CELEX: 52020DC0509
Language: it
Date: 2020-05-20 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2020 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 della Spagna

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 20.5.2020
            COM(2020) 509 final
            Raccomandazione di
            RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            sul programma nazionale di riforma 2020 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 della Spagna
            
               
         
         
            
            
            
               Raccomandazione di
            
            
               RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               sul programma nazionale di riforma 2020 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 della Spagna
            
            
               Il CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
            
            
               visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche
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               , in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici
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               , in particolare l'articolo 6, paragrafo 1,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea,
            
            
               viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
            
            
               viste le conclusioni del Consiglio europeo,
            
            
               visto il parere del comitato per l'occupazione,
            
            
               visto il parere del comitato economico e finanziario,
            
            
               visto il parere del comitato per la protezione sociale,
            
            
               visto il parere del comitato di politica economica,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l'inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Spagna è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro.
            
            
               (2)Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Spagna 2020
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               . In tale relazione sono stati valutati i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019
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               , il seguito dato alle raccomandazioni adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende altresì l'esame approfondito a norma dell'articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati il 26 febbraio 2020. L'analisi ha portato la Commissione a concludere che la Spagna presenta squilibri macroeconomici. L'ingente debito estero e interno, sia pubblico che privato, in un contesto di disoccupazione ancora elevata, ha continuato a costituire un punto debole di rilevanza transfrontaliera. 
            
         
         
            
               (3)L'11 marzo 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l'epidemia di Covid-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l'interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro dei cittadini, i loro redditi e le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell'Unione europea. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione
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                che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell'Unione.
            
            
               (4)Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
            
            
               (5)Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull'attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita
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               . La clausola di cui all'articolo 5, paragrafo 1, all'articolo 6, paragrafo 3, all'articolo 9, paragrafo 1, e all'articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all'articolo 3, paragrafo 5, e all'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella sua comunicazione la Commissione ha condiviso con il Consiglio il suo parere secondo cui, data la grave recessione economica che si prevede a seguito della pandemia di Covid-19, le condizioni attuali consentono l'attivazione della clausola. Il 23 marzo 2020 i ministri delle finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione. L'attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all'obiettivo di bilancio a medio termine, a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa. Nell'ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell'ambito del patto.
            
            
               (6)È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l'attività economica. È opportuno che l'Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l'Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l'altro la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo dalla crisi tutti gli insegnamenti possibili.
            
            
               (7)La crisi della Covid-19 ha evidenziato la flessibilità offerta dal mercato unico per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato unico devono essere rimosse non appena non sono più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità di piani di preparazione alle crisi nel settore sanitario che comprendono, in particolare, migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali. Si tratta di elementi fondamentali per l'elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi.
            
            
               (8)Il legislatore dell'Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti
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                per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei Fondi strutturali e d'investimento europei, in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di Covid-19. Tali modifiche consentiranno un'ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell'Unione nell'esercizio contabile 2020-2021. La Spagna è incoraggiata a sfruttare appieno tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
            
            
               (9)È probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia siano distribuite in modo disomogeneo tra le regioni spagnole a causa dei diversi modelli di specializzazione. Si citano a titolo di esempio le regioni che dipendono maggiormente dal turismo, come quelle affacciate sul Mediterraneo, l'Andalusia, le Baleari e le Canarie, dove oltre un quarto dei posti di lavoro è connesso a tale settore. Ciò comporta un rischio sostanziale di accentuare le disparità regionali all'interno del paese. La situazione attuale, associata al rischio di un temporaneo sfaldamento del processo di convergenza tra Stati membri, richiede risposte politiche mirate.
            
            
               (10)La Spagna ha presentato il programma nazionale di riforma 2020 e il programma di stabilità 2020 il 1º maggio 2020. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
            
               (11)La Spagna è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetta alla regola transitoria del debito. 
            
            
               (12)Il 13 luglio 2018 il Consiglio ha raccomandato alla Spagna di assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta (3) non superasse lo 0,6 % nel 2019, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,65 % del PIL. La valutazione globale della Commissione conferma che nel 2019 si è verificata una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento raccomandato verso l'obiettivo di bilancio a medio termine. Ciò costituisce un fattore significativo nella relazione preparata dalla Commissione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato, nella quale è valutata la conformità della Spagna al criterio del debito nel 2019. 
            
            
               (13)Nel programma di stabilità 2020 il governo prevede un deterioramento del saldo nominale, che passerebbe da un disavanzo del 2,8 % del PIL nel 2019 a un disavanzo del 10,3 % del PIL nel 2020. Sempre secondo il programma di stabilità 2020, dopo essere sceso al 95,5 % del PIL nel 2019 il rapporto debito pubblico/PIL aumenterà fino al 115,5 % nel 2020. Le prospettive macroeconomiche e di bilancio risentono dell'elevata incertezza dovuta alla pandemia di Covid-19.
            
            
               (14)In risposta alla pandemia di Covid-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell'Unione, la Spagna ha adottato misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di stabilità 2020, tali misure di bilancio erano pari al 3,2 % del PIL. Tenuto conto del diverso trattamento del costo degli stabilizzatori automatici, la quantificazione delle misure che incrementano il disavanzo coincide sostanzialmente con le stime della Commissione. Le misure includono il rafforzamento dei servizi sanitari e l'erogazione di sostegno al reddito dei lavoratori inseriti in regimi di riduzione dell'orario lavorativo. La Spagna ha inoltre annunciato misure che contribuiranno a sostenere la liquidità delle imprese senza incidere direttamente sul bilancio; il programma di stabilità 2020 ne stima l'incidenza in 9,2 % del PIL. Tra le misure figurano segnatamente garanzie sui prestiti (8,8 % del PIL). Nel complesso le misure adottate dalla Spagna sono in linea con gli orientamenti definiti nella comunicazione della Commissione su una risposta economica coordinata alla pandemia di Covid-19. La piena attuazione di tali misure, seguita da un riorientamento delle politiche di bilancio verso il conseguimento di posizioni di bilancio a medio termine prudenti quando le condizioni economiche lo consentano, contribuirà a preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine. 
            
            
               (15)Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione a politiche invariate, il saldo delle amministrazioni pubbliche della Spagna sarà pari al -10,1 % del PIL nel 2020 e al -6,7 % nel 2021. Le proiezioni indicano che il rapporto debito pubblico/PIL raggiungerà il 115,6 % nel 2020 e il 113,7 % nel 2021. 
            
            
               (16)Il 20 maggio 2020 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell'articolo 126, paragrafo 3, del trattato a causa dell'inosservanza, da parte della Spagna, della regola del debito nel 2019 e della prevista violazione, nel 2020, della soglia di disavanzo del 3 % del PIL. Nel complesso, l'analisi suggerisce che i criteri del disavanzo e del debito definiti nel trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/1997 non sono soddisfatti.
            
            
               (17)Le misure adottate per arrestare la diffusione del virus hanno gravi ripercussioni sull'economia e quest'anno potrebbero comportare un calo del PIL del 9,4 %. Sarà notevole anche l'impatto sull'occupazione, seppur difficile da quantificare in questa fase. Circa un milione di persone ha già perso il lavoro dall'inizio della crisi. Al momento gli effetti sull'occupazione sono mitigati dall'inserimento di quasi 3,5 milioni di lavoratori in regimi di riduzione dell'orario lavorativo (ERTE), che finora hanno evitato la perdita di posti di lavoro nell'immediato. Le conseguenze della pandemia in Spagna saranno aggravate dall'alta percentuale di lavoratori impiegati nelle piccole e medie imprese (PMI) e dal peso dei settori colpiti con particolare durezza, tra cui il turismo e il commercio al dettaglio, la cui ripresa sarà probabilmente più lenta, nonché dal tasso elevato di contratti a tempo determinato (26,3 % nel 2019). Tali fattori potrebbero determinare perdite cospicue di posti di lavoro e amplificare lo shock. Le previsioni della Commissione indicano che il tasso di disoccupazione (che nel febbraio 2020 era pari al 13,6 %) salirà al 18,9 % nel 2020, per poi riassestarsi al 17 % nel 2021.
            
            
               (18)Le autorità spagnole hanno cercato di mitigare gli effetti della pandemia e del periodo di contenimento mediante vari pacchetti di misure del valore totale di 145 miliardi di EUR. Nell'intento di contrastare la malattia le autorità hanno aumentato la spesa destinata alla sanità e ai servizi sociali. Hanno anche agevolato il ricorso ai regimi ERTE per evitare licenziamenti e sostenere il reddito delle famiglie. I dipendenti inseriti in un ERTE percepiscono una prestazione pari al 70 % della loro base contributiva previdenziale, soggetta a una soglia minima e massima (rispettivamente 502 EUR e 1 402 EUR). I rapporti di lavoro restano intatti per tutta la durata degli ERTE, che recentemente sono stati prorogati fino al 30 giugno 2020. Le imprese che si avvalgono di un ERTE sono esentate dall'obbligo di versare una quota sostanziale dei contributi previdenziali per i lavoratori interessati, a condizione di mantenere i posti di lavoro per almeno sei mesi dopo la ripresa delle attività. Dette misure sono integrate da aiuti specifici (dilazioni fiscali, riduzione dei contributi previdenziali, garanzie statali) a favore delle PMI e dei lavoratori autonomi, che costituiscono il pilastro dell'economia spagnola, e si prefiggono di aiutarli a evitare il fallimento e a riprendere rapidamente l'attività una volta superata la crisi. Sono state adottate anche misure volte a offrire un sostegno temporaneo al reddito dei lavoratori atipici che non hanno accesso alla protezione sociale. 
            
            
               (19)Il sistema sanitario spagnolo ha ottenuto buoni risultati nonostante il livello relativamente basso degli investimenti. Lo scoppio della pandemia di Covid-19, tuttavia, lo ha messo alla prova come mai prima e ne ha rivelato la vulnerabilità agli shock. Nell'immediato gli interventi si concentrano sul rafforzamento della capacità in termini di operatori sanitari, infrastrutture e prodotti medici essenziali, al fine di salvare vite umane e guarire durante la pandemia. Le persone con disabilità e gli anziani nelle case di cura si sono rivelati particolarmente esposti durante la crisi. Occorre provvedere affinché continuino ad avere accesso all'assistenza medica e sociale, compresi i servizi di pronto soccorso e di terapia intensiva. In futuro è opportuno che gli sforzi siano tesi a migliorare la resilienza del sistema sanitario, in modo che possa tornare a operare quanto prima a livello ottimale e far fronte a nuovi shock con maggior efficacia. La pandemia ha fatto emergere criticità strutturali pregresse, alcune delle quali riconducibili a carenze di investimenti nelle infrastrutture e a problematiche connesse all'assunzione e alle condizioni lavorative degli operatori sanitari. Esistono disparità regionali sul fronte della spesa, delle risorse fisiche e del personale e il coordinamento fra i diversi livelli di governo non è sempre efficace. Nel medio termine l'erogazione di assistenza sanitaria potrebbe rispondere meglio alle sfide poste dall'invecchiamento, dall'aumento dei disturbi cronici e dalle disabilità. In questo contesto svolgono un ruolo fondamentale l'assistenza di base e lo sviluppo della sanità elettronica. Nel medio periodo sarà importante che la probabile riduzione delle risorse dovuta alla recessione economica non comprometta la copertura sanitaria delle persone, dando luogo a disparità di accesso.
            
            
               (20)Nonostante anni di intensa creazione di posti di lavoro, prima dell'emergenza del Covid-19 il mercato del lavoro spagnolo registrava comunque livelli elevati di disoccupazione e segmentazione. Dai dati preliminari emerge un aumento molto marcato del livello di disoccupazione in Spagna per effetto della crisi, che graverà sia sulla già limitata capacità dei servizi per l'impiego di fornire sostegno a lavoratori e datori di lavoro, sia sui servizi sociali. Nel medio periodo è opportuno agevolare la ripresa con misure a favore dell'occupazione adottate in consultazione con le parti sociali, come l'abbandono graduale dei regimi di riduzione dell'orario lavorativo e il riesame del sistema di incentivi all'assunzione per meglio promuovere forme sostenibili di occupazione, in particolare per i giovani, anche attraverso condizioni di lavoro flessibili. Accrescere la quota di studenti che si dedicano alle materie scientifiche e alle tecnologie digitali, rendere più attraenti l'istruzione e la formazione professionale e garantire opportunità flessibili di miglioramento delle competenze e riqualificazione può concorrere a soddisfare la crescente domanda di competenze tecniche necessarie per la transizione verde e digitale che accompagnerà la ripresa. Più in generale, un miglior orientamento scolastico e professionale e l'offerta di sostegno adeguato agli studenti svantaggiati e alle regioni in ritardo di sviluppo possono contribuire a migliorare i risultati scolastici. Il successo delle misure che potrebbero essere adottate a tal fine dipenderà largamente dalla capacità di investire il tempo necessario a coagulare un consenso politico ampio e duraturo a favore delle riforme.
            
            
               (21)Gli effetti della pandemia sul mercato del lavoro hanno reso urgentemente necessario sostenere il reddito delle famiglie colpite dalla crisi. In quest'ottica è risultato fondamentale agevolare il ricorso ai regimi di riduzione dell'orario lavorativo. Tuttavia i lavoratori temporanei con contratti molto brevi, che rappresentano la maggior parte dei nuovi disoccupati (quasi un milione di persone) e tra cui si annoverano molti giovani, spesso non hanno i requisiti per accedere alle prestazioni ordinarie di disoccupazione. Ai fini della ripresa sostenibile e della coesione sociale occorre garantire fin da subito che tutti i lavoratori, compresi quelli temporanei e i lavoratori autonomi, abbiano accesso a un'adeguata protezione sociale e a politiche attive del mercato del lavoro. 
            
            
               (22)È probabile che la crisi acuisca la povertà o l'esclusione sociale in Spagna, i cui livelli sono già elevati, soprattutto tra le famiglie con figli. Nel 2019 la Spagna era lo Stato membro con la media più bassa di prestazioni familiari per figlio. Le famiglie con reddito medio-basso non hanno diritto alle prestazioni nazionali per figli a carico, che sono assai rigide, e traggono vantaggi limitati dagli sgravi fiscali. La spesa per la protezione sociale resta fortemente orientata verso gli anziani e il livello di spesa per le pensioni è destinato ad aumentare molto nel medio e lungo periodo se le deviazioni annunciate dalla riforma pensionistica del 2013 saranno rese permanenti in assenza di misure compensative adeguate. Nel difficile contesto socioeconomico dettato dalla pandemia serve invece solidarietà intergenerazionale a favore dei più giovani. L'assistenza ai disoccupati di lunga durata e ai lavoratori non ammissibili ai regimi contributivi è attualmente fornita attraverso vari regimi in modo frammentario, il che si traduce in bassi livelli di copertura. I regimi regionali di reddito minimo esistenti, caratterizzati da notevoli disparità tra regioni per quanto riguarda la copertura, la durata, le condizioni di accesso e l'adeguatezza, raggiungono nel paese soltanto il 20 % dei potenziali beneficiari. Nell'attuale contesto di urgenza è in programma la rapida introduzione di un regime nazionale permanente di garanzia del reddito, con una copertura stimata di tre milioni di beneficiari, a integrazione dei regimi regionali di reddito minimo già in essere. In questa fase non è possibile valutarne l'impatto sulla riduzione della povertà né la sostenibilità a breve e a medio termine. 
            
         
         
            
               (23)Ad aggravare la crisi causata della pandemia in Spagna concorre il fatto che una quota sostanziale dell'occupazione è ascrivibile alle numerose PMI. Per prevenire fallimenti evitabili sono state adottate con urgenza misure volte a fornire alle imprese un sostegno di liquidità sotto forma di prestiti e garanzie, con particolare riguardo per le PMI e i settori che saranno colpiti più duramente e più a lungo dalla crisi (ad esempio il turismo, che nel 2019 ha generato il 12 % del PIL spagnolo). Perché producano effetto dette misure dovrebbero essere attuate in modo rapido ed efficiente dagli intermediari finanziari. Anche la dilazione delle imposte e dei contributi sociali e la velocizzazione dei pagamenti contrattuali da parte del settore pubblico aiuteranno a migliorare il flusso di cassa delle PMI. Nel processo di elaborazione e attuazione di tali misure occorre tenere presente la resilienza del settore bancario. Ai fini dell'efficacia delle misure è importante proseguire gli sforzi tesi a ridurre gli oneri amministrativi e ad offrire servizi pubblici digitali efficienti. Sostenere le imprese che operano nei settori più colpiti dalla crisi e tutelare la competitività delle aziende esportatrici sono interventi essenziali per il successo della ripresa.
            
            
               (24)Per favorire la ripresa economica sarà importante anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti. Le prospettive di ripresa della Spagna dipenderanno dalla sua capacità di aumentare la produttività e stimolare l'innovazione, anche grazie alla transizione verde e digitale. I risultati della Spagna in materia di innovazione sono inferiori alla media dell'UE in tutte le regioni. Le imprese spagnole mostrano lacune nella capacità di innovare, investire in beni materiali e immateriali e sfruttare al meglio le competenze della popolazione, cosa che, in un'economia basata sulla conoscenza, potrebbe minarne la competitività. La crisi ha messo in luce l'importanza della digitalizzazione per mantenere l'accesso ai servizi pubblici, all'istruzione e alla formazione, come pure per proteggere i posti di lavoro e l'attività economica. Prima del confinamento soltanto metà delle scuole spagnole aveva predisposto adeguate piattaforme per l'apprendimento digitale, con forti disparità regionali. Il passaggio repentino all'apprendimento digitale ha anche rappresentato una sfida particolarmente impegnativa per gli studenti vulnerabili che non disponevano di soluzioni digitali a casa. La Spagna dovrebbe far sì che tutti gli studenti, compresi quelli che risiedono nelle zone rurali o provengono da famiglie vulnerabili, abbiano accesso all'apprendimento digitale. Inoltre, il sostegno alla digitalizzazione delle imprese spagnole ne promuoverebbe la competitività nelle catene globali del valore e ne aumenterebbe la capacità di esportazione, soprattutto nel caso delle PMI e delle microimprese. Anche la diffusione del digitale, comprese le tecnologie digitali avanzate, e la riduzione del divario digitale tra le zone urbane e quelle rurali migliorerebbero la capacità di innovazione dell'economia spagnola. Inoltre, rafforzare la governance della ricerca e dell'innovazione a tutti i livelli, migliorare la qualità della ricerca attraverso valutazioni sistematiche e incentivare la cooperazione tra le organizzazioni di ricerca e il settore privato sono interventi che potrebbero aumentare l'efficacia delle politiche in materia e accelerare la diffusione dell'innovazione a beneficio della ripresa. 
            
            
               (25)La trasformazione della Spagna in un'economia climaticamente neutra richiederà investimenti considerevoli su un arco di tempo prolungato, inter alia nel settore delle energie rinnovabili, delle infrastrutture energetiche, dell'efficienza energetica e dei trasporti sostenibili. È opportuno anticipare gli investimenti per contribuire alla transizione verde durante la ripresa, in linea con il piano nazionale spagnolo per l'energia e il clima. La promozione di un sistema energetico integrato dovrebbe facilitare la diffusione delle rinnovabili. La riduzione del consumo energetico nell'edilizia pubblica e privata grazie a ristrutturazioni su vasta scala, lo sviluppo di reti intelligenti e l'ampliamento dello stoccaggio di energia elettrica da fonti rinnovabili contribuirebbero a una migliore gestione della domanda di energia, sostenendo al contempo la creazione di posti di lavoro durante la ripresa. Maggiori investimenti nelle infrastrutture energetiche, comprese le interconnessioni elettriche con il resto dell'Unione, aiuterebbero a migliorare l'integrazione del mercato interno dell'energia dell'UE, introducendo una maggiore concorrenza e agevolando la diffusione delle energie rinnovabili. È inoltre opportuno compiere ulteriori sforzi per promuovere i trasporti sostenibili, compresa la realizzazione di infrastrutture per i carburanti alternativi, soprattutto per i veicoli elettrici. Serviranno investimenti anche per consentire un maggiore ricorso al trasporto merci per ferrovia, compresi i collegamenti transfrontalieri con la Francia e il Portogallo e i collegamenti con i porti e gli snodi logistici. Inoltre, alcune zone della Spagna sono fra le più esposte d'Europa ai cambiamenti climatici. Le risorse idriche sono sotto pressione e le infrastrutture per la gestione dei rifiuti e delle acque non sono di livello uniforme in tutto il paese. Gli investimenti verdi possono aiutare ad affrontare le conseguenze deleterie dei cambiamenti climatici, quali inondazioni e incendi boschivi, migliorare la qualità dell'aria e la gestione dei rifiuti e delle acque e accrescere il potenziale dell'economia circolare. La programmazione del Fondo per una transizione giusta per il periodo 2021-2027 potrebbe aiutare la Spagna a rispondere ad alcune delle sfide poste dalla transizione verso un'economia climaticamente neutra, in particolare nelle aree di cui all'allegato D della relazione per paese
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               . Ciò consentirebbe alla Spagna di sfruttare al meglio il Fondo.
            
            
               (26)La frammentazione e gli ostacoli normativi presenti in Spagna impediscono alle imprese di trarre beneficio dalle economie di scala e incidono negativamente sulla produttività. È opportuno ricorrere più attivamente alla legge sull'unicità del mercato, che giudici e autorità garanti della concorrenza applicano già, per promuovere una migliore regolamentazione e una maggiore concorrenza durante la ripresa. In tale contesto è opportuno che le severe restrizioni della proprietà e del mercato intese a garantire l'approvvigionamento di beni e servizi strategici durante la crisi della pandemia siano revocate non appena sarà cessata l'emergenza. Più in generale, un coordinamento più intenso e continuativo tra i diversi livelli di governo potrebbe aumentare l'efficacia delle politiche finalizzate ad agevolare la ripresa. È altresì essenziale fare in modo che la struttura di governance già instaurata dalle leggi di attuazione delle direttive sugli appalti pubblici del 2014 entri a pieno regime il prima possibile, per assicurare un uso efficiente degli investimenti pubblici che possa sostenere la ripresa. È opportuno intensificare i lavori relativi alla strategia globale nazionale in materia di appalti pubblici, mantenendo una stretta collaborazione con i rappresentanti di tutti i livelli di governo (centrale, regionale e locale) attraverso il comitato per la cooperazione. 
            
            
               (27)Mentre le presenti raccomandazioni si concentrano sulle modalità per fronteggiare l'impatto socioeconomico della pandemia e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Tali raccomandazioni restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il ciclo annuale del semestre europeo del prossimo anno. Ciò vale anche per le raccomandazioni relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Queste ultime raccomandazioni dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
            
            
               (28)Anche la conclusione tempestiva dei procedimenti di insolvenza svolgerà un ruolo chiave nel garantire la liquidità delle imprese e la ridistribuzione efficace delle risorse, come pure nel promuovere l'imprenditorialità e la stabilità del settore finanziario. È fondamentale preservare la capacità del sistema giudiziario di gestire con efficienza i procedimenti di insolvenza. Ciò assume particolare rilevanza dal momento che l'attuale sospensione delle attività degli organi giudiziari e l'aumento previsto dei contenziosi a causa della recessione legata alla pandemia potrebbero aggravare ulteriormente i problemi già esistenti della durata sempre maggiore dei procedimenti e del numero crescente di casi in arretrato.
            
            
               (29)Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell'occupazione nell'Unione, il quale può contribuire a un'economia sostenibile. Gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni che seguono, la Spagna contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell'Unione. 
            
            
               (30)È fondamentale uno stretto coordinamento tra le economie dell'Unione economica e monetaria per conseguire il rapido superamento delle conseguenze economiche della Covid-19. In quanto Stato membro la cui moneta è l'euro e tenuto conto degli orientamenti politici dell'Eurogruppo, la Spagna dovrebbe garantire che le sue politiche restino coerenti con le raccomandazioni per la zona euro e coordinate con quelle degli altri Stati membri della zona euro.
            
            
               (31)Nell'ambito del semestre europeo 2020 la Commissione ha effettuato un'analisi completa della politica economica della Spagna, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2020, il programma nazionale di riforma 2020, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Spagna negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Spagna, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell'Unione per le future decisioni nazionali. 
            
            
               (32)Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2020 e il suo parere
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                trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1. 
            
            
               (33)Alla luce dell'esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2020 e il programma di stabilità 2020. Le presenti raccomandazioni tengono conto della necessità di far fronte alla pandemia e facilitare la ripresa come primo passo necessario per consentire un aggiustamento degli squilibri. Le raccomandazioni direttamente intese a porre rimedio agli squilibri macroeconomici individuati dalla Commissione a norma dell'articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti 1, 2 e 4,
            
            
            
               RACCOMANDA che la Spagna adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
            
            
               1.attuare, in linea con la clausola di salvaguardia generale, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia e sostenere l'economia e la successiva ripresa; quando le condizioni economiche lo consentano, perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità del debito, incrementando nel contempo gli investimenti; rafforzare la resilienza e la capacità del sistema sanitario in termini di operatori sanitari e infrastrutture e prodotti medici essenziali; 
            
            
               2.sostenere l'occupazione mediante soluzioni che proteggano i posti di lavoro, incentivi all'assunzione efficaci e sviluppo delle competenze; rafforzare le tutele in caso di disoccupazione, segnatamente per i lavoratori atipici; migliorare la copertura e l'adeguatezza dei regimi di reddito minimo e sostegno familiare, nonché dell'accesso all'apprendimento digitale;
            
            
               3.garantire un'attuazione efficace delle misure volte a fornire liquidità alle piccole e medie imprese e ai lavoratori autonomi, anche evitando i ritardi nei pagamenti; anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; indirizzare gli investimenti verso la transizione verde e digitale, in particolare la promozione della ricerca e dell'innovazione, la produzione e l'uso puliti ed efficienti dell'energia, le infrastrutture energetiche, la gestione dei rifiuti e delle acque e i trasporti sostenibili;
            
            
               4.migliorare il coordinamento tra i diversi livelli di governo e rafforzare il quadro in materia di appalti pubblici per sostenere la ripresa in modo efficiente.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  
                        GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
               
               
                  
                     (3)
                  
                        SWD(2020) 508 final.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        GU C 301 del 5.9.2019, pag. 117.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        COM(2020) 112 final.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        COM(2020) 123 final.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all'epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5) e regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all'epidemia di COVID-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
               
               
                  
                     (8)
                  
                        SWD(2020) 508 final.
               
               
                  
                     (9)
                  
                        A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.