CELEX: 52013PC0889
Language: it
Date: 2013-12-17
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica i regolamenti (CE) n. 850/98, (CE) n. 2187/2005, (CE) n. 1967/2006, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 254/2002, (CE) n. 2347/2002 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e abroga il regolamento (CE) n. 1434/98 del Consiglio per quanto riguarda l’obbligo di sbarco

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		52013PC0889
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica i regolamenti (CE) n. 850/98, (CE) n. 2187/2005, (CE) n. 1967/2006, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 254/2002, (CE) n. 2347/2002 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e abroga il regolamento (CE) n. 1434/98 del Consiglio per quanto riguarda l’obbligo di sbarco /* COM/2013/0889 final - 2013/0436 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Uno degli obiettivi principali della riforma
dell’attuale politica comune della pesca (PCP)[1]
è la progressiva eliminazione dei rigetti nelle attività di pesca praticate in
tutta l’Unione europea (UE) grazie all’introduzione di un obbligo di sbarco.
Questo mira a garantire un uso più efficiente delle risorse disponibili e
risponde alle aspettative dei cittadini circa la necessità di porre fine alla
pratica che consiste nel riversare in mare catture di pesci commercializzabili.
La valutazione d’impatto[2]
relativa alla proposta di regolamento di base per la PCP identifica nell’esistenza
di ingenti livelli di rigetti in mare una delle cause principali della scarsa
sostenibilità ambientale della PCP. 
Nella votazione in seduta plenaria del
febbraio 2013 il Parlamento europeo ha deciso la graduale introduzione dell’obbligo
di sbarco per la pesca pelagica, le specie altamente migratorie e il salmone
nel Mar Baltico a partire dal 2014 e l’estensione di tale obbligo a tutte le attività
di pesca praticate nell’Unione negli anni successivi. Più tardi, sempre nel
mese di febbraio, il Consiglio ha chiaramente espresso il proprio sostegno a
questo approccio e concordato un analogo calendario di attuazione.
Successivamente il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo
politico sul regolamento di base e fissato al 1º gennaio 2015 la
data di inizio per l’attuazione dell’obbligo di sbarco. 
Per rendere attuabile l’obbligo di sbarco è
necessario abolire o modificare, nell’ambito dei vigenti regolamenti relativi
alle misure tecniche e alle misure di gestione nonché al controllo della pesca,
una serie di disposizioni che sono in contrasto con l’obbligo di sbarco in
quanto impongono ai pescatori di riversare in mare il pesce catturato. Nella
sua sessione di giugno il Consiglio ha reso una dichiarazione in questo senso[3], invitando la
Commissione ad agire senza indugio per modificare la normativa vigente non
appena adottata la riforma. 
Nell’ambito della riforma la Commissione intende
elaborare un nuovo quadro di misure tecniche volto ad agevolare, col tempo, la
piena attuazione del previsto obbligo di sbarco. In tale quadro rientrerebbe
anche il nuovo approccio regionalizzato, che prevede lo sviluppo di piani
pluriennali e di piani in materia di rigetti. Tuttavia è praticamente escluso
che il nuovo quadro entri in vigore in tempo utile per il primo gruppo di tipi
di pesca cui si applica l’obbligo di sbarco. In attesa della sua elaborazione,
occorre quindi istituire in via transitoria disposizioni intese ad eliminare
gli eventuali ostacoli giuridici e pratici all’attuazione dell’obbligo di
sbarco. 
Varie disposizioni contenute negli attuali
regolamenti sulle misure tecniche sono in contrasto con l’obbligo di sbarco in
quanto impongono ai pescatori di rigettare in mare determinati tipi di catture.
Si tratta delle disposizioni che disciplinano le taglie minime di sbarco (minimum
landing sizes - MLS), la composizione delle catture e le catture
accessorie. 
Le taglie minime di sbarco sono stabilite dal
regolamento (CE) n. 850/98 per la conservazione delle risorse della pesca
attraverso misure tecniche per la protezione del novellame[4], quale modificato in
particolare dal regolamento (UE) n. 227/2013[5],
e dal regolamento (CE) n. 2187/2005 relativo alla conservazione delle
risorse della pesca attraverso misure tecniche nel Mar Baltico, nei Belt e nell’Øresund
che modifica il regolamento (CE) n. 1434/98 e che abroga il regolamento (CE) n.
88/98[6].
Le norme sulle taglie minime di sbarco stabiliscono le taglie autorizzate per
la detenzione a bordo dei prodotti della pesca. Attualmente i pesci di taglia
inferiore alla MLS non possono essere conservati a bordo o sbarcati. Nell’ambito
dell’obbligo di sbarco, per tutte le specie soggette a limiti di cattura le
taglie minime di sbarco saranno sostituite dalle taglie minime di riferimento
per la conservazione (minimum conservation reference sizes - MCRS). I
pesci di taglia inferiore alla MCRS dovranno essere sbarcati, ma la vendita
delle catture sotto taglia sarà limitata ad usi diversi dal consumo umano. Un
caso a sé è costituito dal Mar Mediterraneo, per il quale il regolamento (CE)
n. 1967/2006 relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento
sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo e recante modifica
del regolamento (CEE) n. 2847/93 e che abroga il regolamento (CE) n. 1626/94[7] stabilisce il divieto
di catturare, detenere a bordo, trasbordare, sbarcare, trasferire,
immagazzinare, vendere, esporre o mettere in vendita organismi marini di taglia
inferiore alla taglia in esso specificata. Queste taglie minime di cattura sono
state introdotte nel 2007 allo scopo di ottenere una selezione per taglia
superiore a quella raggiunta con le norme minime concernenti le caratteristiche
degli attrezzi da pesca per le attività di pesca considerate. A fini di
coerenza, anche le taglie minime di cattura applicabili nel Mediterraneo
saranno sostituite dalle taglie minime di riferimento per la conservazione, con
lo stesso obbligo di sbarcare i pesci di taglia inferiore alla MCRS,
limitandone però l’utilizzo a fini diversi dal consumo umano.
Le norme in materia di composizione delle
catture sono contenute nel regolamento (CE) n. 850/98 e nei regolamenti
associati (regolamento (CE) n. 1098/2007 che istituisce un piano pluriennale
per gli stock di merluzzo bianco del Mar Baltico e le attività di pesca che
sfruttano questi stock[8],
regolamento (CE) n. 1434/98 che precisa le condizioni alle quali è ammesso lo
sbarco di aringhe destinate a fini industriali diversi dal consumo umano
diretto[9],
regolamento (CE) n. 254/2002 che istituisce misure per la ricostituzione dello
stock di merluzzo bianco nel mare d’Irlanda (divisione CIEM VIIa) applicabili
nel 2002[10]
e regolamento (CE) n. 2347/2002 che stabilisce le disposizioni specifiche
di accesso e le relative condizioni per la pesca di stock di acque profonde[11]). Analoghe percentuali
di composizione delle catture figurano nel regolamento per il Mar Baltico
(regolamento (CE) n. 2187/2005), ma non in quello per il Mediterraneo.
Le norme relative alla composizione delle
catture fissano i limiti da rispettare su base giornaliera e alla conclusione
di una bordata. In caso di superamento, i pescatori sono tenuti a rigettare in
mare parte delle catture per fare in modo che il pescato detenuto a bordo sia
conforme alle norme sulla composizione delle catture. Con l’entrata in vigore
dell’obbligo di sbarco i pescatori non potranno più rigettare in mare le
catture praticate in eccesso; occorre quindi conciliare la necessità di
continuare a disciplinare la composizione delle catture con l’obbligo imposto
ai pescatori di sbarcare la totalità del pescato. Tale obiettivo sarà
conseguito imponendo l’obbligo di sbarcare e di imputare ai rispettivi
contingenti tutte le catture indesiderate di organismi marini soggetti all’obbligo
di sbarco che superano le percentuali autorizzate di composizione delle
catture. Le norme sulla composizione delle catture sono correlate ad altre
disposizioni (aperture di maglia autorizzate, condizioni per l’uso di determinate
combinazioni di apertura di maglia) e anche le modalità per la cernita delle
catture a bordo delle navi sono basate sulle percentuali di composizione delle
catture. Anche queste norme dovranno essere armonizzate o soppresse per abolire
l’obbligo di rigetto. 
Le norme sulla composizione delle catture e le
restrizioni ad esse connesse concernenti l’uso dell’aringa contenute nel
regolamento (CE) n. 1434/1998 non sono più pertinenti. L’obbligo di sbarco si
applicherà a tutte le attività di pesca pelagiche e industriali nelle acque UE
a decorrere dal 1º gennaio 2015. In virtù di tale obbligo, tutte le catture di
aringa devono essere sbarcate e imputate ai contingenti e gli esemplari di
taglia inferiore alla taglia minima di riferimento per la conservazione possono
essere utilizzati unicamente a fini diversi dal consumo umano. Occorre quindi
abrogare tale regolamento.
Anche i regolamenti sulle misure tecniche di
conservazione [regolamento (CE) n. 850/98 e regolamenti associati (regolamenti
(CE) n. 1098/2007 e (CE) n. 254/2002) per le acque dell’Unione nell’Atlantico e
alcune altre zone specifiche e regolamento (CE) n. 2187/200510 per
le acque unionali del Mar Baltico], contengono numerose disposizioni in materia
di catture accessorie. Tali disposizioni sono simili alle norme sulla
composizione delle catture, ma sono specifiche per le zone o gli attrezzi da
pesca. In genere si tratta di deroghe intese ad autorizzare, in zone di
restrizione della pesca, il 5-10% di catture accessorie di talune specie
effettuate con determinati tipi di attrezzi nell’ambito di specifiche attività
di pesca. Attualmente le catture accessorie eccedenti tali limiti devono essere
rigettate in mare. Analogamente alle norme in materia di composizione delle
catture, queste disposizioni entrano in conflitto con l’obbligo di sbarco: esse
impongono infatti ai pescatori di riversare in mare le catture accessorie
praticate in eccesso, mentre l’obbligo di sbarco impone loro di sbarcarle.
Anche in questo caso occorre pertanto abolire l’obbligo di rigetto. 
Con riguardo al regolamento (CE) n. 850/98
viene proposta un’ulteriore modifica che non è collegata all’obbligo di sbarco,
ma mira a garantire la certezza del diritto. Vari Stati membri hanno segnalato
problemi di interpretazione delle vigenti disposizioni relative all’istituzione
di una zona di divieto nella divisione CIEM VIb per la protezione del novellame
di eglefino, esprimendo preoccupazione per le ripercussioni che ciò può
comportare per la conservazione dell’eglefino in tale zona. Si propone pertanto
di modificare l’articolo corrispondente nel regolamento (CE) n. 850/98
riprendendo la formulazione originaria contenuta nell’allegato III del
regolamento (CE) n. 43/2009, in modo da eliminare ogni rischio di
fraintendimento.
Occorre conformare all’obbligo di sbarco anche
il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio che istituisce un regime di
controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica
comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 847/96,
(CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004, (CE) n. 768/2005,
(CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006, (CE) n. 509/2007,
(CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008, (CE) n. 1342/2008
e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1627/94 e (CE)
n. 1966/2006[12].
Le modifiche necessarie vertono sui seguenti aspetti: autorizzazioni di pesca;
registrazione dei dati relativi a tutte le catture, specialmente se di taglia
inferiore alla taglia minima di riferimento per la conservazione; aumento del
margine di tolleranza per le stime delle catture inferiori a 50 kg nei giornali
di bordo e nelle dichiarazioni di trasbordo; definizione di norme in materia di
controllo elettronico a distanza (Remote Electronic Monitoring - REM)
per la registrazione dei dati necessari per verificare l’osservanza dell’obbligo
di sbarco in mare; stivaggio separato delle catture e controllo della
commercializzazione delle catture di taglia inferiore alla taglia minima di
riferimento per la conservazione; definizione delle condizioni per l’impiego di
osservatori a fini di monitoraggio; violazione dell’obbligo di sbarco definita
come infrazione grave. L’introduzione dell’obbligo di sbarco, unitamente a
talune nuove disposizioni sulla flessibilità interannuale dei contingenti, comporta
la necessità di adeguare le norme in materia di detrazione dei contingenti e
dello sforzo. Tutte queste modifiche discendono da norme previste dalla riforma
della PCP. 
Poiché l’obbligo di sbarco si applicherà al
primo gruppo di tipi di pesca nel 2015, è necessario che il presente
regolamento modifichi le pertinenti disposizioni dei regolamenti relativi alle
misure tecniche, alle misure di gestione e alle misure di controllo al fine di
eliminare in tempo utile gli ostacoli giuridici all’attuazione dell’obbligo di
sbarco.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D’IMPATTO
Non è stata realizzata una valutazione d’impatto
specifica in quanto l’introduzione dell’obbligo di sbarco è già stata oggetto
della valutazione d’impatto effettuata per la riforma della PCP. Nell’ambito di
tale valutazione[13],
è stato quantificato l’impatto delle strategie intese a consentire la riduzione
dei rigetti, e segnatamente di un divieto di rigetto. La valutazione si è
svolta in due fasi. Nella prima fase sono stati realizzati studi documentali
sulla portata della pratica dei rigetti nell’UE e sono state illustrate le
strategie adottate in alcuni tipi e zone di pesca per contrastare tale fenomeno
(in Islanda, Norvegia, Scozia e Danimarca). È stata inoltre stilata una
classifica del livello dei rigetti nelle attività di pesca dell’UE e sono stati
fatti studi specifici su tale pratica nelle attività di pesca del Mediterraneo.
Nella seconda fase è stato valutato l’impatto di una serie di opzioni
strategiche per la riduzione dei rigetti nelle attività di pesca dell’UE, e
segnatamente l’impatto che deriverebbe dal fatto di modificare la selettività
degli attrezzi da pesca e dall’introduzione di nuove misure tecniche quali
fermi in tempo reale. L’analisi ha dimostrato che l’attuazione di una strategia
basata su misure tecniche più efficaci e sull’abolizione delle misure tecniche
inefficaci, che incentivano la pratica dei rigetti, si tradurrebbero in perdite
economiche a breve termine, ma consentirebbe di ottenere vantaggi superiori a
medio e lungo termine, soprattutto sotto il profilo ambientale ed economico. 
Una nuova valutazione d’impatto non
aggiungerebbe nulla alle informazioni fornite dalla precedente valutazione. Le
modifiche da apportare ai regolamenti vigenti sono indispensabili per l’efficace
funzionamento della nuova PCP.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Sintesi delle misure proposte
L’azione principale consiste nell’agevolare l’attuazione
dell’obbligo di sbarco previsto nell’ambito della riforma della politica comune
della pesca, eliminando dai regolamenti dell’UE in materia di misure tecniche e
di controllo tutte le disposizioni vigenti che confliggono con l’obbligo di
sbarco.
Base giuridica
Articolo 43, paragrafo 2, del trattato sul
funzionamento dell’Unione europea.
Principio di sussidiarietà
La proposta è di competenza esclusiva dell’Unione
europea.
Principio di
proporzionalità
La presente proposta modifica misure già
esistenti; pertanto fa salvo il principio di proporzionalità.
Scelta dello strumento
Strumento proposto: regolamento del Parlamento
europeo e del Consiglio. 
Altri strumenti non sarebbero adeguati per il
seguente motivo: un regolamento deve essere modificato da un regolamento.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
La presente misura non comporta alcuna spesa
supplementare per il bilancio dell’Unione. 
2013/0436 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
che modifica i regolamenti (CE) n. 850/98,
(CE) n. 2187/2005,
(CE) n. 1967/2006, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 254/2002, (CE) n. 2347/2002
e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e abroga il regolamento (CE) n. 1434/98 del
Consiglio per quanto riguarda l’obbligo di sbarco 
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 43, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione europea,
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[14],

deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria,
considerando quanto segue:
(1)       Il regolamento (UE) n. [xxxx]
ha come obiettivo principale la progressiva eliminazione dei rigetti in tutte
le attività di pesca nell’UE, grazie all’introduzione di un obbligo di sbarco
delle catture di specie soggette a limiti di cattura e di specie cui si
applicano taglie minime nel Mediterraneo. Per rendere attuabile l’obbligo di
sbarco è necessario abolire o modificare, nei vigenti regolamenti in materia di
misure tecniche e di controllo, una serie di disposizioni che confliggono con l’obbligo
di sbarco in quanto impongono ai pescatori di riversare in mare determinati
tipi di catture. 
(2)       In attesa della riforma della
politica comune della pesca (PCP) è prevista l’elaborazione di un nuovo quadro
di misure tecniche. Poiché difficilmente il nuovo quadro sarà in vigore all’inizio
del 2015, data in cui sarà introdotto l’obbligo di sbarco, è necessario
modificare o sopprimere taluni elementi dei vigenti regolamenti in materia di
misure tecniche che risultano incompatibili con l’obbligo di sbarco.
(3)       In particolare, per garantire
l’attuazione dell’obbligo di sbarco è necessario modificare il regolamento (CE)
n. 850/98 del Consiglio per la conservazione delle risorse della pesca
attraverso misure tecniche per la protezione del novellame, imponendo l’obbligo
di sbarcare e di imputare ai rispettivi contingenti tutte le catture
indesiderate di organismi marini soggetti all’obbligo di sbarco che superano le
percentuali autorizzate di composizione delle catture, sostituendo con taglie
minime di riferimento per la conservazione le taglie minime di sbarco per gli
organismi marini soggetti all’obbligo di sbarco e imponendo l’obbligo di
sbarcare e di imputare ai rispettivi contingenti tutte le catture indesiderate
di organismi marini che superano i limiti previsti dalle disposizioni in
materia di catture accessorie applicabili in zone e periodi specifici e per
particolari gruppi di attrezzi.
(4)       Inoltre, al fine di garantire
la certezza del diritto, è necessario modificare le disposizioni relative all’istituzione
di una zona di divieto nella divisione CIEM VIb per la protezione del novellame
di eglefino.
(5)       Al fine di garantire l’attuazione
dell’obbligo di sbarco è necessario modificare il regolamento (CE) n. 2187/2005
del Consiglio relativo alla conservazione delle risorse della pesca attraverso
misure tecniche nel Mar Baltico, nei Belt e nell’Øresund che modifica il
regolamento (CE) n. 1434/98 e che abroga il regolamento (CE) n. 88/98,
imponendo l’obbligo di sbarcare e di imputare ai rispettivi contingenti tutte
le catture indesiderate di organismi marini soggetti all’obbligo di sbarco nel
Mar Baltico che superano le percentuali autorizzate di composizione delle
catture, sostituendo con taglie minime di riferimento per la conservazione le
taglie minime di sbarco per gli organismi marini soggetti all’obbligo di sbarco
e vietando la cattura del salmone e della trota di mare in zone e periodi
specifici, salvo se effettuata con reti trappola. 
(6)       Al fine di garantire l’attuazione
dell’obbligo di sbarco è necessario modificare il regolamento (CE) n. 1967/2006
del Consiglio relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile
delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo e recante modifica del
regolamento (CEE) n. 2847/93 e che abroga il regolamento (CE) n. 1626/94,
sostituendo con taglie minime di riferimento per la conservazione le taglie
minime per gli organismi marini soggetti all’obbligo di sbarco, senza
pregiudicare il principio e l’attuazione delle attuali taglie minime di
cattura, e abolendo le norme che disciplinano la pesca degli avannotti di
sardina, rese obsolete dall’attuazione dell’obbligo di sbarco: tali catture,
infatti, devono essere sempre evitate per quanto possibile e, se praticate
accidentalmente, devono essere sbarcate ma non più destinate al consumo umano.
(7)       Al fine di garantire l’attuazione
dell’obbligo di sbarco è necessario modificare il regolamento (CE) n. 1098/2007
del Consiglio che istituisce un piano pluriennale per gli stock di merluzzo bianco
del Mar Baltico e le attività di pesca che sfruttano questi stock, imponendo l’obbligo
di sbarcare e di imputare ai rispettivi contingenti tutte le catture
indesiderate di merluzzo bianco praticate nella pesca con palangari derivanti e
reti da imbrocco, reti da posta impiglianti e tramagli in zone e periodi
specifici.
(8)       Al fine di garantire l’attuazione
dell’obbligo di sbarco è necessario modificare il regolamento (CE) n. 254/2002
del Consiglio che istituisce misure per la ricostituzione dello stock di
merluzzo bianco nel mare d’Irlanda (divisione CIEM VIIa) applicabili nel 2002,
imponendo l’obbligo di sbarcare e di imputare ai rispettivi contingenti, nelle
attività di pesca a strascico del canestrello, tutte le catture accidentali di
organismi marini soggetti all’obbligo di sbarco che superano le percentuali
autorizzate di catture accessorie.
(9)       Al fine di garantire l’attuazione
dell’obbligo di sbarco è necessario modificare il regolamento (CE) n. 2347/2002
del Consiglio che stabilisce le disposizioni specifiche di accesso e le
relative condizioni per la pesca di stock di acque profonde, imponendo l’obbligo
di sbarcare e di imputare ai rispettivi contingenti tutte le catture di specie
di acque profonde.
(10)     Al fine di garantire l’attuazione
dell’obbligo di sbarco è necessario modificare il regolamento (CE) n. 1224/2009
del Consiglio che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire
il rispetto delle norme della politica comune della pesca, che modifica i
regolamenti (CE) n. 847/96, (CE) n. 2371/2002, (CE) n. 811/2004,
(CE) n. 768/2005, (CE) n. 2115/2005, (CE) n. 2166/2005, (CE) n. 388/2006,
(CE) n. 509/2007, (CE) n. 676/2007, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 1300/2008,
(CE) n. 1342/2008 e che abroga i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE)
n. 1627/94 e (CE) n. 1966/2006, in modo da garantire il monitoraggio
dell’obbligo di sbarco. A tal fine è necessario subordinare a un’autorizzazione
di pesca le attività soggette all’obbligo di sbarco; imporre la registrazione
dei dati di cattura per tutte le specie, a prescindere da una soglia di peso;
prevedere la registrazione separata dei dati relativi alle catture di taglia
inferiore alla taglia minima di riferimento per la conservazione; considerata
la difficoltà di quantificare con precisione le catture di modesta entità
detenute a bordo, aumentare il margine di tolleranza per le stime delle catture
di modesta entità nei giornali di bordo e nelle dichiarazioni di trasbordo;
definire norme in materia di controllo elettronico a distanza (REM) per la
registrazione dei dati necessari per monitorare l’osservanza dell’obbligo di
sbarco in mare; definire norme per lo stivaggio separato delle catture e il
controllo della commercializzazione delle catture di taglia inferiore alla
taglia minima di riferimento per la conservazione; definire le condizioni per l’impiego
di osservatori a fini di monitoraggio. 
(11)     Poiché i rigetti rappresentano
un notevole spreco e compromettono lo sfruttamento sostenibile delle risorse
biologiche e degli ecosistemi marini e, nel contempo, il rispetto dell’obbligo
di sbarco da parte degli operatori è essenziale affinché tale obbligo produca i
risultati sperati, è necessario che le violazioni ad esso attinenti siano
definite come infrazioni gravi. L’introduzione dell’obbligo di sbarco, unitamente
a talune nuove disposizioni in materia di flessibilità interannuale dei
contingenti, comporta la necessità di adeguare le norme in materia di
detrazione dei contingenti e dello sforzo.
(12)     Occorre quindi modificare di
conseguenza i regolamenti (CE) n. 850/98, (CE) n. 2187/2005,
(CE) n. 1967/2006, (CE) n. 1098/2007, (CE) n. 254/2002,
(CE) n. 2347/2002 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio.
(13)     Occorre abrogare il
regolamento (CE) n. 1434/1998 del Consiglio che precisa le condizioni alle
quali è ammesso lo sbarco di aringhe destinate a fini industriali diversi dal
consumo umano diretto, in quanto le norme in esso contenute sulla composizione
delle catture e le restrizioni connesse sull’impiego delle aringhe sono state
rese obsolete dall’introduzione dell’obbligo di sbarco, in virtù del quale
tutte le aringhe catturate devono essere sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti e le aringhe di taglia inferiore alla taglia minima di riferimento
per la conservazione devono essere utilizzate per scopi diversi dal consumo
umano,
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPO 1
Misure tecniche
Articolo 1
Modifiche del regolamento (CE) n. 850/98
Il regolamento (CE) n. 850/98 è così
modificato:
1)           All’articolo 3 è aggiunta la
seguente lettera i):
"i)        per catture indesiderate,
le catture accidentali di organismi marini di cui è vietata la pesca nelle
circostanze pertinenti.". 
2)           L’articolo 4 è così modificato: 
a)         al paragrafo 1 è aggiunto il
seguente comma:
"È vietata la pesca di specie elencate
negli allegati da I a V con reti aventi maglie di dimensioni non previste in
tali allegati per le specie in questione.";
b)         al paragrafo 4, lettera a), è
aggiunto il seguente comma:
"In deroga al primo comma, gli sbarchi
non sono vietati se le condizioni stabilite nell’allegato X non possono
essere rispettate a causa di catture indesiderate di organismi marini soggetti
all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx].
Tali catture indesiderate sono sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti.";
c)         al paragrafo 4, lettera b), è
aggiunto il seguente comma:
"In deroga al primo comma, gli sbarchi
non sono vietati se le condizioni stabilite negli allegati da I a V non possono
essere rispettate a causa di catture indesiderate di organismi marini soggetti
all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx].
Tali catture indesiderate sono sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti.";
d)         al paragrafo 5, lettera a), è
aggiunto il seguente comma:
"Nel caso di organismi marini soggetti all’obbligo
di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], i quantitativi
tenuti a bordo o trasbordati di cui al primo comma comprendono tutti gli
organismi marini catturati.".
3)           All’articolo 5, paragrafo 1,
è aggiunto il seguente comma:
"Nel caso di organismi marini soggetti
all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], i
quantitativi che si trovano a bordo dopo la cernita o al momento dello sbarco,
di cui al primo comma, comprendono tutti gli organismi marini catturati.".
4)           All’articolo 7, paragrafo 5,
è aggiunto il seguente comma:
"Il primo comma non si applica se i
crostacei della specie Pandalus sono soggetti all’obbligo di sbarco di
cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx]. Tuttavia, è vietato pescare
i suddetti crostacei con reti di cui al primo comma che non siano attrezzate in
conformità del medesimo. Le catture indesiderate praticate con tali reti sono
sbarcate e imputate ai rispettivi contingenti.".
5)           All’articolo 10 è aggiunto il
seguente comma:
"In deroga al primo comma, lettera b), la
conservazione a bordo e lo sbarco non sono vietati se la percentuale minima di
molluschi bivalvi non può essere raggiunta a causa di catture indesiderate di
organismi marini soggetti all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del
regolamento (UE) n. [xxxx]. Tali catture indesiderate sono sbarcate e imputate
ai rispettivi contingenti.".
6)           L’articolo 11 è così modificato:
al paragrafo 1, lettera a), è aggiunto il
seguente comma:
"In deroga al primo comma, lettera a), l’utilizzo
o la detenzione a bordo di reti da posta fisse, reti da posta impiglianti o
tramagli non sono vietati se le condizioni stabilite nella lettera a) non
possono essere rispettate a causa di catture indesiderate di organismi marini
soggetti all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n.
[xxxx]. Tali catture indesiderate sono sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti.".
7)           All’articolo 12, paragrafo 1, è
aggiunto il seguente comma:
"Nel caso di organismi marini soggetti
all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx],
gli organismi marini che si trovano a bordo dopo la cernita o al momento dello
sbarco di cui al primo comma comprendono tutti gli organismi marini
catturati.".
8)           L’articolo 15 è sostituito dal
seguente:
"Articolo 15
1.         Gli organismi marini catturati che
superano le percentuali autorizzate specificate nell’articolo 20, paragrafo 2,
nell’articolo 21, paragrafo 2, nell’articolo 22, paragrafo 2, lettera b), nell’articolo
27, paragrafo 2, nell’articolo 29 quinquies, paragrafo 5, lettera d),
paragrafo 6, lettera d), e paragrafo 7, lettera c), nell’articolo 29 octies,
paragrafo 2, nell’articolo 34 ter, paragrafo 3, lettera c), e paragrafo 11,
e negli allegati da I a VII, X e XI, e che non sono soggetti all’obbligo di
sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], non sono
sbarcati ma sono rigettati in mare prima di ogni sbarco.
2.         Gli organismi marini catturati che
superano le percentuali autorizzate specificate nell’articolo 20, paragrafo 2,
nell’articolo 21, paragrafo 2, nell’articolo 22, paragrafo 2, lettera b), nell’articolo
27, paragrafo 2, nell’articolo 29 quinquies, paragrafo 5, lettera d),
paragrafo 6, lettera d), e paragrafo 7, lettera c), nell’articolo 29 octies,
paragrafo 2, nell’articolo 34 ter, paragrafo 3, lettera c), e paragrafo 11,
e negli allegati da I a VII, X e XI, e che sono soggetti all’obbligo di sbarco
di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], sono sbarcati e
imputati ai rispettivi contingenti.
3.         Prima di iniziare l’attività di
pesca in una zona di gestione nel corso di una specifica bordata di pesca, i
comandanti dei pescherecci si accertano di disporre, per gli stock soggetti a
limiti di cattura, di contingenti sufficienti a coprire la composizione
probabile delle loro catture e le percentuali autorizzate nel corso di quella
bordata.".
9)           L’articolo 17 è così modificato:
"Un organismo marino è sotto taglia se le
sue dimensioni sono inferiori alla taglia minima di riferimento per la conservazione
specificata nell’allegato XII per la specie e la zona geografica in
questione.".
10)         L’articolo 19 è sostituito dal
seguente:
"Articolo 19
1.         Gli organismi marini sotto taglia
appartenenti a una specie non soggetta all’obbligo di sbarco di cui all’articolo
15 del regolamento (UE) n. [xxxx] non possono essere conservati a bordo,
trasbordati, sbarcati, trasportati, immagazzinati, venduti, esposti o messi in
vendita, ma devono essere immediatamente rigettati in mare.
2.         Gli organismi marini sotto taglia
appartenenti a una specie soggetta all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15
del regolamento (UE) n. [xxxx] sono conservati a bordo, sbarcati e imputati ai
rispettivi contingenti. Tali organismi non possono essere venduti, esposti o
messi in vendita per il consumo umano.".
11)         All’articolo 20 è aggiunto il
seguente paragrafo 4:
"4. Se l’aringa è soggetta all’obbligo di
sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], il divieto
di conservazione a bordo stabilito al paragrafo 1 del presente articolo non si
applica. Tuttavia, la pesca di questa specie è vietata nelle zone geografiche e
nei periodi specificati in detto paragrafo. Le catture indesiderate di aringa
sono sbarcate e imputate ai rispettivi contingenti.". 
12)         All’articolo 20 bis è
aggiunto il seguente comma:
"Se l’aringa è soggetta all’obbligo di
sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], il divieto
di sbarco o di conservazione a bordo stabilito al primo comma del presente
articolo non si applica. Tuttavia, la pesca di questa specie è vietata nella
zona geografica e nei periodi specificati al primo comma. Le catture
indesiderate di aringa sono sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti.".
13)         All’articolo 21 è aggiunto il
seguente paragrafo 3:
"3. Se lo spratto è soggetto all’obbligo
di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], il
divieto di conservazione a bordo stabilito al paragrafo 1 del presente articolo
non si applica. Tuttavia, la pesca di questa specie è vietata nelle zone
geografiche e nei periodi specificati in detto paragrafo. Le catture
indesiderate di spratto sono sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti.".
14)         All’articolo 22, paragrafo 1,
è aggiunto il seguente comma:
"Se lo sgombro è soggetto all’obbligo di
sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], il divieto
di conservazione a bordo stabilito al primo comma del presente paragrafo non si
applica. Tuttavia, la pesca di questa specie è vietata nella zona geografica
specificata in detto comma. Le catture indesiderate di sgombro sono sbarcate e
imputate ai rispettivi contingenti.".
15)         All’articolo 23, paragrafo 1,
è aggiunto il seguente comma:
"Se l’acciuga è soggetta all’obbligo di
sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], il divieto
di conservazione a bordo stabilito al primo comma del presente paragrafo non si
applica. Tuttavia, è vietata la pesca di questa specie con l’attrezzo e nelle
zone geografiche specificati in detto comma. Le catture indesiderate di acciuga
sono sbarcate e imputate ai rispettivi contingenti.". 
16)         All’articolo 27 è aggiunto il
seguente paragrafo 3: 
"3. Se la busbana norvegese è soggetta
all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx],
il divieto di conservazione a bordo stabilito al paragrafo 1 del presente
articolo non si applica. Tuttavia, è vietata la pesca di questa specie con l’attrezzo
e nella zona geografica specificati in detto paragrafo. Le catture indesiderate
di busbana norvegese sono sbarcate e imputate ai rispettivi contingenti.".
17)         All’articolo 29 bis,
paragrafo 1, è aggiunto il seguente comma:
"Se il cicerello è soggetto all’obbligo
di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], il
divieto di sbarco o di conservazione a bordo stabilito al primo comma del
presente paragrafo non si applica. Tuttavia, la pesca di questa specie è
vietata nella zona geografica specificata in detto comma. Le catture
indesiderate di cicerello sono sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti.".
18)         L’articolo 29 quater è
sostituito dal seguente:
"Articolo 29 quater
Zona di protezione dell’eglefino di
Rockall nella sottozona CIEM VI
1.         È vietata ogni attività di pesca,
eccetto quella con palangari, nelle zone delimitate dalle lossodromie che
collegano in sequenza le seguenti coordinate, misurate in base al sistema WGS84:

–              
57o00’ N, 15o00’ O
–              
57o00’ N, 14o00’ O
–              
56o30’ N, 14o00’ O
–              
56o30’ N, 15o00’ O
–              
57o00’ N, 15o00’ O.".
19)         L’articolo 29 quinquies è così
modificato:
a) al paragrafo 3 è aggiunto il seguente
comma:
"Se i pesci o i frutti di mare di cui
alla lettera b) del primo comma sono soggetti all’obbligo di sbarco di cui all’articolo
15 del regolamento (UE) n. [xxxx], la condizione stabilita alla lettera b)
è sostituita dalla condizione che tali pesci o frutti di mare non siano oggetto
di pesca diretta. Le catture indesiderate di tali pesci o frutti di mare sono
sbarcate e imputate ai rispettivi contingenti."; 
b) al paragrafo 4 è aggiunto il seguente
comma:
"Se i pesci di cui alla lettera b) del
primo comma sono soggetti all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del
regolamento (UE) n. [xxxx], la condizione stabilita alla lettera b) è
sostituita dalla condizione che tali pesci non siano oggetto di pesca diretta.
Le catture indesiderate di tali pesci sono sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti.". 
20)         All’articolo 29 sexies,
paragrafo 2, è aggiunto il seguente comma:
"Se i pesci di cui alla lettera b) del
primo comma sono soggetti all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del
regolamento (UE) n. [xxxx], la condizione stabilita alla lettera b) è
sostituita dalla condizione che tali pesci non siano oggetto di pesca diretta.
Le catture indesiderate di tali pesci sono sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti.". 
21)         All’articolo 29 septies è
inserito il seguente paragrafo 1 bis:
"1 bis. Se la molva azzurra è
soggetta all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx],
il divieto di conservazione a bordo stabilito al paragrafo 1 del presente
articolo non si applica. Tuttavia, la pesca di questa specie è vietata nel
periodo e nelle zone specificati in detto paragrafo. Le catture
indesiderate di molva azzurra sono sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti.". 
22)         All’articolo 32, paragrafo 2,
è aggiunto il seguente comma:
"Nel caso di organismi marini soggetti
all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], le
catture che possono essere legittimamente tenute a bordo di cui al primo comma,
lettera b), punto i), del presente articolo comprendono tutti gli organismi
marini catturati.".
23)         L’articolo 35 è soppresso. 
24)         Gli allegati sono modificati
conformemente all’allegato I del presente regolamento. 
Articolo 2
Modifiche del regolamento (CE) n. 2187/2005
Il regolamento (CE) n. 2187/2005 è così
modificato:
1)           All’articolo 2 è aggiunta la
seguente lettera p):
"p) «catture indesiderate»: le catture
accidentali di organismi marini di cui è vietata la pesca nelle circostanze
pertinenti.".
2)           L’articolo 3 è così modificato:
a) al paragrafo 1 è aggiunto il seguente comma:
"È vietata la pesca di specie elencate
negli allegati da I a V con reti aventi maglie di dimensioni non previste in
tali allegati per le specie in questione."; 
b) al paragrafo 3 è aggiunto il seguente
comma: 
"In deroga al primo comma, la
conservazione a bordo e lo sbarco non sono vietati se le condizioni stabilite
in detto comma non possono essere rispettate a causa di catture indesiderate di
organismi marini soggetti all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del
regolamento (UE) n. [xxxx]. Tali catture indesiderate sono sbarcate e imputate
ai rispettivi contingenti.";
c) al paragrafo 6 è aggiunto il seguente
comma: 
"In deroga al primo comma, gli sbarchi
non sono vietati se le condizioni stabilite in detto comma non possono essere
rispettate a causa di catture indesiderate di organismi marini soggetti all’obbligo
di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx]. Tali catture
indesiderate sono sbarcate e imputate ai rispettivi contingenti.".
3)           L’articolo 4 è così modificato:
a) al paragrafo 1 è aggiunto il seguente
comma: 
"Nel caso di organismi marini soggetti
all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], i
quantitativi detenuti a bordo dopo la cernita oppure sbarcati di cui al primo
comma comprendono tutti gli organismi marini catturati.";
b) al paragrafo 2 è aggiunto il seguente
comma:
"Nel caso di organismi marini soggetti
all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], i
quantitativi detenuti a bordo di cui al primo comma comprendono tutti gli
organismi marini catturati.".
4)           L’articolo 12 è sostituito dal
seguente:
"Articolo 12
Raggiungimento delle percentuali di cattura 
"1.        Le catture indesiderate di
organismi marini soggetti all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del
regolamento (UE) n. [xxxx] praticate oltre le percentuali consentite
specificate negli allegati II e III sono sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti.
2.         Prima di iniziare l’attività di
pesca in una zona di gestione nel corso di una specifica bordata di pesca, i
comandanti dei pescherecci si accertano di disporre, per gli stock soggetti a
limiti di cattura, di contingenti sufficienti a coprire la composizione
probabile delle loro catture e le percentuali specificate negli allegati II e
III.
3.         Le catture di organismi marini che
non sono soggetti all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento
[xxxx] praticate oltre le percentuali consentite specificate negli allegati II
e III non possono essere sbarcate e sono rigettate in mare prima di ogni
sbarco.".
5)           L’articolo 14, paragrafo 1, è così
modificato:
"1.        Per organismo marino sotto
misura si intende un organismo marino le cui dimensioni sono inferiori alla
taglia minima di riferimento per la conservazione specificata nell’allegato IV
per la specie e la zona geografica in questione.".
6)           L’articolo 15 è così modificato:
a) il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
"1.        Gli organismi marini sotto
misura appartenenti a una specie non soggetta all’obbligo di sbarco di cui all’articolo
15 del regolamento (UE) n. [xxxx] non possono essere conservati a bordo,
trasbordati, sbarcati, trasportati, immagazzinati, venduti, esposti o messi in
vendita, ma devono essere immediatamente rigettati in mare.";
b) è aggiunto il seguente paragrafo 3:
"3.        Gli organismi marini sotto
misura appartenenti a una specie soggetta all’obbligo di sbarco di cui all’articolo
15 del regolamento (UE) n. [xxxx] sono conservati a bordo, sbarcati e imputati
ai rispettivi contingenti. Tali organismi non possono essere venduti, esposti o
messi in vendita per il consumo umano.".
7)           L’articolo 17 è così modificato:
a) al paragrafo 1 è aggiunto il seguente
comma:
"Se il salmone (Salmo salar) o la
trota di mare (Salmo trutta) sono soggetti all’obbligo di sbarco di cui
all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], il divieto di conservare a
bordo tali specie stabilito al primo comma del presente articolo non si
applica. Tuttavia, la pesca di queste specie è vietata nelle zone geografiche e
nei periodi specificati in detto comma. Le catture indesiderate di salmone (Salmo
salar) o trota di mare (Salmo trutta) sono sbarcate e imputate ai
rispettivi contingenti."; 
b) al paragrafo 3 è aggiunto il seguente
comma:
"3.        In deroga ai paragrafi 1 e 3,
sono consentite la conservazione a bordo e la pesca con reti trappola del
salmone (Salmo salar) e della trota di mare (Salmo trutta).".

8)           Gli allegati sono modificati
conformemente all’allegato II del presente regolamento.
Articolo 3
Modifiche del regolamento (CE) n. 1967/2006
Il regolamento (CE) n. 1967/2006 è così
modificato:
1)           All’articolo 2 è aggiunto il
seguente punto 18):
"18)     "catture
indesiderate": le catture accidentali di organismi marini di cui è vietata
la pesca nelle circostanze pertinenti.".
2)           L’articolo
15 è così modificato:
a)         il
paragrafo 1 è sostituito dal seguente:
"1.        È vietata la pesca di
organismi marini, appartenenti a una specie elencata nell’allegato III, la cui
taglia sia inferiore alla taglia minima di riferimento per la conservazione
specificata in tale allegato per la specie in questione (in appresso, "gli
organismi marini sottotaglia").
Le catture indesiderate di organismi marini
sottotaglia soggetti all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del
regolamento (UE) n. [xxxx] sono conservate a bordo e sbarcate. Esse non possono
essere vendute, esposte o messe in vendita per il consumo umano.
Le catture indesiderate di organismi marini
sottotaglia che non sono soggetti all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15
del regolamento (UE) n. [xxxx] non possono essere conservate a bordo,
trasbordate, sbarcate, trasferite, immagazzinate, vendute, esposte o messe in
vendita.";
b)         il paragrafo 3 è soppresso.
3)           All’articolo 16, il paragrafo 1 è
sostituito dal seguente:
"1. In deroga all’articolo 15, paragrafo 1,
gli organismi marini sottotaglia possono essere catturati, conservati a bordo,
trasbordati, sbarcati, trasferiti, immagazzinati, venduti, esposti o messi in
vendita vivi a fini di ripopolamento diretto o trapianto con il permesso e
sotto l’egida dello Stato membro in cui si svolgono tali attività.".
4)           Gli allegati sono modificati
conformemente all’allegato III del presente regolamento.
Articolo 4
Modifiche del regolamento (CE) n. 1098/2007

Il regolamento (CE) n. 1098/2007 è così
modificato:
1)           All’articolo 3 è aggiunta la seguente
lettera g):
"g) «catture indesiderate»: le catture
accidentali di organismi marini di cui è vietata la pesca nelle circostanze
pertinenti.".
2)           All’articolo 8, paragrafo 2,
è aggiunto il seguente comma:
"Se il merluzzo bianco è soggetto all’obbligo
di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], il
divieto di detenzione a bordo stabilito al primo comma non si applica.
Tuttavia, la pesca di tale specie con palangari derivanti è vietata nelle zone
geografiche e nei periodi specificati al paragrafo 1. Le catture indesiderate
di merluzzo bianco sono sbarcate e imputate ai rispettivi contingenti.".
3)           All’articolo 9, paragrafo 3,
è aggiunto il seguente comma:
"Se il merluzzo bianco è soggetto all’obbligo
di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx], il divieto di
detenzione a bordo stabilito al primo comma non si applica. Tuttavia, la pesca
di tale specie con i tipi di attrezzi di cui al paragrafo 2 è vietata nelle
zone geografiche e nel periodo specificato al paragrafo 1. Le catture
indesiderate di merluzzo bianco sono sbarcate e imputate ai rispettivi
contingenti.". 
Articolo 5
Modifiche del regolamento (CE) n. 254/2002
Il regolamento (CE) n. 254/2002 è così
modificato:
1)           All’articolo 3, paragrafo 1,
è aggiunto il seguente comma:
"In deroga al primo comma, gli sbarchi
non sono vietati se le condizioni stabilite in detto comma non possono essere
rispettate a causa di catture indesiderate di organismi marini soggetti all’obbligo
di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx]. Tali catture
indesiderate sono sbarcate e imputate ai rispettivi contingenti.". 
2)           All’articolo 4 è aggiunto il
seguente comma:
"In deroga al primo comma, gli sbarchi
non sono vietati se le condizioni stabilite in detto comma non possono essere
rispettate a causa di catture indesiderate di organismi marini soggetti all’obbligo
di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx]. Tali catture
indesiderate sono sbarcate e imputate ai rispettivi contingenti.".
Articolo 6
Modifiche del regolamento (CE) n. 2347/2002
Il regolamento (CE) n. 2347/2002 è così
modificato:
1)           all’articolo 2 è aggiunta la
seguente lettera f):
"f)        «catture indesiderate» le
catture accidentali di organismi marini di cui è vietata la pesca nelle
circostanze pertinenti.".
2)           All’articolo 3, paragrafo 1,
il secondo comma è sostituito dal seguente:
"Ai pescherecci che non siano in possesso
di un permesso di pesca per acque profonde è vietato pescare, per ogni uscita
in mare, quantitativi di specie di acque profonde superiori a 100 kg. I
quantitativi di specie di acque profonde eccedenti 100 kg catturati da
tali pescherecci non possono essere conservati a bordo, trasbordati o sbarcati.
In deroga al secondo comma, la conservazione a
bordo, il trasbordo e lo sbarco non sono vietati se il quantitativo massimo di 100
kg stabilito in detto comma è superato a causa di catture indesiderate di
specie di acque profonde soggette all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15
del regolamento (UE) n. [xxxx]. Tali catture indesiderate sono sbarcate e
imputate ai rispettivi contingenti.". 
CAPO 2
Misure di controllo
Articolo 7
Modifiche del regolamento (CE) n. 1224/2009

Il regolamento (CE) n. 1224/2009 è così
modificato: 
1)           All’articolo 7, il paragrafo 1 è
così modificato:
a)         la lettera e) è sostituita dalla
seguente:
"e)        in un obbligo di sbarco in
alcune o in tutte le attività di pesca di cui all’articolo 15 del regolamento
(UE) n. [xxxx].";
b)         è inserita la seguente lettera f):
"f)        in altri casi previsti dalla
normativa dell’Unione.".
2)           L’articolo 14 è così modificato:
a)         il paragrafo 1 è sostituito dal
seguente:
"1.        Fatte salve le disposizioni
specifiche contenute nei piani pluriennali, i comandanti dei pescherecci
unionali di lunghezza fuori tutto pari o superiore a 10 metri tengono un
giornale di pesca delle loro attività, in cui annotano in particolare tutti i
quantitativi di ciascuna specie catturata e detenuta a bordo.";
b)         al paragrafo 2, la lettera f)
è sostituita dalla seguente:
"f)        stime dei quantitativi di
ciascuna specie in chilogrammi di peso vivo o, se del caso, numero di
individui, compresi, in una voce distinta, i quantitativi o gli individui di
taglia inferiore alla pertinente taglia minima di riferimento per la
conservazione;"; 
c)         il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
"La tolleranza autorizzata nelle stime
dei quantitativi in chilogrammi di pesce detenuto a bordo, registrate nel
giornale di pesca, è del 10% per tutte le specie. Se, per una o più specie, le
relative catture totali sono inferiori a 50 kg, la tolleranza autorizzata
è del 20%.";
d) il paragrafo 4 è sostituito dal seguente: 
"4.        I comandanti dei pescherecci
unionali registrano inoltre nel giornale di pesca tutti i quantitativi stimati
dei rigetti per ogni specie.".
3)           All’articolo 17, paragrafo 1, le
lettere e) e f) sono sostituite dalle seguenti:
"e)        i quantitativi di ogni specie
registrati nel giornale di pesca, compresi, in una voce distinta, quelli di
taglia inferiore alla pertinente taglia minima di riferimento per la
conservazione; 
f)         i quantitativi di ogni specie da
sbarcare o trasbordare, compresi, in una voce distinta, quelli di taglia
inferiore alla pertinente taglia minima di riferimento per la
conservazione.".
4)           L’articolo 21 è così modificato:
a)         il paragrafo 1 è sostituito dal
seguente:
"1. Fatte salve le disposizioni
specifiche contenute nei piani pluriennali, i comandanti dei pescherecci
unionali di lunghezza fuori tutto pari o superiore a 10 metri che partecipano a
un’operazione di trasbordo compilano una dichiarazione di trasbordo, in cui
annotano in particolare tutti i quantitativi di ciascuna specie trasbordata o
ricevuta.";
b)         al paragrafo 2, la lettera c) è
sostituita dalla seguente:
"c)        stime dei quantitativi di
ciascuna specie espressi in chilogrammi di peso del prodotto, suddivisi per
tipo di presentazione del prodotto o, se del caso, numero di individui,
compresi, in una voce distinta, i quantitativi o gli individui di taglia
inferiore alla pertinente taglia minima di riferimento per la
conservazione;";
c)         il
paragrafo 3 è sostituito dal seguente:
"La tolleranza autorizzata nelle stime
dei quantitativi in chilogrammi di pesce trasbordato sul peschereccio,
registrate nella dichiarazione di trasbordo, è del 10% per tutte le specie. Se,
per una o più specie, le relative catture totali sono inferiori a 50 kg, la
tolleranza autorizzata è del 20%.";
5)           All’articolo 23, paragrafo 2, la
lettera c) è sostituita dalla seguente:
"c) quantitativi di ciascuna specie in
chilogrammi di peso del prodotto, suddivisi per tipo di presentazione del
prodotto o, se del caso, numero di individui, compresi, in una voce distinta, i
quantitativi o gli individui di taglia inferiore alla pertinente taglia minima
di riferimento per la conservazione;".
6)           Dopo l’articolo 25 è inserito il
seguente articolo 25 bis:
"Articolo 25 bis
Controllo elettronico a distanza
1.         Un dispositivo di controllo
elettronico a distanza deve essere installato a bordo dei pescherecci che, in
conformità della legislazione unionale o di una decisione di uno Stato membro,
sono tenuti ad avvalersi di un sistema di controllo elettronico a distanza per
sorvegliare l’osservanza dell’obbligo di sbarco istituito all’articolo 15 del
regolamento (UE) n. [xxxx]. Tale sistema garantisce in ogni momento la
registrazione mediante telecamere dei dati relativi alle attività di pesca e
alle attività ad esse correlate, compresa la trasformazione delle catture.
2.         I pescherecci
di cui al paragrafo 1 sono inoltre dotati:
(a)         
di dispositivi di memorizzazione rimovibili
approvati dalle autorità competenti, se tutte le immagini delle attività di
pesca devono essere salvate in ogni momento; e
(b)         
di sensori fissati ai sistemi che azionano l’attrezzo
da pesca e al verricello o al tamburo, che registrino tutti i movimenti per la
posa e il recupero dell’attrezzo.
3.         I sistemi di controllo elettronico a distanza installati
a bordo dei pescherecci devono funzionare in modo totalmente automatico ed
essere tali da escludere qualsiasi rischio di falsificazione delle posizioni o
di manomissione. 
4.         Gli Stati membri garantiscono di disporre delle capacità
tecniche necessarie per analizzare e utilizzare in modo efficiente le
informazioni fornite dal sistema di controllo elettronico a distanza.
5.         Alla
Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati in conformità dell’articolo
119 bis per quanto riguarda:
(a)         
i dati che devono essere registrati e elaborati dai
sistemi di controllo elettronico a distanza;
(b)         
le responsabilità dei comandanti in relazione ai
sistemi di controllo elettronico a distanza;
(c)         
le misure da adottare in caso di guasto tecnico o
mancato funzionamento dei sistemi di controllo elettronico a distanza;
(d)        
gli obblighi di comunicazione degli Stati membri
sull’uso dei sistemi di controllo elettronico a distanza.
6.         La
Commissione adotta, mediante atti di esecuzione, modalità riguardanti:
(a)         
i requisiti dei sistemi di controllo elettronico a
distanza;
(b)         
le specifiche dei sistemi di controllo elettronico
a distanza;
(c)         
le misure di controllo che devono essere adottate
dallo Stato membro di bandiera;
(d)        
l’accesso della Commissione ai dati dei sistemi di
controllo elettronico a distanza.
Tali
atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d’esame di cui all’articolo
119, paragrafo 2.".
7)           L’articolo 33 è così modificato:
a) al paragrafo 2, la lettera a) è sostituita
dalla seguente:
"a) ai quantitativi di ogni stock o
gruppo di stock soggetti a TAC o a contingenti sbarcati durante il mese
precedente, compresi, in una voce distinta, quelli di taglia inferiore alla
pertinente taglia minima di riferimento per la conservazione; nonché";
b) il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:
"6.        Le catture effettuate nel
quadro di una ricerca scientifica che sono commercializzate e vendute, se del
caso comprese quelle di taglia inferiore alla pertinente taglia minima di
riferimento per la conservazione, sono imputate al contingente applicabile allo
Stato membro di bandiera nella misura in cui superano il 2% del contingente
interessato. L’articolo 12, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 199/2008 del
Consiglio, del 25 febbraio 2008, che istituisce un quadro comunitario per la
raccolta, la gestione e l’uso di dati nel settore della pesca e un sostegno
alla consulenza scientifica relativa alla politica comune della pesca[15], non si applica ai
viaggi di ricerca scientifica durante i quali sono effettuate dette
catture.".
8)           Sono inseriti i seguenti articoli 49
bis, 49 ter e 49 quater:
"Articolo 49 bis
Stivaggio separato delle catture di
taglia inferiore alla taglia minima di riferimento per la conservazione
1.         Tutte le catture di taglia
inferiore alla pertinente taglia minima di riferimento per la conservazione
detenute a bordo di un peschereccio dell’Unione sono poste in casse,
compartimenti o contenitori in modo separato per ciascuno stock, in modo tale
che siano identificabili rispetto alle altre casse, compartimenti o
contenitori. 
2.         È vietato detenere a bordo di un
peschereccio dell’Unione, in casse, compartimenti o contenitori di qualsiasi
tipo, quantitativi di catture di taglia inferiore alla pertinente taglia minima
di riferimento per la conservazione mescolati con qualsiasi altro prodotto
della pesca.
3.         I paragrafi 2 e 3 non si applicano:

–              
se le catture comprendono più dell’80% di busbana
norvegese e cicerello catturati per fini diversi dal consumo umano oppure di
una o più delle seguenti specie: 
–              
sgombro
–              
aringa
–              
suro
–              
melù
–              
pesce tamburo
–              
acciuga
–              
argentina
–              
sardina
–              
spratto;
–              
ai pescherecci di lunghezza fuori tutto inferiore a
12 metri se le catture di taglia inferiore alla taglia minima di riferimento
per la conservazione sono state sottoposte a cernita, pesate e registrate nel
giornale di bordo.
4.         Nei casi di cui al paragrafo 3 gli
Stati membri controllano la composizione delle catture mediante
campionamento.".
"Articolo 49 ter
Regola "de minimis"
Gli Stati membri provvedono affinché le
catture che rientrano nell’esenzione "de minimis" di cui all’articolo
15, paragrafo 5, lettera c), del regolamento (UE) n. [xxxx] non superino la
percentuale dell’esenzione stabilita nella pertinente misura dell’Unione.".
"Articolo 49 quater
Sbarco di catture di taglia inferiore
alla taglia minima di riferimento per la conservazione
In caso di sbarco di catture di taglia
inferiore alla pertinente taglia minima di riferimento per la conservazione, le
autorità competenti provvedono affinché tali catture siano conservate in modo
da poterle distinguere dai prodotti della pesca destinati al consumo
umano.".
9)           All’articolo 56, il paragrafo 1 è
sostituito dal seguente:
"1.        Ciascuno Stato membro è
responsabile, nel suo territorio, del controllo dell’applicazione delle norme
della politica comune della pesca in tutte le fasi della commercializzazione
dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura, dalla prima vendita alla vendita
al dettaglio, compreso il trasporto. In particolare, gli Stati membri
provvedono affinché l’uso di prodotti della pesca di taglia inferiore alla
pertinente taglia minima di riferimento per la conservazione soggetti all’obbligo
di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE) n. [xxxx] sia limitato a
fini diversi dal consumo umano diretto.".
10)         All’articolo 58, paragrafo 5, la
lettera e) è sostituita dalla seguente:
"e)        quantitativi di ciascuna
specie in chilogrammi, espressi in peso netto o, se del caso, numero di
individui, compresi, in una voce distinta, i quantitativi o gli individui di
taglia inferiore alla pertinente taglia minima di riferimento per la
conservazione;".
11)         All’articolo 64, il paragrafo 1 è
così modificato:
a)         la lettera f) è sostituita dalla
seguente:
"f)        quantitativi di ciascuna
specie in chilogrammi di peso del prodotto, suddivisi per tipo di presentazione
del prodotto o, se del caso, numero di individui, compresi, in una voce
distinta, i quantitativi o gli individui di taglia inferiore alla pertinente
taglia minima di riferimento per la conservazione;";
b)         è inserita la seguente lettera h bis):
"h bis)  se del caso, destinazione
dei prodotti della pesca di taglia inferiore alla pertinente taglia minima di
riferimento per la conservazione, il cui uso è limitato a fini diversi dal
consumo umano diretto in conformità dell’articolo 15 del regolamento (UE) n.
[xxxx];".
12)         All’articolo 66, paragrafo 3, la
lettera e) è sostituita dalla seguente:
"e) quantitativi di ciascuna specie in
chilogrammi di peso del prodotto, suddivisi per tipo di presentazione del
prodotto o, se del caso, numero di individui, compresi, in una voce distinta, i
quantitativi o gli individui di taglia inferiore alla pertinente taglia minima
di riferimento per la conservazione;".
13)         All’articolo 68, paragrafo 5, la
lettera d) è sostituita dalla seguente:
"d)       quantitativi trasportati di
ogni specie, espressi in chilogrammi di peso del prodotto, suddivisi per tipo
di presentazione del prodotto o, se del caso, numero di individui, compresi, in
una voce distinta, i quantitativi o gli individui di taglia inferiore alla pertinente
taglia minima di riferimento per la conservazione;".
14)         È inserito il seguente articolo 73 bis:
"Articolo 73 bis
Osservatori di controllo per il
monitoraggio dell’obbligo di sbarco
Fatto salvo l’articolo 73, paragrafo 1, gli
Stati membri possono inviare osservatori di controllo a bordo dei pescherecci
battenti la loro bandiera al fine di garantire la sorveglianza delle attività
di pesca soggette all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento
(UE) n. [xxxx]. A tali osservatori si applicano le disposizioni dell’articolo 73,
paragrafi da 2 a 9.".
15)         All’articolo 90, paragrafo 1, la
lettera c) è sostituita dalla seguente:
"c)        il fatto di non portare a
bordo del peschereccio, conservare e sbarcare le catture di specie soggette a
contingente o all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del regolamento (UE)
n. [xxxx], a meno che tali operazioni non siano in contrasto con gli
obblighi previsti nelle norme della politica comune della pesca per il tipo di
pesca o le zone di pesca cui si applicano tali norme.".
16)         All’articolo 92, il paragrafo 1 è
sostituito dal seguente:
"1.        Gli Stati membri applicano un
sistema di punti per le infrazioni gravi di cui all’articolo 42, paragrafo
1, lettera a), del regolamento (CE) n. 1005/2008 e per le violazioni dell’obbligo
di portare a bordo del peschereccio, conservare e sbarcare le catture di specie
soggette a contingente o all’obbligo di sbarco di cui all’articolo 15 del
regolamento (UE) n. [xxxx]; in base a tale sistema, per ogni infrazione alle
norme della politica comune della pesca è assegnato un congruo numero di punti
al titolare della licenza.".
17)         L’articolo 105 è così modificato:
a)         al paragrafo 2, la tabella è
sostituita dalla seguente:
"
 Livello di superamento rispetto agli sbarchi autorizzati || Fattore moltiplicatore 
 Fino al 10% || Superamento *1,0 
 Dal 10 al 20% || Superamento *1,2 
 Dal 20 al 40% || Superamento *1,4 
 Dal 40 al 50% || Superamento *1,8 
 Superamento di oltre il 50% || Superamento *2,0 
";
b)         il paragrafo 3 è sostituito dal
seguente:
"3.        Oltre al fattore
moltiplicatore di cui al paragrafo 2, e a condizione che il livello di
superamento rispetto agli sbarchi consentiti superi il 10%, si applica un
fattore moltiplicatore di 1,5 se:
(1)         
nei due anni precedenti uno Stato membro ha
superato ripetutamente il contingente, la quota o la parte dello stock o del
gruppo di stock ad esso assegnati e tali superamenti hanno dato luogo a
detrazioni di cui al paragrafo 2;
(2)         
i pareri scientifici, tecnici ed economici
disponibili e segnatamente le relazioni dello CSTEP hanno stabilito che il
superamento costituisce una grave minaccia per la conservazione dello stock
considerato; oppure
(3)         
lo stock è soggetto a un piano di gestione."; 
c)         il paragrafo 3 bis è
soppresso.
18)         L’articolo 106 è così modificato:
a) al paragrafo 2, la tabella è sostituita
dalla seguente:
"
 Livello di superamento dello sforzo di pesca disponibile || Fattore moltiplicatore 
 Fino al 10% || Superamento * 1,0 
 Dal 10 al 20% || Superamento * 1,2 
 Dal 20 al 40% || Superamento * 1,4 
 Dal 40 al 50% || Superamento * 1,8 
 Superamento di oltre il 50% || Superamento * 2,0 
 ".
19)         È inserito il seguente articolo 119 bis:
"Articolo 119 bis
Esercizio della delega 
1.         Il potere di adottare atti delegati
è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo. 
2.         La delega di potere di cui all’articolo
25 bis, paragrafo 5, è conferita alla Commissione per un periodo
indeterminato. 
3.         La delega di potere di cui all’articolo
25 bis, paragrafo 5, può essere revocata in qualsiasi momento dal
Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla
delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal
giorno 
successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la
validità degli atti delegati già in vigore.
4.         Non appena adotta un atto delegato,
la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al
Consiglio. 
5.         L’atto delegato adottato ai sensi
dell’articolo 25 bis, paragrafo 5, entra in vigore solo se né il
Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine
di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della
scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno
informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è
prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del
Consiglio.".
CAPO 3
DISPOSIZIONI FINALI
Articolo 8
Abrogazioni
Il regolamento (CE) n. 1434/98 è abrogato.
I riferimenti al regolamento abrogato si
intendono fatti al presente regolamento.
Articolo 9
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il
[xxx] giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea.
Esso si applica a decorrere da …
Il presente regolamento è obbligatorio in
tutti i suoi elementi e direttamente applicabile negli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
[1]               COM(2011) 425 definitivo. Proposta di regolamento del
Parlamento europeo e del Consiglio relativo alla politica comune della pesca
[2]               http://ec.europa.eu/fisheries/reform/sec_2011_891_en.pdf
[3]               "Il Consiglio si compiace dell’intenzione della
Commissione di riesaminare le misure di controllo e le misure tecniche
associate e, se del caso, di proporne la soppressione in tempo utile prima che
entrino in vigore gli obblighi di sbarco".
[4]               GU L 125 del 27.4.1998, pag. 1.
[5]               GU L 78 del 20.3.2013, pag. 1.
[6]               GU L 349 del 31.12.2005, pag. 1.
[7]               GU L 409 del 30.12.2006, pag. 9.
[8]               GU L 248 del 22.9.2007, pag. 1.
[9]               GU L 191 del 7.7.1998, pag. 10.
[10]             GU L 41 del 13.2.2002, pag. 1.
[11]             GU L 351 del 28.12.2002, pag. 6.
[12]             GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.
[13]             SEC(2011) 891. 
[14]             GU C [….] del [….], pag. [….].
[15]             GU L 60 del 5.3.2008, pag. 1.