CELEX: 61972CJ0063
Language: it
Date: 1973-11-13
Title: Sentenza della Corte del 13 novembre 1973. # Wilhelm Werhahn Hansamühle e altri contro Consiglio delle Comunità europee. # Cause riunite 63 a 69-72.

Avis juridique important

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61972J0063

SENTENZA DELLA CORTE DEL 13 NOVEMBRE 1973.  -  WILHELM WERHAHN HANSAMUEHLE ED ALTRI CONTRO CONSIGLIO DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSE RIUNITE 63 A 69/72.  

raccolta della giurisprudenza 1973 pagina 01229 edizione speciale greca pagina 00759 edizione speciale portoghese pagina 00477

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DOMANDA DI RISARCIMENTO PROPOSTA CONTRO LA CEE - CAPACITA DI STARE IN GIUDIZIO - ISTITUZIONE(I ) RESPONSABILE(I ) - ATTO DI CITAZIONE - RICEVIBILITA  ( TRATTATO CEE, ART . 215 )  2 . CEE - RESPONSABILITA EXTRACONTRATTUALE - ATTO NORMATIVO CHE IMPLICHI UNA SCELTA POLITICA - DANNO - VIOLAZIONE DI UNA NORMA GIURIDICA SUPERIORE  ( TRATTATO CEE, ART . 215 )  3 . AGRICOLTURA - POLITICA AGRICOLA COMUNE - SCOPI - POSSIBILITA CHE QUESTI PREVALGANO SULLA CONSERVAZIONE DI DIRITTI QUESITI - STABILIZZAZIONE DEI MERCATI - NOZIONE  ( TRATTATO CEE, ART . 39 )  4 . AGRICOLTURA - ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI - CEREALI - GRANO DURO - FISSAZIONE DI UN UNICO PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO - INCONVENIENTI PER UNA DETERMINATA CATEGORIA DI INTERESSATI - INERZIA DEL CONSIGLIO - ILLEGITTIMITA - PORTATA DEGLI OBBLIGHI DEL CONSIGLIO  ( REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 12 LUGLIO 1971, N . 1528, ART . 4 )  

Massima

1 . QUALORA LA COMUNITA DEBBA RISPONDERE DI UN DANNO IMPUTABILE ALLE SUE ISTITUZIONI, DEV' ESSERE CONVENUTA IN GIUDIZIO L' ISTITUZIONE ( O LE ISTITUZIONI ) MATERIALMENTE RESPONSABILE(I ) DELL' ATTO CHE HA CAUSATO IL DANNO .  2 . TRATTANDOSI DI UN ATTO NORMATIVO CHE IMPLICA DELLE SCELTE DI POLITICA ECONOMICA, LA COMUNITA NON RISPONDE DI UN EVENTUALE DANNO ARRECATO AI SINGOLI, SALVO CHE VI SIA STATA VIOLAZIONE DI UNA CERTA GRAVITA D' UNA NORMA SUPERIORE INTESA A TUTELARE QUESTI ULTIMI .  3 . LE ISTITUZIONI POSSONO SACRIFICARE TEMPORANEAMENTE LA CONSERVAZIONE DEI DIRITTI QUESITI, PER DARE LA PREFERENZA A TALUNI DEGLI OBIETTIVI DELL' ART . 39 . LA NOZIONE DI STABILIZZAZIONE DEI MERCATI NON PUO' GIUSTIFICARE IN OGNI CASO IL PERMANERE DI SITUAZIONI RAGGIUNTE GRAZIE AI REGIMI PRECEDENTI .  4 . IL FATTO CHE IL CONSIGLIO, NEL FISSARE UN PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO UNICO, NON HA OVVIATO AGLI INCONVENIENTI CHE SAREBBERO INDIRETTAMENTE RISULTATI DA QUESTO SISTEMA PER I MULINI TEDESCHI, RISPETTO AI LORO CONCORRENTI FRANCESI, NON COSTITUISCE UN' OMISSIONE TALE DA VIZIARE D' ILLEGITTIMITA LE RELATIVE NORME . VISTE LE CIRCOSTANZE DEL CASO, IL CONSIGLIO NON ERA TENUTO AD ASSODARE SE UNA SITUAZIONE ANOMALA POTESSE SCONSIGLIARE L' APPLICAZIONE DI NORME CHE ALTRIMENTI AVREBBERO COSTITUITO UNA DISCIPLINA ADEGUATA .  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE DA 63 A 69-72,  WILHELM WERHAHN HANSAMUEHLE, CON SEDE IN NEUSS AM RHEIN,  KURT KAMPFFMEYER MUEHLENVEREINIGUNG KG, CON SEDE IN AMBURGO,  LUDWIGSHAFENER WALZMUEHLE ERLING KG, CON SEDE IN LUDWIGSHAFEN,  KURT KAMPFFMEYER MUEHLENVEREINIGUNG KG, CON SEDE IN AMBURGO, COME AVENTE CAUSA DELLA DUISBURGER MUEHLENWERKE AG,  HEINRICH AUER MUEHLENWERKE KG A.A ., CON SEDE IN COLONIA - DEUTZ,  KURT KAMPFFMEYER MUEHLENVEREINIGUNG KG, CON SEDE IN AMBURGO, COME AVENTE CAUSA DELLA SUEDDEUTSCHE MUEHLENWERKE AG,  PFAELZISCHE MUEHLENWERKE GMBH, CON SEDE IN MANNHEIM,  TUTTE CON L' AVVOCATO FRITZ MODEST DEL FORO DI AMBURGO, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO FELICIEN JANSEN, HUISSIER DE JUSTICE, 21, RUE ALDRINGEN, RICORRENTI,  CONTRO  CONSIGLIO DELLE COMUNITA' EUROPEE, CON SEDE IN BRUXELLES, RAPPRESENTATO DAL PROPRIO CONSIGLIERE GIURIDICO PROF . D . VIGNES, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DAL PROF . H . P . IPSEN DELL' UNIVERSITA DI AMBURGO, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO IL DIRETTORE DEL SERVIZIO GIURIDICO DELLA BANCA EUROPEA PER GLI INVESTIMENTI J . N . VAN DEN HOUTEN, 2, PLACE DE METZ,  E  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, CON SEDE IN BRUXELLES, RAPPRESENTATA DAL PROPRIO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . P . GILSDORF, ASSISTITO DAL PROF . H . P . IPSEN DELL' UNIVERSITA DI AMBURGO, E CON DOMICILIO ELETTO IN LUSSEMBURGO, PRESSO IL PROPRIO CONSIGLIERE GIURIDICO SIG . EMILE REUTER, 4, BOULEVARD ROYAL, CONVENUTI,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO UNA DOMANDA DI RISARCIMENTO DEL DANNO A MENTE DELL' ART . 215, COMMA 2, DEL TRATTATO CEE . 

Motivazione della sentenza

1 I RICORSI HANNO LO STESSO OGGETTO E POSSONO QUINDI ESSERE RIUNITI PER LA PRONUNZIA DELLA SENTENZA .  2 I RICORSI MIRANO, STANDO AI TERMINI DEGLI ATTI INTRODUTTIVI, ALLA CONDANNA IN SOLIDO DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE, E - STANDO AI TERMINI DELLA REPLICA - ALLA CONDANNA DELLA COMUNITA AL VERSAMENTO DI UNA SOMMA DI 9 487 281 DM, MAGGIORATA DEGLI INTERESSI, A TITOLO DI RISARCIMENTO DEL DANNO, SUBITO DALLE RICORRENTI DURANTE LA STAGIONE CEREALICOLA 1971/72, A CAUSA DEL MODO IRRAZIONALE ED ILLEGITTIMO IN CUI E STATA DISCIPLINATA L' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEL MERCATO DEI CEREALI PER QUANTO RIGUARDA IL GRANO DURO . LA CENSURA E RIVOLTA IN PARTICOLARE CONTRO I REGOLAMENTI DEL CONSIGLIO 13 GIUGNO 1967, N . 120/67 ( GU 19 GIUGNO 1967, N . L 117, PAG . 2269 ) RELATIVI ALL' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI CEREALI, 25 MAGGIO 1971, N . 1054 ( GU 27 MAGGIO 1971, N . L 115/8 ) 28 MAGGIO 1971, N . 1120 ( GU 31 MAGGIO 1971, N . L 118/3 ) E 12 LUGLIO 1971, N . 1530 ( GU 20 LUGLIO 1971, N . L 162/16 ) CON CUI SONO STATI FISSATI, PER LA STAGIONE CEREALICOLA 1971/72, IL PREZZO INDICATIVO DEL GRANO DURO IN 127,50 U.C ., IL PREZZO D' ENTRATA IN 125,25 U.C ., IL PREZZO D' INTERVENTO DI BASE IN 119,85 U.C ., IL PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO UNICO IN 112,44 U.C . ED IL PREZZO MINIMO GARANTITO IN 147,90 U.C .  3 SECONDO LE RICORRENTI, IL SISTEMA D' AIUTI ALLA PRODUZIONE COMUNITARIA DEL GRANO DURO, PER QUANTO RIGUARDA LA FRANCIA E L' ITALIA, A NORMA DI QUESTI REGOLAMENTI AVREBBE CONSENTITO AI MULINI FRANCESI ED ITALIANI DI PROCURARSI IL GRANO DURO NAZIONALE AL PREZZO D' INTERVENTO ( 112,44 U.C .) O AD UN PREZZO NON MOLTO DIVERSO, MENTRE I MULINI TEDESCHI SAREBBERO STATI COSTRETTI AD ACQUISTARE GRANO DURO, IMPORTATO DAI PAESI TERZI, AL PREZZO D' ENTRATA ( 125,25 U.C .). A MENTE DELL' ART . 10 DEL REGOLAMENTO N . 120/67, L' AIUTO CONCESSO AI PRODUTTORI DI GRANO DURO CORRISPONDE ALLA DIFFERENZA TRA IL PREZZO MINIMO GARANTITO ( 147,90 U.C .) ED IL PREZZO D' INTERVENTO VIGENTE NEL " CENTRO DI COMMERCIALIZZAZIONE DELLA ZONA PIU ECCEDENTARIA ", NELLA FATTISPECIE IL PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO UNICO, CIOE 112,44 U.C . QUESTA DISPOSIZIONE, POSTA IN RELAZIONE CON LA STRUTTURA DEL MERCATO DEL GRANO DURO IN FRANCIA, SI SAREBBE, SECONDO LE RICORRENTI, RISOLTA IN UN VANTAGGIO ARTIFICIALE PER LE INDUSTRIE MOLITORIE FRANCESI SOTTO IL PROFILO DELLE SPESE DI PRODUZIONE, IL CHE AVREBBE PROVOCATO SUL MERCATO TEDESCO DEL SEMOLINO DI GRANO DURO DISTORSIONI CONCORRENZIALI A DANNO DEI MULINI TEDESCHI .  4 LE RICORRENTI FONDANO, IN VIA PRINCIPALE, IL LORO DIRITTO AL RISARCIMENTO SULLA CENSURA, CHE ESSE MUOVONO ALLE ISTITUZIONI COMUNITARIE, D' AVER MAL DISCIPLINATO L' AIUTO ALLA PRODUZIONE DI GRANO DURO, IN PARTICOLARE FISSANDO UN PREZZO D' INTERVENTO TROPPO BASSO PER IL GRANO DURO NAZIONALE O UN PREZZO D' ENTRATA TROPPO ALTO PER IL GRANO DURO IMPORTATO, PERLOMENO PER LE IMPORTAZIONI NEI PAESI MEMBRI DIVERSI DALLA FRANCIA E DALL' ITALIA . SE IL PREZZO D' INTERVENTO FOSSE STATO FISSATO AD UN LIVELLO SUPERIORE, I PRODUTTORI FRANCESI DI GRANO DURO AVREBBERO NONDIMENO AVUTO LA CERTEZZA DI RICAVARE IL PREZZO MINIMO LORO GARANTITO DAL SISTEMA D' AIUTI ( 147,90 U.C .), MA I MULINI FRANCESI AVREBBERO PAGATO LA MATERIA PRIMA AD UN PREZZO MOLTO PIU VICINO A QUELLO PAGATO DAI LORO CONCORRENTI, OBBLIGATI A RIFORNIRSI NEI PAESI TERZI . NON VOLENDO ADOTTARE UN PROVVEDIMENTO IN QUESTO SENSO, LA PRESUNTA DISCRIMINAZIONE SI SAREBBE POTUTA EVITARE RIDUCENDO IL PREZZO D' ENTRATA IN MANIERA DA CONSENTIRE AI MULINI, PER I QUALI IL MERCATO DEL GRANO DURO FRANCESE ED ITALIANO ERA PRATICAMENTE INACCESSIBILE, D' ACQUISTARE LA MATERIA PRIMA AD UN PREZZO NON MOLTO DIVERSO DA QUELLO PAGATO DAI LORO CONCORRENTI CHE POTEVANO FRUIRE, ALMENO INDIRETTAMENTE, DEI PROVVEDIMENTI DI AIUTO .  5 NELLA REPLICA, LE RICORRENTI SI SONO INOLTRE APPELLATE IN SUBORDINE AL PRINCIPIO SECONDO CUI OGNI INTERVENTO DELLA PUBBLICA AUTORITA ASSIMILABILE AD UN' ESPROPRIAZIONE, DAREBBE DIRITTO AL RISARCIMENTO .  I - SULLA RICEVIBILITA DEL RICORSO IN QUANTO DIRETTO IN SOLIDO CONTRO IL CONSIGLIO E LA COMMISSIONE  6 SECONDO I CONVENUTI, IL RICORSO E IRRICEVIBILE IN QUANTO ESSO MIRA ALLA CONDANNA IN SOLIDO DEL CONSIGLIO E DELLA COMMISSIONE, MENTRE A MENTE DELL' ART . 215 E LA COMUNITA CHE DEVE RISARCIRE I DANNI CAUSATI DAI SUOI ORGANI . SECONDO IL CONSIGLIO, IN QUESTI CASI PER LA COMUNITA DEVE RISPONDERE L' ISTITUZIONE CHE HA EMANATO L' ATTO IMPUGNATO . SECONDO LA COMMISSIONE, INVECE, PER ANALOGIA CON L' ART . 211 DEL TRATTATO, LA CAPACITA PASSIVA DI STARE IN GIUDIZIO PER LA COMUNITA E LIMITATA ALLA COMMISSIONE, INDIPENDENTEMENTE DALLA ISTITUZIONE MATERIALMENTE RESPONSABILE DELL' ILLECITO .  7 L' ART . 211 DEL TRATTATO RIGUARDA LA CAPACITA GIURIDICA E D' AGIRE NONCHE LA RAPPRESENTANZA DELLA COMUNITA NELL' AMBITO DEGLI ORDINAMENTI GIURIDICI DEI DIVERSI STATI MEMBRI . VISTA LA DIFFORMITA DELLE VARIE DISCIPLINE NAZIONALI, E APPARSO OPPORTUNO STABILIRE UN PARAMETRO VALIDO IN OGNI CASO . LA BUONA AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA, PER CONTRO, RICHIEDE CHE, QUALORA LA COMUNITA VENGA CHIAMATA A RISPONDERE DI UN ATTO DI UNO DEI SUOI ORGANI, DEBBA ESSERE CONVENUTA IN GIUDIZIO L' ISTITUZIONE ( O LE ISTITUZIONI ) RESPONSABILE(I ) DELL' ATTO IMPUGNATO .  8 LE RICORRENTI HANNO SOSTENUTO CHE DELL' ATTO DANNOSO ERANO RESPONSABILI SIA LA COMMISSIONE CHE IL CONSIGLIO, LA PRIMA PER AVER PROPOSTO, IL SECONDO PER AVER ADOTTATO I PROVVEDIMENTI CONTROVERSI . IL RICORSO POTEVA QUINDI LEGALMENTE VENIR PROPOSTO CONTRO LA COMUNITA, CITANDO IN GIUDIZIO QUESTE DUE ISTITUZIONI . LA RICHIESTA DI UNA CONDANNA IN SOLIDO DELLE DUE ISTITUZIONI, MENTRE NON SI CHIEDE ESPRESSAMENTE LA CONDANNA DELLA COMUNITA, NON COSTITUISCE ELEMENTO NOCIVO AL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO, E PERCIO', COME TALE, NON IMPLICA L' IRRICEVIBILITA DEL RICORSO .  9 IL RICORSO E QUINDI RICEVIBILE .  II - NEL MERITO  10 TRATTANDOSI DI UN ATTO NORMATIVO CHE IMPLICA DELLE SCELTE DI POLITICA ECONOMICA, A NORMA DELL' ART . 215, 2 ) COMMA, DEL TRATTATO LA COMUNITA RISPONDE DI UN EVENTUALE DANNO ARRECATO AI SINGOLI SOLO IN CASO DI VIOLAZIONE GRAVE D' UNA NORMA SUPERIORE INTESA A TUTELARE I SINGOLI .  1 . SULLA VIOLAZIONE DELL' ART . 39, N . 1, LETTERA C )  11 LE RICORRENTI FANNO CARICO ALLE ISTITUZIONI CONVENUTE DI AVER VIOLATO L' ART . 39, 1 ) COMMA, LETTERA C ), IN VIRTU DEL QUALE FRA LE ALTRE FINALITA DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE VI E QUELLA DI STABILIZZARE I MERCATI .  12 QUESTE ISTITUZIONI, INSTAURANDO UN SISTEMA D' AIUTI DIRETTO A FAVORIRE LA PRODUZIONE DEL GRANO DURO NELLA COMUNITA PERSEGUIVANO DIVERSI OBIETTIVI CONTEMPLATI ALL' ART . 39, IN PARTICOLARE GARANTIRE GLI APPROVVIGIONAMENTI NEL MERCATO COMUNE, STABILIZZARE I MERCATI, FAVORENDO LA COLTURA DEL GRANO DURO DEFICITARIA IN RELAZIONE A QUELLA, IN ECCEDENZA, DEL GRANO TENERO . LA NOZIONE DI STABILIZZAZIONE DEI MERCATI NON SIGNIFICA CHE DEBBANO IN OGNI CASO ESSER FATTE SALVE LE POSIZIONI COSTITUITESI NELLA PRECEDENTE SITUAZIONE DI MERCATO . EMERGE D' ALTRONDE DAGLI ATTI PROCESSUALI CHE LA PRODUZIONE DI GRANO DURO, CHE FINO AL 1966 AVEVA UNICAMENTE IMPORTANZA ECONOMICA LOCALE, AL MOMENTO DELLA PROMOZIONE DEL RICORSO POTEVA SODDISFARE PIU DELL' 80 PER CENTO DEL FABBISOGNO COMUNITARIO . UN TALE IMPULSO ALLA PRODUZIONE COMPORTA NORMALMENTE NUOVE CORRENTI NEGLI SCAMBI TRA GLI STATI MEMBRI .  13 DOVENDO PERSEGUIRE GLI OBIETTIVI DI CUI ALL' ART . 39, SI E PREFERITO IN QUALCHE CASO SACRIFICARE LA CONSERVAZIONE DELLE SITUAZIONI PREESISTENTI, MA CIO' NON COSTITUISCE VIOLAZIONE DEL N . 1, LETTERA C ) DELLO STESSO ARTICOLO .  2 . SULLA VIOLAZIONE DELL' ART . 40, N . 3, 2 ) COMMA DEL TRATTATO E DEL PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA  14 LE RICORRENTI FANNO CARICO AI CONVENUTI DI AVER VIOLATO IL PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE E QUELLO DI PROPORZIONALITA DI CUI ALL' ARTICOLO 40, N . 3 DEL TRATTATO, IN QUANTO NON HANNO USATO LA DOVUTA DILIGENZA AFFINCHE IL SISTEMA DI AIUTI ALLA PRODUZIONE DEL GRANO DURO ANDASSE DI PARI PASSO CON L' ADOZIONE DI PROVVEDIMENTI CHE GARANTISSERO ALLE INDUSTRIE MOLITORIE DEGLI STATI MEMBRI NON PRODUTTORI DI QUESTA VARIETA, LA POSSIBILITA DI ACQUISTARE IL GRANO DURO IMPORTATO DAI PAESI TERZI AD UN PREZZO NON MOLTO DISSIMILE DA QUELLO PAGATO DAI LORO CONCORRENTI FRANCESI ED ITALIANI .  15 I CONVENUTI NON NEGANO CHE IL SISTEMA DI AIUTI CRITICATO ABBIA PROCURATO AI MULINI FRANCESI UN VANTAGGIO QUANTO AI COSTI DI PRODUZIONE DEL SEMOLINO, MA SOSTENGONO CHE QUESTO VANTAGGIO NON E STATO SUPERIORE AI 30 DM LA TONNELLATA, MENTRE, SECONDO LE RICORRENTI, ESSO OSCILLEREBBE TRA I 38 E I 58 DM PER TONNELLATA . SECONDO QUESTE ULTIME, IL VANTAGGIO CONSEGUIREBBE, PER LO MENO IN BUONA PARTE, DALLA DIFFERENZA ECCEZIONALMENTE NOTEVOLE, RISPETTO AI PREZZI DEGLI ALTRI CEREALI, TRA IL PREZZO D' ENTRATA ED IL PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO UNICO PER IL GRANO DURO .  16 PUR SE IL LEGISLATORE, STANDO ALLE DICHIARAZIONI ORALI DEI CONVENUTI, AVEVA MOTIVO DI RITENERE CHE I PREZZI CHE AVREBBERO PRATICATO I PRODUTTORI FRANCESI SAREBBERO STATI SUPERIORI, NONOSTANTE GLI AIUTI, AL PREZZO D' INTERVENTO, IN REALTA COSI' NON E STATO GIACCHE I MULINI HANNO PAGATO PREZZI CORRISPONDENTI ALL' INCIRCA A QUELLO D' INTERVENTO . LA SITUAZIONE TUTTAVIA, PAREVA STIMOLARE I PRODUTTORI A PRATICARE PREZZI SUPERIORI, POICHE L' AIUTO CONCESSO IN AGGIUNTA AL RICAVO NON AVEVA LA FUNZIONE DI FAR LORO INCASSARE UN PREZZO MINIMO GARANTITO, MA ERA STATO STABILITO, UNA TANTUM, IN 35,46 U.C . PER LA STAGIONE 1971/72 ( DIFFERENZA TRA IL PREZZO D' INTERVENTO ED IL PREZZO MINIMO GARANTITO ) QUALUNQUE FOSSE IL PREZZO DI MERCATO CHE ESSI AVESSERO INCASSATO DALLE INDUSTRIE MOLITORIE . I PREZZI FAVOREVOLI PRATICATI ALLE INDUSTRIE MOLITORIE PARE SIANO QUINDI CONSEGUENZA DELL' ISOLAMENTO DEL MERCATO FRANCESE DEL GRANO DURO ED IN PARTICOLARE DEI VINCOLI PARTICOLARMENTE STRETTI, SU QUESTO MERCATO, TRA MUGNAI E PRODUTTORI AGRICOLI . LE RICORRENTI NON PARE ABBIANO AVUTO IL FERMO PROPOSITO DI POR TERMINE A QUESTA SITUAZIONE PENETRANDO NEL MERCATO FRANCESE, ANZI DANNO L' IMPRESSIONE DI ESSERSI LIMITATE A SPERARE IN UN PREZZO FISSATO DALLA COMUNITA, ONDE COMPENSARE LO SVANTAGGIO . A LORO GIUDIZIO, INOLTRE, ANCHE IN CASO DI SBLOCCO DELLA SITUAZIONE, I MULINI FRANCESI SAREBBERO SEMPRE STATI AVVANTAGGIATI A CAUSA DELLA LORO UBICAZIONE PIU FAVOREVOLE, IN PROSSIMITA DEI CENTRI DI PRODUZIONE .  17 QUESTA CIRCOSTANZA NON COSTITUIREBBE, DI PER SE STESSA, UNA DISCRIMINAZIONE VIETATA, MA SAREBBE IL SEMPLICE EFFETTO DELLA UBICAZIONE PIU VANTAGGIOSA DELLE IMPRESE FRANCESI, ELEMENTO NON INCOMPATIBILE CON LE NORME DEL TRATTATO . E' PERO' EVIDENTE CHE LA DISPARITA DEI PREZZI TRA IL MERCATO TEDESCO E QUELLO FRANCESE DEL GRANO DURO NON E PROPORZIONATA A QUESTO VANTAGGIO, CHE SI CONCRETA NELLA DIFFERENZA DEI PREZZI DI TRASPORTO, DEL SEMOLINO E DEL GRANO DURO, TRA LA ZONA DI PARIGI E LE PIAZZE TEDESCHE . BENCHE QUESTA DISPARITA DI PREZZO NON SIA STATA PROVOCATA DIRETTAMENTE DAL REGOLAMENTO N . 120/67, E INNEGABILE CHE LE DISPOSIZIONI D' ATTUAZIONE DI QUESTO REGOLAMENTO, NON TENENDO CONTO DELLA PARTICOLARE SITUAZIONE DEL MERCATO FRANCESE, NE HANNO AGEVOLATO LA PERSISTENZA .  18 E' QUINDI OPPORTUNO ESAMINARE SE, COSI' STANDO LE COSE, IL CONSIGLIO NON AVREBBE DOVUTO INTERVENIRE CON PROVVEDIMENTI - ANCHE SE SOLTANTO PROVVISORI - CHE GARANTISSERO LA PARITA DELLE CONDIZIONI DI CONCORRENZA TRA I MULINI DEI DIVERSI STATI MEMBRI . SECONDO LE RICORRENTI, GLI OBIETTIVI CHE SI PENSAVA DI POTER PERSEGUIRE CON IL SISTEMA DI AIUTI AVREBBERO POTUTO ESSERE RAGGIUNTI SENZA PROVOCARE A LORO DANNO LA " DISTORSIONE DELLA CONCORRENZA " DI CUI SI DOLGONO, AD ESEMPIO SAREBBE STATO SUFFICIENTE RIDURRE IL PREZZO D' ENTRATA DEL GRANO DURO . LA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DI PROPORZIONALITA CONSISTEREBBE NELL' AVER FISSATO UN PREZZO D' ENTRATA TROPPO ALTO, CHE VA OLTRE L' INTRINSECA FUNZIONE DI PROTEZIONE DEL MERCATO COMUNITARIO, E CIO' IN CONTRASTO CON L' ART . 40, N . 3, DEL TRATTATO, A NORMA DEL QUALE L' ORGANIZZAZIONE COMUNE PUO' IMPLICARE TUTTE LE MISURE " NECESSARIE " AL RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI DEFINITI ALL' ART . 39, MA " DEVE LIMITARSI " A PERSEGUIRE QUESTI OBIETTIVI . LA PROTEZIONE AMMISSIBILE NON RICHIEDEVA UN PREZZO D' ENTRATA DI 125,25 U.C .  19 VI E UNA RELAZIONE TRA I COSTI DI PRODUZIONE DEL GRANO DURO E DEL GRANO TENERO, CIOE IN GENERE, IL COSTO DI PRODUZIONE DEL PRIMO E SUPERIORE DI CIRCA IL 20 PER CENTO A QUELLO DEL SECONDO . ONDE EVITARE CHE NEL MERCATO DI QUESTI CEREALI SI CREINO INTERFERENZE NON AUSPICABILI, SI DEVE TENER CONTO DI QUESTA RELAZIONE ALLORCHE SI FISSANO I RISPETTIVI PREZZI D' ENTRATA . QUESTI PREZZI FISSATI PER LA STAGIONE 1971/72, RISPETTIVAMENTE A 125,25 U.C . PER IL GRANO DURO ED A 107,25 U.C . PER IL GRANO TENERO, RISPONDONO A QUESTE ESIGENZE . D' ALTRONDE LA PROTEZIONE ACCORDATA AL GRANO DURO COMUNITARIO, CHE SI CONCRETA IN UNA DIFFERENZA DI 12,81 U.C ., TRA IL PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO UNICO ED IL PREZZO D' ENTRATA, ERA PERSINO INFERIORE ALLA PROTEZIONE ACCORDATA AL GRANO TENERO, PER IL QUALE LA DIFFERENZA ERA DI 14,01 U.C . E NON DI 6,53 U.C ., COME SOSTENGONO LE RICORRENTI . IN EFFETTI PER COMMISURARE L' ENTITA DELLE RISPETTIVE PROTEZIONI DI CUI GODONO QUESTI DUE CEREALI, BISOGNA RICORRERE ALLO STESSO PARAMETRO, CIOE AL PREZZO D' ENTRATA ED AL PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO E NON, COME HANNO FATTO LE RICORRENTI, USARE UNA VOLTA IL PREZZO D' ENTRATA ED IL PREZZO D' INTERVENTO DI BASE E, LA VOLTA SEGUENTE, IL PREZZO D' ENTRATA ED IL PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO .  20 CIO' PREMESSO, NON RISULTA CHE NELLA SUA VALUTAZIONE DELL' ENTITA DEL PREZZO D' ENTRATA, IL CONSIGLIO SIA ANDATO OLTRE I LIMITI DEL NECESSARIO PER LA REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI CONTEMPLATI DAL SISTEMA D' AIUTI AL GRANO DURO .  21 SECONDO LE RICORRENTI, LE ISTITUZIONI COMUNITARIE, SE NON VOLEVANO RIDURRE IL PREZZO D' ENTRATA, AVREBBERO POTUTO COMUNQUE FISSARE UN PREZZO D' ENTRATA PIU BASSO PER GLI STATI MEMBRI NON PRODUTTORI, SENZA VARIARE QUELLO FISSATO PER I DUE STATI MEMBRI PRODUTTORI, LA FRANCIA E L' ITALIA .  22 UNA SIFFATTA DIFFERENZIAZIONE NON SOLTANTO SAREBBE INCOMPATIBILE CON LA REALIZZAZIONE DI UN MERCATO UNICO PREVISTO DAL REGOLAMENTO 13 GIUGNO 1967 N . 120, CHE ISTITUISCE L' ORGANIZZAZIONE COMUNE DEI MERCATI NEL SETTORE DEI CEREALI, MA POTREBBE RIMETTERE IN FORSE IL PRINCIPIO DELLA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI .  23 SI DEVE ANCHE CONSIDERARE SE GLI OBIETTIVI CONTEMPLATI DAL SISTEMA D' AIUTI ALLA PRODUZIONE DI GRANO DURO NON AVREBBERO DOVUTO ESSERE REALIZZATI SALVAGUARDANDO LA PARITA DELLE CONDIZIONI DI CONCORRENZA TRA I MULINI TEDESCHI E FRANCESI, MEDIANTE FISSAZIONE D' UN PREZZO D' INTERVENTO PIU ELEVATO .  24 SIFFATTO METODO POTEVA VENIR CONSIDERATO PERICOLOSO PER L' OBIETTIVO DELL' AIUTO ALLA PRODUZIONE COMUNITARIA DI GRANO DURO . ANZITUTTO VI ERA IL RISCHIO CHE, SPECIE NELLE ZONE DI CONSUMO LONTANE DAI CENTRI DI PRODUZIONE, ESSO PROVOCASSE UNA SOSTITUZIONE DEL GRANO DURO COMUNITARIO CON GRANO TENERO, DELLA COMUNITA OD IMPORTATO . IN EFFETTI, NEL SISTEMA VIGENTE, IL PREZZO D' ENTRATA DEL GRANO TENERO ( 107,25 U.C .) ERA GIA INFERIORE AL PREZZO D' INTERVENTO PER IL GRANO DURO COMUNITARIO ( 112,44 U.C .). QUINDI, AUMENTANDO ULTERIORMENTE IL PREZZO D' INTERVENTO, SI RISCHIAVA DI INCENTIVARE LA PROPENSIONE A SOSTITUIRE COL GRANO TENERO IL GRANO DURO COMUNITARIO .  25 E' STATO SUGGERITO CHE, SE ANCHE IL PREZZO D' INTERVENTO NON POTEVA ESSERE AUMENTATO PER L' INTERA COMUNITA, SI SAREBBE POTUTO PORRE RIMEDIO AGLI ASSERITI INCONVENIENTI AUMENTANDO IL PREZZO D' INTERVENTO, LIMITATAMENTE ALLA PIAZZA DI ROUEN .  26 IN EFFETTI, SU QUESTA PIAZZA, IL PREZZO D' INTERVENTO NEL 1970/71 ERA SENSIBILMENTE SUPERIORE ( 117,50 U.C .) A QUELLO DEL 1971/72 ( 112,44 U.C .), IN MODO CHE IL DIVARIO TRA IL PREZZO D' ENTRATA ( 123,13 U.C . NEL 1970/71 E 125,25 U.C . NEL 1971/72 ) ED IL PREZZO D' INTERVENTO E STATO PORTATO DA UN ANNO ALL' ALTRO DA 5,63 U.C . A 12,81 U.C . SECONDO LE RICORRENTI NE RISULTEREBBE CHE LA PROTEZIONE ACCORDATA AI PRODUTTORI COMUNITARI PER LA STAGIONE 1971/72 ERA SUPERIORE AL NECESSARIO .  27 LA DIMINUZIONE DEL PREZZO D' INTERVENTO SULLE PIAZZE SECONDARIE E DOVUTA AL FATTO CHE L' ART . 4 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 12 LUGLIO 1971, N . 1528 ( GU 20 . 7 . 1971, N . L 162, PAG . 1 ) HA SOSTITUITO UN SISTEMA DI PREZZI D' INTERVENTO DERIVATO UNICO AL SISTEMA DEI PREZZI D' INTERVENTO DERIVATI MULTIPLI . SECONDO IL SESTO CONSIDERANDO DI QUESTO REGOLAMENTO, IL CONSIGLIO HA INTESO PROROGARE ANCHE ALLA STAGIONE 1971/72, L' ESERCIZIO DELLE FACOLTA - DI CUI SI ERA AVVALSO FINO AD ALLORA - CONFERITEGLI DALL' ART . 32 DEL REGOLAMENTO N . 120/67, RELATIVAMENTE ALLA ISTITUZIONE DI UN PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO UNICO . POICHE IL PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO UNICO ERA STATO ISTITUITO IN CONSIDERAZIONE DELLA SCARSITA DELLA PRODUZIONE DI GRANO DURO, ERA LOGICO RICORRERE, COME PREVEDE L' ART . 32 DEL REGOLAMENTO N . 120/67, AL PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO MINIMO, CIOE QUELLO DELLA ZONA " PIU ECCEDENTARIA ", ADOTTANDOLO COME PREZZO D' INTERVENTO DERIVATO UNICO .  28 PUR SE IL CONSIGLIO NON HA OVVIATO AGLI INCONVENIENTI DA CUI I MULINI TEDESCHI POSSONO ESSERE STATI INDIRETTAMENTE DANNEGGIATI PER IL FATTO CHE LE DITTE FRANCESI LORO CONCORRENTI ERANO FORSE AVVANTAGGIATE DAL SISTEMA POSTO IN VIGORE, QUESTA CARENZA NON E TALE DA VIZIARE DI ILLEGITTIMITA LE NORME IN QUESTIONE . IN EFFETTI, AL MOMENTO DELL' ADOZIONE DELLA DISCIPLINA, IL CONSIGLIO - VISTE LE CIRCOSTANZE DEL CASO SPECIFICO - NON ERA TENUTO AD ASSODARE SE UNA SITUAZIONE COSI' PARTICOLARE POTESSE SCONSIGLIARE L' ADOZIONE DI NORME CHE IN CIRCOSTANZE NORMALI AVREBBERO COSTITUITO UNA DISCIPLINA ADEGUATA .  29 NELLA REPLICA ED IN SUBORDINE, LE RICORRENTI HANNO INVOCATO UN PRINCIPIO SECONDO CUI ANDREBBE RISARCITO IL DANNO CAUSATO DA UN INTERVENTO ILLEGITTIMO DELL' AUTORITA PUBBLICA, ASSIMILABILE AD UN' ESPROPRIAZIONE .  30 SENZA ASSODARE SE TALE RESPONSABILITA SIA CONTEMPLATA DALL' ART . 215, SARA SUFFICIENTE RILEVARE CHE, NON RISULTANDO VIZIATI DA ILLEGITTIMITA GLI INTERVENTI CRITICATI, IL MEZZO DEV' ESSERE RESPINTO .  

Decisione relativa alle spese

31 A NORMA DELL' ART . 69, PAR 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE E CONDANNATO ALLE SPESE .  LE RICORRENTI SONO RIMASTE SOCCOMBENTI E VANNO QUINDI CONDANNATE ALLE SPESE .  

Dispositivo

LA CORTE,  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) I RICORSI SONO RESPINTI .  2 ) LE RICORRENTI SONO CONDANNATE ALLE SPESE DEL GIUDIZIO .