CELEX: 52013DC0359
Language: it
Date: 2013-05-29 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Spagna 2012-2016

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		52013DC0359
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2013 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Spagna 2012-2016 /* COM/2013/0359 final - 2013/ () */
			
				
		
		
			
			   	 
Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2013 della
Spagna 
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Spagna
2012‑2016
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148,
paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla
prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici[2], in particolare l’articolo 6,
paragrafo 1,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[3],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[4],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del Comitato per l’occupazione,
previa consultazione del Comitato economico e
finanziario,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio
europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una
nuova strategia per la crescita e l’occupazione basata su un maggiore
coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui
occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
competitività dell’Europa.
(2)       Sulla base delle proposte
della Commissione, il Consiglio ha adottato, il 13 luglio 2010, una
raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli
Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione
sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione[5], che insieme formano gli “orientamenti
integrati”. Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli
orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e di
occupazione.
(3)       Il 29 giugno 2012 i
capi di Stato e di governo hanno convenuto un patto per la crescita e l’occupazione
che offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello nazionale, dell’UE
e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche
possibili. Essi hanno convenuto le misure da adottare a livello degli Stati
membri, in particolare affermando l’impegno pieno verso il conseguimento degli
obiettivi della strategia Europa 2020 e l’attuazione delle raccomandazioni
specifiche per paese.
(4)       Il 6 luglio 2012 il Consiglio
ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2012 della
Spagna e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato della
Spagna 2011-2015.
(5)       Il 28 novembre 2012 la
Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita[6], segnando l’inizio del semestre
europeo di coordinamento delle politiche economiche 2013. Il 28 novembre 2012
la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la
relazione sul meccanismo di allerta[7],
in cui annoverava la Spagna tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di
un esame approfondito.
(6)       Il 14 marzo 2013 il Consiglio
europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il
risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita, sottolineando la
necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e
favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l’erogazione
di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di
contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di
modernizzare la pubblica amministrazione.
(7)       Il 10 aprile 2013 la
Commissione ha pubblicato i risultati dell’esame approfondito per la Spagna[8] a norma dell’articolo 5 del
regolamento (UE) n. 1176/2011. L’analisi ha portato la Commissione a concludere
che la Spagna registra squilibri macroeconomici eccessivi. In particolare, i
livelli molto elevati del debito interno e del debito estero continuano a
rappresentare un rischio per la crescita e la stabilità finanziaria; il settore
bancario è oggetto di un processo di ricapitalizzazione e ristrutturazione,
anche grazie al denaro pubblico; le rigidità che caratterizzano il mercato dei
prodotti e del lavoro contribuiscono ad accrescere un livello di disoccupazione
già elevato e più in generale ostacolano l’aggiustamento dell’economia. Sebbene
l’aggiustamento sia in corso, la portata della correzione necessaria richiede
un’azione politica incisiva e prolungata nei mercati dei prodotti e dei
servizi, nel mercato del lavoro, nel settore finanziario e nelle finanze
pubbliche.
(8)       Il 30 aprile 2013 la Spagna
ha presentato il suo programma di stabilità 2013 relativo al periodo 2012-2016
e il suo programma nazionale di riforma 2013. I due programmi sono stati
valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
(9)       Sulla base della valutazione
del programma di stabilità 2013 a norma dell’articolo 5, paragrafo 1, del
regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo scenario
macroeconomico sul quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma sia
sostanzialmente plausibile per il 2013 e soggetto a rischi di peggioramento nel
2014 e anni successivi, rispetto alle previsioni di primavera 2013 della
Commissione. Sebbene per il periodo 2014-2016 il programma preveda una crescita
inferiore rispetto alle previsioni di primavera 2013 della Commissione, queste
ultime si basano sull’ipotesi di politiche invariate e perciò non tengono conto
del risanamento di bilancio che sarà necessario per conseguire gli obiettivi di
bilancio esposti nel programma. L’obiettivo della strategia di bilancio
delineata nel programma è portare il disavanzo della pubblica amministrazione
al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL entro il 2016. Il
risanamento è basato principalmente sul contenimento della spesa, con una
diminuzione del rapporto spesa/PIL di 3,7 punti percentuali nel periodo
2012-2016, ma anche su misure di incremento delle entrate. In base al saldo
strutturale (ricalcolato)[9]
il programma prevede un miglioramento annuo del disavanzo strutturale pari all’1,2%
del PIL nel 2013, allo 0,4% nel 2014, allo 0,9% nel 2015 e allo 0,9% nel 2016.
Dopo la correzione del disavanzo eccessivo, il programma conferma l’obiettivo a
medio termine del pareggio di bilancio in termini strutturali da raggiungere
entro il 2018, obiettivo più ambizioso di quanto richiesto dal patto di
stabilità e crescita. Il ritmo dell’aggiustamento in termini strutturali
previsto nel periodo 2017-2018 rappresenta un progresso sufficiente verso l’obiettivo
a medio termine. Secondo il programma, il rapporto debito/PIL dovrebbe
raggiungere un picco nel 2016 per poi iniziare a scendere. Il percorso di
aggiustamento del disavanzo e del debito sono soggetti a rischi di
peggioramento. Le misure volte a sostenere gli obiettivi di disavanzo non sono
sufficientemente specificate, soprattutto a livello regionale. Il programma
non presenta misure per il 2016 e le precedenti misure temporanee sono
prorogate soltanto al 2014. I risparmi previsti generati dalla riforma dell’amministrazione
locale sono soggetti a notevoli rischi di attuazione. Inoltre, permangono
incertezze sulla situazione economica, finanziaria e del mercato del lavoro,
nonché sull’andamento delle entrate nel contesto di persistenti e forti squilibri
macroeconomici. Per attenuare i rischi per la previdenza sociale sarebbe
opportuno attuare pienamente la riforma adottata in materia di prepensionamento
e raggiungere un accordo sul fattore di sostenibilità. Un ulteriore rischio
deriva dalle sopravvenienze passive connesse ai regimi di protezione degli
attivi/alle garanzie. Si sono registrati grandi progressi nella rendicontazione
sull’esecuzione del bilancio, ma vi è margine per attuare in modo più
trasparente e tempestivo i meccanismi preventivi e correttivi della legge sulla
stabilità di bilancio. Manca una rendicontazione sistematica e tempestiva degli
arretrati della pubblica amministrazione, il cui elevato stock in essere ha
reso necessario un regime di rimborso ad hoc. L’istituzione di un consiglio di
bilancio indipendente risulta in ritardo rispetto al calendario previsto. La
proposta di revisione delle regole di indicizzazione per tutte le spese e le
entrate pubbliche genererebbe risparmi di bilancio e una maggiore reattività
dei prezzi alle condizioni economiche. Il piano nazionale di riforma riconosce
inoltre la necessità di migliorare ulteriormente l’efficacia in termini di
costi della spesa sanitaria e farmaceutica, ad esempio rivedendo i prezzi di
riferimento e centralizzando l’acquisto dei prodotti farmaceutici, o ampliando
l’applicazione dei ticket.
(10)     Sebbene nel 2012 vi sia stato
un significativo riequilibrio della pressione fiscale relativa, spostatasi
verso i consumi e l’ambiente, il rapporto gettito fiscale/PIL della Spagna
rimane tra i più bassi dell’UE. Vi è spazio per migliorare l’efficienza del
sistema tributario, aumentando la proporzione di imposte indirette più
favorevoli alla crescita e contrastando la frode e l’evasione fiscale, in linea
con lo sforzo di risanamento di bilancio. La Spagna ha adottato alcuni
provvedimenti per affrontare la distorsione a favore del debito nell’imposizione
delle imprese, ma è necessario impegnarsi ulteriormente in tal senso visto l’elevato
indebitamento privato.
(11)     Il programma di aggiustamento
del settore finanziario è a buon punto: in particolare, sono state effettuate
le ricapitalizzazioni necessarie ed è stata costituita la società di gestione
patrimoniale Sareb. La ristrutturazione delle banche, in applicazione delle
decisioni ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato, necessiterà un’attenzione
costante nei prossimi anni. Per attenuare le difficoltà di finanziamento e i
problemi di liquidità delle imprese, nel 2012 la Spagna ha attuato un vasto
piano di pagamento dei debiti commerciali dello Stato verso le imprese (27,3
miliardi di EUR) e ha varato diverse iniziative per ampliare le fonti di
finanziamento delle imprese. Si prevede che il piano di rimborso dei debiti
commerciali dello Stato prosegua nel 2013.
(12)     La situazione rimane critica
sul mercato del lavoro. Il riequilibrio dell’economia, meno incentrata sulla
domanda interna e sulle costruzioni, in un contesto, tra l’altro, di rigidità
del mercato e di disallineamento fra domanda e offerta di competenze ha
contribuito ad accrescere il tasso di disoccupazione, salito al 27% all’inizio
del 2013. Destano particolare preoccupazione il notevole incremento del tasso
di disoccupazione giovanile, che ha raggiunto il 56%, e l’aumento della
disoccupazione di lunga durata, pari al 44,4% della disoccupazione totale alla
fine del 2012. I dati disponibili indicano che la riforma del mercato del
lavoro del 2012 ha cominciato a generare una maggiore flessibilità interna
(nell’ambito dell’azienda), una certa riduzione dei costi di licenziamento e
una crescente moderazione salariale. Il programma nazionale di riforma prevede,
in luglio 2013, una valutazione ufficiale della riforma rispetto agli obiettivi
dichiarati, allo scopo di integrarla ove necessario. Le riforme in materia di
politiche attive del mercato del lavoro registrano ritardi, le azioni per
modernizzare e potenziare il servizio pubblico per l’impiego si fanno attendere
e le agenzie di collocamento private, la cui apertura è stata recentemente
approvata, e la cooperazione tra servizi pubblici per l’impiego nazionali e
regionali (Portale unico per l’impiego) non sono ancora pienamente operative. 
(13)     L’elevata quota di disoccupati
privi di qualifiche formali (35%) e la scarsa pertinenza dell’istruzione e
della formazione per il mercato del lavoro favoriscono l’aumento del tasso di
disoccupazione giovanile e della disoccupazione di lunga durata. La strategia
nazionale per l’occupazione e l’imprenditorialità giovanile 2013-2016,
presentata in marzo 2013, comprende una serie di misure a breve e a lungo
termine con l’obiettivo di accrescere le opportunità occupazionali per i
giovani. Contemporaneamente, è stata introdotta la formazione duale e già nel
2012 sono stati avviati progetti pilota. Il programma nazionale di riforma
2013 sottolinea inoltre l’importanza di attuare rapidamente la riforma del
sistema d’istruzione e di migliorare la qualità complessiva dell’istruzione e
della formazione.
(14)     Soprattutto a causa della
situazione sul mercato del lavoro, ma anche della scarsa efficacia della previdenza
sociale per ridurre la povertà, la Spagna si posiziona al di sotto della media
UE per i principali indicatori chiave che misurano la povertà e l’esclusione
sociale, cui sono esposti in particolare i bambini. Nel complesso, non sono
stati registrati miglioramenti di rilievo nello sviluppo di nuove misure.
Il programma nazionale di riforma non fornisce informazioni né sul
contenuto del piano nazionale d’azione per l’inclusione sociale 2013-2016, né
riguardo al calendario per la sua approvazione. Le principali sfide risiedono
nella necessità di razionalizzare gli obiettivi e le risorse nell’ambito di un
quadro strategico adeguato, migliorare la governance e il coordinamento
interistituzionale a livello nazionale, regionale e locale, semplificare le
procedure per coloro che richiedono l’assistenza sociale ed analizzare gli
ostacoli alla mobilità. Sono stati registrati progressi nelle misure volte ad
affrontare la povertà infantile e a migliorare l’efficienza dei servizi di
sostegno alle famiglie.
(15)     Le debolezze del contesto in
cui operano le imprese, quali la segmentazione del mercato interno o gli
ostacoli all’accesso nei settori dei servizi, frenano la creazione di posti di
lavoro e la riforma in questo settore progredisce più lentamente rispetto a quanto
previsto nel piano di riforma di settembre 2012. Il primo progetto di legge
sull’unità del mercato è stato adottato dal governo nel gennaio 2013 e dovrebbe
essere approvato in via definitiva dal Parlamento entro la fine del 2013. Il
programma nazionale di riforma 2013 ribadisce gli impegni e prevede un primo
progetto di legge sui servizi professionali entro la fine di giugno 2013 e l’adozione
finale della legge sull’imprenditorialità e sull’internazionalizzazione delle
imprese entro la fine del 2013. Nonostante gli effetti attesi di tali riforme,
c’è ancora margine per agevolare ulteriormente l’entrata e l’uscita dal
mercato, in particolare riducendo i tempi necessari per il rilascio delle
licenze commerciali e rivedendo il regime di insolvenza. Andrebbero inoltre
eliminati gli ostacoli normativi e di altro genere che limitano la crescita
delle imprese. Malgrado le recenti riforme, gli ostacoli all’accesso al mercato
dei grandi punti vendita continuano a limitare la concorrenza nel settore al
dettaglio. In settembre 2012 il governo ha adottato un progetto di legge per
unificare l’autorità nazionale garante della concorrenza con le autorità di
regolamentazione e di vigilanza in sei settori, in modo da creare un unico
organismo: la Commissione nazionale per i mercati e la concorrenza. Questa
riforma mira a un’applicazione uniforme dei principi della concorrenza nei
diversi settori economici. La soppressione della deducibilità fiscale dei
rimborsi dei prestiti ipotecari e degli interessi attuata nel 2012 è stata
cruciale per eliminare gli incentivi ad acquistare abitazioni di proprietà, ma
gli sforzi per creare un mercato locativo più ampio ed efficiente, che
favorirebbe anche la mobilità della manodopera, sono ancora in fase iniziale.
(16)     Il disavanzo
tariffario nel settore dell’energia elettrica, che rappresenta una
sopravvenienza passiva potenzialmente significativa per il bilancio e un
rischio macroeconomico non trascurabile, non è stato ancora affrontato in
maniera conclusiva, vista l’insufficienza delle misure presentate nel 2012 e
all’inizio del 2013. Nel programma nazionale di riforma 2013 il governo ha
annunciato che entro la fine di giugno 2013 sarà presentato un progetto di
legge che riformerà ulteriormente il settore dell’energia elettrica, in cui si
può migliorare la concorrenza sul mercato al dettaglio. L’infrastruttura di
trasporto è estesa ma c’è margine per rendere più rigorosa la selezione degli
investimenti e per dare priorità a un’efficiente manutenzione delle reti
esistenti. A questo riguardo sarebbe utile creare un osservatorio indipendente,
come previsto. Al tempo stesso ostacoli giuridici e tecnici impediscono la
concorrenza nel trasporto ferroviario di merci e di passeggeri.
(17)     La struttura estremamente
decentrata necessita un maggiore coordinamento tra i livelli della pubblica
amministrazione, sia per contenere i costi sia per limitare l’onere
amministrativo per le imprese e le famiglie. A tal fine, sono numerose le
iniziative realizzate o tuttora in corso. In particolare in febbraio 2013 il
governo ha presentato un progetto di legge sulla riforma dell’amministrazione
locale (che il Parlamento adotterà entro la fine del 2013) ed è stato istituito
un comitato per la riforma della pubblica amministrazione, il quale presenterà
delle proposte entro la fine di giugno 2013. Sono in corso delle riforme tese a
migliorare il funzionamento del sistema giudiziario, tuttavia alcune misure
presentano dei ritardi e rimane spazio per migliorare l’efficienza del sistema
giudiziario spagnolo.
(18)     Nell’ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica
economica della Spagna e valutato il programma di stabilità e il programma
nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro
pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della
politica socioeconomica della Spagna, ma anche della loro conformità alle norme
e agli orientamenti UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance
economica dell’Unione europea nel suo insieme, offrendo un contributo a livello
UE per le future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell’ambito del
semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a
10.
(19)     Alla luce di tale valutazione,
il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità della Spagna e il suo
parere[10]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
(20)     Alla luce dell’esame
approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha
esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di stabilità. La
valutazione conclude che il programma di riforma proposto è completo e va nella
giusta direzione, ma al tempo stesso sottolinea l’urgenza di adottare e attuare
efficacemente le riforme mancanti in modo che inizino a generare gli effetti
positivi attesi. Le raccomandazioni del Consiglio a norma dell’articolo 6 del
regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di
cui ai punti 1, 2, 3, 4, 5, 7, 8 e 9.
(21)     Nell’ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato inoltre un’analisi della politica
economica della zona euro nel suo complesso, in base alla quale il Consiglio ha
formulato raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri la cui moneta è
l’euro. La Spagna dovrebbe assicurare anche l’attuazione piena e tempestiva di
tali raccomandazioni,
RACCOMANDA che la Spagna adotti
provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di:
1.           attuare lo sforzo strutturale
di bilancio richiesto dalla raccomandazione del Consiglio nell’ambito della
procedura per i disavanzi eccessivi, allo scopo di garantire la correzione del
disavanzo eccessivo entro il 2016; a tal fine attuare, a tutti i livelli
amministrativi, le misure adottate con i piani di bilancio 2013 e potenziare la
strategia di bilancio a medio termine con misure strutturali sufficientemente
dettagliate per il periodo 2014-2016; una correzione duratura degli squilibri
di bilancio si fonda sull’attuazione credibile di ambiziose riforme strutturali
che rafforzino la capacità di aggiustamento e stimolino la crescita potenziale
e l’occupazione; successivamente alla correzione del disavanzo eccessivo,
proseguire l’aggiustamento strutturale ad un ritmo adeguato per raggiungere l’obiettivo
a medio termine entro il 2018; assicurare l’applicazione rigorosa e trasparente
delle misure preventive e correttive previste dalla legge organica sulla
stabilità di bilancio; entro la fine del 2013 istituire un’autorità di bilancio
con compiti di analisi, consulenza e controllo della conformità della politica
di bilancio alle norme in materia stabilite a livello nazionale e di UE; migliorare
l’efficienza e la qualità della spesa pubblica a tutti i livelli amministrativi
e condurre un esame sistematico delle principali voci di spesa entro marzo
2014; rendere il settore sanitario più efficace sotto il profilo dei costi,
mantenendolo nel contempo accessibile ai gruppi vulnerabili, ad esempio
riducendo la spesa farmaceutica ospedaliera, rafforzando il coordinamento tra
tipi di cure e migliorando gli incentivi all’uso efficiente delle risorse;
adottare misure per ridurre gli arretrati della pubblica amministrazione,
evitarne l’ulteriore accumulo e pubblicare regolarmente i dati sugli importi in
essere; adottare la legge sulla deindicizzazione per ridurre il livello
di inerzia dei prezzi delle spese e delle entrate pubbliche, in tempo utile
affinché entri in vigore dall’inizio del 2014, e valutare ulteriori misure per
limitare l’applicazione di clausole di indicizzazione; portare a termine entro
la fine del 2013 l’adeguamento del fattore di sostenibilità in modo da
garantire la stabilità finanziaria a lungo termine del sistema pensionistico,
assicurando tra l’altro l’innalzamento dell’età pensionabile in linea con la
speranza di vita; 
2.           effettuare una revisione
sistematica del sistema tributario entro marzo 2014; valutare un’ulteriore
riduzione delle agevolazioni fiscali sull’imposizione diretta, sondare le
possibilità di limitare ulteriormente l’applicazione delle aliquote IVA ridotte
e adottare misure supplementari nell’imposizione ambientale, in particolare per
quanto riguarda le imposte sui carburanti; prendere ulteriori provvedimenti per
affrontare la distorsione a favore del debito nell’imposizione delle imprese;
intensificare la lotta contro l’economia sommersa e il lavoro non dichiarato; 
3.           nel settore finanziario
attuare il programma di ricapitalizzazione degli istituti finanziari, comprese
le misure adottate in novembre 2012 che promuovono l’intermediazione non
bancaria;
4.           completare, entro luglio 2013,
la valutazione della riforma 2012 del mercato del lavoro relativamente a tutti
gli obiettivi e le misure e presentare eventuali modifiche entro settembre
2013; adottare il piano nazionale per l’occupazione 2013 entro luglio 2013
e varare rapidamente una riforma orientata ai risultati relativa alle politiche
attive del mercato del lavoro, anche rendendo gli orientamenti più efficienti e
mirati; potenziare e modernizzare i servizi pubblici per l’impiego per
garantire un’efficace assistenza personalizzata ai disoccupati in funzione dei
rispettivi profili ed esigenze di formazione; rafforzare l’efficacia dei
programmi di riqualificazione per i lavoratori più anziani e per quelli poco
qualificati; mettere in funzione il portale unico per l’impiego e accelerare l’attuazione
della cooperazione pubblico-privato nei servizi di collocamento per garantirne
l’effettiva applicazione già nel 2013; 
5.           attuare le misure tese a
combattere la disoccupazione giovanile definite nella strategia nazionale per l’occupazione
e l’imprenditorialità giovanile 2013-2016 (ad esempio mediante una “garanzia
per i giovani”) e monitorarne attentamente l’efficacia; impegnarsi ad
accrescere la pertinenza dell’istruzione e della formazione per il mercato del
lavoro, a ridurre l’abbandono scolastico e a migliorare l’apprendimento
permanente, proseguendo la formazione duale anche dopo l’attuale fase pilota e
introducendo un sistema completo di valutazione dei risultati degli studenti
entro la fine del 2013; 
6.           adottare e attuare le misure
necessarie per ridurre il numero di persone a rischio di povertà e/o di
esclusione sociale, rafforzando le politiche attive del mercato del lavoro al
fine di migliorare l’occupabilità delle persone più distanti dal mercato del
lavoro e rendendo più mirate, efficaci ed efficienti le misure di sostegno,
compresi servizi di sostegno alle famiglie di qualità;
7.           adottare e attuare
urgentemente il progetto di legge sull’unità del mercato e accelerare i
provvedimenti attuativi necessari per una sua rapida attuazione; garantire l’efficacia,
autonomia e l’indipendenza della nuova autorità di regolamentazione; entro la
fine del 2013 adottare e attuare la legge sulle associazioni e i servizi
professionali e la legge sull’imprenditorialità; raggruppare e riunire i regimi
di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese; abbreviare le procedure
di rilascio delle licenze e ridurne il numero, anche per le attività
industriali, e diffondere l’uso del metodo della “licenza express” alle
attività diverse dalla vendita al dettaglio; rivedere la disciplina in materia
di insolvenza per le imprese e i privati, anche limitando la responsabilità
personale degli imprenditori e dando una seconda opportunità alle attività
fallite; eliminare le restrizioni non giustificate alla creazione di grandi
punti di vendita al dettaglio; entro marzo 2014, analizzare l’efficacia del
quadro normativo a sostegno dello sviluppo del mercato locativo delle
abitazioni;
8.           affrontare il disavanzo
tariffario nel settore dell’energia elettrica, adottando e attuando una riforma
strutturale del settore dell’energia elettrica entro la fine del 2013;
adoperarsi per completare le interconnessioni con i paesi limitrofi nei settori
del gas e dell’elettricità; ridurre la sopravvenienza passiva che le
infrastrutture di trasporto non redditizie possono rappresentare per le finanze
pubbliche; prevedere una valutazione nazionale indipendente dei grandi progetti
infrastrutturali futuri; adottare misure per assicurare un’effettiva
concorrenza nei servizi ferroviari di trasporto merci e passeggeri; 
9.           adottare, in conformità con
il calendario presentato, la riforma dell’amministrazione locale e definire
entro ottobre 2013 un piano per migliorare l’efficienza dell’intera
amministrazione pubblica; adottare e attuare le riforme in corso volte a
migliorare l’efficienza del sistema giudiziario. 
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
[3]               COM(2013) 359 final. 
[4]               P7_TA(2013)0052 e P7_TA(2013)0053.
[5]               Decisione 2013/208/UE del Consiglio, del 22 aprile 2013.
[6]               COM(2012) 750 final.
[7]               COM(2012) 751 final.
[8]               SWD(2013) 116 final.
[9]               Saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto delle
misure temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione sulla
base delle informazioni contenute nel programma, secondo la metodologia
concordata.
[10]             A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE)
n. 1466/97 del Consiglio.