CELEX: 62019CA0742
Language: it
Date: 2021-07-15 00:00:00
Title: Causa C-742/19: Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 15 luglio 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Vrhovno sodišče Republike Slovenije — Slovenia) — B. K. / Republika Slovenija (Ministrstvo za obrambo) (Rinvio pregiudiziale – Protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori – Organizzazione dell’orario di lavoro – Membri delle forze armate – Applicabilità del diritto dell’Unione – Articolo 4, paragrafo 2, TUE – Direttiva 2003/88/CE – Ambito di applicazione – Articolo 1, paragrafo 3 – Direttiva 89/391/CEE – Articolo 2, paragrafo 2 – Attività dei militari – Nozione di «orario di lavoro» – Periodo di guardia – Controversia relativa alla retribuzione del lavoratore)

30.8.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 349/5
            
         
      Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 15 luglio 2021 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Vrhovno sodišče Republike Slovenije — Slovenia) — B. K. / Republika Slovenija (Ministrstvo za obrambo)
      (Causa C-742/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Protezione della sicurezza e della salute dei lavoratori - Organizzazione dell’orario di lavoro - Membri delle forze armate - Applicabilità del diritto dell’Unione - Articolo 4, paragrafo 2, TUE - Direttiva 2003/88/CE - Ambito di applicazione - Articolo 1, paragrafo 3 - Direttiva 89/391/CEE - Articolo 2, paragrafo 2 - Attività dei militari - Nozione di «orario di lavoro» - Periodo di guardia - Controversia relativa alla retribuzione del lavoratore)
      (2021/C 349/05)
      Lingua processuale: lo sloveno
      
         Giudice del rinvio
      
      Vrhovno sodišče Republike Slovenije
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrente: B. K.
      
         Convenuta: Vrhovno sodišče Republike Slovenije
      
         Dispositivo
      
      
                  1)
               
               
                  L’articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro, letto alla luce dell’articolo 4, paragrafo 2, TUE, deve essere interpretato nel senso che un’attività di guardia svolta da un militare è esclusa dall’ambito di applicazione di tale direttiva:
                  
                              —
                           
                           
                              quando tale attività ha luogo nell’ambito della sua formazione iniziale, di un addestramento operativo o di un’operazione militare propriamente detta,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              oppure quando essa costituisce un’attività particolare a tal punto da non prestarsi a un sistema di avvicendamento degli organici che consenta di garantire il rispetto delle esigenze della detta direttiva,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              oppure quando risulta, alla luce di tutte le circostanze pertinenti, che tale attività è svolta nell’ambito di eventi eccezionali, la cui gravità e la cui ampiezza richiedono l’adozione di misure indispensabili alla tutela della vita, della salute e della sicurezza della collettività e la cui corretta esecuzione sarebbe compromessa se dovessero essere rispettate tutte le norme previste dalla detta direttiva,
                           
                        
                              —
                           
                           
                              oppure quando l’applicazione della detta direttiva a una siffatta attività, imponendo alle autorità interessate di istituire un sistema di avvicendamento o di pianificazione dell’orario di lavoro, potrebbe avvenire solo a discapito del corretto svolgimento delle operazioni militari propriamente dette.
                           
                        
            
                  2)
               
               
                  L’articolo 2 della direttiva 2003/88 deve essere interpretato nel senso che esso non osta a che un periodo di guardia nel corso del quale un militare è tenuto a rimanere all’interno della caserma cui è assegnato, ma non vi svolga un lavoro effettivo, sia retribuito in modo diverso da un periodo di guardia durante il quale egli effettua prestazioni di lavoro effettivo.
               
            
         (1)  GU C 19 del 20.1.2020.