CELEX: E2020J0008
Language: it
Date: 2021-05-05 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 5 maggio 2021 nella causa E-8/20 Procedimento penale contro N (Libera prestazione dei servizi – Libera circolazione dei lavoratori – Regolamento (CEE) n. 1408/71 – Regolamento (CE) n. 883/2004 – Mantenimento delle prestazioni previdenziali in un altro Stato SEE – Prestazione di malattia – Dimora – Restrizione di una libertà fondamentale – Giustificazione) 2021/C 324/12

12.8.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 324/31
            
         
      SENTENZA DELLA CORTE
      del 5 maggio 2021
      nella causa E-8/20
      Procedimento penale contro N
      
         
            (Libera prestazione dei servizi – Libera circolazione dei lavoratori – Regolamento (CEE) n. 1408/71 – Regolamento (CE) n. 883/2004 – Mantenimento delle prestazioni previdenziali in un altro Stato SEE – Prestazione di malattia – Dimora – Restrizione di una libertà fondamentale – Giustificazione)
         
      
      (2021/C 324/12)
      Nella causa E-8/20, procedimento penale contro N – ISTANZA alla Corte a norma dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia da parte della Corte suprema della Norvegia (Norges Høyesterett), riguardante l’interpretazione dell’accordo sullo Spazio economico europeo, in particolare gli articoli 28 e 36, il regolamento (CEE) n. 1408/71 del Consiglio, del 14 giugno 1971, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità, il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e la direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, la Corte, composta da Páll Hreinsson, presidente e giudice relatore, Per Christiansen e Bernd Hammermann, giudici, si è pronunciata il 5 maggio 2021 con sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
      
                  1.
               
               
                  La risposta alla prima e alla dodicesima domanda è che una prestazione quale l’assegno per la valutazione della capacità di lavoro (arbeidssosavklaringspenger) di cui trattasi nel procedimento principale costituisce una prestazione di malattia ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CEE) n. 1408/71 relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità e dell’articolo 3, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.
               
            
                  2.
               
               
                  La risposta alla seconda, alla terza e alla quarta domanda è che una situazione come quella di cui trattasi nel procedimento principale non rientra nell’ambito di applicazione degli articoli 19 o 22 del regolamento (CEE) n. 1408/71. Tuttavia, tale constatazione non ha l’effetto di sottrarre norme nazionali come quelle di cui trattasi nel procedimento principale dall’ambito di applicazione delle disposizioni della parte principale dell’accordo SEE o di un altro atto giuridico integrato nell’accordo SEE.
               
            
                  3.
               
               
                  La risposta alla quinta, sesta, settima e ottava domanda è che l’articolo 36 dell’accordo SEE deve essere interpretato nel senso che osta alla legislazione di uno Stato SEE, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, che subordina il diritto degli assicurati di mantenere le prestazioni di malattia in denaro, ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (CEE) n. 1408/71, in caso di soggiorno in un altro Stato SEE al rispetto delle condizioni seguenti:
                  
                              —
                           
                           
                              il beneficiario delle prestazioni di malattia può soggiornare all’estero solo per un periodo limitato, che generalmente non può superare quattro settimane all’anno; e
                           
                        
                              —
                           
                           
                              un sistema di autorizzazione preventiva, che prevede il rifiuto di tale autorizzazione, a meno che non si possa dimostrare che la dimora in un altro Stato SEE sia compatibile con l’esecuzione di determinati obblighi in materia di attività e non impedisca il follow-up e il controllo da parte dell’istituzione competente.
                           
                        
            
                  4.
               
               
                  Alla luce della risposta data alla quinta, sesta, settima e ottava domanda, non occorre rispondere alla nona, alla decima e all’undicesima domanda.
               
            
                  5.
               
               
                  La risposta alla tredicesima domanda è che il termine «dimorano» di cui all’articolo 21, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 883/2004 deve essere interpretato nel senso da comprendere i soggiorni di breve durata in un altro Stato SEE che non costituiscono «residenza» ai sensi dell’articolo 1, lettera j), di tale regolamento, come quelli di cui trattasi nel procedimento principale.
               
            
                  6.
               
               
                  La risposta alla quattordicesima domanda è che l’articolo 21 del regolamento (CE) n. 883/2004 deve essere interpretato nel senso che comprende le situazioni in cui una diagnosi medica viene comunicata durante un soggiorno in uno Stato SEE diverso dallo Stato SEE competente nonché le situazioni in cui, come nel caso di specie, la diagnosi è riconosciuta dall’istituzione competente prima della partenza.
               
            
                  7.
               
               
                  La risposta alla quindicesima domanda è che l’articolo 21, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 883/2004 deve essere interpretato nel senso che osta a condizioni quali:
                  
                              i)
                           
                           
                              la prestazione può essere erogata soltanto per un massimo di quattro settimane all’anno al di fuori della Norvegia;
                           
                        
                              ii)
                           
                           
                              deve essere dimostrato che la dimora all’estero è compatibile con gli obblighi in materia di attività e non impedisce il follow-up e il controllo da parte dell’istituzione competente; e
                           
                        
                              iii)
                           
                           
                              l’interessato deve ottenere l’autorizzazione e rispettare l’obbligo di comunicazione mediante un apposito modulo.
                           
                        Di conseguenza, non è necessaria un’ulteriore valutazione di tali condizioni alla luce di altre disposizioni del diritto SEE.
               
            
                  8.
               
               
                  Tenuto conto della risposta fornita alla quindicesima domanda, nonché alla quinta, sesta, settima e ottava domanda, non occorre rispondere alla sedicesima domanda.