CELEX: 51996PC0499(02)
Language: it
Date: 1996-10-16
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo all' introduzione dell'euro

Avis juridique important

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51996PC0499(02)

Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO relativo all' introduzione dell'euro  /* COM/96/0499 DEF - CNS 96/0250 */  

Gazzetta ufficiale n. C 369 del 07/12/1996 pag. 0010

Proposta di regolamento (CE) del Consiglio relativo  all'introduzione dell'euro (96/C  369/06) COM(96) 499 def. - 96/0250(CNS)(Presentata dalla  Commissione il 18 ottobre 1996) IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 109  L, paragrafo  4, terza frase, vista la proposta della Commissione, visto il parere della Banca centrale europea, visto il parere del Parlamento europeo, (1) considerando che il presente regolamento definisce le norme applicabili in materia monetaria  negli Stati membri che hanno adottato l'euro; che il regolamento [.  .  .] del Consiglio ha già  fissato le norme concernenti la continuità dei contratti, la sostituzione dei riferimenti all'ecu  negli strumenti giuridici mediante riferimenti all'euro ed infine l'arrotondamento degli importi;  che se necessario occorrerà prendere in considerazione l'opportunità di adottare, in altri campi  del diritto, provvedimenti riguardanti ad esempio la doppia esposizione dei prezzi e le commissioni  di conversione; (2) considerando che il Consiglio europeo ha deciso alla riunione di Madrid del 15 e 16 dicembre  1995 che la denominazione della moneta europea è «euro»; che la denominazione specifica «euro» sarà  utilizzata in luogo dell'espressione generica «ecu» utilizzata dal trattato per indicare l'unità  monetaria europea; che l'euro in quanto moneta degli Stati membri senza deroga sarà diviso in cento  unità divisionali denominate «cent»; che la scelta del nome «cent» non esclude l'utilizzo delle  varianti linguistiche di tale termine in uso comune negli Stati membri; (3) considerando che a norma dell'articolo 109  L, paragrafo 4, terza frase del trattato, oltre  all'adozione dei tassi di conversione il Consiglio prende anche le altre misure necessarie per la  rapida introduzione dell'euro; (4) considerando che ogniqualvolta uno Stato membro divenga, conformemente all'articolo 109  K,  paragrafo 2 del trattato, uno Stato membro senza deroga, il Consiglio, in forza dell'articolo 109   L, paragrafo 5 del trattato, prende le altre misure necessarie per la rapida introduzione dell'euro  come moneta unica nello Stato membro interessato; (5) considerando che, in conformità dell'articolo 109  L, paragrafo 4 del trattato, alla data di  inizio della terza fase il Consiglio adotta i tassi di conversione ai quali le monete degli Stati  membri partecipanti sono irrevocabilmente vincolate e il tasso irrevocabilmente fissato al quale  l'euro viene a sostituirsi a queste valute; (6) considerando che le disposizioni normative sono da interpretare tenendo conto dell'assenza di  rischi di cambio tra l'unità euro e le unità monetarie nazionali o tra le varie unità monetarie  nazionali; (7) considerando che il termine «contratto» utilizzato nella definizione degli strumenti giuridici  comprende tra l'altro i contratti scritti e verbali, quelli conclusi tacitamente e quelli impliciti  nel comportamento delle parti; (8) considerando che al fine di preparare una transizione ottimale verso l'euro occorre prevedere  un periodo transitorio tra la sostituzione dell'euro alle monete degli Stati membri partecipanti e  l'introduzione delle banconote e delle monete metalliche in euro; che durante tale periodo le unità  monetarie nazionali saranno definite come unità divisionali dell'euro; che risulta pertanto  stabilita un'equivalenza giuridica tra l'unità euro e le unità monetarie nazionali; (9) considerando che l'euro è l'unità di conto della Banca centrale europea (BCE) e delle banche  centrali degli Stati membri partecipanti; che ciò non impedisce alle banche centrali nazionali di  tenere conti nelle rispettive unità monetarie nazionali durante il periodo transitorio, in  particolare per il loro personale e per le pubbliche amministrazioni; (10) considerando che durante il periodo transitorio suddetto gli strumenti giuridici possono  essere validamente espressi in unità euro o nelle unità monetarie nazionali; che, salvo patto  contrario, nell'esecuzione di tutti gli atti sanciti da uno strumento giuridico gli operatori  economici devono rispettare la denominazione ivi prevista; che al fine di assicurare il buon  funzionamento dei sistemi di pagamento è necessario stabilire eccezioni a tale regola generale; che  gli Stati membri dovrebbero essere in condizione di prendere, se del caso, provvedimenti atti a  ridenominare in unità euro il debito in essere ed a modificare l'unità di conto utilizzata per le  procedure operative dei mercati organizzati; (11) considerando che per le operazioni con il settore pubblico gli Stati membri partecipanti  possono consentire l'impiego dell'unità euro, ma possono imporlo solo sulla base di norme  comunitarie; (12) considerando che a norma dell'articolo 105  A del trattato il Consiglio può adottare misure  per armonizzare le denominazioni e le specificazioni tecniche di tutte le monete metalliche; (13) considerando che occorre tutelare adeguatamente le banconote e le monete metalliche contro la  contraffazione; (14) considerando che le banconote e le monete metalliche denominate nelle unità monetarie  nazionali cessano di avere corso legale al più tardi sei mesi dopo la fine del periodo transitorio;  che per motivi pratici può rivelarsi opportuno introdurre le banconote e le monete metalliche in  euro già poco prima del termine del periodo transitorio; (15) considerando che, dopo la fine del periodo transitorio suddetto, i riferimenti presenti negli  strumenti giuridici in vigore alla fine di tale periodo devono intendersi come riferimenti all'euro  sulla base dei rispettivi tassi di conversione; che pertanto non è necessaria, per ottenere tale  risultato, una ridenominazione materiale degli strumenti giuridici in vigore; che le regole di  arrotondamento stabilite dal regolamento [.  .  .] del Consiglio si applicano anche alle  conversioni effettuate alla fine del periodo transitorio o posteriormente ad esso; che comunque per  motivi di chiarezza può essere opportuno procedere alla ridenominazione materiale il più presto  possibile; che a partire dalla fine del periodo transitorio le ex unità monetarie nazionali non  sono più valide ai fini della costituzione di nuovi strumenti giuridici, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: PARTE I Definizioni Articolo 1 Ai fini del presente regolamento, valgono le  definizioni seguenti: - «Stati membri partecipanti»: Stati membri (paesi A, B  .  .  .); - «strumenti giuridici»: disposizioni normative, atti amministrativi, decisioni giudiziarie,  contratti, atti giuridici unilaterali, strumenti di pagamento diversi dalle banconote e dalle  monete metalliche ed altri strumenti aventi efficacia giuridica; - «tassi di conversione»: i tassi di conversione irrevocabilmente fissati, adottati dal Consiglio a  norma dell'articolo 109 L, paragrafo 4, prima frase del trattato; - «unità euro»: unità monetaria definita all'articolo 2, seconda frase, del trattato; - «unità monetarie nazionali»: le unità delle monete degli Stati membri partecipanti, definite  dalle rispettive normative in materia monetaria in vigore il giorno precedente l'inizio della terza  fase; - «periodo transitorio»: periodo di tempo compreso tra il 1° gennaio 1999 e il 31 dicembre 2001 al  più tardi; - «mercati organizzati»: mercati per lo scambio, la compensazione e il regolamento su base regolare  di qualsiasi strumento elencato nella sezione B dell'allegato alla direttiva 93/22/CEE  (1)  relativa ai servizi di investimento nel settore dei valori mobiliari, compresi i sistemi per lo  scambio, la compensazione e il regolamento di strumenti di pagamento su base regolare. PARTE II Sostituzione dell'euro alle monete degli Stati membri partecipanti Articolo 2 La  moneta degli Stati membri partecipanti è l'euro. L'unità monetaria è un euro. Un euro è diviso in  cento cent. Articolo 3 L'euro sostituisce, ai tassi di conversione, le monete degli Stati membri  partecipanti. Articolo 4 L'euro è l'unità di conto della Banca centrale europea (BCE) e delle banche centrali  degli Stati membri partecipanti. PARTE III Disposizioni transitorie Articolo 5 Gli articoli da 6 a 9 seguenti si applicano  durante il periodo transitorio. Articolo 6 1.  L'euro è altresì diviso nelle unità monetarie nazionali in base ai tassi di  conversione. Ogni divisione delle monete nazionali in unità divisionali viene mantenuta.  Subordinatamente alle disposizioni del presente regolamento, rimane d'applicazione la normativa  degli Stati membri in materia monetaria. 2.  Ove uno strumento giuridico faccia riferimento a un'unità monetaria nazionale, tale riferimento  ha il medesimo valore di un riferimento all'unità euro. Articolo 7 La sostituzione dell'euro alle monete degli Stati membri partecipanti non ha di per sé  per effetto di alterare la denominazione degli strumenti giuridici in vigore alla data di tale  sostituzione. Articolo 8 1.  Gli atti da compiersi in forza di strumenti giuridici che prevedano l'impiego di  un'unità monetaria nazionale vengono compiuti in tale unità monetaria nazionale. Gli atti da  compiersi in forza di strumenti giuridici che prevedano l'impiego dell'unità euro vengono compiuti  in unità euro. 2.  Le disposizioni del precedente paragrafo 1 si applicano salvo accordo diverso tra le parti. 3.  In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, qualsiasi importo denominato in unità euro o  nell'unità monetaria nazionale di un dato Stato membro partecipante e pagabile mediante accredito  sul conto del creditore può essere versato dal debitore indifferentemente in unità euro o  nell'unità monetaria nazionale in questione. Detto importo può essere accreditato sul conto del  creditore nell'unità monetaria in cui è denominato il conto medesimo; ogni conversione necessaria a  tal fine viene effettuata ai tassi di conversione. 4.  In deroga alle disposizioni del paragrafo 1, ciascuno Stato membro partecipante può adottare i  provvedimenti necessari al fine di: - ridenominare in unità euro il debito in essere (obbligazioni e debito mobiliarizzato) denominato  in unità monetarie nazionali; - consentire ai mercati organizzati di cambiare l'unità di conto utilizzata per le loro procedure  operative da un'unità monetaria nazionale all'unità euro. 5.  Gli Stati membri partecipanti possono adottare disposizioni diverse da quelle del precedente  paragrafo 4, che impongano l'impiego di unità euro, solo in conformità di un calendario stabilito  dalla normativa comunitaria. 6.  Le norme nazionali che consentono o impongono il netting, la compensazione o l'utilizzo di  tecniche aventi effetti simili si applicano alle obbligazioni monetarie indipendentemente dal fatto  che siano denominate in euro o in unità monetarie nazionali; ogni conversione necessaria a tal fine  viene effettuata ai tassi di conversione. Articolo 9 Le banconote e le monete denominate in un'unità monetaria nazionale continuano ad  avere corso legale entro i limiti territoriali in vigore nel giorno precedente l'inizio della terza  fase. PARTE IV Banconote e monete metalliche in euro Articolo 10 A decorrere dal 1° gennaio 2002 al  più tardi, la BCE e le banche centrali degli Stati membri partecipanti immettono in circolazione  banconote denominate in euro. Senza pregiudizio dell'articolo 15, dette banconote sono le uniche  banconote a corso legale in tutti gli Stati membri partecipanti. Articolo 11 A decorrere dal 1° gennaio 2002 al più tardi, gli Stati membri partecipanti coniano  monete metalliche denominate in euro o in cent, conformi alle denominazioni e alle specificazioni  tecniche che il Consiglio può stabilire a norma dell'articolo 105  A, paragrafo 2, seconda frase  del trattato. Fatto salvo l'articolo 15, dette monete metalliche sono le uniche monete metalliche a  corso legale in tutti gli Stati membri partecipanti. Ad eccezione dell'autorità preposta al conio e  delle persone designate dalla normativa nazionale dello Stato membro che le ha immesse in  circolazione, nessuno è obbligato ad accettare più di cinquanta monete in un singolo pagamento. Articolo 12 Gli Stati membri partecipanti adottano sanzioni adeguate contro la contraffazione  delle banconote e delle monete metalliche. PARTE V Disposizioni finali Articolo 13 Gli articoli 14, 15 e 16 si applicano dopo lo scadere  del periodo transitorio. Articolo 14 I riferimenti alle unità monetarie nazionali presenti negli strumenti giuridici in  vigore al termine del periodo transitorio vengono intesi come riferimenti all'unità euro, da  calcolarsi in base ai rispettivi tassi di conversione e alle regole di arrotondamento stabilite dal  regolamento [.  .  .] del Consiglio. Articolo 15 Le banconote e le monete metalliche denominate in un'unità monetaria nazionale ai  sensi dell'articolo 6, paragrafo 1 continuano ad avere corso legale entro i rispettivi limiti  territoriali per sei mesi al massimo dopo la fine del periodo transitorio; tale lasso di tempo può  essere abbreviato da una norma nazionale. Articolo 16 Conformemente alla normativa o agli usi degli Stati membri partecipanti, i rispettivi  organismi responsabili dell'emissione di banconote e del conio di monete continuano a scambiare  contro euro, al tasso di conversione, le banconote e le monete precedentemente emesse e coniate. PARTE VI Entrata in vigore Articolo 17 Il presente regolamento entra in vigore il 1° gennaio  1999. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri.(1)  Direttiva 93/22/CEE del  Consiglio, del 10 maggio 1993, relativa ai servizi di investimento nel settore dei valori mobiliari  (GU n. L 141 dell'11. 6. 1993, pag. 27).