CELEX: 31995R0656
Language: it
Date: 1995-03-28 00:00:00
Title: Regolamento (CE) n. 656/95 della Commissione del 28 marzo 1995 che modifica il regolamento (CEE) n. 2568/91, relativo alle caratteristiche degli oli d'oliva e degli oli di sansa d'oliva nonché ai metodi ad essi attinenti e il regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune

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31995R0656

Regolamento (CE) n. 656/95 della Commissione del 28 marzo 1995 che modifica il regolamento (CEE) n. 2568/91, relativo alle caratteristiche degli oli d'oliva e degli oli di sansa d'oliva nonché ai metodi ad essi attinenti e il regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune  

Gazzetta ufficiale n. L 069 del 29/03/1995 pag. 0001 - 0012

REGOLAMENTO  (CE) N. 656/95 DELLA COMMISSIONE del 28 marzo 1995 che modifica il regolamento (CEE) n. 2568/91,  relativo alle caratteristiche degli oli d'oliva e degli oli di sansa d'oliva nonché ai metodi ad  essi attinenti e il regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio relativo alla nomenclatura  tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comuneLA COMMISSIONE DELLE  COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto il regolamento n. 136/66/CEE del Consiglio, del 22 settembre 1966, relativo all'attuazione di  un'organizzazione comune dei mercati nel settore dei grassi  (1), modificato da ultimo dal  regolamento (CE) n. 3179/93  (2), in particolare l'articolo 35 bis, visto il regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, del 23 luglio 1987, relativo alla nomenclatura  tariffaria e statistica ed alla tariffa doganale comune  (3), modificato da ultimo dal regolamento  (CE) n. 3330/94 della Commissione  (4), in particolare l'articolo 9, considerando che il regolamento (CEE) n. 2568/91 della Commissione  (5), modificato da ultimo dal  regolamento (CE) n. 2632/94  (6), ha definito le caratteristiche degli oli d'oliva e degli oli di  sansa d'oliva, nonché i relativi metodi di analisi; che il regolamento (CEE) n. 2568/91 ha inoltre  modificato le note complementari 2, 3 e 4 del capitolo 15 della nomenclalura combinata figurante  nell'allegato I del regolamento (CEE) n. 2568/87; considerando che, tenendo conto degli sviluppi compiuti dalla ricerca, si ravvisa l'opportunità di  adattare le caratteristiche degli oli d'oliva definite dal regolamento (CEE) n. 2568/91, in modo da  offrire maggiori garanzie di purezza dei prodotti commercializzati, nonché di indicare il relativo  metodo di analisi; considerando che alla luce dell'esperienza acquisita appaiono necessari alcuni adattamenti del  metodo di determinazione della trinoleina; che d'altro canto, per proseguire l'armonizzazione con  le norme internazionali del Consiglio oleicolo internazionale, è opportuno adattare alcuni valori  massimi relativi alle caratteristiche degli oli d'oliva e degli oli di sansa d'oliva; considerando che le modifiche delle caratteristiche degli oli d'oliva considerati richiedono una  modifica delle note complementari 2, 3 e 4 del capitolo 15 della nomenclatura combinata; considerando che, per consentire l'adattamento alle nuove norme e l'adozione dei mezzi necessari  per la loro applicazione e per prevenire inoltre perturbazioni negli scambi commerciali, è  opportuno differire di due mesi circa l'entrata in vigore del presente regolamento e permettere,  per un periodo limitato, lo smaltimento dell'olio condizionato prima della sua entrata in vigore; considerando che è quindi necessario modificare il regolamento (CEE) n. 2658/87 ed il regolamento  (CEE) n. 2568/91, il cui allegato XIV ha modificato dette note complementari; considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato  di gestione per i grassi, HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO: Articolo 1 Il regolamento (CEE) n. 2568/91 è modificato come segue: 1)  all'articolo 2 è aggiunto il seguente trattino: «  -  per la determinazione degli stigmastadieni, il metodo figurante nell'allegato XVII.  »; 2)  gli allegati sono modificati conformemente all'allegato del presente regolamento. Articolo 2 Il testo delle note complementari 2, 3 e 4 del capitolo 15 della nomenclatura  combinata contenuta nell'allegato I del regolamento (CEE) n. 2658/87 è sostituito dal testo  contenuto nell'allegato II del presente regolamento. Articolo 3 Il presente regolamento entra in vigore il sessantesimo giorno successivo alla  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Esso non si applica agli oli d'oliva e di sansa d'oliva condizionati prima della sua entrata in  vigore e commercializzati fino al termine del secondo mese ad essa successivo. Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, il 28 marzo 1995. Per la Commissione Franz FISCHLER Membro della Commissione  ALLEGATO I 1.  Al sommario degli allegati del regolamento (CEE) n. 2568/91 è aggiunto il  seguente titolo: «  Allegato XVII: Metodo di determinazione degli stigmastadieni negli oli vegetali 84  ». 2.  Il testo dell'allegato I è sostituito dal seguente: «  ALLEGATO I CARATTERISTICHE DEGLI OLI D'OLIVA >SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA>  3.  Nell'allegato VIII, il testo della nota 5 è sostituito dal seguente: «  Nota 5: Per gli oli vergini lampanti e per gli oli di sansa d'oliva greggi, al fine di ottenere una buona  separazione del picco della trilinoleina da quelli adiacenti o di eventuali sostanze interferenti,  è necessario purificare preventivamente gli oli conformemente alla metodologia seguente: si fanno assorbire 200 ml di olio, senza diluirli, su una colonnina di silice per estrazione  liquido-solido (tipo SEP PAK silica cartridge-waters part. n. 51900). I trigliceridi vengono eluiti con 20 ml di esano anidro per HPLC in un tempo massimo di 20 sec. Il prodotto eluito viene essiccato in corrente d'azoto e ripreso in isopropanolo o acetone (5 ml).  Si iniettano 10-20 ml in HPLC. È necessario controllare che la composizione di acidi grassi  dell'olio sia la stessa prima e dopo la purificazione nei limiti di errore del metodo analitico  adottato.  ». 4.  È aggiunto il seguente allegato XVII: «  ALLEGATO XVII: METODO DI DETERMINAZIONE DEGLI STIGMASTADIENI NEGLI OLI VEGETALI 1.  SCOPO Determinazione degli stigmastadieni negli oli vegetali contenenti basse concentrazioni di questi  idrocarburi, soprattutto oli d'oliva vergini e oli di sansa d'oliva grezzi. 2.  OGGETTO Il metodo può essere applicato a tutti gli oli vegetali, ma è attendibile soltanto se il tenore di  questi idrocarburi è compreso tra 0,01 e 4,0 mg/kg. Esso è particolarmente adatto a rivelare la  presenza di oli vegetali raffinati (oliva, sansa, girasole, palma, ecc.) nell'olio di oliva  vergine, dato che gli oli raffinati contengono stigmastadieni, mentre gli oli vergini non li  contengono. 3.  PRINCIPIO Isolamento dell'insaponificabile. Separazione della frazione costituita dagli steroidi a carattere  di idrocarburi mediante cromatografia su colonna di gel di silice e analisi mediante  gascromatografia su capillare. 4.  APPARECCHIATURA 4.1.  Palloni idonei da 250 ml, con condensatore a riflusso. 4.2.  Imbuti separatori da 500 ml. 4.3.  Palloni a fondo rotondo da 100 ml. 4.4.  Evaporatore rotante. 4.5.  Colonna per cromatografia in vetro (1,5-2,0 cm di diametro interno, della lunghezza di 50 cm)  provvista di rubinetto in teflon e di tappo in fibra di lana di vetro o disco di vetro sinterizzato  all'estremità inferiore. Per preparare la colonna di gel di silice versare l'esano nella colonna  cromatografica fino a raggiungere uno spessore di circa 5 cm e riempire quindi con un impasto di  gel di silice in esano (15 g in 40 ml) aiutandosi con porzioni di esano. Lasciar depositare  completando poi il deposito con leggere vibrazioni. Aggiungere solfato di sodio anidro fino  all'ottenimento di uno spessore di circa 0,5 cm ed infine eluire l'esano in eccesso. 4.6.  Gascromatografo provvisto di rilevatore a ionizzazione di fiamma, iniettore a separazione o a  freddo, lungo la colonna e stufa programmabile con l'approssimazione di ±  1  °C. 4.7.  Colonna capillare di silice fusa per gascromatografia (0,25 o 0,30 mm di diametro interno,  della lunghezza di 25 m) ricoperte di fase di fenilmetilsilicone al 5  %, spessore 0,25 mm. Nota 1. Possono essere usate altre colonne di polarità equivalente o inferiore. 4.8.  Registratore-integratore con possibilità d'integrazione da valle a valle. 4.9.  Microsiringa per gascromatografia da 5-10 ml con ago cementato. 4.10.  Camicia di riscaldamento o piastra termica, elettrica. 5.  REAGENTI Tutti i reagenti debbono essere puri per analisi se non specificato diversamente. L'acqua usata  dev'essere distillata oppure di purezza per lo meno equivalente. 5.1.  Esano o miscela di alcani con intervallo di ebollizione a 65-70  °C, distillato su colonna di  rettificazione. Nota 2. Il solvente dev'essere distillato in modo da eliminare le impurezze. 5.2.  Etanolo al 96  % v/v. 5.3.  Solfato di sodio anidro. 5.4.  Soluzione alcolica di idrossido di potassio al 10  %. Aggiungere 10 ml d'acqua a 50 g di  idrossido di potassio, agitare e sciogliere quindi la miscela in etanolo fino a 500 ml. Nota 3. La potassa alcolica vira al bruno se lasciata riposare. Dev'essere preparata di fresco ogni giorno  e tenuta in bottiglie di vetro scure ben tappate. 5.5.  Gel di silice 60 per cromatografia su colonna 70-230 mesh (Merck, ref. 7734 o simili). Nota 4. Di regola il gel di silice può essere usato prelevandolo direttamente dal contenitore senza alcun  trattamento preliminare. Tuttavia alcune partite di silice sono scarsamente attive e determinano  separazioni cromatografiche di cattiva qualità. In casi del genere, il gel di silice dev'essere  disattivato scaldandolo per almeno quattro ore a 550  °C; successivamente, sistemarlo in un  essiccatore fino a raffreddamento e trasferirlo quindi in un pallone provvisto di tappo. Aggiungere  il 2  % di acqua e agitare fino a scomparsa dei grumi e libero flusso della polvere. Il gel di  silice dev'essere trattato come sopra se le partite di gel di silice danno cromatogrammi con picchi  di interferenza. Come alternativa, può essere usato gel di silice 60 extra puro (Merck, ref.  7754). 5.6.  Soluzione madre (200 ppm) di colesta-3,5-diene (Sigma, purezza 99  %) in esano (10 mg in 50  ml). 5.7.  Soluzione standard di colesta-3,5-diene in esano alla concentrazione di 20 ppm, ottenuta  diluendo la soluzione di cui sopra. Nota 5. Le soluzioni 5.6 e 5.7 non si deteriorano per almeno 4 mesi se conservate a una temperatura  inferiore ai 4  °C. 5.8.  Soluzione di n-nonacosano in esano ad una concentrazione di circa 100 ppm. 5.9.  Gas vettore per cromatografia: idrogeno o elio puro al 99,9990  %. 5.10.  Gas ausiliari per il rivelatore a ionizzazione di fiamma: idrogeno puro al 99,9990  % ed  aria purificata. 6.  PROCEDIMENTO 6.1.  Preparazione dell'insaponificabile: 6.1.1.  Pesare 20 g, con l'approssimazione di ±  0,1 di olio in un pallone da 250 ml (4.1),  aggiungere 1 ml della soluzione standard di colesta-3,5-diene (20mg) e 75 ml di potassa alcolica al  10  %, preparare il condensatore a riflusso e portare a leggera ebollizione per 30 minuti.  Allontanare il pallone contenente il campione dalla fonte di calore e lasciare raffreddare  leggermente la soluzione (non far raffreddare completamente, altrimenti il campione si  depositerebbe). Aggiungere 100 ml d'acqua e trasferire la soluzione in un imbuto a decantazione  (4.2) con l'ausilio di 100 ml di esano. Agitare la miscela vigorosamente per 30 secondi e lasciar  stratificare. Nota 6. Se si forma un'emulsione che non scompare rapidamente, aggiungere piccoli quantitativi di etanolo. 6.1.2.  Trasferire la fase acquosa inferiore in un secondo imbuto separatore ed estrarre nuovamente  con 100 ml di esano. Eliminare ancora la fase inferiore e lavare gli estratti di esano (raccolti in  un altro imbuto separatore) tre volte con tre porzioni, di 100 ml ciascuna, di una miscela  etanolo-acqua (1:  1) fino a raggiungimento di pH neutro. 6.1.3.  Far passare la soluzione di esano attraverso del solfato di sodio anidro (50 g), lavare con  20 ml di esano a far evaporare in evaporatore rotante a 30  °C e bassa pressione fino a secchezza. 6.2.  Separazione della frazione di idrocarburo steroidico: 6.2.1.  Trasferire il residuo nella colonna di frazionamento con l'ausilio di due porzioni di esano  da 1 ml, far passare il campione attraverso la colonna lasciando che la soluzione scenda fino alla  somità del solfato di sodio e avviare l'eluizione cromatografica con esano ad una velocità di  efflusso di 1 ml/min. circa. Eliminare i primi 25-30 ml dell'eluizione e raccogliere quindi la  rimanente frazione di 40 ml. Dopo averla raccolta, trasferirla in un pallone a fondo rotondo da 100  ml (4.3). Nota 7. La prima frazione contiene idrocarburi saturi (figura 1a), la seconda quelli steroidici.  Continuando l'eluizione si ottiene squalene e composti connessi. Ai fini di una buona separazione  tra idrocarburi saturi e steroidici, è necessario ottimalizzare le frazioni di volume. A questo  scopo il volume della prima frazione dev'essere regolato in modo che, quando viene analizzata la  seconda frazione, i picchi che rappresentano gli idrocarburi saturi siano bassi (vedasi figura 1c);  se essi non compaiono, ma l'intensità del picco standard è bassa, il volume dev'essere ridotto. In  ogni caso non è necessaria una separazione completa dei componenti della prima e seconda frazione,  dato che durante l'analisi gascromatografica non vi è sovrapposizione di picchi, se detta analisi  viene eseguita nelle condizioni precisate al paragrafo 6.3.1. In generale non è necessaria  l'ottimalizzazione della seconda frazione in volume, data la buona separazione degli altri  componenti. Tuttavia la presenza di una grosso picco per un tempo di ritenzione inferiore di circa  1,5 minuti rispetto allo standard è dovuta allo squalene e sta ad indicare una cattiva  separazione. 6.2.2.  Evaporare la seconda frazione in un evaporatore a 30  °C e bassa pressione fino a secchezza  e sciogliere immediatamente il residuo in 0,2 ml di esano. Conservare la soluzione in frigorifero  fino all'analisi. Nota 8. I residui 6.1.3 e 6.2.2 non devono essere lasciati asciugare, né tenuti a temperatura ambiente. Non  appena essi vengono ottenuti, è necessario aggiungere il solvente e conservare le soluzioni in  frigorifero. 6.3.  Gascromatografia: 6.3.1.  Condizioni operative per l'iniezione a separazione: -  Temperatura dell'iniettore: 300  °C. -  Temperatura del rivelatore: 320  °C. -  Registratore-integratore: i parametri di integrazione devono essere fissati in modo che  forniscano una corretta valutazione delle aree. Si raccomanda un'integrazione da valle a valle. -  Sensibilità: circa 16 volte l'attenuazione minima. -  Quantitativo di soluzione iniettato: 1ml. -  Temperature di programmazione della stufa: inizialmente 235  °C per 6 min. e successivamente  aumento di 2  °C/min. fino a 285  °C. -  Iniettore provvisto di separatore di flusso a 1:  15. -  Vettore: elio o idrogeno a una pressione di circa 120 kPa. Queste condizioni possono essere adeguate alle caratteristiche del cromatografo e della colonna in  modo da ottenere cromatogrammi che rispettino i seguenti requisiti: picco dello standard interno  entro 5 min. circa dei tempi definiti al paragrafo 6.3.2; detto picco dev'essere pari ad almeno  l'80  % della scala completa. Il sistema gascromatografico deve essere verificato iniettando una miscela della soluzione madre di  colestadiene (5.6) con la soluzione di n-nonacosano (5.8). Il picco del colesta-3,5-diene deve  comparire prima di quello dell'n-nonacosano (figura 1c); se ciò non succede, si hanno due  possibilità: abbassare la temperatura della stufa e/o usare una colonna meno polare. 6.3.2.  Identificazione del picco Il picco dello standard interno compare dopo circa 19 min. e lo stigmasta-3,5-diene, a un tempo di  ritenzione relativo di circa 1,29 (cfr. figura 1b). Lo stigma-3,5-diene è associato a piccoli  quantitativi di un isomero e di solito entrambi danno origine a un unico picco cromatografico.  Tuttavia, se la colonna è troppo polare oppure mostra un forte potere risolvente, l'isomero può  comparire sotto forma di piccolo picco prima e accanto a quello dello stigmasta-3,5-diene (Figura  2). Per essere certi che gli stigmastadieni vengano eluiti in un picco unico, è consigliabile  sostituire la colonna con una meno polare oppure con una di diametro interno superiore. Nota 9. Gli stigmastadieni di riferimento possono essere ottenuti dall'analisi di un olio vegetale  raffinato usando un quantitativo inferiore di campione ( 1-2 g). Gli stigmastadieni danno un picco  significativo e facilmente identificabile. 6.3.3.  Analisi quantitativa Il tenore di stigmastadieni viene determinato con la formula seguente: >SPAZIO PER TABELLA> dove:  As  = area del picco dello stigmastadiene (se il picco è ripartito in due isomeri, somma  delle aree dei 2 picchi). Ac  = area dello standard interno (colestadiene) Mc  = massa di standard aggiunto, in microgrammi M°  = massa di olio prelevata, in grammi Limite di rivelazione: circa 0,01 mg/kg  ». Figura 1 Gascromatogrammi ottenuti da campioni di olio d'oliva analizzati su colonna capillare di  silice fusa (0,25 mm di diametro interno, della lunghezza di 25 m) ricoperti di fenilmetilsilicone  al 5  %, con uno spessore 0,25 mm. a)  Prima frazione (30 ml) di olio vergine, addizionata intenzionalmente con lo standard. b)  Seconda frazione (40 ml) di olio d'oliva contenente 0,10 mg/kg di stigmastadieni. c)  Seconda frazione (40 ml) contenente una piccola proporzione della prima frazione. Figura 2 Gascromatogramma ottenuto da un campione di olio di oliva raffinato analizzato su  colonna DB-5 che mostra l'isomero dello stigmasta-3,5-diene.  ALLEGATO II «  2.  A.  Rientrano nelle voci 1509 e 1510 soltanto gli oli provenienti  esclusivamente dal trattamento delle olive e le cui caratteristiche analitiche relative ai tenori  in steroli e in acidi grassi sono quelle di seguito riportate: Tabella I Tenore in acidi grassi in % degli acidi grassi totali >SPAZIO PER TABELLA> Tabella II Tenore in steroli in % degli steroli totali >SPAZIO PER TABELLA> Non rientrano nelle voci 1509 e 1510 gli oli d'oliva chimicamente modificati (segnatamente gli oli  riesterificati) e le miscele di oli d'oliva e di oli di diversa natura. La presenza di olio d'oliva  riesterificato o di oli di diversa natura è determinata mediante i metodi descritti negli allegati  V, VII, X  A e X  B del regolamento (CEE) n. 2568/91. B.  Rientrano nella sottovoce 1509  10 soltanto gli oli d'oliva definiti di seguito ai punti I e  II, che sono stati ottenuti esclusivamente mediante processi meccanici o altri processi fisici, in  condizioni, segnatamente termiche, tali da non causare alterazioni dell'olio, e che non hanno  subito trattamenti diversi dal lavaggio, dalla decantazione, dalla centrifugazione e dalla  filtrazione. Gli oli ottenuti dalle olive mediante solventi rientrano nel codice NC 1510. I.  È considerato "olio di oliva vergine lampante" ai sensi della sottovoce 1509  10  10 l'olio  che, indipendentemente dalla sua acidità, presenti: a)  tenore in cere non superiore a 350 mg/kg; b)  tenore in eritrodiolo + uvaolo non superiore a 4,5  %; c)  contenuto di acidi grassi saturi in posizione 2 dei trigliceridi non superiore a 1,3  %; d)  somma degli isomeri transoleici non superiore a 0,10  % e somma degli isomeri translinoleici +  translinolenici non superiore a 0,10  %. e e)  una o più delle seguenti caratteristiche: 1)  numero di perossidi pari o superiore a 20 mEq di ossigeno attivo /kg; 2)  tenore in solventi alogenati volatili totali pari o superiore a 0,20 mg/kg e pari o superiore a  0,10 mg/kg per almeno uno di essi; 3)  coefficiente di estinzione K270 pari o superiore a 0,250 e, dopo trattamento dell'olio su  allumina attivata, non superiore a 0,11; in realtà, certi oli aventi tenore in acidi grassi liberi,  espresso in acido oleico, superiore a 3,3 g/100 g possono avere, dopo passaggio su allumina  attivata conformemente al metodo descritto nell'allegato IX del regolamento (CEE) n. 2568/91, un  coefficiente di estinzione K270 superiore a 0,10; in tal caso, dopo neutralizzazione e  decolorazione effettuate in laboratorio conformemente al metodo descritto nell'allegato XIII del  regolamento citato, essi debbono presentare le caratteristiche seguenti: -  coefficiente di estinzione K270 non superiore a 1,20 -  variazione (K) del coefficiente di estinzione in prossimità di 270 nm superiore a 0,01 e non  superiore a 0,16, è cioè: >SPAZIO PER TABELLA> 4)  caratteristiche organolettiche che evidenzino difetti percepibili con un'intensità superiore al  limite di accettabilità, con punteggio inferiore a 3,5 nell'analisi sensoriale di cui all'allegato  XII del regolamento (CEE) n. 2568/91. 5)  tenore in stigmastadieni non superiore a 0,50 mg/kg. II.  È considerato "altro olio d'oliva vergine" ai sensi della sottovoce 1509  10  90, l'olio di  oliva che presenti le seguenti caratteristiche: a)  acidità, espressa in acido oleico, non superiore a 3,3 g/100 g; b)  numero di perossidi non superiore a 20 mEq di ossigeno attivo/kg; c)  tenore in cere non superiore a 250 mg/kg; d)  tenore in solventi alogenati volatili non superiore a 0,20 mg/kg e, per ciascuno di essi, non  superiore a 0,10 mg/kg; e)  coefficiente di estinzione K270 non superiore a 0,25 e, dopo passaggio dell'olio su allumina  attivata, non superiore a 0,10; f)  variazione (K) del coefficiente di estinzione in prossimità di 270 nm non superiore a 0,01; g)  caratteristiche organolettiche che evidenzino anche difetti percepibili con un'intensità  inferiore al limite di accettabilità, con punteggio pari o superiore a 3,5 nell'analisi sensoriale  di cui all'allegato XII del regolamento (CEE) n. 2568/91; h)  tenore in eritrodiolo + uvaolo non superiore a 4,5  %; ij)  contenuto in acidi grassi saturi in posizione 2 dei trigliceridi non superiore a 1,3  %; k)  somma degli isomeri transoleici non superiore a 0,05  % e somma degli isomeri translinoleici +  translinolenici non superiore a 0,05  %. l)  tenore in stigmastadieni non superiore a 0,15 mg/kg. C.  Rientra nella sottovoce 1509  90 l'olio d'oliva ottenuto dal trattamento degli oli delle  sottovoci 1509  10  10 e/o 1509  10  90, anche tagliato con olio d'oliva vergine, che presenti le  seguenti caratteristiche: a)  acidità, espressa in acido oleico, non superiore a 1,5 g/100 g; b)  tenore in cere non superiore a 350 mg/kg; c)  coefficiente di estinzione K270 non superiore a 1,0; d)  variazione del coefficiente di estinzione (AEK) in prossimità di 270 nm non superiore a 0,13; e)  tenore in eritrodiolo + uvaolo non superiore a 4,5  %; f)  contenuto di acidi grassi saturi in posizione 2 dei trigliceridi non superiore a 1,5  %; g)  somma degli isomeri transoleici non superiore a 0,20  % e somma degli isomeri translinoleici +  translinolenici non superiore a 0,30  %. D.  Sono considerati "oli greggi" ai sensi della sottovoce 1510  00  10 gli oli, e particolarmente  gli oli di sansa d'oliva, che presentano le seguenti caratteristiche: a)  acidità, espressa in acido oleico, pari o superiore a 2 g/100 g; b)  tenore in eritrodiolo + uvaolo pari o superiore a 12  %; c)  contenuto di acidi grassi saturi in posizione 2 dei trigliceridi non superiore a 1,8  %; d)  somma degli isomeri transoleici non superiore a 0,20  % e somma degli isomeri translinoleici +  translinolenici non superiore a 0,10  %. E.  Rientrano nella sottovoce 1510  00  90 gli oli ottenuti dal trattamento degli oli di cui alla  sottovoce 1510  00  10, anche tagliati con olio d'oliva vergine, nonché gli oli che non presentano  le caratteristiche degli oli di cui alle note complementari 2.  B, 2.  C e 2.  D. Gli oli di questo  codice devono presentare un contenuto di acidi grassi saturi in posizione 2 dei trigliceridi non  superiore a 2,0  %, una somma degli isomeri transoleici inferiore a 0,40  % e una somma degli  isomeri translinoleici + translinolenici inferiore a 0,35  %. 3.  Non rientrano nelle sottovoci 1522  00  31 e 1522  00  39: a)  i residui provenienti dalla lavorazione delle sostanze grasse contenenti olio con indice di  iodio, determinato secondo il metodo indicato all'allegato XVI del regolamento (CEE) n. 2568/91,  inferiore a 70 o superiore a 100; b)  i residui provenienti dalla lavorazione delle sostanze grasse contenenti olio con indice di  iodio compreso tra 70 e 100, ma per il quale la superficie del picco corrispondente al tempo di  ritenzione del betasitosterolo  (1), determinata conformemente dell'allegato V del regolamento  (CEE) n. 2568/91, rappresenta meno del 93,0  % della superficie totale dei picchi degli steroli. 4.  I metodi di analisi per la determinazione delle caratteristiche dei prodotti di cui sopra sono  quelli descritti negli allegati del regolamento (CEE) n. 2568/91.