CELEX: 52004SC0813
Language: it
Date: 2004-06-24 00:00:00
Title: Parere della Commissione sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Grecia - Applicazione dell'articolo 104, paragrafo 5, del trattato che istituisce la Comunità europea

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52004SC0813

Parere della Commissione sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Grecia - Applicazione dell'articolo 104, paragrafo 5, del trattato che istituisce la Comunità europea  /* SEC/2004/0813 def. */  

PARERE DELLA COMMISSIONE sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Grecia - Applicazione dell'articolo 104, paragrafo 5, del trattato che istituisce la Comunità europeaRELAZIONEIl 7 aprile 2004 la Commissione ha pubblicato le previsioni di primavera 2004 [1]. Secondo tali previsioni, che hanno preso in considerazione i dati aggiornati comunicati dalla Grecia il 30 marzo 2004, ma non convalidati da Eurostat, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2003 ha raggiunto il 2,95% del PIL. A seguito di contatti intervenuti alla fine di aprile tra Eurostat e le autorità greche, queste ultime hanno trasmesso, in data 4 maggio, un ulteriore aggiornamento che prevedeva un disavanzo del 3,2% del PIL per il 2003, superiore quindi al valore di riferimento del 3% del PIL previsto dal trattato e di gran lunga superiore rispetto al disavanzo del 2002 (1,5% del PIL). Inoltre, il rapporto tra debito lordo e PIL, pari al 103,0%, rimane di gran lunga superiore al valore di riferimento del 60% previsto dal trattato. Sulla base di questi primi dati, il 19 maggio 2004 la Commissione ha avviato nei confronti della Grecia la procedura per i disavanzi eccessivi, con l'adozione della relazione prevista dall'articolo 104, paragrafo 3, del trattato [2].[1]  Le previsioni di primavera 2004 sono disponibili su Internet all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/publications/european_economy/2004/ee204en.pdf.[2]  Il testo completo della relazione è disponibile su Internet all'indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/procedures_en.htmLa procedura per i disavanzi eccessivi è definita dall'articolo 104 del trattato e dal regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi, che fa parte del patto di stabilità e crescita [3].[3]  GU L 209 del 2.8.1997.Nella relazione ex articolo 104, paragrafo 3, del trattato, la Commissione è giunta alla conclusione che il disavanzo del 3,2% del PIL, che rappresenta un superamento, nel 2003, del valore di riferimento del 3% del PIL fissato dal trattato, non è stato determinato, ai sensi del patto di stabilità e crescita, da un evento inconsueto, non soggetto al controllo delle autorità greche, né è stato provocato da una grave recessione economica, definita dal patto come una diminuzione annua del PIL reale di almeno il 2%. Al contrario, tale superamento si è presentato in un contesto di forte crescita, con una crescita del PIL reale del 4,2% nel 2003 ed un differenziale positivo tra prodotto effettivo e potenziale pari a circa l'1,5% del PIL. Il dato del disavanzo delle amministrazioni pubbliche per il 2003 va confrontato con l'obiettivo di un disavanzo pari allo 0,9% del PIL fissato nel programma di stabilità aggiornato del dicembre 2002. Questo significativo scostamento è attribuito a fattori non ricorrenti (eccedenze di spesa legate all'organizzazione delle Olimpiadi e compensazioni per i danni dovuti al maltempo), ad una spesa primaria più elevata del previsto (trasferimenti sociali e retribuzioni del pubblico impiego) e a minori introiti fiscali (IVA, imposte sul reddito e riclassificazione, come transazione finanziaria, di un pagamento della Cassa di Risparmio postale al governo). Per quanto riguarda gli sviluppi nel 2004, la relazione concludeva che, in assenza di ulteriori misure, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche sarebbe probabilmente aumentato, rimanendo al di sopra del 3% del PIL.La relazione della Commissione, che si basa sulle previsioni di primavera, osservava che il rapporto debito/PIL è stato pari al 103% del PIL nel 2003, ben al di sopra del valore di riferimento del 60% stabilito dal trattato. Essa rilevava inoltre che, secondo le proiezioni della Commissione, il rapporto debito/PIL sarebbe sceso solo leggermente nel 2004 per arrivare al 102,8% del PIL, valore superiore al 98,3% del PIL comunicato dalle autorità greche il 4 maggio 2004. Nella relazione si riteneva inoltre che sia il livello elevato del debito pubblico, sia il ritmo lento della sua riduzione costituissero motivo di preoccupazione, in particolare in un periodo di crescita nominale elevata e di differenziale positivo e in aumento tra prodotto effettivo e potenziale.A norma dell'articolo 104, paragrafo 4, del trattato "il comitato previsto dall'articolo 114 (Comitato economico e finanziario) formula un parere in merito alla relazione della Commissione". Il Comitato ha formulato il proprio parere il 2 giugno 2004, sottoscrivendo la valutazione esposta dalla Commissione nella sua relazione. In particolare, il Comitato è giunto alla conclusione che gli sviluppi della situazione di bilancio in Grecia nel 2003 lasciavano presupporre l'esistenza di un disavanzo eccessivo in relazione ad entrambi i criteri previsti dall'articolo 104, paragrafo 2, per la constatazione di tali disavanzi. Il fatto di prendere in considerazione altri fattori significativi, in particolare la posizione di bilancio a medio termine e la spesa pubblica per investimenti, non ha modificato la valutazione basata sui criteri stessi. Il Comitato ha altresì ritenuto che alla luce delle politiche attualmente seguite e delle attuali prospettive di crescita, nel 2004 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche continuerà a superare il valore di riferimento del trattato e che anche il debito pubblico lordo continuerà a restare ben al di sopra del valore di riferimento del 60% del PIL fissato dal trattato. Il Comitato ha ritenuto inoltre che sia il livello elevato del debito pubblico, sia il ritmo lento della sua riduzione costituiscano motivo di preoccupazione, in particolare in un periodo di crescita nominale elevata e di differenziali positivi e in aumento tra prodotto effettivo e potenziale.La Commissione, visti tutti i fattori significativi considerati nella sua relazione e visto il parere del Comitato economico e finanziario, ritiene che in Grecia esista un disavanzo eccessivo. Il presente parere, adottato dalla Commissione il 24 giugno 2004, è indirizzato al Consiglio a norma dell'articolo 104, paragrafo 5, del trattato. La Commissione raccomanda che il Consiglio deliberi in tal senso, conformemente all'articolo 104, paragrafo 6. La Commissione trasmette altresì al Consiglio una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio da indirizzare alla Grecia al fine di far cessare la situazione di disavanzo eccessivo, conformemente all'articolo 104, paragrafo 7, del trattato.PARERE DELLA COMMISSIONE sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Grecia - Applicazione dell'articolo 104, paragrafo 5, del trattato che istituisce la Comunità europeaCONSIDERAZIONI GENERALIA norma dell'articolo 104 del trattato, gli Stati membri devono evitare disavanzi pubblici eccessivi. Le decisioni sull'esistenza di disavanzi eccessivi sono disciplinate dalla procedura per i disavanzi eccessivi definita dall'articolo 104 del trattato e dal regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi, che fa parte del patto di stabilità e crescita.A norma dell'articolo 104, paragrafo 2, del trattato, la Commissione sorveglia l'evoluzione della situazione di bilancio e dell'entità del debito pubblico negli Stati membri al fine di individuare errori rilevanti. In particolare, la Commissione esamina la conformità alla disciplina di bilancio sulla base di due criteri, l'uno relativo al rapporto tra il disavanzo pubblico, previsto o effettivo, e il prodotto interno lordo (PIL), l'altro relativo al rapporto tra debito pubblico e PIL. I dati statistici relativi a queste variabili sono forniti alla Commissione dagli Stati membri in apposite comunicazioni.A norma dell'articolo 104, paragrafo 3, del trattato, la Commissione prepara una relazione se uno Stato membro non rispetta i requisiti previsti da uno o da entrambi i criteri di cui all'articolo 104, paragrafo 2, o se ritiene che, malgrado che i criteri siano rispettati, sussista il rischio di un disavanzo eccessivo. La relazione della Commissione tiene anche conto dell'eventuale differenza tra il disavanzo pubblico e la spesa pubblica per gli investimenti e di tutti gli altri fattori significativi, compresa la posizione economica e di bilancio a medio termine dello Stato membro, come prescritto dall'articolo 104, paragrafo 3, del trattato. In base ai dati per il 2003 comunicati dalle autorità greche il 4 maggio 2004 ed alle sue previsioni di primavera 2004, la Commissione ha adottato una relazione di questo tipo per la Grecia il 19 maggio 2004.Successivamente, conformemente all'articolo 104, paragrafo 4, il Comitato economico e finanziario ha formulato un parere in merito alla relazione della Commissione (2 giugno 2004).A norma dell'articolo 104, paragrafo 5, del trattato, la Commissione trasmette un parere al Consiglio se ritiene che in uno Stato membro esista o possa determinarsi in futuro un disavanzo eccessivo. Al fine di decidere se esista o possa determinarsi un disavanzo eccessivo, la Commissione ritiene che si dovrebbe tenere conto i) delle conclusioni della propria relazione, ossia se i requisiti previsti da uno o da entrambi i criteri di cui all'articolo 104, paragrafo 2, siano o meno rispettati, e di tutti gli altri fattori significativi citati all'articolo 104, paragrafo 3, e ii) del parere del Comitato economico e finanziario sulla relazione della Commissione. Sulla base dei suddetti elementi, la Commissione ha formulato una serie di considerazioni sulla Grecia.CONSIDERAZIONI SULLA GRECIA1. Il disavanzo delle amministrazioni pubbliche è stato pari al 3,2% del PIL nel 2003 ed ha pertanto oltrepassato il valore di riferimento del 3% del PIL previsto dal trattato, aumentando notevolmente rispetto al 2002 (1,5% del PIL). Il deterioramento del saldo delle amministrazioni pubbliche nel 2003 rispetto all'anno precedente è stato la conseguenza di un brusco peggioramento del saldo dell'amministrazione centrale.2. Il fatto che il disavanzo abbia superato il valore di riferimento del 3% del PIL nel 2003 non è stato determinato, ai sensi del patto di stabilità e crescita, da un evento inconsueto, non soggetto al controllo delle autorità greche, né è stato provocato da una grave recessione economica, definita dal patto come una diminuzione annua del PIL reale di almeno il 2%. Al contrario, tale superamento si è presentato in un contesto di forte crescita, con una crescita del PIL reale del 4,2% nel 2003, ed un differenziale positivo tra prodotto effettivo e potenziale pari a circa l'1,5% del PIL.3. Il disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2003 è superiore del 2,3% del PIL al valore programmato nel novembre 2002, quando fu adottato il bilancio 2003. Questo significativo scostamento è attribuito innanzitutto a fattori straordinari (eccedenze di spesa legate all'organizzazione delle Olimpiadi e compensazioni per i danni dovuti al maltempo), in secondo luogo ad una spesa primaria più elevata del previsto (trasferimenti sociali e retribuzioni del pubblico impiego) ed infine a minori introiti fiscali (IVA, imposte sul reddito e riclassificazione, come transazione finanziaria, di un pagamento della Cassa di Risparmio postale al governo). In presenza di un differenziale positivo tra prodotto effettivo e potenziale dell'1,5% nel 2003, in aumento rispetto allo 0,8% del 2002, il brusco deterioramento del saldo delle amministrazioni pubbliche non può essere attribuito a fattori congiunturali. Secondo le stime, il disavanzo corretto per il ciclo è aumentato dall'1,7% del PIL nel 2002 al 3,9% del PIL nel 2003 e l'avanzo primario è sceso dal 4,7% al 2,5% nello stesso periodo. Il brusco aumento del disavanzo corretto per il ciclo costituisce un'indicazione di una politica di bilancio prociclica ed espansionistica.4. Gli investimenti fissi lordi in termini di quota del PIL si sono mantenuti al di sopra del rapporto disavanzo/PIL negli ultimi sei anni e sono stati superiori alla media UE del 2,3% del PIL, raggiungendo il 4,2% del PIL nel 2003. Va dunque sottolineato che il rapporto tra investimenti delle amministrazioni pubbliche e PIL non è sceso durante il periodo considerato ed è rimasto di molto superiore al rapporto tra disavanzo nominale e PIL fino al 2003. Secondo le previsioni, dovrebbe restare tale anche nel periodo 2004-2005.5. Sulla base dei dati comunicati dalle autorità greche il 4 maggio 2004, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche in Grecia dovrebbe scendere al 2,9% del PIL nel 2004. Secondo le previsioni di primavera 2004 della Commissione, basate sull'ipotesi di politiche invariate e di un disavanzo, notificato alla fine di marzo, pari al 2,95% del PIL per il 2003, nel 2004 il disavanzo delle amministrazioni pubbliche greche raggiungerà il 3,2% del PIL. Di conseguenza, il deterioramento del saldo delle amministrazioni pubbliche ipotizzato nelle previsioni di primavera 2004 della Commissione, insieme alla previsione di un ulteriore aumento del differenziale positivo tra prodotto effettivo e potenziale (che dovrebbe raggiungere il 2,2% del PIL potenziale), riflette il proseguimento di una politica di bilancio prociclica ed espansionistica. Secondo le previsioni di primavera 2004 della Commissione, nel 2004 il disavanzo corretto per il ciclo registrerà un peggioramento, arrivando al 4,1% del PIL, indice di un ulteriore allontanamento da una posizione prossima al pareggio o in attivo. In assenza di ulteriori misure, anche nel 2004 il disavanzo resterà al di sopra del valore di riferimento del 3% del PIL stabilito dal trattato.6. Alla fine del 2003, il rapporto debito pubblico/PIL ha raggiunto il 103,0% del PIL, registrando una diminuzione rispetto al 104,7% del PIL dell'anno precedente, ma restando ad un livello sempre di gran lunga superiore al valore di riferimento del 60% del PIL. Questo dato relativo al 2003, convalidato da Eurostat a maggio, era già stato notificato a marzo ed era stato utilizzato sia dalle autorità greche che dalla Commissione per le previsioni relative all'andamento del rapporto debito/PIL per il 2004. Sulla base dei dati comunicati dalle autorità greche il 4 maggio 2004, il rapporto debito/PIL in Grecia dovrebbe scendere al 98,3% del PIL nel 2004. Secondo le previsioni di primavera 2004 della Commissione, il rapporto debito/PIL scenderebbe solo leggermente nel 2004 per arrivare al 102,8% del PIL, valore di gran lunga superiore al valore di riferimento del 60% del PIL previsto dal trattato.7. Al momento, la qualità dei dati relativi alle finanze pubbliche rimane incerta. Il dato relativo al disavanzo notificato il 4 maggio va raffrontato con l'1,7% del PIL notificato agli inizi di marzo e rivisto al 2,95% del PIL alla fine dello stesso mese, a seguito dell'iniziativa del nuovo governo di lanciare un audit approfondito delle finanze pubbliche. Poiché i dati sottostanti lasciano aperti diversi interrogativi, le autorità greche si sono impegnate a risolvere quanto prima i rimanenti problemi in stretta collaborazione con Eurostat. Inoltre, sebbene Eurostat abbia convalidato i dati notificati il 4 maggio, è praticamente certo che vi saranno ulteriori, significative revisioni - per quanto riguarda i disavanzi sicuramente al rialzo - per il 2003 e per gli anni precedenti, in occasione della presentazione abituale dei dati, nel settembre 2004. Si prevede in effetti che, a seguito di tali revisioni, anche il dato del disavanzo per il 2004 venga rivisto al rialzo.CONCLUSIONELa sorveglianza della situazione di bilancio in Grecia e, in particolare, l'esame della conformità ai criteri di cui all'articolo 104, paragrafo 2, hanno indotto la Commissione a preparare una relazione ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 3, del trattato. La Commissione, visti i fattori significativi considerati nella sua relazione e visto il parere del Comitato economico e finanziario, è del parere che in Grecia esista un disavanzo eccessivo.