CELEX: 32001D0673
Language: it
Date: 2001-03-28 00:00:00
Title: 2001/673/CE: Decisione della Commissione, del 28 marzo 2001, relativa all'aiuto di Stato, concesso dalla Germania a favore di EFBE Verwaltungs GmbH & Co. Management KG (diventata Lintra Beteiligungsholding GmbH, unitamente a Zeitzer Maschinen, Anlagen Geräte GmbH; LandTechnik Schlüter GmbH; ILKA MAFA Kältetechnik GmbH; SKL Motoren- und Systembautechnik GmbH; SKL Spezialapparatebau GmbH; Magdeburger Eisengießerei GmbH; Saxonia Edelmetalle GmbH e Gothaer Fahrzeugwerk GmbH) (Testo rilevante ai fini del SEE) [notificata con il numero C(2001) 1028]

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32001D0673

2001/673/CE: Decisione della Commissione, del 28 marzo 2001, relativa all'aiuto di Stato, concesso dalla Germania a favore di EFBE Verwaltungs GmbH & Co. Management KG (diventata Lintra Beteiligungsholding GmbH, unitamente a Zeitzer Maschinen, Anlagen Geräte GmbH; LandTechnik Schlüter GmbH; ILKA MAFA Kältetechnik GmbH; SKL Motoren- und Systembautechnik GmbH; SKL Spezialapparatebau GmbH; Magdeburger Eisengießerei GmbH; Saxonia Edelmetalle GmbH e Gothaer Fahrzeugwerk GmbH) (Testo rilevante ai fini del SEE) [notificata con il numero C(2001) 1028]  

Gazzetta ufficiale n. L 236 del 05/09/2001 pag. 0003 - 0014

Decisione della Commissionedel 28 marzo 2001relativa all'aiuto di Stato, concesso dalla Germania a favore di EFBE Verwaltungs GmbH &  Co. Management KG (diventata Lintra Beteiligungsholding GmbH, unitamente a Zeitzer Maschinen, Anlagen Geräte GmbH; LandTechnik Schlüter GmbH; ILKA MAFA Kältetechnik GmbH; SKL Motoren- und Systembautechnik GmbH; SKL Spezialapparatebau GmbH; Magdeburger Eisengießerei GmbH; Saxonia Edelmetalle GmbH e Gothaer Fahrzeugwerk GmbH)[notificata con il numero C(2001) 1028](Il testo in lingua tedesca è il solo facente fede)(Testo rilevante ai fini del SEE)(2001/673/CE)LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 88, paragrafo 2, primo comma,visto l'accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare l'articolo 62, paragrafo 1, lettera a),visto il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999 che fissa le modalità d'applicazione dell'articolo 93 del trattato CE(1), in particolare l'articolo 9,dopo aver invitato gli interessati a presentare osservazioni conformemente alle disposizioni suddette(2),considerando quanto segue:I. PROCEDURA(1) Con lettera 19 gennaio 1995 la Germania ha notificato aiuti alla privatizzazione di otto imprese, vale a dire Zeitzer Maschinen, Anlagen, Geräte GmbH, LandTechnik Schlüter GmbH, ILKA MAFA Kältetechnik GmbH, SKL Motoren- und Systembautechnik GmbH, SKL Spezialapparatebau GmbH, Magdeburger Eisengießerei GmbH, Saxonia Edelmetalle GmbH e Gothaer Fahrzeugwerk GmbH (qui di seguito: filiali del gruppo Lintra), che erano state riunite in una holding detenuta dalla Treuhandanstalt e al termine della privatizzazione hanno formato, unitamente alla holding EFBE Verwaltungs GmbH &  Co. Management KG, diventata Lintra Beteiligungsholding GmbH, il gruppo Lintra.(2) Il progetto di privatizzazione nonché quello connesso di ristrutturazione comportavano misure di aiuto registrate sotto il numero N 49/95. Con lettere in data 7 febbraio 1995, 31 luglio 1995 e 13 dicembre 1995, la Commissione ha chiesto informazioni alle autorità tedesche, le quali hanno provveduto a trasmetterle in data 28 aprile 1995, 12 luglio 1995, 24 agosto 1995 e 5 gennaio 1996. Con lettera 23 aprile 1996(3) la Commissione ha comunicato alla Germania la propria approvazione degli aiuti alla ristrutturazione nel quadro del processo di privatizzazione della società Lintra Beteiligungsholding GmbH (qui di seguito: decisione 13 marzo 1996).(3) In base alle informazioni ottenute nel 1998 nel quadro della notifica di nuovi aiuti alla ristrutturazione di filiali del gruppo Lintra, con lettera 25 gennaio 1998, la Commissione ha rivolto una serie di domande alle autorità tedesche, le quali vi hanno risposto con lettera 8 dicembre 1998, trasmettendo gli allegati corrispondenti in data 14 dicembre 1998. Successivamente, il fascicolo è stato esaminato nel corso di varie riunioni con le autorità tedesche.(4) Con lettera 22 giugno 1999, la Commissione ha informato la Germania della propria decisione di avviare, a causa degli aiuti, la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE. La decisione della Commissione di avviare la procedura è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee(4) e la Commissione ha invitato gli interessati a presentare le proprie osservazioni in merito a questi aiuti.(5) Alla Commissione non sono pervenute osservazioni di parti interessate.(6) In data 18 ottobre 1999 le autorità tedesche hanno risposto alle domande allegate alla decisione di avvio della procedura. Il 19 novembre 1999 si è tenuta una riunione fra le autorità tedesche e la Commissione. Dopo una lettera di messa in mora inviata dalla Commissione il 16 dicembre 1999 e una richiesta di proroga del termine per la risposta inoltrata dalla Germania il 2 febbraio 2000, alla quale la Commissione ha risposto favorevolmente in data 9 febbraio 2000, con lettere del 10 e del 29 marzo 2000 la Germania ha presentato le proprie osservazioni sull'avvio della procedura.(7) Il 1o agosto 2000 la Commissione ha ingiunto alle autorità tedesche di comunicarle tutte le informazioni necessarie per poter determinare la ripartizione delle spese tra la holding e le varie filiali, nonché stabilire correttamente l'importo dell'aiuto rimasto alla holding. Dopo una richiesta delle autorità tedesche di prorogare il termine per la risposta, quest'ultima è pervenuta alla Commissione in data 4 ottobre 2000. In seguito a una riunione organizzata con la Commissione il 12 ottobre 2000, in data 31 ottobre 2000, le autorità tedesche hanno trasmesso informazioni complementari.II. CONTESTO ED EVOLUZIONE DEL GRUPPO LINTRA(8) Quantunque nel 1993 il processo di privatizzazione delle imprese di Stato dell'ex-RDT fosse in massima parte ultimato, non per tutte le imprese era stato possibile trovare un acquirente. Soprattutto varie imprese fortemente orientate verso l'economia dell'ex-Comecon, per le quali era indispensabile una completa ridefinizione della strategia, non hanno trovato investitori seriamente interessati all'acquisizione. Otto di queste imprese sono state riunite in un gruppo per procedere a una ristrutturazione e privatizzazione congiunta.(9) Nel 1994 la Bundesanstalt für vereinigungsbedingte Sonderaufgaben (BvS), decise di vendere in blocco queste imprese a una società di persone di diritto privato. I nuovi proprietari del gruppo Lintra dovevano riorganizzare e ristrutturare in parte le singole imprese per renderle autonome e competitive grazie a una cooperazione con partner industriali di provata esperienza, oppure sufficientemente interessanti per un nuovo acquirente, nel quadro di una seconda privatizzazione.(10) Al termine di una offerta pubblica, l'investitore prescelto fu una società di persone di diritto tedesco, Emans &  Partner GbR. I soci erano: Hartmut Emans, Andreas Weise, Hellmut Kirchner, Friedrich-Cari Graup e Jörg Gehrhardt. Il 25 novembre 1994 venne stipulato un contratto di privatizzazione. Successivamente, la nuova società Lintra Beteiligungsholding GmbH ha assunto funzioni di holding finanziaria, che centralizzava soprattutto la gestione di tesoreria per il gruppo, mentre alcuni soci assunsero funzioni direttive nella Lintra Beteiligungsholding GmbH e nelle sue filiali.(11) Nel 1996, all'epoca in cui la Commissione diede la propria autorizzazione, il gruppo Lintra era costituito dalla finanziaria Lintra Beteiligungsholding GmbH e dalle otto filiali seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>(12) La privatizzazione riguardava un gruppo di imprese che non avevano tra loro alcun legame storico e contavano complessivamente più di mille addetti. Per questo ogni caso andava notificato singolarmente e la Commissione ha valutato il progetto alla luce degli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato destinati al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese. Si partì dal presupposto che la ristrutturazione sarebbe stata completata entro la fine del 1997.(13) Nel marzo 1996 la Commissione autorizzò le misure seguenti per le filiali del gruppo Lintra:>SPAZIO PER TABELLA>(14) La Commissione ha autorizzato la concessione di aiuti nella misura necessaria per dotare le filiali di Lintra di un capitale di 130 milioni di DEM, entro il 31 dicembre 1994, allo scopo di sostenere finanziariamente le società durante la fase di ristrutturazione. La BvS è stata autorizzata a ripianare i loro deficit annuali per il periodo 1995-1997, a concorrenza di un importo massimo di 175 milioni di DEM, pari a un ripianamento delle perdite del 100 % per il 1995 del 95 % per il 1996 e del 90 % per il 1997. La Commissione ha inoltre autorizzato la BvS a erogare sino alla fine del 1997 un importo massimo di 40 milioni di DEM sotto forma di sovvenzioni, e altrettanto sotto forma di garanzie sugli investimenti per finanziare la ristrutturazione delle filiali Lintra.(15) Inizialmente, si era ritenuto che le filiali Lintra avrebbero raggiunto la redditività al massimo nel 1998. Fin dall'inizio, però, si dovette constatare un notevole divario fra i risultati previsti e quelli effettivamente conseguiti. Apparentemente, quando nel giugno 1996 vennero presentati i conti dell'esercizio 1995 - non molto tempo dopo che la Commissione aveva approvato gli aiuti - la BvS aveva riconosciuto che il piano di privatizzazione rischiava fortemente di fallire. Verso la fine del 1996, la situazione finanziaria di Lintra era diventata talmente critica, per l'aumento delle perdite rispetto alle previsioni iniziali, che il gruppo stava per essere dichiarato in stato di insolvenza.(16) Il processo di privatizzazione e ristrutturazione congiunta di un gruppo di otto imprese, senza collegamento economico tra loro, attraverso una società di persone di diritto privato, non ha avuto successo. Uno dei principali motivi del fallimento è l'inadeguatezza del programma di fabbricazione delle imprese rispetto alle esigenze del mercato occidentale, mentre i tradizionali mercati nell'Europa centro-orientale e nella CSI sono rapidamente venuti a mancare. Visti i costi ingenti per mettere a punto nuovi prodotti e lanciarli su nuovi mercati, era chiaro che le imprese avrebbero registrato difficoltà finanziarie se non fossero riuscite a trovare un partner industriale più solido. Per di più, a questo combinazione scoordinata di attività disparate, mancavano un gruppo dirigente qualificato e un controllo finanziario all'altezza dei compiti. La Lintra Beteiligungsholding stessa ha consumato una quota rilevante delle risorse disponibili.(17) Al fine di evitare il fallimento dell'intero gruppo, all'inizio del 1997 la BvS è intervenuta per assumere la responsabilità economica del gruppo. Un contratto concluso il 6 gennaio 1997 con la BvS ha permesso agli investitori di ritirarsi e di essere sollevati da qualsiasi responsabilità inerente al contratto di privatizzazione, in cambio del versamento di una somma di 1,5 milioni di DEM. Ai sensi di questa intesa, Lintra Beteiligungsholding doveva assumersi la gestione e l'amministrazione delle varie filiali. La BvS ha ottenuto ampie facoltà di controllo e il diritto di rilevare in qualsiasi momento l'una o l'altra delle filiali di Lintra per un marco simbolico. Il contratto del 6 gennaio 1997 prevedeva altresì che il principale obiettivo della Lintra Beteiligungsholding GmbH sarebbe diventato quello di cedere le filiali Lintra nel loro complesso o in parte a nuovi acquirenti.(18) La BvS, non appena ha ripreso il comando delle operazioni, ha proceduto a valutare le possibilità delle singole filiali di raggiungere la redditività, attraverso un proseguimento della ristrutturazione. Questo esercizio ha condotto alle decisioni seguenti:a) chiudere le imprese manifestamente non in grado di sopravvivere (Magdeburger Eisengießerei GmbH e SKL-A);b) vendere direttamente la società redditizia Saxonia, senza concederle nuovi aiuti;c) proseguire la ristrutturazione di ZEMAG, ILKA MAFA, SKL-M, LTS e Gothaer Fahrzeugwerke, mediante una cooperazione fra Lintra e BvS, con l'obiettivo di preparare queste imprese, potenzialmente redditizie, a essere rivendute quanto prima a partner industriali.(19) Mediante un contratto concluso nel settembre 1999 tra BvS, Lintra Beteilungsholding GmbH e gli investitori rimasti, la Lintra Beteilungsholding GmbH venne ceduta a BvS per il prezzo simbolico di un marco. Dal 1o gennaio 2000 l'impresa è in liquidazione.(20) Con lettera 22 giugno 1999, la Commissione ha informato la Germania della propria decisione di avviare la procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE. Essa nutriva infatti dubbi sugli aspetti seguenti: a) le autorità tedesche le avevano fornito informazioni complete ed esatte prima che essa prendesse la sua decisione del 13 marzo 1996?; b) in quale misura sono stati utilizzati gli aiuti nel quadro della decisione 13 marzo 1996?; c) il gruppo Lintra ha beneficiato di altre misure d'aiuto?III. OSSERVAZIONI DELLE PARTI INTERESSATE(21) Alla Commissione non sono pervenute osservazioni di parti interessate.IV. OSSERVAZIONI DELLE AUTORITÀ TEDESCHE(22) In allegato alla propria decisione di avviare la procedura prevista dall'articolo 88, paragrafo 2, la Commissione ha rivolto alle autorità tedesche una serie di domande complementari, alle quali la Germania ha risposto con lettera 10 ottobre 1999. Con una lettera successiva del 10 marzo 2000, le autorità tedesche hanno presentato osservazioni in merito alle constatazioni fatte dalla Commissione nella sua decisione di avviare la procedura. In queste osservazioni, la Germania descrive i principali elementi relativi al proseguimento della ristrutturazione del gruppo Lintra, fornisce informazioni sugli aiuti concessi dalla BvS e sul loro successivo impiego all'interno del gruppo, oltre a prendere posizione sui dubbi espressi nella decisione di avviare la procedura. Nella loro risposta all'ingiunzione di fornire informazioni inviata il 1o agosto 2000, le autorità tedesche precisano che l'uso dell'aiuto nel quadro della società Lintra Beteiligunsholding GmbH era conforme alla decisione 13 marzo 1996, in quanto la Commissione aveva approvato nel 1996 un importo complessivo di 824,2 milioni di DEM per la ristrutturazione del gruppo Lintra, al quale erano stati però concessi solo 658,202 milioni di DEM. L'unico obiettivo della holding, che non esercitava alcuna attività commerciale per proprio conto, era far progredire la ristrutturazione delle filiali. La holding forniva prestazioni centralizzate alle filiali dietro retribuzione, e gli aiuti usati dalle filiali per rifinanziare queste retribuzioni sono stati spesi per favorire la ristrutturazione. Se la holding Lintra non avesse fornito queste prestazioni alle filiali, esse avrebbero dovuto rivolgersi all'esterno. Sempre stando alle autorità tedesche, sia nel piano di ristrutturazione delle filiali Lintra che nella decisione 13 marzo 1996 figurava un riferimento esplicito alla struttura della holding.V. VALUTAZIONE DEGLI AIUTIA. Completezza ed esattezza delle informazioni(23) I dubbi espressi nella decisione di avviare la procedura, circa la completezza e l'esattezza delle informazioni fornite alla Commissione dalle autorità tedesche, vertevano su due aspetti:a) La privatizzazione delle filiali Lintra ha formato oggetto di un'inchiesta della Corte dei conti federali, della quale la Commissione non era informata all'epoca della decisione. Il solo fatto che fosse stata condotta un'inchiesta avrebbe potuto risultare rilevante ai fini di una valutazione da parte della Commissione in merito alla compatibilità degli aiuti. Per questo, alla base della procedura, vi sono anche dubbi circa la completezza delle informazioni ottenute dalla Commissione prima della sua decisione del 13 marzo 1996.b) Nella sua decisione di avviare la procedura, la Commissione si è chiesta se le autorità tedesche non fossero già al corrente delle gravi difficoltà in cui il gruppo Lintra versava, quando la Commissione procedeva alla valutazione degli aiuti, e se quindi le informazioni fornite alla Commissione stessa non fossero incomplete.(24) Per quel che riguarda la completezza delle informazioni in suo possesso al momento di prendere la propria decisione del 13 marzo 1996, la Commissione rileva che la privatizzazione delle filiali Lintra ha effettivamente formato oggetto di un'inchiesta della Corte federale dei conti, iniziata nel settembre 1995 e conclusasi con un rapporto in data 16 settembre 1996. Dopo l'avvio della procedura, le autorità tedesche hanno consegnato l'intera corrispondenza scambiata tra la BvS e la Corte dei conti, nonché il rapporto di quest'ultima. Dalla corrispondenza tra il settembre 1995 e il marzo 1996 risulta che, durante tale periodo, la Corte dei conti ha espresso dubbi solo su una delle clausole contrattuali, vale a dire l'eventuale partecipazione della BvS ai futuri benefici delle filiali. Essere a conoscenza dello scambio di lettere tra la Corte dei conti e la BvS fino al marzo 1996 non avrebbe influito in misura determinante sulla decisione. La Corte dei conti ha presentato riscontri solo nel rapporto del settembre 1996, ovvero sei mesi dopo la decisione 13 marzo 1996, il che significa che la Commissione non avrebbe potuto tenerne conto allorché si è pronunciata sulla compatibilità degli aiuti.(25) Quanto all'altro aspetto, vale a dire se fosse correttamente informata all'atto di prendere la propria decisione, la Commissione rileva che le misure di aiuto le sono state notificate nel gennaio 1995 e che le autorità tedesche le hanno presentato una stima delle perdite per il 1995 (65 milioni di DEM) nel gennaio 1996. La BvS aveva ottenuto questa stima dal gruppo Lintra nel dicembre 1995. Nel giugno 1996, i verificatori contabili hanno consegnato alla BvS i conti per l'esercizio 1995, conformemente all'obbligo di presentare i conti per quella data, previsto dal contratto di privatizzazione), dai quali si evinceva che le perdite per l'esercizio 1995, che la holding Lintra aveva stimato a 65 milioni di DEM nel dicembre 1995, in realtà ammontavano a 115 milioni di DEM. Tenuto conto dell'importo molto elevato degli aiuti autorizzati dalla Commissione e dell'ammontare del ripianamelo delle perdite approvato, sembra plausibile che, nel prendere la sua decisione, la Commissione abbia considerato che nei primi anni la redditività delle società avrebbe potuto essere solo limitata, e che la decisione non sarebbe risultata in presenza di dati più precisi sulle effettive perdite nell'esercizio 1995. Le informazioni non avrebbero quindi costituito un elemento determinante per la decisione, neppure se, al momento dell'adozione, la Commissione avesse potuto disporre di informazioni più precise.B. Utilizzazione degli aiuti autorizzati di futuri provvedimenti d'aiuto(26) Dopo l'avvio della procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, in ordine all'impiego degli aiuti concessi le autorità tedesche hanno presentato un prospetto sinottico, i cui risultati figurano nella tabella qui di seguito. Si può rilevare che, su un importo complessivo di aiuti per 824,2 milioni di DEM, approvato dalla Commissione nel 1996, solo una parte (658,202 milioni di DEM) è stata assegnata al gruppo Lintra. Stando alle indicazioni delle autorità tedesche, su questo importo di 658,202 milioni di DEM destinato al gruppo Lintra, 623,224 milioni di DEM sono stati distribuiti alle filiali e 34,978 milioni di DEM sono stati trattenuti dalla Lintra Beteiligungsholding (fino al 31 dicembre 1997).>SPAZIO PER TABELLA>(27) Quanto alla dotazione in capitale, nella decisione 13 marzo 1996 la Commissione aveva autorizzato una dotazione delle filiali del gruppo Lintra pari a 130 milioni di DEM fino al 31 dicembre 1994, mediante un abbandono dei crediti per un ammontare di 314,3 milioni di DEM, nonché sovvenzioni a concorrenza di 68,9 milioni di DEM. La BvS è stata inoltre autorizzata a ripianare le perdite dell'esercizio 1994 a concorrenza di 186 milioni di DEM, sotto forma di sovvenzione. Di conseguenza, gli aiuti approvati dalla Commissione per una dotazione in capitale pari a 130 milioni di DEM hanno totalizzato 569,2 milioni di DEM. Tenuto conto delle modifiche legate alla compensazione finanziaria all'interno del gruppo Lintra e del ritardo intervenuto nella dotazione in capitale da parte della BvS, la Commissione giunge alla conclusione che la capitalizzazione del gruppo per un importo di 130 milioni di DEM è stata conforme alla decisione del 13 marzo 1996. La somma necessaria per raggiungere la capitalizzazione autorizzata del gruppo Lintra non ha superato 415,437 milioni di DEM, contro i 569,2 milioni di DEM approvati.(28) Quanto alla partecipazione alle perdite, nella sua decisione del 13 marzo 1996 la Commissione ha approvato aiuti pari a un massimo di 175 milioni di DEM, destinati a ripianare i disavanzi degli esercizi 1995-1997, sotto forma di abbandono di crediti, in base all'ipotesi di una partecipazione del 100 % per il 1995, del 95 % per il 1996 e del 90 % per il 1997. Le perdite accumulate nel gruppo Lintra furono ripianate integralmente per il 1995 (115,1 milione di DEM), mentre per il 1996 la copertura fu solo parziale (30,9 milioni di DEM su 123,8 milioni di DEM). Dato che i prestiti dei soci non totalizzavano l'importo inizialmente preventivato, a copertura del deficit dell'esercizio 1996 la BvS concesse alle filiali del gruppo Lintra il saldo di 29 milioni di DEM per ripianare il deficit dell'esercizio 1996, a titolo degli obblighi di compensazione delle perdite.(29) L'importo di 12 milioni di DEM è stato concesso dopo il fallimento della prima ristrutturazione, sotto forma di prestiti di tesoreria alle filiali Lintra per preparare un'ulteriore ristrutturazione. Quantunque nel dicembre 1996 la prima ristrutturazione del gruppo non potesse ritenersi che palesemente fallita, la BvS decise di proseguire senza indugio la ristrutturazione delle imprese potenzialmente redditizie, al fine di rivenderle a partner industriali. In queste circostanze, sui fondi di bilancio rimasti dalla prima ristrutturazione, a una serie di imprese del gruppo potenzialmente redditizie vennero concessi prestiti di tesoreria per un ammontare di 12 milioni di DEM. Tali stanziamenti, destinati a pagare fatture in sofferenza, tra aprile e giugno 1997 sono stati assegnati alle filiali per le quali sembrava possibile una seconda ristrutturazione. Dato che l'aiuto è stato concesso dalla BvS dopo che il fallimento di una prima ristrutturazione del gruppo Lintra era diventato palese, per preparare una seconda ristrutturazione, è chiaro che esso non ricade sotto la decisione 13 marzo 1996.(30) Per finanziare la ristrutturazione delle filiali Lintra fino a tutto il 1997, nella decisione 13 marzo 1996 la Commissione aveva autorizzato una sovvenzione di 40 milioni di DEM e la concessione di garanzie per un importo equivalente. Le sovvenzioni autorizzate a concorrenza di 40 milioni di DEM sono state erogate interamente. Le garanzie per un totale di 40 milioni di DEM sono state concesse a concorrenza di 7,042 milioni di DEM e completate con un prestito di investimento pari a 8,711 milioni di DEM.(31) Per permettere di stabilire se le misure di aiuto autorizzate nella decisione 13 marzo 1996 siano state destinate a fini diversi dal piano di ristrutturazione approvato, con lettere in data 18 ottobre 1999 e 10 marzo 2000 le autorità tedesche hanno fornito informazioni circostanziate sugli interventi di ristrutturazione. Quanto all'evoluzione delle varie imprese fino al fallimento del piano iniziale di privatizzazione nel dicembre 1996, la Commissione ha preso atto degli elementi seguenti.(32) Gothaer Fahrzeugwerk GmbH: un rapporto degli investimenti realizzati tra il 1994 e il 1997 con il programma iniziale della società Emans &  Partner GbR, non permette di giungere alla conclusione che gli investimenti previsti non siano stati eseguiti. Quantunque l'importo degli investimenti inizialmente programmati sia stato quasi raggiunto, va però rilevato che essi hanno subito ritardi. Stando alle indicazioni delle autorità tedesche, ciò è riconducibile sia a ritardi di preparazione e di esecuzione dovuti a motivi tecnici, sia al fatto che, per lungo tempo, la strategia di mercato dell'impresa è rimasta nell'incertezza.(33) ILKA MAFA: la Commissione constata che il piano iniziale di investimento di Emans &  Partner GbR per questa impresa è il meno dettagliato di tutti e che il volume di investimenti, con 6,6 milioni di DEM, si attesta al penultimo posto. Gli investimenti effettivi, pari a 4,5 milioni di DEM, sono inferiori alla programmazione per gli esercizi 1994-1997, e il loro livello relativamente esiguo è dovuto alle incertezze in cui fin dall'inizio era avvolta la posizione della società sul mercato.(34) LandTechnik Schönebeck GmbH: fino al fallimento della prima ristrutturazione, gli investimenti sono stati realizzati sostanzialmente in conformità dei programmi iniziali, ma il loro volume - per il periodo 1994-1997 - è rimasto inferiore alle previsioni. Questo divario tra gli investimenti previsti e quelli effettivamente realizzati rispecchia le difficoltà incontrate dalla società nel definire nuove strategie di mercato, difficoltà alle quali essa non è riuscita a dare una soluzione soddisfacente. In mancanza di buoni risultati o di prospettive di successo nella messa a punto di prodotti commercializzabili, il volume degli investimenti decisi è risultato nettamente inferiore a quelli inizialmente previsti.(35) Magdeburger Eisengießerei GmbH (MEG): benché i programmi iniziali della società Emans &  Partner GbR avessero previsto per il periodo 1994-1997 un volume complessivo di investimenti pari a 5,9 milioni di DEM, alla fine del 1996 gli investimenti effettivi non avevano superato 6,8 milioni di DEM. La Commissione constata che questi investimenti relativamente elevati non hanno prodotto il minimo successo commerciale. Uno dei principali obiettivi strategici nel risanamento della MEG consisteva nel rendere l'impresa meno dipendente dalle ordinazioni delle società del gruppo SKL. La nuova strategia di mercato non ha però trovato un'attuazione soddisfacente, in quanto non si è riusciti ad attrarre una nuova clientela solida. Con la liquidazione della SKL-A e la flessione delle ordinazioni della SKL-M, anche la MEG è venuta a trovarsi in una situazione sempre più difficile e nel novembre 1997 è stata dichiarata in fallimento. Stando alle informazioni fornite dalle autorità tedesche, dopo l'avvio del procedimento fallimentare né la MEG né la società provvisoria ("Auffanggesellschaft") che le è subentrata, la Eisengießerei Magdeburg GmbH (EGM), hanno più beneficiato di aiuti di Stato.(36) Saxonia Edelmetalle GmbH: iI prospetto degli investimenti effettuati nel periodo 1994-1997 mostra che, rispetto ai 24 milioni di DEM inizialmente previsti, sono intervenute modifiche, giacché gli investimenti effettivi hanno totalizzato 26 milioni di DEM. Questi investimenti hanno permesso alla società di riorientare con successo la propria strategia commerciale. Accanto agli investimenti per migliorare la fabbricazione di semilavorati in metallo nobile, i principali investimenti vertevano sul potenziamento dei processi chimici di estrazione dei metalli nobili, sul riciclaggio di metalli nobili e su una notevole estensione della tecnica di galvanizzazione. Questi investimenti di rilievo hanno creato i presupposti per l'acquisizione dell'impresa da parte di un partner industriale più forte, la società Vereinigte Deutsche Nickelwerke. Stando alle informazioni fornite dalle autorità tedesche, i nuovi azionisti di Saxonia prevedono entro il 2000 investimenti per un importo totale di 10 milioni di DEM, senza la partecipazione della BvS.(37) SKL-A: sull'intero periodo, gli investimenti realizzati risultano inferiori a quelli preventivati nei programmi iniziali e va rilevato che nessun investimento di rilievo è intervenuto dopo il 1995. Poiché non è stato possibile affiancare alla società un partner industriale più solido, nel giugno 1996 è stata decisa la sua liquidazione.(38) SKL-M: stando ai programmi originari d'investimento di Emans &  Partner GbR, per la società SKL-M si prevedeva il più alto volume di investimenti fra tutte le filiali del gruppo Lintra, per un totale di 45,2 milioni di DEM. Quantunque gli investimenti effettuati nel periodo 1994-1997 avessero nettamente superato le previsioni iniziali, la nuova strategia di mercato dell'impresa non ha permesso di conseguire risultati soddisfacenti. La quota più elevata di investimenti è servita a realizzare i nuovi banchi di prova per i motori. Stando alle informazioni fornite dalle autorità tedesche, gli investimenti per la costruzione di quattro banchi di prova universali, nonché per un altro banco di prova destinato alle macchine monocilindro e alle attività di ricerca e sviluppo sono stati interamente ultimati. La Commissione considera che il programma iniziale di investimento sia stato sostanzialmente realizzato, fino al momento del fallimento della prima ristrutturazione.(39) ZEMAG GmbH: il raffronto tra il programma investimento iniziale della società Emans &  Partner GbR e l'importo degli investimenti effettivamente realizzati nel periodo 1994-1997 mostra che i secondi sono risultati inferiori alle previsioni di circa 1,7 milioni di DEM. Stando alle informazioni fomite dalle autorità tedesche, i minori investimenti sono dovuti sostanzialmente alle incertezze riguardanti lo sviluppo del settore della costruzione di gru, nel quale la società non ha attuato strategie o interventi che le permettessero di attestarsi sul mercato in posizione favorevole. Alla fine del 1997, l'impresa è stata ceduta a Jacobi &  Lobeck, i quali hanno posto fine alla costruzione di gru e ceduto questo settore d'attività.(40) In sintesi, con riferimento all'impiego degli aiuti nelle filiali del gruppo Lintra, la Commissione rileva che essi, fino al fallimento del piano di ristrutturazione nel dicembre 1996, sostanzialmente sono stati utilizzati in conformità dei criteri stabiliti dalla Commissione nell'approvare i piani di ristrutturazione. Al riguardo, la Commissione ha tenuto conto del fatto che i piani di ristrutturazione oggetto della sua decisione del 13 marzo 1996, a suo tempo non erano stati elaborati in forma molto dettagliata. Partendo da questo presupposto e in base alle informazioni fornite dalle autorità tedesche dopo l'avvio della procedura, la Commissione ritiene che nel quadro della prima ristrutturazione i seguenti importi siano stati erogati conformemente alla decisione 13 marzo 1996:>SPAZIO PER TABELLA>(41) Nella sua decisione di avvio della procedura, la Commissione si chiedeva altresì se al gruppo Lintra fossero stati concessi nuovi aiuti. Essa rileva che il processo di ristrutturazione è stato interrotto all'inizio del 1997 - dopo il fallimento dell'impostazione iniziale - e che i piani di risanamento sono stati sensibilmente modificati in seguito a circostanze che, all'epoca in cui il piano di ristrutturazione venne approvato, almeno in parte non erano prevedibili. Dal momento in cui risultò manifesto il fallimento del piano iniziale di ristrutturazione, la Germania non poteva più invocare l'autorizzazione originaria della Commissione, per concedere aiuti a filiali del gruppo Lintra, al fine di preparare una seconda ristrutturazione. Sembra palese che la BvS non sia riuscita adeguatamente a vigilare sul programma di privatizzazione di Lintra, e probabilmente è per questo stesso motivo che i nuovi aiuti concessi sono stati notificati in ritardo. Le informazioni complementari fomite dalle autorità tedesche hanno permesso di dissipare i dubbi espressi nella decisione di avvio della procedura circa una supposta concessione di 73,6 milioni di DEM nel dicembre 1996, e un nuovo prestito per investimenti pari a 8,711 milioni di DEM e una presunta assegnazione di 29 milioni di DEM nel dicembre 1998. Le autorità tedesche hanno confermato che ciascuno di questi nuovi aiuti era stato ripreso per intero nelle nuovi notifiche relative alle ex-filiali Lintra. Tutti gli aiuti concessi nel quadro della nuova ristrutturazione delle filiali formeranno oggetto di una valutazione distinta in sede di analisi della seconda ristrutturazione di ex-filiali Lintra.(42) Eventuali aiuti concessi al gruppo Lintra, non utilizzati per le finalità illustrate nel piano di ristrutturazione approvato, non sono coperti dalla decisione 13 marzo 1996, ai sensi della quale tutti gli aiuti avrebbero dovuto essere direttamente funzionali alla ristrutturazione delle filiali Lintra. L'impiego di aiuti nella società Lintra Beteiligungsholding GmbH non è esplicitamente previsto né dal piano di ristrutturazione né dalla decisione suddetta. La cosa non sarebbe peraltro stata possibile, dato che questa società non era un'impresa in difficoltà. Analogamente, l'utilizzo di aiuti da parte delle filiali per retribuire le prestazioni della holding Lintra non era esplicitamente prevista nel piano di ristrutturazione, e neppure nella decisione 13 marzo 1996. Le autorità tedesche hanno confermato che non si poteva escludere che le filiali avessero effettivamente destinato parte degli aiuti al pagamento delle prestazioni di quella società. Per di più, nel rispondere all'ingiunzione di fornire informazioni circa le spese totali della Lintra Beteiligungsholding GmbH (spese di personale, spese giuridiche, canoni d'affitto per gli uffici, ecc.), le autorità tedesche hanno presentato solo cifre molto sommarie, e non hanno dimostrato in modo preciso quali prestazioni la holding avesse fornito, contro pagamento, a quali filiali e a quale data. Visto che le autorità tedesche non sono state in grado di fornire prove sufficienti al riguardo, la Commissione ritiene che l'importo di 34,978 milioni di DEM, rimasto nelle casse della Lintra Beteiligungsholding, non era coperto dalla sua decisione del 13 marzo 1996.(43) La parte degli aiuti concessi rimasta presso la Lintra Beteiligungsholding, vale a dire 34,978 milioni di DEM, non è stata utilizzata conformemente alle disposizioni del piano di ristrutturazione approvato. Il beneficiario l'ha pertanto impiegato in violazione della decisione 13 marzo 1996, il che costituisce un'utilizzazione abusiva, ai sensi del combinato disposto dall'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE e dell'articolo 1, lettera g), del regolamento (CE) n. 659/1999. La Commissione ne deduce che l'impiego dei 34,978 milioni di DEM trattenuti dalla Lintra Beteiligungsholding, sia incompatibile con il mercato comune.(44) La Germania è tenuta a ricuperare presso la Lintra Beteiligungsholding GmbH e le sue filiali un importo di 34,978 milioni di DEM, utilizzati in modo abusivo. L'importo si compone dei prestiti di tesoreria per un ammontare di 12 milioni di DEM concessi all'inizio del 1997 a varie filiali, nonché di un importo residuo di 22,978 milioni di DEM, per l'impiego del quale le autorità tedesche non hanno fornito prove circostanziate in risposta all'ingiunzione di fornire informazioni. Per i motivi enunciati in particolare ai considerando 29 e 42, l'importo di 12 milioni di DEM e quello di 22,978 milioni di DEM non sono coperti dalla decisione 13 marzo 1996. Dato che l'aiuto inizialmente concesso al gruppo Lintra doveva formare un tutto e che il gruppo non esiste più, la Commissione non è tenuta a esaminare in quale misura le varie imprese del gruppo abbiano beneficiato dell'aiuto. Di conseguenza, l'obbligo di recupero si applica nei confronti di tutte le imprese che alla data di concessione dell'aiuto facevano parte del gruppo.(45) Sulla scorta delle informazioni fornite dalle autorità tedesche, è indubbio che la Lintra Beteiligungsholding GmbH abbia ottenuto l'intero ammontare dell'aiuto. Quanto ai 22,978 milioni di DEM, le autorità tedesche non hanno dimostrato che tale importo fosse stato ridistribuito alle filiali. Di conseguenza, la totalità della somma concessa deve essere recuperata presso la Lintra Beteiligungsholding e le sue filiali. Benché le autorità tedesche non abbiano permesso alla Commissione di stabilire in dettaglio il modo esatto in cui l'aiuto è stato impiegato, sembra ragionevole limitare l'obbligo di recupero nei confronti delle singole filiali, per l'importo corrispondente alla percentuale ottenuta dalle filiali sull'aiuto totale compatibile con il mercato comune. Quanto all'importo di 12 milioni di DEM, è pacifico che esso vada imputato alle filiali che ne hanno beneficiato dopo che fu constatato il fallimento della prima ristrutturazione del gruppo Lintra. In base alle informazioni fornite dalla Germania, la restituzione di questi 12 milioni di DEM va richiesta secondo lo schema seguente:>SPAZIO PER TABELLA>(46) Dato che le informazioni disponibili non permettono di stabilire in quale modo l'importo di 22,978 milioni di DEM sia stato ripartito tra le filiali, la Commissione ha deciso di sollecitare dalla Germania la comunicazione di tutte le informazioni necessarie. In base alle risposte fornite dalle autorità tedesche dopo l'ingiunzione della Commissione, quest'ultima è del parere che l'importo di 22,978 milioni di DEM vada imputato alle filiali pro rata degli aiuti di cui hanno beneficiato durante il periodo di ristrutturazione:>SPAZIO PER TABELLA>In base a questa ripartizione, gli aiuti utilizzati in modo abusivo, per un ammontare di 22,978 milioni di DEM, vanno recuperati presso la Lintra Beteiligungsholding GmbH, responsabile in solido per la totalità degli aiuti, nonché presso le singole filiali Lintra a concorrenza della parte di aiuto di cui hanno beneficiato (cfr. le rispettive quote nella tabella precedente), secondo la ripartizione seguente:>SPAZIO PER TABELLA>Gli eventuali importi pagati dalla Lintra Beteiligungsholding ridurranno proporzionalmente il debito delle singole filiali. La cessione di filiali Lintra dopo il fallimento della prima ristrutturazione non osta all'applicazione illimitata del diritto comunitario e lascia impregiudicato l'obbligo di recuperare gli aiuti controversi(5).VI. CONCLUSIONI(47) In base alle informazioni fornitele dopo l'avvio della procedura di cui all'articolo 88, paragrafo 2, la Commissione giunge alla conclusione che le autorità tedesche non l'hanno informata in modo completo ed esatto prima che essa prendesse la propria decisione, ma che queste informazioni non sarebbero state un fattore determinante ai fini della decisione medesima. Di conseguenza, non sussistono le condizioni stabilite dall'articolo 9 del regolamento (CE) n. 659/1999 per una revoca della decisione 13 marzo 1996.(48) La Commissione rileva che, sull'importo di 824,2 milioni di DEM approvato nel 1996, al gruppo Lintra sono andati 658,202 milioni di DEM. Circa la conformità dell'utilizzo degli aiuti concessi alla decisione 13 marzo 1996, la Commissione giunge alla conclusione che 623,224 milioni di DEM sono stati impiegati in modo conforme, e quindi compatibile con il mercato comune. Un importo di 34,978 milioni di DEM, rimasto presso la Lintra Beteiligungsholding, non è stato invece utilizzato in conformità della decisione 13 marzo 1996.(49) Gli aiuti utilizzati abusivamente per un totale di 34,978 milioni di DEM, devono essere recuperati presso la Lintra Beteiligungsholding GmbH e le filiali del gruppo come segue: 12 milioni di DEM presso le filiali Lintra secondo la procedura descritta al punto 45, 22,978 milioni di DEM presso la Lintra Beteiligungsholding quale debitore in solido nonché le varie filiali Lintra, secondo la procedura descritta al considerando 46,HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:Articolo 1Gli aiuti per un importo di 623,224 milioni di DEM, che la Commissione ha approvato per la privatizzazione e ristrutturazione delle imprese Zeitzer Maschinen, Anlagen Geräte GmbH, LandTechnik Schluter GmbH, ILKA MAFA Kältetechnik GmbH, SKL Motoren- und Systembautechnik GmbH, SKL Spezialapparatebau GmbH, Magdeburger Eisengießerei GmbH, Saxonia Edelmetalle GmbH e Gothaer Fahrzeugwerk GmbH (qui di seguito: filiali del gruppo Lintra), unitamente alla EFBE Verwaltungs GmbH &  Co. Management KG, attuale Lintra Beteiligungsholding GmbH, sono stati concessi in conformità della decisione 13 marzo 1996.Articolo 2Un importo pari a 34,978 milioni di DEM, approvato dalla Commissione per la ristrutturazione delle filiali del gruppo Lintra, è stato utilizzato abusivamente ai sensi dell'articolo 88, paragrafo 2, del trattato CE.Articolo 31. La Germania prende tutte le disposizioni necessarie per recuperare, presso la Lintra Beteiligungsholding GmbH e le filiali del gruppo, gli aiuti di cui all'articolo 2, per un ammontare complessivo di 34,978 milioni di DEM, utilizzati in modo abusivo.L'importo parziale di 12 milioni di DEM va recuperato presso le filiali secondo lo schema seguente:>SPAZIO PER TABELLA>I rimanenti 22,978 milioni di DEM vanno recuperati presso la Lintra Beteiligungsholding GmbH, responsabile in solido dell'importo totale degli aiuti, nonché le filiali del gruppo Lintra a concorrenza degli importi seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>Le eventuali somme pagate dalla Lintra Beteiligungsholding GmbH, ridurranno proporzionalmente il debito delle varie filiali.2. Il recupero degli aiuti avviene senza indugio e in conformità delle procedure previste dalla legislazione nazionale, sempre che queste ultime permettano l'esecuzione immediata ed effettiva della decisione. L'aiuto da recuperare è comprensivo degli interessi a decorrere dalla data alla quale gli importi utilizzati abusivamente sono stati erogati ai beneficiari, fino al loro recupero effettivo. Gli interessi vengono calcolati in base al tasso di riferimento applicato per calcolare l'equivalente-sovvenzione degli aiuti a finalità regionale.Articolo 4Entro due mesi dalla notificazione della presente decisione, la Germania informa la Commissione circa i provvedimenti presi per conformarvisi.Articolo 5La presente decisione è destinata alla Repubblica federale di Germania.Fatto a Bruxelles, il 28 marzo 2001.Per la CommissioneMario MontiMembro della Commissione(1) GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1.(2) GU C 238 del 21.8.1999, pag. 4.(3) Lettera indirizzata alla Germania il 23 aprile 1996 [SG(96) D/4218]. Una breve sintesi è stata pubblicata nella (GU C 168 del 12.6.1996, pag. 10).(4) Cfr. nota 1.(5) Sentenza della Corte di giustizia, del 21 marzo 1991, nella causa C-303/88, Italia/Commissione, Racc. 1991, pag. I-1433, punto 60.