CELEX: E2016P0009
Language: it
Date: 2016-08-03 00:00:00
Title: Ricorso proposto il 3 agosto 2016 dall’Autorità di vigilanza EFTA contro il Regno di Norvegia (Causa E-9/16)

10.11.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 413/8
            
         Ricorso proposto il 3 agosto 2016 dall’Autorità di vigilanza EFTA contro il Regno di Norvegia
   (Causa E-9/16)
   (2016/C 413/08)
   In data 3 agosto 2016 dinanzi alla Corte EFTA ha proposto ricorso contro il Regno di Norvegia l’Autorità di vigilanza EFTA, rappresentata da Carsten Zatschler e Auður Ýr Steinarsdóttir, in qualità di agenti della suddetta Autorità, con sede in Rue Belliard 35, B-1040 Bruxelles.
   L’Autorità di vigilanza EFTA chiede alla Corte EFTA di dichiarare quanto segue.
   
               1.
            
            
               Mantenendo in vigore la disposizione nazionale di cui al punto 2, paragrafo 32, del regolamento norvegese sui prodotti che vieta la fabbricazione, l’importazione, l’esportazione e la vendita di prodotti di consumo contenenti determinate concentrazioni di acido perfluoroottanoico (PFOA), la Norvegia è venuta meno agli obblighi derivanti dall’atto di cui al punto 12 del capo XV dell’allegato II dell’accordo SEE (regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un’Agenzia europea per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abroga il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE, come modificate) in particolare l’articolo 128, paragrafo 1, adattato all’accordo SEE dal relativo protocollo 1.
            
         
               2.
            
            
               In subordine, mantenendo in vigore la disposizione nazionale di cui sopra, una volta avviata la procedura di restrizione a norma del titolo VIII del suddetto atto di cui al punto 12 del capo XV dell’allegato II dell’accordo SEE, la Norvegia è venuta meno agli obblighi derivanti dall’articolo 3 dell’accordo SEE, in combinato disposto con l’articolo 128, paragrafo 1, di tale atto.
            
         
               3.
            
            
               Mantenendo in vigore la disposizione nazionale di cui sopra, la Norvegia è venuta meno agli obblighi derivanti dall’articolo 11 dell’accordo SEE.
            
         
               4.
            
            
               Le spese processuali sono a carico del Regno di Norvegia.
            
         
      Elementi di fatto e di diritto e motivi del ricorso
   
   
               —
            
            
               L’Autorità di vigilanza EFTA sostiene che il Regno di Norvegia ha violato gli obblighi che gli incombono ai sensi del regolamento REACH, e/o gli obblighi imposti dall’accordo SEE, mantenendo in vigore una normativa nazionale che vieta la fabbricazione, l’importazione, l’esportazione e la vendita di prodotti di consumo contenenti, in peso, lo 0,001 % o più di una sostanza nota come «PFOA».
            
         
               —
            
            
               L’Autorità di vigilanza EFTA mira ad ottenere precisazioni riguardo al fatto che, una volta che una sostanza sia stata identificata come fonte di un rischio incontrollato per l’ambiente e la salute umana, una regolamentazione nazionale unilaterale sulle sostanze coperte dal regolamento REACH sia ammissibile solo in talune circostanze definite rigorosamente e previste del regolamento REACH.
            
         
               —
            
            
               Il presente ricorso riguarda la normativa nazionale adottata in Norvegia per limitare il PFOA. Con il presente ricorso l’Autorità di vigilanza EFTA non intende in alcun modo mettere in causa la necessità di regolamentare il PFOA come sostanza. A indurre l’Autorità di vigilanza EFTA a proporre la presente procedura di infrazione è stata invece un’importante questione procedurale: quando uno Stato del SEE individua un rischio per la salute o per l’ambiente derivante da una sostanza contemplata dal regolamento REACH, è essenziale per il funzionamento del sistema istituito dal REACH che tali questioni siano trattate nell’ambito di tale sistema, piuttosto che con azioni unilaterali.
            
         
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               Il 27 agosto 2013 il governo norvegese ha informato l’Autorità di vigilanza EFTA che il 27 maggio 2013 era stato adottato un regolamento che modifica il regolamento norvegese sui prodotti mediante l’introduzione di restrizioni sulla produzione, l’importazione, l’esportazione e la vendita di prodotti di consumo contenenti PFOA e alcuni sali ed esteri di PFOA.
            
         
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               L’8 luglio 2015 l’Autorità di vigilanza EFTA ha formulato un parere motivato sulla questione. A norma dell’articolo 31, paragrafo 2, dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte, l’Autorità di vigilanza EFTA ha chiesto alla Norvegia di prendere i provvedimenti necessari per conformarsi al parere motivato entro un termine di due mesi dalla notifica, vale a dire entro l’8 settembre 2015.
            
         
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               Con lettera del 16 ottobre 2015 la Norvegia ha risposto al parere motivato mantenendo il suo punto di vista e formulando nuove osservazioni. Poiché al termine fissato dal parere motivato la Norvegia continuava a mantenere le disposizioni nazionali in questione, l’Autorità di vigilanza EFTA ha deciso di adire la Corte EFTA sulla base di quanto previsto dall’articolo 31, paragrafo 2, dell’accordo sull’Autorità di vigilanza e sulla Corte.