CELEX: 62020TN0507
Language: it
Date: 2020-08-06 00:00:00
Title: Causa T-507/20: Ricorso proposto il 6 agosto 2020 — Colombani/SEAE

5.10.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 329/22
            
         
      Ricorso proposto il 6 agosto 2020 — Colombani/SEAE
      (Causa T-507/20)
      (2020/C 329/41)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Jean-Marc Colombani (Bruxelles, Belgio) (rappresentante: N. de Montigny, avvocato)
      
         Convenuto: Servizio europeo per l’azione esterna
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione del SEAE riguardante il rigetto della sua domanda di esecuzione della sentenza emanata nella causa T-372/18, come riprodotta nella nota del sig. X il 23 marzo 2020 e, nei limiti del necessario, la decisione del SEAE riguardante il rigetto del suo reclamo R/195/20, che reitera la sua domanda di esecuzione della sentenza emanata nella causa T-372/18, come riprodotta nella nota della sig.ra Y il 30 luglio 2020;
               
            
                  —
               
               
                  annullare la decisione con cui il SEAE ha respinto la sua candidatura per il posto di Capo della Delegazione dell’UE in Corea, comunicata con una nota del 29 ottobre 2019, firmata dalla Direttrice delle risorse umane, in quanto il SEAE ha rifiutato di motivarla e, d’altra parte, la decisione che gli nega l’accesso ai documenti, notificata mediante un messaggio di posta elettronica del Segretariato del comitato consultivo di nomina (CCN) del SEAE, del 24 gennaio 2020;
               
            
                  —
               
               
                  annullare, da una parte, le decisioni dell’APN del SEAE, del 27 novembre 2019, di non accogliere la sua candidatura per il posto di Capo della Delegazione dell’UE in Uzbekistan e per il posto di Capo della Delegazione dell’UE nella Macedonia del Nord, e, dall’altra, la decisione del 21 febbraio 2020, che gli nega l’accesso ai documenti;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta a pagare al ricorrente un indennizzo per il risarcimento dei danni materiali, per un importo di EUR 3 500, e morali, per un importo fissato simbolicamente ad EUR 1;
               
            
                  —
               
               
                  condannare la convenuta alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce sei motivi, di cui i primi tre riguardano la questione dell’esecuzione della sentenza nella causa T-372/18, Colombani/SEAE, e gli ultimi tre vertono sulle decisioni di rigetto delle candidature del ricorrente e sulle decisioni di rigetto delle sue domande di accesso ai documenti.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 266 TFUE e sul comportamento illecito dell’amministrazione.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione del principio della parità di trattamento e del divieto di discriminazione.
               
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sull’assenza di neutralità, imparzialità, indipendenza ed equità.
               
            
                  4.
               
               
                  Quarto motivo, vertente sulla violazione dell’obbligo di motivazione.
               
            
                  5.
               
               
                  Quinto motivo, vertente su un errore di diritto nell’interpretazione della nozione di dati personali e nell’interpretazione dei regolamenti 2018/1725 e n. 1049/2001; omessa interpretazione dell’articolo 6 dell’allegato III allo Statuto dei funzionari dell’Unione Europea in senso compatibile con le disposizioni di tali regolamenti.
               
            
                  6.
               
               
                  Sesto motivo, vertente sulla violazione dell’articolo 52 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in quanto la limitazione del diritto di accesso alle informazioni violerebbe il principio di buon andamento dell’amministrazione, il diritto ad un processo equo, il principio della parità delle armi e il diritto ad un ricorso effettivo e ostacolerebbe il controllo giurisdizionale sugli atti controversi.