CELEX: 52000PC0279
Language: it
Date: 2000-05-10
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità

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52000PC0279

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità  /* COM/2000/0279 def. - COD 2000/0116 */  

Gazzetta ufficiale n. C 311 E del 31/10/2000 pag. 0320 - 0327

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO  sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricità (presentata dalla Commissione)RELAZIONE ILLUSTRATIVA1. IntroduzioneIl presente progetto di direttiva ha l'obiettivo di creare un quadro per favorire, a medio termine nell'Unione europea, un incremento significativo dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili (Renewable Energy Sources Energy RES-E). Si tratta di una parte importante delle misure volte a rispettare l'impegno assunto dall'UE a Kyoto di ridurre le emissioni dei gas serra che va vista nell'ottica dell'obiettivo indicativo di raddoppiare la percentuale di energia rinnovabile dall'attuale 6% al 12% del consumo lordo interno di energia, come stabilito dal Libro bianco sulle fonti energetiche rinnovabili e approvato dal Consiglio Energia del maggio 1998.Per raggiungere questo obiettivo la direttiva propone che gli Stati membri prendano le misure necessarie per garantire che il livello di elettricità FER si sviluppi in linea con gli obiettivi energetici e ambientali stabiliti a livello comunitario e nazionale. Gli Stati membri devono pertanto stabilire e rispettare obiettivi per il futuro consumo interno di elettricità FER coerenti con il Libro bianco sulle energie rinnovabili e gli impegni nazionali di riduzione dei gas serra alla luce degli obblighi di Kyoto. Gli obiettivi e le misure adottate per raggiungerli figureranno in una relazione annuale pubblicata da tutti gli Stati membri. La Commissione dopo aver valutato le politiche degli Stati membri nell'ottica del Libro bianco e degli impegni di Kyoto pubblicherà una relazione.La situazione dei regimi di sostegno dell'energia da fonti rinnovabili (elettricità FER) applicati dagli Stati membri, non giustifica attualmente a giudizio della Commissione un regime armonizzato di sostegno a livello comunitario che fissi un prezzo attraverso la concorrenza su scala comunitaria tra produttori di elettricità FER, dato in particolare che il sostegno assume in pratica principalmente la forma di sostegno diretto dei prezzi. Secondo la Commissione questo obiettivo andrebbe però mantenuto perché favorirebbe a medio termine la riduzione dei prezzi dell'elettricità FER aumentandone la penetrazione sul mercato interno. Inoltre, al fine di creare un quadro concorrenziale omogeneo nel mercato interno dell'energia elettrica la Commissione, fatti salvi gli obblighi previsti dall'articolo 88, paragrafo 1 del trattato CE, dovrebbe esaminare i programmi di sostegno a tutte le fonti di energia elettrica. La proposta di direttiva prevede pertanto l'obbligo per la Commissione di monitorare l'applicazione negli Stati membri dei programmi di sostegno a favore della generazione di energia elettrica a partire da fonti rinnovabili e convenzionali e a presentare entro 5 anni dall'entrata in vigore della direttiva una relazione sulle esperienze maturate in questo campo. Qualora in base alle conclusioni di tale relazione risulti necessario, la Commissione presenterà una proposta di quadro comunitario relativo ai programmi di sostegno dell'energia elettrica prodotta a partire da fonti rinnovabili sulla base dei principi definiti dalla direttiva.Per garantire che gli scambi di elettricità FER divengano affidabili e fattibili, il progetto di direttiva impone agli Stati membri di introdurre un sistema di certificazione di origine dell'elettricità FER.La direttiva prevede infine varie misure di accompagnamento per creare un livello operativo omogeneo e facilitare la penetrazione dell'elettricità FER sul mercato interno dell'elettricità, in particolare in materia di procedure amministrative e questioni attinenti al sistema di rete.2. analisi dettagliata della proposta2.1. Obiettivi di consumo di elettricità da fonti energetiche rinnovabili (articolo 3)La promozione delle fonti energetiche rinnovabili è una grande priorità comunitaria, per motivi di sicurezza e diversificazione dell'approvvigionamento energetico e di coesione economica e sociale. Tale obiettivo è stato fra l'altro sottolineato dal Libro bianco della Commissione sulle fonti energetiche, approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo [1].[1]  Comunicazione della Commissione: Energia per il futuro: le fonti energetiche rinnovabili. Libro bianco per una strategia e un piano di azione della Comunità (COM(97) 599 def.); Risoluzione del Consiglio dell'8 giugno 1998 sulle fonti rinnovabili d'energia (GU C 198 del 24.6.1998, pag. 1); risoluzione del Parlamento europeo su questa comunicazione della Commissione (A4-0207/98).Considerato il notevole contributo che le fonti energetiche rinnovabili (FER) possono apportare all'esecuzione degli impegni comunitari di riduzione dei gas ad effetto serra, la loro espansione nell'UE costituisce parte essenziale del pacchetto di misure necessarie per conformarsi al protocollo di Kyoto e rispettare altri impegni.Le fonti energetiche rinnovabili hanno anche un ruolo importante per integrare l'ambiente nella politica energetica, come auspicato dal Consiglio europeo di Cardiff nel 1998, in relazione agli obiettivi di sviluppo sostenibile e di integrazione dell'ambiente in altre politiche comunitarie, che sono stati rafforzati dal trattato di Amsterdam (articolo 6 del trattato CE).Sulla base del potenziale ed ulteriore sviluppo delle FER nella Comunità, il Libro bianco aveva proposto un obiettivo indicativo pari al 12% del consumo interno lordo di energia nell'intera Comunità da raggiungere entro il 2010. Occorre ricordare che nel Libro bianco la quota del 12% delle fonti energetiche rinnovabili totali sul consumo energetico lordo interno è stata tradotta in una quota specifica del consumo di energia elettrica prodotta a partire da fonti rinnovabili pari al 22,1%. In altri termini il Libro bianco formula previsioni relativamente allo sviluppo dell'energia elettrica FER necessario affinché il settore energetico contribuisca al raggiungimento dell'obiettivo complessivo del 12%. Per sviluppare la quota del 22,1% occorre un maggiore sforzo a livello comunitario e degli Stati membri.In questo contesto, nel documento di lavoro "L'elettricità da fonti energetiche rinnovabili e il mercato interno dell'elettricità", è stata esaminata l'eventualità di istituire a livello comunitario obiettivi vincolanti per i livelli di consumo di elettricità FER in tutti gli Stati membri. Come indicato nel documento di lavoro, sono numerose le argomentazioni favorevoli a tale approccio. Questi obiettivi, se ben impostati, potrebbero facilitare il conseguimento dell'obiettivo del 12% del Libro bianco sulle FER e garantire un apporto significativo dell'elettricità FER all'osservanza degli impegni assunti dall'UE a Kyoto.D'altro canto, sono altrettanto forti le argomentazioni a favore del mantenimento di un'ampia flessibilità negli Stati membri per consentire loro di individuare, a seconda delle circostanze nazionali, la strategia migliore per ottemperare agli impegni assunti in materia di cambiamenti climatici e, se necessario, adattarla in funzione di nuovi sviluppi.È importante comunque, pur nell'ambito di una certa flessibilità, che il ruolo dell'elettricità FER continui ad aumentare in modo significativo in tutti gli Stati membri e che essi perseguano attivamente tale obiettivo. Una direttiva comunitaria deve fornire il contesto necessario a tale sviluppo.Il progetto di direttiva propone quindi che tutti gli Stati membri adottino le misure necessarie per garantire che il consumo di elettricità FER si sviluppi in linea con gli obiettivi energetici e ambientali precitati. Gli Stati membri dovranno quindi:- stabilire e raggiungere ogni anno obiettivi nazionali di futuro consumo interno di elettricità FER in termini di kWh consumati o di percentuale del consumo di elettricità per i prossimi 10 anni; questi obiettivi devono essere compatibili con quelli del Libro bianco sulle FER e in particolare con il raggiungimento entro il 2010 della quota del 22,1% di elettricità da fonti energetiche rinnovabili sul consumo energetico totale dell'UE, come indicato nell'allegato I della presente direttiva. Essi devono inoltre essere compatibili con gli impegni assunti dalla Comunità a Kyoto in materia di cambiamenti climatici;- pubblicare ogni anno gli obiettivi nazionali e le misure adottate e da adottare sul piano nazionale per raggiungere detti obiettivi.Il livello effettivo degli obiettivi fissati da ogni Stato membro e il correlato mix di elettricità FER, restano quindi interamente nella sfera della sussidiarietà, a condizione che gli obiettivi nazionali, singolarmente e nel loro insieme, siano compatibili con quelli del Libro Bianco, con gli impegni assunti a Kyoto dall'UE in materia di cambiamenti climatici e con gli analoghi impegni assunti a livello nazionale.Il progetto di direttiva prevede che la Commissione periodicamente valuti la conformità degli obiettivi nazionali a questi criteri, ossia la loro conformità agli obiettivi del Libro bianco e a quelli di Kyoto e pubblichi annualmente le sue conclusioni. Se la Commissione conclude che gli obiettivi nazionali non sono conformi a detti obiettivi, essa presenterà proposte al Parlamento europeo e al Consiglio concernenti obiettivi nazionali individuali e obbligatori.Per fornire alcune indicazioni agli Stati membri sugli obiettivi nazionali compatibili con il Libro bianco, la direttiva nell'introduzione contiene indicazioni circa l'opportuno livello di obiettivi nazionali necessario per raggiungere il traguardo del Libro bianco il calcolo degli obiettivi nazionali indicativi in materia di elettricità FER si basa sul principio che tali obiettivi nel complesso devono essere compatibili con quello del Libro bianco e che quest'ultimo deve essere conseguito grazie ad uno sforzo comune tenendo conto dei diversi potenziali tecnologici ed economici previsti dai programmi di sostegno dei singoli Stati membri (articolo 4) [2].[2]   I servizi della Commissione forniranno nel corso del processo legislativo informazioni dettagliate circa i dati e la metodologia utilizzati.Gli Stati membri utilizzano diversi meccanismi di sostegno per l'elettricità FER a livello nazionale, come aiuti agli investimenti, esenzioni e riduzioni fiscali, restituzioni d'imposta e il sostegno al prezzo corrisposto al produttore (sostegno diretto al prezzo), che costituisce nella maggior parte degli Stati membri il principale strumento di promozione dell'elettricità FER. I costi si riducono rapidamente a causa degli sviluppi tecnologici e delle crescenti economie di scala, ma permarrà la necessità di un sostegno a medio termine.Con i regimi di sostegno diretto, i produttori di elettricità da fonti energetiche rinnovabili, in base a normative statali, ricevono, direttamente o indirettamente, un sostegno finanziario sotto forma di un sussidio per kW-h fornito e venduto. Attualmente nell'UE esistono due principali categorie di meccanismi di sostegno diretto: (i) i sistemi basati sulle quote e (ii) i sistemi a prezzo fisso.(i) I sistemi basati su quote, applicati principalmente nel Regno Unito, in Irlanda, nei Paesi Bassi e prossimamente in Danimarca e nella Fiandre, sono basati su una determinazione del prezzo attraverso la concorrenza tra produttori di elettricità per ottenere il sostegno disponibile dopo la decisione dello Stato membro in questione sul quantitativo di elettricità FER desiderato. Attualmente sono in funzione due diversi meccanismi: i certificati verdi e i sistemi di appalto.Con i certificati verdi, l'elettricità FER è venduta al prezzo di mercato. Per finanziare i costi aggiuntivi di produzione dell'elettricità FER e garantire che venga prodotta l'elettricità FER auspicata, tutti i consumatori sono obbligati ad acquistare un certo quantitativo di certificati verdi dai produttori di elettricità FER, secondo una percentuale fissa, o quota, del loro consumo o produzione totale di energia elettrica. Poiché i consumatori desiderano acquistare questi certificati al prezzo più basso possibile, si sviluppa un mercato secondario dei certificati nel quale i produttori di elettricità FER sono in concorrenza tra di loro per la vendita dei certificati verdi.Con la procedura di appalto, lo Stato indice gare d'appalto per la fornitura di elettricità FER, che sarà successivamente fornita su contratto all'ente erogatore locale in base al prezzo emerso dalla gara. I costi supplementari connessi con l'acquisto di elettricità FER sono ripercossi sul consumatore finale di energia elettrica mediante un'imposta specifica.(ii) I sistemi basati su prezzi fissi, attualmente applicati in numerosi paesi dell'UE, in particolare in Germania e in Spagna, sono caratterizzati da un prezzo specifico stabilito per l'elettricità FER che deve essere pagato dalle aziende elettriche, di solito aziende di distribuzione, ai produttori nazionali di elettricità FER. Questi regimi di solito non prevedono quote o limiti massimi per l'elettricità FER ma, indirettamente sono fissati limiti o quote massime, tramite il livello di prezzi fissato per l'elettricità FER. Una variante del regime a prezzo fisso è il meccanismo di premi fissi, secondo il quale il governo stabilisce un premio fisso o un bonus ambientale al di sopra del prezzo normale o a pronti, per i produttori di elettricità FER. Nei casi in cui i prezzi fissi sono vincolati al prezzo di mercato dell'elettricità, la differenza tra i sistemi a prezzo fisso e con premi fissi è ridotta. Entrambi i sistemi possono essere riveduti dal governo se si deve tener conto del calo dei costi.Questi regimi, in particolare i sistemi a prezzo fisso si sono rivelati molto efficaci per aumentare notevolmente la quota dell'elettricità FER nella produzione comunitaria di elettricità. Sarà necessario mantenerli e rafforzarli, entro i limiti fissati dal trattato CE e in particolare dagli articoli 87 e 88, per conseguire gli obiettivi nazionali che gli Stati membri dovranno stabilire ai sensi della presente direttiva e fino a quando i prezzi dell'elettricità non rispecchieranno pienamente i costi sociali e ambientali e i benefici delle fonti energetiche usate. Il problema però è come adattare questi regimi alle nuove condizioni quadro del mercato interno dell'elettricità. Sarebbe infatti opportuno che il mercato dell'elettricità FER con un sostegno al prezzo potesse beneficiare dei vantaggi del mercato interno in fase di sviluppo, ossia, a livello pratico si dovrebbe prevedere la possibilità di scambi e concorrenza su scala comunitaria tra fornitori equivalenti di elettricità FER. Gli scambi e la concorrenza contribuirebbero infatti ad aumentare la quota di elettricità FER nella CE in quanto farebbero diminuire i costi favorendo il pieno sfruttamento del potenziale di sviluppo FER nella CE che spesso dipende da circostanze geografiche.Attualmente però non è prevista la possibilità su scala comunitaria di scambi e concorrenza per l'elettricità FER a prezzi sovvenzionati. In base a tutti i regimi di sostegno di prezzo esistenti, il sostegno è infatti concesso esclusivamente quando la produzione è venduta dai produttori nazionali di elettricità FER al mercato nazionale.Queste caratteristiche dei regimi esistenti potrebbero essere modificate disciplinando il progressivo passaggio da regimi puramente nazionali a regimi che consentono la partecipazione di tutti i produttori comunitari. Ciò consentirebbe di realizzare gradualmente un mercato comunitario dell'elettricità FER all'interno del mercato interno dell'elettricità. Per raggiungere questa finalità, due sono le vie principali:Un primo approccio è quello secondo cui gli Stati membri continuano i loro regimi di sostegno nazionale, purché compatibili con le norme comunitarie sugli aiuti di Stato, ma abbandonano la selezione in base alla nazionalità e consentono la partecipazione di produttori esteri nonché gli scambi e la concorrenza nel settore FER. Questo approccio presenta il vantaggio di mantenere intatto il principio di regimi nazionali, in linea con la sussidiarietà aprendoli però ai produttori esteri. Lo svantaggio è dato dalla coesistenza di regimi diversi, anche se aperti ai produttori esteri che può provocare distorsioni del mercato, ad esempio nel caso in cui tutti i produttori FER cerchino di beneficiare del sistema nazionale che offre le condizioni migliori, ad esempio in termini di prezzi corrisposti.Un'altra possibilità è quella in cui i regimi nazionali sono sostituiti da un sistema di promozione armonizzato a livello comunitario, ossia un unico sistema applicabile in tutta la Comunità. Ciò eviterebbe gli inconvenienti sopra descritti legati alla coesistenza di regimi nazionali. Data però l'esperienza relativamente limitata con i diversi meccanismi di sostegno dei prezzi a livello nazionale, soprattutto con il sistema innovativo di "certificati verdi", sarebbe difficile decidere la struttura adeguata di un tale meccanismo. Sulla base della documentazione disponibile, non è infatti opportuno per il momento scegliere come base esclusiva di un mercato interno dell'elettricità FER uno o l'altro dei modelli esistenti.Alla luce di queste considerazioni e delle numerose osservazioni ricevute al riguardo, la Commissione non ha incluso per il momento nella direttiva regole su regimi di sostegno dei prezzi. Questo approccio ha il vantaggio di lasciare più tempo per la preparazione, prossimamente, di un quadro comunitario, sulla base dell'esperienza acquisita a livello nazionale e sembra giustificabile fintantoché la quota dell'elettricità FER che beneficia del sostegno nazionale dei prezzi resta relativamente ridotta nella Comunità.A medio termine comunque i regimi di sostegno diretto dei prezzi dovrebbero essere adattati ai principi del mercato interno, in primo luogo per favorire l'ulteriore sviluppo dell'elettricità FER grazie a maggiori possibilità di scambi e concorrenza, ma anche per evitare possibili conflitti con il diritto comunitario man mano che aumenta la quota dell'elettricità FER. Quando si pensa ad un simile adattamento, oltre ai regimi di sostegno diretto dei prezzi, occorre tenere conto anche di tutte le forme esistenti di sostegno, in modo da ottenere un quadro completo ed assicurare la coerenza tra le varie forme. Inoltre, allo scopo di creare condizioni concorrenziali omogenee nel mercato interno dell'elettricità occorre esaminare i regimi di sostegno delle fonti convenzionali di energia elettrica e la loro influenza sul mercato dell'elettricità FER. La direttiva prevede pertanto un obbligo per la Commissione di seguire l'applicazione di tali regimi negli Stati membri e di presentare entro 5 anni dall'entrata in vigore della presente direttiva una relazione sull'esperienza maturata grazie all'applicazione dei diversi regimi. In base alle conclusioni di tale relazione la Commissione presenterà, se necessario, una proposta di quadro comunitario relativo ai regimi di sostegno dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili. Tuttavia, per fornire già in questa fase delle indicazioni, la direttiva definisce i principi in base ai quali dovrà essere redatta una futura proposta di questo tipo, ossia:- compatibilità con i principi del mercato interno dell'elettricità;- considerazione delle caratteristiche delle diverse tecnologie;- efficienza e semplicità;- inserimento di regimi di transizione sufficienti a mantenere la fiducia degli investitori ed ad evitare costi non recuperabili.Questo approccio non significa che le regole comunitarie saranno applicabili ai regimi di sostegno fintanto che non sarà introdotto il futuro quadro comunitario. La Commissione ne valuta la compatibilità con le regole sugli aiuti di Stato sulla base della "Disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente". La Commissione ha recentemente presentato un progetto di versione aggiornata di questi orientamenti che faciliterà il funzionamento dei regimi nazionali di sostegno dell'elettricità FER grazie a regole chiare e favorevoli garantendo al tempo stesso la conformità alle regole sugli aiuti di Stato del trattato.La Commissione insiste sulla necessità di progredire verso l'adozione della sua proposta di direttiva del Consiglio del 1997 che ristruttura il quadro comunitario per l'imposizione dei prodotti energetici(COM(1997)30 def. del 12 marzo 1997). Tale proposta è volta a istituire un nuovo quadro comunitario che renda possibile ristrutturare i regimi impositivi nazionali e conseguire più facilmente gli obiettivi nazionali ad esempio in materia di politica ambientale ed energetica, senza entrare in contrasto, al tempo stesso, con il mercato interno che rappresenta una delle realizzazioni più importanti della Comunità.2.2. Garanzia di origineOccorrono meccanismi che consentano di riconoscere l'elettricità FER nell'ambito del mercato interno dell'energia. L'esperienza acquisita a livello nazionale ha indicato che i consumatori sono sempre più interessati a comprare elettricità "pulita", anche se essa è attualmente più cara di quella convenzionale. L'applicazione negli Stati membri di regimi fiscali a matrice ecologica può rendere necessario identificare l'origine dell'elettricità importata in termini di fonte energetica primaria usata.In questo contesto e per consentire effettivi scambi di elettricità FER, è necessaria una garanzia d'origine per garantire agli acquirenti che l'elettricità da essi acquistata proviene da fonti energetiche rinnovabili. Senza un tale sistema, sarebbe difficile per i potenziali importatori individuare i produttori di FER e la "vendita multipla" di elettricità FER potrebbe inoltre creare difficoltà. Per le ragioni esposte al punto 2.5 si suggerisce di inserire nella certificazione l'energia elettrica prodotta da centrali idroelettriche di potenza superiore ai 10 MW. Anche se un unico sistema di certificazione abbinato ad un meccanismo di controllo e verifica per tutta l'UE sarebbe per molti versi la soluzione migliore per la questione della garanzia d'origine FER, si propone che, almeno per il momento, ciascuno Stato membro sia responsabile del rilascio della garanzia ai produttori di energia FER sul proprio territorio. I certificati di garanzia specificano le fonti di energia da cui è prodotta l'elettricità. Coerentemente con le ragioni esposte al punto 2.5 relativi agli impianti idroelettrici devono specificare se si tratta di impianti superiori o inferiori ai 10 MW. I certificati saranno reciprocamente riconosciuti dagli Stati membri. Previa consultazione degli esperti nazionali, la Commissione valuterà la forma e le modalità che gli Stati membri devono rispettare quando rilasciano le garanzie e riferiscono sull'applicazione della direttiva. Se del caso, la Commissione a tale momento proporrà altre misure.Occorre riconoscere che in questo settore sono possibili frodi che occorre stroncare ab initio. Le garanzie avranno un valore economico e senza adeguate procedure di controllo possono essere oggetto di frodi. Ai fini di un effettivo riconoscimento reciproco occorre instaurare una reciproca fiducia. Per incoraggiare e sviluppare quest'ultima, il progetto di direttiva propone che (i) gli Stati membri siano obbligati ad instaurare meccanismi adeguati per trattare in modo accurato e affidabile la questione delle garanzie; (ii) gli Stati membri siano obbligati a presentare una relazione annuale sui provvedimenti adottati per prevenire le frodi; (iii) sulla base delle relazioni nazionali la Commissione produca una relazione globale e (iv) il "gruppo di controllo" (Follow-up Group) di esperti nazionali che segue l'applicazione della direttiva sull'elettricità, esamini almeno con periodicità annuale le esperienze nel settore ed eventuali misure o miglioramenti appropriati. Inoltre, la direttiva prevede che la Commissione risolva le dispute, come ad esempio quelle che possono sorgere tra gli Stati membri sulla validità di tali garanzie.2.3.  Procedure amministrative e di pianificazione (articolo 6)Un importante ostacolo all'ulteriore sviluppo dell'elettricità FER nell'UE è costituito dalle procedure amministrative e di pianificazione cui i produttori potenziali devono conformarsi. Ciò è stato ribadito da diverse organizzazioni rappresentative dei produttori di energia eolica e da altri produttori di elettricità FER.Gli articoli 4-6 della direttiva sull'elettricità forniscono indicazioni precise in proposito, segnatamente se si segue una procedura di autorizzazione, le norme devono essere obiettive e non discriminatorie.Queste norme però, spesso definite sia per grandi impianti di produzione che per piccoli progetti di elettricità FER, rappresentano un onere significativo per i produttori di elettricità FER, considerate le loro dimensioni più piccole, in generale e in termini di media di produzione.Stando così le cose e considerata la necessità di favorire le opportunità che si offrono ai produttori di elettricità FER in tutta l'Unione europea, l'armonizzazione in questo campo apporterebbe vantaggi significativi. Vi sono però degli svantaggi. Le procedure di pianificazione variano notevolmente da uno Stato membro all'altro e tengono conto delle forti differenze delle strutture ambientali, demografiche e federali nella Comunità.Si propone pertanto, anche nel rispetto della sussidiarietà, di non adottare un'armonizzazione specifica in questo settore.Data comunque la necessità di realizzare dei progressi, si propone l'obbligo per gli Stati membri di:(i) esaminare le misure esistenti, amministrative e di pianificazione, cui i potenziali produttori di elettricità FER devono conformarsi e determinare quale azione eventualmente intraprendere per ridurre gli ostacoli normativi ad una maggiore produzione di elettricità FER, ad esempio, (a) la creazione di uno sportello unico per la presentazione delle domande di autorizzazione, (b) un coordinamento fra i diversi organi amministrativi coinvolti e la fissazione di scadenze ragionevoli, (c) la definizione di procedure di pianificazione "accelerate" per i produttori di elettricità FER, (d) la possibilità, nei casi opportuni, di istituire meccanismi per i quali in assenza di una decisione da parte degli organi competenti su una domanda di autorizzazione entro un certo lasso di tempo, automaticamente l'autorizzazione è considerata rilasciata, (e) la produzione di orientamenti specifici di pianificazione per i progetti FER, (f) l'identificazione, a livello nazionale, regionale o locale di siti adatti all'installazione di nuovi impianti di generazione di elettricità FER e (g) l'introduzione di programmi di formazione per il personale preposto alle procedure di autorizzazione, nonché(ii) pubblicare una relazione in merito, che evidenzi le conclusioni raggiunte sulle azioni da adottare, entro due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva. Sulla base delle relazioni presentate dagli Stati membri, la Commissione a sua volta presenterà un consuntivo dell'esperienza degli Stati membri sottolineando le prassi migliori.2.4.  Questioni di connessione e potenziamento (articolo 7)I produttori di elettricità FER devono avere la certezza di poter immettere in rete la propria energia elettrica. Si tratta di un aspetto particolarmente importante, considerate le dimensioni spesso piccole dei loro impianti che sono quindi economicamente vulnerabili in caso di interruzioni di immissione.Pertanto, nella proposta di direttiva figura una disposizione che prevede che gli Stati membri adottino le misure necessarie ad assicurare che i gestori dei sistemi di trasmissione accordino nel loro territorio accesso prioritario alla trasmissione di elettricità prodotta a partire da fonti energetiche rinnovabili.Inoltre, i produttori di elettricità FER che vogliono immetterla nella rete devono essere collegati alla rete stessa, il che può comportare installazioni costose, in particolare per l'energia eolica, spesso prodotta in zone lontane dalla rete. I costi di connessione possono pertanto incidere notevolmente sui costi d'investimento e inibire lo sviluppo dell'installazione. In molti casi infatti si tratta di piccoli produttori e i costi di connessione di un impianto di elettricità FER, rispetto a un impianto convenzionale, rappresentano una percentuale molto più grande dell'investimento totale per sito.La connessione di nuovi impianti di generazione, può rendere necessario un potenziamento della rete; installazione di nuove linee elettriche o potenziamento di quelle esistenti. La questione di chi debba accollarsi l'onere di questi investimenti di potenziamento della rete può influenzare il tasso di ricorso all'elettricità FER in generale.La connessione di un nuovo impianto di generazione può tuttavia risultare vantaggiosa per la rete stessa: una connessione effettuata al punto giusto equivale ad un potenziamento della rete stessa rendendo superflui o differibili gli altri rafforzamenti previsti dai gestori.Per funzionare adeguatamente, il mercato interno dell'elettricità deve fornire condizioni eque di concorrenza per tutti i produttori di elettricità esistenti e potenziali. Per questo motivo gli oneri attinenti alla rete a carico dei produttori di elettricità FER devono rispecchiare i costi e i benefici economici associati alla connessione, in modo da evitare costi di connessione e di esercizio proibitivi.Va osservato che la direttiva "elettricità" stabilisce, all'articolo 7, paragrafo 2, che "Gli Stati membri fanno sì che siano elaborate e pubblicate norme tecniche che determinino i requisiti tecnici minimi di progettazione e di funzionamento per la connessione alla rete ...Tali requisiti...sono obiettivi e non discriminatori". Tuttavia non esiste una disposizione analoga per il sistema di distribuzione.È stato suggerito che, per facilitare lo sviluppo di impianti FER, i costi di connessione di questi impianti siano come regola generale a carico del gestore della rete. Non è detto però che questo sia l'approccio opportuno poiché porterebbe ad una situazione dove la distanza dalla rete sarebbe irrilevante per gli investitori potenziali e favorirebbe impianti poco economici. Per garantire il corretto sviluppo del settore FER nell'UE, è invece importante tenere pienamente conto di tutti gli investimenti pertinenti, compresi i costi di connessione.Non sembra opportuno stabilire a livello europeo regole vincolanti di ripartizione dei costi di connessione e di altri costi legati alla rete. Tuttavia si dovrebbe garantire l'osservanza da parte degli Stati membri di alcuni principi generali:- trasparenza dei costi e benefici associati alla connessione di un nuovo impianto FER;- considerazione dei costi e dei benefici futuri per la rete, come ad esempio un potenziamento evitato o rimandato;- disposizioni che prevedano una compensazione qualora coloro che si collegano successivamente alla rete godono di un vantaggio (connessione o potenziamento) legato ad un pagamento effettuato dalla prima persona che si è collegata alla rete.Gli Stati membri dovrebbero garantire che i benefici apportati alla rete dagli impianti di elettricità FER, in termini di perdite evitate del sistema, si rispecchino pienamente nei rispettivi sistemi tariffari.Conformemente all'articolo 8, paragrafo 4, gli Stati membri, nella relazione sulla riduzione degli ostacoli normativi (articolo 7, paragrafo 2), devono considerare anche le misure da adottare per facilitare l'accesso alla rete dell'elettricità generata da fonti energetiche rinnovabili. Tali misure comprendono l'eventuale introduzione di sistemi di conteggio bidirezionali.2.5. Definizioni della proposta (articolo 2)Secondo la definizione dell'elettricità FER del progetto di direttiva, si tratta dell'elettricità generata da fonti di energia rinnovabili, diverse dai combustibili fossili, in particolare "energia eolica, solare, geotermica, da moto ondoso, maremotrice, impianti idroelettrici di capacità inferiore a 10 MW e biomassa", ove per biomassa si intendono prodotti dell'agricoltura e della silvicoltura, scarti vegetali provenienti dall'agricoltura e dalla silvicoltura e dall'industria alimentare, nonché cascami di legno non trattati e cascami di sughero. Gli obblighi stabiliti nella direttiva per gli obiettivi nazionali di consumo di elettricità da fonti energetiche rinnovabili (articolo 3), il rilascio di garanzie d'origine dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili (articolo 5), le procedure amministrative (articolo 6) e le questioni attinenti alla rete (articolo 7), devono quindi essere rispettati dagli Stati membri per tutte queste fonti energetiche rinnovabili.Fin dall'adozione del Libro bianco sulle fonti energetiche rinnovabili, la Commissione ha sostenuto con coerenza che i grandi impianti idroelettrici costituiscono chiaramente fonti energetiche rinnovabili. La Commissione ritiene inoltre che tali impianti siano in genere competitivi e non richiedano un particolare sostegno. Tuttavia vi sono buone ragioni per considerare anche gli impianti idroelettrici di grandi dimensioni nell'ambito degli obiettivi nazionali (articolo 3) e dei certificati di garanzia dell'origine (articolo 5).L'obiettivo indicativo del 12% previsto dal Libro bianco comprendeva l'elettricità prodotta da impianti idroelettrici di grandi dimensioni. Pertanto è coerente con l'obiettivo del Libro bianco che gli obiettivi per il futuro consumo di elettricità FER che gli Stati membri devono stabilire a livello nazionale comprendano l'elettricità prodotta da tali impianti. Ovviamente sarebbe possibile escludere matematicamente i grandi impianti idroelettrici dall'obiettivo del Libro bianco e da quelli nazionali, ma ciò comporterebbe una riduzione corrispondente del noto obiettivo del 12% e di quelli nazionali ad esso connessi e creerebbe confusione.Inoltre se un impianto idroelettrico di grandi dimensioni è riconosciuto dalla Commissione come fonte energetica rinnovabile, la relativa certificazione offre un valore aggiunto al consumatore che ha un legittimo interesse nella produzione di elettricità da fonti rinnovabili, in particolare in un sistema in cui l'acquisto avviene su base volontaria.Tuttavia, poiché i grandi impianti idroelettrici sono di norma competitivi, in assenza di prove che dimostrino il contrario non vi è alcuna ragione per cui dovrebbero beneficiare in futuro di un regime di sostegno armonizzato su scala europea, come ad es. quello del certificato verde. L'articolo 5 stabilisce pertanto che i certificati nel caso degli impianti idroelettrici di grandi dimensioni devono specificare se la relativa capacità è inferiore o superiore ai 10 MW. Ciò consente di escludere i suddetti impianti dall'accesso ad un sistema di sostegno armonizzato.2.6. Esame delle disposizioni della presente direttiva (articolo 8)La direttiva mira a promuovere nella Comunità un aumento significativo della percentuale di elettricità FER. Occorre pertanto monitorare strettamente gli sviluppi e, in mancanza di risultati, intervenire opportunamente. Si propone pertanto che la Commissione, presenti al Consiglio e al Parlamento una relazione dettagliata sull'attuazione della presente direttiva tenendo conto dei seguenti elementi:- progressi compiuti nell'attuazione della direttiva "Elettricità" 96/92/CE;- progressi compiuti in ottemperanza agli impegni in materia di cambiamenti climatici;- progressi compiuti per rispecchiare i costi esterni dell'elettricità ricavata da fonti energetiche rinnovabili;- impatto dei regimi di sostegno e degli aiuti di stato riguardanti l'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili e non rinnovabili;- relazioni nazionali sugli obiettivi in materia di elettricità FER a livello nazionale e sul loro conseguimento (cfr. requisiti dell'articolo 3).La relazione, se necessario, dovrà essere presentata già due anni dopo l'entrata in vigore della direttiva, e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2004. Una relazione definitiva verrà presentata dalla Commissione entro e non oltre il 1° gennaio 2009.Le relazioni conterranno, se del caso, proposte concrete di ulteriori progressi in questo ambito.3.  Gruppo di espertiSulla base del principio di sussidiarietà, gran parte dell'attuazione dettagliata della direttiva avverrà a livello nazionale. L'esperienza dei diversi Stati membri e la valutazione comparativa dei risultati conseguiti saranno fondamentali per sviluppare sistemi coerenti ed efficaci di sostegno alle FER e agli scambi nell'Unione europea. L'esperienza acquisita con l'attuazione della direttiva "Elettricità" ha già dimostrato l'importanza di questo approccio. Si propone quindi di far ricorso a questo gruppo di controllo (follow-up).4. Impatto sulle impreseL'obbligo per gli Stati membri di adoperarsi per definire obiettivi di consumo nazionale dell'elettricità FER e identificare le misure necessarie per raggiungerli, potrebbe dare un notevole impulso allo sviluppo del settore FER. Attualmente le aziende dell'UE sono tra i leader mondiali nello sviluppo di nuove tecnologie di elettricità FER e incoraggiando una maggiore produzione di elettricità FER, esse potranno mantenere e addirittura migliorare la loro competitività. Questa iniziativa avrà soprattutto effetti significativi sulle piccole e medie imprese, molto numerose in questo settore.La progressiva realizzazione di un mercato unico per l'energia FER promuoverà l'efficienza sotto il profilo costi. Il riesame da parte degli Stati membri del quadro normativo e legislativo esistente per ridurre gli ostacoli, semplificando e accelerando le procedure amministrative legate al processo di pianificazione, migliorerà altresì l'ambiente aziendale. Ciò è particolarmente importante per le piccole e medie imprese che spesso non dispongono della stessa esperienza delle grandi società nel trattare con le autorità di pianificazione.5. Consultazione nella fase di preparazione della propostaLa presente proposta fa seguito al Libro bianco sulle fonti energetiche rinnovabili del 1997, alla prima relazione in materia di armonizzazione e al documento di lavoro "Energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili e mercato interno dell'energia elettrica". Questi documenti sono stati ampiamente discussi dai servizi della Commissione, con le agenzie degli Stati membri, le industrie, le associazioni professionali e le organizzazioni non governative. La Commissione ha anche partecipato all'audizione pubblica del Parlamento europeo "Una direttiva sull'accesso alla rete dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili - comparazione dei sistemi esistenti nell'Unione europea, del loro funzionamento nella pratica, della loro compatibilità, dei progressi per il futuro". Inoltre il Comitato consultivo per l'energia, che comprende rappresentanti dei produttori di elettricità da fonti convenzionali e rinnovabili, dei sindacati, delle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti è stato consultato su vari aspetti della proposta di direttiva. Gli Stati membri sono stati a loro volta invitati a fornire informazioni sui sistemi di sostegno. Tale informazione è stata pubblicata in un documento di lavoro dei servizi della Commissione: "Sostegno all'elettricità da fonti energetiche rinnovabili negli Stati membri".Gli Stati membri sono inoltre stati consultati su un documento orientativo distribuito alla riunione "Energia" del 2 dicembre 1999 che trattava le questioni e le opzioni di un quadro comunitario sull'elettricità FER.Si sono svolte inoltre consultazioni specifiche tra l'industria erogatrice di energia elettrica e le organizzazioni che rappresentano l'industria dell'elettricità FER sulle procedure amministrative e sulle questioni di potenziamento della rete.6. ConclusioniL'adozione del presente progetto di direttiva è un aspetto importante della strategia comunitaria di ulteriore espansione della quota di elettricità da fonti energetiche rinnovabili nell'UE e, pertanto, un importante passo avanti per rispettare gli impegni dell'UE stabiliti e accettati a Kyoto in materia di cambiamenti climatici.La sua entrata in vigore in questo momento innesterà una dinamica atta ad incrementare i livelli di elettricità FER nell'Unione europea. Ciò, oltre ad apportare vantaggi ai cittadini dell'UE e all'industria, conferirà anche un notevole impulso all'industria comunitaria degli impianti e delle attrezzature di elettricità FER che è già uno dei leader mondiali nell'UE e sui mercati all'esportazione.Questa evoluzione sarà vantaggiosa sia per l'occupazione che per la base tecnologica e industriale dell'Unione europea. L'impatto positivo sull'occupazione è stato confermato da uno studio realizzato nel 1998-1999 in cui si valutavano i benefici in termini occupazionali ed economici delle fonti energetiche rinnovabili nell'UE [3].[3]   Lo studio, intitolato "L'impatto delle fonti energetiche rinnovabili sull'occupazione e la crescita economica" è stato finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del programma Altener (contratto n. 4.1030/E/97/009).La presente proposta di direttiva non comporta ulteriori uscite per il bilancio comunitario. I costi di attuazione e monitoraggio saranno sostenuti dal programma pluriennale per promuovere le fonti energetiche rinnovabili nella Comunità (Altener), in vigore fino al 2002 [4].[4]   GU L 79 del 30.3.2000, pag. 1.Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sulla promozione dell'energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel mercato interno dell'elettricitàIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,vista la proposta della Commissione [5],[5]  GU C ...visto il parere del Comitato economico e sociale [6],[6]  GU C ...visto il parere del Comitato delle regioni [7],[7]  GU C ...deliberando conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del trattato,considerando quanto segue:(1) Il potenziale di sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili nella Comunità è attualmente sottoutilizzato e bisogna pertanto adottare misure per garantirne un migliore sfruttamento nel mercato interno dell'elettricità.(2) La direttiva 96/92/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 1996 concernente norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica [8] rappresenta un importante passo verso il completamento del mercato interno dell'energia elettrica.[8]  GU L 27 del 30.1.1997, pag. 20(3) L'articolo 6 del trattato prescrive l'integrazione delle esigenze di tutela dell'ambiente nella definizione e nell'attuazione delle politiche ed azioni comunitarie.(4) La promozione dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili è un obiettivo altamente prioritario a livello della Comunità, come illustrato nel Libro bianco sulle fonti energetiche rinnovabili (in prosieguo: "il Libro bianco") [9], per motivi di sicurezza e diversificazione dell'approvvigionamento energetico, protezione dell'ambiente e coesione economica e sociale. Ciò è stato confermato dal Consiglio nella risoluzione dell'8 giugno 1998 sulle fonti energetiche rinnovabili [10] e dal parlamento europeo nella risoluzione sul Libro bianco [11].[9]  COM (97) 599 def.[10]   GU C 198 del 24.6.1998, pag. 1.[11]   A4-0207/98.(5)  In particolare, il Consiglio ha appoggiato nella risoluzione dell'8 giugno 1998 il traguardo del 12% del consumo energetico interno lordo compresi elettricità, calore e biocombustibile da fonti energetiche rinnovabili per tutta la Comunità entro il 2010, come proposto dal Libro bianco e ha auspicato maggiori sforzi a livello comunitario e degli Stati membri, pur ricordando la necessità di tener conto delle diverse specificità nazionali.(6) Nel Libro bianco l'obiettivo indicativo del 12% si rifletteva in una quota specifica del consumo di energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Tenuto conto dello scenario aggiornato riportato nella presente direttiva, l'obiettivo indicativo del 12% si riflette in una quota pari al 22,1% di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.(7) Un contesto armonizzato sull'elettricità da fonti energetiche rinnovabili rientra nel piano d'azione delineato dal Libro bianco.(8) Il maggiore uso di elettricità da fonti energetiche rinnovabili è una parte essenziale del pacchetto di misure necessarie per conformarsi al protocollo di Kyoto e dei pacchetti di politiche intese ad onorare ulteriori impegni. Nel dare attuazione alle diverse misure si deve tener conto degli effetti ambientali netti delle diverse fonti energetiche rinnovabili.(9) Un maggiore uso di elettricità da fonti energetiche rinnovabili non soltanto è necessario per ridurre i gas responsabili dell'effetto serra, ma anche per ridurre altre emissioni nocive quali le emissioni di SO2 e di NOx;(10) Il Consiglio nelle conclusioni dell'11 maggio 1999 [12] e il Parlamento europeo [13] nella risoluzione del 26 maggio 1998 sull'elettricità da fonti energetiche rinnovabili hanno invitato la Commissione a presentare una proposta concreta concernente un quadro d'azione comunitario sull'accesso dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili al mercato interno dell'energia elettrica. Inoltre il Parlamento europeo nella risoluzione del 30 marzo 2000 sull'elettricità proveniente da fonti energetiche rinnovabili e il mercato interno dell'elettricità [14] ha sottolineato l'importanza cruciale che obiettivi vincolanti ed ambiziosi in materia di fonti energetiche rinnovabili rivestono per il conseguimento degli obiettivi comunitari.[12]  8013/99.[13]  A4-0199/98.[14]   A5-0078/2000.(11) In base ai principî di sussidiarietà e di proporzionalità enunciati all'articolo 5 del trattato, è necessario definire a livello comunitario un quadro di principi generali e di obiettivi lasciandone l'applicazione dettagliata agli Stati membri in modo che ciascuno di essi possa scegliere il regime più rispondente alla sua particolare situazione. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tali scopi.(12) L'elettricità prodotta dai grandi impianti idroelettrici, attualmente la più importante forma di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili, è in genere in concorrenza con l'elettricità prodotta da fonti convenzionali e deve pertanto essere esclusa dal campo di applicazione della presente direttiva, tranne per quanto riguarda le disposizioni sugli obiettivi nazionali e la certificazione di origine.(13) Per garantire una maggiore penetrazione sul mercato dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili, a medio termine tutti gli Stati membri devono stabilire obiettivi nazionali di consumo di elettricità da fonti energetiche rinnovabili e programmi dettagliati per il loro conseguimento.(14) Gli obiettivi nazionali di consumo di elettricità da fonti energetiche rinnovabili devono, individualmente e collettivamente, essere coerenti con gli obiettivi del Libro bianco di un raddoppio della quota di tali fonti nel consumo lordo di energia della Comunità entro il 2010 e con gli impegni in materia di cambiamenti climatici assunti a Kyoto dalla Comunità, nonché con tutti gli impegni nazionali in materia di cambiamenti climatici assunti in tale contesto. Si deve istituire un quadro basato su metodologie trasparenti e collaudate per l'elaborazione dei suddetti obiettivi nazionali.(15) La Commissione deve valutare le politiche e gli obiettivi nazionali degli Stati membri, in particolare la loro conformità al Libro bianco e agli impegni assunti dalla Comunità in materia di cambiamenti climatici e deve presentare, se necessario, proposte al Parlamento europeo e al Consiglio sugli obiettivi nazionali individuali e obbligatori, necessari per tale conformità.(16) L'aumento delle possibilità di scambio e della concorrenza contribuirà ad aumentare la quota dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili nella Comunità diminuendo i costi e facilitando il pieno sfruttamento del potenziale di sviluppo di tali fonti nella Comunità, legato anche alle circostanze geografiche.(17) Per facilitare gli scambi di elettricità da fonti energetiche rinnovabili ed aumentare la trasparenza delle scelte dei consumatori tra elettricità prodotta in modo convenzionale ed elettricità da fonti energetiche rinnovabili è necessaria una certificazione della garanzia di origine di tale tipo di elettricità. È importante che la garanzia di origine riguardi tutte le forme di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Di conseguenza le disposizioni in materia di certificazione di origine si devono applicare anche ai grandi impianti idroelettrici.(18) Il sostegno pubblico all'elettricità da fonti energetiche rinnovabili si fonda sull'ipotesi che nel lungo periodo possa essere competitiva con quella prodotta da fonti convenzionali. Tale sostegno sarà necessario per conseguire gli obiettivi comunitari di espansione che ne prevedono un'espansione, in particolare fino a quando i prezzi dell'elettricità non rispecchieranno pienamente i costi sociali e ambientali delle fonti energetiche usate. La necessità di un sostegno pubblico alle fonti energetiche rinnovabili è pertanto riconosciuta nella disciplina comunitaria degli aiuti di Stato per la tutela dell'ambiente [15]. Le regole del trattato, e in particolare degli articoli 87 ed 88, si applicano a tali sostegni pubblici.[15]   GU C 72 del 10.3.1994, pag. 3.(19) Gli Stati membri applicano meccanismi diversi di sostegno delle fonti energetiche rinnovabili, tra cui aiuti agli investimenti, esenzioni e riduzioni fiscali, restituzioni d'imposta e regimi di sostegno diretto dei prezzi.(20) È prematuro istituire un quadro comunitario per i regimi di sostegno diretto dei prezzi data l'esperienza limitata fatta con i regimi nazionali e la percentuale relativamente bassa dell'elettricità da fonti rinnovabili nella Comunità che beneficia di un sostegno dei prezzi.(21) A medio termine è tuttavia necessario adeguare i regimi di sostegno allo sviluppo del mercato interno dell'elettricità ed è quindi opportuno che la Commissione sorvegli la situazione e presenti una relazione alla luce dell'esperienza acquisita nell'applicazione dei suddetti regimi nazionali. Ove necessario in base alle conclusioni di tale relazione la Commissione deve presentare una proposta di quadro comunitario in materia di regimi di sostegno dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Tale proposta deve essere compatibile con i principi del mercato interno dell'elettricità, tenere conto delle caratteristiche delle diverse tecnologie, essere razionale e semplice e comprendere regimi di transizione atti a mantenere la fiducia degli investitori e ad evitare costi non recuperabili.(22) Nel favorire lo sviluppo di un mercato dell'energia rinnovabile si deve tener conto dell'impatto positivo sull'occupazione e sulla coesione sociale.(23) Una maggiore penetrazione sul mercato dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili permetterà lo sviluppo di economie di scala, riducendo in tal modo i costi.(24) Le piccole e medie imprese e i produttori indipendenti di elettricità svolgono un ruolo importante nella produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili e il loro accesso al relativo mercato va incoraggiato, migliorando in tal modo gli sbocchi occupazionali per le aziende del settore.(25) È necessario tener conto della struttura specifica del settore delle fonti energetiche rinnovabili, composto da numerose piccole e medie imprese, in particolare al momento della revisione delle procedure amministrative di autorizzazione a costruire impianti di produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili.(26) I costi per la connessione di nuovi produttori di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili devono essere trasparenti e non discriminatori e si deve tener conto dei benefici apportati alla rete dalla connessione degli impianti di generazione.HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Capo ICampo d'applicazione e definizioniArticolo 1La presente direttiva mira ad istituire un quadro comune volto a promuovere un maggior contributo delle fonti energetiche rinnovabili alla produzione di elettricità nel relativo mercato interno.Articolo 2Ai fini della presente direttiva valgono le definizioni di cui alla direttiva 96/92/CE.Si applicano inoltre le seguenti definizioni:1) "fonti di energia rinnovabili", le fonti rinnovabili non fossili (energia eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, delle centrali idroelettriche di capacità inferiore a 10 MW e della biomassa nelle sue diverse forme, vale a dire scarti vegetali provenienti dall'agricoltura, dalla silvicoltura e dall'industria alimentare, nonché cascami di legno non trattati e cascami di sughero);2) "elettricità da fonti energetiche rinnovabili", l'elettricità prodotta da centrali alimentate esclusivamente con fonti energetiche rinnovabili; inclusa la quota di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili nelle centrali miste che usano fonti di energia convenzionali, in particolare a fini di riserva;3) "regime di sostegno", un sistema con il quale un produttore di elettricità, sulla base della normativa nazionale percepisce, direttamente o indirettamente, un sostegno finanziario, come un sostegno diretto al prezzo, sotto forma di sussidio per kW-h fornito (ad esempio regimi di quote che prevedono appalti e certificati verdi), prezzi fissi di alimentazione e regimi di premi fissi, contributi agli investimenti ed esenzioni fiscali.4) "consumo di elettricità", la produzione nazionale di elettricità, comprese le importazioni e detratte le esportazioni (consumo lordo).Capo IIObiettivi nazionali per il consumo di elettricità da fonti energetiche rinnovabiliArticolo 31. Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che il consumo di elettricità da fonti energetiche rinnovabili si sviluppi conformemente agli obiettivi di cui al paragrafo 2. Ai fini dell'applicazione del presente articolo, gli impianti idroelettrici di capacità superiore a 10 MW sono considerati una fonte energetica rinnovabile.2. Entro un anno dall'entrata in vigore della presente direttiva, e successivamente ogni cinque anni, gli Stati membri adottano e pubblicano una relazione che stabilisce gli obiettivi nazionali di futuro consumo interno di elettricità da fonti energetiche rinnovabili. Tali obiettivi indicano i futuri livelli di consumo di elettricità da fonti energetiche rinnovabili in termini di kWh consumati o in percentuale di consumo di elettricità, su base annuale, per i prossimi dieci anni. Gli obiettivi sono compatibili con il traguardo del 12% del consumo interno lordo di energia del Libro bianco sulle fonti energetiche rinnovabili e in particolare con l'obiettivo di una quota pari al 22,1% di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili sul consumo energetico totale della Comunità entro il 2010, come indicato in allegato. Essi sono inoltre compatibili con gli impegni nazionali in materia di cambiamenti climatici assunti nel contesto degli impegni contratti dalla Comunità a Kyoto e successivamente. La relazione delinea inoltre le misure adottate e da adottare a livello nazionale per conseguire tali obiettivi.Ogni anno gli Stati membri pubblicano una relazione che contiene un'analisi del conseguimento degli obiettivi nazionali dell'anno precedente ed indica in quale misura le misure adottate sono coerenti con gli impegni nazionali in materia di cambiamenti climatici.3. Ogni anno, la Commissione valuta, sulla base delle relazioni degli Stati membri di cui al paragrafo 2, in quale misura gli obiettivi nazionali sono, individualmente e collettivamente, coerenti con gli obiettivi di cui a detto paragrafo e pubblica una relazione contenente le proprie conclusioni.4. La Commissione, se la relazione di cui al paragrafo 3 conclude che gli obiettivi nazionali tendono a discostarsi dagli obiettivi di cui al paragrafo 2, presenta proposte al Parlamento europeo e al Consiglio in merito ad obiettivi nazionali individuali e obbligatori.Capo IIIAccesso al mercato interno dell'elettricità dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabiliArticolo 4Regimi di sostegno1. La Commissione sorveglia l'applicazione dei regimi di sostegno diretto dei prezzi negli Stati membri e presenta, non oltre cinque anni dall'entrata in vigore della presente direttiva, una relazione sull'esperienza maturata durante l'applicazione e la coesistenza di regimi di sostegno differenti negli Stati membri. In base alle conclusioni di tale relazione la Commissione presenta, se necessario, una proposta di quadro comunitario per i regimi di sostegno dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili. La proposta è come segue:a) è compatibile con i principi del mercato interno dell'elettricità;b) tiene conto delle caratteristiche delle diverse tecnologie di energia rinnovabile;c) è razionale e semplice;d) comprende regimi di transizione atti a mantenere la fiducia degli investitori.Ai regimi di sostegno si applicano le regole del trattato e in particolare gli articoli 87 e 88.Articolo 5Garanzia di origine dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili1. Gli Stati membri, entro due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva, si adoperano affinché l'origine dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili sia garantita come tale ai sensi della presente direttiva, conformemente a criteri obiettivi e non discriminatori stabiliti da ciascuno Stato membro. Essi emettono certificati di garanzia in tal senso. Ai fini dell'applicazione del presente articolo, gli impianti idroelettrici di capacità superiore a 10 MW sono considerati una fonte energetica rinnovabile. I certificati specificano le fonti di energia da cui è prodotta l'elettricità e, nel caso di impianti idroelettrici indica se questi ultimi hanno una capacità superiore o inferiore a 10 MW.2. La certificazione della garanzia permette ai produttori di elettricità da fonti energetiche rinnovabili di dimostrare che l'elettricità da essi venduta è elettricità da fonti energetiche rinnovabili ai sensi della presente direttiva. I certificati sono reciprocamente riconosciuti dagli Stati membri a tal fine. Un eventuale rifiuto di riconoscere i certificati, in particolare per ragioni di prevenzione delle frodi, deve fondarsi su criteri obiettivi, trasparenti e non discriminatori. La Commissione regola le eventuali controversie.3. Gli Stati membri designano un organismo indipendente da attività di produzione e distribuzione, competente per emettere detti certificati di garanzia, entro un anno dall'entrata in vigore della presente direttiva.4. Gli Stati membri istituiscono meccanismi appropriati per garantire che la certificazione sia accurata e affidabile e descrivono nella relazione di cui all'articolo 3, paragrafo 2, secondo comma le misure adottate per garantire l'affidabilità del sistema di certificazione.5. Previa consultazione di periti degli Stati membri, la Commissione esamina nella relazione di cui all'articolo 8 la forma e le modalità che gli Stati membri devono seguire per la certificazione dell'elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili. Se necessario, la Commissione propone al Parlamento europeo e al Consiglio l'adozione di norme comuni al riguardo.Capo IVProcedure amministrativeArticolo 61. Gli Stati membri riesaminano l'attuale quadro legislativo e regolamentare delle procedure di autorizzazione relative all'installazione di impianti di produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili, per razionalizzare e accelerare le procedure all'opportuno livello amministrativo, garantire regole obiettive, trasparenti e non discriminatorie e tengono pienamente conto delle particolarità delle varie tecnologie rinnovabili.2. Entro due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva, gli Stati membri pubblicano una relazione sul riesame di cui al paragrafo 1 in cui determinano le azioni da intraprendere per ridurre gli ostacoli, normativi e di altro tipo, all'incremento della produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili. La relazione tratta, in particolare, i seguenti temi:a) coordinamento fra i diversi organi amministrativi coinvolti nella procedura di autorizzazione di impianti che producono elettricità da fonti energetiche rinnovabili;b) scadenze ragionevoli per il trattamento delle domande di autorizzazione di tali impianti;c) elaborazione di una procedura di programmazione rapida per i produttori di elettricità da fonti energetiche rinnovabili;d) possibilità di istituire, nei casi opportuni, meccanismi in base ai quali, entro un certo lasso di tempo, la mancata risposta da parte degli organi competenti a una domanda di autorizzazione sia da considerarsi automaticamente alla stregua di un'autorizzazione;e) creazione all'opportuno livello amministrativo di sportelli unici, per la presentazione delle domande di autorizzazione di impianti che producono elettricità da fonti energetiche rinnovabili;f) identificazione a livello nazionale, regionale o locale, dei siti più adatti all'installazione di nuova capacità di produzione di elettricità da fonti energetiche rinnovabili;g) specifici orientamenti di programmazione per progetti concernenti l'elettricità da fonti energetiche rinnovabili;h) designazione di un'autorità (ente pubblico o privato) con funzioni di mediazione nelle controversie fra le autorità responsabili del rilascio delle autorizzazioni e i richiedenti;i) introduzione di esaurienti programmi d'informazione e di formazione sulle tecnologie relative all'uso di elettricità da fonti energetiche rinnovabili per il personale responsabile delle procedure di autorizzazione.3. Nella relazione di cui all'articolo 8 e sulla base delle relazioni degli Stati membri di cui al paragrafo 2 del presente articolo, la Commissione valuta la prassi migliore per eliminare gli ostacoli, normativi e di altro tipo, onde promuovere la penetrazione dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili.Capo VQuestioni attinenti al sistema di reteArticolo 71. Gli Stati membri adottano le misure necessarie ad assicurare che i gestori delle reti di trasmissione e di distribuzione accordino accesso prioritario nel loro territorio alla trasmissione e alla distribuzione di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili.2. Gli Stati membri impongono ai gestori delle reti di trasmissione e di distribuzione di elaborare e pubblicare norme di riferimento relative all'assunzione dei costi degli adattamenti tecnici, quali connessioni e potenziamenti di rete, necessari all'allaccio di nuovi produttori che immettono nella rete interconnessa energia rinnovabile.Tali norme si basano su criteri obiettivi, trasparenti e non discriminatori e tengono particolarmente conto di tutti i futuri costi e benefici del sistema apportati dagli impianti di energia rinnovabile.3. I gestori delle reti di trasmissione e di distribuzione forniscono al nuovo produttore che desidera allacciarsi alla rete una stima esauriente e dettagliata dei costi di connessione.4. Gli Stati membri impongono ai gestori delle reti di trasmissione e di distribuzione di elaborare e pubblicare disposizioni standard sulla ripartizione dei costi di installazione, quali connessione e potenziamenti di rete, tra tutti i produttori che ne beneficiano, .La ripartizione è attuata tramite un adeguato meccanismo di compensazione e si basa su criteri obiettivi, trasparenti e non discriminatori, tenendo conto dei benefici che i produttori, gli operatori del sistema di trasmissione e gli operatori del sistema di distribuzione, traggono inizialmente e successivamente da tali connessioni.5. Gli Stati membri, nella relazione di cui all'articolo 6, paragrafo 2, includono le misure da adottare per agevolare l'accesso alla rete di distribuzione dell'elettricità da fonti energetiche rinnovabili. In particolare, tale relazione esamina la necessità di introdurre sistemi di conteggio bidirezionale.Capo VIDisposizioni finaliArticolo 8Tenendo conto dei progressi compiuti nella Comunità entro il 1° gennaio 2004 sulla base della direttiva 96/92/CE e di quelli compiuti per rispettare gli impegni in materia di cambiamenti climatici, nonché delle relazioni degli Stati membri di cui all'articolo 3, paragrafo 2 e all'articolo 6, paragrafo 2, la Commissione, se necessario due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva ed in ogni caso entro il 31 dicembre 2004, presenta una relazione intermedia sull'attuazione della presente direttiva.La Commissione presenta una relazione definitiva entro il 1° gennaio 2009.Tali relazioni descrivono i progressi compiuti per riflettere i costi esterni dell'elettricità non prodotta da fonti energetiche rinnovabili e l'impatto degli aiuti di Stato concessi a tale tipo di elettricità.La relazione definitiva tiene conto, in particolare, della possibilità che gli Stati membri raggiungano gli obiettivi di cui all'articolo 3 e dell'esistenza di discriminazioni tra fonti energetiche differenti.Se del caso, la Commissione accompagna alla relazione ulteriori proposte al Parlamento europeo e al Consiglio.Articolo 9Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva entro il 31 maggio 2001. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva, ovvero sono corredate da detto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.Articolo 10La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 11Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo   Per il ConsiglioLa Presidente   Il PresidenteALLEGATOCifre indicative per gli obiettivi degli Stati membriIl presente allegato fornisce indicazioni per la fissazione degli obiettivi nazionali in materia di elettricità prodotta da fonti energetiche rinnovabili (elettricità FER) come indicato all'articolo 3, paragrafo 2.1.  Base dell'analisiI seguenti elementi sono stati utilizzati nell'analisi e nel calcolo delle cifre contenute nella tabella della sezione 3:* Aggiornamento dello scenario relativo alla migliore pratica dello studio TERES II [16] tenuto conto dei recenti sviluppi nel campo delle FER.[16]   TERES II - The European Renewable Energy Study (studio europeo sull'energia rinnovabile), Commissione europea, 1997. Il TERES II analizza attraverso vari scenari il grado di intervento politico necessario per conseguire gli obiettivi comunitari in materia di sviluppo delle FER. Il TERES II è stato elaborato per la Commissione europea nel quadro del programma ALTENER ed ha costituito la principale base analitica per la redazione del Libro bianco.* Dati ufficiali EUROSTAT 1997 sul consumo FER per Stato membro.* Consumo lordo di elettricità per Stato membro, dallo scenario di base riportato in "Energy in Europe - European Union Energy Outlook to 2020", pubblicato nel novembre 1999 [17].[17]   Energy in Europe - European Union Energy Outlook to 2020, special issue November 1999, European Commission - The shared Analysis Project.* Piani d'azione, strategie, libri bianchi ecc. pubblicati dagli Stati membri oltre a diversi studi di settore e relazioni recenti che analizzano le potenzialità e le tendenze nel settore delle fonti energetiche rinnovabili hanno costituito elementi importanti ai fini dell'analisi.2. MetodologiaIl calcolo degli obiettivi indicativi degli Stati membri in materia di elettricità FER si basa sul principio secondo cui tali obiettivi devono essere complessivamente compatibili con quello del Libro bianco, che prevede un raddoppio del contributo FER che dovrebbe raggiungere il 12% del consumo energetico lordo interno entro il 2010, e quest'ultimo va conseguito con uno sforzo comune in base alle potenzialità tecnologiche ed economiche di ciascuno Stato membro.Nel Libro bianco la quota del 12% che le fonti energetiche rinnovabili devono complessivamente rappresentare rispetto al consumo energetico lordo interno è stata tradotta in una quota specifica del consumo di elettricità FER. In altre parole, il Libro bianco comprende proiezioni relative allo sviluppo dell'elettricità FER necessario per conseguire l'obiettivo complessivo del 12%. I risultati di tali proiezioni richiedono un raddoppio dell'elettricità FER da 337 TWh (14,3%) del 1995 a 75 TWh (23,5%) nel 2010. Tali proiezioni sono state utilizzate come punto di partenza dell'analisi.Gli attuali obiettivi degli Stati membri non appaiono sufficientemente ambiziosi da consentire nell'insieme il conseguimento dell'obiettivo complessivo del 12% ovvero la quota specifica di elettricità FER prevista dal Libro bianco.Al fine di stabilire una serie di obiettivi indicativi per gli Stati membri compatibili con quello del Libro bianco, si è fatto ricorso ad una versione aggiornata del modello energetico utilizzato per la redazione del Libro bianco come base analitica principale, tenuto conto dei più recenti dati disponibili (nella modellizzazione sono stati utilizzati i dati Eurostat del 1997 oltre a dati relativi al consumo di elettricità secondo lo scenario di base [18]; inoltre, sono stati inseriti nel calcolo progressi tecnologici recenti quali quelli nel campo delle tecnologie per l'energia eolica, curve di penetrazione del mercato ecc.).[18]   Cfr. nota 14.Il modello energetico utilizzato è SAFIRE (Quadro di valutazione strategico per l'uso razionale dell'energia) già utilizzato nello studio TERES II ed originariamente elaborato nel quadro del programma Joule II [19].[19]   SAFIRE, Commissione europea, direzione generale XII, Scienza, ricerca e sviluppo, 1995.SAFIRE costituisce una base di dati e un modello di simulazione molto sofisticato che comprende tra l'altro basi di dati specifiche per paese ed informazioni sulla domanda energetica per settore, sui prezzi energetici, sui costi delle tecnologie e sulle fonti energetiche rinnovabili disponibili. Nel caso in questione SAFIRE è stato applicato paese per paese per i 15 Stati membri, utilizzando lo scenario relativo alla miglior pratica dello studio TERES II, scenario in base al quale è stato indicato l'obiettivo del 12% previsto dal Libro bianco.Gli obiettivi e le politiche più recenti degli Stati membri sono stati utilizzati come riferimento per convalidare i risultati dei calcoli del TERES II, aggiornare e verificare l'eventuale corrispondenza tra le proiezioni del modello e gli attuali obiettivi degli Stati membri.3. Cifre indicative per gli obiettivi degli Stati membriLe cifre e le percentuali relative ai TWh per Stato membro riportati nella tabella sottostante sono il risultato dell'analisi descritta in precedenza. Gli obiettivi indicativi degli Stati membri risultano nel complesso compatibili con l'obiettivo del Libro bianco e danno luogo nell'analisi aggiornata della quota complessiva di elettricità FER sul totale del consumo di elettricità della Comunità pari al 22% entro il 2010 [20]. Gli obiettivi indicativi per gli Stati membri sono espressi sotto forma di percentuale del consumo lordo di elettricità nel 2010 [21]. I dati in termini di TWh sono riportati come riferimento.[20]  Le proiezioni del Libro bianco si basavano su uno scenario più vecchio relativo al consumo energetico. Ai fini del presente calcolo è stato utilizzato lo scenario relativo al consumo di elettricità del 1999, trasformando la quota di elettricità FER del consumo energetico pari al 23,5% previsto dal Libro bianco nella quota del 22,1%. Pertanto il consumo di 675 TWh, come previsto dal Libro bianco ai fini del conseguimento dell'obiettivo del 12% per tutte le FER, corrisponde ad una quota di elettricità del 22,1%.[21]   Ai fini della presente direttiva l'articolo 2 ha definito il consumo di elettricità come la produzione interna di elettricità più le importazioni meno le esportazioni ( consumo lordo).Le cifre relative al consumo energetico lordo di ciascun paese derivano dallo scenario di base di "Energy in Europe". Questo scenario di base prevede un aumento annuo della domanda finale di energia dell'1,2% tra il 1995 e il 2010. Se gli Stati membri raggiungono un livello di consumo lordo di elettricità inferiore a quello previsto dallo scenario di base, lo stesso obiettivo percentuale corrisponderà ad un consumo di elettricità FER inferiore in termini di TWh.Dati indicativi per gli obiettivi degli Stati membri relativi al contributo dell'elettricità FER al consumo lordo di elettricità nel 2010>SPAZIO PER TABELLA>* Consumo di elettricità FER come percentuale del consumo lordo totale di elettricità pari a 3058 TWh, come previsto dallo scenario di base.4.  Dati ufficiali Eurostat del 1997 relativi all'elettricità FER negli Stati membri rispetto agli obiettivi indicativi per il 2010>SPAZIO PER TABELLA>La possibilità di utilizzare impianti idroelettrici di grandi dimensioni dipendono in larga misura da condizioni geografiche. Al fine di consentire un aggiustamento rispetto a tale parametro, nella tabella vengono comparati i dati in caso tali impianti vengano inclusi o esclusi dall'analisi. Le differenze tra i dati dei diversi paesi rispetto all'attuale penetrazione dell'elettricità FER nel caso in cui siano esclusi gli impianti idroelettrici di grandi dimensioni indicano in certa misura se le politiche di promozione delle FER sono state attuate con successo.Si noti che gli sviluppi successivi al 1997, per i quali non sono ancora disponibili dati ufficiali Eurostat sull'elettricità FER, indicano l'esistenza di sviluppi positivi e di decise politiche promozionali in numerosi paesi.