CELEX: 52017JC0019
Language: it
Date: 2017-05-24 00:00:00
Title: Raccomandazione congiunta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza la Commissione europea e l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ad avviare negoziati e a negoziare un accordo di associazione aggiornato con la Repubblica del Cile

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 24.5.2017
            JOIN(2017) 19 final
            Raccomandazione congiunta di
            DECISIONE DEL CONSIGLIO
            che autorizza la Commissione europea e l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ad avviare negoziati e a negoziare un accordo di associazione aggiornato con la Repubblica del Cile
            {SWD(2017) 172 final}{SWD(2017) 173 final}
            
               
         
         
            
               RELAZIONE
            
            
               1.CONTESTO DELLA PROPOSTA
            
            
               •Motivi e obiettivi della proposta
            
            
               Il Cile è stato il primo paese dell'America latina a concludere un accordo di associazione con l'UE (l'accordo"). L'accordo, che contiene disposizioni in materia di politica, cooperazione e commercio, è stato applicato in via provvisoria dal 1° febbraio 2003. L'accordo è entrato in vigore il 1° marzo 2005. 
            
            
               La sua attuazione è progredita in modo soddisfacente e il suo quadro istituzionale è pienamente funzionante. L'accordo ha contribuito a rafforzare le relazioni tra l'UE e il Cile ("le Parti") e ha permesso di definire nuovi ambiti di cooperazione e di avviare nuovi dialoghi politici. Per quanto riguarda il commercio, l'accordo comprende un accordo di libero scambio che ha contribuito a una forte espansione degli scambi e degli investimenti bilaterali.
            
            
               Durante una riunione a margine del vertice UE-CELAC tenutosi a Santiago il 2627 gennaio 2013, i leader dell'UE e del Cile hanno concordato di riflettere su come aggiornare l'accordo dopo 10 anni di attuazione. Nell'aprile 2015 il 6° Consiglio di associazione UE-Cile ha approvato la creazione del gruppo di lavoro congiunto ("il gruppo'") sull'aggiornamento dell'accordo, incaricato di svolgere un esercizio esplorativo valutando il livello di ambizione per l'avvio di negoziati volti ad aggiornare l'accordo in tutti i settori. Il gruppo ha creato due sottogruppi, uno per le questioni politiche e la cooperazione e l'altro per il commercio. I lavori dei sottogruppi si sono conclusi nella riunione del 14° Comitato di associazione UE-Cile tenutasi il 31 gennaio 2017. 
            
            
               Un accordo aggiornato dovrebbe inquadrare le relazioni UE-Cile inglobando le questioni attinenti alla politica, alla sicurezza, alla cooperazione settoriale e al commercio. L'obiettivo strategico principale è approfondire le relazioni UE-Cile elaborando un nuovo testo globale che sostituisca l'accordo attuale ampliandone il campo di applicazione e tenendo conto delle nuove sfide politiche ed economiche di natura bilaterale e mondiale. Il processo di aggiornamento dovrebbe tenere in considerazione, basandosi sull'esperienza acquisita con l'attuazione dell'accordo attuale, l'approfondimento del processo di integrazione dell'UE, l'adesione dei nuovi Stati membri e l'evoluzione del ruolo dell'UE e del Cile sulla scena internazionale.
            
            
               Per quanto riguarda gli scambi commerciali, vi sono stati sviluppi importanti nelle politiche commerciali a livello mondiale e le Parti hanno concluso accordi molto ambiziosi e completi con partner terzi, di portata nettamente superiore a quella delle disposizioni dell'accordo di libero scambio UE-Cile. 
            
            
               Le discussioni preparatorie svoltesi nel gruppo hanno contribuito a definire una serie di parametri di cui si dovrebbe tener conto nel processo di aggiornamento. Per la parte relativa alla politica e alla cooperazione, il gruppo ha contribuito al raggiungimento di un'intesa iniziale sulla struttura e sul campo di applicazione possibili del nuovo accordo. Il gruppo ha inoltre contribuito a individuare i settori di comune interesse per la cooperazione futura, concentrandosi sul proseguimento della cooperazione internazionale UE-Cile nell'ambito dell'Agenda 2030 e sulla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile. 
            
            
               Per quanto riguarda le questioni commerciali, l'esercizio esplorativo ha rispecchiato la portata e il livello di ambizione che le Parti potrebbero conseguire nell'ambito di un aggiornamento globale della parte commerciale dell'accordo, confermando che l'obiettivo comune è un miglioramento ambizioso del quadro per le relazioni bilaterali in materia di commercio e investimenti, che si basi sull'accordo esistente e vada al di là degli impegni assunti in sede di OMC. Nel condurre i negoziati si dovrebbe tenere conto dei più recenti accordi commerciali negoziati e conclusi dalle Parti e della necessità di garantire complementarità e coerenza con i negoziati e gli accordi in questione.
            
            
               
                  Un accordo aggiornato dovrebbe quindi prevedere il massimo livello possibile di liberalizzazione in materia di scambi di merci, servizi, investimenti e accesso agli appalti pubblici. Va garantito un livello elevato di tutela e applicazione dei diritti di proprietà intellettuale, anche per quanto riguarda le indicazioni geografiche. Si dovrebbe inoltre ampliare il campo di applicazione delle attuali disposizioni sul commercio includendo gli ostacoli non tariffari e gli altri aspetti normativi e basati sulle regole. Un accordo aggiornato dovrebbe garantire il diritto delle Parti di perseguire gli obiettivi legittimi di politica pubblica in tutti gli ambiti pertinenti. L'accordo dovrebbe inoltre tener conto di altre questioni quali il commercio e lo sviluppo sostenibile, il commercio e le questioni di genere, il commercio e le PMI. 
               
            
            
               •Coerenza con le disposizioni vigenti nel settore normativo interessato
            
            
               La raccomandazione è in linea con la strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea che prevede, fra l'altro, un approfondimento delle relazioni con l'America latina e i Caraibi attraverso la conclusione di partenariati bilaterali.
            
            
               La raccomandazione è in linea con la comunicazione "Commercio per tutti - Verso una politica commerciale e di investimento più responsabile", che sottolinea la necessità di far avanzare le relazioni bilaterali dell'UE per generare crescita e occupazione superando gli ostacoli agli scambi e agli investimenti in modo globale, garantendo al contempo il livello elevato di protezione sociale e ambientale dell'UE e contribuendo a realizzare altri obiettivi politici, tra cui lo sviluppo sostenibile e le particolari esigenze delle PMI. Nella comunicazione "Commercio per tutti" viene indicata l'intenzione della Commissione di richiedere direttive di negoziato per aggiornare l'accordo una volta concluso l'esercizio esplorativo.
            
            
               •Coerenza con le altre normative dell’Unione
            
            
               La raccomandazione è in linea con il programma di cambiamento adottato nel 2011, su cui si basa la politica di sviluppo dell'UE nei confronti dei paesi terzi. In questo contesto, il Cile si è emancipato dall’assistenza dell’UE nell'ambito della cooperazione bilaterale e nuove formule di cooperazione internazionale sono state cercate sulla base del Consenso europeo sullo sviluppo e dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
            
            
               2.BASE GIURIDICA, SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ
            
            
               •Base giuridica
            
            
               La base giuridica della raccomandazione è costituita dall'articolo 218, paragrafi 3 e 4, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).
            
         
         
            
               •Sussidiarietà (per la competenza non esclusiva) 
            
            
               Scopo dell'accordo è rafforzare l'associazione esistente tra l'UE e il Cile. L'azione dovrebbe quindi essere condotta a livello di UE.
            
            
            
               La politica commerciale comune è inclusa nell'elenco dei settori di competenza esclusiva dell'Unione di cui all'articolo 3 del TFUE e, a norma dell'articolo 5, paragrafo 3, del trattato sull'Unione europea, il principio di sussidiarietà non si applica nei settori di competenza esclusiva. 
            
            
               •Proporzionalità
            
            
               La raccomandazione di decisione del Consiglio che autorizza la Commissione europea e l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ("l'alto rappresentante") a negoziare un accordo aggiornato con il Cile si limita a quanto necessario o opportuno per conseguire gli obiettivi politici.
            
            
               Per quanto riguarda le questioni commerciali, in linea con il principio di proporzionalità, sono state considerate tutte le opzioni strategiche ragionevoli al fine di valutare la probabile efficacia di tali interventi, come descritto in maniera dettagliata nella relazione sulla valutazione d'impatto.
            
            
               •Scelta dell’atto giuridico
            
            
               
                  Decisione del Consiglio dell'Unione europea.
               
            
            
               3.RISULTATI DELLE VALUTAZIONI EX POST, DELLE CONSULTAZIONI DEI PORTATORI DI INTERESSI E DELLE VALUTAZIONI D’IMPATTO
            
            
               •Valutazioni ex post / controlli dell’adeguatezza della legislazione vigente
            
            
               
                  Un consulente esterno ha svolto nel 2012 una valutazione ex post dell'incidenza economica della parte commerciale dell'accordo. La relazione sulla valutazione d'impatto allegata alla presente raccomandazioni contiene informazioni più dettagliate al riguardo.
               
            
            
               •Consultazioni dei portatori di interessi
            
            
               Tra l'8 giugno e l'8 settembre 2016 la Commissione ha condotto una consultazione pubblica online che è stata pubblicata sul sito della Direzione generale per il Commercio e su "EU Survey", lo strumento della Commissione per le consultazioni pubbliche online. Le parti interessate sono state invitate a rispondere a domande su un'ampia gamma di tematiche connesse al commercio e agli investimenti tra l'UE e il Cile. La sintesi delle risposte alla consultazione pubblica è acclusa alla relazione sulla valutazione d'impatto e le risposte delle parti interessate sono state pubblicate sul sito della DG TRADE.
            
            
               •Assunzione e uso di perizie
            
            
               
                  Un consulente esterno è stato incaricato di svolgere un'analisi ex ante relativa all'impatto potenziale dell'aggiornamento della parte commerciale dell'accordo. Questo studio esterno è accluso alla relazione sulla valutazione d'impatto.
               
            
            
               •Valutazione d’impatto
            
            
               
                  È stata svolta una valutazione d'impatto sull'aggiornamento della parte commerciale dell'accordo. La relazione sulla valutazione d'impatto e la sua scheda di sintesi nonché il parere positivo del comitato per il controllo normativo sono allegati alla presente raccomandazione.
               
               
                  In aggiunta alla valutazione d'impatto, una valutazione indipendente dell'impatto sulla sostenibilità esaminerà i potenziali effetti economici, sociali, ambientali e sui diritti umani della parte commerciale dell'accordo aggiornato. La valutazione sarà eseguita da consulenti esterni contemporaneamente ai negoziati e si baserà su una consultazione ampia e costante delle parti interessate, in particolare la società civile. La valutazione d'impatto per la sostenibilità sarà ultimata prima della sigla dell'accordo aggiornato e le sue conclusioni contribuiranno al processo negoziale.
               
            
            
               •Adeguatezza normativa e semplificazione
            
         
         
            
               
                  Le PMI dovrebbero beneficiare delle nuove opportunità commerciali e dei risparmi derivanti dalla liberalizzazione degli scambi, del rafforzamento del quadro giuridico e delle disposizioni per il miglioramento delle procedure doganali e per una maggiore trasparenza della regolamentazione. La relazione sulla valutazione d'impatto contiene informazioni dettagliate sui potenziali impatti sulle parti interessate e sui settori economici.
               
            
            
               •Diritti fondamentali
            
            
               
                  L'UE si adopererà per includere clausole specifiche su democrazia, Stato di diritto, diritti umani e libertà fondamentali, che devono essere definiti elementi essenziali dell'accordo. 
               
               
                  La relazione sulla valutazione d'impatto relativa all'aggiornamento della parte commerciale dell'accordo affronta la questione dei diritti fondamentali sotto il profilo sociale, ambientale e dei diritti umani. A titolo di esempio, in linea con la politica consolidata dell'UE la parte commerciale dell'accordo aggiornato dovrebbe contenere un capitolo riguardante il commercio e lo sviluppo sostenibile. 
               
            
            
               4.INCIDENZA SUL BILANCIO
            
            
               
                  La parte commerciale dell'accordo aggiornato avrà un'incidenza negativa limitata sul bilancio dell'UE sotto forma di dazi doganali a seguito della liberalizzazione tariffaria. Si prevedono effetti positivi indiretti in termini di aumento delle risorse legate all'imposta sul valore aggiunto e al reddito nazionale lordo.
               
            
            
               5.ALTRI ELEMENTI
            
            
               •Piani attuativi e modalità di monitoraggio, valutazione e informazione
            
            
               
                  In linea con l'impegno assunto nella comunicazione del 2015 "Commercio per tutti - Verso una politica commerciale e di investimento più responsabile", sarà effettuata un'analisi ex post approfondita in merito agli effetti della parte commerciale dell'accordo aggiornato una volta che essa sarà stata in vigore per un periodo sufficientemente lungo da garantire la disponibilità di dati significativi. La relazione sulla valutazione d'impatto contiene informazioni dettagliate sulle modalità di monitoraggio e valutazione previste. 
               
            
            
               •Documenti esplicativi (per le direttive)
            
            
               
                  Non pertinente.
               
            
            
               •Illustrazione dettagliata delle singole disposizioni della proposta
            
            
               Non pertinente.
            
            
               Aspetti procedurali
            
            
               
                  La squadra negoziale sarà costituita dalla Commissione e dall'alto rappresentante.
               
            
            
               Conformemente all'articolo 218, paragrafo 4, del TFUE, si propone che il Consiglio designi un comitato speciale che deve essere consultato nella conduzione dei negoziati. Il Gruppo "America latina e Caraibi" sarà consultato sulle parti dell'accordo aggiornato relative alla politica e alla cooperazione. Il Comitato della politica commerciale sarà consultato in merito alle parti commerciali dell'accordo aggiornato. 
            
            
            
               Il Parlamento europeo sarà informato in tutte le fasi della procedura, conformemente all'articolo 218, paragrafo 10, del TFUE. 
            
            
            
               La struttura definitiva dell’accordo sarà stabilita alla luce di un’ulteriore valutazione del parere 2/15 della Corte di giustizia.
            
         
         
            
            
               La Commissione e l'alto rappresentante informeranno il Cile in merito alle regole interne dell'UE sulla trasparenza e sull'accesso del Consiglio dell'Unione europea e del Parlamento europeo ai documenti negoziali.
            
            
            
               La Commissione e l'alto rappresentante si compiacciono che i membri del Consiglio dell'Unione europea coinvolgano sin dalle fasi iniziali i rispettivi parlamenti nei negoziati commerciali in linea con le loro prassi istituzionali. Si invitano i membri del Consiglio dell'Unione europea a fare altrettanto per la presente raccomandazione di decisione del Consiglio, nel debito rispetto della decisione 2013/488/UE del Consiglio.
            
            
            
               La Commissione e l'alto rappresentante raccomandano che le direttive di negoziato siano rese pubbliche subito dopo l'adozione.
            
            
            
               La presente raccomandazione di decisione del Consiglio sarà declassificata quando le direttive di negoziato in allegato saranno scorporate dalla raccomandazione.
            
            
               Raccomandazione congiunta di
            
            
               DECISIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               che autorizza la Commissione europea e l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ad avviare negoziati e a negoziare un accordo di associazione aggiornato con la Repubblica del Cile
            
            
               IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 218, paragrafi 3 e 4,
            
            
               vista la raccomandazione della Commissione europea e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ("alto rappresentante"),
            
            
               CONSIDERANDO che è opportuno avviare negoziati per la conclusione di un accordo di associazione aggiornato con la Repubblica del Cile ("l'accordo") che sostituisca l'accordo che istituisce un'associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Cile, dall'altra
                  1
               ,
            
            
               HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
            
            
               Articolo 1
            
            
               (1)La Commissione e l'alto rappresentante sono autorizzati a negoziare, a nome dell'Unione, un accordo di associazione aggiornato con il Cile ("l'accordo"). 
            
            
               (2)La Commissione guida il gruppo di negoziatori dell'Unione.
            
            
               Articolo 2
            
         
         
            
               I negoziati sono condotti sulla base delle direttive di negoziato del Consiglio che figurano nell'allegato della presente decisione.
            
            
               Articolo 3
            
            
               I negoziati sono condotti in consultazione con il Gruppo "America latina e Caraibi" del Consiglio. Il Comitato della politica commerciale è consultato in merito alle parti commerciali dell'accordo.
            
            
               Articolo 4
            
            
               La presente decisione e il relativo allegato saranno resi pubblici subito dopo l'adozione.
            
            
               Articolo 5
            
            
               La Commissione e l'alto rappresentante sono i destinatari della presente decisione.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L 352 del 30.12.2002, pag. 1.
               
            
      
    ---documentbreak--- 
      
         
               COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 24.5.2017
            JOIN(2017) 19 final
            ALLEGATO
            della
            raccomandazione congiunta di decisione del Consiglio
            che autorizza la Commissione europea e l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ad avviare negoziati e a negoziare un accordo di associazione aggiornato con la Repubblica del Cile
            {SWD(2017) 172 final}{SWD(2017) 173 final}
            
               
         
         
            
               DIRETTIVE PER LA NEGOZIAZIONE DI UN ACCORDO DI ASSOCIAZIONE AGGIORNATO CON IL CILE
            
            
            
               {SWD(2017) 172 final}
            
            
               {SWD(2017) 173 final}
            
            
               ALLEGATO
            
            
               DIRETTIVE PER LA NEGOZIAZIONE DI UN ACCORDO DI ASSOCIAZIONE AGGIORNATO CON IL CILE
            
            
            
               A.
                     NATURA E CAMPO DI APPLICAZIONE DELL’ACCORDO
            
            
            
               Scopo del negoziato è concludere un accordo complessivo con il Cile (accordo aggiornato) per aggiornare e sostituire l’accordo esistente che istituisce un’associazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica del Cile, dall’altra
                  1
                (accordo di associazione).
            
            
            
               I negoziati dovrebbero ampliare l’attuale campo di applicazione dell’accordo di associazione e adeguarlo alle nuove sfide globali politiche ed economiche, alla nuova realtà del partenariato UE-Cile e al livello di ambizione di accordi recentemente conclusi e delle negoziazioni in corso fra l’UE e il Cile.
            
            
            
               L’accordo aggiornato dovrebbe creare un quadro di riferimento coerente, completo, aggiornato e giuridicamente vincolante per i rapporti dell’UE con il Cile.
            
            
            
               Poiché il Cile ha superato la fase dell’assistenza bilaterale allo sviluppo dell’UE, è importante che il nuovo modello di cooperazione UE-Cile si rispecchi nella sostanza e nella struttura dell’accordo aggiornato. Il nuovo accordo dovrebbe rispecchiare il carattere trasformativo dell’Agenda 2030 e il ruolo della cooperazione internazionale allo sviluppo finalizzata alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
            
            
            
               L’accordo dovrebbe consentire una cooperazione politica rafforzata su questioni di affari esteri e di sicurezza.
            
            
         
         
            
               La struttura definitiva dell’accordo sarà stabilita alla luce di un’ulteriore valutazione del parere 2/15 della Corte di giustizia.
            
            
            
               B.
                     CONTENUTO PROPOSTO DELL’ACCORDO
            
            
            
               I.
                     Principi e obiettivi generali
            
            
            
               L’accordo aggiornato dovrebbe fondarsi sul rispetto dei principi democratici, sullo Stato di diritto, sui diritti umani e sulle libertà fondamentali, sanciti in particolare dalla Carta delle Nazioni unite e da altri strumenti pertinenti in materia di diritti umani, fra cui la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo. Insieme con la prima parte della clausola dell’UE sulla non proliferazione delle armi di distruzione di massa, tali elementi dovrebbero costituire tasselli essenziali dell’accordo aggiornato, il quale dovrebbe contemplare la possibilità di sospensione unilaterale parziale o totale dell’accordo stesso in caso di violazione di tali principi.
            
            
            
               L’accordo aggiornato dovrebbe consentire al Cile e all’UE di rafforzare le loro capacità istituzionali e i loro quadri programmatico e legislativo, nonché di agire come partner strategici nei principali forum e istituzioni multilaterali e regionali, quando lo desiderino.
            
            
            
               L’accordo aggiornato dovrebbe obbligare ciascuna parte a prendere tutte le misure necessarie per dare effetto alle disposizioni in esso contenute, che dovranno essere osservate a tutti i livelli amministrativi.
            
            
            
               L’accordo aggiornato dovrebbe rispecchiare l’eredità culturale comune e i forti vincoli storici, politici ed economici che legano le parti ed essere conforme ai seguenti principi fondamentali e obiettivi essenziali:
            
            
            
               ·adattare i contenuti dell’accordo di associazione per rispecchiare meglio gli sviluppi a livello mondiale.
            
            
               ·Rispecchiare i valori condivisi della democrazia, del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, dello Stato di diritto.
            
            
               ·Rispecchiare l’impegno di promuovere un’associazione più forte che rechi ai cittadini delle due parti prosperità e benessere.
            
            
               ·Rafforzare un coordinamento più stretto su temi bilaterali e internazionali di interesse comune, compresi gli aspetti regionali.
            
            
               ·Rafforzare la cooperazione su temi bilaterali, regionali e globali di interesse comune.
            
            
               ·Rispecchiare l’importanza di un sistema multilaterale forte ed efficace, fondato sul diritto internazionale, per preservare la pace, prevenire i conflitti e rafforzare la sicurezza internazionale, anche per far fronte a sfide comuni.
            
         
         
            
               ·Rispecchiare il riconoscimento del fatto che lo sviluppo sostenibile è un obiettivo generale delle parti, che si adopereranno per assicurare il rispetto, la promozione e l’efficace applicazione degli accordi e degli standard internazionali in materia di ambiente e di lavoro coerenti con l’acquis dell’UE. L’accordo dovrebbe anche rispecchiare l’impegno delle parti di non incoraggiare il commercio e gli investimenti diretti esteri attraverso l’indebolimento delle normative e degli standard nazionali in materia di ambiente, lavoro o salute e sicurezza dei lavoratori, degli standard o delle politiche principali di tutela dei lavoratori o delle relative normative, oppure dell’impegno di promuovere leggi, politiche e livelli soggiacenti di tutela dell’ambiente e dei lavoratori.
            
            
            
               L’obiettivo delle disposizioni in materia di commercio e investimenti contenute nell’accordo dovrebbe essere quello di incrementare il commercio e gli investimenti fra l’UE e il Cile mediante la realizzazione del potenziale latente della relazione bilaterale, generando nuove opportunità economiche, migliorando il benessere dei consumatori, rafforzando la competitività e creando occupazione e crescita, mediante, fra l’altro:
            
            
               ·l'ulteriore liberalizzazione graduale e reciproca degli scambi di beni e servizi, degli investimenti e dell’accesso alle opportunità offerte dagli appalti pubblici;
            
            
            
               ·un elevato livello di tutela degli investimenti;
            
            
            
               ·un elevato livello di tutela dei diritti di proprietà intellettuale, comprese le indicazioni geografiche;
            
            
            
               ·un elevato livello di tutela dei consumatori;
            
            
            
               ·l’eliminazione, la riduzione o la prevenzione delle barriere non tariffarie non necessarie;
            
            
            
               ·il diritto di regolamentare l’attività economica nell’interesse pubblico, per realizzare obiettivi programmatici legittimi quali la protezione e la promozione della sanità pubblica, dei servizi sociali, della pubblica istruzione, della sicurezza, dell’ambiente, della morale pubblica, della protezione sociale o della tutela dei consumatori, della tutela della vita privata e della protezione dei dati e della promozione e protezione della diversità culturale;
            
            
            
               ·misure volte a garantire che il commercio internazionale contribuisca all’obiettivo generale dello sviluppo sostenibile e l’impegno delle parti di applicare l’accordo di conseguenza;
            
            
            
               ·l’obiettivo condiviso delle parti di tenere conto delle specifiche sfide che le piccole e medie imprese si trovano ad affrontare per contribuire allo sviluppo del commercio e degli investimenti;
            
            
            
               ·l’impegno delle parti di comunicare con tutti i pertinenti portatori di interessi della società civile, fra cui il settore privato, i sindacati e altre organizzazioni non governative;
            
         
         
            
            
               ·l’impegno delle parti di concludere un accordo pienamente rispettoso dei loro diritti e obblighi in forza dell’OMC e tale da incentivare il sistema commerciale multilaterale.
            
            
            
            
               II.
                     Settori di cooperazione 
            
            
            
               L’accordo dovrebbe offrire l’ambito di cooperazione più ampio possibile, senza escludere, in via di principio, nessun settore di attività. Dovrebbe partire dall’esperienza acquisita con la cooperazione esistente e mirare a garantire un’efficace cooperazione internazionale per l’attuazione dell’Agenda 2030 e il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.
            
            
            
               L’accordo dovrebbe comprendere l’impegno di entrambe le parti di approfondire la loro cooperazione mediante scambi di conoscenze e di migliori pratiche in settori di interesse comune, tenendo anche conto del fatto che il Cile è un paese a reddito elevato e membro dell’OCSE. Dovrebbe rispecchiare l’importanza di rafforzare le attività di cooperazione settoriale, mirando in particolare a sviluppare proposte e misure concrete e obiettivi strategici e a promuovere una cultura dinamica di consultazione e coordinamento.
            
            
            
               L’accordo dovrebbe consentire alle parti di individuare modalità per elaborare e applicare metodi di lavoro moderni, efficaci e dinamici e permettere una valutazione congiunta dei risultati sulla base di obiettivi strategici. Dovrebbe promuovere la creazione di reti di contatto e rafforzare le capacità necessarie per pianificare, attuare, misurare, valutare e disseminare i risultati derivanti dalla relazione fra le parti.
            
            
            
               Settori di cooperazione:
            
            
               ·Politica estera e di sicurezza comune
            
            
               ·Disarmo e non proliferazione
            
            
               ·Diritti umani, Stato di diritto e governance
            
            
               ·Uguaglianza di genere
            
            
               ·Sicurezza internazionale e ciberspazio
            
            
               ·Lotta al terrorismo
            
            
               ·Cooperazione giudiziaria
            
         
         
            
               ·Lotta al traffico illecito di stupefacenti, alla criminalità organizzata e alla corruzione
            
            
               ·Migrazione internazionale
            
            
               ·Protezione consolare
            
            
               ·Sicurezza dei cittadini
            
            
               ·Cooperazione nella gestione delle crisi internazionali
            
            
               ·Imprese e industria
            
            
               ·Materie prime
            
            
               ·Responsabilità sociale delle imprese
            
            
               ·Occupazione e questioni sociali
            
            
               ·Cooperazione regionale
            
            
               ·Giovani
            
            
               ·Cultura
            
            
               ·Energia sostenibile
            
            
               ·Ambiente
            
            
               ·Cambiamenti climatici
            
            
               ·Economia circolare
            
            
               ·Pesca
            
            
               ·Governance dei mari
            
            
               ·Preparazione alle catastrofi
            
            
               ·Cooperazione internazionale e sviluppo
            
         
         
            
               ·Crescita blu (legata al mare)
            
            
               ·Ricerca, scienza, tecnologia e innovazione
            
            
               ·Osservazione della Terra
            
            
               ·Strategie di politica digitale
            
            
               ·Capitale umano avanzato
            
            
               ·Istruzione e istruzione superiore
            
            
               ·Turismo
            
            
               ·Protezione dei dati personali
            
            
               ·Statistica
            
            
               ·Altri settori, se del caso
            
            
            
               III.
                     Scambi e investimenti 
            
            
            
               Natura e campo di applicazione
            
            
               L’obiettivo della parte dedicata agli scambi e agli investimenti in un accordo aggiornato dovrebbe essere quello di migliorare il livello di ambizione in tutti i settori dell’accordo esistente. Il nuovo accordo dovrebbe disporre una liberalizzazione reciproca, ulteriore e completa, del commercio di beni e servizi, nonché l’adozione di regole dettagliate su un numero considerevole di questioni attinenti agli scambi e agli investimenti, come specificato in appresso. L’accordo dovrebbe anche disporre la liberalizzazione graduale e reciproca degli investimenti, della tutela degli investimenti e dell’accesso aggiuntivo agli appalti pubblici. Inoltre, dovrebbe prefiggersi di eliminare ostacoli non necessari agli scambi e agli investimenti, fra cui le barriere non tariffarie esistenti, mediante meccanismi efficaci ed efficienti, e perseguire un livello ambizioso di coerenza normativa per beni e servizi, anche per mezzo di una cooperazione rafforzata fra regolatori.
            
            
               In particolare, le regole dell’accordo in materia di coerenza normativa non dovrebbero pregiudicare il diritto delle parti di adottare norme relative al livello di tutela della salute, della sicurezza, dei consumatori, dei lavoratori, dei dati e dell’ambiente che ciascuna parte ritenga opportune, o altrimenti di raggiungere obiettivi programmatici legittimi quali la diversità culturale o obiettivi di sviluppo sostenibile (secondo la definizione di ciascuna parte) mediante interventi normativi.
            
            
               La parte dell’accordo dedicata agli scambi e agli investimenti dovrebbe altresì contribuire alla promozione dello sviluppo sostenibile e di valori dell’UE più generali quali i diritti umani, anche mediante l’inclusione di disposizioni connesse a questioni commerciali in materia di lavoro, ambiente, e genere, comprese la responsabilità sociale delle imprese, la trasparenza e la promozione e l’efficace applicazione delle norme internazionali in materia di lavoro e di ambiente. Riguardo a tali misure, è opportuno tenere conto dello sviluppo sostenibile in tutti gli aspetti dell’accordo, anche introducendo un capitolo specifico su commercio e sviluppo sostenibile che copra questioni sia sociali sia ambientali.
            
            
               L’accordo dovrebbe assicurare che tutti i livelli amministrativi, fra cui le autorità decentrate e gli enti connessi, rispettino effettivamente le disposizioni in esso contenute.
            
            
               L’accordo dovrebbe tenere conto dei bisogni specifici delle piccole e medie imprese.
            
            
         
         
            
               Merci
            
            
               Ulteriore soppressione dei dazi doganali
            
            
               L’accordo dovrebbe mirare a realizzare la piena liberalizzazione tariffaria, disponendo un trattamento speciale per i prodotti considerati sensibili per i quali un significativo accesso al mercato dovrebbe essere perseguito mediante, ad esempio, periodi di disarmo tariffario più lunghi o impegni di liberalizzazione parziale (compresi contingenti tariffari), tenendo conto degli interessi offensivi e difensivi dell’UE.
            
            
               Eventuali dazi doganali, imposte o oneri, o qualsiasi misura avente effetti equivalenti, dovrebbero essere soppressi e dovrebbe essere vietata l’adozione di nuove misure analoghe.
            
            
               Restrizioni all’importazione e all’esportazione
            
            
               L’accordo dovrebbe vietare qualsiasi divieto o restrizione al commercio fra le parti, comprese restrizioni quantitative o obblighi di autorizzazione, non giustificati dalle specifiche eccezioni di cui in appresso, e dovrebbe contenere discipline rafforzate sulle licenze all’importazione e all’esportazione, sui prodotti riparati, sui prodotti rifabbricati e sui marchi di origine.
            
            
               Regole di origine
            
            
               I negoziati dovrebbero mirare ad aggiornare l’allegato sulle norme di origine, per chiarire e semplificare le norme di origine e la cooperazione amministrativa di cui all’accordo e tenere conto degli ultimi sviluppi in materia di norme di origine dell’UE. Le disposizioni sulla cooperazione amministrativa dovrebbero anche mirare a garantire il trattamento adeguato degli errori amministrativi.
            
            
               Nell’interesse degli scambi e degli investimenti dell’UE, i negoziati potrebbero considerare l’estensione del cumulo dell’origine a paesi terzi.
            
            
               Questioni doganali e agevolazione degli scambi
            
            
               L’accordo dovrebbe contenere disposizioni per agevolare ulteriormente gli scambi fra le parti, assicurando lo svolgimento di controlli efficaci e l’applicazione di misure antifrode. A tal fine, dovrebbe prendere spunto dall’accordo dell’OMC sull’agevolazione degli scambi e comprendere obblighi dettagliati finalizzati, fra l’altro, a promuovere la modernizzazione e la semplificazione di norme e procedure, la standardizzazione della documentazione, la trasparenza, la certezza del diritto e la cooperazione fra autorità doganali.
            
            
               Tale cooperazione dovrebbe comprendere lo scambio di informazioni per la sicurezza della catena di approvvigionamento e per la gestione dei rischi e, ove appropriato, l’istituzione del riconoscimento mutuo delle tecniche di gestione dei rischi, delle norme sui rischi, dei controlli di sicurezza e dei programmi di partenariato commerciale per gli operatori economici che operano nel rispetto delle norme e sono affidabili, lasciandone l’adozione e l’attuazione al comitato competente. Dovrebbe anche aggiornare le disposizioni attuali sull’assistenza amministrativa mutua in materia doganale.
            
            
               Tali disposizioni dovrebbero anche promuovere la convergenza nel campo dell’agevolazione degli scambi, mediante l’attuazione e l’applicazione efficaci delle norme e degli standard internazionali nel settore doganale e di altre procedure commerciali, fra cui le disposizioni dell’OMC e gli strumenti dell’Organizzazione mondiale delle dogane e, fra l’altro, la convenzione riveduta di Kyoto.
            
            
               Misure non tariffarie
            
            
               L’accordo dovrebbe mirare a eliminare ostacoli non necessari al commercio e agli investimenti, fra cui la soppressione delle barriere non tariffarie rimanenti, mediante meccanismi efficaci ed efficienti, e a promuovere la coerenza normativa per beni e servizi fra l’UE e il Cile.
            
            
               Occorrerebbe trattare le barriere non tariffarie a prodotti specifici su una base di domanda e offerta, in parallelo con gli scambi sulle concessioni tariffarie. L’accordo dovrebbe includere impegni specifici per settore sulle barriere non tariffarie. Dovrebbe inoltre prevedere procedure appropriate per evitare l’insorgere in futuro di nuove barriere non tariffarie e di altri ostacoli non necessari agli scambi, anche mediante la trasparenza delle pertinenti normative.
            
            
               L’accordo dovrebbe comprendere disposizioni sulle imprese commerciali statali per valutare ogni eventuale distorsione della concorrenza o barriera commerciale derivanti dalla loro attuazione.
            
            
               Occorrerebbe affrontare anche la questione degli ostacoli agli scambi basati sulla localizzazione (misure destinate a proteggere, favorire o incentivare operatori nazionali a scapito di beni o servizi importati o di proprietà intellettuale detenuta da soggetti esteri o sviluppata all’estero).
            
            
               Regolamenti tecnici, standard e procedure di valutazione della conformità
            
            
               Le parti dovrebbero accordarsi su disposizioni complessive sugli ostacoli tecnici agli scambi, prendendo spunto dall’accordo dell’OMC in merito (l’accordo TBT). Tali disposizioni dovrebbero mirare, fra l’altro, a perseguire la compatibilità e la convergenza dei regolamenti tecnici mediante l’applicazione degli standard internazionali, uniformare gli obblighi di prova e di certificazione, ad esempio mediante un approccio alla valutazione della conformità basato sui rischi (compreso l’impiego dell’autodichiarazione di conformità in settori in cui ciò sia possibile e appropriato), promuovere l’uso dell’accreditamento, migliorare la trasparenza, istituire un meccanismo per migliorare il dialogo e la cooperazione in materia di questioni bilaterali sugli ostacoli tecnici agli scambi e migliorare la diffusione delle informazioni a importatori ed esportatori.
            
         
         
            
               Sarebbe opportuno considerare allegati con discipline più dettagliate e specifiche.
            
            
               Misure sanitarie e fitosanitarie
            
            
               Per assicurare la coerenza con altri accordi commerciali simili conclusi dall’UE, il nuovo accordo dovrebbe comprendere, con opportune modalità istituzionali, le disposizioni dell’attuale accordo SPS allegato all’accordo di associazione esistente, prendendo in considerazione eventuali modifiche in settori specifici, se necessario.
            
            
               Strumenti di difesa commerciale
            
            
               Misure di salvaguardia
            
            
               L’accordo dovrebbe contenere una clausola sulle misure di salvaguardia, che consenta a ciascuna parte di adottare misure appropriate conformemente all’accordo dell’OMC sull’attuazione dell’articolo XIX del GATT 1994 o all’accordo dell’OMC sulle misure di salvaguardia. L’accordo dovrebbe anche assicurare che tali misure di salvaguardia abbiano l’effetto distorsivo minore possibile sul commercio bilaterale.
            
            
               Per massimizzare gli impegni di liberalizzazione ed assicurare le protezioni eventualmente necessarie, tenendo conto delle specificità di settori sensibili, l’accordo dovrebbe, in via di principio, contenere  una clausola bilaterale di salvaguardia per consentire a ciascuna parte di sopprimere, del tutto o in parte, le preferenze laddove, in seguito all’entrata in vigore dell’accordo stesso, un aumento delle importazioni di un prodotto provenienti dall’altra parte stia causando o minacci di causare gravi danni all’industria nazionale.
            
            
            
               Misure antidumping e compensative 
            
            
               L’accordo dovrebbe contenere una clausola sulle misure antidumping e compensative per consentire a ciascuna parte di adottare misure appropriate contro le pratiche di dumping e/o sovvenzioni compensative conformemente all’accordo dell’OMC sull’attuazione dell’articolo VI del GATT 1994 o all’accordo dell’OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative. L’accordo dovrebbe inoltre integrare gli impegni che vanno oltre le regole OMC in questo settore, in linea con le regole dell’UE e con accordi precedenti.
            
            
               Disposizioni specifiche
            
            
               L’accordo dovrebbe riconoscere che i pagamenti “scatola verde” non portano a distorsioni dei prezzi e pertanto non dovrebbero in via di principio essere oggetto di misure antidumping o compensative.
            
            
               Servizi e investimenti
            
            
               Liberalizzazione di servizi e investimenti e commercio elettronico
            
            
               In linea con l’articolo V dell’accordo generale sugli scambi di servizi (GATS), l’accordo dovrebbe prevedere una copertura settoriale sostanziale e riguardare tutte le modalità di approvvigionamento. Non dovrebbe avere limitazioni a priori del suo campo di applicazione, salvo l’esclusione dei servizi audiovisivi dagli impegni di liberalizzazione di servizi e investimenti, e dei servizi forniti e delle attività prestate nell’esercizio dell’autorità amministrativa. I negoziati dovrebbero mirare alla liberalizzazione graduale e reciproca degli scambi di servizi e degli investimenti eliminando le restrizioni all’accesso al mercato e il trattamento nazionale, andando oltre gli impegni assunti dalle parti in sede di OMC e le offerte presentate nel corso delle negoziazioni dell’accordo sugli scambi di servizi. L’accordo dovrebbe contenere norme sulle prescrizioni di rendimento relative agli investimenti.
            
            
               Inoltre, l’accordo dovrebbe contenere discipline normative nuove o migliorate rispetto al GATS. A tal fine, le negoziazioni dovrebbero coprire questioni quali:
            
            
               ·disposizioni normative su trasparenza e riconoscimento mutuo;
            
            
               ·disposizioni orizzontali sulle normative nazionali, come quelle che garantiscono l’imparzialità e il giusto processo riguardo agli obblighi e alle procedure in materia di licenze e qualifiche;
            
            
               ·disposizioni normative per settori specifici, fra cui i servizi di telecomunicazioni, i servizi finanziari, i servizi postali e di corriere e i servizi di trasporto marittimo internazionale.
            
            
               Nel contesto della sempre maggiore digitalizzazione del commercio, dai negoziati dovrebbero scaturire norme sul commercio elettronico e sui flussi di dati transfrontalieri, sui servizi di fiducia e di autenticazione, sulle comunicazioni di commercializzazione diretta non richieste e su obblighi non giustificati di localizzazione dei dati, senza che le negoziazioni includano o interessino le norme UE di tutela dei dati personali.
            
         
         
            
               L’accordo può comprendere impegni procedurali sull’ingresso e sul soggiorno di persone fisiche per motivi di affari a norma degli impegni delle parti in modalità 4. Al contempo, l’accordo dovrebbe lasciare integralmente impregiudicata la facoltà delle parti di applicare le loro leggi, norme e requisiti nazionali in materia di ingresso e soggiorno, purché così facendo non eliminino o riducano i vantaggi derivanti dall’accordo stesso. Le leggi, norme e requisiti dell’UE e degli Stati membri in materia di condizioni di lavoro e di diritti dei lavoratori rimarranno di applicazione.
            
            
               L’accordo dovrebbe ribadire il diritto dell’UE, dei suoi Stati membri e delle loro autorità nazionali, regionali e locali di adottare regole valide nei loro territori per realizzare obiettivi programmatici legittimi quali la promozione della salute pubblica, dei servizi sociali, della pubblica istruzione, della sicurezza, dell’ambiente, della morale pubblica, della tutela sociale o dei consumatori, della protezione della vita privata e dei dati e della promozione e protezione della diversità culturale. La qualità elevata dei servizi pubblici dell’UE dovrebbe essere preservata a norma del TFUE e in particolare del protocollo n. 26 sui servizi di interesse generale, nonché tenendo conto delle riserve dell’UE in questo settore, anche per quanto riguarda il GATS.
            
            
               Tutela degli investimenti
            
            
               L’accordo dovrebbe comprendere:
            
            
               ·standard di tutela avanzati e ben definiti, fra cui disposizioni su trattamento giusto ed equo, piena tutela e sicurezza, trattamento nazionale, trattamento della nazione più favorita, protezione contro le espropriazioni dirette e indirette, cessioni gratuite, compensazione delle perdite, osservanza degli impegni scritti; nonché
            
            
               ·un meccanismo giurisdizionale avanzato per la risoluzione delle controversie fra investitori e Stati, con un tribunale per gli investimenti e un meccanismo di appello (sistema giurisdizionale per gli investimenti). Tale meccanismo dovrebbe assicurare la piena imparzialità e trasparenza delle procedure di risoluzione delle controversie, evitare contenziosi futili e disporre di strumenti adeguati per agevolare la composizione amichevole.
            
            
               Le disposizioni in materia di tutela degli investimenti dovrebbero assicurare una tutela forte degli investitori e degli investimenti, preservando al contempo il diritto delle parti di adottare norme valide nei loro territori per raggiungere obiettivi programmatici legittimi quali protezione e promozione della salute pubblica, servizi sociali, pubblica istruzione, sicurezza, ambiente, morale pubblica, protezione sociale o dei consumatori, protezione della vita privata e dei dati e promozione e protezione della diversità culturale.
            
            
               Movimenti di capitali e pagamenti
            
            
               L’accordo dovrebbe conservare disposizioni sulla piena liberalizzazione dei pagamenti correnti e dei movimenti di capitali, compresa una clausola di sospensione. Dovrebbe contenere disposizioni di salvaguardia e prudenziali (p.es. relativamente alla politica economica e monetaria dell’Unione e alla bilancia dei pagamenti), conformemente alle disposizioni del TFUE sulla libera circolazione dei capitali.
            
            
               L’accordo non dovrebbe impedire l’applicazione di eccezioni alla libera circolazione dei capitali e dei pagamenti giustificabili ai sensi delle norme OMC pertinenti.
            
            
            
               Diritti di proprietà intellettuale
            
            
               L’accordo dovrebbe completare e ampliare l’accordo TRIPS, nell’intento di assicurare un elevato livello di tutela e applicazione di tutte le forme di diritti di proprietà intellettuale.
            
            
               Coerentemente con tale enunciato, l’accordo dovrebbe coprire disposizioni generali, diritti d’autore e diritti connessi, marchi, disegni, brevetti, varietà vegetali, protezione di informazioni non divulgate fra cui i segreti commerciali, indicazioni geografiche e impegni – se del caso – di aderire a pertinenti accordi e convenzioni multilaterali e/o di rispettarne le disposizioni.
            
            
               L’accordo dovrebbe assicurare un’applicazione rafforzata dei diritti di proprietà intellettuale, anche nell’ambiente digitale e alle frontiere.
            
            
               Per quanto riguarda le indicazioni geografiche, partendo dall’elevato livello di tutela delle indicazioni di vini e bevande spiritose già previsto nell’accordo attuale, l’accordo aggiornato dovrebbe offrire una tutela diretta mediante un elenco di indicazioni geografiche di prodotti agricoli/alimentari, con un livello elevato di protezione ispirato all’articolo 23 del TRIPS (anche contro l’evocazione), un controllo rafforzato dell’applicazione, eccezioni ai diritti conferiti ai marchi (coesistenza) e la possibilità di aggiungere nuove indicazioni geografiche. Occorrerebbe trattare le questioni riguardanti diritti individuali preesistenti, ad esempio connessi a varietà vegetali, marchi e usi precedenti generici o altrimenti legittimi.
            
            
               L’accordo dovrebbe anche mirare ad istituire un dialogo regolare e gruppi di lavoro sulla proprietà intellettuale per promuovere lo scambio di informazioni sui rispettivi sviluppi legislativi, lo scambio di esperienze sul controllo dell’applicazione e la consultazione relativamente a paesi terzi.
            
            
               Appalti pubblici
            
            
               L’accordo dovrebbe mirare a istituire un accesso mutuo migliorato ai mercati degli appalti pubblici indetti dalle autorità centrali e decentrate, nonché da imprese statali e aziende aventi diritti speciali o esclusivi attive nel settore dei servizi di pubblica utilità. Dovrebbe mirare a integrare l’attuale copertura dell’accesso al mercato garantendo un trattamento non meno favorevole di quello concesso ai fornitori locali. Si dovrebbe contemplare l’appalto di beni, di servizi e di servizi di costruzione, con poche eccezioni, e includere anche la negoziazione di impegni relativi alle concessioni di lavori, in linea con le pertinenti normative in questo settore.
            
            
               L’accordo dovrebbe anche mirare a migliorare le regole e discipline attuali allineandole all’accordo dell’OMC sugli appalti pubblici e introducendo nuove disposizioni.
            
         
         
            
               Scambi e concorrenza
            
            
               L’accordo dovrebbe contenere discipline in materia di antitrust e fusioni, applicabili a tutte le imprese. Dovrebbe comprendere principi generali di applicazione, fra cui trasparenza, non discriminazione, correttezza procedurale e giusto processo.
            
            
               L’accordo dovrebbe anche contenere disposizioni sulle sovvenzioni in merito a questioni quali trasparenza, consultazioni e discipline relative ai tipi di sovvenzioni più distorsivi. Le disposizioni sulle consultazioni dovrebbero escludere le sovvenzioni agricole. L’accordo dovrebbe comprendere norme specifiche sulle imprese statali, su quelle che godono di diritti o privilegi speciali e sui monopoli riconosciuti, per evitare che falsino la concorrenza o creino barriere agli scambi e agli investimenti.
            
            
               Piccole e medie imprese
            
            
               L’accordo dovrebbe contenere un capitolo specifico dedicato alle PMI. Dovrebbe assistere le PMI per renderle pienamente in grado di avvantaggiarsi delle opportunità offerte dall’accordo, anche mediante modalità di condivisione delle informazioni sugli obblighi di accesso al mercato e un quadro istituzionale appropriato.
            
            
               Commercio e sviluppo sostenibile
            
            
               L’accordo dovrebbe contenere disposizioni sugli aspetti occupazionali e ambientali degli scambi e dello sviluppo sostenibile che hanno rilevanza in un contesto di commercio e investimenti. Dovrebbe comprendere disposizioni per promuovere il rispetto e l’effettiva applicazione dei pertinenti principi e norme internazionalmente riconosciuti, fra cui le norme fondamentali del lavoro dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e accordi ambientali multilaterali, compresi quelli relativi ai cambiamenti climatici.
            
            
               L’accordo dovrebbe ribadire il diritto delle parti di adottare norme nei settori del lavoro e dell’ambiente, coerentemente con gli impegni internazionali assunti, per perseguire livelli elevati di tutela. Dovrebbe contenere disposizioni per evitare l’abbassamento dei livelli di protezione della manodopera nazionale e dell’ambiente finalizzato a stimolare gli scambi e gli investimenti. Ciò dovrebbe comprendere l’impegno di non concedere deroghe alla normativa nazionale del lavoro e dell’ambiente e di non trascurarne l’applicazione. 
            
            
               L’accordo dovrebbe promuovere un maggior contributo degli scambi e degli investimenti allo sviluppo sostenibile, anche affrontando temi quali l’agevolazione degli scambi di beni e servizi rispettosi dell’ambiente e del clima e la promozione di regimi volontari di assicurazione sostenibilità, della responsabilità sociale delle imprese e dell’uguaglianza di genere, alla luce degli strumenti internazionalmente riconosciuti.
            
            
               L’accordo dovrebbe inoltre contenere impegni a favore degli scambi di risorse naturali ottenute in modo lecito e gestite in modo sostenibile, in particolare relativamente alla biodiversità, alla fauna, ai prodotti forestali e alla pesca, e contemplare i pertinenti strumenti e prassi. Dovrebbe anche promuovere scambi che favoriscano lo sviluppo a basse emissioni e resiliente ai cambiamenti climatici.
            
            
               L’accordo dovrebbe contenere disposizioni adeguate per l’attuazione e il monitoraggio efficaci di tali disposizioni, nonché procedure di risoluzione di eventuali controversie fra le parti, prevedendo la partecipazione della società civile.
            
            
               Commercio e genere
            
            
               L’accordo dovrebbe contenere disposizioni relative ad aspetti della problematica di genere connessi agli scambi commerciali. Dovrebbe riconoscere il bisogno di migliorare per le donne le possibilità di avvantaggiarsi delle opportunità economiche derivanti dal rafforzamento della relazione commerciale fra le parti, propiziata dall’accordo.
            
            
            
               Energia e materie prime
            
            
               L’accordo dovrebbe contenere disposizioni relative agli aspetti commerciali e di investimento dell’energia e delle materie prime. I negoziati dovrebbero mirare a garantire un ambiente commerciale aperto, trasparente, non discriminatorio e prevedibile, a limitare le pratiche anticoncorrenziali e ad affrontare la questione degli obblighi di contenuto locale in questi settori. L’accordo dovrebbe anche comprendere norme per sostenere e promuovere ulteriormente gli scambi e gli investimenti nel settore dell’energia da fonti rinnovabili.
            
            
               Coerenza normativa e trasparenza
            
            
               L’accordo dovrebbe comprendere discipline trasversali sulla coerenza normativa e sulla trasparenza per lo sviluppo e l’applicazione di norme efficaci, efficienti sotto il profilo dei costi e più compatibili in materia di beni e servizi. L’accordo dovrebbe comprendere, fra l’altro, disposizioni sulle consultazioni preliminari su normative rilevanti, dando l’opportunità ai portatori di interessi di contribuire alla preparazione delle proposte, sulla pubblicazione delle misure che hanno un impatto sugli scambi e sugli investimenti, sulla promozione dello scambio di informazioni e sull’intensificazione dell’uso di buone pratiche di regolamentazione quali la valutazione dell’impatto normativo e la valutazione ex-post.
            
            
               Lotta alla corruzione
            
            
               L’accordo dovrebbe contenere disposizioni specifiche per prendere di mira e disincentivare le pratiche di corruzione che incidono sugli scambi e sugli investimenti. Tali disposizioni dovrebbero basarsi su standard europei e internazionali e su accordi sulla lotta alla corruzione.
            
         
         
            
               Risoluzione delle controversie tra Stati e mediazione
            
            
               L’accordo dovrebbe comprendere un meccanismo efficace e vincolante di risoluzione delle controversie tra Stati, con una procedura accelerata, in particolare per quanto riguarda la composizione dei panel arbitrali e la conduzione dei procedimenti. Il meccanismo di risoluzione delle controversie dovrebbe essere trasparente, aperto e innovativo. Dovrebbe comprendere disposizioni a favore di un meccanismo di mediazione rapido e flessibile.
            
            
               Eccezioni generali
            
            
               L’accordo dovrebbe comprendere eccezioni generali, anche in materia di sicurezza, bilancia dei pagamenti, vigilanza prudenziale e imposizione fiscale, sulla base dei pertinenti articoli di accordi OMC.
            
            
               Altri settori
            
            
               In seguito ad analisi della Commissione e previa consultazione del Comitato della politica commerciale, conformemente ai trattati UE, l’accordo può comprendere disposizioni relative ad altri settori connessi agli scambi e agli investimenti, per i quali nel corso delle negoziazioni emerga un interesse comune.
            
            
            
               IV. Quadro istituzionale generale
            
            
            
               L’accordo dovrebbe contenere disposizioni sulla struttura istituzionale, basandosi sulle modalità e pratiche esistenti.
            
            
            
               Il consiglio di associazione dovrebbe rimanere l’organo supremo dell’accordo aggiornato, responsabile della supervisione generale dell’applicazione. Si propone di adattare la periodicità delle riunioni del consiglio, di comune accordo fra le parti.
            
            
            
               Il comitato di associazione dovrebbe mantenere il proprio ruolo di garante dell’applicazione dell’accordo. L’accordo dovrebbe individuare modalità per migliorare l’efficienza dell’attività del comitato di associazione, promuovere sinergie e aumentare il dinamismo, nel suo ruolo di assistenza al consiglio di associazione. Si potranno istituire sottocomitati e gruppi di lavoro incaricati di questioni specifiche.
            
            
            
               L’accordo dovrebbe prevedere riunioni dedicate specificamente agli scambi del comitato di associazione istituito a norma dell’accordo (“comitato di associazione per gli scambi”) per monitorare l’attuazione delle disposizioni dell’accordo stesso in materia di scambi e di investimenti. Si potranno istituire sottocomitati dedicati a settori specifici, secondo necessità, che opereranno nel quadro di riferimento del comitato di associazione per gli scambi. Quest’ultimo dovrebbe essere subordinato al consiglio di associazione.
            
            
            
               Il comitato parlamentare di associazione dovrebbe mantenere il proprio ruolo ed essere un forum di cooperazione interparlamentare per membri del Parlamento europeo e del Congresso nazionale cileno.
            
            
            
               Il comitato consultivo misto dovrebbe essere mantenuto per rappresentare il punto di vista della società civile e delle parti sociali nell’attuazione del nuovo accordo.
            
         
         
            
            
            
               V. Disposizioni generali e finali
            
            
            
               Indipendentemente dal meccanismo di risoluzione delle controversie per questioni relative agli scambi e altre questioni connesse, l’accordo dovrebbe contenere disposizioni sull’inadempimento di obblighi che da esso derivano, compresa la possibilità di sospensione parziale o totale dell’accordo stesso in caso di violazione dei suoi elementi essenziali. Nessuna disposizione dell’accordo dovrebbe pregiudicare la legislazione dell’UE o degli Stati membri in materia di accesso del pubblico ai documenti ufficiali.
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        GU L352 del 30.12.2002, pag. 1.