CELEX: 51996PC0425
Language: it
Date: 1996-07-31
Title: Proposta riesaminata di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO RELATIVO AD AZIONI DI RISANAMENTO E DI RICOSTRUZIONE A FAVORE DEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
 it it
it   it
                                                  Bruxelles, 31.07.1996
                                                  COM(%) 425 dcf.
                                                  95/0165 (SY1M)
                            Proposta riesaminata di
                  REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
            RELATIVO AD AZIONI DI RISANAMENTO E DI
                    RICOSTRUZIONE A FAVORE DEI
                        PAESI IN VIA DI SVILUPPO
       (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 C,
                           lettera d) del trattato CE)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                        RELAZIONE
(Concernente gli emendamenti del Parlamento europeo, presentati in seconda lettura nel
quadro della procedura di cooperazione, adottati dalla Commissione nonché gli
emendamenti che essa non ha accolto).
OGGETTO: Proposta riesaminata del regolamento (CE) del Consiglio relativo ad azioni
                di risanamento e di ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo.
Fascicolo interistituzionale: 95/0165 (SYN)
Procedura di cooperazione, seconda lettura, art. 189 C, lettera d).
RIEPILOGO DEL FASCICOLO
Il 26 giugno 1995 la Commissione ha presentato al Consiglio e al Parlamento una
proposta di regolamento relativo ad azioni di risanamento e di ricostruzione a favore dei
paesi in via di sviluppo (COM (95) 291 def.).
La proposta di regolamento del Consiglio relativo ad azioni di risanamento e di
ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo, basata sull'articolo 130 W del trattato,
è soggetta alla procedura di cooperazione (art. 189 C del trattato).
In conformità della procedura di cooperazione succitata, il 15 dicembre 1995, il
Parlamento europeo ha presentato il suo parere in prima lettura.
Il 29 gennaio 1996 il Consiglio ha adottato una posizione comune che non è stata accolta
dalla Commissione.
Il 21 maggio 1996 il Parlamento ha presentato il suo parere in seconda lettura e ha
adottato in totale 19 emendamenti (PE 166.050). In conformità dell'articolo 189 C, lettera
d), la Commissione presenta una proposta riesaminata che incorpora gli emendamenti da
essa accolti.
La proposta riesaminata intende fissare le modalità di gestione delle linee di bilancio
destinate al finanziamento delle azioni di risanamento e di ricostruzione a favore dei paesi
in via di sviluppo e dei programmi di risanamento nell'Africa australe.
 ---pagebreak--- OSSERVAZIONI SUGLI EMENDAMENTI ADOTTATI DAL PARLAMENTO IN
SECONDA LETTURA
a)      Analisi degli emendamenti accolti/respinti
Gli emendamenti adottati in seconda lettura possono essere raggruppati in quattro
categorie.
La Commissione ha accolto integralmente gli emendamenti che seguono: n. 1, prima
parte, n. 3, prima parte, n. 4 , prima e quarta parte, n. 5, seconda e quarta parte, n. 6,
seconda parte, n. 10, seconda parte, n. 16, prima parte, lettere a, b e e e seconda parte,
primo, secondo e terzo trattino perché essi apportano una modifica accettabile. Per quanto
riguarda tuttavia l'emendamento n. 10, seconda parte, la Commissione ritiene che la forma
del considerando, più che il dispositivo stesso del regolamento, sia più adatta al contenuto
dell'emendamento in questione.
La Commissione ha accolto nella sostanza ma con un'altra forma, gli emendamenti che
seguono: n. 1, seconda parte, n. 3, seconda parte, n. 4, seconda e terza parte, n. 5, prima
parte, n. 6, prima parte, n. 7, prima e seconda parte, n. 10, prima parte e n. 13 perché essi
apportano una modifica accettabile nella sostanza anche se la Commissione ritiene più
opportuna una formulazione diversa.
La Commissione non ha accolto gli emendamenti che seguono:
         perché essi non corrispondono agli obiettivi o ai mezzi del risanamento o perché
         essi impongono un onere eccessivo per quanto riguarda la gestione: n. 2, n. 5,
        terza parte, n. 8, n. 9, n. 12, n. 14, n. 15, n. 17, seconda parte, n. 18 e n. 19;
         perché essi sono inaccettabili per motivi istituzionali: n. 10, prima parte, n. 11, n.
         16, seconda parte, quarto trattino, n. 17, prima parte.
b)       Posizione della Commissione e relativa giustificazione
Tenendo conto della posizione della Commissione per quanto riguarda gli altri
emendamenti, come indicata al punto a), la Commissione respinge gli emendamenti di
cui al paragrafo precedente per i motivi che seguono:
n. 2: l'emendamento presenta un riepilogo della situazione nell'Africa australe che non
corrisponde più al contesto attuale e alle prospettive future per l'area in questione;
n. 5. terza parte: l'emendamento ha l'obiettivo di attuare azioni di formazione e di
istruzione contro gli effetti dei conflitti interni e delle politiche di destabilizzazione, cosa
già prevista dal testo (sminamento e reinserimento sociale) e nell'ambito di altre
operazioni;
EL 8: l'emendamento ha l'obiettivo di limitare il finanziamento delle spese di
funzionamento essenziali, quando invece potrebbe rivelarsi necessaria la copertura di tutte
le spese di funzionamento, durante la fase di risanamento;
 ---pagebreak--- n. 9: l'emendamento, in alcuni casi, intende rendere il contributo finanziario dei partner
operativi locali, un obiettivo prioritario, mentre questo contributo deve tener conto dei
diversi elementi per ogni singola operazione;
n 10. prima parte: l'emendamento intende istituire un coordinamento tra la Comunità e
gli Stati membri e a livello internazionale secondo modalità che non sono attuabili visto
che non vengono differenziati i diversi livelli e i vari responsabili del coordinamento;
n. 11: l'emendamento intende sopprimere l'indicazione di procedure diverse da quelle di
bilancio, mentre è necessario rispettare anche altre procedure, ad esempio di carattere
decisionale;
n. 12: l'emendamento intende inserire misure di valutazione nel quadro dei controlli,
mentre le valutazioni da effettuare non vanno confuse con i controlli e comunque esse
sono affrontate in maniera specifica in altro ambito;
n. 14: l'emendamento intende attribuire all'aspetto regionale la funzione di elemento di
ammissibilità per quanto riguarda i bandi di gara, mentre è preferibile permettere l'accesso
a tutti i paesi in via di sviluppo;
n. 15: l'emendamento intende attribuire all'aspetto regionale la funzione di criterio
dell'origine dei beni e servizi, mentre è preferibile estendere il campo a tutti i paesi in via
di sviluppo;
n. 16. seconda parte, quarto trattino: l'emendamento intende assegnare un carattere
pubblico alle riunioni del comitato e prevede una diffusione esterna dei verbali, cosa che
non è possibile per ragioni interistituzionali, segnatamente perché incompatibile con le
norme e le procedure in materia di comitatologia;
n. 17. prima parte: l'emendamento prevede la presenza, nell'ambito del comitato, di un
osservatore della Commissione per lo sviluppo e la cooperazione del Parlamento europeo,
cosa che non è possibile per ragioni interistituzionali, segnatamente perché incompatibile
con le norme e le procedure in materia di comitatologia;
n. 17. seconda parte: l'emendamento prevede lo svolgimento di ampie consultazioni, a
tutti i livelli, per definire gli orientamenti generali relativi all'attuazione delle azioni di
risanamento. In effetti, una pratica di questo tipo si rivelerebbe irrealizzabile, e gli
orientamenti generali saranno definiti nell'ambito della politica di cooperazione della
Commissione che prevede un dialogo permanente con i vari partner;
n. 18: l'emendamento prevede la trasmissione di dati dettagliati sull'attuazione nel quadro
della sintesi, cosa che non è possibile dal punto di vista pratico, anche se saranno
menzionati i vari partner che partecipano alle azioni di risanamento;
n. 19: l'emendamento intende stabilire una giustificazione specifica per quanto riguarda
il finanziamento di azioni di risanamento a partire dalle linee di bilancio nei casi in cui
i paesi beneficiari dispongano di fondi FES o di protocolli finanziari. In effetti, le linee
di bilancio destinate al risanamento sono state create per fornire finanziamenti
 supplementari a paesi in via di risanamento che, in linea di principio, dispongono già di
 ---pagebreak--- altri fondi. La giustificazione va individuata nelle esigenze considerevoli e specifiche di
questa categoria di paesi, esaminate nell'ambito degli orientamenti generali e non può
essere isolata per ogni singola azione, perché in tal caso verrebbe a mancare la
motivazione di base di queste linee di bilancio.
 ---pagebreak---                                    Proposta riesaminata di
                    REGOLAMENTO (CE) n              /96 DEL CONSIGLIO
                                            del
                relativo ad azioni di risanamento e di ricostruzione a favore
                                  dei paesi in via di sviluppo
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 W,
vista la proposta della Commissione1,
deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 189 C del trattato2,
         GU n. C 235 del 9.9.1995, pag. 11.
         Parere del Parlamento europeo del                     (non ancora pubblicato nella
         Gazzetta ufficiale), posizione comune del Consiglio del                 (non ancora
         pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Parlamento europeo del
         (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale).
 ---pagebreak--- considerando che la Commissione, nella comunicazione al Parlamento europeo e al
Consiglio del 12 maggio 1993 su un "programma speciale di sostegno al risanamento nei
paesi in via di sviluppo", ha sottolineato la specificità e l'importanza del fabbisogno di
aiuto al risanamento strutturale e alla ricostruzione dei paesi in via di sviluppo
gravemente danneggiati a seguito di guerre, di disordini civili e di calamità naturali;
considerando che le conclusioni del Consiglio (Sviluppo) del 2 dicembre 1993 sull'aiuto
al risanamento hanno definito i principali obiettivi, le condizioni e i criteri inerenti a
detto aiuto e hanno sottolineato la necessità che esso sia impostato e attuato attraverso
uno stretto coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri;
considerando che è necessario che la Commissione vigili affinché le azioni avviate nei
settori dell'aiuto umanitario, del risanamento e dello sviluppo si attuino in maniera
coerente e continua;
considerando che il Parlamento europeo nella sua risoluzione del 16 novembre 19933, ha
rilevato l'entità del bisogno di aiuto al risanamento strutturale dei paesi in via di sviluppo
e ha ritenuto opportuno, per far fronte a queste esigenze, istituire una speciale linea
finanziaria nel bilancio generale delle Comunità europee, dotata di risorse finanziarie
consistenti;
considerando che il Parlamento europeo ha sottolineato la necessità di iscrivere le azioni
di risanamento strutturale in uno schema di sviluppo a medio o a lungo termine;
considerando che il Parlamento ha fatto inoltre osservare l'opportunità di considerare
come altamente prioritaria la questione della rapidità dell'aiuto e della sua efficacia;
considerando che l'autorità competente ha iscritto nel bilancio alcune linee destinate a
finanziare programmi dirisanamentonell'Africa australe (B7-3210) e azioni di ripristino
e ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo (B7-6410);
considerando che è necessario stabilirne le modalità di gestione,
         GU n. C 329 del 6.12.1993, pag. 77.
                                                7
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                           Articolo 1
1.       La Comunità attua azioni di risanamento e di ricostruzione a favore dei paesi in
via di sviluppo di cui al paragrafo 2, in via prioritaria a favore di quelli meno sviluppati,
che sono stati gravemente danneggiati a seguito di guerre, di disordini civili o di calamità
naturali. Tali azioni, di durata limitata, da avviare il più rapidamente possibile, sono
intese a contribuire a ristabilire il funzionamento dell'economia e delle capacità
istituzionali necessarie per restaurare la stabilità sociale e politica di tali paesi e soddisfare
le esigenze dell'insieme delle popolazioni colpite. Esse devono gradatamente sostituire
l'aiuto umanitario e preparare la ripresa dell'aiuto allo sviluppo a medio e lungo termine.
In particolare, esse devono permettere il rientro dei profughi, degli sfollati, dei militari
smobilitati, nonché il reinserimento di tutta la popolazione nell'ambito della normale vita
civile nei paesi e nelle regioni d'origine.
2.       Beneficiano del presente regolamento i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del
Pacifico, i paesi mediterranei, i paesi dell'America latina e dell'Asia nonché i paesi in via
di sviluppo del Caucaso e dell'Asia centrale.
                                           Articolo 2
 1.      Nel decidere le azioni si deve tener conto, per quanto possibile, dell'esistenza di
un livello minimo di sicurezza e dell'effettivo impegno in un processo di transizione
rispettoso dei valori democratici e delle libertà fondamentali.
2.       Le azioni da attuare a titolo del presente regolamento riguardano in via prioritaria
i seguenti settori: ripresa duratura del sistema produttivo, riattamento materiale e
funzionale delle infrastrutture di base, ivi compreso lo sminamento, il reinserimento
sociale, segnatamente a favore dei profughi, degli sfollati e dei militari smobilitati, e il
ripristino delle capacità istituzionali necessarie alla fase di risanamento soprattutto a
livello locale. È prevista inoltre la possibilità di assegnare risorse anche allo sviluppo del
settore economico, segnatamente attraverso la creazione di PMI e la promozione di
un'integrazione economica a livello regionale.
 ---pagebreak---                                            Articolo 3
I partner della cooperazione ammessi al sostegno finanziario a titolo del presente
regolamento sono: le organizzazioni regionali ed internazionali, le organizzazioni non
governative specializzate che, secondo le loro competenze e le loro capacità, possono
contribuire alle azioni di cui agli articoli 1 e 2, le amministrazioni e gli enti pubblici
nazionali, provinciali e locali e le organizzazioni a dimensione comunitaria, gli istituti e
gli operatori pubblici o privati.
                                           Articolo 4
1.      I mezzi che possono essere impiegati nell'ambito delle azioni di cui all'articolo 1
comprendono soprattutto studi, assistenza tecnica, formazione o altri servizi, forniture e
lavori, audit e missioni di valutazione e di controllo.
2.       Ilfinenziamentocomunitario può coprire sia spese d'investimento, ad esclusione
dell'acquisto di beni immobili, che spese correnti (ossia spese d'amministrazione, di
manutenzione e di funzionamento), tenuto conto che il progetto deve essere inteso a che
i beneficiari sostengano successivamente l'onere delle spese correnti.
3.       Per ciascuna azione di cooperazione è richiesto un contributo finanziario dei
partner definiti all'articolo 3. Il contributo è richiesto entro i limiti delle possibilità dei
partner interessati ed in funzione delle caratteristiche di ciascuna azione. In casi specifici
e se il partner è un'ONG o un'organizzazione a dimensione comunitaria il contributo può
essere in natura.
4.       Possono essere ricercate possibilità di cofinanziamento con altrifinanziatori,in
particolare con gli Stati membri.
5.       Sono prese le misure necessarie per contraddistinguere il carattere comunitario
degli aiuti forniti nell'ambito del presente regolamento.
 ---pagebreak--- 6.      Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità previsti dal trattato e
allo scopo di garantire la massima efficacia di queste azioni nel loro insieme, la
Commissione può prendere tutte le misure necessarie per il coordinamento, in particolare:
a)      la creazione di un sistema per lo scambio e l'analisi costante di informazioni sulle
        azioni già finanziate e quelle per cui è previsto ilfinanziamentoda parte della
        Comunità e degli Stati membri;
b)      il coordinamento nel paese di attuazione delle azioni, mediante incontri periodici
        e scambi d'informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati
        membri nel paese beneficiario.
7.      La Commissione può prendere, in consultazione con gli Stati membri, le iniziative
necessarie per assicurare un buon coordinamento con gli altrifinanziatoriinteressati, in
particolare con quelli del sistema delle Nazioni Unite.
                                         Articolo 5
Il sostegnofinanziarioa titolo del presente regolamento è dato sotto forma di aiuti non
rimborsabili.
                                         Articolo 6
 1.      La Commissione ha il compito di istruire, decidere e gestire le azioni di cui al
presente regolamento secondo le procedure di bilancio e le altre procedure in vigore, in
particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale
delle Comunità.
                                              10
 ---pagebreak--- 2.      I progetti ed i programmi sono valutati tenendo conto dei seguenti fattori:
        efficacia e fattibilità delle operazioni,
        aspetti culturali, sociali, ambientali e connessi alla parità uomo-donna,
        sviluppo istituzionale necessario per conseguire gli obiettivi del progetto,
        esperienza acquisita in operazioni analoghe.
3.      Le decisioni riguardanti le azioni il cui finanziamento ai sensi del presente
regolamento supera il valore di 2 milioni di ecu per azione sono prese secondo la
procedura di cui all'articolo 7.
La Commissione trasmette al Comitato di cui all'articolo 7 informazioni sintetiche sulle
decisioni di finanziamento che intende prendere su progetti o programmi per un valore
inferiore a 2 milioni di ecu. Queste informazioni sono comunicate almeno una settimana
prima della decisione.
4.      La Commissione è autorizzata ad approvare, senza chiedere il parere del Comitato
di cui all'articolo 7, gli impegni supplementari necessari per coprire gli eventuali
superamenti previsti o constatati a titolo delle azioni, purché il superamento o il
fabbisogno supplementare sia inferiore o uguale al 20% dell'impegno inizialmente fissato
nella decisione di finanziamento.
Quando l'impegno supplementare di cui al primo comma è inferiore a 4 milioni di ecu,
il Comitato di cui all'articolo 7 è informato della decisione presa dalla Commissione.
Qualora tale impegno supplementare è superiore a 4 milioni di ecu ma inferiore al 20%
delfinanziamentoiniziale, è richiesto il parere del Comitato.
                                               11
 ---pagebreak--- 5.       Qualsiasi convenzione o contratto di finanziamento concluso ai sensi del presente
regolamento prevede in particolare che la Commissione e la Corte dei conti possono
effettuare controlli in loco secondo le consuete modalità definite dalla Commissione nel
quadro delle disposizioni in vigore, in particolare quelle del regolamento finanziario
applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.
6.       Quando le azioni comportano convenzioni di finanziamento tra la Comunità e i
paesi beneficiari, esse prevedono che i pagamenti di tasse, dazi e oneri non siano a carico
della Comunità.
7.       La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è aperta, a parità di condizioni,
a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dello Stato beneficiario. Essa
può essere estesa ad altri paesi in via di sviluppo e, in casi eccezionali debitamente
giustificati, ad altri paesi terzi.
8.       Le forniture sono originarie degli Stati membri o dello Stato beneficiario o di altri
paesi in via di sviluppo. In casi eccezionali debitamente giustificati, le forniture possono
provenire da altri paesi.
                                          Articolo 7
 1.      La Commissione è assistita da un comitato di carattere consultivo composto dai
rappresentanti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Commissione,
ossia, a seconda del paese o della regione che beneficia delle misure:
 a)      per i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, il comitato del Fondo europeo
 di sviluppo, istituito dall'articolo 21 dell'accordo interno n. 91/401/CEE relativo al
 finanziamento e alla gestione degli aiuti della Comunità nel quadro della Quarta
 Convenzione di Lomé, adottato il 16 luglio 1990 dai rappresentanti degli Stati membri
 riuniti nell'ambito del Consiglio;
                                                12
 ---pagebreak--- b)       per i paesi del Mediterraneo, il comitato MED, istituito dall'articolo 6 del
regolamento (CEE) n. 1762/92 del Consiglio, concernente l'applicazione dei protocolli
relativi alla cooperazione finanziaria e tecnica conclusi dalla Comunità con i paesi terzi
mediterranei,
e)       per i paesi dell'America Latina e dell'Asia, il comitato ALA, istituito dall'articolo
15 del regolamento (CEE) n. 443/92 del Consiglio, riguardante l'aiuto finanziario e
tecnico per i paesi in via di sviluppo dell'America Latina e dell'Asia nonché la
cooperazione economica con tali paesi.
2.       Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle
misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che
il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame, se del caso
procedendo a votazione.
Il parere è iscritto a verbale, inoltre, ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che
la sua posizione figuri in detto verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere formulato dal comitato. Essa
lo informa della maniera in cui essa ne ha tenuto conto.
                                           Articolo 8
Una volta l'anno si procede ad uno scambio di opinioni sulla base degli orientamenti
generali per le azioni da attuare nel corso dell'anno seguente presentati dal rappresentante
della Commissione nel quadro di una riunione congiunta dei comitati di cui all'articolo 7,
paragrafo 1.
                                           Articolo 9
Alla fine di ogni esercizio finanziario la Commissione sottopone al Parlamento europeo
e al Consiglio una relazione annuale comprendente la sintesi delle azioni finanziate nel
corso dell'esercizio e una valutazione sull'esecuzione del presente regolamento durante lo
stesso esercizio.                                                '
La sintesi contiene in particolare informazioni riguardanti gli operatori con i quali sono
stati conclusi i contratti d'appalto o di esecuzione d'opera.
La relazione include altresì un riassunto delle eventuali valutazioni esterne effettuate su
 azioni specifiche.
                                                13
 ---pagebreak--- La Commissione comunica agli Stati membri, entro e non oltre un mese dalla decisione,
le azioni e i progetti approvati, indicandone importo, caratteristiche, paese beneficiario
e partner.
                                           Articolo 10
La Commissione effettua valutazioni periodiche delle azioni finanziate dalla Comunità
per stabilire se i loro obiettivi siano stati conseguiti e al fine di fornire linee direttrici per
migliorare le azioni future. La Commissione presenta una sintesi delle valutazioni
effettuate al Comitato di cui all'articolo 7, che potrebbe eventualmente esaminarle. Le
relazioni di valutazione sono a disposizione degli Stati membri che ne fanno richiesta.
                                           Articolo 11
 Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella
 Gazzetta ufficiale delle Comunità europee ed è applicabile a decorrere dal 1 ° gennaio
 1997.
                                                  14
 ---pagebreak--- Tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione presenta al
Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione complessiva delle azioni finanziate
dalla Comunità a titolo del presente regolamento, corredata di proposte per il futuro e,
se necessario, le proposte di modifica da apportarvi.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile
in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì
                                                                          Per il Consiglio
                                                                             Il Presidente
                                             15
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(96) 425 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                         ,                   u
                                            N. di catalogo : CB-C0-96-419-IT-C
                                                              ISBN 92-78-07911-1
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                     4G