CELEX: 51996PC0038
Language: it
Date: 1996-03-06
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla compilazione di un elenco indicativo non esauriente delle denominazioni dei prodotti agricoli e alimentari che si considerano divenute generiche, di cui all' articolo 3, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
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                                             Bruxelles, 06.03.1996
                                             COM(96) 38 def.
                                 Proposta di
                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
        relativa alla compilazione di un elenco indicativo non
   esauriente delle denominazioni dei prodotti agricoli e alimentari
      che si considerano divenute generiche, di cui all'articolo 3,
     paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio
                      (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                           RELAZIONE
/.   Giustificazione del ritardo nella presentazione della proposta
     L'articolo 3, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla protezione delle
     indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli ed alimentari,
     prevede l'obbligo per la Commissione di presentare al Consiglio un elenco di denominazioni
     generiche anteriormente all'entrata in vigore del regolamento medesimo (il 26 luglio 1993).
     Nel maggio 1993, la DG VI aveva elaborato una proposta la cui procedura scritta (E/774/93)
     avrebbe dovuto concludersi il 2 giugno 1993. Tale procedura è rimasta tuttavia bloccata sino
     al 20 gennaio 1995, data in cui, non avendo potuto essere condotta a termine, è stata chiusa
     in concomitanza del cambiamento di Commissione. Per questi motivi la proposta non ha
     potuto arrivare in tempo utile al Consiglio.
     A seguito dell'adesione dei tre nuovi Stati membri, la proposta è stata aggiornata sulla base
     dei nuovi elementi da questi apportati e rivista in funzione delle osservazioni del servizio
     giuridico.
//.  Per quanto concerne la giustificazione della proposta sul piano della sussidiarietà, l'azione
     di cui trattasi è di competenza esclusiva della Comunità. Essa comporta l'esecuzione di un
     mandato del Consiglio previsto all'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2081/92 sopra citato.
///. Situazione, criteri adottati e problemi specifici
 1.  Il regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, adottato il 14 luglio 1992 ed entrato in
     vigore il 26 luglio 1993, ha per obiettivo la protezione, su tutto il territorio comunitario,
     delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine di taluni prodotti agricoli ed
     alimentari. Per beneficiare di tale protezione, occorre comprovare l'esistenza di un legame
     fra le caratteristiche del prodotto in questione e l'area geografica da cui esso proviene. La
     protezione viene concessa se il prodotto è registrato in un elenco comunitario. Tuttavia, le
     denominazioni divenute generiche non possono essere registrate.
2.   L'articolo 3 del regolamento (CEE) n. 2081/92 prevede l'obbligo per la Commissione di
     presentare al Consiglio una proposta di elenco delle denominazioni generiche: "anteriormente
     all'entrata in vigore del presente regolamento, il Consiglio, deliberando a maggioranza
     qualificata su proposta della Commissione, stabilisce e pubblica nella Gazzetta ufficiale delle
     Comunità europee un elenco non esauriente, indicativo delle denominazioni dei prodotti
     agricoli o alimentari che rientrano nel campo d'applicazione del presente regolamento e che
     sono considerati come denominazione divenuta generica ai sensi del paragrafo 1 e che
     pertanto non possono essere registrati ai fini del presente regolamento".
 ---pagebreak---      Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 1 dello stesso regolamento, per denominazione divenuta
     generica "si intende         il nome di un prodotto agricolo o alimentare che, pur collegato col
     nome del luogo o della regione in cui il prodotto agricolo o alimentare è stato inizialmente
     ottenuto o commercializzato, è divenuto, nel linguaggio corrente, il nome comune di un
     prodotto agricolo o alimentare".
     Per determinare se una denominazione sia divenuta generica o meno, il regolamento
     prescrive di tener conto di tutti i fattori, in particolare della situazione esistente nello Stato
     membro in cui il nome ha la sua origine, nelle zone di consumo e negli altri Stati membri,
     nonché delle pertinenti legislazioni nazionali o comunitarie. Si tratta di criteri cumulativi.
     Occorre ricordare in tale contesto che nella sua recente sentenza del 10 novembre 1992, nella
     causa C-3/91, Exportur S.A. e/ LOR SA e Confisene du Tech (motivo 37), la Corte di
     giustizia ha considerato come criterio il riferimento alla situazione esistente nello Stato
     membro d'origine, per determinare se una denominazione sia divenuta generica.
3.   Va sottolineato che, a norma del regolamento, le denominazioni divenute generiche non
     possono essere registrate. Il problema delle denominazioni generiche è quindi assai delicato
     e ha sempre suscitato forti reazioni. Se una denominazione geografica è registrata la sua
     utilizzazione è riservata alle imprese della zona interessata, mentre è vietata in qualsiasi altra
     zona.
     Una denominazione dichiarata generica comporta conseguenze assai rilevanti, soprattutto
     economiche, che compromettono gli interessi dei privati. È quindi opportuno procedere con
     la massima cautela, applicando l'articolo 3 in modo neutro e obiettivo.
     Per avere un quadro il più possibile completo della situazione e prima di elaborare una
     proposta di denominazioni divenute generiche ai sensi del summenzionato articolo 3,
     paragrafo 3, la Commissione ha ritenuto indispensabile sollecitare la collaborazione degli
     Stati membri. Con lettera del 22 luglio 1992, lettera di sollecito del 12 novembre 1992 e
     lettera ai tre nuovi Stati membri del 23 marzo 1995, la Commissione ha invitato gli Stati
     membri a presentarle un elenco delle denominazioni dei prodotti di cui essi considerano
     possibile la registrazione come denominazioni divenute generiche.
4.   Gli elenchi notificati presentano notevoli disparità circa le denominazioni proposte e il
     numero delle medesime, il che riflette l'applicazione da parte degli Stati membri di criteri
     talvolta divergenti. Inoltre, le comunicazioni degli Stati membri non contengono alcun
     elemento d'informazione che consenta di valutare la fondatezza delle domande sotto il profilo
     dei criteri previsti all'articolo 3, paragrafo 1 del regolamento.
     Pertanto la Commissione ha dovuto elaborare un primo elenco di denominazioni, che a prima
     vista si possono considerare generiche, in base agli elenchi notificati dagli Stati membri,
   , seguendo per quanto possibile i criteri di uii all'articolo 3, paragrafo 1 del regolamento e
     prendendo in considerazione le pertinenti legislazioni e i suggerimenti dello Stato membro
     d'origine e degli altri Stati membri.
 ---pagebreak---    La Commissione ha quindi previsto che possano essere dichiarate generiche le denominazioni
   che soddisfano i seguenti requisiti.
   a)      Denominazioni suggerite da otto o più Stati membri.
           Se una maggioranza di Stati membri non ha chiesto che una denominazione sia
           dichiarata generica, è difficile supporre "prima facie" che essa sia diventata il nome
           comune di un prodotto nella Comunità.
   b)      Lo Stato membro d'origine è parte contraente della Convenzione di Stresa e/o ha esso
           stesso incluso la denominazione nell'elenco comunicato alla Commissione.
           La Convenzione di Stresa non dichiara esplicitamente generiche le denominazioni dei
           formaggi che figurano nel suo allegato IL Tuttavia, essa stabilisce il metodo di
           fabbricazione di tali formaggi e ne consente la produzione al di fuori del paese
           d'origine della denominazione. Il fatto che quest'ultimo sia parte contraente della
           Convenzione indica "prima facie" che esso ha ammesso per decenni l'utilizzazione
           della denominazione da parte di terzi. Si può quindi supporre che tale denominazione
           sia nel frattempo diventata il nome comune del formaggio in questione.
           La Corte di giustizia (cfr. sentenza "Exportur", 37) ha subordinato l'estensione della
           protezione nazionale di una denominazione ad altri Stati membri al fatto che essa non
           sia divenuta generica nello Stato membro d'origine.
           Si può ammettere "prima facie" che uno Stato membro secondo cui una delle proprie
           denominazioni può essere protetta non proporrebbe che sia dichiarata generica.
   e)      Le denominazioni non sono protette da accordi internazionali (convenzioni bilaterali
           o altre) in Stati membri diversi da quello d'origine.
           Si ritiene che gli accordi internazionali estendano la protezione di denominazioni
           dello Stato membro d'origine al di fuori del suo territorio. Esse contengono clausole
           che vietano che le denominazioni protette diventino generiche. Quand'anche siano
           soddisfatti i requisiti a) e/o b), sarebbe difficile mantenere le supposizioni "prima
           facie" che ne derivano, se le denominazioni in questione beneficiano della protezione
           in virtù di detti accordi.
   L'elenco proposto nell'allegato è quindi necessariamente breve.
5. Denominazione "Feta"
   Per quanto concerne la denominazione ''Feta", notificata dal governo greco ai fini della
   registrazione come denominazione di origine ai sensi del regolamento sopra citato, i servizi
   della Commissione hanno più volte registrato pareri discordi riguardo al suo carattere
   generico. Si è ritenuto pertanto indispensabile procedere con la massima cautela nei confronti
   di questa denominazione, volendo poter contare su solide prove a sostegno della decisione
   finale. Sono infatti in gioco forti interessi economici.
 ---pagebreak--- Pertanto, traendo ispirazione dalla tradizione giuridica britannica e tedesca in materia, che
consiste nel consultare il pubblico tramite un sondaggio di opinione, la Commissione ha
predisposto un sondaggio Eurobarometro che è stato effettuato nel maggio 1994 tra i
consumatori dell'Europa a dodici.
Affinché una denominazione venga dichiarata generica, il regolamento (CEE) n. 2081/92
richiede che questa sia divenuta il nome comune di un prodotto, ossia che designi il prodotto
in quanto tale senza comportare agli occhi del pubblico alcun riferimento all'origine
geografica del medesimo.
Le conclusioni del sondaggio relativo al modo in cui il nome "Feta" viene percepito
nell'Unione sono le seguenti.
a)    Il nome "Feta" è assai poco noto all'interno dell'Unione (solo una persona su cinque
      lo conosce).
      Al riguardo, secondo le tradizioni giuridiche (inglese e tedesca), condivise dal servizio
      giuridico della Commissione, l'ignoranza non può essere invocata a sostegno del
      carattere generico di una data denominazione.
b)    Tra quanti conoscono questo nome o lo hanno sentito da qualche parte, esso evoca per
      lo più un'origine greca.
Alla luce di quanto precede, il nome "Feta" non sembra essere divenuto il nome comune di
un prodotto e, per la maggior parte di quanti lo conoscono, continua ad evocare un'origine
greca. Se così fosse, il nome "Feta" non soddisferebbe i requisiti previsti dall'articolo 3,
paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2081/92 che definisce le denominazioni divenute
generiche.
La questione è stata inoltre sottoposta al comitato scientifico che assiste la Commissione
nell'applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92, il quale ha emesso il seguente parere.
 1.   Tenuto conto delle informazioni presentate dalla Commissione, e in particolare di
      quanto emerso dal sondaggio di opinione, il comitato ritiene che il nome "Feta" non
      sia divenuto generico. Occorre tuttavia osservare che il comitato si pronuncia
      unicamente sulla questione relativa al carattere generico del nome "Feta" (7 voti a
      favore su 7 membri votanti), lasciando impregiudicata la questione dei prodotti
      legalmente commercializzati negli Stati membri diversi dalla Grecia o in paesi terzi.
      Ai sensi dell'articolo 13 del regolamento (CEE) n. 2081/92, tali prodotti possono
      continuare ad utilizzare i nomi registrati per un periodo massimo di cinque anni.
      Occorre sottolineare che il comitato ha chiaramente distinto la categoria dei nomi
      generici da quella dei prodotti legalmente commercializzati. Poiché infatti determinati
      nomi possono indurre il consumatore ad associare un prodotto ad un'origine geografica
      ben precisa, anche quando tali nomi sono legalmente utilizzati per la
      commercializzazione di prodotti di altra provenienza, il regolamento distingue il regime
      dei nomi generici (divieto di registrazione) da quello applicabile ai nomi legalmente
 ---pagebreak---          utilizzati in commercio (mantenimento temporaneo di questi ultimi in caso di
         registrazione della denominazione).
   2.    Tenuto conto degli elementi presentati nel disciplinare notificato dal governo greco, il
         nome "Feta" giustifica il riconoscimento di una denominazione di origine ai sensi
         dell'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2081/92 (4 voti a favore e 3
         contrari su 7 membri votanti).
   Di conseguenza, in considerazione degli esiti del sondaggio summenzionato e del parere del
   comitato scientifico, la denominazione "Feta" non è divenuta generica ai sensi dell'articolo
   3 del regolamento e non figura pertanto nella decisione.
6. Non si è ritenuto necessario stabilire tale elenco mediante un regolamento. Trattandosi di un
   elenco indicativo, è sufficiente che sia presentato sotto forma di decisione.
   Da un lato, l'elenco deve necessariamente essere indicativo, senza avere effetti giuridici erga
   omnes, poiché una decisione definitiva sulla genericità di una denominazione dovrebbe
   essere adottata solo nel quadro di una procedura, che garantisca l'esercizio dei vari diritti in
   questione, come quella prevista per la registrazione.
   Dall'altro, l'elenco dovrebbe essere non esauriente, in quanto esso non mira a indicare tutte
   le denominazioni che possono essere dichiarate generiche; una denominazione non inclusa
   nell'elenco potrebbe, in futuro, essere considerata generica.
7. Va inoltre rilevato che, in futuro, la possibilità di considerare una denominazione divenuta
   generica ai sensi del regolamento (CEE) n. 2081/92 è subordinata al rigetto della domanda
   di registrazione, sia automaticamente (articoli 6, paragrafo 2 e 17, paragrafo 2) sia previa
   opposizione (articolo 7, paragrafo 5, lettera b) dello stesso regolamento), in quanto la
   denominazione è divenuta generica.
 ---pagebreak---                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
                       relativa alla compilazione di un elenco indicativo non
                 esauriente delle denominazioni dei prodotti agricoli e alimentari
                    che si considerano divenute generiche, di cui all'articolo 3,
                   paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto la proposta delle Commissione ,
visto il regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alla protezione
delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d'origine dei prodotti agricoli e alimentari2, in
particolare l'articolo 3, paragrafo 3,
considerando che in virtù dell'articolo 3, paragrafo 3 del regolamento (CEE) n. 2081/92 il Consiglio,
prima dell'entrata in vigore di tale regolamento, deve compilare un elenco indicativo non esauriente
delle denominazioni dei prodotti agricoli e alimentari contemplati dal suddetto regolamento che si
considerano divenute generiche,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                               Articolo 1
E' compilato un elenco indicativo non esauriente delle denominazioni divenute generiche:
      Brie
      Camembert
      Cheddar
      Edam
      Emmentaler
      Gouda.
                                               Articolo 2
Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
          GU n.           del           , pag.
          GU n. L 208 del 24.7.1992, pag. 1
                                                 }
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                              COM(96) 38 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                        10 03
                                             N. di catalogo : CB-CO-96-049-IT-C
                                                              ISBN 92-78-00172-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                              &