CELEX: 52012DC0310
Language: it
Date: 2012-05-30 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Spagna 2012-2015

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		52012DC0310
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Spagna 2012-2015 /* COM/2012/0310 final - 2012/ () */
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di
riforma 2012 della Spagna 
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Spagna
2012‑2015
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo
148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e
la correzione degli squilibri macroeconomici[2],
in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[3],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per
l’occupazione,
sentito il comitato economico e finanziario,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio
europeo ha approvato la proposta della Commissione europea di avviare
“Europa 2020”, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata
su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui
settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di
crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
(2)       Il Consiglio ha adottato, il
13 luglio 2010, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le
politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21
ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati
membri a favore dell’occupazione[4],
che insieme formano gli “orientamenti integrati”. Gli Stati membri sono stati
invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle politiche nazionali
in materia economica e occupazionale.
(3)       Il 12 luglio 2011 il
Consiglio ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma
2011 della Spagna e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità
aggiornato della Spagna 2011-2014.
(4)       Il 23 novembre 2011 la
Commissione ha adottato la seconda Analisi annuale della crescita, segnando
l’inizio del secondo semestre europeo di coordinamento integrato ed ex-ante
delle politiche, che è parte integrante della strategia Europa 2020. Sulla
base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la Commissione ha adottato, il 14
febbraio 2012, la relazione sul meccanismo di allerta[5], in cui annovera la Spagna tra
gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di un ulteriore esame
approfondito.
(5)                   Il 2 marzo 2012
il Consiglio europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità
finanziaria, il risanamento di bilancio e la promozione della crescita,
sottolineando la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio
differenziato e favorevole alla crescita, ripristinare normali condizioni di
prestito all'economia, promuovere la crescita e la competitività, lottare
contro la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e modernizzare la
pubblica amministrazione.
(6)       Il 2 marzo 2012 il Consiglio
europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che partecipano al patto Euro Plus
ad aggiungere ulteriori impegni concentrandosi su un numero limitato di riforme
essenziali, tempestive e misurabili per conseguire gli obiettivi del patto.
(7)       Il 30 aprile 2012 la Spagna
ha presentato il suo programma di stabilità, relativo al periodo 2012-2015, e
il suo programma nazionale di riforma 2012. I due programmi sono stati valutati
contemporaneamente onde tener conto dei reciproci collegamenti interni. A norma
dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011 la Commissione ha anche
svolto un esame approfondito per verificare se la Spagna presentasse squilibri
macroeconomici. Nel suo esame approfondito[6],
la Commissione ha concluso che la Spagna presenta squilibri molto gravi, che
non sono eccessivi ma devono essere corretti urgentemente.
(8)       In base alla valutazione del
programma di stabilità a norma dell’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento
(CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico alla
base del programma sia sostanzialmente plausibile per il 2012 e ottimistico
dopo questa data. Secondo le previsioni di primavera della Commissione per il
2012, la crescita del PIL dovrebbe arrivare a -1,8% nel 2012 e a -0,3% nel
2013, contro -1,7% e 0,2% indicati, rispettivamente, nel programma.
Conformemente alla procedura per i disavanzi eccessivi, l'obiettivo della
strategia di bilancio esposta nel programma è portare il disavanzo delle
amministrazioni pubbliche al di sotto del valore di riferimento (3% del PIL)
entro il 2013, in gran parte mediante tagli alla spesa, ma anche attraverso
l'adozione di alcune misure volte ad aumentare le entrate. In base al saldo
strutturale (ricalcolato)[7],
il miglioramento medio annuo del saldo strutturale previsto nel programma è
pari al 2,6 % del PIL per il 2011-13, una percentuale superiore allo
sforzo di risanamento di bilancio di più dell'1,5% del PIL, in media, nel
periodo 2010-13 raccomandato nell'ambito della procedura per i disavanzi
eccessivi. Dopo la correzione del disavanzo eccessivo, il programma conferma
l'obiettivo a medio termine (OMT) di una posizione di bilancio in pareggio in
termini strutturali, che verrebbe quasi raggiunta entro il 2015 con un
disavanzo di bilancio strutturale dello 0,2% del PIL. L'OMT riflette
adeguatamente i requisiti del patto di stabilità e crescita. Il ritmo
dell'aggiustamento in termini strutturali previsto nel 2012‑13
rappresenta un progresso sufficiente verso l'OMT e il tasso di crescita della
spesa pubblica, tenuto conto delle misure discrezionali in materia di entrate,
è in linea con il parametro di riferimento per la spesa previsto dal patto di
stabilità e crescita. Secondo il programma il rapporto debito/PIL dovrebbe
raggiungere un picco nel 2013 per poi iniziare a scendere. Il 2014 e il 2015
saranno un periodo di transizione per la Spagna e i piani presentati nel
programma garantirebbero progressi sufficienti verso la conformità con il
parametro per la riduzione del debito previsto dal patto di stabilità e
crescita. I percorsi di aggiustamento del disavanzo e del debito sono soggetti
a notevoli rischi di peggioramento. Gli sviluppi macroeconomici potrebbero
rivelarsi meno favorevoli del previsto. Inoltre, le misure previste dal 2013 in
poi non sono sufficientemente specificate. La strategia di bilancio rischia
anche di essere compromessa dall'adempimento di bilancio dei governi regionali,
considerati i mediocri risultati registrati ultimamente, da una maggiore
sensibilità delle entrate all'aggiustamento strutturale in corso,
dall'incertezza relativa all'incidenza del condono fiscale sulle entrate e da
altre possibili operazioni di salvataggio finanziario. Un'applicazione rigorosa
della legge sulla stabilità di bilancio e l'adozione di misure di bilancio
forti a livello regionale attenuerebbero i rischi di scostamento a livello
regionale. Vista la natura decentrata delle finanze pubbliche della Spagna, un
solido quadro di bilancio e istituzionale è di importanza capitale. Il
Consiglio si compiace dell'intenzione della Commissione di presentare nelle
prossime settimane una valutazione approfondita dell'attuazione della
raccomandazione del Consiglio sulla correzione del disavanzo eccessivo, tenendo
conto anche del piano di bilancio pluriennale annunciato per il 2013-14.
(9)       Nel 2011 la Spagna ha
adottato una riforma delle pensioni che rappresenta una svolta importante verso
il rafforzamento della sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche.
Il deterioramento delle prospettive economiche della Spagna limita tuttavia
l'impatto della prevista riforma della spesa pubblica connessa
all'invecchiamento. La riforma, inoltre, deve ancora essere integrata da misure
concrete a sostegno della strategia globale 2012-2014 per l’occupazione dei
lavoratori anziani.
(10)     Il rapporto gettito
fiscale/PIL della Spagna è uno dei più bassi dell'UE. L'efficienza del sistema
tributario può essere migliorata aumentando la proporzione di imposte indirette
favorevoli alla crescita. In particolare, c'è modo di ampliare la base
imponibile IVA riesaminando l'estesa applicazione di esenzioni e aliquote
ridotte. Il sistema tributario spagnolo riserva inoltre un trattamento più
favorevole all'indebitamento e all'acquisto di un'abitazione, rispetto alla
locazione, grazie alla deducibilità degli interessi sui crediti ipotecari. 
(11)     La Spagna ha fatto notevoli
progressi per quanto riguarda la ristrutturazione del settore finanziario.
Questo processo deve continuare per garantire la risoluzione delle banche non
solvibili e permettere a quelle solvibili di erogare credito all'economia reale
in modo sostenibile e senza indebite distorsioni della concorrenza. Visto il
peggioramento delle prospettive macroeconomiche, potrebbe essere necessario un
ulteriore rafforzamento della base patrimoniale delle banche.
(12)     Nel febbraio 2012 il governo
spagnolo ha adottato una riforma globale della tutela del lavoro e del sistema
di contrattazione collettiva per lottare contro l'elevato tasso di
disoccupazione e la forte segmentazione del mercato occupazionale. Gli effetti
della riforma devono essere monitorati, specie per quanto riguarda l'andamento
salariale e la riduzione della segmentazione. Per affrontare il problema in
tutti i suoi aspetti, questa riforma deve essere integrata da una revisione più
sostanziale delle politiche attive del mercato del lavoro onde migliorare
l'occupabilità e conciliare l'offerta e la domanda di lavoro. 
(13)     Per affrontare il problema del
tasso elevato di disoccupazione giovanile in Spagna occorre attuare senza
indugio il piano d'azione per i giovani, anche per quanto riguarda i contratti
di apprendistato e di formazione. Malgrado i provvedimenti adottati dalla
Spagna per lottare contro questo fenomeno, il tasso di abbandono scolastico
rimane elevato, con notevoli differenze fra una regione e l'altra.
(14)     La povertà è aumentata, con
ulteriori 1,1 milioni di persone a rischio nel 2010 e un allarmante tasso di
povertà infantile del 26,2% Il tasso di povertà fra i lavoratori temporanei è
più del doppio di quello dei lavoratori con un contratto a tempo indeterminato.
(15)     In Spagna i servizi
professionali sono ancora protetti dalla concorrenza. Il PIL potenziale
potrebbe aumentare se si procedesse alla riforma dei servizi professionali, che
sono un input fondamentale per gli altri comparti dell'economia. Va rivolta
particolare attenzione all'eliminazione degli ostacoli eccessivi e
ingiustificati nel caso di alcune professioni fortemente regolamentate (notai,
funzionari del catasto, ufficiali giudiziari, ecc.). Inoltre, i tempi di
rilascio delle licenze commerciali sono più lunghi in Spagna che nel resto
dell'UE. La mancanza di coordinamento tra le amministrazioni a livello locale,
regionale e nazionale ha causato una moltiplicazione di normative, talvolta con
sovrapposizioni, e una segmentazione del mercato interno spagnolo. Per
correggere i forti squilibri esterni occorre facilitare le attività di
esportazione. Le sfide molteplici e complesse che la Spagna deve affrontare nel
settore dell'energia costituiscono inoltre un notevole ostacolo all'efficace
funzionamento dei mercati dei prodotti e dei servizi. 
(16)     La Spagna ha assunto una serie
di impegni nell'ambito del patto Euro Plus. Questi impegni, così come
l'attuazione degli impegni presentati nel 2011, riguardano la promozione
dell'occupazione, il miglioramento della competitività nonché il rafforzamento
della sostenibilità delle finanze pubbliche e della stabilità finanziaria. La
Commissione ha valutato l'attuazione degli impegni assunti nell'ambito del
patto Euro Plus e l'ha giudicata nel complesso parziale. I risultati della
valutazione sono stati integrati nelle raccomandazioni.
(17)     Nell’ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato un esame completo della politica economica
della Spagna e ha presentato un’analisi approfondita dopo aver valutato il
programma di stabilità e il programma nazionale di riforma. La Commissione ha
tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità
della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Spagna, ma
anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti UE, alla luce della
necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione europea nel suo
insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali.
Le raccomandazioni che propone nell’ambito del semestre europeo sono riportate
nei successivi punti da 1 a 8.
(18)                 Alla luce della
valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità
della Spagna e il suo parere[8]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al seguente punto
1.
(19)     Alla luce dei risultati
dell’esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il
Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma della Spagna per il
2012 e il programma di stabilità della Spagna. Le sue raccomandazioni a norma
dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 sono riportate, in
particolare, nelle raccomandazioni di cui ai seguenti punti 1, 3, 4, 5 e 7,
RACCOMANDA che la Spagna adotti
provvedimenti nel periodo 2012-2013 al fine di:
1.           compiere uno sforzo di
risanamento di bilancio strutturale superiore, in media, all'1,5% del PIL
all'anno nel periodo 2010-13, come richiesto dalla raccomandazione nell'ambito
della procedura per i disavanzi eccessivi, attuando le misure iscritte nel
bilancio 2012 e adottando il piano di bilancio pluriennale annunciato per il
2013-14 entro la fine di luglio; adottare e attuare misure a livello regionale
in linea con i piani di riequilibrio approvati e applicare rigorosamente le
nuove disposizioni della legge sulla stabilità di bilancio riguardanti la
trasparenza e il controllo dell'esecuzione del bilancio; creare un'istituzione
di bilancio indipendente che svolga funzioni di analisi, consulenza e
monitoraggio della politica di bilancio e provveda a stimare l'incidenza della
legislazione proposta sul bilancio;
2.           accelerare l'innalzamento
dell'età pensionabile legale e l'introduzione del fattore di sostenibilità
previsto nella recente riforma delle pensioni e sostenere la strategia globale
per l’occupazione dei lavoratori anziani con misure concrete volte a sviluppare
ulteriormente la formazione permanente, a migliorare le condizioni di lavoro e
a favorire il reinserimento di questa categoria nel mercato occupazionale;
3.           introdurre un sistema fiscale
che sia coerente con gli sforzi di risanamento di bilancio e più favorevole
alla crescita, anche mediante il trasferimento degli oneri sul lavoro verso le
imposte sul consumo o le imposte ambientali; in particolare, aumentare il basso
rapporto fra entrate totali e IVA ampliando la base imponibile IVA; ridurre il
trattamento fiscale più favorevole per l'indebitamento e la proprietà di
alloggi (rispetto alla locazione); 
4.           attuare la riforma del settore
finanziario, e in particolare completare la ristrutturazione del settore
bancario affrontando il problema delle istituzioni deboli rimanenti,
presentando una strategia generale per gestire efficacemente le attività
preesistenti nei bilanci delle banche e definendo un orientamento chiaro per il
finanziamento e l'uso delle protezioni (backstop); 
5.           attuare le riforme del
mercato del lavoro e prendere altre misure per migliorare l'efficacia delle
politiche attive del mercato del lavoro rendendole più mirate, incrementando il
ricorso ai servizi di formazione, consulenza e collocamento, rafforzandone il
collegamento con le politiche passive e migliorando il coordinamento tra
servizi pubblici per l'occupazione nazionali e regionali, anche per condividere
le informazioni sulle offerte di lavoro;
6.           rivedere le priorità di spesa
e riallocare i fondi per agevolare l'accesso delle PMI ai finanziamenti e
sostenere la ricerca, l'occupazione e i giovani; attuare il piano d'azione per
i giovani, specie per quanto riguarda la qualità dell'istruzione e della
formazione professionale e la loro pertinenza sul mercato del lavoro, e
intensificare gli sforzi per ridurre l'abbandono scolastico e aumentare la
partecipazione all'istruzione e alla formazione professionale attraverso misure
di prevenzione, intervento e compensazione;
7.           adottare misure specifiche
per combattere la povertà fornendo un sostegno più efficace all'infanzia e
migliorando l'occupabilità delle categorie vulnerabili;
8.           adottare misure supplementari
per l'accesso ai servizi professionali, comprese le professioni fortemente
regolamentate, accelerare il rilascio delle licenze commerciali ed eliminare
gli ostacoli all'attività delle imprese derivanti dalla sovrapposizione e dalla
molteplicità delle normative ai diversi livelli di governo; completare le
interconnessioni delle reti dell'elettricità e del gas con i paesi vicini e
affrontare in modo globale il problema del debito tariffario nel settore
dell'energia elettrica, in particolare migliorando l'efficienza in termini di
costi della catena di fornitura dell'energia elettrica. 
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
[3]               COM(2012) 310 final.
[4]               Decisione 2012/238/UE del Consiglio del 26 aprile 2012.
[5]               COM(2012) 68 final.
[6]               SWD(2012) 159 final.
[7]               Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle
misure temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione sulla
base delle informazioni contenute nel programma, secondo la metodologia
concordata.
[8]               A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.