattito tenuto dall'autorità legislativa
in merito alla proposta della Commissione sull'ICI+ (COM/2009/197) e
successivamente all'entrata in vigore del trattato di Lisbona, le tre
istituzioni hanno convenuto di utilizzare come base per la realizzazione di
attività che vanno al di là della cooperazione allo sviluppo nei paesi in via
di sviluppo l'articolo 207, paragrafo 2, e l'articolo 209, paragrafo 1, del
trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Per i paesi "diversi dai
paesi in via di sviluppo", si rimanda all'articolo 212, paragrafo 2, del
TFUE. 
A seguito di tale accordo, pertanto, lo
strumento di partenariato proposto avrebbe come base giuridica i seguenti tre
articoli del TFUE considerati nel loro insieme: articolo 212, paragrafo 2,
articolo 207, paragrafo 2, e articolo 209, paragrafo 1.
L'UE
ha concluso numerosi accordi internazionali con i paesi partner di tutto il
mondo, in misura di gran lunga superiore ai singoli Stati membri, il che le consente
di esercitare influenza praticamente in tutti i settori delle relazioni
internazionali. Con i suoi 27 Stati membri
che agiscono nell'ambito di
politiche e strategie comuni, l'UE
possiede la massa critica necessaria per rispondere alle sfide planetarie.
Inoltre, l'UE è la sola a trovarsi in una posizione che le consente di
promuovere le norme e gli standard dell'UE per farne degli standard mondiali
attraverso la cooperazione internazionale.
Lo
strumento di partenariato proposto apporterà maggior valore aggiunto rispetto
alla situazione attuale, in quanto integra la strategia "Europa 2020"
basata sulla cooperazione orientata alla crescita "verde", si
incentra maggiormente sugli interessi dell'UE nella cooperazione con i paesi
emergenti e industrializzati e si concentra in particolare sul miglioramento
del clima imprenditoriale, degli investimenti, del commercio, della ricerca e
dell'innovazione. Esso dovrebbe sviluppare un'agenda proattiva di reciproci
interessi con i paesi partner, soprattutto con i partner strategici dell'UE.
Il
nuovo strumento di partenariato consentirebbe inoltre all'UE di onorare meglio
i propri impegni nei confronti dei paesi terzi con cui ha siglato accordi di
partenariato e cooperazione o accordi quadro. Esso potrebbe conferire maggiore
credibilità e coerenza alla politica esterna dell'UE, che collega la promozione
dei suoi valori e interessi con le attività di cooperazione specifiche. Nel
quadro degli accordi stipulati, lo strumento di partenariato potrebbe anche
fungere da catalizzatore di progetti congiunti dell'UE e degli Stati membri, le
cui disposizioni sono vincolanti sia per l'UE che per gli Stati membri. Lo
strumento sosterrebbe infine le politiche regionali e bilaterali dell'UE,
nonché i suoi impegni nei confronti dei processi di cooperazione e degli
organismi regionali e internazionali.
Le attività di cooperazione economica dell'UE,
i dialoghi con le imprese e altre forme di azione economica esterna potrebbero
essere un potente strumento di politica estera contribuendo a veicolare la
visibilità e l'influenza dell'UE all'esterno. Verrebbe in questo modo
realizzata l'ambizione dell'UE di diventare protagonista della scena economica
e politica internazionale, sia a livello bilaterale che nell'ambito di
organismi multilaterali come il G20.
Inoltre,
rispetto all'attuale situazione nel quadro dell'ICI, lo strumento di
partenariato potrebbe migliorare la frequenza e la fattibilità delle azioni
congiunte con gli Stati membri dell'UE e promuovere l'adozione di modalità
innovative per mobilitare le risorse. Saranno disponibili maggiori risorse
finanziarie a sostegno delle operazioni di cofinanziamento con gli Stati membri
dell'UE nel quadro degli aiuti bilaterali o nella cooperazione con gli enti o le
agenzie finanziarie. La programmazione pluriennale consentirebbe alle imprese
di condurre azioni maggiormente strutturate e integrate e renderebbe più
agevole realizzare partenariati pubblici e privati coinvolgendo diversi
soggetti interessati provenienti dal mondo dell'imprenditoria europea. La
combinazione di prestiti e sovvenzioni potrebbe anche diventare l'opzione
prescelta, se del caso. 
Scelta degli strumenti
La Commissione ritiene che ampliare la portata
dello strumento di cooperazione allo sviluppo per coprire anche le azioni non
concernenti lo sviluppo comporti un rischio di tensione fra diversi obiettivi e
possa causare notevoli ritardi nel processo decisionale e nell'attuazione. Essa
raccomanda di istituire un unico strumento complessivo che si incentri sulla
difesa degli interessi essenziali dell'UE e che si rivolga alle questioni di
portata planetaria, definendo una gamma ben precisa di attività. Pertanto, la
Commissione raccomanda di proporre un nuovo strumento.
La presentazione della proposta di un nuovo
strumento è considerata la migliore opzione. Esiste un ampio consenso in merito
al proseguimento dell'attuale serie di strumenti finanziari, per quanto sia
necessario che questi tengano conto delle modifiche istituzionali apportate dal
trattato di Lisbona. Nell'ambito di questa opzione, l'attuale struttura degli
strumenti, che tanto le parti interessate quanto gli Stati membri dell'UE
considerano pertinente e appropriata, rimarrebbe in larga misura invariata.
Tuttavia, un nuovo strumento di partenariato, di portata mondiale e con
obiettivi mirati, contribuirà ad adeguare profondamente i metodi esistenti di
definizione delle politiche, programmazione e conseguimento di risultati.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La dotazione finanziaria proposta per lo strumento
di partenariato ammonta a un totale di 1 131 milioni di euro, ai prezzi
correnti, per il periodo 2014-2020. Tale importo è compatibile con la rubrica 4
"Ruolo mondiale dell'Europa" del quadro finanziario proposto per il
periodo 2014-2020. 
Per garantire la prevedibilità, un importo
indicativo è assegnato alle attività nel campo dell'istruzione superiore dei
paesi terzi nell'ambito del programma "Erasmus per tutti", in linea
con gli obiettivi dell'azione esterna dell'Unione, reso disponibile attraverso 2 assegnazioni
annue che si limitano a coprire rispettivamente i primi 4 anni e i 3 anni
restanti. Tale finanziamento si riflette nella programmazione indicativa
pluriennale dello strumento di partenariato, in linea con le necessità e le
priorità individuate dei paesi interessati. Le assegnazioni possono essere
riviste in caso di circostanze impreviste o di profondi mutamenti politici in
linea con le priorità esterne dell'Unione. Le disposizioni del regolamento (UE)
n. [...] del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce "ERASMUS
per tutti"[5]
si applicano all'utilizzo di tali fondi.
5.           ELEMENTI FACOLTATIVI
Semplificazione
Nel quadro del nuovo regolamento, come in altri
programmi nell'ambito del quadro finanziario pluriennale, è prioritario per la Commissione
semplificare il contesto normativo e facilitare l'accesso al sostegno dell'Unione
per i paesi e le regioni partner, le organizzazioni della società civile, ecc.
nella misura in cui perseguono gli obiettivi del regolamento.
Il nuovo
regolamento PI consentirà di adottare più agevolmente le misure di esecuzione e
quindi di avere un maggior margine d'azione nella cooperazione. Inoltre, la
revisione del regolamento finanziario, che è particolarmente consistente per
quanto concerne le disposizioni speciali in materia di azione esterna,
agevolerà la partecipazione delle organizzazioni della società civile e delle
PMI ai programmi di finanziamento, ad esempio semplificando la normativa,
riducendo i costi di partecipazione e accelerando le procedure di aggiudicazione.
La Commissione intende attuare il presente regolamento avvalendosi delle nuove
procedure flessibili previste dal regolamento finanziario rivisto.
Le norme di esecuzione sono contenute nel regolamento (UE) n. [--] del
Parlamento europeo e del Consiglio, del [--], che stabilisce norme e procedure
comuni per l'esecuzione degli strumenti di azione esterna dell'Unione.
2011/0411 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
che istituisce uno strumento di partenariato
per la cooperazione con i paesi terzi
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 207, paragrafo 2, l'articolo 209,
paragrafo 1, e l'articolo 212, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
Il presente regolamento costituisce uno degli
strumenti che forniscono sostegno diretto alle politiche esterne dell'Unione
europea. Esso sostituisce il regolamento (CE) n. 1934/2006 del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 21 dicembre 2006, che istituisce uno strumento
finanziario per la cooperazione con paesi e territori industrializzati e con
altri ad alto reddito (ICI)[6].
(2)              
Da dieci anni a questa parte, l'Unione europea ha notevolmente
intensificato le sue relazioni bilaterali con una vasta gamma di paesi e
territori industrializzati o ad alto reddito di varie regioni del mondo,
soprattutto nell'America settentrionale, nell'Asia orientale e nell'Australasia,
ma anche nell'Asia sudorientale e nella regione del Golfo. 
(3)              
Inoltre, dal 2007 l'Unione ha rafforzato e
approfondito la cooperazione e il partenariato con i paesi in via di sviluppo e
in transizione di Asia, Asia centrale e America latina, nonché con l'Irak, l'Iran,
lo Yemen e il Sudafrica, a norma del regolamento (CE) n. 1905/2006 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che
istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo
(DCI). 
(4)              
L'ambito di applicazione della cooperazione nel
quadro dei programmi geografici con i paesi, i territori e le regioni in via di
sviluppo stabilito dallo strumento di cooperazione allo sviluppo si limita al
finanziamento delle misure che soddisfano i criteri per l'aiuto pubblico allo
sviluppo (APS) definiti dal comitato per l'aiuto allo sviluppo dell'Organizzazione
per la cooperazione e lo sviluppo economici (DAC/OCSE).
(5)              
Sono state definite azioni preparatorie, come i
dialoghi con le imprese, la promozione del commercio e gli scambi scientifici,
allo scopo di rafforzare e approfondire la cooperazione in settori diversi da
quelli dello strumento di cooperazione allo sviluppo con India e Cina e con i
paesi del gruppo a reddito medio in Asia e in America latina. 
(6)              
Inoltre, l'Unione ha rafforzato le sue relazioni
bilaterali con altri paesi in via di sviluppo a reddito medio che hanno un
ruolo di crescente importanza in Asia e America latina, estendendo il
partenariato di cooperazione e i dialoghi politici a settori e argomenti che
vanno al di là della cooperazione allo sviluppo. Anche nel caso della Russia,
le relazioni hanno subito un'evoluzione tramite il partenariato UE-Russia per
la modernizzazione, che sottolinea l'importanza della Russia quale partner
strategico dell'Unione sia nelle relazioni bilaterali che nelle questioni a
livello mondiale.
(7)              
È nell'interesse dell'Unione approfondire le relazioni con i partner
che hanno un ruolo sempre maggiore nell'economia e nel commercio internazionale, negli scambi e nella
cooperazione sud-sud, nei consessi multilaterali, compreso il gruppo dei venti
ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali (G 20),
nella governance mondiale e nell'affrontare i problemi a livello
planetario. È opportuno che l'Unione costruisca un partenariato generale con i
nuovi protagonisti della scena internazionale, per sostenere un ordine
internazionale stabile e inclusivo, promuovere i beni pubblici globali,
difendere gli interessi essenziali dell'Unione e migliorare la conoscenza dell'Unione
da parte di questi paesi. 
(8)              
È necessario che l'UE si doti di uno strumento
finanziario di portata mondiale per finanziare misure che potrebbero non essere
classificate come APS pur essendo di fondamentale importanza per approfondire e
consolidare le sue relazioni con i paesi partner interessati, in particolare
tramite i dialoghi politici e lo sviluppo di partenariati.
(9)              
Fatta salva un'attenzione particolare per i
protagonisti sulla scena mondiale, il presente regolamento dovrebbe avere
portata planetaria e consentire di sostenere le misure di cooperazione con i
paesi in via di sviluppo nei quali l'Unione ha interessi significativi,
conformemente agli obiettivi del presente regolamento.
(10)          
Con la strategia "Europa 2020"[7] l'Unione ha ribadito il suo
forte impegno a promuovere, nell'ambito della propria politica interna ed
esterna, una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile raggruppando i
seguenti tre pilastri: economico, sociale e ambientale. 
(11)          
Nelle sue relazioni con i partner a livello
mondiale, l'Unione è determinata a promuovere un lavoro dignitoso per tutti,
oltre che a sostenere la ratifica e l'effettiva applicazione delle norme sul
lavoro riconosciute a livello internazionale e degli accordi ambientali
multilaterali.
(12)          
In particolare, la lotta ai cambiamenti climatici è
riconosciuta come una delle grandi sfide che si pongono all'Unione e che
richiedono un'azione urgente a livello internazionale. Conformemente alle
intenzioni espresse nella comunicazione della Commissione "Un bilancio per
la strategia Europa 2020"[8]
di portare almeno al 20% la dotazione di bilancio dell'UE consacrata al clima,
il presente regolamento dovrebbe contribuire a tale scopo.
(13)          
L'Unione si impegna a contribuire al conseguimento
degli obiettivi di biodiversità a livello mondiale entro il 2020 ed a
partecipare alla strategia per la mobilitazione delle risorse ad essi
associata.
(14)          
Nel quadro del presente regolamento, l'Unione
dovrebbe sostenere l'attuazione della strategia "Europa 2020", in
particolare gli obiettivi concernenti i cambiamenti climatici, la transizione
verso un'economia più verde e l'efficienza energetica, il commercio e gli
investimenti, la cooperazione con i paesi terzi a livello imprenditoriale e
normativo, nonché promuovere la diplomazia pubblica, la cooperazione in materia
di istruzione e accademica e altre attività di sensibilizzazione. 
(15)          
La promozione di
iniziative di cooperazione e partenariato diversificate nell'ambito di un solo strumento,
inoltre, dovrebbe consentire di conseguire economie di scala, effetti
sinergici, maggior efficacia, un processo decisionale e una gestione più snelli
e un grado elevato di visibilità per l'azione
esterna dell'Unione.
(16)          
Per conseguire gli obiettivi del presente
regolamento è necessario adottare un approccio
flessibile e differenziato, sviluppando modelli di cooperazione con i
principali paesi partner che tengano conto dei relativi contesti economici,
sociali e politici, nonché degli interessi specifici, delle priorità politiche
e delle strategie dell'Unione, riservandosi al contempo la possibilità
di intervenire in tutto il mondo, se necessario. 
(17)          
L'Unione dovrebbe poter rispondere con flessibilità
e tempestività alle mutate esigenze e/o in caso di imprevisti, affinché siano
più efficaci gli sforzi volti a promuovere i suoi interessi nelle relazioni con
i paesi terzi, adottando misure speciali non contemplate dai programmi
indicativi pluriennali.
(18)          
Poiché gli obiettivi del presente regolamento non
possono essere conseguiti in maniera sufficiente dagli Stati membri e, in
ragione della portata dell'azione, possono quindi essere conseguiti meglio a
livello dell'Unione, l'Unione può adottare misure conformemente al principio di
sussidiarietà e proporzionalità ai sensi dell'articolo 5 del trattato sull'Unione
europea. Conformemente al principio di proporzionalità, come indicato nel
summenzionato articolo, il presente regolamento non va al di là di quanto
necessario per realizzare tali obiettivi.
(19)          
Al fine di adeguare la portata del presente
regolamento alla realtà in rapida evoluzione nei paesi terzi, il potere di
adottare atti a norma dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione
europea sarà delegato alla Commissione nel rispetto dei settori dettagliati di
cooperazione definiti all'allegato. È particolarmente importante che la
Commissione conduca consultazioni adeguate durante i lavori preparatori, anche
a livello di esperti. Nel preparare gli atti delegati, la Commissione
provvederà alla contemporanea, tempestiva e adeguata trasmissione dei documenti
in questione al Parlamento europeo e al Consiglio.
(20)          
Allo scopo di assicurare condizioni uniformi per l'attuazione
del presente regolamento devono essere conferite alla Commissione competenze di
esecuzione. Tali competenze devono essere esercitate a norma del regolamento
(UE) n. 182/2011, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i
principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati
membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla
Commissione[9].
Vista la natura di questi atti di esecuzione, in particolare la loro natura di
orientamento politico o le loro implicazioni finanziarie, per la loro adozione
deve essere utilizzata, in linea di massima, la procedura di esame, fatta
eccezione per le misure tecniche di esecuzione di entità finanziaria limitata.
(21)          
Le norme e le procedure comuni per l'attuazione
degli strumenti per l'azione esterna dell'Unione sono stabilite dal regolamento
(UE) n. …/… del Parlamento europeo e del Consiglio, del ..., di seguito
definito il "regolamento di esecuzione comune".
(22)          
L'organizzazione e il funzionamento del servizio
europeo per l'azione esterna sono descritti nella decisione 2010/427/UE del
Consiglio, 
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Oggetto e finalità
(1)                   
Il presente regolamento istituisce uno strumento di
partenariato per la cooperazione con i paesi terzi al fine di far progredire e
promuovere gli interessi dell'UE e reciproci. Lo strumento di partenariato va a
sostegno di misure che rispondono in modo efficace e flessibile agli obiettivi
scaturiti dalle relazioni bilaterali, regionali o multilaterali dell'Unione con
i paesi terzi e affronta questioni di portata planetaria.
(2)                   
Le misure da finanziare nell'ambito del presente strumento
fanno riferimento ai seguenti obiettivi specifici dell'Unione:
(a)         
attuare la dimensione internazionale indicata nella
strategia "Europa 2020", tramite il sostegno alle strategie di
partenariato per la cooperazione bilaterale, regionale e interregionale, la
promozione dei dialoghi politici e lo sviluppo di approcci e risposte
collettivi alle sfide di portata planetaria, quali la sicurezza energetica, i
cambiamenti climatici e l'ambiente. Questo obiettivo è misurato tramite l'adozione
delle politiche e degli obiettivi della strategia "Europa 2020" da
parte dei principali paesi partner;
(b)         
migliorare l'accesso al mercato e sviluppare gli
scambi, gli investimenti e le opportunità imprenditoriali per le imprese
europee tramite partenariati economici e cooperazione commerciale e normativa.
Questo obiettivo è misurato sulla base della quota di commercio estero dell'Unione
con i principali paesi partner e dei flussi di scambi e investimenti verso i
paesi partner destinatari di azioni, programmi e misure ai sensi del presente
regolamento; 
(c)         
migliorare la comprensione e ampliare la visibilità
dell'Unione e il suo ruolo sulla scena mondiale tramite la diplomazia pubblica,
la cooperazione in materia di istruzione e accademica e attività di
sensibilizzazione per la promozione dei valori e degli interessi dell'UE. Tale
obiettivo può essere misurato, fra l'altro, tramite sondaggi d'opinione
o valutazioni.
Articolo 2
Campo di applicazione
(1)                   
Tutti i paesi terzi, le regioni e i territori
possono essere ammissibili alla cooperazione nell'ambito del presente
regolamento.
(2)                   
Tuttavia, il presente regolamento sostiene in primo
luogo le misure di cooperazione con i paesi sviluppati e in via di sviluppo che
svolgono un ruolo sempre più preminente in ambito economico e commerciale a
livello internazionale, nei consessi multilaterali, nella governance
mondiale e nell'affrontare sfide di portata planetaria e nei quali l'Unione ha
interessi significativi. 
Articolo 3
Principi generali
(1)                   
L'Unione si adopera per promuovere, sviluppare e
consolidare i valori di libertà, democrazia, rispetto dei diritti umani e delle
libertà fondamentali e lo Stato di diritto, su cui essa si basa, attraverso il
dialogo e la cooperazione con i paesi terzi. 
(2)                   
Per migliorare l'incidenza del sostegno dell'Unione,
si persegue un approccio differenziato e flessibile, se del caso, nella
concezione della cooperazione con i paesi partner
al fine di tener conto del loro contesto economico, sociale e politico e degli
interessi specifici, delle priorità politiche e delle strategie dell'Unione.

(3)                   
Nell'ambito delle rispettive sfere di competenza, l'Unione
e gli Stati membri promuovono un approccio multilaterale alle sfide globali e
incoraggiano la cooperazione con le organizzazioni e gli organismi
multilaterali o regionali, quali le istituzioni finanziarie internazionali, le
agenzie, i fondi e i programmi dell'ONU, l'OCSE e il gruppo dei venti ministri
delle finanze e governatori delle banche centrali (G20) nonché altri donatori
bilaterali. 
(4)                   
Nell'attuazione del presente regolamento, l'Unione
intende garantire la coerenza con altri settori della sua azione esterna, in
particolare lo strumento di cooperazione allo sviluppo per i paesi in via di
sviluppo, nonché con altre politiche pertinenti dell'Unione in sede di formulazione delle politiche,
pianificazione e programmazione strategica e attuazione delle misure.
(5)                   
Le misure finanziate nell'ambito del presente
regolamento si basano, se del caso, sulle politiche in materia di cooperazione
stabilite da strumenti quali accordi, dichiarazioni e piani d'azione fra l'Unione
e i paesi terzi e le regioni interessate e riguardano anche le regioni in cui
si concentrano gli interessi specifici, le priorità politiche e le strategie
dell'Unione. 
(6)                   
Il sostegno dell'Unione nell'ambito del presente
regolamento sarà attuato conformemente al regolamento di esecuzione comune.
Articolo 4
Settori di cooperazione
Nell'allegato si elencano in dettaglio i
settori di cooperazione oggetto del sostegno dell'Unione ai sensi del presente
regolamento. La Commissione ha la competenza per adottare atti delegati, a
norma dell'articolo 7, al fine di modificare o integrare l'allegato. 
Articolo 5
Programmazione e assegnazione indicativa dei fondi
(1)                   
La Commissione adotta programmi indicativi
pluriennali conformemente alla procedura di esame di cui all'articolo 15,
paragrafo 3, del regolamento di esecuzione comune. Tale procedura si applica
anche alle revisioni sostanziali che operano un cambiamento significativo nella
strategia o nella sua programmazione.
(2)                   
I programmi indicativi pluriennali illustrano gli
interessi strategici e/o reciproci e le priorità dell'Unione, nonché i suoi
obiettivi specifici e i risultati previsti. Per i paesi o le regioni per i
quali è stato elaborato un documento quadro congiunto, che stabilisce una
strategia generale dell'Unione, i programmi indicativi pluriennali si basano su
questo documento.
(3)                   
I programmi
indicativi pluriennali stabiliscono inoltre i settori prioritari selezionati
per il finanziamento da parte dell'Unione e definiscono le assegnazioni finanziarie indicative, in termini
totali, per settore prioritario e per paese partner o gruppo di paesi partner
nel periodo in questione, compresa la partecipazione alle iniziative a livello
mondiale, eventualmente con l'indicazione
di un importo massimo e minimo. 
(4)                   
I programmi indicativi pluriennali sono
eventualmente soggetti ad adeguamento, anche in funzione delle revisioni
intermedie o ad hoc dei documenti di riferimento sui quali si basano.
(5)                   
Per i fondi non assegnati con i programmi
indicativi pluriennali può essere istituita una riserva. L'assegnazione di tali
fondi è decisa conformemente al regolamento di esecuzione comune.
(6)                   
Non è necessario avvalersi della procedura di esame
di cui al paragrafo 1 per modifiche non sostanziali ai programmi indicativi
pluriennali, quali gli adeguamenti tecnici, la riassegnazione dei fondi nell'ambito
delle assegnazioni indicative per settore prioritario o in caso di aumento o
diminuzione dell'importo delle dotazioni totali iniziali in misura inferiore al
20%, purché dette modifiche non pregiudichino i settori prioritari e gli
obiettivi definiti nei programmi indicativi pluriennali. Tali adeguamenti sono
comunicati al Parlamento europeo e al Consiglio entro un mese. 
(7)                   
La procedura di cui all'articolo 15, paragrafo 4,
del regolamento di esecuzione comune può essere applicata per modificare i
programmi indicativi pluriennali qualora sia necessaria una risposta rapida da
parte dell'Unione. 
Articolo 6
Comitato
La Commissione è assistita dal comitato dello
strumento di partenariato. Tale comitato è un comitato ai sensi del regolamento
(UE) n. 182/2011.
Articolo 7
Esercizio della delega
(1)                   
La delega di potere di cui all'articolo 4 è
conferita per il periodo di validità del presente regolamento.
(2)                   
La delega di poteri può essere revocata in
qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di
revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della
decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione
nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi
specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.
(3)                   
Non appena adottato un atto delegato, la
Commissione lo notifica simultaneamente al Parlamento europeo e al Consiglio.
(4)                   
L'atto delegato entra in vigore solo se né il
Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine
di due mesi dalla data in cui esso è stato notificato o se, prima della
scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno
informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è
prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.
Articolo 8
Importo finanziario di riferimento
1.           L'importo finanziario di
riferimento per l'attuazione del presente regolamento per il periodo compreso
fra il 2014 e il 2020 è fissato a 1 131 000 000 euro. Gli
stanziamenti annuali sono autorizzati dall'autorità di bilancio quale parte
della procedura annuale di bilancio, entro i limiti del quadro finanziario
pluriennale.
2.           Come specificato all'articolo
13, paragrafo 2, del regolamento "Erasmus per tutti", nell'intento di
promuovere la dimensione internazionale dell'istruzione superiore, un importo
indicativo di 1 812 100 000 euro proveniente dai diversi
strumenti di azione esterna (strumento di cooperazione allo sviluppo, strumento
europeo di vicinato, strumento di assistenza preadesione, strumento di
partenariato e Fondo europeo di sviluppo) sarà assegnato ad azioni di mobilità
a scopo di apprendimento da o verso paesi terzi nonché alla cooperazione e al
dialogo politico con le autorità/istituzioni/organizzazioni di questi paesi. Le
disposizioni del regolamento "Erasmus per tutti" si applicano all'utilizzo
di tali fondi.
Il finanziamento è reso disponibile attraverso 2
assegnazioni pluriennali limitate, rispettivamente, ai primi 4 anni e ai 3 anni
rimanenti. Tale finanziamento si riflette nella programmazione indicativa
pluriennale dei relativi strumenti, in linea con le necessità e le priorità
individuate dei paesi interessati. Le assegnazioni possono essere riviste in
caso di circostanze impreviste o di profondi mutamenti politici in linea con le
priorità esterne dell'UE.
Articolo 9 
Servizio europeo per l'azione esterna
L'applicazione del presente regolamento è
conforme alla decisione 2010/427/UE del Consiglio che fissa l'organizzazione e
il funzionamento del servizio europeo per l'azione esterna. 
Articolo 10
Entrata in vigore
1.                      
Il presente regolamento entra in vigore il terzo
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione
europea. Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2014.
2.                      
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i
suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri. 
Fatto a 
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
ALLEGATO
DETTAGLIO
DEI SETTORI DI COOPERAZIONE NELL'AMBITO DELLO STRUMENTO DI PARTENARIATO
Ai fini degli obiettivi di cui all'articolo 1,
il sostegno dell'Unione può comprendere, tra l'altro, i seguenti settori
di cooperazione:
a)           il sostegno a iniziative specifiche,
compresi lavori di ricerca, studi, azioni pilota o progetti comuni destinati a
rispondere in maniera efficace e flessibile agli obiettivi di cooperazione derivanti
dalle relazioni dell'Unione con i paesi terzi interessati;
b)           la promozione di cooperazione,
partenariati e iniziative comuni fra i soggetti economici, sociali, culturali,
governativi e scientifici nell'Unione e nei paesi terzi;
c)           l'agevolazione (e il sostegno) delle
relazioni commerciali e dei processi d'integrazione commerciale, tra cui le
relazioni sud-sud, il sostegno ai flussi d'investimento e ai partenariati
economici dell'Unione, particolarmente incentrati sulle piccole e medie
imprese;
d)           la promozione dei dialoghi politici
e settoriali fra i soggetti politici, economici, normativi, ambientali,
sociali, della ricerca e culturali e le organizzazioni non governative dell'Unione
e di altri paesi;
e)           la promozione di attività di
sensibilizzazione, di scambio intellettuale e il rafforzamento del dialogo
interculturale;
f)            la promozione di iniziative e
azioni d'interesse per l'Unione o reciproco in settori quali i cambiamenti
climatici, le questioni ambientali come la biodiversità, l'uso efficiente delle
risorse, le materie prime, l'energia, i trasporti, la scienza, la ricerca e l'innovazione,
l'occupazione e la politica sociale, lo sviluppo sostenibile, compresa la
promozione di un lavoro dignitoso, la responsabilità sociale delle imprese, gli
scambi e la cooperazione sud‑sud, l'istruzione, la cultura, il turismo,
le tecnologie dell'informazione e della comunicazione, la salute, la giustizia,
le dogane, la fiscalità, la finanza, la statistica e qualsiasi altra questione
riguardante gli interessi specifici dell'Unione o di reciproco interesse per l'Unione
e i paesi terzi;
g)           il miglioramento della conoscenza e
della comprensione dell'Unione e della sua visibilità nei paesi terzi.
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 
              2.2.    Sistema
di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate 
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi dell'incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza prevista
sugli stanziamenti operativi 
              3.2.3. Incidenza prevista
sugli stanziamenti di natura amministrativa
              3.2.4. Compatibilità con il
quadro finanziario pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione di
terzi al finanziamento 
              3.3     Incidenza
prevista sulle entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
1.1.        Titolo della
proposta/iniziativa 
Proposta di regolamento (UE) n.…… del Parlamento europeo e del
Consiglio che istituisce uno strumento di partenariato per la cooperazione
con i paesi terzi
1.2.        Settore/settori
interessati nella struttura ABM/ABB[10] 
Titolo
19: Relazioni esterne
Attività 19 05: Relazioni e cooperazione con i
paesi terzi industrializzati.
Il
titolo di questo capitolo di bilancio 19 05 corrisponde all'attuale struttura
degli strumenti finanziari 2007-2013 e propone di mantenere la stessa attività 19
05 ma di modificare il titolo del capitolo per il periodo 2014-2020 come segue:
19 05: Cooperazione con i paesi
terzi nell'ambito dello strumento di partenariato
1.3.        Natura della
proposta/iniziativa 
x La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto
pilota/un'azione preparatoria[11]

¨ La proposta/iniziativa riguarda la proroga
di un'azione esistente 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda un'azione riorientata verso una nuova azione 
1.4.        Obiettivi
1.4.1.     Obiettivo/obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa 
Il presente strumento
finanziario mira a sostenere il seguente obiettivo strategico, come definito
nella comunicazione della Commissione "Un bilancio per la strategia Europa
2020 – Parte II" del 29 giugno 2011 (COM(2011) 500 – Un bilancio per la
strategia Europa 2020 - Parte II. Scheda tematica "Azione esterna",
pag. 42):
"Proiettando le strategie
dell'UE verso le più scottanti sfide planetarie, quali la lotta contro i
cambiamenti climatici, l'inversione del processo di impoverimento della
biodiversità e la protezione dei beni pubblici e delle risorse globali. La
Commissione propone di elaborare con i paesi terzi un programma proattivo
relativo agli interessi UE e agli interessi reciproci, in cui vengano
privilegiati i partner strategici."
1.4.2.     Obiettivo/obiettivi specifici
e attività ABM/ABB interessate 
Nell'ambito dell'attività 19 05, saranno perseguiti i tre
obiettivi specifici che seguono:
1) attuare la dimensione internazionale della strategia "Europa
2020" tramite il sostegno alle strategie di partenariato per la
cooperazione bilaterale, regionale e interregionale dell'Unione, promuovendo i
dialoghi politici e sviluppando approcci e risposte collettivi alle sfide di
portata planetaria;
2)
migliorare l'accesso al mercato e potenziare gli scambi, nonché le opportunità
di investimento e commerciali per le imprese europee, tramite i partenariati
economici e la cooperazione commerciale e normativa;
3)
migliorare la forte presenza dell'Europa nell'economia globale e il suo ruolo
sulla scena mondiale tramite il sostegno alla diplomazia pubblica, la
cooperazione in materia di istruzione e accademica e le attività di
sensibilizzazione e di messa in rete per la promozione dei valori e degli
interessi dell'UE.
Attività ABM/ABB interessate
Occorre ridenominare l'attività 19 05
come segue: Cooperazione con i paesi terzi nell'ambito dello strumento di
partenariato
1.4.3.     Risultati e incidenza previsti
Uno strumento di partenariato innovativo
consentirebbe all'UE di portare avanti le proprie politiche a livello mondiale.

Incidenza sull'economia dell'UE e sui dialoghi economici dell'UE con i
paesi partner
L'attuazione di un nuovo strumento di partenariato offrirebbe all'UE un'altra
opportunità per la promozione delle proprie imprese (soprattutto le PMI) e dei
propri prodotti. Il programma potrebbe infatti fornire il sostegno finanziario
necessario per promuovere le imprese dell'UE nei paesi terzi e incentivi alla
competitività e all'innovazione dell'UE con modalità che rimarrebbero
complementari alle azioni finanziate nel quadro del programma per la
competitività e le PMI e del programma Horizon 2020 (ricerca e innovazione), sostenendo
altresì il commercio internazionale e gli investimenti dell'UE che, a loro
volta, potrebbero agevolare gli investimenti esteri nell'UE. Si potrebbero
prendere in considerazione svariati ambiti di cooperazione, fra cui i
cambiamenti climatici, l'ambiente, il ravvicinamento delle normative tecniche e
la normalizzazione, la responsabilità sociale delle imprese, i diritti di
proprietà intellettuale, la protezione dei dati personali, le migliori pratiche
in materia di economia, commercio, fiscalità e finanza, il commercio e la
cooperazione sud-sud. Operando in tal modo si potrebbe rafforzare la sicurezza
economica dell'UE ed eventualmente creare nuovi posti di lavoro che, alla fine,
costituirebbero un fattore di crescita economica.
Lo strumento potrebbe rafforzare le relazioni commerciali dell'UE con i
paesi partner che hanno un'incidenza positiva sulla bilancia dei pagamenti dell'UE
e sulle relazioni economiche e commerciali con il resto del mondo, pur
rispettando i principi di accesso al mercato e di mercato aperto. In questa
veste, esso potrebbe altresì contribuire a contenere il rischio di
protezionismo, nonché a sostenere la competitività internazionale e il processo
di globalizzazione in corso, avendo al contempo la garanzia che tutti i paesi
ne traggano beneficio, conformemente ai principi della strategia "Europa 2020".
Il nuovo strumento di partenariato potrebbe inoltre contribuire a
sostenere la competitività dell'UE tramite lo sviluppo mirato delle risorse
umane: la disponibilità di personale altamente qualificato e la sua capacità d'innovazione
e di integrazione degli sviluppi scientifici e tecnologici è una condizione
indispensabile per la prosperità economica.
Incidenza economica sui paesi partner 
Il nuovo strumento potrebbe promuovere forme già consolidate di
cooperazione economica fra l'UE e i paesi partner. In tale contesto,
permetterebbe all'UE di garantire che la progettazione e l'attuazione del
programma politico tengano debitamente conto dei valori concernenti l'ambiente
e le energie sostenibili, nonché delle tematiche sociali e occupazionali e di
altre questioni relative al benessere dei cittadini.
Inoltre, i maggiori investimenti da parte delle imprese europee
contribuirebbero alla crescita economica dei paesi ospitanti. Le azioni volte
alla promozione della responsabilità sociale delle imprese, infatti,
miglioreranno le legislazioni sociali, occupazionali e ambientali e la relativa
attuazione anche nel paese partner.
Contribuendo all'assistenza tecnica, lo strumento potrebbe individuare
percorsi sostenibili per il risanamento delle finanze rivolto alla promozione
della crescita, aiutando in tal modo i paesi impegnati a tenere sotto controllo
i propri conti. Esso potrebbe altresì andare a sostegno di iniziative per
migliorare l'efficienza amministrativa e l'utilizzo produttivo delle rimesse
dei lavoratori e per favorire nuovi investimenti e trasferimenti di tecnologia
nei programmi di industrializzazione nazionale o di sviluppo infrastrutturale,
onde promuovere l'efficienza e la sostenibilità delle risorse, compresi la
produzione e l'uso dell'energia.
Incidenza sulla governance economica
Si prevede che lo strumento di partenariato avrà un'incidenza sulla
governance economica. Con la crisi è stata appresa una dura lezione sui
limiti dei mercati, il che impone di rivedere il ruolo svolto dal governo, di
ridefinire l'equilibrio esistente fra Stato e mercato e di cercare modalità che
consentano di rafforzare la fiducia dei cittadini in entrambi.
La crisi ha dimostrato che in tempi di turbolenza economica le
politiche pubbliche sono un importante riferimento per le economie nazionali,
giacché i governi hanno arrestato la caduta libera dei mercati finanziari
scongiurando la catastrofe finanziaria. Tuttavia, le pressioni di bilancio che
ne sono derivate in molti paesi hanno reso ancora più urgente l'esigenza di
operare tagli alla spesa pubblica, che nella maggior parte dei casi si è
tradotta in una richiesta di maggior efficienza a livello statale. Questo
sforzo implica una ridefinizione del margine d'intervento dei governi nel
conseguire una governance migliore e più efficace, istituzioni solide,
norme e procedure efficaci. 
Un'altra questione importante concernente la governance riguarda
la lotta alla corruzione, la trasparenza e l'integrità. Il nuovo strumento
potrebbe essere rivolto al miglioramento degli strumenti di lotta alla corruzione
e al consolidamento della loro applicazione. Nuove iniziative potrebbero
migliorare il coordinamento di azioni volte alla lotta contro la corruzione e
per la trasparenza nel mondo, nonché la conformità con le pertinenti
convenzioni, le "migliori pratiche" e gli orientamenti a livello
internazionale.
Infine, per promuovere un cambiamento sostenibile nell'economia, sarà
di fondamentale importanza favorire il pieno impegno dei partner strategici
nell'attuazione e nella governance delle politiche in materia di
ambiente a livello mondiale, soprattutto con riferimento agli accordi
multilaterali concernenti questa tematica.
Incidenza sociale sull'economia dell'UE 
L'ambizione dell'UE è quella di operare sulle politiche sociali
interconnesse fra loro e di individuare orientamenti strategici che vadano al
di là della crescita. Questo aspetto potrebbe essere migliorato dalla
cooperazione economica con i paesi partner, rafforzando il quadro normativo
nazionale e internazionale e contribuendo a migliorare la governance
economica a livello nazionale, regionale o mondiale. Tali strategie e approcci
potrebbero produrre un impatto positivo sulle politiche sociali e occupazionali
dell'UE, quali il modello previdenziale di protezione sociale dell'UE, la
creazione di posti di lavoro "verdi", l'agenda sociale "UE 2020"
ecc. La crescente concorrenza da parte dei paesi emergenti potrebbe
rappresentare un incentivo strategico allo stanziamento di maggiori risorse UE
per la formazione e la riqualificazione, al miglioramento della qualità dell'insegnamento
e della ricerca, nonché alla riforma dei sistemi previdenziali nazionali. 
Incidenza sociale sui paesi partner
Con l'armonizzazione degli strumenti di finanziamento dell'UE e dei
suoi Stati membri e il sostegno alle attività condotte con altri donatori
bilaterali e multilaterali, il nuovo strumento potrebbe avere un impatto
importante sul tessuto sociale dei paesi emergenti, promuovendo le riforme dei
sistemi previdenziali, le politiche nazionali per l'occupazione, le politiche
nazionali di sviluppo della formazione e delle competenze, i programmi e le
misure di rafforzamento del sistema dell'istruzione, della ricerca e dell'innovazione,
nonché il rafforzamento delle "reti" di sicurezza nazionali. Sarebbe
altresì pertinente il suo contributo alla creazione di nuovi posti di lavoro "verdi",
all'aumento del reddito pro capite e alla realizzazione di strategie di
coesione sociale e di riduzione della povertà efficaci a livello nazionale. A
tal riguardo, contribuirebbe anche ad attuare con successo l'agenda sociale
internazionale promossa dall'OIL e dai G8/G20. 
Incidenza ambientale sull'UE e sui paesi partner 
Adoperarsi per una crescita "verde", attuare la strategia e
sostenere i paesi partner nelle loro politiche rivolte a un percorso di
crescita più ecologico saranno alcune delle principali priorità strategiche del
nuovo strumento nei prossimi anni.
I partenariati dell'UE tramite il nuovo strumento mireranno a stimolare
e sostenere la crescita e la sostenibilità ambientale a lungo termine. A tal
riguardo, si prevede che il nuovo strumento possa svolgere un ruolo
fondamentale nel sostenere le azioni e i dialoghi politici dell'UE e dei paesi
partner in materia di ambiente e di cambiamenti climatici.
Lo strumento potrebbe sostenere un modello di economia a basse
emissioni di carbonio proponendo incentivi al settore privato europeo. Sulla
base dei risultati positivi ottenuti dalla convenzione delle Nazioni Unite sui
cambiamenti climatici COP-16 a Cancún, si potrebbe utilizzare lo strumento per
aiutare le imprese dell'UE a sviluppare politiche efficaci e al minor costo per
conseguire obiettivi ecologici nei paesi partner. Esso potrà anche aiutare le
economie dei paesi partner a beneficiare al meglio dei progressi dell'innovazione
a livello ambientale, ecologico e sul piano dell'efficienza energetica.
Lo strumento consentirebbe inoltre di collaborare
per comprendere meglio i costi economici e sociali della perdita delle
biodiversità e del degrado dell'ecosistema in paesi di importanza planetaria.
1.4.4.     Indicatori di risultato e di
incidenza 
I tre obiettivi specifici saranno monitorati tramite
i tre indicatori descritti di seguito:
1) l'adozione
delle politiche e degli obiettivi di "Europa 2020" da parte dei paesi
partner strategici e l'influenza sulla formulazione delle politiche in tali
paesi; 
2) la quota di
commercio estero dell'Unione nei principali paesi partner, nonché i flussi di
scambi e investimenti verso i paesi partner destinatari di azioni, programmi e
misure ai sensi del presente regolamento;
3) una
migliore percezione e una maggiore comprensione reciproca dell'UE nei
principali partner strategici cui si darà riscontro, fra l'altro, con sondaggi
e/o valutazioni.
1.5.        Motivazione
della proposta/iniziativa
1.5.1.     Necessità da coprire nel breve
e lungo termine 
Cfr. la
relazione della proposta legislativa e la valutazione d'impatto: 
lo strumento
di partenariato proposto è stato concepito per consentire all'UE di ovviare
alla sua limitata capacità di impegnarsi nel modo più efficace sul piano
internazionale. Esso permetterà all'UE di attuare programmi che vadano al di là
della cooperazione allo sviluppo, dotandola di nuove competenze e, se del caso,
di difendere a livello internazionale i punti essenziali del programma dell'UE
con qualsiasi paese partner. Le caratteristiche principali dello strumento di
partenariato proposto, messe a confronto con quelle dello strumento precedente
per la cooperazione con i paesi industrializzati, sono illustrate di seguito.
Copertura
geografica: portata mondiale, incentrata nello specifico su
partner strategici (paesi industrializzati, economie emergenti, Russia).
Obiettivo: incentrato sulla
promozione degli interessi dell'UE e sulla strategia "Europa 2020",
adottando misure che rispondano in modo efficace e flessibile agli
obiettivi derivanti dalle relazioni bilaterali/regionali dell'Unione con
i paesi partner e affrontando questioni di portata planetaria.
Settori prioritari: la dimensione
internazionale della strategia "Europa 2020", i dialoghi politici, le
sfide di portata planetaria, la cooperazione commerciale e normativa, la
cooperazione bilaterale/trilaterale/regionale, la diplomazia pubblica, la
cooperazione in materia di istruzione e accademica e la sensibilizzazione.
Programmazione: non vincolata dalle
disposizioni APS, incentrata su programmi pluriennali per investimenti a lungo
termine e provvista di riserve non programmabili destinate a dare una rapida
risposta nei contesti in evoluzione e per ad azioni ad hoc.
1.5.2.     Valore aggiunto dell'intervento
dell'Unione europea
L'UE ha concluso diversi accordi
internazionali con i paesi partner di tutto il mondo, in misura di gran lunga
superiore ai singoli Stati membri, il che consente a tutti di esercitare
influenza praticamente in tutti i settori delle relazioni internazionali. Con i suoi 27 Stati membri che agiscono nell'ambito di politiche e strategie comuni, l'UE possiede la massa critica necessaria per
rispondere alle sfide planetarie. In quanto protagonista della scena
politica mondiale, possiede la credibilità e la neutralità che non può vantare
un singolo Stato membro. Inoltre, l'UE è l'unica a poter promuovere le sue
norme e i suoi standard per farne standard mondiali attraverso la cooperazione
internazionale.
Lo strumento di partenariato proposto avrà un
maggior valore aggiunto rispetto alla situazione attuale, in quanto integra la
strategia "Europa 2020" basata sulla cooperazione orientata alla
crescita "verde", si incentra maggiormente sugli interessi dell'UE
nella cooperazione con i paesi emergenti e industrializzati e si adopera nello
specifico per conseguire un migliore clima imprenditoriale, degli investimenti,
del commercio, della ricerca e dell'innovazione. Esso dovrebbe sviluppare un'agenda
proattiva di reciproci interessi con i paesi partner, soprattutto con i partner
strategici dell'UE.
Il nuovo strumento di partenariato, inoltre,
potrebbe onorare meglio gli impegni dell'UE nei confronti dei paesi terzi con
cui ha siglato accordi di partenariato e cooperazione o accordi quadro. Esso
conferisce maggiore credibilità e coerenza alla politica esterna dell'UE, che
collega la promozione dei suoi valori e interessi e le attività di cooperazione
specifiche. Nel quadro degli accordi stipulati, lo strumento di partenariato
potrebbe anche fungere da catalizzatore di progetti comuni dell'UE e degli
Stati membri, le cui disposizioni sono vincolanti sia per l'UE che per gli
Stati membri. Lo strumento sosterrebbe infine le politiche regionali e
bilaterali dell'UE, nonché i suoi impegni nei confronti dei processi di
cooperazione regionali e internazionali.
1.5.3.     Insegnamenti tratti da
esperienze analoghe
La revisione
intermedia (COM(2009)196) degli strumenti finanziari per le azioni esterne
condotta nel 2009 ha concluso che la portata limitata dello strumento di
cooperazione allo sviluppo (DCI) ostacolava il finanziamento di attività che
non erano "incentrate sul partner" come l'aiuto pubblico allo
sviluppo (APS), pur essendo di reciproco beneficio nel contesto della
globalizzazione. Non si è ritenuto che lo strumento di cooperazione allo
sviluppo (DCI) fosse adatto ad affrontare il problema, in quanto il suo
obiettivo principale era promuovere lo sviluppo economico e il benessere nei
paesi in via di sviluppo, e più specificatamente l'eliminazione della povertà
nei paesi e nelle regioni partner nel contesto dello sviluppo sostenibile,
incluso il perseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio. Questa
limitazione stava compromettendo l'azione nelle regioni più dinamiche del mondo
(ad es., l'America latina, l'Asia, il Sudafrica) e l'UE si è trovata sprovvista
di uno strumento finanziario che potesse sostenere l'evoluzione delle relazioni
internazionali connesse con la globalizzazione, in particolare per quanto
concerne le economie emergenti. A tale proposito, l'autorità di bilancio ha
concepito azioni preparatorie in America Latina e Asia per
colmare temporaneamente questa lacuna legislativa. Nell'aprile 2009, la Commissione
europea ha proposto di completare le azioni preparatorie (COM/2009/197) per
consentire il finanziamento delle misure nei paesi che rientrano nel campo di
applicazione del regolamento DCI estendendo la portata geografica dell'attuale
strumento di cooperazione con i paesi industrializzati (ICI) ai paesi in via di
sviluppo (comprese le economie emergenti) dell'Asia e dell'America latina,
nonché a Iran, Irak, Yemen e Sudafrica. 
La revisione intermedia ha inoltre
riconosciuto che l'ICI, sul quale si basa l'attuale proposta di nuovo
strumento, ha costituito una base flessibile per sviluppare la cooperazione con
un numero maggiore di territori industrializzati e ad alto reddito, per quanto
la dotazione finanziaria fosse piuttosto limitata. 
Oltre alla revisione intermedia, negli anni passati sono state
effettuate le valutazioni dei programmi faro finanziati nell'ambito del "EU
Gateway programme for Japan and the Republic of Korea" (programma per l'accesso
al mercato dell'UE per Giappone e Repubblica di Corea - finanziamento dei
padiglioni dell'UE nelle fiere) dello strumento ICI e dei centri dell'UE
(consorzi universitari per la realizzazione di moduli di "studi UE" e
la divulgazione di informazioni fondamentali sull'UE a un pubblico molto
vasto); queste valutazioni sono risultate particolarmente positive.
Per quanto concerne l'Executive
Training Programme (ETP) (relativo a programmi di lingue e formazione per
dirigenti), la valutazione condotta nel 2010[12]
ha messo in evidenza l'unicità dell'offerta dell'ETP in termini di struttura
del programma (che vanta una preziosa conoscenza della cultura imprenditoriale
giapponese e coreana) e di destinatari cui si rivolge (il programma ha riscosso
l'interesse sia delle grandi aziende che delle piccole e medie imprese). Esso
rappresenta un'opportunità per i potenziali partecipanti provenienti da Stati
membri che non offrono simili iniziative, oltre a conferire una buona
visibilità all'UE. L'ETP ha avuto un'incidenza positiva sulle imprese europee
che intendevano stabilirsi o ampliare la propria attività economica in Giappone
e Corea del Sud, accompagnandole nell'accesso ai mercati giapponese e coreano
con ripercussioni durature sulle attività economiche delle imprese dell'UE,
piuttosto che un effetto a breve termine e temporaneo, ed ampliando le
possibilità commerciali per le imprese dell'UE in altri paesi dell'Asia.
La valutazione condotta nel 2010[13] su iniziativa dei Centri
dell'UE (dedicati alla diplomazia pubblica) ha dimostrato che "i
centri stanno apportando valore reale e la Commissione trae ampio beneficio
dall'iniziativa. La mole di lavoro effettuata dai centri compensa di gran lunga
i costi sostenuti dalla Commissione per il programma". Il programma ha
potuto costituire una base solida in quei paesi che sono stati i pionieri dell'iniziativa
(USA e Canada) e si sta dirigendo con successo verso una fase di ulteriore
maturità in Australia e Nuova Zelanda. Il finanziamento dell'UE può fungere da seed
capital dell'iniziativa e garantirne la sostenibilità a lungo termine, soprattutto
attirando altre fonti di finanziamento.
1.5.4.     Coerenza ed eventuale sinergia
con altri strumenti pertinenti
Il trattato di
Lisbona sancisce principi e obiettivi comuni e definisce un nuovo quadro
istituzionale per l'azione esterna dell'Unione (in particolare il SEAE), il
quale suscita grandi aspettative in merito all'azione esterna dell'UE, sia a
livello interno che nei singoli partner a livello nazionale e regionale, anche
nel contesto multilaterale. Lo strumento di partenariato (PI) sarà infatti un
elemento integrato nell'architettura generale degli strumenti finanziari dell'azione
esterna, che si fonda su quattro capitoli principali: un capitolo basato sulle
politiche rivolte in primo luogo alla cooperazione con i paesi a livello
bilaterale, regionale e internazionale e i capitoli relativi alle attività
concernenti le priorità e i valori trasversali: i diritti umani e la
democrazia, gli aiuti umanitari e la protezione civile, la gestione e la
prevenzione delle crisi. Il PI si colloca nell'ambito del primo capitolo, il
lavoro con i paesi partner. Il suo obiettivo principale è diffondere le
politiche dell'UE a sostegno dell'agenda della strategia "Europa 2020",
che affronta le principali questioni a livello planetario, sviluppando un
programma proattivo di sostegno degli interessi dell'UE e reciproci con i paesi
industrializzati e le economie emergenti, incentrato specificamente sui partner
strategici.
Una delle
priorità fondamentali della strategia "Europa 2020" è quella
di ristabilire la crescita. Il programma riconosce che le economie emergenti a
rapido sviluppo, con una classe media in crescita, saranno i principali fattori
di sostegno alle esportazioni di beni e servizi dell'UE, in cui essa ha un
vantaggio comparativo. Lo strumento di partenariato dovrebbe essere strumentale
al sostegno della politica commerciale[14],
in particolare per quanto concerne i partner economici strategici. Sostenere l'accesso
al mercato delle imprese europee completerà le azioni finanziate nel quadro del
programma per la competitività e le PMI. 
Le economie
emergenti svolgono un ruolo sempre più preminente anche come partner
responsabili nell'affrontare le sfide di portata planetaria: questioni come la
riduzione della povertà, la migrazione, la competitività e la liberalizzazione
degli scambi, l'ambiente, i cambiamenti climatici, l'energia, migliorare l'alfabetizzazione,
le competenze e l'inclusione nel mondo digitale, le pandemie, la sicurezza
informatica, il terrorismo e la criminalità organizzata possono essere affrontate
soltanto a livello internazionale. A fronte di un contesto di crescente
globalizzazione, il programma interno volto ad assicurare crescita e
occupazione sostenibili in Europa e le politiche interne dell'UE in generale
devono assolutamente essere integrati da una dimensione esterna. Tale
dimensione esterna della politica interna dovrebbe migliorare la coerenza dell'azione
esterna dell'UE e completarla, evitando al contempo una duplicazione degli
sforzi.
Pertanto, lo
strumento di partenariato darà priorità al sostegno della dimensione esterna
delle politiche dell'UE in materia di cambiamenti climatici, ambiente,
energia, commercio e sviluppo sostenibile, nonché alle tecnologie dell'informazione
e della comunicazione. L'UE ha già concepito gli incentivi, le norme e i
regolamenti più evoluti per facilitare la propria transizione verso un'economia
a basse emissioni di carbonio e si è posta unilateralmente obiettivi ambiziosi.
Tale contesto consente di avere una comprensione generale e concreta della
politica dell'UE, che potrebbe e dovrebbe essere utilizzata per promuovere
ambizioni analoghe nei nostri principali partner strategici. Va da sé che tali
azioni avrebbero un effetto positivo per l'ambiente e fungerebbero al contempo
da catalizzatore per investimenti allargati nella ricerca e l'innovazione, il
rafforzamento delle competenze e dei programmi, le nuove tecnologie verdi e l'apertura
di nuove possibilità commerciali per l'industria dell'UE. Per lo strumento di
partenariato, l'integrazione della politica in materia di clima e i
relativi obiettivi saranno particolarmente pertinenti per le attività di
promozione del dialogo politico con le economie industrializzate ed emergenti.
L'efficienza
delle risorse sarà fondamentale per garantire una crescita economica sostenibile,
tenuto conto dei vincoli ambientali a livello planetario. Fra le varie
iniziative faro della strategia "Europa 2020", l'UE sta
adottando una strategia basata sull'efficienza delle risorse, che
avrà anche ripercussioni sulla legislazione dell'UE ma sarà realmente efficace
solo se tutte le maggiori economie adotteranno pratiche di efficienza delle
risorse. Le economie emergenti hanno la possibilità di saltare a piè pari i
modelli di consumo e produzione inquinanti e non sostenibili così spesso seguiti
dall'UE e da altre economie avanzate nelle rispettive fasi di
industrializzazione e l'UE ha tutto l'interesse nell'aiutarli in tal senso. Le
economie emergenti, soprattutto l'India e la Cina, hanno però anche popolazioni
vastissime che vivono in assoluta povertà e dipendono da ecosistemi sani, acqua
pulita, mari pescosi e foreste produttive per il loro sostentamento, mentre il
Brasile, il Sudafrica, l'India e la Cina sono paesi con un'immensa
biodiversità. È nel reciproco interesse dell'UE e dei suoi partner mantenere il
dialogo e la cooperazione in materia di economia legata alla tutela degli
ecosistemi e alla loro gestione sostenibile. 
Poiché l'UE
dipende in misura sempre maggiore dalle importazioni, il dialogo e la
cooperazione pratica con i maggiori produttori e consumatori di energia a
livello mondiale sono essenziali per affrontare la sfida rappresentata dall'esigenza
di salvaguardare la sicurezza energetica dell'UE, insieme con la
promozione di un'agenda mondiale a favore di un'economia a basse emissioni di
carbonio, politiche energetiche sostenibili, trasparenza e prevedibilità sui
mercati mondiali dell'energia, nonché cooperazione tecnologica.
Le economie
emergenti che stanno attualmente uscendo dalla condizione di paesi in via di
sviluppo chiedono nuove forme di cooperazione in settori tecnologici e
innovativi. Se vuole mantenere la sua posizione di partner strategico in
questi ambiti e il suo ruolo guida nella promozione di standard globali, l'UE
deve essere in grado di istituire un partenariato di cooperazione in tali
ambiti. 
In sintesi, la
diffusione all'esterno delle politiche interne dell'UE sarà pienamente
integrata nella programmazione dello strumento di partenariato che, nell'ambito
della limitata dotazione finanziaria ad esso assegnata, completerà anche la
dimensione esterna delle politiche interne condotte nel quadro di altri
programmi dell'UE (come le iniziative del programma quadro per la ricerca e l'innovazione
Horizon 2020, il programma per la competitività e le PMI, inclusa la cooperazione
in materia di turismo, il programma "Erasmus per tutti", nonché il
fondo per la migrazione e il fondo per la sicurezza interna) per evitare
eventuali duplicazioni. Nel corso di tutta la fase di
programmazione, saranno considerate la coerenza e la complementarità con altri
strumenti geografici di azione esterna, in particolare lo strumento di
cooperazione allo sviluppo, integrando al contempo i principi di
differenziazione e concentrazione.
1.6.        Durata e incidenza
finanziaria 
x Proposta/iniziativa di durata limitata

–     
x Proposta/iniziativa in vigore a decorrere dall'1.1.2014 al 31.12.2020 
–     
x Incidenza finanziaria dall'1.1.2014 al 31.12.2020 
–     
¨ Proposta/iniziativa di durata
illimitata
–     
Attuazione con un periodo di avviamento dal YYYY al
YYYY,
–     
seguito da un funzionamento a pieno ritmo.
1.7.        Modalità
di gestione prevista[15] 
x Gestione centralizzata diretta da parte della Commissione 
x Gestione centralizzata indiretta con delega delle funzioni di esecuzione a:
–     
¨  agenzie esecutive 
–     
¨  organismi creati dalle Comunità[16]

–     
¨  organismi pubblici nazionali/organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico 
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V
del trattato sull'Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente
atto di base ai sensi dell'articolo 49 del regolamento finanziario 
¨ Gestione concorrente
con gli Stati membri 
¨ Gestione decentrata
con paesi terzi 
¨ Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali (specificare)
Se è indicata più di
una modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce "Osservazioni".
Osservazioni 
2.           MISURE DI GESTIONE 
2.1.        Disposizioni in materia di
monitoraggio e di relazioni 
I sistemi di
monitoraggio e valutazione della Commissione europea, sempre più orientati ai
risultati, vedono coinvolti personale interno ed esperti esterni.
I funzionari
responsabili presso le delegazioni e la sede centrale assicurano un
monitoraggio costante dell'attuazione di progetti e programmi secondo varie
modalità, anche con visite in loco ove possibile. L'attività di monitoraggio
fornisce preziose informazioni sui progressi compiuti e permette ai
responsabili di individuare difficoltà effettive o potenziali e di adottare
misure correttive.
Ci si avvale
della collaborazione di esperti esterni indipendenti per valutare il rendimento
delle azioni esterne dell'UE mediante tre diversi sistemi. Tali valutazioni
contribuiscono ad accrescere i livelli di responsabilità e a migliorare gli
interventi in corso; inoltre, traendo insegnamenti da esperienze passate, ispirano
politiche ed azioni per il futuro. Tutti gli strumenti si avvalgono dei criteri
di valutazione OCSE-CAS, internazionalmente riconosciuti, ivi compreso il
criterio dell'impatto (potenziale).
In primo
luogo, a livello del progetto, il sistema di monitoraggio orientato ai
risultati (ROM), gestito dalla sede centrale, fornisce una panoramica concisa e
mirata della qualità di un campione di interventi. Avvalendosi di una
metodologia altamente strutturata e standardizzata, gli esperti indipendenti
del ROM attribuiscono punteggi che rispecchiano i punti forti e le debolezze
del progetto e formulano raccomandazioni su come migliorare l'efficacia. 
Le valutazioni
a livello del progetto, che sono gestite dalla delegazione UE responsabile del
progetto, forniscono un'analisi più dettagliata e approfondita e aiutano i
responsabili del progetto a migliorare gli interventi in corso e a preparare
quelli futuri. Esperti esterni indipendenti, dotati di competenze tematiche e
geografiche, sono incaricati di svolgere l'analisi e di raccogliere riscontri e
testimonianze presso tutte le parti interessate, senza trascurare i beneficiari
finali.
La Commissione
realizza anche valutazioni strategiche delle sue politiche, dalla fase di
programmazione ed elaborazione della strategia all'attuazione degli interventi
in un settore specifico (salute, istruzione ecc.) in un paese o regione, oppure
di un determinato strumento. Tali valutazioni rappresentano un importante
contributo alla formulazione delle politiche e alla definizione di strumenti e
progetti. Le valutazioni sono pubblicate sul sito web della Commissione e una
sintesi delle risultanze è inclusa nella relazione annuale al Consiglio e al
Parlamento europeo.
2.2.        Sistema
di gestione e di controllo 
2.2.1.     Rischi individuati 
Il contesto
operativo dello strumento di partenariato è caratterizzato dai seguenti fattori
di rischio che possono compromettere il conseguimento dei suoi obiettivi:
- la
dispersione geografica dei progetti e dei programmi: il PI avrà portata
mondiale e si incentrerà specificamente sui partner strategici. Esso proseguirà
l'attuale cooperazione con i paesi e i territori industrializzati (nel quadro
dell'attuale ICI) ma parteciperà a nuovi progetti/programmi con un gruppo di
paesi in cui la cooperazione era precedentemente incentrata sull'APS. La
copertura mondiale può porre problemi logistici o di risorse in sede di
monitoraggio, specialmente per il follow-up delle attività in loco;
- il varo di
nuovi programmi/progetti, unitamente al rischio di scarsa capacità istituzionale
e amministrativa in alcuni paesi partner, può causare difficoltà e ritardi
nella concezione e nell'attuazione degli interventi; 
- la
difficoltà di valutare e quantificare l'impatto di tale cooperazione per l'UE e
i paesi partner può compromettere la capacità della Commissione di presentare i
risultati ottenuti e di risponderne;
- il programma
economico/politico può causare difficoltà e ritardi nella concezione e nell'attuazione
degli interventi; 
- poiché il PI
è uno strumento nuovo, la carenza di risorse umane e di stanziamenti
amministrativi a sostegno della sua attuazione nelle delegazioni e in sede può
comportare difficoltà per l'adeguata gestione dello strumento.
2.2.2.     Modalità di controllo previste

Il processo di
controllo interno/gestione della Commissione è destinato a fornire ragionevoli
garanzie quanto al conseguimento degli obiettivi di efficacia e efficienza
delle sue operazioni, affidabilità dei suoi rendiconti finanziari e conformità
con il quadro legislativo e procedurale pertinente.
Per garantire
l'efficacia e l'efficienza delle sue operazioni e abbassare l'elevato livello
di rischio della cooperazione esterna, oltre a tutti gli elementi della
politica strategica e del processo di pianificazione della Commissione, alla
struttura di audit interno e agli altri requisiti delle norme di controllo
interno della Commissione, si applicheranno i seguenti elementi:
–                        
se del caso, una gestione decentrata della
cooperazione affidata alle delegazioni UE in loco;
–                        
linee di responsabilità finanziaria chiare e
ufficiali mediante sottodelega dell'ordinatore sottodelegato (direttore/capo
servizio) presso la sede centrale al capo delegazione;
–                        
relazioni regolari delle delegazioni UE alla sede
centrale, compresa una dichiarazione annuale di affidabilità del capo
delegazione;
–                        
l'organizzazione di un consistente programma di
formazione per il personale della sede centrale e delle delegazioni;
–                        
valido sostegno e assistenza da parte della sede
centrale alle delegazioni (anche via Internet);
–                        
regolari controlli ex post;
–                        
una metodologia di gestione del ciclo dei progetti
e dei programmi comprendente: 
–                        
strumenti a sostegno della qualità per l'ideazione
degli interventi, i relativi metodi di attuazione, il meccanismo di
finanziamento, il sistema di gestione, la valutazione e la selezione di tutti i
partner nell'attuazione ecc.;
–                        
strumenti di gestione, monitoraggio e
rendicontazione dei programmi e dei progetti per un'attuazione efficace,
compreso un monitoraggio esterno regolare dei progetti in loco;
–                        
rilevanti componenti di valutazione e di audit.
2.3.        Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità 
Visto il
contesto ad alto rischio delle azioni esterne, i sistemi devono preventivare un
gran numero di potenziali errori di conformità (irregolarità) nelle operazioni
e garantire un alto livello di prevenzione, individuazione e controlli di
rettifica sin dalle prime fasi del processo di pagamento. Questo significa, in
pratica, che i controlli di conformità si baseranno prevalentemente sulle
verifiche ex ante approfondite eseguite su base pluriennale dai revisori
esterni e dal personale della Commissione in loco prima dei pagamenti finali
dei progetti (ferma restando l'esecuzione di alcune revisioni contabili e
verifiche ex post), il che va ben oltre le salvaguardie finanziarie richieste
dal regolamento finanziario. Il quadro di conformità comprende le componenti
significative elencate di seguito.
·                        
Misure preventive:
·                        
formazione di base obbligatoria sulle questioni
attinenti alle frodi per il personale addetto alla gestione della cooperazione;
·                        
valutazioni ex ante per garantire l'esistenza di
opportune misure antifrode, volte a prevenire e individuare le frodi nella
gestione dei fondi UE presso tutti i partner coinvolti nell'attuazione.
·                        
Nel 2008 la Commissione ha sottoscritto ad Accra l'Iniziativa
per la trasparenza degli aiuti internazionali (ITAI), aderendo quindi a un
nuovo standard globale per la trasparenza degli aiuti che garantisce la
disponibilità di dati più tempestivi, dettagliati e regolari sui flussi di
aiuti e sui relativi documenti. 
·                        
Misure di individuazione e rettifica:
·                        
verifiche ex ante effettuate dal personale della
Commissione su tutti i contratti e le operazioni di pagamento;
·                        
audit e verifiche esterni (obbligatori e basati
sull'analisi del rischio), anche ad opera della Corte dei conti;
·                        
controlli a posteriori (basati sull'analisi del
rischio) e recuperi.
Inoltre,
qualora vi sia il sospetto di irregolarità dolosa (frode) si possono applicare
le seguenti misure:
·                        
sospensione della scadenza per i pagamenti e comunicazione
all'entità interessata;
·                        
audit specifici (ad hoc/forensi);
·                        
sistemi di allarme preventivo e monitoraggio
rafforzato dei contratti;
·                        
sospensione/risoluzione del contratto;
·                        
procedura di esclusione.
I servizi della Commissione lavoreranno fianco a fianco con l'OLAF per
attuare il piano d'azione della nuova strategia antifrode della Commissione
adottata dal Collegio nel 2011 per garantire, fra l'altro, che:
–                        
i controlli antifrode interni siano pienamente
allineati con la CAFS; 
–                        
l'approccio alla gestione del rischio di frodi sia
diretto all'individuazione degli ambiti a rischio di frode e delle risposte
adeguate;
–                        
i sistemi utilizzati per spendere i fondi UE nei
paesi terzi consentano di recuperare i dati pertinenti da utilizzare ai fini
della gestione del rischio di frode (ad esempio, doppi finanziamenti).
–                        
Se necessario, potranno essere creati gruppi in
rete e strumenti informatici adeguati per analizzare i casi di frode collegati
al settore degli aiuti esterni.
2.4         Stima dei costi e dei
benefici dei controlli
I costi di
gestione/controllo interno dello strumento di partenariato dovrebbero essere
analoghi a quelli calcolati da EuropeAid per la gestione dei suoi strumenti di
azione esterna (pari al 6% della dotazione finanziaria). 
La media
annuale dei costi complessivi di controllo interno/gestione per l'intero
portafoglio EuropeAid è stimata a 658 milioni di euro di impegni nella
pianificazione di bilancio 2014-2020. Questo importo comprende la gestione del
FES, che è integrata nella struttura di gestione di EuropeAid. Questi costi non
operativi rappresentano circa il 6,4% della media annuale stimata di 10,2
miliardi di euro prevista da EuropeAid per i suoi impegni complessivi
(operativi e amministrativi) nel suo portafoglio di spesa finanziato dal
bilancio generale dell'UE e dal Fondo europeo di sviluppo per il periodo 2014-2020.

In questi
costi di gestione rientrano tutto il personale di EuropeAid presso la sede
centrale e nelle delegazioni, le infrastrutture, i viaggi, la formazione, il
monitoraggio, la valutazione e i contratti di audit (compresi quelli lanciati
dai beneficiari).
Col tempo
EuropeAid intende ridurre il rapporto attività di gestione/attività operative
nell'ambito della struttura perfezionata e semplificata dei nuovi strumenti,
basandosi sulle modifiche che saranno probabilmente introdotte a norma del
regolamento finanziario riveduto. I principali benefici in termini di costi di
gestione riguardano il conseguimento degli obiettivi strategici, l'uso
efficiente ed efficace delle risorse e l'attuazione di misure preventive e di
altre verifiche solide ed efficaci in termini di costi per garantire un uso
legittimo e regolare dei fondi.
Se da un lato
si continuerà a migliorare le attività di gestione e i controlli di conformità
e a renderli più mirati con riguardo al portafoglio, questi costi continueranno
dall'altro ad essere globalmente necessari per garantire la realizzazione
efficace ed efficiente degli obiettivi degli strumenti con un rischio minimo di
non conformità (inferiore al 2% di errore residuo). Questi costi sono
nettamente inferiori ai rischi che potrebbe comportare l'abolizione o la
riduzione dei controlli interni in questo settore ad alto rischio. 
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA
DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.        Rubrica/rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
·      Linee di bilancio di spesa esistenti 
Secondo l'ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio..
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione…...………………………] || Diss./Non diss. ([17]) || di paesi EFTA[18] || di paesi candidati[19] || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 Rubrica 4 – Ruolo mondiale dell'Europa ||   19 01 04 08 – Strumento per i paesi industrializzati (ICI) – spese di gestione amministrativa 19 05 01 – Cooperazione con i paesi terzi industrializzati 19 05 02 - KEDO 19 05 03 – Progetto pilota - Strategie transatlantiche per far fronte alle sfide globali 19 09 03 – Attività di cooperazione diverse dall'aiuto pubblico allo sviluppo (America latina) 19 09 02 – Azione preparatoria - Cooperazione con i paesi a reddito medio dell'America latina 19 10 04 – Attività di cooperazione diverse dall'aiuto pubblico allo sviluppo (Asia, Asia centrale, Iraq, Iran e Yemen) 19 10 01 03 – Azione preparatoria - Scambi aziendali e scientifici con l'India 19 10 01 04 – Azione preparatoria - Scambi aziendali e scientifici con la Cina 19 10 01 05 – Azione preparatoria – Cooperazione con i paesi a reddito medio dell'Asia   || Diss. || NO || NO || NO || NO 
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione 
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Rubrica……………………………………..] || Diss./Non diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell'articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 Rubrica 4 – Ruolo mondiale dell'Europa || 19 01 04 08 – Strumento di partenariato (PI) – Spese di gestione amministrativa 19 05 01 – Cooperazione con i paesi terzi nell'ambito dello strumento di partenariato. 19 05 02 – Cooperazione con i paesi terzi industrializzati – Completamento del precedente programma 2007-2013 (ex linea di bilancio 19 05 01)   N.B.: le altre linee di bilancio dei capitoli 19 09 e 19 10 rimarranno fino alla chiusura delle azioni (con "pm" per gli impegni).   || Diss. || NO || NO || NO || NO 
3.2.        Incidenza
prevista sulle spese 
3.2.1.     Sintesi dell'incidenza
prevista sulle spese 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || Numero || Rubrica 4 – Ruolo mondiale dell'Europa || 
 || DG: FPI || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || TOTALE 
 ||  Stanziamenti operativi (prezzi correnti al tasso del 2% rispetto ai prezzi 2011) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 19 05 01 – Cooperazione con i paesi terzi nell'ambito dello strumento di partenariato. ||   Impegni   || (1) || 128,853 || 135,586 || 143,670 || 153,001 || 163,782 || 176,106 || 188,812 || 1.089,710 
 ||   Pagamenti (a)   || (2) || 27,753 || 68,486 || 110,870 || 143,201 || 152,182 || 162,506 || 174,112 || 839,110 
 || Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione di programmi specifici[20] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 19 01 04 08 – Strumento di partenariato (PI) – Spese di gestione amministrativa (b) ||   || (3) || 4,847 || 5,114 || 5,430 || 5,799 || 6,218 || 6,694 || 7,188 || 41,290 
 || TOTALE degli stanziamenti per la DG FPI || Impegni || =1+1a +3 || 133,700 || 140,700 || 149,100 || 158,800 || 170,000 || 182,800 || 196,000 || 1.131,000 
 || Pagamenti || =2+2a +3 || 32,600 || 73,600 || 116,300 || 149,000 || 158,400 || 169,200 || 181,300 || 880,400 
a) I
pagamenti per le spese operative sono stati calcolati sulla base di un ciclo di
progetto standard di 4 anni (20%-30%-30%-20%).
b) Il 4%
della dotazione finanziaria è stato accantonato per le spese di sostegno
amministrativo.

 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5 || "Spese amministrative" || 
 ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || TOTALE 
 || DG: FPI || 
 ||  Risorse umane || 3,227 || 3,195 || 3,163 || 3,131 || 3,131 || 3,131 || 3,131 || 22,111 
 ||  Altre spese amministrative || 0,150 || 0,153 || 0,156 || 0,159 || 0,163 || 0,166 || 0,169 || 1,116 
 || TOTALE DG FPI || Stanziamenti || 3,377 || 3,348 || 3,319 || 3,291 || 3,294 || 3,297 || 3,301 || 23,227 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 3,377 || 3,348 || 3,319 || 3,291 || 3,294 || 3,297 || 3,301 || 23,227 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018-2020 || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE da 1 a 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 137,077 || 144,048 || 152,419 || 162,091 || 173,294 || 186,097 || 199,301 || 1.154,227 
 Pagamenti || 35,977 || 76,948 || 119,619 || 152,291 || 161,694 || 172,497 || 184,601 || 903,627 
3.2.2.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi
–     
ý  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
operativi, come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al terzo decimale)
 || Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || TOTALE 
   || RISULTATI 
   || Tipo di risultato[21] || Costo medio del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo totale || 
 || OBIETTIVO SPECIFICO 1 Diffusione della dimensione esterna della strategia "Europa 2020", dialoghi politici, sfide di portata planetaria ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || Totale parziale Obiettivo specifico 1 ||   || 70,861 ||   || 74,571 ||   || 79,023 ||   || 84,164 ||   || 90,100 ||   || 96,884 ||   || 103,880   ||   || 599,483 
 || OBIETTIVO SPECIFICO 2 Partenariati economici, cooperazione commerciale e normativa ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || Totale parziale Obiettivo specifico 2 ||   || 26,740 ||   || 28,140 ||   || 29,820 ||   || 31,760 ||   || 34,000 ||   || 36,560 ||   || 39,200 ||   || 226,220 
 || OBIETTIVO SPECIFICO 3 Diplomazia pubblica, cooperazione accademica/in materia di istruzione e sensibilizzazione ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || - Risultato ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || Totale parziale Obiettivo specifico 3 ||   || 24,567 ||   || 25,840 ||   || 27,372 ||   || 29,137 ||   || 31,182 ||   || 33,522 ||   || 35,932 ||   || 207,452 
 || Riserva non assegnata ||   || 6,685 ||   || 7,035 ||   || 7,455 ||   || 7,940 ||   || 8,500 ||   || 9,140 ||   || 9,800 ||   || 56,555 
 || COSTO TOTALE ||   || 128,853 ||   || 135,586 ||   || 143,670 ||   || 153,001 ||   || 163,782 ||   || 176,106 ||   || 188,812 ||   || 1.089,710 
N.B.: ripartizione per obiettivi specifici
della dotazione finanziaria di 1 131,000 milioni di euro:
Obiettivo 1: 53%
Obiettivo 2: 20%
Obiettivo 3: 18% 
Riserva non assegnata: 5% da programmare fra i
3 obiettivi sulla base delle esigenze. 
La ripartizione fra i vari risultati non è
adeguata in ragione della natura dello strumento (nessun numero standard di
risultati e nessun costo medio).
3.2.3.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti di natura amministrativa
3.2.3.1.  Sintesi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi 
–     
ý  La proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di stanziamenti
amministrativi, come spiegato di seguito:
Mio EUR (al terzo
decimale)
 RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || TOTALE 
 Risorse umane || 3,227 || 3,195 || 3,163 || 3,131 || 3,131 || 3,131 || 3,131 || 22,111 
 Altre spese amministrative || 0,150 || 0,153 || 0,156 || 0,159 || 0,163 || 0,166 || 0,169 || 1,116 
 Totale parziale RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 3,377 || 3,348 || 3,319 || 3,291 || 3,294 || 3,297 || 3,301 || 23,227 
 Esclusa la RUBRICA 5[22] del quadro finanziario pluriennale || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || TOTAL 
 Risorse umane || 3,565 || 3,658 || 3,778 || 3,925 || 4,139 || 4,384 || 4,631 || 28,080 
 Altre spese di natura amministrativa || 1,282 || 1,456 || 1,652 || 1,875 || 2,079 || 2,310 || 2,557 || 13,210 
 Totale parziale esclusa la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || 4,847 || 5,114 || 5,430 || 5,799 || 6,218 || 6,694 || 7,188 || 41,290 
 TOTALE || 8,224 || 8,462 || 8,750 || 9,090 || 9,512 || 9,991 || 10,489 || 64,517 
3.2.3.2.  Fabbisogno
previsto di risorse umane 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l'utilizzazione di risorse umane 
–      ý  La
proposta/iniziativa comporta l'utilizzazione di risorse umane, come spiegato di
seguito:
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
 ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 
  Posti della tabella dell'organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) || 
 || XX 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 17,4 || 17,3 || 17,1 || 16,9 || 16,9 || 16,9 || 16,9 
 || XX 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ||  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[23] || 
 || XX 01 02 01 (AC, END e INT della dotazione globale) || 13,0 || 12,9 || 12,8 || 12,6 || 12,6 || 12,6 || 12,6 
 || XX 01 02 02 (AC, AL, END, INT e JED nelle delegazioni) || 2,0 || 1,9 || 1,9 || 1,9 || 1,9 || 1,9 || 1,9 
 || 19 01 04 08 [24] || - in sede ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || - nelle delegazioni || 39,4 || 40,4 || 41,8 || 43,4 || 45,7 || 48,4 || 51,2 
 || XX 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 02 (AC, END e INT – Ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || TOTALE || 71,8 || 72,5 || 73,5 || 74,9 || 77,2 || 79,9 || 82,7 
Le risorse umane nell'ambito
della rubrica 5 corrispondono al fabbisogno di personale per gestire il nuovo
strumento di partenariato.
Esse includono il
personale del FPI che gestisce l'attuale ICI, pari a 3,6 AD; 7 AST; 4,3 AC, 2
AL a Washington = 17 ETP e una richiesta di personale aggiuntivo stimata come
segue: 4 AD, 3 AST, 9 AC = 16 ETP. 
19 è il settore o il titolo di bilancio
interessato.
Il fabbisogno di
risorse umane è coperto dal personale della DG già assegnato alla gestione dell'azione
e/o riassegnato all'interno della stessa DG, integrato dall'eventuale dotazione
supplementare concessa alla DG responsabile nell'ambito della procedura annuale
di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio. 
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei || Gestione del ciclo del programma e del progetto 
 Personale esterno || Gestione del ciclo del programma e del progetto 
3.2.4.     Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale 
–     
x La proposta/iniziativa è compatibile con il quadro finanziario
pluriennale 2014-2020.
–     
¨  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente
rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti..
–     
¨  La proposta/iniziativa richiede l'applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[25].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
3.2.5.     Partecipazione di terzi al
finanziamento 
–     
La proposta/iniziativa non prevede il
cofinanziamento da parte di terzi 
–     
La proposta/iniziativa prevede il cofinanziamento
indicato di seguito:
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) || Totale 
 Specificare l'organismo di cofinanziamento ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE stanziamenti cofinanziati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.3.        Incidenza
prevista sulle entrate 
–     
ý  La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate.
–     
¨  La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
–                   
¨         sulle risorse proprie 
–                   
¨         sulle entrate varie
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l'esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[26] 
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell'incidenza (cfr. punto 1.6) 
 Articolo …………. ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per quanto riguarda le
entrate varie con destinazione specifica, precisare la o le linee di spesa
interessate.
Precisare il metodo di
calcolo dell'incidenza sulle entrate.
[1]               USA,
Giappone, Canada, Repubblica di Corea, Australia e Nuova Zelanda; taluni paesi
e territori asiatici industrializzati non contemplati dall'elenco DAC dei paesi
beneficiari (Singapore, Hong Kong, Macao, Taiwan e Brunei), nonché il Consiglio
di cooperazione del Golfo (Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed
Emirati arabi uniti) anch'essi non contemplati dall'elenco DAC dei beneficiari
APS.
[2]               "Commercio,
crescita e affari mondiali – LA POLITICA COMMERCIALE QUALE COMPONENTE
ESSENZIALE DELLA STRATEGIA 2020 DELL'UE" (COM/2010/612) del 9.11.2010.
[3]               Cioè la pace e la sicurezza, la riduzione della povertà,
gli aiuti umanitari, gli investimenti nella stabilità e nella crescita dei
paesi dell'allargamento e del vicinato, le sfide globali, la promozione degli
standard e dei valori dell'UE e internazionali e il sostegno alla crescita e
alla competitività all'estero.
[4]           "La
politica energetica dell'UE: un impegno con i partner al di là delle nostre
frontiere" COM(2011) 539 del 7.9.2011.
[5]               GU L …
[6]               GU L 405 del 30.12.2006.
[7]               "Europa 2020": Una strategia per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva" COM (2010) 2020.
[8]               COM(2011) 500.
[9]               GU L 55 del 28.2.2011,
pagg. 13 – 18.
[10]             ABM: Activity
Based Management (gestione per attività) – ABB: Activity Based Budgeting
(bilancio per attività).
[11]             A norma dell'articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b),
del regolamento finanziario.
[12]             Intermediate evaluation of the Executive Training
Programme in Japan and Korea (Valutazione intermedia dell'Executive Training
Programme in Giappone e Corea del Sud), febbraio 2010. Deloitte consulting.
[13]             http://www.eeas.europa.eu/eu-centres/docs/2010_evaluation_en.pdf
[14]             "Commercio, crescita e affari mondiali – LA POLITICA
COMMERCIALE QUALE COMPONENTE ESSENZIALE DELLA STRATEGIA 2020 DELL'UE"
(COM(2010) 612) del 9.11.2010
[15]             Le spiegazioni sulle modalità di
gestione e i riferimenti al regolamento finanziario sono disponibili sul sito
BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html
[16]             A norma dell'articolo 185 del
regolamento finanziario.
[17]             Diss. =
Stanziamenti dissociati / Non diss. = Stanziamenti non dissociati.
[18]             EFTA: Associazione
europea di libero scambio. 
[19]             Paesi candidati e, se del caso, paesi
potenziali candidati dei Balcani occidentali.
[20]             Assistenza tecnica e/o amministrativa
e spese di sostegno all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta.
[21]             I risultati sono i prodotti e servizi
da fornire (ad esempio: numero di scambi di studenti
finanziati, numero di km di strade costruiti ecc.).
[22]             Assistenza tecnica e/o amministrativa
e spese di sostegno all'attuazione di programmi e/o azioni dell'UE (ex linee "BA"),
ricerca indiretta, ricerca diretta.
[23]             AC= agente contrattuale; AL= agente locale; END= esperto nazionale distaccato; INT = personale
interinale (intérimaire); JED = giovane esperto in delegazione (jeune
expert en délégation). 
[24]             Sottomassimale per il personale
esterno previsto dagli stanziamenti operativi (ex linee "BA").
[25]             Cfr. punti 19 e 24 dell'Accordo
interistituzionale.
[26]             Per quanto riguarda le risorse
proprie tradizionali (dazi doganali, contributi zucchero), gli importi indicati
devono essere importi netti, cioè importi lordi da cui viene detratto il 25%
per spese di riscossione.