CELEX: 61963CJ0026
Language: it
Date: 1964-07-01
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 1º luglio 1964. # Piergiovanni Pistoj contro Commissione della Comunità economica europea. # Causa 26-63.

Avis juridique important

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61963J0026

SENTENZA DELLA (SECONDA SEZIONE) DELLA CORTE DEL 1 LUGLIO 1964.  -  PIERGIOVANNI PISTOJ CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEE.  -  CAUSA 26/63.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00673 edizione olandese pagina 00705 edizione tedesca pagina 00737 edizione italiana pagina 00671 edizione speciale inglese pagina 00341 edizione speciale danese pagina 00499 edizione speciale greca pagina 01137 edizione speciale portoghese pagina 00485

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - CONTROVERSIE CON L' AMMINISTRAZIONE - RICORSO PROPOSTO NEI SUOI CONFRONTI - AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - VESTE PER STARE IN GIUDIZIO  ( TRATTATO CEE, ART . 179; STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 90, 91 )  2 . DIPENDENTI - CONTROVERSIE CON LA COMUNITA - CONVENUTO - CHI HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO PER LA COMUNITA  ( TRATTATO CEE, ART . 179; STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 91 )  3 . DIPENDENTI - CONTROVERSIE CON L' AMMINISTRAZIONE - ATTO PREGIUDIZIEVOLE - NOZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 91 )  4 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - ATTO NON IMPUGNABILE SEPARATAMENTE - RICORSO CONTRO LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO - POSSIBILITA DI FARVI VALERE I MEZZI E GLI ARGOMENTI CONTRO IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 102 )  5 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - RICORSO CONTRO L' AMMINISTRAZIONE - ACCOGLIMENTO DEL RICORSO - RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE QUALE CONSEGUENZA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 91 )  6 . DIPENDENTI - STATUTO - DISPOSIZIONE FINALE - NATURA GIURIDICA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 110 )  7 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI - NON INDISPENSABILE AI FINI DEL PASSAGGIO IN RUOLO  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 5, 102 )  8 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - PARERE NEGATIVO DELLA COMMISSIONE - DIRITTO DELL' INTERESSATO DI PRESENTARE LE PROPRIE OSSERVAZIONI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 102 )  9 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - POTERI DELL' AMMINISTRAZIONE - SINDACATO GIURISDIZIONALE - LIMITI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 102 )  10 . DIPENDENTI - PASSAGGIO IN RUOLO - PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE - MOTIVAZIONE  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ART . 102 )  

Massima

1 . VEDI LA MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA 79 E 82/63 .  L' ARTICOLO 179 DEL TRATTATO CEE MOSTRA, E GLI ARTICOLI 90 E 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE CONFERMANO, CHE L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - LA QUALE NEI CONFRONTI DEI DIPENDENTI ESERCITA I POTERI DEL DATORE DI LAVORO - HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO NELLE CONTROVERSIE FRA DIPENDENTI E AMMINISTRAZIONE .  */ 663J0079 /*.  2 . VEDI LA MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA 18/63 .  IL RICORSO GIURISDIZIONALE CONTEMPLATO NELL' ARTICOLO 91 DEGLI STATUTI DEL PERSONALE CEE E CEEA VA PROPOSTO CONTRO L' ISTITUZIONE DALLA QUALE IL RICORRENTE DIPENDE; DETTA ISTITUZIONE HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO PER LA COMUNITA .  */ 663J0018 /*.  3 . POSSONO ESSERE CONSIDERATI COME " PREGIUDIZIEVOLI " AI SENSI DELL' ART . 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE SOLTANTO GLI ATTI CHE INCIDONO DIRETTAMENTE SU UNA DETERMINATA SITUAZIONE GIURIDICA .  4 . AGLI EFFETTI DEL RICORSO DI CUI ALL' ART . 91, IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON PUO' ESSERE CONSIDERATO SEPARATAMENTE DALLA DECISIONE DELL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA . CONSIDERATE SEPARATAMENTE DALL' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, LE CONCLUSIONI DIRETTE ALL' ANNULLAMENTO DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE E DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SONO INAMMISSIBILI; DEI MEZZI ED ARGOMENTI DEDOTTI A SOSTEGNO DI DETTE CONCLUSIONI SI POTRA TUTTAVIA TENER CONTO NELL' ESAME DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO .  CFR . LA MASSIMA N . 2 DELLA SENTENZA 84/63 .  */ 663J0084 /*.  5 . NEMMENO IN OCCASIONE DI UN RICORSO DI MERITO, QUALE E QUELLO CONTEMPLATO NELL' ART . 91, N . 1 DELLO STATUTO, LA CORTE PUO' IMPARTIRE DEGLI ORDINI ALL' AMMINISTRAZIONE : LA RINNOVAZIONE DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE DEV' ESSERE TUTTAVIA CONSIDERATA COME UNA DELLE CONSEGUENZE DELL' EVENTUALE ACCOGLIMENTO DEL RICORSO .  6 . LE DISPOSIZIONI D' ESECUZIONE DI CUI ALL' ART . 110 HANNO CARATTERE GENERALE E SONO QUINDI NECESSARIE SOLTANTO PER L' APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO AVENTI VALORE PERMANENTE .  7 . LA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI DI CUI ALL' ART . 5 DELLO STATUTO DEL PERSONALE NON PUO' ESSERE CONSIDERATA COME UN PRELIMINARE INDISPENSABILE PER L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 102 .  8 . PRIMA DI EMETTERE PARERE NEGATIVO, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DEVE PORRE L' INTERESSATO IN GRADO DI PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI SU TUTTO QUANTO POSSA INFLUIRE SULLA NOMINA IN RUOLO . DETTO OBBLIGO DEVE RITENERSI ADEMPIUTO QUALORA L' INTERESSATO SIA STATO SENTITO DALLA COMMISSIONE SU QUELLA PARTE DEL RAPPORTO CHE E SERVITA DI BASE AL PARERE E DI CUI ESSA HA FATTO PROPRIE LE CONCLUSIONI .  9 . IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CONSENTE ALL' AMMINISTRAZIONE DI SCEGLIERE I DIPENDENTI MERITEVOLI DELLE GARANZIE OFFERTE DALLO STATUTO; DETTA SCELTA PRESUPPONE UNA CERTA LIBERTA D' APPREZZAMENTO E QUINDI UNA PROCEDURA CHE NON IMPLICA NECESSARIAMENTE TUTTE LE GARANZIE RISERVATE AI DIPENDENTI DI RUOLO . IL CONTROLLO DELLA CORTE NON PUO' AVER QUINDI ALTRO SCOPO CHE QUELLO DI ACCERTARE CHE NON SIANO STATE COMMESSE PALESI INGIUSTIZIE .  10 . IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E ADEGUATAMENTE MOTIVATO DAI RICHIAMI CHE VI SI FANNO TANTO ALLE FONTI D' INFORMAZIONE UTILIZZATE QUANTO ALLE RAGIONI SOSTANZIALI CHE COSTITUISCONO IL FONDAMENTO DEL GIUDIZIO ESPRESSO .  

Parti

NELLA CAUSA 26/63 PROMOSSA DAL  DOTT . PIERGIOVANNI PISTOJ,  DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA,  CON GLI AVVOCATI MARCEL SLUSNY, DEL FORO DI BRUXELLES, E GIUSEPPE GUARINO, DEL FORO DI ROMA, E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVV . ARENDT, RUE WILLY-GOERGEN, 6, RICORRENTE,  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA,  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO DOTT . PAUL LELEUX, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DALL' AVV . JEAN COUTARD, DEL FORO DI PARIGI, E CON DOMICLIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO IL DOTT . MANZANARES, SEGRETARIO DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, PLACE DE METZ, 2, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO :  1 ) LA REINTEGRAZIONE DEL RICORRENTE NELLE SUE FUNZIONI, PREVIA DECLARATORIA DI NULLITA DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE E DEGLI ATTI CONSEGUENTI,  2 ) IN SUBORDINE, LA RIPARAZIONE DEL DANNO ARRECATO AL RICORRENTE DALL' ILLECITO COMPORTAMENTO DELLA COMMISSIONE .  

Motivazione della sentenza

A - IDENTITA DELLA CONVENUTA  IL RICORSO E DIRETTO CONTRO LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E, " SE DEL CASO ", CONTRO LA COMMISSIONE DI DETTA COMUNITA .  L' ART . 179 DEL TRATTATO CEE DISPONE CHE " LA CORTE DI GIUSTIZIA E COMPETENTE A PRONUNCIARSI SU QUALSIASI CONTROVERSIA TRA LA COMUNITA E I SUOI DIPENDENTI, NEI LIMITI E ALLE CONDIZIONI DETERMINATI DALLO STATUTO O DAL REGIME APPLICABILE A QUESTI ULTIMI ". L' ESPRESSIONE " CONDIZIONI DETERMINATE DALLO STATUTO " IMPLICA NECESSARIAMENTE CHE L' ISTITUZIONE STESSA, IN QUANTO AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA LA QUALE ESERCITA DIRETTAMENTE E INDIRETTAMENTE I SUOI POTERI, HA VESTE PER STARE IN GIUDIZIO NELLE CAUSE PROMOSSE DAI SUOI DIPENDENTI .  L' ART . 90 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, CHE DISCIPLINA IL RICORSO GERARCHICO, PRELIMINARE AL RICORSO GIURISDIZIONALE, STABILISCE CHE I DIPENDENTI POSSONO RICORRERE ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA DELL' ISTITUZIONE A CUI APPARTENGONO . IN MANCANZA DI CONTRARIE DISPOSIZIONI, IL RICORSO GIURISDIZIONALE CONTEMPLATO NELL' ART . 91 DELLO STATUTO DEVE RITENERSI DISCIPLINATO DA NORME ANALOGHE E VA DIRETTO CONTRO LA STESSA ISTITUZIONE .  LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO E STATA ADOTTATA DALLA COMMISSIONE LA QUALE ESERCITA NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE I POTERI ATTRIBUITI ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA .  IL RICORSO VA QUINDI CONSIDERATO COME DIRETTO CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEE .  B - LA DOMANDA D' ANNULLAMENTO  SULLA RICEVIBILITA'  IL RICORRENTE CONCLUDE IN PRIMO LUOGO PER L' ANNULLAMENTO SIA DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CUI E STATO SOTTOPOSTO, SIA DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE CHE GLI E STATO COMUNICATO CON LETTERA DEL 14 MARZO 1963 . LA CONVENUTA ECCEPISCE L' INAMMISSIBILITA DI DETTE CONCLUSIONI IN QUANTO DIRETTE CONTRO UN PROCEDIMENTO ED UN ATTO CHE NON HANNO IL CARATTERE DI DECISIONI .  A NORMA DELL' ART . 91, N . 1 DELLO STATUTO PUO' ESSERE PORTATA DINANZI ALLA CORTE QUALSIASI CONTROVERSIA FRA LA COMUNITA E UNA DELLE PERSONE INDICATE NELLO STESSO STATUTO LA QUALE VERTA SULLA LEGITTIMITA DI UN ATTO " CHE RECHI PREGIUDIZIO A UNA DI DETTE PERSONE ". LA CORTE OSSERVA CHE POSSONO ESSERE CONSIDERATI COME PREGIUDIZIEVOLI SOLTANTO GLI ATTI CHE INCIDONO DIRETTAMENTE SU UNA DETERMINATA SITUAZIONE GIURIDICA . NELLA SPECIE IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, IL QUALE CONSTA DI UN COMPLESSO DI ATTI PREPARATORI ALL' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, NON RECA DI PER SE PREGIUDIZIO AL RICORRENTE .  IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE, SE PURE COSTITUISCE - IN FORZA DELL' ART . 102, N . 1 DELLO STATUTO - L' ELEMENTO ESSENZIALE DELLA DECISIONE DA ADOTTARSI DALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA E VINCOLA QUEST' ULTIMA QUALORA SIA SFAVOREVOLE ALL' INTEGRAZIONE, AGLI EFFETTI DEL RICORSO DI CUI ALL' ART . 91 NON PUO' ESSERE TUTTAVIA CONSIDERATO SEPARATAMENTE DA DETTA DECISIONE . NEANCH' ESSO RECA QUINDI DIRETTAMENTE PREGIUDIZIO AL RICORRENTE .  CONSIDERATE SEPARATAMENTE DALL' IMPUGNATA DECISIONE DI LICENZIAMENTO, LE CONCLUSIONI DIRETTE ALL' ANNULLAMENTO DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE E DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SONO INAMMISSIBILI . DEI MEZZI ED ARGOMENTI DEDOTTI A SOSTEGNO DI DETTE CONCLUSIONI SI POTRA TUTTAVIA TENER CONTO NELL' ESAME DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO .  IL RICORRENTE HA CHIESTO INOLTRE ALLA CORTE DI DICHIARARE CHE LA COMMISSIONE E TENUTA A SOTTOPORLO NUOVAMENTE AL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, PREVIO ESPLETAMENTO DELLE FORMALITA DI CUI AGLI ARTT . 5 U.P . E 110 DELLO STATUTO . LA CONVENUTA ECCEPISCE L' INAMMISSIBILITA DI TALI CONCLUSIONI, ASSUMENDO TRATTARSI DI UN' AZIONE D' ANNULLAMENTO A PROPOSITO DELLA QUALE LA CORTE NON E COMPETENTE AD ORDINARE QUANTO LE E STATO CHIESTO .  LA CORTE RILEVA CHE, NEMMENO IN OCCASIONE DI UN RICORSO DI MERITO QUALE E QUELLO CONTEMPLATO NELL' ART . 91, N . 1 DELLO STATUTO, ESSA PUO' IMPARTIRE DEGLI ORDINI ALL' AMMINISTRAZIONE : IL RINNOVO DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE DEV' ESSERE TUTTAVIA CONSIDERATO COME UNA DELLE CONSEGUENZE DELL' EVENTUALE ACCOGLIMENTO DEL RICORSO .  IL RICORRENTE CONCLUDE INFINE PER L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO NOTIFICATAGLI CON LETTERA 14 MARZO 1963 . L' AMMISSIBILITA DI TALI CONCLUSIONI NON E CONTESTATA DALLA CONVENUTA, NE DA LUOGO A RILIEVI D' UFFICIO .  NEL MERITO  VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 110 DELLO STATUTO  IL RICORRENTE DENUNZIA LA NULLITA DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE, CUI EGLI E STATO SOTTOPOSTO IN APPLICAZIONE DELL' ART . 102 DELLO STATUTO, DESUMENDOLA DALLA MANCANZA DI DISPOSIZIONI GENERALI D' ESECUZIONE ADOTTATE IN CONFORMITA ALL' ART . 110, PRIMO COMMA .  LA CORTE OSSERVA CHE LE DISPOSIZIONI D' ESECUZIONE DI CUI ALL' ART . 110 HANNO CARATTERE " GENERALE " E SONO QUINDI NECESSARIE SOLTANTO PER L' APPLICAZIONE DELLE DISPOSIZIONI DELLO STATUTO AVENTI VALORE PERMANENTE . A PRESCINDERE DALLA QUESTIONE SE L' ART . 102 DELLO STATUTO SIA ABBASTANZA DETTAGLIATO PER POTER ESSERE APPLICATO SENZA ULTERIORI PROVVEDIMENTI D' ESECUZIONE, VA DETTO CHE ESSO NON DISCIPLINA CHE SITUAZIONI LIMITATE NEL TEMPO .  TRATTANDOSI DI UNA DISPOSIZIONE ESSENZIALMENTE TRANSITORIA, I PROVVEDIMENTI ADOTTATI PER LA SUA APPLICAZIONE NON POSSONO QUINDI AVERE CARATTERE GENERALE . I REGOLAMENTI EMESSI DALLA COMMISSIONE IL 13 DICEMBRE 1961 E IL 9 MARZO 1962 PER L' ATTUAZIONE DELL' ART . 102 SONO PERCIO' PROVVEDIMENTI D' APPLICAZIONE SPECIALI CHE NON POSSONO ESSERE CONFUSI CON QUELLI GENERALI, DI CUI SI PARLA NELL' ART . 110, E NON DOVEVANO DI CONSEGUENZA ESSERE ADOTTATI CON LA PROCEDURA IN DETTO ARTICOLO CONTEMPLATA .  IL PRIMO MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 5 U.P . DELLO STATUTO  IL RICORRENTE ASSUME CHE IL CRITICATO PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE E IRRITUALE, NON ESSENDO STATO PRECEDUTO DALLA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI E DELLE ATTRIBUZIONI DEGLI IMPIEGHI CONTEMPLATA NELL' ART . 5 U.P . DELLO STATUTO E DA ADOTTARSI IN CONFORMITA ALL' ART . 110, E CHE TALE IRRITUALITA RENDE NULLA LA DECISIONE DI LICENZIAMENTO .  LA CORTE RILEVA CHE LA DESCRIZIONE DELLE FUNZIONI HA SOPRATTUTTO LO SCOPO DI CONSENTIRE L' INQUADRAMENTO, IN BASE ALL' ALLEGATO I DELLO STATUTO, DEI DIPENDENTI NOMINATI IN RUOLO E NON PUO' QUINDI ESSERE CONSIDERATA COME UN PRELIMINARE INDISPENSABILE PER L' APPLICAZIONE DELL' ART . 102 .  IN CONSIDERAZIONE POI DELLA COMPLESSITA DELLA DESCRIZIONE DEI VARI IMPIEGHI, DEL TEMPO CHE ESSA RICHIEDE E TENUTO CONTO DELLA NECESSITA, PER CIASCUNA ISTITUZIONE, DI PASSARE IN RUOLO I PROPRI DIPENDENTI IL PIU PRESTO POSSIBILE, LA CORTE RITIENE CHE, SOTTO QUESTO ASPETTO, LA DECISIONE IMPUGNATA E LEGITTIMA .  VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DEL CONTRADITTORIO  IL RICORRENTE DEDUCE NUMEROSI FATTI I QUALI PROVEREBBERO CHE NEL PROCEDIMENTO DINANZI ALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SONO STATI VIOLATI IL PRINCIPIO DEL CONTRADITTORIO ED ALTRI PRINCIPI GIURIDICI GENERALI .  LA CORTE OSSERVA ESSERE ASSODATO CHE IL RAPPORTO SULLA COMPETENZA, SUL RENDIMENTO E SULLA CONDOTTA IN SERVIZIO DEL RICORRENTE, COMPILATO DAI SUOI SUPERIORI GERARCHICI, CONCLUDE DICHIARANDO CHE EGLI NON E IDONEO AD ESERCITARE LE FUNZIONI ALLE QUALI E ADDETTO . A NORMA DELL' ART . 102, N . 1 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, IL PARERE NEGATIVO ESPRESSO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE E VINCOLANTE PER L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA; PRIMA DI EMETTERE IL PARERE, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DEVE QUINDI PORRE L' INTERESSATO IN GRADO DI PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI SU TUTTO QUANTO POSSA INFLUIRE SULLA NOMINA IN RUOLO .  DETTO OBBLIGO DEVE RITENERSI ADEMPIUTO QUALORA L' INTERESSATO SIA STATO SENTITO DALLA COMMISSIONE SU QUELLA PARTE DEL RAPPORTO CHE E SERVITA DI BASE AL PARERE E DI CUI ESSA HA FATTO PROPRIE LE CONCLUSIONI .  SAREBBE VERO IL CONTRARIO QUALORA LE CONCLUSIONI DEL RAPPORTO FOSSERO STATE MODIFICATE IN SEGUITO ALL' AUDIZIONE DI NUOVI TESTIMONI, SENZA CHE L' INTERESSATO FOSSE STATO INVITATO A PRESENTARE IN PROPOSITO NUOVE OSSERVAZIONI .  NON E PERO' QUESTO IL CASO NOSTRO .  IL RICORRENTE HA AVUTO CONOSCENZA DEL RAPPORTO COMPILATO SUL SUO CONTO DAI SUPERIORI GERARCHICI . E' PACIFICO CH' EGLI HA PRESENTATO OSSERVAZIONI SU DETTO RAPPORTO, HA DEPOSITATO MEMORIE ED E STATO SENTITO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE . LA CIRCOSTANZA CHE NON GLI SIANO STATI COMUNICATI TUTTI I VERBALI DELLE AUDIZIONI DELLE PERSONE INTERROGATE DA DETTA COMMISSIONE E CH' EGLI NON SIA STATO SENTITO PER ULTIMO, NULLA TOLGONO ALLA RITUALITA DEL PROCEDIMENTO, NON AVENDO DETTE AUDIZIONI AFFATTO MODIFICATO LE CONCLUSIONI DEL RAPPORTO DEI SUPERIORI GERARCHICI, CONCLUSIONI FATTE PROPRIE DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  ASTIO DI UN SUPERIORE GERARCHICO  IL RICORRENTE SOSTIENE CHE IL PARERE DEL SUO SUPERIORE GERARCHICO E STATO DETERMINATO DA ASTIO PERSONALE NEI SUOI CONFRONTI .  LA CORTE RILEVA CHE QUESTA CENSURA RIGUARDA UNICAMENTE IL SUPERIORE IMMEDIATO DEL RICORRENTE, SIG . SCHOLZ, MENTRE IL RAPPORTO SULLA COMPETENZA, SUL RENDIMENTO, SULLA CONDOTTA IN SERVIZIO NON E STATO COMPILATO SOLO DAL SUDDETTO, MA ANCHE DA ALTRI SUPERIORI GERARCHICI . PER QUANTO RIGUARDA LO SCHOLZ, DAI FATTI DEDOTTI IN CAUSA SI PUO' ARGUIRE CHE I SUOI RAPPORTI COL RICORRENTE NON SONO STATI PRIVI DI ATTRITI, MA NON EMERGE TUTTAVIA LA PROVA CHE L' INCOMPATIBILITA DI CARATTERE E STATA LA CAUSA DETERMINANTE DEGLI APPREZZAMENTI CONTENUTI NEL RAPPORTO D' INTEGRAZIONE, AVENDO LO STESSO SCHOLZ RICONOSCIUTO LE DOTI INTELLETTUALI DEL RICORRENTE .  LE RESTANTI CENSURE DEL RICORRENTE RELATIVE ALLE FORME DEL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CUI ERA STATO SOTTOPOSTO DERIVANO DALL' EQUIPARAZIONE DI DETTO PROCEDIMENTO AD UN PROCEDIMENTO PENALE . LA CORTE RITIENE CHE TALE EQUIPARAZIONE E INAMMISSIBILE . IL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE CONSENTE ALL' AMMINISTRAZIONE DI SCEGLIERE I DIPENDENTI MERITEVOLI DELLE GARANZIE OFFERTE DALLO STATUTO; DETTA SCELTA PRESUPPONE UNA CERTA LIBERTA D' APPREZZAMENTO E QUINDI UNA PROCEDURA CHE NON IMPLICA NECESSARIAMENTE TUTTE LE GARANZIE RISERVATE AI DIPENDENTI DI RUOLO . IL CONTROLLO DELLA CORTE NON PUO' AVER QUINDI ALTRO SCOPO CHE QUELLO DI ACCERTARE CHE NON SIANO STATE COMMESSE PALESI INGIUSTIZIE . DI QUESTE NON VI E TRACCIA NELLA SPECIE .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 102 DELLO STATUTO  IL RICORRENTE DENUNZIA L' INVALIDITA DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE LA QUALE DIPENDEREBBE DAL FATTO CHE, NON ESERCITANDO UNO DEI SUOI MEMBRI ( IL DOTT . DE LA FONTAINE ) FUNZIONI DIRETTIVE, ESSA NON ERA COSTITUITA IN CONFORMITA ALL' ART . 102, N . 1 DELLO STATUTO .  LA CORTE RILEVA CHE IL DOTT . DE LA FONTAINE ERA INQUADRATO AL GRADO A 2 IL QUALE, A NORMA DELL' ALLEGATO I DELLO STATUTO, CORRISPONDE ALL' IMPIEGO TIPO DI DIRETTORE . SOTTO QUESTO ASPETTO IL PARERE EMESSO DALLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DEVE QUINDI RITENERSI VALIDO .  QUESTA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 25 DELLO STATUTO  IL RICORRENTE ASSUME CHE IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE NON E ADEGUATAMENTE MOTIVATO .  LA CORTE OSSERVA CHE LE CENSURE ELEVATE CONTRO DETTO PARERE SONO AMMISSIBILI SOLTANTO NEI LIMITI IN CUI VERTONO SULLA LEGITTIMITA DELLA CONSEGUENTE DECISIONE DI LICENZIAMENTO; LA PRESENTE CENSURA VA QUINDI ESAMINATA IN RELAZIONE A DETTA DECISIONE .  NEL PARERE IN DATA 19 LUGLIO 1962, LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE DICHIARA DI ESSERSI PRONUNZIATA " VISTO IL RAPPORTO SULLA COMPETENZA, SUL RENDIMENTO E SULLA CONDOTTA IN SERVIZIO DEL DOTT . PISTOJ ...; RACCOLTE TUTTE LE OPPORTUNE INFORMAZIONI E SENTITO L' INTERESSATO " ED ENUNCIA LE RAGIONI CHE GIUSTIFICANO IL GIUDIZIO SFAVOREVOLE SULL' IDONEITA DEL RICORRENTE AD ESERCITARE LE FUNZIONI ALLE QUALI ERA ADDETTO, NEI SEGUENTI TERMINI :  - " RITIENE CHE IL PISTOJ NON E STATO IN GRADO DI DIRIGERE CON LA NECESSARIA COMPETENZA L' ATTIVITA DELLA DIVISIONE AFFIDATAGLI, NE DI INTRATTENERE RAPPORTI NORMALI COI SUPERIORI E COI SUBORDINATI;  - RITIENE CHE IL PISTOJ NON E STATO IN GRADO DI ESPLETARE IN MODO SODDISFACENTE I COMPITI CHE GLI ERANO STATI AFFIDATI, PER INCAPACITA DI ADATTARSI ALLE SUE NUOVE FUNZIONI E PER MANCANZA DI ORDINE E DI METODO NEL LAVORO ".  SI DEVE QUINDI RITENERE CHE IL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE SAREBBE ADEGUATAMENTE MOTIVATO DAI RICHIAMI CHE VI SI FANNO TANTO ALLE FONTI D' INFORMAZIONE UTILIZZATE, QUANTO ALLE RAGIONI SOSTANZIALI CHE COSTITUISCONO IL FONDAMENTO DEL GIUDIZIO ESPRESSO . LO STESSO SI DEVE DIRE DELLA DECISIONE DI LICENZIAMENTO NOTIFICATA AL RICORRENTE IL 14 MARZO 1963, LA QUALE FA PROPRIA LA MOTIVAZIONE DEL PARERE DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  INESATTEZZA O ERRONEA VALUTAZIONE DEI FATTI  IL RICORRENTE ASSUME CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA BASATO I PROPRI PARERI SU FATTI INESATTI OVVERO LI HA VALUTATI IN MODO ERRONEO . EGLI SOSTIENE IN ISPECIE CHE LE SUE PRETESE DEFICIENZE NON SAREBBERO STATE COMPROVATE .  LA CORTE RILEVA CHE LA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE HA BASATO IL PROPRIO PARERE SUI RAPPORTI DEI SUPERIORI GERARCHICI DEL RICORRENTE, COME L' ART . 102 PRESCRIVEVA, E D' ALTRO LATO HA SVOLTO INDAGINI ED HA POTUTO CONSULTARE LE NUMEROSE MEMORIE SOTTOPOSTELE DAL RICORRENTE : ESSA SI E PERCIO' VALSA DEL SUO POTERE D' APPREZZAMENTO CON PIENA COGNIZIONE DI CAUSA .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  PARTECIPAZIONE DEL VICEPRESIDENTE CARON AL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE  IL RICORRENTE DENUNZIA LA NULLITA DELLE DECISIONI IMPUGNATE IN RELAZIONE AL FATTO CHE L' ON . CARON, VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE, AVREBBE PARTECIPATO ALLA DELIBERAZIONE DI DETTE DECISIONI ED ALTRESI' AL PROCEDIMENTO D' INTEGRAZIONE .  LA CORTE OSSERVA CHE LA COMMISSIONE NON AVEVA ALCUN POTERE D' APPREZZAMENTO E, A NORMA DELL' ART . 102 DELLO STATUTO, ERA VINCOLATA DAL PARERE NEGATIVO DELLA COMMISSIONE D' INTEGRAZIONE . QUAND' ANCHE FOSSE STATO PRESENTE ALLA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE NEL CORSO DELLA QUALE FU ADOTTATA LA DECISIONE A CARICO DEL PISTOJ, IL VICEPRESIDENTE CARON NON AVREBBE QUINDI POTUTO ESSERE AL TEMPO STESSO GIUDICE E PARTE .  IL MOTIVO E PERCIO' INFONDATO .  INADEGUATEZZA DEL TERMINE PER ACCETTARE UN POSTO INFERIORE  LA COMMISSIONE HA OFFERTO AL PISTOJ UN POSTO DI GRADO A 4, DANDOGLI OTTO GIORNI DI TEMPO PER ACCETTARLO . IL RICORRENTE HA RITENUTO CHE IL TERMINE FOSSE TROPPO BREVE .  A PRESCINDERE DALLE MOVIMENTATE TRATTATIVE SVOLTESI IN PROPOSITO NEL 1963, LA CORTE, PRO BONO PACIS, HA PROPOSTO ALLA COMMISSIONE ED HA OTTENUTO CHE NELLE MORE DEL GIUDIZIO FOSSE FISSATO UN NUOVO TERMINE; A TALE SCOPO LA CAUSA E STATA RINVIATA DAL 18 AL 27 MARZO 1964 . NONOSTANTE IL NUOVO TERMINE, IL RICORRENTE HA IN FATTO RESPINTO LE PROPOSTE DELLA COMMISSIONE . CON CIO' E VENUTO MENO QUALSIASI FONDAMENTO A TALE CENSURA .  C - LA DOMANDA DI DANNI  IL RICORRENTE CHIEDE IN SUBORDINE CHE IL LICENZIAMENTO SIA CONSIDERATO COME ABUSIVO E COSTITUTIVO DI UN ILLECITO E CHE GLI VENGA QUINDI RISARCITO IL DANNO DERIVATONE .  DALL' ESAME DELLE PRECEDENTI CENSURE EMERGE CHE LA COMMISSIONE NON PUO' ESSERE RITENUTA RESPONSABILE DI ALCUN ILLECITO E NON VI E QUINDI MOTIVO DI STATUIRE SULLA DOMANDA DI DANNI .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ART . 70 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA EUROPEE, NELLE CAUSE PROMOSSE DA DIPENDENTI DELLE COMUNITA LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTA .  A NORMA DELL' ART . 69, PARAGRAFO 2 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA IL SOCCOMBENTE VA CONDANNATO ALLE SPESE . IL RICORRENTE, ESSENDO STATE RESPINTE TUTTE LE SUE DOMANDE, DOVRA SOPPORTARE LE SPESE INCONTRATE .  

Dispositivo

LA SECONDA SEZIONE DELLA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA,  DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO 26/63 E RESPINTO .  2 ) CIASCUNA DELLE PARTI SOPPORTERA LE SPESE DA ESSA SOSTENUTE .