CELEX: 
Language: it
Date: 2021-06-02 00:00:00
Title: REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE che integra il regolamento (UE) n. 648/2012 specificando i criteri secondo i quali le condizioni commerciali per i servizi di compensazione per i derivati OTC devono essere considerate eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti

RELAZIONE
            
            
               1.CONTESTO DELL'ATTO DELEGATO
            
            
               Il regolamento (UE) n. 648/2012 sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni ("EMIR")
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                è stato modificato dal regolamento (UE) 2019/834, del 20 maggio 2019 ("EMIR Refit")
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               .
            
            
               L'EMIR Refit ha introdotto l'obbligo a carico dei partecipanti diretti e dei clienti che forniscono servizi di compensazione, direttamente o indirettamente, ("fornitori di servizi di compensazione") di fornire tali servizi a condizioni commerciali eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti ("FRANDT")
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               . La finalità è facilitare l'accesso delle controparti ai servizi di compensazione, in particolare le controparti con un volume limitato di attività sui mercati dei derivati OTC che incontrano difficoltà ad accedere alla compensazione centrale, sia in qualità di clienti di un partecipante diretto sia mediante accordi di compensazione indiretta. L'obbligo di applicare le condizioni FRANDT non dovrebbe creare una regolamentazione dei prezzi né un obbligo di stipulare contratti, e i fornitori di servizi di compensazione dovrebbero poter controllare i rischi legati ai servizi di compensazione offerti, quale il rischio di controparte
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               . L'obbligo di condizioni FRANDT si applicherà a decorrere dal 18 giugno 2021
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               . 
            
            
               L'EMIR Refit conferisce
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                alla Commissione il potere di adottare un atto delegato per precisare i criteri secondo i quali le condizioni commerciali per i servizi di compensazione dei fornitori di servizi di compensazione devono essere considerate FRANDT sulla base di quanto segue: a) obblighi di equità e trasparenza riguardo a commissioni, prezzi, politiche di sconto e altri termini e condizioni contrattuali generali concernenti il listino prezzi, fatta salva la riservatezza degli accordi contrattuali con le singole controparti; b) fattori che costituiscono condizioni commerciali ragionevoli per assicurare accordi contrattuali imparziali e razionali; c) obblighi che facilitano i servizi di compensazione a condizioni eque e non discriminatorie, tenendo conto dei costi e dei rischi correlati, in modo che le eventuali differenze di prezzi siano proporzionate ai costi, ai rischi e ai benefici; d) criteri di controllo del rischio per il partecipante diretto o il cliente legati ai servizi di compensazione forniti.
            
            
               L'atto delegato deve essere adottato in conformità dell'articolo 82 dell'EMIR e dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
            
            
               2.CONSULTAZIONI PRECEDENTI L'ADOZIONE DELL'ATTO
            
            
               Aspetti procedurali
            
            
               Il 26 giugno 2019 la Commissione ha chiesto l'opinione ("consulenza tecnica") dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) su un atto delegato della Commissione per precisare i criteri secondo i quali le condizioni commerciali per i servizi di compensazione dei fornitori di servizi di compensazione devono essere considerate FRANDT, da adottare ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3 bis, terzo comma, dell'EMIR.
            
            
               Dal 3 ottobre al 2 dicembre 2019 l'ESMA ha condotto una consultazione pubblica sul progetto di consulenza tecnica, ricevendo 19 risposte, tre delle quali riservate. Le risposte non riservate sono pubblicate sul sito web dell'ESMA
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               . Il 2 giugno 2020 l'ESMA ha adottato il testo finale della consulenza tecnica.
            
            
               Tra il 26 ottobre e il 9 novembre 2020 la Commissione ha consultato per iscritto il gruppo di esperti del comitato europeo dei valori mobiliari (EGESC) sul contenuto provvisorio del presente atto delegato. La Commissione ha ricevuto otto risposte dagli Stati membri.
            
            
               Il progetto di atto delegato è stato pubblicato tra il 10 marzo e il 7 aprile 2021 per ricevere osservazioni del pubblico, che la Commissione ha ricevuto da 13 portatori di interessi.
            
            
               Posizione dei portatori di interessi
            
            
               Nel complesso i portatori di interessi hanno sostenuto la finalità dell'obbligo di applicare condizioni FRANDT, ossia migliorare l'accesso alla compensazione dei derivati OTC. Tuttavia, per quanto riguarda i criteri secondo i quali le condizioni commerciali dovrebbero essere considerate FRANDT, i portatori di interessi possono essere divisi in due gruppi.
            
            
               Da un lato, il gruppo dei portatori di interessi (rappresentato principalmente da clienti), che hanno in generale espresso sostegno per un atto delegato con requisiti esaustivi e dettagliati volti a garantire un'applicazione armonizzata delle norme per tutti i fornitori di servizi di compensazione, in particolare per i clienti più piccoli. Dall'altro, il gruppo dei portatori di interessi (rappresentato principalmente dai fornitori di servizi di compensazione), che hanno in generale espresso il parere che un atto delegato troppo dettagliato possa rendere non redditizia la fornitura di servizi di compensazione, che non sarebbe adatto a tutti i casi possibili in cui tali servizi sono forniti e che renderebbe impossibile la gestione dei rischi. Una tale evoluzione potrebbe a sua volta portare ad una maggiore concentrazione e determinare un'offerta più limitata, il che non aiuterebbe i clienti più piccoli ad accedere ai servizi di compensazione.
            
            
               Gli Stati membri che hanno risposto alla consultazione dell'EGESC hanno in generale espresso sostegno per l'approccio proposto dalla Commissione.
            
            
               Ambito di applicazione
            
            
               Alcuni portatori di interessi si sono espressi a favore di un ambito di applicazione dell'obbligo di applicare condizioni FRANDT limitato alle operazioni soggette a obbligo di compensazione a norma dell'EMIR. Altri portatori di interessi ritengono che un'applicazione più ampia eviterebbe una divisione artificiale dei servizi e incoraggerebbe la compensazione volontaria. Alcuni portatori di interessi hanno sostenuto che l'obbligo di applicare condizioni FRANDT dovrebbe essere limitato alla compensazione presso controparti centrali dell'UE e non dovrebbe applicarsi alla compensazione presso controparti centrali di paesi terzi riconosciute.
            
            
               Conflitto di interesse
            
         
         
            
               Alcuni portatori di interessi hanno affermato che l'atto delegato dovrebbe specificare ulteriormente le norme in materia di conflitto di interesse di cui all'articolo 4, paragrafo 3 bis, dell'EMIR, in particolare che il personale addetto alle unità di negoziazione di un fornitore di servizi di compensazione non dovrebbe intervenire nelle decisioni adottate dall'unità di compensazione, nonché le modalità secondo le quali i fornitori di servizi di compensazione dovrebbero documentare il rispetto di tali norme.
            
            
               Trasparenza delle condizioni commerciali e del processo di integrazione (on-boarding)
            
            
               Alcuni portatori di interessi si sono espressi a favore dell'obbligo a carico dei fornitori di servizi di compensazione di rendere pubblica una serie di diverse commissioni sulla base delle categorie di clienti, al fine di aumentare la trasparenza e la comparabilità delle proposte dei fornitori di servizi di compensazione. Altri fornitori di interessi hanno sostenuto che una tale comunicazione pubblica non sarebbe utile, in quanto nella pratica le commissioni sarebbero stabilite caso per caso per ciascun cliente. Vari portatori di interessi hanno sottolineato che l'EMIR e la direttiva 2014/65/UE ("MiFID II")
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                impongono già a taluni fornitori di servizi di compensazione di rendere pubblici i costi e le commissioni. Essi hanno sostenuto che l'atto delegato dovrebbe basarsi su tali requisiti e apportarvi un valore aggiunto.
            
            
               Per quanto riguarda il processo che porta all'accordo sulle condizioni commerciali e all'istituzione di procedure operative per i servizi di compensazione ("processo di integrazione"), mentre alcuni portatori di interessi sono fortemente contrari all'obbligo di creare un sito web distinto in cui sia descritto in dettaglio il processo di integrazione, la maggior parte dei portatori di interessi ha convenuto sul fatto che una descrizione di alto livello sull'attuale sito web dei fornitori di servizi di compensazione potrebbe essere vantaggiosa e accrescere la trasparenza.
            
            
               Alcuni portatori di interessi hanno accolto con favore l'idea di un processo di integrazione strutturato, con tre fasi standardizzate: i) richiesta di proposta; ii) proposta; iii) accordo. A loro avviso, una tale struttura aumenterebbe la trasparenza e la prevedibilità. Altri hanno obiettato che dette fasi strutturate non rispecchiano la realtà delle trattative e determinerebbero inefficienze. Pur concordando sul fatto che una richiesta di proposta standardizzata potrebbe aiutare i clienti più piccoli, essi hanno sostenuto che non dovrebbe essere obbligatoria, in quanto alcuni clienti preferiscono utilizzare la propria richiesta di proposta, adeguata alle loro esigenze. Per tali clienti, l'obbligo di seguire un processo di integrazione strutturato comporterebbe un onere normativo aggiuntivo.
            
            
               Criteri per la valutazione dei rischi
            
            
               Alcuni portatori di interessi hanno espresso preoccupazione sul fatto che la comunicazione ai clienti dei dettagli della valutazione dei rischi potrebbe limitare la capacità dei fornitori di servizi di compensazione di controllare il rischio. Altri portatori di interessi si sono espressi a favore di un obbligo di fornire informazioni dettagliate, così da consentire ai clienti di comprendere meglio in che modo la valutazione dei rischi si applichi al loro caso. Alcuni portatori di interessi hanno sottolineato che la MiFID II già impone a taluni fornitori di servizi di compensazione di valutare i clienti sotto il profilo dei rischi, sostenendo che l'atto delegato dovrebbe basarsi su tale obbligo. Alcuni portatori di interessi hanno sottolineato che ai fornitori di servizi di compensazione dovrebbe essere impedito di divulgare i dettagli dell'esito della valutazione per motivi normativi o di riservatezza.
            
            
               Commissioni e costi trasferiti
            
            
               Alcuni portatori di interessi hanno sostenuto che i fornitori di servizi di compensazione non dovrebbero essere autorizzati a trasferire sui clienti i contributi al fondo di garanzia in caso di inadempimento o le conseguenze negative dell'uso degli strumenti di risoluzione, in quanto una tale prassi compromette il ruolo del partecipante diretto quale soggetto che si accolla il rischio. Alcuni portatori di interessi hanno inoltre sostenuto che i clienti sono privati ingiustamente del diritto di presentare ricorso per inadempimento nei confronti dei fornitori di servizi di compensazione e che tale diritto è di norma soggetto a limitazioni conformemente ai termini e alle condizioni contrattuali.
            
            
               Struttura degli accordi
            
            
               Vari portatori di interessi hanno sostenuto che non esistono contratti standard e allo stesso tempo si sono opposti alla comunicazione pubblica della documentazione standard elaborata da associazioni di categoria quali Futures Industry Association (FIA) o International Swaps and Derivatives Association (ISDA). Altri portatori di interessi hanno sostenuto che il passaggio all'uso di contratti standard, modificati mediante tabelle o allegati (in maniera analoga alla struttura utilizzata per gli accordi commerciali), che dovrebbero essere elaborati dalle associazioni di categoria, sarebbe utile e potrebbe contribuire ad abbreviare le trattative, attualmente lunghe, su misura e complesse, e a facilitare la comparabilità. Al tempo stesso alcuni portatori di interessi hanno affermato che i contratti standard sono redatti principalmente per entità del settore bancario e non tengono conto delle caratteristiche di altri clienti, quali i gestori di patrimoni.
            
            
               Condizioni contrattuali
            
            
               Alcuni portatori di interessi hanno espresso l'avviso che prescrizioni sulle condizioni contrattuali ridurrebbero la capacità dei fornitori di servizi di compensazione di gestire i rischi, senza di fatto facilitare l'accesso ai servizi di compensazione. Altri hanno individuato una serie di condizioni contrattuali che dovrebbero essere disciplinate da un atto delegato. Alcuni portatori di interessi hanno segnalato la mancanza di prevedibilità per quanto riguarda l'accettazione da parte dei fornitori di servizi di compensazione delle richieste di compensazione delle operazioni ("ordini di compensazione"). Hanno inoltre osservato che i fornitori di servizi di compensazione hanno di norma il diritto di decidere a propria discrezione la sospensione della compensazione, la liquidazione o il close-out delle posizioni dei clienti, e che tale diritto non si limita ai casi di inadempimento, senza riguardo per la necessità di continuità dei clienti.
            
            
               Termini di preavviso
            
            
               Alcuni portatori di interessi si sono fermamente opposti al termine minimo di preavviso di sei mesi, sostenendo che un tale termine pregiudicherebbe gravemente la capacità del fornitore di servizi di compensazione di gestire i rischi. Essi hanno inoltre sostenuto che il termine minimo di preavviso sarebbe contrario al principio secondo cui l'obbligo di applicare le condizioni FRANDT non dovrebbe equivalere ad un obbligo di stipulare contratti. Altri hanno sostenuto che, in particolare, i clienti più piccoli con volumi di compensazione limitati potrebbero avere difficoltà, in caso di estinzione del contratto, a trovare un nuovo fornitore di servizi di compensazione e a concludere un accordo. Un termine di preavviso di sei mesi sarebbe pertanto auspicabile in quanto aumenterebbe la prevedibilità ed eviterebbe situazioni in cui i clienti si trovino senza un fornitore di servizi di compensazione.
            
            
               Requisiti informatici e formato dei dati
            
            
               Alcuni portatori di interessi hanno contestato fin dall'inizio l'idea che i requisiti informatici costituirebbero un ostacolo all'accesso ai servizi di compensazione. Al contrario, essi hanno sostenuto che soluzioni informatiche semplificate fanno parte dell'offerta competitiva del fornitore di servizi di compensazione e spesso i clienti chiedono soluzioni informatiche specifiche (ad esempio collegate ai sistemi del cliente). Altri portatori di interessi sono favorevoli all'obbligo di comunicazione al pubblico dei requisiti informatici, e osservano che le diverse soluzioni informatiche dei fornitori di servizi di compensazione (e delle controparti centrali) richiedono spesso l'attuazione di costose operazioni manuali o lo sviluppo di soluzioni informatiche proprie per riconciliare i dati forniti dai fornitori di servizi di compensazione e dalle controparti centrali.
            
            
               3.VALUTAZIONE D'IMPATTO
            
            
               A norma dell'articolo 4, paragrafo 3 bis, terzo comma, dell'EMIR, alla Commissione è conferito il potere di specificare i criteri secondo i quali le condizioni commerciali per i servizi di compensazione dei fornitori di servizi di compensazione devono essere considerate FRANDT.
            
            
               La Commissione ha tenuto pienamente conto di tutte le osservazioni ricevute, compresi la consulenza tecnica dell'ESMA, le risposte alla consultazione pubblica dell'ESMA e il contributo dell'EGESC e le osservazioni del pubblico sul progetto di atto delegato pubblicato dalla Commissione, nonché le informazioni fornite dai portatori di interessi direttamente alla Commissione. Su tale base, la Commissione propone l'adozione del presente atto delegato.
            
         
         
            
               Considerazioni della Commissione
            
            
               La consulenza tecnica dell'ESMA comprende un'analisi costi-benefici delle diverse opzioni prese in considerazione. Quando il presente atto delegato si discosta dalla consulenza tecnica dell'ESMA su alcuni specifici aspetti, lo fa per aumentare la proporzionalità. Gli scostamenti della Commissione dalla consulenza tecnica dell'ESMA dovrebbero limitare l'onere normativo e ridurre i costi per i fornitori di servizi di compensazione e, di conseguenza, i costi di compensazione che i loro clienti devono pagare, garantendo allo stesso tempo la certezza del diritto e la fornitura dei servizi di compensazione a condizioni FRANDT allo scopo di facilitare l'accesso ai servizi di compensazione per detti clienti.
            
            
               La Commissione non ha preparato una valutazione d'impatto distinta. La presente sezione illustra le opzioni prese in considerazione dalla Commissione.
            
            
               Ambito di applicazione
            
            
               L'ambito di applicazione dell'articolo 4, paragrafo 3 bis, dell'EMIR è una questione di interpretazione giuridica che va oltre la delega della Commissione in relazione al presente atto delegato. Da una parte, la disposizione si riferisce ai servizi di compensazione, diretti o indiretti, senza limitazioni. Dall'altra, essa è inserita nell'articolo 4, relativo all'obbligo di compensazione. Per garantire la certezza del diritto, l'atto delegato dovrebbe avere un ambito di applicazione chiaro, che, in ogni caso, non dovrebbe essere più ampio di quello dell'articolo 4, paragrafo 3 bis, dell'EMIR.
            
            
               L'inclusione di tutte le operazioni su derivati OTC nell'ambito di applicazione dell'atto delegato potrebbe incoraggiare la compensazione volontaria e contribuire all'obiettivo di facilitare l'accesso alla compensazione in senso lato. Allo stesso tempo l'obbligo di applicare le condizioni FRANDT inquadra la libertà contrattuale dei fornitori di servizi di compensazione, il che potrebbe militare a favore di un ambito di applicazione più restrittivo. La limitazione dell'ambito di applicazione alle operazioni soggette all'obbligo di compensazione garantirebbe inoltre che le controparti soggette all'obbligo legale di compensazione abbiano accesso ai servizi di compensazione a condizioni FRANDT. Su tale base, sembrerebbe proporzionato che il presente atto delegato si applichi solo nei casi in cui la compensazione sia obbligatoria, ossia quando sia il contratto derivato OTC che le controparti del contratto sono soggetti all'obbligo di compensazione. Tale ambito di applicazione rimarrebbe chiaramente entro i limiti dell'ambito di applicazione dell'articolo 4, paragrafo 3 bis, dell'EMIR. La limitazione dell'ambito di applicazione dell'atto delegato alla compensazione obbligatoria non impedisce ai fornitori di servizi di compensazione di applicarlo a tutti i servizi di compensazione offerti, qualora lo desiderino. Pertanto, la limitazione dell'ambito di applicazione non comporterebbe necessariamente una divisione artificiale dei servizi di compensazione offerti dallo stesso fornitore di servizi di compensazione.
            
            
               Dato il carattere mondiale dei servizi di compensazione, la Commissione ritiene importante garantire condizioni eque e paritarie tra i fornitori di servizi di compensazione dell'UE e i loro concorrenti internazionali quando competono nel mercato unico o quando i contratti rientrano nell'ambito di applicazione dell'obbligo di compensazione. L'obbligo di compensazione può essere soddisfatto tramite controparti centrali dell'UE e di paesi terzi riconosciute nell'UE mediante la compensazione diretta e indiretta dei clienti tramite fornitori di servizi di compensazione sia dell'UE che di paesi terzi. Appare pertanto giustificato che il presente atto delegato si applichi, nella misura in cui un'operazione è soggetta all'obbligo di compensazione, ai servizi di compensazione prestati nell'UE.
            
            
               A favore dell'ambito di applicazione proposto si sono espressi gli Stati membri che hanno risposto alla consultazione dell'EGESC.
            
            
               Conflitti di interesse
            
            
               I conflitti di interesse sono disciplinati dall'articolo 4, paragrafo 3 bis, dell'EMIR, che stabilisce che i fornitori di servizi di compensazione devono adottare "[...] tutte le misure ragionevoli volte a individuare, prevenire, gestire e monitorare i conflitti di interesse, in particolare tra l'unità di negoziazione e l'unità di compensazione, che potrebbero incidere negativamente su una fornitura equa, ragionevole, non discriminatoria e trasparente dei servizi di compensazione." Detto obbligo si applica anche nel caso in cui entità giuridiche diverse appartenenti allo stesso gruppo forniscano i servizi di negoziazione e di compensazione. L'EMIR affronta pertanto già la principale preoccupazione espressa dai portatori di interessi, secondo i quali il personale che lavora nelle unità di negoziazione non dovrebbe interferire con le decisioni adottate nelle unità di compensazione. A norma dell'EMIR i fornitori di servizi di compensazione sono tenuti ad adottare misure per evitare conflitti di interesse, secondo modalità organizzative che possono essere diverse. La Commissione ritiene che sarebbe eccessivamente prescrittivo e superfluo specificare nell'atto delegato quali procedure i fornitori di servizi di compensazione dovrebbero adottare, anche tenendo conto della relazione delle diverse entità giuridiche appartenenti allo stesso gruppo, e in che modo dovrebbero documentare il rispetto delle norme in materia di conflitti di interesse.
            
            
               Trasparenza
            
            
               Ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3 bis, terzo comma, lettera a), dell'EMIR, l'atto delegato dovrebbe precisare i criteri secondo i quali le condizioni commerciali sono FRANDT sulla base dell'equità e della trasparenza riguardo a commissioni, prezzi, politiche di sconto e altri termini e condizioni contrattuali generali concernenti il listino prezzi, fatta salva la riservatezza degli accordi contrattuali con le singole controparti. Inoltre, a norma della lettera c) del medesimo comma, l'atto delegato dovrebbe precisare i criteri secondo i quali le condizioni commerciali sono FRANDT sulla base degli obblighi che facilitano i servizi di compensazione a condizioni eque e non discriminatorie, tenendo conto dei costi e dei rischi correlati, in modo che le eventuali differenze di prezzi siano proporzionate ai costi, ai rischi e ai benefici.
            
            
               Norme chiare sulle informazioni che i fornitori di servizi di compensazione devono fornire ai clienti in relazione alle condizioni commerciali, compresi costi, commissioni e sconti, e sul processo di integrazione, dovrebbero garantire la trasparenza e facilitare i servizi di compensazione su base equa e non discriminatoria.
            
            
               Condizioni commerciali
            
            
               Per essere FRANDT, le condizioni commerciali dovrebbero essere trasparenti. L'obbligo generale di pubblicare listini dettagliati dei prezzi e delle commissioni e di utilizzare una struttura specifica e armonizzata, come proposto dall'ESMA nella sua consulenza tecnica, sembra a prima vista aumentare la trasparenza e la comparabilità tra le offerte dei diversi fornitori di servizi di compensazione. Tuttavia, i benefici potrebbero non essere così grandi come appaiono a prima vista. Tali listini sono per loro natura indicativi, in quanto il prezzo finale dipenderà da fattori specifici del cliente, dal suo profilo di compensazione e dal derivato OTC che intende compensare. Inoltre, i fornitori di servizi di compensazione non applicano (e non dovrebbero essere tenuti ad applicare) la stessa struttura dei prezzi e delle commissioni (ad esempio alcuni fornitori di servizi di compensazione, anche se non tutti, addebitano una specifica commissione di integrazione). In funzione del fornitore di servizi di compensazione, alcune voci di un tale listino armonizzato dei prezzi e delle commissioni sarebbero pertanto vuote, in quanto non applicabili. È pertanto incerto che possa aumentare la comparabilità dei prezzi e delle commissioni. In tale contesto, e considerando che l'obbligo di pubblicare il listino dettagliato dei prezzi e delle commissioni utilizzando una struttura specifica e armonizzata comporterebbe determinati costi per i fornitori di servizi di compensazione, tale prescrizione non sembra proporzionata.
            
            
               Ciò detto, una maggiore trasparenza delle condizioni commerciali, tra l'altro su prezzi, commissioni, sconti e costi, garanzie reali accettate, scarti di garanzia applicabili, requisiti informatici, ecc., consentirebbe ai clienti un migliore confronto delle offerte dei diversi fornitori di servizi di compensazione e, in quanto tale, faciliterebbe l'accesso ai servizi di compensazione a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie. Sarebbe pertanto importante che l'atto delegato stabilisca alcuni elementi minimi relativi alle informazioni che i fornitori di servizi di compensazione devono fornire ai clienti, senza armonizzare pienamente la portata e la struttura di tali informazioni. Alcuni portatori di interessi hanno sottolineato che alcuni fornitori di servizi di compensazione, sebbene non tutti, sono già oggi soggetti all'obbligo di rendere pubbliche le condizioni, i prezzi, le commissioni, gli sconti e i costi dei servizi di compensazione a norma dell'EMIR e della MiFID II, e hanno sostenuto che il presente atto delegato potrebbe basarsi su questi ultimi. La Commissione ritiene importante evitare la duplicazione o il conflitto tra obblighi imposti da atti giuridici diversi. Estendere, come proposto dall'ESMA nella sua consulenza tecnica, l'obbligo di informazione di cui all'EMIR a tutti i fornitori di servizi di compensazione consentirebbe di ridurre al minimo l'onere normativo e di garantire condizioni di parità. Garantirebbe inoltre che ai clienti sia garantita la trasparenza per quanto riguarda talune informazioni minime, indipendentemente dallo status giuridico del fornitore di servizi di compensazione e dagli obblighi di informazione cui è soggetto a norma di altri atti legislativi. Poiché l'obbligo di informazione di cui all'EMIR e alla MiFID II copre in larga misura le stesse informazioni su condizioni, prezzi, commissioni, sconti e costi, sembra sufficiente fare riferimento all'EMIR.
            
            
               Tuttavia, la Commissione concorda con l'ESMA sul fatto che, diversamente dall'EMIR, non sembra né necessario né proporzionato imporre ai fornitori di servizi di compensazione l'obbligo di rendere pubbliche le informazioni. Una comunicazione bilaterale avrebbe il vantaggio di garantire la riservatezza delle informazioni e di ridurre i costi, garantendo allo stesso tempo la trasparenza e l'accesso dei clienti alle informazioni di cui hanno bisogno e che sono pertinenti per il loro particolare profilo.
            
            
               In conclusione, la Commissione ritiene che sia proporzionato e opportuno imporre a tutti i fornitori di servizi di compensazione il rispetto dell'obbligo di comunicazione stabilito dall'EMIR per quanto riguarda i termini e le condizioni generali, compresi prezzi, commissioni, sconti e costi. Inoltre, dovrebbero comunicare informazioni su altre condizioni commerciali fondamentali, quali le garanzie reali accettate, gli scarti di garanzia applicati, l'accettazione degli ordini e la sospensione dei servizi di compensazione, la liquidazione e il close-out delle posizioni del cliente, i termini di preavviso e i requisiti informatici. Le informazioni dovrebbero essere comunicate ai clienti su base bilaterale e dovrebbero essere chiare e complete. L'approccio è stato sostenuto dagli Stati membri che hanno risposto alla consultazione dell'EGESC.
            
            
               Nella sua consulenza tecnica l'ESMA ha inoltre proposto che i fornitori di servizi di compensazione siano tenuti a comunicare, ex post e su richiesta, alle autorità nazionali competenti le commissioni effettivamente applicate. Tuttavia, la Commissione ritiene che la vigilanza sui fornitori di servizi di compensazione da parte delle autorità nazionali competenti rientri nella sfera di competenza e di responsabilità degli Stati membri e non riguardi pertanto i criteri secondo i quali le condizioni commerciali per i servizi di compensazione dei fornitori di servizi di compensazione devono essere considerate FRANDT. Il presente atto delegato non prevede pertanto tale obbligo di informazione a carico dei fornitori di servizi di compensazione. Tuttavia, le autorità nazionali competenti possono richiedere tali informazioni nell'esercizio dei loro poteri di vigilanza.
            
            
               Processo di integrazione
            
         
         
            
               Per quanto riguarda il processo di integrazione, la Commissione ritiene eccessivamente prescrittivo imporre ai fornitori di servizi di compensazione e ai clienti l'obbligo di seguire un processo di integrazione articolato in tre fasi fisse, come suggerito dall'ESMA nella sua consulenza tecnica. Tale processo in tre fasi non rifletterebbe necessariamente con esattezza la natura delle trattative, potrebbe ridurre la flessibilità e creare inefficienze nel processo negoziale. Inoltre, poiché l'obbligo di applicare le condizioni FRANDT non dovrebbe equivalere ad un obbligo di stipulare contratti, i fornitori di servizi di compensazione non dovrebbero essere obbligati a presentare una proposta in risposta alla richiesta di proposta del cliente e le proposte non dovrebbero essere vincolanti. La Commissione ritiene tuttavia che sarebbe importante e proporzionato imporre ai fornitori di servizi di compensazione l'obbligo di fare chiarezza per i clienti e di informarli tempestivamente se intendono presentare o no una proposta.
            
            
               Oggi il processo di integrazione può essere percepito come poco trasparente e difficile da sorvegliare, in particolare per le controparti più piccole che non hanno esperienza in materia di trattative sui contratti per servizi di compensazione. Appare pertanto importante una maggiore trasparenza del processo di integrazione. In particolare, potrebbe aiutare le controparti più piccole a preparare e agevolare le trattative e l'accesso ai servizi di compensazione. Per i fornitori di servizi di compensazione non sarebbe molto costoso descrivere il processo di integrazione sul loro attuale sito web. La Commissione concorda pertanto con l'ESMA sul fatto che sarebbe proporzionato imporre ai fornitori di servizi di compensazione l'obbligo di pubblicare sul loro sito web una descrizione di alto livello del processo di integrazione, tra cui le fasi principali e la documentazione fondamentale che il cliente dovrebbe trasmettere al fornitore di servizi di compensazione assieme alla richiesta di proposta.
            
            
               Come parte di una maggiore trasparenza del processo di integrazione, la Commissione ritiene inoltre che un modulo di richiesta di proposta, disponibile sul sito web dei fornitori di servizi di compensazione, potrebbe essere di aiuto in particolare ai clienti più piccoli o inesperti e accrescere l'efficienza delle trattative, in quanto potrebbe aiutare i clienti a presentare richieste di proposte complete e meglio preparate. L'obbligo comporterebbe un costo limitato per i fornitori di servizi di compensazione, i quali trarrebbero essi stessi vantaggio da una tale misura, in quanto una migliore preparazione delle richieste di proposte consentirebbe probabilmente di ridurre i costi di integrazione anche per i fornitori di servizi di compensazione. Per realizzare i vantaggi attesi, tali moduli dovrebbero essere completi, e pertanto l'atto delegato dovrebbe specificare gli elementi minimi da includervi. Appare tuttavia eccessivamente prescrittivo imporre una determinata struttura armonizzata o l'uso di una data lingua, come proposto dall'ESMA nella sua consulenza tecnica. Inoltre, non sembra opportuno obbligare tutti i clienti a utilizzare detto modulo per la richiesta di proposta, date le inefficienze che potrebbero derivarne, laddove i clienti abbiano già un rapporto d'affari con il fornitore di servizi di compensazione o desiderino utilizzare una richiesta di proposta adeguata alle loro specifiche esigenze. Sembra invece importante garantire che i clienti possano scegliere di utilizzare detti moduli qualora ritengano che ciò sia vantaggioso per loro e faciliti l'accesso alla compensazione centrale. Qualora non riscontrino un tale vantaggio, i clienti dovrebbero essere liberi di utilizzare altri moduli di richiesta di proposta o rivolgersi al fornitore di servizi di compensazione in altro modo. Anche dette soluzioni dovrebbero essere considerate FRANDT.
            
            
               Gli Stati membri che hanno risposto alla consultazione dell'EGESC hanno sostenuto l'approccio proposto per quanto riguarda la trasparenza del processo di integrazione e il modulo di richiesta di proposta.
            
            
               Valutazione dei rischi
            
            
               A norma dell'articolo 4, paragrafo 3 bis, terzo comma, lettere c) e d), dell'EMIR, l'atto delegato dovrebbe precisare i criteri secondo i quali le condizioni commerciali sono FRANDT sulla base dei criteri di controllo del rischio per il fornitore di servizi di compensazione legati ai servizi di compensazione forniti, nonché degli obblighi che facilitano i servizi di compensazione a condizioni eque e non discriminatorie, tenendo conto dei costi e dei rischi correlati, in modo che le eventuali differenze di prezzi siano proporzionate ai costi, ai rischi e ai benefici.
            
            
               L'obbligo a carico dei fornitori di servizi di compensazione di effettuare una valutazione dei clienti sotto il profilo dei rischi in base a determinati criteri predefiniti potrebbe contribuire, a tale riguardo, a far sì che le condizioni siano FRANDT. Per garantire la trasparenza, essi potrebbero anche essere tenuti a comunicare in dettaglio i loro criteri di valutazione dei rischi. Alcuni portatori di interessi hanno tuttavia sottolineato che alcuni fornitori di servizi di compensazione sono già soggetti all'obbligo di valutare i clienti e i potenziali clienti sotto il profilo dei rischi a norma del regolamento delegato (UE) 2017/589 della Commissione
                  9
                (di seguito "RTS 6"). La Commissione ritiene importante evitare la duplicazione o il conflitto tra obblighi imposti da atti giuridici diversi. Estendere, come proposto dall'ESMA nella sua consulenza tecnica, l'obbligo previsto dall'RTS 6 di valutare i clienti e i potenziali clienti sotto il profilo del rischio a tutti i fornitori di servizi di compensazione consentirebbe di ridurre al minimo l'onere normativo e di garantire condizioni di parità. In una certa misura, garantirebbe anche un approccio armonizzato alla valutazione del cliente sotto il profilo dei rischi da parte di tutti i fornitori di servizi di compensazione. La maggiore attenzione al profilo di rischio del cliente potrebbe facilitare condizioni commerciali basate su criteri di controllo dei rischi equi e non discriminatori, tenendo conto dei relativi costi e rischi.
            
            
               Per garantire maggiore trasparenza e consentire ai clienti di comprendere in che modo sono loro applicati i criteri di valutazione dei rischi, si potrebbe imporre ai fornitori di servizi di compensazione l'obbligo di comunicare ai clienti i dettagli della valutazione dei rischi, come proposto dall'ESMA nella sua consulenza tecnica. A tale riguardo, appare importante osservare che l'RTS 6 non impone la comunicazione ai clienti di informazioni dettagliate sulla valutazione dei rischi. Inoltre, la comunicazione ai clienti dei dettagli della valutazione comporterebbe un certo onere e un certo costo per i fornitori di servizi di compensazione. Vi è inoltre il potenziale rischio che una tale comunicazione dettagliata consenta ai clienti di eludere i criteri di valutazione dei rischi presentando le informazioni in modo diverso od omettendo determinati dati. Allo stesso tempo non vi sono prove che una tale comunicazione dettagliata faciliterebbe condizioni FRANDT, in particolare, in quanto i clienti conoscerebbero soltanto i dettagli della propria valutazione, senza poter fare confronti con la situazione di altri clienti. In conclusione, non sembrerebbe pertanto proporzionato imporre un obbligo di comunicazione così dettagliato. Ciononostante, sembrerebbe importante e proporzionato che i fornitori di servizi di compensazione, in particolare se l'esito della valutazione è negativo, motivino sinteticamente la valutazione e indichino i criteri di valutazione del rischio, tra quelli stabiliti nell'RTS 6, non soddisfatti dal cliente. La comunicazione non dovrebbe essere eccessivamente onerosa o costosa per il fornitore di servizi di compensazione e dovrebbe dare al cliente un'indicazione dei suoi punti deboli. Detto obbligo non dovrebbe pregiudicare il diritto dei fornitori di servizi di compensazione alla protezione dei segreti commerciali e delle informazioni riservate o l'obbligo giuridico di non divulgare determinate informazioni.
            
            
               L'approccio proposto alla valutazione del rischio è stato sostenuto dagli Stati membri che hanno risposto alla consultazione dell'EGESC.
            
            
               Commissioni e costi trasferiti
            
            
               Dato che l'EMIR dispone che l'obbligo di applicare condizioni FRANDT non dovrebbe equivalere alla regolamentazione dei prezzi, il presente atto delegato non dovrebbe disciplinare il livello delle commissioni o il tipo di commissioni che i fornitori di servizi di compensazione sarebbero autorizzati a imporre ai clienti. Tuttavia, per essere equi, ragionevoli e non discriminatori, i prezzi, le commissioni e gli sconti dovrebbero basarsi su criteri oggettivi. Tali criteri oggettivi possono dipendere dalla domanda e dalle esigenze, dai volumi compensati o dal profilo di compensazione del singolo cliente. Gli Stati membri che hanno risposto alla consultazione dell'EGESC si sono detti in generale d'accordo sul fatto che le commissioni dovrebbero essere trasparenti e basate su criteri oggettivi.
            
            
               Inoltre, è importante che le informazioni su prezzi, commissioni, sconti e costi siano trasparenti. Listini dei prezzi e delle commissioni chiari e completi dovrebbero aumentare la trasparenza nella fase delle trattative. Per garantire tale trasparenza durante tutto il rapporto contrattuale, sembrerebbe proporzionato e opportuno che l'atto delegato imponga al fornitore di servizi di compensazione di includere per iscritto nel contratto concluso con il cliente informazioni chiare su prezzi, commissioni, sconti e costi addebitati ai clienti ("costi trasferiti").
            
            
               Per quanto riguarda i costi trasferiti, per garantire condizioni FRANDT, sembrerebbe altresì importante che i fornitori di servizi forniscano informazioni chiare sulle commissioni che trasferiscono i costi relativi alla fornitura dei servizi di compensazione al cliente interessato o ai servizi di compensazione in generale (ad es. i costi dei sistemi informatici, le commissioni fisse annuali, le commissioni annuali sulla licenza, le commissioni per i diversi tipi di segregazione dei conti, le commissioni per la gestione delle garanzie reali).
            
            
               Alcuni portatori di interessi hanno sostenuto che i fornitori di servizi di compensazione non dovrebbero essere autorizzati a trasferire ai clienti i contributi al fondo di garanzia in caso inadempimento, le conseguenze negative dell'uso degli strumenti di risoluzione o i crediti relativi all'inadempimento del fornitore di servizi di compensazione. Tuttavia la Commissione non ritiene che il presente atto delegato sia lo strumento giusto per affrontare la questione, in quanto i diritti e le obbligazioni relativi all'inadempimento di una controparte centrale sono disciplinati dal regolamento sul risanamento e la risoluzione delle controparti centrali
                  10
               . Inoltre, le leggi degli Stati membri di recepimento della direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD)
                  11
                e il diritto fallimentare degli Stati membri disciplinano i possibili crediti nei confronti dei fornitori di servizi di compensazione a seguito di inadempimento.
            
            
               Struttura dei contratti
            
            
               La Commissione ritiene che l'obbligo di applicare una certa struttura agli accordi di compensazione, come proposto dall'ESMA nella sua consulenza tecnica, sarebbe eccessivamente prescrittivo senza apportare chiari benefici. Contratti standard e accordi quadro sono ampiamente utilizzati nel settore finanziario. Non sono tuttavia necessari per garantire condizioni FRANDT. Imporre l'uso di tabelle e allegati per modificare i contratti standard potrebbe aumentare la trasparenza, ma al tempo stesso renderebbe i documenti lunghi, perché le parti modificate del contratto dovrebbero essere ripetute nelle tabelle e negli allegati. Inoltre, le controparti coinvolte nella compensazione dei derivati OTC e le associazioni di categoria dovrebbero poter sviluppare ulteriormente i contratti standard e gli accordi quadro tenendo conto delle diverse norme di diritto civile ad essi applicabili. Pertanto, la Commissione non intende imporre una struttura specifica dei contratti di compensazione. Tuttavia, la mancata previsione di un tale obbligo non dovrebbe impedire ai fornitori di servizi di compensazione e ai clienti di passare a tale pratica su base volontaria, se ritenuto utile da entrambe le parti. 
            
            
               Gli Stati membri nell'EGESC si sono detti in generale d'accordo sul fatto che non dovrebbe sussistere obbligo di utilizzare contratti standard. 
            
            
               Condizioni contrattuali
                     
            
            
               Ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3 bis, terzo comma, lettera b), dell'EMIR, l'atto delegato dovrebbe specificare i criteri secondo i quali le condizioni commerciali sono FRANDT sulla base di fattori che costituiscono condizioni commerciali ragionevoli per assicurare accordi contrattuali imparziali e razionali.
            
            
               A tale riguardo, a norma dell'EMIR, le controparti centrali e i partecipanti diretti devono offrire servizi di segregazione dei conti a condizioni commerciali ragionevoli
                  12
               . Analogamente, a norma della MiFID II, la prestazione di servizi di compensazione da parte dei partecipanti diretti e delle imprese di investimento e i servizi di segregazione dei conti da parte dei partecipanti diretti devono essere offerti a condizioni ragionevoli
                  13
               . Il regolamento delegato (UE) n. 149/2013 della Commissione
                  14
                e il regolamento delegato (UE) 2017/2154 della Commissione
                  15
                già impongono ai partecipanti diretti e ai clienti che prestano servizi di compensazione indiretta di fornire tali servizi a condizioni commerciali ragionevoli. L'obbligo a carico dei fornitori di servizi di compensazione di prestare servizi di compensazione a condizioni FRANDT integra tali norme. 
            
         
         
            
               Un modo per garantire che le condizioni contrattuali siano FRANDT sarebbe quello di indicare quale tipo di condizioni è consentito e quale non lo è. Tuttavia, tale approccio prescrittivo sarebbe estremamente rigido e sarebbe impossibile elaborare condizioni corrispondenti a tutte le situazioni possibili che devono essere concordate tra le parti contrattuali in base a tutte le possibili norme di diritto nazionale. La Commissione ritiene invece che la maggiore trasparenza conseguita grazie a informazioni complete sui termini e sulle condizioni sia un mezzo più adeguato per perseguire e garantire condizioni commerciali ragionevoli e accordi contrattuali imparziali e razionali e adeguati al cliente. Qualora abbia dubbi in merito alla conformità di taluni termini e condizioni ai criteri FRANDT, il cliente potrebbe rivolgersi alle autorità nazionali competenti o promuovere un'azione di diritto privato. Per garantire che i termini e le condizioni siano chiari e completi, l'atto delegato obbligherebbe il fornitore di servizi di compensazione e il cliente a redigere per iscritto le condizioni commerciali per i servizi di compensazione. Il costo di tale obbligo dovrebbe essere minimo, dato che condizioni commerciali scritte rappresentano oggi la norma.
            
            
               Per quanto riguarda l'accettazione dell'ordine di compensazione, la sospensione della compensazione, la liquidazione o il close-out delle posizioni del cliente, alcuni portatori di interessi avvertono una mancanza di trasparenza e prevedibilità. Sebbene l'EMIR riconosca che i fornitori di servizi di compensazione dovrebbero essere autorizzati a controllare i rischi connessi alla fornitura di servizi di compensazione, e senza disciplinare le condizioni in quanto tali, sembrerebbe opportuno e proporzionato che il presente atto delegato obblighi comunque i fornitori di servizi di compensazione a specificare chiaramente le condizioni e i criteri nel contratto scritto. Le condizioni contrattuali che conferiscono ai fornitori di servizi di compensazione il diritto discrezionale di derogare alle condizioni e ai criteri non dovrebbero essere considerate FRANDT. Una deroga alle condizioni e ai criteri concordati dovrebbe tuttavia essere possibile, se ragionevole e debitamente giustificata, ad es. per consentire ai fornitori di servizi di compensazione di controllare i rischi connessi alla prestazione dei servizi di compensazione o per reagire a sviluppi che sfuggono al loro controllo, ad esempio, a causa dell'inadempimento del cliente, dell'aumento dei rischi di credito o di turbolenze sul mercato.
            
            
               Termini di preavviso
            
            
               Alcuni portatori di interessi avvertono una mancanza di trasparenza e prevedibilità per quanto riguarda l'estinzione dei contatti e le modifiche sostanziali dei contratti da parte dei fornitori di servizi di compensazione. La cessazione o la sospensione dei servizi di compensazione e le modifiche sostanziali del contratto dovrebbero essere disciplinate nelle condizioni contrattuali ed essere accuratamente redatte per garantire che siano FRANDT. Sarebbe importante che i termini di preavviso lascino ai clienti tempo sufficiente per trovare servizi di compensazione alternativi o per valutare le modifiche sostanziali del contratto. Per questi motivi, non sembra eccessivamente oneroso imporre ai fornitori di servizi di compensazione di applicare un termine di preavviso non inferiore a sei mesi. Dovrebbero tuttavia essere possibili esenzioni, qualora siano necessarie per controllare i rischi o reagire a sviluppi al di fuori della loro sfera di influenza, ad esempio, in caso di inadempimento del cliente, di aumento dei rischi di credito o di cessazione o sospensione dei servizi di compensazione della controparte centrale utilizzati dal fornitore di servizi di compensazione. Tale approccio, proposto dall'ESMA nella sua consulenza tecnica, sembra equilibrato e quindi equo per entrambe le parti. L'EGESC ha inoltre espresso il proprio sostegno a termini minimi di preavviso, a condizione che siano possibili esenzioni, se ragionevoli e debitamente giustificate.
            
            
               Requisiti informatici 
            
            
               Soluzioni informatiche e formati dei dati armonizzati e standardizzati potrebbero ridurre i rischi e i costi operativi. A norma della delega ricevuta dalla Commissione, il presente atto delegato può tuttavia solo specificare i criteri secondo i quali le condizioni commerciali che armonizzano e standardizzano le soluzioni informatiche e i formati dei dati devono essere considerate FRANDT, ma non armonizzare o standardizzare le soluzioni o formati stessi. I portatori di interessi hanno opinioni contrastanti su chi debba sostenere i costi dei sistemi informatici e dei formati dei dati non armonizzati. Il presente atto delegato si concentra pertanto sulla trasparenza per quanto riguarda i requisiti informatici e i relativi costi anziché regolamentarli nella sostanza o imporre una certa allocazione dei costi. La Commissione concorda pertanto con l'ESMA sul fatto che gli aspetti dei sistemi informatici e dei formati dei dati possano essere risolti meglio attraverso un'iniziativa guidata dal mercato.
            
            
               3.ELEMENTI GIURIDICI DELL'ATTO DELEGATO
            
            
               L'articolo 1 definisce l'ambito di applicazione dell'atto delegato.
            
            
               L'articolo 2 stabilisce che le condizioni commerciali sono considerate FRANDT se soddisfano determinati requisiti di cui all'allegato.
            
            
               L'articolo 3 contiene disposizioni transitorie per gli attuali clienti.
            
            
               L'articolo 4 specifica la data di entrata in vigore dell'atto delegato e la data di applicazione.
            
            
               L'allegato stabilisce i requisiti che le condizioni contrattuali devono soddisfare per essere considerate FRANDT:
            
            
               - la trasparenza del processo di integrazione;
            
            
               - il modulo per la richiesta di proposta;
            
            
               - la comunicazione delle condizioni commerciali;
            
            
               - la valutazione del controllo dei rischi;
            
            
               - l'obbligo di stabilire per iscritto le condizioni contrattuali;
            
            
               - le commissioni, i prezzi e i costi trasferiti;
            
            
               - il rifiuto degli ordini di compensazione, la sospensione dei servizi di compensazione, la liquidazione o il close-out delle posizioni dei clienti e l'estinzione dei contratti.
            
            
         
         
            
               REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
            
            
               del 2.6.2021
            
            
               che integra il regolamento (UE) n. 648/2012 specificando i criteri secondo i quali le condizioni commerciali per i servizi di compensazione per i derivati OTC devono essere considerate eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti
            
            
               (Testo rilevante ai fini del SEE)
            
            
               LA COMMISSIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
            
            
               visto il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sugli strumenti derivati OTC, le controparti centrali e i repertori di dati sulle negoziazioni
                  16
               , in particolare l'articolo 4, paragrafo 3 bis, terzo comma,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Il regolamento (UE) n. 648/2012 è stato modificato dal regolamento (UE) 2019/834 del Parlamento europeo e del Consiglio
                  17
               . Le modifiche hanno tra l'altro introdotto l'obbligo per i partecipanti diretti e i clienti che prestano servizi di compensazione, direttamente o indirettamente, ("fornitori di servizi di compensazione") di fornire tali servizi a condizioni commerciali eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti ("FRANDT"). Per garantire la certezza del diritto per i fornitori di servizi di compensazione e per i loro clienti attuali o potenziali, è necessario specificare i criteri secondo i quali le condizioni commerciali devono essere considerate FRANDT.
            
            
               (2)Tenendo conto del fatto che la finalità dell'articolo 4, paragrafo 3 bis, del regolamento (UE) n. 648/2012 è facilitare l'accesso alla compensazione per i clienti che hanno un volume limitato di attività sul mercato dei derivati OTC e incontrano difficoltà ad accedere alla compensazione centrale, e data l'importanza di accedere alla compensazione centrale per le controparti soggette all'obbligo di compensazione, il presente regolamento dovrebbe applicarsi alla prestazione di servizi di compensazione in relazione ai contratti derivati OTC soggetti all'obbligo di compensazione a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 648/2012. Per assicurare condizioni di parità e garantire che i clienti nell'Unione beneficino di condizioni commerciali FRANDT, è opportuno che il presente regolamento si applichi quando tali servizi di compensazione sono forniti nell'Unione.
            
            
               (3)Per garantire la trasparenza, i fornitori di servizi di compensazione dovrebbero descrivere il processo che porta all'accordo sulle condizioni contrattuali e all'istituzione di procedure operative per i servizi di compensazione ("processo di integrazione") e mettere a disposizione sul loro sito web il modulo per la richiesta di proposta. Per lo stesso motivo, tutti i fornitori di servizi di compensazione dovrebbero comunicare ai potenziali clienti informazioni sulle condizioni commerciali fondamentali.
            
            
               (4)Per quanto i fornitori di servizi di compensazione dovrebbero essere in grado di controllare i rischi connessi alla prestazione di servizi di compensazione, una valutazione armonizzata dei clienti attuali e potenziali sotto il profilo dei rischi dovrebbe garantire condizioni commerciali eque e non discriminatorie, tenuto conto dei costi e dei rischi. Alcuni fornitori di servizi di compensazione hanno già l'obbligo di valutare il rischio rappresentato dai clienti secondo i criteri di cui all'articolo 25 del regolamento delegato (UE) 2017/589 della Commissione
                  18
               . Per garantire una valutazione armonizzata dei clienti sotto il profilo dei rischi, riducendo allo stesso tempo l'onere normativo per i fornitori di servizi di compensazione ed evitando la duplicazione e il conflitto di norme, tutti i fornitori di servizi di compensazione dovrebbero valutare i clienti sulla base dei criteri di cui all'articolo 25 del predetto regolamento delegato.
            
            
               (5)Per garantire che le condizioni commerciali siano ragionevoli, così da avere accordi contrattuali imparziali e razionali, commissioni, prezzi e sconti dovrebbero basarsi su criteri oggettivi, tra cui volumi compensati, modelli di compensazione ed esigenze e requisiti del cliente. Al fine di evitare squilibri nelle strutture dei prezzi e conflitti di interesse, commissioni, prezzi e sconti dovrebbero essere fissati con attenzione. Le commissioni addebitate ai clienti dovrebbero distinguere chiaramente tra costi direttamente connessi alla prestazione di servizi di compensazione al cliente e costi relativi alla prestazione di servizi di compensazione in generale, separatamente per ciascuna voce di costo, tra cui costi dei sistemi informatici, costi di licenza e costi di gestione delle garanzie reali.
            
            
               (6)Le condizioni contrattuali dovrebbero specificare le condizioni e i criteri per l'accettazione delle operazioni presentate dai clienti alla compensazione e per il diritto del fornitore di servizi di compensazione di decidere la sospensione dei servizi di compensazione e la liquidazione o il close-out delle posizioni del cliente. Una deroga a dette condizioni e a detti criteri dovrebbe essere possibile se ragionevole e debitamente giustificata, anche per controllare i rischi connessi alla prestazione dei servizi di compensazione.
            
            
               (7)Per garantire la prevedibilità e la continuità dei servizi di compensazione, i fornitori di servizi di compensazione dovrebbero applicare un termine di preavviso non inferiore a sei mesi per l'estinzione dei contratti o per modifiche che incidono in misura sostanziale sui termini e sulle condizioni concordati. Un periodo di risoluzione più breve dovrebbe essere possibile se ragionevole e debitamente giustificato, anche per controllare i rischi connessi alla prestazione di servizi di compensazione.
            
            
               (8)Sia i clienti potenziali che gli attuali clienti dovrebbero beneficiare di condizioni commerciali FRANDT. Considerando che le nuove condizioni andranno a vantaggio dei potenziali clienti a partire dalla data di applicazione del presente regolamento, i fornitori di servizi di compensazione e gli attuali clienti dovrebbero disporre di tempo sufficiente per riesaminare e, se del caso, adeguare le condizioni commerciali concordate prima dell'entrata in vigore del presente regolamento.
            
            
               (9)L'articolo 4, paragrafo 3 bis, del regolamento (UE) n. 648/2012 è già entrato in vigore e si applicherà a decorrere dal 18 giugno 2021. Per garantire la certezza del diritto quanto ai criteri secondo i quali le condizioni commerciali devono essere considerate FRANDT, è opportuno che il presente regolamento entri in vigore con urgenza. Tuttavia, per concedere ai fornitori di servizi di compensazione tempo sufficiente per prepararsi all'applicazione del presente regolamento, è opportuno rinviarne l'applicazione,
            
            
               HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
            
            
               Articolo 1
            
            
               Ambito di applicazione
            
         
         
            
               Il presente regolamento si applica ai partecipanti diretti e ai clienti che prestano servizi di compensazione nell'Unione, siano essi prestati direttamente o indirettamente ("fornitori di servizi di compensazione"), quando tali servizi sono prestati in relazione a contratti derivati OTC soggetti all'obbligo di compensazione a norma dell'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 648/2012.
            
            
               Articolo 2
            
            
               Condizioni commerciali eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti
            
            
               Le condizioni commerciali per i servizi di compensazione forniti dai fornitori di servizi di compensazione sono considerate eque, ragionevoli, non discriminatorie e trasparenti se soddisfano i requisiti di cui all'allegato.
            
            
               Articolo 3
            
            
               Disposizione transitoria
            
            
               Le condizioni commerciali per i servizi di compensazione concordate prima del... [data di entrata in vigore del presente regolamento] sono riesaminate e, se necessario per soddisfare i requisiti di cui all'allegato, modificate entro il... [12 mesi dalla data di entrata in vigore del presente regolamento].
            
            
               Articolo 4
            
            
               Entrata in vigore e applicazione
            
            
               Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
            
            
               Esso si applica a decorrere dal [6 mesi dall'entrata in vigore].
            
            
               Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il 2.6.2021
            
            
               
                     Per la Commissione
               
               
                     La presidente
                     Ursula VON DER LEYEN
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        
                  
                     GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1
                  
                  .
               
               
                  
                     (2)
                  
                        Regolamento (UE) 2019/834 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2019, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 per quanto riguarda l'obbligo di compensazione, la sospensione dell'obbligo di compensazione, gli obblighi di segnalazione, le tecniche di attenuazione del rischio per i contratti derivati OTC non compensati mediante controparte centrale, la registrazione e la vigilanza dei repertori di dati sulle negoziazioni e i requisiti dei repertori di dati sulle negoziazioni (GU L 141 del 28.5.2019, pag. 42).
               
               
                  
                     (3)
                  
                        Articolo 4, paragrafo 3 bis, dell'EMIR modificato.
               
               
                  
                     (4)
                  
                        Cfr. considerando 11 dell'EMIR Refit.
               
               
                  
                     (5)
                  
                        Articolo 2, secondo comma, lettera c), dell'EMIR Refit.
               
               
                  
                     (6)
                  
                        Articolo 4, paragrafo 3 bis, terzo comma, dell'EMIR modificato.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        
                  https://www.esma.europa.eu/press-news/consultations/consultation-draft-technical-advice-commercial-terms-providing-clearing
               
               
                  
                     (8)
                  
                        Direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, relativa ai mercati degli strumenti finanziari e che modifica la direttiva 2002/92/CE e la direttiva 2011/61/UE (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 349).
               
               
                  
                     (9)
                  
                        Regolamento delegato (UE) 2017/589 della Commissione, del 19 luglio 2016, che integra la direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione per specificare i requisiti organizzativi delle imprese di investimento che effettuano la negoziazione algoritmica (GU L 87 del 31.3.2017, pag. 417).
               
               
                  
                     (10)
                  
                        Regolamento (UE) 2021/23 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un quadro di risanamento e risoluzione delle controparti centrali e recante modifica dei regolamenti (UE) n. 1095/2010, (UE) n. 648/2012, (UE) n. 600/2014, (UE) n. 806/2014 e (UE) 2015/2365 e delle direttive 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2007/36/CE, 2014/59/UE e (UE) 2017/1132 (GU L 22 del 22.1.2021, pag. 1).
               
               
                  
                     (11)
                  
                        Direttiva 2014/59/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione degli enti creditizi e delle imprese di investimento e che modifica la direttiva 82/891/CEE del Consiglio, e le direttive 2001/24/CE, 2002/47/CE, 2004/25/CE, 2005/56/CE, 2007/36/CE, 2011/35/UE, 2012/30/UE e 2013/36/UE e i regolamenti (UE) n. 1093/2010 e (UE) n. 648/2012, del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 173 del 12.6.2014, pag. 190).
               
               
                  
                     (12)
                  
                        Articolo 39, paragrafo 7, dell'EMIR.
               
               
                  
                     (13)
                  
                        Articolo 17, paragrafo 6, della MiFID II; articolo 25 dell'RTS 6.
               
               
                  
                     (14)
                  
                        Regolamento delegato (UE) n. 149/2013 della Commissione, del 19 dicembre 2012, che integra il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione su accordi di compensazione indiretti, obbligo di compensazione, registro pubblico, accesso alla sede di negoziazione, controparti non finanziarie, tecniche di attenuazione dei rischi per i contratti derivati OTC non compensati mediante controparte centrale (GU L 52 del 23.2.2013, pag. 11), cfr. articolo 2, paragrafo 1, e articolo 4, paragrafo 1, come modificati dal regolamento delegato (UE) 2017/2155 della Commissione, del 22 settembre 2017, che modifica il regolamento delegato (UE) n. 149/2013 per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione sugli accordi di compensazione indiretta (GU L 304 del 21.11.2017, pag. 13).
               
               
                  
                     (15)
                  
                        Regolamento (UE) n. 600/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione sugli accordi di compensazione indiretta (GU L 304 del 21.11.2017, pag. 6).
               
               
                  
                     (16)
                  
                        GU L 201 del 27.7.2012, pag. 1.
               
               
                  
                     (17)
                  
                        Regolamento (UE) 2019/834 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2019, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 per quanto riguarda l'obbligo di compensazione, la sospensione dell'obbligo di compensazione, gli obblighi di segnalazione, le tecniche di attenuazione del rischio per i contratti derivati OTC non compensati mediante controparte centrale, la registrazione e la vigilanza dei repertori di dati sulle negoziazioni e i requisiti dei repertori di dati sulle negoziazioni (GU L 141 del 28.5.2019, pag. 42).
               
               
                  
                     (18)
                  
                        Regolamento delegato (UE) 2017/589 della Commissione, del 19 luglio 2016, che integra la direttiva 2014/65/UE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione per specificare i requisiti organizzativi delle imprese di investimento che effettuano la negoziazione algoritmica (GU L 87 del 31.3.2017, pag. 417).
               
            
      
    ---documentbreak--- 
      
         
         
            
               ALLEGATO
            
            
               1.Trasparenza del processo di integrazione (on-boarding)
            
            
               1.1.Il fornitore di servizi di compensazione pubblica sul proprio sito web la descrizione del processo per giungere all'accordo sulle condizioni contrattuali e all'istituzione di procedure operative per i servizi di compensazione ("processo di integrazione"). La descrizione comprende quanto segue:
            
            
               (a)le diverse fasi del processo;
            
            
               (b)il calendario stimato per il completamento delle diverse fasi del processo;
            
            
               (c)un modulo per la richiesta al fornitore di servizi di compensazione di diventare cliente ("modulo per la richiesta di proposta"), come indicato al punto 2;
            
            
               (d)la documentazione fondamentale che il potenziale cliente deve presentare al fornitore di servizi di compensazione insieme al modulo per la richiesta di proposta.
            
            
               1.2.Per la richiesta di proposta i potenziali clienti hanno la possibilità di scegliere se utilizzare il modulo di cui al punto 2 o qualsiasi altro modulo.
            
            
               1.3.Il fornitore di servizi di compensazione che decide di non presentare una proposta in risposta alla richiesta di proposta ne informa il potenziale cliente senza indebito ritardo.
            
            
               2.Modulo per la richiesta di proposta
            
            
               2.1.Il modulo per la richiesta di proposta comprende i seguenti elementi:
            
            
               (a)informazioni sul potenziale cliente:
            
            
               i)la denominazione legale;
            
            
               ii) l'identificativo del soggetto giuridico (LEI);
            
            
               iii)l'indicazione se il potenziale cliente è una controparte finanziaria o non finanziaria e se è soggetto all'obbligo di compensazione a norma dell'articolo 4 bis o dell'articolo 10 del regolamento (UE) n. 648/2012;
            
            
               iv)il settore di attività;
            
            
               (b)informazioni sulla documentazione che il potenziale cliente deve fornire al fornitore di servizi di compensazione nel quadro del processo di integrazione;
            
            
               (c)informazioni sui contratti derivati OTC in questione, specificando se tali contratti sono soggetti all'obbligo di compensazione a norma dell'articolo 4 del regolamento (UE) n. 648/2012;
            
            
               (d)qualsiasi informazione o documentazione che il potenziale cliente deve fornire al fornitore di servizi di compensazione per consentirgli di presentare una proposta informata e dettagliata su quanto segue:
            
         
         
            
               i)l'ambito di applicazione di qualsiasi servizio di compensazione in termini di contratti derivati OTC;
            
            
               ii)le commissioni, i costi e gli sconti;
            
            
               iii)il risultato della valutazione di cui all'articolo 25 del regolamento delegato (UE) 2017/589;
            
            
               iv)i termini e le condizioni contrattuali;
            
            
               v)le garanzie reali accettate;
            
            
               vi)gli scarti di garanzia applicabili;
            
            
               vii)i criteri di accettazione degli ordini;
            
            
               viii)le condizioni per la sospensione di qualsiasi servizio di compensazione o la liquidazione o il close-out di qualsiasi posizione;
            
            
               ix)le condizioni di estinzione dell'accordo di prestazione di servizi di compensazione;
            
            
               x)requisiti informatici.
            
            
               3.Comunicazione delle condizioni commerciali
            
            
               3.1.Le proposte formulate dal fornitore di servizi di compensazione in risposta alla richiesta completa di proposta comprendono, in modo chiaro e strutturato, quanto segue:
            
            
               (a)le informazioni di cui alle seguenti disposizioni:
            
            
               i)articolo 38, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 648/2012;
            
            
               ii)articolo 39, paragrafo 7, del regolamento (UE) n. 648/2012;
            
            
               (b)i termini e le condizioni in base ai quali il fornitore di servizi di compensazione offre i suoi servizi di compensazione, compresi i termini e le condizioni specifici del potenziale cliente;
            
            
               (c)le garanzie reali accettate;
            
            
               (d)gli scarti di garanzia applicabili;
            
            
               (e)i criteri di accettazione degli ordini;
            
            
               (f)le condizioni per la sospensione di qualsiasi servizio di compensazione o la liquidazione o il close-out di qualsiasi posizione;
            
         
         
            
               (g)le condizioni di estinzione dell'accordo di prestazione di servizi di compensazione;
            
            
               (h)eventuali soluzioni e requisiti informatici applicabili.
            
            
               4.Valutazione del controllo dei rischi
            
            
               4.1.Il fornitore di servizi di compensazione effettua una valutazione del cliente attuale o potenziale conformemente all'articolo 25 del regolamento delegato (UE) 2017/589.
            
            
               4.2.Il fornitore di servizi di compensazione informa il cliente attuale o potenziale dell'esito della valutazione di cui al punto 4.1.
            
            
               In caso di esito negativo, il fornitore di servizi di compensazione informa il cliente attuale o potenziale, su richiesta, dei principali motivi della valutazione negativa e dei criteri di cui all'articolo 25, paragrafo 1, del regolamento delegato (UE) 2017/589 che non sono stati soddisfatti.
            
            
               5.Condizioni commerciali
            
            
               5.1.Le condizioni commerciali per la prestazione di servizi di compensazione concordate tra il fornitore di servizi di compensazione e il cliente sono stabilite per iscritto, sono chiare e complete e coprono tutti i termini e tutte le condizioni essenziali per la prestazione dei servizi di compensazione.
            
            
               6.Commissioni e costi trasferiti
            
            
               6.1.Le commissioni, i prezzi e gli sconti sono trasparenti e basati su criteri oggettivi.
            
            
               6.2.Nelle condizioni commerciali sono fornite informazioni su eventuali commissioni addebitate al cliente che trasferiscono i costi relativi alla prestazione di servizi di compensazione ("costi trasferiti").
            
            
               6.3.Tutte le commissioni, tutti i prezzi, gli sconti e i costi trasferiti, concordati tra il fornitore di servizi di compensazione e il cliente, sono chiaramente specificati nelle condizioni commerciali.
            
            
               7.Rifiuto degli ordini di compensazione, sospensione, liquidazione o close-out delle posizioni del cliente e termini di preavviso
            
            
               7.1.Il fornitore di servizi di compensazione non può respingere la richiesta del cliente di compensazione di un contratto derivato OTC ("ordine di compensazione") che soddisfa le condizioni e i criteri concordati per l'accettazione di detti ordini, a meno che il rifiuto sia ragionevole e debitamente giustificato, nel qual caso, su richiesta, il fornitore di servizi di compensazione comunica per iscritto al cliente i motivi del rifiuto.
            
            
               7.2.Il fornitore di servizi di compensazione può sospendere i servizi di compensazione e procedere alla liquidazione o al close-out delle posizioni del cliente solo se sono soddisfatte le condizioni e i criteri concordati per la sospensione, liquidazione o close-out, purché la sospensione, liquidazione o close-out sia ragionevole e debitamente giustificata, nel qual caso, su richiesta, il fornitore di servizi di compensazione comunica per iscritto al cliente i motivi.
            
            
               7.3.Il cliente è informato con un anticipo di almeno sei mesi, a meno che un termine di preavviso più breve sia ragionevole e debitamente giustificato, in merito a quanto segue:
            
            
               (a)l'estinzione dell'accordo di prestazione di servizi di compensazione;
            
            
               (b)le modifiche sostanziali dei termini e delle condizioni di fornitura del servizio di compensazione.