CELEX: 52013PC0597
Language: it
Date: 2013-08-22
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che l’Unione europea deve adottare in sede di Consiglio dei ministri ACP-UE relativamente alla revisione dell’allegato IV dell’accordo di partenariato ACP-CE)

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		52013PC0597
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione che l’Unione europea deve adottare in sede di Consiglio dei ministri ACP-UE relativamente alla revisione dell’allegato IV dell’accordo di partenariato ACP-CE) /* COM/2013/0597 final - 2013/0287 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
L’obiettivo
della Commissione è disporre di una serie coerente di modalità di attuazione
degli strumenti finanziari esterni nell’ambito del bilancio e del Fondo europeo
di sviluppo (FES) dal 1° gennaio 2014, non appena inizieranno ad essere applicate
le misure transitorie dell’11° FES. Il nuovo regolamento finanziario e le
proposte legislative della Commissione relative alle azioni esterne nell’ambito
delle prossime prospettive finanziarie pluriennali (2014-2020) contengono un
certo numero di elementi che rendono necessari adeguamenti tecnici all’allegato
IV dell’accordo di partenariato ACP-CE.
Gli adeguamenti mirano a introdurre le
innovazioni proposte in merito all’attuazione degli strumenti finanziari
esterni nell’ambito del bilancio che è opportuno estendere al partenariato
ACP-UE, senza però comprometterne gli obiettivi specifici. In tal modo si
dovrebbe semplificare e rendere più efficiente l’attuazione del FES.
Le modifiche proposte riguardano in
particolare le norme relative alla nazionalità e all’origine (articoli 20 e 22
dell’allegato IV) e il regime delle preferenze (articolo 26).
Nonostante la notevole apertura delle
procedure di concessione delle sovvenzioni e di aggiudicazione dagli appalti
finanziate nell’ambito del bilancio e del FES conseguente alla revisione dell’accordo
di partenariato ACP-CE effettuata nel 2010, la Commissione ritiene possibile
compiere ulteriori progressi in linea con il contesto politico in evoluzione.
In considerazione degli impegni assunti a Busan[1],
ad Accra[2]
e alla riunione del CAS-OCSE tenutasi a Parigi nel 2010, è già stata suggerita
una semplificazione armonizzata delle norme degli strumenti finanziari esterni
relative alla nazionalità e all’origine nell’ambito del bilancio. Pur
mantenendo gli elementi fondamentali del regime attuale dell’allegato IV, si
suggerisce di integrare tale regime con le norme armonizzate e semplificate
proposte nell’ambito del bilancio.
A titolo di esempio, si propone che i soggetti
dei paesi ACP diventino ammissibili alle procedure di appalto per progetti in
qualsiasi paese in via di sviluppo. In cambio dei vantaggi di mercato per i
paesi ACP, si propone che i soggetti di tutti i paesi in via di sviluppo,
tranne i membri del G20, siano ammissibili anche alle procedure di appalto nell’ambito
del FES.
Per quanto riguarda il regime delle
preferenze, le precedenti modifiche hanno alterato il testo dell’articolo 26
incidendo negativamente sulla coerenza e sull’applicabilità del regime. Si
propone pertanto di apportare gli adeguamenti tecnici necessari per
ripristinare l’integrità dell’articolo.
A
norma dell’articolo 100 dell’accordo di partenariato ACP-CE, l’allegato IV può
essere rivisto con decisione del Consiglio dei ministri ACP-UE. Per garantire
che entro il 1° gennaio 2014 sia disponibile una serie coerente di modalità di
attuazione per il bilancio e il FES, si propone che il Consiglio dei ministri
ACP-UE adotti le decisioni tramite uno scambio di lettere tra il presidente del
Consiglio ACP e il presidente del Consiglio dell’Unione europea.
La Commissione propone che il Consiglio dell’Unione
europea adotti la decisione allegata.
2013/0287 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla posizione che l’Unione europea
deve adottare in sede di Consiglio dei ministri ACP-UE relativamente alla
revisione dell’allegato IV dell’accordo di partenariato ACP-CE)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 209, paragrafo 2, in combinato disposto
con l’articolo 218, paragrafo 9,
visto l’accordo di partenariato tra i membri
del gruppo degli stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e
la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro, firmato a Cotonu il 23
giugno 2000[3]
(in appresso “l’accordo di partenariato ACP-CE”),
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       A norma dell’articolo 100
dell’accordo di partenariato ACP-CE, gli allegati I bis, I ter, II, III, IV e
VI dell’accordo possono essere rivisti, adattati e modificati dal Consiglio dei
ministri su raccomandazione del Comitato ACP-UE di cooperazione per il
finanziamento dello sviluppo.
(2)       Le parti dell’accordo di
partenariato ACP-CE hanno assunto impegni internazionali a favore dell’efficacia
degli aiuti a Busan, ad Accra e alla riunione del CAS-OCSE tenutasi a Parigi
nel 2010.
(3)       Le norme relative alla
nazionalità e all’origine potrebbero essere ulteriormente migliorate in linea
con i suddetti impegni internazionali.
(4)       Chiarendo e semplificando le
disposizioni dell’allegato IV dell’accordo di partenariato ACP-CE si potrebbe
favorire un’applicazione più efficiente del FES,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
La posizione che l’Unione europea deve
adottare in sede di Consiglio dei ministri ACP-UE relativamente alla revisione
dell’allegato IV dell’accordo di partenariato ACP-CE si basa sul progetto di
decisione del Consiglio dei ministri ACP-UE in allegato. 
Articolo 2
Dopo la sua adozione, la decisione del
Consiglio dei ministri ACP-UE è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO
Progetto
di
DECISIONE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI ACP-UE
relativa
alla revisione dell’allegato IV dell’accordo di partenariato ACP-CE
il CONSIGLIO DEI MINISTRI ACP-UE,
visto l’accordo di partenariato tra i membri
del gruppo degli stati dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e
la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall’altro, firmato a Cotonu il 23
giugno 2000[4],
modificato a Lussemburgo il 25 giugno 2005[5]
e a Ouagadougou il 22 giugno 2010[6]
(in appresso “l’accordo di partenariato ACP-CE”), in particolare l’articolo
100,
considerando
quanto segue:
(1)                   
A norma dell’articolo 100 dell’accordo di
partenariato ACP-CE, gli allegati I bis, I ter, II, III, IV e VI dell’accordo
possono essere rivisti, adattati e modificati dal Consiglio dei ministri su
raccomandazione del Comitato ACP-UE di cooperazione per il finanziamento dello
sviluppo.
(2)                   
Le parti dell’accordo di partenariato ACP-CE hanno
assunto impegni internazionali a favore dell’efficacia degli aiuti a Busan, ad
Accra e alla riunione del CAS-OCSE tenutasi a Parigi nel 2010.
(3)                   
Le norme relative alla nazionalità e all’origine
potrebbero essere ulteriormente migliorate in linea con i suddetti impegni internazionali.
(4)                   
Chiarendo e semplificando le disposizioni dell’allegato
IV dell’accordo di partenariato ACP-CE si potrebbe favorire un’applicazione più
efficiente del FES,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L’allegato IV dell’accordo di partenariato
ACP-CE è così modificato:
1.           all’articolo 19 quater, il
paragrafo 5 è sostituito da quanto segue:
“Conformemente all’impegno di cui agli articoli 49
e 50 del presente accordo, gli appalti e le sovvenzioni finanziati con le
risorse del quadro finanziario pluriennale di cooperazione con gli ACP sono
eseguiti nel rispetto delle norme fondamentali di lavoro riconosciute a livello
internazionale e della legislazione ambientale applicabile, compresi gli
accordi internazionali in materia di ambiente.”
2.           All’articolo 20, il paragrafo
1 è sostituito da quanto segue:
“A meno che non sia concessa una deroga in
conformità dell’articolo 22 e fatto salvo l’articolo 26:
La partecipazione alle procedure di aggiudicazione
degli appalti e di concessione delle sovvenzioni finanziate dal quadro
finanziario pluriennale di cooperazione a titolo del presente accordo è aperta
a tutte le persone fisiche aventi la cittadinanza di o a tutte le persone
giuridiche stabilite in:
(a)         
uno Stato ACP, uno Stato membro della Comunità
europea, un paese ufficialmente candidato all’adesione alla Comunità europea o
uno Stato membro dello spazio economico europeo;
(b)         
i paesi e i territori in via di sviluppo compresi
nell’elenco CAS-OCSE dei beneficiari di APS che non sono membri del gruppo
G-20, fatto salvo lo status della Repubblica del Sudafrica di cui al protocollo
3, nonché i paesi e territori d’oltremare cui si applica la decisione del
Consiglio [2001/822/CE del 27 novembre 2001][7];
(c)         
i paesi per i quali la Commissione stabilisce l’accesso
reciproco all’assistenza esterna.
L’accesso reciproco può essere concesso, per un
periodo limitato di almeno un anno, ogniqualvolta un paese concede l’ammissibilità
a parità di condizioni a soggetti della Comunità e di paesi ammissibili a norma
del presente articolo;
(d)         
uno Stato membro dell’OCSE in caso di contratti
attuati in un paese meno sviluppato o in un paese povero fortemente indebitato
(HIPC) inseriti nell’elenco dei beneficiari di APS pubblicato dal CAS-OCSE.”
3.           All’articolo 20, il paragrafo
1 bis è soppresso.
4.           All’articolo 20, il paragrafo
3 è sostituito da quanto segue:
“Tutte le forniture e tutti i materiali acquistati
nell’ambito di un contratto di appalto o conformemente a una convenzione di
sovvenzione finanziati con le risorse del quadro finanziario pluriennale di
cooperazione a norma del presente accordo devono essere originari di un paese
ammissibile ai sensi del presente articolo.
Le forniture e i materiali acquistati possono
tuttavia essere originari di qualsivoglia paese se il loro ammontare è inferiore
alla soglia per il ricorso alla procedura negoziata concorrenziale.
In questo contesto la definizione della nozione di
“prodotti originari” è valutata rispetto agli accordi internazionali pertinenti
e i prodotti originari della Comunità devono comprendere quelli originari dei
paesi, territori e dipartimenti d’oltremare.”
5.           All’articolo 20, il paragrafo
5 è sostituito da quanto segue:
“Quando il quadro finanziario pluriennale di
cooperazione a titolo del presente accordo copre un’operazione attuata tramite
un’organizzazione internazionale, la partecipazione alle procedure di
aggiudicazione degli appalti e di concessione delle sovvenzioni è aperta a
tutte le persone fisiche e giuridiche ammissibili a norma del paragrafo 1
nonché a tutte le persone fisiche e giuridiche ammissibili a norma del
regolamento di questa organizzazione, ferma restando la necessità di garantire
un pari trattamento a tutti i donatori. Le stesse regole si applicano alle
forniture e ai materiali.”
6.           All’articolo 20, il paragrafo
6 è sostituito da quanto segue:
“Quando il quadro finanziario pluriennale di
cooperazione a titolo del presente accordo copre un’operazione attuata nell’ambito
di un’iniziativa regionale, la partecipazione alle procedure di aggiudicazione
degli appalti e di concessione delle sovvenzioni è aperta a tutte le persone
fisiche e giuridiche ammissibili a norma del paragrafo 1 nonché a tutte le
persone fisiche e giuridiche di un paese coinvolto nell’iniziativa in
questione. Le stesse regole si applicano alle forniture e ai materiali.”
7.           All’articolo 20, il paragrafo
7 è sostituito da quanto segue: 
“Quando il quadro finanziario pluriennale di
cooperazione a titolo del presente accordo copre un’operazione cofinanziata con
un partner o altro donatore o attuata tramite uno Stato membro in regime di
gestione concorrente oppure tramite un fondo fiduciario istituito dalla
Commissione, la partecipazione alle procedure di aggiudicazione degli appalti e
di concessione delle sovvenzioni è aperta a tutte le persone fisiche e giuridiche
ammissibili a norma del paragrafo 1 nonché a tutte le persone fisiche e
giuridiche ammissibili secondo le norme di detto partner, altro donatore o
Stato membro ovvero stabilite nell’atto costitutivo del fondo fiduciario.
Nel caso delle azioni attuate tramite organismi
incaricati (Stati membri o loro agenzie, Banca europea per gli investimenti,
organizzazioni internazionali o loro agenzie), sono ammissibili anche le
persone fisiche e giuridiche ammissibili secondo le norme dell’organismo
incaricato, stabilite negli accordi conclusi con l’organismo cofinanziatore o
attuatore. Le stesse regole si applicano alle forniture e ai materiali.”
8.           All’articolo 20 è aggiunto un
nuovo paragrafo 8:
“Quando il quadro finanziario pluriennale di
cooperazione a titolo del presente accordo copre un’operazione cofinanziata
nell’ambito di un altro strumento finanziario esterno, la partecipazione alle
procedure di aggiudicazione degli appalti e di concessione delle sovvenzioni è
aperta a tutte le persone fisiche e giuridiche ammissibili a norma del
paragrafo 1 nonché a tutte le persone fisiche e giuridiche ammissibili nell’ambito
di uno qualsiasi di questi strumenti. Le stesse regole si applicano alle
forniture e ai materiali.”
9.           All’articolo 20 è aggiunto un
nuovo paragrafo 9:
“L’ammissibilità definita nel presente articolo
può essere limitata rispetto alla cittadinanza, all’ubicazione o alla natura
degli offerenti, dei richiedenti e dei candidati, ove richiesto dal carattere e
dagli obiettivi dell’azione e nella misura necessaria per la sua efficace
attuazione.”
10.         All’articolo 22, il paragrafo
1 è sostituito da quanto segue:
“Gli offerenti, i richiedenti e i candidati di
paesi terzi non ammissibili a norma dell’articolo 20 possono essere autorizzati
a partecipare alle procedure di aggiudicazione degli appalti e di concessione
delle sovvenzioni finanziate dalla Comunità nell’ambito del quadro finanziario
pluriennale di cooperazione a titolo del presente accordo e le forniture e i
materiali di origine non ammissibile possono essere considerati ammissibili su
richiesta giustificata dello Stato ACP o dell’ente o organizzazione competente a
livello regionale o intra-ACP nei seguenti casi:
(a)         
paesi con legami tradizionali di tipo economico,
commerciale o geografico con paesi limitrofi beneficiari, o 
(b)         
urgenza o indisponibilità di prodotti e servizi sui
mercati dei paesi interessati, o altri casi debitamente giustificati in cui le
norme in materia di ammissibilità renderebbero impossibile o estremamente
difficoltosa la realizzazione di un progetto, di un programma o di un’azione.
Lo Stato ACP o l’ente o organizzazione competente
a livello regionale o intra-ACP fornisce alla Commissione, per ciascun caso, le
informazioni necessarie per decidere siffatte deroghe.”
11.         All’articolo 26, la lettera a)
del paragrafo 1 è sostituita da quanto segue:
“nel caso di appalti di lavori di valore inferiore
a 5 000 000 EUR, durante la valutazione finanziaria viene concessa
agli offerenti degli Stati ACP una preferenza del 10%, a condizione che almeno un
quarto del capitale e del personale di gestione sia originario di uno o più
Stati ACP;”
12.         All’articolo 26, la lettera b)
del paragrafo 1 è sostituita da quanto segue:
“nel caso di appalti di
forniture di valore inferiore a 300 000 EUR, durante la valutazione finanziaria
viene concessa alle offerte presentate da un’impresa ACP, da sola o in
consorzio con partner europei, una preferenza del 15%;”
13.         All’articolo 26, la lettera c) del paragrafo 1 è soppressa.
14.         All’articolo 26, il paragrafo
2 è sostituito da quanto segue:
“Se due offerte sono giudicate equivalenti in base
ai criteri sopra esposti, si accorda la preferenza:
(a)         
all’offerta presentata da uno Stato ACP oppure
(b)         
in mancanza di una siffatta offerta:
i) all’offerta che permette il migliore uso possibile
delle risorse materiali e umane degli Stati ACP;
ii) all’offerta che propone le migliori
possibilità di subappalto alle società, imprese o persone fisiche degli Stati
ACP, oppure
iii) ad un consorzio di persone fisiche, imprese e
società degli Stati ACP e della Comunità.”
Articolo 2
La presente decisione è adottata in seno al
Consiglio dei ministri ACP-CE tramite uno scambio di lettere tra il presidente
del Consiglio ACP e il presidente del Consiglio dell’Unione europea.
La presente decisione entra in vigore al
completamento della suddetta procedura.
Fatto a […], il […]
 Per il Consiglio dell’Unione europea Il presidente || Per il Consiglio dei ministri ACP Il presidente 
[1]               Si
veda il documento finale di Busan, 29 novembre – 1° dicembre 2011, disponibile al
seguente indirizzo: http://www.oecd.org/dac/effectiveness/busanpartnership.htm
[2]               Si
veda il programma d’azione di Accra (2008), disponibile al seguente indirizzo: http://www.oecd.org/dac/effectiveness/parisdeclarationandaccraagendaforaction.htm
[3]               GU
L 317 del 15.12.2000, pag. 3. Accordo modificato dall’accordo firmato a
Lussemburgo il 25 giugno 2005 (GU L 287 del 28.10.2005, pag. 4) e dall’accordo
firmato a Ouagadougou il 22 giugno 2010 (GU L 287 del 4.11.2010, pag. 3).
[4]               GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3. Accordo rettificato
dalla GU L 385 del 29.12.2004, pag. 88.
[5]               GU L 209 dell’11.8.2005, pag. 27.
[6]               GU L 287 del 4.11.2010, pag.
3.
[7]               GU L 314 del 30.11.2001, pag. 1.