CELEX: E2017C0094
Language: it
Date: 2017-05-31 00:00:00
Title: Decisione dell'Autorità di vigilanza EFTA n. 94/17/COL, del 31 maggio 2017, che chiude il procedimento di indagine formale sulla deroga per i servizi ambulanti nel quadro del regime di differenziazione degli oneri di sicurezza sociale 2014–2020 (Norvegia) [2018/595]

19.4.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 99/18
            
         DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA
   N. 94/17/COL
   del 31 maggio 2017
   che chiude il procedimento di indagine formale sulla deroga per i servizi ambulanti nel quadro del regime di differenziazione degli oneri di sicurezza sociale 2014–2020 (Norvegia) [2018/595]
   L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA («l'Autorità»),
   VISTO:
   l'accordo sullo Spazio economico europeo («l'accordo SEE»), in particolare gli articoli 61 e 62,
   il protocollo 26 dell'accordo SEE,
   l'accordo fra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia («l'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte»), in particolare l'articolo 24,
   il protocollo 3 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte («il protocollo 3»), in particolare l'articolo 7, paragrafo 3, della parte II,
   considerando quanto segue:
   I.   FATTI
   
   1.   Procedimento
   
   
               (1)
            
            
               Con lettera del 13 marzo 2014 (1), le autorità norvegesi hanno notificato il regime di differenziazione degli oneri di sicurezza sociale 2014-2020 ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 3, della parte I del protocollo 3. Sulla base di tale notifica e delle informazioni presentate successivamente (2), l'Autorità ha approvato il regime di aiuti notificato con decisione n. 225/14/COL del 18 giugno 2014.
            
         
               (2)
            
            
               Con sentenza del 23 settembre 2015 nella causa Kimek Offshore AS/ESA
                   (3), la Corte EFTA ha annullato in parte la decisione dell'Autorità.
            
         
               (3)
            
            
               Con lettera del 15 ottobre 2015 (4), l'Autorità ha chiesto informazioni alle autorità norvegesi. Con lettera del 6 novembre 2015 (5), le autorità norvegesi hanno risposto alla richiesta di informazioni.
            
         
               (4)
            
            
               Con decisione n. 489/15/COL del 9 dicembre 2015, l'Autorità ha avviato il procedimento di indagine formale. Con lettera del 13 gennaio 2016 (6), le autorità norvegesi hanno risposto alla decisione dell'Autorità.
            
         
               (5)
            
            
               Il 30 giugno 2016 la decisione di avviare il procedimento di indagine formale è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e nel relativo supplemento SEE (7). L'Autorità ha ricevuto osservazioni da due interessati, la Kimek Offshore AS [lettera del 12 maggio 2016 (8)] e la NHO Finnmark [lettera del 4 luglio 2016 (9)], entro il termine ultimo per la presentazione delle osservazioni, ossia il 30 luglio 2016. Con lettera del 2 agosto 2016 (10), l'Autorità ha inoltrato le osservazioni alle autorità norvegesi, alle quali è stata data l'opportunità di rispondere. Con lettera del 5 settembre 2016 (11), le autorità norvegesi hanno risposto.
            
         2.   Ambito di applicazione dell'indagine formale
   
   
               (6)
            
            
               Con la sua sentenza, la Corte EFTA ha in parte annullato la decisione dell'Autorità che approvava il regime di differenziazione regionale degli oneri di sicurezza sociale 2014-2020. Il regime di aiuti nella sua globalità non è stato sottoposto a un nuovo controllo da parte dell'Autorità nel corso dell'indagine formale. L'indagine è stata limitata alla parte del regime (una deroga per i servizi ambulanti) per la quale l'approvazione dell'Autorità è stata annullata.
            
         
               (7)
            
            
               Tuttavia, poiché la deroga per i servizi ambulanti è un'eccezione alle norme stabilite dal regime di differenziazione degli oneri di sicurezza sociale, l'Autorità ritiene utile, a fini di completezza, presentare una panoramica degli obiettivi e della base giuridica del regime di aiuti in quanto tale, prima di illustrare le regole relative alla registrazione delle imprese in Norvegia e la deroga stessa per i servizi ambulanti.
            
         3.   Panoramica del regime
   
   3.1.   Obiettivi
   
   
               (8)
            
            
               L'obiettivo del regime di differenziazione degli oneri di sicurezza sociale è ridurre o prevenire lo spopolamento delle regioni meno popolate in Norvegia, stimolando l'occupazione. A tal fine, il regime di aiuti al funzionamento riduce il costo del lavoro riducendo le aliquote dei contributi previdenziali in determinate aree geografiche. In linea di massima, le intensità di aiuto variano in funzione della zona geografica in cui l'unità aziendale è registrata. Le regole sulla registrazione sono illustrate più avanti in maggior dettaglio.
            
         3.2.   Base giuridica nazionale
   
   
               (9)
            
            
               La base giuridica nazionale del regime è la sezione 23-2 della legge sulle assicurazioni sociali (12). Questa disposizione sancisce l'obbligo generale per il datore di lavoro di provvedere al pagamento degli oneri di sicurezza sociale calcolati in base al reddito lordo corrisposto al dipendente. Ai sensi del paragrafo 12 della suddetta sezione, il Parlamento norvegese può adottare aliquote differenziate su base regionale nonché disposizioni specifiche per le imprese operanti in taluni settori. Pertanto, la base giuridica del regime è costituita dalla legge sulle assicurazioni sociali, nonché dalle decisioni annuali del Parlamento norvegese (13).
            
         3.3.   Regole sulla registrazione
   
   
               (10)
            
            
               L'ammissibilità agli aiuti nell'ambito del regime dipende dal fatto che un'impresa sia registrata o meno nella zona ammissibile. La regola principale del regime è che le intensità di aiuto variano in funzione della zona geografica in cui l'azienda è registrata.
            
         
               (11)
            
            
               Il diritto norvegese prevede che le imprese registrino le sottounità per ogni singola attività commerciale svolta (14). Se un'impresa svolge diversi tipi di attività commerciale, occorre registrare le singole sottounità. Inoltre, bisogna registrare unità separate se le attività sono svolte in diverse aree geografiche.
            
         
               (12)
            
            
               Secondo le autorità norvegesi il criterio della «singola attività commerciale» è soddisfatto quando almeno un dipendente lavora per l'unità madre in una zona distinta e l'impresa può essere visitata in questo luogo. Ogni sottounità costituisce la propria base di calcolo dell'onere di sicurezza sociale differenziato, a seconda del luogo in cui è registrata. Ne consegue che un'impresa registrata al di fuori della zona ammissibile agli aiuti, nell'ambito del regime, sarà ammissibile agli aiuti se e nella misura in cui le sue attività economiche vengono svolte in una sottounità situata all'interno della zona ammissibile.
            
         3.4.   I servizi ambulanti: la misura oggetto della decisione
   
   
               (13)
            
            
               In deroga alla regola principale sulla registrazione, il regime si applica anche alle imprese registrate al di fuori della zona ammissibile che impiegano lavoratori per lavorare in questa zona o se questi sono impiegati in attività «mobili» all'interno della stessa. Ai fini della presente decisione, le attività svolte in tali situazioni sono definite «servizi ambulanti». Questa è la deroga oggetto della presente decisione. Ai fini della presente decisione, la norma viene definita come la «deroga». La base giuridica nazionale della deroga è la sezione 1(4) della decisione n. 1482 del Parlamento norvegese, del 5 dicembre 2013, sulla determinazione delle aliquote fiscali ecc. nel quadro della legge sulle assicurazioni sociali per il 2014.
            
         
               (14)
            
            
               La deroga si applica solo quando il lavoratore trascorre la metà o più dei suoi giorni lavorativi nella zona ammissibile. Inoltre, l'aliquota ridotta è applicabile soltanto per la parte del lavoro effettuata in tale zona. Come regola di base, il periodo per la registrazione fiscale è un mese di calendario. Gli oneri di sicurezza sociale vengono calcolati sulla base dell'aliquota applicabile nella zona in cui il datore di lavoro si ritiene svolga l'attività commerciale.
            
         
               (15)
            
            
               Ciò significa che, ad esempio, se un impiegato di un'entità registrata a Oslo (Oslo è nella Zona 1, una zona non ammissibile, dove l'aliquota è quella standard del 14,1 %) svolge il 60 % del suo lavoro per un mese di calendario a Vardø (che si trova nella Zona 5, dove l'aliquota applicabile è dello 0 %) e il resto ad Oslo, l'impresa potrà applicare l'aliquota zero sulla retribuzione dovuta per il lavoro svolto a Vardø, ma non per il lavoro svolto ad Oslo.
            
         4.   Sentenza della Corte EFTA
   
   
               (16)
            
            
               La Corte EFTA ha annullato la decisione dell'Autorità n. 225/14/COL nella misura in cui ha chiuso l'indagine preliminare sulla misura di aiuto di cui alla sezione 1(4) della decisione n. 1482 del Parlamento norvegese, del 5 dicembre 2013, sulla determinazione delle aliquote fiscali ecc. nel quadro della legge sulle assicurazioni sociali per il 2014.
            
         
               (17)
            
            
               La Corte EFTA ha concluso (15) che l'Autorità non aveva valutato le circostanze e le relative conseguenze riguardo alla compatibilità della norma di cui alla sezione 1(4) con il funzionamento dell'accordo SEE ai sensi dell'articolo 61, paragrafo 3 SEE, soprattutto per quanto riguarda l'impatto della deroga sulla concorrenza e gli scambi, e la sua compatibilità con il punto 16 degli orientamenti dell'Autorità in materia di aiuti di Stato a finalità regionale 2014-2020 («gli orientamenti») (16). Secondo la Corte, tale specifica valutazione era fondamentale per la valutazione, da parte dell'Autorità, del regime notificato.
            
         
               (18)
            
            
               La sezione 1(4) è redatta in modo tale da rispecchiare la deroga (oggetto della presente decisione) con una corrispondente misura antielusione atta a impedire che le imprese richiedano aiuti nell'ambito del regime ricorrendo all'espediente di registrare la loro impresa nella zona in cui si applica un'aliquota dei contributi previdenziali più bassa per poi svolgere attività ambulanti o impiegare lavoratori in una zona in cui è applicabile un'aliquota più alta. La misura antielusione non è oggetto del presente procedimento (17).
            
         5.   Osservazioni delle autorità norvegesi in merito alla decisione n. 489/15/COL
   
   
               (19)
            
            
               In risposta all'avvio dell'indagine formale da parte dell'Autorità (18), le autorità norvegesi hanno chiarito il loro parere sostenendo che l'aliquota applicabile nell'ambito del regime degli oneri di sicurezza sociale si è basata, da prima del 2007, sul luogo in cui il datore di lavoro si riteneva svolgesse la sua attività commerciale. Tale regola si basa sulla premessa fondamentale secondo cui, solo le imprese che svolgono attività economiche nella zona ammissibile dovrebbero ricevere aiuti e solo nella misura in cui esse offrono servizi economici nella zona. La registrazione non è la questione determinante.
            
         
               (20)
            
            
               L'aiuto concesso sulla base del regime di differenziazione degli oneri di sicurezza sociale ammonta a circa 6,85 miliardi di NOK l'anno (19). Sulla base dei dati raccolti nei primi otto mesi del 2015 le autorità norvegesi hanno presentato gli effetti stimati della deroga nelle diverse zone per tutto il 2015. Per una descrizione delle zone 1, 2, 3, 4 e 4a, cfr. la decisione n. 225/14/COL, punto 25. La Zona 1 comprende le regioni centrali della Norvegia e tutti i territori al di fuori del paese. Le attività svolte nella zona 1 non sono ammissibili agli aiuti nell'ambito del regime. Neanche le attività svolte nella zona 1a sono ammissibili agli aiuti nell'ambito del regime. Tuttavia, nella zona 1a, le autorità norvegesi hanno istituito un sistema che prevede un'aliquota ridotta dei contributi previdenziali. Tale riduzione viene concessa come aiuto de minimis. Le misure che soddisfano le condizioni del regolamento de minimis (20) non costituiscono un aiuto ai sensi dell'articolo 61 dell'accordo SEE.
               
                  Tabella
               
               
                  La tabella mostra una stima degli aiuti concessi nel 2015 alle imprese registrate nelle zone previste dal regime di aiuti, grazie all'applicazione della deroga
               
               
                           Zona
                        
                        
                           Milioni di NOK
                        
                     
                           1
                        
                        
                           240
                        
                     
                           1a
                        
                        
                           38
                        
                     
                           2
                        
                        
                           9
                        
                     
                           3
                        
                        
                           1
                        
                     
                           4
                        
                        
                           1
                        
                     
                           4a
                        
                        
                           10
                        
                     
                           Totale
                        
                        
                           300
                        
                     
         
               (21)
            
            
               Le autorità norvegesi hanno spiegato che le cifre possono variare sensibilmente a seconda della natura dei servizi ambulanti. I grandi progetti di costruzione fanno generalmente affidamento ai servizi ambulanti e quindi determinano un maggior ricorso ad attività ambulanti. Inoltre, le imprese che svolgono attività sostanziali nelle zone ammissibili possono riorganizzare le loro attività istituendo sottounità nella zona pertinente. Ciò influenzerà anche l'effetto stimato della deroga. Infine, le autorità norvegesi evidenziano che la crescita delle attività nell'industria edilizia ha effetti positivi indiretti sull'occupazione in altri settori nelle zone ammissibili.
            
         
               (22)
            
            
               La deroga consente alle imprese delle zone ammissibili di accedere alla manodopera a un costo inferiore. Senza tale deroga le imprese della zona ammissibile avrebbero maggiori difficoltà a reperire manodopera specializzata. Inoltre, l'impiego di manodopera specializzata mediante i servizi ambulanti può contribuire ad accrescere le conoscenze e le competenze delle imprese locali. Queste conoscenze e competenze possono rimanere in azienda anche quando il lavoratore ambulante lascia l'impresa, il che produce un effetto durevole sulla forza lavoro e sulle imprese locali.
            
         
               (23)
            
            
               La deroga mette sullo stesso piano tutti gli operatori economici attivi nella zona ammissibile. Le imprese locali possono trarre benefici dalla concorrenza in termini di prezzi più bassi per i servizi ambulanti.
            
         
               (24)
            
            
               I dipendenti che dimorano temporaneamente nelle zone ammissibili contribuiranno all'economia locale attraverso l'acquisto di beni e servizi. Quando i servizi ambulanti sono legati a un progetto temporaneo ciò si manifesta come effetto temporaneo. Quando il ricorso ai servizi ambulanti in una regione è prolungato, l'effetto è di lunga durata.
            
         
               (25)
            
            
               Le imprese registrate nelle zone centrali che forniscono servizi ambulanti nelle zone ammissibili possono assumere personale su base locale. Pur essendo di natura temporanea, questi posti di lavoro contribuiranno ad accrescere i redditi salariali nelle regioni ammissibili, con effetti positivi sull'attività economica. Le autorità norvegesi affermano che la deroga riduce i costi della manodopera e conferisce alla manodopera un vantaggio rispetto al capitale, ove essi siano sostituibili. Ciò contribuisce a far crescere l'occupazione.
            
         6.   Osservazioni degli interessati
   
   6.1.   Kimek Offshore AS
   
   
               (26)
            
            
               La Kimek Offshore AS (la «Kimek») è una società di servizi che opera nel settore petrolifero e del gas e fa parte del Kimek Group. La Kimek ha sede a Kirkenes, nella contea di Finnmark, una regione in cui vige un'aliquota zero per il contributo di previdenza sociale.
            
         
               (27)
            
            
               Oltre a commentare la decisione di avvio dell'indagine formale dell'Autorità, la Kimek ha commentato le osservazioni delle autorità norvegesi sopra esposte.
            
         
               (28)
            
            
               La Kimek ritiene che le autorità norvegesi non abbiano in gran parte documentato gli aspetti seguenti: che la deroga contribuisce a un obiettivo ben definito d'interesse comune, che è necessario l'intervento statale, che la deroga è appropriata, che ha un effetto di incentivazione, che è proporzionata e che sono evitati indebiti effetti negativi sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati del SEE.
            
         
               (29)
            
            
               I concorrenti della Kimek sono in gran parte situati al di fuori delle zone ammissibili agli aiuti a finalità regionale. La Kimek disapprova la deroga perché consente alle imprese situate al di fuori delle zone ammissibili di beneficiare del regime di aiuti quando svolgono attività nelle zone ammissibili. La Kimek afferma che quelle imprese non presentano le stesse difficoltà delle imprese situate nelle zone ammissibili. Ritiene inoltre che la deroga non sia adatta a contrastare lo spopolamento e a rafforzare i modelli di insediamento nelle zone ammissibili. Al contrario, essa danneggia le imprese situate nelle zone ammissibili.
            
         
               (30)
            
            
               La Kimek non condivide il parere delle autorità norvegesi, secondo il quale la deroga consentirebbe alle imprese locali di accedere, a un costo inferiore, a una manodopera specializzata che diversamente non sarebbe disponibile. La Kimek sostiene che tale tesi non sia stata né dimostrata né documentata dalle autorità norvegesi.
            
         
               (31)
            
            
               Ritiene inoltre vi sia il rischio che la deroga porti a una «fuga di cervelli» dalle aree ammissibili, perché le persone non riusciranno a trovare un impiego a livello locale.
            
         
               (32)
            
            
               Secondo la Kimek le autorità norvegesi non hanno documentato che le imprese non registrate localmente impiegano lavoratori dimoranti nella zona ammissibile.
            
         
               (33)
            
            
               Inoltre, la Kimek ritiene che i lavoratori ambulanti offshore non contribuiscano in alcun modo sostanziale all'economia locale. Essi vivono sulla piattaforma di trivellazione e qui trascorrono la maggior parte del tempo libero e consumano tutti i loro pasti.
            
         
               (34)
            
            
               Quanto alla tesi avanzata dalle autorità norvegesi, secondo la quale le conoscenze e le competenze dei lavoratori ambulanti resteranno all'interno delle imprese locali, la Kimek non vede come questo possa contribuire a ridurre o a prevenire lo spopolamento.
            
         
               (35)
            
            
               Secondo la Kimek le autorità norvegesi non hanno documentato in che modo la deroga possa far crescere la concorrenza. A tale proposito, la Kimek cita una peculiarità del diritto del lavoro norvegese, che consente alle imprese di concedere turni di 12 ore ai propri lavoratori ambulanti, mentre le imprese locali sono soggette a un limite di 8 ore lavorative. Questo rappresenta un notevole svantaggio per le imprese locali.
            
         6.2.   NHO Finnmark
   
   
               (36)
            
            
               La NHO Finnmark è la sede regionale della Confederazione nazionale delle imprese norvegesi. Essa condivide le osservazioni della Kimek esposte sopra.
            
         
               (37)
            
            
               La NHO Finnmark sostiene che gli aiuti a finalità regionale dovrebbero essere concessi soltanto alle imprese situate nelle zone ammissibili a tali aiuti. Le imprese registrate al di fuori delle zone ammissibili non presentano gli stessi problemi delle imprese situate nelle zone ammissibili. La deroga non è adatta a contrastare lo spopolamento e a rafforzare i modelli di insediamento. Al contrario, secondo la NHO Finnmark, essa danneggerebbe le imprese situate nelle zone ammissibili.
            
         
               (38)
            
            
               La NHO Finnmark, come la Kimek, sottolinea che il diritto del lavoro norvegese conferisce un vantaggio particolare alle imprese non registrate nella zona ammissibile. Essa ritiene inoltre che i lavoratori ambulanti non contribuiscano all'economia locale allo stesso modo dei lavoratori residenti nella zona.
            
         7.   Commenti delle autorità norvegesi in merito alle osservazioni degli interessati
   
   
               (39)
            
            
               In risposta alle osservazioni degli interessati, le autorità norvegesi precisano che l'oggetto dell'indagine formale è la deroga, non il regime di aiuti in quanto tale. Le autorità norvegesi spiegano che la deroga è l'espressione del principio generale, secondo il quale l'aiuto a finalità regionale dovrebbe essere concesso alle attività economiche effettivamente svolte nelle aree geografiche coperte dal regime.
            
         
               (40)
            
            
               Le autorità norvegesi sottolineano che né l'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE, né gli orientamenti richiedono ai beneficiari degli aiuti a finalità regionale di essere registrati nella zona ammissibile a tali aiuti. Le autorità norvegesi concordano con la Kimek sul fatto che i problemi delle imprese formalmente registrate nelle zone ammissibili non possono essere identici ai problemi delle società registrate formalmente al di fuori della zona ammissibile, che tuttavia forniscono servizi ambulanti in tale zona. Le autorità norvegesi non condividono tuttavia la tesi della Kimek, la quale sostiene che le imprese registrate al di fuori della zona ammissibile non devono far fronte agli stessi problemi quando lavorano nella zona ammissibile. Le società devono far fronte alle stesse condizioni climatiche, alla stessa distanza dai subcontraenti. Inoltre, le imprese che inviano lavoratori ambulanti devono accollarsi costi aggiuntivi di trasporto e di alloggio del personale. Le autorità norvegesi precisano che le argomentazioni della Kimek si basano sul settore del petrolio, ovverosia sul settore economico in cui opera la società. Esse sostengono che la valutazione di compatibilità degli aiuti debba essere effettuata a un livello più generale, tenendo conto degli svantaggi specifici o permanenti riscontrati dalle imprese all'interno di tutti i settori pertinenti.
            
         
               (41)
            
            
               Le autorità norvegesi suffragano le loro dichiarazioni, riguardo alla difficoltà delle imprese di reclutare manodopera specializzata nelle tre contee più a nord, con una relazione della NAV Finnmark (21), l'amministrazione norvegese per l'impiego e la sicurezza sociale della contea di Finnmark. Nelle contee di Nordland e di Troms il 14 % delle imprese oggetto della relazione hanno avuto difficoltà a trovare personale a causa dell'assenza di lavoratori qualificati. Nella contea di Finnmark tale cifra si attestava all'11 %.
            
         
               (42)
            
            
               Le autorità norvegesi sottolineano che le imprese registrate nell'area ammissibile possono applicare l'aliquota più bassa dei contributi previdenziali su tutti i loro costi di personale (a meno che non forniscano servizi ambulanti al di fuori della zona ammissibile), mentre le imprese registrate in un'altra zona, fornitrici di servizi ambulanti, possono applicare l'aliquota ridotta soltanto se il lavoratore trascorre la metà o più dei suoi giorni lavorativi nella zona ammissibile, e in tal caso solo sul salario pagato per il lavoro effettivamente svolto in tale zona.
            
         
               (43)
            
            
               Quale prova degli effetti indiretti dell'aiuto a finalità regionale, le autorità norvegesi hanno citato due studi sugli effetti delle attività petrolifere nel nord della Norvegia (22). Secondo il primo studio relativo al progetto petrolifero di Snøhvit, nella contea di Finnmark, l'effetto diretto sull'occupazione sarebbe stato di 230 uomini/anno, mentre quello indiretto di altri 170 uomini/anno. Le autorità norvegesi precisano che questi sono gli effetti del progetto in quanto tale, non un risultato diretto di una misura specifica. Il secondo studio mostra che l'effetto indiretto principale, generato dal settore petrolifero, si riscontra nel settore denominato «servizi privati», che include le attività professionali, scientifiche e tecniche, la fornitura di personale, il noleggio di macchinari ed attrezzature per il trasporto, i servizi legali e contabili, le attività di architettura, i servizi alberghieri e di ristorazione, le fognature e lo smaltimento dei rifiuti.
            
         
               (44)
            
            
               Le autorità norvegesi mettono in dubbio la pertinenza del diritto del lavoro norvegese per la valutazione della deroga. In ogni caso, esse precisano che la base giuridica per la deviazione dal limite di 8 ore lavorative, cui ha fatto riferimento il denunciante, è applicabile a qualunque impresa, indipendentemente dall'area geografica del lavoratore e del datore di lavoro, ma subordinatamente a un accordo tariffario.
            
         II.   VALUTAZIONE
   
   1.   Esistenza di un aiuto di Stato
   
   
               (45)
            
            
               L'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE stipula quanto segue: «Salvo deroghe contemplate dal presente accordo, sono incompatibili con il funzionamento del medesimo, nella misura in cui incidano sugli scambi fra parti contraenti, gli aiuti concessi da Stati membri della Comunità, da Stati AELS (EFTA) o mediante risorse statali sotto qualsiasi forma, che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza».
            
         
               (46)
            
            
               Ciò significa che una misura costituisce aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE, se le condizioni seguenti sono cumulativamente soddisfatte: la misura i) viene concessa dallo Stato o mediante risorse statali; ii) conferisce un vantaggio economico selettivo al beneficiario; iii) è atta ad incidere sugli scambi tra le parti contraenti e a falsare la concorrenza.
            
         
               (47)
            
            
               Nella decisione n. 225/14/COL l'Autorità ha concluso che il regime di differenziazione degli oneri di sicurezza sociale 2014-2020 costituisce un regime di aiuti. L'Autorità fa riferimento alla sua argomentazione ai punti 68-74 di quella decisione. La deroga per i servizi ambulanti fa parte delle disposizioni che prevedono quel regime di aiuti. Essa amplia il campo di applicazione del regime nel senso che estende la cerchia dei potenziali beneficiari alle imprese non registrate nelle zone ammissibili. Come per l'altro aiuto concesso nel quadro del regime, l'estensione del regime alle imprese registrate al di fuori delle zone ammissibili determina il conferimento di vantaggi selettivi alle imprese mediante risorse statali. Questi vantaggi sono atti ad incidere sugli scambi e a falsare la concorrenza.
            
         2.   Requisiti procedurali
   
   
               (48)
            
            
               Ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 3, della parte I del protocollo 3: «All'Autorità di vigilanza EFTA sono comunicati, in tempo utile perché presenti le sue osservazioni, i progetti diretti a istituire o modificare aiuti […]. Lo Stato interessato non può dare esecuzione alle misure progettate prima che tale procedura abbia condotto a una decisione finale».
            
         
               (49)
            
            
               Le autorità norvegesi hanno dato esecuzione alla deroga a partire dal 1o luglio 2014, dopo che essa è stata approvata dall'Autorità con decisione n. 225/14/COL. Con l'annullamento dell'approvazione della deroga da parte della Corte EFTA, l'aiuto è diventato illegale. Le autorità norvegesi hanno sospeso la deroga in esame a partire dal 1o gennaio 2016 in attesa del risultato finale del procedimento di indagine formale.
            
         3.   Compatibilità dell'aiuto
   
   
               (50)
            
            
               L'Autorità deve valutare se la deroga sia compatibile con il funzionamento dell'accordo SEE sulla base dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), di tale accordo, in linea con gli orientamenti.
            
         
               (51)
            
            
               La deroga per i servizi ambulanti autorizza le imprese non registrate nell'area ammissibile di beneficiare della riduzione degli oneri di sicurezza sociale quando, e nella misura in cui, esse svolgono attività economiche nell'area registrata. Né l'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE, né gli orientamenti [e neppure le norme sugli aiuti a finalità regionale del RGEC (23)] chiedono ai beneficiari degli aiuti a finalità regionale di essere registrati nelle aree assistite.
            
         
               (52)
            
            
               Gli aiuti a finalità regionale possono contribuire allo sviluppo economico nelle zone svantaggiate solo se sono tesi a stimolare investimenti o attività economiche supplementari in quelle zone (24). Gli orientamenti autorizzano sia gli aiuti a finalità regionale agli investimenti che gli aiuti a finalità regionale al funzionamento. Gli aiuti a finalità regionale agli investimenti dovrebbero condurre a investimenti nelle zone previste dalla carta degli aiuti a finalità regionale della Norvegia, approvata dall'Autorità (25). La lente attraverso cui si esaminano gli aiuti a finalità regionale al funzionamento focalizza invece l'attenzione su un aspetto leggermente diverso. Gli aiuti a finalità regionale al funzionamento possono rientrare nel campo di applicazione dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c), dell'accordo SEE, soltanto se sono tesi ad affrontare svantaggi specifici o permanenti riscontrati dalle entità che svolgono attività economiche nelle regioni svantaggiate (26). In tale contesto, il punto 16 degli orientamenti sancisce che: «Gli aiuti al funzionamento possono essere considerati compatibili se sono destinati […] a prevenire o ridurre lo spopolamento nelle zone a bassissima densità demografica».
            
         
               (53)
            
            
               Indubbiamente la portata geografica del regime in quanto tale è limitata alle regioni svantaggiate. Il campo di applicazione di questa decisione è limitato alla deroga. La questione è appurare se tale deroga, che permette alle imprese registrate al di fuori delle regioni coperte dal regime di beneficiare degli aiuti previsti dal regime, ammesso che esse svolgano attività economiche nelle regioni svantaggiate, sia compatibile con le norme in materia di aiuti di Stato.
            
         
               (54)
            
            
               L'Autorità concorda con le autorità norvegesi sul fatto che la deroga non possa essere valutata indipendentemente dal regime di differenziazione degli oneri di sicurezza sociale 2014-2020 di cui fa parte. A tale proposito, l'Autorità cita la valutazione di tale regime nella sua decisione n. 225/14/COL, in cui essa lo ha dichiarato compatibile con il funzionamento dell'accordo SEE sulla base dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c). In quella decisione l'Autorità ha constatato che il regime in quanto tale contribuiva a un obiettivo ben definito d'interesse comune (27), che era necessario l'intervento statale (28), che era appropriato (29), che aveva un effetto di incentivazione (30), che era proporzionato (31) e che evitava indebiti effetti negativi sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati del SEE (32). Questi principi generali di valutazione si applicano ai regimi di aiuti in quanto tali. L'Autorità non sottopone le singole norme di un regime a una valutazione separata basata su questi principi generali di valutazione.
            
         
               (55)
            
            
               Il fatto che la Corte EFTA abbia concluso che la deroga sia separabile dal resto del regime (33) non significa che la deroga stessa debba essere valutata indipendentemente dal regime. Quanto alla separabilità, occorre stabilire se l'elemento di un regime sia così intrinsecamente legato al regime in quanto tale da non poter esserne logicamente separato. Anche se la deroga può essere logicamente separata dal regime di differenziazione degli oneri di sicurezza sociale 2014-2020, nel senso che può essere eliminata dal regime senza che esso venga privato di una componente necessaria per la sua esistenza, l'Autorità deve effettuare un'analisi della compatibilità della deroga considerando che essa fa parte di un regime generale di aiuti.
            
         
               (56)
            
            
               Questo regime generale di aiuti è una parte centrale del contesto in cui opera la deroga. In effetti, la deroga esiste solo come deroga alle norme del regime generale (34). Quindi, per estensione, l'Autorità deve anche tenere conto del fatto che (fatta salva la deroga) questo regime generale è stato validamente dichiarato compatibile con il funzionamento dell'accordo SEE.
            
         
               (57)
            
            
               Le autorità norvegesi hanno presentato una sintesi degli effetti finanziari della deroga (cfr. il punto 20 e la tabella 1 riportata sopra).
            
         
               (58)
            
            
               La deroga, come il regime di cui fa parte, ha una finalità regionale. Essa è intesa a stimolare l'occupazione nelle zone ammissibili. Il miglioramento delle opportunità di lavoro, tuttavia, è solo uno strumento per raggiungere l'obiettivo dell'aiuto, vale a dire ridurre o prevenire lo spopolamento. È fondamentale tenere conto dei più ampi effetti economici della misura quando si valuta la compatibilità degli aiuti.
            
         
               (59)
            
            
               Secondo l'Autorità le autorità norvegesi hanno già dimostrato che occorre un intervento statale per stimolare le attività economiche nelle zone ammissibili. Questa necessità riguarda del pari tutte le imprese che svolgono attività economiche nelle zone ammissibili, siano esse o meno registrate. Inoltre, le autorità norvegesi hanno adeguatamente dimostrato che la sovvenzione dei servizi ambulanti incentiva l'attività economica nelle zone ammissibili. Ciò è in linea con i punti 6 e 71 degli orientamenti dove si legge che gli aiuti stimolano l'attività economica. La Kimek e la NHO Finnmark sostengono che gli aiuti dovrebbero essere limitati alle società registrate nelle zone ammissibili. Secondo l'Autorità, invece, le imprese che forniscono servizi ambulanti devono far fronte agli stessi problemi delle imprese registrate localmente (clima, distanza dai subcontraenti). A tal proposito l'Autorità fa notare che gli interessati, la Kimek e la NHO Finnmark, non hanno indicato alcun problema specifico che renderebbe le operazioni più difficili per le imprese registrate localmente, rispetto alle imprese che forniscono servizi ambulanti quando svolgono attività nelle zone ammissibili.
            
         
               (60)
            
            
               D'altro canto, secondo l'Autorità, le autorità norvegesi non hanno documentato il fatto che le imprese fornitrici di servizi ambulanti assumono lavoratori su base locale e permanente nelle zone ammissibili. Le autorità norvegesi non hanno addotto teorie economiche o considerazioni generali a sostegno della dichiarazione secondo la quale i lavoratori vengono assunti su base permanente. Secondo l'Autorità, le autorità norvegesi non hanno pertanto dimostrato che la deroga possa creare posti di lavoro permanenti nelle zone ammissibili. Questo non è tuttavia un requisito fondamentale per la compatibilità degli aiuti a finalità regionale (35). Come indicato sopra, gli aiuti a finalità regionale dovrebbero essere concessi al fine di stimolare l'attività economica. Questo vale indipendentemente dal fatto che l'impresa che esercita l'attività economica sia o meno registrata nella zona pertinente.
            
         
               (61)
            
            
               Riguardo agli effetti più indiretti della deroga, secondo le autorità norvegesi tali effetti riguardano non soltanto una spesa maggiore per beni e servizi da parte dei lavoratori ambulanti, ma anche il trasferimento delle conoscenze e delle competenze alle aziende locali. Il regime non è tagliato su misura su un settore specifico, ma copre piuttosto la maggior parte dei settori economici norvegesi (36). Vista l'ampia portata del regime, l'Autorità concorda con le autorità norvegesi sul fatto che sia necessario adottare una visuale più ampia quando si valutano gli effetti indiretti di una misura. Studiare i singoli settori è tuttavia utile per esaminare gli effetti reali della deroga. Le autorità norvegesi hanno presentato alcuni studi per dimostrare che i servizi ambulanti generano effetti indiretti positivi nelle zone ammissibili. In particolare, esse hanno fatto riferimento a due studi sugli effetti delle attività petrolifere nel nord della Norvegia. Secondo il primo studio sul progetto petrolifero di Snøhvit, nella contea di Finnmark, l'effetto diretto sull'occupazione sarebbe stato di 230 uomini/anno, mentre l'effetto indiretto sarebbe stato di altri 170 uomini/anno. Il secondo studio mostra che il notevole effetto indiretto generato dal settore petrolifero è osservabile nel settore denominato «servizi privati», che comprende le attività professionali, scientifiche e tecniche, la fornitura di personale, il noleggio di macchinari e di attrezzature per il trasporto, i servizi legali e contabili, le attività di architettura, i servizi alberghieri e di ristorazione, le fognature e lo smaltimento dei rifiuti.
            
         
               (62)
            
            
               Secondo l'Autorità questi studi forniscono evidenze di ragguardevoli effetti indiretti positivi. Poiché tuttavia gli effetti indiretti non possono essere isolati facilmente, occorre attribuire notevole importanza alle considerazioni generali sugli effetti di una misura come quella in esame. L'Autorità è convinta che la sovvenzione dei servizi ambulanti contribuisca alla vendita dei beni e dei servizi locali, e quindi all'economia locale. Questo vale in modo particolare per i pendolari, specialmente quelli a breve o medio termine, perché è probabile che essi effettuino acquisti in alberghi, ristoranti ecc. Alla luce di ciò, l'Autorità è convinta che la deroga generi sostanziali effetti indiretti positivi, che aiutano a prevenire o a ridurre lo spopolamento nelle zone a bassissima densità demografica.
            
         
               (63)
            
            
               La Kimek ritiene che i lavoratori ambulanti offshore non contribuiscano in alcun modo sostanziale all'economia locale. Essi vivono sulla piattaforma di trivellazione e qui trascorrono la maggior parte del tempo libero e consumano tutti i loro pasti. L'Autorità osserva che alcuni lavoratori contribuiranno in misura minore agli effetti indiretti della deroga a causa della natura del loro lavoro. Tuttavia, la deroga non è limitata a un determinato settore, ma è piuttosto una norma orizzontale, applicabile a tutti i settori.
            
         
               (64)
            
            
               Un individuo che offre servizi ambulanti che richiedono un certo livello di conoscenze e di competenze può trasferire tali conoscenze e competenze alle imprese locali. L'Autorità osserva che la Kimek non vede come le conoscenze e le competenze, trasferite dai dipendenti ambulanti alle imprese situate nelle zone ammissibili, possano prevenire o ridurre lo spopolamento. L'Autorità è del parere che le conoscenze e le competenze siano necessarie per svolgere molte attività economiche e quindi siano importanti per mantenere l'occupazione nelle zone ammissibili. In particolare, le imprese locali, che partecipano a progetti comuni (quali grandi progetti di costruzione) insieme alle imprese fornitrici di servizi ambulanti, hanno la possibilità di acquisire conoscenze, competenze ed esperienza nel lavoro richiesto da questo tipo di progetti. Le imprese registrate localmente avrebbero quindi la possibilità di trattenere tali benefici. Inoltre, le imprese registrate localmente possono beneficiare delle conoscenze e delle competenze acquisite grazie all'interazione o alla collaborazione con le imprese fornitrici di attività ambulanti (per esempio servizi di consulenza o altri servizi specializzati), purché tali attività possano essere classificate come «ambulanti» a norma del diritto norvegese. L'Autorità concorda con le autorità norvegesi sul fatto che il trasferimento di conoscenze e di competenze da parte dei lavoratori ambulanti alle imprese registrate localmente possa essere un elemento importante a sostegno dell'occupazione di lavoratori qualificati nelle zone ammissibili e che quindi aiuti in maniera sostanziale a prevenire o a ridurre lo spopolamento in quelle zone.
            
         
               (65)
            
            
               Oltre ad acquisire conoscenze e competenze, le imprese locali possono accedere, a un costo inferiore, a una manodopera specializzata che diversamente non sarebbe disponibile. Questo è vantaggioso per le imprese locali, poiché i costi più bassi per i servizi ambulanti rendono più attraente e più redditizio gestire un'impresa nella zona ammissibile. Inoltre, la deroga permette a tutti gli operatori economici attivi nella zona ammissibile di avere gli stessi costi di sicurezza sociale per tutto il periodo di attività in quella zona.
            
         
               (66)
            
            
               In sintesi, secondo l'Autorità, le autorità norvegesi hanno adeguatamente dimostrato che i sussidi per i servizi ambulanti aiutano a generare effetti indiretti positivi, quali una maggiore spesa per beni e servizi nelle zone ammissibili, il che a sua volta si ripercuote positivamente sui mercati del lavoro nelle zone ammissibili. L'Autorità è inoltre convinta del fatto che i sussidi per i servizi ambulanti contribuiscano ad offrire manodopera specializzata a un costo inferiore e a trasferire conoscenze e competenze alle imprese stabilite localmente, un fattore fondamentale per la sopravvivenza di molte attività economiche nelle zone ammissibili. Di conseguenza la deroga contribuisce a prevenire o a ridurre lo spopolamento nelle zone a bassissima densità demografica.
            
         
               (67)
            
            
               Per quanto riguarda gli effetti della deroga sulla concorrenza e sugli scambi, le autorità norvegesi sostengono che essa crei condizioni di parità per tutte le imprese attive nelle zone svantaggiate, in quanto è applicabile indistintamente a qualsiasi impresa con sede nel SEE. Le società registrate al di fuori dalla Norvegia, che inviano i loro dipendenti nelle zone ammissibili e sono soggette agli oneri di sicurezza sociale norvegesi, beneficiano della deroga se soddisfano le condizioni pertinenti. Senza la deroga, tali società dovrebbero essere registrate nell'area pertinente per essere soggette alle stesse norme di tassazione delle loro controparti norvegesi registrate localmente. Ciò creerebbe un ostacolo all'ingresso sul mercato, in contrapposizione alla logica prevista al punto 134 degli orientamenti, dove si legge: «Se l'aiuto è necessario e proporzionale per conseguire l'obiettivo comune […], è probabile che gli effetti negativi dell'aiuto siano compensati dagli effetti positivi. Tuttavia, in alcuni casi, l'aiuto potrebbe comportare cambiamenti nella struttura del mercato o nelle caratteristiche di un settore o di un'industria, che a loro volta causerebbero notevoli distorsioni della concorrenza con barriere all'ingresso o all'uscita del mercato, effetti di sostituzione o spostamento dei flussi di scambio. In questi casi, è improbabile che gli effetti negativi individuati possano essere compensati da un qualche effetto positivo». Secondo l'Autorità, quindi, la deroga garantisce che siano evitati effetti negativi indebiti sulla concorrenza e sull'accesso al mercato. Questo è un elemento positivo, alla luce del punto 3 degli orientamenti, secondo il quale la valutazione degli aiuti a finalità regionale contribuisce a bilanciare la necessità di sussidi per lo sviluppo regionale, garantendo parità di condizioni tra gli Stati del SEE. Come osservato sopra, l'Autorità non concorda con la Kimek sul fatto che le imprese registrate nella zona ammissibile incontrino maggiori difficoltà permanenti rispetto a quelle che inviano i loro dipendenti a lavorare nella zona su base non permanente. Al contrario, le imprese registrate al di fuori della zona ammissibile possono avere uno svantaggio competitivo rispetto alle imprese locali a causa, tra l'altro, dei costi di trasporto e di alloggio del personale.
            
         
               (68)
            
            
               Le imprese che effettuano servizi ambulanti possono in una certa misura registrare sottounità nella zona ammissibile. Senza la deroga per i servizi ambulanti nell'area ammissibile, vi sarebbe una disparità di trattamento a seconda del fatto che l'impresa fornitrice di servizi abbia stabilito una sottounità nell'area ammissibile. Esiste il rischio che ciò possa incidere maggiormente sulle imprese registrate all'estero che su quelle registrate in Norvegia. Le imprese non registrate in Norvegia, specialmente le PMI, si presume conoscano in misura minore le particolarità delle norme norvegesi sulla registrazione delle imprese e i loro effetti sulle aliquote previdenziali. Ciò detto, secondo l'Autorità la deroga garantisce che siano evitati effetti negativi indebiti (creazione di ostacoli all'ingresso sul mercato e spostamento dei flussi di scambio) sulla concorrenza e sugli scambi tra gli Stati del SEE, il che è in linea con il punto 134 degli orientamenti.
            
         
               (69)
            
            
               Stando all'ultimo ciclo di osservazioni delle autorità norvegesi, non si rileva una disparità di trattamento ingiustificata, a norma del diritto del lavoro norvegese, tra le imprese fornitrici di servizi ambulanti e le imprese registrate localmente, come sostengono gli interessati. Pertanto l'Autorità non considererà più questa argomentazione.
            
         
               (70)
            
            
               Alla luce di quanto esposto sopra, l'Autorità conclude che la deroga è compatibile con il funzionamento dell'accordo SEE sulla base dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c).
            
         4.   Conclusione
   
   
               (71)
            
            
               Come stabilito sopra, l'Autorità conclude che la deroga per i servizi ambulanti nel quadro del regime di differenziazione degli oneri di sicurezza sociale 2014-2020 è compatibile con il funzionamento dell'accordo SEE. La deroga è quindi autorizzata quale parte di tale regime fino al 31 dicembre 2020, data in cui scadrà l'approvazione del regime da parte dell'Autorità,
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   La deroga per i servizi ambulanti nel quadro del regime di differenziazione degli oneri di sicurezza sociale 2014-2020 è compatibile con il funzionamento dell'accordo SEE, a norma dell'articolo 61, paragrafo 3, lettera c). L'indagine formale è chiusa.
   Articolo 2
   L'attuazione della misura è di conseguenza autorizzata.
   Articolo 3
   Il Regno di Norvegia è destinatario della presente decisione.
   Articolo 4
   Il testo in lingua inglese della presente decisione è il solo facente fede.
   
      Fatto a Bruxelles, il 31 maggio 2017.
      
         
            Per l'Autorità di vigilanza EFTA
         
         Sven Erik SVEDMAN
         
            Il presidente
         
         Frank J. BÜCHEL
         
            Membro del Collegio
         
      
   
   
      (1)  Documenti n. 702438-702440, 702442 e 702443.
   
      (2)  Cfr. il punto 2 della decisione n. 225/14/COL (GU C 344 del 2.10.2014, pag. 14 e il supplemento SEE n. 55 del 2.10.2014, pag. 4).
   
      (3)  Causa E-23/14 Kimek Offshore AS/Autorità di vigilanza EFTA, Corte EFTA, relazione n. 412 [2015].
   
      (4)  Documento n. 776348.
   
      (5)  Documenti n. 779603 e 779604.
   
      (6)  Documento n. 787605.
   
      (7)  GU C 263 del 30.6.2016, pag. 21 e supplemento SEE n. 36 del 30.6.2016, pag. 3.
   
      (8)  Documento n. 804442.
   
      (9)  Documento n. 811491.
   
      (10)  Documento n. 813803.
   
      (11)  Documento n. 816653.
   
      (12)  LOV-1997-02-28-19.
   
      (13)  Per ulteriori dettagli sul regime di aiuti si rimanda alla decisione dell'Autorità n. 225/14/COL.
   
      (14)  Legge sul coordinamento del registro delle entità giuridiche (LOV-1994-06-03-15).
   
      (15)  Causa E-23/14 Kimek Offshore AS/Autorità di vigilanza EFTA, Corte EFTA, relazione n. 412 [2015], punto 116.
   
      (16)  GU L 166 del 5.6.2014, pag. 44 e supplemento SEE n. 33 del 5.6.2014, pag. 1.
   
      (17)  Cfr. ordinanza della Corte EFTA del 23.11.2015 nella causa E-23/14 INT Kimek Offshore AS/Autorità di vigilanza EFTA, Corte EFTA, relazione n. 666 [2015].
   
      (18)  Le osservazioni presentate in precedenza dalle autorità norvegesi sono sintetizzate nella decisione di avviare l'indagine formale, decisione n. 489/15/COL, punti 15-21.
   
      (19)  Cfr. la decisione n. 225/14/COL, punto 49.
   
      (20)  Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18.12.2013, relativo all'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de minimis» (GU L 352 del 24.12.2013, pag. 1), incorporato nell'accordo SEE nell'allegato XV, punto 1ea.
   
      (21)  NAV Finnmark Bedriftsundersøkelse 2016, Notat 1 2016, disponibile qui: https://www.nav.no/no/Lokalt/Finnmark/Statistikk+og+presse/bedriftsunders%C3%B8kelse--378352.
   
      (22)  Snøhvit og andre eventyr dell'NHO, disponibile qui: http://www.aksjonsprogrammet.no/vedlegg/Snohvit_12des.pdf e Ringvirkninger av petroleumsnæringen i norsk økonomi di Statistics Norway, disponibile qui: https://www.ssb.no/nasjonalregnskap-og-konjunkturer/artikler-og-publikasjoner/_attachment/218398?_ts=14b82bba2f0.
   
      (23)  Il regolamento generale di esenzione per categoria («RGEC»). Regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014, che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato (GU L 187 del 26.6.2014, pag. 1), incorporato nell'accordo SEE nell'allegato XV, punto 1 j. Le modifiche alle norme sugli aiuti a finalità regionale, approvate in linea di principio dalla Commissione europea il 17.5.2017, non modificano questo requisito. L'articolo 15, paragrafo 3, lettera a), del regolamento modificativo autorizza gli aiuti a finalità regionale al funzionamento se «i beneficiari svolgono la loro attività economica» in zone a bassissima densità demografica. Il regolamento modificativo è consultabile al seguente indirizzo: http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/?uri=CELEX:32017R1084.
   
      (24)  Punto 6 degli orientamenti.
   
      (25)  Cfr. decisione n. 91/14/COL (GU L 172 del 12.6.2014, pag. 52).
   
      (26)  Punto 16 degli orientamenti.
   
      (27)  Cfr. la decisione dell'Autorità n. 225/14/COL, punti 85-91.
   
      (28)  Cfr. la decisione dell'Autorità n. 225/14/COL, punti 92-99.
   
      (29)  Cfr. la decisione dell'Autorità n. 225/14/COL, punti 100-107.
   
      (30)  Cfr. la decisione dell'Autorità n. 225/14/COL, punti 108-112.
   
      (31)  Cfr. la decisione dell'Autorità n. 225/14/COL, punti 113-117.
   
      (32)  Cfr. la decisione dell'Autorità n. 225/14/COL, punti 118-121.
   
      (33)  Sentenza della Corte EFTA nella causa E-23/14 Kimek Offshore AS/Autorità di vigilanza EFTA, Corte EFTA, relazione n. 412 [2015], punto 58.
   
      (34)  A tal proposito l'Autorità precisa che le attività che possono potenzialmente beneficiare della deroga vengono limitate dal diritto norvegese sulla registrazione delle attività commerciali (cfr. i precedenti punti 11 e 12).
   
      (35)  L'obiettivo degli aiuti a finalità regionale è contribuire allo sviluppo economico di talune zone svantaggiate (punto 1 degli orientamenti). Questo obiettivo si raggiunge stimolando attività economiche supplementari in quelle zone (punto 6 degli orientamenti). Promuovere l'occupazione permanente è un modo per conseguire questo risultato, ma non è l'unica soluzione.
   
      (36)  Cfr. la decisione dell'Autorità n. 225/14/COL, punti 11-16.