CELEX: 62020TN0043
Language: it
Date: 2020-01-27 00:00:00
Title: Causa T-43/20: Ricorso proposto il 27 gennaio 2020 — AV e AW / Parlamento

16.3.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 87/25
            
         
      Ricorso proposto il 27 gennaio 2020 — AV e AW / Parlamento
      (Causa T-43/20)
      (2020/C 87/30)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrenti: AV e AW (rappresentanti: L. Levi e S. Rodrigues, avvocati)
      
         Convenuto: Parlamento europeo
      
         Conclusioni
      
      I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  dichiarare il presente ricorso ricevibile e fondato;
               
            
                  —
               
               
                  annullare le decisioni impugnate e ricordare al convenuto, per quanto necessario, l'obbligo ad esso incombente di trarne tutte le conseguenze nei confronti dei ricorrenti, ai sensi dell'articolo 266 TFUE, in particolare in materia di retribuzione e promozione;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il convenuto alla totalità delle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno dei loro ricorsi avverso le decisioni del 21 giugno 2019, con le quali il Parlamento ha inflitto loro la sanzione disciplinare della retrocessione, rispettivamente, di quattro gradi e di due gradi, i ricorrenti deducono cinque motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione del diritto al contraddittorio, in quanto i ricorrenti non sono stati sentiti dall'autorità competente.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione dei diritti della difesa e del principio di buona amministrazione.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente su irregolarità negli atti preparatori delle decisioni impugnate. A tale riguardo, i ricorrenti fanno valere l'irregolarità del rapporto d'indagine dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e del parere della commissione di disciplina.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sulla violazione degli articoli 4 e 16 dell'allegato IX dello Statuto dei funzionari dell'Unione europea (in prosieguo: lo «Statuto») e dei principi di attribuzione di poteri e di autonomia procedurale degli Stati membri. I ricorrenti sostengono che la commissione di disciplina e l'autorità che ha il potere di nomina (in prosieguo: l'«APN») erano tenute a verificare la validità, alla luce del diritto portoghese, del mandato dell'avvocato all'udienza del 20 febbraio 2018. Essi aggiungono che, in ogni caso, una volta informate dell'invalidità del mandato, la commissione di disciplina e l’APN avrebbero dovuto trarre le conseguenze necessarie per il procedimento disciplinare, in particolare per quanto riguarda la mancata accettazione da parte dei ricorrenti dei fatti contestati e delle conclusioni dell'OLAF e degli inquirenti.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente sulla violazione dell'articolo 10 dell'allegato dello Statuto, in quanto le sanzioni non sarebbero proporzionate alla gravità delle mancanze commesse.