CELEX: 51989PC0518
Language: it
Date: 1989-11-13
Title: PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CONCERNENTE IL TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE MUNICIPALI

N. C 1/20                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       4. 1. 90
                                                              II
                                                      (Atti preparatori)
                                               COMMISSIONE
                Proposta di direttiva del Consiglio concernente il trattamento delle acque reflue municipali
                                                     COM(89) 518 def.
                                      (Presentata dalla Commissione il 9 novembre 1989)
                                                         (90/C 1/10)
               Questo testo completa la proposta di direttiva pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comu-
                                        nità europee n. C 300 del 29 novembre 1989.
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,                              considerando che per le acque reflue industriali che con-
                                                                  fluiscono in reti fognarie e per lo smaltimento di acque
                                                                  reflue e fanghi di depurazione municipali provenienti da
visto il trattato che istituisce la Comunità economica            apposite unità di trattamento occorrerebbe prevedere un
europea, in particolare l'articolo 130 s,                         sistema di autorizzazioni;
                                                                  considerando che, qualora le acque reflue industriali ri-
vista la proposta della Commissione,                              sultino equivalenti, per natura, alle acque reflue munici-
                                                                  pali, requisiti analoghi a quelli previsti per il trattamento
                                                                  di queste ultime dovrebbero essere applicati agli scarichi
visto il parere del Parlamento europeo,                           diretti delle acque reflue industriali;
                                                                  considerando che si dovrebbe promuovere il riciclaggio
visto il parere del Comitato economico e sociale,                 dei fanghi di depurazione; che la loro utilizzazione in
                                                                  agricoltura dovrebbe essere conforme a quanto disposto
                                                                  dalla direttiva 86/278/CEE del Consiglio (2), e che, in-
                                                                  fine, l'immersione di fanghi in mare dovrebbe gradual-
considerando che, nella sua risoluzione del 28 giugno
                                                                  mente cessare;
 1988 (')> il Consiglio ha invitato la Commissione a pre-
sentare proposte che garantiscano ad ogni livello il ne-
cessario trattamento delle acque cittadine di scarico;            considerando che occorre controllare gli impianti di trat-
                                                                  tamento, le acque e i terreni recipienti, al fine di sorve-
                                                                  gliare i procedimenti impiegati e di garantire che lo sca-
                                                                  rico di acque reflue non abbia ripercussioni nocive sul-
considerando che l'inquinamento dovuto ad un tratta-              l'ambiente;
mento insufficiente delle acque reflue in uno Stato mem-
bro influenza spesso altri Stati membri; e che dunque, in
                                                                  considerando che l'informazione del pubblico mediante
conformità con l'articolo 130, paragrafo 4, è necessaria
                                                                  la pubblicazione di relazioni e la possibilità di ottenere
un'azione a livello delle Comunità;
                                                                  tutte le informazioni e i dati relativi al controllo degli
                                                                  impianti di trattamento delle acque reflue municipali ri-
                                                                  vestono un'enorme importanza;
considerando che, per evitare ripercussioni nocive sul-
l'ambiente, dovute allo scarico di acque reflue municipali        considerando che l'elaborazione di programmi nazionali
trattate in maniera inadeguata, occorre, su un piano ge-          da parte degli Stati membri e la loro presentazione alla
nerale, sottoporre tali acque a trattamento secondario;           Commissione garantiranno il coordinamento delle misure
                                                                  che dovranno essere adottate ai fini del conseguimento
                                                                  degli scopi della presente direttiva;
considerando che nelle aree sensibili occorre prevedere
un trattamento di maggior intensità e che in ambienti             considerando che, per migliorare ed accelerare l'applica-
marini meno sensibili si potrebbe invece ritenere suffi-          zione pratica della presente direttiva, il contenuto tecnico
ciente il trattamento primario;                                   degli allegati dev'essere, ove necessario, definito rapida-
                                                                  mente o modificato e che, per facilitare l'applicazione
(') GU n. C 209 del 9. 8. 1988, pag. 3.                           (a) GU n. L 181 del 4. 7. 1986, pag. 6.
 ---pagebreak--- 4. 1. 90                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                   N. C 1/21
delle misure necessarie a tale scopo, si dovrebbe preve-           2. Gli scarichi provenienti dagli impianti di tratta-
dere una procedura uniforme per l'istituzione di un si-            mento delle acque reflue municipali descritti al paragrafo
stema di stretta collaborazione tra gli Stati membri e la          1 devono rispondere ai requisiti previsti all'allegato II B.
Commissione;                                                       Tali requisiti possono essere definiti o modificati confor-
                                                                   memente alla procedura stabilità dall'articolo 18.
considerando che, per facilitare ulteriormente l'applica-
zione della presente direttiva, il comitato dovrebbe, in           3. Il carico espresso in e.p. va calcolato in base al ca-
qualità di organo consultivo, assistere la Commissione             rico giornaliero massimo per un impianto di trattamento,
per qualsiasi questione, rientrante nel quadro dei poteri          nei corso di un anno, escludendo situazioni inconsuete,
esecutivi di quest'ultima, che gli verrà sottoposta;               quali ad esempio i casi di precipitazioni intense.
considerando l'opportunità che la Commissione adotti
provvedimenti volti a favorire la reciproca collaborazione                                   Articolo 5
degli Stati membri nella formazione di personale e nello
scambio di informazioni tecnico-scientifiche, al fine di           1. Per conseguire gli scopi di cui al paragrafo 2, gli
migliorare l'efficacia del trattamento delle acque reflue          Stati membri identificano, al più tardi il 31 dicembre
municipali;                                                        1991, le aree sensibili, secondo i criteri stabiliti nell'alle-
                                                                   gato HI.
considerando che gli Stati membri possono adottare mi-
sure più severe di quelle previste dalla presente direttiva,       2. Gli Stati membri provvedono affinché, entro il ter-
                                                                   mine previsto dall'articolo 3, le acque reflue municipali
                                                                   che confluiscono in reti fognarie siano sottoposte, prima
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                                                   dell'immissione in aree sensibili, ad un trattamento più
                                                                   completo di quello descritto all'articolo 4, nei seguenti
                          Articolo 1                               casi:
La presente direttiva concerne le disposizioni relative al
trattamento delle acque reflue municipali e le questioni           — per scarichi in acque interne ed estuari provenienti da
connesse.                                                              aree comunali con 2 000 o più e.p.;
Essa ha lo scopo di evitare ripercussioni nocive sull'am-          — per scarichi in acque costiere provenienti da aree co-
biente, provocate dagli scarichi di acque reflue munici-               munali con 10 000 o più e.p.
pali.
                                                                   3. Gli Stati membri provvedono affinché si proceda
                          Articolo 2                               alla reidentificazione delle aree sensibili, ad intervalli non
Ai fini della presente direttiva, si applicano le definizioni      superiori ai quattro anni.
figuranti nell'allegato I.
                                                                   4. Gli scarichi provenienti dagli impianti di tratta-
                          Articolo 3                               mento delle acque reflue municipali descritti al paragrafo
                                                                   2 devono rispondere ai requisiti previsti dall'allegato II B.
1. Gli Stati membri provvedono affinché tutte le aree              Tali requisiti possono essere definiti o modificati secondo
comunali siano provviste di reti fognarie per le acque re-         la procedura stabilita dall'articolo 18.
flue municipali, al più tardi il 31 dicembre 1998.
2. Le reti fognarie di cui al paragrafo 1 devono ri-                                         Articolo 6
spondere ai requisiti dell'allegato II A. Tali requisiti pos-
                                                                   1. Per il conseguimento degli scopi di cui al paragrafo
sono essere definiti o emendati secondo la procedura sta-
                                                                   2, gli Stati membri possono individuare, entro il termine
bilita dall'articolo 18.
                                                                   previsto dall'articolo 5, paragrafo 1, aree meno sensibili,
                                                                   secondo i criteri stabiliti nell'allegato III.
                          Articolo 4
1. Gli Stati membri provvedono affinché, entro il ter-             2. Gli scarichi di acque reflue municipali in acque co-
mine di cui all'articolo 3, le acque reflue municipali che         stiere situate nelle zone di cui al paragrafo 1 possono
confluiscono in reti fognarie siano sottoposte, prima              essere sottoposti ad un trattamento meno completo di
dello scarico, ad un trattamento secondario o ad un pro-           quello previsto dall'articolo 4, purché:
cedimento equivalente, nei seguenti casi:
— per scarichi in acque interne ed estuari provenienti da          — tali scarichi siano almeno sottoposti ad un tratta-
     aree comunali di 2 000 o più e.p.;                                mento primario;
— per scarichi in acque costiere provenienti da aree co-           — studi approfonditi comprovino che essi non avranno
     munali di 10 000 o più e.p.                                       ripercussioni negative sull'ambiente.
 ---pagebreak---   N. C 1/22                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     4. 1. 90
  3. Gli Stati membri provvedono affinché si proceda ad                                      Articolo 11
  una reidentificazione delle aree meno sensibili, ad inter-
 valli non superiori ai 4 anni.                                      1. Le autorità competenti provvedono affinché, entro
                                                                    il termine previsto dall'articolo 3, lo smaltimento di ac-
                                                                    que reflue e di fanghi provenienti da impianti di tratta-
                           Articolo 7                               mento delle acque reflue municipali sia subordinato ad
  Gli Stati membri provvedono affinché, entro il termine            autorizzazione.
 previsto dall'articolo 3, le acque reflue municipali che
 confluiscono in reti fognarie siano sottoposte, prima              2. Le autorizzazioni relative agli scarichi provenienti
 dello scarico, ad un trattamento appropriato, nei se-              da impianti di trattamento di acque reflue municipali ed
 guenti casi:                                                       effettuati conformemente a quanto disposto dal para-
                                                                    grafo 1 precisano i mezzi atti a soddisfare ai requisiti
 — per scarichi in acque interne ed estuari provenienti da          previsti nell'allegato II B. Tali requisiti possono essere
      aree comunali con meno di 2 000 e.p.;                         definiti o modificati secondo la procedura stabilita dal-
                                                                    l'articolo 18.
 — per scarichi in acque costiere provenienti da aree co-
      munali con meno di 10 000 e.p.
                                                                    3. Le autorità competenti provvedono affinché tali
                           Articolo 8                               autorizzazioni siano riesaminate ad intervalli non supe-
                                                                    riori ai 4 anni.
 Lo Stato membro nella cui giurisdizione rientrino acque
 soggette alle conseguenze negative provocate dagli scari-
 chi di acque reflue municipali provenienti da un altro                                      Articolo 12
 Stato membro può notificare tale situazione allo Stato
 membro responsabile e alla Commissione.                            Gli Stati membri provvedono affinché, entro il termine
                                                                    previsto dall'articolo 3, le acque reflue industriali :
 In tal caso, lo Stato membro da cui provengono gli scari-
 chi provvede all'identificazione degli scarichi nocivi ef-         — che risultino di natura simile alle acque reflue muni-
 fettuati nel proprio territorio e prende le misure del caso,            cipali;
 come se le acque qualitativamente deteriorate rientras-
 sero nella propria giurisdizione.                                  — che non siano immesse in impianti di trattamento per
                                                                        le acque reflue municipali, prima di essere scaricate in
                                                                         acque recipienti,
                           Articolo 9
 Gli Stati membri provvedono affinché gli impianti di               siano considerate, ai fini della presente direttiva, come
 trattamento delle acque reflue municipali descritti agli           acque reflue municipali e siano soggette alle disposizioni
 articoli da 4 a 7 siano progettati e costruiti in modo da          previste in proposito dalla presente direttiva.
 garantire prestazioni sufficienti, in condizioni climatiche
 normali. La progettazione degli impianti dovrà tener
 conto delle variazioni stagionali del carico.                                              Articolo 13
                                                                    1. I fanghi derivanti dal trattamento delle acque reflue
                          Articolo 10                               dovrebbero essere, se possibile, riciclati. La loro utilizza-
 1. Gli Stati membri provvedono affinché, entro il ter-             zione a fini agricoli deve avvenire conformemente alle
 mine previsto dall'articolo 5, paragrafo 1, l'immissione di        disposizioni della direttiva 86/278/CEE. I metodi di
acque reflue industriali in reti fognarie e in impianti di          smaltimento dovrebbero rendere minimo l'impatto am-
trattamento delle acque reflue municipali sia subordinato           bientale.
ad autorizzazione preliminare rilasciata dall'autorità
competente.                                                         2. Entro il termine previsto dall'articolo 3, gli Stati
                                                                    membri devono mettere fine all'immersione di fanghi in
2. Le autorizzazioni devono tenere conto dei requisiti              mare, mediante scarico da navi, mediante condutture,
di cui all'allegato II C. Tali requisiti possono essere defi-       ovvero con altri mezzi.
niti o modificati secondo la procedura stabilita dall'arti-
colo 18.
                                                                    3. Fino alla cessazione degli scarichi di cui al para-
3. Le autorità competenti provvedono inoltre affinché               grafo 2, gli Stati membri provvedono affinché:
le autorizzazioni di cui al paragrafo 1 risultino conformi
alle disposizioni previste dalle altre direttive comunitarie       — la quantità totale di residuo secco presente nei fanghi
pertinenti.                                                             scaricati in mare non aumenti;
4. Le autorità competenti provvedono a riesaminare                 — la quantità di sostanze tossiche, persistenti o bioaccu-
tali autorizzazioni ad intervalli non superiori ai 4 anni,              mulabili ivi contenute sia progressivamente ridotta, in
così da potere, fra l'altro, tener conto di nuovi accordi               modo da ottemperare anche ad altri accordi interna-
internazionali.                                                         zionali vigenti.
 ---pagebreak--- 4. 1. 90                                   Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                 N. C 1/23
                          Articolo 14                               3. Per quanto riguarda il terzo trattino del para-
                                                                    grafo 1, la popolazione del luogo viene informata nel
1.     Le autorità competenti sorvegliano:                          modo più appropriato, ad esempio mediante pubblica-
                                                                    zione nei giornali locali, affissione di manifesti in luoghi
— gli scarichi provenienti dagli impianti di trattamento            pubblici o negli uffici dell'ente operativo preposto.
     delle acque reflue municipali, al fine di verificarne la
     conformità ai requisiti dell'allegato IIB;
                                                                    4. Gli Stati membri provvedono affinché, annual-
— la quantità e la composizione dei fanghi.                         mente, le autorità competenti pubblichino e divulghino
                                                                    un rapporto sulle attività di smaltimento delle acque re-
2. Le autorità competenti sorvegliano le acque ricet-               flue municipali e dei fanghi nell'area di loro competenza.
trici degli scarichi provenienti da impianti di trattamento         I rapporti sono trasmessi alla Commissione dagli Stati
delle acque reflue municipali e degli scarichi diretti ai           membri non appena pubblicati.
sensi dell'articolo 12, al fine di verificare l'assenza di ri-
percussioni ambientali nocive.
                                                                                             Articolo 16
3. In caso di scarichi soggetti alle disposizioni dell'ar-          1. Gli Stati membri elaborano, entro il termine previ-
ticolo 6 e di eliminazione di fanghi soggetti alle disposi-         sto dall'articolo 5, paragrafo 1, un programma esauriente
zioni dell'articolo 13, gli Stati membri effettuano con-            per l'applicazione della presenta direttiva.
trolli e studi, allo scopo di verificarne l'innocuità dal
punto di vista ambientale.
                                                                    2. Entro il termine previsto dal paragrafo 1, gli Stati
4. Gli Stati membri conservano le informazioni rac-                 membri comunicano alla Commissione le informazioni
colte dalle autorità competenti nel conformarsi alle di-            relative ai loro programmi.
sposizioni dei paragrafi 1, 2 e 3 e qualsiasi altro ele-
mento informativo attinente; essi ne danno comunica-                3. Entro il 30 giugno di ogni anno, gli Stati membri
zione alla Commissione, entro 3 mesi dalla data di rice-            forniscono alla Commissione un aggiornamento delle in-
vimento di un'apposita richiesta.                                   formazioni di cui al paragrafo 2.
5. Gli orientamenti per l'effettuazione dei controlli di
cui ai paragrafi 1, 2 e 3 possono essere definiti secondo           4. Le informazioni di cui ai paragrafi 2 e 3 sono pre-
la procedura stabilita dall'articolo 18.                            sentate sulla base di quanto stabilito nell'allegato IV. Le
                                                                    modalità previste per la presentazione di tali informa-
                                                                    zioni e l'allegato stesso possono essere elaborati e modi-
                          Articolo 15                               ficati secondo la procedura stabilita dall'articolo 18.
 1. Gli Stati membri provvedono affinché, entro il ter-
mine previsto dall'articolo 5, paragrafo 1, le seguenti in-         5. Gli Stati membri conservano ogni informazione
formazioni relative agli impianti di trattamento delle ac-          utile, che mettono a disposizione su apposita richiesta
que reflue municipali siano, su apposita richiesta, rese ce-        della Commissione.
lermente accessibili al pubblico, in forma chiara e com-
prensibile:
                                                                    6. La Commissione esamina e valuta le informazioni
— Un elenco — eventualmente corredato di cartine per                attinenti alla presente direttiva e pubblica una relazione
     localizzare scarichi particolari — in cui si specifichi il     ad intervalli regolari.
     tipo di trattamento utilizzato;
— Le autorizzazioni per gli scarichi degli impianti di                                       Articolo 17
     trattamento delle acque reflue municipali in acque o
     terreni recipienti, nonché per l'immersione di fanghi           1. È istituito un comitato di regolamentazione, qui di
     in mare;                                                       seguito chiamato il «comitato», composto di rappresen-
                                                                    tanti degli Stati membri e presieduto da un rappresen-
— I risultati delle operazioni di controllo sia degli scari-        tante della Commissione, con il compito di elaborare
     chi provenienti dagli impianti di trattamento delle ac-        e modificare quanto previsto dagli articoli 3, 4, 5, 10,
     que reflue municipali, sia della quantità e della com-          II e 16.
     posizione dei fanghi;
— I risultati delle operazioni di controllo delle acque di          2. Il comitato assiste inoltre la Commissione su qual-
     ricevimento degli scarichi provenienti dagli impianti          siasi questione che essa gli sottopone. In tal caso, il co-
     di trattamento delle acque reflue municipali e degli           mitato agisce in qualità di organo consultivo e senza pro-
     ambienti marini in cui vengono scaricati i fanghi.             cedere a votazione.
2. L'attività di informazione di cui al paragrafo 1 è               3. Il comitato stabilisce il proprio regolamento in-
definita nei dettagli dalle autorità competenti.                    terno.
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                         Articolo 18                                                       Articolo 20
 1. Qualora si faccia riferimento alla procedura defi-             1. Gli Stati membri provvedono affinché il personale
 nita nel presente articolo, il comitato è adito dal presi-        incaricato della progettazione, della costruzione e della
dente.                                                            gestione degli impianti di trattamento delle acque reflue
                                                                   municipali e delle attrezzature connesse, nonché del rela-
2. Il rappresentante della Commissione sottopone al               tivo supporto tecnico-scientifico sia in possesso di quali-
comitato un progetto delle misure da adottare. Il comi-           fiche adatte allo svolgimento di tali compiti.
tato formula il suo parere sul progetto entro un termine
che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza            2. La Commissione può consultare il comitato su mi-
della questione in esame. Il parere è formulato alla mag-         sure intese ad assistere gli Stati membri nell'instaurazione
gioranza prevista dall'articolo 148, paragrafo 2 del trat-        di un rapporto di reciproca collaborazione per quanto ri-
tato, per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve        guarda la formazione del personale, ad ogni livello, o
prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni           tramite qualsiasi altra iniziativa atta a promuovere il mi-
al comitato viene attribuita ai voti dei rappresentanti de-       glioramento del funzionamento degli impianti di tratta-
gli Stati membri la ponderazione definita all'articolo pre-       mento delle acque reflue municipali e delle attrezzature
citato. Il presidente non partecipa al voto.                      connesse.
3. a) La Commissione adotta le misure previste qualora
                                                                                           Articolo 21
       siano conformi al parere del comitato.
                                                                   1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni
    b) Se le misure previste non sono conformi al parere          legislative, regolamentari e amministrative necessarie per
       del comitato, o in mancanza di parere, la Commis-          conformarsi alla presente direttiva al più tardi il 31 di-
       sione sottopone senza indugio al Consiglio una             cembre 1991. Essi ne informano immediatamente la
       proposta in merito alle misure da prendere. Il Con-        Commissione.
       siglio delibera a maggioranza qualificata.
    e) Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine         2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il
       di tre mesi a decorrere dalla data in cui gli è stata      testo delle disposizioni di diritto interno da essi adottate
       sottoposta la proposta, la Commissione adotta le           nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
       misure proposte.
                                                                  3. Le disposizioni adottate in virtù del paragrafo 1
                                                                  fanno espresso riferimento alla presente direttiva.
                         Articolo 19
Qualora si riveli necessario, uno o più Stati membri pos-                                  Articolo 22
sono individualmente o congiuntamente adottare misure
più severe di quelle previste dalla presente direttiva.           Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
 ---pagebreak--- 4. 1. 90                                Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       N. C 1/25
                                                           ALLEGATO I
                                                          DEFINIZIONI
         Ai fini della presente direttiva valgono le seguenti definizioni:
          1. Trattamento appropriato: il trattamento delle acque reflue municipali mediante un procedimento che,
             dopo lo scarico, garantisca la conformità delle acque recipienti agli obiettivi della presente direttiva o
             di altre direttive comunitarie pertinenti.
          2. Rete fognaria: un sistema di condotte per la raccolta e la canalizzazione delle acque reflue municipali
             verso gli appositi impianti di trattamento.
          3. Acque reflue domestiche: acque reflue provenienti dalle abitazioni e preminentemente di origine umana.
          4. Eutrofizzazione: arricchimento dell'acqua dovuto ad un carico di nutrienti — in particolar modo, com-
             posti dell'azoto e del fosforo — che provoca una veloce proliferazione di alghe e di forme superiori di
             vita vegetale, producendo effetti indesiderati sull'equilibrio degli organismi e sulla qualità delle acque
             interessate.
          5. Acque reflue industriali: acque reflue diverse da quelle domestiche e dalle acque urbane di superficie.
          6. Area comunale: area di abitazioni sufficientemente concentrate ove le acque reflue municipali possono
             essere facilmente raccolte e canalizzate verso appositi impianti di trattamento.
          7. Acque reflue municipali: miscuglio di acque reflue domestiche, acque reflue industriali e acque urbane
             di superficie che confluiscono nella rete fognaria.
          8. Impianto di trattamento delle acque reflue municipali: unità ove viene effettuato il trattamento delle
              acque reflue municipali, prima della loro immissione in acque o terreni recipienti.
          9. e.p. (equivalentipersone): il carico organico degradabile, avente un fabbisogno biochimico di ossigeno a
              5 giorni (BOD 5) di 60 g 0 2 .
         10. Trattamento primario: trattamento delle acque reflue municipali mediante procedimento fisico che com-
             porti il deposito dei solidi organici sospesi, ovvero mediante altri procedimenti in cui il BOD 5 delle
              acque reflue da trattare sia ridotto, in percentuale, del 20/40 %.
         11. Trattamento secondario: trattamento delle acque reflue municipali mediante un procedimento compren-
              dente il trattamento biologico con deposito secondario.
         12. Fanghi: i fanghi residui, trattati o non trattati, provenienti dagli impianti di trattamento delle acque
              reflue municipali o dalle fosse settiche.
 ---pagebreak--- N. C 1/26                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                     4. 1. 90
                                                           ALLEGATO II
                                REQUISITI RELATIVI ALLE ACQUE REFLUE MUNICIPALI
          A. Reti fognarie
             Per le reti fognarie vanno prese in considerazione le prescrizioni attuali e future relative al trattamento
             delle acque reflue.
             La progettazione delle reti fognarie va effettuata adottando le tecniche migliori, tenendo conto, in
             particolare :
             — del volume e delle caratteristiche delle acque reflue municipali,
             — della prevenzione di eventuali fuoriuscite,
             — della limitazione dell'inquinamento delle acque ricettrici, dovuto a precipitazioni eccezionali o al
                  cattivo funzionamento degli impianti di trattamento delle acque reflue.
          B. Scarichi provenienti dagli impianti dì trattamento delle acque reflue municipali ed immessi in acque reci-
             pienti
              1. Gli scarichi degli impianti di trattamento delle acque reflue municipali sottoposti a trattamento ai
                 sensi degli articoli 4 e 5 devono rispondere ai requisiti relativi alla composizione e alla riduzione
                 percentuale dei parametri, figuranti nella tabella 1.
             2. Gli scarichi degli impianti di trattamento delle acque reflue municipali in aree sensibili soggette ad
                 eutrofizzazione devono rispondere ai requisiti relativi alla composizione e alla riduzione percentuale
                 dei parametri, figuranti nella tabella 2.
             3. Requisiti più severi, o relativi a parametri diversi da quelli figuranti nelle tabelle 1 e/o 2, vanno
                 applicati, ove necessario, per garantire che le acque recipienti risultino conformi a quanto stabilito
                 dalle altre direttive pertinenti.
             4. La progettazione o la modifica degli impianti di trattamento delle acque reflue va effettuata in modo
                 da potere prelevare campioni rappresentativi sia delle acque reflue che vi confluiranno sia dei liquami
                 trattati, prima della loro immissione nelle acque recipienti.
          C. Acque reflue industriali
             Le acque reflue industriali immesse in reti fognarie e convogliate verso impianti di trattamento di acque
             reflue municipali devono essere sottoposte, ove necessario, a pretrattamento, al fine di:
             — proteggere la salute del personale operante nelle reti fognarie e negli impianti di trattamento,
             — garantire che le reti fognarie, gli impianti di trattamento delle acque reflue e le attrezzature con-
                  nesse non vengano danneggiati,
             — garantire che il funzionamento dell'impianto di trattamento delle acque reflue e il trattamento dei
                  fanghi non vengano intralciati,
             — garantire che gli scarichi provenienti dagli impianti di trattamento non abbiano effetti nocivi sull'am-
                  biente e non incidano sulla conformità delle acque recipienti alle altre direttive comunitarie,
             — permettere che i fanghi vengano scaricati senza pericolo in altri ambienti recipienti.
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                                                                   TABELLA 1
           Requisiti per gli scarichi provenienti dagli impianti di trattamento delle acque reflue municipali di cui agli
               articoli 4 e 5. Vanno applicati i valori della concentrazione media o della percentuale di riduzione
                                                                  Massima
                       Parametri            Espressione dei concentrazione Percentuale di               Metodo di riferimento
                                                 risultati          media        riduzione                per la misurazione
                                                                 giornaliera
          Fabbisogno biochimico di             mg/1 0 2               25           70-90         Determinazione dell'ossigeno di-
          ossigeno (BOD5 a 20 °C)                                                               sciolto anteriormente e posterior-
          senza nitrìficazione (')                                                              mente ad un periodo di incuba-
                                                                                                zione di 5 gg a 20 °C ± 1 °C, in
                                                                                                compleoscurità. Aggiunta di un
                                                                                                inibitore di nitrìficazione
          Fabbisogno chimico di os-            mg/1 0 2              100           75 O         Metodo del potassio bicromato
          sigeno (COD)
          Totale solidi sospesi                mg/1                   30                        — Filtraggio attraverso mem-
                                                                                                     brana filtrante di 0,45 u,m.
                                                                                                     Essicazione a 105 °C e cal-
                                                                                                     colo del peso
                                                                                                — Centrifugazione (per almeno
                                                                                                     5 minuti, con accelerazione
                                                                                                    media di 2 800/3 200 g), essi-
                                                                                                    cazione a 105 °C e calcolo
                                                                                                    del peso
          (') Questo parametro può essere sostituito dai seguenti: carbonio organico totale (COT), o fabbisogno totale di ossigeno
              (DTO), nel caso in cui si possa stabilire una relazione tra il BOD5 e il parametro sostitutivo. Tale relazione va control-
              lata ogni sei mesi.
          (2) Percentuale minima di riduzione.
                                                                   TABELLA 2
         Requisiti per gli scarichi provenienti dagli impianti di trattamento delle acque reflue municipali in aree
         sensibili soggette ad eutrofizzazione. Uno o entrambi i parametri possono essere applicati a seconda della
                                                                situazione locale
                                                                 Massima       Percentuale
                      Parametri            Espressione dei concentrazione           di                 Metodo di riferimento
                                                risultati          media        riduzione                 per la misurazione
                                                                giornaliera
         Fosforo totale                        mg/1 P               K*)             80          Spettrofotometria         di   assorbi-
                                                                                                mento molecolare
         Azoto totale                          mg/I N              io o             80          Spettrofotometria        di    assorbi-
                                                                                                mento molecolare
         (') Concentrazione media giornaliera.
         (') Concentrazione media annua; la concentrazione giornaliera non dovrebbe superare i 20 mg/1.
 ---pagebreak--- N. C 1/28                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                       4. 1. 90
                                                            ALLEGATO III
                   CRITERI DI INDENTIFICAZIONE DELLE AREE SENSIBILI E MENO SENSIBILI
          A. Aree sensibili
             Si considera area sensibile un sistema idrico classificabile in uno dei seguenti gruppi :
             a) laghi naturali, altre acque dolci, estuari, acque costiere e mari già eutrofizzati, o probabilmente
                 esposti a prossima eutrofizzazione, in assenza di interventi protettivi specifici.
                 Per individuare la sostanza nutriente da ridurre mediante ulteriore trattamento, vanno tenuti in con-
                 siderazione i seguenti elementi:
                  i) nei laghi e nei corsi d'acqua che si immettono in laghi/bacini/baie chiuse con scarso ricambio
                     idrico e ove possono verificarsi fenomeni di accumulazione, la sostanza da eliminare è il fosforo,
                     a meno che non si dimostri che tale intervento non avrebbe alcun effetto sul livello dell'eutrofiz-
                     zazione. Nel caso di scarichi provenienti da ampie aree comunali, si dovrà provvedere ad elimi-
                     nare anche l'azoto;
                 ii) negli estuari, nelle baie e nelle altre acque costiere e marine con scarso ricambio idrico, ovvero in
                     cui si immettono grandi quantità di nutrienti, se, da un lato, gli scarichi provenienti da piccole
                     aree comunali sono generalmente di importanza irrilevante, dall'altro, quelli provenienti da aree
                     comunali più estese rendono invece necessari interventi di riduzione del fosforo e dell'azoto, a
                     meno che non si dimostri che ciò non avrebbe comunque alcun effetto sul livello dell'eutrofizza-
                     zione;
             b) acque dolci di superficie destinate alla fornitura di acqua potabile che, in assenza di specifici inter-
                 venti protettivi, potrebbero contenere più di 50 mg/1 di nitrati;
             e) aree in cui il trattamento previsto dall'articolo 4 risulta inadeguato per la protezione dell'ambiente o
                 per l'impiego di acqua a fini specifici, ovvero che necessitano di un trattamento diverso da quello
                 previsto dall'articolo 4 al fine di conformarsi alle prescrizioni delle direttive del Consiglio, nonché
                 alle altre disposizioni internazionali;
             d) aree che, per il loro patrimonio floro-faunistico, sono considerate di alto valore ecologico ed altre
                 aree importanti dal punto di vista scientifico o della protezione della natura.
          B. Aree meno sensibili
             Si considera area meno sensibile un sistema o un ambiente marino su cui lo scarico di acque reflue non
             ha effetti ecologici nocivi, per particolari condizioni morfologiche, idrologiche o più specificamente
             idrauliche.
             Nell'individuare le aree meno sensibili, gli Stati membri devono tener conto del rischio di un'eventuale
             diffusione degli scarichi in aree adiacenti in cui un simile apporto può avere effetti nocivi dal punto di
             vista ambientale. Gli Stati membri devono, in tal caso, individuare la presenza di aree sensibili anche al
             di fuori della loro giurisdizione.
             Ai fini dell'individuazione delle aree meno sensibili, vanno tenute in considerazione:
             a) le baie aperte e le altre acque costiere e marine con un buon ricambio idrico, non soggette ad
                 eutrofizzazione o ad una riduzione d'ossigeno, ovvero difficilmente esposte ai suddetti fenomeni in
                 conseguenza dello scarico di acque reflue municipali;
             b) le aree marine costiere per il cui uso specifico non si richiede un alto livello di trattamento delle
                 acque reflue municipali ivi scaricate.
 ---pagebreak--- 4. 1. 90                                  Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         N. C 1/29
                                                           ALLEGATO iv
                                    PRESENTAZIONE DEI PROGRAMMI NAZIONALI
         La Commissione stabilisce i metodi e le modalità di presentazione dei programmi nazionali.
         I programmi conterranno in particolare i seguenti elementi:
         1) Un'illustrazione sintetica delle disposizioni adottate per il trattamento delle acque reflue municipali e
            degli interventi previsti ai fini dell'applicazione della presente direttiva.
         2) Un'illustrazione breve e dettagliata delle strategie nazionali adottate, inclusi i principali orientamenti, le
            scadenze previste per i singoli interventi e qualsiasi altra informazione pertinente. Saranno presi in con-
            siderazione periodi di 5 anni.
         3) Informazioni relative ai costi del programma, inclusi gli investimenti fissi e le spese d'esercizio per la
            raccolta, il trattamento e lo scarico delle acque reflue municipali e dei fanghi.
         4) Un'identificazione delle aree sensibili e meno sensibili, con acclusa una breve descrizione ed apposite
            cartine che ne consentano la localizzazione.
         5) Una breve illustrazione dell'attuale apporto di acque reflue municipali nelle acque interne, negli estuari,
            nelle acque costiere e nei terreni. In caso di dati insufficienti, le valutazioni saranno effettuate sulla base
            delle informazioni desponibili.
         6) Qualsiasi altro elemento che, a giudizio della Commissione, potrebbe apportare un contributo all'appli-
            cazione della presente direttiva.
         7) Se possibile, tabelle, cartine e tutto quanto possa semplificare la presentazione dei dati.