CELEX: 52011PC0874
Language: it
Date: 2011-12-12
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sull’istituzione di un programma per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE)

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		52011PC0874
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sull’istituzione di un programma per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE) /* COM/2011/0874 definitivo - 2011/0428 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
La comunicazione della Commissione relativa al
quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2014-2020 (di seguito, la
comunicazione QFP)[1]
definisce il quadro di bilancio e i principali orientamenti per la strategia
Europa 2020[2].
Nella sua proposta, la Commissione ha deciso di rendere le tematiche dell’ambiente
e dell’azione per il clima parti integranti di tutti i principali strumenti e
interventi. Quest’integrazione implica che gli obiettivi ambientali e climatici
“devono riflettersi in strumenti per assicurare che contribuiscano a costruire
un’economia a basse emissioni di carbonio, efficiente sotto il profilo delle
risorse e resistente ai cambiamenti climatici, che rafforzerà la competitività
dell’Europa, creerà posti di lavoro più ‘verdi’, rafforzerà la sicurezza
energetica e porterà benefici per la salute”. 
Tuttavia, i principali strumenti di
finanziamento dell’Unione non soddisfano tutte le specifiche esigenze
ambientali e climatiche. L’attuazione della legislazione in materia di ambiente
e clima mostra ancora disparità e inadeguatezze in tutta l’Unione, contribuendo
così ad aggravare i problemi ambientali e climatici. Questa situazione richiede
modalità innovative e più efficienti per l’attuazione della legislazione,
nonché lo sviluppo e la diffusione delle migliori pratiche in tutta l’Unione
per assicurare che gli Stati membri e i soggetti interessati possano imparare
gli uni dagli altri. 
Per questo motivo, oltre all’integrazione, la
Commissione propone di proseguire il programma LIFE attualmente disciplinato dal
regolamento LIFE+[3].
Abbinando l’approccio di integrazione a uno specifico strumento, si
aumenteranno la coerenza e il valore aggiunto dell’intervento dell’Unione. Uno
strumento specifico consente alla Commissione di definire in modo migliore le
priorità, di monitorare direttamente l’attuazione e di garantire che le risorse
disponibili siano effettivamente utilizzate per la protezione dell’ambiente e
del clima. Questo approccio offre alla Commissione la possibilità di
selezionare i migliori progetti in tutta l’Unione, ovviando alle difficoltà di
coordinamento.
Inoltre, i beni ambientali hanno spesso natura
di beni pubblici e non sono equamente distribuiti nell’UE. L’obbligo di
conservare e valorizzare questi beni richiede un’applicazione coerente dei
principi di solidarietà e di condivisione delle responsabilità. In questo
contesto, l’articolo 8 della direttiva Habitat[4] collega esplicitamente l’attuazione delle
misure di conservazione all’erogazione dei cofinanziamenti dell’Unione. Il
programma LIFE svolge un ruolo essenziale per garantire una migliore
distribuzione degli interventi di solidarietà e condivisione delle
responsabilità nel preservare il bene comune ambientale e climatico nell’Unione.
Un programma di
finanziamento specifico per l’ambiente e l’azione per il clima: 
·                        
assicura un intervento più efficace dell’azione
individuale degli Stati membri, garantendo una maggiore condivisione di risorse
e competenze e attirando partenariati che altrimenti risulterebbe difficile
istituire;
·                        
fornisce una piattaforma per lo sviluppo e lo
scambio di buone pratiche e la condivisione della conoscenza, migliorando,
catalizzando e accelerando i cambiamenti nell’attuazione dell’acquis in
materia di ambiente e di clima, e permette agli Stati membri e alle parti
interessate di imparare gli uni dagli altri e affrontare queste sfide in modo
più efficiente;
·                        
crea sinergie tra fondi dell’Unione e fondi
nazionali, coordinando una loro azione congiunta finalizzata agli obiettivi
ambientali e climatici, e mobilitando ulteriori finanziamenti pubblici e
privati. Questo aumenta la coerenza e l’efficacia dell’intervento dell’Unione e
promuove una più omogenea applicazione dell’acquis;
·                        
aumenta la visibilità dell’azione in materia ambientale
e dell’azione per il clima, avvicinando l’Unione ai suoi cittadini e mostrando
l’impegno dell’Unione in tema di ambiente e clima, rendendo così tali obiettivi
più rilevanti.
Diverse valutazioni[5]
confermano che il programma LIFE è uno strumento di successo per l’attuazione
della politica e della legislazione ambientale dell’Unione, con un
significativo valore aggiunto. Tuttavia, tali valutazioni
hanno anche evidenziato come l’impatto delle politiche del programma LIFE
risulti limitato dalla mancanza di un preciso orientamento strategico. Ciò era
dovuto in parte all’approccio bottom-up utilizzato per la selezione dei
progetti, che non ha consentito alla Commissione di orientare la domanda verso le
esigenze delle politiche dell’Unione per l’ambiente e il clima. Pertanto
è necessaria un’attenzione più mirata alle attività e ai settori nei quali il
programma LIFE potrebbe fare la differenza.
Le nuove sfide che
ci attendono e la realizzazione degli obiettivi di Europa 2020 richiedono
modifiche del programma. Come emerge dalla strategia Europa 2020 vi è la
necessità di un’azione urgente per combattere i cambiamenti climatici e rendere
l’Unione più resiliente ai rischi ad essi connessi. La Commissione riconosce
tali sfide e nella comunicazione QFP dichiara che intende aumentare la
proporzione del bilancio dell’Unione destinata all’azione per il clima ad
almeno il 20%, con il contributo di diverse politiche. Il programma per l’ambiente
e l’azione per il clima (LIFE) dovrebbe pertanto contribuire al raggiungimento
di tale obiettivo.
2.           RISULTATI DELLE CONSULTAZIONI CON LE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI DI IMPATTO
Il presente regolamento si basa su un’analisi
approfondita delle opzioni trattate nella valutazione d’impatto[6] e su ampie
consultazioni con le parti interessate. In particolare, sono stati effettuati i
seguenti studi e consultazioni:
–                        
la valutazione ex post del programma LIFE
(1996-2006)[7]
e la valutazione intermedia del programma LIFE+ (2007-2009)[8];
–                        
studi commissionati a consulenti esterni, e
cioè: “Combined impact assessment and ex-ante evaluation of the review of the
LIFE+ Regulation”[9]
e “Climate Change in the future multiannual financial framework”[10];
–                        
una consultazione aperta online su “La vostra voce
in Europa”[11];
–                        
una consultazione condotta dal Comitato delle
regioni[12];
–                        
una consultazione dei membri del comitato LIFE+ e
degli addetti ambientali degli Stati membri, e una riunione ad hoc delle parti
interessate[13].

Le consultazioni indicano che il programma
LIFE viene generalmente percepito come capace di garantire buoni risultati
complessivi in termini ambientali e di valore aggiunto. I soggetti
interessati appoggiano la prosecuzione del programma LIFE, insieme ai diversi
interventi e alle proposte formulate dalla Commissione, compresa una nuova
tipologia di progetti, i progetti integrati. 
Le parti interessate sostengono che il
programma LIFE dovrebbe concentrarsi maggiormente sul raggiungimento degli
obiettivi ambientali e sulla loro integrazione in altre politiche, ma non sono
a favore di una limitazione nelle aree tematiche coperte. Analogamente, le
parti interessate sono generalmente favorevoli al passaggio da un approccio
bottom-up puro a un approccio più top-down, ma sono contrarie alla
individuazione di priorità annuali ed esaustive. La ragione principale è che i
settori prioritari dovrebbero essere relativamente stabili per consentire ai
potenziali candidati di pianificare, preparare e presentare proposte. 
Pertanto, la valutazione di impatto si è incentrata
sulle raccomandazioni emerse dalle valutazioni e su quelle fornite dalla Corte
dei conti[14]
finalizzate ad aumentare l’efficacia e il valore aggiunto del programma LIFE,
tenendo anche conto dei principali interessi e dei suggerimenti delle parti
interessate. 
Le opzioni per la fissazione delle priorità
analizzate nella valutazione di impatto sono finalizzate a trovare un punto di
equilibrio tra l’esigenza di stabilità per i potenziali candidati e la
necessità di concentrare meglio l’attenzione sulle esigenze politiche dell’Unione.
Sono stati analizzati tre scenari. Il primo rappresenta lo status quo, con un
approccio bottom-up puro, parzialmente corretto dalla concentrazione di risorse
riservate all’azione per il clima. Il secondo è quello di un approccio top-down
flessibile per tutti i tipi di progetti, nell’ambito del quale la Commissione
sviluppa programmi di lavoro pluriennali dove fissa le priorità tematiche
legate al raggiungimento di obiettivi specifici e orienta gli interventi verso le
priorità tematiche da affrontare all’interno delle diverse componenti. I
progetti integrati, date le loro caratteristiche, si concentrano solo su alcuni
settori, fino al raggiungimento degli obiettivi. Il terzo scenario combina l’approccio
top-down per i progetti integrati e l’approccio bottom-up per tutti gli altri tipi
di progetti. Nell’ambito di questa opzione, la Commissione limita ex ante l’accento
tematico dei progetti integrati a quattro settori del sottoprogramma Ambiente,
fino al raggiungimento degli obiettivi, mentre i richiedenti possono presentare
proposte per altri tipi di progetti in tutti i settori ambientali. L’opzione
preferita è l’approccio top-down flessibile.
Nella valutazione di impatto si sono analizzate
le opzioni relative ai settori sui quali i progetti integrati devono
concentrarsi: la conclusione è che Natura 2000, acqua, rifiuti e aria sono
stati i settori a più alto potenziale di successo e nei quali è possibile
ottenere più benefici per l’ambiente. Anche le parti interessate, e soprattutto
le autorità regionali, hanno segnalato questi settori. Poiché il sottoprogramma
Azione per il clima è nuovo, i progetti integrati riguardanti la mitigazione
del clima e l’adattamento ai cambiamenti climatici possono essere introdotti
gradualmente, nel secondo e terzo anno del periodo di programmazione. La valutazione
d’impatto ha anche verificato se il 50% di risorse accantonate tradizionalmente
per i progetti su natura e biodiversità sia ancora valido, ed era concluso che
lo è. Infatti, la biodiversità è considerata da tutti i soggetti interessati
come la priorità più importante per il programma LIFE. La valutazione d’impatto
ha inoltre esaminato le opzioni riguardanti una distribuzione geografica dei
progetti, compresa la possibilità di assegnazioni nazionali (analogamente al
regolamento LIFE+). Sono state ipotizzate tre opzioni: un sistema basato
esclusivamente sul merito, escludendo i criteri geografici dalla selezione, un
sistema di bilanciamento geografico assicurato dalla Commissione in linea con i
principi di solidarietà e di condivisione delle responsabilità, e un sistema di
assegnazioni nazionali per i progetti integrati. L’opzione preferita consiste
nel garantire l’equilibrio geografico dei progetti integrati.
Infine, una forte enfasi è stata posta sulla
semplificazione, per valorizzare i mutamenti avviati da LIFE+, come l’uso delle
proposte elettroniche (“e-proposal”). Le aree dove è possibile una
semplificazione ulteriore sono: un approccio in due fasi per selezionare i
progetti integrati, un maggior uso di importi forfettari e tassi fissi e l’inammissibilità
di alcuni costi. Per garantire che i beneficiari non siano svantaggiati da
questa semplificazione, la valutazione d’impatto ha esplorato la possibilità di
aumentare i tassi di cofinanziamento. Nell’ambito delle misure di
semplificazione, sono state analizzate le opzioni di esternalizzazione a un’agenzia
esecutiva esistente per la maggior parte delle attività di gestione, comprese l’opzione
dell’esternalizzazione completa e un’opzione ibrida. 
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
Gli obiettivi ambientali dell’Unione sono
sanciti dal titolo XX del trattato sul funzionamento dell’Unione europea
(TFUE). La base giuridica più comune per la legislazione ambientale e climatica
è l’articolo 192 del TFUE, che conferisce al Parlamento europeo e al Consiglio
il potere di decidere quali azioni debbano essere intraprese dall’Unione per
realizzare gli obiettivi ambientali definiti all’articolo 191 del TFUE. Il
trattato di Lisbona ha posto l’enfasi, in particolare, sull’azione per il
clima, inserendo esplicitamente la lotta ai cambiamenti climatici tra gli
obiettivi ambientali.
L’articolo 11 del TFUE prevede l’obbligo di
integrare le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente nella definizione e
nell’attuazione delle politiche e azioni dell’Unione, in particolare nella
prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile.
Inoltre, l’articolo 8 della direttiva Habitat
collega esplicitamente l’attuazione delle misure di conservazione all’erogazione
di cofinanziamenti dell’Unione. 
La presente proposta di nuovo regolamento LIFE
è concepita come un programma LIFE articolato in due sottoprogrammi: uno
per l’ambiente e uno per l’azione per il clima. La
creazione di un sottoprogramma Azione per il clima aggiorna il precedente
filone tematico dei “cambiamenti climatici” nell’ambito della componente Politica
e governanza ambientali del programma LIFE+.
Vi sono molte potenziali sinergie tra
obiettivi ambientali e climatici, in quanto i progetti possono andare a
beneficio di finalità multiple. Per esempio, i progetti relativi alla
protezione delle foreste possono portare benefici collaterali per la
biodiversità e la mitigazione dei cambiamenti climatici, rafforzando la
riforestazione e quindi migliorando anche la capacità di assorbimento di
carbonio. I progetti di ripristino delle pianure alluvionali possono agevolare
l’adattamento ai cambiamenti climatici e la transizione verso una società più resiliente
alle variazioni climatiche. 
L’obiettivo del programma LIFE è quello
di fungere da catalizzatore per promuovere l’attuazione e l’integrazione dell’ambiente
e degli obiettivi climatici in altre politiche e pratiche degli Stati membri.
Particolare enfasi viene posta su una migliore governance, essendo questa
indissolubilmente legata al miglioramento dell’attuazione. 
Un cambiamento importante per migliorare l’efficienza
del programma LIFE e creare legami più stretti con le priorità politiche dell’Unione
è rappresentato dal passaggio da un approccio bottom-up puro a un approccio
top-down flessibile. La Commissione elaborerà, in consultazione con gli
Stati membri, programmi di lavoro validi per almeno due anni. Questi riguarderanno,
ad esempio, le priorità, la ripartizione delle risorse tra le tipologie di
finanziamento e gli obiettivi per il periodo. Le priorità indicate nei
programmi non saranno esaustive, per consentire ai richiedenti di presentare
proposte in altri settori, incorporare nuove idee e affrontare le nuove sfide.
La Commissione sarà quindi assistita dal comitato per il programma LIFE per l’ambiente
e l’azione per il clima, che avrà una duplice natura e, in particolare,
presidenti diversi e diversa composizione a seconda dei temi trattati, che
possono riguardare il sottoprogramma Ambiente o il sottoprogramma Azione per il
clima. Altri aspetti particolari del programma LIFE, come ad esempio una
migliore definizione dei criteri di ammissibilità per la selezione dei
progetti, i criteri per l’applicazione del bilanciamento geografico ai progetti
integrati e gli indicatori di prestazione applicabili ad aree prioritarie
specifiche, saranno adottati dalla Commissione attraverso atti delegati.
Un altro cambiamento importante è
rappresentato dalla creazione di una nuova tipologia di progetti: i “progetti
integrati”. Questi progetti sono finalizzati a migliorare l’attuazione
delle politiche ambientale e climatica e la loro integrazione nelle altre
politiche, in particolare attraverso una mobilitazione coordinata di altri
finanziamenti dell’Unione, nazionali e privati, che perseguono obiettivi
ambientali o climatici. 
I progetti integrati opereranno su una vasta
scala territoriale (in particolare a livello regionale, multi-regionale o
nazionale, e in modalità intersettoriale), e saranno orientati all’attuazione
di piani d’azione ambientali e climatici o delle strategie richieste dalla legislazione
in materia ambientale o climatica, conformemente ad altre leggi promulgate dall’Unione
o dalle autorità degli Stati membri. I progetti integrati relativi al
sottoprogramma Ambiente saranno essenzialmente incentrati sull’attuazione di
piani e programmi relativi alla direttiva Uccelli[15] e alle
direttive Habitat, alla direttiva quadro sulle acque[16] e alla
legislazione sui rifiuti e la qualità dell’aria. Inoltre, questi progetti
integrati consentono il raggiungimento di risultati in altri settori, con particolare
riferimento alla direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino.[17] Per il
sottoprogramma Azione per il clima, i progetti integrati possono essere
incentrati sull’attuazione di strategie di mitigazione e adattamento e su piani
d’azione. Inoltre, ove possibile, i progetti integrati sono finalizzati a
mobilitare altre fonti di finanziamento dell’Unione sfruttando le sinergie e
garantendo la coerenza tra i diversi programmi di finanziamento dell’Unione.
Essi forniscono esempi alle autorità responsabili su come il coordinamento dei
vari strumenti di finanziamento può consentire di ottenere una migliore
applicazione della legislazione dell’Unione in materia ambientale e climatica.
Al livello dell’Unione, il coordinamento tra il programma LIFE e altri
programmi di finanziamento dell’Unione potrebbe essere stabilito all’interno
del quadro strategico comune. 
Il regolamento proposto prevede inoltre una definizione
più chiara delle attività finanziate per ciascun settore prioritario. Il
sottoprogramma Ambiente è costituito da tre settori prioritari, il cui
baricentro sarà ora focalizzato sull’attuazione e l’integrazione. Il settore
prioritario Biodiversità estende il sostegno allo sviluppo di buone
pratiche per le sfide legate alla biodiversità, restando comunque incentrato su
Natura 2000. Il settore prioritario Ambiente ed efficienza delle risorse si
focalizzerà sull’attuazione della politica e della normativa ambientale dell’Unione
ed escluderà l’innovazione orientata alla riproducibilità commerciale, dato che
questo aspetto sarà coperto in modo migliore da Orizzonte 2020[18]. Nell’ambito
della crescente attenzione per la promozione di una migliore governance, il
settore prioritario Governanza e informazione sostituirà la precedente
componente Informazione e comunicazione di LIFE+ e promuoverà più attivamente
la diffusione delle conoscenze ai fini del processo decisionale e lo sviluppo
delle migliori pratiche per un maggiore e più efficace rispetto delle norme,
oltre a campagne di sensibilizzazione. 
La tabella di marcia 2050[19] ha
riconosciuto che la verifica di nuovi approcci alla mitigazione dei cambiamenti
climatici continuerà a essere essenziale per il passaggio a un’economia a basse
emissioni di carbonio. Inoltre dovrà essere garantito l’adattamento ai
cambiamenti climatici come priorità intersettoriale dell’Unione. La promozione
della governance e la sensibilizzazione sono anch’esse fondamentali per
ottenere risultati costruttivi e per garantire il coinvolgimento delle parti
interessate. Pertanto, il sottoprogramma Azione per il clima dovrà sostenere
gli sforzi che contribuiscono a tre specifici settori prioritari: Mitigazione
dei cambiamenti climatici, Adattamento ai cambiamenti climatici e Governance
e informazione in materia di clima. 
Uno degli obiettivi principali del programma
LIFE consiste nell’innescare i cambiamenti nello sviluppo e nell’attuazione
delle politiche, promuovendo e divulgando le soluzioni migliori e le buone
pratiche per raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici. Pertanto, il
programma offre opportunità di cofinanziamento per progetti caratterizzati da
evidenti vantaggi ambientali o climatici e si sviluppa sulla base delle
conoscenze esistenti. La Commissione garantirà le sinergie tra il programma
LIFE e altri strumenti dell’Unione e, ad esempio avvalendosi dei risultati
della ricerca e dell’innovazione prodotte da Orizzonte 2020 e dai precedenti programmi
quadro nei campi della ricerca e dell’innovazione. 
Il programma LIFE dovrebbe coprire tutte le tipologie
di finanziamento necessarie per perseguire i suoi obiettivi e le sue
priorità. In particolare, le sovvenzioni per azioni finalizzate a finanziare
progetti rappresentano la principale tipologia di intervento finanziario. Sono
anche possibili le sovvenzioni di funzionamento per le ONG e le altre entità di
interesse dell’Unione, attive principalmente nel settore ambientale o
climatico. Il programma LIFE consente l’uso di strumenti finanziari.[20] La
Commissione dovrebbe inoltre incoraggiare l’uso degli appalti pubblici
ecologici in sede di attuazione delle sovvenzioni per azioni. 
Il programma LIFE amplia il suo ambito di
applicazione territoriale con un approccio più flessibile per quanto
riguarda i finanziamenti per l’ambiente e il clima al di fuori dell’Unione: da
un lato, autorizzando formalmente lo svolgimento di attività fuori dell’Unione
in casi eccezionali e in particolari condizioni come pure in paesi non dell’Unione
che partecipano al programma e, dall’altro, fornendo una base giuridica per la
cooperazione con organizzazioni internazionali di interesse per la politica
ambientale e climatica che non rientrano necessariamente nel campo di
applicazione dell’azione esterna dell’Unione (ad esempio, gli studi
internazionali).
Nell’ambito del processo di semplificazione,
il programma LIFE adotta procedure più snelle. È importante che gli Stati
membri siano coinvolti nella definizione delle priorità del programma LIFE, in
particolare per garantire che tali priorità riflettano adeguatamente le
differenze tra gli Stati membri e contribuiscano efficacemente a migliorare e
accelerare l’attuazione della politica ambientale e climatica. 
Inoltre, il programma LIFE continuerà a
ottimizzare i sistemi informatici per accelerare e agevolare la presentazione
elettronica delle domande. Al fine di facilitare ulteriormente la
partecipazione delle parti interessate di piccole dimensioni, come le PMI o le
ONG, sarà rivolta particolare attenzione alla realizzazione di moduli di
domanda chiari, di facile lettura e unificati, alle scadenze, per garantire
tempi sufficienti per la presentazione delle domande, all’assistenza per la
preparazione delle domande e alla pubblicazione delle scadenze per l’accoglimento
o il rifiuto delle proposte di progetto, che dovranno essere accompagnati da
chiare motivazioni. Gli impatti socio-economici di un progetto saranno
analizzati al momento di valutare la domanda.
Sarà aumentato il ricorso ai tassi fissi e a
importi forfettari, per facilitare i processi di presentazione delle domande e
di comunicazione, con un alleggerimento degli obblighi di comunicazione per i
progetti integrati. In particolare, viene introdotto un approccio in due fasi per
la selezione dei progetti integrati. La comunicazione e la riprogrammazione potranno
basarsi su un ciclo di due anni e il calendario dei pagamenti sarà adattato per
garantire al progetto un flusso di cassa più graduale. 
Allo stesso modo, determinati costi che si
sono rivelati onerosi in termini di monitoraggio e di comunicazione non saranno
più considerati ammissibili (es. IVA), e l’ammissibilità di altri costi, quali
i costi del personale di ruolo non specificamente assunto per il progetto,
potrebbero essere limitati o esclusi, mantenendo al tempo stesso un meccanismo
per consentire la prosecuzione del loro contributo alle attività del progetto.
Al fine di garantire che i beneficiari non siano svantaggiati e per mantenere livelli
di sostegno dei progetti finanziati con sovvenzioni per azioni analoghi a
quelli previsti dal regolamento LIFE+, i tassi di cofinanziamento dovrebbero
passare dall’attuale 50% al 70% e, in casi specifici, fino all’80%, garantendo
comunque il medesimo effetto leva attuale. Il tasso più elevato dell’80% si
applicherebbe ai progetti integrati, per compensare il fatto che tali progetti
richiedono un forte impegno di personale di ruolo, il cui costo non può più
essere considerato ammissibile, e ai progetti specifici a sostegno delle
esigenze particolari per lo sviluppo e l’attuazione delle politiche o della
legislazione dell’Unione, in considerazione del valore strategico di questi
progetti e per garantire un interessante tasso di cofinanziamento.
Infine, il programma LIFE dovrebbe continuare
a essere gestito a livello centrale per rafforzare i collegamenti tra le
politiche, la qualità degli interventi, una sana gestione finanziaria e la
stabilità delle risorse, e per garantire che nella fase di messa a punto delle
politiche dell’Unione si tenga conto dei risultati dei progetti LIFE. Questo è
ritenuto un elemento essenziale da parte del Parlamento europeo, degli Stati
membri e dei soggetti interessati. Tuttavia, la gestione corrente potrebbe
essere migliorata delegando molte delle attività a un’agenzia esecutiva
esistente. Date le caratteristiche del programma LIFE e per aumentare le
sinergie con altri programmi di finanziamento dell’Unione, la Commissione
esaminerà la possibilità di delegare in larga misura i compiti di selezione e
di monitoraggio all’Agenzia europea per la competitività e l’innovazione,
mantenendo la governance del programma LIFE all’interno della Commissione.
Poiché gli obiettivi generali delle azioni
prospettate, previsti dall’articolo 3, non possono essere sufficientemente
realizzati dagli Stati membri e possono dunque, a motivo delle dimensioni o
degli effetti dell’intervento, essere conseguiti meglio a livello di Unione, quest’ultima
può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5
del trattato sull’Unione europea. Nel rispetto del principio di proporzionalità
di cui a detto articolo, il presente regolamento non va al di là di quanto
necessario per il raggiungimento degli obiettivi in questione.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La dotazione finanziaria complessiva per il
programma LIFE nella comunicazione QFP per il periodo 2014-2020, espressa a
prezzi correnti, è pari a 3 618 milioni di euro.[21] Di
questo importo, 2 713,5 milioni di euro sono destinati al sottoprogramma Ambiente,
nell’ambito del quale la metà delle risorse dedicate a progetti finanziati per
mezzo di sovvenzioni per azioni è destinata al sostegno della conservazione
della natura e della biodiversità. Un importo pari a 904,5 milioni di euro
è assegnato al sottoprogramma Azione per il clima. 
2011/0428 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
sull’istituzione di un programma per l’ambiente
e l’azione per il clima (LIFE)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 192,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[22],

visto il parere del Comitato delle regioni[23], 
deliberando seconda la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)              
La politica e la legislazione dell’Unione in
materia di ambiente e di clima hanno garantito un miglioramento sostanziale
dello stato dell’ambiente. Restano tuttavia importanti sfide ambientali e
climatiche che, se non affrontate, avranno conseguenze significative per l’Europa.

(2)              
È opportuno che queste sfide ambientali e
climatiche, a causa della loro ampiezza e complessità, siano finanziate
principalmente attraverso i più importanti programmi di finanziamento dell’Unione.
Nella sua comunicazione al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni
intitolata “Un bilancio per la strategia Europa 2020”[24]
(la “comunicazione QFP”), riconoscendo la sfida dei cambiamenti climatici, la
Commissione dichiara che intende aumentare la proporzione del bilancio dell’Unione
destinata al clima ad almeno il 20%, attraverso i contributi di diverse
politiche. Il presente regolamento è
finalizzato a contribuire a tale obiettivo. 
(3)              
I programmi di finanziamento dell’Unione non
possono risolvere tutte le esigenze specifiche relative all’ambiente e all’azione
per il clima. Per l’ambiente e l’azione per il clima sono necessari approcci
specifici per affrontare l’integrazione non uniforme dei rispettivi obiettivi
nelle pratiche degli Stati membri, l’attuazione disomogenea e inadeguata della
legislazione negli Stati membri e l’insufficiente divulgazione e promozione
degli obiettivi delle politiche. È opportuno proseguire il programma LIFE
disciplinato dal regolamento (CE) n. 614/2007 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 maggio 2007, riguardante lo strumento finanziario per l’ambiente
(LIFE+)[25]
e adottare un nuovo regolamento. Pertanto, è necessario che il presente
regolamento stabilisca un programma dedicato di finanziamento, ossia il
programma per l’ambiente e l’azione per il clima (il “programma LIFE”).
(4)              
I beni ambientali sono distribuiti in modo
disomogeneo nell’Unione, ma i loro benefici riguardano l’Unione nel suo
complesso. L’obbligo dell’Unione di conservare tali risorse richiede un’applicazione
coerente dei principi di solidarietà e di condivisione delle responsabilità, il
che implica che alcune problematiche ambientali e climatiche dell’Unione si
affrontano meglio a livello regionale o locale. Il programma LIFE svolge un
ruolo essenziale per garantire una migliore distribuzione della solidarietà e
della condivisione delle responsabilità ai fini della preservazione del bene
comune ambientale e climatico nell’Unione.
(5)              
Date le sue caratteristiche e dimensioni, il programma
LIFE non può risolvere tutti i problemi dell’ambiente e del clima. È opportuno
che il suo obiettivo sia piuttosto quello di innescare cambiamenti nello
sviluppo e nell’attuazione delle politiche, promuovendo e divulgando le
soluzioni migliori e le buone pratiche per raggiungere gli obiettivi ambientali
e climatici.
(6)              
Il presente regolamento stabilisce, per tutta la
durata del programma LIFE, una dotazione finanziaria di 3 618 milioni di
euro[26]
che costituisce il riferimento privilegiato, ai sensi del punto 17 della
proposta della Commissione, del 29 giugno 2011, di accordo
interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla
cooperazione in materia di bilancio e la sana gestione finanziaria[27] per l’autorità
di bilancio, nel corso della procedura annuale di bilancio. 
(7)              
In linea con le conclusioni del Consiglio europeo
di Lussemburgo del dicembre 1997 e del Consiglio europeo di Salonicco del
giugno 2003, è opportuno che i paesi candidati e i paesi dei Balcani
occidentali coinvolti nel processo di stabilizzazione e associazione nonché i
paesi a cui si applica la politica europea di vicinato, siano ammessi a
partecipare ai programmi dell’Unione, conformemente alle condizioni stabilite
negli accordi bilaterali conclusi con tali paesi.
(8)              
Per garantire che gli investimenti relativi all’ambiente
e all’azione per il clima all’interno dell’Unione siano efficaci, alcune
attività devono essere attuate al di fuori dei suoi confini. Tali investimenti
non possono essere sempre finanziati nell’ambito degli strumenti di azione
esterna dell’Unione. In via eccezionale è opportuno rendere possibili gli
interventi in paesi che non partecipano direttamente al programma LIFE e la
partecipazione di persone giuridiche stabilite in tali paesi alle attività
finanziate nell’ambito del programma LIFE, nel rispetto di determinate
condizioni. 
(9)              
È opportuno che il presente regolamento fornisca
anche un quadro di cooperazione con le organizzazioni internazionali competenti
e per il loro sostegno, al fine di coprire le esigenze di politica ambientale e
climatica che non rientrano nel campo di applicazione degli strumenti dell’azione
esterna, come ad esempio alcuni studi. 
(10)          
È opportuno che i requisiti ambientali e climatici siano
integrati nelle politiche e nelle attività dell’Unione. È necessario quindi che
il programma LIFE sia complementare ad altri programmi di finanziamento dell’Unione,
tra cui il Fondo europeo di sviluppo regionale[28], il Fondo sociale europeo[29], il
Fondo di coesione[30],
il Fondo europeo agricolo di garanzia[31], il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale[32], il
Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca[33] nonché Orizzonte 2020[34]. È opportuno
che la Commissione e gli Stati membri assicurino tale complementarità a tutti i
livelli. A livello di Unione, è opportuno che la complementarità venga
garantita stabilendo una cooperazione strutturata tra il programma LIFE e i programmi
di finanziamento dell’Unione a gestione concorrente, nell’ambito del quadro
strategico comune[35],
in particolare per promuovere il finanziamento di attività che completano i
progetti integrati o favoriscono l’uso di soluzioni, metodi e approcci
sviluppati nell’ambito del programma LIFE. Inoltre è necessario che il
programma LIFE incoraggi la valorizzazione concreta delle ricerche ambientali e
climatiche e dei risultati in materia di innovazione di Orizzonte 2020. A
questo proposito, è auspicabile che il programma offra opportunità di
cofinanziamento per i progetti che offrono vantaggi ambientali e climatici
chiari, al fine di assicurare le sinergie. Per evitare il doppio finanziamento
è necessario il coordinamento.
(11)          
L’interruzione e l’inversione del processo di
perdita di biodiversità e il miglioramento dell’efficienza delle risorse, tenendo
conto al tempo stesso delle preoccupazioni ambientali e sanitarie correlate,
continuano ad essere sfide chiave per l’Unione. Queste sfide richiedono uno
sforzo maggiore a livello dell’Unione per offrire soluzioni migliori e buone
pratiche che possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi della
comunicazione della Commissione “Europa 2020: una strategia per una crescita
intelligente, sostenibile e inclusiva” (di seguito la “strategia Europa 2020”)[36].
Inoltre, un generale miglioramento della governance, in particolare attraverso
la sensibilizzazione e il coinvolgimento delle parti interessate, è
fondamentale per conseguire gli obiettivi ambientali. Pertanto, è opportuno che
il sottoprogramma per l’ambiente preveda tre settori prioritari d’azione:
Ambiente ed efficienza delle risorse, Biodiversità, Governanza e informazione
ambientale. È opportuno che progetti finanziati dal programma LIFE possano
contribuire alla realizzazione degli obiettivi specifici di più di uno di tali
settori prioritari, garantendo il coinvolgimento di più di uno Stato membro. 
(12)          
La comunicazione della Commissione al Parlamento
europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato
delle Regioni: “Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’impiego delle
risorse”[37],
ha stabilito le tappe e le azioni necessarie per garantire che l’Unione imbocchi
un percorso di crescita sostenibile con un uso efficiente delle risorse.
Pertanto, è necessario che il settore prioritario Ambiente ed efficienza delle
risorse sostenga l’efficace attuazione della politica ambientale dell’Unione
nei settori pubblico e privato, e in particolare nei settori ambientali coperti
dalla Tabella di marcia verso un’Europa efficiente nell’uso delle risorse,
facilitando lo sviluppo e la condivisione di nuove soluzioni e buone pratiche.
Tuttavia, è opportuno escludere le attività di eco-innovazione che già
rientrano in Orizzonte 2020. 
(13)          
La comunicazione della Commissione al Parlamento
europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato
delle regioni “La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale:
strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2020”[38] (di
seguito, la “Strategia dell’Unione sulla biodiversità fino al 2020”) ha
stabilito gli obiettivi per arrestare e invertire la perdita di biodiversità. Gli
obiettivi includono fra l’altro la piena attuazione della direttiva 92/43/CEE
del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli
habitat naturali e della fauna e flora selvatiche[39] e della
direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre
2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici[40], così
come il mantenimento e il ripristino degli ecosistemi e dei loro servizi. È
opportuno che il programma LIFE contribuisca al conseguimento di tali
obiettivi. Pertanto, è necessario che il settore prioritario Biodiversità sia
incentrato sull’attuazione e la gestione della rete Natura 2000 istituita dalla
direttiva 92/43/CEE del Consiglio, in particolare per quanto riguarda i quadri
di azione prioritaria di cui all’articolo 8 della medesima direttiva, sullo
sviluppo e la diffusione delle migliori pratiche in relazione alla
biodiversità, e le direttive 2009/147/CE e 92/43/CEE, e sulle sfide più ampie
in materia di biodiversità identificate dalla strategia dell’Unione sulla
biodiversità fino al 2020. 
(14)          
Le foreste svolgono un ruolo significativo per l’ambiente
e il clima per quanto riguarda, per esempio, la biodiversità, l’acqua, il suolo
e la mitigazione e l’adattamento al clima. Le foreste e il suolo contribuiscono
a regolare il clima assorbendo anidride carbonica (CO2) dall’atmosfera
e immagazzinando immense quantità di carbonio. Per ottimizzare questo ruolo, è
necessario fornire dati e informazioni pertinenti e compatibili. È opportuno
quindi che il presente regolamento rappresenti anche un quadro di riferimento
per il supporto delle azioni sinergiche ambientali e climatiche associate a
boschi e suolo. Altri campi dove occorre rafforzare le sinergie sono la carenza
idrica e la siccità, così come la gestione dei rischi di alluvioni.
(15)          
La comunicazione della Commissione al Parlamento
europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato
delle regioni “Una tabella di marcia per il passaggio a un’economia competitiva
a basse emissioni di carbonio nel 2050”[41] (di seguito, la “tabella di marcia 2050”)
ha riconosciuto che la sperimentazione di nuovi approcci alla mitigazione dei
cambiamenti climatici continuerà ad essere essenziale per operare la
transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Inoltre, deve
essere garantito l’adattamento ai cambiamenti climatici come priorità
trasversale nell’ambito dell’Unione. Anche la promozione della governance e la
sensibilizzazione sono fondamentali per ottenere risultati costruttivi e per
garantire il coinvolgimento delle parti interessate. Pertanto, è necessario che
il sottoprogramma Azione per il clima sostenga le iniziative che contribuiscono
a tre specifici settori prioritari: Mitigazione dei cambiamenti climatici,
Adattamento ai cambiamenti climatici e Governanza e informazione ambientali. È opportuno
che i progetti finanziati dal programma LIFE possano contribuire alla
realizzazione degli obiettivi specifici di più di uno di tali settori
prioritari, con il coinvolgimento di più di uno Stato membro. 
(16)          
È necessario che il settore prioritario della
mitigazione dei cambiamenti climatici contribuisca allo sviluppo e all’attuazione
delle politiche e della legislazione dell’Unione in materia climatica, in
particolare per quanto riguarda il monitoraggio e la comunicazione delle
emissioni di gas serra, le politiche relative all’uso del suolo, i cambiamenti
di destinazione del territorio e la silvicoltura, il sistema di scambio delle
emissioni, le iniziative degli Stati membri per ridurre le emissioni di gas
serra, la cattura e lo stoccaggio del carbonio, le energie rinnovabili, l’efficienza
energetica, i trasporti e i carburanti, la protezione dello strato di ozono e i
gas fluorurati. 
(17)          
Le prime conseguenze del cambiamento climatico sono
già visibili in Europa e nel mondo, così come le condizioni meteorologiche
estreme che hanno provocato inondazioni e siccità e aumento delle temperature e
del livello del mare. Pertanto è opportuno che il settore prioritario
Adattamento ai cambiamenti climatici contribuisca al processo di adattamento a
tali impatti di tutte le popolazioni, i settori economici e le regioni, per una
maggiore resilienza dell’Unione grazie a specifiche misure e strategie di
adattamento. È necessario che le azioni in questo campo risultino complementari
alle azioni ammesse al finanziamento nell’ambito dello strumento finanziario per
la protezione civile.
(18)          
La piena attuazione della legislazione e della
politica ambientale e climatica è inestricabilmente legata al raggiungimento di
una migliore governance, al miglioramento della partecipazione delle parti
interessate e alla diffusione delle informazioni. Pertanto, è opportuno che in
entrambi i sottoprogrammi i settori prioritari Governanza e informazione
ambientale sostengano lo sviluppo di piattaforme e la condivisione delle buone pratiche
per una migliore osservanza e controllo dell’applicazione della normativa e per
incitare il pubblico e i soggetti interessati a sostenere le politiche dell’Unione
nei settori dell’ambiente e del clima. In particolare, è necessario sostenere
il miglioramento della divulgazione della base di conoscenze, la
sensibilizzazione, la partecipazione dei cittadini, l’accesso alle informazioni
e l’accesso alla giustizia in materia ambientale. 
(19)          
È necessario che il sostegno nel quadro del
presente regolamento sia concesso ai sensi del regolamento del Consiglio (CE,
Euratom) n. 1605/2002, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento
finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee[42]. È
opportuno che i progetti finanziati ai sensi del programma LIFE soddisfino i
criteri di ammissibilità per garantire il migliore utilizzo possibile dei fondi
dell’Unione e assicurare un valore aggiunto europeo. È auspicabile incoraggiare
i progetti con ripercussioni intersettoriali. La Commissione deve inoltre promuovere e incoraggiare l’uso
degli appalti pubblici verdi, in particolare nella fase di realizzazione dei
progetti. 
(20)          
Al fine di mantenere condizioni
di parità per tutte le imprese operanti nel mercato interno ed evitare indebite
distorsioni della concorrenza, è opportuno che i finanziamenti previsti dal
programma LIFE servano, ove necessario, a colmare le lacune del mercato.
Inoltre, nel caso in cui dovessero costituire un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, è necessario che i finanziamenti siano elaborati in conformità alle regole sugli aiuti di Stato, in modo da
evitare distorsioni del mercato come l’esclusione dei finanziamenti privati, la
creazione di strutture di mercato inefficaci o il mantenimento in vita di
imprese inefficienti e non possono essere attuati fino all’approvazione
da parte della Commissione ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del
trattato, a meno che non siano conformi a un regolamento adottato a norma del
regolamento del Consiglio (CE) n. 994/98 del 7 maggio 1998, sull’applicazione
degli articoli 92 e 93 del trattato che istituisce la Comunità europea a
determinate categorie di aiuti di Stato orizzontali[43].
(21)          
Al fine di migliorare l’attuazione della politica
ambientale e climatica e rafforzare l’integrazione degli obiettivi climatici e
ambientali nelle altre politiche, è opportuno che il programma LIFE promuova
progetti che incentivino gli approcci integrati di attuazione delle politiche e
della legislazione in materia ambientale e climatica. Per il sottoprogramma Ambiente,
è necessario che tali progetti siano incentrati principalmente sulla
realizzazione della strategia dell’Unione sulla biodiversità fino al 2020,
con particolare riguardo alla gestione efficace e al consolidamento della rete
Natura 2000, istituita dalla direttiva 92/43/CEE del Consiglio, attraverso la
realizzazione dei quadri di azione prioritaria di cui all’articolo 8 della
stessa direttiva, della direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione
comunitaria in materia di acque[44],
e della legislazione sui rifiuti e la qualità dell’aria. Tali progetti, pur
essendo incentrati sui temi individuati, costituiranno meccanismi di attuazione
plurifunzionali (ad esempio finalizzati a garantire benefici ambientali e
rafforzamento delle capacità) che consentono di ottenere risultati in altri
settori e in particolare in relazione alla direttiva 2008/56/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l’azione
comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino (direttiva quadro
sulla strategia per l’ambiente marino)[45]. È auspicabile che tali tipologie di
progetti siano previste in altre aree ambientali. Per il sottoprogramma Azione
per il clima, è opportuno che i progetti integrati riguardino in particolare l’attuazione
di strategie di mitigazione e adattamento climatico e i piani d’azione. Tali
tipologie di progetti devono sostenere solo una serie di attività e misure
specifiche, mentre è opportuno che le altre attività complementari a quelle
incluse nel progetto siano finanziate per mezzo di altri programmi di
finanziamento dell’Unione, nonché di fondi nazionali, regionali e del settore
privato. Il finanziamento attraverso il programma LIFE deve avvalersi delle
sinergie e garantire la coerenza tra le diverse fonti di finanziamento dell’Unione,
fornendo una strategia incentrata sui temi ambientali e climatici.
(22)          
L’Unione è firmataria della Convenzione della
Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE) sull’accesso del
pubblico alle informazioni, la partecipazione dei cittadini e l’accesso alla
giustizia in materia ambientale (di seguito, “convenzione di Århus”). Pertanto
è opportuno che l’azione delle organizzazioni non governative (ONG) venga
sostenuta, in quanto efficace nel promuovere gli obiettivi della convenzione di
Århus facendosi portavoce delle preoccupazioni e delle opinioni dei cittadini
dell’Unione nell’ambito del processo di elaborazione delle politiche e
sostenendone l’attuazione, e nel favorire anche la sensibilizzazione ai problemi
ambientali legati al clima e alle relative risposte politiche. È opportuno che
il programma LIFE sostenga una vasta gamma di ONG di interesse dell’Unione,
attive principalmente nel settore dell’ambiente e/o dell’azione per il clima,
attraverso la concessione, secondo modalità competitive e trasparenti, di
sovvenzioni di funzionamento, per aiutarle a contribuire efficacemente alle
politiche dell’Unione e a sviluppare e rafforzare il loro ruolo di partner più
efficienti. 
(23)          
Al fine di svolgere il suo ruolo di iniziatrice dello
sviluppo e dell’attuazione della politica ambientale e climatica, è opportuno
che la Commissione utilizzi le risorse del programma LIFE per sostenere l’avvio
l’attuazione e l’integrazione della politica e della legislazione dell’Unione
in materia ambientale e climatica, compreso l’acquisto di beni e servizi. Le
risorse finanziarie assegnate alle attività di comunicazione ai sensi del
presente regolamento riguardano anche la comunicazione istituzionale sulle
priorità politiche dell’Unione[46].

(24)          
È probabile che il divario
attuale registrato sul mercato tra la domanda e l’offerta di prestiti, e tra
capitale netto e capitale di rischio persista nel contesto della crisi
finanziaria, e pertanto è opportuno consentire l’utilizzo di strumenti
finanziari per sostenere progetti nei campi dell’ambiente o del clima che
abbiano capacità di generazione di entrate. Gli strumenti finanziari supportati
dal programma LIFE devono essere utilizzati per soddisfare le esigenze
specifiche del mercato in modo economicamente efficace, in linea con gli
obiettivi del programma, evitando l’esclusione dei finanziamenti privati. Gli
strumenti finanziari potranno essere combinati con sovvenzioni finanziate dal
bilancio dell’Unione, anche ai sensi del presente regolamento. 
(25)          
L’esperienza acquisita con strumenti precedenti ha
evidenziato la necessità di prevedere una programmazione pluriennale e di
concentrare gli sforzi su priorità e aree di intervento concrete delle
politiche ambientali e climatiche. I programmi di lavoro pluriennali dovranno
essere flessibili per raggiungere gli obiettivi e le finalità del programma
LIFE e, al contempo, garantire la necessaria stabilità dei settori prioritari
per consentire ai potenziali candidati di pianificare, preparare e presentare
le proposte. In questa prospettiva, è opportuno che i programmi di lavoro
pluriennali siano validi per almeno due anni, con priorità non esaustive. 
(26)          
Al fine di semplificare il
programma LIFE e di ridurre gli oneri amministrativi per i richiedenti e i
beneficiari, è necessario aumentare l’uso di tassi fissi e
di importi forfettari, e concentrare i finanziamenti su categorie di costi più
specifiche. A titolo di compensazione per i costi non ammissibili e al fine di
mantenere l’efficace livello di supporto previsto dal programma LIFE, è
opportuno fissare i tassi di cofinanziamento al 70% come regola generale, e all’80%
in casi specifici.
(27)          
È opportuno che il programma LIFE e i relativi
sottoprogrammi siano regolarmente monitorati e valutati sulla base dei relativi
indicatori, per consentire eventuali aggiustamenti. Al fine di dimostrare i
benefici collaterali che entrambi i sottoprogrammi possono offrire all’azione
per il clima e alla biodiversità, e per fornire informazioni sul livello di
spesa, è necessario che il monitoraggio del programma LIFE garantisca la
tracciabilità delle spese legate al clima e alla biodiversità, come specificato
nella comunicazione QFP. Tale monitoraggio deve essere eseguito sulla base di
una metodologia semplice, inserendo la spesa in una delle tre categorie
seguenti: spese legate esclusivamente a clima/biodiversità (da conteggiare al 100%),
spese legate in misura significativa a clima/biodiversità (da conteggiare al 40%),
e nessuna correlazione con clima/biodiversità (da conteggiare allo 0%). È necessario
che tale metodologia non escluda l’utilizzo di metodologie più precise, ove
opportuno.
(28)          
Gli interessi finanziari dell’Unione devono essere
tutelati durante tutto il ciclo della spesa con misure proporzionate, tra cui
la prevenzione, l’individuazione e l’esame delle irregolarità, il recupero di
fondi perduti, indebitamente versati o non correttamente utilizzati e, se del
caso, sanzioni.
(29)          
Al fine di garantire condizioni uniformi di applicazione
del presente regolamento in relazione all’adozione dei programmi di lavoro
pluriennali, è opportuno che alla Commissione vengano conferite competenze di
esecuzione. Tali competenze devono essere esercitate secondo le disposizioni
del regolamento (UE) n. 182/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le
regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli
Stati membri dell’esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione[47].
(30)          
Per garantire il migliore utilizzo possibile dei
fondi dell’Unione e assicurare un valore aggiunto europeo, è necessario
delegare alla Commissione il potere di adottare atti, in conformità all’articolo
290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, riguardanti i criteri
di ammissibilità per la selezione dei progetti, i criteri per l’applicazione
dell’equilibrio geografico ai “progetti integrati” e gli indicatori di prestazione
applicabili a specifiche priorità tematiche. È particolarmente importante che
la Commissione svolga consultazioni adeguate durante i lavori preparatori,
anche a livello di esperti. È opportuno che la Commissione, nella preparazione
e redazione di atti delegati, garantisca la trasmissione simultanea, tempestiva
e adeguata dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.
(31)          
Occorre pertanto abrogare il regolamento (CE)
n. 614/2007.
(32)          
Per garantire una transizione efficace tra il
programma LIFE e le misure adottate ai sensi del regolamento (CE) n. 614/2007 è
necessario continuare a monitorare, verificare e valutare, sotto il profilo
qualitativo, le attività finanziate ai sensi di tale regolamento dopo la sua
scadenza.
(33)          
Il valore aggiunto del programma LIFE deriva dalla
specificità e dal preciso orientamento del suo approccio, che rendono i suoi
interventi particolarmente rispondenti alle esigenze ambientali e climatiche. Attraverso
la messa in comune di risorse e competenze il programma LIFE può contribuire a
una più efficace applicazione delle politiche ambientali rispetto all’azione
individuale dei singoli Stati membri. Esso serve inoltre da piattaforma per lo
sviluppo e lo scambio di buone pratiche e conoscenze, che consente di
migliorare l’attuazione dell’acquis, di catalizzare e accelerare le
modifiche necessarie, e di rafforzare le capacità, di sostenere i
soggetti privati nella conduzione di test su piccola scala di tecnologie e
soluzioni, soprattutto da parte delle PMI, e di permettere agli Stati membri e
alle parti interessate di imparare gli uni dagli altri. Inoltre, il programma
LIFE crea sinergie tra fondi unionali e nazionali, incentivando ulteriori finanziamenti
del settore privato, aumentando così la coerenza dell’intervento dell’Unione e
promuovendo una più omogenea applicazione dell’acquis.
(34)          
Poiché gli obiettivi delle azioni proposte, che
nello specifico contribuiscono alla realizzazione e allo sviluppo della politica
e della legislazione dell’Unione in materia ambientale e climatica, compresa l’integrazione
degli obiettivi ambientali e climatici in altre politiche, e alla promozione di
una migliore governance, non possono essere sufficientemente realizzati dagli
Stati membri e possono dunque, a causa delle dimensioni e degli effetti dell’azione,
essere realizzati meglio a livello di Unione, quest’ultima può intervenire in
conformità al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato
sull’Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario
per conseguire tali obiettivi in ottemperanza al principio di proporzionalità
enunciato nello stesso articolo,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
TITOLO I
Il
programma per l’ambiente e l’azione
per il clima (LIFE)
Articolo 1
Istituzione

È istituito un programma per l’ambiente e l’azione
per il clima (LIFE) per il periodo dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre
2020 (di seguito, il “programma LIFE”).
Articolo 2
Definizioni
Ai fini del presente regolamento, si intende
per:
(a)         
“progetti pilota”, i progetti che applicano una
tecnica o un metodo che non è stato applicato e testato prima, o altrove, e che
offrono potenziali vantaggi ambientali o climatici rispetto alle attuali
migliori pratiche;
(b)         
“progetti dimostrativi”, i progetti che mettono in
pratica, sperimentano, valutano e diffondono azioni, metodologie o approcci che
sono nuovi o sconosciuti nel contesto specifico del progetto, come ad esempio
sul piano geografico, ecologico o socioeconomico, e che potrebbero essere
applicati altrove in circostanze analoghe; 
(c)         
“progetti di buone pratiche”, i progetti che
applicano tecniche, metodi e approcci adeguati, efficaci sotto il profilo
economico e all’avanguardia, tenendo conto del contesto specifico del progetto;
(d)         
“progetti integrati”, i progetti finalizzati ad
attuare in modo sostenibile, su una vasta scala territoriale, in particolare
regionale, multi-regionale o nazionale, strategie o piani d’azione ambientali o
climatici previsti dalla legislazione dell’Unione in materia ambientale o
climatica, da atti dell’Unione o elaborati dalle autorità degli Stati membri;
(e)         
“progetti di assistenza tecnica”, i progetti volti
a sostenere l’elaborazione di progetti integrati di cui alla lettera d);
(f)           
“progetti preparatori”, i progetti che rispondono alle
esigenze specifiche connesse all’attuazione e allo sviluppo delle politiche e
della legislazione dell’Unione in materia ambientale o climatica. 
Articolo 3
Obiettivi
e indicatori 
1.                 
Il programma LIFE persegue in particolare i
seguenti obiettivi generali:
(a)         
contribuire al passaggio a un’economia efficiente
in termini di risorse, con minori emissioni di carbonio e resiliente ai
cambiamenti climatici, contribuire alla protezione e al miglioramento della
qualità dell’ambiente e all’interruzione e all’inversione del processo di
perdita di biodiversità; 
(b)         
migliorare lo sviluppo, l’attuazione e l’applicazione
della politica e della legislazione ambientale e climatica dell’Unione, e
catalizzare e promuovere l’integrazione degli obiettivi ambientali e climatici nelle
altre politiche dell’Unione e nella pratica nel settore pubblico e privato,
anche attraverso l’aumento della loro capacità; 
(c)         
sostenere maggiormente la governanza ambientale e
climatica a tutti i livelli. 
In tal modo, il programma LIFE contribuisce allo
sviluppo sostenibile e al raggiungimento degli obiettivi e alle finalità della
strategia Europa 2020.
2.                      
Le prestazioni del programma LIFE sono valutate, in
particolare, in base ai seguenti indicatori: 
(a)         
per quanto riguarda l’obiettivo di cui al paragrafo
1, lettera a), miglioramenti in campo ambientale e climatico attribuibili al
programma. In relazione alla finalità di contribuire ad arrestare e invertire
la perdita di biodiversità, i miglioramenti ambientali attribuibili al
programma sono misurati in base alla percentuale della rete Natura 2000
ripristinata o ricondotta a un’adeguata gestione, alla superficie dei servizi
ecosistemici ripristinata e al numero e al tipo di habitat e di specie
bersaglio il cui stato di conservazione risulta migliorato; 
(b)         
per quanto riguarda gli obiettivi legati allo
sviluppo e all’attuazione di cui al paragrafo 1, lettera b), il numero di
interventi sviluppati o intrapresi che attuano piani, programmi o strategie in
conformità alla politica e alla legislazione ambientale o climatica dell’Unione
e il numero di interventi idonei a essere replicati o trasferiti;
(c)         
per quanto riguarda gli obiettivi in materia di
integrazione di cui al paragrafo 1, lettera b), il numero di interventi che conseguono
sinergie con altri programmi di finanziamento dell’Unione o che sono integrati
negli stessi, oppure nella prassi del settore pubblico o del settore privato;
(d)         
per quanto riguarda l’obiettivo di cui al paragrafo
1, lettera c), il numero di interventi per migliorare la governanza, la
diffusione delle informazioni e la sensibilizzazione in materia ambientale e
climatica.
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati, ai sensi dell’articolo 30, riguardanti gli indicatori di prestazione in
vista della loro applicazione alle priorità tematiche definite nel programma di
lavoro pluriennale di cui all’articolo 24.
3.                      
Gli obiettivi di cui al paragrafo 1 sono perseguiti
attraverso i seguenti sottoprogrammi (di seguito, “sottoprogrammi”):
(a)         
il sottoprogramma Ambiente;
(b)         
il sottoprogramma Azione per il clima.
Articolo 4
Dotazione
finanziaria
1.                      
La dotazione finanziaria per l’attuazione del
programma LIFE è pari a 3 618 milioni di EUR[48].
2.                      
La ripartizione di bilancio tra i sottoprogrammi è
la seguente:
(a)         
2 713 500 000 EUR della dotazione
finanziaria globale di cui al paragrafo 1 sono destinati al sottoprogramma Ambiente;
(b)         
904 500 000 EUR della dotazione
finanziaria globale di cui al paragrafo 1 sono destinati al sottoprogramma Azione
per il clima.
Articolo 5
Partecipazione di paesi terzi al programma LIFE
Al programma
LIFE possono partecipare i paesi candidati all’adesione in base ai seguenti
criteri:
(a)         
i paesi facenti parte dell’Associazione europea di
libero scambio (EFTA) che sono firmatari dell’accordo sullo Spazio economico
europeo (SEE);
(b)         
i paesi candidati, i potenziali candidati e i paesi
in via di adesione all’Unione;
(c)         
i paesi ai quali si applica la politica europea di
vicinato;
(d)         
i paesi che sono divenuti membri dell’Agenzia
europea dell’ambiente, a norma del regolamento (CE) n. 933/1999 del Consiglio,
del 29 aprile 1999, che modifica il regolamento (CEE) n. 1210/90 sull’istituzione
dell’Agenzia europea dell’ambiente e della rete europea di informazione e di osservazione
in materia ambientale[49].
Le modalità di tale partecipazione sono
conformi alle condizioni stabilite negli accordi bilaterali o multilaterali che
fissano i principi generali della partecipazione di tali paesi ai programmi
dell’Unione.
Articolo 6
Attività
al di fuori dell’Unione 
1.                      
Fatto salvo l’articolo 5, il programma LIFE può
finanziare attività al di fuori dell’Unione, a condizione che tali attività siano
indispensabili per raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici dell’Unione
o per garantire l’efficacia degli interventi effettuati negli Stati membri.
2.                      
Una persona giuridica avente sede al di fuori dell’Unione
può partecipare ai progetti di cui all’articolo 18, a condizione che il
beneficiario incaricato del coordinamento del progetto abbia sede nell’Unione e
che l’attività da svolgere al di fuori dell’Unione risponda ai requisiti di cui
al paragrafo 1.
Articolo 7
Cooperazione
internazionale
Nel corso dell’attuazione del programma LIFE,
è possibile la cooperazione con le organizzazioni internazionali competenti e
con i rispettivi organi e istituzioni, al fine di conseguire gli obiettivi di
cui all’articolo 3. 
Articolo 8
Complementarità
1.                      
La Commissione e gli Stati membri garantiscono la
coerenza del sostegno concesso nell’ambito del programma LIFE con le politiche
e le priorità dell’Unione e la sua complementarità con gli altri strumenti dell’Unione.
2.                      
Le operazioni finanziate nell’ambito del programma
LIFE rispettano la legislazione dell’Unione e degli Stati membri, comprese le regole
dell’Unione in materia di aiuti di Stato. In particolare, i finanziamenti nell’ambito
del programma LIFE che costituiscono un aiuto di Stato ai sensi dell’articolo
107, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea sono notificati
dagli Stati membri alla Commissione e non possono essere eseguiti fino all’approvazione
da parte della Commissione ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del
Trattato, a meno che non siano conformi a un regolamento adottato ai sensi del
regolamento (CE) n. 994/98 del Consiglio.
3.                      
In conformità alle rispettive competenze, la
Commissione e gli Stati membri garantiscono il coordinamento tra il programma
LIFE e il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo sociale europeo, il
Fondo di coesione, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e il Fondo
europeo per gli affari marittimi e la pesca al fine di creare sinergie, in
particolare nel contesto dei progetti integrati di cui all’articolo 18, lettera
d), e per favorire l’utilizzo di soluzioni, metodi e approcci sviluppati nell’ambito
del programma LIFE. A livello dell’Unione, il coordinamento ha luogo nell’ambito
del quadro strategico comune di cui all’articolo 10 del regolamento (UE) n. ...
(regolamento QSC).
4.                      
La Commissione garantisce inoltre la coerenza e le
sinergie ed evita sovrapposizioni tra il programma LIFE e le altre politiche e
gli strumenti dell’Unione, in particolare Orizzonte 2020 e gli strumenti e le
politiche compresi nel quadro dell’azione esterna dell’Unione. 
TITOLO II
I
SOTTOPROGRAMMI
CAPO I
Il sottoprogramma Ambiente
Articolo 9
Settori
prioritari specifici del sottoprogramma Ambiente
1.                      
Il sottoprogramma Ambiente prevede tre settori di
azione prioritari:
–              
Ambiente ed uso efficiente delle risorse;
–              
Biodiversità;
–              
Governanza e informazione ambientale.
2.                      
Almeno il 50% delle risorse di bilancio destinate
ai progetti finanziati a titolo di sovvenzioni per azioni nell’ambito del
sottoprogramma Ambiente è riservato a progetti a sostegno della conservazione
della natura e della biodiversità.
Articolo 10
Obiettivi
specifici nel settore prioritario Ambiente ed uso efficiente delle risorse 
Gli obiettivi specifici del sottoprogramma Ambiente
nel settore prioritario Ambiente ed uso efficiente delle risorse sono in
particolare:
(a)         
sviluppare, sperimentare e dimostrare approcci
politici o di gestione, buone pratiche e soluzioni alle sfide ambientali,
adatti ad essere replicati, trasferiti o integrati, anche per quanto riguarda
il legame tra ambiente e salute, e idonei a promuovere le politiche e la
legislazione in materia di efficienza delle risorse, compresa la tabella di
marcia per un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse;
(b)         
sostenere l’applicazione, lo sviluppo, la
sperimentazione e la dimostrazione di approcci integrati per l’attuazione dei
piani e programmi in conformità alla politica e alla legislazione dell’Unione
in materia di ambiente, soprattutto nei settori delle acque, dei rifiuti e dell’aria;

(c)         
migliorare la base di conoscenze per lo sviluppo,
la stima, il monitoraggio e la valutazione della politica e della legislazione
ambientale dell’Unione, e per la valutazione e il monitoraggio dei fattori,
delle pressioni e delle risposte che esercitano un impatto ambientale all’interno
e all’esterno dell’Unione. 
Articolo 11 
Obiettivi
specifici nel settore prioritario Biodiversità 
Gli obiettivi specifici del sottoprogramma Ambiente
nel settore prioritario Biodiversità sono in particolare:
(a)         
contribuire all’attuazione della politica e della
legislazione dell’Unione in materia di biodiversità, compresa la strategia dell’Unione
per la biodiversità fino al 2020, la direttiva 2009/147/CE e la direttiva
92/43/CEE, in particolare attraverso l’applicazione, lo sviluppo e la
sperimentazione di approcci, buone pratiche e soluzioni;
(b)         
sostenere l’ulteriore sviluppo, l’attuazione e la
gestione della rete Natura 2000 istituita dall’articolo 3 della direttiva
92/43/CEE, con particolare riguardo all’applicazione, allo sviluppo, alla
sperimentazione e alla dimostrazione degli approcci integrati per l’attuazione
dei quadri d’azione prioritari previsti dall’articolo 8 della direttiva
92/43/CEE; 
(c)         
migliorare la base di conoscenze per lo sviluppo,
la stima, il monitoraggio e la valutazione della politica e della legislazione
ambientale dell’Unione in materia di biodiversità, e per la valutazione e il
monitoraggio dei fattori, delle pressioni e delle risposte che esercitano un
impatto sulla biodiversità all’interno e all’esterno dell’Unione. 
Articolo 12
Obiettivi
specifici nel settore prioritario Governanza e informazione ambientale 
Gli obiettivi specifici del sottoprogramma
Ambiente nel settore prioritario Governanza e informazione ambientale sono in
particolare:
(a)         
promuovere la sensibilizzazione in materia ambientale,
anche per ottenere il sostegno del pubblico e delle parti interessate all’elaborazione
delle politiche ambientali dell’Unione, e promuovere l’educazione allo sviluppo
sostenibile;
(b)         
 sostenere la comunicazione, la gestione e la
diffusione delle informazioni nel settore dell’ambiente e facilitare la
condivisione delle conoscenze sulle migliori soluzioni e buone pratiche
ambientali, anche attraverso lo sviluppo di piattaforme di cooperazione tra le
parti interessate e la formazione;
(c)         
promuovere e contribuire ad aumentare l’efficacia
del rispetto e dell’applicazione della legislazione ambientale dell’Unione, in
particolare incoraggiando lo sviluppo e la diffusione di buone pratiche e
approcci politici;
(d)         
promuovere una migliore governanza ambientale allargando
la partecipazione dei soggetti interessati, comprese le ONG, alle consultazioni
e all’attuazione delle politiche.
CAPO 2
Il sottoprogramma Azione per il clima
Articolo 13
Settori
prioritari specifici del sottoprogramma Azione per il clima
Il sottoprogramma Azione per il clima prevede
tre settori di azione prioritari:
–                        
Mitigazione dei cambiamenti climatici;
–                        
Adattamento ai cambiamenti climatici;
–                        
Governanza e informazione in materia climatica.
Articolo 14
Obiettivi specifici del settore prioritario Mitigazione dei cambiamenti
climatici
Allo scopo di contribuire alla riduzione delle
emissioni di gas serra, il settore prioritario Mitigazione dei cambiamenti
climatici persegue, in particolare, i seguenti obiettivi specifici:
(a)         
contribuire all’attuazione e allo sviluppo delle
politiche e della legislazione dell’Unione in materia di mitigazione, compresa
l’integrazione tra i diversi settori, in particolare attraverso lo sviluppo, la
sperimentazione e la dimostrazione di approcci politici o di gestione, di buone
pratiche e di soluzioni per la mitigazione dei cambiamenti climatici;
(b)         
migliorare la base di conoscenze per lo sviluppo,
la stima, il monitoraggio, la valutazione e l’attuazione di azioni e misure di
mitigazione efficaci, e migliorare la capacità di mettere in pratica tali
conoscenze;
(c)         
facilitare lo sviluppo e l’attuazione di strategie
integrate, come per le strategie di mitigazione e i piani di azione, a livello
locale, regionale o nazionale;
(d)         
contribuire allo sviluppo e alla dimostrazione di
tecnologie, sistemi, metodi e strumenti di mitigazione innovativi, idonei a
essere replicati, trasferiti o integrati.
Articolo 15
Obiettivi
specifici del settore prioritario Adattamento ai cambiamenti climatici
Allo scopo di contribuire agli sforzi
finalizzati ad accrescere la resilienza ai cambiamenti climatici, il settore
prioritario Adattamento ai cambiamenti climatici persegue in particolare i
seguenti obiettivi specifici:
(a)         
contribuire all’attuazione e allo sviluppo delle
politiche e della legislazione dell’Unione in materia di adattamento, compresa
l’integrazione tra i diversi settori, in particolare attraverso lo sviluppo, la
sperimentazione e la dimostrazione di approcci politici o di gestione, di buone
pratiche e di soluzioni per l’adattamento ai cambiamenti climatici;
(b)         
migliorare la base di conoscenze per lo sviluppo,
la stima, il monitoraggio, la valutazione e l’attuazione di azioni e misure di
adattamento efficaci e migliorare la capacità di mettere in pratica tali
conoscenze;
(c)         
facilitare lo sviluppo e l’attuazione di approcci
integrati, come per le strategie di adattamento e i piani di azione, a livello
locale, regionale o nazionale; 
(d)         
contribuire allo sviluppo e alla dimostrazione di
tecnologie, sistemi, metodi e strumenti di adattamento innovativi, idonei a
essere replicati, trasferiti o integrati.
Articolo 16
Obiettivi
specifici del settore prioritario Governanza e informazione
in materia climatica 
Gli obiettivi specifici del settore
prioritario Governanza e informazione in materia climatica sono in particolare:
(a)         
promuovere la sensibilizzazione in materia
climatica, anche per ottenere il sostegno del pubblico e delle parti
interessate all’elaborazione delle politiche climatiche dell’Unione, e
promuovere l’educazione allo sviluppo sostenibile;
(b)         
sostenere la comunicazione, la gestione e la
diffusione delle informazioni nel settore del clima e facilitare la
condivisione delle conoscenze sulle migliori soluzioni e buone pratiche
climatiche, anche attraverso lo sviluppo di piattaforme di cooperazione tra le
parti interessate e la formazione;
(c)         
promuovere e contribuire ad aumentare l’efficacia del
rispetto e dell’applicazione della legislazione climatica dell’Unione, in
particolare incoraggiando lo sviluppo e la diffusione di buone pratiche e
approcci politici;
(d)         
promuovere una migliore governanza climatica
allargando la partecipazione dei soggetti interessati, comprese le ONG, alle
consultazioni e all’attuazione delle politiche.
TITOLO III
MODALITÀ
DI ATTUAZIONE COMUNI
CAPO 1
Finanziamento
Articolo 17
Tipi
di finanziamento
1.                      
I finanziamenti dell’Unione possono assumere le
seguenti forme giuridiche:
(a)         
sovvenzioni; 
(b)         
appalti pubblici;
(c)         
contributi agli strumenti finanziari in conformità
alle disposizioni generali sugli strumenti finanziari di cui al regolamento
(CE, Euratom) n. 1605/2002 e ai requisiti più operativi indicati in atti
specifici dell’Unione;
(d)         
tutti gli altri interventi necessari al fine di
conseguire gli obiettivi di cui all’articolo 3. 
2.                      
La Commissione attua il presente regolamento in
conformità al regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002. 
3.                      
I finanziamenti previsti dal presente regolamento,
che costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 107, paragrafo 1, del
trattato sul funzionamento dell’Unione europea, sono eseguiti nel rispetto
delle regole dell’Unione in materia di aiuti di Stato.
Articolo 18
Progetti
Le sovvenzioni per azioni possono finanziare i
seguenti progetti:
(a)         
progetti pilota;
(b)         
progetti dimostrativi;
(c)         
progetti di buone pratiche; 
(d)         
progetti integrati, principalmente nei settori
natura, acqua, rifiuti, aria e mitigazione dei cambiamenti climatici e
adattamento ad essi, 
(e)         
progetti di assistenza tecnica;
(f)           
progetti preparatori; 
(g)         
progetti d’informazione, sensibilizzazione e divulgazione;

(h)         
tutti gli altri progetti necessari al fine di
conseguire gli obiettivi di cui all’articolo 3. 
Articolo 19
Criteri
di ammissibilità di progetti
1.                      
I progetti di cui all’articolo 18 soddisfano i
seguenti criteri di ammissibilità:
(a)         
sono di interesse per l’Unione e apportano un
contributo significativo al raggiungimento di uno degli obiettivi del programma
LIFE di cui all’articolo 3;
(b)         
garantiscono un approccio efficace sotto il profilo
dei costi e sono tecnicamente e finanziariamente coerenti;
(c)         
prevedono un’attuazione efficace.
La Commissione ha il potere di adottare atti
delegati in conformità all’articolo 30, riguardanti le condizioni di applicazione
del criterio di cui al paragrafo 1, lettera a), al fine di adattare tale
criterio ai settori prioritari specifici definiti negli articoli 9 e 13. 
2.                      
Ove possibile, i progetti finanziati dal programma
LIFE promuovono le sinergie tra i vari obiettivi e il ricorso agli appalti
pubblici verdi.
3.                      
I progetti integrati di cui all’articolo 18,
lettera d) associano, ove opportuno, le parti interessate, e promuovono, se possibile,
la mobilizzazione di altre fonti di finanziamento dell’Unione e il loro
coordinamento. 
La Commissione garantisce l’equilibrio geografico,
in linea con i principi di solidarietà e di condivisione degli oneri nel
processo di aggiudicazione dei progetti integrati. La Commissione ha il potere
di adottare atti delegati, in conformità all’articolo 30, riguardanti i criteri
per l’applicazione dell’equilibrio geografico in ciascuna area tematica di cui
all’articolo 18, lettera d). 
4.                      
La Commissione presta particolare attenzione ai
progetti transnazionali in cui la cooperazione transnazionale è essenziale per
garantire la tutela dell’ambiente e gli obiettivi climatici, e si adopera per
garantire che almeno il 15% delle risorse di bilancio dedicate ai progetti sia
assegnato a progetti transnazionali. 
Articolo 20
Tassi
di cofinanziamento e ammissibilità dei costi dei progetti
1.                      
Il tasso massimo di cofinanziamento per i progetti
di cui all’articolo 18 è pari al 70% dei costi ammissibili. In via eccezionale,
il tasso massimo di cofinanziamento per i progetti di cui all’articolo 18,
lettere d) e f), è pari all’80% dei costi ammissibili. 
2.                      
L’IVA non è considerata un costo ammissibile per i
progetti di cui all’articolo 18.
I costi relativi all’acquisto
di terreni sono considerati ammissibili al finanziamento dell’Unione per i progetti di cui all’articolo 18, a
condizione che:
–              
l’acquisto contribuisca a migliorare, mantenere e
ripristinare l’integrità della rete Natura 2000 istituita dall’articolo 3 della
direttiva 92/43/CEE;
–              
l’acquisto di terreni costituisca l’unico o il più
efficace mezzo per ottenere il risultato desiderato in materia di
conservazione;
–              
i terreni acquistati siano riservati, nel lungo
termine, ad usi compatibili con gli obiettivi di cui agli articoli 11, 14 e 15
e
–              
lo Stato membro interessato garantisca, mediante
trasferimento o in altro modo, la destinazione a lungo termine di tali terreni
a scopi di conservazione della natura.
Articolo 21
Sovvenzioni
di funzionamento
1.                      
Sono concesse sovvenzioni di funzionamento a favore
di determinate spese operative e amministrative di organizzazioni senza scopo
di lucro che perseguono finalità di interesse generale europeo, che sono attive
principalmente nel settore dell’ambiente e/o dell’azione per il clima e sono coinvolte
nello sviluppo, nell’attuazione e nell’applicazione della politica e della
legislazione dell’Unione. 
2.                      
Il tasso massimo di cofinanziamento dell’Unione per
le sovvenzioni di funzionamento di cui al paragrafo 1 è pari al 70% dei costi
ammissibili. 
Articolo 22
Altri
tipi di attività 
Il programma LIFE può finanziare azioni
attuate dalla Commissione a sostegno dell’avvio, dell’attuazione e dell’integrazione
delle politiche ambientali e climatiche e della legislazione dell’Unione al
fine di conseguire gli obiettivi di cui all’articolo 3. Tali azioni possono comprendere:
(a)         
le spese di informazione e comunicazione, comprese
le campagne di sensibilizzazione. Le risorse finanziarie assegnate alle
attività di comunicazione ai sensi del presente regolamento coprono anche la
comunicazione istituzionale sulle priorità politiche dell’Unione;
(b)         
studi, indagini, modellizzazioni e scenari;
(c)         
preparazione, attuazione, monitoraggio, controllo e
valutazione dei progetti, delle politiche, dei programmi e della legislazione;
(d)         
workshop, conferenze e incontri;
(e)         
piattaforme di networking e di buone pratiche;
(f)           
tutte le altre attività necessarie al fine di
conseguire gli obiettivi di cui all’articolo 3.
Articolo 23
Beneficiari
Il programma LIFE può finanziare enti pubblici
e privati. 
CAPO 2
Misure
di attuazione
Articolo 24
Programmi
di lavoro pluriennali 
1.                      
La Commissione adotta programmi di lavoro
pluriennali per il programma LIFE. Tali atti di esecuzione sono adottati in
conformità alla procedura di esame di cui all’articolo 29, paragrafo 2. 
2.                      
Ciascun programma di lavoro pluriennale ha una durata
di almeno due anni e stabilisce, in linea con gli obiettivi di cui all’articolo
3, quanto segue:
(a)         
la durata del programma di lavoro pluriennale;
(b)         
 la ripartizione dei fondi tra ciascun settore
prioritario e tra le diverse tipologie di finanziamento nell’ambito di ciascun
sottoprogramma;
(c)         
 le priorità tematiche per i progetti da finanziare
nel periodo coperto dal programma di lavoro pluriennale;
(d)         
risultati, indicatori e obiettivi qualitativi e
quantitativi per ciascun settore prioritario e ciascuna tipologia di progetti
nel periodo coperto dal programma di lavoro pluriennale; 
(e)         
criteri di selezione e aggiudicazione delle
sovvenzioni;
(f)           
calendari indicativi per gli inviti a presentare
proposte per il periodo coperto dal programma di lavoro pluriennale. 
3.                      
Ove opportuno, la Commissione rivede i programmi di
lavoro pluriennali. Tali atti di esecuzione sono adottati in conformità alla
procedura di esame di cui all’articolo 29, paragrafo 2.
Articolo 25
Metodi di esecuzione
La Commissione esegue le azioni intese a
perseguire gli obiettivi di cui all’articolo 3 secondo i metodi di gestione
indicati all’articolo 53 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, in
particolare attraverso la gestione diretta o indiretta da parte della
Commissione su base centralizzata, o la gestione congiunta con organizzazioni
internazionali.
Articolo 26
Assistenza
tecnica e amministrativa
La dotazione finanziaria del programma LIFE
può anche coprire le spese necessarie relative alle attività di preparazione,
monitoraggio, controllo, audit, comunicazione e valutazione direttamente
necessarie per la gestione del programma LIFE e il raggiungimento dei suoi
obiettivi.
Articolo 27
Monitoraggio
e valutazione 
1.                      
La Commissione effettua il monitoraggio e procede a
comunicazioni periodiche in relazione all’attuazione del programma LIFE e dei
suoi sottoprogrammi, compreso l’importo delle spese connesse al clima e alla
biodiversità. Essa esamina inoltre le sinergie tra il programma LIFE e altri
programmi dell’Unione complementari, e in particolare le sinergie tra i suoi
sottoprogrammi. 
2.                      
La Commissione presenta al Parlamento europeo, al
Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni:
(a)         
entro il 30 settembre 2017, una valutazione
intermedia esterna del programma LIFE e dei suoi sottoprogrammi, comprendente
gli aspetti qualitativi e quantitativi della sua attuazione, l’importo delle
spese connesse al clima e alla biodiversità e la sua complementarità con altri
programmi pertinenti dell’Unione, il raggiungimento degli obiettivi di tutte le
misure (a livello di risultati e impatti, se possibile), l’efficienza dell’uso
delle risorse e il relativo valore aggiunto europeo, in vista di una decisione sul
rinnovo, la modifica o la sospensione delle misure. La valutazione analizza inoltre
le possibilità di semplificazione, la coerenza interna ed esterna del programma
e se tutti i suoi obiettivi restano pertinenti, così come il contributo delle
misure alle priorità dell’Unione in termini di crescita intelligente,
sostenibile e inclusiva. Essa prende in considerazione i risultati della
valutazione dell’impatto di lungo termine del programma precedente. La
relazione è corredata di osservazioni della Commissione, in particolare sul
modo in cui i risultati della valutazione intermedia sono da prendere in
considerazione in sede di attuazione del programma LIFE e, in particolare, all’atto
della stesura dei programmi di lavoro pluriennali; 
(b)         
entro il 31 dicembre 2023, una relazione di
valutazione ex post esterna ed indipendente incentrata sull’esecuzione e sui
risultati del programma LIFE e dei suoi sottoprogrammi, in particolare sull’importo
delle spese connesse al clima e su quelle connesse alla biodiversità, e sulla
misura in cui il programma LIFE nel suo insieme, e ciascuno dei suoi
sottoprogrammi, hanno conseguito i rispettivi obiettivi, nonché sul contributo
del programma LIFE al raggiungimento degli obiettivi e alle finalità della
strategia Europa 2020.
3.                      
La Commissione rende pubblici i risultati delle
valutazioni effettuate ai sensi del presente articolo. 
Articolo 28
Tutela
degli interessi finanziari dell’Unione
1.                      
La Commissione adotta le misure atte a garantire la
tutela degli interessi finanziari dell’Unione in sede di realizzazione delle azioni
finanziate dal presente regolamento, mediante l’applicazione di misure
preventive contro le frodi, la corruzione e qualsiasi altra attività illecita,
attraverso controlli efficaci e, in caso di individuazione di irregolarità,
mediante il recupero degli importi indebitamente versati e, se del caso,
applicando sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive. 
2.                      
La Commissione o suoi rappresentanti e la Corte dei
conti hanno il potere di controllo, sulla base di documenti e di controlli
effettuati sul posto, nei confronti di tutti i beneficiari, gli appaltatori e i
subappaltatori che hanno ricevuto fondi dell’Unione nell’ambito del programma.
L’ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)
può effettuare controlli in loco e ispezioni presso gli operatori economici
interessati, direttamente o indirettamente, da tale finanziamento, in
conformità alle procedure previste dal regolamento (CE, Euratom) n. 2185/96, al
fine di stabilire se vi sia stata frode, corruzione o qualsiasi altra attività
illecita lesiva degli interessi finanziari dell’Unione europea in relazione a
una convenzione di sovvenzione o decisione di sovvenzione, o a un contratto
riguardante un finanziamento dell’Unione europea.
Fatti salvi il primo e il secondo comma, gli
accordi di cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali, e
le convenzioni di sovvenzione, le decisioni di sovvenzione e i contratti
derivanti dall’attuazione del presente regolamento conferiscono espressamente
alla Commissione, alla Corte dei conti e all’OLAF il potere di svolgere tali
audit, controlli e ispezioni sul posto.
3.                      
Il beneficiario del sostegno finanziario tiene a
disposizione della Commissione tutti i documenti giustificativi attinenti alle
spese connesse con un dato progetto per un periodo di cinque anni a decorrere
dall’ultimo pagamento ad esso relativo.
TITOLO IV
DISPOSIZIONI
FINALI
Articolo 29
Procedura
di comitato
1.                      
La Commissione è assistita dal comitato per il
programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima. 
Tale comitato è un comitato ai sensi del
regolamento (UE) n. 182/2011. 
2.                      
Nei casi in cui è fatto riferimento al presente
paragrafo, si applica l’articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.
Articolo 30
Esercizio
della delega
1.                      
Alla Commissione è conferito il potere di adottare
atti delegati alle condizioni previste nel presente articolo. 
2.                      
Il potere di adottare gli atti delegati di cui all’articolo
3, paragrafo 2, e all’articolo 19, paragrafi 1 e 3, è conferito alla
Commissione per un periodo indeterminato a decorrere dal [data di entrata in
vigore del presente regolamento].
3.                      
La delega di potere di cui all’articolo 3,
paragrafo 2, e all’articolo 19, paragrafi 1 e 3, può essere revocata in
qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. Una decisione di
revoca pone fine alla delega di potere specificata nella decisione. Gli effetti
della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della
decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea o da una data
successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati
già in vigore. 
4.                      
Non appena adotta un atto delegato, la Commissione
lo notifica simultaneamente al Parlamento europeo e al Consiglio. 
5.                      
Un atto delegato adottato ai sensi dell’articolo 3,
paragrafo 2, e dell’articolo 19, paragrafi 1 e 3, entra in vigore solo se né
Parlamento europeo né Consiglio hanno sollevato obiezioni entro un termine di
due mesi dalla notifica di tale atto al Parlamento europeo e al Consiglio o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la
Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Su iniziativa
del Parlamento europeo o del Consiglio, tale termine è prorogato di due mesi.
Articolo 31
Abrogazione
Il regolamento (CE) n. 614/2007 è abrogato.
I riferimenti al regolamento abrogato s’intendono
fatti al presente regolamento.
Articolo 32
Misure
transitorie
1.                      
Le misure avviate prima del 31 dicembre 2013 ai
sensi del regolamento (CE) n. 614/2007, fino alla loro conclusione,
continuano ad essere disciplinate da tale regolamento e rispettano le
disposizioni tecniche in esso contenute. Il comitato di cui all’articolo 29,
paragrafo 1, sostituisce il comitato di cui al regolamento (CE) n. 614/2007
a partire dalla data di entrata in vigore del presente regolamento. 
2.                      
La dotazione finanziaria per il programma LIFE può
coprire anche le spese di assistenza tecnica e amministrativa, comprese
eventuali attività obbligatorie di monitoraggio, comunicazione e valutazione
richieste ai sensi del regolamento (CE) n. 614/2007 dopo la sua scadenza, per
assicurare la transizione tra il programma LIFE e le misure adottate a norma
del regolamento (CE) n. 614/2007. 
3.                      
Gli importi previsti dalla dotazione finanziaria
per la realizzazione di misure di controllo, comunicazione e audit nel periodo
successivo al 31 dicembre 2020 si considerano confermati solo se sono compatibili
con il quadro finanziario applicabile dal 1° gennaio 2021.
4.                      
Gli importi corrispondenti ad entrate con
destinazione specifica provenienti dalla restituzione di somme indebitamente
erogate a norma del regolamento (CE) n. 614/2007 sono utilizzati, ai sensi
dell’articolo 18 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002, per
finanziare il programma LIFE.
Articolo 33
Entrata
in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il
ventesimo giorno successivo alla data della pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea.
Il
presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il Presidente                                                   Il
presidente
SCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA PER
LE PROPOSTE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA

              1.1.    Titolo della proposta/iniziativa 
              1.2.    Settore/i
interessati nella struttura ABM/ABB
              1.3.    Natura
della proposta/iniziativa 
              1.4.    Obiettivi

              1.5.    Motivazione
della proposta/iniziativa 
              1.6.    Durata
e incidenza finanziaria 
              1.7.    Modalità
di gestione previste 
2.           MISURE DI GESTIONE 
              2.1.    Disposizioni
in materia di monitoraggio e di relazioni 
              2.2.    Sistema
di gestione e di controllo 
              2.3.    Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
              3.1.    Rubrica/rubriche
del quadro finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa
interessate 
              3.2.    Incidenza
prevista sulle spese 
              3.2.1. Sintesi dell’incidenza prevista sulle spese 
              3.2.2. Incidenza
prevista sugli stanziamenti operativi 
              3.2.3. Incidenza
prevista sugli stanziamenti di natura amministrativa 
              3.2.4. Compatibilità
con il quadro finanziario pluriennale attuale
              3.2.5. Partecipazione
di terzi al finanziamento 
              3.3.    Incidenza prevista sulle
entrate
SCHEDA
FINANZIARIA LEGISLATIVA PER LE PROPOSTE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA/INIZIATIVA

1.1.        Titolo della
proposta/iniziativa 
“Proposta di regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio sull’istituzione di un programma per l’ambiente
e l’azione per il clima (LIFE)”
1.2.        Settore/i interessati nella
struttura ABM/ABB[50]

AMBIENTE
E AZIONE PER IL CLIMA
1.3.        Natura della
proposta/iniziativa 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda una nuova azione a seguito di un progetto
pilota/un’azione preparatoria[51]

X La proposta/iniziativa riguarda la proroga
di un’azione esistente 
¨ La
proposta/iniziativa riguarda un’azione riorientata verso una nuova azione 
1.4.        Obiettivi
1.4.1.     Obiettivo/obiettivi strategici
pluriennali della Commissione oggetto della proposta/iniziativa 
Quadro
finanziario pluriennale 2014-2020
1.4.2.     Obiettivo/obiettivi specifici
e attività ABM/ABB interessate
Obiettivo specifico n.
1. Ambiente ed
efficienza delle risorse
2. Biodiversità
3. Governanza e
informazione ambientale
4. Mitigazione del clima
5. Adattamento al clima
6. Governanza e
informazione in materia climatica
Attività ABM/ABB
interessate: (sulla base della nomenclatura 2011)
07 03 - Sviluppo e attuazione
della politica e della legislazione ambientale dell’Unione europea 
07 12 - Attuazione della
politica e della legislazione dell’Unione in materia di azione per il clima
1.4.3. e 1.4.4   Risultati previsti e
indicatori di risultato e di incidenza
Precisare gli effetti
che la proposta/iniziativa dovrebbe avere sui beneficiari/gruppi interessati.
 Obiettivo || Risultati previsti || Indicatore di risultato || Incidenza prevista || Indicatore di incidenza 
 Obiettivi specifici comuni ai due sottoprogrammi 
 Migliorare lo sviluppo, l’attuazione e il controllo dell’applicazione della politica e della legislazione dell’Unione in materia ambientale e climatica, (articolo 3, paragrafo 1, lettera b)) ·       sviluppando, sperimentando e dimostrando approcci, buone pratiche e soluzioni adatti per essere duplicati o trasferiti e Art. 10, lett. a), art. 11, lett. a), art. 12, lett. c), art. 14, lett. a), art. 14, lett. d), art. 15, lett. a), art. 15, lett. d) e art. 16, lett. c) ·       migliorando la base di conoscenze per informare i responsabili delle decisioni Art. 10, lett. c), art. 11, lett. c), art. 12, lett. b), art. 14, lett. b), art. 15, lett. b), art. 16, lett. b) || Adozione di approcci o buone pratiche nuovi o aggiornati da parte dei settori pubblico e privato, 25% dei progetti/misure/approcci replicati o trasferiti.   || ·       Percentuale di approcci, metodi o soluzioni aggiornati o nuovi finanziati da LIFE e replicati o trasferiti. ·       Numero di Stati membri/regioni che replicano approcci basati sui progetti integrati. || Integrazione efficace delle tematiche ambientali e climatiche nella pratica del settore pubblico e privato.     || ·       Percentuale di approcci aggiornati o nuovi sviluppati attraverso LIFE che sono stati sistematicamente utilizzati o ottimizzati da parte dei settori pubblico e privato. ·       Numero di Stati membri/regioni che applicano sistematicamente approcci integrati e nuovi Stati membri/regioni che applicano approcci integrati, a seguito di esempi forniti da LIFE. 
 Miglioramento della base di conoscenze per informare i responsabili delle decisioni. || ·       Numero di strumenti, approcci, studi sviluppati o intrapresi attraverso il programma LIFE. ·       Numero di proposte politiche/legislative basate sugli studi effettuati. ·       Numero di proposte politiche/legislative basate sui risultati dei progetti. || Prassi consolidate attribuibili a LIFE utilizzate dai responsabili politici attraverso l’uso di indicatori o strumenti sviluppati e sperimentati nell’ambito del programma LIFE.   || ·       Numero di pratiche consolidate attribuibili a LIFE attraverso l’uso di indicatori o strumenti sviluppati e testati seguendo esempi del programma LIFE. ·       Riduzione del numero di casi di violazione della legislazione dell’UE attribuibili a interventi di LIFE. 
 Promozione dell’integrazione e del mainstreaming degli obiettivi ambientali e climatici in altre politiche dell’Unione e nella pratica dei settori pubblico e privato, anche aumentando la loro capacità, in particolare mediante l’applicazione, lo sviluppo, la sperimentazione e la dimostrazione di approcci integrati, buone pratiche e soluzioni adatte per essere integrate. Art. 3, par. 1, lett. b), art. 10, lett. a)-b), art. 11, lett. a)-b), art. 12, lett. c), art. 14, lett. a), art. 14, lett. c), art. 14, lett. d), art. 15, lett. a), art. 15, lett. c), art. 15, lett. d), art. 16, lett. c) || Aumento delle risorse finanziarie destinate alle soluzioni ambientali e climatiche: ·       integrazione del 25% degli approcci nei programmi nazionali/regionali; ·       aumento della mobilizzazione di altri fondi dell’Unione per l’ambiente o il clima del 25% rispetto ai livelli del 2011. || ·       Percentuale di approcci/progetti finanziati tramite LIFE che viene incorporata nei programmi nazionali/regionali. ·       Numero di misure complementari ai progetti integrati finanziate mediante altri fondi dell’Unione. || Integrazione efficace delle tematiche ambientali e climatiche in altre politiche dell’Unione.   || ·       Numero di quadri di cooperazione/coordinamento multisettoriali per il finanziamento in materia ambientale e climatica sviluppati da o seguendo esempi del programma LIFE. ·       Numero di approcci o progetti finanziati tramite LIFE che vengono ampliati, avviati o diffusi da altri fondi dell’Unione. 
 Sostenere una migliore governance ambientale e climatica a tutti i livelli. Articolo 3, paragrafo 1, lettera c) e articoli 12 e 16 || Maggiore partecipazione delle parti interessate e dei cittadini alle attività di sensibilizzazione. || Numero di partecipanti alle attività di sensibilizzazione. || Maggiore consapevolezza dei problemi e delle soluzioni in materia ambientale e climatica.   || Sensibilizzazione sui problemi e le soluzioni in materia ambientale e climatica, sulla base delle indagini Eurobarometro. 
 Maggiore partecipazione dei cittadini e delle ONG al processo decisionale.   || ·       Numero dei cittadini che partecipano a consultazioni in linea. ·       Numero di proposte di modifica di atti legislativi provenienti da ONG finanziate da LIFE. || Canali consolidati attribuibili alla partecipazione del pubblico e prosecuzione della tendenza all’aumento della qualità e dell’intensità della partecipazione dei cittadini e delle ONG al processo decisionale. || L’esecuzione delle proposte provenienti da varie parti interessate in materia di politica ambientale o climatica e dei relativi atti legislativi. 
 Obiettivi specifici per il settore prioritario Ambiente ed efficienza delle risorse (articolo 3, paragrafo 1, lettera a) e articolo 10) 
 Sviluppare, sperimentare e dimostrare approcci politici o di gestione, buone pratiche e soluzioni alle sfide ambientali, adatti ad essere replicati, trasferiti o integrati, anche in relazione al legame tra ambiente e salute, e a sostegno delle politiche e della legislazione in materia di efficienza delle risorse, compresa la tabella di marcia per un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse. Articolo 10, lettera a) || Maggiore efficienza nell’uso delle risorse nell’economia europea. || Numero di progetti per lo sviluppo, la sperimentazione o la dimostrazione di approcci, buone pratiche o soluzioni per un uso efficiente delle risorse. || Passaggio a un’economia basata su un uso delle risorse più efficiente. || Numero di approcci consolidati all’efficienza nell’uso delle risorse che applicano tecnologie o approcci dimostrati attraverso il programma LIFE e livello di efficienza dell’uso delle risorse raggiunto. 
 Sostenere l’applicazione, lo sviluppo, la sperimentazione e la dimostrazione di approcci integrati per l’attuazione dei piani e programmi in conformità alla politica in materia di ambiente e alla legislazione dell’Unione, soprattutto nei settori delle acque, dei rifiuti e dell’aria. Articolo 10, lettera b) || Il 10% dei distretti idrografici (RBD) condotti a una gestione adeguata entro la fine del periodo di programmazione.   || ·       Numero di progetti integrati per attuare la direttiva quadro sulle acque e km2 coperti. ·       Numero di RBD condotti a una gestione adeguata. ·       Numero di corpi idrici in condizioni ecologiche migliorate. || Consolidamento e ampliamento della gestione adeguata nei settori interessati. || ·       Numero di RBD che continuano a essere gestiti in modo adeguato e nuovi RBD gestiti in modo adeguato come conseguenza degli esempi del programma LIFE. ·       Numero di corpi idrici che raggiungono buone condizioni ecologiche. 
 Il 12% delle regioni gestisce adeguatamente i rifiuti entro la fine del periodo di programmazione. || Numero di progetti integrati per attuare piani e programmi per i rifiuti e ha/popolazione coperti. || Numero di regioni che continuano a gestire i rifiuti in maniera adeguata e numero di nuove regioni con una migliore gestione come conseguenza di esempi forniti dal programma LIFE. 
 Il 10% della popolazione dell’Unione beneficia dei miglioramenti della qualità dell’aria entro la fine del periodo di programmazione. || Numero di progetti integrati per attuare la direttiva sulla qualità dell’aria e popolazione coperta. || Numero di città con standard di qualità dell’aria in costante miglioramento e numero di città supplementari con standard migliori di qualità dell’aria a seguito degli esempi forniti dal programma LIFE. 
 Obiettivi specifici per il settore prioritario Biodiversità (articolo 3, paragrafo 1, lettera b) e articolo 11) 
 Contribuire all’attuazione della politica e della legislazione dell’Unione in materia di biodiversità, compresa l’attuazione della strategia dell’UE per la biodiversità fino al 2020, la direttiva 2009/147/CE e la direttiva 92/43/CEE, in particolare attuando, sviluppando e testando gli approcci, le buone pratiche e le soluzioni. Articolo 11, lettera a) || Il 25% degli habitat interessati dai progetti registra un miglioramento dello stato di conservazione entro la fine del periodo di programmazione. || Numero e tipologie di habitat interessati e miglioramento dello stato di conservazione a seguito degli interventi di LIFE.   || Le specie e gli habitat interessati dai progetti LIFE registrano un buono stato di conservazione.   || Numero degli habitat e delle specie interessati che registrano un miglioramento dello stato di conservazione a seguito degli esempi o degli interventi di LIFE. 
 Il 25% delle specie interessate dai progetti registra un miglioramento dello stato di conservazione entro la fine del periodo di programmazione. || Numero e tipologie di specie interessate e miglioramento dello stato di conservazione a seguito degli interventi di LIFE. 
 Il 3% dei servizi ecosistemici viene ripristinato entro la fine del periodo di programmazione. || Ettari e tipologie dei servizi ecosistemici ripristinati tramite LIFE. || Ripristino consolidato di servizi ecosistemici e ulteriore ripristino. || Numero di ettari dei servizi ecosistemici ripristinati seguendo esempi forniti dal programma LIFE. 
 Sostenere l’ulteriore sviluppo, l’attuazione e la gestione della rete Natura 2000, con particolare riguardo all’applicazione, allo sviluppo, alla sperimentazione e alla dimostrazione degli approcci integrati per l’attuazione dei quadri d’azione prioritari (PAF). Articolo 11, lettera b) || Il 15% della Rete Natura 2000 viene gestito adeguatamente entro la fine del periodo di programmazione.   || ·       Numero di progetti integrati che attuano PAF e ettari di Natura 2000 coperti. ·       Numero di siti Natura 2000 condotto a una gestione adeguata. || Consolidamento e ampliamento della gestione adeguata della rete Natura 2000.   || Numero di siti Natura 2000 che continuano ad essere gestiti in modo adeguato e nuovi siti Natura 2000 con una migliore gestione, come conseguenza di esempi forniti dal programma LIFE. 
 Obiettivi specifici per il settore prioritario Mitigazione del cambiamento climatico (articolo 3, paragrafo 1, lettera a) e articolo 14) 
 Facilitare lo sviluppo e l’attuazione di strategie integrate, come per le strategie di mitigazione e i piani di azione, a livello locale, regionale o nazionale. Articolo 14, lettera c) || Maggiore sviluppo e attuazione di strategie o piani d’azione per la mitigazione del cambiamento climatico. || Numero e copertura delle strategie o dei piani d’azione per la mitigazione del cambiamento climatico sviluppati o attuati mediante LIFE. || Integrazione effettiva delle tematiche legate alla mitigazione del cambiamento climatico nelle prestazioni del settore pubblico e privato, e un costante miglioramento della capacità e delle prestazioni del settore pubblico e privato. || Volume geografico e/o valore economico delle strategie o dei piani d’azione per la mitigazione del clima sviluppati e attuati. 
 Contribuire allo sviluppo e alla dimostrazione di tecnologie, sistemi, metodi e strumenti di mitigazione innovativi che siano idonei per essere replicati, trasferiti o integrati. Articolo 14, lettera d) || Aumento delle tecnologie, dei sistemi e degli strumenti innovativi e/o di altre soluzioni basate sulle pratiche migliori per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra. || Numero degli approcci politici, delle tecnologie, dei sistemi e degli strumenti innovativi e/o delle altre soluzioni basate sulle pratiche migliori per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dimostrati attraverso il programma LIFE. || Passaggio consolidato a un’economia a ridotte emissioni di carbonio. || Riduzioni dei gas a effetto serra (tonnellate) ottenute mediante tecnologie, sistemi e strumenti innovativi e/o altre soluzioni basate sulle pratiche migliori sviluppate e adottate sulla base di esempi del programma LIFE.   
 Obiettivi specifici per il settore prioritario Adattamento ai cambiamenti climatici (art. 3, paragrafo 1, lettera a) e articolo 15) 
 Facilitare lo sviluppo e l’attuazione di approcci integrati, come per le strategie e i piani di azione per l’adattamento, a livello locale, regionale o nazionale. Articolo 15, lettera c) || Maggiore sviluppo e attuazione di strategie o piani d’azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici. || Numero e copertura delle strategie o dei piani d’azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici sviluppati o attuati.     || Effettiva integrazione delle tematiche legate alla resilienza al clima nelle prestazioni del settore pubblico e privato, e un costante miglioramento della capacità e dei risultati del settore pubblico e privato. || Volume geografico e/o valore economico delle strategie o dei piani d’azione per l’adattamento al clima sviluppati o attuati sulla base di esempi del programma LIFE.   
 Contribuire allo sviluppo e alla dimostrazione di tecnologie, sistemi, metodi e strumenti di adattamento innovativi idonei per essere replicati, trasferiti o integrati. Articolo 15, lettera d) || Aumento degli approcci politici, delle tecnologie, dei sistemi e degli strumenti innovativi e/o di altre soluzioni basate sulle pratiche migliori per aumentare la resilienza al clima. || Numero degli approcci politici, delle tecnologie, dei sistemi e degli strumenti innovativi dimostrati e/o delle altre soluzioni basate sulle pratiche migliori per una maggiore resilienza al clima. || Uno spostamento consolidato verso un’economia resiliente al clima. || Resilienza al clima attribuibile a LIFE, ripartita per settore, dovuta a tecnologie, sistemi e strumenti innovativi e dimostrati e/o ad altri approcci basati sulle pratiche migliori e adottati sulla base di esempi del programma LIFE.   
1.5.        Motivazione della
proposta/iniziativa 
1.5.1.     Necessità da coprire nel breve
e lungo termine 
Contribuire
all’attuazione, all’aggiornamento e allo sviluppo della politica e della legislazione
dell’Unione in materia ambientale e climatica, compresa l’integrazione dell’ambiente
e del clima in altre politiche, contribuendo in tal modo allo sviluppo
sostenibile e al raggiungimento degli obiettivi e delle finalità della
strategia Europa 2020.
1.5.2.     Valore aggiunto dell’intervento
dell’Unione europea
Il
valore aggiunto dell’Unione al programma LIFE deriva dalla specificità del suo
approccio e delle sue finalità, che rendono i suoi interventi particolarmente
rispondenti alle esigenze ambientali e climatiche, trattandosi dell’unico
strumento con fondi dedicati alla tutela ambientale e all’azione per il clima. 
·              
Essendo la piattaforma UE per lo scambio di
pratiche e la condivisione delle conoscenze per l’attuazione della
legislazione e delle politiche dell’UE, LIFE permette agli operatori in tutta l’Unione
di imparare dalle reciproche esperienze in relazione a specifici problemi
ambientali in modo più efficace ed efficiente. LIFE riesce a suscitare partnership
che altrimenti sarebbero di difficile costituzione, garantendo un intervento
più efficace dell’azione individuale degli Stati membri, mediante una
maggiore condivisione di risorse e competenze. 
·              
Assistendo gli Stati membri che ospitano il
capitale naturale più prezioso dell’UE o che devono affrontare problemi
ambientali e climatici transfrontalieri o transnazionali, LIFE consente una migliore
distribuzione di responsabilità e di solidarietà nel preservare il bene
comune rappresentato dall’ambiente dell’UE.
·              
LIFE agisce come un catalizzatore per l’avvio
delle azioni, fornendo gli investimenti specifici necessari in un determinato
settore, eliminando le barriere iniziali all’attuazione della politica
ambientale e del clima dell’UE e la sperimentazione di nuovi approcci per l’espansione
futura. 
·              
LIFE affronta i problemi dei divari e delle
esternalità, crea sensibilizzazione e dimostra i vantaggi della protezione dell’ambiente
e del clima garantendo la sostenibilità e l’espansione dei risultati dei
progetti. 
·              
LIFE aiuta gli Stati membri e i soggetti
interessati ad accelerare e migliorare l’attuazione della legislazione dell’Unione
creando sinergie tra fondi dell’Unione e fondi nazionali, mobilizzando
ulteriori risorse del settore pubblico e privato.
·              
Maggiore coerenza degli interventi UE: uno strumento specifico per l’ambiente e l’azione per il clima
consente alla Commissione di definire meglio le priorità e garantire che le
risorse siano effettivamente utilizzate per la protezione dell’ambiente e l’azione
per il clima, selezionando i migliori progetti in tutta l’UE. L’applicazione
più omogenea della normativa dell’Unione è possibile grazie alla diffusione
delle migliori pratiche (ad esempio, le metodologie che sono state sviluppate e
ora sono ampiamente applicate, piani di gestione, ecc.)
·              
Colmare le lacune attraverso un più efficace
intervento centrale: uno strumento specifico risulta
più flessibile e finanzia progetti che non avrebbero potuto essere
finanziati con altri fondi (ad esempio, progetti gestiti da beneficiari che non
risulterebbero ammissibili nell’ambito di altri fondi). 
·              
Uno strumento specifico garantisce grande
visibilità all’azione dell’Unione in materia di ambiente e azione per il clima
avvicinando l’UE ai suoi cittadini, mostrando l’impegno dell’UE per gli
obiettivi ambientali e climatici e rendendo tali obiettivi più rilevanti.
·              
Individuare le soluzioni per le future sfide
ambientali di interesse dell’UE: le parti interessate
devono spesso affrontare problemi ambientali per i quali non sono state ancora
trovate delle soluzioni e che, se non affrontati in una fase iniziale,
comporteranno un aggravio dei costi.
1.5.3.     Insegnamenti tratti da
esperienze analoghe
Le
valutazioni del programma LIFE confermano che il programma è uno
strumento di successo fondamentale per l’attuazione della politica ambientale
dell’UE, ha un notevole valore aggiunto per l’UE e un adeguato livello di
prestazioni, e ha fornito un contributo significativo per l’attuazione della
politica e della legislazione ambientale.
Le
sovvenzioni per azioni (il 78% degli stanziamenti, pari a un importo di 300
milioni di euro nel 2013), hanno svolto un ruolo fondamentale nell’attuazione
delle direttive Habitat e Uccelli e nella sperimentazione di nuovi approcci e
tecnologie, e hanno dimostrato la capacità del programma di agire come
catalizzatore per l’attuazione di alcune delle direttive più vincolati,
preparando il terreno per la gestione futura attraverso altri fondi. LIFE+ ha
inoltre aumentato la sensibilizzazione riguardo alle tematiche ambientali e
climatiche e l’accesso dei cittadini alle informazioni in materia, creando
inoltre piattaforme di collaborazione e partnership per lo scambio delle
migliori pratiche. Le sovvenzioni operative per le ONG hanno facilitato il loro
coinvolgimento nello sviluppo e nell’attuazione della politica e della
legislazione ambientale e climatica dell’UE, come previsto dalla Convenzione di
Århus.
La
valutazione intermedia di LIFE+ ha inoltre stabilito che le modifiche
introdotte nel regolamento LIFE+ (consolidamento di tre tipologie di intervento
in un’unica base giuridica, allargamento della componente natura alle più ampie
tematiche legate alla biodiversità, allargamento della componente ambientale
per allinearsi con le priorità del sesto programma d’azione ambientale e una
nuova componente denominata Informazione e comunicazione), hanno aumentato la
capacità del programma di fornire valore aggiunto per l’UE e offerto un
collegamento agli obiettivi politici dell’UE.
Le
valutazioni hanno inoltre individuato aree nelle quali sarebbe opportuno
migliorare LIFE+ per dispiegare tutto il suo potenziale valore aggiunto per l’Unione
europea:
·              
maggiore specificità e migliore definizione delle
priorità: l’approccio bottom-up e la vasta portata dei settori d’azione
lasciano alla Commissione poche opportunità per stimolare la domanda nelle aree
ad alta priorità, soprattutto nella componente Ambiente e governance di LIFE (questo
settore copre anche l’azione per il clima);
·              
migliore utilizzo dei risultati dei progetti e
trasferimento di know-how: mentre le attività di comunicazione e networking
sono obbligatorie nell’ambito dei progetti LIFE, la condivisione delle buone pratiche
e lo sviluppo delle capacità per l’attuazione dell’acquis dell’UE
dovrebbero essere potenziati;
·              
maggiori sinergie con altri fondi dell’Unione:
molte misure agro-ambientali sono state sperimentate in ambito LIFE+ e
successivamente incorporate nei programmi di sviluppo rurale degli Stati
membri, tuttavia vi è un margine di miglioramento;
·              
eliminazione dei vincoli riguardanti le attività di
finanziamento al di fuori dell’UE: tali vincoli hanno ridotto l’efficacia del
programma riguardo al raggiungimento di alcuni obiettivi ambientali dell’UE.
La
Corte dei conti europea, in una relazione speciale pubblicata nel 2009, ha
concluso che LIFE è un programma ben gestito, che ha registrato costanti
miglioramenti nel corso degli anni.
1.5.4.     Coerenza ed eventuale sinergia
con altri strumenti pertinenti
La
valutazione ex post, la valutazione intermedia e la valutazione ex ante hanno
stabilito che solo una percentuale molto piccola di progetti avrebbe potuto
essere finanziata da altri fondi dell’Unione (soprattutto dal Programma
quadro per la competitività e dal 7° PQ) in assenza di LIFE+. Per alcuni
settori di LIFE+, come LIFE+ Informazione e comunicazione, le fonti alternative
di finanziamento sono pressoché inesistenti. 
Tuttavia,
l’innovazione del settore privato trainata dal mercato sembra in qualche
misura ben coperta da altre iniziative, come il futuro Orizzonte 2020. Ma
perseguire l’eco-innovazione non significa solo sviluppare nuovi prodotti di
consumo e tecnologie che risultino intrinsecamente più puliti e più verdi: si
tratta anche di generare migliori prassi e approcci in tutta l’economia. Mentre
le lacune del mercato vengono sufficientemente affrontate da altri fondi dell’Unione,
altri punti deboli istituzionali risultano trattati in misura più
insufficiente. Ciò è particolarmente rilevante per le attività connesse allo
sviluppo di soluzioni, in materia ambientale e climatica, guidate dalle
politiche e orientate al settore pubblico, con potenzialità di replica sul
mercato limitate o inesistenti e che si limitano a promuovere modalità di
attuazione nuove e più efficaci sotto il profilo economico.
Per
questo motivo, il programma LIFE sarà maggiormente incentrato sulle innovazioni
orientate al settore pubblico e sull’individuazione di soluzioni che molto
spesso sono meglio attuabili attraverso partenariati pubblico-privato. Allo
stesso modo, lo sviluppo delle tecnologie a basse emissioni di carbonio è
ostacolato dall’incertezza e dall’insufficiente trasferimento delle conoscenze.
Le tecnologie di recente sviluppo devono essere sperimentate su scala ridotta.
Mentre le prime applicazioni commerciali e le soluzioni su larga scala potranno
essere sempre più coperte da Orizzonte 2020, c’è ancora molto margine per
promuovere lo sviluppo di soluzioni locali e del settore pubblico, così come di
tecnologie su scala ridotta incentrate sulle PMI, per aiutarle a migliorare i
loro risultati in materia ambientale e climatica. Tradizionalmente, LIFE ha
affrontato queste sfide fornendo soluzioni altamente replicabili su scala
ridotta, anche a livello transnazionale.
Per
assicurare sinergie in particolare in questi campi, sarà istituita una
collaborazione con il futuro programma Orizzonte 2020 e con lo strumento
Competitività e PMI. Ad esempio, si potrebbe prevedere che le idee sviluppate
in ambito Orizzonte 2020 possano essere sperimentate e dimostrate nel contesto
di attuazione della legislazione specifica dell’Unione attraverso un progetto
LIFE. Allo stesso modo, il programma LIFE può costruire capacità e rafforzare
la sensibilizzazione per promuovere l’applicazione dei risultati della ricerca.

Il
programma LIFE è legato anche ad altri fondi dell’Unione, come i fondi della politica
di coesione (FSE, FESR, FC), il Fondo di sviluppo rurale (FEASR)
o il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP). Il
programma LIFE integra tali Fondi in quanto finanzia specifiche tipologie di
attività e misure che hanno come principale obiettivo quello di ottenere
benefici ambientali e climatici, o devono applicare la legislazione ambientale
e climatica. Così, il programma LIFE ha la funzione di colmare le lacune.
In questo senso, potrebbe diventare uno dei principali strumenti dell’Unione
per finanziare la conservazione della natura (in zone dove la PAC non può
svolgere un ruolo sostanziale) e la protezione dell’ambiente nelle “regioni più
sviluppate”, dato che queste regioni avranno una scelta limitata di priorità
nell’ambito dei nuovi strumenti della politica di coesione. 
Inoltre,
il programma LIFE rafforza il suo ruolo di catalizzatore e di
strumento di impulso, diventando un agente trainante nel mobilitare altri
fondi dell’Unione, ad esempio, attraverso i progetti integrati. Per questo, è
necessario un approccio più coerente con gli altri Fondi. La Comunicazione QFP
ha stabilito un rapporto strutturato, facendo riferimento ai “progetti
integrati” nell’ambito del quadro strategico comune (QSC). Questo rapporto
strutturato per i progetti integrati sarà sviluppato nel dettaglio al momento
della redazione del QSC e potrà comprendere anche la creazione di un comitato
direttivo e di canali di informazione strutturati.
Nella
comunicazione QFP la Commissione ha proposto di aumentare la percentuale delle
spese legate al clima nell’ambito del bilancio dell’UE fino almeno al 20%, con
il contributo di diverse politiche, subordinatamente a valutazione d’impatto.
Il programma per l’ambiente e l’azione per il clima (programma LIFE)
contribuirà al raggiungimento di tale obiettivo. Un sottoprogramma relativo all’azione
per il clima è stato incluso nel programma LIFE, con risorse dedicate e
obiettivi specifici legati al clima, accompagnato da indicatori di risultato.
1.6.        Durata e incidenza finanziaria

ý Proposta/iniziativa di durata limitata
–     
ý  Proposta/iniziativa in vigore dall’1.1.2014 al 31.12.2020
–     
ý  Incidenza finanziaria dal 2014 al 2023 
¨ Proposta/iniziativa di durata
illimitata
–     
Attuazione con un periodo di avviamento dal AAAA al
AAAA,
–     
seguita da un funzionamento a pieno ritmo.
1.7.        Modalità di gestione prevista[52] 
ý Gestione centralizzata diretta da parte della Commissione 
ý Gestione centralizzata indiretta, con delega delle funzioni di esecuzione a:
–     
ý  agenzie esecutive 
–     
¨  organismi creati dalle Comunità[53] 
–     
¨  organismi pubblici nazionali / organismi investiti di attribuzioni di
servizio pubblico 
–     
¨  persone incaricate di attuare azioni specifiche di cui al titolo V
del trattato sull’Unione europea, che devono essere indicate nel pertinente
atto di base ai sensi dell’articolo 49 del regolamento finanziario 
¨ Gestione concorrente con gli Stati membri 
¨ Gestione decentrata con
paesi terzi 
ý Gestione congiunta
con organizzazioni internazionali: ulteriori compiti potrebbero essere affidati
alla BEI, al FEI o ad altre istituzioni finanziarie, organizzazioni
internazionali, enti con funzioni di servizio pubblico o organismi di cui all’articolo
185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002.
Se è indicata più di
una modalità, fornire ulteriori informazioni alla voce “Osservazioni”.
2.           MISURE DI GESTIONE 
2.1.        Disposizioni in materia di
monitoraggio e di relazioni 
Precisare frequenza e
condizioni.
La
valutazione intermedia ha stabilito che il monitoraggio e la valutazione
correnti risultano in gran parte efficaci ed efficienti. Tuttavia, è
auspicabile una maggiore attenzione ai risultati. Alla luce di ciò, il quadro
di monitoraggio si avvale del quadro proposto per lo strumento corrente.[54] Il
quadro è organizzato intorno a due livelli: 
1. Monitoraggio delle realizzazioni, dei risultati e dell’incidenza, a
livello di progetto e di programma
Il
monitoraggio della performance del programma viene effettuato a livello di
progetto e di programma. 
A livello di progetto, il monitoraggio,
include come ora anche un requisito che impone agli autori dei progetti di
accompagnare le rispettive proposte con le tabelle dei risultati attesi. Le
tabelle servono come base per monitorare l’avanzamento del progetto. Gli
indicatori di risultato vengono adattati in base agli indicatori inclusi nella
sezione 1.4.4, in modo da riflettere le nuove funzionalità del programma. È
obbligatorio aggiornare le tabelle di realizzazione e ripresentarle con le
relazioni intermedie e finali. 
Il
quadro di monitoraggio include visite a tutti i progetti, almeno una volta l’anno,
e visite del personale della Commissione, almeno una volta nell’arco della
durata dei progetti. All’inizio di ogni progetto viene creata una pratica di
monitoraggio sotto forma di una breve relazione contenente la descrizione del
progetto e un riassunto delle azioni e dei risultati attesi. Le visite annuali
da parte del team di monitoraggio facilitano l’ottenimento di una visione d’insieme
dell’attuazione del progetto in situ, che permette di individuare con
tempestività i problemi. Al beneficiario viene fornito un riscontro, al fine di
migliorare le prestazioni. Inoltre, i progetti dovranno presentare relazioni
per una valutazione più dettagliata dei progressi, per giustificare i
pagamenti.
Come
avviene attualmente, il responsabile del progetto è tenuto a presentare
unitamente alla relazione finale un piano post-LIFE che comprende, tra l’altro,
un elenco di impatti previsti che serviranno come base per valutare la
sostenibilità dei risultati del progetto. La prassi attuale delle visite di
monitoraggio ex post per alcuni progetti selezionati resta invariata. 
A livello di programma, i programmi di
lavoro pluriennali definiranno specifiche priorità tematiche per la loro durata
e obiettivi specifici per ciascuna priorità all’interno di ogni settore, tra
cui i risultati attesi (ad esempio, il numero atteso di progetti integrati, la
copertura della rete Natura 2000 con progetti LIFE, la copertura del distretto
idrografico con progetti LIFE e così via). Al termine di ciascun invito annuale
a presentare proposte di progetto, la Commissione stabilisce se un numero
sufficiente di progetti per una determinata area di intervento è stato
finanziato e apporta le modifiche necessarie per realizzare il programma di
lavoro e conseguire gli obiettivi a medio termine. Relazioni tematiche che
riassumono i principali risultati per priorità specifiche saranno elaborate dopo
la conclusione del programma di lavoro pluriennale. Questo servirà anche come
base per la diffusione dei risultati e per trasferirli nello sviluppo e nell’attuazione
delle politiche. La prassi che prevede l’organizzazione di una conferenza
annuale per ciascun sottoprogramma resta invariata. 
Inoltre
viene effettuata una valutazione a medio termine ed ex post del programma. 
2. Monitoraggio delle spese a livello di progetto e di programma
Per
fornire la prova dei benefici collaterali che entrambi i sottoprogrammi possono
garantire a priorità specifiche come l’azione per il clima e la biodiversità, e
per meglio illustrare il livello di spesa disponibile per queste priorità nell’arco
del programma, il quadro di monitoraggio comprende anche la metodologia per il
monitoraggio delle spese relative al clima e alla biodiversità, definite dalla
comunicazione QFP e dai “marcatori di Rio” dell’OCSE. 
In
relazione all’azione per il clima, la comunicazione QFP ha decretato che l’integrazione
dell’azione per il clima deve essere visibile, robusta e accompagnata da un
chiaro obbligo trasversale di individuare dove il bilancio promuove l’azione
per il clima e l’efficienza energetica in modo che l’Unione sia in grado di
stabilire chiaramente quale parte della sua spesa si riferisca al clima,
utilizzando una procedura di monitoraggio comune per le spese legate al clima. 
Il
monitoraggio delle spese connesse al clima viene eseguito sulla base di tre
categorie, applicando una consolidata metodologia OCSE (“marcatori di Rio”): le
spese nell’ambito delle quali il clima è il principale (primario) obiettivo
(conteggiate al 100% - esclusivamente legate al clima), le spese nell’ambito
delle quali il clima è un obiettivo importante, ma non predominante
(conteggiate al 40% - significativamente legate al clima), e le spese non
finalizzate a obiettivi climatici (conteggiate allo 0% - non legate al clima). 
Per
quanto riguarda la biodiversità, i “marcatori di Rio” stabiliti dall’OCSE e già
utilizzati dalla Commissione per gli strumenti esterni sono integrati nella
metodologia attuale per la misura della performance utilizzata per i programmi
dell’UE. Serviranno anche per dimostrare i benefici collaterali delle spese per
il clima e la biodiversità e per evidenziare i benefici collaterali per la
biodiversità derivati dalle spese climatiche per le azioni sul REDD +
(Riduzione delle emissioni da deforestazione e degrado forestale). 
A livello di progetto, il monitoraggio
delle spese legate al clima e delle spese connesse alla biodiversità viene
effettuato ampliando la pratica corrente che prevede di inserire nelle proposte
un’opzione per indicare se il progetto possa essere considerato legato al clima,
per comprendere anche la biodiversità, per poter essere conteggiato in base ai “marcatori
di Rio”. Ciò consente di identificare ogni anno la spesa relativa a queste due
priorità.
A livello di programma, le previsioni
delle spese legate al clima e delle spese connesse alla biodiversità effettuate
secondo la metodologia dei “marcatori di Rio” sono calcolate sulla base dei
programmi di lavoro pluriennali che definiscono le priorità tematiche per la
sua durata. Ciò consentirà di identificare ogni anno la spesa relativa a queste
due priorità nell’ambito del Programma LIFE.
2.2.        Sistema di gestione e di
controllo 
La modalità di gestione del programma LIFE è
la gestione centrale diretta da parte della Commissione, che viene parzialmente
delegata a un’agenzia esecutiva esistente. La Commissione sarà assistita dal
comitato del programma LIFE per l’ambiente e l’azione per il clima, che ha una
duplice natura e, in particolare, presidenti diversi e diversa composizione a
seconda dei temi trattati, a seconda che si tratti del sottoprogramma Ambiente
o del sottoprogramma Azione per il clima. 
I principali elementi del sistema di controllo
interno sono: 
–                        
i circuiti finanziari, in particolare il controllo
ex ante delle transazioni; 
–                        
i controlli finanziari effettuati durante la
procedura di aggiudicazione; 
–                        
le comunicazioni finanziarie e altri tipi di
comunicazioni di gestione; 
–                        
gli audit ex post effettuati in loco presso i
beneficiari di sovvenzioni. Le sovvenzioni da sottoporre a audit sono selezionate
o in base al rischio (per rilevare e correggere gli errori), o in base a un
campione rappresentativo (per fornire ragionevoli garanzie all’ordinatore circa
la legalità o la regolarità delle transazioni).
La strategia di controllo tiene conto delle
raccomandazioni derivate dalla valutazione del programma, delle relazioni del
revisore interno e della relazione speciale della Corte dei conti, allo scopo
di aumentare l’efficacia e il valore aggiunto unionale del programma.
2.2.1.     Rischi individuati 
I rischi individuati nell’attuazione dei
programmi rientrano principalmente nelle seguenti categorie:
·              
mancanza di coordinamento (con l’Agenzia esecutiva,
con altri donatori o istituzioni finanziarie); 
·              
uso inefficiente delle risorse amministrative
(proporzionalità limitata del fabbisogno); 
·              
rischio di assenza di una chiara definizione dei
limiti delle responsabilità nella gestione e nel controllo dei compiti affidati
all’Agenzia;
·              
rischio di un uso
insufficientemente/inefficacemente mirato dei fondi, così come il rischio di
eccessiva frammentazione di fondi a causa della maggiore estensione
territoriale o tematica; 
·              
errori e inefficienze derivanti dalla complessità
delle norme (ad esempio, l’ammissibilità dei costi), instabilità del quadro
delle priorità e delle regole dell’area tematica;
·              
carenze dei sistemi di gestione e controllo a
livello di DG e dell’Agenzia esecutiva;
·              
un’analisi dei rischi basata sulla natura delle
transazioni genera la seguente classifica in base ai rischi percepiti, da alti
a bassi: progetti integrati (di nuova concezione, gestione complessa),
sovvenzioni per azioni per i progetti di piccole dimensioni tradizionali,
sovvenzioni di funzionamento e appalti;
·              
un nuovo tipo di progetto (progetto integrato),
comporta nuove sfide: in termini di coordinamento e collaborazione, di
condivisione delle risorse e condivisione delle migliori pratiche e competenze.
2.2.2.     Modalità di controllo previste

Struttura di governance: semplificazione e
snellimento
Si
prevede di delegare parte dei compiti di gestione del programma a un’agenzia
esecutiva esistente. L’agenzia regolerà il proprio quadro di controllo
finanziario in base al nuovo programma, compresa la creazione di una cellula di
revisione contabile ex post, soggetta alla supervisione dell’ordinatore competente.
Tale cellula è posta sotto il controllo del revisore interno dell’agenzia
esecutiva. 
Al
fine di garantire l’omogeneità della gestione e dei sistemi di controllo, le DG
e l’agenzia esecutiva dovrebbero scambiarsi le migliori pratiche e conoscenze.
A questo proposito si svolgeranno incontri di orientamento e di formazione. 
Le
DG eserciteranno la supervisione sull’agenzia esecutiva e avranno la facoltà di
delegare la responsabilità e di controllare l’applicazione. Il quadro di
monitoraggio e supervisione comprende tre livelli: politico e strategico,
amministrativo e gestionale e operativo. Si potrà prevedere un audit a livello
dell’agenzia o a livello dei beneficiari.
L’intensità e la natura dei controlli saranno proporzionali al rischio
Appalti: controllo ex ante e monitoraggio di
tutte le pratiche.
Progetti:
- selezione/valutazione/negoziazione
dei progetti: controlli preventivi di tutte le pratiche, se del caso con l’assistenza
di esperti esterni;
- attuazione
del progetto mediante le sovvenzioni: controlli preventivi e investigativi,
visite in loco per ogni progetto, almeno una volta nell’arco della durata;
- prima
del pagamento definitivo: controlli investigativi e correttivi, esame
documentale di tutte le pratiche compreso l’uso diffuso di certificati di audit
esterno.
Ogni
anno, si effettuano controlli ex post delle sovvenzioni sul posto. Inoltre,
viene introdotto un nuovo tipo di audit, “a tavolino”, per eseguire controlli
di gestione senza recarsi sul posto.
Revisione della strategia
Questa
strategia sarà rivista attraverso il miglioramento della rappresentatività del
campione di popolazione scelto per l’esecuzione degli audit e dei controlli.
Costi e benefici dei controlli
Dati
storici: i costi stimati dei controlli relativi alle sovvenzioni gestite nell’ambito
di LIFE+ nel 2010 ammontano a 7, 6 milioni di euro, così ripartiti:
-
selezione: 0,6 milioni di euro
-
gestione del progetto: 4,5 milioni di euro
-
controllo sul posto ex ante: 1,8 milioni di euro
-
certificati di audit esterno: 0,1 milioni di euro
-
audit ex post: 0,6 milioni di euro.
Tale
importo corrisponde al 3,5% della somma totale pagata per le sovvenzioni nel
2010.
Il
rischio di non conformità indicato nel rapporto annuale di attività del 2010 è
stato stimato al 2,5% del totale erogato per sovvenzioni e a meno del 2% del
bilancio totale pagato nel bilancio per l’attività.
Si
stima che l’importo delle spese di controllo si ridurrà leggermente,
attestandosi a 7,5 milioni di euro per l’intero periodo, con la
seguente ripartizione nel 2020:
-
selezione: 0,5 milioni di euro
-
gestione del progetto: 4 milioni di euro
-
controllo sul posto ex ante: 1,5 milioni di euro
-
certificati di audit esterno: 0,5 milioni di euro
-
audit ex post: 1 milione di euro
È
attesa una riduzione del livello di rischio di non conformità alla luce di due
elementi principali:
-
un uso estensivo di certificati di audit esterno, che si stima dovrebbe ridurre
del 10% il tasso di errore;
-
la limitazione dell’ammissibilità dei costi del personale per il personale
appositamente assunto per il progetto. 
I
costi del personale rappresentano il 30% dei costi e quasi il 50% degli errori.
Se questa misura comporta il dimezzamento dei costi del personale da
cofinanziare, anche gli errori probabili dovrebbero dimezzarsi. Va notato che è
più facile identificare il tempo dedicato dal personale supplementare a un
progetto rispetto al tempo dedicato da personale di ruolo che lavora, in
genere, su diverse azioni allo stesso tempo. In tal caso si può prevedere una
diminuzione del tasso di non conformità di almeno il 5%.
A
fronte di una diminuzione prevista dei costi nominali dei controlli da 7,6 a
7,5 milioni, il tasso di errore dovrebbe diminuire del 40%, che corrisponde
a una riduzione dal 2,6% all’1,6% del totale pagato per le sovvenzioni.
L’obiettivo
di controllo interno per il programma LIFE dovrebbe essere quello di limitare
il tasso di errore residuo (dopo le rettifiche) a un intervallo compreso tra l’1,6%
atteso e la soglia della “rilevanza in termini di valore” del 2% fissata dalla
Corte dei conti.
2.3.        Misure
di prevenzione delle frodi e delle irregolarità
Precisare le misure di prevenzione e di tutela
in vigore o previste.
I
beneficiari delle sovvenzioni sono: autorità locali, regionali e nazionali, in
misura principale, ONG, grandi imprese, PMI, università, istituti di ricerca,
ecc.
Le
proposte sono selezionate in base alle credenziali professionali dei
beneficiari e alla loro stabilità finanziaria, e ad altri criteri imposti dalla
base giuridica.
Nel
corso del processo di selezione si ricorre al sistema di allarme rapido per
individuare eventuali rischi connessi ai potenziali beneficiari di sovvenzioni
a gestione centralizzata.
Al
fine di evitare il doppio finanziamento, viene avviata una consultazione
interservizi sull’elenco dei progetti e il rischio di doppio finanziamento fa
parte dei criteri per selezionare i progetti sui quali effettuare i controlli
ex post in loco.
Sessioni
di formazione, in relazione alle diverse fasi del ciclo di gestione del
progetto, vengono organizzate sul posto per i responsabili del progetto, per
affrontare specifiche esigenze finanziarie e di gestione. Sono possibili i
contatti diretti con i funzionari responsabili del progetto e della gestione
finanziaria presso la Commissione, per rispondere alle richieste specifiche.
In
occasione delle visite in loco e delle riunioni di coordinamento i principali
requisiti della convenzione di sovvenzione saranno debitamente spiegati ai
beneficiari. 
Saranno
organizzati incontri informativi per gli auditor ex post sulle caratteristiche
delle frodi che potrebbero essere rilevate nel corso di un controllo in loco dei
rendiconti finanziari.
Gli
auditor ex post identificano e valutano i rischi di frode sui rendiconti finanziari
e prendono misure adeguate in caso di frodi o di sospette frodi individuate
durante la verifica, comunicando i casi all’OLAF. In particolare, gli auditor
utilizzano tutti i pertinenti strumenti informatici. Dei risultati dei
controlli ex post si tiene conto nella valutazione e progettazione del sistema
di controllo.
Le
norme che disciplinano l’ammissibilità dei costi saranno semplificate, in
particolare per le categorie particolarmente problematiche come i costi del
personale e l’IVA.
Per
i pagamenti intermedi e finali saranno richiesti i certificati di audit.
È prevista
la collaborazione (formazione o informazione) tra la direzione e l’OLAF.
Il
modulo di controllo nel sistema ABAC sarà mantenuto, aggiornato e pienamente
sfruttato, per prevenire/individuare/correggere il doppio finanziamento.
Si
possono prevedere gruppi di controllori per la supervisione, sul posto, delle
diverse fasi della realizzazione del progetto.
La
base giuridica prevede espressamente il diritto dell’OLAF di avere accesso a
tutte le informazioni pertinenti.
Oltre
all’applicazione di tutti i meccanismi di controllo regolamentari, la DG
Ambiente e la DG Azione per il clima elaboreranno una strategia antifrode, in
linea con la nuova strategia antifrode della Commissione (CAFS), adottata il 24
giugno 2011, finalizzata ad assicurare, tra l’altro, che i suoi controlli
interni antifrode siano completamente conformi con la nuova strategia e che la
gestione del rischio di frodi sia orientata a identificare le aree a rischio di
frode e le relative risposte adeguate. Ove necessario, saranno istituiti gruppi
in rete e adeguati strumenti verranno dedicati all’analisi dei casi di frode
relativi al programma LIFE. Il rischio di frode viene integrato nel processo di
gestione del rischio. 
Le
DG hanno nominato un corrispondente antifrode nella rete per la prevenzione e
il rilevamento delle frodi, il quale parteciperà alle reti/gruppi di lavoro di
gruppi di DG. Le DG creeranno maggiore sensibilizzazione tra il personale
in relazione al problema delle potenziali frodi, diffondendo le informazioni sulle
autorità competenti e sulle procedure di denuncia delle frodi.
3.           INCIDENZA FINANZIARIA PREVISTA DELLA
PROPOSTA/INIZIATIVA 
3.1.        Rubrica/rubriche del quadro
finanziario pluriennale e linea/linee di bilancio di spesa interessate 
·      Linee di bilancio di spesa esistenti 
Secondo l’ordine delle
rubriche del quadro finanziario pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero [Denominazione………………………... … ] || Diss. / Non diss.[55] || di paesi EFTA[56] || di paesi candidati[57] || di paesi terzi || ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 Rubrica 2: risorse naturali e crescita sostenibile || Ambiente e azione per il clima     || Dissociata || SÌ || SÌ || NO || NO 
·      Nuove linee di bilancio di cui è chiesta la creazione 
Secondo l’ordine delle rubriche del quadro finanziario
pluriennale e delle linee di bilancio.
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale || Linea di bilancio || Natura della spesa || Partecipazione 
 Numero Rubrica 2 || Diss. / Non diss. || di paesi EFTA || di paesi candidati || di paesi terzi || ai sensi dell’articolo 18, paragrafo 1, lettera a bis), del regolamento finanziario 
 2 || 07 03 80 01 - Ambiente, nuovo programma LIFE (spese operative) || Dissociata || SÌ || SÌ || SÌ || NO 
 2 || 07 03 80 02 - Azione per il clima, nuovo programma LIFE (spese operative) (o nuova nomenclatura da creare con uno specifico titolo di bilancio) || Dissociata || SÌ || SÌ || SÌ || NO 
 2 || 07 01 04 02 – Ambiente, nuovo programma LIFE (spese di gestione amministrativa) || Non dissociata || SÌ || SÌ || SÌ || NO 
 2 || 07 01 04 06 - Azione per il clima, nuovo programma LIFE (spese di gestione amministrativa) (o nuova nomenclatura da creare con uno specifico titolo di bilancio) || Non dissociata || SÌ || SÌ || SÌ || NO 
3.2.        Incidenza prevista sulle
spese 
3.2.1.     Sintesi dell’incidenza
prevista sulle spese 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 2 || Crescita sostenibile: Risorse naturali   
 DG: CLIMA + ENV ||   ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || 2021 e succ. || TOTALE || 
  Stanziamenti operativi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 
 07 03 80 01 (nuova voce di bilancio da creare) Parte ENV || Impegni || (1) || 291,500 || 314,250 || 341,250 || 371,000 || 404,250 || 437,750 || 420,500 ||   || 2 580,500 || 
 Pagamenti   || (2) || 22,238 || 155,963 || 151,764 || 249,364 || 265,615 || 296,415 || 361,226 || 1 077,916 || 2 580,500 || 
 XX 03 80 02 (nuova voce di bilancio da creare) (o nuova nomenclatura da creare con uno specifico titolo di bilancio) Parte CLIMA || Impegni || (1a) || 98,700 || 106,800 || 115,400 || 124,500 || 124.500 || 142,800 || 136,700 ||   || 858,100 || 
 Pagamenti || (2a) || 13,845 || 60,140 || 59,596 || 94,411 || 101,872 || 105,185 || 138,201 || 284,850 || 858,100 || 
 Stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione per sottoprogrammi[58] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 
 07 01 04 02 (nuova voce di bilancio da creare) Parte ENV ||   || (3) || 19,000 || 22,500 || 23,250 || 19,000 || 18,000 || 14,500 || 13,750 ||   || 133,000 
 XX 01 04 06 (nuova voce di bilancio da creare) (o nuova nomenclatura da creare con uno specifico titolo di bilancio)   Parte CLIMA ||   ||   || 4,800 || 5,450 || 6,100 || 6,500 || 7,550 || 7,950 || 8,050 ||   || 46,400 
 TOTALE degli stanziamenti  per la DG ENV || Impegni ||   || 310,500 || 336,750 || 364,500 || 393,000 || 422,250 || 452,250 || 434,250 ||   || 2 713,500 
 Pagamenti ||   || 41,238 || 178,463 || 175,014 || 271,364 || 283,615 || 310,915 || 374,976 || 1 077,916 || 2 713,500 
 TOTALE degli stanziamenti  per la DG CLIMA || Impegni ||   || 103,500 || 112,250 || 121,500 || 131,000 || 140,750 || 150,750 || 144,750 ||   || 904,500 
 Pagamenti ||   || 18,645 || 65,590 || 65,696 || 100,911 || 109,422 || 113,135 || 146,251 || 284,850 || 904,500 
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) || 390,200 || 421,050 || 456,650 || 495,500 || 537,450 || 580,550 || 557,200 ||   || 3 438,600 || 
 Pagamenti || (5) || 36,083 || 216,103 || 211,360 || 343,775 || 367,487 || 401,600 || 499,427 || 1 362,766 || 3 438,600 || 
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione per i sottoprogrammi || (6) || 23,800 || 27,950 || 29,350 || 28,500 || 25,550 || 22,450 || 21,800 ||   || 179,400 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 2 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || = 4 + 6 || 414,000 || 449,000 || 486,000 || 524,000 || 563,000 || 603,000 || 579,000 ||   || 3 618,000 || 
 Pagamenti || =5+ 6 || 59,883 || 244,053 || 240,710 || 372,275 || 393,037 || 424,050 || 521,227 || 1 362,766 || 3 618,000 || 
Se più di una rubrica è interessata dalla
proposta/iniziativa:
  TOTALE degli stanziamenti operativi || Impegni || (4) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || (5) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
  TOTALE degli stanziamenti di natura amministrativa finanziati dalla dotazione per i sottoprogrammi || (6) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   || 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE 1 - 4 del quadro finanziario pluriennale (Importo di riferimento) || Impegni || =4+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Pagamenti || =5+ 6 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Rubrica del quadro finanziario pluriennale: || 5[59] || “Rubrica 5” Amministrazione 
Mio EUR (al terzo decimale)
 DG ENV & CLIM ||   ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 ||   || TOTALE 
  ENV risorse umane (milioni €) || 9,184 || 9,320 || 9,528 || 9,871 || 10,082 || 10,285 || 10,564 ||   || 68,834 
  CLIMA risorse umane (milioni €) || 3,175 || 3,222 || 3,575 || 3,792 || 4,020 || 4,100 || 4,180 ||   || 26,064 
 TOTALE risorse umane (milioni €) || 12,359 || 12,359 || 13,103 || 13,663 || 14,102 || 14,385 || 14,744 ||   || 94,898 
  ENV altre spese amministrative || 0,392 || 0,400 || 0,409 || 0,417 || 0,409 || 0,409 || 0,442 ||   || 2,919 
  CLIMA altre spese amministrative || 0,173 || 0,177 || 0,194 || 0,199 || 0,202 || 0,220 || 0,224 ||   || 1,389 
 TOTALE altre spese amministrative (milioni €) || 0,565 || 0,577 || 0,603 || 0,616 || 0,627 || 0,654 || 0,666 ||   || 4,308 
 TOTALE DG ENV & CLIMA || Stanziamenti || 12,924 || 13,119 || 13,706 || 14,279 || 14,729 || 15,039 || 15,410 ||   || 99,206 
 TOTALE degli stanziamenti per la RUBRICA 5 del quadro finanziario pluriennale || (Totale impegni = Totale pagamenti) || 12,924 || 13,119 || 13,706 || 14,279 || 14,729 || 15,039 || 15,410 || 99,206 
Mio EUR (al terzo decimale)
   ||   || Anno 2014[60] || Anno 2015 || Anno 2016 || Anno 2017 || Anno 2018 || Anno 2019 || Anno 2020 || Anno 2021 e succ. || TOTALE 
 TOTALE degli stanziamenti per le RUBRICHE 1 - 5 del quadro finanziario pluriennale || Impegni || 426,924 || 462,119 || 499,706 || 538,279 || 577,729 || 618,039 || 594,410 || - || 3 717,206 
 Pagamenti || 72,807 || 257,172 || 254,416 || 386,554 || 407,766 || 439,089 || 536,637 || 1 362,766 || 3 717,206 
3.2.2.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti operativi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzazione di stanziamenti
operativi 
–     
ý  La proposta/iniziativa comporta l’utilizzazione di stanziamenti
operativi, come spiegato di seguito:
Stanziamenti di impegno in Mio EUR (al 3 ° decimale)
 Specificare gli obiettivi e i risultati   ò ||   ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || TOTALE 
 RISULTATI 
 Tipo di risultato[61] || Costo medio  del risultato || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero di risultati || Costo || Numero totale di risultati || Costo  totale 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 1 - Ambiente ed efficienza delle risorse ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato || IP[62] || 9 481 || 5 || 42,5 || 7 || 62,5 || 10 || 92,5 || 12 || 112,5 || 13 || 127,5 || 15 || 150 || 15 || 142,5 || 77 || 730 
 - Risultato || Trad[63] || 1,5 || 44 || 66,25 || 39 || 58,75     || 28 || 41,75 || 34 || 35,25 || 24 || 36,50 || 22 || 33,25 || 21 || 30,75 || 202 || 302,50 
 - Risultato || Proc.[64] || 0,282 || 68 || 19,25 || 72 || 20,35 || 74 || 20,90 || 78 || 22 || 82 || 23,10 || 84 || 23,65 || 88 || 24,75 || 546 || 154 
 Totale parziale dell’obiettivo specifico N. 1 || 117 || 128 || 118 || 141,60 || 112 || 155,15 || 114 || 169,75 || 119 || 187,10 || 121 || 206,90 || 123 || 198,00 || 825 || 1 186,50 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 2[65]- Biodiversità ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato || IP || 10 || 3 || 30 || 4 || 40 || 6 || 60 || 8 || 80 || 10 || 100 || 10 || 100 || 10 || 100 || 51 || 510 
 - Risultato || Trad || 1,5 || 60 || 89,50 || 58 || 87,00 || 52 || 78,00 || 46 || 69,50 || 43 || 65,00 || 51 || 76,25 || 44 || 66,50 || 355 || 531,75 
 - Risultato || Proc. || 0,282 || 15 || 4,20 || 16 || 4,44 || 18 || 4.56 || 17 || 4,80 || 18 || 5,04 || 18 || 5.16 || 19 || 5,40 || 119 || 33,60 
 Totale parziale dell’obiettivo specifico N. 2 || 78 || 123,70 || 78 || 131,44 || 74 || 142,56 || 71 || 154,30 || 71 || 170,04 || 79 || 181,41 || 73 || 171,90 || 525 || 1 075,35 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 3 - Governanza ambientale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato || Nat || 1,25 || 3 || 3,25 || 5 || 6 || 6 || 8 || 8 || 10 || 8 || 10 || 12 || 15 || 12 || 15 || 54 || 67,25 
 - Risultato || Env || 1,28 || 11 || 14 || 9 || 11,754 || 9 || 11,75 || 9 || 11,75 || 9 || 11 || 6 || 7,75 || 6 || 7,5 || 59 || 75,50 
 - Risultato || ONG || 0,300 || 36 || 11 || 37 || 11,25 || 38 || 11,25 || 40 || 12 || 41 || 12,25 || 42 || 12,5 || 44 || 13,25 || 278 || 83,5 
 - Risultato || Proc. || 0,282 || 41 || 11,55 || 43 || 12,21 || 44 || 12,54 || 47 || 13,20 || 49 || 13,86 || 50 || 14,19 || 53 || 14,85 || 328 || 92,40 
 Totale parziale dell’obiettivo specifico N. 3 || 91 || 39,80 || 94 || 41,21 || 98 || 43,54 || 104 || 46,95 || 107 || 47,11 || 111 || 49,44 || 115 || 50,60 || 720 || 318,65 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 4 - Mitigazione del cambiamento climatico ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato || Progetti || 2,271 || 13 || 28,50 || 14 || 31,800 || 11 || 24,00 || 12 || 26,50 || 13 || 29,50 || 14 || 32,00 || 13 || 29,50 || 90 || 201,800 
 - Risultato || IP || 5,746 || 0 || 0 || 0 || 0 || 2 || 11,00 || 2 || 11,30 || 2 || 11,50 || 2 || 11,80 || 2 || 12,00 || 10 || 57,60 
 - Risultato || Proc. || 0,282 || 57 || 16,00 || 57 || 16,20 || 60 || 17,00 || 64 || 18,20 || 67 || 19,00 || 73 || 20,50 || 71 || 20,00 || 449 || 126,90 
 Totale parziale dell’obiettivo specifico N. 4 || 70 || 44,50 || 71 || 48,00 || 73 || 52,00 || 78 || 56,00 || 82 || 60,00 || 89 || 64,30 || 86 || 61,50 || 549 || 386,30 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 5 - Adattamento al cambiamento climatico ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato || Progetti || 2,254 || 16 || 36,500 || 18 || 40,000 || 14 || 32,500 || 16 || 35,600 || 17 || 39,200 || 19 || 43,200 || 17 || 39,000 || 117 || 266,000 
 - Risultato || IP || 5,746 || 0 || 0 || 0 || 0 || 2 || 11,000 || 2 || 11,300 || 2 || 11,500 || 2 || 11,800 || 2 || 12,000 || 10 || 57,600 
 - Risultato || Proc. || 0,282 || 28 || 8,000 || 28 || 8,000 || 30 || 8,500 || 32 || 9,100 || 33 || 9,300 || 33 || 9,300 || 37 || 10,500 || 221 || 62,700 
 Totale parziale dell’obiettivo specifico N. 5 || 44 || 44,500 || 46 || 48,000 || 46 || 52,000 || 50 || 56,000 || 52 || 60,000 || 54 || 64,300 || 56 || 61,500 || 348 || 386,300 
 OBIETTIVO SPECIFICO N. 6 - Governanza climatica ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Risultato || Progetti || 1,132 || 4 || 4,000 || 4 || 4,700 || 5 || 5,300 || 5 || 5,500 || 5 || 6,000 || 6 || 6,500 || 6 || 6,500 || 35 || 38,500 
 - Risultato || Proc. || 0,282 || 9 || 2,500 || 10 || 2,800 || 10 || 2,800 || 11 || 3,000 || 11 || 3,200 || 12 || 3,400 || 10 || 2,900 || 73 || 20,600 
 - Risultato || ONG || 0,565 || 6 || 3,200 || 6 || 3,300 || 6 || 3,300 || 7 || 4,000 || 7 || 4,000 || 8 || 4,300 || 8 || 4,300 || 48 || 26,400 
 Totale parziale dell’obiettivo specifico N. 6 || 19 || 9,700 || 20 ||  0,800 || 21 || 11,400 || 23 || 12,500 || 23 || 13,200 || 26 || 14,200 || 24 ||  3,700 || 156 || 85,500 
   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 COSTO TOTALE || 419 || 390,20 || 428 || 421,05 || 424 || 456,65 || 440 || 495,50 || 454 || 537,45 || 480 || 580,55 || 477 || 557,20 || 3,122 || 3 438,6 
3.2.3.     Incidenza prevista sugli
stanziamenti di natura amministrativa 
3.2.3.1.  Sintesi 
–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzazione di stanziamenti
amministrativi 
–     
ý  La proposta / iniziativa comporta l’utilizzazione di stanziamenti
amministrativi, come spiegato di seguito:
Mio EUR (al terzo
decimale)
 RUBRICA 5  del quadro finanziario pluriennale || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 || TOTALE 
 ENV risorse umane || 9,184 || 9,320 || 9,528 || 9,871 || 10,082 || 10,285 || 10,564 || 68,834 
 CLIMA risorse umane || 3,175 || 3,222 || 3,575 || 3,792 || 4,020 || 4,100 || 4,180 || 26,064 
 ENV altre spese amministrative || 0,392 || 0,400 || 0,409 || 0,417 || 0,409 || 0,434 || 0,442 || 2,919 
 CLIMA altre spese amministrative || 0,173 || 0,173 || 0,173 || 0,199 || 0,202 || 0,220 || 0,224 || 1,389 
 Totale parziale RUBRICA 5  del quadro finanziario pluriennale || 12,924 || 13,119 || 13,706 || 14,279 || 14,729 || 15,039 || 15,410 || 99,206 
 Esclusa la RUBRICA 5[66] del quadro finanziario pluriennale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ENV altre spese  di natura amministrativa || 19,000 || 22,500 || 23,250 || 19,000 || 18,000 || 14,500 || 13,750 || 133,000 
 CLIMA altre spese  di natura amministrativa || 4,800 || 5,450 || 6,100 || 6,500 || 7,550 || 7,950 || 8,050 || 46,400 
 Totale parziale  esclusa la RUBRICA 5  del quadro finanziario pluriennale || 23,800 || 27,950 || 29,350 || 28,500 || 25,550 || 22,450 || 21,800 || 179,400 
 TOTALE || 36,724 || 41,069 || 43,056 || 42,779 || 40,279 || 37,489 || 37,210 || 278,606 
3.2.3.2.  Fabbisogno previsto di risorse umane

–     
¨  La proposta/iniziativa non comporta l’utilizzazione di risorse umane 
–     
ý  La proposta/iniziativa comporta l’utilizzazione di risorse umane,
come spiegato di seguito:
Stima da esprimere in numeri interi (o, al
massimo, con un decimale)
 ||   || 2014 || 2015 || 2016 || 2017 || 2018 || 2019 || 2020 
  Posti della tabella dell’organico (posti di funzionari e di agenti temporanei) || 
 || 07 01 01 01 01 ENV (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) || 64,0 || 64,0 || 64,0 || 65,0 || 65,0 || 65,0 || 65,0 
 || XX 01 01 01 02 CLIMA (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) (o nuova nomenclatura da creare sotto specifica intestazione di bilancio) || 21,0 || 21,0 || 23,0 || 24,0 || 25,0 || 25,0 || 25,0 
 || XX 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ||  Personale esterno (in equivalenti a tempo pieno: ETP)[67] || 
 || 07 01 02 01 ENV (AC, INT, END della dotazione globale) || 8,0 || 8,0 || 8,0 || 8,0 || 8,0 || 8,0 || 9,0 
 || XX 01 02 02 CLIMA (AC, INT, END della dotazione globale) (o nuova nomenclatura da creare sotto specifica intestazione di bilancio) || 5,0 || 5,0 || 5,0 || 5,0 || 5,0 || 5,0 || 5,0 
 || XX 01 02 02 (AC, INT, JED, AL e END nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 04 yy [68] || - in sede[69] ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 ||   || - nelle delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || XX 01 05 02 (AC, INT, END – ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || 10 01 05 02 (AC, INT, END – ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 || TOTALE || 98,0 || 98,0 || 100,0 || 102,0 || 103,0 || 103,0 || 104,0 
XX è il settore
o il titolo di bilancio interessate.
Il fabbisogno di
risorse umane necessarie è coperto dal personale della DG già assegnato alla
gestione dell’azione e/o riassegnato all’interno della stessa DG, integrato
dall’eventuale dotazione supplementare concessa alla DG responsabile nell’ambito
della procedura annuale di assegnazione, tenendo conto dei vincoli di bilancio.
Gli importi e le imputazioni vengono rettificati in base ai risultati del
processo di esternalizzazione previsto.
Descrizione dei
compiti da svolgere:
 Funzionari e agenti temporanei ||   
 Personale esterno ||   
3.2.4.     Compatibilità con il quadro
finanziario pluriennale attuale
–     
ý  La proposta/iniziativa è compatibile con il quadro finanziario
pluriennale attuale.
–     
¨  La proposta/iniziativa implica una riprogrammazione della pertinente
rubrica del quadro finanziario pluriennale.
Spiegare la riprogrammazione richiesta, precisando le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
N/A
–     
¨  La proposta/iniziativa richiede l’applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale.[70].
Spiegare la necessità, precisando le rubriche e le
linee di bilancio interessate e gli importi corrispondenti.
N/A
3.2.5.     Partecipazione di terzi al
finanziamento 
–     
La proposta/iniziativa non prevede il
cofinanziamento da parte di terzi 
–     
La proposta/iniziativa prevede il co-finanziamento
indicato di seguito:
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || … inserire gli anni necessari per evidenziare la durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) || Totale 
 Specificare l’organismo di cofinanziamento ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE stanziamenti cofinanziati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
3.3.        Incidenza prevista sulle
entrate
–     
ý  La proposta/iniziativa non ha alcuna incidenza finanziaria sulle
entrate.
–     
¨  La proposta/iniziativa ha la seguente incidenza finanziaria:
–                   
¨  sulle risorse
proprie 
–                   
¨         sulle entrate varie 
Mio EUR (al terzo decimale)
 Linea di bilancio delle entrate: || Stanziamenti disponibili per l’esercizio in corso || Incidenza della proposta/iniziativa[71] 
 Anno N || Anno N+1 || Anno N+2 || Anno N+3 || ... inserire il numero di colonne necessarie al fine di tenere conto della durata dell’incidenza (cfr. punto 1.6) 
 Articolo ... ... ... .... ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
Per le entrate varie con
destinazione specifica, specificare la o le linee di spesa di bilancio
interessate.
N/A
Precisare il metodo di
calcolo dell’incidenza sulle entrate.
N/A
[1]               Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo,
al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle
regioni Un bilancio per la strategia Europa 2020, COM(2011) 500
definitivo del 29 giugno 2011.
[2]               Europa 2020: Una strategia per
una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, COM(2010) 2020 definitivo,
Bruxelles, del 3 marzo 2010, adottata dal Consiglio europeo il 17 giugno 2010.
[3]               Regolamento (CE) n. 614/2007, GU L 149 del 9.6.2007,
pag. 1.
[4]               Direttiva 92/43/CEE, GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.
[5]               Valutazione ex post del programma LIFE effettuata da
COWI nel 2009; valutazione intermedia di LIFE+ effettuata da GHK nel 2010;
valutazione combinata, d’impatto ed ex ante, della revisione del regolamento
LIFE+ effettuata da un consorzio guidato da GHK nel 2011 e “Climate Change in
the future multiannual financial framework” (“Cambiamenti climatici nel futuro
quadro finanziario pluriennale”), analisi svolta dall’Istituto per la politica
ambientale europea (Institute for European Environmental Policy - IEEP) nel
2011.
[6]               [Riferimento da aggiungere al momento della
pubblicazione]
[7]               http://ec.europa.eu/environment/life/publications/lifepublications/evaluation/index.htm#ex
post 
[8]               http://ec.europa.eu/environment/life/publications/lifepublications/evaluation/index.htm#mte2010

[9]               [Riferimento da aggiungere al momento della
pubblicazione]
[10]             [Riferimento da aggiungere al momento della pubblicazione]
[11]             http://ec.europa.eu/environment/life/about/beyond2013.htm.
[12]             http://ec.europa.eu/environment/life/about/beyond2013.htm.
[13]             http://ec.europa.eu/environment/life/about/beyond2013.htm.
[14]             [Riferimento da aggiungere]
[15]             Direttiva 2009/147/CE, GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7.
[16]             Direttiva 2000/60/CE, GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1. 
[17]             Direttiva 2008/56/CE, GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19.
[18]             Proposta della Commissione di decisione del Parlamento
europeo e del Consiglio relativa ad Orizzonte 2020 - Il programma quadro
per la ricerca e l’innovazione.
[19]             COM(2011) 112.
[20]             Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al
Consiglio, Un quadro per la prossima generazione di strumenti finanziari
innovativi - le piattaforme UE di capitale e di debito, COM(2011) 662
definitivo del 19 ottobre 2011.
[21]             Ciò corrisponde a 3,2 miliardi di euro a prezzi costanti. 
[22]             GU C, , pag. .
[23]             GU C, , pag. .
[24]             COM(2011) 500 definitivo del 29 giugno 2011.
[25]             GU L 149 del 9.6.2007, pag. 1.
[26]             Tutti gli importi sono a prezzi correnti.
[27]             COM(2011) 403 definitivo del 29 giugno 2011.
[28]             GU L… pag. [rif. FESR]
[29]             GU L… pag. [rif. FSE]
[30]             GU L ... pag. [rif. FC]
[31]             GU L… pag. [rif. FEAGA]
[32]             GU L ... pag. [rif. FEASR]
[33]             GU L ... pag. [rif. FEAMP]
[34]             GU L ... pag. [rif. Horizon 2020]
[35]             [Rif. da aggiungere, dopo l’adozione]
[36]             COM(2010) 2020 definitivo del 3 marzo 2010.
[37]             COM(2011) 571 definitivo del 21 settembre 2011
[38]             COM(2011) 244 definitivo del 3 maggio 2011.
[39]             GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.
[40]             GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7.
[41]             COM(2011) 112 definitivo dell’8 marzo 2011.
[42]             GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
[43]             GU L 142 del 14.5.1998, pag. 1.
[44]             GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.
[45]             GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19.
[46]             COM (2011) 500 definitivo del 29.6.2011, Parte II (schede
tematiche), pag. 7.
[47]             GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.
[48]             Tutti gli importi sono a prezzi correnti.
[49]             GU L 117 del 5.5.1999, pag. 1.
[50]             ABM: Activity-Based Management (gestione per attività) –
ABB: Activity-Based Budgeting (bilancio per attività).
[51]             A norma dell’articolo 49, paragrafo 6, lettera a) o b),
del regolamento finanziario.
[52]             Le spiegazioni sulle modalità di gestione e i riferimenti
al regolamento finanziario sono disponibili sul sito BudgWeb: http://www.cc.cec/budg/man/budgmanag/budgmanag_en.html

[53]             A norma dell’articolo 185 del regolamento finanziario.
[54]             Quadro di monitoraggio e valutazione proposto per il regolamento
LIFE+, DG Ambiente, 2007
[55]             Diss. = Stanziamenti dissociati / Non diss. = Stanziamenti
non dissociati.
[56]             EFTA: Associazione europea di libero scambio. 
[57]             Paesi candidati e, se del caso, paesi candidati potenziali
dei Balcani occidentali.
[58]             Assistenza tecnica e/o assistenza amministrativa e spese a
sostegno dell’attuazione dei programmi e/o delle azioni dell’Unione (ex linee
BA), ricerca indiretta, ricerca diretta.
[59]             Importi e imputazione saranno eventualmente aggiustati in
funzione dei risultati del previsto processo di esternalizzazione all’agenzia
esecutiva. 
[60]             L’anno N è l’anno di inizio dell’attuazione della
proposta/iniziativa.
[61]             I risultati sono i prodotti e servizi da fornire (ad
esempio: numero di scambi di studenti finanziati, numero di km di strade
costruiti, ecc.)
[62]             Progetti integrati (Integrated Projects).
[63]             Progetti tradizionali.
[64]             Appalti pubblici (Public Procurement).
[65]             Quale descritto nella sezione 1.4.2. “Obiettivo/obiettivi
specifici…”
[66]             Assistenza tecnica e/o assistenza amministrativa e spese a
sostegno dell’attuazione dei programmi e/o delle azioni dell’UE (ex linee BA),
ricerca indiretta, ricerca diretta.
[67]             AC= agente contrattuale; INT= personale interinale (“Intérimaire”);
JED= giovane esperto in delegazione (Jeune Expert en Délégation); AL=
agente locale; END= esperto nazionale distaccato. 
[68]             Sottomassimale per il personale esterno previsto dagli
stanziamenti operativi (ex linee “BA”).
[69]             Principalmente per i fondi strutturali, il Fondo europeo
agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e il Fondo europeo per la pesca (FEP).
[70]             Cfr. punti 19 e 24 dell’Accordo interistituzionale.
[71]             Per quanto riguarda le risorse proprie tradizionali (dazi
doganali, contributi zucchero), gli importi indicati devono essere importi
netti, cioè importi lordi da cui viene detratto il 25% per spese di
riscossione.