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Language: it
Date: 1003-03-03
Title: Proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma dell'accordo fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Confederazione svizzera dall'altro, per lottare contro la frode e ogni altra attività illecita che leda i loro interessi finanziari # Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Confederazione svizzera dall'altro, per lottare contro la frode e ogni altra attività illecita che leda i loro interessi finanziari

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52004PC0559(01)

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla firma dell'accordo fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Confederazione svizzera dall'altro, per lottare contro la frode e ogni altra attività illecita che leda i loro interessi finanziari  /* COM/2004/0559 def. */  

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla firma dell'accordo fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Confederazione svizzera dall'altro, per lottare contro la frode e ogni altra attività illecita che leda i loro interessi finanziari(presentata dalla Commissione)RELAZIONEContesto dei negoziatiI negoziati relativi all'accordo fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Confederazione svizzera dall'altro, per lottare contro la frode e ogni altra attività illecita che leda i loro interessi finanziari sono stati condotti dalla Commissione in seguito all'autorizzazione del Consiglio del 14 dicembre 2000.La Commissione ha pienamente rispettato le direttive di negoziato allegate alla decisione del Consiglio, tenendo conto, in particolare, dell'attuale acquis comunitario e del suo futuro sviluppo nel settore della cooperazione.Ciò si riflette specificamente negli articoli 7 e 25 dell'accordo, che indicano che le disposizioni del presente accordo lasciano impregiudicate le disposizioni più favorevoli derivanti da accordi bilaterali o multilaterali.Questa è anche la conclusione raggiunta al vertice fra l'Unione europea e la Svizzera del 19 maggio 2004, quando è stato stabilito che: "per quanto riguarda l'accordo di cooperazione contro la frode, le due parti si impegnano a prestarsi piena assistenza nel settore giudiziario e amministrativo per i casi di frode e di altre attività illecite, comprese violazioni in materia doganale e in materia di fiscalità indiretta in relazione agli scambi di beni e servizi. La cooperazione contro il riciclaggio di denaro sarà considerevolmente rafforzata, e verterà in particolare sui casi gravi di frode e contrabbando".La cooperazione amministrativa si baserà sulle disposizioni della Convenzione relativa alla mutua assistenza e alla cooperazione tra amministrazioni doganali, la cosiddetta Convenzione Napoli II (GU C 24 del 23.1.98, pag. 2). La cooperazione giudiziaria relativa alle misure coercitive (perquisizioni e sequestri) sarà soggetta al principio della doppia incriminazione quale enunciato all'articolo 31 dell'accordo - disposizione corrispondente all'articolo 51 della Convenzione d'applicazione dell'accordo di Schengen ("CAS") (GU L 239 del 22.9.2000). Qualora in futuro il principio della doppia incriminazione per le rogatorie a scopo di perquisizione o sequestro dovesse essere abbandonato nell'ambito di Schengen, le nuove disposizioni Schengen si applicheranno pienamente alle materie disciplinate dal presente accordo. Conformemente alle conclusioni del vertice sopra citato, alla Svizzera è stata accordata - nell'accordo fra l'Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera relativo all'associazione di quest'ultima all'attuazione, applicazione e sviluppo dell'acquis di Schengen -, una deroga riguardante l'accettazione del futuro acquis relativo alle rogatorie a scopo di perquisizione o sequestro solo nel settore della fiscalità diretta.La cooperazione per i casi relativi al riciclaggio di denaro sarà conforme al campo d'applicazione materiale della direttiva 91/308/CEE relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite (GU L 166 del 28.6.1991, pag. 77), quale modificata dalla direttiva 2001/97/CE (GU L 344 del 28.12.01, pag. 76), che all'articolo 1 si riferisce al concetto di frode grave come definito all'articolo 2 della Convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee (frode punibile con pene implicanti la privazione della libertà che possono dar luogo ad estradizione).Disposizioni dell'accordoTitolo I: Disposizioni generali* Articoli 1 e 2-"Oggetto" e "Campo d'applicazione"Questi articoli definiscono l'oggetto e il campo d'applicazione dell'accordo, che riguarda l'assistenza amministrativa e la cooperazione giudiziaria ai fini della tutela degli interessi finanziari delle Comunità e di determinati interessi finanziari degli Stati membri.Ai fini dell'accordo, i termini "frode e ogni altra attività illecita" riguardano tutte le violazioni fiscali (IVA e accise) e doganali (compreso il contrabbando), la corruzione passiva e attiva, e il riciclaggio dei proventi delle attività contemplate dall'accordo ferma restando l'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 3. Rientra nel campo d'applicazione del presente accordo anche il riciclaggio di denaro se il fatto costitutivo è punibile con una pena privativa della libertà di più di sei mesi; cosa che include in particolare la frode fiscale e il contrabbando professionale (conclusioni del vertice UE-Svizzera del 19 maggio 2004).Il primo trattino dell'articolo 2, paragrafo 1 si riferisce agli "scambi di merci", indipendentemente dal passaggio (partenza, destinazione o transito) o meno della merce sul territorio dell'altra parte contraente. Il campo d'applicazione dell'accordo si estende alle violazioni fiscali legate allo scambio sia di merci che di servizi. Per il significato del termine "scambio" usato al secondo trattino dell'articolo 2, paragrafo 1, è irrilevante che le merci passino attraverso il territorio dell'altra parte contraente, o che i servizi abbiano un legame con tale territorio (partenza, destinazione o transito) (conclusioni del vertice UE-Svizzera del 19 maggio 2004).L'articolo 2, paragrafo 2 stabilisce che la cooperazione non potrà essere rifiutata per il solo motivo che la legislazione della parte richiesta non comporta la stessa qualificazione giuridica dei fatti della legislazione della parte richiedente. Ciò significa che l'applicazione dell'accordo non è in linea di principio soggetta alla regola della doppia incriminazione (che si applica solo nel quadro degli articoli 31 e 32 dell'accordo) (conclusioni del vertice UE-Svizzera del 19 maggio 2004).* Articolo 3- "Casi d'importanza minore"Questo articolo ha lo scopo di evitare un numero eccessivo di domande d'assistenza relative a questioni di importanza minore.Esso riprende il contenuto dell'articolo 50, paragrafo 4 della Convenzione d'applicazione dell'accordo di Schengen (GU L 239 del 22.9.2000, pag. 19; in appresso "CAS"). Tuttavia, per quanto riguarda la cooperazione giudiziaria, l'articolo 50, paragrafo 4 CAS e l'articolo 3 dell'accordo non saranno più applicabili per la Svizzera con l'entrata in vigore del protocollo del 16 ottobre 2001 della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea, poiché l'articolo 8 del protocollo sostituirà l'articolo 50 CAS. Il protocollo entrerà in vigore per la Svizzera al più tardi alla data della sua entrata in vigore per il quindicesimo Stato che sia membro dell'Unione europea al momento dell'adozione, da parte del Consiglio, dell'Atto che stabilisce il protocollo.* Articolo 4- "Ordine pubblico"L'articolo indica le ragioni d'ordine pubblico rilevanti conformemente agli accordi di cooperazione, in particolare all'articolo 2b della Convenzione europea di assistenza giudiziaria in materia penale del Consiglio d'Europa (Strasburgo, 20.4.1959).Il segreto bancario non costituisce una ragione per rifiutare l'assistenza reciproca ai sensi di questo articolo.* Articolo 5-"Trasmissione di informazioni e di elementi di prova"L'articolo consente lo scambio, fra gli Stati membri e con la Commissione, di informazioni e di elementi di prova ottenuti dalla Svizzera e viceversa, nell'ambito dell'assistenza contemplata dall'accordo.L'articolo 5, paragrafo 1 fa riferimento all'obbligo di riservatezza a cui sono vincolati i funzionari. Il paragrafo 2 dello stesso articolo riguarda la successiva trasmissione di informazioni e di elementi di prova ricevuti dalla parte richiedente nell'ambito dell'assistenza fornita dall'autorità richiesta. Il paragrafo 3 garantisce l'efficacia di tale trasmissione di informazioni.* Articolo 6-"Riservatezza"L'articolo si riferisce alle esigenze di riservatezza applicabili al trattamento della domanda di assistenza a cura della parte richiesta.Titolo II: Disposizioni riguardanti l'assistenza amministrativa per la protezione degli interessi finanziari* Articolo 7- "Relazione con altri accordi"- L'accordo antifrode lascia impregiudicato il protocollo relativo all'assistenza reciproca in materia doganale firmato con la Svizzera (GU L 169 del 27.6.97, pag. 81), che potrà continuare ad applicarsi in particolare per le questioni doganali che non rientrano nel campo d'applicazione dell'accordo antifrode.* Articoli 8 e 9- "Portata" e "Competenze"- Questi articoli del progetto d'accordo corrispondono agli articoli da 1 a 3 e all'articolo 8 della Convenzione relativa alla mutua assistenza e alla cooperazione tra amministrazioni doganali (GU C 24 del 23.1.98, pag. 2; in appresso "Convenzione Napoli II").L'assistenza amministrativa prevista dall'accordo è conforme, per quanto è necessario, alle disposizioni della Convenzione Napoli II. Ciò include l'uso delle informazioni ai fini previsti dall'accordo (si veda l'articolo 19 dell'accordo) (conclusioni del vertice UE-Svizzera del 19 maggio 2004). La portata dell'accordo antifrode va al di là della portata puramente doganale della Convenzione. Le disposizioni dell'accordo saranno applicate nei limiti delle competenze conferite dal diritto nazionale a ciascuna autorità interessata nell'ambito dei procedimenti nazionali, e non modificano o ampliano tali competenze.* Articolo 10- "Proporzionalità". L'articolo riflette le stesse preoccupazioni già menzionate all'articolo 3, ma per quanto riguarda l'assistenza amministrativa.* Articolo 11- "Servizi centrali"Questo articolo del progetto d'accordo è in linea con il contenuto dell'articolo 5 della Convenzione Napoli II, e risponde all'esigenza, formulata nelle direttive di negoziato, di una chiara identificazione delle autorità competenti a livello centrale.I servizi centrali abilitati a trattare le domande di assistenza amministrativa sono designati da ciascuna parte contraente.* Articolo 12- "Richiesta di informazioni"-, Articolo 13- "Richiesta di sorveglianza"- e Articolo 14, paragrafi 1 e 2-"Notificazione e consegna a mezzo posta"Questi articoli del progetto sono in linea con il contenuto degli articoli 10, 11 e 13 della Convenzione Napoli II.* L'articolo 14, paragrafo 3 è diretto ad assicurare che i beneficiari di sovvenzioni e i titolari di contratti con le Comunità residenti in Svizzera possano essere direttamente contattati dall'istituzione aggiudicatrice e possano rispondere alle richieste di documenti e informazioni da essa presentate in relazione alle sovvenzioni e ai contratti interessati. In assenza di una base in uno strumento internazionale, tale trasmissione di informazioni potrebbe rientrare nel campo d'applicazione di alcune disposizioni svizzere relative alla violazione del segreto commerciale e allo spionaggio economico.* Articolo 15- "Richiesta di indagini"- e Articolo 16- "Presenza di agenti incaricati dall'autorità della parte contraente richiedente"Questi articoli sono in linea con il contenuto dell'articolo 12 della Convenzione Napoli II. Il ricorso a ogni mezzo di indagine utilizzabile in base all'ordinamento giuridico della parte richiesta, come indica l'articolo 15, paragrafo 2, include audizioni di persone, ispezioni e perquisizioni di locali e mezzi di trasporto, copie di documenti, richieste di informazioni e sequestro di oggetti, documenti e valori.L'articolo 16 contempla la possibilità che agenti incaricati siano presenti all'esecuzione della domanda d'assistenza e possano consultare i documenti, proporre domande e suggerire atti di indagine per contribuire all'efficacia dell'assistenza, e possano, ove appropriato, avere accesso agli stessi locali, documenti e informazioni degli agenti dell'autorità della parte richiesta (conclusioni del vertice UE-Svizzera del 19 maggio 2004)* Articolo 17- "Dovere di collaborazione"Questo articolo fa da corollario agli articoli 15 e 16 dell'accordo e rispecchia gli obblighi simili che gli operatori economici degli Stati membri hanno rispetto alle indagini svolte dalle loro autorità.* Articolo 18 - "Forma e contenuto delle domande di assistenza"Articolo in linea con il contenuto dell'articolo 9 della Convenzione Napoli II.* Articolo 19- "Uso delle informazioni"L'articolo è simile all'articolo 11 del protocollo sull'assistenza reciproca in materia doganale firmato con la Svizzera (GU L 169 del 27.6.97, pag. 81), e comporta una regola della specialità. L'uso delle informazioni rimarrà circoscritto alla protezione degli interessi finanziari delle parti ai sensi dell'articolo 2 (conclusioni del vertice UE-Svizzera del 19 maggio 2004).* Articolo 20- "Assistenza spontanea"Disposizione più ampia della norma simile contenuta nella Convenzione Napoli II.* Dall'articolo 21 all'articolo 23 -"Forme particolari di cooperazione"Questi articoli sono conformi al contenuto di alcune delle misure di cui al Titolo IV della Convenzione Napoli II. La loro formulazione ne lascia l'applicazione alla discrezione delle autorità delle parti.* Articolo 24- "Recupero"L'articolo riprende la sostanza degli articoli 6, 7, 10, 13 e 15 della direttiva 76/308/CEE del 15 marzo 1976 relativa all'assistenza reciproca in materia di ricupero dei crediti relativi a certi prelievi, dazi, imposte e altre misure (GU L 73 del 19.3.76, pag. 18).Titolo III: Disposizioni riguardanti l'assistenza giudiziaria reciproca in materia penale per la protezione degli interessi finanziari* Articolo 25- "Relazione con altri accordi"Questo articolo ha come base la complementarietà degli strumenti internazionali, al pari dell'articolo 48 CAS e dell'articolo 1 della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea del 29 maggio 2000 (GU C 197 del 12.7.2000, pag. 1).Il concetto di accordi multilaterali fra le parti contraenti ai sensi dell'articolo 25, paragrafo 2 dell'accordo include in particolare, una volta entrato in vigore, l'accordo fra l'Unione europea, la Comunità europea e la Confederazione svizzera relativo all'associazione di quest'ultima all'attuazione, applicazione e sviluppo dell'acquis di Schengen.* Articolo 26- "Procedimenti che danno parimenti luogo all'assistenza"Quest'articolo è in linea con il contenuto dell'articolo 49 CAS e dell'articolo 3 della Convenzione del 29 maggio 2000 relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea.Esso è incentrato sui procedimenti in cui è accordata un'assistenza giudiziaria (anche per quanto riguarda i reati o infrazioni per i quali può essere fatta valere la responsabilità di una persona giuridica). Il paragrafo 2 è stato mantenuto allo scopo di estendere alle violazioni contemplate dall'accordo antifrode le misure previste dalla Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato (Strasburgo, 8.11.1990).* Articolo 27- "Trasmissione delle domande"L'articolo adotta un approccio flessibile, che consente sia una trasmissione centralizzata delle domande che la trasmissione diretta all'autorità d'esecuzione. È particolarmente adatto al caso della Svizzera, dove, per l'esistenza di due livelli giurisdizionali (federale e cantonale), la possibilità di una trasmissione centralizzata può risultare utile in determinate situazioni.La trasmissione diretta delle domande è in linea con l'articolo 6 della Convenzione del 29 maggio 2000 relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea, ed eviterà ritardi inutili. L'articolo 27, paragrafo 5 prevede le misure necessarie per identificare le autorità centrali competenti.* Articolo 28- "Consegna a mezzo posta"Questo articolo è in linea con il contenuto dell'articolo 52 CAS e dell'articolo 5 della Convenzione del 29 maggio 2000 relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea.* Articolo 29- "Misure provvisorie"L'articolo corrisponde all'articolo 24 del secondo protocollo aggiuntivo dell'8 novembre 2001 della Convenzione europea sulla reciproca assistenza in materia penale del Consiglio d'Europa (Strasburgo, 20.4.1959). Il paragrafo 2 corrisponde all'articolo 11 della Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato (Strasburgo, 8.11.1990).* Articolo 30- "Presenza delle autorità della parte contraente richiedente"Quest'articolo è conforme all'articolo 4 della Convenzione europea sulla reciproca assistenza in materia penale del Consiglio d'Europa (Strasburgo, 20.4.1959) e all'articolo 2 del secondo protocollo aggiuntivo della Convenzione europea sulla reciproca assistenza in materia penale (Strasburgo, 8.11.2001). Si ispira anche all'articolo 12, paragrafo 2 della Convenzione Napoli II. Scopo dell'articolo è facilitare l'esecuzione delle domande di assistenza giudiziaria per evitare domande supplementari che rallenterebbero l'efficacia della cooperazione.Come avviene per l'assistenza amministrativa (articolo 16), ciò riguarda la possibilità, per le autorità e per agenti autorizzati della parte contraente richiedente, di essere presenti all'esecuzione della domanda di assistenza e di consultare documenti, proporre domande e suggerire atti istruttori per contribuire all'efficacia dell'assistenza giudiziaria e, ove appropriato, di avere accesso agli stessi locali, documenti e informazioni degli agenti della parte richiesta (conclusioni del vertice UE-Svizzera del 19 maggio 2004).Questa disposizione non obbliga tuttavia le autorità richieste a invitare le autorità richiedenti a collaborare all'esecuzione delle misure richieste con la rogatoria.* Articolo 31- "Perquisizioni e sequestri di oggetti"La cooperazione giudiziaria, incluse le perquisizioni e i sequestri di oggetti, sarà fornita anche nel settore della fiscalità indiretta e del contrabbando (conclusioni del vertice UE-Svizzera del 19 maggio 2004).L'articolo 31, paragrafo 1 riprende la formulazione dell'articolo 51, lettera a) CAS.L'articolo 31, paragrafo 2 è conforme alle norme comunitarie anti-riciclaggio della direttiva 2001/97/CE relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite (GU L 344 del 28.12.01, pag. 76) e del secondo protocollo della Convenzione relativa alla protezione degli interessi finanziari delle Comunità (GU C 222 del 19.7.97, pag. 12). Le rogatorie a scopo di perquisizione e sequestro nell'ambito del riciclaggio di denaro sono eseguite a condizione che i fatti costitutivi siano punibili conformemente alla legislazione della parte richiedente e della parte richiesta con una pena privativa della libertà di almeno sei mesi. Ciò significa che saranno contemplati la frode fiscale e il contrabbando professionale (conclusioni del vertice UE-Svizzera del 19 maggio 2004).* Articolo 32- "Domanda di informazioni bancarie e finanziarie"-Le domande di informazioni su conti e transazioni bancarie e le domande di controllo di transazioni bancarie sono trattate conformemente alle disposizioni del protocollo del 16 ottobre 2001 della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea (GU C 326 del 21.11.2001, pag. 1), così come, se necessario, la non divulgazione all'interessato delle misure di indagine (si vedano gli articoli da 1 a 4 del protocollo) (conclusioni del vertice UE-Svizzera del 19 maggio 2004).* Articolo 33- "Consegne sorvegliate".L'articolo è modellato sull'articolo 12 della Convenzione del 29 maggio 2000 relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea.* Articolo 34- "Consegna ai fini di confisca o restituzione"L'articolo è in linea con l'articolo 8 della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea del 29 maggio 2000.* Articolo 35 - "Accelerazione dell'assistenza reciproca"Questo articolo rispecchia le direttive di negoziato adottate dal Consiglio il 14 dicembre 2000 per quanto riguarda l'obiettivo di evitare procedure di cooperazione eccessivamente lunghe. Il testo è pienamente conforme all'articolo 4, paragrafi 2, 3 e 4 della Convenzione del 29 maggio 2000 relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea.L'esecuzione della domanda di assistenza giudiziaria ai sensi dell'articolo 35, paragrafo 1, comprende anche la trasmissione di informazioni e di elementi di prova all'autorità della parte contraente richiedente.* Articolo 36- "Uso degli elementi di prova"L'articolo va interpretato tenendo pienamente conto delle norme relative alla protezione dei dati contenute nell'acquis comunitario, e, in particolare, dell'articolo 23 della Convenzione del 29 maggio 2000 relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea.* Articolo 37- "Trasmissione spontanea"L'articolo si basa sull'articolo 7 della Convenzione relativa all'assistenza giudiziaria in materia penale tra gli Stati membri dell'Unione europea del 29 maggio 2000. Il riferimento addizionale, nel progetto di accordo, alla trasmissione spontanea di elementi di prova non presuppone alcun cambiamento sostanziale rispetto alle norme esistenti, dato che il valore probatorio sarà ovviamente determinato dal diritto processuale penale del paese del procedimento giudiziario.* Articolo 38-" Procedimenti nella parte richiesta"Questo articolo è giustificato dalla prassi giurisprudenziale svizzera, secondo la quale un paese straniero che si costituisce parte civile in un procedimento penale in Svizzera può vedersi rifiutato l'accesso al fascicolo in quanto parte civile se le autorità svizzere stanno trattando una domanda di assistenza proveniente da un'autorità giudiziaria di tale paese riguardo allo stesso caso (Abacha, sentenza del Tribunale di diritto pubblico del 5 giugno 2001). Questa disposizione è diretta a garantire che la Comunità o gli Stati membri possano godere dei loro pieni diritti come parti di un procedimento qualora dovessero costituirsi parte civile in un procedimento penale in Svizzera.Titolo IV: Disposizioni finali* Articolo 39-"Comitato misto"Questo articolo istituisce un comitato misto per la gestione dell'accordo, la composizione delle controversie (articolo 40) e la formulazione di raccomandazioni sulla revisione dell'accordo (articolo 42).* Articolo 40- "Composizione delle controversie"* Articolo 41- "Reciprocità"L'articolo stabilisce che non può essere presa nessuna misura unilaterale senza la previa consultazione del comitato misto.* Articolo 42-"Revisione"* Articolo 43 -"Campo d'applicazione territoriale"L'articolo è conforme alle disposizioni standard in materia. Tuttavia, la Commissione comunicherà alla Svizzera un elenco indicativo dei territori in cui l'accordo trova applicazione.* Articolo 44- "Entrata in vigore"Per quanto riguarda la dichiarazione ai sensi dell'articolo 44, paragrafo 3, è chiaro che può essere solo la Comunità a fare una dichiarazione su materie di competenza comunitaria, e che le dichiarazioni non possono riguardare le relazioni fra gli Stati membri ma solo quelle con la Svizzera.* Articolo 45-"Denuncia"L'articolo stabilisce la possibilità di denunciare l'accordo.* Articolo 46-"Applicazione nel tempo"L'articolo contiene una disposizione relativa all'applicazione dell'accordo alle domande connesse ad attività illecite compiute almeno sei mesi dopo la sua firma.* Articolo 47- "Estensione dell'accordo ai nuovi Stati membri dell'UE"L'articolo è diretto a facilitare l'estensione dell'accordo ai nuovi Stati membri.* Articolo 48- "Testi facenti fede"Proposta di  DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla firma dell'accordo fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Confederazione svizzera dall'altro, per lottare contro la frode e ogni altra attività illecita che leda i loro interessi finanziariIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEAvisto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 280 in combinato disposto con la prima frase del primo comma dell'articolo 300, paragrafo 2,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C [...] del [...], pag.[...]considerato quanto segue:(1) In seguito all'autorizzazione del Consiglio del 14 dicembre 2000, la Commissione ha negoziato con la Confederazione svizzera, a nome della Comunità e dei suoi Stati membri, un accordo per lottare contro la frode e ogni altra attività illecita che leda gli interessi finanziari della Comunità e degli Stati membri, anche relativamente all'IVA e alle accise.(2) Con riserva della sua conclusione in una data successiva, è auspicabile firmare l'accordo siglato il 25 giugno 2004,DECIDE:Articolo unicoCon riserva della sua conclusione in una data successiva, il presidente del Consiglio è autorizzato a designare la persona abilitata a firmare a nome della Comunità europea l'accordo fra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da un lato, e la Confederazione svizzera dall'altro, per lottare contro la frode e ogni altra attività illecita che leda i loro interessi finanziari, e l'Atto finale che lo accompagna.Fatto a Bruxelles,Per il ConsiglioIl Presidente