CELEX: C2003/019/21
Language: it
Date: 2003-01-25 00:00:00
Title: Causa C-391/02: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte di Appello di Lecce — Sezione Penale — con ordinanza 7 ottobre 2002, nel procedimento penale dinanzi ad essa pendente a carico del sig. Sergio Adelchi

25.1.2003                IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                               C 19/11
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Finanz-                      obblighi imposti per la tutela del principio di pubblica e
gerichts Hamburg, con ordinanza 16 ottobre 2002, nella                       fedele informazione delle società, preveda un sistema
causa Deutsche See-Bestattungs-Genossenschaft e. G. con-                     sanzionatorio in concreto non improntato a criteri di
                      tro Hauptzollamt Kiel                                  effettività, proporzionalità e dissuasività delle sanzioni
                                                                             poste a presidio di tale tutela;
                          (Causa C-389/02)
                           (2003/C 19/20)
                                                                          2. se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui
                                                                             all’art. 44, par. 3, lett. g), del Trattato, artt. 2, par. 1,
Con ordinanza 16 ottobre 2002, pervenuta nella cancelleria                   lett. f), e 6, della cd. prima direttiva (68/151/CEE) ed
della Corte il 5 novembre 2002, nella causa Deutsche See-                    art. 2, par. 2-3-4, della cd. quarta direttiva (78/660/CEE,
Bestattungs-Genossenschaft e. G. contro Hauptzollamt Kiel, il                come integrata dalle direttive nn. 83/349/CEE e 90/605/
Finanzgerichts Hamburg ha sottoposto alla Corte di giustizia                 CEE), debbano essere interpretate (o meno) nel senso che
delle Comunità europee la seguente questione pregiudiziale:                  (tali norme) ostino ad una legge di uno Stato membro
                                                                             che escluda la punibilità della violazione degli obblighi di
                                                                             pubblicità e fedele informazione di certi atti societari (tra
Se per navigazione, ai sensi dell’art. 8, n. 1, lett. c), primo              cui il bilancio ed il conto profitto e perdite), allorquando
capoverso, della direttiva 92/81 (1) debba intendersi la naviga-             la falsa comunicazione sociale o l’omessa informazione
zione nelle acque comunitarie con imbarcazioni diverse da                    determinino una variazione del risultato economico di
imbarcazioni private da diporto.                                             esercizio o una variazione del patrimonio sociale netto
                                                                             non superiori ad una certa soglia percentuale;
( 1) GU L 316, pag. 12.
                                                                          3. se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui
                                                                             all’art. 44, par. 3, lett. g), del Trattato, artt. 2, par. 1, lett. f)
                                                                             e 6, della cd. prima direttiva (68/151/CEE) ed art. 2,
                                                                             par. 2-3-4 della cd. quarta direttiva (78/660/CEE, come
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Corte                      integrata dalle direttive n. 83/349/CEE e 90/605) debbano
di Appello di Lecce — Sezione Penale — con ordinanza                         essere interpretate (o meno) nel senso che (tali norme)
7 ottobre 2002, nel procedimento penale dinanzi ad essa                      ostino ad una legge di uno Stato membro che escluda la
           pendente a carico del sig. Sergio Adelchi                         punibilità della violazione degli obblighi di pubblicità e
                                                                             fedele informazione gravanti sulle società allorquando
                          (Causa C-391/02)                                   siano fornite indicazioni che, quantunque finalizzate ad
                                                                             ingannare i soci o il pubblico a scopo d’ingiusto profitto,
                                                                             siano conseguenza di valutazioni estimative che, singolar-
                           (2003/C 19/21)                                    mente considerate, differiscano in misura non superiore
                                                                             ad una determinata soglia.
Con ordinanza 7 ottobre 2002 pervenuta nella Cancelleria
della Corte di giustizia delle Comunità europee l’8 novembre
2002, nel procedimento penale dinanzi ad essa pendente a
carico del sig. Sergio Adelchi, la Corte d’Appello di Lecce —             4. se, indipendentemente da limiti progressivi o soglie, le
Sezione Penale — ha sottoposto alla Corte di giustizia delle                 citate direttive e, in particolare, le norme di cui all’art. 44,
Comunità europee le seguenti questioni pregiudiziali:                        par. 3, lett. g), del Trattato, artt. 2, par. 1, lett. f), e 6, della
                                                                             cd. prima direttiva (68/151/CEE) ed art. 2, par. 2-3-4
1.    se, con riferimento all’obbligo dei singoli Stati membri di            della cd. quarta direttiva (78/660/CEE, come integrata
      adottare «adeguate sanzioni» per le violazioni previste                dalle direttive nn. 83/349/CEE e 90/605/CEE), debbano
      dalla prima e dalla quarta direttiva (nn. 68/151/CEE ( 1) e            essere interpretate (o meno) nel senso che (tali norme)
      78/660/CEE (2), le direttive stesse e, in particolare, il              ostino ad una legge di uno Stato membro che escluda la
      combinato disposto degli artt. 44, par. 3, lett. g), del               punibilità della violazione degli obblighi di pubblicità e
      Trattato istitutivo delle Comunità europee, 2, par. 1,                 fedele informazione gravanti sulle società, allorquando
      lett. f), e 6, della cd. prima direttiva (68/151/CEE) e 2,             le falsità o le omissioni fraudolente e, comunque, le
      par. 2-3-4, della cd. quarta direttiva (78/660/CEE, come               comunicazioni e informazioni non fedelmente rappresen-
      integrata dalle direttive nn. 83/349/CEE (3) e 90/605/                 tative della situazione patrimoniale, finanziaria e del
      CEE (4), debba essere interpretato (o meno) nel senso che              risultato economico della società, non alterino «in modo
      tali norme ostino ad una legge di uno Stato membro che,                sensibile» la situazione patrimoniale o finanziaria del
      modificando la disciplina sanzionatoria già in vigore in               gruppo (sebbene sia rimessa al legislatore nazionale
      materia di reati societari, a fronte della violazione degli            l’individuazione della nozione di «alterazione sensibile»).
 ---pagebreak--- C 19/12                    IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           25.1.2003
5.      se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui              membri del servizio giuridico, con domicilio eletto in Lussem-
        all’art. 44, par. 3, lett. g), del Trattato, artt. 2, par. 1,          burgo, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
        lett. f), e 6, della cd. prima direttiva (68/151/CEE) ed               Comunità europee un ricorso contro la Repubblica ellenica.
        art. 2, par. 2-3-4 della cd. quarta direttiva (78/660/CEE,
        come integrata dalle direttive nn. 83/349/CEE e 90/605/
        CEE), debbano essere interpretate (o meno) nel senso che
        (tali norme) ostino ad una legge di uno Stato membro                   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
        che, a fronte della violazione di quegli obblighi di
        pubblicità e fedele informazione gravanti sulle società,
        posti a presidio della tutela degli «interessi tanto dei soci          a)    dichiarare che la Repubblica ellenica, assegnando, per
        come dei terzi», preveda solo per i soci ed i creditori il                   mezzo della Dimosia Epicheirisi Ilektrismou (ente pubbli-
        diritto di chiedere la sanzione, con conseguente esclusione                  co per l’energia elettrica, «D.E.I.»), l’appalto per la costru-
        di una tutela generalizzata ed effettiva dei terzi.                          zione di un sistema di nastri trasportatori per la centrale
                                                                                     termoelettrica di Megalopolis, con procedura negoziata
                                                                                     senza previa pubblicazione di un bando di gara, è venuta
6.      se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui
                                                                                     meno agli obblighi ad essa incombenti in forza della
        all’art. 44, par. 3, lett. g), del Trattato, artt. 2, par. 1,
        lett. f), e 6, della cd. prima direttiva (68/151/CEE) ed                     direttiva del Consiglio 14 giugno 1993, 93/38/CEE (1),
                                                                                     che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori
        art. 2, par. 2-3-4 della cd. quarta direttiva (78/660/CEE,
        come integrata dalle direttive nn. 83/349/CEE e 90/605/                      di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di
                                                                                     trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle
        CEE), debbano essere interpretate (o meno) nel senso che
                                                                                     telecomunicazioni, e in particolare degli artt. 20 e segg.
        (tali norme) ostino ad una legge di uno Stato membro
        che, a fronte della violazione di quegli obblighi di                         della stessa;
        pubblicità e fedele informazione gravanti sulle società,
        posti a tutela degli «interessi tanto dei soci come dei terzi»,        b)    condannare la Repubblica ellenica alle spese.
        preveda un meccanismo di perseguibilità ed un sistema
        sanzionatorio particolarmente differenziati, riservando
        esclusivamente alle violazioni in danno di soci e creditori
        la punibilità a querela e sanzioni più gravi ed effettive.
                                                                               Motivi e principali argomenti
( 1) Prima direttiva 68/151/CEE del Consiglio, del 9 marzo 1968,
     intesa a coordinare, per renderle equivalenti, le garanzie che sono
     richieste, negli Stati membri, alle società a mente dell’articolo 58,
     secondo comma, del trattato per proteggere gli interessi dei soci e       Le disposizioni della direttiva 93/38/CEE disciplinano la scelta
     dei terzi: GU L 65 del 14.3.1968, pag. 8.
                                                                               delle procedure di appalto nei settori dell’acqua, dell’energia,
( 2) Quarta direttiva 78/660/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1978,
     basata sull’articolo 54, paragrafo 3, lettera g), del Trattato e          dei trasporti e delle telecomunicazioni; esse si applicano
     relativa ai conti annuali di taluni tipi di società: GU L 222 del         agli appalti il cui valore stimato sia pari o superiore a
     14.8.1978, pag. 11.                                                       EUR 5 000 000.
( 3) Settima direttiva 83/349/CEE del Consiglio, del 13 giugno 1983,
     basata sull’articolo 54, paragrafo 3, lettera g), del Trattato e
     relativa ai conti consolidati: GU L 193 del 18.7.1983, pag. 1.
( 4) Direttiva 90/605/CEE del Consiglio, dell’8 novembre 1990, che             A parere della Commissione, l’appalto di cui trattasi rientra,
     modifica le direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE relative rispettiva-        per tipo e per valore, nell’ambito di applicazione della direttiva.
     mente ai conti annuali e ai conti consolidati per quanto riguarda         Di conseguenza l’ente aggiudicatore (D.E.I.) avrebbe dovuto
     il loro campo d’applicazione: GU L 317 del 16.11.1990, pag. 60.
                                                                               seguire le procedure di cui all’art. 20, n. 1, della direttiva e
                                                                               bandire una gara conformemente all’art. 21 della stessa.
                                                                               Tuttavia, l’appalto non è stato bandito pubblicamente bensì
                                                                               aggiudicato con procedura negoziata.
                                                                               La Commissione afferma che nella fattispecie non trova
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                          applicazione l’art. 20, n. 2, lett. c), della direttiva (particolarità
   tro la Repubblica ellenica, proposto l’8 novembre 2002                      tecniche o artistiche per cui l’appalto non può essere affidato
                                                                               che ad un imprenditore determinato), né l’art. 20, n. 2, lett. d),
                                                                               della direttiva (eccezionale urgenza derivante da avvenimenti
                            (Causa C-394/02)
                                                                               imprevedibili per l’ente aggiudicatore).
                             (2003/C 19/22)
                                                                               (1 ) GU L 199 del 9.8.1993, pag. 84.
L’8 novembre 2002 la Commissione delle Comunità europee,
rappresentata dai sigg. Michel Nolin e Minas Konstantinidis,