CELEX: 62015CA0025
Language: it
Date: 2016-06-09 00:00:00
Title: Causa C-25/15: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 9 giugno 2016 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Budapest Környéki Törvényszék — Ungheria) — Procedimento a carico di István Balogh (Rinvio pregiudiziale — Cooperazione giudiziaria in materia penale — Diritto all’interpretazione e alla traduzione — Direttiva 2010/64/UE — Ambito di applicazione — Nozione di procedimento penale — Procedimento previsto in uno Stato membro per il riconoscimento di una decisione in materia penale emessa da un organo giurisdizionale di un altro Stato membro e per l’iscrizione nel casellario giudiziario della condanna pronunciata da tale organo — Costi connessi alla traduzione di tale decisione — Decisione quadro 2009/315/GAI — Decisione 2009/316/GAI)

16.8.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 296/10
            
         Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 9 giugno 2016 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Budapest Környéki Törvényszék — Ungheria) — Procedimento a carico di István Balogh
   (Causa C-25/15) (1)
   
   ((Rinvio pregiudiziale - Cooperazione giudiziaria in materia penale - Diritto all’interpretazione e alla traduzione - Direttiva 2010/64/UE - Ambito di applicazione - Nozione di procedimento penale - Procedimento previsto in uno Stato membro per il riconoscimento di una decisione in materia penale emessa da un organo giurisdizionale di un altro Stato membro e per l’iscrizione nel casellario giudiziario della condanna pronunciata da tale organo - Costi connessi alla traduzione di tale decisione - Decisione quadro 2009/315/GAI - Decisione 2009/316/GAI))
   (2016/C 296/14)
   Lingua processuale: l'ungherese
   
      Giudice del rinvio
   
   Budapest Környéki Törvényszék
   
      Procedimento a carico di
   
   István Balogh
   
      Dispositivo
   
   L’articolo 1, paragrafo 1, della direttiva 2010/64/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali, deve essere interpretato nel senso che la menzionata direttiva non si applica ad un procedimento speciale nazionale di riconoscimento da parte del giudice di uno Stato membro di una decisione giudiziaria definitiva pronunciata da un organo giurisdizionale di un altro Stato membro che ha condannato una persona per la commissione di un reato.
   La decisione quadro 2009/315/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, relativa all’organizzazione e al contenuto degli scambi fra gli Stati membri di informazioni estratte dal casellario giudiziario, nonché la decisione 2009/316/GAI del Consiglio, del 6 aprile 2009, che istituisce il sistema europeo di informazione sui casellari giudiziari (ECRIS), in applicazione dell’articolo 11 della decisione quadro 2009/315, devono essere interpretate nel senso che ostano all’attuazione di una normativa nazionale che istituisce un siffatto procedimento speciale.
   
      (1)  GU C 127 del 20.4.2015.