CELEX: 62011TN0486
Language: it
Date: 2011-09-02 00:00:00
Title: Causa T-486/11: Ricorso proposto il 2 settembre 2011 — Telekomunikacja Polska/Commissione

19.11.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 340/27
            
         Ricorso proposto il 2 settembre 2011 — Telekomunikacja Polska/Commissione
   (Causa T-486/11)
   2011/C 340/56
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Telekomunikacja Polska SA (Varsavia, Repubblica di Polonia) (rappresentanti: M. Modzelewska de Raad, P. Paśnik, S. Hautbourg, avvocati, C. Vajda, QC, e A. Howard, barrister)
   
      Convenuta: Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare nella sua interezza la decisione della Commissione 22 giugno 2011, C(2011) 4378 def.; in subordine:
            
         
               —
            
            
               annullare nella sua interezza l’art. 2 della decisione impugnata; ovvero, in subordine:
            
         
               —
            
            
               ridurre l’ammenda che figura in tale decisione, in maniera adeguata;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del suo ricorso, la ricorrente deduce cinque motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo, vertente su un errore di diritto e di ragionamento, in quanto la Commissione non ha dimostrato nessun interesse legittimo nel procedere all’indagine e nell’adottare una decisione accertante una violazione in relazione a una condotta passata.
            
         
               2)
            
            
               Secondo motivo, vertente sul fatto che l’art. 2 della decisione impugnata viola l’art. 6 della Convenzione europea dei diritti umani («CEDU») e/o l’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea («la Carta»), in quanto consente a un organo amministrativo, nella fattispecie la Commissione, di decidere in merito ad un’accusa penale, decisione che andrebbe invece lasciata a un organo giurisdizionale indipendente, nel rispetto delle garanzie di cui all’art. 6.
            
         
               3)
            
            
               Terzo motivo, vertente sulla nullità dell’art. 2, in quanto la Commissione non ha rispettato i diritti della difesa della ricorrente durante il procedimento amministrativo, omettendo di prendere posizione sulle circostanze aggravanti e attenuanti ai fini del calcolo dell’ammenda.
            
         
               4)
            
            
               Quarto motivo, con cui si chiede la riduzione dell’importo dell’ammenda, poiché la Commissione ha commesso un errore nel valutare la gravità della violazione e non ha rispettato il principio di proporzionalità nel determinare l’importo base dell’ammenda:
               
                           a)
                        
                        
                           la Commissione non ha considerato il fatto che la violazione riguardava svariate pratiche di durata e intensità diverse;
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           la Commissione ha commesso errori di valutazione nel concludere che la violazione aveva un impatto negativo reale sulla concorrenza e sui consumatori nel mercato pertinente.
                        
                     
         
               5)
            
            
               Quinto motivo, con cui si chiede la riduzione dell’importo dell’ammenda, per il fatto che la Commissione non ha adeguatamente e correttamente preso in considerazione le circostanze attenuanti:
               
                           a)
                        
                        
                           la Commissione non ha riconosciuto le misure compensative adottate dalla ricorrente nella forma di investimenti sostanziali per migliorare l’infrastruttura di banda larga in Polonia a vantaggio di concorrenti e consumatori;
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           la Commissione non ha riconosciuto il fatto che la ricorrente ha volontariamente posto fine alla violazione;
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           la Commissione non ha dato credito all’offerta di impegni proposta dalla ricorrente.