CELEX: C2005/143/72
Language: it
Date: 2005-06-11 00:00:00
Title: Causa T-121/05: Ricorso della Borax Europe Ltd contro Commissione delle Comunità europee, proposto il 15 marzo 2005

11.6.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 143/38
            
         Ricorso della Borax Europe Ltd contro Commissione delle Comunità europee, proposto il 15 marzo 2005
   (Causa T-121/05)
   (2005/C 143/72)
   Lingua processuale: l'inglese
   Il 15 marzo 2005, la Borax Europe Ltd, con sede in Guildford (Regno Unito), rappresentata dagli avv.ti D. Vandermeersch e K. Nordlander, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti:
   La ricorrente impugna la decisione con la quale la Commissione nega alla ricorrente l'accesso a taluni documenti e nastri registrati relativi alla preparazione del 30o adattamento al progresso tecnico della direttiva del Consiglio 27 giugno 1967, 67/548/CEE, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all'imballaggio e all'etichettatura delle sostanze pericolose (1). Più in particolare, l'accesso che la ricorrente ha chiesto alle registrazioni audio o trascrizioni dell'incontro di esperti specializzati nel settore della tossicità riproduttiva nella classificazione dell'acido borico e dei borati.
   A sostegno della sua domanda, la ricorrente deduce che la convenuta è incorsa in un manifesto errore di valutazione e ha violato gli artt. 4, n. 1, lett. b) e 4, n. 3 del regolamento n. 1049/2001 (2). Secondo la ricorrente, la convenuta è incorsa in errore nell'affermare che l'accesso ai documenti avrebbe messo in discussione l'integrità degli esperti consultati e li avrebbe esposti a pressioni esterne. La ricorrente sostiene ancora che la convenuta è incorsa in errore applicando l'eccezione relativa alla protezione della decisione della Commissione di effettuare il procedimento e decidendo che non vi era un pubblico interesse assorbente perché fosse concesso l'accesso ai documenti.
   La ricorrente deduce infine la violazione del principio di proporzionalità per il fatto di non aver concesso un accesso parziale alle registrazioni audio.
   
      (1)  GU 196, pag. 1.
   
      (2)  Regolamento (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 30 maggio 2001, n. 1049, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145, pag. 43).