CELEX: 51994PC0436
Language: it
Date: 1994-11-18
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sui bonifici transfrontalieri

Avis juridique important

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51994PC0436

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO sui bonifici transfrontalieri  /* COM/94/436DEF - COD 94/0242 */  

Gazzetta ufficiale n. C 360 del 17/12/1994 pag. 0013

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui bonifici transfrontalieri (94/C 360/11) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(94) 436 def. - 94/0242(COD)(Presentata dalla Commissione il 18 novembre 1994)IL PARLAMENTO EUROPEO ED IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 100 A,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Comitato economico e sociale,visto il parere dell'Istituto monetario europeo,in conformità della procedura stabilita dall'articolo 189 B del trattato,considerando che il volume dei pagamenti transfrontalieri a distanza aumenta costantemente con il completamento del mercato interno e la piena realizzazione dell'Unione economica e monetaria, che implicano l'incremento degli scambi e della circolazione delle persone nella Comunità; che i bonifici rappresentano una parte notevole, per volume e per valore, dei pagamenti transfrontalieri a distanza;considerando che è essenziale, per i singoli cittadini e per le imprese, poter effettuare bonifici rapidi, sicuri ed economici da un capo all'altro del territorio della Comunità; che la concorrenza sul mercato dei bonifici transfrontalieri dovrebbe consentire il miglioramento dei servizi e la riduzione dei prezzi;considerando che la presente direttiva intende porsi sulla scia dei progressi realizzati nel campo della liberalizzazione dei movimenti di capitali durante la prima fase dell'Unione economica e monetaria; che essa tiene conto dell'obiettivo di agevolare l'impiego dell'ecu, indicato dal trattato; che essa costituisce un passo avanti nella realizzazione progressiva dell'Unione economica e monetaria; che le disposizioni in essa contenute devono applicarsi ai bonifici espressi in qualsiasi moneta, compreso l'ecu;considerando che la presente direttiva intende attuare un aspetto del programma di lavoro steso dalla Commissione sulla base del Libro verde dal titolo «Il sistema dei pagamenti nel mercato interno europeo»;considerando che la Commissione ha raccomandato agli Stati membri di fissare a non meno di 10 000 ECU la soglia al di sotto della quale non vige alcun obbligo di segnalazione dei pagamenti transfrontalieri;considerando che il comitato dei governatori delle banche centrali nazionali degli Stati membri hanno raccomandato che i sistemi di pagamento di tutti gli Stati membri abbiano una solida base giuridica; che la Commissione ha costituito un gruppo di lavoro sul contesto normativo dei pagamenti transfrontalieri, comprendente consulenti giuridici dei governi e dell'IME; che tale gruppo ha espresso alla Commissione il parere che le questioni oggetto dalla presente direttiva possono essere trattate separatamente da quelle sistemiche, le quali rimangono oggetto di studio; che potrà essere necessario presentare un'ulteriore proposta per abbracciare anche tali questioni sistemiche, e principalmente la questione relativa al carattere definitivo del regolamento;considerando che la presente direttiva è intesa a migliorare i servizi di bonifico transfrontalieri, e pertanto a coadiuvare l'IME nel suo compito di promuovere l'efficienza di tali pagamenti, allo scopo di preparare la terza fase dell'Unione economica e monetaria;considerando che la presente direttiva, ai sensi dell'articolo 3 B, terzo comma del trattato stabilisce i requisiti minimi necessari ad assicurare un livello adeguato di informazione della clientela; che una maggior trasparenza implica in ultima analisi che gli enti rispettino requisiti qualitativi d'esecuzione minimi; che la presente direttiva stabilisce i requisiti qualitativi d'esecuzione minimi, ai quali dovranno conformarsi gli enti che offrono servizi di bonifico transfrontalieri; che essa corrisponde al primo, al secondo, al terzo, al quarto ed al quinto dei principi enunciati nella raccomandazione 90/109/CEE della Commissione (1); che essa lascia impregiudicate le disposizioni della direttiva 91/308/CEE del Consiglio, del 10 giugno 1991, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività illecite (2);considerando che i bonifici transfrontalieri, consistendo in una serie di operazioni cui partecipano enti situati in diversi Stati membri, per loro natura rendono appropriata e necessaria un'azione coordinata a livello della Comunità; che un'azione basata sull'autoregolamentazione è stata tentata dalla Commissione con la raccomandazione 90/109/CEE volta ad atturare miglioramenti da parte del sistema bancario; che tale metodo non cogente non ha conseguito i risultati sperati; che sono pertanto opportune misure vincolanti;considerando che la presente direttiva deve disciplinare i bonifici di qualsiasi importo; che occorre imporre agli enti creditizi e finanziari un obbligo di rimborso in caso di omesso perfezionamento di un bonifico; che l'obbligo di rimborsare deve dar luogo ad un'eventuale responsabilità degli enti; che può riflettersi, sotto il profilo prudenziale, sul requisito della solvibilità; che la facoltà di deroga a tale obbligo (da parte degli Stati membri e degli enti) deve essere prevista solo per pagamenti rilevanti superiori ai 10 000 ECU; che tale soglia non deve applicarsi ad alcun altra norma della presente direttiva;considerando che, la risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 1993, ha chiesto che una direttiva del Consiglio stabilisca delle regole in materia di trasparenza e di qualità d'esecuzione dei pagamenti transfrontalieri;considerando che, nel suo parere del 6 luglio 1994, il Comitato economico e sociale ha espresso la sua preferenza per un codice di condotta; che la Commissione ha precedentemente seguito tale metodo; che il Comitato economico e sociale ha suggerito che, se si dovesse proporre una direttiva, questa dovrebbe limitarsi a fissare un quadro generale; che la presente direttiva segue tale impostazione, permettendo un'ampia libertà contrattuale,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:SEZIONE I Campo d'applicazione e definizioni Articolo 1 Campo d'applicazione1. Gli Stati membri applicano le disposizioni della presente direttiva agli enti creditizi e agli altri enti che offrono al pubblico, nell'ambito di una normale attività d'affari, servizi di bonifico.2. La presente direttiva si applica a bonifici espressi in qualsiasi moneta, compreso l'ecu, e per qualsiasi ammontare, salvo laddove sia stata applicata la deroga di cui all'articolo 7, paragrafo 3.Articolo 2 DefinizioniAi fini della presente direttiva, valgono le seguenti definizioni:a) «ente creditizio»: ogni ente rispondente alla definizione dell'articolo 1 della direttiva 77/780/CEE del Consiglio (3); ai sensi della presente direttiva le succursali di enti creditizi site in altri Stati membri sono considerate soggetti distinti;b) «altro ente»: ogni persona giuridica, che non sia un ente creditizio, la quale offre al pubblico, nell'ambito di una normale attività d'affari, servizi di bonifico;c) «ente»: un ente creditizio o un altro ente;d) «persona»: una persona fisica o giuridica, secondo il caso;e) «pagamento»: il trasferimento, da parte di un ordinante, di un credito monetario nei confronti di una parte accettata dal beneficiario, compreso il caso in cui l'ordinante ed il beneficiario siano la stessa persona;f) «pagamento transfrontaliero»: un pagamento effettuato da un ordinante il cui conto, sul quale è addebitato il pagamento, si trova presso un ente o una sua succursale in uno Stato membro, in favore di un beneficiario presso un ente o una sua succursale in un altro Stato membro;g) «ordinante»: la persona che autorizza un bonifico in favore di un beneficiario;h) «beneficiario»: il destinatario finale di un bonifico;i) «cliente»: secondo il caso, l'ordinante o il beneficiario, che possono essere la stessa persona;j) «ordine di pagamento»: un'istruzione, comunicata direttamente ad un ente, in qualunque forma, di mettere a disposizione del beneficiario una somma di denaro stabilita o da determinarsi;k) «bonifico»: un pagamento transfrontaliero, consistente in una serie di operazioni, a partire dall'ordine di pagamento dell'ordinante. Il termine comprende ogni ordine di pagamento, emesso dall'ente dell'ordinante o da qualsiasi altro ente intermediario, finalizzato all'esecuzione dell'ordine di pagamento dell'ordinante;l) «forza maggiore»: la nozione di cui all'articolo 4, paragrafo 6, secondo comma, punto ii) della direttiva 90/314/CEE del Consiglio (4), escluso il caso di insolvenza di un ente intermediario;m) «interesse»: il tasso interbancario lettera sul mercato di riferimento per i depositi nella divisa in cui è denominato un dato pagamento, maggiorato dei due punti percentuali e calcolato per tutta la durata del ritardo;n) «valuta»: la data in cui il conto del cliente viene addebitato (per gli ordinanti) o accreditato (per i beneficiari) e che viene utilizzata dall'ente del cliente per calcolare gli interessi maturati sul conto (se del caso) o per verificare la disponibilità di fondi, laddove gli interessi non siano un criterio pertinente;o) «accettazione»: l'accettazione da parte di un ente di un ordine di pagamento, una volta soddisfatte le condizioni relative alla disponibilità di copertura finanziaria ed all'identificazione delle persone designate nell'ordine di pagamento, nonché ogni altra condizione preliminare pattuita dalle parti;p) «perfezionamento di un bonifico»: l'accettazione da parte dell'ente del beneficiario;q) «ente intermediario»: un ente che non è né quello dell'ordinante né quello del beneficiario;r) «giorno lavorativo»: in riferimento ad un determinato ente, un giorno o parte di un giorno in cui esso è aperto per l'esecuzione di bonifici.SEZIONE II Trasparenza delle condizioni applicabili ai bonifici Articolo 3 Informazioni preliminari all'effettuazione o al ricevimento di un bonificoL'ente fornisce al proprio cliente precise informazioni scritte sui servizi offerti per effettuare o ricevere un bonifico. Esse includono almeno quanto segue:- i tempi necessari affinché i fondi siano accreditati sul conto dell'ente del beneficiario o al beneficiario, secondo il caso;- la base per il calcolo di tutte le commissioni e spese a carico del cliente;- l'eventuale valuta, applicata dall'ente;- un riferimento alle procedure di ricorso offerte al cliente ed alle modalità per accedervi.Articolo 4 Informazioni posteriori nell'effettuazione o al ricevimento di un bonificoL'ente fornisce al proprio cliente precise informazioni scritte dopo l'effetuazione o il ricevimento di un bonifico. Esse includono almeno quanto segue:- un riferimento che consenta al proprio cliente l'identificazione del pagamento;- l'importo di ciascuna delle spese a carico del proprio cliente. Ove l'ordinante abbia autorizzato una detrazione dall'ammontare del bonifico, questa circostanza e l'importo originario del bonifico devono essere indicati al beneficiario dalla banca di quest'ultimo;- l'eventuale valuta applicata dall'ente.SEZIONE III Obblighi minimi degli enti in materia di bonifici Articolo 5 Obbligo di tempestiva esecuzione1. Ogni ente che abbia accettato un ordine di pagamento deve eseguire il relativo bonifico nei termini pattuiti con il cliente (o l'ente) che ha impartito l'ordine di pagamento. In assenza di patti specifici quanto ai termini, esso deve agire in modo abbastanza rapido in modo da rispettare i termini chiaramente indicati e pubblicati. In assenza di patti specifici o di termini pubblicati, si applicano le seguenti disposizioni:- l'ente dell'ordinante è responsabile nei confronti di quest'ultimo del perfezionamento del bonifico entro la fine del quinto giorno lavorativo successivo al giorno in cui abbia accettato l'ordine di pagamento dell'ordinante; e- l'ente del beneficiario è tenuto a mettere a disposizione di quest'ultimo l'importo del bonifico entro la fine del giorno lavorativo successivo all'esecuzione del bonifico stesso.2. Nel caso di tardivo perfezionamento del bonifico, l'ente dell'ordinante indennizza quest'ultimo attraverso il pagamento degli interessi maturati sull'ammontare del bonifico, ma non è responsabile, in forza della presente direttiva, di eventuali danni indiretti. Non è dovuto alcun indennizzo qualora la banca dell'ordinante possa dimostrare che il ritardo sia da imputarsi all'ordinante stesso.3. Oltre all'obbligo di esecuzione di cui al paragrafo 1, l'ente del beneficiario indennizza quest'ultimo attraverso il pagamento degli interessi maturati sull'importo del bonifico, qualora tale importo venga messo a disposizione del beneficiario in ritardo.Articolo 6 Obbligo di eseguire il bonifico conformemente alle istruzioni contenute nell'ordine di pagamento1. L'ente dell'ordinante, ogni eventuale ente intermediario nonché quello del beneficiario, una volta accettato l'ordine di pagamento, devono eseguire il bonifico relativo per l'intero ammontare indicato, a meno che non siano autorizzati ad effettuare una detrazione. Fatto salvo l'obbligo di non effettuare detrazioni, l'ente del beneficiario ha facoltà, se del caso di addebitare al beneficiario un onere aggiuntivo, relativo alla gestione del conto. Tuttavia, tale eventuale onere aggiuntivo di gestione non dev'essere superiore a quello che verrebbe addebitato per un bonifico nazionale.2. In caso di inadempimento, da parte di un ente che non sia quello del beneficiario dell'obbligo d'esecuzione conforme di cui al paragrafo 1, e fatta salva ogni altra domanda di indennizzo, l'ente dell'ordinante è tenuto a riaccreditare a proprie spese all'ordinante le somme indebitamente detratte da ogni altro ente. In alternativa, se così richiesto dall'ordinante, esso trasferisce tali somme in favore del beneficiario, a proprie spese e senza alcuna detrazione. L'ente intermediario che operi una detrazione, contravvenendo all'obbligo di cui al paragrafo 1, è tenuto a riaccreditare la somma detratta all'ente dell'ordinante. In alternativa, se richiesto da quest'ultimo, esso trasferisce tale somma in favore del beneficiario, a proprie spese e senza alcuna detrazione.3. In caso d'inadempimento dell'obbligo di esecuzione conforme da parte dell'ente del beneficiario, e fatta salva ogni altra domanda d'indennizzo, l'ente del beneficiario è tenuto a riaccreditare a proprie spese al beneficiario le somme indebitamente detratte.Articolo 7 Obbligo di rimborso a carico degli enti in caso di omesso perfezionamento di un bonifico1. Qualora dopo che un ordine di pagamento sia stato accettato dall'ente dell'ordinante, il relativo bonifico non sia stato perfezionato per qualsiasi motivo, fatta salva ogni altra domanda di indennizzo, l'ordinante ha il diritto ad essere riaccreditato dell'intero ammontare oggetto del bonifico, maggiorato degli interessi e delle spese addebitate per il bonifico non perfezionato, su richiesta presentata non prima di venti giorni lavorativi dalla data in cui il bonifico avrebbe dovuto essere perfezionato. Ogni ente intermediario che ha accettato l'ordine di pagamento è parimenti tenuto a rimborsarne l'ammontare, a proprie spese, all'ente dal quale ha ricevuto istruzioni.2. Qualora l'omesso perfezionamento del bonifico sia stato causato da un difetto nelle istruzioni fornite dall'ordinante al suo ente, quest'ultimo e gli altri enti coinvolti si adoperano al meglio per effettuare il rimborso di cui al paragrafo 1.3. Gli Stati membri possono consentire agli enti di derogare contrattualmente all'obbligo di rimborso di cui al paragrafo 1, nei casi seguenti:- se l'omesso perfezionamento del bonifico è dovuto a causa di forza maggiore; oppure- se il pagamento supera i 10 000 ECU.SEZIONE IV Disposizioni finali Articolo 8 Attuazione1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 31 dicembre 1996. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle principali disposizioni di diritto interno che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva. In tale comunicazione essi presentano una tabella indicante le disposizioni nazionali previgenti o appositamente emanate, in corrispondenza di ciascun articolo della presente direttiva.Articolo 9 Relazione al Parlamento europeo ed al ConsiglioEntro il 31 dicembre 1999, la Commissione presenta al Parlamento europeo ed al Consiglio una relazione in merito all'applicazione della presente direttiva, corredandola, se del caso, delle opportune proposte modificative.Articolo 10 Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno sucessivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Articolo 11 DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.(1) GU n. L 67 del 15. 3. 1990, pag. 39.(2) GU n. L 166 del 28. 6. 1991, pag. 77.(3) GU n. L 322 del 17. 12. 1977, pag. 30.(4) GU n. L 158 del 23. 6. 1990, pag. 59.