CELEX: 62004TJ0117
Language: it
Date: 2006-09-27 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Prima Sezione) del 27 settembre 2006. # Vereniging Werkgroep Commerciële Jachthavens Zuidelijke Randmeren e altri contro Commissione delle Comunità europee. # Aiuti concessi dagli Stati - Aiuti concessi dalle autorità olandesi in favore di porti turistici non aventi scopo di lucro - Ricorso di annullamento - Ricevibilità. # Causa T-117/04.

Causa T-117/04
      Vereniging Werkgroep Commerciële Jachthavens Zuidelijke Randmeren e altri 
      contro
      Commissione delle Comunità europee
      «Aiuti di Stato — Aiuti concessi dalle autorità olandesi in favore di porti turistici non aventi scopo di lucro — Ricorso di annullamento — Ricevibilità»
      Massime della sentenza
      1.      Ricorso di annullamento — Persone fisiche o giuridiche — Atti che le riguardano direttamente e individualmente 
      (Artt. 88, n. 2, CE e 230, quarto comma, CE)
      2.      Ricorso di annullamento — Persone fisiche o giuridiche — Atti che le riguardano direttamente e individualmente 
      (Art. 88, n. 2, CE)
      1.      I soggetti diversi dai destinatari di una decisione possono sostenere che essa li riguarda individualmente solo se detta decisione
         li concerne a causa di determinate qualità loro personali o di una situazione di fatto che li caratterizza rispetto a chiunque
         altro e, quindi, li identifica in modo analogo ai destinatari.
      
      Una decisione adottata in esito al procedimento formale di esame di cui all’art. 88, n. 2, CE riguarda individualmente le
         imprese all’origine della denuncia che ha dato luogo a tale procedimento, le quali hanno presentato osservazioni che hanno
         poi influito sul corso del procedimento, qualora tuttavia il provvedimento che costituisce oggetto della detta decisione abbia
         sostanzialmente inciso sulla loro posizione sul mercato.
      
      Non costituisce una siffatta incidenza sostanziale la semplice circostanza che la decisione di cui trattasi potesse influire
         sui rapporti di concorrenza nel mercato rilevante e che l’impresa interessata si trovasse in qualche modo in concorrenza con
         il beneficiario della decisione.
      
      Un’impresa non può quindi avvalersi unicamente della sua qualità di concorrente rispetto all’impresa beneficiaria della misura
         in questione, ma deve provare inoltre l’entità della lesione della sua posizione sul mercato.
      
      Quanto all’entità della lesione della posizione di una ricorrente sul mercato, non è compito del giudice comunitario, nella
         fase dell’esame della ricevibilità, pronunciarsi definitivamente sui rapporti di concorrenza fra la ricorrente e l’impresa
         beneficiaria degli aiuti. In tale ambito, incombe soltanto alla ricorrente l’onere di indicare adeguatamente le ragioni per
         le quali la decisione della Commissione può ledere i suoi legittimi interessi, incidendo sostanzialmente sulla sua posizione
         sul mercato di cui trattasi.
      
      (v. punti 51-53, 56)
      2.      Un ricorso di annullamento proposto da un’associazione di imprese che non è la destinataria dell’atto impugnato è ricevibile
         in due sole ipotesi. In primo luogo, quando l’associazione, presentando il ricorso, si sia sostituita ad uno o più dei membri
         da essa rappresentati, purché questi ultimi fossero in grado di proporre un ricorso ricevibile. In secondo luogo, in base
         a circostanze particolari, quali il ruolo che essa può aver svolto nell’ambito del procedimento conclusosi con l’adozione
         dell’atto di cui si chiede l’annullamento.
      
      Il semplice fatto che la ricorrente abbia presentato una denuncia presso la Commissione nonché il fatto che essa abbia avuto
         uno scambio di corrispondenza ed alcuni colloqui a tale proposito con quest’ultima non possono costituire circostanze specifiche
         sufficienti a caratterizzare la posizione della ricorrente rispetto a qualsiasi altra persona e a conferirle così la legittimazione
         ad agire contro un regime generale di aiuti.
      
      A tal proposito il fatto che un’associazione intervenga presso la Commissione durante il procedimento ai sensi delle disposizioni
         del Trattato sugli aiuti di Stato allo scopo di difendere gli interessi collettivi dei propri membri, senza che il suo ruolo
         superi l’esercizio dei diritti procedurali conferiti agli interessati dall’art. 88, n. 2, CE, non è di per sé sufficiente
         a determinare la sua legittimazione ad agire. 
      
      (v. punti 65-69, 73)
SENTENZA DEL TRIBUNALE (Prima Sezione)
      27 settembre 2006 (*)
      
      «Aiuti di Stato − Aiuti concessi dalle autorità olandesi in favore di porti turistici non aventi scopo di lucro − Ricorso di
         annullamento − Ricevibilità»
      
      Nella causa T‑117/04,
      Vereniging Werkgroep Commerciële Jachthavens Zuidelijke      Randmeren, con sede in Zeewolde (Paesi Bassi),
      
      Jachthaven Zijl Zeewolde BV, con sede in Zeewolde,
      
      Maatschappij tot exploitatie van onroerende goederen Wolderwijd II      BV, con sede in Zeewolde, 
      
      Jachthaven Strand-Horst BV, con sede in Ermelo (Paesi Bassi), 
      
      Recreatiegebied Erkemederstrand vof, con sede in Zeewolde,
      
      Jachthaven- en Campingbedrijf Nieuwboer BV, con sede in Bunschoten-Spakenburg (Paesi Bassi),
      
      Jachthaven Naarden BV, con sede in Naarden (Paesi Bassi),
      
      rappresentate dagli avv.ti T. Ottervanger, A. Bijleveld e A. van den Oord,
      ricorrenti,
      contro
      Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. H. van Vliet, A. Bouquet e A. Nijenhuis, in qualità di agenti,
      
      convenuta,
      sostenuta da
      Regno dei Paesi Bassi, rappresentato dalla sig.ra H. Sevenster e dal sig. M. de Grave, in qualità di agenti,
      
      interveniente,
      avente ad oggetto la domanda di annullamento della decisione della Commissione 29 ottobre 2003, 2004/114/CE, relativa alla
         misura d’aiuto alla quale i Paesi Bassi hanno dato esecuzione in favore di porti turistici non aventi scopo di lucro nei Paesi
         Bassi (GU L 34, pag. 63), 
      
      IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO 
      DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Prima Sezione),
      composto dal sig. R. García-Valdecasas, presidente, dalle sig.re I. Labucka e V. Trstenjak, giudici,
      cancelliere: sig. J. Plingers, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito alla trattazione orale del 3 maggio 2006,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
       Fatti della controversia
      1        Nel 1998 il Comune di Enkhuizen (Paesi Bassi) ha deciso di costruire un nuovo porto per piccole e grosse imbarcazioni da diporto.
         Per la costruzione di questo nuovo porto l’esistente accesso al circolo velico KNZ & RV ha dovuto essere chiuso. Come compensazione
         per questa chiusura il comune ha adottato tre misure:
      
      –        in primo luogo, il comune ha provveduto ad approntare un nuovo ingresso al porticciolo del KNZ & RV in un luogo vicino;
      –        in secondo luogo, poiché, a parere del comune, a causa del nuovo accesso le imbarcazioni di passaggio erano costrette a effettuare
         una deviazione per raggiungere il porticciolo del KNZ & RV, come compensazione, il comune ha dragato una parte delle acque
         vicine al porticciolo esistente per dare al circolo l’opportunità di costruire a proprie spese, successivamente, 105 punti
         di ormeggio; 
      
      –        in terzo luogo, il circolo velico KNZ & RV ha avuto l’opportunità di acquistare dal comune la superficie dragata (26 000 m2) per lo stesso prezzo al m2 che il comune aveva pagato allo Stato nel 1998 per tale zona. 
      
      2        Il Comune di Nijkerk (Paesi Bassi) era il proprietario di un porto turistico locale costruito nel 1966. Tale porto è stato
         privatizzato nel 2000 e venduto al locatario, il circolo velico locale De Zuidwal. Nel 1998 il porto era stato stimato da
         un esperto indipendente a EUR 417 477, sul presupposto che esso fosse affittato. In assenza di quest’ultima condizione la
         stima ammontava a EUR 521 847.
      
      3        Nel contratto di compravendita del 27 marzo 2000 fra il comune e il circolo velico, quest’ultimo ha acconsentito ad assumersi
         tutti i costi per il risanamento dell’acqua e per i lavori di manutenzione necessari alle infrastrutture del porto, che erano
         già in ritardo. Nel 2000 il comune ha valutato tali costi di manutenzione in ritardo a EUR 272 268 e i costi di risanamento
         a EUR 145 201. Il comune ha sottratto tali costi dal valore stimato del porto, cosa che ha portato a un prezzo d’acquisto
         di EUR 0,45 per l’intero porto.
      
      4        Nel 2000 il Comune di Wieringermeer (Paesi Bassi) ha venduto una superficie acquatica e un terreno alla società Jachtwerf
         Jongert BV (in prosieguo: la «Jongert») al prezzo di EUR 7 636 147. Il valore stimato delle aree interessate era di EUR 5 825 065
         (di cui EUR 105 211 per la superficie acquatica ed EUR 5 719 854 per il terreno).
      
       Procedimento amministrativo
      5        Con lettera del 1º marzo 2001 alla Commissione è pervenuta una denuncia da parte della Vereniging Werkgroep Commerciële Jachthavens
         Zuidelijke Randmeren (Associazione – gruppo di lavoro dei porti turistici commerciali Zuidelijke Randmeren; in prosieguo:
         il «gruppo di lavoro») a nome dei suoi membri (le altre ricorrenti nella presente causa), relativa a un’eventuale distorsione
         della concorrenza fra taluni porti per imbarcazioni da diporto (porti turistici) nei Paesi Bassi. I porti turistici olandesi
         sono gestiti o da organizzazioni senza scopo di lucro (di solito circoli velici) o da imprese private. Secondo il gruppo di
         lavoro, parecchi porti turistici senza scopo di lucro avrebbero fruito di aiuti di Stato per la costruzione e la manutenzione
         di ormeggi. Grazie a ciò essi potrebbero, ad esempio, offrire in affitto ai turisti di passaggio posti di ormeggio per le
         loro imbarcazioni da diporto a prezzi inferiori. 
      
      6        Inizialmente la denuncia riguardava un solo progetto ad Enkhuizen. Con lettera dell’11 aprile 2001 la Commissione ha chiesto
         alle autorità olandesi chiarimenti in merito al caso, cui esse hanno risposto con lettera del 24 maggio 2001. 
      
      7        Informato della suddetta corrispondenza, nel corso del 2001 il gruppo di lavoro ha trasmesso più volte ulteriori informazioni
         sul progetto di Enkhuizen e su altri sei casi. Con lettera dell’11 febbraio 2002 la Commissione ha chiesto alle autorità olandesi
         informazioni dettagliate in merito a questi setti casi. 
      
      8        Sulla base delle informazioni ricevute, la Commissione ha esaminato i sette casi in questione e ha comunicato i risultati
         della sua analisi al gruppo di lavoro con lettera dell’8 agosto 2002. In tale lettera la Commissione ha operato una distinzione
         fra tre casi che potevano configurare un aiuto di Stato ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE, e altri quattro casi che la Commissione
         non ha considerato aiuti di Stato ai sensi di tale articolo. Con lettera del 3 settembre 2002 il gruppo di lavoro ha espresso
         il proprio accordo sull’analisi della Commissione e ha fornito informazioni supplementari sui tre casi restanti (i porti turistici
         di Enkhuizen, di Nijkerk e di Wieringermeer).
      
      9        Con lettera del 5 febbraio 2003 la Commissione ha comunicato ai Paesi Bassi la propria decisione di avviare il procedimento
         di cui all’art. 88, n. 2, CE in merito ai tre casi restanti. Con lettera del 22 aprile 2003 le autorità olandesi hanno trasmesso
         alla Commissione le proprie osservazioni e altre informazioni.
      
      10      La decisione di avviare il procedimento è stata pubblicata il 22 marzo 2003 nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (GU C 69, pag. 4). La Commissione ha invitato gli interessati a presentare osservazioni in merito.
      
      11      Con lettera del 16 aprile 2003 la Commissione ha ricevuto una risposta da parte del gruppo di lavoro, che non conteneva alcuna
         informazione nuova o fatti aggiuntivi rilevanti. In relazione all’avvio del procedimento formale d’esame la Commissione non
         ha ricevuto alcuna osservazione da terzi.
      
      12      Il 29 ottobre 2003 la Commissione ha adottato la decisione 2004/114/CE, relativa alla misura d’aiuto alla quale i Paesi Bassi
         hanno dato esecuzione in favore di porti turistici non aventi scopo di lucro nei Paesi Bassi (GU L 34, pag. 63; in prosieguo:
         la «decisione impugnata»).
      
      13      Il dispositivo di tale decisione così recita:
      
      «Articolo 1
      Le misure alle quali i Paesi Bassi hanno dato esecuzione in favore dei porti turistici senza scopo di lucro di Enkhuizen,
         Nijkerk e Wieringermeer non costituiscono un aiuto ai sensi dell’articolo 87, paragrafo 1, del trattato CE.
      
      Articolo 2
      Il Regno dei Paesi Bassi è destinatario della presente decisione».
       Procedimento
      14      Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 24 marzo 2004 i ricorrenti hanno proposto il presente
         ricorso.
      
      15      Con atto depositato presso la cancelleria del Tribunale il 26 agosto 2004 il Regno dei Paesi Bassi ha chiesto di intervenire,
         in conformità all’art. 116, n. 6, del regolamento di procedura del Tribunale, nella presente controversia a sostegno delle
         conclusioni della Commissione. Con ordinanza 7 ottobre 2004 il presidente della Prima Sezione ha accolto tale istanza.
      
      16      Su relazione del giudice relatore, il Tribunale (Prima Sezione) ha deciso di passare alla fase orale ed ha invitato le parti
         a presentare in udienza le loro osservazioni relative alla ricevibilità del presente ricorso, considerata la giurisprudenza
         pertinente in materia di aiuti di Stato.
      
      17      Le parti hanno svolto le loro difese orali e hanno risposto ai quesiti loro posti dal Tribunale all’udienza del 3 maggio 2006.
      
       Conclusioni delle parti
      18      Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
      –        annullare la decisione impugnata e dichiarare illegittimi gli aiuti concessi a talune imprese;
      –        condannare la Commissione alle spese.
      19      La Commissione chiede che il Tribunale voglia:
      
      –        dichiarare il ricorso irricevibile e, in ogni caso, respingerlo in quanto infondato;
      –        condannare le ricorrenti alle spese.
      20      Il Regno dei Paesi Bassi sostiene le conclusioni della Commissione.
      
       Sulla ricevibilità
       Argomenti delle parti
      21      La Commissione contesta la ricevibilità del ricorso, senza tuttavia sollevare un’eccezione di irricevibilità formale ai sensi
         dell’art. 114 del regolamento di procedura.
      
      22      Essa dubita, in primo luogo, che i membri del gruppo di lavoro siano individualmente interessati dalla decisione impugnata,
         ai sensi dell’art. 230, quarto comma, CE. In secondo luogo, essa si interroga sulla legittimazione ad agire del gruppo di
         lavoro. 
      
      23      Con riferimento alla legittimazione ad agire dei membri del gruppo di lavoro, la Commissione considera che, se essi sono interessati
         dalla decisione impugnata, lo sono allo stesso titolo di tutti gli altri porti turistici commerciali.
      
      24      La Commissione ha indicato all’udienza, con riferimento al ruolo svolto dai membri del gruppo di lavoro, che il mero fatto
         che le ricorrenti abbiano depositato una denuncia che ha avuto esito nella decisione impugnata non è sufficiente perché le
         ricorrenti possano essere considerate individualmente interessate da tale decisione. Anche se esse hanno depositato una denuncia
         che è all’origine dell’avvio del procedimento di cui all’art. 88, n. 2, CE, esse sarebbero interessate, in quanto concorrenti,
         soltanto nei limiti in cui la loro posizione sul mercato fosse sostanzialmente compromessa. La Commissione, basandosi sugli
         elementi che la Corte e il Tribunale hanno preso in considerazione nella loro rispettiva giurisprudenza, sostiene di poter
         dimostrare che la posizione sul mercato delle ricorrenti non è stata sostanzialmente compromessa dagli asseriti aiuti.
      
      25      Nella fattispecie, la Commissione osserva che, considerato che le ricorrenti sono soltanto sei tra i numerosi porti turistici
         che operano sul mercato nazionale e regionale, non è dimostrato che i loro interessi siano lesi specificamente da tale asserito
         aiuto.
      
      26      In particolare, le ricorrenti non avrebbero in alcun modo dimostrato che un vantaggio di circa 200 000 EUR, nel caso del porto
         turistico di Enkhuizen, ha sostanzialmente compromesso la loro posizione sul mercato ed ha causato loro un reale pregiudizio.
      
      27      Con riferimento alla legittimazione ad agire del gruppo di lavoro, la Commissione ricorda, in primo luogo, che l’art. 230 CE
         dispone che, per poter proporre ricorso, occorre essere dotati di personalità giuridica. Secondo il codice civile olandese
         (in prosieguo: il «BW»), un gruppo di lavoro, come quello di cui si tratta nella fattispecie, che non ha adottato uno statuto
         con atto notarile e che non è neppure iscritto nel registro di commercio, non ha che una personalità giuridica assai limitata.
         Per quanto riguarda la capacità processuale, soltanto le associazioni che possiedono la personalità giuridica completa possono
         agire in giudizio per i loro membri. Pertanto, la Commissione ritiene che il gruppo di lavoro non debba essere considerato
         persona giuridica ai sensi dell’art. 230 CE. 
      
      28      In secondo luogo, essa si riferisce, quanto al pregiudizio individuale del gruppo di lavoro, alla sentenza del Tribunale 5
         dicembre 2002, causa T-114/00, Aktionsgemeinschaft Recht und Eigentum/Commissione (Racc. pag. II-5121), nella quale il Tribunale
         avrebbe ricordato, al punto 52, il principio secondo cui un’associazione costituita per promuovere gli interessi collettivi
         di una categoria di soggetti non può considerarsi individualmente interessata, ai sensi dell’art. 230, quarto comma, CE, da
         un atto che pregiudichi gli interessi generali della categoria stessa e, di conseguenza, non è legittimata a presentare un
         ricorso di annullamento in nome dei suoi membri qualora questi ultimi non lo siano a titolo individuale. L’associazione di
         cui si trattava in tale controversia era individualmente interessata in quanto aveva agito come negoziatrice e si trattava
         di un’associazione registrata.
      
      29      Il Regno dei Paesi Bassi ha presentatato all’udienza osservazioni complementari all’argomentazione svolta dalla Commissione.
      
      30      Per quanto riguarda la legittimazione ad agire dei membri del gruppo di lavoro, il Regno dei Paesi Bassi ricorda, in primo
         luogo, che le ricorrenti costituiscono soltanto una parte minima dell’insieme dei porti commerciali della regione e una parte
         ancora meno importante su scala nazionale o europea. Nel solo Comune di Enkhuizen, una piccola città, sarebbero attivi almeno
         due porti commerciali oltre al porto gestito dall’associazione velica di cui trattasi. Nessuna delle società che gestiscono
         questi due porti figura tra le ricorrenti. Apparentemente, nessun pregiudizio avrebbe colpito tali porti situati nelle immediate
         vicinanze di un porto turistico senza scopo di lucro che si asserisce si sia avvalso di un aiuto. 
      
      31      Inoltre, il numero di porti nei Paesi Bassi censiti dalla Commissione nella sua decisione e all’udienza, circa 1 200, sarebbe
         successivamente ancora aumentato. Dato che le ricorrenti rappresenterebbero soltanto una parte minima dei porti che potrebbero
         essere potenzialmente interessati, la loro posizione sul mercato non sarebbe sostanzialmente pregiudicata.
      
      32      In secondo luogo, il Regno dei Paesi Bassi contesta il fatto che la posizione concorrenziale delle ricorrenti possa essere,
         in un modo o nell’altro, compromessa. Per quanto riguarda l’argomento delle ricorrenti secondo cui l’asserito aiuto concesso
         ai detti tre porti avrebbe avuto conseguenze sulle tariffe, costringendo i porti commerciali ad abbassare le proprie, il Regno
         dei Paesi Bassi considera che numerose ragioni possono spiegare il fatto che le tariffe applicate nei porti turistici senza
         scopo di lucro risultino più basse di quelle praticate nei porti commerciali. Ad esempio, l’offerta di infrastrutture supplementari
         come ristoranti ed attività annesse e connesse, l’impiego di volontari, che fa sì che i costi delle retribuzioni siano meno
         elevati, possono giustificare tale differenza. In altri termini, le società che gestiscono porti senza scopo di lucro esercitano
         le loro attività in funzione di criteri e di dati diversi da quelli utilizzati dalle società che gestiscono i porti commerciali
         e i costi di esercizio dei primi sono evidentemente ben inferiori a quelli dei secondi.
      
      33      In terzo luogo, il Regno dei Paesi Bassi fa valere che le ricorrenti non hanno chiaramente dimostrato l’impatto negativo che
         esse avrebbero subito in materia di tariffazione. Così, ad esempio, nel porto commerciale di Naarden, gestito da uno dei membri
         del gruppo di lavoro, non soltanto la tariffa di un ormeggio permanente per un’imbarcazione di dieci metri di lunghezza si
         collocherebbe al di sopra della tariffa media nei Paesi Bassi per tale tipo di ormeggio, ma risulterebbe anche dai conti annui
         di tale membro del gruppo di lavoro che esso avrebbe potuto, in questi ultimi anni, distribuire utili. In tale porto, sarebbe
         stata redatta anche una lista d’attesa. Inoltre, almeno una società che gestisce uno dei porti commerciali in causa, la Jachthaven
         Strand-Horst ad Ermelo, avrebbe aumentato le sue tariffe ogni anno nel corso degli ultimi tre anni.
      
      34      Per quanto riguarda la legittimazione ad agire del gruppo di lavoro, il Regno dei Paesi Bassi osserva, in primo luogo, che,
         dato che gli aiuti non hanno avuto incidenza sulla posizione dei membri del gruppo di lavoro sul mercato, non si può ritenere
         che il gruppo di lavoro abbia uno status particolare ai sensi della sentenza della Corte 15 luglio 1963, causa 25/62, Plaumann/Commissione
         (Racc. pag. 197).
      
      35      Il Regno dei Paesi Bassi fa valere, poi, che si tratta di un’associazione informale che non è stata costituita in virtù di
         un regolare atto notarile. Di conseguenza, sulla base del BW, essa non può intraprendere un ricorso collettivo nei Paesi Bassi.
      
      36      Le ricorrenti ribattono, quanto alla legittimazione ad agire dei membri del gruppo di lavoro, che essi sono individualmente
         interessati ai sensi dell’art. 230 CE. A loro avviso, finora non è mai stato considerato necessario tenere conto della posizione
         delle concorrenti sul mercato per risolvere la questione se esse siano individualmente interessate. Esse fanno al riguardo
         riferimento alla sentenza del Tribunale 13 gennaio 2004, causa T-158/99, Thermenhotel Stoiser Franz e a./Commissione (Racc. pag. II‑1).
      
      37      I membri del gruppo di lavoro sono in concorrenza, in particolare, con i porti turistici di Enkhuizen e di Nijkerk e, potenzialmente,
         anche con quello di Wieringermeer per quanto riguarda l’offerta di ormeggi permanenti o giornalieri fatta a proprietari o
         a locatari di imbarcazioni da diporto. Grazie all’aiuto, i porti turistici in causa sarebbero in grado di offrire ormeggi
         a miglior mercato, il che ostacolerebbe le possibilità concorrenziali dei membri del gruppo di lavoro. Le ricorrenti ritengono
         che la decisione impugnata comporti la conseguenza di lasciar sussistere una situazione che falsa il gioco della concorrenza.
      
      38      All’udienza, le ricorrenti hanno affermato che le tariffe meno elevate, come quelle in vigore nei porti turistici senza scopo
         di lucro, comportano la conseguenza che i margini di profitto delle società che gestiscono i porti commerciali divengono insignificanti
         e che, per questo motivo, talune di esse hanno dovuto abbandonare la loro attività. Le ricorrenti hanno indicato che la buona
         gestione di un porto commerciale presuppone una redditività del capitale totale compresa almeno tra il 7 e il 10%. Attualmente
         essa si attesterebbe intorno al 4%.
      
      39      Quanto al ruolo dei membri del gruppo di lavoro, le ricorrenti affermano di avere svolto un ruolo attivo nell’ambito del procedimento
         amministrativo. Non soltanto esse avrebbero fornito informazioni complementari e risposto ai quesiti della Commissione, ma
         avrebbero anche, su richiesta della Commissione, presentato le loro osservazioni sullo scambio di corrispondenza svoltosi
         tra le autorità olandesi e la Commissione.
      
      40      Quanto alla capacità processuale del gruppo di lavoro, le ricorrenti precisano che la costituzione del gruppo di lavoro in
         data 15 marzo 2000 aveva l’obiettivo essenziale di difendere gli interessi dei porti turistici commerciali e di lottare contro
         la concorrenza sleale. Nel diritto olandese, il gruppo di lavoro è qualificato come associazione ai sensi dell’art. 26 del
         secondo libro del BW e, a questo titolo, possiede la personalità giuridica, laddove una sua costituzione per atto notarile
         o mediante immatricolazione nel registro di commercio non è, a tal fine, necessaria. Il fatto che esso goda soltanto di una
         capacità giuridica limitata nel diritto olandese e che, pertanto, non possa ad esempio intraprendere un’azione collettiva
         specifica sulla base dell’art. 305a del terzo libro del BW non sarebbe rilevante nella fattispecie. 
      
      41      Quanto al fatto che l’atto impugnato riguardi il gruppo di lavoro individualmente, le ricorrenti ricordano che il Tribunale
         ha concluso, ai punti 65 e 66 della citata sentenza Aktionsgemeinschaft Recht und Eigentum/Commissione, che il ricorso proposto
         da un’associazione era ricevibile sulla base del semplice fatto che essa aveva partecipato attivamente al procedimento formale,
         nonché alle discussioni informali che avevano preceduto l’adozione della decisione (in particolare presentando relazioni e
         costituendo una fonte di informazioni interessante).
      
      42      All’udienza, le ricorrenti hanno aggiunto che, in conformità alle sentenze del Tribunale 6 luglio 1995, cause riunite T-447/93,
         T-448/93 e T-449/93, AITEC e a./Commissione (Racc. pag. II-1971), e Aktionsgemeinschaft Recht und Eigentum/Commissione, citata,
         un’associazione che, sulla base delle sue finalità e delle sue attività, rappresenta e difende gli interessi dei suoi membri
         può proporre ricorso in luogo e per conto dei suoi membri.
      
      43      Le ricorrenti concludono che, dato che i membri del gruppo di lavoro possono essere considerati direttamente e individualmente
         interessati dalla decisione impugnata ai sensi dell’art. 230, quarto comma, CE, altrettanto si può dire del gruppo di lavoro.
      
      44      Inoltre, fin dall’inizio del procedimento, la Commissione avrebbe accettato il gruppo di lavoro come interlocutore. In più
         le ricorrenti fanno valere che, per evitare qualsiasi discussione quanto alla ricevibilità di un ricorso proposto dal gruppo
         di lavoro, l’atto introduttivo è firmato congiuntamente dai suoi diversi membri. 
      
      45      In risposta, la Commissione sottolinea che, invocando la citata sentenza Thermenhotel Stoiser Franz e a./Commissione, le ricorrenti
         ignorano una differenza essenziale tra quella controversia e la presente, cioè che vi è stato nella fattispecie l’avvio di
         un esame formale (art. 88, n. 2, CE), mentre ciò non è avvenuto nella causa Thermenhotel Stoiser Franz e a./Commissione. Proprio
         come la giurisprudenza Cook e Matra (sentenze della Corte 19 maggio 1993, causa C‑198/91, Cook/Commissione, Racc. pag. I-2487,
         e 15 giugno 1993, causa C‑225/91, Matra/Commissione, Racc. pag. I-3203), la citata sentenza Thermenhotel Stoiser Franz e a./Commissione,
         che rinvia ad esse, non viene dunque in aiuto nella fattispecie, in quanto, nella presente causa, le ricorrenti hanno avuto
         la possibilità di far valere i loro argomenti nel corso del procedimento amministrativo. 
      
      46      Per quanto riguarda l’affermazione delle ricorrenti secondo cui la loro capacità giuridica limitata non costituisce un elemento
         rilevante nella fattispecie, la Commissione ribatte che le ricorrenti dimenticano che la limitazione della competenza delle
         associazioni non costituite mediante atto notarile si riflette sulla loro capacità processuale. L’art. 305a del terzo libro
         del BW è pertinente in quanto stabilisce che soltanto le associazioni dotate di piena personalità giuridica possono agire
         in giudizio a nome dei loro membri, il che esclude dunque il gruppo di lavoro. È proprio a causa di tale restrizione che la
         personalità giuridica del gruppo di lavoro è insufficiente perché possa vedersi riconoscere la legittimazione ad agire. Secondo
         la Commissione, la circostanza che un’associazione di fatto abbia presentato denuncia o partecipato al procedimento amministrativo
         dinanzi alla Commissione non riveste alcuna importanza.
      
      47      Inoltre, la Commissione insiste che è contrario al corretto svolgimento della procedura riconoscere la legittimazione ad agire
         ad associazioni il cui status giuridico non è chiaramente definito, come un «gruppo di lavoro». 
      
      48      Per quanto riguarda il riferimento alla citata sentenza Aktionsgemeinschaft Recht und Eigentum/Commissione, la Commissione
         ha affermato all’udienza che la Corte, in sede di impugnazione, ha constatato nella sentenza 13 dicembre 2005, causa C-78/03 P,
         Commissione/Aktionsgemeinschaft Recht und Eigentum (Racc. pag. I-10737), che il Tribunale aveva commesso un errore di diritto
         dichiarando che l’associazione in causa era individualmente interessata.
      
       Giudizio del Tribunale
      49      Occorre ricordare che, in conformità all’art. 230, quarto comma, CE, una persona fisica o giuridica può proporre un ricorso
         contro una decisione presa nei confronti di un’altra persona soltanto se la detta decisione la riguarda direttamente e individualmente.
         Poiché la decisione impugnata è stata presa nei confronti del Regno dei Paesi Bassi, si deve valutare se le ricorrenti soddisfano
         le due dette condizioni.
      
      50      Occorre esaminare, in primo luogo, la legittimazione ad agire dei membri del gruppo di lavoro e, in secondo luogo, quella
         del gruppo di lavoro.
      
       Sulla legittimazione ad agire dei membri del gruppo di lavoro
      51      Per quanto riguarda la questione se i membri del gruppo di lavoro siano individualmente interessati dalla decisione impugnata,
         il Tribunale ricorda che, secondo una costante giurisprudenza della Corte, i soggetti diversi dai destinatari di una decisione
         possono sostenere che essa li riguarda individualmente solo se detta decisione li concerne a causa di determinate qualità
         loro personali o di una situazione di fatto che li caratterizza rispetto a chiunque altro e, quindi, li identifica in modo
         analogo ai destinatari (sentenze della Corte Plaumann/Commissione, citata, in particolare pag. 220, e 23 maggio 2000, causa
         C-106/98 P, Comité d’entreprise de la Société française de production e a./Commissione, Racc. pag. I-3659, punto 39; sentenza
         del Tribunale 27 aprile 1995, causa T-435/93, ASPEC e a./Commissione, Racc. pag. II-1281, punto 62).
      
      52      Poiché la decisione impugnata è stata adottata in esito al procedimento formale di esame di cui all’art. 88, n. 2, CE, va
         ricordato come dalla giurisprudenza risulti anche che una decisione siffatta riguarda individualmente le imprese all’origine
         della denuncia che ha dato luogo a tale procedimento, le quali hanno presentato osservazioni che hanno poi influito sul corso
         del procedimento, qualora tuttavia il provvedimento che costituisce oggetto della detta decisione abbia sostanzialmente inciso
         sulla loro posizione sul mercato (sentenza della Corte 28 gennaio 1986, causa 169/84, COFAZ e a./Commissione, Racc. pag. 391,
         punti 24 e 25, e sentenza del Tribunale 15 settembre 1998, causa T-11/95, BP Chemicals/Commissione, Racc. pag. II-3235, punto
         72).
      
      53      Non costituisce una siffatta incidenza sostanziale la semplice circostanza che la decisione impugnata possa influire sui rapporti
         di concorrenza nel mercato rilevante e che l’impresa interessata si trovi in qualche modo in concorrenza con il beneficiario
         della decisione (v., in tal senso, sentenza della Corte 10 dicembre 1969, cause riunite 10/68 e 18/68, Eridania e a./Commissione,
         Racc. pag. 459, punto 7). Un’impresa non può quindi avvalersi unicamente della sua qualità di concorrente rispetto all’impresa
         beneficiaria della misura in questione, ma deve provare inoltre l’entità della lesione della sua posizione sul mercato (v.,
         in tal senso, citata sentenza Comité d’entreprise de la Société française de production e a./Commissione, punti 40 e 41).
      
      54      Nella fattispecie, occorre valutare in quale misura la partecipazione delle ricorrenti al procedimento avviato a norma dell’art. 88,
         n. 2, CE e il pregiudizio subito dalla loro posizione sul mercato sono in grado di identificarle, in conformità all’art. 230 CE.
      
      55      In primo luogo, è pacifico che il gruppo di lavoro ha avviato a nome dei suoi membri il procedimento amministrativo che si
         è svolto dinanzi alla Commissione. A tal fine, esso ha fornito in più occasioni informazioni complementari su diversi porti
         turistici senza scopo di lucro che, a suo avviso, hanno beneficiato di aiuti di Stato. Orbene, in seguito all’avvio di tale
         procedimento, esso ha inviato soltanto una lettera che non conteneva né informazioni nuove né fatti complementari importanti.
      
      56      In secondo luogo, quanto all’entità della lesione della posizione delle ricorrenti sul mercato, va ricordato, in limine, che,
         come emerge dal punto 28 della precitata sentenza COFAZ e a./Commissione, non è compito del giudice comunitario, nella fase
         dell’esame della ricevibilità, pronunciarsi definitivamente sui rapporti di concorrenza fra le ricorrenti e le imprese beneficiarie
         degli aiuti. In tale ambito, incombe soltanto alle ricorrenti l’onere di indicare adeguatamente le ragioni per le quali la
         decisione della Commissione può ledere i loro legittimi interessi, incidendo sostanzialmente sulla loro posizione sul mercato
         di cui trattasi.
      
      57      Con riferimento alla fattispecie, va constatato che le ricorrenti non hanno addotto alcun elemento in grado di dimostrare
         la specificità della loro situazione sul mercato dei porti turistici.
      
      58      Al contrario, l’argomento invocato dalle ricorrenti, lungi dall’andare nel senso di’ un’identificazione, dimostra che esse
         sarebbero eventualmente interessate allo stesso modo di tutti gli altri concorrenti. Infatti, le ricorrenti asseriscono che
         la loro redditività è stata pregiudicata dalle misure di aiuto controverse, in quanto le società che gestiscono i porti turistici
         senza scopo di lucro in causa potevano, grazie a tali misure, dare in locazione gli ormeggi ai turisti di passaggio a prezzi
         meno elevati di quelli applicabili nei porti turistici commerciali.
      
      59      Orbene, è necessario constatare che le ricorrenti non hanno dimostrato, attraverso elementi concreti, come fatturati realizzati
         prima e dopo l’adozione delle misure in causa, che tali misure potevano pregiudicare sostanzialmente la loro posizione sul
         mercato di cui trattasi.
      
      60      Per giunta, all’udienza, la Commissione e il Regno dei Paesi Bassi hanno ricordato che le ricorrenti rappresentano soltanto
         sei dei circa 1 200 porti turistici che operano nei Paesi Bassi (v. punto 49 della decisione impugnata). Tali cifre non sono
         state contestate dalle ricorrenti. Esse non rappresentano, pertanto, che una parte minima dei porti potenzialmente interessati
         dagli aiuti di cui trattasi. In simile situazione, ciascuna delle ricorrenti doveva dimostrare in che modo un aiuto concesso
         a tale o talaltro porto poteva pregiudicare le sue attività, ad esempio, rischiando di comportare una perdita di clientela
         o una riduzione del margine di utili.
      
      61      Inoltre, il Regno dei Paesi Bassi ha indicato, all’udienza, senza essere contestato dalle ricorrenti, che la tariffazione
         nei porti commerciali di Naarden e di Ermelo non è stata pregiudicata dalle misure di aiuto controverse. Infatti, per quanto
         riguarda il porto commerciale di Naarden, va osservato, in primo luogo, che la tariffa di un ormeggio permanente di un’imbarcazione
         di dieci metri di lunghezza è superiore alla tariffa media rilevata nei Paesi Bassi per questo tipo di ormeggio (v. il rapporto
         del Waterrecreatie Advies comunicato dalle autorità olandesi alla Commissione nell’ambito del procedimento amministrativo).
         In secondo luogo, secondo i conti annui di tale porto commerciale, la società che lo gestisce avrebbe potuto distribuire utili
         in questi ultimi anni. Infine, in tale porto sarebbe stata redatta una lista d’attesa. Con riferimento al porto commerciale
         di Ermelo, il Regno dei Paesi Bassi asserisce, senza essere contestato dalle ricorrenti, che tale porto ha aumentato le proprie
         tariffe nell’arco degli ultimi tre anni. Tali dati non sono in grado di corroborare l’affermazione delle ricorrenti secondo
         cui la loro redditività sarebbe stata compromessa dalle misure di aiuto controverse.
      
      62      Il riferimento delle ricorrenti alla citata sentenza Thermenhotel Stoiser Franz e a./Commissione secondo cui il ricorso proposto
         da un’associazione è ricevibile anche se soltanto alcuni dei suoi membri sono concorrenti diretti del beneficiario dell’aiuto
         controverso è inconferente, dato che la decisione su cui verteva tale causa era stata adottata in esito ad un esame meramente
         preliminare (art. 88, n. 3, CE). Nel caso di specie le ricorrenti non possono quindi affatto avvalersi della giurisprudenza
         secondo cui, quando la Commissione, senza avviare il procedimento formale di esame, constati nell’ambito di un esame preliminare
         che un aiuto concesso da uno Stato è compatibile con il mercato comune, occorre considerare che la decisione recante tale
         constatazione riguarda individualmente gli interessati, ai sensi dell’art. 88, n. 2, CE, beneficiari delle garanzie del procedimento
         formale di esame allorché esso viene attuato (v., in tal senso, sentenza BP Chemicals/Commissione, cit., punti 82 e 89). 
      
      63      Risulta da quanto precede che le ricorrenti non hanno dimostrato che la decisione impugnata le riguarda individualmente, cioè
         che quest’ultima le lede in maniera particolare rispetto agli altri operatori economici, come se esse fossero destinatarie
         di tale decisione.
      
      64      Ne consegue che il ricorso deve essere dichiarato irricevibile con riferimento ai membri del gruppo di lavoro, senza che sia
         necessario valutare se la decisione impugnata li riguardi direttamente.
      
       Sulla legittimazione ad agire del gruppo di lavoro
      65      Il Tribunale ricorda che un ricorso di annullamento proposto da un’associazione di imprese che non è la destinataria dell’atto
         impugnato è ricevibile in due sole ipotesi. In primo luogo, quando l’associazione, presentando il ricorso, si sia sostituita
         ad uno o più dei membri da essa rappresentati, purché questi ultimi fossero in grado di proporre un ricorso ricevibile. In
         secondo luogo, in base a circostanze particolari, quali il ruolo che essa può aver svolto nell’ambito del procedimento conclusosi
         con l’adozione dell’atto di cui si chiede l’annullamento (v., in tal senso, sentenze del Tribunale 12 dicembre 1996, causa
         T-380/94, AIUFFASS e AKT/Commissione, Racc. pag. II‑2169, punto 50, e 11 febbraio 1999, causa T-86/96, Arbeitsgemeinschaft
         Deutscher Luftfahrt-Unternehmen e Hapag-Lloyd/Commissione, Racc. pag. II‑179, punti 56 e 57, e giurisprudenza ivi richiamata).
      
      66      Nella fattispecie, il Tribunale ha già constatato, al punto 63, che la decisione impugnata non riguardava individualmente
         i membri del gruppo di lavoro. Conseguentemente, non si può affermare che il gruppo di lavoro si sia validamente sostituito
         ad uno o più dei suoi membri.
      
      67      Occorre pertanto esaminare se esso possa fondare la sua legittimazione ad agire su circostanze specifiche.
      
      68      Il Tribunale considera che, sebbene il gruppo di lavoro abbia effettivamente partecipato al procedimento conclusosi con la
         decisione 29 ottobre 2003, tale mera partecipazione non è sufficiente a conferirgli la legittimazione ad agire ai sensi della
         giurisprudenza Van der Kooy e CIRFS (sentenze della Corte 2 febbraio 1988, cause riunite 67/85, 68/85 e 70/85, Van der Kooy
         e a./Commissione, Racc. pag. 219, e 24 marzo 1993, causa C-313/90, CIRFS e a./Commissione, Racc. pag. I‑1125). Come il Tribunale
         ha dichiarato nella sentenza 5 giugno 1996, causa T-398/94, Kahn Scheepvaart/Commissione (Racc. pag. II-477, punto 42), il
         semplice fatto che la ricorrente abbia presentato una denuncia presso la Commissione nonché il fatto che essa abbia avuto
         uno scambio di corrispondenza ed alcuni colloqui a tale proposito con quest’ultima non possono costituire circostanze specifiche
         sufficienti a caratterizzare la posizione della ricorrente rispetto a qualsiasi altra persona e a conferirle così la legittimazione
         ad agire contro un regime generale di aiuti.
      
      69      Il fatto che un’associazione intervenga presso la Commissione durante il procedimento ai sensi delle disposizioni del Trattato
         sugli aiuti di Stato allo scopo di difendere gli interessi collettivi dei propri membri non è di per sé sufficiente a determinare
         la legittimazione ad agire di un’associazione ai sensi della suddetta giurisprudenza (sentenza Arbeitsgemeinschaft Deutscher
         Luftfahrt-Unternehmen e Hapag-Lloyd/Commissione, cit., punto 60).
      
      70      Il ruolo avuto dai ricorrenti nelle citate cause Van der Kooy e a./Commissione e CIRFS e a./Commissione, nel procedimento
         che ha condotto all’adozione dei provvedimenti impugnati in tali casi, era peraltro sostanzialmente più significativo rispetto
         alla semplice partecipazione del gruppo di lavoro nella controversia in esame.
      
      71      Nella causa Van der Kooy e a./Commissione, cit., la Corte di giustizia ha osservato che il Landbouwschap, nella sua qualità
         di negoziatore delle tariffe del gas, aveva partecipato attivamente al procedimento a norma dell’art. 88, n. 2, CE presentando
         memorie alla Commissione e mantenendosi in contatto stretto con gli uffici competenti durante l’intero procedimento. Esso
         rientrava tra i firmatari dell’accordo che aveva fissato la tariffa non autorizzata dalla Commissione e per questo motivo
         era stato nominato ripetutamente nella decisione della Commissione.
      
      72      Il ruolo del ricorrente nella causa CIRFS e a./Commissione, cit., è stato anch’esso molto significativo. Il CIRFS era un’associazione
         di cui facevano parte i principali produttori internazionali di fibre sintetiche. Esso aveva intrapreso, nell’interesse di
         questi ultimi, varie iniziative a proposito della politica di ristrutturazione di tale settore, definita dalla Commissione.
         In particolare, era stato l’interlocutore della Commissione per quanto riguarda l’istituzione di una disciplina applicata
         al settore, nonché la proroga e l’adeguamento della stessa, e aveva portato avanti i negoziati con la Commissione, in particolare
         presentandole osservazioni scritte e tenendosi in stretto contatto con gli uffici competenti.
      
      73      Ciò non accade nel caso del gruppo di lavoro di cui trattasi nella fattispecie. Va constatato che il suo ruolo, che non supera
         l’esercizio dei diritti procedurali conferiti agli interessati dall’art. 88, n. 2, CE, non può essere assimilato a quello
         del Landbouwschap o del CIRFS nelle controversie summenzionate (v., per analogia, sentenza Commissione/Aktionsgemeinschaft
         Recht und Eigentum, cit., punti 55-59).
      
      74      Date le circostanze, il ricorso deve essere dichiarato irricevibile anche con riferimento al gruppo di lavoro.
      
      75      Da tutte le considerazioni che precedono risulta che il ricorso è interamente irricevibile.
      
      76      Per quanto riguarda l’argomento della Commissione che concerne la capacità processuale del gruppo di lavoro, il Tribunale
         considera che non occorre pronunciarsi al riguardo, atteso che i membri del gruppo di lavoro non sono individualmente interessati
         e che il gruppo di lavoro non ha dimostrato la sua legittimazione ad agire in ragione di circostanze specifiche.
      
       Sulle spese
      77      Ai sensi dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura, la parte soccombente è condannata alle spese, se ne è stata fatta
         domanda. Poiché la Commissione ne ha fatto domanda, le ricorrenti, rimaste soccombenti, devono essere condannate a sopportare,
         oltre alle proprie spese, quelle sostenute dalla Commissione.
      
      78      Il Regno dei Paesi Bassi sopporterà le proprie spese, conformemente all’art. 87, n. 4, primo comma, del regolamento di procedura.
      
      Per questi motivi,
      IL TRIBUNALE (Prima Sezione)
      dichiara e statuisce:
      1)      Il ricorso è irricevibile.
      2)      Le ricorrenti sopporteranno le proprie spese, nonché quelle sostenute dalla Commissione. Il Regno dei Paesi Bassi sopporterà
            le proprie spese.
      
               García-Valdecasas 
            
            
               Labucka 
            
            
               Trstenjak
            
         Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 27 settembre 2006.
      
               Il cancelliere 
            
             
            
                     Il presidente
            
         
               E. Coulon 
            
             
            
                     R. García-Valdecasas
            
         * Lingua processuale: l'olandese.