CELEX: 61966CJ0012
Language: it
Date: 1967-06-22
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 22 giugno 1967. # Alfred Willame contro Commissione della CEEA. # Causa 12-66.

Avis juridique important

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61966J0012

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 22 GIUGNO 1967.  -  ALFRED WILLAME CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEEA.  -  CAUSA 12/66.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00199 edizione olandese pagina 00192 edizione tedesca pagina 00204 edizione italiana pagina 00180 edizione speciale inglese pagina 00153 edizione speciale danese pagina 00363 edizione speciale greca pagina 00527 edizione speciale portoghese pagina 00595

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - INTEGRAZIONE - COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - COMPITI - COMPOSIZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ART . 102 )  2 . DIPENDENTI - IDONEITA - SULLA VALUTAZIONE NON INFLUISCONO I SERVIZI RESI NELL' AMBITO DEL COMITATO DEL PERSONALE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ALLEGATO II, ART . 1, PARAGRAFO 3 )  

Massima

1 . IN CASO DI RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, NON E NECESSARIO MODIFICARE LA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE . QUESTA NON DEVE ADOTTARE PROVVEDIMENTI PENALI O DISCIPLINARI, BENSI' VALUTARE L' IDONEITA DEI DIPENDENTI A SVOLGERE LE LORO MANSIONI . LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE UNICA E INOLTRE LA SOLA IN GRADO DI ELABORARE, VALENDOSI DELLA PROPRIA ESPERIENZA, DEI CRITERI UNIFORMI DI VALUTAZIONE E DI CORREGGERE ALL' OCCORRENZA I GIUDIZI TROPPO SEVERI O DIVERGENTI EMESSI DAI SUPERIORI GERARCHICI .  VEDI LE MASSIME NN . 1 E 2 DELLA SENTENZA 87-63, RACCOLTA, VOL . X, PAG . 915 .  LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DI CUI ALL' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO HA IL COMPITO DI APPREZZARE IL COMPORTAMENTO GENERALE DEGLI INTERESSATI ONDE ESPRIMERE UN GIUDIZIO SULLA LORO IDONEITA AD ESERCITARE IN VIA DEFINITIVA LE FUNZIONI CORRISPONDENTI ALLA POSIZIONE GERARCHICA CHE OCCUPANO .  IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE NON HA CARATTERE DISCIPLINARE . E' CIONONDIMENO ESATTO CHE LE INFRAZIONI ALLE NORME SUL COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI IN SERVIZIO PRESSO UN' AMMINISTRAZIONE PUBBLICA COSTITUISCONO, QUALORA SIANO GRAVI O REITERATE, UNO DEI PRINCIPALI ELEMENTI D' APPREZZAMENTO, QUAND' ANCHE NON SIANO STATE DI VOLTA IN VOLTA RESPRESSE .  */ 663J0087 /*.  

Parti

NELLA CAUSA 12-66 PROPOSTA DAL  SIG . ALFRED WILLAME,  RESIDENTE IN SURESNES ( FRANCIA ),  CON GLI AVVOCATI MARCEL GREGOIRE E EDMOND LEBRUN, DEL FORO DI BRUXELLES,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AVVOCATO TONY BIEVER, 83, BOULEVARD GRANDE-DUCHESSE CHARLOTTE, RICORRENTE,  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA' EUROPEA DELL' ENERGIA ATOMICA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO, DOTT . PIERRE MATHIJSEN, IN QUALITA DI AGENTE,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL SIG . HENRI MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, 2, PLACE DE METZ, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO :  A ) L' ANNULLAMENTO DELLE DECISIONI DI NON INTEGRAZIONE E DI LICENZIAMENTO NOTIFICATE AL RICORRENTE IL 21 DICEMBRE 1965; B ) IL RISARCIMENTO DEI DANNI,  

Motivazione della sentenza

I - SULLA RICEVIBILITA  LA RICEVIBILITA DEL RICORSO NON E STATA CONTESTATA, NE DA LUOGO A RILIEVI D' UFFICIO .  II - NEL MERITO  A - L' AZIONE D' ANNULLAMENTO  1 . IL PRIMO MOTIVO :  IRREGOLARITA DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE  A ) IL RICORRENTE ASSUME CHE I DIRITTI DELLA DIFESA SONO STATI VIOLATI IN QUANTO LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE ERA COMPOSTA ESATTAMENTE COME QUELLA CHE AVEVA EMESSO IL PRIMO PARERE NEL 1963 .  LA CENSURA E INFONDATA .  LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON DEVE ADOTTARE PROVVEDIMENTI PENALI O DISCIPLINARI, BENSI' VALUTARE L' IDONEITA DEI DIPENDENTI A SVOLGERE LE MANSIONI LORO AFFIDATE, COME PRESCRITTO DALL' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO DEL PERSONALE . A TALE SCOPO ESSA DEVE ESAMINARE DEI PARERI SOGGETTIVI SULL' IDONEITA DEI DIPENDENTI, ESPRESSI DAI RISPETTIVI SUPERIORI GERARCHICI . LE DISPARITA DI TRATTAMENTO POSSONO ESSERE QUINDI EVITATE SOLTANTO SE UNA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE UNICA VIENE POSTA IN GRADO DI ELABORARE, VALENDOSI DELLA PROPRIA ESPERIENZA, DEI CRITERI OMOGENEI DI VALUTAZIONE E DI CORREGGERE ALL' OCCORRENZA I GIUDIZI TROPPO SEVERI O DIVERGENTI .  D' ALTRO LATO, UNA COMMISSIONE SPECIALE CHE FOSSE COSTITUITA PER UN CASO PARTICOLARE NON AVREBBE L' ESPERIENZA, ACQUISTATA ATTRAVERSO NUMEROSE PRATICHE, DI QUELLA CHE SI E OCCUPATA FIN DALL' INIZIO DELL' INTEGRAZIONE .  B ) IL RICORRENTE SOSTIENE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE AVREBBE DOVUTO VERIFICARE SE DETERMINATE NOTE, FATTE DAL SIG . RECHT IN MARGINE A DOCUMENTI DA ESSA ESAMINATI, NON FOSSERO STATE ANTIDATATE .  LA CENSURA VA DISATTESA .  IL SIG . RECHT HA PRECISATO DINANZI ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, IL 15 NOVEMBRE 1965, CHE LE NOTE A MARGINE IN INCHIOSTRO ROSSO ERANO STATE DA LUI FATTE NEL 1962, EPOCA DEL PRIMO PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE . DAL FASCICOLO RISULTA CHE QUESTA DICHIARAZIONE E STATA FATTA IN RISPOSTA AD UNA DOMANDA RIGUARDANTE LE NOTE A MARGINE PRIVE DI DATA . LA DEPOSIZIONE DEL SIG . RECHT NON RIGUARDA QUINDI LE NOTE IN CONTESTAZIONE, CHE SONO TUTTE DATATE .  LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA AVUTO RAGIONE DI RITENERE CHE I VAGHI SOSPETTI NUTRITI DAL RICORRENTE NON COSTITUIVANO UN VALIDO MOTIVO PER DISPORRE UNA PERIZIA ONDE ACCERTARE SE FOSSERO ESATTE LE DATE FIGURANTI SUI DOCUMENTI NN . 148, 152 E 202 .  C ) IL RICORRENTE DEDUCE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA EMESSO IL SUO PARERE IN BASE AD UN FASCICOLO INCOMPLETO, PUR NON IGNORANDO QUESTA CIRCOSTANZA .  LA CENSURA E INFONDATA . DA DETTO FASCICOLO SI DESUME CHE, SU 600 PAGINE ESAMINATE COMPLESSIVAMENTE DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, 150 CIRCA APPARTENEVANO A LAVORI PORTATI A TERMINE, MENTRE IL RESTO ERA COSTITUITO DA MINUTE E NOTE PREPARATORIE . E' QUINDI INFONDATO, IL RILIEVO SECONDO CUI LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SI SAREBBE BASATA SOLTANTO SU SEMPLICI PROGETTI .  SE CIO' NON BASTASSE, NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE IL RICORRENTE NON HA FATTO CENNO ALL' ESISTENZA, OLTRE CHE DELLE 150 PAGINE SOPRA MENZIONATE, DI LAVORI DEFINITIVI O QUASI DEFINITIVI DA LUI SOLO ELABORATI, NE HA SOSTENUTO CHE SULLA SCORTA DI ESSI LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE AVREBBE POTUTO FARSI UN' OPINIONE PIU FAVOREVOLE DELLE SUE ATTITUDINI . IL FASCICOLO SOTTOPOSTO ALLA CORTE CONTIENE UN SOLO RILIEVO IN QUESTO SENSO, FATTO DAL RICORRENTE AL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CON LETTERA DEL 15 DICEMBRE 1965, VALE A DIRE DOPO LA FINE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE .  D ) IL RICORRENTE FA CARICO ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DI NON AVER SENTITO IL SIG . HIRSCH, GIA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE CEEA, IL QUALE SAREBBE STATO MEGLIO DI OGNI ALTRO IN GRADO DI PRECISARE LA NATURA E IL RILIEVO DEI COMPITI ESPLETATI DAL RICORRENTE IN SENO AL COMITATO DEL PERSONALE, CONSENTENDO COSI' ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DI VALUTARE L' INCIDENZA DI TALE ATTIVITA SULLA QUALITA E LA QUANTITA DELLE PRESTAZIONI ATTINENTI ALLE SUE MANSIONI D' ISTITUTO .  LA CENSURA VA DISATTESA .  L' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO DEL PERSONALE PRESCRIVE ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DI EMETTERE UN PARERE UNICAMENTE SULL' IDONEITA DEL DIPENDENTE A SVOLGERE LE MANSIONI PROPRIE DEL SUO IMPIEGO . L' ARTICOLO 1 ), TERZO COMMA, DELL' ALLEGATO II DELLO STATUTO DEL PERSONALE, A NORMA DEL QUALE " LE FUNZIONI ASSUNTE DAI MEMBRI DEL COMITATO DEL PERSONALE SONO CONSIDERATE COME PARTE DEI COMPITI CHE ESSI DEVONO ASSOLVERE PRESSO LA LORO ISTITUZIONE ", NON IMPLICA CHE IL VALORE DEI SERVIZI RESI NELL' AMBITO DEL COMITATO DEL PERSONALE POSSA INFLUIRE SUL GIUDIZIO RELATIVO ALL' IDONEITA AD OCCUPARE UN DETERMINATO POSTO DI RUOLO . LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE ERA QUINDI TENUTA AD ACCERTARE UNICAMENTE IL VOLUME DELL' ATTIVITA DEDICATA DAL RICORRENTE AL COMITATO DEL PERSONALE E L' INCIDENZA DI ESSA SULL' ATTIVITA DEDICATA ALLE MANSIONI D' ISTITUTO .  SIA DALLA DEPOSIZIONE DEL SIG . RECHT, RESA NELLA SEDUTA DEL 3 NOVEMBRE 1965, SIA DAL PARERE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA EMESSO IL 1 ) DICEMBRE 1965 BASANDOSI SULLE PARTICOLAREGGIATE DICHIARAZIONI DEL RICORRENTE, EMERGE CHE L' INCIDENZA QUANTITATIVA DELL' ATTIVITA DEDICATA AL COMITATO DEL PERSONALE SULL' ATTIVITA D' ISTITUTO E STATA PRESA NELLA DOVUTA CONSIDERAZIONE . AL RICORRENTE NON E STATO AFFATTO MOSSO L' ADDEBITO DI AVER TRASCURATO IL LAVORO A CAUSA DELLE SUE MANSIONI DI RAPPRESENTANTE DEL PERSONALE; AL CONTRARIO, GLI E STATO DATO ATTO CHE, MALGRADO TALE SUO IMPEGNO, EGLI HA POTUTO DEDICARE UNA PARTE CONSIDEREVOLE DEL SUO TEMPO ALLE ATTIVITA D' ISTITUTO .  LO STESSO RICORRENTE NON HA MAI SOSTENUTO CHE LA SUA DUPLICE ATTIVITA GLI ABBIA IMPEDITO DI OSSERVARE I TERMINI IMPARTITIGLI PER I LAVORI RELATIVI ALLA SUA ATTIVITA D' ISTITUTO O ABBIA INFLUITO NEGATIVAMENTE SULLA QUALITA DEL SUO LAVORO . DAL VERBALE DELLA SEDUTA 8 FEBBRAIO 1963, TENUTASI DURANTE IL PRIMO PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, RISULTA ANZI CHE IL RICORRENTE HA RICONOSCIUTO DI ESSERE STATO SOSTENUTO DAL SUO SUPERIORE ( SINO ALLA FINE DEL 1961 ) PER QUANTO RIGUARDA LA SUA ATTIVITA IN SENO AL COMITATO DEL PERSONALE E DI ESSER SEMPRE STATO IN GRADO DI PORTARE A TERMINE I SUOI LAVORI PER LA DATA FISSATAGLI .  DA QUANTO PRECEDE EMERGE CHE, IN SEDE DI PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, NON ERA NECESSARIO STABILIRE CON PRECISIONE QUANTO TEMPO IL RICORRENTE DEDICASSE AL COMITATO DEL PERSONALE; ERA QUINDI LOGICO CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE RINUNCIASSE A SENTIRE IL SIG . HIRSCH .  2 . IL SECONDO MOTIVO : MOTIVAZIONE MANCANTE O INADEGUATA  A ) IL RICORRENTE LAMENTA CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON ABBIA TENUTO NEL DEBITO CONTO LA DEPOSIZIONE A LUI FAVOREVOLE DEL PROF . MEDI .  DALLE DICHIARAZIONI RESE DAL PROF . MEDI NELLA SEDUTA DEL 3 NOVEMBRE 1965 RISULTA CHE EGLI NON DISPONEVA DI ELEMENTI SUFFICIENTI PER ESPRIMERE UN GIUDIZIO COMPLESSIVO SULL' ATTIVITA DEL RICORRENTE . LA DEPOSIZIONE DEL PROF . MEDI NON HA QUINDI POTUTO FORNIRE ALLA COMMISSIONE INFORMAZIONI ATTE AD INFLUIRE IN MODO DECISIVO SULL' EMITTENDO PARERE .  LA CENSURA E PERCIO' INFONDATA .  B ) IL RICORRENTE ASSUME CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON AVEVA MOTIVO DI CRITICARE IL SUO TENTATIVO DI ELABORARE STATISTICHE SANITARIE E SOCIALI . DA UNA LETTERA, IN DATA 26 GENNAIO 1961, DEL SERVIZIO STATISTICHE E DA UN MEMORANDUM DA LUI INVIATO A DETTO SERVIZIO IL 26 NOVEMBRE 1961, RISULTEREBBE INFATTI CHE IL RISTAGNO DEL LAVORO NON ERA A LUI IMPUTABILE, MA DIPENDEVA DAI COMPETENTI ORGANI NAZIONALI .  IN CORSO DI CAUSA E EMERSO CHE LE GIUSTIFICAZIONI FORNITE DAL RICORRENTE IN SEDE DI PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE SONO STATE ACCOLTE SU QUESTO PUNTO E CHE I SUOI LAVORI STATISTICI NON HANNO COMUNQUE INFLUITO SUL GIUDIZIO COMPLESSIVO DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE .  LA CENSURA VA QUINDI DISATTESA .  C ) IL RICORRENTE SOSTIENE CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON DISPONEVA DI TUTTI GLI ELEMENTI DI GIUDIZIO QUANDO HA VALUTATO SFAVOREVOLMENTE L' ORGANIGRAMMA DELLA DIREZIONE PROTEZIONE SANITARIA, DA LUI ELABORATO .  IL RICORRENTE NON HA PROVATO L' ESISTENZA DI UN ALLEGATO CHE AVREBBE INDICATO IL PERSONALE OCCORRENTE . LA VALUTAZIONE SFAVOREVOLE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DIPENDE INOLTRE MOLTO PIU DALLA MANCANZA DI ORIGINALITA DELL' ORGANIGRAMMA CHE DALLA SUA INCOMPLETEZZA . NON SI PUO' FAR A MENO DI AMMETTERE CHE UN DOCUMENTO CONTENENTE SOLO DELLE PARAFRASI DEL TRATTATO CEEA NON E ATTO A DIMOSTRARE L' IDONEITA DEL SUO AUTORE AD OCCUPARE UN POSTO DI CAPO DIVISIONE . LA CENSURA E PERCIO' INFONDATA .  D ) IL RICORRENTE DEDUCE CHE, DEL PARI IN BASE AD UNA VERSIONE INCOMPLETA, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA GIUDICATO INSUFFICIENTE LA RACCOLTA, DA LUI CURATA, DI NORME IN MATERIA DI ASSICURAZIONE E D' INDENNIZZO DEL PERSONALE ESPOSTO A RADIAZIONI NUCLEARI . NELLA SUA VERSIONE DEFINITIVA, LA RACCOLTA AVREBBE INCLUSO ALTRE SEI PAGINE, RIGUARDANTI GLI INFORTUNI SUL LAVORO, E UN CERTO NUMERO DI SCHEDE DI RICHIAMO .  LA CONVENUTA RIBATTE CHE NEGLI ARCHIVI DELLA DIVISIONE PROTEZIONE SANITARIA NON VI E TRACCIA DEI DOCUMENTI TESTE MENZIONATI . LE CRITICHE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON RIGUARDANO INOLTRE LE LACUNE DEL LAVORO, BENSI' LA SUA NATURA E IL SUO LIVELLO .  LA CENSURA VA QUINDI DISATTESA .  E ) IL RICORRENTE CRITICA IL PASSO DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE IN CUI E DETTO CHE LO SCHEDARIO TECNICO SULLE MALATTIE PROFESSIONALI DA LUI RACCOLTO " NON PUO' ESSERE CONSIDERATO COME UNA MANIFESTAZIONE PERSUASIVA DELLO SPIRITO D' INIZIATIVA DI CUI DEV' ESSERE DOTATO IL RESPONSABILE DELLE QUESTIONI SOCIALI PRESSO LA PROTEZIONE SANITARIA ".  NELLA SUA DEPOSIZIONE IL DOTT . MASSART, DIRETTORE DEL SERVIZIO MEDICO, PUR AMMETTENDO CHE IL LAVORO DI CUI TRATTASI COSTITUISCE IN PARTE UN CONTRIBUTO PERSONALE DEL RICORRENTE, HA DICHIARATO CHE ESSO NON HA GRANDE INTERESSE PER LA DIREZIONE DELLA PROTEZIONE SANITARIA ED HA QUINDI CONFERMATO IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE . E' INOLTRE EVIDENTE CHE UN LAVORO CONSISTENTE DI DATI FORNITI IN GRAN PARTE DA ALTRI SERVIZI DELLA COMMISSIONE CEEA O DAL BUREAU INTERNATIONAL DU TRAVAIL, NON E ATTO A DIMOSTRARE L' IDONEITA DEL RICORRENTE A SVOLGERE LE MANSIONI CUI ERA ADDETTO .  LA CENSURA VA PERCIO' DISATTESA .  3 . IL TERZO MOTIVO : SVIAMENTO DI POTERE  IL RICORRENTE ASSUME CHE LO SCOPO PERSEGUITO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON FU QUELLO DI VALUTARE OBIETTIVAMENTE LE SUE CAPACITA, BENSI' DI LICENZIARLO, CERCANDO POI DI DARE UN' APPARENTE GIUSTIFICAZIONE AL LICENZIAMENTO DECISO A PRIORI . SAREBBE SIGNIFICATIVO IN PROPOSITO IL FATTO CHE IL 29 OTTOBRE 1965, CIOE IMMEDIATAMENTE PRIMA CHE IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE AVESSE INIZIO, EGLI HA AVUTO NOTIZIA DELLA SOPPRESSIONE DEL SUO POSTO DI CAPO DELLA DIVISIONE DELLE QUESTIONI SOCIALI .  IL RICORRENTE NON HA PERO' FORNITO LA PROVA DELLO SVIAMENTO DI POTERE E IL MOTIVO VA QUINDI DISATTESO .  B - L' AZIONE DEI DANNI  DA QUANTO PRECEDE SI DESUME CHE LA SOLA QUESTIONE ANCORA DA RISOLVERE E SE IL PREAVVISO DI UN MESE, PREVISTO DAL CONTRATTO PRESTATUARIO DEL RICORRENTE, POSSA ESSERE RITENUTO ADEGUATO .  ALL' ATTO DEL LICENZIAMENTO, IL RICORRENTE AVEVA PRESTATO PIU DI SETTE ANNI DI SERVIZIO ED ERA ASSIMILATO A UN CAPO DIVISIONE ( GRADO A/3 ). LA SUA PERMANENZA IN SERVIZIO SI E QUINDI PROTRATTA MOLTO OLTRE L' EPOCA NORMALE DI CESSAZIONE DEI CONTRATTI DETTI " DI BRUXELLES ". IL PREAVVISO DI UN MESE APPARE DI CONSEGUENZA INADEGUATO .  NEL VALUTARE L' ENTITA DEL DANNO ARRECATOGLI DALL' INADEGUATEZZA DEL PREAVVISO, SI DEVE TUTTAVIA TENER CONTO DEL FATTO CHE IL RICORRENTE HA FRUITO, OLTRE CHE DI UN MESE DI PREAVVISO, DI UN' INDENNITA PARI A DUE MESI DI STIPENDIO BASE, IN CONFORMITA ALL' ARTICOLO 102, N . 2, DELLO STATUTO DEL PERSONALE . LA CORTE PERTANTO, VALENDOSI DELLA SUA GIURISDIZIONE DI MERITO, DETERMINA L' AMMONTARE DEL DANNO IN 100 000 FRANCHI BELGI .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, IL SOCCOMBENTE VA CONDANNATO ALLE SPESE . A NORMA DELL' ARTICOLO 70 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, NELLE CAUSE PROMOSSE DAI DIPENDENTI LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE . A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 3, SE LE PARTI SOCCOMBONO RISPETTIVAMENTE SU UNO O PIU CAPI, LA CORTE PUO' COMPENSARE IN TUTTO O IN PARTE LE SPESE .  LE CONCLUSIONI DEL RICORRENTE RIGUARDANTI LA DURATA DEL PREAVVISO SONO STATE ACCOLTE . APPARE QUINDI EQUO CHE LA CONVENUTA SOPPORTI LA META DELLE SPESE SOSTENUTE DAL RICORRENTE .  

Dispositivo

LA PRIMA SEZIONE DELLA CORTE,  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) E' RESPINTO IL RICORSO 12-66, IN QUANTO DIRETTO AD OTTENERE L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI NON INTEGRAZIONE E DI LICENZIAMENTO .  2 ) LA CONVENUTA E CONDANNATA A CORRISPONDERE AL RICORRENTE LA SOMMA DI 100 000 FRANCHI BELGI, A TITOLO DI RISARCIMENTO PER L' INADEGUATEZZA DEL PERIODO DI PREAVVISO .  3 ) LA CONVENUTA SOPPORTERA LE PROPRIE SPESE E LA META DI QUELLE SOSTENUTE DAL RICORRENTE, RIMANENDO A CARICO DI QUEST' ULTIMO LA RESTANTE PARTE .