CELEX: 51995PC0628(03)
Language: it
Date: 1995-12-11
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricola (versione codificata)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                  Bruxelles, 11.12.1995
                                                  COM(95) 628 def.
                                                  95/0320 (CNS)
                                                  95/0321 (CNS)
                                                  95/0322 (CNS)
                                Proposta di
                     DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
       relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi
                           (versione codificata^
                                Proposta di
                     DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
       relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali
                           (versione codificata^
                                Proposta di
                     DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
relativa al Catalogo comune delle varietàdelle specie di piante agricola
                            (versione codificata^
                      (presentate dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                        Proposta di
             DIRETTIVA PEL CONSIGLIO
relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi
                  (versione codificata)
                                A
 ---pagebreak---                                           RELAZIONE
1.   Nel contesto della semplificazione e della trasparenza del diritto comunitario, il Parla-
     mento, la Commissione e il Consiglio, messi a confronto con un numero troppo grande
     di disposizioni modificate più volte e spesso in modo sostanziale, avevano riconosciuto
     all'unanimità la necessità di seguire un certo metodo di lavoro che, attraverso la codifi-
     cazione legislativa, consentisse di conseguire una maggior chiarezza e trasparenza.
2.   Con la decisione del 1 * aprile 1987, la Commissione ha dato istruzioni ai suoi servizi
     di procedere alla codificazione costitutiva degli atti giuridici al più tardi dopo la deci-
     ma modifica ad essi apportata, sottolineando che si trattava di una regola minima,
     poiché nell'interesse deÙa chiarezza e della corretta comprensione della legislazione
     comunitaria i servizi dovrebbero tentare di codificare i testi di cui sono responsabili
     ad intervalli ancora più brevi.
3.   Nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Edimburgo queste esigen-
     ze vengono ribadite, laddove si sottolinea l'importanza della codificazione ufficiale, la
     quale «fornisce la garanzia giuridica sulla legge applicabile in un determinato momen-
     to ad una specifica questione». Viene inoltre suggerita — per garantire la qualità e la
     certezza dei testi codificati — la ricerca «di un più celere metodo di lavoro, accettabi-
    le per tutti, che consenta di adottare in modo rapido e efficace la nonnativa comuni-
     taria codificata (che sostituisce la normativa vigente senza modificarne la sostanza))».
4.   La presente proposta di codificazione della direttiva 70/458/CEE del Consiglio, del 29
    settembre 1970 relativa atta commercializzazione dette sementi di ortaggi si inserisce in
    un più vasto programma di codificazione delle disposizioni in materia di sementi e
     piante agricole, orticole e forestali Essa mira a realizzare detta codificazione confor-
    memente ai principi fondamentali convenuti dal Consiglio, dal Parlamento e dalla
     Commissione nel 1974: si tratta di una codificazione costitutiva, nel senso che la nuova
    direttiva si sostituirà alle varie direttive che sono oggetto di codificazione ^); essa
    rispetta in tutto il contenuto dei testi codificati limitandosi quindi a raggrupparli e ad
    apportarvi le sole modifiche formali richieste dall'operazione stessa di codificazione.
    Tale testo codificato servirà da base per i futuri sviluppi della legislazione in questo
    settore.
5.  Alcune disposizioni delia direttiva 70/458/CEE riguardano gli «imballaggi CEE» e
    «Regole e norme CEE».
    Avendo il Trattato sull'Unione europea sostituito l'espressione «Comunità economica
    europea» con «Comunità europea», è necessario fare la sostituzione anche in tali di-
    sposizioni.
    Anche se si potrebbe pensare che tale modifica rigurardi essenzialmente la forma,
    resta il fatto che gli Stati membri devono recepirla nella normativa nazionale, in modo
    che gli operatori economici utilizzino delle etichette con la formula «CE» al posto di
    «CEE». Inoltre questa modifica potrebbe avere delle conseguenze economiche per gli
    interessati nel caso in cui dovessero servirsi nell'immediato di tali nuove etichette.
    Considerando quanto detto, e che la direttiva di codificazione non deve essere recepi-
    ta — visto che si suppone che le direttive codificate siano state o vadano recepite nei
    tempi stabiliti — tale modifica non può essere considerata nella proposta di codifica-
    zione come un semplice adattamento formale.
    Di conseguenza la Commissione presenterà separatamente una proposta di modifica
    della direttiva 70/458/CEE per sostituire il termine «CEE», con «CE».
    Questa modifica, così come quelle per le quali c'è già una proposta pendente dinanzi
    al Consiglio, verrebbe inserita appena adottata in una proposta di codificazione che
    diventerebbe a sua volta pendente dinanzi alla suddetta istituzione.
6.  La presente proposta di codificazione è stata elaborata sulla base di un testo coordina-
    to della direttiva 70/458/CEE e degli atti modificativi, realizzato, in tutte le lingue
    ufficiali, mediante il sistema informatico dell'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle
    Comunità europee previsto nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio di Edim-
    burgo. La precedente numerazione degli articoli è stata conservata per agevolare la
    lettura e viene indicata a margine, mentre la nuova numerazione figura sopra il testo
    degli articoli; la corrispondenza fra le due numerazioni è indicata in un apposita tabel-
    la figurante nell'allegato VII della direttiva codificata.
   (*) Allegato VL parte A, della presente proposta.
 ---pagebreak---                                                    proposta di
                                 DIRETTIVA . J.. 7CE DEL CONSIGLIO
                                                                                <\g\o%Zv CCMS)
                                                        del
                        relativa alla commercializzazione delle sementi di ortaggi
     IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
     visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in
     particolare l'articolo 43,
     vista la proposta della Commissione,
     visto il parere del Parlamento europeo ( 1 ),
     visto il parere del Comitato economico e sociale ( 2 ),
1)   considerando che la direttiva 70/458/CEE del Consi-
     glio, del 29 settembre 1970, relativa alla commercializza-
     zione delle sementi di ortaggi (*), ha subito diverse e
     sostanziali modificaTiani; che, a fini di razionalità e chia-
     rezza, occorre pertanto procedere alla codificazione di
     detta direttiva;
2)   considerarido che la produzione di sementi di ortaggi oc-                 70/458/CEE
     cupa un posto importante nell'agricoltura della Comunità
     europea;
3)   considerando che i risultati soddisfacenti della coltura di
     ortaggi dipendono in ampia misura dall'utilizzazione di
     sementi adeguate; che alcuni Stati membri hanno pertan-
     to limitato, da qualche tempo, la commercializzazione
     delle sementi di ortaggi di certe specie alle sementi con-
     trollate di varietà determinate, mentre altri Stati hanno
     introdotto controlli facoltativi della qualità di tali semen-
     ti;
4)   considerando che, nella misura in cui gli Stati membri
     procedono a siffatti controlli di sementi, essi hanno be-
     neficiato del risultato dei lavori di sistematica selezione
     delle piante svolti attraverso parecchi decenni e che han-
     no portato a varietà di ortaggi distinte, stabili e sufficien-
     temente omogenee, le cui caratteristiche consentono di
     prevedere sostanziali vantaggi per le utilizzazioni perse-
     guite;
5)   considerando che una maggiore produttività in materia
     delle colture di ortaggi nella Comunità sarà ottenuta con
     l'applicazione, da parte degli Stati membri, di norme
     unificate e il più possibile rigorose circa la scelta delle
     varietà ammesse alla certificazione, al controllo e alla
     commercializzazione;
 0
 0
      GUn.C
      OUn.C
  3   GU n. L 225 del 12. 10. 1970, pag. 7, modificata da ultimo
 ( )
      dall'Atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia.
 ---pagebreak---  6) considerando che un catalogo comune delle varietà del-        5. (adattato)
    le specie di ortaggi può essere compilato soltanto sulla
    base di cataloghi nazionali;
 7) considerando che è pertanto opportuno che tutti gli Stati
    membri compilino uno o più cataloghi nazionali delle va-
    rietà ammesse, nel rispettivo territorio, alla certificazio-
    ne, al controllo e alla commercializzazione;
 8) considerando che la compilazione di tali cataloghi deve
    avvenire secondo regole unificate, affinché le varietà am-
    messe siano distinte, stabili e sufficientemente omoge-
    nee;
 9) considerando che gli esami per l'ammissione di una va-
    rietà esigono che sia determinato un notevole numero di
    criteri e di condizioni minime d'esecuzione unificati;
10) considerando, d'altra parte, che le prescrizioni relative
    alla durata di validità di un'ammissione, ai motivi del
    suo ritiro ed all'esecuzione di una selezione conservativa
    devono essere unificate e che occorre prevedere la reci-
    proca informazione degli Stati membri, per quanto con-
    cerne l'ammissione e il ritiro delle varietà;
11) considerando che occorre prevedere nonne particolari             73/438/CEE
    per ciò che riguarda le varietà per le quali si costati che      (adattato)
    non possono essere coltivate in nessun luogo del territo-
    rio di uno Stato membro.
12) considerando che le sementi delle varietà registrate nel     10. 70/458/CEE
    catalogo comune non devono esser soggette, all'interno
    della Comunità, ad alcuna restrizione di commercializza-
    zione per ciò che riguarda la varietà;
13) considerando che è opportuno che la Commissione prov-        11.
    veda a pubblicare nella Gazzetta ufficiale dette Comunità
    europee, le varietà ammesse al catalogo comune;
14) considerando che è inoltre opportuno concedere agli          12.
    Stati membri il diritto di far valere talune obiezioni su
    una varietà se sono giustificate da motivi di natura fito-
    sanitaria;
15) considerando che occorre prevedere prescrizioni che ri-      13.
    conoscano l'equivalenza degli esami e dei controlli delle
    varietà effettuati in paesi terzi;
16) considerando tuttavia che una limitazione della commer-      14.
    cializzazione ad alcune varietà non è giustificata se non
    in quanto esista al tempo stesso la garanzia per l'agricol-
    tore di poter effettivamente ottenere sementi di queste
    stesse varietà;
17) considerando che occorre istituire un sistema applicabile    15.
    tanto agli scambi intracomunitari, quanto alla commer-
    cializzazione sui mercati nazionali;
18) considerando che, in generale, le sementi di ortaggi de-     16.
    vono poter essere commercializzate solo se, conforme-
    mente alle norme di certificazione, sono state ufficial-
    mente esaminate e certificate come sementi di base o
    sementi certificate;
 ---pagebreak--- 19) considerando che è necessario disporre affinché i mate-           72/418/CEE
    riali selezionati di generazioni anteriori alle sementi di        (adattato)
    base, ammessi alla commercializzazione nei vari Stati
    membri devono rispondere alle condizioni fissate dalla
    presente direttiva;
20) considerando che, per determinate specie di ortaggi, sa-      17. 70/458/CEE
    rebbe indicato limitare la commercializzazione alle se-
    menti certificate; che è tuttavia impossibile raggiungere
    tale obiettivo poiché, in tal caso, non si potrebbe soddi-
    sfare l'intero fabbisogno comunitario; che è pertanto op-
    portuno ammettere la commercializzazione di sementi
    standard controllate, le quali devono pure possedere
    l'identità e la purezza della varietà, caratteristiche sog-
    gette peraltro unicamente a controllo ufficiale a posterio-
    ri, effettuato sul posto mediante sondaggi;
21) considerando che occorre escludere le sementi di ortaggi      18.
    non commercializzate dal campo d'applicazione delle
    norme comunitarie, data la loro scarsa importanza eco-
    nomica; che non dev'essere pregiudicato il diritto degli
    Stati membri di sottoporle a particolari prescrizioni;
22) considerando che le sementi di alcune specie soggette             72/418/CEE
    alle disposizioni della presente direttiva non presentano         (adattato)
    alcun interesse per aiomi Stati mmhri sebbene, venga-
    no prodotte nei medesimi o perlomeno commercializzate
    in minima quantità; che è pertanto opportuno che talune
    specie siano escluse dal campo di applicazione della pre-
    sente direttiva e che, per alcune altre specie, gli Stati
    membri abbiano la possibilità di essere dispensati dalla
    sua applicazione;
23) considerando che, per migliorare la qualità delie sementi     19. 70/458/CEE
    di ortaggi nella Comunità, devono essere previste deter-
    minate condizioni per quanto concerne la purezza speci-
    fica minima e la facoltà germinativa;
24) considerando che occorre estendere il campo d'applica-        20.
    zione della presente direttiva a un catalogo delle specie
    per quanto possibile completo, comprendente anche spe-
    cie atte a fungere da piante foraggere o piante oleagino-
    se; che se tuttavia, nel territorio di uno Stato membro,
    non esiste normalmente una moltiplicazione e una com-
    mercializzazione di sementi di determinate specie, occor-
    re prevedere la possibilità di dispensare lo stato membro
    dall'applicare le disposizioni della presente direttiva alle
    specie in questione;
25) considerando che, per garantire l'individualità delle se-     21.
    menti, sono fissate norme comunitarie relative all'imbal-
    laggio, al prelievo dei campioni, alla chiusura e al con-
    trassegno; che è anche opportuno prevedere controlli uf-
    ficiali a priori delle sementi certificate, e fissare gli ob-
    blighi cui deve adempiere il responsabile della commer-
    cializzazione delle sementi tipo e delle sementi certifica-
    te presentate in piccoli imballaggi;
 ---pagebreak--- 26)   considerando che per garantire, in fase di commercializ-       22.
      zazione, il rispetto sia delle condizioni relative alla quali-
      tà delle sementi, sia delle disposizioni intese a garantirne
      l'identità, gli Stati membri devono prevedere disposizioni
      di controllo adeguate;
27)   considerando che le sementi rispondenti a tali condizioni      23.
      devono essere soggette — fatta salva l'applicazione
      dell'articolo 36 del trattato — unicamente alle restrizioni
      di commercializzazione previste dalle norme comunitarie;
28)   considerando che è necessarioriconoscere,a determinate         24.
      condizioni, l'equivalenza tra sementi moltiplicate in un
      altro paese da sementi certificate in uno Stato membro e
      sementi moltiplicate nello stesso Stato membro;
29)   considerando, inoltre, che occorre prevedere che le se-        25.
      menti di ortaggi raccolte in paesi terzi possano essere
      commercializzate nella Comunità soltanto se offrono le
      stesse garanzie delle sementi ufficialmente certificate o
      commercializzate nella Comunità in quanto sementi stan-
      dard conformi alle norme comunitarie;
30)   considerando che, per periodi nei quali l'approvvigiona-       26.
      mento di sementi certificate delle diverse categorie o di
      sementi standard incontri difficoltà, occorre ammettere         +
      provvisoriamente sementi di qualità inferiore, ma anche         3. 72/418/CEE
      sementi appartenenti a varietà che non figurano né sul             (adattato)
      catalogo comune delle varietà, né sul catalogo nazionale
      delle varietà;
31)   considerando che, al fine di armonizzare i metodi tecnici      27. 78/458/CEE
      di certificazione e di controllo degli Stati membri e per
      avere possibilità di raffronto tra le sementi certificate
      all'interno della Comunità e quelle provenienti da paesi
      terzi, è opportuno stabilire negli Stati membri campi
      comparativi comunitari per consentire un controllo an-
      nuale a posteriori delle sementi di talune varietà della
      categoria «sementi di base» e delle sementi delle catego-
      rie «sementi certificate» e «sementi standard»;
32)   considerando che le norme comunitarie non devono es-           28.
      sere applicate alle sementi per le quali sia provato che
      sono destinate all'esportazione verso paesi terzi;
33)   considerando che, per l'attuazione delle competenze ese-       29. (adattato)
      cutive conferite alla Commissione, è opportuno che
      quest' ultima sia assistita dal Comitato permanente per
      le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli, orti-
      coli e forestali, secondo la procedura del Comitato di
      gestione prevista all'articolo 2, IL della decisione
      87/373/CEE del Consiglio (});
34)   considerando che la presente direttva deve lasciare im-
      pregiudicati gli obblighi degli Stati membri relativi ai ter-
      mini d'attuazione delle direttiva indicate all' allegato VL
      parte B,
      HA ADOTTATO LA PRESENTE DmETTTVA
  (*)  GU a. L 197 del 18. 7.1987, pag. 33.
 ---pagebreak---                            Articolo 1
La presente direttiva riguarda le sementi di ortaggi com-     707458/CEE
mercializzate all'interno della Comunità.
Essa non si applica alle sementi di ortaggi per le quali sia                   Articolo 34
provata la destinazione alla esportazione in paesi terzi.
                          Articolo 2
1.  Ai sensi della presente direttiva s'intende per:
A    Ortaggi: le piante delle specie seguenti destinate alla
    produzione agricola od orticola, ad esclusione degli
    usi ornamentali:
    Allium cepa L.                    Cipolla
    Allium porrum L.                  Porro
    Anthriscus cerefolium (L.)        Cerfoglio
     Hoffm.
    Apium graveolens L.               Sedano
    Asparagus officinalis L.          Asparago
     Betavulgarisl^varvulgaris        Bietola da coste       87/120/CEEait,5.1
     BtìoYulgaris Lvar.cg/td/rf-      Bietola da orto
     mAiel
     Brassica oleracea L. con-        Cavolo laciniato
     var. acephala CDC.\ Alef.
     var. saMica L
     Brassica oleracea L. con-        Cavolfiore
     var, PQfrytjs ÇL) Mcf, var,
     bQtrytis lm
     Brassica oleracea L. con-        Cavolo broccolo
     var. botrvtis (L.) Alef. var.
     çymosa Puch,
     Brassica oleracea L. con-        Cavolo di Bruxelles
     var. oleracea var. gemmif-
     Brassica oleracea L con-         Cavolo verza
     var. capitata (L.) Alef. var.
     Brassica oleracea L. con-        Cavolo cappuccio
     yan capitata (L) Alef. var,
     sMJKL
     Brassica oleraçeq L con-         Cavolo cappuccio rosso
     var. capitata (LA Alef. var.
     mhmJXL
     Brassica oleracea L. con-        Cavolo rapa
     YflT, acrphala (TX?.) Alef,
     var. congvlodes
    BrassicapekinensisÇLoxa.)         Cavolo cinese          88/380/CEEart.7.1
     Rupr.
     Brassica rapa L. var. rapa       Rapa primaverile Rapa 87/120/CEEart.5.1
                                      autunnale
 ---pagebreak--- Capsicum annuum L.         Peperone                      70/458/CEE
Cichorium endivia L.       Indivia riccia o scarola
Cichorium intybus L. (par- Cicoria di tipo Witloof. 87/120/CEE art 5.1 - 88/380/CEE art 7.1
tìaù                       cicoria di tipo italiano
                           (o cicoria a foglia largai.
                           cicoria industriale
Citrullus lanatus (Thunb.)    Anguria                    79/641/CEE art 4.1
Matsurn. et Nakai
Cucumis melo L.            Melone                        70/458/CEE
CucumissaavusL.            Cetriolo
Cucurbita maxima           ZÀicca                        86/155/CEEart6.1
Duchesne
Cucurbita pepo L.          Zucchino                      70/458/CEE
Cynara cardunculus L.      Cardo                         86/155/CEE art 6.1
Daucus carota L.           Carota                        79/641/CEE art 4.1
Foenkulum vulgorc Miller   Finocchio                     87/120/CEE art 5.1
Lactuca sativa L.          Lattuga                       70/458/CEE
Lyçopersjçon lycopersicum Pomodoro                       79/641/CEE art 4.2 - 87/120/CEE art 5.1
 (L.Ì Karsten ex Farw.
Pctroxlmum         cnjpum  Prezzemolo
 (MQICT) Nvman e i A . W
                                                         79/641/CEE art 4.1 - 87/120/CEE art. 5.1
Phaseolus coccineus L.     Fagiolo di. Spagna
                                                         70/458/CEE
Phaseolus vulgaris L.      Fagiolo
Pisum sativum L. (partim)  Pisello, ad eccezione         79/641/CEE art 4.1
                           del pisello da foraggio     I
Raphanus saavus L.          Ravanello                    70/458/CEE
 Scorzonera hispanica L.    Scorzonera
 Solanum melongena L.       Melanzana
 Spinacia oleracea L.       Spinacio
 Valerianella locusta (L.)  Valeriana                    79/641/CEE art 4.1
 Laterr.
 Hcw/flòc L. (partim)       Fava da orto
 ---pagebreak--- B. Sementi di base: le sementi                                 70/458/CEE
   a) prodotte sotto la responsabilità del costitutore o
        del selezionatore secondo metodi di selezione
        per la conservazione della varietà,
   b)   previste per la produzione di sementi della cate-
        goria «sementi certificate»,
   e)   conformi, fatto salvo quanto disposto all'articolo
        22, alle condizioni previste dagli allegati I e II
        per le sementi di base, e
   d)   per le quali, all'atto di un esame ufficiale, sia sta-
        ta costatata la rispondenza alle condizioni sum-
        menzionate.
C  Sementi certificate: le sementi,
   a)   provenienti direttamente da sementi di base o, a
        richiesta del costitutore, da sementi di una gene-
        razione anteriore a quella delle sementi di base
        che possano soddisfare e abbiano soddisfatto,
        all'atto di un esame ufficiale, alle condizioni pre-
        viste dagli allegati I e II per le sementi di base,
   b)   previste soprattutto per la produzione di ortaggi,
   e)   conformi, fatto salvo quanto disposto all'articolo
        22, lettera b), alle condizioni previste agli allegati
        I e II per le sementi certificate,
   d)   per le quali, all'atto di un esame ufficiale, sia sta-
        ta costatata larispondenzaalle condizioni sum-
        menzionate, e
   e)   sottoposte a posteriori a controllo ufficiale me-
        diante sondaggi, per quanto concerne l'identità e
        la purezza della varietà.
D. Sementi standard: le sementi,
   a)   che presentano sufficiente identità e purezza del-
        la varietà,
   b)   che sono soprattutto previste per la produzione
        di ortaggi,
   e)   conformi alle condizioni dell'allegato II e
   d)   sottoposte a posteriori a controllo ufficiale me-
        diante sondaggi, per quanto concerne l'identità e
        la purezza della varietà.
E. Disposizioni ufficiali: le disposizioni che sono adottate
   a)   dalle autorità di uno Stato o,
   b)   sotto la responsabilità dello Stato, da persone
        giuridiche di diritto pubblico o privato o,
   e)   per attività ausiliarie, sempre sotto fl controllo
        dello Stato, da personefìsichevincolate da giura-
        mento,
   a condizione che le persone di cui alle lettere sub b)
   e e) non traggano profitto particolare dal risultato di
   dette disposizioni
 ---pagebreak---       Piccoli imballaggi: imballaggi aventi un peso netto       70/458/CEE
      massimo di sementi di:
      a)   5 kg per le leguminose,
      b)   500 g per le cipolle, il cerfoglio, gli asparagi, le
           bietole da coste, le bietole da orto, le rape pri-
           maverili, le rape autunnali, le angurie, zucca, gli  86/155/CEE art. 6.2
           zucchini, le carote, i ravanelli, la scorzonera, gli
           spinaci e la valeriana,
      e)   100 g per tutte le altre specie di ortaggi.
2. Le modifiche da apportare, a motivo dell'evoluzione          78/55/CEE art 7.1
delle conoscenze scientifiche o tecniche, all'elenco delle
specie di cui al paragrafo 1, parte A per quanto riguarda
le denominazioni e gli ibridi risultanti da incroci tra le spe-
cie contemplate dalla presente direttiva, sono adottate se-
condo la procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2.
3. I diversi tipi di varietà, compresi i componenti, posso-     88/380/CEE art. 7.4
no essere specificati e definiti conformemente alla proce-
dura di cui all'articolo 42, paragrafo 2.
4j Secondo la procedura prevista all'articolo 42, paragra-      78/55/CEE art 7.1 - 88/380/CEE art. 7.3
fo 2, gli Stati membri possono essere autorizzati a consen-
tire, hi deroga al paragrafo i, comma e, lettera a), la certi-
ficazione in quanto «sementi certificate» di sementi di
specie autogame che sono state presentate alla certificazio-
ne quali sementi di base e che provengono direttamente da
sementi di una generazione precedente alle sementi di ba-
se che non è stata ufficialmente esaminata. Questa disposi-
zione non si applica alle sementi ibride. La certificazione
in quanto «sementi certificate» può essere effettuata sol-
tanto su domanda del richiedente la certificazione, d'accor-
do con il costitutore, e qualora si sia constatato in un con-
trolio ufficiale a posteriori in base a campioni prelevati
ufficialmente e realizzato al più tardi nella stagione coltu-
rale durante la quale avviene la produzione delle sementi
oggetto della domanda, che le sementi della generazione
precedente soddisfacevano ai requisitifissatiper le sementi
di base in ordine all'identità e alia purezza varietale. In
tale caso il costitutore dichiara, al momento del prelievo
del campione, la superficie totale di produzione delle se-
menti della generazione precedente. Queste condizioni
possono essere modificate in funzione dell'evoluzione delle
conoscenze scientifiche o tecniche secondo la procedura
prevista all'articolo 42, paragrafo 2.
Gli Stati membri prescrivono che le etichette ufficiali delle
sementi commercializzate in applicazione dell'autoriz-
zazione di cui al primo comma portino la menzione "Com-
mercializzazione ammessa soltanto in ... (Stato membro in-
teressato)"; gli Stati membri possono inoltre prescrivere in
questo caso che le etichette ufficiali portino anche la men-
zione" destinate esclusivamente alla riproduzione".
                                               10
 ---pagebreak---                            Articolo 3
 1. Gli Stati mèmbri prescrivono che le sementi di ortaggi     70/458/CEE
 possono essere certificate, controllate quali sementi stan-
 dard e commercializzate soltanto se la loro varietà è uffi-
 cialmente ammessa almeno in uno Stato membro.
 2. Ogni Stato membro compila uno o più cataloghi delle
varietà ammesse ufficialmente alla certificazione, al con-
 trollo in quanto sementi standard ed alla commercializza-
zione sul suo territorio. I cataloghi sono suddivisi:
 a)    secondo le varietà le cui sementi possono essere certi-
       ficate in quanto «sementi di base» o «sementi certifi-
       cate», o controllate in quanto «sementi standard» e,
b)    secondo le varietà le cui sementi possono essere con-
      trollate soltanto quali sementi standard.
Tali cataloghi possono essere consultati da chiunque.
3. fi catalogo comune delle varietà delle specie di ortag-
gi è compilato in base ai cataloghi nazionali degli Stati
membri, conformemente alle disposizioni degli articoli 17 e
 18.
4. Gli Stati membri possono stabilire che l'ammissione di
una varietà nel catalogo comune o nei cataiogcrdinn altro
Stato membro equivalga all'ammissione nel loro catalogo,
hi tal caso lo Stato membro è dispensato dagli obblighi
previsti dagli articoli 7,10, paragrafo 3, e 11 paragrafi 2,3,
4 e 5.
                           Articolo 4
Gli Stati membri provvedono a che una varietà venga am-
messa solo ove sia distinta, stabile e sufficientemente omo-
genea.
Per la cicoria industriale la varietà deve possedere un valo-  88/380/CEE art. 7.5
re agronomico e di utilizzazione soddisfacente
                           Articolo 5
1. Una varietà è distinta se, indipendentemente dall'ori-      79/967/CEE art. 3.1
gine — artificiale o naturale — della variazione iniziale da
cui proviene, si distingue nettamente per uno o più caratte-
ri importanti da qualsiasi altra varietà nota nella Comuni-
tà.
I caratteri di una varietà si debbono poterriconoscerecon
precisione e descrivere con altrettanta precisione.
Una varietà nota nella Comunità è qualsiasi varietà che, al
momento in cui larichiestadi ammissione della varietà da
giudicare è presentata nei debiti modi,
— figura nel catalogo comune delle varietà delle specie
      di ortaggi o nel catalogo comune delle varietà delle
      specie di piante agricole
                                              11
 ---pagebreak--- — o, pur senza figurare in uno dei suddetti cataloghi, è         79/967/CEE art 3.1
      ammessa o in corso di ammissione, nello Stato mem-
      bro in questione o è ammessa in un altro Stato mem-
      bro alla certificazione e alla commercializzazione, o
      alla certificazione per altri paesi, oppure al controllo
      quali sementi standard,
a meno che, prima della decisione in merito alla richiesta
d'ammissione della varietà da giudicare, non siano più sod-
disfatti in tutti gli Stati membri interessati i requisiti sopra
indicati.
2. Una varietà è stabile se dopo le sueriproduzionio             70/458/CEE
moltiplicazioni successive o alla fine di ogni ciclo, qualora
il costitutore abbia definito un ciclo particolare di riprodu-
zioni o di moltiplicazioni, essa resta conforme alla defini-
zione dei suoi caratteri essenziali.
3. Una varietà è sufficientemente omogenea se le piante
che la compongono — a parte qualche rara aberrazione —
sono, tenendo conto delle particolarità del sistema di ripro-
duzione delle piante, simili o geneticamente identiche per
l'insieme delle caratteristiche considerate a tal fine.
                            Articolo 6
1. Gli Stati membri vigilano a che le varietà provenienti
da altri Stati membri siano soggette, in particolare per
quanto concerne la procedura d'ammissione, alle stesse
condizioni applicate alle varietà nazionali
                            Articolo 7
 1. Gli Stati membri stabiliscono che l'ammissione delle
varietà sia subordinata ad esami ufficiali effettuati princi-
palmente in campo e volti ad accertare la rispondenza ad
un numero di caratteri sufficienti per descrivere la varietà.
I metodi impiegati per l'accertamento dei caratteri devono
essere precisi e provati Ai fini della disrinnnng gli esami      79/967/CEE art 3.2
in coltura comprendono almeno le varietà paragonabili di-
sponibili, note nella Comunità ai sensi dell'articolo 5. para-
 grafo 1. Per l'applicazione dell'articolo 10 sono comprese
 altre varietà paragonabili disponibili. Nel caso di varietà le
cui sementi possono essere controllate soltanto quali se-
 menti standard, possono essere presi in considerazione i
risultati di esami non ufficiali e le cognizioni pratiche attin-
 te durante la coltivazione. Può tuttavia essere prescritto,     72/418/CEE art 63
 con la procedura di cui all'articolo 42. paragrafo 2. che, a
 partire da date determinate, le varietà di talune specie di
 ortaggi possono essere ammesse soltanto sulla base di esa-
 mi ufficiali.
 2. Secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo
 2, si provvede a fissare, tenendo conto dello stato delle
 conoscenze tecniche e scientifiche:
                                               12
 ---pagebreak--- a)    i caratteri minimi su cui devono vertere gli esami per   70/458/CEE
     le varie specie;
b)   le condizioni minime cui devono soddisfare gli esami.
3. Ove l'esame dei componenti genealogici si renda indi-
spensabile per lo studio degli ibridi e delle varietà sinteti-
che, gli Stati membri, surichiestadel costitutore, vigilano a
che i risultati dell'esame e la descrizione dei componenti
genealogici siano tenuti segreti.
                          Articolo 8
1. Gli Stati membri prescrivono che ilrichiedente,all'at-
to del deposito della domanda d'ammissione di una varie-
tà, deve indicare se questa ultima è già stata oggetto di
domanda di iscrizione in un altro Stato membro, di quale
Stato membro si tratta ed il risultato di tale domanda.
                          Articolo 9
1. Gli Stati membri possono ammettere varietà ufficial-        72/418/CEE art. 6.4
mente ammesse sul loro territorio anteriormente al 1* lu-
glio 1972 senza dover procedere a nuovi esami secondo le
disposizioni della presente direttiva, ove risulti dagli esami
precedenti che dette varietà sono distinte, stabili e suffi-
cientemente omogenee. L' esame dei caratteri di cui all'ar-
ticolo 7, paragrafo 2, deve aver luogo entro e non oltre il
30 giugno 1975.
Le date di cui sopra sono sostituite rispettivamente da
quella del:
      1* marzo 1986 e 31 dicembre 1988, per la Spagna,         867155/CEE art 63
     relativamente alle specie seguenti:                       (adattato)
     Apium graveolens
     Beta vulgaris var. esculenta
     Brassica oleracea
     Cichorium endivia
     Cucurbita pepo
     Petroseanum crispum
     Phaseolus cocàneus
     Raphanus sativus
     Scorzonera hispanica
      1* gennaio 1973 e 31 dicembre 1977, per la Dani-         Atto d'adesione DA IRL, UK art 29.
     marca, F Irlanda e il Regno Unito.                        (adattato)
2. Gli Stati membri adottano le misure necessarie af-          72/418/CEE art. 6.4
finché le ammissioni ufficiali delle varietà, che abbiano
avuto luogo anteriormente al l'luglio 1972, secondo prin-
cipi diversi da quelli della presente direttiva, scadano il 30
giugno 1980 al più tardi, se a tale data le varietà in que-
stione non sono state ammesse in base alle disposizioni
della presente direttiva.
                                             13
 ---pagebreak--- Le date di cui sopra sono sostituite rispettivamente da          72/418/CEE art. 6.4
quella del:
— 1 * marzo 1986 e 31 dicembre 1993, per la Spagna, e            86/155/CEE art 6.4
      relativamente alla specie di cui al paragrafo 1, secon-    (adattato)
      do comma, primo trattino,
      1* gennaio 1973, per la Danimarca, l'Irlanda e             Atto d'adesione DA ERL. UK art 29.
      Regno Unito.                                               (adattato)
Per quanto riguarda il territorio dell'ex Repubblica de-         90/654/CEEart2
mocratica tedesca e per le varietà ammesse dalle autorità        (adattato)
della ex Repubblica democratica tedesca, le date di cui al
primo comma, sono sostituiterispettivamentedalle date
del 3 ottobre 1990 e del 31 dicembre 1994.
Questa disposizione e applicabile mutatis mutandis alle va-
rietà che non sono state ufficialmente ammesse, ma le cui
sementi erano commercializzate o seminate nel territorio
in parola prima dell'unificazione tedesca.
3. Gli Stati membri possono essere autorizzati, secondo          80/1141/CEE art 2
la procedura prevista all'articolo 42 paragrafo 2, a proroga-
re per determinate varietà il termine di scadenza previsto
al paragrafo 2, fino al 31 dicembre 1982 al più tardi, qua-
lora alla data del 1* luglio 1980 non sia stata ancora con-
clusa la procedura di esame iniziata per tali varietà prima
di questa data, in vista della loro ammissione conforme-
mente alla presente direttiva
4. In deroga alle disposizioni dell'articolo 3, paragrafo 1,     72/418/CEE art 6.4
gli Stati membri possono ammettere sul loro territorio che
sementi tipo di varietà non ammesse ufficialmente vengano
commercializzate fino al 30 giugno 1975 se le sementi di
tali varietà erano commercializzate nel loro territorio ante-
riormente al 1* luglio 1972.
Le date di cui sopra sono sostituite rispettivamente da
quelle del:
— 31 dicembre 1988 e 1" gennaio 1986, per la Grecia;             88/380/CEE art 7.6
                                                                  (adattato)
      31 dicembre 1988 e 1* marzo 1986, per la Spagna,            86/155/CEE art 65
      relativamente alle specie di cui al paragrafo 1, secon-     (adattato)
      do comma, primo trattino.
                           Articolo 10
 1. Gli Stati membri vigilano affinché il catalogo delle va-      70/458/CEE
rietà ammesse sul loro territorio e, quando è richiesta la
 selezione conservatrice, il nome del responsabile o dei re-
 sponsabili nei rispettivi paesi siano pubblicati ufficialmente.
 Qualora più persone siano responsabili della selezione con-
 servatrice di una varietà, la pubblicazione del loro nome
 non è indispensabile. Nel caso in cui non sia effettuata la
 pubblicazione, il catalogo indica l'autorità che dispone
 dell'elenco dei nomi dei responsabili della selezione con-
 servatrice.
                                              14
 ---pagebreak--- 2. Quando ammettono una varietà, gli Stati membri vigi-         70/458/CEE
lano a che essa abbia, se possibile, la stessa denominazione
adottata negli altri Stati membri.
Ove si sappia che delle sementi o materiali di moltiplica-
zione di una determinata varietà sono commercializzate in
altro paese sotto una denominazione differente, quest'ulti-
ma dovràfigurareanch'essa nel catalogo.
Nel caso di varietà derivate da varietà la cui ammissione       88/380/CEE art. 7.7
ufficiale è stata determinata conformemente all'articolo 13,
paragrafo 4 seconda e quarta frase, e ammesse in uno o
più Stati membri a seguito delle misure ufficiali contempla-
te da tale disposizione, si può decidere, conformemente al-
la procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, che tutti
gli Stati membri che hanno proceduto a tale ammissione
assicurino che le varietà abbiano denominazioni determina-
te secondo la stessa procedura e conformi ai su enunciati
principi.
3. Gli Stati membri, tenendo conto delle informazioni           79/967/CEE art 33
disponibili, provvedono inoltre affinché una varietà che
non si distingue nettamente
— da una varietà precedentemente ammessa nello Stato
      membro in questione o in un altro Stato membro
— o da un'altra varietà sulla quale sia già stato espresso
      un giudizio, per quanto concerne la distinzione, la sta-
      bilità e l'omogeneità secondo norme che corrispondo-
      no a quelle della presente direttiva, senza tuttavia es-
      sere una varietà nota nella Comunità ai sensi
      dell'articolo 5, paragrafo 1,
porti la denominazione di tale varietà. Tale disposizione
non si applica se la denominazione può indurre in errore o
dare adito a confusione per quanto concerne la varietà op-
pure se altri fatti si oppongono al suo impiego in base alle
disposizioni dello Stato membro interessato in materia di
denominazioni varietali ovvero se un diritto di un terzo
ostacola il libero impiego di tale denominazione in relazio-
ne con la varietà.
4.. Per ciascuna varietà ammessa, gli Stati membri ap-          70/458/CEE - 79/967/CEE art. 3.4
prontano un fascicolo che comprende unriassuntochiaro
di tutti i fatti su cui si basa l'ammissione. In tale fascicolo
la descrizione delle varietà siriferiscealle piante ottenute
direttamente da sementi della categoria sementi «certifica-
te» o della categoria «sementi standard».
                           Articolo 11
1. Ognirichiesta,o ritiro di richiesta, di ammissione di        79/967/CEE art 3 S
una varietà ed ogni iscrizione in un catalogo delle varietà
nonché le varie modifiche del medesimo sono immediata-
mente notificate agli altri Stati membri e alla Commissio-
ne.
                                              15
 ---pagebreak--- 2. Gli Stati membri comunicano agli altri Stati membri e          70/458/CEE
alla Commissione, per ogni nuova varietà ammessa, una
breve descrizione delle caratteristiche di cui sono a cono-
scenza grazie alla procedura d'ammissione. Arichiesta,essi        72/418/CEE art. 65
comunicano anche i caratteri che differenziano la varietà in
questione da altre varietà analoghe,
3. Ogni Stato membro tiene a disposizione degli altri
Stati membri e della Commissione i fascicoli di cui all'arti-
colo 10, paragrafo 4, relativi alle varietà ammesse o che
hanno cessato di esserlo. Le informazioni reciproche relati-
ve ai suddetti fascicoli restano segrete.
4. Gii Stati membri provvedono a che i fascicoli di am-
missione siano resi accessibili a titolo personale ed esclusi-
vo a coloro che abbiano dimostrato un interesse giustifica-
to a tale riguardo. Tali disposizioni non sono applicabili
quando, ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3, i dati devono
restare segreti.
5. In caso di rifiuto o di revoca dell'ammissione di una
varietà, i risultati degli esami sono resi accessibili agli inte-
ressati
                           Articolo 12
1. Gli Stati membri stabiliscono che le varietà ammesse
vengano mantenute mediante selezione conservatrice. Que-
sta disposizione non si applica alle varietà le cui sementi
possono essere controllate soltanto come sementi standard
e che sono notoriamente conosciute entro il 1* luglio
1970.
La data di cui sopra è sostituita da quella del:
      l'gennaio 1973, per la Danimarca, l'Irlanda e il Re-        Atto d'adesione DA IRL, UK art 29
      gno Unito;                                                  (adattato)
      1* marzo 1986, per la Spagna.                               86/155/CEE art 6.6
                                                                  (adattato)
2. La selezione conservatrice deve poter essere sempre            70/458/CEE
controllata in base alle registrazioni effettuate dal respon-
sabile o dai responsabili della varietà. Tali registrazioni de-
vono estendersi anche alla produzione di tutte le genera-
zioni precedenti le sementi di base
3. Al responsabile della varietà si possono richiedere dei
campioni. In caso di necessità essi possono essere prelevati
ufficialmente.
4. Se la selezione conservatrice ha luogo in uno Stato
membro diverso da quello in cui la varietà è stata ammes-
sa, gli Stati membri interessati si prestano reciprocamente
assistenza amministrativa in materia di controllo.
                           Articolo 13
1. L 'ammissione di una varietà è valida sino alla fine
del decimo anno civile successivo all'ammissione medesima
                                              16
 ---pagebreak---  E ammissione delle varietà accordata dalle autorità della      90/654/CEE art. 2
 ex Repubblica democratica tedesca prima dell'unificazione
 tedesca resta valida al più tardi sino alla fine del decimo
 anno civile che segue riscrizione di tali varietà nel catalogo
 compilato dalla Repubblica federale di Germania a norma
 dell'articolo 3, paragrafo 1.
 2. L' ammissione di una varietà può esser rinnovata per        70/458/CEE
periodi determinati qualora sia giustificata dall'importanza
 di mantenerne la coltura e ove risultino soddisfatti i previ-
sti requisiti di distinzione, di omogeneità e di stabilità. La
domanda di rinnovo dev'essere introdotta almeno due anni
prima della data di scadenza deU'ammissione.
Nel caso di varietà di cui all'articolo 12, paragrafo 1, se-    88/380/CEE art. 7.8
conda frase, l'ammissione può essere rinnovata soltanto se,
senza pregiudizio dell'articolo 38, il nome della o delle
persone responsabili della selezione conservatrice è stato
ufficialmente registrato e pubblicato conformemente all'ar-
ticolo 10, paragrafo 1.
3. L'ammissione deve essere provvisoriamente prolungata         70/458/CEE
sino a-che venga presa una decisione quanto alla domanda
di rinnovo.
Nel caso di varietà per le quali l'ammissione è stata           88/380/CEE art. 7.9
concessa anteriormente al 1* luglio 1972, o, per quanto         (adattato)
riguarda la Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito, ante-
riormente al 1* gennaio 1973, la scadenza di cui al para-
grafo 1, primo comma, può essere prorogata, conforme-
mente alla procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2,
fino al 30 giugno 1990 al massimo soltanto per varietà in-
dividuali, qualora misure ufficiali organizzate a livello co-
munitario siano state adottate anteriormente al 1* luglio
1982 al fine di garantire che siano soddisfatte le condizioni
per il rinnovo della loro ammissione o per l'ammissione di
varietà da esse derivate.
Per quanto riguarda la Grecia, la Spagna e il Portogallo, la
scadenza del periodo di ammissione per talune varietà am-
messe in detti Stati membri anteriormente al 1* gennaio
1986 può essere parimenti fissata, arichiestadi questi stes-
si Stati membri, al 30 giugno 1990, conformemente alia
procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, e le varietà
di cui trattasi possono essere incluse nelle misure ufficiali
di cui al secondo comma.
                          Articolo 14
1. Gli Stati membri provvedono affinché siano dissipati i       79/967/CEE art 3.6
dubbi sorti dopo l'ammissione di una varietà per quanto
concerne la valutazione della sua distinzione o la sua deno-
minazione al momento deU'ammissione.
                                             17
 ---pagebreak--- 2. Se, dopo l'ammissione di una varietà, risulta che la         79/967/CEE art 3.6
condizione della distinzione ai sensi dell'articolo 5 non è
stata soddisfatta al momento dell'ammissione, quest'ultima
è sostituita da un'altra decisione, eventualmente dal suo
annullamento, conforme alla presente direttiva
Con quest'altra decisione la varietà non è più considerata
come una varietà nota nella Comunità ai sensi dell'articolo
5, paragrafo 1, con effetto a partire dal momento della sua
ammissione iniziale.
3. Se, dopo l'ammissione di una varietà, risulta che la
denominazione ai sensi dell'articolo 10 non era accettabile
al momento dell'ammissione, la denominazione viene adat-
tata in modo tale da renderla conforme alla presente diret-
tiva. Gli Stati membri possono permettere che la denomi-
nazione precedente sia temporaneamente utilizzata a titolo
supplementare. Le modalità d'impiego della precedente de-
nominazione a titolo supplementare possono essere fissate
secondo la procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 2.
                           Articolo 15                                              Articolo 14
1. Gli Stati membri provvedono a che l'ammissione di            70/458/CEE
una varietà venga revocata:
a)    qualora, in sede d'esame, risulti che una varietà non è
      più distinta, stabile o sufficientemente omogenea;
b)    qualora il responsabile o i responsabili della varietà
      ne faccianorichiestae purché resti assicurata la sele-
      zione conservatrice.
2. Gli Stati membri possono revocare l'ammissione di
una varietà:
a)    in caso di mancata osservanza delle disposizioni legi-
      slative, regolamentari o amministrative adottate in ap-
      plicazione della presente direttiva,
b)    qualora, all'atto dell'inoltro della domanda di ammis-
      sione o nel corso della procedura di esame, siano sta-
      te fornite indicazioni false o fraudolente in merito agli
      elementi da cui dipende l'ammissione.
                           Articolo 16                                              ArtkohlS
1. Gli Stati membri provvedono aritirareuna varietà dal
loro catalogo, qualora l'ammissione di tale varietà sia revo-
cata o se la validità dell'ammissione sia giunta a scadenza
2. Gli Stati membri possono consentire nel loro territo-        79/967/CEE art. 3.7
rio un periodo transitorio per la certificazione, il controllo
quali sementi standard e la commercializzazione delle se-
menti che si protragga al massimo fino al 30 giugno del
terzo anno successivo alla scadenza dell'ammissione.
                                              18
 ---pagebreak---  Per le varietà che, ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 1,      79/967/CEE art. 3.7
 sono state comprese nel catalogo comune delle varietà di
 cui all'articolo 18, il periodo transitorio che scade per ulti-
 mo fra quelli accordati dai vari Stati membri di ammissio-
 ne a norma del primo comma si applica alla commercia-
 lizzazione in tutti gli Stati membri quando le sementi della
varietà in questione non sono state sottoposte a nessuna
 restrizione di commercializzazione su quanto riguarda la
varietà.
                           Articolo 17                                                          Articolo 16
 1. Gli Stati membri vigilano a che le sementi delle varie-      72/418/CEE art. 6.7
tà ammesse conformemente alle disposizioni della presente
direttiva o secondo principi corrispondenti alle medesime
non siano soggette, dopo un periodo di due mesi dalla
pubblicazione di cui all'articolo 18, ad alcuna restrizione di
commercializzazione per ciò che riguarda la varietà.
2. In deroga alle disposizioni previste al paragrafo L uno       70/458/CEE
Stato membro può essere autorizzato, su sua richiesta e
secondo la procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, a
vietare la commercializzazione in tutto o parte del suo ter-
ritorio delle sementi della varietà in questione, se la varie-
tà non è distinta, stabile o sufficientemente omogenea. La
richiesta deve essere inoltrata entro i tre anni successivi a
quello dell'ammissione.
3. Prima della scadenza, il termine previsto al paragrafo
2 può essere prolungato con la procedura di cui all'articolo
42, paragrafo 2, a condizione che una ragione essenziale lo
giustifichi.
4. Per le varietà ammesse anteriormente al 1* luglio
1972, il tennine di cui al paragrafo 2, seconda frase, decor-
re dal V luglio 1972.
La data di cui sopra è sostituita da quella deh
      1* luglio 1973, per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno     Atto d'adesione DA HIL, UK art 29
      Unito;                                                     (adattato)
— 1* marzo 1986, per la Spagna;                                  86/155/CEE art 6.7
                                                                 (adattato)
Per quantoriguardala Germania e per le varietà ammesse           90/654/CEE art 2
dalle autorità della ex Repubblica democratica tedesca, il       (adattato)
termine decorre dal 3 ottobre 1990.
5. Per quantoriguardala Grecia, per le varietà che sono          88/380/CEE art. 7.10
state ammesse anteriormente al 1* gennaio 1986 in uno o
più altri Stati membri e che non sono mai state commer-
cializzate in Grecia anteriormente a tale data, il termine
previsto al paragrafo 2 scade il 31 dicembre 1988.
                                              19
 ---pagebreak---                           Articolo 18                                                ArMCQÎûJI
Conformemente alle informazioni fornite dagli Stati mem-        70/458/CEE
bri e via via che esse le pervengono, la Commissione prov-
vede a pubblicare nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee, serie C, sotto la designazione «Catalogo comune
delle varietà delle specie di ortaggi», tutte le varietà le cui
sementi, in forza dell'articolo 17, non sono soggette, dopo     72/418/CEE art. 6.8
un pgriodo di due mesi, ad alcuna restrizione di commer-
dalizzazione per quanto concerne la varietà, nonché le in-
dicazioni previste all'articolo 10, paragrafo 1, circa il re-
sponsabile o i responsabili della selezione conservatrice. La
pubblicazione indica gli Stati membri che hanno beneficia-
to di una autorizzazione secondo l'articolo 17, paragrafo 2,
o l'articolo 19. Tale pubblicazione comprende le varietà        79/967/CEE art 3.8
gsi-Jg quali si applica un periodo transitorio a norma
ûsKajîisolQ 16, paragrafo 2. secondo comma, Vi si indica
inoltre la durata del periodo transitorio e, eventualmente,
gli Stati membri nei quali quest'ultimo non è previsto.
                          Articolo 19                                                Articolo 18
Qualora si costati che la coltura di una varietà ammessa
nel catalogo comune delle varietà delle specie di ortaggi
potrebbe, in uno Stato membro, nuocere sul piano fitosani-
tario alla coltura di altre varietà o specie, detto Stato
membro può, a sua richiesta, essere autorizzato, secondo la
procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, a vietare la
commercializzazione delle sementi di tale varietà in tutto il
suo territorio o in una parte di esso. In caso di imminente
pericolo di propagazione di organismi nocivi, lo Stato
membro interessato può prendere disposizioni subito dopo
aver inoltrato la sua richiesta sino al momento della presa
di posizione definitiva che deve essere adottata secondo la
procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2.
                          Articolo 20                                                Articolo 19
Quando una varietà non è più ammessa in uno Stato
membro in cui era stata ammessa inizialmente, uno o più
altri Stati membri possono mantenere l'ammissione di tale
varietà qualora perdurino le condizioni dell'ammissione. Se
si tratta di una varietà per la quale è richiesta la selezione
conservatrice, questa deve restare assicurata.
                          Articolo 21                                                Articolo 20
1. Gli Stati membri prescrivono che le sementi di cicoria       88/380/CEE art. 7.11
industriale non possono essere commercializzate a meno
che non siano state ufficialmente certificate come «sementi
di base» o «sementi certificate» e non soddisfino le condi-
zioni ài cui all'allegato IL
2.      Gli Stari membri prescrivono che le sementi di altre
specie di ortaggi non possono essere commercializzate a
meno che non siano state ufficialmente certificate come
«sementi di base» o «sementi certificate», o siano sementi
standard, e a meno che non soddisfino le condizioni di cui
all'allegato IL
                                             20
 ---pagebreak--- 3. Tuttavia si può prescrivere, secondo la procedura pre-         70/458/CEE
vista all'articolo 42, paragrafo 2, che delle sementi di certe
specie di ortaggi possono essere commercializzate a decor-
rere da determinate date, soltanto se sono state uffidal-
mente certificate come «sementi di base» o «sementi certi-
ficate».
4. Gli Stati membri vigilano affinché gli esami uffidali
delle sementi siano effettuati secondo i metodi internazio-
nali in uso, ove tali metodi esistano.
5. Gli Stati membri possono prevedere deroghe alle di-
sposizioni del paragrafo 1:
a)    per sementi di selezione di generazioni precedenti ri-
      spetto alle sementi di base;
b)    per prove sperimentali o a scopi scientifici;
e)    per lavori di selezione;
d)    per sementi in natura commerdalizzate ai fini del
      condizionamento, a condizione che l'individualità di
      tali sementi sia garantita.
                           Articolo 22                                       Articolo 21
Gli StatHM                     tuttavia autorizzare, in deroga
all'articolo 21:
a)    la certificazione ufficiale e la commerdalizzazione di
      sementi di base non rispondenti alle condizioni dell'al-
      legato II per quantoriguardala facoltà germinativa
      All'uopo sono adottate disposizioni opportune perché
      il fornitore garantisca una determinata facoltà germi-
      nativa che egli indica, per la commercializzazione, su
      una speciale etichetta recante il suo nome e indirizzo,
      nonché il numero di riferimento del lotto;
b)    nell'interesse di un rapido approvvigionamento di se-
      menti, la certificazione ufficiale e la commerdalizza-
      zione sino al primo destinatario commerciale di se-
      menti delle categorie «sementi di base» o «sementi
      certificate», per le quali non sia terminato l'esame uf-
      ficiale volto a controllare la rispondenza alle condizio-
      ni dell'allegato II per quantoriguardala facoltà ger-
      minativa La certificazione è concessa a condizione
      che sia presentato un rapporto di analisi provvisoria
      delle sementi e che sia indicato il nome e l'indirizzo
      del primo destinatario; sono adottate tutte le disposi-
      zioni opportune perché il fornitore garantisca la facol-
      tà germinativa risultante dall'analisi provvisoria; tale
      facoltà germinativa dev'essere indicata, per la com-
      mercializzazione, su un'etichetta spedale recante il
      nome e l'indirizzo del fornitore, nonché il numero di
      riferimento del lotto.
Queste disposizioni non sono applicabili alle sementi im-
portate dai paesi terzi, fatti salvi i casi previsti all'articolo
33 per lariproduzioneal di fuori della Comunità.
                                              21
 ---pagebreak---                          Articolo 23                           70/458/CEE         Articolo 22
Gli Stati membri, per la propria produzione, possono stabi-
lire, per quanto si riferisce agii allegati I e IL condizioni
supplementari o piùrigoroseper la certificazione.
                         Articolo 24                                              Aiticolo 2d
1. Gli Stati membri prescrivono che, durante l'esame
delle sementi per la certificazione e durante il controllo a
posteriori, i campioni siano prelevati ufficialmente secondo
metodi adeguati
Tali disposizioni sono applicabili anche qualora vengano uf-
ficialmente prelevati campioni di sementi standard per il
controllo a posteriori.
2. Durante l'esame delle sementi ai fini della certifica-
zione e il controllo a posteriori delle stesse, i campioni so-
no prelevati da lotti omogenei; nell'allegato i n sono indi-
cati il peso massimo di un lotto e il peso minimo di un
campione.
                         Articolo 25                                              Articolo 24
1. Gli Stati membri prescrivono che possono essere com-
merdalizzate sementi di base, sementi certificate e sementi
standard soltanto in partite sufficientemente omogenee e
in imballaggi chiusi, muniti, conformemente agli articoli 26
e 27, di un sistema di chiusura e di contrassegno.
2. Gli Stati membri possono prevedere deroghe alle di-
sposizioni dd paragrafo 1 per la commerdalizzazione di
piccoli quantitativi al consumatore diretto per quanto ri-
guarda l'imballaggio, il sistema di chiusura e il contrasse-
gno.
3. Gli Stati membri possono ammettere che miscugli di          73/438/CEE art. 62
sementi standard di più varietà di Lactuca sativa L. e dei
miscugli di sementi standard di più varietà di Raphanus
sativus L, siano commerdalizzati in piccoli imballaggi che
non superino un peso massimo di 50 g, purché sull'imbal-
laggio figuri la menzione «miscuglio di varietà» e il nome
delle varietà che compongono detto miscuglio.
                         Articolo 26                                              Articolo 25
1. Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di se-      78/692/CEE art 7.1
menti di base e di sementi certificate, quando non si tratta
di sementi di quest'ultima categoria presentate sotto forma
di piccoli imballaggi CEE, siano chiusi ufficialmente o sot-
to controllo ufficiale in modo che non si possano aprire
senza deteriorare il sistema di chiusura o senza lasciare
tracce di manomissione sull'etichetta ufficiale prevista
dall'articolo 27, paragrafo 1 o sull'imballaggio stesso.
Per assicurare la chiusura, il sistema di chiusura comporta
almeno l'incorporazione dell'etichetta ufficiale o l'apposi-
zione di un sigillo ufficiale.
                                             22
 ---pagebreak--- Le misure previste dal secondo comma non sono indispen-        78/692/CEE art. 7.1
sabili nel caso di un sistema di chiusura non riutilizzabile.
Secondo la procedura prevista dall'articolo 42, paragrafo 2,
si può constatare se un determinato sistema di chiusura
risponde alle disposizioni del presente paragrafo.
2. Nel caso di imballaggi chiusi ufficialmente o sotto         70/458/CEE - 78/692/CEE art. 7.2
«introito uffiriale non si può procedere ad una o più nuo-
ve chiusure, se non ufficialmente. In tal caso, sull'etichetta
prevista all'articolo 27, paragrafo 1, si menzionerà anche
l'ultima nuova operazione di chiusura, la data della mede-
sima e il servizio che l'ha effettuata
3. Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di se-      78/692/CEE art. 7.3
menti standard e i piccoli imballaggi di sementi certificate
siano chiusi in modo che non si possano aprire senza dete-
riorare il sistema di chiusura o senza lasdare tracce di ma-
nomissione sull'etichetta prevista dall'articolo 27, paragrafo
3, e sull'imballaggio stesso. Ad eccezione dei piccoli imbal-
laggi, essi devono essere piombati o provvisti di un sistema
di chiusura equivalente dal responsabile dell'apposizione
delle etichette. Secondo la procedura prevista dall'articolo
42, paragrafo 2,-si può-constatare se un determinato siste-
ma di chiusura risponde alle disposizioni del presente para-
grafo. Nel caso dei piccoli imballaggi della categoria se-
menti certificate è possibile effettuare una o più nuove
chiusure soltanto sotto controllo ufficiale.
4. Gli Stati membri possono prevedere deroghe ai para-         78/692/CEE art 7.4
grafi 1 e 2 per i piccoli imballaggi di sementi di base.
                         Articolo 27                                                           Articolo 26
1. Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di se-      78/55/CEE art 7.2
menti di base e di sementi certificate, purché le sementi di
quest'ultima categoria non si presentino sotto forma di pic-
coli imballaggi,
                                             23
 ---pagebreak--- a)    siano muniti, all'esterno, di un'etichetta ufficiale non    78/55/CEE art 7.2
      ancora utilizzata, conforme ai requisiti fissati nell'alle-
      gato IV, parte A e redatta in una delle lingue uffidali
      della Comunità. Nd caso degli imballaggi trasparenti
      l'etichetta può figurare all'interno quando essa è leg-
      gibile attraverso l'imballaggio. Il colore dell'etichetta è
      bianco per le sementi di base e azzurro per le sementi
      certificate. Se l'etichetta è munita di un occhiello, la
      sua fissazione è sempre assicurata mediante un sigillo
      ufficiale. Se, nel caso previsto all'articolo 22, le se-
      menti di base non soddisfano ai requisiti fissati nell'al-
      legato II per quanto riguarda la facoltà germinativa,
      tale circostanza è menzionata sull'etichetta. È autoriz-
      zato l'impiego di etichette ufficiali adesive. Secondo la
      procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 2, può esse-
      re autorizzata, sotto controllo uffidale, la stampa
      sull'imballaggio in modo inddebile e secondo il mo-
      dello dell'etichetta, delle indicazioni prescritte,
b)    contengano un attestato uffidale dello stesso colore
      dell'etichetta, che riproduca almeno le indicazioni pre-
      viste per l'etichetta nell'allegato IV, parte A lettera
      a), punti da 4 a 7. L attestato deve presentarsi in mo-
      do da non poter essere scambiato con l'etichetta di
      cui alla lettera a). Esso non è indispensabile quando
      tali indicazioni sono stampate in modo indelebile
      sull'imballaggio o quando, conformemente alla lettera
      a), l'etichetta figura all'interno di un imballaggio tra-
      sparente o è utilizzata un'etichetta adesiva o un'eti-
      chetta costituita da materiale non lacerabile.
2.      Gli Stati membri possono prevedere deroghe al pa-         78/55/CEE art 7.3
ragrafo 1 per i piccoli imballaggi di sementi di base,
purché essi rechino la menzione «Commerdalizzazione am-
messa soltanto in ...» (Stato membro interessato)
3.      Gli imballaggi di sementi standard e i piccoli imbal-     70/458/CEE - 88/380/CEE art. 7.13
laggi di sementi della categoria «sementi certificate» sono
muniti, conformemente all'allegato IV, parte B, di un'eti-
chetta del fornitore o di una scritta stampata o di un tim-
bro in una delle lingue uffidali della Comunità. Il colore
dell'etichetta è azzurro per le sementi certificate e giallo
scuro per le sementi standard.
Tranne per i piccoli imballaggi di sementi standard, le in-       88/380/CEE art. 7.13
formazioni prescritte o autorizzate dal presente paragrafo
sono chiaramente distinte da qualsiasi altra informazione
che figuri sull'etichetta o sull'imballaggio, comprese quelle
previste all'articolo 29.
                                               24
 ---pagebreak--- Dopo il 30 giugno 1992 si può deddere, conformemente             88/380/CEE art. 7.13
alla procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2, se i pic-
coli imballaggi di sementi standard di tutte o di alcune
spede debbano soddisfare questa norma o se le informa-
zioni prescritte o autorizzate debbano differenziarsi in
qualche modo da qualsiasi altra informazione se la caratte-
ristica distintiva è espressamente dichiarata in quanto tale
sull'etichetta o sull'imballaggio.
4. In caso di varietà ampiamente note il 1 * luglio 1970,        88/380/CEE art. 7.12
sull'etichetta si può fare riferimento ad una selezione con-     (adattato)
servatrice della varietà che è stata o sarà dichiarata confor-
memente all'articolo 38, paragrafo 2. È vietato far riferi-
mento a proprietà particolari connesse alla selezione
conservatrice.
La data di cui sopra è sostituita da quella del:
— 1 * luglio 1973, per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno
      Unito;
— 1* marzo 1986, per la Spagna.
Tale riferimento segue la denominazione varietale, dalla
quale deve essere chiaramente separato, preferibilmente
con un trattino. Esso non prevale sulla denominazione va-
rietale.
Sull'etichetta si potrà fare riferimento solo alle selezioni
conservatrid dichiarate prima di tale data.
                          Articolo 28                                                 Articolo 27
Gli Stati membri prendono tutte le disposizioni opportune        70/458/CEE
per permettere che il controllo dell'identità delle sementi
sia assicurato nel caso di piccoli imballaggi di sementi cer-
tificate, in particolare durante il frazionamento dei lotti di
sementi A tale scopo essi possono prevedere che i piccoli
imballaggi, frazionati nel loro territorio, devono essere
chiusi uffidalmente o sotto controllo uffidale.
                          Articolo 29                                                 Articolo 28
lt Non è pregiudicato il diritto degli Stati membri di           88/380/CEE art 7.14
prescrivere che gli imballaggi di sementi di base, di semen-
ti certificate o di sementi standard di produzione nazionale
o importate siano muniti, per la commercializzazione all'in-
terno del proprio territorio, in casi diversi da quelli previsti
agli articoli 22 o 27, di indicazioni supplementari apposte
mediante etichetta o direttamente stampate dal fornitore.
2. Nel caso di sementi di base e di sementi certificate,         88/380/CEE art. 7.15
l'etichetta o la stampigliatura di cui al paragrafo 1 sono
redatte in modo da non poter essere confuse con l'etichet-
ta uffidale di cui all'articolo 27, paragrafo 1.
                                              25
 ---pagebreak---                           Articolo 30                                                     Articolo 29
 Gli Stati membri prescrivono che ogni trattamento chimico      70/458/CEE
 di sementi di base, di sementi certificate o di sementi stan-
 dard sia menzionato sull'etichetta uffidale o su un'etichetta
 del fornitore, nonché sull'imballaggio o all'interno dello
 stesso. Per i piccoli imballaggi, queste menzioni possono
 figurare direttamente sull'imballaggio o all'interno dello
 stesso.
                          Articolo 31                                                  Articolo 29bis
Al fine di trovare migliori alternative a taluni elementi del   88/380/CEE art 7.16
regime di certificazione adottato dalla presente direttiva, si
può deddere l'organizzazione, in condizioni specifiche, di
esperimenti temporanei a livello comunitario, conforme-
mente alla procedura di cui all'articolo 42, paragrafo 2.
                                                                                     <
Nell'ambito di tali esperimenti gli Stati membri possono
essere esonerati da taluni obblighi previsti dalla presente
direttiva La portata dell'esonero sarà definita facendo rife-
rimento alle pertinenti disposizioni La durata di un esperi-
mento non deve superare sette anni.
                          Articolo32                                                     Articolo 3Q
 1. Gli Stati membri vigilano affinché le sementi di base       70/458/CEE
e le sementi certificate, che siano state certificate ufficial-
mente e il cui imballaggio sia contrassegnato e chiuso uffi-    78/55/CEE art 7.14
dalmente o sotto controllo uffidale conformemente alla
presente direttiva, nonché le sementi certificate in piccoli
imballaggi e le sementi standard, il cui imballaggio sia con-
trassegnato e chiuso conformemente alla presente direttiva,
siano soggette unicamente alle restrizioni di commerdaliz-
zazione previste nella direttiva stessa, per quanto riguarda
le loro caratteristiche, le disposizioni relative all'esame, il
contrassegno e la chiusura
2. Finché non sia stata presa una decisione conforme-
mente all'articolo 21, paragrafo 3, ogni Stato membro, a
suarichiesta,può essere autorizzato, secondo la procedura
di cui all'articolo 42, paragrafo 2, a prescrivere che le se-
menti di certe specie di ortaggi possono essere commerda-
lizzate a decorrere da determinate date, soltanto se sono
state uffidalmente certificate come «sementi di base» o
«sementi certificate».
3. Gli Stati membri che hanno previsto deroghe confor-          72/418/CEE art. 6.10
memente al disposto dell'articolo 21, paragrafo 5, lettera
a), provvedono a che le sementi di selezione di generazioni
anteriori alle sementi di base non siano soggette ad alcuna
restrizione di commercializzazione per quantoriguardale
loro caratteristiche, le disposizioni relative all'esame, il
contrassegno o la chiusura:
a)    qualora siano state controllate uffidalmente dal servi-
      zio competente per la certificazione, conformemente
      alle norme che disdplinano la certificazione delle se-
      menti di base;
                                             26
 ---pagebreak--- b)    qualora siano contenute in imballaggi conformi alle        72/418/CEE art. 6.10
      disposizioni della presente direttiva;
e)    qualora tali imballaggi siano provvisti di un' etichetta
      ufficiale, recante almeno le seguenti indicazioni:
      — il servizio di certificazione e lo Stato membro o
            la relativa sigla,
      — il numero di riferimento della partita,
     — mese e anno della chiusura                                78/692/CEE art. 7.5
            o
     — mese e anno dell'ultimo prelievo uffidale di cam-
            pioni per la decisione relativa alla certificazione.
     — spede, indicata almeno in caratteri latini con la         88/380/CEE art 7.17
            sua denominazione botanica che può essere ri-
            portata, in forma abbreviata e senza i nomi degli
            autori, o con il suo nome comune, o con entram-
            bi
     — varietà, indicata almeno in caratteri latini,
     — la didtura «sementi pre-hase»                             72/418/CEE art. 6.10
     — il numero delle generazioni anteriori alle sementi
            della categoria «sementi certificate».
L' etichetta è di colore bianco ed è barrata diagonalmente
da una linea viola.
                           Articolo 33                                                Articolo 31
1.   Gli Stati membri prescrivono che le sementi di ortaggi      88/380/CEE art 7.18
— provenienti direttamente da sementi di base o da se-
     menti certificate uffidalmente certificate in uno o più
     Stati membri o in un paese terzo a cui sia stata con-
     cessa l'equivalenza conformemente all'articolo 34, pa-
     ragrafo 1, lettera d), o provenienti direttamente
     dall'ibridazione di sementi di base ufficialmente certi-
     ficate in uno Stato membro con sementi di base uffi-
     dalmente certificate in un siffatto paese terzo, e
— . raccolte in un altro Stato membro,
devono, arichiestae senza pregiudizio delle altre disposi-
zioni della presente direttiva, essere certificate uffidalmen-
te come sementi certificate in dascuno degli Stati membri,
se sono state sottoposte sul campo di produzione ad
un'ispezione che soddisfi le condizioni previste all'allegato
I per la categoria interessata e se è stato constatato, al
momento di un esame ufficiale, che sono state soddisfatte
le condizioni previste all'allegato II per la stessa categoria
Allorché in questi casi le sementi sono state prodotte diret-
tamente a partire da sementi uffidalmente certificate di
produzioni anteriori alle sementi di base, gli Stati membri
possono autorizzare anche la certificazione uffidale come
sementi di base, se le condizioni previste per tale categoria
sono state rispettate.
                                              27
 ---pagebreak--- 2. Le sementi di ortaggi raccolte in un altro Stato mem-          88/380/CEE art 7.18
bro e destinate ad essere certificate conformemente al pa-
ragrafo 1, sono
— confezionate e provviste di un'etichetta uffidale ri-
     spondente alle condizioni di cui all'allegato V, lettere
     A e B, conformemente all'articolo 26, paragrafo 1 e
— accompagnate da un documento uffidale rispondente
     alle condizioni di cui all'allegato V, lettera C.
3. Gli Stati membri prescrivono inoltre che le sementi di
ortaggi
— provenienti direttamente da sementi di base o da se-
     menti certificate uffidalmente certificate in uno o più
     Stati membri o in un paese terzo a cui sia stata con-
     cessa l'equivalenza conformemente all'articolo 34, pa-
     ragrafo 1, lettera d), o provenienti direttamente
     dall'ibridazione di sementi di base uffidalmente certi-
     ficate in uno Stato membro con sementi di base uffi-
     dalmente certificate in un siffatto paese terzo, e
— raccolte in un paese terzo
devono, a richiesta, essere certificate uffidalmente come
sementi certificate in dascuno Stato membro in cui le se-
menti di base sono state prodotte o certificate uffidalmen-
te, se sono state sottoposte sul campo di produzione ad
un'ispezione che soddisfi le condizioni previste in una deri-
sione di equivalenza presa conformemente all'articolo 34,
paragrafo 1, lettera a) per la categoria interessata e se è
stata constatata, al momento di un esame uffidale, che so-
no state rispettate le condizioni previste all'allegato II per
la stessa categoria Anche gli altri Stati membri possono
autorizzare la certificazione ufficiale di tali sementi
                           Articolo 34                                                Articolo 32
1. Su proposta della Commissione, il Consiglio, delibe-           70/458/CEE
rando a maggioranza qualificata, costata:
a)   se gli esami uffidali delle varietà, effettuati in un pae-
     se terzo, offrono le stesse garanzie degli esami effet-
      tuati negli Stati membri conformemente all'articolo 7;
b)    se i controlli delle selezioni conservative, effettuati in
     un paese terzo, offrono le stesse garanzie dei controlli
      effettuati dagli Stati membri;
e)    se, nei casi previsti all'articolo 33, le ispezioni in cam-
     po in un paese terzo soddisfano alle condizioni dell'al-
     legato I;
                                                 28
 ---pagebreak---  d)   se le sementi di ortaggi raccolte in un paese terzo e       70/458/CEE
      che offrano le stesse garanzie quanto alle loro caratte-
      ristiche ed alle disposizioni adottate per il loro esame,
      onde assicurarne l'identità, per il contrassegno e per il
      controllo, sono per questi aspetti equivalenti alle se-
      menti di base, alle sementi certificate o alle sementi
      standard raccolte all'interno della Comunità e confor-
      mi alle disposizioni della presente direttiva.
2. Il paragrafo 1 si applica anche a ogni nuovo Stato             72/274/CEE art. 2
membro per il periodo che va dal giorno della sua adesio-
ne alla data alla quale deve mettere in vigore le disposizio-
ni legislative, regolamentari o amministrative necessarie
per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva
                          Articolo 35                                                             Articolo 33
1. Al fine di eliminare difficoltà temporanee di approvvi-        72/418/CEE art 6.11
gionamento generale in sementi di base, in sementi certifi-
cate o in sementi tipo, che si manifestino in almeno uno
Stato membro e non possano essere superate all'interno
della Comunità, uno o più Stati membri possono essere
autorizzati secondo la procedura di cui all'articolo 42, pa-
ragrafo 2, ad ammettere alla commercializzazione, per un
periodo determinato, sementi di una categoria soggetta a
requisiti ridotti ovvero sementi appartenenti a varietà che
non figurano né sul «Catalogo comune delle varietà delle
spede di ortaggi», né sui rispettivi cataloghi nazionali delle
varietà.
2. Quando si tratti di una categoria di sementi di una            70/458/CEE
data varietà, l'etichetta ufficiale o l'etichetta del fornitore è
quella prevista per la categoria corrispondente; in tutti gli
altri casi, essa è di color bruno. L etichetta indica sempre
che si tratta di sementi di una categoria soggetta a requisiti
ridotti.
3. Le modalità d'applicazione del paragrafo 1 possono             88/332/CEE art. 8
essere adottate secondo la procedura prevista all'articolo
42, paragrafo 2.
                          Articolo 36                                                             Articolo 35
X,, Gli Stati membri adottano le disposizioni opportune a         70/458/CEE - 72/418/CEE art. 6.12
consentire durante la commercializzazione un controllo uf-
fidale, almeno mediante sondaggi, della effettiva rispon-
denza delle sementi di ortaggi alle condizioni previste nella
presente direttiva.
                                               29
 ---pagebreak--- 2. Gli Stati membri prendono tutte le misure necessarie        72/418/CEE art. 6.13
affinché vengano fornite le seguenti indicazioni all'atto del-
la commerdalizzazione di quantitativi di sementi superiori
a 2 kg provenienti da un altro Stato membro o da un pae-
se terzo:
a)    specie,
b) varietà,
e)    categoria,
d)    paese di produzione e servizio di controllo ufficiale,
e)    paese speditore,
f)    importatore,
g)    quantitativi di sementi.
Conformemente alla procedura stabilita all'articolo 42, pa-
ragrafo 2, potranno essere fissate le modalità secondo cui
dette indicazioni devono essere fornite.
                          Articolo 37                                               Articolo 36
Gli Stati membri provvedono a che le sementi ddle cate-        70/458/CEE
gorie «sementi certificate» e «sementi standard» vengano
sottoposte a un controllo uffidale a posteriori su pianta
mediante sondaggi per quanto attiene all'identità ed alla
purezza della varietà rispetto a campioni testimoni.
                          Articolo 38                                               Articolo 37
1. Gli Stati membri provvedono a che i responsabili
dell'apposizione delle etichette relative alle sementi stan-
dard destinate alla commercializzazione
a)    li tengano informati dell'inizio e della fine delle loro
      attività,
b)    tengano una contabilità relativa a tutte le partite di
      sementi standard e la mettano a loro disposizione per
      almeno tre anni,
e)    tengano a loro disposizione, almeno durante due anni,
      un campione testimone delle sementi delle varietà per
      le quali non è richiesta una selezione conservatrice, e
d)    prelevino campioni di dascuna partita destinata alla
      commercializzazione e li tengano a loro disposizione
      almeno per due anni.
Le operazioni di cui ai punti b) e d) sono sottoposte a
vigilanza ufficiale effettuata mediante sondaggi, ^obbligo     72/418/CEE art. 6.14
di cui alla lettera e) è applicabile solo ai responsabili che
sono nel contempo produttori.
2. Gli Stati membri provvedono a che ogni persona che
intenda far menzione di una selezione conservatrice ai sen-
si dell'articolo 27, paragrafo 4, comunichi preventivamente
tale intenzione.
                                             30
 ---pagebreak---                              Articolo 39                           70/458/CEE            Articolo 38
   1. Se in seguito a controlli a posteriori effettuati su pian-
   ta si èripetutamentecostatata Finsuffidente rispondenza
   delle sementi di una data varietà ai previsti requisiti
   d'identità o di purezza della varietà, gli Stati membri prov-
   vedono a che la commercializzazione delle dette sementi
   possa essere interamente o parzialmente, ed eventualmente
   per un determinato periodo, vietata al responsabile della
   commercializzazione stessa.
   2. Le misure adottate in applicazione del paragrafo 1
   vengono annullate, non appena si determini con suffidente
   certezza che le sementi destinate alla commerdalizzazione
   risponderanno in futuro ai requisiti d'identità e di purezza
   della varietà.
                             Articolo 40                                                 Articolo 39
   1. Nell'ambito della Comunità vengono effettuati saggi          71/162/CEE art. 6.1
   comparativi comunitari al fine di controllare a posteriori
   campioni di sementi di base, esduse quelle di varietà ibri-
   de e sintetiche, e di sementi certificate e di sementi stan-
   dard di ortaggi prelevati mediante sondaggi il esame dei
   requisiti cui devono soddisfare le sementi può essere ef-
   fettuato al momento del controllo a posteriori, il organiz-
   zazione dei saggi ed i relativi risultati sono sottoposti alla
   valutazione del Comitato di cui all'articolo 42, paragrafo 1.
   2. Gli esami comparativi servono ad armonizzare i me-           70/458/CEE
   todi tecnid di certificazione ed i controlli a posteriori, per  (adattato)
   ottenere l'equivalenza dei risultati. Tali esami formeranno
   oggetto di una relazione annuale d'attività, da notificarsi in
   via riservata agli Stati membri ed alla Commissione. La
   data alla quale la relazione viene redatta per la prima vol-
   ta è fissata secondo la procedura di cui all'articolo 42, pa-
   ragrafo 2.
   3. Le disposizioni relative all'esecuzione degli esami
   comparativi vengono adottate secondo la procedura previ-
   sta all'articolo 42, paragrafo 2. Gli esami comparativi pos-
   sono includere sementi di ortaggi raccolte in paesi terzi.
                             Articolo 41                                               Articolo 40bis
   Le modifiche da apportare al testo degli allegati in funzio-    73/438/CEE art. 6.4
   ne dell'evoluzione delle conoscenze sdentifiche e tecniche
   sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 42,
   paragrafo 2.
                             Articolo 42
   1. La Commissione é assistita dal Comitato permanente           87/373/CEE
   per le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli, orti- (adattato)
   coli e forestali istituito dalla decisione 66/399/CEE del
   Consiglio M.
    (i)  GU n. 125 defl'll. 7.1966, pag. 2289/66.
                                                  31
5)
 ---pagebreak--- 2. Il rappresentante della Commissione sottopone al Co-         87/373/CEE
mitato un progetto delle misure da adottare. Il Comitato        (adattato)
formula il suo parere sul progetto entro un termine che il
presidente può fissare in funzione dell'urgenza della que-
stione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza
prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'ado-
zione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su pro-
posta della Commissione. Ndle votazioni in seno al comi-
tato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è
attribuita la ponderazione fissata nell'articolo predtato. Il
presidente non partedpa al voto.
La Commissione adotta le misure che sono immediatamen-
te applicabili Tuttavia, se tali misure non sono conformi al
parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica
immediatamente al Consiglio. In tal caso la Commissione
può differire di un mese al massimo, a decorrere da tale
comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise.
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può
prendere una decisione diversa entro il termine di cui al
comma secondo.
3. Il Comitato può, alla domanda dd suo Presidente o            66/399/CEE art. 2
di uno Stato membro, esaminare ogni questione relativa          (adattato)
all'oggetto della presente direttiva
                          Articolo 43                                               Articolo 4J
Con riserva delle disposizioni dell'articolo 19 e degli alle-   70/458/CEE
gati I e IL la presente direttiva non pregiudica le disposi-
zioni delle legislazioni nazionali giustificate da motivi di
tutela della salute e della vita delle persone e degli animali
o di preservazione dei vegetali o di protezione della pro-
prietà industriale e commerdale.
                          Articolo 44                                               Articolo 42
Secondo la procedura prevista all'articolo 42, paragrafo 2,     72/418/CEE art 6.15
uno Stato membro può, su sua richiesta, essere dispensato       (adattato)
in tutto o in parte dall'applicazione delle disposizioni della
presente direttiva, esduse tuttavia le disposizioni di cui
all'articolo 17, paragrafo 1, e all'articolo 32, paragrafo 1
a)    per le spede seguenti
      Anthriscus cerefolium (L.) Cerfoglio
       Hoffm,
      Asparagus officinalis L.         Asparago
      Beta vulgaris L. var. vulga- Bietola da coste
      ris
      Brassica oleracea L.
      convar. acephala (DC)            Cavolo laciniato
      Alef. var. sabettica L.
      Brassica oleracea L.
       convar. botrytis (L,) Alef.     Cavolfiore
      var. botrytis L.
                                              32
 ---pagebreak---       Brassica pekinensis ( Lo ur. )  Cavolo cinese            88/380/CEE art 7.20
      Rupr.                                                    (adattato)
      Brassica oleracea         L.   Cavolo broccolo           72/418/CEE art 6.15
      convar. botyris (L.) Alef.                               (adattato)
      var. cymosa Duch.
      Cichorium intybus L. (par-     Cicoria di tipo Witloof   88/380/CEE art. 7.20
      tim)                           dcoria di tipo italiano   (adattato)
                                     (o dcoria a foglia larga)
                                     dcoria industriale
      CitruUus lanatus (Thunb.)       Anguria                  72/418/CEE art 6.15
      Matsum. et Nakai                                         (adattato)
     Foeniculum volgare Miller         Finocchio
      Scorzonera hispanica L.         Scorzonera
b)   per altre spede, se non esiste normalmente né ripro-
     duzione né commercializzazione di tali spede sul suo
     territorio.
                         Articolo 45
1. Le direttive indicate nell' allegato VL parte A sono
abrogate, salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai
termini d'attuazione indicati nell' allegato VL parte B.
2. I riferimenti alle direttive abrogate devono intendersi
come riferimenti fatti alla presente direttiva e devono esse-
re letti secondo la tavola di concordanza che figura all' al-
legato v n .
                         Articolo 46
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno
successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee.
                         Articolo 47
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
                                              Per il Consiglio
                                                 Il Presidente
                                             33
 ---pagebreak---                         ALLEGATO I                                70/458/CEE
 CONDIZIONI PER LA CERTIFICAZIONE RELATIVA
                      ALLA COLTURA
1.. La coltura deve presentare identità e purezza varietah
    in grado sufficiente.
2.  Per le sementi di base, si deve procedere ad almeno
    una ispezione uffidale in campo. Per le sementi certi-
    ficate, si deve procedere ad almeno una ispezione sul
    posto, controllata uffidalmente mediante sondaggi, su
    non meno del 20 % delle colture di ogni singola spe-
    de.
3.  Lo stato colturale del campo di produzione e lo stato
    di sviluppo della coltura devono consentire un con-
    trollo sufficiente dell'identità e della purezza varietali,
    nonché dello stato sanitario.
4.  Le distanze minime fra colture vicine che possano de-
    terminare un'impollinazione estranea indesiderabile
    sono di:
    A     Beta vulgaris                                           87/481/CEE art. 1.1
          1. rispetto a qualsiasi fonte di pol-
               line del genus Beta non compresa         1000
               sotto :                                 metri;
         2.    rispetto a fonti di polline di va-
               rietà della stessa sottospede ap-
               partenente a un gruppo diverso
               di varietà:
              a)    per le sementi di base            1000
                                                      metri
              b)    per le sementi certificate          600
                                                      metri;
         3. rispetto a fonti di polline di va-
               rietà della stessa sottospede ap-
               partenente allo stesso gruppo di
              varietà:
              a) per le sementi di base                 600
                                                       metri
              b)    per le sementi certificate          300
                                                      metri.
               I gruppi di varietà di cui ai punti 2 e 3 sono
               stabiliti secondo la procedura di cui all'articolo
               42, paragrafo 2.
    £t    Specie di Brassica                                      70/458/CEE - 87/481/CEE art 1.2
              rispetto a fonti di polline estra-
               neo che può provocare una note-
              vole degradazione delle varietà
               delle spede di Brassica:
                                             34
 ---pagebreak---             a)    per le sementi di base         1000   70/458/CEE
                                                metri,
           b)     per le sementi certificate      600
                                                metri;
      2. rispetto ad altre fonti di polline
            estraneo che può incrodarsi con
            varietà delle spede di Brassica:
           a)    per le sementi di base          500
                                                metri
           b)    per le sementi certificate      300
                                                metri.
 C.    Cicoria industriale                              88/380/CEE art 7.21
      1.    Rispetto ad altre spede dello       1000
            stesso genere o sottospede:         metri;
      2.    Rispetto ad altre varietà di dco-
            ria industriale:
           — per le sementi di base:             600
                                                metri
           — per le sementi certificate:         300
                                                metri
 D. Altre specie                                        70/458/CEE
      1.    rispetto a fonti di polline estra-
           neo che può provocare una note-
           vole degradazione di varietà di
            altre spede risultanti da impolli-
           nazione incrodata,
           a)    per le sementi di base          500
                                               metri,
           b)    per le sementi certificate      300
                                               metri;
     2.    rispetto ad altre fonti di polline
           estraneo che può incrodarsi con
           varietà di altre spede risultanti
           da impollinazione incrodata
           a)    per le sementi di base          300
                                               metri
           b)    per le sementi certificate      100
                                                metri
      Queste distanze possono non essere osservate, se
      esiste una protezione suffiaente contro qualsiasi
      impollinazione estranea indesiderabile.
La presenza di malattie e di organismi nocivi che ri-
ducano il valore di utilizzazione delle sementi non è
tollerata che nella misura più limitata possibile.
                                         35
 ---pagebreak---                         ALLEGATO II                            70/458/CEE
   CONDIZIONI CUI DEVONO SODDISFARE LE SEMENTI
1.   Le sementi devono presentare identità e purezza va-
     rietali in grado sufficiente.
2.   La presenza di malattie e di organismi nocivi che ri-
     ducono il valore di utilizzazione delle sementi non è
     tollerata che nella misura più limitata possibile.
3.   Le sementi devono inoltre soddisfare alle seguenti
     condizioni:
     a)     Norme
                                               Tenore    Fa-
                                      Purez-    massi-  coltà
                                        za      modi germi-
                                      mini- semidi nativa
                                       ma       altre   mini-
                   Specie             speci- specie madei(%
                                       fica      di
                                      (%in piante glome-ruli o
                                      peso) (%in        semi
                                                peso)   puri)
     Allium cepa                        97        0,5    70
     Allium porrum                      97        0,5    65
     Anthriscus cerefolium              96        1      70
     Apium graveolens                   97        1      70
     Asparagus officinalis              96        0,5    70
     Beta vulgaris (Cheltenham          97        0,5    70    88/380/CEE a r t 7.22
     beet)
     Beta vulgaris (diversa dalla                              88/380/CEE a r t 7.22
     Cheltenham beet)                   97        0,5    70
                                                        (glo-
                                                       meru-
                                                          li)
     Brassica oleracea (cavolfiore)     97               70    87/120/CEE art 5.2
     Brassica oleracea (altre sottos-                          87/120/CEE a r t 5.2
     pecie)                             97               75
     Brassica pekinensis                97               75    88/380/CEE a r t 7.23
     Brassica rapa                      97        1      80    70/458/CEE
     Capsicum annuum                    97        0,5    65
     Cichorium intybus (partim)                                88/380/CEE a r t 7.23
      (dcoria di tipoWitloof. dcoria
     di tipo italiano o cicoria a fo-   95        1,5    65
      glia largai
                                             36
 ---pagebreak---                                                   70/458/CEE
                                    Tenore   Fa-
                                            coltà
                           Purez- massi-
                                    modi germi-
                           za mi- semidi   nativa
                            nima     altre mini-
             Specie        speci- specie m a ^
                            fica      di     dei
                           (%in piante      glo-
                           peso) (%in meruli
                                    peso) osemi
                                           puri)
Cichorium intybus (partim)                        88/380/CEE art 7.23
(dcoria industriale)         97              80
Cichorium endivia            95        1     65   70/458/CEE
Citrullus lanatus            98       0,1    75   79/641/CEE art .43
Cucumis melo                 98       0,1    75
Cucumis sativus              98       0,1    80
Cucurbita maxima             98       0,1    80   86/155/CEE art 6.9
Cucurbita pepo               98       0,1    75   70/458/CEE
Cynara cardunculus           96       0,5    65   86/155/CEE art 6.9
Daucus carota                95       1      65   70/458/CEE
Foeniculum vulgar e          96       1      70
Lactuca sativa               95       0,5    75
Lycopersicon hcopersicum     97       0,5    75   79/641/CEE art 4 3
Petroselinum crispum         97       1      65   79/641/CEE art .43
Phaseolus coccineus          98       0,1    80
Phaseolus vulgaris           98       0,1    75
Pisum sativum                98       0,1    80
Raphanus sativus             97       1      70
Scorzonera hispanica         95       1      70
Solanum melongena            96       0,5    65
Spinacia oleracea            97       1      75
Valerianella locusta         95       1      65
Vida faba                    98              80
                                      0,1
                                 37
 ---pagebreak--- b) Requisiti supplementari                             70/458/CEE
   i)  le sementi di leguminose non devono essere con-
       taminate dagli insetti vivi sotto specificati:
       Acanthoscelides obtectus Sag.
       Bruchus affina Froel.
       Bruchus atomarius L.
       Bruchus pisorum L.
       Bruchus rufimanus Boh.
   ii) le sementi non devono essere contaminate da
       Acarina vivi.
                                         38
 ---pagebreak---                          ALLEGATO 77/                              70/458/CEE
    1. Peso massimo di un lotto
       a)    Sementi di dimensioni uguali o supe- 20 tonnel-
             riori a quelle delle cariossidi di grano        late
       b)    Sementididimensioniinferioriaquelle 10 tonnel-
             delle cariossidi di grano                     late
       Il peso di un lotto non può eccedere per più dd 5 %         87/120/CEE art 53
       il peso massimo prescritto
    2. Pesi minimi di un campione                                  73/438/CEE art 6.5
        Spede                                          Peso (in g)
       Allium cepa                                         25
       Allium porrum                                       20
       Anthriscus cerefolium                               20
       Apium graveoiens                                      5
       Asparagus officinalis                              100
        Beta vulgaris                                     100
        Brassica oleracea                                  25
        Brassica pekmensis                                 20      88/380/CEE art 7.24
        Brassica rapa                                      20      73/438/CEE art 6.5
        Capsicum annuum                                    40
        Cichorium intybus (partimi (dcoria di tipo                 88/380/CEE art 7.24
        Witloof. cicoria di tipo italiano (o cicoria a
        foglia larga)                                       15
        Cichorium intybus (partim) (dcoria indus-                  88/380/CEE art 7.24
        triale)                                            50
        Cichorium endivia                                   15     73/438/CEE art 6.5
        Citrulhis lanatus                                 250      79/641/CEE art 4.3
        Cucumis melo                                      100
        Cucumis sativus                                     25
        Cucurbita maxima                                  250      86/155/CEE art 6.10
        Cucurbita pepo                                    150      73/438/CEE art 6.5
        Cynara carduncutus                                  50     867155/CEE art 6.10
        Daucus carota                                       10     73/438/CEE art 6.5
        Foenicuiumvulgare                                   25
        Lactuca sauva                                       10
        Lvwpcrsicon fycopmicum                              20     79/641/CEE art 43
                                                 39
(6)
 ---pagebreak--- Petroselinum crispum                             10     73/438/CEE art. 6.5 - 79/641/CEE art 4.3
Phaseolus coccineus                           1000
Phaseolus vulgaris                             700
Pisum sativum                                  500
Raphanus sativus                                 50
Scorzonera hispanica                             30
Solomon melongena                                20
Spinacia oleracea                                75
 ValerianeUa locusta                             20
 Vicia faba                                   1000
Per le varietà ibride F-1 delle spede sucatate, il peso
rninimo del campione può essere ridotto fino ad un
quarto del peso fissato. Tuttavia il campione deve ave-
re alméno il peso di 5g e contenere almeno 400 semi
                                        40
 ---pagebreak---                   ALLEGATO IV                             70/458/CEE
                    ETICHETTA
Etichetta ufficiale (sementi di base e sementi certifi-
cate, ad esclusione dei piccoli imballaggi)
a)   Indicazioni prescritte
     1.   Normativa CEE.                                  78/692/CEE art 7.6
     2.   Servizio di certificazione e Stato membro o
          sigla degli stessi.
     3.   Mese e anno della chiusura, indicati con
          l'espressione: «chiuso . . . » (mese, anno)
          mese e anno dell'ultimo prelievo uffidale di
          campioni per la dedsione relativa alla certi-
          ficazione, indicati con l'espressione: «cam-
          pione prelevato» (mese, anno)
     4.   Numero di riferimento del lotto.
     5.   Spede, indicata almeno in caratteri latini      88/380/CEE art 7.25
          con la aia dennminagionft botanica, che può
          essere riportata in forma abbreviata e senza
          i nomi degli autori o con il suo nome comu-
          ne, o con entrambi.
     6.   Varietà, indicata almeno in caratteri latini.   88/380/CEE art 7.26
     7.   Categoria.
     8.   Paese di produzione.
     9.   Peso netto o lordo dichiarato o numero di-
          chiarato di semi puri
     10. In caso di indicazione del peso o di impiego
          di antiparassitari granulati di sostanze di ri-
          vestimento o di altri additivi solidi, indica-
          zione della natura dell'additivo e rapporto
          approssimativo fra il peso di semi puri e il
          peso totale.
     11. Nel caso di varietà ibride o linee inbred:       88/380/CEE art 7.27
          — per le sementi di base se l'ibrido o la
                linea inbred cui appartengono le se-
                menti sono stati uffidalmente ammessi
                conformemente alla presente direttiva:
                il nome di questo componente con cui
                è stata uffidalmente ammessa, con o
                senza riferimento alla varietà finale,
                corredato, nel caso di ibridi o linee in-
                bred destinati unicamente a servire da
                componenti per varietà finali del ter-
                mine «componente»;
                                         41
 ---pagebreak---              —      per le altre sementi di base:             88/380/CEE art 7.27
                   il nome del componente cui apparten-
                   gono le sementi di base che può essere
                   indicato sotto forma di codice, con un
                   riferimento alla varietà finale, con o
                   senza riferimento alla sua funzione
                   (maschio o femmina) e corredato del
                   termine «componente»;
             — per le sementi certificate:
                   il nome della varietà cui appartengono
                   le sementi certificate, corredate dal ter-
                   mine «ibrido».
        12. In caso di rianalisi per lo meno della facol-     78/692/CEE art 7.6
             tà germinativa, può essere inserita l'indica-
             zione: «rianalizzato .. .» (mese, anno).
   b)   Dimensioni minime                                     70/458/CEE
        110 x 67 mm
B. Etichetta del fornitore o diciture sull'imballaggio (se-
   menti standard e piccoli imballaggi della categorìa
   «sementi certificate»)
   a)   Indicazioni prescritte
        1.   «Normativa CEE».                                 78/692/CEE art 7.7
        2.   Nome e indirizzo del responsabile dell'appo-
             sizione delle etichette o suo marchio di
             identificazione.
        3.   Campagna della chiusura o dell'ultimo esa-
             me della facoltà germinativa. Può essere in-
             dicata la fine della campagna.
        4.   Spede, indicata almeno in caratteri latini-      88/380/CEE art 728
        5.   Varietà, indicata almeno in caratteri latini.    88/380/CEE art 729
        6.   Categoria; per i piccoli imballaggi le semen-
             ti certificate possono essere contrassegnate
             dalle lettere «G» o «Z» e le sementi stan-
             dard dalle lettere «St».
        7.   Numero di riferimento dato dal responsabile
             dell'apposizione delle etichette, per le se-
             menti standard.
        8.   Numero di riferimento che consente di
             identificare un lotto certificato, per le se-
             menti certificate.
                                            42
 ---pagebreak---    9.   Peso netto o lordo dichiarato di semi puri,     78/692/CEE art 7.7
        ad eccezione dei piccoli imballaggi fino a
        500 g.
   10. In caso di indicazione del peso e di impiego
        di antiparassitari granulati di sostanze di ri-
        vestimento o di altri additivi solidi indica-
        zione della natura dell'additivo e rapporto
        approssimativo fra il peso di semi puri e il
        peso totale.
b) Dimensioni minime dell'etichetta (ad esclusione 70/458/CEE
   dei piccoli imballaggi)
   110 x 67 mm.
                                     43
 ---pagebreak---                        ALLEGATO V                                88/380/CEE art. 7.30
 Etichetta e documenti previsti nel caso di sementi non
  definitivamente certificate e raccolte in un altro Stato
                            membro
A.   Indicazioni prescritte per l'etichetta
     —     Autorità responsabile dell'ispezione sul campo di
           produzione e Stato membro o sigla dei medesi-
           mi.
     —     Specie, indicata almeno in caratteri latini con la
           sua denominazione botanica, che può essere ri-
           portata in forma abbreviata e senza i nomi degli
           autori, o con il suo nome comune, o con entram-
           bi.
     —     Varietà, indicata almeno in caratteri latini.
     —     Categoria.
     —     Numero di riferimento del campo o della partita.
     —     Peso netto o lordo dichiarato.
     —     La menzione «sementi non definitivamente certi-
           ficate».
B.   Colore dell'etichetta
     L'etichetta è di colore grigio.
C.    Indicazioni prescritte per il documento
     —     Autorità che rilascia il documento.
     —     Specie, indicata almeno in caratteri latini con la
           sua denominazione botanica, che può essere ri-
           portata in forma abbreviata e senza i nomi degli
           autori, o con il suo nome comune, o con entram-
           bi.
     —     Varietà, indicata almeno in caratteri latini.
     —     Categoria.
     —     Numero di riferimento delle sementi utilizzate e
           indicazione del paese o dei paesi che hanno ef-
           fettuato la certificazione delle sementi.
     —     Numero di riferimento del campo o della partita.
     —     Superfide coltivata per la produzione della parti-
           ta coperta dal documento.
     —     Quantità di sementi raccolte e numero di colli
     —     Attestato che sono state soddisfatte le condizioni
           prescritte per la coltura da cui le sementi pro-
           vengono.
     —     Se del caso, risultati dell'analisi preliminare delle
           sementi.
                                               44
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO VI
                                                 Parte A
                                           Direttive abrogate
                                        (previste all'articolo 45)
Direttiva 70/458/CEE
e atti modificativi successivi
Direttiva 71/162/CEE           unicamente l'articolo 6
Direttiva 72/274/CEE           unicamente per quantoriguardai riferimenti di cui agli artìcoli
                               1 e 2 alle disposizioni della Direttiva 70/458/CEE
Direttiva 72/418/CEE           umcamente 'articolo 6
Direttiva 73/438/CEE           unicamente 'articolo 6
Direttiva 76/307/CEE           unicamente 'articolo 2
Direttiva 78/55/CEE            unicamente 'articolo 7
Direttiva 78/692/CEE           unicamente 'articolo 7
Direttiva 79/641/CEE           umcamente 'articolo 4
Direttiva 79/692/CEE           unicamente 'articolo 4
Direttiva 79/967/CEE           unicamente 'articolo 3
Direttiva 80/1141/CEE          unicamente 'articolo 2
Direttiva 86/155/CEE           unicamente 'articolo 6
Direttiva 87/120/CEE           unicamente 'articolo 5
Direttiva 87/481/CEE
Direttiva 88/332/CEE           unicamente 'articolo 8
Direttiva 88/380/CEE           unicamente 'articolo 7
Direttiva 90/654/CEE           umcamente per quantoriguardai riferimenti di cui all'articolo
                               2 e all'Allegato ELI.7. alle disposizioni della Direttiva
                               70/458/CEE
                                                   45
 ---pagebreak---                                                                     Parte B
                                    Elenco delle date limite di attuazione nel diritto nazionale
                                                         (previste all'articolo 45)
                              Direttiva                                                       Data limite di attuazione
70/458/CEE (GU n. L 225 del 12.10.1970, pag. 7)                             luglio 1972 (!) (2)
71/162/CEE (GU n. L 87 del 17.4.1971, pag. 24)                              luglio 1972
72/274/CEE (GU n. L171 del 29. 7.1972, pag. 37)                             luglio 1972 (Articolo 1)
                                                                            gennaio 1973 (Articolo 2)
72/418/CEE (GU n. L 287 dd 26.12 1972, pag. 22)                             gennaio 1973 (Artiocolo 6 paragrafi 13 e 18)
                                                                            luglio 1972 (Altre disposizioni)
73/438/CEE (GU n. L 356 del 27.12.1973, pag. 79)                            gennaio 1974 (Articolo 6 paragrafo 4)
                                                                            luglio 1974 (Altre disposizioni)
76/307/CEE (GU n. L 72 del 18.3.1976, pag. 16)                              luglio 1975
78/55/CEE (GU n. L16 dd 20.1.1978, pag. 23)                                 luglio 1977 (Articolo 7 paragrafo 5)
                                                                            luglio 1979 (Altre disposizioni)
78/692/CEE (GU n. L 236 del 26.8.1978, pag. 13)                             luglio 1977
79/641/CEE (GU n. L183 del 19.7.1979, pag. 13)                              luglio 1980
79/692/CEE (GU n. L 205 del 13. 8.1979, pag. 1)                             luglio 1977
79/967/CEE (GU n. L 293 del 20.11.1979, pag. 16)                            luglio 1982
80/1141/CEE (GU n. L 341 del 16.12.1980, pag. 27)                           luglio 1980
86/155/CEE (GU n. L118 del 7.5.1986, pag. 23)                               marzo 1986 (Articolo 6 paragrafi 3 e 8)
                                                                            luglio 1987 (Altre disposizioni)
87/120/CEE (GU n. L 49 del 18.2.1987, pag. 39)                              luglio 1988
87/481/CEE (GU n. L 273 del 26.9.1987, pag. 45)                             luglio 1989
88/332/CEE (GU n. L151 del 17.6.1988, pag. 82)
88/380/CEE (GU n. L187 del 16.7.1988, pag. 31)                              luglio 1982 (Articolo 7 paragrafo 9)
                                                                            gennaio 1986 (Articolo 7 paragrafi 6 e 10)
                                                                            luglio 1992 (Articolo 7 paragrafo 18)
                                                                            luglio 1990 (Altre disposizioni)
90/654/CEE (GU n. L 353 dd 17.111990, pag. 48)
t1)  Per la Danimarca, ITrlandae il Regno Unito il 1* luglio 1973; per la Grecia il 1* gennaio 1986; perla Spagna il 1* marzo 1986 e per
     fl Portogallo il 1* gennaio 1991.
(2)  D1 * di gennaio 1995 per l'Austria, la Finlandia e la Svezia.
     —     La Finlandia e la Svezia possono rinviare, fino al 31 dicembre 1995 al più tardi, l'applicazione nei loro territori della presente
           direttiva per quanto concerne la commercializzazione nei loro territori di sementi delle varietà elencate nei rispettivi cataloghi
           nazionali delle varietà delle spede dipiante agricole e delle varietà delle spede di ortaggi che non sono state ufficialmente accetta-
           te ai sensi delle disposizioni della suddetta direttiva. Le sementi delle suddette varietà non possono essere commerdalizzate nel
           territorio di altri Stati membri duranteflsuddetto periodo.
     —     Le varietà delle specie di piante agricole e delle spede di ortaggi che, alla data dell'adesione o successivamente, sono elencate sia
           nei rispettivi cataloghi nazionali della Finlandia e della Svezia sia nei cataloghi comuni, non sono soggette ad alcuna restrizione
           di commercializzazione relativamente alle varietà.
     —     Duranteflperìodo indicato nel primo trattino, le varietà riportate nei rispettivi cataloghi nazionali della Finlandia e della Svezia
           che siano state ufficialmente accettate aisensi delle disposizioni deHasuddetta direttiva sono inserite, rispettivamente.neicatalo-
           ghi comuni delle varietà delle spede di piante agrìcole e delle spede di ortaggi.
                                                                       46
 ---pagebreak---                                        ALLEGATO VII
                                  TAVOLA DI CONCORDANZA
    Direttiva 70/458/CEE                       Presente Direttiva
    Articolo 1                                 Articolo 1* comma
    Articolo 34                                Articolo 1 2* comma
    Articolo 2 paragrafo 1                     Articolo 2 paragrafo 1
    Articolo 2 paragrafo 1 bis                 Articolo 2 paragrafo 2
    Articolo2paragrafo Iter                    Articolo 2 paragrafo 3
    Articolo 2 paragrafo 1 quater              Articolo 2 paragrafo 4
    Articolo 3                                 Articolo 3
    Articolo 4                                 Articolo 4
    Articolo 5                                 Articolo 5
    Articolo 6                                 Articolo 6
    Articolo 7                                 Articolo 7
    Articolo 8                                 Articolo 8
    Articolo 9 paragrafo 1                     Articolo 9 paragrafo 1
    Articolo 9 paragrafo 2                     Articolo 9 paragrafo 2
    Articolo 9 paragrafo 2 bis                 Articolo 9 paragrafo 3
    Articolo 9 paragrafo 3                     Articolo 9 paragrafo 4
    Articolo 10                                Articolo 10
    Articolo 11                                Articolo 11
    Articolo 12                                Articolo 12
    Articolo 13                                Articolo 13
    Articolo 13 bis                            Articolo 14
    Articolo 14                                Articolo 15
    Articolo 15                                Articolo 16
    Articolo 16                                Articolo 17
    Articolo 17                                Articolo 18
    Articolo 18                                Articolo 19
    Articolo 19                                Articolo 20
    Articolo 20 paragrafo 1                    Articolo 21 paragrafo 1
    Articolo 20 paragrafo 1 bis                Articolo 21 paragrafo 2
    Articolo 20 paragrafo 2                    Articolo 21 paragrafo 3
    Articolo 20 paragrafo 3                    Articolo 21 paragrafo 4
    Articolo 20 paragrafo 4                    Articolo 21 paragrafo 5
    Articolo 21                                Articolo 22
    Articolo 22                                Articolo 23
    Articolo 23                                Articolo 24
    Articolo 24                                Articolo 25
    Articolo 25                                Articolo 26
    Articolo 26 paragrafo 1                    Articolo
                                                        27 paragrafo 1
    Articolo 26 paragrafo 1 bis                Articolo
                                                        27 paragrafo 2
                                               Articolo
    Articolo 26 paragrafo 1 ter                         27 paragrafo 3
                                               Articolo
    Articolo 26 paragrafo 2                             27 paragrafo 4
                                               Articolo
    Articolo 27                                         28
                                               Articolo
    Articolo 28                                         29
                                               Articolo
    Articolo 29                                         30
                                               Articolo
    Articolo 29 bis                                     31
                                             47
(7)
 ---pagebreak--- Articolo 30                           Articolo 32
Articolo 31                           Articolo 33
Articolo 32 paragrafo 1               Articolo 34 paragrafo 1
Articolo 32 paragrafo 3               Articolo 34 paragrafo 2
Articolo 33                           Articolo 35
Articolo 35                           Articolo 36
Articolo 36                           Articolo 37
Articolo 37                           Articolo 38
Articolo 38                           Articolo 39
Articolo 39                           Articolo 40
Articolo 40 bis                       Articolo 41
Articolo 40                           Articolo 42
Articolo 41                           Articolo 43
Articolo 42                           Articolo 44
                                      Articolo 45
                                      Articolo 46
                                      Articolo 47
ALLEGATO I Panel                      ALLEGATO I Parte 1
ALLEGATO I Parte 2                    ALLEGATO I Parte 2
ALLEGATO I Parte 3                    ALLEGATO I Parte 3
ALLEGATO I Parte 4 punto A            ALLEGATO I Parte 4 punto A
ALLEGATO I Parte 4 punto A bis        ALLEGATO I Parte 4 punto B
ALLEGATO I Parte 4 punto Ater         ALLEGATO I Parte 4 punto C
ALLEGATO 1Parte 4 punto B             ALLEGATO I Parte 4 punto D
ALLEGATO I Parte 5                    ALLEGATO I Parte 5
ALLEGATO n                            ALLEGATO II
ALLEGATO m                            ALLEGATO IH
ALLEGATO IV Parte A punto a) 1        ALLEGATO IV Parte A punto a) 1
ALLEGATO IV Parte A punto a) 2        ALLEGATO IV Parte A punto a) 2
ALLEGATO IV Parte A punto a) 3        ALLEGATO IV Parte A punto a) 3
ALLEGATO TV Parte A punto a) 4        ALLEGATO IV Parte A punto a) 4
ALLEGATO IV Parte A punto a) 5        ALLEGATO IV Parte A punto a) 5
ALLEGATO IV Parte A punto a) 6        ALLEGATO TV Parte A punto a) 6
ALLEGATO IV Parte A punto a) 7        ALLEGATO IV Parte A punto a) 7
ALLEGATO IV Parte A punto a) 8        ALLEGATO IV Parte A punto a) 8
ALLEGATO IV Parte A punto a) 9        ALLEGATO IV Parte A punto a) 9
ALLEGATO IV Parte A punto a) 10       ALLEGATO IV Parte A punto a) 10
ALLEGATO IV Parte A punto a) 10 bis   ALLEGATO IV Parte A punto a) 11
ALLEGATO IV Parte A punto a) 11       ALLEGATO IV Parte A punto a) 12
ALLEGATO IV Parte A punto b)          ALLEGATO IV Parte A punto b)
ALLEGATO rVParteB                     ALLEGATO IV Parte B
ALLEGATO V                            ALLEGATO V
                                      ALLEGATOVI
                                      ALLEGATO VH
                                    48
 ---pagebreak---                       Proposta di
             DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali
                  (versione codificata)
                          u^
 ---pagebreak---                                          RELAZIONE
1.  Nel contesto della semplificazione e della trasparenza del diritto comunitario, il Parla-
    mento, la Commissione e il Consiglio, messi a confronto con un numero troppo grande
    di disposizioni modificate più volte e spesso in modo sostanziale, avevano riconosciuto
    all'unanimità la necessità di seguire un certo metodo di lavoro che, attraverso la codifi-
    cazione legislativa, consentisse di conseguire una maggior chiarezza e trasparenza.
2.  Con la decisione del 1* aprile 1987, la Commissione ha dato istruzioni ai suoi servizi
    di procedere alla codificazione costitutiva degli atti giurìdici al più tardi dopo la deci-
    ma modifica ad essi apportata, sottolineando che si trattava di una regola minima,
    poiché nell'interesse della chiarezza e della corretta comprensione della legislazione
    comunitaria i servizi dovrebbero tentare di codificare i testi di cui sono responsabili
    ad intervalli ancora più brevi.
3.  Nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Edimburgo queste esigen-
    ze vengonoribadite,laddove si sottolinea l'importanza della codificazione ufficiale, la
    quale «fornisce la garanzia giuridica sulla legge applicabile in un determinato momen-
    to ad una specifica questione». Viene inoltre suggerita — per garantire la qualità e la
    certezza dei testi codificati la ricerca «di un più celere metodo di lavoro, accettabile
    per tutti, che consenta di adottare in modo rapido e efficace la normativa comunitaria
    codificata (che sostituisce la normativa vigente senza modificarne la sostanza)».
4.  La presente proposta di codificazione della direttiva 66/402/CEE dd Consiglio, dd 14
    giugno 1966 relativa atta commereiattzuizUme dette Mementi di cereali si inserisce in un
    più vasto programma di codificazione delle disposizioni in materia di sementi e piante
    agricole, orticole e forestali Essa mira a realizzare detta codificazione conformemente
    ai principi fondamentali convenuti dal Consiglio, dal Parlamento e dalla Commissione
    nel 1974: si tratta di una codificazione costitutiva, nel senso che la nuova direttiva si
    sostituirà alle varie direttive che sono oggetto di codificazione t1); essa rispetta in tutto
    il contenuto dei testi codificati limitandosi quindi a raggrupparli e ad apportarvi le
    sole modifiche formalirichiestedall'operazione stessa di codificazione. Tale testo codi-
    ficato servirà da base per i futuri sviluppi della legislazione in questo settore.
5.  Alcune disposizioni della direttiva 66/402/CEEriguardanole «Regole e norme CEE*.
    Avendo fl Trattato sull'Unione europea sostituito l'espressione «Comunità economica
    europea» con «Comunità europea», è necessario fare la sostituzione anche in tali di-
    sposizioni.
    Anche se si potrebbe pensare che tale modifica rigurardi essenzialmente la forma,
    resta il fatto che gli Stati membri devono recepirla nella normativa nazionale, in modo
    che gli operatori economici utilizzino delle etichette con la formula «CE» al posto di
    «CEE». Inoltre questa modifica potrebbe avere delle conseguenze economiche per gli
    interessati nel caso in cui dovessero servirsi nell'immediato di tali nuove etichette.
    Considerando quanto detto, e che la direttiva di codificazione non deve essere recepi-
    ta — visto che si suppone che le direttive codificate siano state o vadano recepite nei
    tempi stabiliti — tale modifica non può essere considerata nella proposta di codifica-
    zione come un semplice adattamento formale.
    Di conseguenza la Commissione presenterà separatamente una proposta di modifica
    della direttiva 66/402/CEE per sostituire il termine «CEE» con «CE».
    Questa modifica, così come quelle per le quali c'è già una proposta pendente dinanzi
    al Consiglio, verrebbe inserita appena adottata in una proposta di codificazione che
    diventerebbe a sua volta pendente dinanzi alla suddetta istituzione.
6.  La presente proposta di codificazione è stata elaborata sulla base di un testo coordina-
    to della direttiva 66/402/CEE e degli atti modificativi, realizzato, in tutte le lingue
    uffidali, mediante fi sistema informatico dell'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle
    Comunità europee previsto nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio di Edim-
    burgo. La precedente numerazione degli articoli è stata conservata per agevolare la
    lettura e viene indicata a margine, mentre la nuova numerazionefigurasopra il testo
    degli articoli; la corrispondenza fra le due numerazioni è indicata in un'apposita tabel-
    la figurante nell'allegato VII della direttiva codificata.
   (*) Allegato VL parte A, della presente direttiva.
                                                      SO
 ---pagebreak---                                                   proposta di
                                DIRETTIVA . J.. JCE        DEL CONSIGLIO
                                                                                   <\$\oZll CC NI*)
                                                      del
                        relativa alla commercializzazione delle sementi di cereali
     IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
     visto il Trattato che istituisce la Comunità Europea, e in
     particolare l'articolo 43,
     vista la proposta della Commissione,
     Visto il parere del Parlamento Europeo ( 1 ),
     Visto il parere del Comitato economico e sociale (?),
1)   considerando che la direttiva 66/402/CEE del Consiglio,
     del 14 giugno 1966 relativa alla commercia lizzazione del-
     le sementi di cereali ( 3 ), ha subito diverse e sostanziali
     modificazioni; che, a fini di razionalità e chiarezza, oc-
     corre pertanto procedere alla codificazione di detta di-
     rettiva;
2)   considerando che la produzione di cereali occupa un po-                   66/402/CEE
     sto molto importante nell'agriooltura della Comunità Eu-
     ropea;
3)   considerando che i risultati soddisfacenti della coltura di
     cereali dipendono in vasta misura dall'utilizzazione di se-
     menti adeguate; che alcuni Stati membri hanno pertanto
     limitato, da qualche tempo, la commercializzazione delle
     sementi di cereali a sementi di alta qualità; che essi han-
     no beneficiato del risultato dei lavori di sistematica sele-
     zione delle piante svolti attraverso parecchi decenni e
     che hanno portato a varietà di cereali sufficientemente
     stabili ed omogenee, le cui caratteristiche consentono di
     prevedere sostanziali vantaggi per le utilizzazioni perse-
     guite;
4)   considerando che una maggiore produttività in materia              3.
     di coltura di cereali nella Comunità sarà ottenuta con
     l'applicazione da parte degli Stati membri di norme uni-           +
     ficate e il più possibile rigorose circa la scelta delle va-
     rietà ammesse alla commercializzazione; che pertanto un            2      71/162/CEE
     catalogo comune delle varietà delle specie di piante agri-
     cole è stato previsto dalla direttiva 95/.. JCE del Consi-                [70/457/CEE]
     glio^);
 (1)  GUn.C
 (2)  GUn.C
 (3)  GUn.l25denil.7.1966,pag.2309/66,modifkatadaultimoda]-
      la direttiva 95/6/CE della Commissione (GU n. L 67 del 25.3.
      1995, pag. 30).
 (4)  Vedi pag.... della presente Gazzetta ufficiale.
                                                            * SI
 ---pagebreak---  5) considerando, tuttavia, che una limitazione della com-             66/402/CEE
    mercializzazione ad alcune varietà non è giustificata se
    non in quanto esista al tempo stesso la garanzia per
    l'agricoltore di poter effettivamente ottenere sementi di
    queste stesse varietà;
 6) considerando che a tal fine alcuni Stati membri applica-        5.
    no sistemi di certificazione aventi lo scopo di garantire
    l'identità e la purezza delle varietà mediante un control-
    lo ufficiale;
 7) considerando che sistemi siffatti esistono già sul piano        6.
    internazionale; che l'Organizzazione delle Nazioni Unite
    per l'alimentazione e l'agricoltura ha raccomandato nor-
    me minimali per la certificazione delle sementi di gran-
    turco nei paesi europei e mediterranei; che, inoltre, l'Or-
    ganizzazione di cooperazione e sviluppo economico ha
    stabilito un sistema di certificazione varietale delle se-
    menti di piante foraggere destinate al commercio inter-
    nazionale;
 8) considerando che occorre stabilire per la Comunità un
    sistema unificato di certificazione fondato sulle esperien-
    ze acquisite dall'applicazione dei sistemi predetti; che oc-
    corre pertanto che il sistema comunitario sia applicabile
    tanto agli scambi tra gli Stati membri quanto alla com-
    mercializzazione sui mercati nazionali;
 9) considerando che, per regola generale, le sementi di ce-
    reali devono poter essere commercializzate solo se, con-
    formemente alle norme di certificazione, siano state uffi-
    cialmente esaminate e certificate come sementi di base o
    sementi certificate; che la scelta dei termini tecnici «se-
    menti di base» e «sementi certificate» è basata sulla ter-
    minologia internazionale;
10) considerando che occorre escludere le sementi di cereali       10.
    non commercializzate dal campo d'applicazione delle
    norme comunitarie data la loro scarsa importanza econo-
    mica; che non dev'essere pregiudicato il diritto degli Sta-
    ti membri di sottoporle a particolari prescrizioni;
11) considerando che se nel territorio di uno Stato membro          4. 69/60/CEE
    non esiste normalmente una riproduzione e una com-
    mercializzazione di sementi di determinate specie occor-
    re prevedere la possibilità di dispensare detto Stato, se-
    condo la procedura del Comitato permanente delle se-
    menti e i materiali di moltiplicazione agricoli, orticoli e
    forestali, dall'applicazione delle disposizioni della diretti-
    va riguardo alle sementi in parola;
12) considerando che è opportuno non applicare le norme            11. 66/402/CEE
    comunitarie alle sementi quando sia provato che sono
    destinate all'esportazione in paesi terzi;
13) considerando che, per migliorare, oltre al valore geneti-      12.
    co, la qualità esteriore delle sementi di cereali nella Co-
    munità, devono essere previste determinate condizioni
    per quanto concerne la purezza specifica, la facoltà ger-
    minativa e lo stato sanitario;
                                                        £2.
 ---pagebreak--- 14) considerando che, in taluni casi, è opportuno autorizzare
    gli Stati membri ad ammettere alla commercializzazione
    alcune sementi di cereali, in deroga al principio stabilito
    per cui non è ammessa che la sola commercializzazione
    delle sementi ufficialmente certificate come «sementi di
    base», «sementi certificate», «sementi certificate di prima
    riproduzione» o «sementi certificate di seconda riprodu-
    zione»;
15) considerando che, per garantire l'individualità delle se-      13.
    menti, devono essere stabilite norme comunitarie relative
    all'imballaggio, al prelievo dei campioni, alla chiusura e
    al contrassegno; che, a questo scopo, le etichette devono
    recare le indicazioni necessarie all'esercizio del controllo    +
    ufficiale nonché all'informazione dell'agricoltore e porre
    in evidenza il carattere comunitario della certificazione;      2. 73/438/CEE
    che è opportuno, inoltre, prevedere, per le sementi di             (adattato)
    cereali, la possibilità di un particolare contrassegno per
    quanto riguarda la presenza di Avena fatua;
16) considerando che taluni Stati membri hanno bisogno, per        14. 66/402/CEE
    particolari destinazioni, di miscugli di sementi di cereali
    di varie specie; che, per tener conto di tali esigenze, gli     +
    Stati membri devono essere autorizzati ad ammettere
    detti miscugli, purché vengano prese le necessarie pre-         4. 79/692/CEE
    cauzioni atte a garantire l'inalterata qualità delle semen-        (adattato)
    ti o del prodotto finale;
17) considerando che, per garantire, in fase di commercializ-      15. 66/402/CEE
    zazione, il rispetto sia delle condizioni relative alla quali-
    tà delle sementi sia delle disposizioni intese a garantirne
    l'identità, gli Stati membri devono prevedere disposizioni
    di controllo adeguate;
18) considerando che le sementi rispondenti a tali condizioni      16.
    non devono essere soggette se non alle restrizioni di
    commercializzazione previste dalle norme comunitarie,
    fatta salva l'applicazione dell'articolo 36 del Trattato, al
    di fuori dei casi in cui le norme comunitarie prevedono
    tolleranze per organismi nocivi;
19) considerando che le restrizioni consistono, in particolare,    17. (adattato)
    nell' obbligo per gli Stati membri di limitare la commer-
    cializzazione delle sementi a varietà ammesse al catalogo
    comune istituito dalla direttiva 95/.. ./CE;                       [70/457/CEE]
20) considerando che è necessarioriconoscere,a determinate         18.
    condizioni, l'equivalenza tra sementi moltiplicate in un
    altro paese da sementi di base certificate in uno Stato
    membro e sementi moltiplicate nello stesso Stato mem-
    bro;
                                                         53
 ---pagebreak--- 21)   considerando, d'altra parte, che occorre prevedere che le     19.
      sementi di cereali raccolte in paesi terzi possano essere
      commercializzate nella Comunità soltanto se offrano le
      stesse garanzie delle sementi ufficialmente certificate nel-
      la Comunità e conformi alle norme comunitarie;
22)   considerando che, per dei periodi nei quali l'approvvigio-    20.
      namento di sementi certificate delle diverse categorie in-
      contri difficoltà, occorre ammettere provvisoriamente se-      +
      menti di qualità inferiori, così come sementi appartenen-      3. 72/418/CEE
      ti a varietà che non figurano né sul catalogo comune              (adattato)
      delle varietà, né sul catalogo nazionale;
23)   considerando che, al fine di armonizzare i metodi tecnici     21. 66/402/CEE
      di certificazione degli Stati membri e per avere possibili-
      tà di raffronto tra le sementi certificate all'interno della
      Comunità e quelle provenienti da paesi terzi, è opportu-
      no stabilire negli Stati membri campi comparativi comu-
      nitari per consentire un controllo annuale a posteriori
      delle sementi delle diverse categorie di «sementi certifi-
      cate»;
24)   considerando che, per l'attuazione delle competenze ese-      22. (adattato)
      cutive conferite alla Commissione, è opportuno che
      quest* ultima sia assistita dal Comitato permanente per
      le Sementi e i materiali Hi mnltiplirflrinnp agrirrìjj, orti-
      Coli e forestali, secondo la procedura del Comitato di
      gestione prevista all'articolo 2, IL della decisione
      87/373/CEE del Consiglio (*);
25)   considerando che la presente direttiva deve lasciare im-
      pregiudicati gli obblighi degli Stati membri relativi ai ter-
      mini di attuazione delle direttive indicate nell'allegato
      VL parte B,
      HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA
  (1)  GUn.L 197 del 18.7.1987, pag. 33.
                                                          «r«v
 ---pagebreak---                              Articolo 1
    La presente direttiva riguarda le sementi di cereali com-    66/402/CEE
    mercializzate all'interno della Comunità.
    Essa non si applica alle sementi di cercali per le quali sia                                 Articolo 18
    provata la destinazione all'esportazione in paesi terzi
                             Articolo 2
    1.  Ai sensi della presente direttiva s'intende per
    A    Cereali: le piante delle specie seguenti destinate alla 72/418/CEE art 3.1
        produzione agricola od orticola, escluse le piante or-
        namentali:
        Avena saliva L.                          Avena            66/402/CEE
        Hordeum vulgare L.                       Orzo             79/641/CEE art 2.1
        Oryza sativa L.                          Riso             66/402/CEE
        Phalaris canadensis L.                   Scagliola        69/60/CEE art 2.1
        Secale cereale L.                        Segale           66/402/CEE
        Sorghum bicolor (L.) Moench               Sorgo           86/155/CEE art 2.1
        Sorghum sudanense (Piper) Stapf.           Erba sudanese
        X Triticosecale Wittm.                   Triticale        88/380/CEE art 3.1
        THticum aestivum L. emend. Fiori et Frumento te-          79/641/CEE art 2.2
        PaoL                                     nero
        THticum durum Desf.                      Frumento duro
         THticum spelta L.                       Spelta           66/402/CEE
        Zea mays L. (partimi                     Granturco,       71/162/CEE art 3.1 - 87/120/CEE art 3.1
                                                 escluso il pop-
                                                 corn ed il
                                                 granturco dol-
                                                 ce
         Questa definizione si applica anche ai seguenti ibridi   86/320/CEE art 1.1
        risultanti dall'incrocio delle specie sopra elencate:
                                                s<
(8)
 ---pagebreak--- Sorghum bicolor (L) Moench x             Ibridi risultanti  86/320/CEEartl.l
Sorghum sudanense (Piper) Stapf          dall'incrocio di
                                         sorgo ed erba
                                         sudanese.
Salvo disposizione contraria, le sementi dei suddetti
ibridi devono essere conformi alle norme o altre con-
dizioni previste per le sementi di ognuna delle specie
dalle quali derivano.
Varietà, ibridi e linee «inbred» di granturco e Sor-       66/402/CEE - 86/155/CEE art 2.2
ghum Spp,:
a)   Varietà a impollinazione Ubera: varietà sufficien-
     temente omogenea e stabile.
b)   Linea «inbred»: linea sufficientemente omogenea
     e stabile ottenuta sia per autofecondazione artifi-
     ciale accompagnata da selezione durante parec-
     chie generazioni successive, sia con operazioni
     equivalenti.
e)   Ibrido semplice: prima generazione di un incro-
     cio fra due linw «inhiv-H», definito dal costituto-
     re.
d)   Ibrido doppio: prima generazione di un incrocio
     fra due ibridi semplici, definito dal costitutore.
e)   Ibrido a tre vie: prima generazione di un incro-
     cio fra una linea «inbred» e un ibrido semplice,
     definito dal costitutore.
f)   Ibrido «Top Cross»: prima generazione di un in-
     crocio fra una linea «inbred» o un ibrido sempli-
     ce e una varietà a impollinazione libera, definito
     dal costitutore.
g)   Ibrido intervarietale: prima generazione di un in-
     crocio fra piante di sementi di base di due varie-
     tà a impollinazione libera, definito dal costituto-
     re.
Sementi di base (avena, orzo, riso, scagliola, segale,     88/380/CEE art. 33
trincale, frumento, frumento duro e spelta, comunque
diversi dagli ibridi): le sementi;
a)   prodotte sotto la responsabilità del costitutore      66/402/CEE
     secondo metodi di selezione per la conservazione
     della varietà,
b)   previste per la produzione di sementi sia della
     categoria «sementi certificate», sia delle categorie
     «sementi certificate di prima riproduzione» o
     «sementi certificate di seconda riproduzione»,
                                      Si
 ---pagebreak---   e)  conformi, fatto salvo quanto disposto all'articolo     66/402/CEE
      4, paragrafo 1, lettera a), alle condizioni degli
      allegati I e Q per le sementi di base, e
  d)  per le quali, all'atto di un esame ufficiale, sia sta-
      ta costatata la rispondenza alle condizioni sum-
      menzionate.
D Sementi di base (ibridi di avena, orzo, riso, segale,      88/380/CEE art. 3.4 - 89/2/CEE art 1.1
  frumento, frumento duro e spelta):
  a)  destinate alla produzione di ibridi;
  b)  che, conformemente alle norme di cui all'articolo
      4, soddisfano le condizioni fissate agli allegati I e
      LI per le sementi di base e
  e)  per le quali nel corso di un esame ufficiale sia
      stata constatata la rispondenza alle suddette con-
      dizioni.
  Sementi di base (granturco e Sorghum spp.)                 66/402/CEE - 86/155/CEE art 23
  1.  di varietà a impollinazione Ubera: le sementi
      a)    prodotte sotto la responsabilità del costitu-
            tore secondo metodi di selezione per la con-
            servazione della varietà,
      b)    previste per la produzione di sementi della
            categoria «sementi certificate» di questa va-
            rietà, di ibridi «Top Cross» o di ibridi inter-
            varietali,
      e)    conformi, fatto salvo quanto disposto all'ar-
            ticolo 4, alle condizioni degli allegati I e II
            per le sementi di base, e
      d)    per le quali, all'atto di un esame ufficiale,
            sia stata costatata la rispondenza alle condi-
            zioni summenzionate.
  2.  di linee «inbred»: sementi
      a)    conformi, fatto salvo quanto disposto all'ar-
            ticolo 4, alle condizioni degU allegati I e LI
            per le sementi di base, e
      b)    per le quali, all'atto di un esame ufficiale,
            sia stata costatata la rispondenza alle condi-
            zioni summenzionate.
                                            Sì
 ---pagebreak---    3.    gli ibridi semplici: le sementi                        66/402/CEE
         a)    previste per la produzione di ibridi doppi, di
               ibridi a tre vie o di ibridi «Top Cross»,
         b)    conformi, fatto salvo quanto disposto all'ar-
               ticolo 4, alle condizioni degli allegati I e LI
               per le sementi di base, e
         e)    per le quali, all'atto di un esame ufficiale,
               sia stata costatata la rispondenza alle condi-
               zioni summenzionate.
E  Sementi certificate (scagliola, non ibrida, segale, sor-     88/380/CEE art. 3.5 - 89/2/CEE art 1.2
   go, erba sudanese, granturco e ibridi di avena, orzo,
   riso, frumento, frumento duro e spelta): le sementi;
   a)    provenienti direttamente da sementi di base o, a       69/60/CEE art 2.3
         richiesta dei costitutore, da sementi di una gene-
         razione anteriore a quella delle sementi di base
         che possono soddisfare alle condizioni previste
         per le sementi di base agli allegati I e II e che,
         all'atto di un esame ufficiale, hanno soddisfatto
         alle medesime condizioni;
   b)    previste per una produzione diversa da quella di       66/402/CEE
         sementi di cereali,
   e)    conformi, fatto salvo quanto disposto all'articolo
         4, paragrafo 1 b) e paragrafo 2, alle condizioni
         degli allegati I e n per le sementi certificate, e
   d)    per le quali, all'atto di un esame ufficiale, sia sta-
         ta costatata la rispondenza alle condizioni sum-
         menzionate.
G. Sementi certificate di primariproduzione(avena, or-          88/380/CEE art. 3.6
   zo, riso, triticale, frumento, frumento duro e spelta,
   comunque diversi dagli ibridi): le sementi
   a)    provenienti direttamente da sementi di base o, a       69/60/CEE art. 2.4
         richiesta del costitutore, da sementi di una gene-
         razione anteriore a quella delle sementi di base
         che, all'atto di un esame ufficiale, hanno soddi-
         sfatto alle condizioni previste agli allegati I e LI
         per le sementi di base;
   b)    previste sia per la produzione di sementi della        66/402/CEE
         categoria «sementi certificate di seconda riprodu-
         zione» sia per una produzione diversa da quella
         di sementi di cereali,
                                                  <3T
 ---pagebreak---       e)   conformi alle condizioni degli allegati I e II per     66/402/CEE
           le sementi certificate di primariproduzione,e
      d)   per le quali, all'atto di un esame ufficiale, sia sta-
           ta costatata la rispondenza alle condizioni sum-
           menzionate.
 H. Sementi certificate di seconda riproduzione (avena,           88/380/CEE art. 3.7
      orzo, riso, triticale, frumento, frumento duro e spelta,
      comunque diversi dagli ibridi): le sementi;
      a)   provenienti direttamente da sementi di base, da        69/60/CEE art 2.5
           sementi certificate di primariproduzioneo, a ri-
           chiesta del costitutore, da sementi di una genera-
           zione anteriore a quella delle sementi di base
           che, all'atto di un esame ufficiale, hanno soddi-
           sfatto alle condizioni previste agli allegati I e n
           per le sementi di base;
      b)   previste per una produzione diversa da quella di       66/402/CEE
           sementi di cereali
      e)   conformi alle condizioni degli allegati I e II per
           le sementi certificate di secondariproduzione,e
      d)   per le quali, all'atto di un esame ufficiale, sia sta-
           ta costatata larispondenzaalle condizioni sum-
           menzionate.
      Disposizioni ufficiali: le disposizioni che sono adottate
      a)   da autorità di uno Stato, o
      b)   sotto la responsabilità dello Stato, da persone
           giuridiche di diritto pubblico o privato, o
      e)   per attività ausiliarie, sempre sotto il controllo
           dello Stato, da personefisichevincolate da giura-
           mento,
      a condizione che le persone indicate sub b) e e) non
      traggano profitto particolare dalrisultatodi dette di-
      sposizioni.
2 Le modifiche da apportare, a motivo dell'evoluzione             78/55/CEE art 3.1
deUe conoscenze scientifiche o tecniche, all'elenco delle
specie di cui al paragrafo L parte A, per quanto riguarda
le denominazioni e gU ibridi risultanti da incroci tra le spe-
cie contemplate dalla presente direttiva, sono adpttate se-
condo la procedura prevista all'articolo 22, paragrafo 2.
3. Le modifiche da apportare al paragrafo 1 lettere C,            88/380/CEE art 3.10
D, F, G e H, per includere gli ibridi di scagliola, segale e
triticale nel campo d'applicazione della presente direttiva
sono adottate conformemente alla procedura di cui all'arti-
colo 22, paragrafo 2.
                                                   &\
 ---pagebreak--- 4. I diversi tipi di varietà, compresi i componenti, desti-      88/380/CEE art 3.10
nati alla certificazione alle condizioni della presente diretti-
va, possono essere specificati e definiti conformemente alla
procedura di cui all'articolo 22, paragrafo 2. Le definizioni
di cui al paragrafo 1, lettera B, sono adottate di conse-
guenza, secondo la stessa procedura.
5^ Secondo la procedura prevista all'articolo 22, paragra-       78/55/CEE art 3.1 - 88/380/CEE art 3.9
fo 2, gU Stati membri possono essere autorizzati a consen-
tire, in deroga al paragrafo L comma G, lettera a) o H,
lettera a), la certificazione in quanto «sementi certificate di
prima riproduzione» o «sementi certificate di seconda ri-
produzione» di sementi di spede autogame che sono state
presentate alla certificazione quali sementi di base e che
provengono direttamente da sementi di una generazione
precedente alle sementi di base, che non è stata ufficial-
mente esaminata. Questa disposizione non si applica alle
sementi ibride. La certificazione in quanto «sementi certifi-
cate» può essere effettuata soltanto su domanda dd richie-
dente la certificazione, d'accordo con il costitutore, e qua-
lora si sta constatato, in un controllo uffidale a posteriori
in base a campioni prdevati uffidalmente e realizzato al
più tardi nella stagione colturale durante la quale avviene
la produzione ddle sementi oggetto della domanda, che le
sementi della generazione precedente soddisfacevano ai re-
quisitifissatiper le sementi di base in ordine all'identità e
alla purezza varietale. In tal caso il costitutore dichiara, al
momento dd prdievo dd campione, la superficie totale di
produzione delle sementi della generazione precedente
Queste condizioni possono essere modificate in funzione
dell'evoluzione delle conoscenze sdentifiche o tecniche se-
condo la procedura prevista all'articolo 22, paragrafo 2.
GU Stati membri prescrivono che le etichette ufficiaU ddle
sementi œmmercializzate in applicazione dell'autoriz-
zazione di cui al primo comma portino la menzione «Com-
mercializzazione ammessa soltanto in... (Stato membro in-
teressato)»; gli Stati membri possono inoltre prescrivere in
questo caso che le etichette uffidali portino anche la men-
zione «destinate esdusrvamente alla riproduzione».
6.    GU Stati membri possono                                    66/402/CEE
a)    comprendere nella categoria ddle sementi di base più
      generazioni e suddividere questa categoria per genera-
      zioni,
b)    prevedere che gli esami ufficiali ddla facoltà germina-
      tiva e della purezza specifica non siano effettuati su
      tutti i lotti per la certificazione, salvo ogniqualvolta
      sussista un dubbio circa il rispetto delle condizioni
      dell'allegato IL
                                                  CO
 ---pagebreak--- c)    durante un periodo transitorio di non oltre tre anni    69/60/CEE art 2.6
      dopo l'entrata in vigore deUe disposizioni legislative,
       regolamentari e amministrative necessarie per confor-
       marsi aUe disposizioni della presente direttiva ed in
      deroga alle disposizioni del paragrafo 1, punti F, G, e
      H, certificare come sementi certificate le sementi pro-
      venienti direttamente da sementi uffidalmente con-
      trollate in uno Stato membro secondo il sistema ivi
      vigente e che diano le stesse garanzie offerte dalle
      sementi di base certificate secondo i principi della
      presente direttiva; tale disposizione è applicabile per
      analogia alle sementi certificate di prima riproduzione
      di cui al paragrafo 1, punto H.
                           Articolo 3
1. Senza pregiudizio alle disposizioni della direttiva        66/402/CEE
95/.. ./CE, gU Stati membri prescrivono che possono essere    [70/457/CEE]
commercializzate sementi di cereaU soltanto se siano state
uffidalmente certificate come «sementi di base», «sementi
certificate», «sementi certificate di primariproduzione»o
«sementi certificate di secondariproduzione»e rispondano
alle condizioni dell'allegato LI.
2. Gli Stati-membri stahfliscoBoJk^teauto-massimo di
umidità delle sementi di base e delle sementi certificate di
ogni tipo per la certificazione e la commercializzazione.
3. GU Stati membri vigilano affinché gU esami ufficiaU
delle sementi siano effettuati secondo i metodi internazio-
naU in uso, ove taU metodi esistano.
4. GU Stati membri possono prevedere deroghe ai para-
grafi l e 2:
a)    per sementi di selezione di generazioni precedenti aUe
      sementi di base;
b)    per prove sperimentaU o a scopi sdentifici;
e)    per lavori di selezione;
d)    per sementi in natura commerdalizzate ai fini del
      condizionamento, a condizione che l'individualità di
      taU sementi sia garantita.
                           Articolo 4
1. GU Stati membri possono tuttavia autorizzare, in de-
roga all'articolo 3:
a)    la certificazione ufficiale e la commerdalizzazione di
      sementi di base nonrispondentialle condizioni dell'al-
      legato LI per quanto riguarda la facoltà germinativa;
      all'uopo, sono adottate disposizioni opportune perche
      il fornitore garantisca una determinata facoltà germi-
      nativa che egU indica, per la commercializzazione, su
      una spedale etichetta recante fl suo nome e indirizzo
      nonché il numero di riferimento del lotto;
 ---pagebreak--- b)    nell'interesse di un rapido approvvigionamento di se-        66/402/CEE
      menti, la certificazione ufficiale e la commercializzazio-
      ne fino al primo destinatario commerciale di sementi
      delle categorie «sementi di base»o «sementi certifica-
      te», per le quali non sia terminato Tesarne uffidale vol-
      to a controllare la rispondenza alle condizioni dell'alle-
      gato II per quanto riguarda la facoltà germinativa. La
      certificazione è concessa a condizione che sia presenta-
      to un rapporto di analisi provvisoria deUa semente e sia
      indicato il nome e l'indirizzo del primo destinatario; so-
      no adottate disposizioni opportune perché il fornitore
      garantisca la facoltà germinativarisultantedall'analisi
      provvisoria; tale facoltà germinativa deve essere indica-
      ta, per la commercializzazione, su un'etichetta speciale
      recante il nome e l'indirizzo del fornitore nonché il nu-
     mero diriferimentodel lotta
Queste disposizioni non sono appUcabiU alle sementi im-
portate dai paesi terzi, fatti salvi i casi previsti nell'articolo
16 limitatamente alle moltiplicazioni effettuate al di fuori
della Comunità.
2. Gii Stati membri, per le sementi di granturco, posso-
no ridurre fino all'85 % del seme puro il minimo della
facoltà germinativa prevista ndi'aUegato LL
3. Nel caso delle sementi di triticale destinate ad essere         88/380/CEE art 3.13
commercializzate nel loro territorio, gli Stati membri pos-
sono ridurre la facoltà germinativarichiestanell'allegato n
all'80 %. Se, in tali casi, le sementi di triticale non soddi-
sfano le condizioni di cui all'allegato II per quanto riguar-
da la facoltà germinativa, questo fatto nonché il fatto die
le sementi sono destinate ad essere commercializzate uni-
camente nel territorio deUo Stato membro interessato sono
specificati sull'etichetta.
                            Articolo 5
Gli Stati membri possono stabilire, per quanto si riferisce        66/402/CEE
agli allegati I e LL condizioni supplementari o più rigorose
per la certificazione de|la loro produzione.
                            Articolo 6
1. Gli Stati membri stabiliscono, arichiestadd costituto-          71/162/CEE art 3.2
re, che la descrizione eventualmente richiesta dei compo-
nenti genealogia sia tenuta segreta.
                                                     1>Z
 ---pagebreak---                            Articolo 7
1. Gli Stati membri prescrivono che, durante la procedu-          66/402/CEE
ra di controllo delle varietà e delle linee «inbred» di gran-
turco e durante l'esame delle sementi per la certificazione,
i campioni siano prelevati uffidalmente secondo metodi
adeguati.
2. Per l'esame delle sementi per la certificazione, i cam-
pioni sono prelevati da lotti omogenei; nell'allegato in so-
no indicati il peso massimo di un lotto e il peso minimo
del campione.
                           Articolo 8
1. Gli Stati membri prescrivono che possono essere com-
merdalizzate sementi di base e sementi certificate di ogni
tipo soltanto in partite sufficientemente omogenee e in im-
ballaggi chiusi, muniti, conformemente agli articoli 9 e 10,
di un sistema di chiusura e di un contrassegno.
2. Gli Stati membri possono prevedere deroghe al para-
grafo 1 per la commerdalizzazione di piccoli quantitativi al
consumatore diretto per quanto riguarda l'imballaggio, il
sistema di chiusura e il contrassegno.
                           Articolo 9
1. Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di             78/692/CEE art 3.1
sementi di base e di sementi certificate di ogni tipo siano
chiusi uffidalmente o sotto controllo uffidale in modo che
non si possano aprire senza deteriorare il sistema di chiu-
sura o senza lasdare tracce di manomissione sull'etichetta
ufficiale prevista dall'articolo 10, paragrafo 1 o sull'imbal-
laggio stesso.
Per assicurare la chiusura, il sistema di chiusura comporta
almeno rincorporazione dell'etichetta ufficiale o l'apposi-
zione di un sigillo ufficiale.
Le misure previste dal secondo comma non sono indispen-
sabili nel caso di un sistema di chiusura non riutilizzabile.
Secondo la procedura prevista dall'articolo 22, paragrafo 2,
si può constatare se un determinato sistema di chiusura
risponde alle disposizioni del presente paragrafo.
2. Non si può procedere ad una o più nuove chiusure               69/60/CEE art 5
dell'imballaggio se non uffidalmente o sotto controllo uffi-      78/692/CEE art. 3.2
dale. In tal caso, sull'etichetta prevista all'articolo 10, para-
grafo 1, si menzionerà anche l'ultima nuova operazione di
chiusura, la data ddla medesima e il servizio che l'ha effet-
tuata.
3. Per i piccoli imballaggi gli Stati membri possono pre-         75/444/CEE art 3.1
vedere deroghe al paragrafo 1.
                                               *      63>
 ---pagebreak---                            Articolo 10
1. Gli Stati membri prescrivono che gli imballaggi di se-         78/55/CEE art 3.2
menti di base e di sementi certificate di ogni tipo:
a)   siano muniti, all'esterno, di un'etichetta ufficiale non
     ancora utilizzata, conforme ai requisiti fissati nell'alle-
     gato TV e redatta in una delle lingue ufficiali ddla
     ComunitàJl colore dell'etichetta è bianco per le se-
     menti di base, azzurro per le sementi certificate e per
     le sementi certificate di prima riproduzione e rosso
     per le sementi certificate di seconda riproduzione. Se
     l'etichetta è munita di un occhiello, la suafissazioneè
     sempre assicurata mediante un sigillo ufficiale. Se, nei
     casi previsti all'articolo 4, paragrafo 1, lettera a) e pa-
     ragrafo 2, le sementi di base o le sementi di granturco
     non soddisfano ai requisiti fissati ndl'allegato LI per
     quanto riguarda la facoltà germinativa, tale circostan-
     za è menzionata sull'etichetta. È autorizzato l'impiego
     di etichette ufficiali adesive. Secondo la procedura di
     cui all'articolo 22, paragrafo 2 può essere autorizzata,
     sotto controllo ufficiale, la stampa sull'imballaggio, in
     modo indelebile e secondo il modello dell'etichetta,
     delle indicazioni prescritte,
b)   contengano un attestato ufficiale dello stesso colore
     dell'etichetta, cheriproducaalmeno le indicazioni pre-
     viste per l'etichetta nell'allegato TV, parte A, lettera
     a), punti 3,5 e 6. Eattestato deve presentarsi in modo
     che non possa essere scambiato con l'etichetta di cui
     alla lettera a). Esso non è indispensabile quando le
     indicazioni sono stampate in modo indelebile sull'im-
     ballaggio o se, conformemente alla lettera a), è utiliz-
     zata un'etichetta adesiva o un'etichetta costituita da
     materiale non lacerabile.
2. Gli Stati membri possono prevedere deroghe al para-
grafo 1 per i piccoli imballaggi, purché questi rechino la
menzione : «Commerdalizzazione ammessa soltanto in ...
(Stato membro interessato)».
                           Articolo 11
j * Non è pregiudicato il diritto degli Stati membri di           66/402/CEE - 88/380/CEE art 3.14
prescrivere che gli imballaggi di sementi di base o di se-
menti certificate di ogni tipo di produzione nazionale o im-
portate siano muniti, per la commerdalizzazione all'interno
del proprio territorio, di una etichetta dd fornitore, in casi
diversi da quelli previsti ndl'articolo 4, fi che i quantitativi  73/438/CEE art. 3.2
di sementi soggetti a requisiti particolari per quanto riguar-
da la presenza di Avena /A/MO.fissatisecondo la procedura
di cui all'articolo 22, paragrafo % siano accompagnati da
un certificato uffidale attestante il possesso di tali requisiti.
                                              46CV
 ---pagebreak--- 2.     L'etichetta di cui al paragrafo 1 è redatta in modo da   88/380/CEE art 3.15
non poter essere confusa con l'etichetta ufficiale di cui
all'articolo 10, paragrafo 1.
                           Articolo 12
GU Stati membri prescrivono che ogni trattamento chimico        66/402/CEE
di sementi di base o di sementi certificate di ogni tipo sia
menzionato o sull'etichetta uffidale o su un'etichetta del
fornitore, nonché sull'imballaggio o all'interno detto stesso.
                           Articolo 13
1. GU Stati membri possono ammettere la commerdaliz-            79/692/CEE art 2.2
zazione di sementi di una spede di cereali sotto forma di
determinati miscugli di sementi di varietà diverse purché
tali miscugli, sulla base delle conoscenze sdentifiche e tec-
niche risultino particolarmente efficad contro la propaga-
zione di taluni organismi nocivi e i vari componenti dd
miscuglio rispondano, prima di essere mescolati, alle nor-
me di commerdalizzazione loro applicabili
2. GU Stati membri possono ammettere che siano com-             66/402/CEE - 79/692/CEE art 23
merdalizzate sementi di cereaU in miscugti di sementi di
diverse spede, purché le diverse componenti del miscuglio
siano conformi, prima di essere mescolate, alle norme di
commercializzazione per esse vigenti.
3j, Sono applicabili le disposizioni degU articolo 8, 9 e       79/692/CEE art 23
11, nonché quelle deU'articolo 10, salvo che per i miscugU
l'etichetta è verde.
                           Articolo 14                                                     Articolo 13 bis
Al fine di trovare migliori alternative a taluni elementi dd    88/380/CEE art 3.16
regime di certificazione adottato dalla presente direttiva, si
può deddere l'organizzazione, in condizioni specifiche, di
esperimenti temporanei a UveUo comunitario, conforme-
mente alla procedura fissata all'articolo 22, paragrafo 2.
Nel quadro di tali esperimenti, gli Stati membri possono
essere esentati da taluni obbUghi previsti dalla presente di-
rettiva La portata di tale esenzione sarà definita in rap-
porto alle condizioni in cui essa si applica. La durata di un
esperimento non deve superare sette anni.
                           Articolo 15                                                        Articolo J4
1. GU Stati membri vigilano affinché le sementi di base         66/402/CEE
e le sementi certificate di ogni tipo, che siano state uffidal-
mente certificate e l'imballaggio delle quaU sia contrasse-     78/55/CEE art 33
gnato e chiuso uffidalmente o sotto controllo uffidale con-
formemente alla presente direttiva, non siano soggette se
non alle restrizioni di commerdalizzazione previste nella
direttiva stessa per quantoriguardale loro caratteristiche,
le disposizioni rdative all'esame, il contrassegno e la chiu-
sura.
                                              & (S
 ---pagebreak--- 2 La Commissione, secondo la procedura prevista all'ar-         Atto d'adesione DA, LRL, UK art. 29
ticolo 22, paragrafo 2, autorizza per la commerdalizzazione
deUe sementi di cereali, neUa totalità o in talune parti dd
territorio di uno o più Stati membri, che siano adottate
disposizioni più rigorose di quelle previste nell'allegato LI
per quantoriguardala presenza di Avena fatua in taU se-
menti, qualora siano apphcate disposizioni analoghe alla
produzione indigena dette sementi in questione e nelle col-
ture cereaU della regione interessata sia effettivamente
condotta una campagna di estirpazione dcH*Avena fatua.
3. GU Stati membri possono limitare la commerdaUzza-            66/402/CEE
zione deUe sementi certificate di avena, orzo, riso, triticale. 88/380/CEE art. 3.17
frumento o spelta a quelle di prima riproduzione;
4. GU Stati membri che hanno previsto deroghe confor-           72/418/CEE art 3.3
memente al disposto dell'articolo 3, paragrafo 4, lettera a),
provvedono a che le sementi di selezione di generazioni
anteriori alle sementi di base non siano soggette ad alcuna
restrizione di commerdalizzazione per quantoriguardale
loro caratteristiche, le disposizioni relative all'esame, fl
contrassegno o la chiusura:
a)    qualora siano state controllate uffidalmente dal servi-
      zio competente per la certificazione, conformemente
      aUe norme che disanimano la certificazione delle se-
      menti di base;
b)    qualora siano contenute in imballaggi conformi alle
      disposizioni della presente direttiva;
e)    qualora taU imballaggi siano provvisti di un'etichetta
     uffidale, recante almeno le seguenti indicazioni:
     — il servizio di certificazione e lo Stato membro o
           la relativa sigla,
     — il numero di riferimento della partita,
           mese e armo della chiusura,                          78/692/CEE art 33
           o
           mese e anno dell'ultimo preUevo ufficiale di cam-
           pioni per la decisione relativa alla certificazione.
           spede, indicata almeno con la sua denomina-          88/380/CEE art 3.18
           zione botanica, che può essereriportatain forma
           abbreviata e senza i nomi degli autori, in carat-
           teri latini,
           varietà, indicata almeno in caratteri latini.
     — la didtura «sementi pre-base»,                           72/418/CEE art 33
     — il numero deUe generazioni anteriori alle sementi
           deUe categorie «sementi certificate» o «sementi
           certificate ddla prima riproduzione».
                                             6c
 ---pagebreak--- Eetichetta è di color bianco ed è barrata diagonalmente da     72/418/CEE art 33
una linea viola.
Con la procedura prevista all'articolo 22, paragrafo 2, gli    88/380/CEE art. 3.19
Stati membri possono essere dispensati dall'obbligo di indi-
care la denominazione botanicariguardoa talune specie e,
ove opportuno, per periodi limitati, laddove si accerti che
gli inconvenienti derivanti dalrispettodi tale obbligo supe-
rano i vantaggi previsti per la commercializzazione dei se-
mi
                          Articolo 16                                               Articolo 15
1.    Gii Stati membri prescrivono che le sementi di cereaU    88/380/CEE art 320
— provenienti direttamente da sementi di base o da se-
      menti certificate di primariproduzioneufficialmente
      certificate in uno o più Stati membri o in un paese
      terzo al quale sia stata concessa l'equivalenza confor-
      memente all'articolo 17, lettera b) o provenienti diret-
      tamente dall'ibridazione di sementi di base ufficial-
      mente certificate in uno Stato membro con sementi di
      base uffidalmente certificate in un siffatto paese ter-
      zo, e
— raccolte in un altro Stato membro,
devono, a richiesta e senza pregiudizio della direttiva
95/.. JCE, essere certificate ufficialmente come sementi       [70/457/CEE]
certificate in ciascuno degU Stati membri, se sono state sot-
toposte sul campo di produzione ad un'ispezione che sod-
disfi le condizioni previste all'allegato I per la categoria
interessata e se è stato constatato, al momento di un esa-
me ufficiale, che sono state rispettate le condizioni previste
all'allegato LI per la stessa categoria.
Allorché in questi casi le sementi sono state prodotte diret-
tamente a partire da sementi uffidalmente certificate di ri-
produzioni anteriori alle sementi di base, gU Stati membri
possono autorizzare anche la certificazione ufficiale come
sementi di base, se le condizioni previste per tale categoria
sono state rispettate.
2. Le sementi di cereali raccolte in un altro Stato mem-
bro e destinate ad essere certificate conformemente al pa-
ragrafo 1, sono
—      confezionate e contraddistinte da un'etichetta uffida-
      le rispondente alle condizioni di cui all'allegato V,
      parti A e B, conformemente all'articolo 9, paragrafo 1
      e
— accompagnate da un documento uffidale rispondente
      aUe condizioni di cui all'allegato V, lettera C.
                                              9
 ---pagebreak--- 3. Gli Stati membri prescrivono inoltre che le sementi di       88/380/CEE art 3.20
cereali
— provenienti direttamente da sementi di base o da se-
      menti certificate di prima riproduzione ufficialmente
      certificate in uno o più Stati membri o in un paese
      terzo al quale sia stata concessa l'equivalenza confor-
      memente all'articolo 17, lettera b) o provenienti diret-
      tamente dall'ibridazione di sementi di base uffidal-
      mente certificate in uno Stato membro con sementi di
      base uffidalmente certificate in un siffatto paese ter-
      zo, e
— raccolte in un paese terzo
devono, a richiesta, essere certificate ufficialmente come
sementi certificate in dascuno Stato membro in cui le se-
menti di base sono state prodotte o certificate uffidalmen-
te, se sono state sottoposte sul campo di produzione ad
un'ispezione che soddisfi le condizioni previste in una deci-
sione di equivalenza presa conformemente all'articolo 17,
lettera a) per la categoria interessata e se è stato constata-
to, al momento di un esame uffidale, che sono state rispet-
tate le condizioni previste all'allegato LI per la stessa cate-
goria. Anche gli altri Stati membri possono autorizzare la
certificazione ufficiale di tali sementi
                          Articolo 17                                               Articolo 16
1. Su proposta della Commissione, il Consiglio, delibe-         66/402/CEE
rando a maggioranza qualificata, costata:
a)    se, nel caso previsto nell'articolo 16, le ispezioni in
      campo in un paese terzo soddisfino alle condizioni
      dell'allegato I;
b)    se sementi di cereali raccolte in un paese terzo e che
      offrano le stesse garanzie quanto alle loro caratteristi-
      che nonché alle disposizioni adottate per il loro esa-
      me, per assicurarne l'identità, per i contrassegni e per
      il controllo, siano per questi aspetti equivalenti alle
      sementi di base, alle sementi certificate o alle sementi
      certificate di prima o di secondariproduzioneraccolte
      all'interno della Comunità e conformi alle disposizioni
      della presente direttiva.
2. I paragrafi 1 e 2 si applicano anche a ogni nuovo Sta-       72/274/CEE art. 2
to membro per il periodo che va dal giorno della sua
adesione alla data alla quale deve mettere in vigore le di-
sposizioni legislative, regolamentari o amministrative neces-
sarie per conformarsi alle disposizioni della presente diret-
tiva.
                                              20
 ---pagebreak---                           Articolo 18                                                         Articolo 17
 1. Al fine di eliminare difficoltà temporanee di approvvi-    72/418/CEE art 3.4
gionamento generale in sementi di base o in sementi certi-
ficate di ogni tipo, che si manifestino in almeno uno Stato
membro e non possano essere superate all'interno della
Comunità, uno o più Stati membri possono essere autoriz-
zati, secondo la procedura di cui all'articolo 22, paragrafo
2, ad ammettere alla commerdalizzazione, per un periodo
determinato, sementi di una categoria soggetta a requisiti
ridotti ovvero sementi appartenenti a varietà che non figu-
rano né sul catalogo comune, né sui rispettivi cataloghi na-
zionali delle varietà.
2. Quando si tratti di una categoria di sementi di una         66/402/CEE
data varietà o di una data linea «inbred», il colore dell'eti-
chetta ufficiale è quello previsto per la categoria corrispon-
dente; in tutti gU altri casi il colore è bruno. L'etichetta   69/60/CEE art 9
indica sempre che si tratta di sementi di una categoria sog-
getta a requisiti ridotti.
3. Le modalità d'appUcazione del paragrafo 1 possono           88/332/CEE art 3
essere adottate secondo la procedura prevista all'articolo
22, paragrafo 2
                         Articolo 19
lt GU Stati membri adottano disposizioni opportune per         66/402/CEE - 72/418/CEE art 35
consentire il controllo ufficiale, effettuato almeno mediante
sondaggi, durante la commerda lizza/ione, affinché le se-
menti di cereaU soddisfino alle condizioni previste nella
presente direttiva.
2. Gli Stati membri prendono tutte le misure necessarie        72/418/CEE art 3.6
affinché vengano fomite le seguenti indicazioni all'atto del-
la commerdalizzazione di quantitativi di seménti superiori
a 2 kg provenienti da un altro Stato membro o da un pae-
se terzo:
a)    spede,
b) varietà,
e)    categorie,
d)    paese di produzione e servizio di controllo uffidale,
e)    paese speditore,
f)    importatore,
g)    quantitativi di sementi.
Conformemente alla procedura stabilita all'articolo 22, pa-
ragrafo 2, potranno essere fissate le modalità secondo cui
dette indicazioni devono essere fornite.
                                              ai
 ---pagebreak---                           Articolo 20
 1. Nell'ambito della Comumità vengono effettuati saggi         71/162/CEE art 35
comparativi comunitari al fine di controllare a posteriori
campioni di sementi di base, escluse quelle di varietà ibri-
de e sintetiche, e di sementi certificate di qualsiasi tipo di
cereali prelevati mediante sondaggi. Lesame dei requisiti
cui devono soddisfare le sementi può essere effettuato al
momento del controllo a posteriori. Lorganizzazione dei
saggi ed i relativi risultati sono sottoposti alla valutazione
del Comitato di cui all'articolo 22.
2. Gli esami comparativi servono ad armonizzare i meto-         66/402/CEE
di tecniri di certificazione per ottenere l'equivalenza dei
risultati. Tali esami comparativi formeranno oggetto di una
relazione annuale d'attività da notificarsi in via riservata
agli Stati membri e alla Commissione. La Commissione de-
termina, secondo la procedura prevista nell'articolo 22, pa-
ragrafo 2, la data alla quale la relazione è redatta per la
prima volta.
3. La Commissione adotta, secondo la procedura previ-
sta nell'articolo 22, paragrafo 2, le disposizioni necessarie
per effettuare gli esami comparativi Sementi di cereali rac-
colte in paesi terzi possono essere incluse negli esami com-
parativi.
                          Articolo 21                                                Articolo 21 bis
Le modifiche da apportare al contenuto degli allegati in        73/438/CEE art. 3.4.
funzione dell'evoluzione delle conoscenze scientifiche e tec-
niche sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo
22, paragrafo 2
                          Articolo 22                                                   Articolo 21
1. La Commissione è assistita dal Comitato permanente           87/373/CEE
per le sementi e i materiali di moltiplicazione agricoli, orti- (adattato)
coli e forestali istituito dalla decisione 66/399/CEE del
Consiglio (1X
2      II rappresentante della Commissione sottopone al co-
mitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato
formula il suo parere sul progetto entro un termine che il
presidente può fissare in funzione dell' urgenza della que-
stione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza
prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per
l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su
proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al co-
mitato, ai voti dei rappresentanti delgi Stati membri è at-
tribuita la ponderazione fissata nell' articolo precitato. Il
presidente non partecipa al voto.
 W GU n. 125 deD'll. 7.1966, pag. 2289/66.
                                             28
 ---pagebreak--- La Commissione adotta le misure che sono immediatamen-           87/373/CEE
te applicabili. Tuttavia, se tali misure non sono conformi al    (adattato)
parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica
immediatamente al Consiglio. In tal caso la Commissione
può differire di un mese al massimo, a decorrere da tale
comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise
Il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, può
prendere una decisione diversa entro il termine di cui al
comma secondo.
3.     D Comitato può, alla domanda del suo Presidente o         66/399/CEE art. 2
di uno Stato membro, esaminare ogni questione relativa           (adattato)
all' oggetto della presente direttiva.
                          Articolo 23                                                        Articolo 21 ter
Le modifiche da apportare agli allegati perfissarele con-        88/380/CEE art 3-21
dizioni cui devono soddisfare le colture e le sementi di
ibridi di avena, orzo, riso, frumento, frumento duro, spelta
e le altre spede i cui ibridi sono indusi nel campo d'appU-
cazione della presente direttiva ai sensi dell'articolo 2, pa-
ragrafo 3, nonché le condizioni cui devono soddisfare le
colture e le sementi deUe varietà ad impollinazione incro-
data di triticale, sono adottate conformemente alla proce-
dura di cui all'articolo 22, paragrafo 2.
                          Articolo 24                                                           Articolo 22
Con riserva delle tolleranze previste nell'allegato IL punto     66/402/CEE - 88/380/CEE art. 3.22
3. circa la presenza di organismi nocivi, la presente direttiva
non pregiudica le disposizioni delle legislazioni nazionali
giustificate da motivi di tutela della salute e della vita delle
persone e degU animali o di preservazione dd vegetaU o di
protezione ddla proprietà industriale e commerciale.
                          Articolo 25                                                       Articolo 23 bis
Conformemente alla procedura prevista all'articolo 22, pa-       88/380/CEE art 3.23
ragrafo 2, uno Stato membro può chiedere di essere total-
mente o parzialmente dispensato dall'applicazione della
presente direttiva, ad eccezione deU'articolo 15, paragrafo
1:
a)    per quanto riguarda le spede seguenti:
      — scagliola,
      — sorgo,
      — erba sudanese;
b)    per quanto riguarda altre spede, se non esiste nor-
      malmente una riproduzione e una commercializza-
      zione delle sementi di tali spede sul suo territorio.
 ---pagebreak---                          Articolo 26
1. Le direttive indicate nell'allegato VL parte A, sono
abrogate, salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai
termini d'attuazione indicati nell' allegato VL parte B.
2. I riferimenti alle direttive abrogate devono intendersi
come riferimenti fatti alla presente direttiva e devono esse-
re letti secondo la tavola di concordanza contenuta nell'al-
legato v n .
                         Articolo 27
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno
successivo alla pubbUcazione nella Gazzatta ufficiale delle
Comunità europee.
                         Articolo 28
GU Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
                                              Per il Consiglio
                                                 Il Presidente
                                            12.
 ---pagebreak---                      ALLEGATO I                              78/387/CEE art 1.1
 CONDIZIONI CUI DEVE SODDISFARE LA COLTURA
1.  I precedenti colturaU del campo non devono essere
    incompatibili con la produzione di sementi della spe-
    de e della varietà coltivata ed il campo di produzione
    deve essere suffidentemente esente da piante prove-
   nienti dalla coltura precedente.
   La coltura deve essere conforme alle norme seguenti
   relative alle distanze da fonti vicine di polline che
   possono determinare una impollinazione estranea in-
   desiderabile e in particolare, nel caso del sorgo, da     86/155/CEE art 2.5
   fonti di Sorghum halepense-,
                                                 Distanze
                     Coltura                     minime
     Phalaris canariensis, Secale cereale ad                95/6/CE
     esdusione degli ibridi-
     — per la produzione di sementi di base       300 m
     — per la produzione di sementi certifi-
          cate                                    250 m
     Sorghum spp.                                 300 m     86/155/CEE art 2.6
     Triticosecale, varietà ad autofecondazio-              88/380/CEE art 3.24
     ne:
     — per la produzione di sementi di ba-
          se                                       50 m
     — per la produzione di sementi certifi-
          cate                                     20m
     Zea mays                                     200 m     78/387/CEE art 1.1
   Queste distanze possono non essere osservate se esi-
   ste una protezione sufficiente contro qualsiasi impolli-
   nazione estranea indesiderabile.
3. La coltura deve presentare identità e purezza varietah
   in grado suffiaente o, nel caso di coltura di una linea
   "inbred" di Sorghum spp. e Zea mays, suffiaente           86/155/CEE art. 2.7
   identità e purezza relativamente ai suoi caratteri.
   Per quanto riguarda la produzione di sementi di va-
   rietà ibride di Sorghum spp. e Zea mays, le disposizio-   86/155/CEE art. 2.7
   ni succitate si applicano anche ai caratteri dei compo-
   nenti compresa la maschiosteriUtà e la ristorazione
   della fertilità.
   In'particolare le colture di Oryza saliva, Phalaris cana- 87/120/CEE art. 3.2
   riensis, Secale cereale ad esclusione degU ibridi Sjor^95/6/CE — 86/155/CEE art. 27
   çhum spp. e Zea mays devono rispondere alle seguen-
   ti norme o altre condizioni:
                                          29
                                          13>
 ---pagebreak--- A. Phalaris canariensis, Secale cereale ad esclusione 78/387/CEE art 1.1—95/6/CE
   degli ibridi:
   fl numero di piante della coltura manifestamente
   riconosdbiU come non conformi alla varietà non
   deve superare:
   — 1 per 30 m2 per la produzione di sementi di
        base,
   — 1 per 10 m2 per la produzione di sementi
        certificate.
B. Zea mays:
   a)   la percentuale in numero di piante che sono
        manifestamentericonosdbiUcome non con-
        formi alla varietà, alla linea "inbred'' o al
        componente non deve superare:
        aa) per la produzione di se-
              menti di base:
              i) linea "inbred":               0,1,
              ii) ibridi sempUcidascun
                   componente:                 0,1,
              in) varietà ad impollina-
                   zione Ubera:                0,5;
        bb) per la produzione di se-
             menti certificate:
             i) componenti di varietà
                   ibride
                     — linea "inbred":         0,2,
                     — ibrido semptice:        0,2,
                     — varietà ad impol-
                          linazione Ubera:     1,0,
             ii) varietà ad impollina-
                   zione Ubera:                1,0;
   b)   per la produzione di sementi di varietà ibri-
        de devono essere rispettate anche le seguen-
        ti norme o condizioni:
        aa) le piante del componente maschile de-
             vono emettere una suffidente quantità
             di polline quando le piante dd compo-
             nente femminile sono in fioritura
        bb) dove il caso lorichiedaremasculazione
             deve essere effettuata
        ce) allorché il 5 % o più di piante dd com-
             ponente femminile presenta stigmi ricet-
             tivi, la percentuale di piante di questo
             componente che abbiano emesso polline
             o emettano polline non deve superare:
             — 1 all'atto di dascuna ispezione uf-
                   ficiale in campo,
             — 2 per l'insieme delle ispezioni uffi-
                   daU in campo.
 ---pagebreak---          Le piante sono considerate come aven-     78/387/CEE art 1.1.
         ti emesso o emittenti polline qualora,
         su una lunghezza di 50 mm o più
         dell'asse prindpale o ramificazioni del-
         la infiorescenza maschile, le antere sia-
         no fuoriusdte dalle glume ed abbiano
         emesso o emettano polline.
Sorghum spp.                                       86/155/CEE art 28
a)  la percentuale di piante di una spede di
    ''Sorghum" diversa dalla spede della coltura
    o di piante riconosdbiU come manifesta-
    mente non conformi alla linea consanguinea
    o alla componente non deve superare:
     aa) per la produzione di sementi
           di base:
           i) alla fioritura:             0,1%,
           ii) alla maturazione:          0,1%,
     bb) per la produzione di sementi
           certificate:
           i) piante della compo-
                 nente maschile che
                 hanno disseminato il
                 Dottine quando le
                 piante detta compo-
                 nente femminile pre-
                 sentavano stigmi ricet-
                 tivi:                     0,1%,
           ii) piante della compo-
                 nente femminile:
                 — alla fioritura:        0,3%,
                 — alla maturazione:       0,1%,
b)  per la produzione di sementi certificate di    86/320/CEE art 1.2
    varietà ibride devono essere soddisfatte le
    norme o le condizioni seguenti:
    aa) le piante detta componente maschile
         devono disseminare una quantità suffi-
         ciente di polline quando le piante deUa
         componente femminile presentano stig-
         mi ricettivi;
    bb) se le piante della componente femmi-
         nile presentano stigmiricettivi,la per-
         centuale di piante di detta componente
         che hanno disseminato o disseminano
         polline non deve superare lo 0,1 %.
e)  le colture di varietà ad impollinazione Ubera  86/32Q/CEE art 1.3
    o di varietà sintetiche di Sorghum spp. devo-
    no essere conformi alle norme seguenti: il
    numero di piante della coltura manifesta-
    mentericonosdbiUcome non conformi atta
    varietà non deve superare:
    — 1 per       30 m2 per la produzione di se-
         menti    di base,
    — 1 per       10 m2 per la produzione di se-
         menti    certificate
                                 -&
                                 tf
 ---pagebreak--- D. Oryza sativa:                                              87/120/CEE art 3.3
     il numero di piante che sono manifestamente ri
     conoscibili come piante spontanee o piante a
     grani rossi non deve superare:
     — 0 per la produzione di sementi di base,
     — 1 per 50 m2 per la produzione di sementi
            certificate.
Ibridi di segala:                                             95/6/CE art 1
a)   la coltura deve essere conforme alle norme se-
     guenti relative alle distanze da fonti vicine di
     polline che possono determinare un'impollina-
     zione estranea indesiderabile:
                       >-, ,^                    Distanza
                       Coltura                      u»wu*o«
                                                  minima
                           Ï                          2
       Per la produzione di sementi di base
       — ove si ricorra alla maschiosteri-
           lità                                    1000 m
      — ove non si ricorra alla maschio-
           sterilità                                 600 m
       Per la produzione di sementi certifi-
       cate                                          500 m
b)   La coltura deve presentare suffiaente identità e
     purezza relativamente ai caratteri dei componen-
     ti, compresa la maschiosterilità.
     In particolare, la coltura deve essere conforme
     alle seguenti norme o altre condizioni:
     i)     il numero di piante della coltura manifesta-
            mente riconosdbiU come non conformi al
            componente non deve superare:
            — 1 per 30 m2 per la produzione di se-
                  menti di base,
            — 1 per 10 m2 per la produzione di se-
                  menti certificate; tale regola si applica
                  nelle ispezioni uffidali in campo unica-
                  mente al componente femminile;
     ii)    nel caso delle sementi di base, se viene fatto
            ricorso alla maschiosterilità, il livello di ste-
            rilità del componente rnaschiosterile deve
            essere pari almeno al 98 %.
e)   Se del caso, le sementi certificate devono essere
     prodotte in coltura combinata tra un componente
     rnaschiosterile femminile e un componente ma-
     schile a scopo di ristabilimento della maschioste-
     rilità.
                                           Tfc»
 ---pagebreak--- La presenza di organismi nocivi che riducano fl valore   78/387/CEE art 1.1
di utilizzazione deUe sementi, in particolare le Ustila-
gineae, è tollerata nella misura più limitata possibile.
L'osservanza di norme o altre condizioni sopradtate
devono essere esaminate all'atto di ispezioni uffidali
in campo.
Queste ispezioni in campo devono essere effettuate
secondo le condizioni seguenti:
A.   lo stato colturale e lo stadio di sviluppo della
     coltura devono consentire un esame adeguato;
B.   si deve procedere a un numero di ispezioni in
     campo che sia almeno fl seguente:
      a)   per Avena sativa, Hordeum                     79/641/CEE art 2 3
           vuJgQis, Oryza sativa, Phala-
           ris canariensis, THticosecale.                88/380/CEE art 3.25
           THticum aestivum, THticum
           durum, THticum spelta, Se-
           cale cereale:                             1;
     b)    per Sorghum spp. e Zea mays durante il        86/155/CEE art 2 9
           periodo di fioritura
           aa) varietà ad impollina-
                zione Ubera:
           bb) linee "inbred" o Ibridi:
           Quando il precedente colturale dell'anno in
           corso o dell'anno prima è costituito da una
           coltura di Sorghum spp. e Zea mays, si de-    86/155/CEE art 2 9
           ve effettuare almeno una particolare ispe-
           zione sul posto al fine di accertare la ri-
           spondenza alle condizioni di cui al punto 1
           del presente allegato;
C. l'ampiezza, fl numero e la distribuzione delle
     parti dd campo che formano oggetto di ispezio-
     ne al fine di esaminare la rispondenza alle condi-
     zioni fissate dal presente allegato devono essere
     determinati secondo metodi appropriati.
 ---pagebreak---                    ALLEGATO II                               78/387/CEE art 1.2
CONDIZIONI CUI DEVONO SODDISFARE LE
                       SEMENTI
 Le sementi devono presentare identità e purezza va-
rietah in grado suffidente o, nel caso di sementi di
una linea "inbred" di Sorghum spp. e Zea mays, suffi-        86/155/CEE art. 2.10
dente identità e purezza relativamente ai suoi caratte-
ri.
Per quanto riguarda le sementi di varietà ibride di Se-      95/6/CE art. 1
cale Cereale. Sorghum spp. e Zea mays, le disposizioni
sucdtate si applicano anche ai caratteri dei compo-
nenti.
In particolare le sementi delle spede qui appresso
elencate devono essere conformi alle seguenti norme
o altre condizioni:
A. Avena sativa, Hordeum vulgare. Oryza sativa, Triti-       79/641/CEE art 23
     cum aestivum, Triticum durum, Triticum spelta co-       88/380/CEE art. 3.27
     mvpqye divers? dagjj jbndj
                                                  Purezza
                     _.                           minimal
                    Categoria                    varietaJe
                                                    (%)
                         1                            2
       Sementi di base                              99,9
                             a
       Sementi certificate, l generazione           99,7
                             a
       Sementi certificate, 2 generazione           99,0
       La purezza varietale minima deve essere esaminata
       prindpalmente mediante ispezioni in campo effet-
       tuate alle condizioni stabilite nell'allegato I.
B.   Varietà di Triticosecale ad autofecondazione            88/380/CEE art 3.28
                                                  Purezza
                     _                            minima
                         °                       varietale
                                                    (%)
                         1                            2
       Sementi di base                              99,7
                             a
       Sementi certificate, l generazione           99,0
                             a
       Sementi certificate, 2 generazione           98,0
       La purezza minima varietale è esaminata principal -
      mente mediante ispezioni sul campo di produzione
       effettuate alle condizioni stabilite nell'allegato I.
                                          ?
                                          K
 ---pagebreak---   C    Sorghum spp. e Zea mays                               78/387/CEE art 1.2 - 86/155/CEE art 2.11
       Dove per la produzione di sementi certificate di
       varietà ibride un componente femminile maschio-
       sterile ed un componente maschile che non risto-
       ri la maschiofertflità siano stati utilizzati, le se-
       menti devono essere ottenute:
       — o miscelando, in proporzione propria alla
             varietà, lotti di sementi prodotte attraverso
             l'impiego, da una parte, di un componente
             femminile maschio-sterile e, dall'altra, di un
             componente femminile maschio-fertile;
       — o allevando, in proporzione propria alla va-
             rietà, componenti femminili maschio-sterili e
             componenti femminili maschio-fertili. La
             proporzione entro questi due componenti
             deve essere controllata mediante ispezioni
             sul posto effettuate alle condizioni stabilite
             nell'allegato I.
  D. Ibridi di segala                                        95/6/CE art 1
       Le sementi possono essere certificate come «se-
       menti certificate» soltanto se è stato tenuto debi-
       to conto dei risultati di un controllo uffidale a
       posteriori, fondato su campioni di sementi di ba-
       se prelevati uffidalmente ed eseguito durante il
       periodo vegetativo delle sementi presentate per
       la certificazione di cui sopra, al fine di accertarsi
       che le sementi di base rispondevano per quanto
       riguarda i caratteri dei componenti compresa la
       maschiosterilità, alle condizioni stabilite dalla
       presente direttiva per le sementi di base in mate-
       ria di identità e purezza.
2 Le sementi devono essere conformi alle seguenti nor-       78/387/CEE art. 1.2
  me o altre condizioni rdative a facoltà germinativa,
  purezza specifica e contenuto di semi di altre spede
  di piante:
  A. Tàvola
                                          *
                                          ^
 ---pagebreak---                                                                                                                                             78/387/CEE art 1.2
                                                    Contenuto massimo in numero di semi di altre specie di piante compresi i grani rossi di
                                                                              Oryza sativa in un campione del
                                Facoltà                        peso stabilito all'allegato IIL colonna 4 (totale per colonna)
                               germinati- Purezza                                                      Avena fa-
                                   va      minima                                                     tua, Avena Raphanus
       Specie e categoria       minima    sped fica Altre spe-   Grani                                               raphanis-
                                 (%del      (%in                rossi di    Altre spe- Spede di         sterilis,
                                                       cie                                   piante     Avena          turm,    Panicum
                                  seme     peso)                                cie
                                                    di piante Oryza sati- dicereaU diverse da ludovicia- Agrostem-                 spp.
                                  puro)                            va                       cereaU    na,Lolium         ma
                                                       (a)
                                                                                                       temulen-       githago
                                                                                                          tum
                                                                                                            8                       10
    Avena sativa, Hordeum                                                                                                                   79/641/CEE art 2.3
    vulgate, Triticum aesti-
    vum, THticum durum, TH-
    ticum spelta:
    — sementi di base              85        99          4                     1(b)                       0(c)
    — sementi certificate di
        l a ç 2a generazione     85 Idi      98         10                     7                          0(c)                               88/506/CEE art 1.1
g * Phalaris canariensis:
                                   75
    — sementi di base                        98          4                     1(b)                       0(c)
    — sementi certificate          75        98         10                     5                          0(c)
    Oryza sativa:
    — sementi di base              80        98          4                                                                                   87/120/CEE art 3.4
    — sementi certificate di
        l a riproduzione           80        98         10                                                                                  87/120/CEE art 3.4
    — sementi certificate di
        2a riproduzione            80        98         15                                                                                   87/120/CEE art 3.4
    Secale cereale:
    — sementi di base              85        98          4                     1(b)                       0(c)
    — sementi certificate          85        98         10                     7                          0(c)
    Sorghum spp.                   80        98                                                                                             86/155/CEE art 2.12
    Triticosecale                                                                                                                           88/380/CEE art 3.29
    — sementi di base              85        98          4                     1(b)                       0(c)
    — sementi certificate          85        98         10                     7                          0(c)
        della 1" e della * ri-
        produzione
    Zea mays                       90        98                                                                                              78/387/CEE art 1.2
 ---pagebreak--- B.    Norme o altre condizioni applicabili allorché vi   78/387/CEE art 1.2
     viene fatto riferimento nella tavola di cui al pun-
     to 2, lettera A, del presente allegato:
     a) fl contenuto massimo di semi di cui alla co-
           lonna 4 comprende anche i semi delle spe-
           cie di cui alle colonne da 5 a 10.
     b)    Un secondo seme non deve essere conside-
           rato come impurezza qualora un secondo
           campione detto stesso peso sia esente da se-
           mi di altre spede di cereaU.
     e)    La presenza di un seme di Avena fatua,
           Avena sterilis, Avena hidoviciana o Lohum
           temulentum in un campione del peso stabiU-
           to non deve essere considerata come impu-
           rezza se un secondo campione dello stesso
           peso è esente da semi di queste spede.
      d)   nel caso delle varietà di Avena sativa uffi-  93/2/CEE art 1
           dalmente dassificate come varietà del tipo
           "avena nuda", la facoltà germinativa minima
           è ridotta al 75 % del seme puro. In tal
           caso, l'etichetta uffidale reca l'indicazione
           "facoltà germinativa rriinima 75 %"
La presenza di organismi nocivi che riducano fl valore   95/6/CE art 1
di utilizzazione delle sementi è tollerata nella misura
più Umitata possibile.
In particolare le sementi devono essere conformi aUe
seguenti norme per quanto concerne la Claviceps pur-
purea (numero massimo di sderosi o frammenti di
sclerosi in un campione del peso stabilito nella colon-
na 3 dell' allegato IH).
             Categoria                Claviceps purpurea
                                           !
                  ï                           2
 CereaU diversi dagU ibridi di se-
 gala:
 — sementi di base                             i
 — sementi certificate                         3
 Ibridi di segala:
 — sementi di base                             1
 — sementi certificate                        4  ,m\
   m                                I
 (*) La presenza di cinque sclerozi o frammenti in un
       campione del peso prescritto è ritenuta conforme
       alle norme se un secondo campione dello stesso
       peso contiene non più di quattro sclerozi o fram-
       menti di sclerozi.
                                        7»
                                        SI
 ---pagebreak---                                      ALLEGATO 77/                          78/387/CEE art 13.
                            PESO DEI LOTTI E DEI CAMPIONI
                                                            Peso del cam-
                                                             pione per le
                                                            determinazoni
                                               Peso mini- in numero di
                                   Peso mas-       mo        semi di cui
                                      simo     di un cam- all'allegato IL
              Specie               d'un lotto pione da punto 2, lette-
                                   (tonnella- prelevarsi ra A, colonne
                                       te)    da un lotto da 4 a 10, e
                                                (grammi) all'allegato IL
                                                               punto 3
                                                              (grammi)
                 1                      2           3             4
 Avena sativa. Hordeum vulgate.
  Triticum aestivum, Triticum du-                                         79/641/CEE art 2 3
 rum, Triticum spelta, Secale ce-
 reale,. Triticosecale                 21          1000           500
                                                                          88/380/CEE art 3.30 - 87/120/CEE art 3 5
 Phalaris canariensis                   10          400           200
 Oryza sativa                          25           500           500
                                                                          87/120/CEE art 3 .5
 Sorghum spp.                                     1000            900
                                                                          86/155/CEE art 2.13
 Zea mays, sementi di base linee        10                                78/387/CEE art 1.3
 "inbred"                                           250           250     81/126/CEE art. 3
 Zea mays, sementi di base da
 linee "inbred" e sementi certifi-
 cate                                             1000           1000     81/126/CEE art 3
                                       4£
Il peso di un lotto non può eccedere per più del 5 % il peso massimo       87/120/CEE art 3*6
prescritto.
                                                        -3*
 ---pagebreak---                      ALLEGATO IV                              66/402/CEE
                       ETICHETTA
A. Indicazioni prescritte
    a)  Per le sementi di base e le sementi certificate:
        1.   Normativa CEE                                    69/60/CEE art 13.1
        2.   Servizio di certificazione e Stato membro o
             sigla degU stessi
        3.   Numero di riferimento del lotto                  66/402/CEE
        4.   mese e anno detta chiusura, indicati con         78/692/CEE art 3.4
             l'espressione: «chiuso.. .» (mese, anno)
             mesex^anno^kU-'ultimo preUevo uffidale di
             campioni per la decisione         relativa alla
             certificazione, indicati con l'espressione:
             «campione prdevato...» (mese, anno).
        5.   Spede, indicata almeno con la sua denomi-        66/402/CEE - 88/380/CEE art. 331
             nating hnmnfc», che può essere riportata
             in forma abbreviata, senza i pomi degli au-
             tori, in caratteri latini
        6.   Varietà indicata almeno in caratteri latini      88/380/CEE art 3.33
        7.    Categoria                                       66/402/CEE
        8.    Paese di produzione
        9.   Peso netto o lordo dichiarato o numero di-       72/418/CEE art 3.7
             chiarato dd semi.
        10. In caso di indicazione del peso e d'utilizza-     75/444/CEE art 3.2
             zione di antiparassitari granulati, di sostanze
             di rivestimento o di altri additivi soUdi, l'in-
             dicazione della natura dell'additivo e il rap-
             porto approssimativo tra il peso dei semi
             puri ed fl peso totale.
                                         ss
 ---pagebreak---    11. Nel caso di varietà ibride o linee «inbred»:      88/380/CEE art 3.34
        — per le sementi di base se l'ibrido o la
               linea inbred cui appartengono le se-
               menti sono state uffidalmente ammessi
               conformemente alla direttiva 95/.. 7CE:   [70/457/CEE]
               il nome di questo componente, con cui
               è stata uffidalmente ammessa, con o
               senza riferimento alla varietà finale,
               corredato, nel caso di ibridi o linee
               inbred destinati unicamente a servire
               da componenti per varietà finali, del
               termine «componente»;
        — per le sementi di base negh altri casi: il
               nome del componente cui appartengo-
               no le sementi di base, con un riferi-
              mento alla varietà finale, con o senza
               riferimento alla sua funzione (maschio
               o femmina) e corredato del termine
               «componente»;
        — per le sementi certificate: il nome della
              varietà cui appartengono le sementi
               certificate, corredato del termine «ibri-
               do»;
   12. In caso di rianalisi, per lo meno della facol-    78/55/CEE art 3.4
        tà germinativa, possono essere menziona-
        ti l'indicazione «rianalizzato . . . (mese ed
        anno)» e il servizio responsabile della riana-
        lisi- Queste indicazioni possono figurare su
        un       talloncino autoadesivo uffidale appo-
        sto sull'etichetta uffidale.
   Conformemente alla procedura prevista all'arti-       88/380/CEE art 3.32
   colo 22, paragrafo 2, gU Stati membri possono
   essere dispensati dall'obbligo di indicare la deno-
   minazione botanica riguardo a talune specie e,
   ove opportuno, per periodi limitati, laddove sia
   stato appurato che gU inconvenienti derivanti dal
   rispetto di tale obbUgo superano i vantaggi previ-
   sti per la commerdalizzazione dei semi.
b) Per i miscugli di sementi:                            66/402/CEE
   1.     «Miscuglio » (spede o varietà)                 88/380/CEE art 335
   2.   Servizio che ha proceduto alla chiusura e
        Stato membro
   3.   Numero di riferimento del lotto
        Mese e anno della chiusura, indicati con         78/692/CEE art 3.5
        l'espressione: «chiuso . ..» (mese, anno)
 ---pagebreak---         5.  Specie, categoria, varietà, paese di produzio-   66/402/CEE
            ne e proporzione in peso di ciascuna delle
            componenti; i nomi delle spede e dette va-       88/380/CEE art. 3.36
            rietà sono indicati almeno in caratteri latini.
            Peso netto o lordo dichiarato o numero di-       72/418/CEE art 3.8
           chiarato dei semi.
           In caso di indicazione del peso e d'utilizza-     75/444/CEE art 32
           zione di antiparassitari granulati, di sostanze
           di rivestimento o di altri additivi solidi, l'in-
           dicazione della natura dell'additivo e il rap-
           porto approssimativo tra il peso dei semi
           puri ed il peso totale.
       8.  In caso di rianalisi, per lo meno della facol-    78/55/CEE art 3.5
           tà germinativa di tutte le componenti del
           miscugUo, possono essere menzionati l'indi-
           cazione «rianalizzato . . . (mese ed anno)» e
           il servizio responsabile della rianalisi. Que-
           ste indicazioni possono figurare su un tal-
           loncino autoadesivo ufficiale apposto
           sull'etichetta uffidale.
           La menzione: «Commercializzazione am-             79/692/CEE art 2.4
           messa esclusivamente . . > (Stato membro
           interessato).
B. Dimensioni minime                                         66/402/CEE
   110 mm x 67 mm.
 ---pagebreak---                       ALLEGATO V                             88/380/CEE art 337
ETICHETTA E DOCUMENTO PREVISTI NEL CASO DI
SEMENTI NON DEFINITIVAMENTE CERTIFICATE E
    RACCOLTE IN UN ALTRO STATO MEMBRO
A.  Indicazioni prescritte per l'etichetta
    —    Autorità responsabile dell'ispezione sul campo di
         produzione e Stato membro o sigla dei medesi-
         mi.
    —    Specie, indicata almeno con la sua denominazio-
         ne botanica, che può essere riportata in forma
         abbreviata, senza i nomi degli autori, in caratteri
         latini.
    —    Varietà, indicata almeno in caratteri latini; nel
         caso di varietà (linee «inbred», ibridi) destinate
         ad essere utilizzate esclusivamente come compo-
         nenti di varietà ibride, è aggiunta la parola
         «componente».
    —    Categoria.
    —    Nel caso di varietà ibride, la parola «ibrido».
    —    Numero di riferimento del campo deUa partita.
    —    Peso netto o lordo dichiarato.
    —    La menzione «sementi non definitivamente certi-
         ficate»
    Conformemente alle procedura prevista all'articolo 22,
    paragrafo 2, gli Stati membri possono essere dispensa-
    ti dall'obbUgo di indicare la denominazione botanica
    riguardo a talune specie e, ove opportuno, per periodi
    limitati, laddove sia stato appurato che gli inconve-
    nienti derivanti dal rispetto di tale obbUgo superano i
    vantaggi previsti per la commerdalizzazione dei semi.
B.  Colore dell'etichetta
    L'etichetta è di colore grigio.
C.  Indicazioni prescritte per il documento
    —    Autorità che rilascia il documento.
    —     Specie, indicata almeno con la sua denominazio-
          ne botanica, che può essere riportata in forma
          abbreviata e senza i nomi degU autori, in caratte-
          ri latini.
    —     Varietà, indicata almeno in caratteri latini.
    —     Categoria.
    —     H numero di riferimento delle sementi utilizzate
          e indicazione del paese o dei paesi che hanno
          effettuato la certificazione delle sementi.
    —     Numero di riferimento del campo o della partita.
                                            £6
 ---pagebreak--- — Superficie coltivata per la produzione della parti-  88/380/CEE art 337
  ta coperta dal documento.
— Quantità di sementi raccolte e numero di cotti.
— Numero di generazioni dopo le sementi di base,
  nel caso di sementi certificate.
— Attestato che sono state soddisfatte le condizioni
  prescritte per la coltura da cui le sementi pro-
  vengono.
— Se del caso, risultati dell'analisi preliminare deUe
  sementi.
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO VI
                                                 Parte A
                                           Direttive abrogate
                                        (previste all'articolo 26)
Direttiva 66/402/CEE
e atti modificativi successivi
direttiva 69/60/CEE
direttiva 71/162/CEE           unicamente l'articolo 3
direttiva 72/274/CEE           unicamente per quantoriguardai riferimenti di cui agU
                               articoU 1 e 2 alle disposizioni della direttiva
                               66/402/CEE
direttiva 72/418/CEE           unicamente l'articolo 3
direttiva 73/438/CEE           unicamente l'articolo 2
direttiva 75/444/CEE           unicamente l'articolo 3
direttiva 78/55/CEE            unicamente l'articolo 3
direttiva 78/387/CEE
direttiva 78/692/CEE           unicamente l'articolo 3
diettiva 78/1020/CEE           unicamente l'articolo 2
direttiva 79/641/CEE           unicamente l'articolo 2
direttiva 79/692/CEE           unicamente l'articolo 2
direttiva 81/126/CEE           unicamente l'articolo 3
direttiva 81/561/CEE
direttiva 86/155/CEE           unicamente l'articolo 2
direttiva 86/320/CEE
direttiva 87/120/CEE           unicamente l'articolo 3
direttiva 88/332/CEE           unicamente l'articolo 3
direttiva 88/380/CEE           unicamente l'articolo 3
direttiva 88/506/CEE
direttiva 89/2/CEE
direttiva 90/623/CEE
direttiva 90/654/CEE           unicamente per quanto riguarda i riferimenti di cui
                               all'articolo 2 e all'Allegato EL 13. alle disposizioni della
                               direttiva 66/402/CEE
direttiva 93/2/CEE
direttiva 95/6/CE
 ---pagebreak---                                                                Parte B
                                  Elenco delle date limite di attuazione nel diritto nazionale
                                                      (previste all'articolo 26)
                            Direttiva                                                   Data limite di attuazione
66/402/CEE (GU n. 125 dell'I 1. 7.1966, pag. 2309/66)                  ' lugUo 1968 (Articolo 14 paragrafo 1)
                                                                       ' luglio 1969 (Altre disposizioni) (T) O ( 3 )
69/60/CEE (GU n. L 48 del 26. 2.1969, pag. 1)                          ' lugho 1969 (!)
71/162/CEE (GU n. L 87 del 17.4.1971, pag. 24)                         ' luglio 1970 (Articolo 3 paragrafo 4)
                                                                       ' lugho 1972 (Articolo 3 paragrafo 2)
                                                                       ' lugho 1971 (Altre disposizioni) (l)
72/274/CEE (GU n. L 171 del 29. 7.1972, pag. 37)                       ' lugUo 1972 (Articolo 1)
                                                                       ' gennaio 1973 (Articolo 2)
72/418/CEE (GU n. L 287 del 26.12.1972, pag. 22)                       ' lugUo 1973
73/438/CEE (GU n. L 356 del 27.12.1973, pag. 79)                       ' lugho 1973 (Articolo 3 paragrafo 3)
                                                                       ' gennaio 1974 (Articolo 3 paragrafi 2 e 4)
                                                                       ' luglio 1974 (Altre disposizioni)
75/444/CEE (GU n. L 196 del 26. 7.1975, pag. 6)                        ' lugho 1977
78/55/CEE (GU n. L 16 del 20.1.1978, pag. 23)                          ' lugho 1979
78/387/CEE (GU n. L113 del 25.4. 1978, pag. 13)                          lugUo 1980
78/692/CEE (GU n. L 236 del 26. 8.1978, pag. 13)                         lugUo 1977
78/1020/CEE (GU n. L 350 del 14.12.1978, pag. 27)                        gennaio 1979
79/641/CEE (GU n. L183 del 19. 7.1979, pag. 13)                          lugho 1980
79/692/CEE (GU n. L 205 del 13. 8. 1979, pag. 1)                         gennaio 1980
81/126/CEE (GU n. L 67 del 12.3.1981, pag. 36)                           lugUo 1982
81/561/CEE (GU n. L 203 del 23. 7.1981, pag. 52)
86/155/CEE (GU n. L 118 del 7.5.1986, pag. 23)                           lugho 1987
86/320/CEE (GU n. L 200 del 23.7.1986, pag. 38)                          lugUo 1987
87/120/CEE (GU n. L 49 del 18. 2.1987, pag. 39)                          giugno 1988
88/332/CEE (GU n. L151 del 17.6. 1988, pag. 82)
88/380/CEE (GU n. L 187 del 16. 7. 1988, pag. 31)                        luglio 1982 (Articolo 3 paragrafo 11)
                                                                         gennaio 1983 ( Articolo 3 paragrafo 12)
                                                                         lugUo 1992 (Articolo 3 paragrafi 18,31 e 37) ( 4 )
                                                                         lugUo 1992 (Articolo 3 paragrafo 20)
                                                                         luglio 1990 (Altre disposizioni)
88/506/CEE (GU n. L 274 del 6.10.1988, pag. 44)
89/2/CEE (GU n. L 5 del 7.1.1989, pag. 31)                           1* lugUol990
90/623/CEE (GU n. L 333 del 30.11.1990, pag. 65)
90/654/CEE (GU n. L 353 del 17.12 1990, pag. 48)
93/2/CEE (GU n. L 54 del 5. 3.1993, pag. 20)                         1* giugno 1993
95/6/CE (GU n. L 67 del 25. 3.1995, pag. 30)                        30 giugno 1995
(1)  Il 1* luglio 1973 per rarticolo 14 paragrafo 1, il 1* luglio 1974 per le disposizioni che riguardano le sementi di base e il 1*
     luglio 1976 per le restanti disposizioni per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno Unito.
(2)  Il 1* gennaio 1986 per la Grecia; il 1* marzo 1986 per la Spagna, il 1* gennaio 1989riguardoalla commerdalizzazione delle
     sementi di cereali, per le spede Hordeum vulgare E, Oryza satnv E, THticum aestìvum L., emend Fiori e Poal, THticum durum
     Desf. e Zea mays L. e il 1* gennaio 1991 per le altre specie per il Portogallo.
                                                                 Mr
 ---pagebreak--- (3) Il 1* di gennaio 199S per l'Austria, la Finlandia e la Svezia.
    Tuttavia:
    —     Per quanto attiene alla commercial izzazione nel suo territorio, la Finlandia è autorizzata a mantenere, sino al 31 dicembre 1996
          al più tardi, il suo regime nazionale di produzione di:
          —      sementi non conformi alle prescrizioni della direttiva per quanto attiene all'indice massimo di generazione delle sementi
                 della categoria «sementi certificate» («Vauosiemen»/«elitutsâde») e
          —      sementidellacategoria«sementicommerciali» («E[auppasiemeii»/«handelsuts2de»),a^iaUdefìmtenellavigentenormativa
                 finlandese;
          tali sementi non saranno introdotte nel territorio di altri Stati membri. La Finlandia adatterà la pertinente normativa nazionale
          per conformarsi alle disposizioni della direttiva entro la scadenza del suddetto periodo;
    —     la Finlandia applica a decorrere dalla data di adesione le disposizioni della direttiva volte ad assicurare l'accesso nel suo territorio
          di materiali conformi alla direttiva perché vi siano commerdati
(4) Laddove tali disposizioni prescrivano l'indicazione sull' etichetta delle sementi della denominazione botanica di una spede.
 ---pagebreak---                                         ALLEGATO VII
                                   TAVOLA DI CONCORDANZA
Direttiva 667402                               Presente Direttiva
Articolo 1                                     Articolo 1 1 * comma
Articolo 18                                    Articolo 2 2* comma
Articolo 2 paragrafo 1 Parte A                 Articolo 2 paragrafo 1 parte A
Articolo 2 paragrafo 1 Parte B                 Articolo 2 paragrafo 1 parte B
Articolo 2 paragrafo 1 Parte C                 Articolo 2 paragrafo 1 parte C
Articolo 2 paragrafo 1 Parte C bis             Articolo 2 paragrafo 1 parte D
Articolo 2 paragrafo 1 Parte D                 Articolo 2 paragrafo 1 parte E
Articolo 2 paragrafo 1 Parte E                 Articolo 2 paragrafo 1 parte F
Articolo 2 paragrafo 1 Parte F                 Articolo 2 paragrafo 1 parte G
Articolo 2 paragrafo 1 Parte G                 Articolo 2 paragrafo 1 parte H
Articolo 2 paragrafo 1 Parte H                 Articolo 2 paragrafo 1 parte I
Articolo 2 paragrafo 1                         Articolo 2 paragrafo 1
Articolo 2 paragrafo 1 bis                     Articolo 2 paragrafo 2
Articolo 2 paragrafo 1 ter                     Articolo 2 paragrafo 3
Articolo 2 paragrafo 1 quater                  Articolo 2 paragrafo 4
Articolo 2 paragrafo 1 quinquies               Articolo 2 paragrafo 5
Articolo 2 paragrafo 2                         Articolo 2 paragrafo 6
Articolo 3                                     Articolo 3
Articolo 4                                     Articolo 4
Articolo 5                                     Articolo 5
Articolo 6                                     Articolo 6
Articolo 7                                     Articolo 7
Articolo 8                                     Articolo 8
Articolo 9                                     Articolo 9
Articolo 10                                    Articolo 10
Articolo 11                                    Articolo 11
Articolo 12                                    Articolo 12
Articolo 13                                    Articolo 13
Articolo 13 bis                                Articolo 14
Articolo 14 paragrafo 1                        Articolo 15 paragrafo 1
Articolo 14 paragrafo 1 bis                    Articolo 15 paragrafo 2
Articolo 14 paragrafo 2                        Articolo 15 paragrafo 3
Articolo 14 paragrafo 3                        Articolo 15 paragrafo 4
Articolo 15                                    Articolo 16
Articolo 16                                    Articolo 17 paragrafo 1
—       e>                                     Articolo 17 paragrafo 2
Articolo 17                                    Articolo 18
Articolo 19                                    Articolo 19
Articolo 20                                    Articolo 20
Articolo 21 bis                                Articolo 21
Articolo 21                                    Articolo 22
Articolo 21 ter                                Articolo 23
Articolo 22                                    Articolo 24
Articolo 23 bis                                Articolo 25
                                               Articolo 26
                                               Articolo 27
                                               Articolo 28
                                             4gr
 ---pagebreak--- ALLEGATO I                           ALLEGATO I
ALLEGATO I punto 1                   ALLEGATO I punto 1
ALLEGATO I punto 2                   ALLEGATO I punto 2
ALLEGATO I punto 3                   ALLEGATO I punto 3
ALLEGATO I punto 3 bis               ALLEGATO 1 punto 4
ALLEGATO I punto 4                   ALLEGATO I punto 5
ALLEGATO I punto 5                   ALLEGATO I punto 6
ALLEGATO II punto LA                 ALLEGATO II punto LA
ALLEGATO II punto LA bis             ALLEGATO II punto l.B
ALLEGATO II punto 1.B                ALLEGATO II punto Ì.C
ALLEGATO II punto Ì.C                ALLEGATO II punto 1.D
ALLEGATO II punto 2                  ALLEGATO n punto 2
ALLEGATO II punto 3                  ALLEGATO n punto 3
ALLEGATO IH                          ALLEGATO in
ALLEGATO IV Parte A punto a) 1       ALLEGATO TV Parte A punto a) 1
ALLEGATO IV Parte A punto a) 2       ALLEGATO IV Parte A punto a) 2
ALLEGATO IV Parte A punto a) 3       ALLEGATO IV Parte A punto a) 3
ALLEGATO IV Parte A punto a) 3 bis   ALLEGATO IV Parte A punto a) 4
ALLEGATO TV Parte A punto a) 4       ALLEGATO IV Parte A punto a) 5
ALLEGATO IV Parte A punto a) 5       ALLEGATO IV Parte A punto a) 6
ALLEGATO IV Parte A punto a) 6       ALLEGATO IV Parte A punto a) 7
ALLEGATO IV Parte A punto a) 7       ALLEGATO IV Parte A punto a) 8
ALLEGATO IV Parte A punto a) 8       ALLEGATO IV Parte A punto a) 9
ALLEGATO IV Parte A punto a) 8 bis   ALLEGATO IV Earte A punto a) 10
ALLEGATO TV Parte A punto a) 9       ALLEGATO IV Parte A punto a) 11
ALLEGATO IV Parte A punto a) 10      ALLEGATO IV Parte A punto a) 12
ALLEGATO IV Parte A punto b) 1       ALLEGATO IV Parte A punto b) 1
ALLEGATO IV Parte A punto b) 2       ALLEGATO IV Parte A punto b) 2
ALLEGATO IV Parte A punto b) 3       ALLEGATO IV Parte A punto b) 3
ALLEGATO IV Parte A punto b) 3 bis   ALLEGATO IV Parte A punto b) 4
ALLEGATO TV Parte A punto b) 4       ALLEGATO IV Parte A punto b) 5
ALLEGATO IV Parte A punto b) 5       ALLEGATO IV Parte A punto b) 6
ALLEGATO IV Parte A punto b) 6       ALLEGATO IV Parte A punto b) 7
ALLEGATO IV Parte A punto b) 7       ALLEGATO IV Parte A punto b) 8
ALLEGATO IV Parte A punto b) 8       ALLEGATO IV Parte A punto b) 9
ALLEGATO IV Parte B                  ALLEGATO rVParteB
ALLEGATO V                           ALLEGATO V
                                     ALLEGATO VI
                                     ALLEGATO
                                              vn
                                   44
 ---pagebreak---                               Proposta di
                    DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
relativa al catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole
                         (versione codificata)
                                     <\l
 ---pagebreak---                                            RELAZIONE
1.  Nel contesto della semplificazione e della trasparenza del diritto comunitario, il Parla-
    mento, la Commissione e il Consiglio, messi a confronto con un numero troppo grande
    di disposizioni modificate più volte e spesso in modo sostanziale, avevano riconosciuto
    all'unanimità la necessità di seguire un certo metodo di lavoro che attraverso la codifi-
    cazione legislativa, consentisse di conseguire una maggior chiarezza e trasparenza.
2.  Con la decisione del 1* aprile 1987, la Commissione ha dato istruzioni ai suoi servizi
    di procedere alla codificazione costitutiva degli atti giuridici al più tardi dopo la deci-
    ma modifica ad essi apportata, sottolineando che si trattava di una regola minima,
    poiché nell'interesse della chiarezza e della corretta comprensione della legislazione
    comunitaria i servizi dovrebbero tentare di codificare i testi di cui sono responsabili
    ad intervalli ancora più brevi.
3.  Nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Edimburgo queste esigen-
    ze vengono ribadite, laddove si sottolinea l'importanza della codificazione ufficiale, la
    quale «fornisce la garanzia giuridica sulla legge applicabile in un determinato momen-
    to ad una specifica questione». Viene inoltre suggerita — per garantire la qualità e la
    certezza dei testi codificati la ricerca «di un più celere metodo di lavoro, accettabile
    per tutti, che consenta di adottare in modo rapido e efficace la normativa comunitaria
    codificata (che sostituisce la normativa vigente senza modificarne la sostanza)».
4.  La presente proposta di codificazione della direttiva 70/457/CEE del Consiglio, del 29
    settembre 1970 relativa al catalogo comune dette varietà dette specie di piante agricole si
    inserisce in un più vasto programma di codificazione delle disposizioni in materia di
    sementi e piante agrìcole, orticole e forestali. Essa mira a realizzare detta codificazio-
    ne conformemente ai principi fondamentali convenuti dal Consiglio, dal Parlamento e
    dalla Commissione nel 1974: si tratta di una codificazione costitutiva, nel senso che la
    nuova direttiva si sostituirà alle varie direttive che sono oggetto di codificazione 0);
    essa rispetta in tutto il contenuto dei testi codificati limitandosi quindi a raggrupparli
    e ad apportarvi le sole modifiche formali richieste dall'operazione stessa di codificazio-
    ne. Tale testo codificato servirà da base per i futuri sviluppi della legislazione in que-
    sto settore.
5.  La presente proposta di codificazione è stata elaborata sulla base di un testo coordina-
    to della direttiva 70/457/CEE e degli atti modificativi, realizzato, in tutte le lingue
    ufficiali, mediante il sistema informatico dell'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle
    Comunità europee previsto nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio di Edim-
    burgo. La precedente numerazione degli articoli è stata conservata per agevolare la
    lettura e viene indicata a margine, mentre la nuova numerazione figura sopra il testo
    degli articoli; la corrispondenza fra le due numerazioni è indicata in un apposita tabel-
    la figurante nell'allegato II della direttiva codificata.
   (!)   Allegato I, parte A, della presente proposta.
 ---pagebreak---                                                    Proposta di
                                  DIRETTIVA .J..JCE DEL CONSIGLIO
                                                        del
                relativa al catalogo comune ddle varietà delle spede di piante agrìcole       T^fO S 2 - 2 . CCHS)
      IL CONSIGLIO DELL' UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in
      particolare l'articolo 43,
      vista la proposta della C<nnmissìone,
      visto 3. parere del Parlamento europeo 0),
      visto il parere del Comitato economico e sociale &\
1)    considerando che la direttiva 70/457/CEE dd Consiglio,
      dd 29 settembre 1970, rdativa al catalogo comune delle
      varietà delie spede delle piante agricole <3), ha subito di-
      verse e sostanziali modificazioni; che, afinidi razionalità
      e chiarezza, occorre pertanto procedere alla codificazio-
      ne di detta direttiva;
2)    considerando che la produzione deUe sementi e dd ma-           1.     70/457/CEE
      teriali di moltiplicazione agricoli occupa un posto impor-
      tante neH'agrìcoltura della Comunità;
3)    considerando che, per questa ragione, fi Consiglio ha già             (adattato)
      adottato talune direttive rdative rispettivamente alla
      «nrimcrcializzazione delle sementi di barbabietole
      (95/.. ./CE) W, delle sementi di piante foraggere                     [667400/CEE]
      (95/.. JCE) <5>, dette sementi di cereaU (95/.. VCE) <6>,             [66/401/CEE] [66/402/CEE]
      dei tuberi-seme di patate (95/.. JCE) t7) e delle sememi              [66/403/CEE]
      di piante oleaginose e da fibra (95/.. JCE) (s);                      [69/208/CEE]
4)    considerando che un catalogo comune delle varietà può
      essere compilato soltanto sulla base di cataloghi naziona-
      h";
5)    considerando che occorre quindi che tutti gli Stati mem-       5.
      bri compilino uno o più cataloghi nazionali deUe varietà
      ammesse nel loro territorio alla certificazione e alla com-
      merdalizzazione;
 (1) GUn.C
 (2) GUn.C
 (3) GUn.L225ddl2.10.1970,pag.l,inodu1<atedaultiiiiodairArto
     di adesione dell'Austria, detta Finlandia e della Svezia.
 (4) Vedi pag. -della presente Gazzetta ufficiale.
 (3) Vedi pag. -della presente Gazzetta ufficiale.
 (6) Vedi pag. -della presente Gazzetta ufficiale.
 (7) Vedi pag. - ddla presente Gazzetta ufficiale.
 (8) Vedi pag. -della presente Gazzetta ufficiale.
 ---pagebreak---  6)  considerando che occorre tener conto delle norme stabi-           79/692/CEE
     lite a livello internazionale per talune disposizioni relati-     (adattato)
    ve all'ammissione delle varietà a livello nazionale, della
     denominazione delle varietà e dell'informazione tra Stati
     membri nonché rinforzare, almeno per talune spede, le
     norme relative alla Ubera œmmercializzazione, per quan-
     to riguarda la varietà, deUe sementi appartenenti alle va-
     rietà ammesse negU Stati membri;
 7)  considerando che la compilazione dei cataloghi deve es-           70/457/CEE
     sere effettuata secondo norme unificate affinché le varie-
     tà ammesse siano distinte, stabili e sufficientemente
     omogenee e possiedano un valore agronomico e d'utiliz-
    zazione soddisfacente;
 8) considerando che occorre prevedere norme particolari               73/438/CEE
    per ciò che riguarda le varietà per le quali si costati che        (adattato)
    non possono essere coltivate in nessun luogo del territo-
    rio di uno Stato membro.
 9) considerando che gU esami per l'ammissione di una va-              70/457/CEE
    rietà esigono che sia determinato un notevole numero di
    criteri e di condizioni minime di esecuzione unificati;
10) considerando d'altra parte che le prescrizioni relative al-     8.
    la durata di un'ammissione, ai motivi del suo ritiro e
    all'esecuzione di una selezione conservatrice devono es-
    sere unificate e che occorre prevedere una reciproca in-
    formazione degli Stati membri per quanto riguarda l'am-
    missione ed il ritiro di talune varietà;
11) considerando che tutte le sementi e tutte le piante am-         9. (adattato)
    messe in seguito all'adozione deUa regolamentazione re-
    lativa alle sementi in almeno uno Stato membro secondo
    i principi della presente direttiva, non devono essere sot-
    toposte neUa Comunità, dopo un certo termine, ad alcu-
    na restrizione quanto alla varietà e devono accedere al
    catalogo comune deUe varietà;
12) considerando tuttavia che occorre accordare agli Stati         10.
    membri il diritto di far valere, mediante una procedura
    particolare, le loro eventuali obiezioni su una varietà e
    sul suo accesso al catalogo comune deUe varietà nonché
    la possibflità di formulare obiezioni di carattere fitosani-
    tario su una varietà iscritta nel catalogo sopra citato;
13) considerando che deve essere adottata una disposizione         11. (adattato)
    particolare per le varietà ammesse secondo i principi
    deUa presente direttiva in uno Stato membro sul piano
    nazionale; che sembra giustificato che la loro introduzio-
    ne nel catalogo dipenda dall'importanza che esse presen-
    tano per la produzione deUe sementi;
14) considerando che è opportuno che la Commissione prov-          12.
    veda alla pubbUcazione defle varietà che hanno accesso
    al catalogo comune deUe varietà deUe spede di piante
    agricole nella Gazzetta uffidale deUe Comunità europee;
15) considerando che occorre prevedere prescrizioni che ri-        13.
    conoscano l'equivalenza degli esami e dei controlli deUe
    varietà effettuati nei paesi terzi;
                                                        5fe
 ---pagebreak--- 16)   considerando che è opportuno non applicare le norme        14.
      comunitarie alle varietà per le quali sia provato che le
      sementi o i materiali di moltiplicazione sono destinati
      afl'esportazione in paesi terzi;
17)   considerando che, per l'attuazione deUe competenze ese-    15. (adattato)
      cutive conferite alla Commissione, è opportuno che
      quest'ultima sia assistita dal Comitato permanente per le
      sementi e i materiaU di moltipUcazione agricoli, orticoU e
      forestali, secondo la procedura del Comitato di gestione,
      prevista all'articolo 2, IL della decisione 87/373/CEE del
      ConsigUo t1);
18)   considerando che la presente direttiva deve lasciare im-
      pregiudicati gU obbUghi degU Stati membri relativi ai ter-
      mini d'attuazione delle direttive indicate nell'allegato L
      parte B,
      HA ADOTIATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
  (1) GUn.L 197 del 18.7.1987, pag. 33.
                                                        n
 ---pagebreak---                            Articolo 1
1. La presente direttiva riguarda l'ammissione deUe va-         70/457/CEE
rietà di barbabietole, di piante foraggere, di cereaU, di pa-
tate, di piante oleaginose e da fibra in un catalogo comune
deUe varietà deUe spede di piante agricole le cui sementi o
i cui materiaU di moltipUcazione possono essere commer-
cializzati secondo le disposizioni delle direttive relative ri-
spettivamente alla commerdalizzazione delle sementi di
barbabietole (95/.. JCE), deUe sementi di piante foraggere      [66/400/CEE]
(95/.. JCE), delle sementi di cereaU (95/.. JCE% dd tube-       [66/401/CEE] - [66/402/CEE]
ri-seme di patate (95/.. JCE) e delle sementi di piante         [66/403/CEE]
oleaginose e da fibra (95/.. VCE);                              [69/208/CEE]
2. Il catalogò comune ddle varietà viene compilato in
base ai cataloghi nazionaU degU Stati membri.
3. La presente direttiva non si appUca alle varietà per le                                  Articolo 22
quaU è provato che sementi e materiaU di moltipUcazione
sono destinati soltanto aU'esportazione verso i paesi terzi
                           Articolo 2
Ai sensi della presente direttiva s'intendono per «disposi-
zioni ufficiali», le disposizioni adottate:
a)    da autorità di uno Stato o,
b)    sotto la responsabflità dello Stato, da persone giuridi-
      che di diritto pubbUco o privato o,
e)    per attività ausiliarie, sempre sotto fi controUo dello
      Stato, da persone fisiche vincolate da giuramento,
a condizione che le persone indicate sub b) e e) non trag-
gano profitto particolare dalrisultatodi dette disposizioni.
                           Articolo 3
1. Ogni Stato membro compila uno o più cataloghi delle
varietà ammesse uffidalmente aUa certificazione e alla
commercializzazione nel suo territorio. I cataloghi possono
essere consultati da chiunque.
2. Nd caso di varietà (linee inbred, ibridi) che sono de-       88/380/CEE art. 6.1
stinate unicamente a servire da componenti per le varietà
finali fl paragrafo 1 si appUca solo se le sementi loro ap-
partenenti devono essere commerdalizzate sotto il loro no-
me.
Le condizioni secondo le quati il paragrafo 1 si appUca
anche ad altre varietà componenti possono essere fissate
conformemente aUa procedura di cui all'articolo 23, para-
grafo 2. Nd caso di cereaU diversi dal granturco, gli Stati
membri stessi possono appUcare dette disposizioni ad altre
varietà componenti nd confronti deUe sementi destinate
alla certificazione nd loro territori
Le varietà componenti sono indicate come tali
                                              9X
 ---pagebreak--- 3. Los Estados miembros podràn prever que la admisión        70/457/CEE
de una variedad en el catàlogo comûn o en el catàlogo de
otro Estado miembro sea equivalente a la admisión en su
catàlogo. En este caso, el Estado miembro estarà dispensa-
do de las obligadones previstas en los artîculo 7, apartado
3 dd articulo 9 y apartados 2 a 5 dd articulo 10.
4. Los Estados miembros adoptaràn todas las medidas
necesarias para que las admisiones oficiales de las varieda-
des concedidas antes dd 1 de M o de 1972 segun prind-        72/418/CEE art. 7.1.
pios diferentes de los de la presente Directiva, expiren d
30 de junio de 1980 a mis tardar, siempre que las varieda-
des de que se trate no hayan sido admitidas en esta fecha
segun los prindpios de la presente Directiva.
Las fechas contempladas serân respectivamente:
— el 1 de marzo de 1986 y d 31 de didembre de 1990           867155/CEEart,5.1.
     para Espana para las espèces siguientes:                (adaptado)
     Agrostis stolonifera,
     Agrostis tenuis,
     Phleum pratense,
     Poa pratensis,
     Hedysarum coronarium,
     Lotus corniculatus,
     Lupinus angustifolium,
     Lupmus luteus,
     Onobrychis vicufolia,
     Trifolium alexandrinum,
     Trifohum pratense,
     Vicia villosa,
     Brassica napus var. napobrassica,
     Brassica oleracea convar. acephala,
     Raphanus sativus ssp. oleifera y
     Arachis hipogaca;
— cl 1 de enero de 1973 y d 31 de didembre de 1977           Acta de adhesion de DA, IRL, UK art 29.
     para Dinamarca, Irlanda y el Reino Unido.               (adaptado)
Respecto al territorio de la antigua RepûbUca Democràtica    90/654/CEEart.5,L
Alemana, los plazos, mendonados en d parrafo primero,        (adaptado)
se sustituiran, respectivamente, por d 3 de octubre de
1990 y d 31 de didembre de 1994 en d caso del los varie-
dades admitidas por las autoridades de la antigua RepûbU-
ca Democràtica Alemana.
Esta disposition se apUcarà mutatis mutandis a las varieda-
des que no hayan sido admitidas ofidalmente pero cuyas
semfllas se hubieran comerdalizado o plantado en dicho
territorio antes de la unificadon alemana.
                                           96
 ---pagebreak---  5. Gli Stati membri possono essere autorizzati, secondo         80/1141/CEE art. 1
 la procedura prevista all'articolo 23, a prorogare per deter
 minate varietà il termine di scadenza previsto al paragrafo
 4, fino al 31 dicembre 1982 al più tardi, qualora alla data
 del 1* luglio 1980 non sia stata ancora conclusa la proce-
 dura di esame iniziata per tali varietà prima di questa data,
 in vista deUa loro ammissione conformemente alia presente
 direttiva.
                           Articolo 4                            70/457/CEE
 1. Gli Stati membri provvedono a che una varietà venga
 ammessa solo ove sia distinta, stabile e sufficientemente
 omogenea. Essa deve inoltre possedere un valore agrono-
 mico e di utilizzazione soddisfacente.
 2. E esame dd valore agronomico e di utilizzazione non
è necessario:
 a)    per l'ammissione delie varietà di graminacee, se il co-
       stitutore dichiara che le sementi deUa sua varietà non
       sono destinate ad essere utilizzate come piante forag-
       gere;
b)     per l'ammissione delle varietà le cui sementi sono de-
       stinate ad essere commerdalizzate in un altro Stato
       membro, il quale le abbia ammesse in considerazione
       del loro valore agronomico e di utilizzazione;
e)    per l'ammissione di varietà (linee inbred, ibridi) utiliz- 88/380/CEE art. 6.2
      zate esdusivamente come componenti di varietà ibride
       che soddisfano i requisiti di cui al paragrafo 1.
3. Nel caso di varietà cui si appUca il paragrafo 2, lette-      88/380/CEE art. 63
ra a), si può deddere, conformemente alla procedura pre-
vista aU'articolo 23, paragrafo 2, e nella misura in cui sia
giustificato nell'interesse della libera circolazione delle se-
menti all'interno ddla Comunità, che le varietà devono ri-
sultare a un esame appropriato atte all'uso cui si dichiara-
no destinate. In questi casi devono essere fissate le
condizioni per l'esame.
                           Articolo 5
1. Una varietà è distinta se, indipendentemente dall'ori-        79/692/CEE art. 3.1
gine — artifidale o naturale — della variazione iniziale da
cui proviene, si distingue nettamente per uno o più caratte-
ri importanti da qualsiasi altra varietà nota nella Comuni-
tà.
I caratteri si debbono poter riconoscere con precisione e
descrivere con altrettanta precisione.
Una varietà nota nella Comunità è qualsiasi varietà che, al
momento in cui larichiestadi ammissione della varietà da
giudicare è presentata nei debiti modi
— figura nel catalogo comune della varietà delle spede
      delle piante agricole o nel catalogo delle varietà ddle
      specie di ortaggi;
                                            Abi
 ---pagebreak--- — o, pur senza figurare in uno dei suddetti cataloghi, è        79/692/CEE art. 3.1
       ammessa o in corso di ammissione neUo Stato mem-
       bro in questione o è ammessa in un altro Stato mem-
       bro alla certificazione e alla commerdalizzazione o al-
      la certificazione per altri paesi
a meno che, prima deUa decisione in merito alla richiesta
di ammissione della varietà da giudicare, non siano più
soddisfatti in tutti gU Stati membri i requisiti sopra indica-
ti.
2. Una varietà è stabile se, dopo le sue riproduzioni o         70/457/CEE
moltipUcazioni successive o alla fine di ogni ddo, qualora
fl costitutore abbia definito un odo particolare di riprodu
zioni o di moltipUcazioni resta conforme alla definizione
dei suoi caratteri essenziaU.
3. Una varietà è suffidentemente omogenea se le piante
che la compongono — a parte qualche rara aberrazione —
sono, tenendo conto deUe particolarità del sistema di ripro-
duzione deUe piante, simfli o geneticamente identiche per
l'insieme deUe caratteristiche considerate a tal fine.
4. Una varietà possiede un valore agronomico o di uti-
lizzazione soddisfacente se, visto l'insieme deUe sue qualità,
costituisce, rispetto aUe altre varietà ammesse nd catalogo
deUo Stato membro in questione, almeno per la produzio-
ne in una determinata regione, un netto miglioramento per
la coltivazione o per la gestione dei raccolti o per l'impie-
go dei prodotti ottenuti Eeventuale defidenza di talune
caratteristiche può essere compensata dalla presenza di al-
tre caratteristiche favorevoli.
                            Articolo 6
GU Stati membri vigilano a che le varietà provenienti da
altri Stati membri siano soggette, in particolare per quanto
concerne la procedura d'ammissione, aUe stesse condizioni
appUcate alle varietà nazionaU.
                            Articolo 7
1. GU Stati membri stabiliscono che l'ammissione deUe va-
rietà sia subordinata ad esami ufficiali effettuati prindpal-
mente in campo e volti ad accertare la rispondenza di ca-
ratteri sufficienti per descrivere la varietà. I metodi
impiegati per l'accertamento dei caratteri devono essere
precisi e provati. Ai fini della distinzione, gli esami in col- 79/692/CEE art. 3.2
tura comprendono almeno le varietà paragonabiU disponi-
bili note neUa Comunità ai sensi dell'articolo 5. paragrafo
1. Per l'applicazione dcH'articolo 9 sono comprese altre va-
rietà paragonabili djsponjbiU,
2. Secondo la procedura prevista dafl'articolo 23, para-
grafo 2, sono fissati tenendo conto dello stato deUe cono-
scenze tecniche e sdentifiche:
a)    i caratteri minimi sui quali devono vertere gU esami
      per le varie spede;
b)    le condizioni minime cui devono soddisfare gU esami.
                                            -f**f
 ---pagebreak--- 3. Ove l'esame dei componenti genealogia si renda indi-        70/457/CEE
spensabile per lo studio degli ibridi e deUe varietà sinteti-
che, gU Stati membri, surichiestadel costitutore, vigilano a
che i risultati dell'esame e la descrizione dei componenti
genealogia siano tenuti segreti.
                          Articolo 8
GU Stati membri prescrivono che ilrichiedente,all'atto del
deposito della domanda di ammissione di una varietà, deve
indicare se quest'ultimo sia già stato oggetto di domanda
in un altro Stato membro, di quale Stato membro si tratta
e fl risultato di tale domanda.
                          Articolo 9
1. GU Stati membri provvedono alla pubblicazione uffi-
dale del catalogo delle varietà ammesse nel loro territorio,
seguite dal nome dd responsabile o dei responsabfli della
selezione conservatrice, nei rispettivi paesi Quando più
persone sono responsabfli della selezione conservatrice di
una varietà, la pubblicazione del loro nome non è indi-
spensabile. Nel caso in cui non sia effettuata la pubbUca-
zione, fl catalogo indica l'autorità che dispone defl'denco
dei nomi dei responsabfli deHa selezione conservatrice.
2. Quando ammettono una varietà, gU Stati membri vigi-
lano a che essa abbia, se possibile, la stessa denominazione
negU altri Stati membri.
Ove si sappia che sementi o materiaU di moltipUcazione di
una determinata varietà sono commerdaUzzati in altro pae-
se sotto una denominazione diversa, quest'ultima dovrà fi-
gurare anch'essa nel catalogo.
3. GU Stati membri tenendo conto delle informazioni            79/692/CEE art. 3.3
disponibili provvedono inoltre affinché una varietà che
non si distingue nettamente:
— da una varietà precedentemente ammessa neUo Stato
      membro in questione o in un altro Stato membro
— o da un'altra varietà sulla quale sia già stato espresso
      un giudizio, per quanto concerne la distinzione, la sta-
      bflità e l'omogeneità secondo norme che corrispondo-
      no a quefle della presente direttiva, senza tuttavia es-
      sere una varietà nota neUa Comunità ai sensi
      den'articolo 5, paragrafo 1,
porti la denominazione di tale varietà. Tale disposizione
non si appUca se la denominazione può indurre in errore o
dare adito a confusione per quanto concerne le varietà op-
pure se altri fatti si oppongono al suo impiego in base alle
disposizioni deUo Stato membro interessato in materia di
denominazioni varietah ovvero se un diritto di un terzo
ostacola fl Ubero impiego di tale denominazione in relazio-
ne con la varietà.
                                             10Z
 ---pagebreak--- £t Per dascuna varietà ammessa, gU Stati membri ap-             70/457/CEE - 79/692/CEE art 3.4
prontano un fasdcolo die comprende chiaramente una de-
scrizione della varietà e un riassunto chiaro di tutti i fatti
su cui si basa l'ammissione. La descrizione dette varietà si
riferisce aUe piante ottenute direttamente da sementi e
piante della categoria «sementi e piante certificate».
                          Articolo 10
1. Ognirichiesta,o ritiro di richiesta, di ammissione di        79/692/CEE art. 35
una varietà, ogni iscrizione in un catalogo di varietà
nonché le varie modifiche del medesimo sono immediata-
mente notificate agU altri Stati membri e alla Commissio-
ne.
2. Gli Stati membri comunicano agU altri Stati membri e         70/457/CEE
alla Commissione, per ogni nuova varietà ammessa, una
breve descrizione deUe caratteristiche più importanti relati-
ve alla sua utilizzazione. La presente dJSpfìff^VWTffe IKTTÌ SI 88/380/CEE art 6.4
applica nel casn di varietà (linee inbred, forimi che -Sano.
destinati unicamente a servire da componenti pertevarietà
finali. A richiesta, di Stati membri çomvnfcano, antire, i ca-  72/418/CEE art 12
ratteri che diffirenaang te varietà in tmggtiqne da altre
varietà flpatogfle,
3. Ogni Stato membro tiene a disposizione degU altri
Stati membri e della Commissione i fasdcoU di cui all'arti-
colo 9, paragrafo 4, relativi alle varietà ammesse o che
hanno formato oggetto di un ritiro dal catalogo. Le infor-
mazioni redproche concementi questi fasdcoU rimangono
confidenziali
4. Gli Stati membri provvedono a che i fasdcoU di am-
missione siano resi accessioni — a titolo personale ed
esdusivo — a coloro che abbiano dimostrato un interesse
giustificato a taleriguardo.TaU disposizioni non sono ap-
pUcabfli quando, ai sensi deU'articoio 7, paragrafo 3, i dati
devono essere tenuti confidenziali
5. hi caso di rifiuto o di revoca deU'ammissione di una
varietà, irisultatidegU esami vengono comunicati agti inte-
ressati.
                          Articolo 11
1. GU Stati membri stabiliscono che le varietà ammesse
vengano mantenute mediante selezione conservatrice.
2. La selezione conservatrice deve poter essere sempre
controllata in base alle registrazioni effettuate dal respon-
sabile o dai responsabfli deUa varietà. TaU registrazioni de-
vono estendersi anche ana produzione di tutte le genera-
zioni precedenti le sementi o i materiaU di moltipUcazione
di base.                                            *
3. Al responsabile della varietà possono essere chiesti
campioni Se necessario, essi possono essere prelevati uffi-
dalmente.
                                             11>3
 ---pagebreak--- 4. Se la selezione conservatrice ha luogo in uno Stato         70/457/CEE
membro diverso da queUo in cui la varietà è stata ammes-
sa, gU Stati membri interessati si prestano redprocamente
assistenza amministrativa in materia di controUo.
                           Articolo 12
1. Eammissione di una varietà è vaUda sino alla fine del
decimo anno civile successivo all'ammissione medesima.
Eammissione delle varietà accordata dalle autorità deU'ex      90/654/CEE art. 2
Repubblica democraticatedescaprima deU'unificazione te-
desca resta valida al più tardi sino alla fine del decimo
anno civile che segue riscrizione di tali varietà nel catalogo
compilato dalla RepubbUca federale di Germania a norma
deU'articolo 3, paragrafo 1.
2. Eammissione di una varietà può essererinnovataper           70/457/CEE
periodi determinati ove sia giustificata rimportanza del
suo mantenimento in coltura e sempre che risultino soddi-
sfatti i previsti requisiti di distinzione, di omogeneità e di
stabflità. La domanda di rinnovo dev'essere introdotta al-
meno due anni prima della data di scadenza deU'ammissio-
ne.
3. L'ammissione deve essere provvisoriamente prolungata
sino a che venga presa una decisione quanto afla domanda
di rinnovo.
                           Articolo 13                                             Articolo 12 bù
1. , GU Stati membri provvedono affinché siano dissipati i     79/692/CEE art. 3.6
dubbi sorti dopo rammissione di una varietà per quanto
concerne la valutazione deUa sua distinzione o della sua
denominazione al momento deU'ammissione.
2. Se, dopo l'ammissione di una varietà, risulta che la
condizione della distinzione ai sensi deU'articolo 5 non è
stata soddisfatta al momento deU'ammissione, quest'ultima
è sostituita da un'altra decisione, eventualmente dal suo
annullamento, conformemente alla presente direttiva
Con quest'altra decisione la varietà non è più considerata
come una varietà nota nella Comunità ai sensi deU'articolo
5, paragrafo 1, a partire dal momento della sua ammissio-
ne iniziale.
3. Se, dopo l'ammissione di una varietà, risulta che la
denominazione ai sensi deU'articolo 9 non era accettabile
al momento deU'ammissione, la denominazione viene adat-
tata in modo tale da renderla conforme alla presente diret-
tiva. Gli Stati membri possono permettere che la denomi-
nazione precedente siatemporaneamenteutilizzata a titolo
supplementare. Le modalità d'impiego deUa precedente de-
nominazione a titolo supplementare possono essere fissate
secondo la procedura di cui aU'articolo 23, paragrafo 2.
                                               16if
 ---pagebreak---                            Articolo 14                                                          Articolo 13
 1. Gli Stati membri provvedono a che l'ammissione di          70/457/CEE
 una varietà venga revocata,
 a)   qualora, in sede d'esame,risultiche una varietà non è
      più distinta, stabile o suffidentemente omogenea,
b)    qualora il responsabile o i responsabili della varietà
      ne facdanorichiestaa meno che una selezione con-
      servatrice resti assicurata.
2. Gii Stati membri possono revocare l'ammissione di
una varietà:
a)    in caso di mancata osservanza deUe disposizioni legi-
      slative, regolamentari o amministrative adottate in ap-
      plicazione ddla presente direttiva,
b)    qualora, all'atto dell'inoltro ddla domanda di ammis-
      sione o nel corso della procedura di esame, siano sta-
      te fornite indicazioni false o fraudolente in merito agU
      elementi da cui dipende l'ammissione.
                           Articolo 15                                                         Articolo 14
1. Gli Stati membri provvedono a ritirare una varietà dai
loro catalogo, qualora l'ammissione di tale varietà sia revo-
cata o la validità dell'ammissione sia giunta a scadenza,
2. Gli Stati membri possono consentire nd loro territo-        79/967/CEE art. 2.1
rio un periodo transitorio per la certificazione e la com-
merdalizzazione ddle sementi o dd tuberi seme di patate
che si protragga al massimo fino al 30 giugno del terzo
anno successivo alla scadenza ddl'ammissione.
Per le varietà che in base all'articolo 16 paragrafo 1 sono
state comprese nd catalogo comune delle varietà di cui
all'articolo 19, il periodo transitorio che scade per ultimo
fra qudli accordati dai vari Stati membri di ammissione a
norma dd primo comma si appUca alla commercializzazio-
ne in tutti gli Stati membri quando le sementi o i tuberi
seme della varietà in questione non sono state sottoposte a
nessuna restrizione di commercializzazione per quanto ri-
guarda la varietà.
                           Articolo 16                                                         Articolo 15
1. Gli Stati membri vigilano a che le sementi e i ma-          70/457/CEE
teriali di moltiplicazione ddle varietà ammesse, a decorre-    (adattato)
re dal 1* luglio 1972 in almeno uno Stato membro confor-
memente alle disposizioni ddla presente direttiva, non
soggiacciano, dopo il 31 dicembre dd secondo armo suc-
cessivo a quello ddrammissióne della varietà, ad alcuna
restrizione di commercializzazione per dò che riguarda la
varietà. Lardata di cui sopra è sostituita dal:
      1* luglio 1973, per la Danimarca, lTrianda e il Regno    Atto d'adesione DA, IRL, UK art. 29
      Unito;                                                   (adattato)
                                              165*
 ---pagebreak---       1* marzo 1986 per la Spagna, relativamente alle           86/155/CEE art 5.2
      varietà diverse da queUe figuranti uffidalmente nel       (adattato)
      catalogo di detto stato membro al 1* marzo 1986 e
      figuranti altresì, alla stessa data, nd catalogo di uno o
      più Stati membri ddla Comunità a dieci, fatte salve le
      disposizioni particolari appUcabfli a talune spede
      menzionate nel paragrafo 5.
 2. In deroga aUe disposizioni del paragrafo 1, uno Stato       70/457/CEE
membro che lo richieda può essere autorizzato a vietare in
tutto o parte del suo territorio, anteriormente allo scadere
dei termini di cui al paragrafo 1, secondo la procedura
prevista aU'articolo 23, paragrafo 2, la commerdalizzazione
dette sementi e dd materiaU di moltipUcazione ddla varie-
tà di cui trattasi Vengono prese in considerazione unica-       79/692/CEE art. 3.7
mente lerichiestepresentate sd mesi prima detta scadenza
di tali termini. Per quanto riguarda la Preda, per le varie-    88/380/CEE art. 65
tà che sono imite mriTricffig antcrionnente al r gennaio
 1986 in uno o nìù Stati membri e che non sono mai state
commerriaìiraite in fireda anteriormente a tale data, le
domande presentate da onesto Stato membro entro fl 31
dicembre i?gó, gono prese m conàdCTaagnc, fatto salvo fl
paragrafo 1. oyrcM ^ dflffîr»fc » a t l ° formulate nd casi
previsti al paragrafo 3. lettera c i primo trattino.
3. Eautorizzazione di cut al paragrafo 2 può essere con-
cessa soltanto:
a)   se la varietà non è distinta, stabile o sufficientemente
     omogenea, ovvero
b)   se è provato che la coltura di questa varietà potrebbe
     nuocere, sul pianofitosanitario,atta coltura di altre
     varietà o spede, oppure
e)   — qualora, in base ad esami uffidaU in coltura, ef-        73/438/CEE art. 7.2
           fettuati netto Stato membro richiedente, appU-
           cando per analogia le disposizioni deU'articolo 5,
           paragrafo 4, si sia costatato che la varietà non
           corrisponde in nessuna parte dd territorio di tale
           Stato ai risultati ottenuti per un'altra varietà
           comparabile ammessa nd territorio di detto Sta-
           to membro o
     — se è notorio che la varietà, per forma e classe di
           maturità, non e atta ad essere coltivata in alcuna
           parte dd territorio di detto Stato membro.
4. Se, per una varietà, uno Stato membro non intende            707457/CEE
introdurre una domanda, secondo la procedura di cui al
paragrafo 2, lo notifica atta Commissione o fa una dichia-
razione in questo senso in sede di Comitato di cui all' arti-
colo 23, paragrafo 1.
                                             lfe
 ---pagebreak--- 5. Qualora tutti gU Stati membri abbiano effettuato la        70/457/CEE
notifica o la dichiarazione di cui al paragrafo 4, il termine
previsto dal paragrafo 1 non si appUca più e viene apptica-
to l'articolo 19. Nel caso delle spede Beta vulgaris E e      79/692/CEE art. 3.8
Solarium tuberosum L.. questa condizione ò considerata
soddisfatta il 31 dicembre di ogni anno per le varietà che
nei quattro mesi precedenti tale data abbiano formato og-
getto delle comunicazioni previste dall'articolo 1Q, paragra-
fi 1 e % salvo se uno Stato membro comunica alla Com-
missione o dichiara in seno al comitato di cui all' articolo
23. paragrafo 1. che non intende rinunciare a presentare
una richiesta in conformità del paragrafo 2, Il Consiglio
decide, su proposta della Commissione, se queste disposi-
zioni sono applicabili anche ad altre specie.
6. Se all'atto deUa sua ammissione in uno Stato mem-
bro, la varietà è pure oggetto di esami in un altro Stato
membro in vista della sua ammissione, il termine previsto
al paragrafo 1 è ridotto per questo ultimo Stato membro
della durata dd suddetti esami
7. Secondo la procedura prevista all'articolo 23, paragra-
fo 2, il termine previsto al paragrafo 1 può essere proroga-
to anteriormente alla sua scadenza, sempreché una ragione
essenziale lo giustifichi
                          Articolo 17                                                         Articolo 16
1. Earticolo 16 è ugualmente appUcabile aUe varietà che       (adattato)
sono state ammesse anteriormente al 1* lugho 1972 sul
piano nazionale, conformemente alla regolamentazione na-
zionale e secondo prindpi corrispondenti a quelU ddla
presente direttiva nd casi seguenti:
a)   se l'ammissione è stata concessa dopo il 30 giugno
      1967, oppure
b)   se l'ammissione è stata concessa prima della data pre-
     vista dalla lettera a) in almeno due Stati membri, ov-
     vero
e)   se l'ammissione è stata concessa prima della data di
     cui aUa lettera a) in uno Stato membro, a condizione
     che nel detto Stato membro la proporzione delle su-
     perila di moltiplicazione ddla varietà sottoposte
     all'ispezione in campo per la certificazione, dopo la
     data prevista dalla lettera a) e durante tre periodi di
     vegetazione, equivalga ogni volta ad almeno il 3 %
     dell'insieme ddle superila diriproduzionedella spe-
     de
2.   La data di cui al paragrafo 1 è sostituita dal:
     1* luglio 1973 per la Danimarca, l'Irlanda e il Regno    Atto d'adesione DA, IRL, UK art 29
     Unito;                                                   (adattato)
     1* marzo 1986 per la Spagna.                             86/155/CEEart5.3
                                                              (adattato)
                                            1*>
 ---pagebreak--- 3. Per quanto riguarda la Germania e per le varietà              90/654/CEE art 2
ammesse dalle autorità deU'ex Repubblica democratica te-         (adattato)
desca, tale data è sostituita da quella del 3 ottobre 1990.
Einsieme dette superfid diriproduzionedetta spede, di cui
al paragrafo 1 lettera e), sono quelle situate nel territorio
dell'ex RepubbUca democratica tedesca.
                          Articolo 18                                                            Articoh 17
1.    Il termine di cui all'articolo 16, paragrafo 1, decorre:   70/457/CEE
                                                                 (adattato)
a)    dal 1* luglio 1972 per i casi previsti att'articolo 17,
      paragrafo 1, lettere a) e b),
b)    per il caso previsto att'articolo 17, paragrafo 1, lettera
      e), dalla data in cui lo Stato membro notifica atta
      Commissione che è statarispettatala condizione.
2.    Hterminedi cui al paragrafo 1, lettera a) decorre dai
      1* higUo 1973 per la Danimarca, l'Irlanda e fl Regno       Atto d'adesione DK, IRL, UK art 29
      Unito;                                                     (adattato)
—     1* marzo 1986 per la Spagna.                               867155/CEEart5.4
                                                                 (adattato)
3. Nd casi di cui aU'articolo 17, paragrafo 3,fltermine          90/654/CEE art 2
di cui al att'articolo 16, paragrafo 1 decorre dal 3 ottobre     (adattato)
1990.
                          Articolo 19                                                            Articolo 18
Conformemente alle informazioni fomite dagU Stati mem-           707457/CEE
bri e via via che esse le pervengono, la Commissione prov-
vede a pubbUcare netta Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee, serie C, sotto la designazione «Catalogo comune
delle varietà dette spede di piante agricole», tutte le varie-
tà le cui sementi e materiaU di moltipUcazione che, ai sensi
degU articoU 16 e 17, non sono soggetti ad alcuna restri-
zione di commerdalizzazione per quanto concerne la varie-
tà nonché le indicazioni di cui all'articolo 9, paragrafo 1,
relative al responsabile o ai responsabfli detta selezione
conservatrice. La pubbUcazione indica gtt Stati membri che
hanno beneficiato di un'autorizzazione in base all'articolo
16, paragrafo 2, o in base all'articolo 20. Tale pubbUcazio-     79/967/CEE art. 2.2
ne comprende le varietà per le quali si applica un periodo
transitorio a norma deU'articolo 15. paragrafo 2. secondo
comma Vi si indica inoltre la durata del periodo transito-
rio e. se del caso. gU Stati membri nei quaU quest'ultimo
non è previsto.
                                              ìaar
 ---pagebreak---                           Articolo 20                           70/457/CEE        Articolo 19
Qualora si costati che la coltura di una varietà, ammessa
nel catalogo comune delle varietà potrebbe nuocere sul
pianofitosanitario,in uno Stato membro, alla coltura di
altre varietà o spede, detto Stato membro può essere auto-
rizzato, su sua richiesta, in base alla procedura di cui
all'articolo 23, paragrafo 2, a vietare la commercializzazio-
ne delle sementi o materiaU di moltiplicazione di tale va-
rietà in tutto il suo territorio o in una parte di esso. In
caso di imminente pericolo di propagazione di organismi
nodvi lo Stato membro interessato può adottare tale di-
vieto subito dopo aver inoltrato la sua domanda sino al
momento della presa di posizione definitiva che deve esse-
re adottata secondo la procedura di cui all'articolo 23, pa-
ragrafo 2.
                          Articolo 21                                             Articolo 20
Quando una varietà non è più ammessa in uno Stato
membro in cui era stata ammessa inizialmente, uno o più
altri Stati membri possono mantenere l'ammissione di tale
varietà qualora perdurino le condizioni di ammissione e se
una selezione conservatrice resta assicurata.
                          Articolo 22                                             Articolo 21
1. Su proposta della Commissione, il Consiglio, delibe-
rando a maggioranza qualificata, costata:
a)    se gli esami uffidaU delle varietà, effettuati in un pae-
      se terzo, offrono le stesse garanzie degU esami effet-
      tuati negU Stati membri conformemente all'articolo 7;
b)    se i controiU ddle seiezioni conservatrici effettuati in
      un paese terzo, offrono le stesse garanzie dei controlli
      effettuati dagU Stati membri.
2. H paragrafo 1 si appUca anche a ogni nuovo Stato             72/274/CEE art. 2
membro per il periodo che va dal giorno della sua adesio-
ne alla data alla quale deve mettere in vigore le disposizio-
ni legislative, regolamentari o amministrative necessarie
per conformarsi alle disposizioni della presente direttiva.
                          Articolo 23
1. La Commissione è assistita dal Comitato permanente           87/373/CEE
per le sementi e i materiati di moltipUcazione agricoli orti-   (adattato)
coli e forestali istituito dalla decisione 66/399/CEE dd
Consiglio W.
 W GU n. 125 dell' 11.7.1966, pag. 2289/66.
                                              109
 ---pagebreak---  2. Il rappresentarne della Commissione sottopone al co-        87/373/CEE
mitato un progetto delle misure da adottare. II comitato        (adattato)
 formula il suo parere sul progetto entro un termine che il
presidente può fissare in funzione ddFurgenza ddla que-
stione in esame II parere è formulato alla maggioranza
prevista all'articolo 148, paragrafo 2, del trattato per l'ado-
zione deUe decisioni che fl Consigtto deve prendere su pro-
posta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comi-
tato, ai voti dd rappresentanti degU Stati membri è
attribuita la ponderazione fissata nell'articolo predtato. li
presidente non partecipa ai voto.
La (Commissione adotta le misure che sono immediatamen-
te appUcabfli Tuttavia, se tali misure non sono conformi al
parere espresso dal comitato, la Commissione le comunica
immediatamente al Consiguo. In tal caso la Commissione
può differire di un mese al massimo, a decorrere da tale
comunicazione, l'applicazione dette misure da essa decise.
U ConsigUo, deliberando a maggioranza qualificata, può
prendere una decisione diversa entro fl termine di cui al
comma secondo.
3. Il Comitato può, alla domanda dd suo Presidente o            667399/CEEart2
di uno Stato membro, esaminare ogni questione relativa          (adattato)
all'oggetto della presente direttiva.
                         Articolo 24
Conriservadi quanto disposto agtt articoU 16,17 e 20, la        70/457/CEE
presente direttiva non pregiudica le disposizioni ddle legi-
slazioni nazionaU giustificate da motivi di tutela deUa salu-
te e della vita delle persone e degU animali o di preserva-
zione dd vegetati o di protezione detta proprietà
industriale o commerciale.
                                                    HO
 ---pagebreak---                          Articolo 25
 1. Le direttive indicate nell'allegato I, parte A, sono
abrogate, salvi gti obblighi degti Stati membri relativi ai
termini d'attuazione indicati nell' allegato I, parte B.
2. I riferimenti alle direttive abrogate devono intendersi
come riferimenti fatti atta presente direttiva e devono esse-
re letti secondo la tavola di concordanza chefiguraall' al-
legato IL
                         Articolo 26
La presente direttiva entra in vigore fl ventesimo giorno
successivo atta pubbUcazione netta Gazzetta ufficiale delle
Comunità europee.
                         Articolo 27
GU Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, il
                                              Per il Consiglio
                                                 Il Presidente
                                             9 <M
 ---pagebreak---                                                      ALLEGATO I
                                                         Parte A
                                                  Direttive abrogate
                                               (previste att'articolo 25)
Direttiva 70/457/CEE e atti modifica-
tivi successivi
Direttiva 72/274/CEE                  unicamente per quantoriguardairiferimentidi cui agti
                                      articoU 1 e 2 atte disposizioni detta Direttiva 70/457/CEE
Direttiva 72/418/CEE                  unicamente rarticolo 7
Direttiva 73/438/CEE                  unicamente rarticolo 7
Direttiva 78/55/CEE                   unicamente rarticolo 6
Direttiva 79/692/CEE                  unicamente rarticolo 3
Direttiva 79/967/CEE                  unicamente l'articolo 2
Direttiva 80/1141/CEE                 unicamente rarticolo 1
Direttiva 86/155/CEE                  unicamente l'articolo 5
Direttiva 88/380/CEE                  unicamente rarticolo 6
Direttiva 90/654/CEE                  unicamente per quanto riguarda i riferimenti di cui all'ar-
                                      ticolo 2 e all'Allegato H.L6. atte disposizioni detta Diretti-
                                      va 70/457/CEE
                                                        H2f
 ---pagebreak---                                                                 Parte B
                                  Elenco dette date limite di attuazione a d diritto nazionale
                                                      (previste all'articolo 25)
                             Direttiva                                                    Data limite di attuazione
70/457/CEE (GU n. L 225 del 12.10.1970, pag. 1)                      l , .lugUol972( 1 )( 2 )
72/274/CEE (GU n. L171 del 29.7.1972, pag. 37)                       l'lugho 1972 (Articolo 1)
                                                                     1* gennaio 1973 (Articolo 2)
72/418/CEE (GU n. L 287 dd 26.12.1972, pag. 22)                      1* luglio 1972 (Articolo 7)
73/438/CEE (GU n. L 356 dd 27.12.1973, pag. 79)                      1* lugho 1974 (Articolo 7)
78/55/CEE (GU a L 1 6 dd 20.1.1978, pag. 23)                         1 * lugUo 1977 (Articolo 6)
79/692/CEE (GU n. L 205 del 13.8.1979, pag. 1)                       1 * luglio 1977 (Articolo 3 paragrafo 9)
                                                                     1 * luglio 1982 (Altre disposizioni)
79/967/CEE (GU n. L 293 d d 20.11.1979, pag. 16)                     V lugho 1982 (Articolo 2)
80/1141/CEE (GU n. L 341 del 16.12.1980, pag. 27)                    1 * lugUo 1980 (Articolo 1)
86/155/CEE (GU n. L118 d d 7.5.1986, pag. 23)                        1 * marzo 1986 (Articolo 5)
88/380/CEE (GU n. L187 del 16.7.1988, pag. 31)                       1 * gennaio 1986 (Articolo 6 paragrafi 5 e 6)
                                                                     1 * higUo 1990 (Altre disposizioni)
90/654/CEE (GU n. L 353 d d 17.111990, pag. 48)
(*) Per bDanimarca, ITrlandae il Regno Unito fll* loglio 1973; per b Greek fll* gè
     Portogallofl1 * gennaio 1989 per quantoriguardalacoomierdalizzadoneddfe sementi
    flonan Lasu, Loàum perenne L, e Vida Mito 1^ e per ausatoriguardala coirne
     Hordeiwivtdganl^Oryzaaatival^THtkxanaesthHm
     perk altre specie.
 2
( ) DI* di gennaio 1995 per l'Austria, la Finlandia e la Svezia.
     —    iJiFhuandia e ^Svezk possonorinviare,nro
          direttiva per quanto concerne bcommerdaliizazkmeiidloroterrito^
          luaàopafideltevarklàdcuesrxdefl
          tedsexisideltedispofizkmidenisuditetta
          territorio di ami Stati membri durante il suddetto periodo.
     —    Le varieUdelfe speck di riante agricok e delle s p e ^
          rei rispettM cataloghi nazkmaKddtol8^^
          di commercializzazione relativamente alle varietà.
     —    r>iranteflpcriodofaticatondpria^
          che siano state ufficialmente accettate daeiidddfc dispostateli delle suddette diretuveicmoni»erite,rispettrv«mente,neica
          ghi comuni delle varietà delle spede di piante agricole e delle specie di ortaggi
                                                                  Hi
 ---pagebreak---                                   ALLEGATO n
                             TAVOLA DI CONCORDANZA
Direttiva 70/457/CEE                      Presente Direttiva
Articolo 1 paragrafo 1                    Articolo 1 paragrafo 1
Articolo 1 paragrafo 2                    Articolo 1 paragrafo 2
Articolo 22                               Articolo 1 paragrafo 3
Articolo 2                                Articolo 2
Articolo 3 paragrafo 1                    Articolo 3 paragrafo 1
Articolo 3 paragrafo 1 bis                Articolo 3 paragrafo 2
Articolo 3 paragrafo 2                    Articolo 3 paragrafo 3
Articolo 3 paragrafo 3                    Articolo 3 paragrafo 4
Articolo 3 paragrafo 4                    Articolo 3 paragrafo 5
Articolo 4                                Articolo 4
Articolo 5                                Articolo 5
Articolo 6                                Articolo 6
Articolo 7                                Articolo 7
Articolo 8                                Articolo 8
Articolo 9                                Articolo 9
Articolo 10                               Articolo 10
Articolo 11                               Articolo 11
Articolo 12                               Articolo 12
Articolo 12 bis                           Articolo 13
Articolo 13                               Articolo 14
Articolo 14                               Articolo 15
Articolo 15                               Articolo 16
Articolo 161* comma                      Articolo 17 paragrafo 1
Articolo 16 2* comma                      Articolo 17 paragrafo 2
Articolo 16 3* comma                      Articolo 17 paragrafo 3
Articolo 171* comma 1" frase              Articolo 18 paragrafo 1
Articolo 171* comma 2a frase              Articolo 18 paragrafo 2
Articolo 17 2* comma                      Articolo 18 paragrafo 3
Articolo 18                              Articolo 19
Articolo 19                              Articolo 20
Articolo 20                              Articolo 21
Articolo 21 paragrafo 1                   Articolo 22 paragrafo 1
Articolo 21 paragrafo 3                   Articolo 22 paragrafo 2
Articolo 23                               Articolo 23
Articolo 24                               Articolo 24
                                         Articolo 25
                                         Articolo 26
                                         Articolo 27
                                         ALLEGATO I
                                          ALLEGATO II
                                        UIL
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                                                              COM(95) 628 def.
                                                DOCUMENTI
rr                                                                         02 03
                                             N. di catalogo : CB-CO-95-675-IT-C
                                                               ISBN 92-77-97349-8
Ufficio delle pubblicazioni ufiiciali delie Comunità, europee
L-2985 Lussemburgo