CELEX: 31995S2450
Language: it
Date: 1995-10-19 00:00:00
Title: DECISIONE N. 2450/95/CECA DELLA COMMISSIONE del 19 ottobre 1995 che impone un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di lamiere dette « magnetiche », a grani orientati, originarie della Russia

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31995S2450

DECISIONE N. 2450/95/CECA DELLA COMMISSIONE del 19 ottobre 1995 che impone un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di lamiere dette « magnetiche », a grani orientati, originarie della Russia  

Gazzetta ufficiale n. L 252 del 20/10/1995 pag. 0002 - 0008

DECISIONE N.  2450/95/CECA DELLA COMMISSIONE del 19 ottobre 1995 che impone un dazio antidumping provvisorio  sulle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di lamiere dette «  magnetiche  », a grani  orientati, originarie della RussiaLA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, vista la decisione n. 2424/88/CECA della Commissione, del 29 luglio 1988, relativa alla difesa  contro le importazioni da paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio  oggetto di dumping e di sovvenzioni  (1), in particulare l'articolo 11, sentito il comitato consultivo, considerando quanto segue: A.  PROCEDIMENTO (1)  Nel maggio 1994, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle  Comunità europee (2), la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento antidumping  relativo alle importazioni nella Comunità di alcuni tipi di lamiere, dette «  magnetiche  », a  grani orientati, originarie della Russia, di cui ai codici NC 7225  10  91 e 7226  10  30. (2)  Il procedimento era stato iniziato in seguito alla presentazione di una denuncia da parte  della Eurofer (Federazione europea delle industrie del ferro e dell'acciaio) per conto dei  produttori che complessivamente realizzano una proporzione maggioritaria della produzione  comunitaria delle lamiere in oggetto. La denuncia conteneva elementi di prova relativi  all'esistenza di pratiche di dumping sul prodotto originario della Russia e del conseguente grave  pregiudizio, che sono stati ritenuti sufficienti per giustificare l'apertura del procedimento. (3)  La Commissione ha ufficialmente informato i produttori, gli esportatori e gli importatori  notoriamente interessati, i rappresentanti del paese esportatore e il denunziante e ha offerto alla  parti direttamente interessate la possiiblità di comunicare le loro osservazioni per iscritto e di  chiedere un'audizione. (4)  La Commissione ha ricevuto osservazioni scritte particolareggiate dai produttori comunitari  denunzianti e da alcuni produttori ed esportatori russi. (5)  Nessun importatore del prodotto in oggetto ha presentato osservazioni alla Commissione entro  il termine fissato nell'avviso di apertura. Tuttativa, in una fase avanzata dell'inchiesta, una  società che ha affermato di utilizzare il prodotto in oggetto ha chieso e ottenuto di essere  sentita (vedi punto 42). (6)  La Commissione ha chiesto e verificato tutte le informazioni considerate necessarie ai fini  della determinazione preliminare del dumping e del pregiudizio e ha svolto inchieste presso le sedi  delle seguenti società: a)  produttori comunitari: -  EBG Gesellschaft fuer Elektromagnetische Werkstoffe mbH, Germania, -  Orb Electric Steels Ltd (consociata della British Steel, Plc), Regno Unito, -  Ugine SA, Francia; b)  produttore di un paese terzo a economia di mercato: -  ACESITA (Companhia Aços Especiais Itabira), São Paulo, Brasile. (7)  L'inchiesta relativa alla pratiche di dumping riguardava il periodo compreso tra il 1° gennaio  1993 e il 30 aprile 1994 (periodo dell'inchiesta). B.  PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE 1.  Descrizione del prodotto in esame (8)  I prodotti  oggetto della denuncia sono lamiere e nastri di acciai al silicio detti «  magnetici  », laminati a  freddo e a grani orientati, di larghezza superiore a 500 mm, di cui ai codici NC 7225  10  91  (lamiere di larghezza uguale o superiore a 600 mm) e 7226  10  31 (lamiere di larghezza superiore a  500 mm e inferiore a 600 mm), che sono utilizzati per apparecchiature elettromagnetiche e in  impianti quali trasformatori elettrici e di distribuzione. I prodotti in oggetto sono prodotti  CECA. Nel processo di produzione, alquanto complesso, dei prodotti laminati detti «  magnetici  », a  grani orientati, la struttura dei grani è orientata uniformemente nella direzione della laminazione  affinché la lamiera o il nastro possa condurre un campo magnetico con un grado elevato di  efficienza. I prodotti in questione devono essere conformi a norme relative al livello massimo  ammissibile di perdite di rimagnetizzazione, all'induzione magnetica e al fattore di irradiazione  in pila. Generalmente i due lati dei prodotti sono coperti da un rivestimento isolante. 2.  Prodotto simile (9)  Ai fini dell'inchiesta è stato stabilito che i prodotti in oggetto  fabbricati nella Comunità europea, in Russia e in Brasile, che è stato scelto come paese di  riferimento (vedi punto 12), sono molto simili in termini di caratteristiche fisiche e di  applicazioni finali e sono in concorrenza tra loro. Essi sono pertanto considerati prodotti simili  in conformità dell'articolo 2, paragrafo 12 della decisione n. 2424/88/CECA (in appresso «  la  decisione di base  »). (10)  Le società russe, nelle risposte ai questionari della Commissione, hanno affermato che una  parte delle loro esportazioni nella Comunità era costituita da materiale di qualità inferiore che  non era comparabile ai prodotti fabbricati e venduti dall'industria comunitaria. Durante le verifiche in loco è stato osservato che, a causa della complessità del processo di  fabbricazione, in tutte le imprese del settore una parte della produzione di lamiere a grani  orientati presenta carenze qualitative ed è pertanto venduta come materiale di qualità inferiore.  Questo materiale, tuttavia, dopo un nuovo taglio, è generalmente utilizzato in applicazioni simili  a quelle del prodotto di qualità superiore, pur essendo venduto a un prezzo più basso. È stato pertanto determinato che i materiali di qualità inferiore sono prodotti simili, ai quali  tuttavia è opportuno applicare adeguamenti di prezzo por tener conto di differenze tra le  caratteristiche fisiche, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 10, lettera a) della decisione di  base. C.  DUMPING 1.  Valore normale a)  Paese analogo (11)  Poiché la Russia non è un paese retto da una economia di mercato, il denunziante aveva  inizialmente proposto la Corea del Sud quale paese ad economia di mercato di riferimento (paese  analogo). Tuttavia, avendo il produttore sudcoreano rifiutato di collaborare, è stato necessario scegliere un  paese analogo alternativo. A tal fine sono stati inviati questionari a tutti i produttori noti del  Brasile, della Repubblica ceca, del Giappone e della Polonia. Soltanto il produttore brasiliano, la  società ACESITA (Companhia Aços Especiais Itabira) ha accettato di collaborare alla presente  inchiesta. (12)  Per stabilire se il mercato brasiliano potesse essere opportunamente scelto per la  determinazione del valore normale del prodotto in oggetto, è stato rilevato che in tale mercato le  lamiere a grani orientati erano regolarmente vendute a numerosi acquirenti indipendenti e che i  quantitativi venduti erano sufficientemente rilevanti rispetto al volume delle esportazioni dalla  Russia nella Comunità europea. Il produttore realizzava inoltre su tali vendite un profitto equo e  non eccessivamente elevato. Una parte significativa del consumo interno brasiliano era inoltre  soddisfattta dalle importazioni, in concorrenza con la produzione nazionale. Riguardo alla produzione delle lamiere in questione, è stato riscontrato che i processi produttivi  e le tecnologie del Brasile e della Russia sono in gran parte simili. Rispetto all'accesso alle materie prime, in Brasile, come in Russia, in prossimità dei centri di  produzione sono disponibili risorse sostanziali di minerali di ferro, di silicio e di altre materie  prime necessarie per la fabbricazione dei prodotti in oggetto, che sono efficacemente sfruttate e  che sono inoltre esportate in tutto il mondo. Il produttore brasiliano che ha collaborato all'inchiesta possiede inoltre una centrale elettrica  vicino allo stabilimento che fornisce una rilevante proporzione dell'energia necessaria ad un costo  molto ridotto. Alla luce di tali elementi, è stato concluso che il Brasile è un paese analogo appropriato per la  determinazione del valore normale relativo al prodotto in esame, principalmente in considerazione  del fatto che i due paesi presentano analogie rilevanti riguardo ad alcuni vantaggi naturali, in  termini di facilità di accesso alle materie prime nazionali e alle fonti di energia. b)  Valore normale (13)  Il valore normale, in conformità dell'articolo 2, paragrafo 3 della decisione di base, è  stato calcolato come la media ponderata dei prezzi di vendita del prodotto simile venduto  dall'ACESITA per il consumo sul mercato brasiliano. È stato stabilito che le vendite sul mercato  interno erano stato fatte ad acquirenti indipendenti, nel corso di normali operazioni commerciali. Per correggere gli effetti dell'inflazione in Brasile, il valore normale è stato stabilito su base  mensile. 2.  Prezzo all'esportazione (14)  Poiché tutte le transazioni relative alle esportazioni erano  oggetto di dumping, il prezzo all'esportazione è stato calcolato come la media ponderata dei prezzi  effettivamente pagati o pagabili per tutte le vendite per l'esportazione nella Comunità. 3.  Confronto (15)  Il confronto tra la media ponderata dei prezzi all'esportazione e la media  ponderata del valore normale nel paese analogo, espressa in ecu in base al tasso di cambio  appropriato (media mensile per il Brasile) è stato fatto al livello franco fabbrica. Per tener conto delle differenze che incidono sulla comparabilità dei prezzi, sono stati applicati  adeguamenti in considerazione delle differenze relative alle caratteristiche fisiche e alle spese  di vendita, in conformità dell'articolo 2, paragrafi 9 e 10 della decisione di base. 4.  Margine di dumping (16)  Il confronto ha messo in evidenza l'esistenza di pratiche di  dumping. Poiché la Russia non è un paese retto da un'economia di mercato, è stato determinato un  unico margine di dumping, pari alla differenza di cui il valore normale supera il prezzo  all'esportazione nella Comunità. Il margine, espresso in percentuale del prezzo franco frontiera  comunitaria, è del 73,46  %. D.  INDUSTRIA COMUNITARIA (17)  L'industria comunitaria è costituita dai tre produttori  comunitari che hanno collaborato, i quali complessivamente realizzano oltre il 70  % della  produzione comunitaria complessiva. E.  PERGIUDIZIO 1.  Consumo (18)  Il consumo comunitario (valutato in funzione delle risposte  ai questionari, dei dati Eurostat e delle informazioni di mercato a disposizione della Commissione)  negli ultimi anni, su base mensile, è sceso da 11  272 t nel 1990 e da 11  306 t nel 1991 a 10  682  t nel 1992 e a 9  780 t nel periodo dell'inchiesta; rispetto al 1990 la diminuzione è del 13,2  %. 2.  Importazioni oggetto di dumping a)  Volume e quota di mercato (19)  Le importazioni complessive dei prodotti in oggetto originari della Russia sono nettamente  aumentate, passando da 924 t nel 1990 a 11  582 t nel periodo dell'inchiesta. (20)  Nello stesso periodo la corrispondente quota di mercato è aumentata dalla 0,7  % al 7,4  %. b)  Sottoquotazione del prezzo (21)  Per valutare il livello di sottoquotazione, i prezzi medi delle importazioni dalla Russia  sono stati confrontati con i prezzi di vendita praticati dai produttori comunitari denunzianti sul  mercato comunitario. Sono stati applicati adeguamenti per tener conto delle differenze inerenti  alle caratteristiche fisiche. Per effettuare il confronto ad uno stadio commerciale comparabile a  quello delle vendite dei prodotti comunitari, i prezzi all'importazione dei prodotti russi sono  stati adeguati in considerazione del margine dell'importatore, comprendente i costi sostenuti per  sdoganamento, movimentazione, finanziamento e magazzinaggio, le spese generali e amministrative e  il profitto (5  %). Data la mancanza di collaborazione da parte degli importatori dei prodotti in  oggetto, il margine dell'importatore è stato stabilito in base alle informazioni disponibili sui  profitti mercantili ottenuti per l'importazione di altri profitti dell'acciaio. La sottoquotazione del prezzo così calcolata, espressa in percentuale dei prezzi del produttore  comunitario (a livello franco fabbrica) era compresa tra il 16,5  % e il 28  % per il materiale di  prima qualità e tra lo 0  % e il 9,8  % per il materiale di qualità inferiore. 3.  Situazione dell'industria comunitaria a)  Produzione totale (22)  La produzione complessiva dei produttori comunitari denunzianti è costantemente diminuita,  con un calo del 15,2  % tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta, essendo scesa, in una media  mensile, da 13  245 t a 11  231 t. b)  Utilizzazione degli impianti (23)  Con un andamento analogo a quello della produzione totale, il coefficiente di utilizzazione  degli impianti è costantemente diminuito, passando da una media del 64  % al 54  % nel corso dello  stesso periodo. c)  Volume delle vendite e quote di mercato (24)  Le forniture dei produttori comunitari denunzianti destinate al mercato comunitario sono  diminuite del 25,8  % tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta, passando, in media mensile, da 7   843 t a 5  821 t. Nello stesso periodo la corrispondente quota di mercato è scesa dal 69,6  % al  59,5  %, con una perdita del 10  % circa, mentre l'affluso delle importazioni oggetto di dumping si  è costantemente intensificato. d)  Prezzi (25)  La media ponderata dei prezzi di vendita dei produttori denunzianti sul mercato comunitario è  continuamente diminuita tra il 1990 il periodo dell'inchiesta. Il calo dei prezzi è stato del 5  %,  benché nello stesso periodo i costi di produzione siano aumentati. e)  Redditività (26)  A causa della diminuzione delle forniture dell'industria comunitaria e della contemporanea  depressione dei prezzi sul mercato della Comunità, nel periodo dell'inchiesta l'industria  comunitaria ha mediamente subito perdite finanziarie, con una tendenza costantemente negativa in  tutto il periodo. f)  Occupazione (27)  Nel settore della fabbricazione dei prodotti in oggetto l'occupazione è costantemente scesa,  con un calo dell'11  % tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta. 4.  Conclusione sul pregiudizio (28)  Alla luce delle risultanze sueposte, in particolare della  diminuzione delle forniture al mercato comunitario con la conseguente perdita di quote di mercato e  della depressione dei prezzi, che insieme hanno causato la diminuzione dei profitti e, in media,  perdite finanziarie e in considerazione del calo dell'occupazione, è stato concluso a titolo  provvisorio che l'industria comunitaria ha subito un grave pregiudizio ai sensi dell'articolo 4,  paragrafo 1 della decisione di base. F.  NESSO DI CAUSALITÀ (29)  La Commissione ha esaminato se il grave pregiudizio subito  dall'industria comunitaria sia stato causato dalle importazioni oggetto di dumping dalla Russia e  se altri fattori, quali la contrazione del consumo e il volume e i prezzi delle importazioni da  altre fonti, possano aver causato tale pregiudizio oppure avervi contribuito. 1.  Effetto delle importazioni oggetto di dumping (30)  Nel periodo in esame, le importazioni  oggetto di dumping, in termini di volume, si sono moltiplicate diverse volte e la quota di mercato  è aumentata di un fattore pari a 9,5 raggiungendo 7 punti percentuali. Questo aumento corrisponde  alla maggior parte della perdita della quota di mercato subita dall'industria comunitaria (10 punti  percentuali). L'andamento dei prezzi presenta lo stesso parallelismo: tra il 1990 e il periodo  dell'inchiesta le importazioni oggetto di dumping sono state vendute costantemente a prezzi  sostanzialmente inferiori a quelli dell'industria comunitaria, che nello stesso periodo sono scesi  del 5  %. In tali circostanze, la Commissione conclude che le importazioni oggetto di dumping hanno  contribuito in misura significativa al deterioramento della situazione dell'industria comunitaria  sul mercato della Comunità. 2.  Effetto di altri fattori a)  Diminuzione del consumo (31)  Tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta, il consumo delle lamiere a grani orientati è  diminuito del 13,2  %. La contrazione della domanda era tuttavia nettamente inferiore al calo delle  vendite dei produttori comunitari denunzianti sul mercato interno, che nello stesso periodo sono  scese del 25,8  %. La diminuzione del consumo non giustifica quindi l'entità delle perdite subite  dall'industria comunitaria. b)  Altre importazioni (32)  Tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta la Russia è diventata, in termini assoluti e di quota  di mercato, il principale esportatore di lamiere a grani orientati nella Comunità europea. La  percentuale dei prodotti di origine russa rispetto alle importazioni complessive corrispondeva  successivamente all'8,6  % nel 1990, al 17,4  % nel 1991, al 28,1  % nel 1992 e al 42,4  % nel  periodo dell'inchiesta. (33)  Nello stesso periodo la quota di mercato delle importazioni da altri paesi terzi, considerate  complessivamente, è aumentata dal 7,3  % nel 1990 al 10,1  % nel periodo dell'inchiesta, con un  incremento di 2,8 punti percentuali. (34)  In termini assoluti, tuttavia, il volume delle importazioni da questi paesi non è più  aumentato dopo il 1991. Le importazioni da altri paesi terzi, considerati singolarmente, non sono  aumentate in volume, né hanno ottenuto quote di mercato significative tra il 1990 e il periodo  dell'inchiesta. (35)  Riguardo ai prezzi delle importazioni da altri paesi terzi, l'esame dei dati Eurostat ha  messo in evidenza che i prezzi unitari cif frontiera comunitaria delle importazioni dalla Russia  erano nettamente inferiori ai corrispondenti prezzi unitari di qualsiasi altro paese terzo  esportatore. Non sono stati inoltre presentati elementi di prova del fatto che le importazioni da  tali paesi terzi fossero oggetto di dumping e fossero vendute a prezzi inferiori a quelli dei  produttori comunitari. (36)  Anche se l'industria comunitaria ha perso una parte della quota di mercato a vantaggio di  altri paesi esportatori, la portata di tale perdita è nettamente inferiore a quella causata dalla  Russia e non può essere collegata a pratiche commerciali sleali da parte di tali paesi. Ancora una  volta, questo elemento non è sufficiente per giustificare il pregiudizio subito dai produttori  comunitari. 3.  Conclusione (37)  La Commissione conclude pertanto che, anche se altri fattori possono aver  esercitato effetti negativi sulla situazione dell'industria comunitaria, le importazioni oggetto di  dumping dalla Russia, considerate isolatamente, hanno causato un grave pregiudizio all'industria  comunitaria, ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 1 della decisione di base. G.  INTERESSE DELLA COMUNITÀ 1.  Produttori comunitari (38)  Ai fini della valutazione  dell'interesse della Comunità, la Commissione ricorda che la finalità delle misure antidumping è di  eliminare gli effetti delle pratiche di dumping in termini di distorsioni degli scambi e di  ripristinare una concorrenza leale. Nel presente procedimento, in considerazione del fatto che il  grave pregiudizio subito dall'industria denunziante è stato causato dalle importazioni oggetto di  dumping, l'assenza di misure provvisorie aggraverebbe la situazione già precaria dell'industria  comunitaria e potrebbe indurre i produttori ad abbandonare questo settore di attività. (39)  Inoltre, per finanziare gli investimenti necessari per mantenere, a lungo termine,  l'approvvigionamento competitivo di prodotti di qualità ai loro clienti, i produttori comunitari  devono realizzare profitti adeguati. In mancanza di investimenti volti a migliorare la qualità e a  sviluppare nuovi prodotti, l'industria comunitaria perderebbe competitività. (40)  Come risulta dal punto 8, il processo di fabbricazione delle lamiere «  magnetiche  » a grani  orientati è particolarmente complesso ed è redditizio unicamente se è mantenuta una sufficiente  dimensione della produzione. Tra il 1990 e il periodo dell'inchiesta, l'industria comunitaria è  stata sostanzialmente ristrutturata, con un conseguente calo globale della produzione. Se la  produzione fosse ulteriormente ridotta in misura sostanziale, come probabilmente avverrebbe in caso  di continuazione del notevole afflusso di prodotti oggetto di dumping, sarebbero gravemente  compromesse la sopravvivenza degli impianti dei quattro produttori comunitari restanti e la loro  capacità di modernizzazione e di adeguamento al progresso tecnico. (41)  In effetti, poiché i costi unitari aumenterebbero in caso di insufficiente utilizzazione  degli impianti e di conseguenza non sarebbero realizzati profitti adeguati per finanziare gli  investimenti e la ricerca, i produttori comunitari non potrebbero più fornire prodotti di prima  qualità a prezzi competitivi. 2.  Utilizzatori finali (42)  La Commissione non ha ricevuto osservazioni da parte degli  utilizzatori industriali dei prodotti in oggetto entro il termine fissato nell'avviso di apertura. In una fase avanzata dell'inchiesta, tuttavia, una società che fabbrica trasformatori elettrici ha  chiesto di essere sentita, affermando di utilizzare i prodotti russi in oggetto (vedi punto 5). (43)  La società ha affermato che l'imposizione di misure in forma di dazi antidumping  implicherebbe un significativo aumento dei suoi costi. Per le offerte ancora aperte (in particolare  nell'ambito di appalti), sarebbe impossibile trasferire tali costi all'utilizzatore finale, poiché  l'intervallo di tempo che intercorre tra l'offerta, l'ordinativo e la fornitura è spesso di diversi  mesi. La società interessata non ha tuttavia fornito elementi di prova a sostegno della sua  affermazione, limitandosi ad una stima della probabile incidenza dei dazi. (44)  In base alle informazioni di cui dispone nella fase preliminare del procedimento, la  Commissione ritiene che l'istituzione di misure antidumping sulle importazioni dei prodotti  originari della Russia non abbia un'incidenza significativa sul costo di produzione dei  trasformatori elettrici, poiché gli utilizzatori di lamiere magnetiche nella Comunità dispongono di  diverse fonti di approvvigionamento. (45)  La Commissione ha inoltre esaminato le conseguenze a medio e a lungo termine per gli  utilizzatori di lamiere a grani orientati, qualora non fossero istituite misure antidumping. (46)  Se l'industria comunitaria dovesse cessare la produzione di lamiere a grani orientati, gli  utilizzatori dei prodotti in oggetto diventerebbero progressivamente dipendenti da materiali  importati da fonti di approvvigionamento più lontane e talvolta meno efficienti e sicure. Le  conseguenze di tale dipendenza sarebbero di ampia portata, poiché alcuni prodotti che incorporano  le lamiere «  magnetiche  » a grani orientati, in particolare i trasformatori elettrici, hanno  diverse applicazioni nell'attività di produzione, distribuzione e utilizzazione dell'energia  elettrica e in altre apparecchiature elettriche ad alta tecnologia per impianti industriali. (47)  Un'ulteriore riduzione del numero di fornitori comunitari del prodotto in oggetto potrebbe  avere gravi conseguenze per l'approvvigionamento dell'industria elettrotecnica e a valle per gli  utilizzatori dei suoi prodotti in settori sensibili quali l'assistenza sanitaria, la difesa, i  trasporti e le infrastrutture. In tali circostanze sarebbe danneggiata la competitività  dell'industria elettrotecnica sul mercato comunitario. È quindi assolutamente necessario  salvaguardare la produzione di lamiere «  magnetiche  » a grani orientati nella Comunità e creare  le condizioni in cui i produttori possano realizzare profitti sufficienti per continuare a  finanziare gli investimenti e le attività di ricerca e sviluppo, nella misura necessaria per non  perdere la competitività. (48)  In tali circostanze, anche se l'istituzione di misure antidumping potrebbe provocare un lieve  aumento del prezzo dei prodotti in oggetto, questa conseguenza sarebbe compensata dalla  salvaguardia dell'approvvigionamento di prodotti di alta qualità da fonti all'interno della  Comunità. 3.  Conclusione (49)  Alla luce dei fatti e delle considerazioni suesposti, è stato concluso a  titolo provvisorio che, nell'interesse della Comunità, è necessario istituire misure antidumping  per evitare che le importazioni oggetto di dumping causino un ulteriore pregiudizio. H.  DAZIO (50)  Alla luce di quanto precede, devono essere istituite misure in forma di dazio  provvisorio ad valorem. Per stabilire il livello del dazio, la Commissione ha tenuto conto dei  margini di dumping accertati e dell'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio  subito dall'industria comunitaria. 1.  Livello necessario per eliminare il pregiudizio (51)  Per valutare il livello necessario per  eliminare il pregiudizio, la Commissione ha tenuto conto del fatto che le importazioni oggetto di  dumping dalla Russia sono state vendute a prezzi nettamente inferiori a quelli dei produttori  comunitari, provocando perdite sostanziali oppure l'erosione della redditività. Per eliminare il  pregiudizio è quindi necessario che i prezzi all'esportazione dei prodotti in oggetto originari  della Russia aumentino in misura sufficiente affinché l'industria comunitaria possa aumentare i  prezzi medi sino ad un livello remunerativo. (52)  A tal fine, la Commissione ha stabilito un prezzo obiettivo per il materiale di prima e di  seconda qualità. (53)  Per il materiale di prima qualità, il prezzo obiettivo è stato calcolato aggiungendo un  profitto del 5  % al costo di produzione corrispondente. (54)  Riguardo ai prodotti di seconda qualità, occorre osservare che non esiste un costo di  produzione specifico, dato che questi materiali sono ottenuti in seguito ad un errore del processo  di fabbricazione. Il relativo prezzo obiettivo è stato quindi calcolato applicando al prezzo  obiettivo del materiale di prima qualità la riduzione media normalmente concessa nel periodo  dell'inchiesta dal produttore del paese analogo. (55)  Per valutare il livello della differenza di prezzo, i prezzi obiettivi medi dei prodotti  comunitari sono stati confrontati con i corrispondenti prezzi medi dei prodotti importati dalla  Russia. A tal fine, i prezzi sono stati debitamente adeguati (vedi punto 24). (56)  È stata calcolata la media ponderata del margine della differenza di prezzo, espressa in  percentuale del prezzo all'esportazione dei prodotti russi, a livello cif frontiera comunitaria. Il  margine così ottenuto è del 43,2  %. 2.  Livello del dazio (57)  In conformità dell'articolo 13, paragrafo 3 della decisione di base,  poiché il livello necessario per eliminare il pregiudizio determinato con il metodo suesposto è  inferiore al margine di dumping (punto 16), il dazio antidumping, calcolato in base al prezzo  franco frontiera comunitaria, è del 43,2  %. I.  DISPOSIZIONE FINALE (58)  Ai fini di buona amministrazione, occorre fissare un termine entro  il quale le parti interessate possano presentare le loro osservazioni e chiedere di essere sentite  dalla Commissione. Occorre inoltre precisare che tutte le conclusioni elaborate ai fini della  presente decisione sono provvisorie e possono essere riesaminate qualora la Commissione proponga  l'istituzione di un dazio definitivo, HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: Articolo 1 1.  È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni  di lamiere e nastri di acciai al silicio detti «  magnetici  », laminati a freddo e a grani  orientati, di larghezza superiore a 500 mm, originari della Russia, di cui ai codici NC 7225  10   91 (lamiere di larghezza uguale o superiore a 600 mm) e 7226  10  31 (lamiere di larghezza  superiore a 500 mm e inferiore a 600 mm). 2.  L'aliquota del dazio provvisorio è pari al 43,2  % del prezzo netto, franco frontiera  comunitaria, non sdoganato. 3.  L'immissione in libera pratica nella Comunità dei prodotti in cui al paragrafo 1 è subordinata  alla costituzione di una garanzia pari all'importo del dazio provvisorio. Articolo 2 Salvo il disposto dell'articolo 7, paragrafo 4, lettere b) e c) della decisione n.  2424/88/CECA, entro un mese a decorrere dall'entrata in vigore della presente decisione, le parti  interessate possono comunicare osservazioni scritte e chiedere di essere sentite dalla  Commissione. Articolo 3 La presente decisione entra in vigore il giorno successivo a quello della  pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. La presente decisione è obbligatoria in tutti i suoi elementi e direttamente  applicabile in ciascuno degli Stati membri. Fatto a Bruxelles, il 19 ottobre 1995. Per la Commissione Leon BRITTAN Vicepresidente (1)  GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 18.  (2)  GU n. C 138 del 20. 5. 1994, pag. 8.  (1)  GU n. L 209 del 2. 8. 1988, pag. 18.  (2)  GU n. C 138 del 20. 5. 1994, pag. 8.