CELEX: 52006PC0091
Language: it
Date: 2006-03-01
Title: Proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione {SEC(2006) 274} {SEC(2006) 314} {SEC(2006) 315}

Avviso legale importante

|

52006PC0091

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 1.3.2006COM(2006) 91 definitivo2006/0033 (COD)Proposta diREGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOche istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione(presentata dalla Commissione) {SEC(2006) 274}{SEC(2006) 314}{SEC(2006) 315}RELAZIONE1. CONTESTO DELLA PROPOSTA1.1. Contesto generaleLa maggiore apertura del mercato e la concorrenza internazionale creano nuove opportunità in termini di dinamismo economico, concorrenza e creazione di posti di lavoro di alta qualità. Un’inevitabile conseguenza dell’apertura commerciale e della globalizzazione è però la perdita di posti di lavoro nei settori meno competitivi: questi costi di adeguamento dell’apertura del mercato vanno riconosciuti e affrontati con politiche e strumenti finanziari adeguati.Esiste una notevole asimmetria tra i benefici generali dell'apertura, che sono diffusi e spesso hanno bisogno di qualche tempo per concretizzarsi, ed i suoi effetti negativi, più visibili, immediati e concentrati su particolari persone e zone. Come sottolineato recentemente da vari studi e istituzioni internazionali, tale asimmetria, se non viene riconosciuta e affrontata adeguatamente, può condurre a una percezione erronea della globalizzazione e di conseguenza indebolire il sostegno pubblico alla liberalizzazione degli scambi e all'apertura del mercato.Nell’Unione esiste un ampio consenso sulla necessità di affrontare gli effetti negativi delle modifiche strutturali importanti nel commercio mondiale, in particolare per quanto concerne i cittadini i cui posti di lavoro e mezzi di sussistenza sono fortemente minacciati dalla maggiore concorrenza e dall'apertura dei mercati.Si tratta di un obbligo di giustizia e solidarietà, valori intrinsechi delle società dell’Unione, che ha un’evidente dimensione europea, essendo la Comunità competente per la politica del commercio estero e quindi per decisioni che comportano l’aumento e la liberalizzazione degli scambi. E’ logico, pertanto, che l’Unione sostenga i costi delle politiche che essa attua, soprattutto nel caso di una politica commerciale che, seppur globalmente vantaggiosa per l’economia europea e l’occupazione, è la causa immediata di certi licenziamenti. Si tratta anche di un obbligo di efficienza, nella misura in cui le azioni miranti a una rapida reintegrazione nel mercato del lavoro possono facilitare ed accelerare le transizioni, ad esempio limitando i periodi di disoccupazione e di sottoutilizzazione del capitale umano.1.2. Motivi della propostaLa relazione della Commissione sui “Valori europei nel mondo globalizzato”[1] ha recentemente sottolineato i vantaggi dell’apertura dei mercati e dell’aumento della concorrenza internazionale, ma anche la necessità di “ sostenere le persone attraverso adeguate misure, in modo da aiutare quelle i cui posti di lavoro sono soppressi a trovare rapidamente un altro impiego ”.In questo contesto il presidente della Commissione Barroso ha proposto l’istituzione di un Fondo di adeguamento alla globalizzazione[2], in appresso denominato FEG. Esso costituirà una risposta europea per aiutare quanti devono adattarsi alle conseguenze della globalizzazione: un segno di solidarietà delle numerose persone che beneficiano dell'apertura nei confronti di quelle che devono affrontare lo shock improvviso della perdita del proprio lavoro.Al Consiglio europeo dei giorni 15 e 16 dicembre 2005 i capi di Stato o di governo hanno convenuto di istituire un Fondo di adeguamento alla globalizzazione “ inteso a fornire un sostegno supplementare ai lavoratori privati del loro impiego in seguito a modifiche strutturali importanti nel commercio mondiale, nonché un'assistenza nella loro riconversione professionale e nella ricerca di un impiego. L'attivazione del fondo sarà soggetta a criteri rigorosi per quanto concerne la scala della delocalizzazione economica e il suo impatto sulle economie locali, regionali o nazionali ”.L’idea che il commercio abbia un costo in posti di lavoro, associata all’idea che i licenziamenti legati al commercio comportino un costo particolarmente elevato, è una ragione convincente per un aiuto all’adeguamento mirato. Se gli Stati membri sono responsabili in primis della gestione delle conseguenze negative di eventuali adeguamenti commerciali, occorre che l’UE disponga di uno strumento destinato specificamente ad assistere i lavoratori che hanno perso il lavoro a causa di adeguamenti conseguenti all’evoluzione del commercio e caratterizzati da una dimensione europea (per ampiezza e incidenze).1.3. Obiettivi della propostaL'obiettivo del FEG è dimostrare la solidarietà dell'Unione ai lavoratori che hanno perso il proprio impiego a causa della liberalizzazione degli scambi commerciali. Il FEG sosterrà i lavoratori e i suoi interventi saranno concentrati territorialmente. L’aiuto sarà destinato soprattutto ai lavoratori privati del loro impiego nelle zone maggiormente colpite dalla delocalizzazione economica conseguente all’evoluzione del commercio mondiale. Tutti gli Stati membri, sia grandi che piccoli, sono esposti al rischio di un declino economico; pertanto, le risorse del fondo saranno messe a disposizione dei lavoratori di tutti gli Stati membri.In particolare, il FEG interverrà nei casi in cui modifiche strutturali importanti nel commercio mondiale determinano gravi perturbazioni economiche, come una delocalizzazione economica nei paesi terzi, o un aumento massiccio delle importazioni o un calo progressivo della quota di mercato dell’Unione in un determinato settore. L’assistenza del FEG è volta a reinserire nel mercato del lavoro le persone interessate, approfittando delle possibilità di occupazione esistenti e nuove e limitando i costi di adeguamento per i lavoratori, le regioni e le località interessate.Alcuni studi empirici indicano che i costi di adeguamento possono essere più elevati per i lavoratori che subiscono le conseguenze di delocalizzazioni che per gli altri lavoratori licenziati. I lavoratori che restano disoccupati in settori con una forte concorrenza internazionale hanno, rispetto ai lavoratori di altri settori, periodi di disoccupazione più lunghi e perdite di salario maggiori quando ritrovano un'occupazione. In generale ciò è dovuto al fatto che questi lavoratori tendono ad essere più anziani e a possedere un livello di istruzione e di qualifiche non del tutto adeguato alla nuova domanda del mondo del lavoro.Poiché i lavoratori che subiscono le conseguenze di delocalizzazioni possono avere notevoli difficoltà rispetto ad altri, misure di sostegno mirate e servizi che favoriscono il ritorno al lavoro possono essere appropriati ed efficaci quando le crisi commerciali hanno un impatto sproporzionato su particolari regioni, causando licenziamenti su vasta scala sui mercati del lavoro locali che offrono poche altre prospettive di impiego.I licenziamenti per motivi economici comportano anche maggiori costi di adeguamento in regioni fortemente dipendenti dai settori e dagli impieghi in declino. Un sostegno mirato è particolarmente opportuno anche nei casi in cui interi settori sono colpiti dalla liberalizzazione degli scambi e degli investimenti e il problema si fa particolarmente acuto quando questi settori in declino sono situati in aree già depresse. Per questo motivo l’impatto territoriale della perdita di posti di lavoro annunciata in una data impresa o in un dato settore sarà un elemento essenziale per determinare se il FEG dovrà intervenire.I criteri di intervento del FEG devono essere rigorosi, trasparenti e misurabili per permettere una selezione obiettiva delle domande. L’aiuto del fondo è messo a disposizione dei lavoratori di ogni tipo di impresa, allo stesso modo e alle stesse condizioni, in quanto le mutazioni strutturali del commercio mondiale interessano sia le imprese multinazionali e nazionali che le piccole e medie imprese (PMI).Dato il carattere mutevole e imprevedibile dei fattori che determinano l'intervento di questo nuovo strumento, il regolamento deve comunque consentire di adattare i criteri non appena acquisita esperienza nell'attuazione del FEG, in particolare per quanto concerne i criteri di intervento. La revisione del regolamento offrirà l’occasione per adeguare i criteri di intervento del FEG, se necessario, per far sì che essi tengano debitamente conto delle specificità e caratteristiche di tutti gli Stati membri, ivi inclusa la dimensione relativa del loro mercato del lavoro.Il FEG fornirà contributi finanziari per azioni facenti parte di un insieme coordinato di servizi personalizzati destinati a reinserire i lavoratori licenziati nel mercato del lavoro. Esso finanzierà una serie di servizi di sostegno personalizzati per rispondere ai bisogni specifici dei lavoratori licenziati. Combinerà quindi misure attive come l’assistenza per la ricerca di un impiego con sussidi temporanei di integrazione dei salari: l’esperienza dimostra che queste prestazioni integrative, destinate a rendere conveniente il lavoro, sono molto efficaci per migliorare la partecipazione all’occupazione se combinate con politiche attive del mercato del lavoro.In questo modo il FEG intende contribuire alla creazione di condizioni di flessicurezza nell’UE: un equilibrio tra flessibilità e sicurezza dell’occupazione, destinato a migliorare le possibilità dei cittadini di trovare un lavoro e di utilizzare nuove qualifiche, favorendo contemporaneamente la flessibilità indispensabile per rispondere alle nuove sfide della globalizzazione.L’assistenza del FEG completerà le iniziative degli Stati membri a livello nazionale, regionale e locale. Esso non sosterrà le imprese che subiscono gli effetti negativi della globalizzazione e i suoi contributi finanziari non sostituiranno gli obblighi delle imprese derivanti dalle legislazioni nazionali o da contratti collettivi.Il FEG interverrà unicamente su richiesta di uno Stato membro. La chiusura simultanea di più filiali europee di un’impresa multinazionale potrebbe indurre gli Stati membri interessati a presentare una domanda di contributo; la Commissione analizzerà ogni domanda individualmente per determinare se sono soddisfatti i criteri e le condizioni di intervento del FEG.Dopo la notifica dei licenziamenti previsti, a norma degli articoli 1 e 3 della direttiva 75/129/CEE[3], i lavoratori interessati potranno ottenere un aiuto al più presto. Mentre ciascun intervento del FEG dovrà essere autorizzato da una decisione specifica del Consiglio e del Parlamento europeo, che agiscono in veste di autorità di bilancio della Comunità, lo Stato membro richiedente potrà adottare misure immediate, senza aspettare la decisione di finanziamento o l’effettivo versamento del contributo finanziario. In questo modo il periodo di preavviso che precede i licenziamenti effettivi (spesso previsto e determinato dal diritto europeo e nazionale) potrà essere utilizzato pienamente per fornire servizi personalizzati ai lavoratori interessati.1.4. Coerenza con altre politiche e obiettivi dell'UnioneLa principale risposta dell’Unione europea alle opportunità e alle sfide presentate dalla globalizzazione e dall’evoluzione degli scambi commerciali consiste nella gestione positiva del mutamento: la Strategia di Lisbona definisce il quadro di una modernizzazione e di una riforma che si tradurranno in crescita e occupazione. Gli strumenti finanziari dell’Unione, in particolare i fondi strutturali, si concentrano sempre più sul raggiungimento di questi obiettivi, mentre la partecipazione delle parti sociali mediante un dialogo sociale autonomo rafforza il partenariato.I fondi strutturali sostengono un approccio strategico e rafforzano il capitale umano e fisico a medio e lungo termine attraverso un ciclo di programmazione di sette anni. In particolare, il Fondo sociale europeo (FSE) considera come priorità l’anticipazione, l’adattamento e la gestione positiva del mutamento, aumentando l’adattabilità dei lavoratori e delle imprese, migliorando l’accesso all’occupazione e la partecipazione al mercato del lavoro, rafforzando l’integrazione sociale delle persone svantaggiate, lottando contro la discriminazione e favorendo i partenariati per la riforma. Il nuovo programma di apprendimento permanente 2007-2013 permetterà, grazie al sottoprogramma Leonardo da Vinci, lo sviluppo di strumenti di formazione innovativi che possono rispondere a esigenze specifiche di capacità professionali.Il nuovo fondo completa le politiche e gli strumenti finanziari esistenti, fra cui le politiche comunitarie volte ad anticipare e ad accompagnare le ristrutturazioni. A differenza di quest’ultimo, il FEG combina una dimensione territoriale con un aiuto specifico e mirato, che consiste esclusivamente in un aiuto personalizzato per il reinserimento professionale dei lavoratori vittime dell’evoluzione delle strutture del commercio internazionale.La sovrapposizione di azioni svolte nell’ambito di altre politiche comunitarie, in particolare la politica di coesione, sarà evitata tramite una serie di disposizioni che definiscono chiaramente il campo d’applicazione dello strumento, escludendo il doppio finanziamento e prevedendo esplicitamente il coordinamento dell'assistenza fornita dalle diverse fonti di finanziamento comunitario. Inoltre, il FEG non sostituirà i regimi di indennità di disoccupazione o di prepensionamento attuati dagli Stati membri.Infine, mentre il FEG intende assistere i lavoratori licenziati in generale, la Commissione e gli Stati membri richiedenti devono assicurare che i suoi contributi siano conformi ai principi di parità fra donne e uomini e di non discriminazione enunciati nel trattato.2. CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DELL'IMPATTO2.1. Consultazione delle parti interessateAttraverso il FEG saranno versati contributi finanziari agli Stati membri. Questo regolamento riflette le opinioni degli Stati membri esposte nelle conclusioni del Consiglio europeo dei giorni 15 e 16 dicembre 2005, in cui si è convenuto di istituire un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione.La globalizzazione è stata oggetto, nel contesto più ampio delle ristrutturazioni economiche e dell’occupazione, di un dialogo permanente tra la Commissione e le parti sociali. La seconda fase di consultazione delle parti sociali sulla ristrutturazione delle imprese e dei comitati aziendali europei è stata avviata il 31 marzo 2005, a norma dell’articolo 138, terzo comma del trattato[4]. Al fine di garantire la piena partecipazione delle parti sociali, la Commissione includerà l’esame di tale proposta nelle prossime riunioni del comitato del dialogo sociale e della conferenza settoriale.2.2. Ricorso al parere di espertiSono state utilizzate ampiamente le capacità di analisi interne della Commissione, sotto forma di studi e di relazioni preparate nel contesto delle politiche del commercio, dell'occupazione e della coesione.2.3. Valutazione dell’impattoÈ stata realizzata una valutazione d’impatto.L’analisi ha portato alla conclusione che la soluzione preferibile è quella di istituire un Fondo specifico a livello dell’Unione, destinato ad assistere i lavoratori licenziati in conseguenza dell’evoluzione del commercio se questi licenziamenti hanno un grave impatto negativo in una determinata regione. Il FEG interverrà solo per completare le attività svolte dagli Stati membri ai livelli territoriali appropriati. La sua assistenza sarà sotto forma di servizi di sostegno personalizzati, destinati a rispondere alle esigenze specifiche dei lavoratori colpiti.3. ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA3.1. Sintesi delle misure proposteLa proposta intende istituire il FEG, destinato a permettere alla Comunità di fornire un sostegno mirato per il reinserimento professionale dei lavoratori privati del loro impiego in seguito a modifiche strutturali importanti nel commercio mondiale.3.2. Base giuridicaL’articolo 159, terzo comma del trattato CE costituisce la base giuridica del presente regolamento. Esso permette al Consiglio di adottare azioni specifiche, in conformità alla procedura di cui all’articolo 251 e previa consultazione del Comitato economico e sociale e del Comitato delle regioni, se tali azioni si rivelassero necessarie al di fuori dei Fondi strutturali e fatte salve le misure decise nell’ambito delle altre politiche della Comunità.Azioni specifiche al di fuori dei Fondi strutturali sono ritenute necessarie per fornire un sostegno mirato ai lavoratori licenziati in seguito a modifiche importanti del commercio mondiale nei casi in cui questi licenziamenti hanno un grave impatto negativo sull’economia regionale o locale. Aiutando i lavoratori licenziati a reinserirsi nel mercato del lavoro, il Fondo contribuirà a rafforzare la coesione economica e sociale nell’Unione.3.3. Sussidiarietà e proporzionalitàLa Comunità può adottare misure, in conformità al principio di sussidiarietà stabilito nell’articolo 5 del trattato, per promuovere gli obiettivi di solidarietà. Gli Stati membri non possono raggiungere individualmente gli obiettivi del FEG, poiché esso costituisce un’espressione di solidarietà fra gli Stati membri.Per fare intervenire il FEG occorre l’accordo di entrambi i settori dell’autorità di bilancio; questi interventi saranno quindi l’espressione della solidarietà della Comunità e degli Stati membri nel loro insieme. In tal modo la proposta contribuirà a rendere l’obiettivo di solidarietà dell’UE più tangibile per i lavoratori colpiti e per i cittadini dell’Unione in generale.In conformità al principio di proporzionalità, le disposizioni del presente regolamento non vanno oltre quanto è necessario per raggiungere i suoi obiettivi. Gli obblighi imposti agli Stati membri riflettono l’esigenza di aiutare i lavoratori colpiti a reinserirsi rapidamente nel mercato del lavoro. L’onere amministrativo per la Comunità e le autorità nazionali è stato limitato a quanto necessario perché la Commissione eserciti la sua responsabilità per l’esecuzione del bilancio comunitario. Le attività di valutazione saranno condotte su iniziativa e sotto la responsabilità della Commissione.Poiché il contributo finanziario è versato alle autorità dello Stato membro, questo sarà tenuto a presentare una relazione che ne giustifichi l’utilizzo. Si cercherà in particolare di garantire che le procedure da seguire permettano di prendere decisioni il più rapidamente possibile.3.4. Scelta degli strumentiL’atto proposto deve avere la forma di un regolamento. Gli altri strumenti non sarebbero adeguati, poiché l'obiettivo può essere realizzato soltanto attraverso uno strumento giuridico direttamente applicabile.4. INCIDENZA SUL BILANCIOL’importo massimo delle spese finanziate dal Fondo sarà di € 500 milioni all’anno in prezzi correnti. In conformità alle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2005 e in linea con l’Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio che deve essere adottato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione, il Fondo non sarà oggetto di alcuna disposizione finanziaria specifica nel quadro finanziario pluriennale; in base agli orientamenti sopra menzionati, la Commissione propone di determinare il livello di “sottoutilizzazioni” degli stanziamenti che serviranno ogni anno (anno n ) al finanziamento del FEG nel modo seguente:1. in primo luogo, il margine che resta disponibile sotto il massimale globale degli stanziamenti d’impegno dell’anno precedente, cioè la differenza tra il totale degli stanziamenti d’impegno previsti nel quadro finanziario pluriennale e il totale degli stanziamenti d’impegno inseriti nel bilancio dell’anno n -1;2. in secondo luogo, se l'importo precedente non è sufficiente, gli stanziamenti d'impegno annullati nei due anni precedenti.Gli stanziamenti saranno mobilizzati tramite un bilancio rettificativo, se e quando necessario, con riferimento all’importo fissato come indicato sopra. Per razionalizzare il processo decisionale, la Commissione presenterà proposte per “lotti”, se del caso, durante l’esercizio finanziario.5. INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI5.1. Clausola di revisioneLa proposta prevede la possibilità di una revisione, dopo che la Commissione avrà presentato la prima relazione annuale, per rispettare meglio gli obiettivi e il campo d’applicazione di cui all’articolo 1 del regolamento.2006/0033 (COD)Proposta diREGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOche istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazioneIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 159,vista la proposta della Commissione[5],visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[6],visto il parere del Comitato delle regioni[7],deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251[8] del trattato,considerando quanto segue:(1) Nonostante l’effetto positivo generale della globalizzazione sulla crescita e l’occupazione nella Comunità, è opportuno istituire un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (in appresso denominato “FEG”) per mezzo del quale la Comunità dimostri la sua solidarietà verso i lavoratori privati del loro impiego in conseguenza dei mutamenti intervenuti nella struttura del commercio mondiale.(2) Occorre che il FEG apporti un aiuto specifico, una tantum, per facilitare il reinserimento professionale dei lavoratori in ambiti o settori che subiscono gli effetti violenti di una grave perturbazione economica.(3) Le azioni previste dal presente regolamento devono essere definite secondo rigorosi criteri di intervento, relativi alla portata delle perturbazioni economiche e dei loro effetti su un dato settore o una data regione geografica, affinché il contributo finanziario del FEG possa essere concentrato sulle zone più gravemente colpite della Comunità.(4) Le attività del FEG devono essere coerenti e compatibili con le altre politiche comunitarie e conformi all’acquis comunitario.(5) Le azioni finanziate nell'ambito del presente regolamento non devono beneficiare dell’aiuto finanziario di altri strumenti finanziari della Comunità.(6) L’aiuto comunitario deve essere concesso unicamente su richiesta dello Stato membro interessato. La Commissione deve garantire la parità di trattamento delle domande presentate dagli Stati membri.(7) Per facilitare l’applicazione del presente regolamento, è opportuno che le spese siano considerate ammissibili a partire dal giorno in cui uno Stato membro inizia a fornire servizi personalizzati ai lavoratori interessati, in seguito alla notifica dei licenziamenti previsti, conformemente alla direttiva 75/129/CEE[9]. Tenendo conto della necessità di una risposta che miri in modo specifico al reinserimento professionale, occorre fissare una scadenza per l’utilizzo del contributo finanziario del FEG.(8) Lo Stato membro rimane responsabile dell'attuazione del contributo finanziario e della gestione e del controllo delle azioni finanziate dalla Comunità, in conformità al regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee[10]. Lo Stato membro deve giustificare l’utilizzo del contributo finanziario ottenuto.(9) Poiché gli obiettivi dell’azione prevista non possono essere realizzati in modo sufficiente dagli Stati membri e possono quindi, a motivo delle dimensioni e degli effetti dell’azione, essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all’articolo 5 del trattato. In conformità al principio di proporzionalità stabilito in detto articolo, il presente regolamento non va al di là di quanto è necessario per raggiungere tali obiettivi.HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 1Oggetto e campo di applicazione1. Il presente regolamento istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, in appresso denominato “FEG”, per permettere alla Comunità di fornire un sostegno ai lavoratori licenziati in conseguenza di trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale, nei casi in cui questi licenziamenti abbiano un notevole impatto negativo sull’economia regionale o locale.2. Il presente regolamento stabilisce le norme riguardanti il funzionamento del FEG per facilitare il rapido reinserimento professionale dei lavoratori colpiti da licenziamenti per motivi economici.Articolo 2Criteri di interventoIl FEG fornisce un contributo finanziario qualora trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale siano all’origine di gravi perturbazioni economiche, in particolare un aumento massiccio delle importazioni nell’UE, un calo progressivo della quota di mercato dell’Unione europea in un determinato settore o una delocalizzazione in paesi terzi, aventi come conseguenza:a) il licenziamento di almeno 1 000 dipendenti di un’impresa, compresi i lavoratori licenziati dai fornitori o produttori a valle di tale impresa, in una regione in cui la disoccupazione, misurata al livello NUTS III, è più elevata della media nazionale o comunitaria,oppureb) il licenziamento di almeno 1 000 dipendenti, per un periodo di 6 mesi, di una o più imprese di un settore, misurato al livello 2 della NACE, che rappresenta almeno l’1% dell'occupazione regionale misurata al livello NUTS II.Articolo 3Azioni ammissibiliIl contributo finanziario erogato a titolo del presente regolamento è destinato a sovvenzionare azioni facenti parte di un insieme coordinato di servizi personalizzati miranti a reinserire nel mercato del lavoro i lavoratori licenziati, comprendenti:a) misure attive per il mercato del lavoro, quali l’assistenza nella ricerca di un impiego, l’orientamento professionale, la formazione e la riqualificazione su misura, anche nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, l’assistenza per la ricollocazione professionale e la promozione dell’imprenditorialità o l’aiuto alle attività professionali autonome;b) integrazioni salariali speciali di durata limitata, come le indennità per la ricerca di un lavoro, le indennità di mobilità, le indennità di integrazione salariale di sostegno per chi partecipa ad attività di formazione nonché le maggiorazioni di salario temporanee per i lavoratori di età superiore a 50 anni, che accettano di essere reinseriti nel mercato del lavoro ad un livello di retribuzione inferiore.Articolo 4Forma del contributo finanziarioLa Commissione concede il contributo finanziario in forma di versamento unico, eseguito nel quadro della gestione concorrente tra gli Stati membri e la Commissione, a norma dell’articolo 53, paragrafo 1, lettera b) e paragrafi 5 e 6 del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002.Articolo 5Domande1. Lo Stato membro presenta alla Commissione una domanda di contributo del FEG entro un periodo di 10 settimane a partire dal giorno in cui risultano soddisfatte le condizioni di intervento del fondo, enunciate all’articolo 2.2. La domanda deve contenere le seguenti informazioni:a) un’analisi motivata del legame tra i licenziamenti e le trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale, l’indicazione del numero di licenziamenti e una spiegazione della natura imprevedibile di questi licenziamenti;b) l’identificazione delle imprese (nazionali o multinazionali) che effettuano i licenziamenti e le categorie di lavoratori interessati;c) l’impatto previsto dei licenziamenti sull’occupazione locale, regionale o nazionale;d) le azioni specifiche da finanziare e la stima dettagliata dei loro costi, ivi compresa la loro complementarità con le azioni finanziate dai fondi strutturali;e) la data in cui lo Stato membro ha iniziato o prevede di iniziare la prestazione di servizi personalizzati ai lavoratori interessati;f) le procedure seguite per la consultazione delle parti sociali;g) l’autorità responsabile della gestione e del controllo finanziario, a norma dell’articolo 18.3. Tenendo conto delle misure adottate dagli Stati membri e dalle imprese interessate in forza della legislazione nazionale o di contratti collettivi e in particolare delle azioni finanziate dal Fondo sociale europeo, in appresso denominato “FSE”, le informazioni di cui al paragrafo 2 devono comprendere una descrizione sintetica delle misure adottate o previste dall’autorità nazionale e dalle imprese interessate nonché una stima dei loro costi.4. Lo Stato membro trasmette alla Commissione le statistiche e le altre informazioni, al livello geografico più appropriato, necessarie per valutare il rispetto dei criteri di intervento.5. In base alle informazioni di cui al paragrafo 2, la Commissione valuta, in cooperazione con lo Stato Membro, se sussistono le condizioni per concedere un contributo finanziario a norma del presente regolamento.6. La Commissione assicura il trattamento paritario delle domande presentate dagli Stati membri.Articolo 6Complementarità, conformità e coordinamento1. L’aiuto del FEG non sostituisce le azioni che sono di competenza delle imprese in forza della legislazione nazionale o dei contratti collettivi.2. L’aiuto del FEG completa le azioni degli Stati membri a livello nazionale, regionale e locale.3. Le azioni che beneficiano di un contributo finanziario del FEG sono compatibili con il trattato e con gli atti adottati conformemente alle sue disposizioni.4. Secondo le rispettive competenze, la Commissione e gli Stati membri provvedono al coordinamento degli aiuti dei fondi comunitari.5. Lo Stato membro si assicura che le azioni che beneficiano di un contributo del FEG non ricevano aiuti da altri strumenti finanziari comunitari.Articolo 7Parità tra donne e uomini e non discriminazioneLa Commissione e gli Stati membri promuovono la parità tra uomini e donne e si assicurano che non esistano, nell’accesso al sostegno del FEG, discriminazioni fondate su sesso, razza o origine etnica, religione o convinzioni personali, handicap, età o tendenze sessuali.Articolo 8Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione1. Su iniziativa della Commissione, nei limiti dello 0,35% delle risorse finanziarie disponibili per l’anno in questione, il FEG può essere utilizzato per finanziare le attività di monitoraggio, informazione, sostegno amministrativo e tecnico, audit, controllo e valutazione necessarie per l’applicazione del presente regolamento.2. Tali compiti vengono eseguiti in conformità al regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio e alle modalità di attuazione applicabili a questa forma di esecuzione del bilancio.Articolo 9Informazione e pubblicitàLo Stato membro adotta iniziative d'informazione e di pubblicità sulle azioni finanziate. L’informazione è destinata ai lavoratori licenziati e al pubblico in generale. Essa mette in luce il ruolo della Comunità e assicura la visibilità dell'intervento del FEG.Articolo 10Determinazione del contributo finanziario1. Sulla base della valutazione effettuata a norma dell’articolo 5, paragrafo 5, e prendendo in particolare considerazione il numero di licenziamenti, le azioni proposte e i costi stimati, la Commissione stabilisce il più rapidamente possibile l’importo dell’eventuale contributo finanziario da concedere entro i limiti delle risorse disponibili.L’importo non può superare il 50% dei costi stimati complessivi di cui all’articolo 5, paragrafo 2, lettera d).2. Qualora, sulla base della valutazione effettuata a norma dell’articolo 5, paragrafo 5, concluda che sussistono le condizioni per la concessione di un contributo finanziario ai sensi del presente regolamento, la Commissione avvia al più presto la procedura di cui all'articolo 12.3. Qualora, sulla base della valutazione effettuata a norma dell’articolo 5, paragrafo 5, concluda che non sussistono le condizioni per la concessione di un contributo finanziario ai sensi del presente regolamento, la Commissione ne informa al più presto lo Stato membro interessato.Articolo 11Ammissibilità delle speseLe spese sono ammissibili per un contributo del FEG a partire dalla data in cui uno Stato membro inizia a prestare servizi personalizzati ai lavoratori interessati, a seguito dell’annuncio di licenziamenti collettivi.Articolo 12Procedura di bilancio1. Se ritiene che debba essere concesso un contributo finanziario del FEG, la Commissione trasmette all’autorità di bilancio una proposta di autorizzazione degli stanziamenti corrispondenti all’importo stabilito conformemente all’articolo 10.La proposta di cui al primo comma comprende i seguenti elementi:a) la valutazione effettuata a norma dell’articolo 5, paragrafo 5, insieme ad una sintesi delle informazioni su cui si basa tale valutazione;b) le prove che sussistono le condizioni di cui all'articolo 2;c) i motivi che giustificano gli importi proposti.2. La Commissione presenta le proposte per lotti all’autorità di bilancio.Il 1° luglio di ogni anno rimane disponibile almeno un quarto dell'importo massimo annuale del FEG per coprire le necessità che si presentano fino alla fine dell'anno.3. Non appena l’autorità di bilancio rende disponibili gli stanziamenti, la Commissione adotta la decisione di concessione di un contributo finanziario.Articolo 13Versamento e utilizzo del contributo finanziario1. In seguito all’adozione della decisione in conformità all’articolo 12, paragrafo 3, la Commissione versa il contributo finanziario allo Stato membro in un'unica rata.2. Lo Stato membro utilizza il contributo finanziario e gli eventuali interessi da esso prodotti entro 18 mesi dalla data a partire dalla quale le spese sono ammissibili a norma dell'articolo 11.Articolo 14Impiego dell'euroNelle domande, nelle decisioni di concessione dei contributi, nelle relazioni di cui al presente regolamento e in ogni altro documento che vi si riferisca tutti gli importi sono espressi in euro.Articolo 1 5Relazione finale e chiusura1. Entro sei mesi dalla scadenza del periodo di cui all'articolo 13, paragrafo 2, lo Stato membro presenta alla Commissione una relazione sull'esecuzione del contributo finanziario, contenente informazioni sul tipo di azioni realizzate e sui principali risultati ottenuti, nonché un rendiconto giustificante le spese e indicante, se del caso, in che cosa tali azioni sono complementari a quelle finanziate dal FSE.2. Entro sei mesi dalla ricezione di tutte le informazioni di cui al paragrafo 1, la Commissione procede alla chiusura del contributo finanziario del FEG.Articolo 1 6Relazione annuale1. A decorrere dal 2008 ed entro il 1° luglio di ogni anno la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sulle attività svolte a titolo del presente regolamento nel corso dell'anno precedente. La relazione contiene in particolare informazioni riguardanti le domande presentate, le decisioni adottate, le azioni finanziate e la chiusura del contributo finanziario concesso.2. La relazione è trasmessa per informazione alle parti sociali.Articolo 17Valutazione1. La Commissione effettua di propria iniziativa e in stretta cooperazione con gli Stati membri:a) una valutazione intermedia dell’efficacia e della sostenibilità dei risultati ottenuti;b) una valutazione ex post.2. I risultati della valutazione sono trasmessi per informazione all’autorità di bilancio e alle parti sociali.Articolo 1 8Gestione e controllo finanziario1. Fatta salva la responsabilità della Commissione per l’esecuzione del bilancio generale delle Comunità europee, gli Stati membri sono responsabili in prima istanza della gestione delle azioni che beneficiano dell’aiuto del FEG, nonché del controllo finanziario di tali azioni. A tal fine, essi adottano le seguenti misure:a) verificare la messa in opera e l’applicazione di meccanismi di gestione e di controllo tali da garantire un utilizzo efficace e corretto dei fondi comunitari, conformemente ai principi di una sana gestione finanziaria;b) verificare la corretta esecuzione delle azioni finanziate;c) assicurarsi che le spese finanziate si fondino su documenti giustificativi verificabili e siano corrette e regolari;d) prevenire, individuare e rettificare le irregolarità e recuperare gli importi indebitamente versati applicando, se del caso, interessi di mora. Gli Stati membri notificano tali irregolarità alla Commissione e la tengono al corrente dell’evoluzione delle procedure amministrative e giudiziarie.2. Gli Stati membri apportano le necessarie rettifiche finanziarie qualora si accerti un’irregolarità. Tali rettifiche consistono nell’annullare del tutto o in parte il contributo comunitario. Lo Stato membro recupera ogni somma persa in seguito ad un'irregolarità e la rimborsa alla Commissione; se la somma non è rimborsata nei termini stabiliti dallo Stato membro interessato, è previsto il pagamento di interessi di mora.In caso di mancato recupero degli importi indebitamente versati al beneficiario, lo Stato membro è responsabile del rimborso delle somme perse al bilancio generale dell’Unione europea.3. Nell’esercizio della sua competenza in materia di esecuzione del bilancio generale delle Comunità europee, la Commissione adotta tutti i provvedimenti necessari per verificare che le azioni finanziate siano svolte nel rispetto dei principi di una gestione finanziaria sana ed efficiente, conformemente alle disposizioni del regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio.A tal fine, senza pregiudizio delle competenze della Corte dei Conti, né dei controlli effettuati dagli Stati membri conformemente alle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative nazionali, funzionari o agenti della Commissione possono effettuare controlli sul posto, in particolare controlli a campione, sulle azioni finanziate dal fondo con un preavviso minimo di un giorno lavorativo. La Commissione ne informa lo Stato membro interessato per ottenere tutto l’aiuto necessario. Funzionari o agenti dello Stato membro interessato possono partecipare a tali controlli.4. Lo Stato membro provvede a che tutti i documenti giustificativi relativi alle spese sostenute siano tenuti a disposizione della Commissione e della Corte dei Conti per un periodo di tre anni dopo la chiusura del contributo finanziario ricevuto dal FEG.Articolo 19Rimborso del contributo finanziario1. Nei casi in cui il costo reale di un'azione sia inferiore all'importo stimato indicato a norma dell'articolo 12, la Commissione chiede allo Stato membro di rimborsare l’importo corrispondente del contributo finanziario ricevuto.2. Se uno Stato membro non rispetta gli obblighi stabiliti nella decisione di concessione di un contributo finanziario, la Commissione può imporre allo Stato membro il rimborso completo o parziale del contributo finanziario ricevuto.3. Prima di adottare una decisione in applicazione dei paragrafi 1 o 2, la Commissione procede a un adeguato esame del caso e, in particolare, concede allo Stato membro un periodo di tempo determinato per formulare le proprie osservazioni.4. Qualora, dopo aver proceduto alle necessarie verifiche, la Commissione concluda che uno Stato membro non si è conformato agli obblighi che gli incombono in virtù dell’articolo 18, paragrafo 1, decide, se non è stato raggiunto alcun accordo e se lo Stato membro non ha apportato le rettifiche nei termini stabiliti dalla Commissione, e tenuto conto di eventuali osservazioni dello Stato membro, nei tre mesi che seguono la fine del periodo suindicato di effettuare le necessarie rettifiche finanziarie sopprimendo interamente o in parte il contributo del fondo all’azione in questione. Ogni somma persa a seguito di una irregolarità accertata dà luogo ad un recupero; se la somma non è rimborsata nei termini previsti dallo Stato membro interessato, è previsto il pagamento di interessi di mora.Articolo 2 0Clausola di revisioneIn base alla prima relazione annuale di cui all’articolo 16, il Parlamento europeo e il Consiglio possono, su proposta della Commissione, rivedere il presente regolamento per far sì che siano raggiunti gli obiettivi di solidarietà del FEG e che le sue disposizioni tengano debitamente conto delle caratteristiche economiche, sociali e territoriali di tutti gli Stati membri.Il Parlamento europeo e il Consiglio procedono in ogni caso a una revisione del presente regolamento entro il 31 dicembre 2013.Articolo 2 1Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Esso si applica a decorrere dal 1° gennaio 2007.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.Fatto a Bruxelles,Per il Parlamento europeo, Per il Consiglio,Il Presidente Il PresidenteSCHEDA FINANZIARIA LEGISLATIVA1. DENOMINAZIONE DELLA PROPOSTA:Proposta di REGOLAMENTO del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG).2. QUADRO ABM/ABBSettore politico interessato e attività connesse:Competitività per la crescita e l'occupazione3. LINEE DI BILANCIO3.1. Linee di bilancio (linee operative e corrispondenti linee di assistenza tecnica e amministrativa (ex linee B e A) e loro denominazione:Due linee di bilancio sotto la rubrica 1A[11]Per la gestione amministrativa: 04.06013.2. Durata dell’azione e dell’incidenza finanziaria:Durata indefinita, con possibilità di utilizzare fino a € 500 milioni all’anno ai prezzi attuali, concessi caso per caso dall’autorità di bilancio per fornire un sostegno supplementare ai lavoratori privati del loro impiego in seguito a modifiche strutturali importanti nel commercio mondiale, su proposta della Commissione sotto forma di bilancio rettificativo.Una percentuale fino allo 0,35% di ogni contributo finanziario versato a titolo del FEG potrà essere utilizzata per un’assistenza tecnica a norma dell’articolo 8.3.3. Caratteristiche di bilancio (aggiungere le righe necessarie):Linea di bilancio | Tipo di spesa | Nuova | Contributo EFTA | Partecipazione di paesi candidati | Rubrica delle prospettive finanziarie |SNO | SND | Sì | No | No | n. 3 |SNO | SD | No | No | No | n. 3 |4. SINTESI DELLE RISORSE4.1. Risorse finanziarie4.1.1. Sintesi degli stanziamenti di impegno (SI) e degli stanziamenti di pagamento (SP)Milioni di euro (fino al terzo decimale)Tipo di spesa | Sezione n. | Anno n. | n + 1 | n + 2 | n + 3 | n + 4 | n + 5 e segg. | Totale |Spese operative |Stanziamenti di impegno (SI) | 8.1 | a | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. |Stanziamenti di pagamento (SP) | b | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. |Spese amministrative incluse nell’importo di riferimento |Assistenza tecnica e amministrativa (SND) | 8.2.4 | c | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. |IMPORTO TOTALE DI RIFERIMENTO |Stanziamenti di impegno | a+c | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. |Stanziamenti di pagamento | b+c | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. |Spese amministrative non incluse nell’importo di riferimento[12] |Risorse umane e spese connesse (SND) | 8.2.5 | d | 0.864 | 0.864 | 0.864 | 0.864 | 0.864 | 0.864 |Spese amministrative diverse dalle risorse umane e dalle spese connesse, non incluse nell’importo di riferimento (SND) | 8.2.6 | e |Totale del costo indicativo dell’interventoTOTALE SI, compreso costo delle risorse umane | a+c+d+e | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. |TOTALE SP, compreso costo delle risorse umane | b+c+d+e | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. |CofinanziamentoSe la proposta prevede il cofinanziamento da parte degli Stati membri o di altri organismi (specificare quali), indicare nella tabella seguente una stima del livello di cofinanziamento (aggiungendo altre righe se è prevista la partecipazione di diversi organismi):Milioni di euro (fino al terzo decimale)Organismo di cofinanziamento | Anno n. | n + 1 | n + 2 | n + 3 | n + 4 | n + 5 e segg. | Totale |…………………… | f |TOTALE SI compreso il cofinanziamento | a+c+d+e+f |4.1.2. Compatibilità con la programmazione finanziariaX La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria in vigore.X La proposta esige una riprogrammazione della relativa rubrica delle prospettive finanziarie.X La proposta può richiedere l’applicazione delle disposizioni dell’accordo interistituzionale (relative allo strumento di flessibilità o alla revisione delle prospettive finanziarie)4.1.3. Incidenza finanziaria sulle entrateX La proposta non ha alcuna incidenza finanziaria sulle entrate.( La proposta ha la seguente incidenza finanziaria sulle entrate:NB: tutte le precisazioni ed osservazioni relative al metodo di calcolo dell’incidenza sulle entrate devono figurare in un allegato separato.Milioni di euro (al primo decimale)Prima dell’azione[Anno n-1] | Situazione dopo l'azione |Totale risorse umane | 8 | 8 | 8 | 8 | 8 | 8 |5. CARATTERISTICHE E OBIETTIVINella relazione deve essere illustrato il contesto della proposta. La presente sezione della scheda finanziaria legislativa deve contenere le seguenti informazioni complementari specifiche:5.1. Realizzazione necessaria a breve e lungo termineV. Relazione5.2. Valore aggiunto dell’intervento comunitario, coerenza della proposta con altri strumenti finanziari ed eventuale sinergiaV. Relazione5.3. Obiettivi della proposta, risultati previsti e relativi indicatori della proposta nel contesto della gestione basata sulle attività (ABM)5.4. Modalità di attuazione (indicative)Indicare di seguito la/le modalità di attuazione scelta/e:Gestione condivisa con gli Stati membri, decisione di concessione di un contributo finanziario.6. CONTROLLO E VALUTAZIONEIl controllo e la valutazione sono limitati per tenere conto della natura dello strumento e per non imporre oneri inutili alle amministrazioni nazionali. Tuttavia, per particolari casi sono previste visite di controllo a medio periodo dell’attuazione del contributo finanziario.7. MISURE ANTIFRODESI PROPONE CHE LO STATO MEMBRO EFFETTUI ATTIVITÀ DI CONTROLLO E DI AUDIT SULLA BASE DI UN’ANALISI DEL RISCHIO. LO STATO MEMBRO DEVE PRESENTARE ALLA COMMISSIONE UNA RELAZIONE RELATIVA ALL’ESECUZIONE FINANZIARIA DI CIASCUN CONTRIBUTO FINANZIARIO, NONCHÉ UNA DICHIARAZIONE CHE GIUSTIFICHI LE SPESE E INDICHI OGNI ALTRA FONTE DI FINANZIAMENTO DELLE AZIONI IN QUESTIONE. LA PROPOSTA PREVEDE LA POSSIBILITÀ CHE GLI ORGANI COMUNITARI EFFETTUINO AUDIT CONFORMEMENTE AL REGOLAMENTO FINANZIARIO.8. INFORMAZIONI SULLE RISORSE8.1. Obiettivi della proposta in termini di costi finanziariStanziamenti di impegno in milioni di euro (al terzo decimale)Anno n. | Anno n+1 | Anno n+2 | Anno n+3 | Anno n+4 | Anno n+5 |Funzionari o agenti temporanei (XX 01 01) | A*/AD | 4 | 4 | 4 | 4 | 4 | 4 |B*, C*/AST | 2 2 | 2 2 | 2 2 | 2 2 | 2 2 | 2 2 |Personale finanziato con l’art. XX 01 02 |Altro personale finanziato con l’art. XX 01 04/05 |TOTALE | 8 | 8 | 8 | 8 | 8 | 8 |Le risorse umane saranno richieste nel quadro della decisione sulle SPA o tramite ridistribuzione interna.8.2.2. Descrizione delle mansioni derivanti dall’azioneValutazione delle domande, preparazione delle decisioni di concessione di un contributo finanziario, controllo e chiusura dell’aiuto.8.2.3. Origine delle risorse umane (statutaria)Cinque posti statutari attualmente assegnati alla gestione del programma.8.2.4. Altre spese amministrative incluse nell’importo di riferimento ( XX 01 04/05 – Spese di gestione amministrativa )Milioni di euro (fino al terzo decimale)Linea di bilancio (numero e denominazione) 04.0601 | Anno n. | Anno n+1 | Anno n+2 | Anno n+3 | Anno n+4 | Anno n+5 e segg. | TOTALE |Altra assistenza tecnica e amministrativa | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. |- intra muros |- extra muros |Totale assistenza tecnica e amministrativa | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. | p.m. |8.2.5. Costi finanziari delle risorse umane e costi connessi non inclusi nell’importo di riferimentoMilioni di euro (fino al terzo decimale)Tipo di risorse umane | Anno n. | Anno n+1 | Anno n+2 | Anno n+3 | Anno n+4 | Anno n+5 e segg. |Funzionari e agenti temporanei (XX 01 01) | 0.864 | 0.864 | 0.864 | 0.864 | 0.864 | 0.864 |Personale finanziato con l’articolo XX 01 02 (ausiliari, END, agenti contrattuali, ecc.) (specificare la linea di bilancio) |Totale costi risorse umane e costi connessi (NON inclusi nell’importo di riferimento) | 0.864 | 0.864 | 0.864 | 0.864 | 0.864 | 0.864 |Calcolo – Funzionari e agenti temporanei Richiamarsi all’occorrenza al punto 8.2.18 impieghi statutari a 108.000 euro all’annoCalcolo – Personale finanziato con l’art. XX 01 02Richiamarsi all’occorrenza al punto 8.2.18.2.6. Altre spese amministrative non incluse nell’importo di riferimentoMilioni di euro (fino al terzo decimale)Anno n. | Anno n+1 | Anno n+2 | Anno n+3 | Anno n+4 | Anno n+5 e segg. | TOTALE |XX 01 02 11 01 – Missioni |XX 01 02 11 02 – Riunioni e conferenze |XX 01 02 11 03 – Comitati |XX 01 02 11 04 – Studi e consulenze |XX 01 02 11 05 – Sistemi di informazione |2 2 Totale altre spese di gestione (XX 01 02 11) |3 3 Altre spese di natura amministrativa (specificare indicando la linea di bilancio) |Totale spese amministrative diverse da spese per risorse umane e altre spese connesse (NON incluse nell’importo di riferimento) |Calcolo – Altre spese amministrative non incluse nell’importo di riferimento [1] Comunicazione della Commissione “I valori europei nel mondo globalizzato” - COM(2005) 525 del 20.10.2005.[2] Lettera del 20 ottobre 2005 ai presidenti del Consiglio dell’UE e del Parlamento europeo.[3] GU L 48 del 22.2.1975, pag. 29[4] Comunicazione della Commissione - Ristrutturazioni e occupazione - COM(2005) 120 del 31.3.2005.[5] xxx.[6] GU C […] del […], pag. […].[7] GU C […] del […], pag. […].[8] GU C […] del […], pag. […].[9] GU L 48 del 22.2.1975, pag. 29.[10] GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.[11] L’importo massimo delle spese finanziate dal fondo sarà di 500 milioni di euro all’anno in prezzi correnti. In conformità alle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2005 e in linea con l’accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e il miglioramento della procedura di bilancio che deve essere adottato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione, il fondo non sarà oggetto di alcuna disposizione finanziaria specifica nel quadro finanziario pluriennale; in base agli orientamenti sopra menzionati, la Commissione propone di determinare il livello di “sottoutilizzazioni” degli stanziamenti che serviranno ogni anno (anno n) al finanziamento del FEG nel seguente modo:in primo luogo, il margine che resta disponibile sotto il massimale globale degli stanziamenti d’impegno dell’anno precedente, vale a dire la differenza tra il totale degli stanziamenti d’impegno previsti nel quadro finanziario pluriennale e il totale degli stanziamenti d’impegno iscritti al bilancio dell’anno n – 1 ;[12] in secondo luogo, se l’importo precedente non è sufficiente, gli stanziamenti d’impegno annullati nei due anni precedenti.Gli stanziamenti saranno mobilizzati tramite un bilancio rettificativo, se e quando necessario, con riferimento all’importo fissato come suindicato. Per razionalizzare il processo decisionale, la Commissione presenterà proposte per “lotti”, se del caso, nel corso dell'esercizio finanziario.[13] Spesa che rientra nel capitolo xx 01, ma non negli articoli xx 01 04 o xx 01 05.