CELEX: 62016TN0666
Language: it
Date: 2016-09-20 00:00:00
Title: Causa T-666/16 P: Impugnazione proposta il 20 settembre 2016 da Carlo De Nicola avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica 21 luglio 2016 causa F-100/15, De Nicola/BEI

7.11.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 410/25
            
         Impugnazione proposta il 20 settembre 2016 da Carlo De Nicola avverso la sentenza del Tribunale della funzione pubblica 21 luglio 2016 causa F-100/15, De Nicola/BEI
   (Causa T-666/16 P)
   (2016/C 410/35)
   Lingua processuale: l’italiano
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Carlo De Nicola (Strassen, Lussemburgo) (rappresentante: G. Ferabecoli, avvocato)
   
      Controinteressata nel procedimento: Banca europea per gli investimenti
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               accogliere il presente appello e, in riforma dell’impugnata sentenza, annullare i capi 1 e 2 del dispositivo, ed i punti 33, 46-60, 85-94, 100-106, 107-109 della sentenza stessa;
            
         
               —
            
            
               per l’effetto annullare e/o disapplicare la decisione adottata l’8 dicembre 2014 dal Comitato dei ricorsi, eventualmente rimandandogli gli atti dopo aver fissato i criteri ai quali quello deve attenersi nell’adozione della nuova decisione; accertare il mobbing posto in essere dalla BEI a danno del Dott. De Nicola, e condannare la BEI a risarcire al Dott. De Nicola i danni subiti, così come richiesti con il ricorso introduttivo del giudizio, o, in subordine rimettere la causa ad altra sezione di appello di codesto Tribunale, affinché, in diversa composizione decida nuovamente sui punti annullati, previo espletamento della perizia medica già richiesta.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   Il presente ricorso si rivolge contro la sentenza del Tribunale della funzione pubblica, del 21 luglio 2016 che ha respinto il ricorso, introdotto dalla ricorrente, avente per oggetto l’annullamento della decisione del comitato per i ricorsi dell’8 dicembre 2014, recante rigetto del suo ricorso diretto contro il suo rapporto informativo all’anno 2013, nonché della decisione della convenuta di non promuoverlo. Il ricorrente chiede inoltre l’accertamento delle molestie psicologiche di cui ritiene di essere vittima e la condanna della Banca al risarcimento dei danni morali, fisici e materiali che sostiene aver sofferto.
   A sostegno delle proprie conclusioni, la parte ricorrente afferma che la richiesta di accertamento del mobbing si fonda proprio sull’articolo 41 del regolamento per il personale della Banca, e che pertanto non si pone un problema di contenuti e/o di materia da sottrarre alla giurisdizione comunitaria. Si sottolinea a questo riguardo che l’obbligo per il giudice dell’Unione di pronunciarsi sulla domanda di accertamento trova conferma nella giurisprudenza del Tribunale.
   Il ricorrente sostiene inoltre che tutte le condizioni previste dalla giurisprudenza sono riunite per accogliere la domanda di condanna al risarcimento dei danni.
   La ricorrente si oppone anche ai punti 46 a 60 della sentenza impugnata, avente per oggetto la domanda di annullamento della decisione del Comitato dei ricorsi, nella misura in cui questa parte della sentenza parte dal presupposto che non sarebbe stato provato che la decisione del Comitato dei ricorsi sarebbe stata affetta da manifesto errore di valutazione.