CELEX: C2002/084/73
Language: it
Date: 2002-04-06 00:00:00
Title: Causa C-460/01: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno dei Paesi Bassi, presentato il 28 novembre 2001.

C 84/42                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                          6.4.2002
da raggiungere, comporta implicitamente l’obbligo per lo Stato                    n. 2, terza frase, del regolamento (CEE) della Commissione
membro di rispettare il termine di adempimento fissato nella                      21 aprile 1992, n. 1214(2), recante disposizioni di
direttiva. Questo termine è spirato senza che l’Irlanda abbia                     applicazione e misure di semplificazione del regime di
attuato i provvedimenti necessari per conformarsi alle direttive                  transito comunitario, dall’art. 379, n. 2, terza frase, del
indicate nelle conclusioni della Commissione.                                     regolamento (CEE) della Commissione 2 luglio 1993,
                                                                                  n. 2454 (3), che fissa talune disposizioni di applicazione
                                                                                  del regolamento (CEE) n. 2913/92, nonché dagli artt. 2 e
(1) GU L 281 del 23.11.1995, pagg. 31-50.                                         9-11 del regolamento (CEE, Euratom) del Consiglio
(2) GU L 24 del 30.1.1998, pag. 1.                                                29 maggio 1989, n. 1552 (4), recante applicazione della
                                                                                  decisione 88/376/CEE, Euratom, relativa al sistema delle
                                                                                  risorse proprie delle Comunità;
                                                                             2.   condannare il Regno dei Paesi Bassi alle spese.
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
tro il Regno dei Paesi Bassi, presentato il 28 novembre
                                2001.                                        Motivi e principali argomenti
                          (Causa C-460/01)                                   —    Violazione degli artt. 11 bis, n. 2, secondo comma,
                                                                                  seconda frase, del regolamento n. 1062/87; 49, n. 2, terza
                                                                                  frase, del regolamento n. 1214/92 e dell’art. 379, n. 2,
                           (2002/C 84/73)                                         terza frase, del regolamento n. 2454/93 («regolamento di
                                                                                  attuazione del codice doganale comunitario»): dagli
                                                                                  artt. 96 del regolamento n. 2913/92 (5) («codice doganale
                                                                                  comunitario») e 356 e 379 del regolamento di attuazione
Il 28 novembre 2001, la Commissione delle Comunità euro-                          di detto codice discende una sequenza obbligatoria per
pee, rappresentata dai sigg. H.M.H. Speyart e G. Wilms, ha                        gli atti che devono essere effettuati dal dichiarante e dagli
presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                      uffici di partenza e di destinazione nell’ambito di un
ricorso contro il Regno dei Paesi Bassi.                                          transito doganale comunitario esterno, in particolare
                                                                                  quando una spedizione cui si applica tale transito non
                                                                                  perviene tempestivamente presso l’ufficio di destinazione.
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                                                                                  I Paesi Bassi e la Commissione non sono d’accordo
                                                                                  quanto alla corretta applicazione del termine di tre mesi
1.    dichiarare che il Regno dei Paesi Bassi, non procedendo                     che comincia a decorrere dal giorno della notifica della
      fra il 1o gennaio 1991 e il 31 dicembre 1995:                               mancata presentazione (v. art. 379, n. 2, del regolamento
                                                                                  di attuazione del codice doganale comunitario e le
      —      qualora il dichiarante di un transito doganale comu-                 disposizioni dello stesso tenore precedentemente in vigo-
             nitario esterno, entro tre mesi dall’invio della notifica            re). Tale termine è anzitutto vincolante per il dichiarante,
             da parte dell’ufficio doganale di partenza che la                    che infatti, entro detto termine, deve fornire la prova che
             spedizione non è tempestivamente pervenuta presso                    il transito considerato è regolarmente terminato. Lo stesso
             l’ufficio doganale di destinazione, non abbia appor-                 termine è però vincolante anche per lo Stato membro cui
             tato la prova della regolarità del transito doganale                 appartiene l’ufficio doganale di partenza, nel senso che
             considerato, a contabilizzare e a riscuotere, entro tre              dalla penultima frase dell’art. 317, n. 2, del regolamento
             giorni dalla scadenza di detto termine, il debito                    di attuazione del codice doganale comunitario discende
             doganale dovuto e gli altri dazi, o procedendovi                     che lo Stato membro, una volta scaduto detto termine e
             successivamente rispetto a quanto dovuto in applica-                 in mancanza di prova da parte del dichiarante, deve
             zione del regolamento (CEE, Euratom) del Consiglio                   procedere tempestivamente alla contabilizzazione e alla
             3 giugno 1971, n. 1182, che stabilisce le norme                      riscossione del debito doganale considerato. Il primo
             applicabili ai periodi di tempo, alle date e ai termini              giorno del quarto mese successivo alla notifica della
             (GU 1971, L 124, pag. 1);                                            mancata presentazione l’ufficio di partenza dispone di
                                                                                  tutti i dati necessari per il calcolo del debito doganale
      —      non mettendo tempestivamente a disposizione della                    considerato (artt. 217, n. 1, e 218, n. 3, prima frase,
             Commissione le risorse proprie connesse a tale                       lett. a, del codice doganale comunitario) e per accertare
             operazione e                                                         l’identità del soggetto obbligato, nella fattispecie il dichia-
                                                                                  rante (art. 218, n. 3, prima frase, lett. b, del codice
      —      negando di pagare gli interessi di mora connessi alla                doganale comunitario). In forza degli artt. 218 e 219
             stessa operazione;                                                   del codice doganale comunitario il debito dev’essere
                                                                                  contabilizzato entro due giorni, o, in talune circostanze,
      è venuto meno agli obblighi impostigli dall’art. 11 bis,                    entro 14 giorni. Fatta salva la possibile proroga ex art. 219
      n. 2, secondo comma, seconda frase, del regolamento                         del codice doganale comunitario, lo Stato membro non
      (CEE) della Commissione 27 marzo 1987, n. 1062 (1),                         ha pertanto alcuna discrezionalità che gli consentirebbe
      recante disposizioni di applicazione e misure di semplifi-                  di stabilire quando si deve procedere alla contabilizzazio-
      cazione del regime di transito comunitario, dall’art. 49,                   ne del debito doganale considerato. In forza dell’art. 221,
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      n. 1, del codice doganale comunitario, dopo la contabiliz-          1)    Se l’art. 28 del Trattato di Roma permetta che uno
      zazione lo Stato membro deve immediatamente procede-                      Stato membro proibisca la coltivazione e qualsiasi altro
      re alla riscossione notificando il debito al debitore. A                  impiego della cosiddetta canapa industriale, che sono
      torto i Paesi Bassi sostengono di poter disporre di tutto il              ammessi dai regolamenti CE?
      tempo per effettuare una scrupolosa valutazione, «tenuto
      conto della quantità e della complessità del materiale
      probatorio addotto in un determinato caso». Gli artt. 218           2)    In caso di soluzione negativa della questione 1), se possa
      e 219 del codice doganale comunitario rappresentano a                     cionondimeno sussistere un’eccezione con riferimento
      dire il vero disposizioni volte a salvaguardare gli interessi             all’art. 30 del Trattato di Roma che porti ad escludere la
      finanziari della Comunità, per la quale le entrate doganali               contrarietà di tale divieto al diritto comunitario?
      costituiscono una risorsa propria e che pertanto ha
      interesse ad un rapido accertamento delle entrate. Le
      proroghe di cui all’art. 219 del codice doganale comunita-          3)    In caso di soluzione negativa della questione 2), se
      rio non possono pertanto essere legittimamente invocate                   il divieto contenuto nella legge svedese possa essere
      dagli Stati membri nei confronti della Commissione. Gli                   giustificato per altre ragioni?
      Stati membri dovranno invece sempre motivare perché i
      motivi da essi addotti rendono necessaria la proroga del
      termine di contabilizzazione.
—     Violazione degli artt. 9 e 10 del regolamento n. 1552/89.
—     Violazione dell’art. 11 del regolamento n. 1552/89. Le
      infrazioni menzionate negli ultimi due motivi sono
      necessarie conseguenze dell’infrazione descritta nel primo
      motivo. I Paesi Bassi hanno omesso di porre a disposizio-
      ne tempestivamente nel periodo in esame la somma                    Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
      principale. Essi si sono anche sempre rifiutati finora di            tro la Repubblica d’Austria, proposto il 4 dicembre 2001
      porre a disposizione i relativi interessi di mora. Già alla
      fine del 1996 i servizi della Commissione avevano
      chiesto alle autorità olandesi di versare alla Commissione                                     (Causa C-465/01)
      NLG 5 323 395,06 a titolo di interessi di mora.
                                                                                                      (2002/C 84/75)
( 1) GU 1987, L 107, pag. 1.
( 2) GU 1992, L 132, pag. 1.
( 3) GU 1993, L 253, pag. 1.                                              Il 4 dicembre 2001 la Commissione delle Comunità europee,
( 4) GU 1989, L 155, pag. 1.                                              rappresentata dal dott. Jörn Sack, consigliere giuridico della
( 5) GU 1992, L 302, pag. 1.
                                                                          Commissione delle Comunità europee, con domicilio eletto in
                                                                          Lussemburgo, presso il sig. Luis Escobar Guerrero, membro
                                                                          del servizio giuridico della Commissione, Centre Wagner,
                                                                          Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
                                                                          Comunità europee un ricorso contro la Repubblica d’Austria.
                                                                          La Commissione delle Comunità europee conclude che la
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Halm-                     Corte voglia:
stads Tingsrätt (Svezia), con ordinanza 8 novembre 2001,
        nella causa Åklagaren contro Ulf Hammarsten
                                                                          1.    dichiarare che la Repubblica d’Austria è venuta meno agli
                                                                                obblighi ad essa derivanti:
                         (Causa C-462/01)
                          (2002/C 84/74)                                        a)     dall’art. 39 del Trattato CE e dall’art. 8 del regolamen-
                                                                                       to (CEE) n. 1612/68 (1) relativo alla libera circolazio-
                                                                                       ne dei lavoratori all’interno della Comunità, come
                                                                                       pure dall’art. 28 dell’accordo sullo Spazio economico
Con ordinanza 8 novembre 2001, pervenuta nella cancelleria                             europeo, avendo essa escluso i lavoratori provenienti
della Corte il 3 dicembre 2001, nella causa Åklagaren contro                           da altri Stati membri della Comunità ovvero da altri
Ulf Hammarsten l’Halmstads Tingsrätt (Svezia) ha sottoposto                            Stati membri dello Spazio economico europeo dal
alla Corte di giustizia delle Comunità europee le seguenti                             diritto di elettorato passivo nelle Arbeiterkammern
questioni pregiudiziali:                                                               (camere dei lavoratori);