CELEX: 31985D0258
Language: it
Date: 1985-04-16 00:00:00
Title: Decisione 85/258/CECA, CEE, EURATOM del Parlamento Europeo, del 16 aprile 1985, sul discarico dato alla Commissione per l'esecuzione del bilancio delle Comunita Europee per l'esercizio 1983 riguardante le sezioni I - Parlamento, II - Consiglio, III - Commissione, IV - Corte di Giustizia, V - Corte dei Conti

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31985D0258

Decisione 85/258/CECA, CEE, EURATOM del Parlamento Europeo, del 16 aprile 1985, sul discarico dato alla Commissione per l'esecuzione del bilancio delle Comunita Europee per l'esercizio 1983 riguardante le sezioni I - Parlamento, II - Consiglio, III - Commissione, IV - Corte di Giustizia, V - Corte dei Conti  

Gazzetta ufficiale n. L 132 del 21/05/1985 pag. 0024 - 0034

*****DECISIONE  DEL PARLAMENTO EUROPEO  del 16 aprile 1985  sul discarico dato alla Commissione per l'esecuzione del bilancio delle Comunità europee per l'esercizio 1983 riguardante le sezioni I - Parlamento, II - Consiglio, III - Commissione, IV - Corte di giustizia, V - Corte dei conti  (85/258/CECA, CEE, Euratom)  IL PARLAMENTO EUROPEO,  - visto il trattato che istituisce la CECA, in particolare l'articolo 78 ottavo,  - visto il trattato che istituisce la CEE, in particolare l'articolo 206 ter,  - visto il trattato che istituisce la CEEA, in particolare l'articolo 180 ter,  - visti il bilancio e i due bilanci rettificativi e suppletivi per l'esercizio finanziario 1983,  - visti il conto di gestione e il bilancio finanziario relativi all'esercizio finanziario 1983,  - viste la relazione della Corte dei conti relativa all'esercizio 1983 e le risposte delle istituzioni (1),  - vista la raccomandazione del Consiglio relativa allo scarico da dare alla Commissione (doc. C2-3/85),  - visti la relazione della commissione per il controllo di bilancio, i documenti di lavoro allegati sui vari settori della politica comunitaria e i pareri della commissione per l'agricoltura, la pesca e l'alimentazione, della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia, della commisisone per gli affari sociali e l'occupazione, della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità publica e la tutela dei consumatori, della commissione per la gioventù, la cultura, l'istruzione, l'informazione e lo sport, della commissione per lo sviluppo e la cooperazione e della commissione per i diritti della donna (doc. A2-10/85),  1. dà scarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio 1983 sulla base dei seguenti importi:  A. Entrate e spese per l'esercizio 1983  1.2 // 1. Entrate  // (ECU)  // Entrate per l'esercizio 1983  // 24 765 506 220  // Riporti dall'esercizio 1982 scaduti  // 302 061 138  // Profitti di cambio  // 47 947 118  // Totale  // 25 115 514 476  // 2. Spese  //   // Pagamenti effettuati per l'esercizio  // 23 101 563 603  // Riporti all'esercizio 1984  // 1 706 775 258  // Saldo non utilizzato da rimborsare  // 70 766  // Totale  // 24 808 409 627  // 3. Saldo dell'esercizio (1-2)  // 307 104 849  B. Bilancio finanziario al 31 dicembre 1983  1.2 // Attivo  //   // Valori immobilizzati  // 9 623 277 814  // Valori di gestione  // 27 554 032  // Valori realizzabili  // 251 609 588  // Conti di tesoreria  // 3 338 525 231  // Conti di regolarizzazione  // 166 621 719  // Totale  // 13 407 588 384  // Passivo  //   // Capitali permanenti  // 10 487 402 170  // Debiti a breve termine  // 2 705 466 385  // Conti di regolarizzazione  // 214 719 829  // Totale  // 13 407 588 384  2. riporta le proprie osservazioni nella risoluzione facente parte della presente decisione;  3. incarica il suo presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione contenente le sue osservazioni alla Commissione, al Consiglio, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, al Comitato economico e sociale, alla Banca europea per gli investimenti e ai parlamenti degli Stati membri e di provvedere alla relativa pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (serie L).  Strasburgo, 16 aprile 1985.  1.2 // Il Segretario generale  // Il Presidente  // H.-J. OPITZ  // Pierre PFLIMLIN  (1) GU n. C 348 del 31. 12. 1984.  RISOLUZIONE  contenente le osservazioni facenti parte della decisione di concessione del discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio delle Comunità europee per l'esercizio 1983  IL PARLAMENTO EUROPEO,  - visti gli articoli 137 e 206 ter del trattato che istituisce la Comunità economica europea,  - visto l'articolo 85 del regolamento finanziario del 21 dicembre 1977, che richiede a tutte le istituzioni comunitarie di adottare ogni misura utile per dar seguito alle osservazioni contenute nelle decisioni di scarico,  - considerando che tale articolo incarica inoltre le istituzioni, su richiesta del Parlamento europeo, di riferire sulle misure prese in conseguenza delle osservazioni del Parlamento e, in particolare, sulle istruzioni da esse impartite ai loro servizi che intervengono nell'esecuzione del bilancio,  - decidendo di formulare le osservazioni di cui all'articolo 85 nella forma della presente risoluzione, che fa parte della decisione di discarico per l'esecuzione del bilancio delle Comunità europee per l'esercizio 1983,  - adottando inoltre la presente risoluzione, nell'esercizio dei poteri necessari per l'adempimento del proprio ruolo di controllo, allo scopo di ovviare alle lacune individuate durante la propria indagine sul discarico e di pervenire a una migliore gestione del bilancio comunitario,  - considerando il rifiuto del discarico per l'esercizio finanziario precedente,  - visti la relazione della commissione per il controllo di bilancio e gli altri documenti citati nella decisione di concessione dello scarico (doc. A2-10/85),  Forma della decisione di discarico  1. decide di normalizzare il linguaggio con il quale esprime le proprie osservazioni allo scopo di ottenere una maggiore chiarezza, e adotta quindi la seguente terminologia:  « richiede » significa che l'istituzione interessata deve adottare la misura richiesta,  « raccomanda » significa che l'istituzione interessata deve tener conto della raccomandazione e attuarla, a meno che non esistano valide ragioni, che le istituzioni devono motivare al Parlamento europeo, per modificarla o respingerla,  « propone » significa che l'istituzione interessata deve esaminare la proposta e trasmettere al Parlamento europeo una risposta motivata,  tutte le altre osservazioni devono essere considerate come una valutazione delle azioni delle istituzioni interessate o delle esigenze della Comunità e le istituzioni devono prenderne atto, con l'invito a rispondere al Parlamento europeo in materia;  2. - deplora che, nella sua raccomandazione dell'11 marzo 1985, il Consiglio si sia limitato a formulare osservazioni di carattere molto generale, senza affrontare la sostanza dei problemi sollevati;  - non condivide assolutamente l'osservazione del Consiglio secondo la quale i problemi sollevati dalla Corte dei conti in relazione alla scarsa idoneità dell'attuale ambito finanziario e legislativo per il controllo degli impegni (4.51 - 4.61) « si basano su una valutazione politica », « per la quale la procedura di discarico non costituisce il quadro appropriato »;  - invita il Consiglio a presentare al Parlamento europeo la sua raccomandazione sul discarico entro il 15 marzo;  3. rileva che ogni anno la Corte dei conti elenca casi quantificabili che, a suo parere, dovrebbero essere fonte di ritocchi del conto di gestione, ma osserva che non è stata fissata alcuna procedura definitiva per consentire al Parlamento di apportare simili modifiche in sede di concessione del discarico; intende di conseguenza esaminare urgentemente tali questioni allo scopo di migliorare la procedura di discarico per i prossimi anni;  4. intende inserire un riassunto del bilancio finanziario nelle future decisioni di scarico, evidenziando così l'importanza che esso attribuisce a tale documento; propone quindi alla Commissione e alla Corte dei conti di allegare le cifre del bilancio finanziario da esse proposte a tale scopo ai dati del conto di gestione che esse presentano annualmente quale base per la concessione del discarico;  Documenti  5. richiede alla Commissione di mettere a disposizione della commissione parlamentare per il controllo di bilancio, su richiesta, i documenti sui quali si sono basate le decisioni della Commissione aventi un'incidenza finanziaria, affinché il potere di discarico possa essere esercitato in base a informazioni pertinenti;  6. riconosce la necessità di mantenere la segretezza di alcuni di tali documenti e, a tale scopo, incarica la sua commissione per il regolamento e le petizioni di proporre al Parlamento disposizioni appropriate, in applicazione dell'articolo 8 del regolamento;  7. propone alla Commissione, in attesa dell'adozione di una normativa soddisfacente, di non rendere obbligatoria l'esibizione di documenti di eccezionale segretezza, fermo restando però che tale istituzione deve attribuire tale qualifica solo in casi realmente eccezionali, e che un commissario deve presenziare a una riunione della commissione per il controllo di bilancio per spiegarne i motivi;  Conto di gestione  8. rileva che alla fine del 1983 gli impegni non eseguiti ammontavano complessivamente a quasi 8 900 MECU, 7 800 dei quali non coperti da stanziamenti di pagamento riportati, e che il carattere cumulativo degli impegni rende inevitabile un'ulteriore espansione; è preoccupato per il fatto che la Commissione non pubblica dati destinati a illustrare il ritmo in base al quale essa prevede che dovranno essere pagati tali impegni non eseguiti; richiede quindi alla Commissione di ampliare la relativa nota al bilancio finanziario annuale, includendo una tabella che riporti, titolo per titolo, l'importo degli impegni non eseguiti, gli esercizi in cui sono stati iscritti e gli esercizi in cui se ne prevede il pagamento;  Bilancio finanziario  9. richiede alla Commissione di allegare al bilancio finanziario annuale una nota che illustri chiaramente l'importo dei passivi contingenti della Comunità includendo in particolare la stima di quelli suscettibili di risultare dallo smaltimento delle scorte d'intervento;  10. rileva che le seguenti voci rappresentavano al 31 dicembre 1983 oneri potenziali a carico di futuri bilanci comunitari, per il finanziamento dei quali dovrebbero essere reperite entrate corrispondenti: a) rinvio di spese per il FEAOG, sezione garanzia - 825 MECU; b) impegni non coperti da stanziamenti di pagamento riportati e altri impegni non figuranti nei bilanci finanziari - 7 884 MECU; c) obbligazioni derivanti dalle spese per la mobilitazione dell'aiuto alimentare non coperte da stanziamenti di pagamento riportati, valutate dalla Corte dei conti a 500 MECU; d) passività potenziali derivanti dalle spese per l'ammasso e dalle perdite conseguenti alla vendita di scorte d'intervento; il valore di tali scorte alla fine del 1983 ammontava a 7 036 MECU e, sulla base delle precedenti esperienze, la Corte dei conti ritiene che il futuro onere a carico del bilancio ammonterà a 2 800 MECU; l'importo totale per tale voce è pari a 12 009 MECU;  Controllo  11. invita la Corte dei conti a presentare la sua relazione annuale in due parti, contenenti la prima le osservazioni della Corte e la seconda la risposta delle istituzioni, affinché sia più agevole la lettura congiunta delle osservazioni e delle risposte, ma chiede altresì che sulla copertina di ogni parte sia fatto un chiaro riferimento all'altra parte;  12. propone alla Corte dei conti, allo scopo di ottenere un più chiaro senso delle priorità nelle sue relazioni annuali, di ricorrere in misura maggiore alle procedure di notifica diretta esposte ai paragrafi 2.2 e 2.3 della sua ultima relazione (1), in particolare quando si tratti di somme inferiori ai 50 000 ECU, e di inserire nel capitolo 1 elenchi (a) dei suggerimenti che comporterebbero un risparmio potenziale di 50 MECU o più, e (b) i suggerimenti di importanza equivalente, ma nel caso dei quali i risparmi potenziali non possono essere quantificati; invita inoltre la Corte dei conti a esaminare altri sistemi per ottenere una maggiore differenziazione fra questioni di maggiore e minore valore e importanza;  13. pur ammettendo che spetta alla Corte dei conti, ai sensi dei trattati, la competenza definitiva in materia di verifica dei conti di tutte le istituzioni e di tutti gli organismi comunitari (compresi i propri), rileva che nessuna verifica indipendente è effettuata sui conti della Corte dei conti (le cui spese ammontano a circa 18 MECU di fondi comunitari) e propone che tale problema sia esaminato più a fondo dalla commissione per il controllo di bilancio;  Problemi contabili  14. richiede alla Commissione (a) di attuare le quattro raccomandazioni figuranti al paragrafo 2.19 della relazione annuale della Corte dei conti (1), relative al recupero di tasse e diritti, e (b) di recuperare immediatamente da tutti gli Stati membri in questione le tasse e i diritti ancora dovuti;  15. raccomanda alla Commissione di avviare discussioni con le altre istituzioni e gli altri organi comuni  tari allo scopo di convenire su principi e metodi contabili uniformi, iniziando con la valutazione delle scorte e dei valori immobilizzati;  Previsioni finanziarie triennali  16. richiede alla Commissione di fare delle previsioni finanziarie triennali un documento più significativo, come previsto nella risoluzione del Parlamento sul progetto di bilancio 1978 (1), includendovi una tabella che riporti il ritmo previsto di liquidazione degli impegni in sospeso nonché valutando l'incidenza finanziaria delle nuove politiche proposte;  Problemi di utilizzazione  17. decide di introdurre procedure destinate a superare i gravi problemi in materia di utilizzazione degli stanziamenti, sui quali ha richiamato l'attenzione in precedenti risoluzioni sul discarico;  18. raccomanda alla Commissione di proporre un più ampio ricorso agli stanziamenti dissociati, allo scopo di ottenere una maggiore flessibilità della gestione finanziaria e di ridurre la portata attualmente considerevole degli stanziamenti di pagamento inutilizzati;  19. richiede alla Commissione di presentare a entrambi le parti dell'autorità di bilancio entro il 30 settembre di ogni anno una relazione scritta sull'utilizzazione della parte B della sua sezione del bilancio, (a) elencando tutte le linee per le quali essa prevede un'utilizzazione per gli stanziamenti di impegno di pagamento inferiore al 90 % e (b) specificando per ciascuna di tali linee la sua valutazione della probabile utilizzazione, una breve motivazione della sottoutilizzazione e le sue proposte in merito all'impiego del saldo;  20. richiede alla Commissione di sottoporre le richieste di storni di stanziamenti da essa giudicate necessarie contemporaneamente alla presentazione della relazione sull'utilizzazione o al più presto possibile successivamente a tale presentazione;  21. richiede alla Commissione di procedere a un riesame delle proprie esigenze per il bilancio dell'anno successivo alla luce della relazione sopra citata e di avvertire entrambe le parti dell'autorità di bilancio tempestivamente ogniqualvolta sussista il rischio di aver previsto (a) pagamenti insufficienti a finanziare gli impegni della Comunità o (b) stanziamenti eccessivi che non possono essere utilizzati se la Commissione si attiene ad una gestione finanziaria corretta;  22. richiede alla Commissione di presentare un riassunto scritto di tali avvertimenti, preferibilmente sotto forma di tabella, a entrambe le parti dell'autorità di bilancio ogni anno prima della seconda lettura del bilancio da parte del Consiglio;  23. richiede al Consiglio di presentare al Parlamento europeo, entro il 10 novembre di ogni anno, una relazione scritta spiegando la propria posizione su ciascuna linea per la quale la Commissione, nella sua relazione sull'utilizzazione, attribuisce all'assenza di un'azione legislativa o di altra natura del Consiglio la responsabilità per la prevista impossibilità di attuare integralmente il bilancio;  24. richiede alla Commissione di includere ogni anno nel volume I del conto di gestione e bilancio finanziario (a) una tabella analoga a quella allegata alla motivazione della presente relazione, che illustri l'utilizzazione degli stanziamenti aggiunti dal Parlamento europeo mediante emendamenti nel corso della procedura di bilancio, nel contesto dei tassi globali di utilizzazione delle linee interessate, allo scopo di meglio valutare l'importanza degli emendamenti del Parlamento, (b) dettagli, analoghi a quelli già inseriti per la prima volta, delle linee di bilancio sulla cui attuazione ha influito un ritardo legislativo e (c) giustificazioni nei casi di altri emendamenti cui non sia stata data esecuzione;  Dichiarazione comune  25. rileva che il Consiglio non si è conformato alla dichiarazione comune del 30 giugno 1982, in particolare non esplicando gli sforzi necessari per adottare regolamenti concernenti importanti nuove azioni comunitarie al più tardi entro la fine di maggio, e avverte il Consiglio che, in caso di mantenimento di tale atteggiamento, il Parlamento dovrà ribadire la propria tesi secondo la quale di norma il bilancio è sufficiente quale base giuridica, agendo di conseguenza;  Entrate  26. rileva che si registrano differenze significative fra i livelli del prodotto interno lordo o del consumo negli Stati membri e i rispettivi livelli di pagamenti IVA, e che queste disparità stanno a dimostrare incontestabilmente una riscossione sensibilmente carente dell'IVA;  27. rileva inoltre che le statistiche commerciali degli Stati membri non sembrano corrispondere alle entrate comunitarie provenienti da dazi doganali e prelievi, anche se ciò si può parzialmente spiegare con il fatto che merci importate in uno Stato membro in transito vengono successivamente smistate verso altri paesi della Comunità;  28. osserva che la riscossione carente può minare l'affidabilità della base IVA e il gettito dei dazi doganali e dei prelievi, ed è alla fonte di una disparità degli oneri fiscali;  29. rileva che i diversi livelli di rigore applicati dagli Stati membri nella valutazione e nella ricezione delle imposte si traducono in una disparità degli oneri fiscali; raccomanda quindi alla Commissione di esaminare le possibilità suscettibili di condurre a un sistema più equo;  30. invita la Corte dei conti a redigere una relazione speciale sull'attuazione del sistema delle risorse proprie relativo ai dazi doganali e ai prelievi, tenendo conto delle statistiche commerciali degli Stati membri, delle stime dei diritti corrisposti per i beni consumati in altri Stati membri nonché delle perdite dovute a procedure erronee, alla carenza di personale presso le dogane o a differenze dei metodi di valutazione fra Stati membri e fra centri di riscossione nei singoli Stati membri;  31. ritiene che l'introduzione da parte della Commissione di un nuovo sistema informatico di contabilizzazione delle entrate dovrebbe migliorare l'amministrazione delle entrate comunitarie e richiede alla Commissione di tenere informata dei progressi la commissione per il controllo di bilancio;  32. deplora che non sia prevista una trasmissione periodica, sistematica e obbligatoria alla Commissione di informazione sulle frodi e sulle irregolarità relative alle risorse proprie, in quanto il Consiglio ha omesso di agire sulle proposte a esso presentate nel 1979, 1982 e 1983;  33. raccomanda al Consiglio di adottare tali proposte senza ulteriori ritardi affinché possano essere eliminate alcune delle attuali lacune del sistema, nonché di occuparsi con la necessaria rapidità delle future proposte destinate a rafforzare il sistema delle risorse proprie;  Problemi di liquidazione dei conti del FEAOG  34. rileva con grande preoccupazione che solo i conti 1976 e 1977 del FEAOG sono stati liquidati nel 1983 e che ritardi di più di cinque anni nella liquidazione di tali conti, che rappresentano più della metà dell'intero bilancio annuale, sono divenuti abituali, con la conseguenza che il lavoro diventa più difficile e meno efficiente in quanto funzionari vengono trasferiti, documenti sono perduti e non si può fare conto sulla memorita;  35. rileva inoltre che spesso la liquidazione forma oggetto di riserve, attraverso le quali la Commissione rinvia alcuni dei problemi più complessi, che dovrebbero essere risolti rapidamente e definitivamente, provocando un aumento assai considerevole delle somme globali in questione e rendendo più difficile la soluzione dei problemi;  36. richiede alla Commissione di adottare le seguenti iniziative correttive:  a) avviare l'attività di verifica in loco nel corso dell'esercizio finanziario corrente, come avviene attualmente nel caso delle verifiche dei rimborsi e degli importi monetari compensativi;  b) sollevare con gli Stati membri questioni relative alla gestione e al controllo, da parte di questi ultimi, delle spese nonché alle diversità di interpretazione dei regolamenti, man mano che tali problemi emergono nel corso del processo di verifica, affinché gli Stati membri possano rettificare gli errori prima che le loro conseguenze divengano ancora più importanti;  c) incoraggiare il processo di rettifica rapida da parte degli Stati membri nei casi in cui siano stati commessi errori non causati da gravi negligenze, non applicando ammende sulla liquidazione qualora lo Stato membro in questione risolva il problema immediatamente dopo la notifica;  d) creare le condizioni in base alle quali gli Stati membri siano in condizioni, e siano obbligati a farlo, di presentare i conti definitivi entro il 31 marzo dell'anno successivo, come previsto dalla regolamentazione in materia,  (i) specificando entro il 30 settembre dell'anno precedente i requisiti precisi per le statistiche da raccogliere nel corso delle operazioni dell'esercizio e apportanto in seguito cambiamenti solo qualora siano la conseguenza necessaria di nuove norme legislative,  (ii) proponendo modifiche alle normative in modo che le richieste di rettifica a proprio favore presentate dagli Stati membri dopo il 31 marzo, data entro la quale i conti devono essere presentati, siano di norma respinte;  37. decide che l'unico sistema efficace per aggiornare le attività di liquidazione consiste nell'attribuire la priorità all'esercizio corrente; richiede quindi alla Commissione di applicare queste nuove procedure il più integralmente possibile durante il 1985 e di completare le modifiche tempestivamente, in modo da renderle operative nel 1986;  38. richiede alla Commissione di liquidare i conti 1985 senza riserve entro il 30 giugno 1987, e di liquidare successivamente i conti degli anni seguenti, sempre senza riserve, entro 12 mesi dalla chiusura dei rispettivi esercizi; richiede inoltre alla Commissione, qualora uno di tali termini non possa essere rispettato, di presentare al Parlamento europeo:  a) entro i termini citati, un'esauriente relazione scritta sulle cause del ritardo, sulle misure adottate per ovviarvi e sui tempi supplementari che la Commissione giudica necessari per completare la liquidazione senza riserve e  b) successivamente, un'altra relazione mensile sui progressi, fino a che la liquidazione senza riserve non sia completata;  39. richiede alla Commissione di formulare proposte concernenti un metodo di lavoro e un calendario, allo scopo di liquidare quanto prima i conti 1980-1984, assicurandosi prioritariamente che non venga a essere ritardata l'attività di liquidazione corrente;  Politica agricola comune  40. richiama l'attenzione sulla crescente incoerenza della politica agricola comune, in parte a seguito delle richieste di singoli Stati membri e dell'abuso, da parte di questi ultimi, della procedura dell'unanimità nell'ambito del Consiglio, e in parte quale conseguenza dei cambiamenti dei modelli di offerta e di consumo negli ultimi anni;  41. rileva che la Commissione ha costituito gruppi di lavoro per studiare i principali settori della politica agricola comune e invita a riferirgli tempestivamente in merito alle loro raccomandazioni;  42. raccomanda alla Commissione di distinguere chiaramente ed esplicitamente in futuro, nelle sue proposte e nei suoi documenti, fra gli obiettivi economici, sociali e ambientali della politica agricola, affinché ciascuna di tali esigenze possa essere soddisfatta più efficacemente ed economicamente;  43. rileva che il rinvio al 1984, da parte della Commissione, di circa 825 MECU di spese del FEAOG, sezione garanzia, è incompatibile con il principio dell'annualità ed evidenzia che attualmente il bilancio è inefficace quale strumento di controllo di tale spesa; richiede quindi alla Commissione di controllare scrupolosamente le tendenze e, nel corso di ogni esercizio in cui appaia probabile un'eccedenza delle spese per la garanzia, di proporre tempestivamente (a) ogni azione legislativa o di altra natura necessaria per contenere la spesa entro i limiti di bilancio e (b) un progetto preliminare di bilancio suppletivo qualora tale limitazione non possa essere attuata integralmente;  44. richiede alla Commissione di smaltire le scorte d'intervento al momento più opportuno e, se necessario di proporre storni o un progetto preliminare di bilancio suppletivo a tale scopo, dato che i ritardi non fanno altro che distorcere il principio dell'annualità del bilancio e incrementare le spese;  45. riconosce ciò nondimeno che la Comunità deve rispettare i propri obblighi in materia di commercio internazionale e richiede alla Commissione di tenere conto dei legittimi interessi dei paesi in via di sviluppo in sede di esecuzione di operazioni di smaltimento delle scorte, anche qualora ciò comporti un onere a carico del bilancio;  46. richiede alla Commissione di proporre misure destinate a garantire che la perdita di valore delle scorte d'intervento sia inserita, conformemente a principi coerenti, nei conti e nel bilancio annuali, dato che la prassi attuale consistente nel rinviare o anticipare gran parte di tale spesa distorce il principio dell'annualità del bilancio;  47. richiede alla Commissione di adempiere alla propria responsabilità quale custode dei trattati garantendo che il diritto comunitario sia rispettato nel settore agricolo e che siano avviate le azioni più opportune, a livello tanto finanziario quanto giuridico, contro gli Stati membri inosservanti;  48. raccomanda alla Commissione di effettuare analisi costi/vantaggi, rivedendo successivamente le proprie politiche in relazione alle seguenti questioni:  a) l'utilizzazione dell'ammasso privato rispetto agli acquisti presso le scorte d'intervento pubblico;  b) l'eventuale limitazione delle vendite all'intervento al termine della stagione di commercializzazione;  c) l'applicazione dei criteri qualitativi comunitari in materia di ortofrutticoli freschi in tutti i maggiori punti di vendita pubblica e ove vengano effettuati ritiri;  d) la distillazione di alcool dall'uva e da altri frutti;  e) aiuti alla produzione per i prodotti trasformati a base di pomodoro;  f) i metodi per sostenere la produzione del tabacco;  g) il crescente onere di bilancio per i semi oleosi;  49. richiede alla Commissione di provvedere, in collaborazione con gli Stati membri, a una più efficiente organizzazione della distribuzione di prodotti ortofrutticoli provenienti dalle scorte d'intervento agli enti a finalità sociale;  Politica comune della pesca  50. raccomanda alla Commissione di non corrispondere anticipi agli Stati membri per interventi sul mercato e restituzioni relativi a quantitativi eccedenti il totale delle catture della specie ittica in questione stabilito per lo Stato membro;  Politica regionale  51. riconosce la necessità che il bilancio comunitario promuova la convergenza delle economie degli Stati membri, in particolare ridistribuendo le risorse alle regioni meno prospere della Comunità, ma deplora che il bilancio non riesca a realizzare tale obiettivo in quanto (a) gli Stati membri si limitano a utilizzare i fondi del FESR per sostituire risorse nazionali attraverso il proprio controllo sulle richieste presentate, (b) il FESR dispone di una dotazione di gran lunga troppo limitata per avere un'incidenza importante a livello regionale e (c) fondi comunitari ben più cospicui sono incanalati verso regioni più prospere;  52. deplora che il Consiglio non abbia dato un seguito adeguato alla relazione speciale della Corte dei conti sulle conclusioni del Consiglio europeo del 18 giugno 1983 (1) e gli raccomanda risolutamente di adottare le iniziative necessarie (a) per garantire un adeguato coordinamento dei fondi strutturali comunitari, (b) per rendere possibile una valutazione più sistematica delle politiche da attuare e (c) per agevolare una valutazione permanente, da parte della Commissione, dell'efficacia della spesa comunitaria;  53. raccomanda alla Commissione di ampliare il ruolo della sua direzione generale per la politica regionale affinché quest'ultima possa valutare sistematicamente la probabile incidenza regionale delle proposte legislative e di altra natura prima della relativa adozione da parte della Commissione, e successivamente di controllare adeguatamente l'incidenza regionale del bilancio comunitario nel suo insieme;  54. raccomanda alla Commissione di rinviare l'approvazione di ulteriori impegni FESR a favore di Stati membri che continuano a non fornire tempestivamente le informazioni loro richieste dal regolamento del Fondo, e che sono importanti per la valutazione degli obiettivi comunitari;  55. sottolinea l'importanza di un'utilizzazione delle spese del FESR per la creazione o la conservazione di occupazione, anche se paradossalmente a volte questo obiettivo è conseguito introducendo nuove tecnologie che richiedono un numero minore di lavoratori; richiede alla Commissione di esaminare attentamente le previsioni occupazionali figuranti nelle richieste presentate al FESR e di sospendere i pagamenti o respingere successive richieste qualora in un secondo momento tali previsioni occupazionali si rivelino deliberatamente fuorvianti;  Fondo sociale  56. ritiene che l'elevato livello di riporti a esercizi successivi che si registra nell'ambito del Fondo sociale rifletta lacune delle procedure cui si sarebbe dovuto ovviare con tempestivi emendamenti ai regolamenti, rileva che la situazione dovrebbe migliorare considerevolmente con il nuovo regolamento del Fondo e richiede alla Commissione di presentare rapidamente, in futuro, proposte di modifica delle norme che distorcono le decisioni di bilancio;  57. deplora l'incapacità della Commissione, nel 1983, di utilizzare integralmente gli stanziamenti messi a disposizione dal Parlamento nel settore sociale del bilancio, in particolare in considerazione del peggioramento della situazione occupazionale, e insiste affinché, d'ora in poi, la Commissione tenga periodicamente informato il Parlamento, nel corso dell'esercizio finanziario, quanto alle difficoltà di esecuzione di emendamenti al bilancio;  58. osserva l'inopportuna tendenza a presentare alquanto tardivamente le richieste e raccomanda di incoraggiare con decisione gli Stati membri a trasmetterle più tempestivamente; ritiene che l'elevata quantità dei recuperi di anticipi eccedentari nel 1983 indichi uno scarso scrupolo da parte delle burocrazie nazionali e sollecita queste ultime a fare più attenzione ai dettagli in sede di trattazione delle richieste; richiede alla Commissione di riferire al Parlamento in merito a qualsiasi riforma introdotta a livello nazionale;  59. raccomanda alla Commissione di rinviare l'approvazione di ulteriori sovvenzioni FES agli Stati membri che abitualmente non forniscono tempestivamente le informazioni importanti per la valutazione di obiettivi comunitari;  60. raccomanda alla Commissione di introdurre un manuale ufficiale per consentire al proprio personale e ai richiedenti di trattare le richieste e i relativi documenti in modo semplificato, coerente e armonizzato;  61. ritiene che sia necessario un controllo ben più approfondito dell'efficacia e dell'efficienza nel settore sociale se si vuole che l'autorità di bilancio si assicuri del rispetto dei criteri della sana gestione e del valore in cambio del denaro in questo settore; raccomanda alla Commissione di procedere a una valutazione globale;  Investire nel futuro dell'Europa  62. individua la ricerca e la cooperazione tecnologica quali settori in cui possono essere conseguiti importanti vantaggi attraverso un'azione a livello comunitario, si compiace dei successi già realizzati con programmi relativamente modesti e sottolinea che le spese comunitarie per queste attività presentano un'elevata efficacia;  63. richiede al Consiglio di riconoscere l'urgente necessità, per l'Europa, di far fronte alla sfida tecnologica degli Stati Uniti e del Giappone e, in questo  contesto, di rivedere e semplificare le proprie procedure decisionali in materia di ricerca e di cooperazione tecnologica;  64. sottolinea che non è possibile pervenire a decisioni rapide quando più comitati consultivi, gruppi di esperti e gruppi di lavoro nell'ambito del Consiglio lavorano separatamente per vari mesi per esaminare gli aspetti tecnici, finanziari e politici o quando Stati membri insistono sull'unanimità delle decisioni, il che è fonte di ulteriori ritardi e di compromessi insoddisfacenti;  65. condanna i numerosi ritardi registrati dal Consiglio in materia di progetti dimostrativi nel settore dell'energia, il suo attuale abuso della procedura dei comitati per bloccare le decisioni della Commissione e il suo mancato rispetto del termine di 40 giorni per gli appelli;  66. osserva che, attualmente, alla ricerca è destinata di gran lunga la maggior parte delle spese di questo titolo e, ricordando le sue precedenti critiche alla ricerca comunitaria, si compiace delle riforme di ampia portata introdotte fra il 1981 e il 1984, che hanno condotto a una più stretta integrazione delle attività di ricerca della Comunità con quelle di altri organismi europei di ricerca nonché a una valutazione periodica da parte di scienziati indipendenti;  67. richiede alla Commissione di sottoporre il settore della ricerca a un controllo rigoroso e continuativo, data la sua importanza per il futuro dell'Europa, e decide di valutare nuovamente la gestione e l'efficacia finanziaria del Centro comune di ricerca sulla base della relazione di valutazione che dovrà essere presentata a metà dell'attuale programma quadriennale (1984/1987);  68. raccomanda alla Commissione di ovviare alle lacune del sistema di contabilità funzionale, affinché la scelta fra azioni dirette, indirette o concertate possa essere effettuata sulla base di informazioni finanziarie e scientifiche comparabili;  69. sottolinea l'importanza delle piccole e medie imprese, in particolare per la creazione di nuovi posti di lavoro, e propone alla Commissione di controllare più da vicino gli effetti di tutte le misure comunitarie su tali imprese, applicando a tale scopo le tecniche dell'analisi costi/vantaggi;  Aiuto alimentare  70. ribadisce che l'aiuto alimentare deve inquadrarsi nell'ambito di una più ampia politica destinata a promuovere la produzione agricola nei paesi colpiti dalla carestia e che le decisioni in materia di aiuto alimentare non debbono essere determinate dalla necessità di smaltire le eccedenze agricole della Comunità;  71. richiede alla Commissione di analizzare il valore effettivo delle scorte d'intervento e di presentare proposte per iscrivere nel bilancio per l'aiuto alimentare importi più realistici per le scorte d'intervento utilizzate come aiuto alimentare;  72. richiede alla Commissione, quale misura provvisoria e urgente, di investigare le possibilità di addebitare le scorte FEAOG utilizzate come aiuto alimentare di emergenza a prezzi ridotti;  73. qualifica le lunghe e complesse procedure imposte nel regolamento (CEE) n. 3331/82 dal Consiglio, dopo che aveva abbandonato unilateralmente la procedura di concertazione, come un altro importante ostacolo alla realizzazione di una politica dell'aiuto alimentare pienamente efficace; raccomanda quindi alla Commissione di proporre una nuova normativa quadro, destinata a sostituire il regolamento (CEE) n. 3331/82, per semplificare il processo decisionale e l'attuazione in materia di aiuto alimentare;  74. avverte il Consiglio che, a suo parere, la prassi consistente nel disattendere le decisoni finanziarie sull'aiuto alimentare con limiti quantitativi più restrittivi, imposta dal regolamento del Consiglio, costituisce una violazione sostanziale della dichiarazione comune del 30 giugno 1982 e che, in caso di persistenza di questo atteggiamento, sarà inevitabile l'interruzione della cooperazione fra le due componenti dell'autorità di bilancio, prevista da tale accordo;  75. rileva che solo 8 funzionari sono incaricati esclusivamente dell'aiuto alimentare, alcuni dei quali fanno parte della direzione generale dell'agricoltura e altri di quello dello sviluppo; qualifica la carenza di organico, esacerbata dalle ripartizioni di competenze, come un altro importante ostacolo a una gestione efficace dell'aiuto alimentare; richiede alla Commissione di ovviare alla mancanza di personale assegnato all'aiuto alimentare e propone di attribuire una più ampia responsabilità alla direzione generale dello sviluppo;  76. individua la mancata correlazione fra i tempi di azione determinati dai raccolti nel Terzo Mondo e il programma comunitario annuale di aiuto alimentare quale causa di lentezza nell'utilizzazione del bilancio dell'aiuto alimentare; richiede alla Commissione di presentare un calendario dell'aiuto alimentare dal quale risultino, per ciascun paese destinatario, i mesi del raccolto annuale, il mese in cui di norma la Commissione è in grado di valutare la conseguente necessità di aiuto alimentare e i mesi in cui la consegna è più opportuna; richiede alla Commissione di trarre successivamente le necessarie conclusioni sul piano del bilancio e della programmazione, affinché l'aiuto alimentare sia erogato nel corso dell'esercizio per il quale i fondi sono stati iscritti in bilancio;  77. richiede alla Commissione di attivarsi per garantire che i costi di trasporto di ciascuna fornitura di aiuto alimentare siano specificati separatamente e le raccomanda di analizzare i costi e i vantaggi, fra cui l'affidabilità e la rapidità di consegna, derivanti da una sua maggiore partecipazione alla gestione del trasporto, in confronto con il sistema attuale, nell'ambito del quale la competenza è attribuita agli Stati membri; raccomanda che siano successivamente avviate le azioni più opportune;  78. manifesta preoccupazione di fronte alle notizie secondo le quali prodotti non adeguati sarebbero stati distribuiti dagli enti d'intervento di Stati membri quale aiuto alimentare comunitario; rileva che la Commissione ha utilizzato solo 0,1 MECU, degli 1,5 MECU disponibili nel 1983, per il controllo della qualità e le raccomanda di esplicare uno sforzo considerevole per garantire un controllo sistematico della qualità;  Cooperazione con paesi in via di sviluppo  79. osserva che alcuni dei paesi più poveri del mondo si trovano in Asia e che la portata e l'efficacia del programma di aiuto della Comunità in tale continente sono ostacolate dall'assenza di una rappresentanza comunitaria permanente competente per l'identificazione, la valutazione e i seguiti dei progetti; prende atto inoltre delle critiche della Corte dei conti relative all'assunzione di consulenti in questi e altri paesi; raccomanda quindi alla Commissione di rivedere i propri sistemi per garantire successivamente un più rigoroso controllo sui consulenti eventualmente assunti;  80. richiede alla Commissione di studiare e di eliminare le cause del tasso inadeguato di utilizzazione e degli eccessivi tassi di annullamento degli stanziamenti, registrati nell'ambito del protocollo con i paesi del Maghreb;  81. nota con preoccupazione che la Commissione non ha messo a disposizione della Corte dei conti i propri documenti relativi a circa 130 progetti di promozione commerciale e si è astenuta dal formulare commenti in risposta alle osservazioni di tale istituzione; domanda quindi alla Corte dei conti di proseguire la propria indagine e richiede alla Commissione di rendere disponibili, allo scopo, i documenti pertinenti;  Personale e amministrazione della Commissione  82. raccomanda alla Commissione:  (i) di incaricare consulenti competenti, con esperienza in materia di servizio pubblico nonché di settori privati, di assisterla nella complessa attività di formulazione di metodi di valutazione del carico di lavoro e di criteri operativi per la determinazione dei posti necessari;  (ii) di procedere nel frattempo con politiche destinate a introdurre una maggiore flessibilità e a soddisfare esigenze prioritarie attraverso riassegnazioni interne;  83. raccomanda alla Commissione di procedere urgentemente a una valutazione dei livelli di personale presso la sua direzione generale dello sviluppo con riferimento ai livelli di organico in altre amministrazioni degli aiuti e in altri settori della Commissione stessa, avviando successivamente le azioni più opportune;  84. raccomanda alla Commissione di procedere a una rivalutazione radicale delle proprie politiche in materia di studi e di progetti pilota, affinché i risultati possano essere più ampiamente diffusi e influire in misura maggiore sulla formulazione di politiche a livello di Stati membri, e le richiede di sottoporre una relazione completa al Parlamento entro 12 mesi;  85. richiede alla Commissione di attivarsi sulla base delle osservazioni dettagliate figuranti al paragrafo 45 del documento di lavoro sul personale, le spese operative e gli immobili della Commissione, come se figurassero nella presente risoluzione;  86. raccomanda alla Commissione di utilizzare in misura maggiore, per i propri appalti, i bandi di gara competitivi, privilegiandoli rispetto alle trattative private, e di adottare le necessarie misure organizzative per il coordinamento delle attività e per la diffusione delle esperienze acquisite;  Istituzioni diverse dalla Commissione  87. raccomanda alle istituzioni di creare le condizioni necessarie per garantire che il rispettivo controllore finanziario possa lavorare indipendentemente ed efficientemente, in particolare assicurando la sua indipendenza nei confronti di altri servizi dell'istituzione e attribuendogli un grado sufficientemente elevato nell'ambito dell'amministrazione;  88. richiama l'attenzione sul valore delle relazioni della Corte dei conti su problemi amministrativi specifici incontrati dalle istituzioni e ritiene che tali relazioni abbiano contribuito in modo costruttivo alla gestione della spesa amministrativa; 89. richiama l'attenzione delle altre istituzioni sui commenti formulati nella presente risoluzione con riferimento alla Commissione ma suscettibili di riguardarle, e le invita a rispondere;  Scuole europee  90. rileva che l'ultima relazione della Corte dei conti sulle scuole europee, concernente l'esercizio finanziario 1982, evidenzia alcuni elementi preoccupanti che, data la loro natura, obbligano il Parlamento europeo a formulare una riserva quanto all'utilizzazione dei fondi delle scuole europee;  Organi esterni  91. invita la Commissione a fornire, nella sua analisi della gestione economica in relazione ai conti di gestione, informazioni più precise per quanto riguarda le sovvenzioni che vengono erogate agli organi esterni, in base agli articoli 290, 291, 292, 293, 299 e alle rispettive linee di bilancio, con l'indicazione dei destinatari e degli importi versati;  Attività di assunzione e di erogazione di prestiti  92. richiede alla Commissione e alla Banca europea per gli investimenti di garantire che informazioni più complete siano fornite in materia di operazioni di assunzione e di erogazione di prestiti, allo scopo di consentire una valutazione, nell'ambito del controllo parlamentare, dei rischi finanziari e delle implicazioni economiche, e di garantire il rispetto delle priorità comunitarie;  93. richiede alla Commissione di eliminare sistematicamente le fonti di errore nella sua procedura contabile, affinché siano disponibili statistiche uniformi e affidabili destinate a consentire una valutazione accurata delle implicazioni finanziarie ed economiche delle operazioni;  94. si compiace della piorità attribuita alle piccole e medie imprese nella concessione di prestiti nell'ambito del meccanismo NSC, e auspica che questa attività di finanziamento, che forma oggetto di numerose richieste, continui;  95. riconosce che gli investimenti nel settore dei servizi creano circa dieci volte più occupazione dei nuovi investimenti nel settore manifatturiero e raccomanda che la politica futura del NSC in materia di prestiti a piccole e medie imprese sia estesa al turismo, che crea addirittura più occupazione del settore dei servizi nel suo insieme;  Documenti di lavoro  96. richiama l'attenzione sui documenti di lavoro relativi a settori specifici redatti da singoli membri della commissione per il controllo di bilancio e dalle commissioni specializzate del Parlamento, i quali illustrano le politiche e la relativa attuazione nei rispettivi settori e contengono critiche valide e costruttive;  97. decide di esaminare le seguenti questioni in relazioni distinte della sua commissione per il controllo di bilancio:  a) procedura di trattazione delle spese irregolari e possibili ritocchi al conto di gestione e al bilancio finanziario nel contesto del discarico;  b) frodi, irregolarità e problemi connessi relativi alle risorse proprie;  c) aspetti di controllo di bilancio dei servizi informatici della Comunità;  d) controllo della sovvenzione alle scuole europee;  e) aspetti di controllo di bilancio della politica di gestione del personale;  98. ricorda la propria risoluzione del 14 febbraio 1985 sulle frodi commesse dalla mafia ai danni della Comunità (1), che incaricava la commissione per il controllo di bilancio « di seguire con estrema attenzione gli sviluppi dell'inchiesta in Sicilia e di esaminare a fondo tutte le azioni che la commissione intraprenderà per ottenere la giusta ed equa erogazione dei fondi della Comunità », e incarica la commissione per il controllo di bilancio di riferire al Parlamento sui seguiti dati a tale incarico;  Relazioni sull'attuazione della presente risoluzione  99. richiede alla Commissione e al Consiglio di riferire per iscritto al Parlamento europeo sulle misure adottate a seguito della presente risoluzione e, nel caso della Commissione, sulle istruzioni impartite ai servizi responsabili dell'esecuzione del bilancio:  a) mediante relazioni provvisorie prima del 30 settembre 1985,  b) mediante relazioni allegate al conto di gestione per l'esercizio 1985;  invita inoltre la Corte dei conti a riferire nella sua prossima relazione annuale sulle misure adottate alla luce della presente risoluzione;  100. intende valutare l'attuazione della presente risoluzione dettagliatamente, sulla base delle citate relazioni, e formulare commenti mediante successive risoluzioni nelle fasi interlocutorie e finali.  (1) GU n. C 348 del 31. 12. 1984, pag. 21.  (1) GU n. C 280 del 21. 11. 1977, pag. 26.  (1) GU n. C 287 del 24. 10. 1983.  (1) PE 95.544 (PV 52) del 14. 2. 1985, pag. 21.