CELEX: 32015D1002(01)
Language: it
Date: 2015-10-01 00:00:00
Title: Decisione della Commissione, del 1° ottobre 2015, che notifica a un paese terzo la possibilità di essere identificato come paese terzo non cooperante in materia di lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata

2.10.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 324/6
            
         DECISIONE DELLA COMMISSIONE
   del 1o ottobre 2015
   che notifica a un paese terzo la possibilità di essere identificato come paese terzo non cooperante in materia di lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata
   (2015/C 324/07)
   LA COMMISSIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
   visto il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 (1), in particolare l’articolo 32,
   considerando quanto segue:
   1.   INTRODUZIONE
   
   
               (1)
            
            
               Il regolamento (CE) n. 1005/2008 («regolamento INN») istituisce un regime dell’Unione per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata («pesca INN»).
            
         
               (2)
            
            
               Il capo VI del regolamento INN stabilisce la procedura per l’identificazione dei paesi terzi non cooperanti, i provvedimenti da adottare in relazione a tali paesi, l’elaborazione di un elenco di tali paesi, la radiazione dallo stesso, la pubblicità dell’elenco e le misure di emergenza.
            
         
               (3)
            
            
               In conformità all’articolo 32 del regolamento INN, la Commissione è tenuta a notificare ai paesi interessati la possibilità di essere identificati come paesi terzi non cooperanti. Tale notifica, di natura preliminare, deve basarsi sui criteri di cui all’articolo 31 del regolamento INN. La Commissione è altresì tenuta ad adottare tutti i provvedimenti previsti all’articolo 32 di detto regolamento nei confronti dei paesi terzi destinatari della notifica. In particolare, la Commissione deve includere nella notifica le informazioni sui fatti essenziali e le considerazioni che motivano l’identificazione e dare a tali paesi la possibilità di rispondere fornendo prove atte a confutare l’identificazione o, se del caso, un piano d’azione inteso a risanare la situazione, nonché i provvedimenti correttivi adottati. La Commissione deve accordare ai paesi terzi destinatari della notifica un termine congruo per rispondere alla stessa, nonché un termine ragionevole per porre rimedio alla situazione.
            
         
               (4)
            
            
               A norma dell’articolo 31 del regolamento INN, la Commissione è tenuta a identificare i paesi terzi che considera paesi non cooperanti in materia di lotta alla pesca INN. Devono essere identificati come non cooperanti i paesi terzi che non adempiano all’obbligo ad essi imposto dal diritto internazionale, nella loro qualità di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e eliminare la pesca INN.
            
         
               (5)
            
            
               L’identificazione dei paesi terzi non cooperanti deve basarsi sull’esame di tutte le informazioni indicate all’articolo 31, paragrafo 2, del regolamento INN.
            
         
               (6)
            
            
               A norma dell’articolo 33 del regolamento INN, il Consiglio deve elaborare un elenco dei paesi terzi non cooperanti. Le misure stabilite, fra l’altro, all’articolo 38 del regolamento INN si applicano a tali paesi.
            
         
               (7)
            
            
               Il concetto di responsabilità dello Stato di bandiera e di responsabilità dello Stato costiero si è andato progressivamente consolidando nel diritto internazionale della pesca ed è oggi considerato un obbligo di debita diligenza, in virtù del quale gli Stati sono tenuti a prodigare il massimo impegno e a fare tutto il possibile per prevenire la pesca INN, in particolare adottando provvedimenti amministrativi e misure di contrasto in grado di garantire che i pescherecci battenti la loro bandiera, i loro cittadini o i pescherecci operanti nelle acque nazionali, non esercitino attività in violazione delle vigenti misure di conservazione e di gestione delle risorse biologiche marine e, in caso di infrazione, cooperando con altri Stati e consultandosi con essi per indagare e, se necessario, imporre sanzioni sufficientemente dissuasive e tali da privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite.
            
         
               (8)
            
            
               A norma dell’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento INN, l’accettazione di certificati di cattura convalidati da parte di Stati terzi di bandiera è subordinata alla notifica alla Commissione delle disposizioni in materia di attuazione, controllo e osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione applicabili ai pescherecci dei paesi terzi interessati.
            
         
               (9)
            
            
               In conformità dell’articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN, la Commissione deve cooperare sul piano amministrativo con i paesi terzi su questioni attinenti all’attuazione di detto regolamento.
            
         2.   PROCEDURA RELATIVA ALL’UNIONE DELLE COMORE
   
   
               (10)
            
            
               L’Unione delle Comore (in seguito denominata le «Comore») non ha presentato alla Commissione la notifica come Stato di bandiera a norma dell’articolo 20 del regolamento INN.
            
         
               (11)
            
            
               Dal 4 all’8 maggio 2014 la Commissione, con il sostegno della delegazione dell’Unione europea presso la Repubblica di Maurizio, l’Unione delle Comore e la Repubblica delle Seychelles, ha effettuato una visita nelle Comore nell’ambito della cooperazione amministrativa di cui all’articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN.
            
         
               (12)
            
            
               Scopo della visita era verificare le informazioni concernenti le disposizioni delle Comore in materia di attuazione, controllo e esecuzione delle leggi, regolamentazioni e misure di conservazione e di gestione adottate da tale paese nei confronti dei suoi pescherecci per adempiere agli obblighi ad esso spettanti in materia di lotta contro la pesca INN.
            
         
               (13)
            
            
               La relazione finale sulla visita è stata inviata alle Comore il 3 giugno 2015. Nel corso della visita la Commissione ha constatato la scarsità o l’assenza di progressi per quanto concerne le gravi carenze che le autorità comoriane si erano impegnate a eliminare nell’ottobre 2011 (2).
            
         
               (14)
            
            
               Le Comore non hanno presentato osservazioni sulla relazione finale.
            
         
               (15)
            
            
               Le Comore sono membro della Commissione per il tonno dell’Oceano Indiano (IOTC) e della Commissione per la pesca nell’Oceano Indiano sudoccidentale (SWIOFC). Le Comore hanno ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite del 1982 sul diritto del mare (UNCLOS).
            
         
               (16)
            
            
               L’Unione europea e l’Unione delle Comore hanno firmato un accordo di partenariato nel settore della pesca che è tuttora in vigore (3).
            
         
               (17)
            
            
               Per valutare l’osservanza, da parte delle Comore, dei loro obblighi internazionali in quanto Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, quali sanciti negli accordi internazionali di cui al considerando 15 e stabiliti dalle pertinenti organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP) ivi menzionate, la Commissione ha cercato, raccolto e analizzato tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini di tale esercizio. Il quadro giuridico attualmente vigente nelle Comore per la gestione della pesca è costituito dal codice della pesca e dell’acquacoltura (istituito dalla legge 07-011/AU del 29 agosto 2007) e da una serie di accordi ministeriali.
            
         
               (18)
            
            
               La Commissione si è inoltre avvalsa delle informazioni tratte dai dati disponibili pubblicati dalle pertinenti ORGP nonché di informazioni pubblicamente disponibili.
            
         3.   POSSIBILITÀ PER L’UNIONE DELLE COMORE DI ESSERE IDENTIFICATA COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
   
   
               (19)
            
            
               A norma dell’articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione ha esaminato gli obblighi spettanti alle Comore in quanto Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i criteri elencati all’articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.
            
         3.1.   Ricorrenza di pescherecci INN e di flussi commerciali INN e misure adottate al riguardo (articolo 31, paragrafo 4, del regolamento INN)
   
   
               (20)
            
            
               Da informazioni pubblicamente disponibili e da informazioni raccolte dalla Commissione o trasmesse dalle autorità comoriane, la Commissione ha tratto prove della partecipazione di circa 20 navi comoriane ad attività di pesca INN nel periodo dal 2010 al 2015.
            
         
               (21)
            
            
               La Commissione ha stabilito che circa 20 navi delle Comore operano in acque esterne alla zona economica esclusiva (ZEE) comoriana senza essere state autorizzate dalle autorità delle Comore. Ciò è in contrasto con le raccomandazioni di cui al punto 45 del piano d’azione internazionale per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (piano d’azione internazionale contro la pesca INN (4)) e all’articolo 8.2.2 del codice di condotta della FAO, secondo cui gli Stati di bandiera dovrebbero assicurare che le navi autorizzate a battere la loro bandiera operanti al di fuori delle acque territoriali siano in possesso di un’autorizzazione in corso di validità. Vengono inoltre disattese le raccomandazioni di cui ai punti 29 e 30 delle linee guida volontarie della FAO per il comportamento degli Stati di bandiera (5).
            
         
               (22)
            
            
               Da informazioni pubblicamente disponibili risulta inoltre che nel 2014 due navi comoriane avrebbero effettuato un trasbordo in mare al largo della costa africana occidentale (6). Tali operazioni hanno avuto luogo senza essere state autorizzate dalle autorità delle Comore. La mancanza di controllo da parte delle Comore è in contrasto con il punto 49 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale gli Stati di bandiera dovrebbero garantire che tutte le loro navi partecipanti a un trasbordo dispongano di un’autorizzazione preventiva rilasciata dallo Stato di bandiera e riferiscano al riguardo alle autorità nazionali.
            
         
               (23)
            
            
               Inoltre le autorità comoriane hanno riconosciuto che le proprie navi operanti al di fuori della ZEE delle Comore non sono oggetto di alcuna misura di controllo, ispezione e sorveglianza. Tali navi non segnalano la loro posizione geografica al centro di controllo della pesca delle Comore né trasmettono alle autorità comoriane informazioni quali i dati relativi alle catture o informazioni su sbarchi o trasbordi. Tali inadempienze da parte delle Comore violano l’articolo 94, paragrafi 1 e 2, dell’UNCLOS, in base al quale ogni Stato è tenuto a esercitare efficacemente la propria giurisdizione e il proprio controllo sulle navi battenti la sua bandiera. Risultano inoltre disattese le raccomandazioni di cui al punto 24 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, che prevede l’obbligo di esercitare un controllo completo e efficace delle attività di pesca, e al punto 35 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale, prima di procedere all’immatricolazione di una nave, lo Stato di bandiera dovrebbe assicurarsi di poter assolvere al proprio obbligo di garantire che essa non pratichi attività INN. Il comportamento delle Comore contrasta altresì con i punti 31, 32 e 33 delle linee guida volontarie della FAO per il comportamento degli Stati di bandiera, secondo cui gli Stati di bandiera sono tenuti ad attuare regimi di controllo nei confronti delle proprie navi e a disporre di regimi di contrasto che consentano, in particolare, di individuare le violazioni delle leggi, dei regolamenti e delle misure internazionali di conservazione e di gestione applicabili e di adottare opportuni provvedimenti. Infine, considerate le suddette carenze, è probabile che le navi in questione possano operare illegalmente e che le loro catture non vengano dichiarate.
            
         
               (24)
            
            
               Sulla base delle dichiarazioni rese dalle autorità delle Comore, la Commissione ha stabilito che l’elenco delle navi battenti bandiera delle Comore non è consolidato. Le autorità responsabili della pesca non dispongono di informazioni specifiche sulle navi comoriane operanti al di fuori della ZEE delle Comore. Dal canto suo, l’autorità incaricata dell’immatricolazione delle navi dispone solo di informazioni parziali sulla situazione del registro delle Comore. Contrariamente alle raccomandazioni di cui al punto 40 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN e al punto 19 delle linee guida volontarie della FAO per il comportamento degli Stati di bandiera, non vi è cooperazione e condivisione delle informazioni tra le autorità responsabili dell’immatricolazione delle navi e le autorità responsabili della pesca. Anche questa carenza costituisce una violazione dell’articolo 94, paragrafo 2, lettera b), dell’UNCLOS. Le Comore non rispettano inoltre la raccomandazione di cui al punto 42 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale ogni Stato membro deve tenere un registro navale in cui figurino gli estremi di identificazione delle navi battenti la sua bandiera.
            
         
               (25)
            
            
               La mancanza di cooperazione interna descritta nel considerando 24 è in contrasto con l’impegno, assunto dalle autorità comoriane nei confronti dell’Unione europea nell’ottobre 2011, a instaurare una più stretta cooperazione tra le autorità incaricate dell’immatricolazione delle navi e le autorità responsabili della pesca (7).
            
         
               (26)
            
            
               La mancanza di cooperazione tra le autorità incaricate dell’immatricolazione delle navi e le autorità responsabili della pesca riduce la capacità delle Comore di monitorare le dimensioni e la capacità della loro flotta e consente a operatori illegali di esercitare le proprie attività sotto bandiera comoriana senza essere individuati.
            
         
               (27)
            
            
               La Commissione ha constatato che la mancanza di cooperazione tra le autorità incaricate dell’immatricolazione delle navi e le autorità responsabili della pesca è ulteriormente aggravata dal fatto che al processo di immatricolazione partecipano imprese private offshore incaricate di inserire le navi nel registro e abilitate a rilasciare certificati di immatricolazione temporanei.
            
         
               (28)
            
            
               Inoltre, prima di immatricolare una nave che intende operare al di fuori della ZEE comoriana, l’autorità responsabile non consulta gli elenchi dei pescherecci INN compilati dalle ORGP. Questo è in contrasto con il punto 36 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale gli Stati di bandiera dovrebbero rifiutare l’immatricolazione di navi responsabili di precedenti violazioni. Ciò indica inoltre che devono essere ancora messe a punto procedure rigorose di immatricolazione e che sussiste un rischio elevato di attività di pesca INN praticate dalla flotta delle Comore.
            
         
               (29)
            
            
               Sulla base delle informazioni raccolte nel corso della visita alle Comore nel maggio 2015, la Commissione ha inoltre appurato che tre navi comoriane autorizzate a operare nelle acque delle Comore non erano dotate di apparecchiature VMS (il sistema di controllo dei pescherecci) né avevano un osservatore a bordo. Tale situazione è in contrasto con l’articolo 94, paragrafi 1 e 2, dell’UNCLOS nonché con il punto 24 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN. Inoltre, prima di procedere allo sbarco nelle Comore tali navi non hanno provveduto a comunicare alle autorità comoriane, entro i termini prescritti, i quantitativi di pescato detenuti a bordo. Tale comportamento è contrario al punto 55 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale, prima di autorizzare l’accesso al porto, gli Stati dovrebbero chiedere alle navi di notificare con ragionevole anticipo l’entrata in porto e di fornire i dati relativi alla bordata di pesca e ai quantitativi di catture detenuti a bordo, al fine di verificare che non abbiano praticato o coadiuvato attività di pesca INN. Ne consegue l’impossibilità di garantire che i prodotti della pesca provenienti da queste navi non siano frutto di attività INN.
            
         
               (30)
            
            
               La Commissione, in conformità all’articolo 31, paragrafo 4, lettera b), del regolamento INN, ha esaminato anche le misure adottate dalle Comore per quanto riguarda l’accesso al proprio mercato di prodotti della pesca provenienti dalla pesca INN.
            
         
               (31)
            
            
               Considerata la situazione descritta nei considerando 22, 23 e 25, la tracciabilità del pesce e dei prodotti della pesca è ostacolata dalla mancanza di monitoraggio, controllo e sorveglianza, dalla situazione del registro navale comoriano e dalla mancanza di cooperazione tra le autorità incaricate dell’immatricolazione delle navi e le autorità responsabili della pesca.
            
         
               (32)
            
            
               Secondo informazioni fornite dalle autorità delle Comore, navi comoriane autorizzate a operare nella ZEE delle Comore hanno utilizzato giornali di bordo compilati da operatori economici in lingue dello Sri Lanka che gli ispettori della pesca comoriani non sono in grado di capire. Dalle informazioni raccolte durante la visita alle Comore nel maggio 2015 risulta che le autorità comoriane non hanno provveduto a elaborare il modello di giornale di bordo. È impossibile garantire la tracciabilità se i giornali di bordo sono compilati in una lingua sconosciuta agli ispettori della pesca delle Comore. Questa situazione non giova alla trasparenza ed è in contrasto con il punto 24 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN e con il punto 33 delle linee guida volontarie della FAO per il comportamento degli Stati di bandiera, che prevedono l’obbligo di esercitare un controllo esaustivo ed efficace delle attività di pesca, dall’inizio delle operazioni, al punto di sbarco e fino alla destinazione finale. È inoltre in contrasto con il punto 71 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale gli Stati dovrebbero adottare opportune disposizioni per migliorare la trasparenza dei loro mercati e consentire la tracciabilità dei prodotti della pesca.
            
         
               (33)
            
            
               Si rammenta che il considerando 23 dimostra che navi comoriane operano al di fuori della ZEE delle Comore senza alcuna forma di controllo da parte delle autorità delle Comore. Tali navi non tengono giornali di bordo destinati alle autorità comoriane né trasmettono a tali autorità informazioni sulle loro attività di pesca o sulle operazioni di sbarco e di trasbordo. Questo viola l’articolo 94 dell’UNCLOS ed è in contrasto con le raccomandazioni di cui ai punti 24 e 35 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN e al punto 33 delle linee guida volontarie della FAO per il comportamento degli Stati di bandiera, in quanto implica l’impossibilità di garantire la tracciabilità del pesce o dei prodotti della pesca provenienti da tali navi.
            
         
               (34)
            
            
               Gli articoli 11.2 e 11.3 del codice di condotta della FAO stabiliscono che il commercio internazionale di pesci e prodotti della pesca non dovrebbe compromettere lo sviluppo sostenibile della pesca e dovrebbe basarsi su misure trasparenti e su leggi, regolamenti e procedure amministrative semplici ed esaustivi. Inoltre l’articolo 11.1.11 del codice di condotta della FAO stabilisce che gli Stati dovrebbero assicurare che gli scambi internazionali e nazionali di pesci e prodotti della pesca si svolgano secondo pratiche corrette di conservazione e di gestione, grazie a un più efficace sistema di identificazione dell’origine dei pesci e dei prodotti della pesca commercializzati. Il piano d’azione internazionale contro la pesca INN fornisce inoltre orientamenti su misure di mercato concordate a livello internazionale (punti 65-76) volte a contribuire alla riduzione o all’eliminazione degli scambi di pesce e di prodotti della pesca provenienti dalla pesca INN.
            
         
               (35)
            
            
               Stando alle informazioni raccolte dalla Commissione e alle dichiarazioni rese dalle autorità comoriane, nelle Comore stanno sorgendo stabilimenti di trasformazione, ma ancora non sono stati messi a punto sistemi affidabili di tracciabilità e certificazione. Questa situazione accresce inoltre il rischio che prodotti provenienti da attività di pesca INN vengano trasformati e commercializzati dalle Comore.
            
         
               (36)
            
            
               Alla luce della situazione descritta nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafo 3 e paragrafo 4, lettere a) e b), del regolamento INN, che le Comore non hanno rispettato gli obblighi ad esse incombenti a norma del diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione con riguardo alle navi INN e alla pesca INN svolta o coadiuvata da navi battenti la loro bandiera o da loro cittadini e non hanno preso provvedimenti per impedire l’accesso di prodotti ittici provenienti dalla pesca INN al proprio mercato.
            
         3.2.   Mancata cooperazione e esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, del regolamento INN)
   
   
               (37)
            
            
               A norma dell’articolo 31, paragrafo 5, lettera a), la Commissione ha esaminato la propria collaborazione con le Comore per valutare se esse abbiano cooperato in modo efficace rispondendo alle domande, fornendo informazioni o indagando su questioni relative alla pesca INN e sulle attività connesse.
            
         
               (38)
            
            
               Le autorità di pesca delle Comore si sono dimostrate generalmente disposte a cooperare nel corso della missione, ma non hanno poi dato seguito alle successive richieste di informazioni. La Commissione ha constatato che tale carenza è ulteriormente aggravata dalla situazione del registro navale delle Comore e dalla mancanza di cooperazione tra le autorità incaricate dell’immatricolazione delle navi e le autorità responsabili della pesca, come indicato alla sezione 3.1.
            
         
               (39)
            
            
               Inoltre, come spiegato al considerando 25, nell’ottobre 2011 le Comore si erano impegnate a ovviare a questa situazione e a rafforzare la cooperazione tra le suddette autorità (8). Come indicato nella sezione 3.1, poco, se non addirittura nulla, è stato fatto per ovviare a questa grave carenza e le Comore non hanno rispettato il loro impegno.
            
         
               (40)
            
            
               Nel corso della visita della Commissione del maggio 2015 le autorità delle Comore hanno comunicato alla Commissione che non erano in grado di presentarle il codice marittimo, ancora in attesa di adozione. Da allora la Commissione non ha ricevuto alcuna informazione riguardo all’adozione del testo, né copia del medesimo.
            
         
               (41)
            
            
               Le autorità delle Comore erano state inoltre invitate a fornire alla Commissione l’elenco delle navi comoriane adibite alla pesca o ad attività a questa correlate. La Commissione non ha ricevuto tale elenco.
            
         
               (42)
            
            
               Nel valutare l’osservanza globale degli obblighi spettanti alle Comore in qualità di Stato di bandiera, la Commissione ha anche esaminato se tale paese coopera con altri Stati alla lotta contro la pesca INN.
            
         
               (43)
            
            
               La Commissione ha constatato che le Comore cooperano con i paesi della regione dell’Oceano indiano, ma non con paesi terzi al di fuori di tale regione nei quali operano navi comoriane. Come spiegato al considerando 24, tale assenza di cooperazione può dipendere dal fatto che le autorità comoriane dispongono di scarse o di nessuna informazione per quanto riguarda le navi in questione. Tale situazione, che conferma le conclusioni della sezione 3.1, è in contrasto con la raccomandazione di cui al punto 28 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale gli Stati membri dovrebbero coordinare le loro attività e cooperare alla lotta alla pesca INN. È inoltre in contrasto con il punto 31 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, in base al quale gli Stati di bandiera dovrebbero prevedere la possibilità di stipulare intese o accordi e cooperare con altri Stati per garantire il rispetto delle leggi vigenti e delle misure di conservazione e di gestione adottate a livello nazionale, regionale o mondiale.
            
         
               (44)
            
            
               A norma dell’articolo 31, paragrafo 5, lettera b), la Commissione ha esaminato le misure di esecuzione in vigore per prevenire, scoraggiare e eliminare la pesca INN nelle Comore.
            
         
               (45)
            
            
               La Commissione ha constatato che le autorità delle Comore non hanno riferito di aver preso misure nei confronti delle navi di cui al considerando 23, che nel 2014 avevano effettuato operazioni comprendenti un trasbordo in mare al largo delle coste dell’Africa occidentale.
            
         
               (46)
            
            
               Sulla base delle informazioni di cui ai considerando 21 e 23 e delle dichiarazioni rese dalle Comore, la Commissione ha constatato che, pur essendo al corrente del fatto che navi battenti la loro bandiera operavano fuori della ZEE comoriana ed effettuavano sbarchi in Asia e Africa occidentale in violazione della normativa e degli obblighi vigenti nelle Comore, le autorità comoriane non hanno adottato misure di contrasto nei confronti di tali navi.
            
         
               (47)
            
            
               Inoltre, nel corso della visita del maggio 2015 la Commissione ha appurato che la maggior parte delle navi delle Comore non trasmette dati VMS alle autorità comoriane. Questa situazione mostra chiaramente che le autorità comoriane non sono in grado di sorvegliare le attività delle loro navi e compromette la loro capacità di garantire l’effettiva applicazione delle norme applicabili alle varie zone interessate. Questo stato di fatto, insieme alla mancanza di cooperazione sia a livello interno che con i paesi terzi, crea i presupposti ideali per lo sviluppo di attività di pesca INN.
            
         
               (48)
            
            
               La situazione descritta ai considerando da 45 a 47 è in contrasto con l’articolo 94 dell’UNCLOS. È inoltre in contrasto con le raccomandazioni intese ad adottare misure di esecuzione nei confronti delle attività di pesca INN e ad applicare al loro riguardo sanzioni sufficientemente severe da prevenire, scoraggiare ed eliminare in modo efficace la pesca INN e da privare i trasgressori dei benefici risultanti da tali attività, come stabilito all’articolo 8.2.7 del codice di condotta della FAO, al punto 21 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN e ai punti 31, 32, 33, 35 e 38 delle linee guida volontarie della FAO per il comportamento degli Stati di bandiera.
            
         
               (49)
            
            
               Per quanto riguarda il quadro giuridico delle Comore in materia di pesca, durante la visita della Commissione del maggio 2015 le autorità comoriane hanno riconosciuto la necessità di elaborare ulteriori testi attuativi del codice della pesca e dell’acquacoltura al fine di garantire la coerenza tra la legislazione nazionale e le norme internazionali e regionali applicabili.
            
         
               (50)
            
            
               Inoltre il codice della pesca e dell’acquacoltura delle Comore non include le navi che esercitano attività connesse alla pesca nella definizione di pescherecci. E ancora, pur contemplando violazioni gravi quali definite ai sensi del diritto internazionale, il quadro giuridico delle Comore non definisce esplicitamente la pesca INN e non prevede espressamente misure di contrasto e sanzioni per i cittadini che la coadiuvano o la esercitano, come indicato al punto 18 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN. Per quanto riguarda il regime sanzionatorio, va osservato che le ammende previste nell’ambito della pesca industriale sono basate sul valore dei canoni delle licenze. Tuttavia, le categorie di licenze di pesca definite nella normativa comoriana si limitano alle sole specie di tonnidi. Pertanto non sono previste ammende per le infrazioni commesse da imbarcazioni adibite alla cattura di specie demersali o pelagiche, per le quali non sono stati fissati i canoni corrispondenti. Tale situazione riduce il livello di deterrenza del regime sanzionatorio delle Comore.
            
         
               (51)
            
            
               Le Comore non dispongono neppure di un piano di ispezione nazionale che consenta di garantire una strategia di controllo uniforme delle attività della flotta comoriana. Il numero di osservatori delle Comore non è commisurato alle dimensioni della flotta comoriana e alle sue prospettive di sviluppo (9).
            
         
               (52)
            
            
               Secondo l’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite, le Comore, collocatesi al 159o posto su 187 paesi nel 2013 (10), sono considerate un paese a basso sviluppo umano. Nell’allegato II del regolamento (CE) n. 1905/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio (11) le Comore sono elencate nella categoria dei paesi meno sviluppati, conformemente all’elenco dei beneficiari di aiuti del Comitato per l’aiuto allo sviluppo (DAC) dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), aggiornato al 1o gennaio 2015 (12).
            
         
               (53)
            
            
               Nonostante l’analisi formulata al considerando 52 si rileva inoltre che, sulla base delle informazioni raccolte nel corso della visita della Commissione del maggio 2015, non si può ritenere che le Comore manchino di risorse finanziarie, quanto piuttosto del contesto amministrativo necessario per adempiere in modo efficace ed efficiente ai propri obblighi come Stato di bandiera, Stato costiero, Stato di approdo e Stato di commercializzazione.
            
         
               (54)
            
            
               Considerata la situazione illustrata nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione, nonché delle dichiarazioni rilasciate dalle Comore, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafi 3 e 5, del regolamento INN, che le Comore non hanno osservato gli obblighi ad esse incombenti a norma del diritto internazionale per quanto riguarda la cooperazione e le misure di esecuzione.
            
         3.3.   Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
   
   
               (55)
            
            
               Le Comore hanno ratificato l’UNCLOS nel 1994 e sono parte contraente della IOTC e della SWIOFC.
            
         
               (56)
            
            
               A norma dell’articolo 31, paragrafo 6, lettera b), la Commissione ha esaminato tutte le informazioni relative allo status delle Comore quale parte contraente della IOTC e della SWIOFC.
            
         
               (57)
            
            
               Secondo le informazioni tratte dalla relazione di conformità della IOTC pubblicata il 23 marzo 2015 per le Comore (13), nel 2014 sono stati riscontrati problemi ripetuti di conformità. In particolare, le Comore non hanno trasmesso i dati relativi alle catture nominali di squali e alle catture, allo sforzo di pesca e alla frequenza della taglia per tale specie, come previsto dalla risoluzione IOTC 05/05, non hanno trasmesso i dati relativi alle catture e allo sforzo di pesca per i pescherecci stranieri con reti a circuizione operanti nella loro ZEE, come previsto dalla risoluzione IOTC 10/02, e non hanno attuato il programma di osservazione per il sistema di campionamento nella pesca artigianale, come previsto dalla risoluzione IOTC 11/04.
            
         
               (58)
            
            
               Sono stati altresì riscontrati casi isolati di inosservanza. Le Comore non hanno trasmesso i dati relativi alle catture nominali nella pesca costiera e alle catture, allo sforzo e alla frequenza della taglia nella pesca costiera, come previsto dalla risoluzione IOTC 10/02.
            
         
               (59)
            
            
               I casi di inosservanza delle norme della IOTC da parte delle Comore dimostrano l’incapacità di tale paese di ottemperare ai propri obblighi in qualità di Stato di bandiera conformemente all’articolo 94 dell’UNCLOS. Essi dimostrano inoltre che le Comore non rispettano le raccomandazioni di cui ai punti 31, 32, 33, 35 e 38 delle linee guida volontarie della FAO per il comportamento degli Stati di bandiera e al punto 24 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN.
            
         
               (60)
            
            
               Le Comore non sono parte contraente di altre ORGP oltre alla IOTC e alla SWIOFC. Considerata la struttura della flotta comoriana, che non opera soltanto nella regione dell’Oceano indiano, tale situazione vanifica gli sforzi compiuti dalle Comore per conformarsi agli obblighi ad esse incombenti in forza dell’UNCLOS, in particolare degli articoli 117 e 118.
            
         
               (61)
            
            
               Inoltre, fatta eccezione per l’UNCLOS, le Comore non hanno ratificato altri strumenti giuridici internazionali in materia di gestione della pesca. Data l’importanza che rivestono per le Comore gli stock ittici transzonali e altamente migratori, tale situazione vanifica gli sforzi compiuti da tale paese per adempiere ai propri obblighi in quanto Stato di bandiera, Stato costiero, Stato di approdo e Stato di commercializzazione nell’ambito dell’UNCLOS, in particolare degli articoli 63 e 64.
            
         
               (62)
            
            
               Inoltre, nonostante stiano sviluppando infrastrutture portuali per le attività di pesca, le Comore non hanno ratificato l’accordo sulle misure di competenza dello Stato di approdo della FAO del 2009.
            
         
               (63)
            
            
               Per quanto riguarda l’attuazione degli strumenti internazionali, il comportamento delle Comore non è conforme alle raccomandazioni di cui al punto 11 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, che invita gli Stati, in via prioritaria, a ratificare, accettare o aderire all’accordo delle Nazioni Unite ai fini dell’applicazione delle disposizioni dell’UNCLOS relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori (UNFSA) e all’accordo di conformità FAO. Viene inoltre disattesa la raccomandazione di cui al punto 14, che invita gli Stati ad attuare pienamente ed efficacemente il codice di condotta e i piani d’azione internazionali ad esso correlati.
            
         
               (64)
            
            
               Contrariamente alle raccomandazioni di cui ai punti da 25 a 27 del piano d’azione internazionale contro la pesca INN, le Comore non hanno elaborato un piano d’azione nazionale contro la pesca INN.
            
         
               (65)
            
            
               Inoltre, come indicato al considerando 27, nel corso della visita effettuata dalla Commissione si è constatato che parte della gestione del registro navale delle Comore è delegata a un’impresa privata con sede al di fuori di tale paese. Sulla base delle informazioni raccolte dalla Commissione e delle dichiarazioni rese dalle Comore, si è potuto stabilire che le Comore non sono state in grado di garantire che i pescherecci battenti la loro bandiera avessero un legame reale con il paese. Ciò è in contrasto con l’articolo 91 dell’UNCLOS, in base al quale deve esistere un legame reale tra lo Stato di bandiera e le sue navi.
            
         
               (66)
            
            
               Considerata la situazione illustrata nella presente sezione della decisione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione, nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, che le Comore non hanno osservato gli obblighi che ad esse incombono a norma del diritto internazionale in relazione alle norme, ai regolamenti e alle misure di conservazione e di gestione internazionali.
            
         3.4.   Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo (articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN)
   
   
               (67)
            
            
               Si rammenta che, secondo l’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite, le Comore, collocatesi al 159o posto su 187 paesi nel 2013 (14), sono considerate un paese a basso sviluppo umano. Inoltre, secondo il regolamento (CE) n. 1905/2006 le Comore figurano nella categoria dei paesi meno sviluppati, conformemente all’elenco dei beneficiari di aiuti allo sviluppo dell’OCSE/DAC aggiornato al 1o gennaio 2015 (15).
            
         
               (68)
            
            
               Anche se, in generale, in materia di monitoraggio, controllo e sorveglianza possono sussistere difficoltà specifiche in termini di capacità, le difficoltà specifiche delle Comore riconducibili al loro livello di sviluppo non possono giustificare le carenze descritte nelle precedenti sezioni. Questo vale in particolare per la situazione del registro navale delle Comore e l’assenza di controllo, segnatamente mediante VMS, di parte della flotta comoriana, tanto più che le Comore dispongono di un centro di controllo della pesca e sono in grado di monitorare le attività che hanno luogo nella loro ZEE.
            
         
               (69)
            
            
               Le carenze riscontrate sembrano essere principalmente riconducibili al fatto che le Comore non dispongono del contesto amministrativo necessario per adempiere in modo efficace ed efficiente ai loro obblighi come Stato di bandiera, Stato costiero, Stato di approdo e Stato di commercializzazione. Tale situazione è aggravata dallo squilibrio tra le dimensioni della flotta comoriana e della sua zona di attività.
            
         
               (70)
            
            
               Va inoltre ricordato che l’Unione europea e l’Unione delle Comore hanno firmato un accordo di partenariato nel settore della pesca (16). La contropartita finanziaria versata alle Comore nell’ambito dell’attuale protocollo (17) dell’accordo comprende una dotazione destinata al sostegno settoriale. Quest’ultimo mira a promuovere lo sviluppo di una pesca sostenibile rafforzando la capacità amministrativa e scientifica attraverso una maggiore attenzione alla gestione sostenibile della pesca e ai sistemi di monitoraggio, controllo e sorveglianza. Ciò dovrebbe aiutare le Comore a far fronte ai loro obblighi a norma del diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero e Stato di commercializzazione e a contrastare la pesca INN.
            
         
               (71)
            
            
               Un ulteriore sostegno è fornito alle Comore da iniziative regionali, quali il progetto SmartFish finanziato dall’Unione europea e attuato dalla Commissione dell’Oceano indiano (IOC), che mira, in particolare, a contrastare la pesca INN mediante la condivisione delle risorse, lo scambio di informazioni, la formazione e lo sviluppo di sistemi operativi di monitoraggio, controllo e sorveglianza.
            
         
               (72)
            
            
               Alla luce della situazione descritta nella presente sezione e sulla base di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione, nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, che lo stato di sviluppo e il comportamento complessivo delle Comore per quanto riguarda la gestione della pesca potrebbero essere pregiudicati dal loro livello di sviluppo. Tuttavia, tenuto conto della natura delle carenze rilevate nelle Comore, il livello di sviluppo di tale paese non può spiegare interamente o altrimenti giustificare il suo comportamento generale nel settore della pesca in quanto Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione né l’inadeguatezza delle azioni da esso intraprese per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN.
            
         4.   CONCLUSIONI CONCERNENTI LA POSSIBILE IDENTIFICAZIONE IN QUANTO PAESE TERZO NON COOPERANTE
   
   
               (73)
            
            
               Alla luce delle conclusioni tratte riguardo al mancato adempimento, da parte delle Comore, dell’obbligo ad esse imposto dal diritto internazionale, nella loro qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN, è opportuno notificare a tale paese, a norma dell’articolo 32 del regolamento INN, la possibilità di essere identificato dalla Commissione come paese terzo non cooperante in materia di lotta contro la pesca INN.
            
         
               (74)
            
            
               In conformità dell’articolo 32, paragrafo 1, del regolamento INN, è opportuno che la Commissione notifichi alle Comore la possibilità di essere identificate come paese terzo non cooperante. La Commissione dovrebbe inoltre adottare nei confronti delle Comore tutti i provvedimenti previsti all’articolo 32 del regolamento INN. Ai fini di una corretta amministrazione è opportuno fissare un termine entro il quale tale paese possa rispondere per iscritto alla notifica e porre rimedio alla situazione.
            
         
               (75)
            
            
               Inoltre, la notifica alle Comore della possibilità di essere identificate come paese non cooperante non esclude né comporta automaticamente che la Commissione o il Consiglio possano successivamente procedere all’identificazione e alla compilazione di un elenco di paesi non cooperanti,
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo unico
   Si notifica all’Unione delle Comore la possibilità di essere identificata dalla Commissione come un paese terzo non cooperante in materia di lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
   
      Fatto a Bruxelles, il 1o ottobre 2015
      
         
            Per la Commissione
         
         Karmenu VELLA
         
            Membro della Commissione
         
      
   
   
      (1)  GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1.
   
      (2)  Fonte: http://ec.europa.eu/fisheries/news_and_events/press_releases/2011/20111031/index_en.htm
   
      (3)  Regolamento (CE) n. 1563/2006 del Consiglio, del 5 ottobre 2006, relativo alla conclusione dell’accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l’Unione delle Comore (GU L 290 del 20.10.2006, pag. 6).
   
      (4)  Piano d’azione internazionale per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, 2001.
   
      (5)  Linee guida volontarie della FAO per il comportamento degli Stati di bandiera (Voluntary Guidelines on Flag State Performance), marzo 2014, fonte: http://www.fao.org/3/a-mk052e.pdf
   
      (6)  Fonte:«Greenpeace, Esperanza West Africa Expedition 2014», maggio 2015, consultabile all’indirizzo: http://www.greenpeace.org/eastasia/publications/reports/oceans/2015/Africas-fisheries-paradise-at-a-crossroads/
   
      (7)  Cfr. nota a piè di pagina 2.
   
      (8)  Cfr. nota a piè di pagina 2.
   
      (9)  Fonte: http://www.iotc.org/sites/default/files/documents/2015/03/IOTC-2015-CoC12-05_Add_1E_Collection_of_fleet_development_plans.pdf
   
      (10)  Fonte: http://hdr.undp.org/en/content/table-1-human-development-index-and-its-components
   
      (11)  Regolamento (CE) n. 1905/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, che istituisce uno strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo (GU L 378 del 27.12.2006, pag. 41).
   
      (12)  Fonte: http://www.oecd.org/dac/stats/documentupload/DAC%20List%20of%20ODA%20Recipients%202014%20final.pdf
   
      (13)  Fonte: http://www.iotc.org/sites/default/files/documents/2015/04/IOTC-2015-CoC12-CR04E-Comoros.pdf
   
      (14)  Cfr. nota a piè di pagina 10.
   
      (15)  Cfr. nota a piè di pagina 12.
   
      (16)  Cfr. nota a piè di pagina 3.
   
      (17)  Decisione 2013/786/UE del Consiglio, del 16 dicembre 2013, relativa alla firma, a nome dell’Unione europea, e all’applicazione provvisoria del protocollo tra l’Unione europea e l’Unione delle Comore che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall’accordo di partenariato nel settore della pesca in vigore tra le due parti (GU L 349 del 21.12.2013, pag. 4) e Protocollo tra l’Unione Europea e l’Unione delle Comore che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall’accordo di partenariato nel settore della pesca in vigore tra le due parti (GU L 349 del 21.12.2013, pag.5).