CELEX: E2016J0016
Language: it
Date: 2017-10-31 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 31 ottobre 2017, nella causa E-16/16 — Fosen-Linjen AS contro AtB AS (Appalti pubblici — direttiva 89/665/CEE — direttiva 2004/18/CE — Domanda di risarcimento danni — Colpevolezza — Gravità dell'infrazione — Onere della prova — Verifica dell'offerta presentata — Principi di effettività, di parità di trattamento, di trasparenza e di proporzionalità)

31.5.2018   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 186/12
            
         SENTENZA DELLA CORTE
   del 31 ottobre 2017
   nella causa E-16/16
   Fosen-Linjen AS contro AtB AS
   
      (Appalti pubblici — direttiva 89/665/CEE — direttiva 2004/18/CE — Domanda di risarcimento danni — Colpevolezza — Gravità dell'infrazione — Onere della prova — Verifica dell'offerta presentata — Principi di effettività, di parità di trattamento, di trasparenza e di proporzionalità)
   
   (2018/C 186/06)
   Nella causa E-16/16, Fosen-Linjen AS contro AtB AS — ISTANZA alla Corte ai sensi dell'articolo 34 dell'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia da parte della Corte d'appello di Frostating (Frostating lagmannsrett), in merito all'interpretazione della direttiva 89/665/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori, in particolare l'articolo 1, paragrafo 1 e l'articolo 2, paragrafo 1, lettera c), la Corte, composta da Carl Baudenbacher, presidente e giudice relatore, Per Christiansen e Benedikt Bogason (ad hoc), giudici, ha pronunciato sentenza in data 31 ottobre 2017, il cui dispositivo è il seguente:
   
               1.
            
            
               La concessione del risarcimento dei danni ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 89/665/CEE non dipende dalla questione se la violazione di una disposizione della normativa sugli appalti pubblici è dovuta a colpa e a comportamenti che si discostano nettamente da una linea di condotta giustificabile o se si è verificata sulla base di un errore materiale o se sia dovuta all'esistenza di un errore materiale, grossolano e palese. Una semplice violazione del diritto in materia di appalti pubblici è di per sé sufficiente a far sorgere la responsabilità dell'amministrazione aggiudicatrice a risarcire la persona lesa per i danni subiti, a norma dell'articolo 2, paragrafo 1, lettera c), della direttiva 89/665/CEE, a condizione che siano rispettati gli altri requisiti per la concessione del risarcimento dei danni, compreso, in particolare, il requisito di un nesso di causalità.
            
         
               2.
            
            
               La direttiva 89/665/CEE non osta ad un requisito in base al quale la concessione del risarcimento dei danni è subordinata al fatto che l'offerente leso dimostri chiaramente, con evidenza probatoria, che avrebbe dovuto avere l'aggiudicazione del contratto qualora l'amministrazione aggiudicatrice non avesse commesso l'errore, purché i principi di equivalenza e di effettività siano rispettati.
            
         
               3.
            
            
               La direttiva 89/665/CEE non osta a una normativa nazionale che esenta un'amministrazione aggiudicatrice dalla responsabilità di un interesse positivo al contratto, qualora la procedura di gara, a causa di un errore dell'amministrazione aggiudicatrice, sia stato annullato nel rispetto delle norme SEE in materia di appalti pubblici, anche nel caso in cui tale errore non sia stato addotto durante la procedura di gara e sia diverso da quello invocato dal ricorrente. Spetta all'amministrazione aggiudicatrice provare l'esistenza di un errore del genere e motivare la sua decisione di revocare il bando di gara.
            
         
               4.
            
            
               I criteri di aggiudicazione di una procedura d'appalto devono essere formulati in maniera tale da consentire a tutti gli offerenti ragionevolmente informati e normalmente diligenti di interpretarli nello stesso modo. L'amministrazione aggiudicatrice è inoltre tenuta a verificare se le informazioni presentate dall'offerente siano plausibili, nel senso che l'offerente è in grado di fornire ciò che era stato proposto nell'offerta, e che tale offerta corrisponde ai requisiti stabiliti dall'amministrazione aggiudicatrice. Gli obblighi di verifica devono rispettare il principio di proporzionalità. Nella misura in cui tutti gli offerenti sono trattati in modo paritario, le amministrazioni aggiudicatrici possono prendere in considerazione le informazioni fornite nell'offerta al fine di effettuare un'efficace verifica delle informazioni in relazione ai criteri di aggiudicazione. Spetta al giudice del rinvio, alla luce dei principi di parità di trattamento, di trasparenza e di proporzionalità, determinare se tali condizioni sono state rispettate nella gara d'appalto.