CELEX: 51997PC0706
Language: it
Date: 1997-12-15
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio (versione codificata)

COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE
  *** *
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                                                        Bruxelles, 15.12.1997
                                                        COM(97) 706 def.
                                                        97 /0357 (COD)
                                        Proposta di
        DIRET-TIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
         relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio
                                   (versione codificata)
                        (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                        RELAZIONE
 1.         Nel contesto dell'«Europa dei cittadini», la Commissione annette grande importanza alla
             semplificazione e alla chiarezza del diritto comunitario onde renderlo più accessibile e comprensibile
            al cittadino~ in tal modo gli si aprono nuove possibilità e gli vengono riconosciuti diritti specifici di
            cui potersi avvalere.
            Tuttavia il suddetto obiettivo non potrà venir conseguito fintantoché sussista un numero eccessivo di
            disposizioni che, essendo state modificate a più riprese e spesso in modo sostanziale, si trovano
            sparpagliate in parte nell'atto originario ed in parte negli atti modificativi successivi. Questa
            situazione rende necessario un lavoro di ricerca e di raffronto di numerosi atti per identificare le
            disposizioni in vigore.
                                     ~
            Ne consegue che la chiarezza e la trasparenza del diritto comunitario dipendono anche dalla
            codificazione della regolamentazione che ha costituito oggetto di numerose modifiche.
2.          Con la decisione del 1° aprile 1987, la Commissione ha dato istruzioni ai suoi servizi di procedere alla
            codificazione costitutiva od ufficiale degli atti giuridici al più tardi dopo la decima modifica ad essi
            apportata, sottolineando che si trattava di una regola minima, poiché nell'interesse della chiarezza e
            della corretta comprensione della legislazione comunitaria i servizi dovrebbero tentare di codificare i
            testi di cui sono responsabili ad intervalli ancora più brevi.
3.          Le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Edimburgo, nel dicembre 1992, hanno
            confermato questi imperativi, sottolineando quanto sia importante la codificazione costitutiva od
            ufficiale che offre certezza giuridica quanto al diritto applicabile ad una determinata fattispecie in un
            determinato momento.
            La codificazione va effettuata nel pieno rispetto· del normale iter legislativo comunitario.
            Dal momento che in sede di codificazione costitutiva od ufficiale nessuna modifica di carattere
            sostanziale può essere apportata agli atti che ne fanno oggetto, il Parlamento europeo, il Consiglio e la
            Commissione, con accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994, hanno convenuto di optare per un
            metodo di lavoro accelerato che consenta la rapida adozione degli atti codificati.
4.          La presente proposta di codificazione0 ) della direttiva 73/ 183/CEE del Consiglio, del 28 giugno 1973,
            relativa alla soppressione delle restrizioni alla libertà di stabilimento e alla libera prestazione dei
            servizi nel campo delle attività non salariate delle banche e di altri istituti finanziari, della direttiva
            77 /780/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1977, relativa al coordinamento delle disposizioni
            legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l'accesso all'attività degli enti creditizi e il suo
            esercizio, della direttiva 89/299/CEE del Consiglio, del 17 aprile 1989, concernente i fondi propri
            degli enti creditizi, della dii:ettiva 89/646/CEE del Consiglio, del 15 dicembre 1989, relativa al
            coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative riguardanti l'accesso
           all'attività degli enti creditizi e il suo esercizio e recante modifica della direttiYa 77 /780/CEE, della
            direttiva 89/647/CEE del Consiglio, del 18 dicembre 1989, relativa al coefficiente di solvibilità degli
           enti creditizi, della direttiva 92/30/CEE del Consiglio, del 6 aprile 1992, relativa alla vigilanza su
           base consolidata degli enti creditizi, della direttiva 92/ 121/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1992,
            sulla vigilanza ed il controllo dei grandi fidi degli enti creditizi, è intesa a rendere possibile tale
           codificazione. La nuova direttiva si sostituirà alle varie direttive oggetto dell'operazione di
           codificazione< 2); rispetterà totalmente la sostanza dei testi codificati, limitandosi a raggrupparli
           apportandovi solo quei ritocchi formali che sono necessari alla stessa operazione di codificazione.
4. bis     È il caso di segnalare che è sembrato opportuno cogliere l'occasione della codificazione delle
           sopracitate direttive per sostituire, come operazione puramente formale, la denominazione «comitato
           di contatto», che appare al considerando n. 21 della direttiva 89/646/CEE ed al considerando n. 15
           .della direttiva 77/780/CEE (rispettivamente considerando n. 23 e 66 della presente codificazione) con
            la denominazione «gruppo di contatto».
           In effetti, contrariamente alla terminologia erroneamente utilizzata nei considerando in questione
           delle sopracitate direttive, la denominazione «gruppo di contatto» è stata utilizzata a partire
           dall'inizio delle attività di quest'ultimo.
5.         La presente proposta di codificazione è stata elaborata sulla base dei testi degli atti pubblicati nella
           Gazzetta ufficiale, in tutte le lingue ufficiali. La precedente numerazione degli articoli è stata
           conservata per agevolare la lettura e viene indicata a margine, mentre la nuova numerazione figura
           sopra il testo degli articoli; la corrispondenza fra le due numerazioni è indicata in un'apposita tabella
           figurante all'allegato IV della direttiva codificata.
 1
< ) Iscritta nal programma legislativo per il 199 5.
 2
<)  Allegato V, parte A, della presente proposta.
                                                             2
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                                DIRETTIVA ../.../CE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                                                                del. ............... .
                                      relativa all'accesso all'attività degli enti creditizi ed al suo esercizio
     IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
     DELL'UNIONE EUROPEA,
     visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in
     particolare l'articolo 57, paragrafo 2, prima e terza frase,
     vista la proposta della Commissione,
     visto il parere del Comitato economico e sociale (t),
     deliberando conformemente alla procedura prevista
                                       2
     all'a11icolo 189 B del trattato < l,
     1) considerando che la direttiva 73/183/CEE del Consiglio, del
       28 giugno 1973, relativa alla soppressione delle restrizioni alla
        liber1à di stabilimento e alla libera prestazione dei servizi nel
       campo delle attività non salariate delle banche e di altri istituti
       finanziari 0 >, la direttiva 77/780/CEE del Consiglio, del 12
       dicembre 1977, relativa al coordinamento delle disposizioni
        legislative, regolamentari e ammm1strative riguardanti
                                                                           4
        l'accesso all'attività degli enti creditizi e il suo esercizio < >, la
       direttiva 89/299/CEE del Consiglio, del 17 aprile 1989,
       concernente i fondi propri degli enti creditizi (Sl, la direttiva
       89/646/CEE del Consiglio, del 15 dicembre 1989, relativa al
       coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e
       amministrative riguardanti l'accesso all'attività degli enti
       creditizi e il suo esercizio e recante modifica della direttiva
                       6
       771780/CEE < >, la direttiva 89/64 7/CEE del Consiglio, del 18
       dicembre 1989, relativa al coefficiente di solvibilità degli enti
       creditizi U>, la direttiva 92/30/CEE del Consiglio, del 6 aprile
        1992, relativa alla vigilanza su base consolidata degli enti
       creditizi (Sl, la direttiva 92/121/CEE del Consiglio, del 21
       dicembre 1992, sulla vigilanza ed il controllo dei grandi fidi
       degli enti creditizi (9 >, ~ hanno subito diverse e ~ostanziali
       modifiche; che, ai fini di razionalità e chiarezza, occorre
       pe11anto procedere alla codificazione di dette direttive
       raggruppandole in un testo unico;
<
 1
   )Gu n. c
cn
Ol  GU n. L 194 del 16.7.1973, pag. I.
 4
< l GU n. L 322 elci 17.12.1977, pag. 30. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 96/13/CE (GU n. L 66, del 16.3.1996, pag. 15).
(S) GU n. L 124 del 5.5.1989, pag. 16. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 92/30/CEE (G U 11. L l I O del 28.4.1992, pag. 52).
(o) GU n. L 386 del 30.12.1989, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 95/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
     (GU n. L 168 del 18.7.1995, pag 7).
(?l GU n. L 386 del 30.12.1989, pau,. 14. Direttiva modilìcata da ultimo dalla direttiva 96/1 O/CE (CìU 11. L 85 Jel 3.,t 1996, !)au_. 17).
(S)                               .      ~                                                                                          ~
    GU 11. L I I O del 28.4.1992, pag. 52.
 9
( ) GU 11. L 29 del 5.2.1993, pag. I. Direttiva moJilìcata clall'J\tto di adesione dell'Austria, della Finlandia e tklL1 Svoia.
                                                                                 ì
 ---pagebreak--- 2) considerando che, in applicazione del trattato, è vietata qualsiasi    I. 77/780/CEE
   discriminazione in materia di stabilimento e di prestazione di            (adattato)
   servizi, fondata rispettivamente sulla nazionalità o sul fatto che
   l'impresa non è stabilita nello Stato membro in cui la prestazione
   è eseguita;
3) considerando che, al fine di facilitare l'accesso all'attività degli   2. 77/780/CEE
   enti creditizi ed· il suo esercizio, è necessario eliminare le
   differenze più rilevanti, tra le legislazioni degli Stati membri per
   quanto riguarda il regime al quale detti enti sono sottoposti;
4) considerando che la presente direttiva costituisce lo strumento        I. 89.1646/CEE
   essenziale per la realizzazione del.:mercato interno decisa con           (adattato)
   l'Atto unico europeo e programmata nel Libro bianco della
   Commissione, sotto il duplice profilo della libertà di stabilimento
   e della libera prestazione dei servizi nel settore degli enti
   creditizi;
5) considerando che i lavori di coordinamento in materia di enti          4. 77/780/CEE
   creditizi devono applicarsi a tutti questi enti, sia per proteggere il    (adattato)
   rispannio che per creare le condizioni di uguaglianza nella
   concorrenza tra gli enti medesimi, a tutti questi ultimi; che,
   tuttavia, occorre tener conto. se necessario, delle differenze
   obiettive dei loro statuti e dei loro compiti peculiari previsti dalle
   legislazioni nazionali;
                                                                        4
 ---pagebreak--- 6) considerando che è quindi necessario che il campo d'applicazione        5.    77/780/CEE
   dei lavori di coordinamento sia il più ampio possibile e
   comprenda .tutti gli enti la cui attività consiste nel raccogliere
   fondi rimborsabili presso il pubblico sia sotto forma di depositi       +
   che sotto altre forme, quali l'emissione continua di obbligazioni e
   di altri titoli comparabil_i, e nel concedere crediti per proprio
   conto; che debbono essere previste eccezioni per taluni enti            6.
   creditizi a cui la presente direttiva non si applica; che la presente
   direttiva non pregiudica l'applicazione delle legislazioni
   nazionali nei casi in cui. esse pre.vedono autorizzazioni speciali
   complementari che consentono agli enti creditizi di esercitare
   attività specifiche o di effettuare particolari tipi di operazioni;
7) considerando che l'impostazione adottata consiste nella                 4.   89/646/CEE
   realizzazione dell'armonizzazione essenziale, necessaria e
   sufficiente per pervenire ad un reciproco riconoscimento delle          +
   autorizzazioni e dei sistemi di controllo prudenziale che consenta
   il rilascio di un'unica autorizzazione valida in tutta la Comunità e
   l'applicazione del principio del controllo da parte dello Stato         9.   77/780/CEE
   membro d'origine; che, in questa prospettiva, l'esigenza di un               (adattato)
   programma di attività può soltanto essere considerata un                +
   elemento che consente alle autorità competenti di decidere sulla
   base di un'informazione più accurata, nel quadro dì criteri             11.  (adattato)
   oggettivi; che è peraltro possibile una certa elasticità per quanto
   riguarda i requisiti relativi alle forme giuridiche degli enti
   creditizi e la tutela delle denominazioni;
8) considerando che, per assicurare identica tutela ai risparmiatori       I 2. 77/780/CEE
   ed eque condizioni concorrenziali tra gli enti creditizi della stessa        (adattato)
   categoria, si rendono necessarie delle condizioni finanziarie
   equivalenti in riferimento a detti enti creditizi; che, in attesa di un
   miglior coordinamento, debbono essere messi a punto adeguati
   rapp01ti     strutturali   che    consentano,      nell'ambito    della
   cooperazione tra autorità nazionali, di controllare in base a
   metodi unificati la situazione delle categorie di enti creditizi
   comparabili; che questo tipo di procedura potrebbe facilitare il
   ravvicinamento progressivo dei sistemi di coefficienti definiti e
   applicati dagli Stati membri; che è tuttavia necessario operare
   una distinzione tra coefficienti intesi ad assicurare la solidità
   della gestione degli enti creditizi e quelli aventi finalità di
   politica economica e monetaria;
                                                                         5
 ---pagebreak--- 9)   co!tsiderando che i principi del mutuo riconoscimento e del         8. 89/646/CEE
     controllo esercitato dallo Stato 11,1embro d'origine esigono che       (adattato)
     le autorità competenti di ogni Stato membro non concedano o         +
     revochino l'autorizzazione qualora elementi come il
     programma d'attività, l'ubicazione o le attività effettivamente     7. 95/26/CE
     svolte indichino in modo evidente che l'ente creditizio ha scelto      (adattato)
     il sistema giuridico di uno Stato membro al fine di sottrarsi ai
     criteri più rigidi in vigore i~ un altro Stato membro sul cui
     territorio intende svolgere la maggior parte delle proprie
     attività; che un ente creditizio che sia persona giuridica deve
     essere autorizzato nello Stato membro in. cui si trova la sua
     sede statutaria; che un ente creditizio che non sia persona
     giuridica deve avere l'amministrazione centrale nello Stato
     membro in cui ha ricevuto l'autorizzazione; che, d'altra parte,
     gli Stati membri devono esigere che l'amministrazione centrale
     di un ente creditizio sia sempre situata nello Stato membro
     d'origine e che essa vi operi effettivamente;
I O) considerando che le autorità competenti non dovrebbero              3. 95/26/CE
     accordare o mantenere l'autorizzazione di un ente creditizio           (adattato)
     qualora gli stretti legami che lo -uniscono ad altre persone        +
     fisiche o giuridiche siano tali da ostacòlare l'effettivo esercizio
     del loro compito di vigilanza; che anche gli enti creditizi già     4.
     autorizzati devono ·dare soddisfa2:ione alle autorità competenti
     in questo senso; che la definizione di «stretti legami» data nella  +
     presente direttiva è costituita da criteri minimi e che ciò non
     osta a che gli Stati membri possano fare riferimento anche a        5. (adattato)
     situazioni diverse da quelle che rientrano nella definizione in
     questione; che il solo fatto di acquisire una· percentuale
     significativa del capitale di una società non costituisce una
     partecipazione da prendere in considerazione ai sensi della
     nozione di «stretti legami», se tale acquisizione viene effettuata
     solo in quanto investimento temporaneo e non consente di
     esercitare un'influenza sulla struttura e la politica finanziaria
     dell'impresa;
11) considerando che il riferimento all'effettivo esercizio delle        6. 95/26/CE
     funzioni di vigilanza da parte delle autorità di controllo
     comprende la vigilanza su base consolidata che occorre
     esercitare su un ente creditizio allorché le disposizioni del
     diritto comunitario prevedono tale tipo di vigilanza; che in tale
     caso le autorità alle quali è chiesta l'autorizzazione devono
     poter individuare le autorità competenti della vigilanza su base
     consolidata nei confronti di tale ente creditizio;
12) considerando che lo Stato membro d'origine può emanare               9. 89/646/CEE
     disposizioni più severe di quelle fissate all'articolo 5, paragrafo    (adattato)
      I, primo comma, e paragrafo 2, ed agli articoli 7, 16, 30, 51 e
     65 per quel che riguarda gli enti autorizzati dalle proprie
     autorità competenti;
                                                                       6
 ---pagebreak--- 13) considerando        che      la     soppressione       dell'obbligo  17. 89/646/CEE
    dell'autorizzazione per le succursali degli enti creditizi               (adattato)
    comunitari comporta necessariamente la soppressione del
    fondo di dotazione;
14) considerando che l'impostazione adottata consiste, grazie al         12. 89/646/CEE
    riconoscimento reciproco, nel permettere agli enti creditizi             (adattato)
    autorizzati in uno Stato membro d'origine di esercitare in tutta     +
    la Comunità tutte o parte delle attività previste nell'elenco
    dell'allegato I, tramite lo stabilimento di una succursale o         13.
    mediante prestazioni di servizi; che l'esercizio delle attività non
    figuranti nell'elenco beneficia delle libertà di stabilimento e di
    prestazione di servizi secondo le disposizioni generali del
    trattato;
15) considerando che conviene nel contempo estendere il beneficio        14. 89/646/CEE
    del riconoscimento reciproco alle attività figuranti nell'elenco         (adattato)
    suddetto, allorché sono esercitate da un ente finanziario
    filiazione di un ente creditizio, purché tale filiazione sia inclusa
    nella vigilanza su base consolidata cu; è sottoposta l'impresa
    madre e soddisfi alcune rigorose condizioni;
16) considerando che lo Stato membro ospitante può imporre, per          15. 89/646/CEE
    l'esercizio del diritto di stabilimento e della libera prestazione       (adattato)
    di servizi, l'os~ervanza delle disposizioni specifiche del proprio
    sistema nazionale legislativo o regolamentare agli enti che non
    sono autorizzati come enti creditizi nello Stato membro
    d'origine o alle attività che non figurano nel suddetto elenco,                     •
    purché, da un lato, queste disposizioni siano compatibili con il
    diritto comunitario e motivate da ragioni di interesse generale
    e, dall'altro, detti enti o dette attività non siano sottoposti a
    regole equivalenti nel sistema legislativo o regolamentare dello
    Stato membro d'origine;
17) considerando che gli Stati membri devono vigilare affinché non       16. 89/646/CEE
    vi sia alcun ostacolo a che le attività ammesse a beneficiare del                 •
    riconoscimento reciproco possano essere esercitate allo stesso
    modo che nello Stato membro d'origine, purché non siano
    incompatibili con le disposizioni legali di interesse generale in
    vigore nello Stato membro ospitante;
18) considerando che esiste una connessione necessaria tra               18. 89/646/CEE
     l'obiettivo della presente direttiva e la liberalizzazione dei          (adattato)
    movimenti di capitale in corso di realizzazione mediante altri
    atti legislativi comunitari; che in ogni caso le misure di
     liberalizzazione dei servizi bancari devono essere coerenti con
     le misure di liberalizzazione dei movimenti di capitale;
 ---pagebreak---   ....
19) considerando che il regime applicato alle succursali degli enti          13.  77/780/CEE
       creditizi aventi la loro sede fuori della Comunità dovrebbe
       essere analogo in tutti gli Stati membri; c~e occorre, prevedere
        che questo regime non possa esser~ più favorevole di quello
       .delle succursali degli enti provenienti da uno Stato membro;
        che occorre precisare che la Comunità può concludere accordi
        con paesi terzi che prevedono l'applicazione di disposizioni che     +
        accordano a tali succursali un trattamento identico nell'intero
        territorio tenendo conto del principio della reciprocità; che le     19.  89/646/CEE
        succursali degli enti creditizi ave_nti la loro sede fuori della          (adattato)
        Comunità non beneficiano della libera prestazione di servizi ai
        sensi dell'articolo 59, secondo comma, del trattato né della
        libertà di stabilimento in Stati membri diversi da quello in cui
        sono stabilite; che, comunque, le domande di autorizzazione di
        una filiazione o di acquisizione di una partecipazione da parte
        di un'impresa disciplinata dalla normativa in un paese terzo
        sono assoggettate ad una procedura mirante a garantire un
        regime di reciprocità agli enti creditizi della Comunità nei paesi
        terzi in questione;
20) considerando che le autorizzazioni di enti creditizi che saranno         20.  89/646/CEE
        rilasciate dalle autorità nazionali competenti avranno portata            (adattato)
        comunitaria, conformemente alle disposizioni della presente
        direttiva,    e    non    più ~ soltanto     nazionale      e che,
        conseguentemente, decadranno le attuali clausole di
        reciprocità; che occorre dunque una procedura elastica che
        consenta di valutare la reciprocità su una base comunitaria; che
        tale procedura non ha lo scopo di chiudere i mercati finanziari
        della Comunità, ma, poiché la Comunità si propone di
        conservare i suoi mercati finanziari aperti al resto del mondo,
        di migliorare la liberalizzazione dei mercati finanziari globali
        in altri paesi terzi; che, pertanto, la presente direttiva prevede
        procedure di negoziazione con paesi terzi o, in ultima istanza,
        la possibilità di prendere misure consistenti nella sospensione
        di nuove richieste di autorizzazione o nella limitazione di
        nuove autorizzazioni;
21) considerando che è opportuno che vengano stipulati, su base di           12.  92/30/CEE
        reciprocità, accordi tra la Comunità ed i paesi terzi onde
        permettere che la vigilanza su base consolidata venga esercitata
        concretamente sulla base geografica la più ampia possibile;
22) considerando che la responsabilità in materia di vigilanza sulla         I O. 89/646/CEE
        solidità finanziaria, e in particolare sulla solvibilità, di un ente      (adattato)
        creditizio incombe ormai all'autorità competente dello Stato
        membro d'origine dell'ente in questione; che l'autorità dello
        Stato membro ospitante mantiene le sue responsabilità in
        materia di vigilanza sulla liquidità e di politica monetaria; che
        la vigilanza sul rischio di mercato deve fom1are oggetto di una
        stretta cooperazione tra le autorità competenti dello Stato
        membro d'origine e quelle dello Stato membro ospitante;
                                                                           8
 ---pagebreak--- 23) considerando che il funzionamento armonioso del mercato              21. 89/646/CEE
     interno bancario necessiterà, al di là delle norme giuridiche, di       (adattato)
     una stretta e regolare cooperazione tra le autorità competenti
     degli Stati membri; che, per quel che riguarda l'esame dei
     problemi concernenti un singolo ente creditizio, il gruppo di
     contatto creato tra le autorità di controllo delle banche rimane
     la sede più appropriata; che tale gruppo costituisce un contesto
     adeguato per l'informazione reciproca di cui all'articolo 28;
24) considerando che in ogni caso tale procedura d'informazione          22. 89/646/CEE
     reciproca non sostituisce la collaborazione bilaterale prevista         (adattato)
     all'articolo 28; che l'autorità competente dello Stato membro
     ospitante, ·fatte salve le sue competenze di controllo, può
   · continuare, sia di propria iniziativa in caso d'urgenza, sia su
     iniziativa dell'autorità competente dello Stato membro
     d'origine, a verificare che l'attività ài un ente creditizio sul
     proprio territorio sia conforme alle leggi, ai principi di una sana
     organizzazione amministrativa e contabile e di un controllo
     interno adeguato;
25) considerando che è opportuno rendere possibili gli scambi di         8.  95/26/CE
     informazione tra le autorità competenti e le autorità o gli
     organismi che, grazie alle loro funzioni, contribuiscono a
     rafforzare la stabilità del sistema finanziario; che, per
     preservare la riservatezza delle informazioni trasmesse, l'elenco
     dei relativi destinatari deve restare rigorosamente limitato;
26) considerando che taluni comportamenti, quali ad esempio la           9.  95/26/CE
     frode e l'insider trading, anche quando riguardano imprese              (adattato)
     diverse dagli enti creditizi sono tali da pregiudicare la stabilità
     nonché l'integrità del sistema finanziario;
27) considerando che è necessario prevedere a quali condizioni           1O. 95/26/CE
     autorizzare tali gli scambi di informazioni;
2&) considerando che, qualora sia prevista la possibilità di             11. 95/26/CE
     divulgare le informazioni soltanto previo assenso esplicito delle
     autorità competenti, queste possono, nel caso, subordinare tale
     assenso a condizioni rigorose;
                                                                      9
 ---pagebreak--- 29) considerando che occorre inoltre autorizzare gli scambi di              12.  95/26/CE
     infonnazioni tra le autorità competenti, da un lato, e le banche
     centrali ed altri organismi con responsabilità analoghe in
     quanto autorità monetarie, dall'altro, e, all'occorrenza, altre
     autorità pubbliche incaricate del controllo dei sisteini di
     pagamento;
30) considerando che, al fine di rafforzare la vigilanza prudenziale I 5.        95/26/CE
     sugli enti -creditizi nonché la tutela dei clienti degli enti              (adattato)
     creditizi, è necessario prevedere che un revisore debba
     infonnare tempestivamente ie autorità competenti quando, nei +
     casi previsti dalla presente direttiva, nell'esercizio delle sue
     funzioni venga a conoscenza di taluni fatti tali da pregiudicare
     gravemente la situazione fi~anziaria o l'organizzazione 16.                (adattato)
     amministrativa e contabile dell'ente creditizio; che, in base
     all'obiettivo perseguito, è auspicabile che gli Stati membri
     prevedano che tale obbligo si applichi in ogni caso quando tali +
     fatti siano rilevati da un revisore nell'esercizio delle sue
     funzioni presso un'impresa che ha stretti legami con un ente
     creditizio; che l'obbligo imposto ai revisori di comunicare 17.            (adattato)
    all'occorrenza alle autorità competenti taluni fatti o decisioni
    riguardanti un ente creditizio acquisiti nell'esercizio delle loro.
     funzioni presso un'impresa non finanziaria non modifica di per
    sé la natura del loro incarico presso tale impresa né il modo in
    cui devono adempiere le loro funzioni presso tale impresa;
31) considerando che le nonne di base comuni per i fondi propri            I.   89/299/CEE
    degli enti creditizi costituiscono uno strumento importante per             (adattato)
    la messa in opera di un mercato interno nel settore creditizio,
    dato che i fondi propri consentono di assicurare la continuità
    dell'attività di detti enti e di proteggere il risparmio; che tale
    armonizzazione rafforzerà la vigilanza esercitata sugli enti
    creditizi e favorirà l'opera di coordinamento nel settore
    bancario;
32) considerando che le norme comuni devono essere applicate a             2,   89/299/CEE
    tutti gli enti creditizi autorizzati nella Comunità;
33) considerando che i fondi propri di un ente creditizio possono          3.   89/299/CEE
    servire ad assorbire le perdite che non possono essere
    compensate da profitti sufficienti; che i fondi propri
    costituiscono inoltre un importante criterio cui le autorità
    competenti possono ricorrere per valutare, segnatamente, la
    solvibilità degli- enti creditizi nonché per altri fini di vigilanza;
                                                                        IO
 ---pagebreak---   34) considerando che gli enti creditizi in un mercato interno nel        4.   89/299/CEI;:
      settore bancario sono in diretta concorrenza tra di loro e che            (adattato)
      pertanto le definizionj e le norme relative ai fondi propri
      devono essere equivalenti; che, a tal fine, i criteri utilizzati per
      determinare la composizione dei fondi propri non devono
      essere lasciati unicamente alla valutazione degli Stati membri;
      che con l'adozione di nonne di base comuni verrà dunque
      favorito al massimo l'interesse della Comunità poiché si
      eviteranno distorsioni della concorrenza e si consoliderà il
      sistema bancario della Comunità;
  35) considerando che la definizione dei fondi propri contenuta           5.   89/299/CEE
      nella presente direttiva offre il massimo di elementi e di
      importi limite, lasciando ad ogni Stato membro il potere
      discrezionale di utilizzare tutti o parte di tali elementi o di
      adottare massimali inferiori per gli importi limite;
  36) considerando che la presente direttiva precisa i criteri per taluni  6.   89/299/CEE
      elementi dei fondi propri, lasciando gli Stati membri liberi di
      applicare disposizioni più rigorose;
  37) considerando che, nella fase iniziale, le norme comuni di base       7.   89/299/CEE
      sono definite in termini generici in modo da includere tutti gli
      elementi compresi nei fondi propri nei vari Stati membri-;
· 38) considerando che la presente direttiva distingue, in funzione        8.   89/299/CEE
      della qualità degli elementi che compongono i fondi propri, tra
      elementi che costituiscono i fondi propri di base ed elementi
      che costituiscono i fondi propri supplementari;
  39) considerando che, per tener conto del fatto che gli elementi che     l O. 89/299/CEE
      cost1tu1scono     i     fondi   propri    supplementari        sono
      qualitativamente diversi da quelli che costituiscono i fondi
      propri di base, i primi non devono essere inclusi nei fondi
      propri per un importo superiore al I 00 % dei fondi propri di
      base; che per di più l'inclusione di taluni elementi dei fondi
      propri supplementari deve essere limitata al 50 % dei fondi
      propri di base;
  40) considerando che, per evitare distorsioni di concorrenza, gli        11.  89/299/CEE
      enti creditizi pubblici non devono prendere in considerazione le          (adattato)
      garanzie degli Stati membri o degli enti locali nel calcolo dei
      fondi propri;
                                                                        11
 ---pagebreak--- 41) considerando che, ogniqualvolta nell'esercizio della vigilanza 12.              89/299/CEE
      occorra determinare l'insieme dei fondi propri consolidati di un              (adattato)
      gruppo di enti creditizi, tale calcolo verrà fatto in conformità .
      della presente direttiva;
42) considerando che il metodo contabile preciso da appiicarsi per          13.     89/299/CEE
      il calcolo dei fondi propri e del coefficiente di solvibilità                 (adattato)
      nonché per la valutazione della concentrazione dei rischi deve        +
      tener conto delle disposizioni della direttiva 86/635/CEE del         12.     89/647/CEE
      Consiglio, dell'8 dicembre 1986, relativa ai conti annuali ed ai              (adattato)
      conti consolidati delle banche e degli altri istituti finanziari (I)' +
      che contiene taluni adattamenti delle disposizioni della direttiva    7.      92/121/CEE
      83/349/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1983, basata                          (adattato)
      sull'articolo 54, paragrafo 3, lettera g), del trattato e relativa ai
      conti consolidati <2>;                ~
43) considerando che le disposizioni relative ai fondi propri               14.     89/299/CEE
      rientrano nello sforzo internazionale intrapreso su scala più                 (adattato)
      vasta per giungere ad un ravvicinamento delle norme vigenti
      nei principali paesi in materia di allineamento dei fondi propri;
44) considerando che la Commissione predisporrà una relazione e             16.     89/299/CEE
      rivedrà periodicamente le disposizioni relative ai fondi propri               (adattato)
      al fine di renderle più rigorose e di realizzare pertanto una
      maggiore convergenza nella definizione comune di fondi
      propri; che tale convergenza potrà consentire un maggiore
      allineamento dei fondi propri degli enti creditizi della
      Coamnità;
45) considerando che le disposizioni relative al coefficiente di            1.      89/64 7/CEE
      solvibilità sono il risultato dell'opera svolta dal Comitato                  (adattato)
      consultivo bancario che ha la responsabilità di presentare alla
      Commissione suggerimenti per il coordinamento dei
      coefficienti applicabili negli Stati membri;
46) considerando che un coefficiente di solvibilità appropriato ha          2.      89/647/CEE
      un ruolo di fondamentale importanza ai fini della vigilanza
      degli enti creditizi;
4 7) considerando che un coefficiente nel quale le attività e le            3.      89/647/CEE
      operazioni fuori bilancio sono ponderate secondo il grado di
      rischio creditizio è una misura particolarmente utile di
      solvibilità;
48) considerando che l'adozione di norme comuni per la                      4.      89/647/CEE
      determinazione dell'adeguatezza dei fondi propri in funzione
      del rischio creditizio delle attività e delle operazioni fuori
      bilancio costituisce pertanto uno dei settori essenziali di
      armonizzazione necessaria a pervenire al reciproco
      riconoscimento delle tecniche di controllo prudenziale e quindi
      a completare il mercato interno nel settore bancario;
(I)
    GU n. L 372 del 31.12.1986, pag. I.
 2
< > GU  n. L 193 del 18.7.1983, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 90/605/CEE (GU 11. L 317 del 16.11.1990, pag. 60).
                                                                         12
 ---pagebreak--- 49)  considerando che, a tal fine, le disposizioni relative al          5. 89/647/CEE
    coefficiente di solvibilità sono da porre in relazione ad altri        (adattato)
     strumenti specifici che armonizzano anch'essi le tecniche
     principali del controllo degli enti creditizi;
50) considerando che gli enti creditizi in un mercato interno nel      7.  89/647/CEE
     settore bancario sono chiamati ad entrare in diretta                  (adattato)
     concorrenza fra di loro e che l'adozione di nonne comuni di
     solvibilità sotto forma di un coefficiente minimo avrà come
     effetto di prevenire le distorsioni di concorrenza e di
     rafforzare il sistema bancario comunitario;
51) considerando che la presente direttiva prevede ponderazioni        8.  89/647/CEE
     differenziate per le garanzie prestate dagli istituti finanziari      (adattato)
     di varia natura; che la Commissione si impegna quindi ad
     esaminare se la direttiva considerata nel suo insieme
    determini distorsioni significative nelle condizioni di
     concorrenza tra gli enti creditizi e le compagnie di
    assicurazione e, in base a tale esame, se sia giustificato
    adottare misure correttive;
52) considerando che l'allegato III stabilisce il trattamento delle    1.  96/10/CE
    voci fuori bilancio connesse ai tassi di interesse e di cambio         (adattato)
    nel contesto del calcolo del coefficiente di solvibilità degli     +
    enti creditizi; che, ai fini del buon funzionamento del
    mercato interno e, in particolare, al fine di garantire la         2.
    parità delle condizioni concorrenziali, gli Stati membri sono
    tenuti ad adoperarsi per pervenire ad una valutazione              +
    uniforme dei contratti di novazione e degli accordi di
    compensazione contrattuale da parte delle rispettive autorità      3.
    competenti; che l'allegato III è conforme ai risultati dei
    lavori di un consesso internazionale di cooperazione tra le        +
    autorità di vigilanza bancaria in merito al riconoscimento da
    parte delle autorità di vigilanza stesse delle compensazioni       4.
    bilaterali, e in particolare della possibilità di calcolo degli
    obblighi di copertura patrimoniale per talune operazioni           +
    sulla base di un importo netto anziché lordo, purché
    esistano accordi giuridicamente vincolanti che garantiscano        5.
    che il rischio di credito sia limitato all'importo netto; che le
    nonne previste in materia di riconoscimento prudenziale            +
    delle compensazioni da parte delle autorità di vigilanza ad
    un più ampio livello internazionale daranno la possibilità di      6.
    ridurre i requisiti patrimoniali per gli enti creditizi e i gruppi
    di enti creditizi attivi a livello internazionale in numerosi
    paesi terzi i cui enti creditizi sono in concorrenza con quelli
    comunitari; che l'allegato III offre agli enti creditizi
    costituiti negli Stati membri la possibilità di un analogo
    riconoscimento delle compensazioni bilaterali da parte delle
    autorità competenti e garantisce a detti enti condizioni eque
    di concorrenza; che le norme previste sono equilibrate ed
    atte a rafforzare ulteriormente le misure di vigilanza
    prudenziale applicate agli enti creditizi; che le autorità
    competenti negli Stati membri dovrebbero assicurare che il
    calcolo delle maggiorazioni sia basato sul capitale di
    riferimento effettivo anziché su quello apparente;
                                                                    13
 ---pagebreak--- 53) considerando che il coefficiente minimo indiéato nella presente      9. 89/647/CEE
    direttiva rafforza il livelJo dei fondi propri degli enti creditizi
    nella Comunità; che il tasso dell'8% è stato adottato in seguito
    ad un'indagine statistica sul fabbisogno di capitale rilevato
    all'inizio del 1988;
54) considerando che è opportuno armonizzare le regole essenziali        2. 92/121/CEE
    in materia di vigilanza dei grandi fidi degli enti creditizi; che       (adattato)
    occorre lasciare agli Stati membri la facoltà di adottare
    disposizioni più rigorose di quelle previste dalla presente
    direttiva;
55) considerando che la vigilanza e il controllo dei fidi degli enti     4. 92/121/CEE
    creditizi costituiscono parte integrante della vigilanza su questi
    ultimi; che l'eccessiva concentrazione di fidi a favore di un
    unico cliente o di un gruppo di clienti collegati può comportare
    il rischio di perdite di livello inaccettabile; che tale situazione
    può essere ritenuta pregiudizievole per la solvibilità dell'ente
    creditizio;
56) considerando infatti che, poiché su un mercato intemo nel            6. 92/121/CEE
    settore bancario gli enti creditizi si trovano in c_oncorrenza          (adattato)
    diretta tra loro, ·è necessario. che gli obblighi in materia di
    vigilanza applicabili in tutta la Comunità siano equivalenti;
    che, a tal scopo, i criteri applicati per determinare la
    concentrazione dei rischi devono essere disciplinati da norme
    giuridicamente vincolanti a livello comunitario e non possono
    essere lasciati alla piena discrezionalità degli Stati membri; che
    l'adozione di norme comuni favorirà pertanto gli interessi della
    Comunità in quanto eviterà disparità nelle condizioni di
    concorrenza, rafforzando nel contempo il sistema bancario
    comunitario;
57) considerando che le disposizioni relative al coefficiente di         8. 92/121/CEE
    solvibilità degli enti creditizi contengono un elenco dei rischi di     (adattato)
    credito assunti dagli enti creditizi; che è opportuno rinviare a
    tale elenco per la definizione dei rischi relativamente ai limiti
    dei grandi• rischi; che non è invece opportuno riferirsi in linea
    di principio alle ponderazioni né alle categorie di rischio
    stabilite dalle suddette disposizioni; che infatti tali
    ponderazioni e categorie di rischi sono state concepite al fine di
    stabilire un criterio di solvibilità generale per coprire il rischio
    di credito degli enti creditizi; che, nell'ambito di una
    regolamentazione sui grandi fidi, l'obiettivo è di limitare il
    rischio massimo di perdite di un ente creditizio nei confronti di
    un cliente o di un gruppo di clienti collegati; che occorre
    dunque adottare un approccio prudente consistente nel
    registrare, in linea generale, i rischi al loro valore nominale,
    senza applicazione di ponderazioni o categorie di rischio;
                                                                      14
 ---pagebreak--- 58) considerando che, quando un ente creditizio assume rischi nei         9. 92/121/CEE
    confronti della propria impresa madre o di altre imprese figlie          (adattato)
    di tale impresa madre, si impone una prudenza particola.re; che
    la gestione dei rischi assunti dagli enti creditizi deve essere
    condotta in maniera totalmente autonoma nell'osservanza dei
    principi di una sana gestione bancaria, a prescindere da
    qualsiasi considerazione estranea a tali principi; che le
    disposizioni della presente direttiva prevedono, qualora
    l'influenza esercitata dalle persone che detengono direttamente
    o indirettamente una partecipazione qualificata in un ente
    creditizio sia suscettibile di essere incompatibile con una sana e
    prudente gestione dell'ente, che le autorità competenti prendano
    le misure appropriate per porre fine a tale situazione; che, in
    materia di grandi rischi, occorre altresì prevedere norme
    specifiche per i rischi assunti da un ente creditizio verso le
    imprese del proprio gruppo, ossia norme più restrittive rispetto
    a quelle previste per gli altri rischi; che tale limitazione più
    rigorosa non deve tuttavia essere applicata quando l'impresa
    madre è un istituto finanziario o un ente creditizio e quando le
    altre imprese figlie sono enti creditizi, istituti finanziari o
    imprese di servizi bancari ausiliari, purché tutte queste imprese
    siano ricomprese nella vigilanza su base consolidata dell'ente
    creditizio cui fanno capo; che in questo caso la vigilanza su
    base consolidata sull'insieme così costituito permette infatti un
    controllo efficace, senza che sia indispensabile prevedere
    nonne più severe per limitare i rischi; che in tal modo i gruppi
    bancari saranno altresì incoraggiati ad organizzare le proprie
    strutture in maniera da pem1ettere l'esercizio della vigilanza su
    base consolidata, il che costituisce un risultato au5picabile
    poiché consente di instaurare una vigilanza più completa;
59) considerando che la vigilanza su una base consolidate: per            2. 92/30/CEE
    essere effettiva, deve potersi applicare a tutti gruppi bancari, ivi
    compresi quei gruppi la cui impresa madre non sia un ente
    creditizio; che le autorità competenti devono disporre degli
    strumenti giuridici necessari all'esercizio di siffatta vigilanza;
60) considerando che, per quanto riguarda i gruppi le cui attività        3. 92/30/CEE
    sono diversificate e la cui impresa madre controlla almeno un
    ente creditizio (impresa figlia), le autorità competenti devono
    essere in grado di valutare la situazione finanziaria dell'ente
    creditizio nell'ambito di tali gruppi; che, in attesa di ulteriore
    coordinamento, gli Stati membri possono prescrivere congrue
    tecniche di consolidamento al fine di realizzare lo scopo della
    presente direttiva; che le autorità competenti devono disporre
    almeno dei mezzi che permettono di ottenere da tutte le
    imprese del gruppo le infom1azioni necessarie all'assolvimento
    dei loro compiti; che è necessario instaurare una collaborazione
    tra le autorità responsabili della vigilanza dei vari settori
    finanziari, nel caso dei gruppi di imprese che esercitano varie
    attività finanziarie;
                                                                       15
 ---pagebreak--- 61) ·.considerando che gli Stati membri possono altresì rifiutare o          5.  92/30/CEE
      revocare l'autorizzazione in caso di strutture di gruppo a loro            (adattato)
      avviso inadeguate all'esercizio delle attività bancarie, in
      particolare perché queste ultime non potrebbero essere oggetto
      di una vigilanza soddisfacente; che le autorità competenti
      dispongono al riguardo dei poteri, di cui all'articolo 7,
      paragrafo l, primo comma, e P?ragrafo 2, all'articolo 14,
      paragrafo I, lettera e) ed ali' articoto I6 della presente direttiva,
      al fine di garantire una gestione sana e prudente degli enti
      creditizi;
                                                                             6.  92/30/CEE
62) considerando che gli Stati membri possono anche instaurare la
      vigilanza, secondo tecniche idonee, di gruppi la cui struttura
      esulerebbe dall'ambito di applicazione della presente direttiva;
      che sarà opportuno provvedere a completare le disposizioni
      della presente direttiva onde disciplinare tali strutture
     nell'ipotesi di una loro generalizzazione;
                                                                             7.  92/30/CEE
63) considerando che la vigilanza su una base consolidata deve                   (adattato)
      inglobare tutte le attività definite all'allegato I; che, pertanto,
     tutte le imprese che esercitano tali attività devono essere
      incluse nella vigilanza su una base consolidata; che,
     conseguentemente, la definizione di enti fina_nziari deve
      includere tali attività;
                                                                             9.  92/30/CEE
64) considerando che la direttiva 86/635/CEE, unitamente alla                    (adattato)
     direttiva 83/349/CEE, ha stabilito le regole di consolidamento
      in materia di conti consolidati pubblicati dagli enti creditizi;
     che è ormai possibile precisare maggionnente i metodi da
     utilizzare nel quadro della vigilanza prudenziale esercitata su
     base consolidata;
                                                                             11. 92/30/CEE
65) considerando che la vigilanza su base consolidata degli enti
     creditizi deve avere lo scopo in particolare di tutelare gli·
     interessi dei clienti degli enti creditizi e di assicurare la stabilità
     del sistema finanziario;
66) considerando che l'esame dei problemi che si pongono nelle               14. 77/780/CEE
     materie trattate dalle direttive del Consiglio relative all'attività        (adattato)
     degli enti creditizi, in particolare in vista di. un coordinamento      +
     più avanzato, esige che le autorità competenti e la
     Commissione cooperino in seno ad un comitato consultivo; che            15. (adattato)
     tale comitato consultivo bancario delle autorità competenti
     degli Stati membri non pregiudica altre forme di cooperazione
     tra autorità di controllo nel settore dell'accesso e della vigilanza
     degli enti creditizi e in particolare la cooperazione istituita
     all'interno del gruppo di contatto creato fra le autorità di
     controllo delle banche;
                                                                          16
 ---pagebreak---  67) considerando che di tanto in tanto potranno essere necessarie,       23.   89/646/CEE
      per tener conto dei nuovi sviluppi nel settore bancario,            +
      modifiche tecniche delle disposizioni della presente direttiva;      14.  89/647/CEE
      che la· Commissione, dopo aver consultato il comitato               +
      consultivo bancario effettuerà dette modifiche allorquando si       5.   92/16/CEE
      renderanno necessarie, nell'esercizio dei poteri di esecuzione ad   +    (adattato)
      essa conferiti dalle disposizioni del trattato; che in questo caso  12.  92/121/CEE
      il comitato opererà quale «comitato di regolamentazione»,                (adattato)
      secondo le regole e la procedura fissate all'articolo 2
      (procedura III, variante B) della decisione 87/373/CEE del
      Consiglio, del 13 luglio 1987, che stabilisce le modalità per
      l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla
      Commissione (I);
 68) considerando che l'articolo 36, paragrafo I, della presente          1.   92/16/CEE
      direttiva consente agli enti creditizi organizzati sotto forma di        (adattato)
      società cooperative o di fondi di· includere gli impegni solidali   +
      dei mutuatari nei fondi propri di cui all'articolo 34, paragrafo 2,
      punto 7); che il governo danese ha espresso vivo interesse alla     2.   (adattato)
      trasformazione in società per azioni dei propr: istituti di credito
      ipotecario organizzati in forma di società cooperative o di
      fondi; che allo scopo di facilitare o di rendere possibile tale
      trasformazione è necessaria una deroga temporanea che
      consenta di includere parte degli impegni solidali dei mutuatari
      nei fondi propri; che tale deroga temporanea non deve falsare
      la concorrenza tra gli enti creditizi;
 69) considerando che l'applicazione di una ponderazione del 20%          13.  89/647/CEE
      alla detenzione di obbligazioni ipotecarie da parte di un ente
      creditizio può turbare un mercato finanziario nazionale in cui
      siffatti strumenti svolgono un ruolo preponderante; che in tali
      casi vengono prese misure provvisorie per applicare ur. :;i
      ponderazione dei rischi del 1O %;
 70) considerando che, per garantire un'applicazione armoniosa            1O.  92/121/CEE
      delle disposizioni sui grandi rischi, occorre pennettere agli            (adattato)
      Stati membri di prevedere un'applicazione in due fasi dei nuovi
      limiti; che per gli enti creditizi più piccoli può essere
      giustificato un periodo transitorio più lungo in quanto
      un'applicazione in tempi più ravvicinati della soglia del 25 %
      ridurrebbe troppo bruscamente la loro attività creditizia;
71) considerando che, inoltre, l'armonizzazione delle condizioni di       6.   89/646/CEE
      risanamento e liquidazione degli enti creditizi è attualmente in
      esame;
72) considerando         che    dovrà      essere     intrapresa   anche  7.   89/646/CEE
      l'annonizzazione degli strumenti necessari al controllo dei              (adattato)
      rischi di liquidità;
73) -considerando che la presente direttiva non pregiudica gli
      obblighi degli Stati membri relativi ai termini di attuazione
      delle direttive previste nell'allegato V, parte B,
HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
(I)
    GU n. L 197 del 18.7.1987, pag. 33.
                                                                       17
 ---pagebreak---                                                                INDICE
TITOLO I               DEFINIZIONI E CAMPO D'APPLICAZIONE                                         21
Articolo 1   Definizioni                                                                          21
Articolo 2   Campo d'applicazione                                                                 24
Articolo 3   Divieto dell'attività di raccolta di depositi o di altri fondi rimborsabili dal
             pubblico ad opera di imprese che non sono enti creditizi                             27
TITOLO II    CONDIZIONI DI ACCESSO ALL'ATTIVITÀ DEGLI ENTI
             CREDITIZI E DI ESERCIZIO DI TALE ATTIVITÀ                                            27
Articolo 4   Autorizzazione                                                                       27
Articolo 5   Capitale iniziale                                                                    27
Articolo 6   Responsabili della direzione e ubicazione dell'amministrazione centrale
             degli enti creditizi                                                                 28
Articolo 7   Azionisti e soci                                                                     29
Articolo 8   Programma di attività e struttura dell'organizzazione                                29
Articolo 9   Esigenze economiche                                                                  30
Articolo 10  Diniego di autorizzazione                                                            30
Articolo 11  Notifica dell'autorizzazione alla Commissione                                        30
Articolo 12  Consultazione preventiva delle autorità competenti degli altri Stati membri          30
Articolo 13  Succursali di enti creditizi già autorizzati in un altro Stato membro                30
Articolo 14  Revoca dell'autorizzazione                                                           31
Articolo 15  Denominazione                                                                        31
Articolo 16  Partecipazione qualificata in un ente creditizio                                     32
Articolo 17  Organizzazione e procedure di controllo interno                                      33
TITOLO ID    DISPOSIZIONI             RELATIVE           ALLA          LIBERTÀ          DI
             STABILII\'.IENTO         E ALLA LIBF:RA PRESTAZIONE                        DI
             SERVIZI                                                                              33
Articolo 18  Enti creditizi                                                                       33
Articolo 19  Enti finanziari                                                                      34
Articolo 20  Esercizio del diritto di stabilimento                                                35
Articolo 21  Esercizio della libertà di prestazione di servizi                                    36
Articolo 22  Potere delle autorità competenti dello Stato membro ospitante                        36
TITOLO IV    RELAZIONI CON I PAESI TERZI                                                          38
Articolo 23  Notifica delle filiazioni di imprese di paesi terzi e delle condizioni di
             accesso ai mercati di tali paesi                                                     38
Articolo 24   Succursali di enti creditizi aventi la loro sede sociale al di fuori della Comunità 40
Articolo 25  Cooperazione in materia di vigilanza su base consolidata con le autorità
             competenti dei paesi terzi                                                           40
TITOLO V     PRINCIPI E STRUMENTI TECNICI DI VIGILANZA PRUDENZIALE                                41
Capo I       Principi di vigilanza prudenziale                                                    41
Articolo 26   Controllo dello Stato membro d'origine                                              41
Articolo 27   Competenze dello Stato membro ospitante                                             41
Articolo 28   Cooperazione ìn materia di vigilanza                                                42
Articolo 29   Verifica sul posto delle succursali stabilite in un altro Stato membro              42
Articolo 30   Scambio di informazioni e segreto d'ufficio                                         43
Articolo 31  Obblighi delle persone incaricate del controllo legale dei conti annuali e
             dei conti consolidati                                                                 47
Articolo 32: Potere sanzionatorio delle autorità competenti                                       47
Articolo 33:  Ricorso in sede giurisdiziqnale                                                     48
                                                                   18
 ---pagebreak--- Capo Il     Strumenti tecnici di vigilanza prudenziale                                     48
Sezione 1   Fondi propri                                                                   48
Articolo 34 Principi generali                                                              48
Articolo 35 Altri elementi di cui all'articolo 34, paragrafo 2, punto 6                    50
Articolo 36 Altre disposizioni relative ai fondi propri                                    51
Articolo 37 Calcolo dei fondi propri su base consolidata                                   52
Articolo 38 Detrazioni e limitazioni                                                       53
Articolo 39 Prova da portare alle autorità competenti                                      53
Sezione 2   Coefficiente di solvibilità                                                    53
Articolo 40 Principi generali                                                              53
Articolo 41 Numeratore: fondi propri                                                       54
Articolo 42 Denominatore: elementi dell'attivo e operazioni fuori bilancio ponderati
            in base al rischio                                                             54
Articolo 43 Ponderazione dei rischi                                                        55
Articolo 44 Ponderazione dei crediti nei confronti delle amministrazioni regionali o
            locali degli Stati membri                                                      58
Articolo 45 Altre ponderazioni                                                             59
Articolo 46 Organismi amministrativi e imprese senza scopo di lucro                        59
Articolo 47 Valore del coefficiente di solvibilità                                         59
Sezione 3   Grandi fidi                                                                    60
Articolo 48 Notifica dei grandi fidi                                                       60
Articolo 49 Limiti dei grandi fidi                                                         61
Articolo 50 Vigilanza dei grandi fidi su base consolidata e su base non c~nsolidata        65
Sezione 4   Partecipazioni qualificate al di fuori del campo finanziario                   66
Articolo 51 Limiti delle partecipazioni qualificate non finanziarie                        66
Capo III    Vigilanza su base consolidata                                                  67
Articolo 52 Vigilanza su base consolidata degli enti creditizi                             67
Articolo 53 Autorità competenti preposte all'esercizio della vigilanza su una base
            consolidata                                                                    69
Articolo 54 Forma e portata del consolidamento                                             70
Articolo 55 Informazioni da parte di società di partecipazione miste e loro imprese figlie 71
Articolo 56 Provvedimenti destinati ad agevolare la vigilanza su base consolidata          72
TITOLO VI   COMITATO CONSULTIVO BANCARIO                                                   73
Articolo 57 Composizione e funzioni del comitato consultivo bancario                       73
Articolo 58 Esame delle condizioni di autorizzazione                                       74
Articolo 59 Coefficienti di osservazione                                                   74
TITOLO VII  POTERI D'ATTUAZIONE                                                            75
Articolo 60 Adattamenti tecnici                                                            75
                                                               19
 ---pagebreak--- TITOLO VIII  DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI                                  76
Capo I       Disposizioni transitorie                                           76
Articolo 61  (Disposizioni transitorie relative all'articolo 36)                76
Articolo 62  (Disposizioni transitorie relative all'articolo 43)                77
Articolo 63  (Disposizioni transitorie relative all'articolo 47)                78
Articolo 64  (Disposizioni transitorie relative all'articolo 49)                78
Articolo 65  (Disposizioni transitorie relative all'articolo 51)                80
Capo II      Disposizioni finali                                                80
Articolo 66  Direttive abrogate                                                 80
Articolo 67  Entrata in vigore                                                  80
Articolo 68  Destinatari                                                        80
ALLEGATO I               ELENCO DELLE ATTIVITÀ CHE BENEFICIANO DEL
                         MUTUO RICONOSCIMENTO                                   81
ALLEGATO II              CLASSIFICAZIONE DELLE VOCI FUORI BILANCIO              82
ALLEGATO III             TRATTAfvfENTO DELLE VOCI FUORI BILANCIO
                         CONNESSE AI TASSI DI INTERESSE E DI CAMBIO             83
ALLEGATO IV              ALCUNI TIPI DI VOCI FUORI BILANCIO CONNESSE
                         AI TASSI DI INTERESSE E DI CAMBIO                      86
ALLEGATO V parte A       DIRETTIVE ABROGATE (PREVISTE ALL'ARTICOLO
                         66)                                                    87
ALLEGATO V parte B       TERMINI        DI      ATTUAZIONE          NEL DIRITTO
                         NAZIONALE (DI CUI ALL'ARTICOLO 66)                     88
ALLEGATO VI              TAVOLA DI CONCORDANZA                                  89
                                                                 20
 ---pagebreak---                                 TITOLO I
             DEFINIZIONI E CM1PO D'APPLICAZIONE
                                Articolo 1
                                Definizioni
Ai sensi della presente direttiva si intende per:                           77/780/CEE
                                                                           articolo 1, 1° trattino
 1) «ente creditizio»: un'impresa la cui attività consiste nel ricevere
     dal puJ,,blico depositi o altri fondi rimborsabili e nel concedere
     crediti per proprio conto.
     Ai fini dell'applicazione della vigilanza su base consolidata,        92/30/CEE
     sono considerati enti creditizi gli enti definiti al primo comma,     articolo 1, 1° trattino
     nonché tutte le imprese private e pubbliche che rispondono a tale     (adattato)
     definizione e che sono state autorizzate in un paese terzo.           92/121/CEE
                                                                           articolo 1, lettera a)
     Ai fini dell'applicazione della vigilanza e del controllo dei (adattato)
     grandi rischi, sono considerati enti creditizi gli enti definiti al
     primo comma, comprese le succursali di tali enti in paesi terzi,
     nonché tutte le imprese private o pubbliche, comprese le loro
    succursali, che rispondono alla definizione del primo comma e
    che sono state autorizzate in un paese terzo~
2) «autorizzazione»: un atto emanante dalle autorità, sotto qualsiasi 77/780/CEE
    forma, dal quale deriva la facoltà di esercitare l'attività di ente articolo 1, 2° trattino
    creditizio~
3) «succursale»: una sede di attività che costituisce parte, sprovvista 89/646/CEE
    di personalità giuridica, di un ente creditizio e che effettua articolo 1, punto 3)
    direttamente, in tutto o in parte, le operazioni inerenti all'attività
    di ente creditizio; più sedi di attività costituite nello stesso Stato
    membro da un ente creditizio con sede sociale in un altro Stato
    membro sono considerate come una succursale unica;
4) «autorità competenti»: le autorità nazionali abilitate. in forza di 89/646/CEE
    legge o regolamento, all'esercizio del controllo sugli enti articolo 1, punti da 5) a 9)
    creditizi~                                                             (modifica risultante dalla
                                                                           92/30/CEE articolo 10,
5) «ente finanziario»: un'impresa diversa da un ente creditizio la cui paragrafo 3)
    attività principale consiste nell'assunzione di partecipazioni o
    nell'esercizio di una o più delle attività di cui ai punti da 2 a 12
    dell'elenco di cui all'allegato I;
6) «Stato membro d'origine»: lo Stato membro nel quale un ente
    creditizio ha ricevuto l'autorizzazione in conformità agli articoli
    da 4 a 11;
7) «Stato membro ospitante»: lo Stato membro nel quale un ente
    creditizio ha una succursale o presta servizi;
8) «controllo»: il legame esistente tra un'impresa madre ed
    un'impresa figlia previsto all'articolo 1 della direttiva
    83/349/CEE o una relazione della stessa natura tra una persona
    fisica o giuridica e un'impresa;
                                                                       21
 ---pagebreak--- 9) .• «partecipazione ai fini della vigilanza su base consolidata»: il fatto di detenere 92/30/CEE
      direttamente o indirettamente almeno il 20 % dei diritti di voto o del capitale di una articolo 1, 6° trattino
      società;                                                                                          (adattato)
 10) «partecipazione qualificata»: una partecipazione in un'impresa, diretta o indiretta, S9/646/CEE
       non inferiore al IO% del capitale sociale o dei diritti di voto oppure che comporta la articolo 1, punti                 10), primo
       possibilità di esercitare un'influenza notevole sulla gestione dell'impresa in cui è comma, 11} e 12)
       detenuta una partecipazione;        ·
 11) «capitale iniziale»: il capitale ai sensi dell'articolo 34, paragrafo 2, punti l) e 2); -----
 12) «impresa madre»: un'impresa madre ai sensi degli articoli I e 2 della direttiva
       83/349/CEE.
       Ai fini della vigilanza su base consolidata e del controllo dei grandi rischi: è                 92/30/CEE
       considerata impresa madre un'impresa ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, della                articolo 1, 7° trattino
       direttiva 83/349/CEE, nonché ogni impresa che, a giudizio delle autorità competenti,             (adattato)
       esercita effettivamente un'influenza dominante su un'altra impresa;                              92/121/CEE
                                                                                                        articolo 1, lettera c)
                                                                                                        (adattato)
 13) «filiazione»: un'impresa figlia ai sensi degli articoli 1 e 2 della direttiva 83/349/CEE.         IS9/646/CEE
                                                                                                        articolo 1, punto 13)
       Ai fini della vigilanza su base consolidata e del controllo dei grandi rischi: è                 92/30/CEE
       considerata impresa figlia un'impresa ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, della               articolo 1, S0 trattino
       direttiva 83/349/CEE, nonché ogni impresa su cui un'impresa madre esercita                       (adattato)
       effettivamente, secondo le autorità competenti, un'influenza dominante.                          92/121/CEE
                                                                                                        articolo 1, lettera d)
                                                                                                        (adattato)
        Ogni filiazione di un'impresa figlia è parimenti considerata come filiazione                    S9/646/CEE
        dell'impresa madre che è alla testa di tali imprese;                                             articolo 1, punto 13)
                                                                                                        92/30/CEE
                                                                                                         articolo 1, S0 trattino
                                                                                                        92/121/CEE
                                                                                                         articolo 1, lettera d)
 14)    <<zona A»: tutti gli Stati membri e tutti gli altri paesi membri a pieno titolo                 S9/647/CEE
        dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e quelli                 articolo 2, paragrafo 1, trattini
        che hanno concluso speciali accordi di prestito con il Fondo monetario                          da 2 a 5
        internazionale (FMI) e sono associati agli accordi generali di prestito (GAB) del               (modifica risultante dalla
        FMI. Qualsiasi paese che rinegozi il proprio debito pubblicq estero è tuttavia escluso          95/15/CEE articolo 1)
        per un periodo di cinque anni dalla zona A:
 15)    «zona B»: tutti gli altri paesi;
 16)    «enti creditizi della zona A»: tutti gli enti creditizi autorizzati negli Stati membri, ai
        sensi dell'articolo 4, incluse le loro succursali nei paesi terzi, e tutti gli enti creditizi,
        pubblici e privati, contemplati dalla definizione di cui al punto 1), primo comma,
        autorizzati in altri paesi della zona A, comprese le loro succursali;
 17)    «enti creditizi della zona B»: tutti gli enti creditizi, pubblici e privati autorizzati, al
        di fuori della zona A, che rispondono alla definizione di cui al punto 1), primo
        comma, comprese le loro succursali nella Comunità~
                                                                         22
 ---pagebreak--- '18) «settore non bancario»: l'insieme dei debitori, fatta eccezione 89/647/CEE
     degli enti creditizi definiti ai punti 16) e 17), delle banche articolo 2, paragrafo 1, trattini
     centrali, delle· amministrazioni centrali, regionali e locali, delle da 6 a 8
     Comunità europee, della Banca europea per gli investimenti e
     delle banche multilaterali di sviluppo quali definite al punto
      19);
 19) «banche multilaterali di sviluppo»: la Banca internazionale per
      la ricostruzione· e lo sviluppo e la Società finanziaria
      internazionale, la Banca interamericana di sviluppo, la Banca
      asiatica di sviluppo, la Banca africana di sviluppo, il Fondo di
      ristabilimento del Consiglio d'Europa, la «Nordic Investment
      Bank» e la Banca di sviluppo dei Caraibi, la Banca europea per
      la ricostruzione e lo sviluppo, il Fondo europeo per gli (modifiche risultanti dalle
      investimenti e la Società interamericana di investimento;             91/31/CEE, dalla 94/7/CE e
                                                                            dalla 95/67/CE
20) «operazioni fuori bilancio a "rischio pieno", "rischio medio",
     "rischio medio/basso" e "rischio basso"»: le operazioni
     descritte all'articolo 43) paragrafo 2, ed elencate nell'allegato II;
21) «società di partecipazione finanziaria»: un ente finanziario le cui 92/30/CEE
     imprese figlie sono, esclusivamente o prindpalmente, uno o più articolo 1, trattini da 3 a 5
     enti creditizi o enti finanziari, quando almeno una di esse è un
     ente creditizio;
22) «società di partecipazione mista»: un'impresa madre, diversa da
     una società di partecipazione finanziaria o da un ente creditizio,
     avente come impresa figlia almeno un ente creditizio;
23) «impresa di servizi bancari ausiliari»: un'impresa la cui attività
     principale consiste nell'amministrazione di immobili, nella
     gestione di servizi infonnatici, o in qualsivoglia altra attività
     affine di natura ausiliaria rispetto all'attività principale di uno o
     più enti creditizi;
24) «fidi ai fini dell'applicazione degli articoli 48, 49 e 50»: le 92/121/CEE
     voci dell'attivo e le voci fuori bilancio di cui all'articolo 43 o articolo I, lettera h)
     degli allegati II e IV senza le ponderazioni o le categorie di (adattato)
     rischio ivi contemplate; i rischi previsti all'allegato IV sono
     calcolati secondo uno dei metodi descritti nell'allegato III,
     senza applicarvi le ponderazioni previste in funzione della
     controparte; previa approvazione delle autorità competenti,
     possono essere esclusi dalla · definizione dei fidi tutti gli
     elementi coperti al 100 % da fondi propri, purché non rientrino
     nel calcolo del coefficiente di solvibilità o degli altri coefficienti
     di vigilanza previsti dalla presente direttiva nonché da altri
     atti comunitari; i fidi non comprendono:
     -    nel caso delle operazioni in valuta, i rischi assunti nel corso
          ordinario del regolamento nel periodo di 48 ore successivo
          all'effettuazione del pagamento;
          oppure
     -    nel caso di operazioni riguardanti la vendita o l'acquisto di
          valori mobiliari, i rischi assunti nel corso ordinario del
          regolamento nel periodo di cinque giorni lavorativi a
          decorrere dalla data di effettuazione del pagamento o di
          consegna dei valori mobiliari, a seconda della data più
          prossima;
                                   23
 ---pagebreak--- 25) «gruppo di clienti collegati»:                                         92/121/CEE
                                                                           articolo 1, lettera m)
     -   due o più persone fisiche· o giuridiche le quali, salvo
       ~ diversamente dimostrato, cOstituiscono un insieme sotto il
         profilo del rischio, in quanto una di esse ha direttamente o
         indirettamente un potere di c()ntrollo sull'altra o sulle altre;
         oppure
     -   due o più persol)e fisiche o giuridiche tra le quali non vi
         sono legami in termini di controllo ai sensi del primo
         trattino, ma che sotto il profilo del rischio devono essere
         considerate un insieme in quanto esistono tra di loro legami
         tali che con tutta probabilità, se una di esse si trova in
         difficoltà finanziarie, l'altra o tutte le altre potrebbero
         incontrare difficoltà di rimborso;
26)    «stretti legami»: situazione nella quale due o più persone 77/780/CEE
       fisiche o giuridiche sono legate:                                   articolo I, 5° trattino
                                                                           (modifica risultante dalla
       a) da una partecipazione, ossia dal fatto di detenere 95/26/CE articolo 2, paragrafo
           direttamente o tramite un legame di controllo, il 20 % o I)
           più dei diritti di vok> o del capitale di un'impresa,
           o
       b) da un legame di controllo, ossia dal legame che esiste tra
           un'impresa madre e un'impresa figlia, in tutti i casi di cui
           all'articolo 1, paragrafi 1 e 2, della direttiva 83/349/CEE, o
           da una relazione della stessa natura tra una persona fisica o
           giuridica e un'impresa; l'impresa figlia di un'impresa figlia
           è parimenti considerata impresa figlia dell'impresa madre
           che è a capo di tali imprese.
           Si ritiene che costituisca uno stretto legame tra due o più
           per~one fisiche o giuridiche anche la situazione in esse
           siano legate in modo duraturo a una stessa persona fisica o
           giuridica da un legame di controllo.
                                 Articolo 2
                         Campo d'applicazione
I. La presente direttiva riguarda l'accesso all'attività degli enti 77/780/CEE
creditizi ed il suo esercizio. Essa si applica a tutti gli enti creditizi. articolo 2, paragrafo 1
                                                                           89/646/CEE
                                                                           articolo 2, paragrafo 1
                                                                           89/647/CEE
                                                                           articolo I, paragrafo I
2. L'articolo 25 e gli articoli da 52 a 56 si applicano anche alle 92/30/CEE
società di partecipazione finanziaria e alle società di partecipazione articolo 2
mista con sede nella Comunità.
Gli enti esclusi a titolo permanente a norma del successivo
paragrafo 3, eccettuate, tuttavia, le banche centrali degli Stati
membri, sono considerati enti finanziari ai fini dell'applicazione
dell'articolo 25 e degli articoli da 52 a 56.
                                    24
 ---pagebreak---  3. Le disposizioni della presente direttiva non si applicano alle 77/780/CEE
     attività svolte:                                                       articolo 2, paragrafo 2
                                                                            (modifica risultante dalla
 - dalle banche centrali degli Stati membri;                                96/13/CE, articolo 1)
 -   dagli uffici dei conti correnti postali;
 -   in     Belgio:     dall'«Institut    de      réescompte      et     de
     garantie/Herdiscontering- en Waarborgsinstituut»;
 -   in Danimarca: dal <<Dansk Eksportfinansieringsfond», del
     «Danrnarks Skibskreditfond» e dal «Dansk Landbrugs
     Realkreditfond»;
 -   in Germania: dalla «Kreditanstalt fiir Wiederaufbau», dagli
     organismi           riconoscmt1           in         virtù         del
     «Wohnungsgemeinniltzigkeitsgesetz» quali organi della politica
     nazionale in materia di alloggi e le cui operazioni bancarie non
     costituiscono l'attività principale, nonché dagli organismi
     riconosciuti in virtù della legge succitata quali organismi di
     interesse pubblico in materia di alloggi;
 -   in Grecia: dalla «EÀÀ1'JVLK11 Tpcinrl;a Bt0µ1']xavtKTiç Avmttuç,Ero:;»
     (Elliniki Trapeza Viomichanikis Anaptyxeos), del «TaµEfo
    IlapaKata91']Krov Kat i:iavdrov» (Tamio Parakatathikon kai
     Danion), e del «Taxu8poµtKo TaµLEu'tl']pfo» (Tachidromiko
    Tamieftirio);
-   in Spagna: dall'«Instituto de Crédito Oficial»;
-   in Francia: dalla «Caisse des dépòts et consignations»;
-   in Irlanda: dalle «credit unions>> e dalle «friendly societies»;
-   in Italia: dalla «Cassa depositi e prestiti»;
-   nei Paesi Bassi: dalla «Nederlandse Investeringsbank voor
    Ontwikkelingslanden         NV»,       dalla     «NV       Noordelijke
    Ontwikkelingsmaatschappij», dalla «NV Industriebank Limburgs
    Instituut voor ontwikkeling en financiering» e dalla «Overijsselse
    Ontwikkelingsmaatschappij NV»;
-   in Austria: dalle imprese riconosciute come associazioni edilizie
    di interesse pubblico e dalla «ùsterreichische Kontrollbank AG»;
-   in Portogallo: dalle «Caixas Econ6micas» esistenti al 1° gennaio
    1986 ad eccezione sia di quelle che sono costituite in società per
    azioni che della «Caixa Economica Montepio Geral»;
-   in Finlandia: dalla «Teollisen yhteistyon rahasto Oy/Fonden for
    industriellt samarbete Ab», e dalla «Kera Oy/Kera Ab»;
-   in Svezia: dalla «Svenska Skeppshypotekskassan»;
                                   25
 ---pagebreak---   -   nel Regno Unito: dalla «National Savings Bank», dalla «Commonwealth                        77/780/CEE
      Development Finance Company Ltd», dalla «Agricultural Mortgage Corporation                 articolo 2, paragrafo 2
      Ltd», dalla «Scottish Agricultural Securities Corporation Ltd», dai «Crown Agents for      (modifica risultante dalla 96/13/CE,
      overseas governments and administrations», dalle «credit unions» e dalle «municipal        articolo 1)          ·
      banks»;
 4. Su proposta della Commissione, che a tal fine consulta il comitato di cui all'articolo 57, 77/780/CEE
 in seguito denominato «comitato consultivo bancario», il Consiglio decide ogni articolo 2, paragrafo 3
 eventuale modifica dell'elenco di cui al precedente paragrafo 3.                                (adattato)
 5. Gli enti creditizi esistenti in uno stesso Stato membro alla data del_15 dicembre 1977       77/780/CEE
 e che a tale data erano collegati permanentemente ad un organismo centrale di controllo        articolo 2, paragrafo 4,
 del medesimo Stato membro possono~essere esentati dall'applicazione· delle condizioni          lettere a), b) e c)
 elencate agli at1icoli 6, paragrafo 1, 8 e 59, purché la legge nazionale, entro il 15          (adattato)
 dicembre 1979, abbia previsto che:
 - gli obblighi assunti dall'organismo centrale e dagli enti ad esso collegati siano garantiti
    in solido ovvero gli impegni degli enti collegati siano pienamente garantiti
    dall'organismo centrale,
- la solvibilità e la liquidità dell'organismo centrale e di tutti gli enti ad esso collegati
    siano controllati, nel loro insieme, sulla base di conti consolidati,
- la direzione dell'organismo centrale abbia il potere di dare istruzioni alla direzione degli
    enti ad esso collegati.                                    •
Gli enti creditizi a raggio d'azione locale collegati ai sensi del comma precedente ad un
organismo centrale successivamente al 15 dicembre 1977, possono beneficiare delle
condizioni previste al comma precedente, qualora costituiscano un'estensione normale
della rete dipendente da detto organismo centrale.
Ove si tratti di enti creditizi diversi da quelli costituiti in zone al mare o risultanti dalla
fusione o scissione di enti esistenti dipendenti dall'organismo centrale, il Consiglio può,
su proposta della Commissione, previa consultazione del comitato consultivo bancario,
fissare norme supplementari per l'applicazione del secondo comma, ivi compresa
l'abrogazione delle esenzioni previste al primo comma, quando ritiene che il
collegamento di nuovi enti che beneficiano del regime previsto al secondo comma possa
avere effetti negativi sulla concorrenza. Il Consiglio decide a maggioranza qualificata.
6. L'esenzione dall'applicazione dell'articolo 5, paragrafi da 3 a 7, degli articoli da         89/646/CEE
40 a 51 e dell'articolo 65 può essere estesa agli enti creditizi che, secondo la definizione    articolo 2, paragrafo 3
di cui al paragrafo 5, primo comma, sono collegati a un organismo centrale di tale Stato        89/647/CEE
membro, a condizione che, ferma restando l'applicazione delle sopracitate disposizioni          articolo 1, paragrafo 3
nei confronti dell'organismo centrale, l'insieme costituito dall'organismo centrale e dagli     92/121/CEE
enti ad esso collegati sia assoggettato alle sopracitate disposizioni su base consolidata.      articolo 2, secondo comma, lettera h)
                                                                                                (adattato)
In caso d'esenzione, gli articoli 13, 18 e 19, l'articolo 20, paragrafi da 1 a 6 e gli
articoli 21 e 22 si applicano all'insieme costituito dall'organismo centrale e dagli enti ad
esso collegati.
                                    26
 ---pagebreak---                                        Articolo 3
    Divieto dell'attività di raccolta di depositi o di altri fondi rimborsabili dal
              pubblico ad opera di imprese che non sono enti creditizi
Gli Stati membri vietano alle persone o imprese che non sono enti creditizi di 89/646/CEE
effettuare, a titolo professionale, l'attività di raccolta di depositi o altri fondi articolo 3
rimborsabili, dal pubblico. Il divieto non si applica né alla raccolta di depositi o
altri fondi rimborsabili da parte di uno Stato membro, di autorità regionali o locali
di uno Stato membro o di organizzazioni pubbliche internazionali di cui siano
membri uno o più Stati membri, né ai casi espressamente previsti da una
 legislazione nazionale o comunitaria, purché tali attività siano soggette a
regolamentazione e a controlli diretti a proteggere depositanti e investitori e
applicabili a questi casi.
                                      TITOLO II
   CONDIZIONI DI ACCESSO ALL'ATTIVITÀ DEGLI ENTI CREDITIZI E
                        DI ESERCIZIO DI TALE ATTIVITÀ
                                      Articolo 4
                                   Autorizzazione
Gli Stati membri prevedono che gli enti creditizi devono aver ricevuto 77/780/CEE
un'autorizzazione prima di iniziare l'attività. Essi ne fissano le condizioni, fatte articolo 3, paragrafo I
salve le disposizioni di cui ai successivi articoli da 5 a 9, e le notificano alla (adattato)
Commissione e al comitato consultivo bancario.
                                      Articolo 5
                                  Capitale iniziale
 l. Fenne restando le altre condizioni di applicazione generale fissate dalle         77/780/CEE
regolamentazioni nazionali, le autorità competenti non concedono l'autorizzazione     articolo 3, paragrafo 2, primo
allorquando l'ente creditizio non dispone di fondi propri distinti e il capitale      comma
iniziale è inferiore a 5 milioni di ECU.                                              (adattato)
                                                                                      89/646/CEE
                                                                                      articolo 4, paragrafo I
                                                                                      (adattato)
Gli Stati membri poss-ono prevedere il mantenimento in attività degli enti creditizi  77/780/CE
che non soddisfano alla condizione relativa ai fondi propri distinti e che            articolo 10, paragrafo 1, terzo
esistevano alla data del 15 dicembre 1979. Essi possono inoltre dispensare tali       comma
imprese dall'osservanza della condizione di cui all'articolo 6, paragrafo 1, primo    (adattato)
comma.
2. Tuttavia le autorità competenti degli Stati membri hanno la facoltà di concedere 89/646/CEE
l'autorizzazione a categorie particolari di enti creditizi il cui capitale iniziale è articolo 4, paragrafo 2
inferiore a quello richiesto dal paragrafo I. In tal caso:                            (adattato)
a) il capitale iniziale non sarà inferiore ad I milione di ecu;
b) gli Stati membri interessati devono notificare alla Commissione le ragioni per
    cui si avvalgono della facoltà prevista dal presente paragrafo;
c) all'atto della sua pubblicazione nell'elenco di cui all'articolo 11, la
    denominazione dell'ente creditizio sarà seguita da un'annotazione indicante che
    esso non raggiunge il capitale minimo richiesto dal paragrafo I;
                                   27
 ---pagebreak--- d) la Commissione, entro 5 anni a decorrere dal 1° gennaio 1993, presenta una 89/646/CEE
     relazione sull'applicazione del presente par~grafo negli Stati membri, all'esame articolo 4, paragrafo 2
     del comitato consultivo bancario.                                                    (adattato)
3. I fondi propri di 'un ente creditizio non possono divenire inferiori al capitale 89/646/CEE
iniziale richiesto in virtù del paragrafo 1 al momento dell'autorizzazione.               articolo 10, paragrafi da 1 a 5
                                                                                          (adatt~to)
4. Gli Stati membri hanno la facoltà di decidere che gli enti creditizi già esistenti
alla data del 1° gennaio 1993 e i cui fondi propri non raggiungevano i livelli
fissati ai paragrafi 1 e 2 per il capitale iniziale possano proseguire le loro attività.
In questo caso i fondi propri non possono divenire inferiori all'importo massimo
raggiunto a decorrere dal 22 dicembre 1989.
5. Se il controllo di un ente creditizio rientrante nella categoria di cui al paragrafo 4
è affidato ad una persona fisica o giuridica diversa da quella che controllava l'ente
precedentemente, i fondi propri di tale ente devono almeno raggiungere il livello
minimo fissato ai paragrafi 1 e 2 per il capitale iniziale.
6. In alcune circostanze specifiche e con il consenso delle autorità competenti, nel
caso di una fusione tra due o più enti creditizi rientranti nella categoria di cui al
paragrafo 4, i fondi propri dell'ente risultante dalla fusione non possono divenire
inferiori al totale dei fondi propri degli enti oggetto di fusione alla data della
fusione, fintaatoché non saranno raggiunti i livelli adeguati di cui ai paragrafi 1 e
2.
7. Qualora nei casi di cui ai paragrafi 3, 4 e 6 i fondi propri dovessero diminuire,
le autorità competenti possono, allorché le circostanze lo giustifichino, concedere
un te1mine limitato perché l'ente regolarizzi la propria situazione o cessi la sua
attività
                                        Articolo 6
   Responsabili della direzione e ubicazione dell'amministrazione centrale
                                    degli enti creditizi
1. Le autorità competenti concedono l'autorizzazione solo quando sia assicurata la 77/780/CEE
presenza di almeno due persone che determinino effettivamente l'orientamento articolo 3, paragrafo 2,
dell'attività dell'ente creditizio.                                                       primo comma, 3° trattino,
                                                                                          e secondo comma
Inoltre, tali autorità non concedono l'autorizzazione quando tali persone-------- non (adattato)
possi~dono l'onorabilità necessaria o l'esperienza adeguata per esercitare tali
funzioni.
2. Gli Stati membri esigono:                                                              77/780/CEE
                                                                                          articolo 3, paragrafo 2 bis
- che gli enti creditizi, i quali sono persone giuridiche e in conformità del diritto (modifica risultante dalla
   nazionale hanno una sede statutaria, abbiano l'amministrazione centrale nello 95/26/CE articolo 3,
   stesso Stato membro in cui hanno la sede statutaria;                                   paragrafo 2)
- che gli altri enti creditizi abbiano l'amministrazione centrale nello Stato membro
   che ha rilasciato l'autorizzazione ed in cui essi operano effettivamente.
                                     28
 ---pagebreak---                                 Articolo 7
                             Azionisti e soci
 1. Le autorità competenti non concedono l'autorizzazione che 89/646/CEE
 pennette ad un ente creditizio di accedere all'attività se prima non articolo 5, primo comma
 hanno ottenuto comunicazione dell'identità degli azionisti o dei soci,
 diretti o indiretti, persone fisiche o giuridiche, che vi detengono una
 partecipazione qualificata, nonché dell'ammontare di questa
 partecipazione.
 Ai fini dell'applicazione del presente articolo, nella nozione di 89/646/CEE
 partecipazione qualificata sono presi in considerazione i diritti di articolo I, punto 10), secondo
                                                                       1
 voto di cui all'articolo 7 della direttiva 88/627/CEE del Consiglio< >.    comma
                                                                            (adattato)
 2. Le autorità competenti rifiutano l'autorizzazione se, per tener conto 89/646/CEE
 della necessità di garantire una gestione sana e prudente dell'ente articolo 5, secondo comma
 creditizio, esse non sono soddisfatte della qualità di detti azionisti o
 soci.
 3. ----- Quando sussistono stretti legami tra l'ente creditizio e altre    77/780/CEE
 persone fisiche o giuridiche, le autorità competenti concedono             articolo 3, paragrafo 2, terzo, quarto
 l'autorizzazione solo se tali legami non ostacolano l'effettivo esercizio  e quinto comma
 delle loro funzioni di vigilanza.                                          (modifica risultante dalla 95/26/CE
                                                                            articolo 2, paragrafo 2)
 Le autorità competenti negano inoltre l'autorizzazione se le (adattato)
 disposizioni legislative, regolamentari e amministrative di un paese
 terzo da cui dipendono una o più persone fisiche o giuridiche con le
 quali l'ente creditizio ha stretti legami, ovvero difficoltà inerenti alla
 loro applicazione, ostacolano l'effettivo esercizio delle loro funzioni
 di vigilanza.
 Le autorità competenti esigono che gli enti creditizi forniscano loro le
 infonnazioni che esse richiedono per poter garantire il rispetto
pem1anente delle condizioni previste al presente paragrafo.
                                Articolo 8
       Programma di attività e struttura dell'organizzazione
Gli Stati membri prevedono --- che la domanda di autorizzazione 77/780/CEE
debba essere corredata di un programma di attività in cui saranno articolo 3, paragrafo 4
 indicati in particolare il tipo delle operazioni previste e la struttura (adattato)
dell'organizzazione dell'ente.
(I)
    GU n. L 348 del 17.12.1988, pag. 62.
                                    29
 ---pagebreak---                                Articolo 9
                         Esigenze economiche
Gli Stati membri· non possono stabilire che la domanda di 77/780/CEE
autorizzazione venga esaminata in funzione delle esigenze articolo 3, paragrafo 3, lettera a)
economiche del mercato.                                                   (adattato)
                              Articoio 10
                      Diniego di autorizzazione
Ogni diniego di autorizzazione è motivato e notificato al richiedente 77/780/CEE
entro sei mesi dal ricevimento della. domanda, ovvero, se questa è articolo 3, paragrafo 6
incompleta, entro sei mesi dalla trasmissione, da parte del
richiedente, delle informazioni necessarie alla decisione. In ogni caso
la decisione è presa entro dodici mesi dal ricevimento della domanda.
                              Articolo 11
           Notifica dell'autorizzazione alla Commissione
Ogni autorizzazione viene notificata alla Commissione. Ogni ente 77 /780/CEE
creditizio è iscritto in un elenco, del quale la Commissione cura la articolo 3, paragrafo 7
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e gli
aggiornamenti.
                              Articolo 12
        Consultazione preventiva delle autorità competenti
                       degli altri Stati membri
Deve formare oggetto di una consultazione preventiva delle autorità 89/646/CEE
competenti dell'altro Stato membro l'autorizzazione ad un ente articolo 7
creditizio che sia:
   filiazione di un ente creditizio autorizzato in un altro Stato
   membro,
   o
- filiazione dell'impresa madre di un ente creditizio autorizzato in un
   altro Stato membro,
   o
- controllato dalle stesse persone, fisiche o giuridiche, che
   controllano un ente creditizio autorizzato in un altro Stato membro.
                              Articolo 13
       Succursali di enti creditizi già autorizzati in un altro
                            Stato membro
Gli Stati membri ospitanti non possono                            esigere 89/646/CEE
l'autorizzazione----- né il fondo di dotazione per le succursali di enti articolo 6, paragrafo 1
creditizi già autorizzati in altri Stati membri. Lo stabilimento e la (adattato)
vigilanza di tali succursali sono sottoposti alle disposizioni contenute
all'articolo 17, all'articolo 20, paragrafi da 1 a 6, ed agli articoli 22
e 26.---------
                                   30
 ---pagebreak---                               Articolo 14
                      Revoca dell'autorizzazione
 I. Le autorità competenti possono revocare l'autorizzazione ad un 77/780/CEE
ente creditizio------ soltanto quando l'ente-------:                       articolo 8, paragrafo 1
                                                                           (adattato)
a) non si serve dell'autorizzazione entro dodici mesi, v1 rinuncia
     espressamente o ha cessato di esercitare la sua attività per un
     periodo superiore a sei mesi, a meno che lo Stato membro
     interessato non · preveda in tali casi che l'autorizzazione sia
    scaduta;
b) ha ottenuto l'autorizzazione presentando false dichiarazioni o con
    qualsiasi altro mezzo irregolare;
c) non soddisfa più le condizioni cui è vincolata l'autorizzazione----;
d) non possiede più fondi propri sufficienti o non offre più la
    garanzia di poter soddisfare agli obblighi nei confronti dei suoi
    creditori e, in particolare, non garantisce più la sicurezza dei fondi
    ad esso affidati;
e) versa negli altri casi m cui            la revoca è prevista dalla
    regolamentazione nazionale.
2. La revoca dell'autorizzazione deve essere motivata e comunicata 177/780/CEE
agli interessati; la revoca è notificata alla Commissione.                 articolo 8, paragrafo 5
                              Articolo 15
                            Denominazione
Gli enti creditizi ---- possono utilizzare per l'esercizio delle loro 77/780/CEE
attività sul territorio della Comunità la stessa denominazivne articolo 5
utilizzata nello Stato membro in cui hanno la sede sociale, nonostante (adattato)
le disposizioni relative all'uso dei termini «banca», «cassa di
risparmio» o di altre denominazioni simili che possono esistere nello
Stato membro ospitante. Nel caso in cui vi fosse rischio di
confusione, gli Stati membri ospitanti possono esigere, a fini di
chiarezza, l'aggiunta di un tennine esplicativo alla denominazione.
                                   31
 ---pagebreak---                                Articolo 16
          Partecipazione qualificata in un ente crediti_zio
 I. Gli Stati membri prevedono che tutte le persone fisiche o 89/646/CEE
giuridiche che intendano detenere, direttamente o indirettamente, in articolo 11
un ente creditizio una partecipazione qualificata debbano informarne
preventivamente le autorità competer,iti e comunicare l'ammontare di
tale partecipazione. Le persone fisi~he o giuridiche sono parimenti
tenute a informare le autorità competenti quando intendano
modificare l'ammontare della propria partecipazione qualificata in
modo che la quota dei diritti di voto o del capitale da esse detenuta
raggiunga o superi i limiti del 20 %, 33 % o 50 % oppure l'ente
creditizio divenga una loro filiazione.
Fatto salvo il paragrafo 2, le autorità competenti dispongono di un
termine massimo di tre mesi dalla data della comunicazione prevista
al primo comma per opporsi a detto progetto se, per tener conto della
necessità di garantire una gestione sana e prudente dell'ente
creditizio, non sono soddisfatte della qualità delle persone di cui al
primo comma. In assenza di opposizione le autorità possono fissare
un tennine massimo per la realizzàzione del progetto di cui al comma
precedente.
2. Se l'acquirente delle partecipazioni di cui al paragrafo 1 è un ente
creditizio autorizzato in un altro Stato membro, o un'impresa madre
di un ente creditizio autorizzato in un altro Stato membro, o una
persona fisica o giuridica che controlla un ente creditizio autorizzato
in un altro Stato membro, e se, in virtù dell'acquisto, l'ente in cui
l'acquirente intenda detenere una partecipazione diventa una
filiazione o passa sotto il suo controllo, la valutazione dell'acquisto
dovrà fonnare oggetto della consultazione preliminare di cui
all'articolo 12.
3. Gli Stati membri prevedono che tutte le persone fisiche o
giuridiche che non intendano più detenere, direttamente o
indirettamente, in un ente creditizio una partecipazione qualificata
debbano infom1arne preventivamente le autorità competenti e
comunicare l'ammontare della partecipazione prevista. Le persone
fisiche o giuridiche devono parimenti informare le autorità
competenti dell'intenzione di diminuire la loro partecipazione
qualificata in modo che la quota dei diritti di voto o del capitale da
esse detenuta scenda al di sotto dei limiti del 20 %, 33 % o 50 %
oppure l'ente creditizio cessi di essere una loro filiazione.
4. Gli enti creditizi comunicano alle autorità competenti, appena ne
abbiano conoscenza, gli acquisti o le cessioni di partecipazioni nel
loro capitale che fanno superare, in aumento o in diminuzione, uno
dei livelli di cui ai paragrafi 1 e 3.
Essi comunicano altresì almeno una volta all'anno l'identità degli
azionisti o dei soci che detengono partecipazioni qualificate, nonché
l'entità di queste ultime, così come risultano soprattutto dai verbali
dell'assemblea annuale degli azionisti o dei soci ovvero in base alle
infom1azioni ricevute in ottemperanza agli obblighi relativi alle
società quotate in una borsa valori.
                                    32
 ---pagebreak--- 5. Gli Stati membri prevedono che, qualora l'influenza esercitata dalle 89/646/CEE
persone di cui al paragrafo I possa essere di ostacolo ad una gestione articolo 11
prudente e sana dell'ente, le autorità competenti adottino le opportune
misure per porre termine a tale situazione. Le misure in questione
possono segnatamente consistere in ingiunzioni, in sanzioni nei
confronti dei dirigenti o nel1a sospensione dell'esercizio dei diritti di
voto inerenti alle azioni o quote detenute dagli azionisti o dai soci in
questione.
Misure simili saranno prese nei confronti delle persone fisiche o
giuridiche che non ottemperino agli obblighi di informazione
preventiva fissati al paragrafo I. In caso di acquisizione del1a
partecipazione nonostante l'opposizione de11e autorità competenti, gli
Stati membri, indipendentemente da altre sanzioni che verranno
adottate, prevedono la sospensione dall'esercizio dei relativi diritti di
voto, la nullità o la possibilità di annullamento dei voti espressi.
6. Ai fini dell'applicazione della nozione di partecipazione 89/646/CEE
qualificata e degli altri livelli di partecipazione di cui al presente articolo 1, punto 10), secondo comma
articolo, sono presi in considerazione i diritti di voto di cui (adattato)
all'articolo 7 della direttiva 88/627/CEE
                               Articolo 17
         Organizzazione e procedure di controllo interno
 Le autorità competenti dello Stato membro d'origine esigono che 89/646/CEE
ciascun ente creditizio sia dotato di una buona organizzazione articolo 13, ·paragrafo 2
amministrativa e contabile e di adeguate procedure di controllo
interno.
                              TITOLO Ili
         DISPOSIZIONI RELATIVE ALLA LIBERTÀ DI
                           STABILIMENTO
          E ALLA LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI
                               Articolo 18
                             Enti creditizi
Gli Stati membri prevedono che le attività figuranti nell'elenco di cui 89/646/CEE
all'allegato I possano essere esercitate nel loro territorio secondo le articoÌo 18, paragrafo 1
disposizioni dell'articolo 20, paragrafi da 1 a 6, dell'articolo 21, (adattato)
paragrafi 1 e 2, e dell'articolo 22, tramite lo stabilimento di una
succursale o mediante prestazioni di servizi, da parte di tutti gli enti
creditizi autorizzati e controllati dalle autorità competenti di un altro
Stato membro ----, sempre che tali attività siano coperte
dall'autorizzazione.
 ---pagebreak---                                          Articolo 19
                                       Enti finanziari
 Gli Stati membri prevedono anche che le attività figuranti nell'elenco di cui             89/646/CEE
 all'allegato I possano essere esercitate nel loro territorio, secondo le disposizioni     articolo 18, paragrafo 2
 dell'articolo 20, paragrafi da 1 a 6, dell'articolo 21, paragrafi 1 e 2, e                (modifica risultante dalla
 dell'articolo 22, tramite lo stabilimento di una succursale o mediante prestazioni di     92/30/CEE articolo 10,
 servizi, da parte di ogni ente finanziario di un altro Stato membro, filiazione di un     paragrafo 2, secondo trattino)
 ente creditizio o filiazione comune di più enti creditizi, il cui statuto legale permetta
 l'esercizio di tali attività e che soddisfi ciascuna delle seguenti condizioni:
- la o le imprese madri sono autorizzate come enti creditizi nello Stato membro dal
    cui diritto è disciplinata la filiazione;
                                              ~
- le attività in questione sono già effettivamente esercitate nel territorio dello Stato
   membro medesimo;
- la o le imprese madri detengono almeno il 90 % dei diritti di voto connessi con la
   detenzione di quote o azioni della filiazione;
- la o le imprese madri soddisfano le autorità competenti circa la prudente gestione
   della filiazione e si sono dichiarate garanti in solido degli obblighi assunti dalla
   filiazione, con l'assenso delle autorità competenti dello Stato membro di origine;
- la filiazione è inclusa effettivamente, in particolare per le attività in questione,
   nella vigilanza su base consolidata alla quale è sottoposta l'impresa madre, o
   ciascuna delle imprese madri, in conformità agli articoli da 52 a 56,
   segnatamente per il calcolo del coefficiente di solvibilità, per il controllo dei
   grandi fidi e per la limitazione delle partecipazioni prevista dall'articolo 51.
 Queste condizioni devono essere verificate dalle autorità competenti dello Stato
membro d'origine che rilasciano quindi all'impresa figlia, da allegarsi alle notifiche
di cui all'articolo 20, paragrafi da 1 a 6, e all'articolo 21, paragrafi 1 e 2.
 Le autorità competenti dello Stato membro d'origine assicurano la vigilanza sulla
filiazione secondo le disposizioni degli articoli 5, paragrafo 3, 16, 17, 26, 28, 29,
30 e 32.
Le disposizioni del presente articolo si applicano alle filiazioni, con i necessari
adattamenti. In particolare, l'espressione «ente creditizio» va intesa come «ente
finanziario rispondente alle condizioni previste all'articolo 19» ed il termine
«autorizzazione» va inteso come <<statuto legale».
L'articolo 20, paragrafo 3, secondo comma, si legge come segue:
         «L'autorità competente dello Stato membro d'origine comumca altresì
         l'ammontare dei fondi propri dell'ente finanziario filiazione e del
         coefficiente di solvibilità consolidato dell'ente creditizio che ne è l'impresa
         madre.»
Se l'ente finanziario che beneficia delle disposizioni del presente articolo non
soddisfa più una delle condizioni sopra riportate, lo Stato membro d'origine ne
informa l'autorità competente dello Stato membro ospitante e l'attività svolta da
detto ente nello Stato membro ospitante diviene soggetta alla legislazione di
quest'ultimo.
                                      34
 ---pagebreak---                               Articolo 20
                  Esercizio del diritto .di stabilimento
                                                                          I
 I. Ogni ente creditizio che intenda stabilire una succursale nel 89/646/CEE
 territorio di un altro Stato membro lo notifica all'autorità competente articolo 19
 dello Stato membro di origine. ·                                           (adattato)
 2. Gli Stati membri esigono che l'ente creditizio che intende stabilire
 una succursale in un altro Stato membro alleghi alla notifica prevista
 al paragrafo I le seguenti informazioni:
 a) lo Stato membro nel cui territorio intende stabilire una succursale~
 b) un programma di attività nel quale siano in particolare indicati il
    tipo di operazioni che si intendono effettuare e la struttura
    dell'organizzazione della succursale~
 c) il recapito nello Stato membro ospitante ove possono essergli
    richiesti i documenti;
 d) i nominativi dei dirigenti responsabili della succursale.
 3. A meno che l'autorità competente dello Stato membro d'origine
abbia motivo di dubitare, con riferimento al progetto in questione,
dell'adeguatezza delle strutture amministrative o della situazione
finanziaria dell'ente creditizio, essa comunica le informazioni di cui
al paragrafo 2 entro tre mesi a decorrere dal ricevimento di tutte
queste informazioni, all'autorità competente dello Stato membro
ospitante e ne informa l'ente in questione.
L'autorità competente dello Stato membro d'origine comunica altresì
l'ammontare dei fondi propri e del coefficiente di solvibilità dell'ente
creditizio. ------
Qualora l'autorità competente dello Stato membro d'origine rifiuti di
comunicare le informazioni di cui al paragrafo 2 all'autorità
competente dello Stato membro ospitante, essa comunica le ragioni
di tale rifiuto all'ente interessato entro i tre mesi successivi al
ricevimento di tutte le informazioni. Questo rifiuto o la mancata
risposta può essere oggetto di ricorso giurisdizionale nello Stato
membro d'origine.
4. Prima che la succursale dell'ente creditizio inizi ad operare,
l'autorità competente dello Stato membro ospitante dispone di un
periodo di due mesi a decorrere dalla data di ricevimento della
comunicazione di cui al paragrafo 3 per predisporre la vigilanza
sull'ente creditizio in conformità dell'articolo 22 e per indicare, se
del caso, le condizioni alle quali, per motivi d'interesse generale, tali
attività devono essere esercitate nello Stato membro ospitante.
5. La succursale può stabilirsi e iniziare l'attività dal momento in cui
riceve una comunicazione dell'autorità competente dello Stato
membro ospitante o, in caso di silenzio da parte di detta autorità,
dalla scadenza del termine di cui al paragrafo 4.
                                   35
 ---pagebreak---   6. In caso di modifica del contenuto di una delle informazioni             89/646/CEE
  notificate in conformità del paragrafo 2, lettere b), e) ed), ---- l'ente  articolo 19
  creditizio notifica per iscritto la modifica in questione alle             (adattato)
  competenti autorità dello Stato membro d'origine e dello Stato
  membro ospitante . almeno un mese ·prima di procedere al
  cambiamento affinché l'autorità competente dello Stato membro
  d'origine possa pronunciarsi ai sensi del paragrafo 3 e l'autorità        Rettifica (GU L 296 del 27. 10. 1990, pag. 66)
  competente dello Stato membro ospitante possa pronunciarsi su detta
  modifica ai sensi del paragrafo 4.
  7. Per le succursali che hanno mmato l'attività, secondo le 89/646/CEE
. disposizioni dello Stato membro ospitante, prima del 1° gennaio articolo 23, paragrafo 1
  1993, si presume che esse siano già state oggetto della procedura di (adattato)
  cui ai paragrafi da 1 a 5 del presente irticolo. Ad esse si applicano,
  a decorrere dalla predetta data, le disposizioni di cui al paragrafo 6
  del ·presente articolo e di quelle di cui agli articoli 18, 19, 22 e 29.
                               Articolo 21
           Esercizio della libertà di prestazione di senizi
  1. Ciascun ente creditizio che voglia esercitare per la prima volta la 89/646/CEE
 propria attività nel territorio di un altro Stato membro nel quadro articolo 20
 aella libera prestazione di servizi notifica all'autorità competente
 dello Stato membro d'origine quali delle attività comprese nell'elenco
  di cui all'allegato I intenda esercitare.
 2. L'autorità competente dello Stato membro d'origine comunica
 all'autori.:à competente dello Stato membro ospitante la notifica
 prevista al paragrafo 1, entro il termine di un mese a decorrere dal
 ricevimento di detta notifica.
 J. Il presente articolo non inficia i diritti acquisiti dagli. enti 89/646/CEE
 creditizi che operano mediante prestazione di servizi anteriormente articolo 23, paragrafo 2
 al 1° gennaio 1993.                                                        (adattato)
                              Articolo 22
 Potere delle autorità competenti dello Stato membro ospitante
 1. Lo Stato membro ospitante può esigere, a fini statistici, che tutti 89/646/CEE
 gli enti creditizi che dispongono di una succursale nel suo territorio articolo 21
 presentino alle sue autorità competenti una relazione periodica sulle (adattato)
 operazioni effettuate nel suo territorio.
 Per l'esercizio delle responsabilità derivanti dall'articolo 27, lo Stato
 membro ospitante può esigere dalle succursali degli enti creditizi
 originari di altri Stati membri le stesse informazioni richieste a tal
fine agli enti creditizi nazionali
 2. Le autorità competenti di uno Stato membro ospitante, ove
accertino che un ente che dispone di una succursale o che opera in
 regime di prestazione di servizi nel loro territorio non ottempera alle
disposizioni legali adottate da detto ·Stato in applicazione delle
disposizioni della presente direttiva che comportano la competenza
delle autorità dello Stato membro ospitante, esigono che l'ente in
questione ponga termine a tali irregolarità.
                                    36
 ---pagebreak--- 3. Se l'ente in questione non assume le iniziative del caso, le autorità 89/646/CEE
competenti dello Stato membro ospitante ne informano le autorità articolo 21
competenti dello Stato membro d'origine. Queste adottano, nel più (adattato)
breve termine possibile, tutte le misure opportune affinché l'ente in
questione ponga termine alle irregolarità. La natura di tali misure è
comunicata alle autorità competenti dello Stato membro ospitante.
4. Se l'ente persiste nell'infrazione alle disposizioni legali di cui al
paragrafo 2 vigenti nello Stato membro ospitante, nonostante le
misure adottate dallo Stato membro d'origine o in quanto tali
provvedimenti appaiono inadeguati ovvero mancano in questo Stato,
lo Stato membro ospitante, dopo aver informato le autorità
competenti dello Stato membro d'origine, può adottare opportuni
provvedimenti per prevenire o reprimere ulteriori irregolarità e,
qualora risulti necessario, può anche impedire all'ente in questione di
avviare nuove operazioni nel suo territorio. Gli Stati membri vigilano
affinché nel loro territorio sia possibile procedere alla notifica agli
enti creditizi dei documenti necessari per l'adozione di tali
provvedimenti.
5. Le disposizioni dei precedenti paragrafi da I a 4 lasciano
impregiudicata la facoltà dello Stato membro ospitante di prendere
le opportune misure per prevenire o reprimere le irregolarità
commesse nel suo territorio, che sono contrarie alle disposizioni
legali da esso adottate per motivi di interesse generale. Ciò comporta
la possibilità di impedire all'ente in questione di avviare nuove
operazioni nel suo territorio.
6. Qualsiasi provvedimento adottato in applicazione delle
disposizioni dei paragrafi 4 e 5 e che comporti sanzioni e restrizioni
per l'esercizio della prestazione di servizi deve essere debitamente
motivato e comunicato all'ente interessato. Ciascuno di tali
provvedimenti è impugnabile in sede giurisdizionale nello Stato
membro in cui è stato preso.
7. Prima di seguire la procedura prevista ai paragrafi 2, 3 e 4, le
autorità competenti dello Stato membro ospitante possono, nei casi
urgenti, prendere le misure cautelative indispensabili alla protezione
degli interessi dei depositanti, degli investitori o delle altre persone
cui sono prestati dei servizi. La Commissione e le autorità competenti
degli altri Stati membri interessati devono essere informati
dell'adozione di tali misure nel più breve tempo possibile.
La Commissione, previa consultazione delle autorità competenti degli
Stati membri interessati, può decidere che lo Stato membro in
questione modifichi o abolisca dette misure.
8. Lo stato membro ospitante può prendere le misure adeguate per
prevenire o reprimere le irregolarità nel suo territorio esercitando le
competenze ad esso attribuite in virtù de11a presente direttiva. Ciò
comporta la possibilità di impedire a un ente di avviare nuove
operazioni nel suo territorio.
                                  37
 ---pagebreak---  9. In caso di revoca dell'autorizzazione le autorità competenti dello 89/646/CEE
 Stato membro ospitante ne sono informate e adottano gli opportuni articolo 21
 provvedimenti per impedire all'ente in questione di avviare nuove (adattato)
 operazioni nel territorio di questo Stato membro e per salvaguardare
 gli interessi ~ei depositanti. Ogni due anni la Commissione presenta
 un rapporto su tali casi al comitato consultivo bancario.
· I O. Gli Stati membri comunicano alla CÒmmissione il numero e la
 natura dei casi in cui si sono verificati rifiuti ai sensi dell'articolo 20,
  paragrafi da 1 a 6, o per i quali sorio stati adottati dei provvedimenti
  in confonnità delle disposizioni del paragrafo 4 del presente articolo.
 Ogni due anni, la Commissione presenta un rapporto su tali casi al
 comitato consultivo bancario.
  11. Il presente articolo non osta a che gli enti creditizi con sede in un
 altro Stato membro facciano pubblicità ai servizi da essi offerti con
 tutti i mezzi di comunicazione disponibili nello Stato membro
 ospitante, purché rispettino eventuali nonne che regolino la fonna e il
 contenuto di tale pubblicità per motivi di interesse generale.
                                TITOLO IV
                   RELAZIONI CON I PAESI TERZI
                                 Articolo 23
            Notifica delle filiazionJ di imprese di paesi ·terzi
          e delle condizioni di accesso ai mercati di tali paesi
  I. Le autorità competenti degli Stati membri infonnano la 89/646/CEE
 Commissione:                                                                 articolo 8
                                                                              (adattato)
 a) di ogni autorizzazione ad una filiazione diretta o indiretta la cui
       impresa madre o le cui imprese madri siano disciplinate dal diritto
      di un paese terzo. La Commissione ne infonna il comitato
      consultivo bancario;
 b) di ogni acquisizione, da parte di siffatta impresa madre, di una
       partecipazione in un ente creditizio della Comunità, in modo che
      quest'ultimo diventi una sua filiazione. La Commissione ne
      informa il comitato consultivo bancario.
 Quando viene concessa l'autorizzazione ad una filiazione diretta o
  indiretta dell'impresa madre o delle imprese madri disciplinate dal
 diritto di un paese terzo, la struttura del gruppo deve essere
 specificata nella notifica che le autorità competenti inviano alla
 Commissione ai sensi dell'articolo 11. ------
 2. Gli Stati membri infonnano la Commissione delle difficoltà di 89/646/CEE
 carattere generale incontrate dai propri enti creditizi nello articolo 9
 stabilimento o nell'esercizio delle attività bancarie in un paese terzo.     (adattato)
 3. La Commissione elabora -------- periodicamente una relazione che
 esamina il trattamento riservato nei paesi terzi agli enti creditizi della
 Comunità, in conformità ai paragrafi 4 e 5, in materia di stabilimento
 e di esercizio delle attività bancarie, nonché di acquisizione di
 partecipazioni in enti creditizi di paesi terzi. La Commissione
  presenta tali relazioni al Consiglio, accompagnandole, eventualmente,
 con adeguate proposte.
                                      38
 ---pagebreak---   4. Qualora, sulla base delle relazioni di cui al paragrafo 3 o di altre 89/646/CEE
  infonnazioni, la Commissione accerti che un paese terzo non concede articolo 9
  agli enti creditizi _comunitari un effettivo accesso al mercato, (adattato)
  paragonabile a quello concesso dalla Comunità agli enti creditizi di
  raie paese terzo, essa può presentare al Consiglio proposte al fine di
  ottenere adeguato mandato per negoziare delle possibilità di
  concorrenza paragonabili per gli enti creditizi comunitari. Il
  Consigliò decide a maggioranza qualificata.
· 5. Se la Commissione constata, in basè alle relazioni di cui al
  paragrafo 3 oppure in base ad altre informazioni, che in un paese
  terzo gli enti creditizi comunitari non fruiscono di un trattamento che
  offra loro le stesse possibilità di concorrenza offerte agli enti creditizi
  nazionali e che le condizioni per un effettivo accesso al mercato non
  sono soddisfatte, essa può aprire negoziati per porre rimedio a questa
  situazione.
  Nei casi previsti al primo comma, si può anche decidere in qualsiasi
  momento, oltre l'avvio dei negoziati, secondo la procedura prevista
  nell'articolo 60, paragrafo 2, che le autorità competenti degli Stati
  membri limitino o sospendano le loro decisio,i nei confronti di
  domande di autorizzazione, già presentate al momento della
  decisione o future, e di acquisizioni di partecipazioni da parte di
  imprese madri dirette o indirette, disciplinate dalla legislazione del
  paese terzo in questione. La durata dei provvedimenti in questione
  non può superare i tre mesi.
  Prima dello scadere del termine di tre mesi e in base all'esito dei
  negoziati, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata su
  proposta della Commissione, può decidere se le misure continuano ad
  essere applicabili.
  Una tale limitazione o sospensione non può applicarsi alla creaz:')ne
  di filiazioni da parte di enti creditizi o loro filiazioni debitamente
  autorizzate nella Comunità, né all'acquisizione di partecipazioni da
  parte di tali enti o filiazioni in un ente creditizio comunitario.
  6. Allorché la Commissione abbia eseguito uno degli accertamenti di
  cui ai paragrafi 4 e 5, gli Stati membri la informano a sua richiesta:
  a) di ogni domanda di autorizzazione ad una filiazione diretta o
      indiretta la cui impresa madre o le cui imprese madri siano
      disciplinate dal diritto del paese terzo in questione;
  b) di ogni progetto di acquisizione di partecipazione che sia stato
      loro sottoposto ai sensi dell'articolo 16 da parte di siffatta impresa
      in un ente creditizio della Comunità, per cui questo diventerebbe
      una sua filiazione.
                                      39
 ---pagebreak---  Quest'obbligo di informazione cessa appena sia concluso un accordo 89/646/CEE
 con il paese terzo di cui al paragrafo 4 o 5 o quando cessino di essere articolo 9
 applicate le misure di cui al paragrafo 5, secondo e terzo comma.          (adattato)
 7. Le misure adottate in forza del presente articolo devono essere
 conformi agli obblighi derivanti per la Comunità da eventuali
 accordi internazionali, bilaterali o multilaterali, applicabili
 all'esercizio delle attività degli enti creditizi.
                               Articolo 24
     Succursali di enti creditizi aventi la loro sede sociale al di
                          fuori della Comunità
 1. Gli Stati membri non applicano alle succursali di enti creditizi 77/780/CEE
 aventi la loro sede sociale fuori della Comunità, per quanto riguarda articolo 9
 l'accesso all'attività e per il suo esercizio, disposizioni da cui risulti
un trattamento più favorevole di quello cui sono sottoposte le
succursali di enti creditizi aventi la loro sede sociale nella Comunità.
2. Le autorità competenti notificano alla Comunità e al comitato
consultivo bancario le autorizzazio~ per succursali accordate agli
enti creditizi aventi la sede sociale fuori della Comunità.
3. Fatto salvo il pa_ragrafo 1, la Comunità può, mediante accordi
conclusi conformemente al trattat6 con uno o più paesi terzi, stabilire
l'applicazione di disposizioni che, sulla base del principio di
reciprocità, accordano alle succursali di un ente creditizio avente la
sua sede sociale fuori della Comunità il medesimo trattamento su
tutto il territorio di quest'ultima.
                               Articolo 25
  Cooperazione in materia di vigilanza su base consolidata con
                le autorità competenti dei paesi terzi
1. La Commissione, su richiesta di uno Stato membro o di propria 92/30/CEE
iniziativa, può presentare al Consiglio proposte per negoziare articolo 8
accordi con uno o più paesi terzi, in merito alle modalità di
applicazione della vigilanza su base consolidata:
- agli enti creditizi la cui impresa madre abbia sede in un paese
    terzo
    e
- agli enti creditizi situati in un paese terzo la cui impresa madre,
    che sia un ente creditizio o una società di partecipazione, abbia
    sede nella Comunità.
                                    40
 ---pagebreak--- 2. Gli accordi di cui al paragrafo I sono volti, in particolare, a 92/30/CEE
garantire la possibilità:                                                articolo 8
                                                                         (adattato)
- da un lato, per le autorità competenti degli Stati membri, di
    ottenere le informazioni necessarie alla vigilanza, in base alla·
    situazione finanziaria consolidata, di un ente creditizio o di una
    società di partecipazione finanziaria ~he sono situati nella
    Comunità e hanno come. impresa figlia un ente creditizio o un ente
    finanziario situato al di fuori della Comunità, o detengono una
    partecipazione in tali enti;
- dall'altro, per le autorità competenti dei paesi terzi, di ottenere le
    informazioni necessarie alla vigilanza delle imprese madri la cui
   ·sede si trova sul loro territorio, che hanno come impresa figlia un
    ente creditizio o un ente finanziario situato in uno o più Stati
    membri, o che detengono partecipazioni in tali enti.
3. La Commissione esamina con il comitato consultivo bancario
------ il risultato dei negoziati di cui al paragrafo I e la situazione
che ne deriva.
                               TITOLO V
        PRINCIPI E STRUMENTI TECNICI DI VIGILANZA
                           PRUDENZIALE
                                 Capo I
                  Principi di vigilanza prudenziale
                              Articolo 26
               Controllo dello Stato membro d'origine
1. La vigilanza prudenziale sull'ente creditizio, compresa quella sulle 89/646/CEE
attività che esso esercita in virtù degli articoli 18 e 19, spett2. alle articolo 13, paragrafo 1
autorità Icompetenti dello Stato membro d'origine, fatte salve le
disposizioni della presente direttiva che prevedono una competenza
dell'autorità dello Stato membro ospitante.
2. Il paragrafo I ---- non osta all'applicazione della vigilanza su base 89/646/CEE
consolidata a norma della presente direttiva.                            articolo 13, paragrafo 3
                                                                         (adattato)
                                                                         (modifica risultante dalla
                                                                         92/30/CE, articolo 10,
                                                                         paragrafo 2, secondo trattino)
                              Articolo 27
             Competenze dello Stato membro ospitante
Lo Stato membro ospitante rimane incaricato, in collaborazione con 89/646/CEE
l'autorità competente dello Stato membro d'origine, della vigilanza articolo 14, paragrafo 2
sulla liquidità della succursale dell'ente creditizio fino a
coordinamento ulteriore. Fatte salve le misure necessarie al
rafforzamento del Sistema monetario europeo, esso resta altresì
esclusivo responsabile per le misure d'attuazione della sua politica
monetaria. Tali misure non possono comportare un trattamento
discriminatorio o restrittivo fondato sul fatto che l'ente creditizio ha
ricevuto l'autorizzazione in un altro Stato membro.
                                    41
 ---pagebreak---                                Articolo 28
                Cooperazione in materia di vigilanza
 Per vigilare sull'attività degli enti creditizi che operano, segnatamente    77/780/CEE
 attraverso succursali, in uno o più Stati membri diversi ·da quello          articolo 7 paragrafo 1
 della loro sede sociale, le autorità competenti degli Stati membri           (modifica risultante dalla
 interessati collaborano strettamente. Esse si comunicano tutte le            89/646/CEE, articolo 14,
 informazioni concernenti le direzione, la gestione e la proprietà di tali    paragrafo 1)
 enti creditizi che possano facilitarne la vigilanza ed agevolare l'esame
 delle condizioni per la relativa autorizzazione, nonché tutte le
 informazioni atte a facilitare il controllo di tali enti, in particolare in
 materia di liquidità, di solvibilità, di garanzia dei depositi, di
 limitazione dei grandi fidi, di organizzazione amministrativa e
 contabile e di controllo interno.
                               Articolo 29
         Verifica sul posto delle succursali stabilite in un
                          altro Stato membro
 1. Gli Stati membri ospitanti prevedono che, allorquando un ente 89/646/CEE
creditizio autorizzato in un altro Stato membro esercita la propria articolo 15
attività attraverso una succursale, le autorità competenti dello Stato
membro d'origine, dopo averne preventivamente informato le autorità
competenti dello Stato membro ospitante, possano procedere l!sse
stesse, o tramite persone da esse incaricate a tal fine, alla verifica sul
posto delle informazioni di cui all'articolo 28.
2. Le autorità competenti dello Stato membro d'origine possono 89/646/CEE
ugualmente fare ricorso, per l'ispezione delle succursali, a una delle articolo 15
altre procedure di cui all'articolo 56, paragrafo 7.                         (modifica risultante dalla
                                                                             92/30/CEE articolo 1 O,
                                                                             paragrafo 4)
                                                                             Rettifica (GU L 280 del
                                                                             24.9.1992, pag. 54)
3. Il presente articolo non pregiudica il diri~o delle autorità 89/646/CEE
competenti dello Stato membro ospitante di procedere ad ispezioni articolo 15
presso le succursali stabilite nel loro territorio per l'esercizio delle
responsabilità derivanti dalla presente direttiva.
                                    42
 ---pagebreak---                                 Articolo 30
              Scambio di informazioni e segreto d'ufficio
  1. Gli Stati membri impongono a tutte le persone che esercitano o         77/780/CEE
  hanno esercitato un'attività per conto delle autorità competenti,         articolo 12, paragrafi da 1 a 5
  nonché ai revisori o esperti incaricati dalle autorità competenti,        (modifica risultante dalla
  l'obbligo di rispettare il segreto d'ufficio. In virtù di tale obbligo,   89/646/CEE articolo 16)
  nessuna informazione riservata ricevuta da tali persone in ragione        (adattato)
  dell'ufficio può in alcun modo essere divulgata ad altre persone o
  autorità, se non in forma sommaria o globale, cosicché non si
  possano individuare i singoli enti, salvo che nei casi rilevanti per il
  diritto penale.
  Tuttavia, nei casi concernenti un ente creditizio dichiarato fallito o
 soggetto a liquidazione coatta ordinata da un tribunale, le
  informazioni riservate che non riguardino i terzi implicati nei
 tentativi di salvataggio possono essere divulgate nell'ambito di
 procedimenti civili o commerciali.
 2. Il paragrafo 1 non osta al fatto che le autorità competenti dei vari
 Stati membri procedano agli scambi di informazioni previsti dalla
 presente direttiva nonché da altre direttive applicabili agli enti
 creditizi. Tali informazioni sono coperte dal segreto d'ufficio di cui
 al paragrafo 1.
 3. Gli Stati membri possono stipulare accordi di cooperazione, che
 prevedano scambi d'informazioni, con le autorità competenti di paesi
 terzi, a condizione che le informazioni comunicate beneficino di
 garanzie in ordine al segreto d'ufficio almeno equivalenti a quelle
previste dal presente articolo.
4. L'autorità competente che, a norma dei paragrafi 1 o 2, riceve
 informazioni riservate può servirsene soltanto nell'esercizio delle sue
funzioni:
- per l'esame delle condizioni di accesso all'attività degli enti
    creditizi e per facilitare il controllo, su base individuale e su base
    consolidata, delle condizioni di esercizio dell'attività, in
    particolare in materia di vigilanza sulla liquidità, sulla solvibilità,
    sui grandi fidi, sull'organizzazione amministrativa e contabile e
    sul controllo interno;
- per l'irrogazione di sanzioni;
- nell'ambito di un ricorso amministrativo contro una decisione
    dell'autorità competente;
- nell'ambito di procedimenti giurisdizionali instaurati a norma
    dell'articolo 33 o di disposizioni speciali previste dalla presente
    direttiva nonché da altre direttive adottate nel settore degli enti
    creditizi.
5. Le disposizioni di cuiai paragrafi 1 e 4 non ostano allo scambio di
informazioni, all'interno di uno stesso Stato membro, qualora vi
siano più autorità competenti, ovvero, fra più Stati membri, tra le
rispettive autorità competenti e:
                                    43
 ---pagebreak--- - le autorità investite della funzione pubblica di vigilanza su altre 77 /780/CE
   istituzioni finanziarie e sulle compagnie di assicurazione, nonché le articolo 12, paragrafi da 1 a 5
   autorità incaricate di vigilare sui mercati finanziari,                (modifica risultante dalla
                                                                          89/646/CEE articolo 16)
   gli organi preposti alla liquidazione e al fallimento degli enti (adattato)
   creditizi e ad altre procedure analoghe,
   le persone · incaricate del controllo legale dei conti dell'ente
   creditizio e degli altri enti finanziari,
affinché esse possano svolgere la loro funzione di vigilanza; le
disposizio_ni di cui ai paragrafi l e 4 non ostano neppure alla
trasmissione delle infonnazioni necesiarie per lo svolgimento della
loro funzione agli organismi incaricati della gestione dei sistemi di
garanzia dei depositi. Le informazioni ricevute dalle autorità, dagli
organismi e dalle persone di cui sopra sono coperte dal segreto
d'ufficio previsto al paragrafo 1.
6. Ferme restando le disposizioni dei paragrafi da 1 a 4, gli Stati 77/780/CEE
membri possono autorizzare scambi di infonnazioni tra le autorità articolo 12 paragrafo 5 bis
competenti e:                                                             (modifica risultante dalla
                                                                          95/26/CE, articolo 4, paragrafo
- le autorità preposte alla vigilanza nei confronti degli organi che 2)
   intervengono nella liquidazione e nel fallimento degli enti creditizi (adattato)
   o in altri procedimenti analoghi,
   o
- le autorità incaricate della vigilanza nei confronti delle persone
   incaricate della revisione ufficiale dei conti delle imprese di
   assicurazione, degli enti creditizi, delle imprese di investimento e
   di altri enti finanziari.
Gli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui al primo
comma esigono che vengano soddisfatte almeno le seguenti
condizioni:
- le informazioni sono intese all'esercizio delle funzioni di vigilanza
   pre_viste al primo comma;
- le infonnazioni ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto
   d'ufficio di cui al paragrafo l;
   quando le informazioni provengono da un altro Stato membro
   possono essere comunicate solo con l'assenso esplicito delle
   autorità competenti che le hanno trasmesse e, in tal caso, soltanto ai
   fini per i quali queste ultime hanno dato l'autorizzazione.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati
membri l'identità delle autorità abilitate a ricevere infonnazioni in
forza del presente paragrafo.
                                     44
 ---pagebreak---  7. Fenne restando le disposizioni dei paragrafi da 1 a 4, gli Stati      77/780/CEE
 membri, per rafforzare la stabilità del sistema finanziario, compresa    articolo 12, paragrafo 5 ter
 la sua integrità, possono autorizzare lo scambio di infonnazioni tra le  (modifica risultante dalla
 autorità competenti e le autorità o gli organi incaricati per legge      95/26/CE articolo 4, paragrafo
 dell'individuazione delle violazioni del diritto societario e delle      3)
 relative indagini.
 Gli Stati membri che si avvalgono della facoltà di cui al primo
 comma esigono che vengano soddisfatte almeno le seguenti
 condizioni:
 - le informazioni son9 funzionali alla realizzazione delle finalità
    previste al primo comma;
 - le infom1azioni ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto
    d'ufficio di cui al paragrafo I;
 - quando le infom1azioni provengono da un altro Stato membro
    possono essere comunicate solo con l'assenso esplicito delle
    autorità competenti che le hanno trasmesse e, nel caso, soltanto ai
    fini per i quali queste ultime hanno dato l'autorizzazione.
 Se in uno Stato membro le autorità o gli organi di cui al primo
 comma esercitano le loro funzioni di individuazione o di indagine
 ricorrendo, in base alla loro competenza specifica, a persone a tale
 scopo incaricate e non appartenenti alla funzione pubblica, la
 possibilità di scambio delle informazioni prevista al primo comma
 può essere estesa a tali persone alle condizioni previste al secondo
 comma.
Ai fini dell'applicazione del terzo trattino del secondo comma, le
autorità o gli organi di cui al primo comma comunicano alle autorità
competenti che hanno trasmesso le infom1azioni, l'identità e il
mandato preciso delle persone alle quali saranno trasmesse tali
informazioni.
Gli Stati membri comunicano alla Commissione e agli altri Stati
membri l'identità delle autorità o degli organi abilitati a ricevere
informazioni in forza del presente paragrafo.
La Commissione redige, entro il 31 dicembre 2000, una relazione
sull'applicazione delle disposizioni del presente paragrafo.
8. Le disposizioni del presente articolo non ostano a che un'autorità 77/780/CEE
competente trasmetta                                                     articolo 12, paragrafo 6
                                                                         (modifica risultante dalla
   alle banche centrali o ad altri organismi con responsabilità 95/26/CE articolo 4, paragrafo 4)
   analoghe in quanto autorità monetarie,
- all'occorrenza, ad altre autorità pubbliche incaricate della vigilanza
   sui sistemi di pagamento,
infom1azioni intese all'esercizio delle loro funzioni, né che tali
autorità o organismi comunichino alle autorità competenti le
infom1azioni che sono loro necessarie ai fini delle disposizioni di cui
al paragrafo 4. Le informazioni ricevute in tale ambito sono coperte
dal segreto d'ufficio di.cui al-presente articolo.
                                    45
 ---pagebreak--- 9. Ferme restando le disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 4, gli Stati  77/780/CEE
membri possono inoltre           autorizzare, in base a disposizioni    articolo 12, paragrafo 7
legislative, la comunicazione di alcune informazioni ad altri servizi   (modifica risultante dalla
delle loro amministrazioni centrali responsabili per la legislazione di 89/646/CEE articolo 16,
vigilanza sugli enti creditizi, sugli enti finanziari, sui servizi di   paragrafo 7)
investimento e sulle compagnie di assicurazioni, nonché agli
ispettori incaricati da detti servizi.
Tuttavia tali comunicazioni possono essere fornite solo quando ciò
risulti necessario per motivi di vigilanza prudenziale.
Ciò nondimeno gli Stati membri prevedono che le informazioni
ricevute in base ai paragrafi 2 e 5 e quelle ottenute mediante le
ispezioni di cui all'articolo 29, paragrafi 1 e 2, non possano in alcun
caso essere oggetto delle comunicazioni menzionate nel presente
paragrafo, salvo accordo esplicito dell'autorità competente che ha
comunicato le informazioni o dell'autorità competente dello Stato
membro in cui è stata effettuata l'ispezione.
1O. Le disposizioni del presente articolo non ostano a che le autorità  77/780/CEE
competenti comunichino le informazioni di cui ai paragrafi da 1 a 4     articolo 12, paragrafo 8
ad un organismo di compensazione o altro organi~mo analogo              (modificata risultante dalla
riconosciuto dalla legislazione nazionale per effettuare servizi di     95/26/CE articolo 4, paragrafo
compensazione o di regolamento dei contratti in un mercato del loro     6)
Stato membro, qualora ritengano necessarie tali informazioni per
garantire il regolare funzionamento di tali organismi rispetto ad
infrazioni, anche potenziali, di chi interviene in tale mercato. Le
informazioni ricevute in tale ambito sono coperte dal segreto
d'ufficio di cui al paragrafo 1. Tuttavia, gli Stati membri provvedono
affinché le informazioni ricevute in virtù del paragrafo . 2 non
possano essere rivelate, nel caso contemplato dal presente paragrafo,
senza esplicito consenso delle autorità competenti che hanno fornito
le informazioni.
                                   46
 ---pagebreak---                                Articolo 31
 Obblighi delle persone incaricate del controllo legale dei conti
                      annuali e dei conti consolidati
 1. Gli Stati membri dispongono almeno che:                                77/780/CEE
                                                                           articolo 12 bis
 a) qualsiasi persona abilitata ai sensi della direttiva 84/253/CEE del (modifica risultante dalla
     Consiglio (I), ad. esercitare presso un ente creditizio l'incarico di 95/26/CE articolo 5)
     cui all'àrticolo 51 della direttiva 78/660/CEE del Consiglio (2),
     all'articolo 37 della direttiva 83/349/CEE, all'articolo 31 della
     direttiva 85/611/CEE del Consiglio (3) o qualsiasi altro incarico
     ufficiale, abbia l'obbligo di segnalare tempestivamente alle
     autorità competenti fatti o decisioni riguardanti detto ente di cui
     essa sia venuta a conoscenza nell'esercizio dell'incarico sopra
     citato, tali da:
     -   costituire una violazione sostanziale delle disposizioni
         legislative, regolamentari o amministrative che stabiliscono le
         condizioni per l'autorizzazione o disciplinano in modo
         specifico l'esercizio dell'atti,ità degli enti creditizi,
         o
     -   pregiudicare la continuità della gestione dell'ente creditizio,
         ovvero
     -   comportare il rifiuto della certificazione dei bilanci o
         l'emissione di riserve~
b) lo stesso obbligo. incomba a questa stessa persona per quanto
     riguarda fatti e decisioni dì cui Yenga a conoscenza nell'ambito di
     un incarico quale quello di cui alla lettera a), esercitato pr~sso
     un'impresa che abbia stretti legami, derivanti da un legarne di
    controllo, con l'ente creditizio presso il quale detta persona svolge
     l'incarico sopra citato.
2. La comunicazione in buona fede alle autorità competenti, da parte
   delle persone abilitate ai sensi della direttiva 84/253/CEE, di fatti
   o decisioni di cui al paragrafo 1 non costituisce violazione di
   eventuali restrizioni alla comunicazione dì informazioni imposte
   in sede contrattuale o in forma di disposizioni legislative,
   regolamentari o amministrative, ed essa non comporta per tali
   persone responsabilità di alcun tipo.
                               Articolo 32
           Potere sanzionatorio delle autorità competenti
Ferme restando le procedure per la revoca delle autorizzazioni e le 89/646/CEE
disposizioni del diritto penale, gli Stati membri prevedono che le articolo 17
rispettive autorità competenti possano irrogare sanzioni nei confronti
degli enti creditizi, o dei dirigenti responsabili, che si sono resi
colpevoli di infrazioni alle disposizioni legislative, regolamentari o
amministrative in materia di controllo o di esercizio dell'attività, o
adottare a loro carico provvedimenti· la cui applicazione è diretta a
far cessare le infrazioni accertate o a rimuoverne le cause.
(1) GU n. L 126 del 12.5.1984, pag. 20.
(2) GU n. L 222 del 14.8.1978, pag. 11. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 94/8/CE (GU n. L 82 del 25.3.1994, pag.
33).
(3) GU n. L 375 del 31.12.1985, pag. 3. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 95/26/CE.
                                    47
 ---pagebreak---                               Articolo 33
                   Ricorso in sede giurisdizionale
Gli Stati membri stabiliscono che, contro le decisioni prese nei 77/780/CEE
riguardi di un ente creditizio in applicazione delle disposizioni articolo 13
legislative, regolamentari ed amministrative adottate conformemente
alla presente direttiva, sia possibile presentare ricorso in sede
giurisdizionale; ciò vale anche nel caso in cui non si decida, entro
sei mesi dalla sua presentazione, su una domanda di autorizzazione
contenente tutti gli elementi richiesti dalle disposizioni vigenti.
                                .Capo II
             Strumenti tecnici di vigilanza prudenziale
                                Sezione I
                              Fondi propri
                              Articolo 34
                           Principi generali
I. Ogniqualvolta uno Stato membro adotti mediante legge, 89/299/CEE
regolamento o atto amministrativo disposizioni, in applicazione della articolo 1, paragrafo 1
legislazione comunitaria sulla vigilanza prudenziale su enti creditizi (adattato)
in attività~ nella quale è utilizzata l'espressione «fondi propri» o si fa
riferimento a tale nozione, esso curerà che tale espressione e nozione
concordino con la definizione di cui ai successivi paragrafi 2, 3 e 4
del presente articolo ed agli articoli da 35 a 38.
2. Fatte salve le restrizioni di cui all'articolo 38, i fondi propri non 89/299/CEE
consolidati di un ente creditizio comprendono gli elementi seguenti: articolo 2, paragrafo 1
I) il capitale versato ai sensi dell'articolo 22 della direttiva
    86/635/CEE, nonché il sovrapprezzo di emissione escluse però le
    azioni privilegiate cumulative;
2) le riserve ai sensi dell'articolo 23 della direttiva 86/635/CEE,
    nonché gli utili portati a nuovo per destinazione del risultato
    finale d'esercizio. Gli Stati membri possono consentire che si
    tenga conto degli utili intermedi prima che sia stata adottata una
    decisione formale soltanto se sono stati verificati da persone
    incaricate del controllo dei conti e se sia stato provato in modo
    soddisfacente per le autorità competenti che il loro importo è
    stato valutato conformemente ai principi enunciati nella direttiva
    SG/635/CEE e che essi sono al netto di tutti gli oneri prevedibili e
    delle previsioni di dividendo;
                ,                  48
 ---pagebreak--- 3) il fondo per i rischi bancari generali ai sensi dell'articolo 38 della 89/299/CEE
    direttiva 86/635/CEE;                                                   articolo 2, paragrafo 1
                                                                            (adattato)
4) le riserve di rivalutazione ai sensi dell'articolo 33 della direttiva
    78/660/CEE;---
5) le rettifiche di valore ai sensi dell'articolo 37, paragrafo 2, della
    direttiva 86/635/CEE;
6) gli altri elementi ai sensi dell'articolo 35;
7) gli impegni dei membri degli enti creditizi a forma cooperativa e
    gli impegni solidali dei mutuatari di taluni enti organizzati sotto
    forma di fondi di cui all'articolo 36, paragrafo 1;
8) le azioni privilegiate cumulative a scadenza fissa, nonché
    prestiti subordinati di cui all'articolo 36, paragrafo 3.
Gli elementi seguenti vengono dedotti, conformemente all'articolo
38:
9)    le azioni proprie in portafoglio al valore di libro;
10) le attività immateriali di cui all'articolo 4, «attivo», punto 9,
      della direttiva 86/635/CEE;
11) i risultati negativi di rileyanza apprezzabile dell'esercizio in
      corso;
12) le partecipazioni in altri enti' creditizi e in enti finanziari
      d'importo superiore al 1O % del capitale di questi ultimi, i
      crediti subordinati e gli strumenti di cui all'articolo 35 detenuti
      dall'ente creditizio in enti creditizi e in enti finanziari in cui
      abbia una partecipazione di importo superiore al 1O % del loro
      capitale.
      In caso di possesso temporaneo di azioni di un altro ente
      creditizio o ente finanziario ai fini di un'operazione di
      assistenza finanziaria destinata al risanamento e al salvataggio
      di quest'ultimo, l'autorità competente può consentire deroghe
      alla presente disposizione;
13) le partecipazioni in altri enti creditizi ed in enti finanziari di
      importo fino al 1O % del capitale di questi ultimi, nonché i
      crediti subordinati e gli strumenti di cui all'articolo 35 detenuti
      dall'ente creditizio in enti creditizi e finanziari diversi da quelli
      di cui al punto 12) per l'importo totale di tali partecipazioni,
      crediti subordinati e strumenti che supera il 10 % dei fondi
      propri dell'ente creditizio, calcolati prima della deduzione
      degli elementi di cui al punto 12 e al presente punto.
                                   49
 ---pagebreak---  ---- Gli Stati membri possono stabilire che, per il calcolo eventuale 89/299/CEE
 dei fondi propri non consolidati, 1~ imprese madri sottoposte a articolo 2, paragrafo 1
vigilanza su base consolidata non siano tenute a dedurre le (adattato)
 partecipazioni in altri enti creditizi o istituti finanziari inclusi nel
 consolidamento. La presente disposizione si applica a tutte le norme
 prudenziali armonizzate da atti comunitari.
 J. La nozione di fondi propri definita nel paragrafo 2, punti da 1) a 89/299/CEE
 8), comprende un numero massimo di elementi e di importi. Ogni articolo 2, paragrafo 2
 Stato membro avrà la facoltà di decidere autonomamente se (adattato)
utilizzare detti elementi o se fissare valori massimi inferiori e di
detrarre elementi diversi da quelli elencati al paragrafo 2, punti da 9)
a 13). Tali Stati membri sono tuttavia tenuti a prevedere una
maggiore convergenza ai fini di una definizione comune dei fondi
propri.
A tal fine entro il 1° gennaio 1996, la Commissione presenta al
Parlamento europeo ed al Consiglio una relazione sull'applicazione
del presente articolo nonché degli articoli da 35 . a 39,
eventualmente corredata dalle proposte di modifica che essa ritiene
necessarie. Al più tardi il 1° gennaio 1998, il Parlamento europeo
ed il Consiglio, deliberando secondo la procedura di cui
all'articolo 189 B del trattato, previa consultazione del Comitato.
economico e sociale, rivedono la definizione dei fondi propri al fine
di applicare in modo uniforme una definizione comune.
4. Gli elementi elencati nel paragrafo 2, punti da I) a 5), devono 89/299/CEE
poter essere utilizzati senza restrizioni e senza indugi dall'ente articolo 2, paragrafo 3
creditizio per la copertura dei rischi o la partecipazione alle perdite            '.
nel momento in cui tali rischi o perdite si verificano. Il loro importo
è esentato da qualunque tributo prevedibile al momento in cui è
calcolato o deve essere adattato in conseguenza, nella misura in cui
tali tributi riducano l'importo fino a concorrenza del quale questi
elementi possono essere destinati alla copertura di rischi o perdite.
                             Articolo 35
                           Altri elementi
I. La nozione di fondi propri utilizzata da uno Stato membro può 89/299/CEE
comprendere altri elementi purché, indipendentemente dalla loro articolo 3
definizione legale o contabile, presentino le seguenti caratteristiche: (adattato)
a) siano a libera disposizione dell'ente creditizio per far fronte ai
     normali rischi dell'attività bancaria, quando le perdite o le
     minusvalenze non sono state ancora identificate;
b) la loro esistenza risulti dalla contabilità interna;
c) il loro importo sia fissato dalla direzione dell'ente creditizio,
    verificato da revisori indipendenti, comunicato alle autorità
    competenti e posto sotto la vigilanza di queste ultime. -------------
                                  50
 ---pagebreak---  2. Possono altresi essere considerati altri elementi le obbligazioni 89/299/CEE
 irredimibili e altri strumenti che rispondono ai requisiti sottoindicati: articolo 3
                                                                            (adattato)
 a) non possono essere rimborsati su iniziativa del portatore o senza il
     consenso preventivo dell'autorità competente;
 b) il contratto di emissione prevede la possibilità per l'ente creditizio
     di differire il pagamento di interessi sul debito;
 c) i crediti del mutuante nei confronti dell'ente creditizio debbono
     essere pienamente subordinati a quelli di tutti i creditori
     principali;
 d) i documenti che disciplinano l'emissione delle obbJigazioni
     debbono consentire l'uso del debito e degli interessi non pagati
     per far fronte alle perdite, mentre devono lasciare l'istituto di
     credito in grado di continuare l'attività;
e) si tiene conto solo degli importi effettivamente versati.
 Si aggiungono inoltre le azioni privilegiate cumulative diverse da
quelle previste all'articolo 34; paragrafo 2, punto 8).                                ,\
                                  Articolo 36
               Altre disposizioni relative ai fondi propri
 l. Gli obblighi dei membri degli enti creditizi a forma cooperativa di 89/299/CEE
cui all'articolo 34, paragrafo 2, punto 7), sono costituiti dai multipli di articolo 4
garanzia delle società cooperative, nonché dagli obblighi statutari dei (adattato)
membri delle stesse di effettuare versamenti supplementari a fondo
perduto in caso di perdite da parte dell'ente creditizio. In questo caso i
pagamenti debbono essere richiesti senza indugio.
Sono equiparati agli elementi che precedono gli obblighi in solido dei
mutuatari nel caso degli enti creditizi organizzati come fondi.
L'insieme di questi elementi può figurare nei fondi propri se essi sono
computati nei fondi propri degli enti creditizi di questo tipo
conformemente alla legislazione nazionale.
2. Gli Stati membri non possono includere nei fondi propri degli enti
creditizi di diritto pubblico le garanzie concesse da essi o dai loro enti
locali a tal i enti creditizi. --------------------------------------------
3. Gli Stati membri o le autorità competenti possono includere nei
fondi propri le azioni preferenziali cumulative a scadenza fissa
nonché i prestiti subordinati, di cui all'articolo 34, paragrafo 2, punto
8), qualora esistano accordi vincolanti in base ai quali, in caso di
fallimento o liquidazione dell'ente creditizio, tali prestiti abbiano un
rango inferiore rispetto ai crediti di tutti gli altri creditori e venga
rimborsato solo dopo che siano stati liquidati tutti i debiti in essere di
detto ente.
                                       51
 ---pagebreak---  I prestiti subordinati devono anche rispondere ai seguenti criteri:       89/299/CEE
                                                                           articolo 4
 a) si tiene conto solo dei fondi effettivamente versati;                  (adattato)
 b) i fondi devono avere una scadenza originaria non inferiore ai
     cinque anni, dopo i quali essi possono essere soggetti a rimborso;
      se la scadenza è indeterminata deve essere stabilito, per il loro
      rimborso, un preavviso di cinque anni, a meno che detti fondi non
      vengano più considerati come fondi propri o a meno che il previo
     accordo delle autorità competenti sia specificatamente richiesto
     per il loro rimborso anticipato. Le autorità competenti possono
     autorizzare il rimborso anticipato di tali fondi a condizione che la
     richiesta sia stata fatta su sollecitazione dell'emittente e che non
     venga intaccata la solvibilità dell'ente creditizio;
c) la loro capacità di essere considerati fondi propri è soggetta a
     graduale riduzione durante almeno cinque anni prima della data
     prevista per il rimborso;
d) il contratto di prestito non deve contemplare clausole che
     prevedano che, in determinati casi diversi dalla liquidazione
     dell'ente creditizio, il debito diventi rimborsabile prima della data
     convenuta per il rimborso.
                               Articolo 37
             Calcolo dei fondi propri su base consolidata
                                                                           89/299/CEE
 l. Quando il calcolo deve essere effettuato su base consolidata, gli      articolo 5 ~·
elementi enunciati all'articolo 34, paragrafo 2, sono presi in (adattato)
considerazione in base ai loro importi consolidati conformemente alle
norme fissate dagli articoli da 52 a 56. Inoltre possono essere
assimilati alle riserve consolidate, per il calcolo dei fondi propri,
seguenti elementi quando sono creditori («negativi»):
-    gli interessi dì minoranza ai sensi dell'articolo 21 della direttiva
     83/349/CEE, in caso dì utilizzazione del metodo dell'integrazione
     globale;
-    la differenza dì primo consolidamento ai sensi degli articoli 19, 30
     e 31 della direttiva 83/349/CEE;
     le differenze dì conversione incluse nelle riserve consolidate
     conformemente all'articolo 39, paragrafo 6, della direttiva
     86/635/CEE;
-    la differenza risultante dalla inclusione di talune partecipazioni
     conformemente al metodo di cui all'articolo 33 della direttiva
     83/349/CEE.
2. Allorché gli elementi che precedono sono debitori («positivi») essi
devono essere dedotti nel calcolo dei fondi propri consolidati.
                                     52
 ---pagebreak---                                Articolo 38
                       Detrazioni e limitazioni
  I. Gli elementi di cui all'articolo 34, paragrafo 2, ------- punti da 4) 189/299/CEE
 a 8), sono soggetti alle seguenti limitazioni:                             articolo 6, paragrafi 1 e 4
                                                                            (modifica risultante dalla
 a) il totale degli elementi di cui ai punti da 4) a 8) è limitato al 91/633/CEE articolo 1,
     massimo al 100 % degli elementi del punto 1) più gli elementi di paragrafo 1)
     cui ai punti 2) e 3) meno quelli indicati ai punti 9), 10) e 11);
 b) il totale degli elementi di cui ai punti 7) e 8) è limitato al
     massimo al 50 % degli elementi di cui al punto 1) più gli
     elementi di cui ai punti 2) e 3) meno quelli indicati ai punti 9),
      10) e 11);
 c) il totale degli elementi di cui ai punti 12) e 13) viene deqatto dal
     totale degli elementi.
 2. Le autorità competenti possono autorizzare gli enti creditizi a
 superare temporaneamente le limitazioni previste al paragrafo 1 in
 circostanze eccezionali.
                               Articolo 39
             Prova da portare alle autorità competenti
Il rispetto delle condizioni previste all'articolo 34, paragrafi 2, 3 e 89/299/CEE
4, ed agli articoli da 35 a 38 deve essere comprovato con articolo 7
soddisfazione delle autorità competenti.
                                Sezione 2
                       Coefficiente di solvibilità
                               Articolo 40
                           Principi generali
 1. Il coefficiente di solvibilità ------- è costituito dal rapporto tra i 89/647/CEE
fondi propri, definiti ai sensi dell'articolo 41, e le attività e le       articolo 3, paragrafi da 1 a 4
operazioni fuori bilancio ponderate in base al rischio conformemente       (modifica risultante dalla
all'articolo 42.                                                           92/30/CEE articolo 10,
                                                                           paragrafo 2, terzo trattino)
2. Il coefficiente di solvibilità degli enti creditizi che non sono né (adattato)
imprese madri ai sensi dell'articolo 1 della direttiva 83/349/CEE,
né imprese figlie di dette imprese, è calcolato su base individuale.
3. Il coefficiente di solvibilità degli enti creditizi che sono imprese
madri è calcolato su base consolidata conformemente ai metodi
definiti nella presente direttiva e nella direttiva------- 86/635/CEE.
4. Le autorità competenti responsabili dell'autorizzazione e della
vigilanza dell'impresa madre, che è un ente creditizio, possono
anche esigere il calcolo del coefficiente sottoconsolidato o non
consolidato di quest'ultima nonché di ogni impresa figlia che sia
stata da loro autorizzata e sottoposta alla loro vigilanza. Se tale
controllo della ripartizione adeguata del capitale all'interno del
gruppo bancario non viene effettuato, altre misure devono essere
adottate per raggiungere tale scopo.
                                   53
 ---pagebreak--- 5. Fatti salvi gli obblighi cui devono ottemperare gli enti creditizi ai 89/647/CEE
sensi dei paragrafi 2, 3 e 4 e dell'articolo 52, paragrafi 8 e 9, le articolo 3, paragrafi 7 e 8
autorità competenti provvedono a che i coefficienti siano calcolati ·(adattato)
non meno di due volte l'anno dallo stesso ente creditizio, che
comunicherà alle autorità competenti i risultati ottenuti nonché tutti
gli elementi di calcolo richiesti, ovvero dalle autorità competenti,
sulla base dei dati fomiti dagli enti creditizi.
6. Le attività e le operazioni fuori bilancio sono valutate· in
conformità della direttiva 86/635/CEE. ----
                               Articolo 41
                       Numeratore: fondi propri
I fondi propri come definiti dalla presente direttiva, costituiscono il 189/647 /CEE
numeratore del coefficiente di solvibilità.                              articolo 4
                              Articolo 42
 Denominatore: elementi dell'attivo e operazioni fuori bilancio
                      ponderati in base al rischio
I. Gradi di rischio di credito, espressi da ponderazioni percentuali, 89/647/CEE
sono attribuiti agli elementi dell'attivo secondo le disposizioni degli articolo 5
articoli 43 e 44 ed in via eccezionale degli articoli 45, 62 e 63. Il
valore di bilancio di ciascun elemento è quindi moltiplicato per la
ponderazione appropriata al fine di ottenere il valore ponderato in
base al rischio.
2. Nel caso delle operazioni fuori bilancio elencate nell'allegato Il, è
utilizzato un procedimento a due stadi, in conformità delle regole
riportate all'articolo 43, paragrafo 2.
3. Nel caso delle operazioni fuori bilancio connesse con i tassi di
interesse o di cambio, di cui all'articolo 43, paragrafo 3, il costo di
sostituzione potenziale dei contratti in caso di insolvenza della
controparte deve essere determinato secondo uno dei due metodi
descritti nell'allegato III. Questo costo è moltiplicato per la
ponderazione attribuita alla controparte all'articolo 43, paragrafo 1,
ad eccezione della ponderazione del I 00 % ivi prevista che è ridotta
al 50 % per fornire valori più rispondenti al rischio.
4. La somma dei valori ponderati degli elementi dell'attivo e delle
operazioni fuori bilancio, indicati ai paragrafi 2 e 3, costituisce il
denominatore del coefficiente di solvibilità.
                                   54
 ---pagebreak---                               Articolo 43
                       Ponderazione dei rischi
1. Alle voci dell'attivo di seguito indicate si applicano le ponderazioni seguenti, ma le 89/647/CEE
autorità competenti possono stabilire, quando lo ritengano appropriato, ponderazioni più articolo 6
elevate.
a) Ponderazione O
    I) cassa e valori assimilati;
    2) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di governi centrali e di
        banche centrali della zona A;
    3) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti delle Comunità europee;
   4) voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita garanzia di governi 89/647/CEE articolo 6
       centrali e di banche centrali della zona A o delle Comunità europee;                   (modifica risultante dalla
                                                                                              95/15/CE articolo 2)
   5) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di governi centrali e di 89/647/CEE
       banche centrali della zona B, espressi nella moneta nazionale dei debitori e articolo 6
       finanziati con raccolta nella stessa valuta;                                           (adattato)
   6) voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita garanzia di governi
       centrali e di banche centrali della zona B, espressi nella comune valuta nazionale
       del garante e del debitore e finanziati con raccolta nella stessa.valuta;
   7) voci dell'attivo garantite, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità
       competenti, da valori emessi 'dalle 'amministrazioni centrali o dalle banche centrali
       della zona A o dalle Comunità europee, o da depositi in contanti presso l'ente che
       concede il prestito o da certificati di deposito o strumenti analoghi emessi dallo
       stesso ente e depositati presso quest'ultimo.
b) Ponderazione 20 %
   I) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti della Banca europea per gli
       investimenti (BEI);
   2) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di ba~che multilaterali di
       sviluppo;
   3) voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita garanzia della BEI;
   4) voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita garanzia di banche
       multilaterali di sviluppo;
   5) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di amministrazioni regionali
       e di autorità locali della zona A, salve restando le disposizioni dell'articolo 44;
   6) voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita garanzia di
       amministrazioni regionali e di autorità locali della zona A, salve restando le
       disposizioni dell'articolo 44;
   7) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di enti creditizi della zona A
       e non costituiscono fondi propri di detti enti;--------------
                                   55
 ---pagebreak---    8) voci dell'attivo che rappresentano crediti di durata non 89/647/CEE
       superiore ad un anno nei confronti di enti creditizi della zona articolo 6
       B, ad eccezione dei titoli emessi da detti enti e riconosciuti
       come componenti dei fondi propri;
   9) voci dell'attivo assistite da esplicita garanzia di enti creditizi
       della zona A;               ·
   lO)voci dell'attivo che rappresentano crediti di durata, non
       superiore ad un anno assistiti da garanzia esplicita di enti
       creditizi della zona B;
   l l)voci dell'attivo garantite, secondo modalità ritenute
       soddisfacenti dalle autorità competenti, da una garanzia
       collaterale sotto forma di valori emessi dalla BEI o da banche
       multilaterali di sviluppo;
   12)valori all'incasso.
e) Ponderazione 50 %
   I) prestiti totalmente garantiti, secondo modalità ritenute
       soddisfacenti dalle autorità competenti, da ipoteche su
       proprietà immobiliari di tipo residenziale che sono o saranno
       occupate o date in locazione dal · mutuatario e prestiti
       totalmente garantiti, secondo modalità ritenute soddisfacenti [modifica risultante dalla 95/1/CE,
       dalle autorità competenti. da quote di partecipazione in Euratom, CECA
       imprese finlandesi di edilizia residenziale che operano in base allegato I, punto Xl. B. III. 2 a)]
       alla legge finlandese relativa alle imprese di edilizia abitativa
       del 1991 o ad una successiva legislazione equivalente.
       concessi su proprietà che sono o saranno occupate o affittate
       dal mutuatario:
   2) ratei e risconti: queste voci dell'attivo sono soggette alla
       ponderazione della controparte qualora l'ente creditizio sia in
       grado di determinarla confonnemente alla direttiva
       86/635/CEE, altrimenti, qualora non possa determinare la
       controparte, si applica una ponderazione forfettaria del 50 %.
                                  56
 ---pagebreak--- d) Ponderazione I 00 %                                                      89/647/CEE
                                                                            articolo 6
     I) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di
        governi centrali e di banche centrali della zona B, salvo quelli
        espressi nella valuta nazionale dei debitori e finanziati con
        provviste nella stessa valuta;
    2) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di
        govémi regionali e di amministrazioni locali della zona B;
     3) voci dell'attivo che rappresentano crediti di durata superiore a
        un anno nei confronti di enti creditizi della zona B;
    4) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti del
        settore non bancario della zona A e della zona B;
     5) attività materiali ai sensi dell'articolo 4, «attivo», punto I O,
        della direttiva 86/635/CEE;
    6) azioni in portafoglio, partecipazioni e altri elementi costitutivi
        dei fondi propri di altri enti creditizi, qualora non siano dedotti
        dai fondi propri dell'ente concedente;
     7) ogni altro attivo non dedotto dai fondi propri.
2. Le operazioni fuori bilancio diverse da quelle di cui al paragrafo 3
sono trattate nel modo seguente. In una prima fase, sono classificate
in base alle categorie di rischio che figurano nell'allegato II. Si
considerano poi per l'intero ammontare le operazioni a rischio pieno,
per il 50 % le operazioni a rischio medio e per il 20 % quelle a rischio
medio/basso; il valore delle operazfoni à rischio basso è posto uguale
a O. Nella seconda fase, i valori così modificati delle operazioni fuori
bilancio sono moltiplicati per le ponderazioni previste in funzione
della natura della controparte, conformemente al procedimento
indicato per le voci dell'attivo di cui al paragrafo I e all'articolo 44.
Nel caso di contratti di riporto, di altre cessioni con patto di riacquisto
a termine e di impegni di acquisto a termine secco, le ponderazioni
attribu:te sono quelle degli attivi oggetto del contratto e non quelle
delle controparti delle transazioni.
                                   57
 ---pagebreak---   3. Le metodologie descritte nell'allegato III.devono essere applicate      89/647/CEE
  ai rischi connessi alle operazioni su tassi di interesse e di cambio di articolo 6
  cui all'allegato IV.
  4. Quando le operazioni fuori bilancio sono assistite da garanzie
  esplicite, esse devono essere ponderate in base al garante e non alla
  controparte del contratto. Quando l'esposizione potenziale derivante
  dalle transazioni fuori bilancio è totalmente garantita, secondo
  modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti, da una delle
  voci dell'attivo riconosciute come garanzie al punto 7) del paragrafo
  I, lettera a), e al punto 11) della lettera b), si applica la ponderazione
  dello Q % o del 20 % in base alla natura della garanzia in questione.
  5. Se alle voci dell'attivo e alle operazioni fuori bilancio è attribuita
  una ponderazione più bassa per l'esistenza di una garanzia esplicita o
  accettabile dalle autorità competenti, la ponderazione più bassa si
  applica soltanto alla parte che è garantita o che è integralmente
  coperta dai valori in garanzia.
                                Articolo 44
    Ponderazione dei crediti nei confronti delle amministrazioni
                   regionali o locali degli S.tati membri
  1. Fenne restando le disposizioni dell'articolo 43, paragrafo 1, lettera 89/647/CEE
  b), g~i Stati membri hanno la facoltà di attribuire una ponderazione articolo 7
  dello O % per le loro amministrazioni regionali e locali se non esiste
  alcuna differenza nel rischio tra crediti nei confronti di queste ultime
  e crediti nei confronti delle amministrazioni centrali a motivo dei
  poteri fiscali delle amministrazioni regionali e delle autorità locali
  così come dell'esistenza di specifiche disposizioni istituzionali volte a
  ridurre le possibilità di inadempienza di queste ultime. Una
  ponderazione dello O % fissata confonnemente a detti criteri si
  applica ai crediti nei confronti delle amministrazioni regionali e delle
  autorità locali e alle operazioni fuori bilancio di pertinenza di queste
  amministrazioni, nonché ai crediti nei confronti di terzi e alle
  operazioni fuori bilancio di pertinenza di terzi e garantiti dalle
· amministrazioni regionali e dalle autorità locali di cui sopra.
  2. Gli Stati membri notificano alla Commissione la ponderazione
  dello O % che considerino giustificata confonnemente ai criteri fissati
  al paragrafo 1. La Commissione diffonde le infonnazioni ricevute e
  altri Stati membri possono offrire agli enti creditizi, sotto il controllo
  delle loro autorità competenti, la possibilità di applicare una
  ponderazione dello O % quando effettuino operazioni con le
  amministrazioni regionali e le autorità locali in questione o detengano
  crediti garantiti da queste amministrazioni o autorità.
                                      58
 ---pagebreak---                                Articolo 45
                          Altre ponderazioni
 1. Gli Stati membri possono applicare una ponderazione del 20 % 89/64 7/CEE
 alle voci dell'attivo garantite, secondo modalità ritenute soddisfacenti articolo 8
 dalle autorità competenti, da valori emessi dalle amministrazioni (adattato)
 regionali o autorità locali della zona A, da depositi domiciliati presso
 enti creditizi della zona A diversi dall'istituto finanziatore o da
 certificati di deposito o strumenti analoghi emessi da detti enti
 creditizi.
 2. Gli Stati membri possono applicare una ponderazione del 10 % ai
 crediti sugli enti specializzati nei mercati interbancari e del debito
 pubblico nello Stato membro d'origine, sottoposti a stretta vigilanza
 dalle autorità competenti, qualora le suddette voci dell'attivo siano
 integralmente e totalmente garantite, secondo modalità ritenute
 soddisfacenti dalle autorità competenti dello - Stato membro di
 origine, da una combinazione di voci delrattivo di cui all'articolo 43,
 paragrafo 1, lettere a) e b), riconosciute quali garanzie adeguate.
 3. Gli Stati membri notificano alla Commissione le disposizioni
adottate in applicazione dei paragrafi 1 e 2 e le motivazioni che
giustificano tali disposizioni. La Commissione trasmette le                         \
informazioni agli Stati membri. La Commissione riesamina
periodicamente le conseguenze di tali disposizioni per assicurarsi
che queste non comportino distorsioni di concorrenza.----
                               Articolo 46
    Organismi amministrativi e imprese senza scopo di lucro
Ai fini dell'articolo 43, paragrafo 1, lettera b), le autorità competenti 89/647/CEE
degli Stati membri possono includere nel concetto di articolo 2, paragrafo 2
«amministrazione regionale» e di «autorità locale» gli organismi (adattato)
amministrativi senza scopo di lucro responsabili nei confronti delle
amministrazioni regionali o delle aµtorità locali, e le imprese senza
scopo di lucro che appartengono alle amministrazioni centrali, alle
amministrazioni regionali e alle autorità locali o agli organismi che,
a giudizio delle autorità competenti, comportano un rischio
equivalente a quello delle amministrazioni regionali e delle autorità
locali.
                               Articolo 47
                 Valore del coefficiente di solvibilità
1. ----- Gli enti creditizi devono mantenere costantemente a un 89/647/CEE
livello pari almeno all'8 %, il valore del coefficiente, definito articolo 10
all'articolo 40.                                                          (adattato)
2. Ferma restando la disposizione di cui al paragrafo 1, le autorità
competenti possono fissare coefficienti minimi più elevati qualora lo
ritengano opportuno.
                                    59
 ---pagebreak---  3. Qualora il coefficiente scenda al di sotto dell'8 %, le autorità 89/647/CEE
 competenti prowedono affinché gli enti creditizi interessati adottino articolo 10
 al più presto misure appropriate per riportare il coefficiente al valore (adattato)
 minimo stabilito.
                                 Sezione 3
                                Grandi fidi
                                Articolo 48
                          Notifica dei grandi fidi
 I. L'esposizione di un ente creditizio verso un cliente o un gruppo di 92/121/CEE
 clienti collegati è considerato un grande fido quando il suo valore è articolo 3
.pari o superiore al 10 % dei fondi propri dell'ente creditizio.
 2. L'ente creditizio notifica alle autorità competenti i grandi fidi ai
 sensi del paragrafo 1. Gli Stati membri prevedono che la notifica
 venga effettuata a loro scelta secondo una delle due modalità
 seguenti:
 -   notifica di tutti i grandi fidi almeno una volta all'anno con
     l'obbligo di comunicare nel corso dell'anno tutti i nuovi grandi
     fidi ed ogni aumento dei grandi fidi pari o superiore al 20 %
     rispetto all'ultima comunicazione;
 -   notifica di tutti i grandi fidi almeno quattro volte all'anno.
 3. Possono tuttavia essere dispensati dall'obbligo della notifica ai
 sensi del paragrafo 2 i fidi essentati in virtù dell'articolo 49,                   ~ .
 paragrafo 7, lettere a), b), c), d), f), g) e h). La notifica pr~vista al
 paragrafo 2, secondo trattino, può avvenire due volte all'anno per i
 fidi di cui all'articolo 49, paragrafo 7, lettere e) e da i) a s) e
 paragrafi 8, 9 e 10.
 4. Le autorità competenti prescrivono che ogni ente creditizio abbia
 sane procedure amministrative e contabili e adeguati meècanismi di
 controllo interno per l'individuazione e la contabilizzazione di tutti i
 grandi fidi e per le loro successh·e modifiche, conformemente alle
 definizioni ed ai requisiti della presente direttiva, nonché per la
 vigilanza su dètti grandi fidi in relazione alla politica degli enti
 creditizi in materia di fidi.
 L'ente creditizio che si awalga del disposto del paragrafo 3 conserva
 la documentazione relativa alle motivazioni addotte per un periodo
 di un anno a decorrere dal fatto generatore dell'esenzione, onde
 permettere alle autorità competenti di verificarne la fondatezza.
                                     60
 ---pagebreak---                               Articolo 49
                        Limiti dei grandi fidi
 I. Un ente creditizio non può concedere ad un singolo cliente o a un 92/121/CEE
gruppo di clienti collegati fidi il cui valore superi il 25 % dei fondi articolo 4
propri dell'ente creditizio stesso.                                       (adattato)
2. II limite percentuale di cui al paragrafo 1 è ridotto al 20 % quando
il cliente o il gruppo di clienti collegati è l'impresa madre o l'impresa
figlia dell'ente creditizio e/o una o più imprese figlie dell'impresa
madre. Tuttavia gli Stati membri possono non subordinare i fidi
concessi a questi clienti al limite del 20 % se prevedono un controllo
speciale dei fidi in questione grazie ad altre misure o procedure. Essi
informano la Commissione e il comitato consultivo bancario del
tenore di tali misure o procedure.
3. Un ente creditizio non può concedere grandi fidi per un valore
cumulativo che superi 1'800 % dei fondi ·propri dell'ente creditizio
stesso.
4. Gli Stati membri possono prevedere limiti più restrittivi di quelli
previsti ai paragrafi 1, 2 e 3.
5. Per quanto riguarda i fidi concessi, un ente creditizio deve
rispettare costantemente i limiti di cui ai paragrafi 1, 2, e 3. Se
tuttavia, in casi eccezionali, i fidi concessi superano il limite
previsto, si deve procedere ad immediata notifica alle autorità
competenti che possono, qualora le circostanze lo giustifichino,
fissare un termine determinato entro cui l'ente creditizio deve
conformarsi ai limiti summenzionati.
6. Gli Stati membri possono esentare, in tutto o in parte,
dall'applicazione dei paragrafi 1, 2 e 3 i fidi concessi da un ente
creditizio alla sua impresa madre, alle altre imprese figlie
dell'impresa e alle proprie imprese figlie, purché tali imprese siano
comprese nella vigilanza su base consolidata cui è soggetto il
medesimo ènte creditizio, conformemente alla presente direttiva o
a norme equivalenti vigenti in un paese terzo.
7. Gli Stati membri possono esentare in tutto o in parte
dall'applicazione dei paragrafi 1, 2 e 3 i fidi seguenti:
a) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di
    amministrazioni centrali o di banche centrali della zona A~
b) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti delle
    Comunità europee~
c) voci dell'attivo che rappresentano crediti assistiti da esplicita
    garanzia di amministrazioni centrali o di banche centrali della
    zona A o delle Comunità europee~
d) altri fidi concessi ad amministrazioni centrali o banche centrali
    della zona A ovvero da questi garantiti o altri fidi concessi alle
    Comunità europee o da queste garantiti~
                                   61
 ---pagebreak--- e) voci dell'attivo che rappresentano crediti ed altri fidi nei confronti 92/121/CEE
   di amministrazioni centrali o di banche centrali della zona B, articolo 4
   denominati o, se del caso, finanziati con raccolta nella valuta (adattato)
   nazionale del debitore;
f) voci dell'attivo ed altri fidi garantiti, secondo modalità ritenute
   soddisfacenti dalle autorità competenti, da pegno su valori
   mobiliari emessi dalle amministrazioni centrali o dalle banche
   centrali della zona A, dalle Comunità europee o daJle
   amministrazioni regionali o locali degli Stati membri per le quali
   è applicabile una ponderazione dello O % in materia di solvibilità
   confonnemente all'articolo 44;
g) voci dell'attivo ed altri fidi garantiti, secondo modalità ritenute
   soddisfacenti· dalle autorità competenti, da pegno su contanti
   presso l'ente che concede il prestito o presso l'ente creditizio che è
   l'impresa madre o un'impresa figlia di quest'ultimo;
h) voci dell'attivo ed altri fidi garantiti, secondo modalità ritenute
   soddisfacenti dalle autorità competenti, da pegno su valori
   mobiliari rappresentativi di depositi emessi dall'ente che concede
   il prestito, o da un ente creditizio che sia l'impresa madre o
   un'impresa figlia di quest'ultimo e depositati presso uno qualsiasi
   di questi enti;
i) voci dell'attivo che rappresentano crediti e altri fidi nei confronti
   di enti creditizi, di durata pari o inferiore ad un anno, e che non
   sono fondi propri di detti enti; ---------
j) voci dell'attivo che rappresentano crediti ed altri fidi, di durata
   pari o inferiore ad un anno, garantiti in confonnità dell'articolo
   45, paragrafo 2, -------- nei confronti di enti che non sono enti
   creditizi ma soddisfano le condizioni di cui al paragrafo precitato;
k) effetti commerciali e altri effetti analoghi, di durata pari o
   inferiore all'anno, recanti la finna di un altro ente creditizio;
l) obbligazioni definite all'articolo 22, paragrafo 4, della direttiva
   85/611 /CEE;
m) fino a successivo coordinamento, le partecipazione in compagnie
   di assicurazione di cui all'articolo 51, paragrafo 3, ------------ fino
   ad un massimo del 40 % dei fondi propri dell'ente creditizio che
   assume la partecipazione;
n) voci dell'attivo che rappresentano crediti nei confronti di enti
   creditizi regionali o centrali ai quali l'ente creditizio che concede
   il prestito è associato nell'ambito di una rete in virtù di
   disposizioni legali o clausole statutarie e ai quali spetta, in
   applicazione      delle   disposizioni     citate,    procedere     alla
   compensazione delle attività liquide entro la rete medesima;
                                   62
 ---pagebreak--- o) fidi garantiti, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità 92/12ùCEE
   competenti, da pegno su valori mobiliari diversi da quelli di cui alla articolo 4
    lettera f), a condizione che i valori mobiliari non siano emessi né (adattato)
   dall'ente creditizio stesso o dalla sua impresa madre o da una delle
    loro imprese figlie, né dal cliente o gruppo di clienti collegati in
   questione. I valori mobiliari fomiti come pegno devono essere
    valutati al prezzo di mercato, offrire un margine di garanzia rispetto
   ai fidi garantiti, essere quotati in borsa o essere effettivamente
    negoziabili e regolarmente quotati su un mercato che funzioni
   tramite operatori professionali riconosciuti e che assicuri, con
   modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti dello Stato
   membro d'origine dell'ente creditizio, la possibilità di determinare
    un prezzo oggettivo tale da consentire in ogni momento la verifica
   del margine di garanzia di tali valori mobiliari. Il margine di
   garanzia prescritto è pari al 100 %; è tuttavia pari al 150 % nel caso
   di azioni e al 50 % nel caso di obbligazioni emesse da enti creditizi,
   da amministrazioni regionali o locali degli Stati membri diverse da
   quelle di cui all'articolo 44 e nel caso di obbligazioni emesse dalla
   Banca europea per gli investimenti è dalle banche multilaterali di
   sviluppo --------. I valori mobiliari dati in pegno non possono
   costituire fondi propri degli enti creditizi; -----------
p) prestiti garantiti. secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle
   autorità competenti. da ipoteca su un alloggio o da quote di            [modifica risultante dalla 95/1/CE,
   partecipazione in imprese finlandesi di edilizia residenziale che       Euratom, CECA
   operano in base alla legge finlandese relativa alle imprese di          allegato I, punto XI. B. III. 3 a)]
   edilizia abitativa del 1991 o ad una successiva legislazione            (adattato)
   equivalente e operazioni di leasing in virtù delle guaii il locatore
   mantiene la piena proprietà dell'abitazione locata fintanto che il
   locatario non si sia avvalso della sua opzione d'acquisto. in tutti i
   casi fino al 50 % del valore dell'alloggio in questione. Il valore
   dell'alloggio è calcolato secondo modalità ritenute soddisfacenti
   dalle autorità competenti in base a parametri rigorosi di valutazione
   stabiliti     con    disposizioni     legislative,    regolamentari   o
   amministrative. La stima è effettuata almeno una volta all'anno. Ai
   fini della presente lettera, si deve intendere per alloggio un
   alloggio occupato o dato in locazione dal debitore;
q) 50 % delle voci fuori bilancio a rischio medio/basso menzionate
   nell'allegato II;
r) previo accordo delle autorità competenti, le garanzie diverse dalle
   garanzie su crediti distribuiti fondate su una legge o un regolamento
   e fomite ai clienti soci di società di mutua garanzia con statuto di
   enti creditizi ------, fatta salva una ponderazione del 20 % del loro
   importo.
   Gli Stati membri infonnano la Commissione dell'uso fatto di questa
   facoltà in modo da garantire che essa non induca distorsioni della
   concorrenza. -----------Al più tardi il 21 dicembre 1997, la
   Commissione presenta al Consiglio una relazione corredata, se
   necessario, da proposte adeguate;
s) le voci fuori bilancio con basso rischio menzionate all'allegato II ---
   -----, purché sia stato concluso con il cliente o con un gruppo (ii
   clienti collegati un accordo in virtù del quale il rischio può essere
   assunto soltanto a condizione che sia stato verificato che non
   vengano superati i limiti applicabili in conformità ai paragrafi I, 2 e
   3.
                                    63
 ---pagebreak--- 8. Ai fini dell'applicazione dei paragrafi I, 2 e 3 gli Stati membri 92/121/CEE
possono applicare una ponderazione del 20 % alle voci dell'attivo che articolo 4
rappresentano crediti nei confronti di amministrazioni regionali e (adattato)
locali degli Stati membri, nonché agli altri fidi nei confronti delle
medesime o da esse garantiti; nell'osservanza delle condizioni
previste dall'articolo 44 gli Stati membri possono tuttavia applicare
una ponderazione dello O%.
9. Per le finalità di cui ai paragrafi I, 2 e 3 gli Stati membri possono
applicare una ponderazione del 20 % alle voci dell'attivo che
rappresentano crediti e altri fidi nei confronti di enti creditizi di
durata superiore ad un anno, ma inferiore o pari a tre, e una
ponderazione del 50 % alle voci dell'attivo che rappresentano crediti
nei confronti di enti creditizi, di durata superiore a tre anni, a
condizione che tali crediti siano rappresentati da strumenti di debito
emessi da un ente creditizio e sempre che detti titoli di debito, a
giudizio delle autorità competenti, siano effettivamente negoziabili in
un mercato costituito da operatori professionali e siano soggetti a
quotazione giornaliera su tale mercato, o la loro emissione sia stata
autorizzata dalle autorità competenti dello Stato membro d'origine
dell'ente creditizio emittente. In tutti i casi queste voci non possono
rappres..entare fondi propri. -------- -
10. In deroga alle disposizioni del paragrafo 7, lettera i), e del
paragrafo 9, gli Stati membri possono attribuire una ponderazione del
20 % alle voci dell'attivo che rappresentano crediti e altri fidi nei
confronti di enti creditizi, indipendentemente dalla loro durata.
1I. Quando un fido concesso a un cliente è garantito da un terzo o da
un pegno sotto forma di valori emessi da un terzo alle condizioni
definite al paragrafo 7, lettera o), gli Stati membri possono:
-   considerare il fido come concesso a tale terzo e non al cliente, se
    il fido è garantito direttamente e incondizionatamente da tale
    terzo, secondo modalità ritenute soddisfacenti dalle autorità
    competenti;
-   considerare il fido come concesso a tale terzo e non al cliente, se
    il fido definito al paragrafo 7, lettera o), è garantito da un pegno
    alle condizioni ivi menzionate.
12. Al più tardi il 1° gennaio 1999, il Consiglio sulla base di una
relazione della Commissione esamina il trattamento dei fidi
inte/0ancari di cui al paragrafo 7, lettera i), e ai paragrafi 9 e 1O. Il
Consiglio decide le eventuali modifiche da apportare, su proposta
della Commissione, a detto trattamento.
                                    64
 ---pagebreak---                                 Articolo 50                         •,
    Vigilanza dei grandi fidi su base consolidata e su base non
                                consolidata
 I. Se l'ente creditizio non è né un'impresa madre né un'impresa figlia, 92/121/CEE
l'osservanza degli obblighi stabiliti dagli articoli 48 e 49 o da articolo 5, paragrafi da 1 a 3
qualsiasi altra disposizione comunitaria applicabile a questo settore
forma oggetto di vigilanza su base non consolidata.
2. Negli altri ,casi il rispetto degli obblighi stabiliti dagli articoli 48 e
49 o da qualsiasi altra disposizione comunitaria applicabile a questo
settore è esercitato su base consolidata, in conformità agli articoli
da 52_.a 56
3. Per quanto riguarda il rispetto degli obblighi stabiliti dagli articoli
48 e 49 o da qualsiasi altra disposizione comunitaria applicabile a
questo settore, gli Stati membri possono rinunciare alla vigilanza su
base individuale o parzialmente consolidata nei confronti di un ente
creditizio che, in quanto impresa madre, è soggetto alla vigilanza su
base consolidata, e nei confronti di qualsiasi impresa figlia di detto
ente che sia soggetta alla loro autorizzazione e vigilanza e sia
compresa nella vigilanza su base consolidata.
Essi possono anche rinunciare alla vigilanza qualora l'impresa madre
sia una società di partecipazione finanziaria stabilita nello stesso
Stato membro dell'ente creditizio, sempre che detta società sia
soggetta alla medesima vigilanza esercitata sugli enti creditizi.
Nei casi previsti al primo e secondo comma, devono essere prese
misure per garantire una suddivisiòne adeguata dei rischi nell'ambito
del gruppo.
                                    65
 ---pagebreak---                                  Sezione 4
      Partecipazioni qualificate al di fuori del campo finanziario
                                Articolo 51
       Limiti delle partecipazioni qualificate non finanziarie
 1. Agli enti creditizi è fatto divieto di detenere una partecipazione 89/646/CEE
 qualificata il cui importo superi il 15 % dei fondi propri in articolo 12, paragrafi da 1 a 5
 un'impresa che non sia né un ente creditizio, né un ente finanziario,
 né un'impresa la cui attività è menzionata nell'articolo 43, paragrafo
 2, lettera f), della direttiva 86/63 5/CEE.
 2. L'importo totale delle partecipazioni qualificate in imprese diverse
 dagli enti creditizi, dagli enti finanziari o dalle imprese la cui attività
 è menzionata all'articolo 43, paragrafo 2, lettera f) della direttiva
 86/635/CEE non può essere superiore al 60 % dei fondi propri
 dell'ente creditizio.
 3. Gli Stati membri hanno facoltà di non applicare alle
partecipazioni nelle compagnie di assicurazione, ai sensi della
direttiva 73/239/CEE<1> e della direttiva 79/267/CEE<2> , i limiti di
cui ai paragrafi 1 e 2.
4. Le azioni o quote detenute in via temporanea, a causa di
un'operazione di sostegno finanziario in vista del risanamento o del
salvataggio di un'impresa o a causa della sottoscrizione di
un'emissione di titoli durante la normale durata di tale sottoscrizione
o in nome proprio ma per conto terzi, non sono comprese nelle
partecipazioni qualificate ai fini del calcolo dei limiti fissati dai
paragrafi 1 e 2. Le azioni o quote non aventi il carattere
d'immobilizzi finanziari ai sensi dell'articolo 35, paragrafo-2, della
direttiva 86/635/CEE non sono incluse.
5. I limiti fissati nei paragrafi 1 e 2 possono essere superati soltanto
in presenza di circostanze eccezionali. Tuttavia, in tal caso, le
autorità competenti esigono che l'ente creditizio aumenti i fondi
propri o adotti altre misure di effetto equiv~lente.
0
   > GU n. L 228 del 16.8.1973, pag. 3. Direttiva modificata da
ultimo dalla direttiva 95/26/CE.
 2
< > GU n. L 63 del 13.3.1979, pag. 1. Direttiva modificata da
ultimo dalla direttiva 95/26/CE.
                                    66
 ---pagebreak--- 6. Gli Stati membri possono preve<;iere che le autorità competenti 89/646/CEE
 non applichino i limiti fissati nei paragrafi I e 2 se prevedono che le articolo 12, paragrafo 8
eccedenze di partecipazione qualificata rispetto a detti limiti debbano
essere coperte al I 00 % da fondi propri e che questi ultimi non
 rientrino nel calcolo del coefficiente di solvibilità. Se esistono
 eccedenze rispetto ai limiti fissati ai paragrafi I e 2', l'importo da
coprire con fondi propri sarà l'eccedenza di importo più elevato.
                               Capom
                    Vigilanza su base consolidata
                             Articolo 52
          Vigilanza su base consolidata degli enti creditizi
 1. Ogni ente creditizio che ha come impresa figlia un ente creditizio 92/30/CEE
o un ente finanziario o che detiene una partecipazione in detti enti è articolo 3, paragrafi da 1 a 7
sottoposto a vigilanza, nella misura e secondo le modalità stabilite (adattato)
all'articolo 54, sulla base della propria . situazione finanziaria
consolidata. Detta vigilanza si effettua almeno nei casi contemplati
nei paragrafi 5 e 6.
2. Ogni ente creditizio, la cm impresa madre è una società di                       l.
partecipazione finanziaria, è sottoposto, nella misura e secondo le
modalità stabilite all'articolo 54, ad una vigilanza sulla base della
situazione finanziaria consolidata della società di partecipazione
finanziaria. Detta vigilanza si effettua almeno nei casi contemplati
nei paragrafi 5 e 6. Il consolidamento della situazione finanziaria
della società di partecipazione finanziaria non implica in alcun modo
che le autorità competenti siano tenute ad esercitare una funzione di
vigilanza sulla società di partecipazione finanziaria individualmente
considerata.
3. Gli Stati membri o le autorità competenti preposte alla vigilanza
su base consolidata in applicazione dell'articolo 53 possono
rinunciare, in casi individuali, ad includere nel consolidamento un
ente creditizio, un ente finanziario o un'impresa di servizi bancari
ausiliari, che è un'impresa figlia o in cui è detenuta una
partecipazione:
-   se l'impresa da includere è situata in un paese terzo ove esistono
    ostacoli di natura giuridica al trasferimento delle informazioni
    necessarie;
-   se l'impresa da includere nel consolidamento presenta, secondo le
    autorità competenti, un interesse trascur~bile rispetto allo scopo
    della vigilanza degli enti creditizi e, in ogni caso, se il totale del
    bilancio dell'impresa da includere è inferiore al più basso dei
    due importi seguenti: 10 milioni di ecu oppure I % del totale del
    bilancio dell'impresa madre o dell'impresa che detiene la
    partecipazione; più imprese che soddisfino i criteri sopra
    enunciati devono nondimeno essere incluse nel consolidamento
    qualora presentino globalmente un interesse non trascurabile
    rispetto allo scopo sopra descritto;
                                  67
 ---pagebreak---      oppure                                                                  92/30/CEE
                                                                             articolo 3, paragrafi da 1 a 7
- se, a giudizio delle autorità co_mpetenti preposte all'esercizio della (adattato)
     vigilanza su base consolidata, il consolidamento della situazione
     finanziaria dell'impresa da includere sarebbe inopportuno o
     fuorviante sotto il profilo degli obiettivi della vigilanza degli enti
     creditizi.
4. Se le autorità competenti di uno Stato membro non includono un
ente creditizio, che è una impresa figlia, ne~la vigilanza su una base
consolidata in applicazione di uno dei casi previsti nel paragrafo 3,
secondo e terzo trattino, le a'utorità competenti dello Stato membro in
cui ha sede questo ente creditizio (impresa figlia) possono chiedere
all'impresa madre le informazioni che possono facilitare l'esercizio
della vigilanza del suddetto ente creditizio.
5. La vigilanza sulla solvibilità, sull'adeguatezza dei fondi propri ai
rischi di mercato e il controllo dei grandi fidi, ------- vengono
esercitati su base consolidata conformemente al presente articolo ed
agli articoli da 53 a 56. Gli Stati membri adottano ---- i
provvedimenti, [se del caso], necessari per l'inclusione delle società
di partecipazione finanziaria nella vigilanza su una base consolidata,
conformemente al paragrafo 2.
Il rispetto dei limiti di cui all'articolo 51, paragrafi 1 e 2, ------ forma
oggetto di vigilanza e controllo in base alla situazione finanziaria
consolidata o subconsolidata dell'ente creditizio.
6. Le autorità competenti prescrivono, nel complesso delle imprese
incluse nella sfera di vigilanza su una base consolidata cm e
soggetto un ente creditizio in applicazione dei paragrafi" I e 2,
l'istituzione di adeguati procedimenti di controllo interno per la
produzione di informazioni utili per l'esercizio della vigilanza su una
base consolidata.
7. Fatte salve disposizioni specifiche contenute in altre direttive, gli
Stati membri possono non applicare su una base subconsolidata o
individuale le norme del paragrafo 5 agli enti creditizi che, in qualità
di imprese madri, sono sottoposti ad una vigilanza su una base
consolidata, nonché a ogni impresa figlia di tali enti creditizi che
dipende dalla loro autorizzazione e vigilanza ed è inclusa nella
vigilanza su una base consolidata dell'ente creditizio che è l'impresa
madre. La stessa facoltà di esonero è ammessa allorché l'impresa
madre è una società di partecipazione finanziaria con sede nello
stesso Stato membro dell'ente creditizio, a condizione che sia
soggetta alla stessa vigilanza esercitata sugli enti creditizi ed in
particolare alle norme di cui al paragrafo 5.
In entrambi i casi di cui al comma precedente devono essere adottati
provvedimenti per garantire la ripartizione adeguata del capitale
all'interno del gruppo bancario.
Se le autorità competenti applicano tali norme su una base
individuale, esse possono, per il calcolo dei fondi propri, avvalersi
della disposizione di cui all'articolo 34, paragrafo 2, ultimo comma.
                                     68
 ---pagebreak---   8. Quando un ente creditizio, impresa figlia di un'impresa madre che           92/30/CEE
  sia un ente creditizio, è stato autorizzato ed è situato in un altro Stato     articolo 3, paragrafi 8 e 9
  membro, le autorità competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione           (adattato)
  applicano a tale ente le nonne del paragrafo 5 su base individuale o,          92/121/CEE
  se del caso, subconsolidata.                                                   articolo 5, paragrafi 4 e 5
                                                                                 (adattato)
 9. Nonostante il disposto del paragrafo 8, le autorità competenti che 89/647/CEE
  hanno rilasciato l'autorizzazione ad un'impresa figlia di un'impresa articolo 3, paragrafi 5 e 6
  madre che sia un ente creditizio, possono delegare, con un accordo (adattato)
  bilaterale, la propria responsabilità di vigilanza alle              autorità
  competenti che hanno rilasciato l'autorizzazione all'impresa madre
  affinché esse si incarichino della vigilanza della impresa figlia
  confonnemente alle disposizioni della presente direttiva. La
·commissione deve essere infonnata dell'esistenza e del tenore di tali
 accordi. Essa trasmette queste infonnazioni alle autorità competenti
 degli altri Stati membri ed al comitato consultivo bancario.
  10. Gli Stati membri prevedono che.le autorità competenti incaricate            92/30/CEE
 di esercitare la vigilanza su una base consolidata possano chiedere              articolo 3, paragrafo IO
 alle imprese figlie di un ente creditizio o di una società di
 partecipazione finanziaria non compresi nella sfera della vigilanza su
 base consolidata le infonnazioni di cui all'articolo 55. In tal caso si
 applicano le procedure di trasmissione e verifica delle informazioni,
 previste in tale articolo.
                                Articolo 53
           Autorità competenti preposte all'esercizio della
                      vigilanza su base consolidata
 1. Se l'impresa madre è un ente creditizio, la vigilanza su base 92/30/CEE
 consolidata è esercitata dalle autorità competenti che hanno rilasciato articolo 4
 a tale ente creditizio l'autorizzazione di cui all'articolo 4.--------~        (adattato)
 2. Se l'impresa madre di un ente creditizio è una società di
 partecipazione finanziaria, la vigilanza su una base consolidata è
 esercitata dalle autorità competenti che hanno rilasciato a tale ente
 creditizio l'autorizzazione di cui all'articolo 4. --------
 Tuttavia, quando la stessa società di partecipazione finanziaria è
 l'impresa madre di enti creditizi autorizzati in più di uno Stato
 membro, la vigilanza su una base consolidata è esercitata dalle
 autorità competenti dell'ente creditizio autorizzato nello Stato
 membro ove è stata costituita la società di partecipazione finanziaria.
                                    69
 ---pagebreak--- Qualora nello Stato membro ove è stata costituita la società di 92/30/CEE
partecipazione finanziaria non vi sia un ente creditizio costituito da articolo 4
un'impresa figlia autorizzata, le autorità competenti degli Stati (adattato)
membri interessati ( comprese quelle dello Stato membro ove è stata
costituita la società di partecipazione finanziaria) si concertano allo
scopo di designare, di comune accordo, le autorità che eserciteranno·
la vigilanza su base consolidata. In mancanza di accordo, la vi~ilanza
su una base consolidata è esercitata dalle autorità competenti che
hanno rilasciato l'autorizzazione all'ente creditizio con il totale di
bilancio più elevato; a parità di totali di bilancio, la vigilanza su una
base consolidata è esercitata dalle autorità competenti che per prime
hanno rilasciato l'autorizzazione di cui all'articolo 4. ------
3. Le autorità competenti interessate possono derogare, di comune
accordo, alle regole di cui al paragrafo 2, primo e secondo comma.
4. Gli accordi di cui al paragrafo 2, terzo comma, e al paragrafo 3
prevedono le misure concrete di cooperazione e di trasmissione delle
informazioni idonee al conseguimento degli scopi della vigilanza su
base consolidata.
5. Allorché negli Stati membri esistono più autorità competenti ad
esercitare la vigilanza prudenziale degli enti creditizi e degli enti
finanziari, gli Stati membri prendono i provvedimenti necessari allo
scopo di organizzare il coordinamento tra tali autorità.
                              Articolo 54
                Forma e portata del consolidamento
1. Le autorità competenti preposte all'esercizio della vigilanza su una 92/30/CEE
base consolidata devono esigere, ai fini della vigilanza, il articolo 5
consolidamento integrale degli enti creditizi e degli enti finanziari
costituiti da imprese figlie dell'impresa madre.
Tuttavia, può essere prescritto il consolidamento proporzionale
quando, secondo le autorità competenti, la responsabilità dell'impresa
madre. che detiene una quota di capitale è limitata a tale quota, a
motivo della responsabilità degli altri azionisti o soci e della
soddisfacente solvibilità di questi ultimi. La responsabilità degli altri
azionisti o soci deve essere chiaramente stabilita, ove necessario, a
mezzo di impegni espressamente sottoscritti.
2. Le autorità competenti preposte all'esercizio della vigilanza su una
base consolidata devono, ai fini della vigilanza, esigere il
consolidamento proporzionale delle partecipazioni detenute in enti
creditizi o enti finanziari diretti congiuntamente da un'impresa
inclusa nel consolidamento e da una o più imprese non incluse nel
consolidamento, qualora ne risulti una limitazione della
responsabilità di dette imprese in funzione della quota di capitale da
queste detenuta.
3. In casi di partecipazione o di altri legami in capitale diversi da
quelli di cui ai paragrafi 1 e 2, le autorità competenti stabiliscono se e
in quale forma si debba effettuare il consolidamento. Esse possono in
particolare consentire o esigere il ricorso al metodo dell'equivalenza.
Tuttavia questo metodo non costituisce inclusione delle imprese in
questione nella vigilanza su una base consolidata.
                                    70
 ---pagebreak---  4. Fatte salve le disposizioni di cui ai paragrafi l, 2 e 3, le autorità 92/30/CEE
 competenti stabiliscono se e in quale forma si debba effettuare il articolo 5
 consolidamento nei casi seguenti:
 -   quando un ente creditizio, a giudizio delle autorità competenti,
     esercita un'influenza notevole su uno o più enti creditizi o enti
     finanziari, senza tuttavia detenere una partecipazione o altri
     legami finanziari in tali enti~
 -   quando due o più enti creditizi o enti finanziari sono posti sotto
     un'unica direzione, senza che questa sia necessariamente stabilita
     per contratto o clausole statutarie~
 -   quando due o più enti creditizi o enti finanziari hanno organi di
     amministrazione, direzione o vigilanza composti in maggioranza
     dalle stesse persone.
 Le autorità competenti possono in particolare permettere o
prescrivere l'applicazione del metodo di cui all'articolo 12 · della
 direttiva 83/349/CEE. Tale metodo non costituisce tuttavia
 un'inclusione delle imprese in questione nella vigilanza su una base
consolidata.
 5. Allorché la vigilanza su una base consolidata è prescritta in
applicazione dell'articolo 52, paragrafi 1 e 2, le imprese di servizi
bancari ausiliari sono comprese nel consolidamento negli stessi casi
e secondo le stesse modalità di cui ai paragrafi da 1 a 4 del presente
articolo.
                              Art{colo 55
     Informazioni da parte di società di partecipazione miste
                         e loro imprese figlie
 I. In attesa dell'ulteriore coordinamento dei metodi di 92/30/CEE
consolidamento, gli Stati membri stabiliscono che, se l'impresa articolo 6
madre di uno o più enti creditizi è una società di partecipazione
mista, le autorità competenti responsabili dell'autorizzazione e della
vigilanza di detti enti impongono alla società di partecipazione mista
e alle sue imprese figlie, rivolgendosi direttamente ad esse oppure
tramite enti creditizi costituiti da imprese figlie, di comunicare tutte
le informazioni utili per l'esercizio della vigilanza sugli enti creditizi
costituiti da imprese figlie.
2. Gli Stati membri prevedono che le autorità competenti possono
procedere, o far procedere mediante revisori esterni, alla verifica in
loco delle informazioni ricevute dalle società di partecipazione miste
e dalle loro imprese figlie. Se la società di partecipazione mista o
una delle imprese figlie è un'impresa di assicurazione, ci si può
avvalere anche della procedura di cui all'articolo 56, paragrafo 4. Se
la società di partecipazione mista o una delle imprese figlie ha sede
in uno Stato membro diverso da quello in cui ha sede l'ente
creditizio costituito da un'impresa figlia, la verifica in loco delle
informazioni avviene con la procedura di cui all'articolo 56,
paragrafo 7.
                                   71
 ---pagebreak---                               Articolo 56
         Provvedimenti destinati ad agevolare la vigilanza
                         su base consolidata
  1. Gli Stati membri prendono, i provvedimenti necessari affinché 92/30/CEE
 nessun ostacolo di n·atura giuridica impedisca alle imprese comprese articolo 7
 nella sfera di vigilanza su una base consolidata, o alle società di (adattato)
 partecipazione mista e alle loro imprese figlie, o alle imprese figlie
 contemplate all'articolo 52, paragrafo 1O, di scambiarsi le
 informazioni utili all'esercizio della vigilanza conformemente agli
 articoli da 52 a 55 ed al presente articolo.
 2. Quando l'impresa madre e l'ente o gli enti creditizi sue imprese
 figlie sono situati in Stati membri diversi, le autorità competenti di
 ciascuno Stato membro si comunicano tutte le informazioni atte a
 consentire od agevolare l'esercizio della vigilanza su una base
 consolidata.
 Quando le autorità competenti dello Stato membro ove è situata
 l'impresa madre non esercitano esse stesse la vigilanza su una base
consolidata in forza dell'articolo 53, esse possono essere invitate dalle
autorità competenti incaricate di esercitare la vigilanza a chiedere a
 tale impresa madre le infonnazioni utili all'esercizio della vigilanza
su una base consolidata e a trasmetterle alle suddette autorità.
3. Gli Stati membri autorizzano lo scambio tra le loro autorità
competenti delle informazioni di cui al paragrafo 2, resta'ndo inteso
che, nel caso di società di partecipazione finanziaria, di enti finanziari
o di imprese di servizi bancari ausiliari, la raccolta o la detenzione di
 informazioni non implica in alcun modo che le autorità competenti
siano tenute ad esercitare una funzione di vigilanza su tali enti o
imprese individualmente considerati.
   Gli Stati membri autorizzano altresì lo scambio tra le autorità
competenti delle informazioni di cui all'articolo 55, restando inteso
che la raccolta o la detenzione di infonnazioni non implica in alcun
modo che le autorità competenti esercitino una funzione di vigilanza
sulla società di partecipazione mista e le relative imprese figlie che
non sono enti creditizi, o sulle imprese figlie contemplate all'articolo
52, paragrafo 10.
4. Qualora un ente creditizio, una società di partecipazione
firm1tiaria o una società di partecipazione mista controllino una o più
imprese figlie che sono imprese di assicurazione o altre imprese che
prestano servizi di investimento soggette a procedura autorizzativa, le
autorità competenti e le autorità cui è demandata la pubblica funzione
di vigilanza sulle imprese di assicurazione o sulle suddette altre
imprese che offrono servizi di investi111ento collaborano strettamente
fra loro. Fatte salve le rispettive competenze, tali autorità si
comunicano tutte le informazioni atte ad agevolare l'assolvimento dei
loro compiti e a garantire il controllo dell'attività e della situazione
finanziaria complessiva delle imprese soggette alla loro vigilanza.
                                  72
 ---pagebreak--- 5. Le informazioni rice\ute nell'ambito della son-eglianza su base 92/30/CEE
consolidata ed in parùcolare gli scambi di informazioni tra autorità articolo 7
competenti previsti dalla presente direttiva sono coperti dal segreto (adattato)
d'ufficio definito all'arùcolo 30. --------
6. Le autorità competenti incaricate della vigilanza su una base
consolidata redigono un elénco delle società di partecipazione
finanziaria di cui all'articolo 52, paragrafo 2. L'elenco è comunicato
alle autorità competenti degli altri Stati membri ed alla
Commissione.
7. Qualora, nell'ambito dell'applicazione della presente direttiva, le
autorità competenti di uno Stato membro desiderino verificare, in
determinati casi, le informazioni riguardanti un ente creditizio, una
società di partecipazione finanziaria, un ente finanziario, un'impresa
di servizi bancari ausiliari, una società di partecipazione mista,
un'impresa figlia di cui all'articolo 55 o un'impresa figlia di cui
all'articolo 52, paragrafo 10, situati in un altro Stato membro,
devono chiedere alle autorità competenti dell'altro Stato membro che
si proceda a tale verifica. Le autorità che hanno ricevuto la richiesta
di verifica devono dani seguito, nell'ambito della loro competenza,
procedendovi esse stesse o consentendo di procedervi alle autorità
che hanno presentato la richiesta owero ad un revisore o ad un
esperto.
8. Gli Stati membri prevedono che, fatte salve le norme di diritto
penale, si possano irrogare a carico delle società di partecipazione
finanziarie e delle società di partecipazione miste, o dei loro
dirigenti responsabili, che xiolino le disposizioni legislative,
regolamentari o amministrative adottate in applicazione degli
articoli da 52 a 55 e del presente articolo, sanzioni o
provvedimenti intesi a far cessare le infrazioni constatate o le loro
cause. In taluni casi detti prowedirnenti possono richiedere
l'intervento dell'autorità giudiziaria. Le autorità competenti
collaborano strettamente fra di loro affinché le sanzioni o i
provvedimenti menzionati permettano di conseguire gli effetti voluti,
in particolare quando la sede sociale di una società di partecipazione
finanziaria o di una società di partecipazione mista non è nel luogo
ove si trova l'amministrazione centrale o lo stabilimento principale
della medesima.
                              TITOLO VI
              COMITATO CONSULTIVO BANCARIO
                               Articolo 57
    Composizione e funzioni del comitato consultivo bancario
1. È istituito presso la Commissione un comitato consultivo 77/780/CEE
bancario delle autorità competenti degli Stati membri. -----                 articolo 11
                                                                             (adattato)
2. Il comitato consultivo bancario ha il compito di assistere la
Commissione nell'assicurare la corretta applicazione della presente
direttiva. ------------ Esso svolge inoltre gli altri compiti previsti dalla
presente direttiva e coadiuva la Commissione nell'elaborazione di
nuove proposte da presentare al Consiglio per quanto riguarda
l'ulteriore coordinamento nel settore degli enti creditizi.
                                   73
 ---pagebreak--- 3. Il comitato consultivo bancario non si occupa dello studio dei 77/780/CEE
problemi concreti attinenti a singoli enti creditizi.                      articolo 11
                                                                           (adattato)
4. Il comitato consultivo bancario è composto di non più di tre
rappresentanti per ciascuno Stato membro e per la Commissione. A
questi rappresentanti possono occasionalmente aggiungersi
consiglieri previo consenso del comitato. Il comitato può anche
invitare persone qualificate ed esperti a partecipare alle riunioni. Ai
compiti di segretariato provvedono i servizi della Commissione.
5. Il comitato consultivo bancario - - - - adotta il proprio
regolamento interno ed elegge un presidente tra i rappresentanti
degli Stati membri. ------- Esso si riunisce ad intervalli regolari e
ogniqualvolta la situazione la renda necessario. La Commissione
quando reputi che la situazione lo richieda può chiedere al comitato
di riunirsi d'urgenza.
6. Le deliberazioni del comitato consultivo bancario e i relativi
risultati sono riservati, salvo diversa decisione del comitato.
                              Articolo 58
              Esame delle condizioni di autorizzazione
Il comitato consultivo bancario ha il compito di esaminare· il 77/780/CEE
contenuto attribuito dagli Stati membri alle condizioni di cui agli articolo 3, paragrafo 5
articoli 5, paragrafo 1, e all'articolo 6, paragrafo 1, le altre (adattato)
condizioni che essi eventualmente applicano e le indicazioni che
devono figurare nel programma di attività e formula, se del caso,
suggerimenti alla Commissione per un coordinamento più
dettagliato.
                              Articolo 59
                     Coefficienti di ossenrazione
1. In attesa di un ulteriore coordinamento, le autorità competenti 77/780/CEE
stabiliscono a titolo di osservazione e, se necessario, articolo 6
[complementariamente] agli eventuali coefficienti da esse applicati, (adattato)
rapporti tra varie voci dell'attivo e/o del passivo degli enti crediti:2.i
allo scopo di seguire la solvibilità e la liquidità degli enti creditizi e
le altre condizioni utili per la protezione del risparmio.
A tal fine, il comitato consultivo bancario determina il contenuto dei
vari elementi dei rapporti di cui al primo comma e fissa il metodo da
applicare per il loro calcolo.
                                   74
 ---pagebreak---   Se del caso, il comitato consultivo bancario tiene conto delle 77/780/CEE
  consultazioni tecniche che hanno luogo tra le autorità di controllo articolo 6
  delle categorie di enti interessate.                                        (adattato)
  2. I rapporti, stabiliti a titolo di osservazione a norma del paragrafo I,
  sono calcolati almeno ogni sei mesi.
  3. Il comitato consultivo bancario esamina i risultati delle analisi
  effettuate dalle autorità di controllo di cui al paragrafo I, terzo
  comma, in base ai calcoli previsti dal paragrafo 2.
 4. II comitato consultivo bancario può presentare alla Commissione
 qualsiasi suggerimento per il coordinamento dei coefficienti
 applicabili negli Stati membri.
                                  TITOLO VII
                        POTERI D'ATTUAZIONE
                                  Articolo 60
                             Adattamenti tecnici
  I. Fatta salva, per quanto riguarda i fondi propri, la relazione di cui    89/299/CEE, ·
 all'articolo 34, paragrafo 3 secondo comma, sono adottati secondo la        articolo 8
 procedura prevista nel paragrafo 2 gli adattamenti tecnici da               (modifica risultante dalla
 apportare alla presente direttiva per quanto riguarda i punti               92/16/CEE articolo 1, punto 2)
 sottoelencati:                                                              (adattato)
                                                                             89/646/CEE
      il chiarimento          delle     definizioni per tenere conto,        articolo 22
      nell'applicazione della presente direttiva, dell'evoluzione dei        (adattato)
      mercati finanziari;                                                    89/647/CEE
                                                                             articolo 9
      il chiarimento delle definizioni allo scopo di assicurare              (adattato)
     un'applicazione uniforme della presente direttiva nella Comunità;       92/121/CEE
                                                                             articolo 7
-    l'adeguamento della terminologia e delle definizioni a quelle degli     (adattato)
     atti successivi concernenti gli enti creditizi e le materie connesse;
-    la definizione della zona A di cui all'articolo 1, punto 14);
     la definizione delle banche multilaterali di sviluppo di cui
     all'articolo 1, punto 19);
-    la modifica dell'ammontare del capitale iniziale richiesto
     all'articolo 5 per tener conto degli andamenti economici e
     monetari;
-    l'ampliamento del contenuto dell'elenco menzionato agli articoli
     18 e 19 figurante nell'allegato I o l'adattamento della terminologia
     dell'elenco per tener conto dell'evoluzione dei mercati finanziari;
-    le materie nelle quali le autorità competenti devono scambiarsi le
     informazioni, elencate all'articolo 28;
                                       75
 ---pagebreak--- -    la revisione della definizione delle attività di cui all'articolo 43 per tener conto 89/299/CEE
    dell'evoluzione dei mercati finanziari;                                                   articolo 8
                                                                                              (modifica risultante dalla 92/16/CEE
-    la lista e la classificazione delle operazioni fuori bilancio figuranti negli allegati articolo I, punto 2)         ·
     li e IV e le rispettive modalità di calcolo del coefficiente descritto negli articoli (adattato)
     42, 43 e 44 e nell'allegato III;                                                         89/646/CEE
                                                                                              articolo 22
-    una riduzione temporanea del coefficiente minimo di cui all'articolo 47 o delle (adattato)
     ponderazioni di cui all'articolo 43, per tener conto di circostanze specifiche;          89/647/CEE
                                                                                              articolo 9
-    il chiarimento delle ipotesi di esenzione di cui all'articolo 49, paragrafi da 5 a (adattato)
     10.                                                                                      92/121/CEE
                                                                                              articolo 7
2. La Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli (adattato)
Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure
da adottare. Il comitato formula il proprio parere sul progetto entro un termine che
il presidente può fissare in funzione dell'urgenza dell~ questione in esame. Il parere
è formulato alla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per
l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della
Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli
Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il presidente
non partecipa alle votazioni.                                             ·
La Commissione adotta le misure previste qualora siano confom1i al parere del
comitato.
Se le misure previste non sono confonni al parere del comitato, o in mancanza di            o1 •
parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consig1io una proposta in
merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.
Se, allo scadere di un tem1ine di tre mesi a decorrere dalla data di presentazione al
Consiglio, quest'ultimo non ha deliberato, la Commissione adotta le misure
proposte, tranne nel caso in cui il Consiglio si sia pronunciato a maggioranza
semplice contro tali misure.
                               TITOLO VIII
               DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI
                                  Capo I
                          Disposizioni transitorie
                                Articolo 61
            Disposizioni transitorie relative all'articolo 36
La Danimarca può autorizzare gli enti danesi di credito ipotecario, cost1tmt1                 89/299/CEE
anteriormente al l O gennaio 1990 sotto forma di società cooperative o di fondi e             articolo 4 bis
trasfonnati in società per azioni, a continuare ad iricludere nei loro fondi propri gli       (modifica risultante
impegni solidali dei loro membri o dei mutuatari di cui all'articolo 36, paragrafo I,         dalla 92/16/CEE
i cui crediti sono assimilati a tali impegni solidali, nell'osservanza dei limiti             articolo 1)
seguenti:
                                     76
 ---pagebreak--- a) la base di calcolo della parte degli impegni solidali dei mutuatari. è data dal 89/299/CEE
    totale degli elementi di cui all'articolo 34, paragrafo 2, punti I) più 2) meno gli articolo 4 bis
    elementi di cui all'articolo 34, paragrafo 2, punti 9), 10) e 11);                  (modifica risultante dalla 92/16/CEE
                                                                                        articolo 1)
b) la base· di calcolo è costituita dalla base massima di calcolo alla data del 1°
    gennaio 1991 owero, qualora l'ente cambi la sua struttura a una data
    successiva, alla data della trasformazione. La base di calcolo non può mai
    superare la base massima di calcolo;
c) la base ,massima di calcolo a decorrere dal 1° gennaio 1997 è ridotta della metà
    degli utili delle emissioni di nuovo capitale, ai sensi dell'articolo 34, paragrafo
    2, punto 1), effettuate dopo tale data                                     ·
    e
d) l'importo massimo degli impegni solidali dei mutuatari da includere nei fondi
    propri non deve mai superare i ~eguenti valori percentuali della base di calcolo:
    50 % nel 1991 e 1992,
    45 % nel 1993 e 1994,
    40 % nel 1995 e 1996,
    35 % nel 1997,
    30 % nel 1998,
    20 % nel 1999,                                                                    \
     IO% nel 2000 e
    O % dopo il 1° gennaio 2001.
                              Articolo 62
           Disposizioni transitorie relative ali' articolo 43
1. Gli Stati membri possono applicare una ponderazione del 50 % alle operazioni 89/64 7/CEE
di leasing immobiliare concluse entro il 1° gennaio 2001, relative a beni destinati articolo 11, paragrafo 5
ad uso professionale, situati nel paese della sede legale e disciplinati da (adattato)
disposizioni legali che garantiscono al cedente la proprietà integrale del bene
affittato fino al momento dell'opzione di acquisto da parte dell'affittuario.
                                   77
 ---pagebreak---  2. L'articolo 43, paragrafo 3, non pregiudica il riconoscimento da parte delle autorità          96/1 O/CE articolo 2
 competenti dei contratti bilaterali di novazione stipulati per quanto riguarda:                  (adattato)·
      il Belgio, prima del 23 aprile 1996,
      la Danimarca, prima del 1° giugno 1996,
      la Germania, prima del 30 ottobre 1996,
      la Grecia, prima del 27 marzo 1997,
      la Spagna, prima del 7 gennaio 1997,
      la Francia, prima del 30 maggio 1996,
      l'Irlanda, prima del 27 giugno 1996,
      l'Italia, prima del 30 luglio 1996,
      il Lussemburgo, prima del 29 maggio 1996,
      i Paesi Bassi, prima del 1_~- luglio 1996,
      l'Austria, prima del 30 dicembre 1996,
      il Portogallo, prima del 15 gennaio 1997,
      la Finlandia, prima del 21 agosto 1996,
      la Svezia, prima del 1° giugno 1996,
      e
       la Gran Bretagna, prima del 30 aprile 1996.
                               Articolo 63
            Disposizioni transitorie relative all'articolo 47
 I. Gli enti creditizi il cui coefficiente minimo previsto all'articolo 47, paragrafo 1, era     89/647/CEE
 inferiore, alla data del 1° gennaio 1991, all'8 % devono garantire il raggiungimento per        articolo 11, paragrafi
 tappe successive della soglia minima. Finché non avranno raggiunto questa -soglia, essi         da 1 a 3
 non potranno consentire che il livello del coefficiente scenda al di sotto del valore           (adattato)
conseguito. Se tuttavia si dovesse registrare una siffatta fluttuazione, essa dovrebbe essere
 temporanea e il motivo della stessa dovrebbe essere comunicato alle autorità competenti.
 2. Per un periodo non superiore a cinque anni a partire dal 1° gennaio 1993, gli Stati
 membri possono fissare una ponderazione del 10 % per le obbligazioni definite
dall'articolo 22, paragrafo 4, della direttiva 85/611/CEE ---------- e mantenerla per gli
enti creditizi, quando e se ritengono che sia necessario per evitare gra\i perturbazioni nel
funzionamento dei loro mercati. Tali deroghe sono notificate alla Commissione.
3. Per un periodo non superiore a sette anni a decorrere dal 1° gennaio 1993, l'articolo 47,
paragrafo 1, non si applica alla Banca agricola di Grecia. Tuttavia questa deve avvicinarsi
alla soglia prescritta dall'articolo 47, paragrafo 1, per tappe successive, secondo il metodo
descritto dal paragrafo 1 del presente articolo.
                              Articolo 64
           Disposizioni transitorie relative all'articolo 49
 1. Qualora, al 5 febbraio 1993, -------- un ente creditizio abbia già concesso uno o più 92/121/CEE
fidi il cui valore supera i limiti stabiliti dall'articolo 49 per i singoli grandi fidi o per il articolo 6
cumulo dei grandi fidi, le autorità competenti impongono all'ente creditizio di prendere le (adattato)
misure necessarie affinché il fido o i fidi in questione vengano adeguati al livello
prescritto dall'articolo 49.
2. Il riadeguamento del fido o dei fidi al livello autorizzato è predisposto, deliberato,
attuato o completato entro un termine che le autorità competenti ritengono congruo sotto
il profilo della buona gestione e della concorrenza leale. Le autorità competenti
informano la Commissione e il comitato consultivo bancario del calendario da esse
stabilito per il processo generale di riadcguamento.
3. L'ente creditizio non può prendere misur"e che abbiano per effetto di aumentare i fidi di
cui al paragrafo 1 rispetto al livello che essi raggiungono al 5 febbraio 1993. --------------
                                    78
 ---pagebreak--- 4. II termine applicato ai sensi del paragrafo 2 scade, al più tardi, il 31 92/121/CEE
dicembre 200 I. I fidi con scadenza più lunga, di cui l'ente che articolo 6
concede il prestito è tenuto a rispettare i tennini contrattuali, possono (adattato)
essere mantenuti fino alla suddetta scadenza.
5. Fino al 31 dicembre 1998 gli Stati membri possono elevare il
limite stabilito all'articolo 49, par_agrafo 1, al 40 % e il limite previsto
all'articolo 49, paragrafo 2, al 30 %. In tal caso e fatte salve le
disposizioni dei paragrafi da· 1 a 4, il termine per ricondurre i fidi
esistenti alla fine di questo periodo ai livelli previsti all'articolo 49
scade il -31 dicembre 2001.
6. Soltanto per gli enti creditizi i cui fondi propri --------- non sono
superiori a 7 milioni di ecu gli Stati membri possono prorogare di
cinque anni i termini previsti al paragrafo 5. Gli Stati membri che
ricorrono alle disposizioni del presente paragrafo prendono misure
per impedire distorsioni di concorrenza e ne informano la
Commissione e il comitato consultivo bancario.
7. Nei casi di cui ai paragrafi 5 e 6, un fido può essere considerato un
grande fido se il suo valore è uguale o superiore al 15 % dei fondi
propri.
8. Fino al 31 dicembre 2001 gli Stati membri possono sostituire la
frequenza di notifica dei grandi fidi prevista dall'articolo 48,
paragrafo 2, secondo trattino, con una frequenza minima di due volte
all'anno.
9. Gli Stati membri possono esent'\fe totalmente o parzialmente
dall'applicazione dell'articolo 49, paragrafi 1, 2 e 3, i fidi concessi da
un ente creditizio, consistenti in prestiti ipotecari ai sensi dell'articolo
62, paragrafo 1, conclusi entro il 1° gennaio 2002, nonché le
transazioni relative a leasing su beni immobiliari ai sensi dell'articolo
62, paragrafo 2, concluse entro il 1° gennaio 2002. In entrambi i casi
l'esenzione può ammontare al massimo al 50 % del valore dei beni in
questione.
Lo stesso trattamento si applica ai prestiti garantiti, secondo modalità     92/121/CEE
ritenute soddisfacenti dalle autorità competenti, da quote di                articolo 6
partecipazione in imprese finlandesi di edilizia residenziale che            -(modifica risultante dalla
operano in base alla legge finlandese relativa alle imprese di edilizia      95/1/CE, Euratom, CECA
abitativa del 1991 o ad una successiva legislazione equivalente,             allegato I, punto Xl. B. III. 3 b)]
aventi carattere similt ai prestiti ipotecari di cui al primo comma.
10. Fatte salve le disposizioni del paragrafo 4, fino al 31 dicembre         92/121/CEE
1998, il Portogallo può esentare totalmente o parzialmente                   articolo 6
dall'applicazione dell'articolo 49, paragrafi 1 e 3, i fidi concessi da      (adattato)
un ente creditizio a «Electricidade de Portugal» (EDP) e a Petrogal.
                                    79
 ---pagebreak---                               Articolo 65
           Disposizioni transitorie relative all'articolo 51
 Gli enti creditizi che al 1° gennaio 1993 superavano i limiti fissati 89/646/CEE
 all'articolo 51, paragrafi 1 e 2, hanno termine sino al 1° gennaio articolo 12, paragrafo 7
 2003 per conformarvisi.                                               (adattato)
                               Capo II
                          Disposizioni finali
                             Articolo 66
                          Direttive abrogate
 1. Le direttive 73/183/CEE, 77/780/CEE, 89/299/CEE,
 89/646/CEE, 89/647/CEE, 92/30/CEE e 92/121/CEE, come
 modificate dalle direttive che figurano all'allegato V, parte A,
 sono abrogate, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri
 relatM ai termini di attuazione delle stesse direttive, che
figurano all'allegato V, parte B.
 2. I riferimenti alle direttive abrogate si intendono fatti alla
 presente direttiva e vanno letti secondo la tavola di
concordanza che figura all'allegato VI.
                             Articolo 67
                          Entrata in vigore
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno
successivo alla sua pubblicazione nella Gauetta ufficiale delle
Comunità europee.
                             Articolo 68
                             Destinatari
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                        Per il Consiglio
Il Presidente                                    Il Presidente
                                  80
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO I                                                        89/646/CEE
                      Elenco delle attività che beneficiano del mutuo riconoscimento                          ALLEGATO
 I.     Raccolta di depositi o di altri fondi rimborsabili
2.      Operazioni di prestito0 )
3.      Leasing finanziario
4.      Servizi di pagamento
5.      Emissione- e gestione di mezzi di pagamento (carte di credito, travellers cheque, lettere di credito)
6.      Rilascio di garanzie e di impegni di firma
7.      Operazioni per proprio conto o per conto della clientela in:
        a) strumenti di mercato monetario (assegni, cambiali, certificati di deposito, ecc.)
        b) cambi
        c) strumenti finanziari a termine e opzioni
        d) contratti su tassi di cambio e tassi d'interesse
        e) valori mobiliari
8.      Partecipazioni alle emissioni di titoli e prestazioni di servizi connessi
9.      Consulenza alle imprese in matepa di struttura finanziaria, di strategia industriale e di questioni
        connesse e consulenza nonché servizi nel campo delle concentrazioni e dalla rilevazione di imprese
10. Servizi di intermediazione finanziaria del tipo money broking
11. Gestione o consulenza nella gestione dei patrimoni
12. Custodia e amministrazione di valori mobiliari
13. Servizi di informazione commerciale
14. Locazione di cassette di sicurezza.
O)  Comprende in particolare:
     - credito al consumo,
     - credito con garanzia ipotecaria,
     - factoring, cessioni di credito pro soluto e pro solvendo,
    - credito commerciale (compreso ilforfailing).
                                    81
 ---pagebreak---                                                        ALLEGATO Il                                                          89/647/CEE
                                           Classificazione delle voci fuori bilancio                                        ALLEGATO I
                                                                                                                            (adattato)
 Rischio pieno
 - Garanzie che assumono la forma di sostituti del credito
 - Accettazioni
 - Girate su effetti non a nome di un altro ente creditizio
 - Cessioni con diritto di rivalsa per il cessionario
 - Lettere di credito standby irrevocabili che assumono la fonna di sostituti del credito
- Impegni di acquisto a tennine secco
- Depositi a tennine contro termine (fonvardforward deposits)
- Parte non pagata di azioni e titoli sottoscritti
- Altre operazioni a rischio pieno
Rischio medio
- Crediti documentari accordati e confennati (vedi anche rischio medio/basso)
- Garanzie e garanzie di esenzione e indennizzo (comprese fideiussioni a garanzia di offerte e di buona esecuzione e
   fideiussioni per operazioni doganali e fiscali) e prestazioni di cauzioni che non assumono la forma di sostituti di
   credito                                                                                    '·
- Vendita di attività con opzioni di riscatto secondo la definizione dell'articolo 12, paragrafi 3 e 5, della direttiva
   86/635/CEE
- Lettere di credito standby irrevocabili che non assumono il carattere di sostituti di credito
- Aperture di credito non utilizzate (impegni a prestare, acquistare titoli o fornire garanzie o aperture per accettazione)
   di durata iniziale superiore ad un anno
- Agevolazioni per l'emissione di effetti [Note issuance facilities (NIF)] e di credito rinnovabile [Revolving
   underwritingfacilities (RUF)]
- Altre operazioni a rischio medio
Rischio medio/basso
- Crediti documentari, nei quali la merce ha funzione di garanzia, e altre transazioni autoliquidantisi
- Altre operazioni a rischio medio/basso
Rischio basso
- Aperture di credito non utilizzate (impegni a prestare, acquistare titoli o fornire garanzie o aperture per accettazione)
  di durata iniziale al massimo pari a un anno o annullabili in qualsiasi momento senza condizioni né preavviso
- Altre operazioni a rischio basso
Gli Stati membri s'impegnano ad informare la Commissione non appena abbiano accettato di introdurre una nuova
voce fuori bilancio in uno degli ultimi tr~ttini che figurano nell'ambito di ciascuna classe di rischio. Tale voce sarà
definitivamente classificata, a livello comunitario, una volta conclusa la procedura di cui all'articolo 60.
                                   82
 ---pagebreak---                                                          ALLEGATO III                                                                 89/647/CEE
                                                                                                                                      ALLEGATO II
                       Trattamento delle voci fuori bilancio connesse ai tassi di interesse e di cambio                               (modifica risultan
                                                                                                                                      dalla 96/10/CE
                                                                                                                                      articolo 1)
   1. AMBITO DI APPLICAZIONE E SCELTA DEL IvIBTODO
   Gli enti creditizi possono scegliere, con il consenso delle autorità competenti, uno dei seguenti metodi per
   valutare il rischio connesso alle operazioni di cui all'allegato IV. Sono esclusi i contratti sui tassi di cambio e di
   interesse negoziati su mercati ufficiali, se soggetti alla costituzione di margini di garanzia giornalieri, e i
   contratti sui cambi di durata iniziale pari o inferiore ai quattordici giorni di calendario.
   2. :METODI
   Metodo 1: metodo del valore di mercato (mark-to-market)
   Fase a):      in base ai valori correnti di mercato si ottiene il c~sto di sostituzione di tutti i contratti con un valore
                 intrinseco positivo.
   Fase b):      per tener conto del rischio di credito potenziale futuro 1 il capitale di riferimento o i valori sottostanti
                 sono moltiplicati per le seguenti percentuali:
                                                            TABELLA 1
Durata residua                                      Contratti su tassi di interesse             Contratti su tassi di cambio
Un anno o meno                                      0%
Più di un anno                                      0,5%                                       5%
  Fase e):      la somma del costo di sostituzione attuale e del rischio di credito potenziale futuro è moltiplicata per
                la ponderazione attribuita alle controparti dell'operazione di cui all'articolo 43.
  Metodo 2: metodo dell'esposizione originaria
  Fase a):      il capitale di riferimento di ciascun contratto è moltiplicato per le seguenti percentuali:
                                                           TABELLA2
Durata originaria (I)                               Contratti su tassi di interesse            Contratti su tassi di cambio
Un anno o meno                                        0,5%                                       2%
Da più di un anno a non più di due anni                1%                                        5%
Incremento per ogni anno successivo                    I%                                         3%
  (I) Nel caso di contratti relativi ai tassi di interesse, gli enti creditizi possqno scegliere, previo consenso delle
  autorità competenti, tra la durata originaria e la durata residua.
  Fase b): l'esposizione così ottenuta è moltiplicata per la ponderazione attribuita alle controparti di cui
              all'articolo 43.
  3. CONTRATTI DI NOVAZIONE E ALTRI ACCORDI DI COMPENSAZIONE (COMPENSAZIONE
  CONTRATTUALE)
  a)  Tipi di compensazione riconoscibili da parte delle autorità competenti
      Ai fini del presente punto 3, si intendono per «controparti» tutte le entità (incluse le persone fisiche) che
      hanno la facoltà di concludere contratti di novazione ed altri accordi di compensazione contrattuale.
     Tranne nel caso di scambi di tassi di interesse floating/floating interest rate swaps nella stessa valuta, in cui è da calcolare
     solo il costo di sostituzione.
                                      83
 ---pagebreak---  Le autorità competenti possono riconoscere un effetto di riduzione del rischio ai seguenti tipi di 89/647/CEE
 compensazione contrattuale:                                                                                            ALLEGATO Il
                                                                                                                        (modifica risultante
 i) contratti bilaterali di novazione tra un ente creditizio e la sua controparte, in base ai quali le reciproche dalla 96/1 O/CE
     posizioni creditorie e debitorie sono automaticamente compensate in modo tale che ogniqualvolta si articolo 1)
     applichi la novazione essa stabilisce un unico importo netto e dà quindi origine ad un unico nuovo
     contratto, giuridicamente vincolante, che si sostituisce ai contratti precedenti;
 ii) altri accordi bilaterali di compensazione tra un ente creditizio e la sua controparte.
 b) Condizioni per il riconoscimento
 Le autorità competenti possono riconoscere ad una compensazione contrattuale un effetto di riduzione del
 rischio, unicamente a condizione che:
 i) l'ente creditizio abbia stipulato con la controparte un accordo di compensazione contrattuale che crea
     un 'unica obbligazione, che comprende tutte le operazioni incluse, di modo che nel caso di inadeguamento
     della controparte per insolvenza, bancarotta, liquidazione o per qualsiasi altra circostanza simile, l'ente
     creditizio avrebbe il diritto di ricevere o l'obbligo di versare soltanto l'importo netto dei valori positivi e
     negativi ai prezzi correnti di mercato delle singole operazioni compensate;
 ii) l'ente creditizio abbia messo a disposizione delle autorità competenti pareri giuridici scritti e motivati con
     il risultato che, nel caso di impugnazione in giudizio, le autorità giudiziarie ed amministrative competenti
     concluderebbero che nei casi indicati al punto i) i diritti e gli obblighi deH' ente creditizio sarebbero
     limitati all'importo netto di cui al punto i), in confom1ità:
            del diritto dello Stato nel quale la controparte è costituita e, qualora una delle parti sia una succursale
            estera di un'impresa, il diritto dello Stato in cui la succursale è situata,
            del diritto che disciplina le singole operazioni compensate,
            e
           del diritto che disciplina qualsiasi contratto o accordo necessario per applicare la compensazione
           contrattuale;
iii) l'ente creditizio abbia istituito procedure per garantire che la validità legale della sua compensazione
     contrattuale sia periodicamente riesaminata alla luce delle possibili modifiche delle normative pertinenti.
 Le autorità competenti, dopo essersi consultate se necessario con le altre autorità competenti in materia,
 devono accertarsi che la compensazione contrattuale sia giuridicamente valida in base al diritto di ciascuna
delle giurisdizioni competenti. Se una qualsiasi delle autorità competenti non è persuasa a tal riguardo,
all'accordo di compensazione contrattuale non sarà riconosciuto un effetto di riduzione del rischio per alcuna
delle controparti.
 Le autorità competenti possono accettare pareri legali motivati redatti per tipi di compensazione contrattuale.
 Ai contratti contenenti una disposizione che consente ad una controparte non inadempiente di effettuare
soltanto pagamenti limitati, ovvero di non effettuare alcun pagamento a favore dell'inadempiente, anche se
quest'ultimo risultasse un creditore netto (clausola di deroga o walkaway clause), non può essere riconosciuto
alcun effetto di riduzione del rischio.
 ---pagebreak--- c) Effetti del riconoscimento                                                                             89/647/CEE
                                                                                                          ALLEGATO II
 i) Contratti di novazione                                                                                (modifica risultante
                                                                                                          dalla 96/1 O/CE
     Si può procedere alla ponderazione dei singoli importi netti stabiliti dal contratto di novazione articolo I) -
     anziché degli importi lordi. Pertanto, in applicazione del metodo 1,
     -     per la fase a): il costo di sostituzione
           e
     -     per la fase b): il capitale di riferimento o i valori sottostanti
     possono essere ottenuti secondo il contratto di novazione. In applicazione del metodo 2, per la
     fase a) il capitale di riferimento può essere calcolato tenendo conto del contratto di novazione;
     si applicano le percentuali di cui alla tabella 2.
 ii) Altri accordi di compensazion~
     In applicazione del metodo l, per la fase a) il costo-di sostituzione dei contratti inclusi in un
     accordo di compensazione può essere ottenuto tenendo conto del costo corrente di
     sostituzione ipotetico netto derivante dall'accordo. Per la fase b) i singoli importi netti
     possono essere presi in considerazione unicamente per i contratti su cambi a termine e per gli
     altri contratti simili nei quali vi è corrispondenza fra il capitale di riferimento e i flussi
     monetari, nei casi in cui le somme da ricevere o versare diventano esig}bili alla stessa
     scadenza e sono espresse nella medesima valuta.
     In applicazione del metodo 2, per la fase a):
     -     per i contratti su cambi a termine e per gli altri contratti simili nei quali il capitale di
           riferimento equivale a flussi monetari, nei casi in cui gli importi liquidabili diventano
           esigibili alla stessa scadenza e sono espressi nella medesima valuta, il capitale di
           riferimento può essere calcolato tenendo conto dell'accordo di compensazione; a tutti i
           contratti in questione si applica la tabella 2;
     -     per tutti gli altri contratti inclusi in un accordo di compensazione, lè percentuali da
           applicare possono essere ridotte come indicato nella tabella 3:
                                                TABELLA 3
Durata originaria (I)                   Contratti su tassi di interesse      Contratti su tassi di cambio
Un anno o meno                          0,35 %                               1,50 %
Da più di un anno a non più di          0,75 %                               3,75 %
due anni
Incremento per ogni anno                0,75 %                               2,25 %
successivo
(1) Nel caso di contratti relativi ai tassi di interesse, gli enti creditizi possono scegliere, previo
consenso delle autorità competenti, tra la durata originaria e la durata residua.
                                     85
 ---pagebreak---                                                 ALLEGATO IV                                   89/647/CEE
                                                                                              ALLEGATO III
                Alcuni tipi di voci fuori bilancio connesse ai tassi di interesse e di cambio
Contratti connessi ai tassi di interesse
- Contratti swaps su tassi di interesse in una sola valuta
- Operazioni basis swaps
- Contratti sui tassi a tennine del tipo Forward Rate Agreements
- Accordi a tennine sui tassi di interesse del tipo Futures
- Opzioni sui tassi di interesse acquistate
- Altri contratti di analoga natura
Contratti connessi ai tassi di cambio
- Contratti swaps su tassi di interessi in più valute
- Operazioni a termine s.u valute estere
- Accordi a termine su valute del tipo Futures
- Opzioni su valute acquistate
- Altri contratti di analoga natura.
                                    86
 ---pagebreak---                                                      ALLEGATO V parte A
                                            Direttive abrogate e modifiche successive
                                                     (previste all'articolo 66)
Direttiva 73/183/CEE del Consiglio
Direttiva 77/780/CEE del Consiglio
           Direttiva 85/345/CEE del Consiglio
           Direttiva 86/137/CEE del Consiglio
           Direttiva 86/524/CEE del Consiglio
           Direttiva 89/646/CEE del Consiglio
           Direttiva 95/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
           unicamente per quanto riguarda l'articolo 1, primo trattino; l'articolo 2, paragrafo 1, primo trattino, e
           paragrafo 2, primo trattino; l'articolo 3, paragrafo 2; l'articolo 4, paragrafi 2, 3, 4, per quanto riguarda i
           riferimenti fatti alla direttiva 77/780/CEE, e il paragrafo 6; l'articolo 5, primo trattino.
           Direttiva 96/13/CE del Consiglio
Direttiva 89/299/CEE del Consiglio
           Direttiva 91/633/CEE del Consiglio
           Direttiva 92/16/CEE del Consiglio
           Direttiva 92/30/CEE del Consiglio
Direttiva 89/646/CEE del Consiglio
           Direttiva 92/30/CEE del Consiglio
           Direttiva 95/26/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
           unicamente per 4uanto riguarda l'articolo 1, primo trattino
Direttiva 89/64 7/CEE del Consiglio
           Direttiva 91/3 l/CEE della Commissione
           Direttiva 92/30/CEE del Consiglio
           Direttiva 94/7/CE della Commissione
           Direttiva 95/15/CE della Commissione
           Direttiva 95/67/CE della Commissione
           Direttiva 96/1 O/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
Direttiva 92/30/CEE del Consiglio
Direttiva 92/12 I/CEE del Consiglio
                                    87
 ---pagebreak---                                                 ALLEGATO V parte B
                                      Termini di attuazione nel diritto nazionale
                                                 (di cui all'articolo 66)
Direttiva                                                                          Termine di attuazione
                                                                                                    1
73/18~/CEE (GU     n.  L 194 del 16.7.1973, pag. 1)                                      2.1.1975< >
77/780/CEE (GU     n.  L 322 del 17.12.1977, pag. 30)                                    15.12.1979
85/345/CEE (GU     n.  L 183 del 16.7.1985, pag. 19)                                     15.7.1985
86/137/CEE (GU     n.  L 106 del 23.4.1986, pag. 35)
86/524/CEE (GU     n. L 309 del  4.11.1986, pag. 15)                                     31.12.1986
89/299/CEE (GU     n. L 124 del  5.5.1989, pag. 16)                                      1.1.1993
89/646/CEE (GU     11. L 386 del 30.12.1989, pag. 1)            articolo 6, paragrafo 2  1.1.1990
                                                                altre disposizioni       1.1.1993
89/647/CEE (GU n. L 386 del 30.12.1989, pag. 14)                                         1.1. I 991
91/31/CEE (GU n. L 17 del 23.1.1991, pag. 20)                                            31.3.1991
91/633/CEE (GU n. L 339 dell'l 1.12.1991, pag. 16)                                       31.12.1992
.92/16/CEE (GU n. L 75 del 31.3.1992, pag. 48)                                           31.12.1992
92/30/CEE (GU n. L 11 O del 28.4.1992, pag. 52)                                          31.12.1992
92/J2 l/CEE (GU i1. L 29 del 5.2.1993, pag. 1)                                           31.12.1993
94/7/CE (GU n. L 89 del 6.4.1994, pag. 17)                                               25.11.1994
95/15/CE (GU n. L 125 dcll'8.6.1995, pag. 23)                                            30.9.1995
95/26/CE (GU n. L 168 del 18.7.1995, oag. 7)                                             18.7.1996
95/67/CE (GU n. L 314 del 28.12.1995, pag. 72)                                           1.7.1996
96/10/CE (GU n. L 85 del 3.4.1996, pag. 17)                                              30.6.1996
96/13/CE (GU 11. L 66 del 16.3.1996, pag. 15)                                            15.4.1996
(I)
    Tuttavia, per quanto riguarda la soppressione della restrizione di cui all'articolo 3, paragrafo 2, lettera g), per i
    Paesi Bassi questo termine era il 2.7.1977 (vedi articolo 8, secondo comma, della direttiva 73/183/CEE).
                                   88
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                                                                                          Tavola di concordanza
Presente direttiva              Dir. 771780/CEE                     Dir. 89/299/CEE Dir. 89/646/CEE            Dir. 89/64 7 /CEE Dir. 92/30/CEE             Dir. 92/121/CEE     Dir. 96/10/CE
Art. 1, punto 1)                Art. I, I O trattino                                                                             Art. 1, I O trattino       Art. I , lettera a)
Art. 1, punto 2)                Art. I, 2° trattino
Art. 1, punto 3)                                                                    Art. I, punto 3)
Art. 1, punti da 4) a 8)                                                            Art. I, punti da 5) a 9)
Art. 1, punto 9)                                                                                                                 Art. I , 6 ° trattino
Art. 1, punti 10) e 11)                                                             Art. 1, punti 10) e 11)
Art. 1, punto 12)                                                                   Art. I, punto 12)                            Art. I , 7° trattino       Art. 1, lettera c)
Art. !, punto 13)                                                                   Art. I, punto 13)                            Art. I, 8° trattino        Art. 1, lettera d)
Art. 1, punti da 14) a 17)                                                                                     Art. 2, par. I,
                                                                                                               trattini da 2 a 5
Art. 1, punti da 18) a 20)                                                                                     Art. 2, par. 1,
                                                                                                               trattini da 6 a 8
Art. 1, punti da 21) a 23)                                                                                                       Art. I , trattini da 3 a 5
Art. 1, punto 24)                                                                                                                                           Art. 1, lettera h)
Art. 1, punto 25)                                                                                                                                           Art. 1, lettera m)
Art. 1, punto 26)               Art. 1, 5° trattino
Art. 2, par. 1                  Art. 2, par. I                                      Art. 2, par. 1             Art. I, par. I
Art. 2, par. 2                                                                                                                   Art. 2
Art. 2, par. 3                 ..Art. 2, par. 2
Art. 2, par. 4                  Art. 2, par. 3
Art. 2, par. 5, commi 1, 2 e 3  Art. 2, par. 4, lettere a), b) e c)
Art. 2, par. 6                                                                      Art. 2, par. 3             Art. 1, par. 3                               Art. 2, secondo
                                                                                                                                                            comma, lettera b)
Art. 3                                                                              Art. 3
Art. 4                          Art. 3, par. 1
Art. 5, par. 1, primo comma     Art. 3, par. 2, primo comma                         Art. 4, par. 1
Art. 5, par. 1, secondo         Art. 10, par. 1, terzo
comma                           comma
Art. 5, par. 2                                                                      Art. 4, par. 2
Art. 5, parr. da 3 a 7                                                              Art. 10, parr. da 1 a 5
Art, 6, par. 1                  Art. 3, par. 2, primo
                                comma,
Art. 6, par. 2                  3° trattino, secondo comma
                                Art. 3, çar. 2 bis
Art. 7, parr. 1 e 2                                                                 Art. 5, primo comma,
                                                                                    Art. I, punto 10), secondo
                                                                                    comma e art. 5, secondo
                                                                                    comma
Art. 7, par. 3                  Art 3, par. 2, terzo, quarto
                                e quinto comma
Art. 8                          Art. 3, par. 4
Art. 9                          Art. 3, par. 3, lettcr<t a)
Art. IO                         Art. 3, par. 6
Art. II                         Art. 3, par. 7
                                                                                                      89
 ---pagebreak---   Presente direttiva      Dir. 771780/CEE         Dir. 89/299/CEE        Dir. 89/646/CEE                   Dir. 89/647/CEE              Dir. 92/30/CEE Dir. 92/121/CEE Dir. 96/10/CE
  Art. 12                                                                Art. 7
  Art. 13                                                                Art. 6, par. I
  Art. 14, par. I         Art. 8, par. I
  Art. 14, par. 2         Art. 8, par. 5
  Art. 15                 Art. 5
  Art. 16, parr. da 1 a 5                                                Art. 11, parr. da I a 5
  Art. 16, par. 6                                                        Art. 1, punto 1O), secondo comma
  Art. 17                                                                Art. 13, par. 2
  Art. 18                                                                Art. 18, par. 1
  Art. 19                                                                Art. 18, par. 2
  Art. 20, parr. da I a 6                                                Art. 19
  Art. 20, par. 7                                                        Art. 23, par. 1
  Art. 21, parr. I e 2                                                   Art. 20
  Art. 21, par. 3                                                        Art. 23, par. 2
  Art. 22                                                                Art.21
  Art. 23, par. 1                                                        Art. 8
  Art. 23, parr. da 2 a 7                                                Art. 9
  /\rt. 24                Art. 9
  /\rt. 25                                                                                                                              Art. 8
  Art. 26                                                                Art. 13, parr. 1 e 3
  Art. 27                                                                Art. 14, par. 2
  Art. 28                 Art. 7, par. I
  Art. 29                                                                Art. 15
  Art. 30, parr. da 1 a 5 Art. 12, parr. da 1 a 5                                                       .
  Art. 30, par. 6         Art. 12, par. 5 bis
  Art. 30, par. 7         Art. 12, par. 5 ter
  Art. 30, par. 8         Art. 12, par. 6
  Art. 30, par. 9         Art. 12, par 7
  Art. 30, par 10         Art. 12, par 8
  Art. 31                 Art. 12 bis
  Art. 32                                                                Art. 17
· Art. 33
  Art. 34, par. I
                          Art. 13
                                                  Art. 1, par. I
                                                                                                          ..
  Art. 34, parr. da 2 a 4                         Art. 2, parr. da 1 a 3
  Art. 35                                         Art. 3
  Art. 36                                         Art.4
  Art. 37                                         Art. 5
  Art. 38                                         Art. 6, parr. I e 4
  Art. 39                                         Art. 7
  Art. 40                                                                                                 Art.  3, parr. da la 4, 7 e 8
  Art. 41                                                                                                 Art.  4
  Art. 42                                                                                                 Art.  5
  Art. 43                                                                                                 Art.  6
  Art. 44                                                                                                 Art.  7
  Art. 45                                                                                                 Art.  8
  Art. 46                                                                                                 Art.  2, par. 2
                                                                                                     90
 ---pagebreak--- Presente direttiva      Dir. 77/780/CEE Dir. 89/299/CEE Dir. 89/646/CEE         Dir. 89/647/CEE         Dir. 92/30/CEE         Dir. 92/121/CEE        Dir. 96/1 O/CE
Art. 44                                                                         Art. 7
Art. 45                                                                         Art. 8
Art. 46                                                                         Art. 2, par. 2
Art. 47                                                                         Art. 10
Art. 48                                                                                                                        Art. 3
Art. 49                                                                                                                        Art. 4
Art. 50                                                                                                                        Art. 5, parr. da 1 a 3
Art. 51, parr. dal a 5                                  Art. 12, parr. da I a 5
Art. 51, par. 6                                         Art. 12, par. 8
Art. 52, parr. da I a 7                                                                                 Art. 3, parr. da 1 a 7
Art. 52, parr. 8 e 9                                                            Art. 3, parr. 5 e 6     Art. 3, parr. 8 e 9    Art. 5, parr. 4 e 5
Art. 52, par. 1O                                                                                        0rt. 3, par. 1O
Art. 53                                                                                                 Art. 4
Art. 54                                                                                                 Art. 5
Art. 55                                                                                                 Art. 6
Art. 56                                                                                                 Art. 7
Art. 57                 Art. 11
Art. 58                 Art. 3, par. 5
Art. 59                 Art. 6
Art. 60                                 Art. 8          Art. 22                 Art. 9                                         Art. 7
Art. 61                                 Art. 4 bis
Art. 62, par. I                                                                 Art.11,par.5
Art. 62, par. 2                                                                                                                                       Art. 2
Art. 63                                                                         Art. 11, parr. da I a 3
Art. 64                                                                                                                        Art. 6
Art. 65                                                 Art. 12, par. 7
Art. 66                 ---             ---             ---                     ---                     ---                    ---                    ---
Art. 67                 ---             ---             ---                     ---                     ---                    ---                    ---
Art. 68                 ---             ---             ---                     ---                     ---                    ---                    ---
                                                                                                               •.
Allegato  I                                             Allegato
Allegato  II                                                                    Allegato I
Allegato  III                                                                   Allegato II
Allegato  IV                                                                    Allegato III
Allegato  V             ---             ---             ---                     ---                     ---                    ---                    ---
Allegato  VI            ---             ---             ---                     ---                     ---                    ---                    ---
                                                                                 91
 ---pagebreak---  ---pagebreak---  ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 706 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 01   09   10
                                            N. di catalogo    CB-CO-97-726-IT-C
                                                              ISBN 92-78-29626-0
Ufficio delle pubblicazioni utliciali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo