CELEX: 51972PC1212
Language: it
Date: 1972-10-06 00:00:00
Title: Raccomandazione di decisione del Consiglio per l'apertura di negoziati su basi ampliate col Marocco e con la Tunisia, e per la continuazione dei negoziati con l'Algeria (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (72) 1212
Vol. 1972/0154
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---    COMMISGI ONE DELLE COMUNITÂ EUROPEE
                                             COM(72)1272 def.
                                             Bruxelles , 6 ottobre 1972
                 Raccomandazione di decisione del Consiglio per
l 'apertura di negoziati su basi ampliate col Marocco e con la Tunisia,
               e per la continuazione dei negoziati con l 'Algeria
                     ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
COM(72 ) 1212 def.
 ---pagebreak---                                                           1/164/72-1
             Raccomandazione di decisione del Consiglio per
 l' apertura di negoziati su "basi ampliate col Marocco e con la Tunisia ,
           e per la continuazione dei negoziati con l' Algeria
IL CONSIGLIO DELLE COMOÏÏITA' EUÏÏOPEE
visto xl Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea , in parti­
colare l' articolo 238 ,
considerando che gli accordi di associazione con il Regno del Marocco e
con la Repubblica tunisina vengono a scadere il 31 agosto 1972 |
considerando che il 10 maggio 1972 il Consiglio ha autorizzato la Com­
missione ad avviare negoziati con la Repubblica democratica algerina,
vista la raccomandazione della Commissione ,            c     •.   s  ..
DECIDE :
                               Articolo um co
1.    La Commissione è autorizzata ad aprire negoziati per la conclusione
di un accordo di associazione col Governo del Marocco e col Governo della
Repubblica tunisina .
      Essa condurrà i negoziati in base alle direttive figuranti in alle­
gata , con la partecipazione di rappresentanti degli Stati membri ed asso­
ciandovi rappresentanti degli Stati aderenti in qualità di osservatori .
2*    Le stesse direttive sono valide per la continuazione dei negoziati
con la Repubblica democratica algerina .
 ---pagebreak---                                                            1/164/7 2-1
                                                           Allegato
REGIME COMMERCIALS
        L 1 obiettivo sarebbe la realizzazione di zone di libero scambio
per la parte essenziale degli scambi di merci tra la Comunità e ciascuno
dei paesi del Magreb ( 1 ) .                                                      ,
        Le zone di libero scambio dovrebbero anche comprendere i prodotti
CECA mediante la conclusione di accordi speciali .
1 . Regime per le importazioni
A. PRODOTTI INDUSTRIALI
1 . Importazioni della Comunità
a ) Fatte salve le disposizioni speciali esposte qui di seguito , i pro­
     dotti originari da ciascuno dei paesi del Magreb , esclusi quelli
     elencati nell' allegato II del Trattato di Roma , sarebbero ammessi
     all' importazione nella Comunità fin dall' entrata in vigore degli
     Accordi , senza restrizioni quantitative ed in esenzione da dazi do­
     ganali e tasse di effetto equivalente |
     - per i derivati del petrolio raffinati verrebbero fissati valori
       soglia all' importazione , a partire dai quali si potrebbero mettere
       in atto misure comunitarie di salvaguardia analogamente a quanto
       prevedono le clausole attualmente in vigore con il Marocco e la
       Tunisia .
                                                                     • • • /» • ?
( l ) Al momento opportuno si dovranno definire le modalità per l' applicazione
      degli accordi in programma ai paesi aderenti nel corso del periodo di
      transizione .
 ---pagebreak---                                     - 2 -                     I/l 64/72-1
      Nel fissare il livello delle soglie si dovrebbe tener conto dell' evo­
      luzione della capacità di raffinazione esistente nei paesi associati
      e nella Comunità , nonché dell' evoluzione del consumo in quest' ultima.
      La Comunità si riserverebbe tuttavia la facoltà di modificare il re­
      gime cosi' stabilito in fase di definizione delle politiche comuni
      per il settore in esame .
    - Quanto ai prodotti contemplati dal regolamento n . 1059/69 » l' esenzio­
      ne dei dazi sarebbe limitata all' elemento fisso del prelievo .
b) La Comunità si riserverebbe inoltre il diritto di modificare il regime
    definito dagli accordi qualora fosse emanata una normativa specifica in
    conseguenza dell' attuazione della politica agricola comune . Al momento
    di varare detta normativa specifica o di modificarla la Comunità ter­
    rebbe conto degli interessi dei paesi del Magreb .
2 . Importa3Íonx dei paesi del Magreb
       Sin dall' entrata in vigore dell' accordo , i paesi del Magreb si
asterrebbero dall' introdurre nuovi dazi doganali e tasse di effetto equi­
valente o nuove restrizioni quantitative e misure di effetto equivalente ,
e non aggraverebbero quelli già esistenti nei confronti dell' importazione
di prodotti originari dalla Comunità .
a) Misure tariffarie
       In linea di massima il termine per la soppressione dei dazi e
delle tasse sarebbe fissato a 12 anni .
       Tuttavia, per tener conto delle esigenze inerenti all' industrializ­
zazione dei paesi del Magreb , la Comunità potrebbe accettare di portare
il termine a 1 ? anni per determinati prodotti sensibili il cui elenco
verrebbe compilato nel corso dei    negoziati , ma il cui volume
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d' importazione raggiunto negli ultimi tre anni per i quali esistono
statistiche non dovrebbe superare il 50$ delle importazioni globali
di detti paesi in provenienza dalla CSE .
        La soppressione dei dazi e delle tasse in 1,2 anni avverrebbe
mediante una prima riduzione del 10$ dei dazi di base all' entrata in
vigore degli accordi e mediante riduzioni successive fino a raggiungere
un disarmo totale del 40$ alla fine del quinto anno .
        Quanto ai prodotti che beneficiano del termine di 17 anni , una
prima riduzione del 5$ avverrebbe all' entrata in vigore degli accordi ,
e le successive riduzioni sarebbero scaglionate in modo da ottenere
un disarmo totale del 30$ alla fine del quinto anno e del 60$ al termi­
ne del dodicesimo anno .
        I dazi di base a partire dai quali le riduzioni dei dazi sarebbe­
ro effettuate dovrebbero essere quelli effettivamente applicati in
qualsiasi momento nei confronti dei paesi terzi che beneficiano della
clausola della nazione più favorita , fermo restando che l' applicazione
di questa clausola non potrebbe avere per effetto l' aumento dei dazi
preferenziali già acquisiti dalla Comunità .
      • I provvedimenti di disarmo doganale si estenderebbero anche ai
dazi doganali a carattere fiscale . I paesi del Magreb dovrebbero però
avere la facoltà , previe consultazioni in sede di Consiglio di Asso­
ciazione , di convertire dazi doganali in tasse interne , purché non ne
risultino discriminazioni tra prodotti importati e prodotti nazionali .
b ) Misure concernenti le restrizioni quantitative
        I paesi del Magreb s' impegnerebbero a liberalizzare progressiva­
mente nel corso di 12 anni l' 80$ delle loro importazioni in provenienza
dalla Comunità .
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       I Consigli di Associazione completerebbero in tempo utile il
primo calendario in modo da pervenire alla liberalizzazione totale
degli scambi con la Comunità entro un periodo di 17 anni .
       I prodotti cosi' liberalizzati all' importazione verrebbero inclu­
si in elenchi consolidati nei confronti della Comunità .
       Per i prodotti che non fossero inclusi negli elenchi consolidati
di liberalizzazione si dovrebbero aprire contingenti a favore della
Comunità . L' entità di questi contingenti sarebbe quanto meno pari alla
cifra più favorevole della somma dei contingenti bilaterali annuali
anteriori , e precisamente il volume legalmente aperto , se i contingenti
non sono stati esauriti , oppure il volume effettivamente realizzato ,
se i contingenti sono stati superati ( sulla base della media delle
importazioni realizzate nel corso degli ultimi tre anni per i quali
esistono statistiche ). A ciascuno dei paesi si chiederebbe di maggio­
rare , fin dall' entrata in vigore dell' accordo , i contingenti cosi'
calcolati , avvalendosi del coefficiente più appropriato .
       Quanto ai prodotti soggetti a regime di monopolio , si chiederebbe
ai paesi del Magreb di riservare annualmente alla Comunità una quota
parte delle loro importazioni pari alla media delle importazioni pro­
venienti dalla Comunità nel corso degli ultimi tre anni per i quali
esistono statistiche .
       Nel corso dei negoziati , la Comunità dovrebbe cercare di ottenere
adeguate garanzie affinché la soppressione dei dazi doganali e la. libe­
ralizzazione delle importazioni dei prodotti industriali originari dalla
Comunità fossero effettive anche nel quadro di un regime economico nel
quale il commercio con l' estero fosse in ampia misura nazionalizzato .
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c ) Misure elastiche
        Gli accordi dovrebbero prevedere la possibilità di apportare
modifiche ai regimi stabiliti in relazione alle singole categorie di
prodotti in modo da tener conto delle esigenze inerenti all' industria­
lizzazione dai singoli Stati associati . Le modifiche potrebbero consi­
stere nel trasferimento di prodotti che figurano nei diversi elenchi .
        L' attuazione delle misure in questione potrebbe aver luogo a
mezzo di decisioni del Consiglio di Associazione .
B. PRODOTTI AGRICOLI
1 . Importaz^on^d^l^a^Comunità
        Il regime che si dovrebbe applicare ai prodotti agricoli origina­
ri dai paesi del Magreb è esposto in allegato ( l ).
                                                                   • • • /« • «
( l ) La Commissione trasmetterà quanto prima una proposta - concernente
      questo settore . In proposito essa ricorda gli orientamenti comuni
      formulati nel quadro del Consiglio ( doc . S/660/72 ).
      "Nel fare le concessioni si terrebbe conto delle esigenze poste
       dall' efficace funzionamento doi mercati comunitari e degli interocsi
       legittimi dei produttori della Comunità , nonché dell' importanza
       che l' esportazione di prodotti agricoli riveste per lo sviluppo
       accelerato dei paesi interessati .
       La Comunità si sforzerebbe , in particolare , di sostituire all' attua­
       le regime delle preferenze bilaterali di diritto o di fatto un
       regime preferenziale comunitario che offrisse globalmente vantaggi
       quanto meno comparabili ".
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2 , Inroortaziom. deijpae£i del Magret
       I paesi partners dovrebbero concedere alle importazioni di prodotti
agricoli effettuate a titolo commerciale un regime preferenziale atto a
garantire un soddisfacente incremento delle importazioni di prodotti agrico­
li originari dalla Comunità, I prodotti che potrebbero costituire oggetto di
domande specifiche della Comunità nei confronti dei vari paesi del Magreb
sarebbero trattati in direttive successive »
       Oltre alla proroga delle clausole di revisione dei provvedimenti di
politica agricola già contenute dagli Accordi di Tunisi e di Rabat ( con
mantenimento di vantaggi equivalenti per i paesi associati ), gli Accordi
dovrebbero anche predisporre la possibilità di effettuare esami periodici
( ad esempio , ogni 5 anni ) al fine di vigilare sul conseguimento degli obiet­
tivi e trarre eventualmente le necessarie conclusioni dai cambiamenti ine­
vitabili j ma imprevedibili , della situazione del mercato comunitario »
2 * Regime per le esportazioni
       Le Parti si asterrebbero dal 1 'introdurre nuovi dazi doganali o tassa
di effetto equivalente all' esportazione , o qualsiasi altra restrizione al­
l' esportazione di merci , nonché dal 1 'aggravare quelli già esistenti alla
data della entrata in vigore degli Accordi *
       A meno che vengano emanate disposizioni speciali soprattutto per tener
conto delle esigenze di sviluppo economico dei paesi del Magreb , le Parti
procederebbero alla soppressione degli ostacoli alle esportazioni recipro­
che entro 12 anni dall' entrata in -vigore degli Accordi .
 ---pagebreak---                                      - 7 -                  1/164/7 2-1
3 . Norme suil' origine
        Le norme in materia di origine stabilite dagli Accordi di Tunisi e
di Rabat verrebbero prorogate ed estese all' Algeria , fatte salve le modi­
fiche che fossero necessarie per assicurare la massima armonizzazione pos­
sibile con quelle applicabili ad altri paesi »
        La Comunità accetterebbe inoltre che le trasformazioni o lavorazioni
che danno diritto a beneficiare del regime preferenziale possano essere
effettuate successivamente in più paesi del Magreb »
        I Consigli di associazione dovrebbero avere la competenza di decide­
re qualsiasi modifica alle norme sull*origine «
4» Clausole varie
a ) Deroghe alla clausola della nazione più favorita
    Oltre alle deroghe già ammesse negli Accordi di Rabat e di Tunisi , la
    Comunità accetterebbe una deroga a favore delle misure che fossero de­
    cise ai fini dell' integrazione economica della regione del Magreb ,
b ) Non discriminazione
    L' Accordo dovrebbe prevedere clausole appropriate per prevenire qualsia­
    si discriminazione tra gli Stati membri , tra cittadini e società delle
    parti , tra prodotti nazionali e prodotti importati e infine tra prodot­
    ti della Comunità e quelli degli altri paesi terzi#
c) Dumping e clausole di salvaguardia
    Le norme previste in materia dall'Accordo con il Portogallo dovrebbero
    essere estese ai tre paesi del Magreb »
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II . COOPERAZIQNE ECONOMICA S TANICA
            Gli accordi *       stabilirebbero gli obiettivi da conseguire in mate­
     ria di cooperazione economica e tecnica , preciserebbero i mezzi da impiegare
     a tal fine e le relativa procedure .
     1 . Obiettivo della cooperazione
            Scopo della cooperazione economica e tecnica sarebbe quello di permet­
     tere alla Comunità di contribuire allo sviluppo socio-economico dei paesi del
     Magreb , attuando azioni complementari a quelle già intraprese da questi stes­
     si paesi e dagli Stati membri e rafforzando in tal modo , su basi quanto più
     possibile ampie , i legami economici esistenti tra gli Stati associati e la
     Comunità .
     2 . Mezzi della cooperazione                                           1
            Gli accordi stabilirebbero quali mezzi possono essere impiegati per il
     conseguimento del suddetto obiettivo . In proposito si potrebbero in partico­
     lare prospettare le azioni sotto indicate :
     - azioni a favore dello sviluppo della produzione e dell' infrastruttura eco­
        nomica , soprattutto per incoraggiare l' ammodernamento del settore agricolo ,
        la creazione di poli di sviluppo industriale o l' espansione di determinati
        settori chiave della produzione di beni o di servizi ( industrie , turismo ,
        trasporti , ecc .);
     - azioni che permettano d' incoraggiare la cooperazione tra industrie comuni­
        tarie ed industrie magrebine (accordi su commesse , brevetti , ecc .) e che
        facilitino l' accesso dei prodotti magrebini sul mercato della Comunità
        (cooperazione in materia di norme e specificazioni , : ecc .);
     - azioni di incoraggiamento degli investimenti privati ;
     - azioni di cooperaziona tecnica generale o di cooperazione tecnica connessa
        con investimenti o con la formazione professionale ;
     - azioni che favoriscano la commercializzazione e la promozione delle vendite
        dei prodotti esportati dagli Stati associati ;
     - partecipazione , sotto forme adeguate , degli Stati associati a determinati
        risultati della cooperazione tra paesi europei (progetti PKEST e COST) ;
                                                                       •••/•••
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- azióni nel campo della protezione dell' ambiente e della lotta contro l' in­
   quinamento , soprattutto in un contesto regionale ;
- informazione reciproca sulla situazione economica, finanziaria e monetaria, ■
   nonché sull' evoluzione della stessa situazione nella misura necessaria al
   buon funzionamento degli accordi .
3 . Procédure
       Basandosi sugli obiettivi stabiliti dagli accordi , i Consigli di
Associazione potrebbero definire l' orientamento generale della cooperazione
economica e tecnica nel quadro dell' Associazione , orientamento che verrebbe
ripreso in esa.me a determinati intervalli . A tal fine la Commissione verrebbe
incaricata di elaborare periodicamente dei rapporti sull' andamento della
cooperazione .
       Le domande di cooperazione potrebbero essere presentate da ciascun
Stato associato oppure da enti od imprese , di concerto col Governo dello
Stato associato nel quale essi hanno una sede od uno stabilimento .
       La Comunità potrebbe tuttavia proporre progetti o programmi di coope­
razione tecnica dopo aver ricecuto l' accordo dello Stato o degli Stati asso­
ciati interessati in merito alle grandi linee di questi stessi progetti 0 ^
programmi .
       Le domande verrebbero istruite dalla Commissione , assistita da un
Comitato composto di rappresentanti degli Stati membri .
       La Commissione e lo Stato associato interessato stabilirebbero di co­
mune accordo le modalità inerenti alle azioni di cooperazione conformemente
ai principi e agli obiettivi risultanti dagli accordi e dalle risoluzioni
dei Consigli di Associazione .
       Alle azioni che richiedessero l' intervento finanziario da parte della
Comunità si applicherebbero le speciali procedure definite per la cooperazione
finanziaria .
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III . MANODOPERA
      1 . Condizioni di lavoro e di retribuzione
             Per quanto riguarda le condizioni di lavoro e di retribuzione ,
      ciascun Stato membro concederebbe ai lavoratori cittadini degli Stati
      associati occupati nella Comunità un regime caratterizzato dall' assenza
      di qualsiasi discriminazione basata sulla nazionalità rispetto ai lavo­
      ratori cittadini degli altri Stati membri .
      2 . Sicurezza sociale
      a) Parità di trattamento
             In materia di sicurezza sociale gli accordi dovrebbero prescrive­
      re a favore dei lavoratori del Magreb stabiliti in uno Stato membro e
      dei membri delle loro famiglie conviventi la parità di trattamento con
      i cittadini degli altri Stati membri .
      b) Totalizzazione dei periodi di assicurazione
             La Comunità accetterebbe la totalizzazione dei periodi di assicu­
      razione o di occupazione maturati dai lavoratori magrebini successiva­
      mente nel loro paese di origine e in uno o più Stati membri , soprattut­
      to per quanto riguarda le pensioni e rendite di vecchiaia , di decesso e
      invalidità , nonché per quanto attiene alle cure relative alla salute
      del lavoratore e della propria famiglia.
      c ) Trasferimento di prestazioni
             Le pensioni e rendite di vecchiaia, di decesso e d' invalidità le
      prestazioni familiari , nonché alcune prestazioni in materia di sanità
      dovrebbero essere trasferibili nel paese di origine del lavoratore .
      3 . Formazione professionale
             La Comunità accetterebbe .di cooperare , alla formazione professio­
      nale ( nozioni di base , specializzazione ) dei lavoratori cittadini dei
                           /
                          {
                                                                             • • ê •
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paesi del Ilagreb al fine di facilitarne tanto l' occupazione nella Co­
munità che l' inserimento nell' economia del loro paese d' origine .
COOPERAZIONE FINANZIÂRIA
1 . Obiettivo della cooperazione finanziaria
       "Scopo della cooperazione finanziaria sarebbe quello d' integrare
le iniziative intraprese dai paesi interessati per promuovere il loro
sviluppo e dovrebbe permettere la partecipazione                  della Co­
munità al finanziamento delle azioni previste in materia di cooperazio­
ne economica e tecnica e in materia di formazione professioanle .
2 « Durata degli impegni                           .
        La cooperazione finanziaria coprirebbe un periodo di cinque anni .
Un anno prima della scadenza del protocollo in materia, le Parti con­
traenti esaminarebbero le misure appropriate per rendere possibile un
nuovo periodo di cooperazione finanziaria .
3 . Forme e condizioni della cooperazione finanziaria
     [ La cooperazione della Comunità potrebbe attuarsi con aiuti non
rimborsabili , prestiti a condizioni speciali , prestiti alle condizio­
ni di mercato , con o senza abbuono d' interessi , e infine a mezzo di
contributi alla formazione di capitali di rischio ( in particolare sotto
forma di presa di partecipazioni ).
        Il ricorso alle singole categorie di aiuti avverrebbe in funzio­
ne della natura delle azioni da finanziare , della situazione economica
e finanziaria dei singoli Stati associati e delle risorse loro proprie .
4 » Importi e procedure
        L' importo globale delle singole categorie di aiuti , le relative
modalità principali e infine le relative procedure d' attuazione dovreb­
bero essere definiti in tino stadio successivo dei negoziati .
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DIRITTO DI STABILIMENTO , SERVIZI , PAGAMENTI E CAPITALI
       Gli accordi dovrebbero fare obbligo alle Parti di astenersi dal­
l' introdurre tra loro nuove restrizioni alla libertà di stabilimento ,
alla libera prestazione dei servizi e ai movimenti di capitali .
1 . Diritto di stabilimento e prestazione di servizi
       Gli Stati associati vieterebbero , in materia di stabilimento e di
prestazione di servizi , qualsiasi discriminazione tra cittadini o so­
cietà dei singoli Stati membri .
       Inoltre , se gli Stati associati accordano un trattamento più
favorevole a cittadini o società di uno Stato terzo , lo stesso tratta­
mento sarà esteso ai cittadini e alle società degli Stati membri , salvo
nel caso di trattamento risultante da accordi regionali .
       I Consigli di assooiazione potrebbero prendere in esame qualsiasi
misura intesa a sopprimere le restrizioni alla libertà di stabilimento
e alla libera prestazione dei servizi .
2 . Pagamenti e capitali
       I pagamenti e trasferimenti relativi agli scambi di merci , alla
prestazione di servizi , ai capitali e salari previsti dagli accordi ver­
rebbero autorizzati senza restrizioni .
       Gli Stati associati vieterebbero qualsiasi discriminazione tra
cittadini e società degli Stati membri per quanto attiene agli investi­
menti provenienti da questi ultimi e ai movimenti di capitali che ne
risultano .
       I Consigli di associazione esaminerebbero le misure idonee a fa­
vorire gli investimenti privati provenienti dalla Comunità negli Stati
associati cosi' da contribuire allo sviluppo economico degli stessi .
Da parte loro , gli Stati associati cercherebbero di migliorare il
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regime accordato ai capitali , soprattutto per quanto riguarda la disci­
plina dei cambi .
LE ISTITUZIONI DELL' ASSOCIAZIONE
       Le istituzioni di ciascuna associazione sarebbero :
- il Consiglio di associazione , assistito dal Comitato di associazione :
- la Commissione parlamentare mista .
1 . Il Consiglio di associazione
a ) Poteri del Consiglio
       Il Consiglio di associazione disporrebbe del potere decisionale ai
fini del conseguimento degli obiettivi stabiliti dagli accordi e nei
casi da essi previsti . Le decisioni del Consiglio sarebbero vincolanti
per le Parti contraenti che , di conseguenza, saranno tenute a prendere
le necessarie misure di attuazione »
       Il Consiglio di associazione potrebbe anche formulare le risolu­
zioni , le raccomandazioni ed i pareri che ritenesse opportuni per garan­
tire il buon funzionamento dell' associazione .
b) Composizione del Consiglio
       Il Consiglio di associazione sarebbe composto da membri del Con­
siglio e da membri della Commìsisone delle Comunità europee nonché da
membri del Governo dello Stato associato .
       Le decisioni del Consiglio di associazione verrebbero prese di
comune accordo tra i rappresentanti della CEE ed i rappresentanti dello
Stato associato .
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c ) Comitato di associazione
       Nell' assolvimento delle proprie funzioni il Consiglio di associa­
zione verrebbe assistito dal Comitato di associazione , composto da un
rappresentante di ciascun Stato membro e da un rappresentante della Com­
missione , nonché dal rappresentante dello Stato associato .
       Il Consiglio di associazione potrebbe anche decidere la costitu­
zione di qualsiasi altro comitato specializzato al fine di assisterlo
nell' assolvimento dei propri compiti .
2 . Commissione parlamentare mista
       La Commissione parlamentare mista si riunirebbe una volta al­
l' anno e sarebbe composta , su base paritetica, da membri del Parlamen­
to europeo e da membri dei Parlamenti degli Stati associati .
       Essa esaminerebbe ogni anno il rapporto di attività presentatole
dal Consiglio di associazione e disporrebbe del potere di votare risolu-»
zioni nelle materie riguardanti l' associazione .
3 * Rappresentanza degli interessi professionali
       Il Consiglio di associazione potrebbe formulare qualsiasi racco­
mandazione per facilitare i contratti tra rappresentanti degli interes­
si socio-professionali della Comunità ( d' accordo col Comitato economico
e sociale ) e rappresentanti degli Stati associati .
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VII . DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI
      1 . Dur axa
              Gli accordi non dovrebbero fissare un termine di scadenza ma
      potrebbero essere denunciati dalle singole Parti contraenti con un
      preavviso di sei mesi .
      2 . Base giuridica
              Per quanto riguarda la Comunità , gli accordi verrebbero basati
      sull' articolo 238 del Trattato CEE .
      3 . Campo di applicazione territoriale
              Gli accordi si applicherebbero ai territori europei cui si appli­
      ca il Trattato CEE , ai DOM francesi nonché ai territori dell' Algeria ,
      del Marocco o della Tunisia .
      4 . Nuove adesioni od associazioni
              In caso di ampliamento della Comunità o qualora quest' ultima con­
      cludesse altri accordi di associazione aventi speciali e dirette inoi-
      denze sugli accordi col Magreb , dovrebbero aver luogo all' interno del
      Consiglio di associazione appropriate consultazioni per esaminare gli
      interessi reciproci delle Parti contraenti .
      5 . Politica commerciale
              Ciascuna Parte contraente dovrebbe comunicare , su richiesta del­
      l' altra Parte , qualsiasi informazione utile stigli accordi commerciali
      che essa conclude , nonché sulle modifiche che essa apporta al regime
      degli scambi con l' estero . A richiesta di una delle Parti si potrebbero
      avere consultazioni all' interno del Consiglio di associazione .
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       I Trattati , le convenzioni o gli accordi stipulati tra uno o
più Stati membri e ciascuno dei paesi del Magreb non dovrebbero ostare
all' applicazione delle disposizioni degli accordi da concludere .