CELEX: 52013PC0862
Language: it
Date: 2013-12-10
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione dell'accordo con la Confederazione svizzera sulle modalità di partecipazione di quest'ultima all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo

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		52013PC0862
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione dell'accordo con la Confederazione svizzera sulle modalità di partecipazione di quest'ultima all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo /* COM/2013/0862 final - 2013/0422 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
L'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo[1] (EASO) è stato
istituito dal regolamento (UE) n. 439/2010 con il compito di rafforzare la
cooperazione pratica tra Stati membri in materia di asilo, intensificare l'attuazione
del sistema europeo comune di asilo e sostenere gli Stati membri i cui sistemi
di asilo e di accoglienza sono sottoposti a forte pressione.
Il considerando 24 del regolamento recita: "[p]er
espletare i propri compiti, l'Ufficio di sostegno dovrebbe essere aperto alla
partecipazione dei paesi che hanno concluso con l'Unione accordi in virtù dei
quali hanno adottato e applicano il diritto dell'Unione nei settori
disciplinati dal presente regolamento, in particolare Islanda, Liechtenstein,
Norvegia e Svizzera". Tali paesi sono denominati «paesi associati».
Coerentemente, l'articolo 49, paragrafo 1, del
regolamento stabilisce che "[l]'Ufficio di sostegno è aperto alla
partecipazione dell'Islanda, del Liechtenstein, della Norvegia e della Svizzera
in veste di osservatori. Vengono presi accordi per specificare in particolare
la natura, la portata e le modalità di partecipazione di tali paesi ai lavori
dell'Ufficio di sostegno, comprese disposizioni relative alla partecipazione
alle iniziative dell'Ufficio di sostegno, ai contributi finanziari e al
personale. In materia di personale, tali accordi rispettano in ogni caso lo
statuto.".
La partecipazione dei paesi associati ai
lavori dell'Ufficio di sostegno non è solo un'evoluzione logica, vista la loro
partecipazione al sistema di Dublino, ma apporta anche un chiaro valore
aggiunto all'offerta di attività di sostegno dell'Ufficio di sostegno, quali lo
scambio di migliori pratiche e di esperienze, il sostegno permanente e quello di
emergenza, la raccolta e l'analisi di informazioni, il sistema di allarme
rapido e di preparazione. 
In questo contesto la Commissione ha
presentato, il 1º luglio 2011, una raccomandazione al Consiglio affinché l'autorizzasse
ad avviare i negoziati con l'Islanda, la Norvegia, la Svizzera e il
Liechtenstein in materia di accordi internazionali volti ad istituire gli accordi
di cui sopra.
Il 27 gennaio 2012 il Consiglio ha autorizzato
la Commissione ad avviare i negoziati con l'Islanda, la Norvegia, la Svizzera e
il Liechtenstein sugli accordi che stabiliscono le modalità di partecipazione
di questi paesi all'EASO.
I negoziati si sono svolti, in quattro
tornate, congiuntamente con tutti i paesi associati. Il testo finale del
progetto di accordo con la Svizzera è stato siglato il 28 giugno 2013.
Gli Stati membri sono stati informati e
consultati nell'ambito dei pertinenti gruppi di lavoro del Consiglio.
Per quanto riguarda l'Unione europea, la base
giuridica dell'accordo è l'articolo 78, paragrafi 1 e 2, in combinato disposto
con l'articolo 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).
La Commissione ha firmato l'accordo in data ... conformemente all'articolo
218, paragrafo 6, lettera a), del TFUE, il Parlamento europeo ha
autorizzato la conclusione dell'accordo in data [...].
2.           ESITO DEI NEGOZIATI
La Commissione europea ritiene che gli
obiettivi stabiliti dal Consiglio nelle direttive di negoziato siano stati
raggiunti e che il progetto di accordo sia accettabile per l'Unione.
Il contenuto definitivo dell'accordo può
essere sintetizzato nei punti seguenti.
Il progetto di accordo prevede la piena
partecipazione della Svizzera alle attività dell'Ufficio di sostegno [articolo 1],
la rappresentanza nel consiglio di amministrazione dell'Ufficio di sostegno in
qualità di osservatore senza diritto di voto [articolo 2], i contributi
finanziari annui della Svizzera al bilancio dell'Ufficio di sostegno con un
importo annuo calcolato in riferimento al PIL ed espresso in percentuale del
PIL di tutti gli Stati che partecipano ai lavori dell'Ufficio di sostegno
[articolo 3 e allegato I].
Inoltre la Svizzera ha accettato disposizioni
relative a un'eventuale sua maggiore contribuzione in caso di aumento del
contributo dell'Unione [articolo 3 e allegato I].
Infine il progetto di accordo prevede l'istituzione
di un comitato composto da rappresentanti della Commissione e dei paesi
associati. Per motivi di efficienza il comitato si riunisce congiuntamente con
i corrispondenti comitati istituiti con altri paesi associati partecipanti in
base all'articolo 49, paragrafo 1, del regolamento. Il comitato non era
previsto nelle direttive di negoziato ma è stato voluto dai paesi associati al
fine di permettere uno scambio di informazioni e il monitoraggio della corretta
attuazione dell'accordo [articolo 11].
3.           INCIDENZA SUL BILANCIO
L'articolo 3 e l'allegato I del progetto di
accordo descrivono le disposizioni riguardanti i contributi finanziari annui
della Svizzera al bilancio dell'Ufficio di sostegno e il loro eventuale
adeguamento rispetto alla situazione descritta nell'allegato I.
4.           CONCLUSIONE
In considerazione di quanto precede, la
Commissione propone che il Consiglio approvi, previa approvazione del
Parlamento europeo, l'accordo con la Confederazione svizzera sulle modalità di
partecipazione di quest'ultima all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo.
2013/0422 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla conclusione dell'accordo con la
Confederazione svizzera sulle modalità di partecipazione di quest'ultima
all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull'Unione europea,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 74, e l'articolo 78, paragrafi 1 e 2,
in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 6, lettera a),
vista la proposta della Commissione europea,
vista l'approvazione del Parlamento europeo[2],
considerando quanto segue:
(1)       Conformemente alla decisione 2013/xxx
del Consiglio del [...][3],
l'accordo tra l'Unione europea e la Confederazione svizzera sulle modalità di
partecipazione di quest'ultima all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo è
stato firmato dalla Commissione in data [...], con riserva della sua
conclusione.
(2)       È opportuno approvare l'accordo.
(3)       Come indicato nel
considerando 21 del regolamento (UE) n. 439/2010, il Regno Unito e l'Irlanda
partecipano all'adozione e all'applicazione di tale regolamento e sono
vincolati dallo stesso. Detti paesi devono pertanto dare attuazione all'articolo
49, paragrafo 1, del regolamento, prendendo parte alla presente decisione. Il
Regno Unito e l'Irlanda partecipano pertanto alla presente decisione.
(4)       Come indicato nel
considerando 22 del regolamento (UE) n. 439/2010, la Danimarca non partecipa
all'adozione di tale regolamento e non è vincolata dallo stesso. La Danimarca
non partecipa pertanto alla presente decisione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'accordo tra l'Unione europea e la
Confederazione svizzera sulle modalità di partecipazione di quest'ultima all'Ufficio
europeo di sostegno per l'asilo è approvato a nome dell'Unione.
Il testo dell'accordo è accluso alla presente
decisione.
Articolo 2
Il presidente del Consiglio designa la persona
o le persone abilitate a procedere, a nome dell'Unione europea, alla notifica
di cui all'articolo 13, paragrafo 1, dell'accordo, per esprimere il consenso
dell'Unione europea ad essere vincolata dall'accordo.
Articolo 3
La presente decisione entra in vigore il
giorno della sua adozione. 
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO
ACCORDO
tra l'Unione europea e la Confederazione svizzera 
sulle modalità di partecipazione di quest'ultima 
all'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo
L'UNIONE EUROPEA, di seguito "UE",
da un lato, e
LA
CONFEDERAZIONE SVIZZERA, di seguito "Svizzera",
dall'altra,
visto l'articolo
49, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 439/2010 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 19 maggio 2010, che istituisce l'Ufficio europeo di sostegno per
l'asilo[4],
di seguito "il regolamento", 
considerando
quanto segue:
(1) Il
regolamento dispone che, per espletare i propri compiti, l'Ufficio europeo di
sostegno per l'asilo, di seguito "Ufficio di sostegno" dovrebbe
essere aperto alla partecipazione dei paesi che hanno concluso con l'Unione
accordi in virtù dei quali hanno adottato e applicano il diritto dell'Unione
nei settori disciplinati dal regolamento stesso, in particolare Islanda,
Liechtenstein, Norvegia e Svizzera, di seguito denominati "paesi associati".
(2) La
Svizzera ha concluso accordi con l'UE in virtù dei quali ha adottato e applica
il diritto dell'UE nei settori disciplinati dal regolamento, in particolare l'accordo
tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera  relativo ai criteri e ai meccanismi
che permettono di determinare lo Stato competente per l'esame di una domanda di
asilo introdotta in uno degli Stati membri o in Svizzera[5], 
HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:
Articolo 1
Portata della partecipazione
La Svizzera partecipa a
pieno titolo ai lavori dell'Ufficio di sostegno e ha diritto di ricevere azioni
di sostegno dall'Ufficio di sostegno come descritto nel regolamento e
conformemente alle condizioni stabilite dal presente accordo.
Articolo 2
Consiglio di amministrazione
La Svizzera è rappresentata
nel consiglio di amministrazione dell'Ufficio di sostegno come osservatore
senza diritto di voto. 
Articolo 3 
Contributo finanziario
1. La Svizzera
contribuisce alle entrate dell'Ufficio di sostegno con un importo annuo
calcolato in riferimento al suo prodotto interno lordo (PIL), espresso in
percentuale del PIL di tutti gli Stati partecipanti in applicazione della
formula descritta nell'allegato I. 
2. Il contributo finanziario di cui al paragrafo 1 è dovuto dal giorno
successivo all'entrata in vigore del presente accordo. Il primo contributo
finanziario è ridotto proporzionalmente alla porzione di anno rimanente dopo l'entrata
in vigore del presente accordo. 
Articolo 4 
Protezione dei dati
1. La Svizzera
applica le disposizioni nazionali relative alla protezione delle persone
fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera
circolazione di tali dati[6].
2. Ai fini del
presente accordo, il trattamento dei dati personali da parte dell'Ufficio di
sostegno è soggetto al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in
relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli
organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati[7].
3. Per quanto
riguarda i documenti detenuti dall'Ufficio di sostegno, la Svizzera rispetta le
norme di riservatezza stabilite dal regolamento interno del consiglio di
amministrazione.
Articolo 5 
Status giuridico
L'Ufficio di sostegno è
dotato di personalità giuridica ai sensi del diritto della Svizzera e gode in
Svizzera della più ampia capacità giuridica riconosciuta alle persone
giuridiche dal diritto di questo Stato. In particolare, esso può acquisire o
alienare beni immobili e mobili e può stare in giudizio.
Articolo 6 
Responsabilità
La responsabilità dell'Ufficio
di sostegno è disciplinata dall'articolo 45, paragrafi 1), 3) e 5) del
regolamento.
Articolo 7 
Corte di giustizia
La Svizzera riconosce la
competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea nei confronti dell'Ufficio
di sostegno, a norma dell'articolo 45, paragrafi 2 e 4, del regolamento.
Articolo 8
Personale dell'Ufficio di sostegno
1. Conformemente all'articolo 38, paragrafo 1, e all'articolo 49,
paragrafo 1, del regolamento, lo statuto dei funzionari e il regime applicabile
agli altri agenti dell'Unione europea, le norme adottate congiuntamente dalle
istituzioni dell'Unione europea per l'applicazione di detto statuto e regime e
le norme adottate dall'Ufficio di sostegno ai sensi dell'articolo 38,
paragrafo 2, del regolamento, si applicano ai cittadini svizzeri assunti
come agenti dall'Ufficio di sostegno.
2. In deroga all'articolo 12, paragrafo 2, lettera a), e all'articolo
82, paragrafo 3, lettera a), del regime applicabile agli altri agenti dell'Unione
europea, i cittadini svizzeri che godono dei diritti civili e politici possono
essere assunti con contratto dal direttore esecutivo dell'Ufficio di sostegno
conformemente alle vigenti regole di selezione e assunzione del personale
adottate dall'Ufficio di sostegno.
3. L'articolo 38, paragrafo 4, del regolamento, si applica,
mutatis mutandis, ai cittadini svizzeri. 
4. I cittadini svizzeri, tuttavia, non possono essere nominati al posto
di direttore esecutivo dell'Ufficio di sostegno.
Articolo 9 
Privilegi e immunità
1. La Svizzera applica all'Ufficio di sostegno e al suo personale il
protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea, riportato nell'allegato
II del presente accordo, nonché le eventuali norme relative alle questioni
riguardanti il personale dell'Ufficio di sostegno, adottate ai sensi di detto
protocollo. 
2. La procedura per l'applicazione del protocollo sui privilegi e sulle
immunità dell'Unione europea è illustrata nell'appendice dell'allegato II.
Articolo 10
Lotta contro la frode
Le disposizioni di cui all'articolo
44 del regolamento concernenti il controllo finanziario esercitato dall'UE in
Svizzera in relazione ai partecipanti alle attività dell'Ufficio di sostegno
sono stabilite nell'allegato III.
Articolo 11 
Comitato
1. Un comitato, composto da rappresentanti della Commissione europea e
della Svizzera, sorveglia la corretta esecuzione dell'accordo e garantisce un
processo continuo di informazione e scambio di opinioni al riguardo. Per motivi
di ordine pratico, tale comitato si riunisce congiuntamente con i
corrispondenti comitati istituiti con altri paesi associati partecipanti in
base all'articolo 49, paragrafo 1, del regolamento. Il comitato si riunisce su
richiesta della Svizzera o della Commissione europea. Il consiglio di
amministrazione dell'Ufficio di sostegno è informato dei lavori del comitato.
2. In seno al comitato si procede a scambi di
informazioni e di opinioni sulla prevista legislazione
dell'UE che incida direttamente sul regolamento o lo modifichi o tale da avere
presumibilmente implicazioni sul contributo finanziario di cui all'articolo 3
del presente accordo.
Articolo 12 
Allegati
Gli allegati del presente
accordo costituiscono parte integrante dell'accordo.
Articolo 13
Entrata in vigore
1. Le parti contraenti approvano il presente accordo secondo le rispettive procedure interne. Esse si
notificano reciprocamente l'avvenuto espletamento di tali procedure.
2. Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del primo mese
successivo alla data dell'ultima notifica di cui al paragrafo 1.
Articolo 14 
Denuncia e validità dell'accordo
1. Il presente accordo è concluso per una durata indeterminata.
2. Ciascuna parte contraente può, previa consultazione in seno al
comitato, denunciare il presente accordo mediante notifica all'altra parte
contraente. L'accordo cessa di applicarsi sei mesi dopo la data di tale
notifica.
3. Il presente accordo cessa di essere applicabile in caso di
estinzione dell'accordo tra la Comunità europea e la Confederazione svizzera relativo ai criteri e ai meccanismi che permettono di determinare lo
Stato competente per l'esame di una domanda di asilo introdotta in uno degli
Stati membri o in Svizzera[8].
4. Il presente accordo è redatto in un unico originale in lingua
bulgara, ceca, croata, danese, estone, finlandese, francese, greca, inglese,
italiana, lettone, lituana, maltese, neerlandese, polacca, portoghese, rumena,
slovacca, slovena, spagnola, svedese, tedesca e ungherese, ciascun testo
facente ugualmente fede.
……………
ALLEGATO I 
Formula applicabile al calcolo del
contributo
1. L'importo del contributo finanziario della
Svizzera alle entrate dell'Ufficio di sostegno di cui all'articolo 33,
paragrafo 3, lettera d), del regolamento si calcola nel modo seguente.
Le cifre definitive più aggiornate del
prodotto interno lordo (PIL) della Svizzera disponibili al 31 marzo di ogni
anno sono divise per la somma degli importi relativi al PIL di tutti gli Stati
che partecipano all'Ufficio di sostegno disponibili per lo stesso anno. La
percentuale ottenuta si applica alla parte delle entrate autorizzate dell'Ufficio
di sostegno ai sensi dell'articolo 33, paragrafo 3, lettera a) del
regolamento, nell'anno considerato per ottenere l'importo del contributo
finanziario della Svizzera.
2. Il contributo finanziario è versato in
euro.
3. La Svizzera è tenuta a versare il
contributo finanziario entro 45 giorni dalla ricezione della nota di addebito.
Eventuali ritardi nel pagamento comportano per la Svizzera la corresponsione di
interessi di mora sull'importo dovuto a decorrere dalla data di scadenza del
pagamento. Il tasso d'interesse è il tasso applicato dalla Banca centrale
europea alle sue principali operazioni di rifinanziamento e pubblicato nella
Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, serie C, in vigore il primo
giorno di calendario del mese di scadenza, maggiorato di 3,5 punti percentuali.

4. Il contributo
finanziario della Svizzera è adattato conformemente al presente allegato nel
caso in cui il contributo finanziario dell'Unione europea
iscritto al bilancio generale dell'Unione europea, come definito all'articolo 33,
paragrafo 3, lettera a), del regolamento, venga aumentato a norma degli articoli 26, 27 o 41 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012
del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le
regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il
regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002[9].
In tal caso, la differenza è dovuta 45 giorni dopo il ricevimento della nota di
addebito.
5. Qualora gli
stanziamenti di pagamento dell'Ufficio di sostegno ricevuti dall'UE ai sensi
dell'articolo 33, paragrafo 3, lettera a) del regolamento relativo all'anno
n non siano spesi entro il 31 dicembre dell'anno n, o qualora il bilancio dell'Ufficio
di sostegno dell'esercizio n sia stato ridotto a norma degli articoli 26, 27 o 41
del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012, la parte di questi stanziamenti
di pagamento non spesi o ridotti corrispondente alla percentuale del contributo
versato dalla Svizzera è trasferita al bilancio dell'anno n + 1 dell'Ufficio
di sostegno. Il contributo della Svizzera al bilancio dell'Ufficio di sostegno
dell'anno n + 1, sarà ridotto di conseguenza.
ALLEGATO II
PROTOCOLLO (N. 7)
SUI PRIVILEGI E SULLE IMMUNITÀ DELL'UNIONE EUROPEA
LE ALTE PARTI CONTRAENTI,
CONSIDERANDO che, ai termini dell'articolo 343 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea e dell'articolo 191 del trattato che
istituisce la Comunità europea dell'energia atomica (CEEA), l'Unione europea e
la CEEA godono sul territorio degli Stati membri delle immunità e dei privilegi
necessari all'assolvimento della loro missione,
HANNO CONVENUTO le seguenti disposizioni che sono allegate al trattato
sull'Unione europea, al trattato sul funzionamento dell'Unione europea e al
trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica:
CAPO I
BENI, FONDI, AVERI E OPERAZIONI DELL'UNIONE
EUROPEA
Articolo 1
I locali e gli edifici dell'Unione
sono inviolabili. Essi sono esenti da perquisizioni, requisizioni, confisca o
espropriazione. I beni e gli averi dell'Unione non possono essere oggetto di
alcun provvedimento di coercizione amministrativa o giudiziaria senza
autorizzazione della Corte di giustizia.
Articolo 2
Gli archivi dell'Unione sono
inviolabili.
Articolo 3
L'Unione, i suoi averi, entrate ed altri beni sono esenti da qualsiasi
imposta diretta.
I governi degli Stati membri adottano, ogni qualvolta sia loro
possibile, le opportune disposizioni per l'abbuono o il rimborso dell'importo
dei diritti indiretti e delle tasse sulla vendita compresi nei prezzi dei beni
immobili o mobili, quando l'Unione effettui, per suo uso ufficiale, acquisti
considerevoli il cui prezzo comprenda diritti e tasse di tale natura.
Tuttavia l'applicazione di tali disposizioni non deve avere per effetto di
falsare la concorrenza all'interno dell'Unione.
Nessuna esenzione è concessa per quanto riguarda le imposte, tasse e
diritti che costituiscono mera rimunerazione di servizi di utilità generale.
Articolo 4
L'Unione è esente da ogni dazio doganale, divieto e restrizione all'importazione
e all'esportazione, in ordine agli oggetti destinati al suo uso ufficiale; gli
oggetti così importati non saranno ceduti a titolo oneroso o gratuito sul
territorio del paese nel quale sono stati importati, salvo che ciò non avvenga
a condizioni accette al governo di tale paese.
Essa è del pari esente da ogni dazio doganale e da ogni divieto e
restrizione all'importazione e all'esportazione in ordine alle proprie
pubblicazioni.
CAPO II
COMUNICAZIONI E LASCIAPASSARE
Articolo 5
(ex articolo 6)
Le istituzioni dell'Unione beneficiano, nel territorio di ciascuno
Stato membro, per le loro comunicazioni ufficiali e la trasmissione di tutti i
loro documenti, del trattamento concesso da questo Stato alle missioni
diplomatiche.
La corrispondenza ufficiale e le altre comunicazioni ufficiali delle
istituzioni dell'Unione non possono essere censurate.
Articolo 6
(ex articolo 7)
I presidenti delle istituzioni dell'Unione possano rilasciare ai membri
ed agli agenti di dette istituzioni lasciapassare la cui forma è stabilita dal
Consiglio, che delibera a maggioranza semplice, e che sono riconosciuti dalle
autorità degli Stati membri come titoli di viaggio validi. Tali lasciapassare
sono rilasciati ai funzionari e agli altri agenti secondo le condizioni
stabilite dallo statuto dei funzionari e dal regime applicabile agli altri
agenti dell'Unione.
La Commissione può concludere accordi per far riconoscere tali
lasciapassare come titoli di viaggio validi sul territorio di Stati terzi.
CAPO III
MEMBRI DEL PARLAMENTO EUROPEO
Articolo 7
(ex articolo 8)
Nessuna restrizione di ordine amministrativo o di altro genere è
apportata alla libertà di movimento dei membri del Parlamento europeo che si
recano al luogo di riunione del Parlamento europeo o ne ritornano.
Ai membri del Parlamento europeo sono concesse in materia di dogana e
di controllo dei cambi:
a) dal proprio governo, le stesse agevolazioni concesse agli alti
funzionari che si recano all'estero in missione ufficiale temporanea;
b) dai governi degli altri Stati membri, le stesse agevolazioni
concesse ai rappresentanti di governi esteri in missione ufficiale temporanea.
Articolo 8
(ex articolo 9)
I membri del Parlamento
europeo non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti a motivo delle
opinioni o dei voti espressi nell'esercizio delle loro funzioni.
Articolo 9
(ex articolo 10)
Per la durata delle sessioni del Parlamento europeo, i suoi membri
beneficiano:
a) sul territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del
Parlamento del loro paese;
b) sul territorio di ogni altro Stato membro, dell'esenzione da ogni
provvedimento di detenzione e da ogni procedimento giudiziario.
L'immunità li copre anche quando essi si recano al luogo di riunione
del Parlamento europeo o ne ritornano.
L'immunità non può essere invocata nel caso di flagrante delitto e non
può inoltre pregiudicare il diritto del Parlamento europeo di togliere l'immunità
ad uno dei suoi membri.
CAPO IV
RAPPRESENTANTI DEGLI STATI MEMBRI CHE
PARTECIPANO AI LAVORI DELLE ISTITUZIONI DELL'UNIONE EUROPEA
Articolo 10
(ex articolo 11)
I rappresentanti degli Stati membri che partecipano ai lavoro delle
istituzioni dell'Unione, nonché i loro consiglieri e periti tecnici, godono,
durante l'esercizio delle loro funzioni e durante i loro viaggi a destinazione
o in provenienza dal luogo della riunione, dei privilegi, delle immunità e
delle agevolazioni d'uso.
Il presente articolo si applica ugualmente ai membri degli organi
consultivi dell'Unione.
CAPO V
FUNZIONARI E ALTRI AGENTI DELL'UNIONE
EUROPEA
Articolo 11
(ex articolo 12)
Sul territorio di ciascuno Stato membro e qualunque sia la loro
cittadinanza, i funzionari ed altri agenti dell'Unione:
a) godono dell'immunità di giurisdizione per gli atti da loro compiuti
in veste ufficiale, comprese le loro parole e i loro scritti, con riserva dell'applicazione
delle disposizioni dei trattati relative, da un lato, alle regole delle
responsabilità dei funzionari ed agenti nei confronti dell'Unione e, dall'altro,
alla competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea per deliberare in
merito ai litigi tra l'Unione ed i propri funzionari ed altri agenti.
Continueranno a beneficiare di questa immunità dopo la cessazione delle loro
funzioni;
b) né essi né i loro coniugi e i familiari a loro carico sono
sottoposti alle disposizioni che limitano l'immigrazione e alle formalità di
registrazione degli stranieri;
c) godono, per quanto riguarda la disciplina vigente in materia
valutaria o di cambio, delle agevolazioni usualmente riconosciute ai funzionari
delle organizzazioni internazionali;
d) godono del diritto di importare in franchigia la propria mobilia ed
i propri effetti personali, in occasione della loro prima immissione in
funzione nel paese interessato, e del diritto di riesportare in franchigia la
propria mobilia e i propri effetti personali alla cessazione delle loro
funzioni nel suddetto paese, fatte salve, nell'uno e nell'altro caso, le
condizioni ritenute necessarie dal governo del paese in cui il diritto è
esercitato;
e) godono del diritto di importare in franchigia la propria autovettura
destinata al loro uso personale, acquistata nel paese della loro ultima
residenza o nel paese di cui sono cittadini, alle condizioni del mercato
interno di tale paese, e di riesportarla in franchigia, fatte salve, nell'uno e
nell'altro caso, le condizioni ritenute necessarie dal governo del paese
interessato.
Articolo 12
(ex articolo 13)
Alle condizioni e secondo la procedura stabilite dal Parlamento europeo
e dal Consiglio, che deliberano mediante regolamenti conformemente alla
procedura legislativa ordinaria e previa consultazione delle istituzioni
interessate, i funzionari e gli altri agenti dell'Unione saranno soggetti, a
profitto di quest'ultima, ad una imposta sugli stipendi, salari ed emolumenti
dalle stesse versati.
Essi sono esenti da imposte nazionali sugli stipendi, salari ed
emolumenti versati dall'Unione.
Articolo 13
(ex articolo 14)
Ai fini dell'applicazione delle imposte sul reddito e sul patrimonio,
dei diritti di successione, nonché delle convenzioni concluse fra i paesi
membri dell'Unione al fine di evitare le doppie imposizioni, i funzionari
e gli altri agenti dell'Unione, i quali, in ragione esclusivamente dell'esercizio
delle loro funzioni al servizio dell'Unione, stabiliscono la loro residenza sul
territorio di un paese membro diverso dal paese ove avevano il domicilio
fiscale al momento dell'entrata in servizio presso l'Unione, sono considerati,
sia nel paese di residenza che nel paese del domicilio fiscale, come tuttora
domiciliati in quest'ultimo paese qualora esso sia membro dell'Unione. Tale
disposizione si applica ugualmente al coniuge, sempreché non eserciti una
propria attività professionale, nonché ai figli ed ai minori a carico delle
persone indicate nel presente articolo e in loro custodia.
I beni mobili appartenenti alle persone di cui al comma precedente e
che si trovino nel territorio dello Stato di residenza sono esenti dall'imposta
di successione in tale Stato; ai fini dell'applicazione di tale imposta essi
sono considerati come se fossero situati nello Stato del domicilio fiscale,
fatti salvi i diritti degli Stati terzi e l'eventuale applicazione delle norme
delle convenzioni internazionali sulle doppie imposizioni.
Ai fini dell'applicazione delle disposizioni del presente articolo, non
si prendono in considerazione i domicili acquisiti soltanto a motivo dell'esercizio
di funzioni al servizio di altre organizzazioni internazionali.
Articolo 14
(ex articolo 15)
Il Parlamento europeo e il
Consiglio, deliberando mediante regolamenti conformemente alla procedura
legislativa ordinaria e previa consultazione delle istituzioni interessate,
stabiliscono il regime di previdenza sociale applicabile ai funzionari e agli
altri agenti dell'Unione.
Articolo 15
(ex articolo 16)
Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando mediante regolamenti
secondo la procedura legislativa ordinaria e previa consultazione delle altre
istituzioni interessate, determinano le categorie di funzionari ed altri agenti
dell'Unione cui si applicano, in tutto o in parte, le disposizioni degli
articoli 11, 12, secondo comma, e 13.
I nomi, le qualifiche e gli indirizzi dei funzionari e altri agenti
compresi in tali categorie sono comunicati periodicamente ai governi degli
Stati membri.
CAPO VI
PRIVILEGI E IMMUNITÀ DELLE MISSIONI DI
STATI TERZI ACCREDITATE PRESSO L'UNIONE EUROPEA
Articolo 16
(ex articolo 17)
Lo Stato membro sul cui
territorio è situata la sede dell'Unione riconosce alle missioni dei paesi
terzi accreditate presso l'Unione i privilegi e le immunità diplomatici d'uso.
CAPO VII
DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 17
(ex articolo 18)
I privilegi, le immunità e le agevolazioni sono concesse ai funzionari
e agli altri agenti dell'Unione esclusivamente nell'interesse dell'Unione.
Ciascuna istituzione dell'Unione ha l'obbligo di togliere l'immunità
concessa a un funzionario o ad un altro agente ogniqualvolta essa reputi che
ciò non sia contrario agli interessi dell'Unione.
Articolo 18
(ex articolo 19)
Ai fini dell'applicazione
del presente protocollo, le istituzioni dell'Unione agiranno d'intesa con le autorità
responsabili degli Stati membri interessati.
Articolo 19
(ex articolo 20)
Gli articoli da 11 a 14
inclusi e l'articolo 17 sono applicabili al presidente del Consiglio europeo.
Essi sono altresì
applicabili ai membri della Commissione.
Articolo 20
(ex articolo 21)
Gli articoli da 11 a 14 e l'articolo
17 sono applicabili ai giudici, agli avvocati generali, ai cancellieri e ai
relatori aggiunti della Corte di giustizia dell'Unione europea, senza
pregiudizio delle disposizioni dell'articolo 3 del protocollo sullo statuto
della Corte di giustizia dell'Unione europea, relative all'immunità di
giurisdizione dei giudici e degli avvocati generali.
Articolo 21
(ex articolo 22)
Il presente protocollo si
applica anche alla Banca europea per gli investimenti, ai membri dei suoi
organi, al suo personale e ai rappresentanti degli Stati membri che partecipano
ai suoi lavori, senza pregiudizio delle disposizioni del protocollo sullo
statuto della Banca.
La Banca europea per gli
investimenti sarà, inoltre, esente da qualsiasi imposizione fiscale e
parafiscale al momento degli aumenti del suo capitale, nonché dalle varie
formalità che tali operazioni potranno comportare nello Stato in cui ha la
propria sede. Parimenti, il suo scioglimento e la sua liquidazione non comporteranno
alcuna imposizione fiscale. Infine, l'attività della Banca e dei suoi
organi, svolgentesi secondo le condizioni statutarie, non darà luogo all'applicazione
di tasse sulla cifra d'affari.
Articolo 22
(ex articolo 23)
Il presente protocollo si applica anche alla Banca centrale europea, ai
membri dei suoi organi e al suo personale, senza pregiudizio delle disposizioni
del protocollo sullo statuto del sistema europeo di banche centrali e della
Banca centrale europea.
La Banca centrale europea sarà, inoltre, esente da qualsiasi forma
fiscale e parafiscale al momento degli aumenti del suo capitale, nonché dalle
varie formalità che tali operazioni potranno comportare nello Stato in cui ha
la propria sede. L'attività della Banca e dei suoi organi, svolgentesi secondo
le condizioni dello statuto del Sistema europeo di banche centrali e della
Banca centrale europea, non darà luogo all'applicazione di tasse sulla cifra d'affari.

Appendice dell'ALLEGATO II
Modalità di applicazione in Svizzera del
protocollo sui privilegi e sulle immunità
1. Estensione
dell'applicazione alla Svizzera
Qualsiasi
riferimento agli Stati membri contenuto nel protocollo sui privilegi e sulle
immunità dell'Unione europea (di seguito: "il protocollo") deve
intendersi esteso anche alla Svizzera, salvo ove diversamente previsto dalle
disposizioni che seguono.
2. Esenzione
dell'Ufficio di sostegno dalle imposte indirette (compresa l'IVA)
I beni e i servizi
esportati al di fuori della Svizzera non sono soggetti all'imposta sul valore
aggiunto (IVA) svizzera. In caso di beni e servizi forniti in territorio
svizzero all'Ufficio di sostegno per il suo uso ufficiale, l'esenzione dall'IVA
avviene mediante rimborso, in conformità dell'articolo 3, secondo comma, del
protocollo. L'esenzione dall'IVA è concessa se il prezzo di acquisto effettivo
dei beni e dei servizi indicato nella fattura o nel documento equivalente
ammonta complessivamente ad almeno 100 franchi svizzeri (imposta inclusa).
Il rimborso dell'IVA
è concesso su presentazione all'Amministrazione federale delle contribuzioni,
Divisione principale dell'imposta sul valore aggiunto, degli appositi moduli
predisposti dall'amministrazione svizzera. Le domande di rimborso, accompagnate
dai documenti giustificativi necessari, sono di norma evase entro tre mesi
dalla data della presentazione.
3. Modalità di
applicazione delle regole relative al personale dell'Ufficio di sostegno
Con riferimento
all'articolo 12, secondo comma, del protocollo, la Svizzera esonera, secondo i
principi del proprio diritto interno, i funzionari e gli altri agenti dell'Ufficio
di sostegno ai sensi dell'articolo 2 del regolamento (Euratom, CECA, CEE) n. 549/69
del Consiglio del 25 marzo 1969 che stabilisce le
categorie di funzionari ed agenti delle Comunità europee ai quali si applicano
le disposizioni degli articoli 12, 13, secondo comma, e 14 del protocollo sui
privilegi e sulle immunità Comunità[10] dalle imposte
federali, cantonali e comunali sugli stipendi, sui salari e sugli emolumenti
versati loro dall'UE e soggetti ad un'imposta interna a profitto di quest'ultima.
Ai fini dell'applicazione
dell'articolo 13 del protocollo, la Svizzera non è considerata uno Stato membro
ai sensi del punto 1 della presente appendice.
I funzionari e gli
altri agenti dell'Ufficio di sostegno, nonché i loro familiari affiliati al
sistema di previdenza sociale applicabile ai funzionari e agli altri agenti
dell'UE, non sono obbligatoriamente soggetti al sistema di previdenza sociale
svizzero. 
La Corte di
giustizia dell'Unione europea ha competenza esclusiva per tutte le questioni
riguardanti i rapporti tra l'Ufficio di sostegno o la Commissione europea e il
suo personale per quanto concerne l'applicazione dello statuto dei funzionari
dell'Unione europea e il regime applicabile agli altri agenti dell'Unione
europea e le altre disposizioni di diritto dell'UE che stabiliscono le
condizioni di lavoro.
ALLEGATO III
Controllo finanziario dei partecipanti
svizzeri alle attività dell'ufficio di sostegno
Articolo 1 
Comunicazione diretta
L'Ufficio di sostegno e la Commissione europea comunicano direttamente
con tutte le persone o gli enti stabiliti in Svizzera che partecipano alle
attività dell'Ufficio di sostegno in qualità di contraenti, subcontraenti, partecipanti
a un programma dell'Ufficio di sostegno o destinatari di un pagamento a carico
del bilancio dell'Ufficio di sostegno o dell'UE. Tali soggetti possono
trasmettere direttamente alla Commissione europea e all'Ufficio di sostegno
qualsiasi informazione o documentazione pertinente per la quale sussista un
obbligo di comunicazione in base agli strumenti menzionati nel presente
accordo, ai contratti o agli accordi conclusi e alle decisioni adottate in
virtù di tali strumenti.
Articolo 2 
Audit
1. In conformità al regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le
regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il
regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002[11],
al regolamento (CE, Euratom) n. 2343/2002 della Commissione, del 23
dicembre 2002, che reca regolamento finanziario quadro degli organismi di cui
all'articolo 185 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio che
stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle
Comunità europee[12],
nonché agli altri atti normativi menzionati nel presente accordo, i contratti o
gli accordi conclusi con beneficiari stabiliti in Svizzera e le decisioni prese
nei confronti di questi ultimi possono prevedere l'esecuzione in qualsiasi
momento di audit scientifici, finanziari, tecnici o di altra natura presso le
loro sedi e le sedi dei loro subcontraenti, ad opera di agenti dell'Ufficio di
sostegno e della Commissione europea o di altre persone da questi debitamente
autorizzate. 
2. Gli agenti dell'Ufficio
di sostegno e della Commissione europea e le altre persone autorizzate dall'Ufficio
di sostegno e dalla Commissione europea devono poter accedere ai siti, ai
lavori e ai documenti, nonché a tutte le informazioni, comprese quelle in
formato elettronico, necessarie per portare a termine efficacemente tali audit.
Il diritto di accesso deve essere esplicitamente sancito nei contratti o negli
accordi conclusi in virtù degli strumenti menzionati nel presente accordo.
3. La Corte dei
conti europea gode degli stessi diritti della Commissione europea.
4. Gli audit
possono aver luogo fino a cinque anni dalla scadenza del presente accordo o
nell'osservanza delle disposizioni all'uopo previste dai contratti o dagli
accordi conclusi o dalle decisioni prese in materia.
5. Il Controllo
federale delle finanze della Svizzera è preventivamente informato degli audit
da effettuare sul territorio svizzero. Lo svolgimento degli audit non è in
alcun modo subordinato alla preventiva comunicazione di tale informazione.
Articolo 3 
Controlli sul posto
1. In base al
presente accordo la Commissione europea (OLAF) è autorizzata a effettuare
controlli e verifiche sul posto in territorio svizzero alle condizioni e
secondo le modalità stabilite dal regolamento (Euratom, CE) n. 2185/96 del
Consiglio, dell'11 novembre 1996, relativo ai controlli e alle verifiche sul
posto effettuati dalla Commissione ai fini della tutela degli interessi
finanziari delle Comunità europee contro le frodi e altre irregolarità[13].
2. I controlli e
le verifiche sul posto sono preparati ed eseguiti dalla Commissione europea in
stretta collaborazione con il Controllo federale delle finanze svizzero o con
le altre autorità svizzere competenti da questo designate; tali autorità sono
informate in tempo utile dell'oggetto, dello scopo e del fondamento giuridico
dei controlli e delle verifiche, in modo da poter fornire tutto l'aiuto
necessario. A tal fine gli agenti delle autorità svizzere competenti possono
partecipare ai controlli e alle verifiche sul posto.
3. Se le autorità
svizzere interessate lo desiderano, i controlli e le verifiche sul posto sono
effettuati congiuntamente dalla Commissione europea e da tali autorità.
4. Se i
partecipanti al programma si oppongono a un controllo o a una verifica sul
posto, le autorità svizzere prestano ai controllori della Commissione europea,
in conformità della normativa nazionale, l'assistenza necessaria per consentire
l'adempimento della loro missione di controllo e verifica sul posto.
5. La Commissione
europea comunica quanto prima al Controllo federale delle finanze svizzero
qualsiasi fatto o sospetto relativo ad una irregolarità di cui sia venuta a
conoscenza nel corso dei controlli o delle verifiche sul posto. La Commissione
europea è comunque tenuta a informare l'autorità sopra citata dei risultati di
tali controlli e verifiche. 
Articolo 4 
Informazione e consultazione
1. Ai fini della
corretta esecuzione del presente allegato, le competenti autorità svizzere e
dell'UE procedono, a intervalli regolari, a scambi di informazioni e, su
domanda di una delle parti contraenti, svolgono consultazioni.
2. Le competenti
autorità svizzere informano tempestivamente la Commissione europea e l'Ufficio
di sostegno di qualsiasi elemento di cui siano venute a conoscenza che possa
far supporre l'esistenza di irregolarità inerenti la conclusione e l'esecuzione
dei contratti o degli accordi conclusi in applicazione degli strumenti
menzionati nel presente accordo.
Articolo 5 
Riservatezza
Le informazioni comunicate o acquisite a norma del presente allegato,
in qualsiasi forma si presentino, sono coperte dal segreto d'ufficio e
beneficiano della protezione concessa a informazioni analoghe dalla
legislazione svizzera e dalle disposizioni corrispondenti applicabili alle
istituzioni dell'UE. Tali informazioni non possono essere comunicate a persone
diverse da quelle che, nell'ambito delle istituzioni dell'UE, degli Stati
membri o della Svizzera, vi abbiano accesso in ragione delle loro funzioni, né
possono essere utilizzate per fini diversi dall'efficace tutela degli interessi
finanziari delle parti contraenti.
Articolo 6 
Misure e sanzioni amministrative
Ferma restando l'applicazione del diritto penale svizzero, l'Ufficio di
sostegno o la Commissione europea possono imporre misure e sanzioni
amministrative in conformità al regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le
regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il
regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2012[14]
e del regolamento delegato (UE) n. 1268/2012 della Commissione, del 29 ottobre
2012, recante le modalità di applicazione del regolamento (UE, Euratom)
n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le
regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione[15], nonché al regolamento
(CE, Euratom) n. 2988/95 del Consiglio, del 18 dicembre 1995, relativo alla
tutela degli interessi finanziari delle Comunità[16].
Articolo 7 
Riscossione ed esecuzione
Le decisioni
adottate dall'Ufficio di sostegno o dalla Commissione europea nell'ambito di
applicazione del presente accordo che comportino un obbligo pecuniario a carico
di soggetti diversi dagli Stati costituiscono titolo esecutivo in Svizzera. Il
titolo esecutivo è emesso, senza altre verifiche se non quella della sua
autenticità, dall'autorità designata dal governo svizzero, che ne informa l'Ufficio
di sostegno o la Commissione europea. L'esecuzione forzata ha luogo in
osservanza delle disposizioni procedurali svizzere. La legalità della decisione
che forma titolo esecutivo è soggetta al sindacato della Corte di giustizia
dell'Unione europea.
Le sentenze della
Corte di giustizia dell'Unione europea pronunciate in virtù di una clausola
compromissoria hanno forza esecutiva alle stesse condizioni.
[1]               Regolamento (UE). n. 439/2010 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 19 maggio 2010, che istituisce l'Ufficio europeo di sostegno
per l'asilo (GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11).
[2]               GU C […] del […], pag. […].
[3]               GU C […] del […], pag. […].
[4]               GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11.
[5]               GU L 53 del 27.2.2008, pag. 5.
[6]               Decisione della Commissione, del 26 luglio 2000,
riguardante l'adeguatezza della protezione dei dati personali in Svizzera
a norma della direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L
215 del 25.8.2000, pag. 1).
[7]               GU L 8 del 12.1.2011, pag. 1.
[8]               GU L 53 del 27.2.2008, pag. 5.
[9]               GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
[10]             GU L 74 del 27.3.1969, pag. 1, modificato da ultimo del
regolamento (CE) n. 371/2009 del Consiglio (GU L 121, del 15.5.2009, pag. 1).
[11]             GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
[12]             GU L 357 del 31.12.2002, pag. 72. Regolamento modificato
da ultimo dal regolamento (CE, Euratom) n. 652/2008 della Commissione (GU
L 181 del 10.7.2008, pag. 23).
[13]             GU L 292 del 15.11.1996, pag. 2. 
[14]             GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.
[15]             GU L 362 del 31.12.2012, pag. 1.
[16]             GU L 312 del 23.12.1995, pag. 1.