CELEX: 51969PC0862
Language: it
Date: 1969-10-01
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO in materia d'armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari - Introduzione dell'imposta sul Valore aggiunto negli Stati membri - (presentata dalla Commissione al Consiglio)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (69) 862
Vol. 1969/0152
 ---pagebreak--- Disclaimer
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concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
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In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
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amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
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In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
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S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
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der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---    COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                            COM(69 ) 862 def .
                                            Bruxelles , il 1° ottobre 19°9
                                     Proposta di
                               DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                         in materia d' armonizzazione delle
                        legislazioni degli Stati membri relative
                         alle imposte sulla cifra d' affari
                        - Introduzione dell' imposta sul Valore
                          aggiunto negli Stati membri -
                   ( presentata dalla Commissione al Consiglio )
COM(69 ) 862 def .
 ---pagebreak---                                      Relazione
1.      In data 11 aprile 1967 » il Consiglio delle Comunità Europee aveva adot­
tato all' unanimità una direttiva in materia d' armonizzazione delle legislazioni
degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d' affari ( l ), con la quale
tutti gli Stati membri si impegnavano a sopprimere , il 1° gennaio 1970 al più
tardi , i sistemi di imposte cumulative sulla cifra d' affari ed a sostituirli
con un sistema comune di imposta sul valore aggiunto , la cui struttura e le
cui modalità erano descritte in una seconda direttiva adottata nella stessa
data .
        Il 14 luglio e il 12 settembre 19^9 » rispettivamente i governi italiano
e belga hanno comunicato alla Commissione che non erano in grado di rispettare
la data limite del 12 gennaio 1970 prevista per l' introduzione del sistema co­
mune di imposta sul valore aggiunto . Per motivi soprattutto di natura congiun­
turale e per esigenze di bilancio proprie del Belgio , il Governo belga ha chie­
sto una proroga di un anno . Da parte sua , il Governo italiano ha chiesto una
deroga supplementare di due anni , adducendo il fatto che l' introduzione dell' IVA
era connessa al progetto di riforma generale del sistema fiscale italiano » Tale
progetto di riforma è stato già presentato per essere asaminato ed adottato , al
Parlamento italiano , che non si è ancora occupato di questo problema. Tuttavia,
a norma di tale progetto , le disposizioni legislative necessarie devono essere
adottate prima del 31 ottobre 1970 .
        La Commissione non può che constatare con rammarico che i termini suffi-
cientemente ampi decorsi dopo l' adozione della direttiva dell' ll aprile 19^7
non sono stati utiliezati da questi Stati per procedere ai lavori necessari
ad introdurre tale sistema di tassazione in un momento congiunturale favorevole
ed entro i termini inizialmente stabiliti .
        La Commissione ritiene che sia possibile accordare un termine supplemen­
tare erga omnes soltanto qualora esso non superi il periodo di un anno e sempre
che sia occiato agli inconvenienti causati da tale rinvio sia sul piano delle
condizioni di concorrenza , sia per quanto riguarda il proseguimento dei lavori di
armonizzazione fiscale .
                                                                        • • •/• « •
( l ) Cfr. la prima direttiva in materia di armonizzazione delle imposte sulla
      cifra d' affari G.U. n , 71 del 14.4.1967 »    1301 e seguenti .
 ---pagebreak---        Al fine di evitare che taluni Stati membri siano tenuti ali Osservanza
degli obblighi derivanti dalle prime due direttive in materia di IVA a parti­
re dal 1° gennaio 1970 » mentre altri lo sarebbero soltanto a partire da una
data successiva , si è ritenuto opportuno prorogare per tutti gli Stati membri
la data di introduzione dell 'IVA fissata nella prima direttiva ,
2.     Uno degli obiettivi essenziali della prima direttiva IVA ( cfr . secondo ,
terzo e quarto considerando e terzo comma dell' art . 1 di detta direttiva) è
di stabilire le condizioni che consentano di evitare che la concorrenza hon
sia perturbata in relazione alle imposte sulla cifra d' affari , segnatamente
sostituendo alle misure di compensazione forfettaria all' importazione e al­
l' esportazione un sistema di compensazioni esatte in virtù dell' introduzione
del regime dell' imposta sul valore aggiunto .
       Questo obiettivo non potrà essere raggiunto il 1° gennaio %0 , poiché
gli Stati che non avranno introdotto la IVA a tale data continueranno ad ap­
plicare negli scambi :  in relazione alle imposte sulla cifra d' affari , aliquote
medie di compensazione dell' onere interno le quali in virtù della loro natura
forfettaria comportano delle disparità di trattamento fiscale . Infatti , queste
aliquote medie sono calcolate affinché l' onere fiscale sia compensato in linea
di massima globalmente , ma data la grande diversità dei circuiti di produzione ■■
o di commercializzazione per uno stesso prodotto , ne risulta , sul piano delle
imprese che le imprese integrate beneficiano comunque di un vantaggio fiscale
indipendentemente dai metodi utilizzati per il calcolo di tali aliquote e dagli
accordi intervenuti in questo settore .
       La Commissione ritiene necessario ridurre nei limiti del possibile tale
vantaggio fiscale che non è più accettabile . a partire dal 1° gennaio 1970 »
da parte degli Stati membri che , conformemente agli impegni sottoscritti ,
avranno applicato la IVA a tale data . A tale scopo la Commissione ritiene che
questo obiettivo può essere raggiunto nel modo migliore procedendo ad una ri­
duzione forfettaria a quote progressive delle aliquote medie in vigore al 1°
gennaio 70 .
 ---pagebreak---                                       - 3 -
       Onde evitare l' introduzione di nuove disparita nel trattamento fiscale ,
la proposta di direttiva prevede inoltre che gli Stati membri che non siano in
grado di introdutte l' imposta sul valore aggiunto entro il 1° gennaio 1970 si
astengono dall' alimentare i loro tassi medi di compensazione esistenti alla
data del 1° ottobre 1969 ; ciò implica evidentemente che non ne introducano
altri dopo tale data .
       D' altra parte , è parso necessario , al fine di evitare qualsiasi ambi­
guità , di fornire una definizione dei tassi medi per l' applicazione della
presente direttiva .
3.     Il rinvio della data d' introduzione dell 'IVA in taluni paesi rischia di
ritardare l' attuazione delle misure necessarie per raggiungere gli scopi pre­
fissi dall' armonizzazione delle imposte sulla cifra d' affari , cioè la soppres­
sione delle tassazioni all' importazione e dei ristorni all' esportazione negli
scambi intracomunitari .
       La Commissione ritiene quindi indispensabile stabilire fin d' ora uno
scadenzario per l' attuazione di un programma di armonizzazione che preveda
non soltanto la soppressione dei controlli fisici alle frontiere , ma anche
l' instaurazione di una neutralità concorrenziale sul piano comunitario .
       Per raggiungere tali obiettivi bisogna da una parte continuare l' armo­
nizzazione dei regimi nazionali d' applicazione dell' imposta e dall' altra rav­
vicinare le aliquote delle imposte applicate negli Stati membri .
       Per accelerare l' attuazione di detto programma , la Commissione ritiene
necessario chiere agli Stati membri , fin d' ora , taluni nuovi obblighi in mal-
teria di ampliamento del campo di applicazione dell 'IVA fino allo stadio del
commercio al dettaglio incluso e per quanto concerne la riduzione del numero delle
aliquote .
                                                                   • • * /• • m
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4.     L' esclusione dei dettaglianti dal campo di applicazione della imposta
solleva un gran numero di problemi tecnici ed economici , sia all , interno di
ciasoun paese sia in previsione della soppressione delle frontiere fiscali .
       All' interno di un paese , la limitazione dal campo di applicazione dell' im­
posta , fino allo stadio del commercio all' ingrosso incluso , implica la necessità
di determinare un prezzo all' ingrosso virtuale , in caso di vendite dirette del
produttore al consumatore . Inoltre , poiché la "base imponibile dell T imposte risul­
ta quindi inferiore , è necessario aumentare il livello delle aliquote affinché ,
l' imposta abbia un rendimento equivalente a quello risultante da un campo di ap­
plicazione esteso ai dettaglianti .
       Sul piano economico , è opportuno altresì * notare che i dettaglianti , esclu­
si dal campo di applicazione dell' imposta , non sono in grado di detrarre i loro
investimenti , ciò che costituisce quindi un ostacolo all' ammodernamento di detto
settore economico .
       In previsione della soppressione delle frontiere fiscali , l' adozione di
misure intese ad armonizzare i regimi nazionali d' applicazione dell 'IVA e a rav­
vicinare i livelli dei tassi , impone innanzi tutto che la base d' imposizione
dell' imposta sul valore aggiunto sia economicamente confrontabile nei sei paesi ;
ciò non sarebbe possibile se in taluni stati membri l' imposta fosse applicata
sui prezzi al consumo , mentre in altri fosse applicata su quelli all' ingrosso .
       D' altra parte , la soppressione dei controlli alle frontiere negli scambi
intracomunitari impone che i dettaglianti di ciascun paese vengano inclusi nel
campo di applicazione dell' imposta, onde evitare grandissime possibilità di frode ,
      E' quindi opportuno chiedere agli Stati membri d' introdurre questa nuova
misura di armonizzazione al momento stesso in cui mettono in vigore il loro
sistema di IVA .
       Gli Stati membri che abbiano l' intenzione di approfittare del rinvio di
un anno della data di introduzione dell 'IVA nel loro paese , potranno quindi ap­
plicare a questa data un' imposta sul valore aggiunto già armonizzato per quanto
                                                                         »«•/•••
 ---pagebreak--- riguarda l' ampliamento del campo d' applicazione , senza bisogno di una nuova
riforma dei loro regimi a breve scadenza . Bisogna inoltre notare che gli Stati
membri , che applicano attualmente l' IVA , hanno già esteso il loro campo d' ap­
plicazione dell' imposta fino al commercio al dettaglio incluso .
5.     Per quanto riguarda le aliquote , la soluzione tecnica più valida sarebbe
stata di prevedere un unico tasso per l' insieme dei prodotti e dei servizi .
Ma , data la diversità d.elle aliquote attualmente applicate negli Stati e le
ragioni sociali favorevoli ad una riduzione dell' onere fiscale che grava sul
consumo    di taluni beni di prima necessità , la Commissione ritiene opportuno
prevedere un' aliquota ridotta oltre all' aliquota normale ; semplificando con
ciò la riscossione dell' imposta .
       Una riduzione del numero delle aliquote a due aliquote in ogni Stato
membro faciliterebbe il ravvicinamento dei livelli delle aliquote all' interno
della. Comunità , onde giungere ad una relativa neutralità fiscale che permetta
la soppressione delle frontiere fiscali al 1° gennaio 1974 »
       E' quindi necessario che tale riduzione del numero delle aliquote fatta
al più presto possibile per poter iniziare in seguito il processo di ravvici­
namento delle stesse .
 ---pagebreak---                                      PROPOSTA DI
               Direttiva del Consiglio in materia d' armonizzazione
                delle legislazioni degli Stati membri relative alle
                            imposte sulla cifra d' affari
              - Introduzione dell' imposta sul valore aggiunto negli
                 Stati membri -
                    ( Presentata dalla Commissione al Consiglio )
Il Consiglio delle Comunità Europee ,
Visto il Trattato che istituisce la Comunità Economica Europea ed in partico­
lare gli articoli 99 e 100 »
Vista la prima direttiva del Consiglio , dell '11 aprile 1967 »      materia di
armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte
sulla cifra d' affari ( l );
Visto la direttiva del Consiglio , del 30 aprile 1 968 , relativa all' istituzio­
ne di ùn metodo comune per il calcolo delle aliquote medie previste dall' arti­
colo 97 del Trattato ( 2 );
Vista la proposta della Commissione ;
Visto il parere del Parlamento Europeo ;
Visto il parere del Comitato Economico e Sociale ;
Considerando Ohe i Governi italiano e belga hanno comunicato alla Commissione ,
rispettivamente il 14 luglio 1969 e il 12 settembre 1959 » che non erano in
grado di rispettare la data limite del 1° gennaio 1970 per l' introduzione
dell' imposta sul . valore aggiunto , prevista nel secondo comma dell' articolo 1
della prima Direttiva del Consiglio dell '11 aprile 1967 , in materia di armo­
nizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla
cifra d' affari ( l ), e che , di conseguenza , detti Governi domandano
                                                                        • > t/t • •
( 1 ) Cfr. G.U. CE n. 71 del 14»4»1967 » pag* 1301/67 e successive .
( 2 ) Cfr . G.U. L 115/14 del I8.5.I968 .
 ---pagebreak---  rispettivamente una proroga di ,due e un anno per detta introduzione ;
Considerando che il Governo belga ritiene di non essere in grado di applioa-
 re 1 ' IVA alla data prevista prevalentemente per motivi di ordine oongiuntura–
le e di "bilancio particolari al Belgio ;
Considerando che , da parte sua , il Governo italiano ha comunicato che il pro­
getto di riforma generale delle imposte è attualmente presentato per l' esame
e l' approvazione del Parlamento ; che quest' ultimo non si è ancora occupato
di tale problema , ma che , ai termini stessi del progetto , . le disposizioni
legislative necessarie devono essere adottate prima del 31 ottobre 1970 ; che
perciò n®n è in grado di applicare l'TVA. alla data prevista ;
Considerando che una dilazione può essere accordata solo se è ridotta al mini­
mo e Se vengono eliminati gli inconvenienti derivanti da tale ritardo sia
sul piano della concorrenza sia su quello della continuazione dei lavori di
armonizzazione ;
Considerando che in tali condizioni l' introduzione dell 'IVA non può essere
rinviata oltre il 1° gennaio 1971 »
Considerando che uno dei principali obiettivi della prima direttiva sopra
indicata è quello di stabilire , mediante l' introduzione del regime dell' impo­
sta sul valore aggiunto al 1° gennaio 1970 , le condizioni atte ad evitare
che la concorrenza venga falsata dalle imposte sulla cifra d' affari ;
Considerando che detto obiettivo non potrà venir raggiunto alla data del
1° gennaio 1970 » soprattutto sul piano degli scambi , poiché detti Stati
membri continueranno ad applicare , a titolo dell' imposta sulla cifra d' affari ,
delle aliquote medie di compensazione dell' onere precedente , aliquote medie ,
che , per la loro natura forfettaria , provocano delle disparità di trattamento
fiscale a vantaggio di taluni prodotti esportati ed a svantaggio di taluni
prodetti importati ;
 ---pagebreak---  Considerando che dette disparità riott -sono più accettabili , dopo il 1° gennaio
 1970 , da parte degli Stati òhe , : in conformità ai loro obblighi , avranno fatto
 entrare in vigore l' IVA a tale data ; che , per ridurre il più possibile tali
 disparità , occorre che gli Stati membri che non sono in grado d' introdurre
 l' IVA al 1° gennaio 1970 non aumentino le loro aliquote medie di compensazio­
 ne in vigore alla data del 1° ottobre 1 969 e che inoltre a decorrere dal
 1° gennaio 1970 riducano forfettariamente tali aliquote ;
 Considerando che il ritardo sull' applicazione dell 'IVA da parte di alcuni
-Stati membri non deve compromettere i lavori di armonizzazione fiscale inte­
 si ad eliminare le tassazioni all' importazione ed i ristorni all' esportazione
 negli scambi tra gli Stati membri a decorrere dal 1° gennaio 1974» il che
 suppone^ in particolare che vengano progressivamente attuati da tutti gli
 Stati membri , l' estensione dell' imposta sul valore aggiunto fino allo stadio
 del commercio al dettaglio e l' applicazione nel sistema dell' imposta sul va­
 lore aggiunto di un' aliquota ordinaria e di un aliquota ridotta ,
 HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                    Articolo 1
        La data del 1° gennaio 1970 prevista dall' articolo 1 della direttiva
 dell '11 aprile 1967 in materia di armonizzazione delle legislazioni degli
 Stati membri ; relative alle imposte sulla cifra d' affari è sostituita da quel­
 la del 1° gennaio 1971 *
                                     Articolo 2
        Ai sensi della presente direttiva , per aliquote medie s' intendono le
 aliquote delle imposte di compensazione all' importazione e dei ristorni al­
 l' esportazione , stabilite per compensare gli oneri , a titolo d' imposta sulla
 cifra d' affari cumulativa a cascata , che hanno gravato sui prodotti naziona­
 li nei vari stadi della loro fabbricazione , ad esclusione dell' imposta che
 colpisce la vendita da parte del produttore finale .
 ---pagebreak---                                  . • Articolo 3 "         •••
          Le aliquote medie in vigore alla data del 1° ottobre 196° non possono
essere aumentate .
          Tuttavia , le aliquote medie esistenti a tale data possono venir adat­
tate alle eventuali modifiche apportate successivamente alle aliquote' del­
l' imposta sulla cifra d' affari .
                                     Articolo 4
1.        Gli Stati membri che non applicano l' IVA all' I « 1.1970 riducono , a de­
correre dal 1° gennaio 1970 le aliquote medie in vigore a tale data nella
seguente misura :       - .                                   >                    '
- le aliquote medie comprese tra il 50 e 100/c dell' aliquota generale del-
    1 » imposta sulla cifra d' affari sono ridotte del 10^-j
- le aliquote medie comprese tra 101 e il 150^ dell' aliquota generale dell' im­
    posta sulla cifra d' affari sono ridotte del 2Cf? ;
- le aliquote medie superiori al 151 ^ dell' aliquota generale dell' imposta
    sulla cifra d' affari sono ridotte del" 30$.
2.        Qualora le aliquote medie debbano essere adattate ai sensi dell' artico­
lo 3 , comma) 2 , della presente direttiva dopo il 1° gennaio 1970 , le riduzioni
di cui al paragrafo precedente sono applicate stille aliquote medie in vigore
al 1° ottobre 1969 preventivamente ricalcolate .
3.        Neil' operare le riduzioni previste al paragrafo 1 , si tiene conto
delle norme di arrotondamento di cui all' articolo 8 della direttiva del Con­
siglio del 30.4«1968 relativa all' istituzione di un metodo comune per il
calcolo delle aliquote medie previste dall' articolo 97 del Trattato ( l ).
                                                                               ψ
                     '                  t
( 1 ) G.U. n . L 115/14 del 18.5.1968 .
 ---pagebreak---                                     - 5 -
4•    Se un' aliquota media, dopo la riduzione prevista al paragrafo 1 , scen­
de ad un livello inferiore a quello dell' aliquota ridotta più elevata dello
scaglione di riduzione precedente , detta aliquota può essere riportata al
livello di quest' ultima .
                                 Articolo 5
      La Commissione presenta quanto prima al Consiglio , che decide nei
18 mesi successivi , tutte le proposte utili per attuare al 1° gennaio 1974
la soppressione delle imposte all' importazione e dei ristorni all' esportazio­
ne negli scambi tra gli Stati membri prevista dall' articolo 4 della prima
direttiva del Consiglio dell' ll aprile 1967 in materia di armonizzazione del­
le legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d' affari .
      Per facilitare il raggiungimento di tale obiettivo , gli Stati membri
includono il commercio al minuto nel campo d' applicazione dell 'IVA fin dalla
sua introduzione e adottano quanto prima tutte le misure necessarie per ri­
durre a due il numero delle aliquote dell' imposta.
                                 Articolo 6
      Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
                                     Patto a Bruxelles ,
                                     Per il Consiglio ,
                                     Il Presidente