CELEX: 52003PC0379
Language: it
Date: 2003-06-30
Title: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle spedizioni rifiuti

Avis juridique important

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52003PC0379

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle spedizioni rifiuti  /* COM/2003/0379 def. - COD 2003/0139 */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alle spedizioni rifiuti(presentata dalla Commissione)INDICEREGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alle spedizioni rifiutiRELAZIONE1. Introduzione2. MOTIVI DELLA REVISIONE3. FONDAMENTO GIURIDICO4. OBIETTIVI E PRINCIPALI ELEMENTI DELLA PROPOSTA4.1. Obiettivi4.2. Elementi principali4.2.1. Quadro procedurale complessivo della proposta4.2.2. Principali modifiche alla struttura del regolamento4.2.3. Principali modifiche e chiarimenti in merito al campo di applicazione e alle definizioni - titolo I4.2.4. Principali modifiche e chiarimenti in merito alle spedizioni all'interno della Comunità - titolo II4.2.5. Principali modifiche e chiarimenti in merito alle spedizioni all'interno degli Stati membri - Titolo III4.2.6. Principali modifiche e chiarimenti in merito alle esportazioni dalla Comunità e alle importazioni nella Comunità - titoli IV, V e VI4.2.7. Principali modifiche e chiarimenti in merito ad altre disposizioni - titolo VII5. ASPETTI AMBIENTALI6. ASPETTI ECONOMICI7. ASPETTI RELATIVI AL MERCATO INTERNO8. ASPETTI INTERNAZIONALI9. ASPETTI RELATIVI AGLI SCAMBI COMMERCIALI10. SUSSIDIARIETà E PROPORZIONALITà11. CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE12. ALLEGATIREGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO  relativo alle spedizioni rifiutiTITOLO I Ambito di applicazione e definizioniTITOLO II Spedizioni tra Stati membri all'interno della Comunità o in transito per paesi terziTITOLO III Spedizioni all'interno degli Stati membriTITOLO IV Esportazioni dalla Comunità verso paesi terziTITOLO V Importazioni nella Comunità da paesi terziTITOLO VI Transito nella Comunità di spedizioni da e verso paesi terziTITOLO VII Altre disposizioniALLEGATO IA 102ALLEGATO IB 105ALLEGATO II 108ALLEGATO III 112ALLEGATO IV 115ALLEGATO IVA 118ALLEGATO V 119ALLEGATO VI 181ALLEGATO VII 182ALLEGATO VIII 183ALLEGATO IX 184ALLEGATO X 185RELAZIONE1. IntroduzioneCon la direttiva 84/631/CEE del Consiglio del 6 dicembre 1984 [1], la Comunità ha introdotto una serie di norme per la sorveglianza e il controllo delle spedizioni di rifiuti. La direttiva, applicabile dal 1° ottobre 1985, riguarda le spedizioni di rifiuti pericolosi e impone l'obbligo di una preventiva notifica ai paesi interessati, consentendo tuttavia a questi paesi di opporsi ad una spedizione specifica.[1]  GU L 326 del 13.12.1984, pag. 31.La direttiva 84/631/CEE è stata modificata dalla direttiva 86/279/CEE del Consiglio del 12 giugno 1986 [2], che ha introdotto ulteriori norme per migliorare la sorveglianza delle esportazioni di rifiuti dalla Comunità. Successivamente, la Commissione ha adottato una serie di modifiche tecniche a tali direttive [3] mediante la prescritta procedura di comitato.[2]  GU L 181 del 4.7.1986, pag. 13.[3]  Modifiche alla direttiva 84/631/CE del Consiglio del 6.12.1984: direttiva 85/469/CE della Commissione del 22.07.1985, GU L 272 del 12.10.1985, pag. 1 e direttiva 86/121/CE del Consiglio dell'8.4.1986, GU L 100 del 16.4.1986, pag. 20. Modifiche alla direttiva 86/279/CE del Consiglio del 12.6.1986: direttiva 87/112/CE della Commissione del 23.12.1986, GU L 48 del 17.2.1987, pag. 31.Nel 1990, in seguito agli sviluppi internazionali nell'ambito della Convenzione di Basilea e dell'OCSE, la Commissione ha proposto l'attuale regolamento n. 259/93/CEE [4] del 1° febbraio 1993 sulle spedizioni di rifiuti. Per garantire un'applicazione simultanea e armonizzata delle relative norme in tutti gli Stati membri, si è deciso di adottare un regolamento piuttosto che una direttiva. Il recepimento e l'attuazione delle direttive del 1984 e 1986 hanno subito notevoli ritardi e in alcuni Stati membri non sono stati ancora portati a termine.[4]  COM(90)415 def. del 26 ottobre 1990.Il regolamento del 1993, entrato in vigore il 9 febbraio 1993, è operativo dal 6 maggio 1994. Da allora, ha subito modifiche tecniche tramite l'apposita procedura di comitato [5].[5]  In particolare:  1) decisione n. 94/721/CE della Commissione del 21.10.1994, GU L 288 del 9.11.1994, pag. 36.  2) decisione n. 96/660/CE della Commissione del 14.11.1996, GU L 304 del 27.11.1996, pag. 15.  3) regolamento (CE) n. 120/97 del Consiglio del 20.01.1997, GU L 22 del 24.01.1997, pag. 14.  4) decisione n. 98/368/CE della Commissione del 18.05.1998, GU L 165 del 10.06.1998, pag. 20.  5) regolamento (CE) n. 2408/98 della Commissione del 6.11.1998, GU L 298 del 7.11 1998, pag. 19. 6) decisione n. 1999/816/CE della Commissione del 24.11.1999, GU L 316 del 10.12.1999, pag. 45. 7) regolamento (CE) n. 2557/2001 della Commissione del 28.12.2001, GU L 349 del 31.12.2001, pag. 1.  La decisione della Commissione del 24.11.1994 (GU L 310 del 3.12.1994, pag. 70) e la decisione n. 1999/412/CE della Commissione del 3.6.1999, (GU L 156 del 23.6.1999, pag. 37) propongono un questionario integrativo per l'invio di relazioni.2. MOTIVI DELLA REVISIONEObblighi giuridiciLa Convenzione di Basilea, del 22 marzo 1989, sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento, modificata [6], e la decisione C(92)39/FINAL dell'OCSE modificata, sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero, sono i pilastri portanti del regolamento del 1993.[6]  Il 1° febbraio 1993 il Consiglio ha approvato la Convenzione di Basilea a nome della Comunità; cfr. decisione n. 93/98/CEE del Consiglio, GU L 39 del 16.2.1993, pag. 1.Recenti sviluppi in seno alla Convenzione di Basilea, in particolare l'adozione nel novembre 1998 di due liste dettagliate di rifiuti incluse nei nuovi allegati VIII e IX alla Convenzione, hanno spinto l'OCSE a rivedere la propria decisione del 1992 per armonizzare le liste e alcune altre norme con quelle della Convenzione di Basilea. Detta revisione si è tradotta nell'adozione della decisione C(2001)107 del Consiglio dell'OCSE del 14 giugno 2001 [7]. Per attuare la decisione modificata all'interno della Comunità è quindi divenuto necessario sul piano giuridico procedere alla revisione del regolamento.[7]  Decisione C(2001)107/FINAL del Consiglio dell'OCSE relativa alla revisione della decisione C(92)39/FINAL sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero. Il 28 febbraio 2002, il Consiglio ha adottato un'addendum a tale decisione [C(2001)107/ADD1], che include i documenti di notifica e di trasporto e le istruzioni di compilazione. Da ultimo, l'addendum è stato incluso nella decisione come sezione C dell'addendum 8 e la versione completa della decisione è stata pubblicata nel maggio 2002 come C(2001)107 final.Nelle conclusioni del Consiglio [8] che autorizzano gli Stati membri a votare in nome della Comunità a favore della decisione OCSE modificata [OCSE C(2001)107] si afferma che detta decisione sarà vincolante per gli Stati membri e per la Comunità soltanto al completamento delle necessarie procedure comunitarie. Per dare attuazione alla decisione OCSE modificata [9] la Comunità è quindi obbligata sul piano giuridico a procedere alla revisione dell'attuale regolamento[8]  Cfr. conclusioni del Consiglio nel documento 9458/01, adottato l'11 giugno 2001.[9]  La conclusione del Consiglio dell'11 giugno 2001 stabilisce inoltre che al completamento delle necessarie procedure comunitarie, la Commissione invia una dichiarazione all'OCSE nella quale conferma l'avvenuto completamento delle procedure comunitarie per l'applicazione della decisione OCSE del 2001.Opportunità di migliorare lo strumento legislativoDall'entrata in vigore del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio si sono incontrate alcune difficoltà per la sua applicazione, amministrazione e messa in vigore.Tali difficoltà sono state discusse con gli Stati membri e le parti interessate fin dal 1999. Dalle discussioni è emersa l'esigenza di procedere ad una revisione del regolamento. La revisione, necessaria sul piano giuridico, offre quindi un'opportunità per affrontare anche temi diversi rispetto a quelli direttamente discendenti dall'attuazione della modifica dell'OCSE e per cercare di fare chiarezza sul piano giuridico su tali argomenti.La Commissione intende altresì procedere verso la massima armonizzazione globale nel settore delle spedizioni di rifiuti, senza pregiudicare la finalità complessiva di protezione dell'ambiente. Anche l'attuazione delle disposizioni e dei principi della Convenzione di Basilea rappresenta pertanto una priorità della proposta.Infine, il regolamento è stato ristrutturato e semplificato per veicolare più efficacemente la logica delle prescrizioni e risultare quindi più chiaro.3. FONDAMENTO GIURIDICOL'obiettivo principale del regolamento del 1993 è la protezione dell'ambiente. Tale obiettivo è stato mantenuto nella nuova proposta, il cui fondamento giuridico è rappresentato dall'articolo 175 del trattato CE relativo all'ambiente. Questo è coerente con la decisione del Consiglio di basare il regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio sull'articolo 130S (ora articolo 175) e con la sentenza della Corte di giustizia nella causa C-187/93, che ha confermato che il regolamento è correttamente fondato sull'articolo 130S piuttosto che sull'articolo 100 (ora articolo 94, mercato interno).Tuttavia, per quanto riguarda le disposizioni dei titoli IV, V e VI relative alle esportazioni dalla Comunità, alle importazioni nella Comunità e al transito attraverso il territorio comunitario, a destinazione o in provenienza da paesi terzi, si può affermare che sono regole intese a conseguire un obbiettivo ambientale globale e, in pari tempo, che sono regole in materia di commercio internazionale. Pertanto, il fondamento giuridico delle specifiche disposizioni di questi tre titoli va individuato nell'articolo 133 del trattato CE.4. OBIETTIVI E PRINCIPALI ELEMENTI DELLA PROPOSTA4.1. ObiettiviCome già menzionato al punto 2, la proposta persegue quattro obiettivi principali:- integrare la decisione C(2001)107 del Consiglio dell'OCSE, del 14 giugno 2001, nella normativa della Comunità;- affrontare le difficoltà riscontrate nell'applicazione, amministrazione e osservanza del regolamento del 1993 e conseguire una maggiore certezza giuridica;- perseguire l'armonizzazione globale nel settore delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti;- consolidare la struttura degli articoli del regolamentoPer raggiungere questi obiettivi, la revisione modifica numerosi paragrafi ed aspetti del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio. In particolare apporta modifiche e chiarimenti:- alla struttura del regolamento- alle definizioni e al campo di applicazione (titolo I)- alle procedure applicabili alle spedizioni di rifiuti (titoli II-VI):- fra Stati membri (titolo II)- all'interno degli Stati membri (titolo III)- per le esportazioni dalla Comunità e le importazioni nella Comunità (titoli IV, V e VI)- ad altre disposizioni del regolamento (titolo VII).4.2. Elementi principali4.2.1. Quadro procedurale complessivo della propostaGli elementi portanti del quadro procedurale proposto sono i seguenti.Le spedizioni di rifiuti sono soggette ad una serie di procedure e di regimi di controllo, determinati dal tipo di rifiuti spediti e di trattamento nel luogo di destinazione. Pertanto, il regime di controllo prevede livelli differenti, in base al rischio generato dai rifiuti e dal loro trattamento (recupero o smaltimento).Procedura di notifica e autorizzazione scritte preventiveLe spedizioni di tutti i rifiuti destinati allo smaltimento e le spedizioni di rifiuti pericolosi e semi-pericolosi destinati al recupero sono soggette all'obbligo di notifica e autorizzazione scritte preventive.Pertanto, il produttore o il raccoglitore di rifiuti - ovvero il notificatore - che intendono effettuare una spedizione di rifiuti pericolosi o semi-pericolosi, compresi nella lista di cui all'allegato IV a fini di recupero o smaltimento o una spedizione di rifiuti non pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato III a fini di smaltimento, sono tenuti a trasmettere una preventiva notifica scritta all'autorità competente di spedizione.Il notificatore effettua la notifica compilando il formulario omonimo e i documenti di accompagnamento e fornendo le informazioni e la documentazione necessarie all'esame della notifica.Al momento della notifica il notificatore è altresì tenuto a sottoscrivere un contratto con il destinatario per il recupero o lo smaltimento dei rifiuti notificati e a stipulare una garanzia finanziaria o assicurazione equivalente che copra la spedizione fino al completo recupero o smaltimento.Al ricevimento di una notifica correttamente compilata, l'autorità competente di spedizione ne trasmette copia alle altre autorità competenti interessate e al destinatario, informando il notificatore. L'autorità competente di spedizione trasmette la notifica entro 3 giorni lavorativi dal ricevimento.Quando l'autorità competente di destinazione riceve copia della notifica dall'autorità competente di spedizione e ritiene che la notifica sia completa, ne dà conferma per iscritto al notificatore.Da questa conferma decorre un periodo di 30 giorni, entro il quale le autorità competenti di destinazione, spedizione e transito devono autorizzare o vietare la spedizione notificata.Le nozioni di "correttamente compilata" e "completa" sono approfondite nell'articolo 5, paragrafi 2 e 3 del regolamento.Le autorità competenti di destinazione e di spedizione devono rilasciare al notificatore l'autorizzazione alla spedizione per iscritto. L'autorità competente di transito, invece, può fornire un'autorizzazione tacita: ciò significa che se entro 30 giorni non vengono sollevate obbiezioni, l'autorizzazione dell'autorità competente di transito può essere presunta.Una spedizione può iniziare soltanto quando il notificatore ha ricevuto:1) l'autorizzazione scritta dall'autorità competente di spedizione;2) l'autorizzazione scritta dall'autorità competente di destinazione;3) l'autorizzazione scritta dall'autorità competente di transito (trascorsi 30 giorni, si presume l'autorizzazione tacita).La spedizione di rifiuti deve essere accompagnata da una copia della notifica e dai documenti di accompagnamento, comprese le copie delle autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti.Come menzionato qui di seguito, tale quadro procedurale dovrebbe riguardare anche le importazioni e le esportazioni dalla Comunità, fatte salve le modifiche necessarie per rispettare gli obblighi della Convenzione di Basilea.Obbligo di informazione generaleLe spedizioni di rifiuti non pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato III e destinati al recupero non sono soggette alla procedura di preventiva notifica scritta, ma soltanto all'obbligo di informazione generale in base al quale devono essere accompagnate da talune informazioni e documentazione.In ogni caso è necessario che la persona che organizza la spedizione e il destinatario sottoscrivano un contratto per il recupero dei rifiuti spediti; copia di tale contratto deve accompagnare la spedizione.È opportuno notare che le spedizioni di rifiuti non pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato III e destinati al recupero nei paesi cui non si applica la decisione dell'OCSE sono e continueranno ad essere soggetti ad un regime distinto, previsto dall'articolo 38 (cfr. 4.2.6.).4.2.2. Principali modifiche alla struttura del regolamentoLa struttura della revisione proposta è fondamentalmente la stessa del regolamento del 1993 e prevede in particolare una suddivisione in titoli in base alla destinazione dei rifiuti:titolo II: Spedizioni tra Stati membri all'interno della Comunità o in transito per paesi terzititolo III: Spedizioni all'interno degli Stati membrititolo IV: Esportazioni dalla Comunità verso paesi terzititolo V: Importazioni nella Comunità da paesi terzititolo VI: Transito nella Comunità di spedizioni da e verso paesi terzititolo VII: Altre disposizioniLa principale modifica apportata è costituita dall'inclusione nel titolo II, dedicato alle spedizioni intracomunitarie, di tutti gli articoli attualmente contenuti nel titolo VII, relativo alle disposizioni comuni, e di alcuni articoli contenuti nell'attuale titolo VIII, relativo ad altre disposizioni. Ciò è divenuto possibile in quanto la ratio delle disposizioni relative alle esportazioni dalla Comunità e alle importazioni nella Comunità è cambiata per consentire di applicare a queste fattispecie le disposizioni del titolo II (cfr. 4.2.6.), fatte salve alcune modifiche e integrazioni, per rispettare le norme della Convenzione di Basilea. Sarebbe quindi superfluo riservare uno specifico titolo per le disposizioni (procedurali) comuni.La logica generale della revisione prevede che le disposizioni relative alle spedizioni intracomunitarie contenute nel titolo II rappresentino l'ossatura del regolamento. Il titolo II contiene pertanto anche disposizioni comuni.Il titolo II contiene sei capitoli:Capitolo 1: Notifica e autorizzazione scritte preventiveCapitolo 2: Obblighi generali di informazioneCapitolo 3: Obblighi generaliCapitolo 4: Obblighi di riprendere i rifiutiCapitolo 5: Disposizioni amministrative generaliCapitolo 6: Spedizioni all'interno della Comunità con transito attraverso paesi terziI titoli IV e V contengono ciascuno tre capitoli:Capitolo 1: Rifiuti destinati allo smaltimentoCapitolo 2: Rifiuti destinati al recuperoCapitolo 3: Disposizioni generali.Il titolo VII include norme che non incidono sulla parte procedurale del regolamento. Il capitolo 1 contiene quindi altre disposizioni per gli Stati membri relative alla messa in vigore, alla trasmissione di relazioni, alla cooperazione internazionale, alla designazione delle autorità competenti, dei corrispondenti e degli uffici doganali ai sensi del regolamento. Il capitolo 2 contiene altre disposizioni sulle riunioni dei corrispondenti, la modifica degli allegati, le misure aggiuntive, le abrogazioni, le norme transitorie e di entrata in vigore e l'inizio dell'applicabilità.4.2.3. Principali modifiche e chiarimenti in merito al campo di applicazione e alle definizioni - titolo I1. Campo di applicazione: l'articolo 1 è stato abbreviato e le disposizioni non strettamente connesse al campo di applicazione sono state integrate negli articoli a cui fanno riferimento.Nel paragrafo 4 si propone di chiarire che le spedizioni dall'Antartico in transito nella Comunità sono soggette ai divieti di esportazione della Convenzione di Basilea, attuati nel regolamento (cfr. 4.2.6).L'attuale articolo 1, paragrafo 3, lettere (c) e (d) relativo ai "casi eccezionali" in fatto di controllo di rifiuti non pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato II (proposto allegato III) è divenuto l'articolo 3, un (nuovo) articolo introduttivo sul quadro procedurale complessivo.Infine, si sono dati contorni più netti al campo di applicazione del regolamento per i rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato III.2. Definizioni: i termini "notificatore", "destinatario", "spedizione" e "destinazione" non sono stati modificati in "esportatore", "importatore", "esportazione" e "importazione" in base alla terminologia della Convenzione di Basilea e della decisione OCSE del 2001; tale armonizzazione comporterebbe l'obbligo di adottare una terminologia diversa per le disposizioni relative alle spedizioni intracomunitarie rispetto a quella sulle importazioni nella Comunità e le esportazioni dalla Comunità. Per tale ragione, il termine "spedizione" è stato mantenuto.Sono state aggiunte alcune nuove definizioni: "rifiuto pericoloso", "miscela di rifiuti", "gestione ecologicamente corretta", "produttore", "detentore", "raccoglitore", "notifica e documento di accompagnamento", "autorità competente", "paesi e territori d'oltremare", "ufficio doganale di esportazione dalla Comunità", "ufficio doganale di uscita dalla Comunità" e "ufficio doganale di entrata nella Comunità", "Comunità", "importazione" e "spedizione transfrontaliera".Si propone di modificare la definizione generale di "autorità competente" e di adeguarla all'analoga definizione della Convenzione di Basilea per attenuare i timori sul rientro nella Comunità di rifiuti militari prodotti dalle forze armate degli Stati membri. Pertanto, nel caso in cui non sia stata designata un'autorità competente, questa è l'autorità di regolamentazione dello stato o della regione competente per una spedizione transfrontaliera di rifiuti e può comprendere le autorità militari.È stata aggiunta la definizione di "gestione ecologicamente corretta", analoga a quella della Convenzione di Basilea ed utilizzata per le esportazioni dalla Comunità e per le importazioni nella Comunità. Per quanto concerne le spedizioni intracomunitarie, permane l'obiettivo di garantire che i rifiuti siano ricuperati o smaltiti senza pericolo per la salute umana o danno all'ambiente, così come prescritto dall'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE, come modificata [10].[10]  GU L 194 del 25.7.1975, pag. 39.Infine, giova notare che la definizione di "notificatore" è stata trasferita dalle "definizioni" all'articolo 4 e chiarita. Si propone pertanto che nella gerarchia dei notificatori siano poste sullo stesso piano le prime tre categorie, segnatamente il produttore all'origine, il nuovo produttore e il raccoglitore (di piccole quantità da fonti diverse), cfr. articolo 4, paragrafo 2.Il notificatore è quindi:a) la persona le cui attività hanno prodotto i rifiuti;b) la persona autorizzata a svolgere le operazioni di pre-trattamento, miscelazione o altre operazioni che modificano la natura o la composizione dei rifiuti prima della spedizione;c) un raccoglitore autorizzato che ha formato la spedizione a partire da varie quantità limitate dello stesso tipo di rifiuti raccolti da molteplici fonti.Soltanto se queste persone sono sconosciute, insolventi o altrimenti irreperibili, la notifica può essere effettuata da un raccoglitore autorizzato, da un broker o da un venditore registrato. In terz'ordine, può procedere alla notifica lo stesso detentore.4.2.4. Principali modifiche e chiarimenti in merito alle spedizioni all'interno della Comunità - titolo IIIl titolo II contiene le disposizioni principali del regolamento. Come già detto, la modifica è stata effettuata anzitutto perché queste disposizioni si applicano mutatis mutandis alle esportazioni dalla Comunità e alle importazioni nella Comunità, fatte salve alcune modifiche e integrazioni, e in secondo luogo perché circa il 79% di tutte le spedizioni che riguardano gli Stati membri si svolgono fra gli stessi Stati membri all'interno della Comunità [11].[11]  Il calcolo si basa sui dati forniti dagli Stati membri in merito alle spedizioni di rifiuti pericolosi per gli anni 1997-1999. Circa il 15% sono spedizioni fra e da paesi EFTA e Stati membri e circa il 7% sono spedizioni fra paesi cui si applica la decisione OCSE, gli Stati membri e altri paesi.Le principali modifiche della proposta rispetto al regolamento del 1993 sono illustrate qui di seguito.1. Liste: riduzione del numero da tre a due.Le attuali liste corrispondono a quelle della decisione OCSE del 1992 e alle seguenti categorie di rifiuti così classificati:- Rifiuti non pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato II / lista verde di rifiuti- Rifiuti semi-pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato III / lista ambra di rifiuti- Rifiuti pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato IV / lista rossa di rifiuti.In linea con la decisione OCSE del 2001, si propone di riunire gli attuali allegati III e IV in un unico allegato - denominato allegato IV - e di mantenere l'attuale allegato II come allegato III.Inoltre, in linea con la decisione OCSE del 2001, si propone di riunire gli allegati II e VIII della Convenzione di Basilea nell'allegato IV del regolamento e di includere l'allegato IX della Convenzione di Basilea nell'allegato III del regolamento. Gli allegati II, VIII e IX della Convenzione di Basilea elencano "le categorie di rifiuti che richiedono particolare considerazione" (II), i rifiuti pericolosi (VIII) e i rifiuti non pericolosi (IX).2. Procedure: riduzione delle corrispondenti procedure da tre a due.Il regolamento del 1993 stabilisce tre procedure in base alla lista di appartenenza e alla destinazione dei rifiuti notificati:- I rifiuti non pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato II e destinati al recupero sono soggetti soltanto al requisito di essere accompagnati da talune informazioni.- I rifiuti semi-pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato III e destinati al recupero sono soggetti ad una procedura che prevede la preventiva notifica e l'autorizzazione tacita.- I rifiuti pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato IV, i rifiuti non compresi nella lista e destinati al recupero e tutti i rifiuti destinati allo smaltimento sono soggetti ad una procedura che prevede la notifica e l'autorizzazione scritte preventive.Per semplificare il regolamento, si propone di ridurre a due il numero delle procedure: una riguarda gli obblighi informativi sui rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato II e destinati al recupero [12]; l'altra riguarda le preventive notifica e autorizzazione scritte per tutte le altre spedizioni, in particolare quelle di tutti i rifiuti destinati allo smaltimento e dei rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato IV e destinati al recupero. La tacita autorizzazione è consentita in ogni caso all'autorità competente di transito.[12]  Si può discutere se il requisito che impone che le spedizioni di rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato III siano accompagnate da talune informazioni sia di tipo procedurale o meno. Tuttavia, poiché la decisione OCSE utilizza la terminologia "procedura verde di controllo" per le spedizioni di rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato III (appendice 3 della decisione OCSE del 2001) e poiché è più chiaro da un punto di vista descrittivo considerarlo una procedura, si ritiene opportuno utilizzare una "terminologia procedurale" in rapporto a tale requisito di informazione. In taluni contesti si utilizza il termine "normale transazione commerciale".Su questo punto, la proposta non recepisce la decisione OCSE del 2001, che ammette la tacita autorizzazione e la possibilità di autorizzazione scritta per i rifiuti pericolosi e semi-pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato IV e destinati al recupero (lista ambra - procedura ambra). Poiché le liste di rifiuti pericolosi (lista rossa) e semi-pericolosi (lista ambra) sono state unificate, l'attuale procedura per i rifiuti pericolosi che prevede la preventiva notifica con autorizzazione scritta (lista rossa - procedura rossa) è abrogata dalla decisione OCSE del 2001. Giova ricordare che la decisione OCSE riguarda soltanto i rifiuti destinati al recupero.Le ragioni che spiegano il mancato accoglimento di questo aspetto della decisione OCSE del 2001 e l'obbligo di munirsi dell'autorizzazione scritta sono numerose: anzitutto, non si ritiene opportuno da un punto di vista ambientale ammettere l'autorizzazione tacita da parte delle autorità competenti di destinazione e spedizione per le spedizioni di tutti i rifiuti pericolosi ora compresi nella lista di cui all'allegato IV; in secondo luogo, la Convenzione di Basilea prescrive l'autorizzazione scritta di tutte le autorità competenti interessate alle spedizioni di rifiuti pericolosi; in terzo luogo, si perderebbe il vantaggio della semplificazione procedurale in quanto, se l'autorizzazione tacita dovesse essere ammessa per le spedizioni destinate al recupero, sarebbe però mantenuta per tutti i rifiuti destinati allo smaltimento; in quarto luogo, l'autorizzazione scritta garantisce a tutte le parti interessate una maggiore certezza sul piano giuridico; per tali ragioni, sotto il profilo del controllo e dell'applicazione del regolamento, risulta chiaramente preferibile.A titolo riepilogativo, il quadro procedurale semplificato proposto è il seguente:- le spedizioni di rifiuti non pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato III e destinati al recupero devono essere accompagnate da talune informazioni;- le spedizioni di tutti i rifiuti destinati allo smaltimento, i rifiuti pericolosi e semi-pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato IV e i rifiuti non compresi nella lista e destinati al recupero sono soggette a notifica e autorizzazione scritte preventive (autorizzazione tacita del paese di transito).3. Autorizzazione delle autorità competenti a titolo individuale: si propone che le autorità competenti rilascino la propria autorizzazione individualmente e entro un termine di 30 giorni.Come in precedenza indicato al punto 2, la proposta non recepisce la decisione OCSE del 2001 per quanto concerne la tacita autorizzazione: si propone quindi di considerare l'autorizzazione scritta come la norma (eccezion fatta per le autorità competenti di transito).Per quanto concerne l'autorizzazione, la decisione OCSE del 2001 stabilisce che le autorità competenti rilascino l'autorizzazione a titolo individuale, così come l'attuale regolamento del 1993 per i rifiuti destinati al recupero. Per quanto concerne invece i rifiuti destinati allo smaltimento, l'attuale regime prevede che l'autorità competente di destinazione conceda soltanto l'autorizzazione ad una spedizione notificata in assenza di obbiezioni da parte delle altre autorità competenti interessate. Le autorità competenti hanno quindi termini diversi da rispettare, giacché l'autorità competente di destinazione deve attendere che si pronuncino le altre autorità.Le ragioni che motivano la scelta dell'autorizzazione individuale da parte delle autorità competenti come principio generale sono le seguenti: anzitutto è possibile fissare un termine unico per tutte le autorità competenti (30 giorni dalla conferma da parte dell'autorità competente di destinazione); in secondo luogo, rende possibile mantenere un ulteriore elemento utile a semplificare la proposta: in particolare, che le disposizioni intracomunitarie si applicano mutatis mutandis alle esportazioni e alle importazioni. In assenza di autorizzazione individuale, sarebbe necessario stabilire norme specifiche per i paesi cui si applica la decisione dell'OCSE.4. Elaborazione della notifica da parte dell'autorità competente di spedizione: si propone che la notifica sia trasmessa dal notificatore all'autorità competente di spedizione. L'autorità competente di spedizione la trasmette quindi alle altre autorità competenti e al destinatario.Attualmente gli Stati membri possono decidere se una notifica deve essere inviata tramite l'autorità competente di spedizione ai paesi interessati oppure dal notificatore a tutte le autorità competenti interessate.Si propone di abolire tale opzione e di stabilire che la notifica deve essere inviata all'autorità competente di spedizione o per suo tramite. Ai sensi della Convenzione di Basilea, le notifiche devono essere trattate dall'autorità competente di spedizione; nella decisione OCSE del 2001 questa è invece considerata una delle opzioni.Per garantire l'attuazione uniforme del regolamento si considera più conveniente abolire l'opzione procedurale prevista dall'attuale regolamento. Inoltre, si è ritenuto che il trattamento delle notifiche presso l'autorità competente di spedizione aumenti l'efficienza del processo. Il controllo delle informazioni di base e dei requisiti documentali relativi alle notifiche potrebbe quindi, nella maggior parte dei casi, essere svolto dall'autorità competente di spedizione.5. Salvaguardie procedurali per il notificatore: quando è l'autorità competente di spedizione a trattare la notifica, il sistema potrebbe essere utilizzato in modo improprio, così da impedire le spedizioni. Per evitare un uso improprio, sono state introdotte alcune salvaguardie procedurali.Anzitutto è stata introdotta la nozione di formulario di notifica "correttamente compilato" per determinare esattamente quando una notifica debba essere inviata alle altre autorità competenti e al destinatario da parte dell'autorità competente di spedizione.In secondo luogo è stata introdotta la nozione di notifica "completa" per determinare esattamente quando inizia a decorrere il termine di 30 giorni per l'autorizzazione o le obbiezioni.Ai fini di queste due nozioni si distingue fra a) informazioni e documentazione che devono essere inserite nella notifica o ad essa allegate e documenti di accompagnamento; b) informazioni e documentazione integrative che possono essere richieste dalle autorità competenti al momento in cui la spedizione è loro notificata.In terzo luogo si è introdotto un allegato che indica le informazioni e la documentazione che possono essere richieste nelle diverse fasi della notifica.In quarto luogo, se l'autorità competente di destinazione non accoglie la notifica, il notificatore può chiedere, entro un certo termine, una spiegazione motivata. Una spiegazione esplicita e motivata consente al notificatore di presentare un ricorso amministrativo o giudiziario relativamente alla decisione.6. Obbiezioni alle spedizioni: la proposta intende chiarire la possibilità di rifiutare spedizioni destinate al recupero e allo smaltimento, nel senso che le obiezioni sono ammesse nei seguenti casi:- garantire che i rifiuti in oggetto siano trattati in un impianto che è assoggettato alle norme della direttiva 96/61/CEE sulla prevenzione e il controllo integrati dell'inquinamento, ma che non adotta le migliori tecniche disponibili (BAT - Best available technique) definite dall'articolo 9, paragrafo 4 della direttiva sopracitata (quando sono destinati allo smaltimento e al recupero).- Garantire che i rifiuti in oggetto siano trattati secondo gli standard di protezione ambientale giuridicamente vincolanti per le operazioni di smaltimento o recupero stabiliti dalla normativa comunitaria (quando sono destinati allo smaltimento e al recupero).- Garantire che i rifiuti in oggetto siano trattati conformemente ai piani di gestione previsti dall'articolo 7 della direttiva 75/442/CE allo scopo di assicurare l'attuazione degli obblighi di recupero o riciclaggio giuridicamente vincolanti stabiliti dalla normativa comunitaria (quando sono destinati allo smaltimento).L'obiettivo della direttiva quadro sui rifiuti [13] è generalmente quello di promuovere la prevenzione e il recupero dei rifiuti. Una serie di atti normativi UE, fra cui le direttive sugli imballaggi [14], sugli oli usati [15], sui veicoli fuori uso [16], sulle discariche [17] e sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, [18] stabiliscono priorità ed obiettivi di recupero e riciclaggio, nonché altri requisiti vincolanti per gli Stati membri in tema di trattamento dei rifiuti. Si è quindi considerato corretto che il regolamento chiarisca che, laddove i rifiuti sono oggetto di obblighi comunitari, ad una spedizione si possa opporre un diniego in due casi: il primo, quando non ci si attiene alle prescrizioni tecniche obbligatorie a livello UE; il secondo, quando i rifiuti non sono trattati conformemente ai piani di gestione elaborati dagli Stati membri ai sensi dell'articolo 7 della direttiva quadro sui rifiuti, allo scopo di garantire l'attuazione degli obblighi vincolanti di riciclaggio o recupero stabiliti dalla legislazione comunitaria. Ciò è in linea con il sesto programma di azione ambientale, che auspica ulteriori misure a favore del riciclaggio e del recupero di rifiuti in base ai principi guida della gerarchia dei rifiuti.[13]  Direttiva 75/442/CEE del Consiglio del 15.07.1975, GU L 194 del 25.07.1975, pag. 39.[14]  Direttiva 94/62/CE del Consiglio del 20.12.1994 modificata, GU L 365 del 31.12.94, pag. 10.[15]  Direttiva 75/439/CEE del Consiglio del 16.06.1975, GU L 194, 25.07.1975, pag. 23.[16]  Direttiva 2000/53/CE del Parlamento e del Consiglio del 18.09.2000 - Dichiarazioni della Commissione GU L 269, 21.10.2000, pag. 34.[17]  Direttiva 1999/31/CE del Consiglio del 26.04.1999, GU L 182, 16.07.1999, pag. 1.[18]  Direttiva 2002/96/CE del Parlamento e del Consiglio del 27.01.03, GU L 37, del 13.02.03, pag. 24.La Comunità e gli Stati membri elaborano politiche finalizzate a promuovere il recupero e il riciclaggio dei rifiuti. A parte la significativa eccezione dell'incenerimento, esistono tuttavia poche norme ambientali a livello comunitario per le operazioni di recupero dei rifiuti. I rifiuti rischiano quindi di affluire a centri che praticano sistemi eccessivamente economici e che quindi sacrificano la qualità. Va tuttavia ricordato che sui flussi reali di rifiuti sono disponibili poche informazioni. In questa specifica situazione, la libertà degli scambi commerciali unitamente all'assenza di norme ambientali comunitarie può determinare l'esclusione dal mercato di impianti e metodi di trattamento validi dal punto di vista ambientale e compromettere anche l'impegno degli Stati membri di attuare norme ambientali severe nel settore del recupero dei rifiuti. Pertanto, la Commissione riconosce la necessità di creare parità di condizioni a livello comunitario per il riciclaggio e di garantire un elevato livello di protezione ambientale e di prestazione economica. A tal fine la Commissione presenterà alcune proposte nell'ambito della strategia tematica sul riciclaggio.7. Operazioni intermedie di recupero e smaltimento: sono proposte disposizioni particolari relative alle operazioni intermedie di recupero e di smaltimento, che ricalcano quelle della decisione OCSE del 2001.Si propone quindi di chiarire che gli impianti intermedi di recupero e di smaltimento sono assoggettati ai medesimi obblighi che incombono agli impianti di recupero e di smaltimento finali, vale a dire che sono tenuti a inviare entro gli stessi termini una conferma scritta del ricevimento di un rifiuto e a certificare il completamento delle operazioni intermedie di recupero o di smaltimento. Inoltre, si propone che quando consegna i rifiuti per il recupero o lo smaltimento successivo e finale ad un altro impianto, un impianto intermedio è tenuto ad ottenere quanto prima - e comunque non oltre l'anno civile successivo alla consegna dei rifiuti - un certificato da detto impianto che attesti il completamento del recupero o dello smaltimento successivo e finale.Nel contesto della norma che stabilisce l'obbligo di stipulare una garanzia finanziaria o assicurazione equivalente, la proposta prevede che se una spedizione è destinata ad un'operazione intermedia, l'obbligo si considera soddisfatto se il destinatario stipula una garanzia finanziaria o assicurazione equivalente supplementare, che copra la spedizione fino al completamento del recupero o smaltimento definitivi. Questo ha lo scopo di chiarire che una garanzia finanziaria o assicurazione equivalente deve coprire l'intera spedizione fino allo smaltimento o al recupero finale.8. Obblighi informativi per le spedizioni di rifiuti non pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato III: si propone di estendere e chiarire l'elenco delle informazioni e della documentazione che devono accompagnare le spedizioni di rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato III e destinati al recupero.Si propone quindi di indicare il nome e l'indirizzo del produttore, del nuovo produttore o del raccoglitore, della persona che organizza la spedizione, del destinatario e del detentore (o dei detentori). Attualmente sono richiesti soltanto il nome e l'indirizzo del detentore. Si propone inoltre di indicare il codice di identificazione dei rifiuti utilizzando il codice OCSE di cui all'allegato III del regolamento e il codice dell'elenco europeo dei rifiuti riportato nella decisione n. 2000/532/CE della Commissione, come modificata. [19][19]  GU L 226 del 6.9.2000, pag. 3.Inoltre, è introdotto un allegato contenente un formulario per le informazioni che devono accompagnare le spedizioni di rifiuti non pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato III. Al momento un formulario di questo tipo non esiste: si propone di elaborarne un modello standard per evitare all'industria di osservare obblighi differenti in relazione ai formulari e alle informazioni fornite dai diversi Stati membri.Sono state proposte nuove norme per agevolare i controlli anche sui rifiuti non pericolosi. Come ha evidenziato un recente caso di contaminazione della catena alimentare con zucchero di scarto contenente l'ormone MPA, è necessario monitorare le spedizioni di rifiuti dichiarati non pericolosi. Ai fini della regolamentazione delle spedizioni [Regolamento (EEC) N° 259/93], non si devono sottovalutare le conseguenze a lungo termine di una classificazione impropria di un flusso di rifiuti [20].[20]  In uno degli Stati membri interessati, i Paesi Bassi, i costi sono stimati in 107-132 milioni di euro in totale (settore primario: 43 milioni di euro, settore alimentazione: 33 milioni di euro, macellazione: 25-50 milioni e amministrazione: 6 milioni di euro).Infine, si propone che sia fornita copia di un contratto stipulato fra la persona che organizza la spedizione e il destinatario che si occuperà del recupero dei rifiuti e che tale contratto includa un obbligo per la persona che organizza la spedizione di riprendere i rifiuti se la spedizione non è portata a termine nel modo programmato o se è effettuata in violazione delle norme del regolamento.Quest'ultimo obbligo deve essere valutato in rapporto al chiarimento relativo agli obblighi di ripresa dei rifiuti di cui agli articoli 24 e 26 (cfr. punto 13 qui di seguito). Si propone quindi che l'obbligo di ripresa dei rifiuti, nei casi in cui una spedizione non possa essere portata a termine nei modi previsti o sia considerata illecita, comprenda anche le spedizioni di rifiuti non pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato III del regolamento (cfr. sottopunto 13 qui di seguito).9. Rifiuti destinati ad analisi di laboratorio: in linea con la decisione OCSE del 2001, le spedizioni di rifiuti esplicitamente destinati ad analisi di laboratorio non sono soggette alla procedura di notifica e autorizzazione scritte preventive.Al contrario, si propone che la persona che organizza tali spedizioni informi obbligatoriamente le autorità competenti della spedizione tre giorni lavorativi prima dell'inizio della spedizione e che la spedizione sia accompagnata da talune informazioni.10. Norma amministrativa relativa ai rifiuti contenenti sostanze quali gli inquinanti organici persistenti (POP - persistent organic pollutants): si propone che i rifiuti composti, contenenti o contaminati da sostanze chimiche comprese negli allegati A, B e C della Convenzione di Stoccolma o nell'allegato VIII al regolamento siano soggetti alle stesse disposizioni che disciplinano le spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento.Fermo restando l'attuazione tecnica della Convenzione di Stoccolma, questo articolo, nell'ambito di una spedizione, stabilisce una chiara norma amministrativa. Risulta evidente, in particolare per le esportazioni dalla Comunità, che queste sono vietate a meno che siano destinate a paesi EFTA. In applicazione del principio di precauzione, per prevenire una gestione impropria di tali sostanze è importante controllare rigorosamente ogni spedizione di rifiuti contenenti, composti o contaminati da POP.11. Norma amministrativa per la risoluzione di divergenze nella classificazione dei rifiuti: si propone una norma procedurale che risolva le divergenze insorte fra le autorità competenti quando debba decidersi la classificazione di un rifiuto come tale, la classificazione, l'inclusione di un rifiuto nelle liste e la classificazione di talune operazioni come il recupero o lo smaltimento.Si propone quindi una procedura chiara e precisa da applicare in caso di divergenze. Giova sottolineare che la norma si applica soltanto ai fini del presente regolamento e senza pregiudizio per qualsiasi azione legale promossa per la risoluzione di tali controversie fra le competenti autorità.12. Garanzia finanziaria o assicurazione equivalente: si propone di chiarire che la garanzia finanziaria o assicurazione equivalente sottoscritta dal notificatore deve essere resa vincolante sul piano giuridico al momento della notifica e la sua efficacia in ordine alla spedizione notificata deve decorrere al più tardi dal momento in cui la spedizione ha inizio.La proposta chiarisce inoltre che il livello di copertura della garanzia o assicurazione equivalente deve essere approvato dall'autorità competente di spedizione, che tutte le autorità competenti devono avere accesso a tale garanzia e che questa deve coprire anche le eventuali spese di deposito.Inoltre, la garanzia deve essere valida e deve coprire una spedizione notificata in tutte le sue fasi, fino al completamento del recupero o smaltimento finale. Infine, è stabilito che se una spedizione è destinata ad operazioni di recupero o di smaltimento considerate intermedie, tale requisito può essere soddisfatto se il destinatario sottoscrive una garanzia o assicurazione equivalente integrativa a copertura della spedizione fino al completamento del recupero o dello smaltimento finali.13. Obbligo di riprendersi i rifiuti: la proposta chiarisce che l'obbligo di riprendersi i rifiuti, sia nei casi in cui la spedizione non possa essere portata a termine come previsto che nei casi in cui la spedizione sia ritenuta illecita, vale anche per i rifiuti non pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato III e destinati al recupero. Sono altresì suggeriti chiarimenti in merito all'obbligo di procedere a nuove notifiche nei casi di ripresa dei rifiuti. È quindi opportuno imporre che siano ripresi tutti i rifiuti e non soltanto quelli soggetti a notifica e autorizzazione scritte preventive.14. Ruolo della Commissione rispetto alle informazioni trasmesse dagli Stati membri: si propone che quando gli Stati membri comunicano ad altri Stati membri informazioni sulla normativa, sugli impianti ecc., lo Stato membro che effettua la comunicazione ne assuma la responsabilità.Attualmente, quando la Commissione riceve tali informazioni da uno Stato membro, le trasmette agli altri Stati membri. Alla luce dei moderni sistemi di comunicazione, si ritiene che tale funzione debba essere svolta dallo stesso Stato membro interessato. Si propone quindi che gli Stati membri comunichino tali informazioni sia alla Commissione che agli altri Stati membri.15. Comunicazioni mediante interscambio elettronico di dati: per adeguarsi agli sviluppi (futuri) del settore delle comunicazioni mediante interscambio elettronico dei dati con firma elettronica, si propone di stabilire la possibilità di comunicare con tali mezzi. Spetta tuttavia alle autorità competenti interessate ammettere questo tipo di comunicazione.Se tali comunicazioni sono ammesse, l'autorità competente di spedizione può decidere di farsi carico e di effettuare la trasmissione delle comunicazioni menzionate. In caso contrario, spetta al notificatore e al destinatario trasmettere la sopraindicata comunicazione. Per alcuni notificatori e destinatari, questo potrebbe costituire un notevole aggravio tecnico e finanziario. Pertanto, la decisione dell'autorità competente di spedizione di assumere la responsabilità della comunicazione è adottata di concerto con le altre autorità competenti interessate e il notificatore.16. Nota a fondopagina nell'allegato III, voce GC 030: in relazione alla voce GC 030 dell'allegato III e alle navi destinate alla demolizione, è stata inserita una nota a fondopagina per chiarire che occorre raggiungere un bilanciamento tra l'esigenza di garantire che tali navi non contengano a bordo materiali pericolosi e la circostanza che certi materiali classificati pericolosi sono essenziali per il funzionamento sicuro della nave. La nota chiarisce che il punto di equilibrio va trovato riferendosi alle regole e alle linee guida riconosciute in materia di riciclo delle navi, in particolare a quelle redatte sotto gli auspici dell'IMO/OMI e della Convenzione di Basilea.4.2.5. Principali modifiche e chiarimenti in merito alle spedizioni all'interno degli Stati membri - Titolo IIINon si propongono modifiche in ordine alle spedizioni di rifiuti all'interno degli Stati membri. Le disposizioni dei titoli II e VII non si applicano ancora alle spedizioni di rifiuti che avvengono interamente all'interno di uno Stato membro. Tuttavia, gli Stati membri sono tuttora tenuti a creare un idoneo sistema di controllo di queste spedizioni e possono ancora applicare il sistema previsto dal presente regolamento.4.2.6. Principali modifiche e chiarimenti in merito alle esportazioni dalla Comunità e alle importazioni nella Comunità - titoli IV, V e VI1. Logica generale: le disposizioni contenute in questo titolo sono state semplificate in base al principio secondo cui le disposizioni del titolo II relative alle spedizioni intracomunitarie rappresentano la norma che va adottata a seconda dei casi. Pertanto, sono menzionate soltanto le modifiche e le integrazioni al titolo II. Dette modifiche e integrazioni si riferiscono principalmente all'attuazione delle norme procedurali della Convenzione di Basilea, che differiscono da quelle relative alle spedizioni intracomunitarie.Attualmente, esistono diverse procedure per le importazioni e le esportazioni:1) Esportazioni a fini di smaltimento in paesi EFTA (articolo 15)2) Esportazioni a fini di recupero di rifiuti compresi negli elenchi di cui agli allegati III e IV nei paesi cui si applica la decisione OCSE (articolo 17, come per le spedizioni intracomunitarie)3) Importazioni a fini di smaltimento da paesi EFTA e da paesi aderenti alla Convenzione di Basilea (articolo 20)4) Importazioni a fini di recupero da paesi cui si applica la decisione OCSE (articolo 22, come per le spedizioni intracomunitarie)5) Importazioni a fini di recupero da paesi cui non si applica la decisione OCSE (articolo 20).Applicando mutatis mutandis le disposizioni del titolo II, alle esportazioni dalla Comunità e alle importazioni nella Comunità, il numero delle procedure si riduce alle due previste dal titolo II, in particolare l'obbligo di notifica e autorizzazione scritte preventive e l'obbligo che la spedizione sia accompagnata da talune informazioni.Gli elementi procedurali specifici previsti dalla Convenzione di Basilea sono i seguenti:- Tutti i paesi interessati devono fornire un'autorizzazione scritta ad una spedizione notificata e dispongono di 60 giorni per provvedervi.- Il paese di spedizione deve decidere se autorizzare una spedizione soltanto dopo aver ricevuto la conferma scritta dagli altri paesi interessati.- Il paese di transito deve dare conferma del ricevimento della notifica, e da questo momento inizia a decorrere il termine di 60 giorni per l'autorizzazione.È inoltre chiarito che una spedizione può iniziare soltanto se sono soddisfatte talune condizioni (autorizzazione, contratto, garanzia finanziaria, gestione ecologicamente corretta, protezione dell'ambiente). Tale specifica può non essere giuridicamente obbligatoria, ma è considerata importante per garantire l'osservanza delle norme.Infine, sono state aggiornate le norme relative agli uffici doganali ed è stato aggiunto un paragrafo che specifica che, se rileva una spedizione non conforme alle disposizioni del regolamento, un ufficio doganale è tenuto ad informare le autorità competenti della Comunità e a provvedere alla detenzione dei rifiuti fino a quando non si dispone diversamente. Ne consegue che anche la spedizione che viola i divieti del regolamento è soggetta all'obbligo della detenzione. Anche il futuro regolamento (regolamenti) elaborato in base all'articolo 38 dovrebbe contenere norme sulla detenzione dei rifiuti da parte degli uffici doganali.2. Divieto di esportazione previsto dalla Convenzione di Basilea in rapporto al recupero - allegato V: il 22 settembre 1995, la Conferenza delle parti della Convenzione di Basilea ha adottato la decisione III/1, che ha introdotto nel preambolo un nuovo paragrafo 7 bis, un nuovo articolo 4 A e un nuovo allegato VII alla Convenzione di Basilea. La decisione intende vietare, con decorrenza immediata, le esportazioni di rifiuti pericolosi destinati allo smaltimento definitivo dai paesi aderenti alla Convenzione compresi nella lista di cui all'allegato VII verso paesi non compresi nella lista di cui all'allegato VII e vietare a partire dal 1° gennaio 1998 le esportazioni di rifiuti pericolosi destinati al recupero dai paesi inclusi nella lista verso paesi non inclusi nella lista di cui all'allegato VII. Tale divieto è previsto dalla normativa comunitaria agli articoli 35 e 37 della proposta (articoli 14 e 16 dell'attuale regolamento). L'articolo 35 contiene la parte del divieto relativa allo smaltimento e l'articolo 37 contiene la parte del divieto relativa al recupero.In rapporto alla parte del divieto relativa al recupero, si propone anzitutto di chiarire che sono soggette al divieto le spedizioni di rifiuti, di miscele di rifiuti pericolosi non compresi nella lista e di rifiuti che il paese di destinazione ha notificato come pericolosi o di cui ha vietato l'importazione. In secondo luogo, conformemente alla decisione OCSE del 2001, si propone di includere i rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato II della Convenzione di Basilea nell'allegato V, parte 3, come lista A. Tali rifiuti sono: Y46, rifiuti domestici e Y47, residui dell'incenerimento di rifiuti domestici. Chiaramente, la Comunità non dovrebbe esportare rifiuti domestici e residui di incenerimento in paesi OCSE. Ciò è conforme al principio di autosufficienza di cui all'articolo 5 della direttiva 75/442/CE, come modificata.La parte del divieto relativo allo smaltimento contenuta nell'articolo 35 rimane immutata. Le esportazioni di rifiuti pericolosi destinati allo smaltimento sono quindi sempre vietati a meno che siano destinati ai paesi EFTA che aderiscono alla Convenzione di Basilea.3. Obbligo di gestione ecologicamente corretta e di protezione dell'ambiente: come già ricordato al precedente punto 4.2.2., entrambi i titoli IV e V includono un capitolo che riunisce le disposizioni generali per questo titolo. Detti capitoli comprendono un articolo relativo all'obbligo di gestione ecologicamente corretta nei casi di esportazione dalla Comunità e di protezione dell'ambiente nella Comunità in casi di importazione nella Comunità. Il concetto di gestione ecologicamente corretta è contenuto e definito nella Convenzione di Basilea. Per gestione ecologicamente corretta si intende l'adozione di tutte le misure utili a garantire che i rifiuti siano gestiti in modo da proteggere la salute umana e l'ambiente dagli effetti nocivi che possono derivare da tali rifiuti.In relazione al requisito di gestione ecologicamente corretta, si propone inoltre che esso possa essere considerato soddisfatto se si dimostra di aver applicato all'impianto del paese terzo di destinazione gli orientamenti sul trattamento riportate nell'allegato IX per la serie di rifiuti da trattare. Tuttavia, deve essere sottolineato che tale assunzione non pregiudica la verifica complessiva della gestione ecologicamente corretta per tutta la durata della spedizione, comprese le fasi di smaltimento o recupero finale nel paese terzo di destinazione.L'allegato IX fa riferimento a tre orientamenti adottati dalla Conferenza delle parti della Convenzione di Basilea:- orientamenti tecnici sulla gestione ecologicamente corretta di rifiuti biomedici e sanitari (Y1; Y3);- orientamenti tecnici sulla gestione ecologicamente corretta di batterie al piombo fuori uso- orientamenti tecnici sulla gestione ecologicamente corretta del disarmo parziale o totale di navi.L'allegato IX deve essere ulteriormente sviluppato dal Comitato per l'adeguamento al progresso tecnico e scientifico della normativa CE sui rifiuti e conformemente alla procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata. Inoltre, le linee guida adottate dall'OCSE o in seno ad altri organismi dell'ONU possono essere citate nell'allegato IX, cfr. articolo 61. In questo caso, è necessario garantire che le linee guida siano specifiche e non generiche. Esse dovrebbero orientare in particolare sui diversi e migliori metodi di smaltimento ed essere aggiornate sia a livello tecnico che in termini di attenzione agli aspetti ambientali. Benché sia ovvio, deve essere infine sottolineato che il requisito di gestione ecologicamente corretta non pregiudica quanto disposto dagli articoli 35 e 38 che attuano il divieto di esportazione (già previsto dalla Convenzione di Basilea) dei rifiuti pericolosi dai paesi cui si applica a quelli cui non si applica la decisione OCSE.4. Paesi e territori d'oltremare: sono proposti due articoli per disciplinare esplicitamente nel regolamento le esportazioni e le importazioni di rifiuti verso e da paesi e territori d'oltremare. Le norme stabilite attuano quindi l'articolo 39 della decisione n. 2001/822/CE del Consiglio, del 27 novembre 2001, relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare con la Comunità europea [21].[21]  GU L 314 del 30.11.01, pag. 1.5. Regime distinto per le esportazioni di rifiuti non pericolosi verso paesi cui non si applica la decisione OCSE: sotto la responsabilità della DG TRADE, alle esportazioni di rifiuti non pericolosi destinati al recupero nei paesi cui non si applica la decisione OCSE, vale a dire i rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato III, si applica un regime specifico.Tale regime continuerà ad applicarsi, anche se in una versione modificata e semplificata, in base alle disposizioni dell'articolo 38.Tutti i paesi cui non si applica la decisione OCSE sono stati interpellati sulle procedure che intendono veder applicate alle importazioni a fini di recupero dalla Comunità. Ad oggi, sono state proposte cinque opzioni: a) divieto; b) notifica con autorizzazione scritta; c) notifica autorizzazione tacita; d) speciale procedura basata sull'autorizzazione scritta, e/o; e) nessun controllo nel paese di destinazione. Nella presente proposta, si suggerisce una semplificazione procedurale che prevede in particolare che le opzioni procedurali dei paesi cui non si applica la decisione OCSE interpellati si limitino a tre: a) divieto; b) notifica con autorizzazione scritta; c) nessun controllo nel paese di destinazione.Per l'attuazione di questa norma, la Commissione invierà una cosiddetta "nota verbale" ai paesi interessati per conoscere le procedure da applicarsi alle esportazioni a fini di recupero nei loro paesi di rifiuti che non sono oggetto del divieto di esportazione. Per garantire la maggior armonizzazione a livello globale in merito alle liste di rifiuti, la Commissione utilizzerà per tale richiesta l'allegato III opportunamente modificato, per garantire l'uso più esteso possibile della terminologia della Convenzione di Basilea e la coerenza con il divieto di esportazione.Il futuro regolamento della Commissione, che dovrebbe entrare in vigore il giorno in cui entrerà in applicazione il presente regolamento, abrogherà sia il regolamento n. 1420/1999/CE del Consiglio [22] che il regolamento n. 1547/1999/CE della Commissione [23], che attualmente disciplinano dette esportazioni.[22]  Regolamento (CE) n. 1420/1999 del Consiglio del 29.04.1999, GU L 166 del 1.7.1999, pag. 6.[23]  Regolamento (CE) n. 1547/1999 della Commissione del 12.07.1999, GU L 185 del 17.7.1999, pag. 1.4.2.7. Principali modifiche e chiarimenti in merito ad altre disposizioni - titolo VIICome già menzionato, si propone di ristrutturare e semplificare il titolo VII. Il titolo VII contiene quindi la maggioranza degli articoli contenuti nel titolo VIII e relativi ad altre disposizioni dell'attuale regolamento. Cfr. spiegazione al precedente punto 4.2.2.A prescindere dalle suddette modifiche strutturali si propongono soltanto le modifiche illustrate qui di seguito.1. Utilizzo di un sito web in alternativa alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale: si propone di rendere l'uso del sito web della Commissione alternativo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.In base all'attuale regolamento, la Commissione è tenuta a pubblicare gli elenchi degli uffici doganali nella Gazzetta ufficiale della Comunità europea. La Commissione pubblica anche l'elenco delle autorità competenti nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee. Tuttavia, alla luce dell'evoluzione dei sistemi di comunicazione, si considera più efficiente e più facilmente accessibile l'utilizzo esclusivo dei siti web.2. Adozione di misure aggiuntive: si propone di incaricare la Commissione di adottare misure aggiuntive in merito all'attuazione, applicazione, amministrazione e messa in vigore del regolamento. La proposta prevede inoltre che tali misure siano adottate in base alla procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata e alla procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 della decisione n. 1999/468/CE [24]. L'attuale regolamento non attribuisce tali poteri alla Commissione.[24]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.5. ASPETTI AMBIENTALIA quasi 10 anni dall'adozione del regolamento, il riconoscimento che è "importante organizzare la sorveglianza e il controllo delle spedizioni di rifiuti in modo da tenere conto della necessità di salvaguardare, proteggere e migliorare la qualità dell'ambiente", come affermato nel sesto considerando del regolamento del 1993, non ha perso nulla del proprio valore. È quindi necessario mantenere e migliorare il sistema di notifica e autorizzazione scritte preventive che consente e impone alle autorità competenti di adottare tutte le misure necessarie per garantire la tutela della salute umana e dell'ambiente all'interno e all'esterno della Comunità.All'interno della Comunità, il produttore e il notificatore devono adottare tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti che essi spediscono siano gestiti senza pericolo per la salute umana e senza utilizzare processi o metodi che possano danneggiare l'ambiente, così come prescritto dall'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE, come modificata e conformemente alla normativa comunitaria sui rifiuti, per tutta la durata della spedizione, comprese le fasi di smaltimento e recupero finali nel paese di destinazione. Al di fuori della Comunità, il produttore, il notificatore e le altre imprese impegnate nella spedizione devono assicurare che ogni rifiuto che essi spediscono sia gestito in maniera ecologicamente corretta per tutta la durata della spedizione, compresi lo smaltimento o il recupero finali nel paese terzo di destinazione [25].[25]  La gestione ecologicamente corretta è definita nella Convenzione di Basilea come "l'adozione di tutte le misure possibili per garantire che il rifiuto sia gestito in modo da proteggere la salute umana e l'ambiente dagli effetti nocivi che possono derivare da tali rifiuti".6. ASPETTI ECONOMICIDa una valutazione complessiva si deduce che la proposta non imporrà carichi economici aggiuntivi all'industria. Il sistema delle notifiche e degli obblighi informativi in rapporto alle spedizioni di rifiuti è ben consolidato in tutta la Comunità e si prevede che la norma secondo cui le notifiche devono essere elaborate dall'autorità competente di spedizione o per il suo tramite andrà a beneficio sul piano economico anche dei notificatori, che saranno esentati dall'onere di trasmettere la notifica a tutte le parti interessate. L'obbligo di sottoscrivere una garanzia finanziaria o un'assicurazione equivalente con efficacia vincolante al momento della notifica può comportare costi aggiuntivi per le industrie che procedono alle notifiche negli Stati membri in cui questo non è attualmente un obbligo.È invece previsto che la proposta comporterà costi aggiuntivi per alcuni Stati membri. La proposta stabilisce che le notifiche siano elaborate tramite l'autorità competente di spedizione. Per gli Stati membri che dispongono di un sistema avanzato ed elaborato di trattamento, verifica e monitoraggio delle notifiche e delle spedizioni, la procedura non comporterà costi ulteriori. Per gli Stati membri che si trovano in posizione diversa, la proposta comporta probabilmente alcuni costi aggiuntivi. È tuttavia necessario considerare che il sistema di trattamento delle notifiche tramite l'autorità competente di spedizione offre vantaggi a quest'ultima e alla competente autorità di transito in termini di minor burocrazia e minori controlli. Nel complesso, il sistema può quindi considerarsi neutro sul piano economico.7. ASPETTI RELATIVI AL MERCATO INTERNOAlcuni operatori dell'industria hanno sollevato la questione che, pur essendo direttamente applicabile negli Stati membri, per taluni aspetti il regolamento è applicato con modalità diverse nella Comunità, causando distorsioni nel mercato interno. Ci si riferisce, ad esempio, è ai diversi obblighi di informazione e documentazione relativi alle notifiche e alle spedizioni, ai diversi sistemi di trattamento delle notifiche, alle diverse norme relative alla garanzia finanziaria (sottoscrizione, calcolo, svincolo e accesso), agli obblighi di informazione e di formato per i rifiuti soggetti all'obbligo di essere corredati da determinate informazioni. La proposta esamina tali punti così come altri casi poco perspicaci dal punto di vista giuridico. Si ritiene quindi che la proposta promuova un'applicazione più uniforme del regolamento, a vantaggio del mercato interno nel settore del recupero dei rifiuti.8. ASPETTI INTERNAZIONALICome già menzionato al punto 2, il regolamento si basa per larga parte sulla Convenzione di Basilea del 22 marzo 1989 sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e del loro smaltimento, e successive modifiche, [26] e sulla decisione OCSE C(92)39 final sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero (e successive modifiche).[26]  Il 1° febbraio 1993 il Consiglio ha approvato la Convenzione di Basilea a nome della Comunità, cfr. decisione n. 93/98/CEE del Consiglio, GU L 39 del 16.02.1993, pag. 1.Il 14 giugno 2001 il Consiglio dell'OCSE ha modificato la sopracitata decisione OCSE del 1992. Per attuare tale modifica le norme vigenti impongono una revisione del regolamento.Attuando la decisione OCSE del 2001 si dovrebbe tenere conto della sua dimensione globale e dell'applicabilità internazionale. Ciò implica uno sforzo interpretativo e la scelta della Comunità di applicare norme diverse, così come consentito dalla decisione OCSE del 2001. Come indicato ai punti 3 e 4.2., l'armonizzazione globale è quindi considerata uno degli obiettivi della proposta.Inoltre, in una Comunità allargata, l'armonizzazione globale ed un regolamento che garantisca un elevato livello di trasparenza divengono esigenze ancora più importanti.9. ASPETTI RELATIVI AGLI SCAMBI COMMERCIALILa proposta non modifica l'attuale sistema delle esportazioni dalla Comunità e delle importazioni nella Comunità, ma soltanto il quadro procedurale. Per quanto riguarda le esportazioni di rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato III (rifiuti non pericolosi) e destinati al recupero in paesi cui non si applica la decisione OCSE, l'articolo 38 stabilisce il quadro procedurale di base per i futuri regolamenti in questo settore specifico.10. SUSSIDIARIETà E PROPORZIONALITàLa presente proposta di modifica del regolamento del 1993 tiene conto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità. Sono oggetto della proposta soltanto quelle parti necessarie ad un corretto ed uniforme funzionamento del regolamento, garantendo allo stesso tempo la protezione dell'ambiente e l'efficace funzionamento del mercato interno. La proposta aumenta anche la trasparenza sul piano giuridico laddove è necessario.È difficile conciliare la semplicità delle regole con gli interessi di tanti soggetti interessati, non ultima la volontà di garantire un'applicazione più uniforme del regolamento. Cionondimeno, la presente proposta rimane, nelle intenzioni degli estensori, la più semplice possibile.11. CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATEL'allegato C contiene un elenco delle parti che hanno contribuito alle consultazioni del 2001-2002 (Stati membri, paesi candidati all'adesione, operatori, ONG e autorità locali).12. ALLEGATIA) Contenuto dei singoli articoliB) Tabella degli articoli proposti e degli articoli corrispondenti del regolamento del 1993.C) Elenco degli Stati membri, dei paesi candidati all'adesione, delle industrie, delle autorità locali e delle ONG che sono state interpellate e hanno contribuito alle consultazioni del 2001-2002.ALLEGATO A Contenuto dei singoli articoliTitOLO I - Ambito di applicazione e definizioniArticolo 1 - Ambito di applicazioneL'articolo 1 definisce il campo di applicazione del regolamento ed elenca le esclusioni.Articolo 2 - DefinizioniL'articolo 2 contiene una serie di definizioni relative al regolamento. Se una definizione è già consolidata nella direttiva 75/442/CEE, come modificata, essa si applica anche ai fini del presente regolamento.TITOLO II - Spedizioni tra Stati membri all'interno della Comunità o con transito per paesi terziArticolo 3 - Regole procedurali generaliL'articolo 3 illustra il quadro procedurale complessivo e definisce i rifiuti e le relative procedure cui sono assoggettati. Fissa inoltre norme per i rifiuti esplicitamente destinati alle analisi di laboratorio e per quelli contenenti talune sostanze chimiche.CAPITOLO 1 - NOTIFICA E autorizzazione SCRITTe preventiveArticolo 4 - Procedura di notifica e autorizzazione scritte preventiveL'articolo 4 riporta la definizione di "notificatore" e stabilisce l'obbligo di quest'ultimo di inviare una preventiva notifica scritta all'autorità competente di spedizione e per suo tramite quando intende spedire rifiuti da uno Stato membro all'altro e/o farli transitare attraverso uno o più altri Stati membri.L'articolo stabilisce inoltre che una spedizione può iniziare soltanto dopo che il notificatore ha ricevuto:- l'autorizzazione scritta dall'autorità competente di spedizione e di destinazione, che, trascorso un certo periodo di tempo, diviene tacito;- l'autorizzazione scritta dall'autorità competente di transito.Articolo 5 - Requisiti della notificaL'articolo 5 stabilisce le norme che devono essere rispettate nell'elaborazione di una notifica.Le notifiche sono effettuate dal notificatore utilizzando i formulari di notifica e di accompagnamento contenuti negli allegati 1 A e 1 B, fornendo le informazioni e la documentazione riportate negli elenchi di cui all'allegato II, parte 1, 2 e 3, sottoscrivendo un contratto con il destinatario per il recupero o lo smaltimento del rifiuto notificato e una garanzia finanziaria o assicurazione equivalente.L'articolo chiarisce anche il concetto di notifica "correttamente compilata" e di notifica "correttamente formata ".Al ricevimento di una notifica "correttamente compilata", l'autorità competente di spedizione è tenuta a trasmetterla alle altre autorità competenti e al destinatario: cfr. articolo 8. Al ricevimento di una notifica "correttamente formata", l'autorità competente di destinazione o di spedizione è tenuta a darne conferma scritta: cfr. articolo 9. All'atto della conferma inizia il periodo di 30 giorni entro cui le autorità competenti decidono se autorizzare una spedizione notificata od opporsi.Articolo 6 - ContrattoL'articolo 6 stabilisce ulteriori norme per il contratto fra il notificatore e il destinatario per il recupero o lo smaltimento dei rifiuti notificati. L'articolo stabilisce che il contratto sia stipulato e abbia valore vincolante sul piano giuridico al momento della notifica e che debba includere alcuni obblighi sia per il notificatore che per il destinatario.Articolo 7 - Garanzia finanziariaAnalogamente, l'articolo 7 fissa norme aggiuntive sulla garanzia finanziaria o assicurazione equivalente a copertura dei costi di trasporto, smaltimento o recupero finali e deposito, compresi i casi in cui una spedizione non possa essere portata a termine come preventivamente stabilito e i casi in cui una spedizione sia illecita.La garanzia finanziaria o assicurazione equivalente devono essere stipulate ed avere valore giuridicamente vincolante al momento della notifica e avere una validità che decorre al più tardi dal momento in cui la spedizione notificata ha inizio.L'articolo stabilisce inoltre che la garanzia o assicurazione equivalente deve avere validità e coprire la spedizione fino al trattamento finale e che, per le spedizioni di rifiuti destinati ad operazioni intermedie di recupero o smaltimento, tale norma può essere soddisfatta se il destinatario stipula una garanzia finanziaria o assicurazione equivalente integrativa.Infine, l'articolo stabilisce che tutte le autorità competenti interessate devono avere accesso alla garanzia finanziaria o assicurazione equivalente e stabilisce quando tale garanzia può essere rilasciata.Articolo 8 - Trasmissione della notifica da parte dell'autorità competente di spedizioneL'articolo 8 stabilisce che quando l'autorità competente di spedizione riceve una notifica "correttamente compilata", così come descritto nell'articolo 5, paragrafo 2 è obbligata a trasmetterne copia alle altre autorità competenti interessate e al destinatario.Se ritiene che la notifica non sia correttamente compilata, l'autorità competente di spedizione può fare richiesta al notificatore di informazioni e documentazione supplementari. Tale richiesta deve essere effettuata entro 3 giorni lavorativi dal ricevimento della notifica.L'articolo 8 stabilisce inoltre che il notificatore ha diritto a richiedere all'autorità competente di spedizione una spiegazione motivata se quest'ultima non ha trasmesso la notifica alle altre autorità competenti e al destinatario entro il limite di tempo previsto.Articolo 9 - Conferma da parte dell'autorità competente di destinazioneL'articolo 9 stabilisce che al ricevimento di una notifica "correttamente formata", così come descritto nell'articolo 5, paragrafo 3 l'autorità competente di destinazione è tenuta a darne conferma scritta al notificatore e a inviare copie della stessa alle altre autorità competenti interessate e al destinatario; questo deve essere fatto entro 3 giorni lavorativi dal ricevimento della notifica.Inoltre, è stabilito che il notificatore ha diritto a richiedere una spiegazione motivata all'autorità competente di destinazione se questa non ha dato conferma del ricevimento della notifica entro il limite di tempo previsto.Articolo 10 - Autorizzazione da parte delle autorità competenti di destinazione, spedizione e transitoL'articolo 10 stabilisce che le autorità competenti di destinazione, spedizione e transito dispongono di 30 giorni dall'invio della conferma per decidere se autorizzare la spedizione notificata od opporsi.L'articolo stabilisce altresì le norme relative alla validità di un'autorizzazione.Articolo 11 - Condizioni che corredano le spedizioniL'articolo 11 afferma il diritto delle autorità competenti di spedizione, destinazione e transito di stabilire le condizioni in base a cui si autorizza una spedizione notificata.Articolo 12 - Obbiezioni alle spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimentoL'articolo 12 elenca le motivazioni che possono giustificare un'obbiezione ad una spedizione di rifiuti destinati allo smaltimento da parte dell'autorità competente di spedizione, destinazione e/o transito.Articolo 13 - Obbiezioni ai trasferimenti di rifiuti destinati al recuperoAnalogamente, l'articolo 13 elenca le motivazioni che possono giustificare un'obbiezione ad una spedizione di rifiuti destinati al recupero da parte dell'autorità competente di spedizione, destinazione e/o transito.Articolo 14 - Notifica generaleL'articolo 14 stabilisce la possibilità di utilizzare una notifica generale al posto di una serie di notifiche singole quando i rifiuti hanno le medesime caratteristiche fisiche e chimiche e sono periodicamente spediti allo stesso destinatario, allo stesso impianto e seguendo lo stesso percorso (percorsi) e instradamento.Articolo 15 - Impianti di recupero titolari di autorizzazione preventivaL'articolo 15 stabilisce che le autorità competenti di destinazione aventi giurisdizione su specifici impianti di recupero possono decidere di rilasciare a tali impianti autorizzazioni preventive. Inoltre, è stabilito che le autorità competenti che decidono di rilasciare un'autorizzazione preventiva ad un impianto in base al presente articolo lo comunicano alla Commissione, al segretariato dell'OCSE e alle autorità competenti degli altri Stati membri, utilizzando a tale scopo il modello riportato nell'allegato VI. Infine, è introdotta una clausola che consente di stabilire condizioni e norme aggiuntive in relazione ai centri di recupero preautorizzati.Articolo 16 - Disposizioni relative alle operazioni intermedie di recupero e smaltimentoL'articolo 16 stabilisce norme specifiche per le spedizioni di rifiuti destinati ad operazioni intermedie di recupero o smaltimento (miscelazione, riconfezionamento, scambio, stoccaggio o altre operazioni di recupero o smaltimento ritenute intermedie e non definitive).Articolo 17 - Obblighi da osservare dopo il rilascio dell'autorizzazione alla spedizioneL'articolo 17 elenca i requisiti relativi alla fase che segue all'autorizzazione di una spedizione notificata: compilazione da parte degli interessati e del notificatore della documentazione di accompagnamento, informazione preventiva in merito all'inizio effettivo della spedizione, conferma scritta del ricevimento dei rifiuti da parte del destinatario e certificazione dello smaltimento o recupero finali da parte del destinatario.Articolo 18 - Modifiche apportate alla spedizione dopo il rilascio dell'autorizzazioneL'articolo 18 stabilisce che in caso di modifica materiale delle modalità e/o delle condizioni in cui si svolge una spedizione autorizzata, è obbligatorio procedere ad una nuova notifica, fatto salvo il caso in cui tutte le autorità competenti interessate concordino che le modifiche proposte non necessitano di una nuova notifica.CAPITOLO 2 - OBBLIGHI GENERALI DI INFORMAZIONEArticolo 19 - Rifiuti che devono essere accompagnati da determinate informazioniL'articolo 19 stabilisce che le spedizioni dei rifiuti definiti dall'articolo 3, paragrafi 2 e 4, vale a dire quelli compresi nella lista di cui all'allegato III e i rifiuti esplicitamente destinati all'analisi di laboratorio, devono essere accompagnate da talune informazioni. Tali informazioni comprendono, fra l'altro, la copia di un contratto per il recupero dei rifiuti stipulato fra la persona che organizza la spedizione e il destinatario che diviene giuridicamente vincolante quando la spedizione ha inizio.L'articolo stabilisce inoltre che le informazioni sono trasmesse dalla persona che organizza la spedizione utilizzando il modello riportato nell'allegato VII e che, a fini di ispezione, messa in vigore, programmazione e statistica, gli Stati membri possono richiedere informazioni sulle spedizioni soggette a questo articolo e conformemente alle legislazioni nazionali.Articolo 20 - Rifiuti soggetti all'obbligo di informazione preventivaL'articolo 20 stabilisce che per quanto riguarda i rifiuti definiti nell'articolo 3, paragrafo 4, vale a dire quelli esplicitamente destinati ad analisi di laboratorio, la persona che organizza la spedizione è tenuta ad informare della spedizione le autorità competenti interessate 3 giorni lavorativi prima che la spedizione abbia inizio.Inoltre, è stabilito che si debbano trasmettere le informazioni di cui all'articolo 19, paragrafo 1 utilizzando il modello di cui all'allegato VII.CAPITOLO 3 - OBBLIGHI GENERALIArticolo 21 - Divieto di miscelazione dei rifiuti durante la spedizioneL'articolo 21 stabilisce che durante il trasporto i rifiuti oggetto di notifiche differenti non siano mischiati fra loro o con qualsiasi altro rifiuto non oggetto di notifica.Articolo 22 - Protezione dell'ambiente nel territorio della ComunitàL'articolo stabilisce che il produttore e il notificatore nella Comunità devono adottare tutte le misure necessarie per garantire che ogni rifiuto che essi spediscono all'interno della Comunità sia gestito senza pericolo per la salute umana e senza utilizzare processi o metodi che possano danneggiare l'ambiente, così come prescritto dall'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, e conformemente alla normativa comunitaria sui rifiuti. Tale obbligo ha valore per tutta la durata della spedizione, comprese le fasi di smaltimento o recupero finali nel paese di destinazione.Articolo 23 - Conservazione dei documenti e delle informazioniL'articolo 23 stabilisce che le autorità competenti, il notificatore e il destinatario conservino nella Comunità, per almeno tre anni, tutti i documenti inviati o ricevuti in relazione ad una spedizione notificata e che la persona che organizza la spedizione e il destinatario conservino nella Comunità, per almeno tre anni, le informazioni fornite in base all'articolo 19, paragrafo 1 relative ai rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato III.CAPITOLO 4 - OBBLIGHI DI RIPRENDERE I RIFIUTIArticolo 24 - Ripresa di rifiuti quando la spedizione non può essere effettuata come previstoL'articolo 24 stabilisce le norme relative all'obbligo dell'autorità competente di spedizione di garantire che i rifiuti siano ripresi nel caso in cui una spedizione di rifiuti autorizzata dalle autorità competenti interessate non possa essere completata nei termini previsti. L'autorità competente di spedizione assicura che i rifiuti in questione siano reintrodotti nell'area di giurisdizione o in qualunque altro luogo all'interno del paese di spedizione da parte del notificatore oppure, in caso contrario, dalla stessa autorità competente e che questo avvenga entro 90 giorni.Inoltre, le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle spedizioni di rifiuti soggette alla norma dell'articolo 19 che prevede che queste siano accompagnate da talune informazioni e che la persona che organizza la spedizione in tali casi è soggetta, in quanto notificatore, agli stessi obblighi previsti dal presente articolo.Articolo 25 - Spese per la ripresa di rifiuti quando la spedizione non può essere portata a termineL'articolo 25 stabilisce le modalità con cui i costi derivanti dalla ripresa dei rifiuti di una spedizione che non può essere completata nei termini previsti siano posti a carico in particolare del notificatore oppure, in caso contrario, dell'autorità competente di spedizione; oppure, se anche questo è impossibile, nei termini diversamente concordati fra le parti e le autorità competenti interessate.Sono oggetto dell'articolo anche le spedizioni di rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato III, soggette al requisito di essere accompagnate da talune informazioni, che non possono essere completate nei termini previsti. In tali situazioni, la persona che organizza la spedizione è soggetta, in quanto notificatore, agli stessi obblighi previsti dal presente articolo.Articolo 26 - Ripresa dei rifiuti in caso di spedizione illecitaL'articolo 26 definisce i casi in cui una spedizione è illecita e stabilisce le norme relative all'obbligo dell'autorità competente di spedizione di garantire che i rifiuti oggetto di una spedizione considerata illecita siano ripresi entro 30 giorni.È inoltre stabilito che se un caso di spedizione illecita non è imputabile al notificatore ma al destinatario, l'autorità competente di destinazione è tenuta a garantire che i rifiuti in questione siano smaltiti o ricuperati dal destinatario o, in caso contrario, dalla stessa autorità competente entro 30 giorni.Infine, è stabilito che se la responsabilità di spedizione illecita non può essere imputata né al notificatore né al destinatario, le autorità competenti sono tenute a cooperare per garantire che i rifiuti in questione siano smaltiti o ricuperati.Come nell'articolo 24, le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle spedizioni di rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato III, soggette in base all'articolo 19 al requisito di essere accompagnate da talune informazioni. In tali situazioni, la persona che organizza la spedizione è soggetta, in quanto notificatore, agli stessi obblighi previsti dal presente articolo.Articolo 27 - Spese per la ripresa dei rifiuti in caso di spedizione illecitaL'articolo 27 stabilisce le modalità di imputazione dei costi per la ripresa dei rifiuti oggetto di una spedizione considerata illecita.È altresì stabilito che sono disciplinate da questo articolo anche le spedizioni di rifiuti elencati nell'allegato III, soggette all'obbligo di essere accompagnate da determinate informazioni e che sono illegali. Ne consegue che, in casi del genere, la persona che organizza la spedizione è soggetta agli stessi obblighi che questo articolo impone al notificatore.CAPITOLO 5 - DISPOSIZIONI AMMINISTRATIVE GENERALIArticolo 28 - Modalità di trasmissione delle comunicazioniL'articolo 28 stabilisce che le comunicazioni possano avvenire in uno dei seguenti modi: per posta ordinaria, per telefax, per posta elettronica con firma digitale oppure per posta elettronica senza firma digitale e successivo invio per posta ordinaria.Inoltre, in base alla decisione dell'autorità competente interessata, la comunicazione può essere trasmessa mediante interscambio elettronico di dati con firma elettronica o autenticazione elettronica in base alla direttiva 1999/93/CE relativa ad un quadro comunitario per le firme elettroniche [27] o con un analogo sistema di autenticazione elettronica che garantisca lo stesso livello di sicurezza e sia soggetto all'approvazione delle autorità competenti interessate.[27]  GU L 013 del 19.1.2000, pag. 12.Articolo 29 - LinguaL'articolo 29 stabilisce che ogni notifica, informazione, documentazione o altra comunicazione inviata in base alle disposizioni del titolo II sia espressa in una lingua accettabile per le autorità competenti interessate e che queste ultime possano richiedere al notificatore la/le traduzione/i asseverata/e in una lingua per loro accettabile.Articolo 30 - Disaccordo in merito alla classificazione dei rifiutiL'articolo 30 stabilisce una norma amministrativa per i casi in cui le autorità competenti di spedizione e di destinazione non concordino sulla classificazione in base alla distinzione fra rifiuti e non rifiuti, sulla classificazione dei rifiuti notificati compresi nella lista di cui all'allegato III o IV o sulla classificazione delle operazioni di trattamento dei rifiuti notificati, vale a dire lo smaltimento o il recupero. È quindi stabilito che il materiale sia considerato un rifiuto, che il rifiuto sia considerato appartenente alla lista di cui all'allegato IV e che si applichino le disposizioni relative ai rifiuti destinati allo smaltimento. Si sottolinea che tale norma amministrativa si applica soltanto ai fini del presente regolamento e senza pregiudicare il diritto delle parti interessate di risolvere ogni controversia relativa a tali questioni davanti ad una corte di giustizia o ad un tribunale.Articolo 31 - Spese amministrativeL'articolo 31 stabilisce che possono essere posti a carico del notificatore costi amministrativi ragionevoli e proporzionati per l'attuazione della notifica e della procedura di supervisione nonché i costi ordinari per le analisi e le ispezioni ritenute necessarie.CAPITOLO 6 - SPEDIZIONI ALL'INTERNO DELLA COMUNITÀ CON TRANSITO ATTRAVERSO PAESI TERZIArticolo 32 - Spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimentoL'articolo 32 stabilisce le norme relative alle spedizioni all'interno della Comunità di rifiuti destinati allo smaltimento che transitano in paesi terzi. L'autorità competente di spedizione richiede all'autorità competente del paese terzo se quest'ultima intende inviare la propria autorizzazione scritto per la spedizione programmata.Articolo 33 - Spedizioni di rifiuti destinati al recuperoL'articolo 33 stabilisce che quando una spedizione di rifiuti avviene all'interno della Comunità con transito in uno o più paesi terzi cui non si applica la decisione dell'OCSE e quando i rifiuti sono destinati al recupero, si applica l'articolo 32.Per quanto concerne la spedizione di rifiuti destinati al recupero che avviene all'interno della Comunità con transito in uno o più paesi terzi cui si applica la decisione OCSE, l'autorizzazione può essere tacita.TITOLO III - Spedizioni all'interno degli Stati membriArticolo 34 - Applicazione del regolamento alle spedizioni all'interno degli Stati membriL'articolo 34 stabilisce che il regolamento si applica alle spedizioni all'interno degli Stati membri.TITOLO IV - Esportazioni dalla Comunità verso paesi terziCAPITOLO 1 - RIFIUTI DESTINATI ALLO SMALTIMENTOArticolo 35 - Divieto di esportazione ad eccezione delle esportazioni dirette ai paesi EFTAL'articolo 35 stabilisce il divieto di tutte le esportazioni di rifiuti dalla Comunità destinati allo smaltimento, ad eccezione di quelli destinati allo smaltimento nei paesi EFTA.Tali esportazioni sono comunque vietate se il paese EFTA vieta le importazioni di tali rifiuti o se l'autorità competente di spedizione ha motivo di ritenere che i rifiuti non siano gestiti in modo ecologicamente corretto nel paese di destinazione interessato.Articolo 36 - Procedura di esportazione verso i paesi EFTAL'articolo 36 stabilisce la procedura da attuarsi nei casi in cui i rifiuti siano esportati dalla Comunità a fini di smaltimento in paesi EFTA. Le disposizioni del titolo II si applicano mutatis mutandis, fatte salve alcune modifiche e integrazioni opportunamente elencate. [28][28]  In effetti, l'articolo 36 copre soltanto la Svizzera. Gli altri paesi EFTA - Norvegia, Liechtenstein e Islanda - sono quindi paesi del SEE.CAPITOLO 2 - RIFIUTI DESTINATI AL RECUPEROEsportazioni verso paesi ai quali non si applica la decisione dell'OCSEArticolo 37 - Divieto di esportazione se i rifiuti figurano nell'allegato VL'articolo 37 attua il divieto di esportazione previsto dalla Convenzione di Basilea dei rifiuti destinati al recupero e sancisce il divieto di esportazione dalla Comunità di rifiuti pericolosi destinati al recupero verso paesi cui non si applica la decisione OCSE. Il divieto riguarda i seguenti rifiuti pericolosi: rifiuti pericolosi compresi nella lista di cui all'allegato V, rifiuti pericolosi non classificati sotto un'unica voce nell'allegato V, miscele di rifiuti pericolosi e miscele di rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi non classificati in un'unica voce nell'allegato V, rifiuti che il paese di destinazione ha notificato come pericolosi in base all'articolo 3 della Convenzione di Basilea, rifiuti di cui il paese di destinazione ha vietato l'importazione o rifiuti che l'autorità competente di spedizione ha motivo di ritenere che non siano gestiti in modo ecologicamente corretto nel paese di destinazione.Articolo 38 - Procedure di esportazione dei rifiuti elencati nell'allegato IIIL'articolo 38 delinea il quadro della futura normativa applicabile alle esportazioni di rifiuti compresi nell'elenco di cui all'allegato III e destinati al recupero in paesi cui non si applica la decisione OCSE e che non sono oggetto del divieto previsto dall'articolo 37. L'articolo stabilisce che la Commissione notifichi ad ogni paese cui non si applica la decisione dell'OCSE e richieda una conferma scritta dell'autorizzazione all'esportazione per operazioni di recupero e informazioni sulle eventuali procedure di controllo da seguire: un divieto, una notifica e autorizzazione scritte preventive, come indicato nell'articolo 36, oppure nessun controllo nel paese di destinazione. Il presente futuro regolamento della Commissione, che dovrebbe entrare in vigore il giorno in cui diviene applicabile, abrogherà sia il regolamento (CE) n. 1420/1999 del Consiglio che il regolamento (CE) n. 1547/1999 della Commissione, che attualmente disciplinano dette esportazioni.Esportazioni verso paesi ai quali si applica la decisione OCSEArticolo 39 - Esportazioni di rifiuti elencati negli allegati III, IV e IV AL'articolo 39 stabilisce le procedure da applicarsi alle esportazioni dalla Comunità di rifiuti compresi negli elenchi di cui agli allegati III, IV e IV A e destinati al recupero in paesi o attraverso paesi cui si applica la decisione OCSE. È stabilito pertanto che le disposizioni del titolo II si applicano mutatis mutandis, fatte salve alcune modifiche e integrazioni opportunamente elencate.CAPITOLO 3 - DISPOSIZIONI GENERALIArticolo 40 - Esportazioni verso l'AntarticoL'articolo 40 vieta esplicitamente le esportazioni di qualsiasi rifiuto dalla Comunità verso l'Antartico.Articolo 41 - Esportazioni verso i paesi o territori d'oltremareL'articolo 41 stabilisce il divieto di esportazione dalla Comunità di tutti i rifiuti destinati allo smaltimento nei paesi o territori d'oltremare e stabilisce che alle esportazioni di rifiuti destinati al recupero si applica mutatis mutandis il divieto di cui all'articolo 37. Inoltre, per le esportazioni di rifiuti destinati al recupero nei paesi o territori d'oltremare non assoggettate a tale divieto valgono mutatis mutandis le disposizioni del titolo II.L'articolo riflette le norme dell'articolo 39 della decisione n. 2001/822/CE del Consiglio del 27 novembre 2001 relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare alla Comunità europea.Articolo 42 - Disposizioni a garanzia di una gestione ecologicamente corretta nei paesi terziL'articolo 42 stabilisce che il produttore, il notificatore e le altre imprese impegnate in una spedizione sono tenuti ad adottare tutte le misure necessarie a garantire che ogni rifiuto che essi spediscono sia gestito in modo ecologicamente corretto per tutta la durata della spedizione, compresa la fase di smaltimento o recupero finale nel paese terzo di destinazione.Inoltre l'autorità competente di spedizione nella Comunità è tenuta a richiedere e assicurare che ogni rifiuto esportato sia gestito in modo ecologicamente corretto per tutta la durata della spedizione, compresa la fase di smaltimento o recupero finale nel paese terzo di destinazione e che le esportazioni che violano tali norme siano vietate.L'articolo 42 stabilisce inoltre che la gestione ecologicamente corretta può riguardare il flusso di rifiuti e le relative operazioni di recupero se è possibile dimostrare fra l'altro che l'impianto del paese terzo di destinazione rispetta le linee guida sul trattamento riportate nell'allegato IX per il flusso di rifiuti in oggetto. L'allegato IX deve quindi essere ulteriormente sviluppato tramite il Comitato per l'adeguamento al progresso tecnico e scientifico della normativa CE sui rifiuti, in base alla procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, e ai sensi del regolamento della Commissione, cfr. articolo 61.TITOLO V - Importazioni nella Comunità da paesi terziCAPITOLO 1 - IMPORTAZIONI DI RIFIUTI DESTINATI ALLO SMALTIMENTOArticolo 43 - Divieto di importazioni ad eccezione di quelle provenienti dai paesi EFTA, da paesi aderenti alla Convenzione di Basilea o da paesi con i quali esiste un accordoL'articolo 43 stabilisce che sono vietate tutte le importazioni nella Comunità di rifiuti destinati allo smaltimento, ad eccezione di quelli provenienti da paesi EFTA o da altri paesi aderenti alla Convenzione di Basilea o con cui la Comunità oppure la Comunità e i suoi Stati membri hanno concluso accordi o convenzioni bilaterali o multilaterali.L'articolo 43 stabilisce inoltre i requisiti per la conclusione di accordi o convenzioni bilaterali o multilaterali: questi includono fra l'altro il requisito secondo cui l'accordo o la convenzione bilaterale o multilaterale introdotti in base all'articolo rispettino la procedura di controllo dell'articolo 44.Articolo 44 - Requisiti procedurali per le importazioni provenienti dai paesi EFTA o dai paesi aderenti alla Convenzione di BasileaL'articolo 44 stabilisce la procedura da applicarsi all'importazione nella Comunità di rifiuti destinati allo smaltimento da paesi EFTA o da altri paesi aderenti alla Convenzione di Basilea. Stabilisce che le disposizioni del titolo II si applicano mutatis mutandis, fatte salve alcune modifiche e integrazioni opportunamente elencate.CAPITOLO 2 - IMPORTAZIONI DI RIFIUTI DESTINATI AL RECUPEROArticolo 45 - Divieto di importazioni ad eccezione di quelle provenienti dai paesi cui si applica la decisione dell'OCSE, dei paesi EFTA, dei paesi aderenti alla Convenzione di Basilea o dei paesi con i quali è in vigore un accordoL'articolo 45 stabilisce il divieto di tutte le importazioni nella Comunità di rifiuti destinati al recupero, ad eccezione di quelli provenienti da paesi cui si applica la decisione OCSE o da paesi EFTA o da altri paesi aderenti alla Convenzione di Basilea o con cui la Comunità, o la Comunità e i suoi Stati membri, hanno concluso accordi o convenzioni bilaterali o multilaterali.L'articolo 45 stabilisce inoltre le norme da rispettare nella conclusione di accordi o convenzioni bilaterali o multilaterali. Tali norme sono analoghe a quelle previste dall'articolo 43 e prevedono fra l'altro che gli accordi o le convenzioni bilaterali o multilaterali introdotti in base all'articolo rispettino a seconda dei casi la procedura di controllo dell'articolo 44 o dell'articolo 46.Articolo 46 - Obblighi procedurali in caso di importazioni da paesi cui si applica la decisione dell'OCSEL'articolo 46 stabilisce le procedure da applicarsi alle importazioni nella Comunità da e/o attraverso paesi cui si applica la decisione OCSE di rifiuti destinati al recupero. Le disposizioni del titolo II si applicano mutatis mutandis, fatte salve alcune modifiche e integrazioni opportunamente elencate.Articolo 47 - Obblighi procedurali in caso di importazioni provenienti da paesi aderenti alla Convenzione di Basilea ai quali non si applica la decisione OCSEL'articolo 47 stabilisce la procedura da applicarsi alle importazioni nella Comunità di rifiuti destinati al recupero da un paese cui non si applica la decisione OCSE e/o attraverso qualsiasi paese cui si applica la decisione OCSE e che aderisce altresì alla Convenzione di Basilea. Le disposizioni dell'articolo 29 si applicano mutatis mutandis.CAPITOLO 3 - DISPOSIZIONI GENERALIArticolo 48 - Importazioni da paesi o territori d'oltremareL'articolo 48 stabilisce che in relazione alle importazioni di rifiuti nella Comunità da paesi o territori d'oltremare le disposizioni del titolo II si applicano mutatis mutandis.Inoltre, uno o più paesi o territori d'oltremare e gli Stati membri a cui sono collegati possono applicare procedure nazionali alle spedizioni provenienti da un paese e territorio d'oltremare e dirette al suddetto Stato membro e che gli Stati membri che scelgono tale possibilità sono tenuti a notificare alla Commissione le procedure nazionali applicate.Come nel caso previsto dall'articolo 41 sulle esportazioni, l'articolo riflette le disposizioni dell'articolo 39 della decisione n. 2001/822/CE del Consiglio del 27 novembre 2001 relativa all'associazione dei paesi e territori d'oltremare con la Comunità europea.Articolo 49 - Protezione dell'ambiente nella ComunitàL'articolo 49 stabilisce che il produttore, il notificatore e le altre imprese impegnate in una spedizione adottino tutte le misure necessarie per garantire che ogni rifiuto che essi spediscono sia gestito senza pericolo per la salute umana e senza utilizzare processi o metodi che possano danneggiare l'ambiente, così come prescritto dall'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE, come modificata e nel rispetto della normativa comunitaria sui rifiuti, per tutta la durata della spedizione, comprese le fasi finali di smaltimento o recupero nel paese di destinazione.Stabilisce inoltre che l'autorità competente di destinazione nella Comunità prescriva e garantisca che ogni rifiuto spedito nella zona di sua competenza sia gestito senza pericolo per la salute umana e senza recare pregiudizio all'ambiente, come prescritto dall'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, e conformemente alla normativa comunitaria sui rifiuti, per tutta la durata della spedizione, comprese le fasi di smaltimento e recupero finali nel paese di destinazione. È inoltre stabilito che specifiche importazioni effettuate in violazione di tali norme devono essere proibite e che non possono essere autorizzate.L'articolo adotta la stessa logica dell'articolo 42 relativo alle esportazioni e alla norma di garanzia di una gestione ecologicamente corretta nel paese terzo di destinazione.TITOLO VI - Transito nella Comunità di spedizioni da e verso paesi terziCAPITOLO 1 - RIFIUTI DESTINATI ALLO SMALTIMENTOArticolo 50 - Transito attraverso la Comunità di rifiuti destinati allo smaltimentoL'articolo 50 stabilisce che quando i rifiuti destinati allo smaltimento transitano in uno Stato membro in quanto diretti o provenienti da paesi terzi, si applicano mutatis mutandis le disposizioni dell'articolo 44, fatte salve alcune modifiche opportunamente elencate.CAPITOLO 2 - RIFIUTI DESTINATI AL RECUPEROArticolo 51 - Transito attraverso la Comunità di rifiuti in provenienza o a destinazione di un paese cui non si applica la decisione OCSEL'articolo 51 stabilisce che quando i rifiuti destinati al recupero transitano in uno Stato membro in quanto diretti o provenienti da un paese cui non si applica la decisione OCSE, l'articolo 50 si applica mutatis mutandis.Articolo 52 - Transito attraverso la Comunità di rifiuti in provenienza o a destinazione di un paese cui si applica la decisione OCSEL'articolo 52 stabilisce che quando i rifiuti destinati al recupero transitano in uno Stato membro in quanto diretti o provenienti da paesi cui si applica la decisione OCSE, le disposizioni dell'articolo 46 si applicano mutatis mutandis, fatte salve alcune modifiche opportunamente elencate.TITOLO VII - Altre disposizioniCAPITOLO 1 - OBBLIGHI COMPLEMENTARI RELATIVI AGLI STATI MEMBRIArticolo 53 - Controllo dell'applicazione negli Stati membriL'articolo 53 stabilisce l'obbligo degli Stati membri di intraprendere qualsiasi azione legale atta a prevenire ed individuare spedizioni illecite, comminando eventualmente sanzioni, e consente agli Stati membri di adottare disposizioni in merito alle misure di applicazione, quali fra l'altro ispezioni e verifiche a campione delle spedizioni.Articolo 54 - Obbligo di relazione da parte degli Stati membriL'articolo 54 stabilisce l'obbligo per gli Stati membri di elaborare relazioni. Prima della fine di ciascun anno civile gli Stati membri sono tenuti a: 1) elaborare una relazione per l'anno civile precedente, conformemente all'articolo 13, paragrafo 3 della Convenzione di Basilea, e ad inviarla al segretariato della Convenzione di Basilea e alla Commissione; 2) elaborare una relazione per l'anno civile precedente sulla base del questionario per la redazione delle relazioni contenuto nell'allegato X e inviarla alla Commissione. Gli Stati membri sono tenuti quindi a trasmettere due relazioni.È inoltre stabilito che dette relazioni siano trasmesse alla Commissione in versione cartacea ed elettronica.Sulla base delle relazioni pervenute, la Commissione elabora le relazioni sull'attuazione del presente regolamento da parte della Comunità e dei suoi Stati membri.Articolo 55 - Cooperazione internazionaleL'articolo 55 stabilisce l'obbligo degli Stati membri e della Commissione di cooperare con le altre parti della Convenzione di Basilea e con le organizzazioni internazionali attraverso lo scambio e la condivisione di informazioni, la promozione di nuove tecnologie ecologicamente corrette e lo sviluppo di idonei codici di corretto comportamento.Articolo 56 - Designazione degli uffici doganali di entrata o di uscita dalla ComunitàL'articolo 56 stabilisce la possibilità per gli Stati membri di designare gli uffici doganali di entrata o/e di uscita dalla Comunità per le spedizioni di rifiuti in entrata o in uscita. Se gli Stati membri decidono di optare per la designazione degli uffici doganali, nessuna spedizione di rifiuti può transitare in entrata o in uscita dalla Comunità attraverso posti di frontiera all'interno di uno Stato membro diversi da quelli designati.Articolo 57 - Designazione dell'autorità competenteL'articolo 57 stabilisce l'obbligo per gli Stati membri di designare l'autorità o le autorità competenti responsabili dell'applicazione e del funzionamento del regolamento.Articolo 58 - Designazione dei corrispondentiL'articolo 58 stabilisce l'obbligo per gli Stati membri e la Commissione di designare un corrispondente incaricato di informare o consigliare le persone o le imprese che si rivolgono ad esso.Articolo 59 - Notifica ed informazione in tema di designazioneL'articolo 59 stabilisce l'obbligo per gli Stati membri di notificare alla Commissione le designazioni degli uffici doganali di entrata e di uscita dalla Comunità, delle autorità competenti e dei corrispondenti effettuate rispettivamente in base agli articoli 56, 57 e 58. La Commissione pubblica sul proprio sito web gli elenchi degli uffici doganali di entrata e di uscita dalla Comunità, delle autorità competenti e dei corrispondenti designati.CAPITOLO 2 - ALTRE DISPOSIZIONIArticolo 60 - Riunione dei corrispondentiL'articolo 60 stabilisce l'obbligo della Commissione di riunire periodicamente, su richiesta dagli Stati membri o nei casi opportuni, i corrispondenti per esaminare con loro i problemi posti dall'applicazione del regolamento.La riunione dei corrispondenti può emettere bollettini di informazione che orientino sui temi connessi all'attuazione, amministrazione e applicazione del regolamento.Articolo 61 - Modifiche degli allegatiL'articolo 62 stabilisce che gli allegati al presente regolamento siano modificati dalla Commissione mediante regolamenti della Commissione e in base alla procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, nonché tramite il Comitato per l'adeguamento al progresso tecnico e scientifico previsto dalla normativa CE sui rifiuti.Articolo 62 - Misure complementariL'articolo 62 stabilisce che la Commissione può adottare norme aggiuntive in relazione all'attuazione, applicazione, amministrazione e messa in vigore del presente regolamento e che tali norme sono decise in base alla procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, e all'articolo 5 della decisione n. 1999/468/CE.Articolo 63 - AbrogazioniL'articolo 63 stabilisce le norme riguardanti le abrogazioni.Articolo 64 - Disposizioni transitorieL'articolo 64 stabilisce le norme relative al periodo transitorio.Articolo 65 - Entrata in vigore e entrata in applicazioneL'articolo 65 fissa un intervallo di tempo fra la data di entrata in vigore e la data di applicazione. Ciò s'impone per consentire il consolidamento del regime relativo alle esportazioni di rifiuti compresi nella lista di cui all'allegato III e destinati al recupero in paesi cui non si applica la decisione OCSE, come descritto nell'articolo 38.ALLEGATO B Tabella degli articoli proposti e dei corrispondenti articoli del regolamento (CEE) n. 259/93/CEE del ConsiglioArticoli della proposta  //  Articoli del regolamento (CEE) n. 259/931 - Ambito di applicazione  //  12 - Definizioni  //  23 - Regole procedurali generali  //  Articolo parzialmente nuovo, 1(3)(a), 1(3)(c)4 - Procedura di notifica e autorizzazione scritte preventive  //  2(g), 3(1), 6(1), 3(8), 7(8), 5(1), 8(1),5(3), 8(3),5 - Requisiti della notifica  //  3(2 - (6), 6(2) - (6)6 - Contratto  //  3(6), 6(6)7 - Garanzia finanziaria  //  278 - Trasmissione della notifica da parte dell'autorità competente di spedizione  //  Nuovo articolo9 - Conferma da parte dell'autorità competente di destinazione  //  4(1), 7(1)10 - Autorizzazione da parte delle autorità competenti di destinazione, spedizione e transito  //  4(2), 7(2)11 - Condizioni che corredano le spedizioni  //  4(2)(b) e (d), 7(3)12 - Obbiezioni alle spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento  //  4(3)(a) - (c)13 - Obbiezioni ai trasferimenti di rifiuti destinati al recupero  //  7(4)(a) e (b)14 - Notifica generale  //  2815 - Impianti di recupero titolari di autorizzazione preventiva  //  916 - Disposizioni relative alle operazioni intermedie di recupero e smaltimento  //  Nuovo articolo17 - Obblighi da osservare dopo il rilascio dell'autorizzazione alla spedizione  //  Articolo parzialmente nuovo, 5(2) - (6), 8(2) - (6)18 - Modifiche apportate alla spedizione dopo il rilascio dell'autorizzazione  //  4(4), 7(5)19 - Rifiuti che devono essere accompagnati da determinate informazioni  //  4(4), 7(5)20 - Rifiuti soggetti all'obbligo di informazione preventiva  //  Nuovo articolo21 - Divieto di miscelazione dei rifiuti durante la spedizione  //  2922 - Protezione dell'ambiente nel territorio della Comunità  //  Articolo parzialmente nuovo, 3423 - Conservazione dei documenti e delle informazioni  //  3524 - Ripresa di rifiuti quando la spedizione non può essere effettuata come previsto  //  2525 - Spese per la ripresa di rifiuti quando la spedizione non può essere portata a termine  //  3326 - Ripresa dei rifiuti in caso di spedizione illecita  //  26(2) - (4)27 - Spese per la ripresa dei rifiuti in caso di spedizione illecita  //  3328 - Modalità di trasmissione delle comunicazioni  //  Articolo parzialmente nuovo, 7(2)29 - Lingua  //  3130 - Disaccordo in merito alla classificazione dei rifiuti  //  Nuovo articolo31 - Spese amministrative  //  33(1)32 - Spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento (all'interno della Comunità con transito attraverso paesi terzi)  //  1233 - Spedizioni di rifiuti destinati al recupero (all'interno della Comunità con transito attraverso paesi terzi)  //  1234 - Applicazione del regolamento alle spedizioni all'interno degli Stati membri  //  1335 - Divieto di esportazione ad eccezione delle esportazioni dirette ai paesi EFTA (a fini di smaltimento)  //  14, 1836 - Procedura di esportazione verso i paesi EFTA (a fini di smaltimento)  //  1537 - Divieto di esportazione se i rifiuti figurano nell'allegato V (a fini di recupero)  //  1638 - Procedure di esportazione dei rifiuti elencati nell'allegato III (a fini di recupero)  //  17(1) - (3)39 - Esportazioni di rifiuti elencati negli allegati III, IV e IV A (a fini di recupero)  //  17(2), (4), (6) e (7)40 - Esportazioni verso l'Antartico  //  Nuovo articolo41 - Esportazioni verso i paesi o territori d'oltremare  //  Nuovo articolo42 - Disposizioni a garanzia di una gestione ecologicamente corretta nei paesi terzi  //  Articolo parzialmente nuovo, 16(4)43 - Divieto di importazioni ad eccezione di quelle provenienti dai paesi EFTA, da paesi aderenti alla Convenzione di Basilea o da paesi con i quali esiste un accordo (a fini di smaltimento)  //  1944 - Requisiti procedurali per le importazioni provenienti dai paesi EFTA o dai paesi aderenti alla Convenzione di Basilea (a fini di smaltimento)  //  2045 - Divieto di importazioni ad eccezione di quelle provenienti dai paesi cui si applica la decisione dell'OCSE, dei paesi EFTA, dei paesi aderenti alla Convenzione di Basilea o dei paesi con i quali è in vigore un accordo (a fini di recupero)  //  2146 - Obblighi procedurali in caso di importazioni da paesi cui si applica la decisione dell'OCSE (a fini di recupero)  //  22(1)47 - Obblighi procedurali in caso di importazioni provenienti da paesi aderenti alla Convenzione di Basilea ai quali non si applica la decisione OCSE (a fini di recupero)  //  22(2)48 - Importazioni da paesi o territori d'oltremare  //  Nuovo articolo49 - Protezione dell'ambiente nella Comunità  //  Articolo parzialmente nuovo, 34 e 19(4)50 - Transito attraverso la Comunità di rifiuti destinati allo smaltimento  //  2351 - Transito attraverso la Comunità di rifiuti in provenienza o a destinazione di un paese cui non si applica la decisione OCSE  //  2352 - Transito attraverso la Comunità di rifiuti in provenienza o a destinazione di un paese cui si applica la decisione OCSE  //  2453 - Controllo dell'applicazione negli Stati membri  //  30, 26(5)54 - Obbligo di relazione da parte degli Stati membri  //  4155 - Cooperazione internazionale  //  4056 - Designazione degli uffici doganali di entrata o di uscita dalla Comunità  //  3957 - Designazione dell'autorità competente  //  3658 - Designazione dei corrispondenti  //  37 (1)59 - Notifica ed informazione in tema di designazione  //  3860 - Riunione dei corrispondenti  //  37(2)61 - Modifiche degli allegati   //  42(3) e (4)62 - Misure complementari  //  Nuovo articolo63 - Abrogazioni  //  4364 - Disposizioni transitorie  //  4365 - Entrata in vigore e entrata in applicazione  //  44ALLEGATO C  ELENCO DI COLORO CHE HANNO CONTRIBUITO ALL'ELABORAZIONE DELLA PRESENTE PROPOSTA DI REGOLAMENTOLa Commissione ha ricevuto contributi scritti da:* Stati membri:AustriaBelgioDanimarcaFinlandiaFranciaGermaniaIrlandaItaliaPortogalloSveziaPaesi BassiRegno Unito* Organizzazioni non governative:BAN, Basel Action Network (Rete d'azione di Basilea)EEB, European Environmental Bureau (Ufficio ambientale europeo)* Industria:APME, Association of Plastics Manufacturers in Europe (Associazione dei produttori di materie plastiche in Europa),BIR, International Recycling Bureau (Ufficio internazionale per il riciclaggio)EFR, European Ferrous Recovery & Recycling Federation (Federazione europea per il recupero e il riciclaggio di materiali ferrosi)EUROMETREC, European Metal Trade & Recycling Federation (Federazione europea per il commercio e il riciclaggio di materiali metallici)ERPA, European Recovered Paper Association (Associazione europea per il recupero della carta)CEMBUREAUCEPI, Confederation of European paper industries (Confederazione delle industrie cartarie europee)CGI,CRA, Chemical Recycling Association (Associazione per il riciclaggio di sostanze chimiche)EURELECTRICEURITS, European Association for Responsible Incineration and the Treatment of Special Waste (Associazione europea per l'incinerimento responsabile e il trattamento di rifiuti speciali)EUROFER, European Confederation of iron and Steel Industries (Confederazione europea della siderurgia)EUROMETAUX, Association Européenne des Métaux (Federazione europea dei metalli)FEAD, European Waste Management Association (Associazione europea per la gestione dei rifiuti)ITAD, Interessengemeinschaft der thermischen Abfallbehandlungsanlagen in DeutschlandSRI, Swedish Recycling Industries Association (Associazione svedese delle industrie di riciclaggio)Stena Metall AB Group* Paesi candidati all'adesione:Repubblica ceca2003/0139 (COD)Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alle spedizioni rifiutiIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 175, paragrafo 1 e 133,vista la proposta della Commissione [29],[29]  GU C [...], [...], pag. [...].visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [30],[30]  GU C [...], [...], pag. [...].visto il parere del Comitato delle Regioni [31],[31]  GU C [...], [...], pag. [...].deliberando in conformità della procedura di cui all'articolo 251 del trattato,considerando quando segue:(1) Obbiettivo primario del presente regolamento è la protezione dell'ambiente, per cui il suo fondamento normativo è costituito dall'articolo 175, paragrafo 1 del trattato CE. Tuttavia, in quanto le disposizioni dei titoli IV, V e VI relativi alle esportazioni dalla Comunità, alle importazioni nella Comunità e al transito, attraverso il territorio comunitario a destinazione o in provenienza da paesi terzi costituiscono parimenti disposizioni in materia di commercio internazionale, il fondamento giuridico di queste specifiche disposizioni va individuato nell'articolo 133 del trattato CE.(2) Il regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, del 1° febbraio 1993, relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio [32] è già stato più volte modificato e richiede nuove modifiche. È, in particolare, necessario inserire in tale regolamento il contenuto della decisione 94/774/CE della Commissione del 24 novembre 1994 relativa al documento di accompagnamento standard previsto dal regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio [33], nonché il contenuto della decisione 1999/412/CE della Commissione del 3 giugno 1999 concernente un questionario sull'obbligo degli Stati membri di inviare relazioni ai sensi dell'articolo 41, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio [34]. È pertanto opportuno sostituire il regolamento (CEE) n. 259/93 nell'interesse della chiarezza.[32]  GU L 30 del 6.2.1993, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 2557/2001 (GU L 349 del 31.12.2001, pag. 1).[33]  GU L 310 del 3.12.1994, pag. 70.[34]  GU L 156 del 23.6.1999, pag. 37.(3) La decisione 93/98/CEE del Consiglio [35] riguardava la conclusione, a nome della Comunità della Convenzione di Basilea del 22 marzo 1989 sul controllo dei movimenti transfrontalieri dei rifiuti pericolosi e del loro smaltimento, della quale la Comunità è parte dal 1994. Tramite adattamenti del regolamento (CEE) n. 259/93, il Consiglio ha emanato norme intese a restringere e a controllare questi movimenti allo scopo, in particolare, di conformare il vigente sistema comunitario in tema di sorveglianza e di controllo dei movimenti di rifiuti alle prescrizioni della Convenzione di Basilea.[35]  GU L 39 del 16.2.1993, pag. 1.(4) La decisione 97/640/CE del Consiglio del 22 settembre 1997 riguardava l'adozione, in nome della Comunità, dell'emendamento alla Convenzione di Basilea che figura nella decisione III/I della conferenza delle Parti. Tale emendamento vieta le esportazioni di rifiuti pericolosi destinati allo smaltimento provenienti da paesi elencati nell'allegato VII della Convenzione e destinati a paesi ivi non elencati, come erano, con effetto dal 1° gennaio 1999, le stesse esportazioni di rifiuti pericolosi di cui all'articolo 1, paragrafo 1, lettera a) della Convenzione e destinati al recupero. Il regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio è stato modificato di conseguenza ad opera del regolamento (CE) n. 120/97 del Consiglio [36], come modificato [37].[36]  GU L 22, 24.1.1997, pag. 14.[37]  Regolamento (CE) n. 2408/98 della Commissione, GU L 298 del 7.11.1998, pag. 19, decisione della Commissione 1999/816/CE, GU L 316 del 10.12.1999, pag. 45 e regolamento (CE) n. 2557/2001 della Commissione, GU 349 del 31.12.2001, pag. 1.(5) La Comunità non ha ancora firmato il protocollo alla Convenzione di Basilea relativo alla responsabilità e al risarcimento, quale figura nella decisione V/29 della conferenza delle Parti.(6) Dato che la Comunità ha approvato la decisione C(2001) 107 del Consiglio dell'OCSE del 14 giugno 2001 che modifica la decisione dell'OCSE C(92) 39/final relativa al controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero allo scopo di armonizzare gli elenchi e talune altre prescrizioni con la Convenzione di Basilea, è necessario recepire il contenuto della citata decisione nella legislazione comunitaria.(7) La Comunità ha firmato la Convenzione di Stoccolma del 22 maggio 2001 sugli inquinanti organici persistenti.(8) È importante organizzare e disciplinare la sorveglianza e il controllo delle spedizioni di rifiuti secondo modalità che tengano conto della necessità di preservare, proteggere e migliorare la qualità dell'ambiente e della salute umana e che favorisca una più uniforme applicazione del regolamento in tutto il territorio della Comunità.(9) È importante tener presente le prescrizioni di cui all'articolo 4, paragrafo 2, lettera d) della Convenzione di Basilea, in base al quale le spedizioni di rifiuti pericolosi devono essere ridotti al livello minimo compatibile con una gestione efficiente ed ecologicamente corretta di tali rifiuti.(10) È necessario evitare duplicazioni di procedura tenendo conto degli altri atti legislativi dell'UE che già disciplinano i rifiuti di origine animale, con particolare riferimento al regolamento (CE) n. 1774/2002 [38], recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano e del regolamento (CE) n. 999/2001 [39] recante norme per la prevenzione, il controllo e l'eradicazione di alcune encefalopatie spongiformi e trasmissibili, che già contengono disposizioni equivalenti riguardanti, in generale, l'invio, l'inoltro e il movimento (raccolta, trasporto, manipolazione/ movimentazione, trattamento e utilizzazione o smaltimento, registrazione, documenti di accompagnamento e tracciabilità) dei sottoprodotti animali a destinazione, in provenienza o all'interno della Comunità per prevenire i rischi che essi potrebbero presentare sul piano della salute animale, della salute pubblica e dell'ambiente.[38]  GU L 273 del 10.10.2002, pag. 1.[39]  GU L 147 del 31.5.2001, pag. 1.(11) Occorre parimenti tener conto delle prescrizioni dettate dalla direttiva 75/442/CEE, e successive modificazioni e integrazioni [40], in base alle quali agli Stati membri è fatto obbligo di istituire una rete integrata ed adeguata di impianti di smaltimento dei rifiuti allo scopo di consentire alla Comunità nel suo insieme di raggiungere l'autosufficienza in materia di smaltimento dei rifiuti e agli Stati membri di mirare individualmente al conseguimento di tale obbiettivo, tenendo conto delle condizioni geografiche e della necessità di impianti specializzati per alcuni tipi di rifiuti.[40]  GU L 194 del 25.7.1975, pag. 39. Direttiva modificata da ultimo dalla decisione 96/350/CE della Commissione (GU L 243 del 24.9.1996, pag. 31).(12) Occorre parimenti tener presente l'obbligo prescritto dalla direttiva 75/442/CEE e successive modificazioni e integrazioni, nonché della facoltà, riconosciuta dalla stessa direttiva agli Stati membri, di prendere i provvedimenti necessari per impedire spedizioni di rifiuti non conformi con i loro piani di gestione dei rifiuti, a condizione che tali provvedimenti siano comunicati alla Commissione ed agli altri Stati membri.(13) È necessario garantire che, secondo il disposto della direttiva 75/442/CEE e successive modificazioni e integrazioni, e secondo gli altri atti legislativi comunitari in materia di rifiuti, che le spedizioni all'interno della Comunità e le importazioni verso gli Stati membri siano gestite, per tutta la durata della spedizione, ivi compreso lo smaltimento definitivo o il recupero definitivo nel paese di destinazione, senza mettere in pericolo la salute umana e senza ricorrere a procedimenti o metodi che potrebbero danneggiare l'ambiente. Per quanto attiene le esportazioni in provenienza dalla Comunità, è necessario garantire che i rifiuti siano gestiti in modo ecologicamente corretto, durante tutta la durata della spedizione, ivi compreso lo smaltimento o il recupero definitivo nel paese terzo di destinazione.(14) Benché la sorveglianza e il controllo delle spedizioni dei rifiuti nel territorio di ciascuno Stato membro rientri nelle competenze nazionali, è necessario che i diversi sistemi nazionali istituiti per le spedizioni di rifiuti osservino alcuni requisiti minimi in modo da assicurare un grado elevato di protezione dell'ambiente e della salute umana.(15) Nel caso di trasferimenti di rifiuti pericolosi è opportuno assicurare una sorveglianza ed un controllo ottimali prescrivendo la previa autorizzazione scritta per tali spedizioni. Questa procedura deve a sua volta dare luogo ad una notifica preventiva che consenta alle autorità competenti di essere debitamente informate in modo da essere in condizione di prendere tutti i provvedimenti necessari per la protezione della salute umana e dell'ambiente. Essa deve inoltre mettere le suddette autorità in condizione di sollevare obbiezioni motivate nei confronti di tale spedizione.(16) Nel caso di spedizioni di rifiuti non pericolosi occorre garantire un livello minimo di sorveglianza e di controllo imponendo l'obbligo che tali trasferimenti siano accompagnati da determinate informazioni.(17) Stante l'esigenza di un'applicazione uniforme del presente regolamento e del buon funzionamento del mercato interno è necessario, nell'interesse dell'efficienza, prevedere che le notifiche vengano effettuate dall'autorità competente del luogo di spedizione.(18) Occorre inoltre precisare il funzionamento del sistema delle garanzie finanziarie o delle assicurazioni corrispondenti.(19) Nell'interesse della certezza del diritto e dell'applicazione uniforme del presente regolamento, come pure del buon funzionamento del mercato interno, è necessario approntare garanzie procedurali per il notificatore.(20) Nel caso di spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento, gli Stati membri devono avere la possibilità di attuare i principi della vicinanza, della priorità al recupero e dell'autosufficienza in conformità della direttiva 75/442/CEE e successive modificazioni e integrazioni, prendendo, nel rispetto del trattato, disposizioni per vietare in tutto o in parte le spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento o sollevare sistematicamente obbiezioni nei loro confronti. Gli Stati membri devono anche essere in grado di provvedere affinché l'impianto di gestione dei rifiuti di cui alla direttiva 96/61/CE e successive modificazioni e integrazioni [41], relativa alla prevenzione ed alla riduzione integrate dell'inquinamento applichino le migliori tecniche disponibili quali definite nella direttiva stessa, e che i rifiuti vengano trattati nell'osservanza della normativa comunitaria sulla protezione dell'ambiente in relazione alle operazioni di smaltimento.[41]  GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26.(21) Nel caso di spedizioni di rifiuti destinati al recupero, gli Stati membri devono provvedere affinché gli impianti di gestione dei rifiuti disciplinati dalla direttiva 96/61/CE, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento, e successive modificazioni e integrazioni [42], applichino le migliori tecniche disponibili quali definite nella direttiva stessa. Gli Stati membri devono inoltre provvedere affinché i rifiuti vengano trattati nell'osservanza delle norme vincolanti di protezione ambientale stabilite dalla normativa comunitaria in relazione alle operazioni di recupero e che i rifiuti siano trattati conformemente ai piani di gestione dei rifiuti elaborati a norma della direttiva 75/442/CEE e successive modificazioni e integrazioni, allo scopo di garantire l'attuazione degli obblighi legali in tema di recupero e di riciclo previsti dalla legislazione comunitaria.[42]  GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26.(22) L'assenza di prescrizioni obbligatorie in materia di impianti e di trattamento di rifiuti a livello di UE osta alla creazione di un livello elevato di protezione dell'ambiente nel territorio della Comunità e rallenta la formazione di un mercato interno del riciclo economicamente redditizio. È urgente colmare questa lacuna e procedere all'istituzione di condizioni uniformi a livello comunitario per il riciclo.(23) È opportuno dettare l'obbligo che i rifiuti sia pericolosi che non pericolosi di una determinata spedizione che non possa essere portata a termine come previsto siano riportati nel paese di spedizione o eliminati o recuperati in altro modo.(24) Occorre inoltre dettare l'obbligo che, nell'ipotesi di spedizioni illegali - intendendosi per tali le spedizioni contrarie alle disposizioni del presente regolamento o della normativa internazionale o comunitaria - la persona il cui comportamento sia all'origine di tale spedizione debba riprendere i rifiuti in questione o provvedere in altro modo alla loro eliminazione o recupero; quando tale persona non vi provveda, le stesse autorità competenti del paese di spedizione o di destinazione, a seconda dei casi, hanno l'obbligo di intervenire.(25) Occorre precisare la portata del divieto a norma della Convenzione di Basilea, allo scopo di proteggere l'ambiente dei paesi interessati, dalle esportazioni in provenienza dalla Comunità di rifiuti destinati allo smaltimento in un paese terzo diverso dagli Stati EFTA/AELE.(26) È altresì necessario chiarire la portata del divieto, anch'esso stabilito a norma della Convenzione di Basilea allo scopo di proteggere l'ambiente dei paesi interessati, di esportare rifiuti pericolosi destinati al recupero verso paesi ai quali non si applica la decisione dell'OCSE. In particolare, è necessario chiarire l'elenco dei rifiuti pericolosi ai quali si applica tale divieto e assicurare che questo comprenda anche i rifiuti elencati nell'allegato II della Convenzione di Basilea, e cioè i rifiuti domestici e i residui provenienti dall'incinerazione di rifiuti domestici.(27) Devono essere mantenute in vigore disposizioni specifiche per le esportazioni di rifiuti non pericolosi destinati al recupero in paesi ai quali non si applica la decisione OCSE e deve prevedersi la possibilità di semplificare tali disposizioni in futuro.(28) È necessario assicurare che le esportazioni provenienti dalla Comunità vengano gestite in modo ecologicamente corretto durante tutta la durata della spedizione e durante le operazioni di smaltimento o recupero definitivi nel paese terzo di destinazione. È necessario stabilire un elenco di linee direttrici.(29) Le importazioni nella Comunità di rifiuti destinati allo smaltimento devono essere autorizzate quando il paese esportatore è Parte della Convenzione di Basilea. Le importazioni nella Comunità di rifiuti destinati al recupero devono essere autorizzate quando il paese esportatore è Parte della Convenzione di Basilea o uno dei paesi cui si applica la decisione OCSE; negli altri casi, tuttavia, le importazioni devono essere autorizzate soltanto se il paese esportatore è vincolato da un accordo o da un accomodamento bilaterale o multilaterale compatibile con la legislazione comunitaria e conforme all'articolo 11 della Convenzione di Basilea.(30) Una cooperazione internazionale efficace in tema di controllo delle spedizioni di rifiuti contribuisce a garantire il controllo delle spedizioni internazionali dei rifiuti pericolosi. È necessario incoraggiare lo scambio di informazioni, la condivisione delle responsabilità e la cooperazione tra la Comunità e i suoi Stati membri da un lato e i paesi terzi dall'altro al fine di garantire una gestione razionale dei rifiuti. La Commissione e gli Stati membri forniscono in tempo utile un'assistenza tecnica adeguata ai paesi in via di sviluppo ed ai paesi in transizione per aiutarli - tenuto conto delle loro particolari esigenze - a sviluppare e rafforzare le loro capacità istituzionali e non istituzionali nel settore della gestione dei rifiuti, nel monitoraggio e nel controllo delle importazioni di rifiuti e prodotti chimici e nella prevenzione delle spedizioni illecite.(31) Il presente regolamento deve far proprie le norme in tema di esportazioni e di importazioni di rifiuti destinate o provenienti da paesi e territori di oltremare, quali figurano nella decisione 2001/822/CE del 27 novembre 2001 relativa all'associazione dei paesi e territori di oltremare alla Comunità europea [43].[43]  GU L 314 del 30.11.2001, pag. 1.(32) È necessario provvedere affinché le importazioni nella Comunità vengano gestite senza mettere in pericolo la salute umana e senza utilizzare processi o metodi che potrebbero nuocere all'ambiente, come prescritto dall'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE e successive modificazioni e integrazioni, e conformemente alla normativa comunitaria in tema di rifiuti per tutta la durata della spedizione e durante le operazioni di smaltimento definitivo o recupero definitivo nel paese di destinazione.(33) Gli Stati membri devono fornire alla Commissione informazioni relative all'applicazione del presente regolamento sia mediante le relazioni presentate al segretariato della Convenzione di Basilea sia mediante un questionario distinto.(34) Gli allegati del presente regolamento sono adottati secondo il procedimento di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE e successive modificazioni e integrazioni.(35) Poiché i provvedimenti necessari per l'applicazione del presente regolamento sono misure di portata generale ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999 recante le modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [44], esse devono essere adottate mediante la procedura di regolamentazione di cui all'articolo 5 di tale decisione.[44]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.(36) In conformità dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità di cui all'articolo 5 del trattato, gli obbiettivi dell'azione proposta, che consistono nel garantire la protezione dell'ambiente quando i rifiuti sono oggetto di spedizione, non possono essere sufficientemente conseguiti dagli Stati membri e possono pertanto, a motivo della loro dimensione e dei loro effetti, essere meglio conseguiti della Comunità; il presente regolamento si limita al minimo richiesto per conseguire tali obbiettivi e non va oltre quanto è necessario a tale scopo,HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:TITOLO I Ambito di applicazione e definizioniArticolo 1 - Ambito di applicazione1. Il presente regolamento istituisce le procedure e i regimi di controllo per le spedizioni di rifiuti in funzione dell'origine, della destinazione e dell'itinerario di spedizione, del tipo di rifiuti spediti e del tipo di trattamento da applicare ai rifiuti nel luogo di destinazione.2. Il presente regolamento si applica alle spedizioni di rifiuti:a) fra Stati membri all'interno della Comunità o in transito per paesi terzi;b) importati nella Comunità in provenienza da paesi terzi;c) esportati dalla Comunità verso paesi terzi;d) in transito nel territorio della Comunità secondo un itinerario che collega un paese terzo ad un altro paese terzo.3. Sono esclusi dal campo di applicazione del presente regolamento:a) lo scarico a terra di rifiuti prodotti dalla normale attività delle navi e delle piattaforme offshore, comprese le acque reflue e i residui purché questi siano contemplati dalla Convenzione internazionale del 1973 per la prevenzione dell'inquinamento ad opera delle navi, come modificata dal relativo protocollo del 1978 (Marpol 73/78), o da altri strumenti internazionali vincolanti;b) spedizioni di rifiuti prodotti a bordo di aeronavi civili in volo durante tutta la durata del volo fino all'atterraggio;c) spedizioni di residui radioattivi di cui all'articolo 2 della direttiva 92/3/Euratom del Consiglio, del 3 febbraio 1992, come modificata [45];[45]  GU L 35 del 12.2.1992, pag. 24.d) spedizioni di rifiuti di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera b) della direttiva 75/442/CEE, come modificata, qualora siano già contemplate da altra normativa comunitaria pertinente contenente disposizioni simili;e) spedizioni di rifiuti dall'Antartico in entrata nel territorio della Comunità in conformità delle disposizioni del protocollo relativo alla protezione dell'ambiente del trattato sull'Antartico.4. La disposizione seguente si applica alle spedizioni di rifiuti provenienti dall'Antartico che transitano per il territorio della Comunità:Le spedizioni di rifiuti provenienti dall'Antartico verso paesi non membri della Comunità sono soggette alle disposizioni degli articoli 20 e 22.5. La disposizione seguente si applica ai rifiuti elencati nell'allegato III:Le spedizioni dei rifiuti elencati nell'allegato III e destinate al recupero sono esclusivamente soggette alle disposizioni degli articoli 3, paragrafo 2 e 3, 19, 22, 24, 25, 26, 27, 34, paragrafo 2, 37, 39, 42 e 49.6. Le spedizioni di rifiuti disciplinate dal regolamento (CE) n. 1774/2002, come modificato, recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano, che sono soggette a disposizioni procedurali analoghe o più rigorose prescritte da tale regolamento o dalla connessa normativa comunitaria in tema di salute pubblica e animale, sono esentate dall'osservanza delle regole procedurali previste dal presente regolamento.Se necessario, entro sei mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento, la Commissione adotta linee guida sulle connessioni fra la vigente normativa settoriale sulla salute pubblica e animale e le disposizioni del presente regolamento, secondo la procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata.Ai fini dell'applicazione del secondo comma del paragrafo 6, il comitato istituito dalla direttiva 75/442/CEE, come modificata, associa pienamente alle proprie deliberazioni interne il comitato istituito dall'articolo 33, paragrafo 1 del regolamento (CE) n. 1774/2002, come modificato.Articolo 2 - DefinizioniAi fini del presente regolamento si intende per:1. rifiuti: i rifiuti quali definiti dall'articolo 1, lettera a) della direttiva 75/442/CEE, come modificata;2. rifiuti pericolosi: i rifiuti definiti dall'articolo 1, paragrafo 4 della direttiva 91/689/CEE, come modificata [46];[46]  GU L 377 del 31.12.1991, pag. 20.3. miscela di rifiuti: i rifiuti che risultano dalla mescolanza intenzionale o involontaria di due o più rifiuti diversi e per i quali non esiste una menzione specifica. Una singola spedizione di rifiuti composta da due o più rifiuti nella quale ciascuno di essi è separato non costituisce miscela di rifiuti.4. smaltimento: lo smaltimento quale definito dall'articolo 1, lettera e) della direttiva 75/442/CEE, come modificata;5. recupero: il recupero quale definito dall'articolo 1, lettera f) della direttiva 75/442/CEE, come modificata;6. gestione economicamente corretta: qualsiasi misura praticabile diretta a garantire che i rifiuti vengano gestiti in modo da garantire la protezione dell'ambiente e della salute umana contro gli effetti nocivi che possono derivare da tali rifiuti;7. produttore: la persona la cui attività ha prodotto rifiuti ("produttore iniziale") e/o chiunque abbia effettuato operazioni di pretrattamento, di miscuglio o altre operazioni che hanno mutato la natura o la composizione di detti rifiuti ("nuovo produttore") e quale definito dall'articolo 1, lettera b) della direttiva 75/442/CEE, come modificata;8. detentore: il produttore dei rifiuti o la persona fisica o giuridica che li detiene quale definito dall'articolo 1, lettera c) della direttiva 75/442/CEE, come modificata;9. raccoglitore: chiunque effettua la raccolta, la cernita e/o un raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto come definito dall'articolo 1, lettera g) della direttiva 75/442/CEE, come modificata;10. destinatario: la persona o l'impresa sotto la giurisdizione del paese di destinazione alla quale siano stati spediti i rifiuti a fini di recupero o smaltimento;11. autorità competente:i) nel caso degli Stati membri, l'organo designato dallo Stato membro interessato ai sensi dell'articolo 57; oppureii) nel caso di un paese terzo che ha aderito alla Convenzione di Basilea, l'organo designato da tale paese in quanto autorità competenti ai fini di tale Convenzione ai sensi dell'articolo 5 della Convenzione stessa; oppureiii) nel caso di un paese che non rientra nel punto i) né nel punto ii), l'organo che è stato designato in qualità di autorità competente dal paese o dalla regione interessata o, in assenza di tale destinazione, l'autorità regolatrice di tale paese o regione, sotto la cui responsabilità sono effettuate le spedizioni transfrontaliere di rifiuti destinati al recupero, allo smaltimento o al transito, a seconda dei casi;12. autorità competente di spedizione: l'autorità competente per la zona dalla quale si prevede che la spedizione avrà inizio o nella quale essa ha effettivamente inizio;13. autorità competente di destinazione: l'autorità competente per la zona a destinazione della quale è previsto o ha effettivamente luogo la spedizione, oppure nella quale si effettua il carico a bordo dei rifiuti prima del loro smaltimento o recupero in una zona non soggetta alla giurisdizione di nessun paese;14. autorità competente di transito: l'autorità competente per il paese attraverso il cui territorio è prevista o si effettua una spedizione di rifiuti;15. paese di spedizione: qualsiasi paese in partenza dal quale è prevista o effettuata una spedizione di rifiuti;16. paese di destinazione: qualsiasi paese verso il quale è prevista o si effettua una spedizione di rifiuti per lo smaltimento, il recupero o il carico a bordo prima dello smaltimento o del recupero in una zona non soggetta alla giurisdizione di nessun paese;17. paese di transito: qualsiasi paese, diverso dal paese di spedizione o di destinazione, attraverso il cui territorio è prevista o si effettua una spedizione di rifiuti;18. paesi e territori di oltremare: i 20 paesi e territori di oltremare elencati nell'allegato 1A della decisione 2001/822/CE del Consiglio, del 27 novembre 2001, relativa all'Associazione dei paesi e territori di oltremare alla Comunità europea [47];[47]  GU L 314 del 30.11.2001, pag. 1.19. ufficio doganale di esportazione dalla Comunità: l'ufficio doganale ai sensi dell'articolo 161, paragrafo 5 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, come modificato [48];[48]  GU L 302 del 19.10.1992, pag. 120. ufficio doganale di uscita dalla Comunità: l'ufficio doganale ai sensi dell'articolo 793, paragrafo 2 del regolamento della Commissione (CE) n. 2454/93, come modificato [49];[49]  GU L 253 del 11.10.1993, pag. 1.21. ufficio doganale di entrata nella Comunità: l'ufficio doganale al quale i rifiuti introdotti nel territorio doganale della Comunità devono essere condotti nell'osservanza delle disposizioni dell'articolo 38, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, come modificato [50];[50]  GU L 3 del 7.1.1999, pag. 23.22. Comunità: il territorio della Comunità;23. importazione: qualsiasi introduzione di rifiuti nel territorio della Comunità;24. spedizione transfrontaliera:qualsiasi spedizione di rifiuti tra un paese ed un altro paese, o:- qualsiasi spedizione di rifiuti tra un paese e paesi e territori di oltremare o altre zone che avvenga sotto la protezione di tale paese; o- qualsiasi spedizione di rifiuti tra un paese e un territorio che non faccia parte di alcun paese in virtù del diritto internazionale; o- qualsiasi spedizione di rifiuti tra un paese e le regioni antartiche; o- qualsiasi spedizione di rifiuti in partenza da un paese per la quale sia previsto o sia effettuato l'attraversamento di una delle zone sopra citate; o- qualsiasi spedizione di rifiuti all'interno di un paese per la quale sia previsto o sia effettuato l'attraversamento di una zona diversa da quelle precedentemente citate; o- qualsiasi spedizione di rifiuti per la quale sia previsto o sia effettuato l'attraversamento di una zona geografica non soggetta alla giurisdizione di nessun paese, a destinazione di un paese.TITOLO II Spedizioni tra Stati membri all'interno della Comunità o in transito per paesi terziArticolo 3 - Regole procedurali generali1. Sono soggette alla procedura di notifica e di autorizzazione preventive scritte, previste dalle disposizioni del presente titolo, i seguenti rifiuti:a) se destinati ad operazioni di smaltimento:i) tutti i rifiutib) se destinati ad operazioni di recupero:i) i rifiuti elencati nell'allegato IV;ii) i rifiuti elencati nell'allegato IV A;iii) i rifiuti non classificati sotto una voce specifica degli allegati III, IV o IV A;iv) le miscele di rifiuti non classificati sotto una voce specifica degli allegati III, IV o IV A.2. Sono soggetti all'obbligo generale di essere accompagnati da determinate informazioni secondo le disposizioni dell'articolo 19 del capitolo 2 del presente titolo:i rifiuti elencati nell'allegato III.3. In casi eccezionali si applica la seguente disposizione:Se i rifiuti presentano elementi di rischio ai sensi dell'allegato III della direttiva 91/689/CEE del Consiglio, come modificata, i rifiuti elencati nell'allegato III sono soggetti alle disposizioni che sarebbero ad esse applicabili se fossero elencati nell'allegato IV.Tali rifiuti sono individuati nell'osservanza della procedura prevista dall'articolo 18 della direttiva 75/442 CEE, come modificata. L'elenco di questi rifiuti figura negli allegati IV A e V.4. Le spedizioni di rifiuti esplicitamente destinati alle analisi di laboratorio allo scopo di accertare le loro caratteristiche fisiche o chimiche o di determinare la loro idoneità ad operazioni di recupero o di smaltimento e che non superano i 25 kg non sono soggette alla procedura di notifica e autorizzazioni preventive scritte di cui al paragrafo 1.In luogo di tale procedura si applicano le regole procedurali di cui agli articoli 19 e 20, restando inteso che in tal caso devono essere unicamente fornite le informazioni elencate all'articolo 19, paragrafo 1, lettere da a) a d) e alla lettera f).Il quantitativo di rifiuti che fruiscono dell'eccezione riservata ai rifiuti esplicitamente destinati alle analisi di laboratorio viene determinata in base alla quantità minima ragionevolmente necessaria per effettuare correttamente l'analisi in ciascun caso particolare, comunque sempre entro il limite massimo di 25 kg.5. Le spedizioni di rifiuti che consistono, contengono o sono contaminati dalle sostanze chimiche elencate negli allegati A, B e C della Convenzione di Stoccolma del 22 maggio 2001 sugli inquinanti organici persistenti (POP), come modificata (la "Convenzione di Stoccolma"), e elencati nell'allegato VIII sono soggette alle stesse disposizioni previste per le spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento.I valori limite delle sostanze chimiche elencate nell'allegato VIII sono stabiliti secondo la procedura prevista dall'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE come modificata.Capitolo 1 - Notifica e autorizzazione scritte preventiveArticolo 4 - Procedura di notifica e autorizzazione scritte preventive1. Il notificatore che intende trasferire rifiuti quali definiti all'articolo 3, paragrafo 1, lettera a) o lettera b) da uno Stato membro all'altro e/o farli transitare attraverso uno o più altri Stati membri ne dà preventiva notifica scritta all'autorità competente di spedizione, che provvede ad inoltrarla.2. Nel caso di spedizioni provenienti da uno Stato membro, il notificatore è qualsiasi persona fisica o giuridica soggetta alla legge di tale paese, la quale intenda effettuare o far effettuare una spedizione di rifiuti e alla quale venga assegnato l'obbligo della notifica, cioè una delle persone fisiche o giuridiche sotto elencate, conformemente all'ordine gerarchico stabilito nel seguente elenco:a) la persona la cui attività abbia prodotto i rifiuti in questione; ob) la persona abilitata ad effettuare e che effettua, prima della loro spedizione, operazioni di pretrattamento, miscelazione od altre operazioni che modificano la natura o la composizione dei rifiuti;c) un raccoglitore riconosciuto, che ha formato la spedizione riunendo vari piccoli quantitativi di rifiuti appartenenti allo stesso tipo di flusso e provenienti da fonti diverse;d) qualora i soggetti di cui alle lettere a), b) e c) siano ignoti, insolventi o comunque non disponibili, un raccoglitore riconosciuto o un commerciante o un intermediario registrato;e) qualora la persona di cui alla lettera d) sia ignota, insolvente o comunque indisponibile, il detentore.3. In caso di importazioni nella Comunità o di transito attraverso la Comunità di rifiuti che non provengono da uno Stato membro, è considerato notificatore la persona fisica o giuridica soggetta alla giurisdizione del paese di provenienza che intenda effettuare o far effettuare o che abbia fatto effettuare una spedizione di rifiuti:a) la persona designata dalla legislazione del paese di esportazione; o, in mancanza di tale designazioneb) la persona che detiene i rifiuti o che ne ha il controllo legale al momento in cui l'esportazione ha avuto luogo (detentore).4. La spedizioni può cominciare dopo che il notificatore abbia ricevuto:a) l'autorizzazione scritta dall'autorità competente di spedizione;b) l'autorizzazione scritta dall'autorità competente di destinazione; ec) l'autorizzazione scritta dall'autorità competente di transito o, quando tale autorizzazione può essere presunta, decorso il termine di 30 giorni di cui essa dispone per pronunciarsi ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 1.5. La spedizione deve cominciare e terminare durante il periodo di validità delle autorizzazioni rilasciate da tutte le autorità competenti in ordine ad una notificazione in conformità dell'articolo 10, paragrafi 4 e 5.6. Ogni spedizione deve essere accompagnata da una copia dei documenti di notifica e di movimento nonché da una copia delle autorizzazioni rilasciate dalle autorità competenti interessate.Articolo 5 - Requisiti della notificaLe notifiche devono rispondere ai seguenti requisiti:1. Documenti di notifica e di movimento:La notifica viene effettuata mediante i seguenti documenti:a) il documento di notifica che figura nell'allegato I A; eb) il documento di movimento che figura nell'allegato I B.All'atto della notifica il notificatore compila il documento di notifica e il documento di movimento.Il documento di notifica e il documento di movimento sono rilasciati al notificatore dall'autorità competente di spedizione.2. Informazioni e documenti che corredano i documenti di notifica e di movimento:Il notificatore fornisce sui documenti di notifica e di movimento, o vi allega, le informazioni e la documentazione elencate nell'allegato II, parte I e 2 rispettivamente.La notifica si considera debitamente compilata quando il documento di notifica e il documento di movimento sono stati riempiti e il notificatore ha fornito l'informazione e la documentazione riportate nell'allegato I, parti 1 e 2.3. Informazioni e documentazione addizionali:Se l'autorità competente interessata lo richiede, una volta ricevuto il documento di notifica dell'autorità competente di spedizione, in conformità dell'articolo 8, il notificatore deve fornire informazioni e documentazione addizionali.L'elenco delle informazioni e della documentazione addizionali che possono essere richieste figura nell'allegato II, parte 3.La notifica si considera completata quando il documento di notifica e il documento di movimento sono stati riempiti e quando il notificatore abbia fornito le informazioni e la documentazione elencate nell'allegato II, parti 1 e 2, nonché qualsiasi altra informazione e documentazione addizionale eventualmente richiesta ai sensi del presente paragrafo ed elencata nell'allegato II, parte 3.4. Formazione di un contratto fra il notificatore e il destinatario:Il notificatore stipula con il destinatario un contratto, secondo le modalità di cui all'articolo 6, in merito al recupero o allo smaltimento dei rifiuti notificati.Il contratto è stipulato e giuridicamente vincolante al momento della notificaLa prova dell'esistenza del contratto deve essere fornita alle autorità competenti interessate al momento della notifica.Il notificatore o il destinatario forniscono copia del contratto a richiesta dell'autorità competente interessata.5. Istituzione di una garanzia finanziaria o di un'assicurazione corrispondente:Il notificatore costituisce una garanzia finanziaria o stipula un'assicurazione corrispondente secondo le modalità di cui all'articolo 7.La garanzia finanziaria o l'assicurazione corrispondente si reputano costituite e i loro effetti decorrono dal momento della notifica e sono applicabili alla spedizione notificata, al più tardi, al momento in cui ha inizio la spedizione.La prova dell'esistenza di tale garanzia finanziaria o assicurazione corrispondente deve essere fornita alle autorità competenti interessate al momento della notifica.6. Efficacia della notifica:La notifica include tutte le tappe della spedizione - ivi comprese eventuali tappe intermedie - dalla prima località di spedizione fino alla sua destinazione finale di recupero e/o smaltimento.Ciascuna notifica si riferisce unicamente ai rifiuti corrispondenti ad una sola voce.Articolo 6 - Contratto1. Per tutte le spedizioni di rifiuti soggette all'obbligo di notifica deve essere stipulato un contratto tra il notificatore e il destinatario per il recupero o lo smaltimento dei rifiuti notificati.2. Il contratto è stipulato e giuridicamente vincolante al momento della notifica.3. Nel contratto deve figurare l'obbligo:- per il notificatore, ai sensi degli articoli 24 e 26 di riprendersi i rifiuti qualora la spedizione non si sia conclusa come previsto o sia stata effettuata in violazione del presente regolamento;- per il destinatario di fornire, ai sensi dell'articolo 17, paragrafo 1, lettera e), un certificato di recupero o di smaltimento finali conforme alla notifica ed alle sue condizioni, nonché alle disposizioni del presente regolamento.4. In caso di spedizioni di rifiuti destinati ad essere oggetto di operazioni di raggruppamento o miscelazione, di riconfezionamento, scambio, stoccaggio o altre operazioni di recupero o smaltimento ritenute operazioni intermedie e non definitive, nel contratto deve figurare l'obbligo:- per il destinatario, di fornire, ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 2, lettere c) e d), un certificato di recupero o smaltimento finali conformi alla notifica e alle sue condizioni ed ai requisiti del presente regolamento; e- per il destinatario, di notificare all'autorità competente iniziale di spedizione, conformemente all'articolo 16, paragrafo 2, lettera e), ii), nel caso in cui i rifiuti siano ritrasferiti verso un impianto situato in un altro Stato membro o in un paese terzo diverso dal paese di spedizione iniziale, secondo le modalità di cui all'articolo 16, paragrafo 2, lettera e).5. Qualora la spedizione si effettui tra due stabilimenti che dipendono dallo stesso soggetto giuridico, il contratto in questione può essere sostituito da una dichiarazione rilasciata da tale soggetto recante l'impegno di recuperare o smaltire i rifiuti notificati.Articolo 7 - Garanzia finanziaria1. A fronte di tutte le spedizioni di rifiuti soggette all'obbligo di notifica devono essere costituite una o più garanzie finanziarie o una o più assicurazioni corrispondenti che coprano:a) le spese di trasporto;b) le spese di smaltimento e recupero finali; ec) le spese di deposito.Le spese da coprire comprendono anche:a) i casi in cui la spedizione non possa essere portata a termine come previsto, di cui all'articolo 24; eb) i casi di spedizioni illecite di cui all'articolo 26.2. La garanzia finanziaria o l'assicurazione corrispondente sono costituite e sono giuridicamente vincolanti al momento della notifica e si applicano alla spedizione, al più tardi, al momento in cui ha inizio la spedizione notificata.3. La garanzia finanziaria o l'assicurazione corrispondente sono valide e coprono la spedizione notificata durante tutta la durata di questa, ivi comprese le operazioni di recupero o smaltimento finali.In caso di spedizione di rifiuti destinati al raggruppamento, alla miscelazione, al ricondizionamento, allo scambio, al deposito o ad altre operazioni di recupero o smaltimento considerate operazioni intermedie e non finali, può essere sufficiente, per ottemperare a questa prescrizione, che il destinatario costituisca una garanzia finanziaria supplementare o un'assicurazione corrispondente che copra la spedizione fino al termine delle operazioni finali di recupero o smaltimento.4. L'importo coperto dalle garanzie finanziarie o dalle assicurazioni corrispondenti deve essere approvato dalla competente autorità di spedizione.Tuttavia, nell'ipotesi di importazioni nella Comunità, l'importo suddetto deve essere approvato dall'autorità competente di destinazione nella Comunità.5. Tutte le autorità competenti interessate hanno accesso alle garanzie finanziare o assicurazioni corrispondenti.6. Le garanzie finanziarie e le assicurazioni corrispondenti sono svincolate quando il notificatore ha fornito la prova che i rifiuti hanno raggiunto la loro destinazione e sono stati definitivamente smaltiti o recuperati secondo metodi ecologicamente corretti.La prova suddetta è fornita mediante il certificato di smaltimento o recupero finali di cui all'articolo 17, paragrafo 1, lettera e) o all'articolo 16, paragrafo 2, lettera d) per quanto attiene le operazioni intermedie di recupero o smaltimento.Se la spedizione è destinata al raggruppamento o alla miscelazione, al ricondizionamento, allo scambio, al deposito o ad altre operazioni di recupero o smaltimento considerate intermedie e non finali e se il destinatario ha fornito garanzie finanziarie o assicurazioni corrispondenti supplementari come previsto dal paragrafo 3, la garanzia può essere svincolata se il notificatore ha fornito la prova che i rifiuti hanno raggiunto la loro destinazione e sono stati raggruppati o miscelati, ricondizionati, scambiati o depositati. Questa prova è fornita mediante il certificato di cui all'articolo 16, paragrafo 2, lettera c).7. In caso di notifica generale ai sensi dell'articolo 14 è consentito costituire una o più garanzie finanziarie o assicurazioni corrispondenti che coprano distintamente i singoli elementi della notifica generale anziché coprire la notifica generale nel suo insieme.In tali casi le garanzie finanziarie o assicurazioni corrispondenti sono applicabili alla spedizione, al più tardi, al momento in cui ha inizio la spedizione notificata da esse coperta.Le garanzie finanziarie o assicurazioni corrispondenti sono svincolate quando il notificatore fornisce la prova che i rifiuti coperti da ciascuna di esse sono arrivati a destinazione e sono stati definitivamente smaltiti o definitivamente recuperati secondo metodi ecologicamente corretti. Questa prova è fornita mediante il certificato di smaltimento finale o recupero finale di cui all'articolo 17, paragrafo 1, lettera e).8. Secondo la procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, può essere elaborato un metodo per il calcolo delle garanzie finanziarie o assicurazioni corrispondenti.9. Ogni Stato membro comunica alla Commissione e agli altri Stati membri le disposizioni di diritto interno adottate a norma del presente articolo.Articolo 8 - Trasmissione della notifica da parte dell'autorità competente di spedizione1. Quando riceve una notifica debitamente compilata nei modi prescritti dall'articolo 5, paragrafo 2, l'autorità competente di spedizione ne trasmette copie alle altre autorità competenti interessate nonché al destinatario e informa il notificatore dell'avvenuta trasmissione.Questo obbligo va assolto nel termine di tre giorni lavorativi dal ricevimento della notifica.2. Se la notifica non è riempita come prescritto, l'autorità competente di spedizione può chiedere al notificatore informazioni e documentazione conformemente all'articolo 5, paragrafo 2.Questo obbligo va assolto nel termine di tre giorni lavorativi dal ricevimento della notifica.In tal caso, il limite di tre giorni di cui al paragrafo 1 è sospeso fino al momento in cui l'autorità competente di spedizione riceve le informazioni e documentazione richieste.3. L'autorità competente di spedizione può decidere di non procedere alla notifica se ha obbiezioni immediate da sollevare nei confronti della spedizione in conformità degli articoli 12 e 13 relativi alle obbiezioni.Essa informa immediatamente il notificatore in merito a tali obbiezioni.4. Se, nel termine di 30 giorni dal ricevimento della notifica non ha trasmesso la notifica come prescritto dal paragrafo 1, l'autorità competente di spedizione, se richiesta dal notificatore, fornisce una spiegazione motivata.Copia della spiegazione motivata viene inviata alle autorità competenti interessate.Articolo 9 - Conferma da parte dell'autorità competente di destinazione1. Ricevuta una notifica debitamente compilata nei modi prescritti dall'articolo 5, paragrafo 3, l'autorità competente di destinazione ne invia conferma al notificatore e copia della conferma alle altre autorità competenti interessate, nonché al destinatario.Il suddetto obbligo deve essere assolto nel termine di tre giorni dal ricevimento della notifica.2. Se la notifica non è riempita come prescritto, l'autorità competente di destinazione può chiedere informazioni e documentazione al notificatore ai sensi dell'articolo 5, paragrafi 2 e 3.L'autorità competente provvede nel termine di tre giorni dal ricevimento della notifica.In tali casi il termine di tre giorni di cui al paragrafo 1 è sospeso fino al momento in cui l'autorità competente di destinazione riceve le informazioni e documentazione richieste.3. L'autorità competente di destinazione comunica al notificatore e alle altre autorità competenti interessate l'avvenuta sospensione.4. Se, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della notifica non ha confermato la notifica come prescritto dal paragrafo 1, l'autorità competente di destinazione, a richiesta del notificatore, fornisce una spedizione motivata.Copia della spiegazione motivata è inviata alle autorità competenti interessate.Articolo 10 - Autorizzazione da parte delle autorità competenti di destinazione, spedizione e transito1. Le autorità competenti di destinazione, spedizione e transito dispongono di un termine di trenta giorni a decorrere dalla data d'invio della conferma da parte dell'autorità competente di destinazione di cui all'articolo 9 per prendere una delle frequenti decisioni scritte motivate in relazione alla spedizione notificata.- autorizzazione senza condizioni,- autorizzazione accompagnata dalle condizioni di cui all'articolo 11 relativo alle condizioni,- diniego ai sensi degli articoli 12 e 13 relativi alle obbiezioni.Se nel suddetto termine di trenta giorni con viene sollevata alcuna obbiezione si presume che l'autorità competente di transito abbia dato la propria tacita approvazione.2. Le autorità competenti di destinazione, spedizione e transito notificano per iscritto la loro decisione e le relative ragioni al notificatore nel termine di trenta giorni e ne inviano copia alle altre autorità competenti interessate.3. Le autorità competenti di destinazione, spedizione e transito notificano la loro autorizzazione scritta apponendo il loro timbro, firma e data sul documento di notifica.4. L'autorizzazione scritta ad una prevista spedizione scade decorso un anno dalla data dell'autorizzazione di cui al paragrafo 1.Questa disposizione non si applica:a) se le autorità competenti interessate indicano un termine più breve, oppureb) se le autorità competenti interessate indicano un termine più lungo che può arrivare a due anni, nell'ipotesi di spedizioni che implicano operazioni di recupero o smaltimento intermedie ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 2, lettera d).5. L'autorizzazione tacita scade decorso un anno dalla scadenza del termine di trenta giorni successivo all'invio della conferma da parte dell'autorità competente di destinazione ai sensi dell'articolo 9.Tuttavia nel caso di spedizioni che implicano operazioni di recupero o smaltimento intermedio ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 2, lettera d), l'autorizzazione tacita scade dopo due anni dalla scadenza del termine di trenta giorni decorrente dall'invio della conferma dell'autorità competente di destinazione ai sensi dell'articolo 9.Articolo 11 - Condizioni che corredano le spedizioni1. Le autorità competenti di spedizione, destinazione e transito hanno facoltà, nel termine di trenta giorni decorrenti dall'invio della conferma da parte dell'autorità competente di destinazione di cui all'articolo 9, di fissare le condizioni cui è subordinata la loro autorizzazione alla spedizione notificata.Tali condizioni possono fondarsi su uno o più dei motivi specificati nell'articolo 12 o nell'articolo 13 in relazione ai rifiuti rispettivamente destinati allo smaltimento ed al recupero.2. Le autorità competenti di spedizione, destinazione e transito possono inoltre nel termine di trenta giorni di cui al paragrafo 1, fissare le condizioni cui è subordinato il trasporto di rifiuti nel territorio di loro competenza.Le condizioni afferenti il trasporto non devono essere più severe di quelle fissate per spedizioni simili effettuate interamente nel territorio di loro competenza e devono tenere debitamente conto degli accordi vigenti, in particolare delle pertinenti convenzioni internazionali.3. Le autorità competenti di spedizione, destinazione e transito possono altresì, nel termine di trenta giorni di cui al paragrafo 1, imporre la condizione che l'autorizzazione scritta debba considerarsi revocata se le garanzie finanziarie o le assicurazioni corrispondenti non sono applicabili, al più tardi, nel momento in cui la spedizione notificata ha inizio, come previsto dall'articolo 5, paragrafo 5 e dall'articolo 7, paragrafo 2.4. Le condizioni sono notificate per iscritto al notificatore dall'autorità competente che le stabilisce, con copia alle autorità competenti interessate.Le condizioni sono annotate o allegate al documento di notifica a cura dell'autorità competente interessata.Articolo 12 - Obbiezioni alle spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento1. In caso di notifica riguardante una prevista spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento, le autorità competenti di destinazione e di spedizione hanno il diritto, entro trenta giorni dalla data d'invio della conferma da parte dell'autorità competente di destinazione ai sensi dell'articolo 9, di sollevare obbiezioni motivate fondate su uno o più dei motivi seguenti, conformemente al trattato:a) la spedizione non sarebbe compatibile con i provvedimenti presi per attuare i principi della vicinanza, della priorità al recupero e dell'autosufficienza al livello comunitario e nazionale ai sensi della direttiva 75/442/CEE, come modificata, per vietare del tutto o in parte o sollevare sistematicamente obbiezioni nei confronti di spedizioni di rifiuti;b) la spedizione non sarebbe conforme alle leggi ed ai regolamenti nazionali relativi alla protezione dell'ambiente, all'ordine pubblico, alla sicurezza pubblica o alla tutela della salute pubblica;c) il notificatore o il destinatario si era reso colpevole, in passato, di traffico illecito o di altri atti illeciti in relazione alla protezione dell'ambiente.    In tal caso le autorità competenti di spedizione e destinazione possono rifiutare tutte le spedizioni di cui la detta persona sia parte in causa conformemente alla legislazione nazionale;d) la spedizione è in contrasto con obblighi risultanti da convenzioni internazionali concluse dallo Stato membro o dagli Stati membri interessati o dalla Comunità;e) tenuto conto delle condizioni geografiche e delle necessità di impianti specializzati per alcuni tipi di rifiuti, se la prevista spedizione non è conforme alla direttiva 75/442/CEE, come modificata, con particolare riguardo agli articoli 5 e 7:i) allo scopo di attuare il principio dell'autosufficienza ai livelli comunitari nazionali, oii) qualora l'impianto debba smaltire rifiuti provenienti da una fonte più vicina e l'autorità competente abbia dato la precedenza a tali rifiuti, oiii) allo scopo di garantire che le spedizioni siano conformi ai piani di gestione dei rifiuti;f) i rifiuti saranno trattati in un impianto disciplinato dalla direttiva 96/61/CEE relativa alla prevenzione ed alla riduzione integrate dell'inquinamento, come modificata [51], ma che non applica le migliori tecniche disponibili ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 4 di tale direttiva;[51]  GU L 257 del 10.10.1996, pag. 26.g) occorre garantire che i rifiuti in questione siano trattati nell'osservanza delle norme vincolanti di protezione dell'ambiente stabilite dalla normativa comunitaria in ordine alle operazioni di smaltimento.2. L'autorità competente di transito ha il diritto, entro trenta giorni dall'invio della conferma da parte dell'autorità competente di destinazione ai sensi dell'articolo 9, di sollevare obbiezioni motivate fondate esclusivamente sui motivi di cui al paragrafo 1, lettere b), c) e d) e non sui motivi di cui alle lettere a), e), f) e g).3. Se i rifiuti in questione sono rifiuti pericolosi prodotti in uno Stato membro di spedizione e i quantitativi globali annui talmente limitati per cui risulti antieconomico approntare nuovi impianti specializzati per lo smaltimento in detto Stato, il paragrafo 1, lettera a) non si applica.L'autorità competente di destinazione coopera con l'autorità competente di spedizione, ove questa ritenga che si applichi il presente paragrafo e non il paragrafo 1, lettera a) al fine di risolvere la questione a livello bilaterale.Qualora non si addivenga ad una soluzione soddisfacente, uno dei due Stati membri può deferire la questione alla Commissione. La Commissione ne determina l'esito nell'osservanza della procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata.4. Se entro il termine di cui all'articolo 10, paragrafo 1, ritengono che siano risolti i problemi che hanno suscitato le loro obbiezioni, le autorità competenti ne inviano immediata comunicazione scritta al notificatore con copie al destinatario ed alle altre autorità competenti interessate.5. Se i problemi che hanno suscitato le obbiezioni non sono stati risolti nel termine di trenta giorni di cui all'articolo 10, paragrafo 1, la notifica non è più valida e deve procedersi ad un'ulteriore notifica, a meno che le autorità competenti interessate e il notificatore non concordino una diversa soluzione.6. I provvedimenti presi dagli Stati membri ai sensi del paragrafo 1, lettera a) allo scopo di vietare in tutto o in parte o di sollevare sistematicamente obbiezioni alle spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento, sono immediatamente notificati dallo Stato membro interessato alla Commissione e agli altri Stati membri.Articolo 13 - Obbiezioni ai trasferimenti di rifiuti destinati al recupero1. In caso di notifica riguardante una prevista spedizioni di rifiuti destinati al recupero, le autorità competenti di destinazione e di spedizione hanno il diritto, entro trenta giorni dalla data d'invio della conferma da parte dell'autorità competente di destinazione ai sensi dell'articolo 9, di sollevare obbiezioni motivate fondate su uno o più dei motivi seguenti, conformemente al trattato:a) la spedizione non sarebbe conforme alla direttiva 75/442/CEE come modificata, con particolare riferimento ai suoi articoli 3, 4 e 7;b) la spedizione non sarebbe conforme alle leggi ed ai regolamenti nazionali relativi alla protezione dell'ambiente, all'ordine pubblico, alla sicurezza pubblica o alla tutela della salute pubblica;c) il notificatore o il destinatario si era reso colpevole, in passato, di traffico illecito o di altri atti illeciti in relazione alla protezione dell'ambiente.    In tal caso le autorità competenti di spedizione e destinazione possono rifiutare tutte le spedizioni di cui la detta persona sia parte in causa conformemente alla legislazione nazionale;d) la spedizione è in contrasto con obblighi risultanti da convenzioni internazionali concluse dallo Stato membro o dagli Stati membri interessati o dalla Comunità;e) il rapporto tra i rifiuti recuperabili e non recuperabili, in valore stimato dei materiali destinati al recupero finale o il costo del recupero e il costo dello smaltimento della parte non recuperabile sono tali da non giustificare il recupero in base a considerazioni economiche e/o ambientali;f) i rifiuti saranno trattati in un impianto disciplinato dalla direttiva 96/61/CE relativa alla prevenzione ed alla riduzione integrate dell'inquinamento, come modificata, ma che non applica le migliori tecniche disponibili ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 4 di tale direttiva;g) occorre garantire che i rifiuti in questione siano trattati nell'osservanza delle norme vincolanti di protezione dell'ambiente in ordine alle operazioni di recupero o agli obblighi inderogabili di recupero o riciclo imposti dalla legislazione comunitaria;h) occorre garantire che i rifiuti in questione vengano trattati nel rispetto dei piani di gestione dei rifiuti elaborati a norma dell'articolo 7 della direttiva 75/442/CEE come modificata, per assicurare l'attuazione degli obblighi di recupero o riciclo previsti dalla legislazione comunitaria.2. L'autorità competente di transito ha il diritto, entro trenta giorni dall'invio della conferma da parte dell'autorità competente di destinazione ai sensi dell'articolo 9, di sollevare obbiezioni motivate fondate esclusivamente sui motivi di cui al paragrafo 1, lettere b), c) e d) e non sui motivi di cui alle lettere a), e), f) g) e h).3. Se entro il termine di cui all'articolo 10, paragrafo 1, ritengono che siano risolti i problemi che hanno suscitato le loro obbiezioni, le autorità competenti ne inviano immediata comunicazione scritta al notificatore con copie al destinatario ed alle altre autorità competenti interessate.4. Se i problemi che hanno suscitato le obbiezioni non sono stati risolti nel termine di trenta giorni di cui all'articolo 10, paragrafo 1, la notifica non è più valida e deve procedersi ad un'ulteriore notifica, a meno che le autorità competenti interessate e il notificatore non concordino una diversa soluzione.Articolo 14 - Notifica generale1. Il notificatore può presentare una notifica generale relativa a più spedizioni a condizione che, nel caso di ciascuna spedizione:a) i rifiuti abbiano le stesse caratteristiche fisiche e chimiche;b) i rifiuti siano spediti allo stesso destinatario dallo stesso impianto;c) tutte le spedizioni seguano lo stesso percorso indicato nei documenti di notifica e di movimento.2. Se, per circostanze imprevedibili, non può essere seguito lo stesso percorso, il notificatore informa al più presto le autorità competenti interessate e, se possibile, prima che la spedizione abbia inizio, se in quel momento è già nota l'esigenza di modificare il percorso.Qualora la modifica del percorso sia nota prima dell'inizio della spedizione e ciò implichi il ricorso ad autorità competenti diverse da quelle di cui alla notifica generale, la notifica generale non può essere utilizzata e deve essere presentata una notifica nuova.3. Le autorità competenti interessate hanno facoltà di subordinare la loro approvazione del ricorso alla procedura di notifica generale all'invio a posteriori di informazioni e documentazione supplementari, ai sensi dell'articolo 5, paragrafi 2 e 3.4. Le autorità competenti interessate revocano la loro approvazione di tale procedura se:a) la composizione dei rifiuti non è conforme a quella notificata; ob) le condizioni imposte alla spedizione non sono rispettate; oc) i rifiuti non sono recuperati conformemente al permesso rilasciato all'impianto che effettua tale operazione; od) i rifiuti devono essere spediti o sono stati spediti secondo modalità non conformi alle informazioni fornite o allegate al documento di notifica.5. La revoca dell'approvazione deve essere notificata ufficialmente al notificatore, con copia alle altre autorità competenti interessate e al destinatario.6. Ogni spedizione è accompagnata da una copia della notifica generale e dei documenti di movimento, comprese le copie dell'approvazione alla notifica generale da parte delle autorità competenti interessate.7. Con riserva della modifica di cui al paragrafo 1, le disposizioni del presente regolamento si applicano a tutte le previste spedizioni contemplate/disciplinate dal presente articoloArticolo 15 - Impianti di recupero titolari di autorizzazione preventiva1. Le autorità di destinazione competenti per determinati impianti di recupero possono decidere di rilasciare loro autorizzazioni preventive.Le relative decisioni hanno una durata di validità limitata e possono essere revocate in qualsiasi momento.2. In caso di accettazione di una notifica generale ai sensi dell'articolo 14, l'autorità competente di destinazione può prorogare fino a un massimo di tre anni la validità dell'autorizzazione di cui all'articolo 10, paragrafo 4.3. Le autorità competenti che decidono di rilasciare l'autorizzazione preventiva a un impianto ai sensi dei paragrafi 1 e 2 comunicano alla Commissione, al Segretariato dell'OCSE ed alle autorità competenti degli altri Stati membri:a) il nome, il numero e l'indirizzo dell'impianto di recupero,b) la descrizione delle tecnologie impiegate compresi i codici R,c) i tipi di rifiuti ai quali si applica la decisione, individuati tramite la loro voce specifica negli allegati IV e IV A,d) il quantitativo globale oggetto dell'autorizzazione preventiva,e) il periodo coperto dall'autorizzazione,f) qualunque modifica intervenuta nell'autorizzazione preventiva,g) qualunque modifica intervenuta nelle informazioni notificate.A tal fine è consentito l'uso del modulo il cui modello figura nell'allegato VI.4. La revoca dell'autorizzazione preventiva deve essere notificata come indicato al paragrafo 3.5. In deroga agli articoli 10, 11 e 13, l'autorizzazione accordata ai sensi dell'articolo 10, le condizioni imposte ai sensi dell'articolo 11 o le obbiezioni sollevate ai sensi dell'articolo 13 dalle autorità competenti interessate sono soggette all'osservanza di un termine di sette giorni lavorativi decorrenti dall'invio della conferma da parte dell'autorità competente di destinazione di cui all'articolo 9.6. Fermo restando il paragrafo 5, l'autorità competente di destinazione ha facoltà di decidere che il termine deve essere prorogato allo scopo di ricevere informazioni o documentazione supplementare dal notificatore.In tal caso l'autorità competente ne dà comunicazione scritta al notificatore entro sette giorni lavorativi con copia alle altre autorità competenti interessate.Il termine non deve complessivamente superare i trenta giorni decorrenti dall'invio della conferma di ricevimento da parte dell'autorità competente di destinazione di cui all'articolo 9.7. Con riserva delle modifiche previste dai paragrafi 1, 2, 5 e 6 del presente articolo, le disposizioni del presente regolamento si applicano a tutte le previste spedizioni contemplate/disciplinate dal presente articolo.8. Con il procedimento di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE come modificata, possono essere imposte ulteriori condizioni e prescrizioni in relazione agli impianti di recupero titolari di autorizzazione preventiva.Articolo 16 - Disposizioni relative alle operazioni intermedie di recupero e smaltimento1. Le spedizioni di rifiuti destinati al raggruppamento o alla miscelazione, al ricondizionamento, allo scambio, al deposito o ad altre operazioni di recupero o smaltimento considerate intermedie e non finali (di seguito denominate "operazioni intermedie di recupero o smaltimento") sono soggette alle disposizioni del presente titolo.2. In aggiunta, si applicano le seguenti disposizioni:a) se i rifiuti sono destinati ad operazioni intermedie di recupero o smaltimento, gli impianti in cui si effettuano le operazioni di recupero e smaltimento successive e finali sono parimenti annotate nel documento di notifica.b) Entro tre giorni dal ricevimento dei rifiuti da parte degli impianti che effettuano le operazioni intermedie di recupero o smaltimento, tali impianti forniscono conferma scritta di avere ricevuto i rifiuti.    La conferma è annotata o allegata al documento di movimento. I suddetti impianti inviano copie firmate del documento di movimento contenente tale conferma al notificatore e alle autorità competenti interessate.c) Il prima possibile, e comunque non oltre trenta giorni dal termine delle operazioni intermedie di recupero o smaltimento e non oltre un anno dal ricevimento dei rifiuti, gli impianti che effettuano tali operazioni certificano il loro recupero o smaltimento sotto la loro responsabilità.    Il relativo certificato è inserito o allegato nel documento di movimento.    I suddetti impianti inviano copie del documento di movimento contenente il suddetto certificato al notificatore e alle autorità competenti interessate.d) Quando un impianto di recupero o smaltimento che effettua operazioni di recupero o smaltimento intermedie e consegna rifiuti per il recupero e lo smaltimento successivi e finali ad un impianto situato nel paese di destinazione, esso si fa rilasciare, il più rapidamente possibile, e comunque non oltre un anno dopo la consegna dei rifiuti, da tale impianto un certificato che attesta l'avvenuto recupero o smaltimento successivo e finale di tali rifiuti.    L'impianto suddetto che effettua operazioni intermedie di recupero o smaltimento trasmette rapidamente i certificati richiesi al notificatore ed alle autorità competenti interessate, indicando i movimenti transfrontalieri ai quali i detti certificati si riferiscono.e) Se la consegna di cui alla lettera d) è effettuata ad un impianto situato:i) nel paese di spedizione iniziale, è necessaria una nuova notifica, secondo le disposizioni del presente titolo;ii) in un altro Stato membro o in un paese terzo diverso dal paese di spedizione iniziale, è necessaria una nuova notifica in conformità delle disposizioni del presente regolamento, restando inteso che le disposizioni relative alle autorità competenti interessate si applicano parimenti all'autorità competente del paese di spedizione iniziale.Articolo 17 - Obblighi da osservare dopo il rilascio dell'autorizzazione alla spedizione1. Ottenuta dalle autorità competenti interessate l'autorizzazione a una spedizione notificata, devono essere osservate i seguenti obblighi:a) Compilazione del documento di movimento da parte di tutte le parti interessate: tutte le imprese interessate compilano, nelle apposite voci, il documento di movimento, lo firmano e ne conservano copia.b) Compilazione del documento di movimento da parte del notificatore: se ha ricevuto l'autorizzazione dalle competenti autorità di spedizione, destinazione e transito o in relazione a quest'ultima, può presumerne l'autorizzazione tacita, il notificatore inserisce la data di spedizione e compila per il resto il documento di movimento.    Il notificatore invia copie del documento di movimento compilato alle autorità competenti interessate.c) Informazione preventiva circa la data effettiva di inizio della spedizione: il notificatore invia copie del documento di movimento compilato, come indicato alla lettera b), alle autorità competenti interessate ed al destinatario tre giorni lavorativi prima che la spedizione abbia inizio.d) Conferma scritta di ricevimento dei rifiuti da parte del destinatario: entro tre giorni lavorativi dal ricevimento dei rifiuti il destinatario invia conferma scritta che i rifiuti sono stati ricevuti.    Tale conferma è inserita o allegata nel documento di movimento.    Il destinatario invia copie del documento di movimento contenente tale conferma al notificatore ed alle autorità competenti interessate.e) Certificato di smaltimento o di recupero finali da parte del destinatario: il più rapidamente possibile, e al più tardi entro trenta giorni dal recupero o dallo smaltimento e al più tardi entro un anno civile dopo il ricevimento dei rifiuti, il destinatario certifica, sotto la sua responsabilità, l'avvenuto recupero o smaltimento finale dei rifiuti.   Tale certificato è inserito o allegato al documento di movimento.   Il destinatario invia copie del documento di movimento contenente tale certificato al notificatore ed alle autorità competenti interessate.2. Se una spedizione di rifiuti è destinata ad operazioni intermedie di recupero o smaltimento si applicano le disposizioni dell'articolo 16.Articolo 18 - Modifiche apportate alla spedizione dopo il rilascio dell'autorizzazione1. Se intervengono modifiche sostanziali delle modalità e/o condizioni della spedizione autorizzata, il notificatore ne informa immediatamente le autorità competenti interessate.2. In tale ipotesi si deve procedere ad una nuova notifica a meno che tutte le autorità competenti interessate ritengano che le modificazioni proposte non richiedano una nuova notifica.3. Se le modifiche coinvolgono autorità competenti diverse da quelle interessate dalla notifica iniziale, deve procedersi ad una nuova notifica.Capitolo 2 - Obblighi generali di informazioneArticolo 19 - Rifiuti che devono essere accompagnati da determinate informazioni1. I rifiuti definiti all'articolo 3, paragrafi 2 e 4, destinati ad essere spediti da uno Stato membro ad un altro Stato membro e/o a transitare per uno o più altri Stati membri sono soggetti ai seguenti obblighi procedurali.Per facilitare il monitoraggio delle spedizioni di tali rifiuti, il soggetto posto sotto la giurisdizione del paese di spedizione che organizza la spedizione, assicura che i rifiuti siano accompagnati dalle seguenti informazioni:a) il nome e l'indirizzo del produttore, del nuovo produttore o raccoglitore, del soggetto che organizza la spedizione, del destinatario e del detentore o dei detentori;b) il codice di identificazione dei rifiuti sulla base del codice OCSE riportato nell'allegato III e del codice dell'elenco europeo dei rifiuti di cui alla decisione 2000/532/CE della Commissione, come modificata [52];[52]  GU L 226 del 6.9.2000, pag. 3.c) la denominazione commerciale abituate dei rifiuti;d) il volume dei rifiuti;e) l'operazione di recupero, quale indicata nell'allegato II B della direttiva 75/442/CEE come modificata, ivi compreso il recupero successivo e finale dopo lo scambio o il deposito, quale indicata all'allegato II B della direttiva 75/442/CEE, come modificata;f) la data della spedizione; eg) la prova dell'esistenza di un contratto tra il soggetto che organizza la spedizione e il destinatario in merito al recupero dei rifiuti e che è giuridicamente vincolante al momento in cui ha inizio la spedizione.    Le informazioni complementari che accompagnano i rifiuti sono firmate dal soggetto che organizza la spedizione prima che questa abbia luogo e dal detentore o dai detentori e dal destinatario al momento in cui i rifiuti in questione sono consegnati ad essi.2. Il contratto di cui al paragrafo 1, lettera g) acquista efficacia vincolante quando la spedizione ha inizio e comprende l'obbligo, per il soggetto che organizza la spedizione, di riprendere i rifiuti qualora la spedizione non venga effettuata come previsto o qualora venga effettuata in violazione del presente regolamento.    A richiesta dell'autorità competente interessata, il soggetto che organizza la spedizione o il destinatario devono fornire copia del contratto.3. Il soggetto che organizza la spedizione presenta le informazioni mediante il modulo che figura nell'allegato VII.4. Tali rifiuti sono inoltre soggetti all'osservanza di tutte le disposizioni della direttiva 75/442/CEE, come modificata ed integrata. In particolare essi sono:- destinati unicamente a impianti debitamente autorizzati ai sensi degli articoli 10 e 11 della direttiva 75/442/CEE, come modificata; e- soggetti all'osservanza delle disposizioni degli articoli 8, 12, 13 e 14 della direttiva 75/442/CEE, come modificata.5. A fini di ispezione, di controllo dell'applicazione, programmazione e statistica, gli Stati membri possono, conformemente alla legislazione nazionale, chiedere informazioni sulle spedizioni contemplate dal presente articolo.6. Le informazioni di cui al paragrafo 1 sono soggette ai vincoli di riservatezza previsti dalla normativa comunitaria e nazionale.Articolo 20 - Rifiuti soggetti all'obbligo di informazione preventiva1. Fermo restando l'obbligo di informazioni di cui all'articolo 19, i rifiuti di cui all'articolo 3, paragrafo 4 sono soggetti al seguente obbligo procedurale:- il soggetto che organizza la spedizione informa le autorità competenti interessate in merito alla spedizione 3 giorni lavorativi prima che questa abbia inizio.2. Per assolvere tale obbligo di informazione devono essere presentate le informazioni enumerate nell'articolo 19, paragrafo 1, lettere da a) a d) ed f) mediante il modulo di cui all'allegato VII.Capitolo 3 - Obblighi generaliArticolo 21 - Divieto di miscelazione dei rifiuti durante la spedizione1. Nel corso della spedizione o prima del recupero o dello smaltimento dei rifiuti secondo le indicazioni figuranti nel documento di notifica, i rifiuti non possono essere mescolati a rifiuti oggetto di una distinta notifica né a rifiuti che non sono oggetto di alcuna notifica.2. Il divieto di cui al paragrafo 1 si applica anche ai rifiuti destinati ad operazioni di recupero o smaltimento.Articolo 22 - Protezione dell'ambiente nel territorio della ComunitàIl produttore e/o il notificatore nel territorio della Comunità prendono tutte le misure necessarie affinché tutti i rifiuti che spediscono all'interno della Comunità vengano gestiti senza mettere in pericolo la salute umana e senza ricorrere a procedimenti o metodi che potrebbero nuocere all'ambiente, come previsto dall'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, e in conformità con la normativa comunitaria in materia di rifiuti, restando inteso che tale obbligo vige per tutta la durata della spedizione, ivi comprese le operazioni di smaltimento o recupero finali nel paese di destinazione.Articolo 23 - Conservazione dei documenti e delle informazioni1. Tutti i documenti inviati alle autorità competenti o da queste inviati in relazione ad una spedizione notificata sono conservati nella Comunità dalle autorità competenti, dal notificatore e dal destinatario per almeno tre anni decorrenti dal momento in cui ha avuto inizio ciascuna spedizione.2. Le informazioni fornite ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 1 sono conservate nella Comunità dal soggetto che organizza la spedizione e dal destinatario per almeno tre anni decorrenti dal momento in cui la spedizione ha avuto inizio.Capitolo 4 - Obblighi di riprendere i rifiutiArticolo 24 - Ripresa di rifiuti quando la spedizione non può essere effettuata come previsto1. Quando una spedizione di rifiuti autorizzata dalle autorità competenti interessate non può svolgersi come previsto dalle clausole del documento di notifica e dei documenti di movimento e/o del contratto di cui agli articoli 5, paragrafo 4 e 6 ed all'articolo 19, le autorità competenti di destinazione e/o di transito, a seconda dei casi, ne informano immediatamente l'autorità competente di spedizione.2. L'autorità competente di spedizione provvede affinché il notificatore reintroduca i rifiuti in questione nella sua zona di competenza o altrove all'interno del paese di spedizione oppure, qualora ciò risulti impossibile, vi provvede essa stessa.Il suddetto obbligo deve essere assolto entro 90 giorni dal momento in cui l'autorità ha rilevato d'ufficio o, ha avuto conoscenza o è stata informata per iscritto del fatto che la spedizione autorizzata non può essere portata a termine e, nonché delle ragioni di tale impossibilità. Queste informazioni possono essere trasmesse, in particolare, da altre autorità competenti.3. L'obbligo di riprendere i rifiuti di cui al paragrafo 2 non si applica se l'autorità competente di spedizione ritiene che il notificatore oppure, qualora ciò risulti impossibile, la stessa autorità competente può smaltire o recuperare i rifiuti secondo metodi alternativi nel paese di destinazione o altrove.4. In caso di ripresa dei rifiuti ai sensi del paragrafo 2 si deve effettuare una nuova notifica a meno che le autorità competenti interessate convengano che sia sufficiente una richiesta debitamente motivata dell'autorità competente per la spedizione iniziale.Il notificatore o, qualora ciò risulti impossibile, l'autorità competente per la spedizione iniziale effettua una nuova notifica.Nessuna autorità competente può sollevare obbiezioni od opporsi alla reintroduzione dei rifiuti di una spedizione che non può essere portata a termine.5. Nell'ipotesi di soluzioni alternative al di fuori del paese di destinazione inizialmente previsto ai sensi del paragrafo 3, il notificatore iniziale o, qualora ciò risulti impossibile, l'autorità competente della spedizione iniziale procedono ad una nuova notifica.Nel caso di nuova notifica, le disposizioni riguardanti le autorità competenti interessate si applicano parimenti all'autorità competente del paese di spedizione iniziale.6. Nell'ipotesi di soluzioni alternative nel paese di destinazione iniziale ai sensi del paragrafo 3 non è necessario effettuare una nuova notifica ed è sufficiente una domanda debitamente motivata del notificatore iniziale o, qualora ciò risulti impossibile, dell'autorità competente di destinazione iniziale.7. L'obbligo del notificatore e, in subordine, del paese di spedizione di riprendere i rifiuti o di trovare una soluzione alternativa per il loro recupero o smaltimento cessa quando il destinatario ha rilasciato il certificato di smaltimento o di recupero finali di cui all'articolo 17, paragrafo 1, lettera e).8. Se in uno Stato membro è segnalata la presenza di rifiuti oggetto di una spedizione che non ha potuto essere portata a termine, l'autorità territorialmente competente del luogo in cui sono stati segnalati i rifiuti è incaricata di prendere le disposizioni per garantirne il deposito sicuro in attesa della loro ripresa o del loro smaltimento o recupero finali secondo metodi alternativi come prescritto dal presente articolo.9. Le disposizioni dei paragrafi 1, 2, 3, 7 ed 8 si applicano parimenti alle spedizioni di rifiuti che devono essere accompagnate da talune informazioni ai sensi dell'articolo 19.In tali ipotesi il soggetto che organizza la spedizione deve osservare gli stessi obblighi che il presente articolo pone in capo al notificatore.Articolo 25 - Spese per la ripresa di rifiuti quando la spedizione non può essere portata a termine1. Le spese risultanti dalla reintroduzione dei rifiuti di una spedizione che non sia stata portata a termine, ivi comprese le spese della loro spedizione, smaltimento o recupero finali ai sensi dell'articolo 24, paragrafi 2 o 3, nonché la spesa del deposito di cui all'articolo 24, paragrafo 8, sono poste a carico:i) del notificatore oppure, qualora ciò risulti impossibile,ii) dell'autorità competente di spedizione oppure, qualora ciò risulti impossibile,iii) secondo altre modalità decise dalle parti e dalle autorità competenti interessate.2. Le disposizioni del presente articolo si applicano parimenti alle spedizioni di rifiuti che devono essere accompagnate da determinate informazioni ai sensi dell'articolo 19.In tal caso il soggetto che organizza la spedizione deve osservare gli obblighi che il presente articolo pone in capo al notificatore.3. Il presente articolo lascia impregiudicate le disposizioni nazionali o comunitarie in materia di responsabilità.Articolo 26 - Ripresa dei rifiuti in caso di spedizione illecita1. L'autorità competente che individua una spedizione da essa ritenuta in violazione del presente regolamento o della normativa internazionale o comunitaria (nel seguito denominata "spedizione illecita") ne informa immediatamente le altre autorità competenti interessate e può rimandare indietro tale spedizione.2. Se il responsabile della spedizione illecita è il notificatore, l'autorità competente del paese di spedizione provvede affinché i rifiuti in questione siano:a) ripresi dal notificatore de facto o, se non è stata fatta alcuna notificazione,b) ripresi dal notificatore de iure, in conformità della gerarchia di cui all'articolo 4 oppure, qualora ciò risulti impossibile,c) ripreso da qualsiasi altra persona fisica o morale responsabile della spedizione illecita indicate all'articolo 4 o, qualora ciò risulti impossibile,d) ripreso dalla stessa autorità competente oppure, qualora ciò risulti impossibile,e) smaltiti o recuperati con altri metodi nel paese di destinazione o di spedizione dalla stessa autorità competente oppure, qualora ciò risulti impossibile,f) smaltiti o recuperati con altri metodi in un paese diverso dalla stessa autorità competente se tutte le autorità competenti interessate sono d'accordo.Tale obbligo deve essere assolto entro 30 giorni decorrenti dal momento in cui la suddetta autorità ha avuto conoscenza, ha rilevato d'ufficio o è stata informata per iscritto della spedizione illecita, o entro qualunque altro termine che possa essere stabilito dalle autorità competenti interessate. Tali informazioni possono essere in particolare trasmesse da altre autorità competenti.Nell'ipotesi di ripresa dei rifiuti ai sensi delle lettere da a) a d) deve essere effettuata una nuova notifica, a meno che le autorità competenti interessate ritengano di comune accordo che sia sufficiente una domanda debitamente motivata dell'autorità competente di spedizione iniziale.La persona di cui alla lettera a), b), c) o d) dell'elenco, nell'ordine indicato, procede ad una nuova notifica.Nessuna autorità competente solleva obbiezioni o si oppone alla reintroduzione di rifiuti oggetto di una spedizione illecita.Qualora l'autorità competente di spedizione abbia optato per le soluzioni alternative di cui alle lettere e) ed f), l'autorità competente di spedizione iniziale procede ad una nuova notifica, a meno che le autorità competenti interessate non ritengano di comune accordo che sia sufficiente una domanda debitamente motivata di tale autorità.3. Se della spedizione illecita è responsabile il destinatario l'autorità competente di destinazione provvede affinché i rifiuti in questione siano:a) smaltiti o recuperati con metodi ecologicamente corretti dal destinatario, oppure, qualora ciò sia impossibile,b) vi provvede essa stessa.L'obbligo suddetto deve essere assolto entro 30 giorni dal momento in cui tale autorità ha avuto conoscenza, ha rilevato d'ufficio o è stata informata per iscritto della spedizione illegale oppure entro qualunque altro termine eventualmente concordato dalle autorità competenti interessate.Tale informazione può essere trasmessa, in particolare, da altre autorità competenti. A tal fine, queste autorità cooperano, nella misura necessaria, ai fini dello smaltimento o del recupero dei rifiuti.4. Se la responsabilità della spedizione illecita non può essere imputata né al notificatore né al destinatario le autorità competenti cooperano fra di loro per assicurare che i rifiuti in questione vengano smaltiti o recuperati.5. Se in uno Stato membro è segnalata la presenza di una spedizione illegale l'autorità competente per il territorio nel quale i rifiuti sono stati segnalati è incaricata di prendere le disposizioni necessarie per provvedere al deposito sicuro dei rifiuti in attesa della loro ripresa, del loro smaltimento finale o del loro recupero finale.6. Le disposizioni degli articoli 35 e 37 non si applicano qualora spedizioni illecite vengano reintrodotte nel paese di spedizione che sia un paese cui si applicano i divieti contenuti nei suddetti articoli.7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle spedizioni di rifiuti che devono essere accompagnate da determinate informazioni ai sensi dell'articolo 19.In tali ipotesi il soggetto che organizza la spedizione deve osservare gli stessi obblighi che il presente articolo pone in capo al notificatore.8. Il presente articolo lascia impregiudicate le disposizioni nazionali o comunitarie in materia di responsabilità.9. Secondo la procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, possono essere stabiliti orientamenti per la cooperazione delle autorità competenti in relazione alle spedizioni illecite.Articolo 27 - Spese per la ripresa dei rifiuti in caso di spedizione illecita1. Le spese risultanti dalla reintroduzione di rifiuti di una spedizione effettuata in violazione del presente regolamento o della normativa internazionale o comunitaria, ivi comprese le spese di spedizione, di smaltimento finale o di recupero finale ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 2 e le spese di deposito ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 5 sono poste a carico:a) del notificatore de facto o, se non è stata effettuata alcuna notifica,b) del notificatore de iure secondo la gerarchia di cui all'articolo 4, oppure, qualora ciò risulti impossibile,c) delle persone fisiche o giuridiche responsabili della spedizione illecita indicate all'articolo 4 oppure, se ciò risulta impossibile,d) dell'autorità competente di spedizione.2. Le spese risultanti dallo smaltimento o recupero finali di cui all'articolo 26, paragrafo 3 e le spese di deposito di cui all'articolo 26, paragrafo 5 di rifiuti di una spedizione illecita sono poste a carico:a) del destinatario, oppure, se ciò risulta impossibile,b) dell'autorità competente di destinazione.3. Le spese risultanti dallo smaltimento o recupero finali ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 4, ivi comprese le eventuali spese di spedizione e di deposito ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 5 di rifiuti di una spedizione illecita sono poste a carico:a) del notificatore e/o del destinatario a seconda della decisione assunta dalle autorità competenti interessate oppure, qualora ciò risulti impossibile,b) delle autorità competenti di spedizione e destinazione.4. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche alle spedizioni di rifiuti che devono essere accompagnate da determinate informazioni ai sensi dell'articolo 19.In tali ipotesi il soggetto che organizza la spedizione deve osservare gli stessi obblighi che il presente articolo pone in capo al notificatore.5. Il presente articolo lascia impregiudicate le disposizioni nazionali o comunitarie in materia di responsabilità.Capitolo 5 - Disposizioni amministrative generaliArticolo 28 - Modalità di trasmissione delle comunicazioni1. Le informazioni e i documenti elencati al paragrafo 3 possono essere presentati mediante una delle seguenti modalità di comunicazione:a) per posta,b) per fax,c) per e-mail con firma elettronica, oppured) con e-mail senza firma elettronica seguite da invio postale.2. Con riserva dell'autorizzazione delle autorità competenti interessate, le informazioni e i documenti elencati al paragrafo 3 possono essere trasmessi mediante un sistema di interscambio elettronico dei dati con firma elettronica o legalizzazione elettronica ai sensi della direttiva 1999/93/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, come modificata, [53] ovvero mediante un sistema di legalizzazione elettronica comparabile che garantisca lo stesso livello di sicurezza.[53]  GU L 13 del 19.1.2000, pag. 12.In tale ipotesi, l'autorità competente di spedizione ha facoltà, con riserva dell'autorizzazione delle altre autorità competenti interessate e del notificatore, di effettuare la trasmissione delle comunicazioni elencate al paragrafo 3.3. Le informazioni e i documenti di cui al paragrafo 1 sono i seguenti:a) notifica di una spedizione prevista ai sensi dell'articolo 4 e 14;b) richiesta di informazioni e documentazione ai sensi degli articoli 5, 8 e 9;c) trasmissione di informazione e di documenti ai sensi degli articoli 5, 8 e 9;d) autorizzazione scritta ad una spedizione notificata ai sensi dell'articolo 10;e) condizioni che accompagnano una spedizione ai sensi dell'articolo 11;f) obbiezioni sollevate nei confronti di una spedizione ai sensi degli articoli 12 e 13;g) informazioni in merito alle decisioni di autorizzazione preventiva per impianti di recupero specifici ai sensi dell'articolo 15, paragrafo 3;h) informazione preventiva in merito all'effettivo inizio della spedizione ai sensi dell'articolo 17;i) conferma scritta del ricevimento dei rifiuti ai sensi degli articoli 16 e 17;j) certificato di recupero finale o smaltimento finale dei rifiuti ai sensi degli articoli 16 e 17;k) informazioni in merito alle modifiche intervenute nella spedizione dopo l'autorizzazione ai sensi dell'articolo 18.Articolo 29 - Lingua1. Tutte le notifiche, le informazioni, la documentazione e le altre comunicazioni trasmesse a norma delle disposizioni del presente titolo sono fornite in una lingua accettabile per le autorità competenti interessate.2. A richiesta delle autorità competenti interessate il notificatore fornisce una o più traduzioni in una lingua per loro accettabile.3. Ulteriori orientamenti relativi all'uso delle lingue possono essere stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata.Articolo 30 - Disaccordo in merito alla classificazione dei rifiuti1. In caso di disaccordo fra le autorità competenti di spedizione e di destinazione in merito alla qualificazione dei materiali oggetto di spedizioni come rifiuti o no, detti materiali si considerano rifiuti.2. Se le autorità competenti di spedizione e di destinazione sono in disaccordo in merito alla classificazione dei rifiuti notificati come rifiuti di cui allegato III o all'allegato IV, i rifiuti si considerano rifiuti dell'allegato IV.3. Se le autorità competenti di spedizione e di destinazione sono in disaccordo in merito alla classificazione dell'operazione notificata di trattamento dei rifiuti come smaltimento o recupero, si applicano le disposizioni in materia di smaltimento.4. I paragrafi 1, 2 e 3 si applicano esclusivamente ai fini del presente regolamento e lasciano impregiudicato il diritto delle parti interessate a risolvere eventuali controversie relative a tali questioni dinanzi agli organi giurisdizionali competenti.Articolo 31 - Spese amministrativePossono essere poste a carico del notificatore le opportune e proporzionate spese amministrative per l'espletamento della procedura di notifica e di sorveglianza, nonché le spese ordinarie per analisi ed ispezioni appropriate.Capitolo 6 - Spedizioni all'interno della Comunità con transito attraverso paesi terziArticolo 32 - Spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento1. Se una spedizione di rifiuti è effettuata nella Comunità con transito attraverso uno o più paesi terzi ed è destinata allo smaltimento, l'autorità competente di spedizione chiede alle autorità competenti dei paesi terzi se esse desiderano trasmettere la loro autorizzazione scritta alla prevista spedizione:a) nel caso di paesi parti della Convenzione di Basilea, entro 60 giorni, a meno che le autorità competenti abbiano rinunciato ai loro diritti conformemente alle disposizioni di tale Convenzione,b) nel caso di paesi che non sono parti della Convenzione di Basilea, entro un termine convenuto tra le competenti autorità.2. Se una spedizione di rifiuti è effettuata fra località situate nello stesso Stato membro con transito attraverso uno o più paesi terzi ed è destinata allo smaltimento, si applicano le disposizioni del paragrafo 1.3. Il presente articolo lascia impregiudicate le disposizioni di cui al capo 2 del presente titolo.Articolo 33 - Spedizioni di rifiuti destinati al recupero1. Se una spedizione di rifiuti è effettuata all'interno della Comunità con transito attraverso uno o più paesi terzi ai quali non si applica la decisione OCSE ed è destinata al recupero, si applica l'articolo 32.2. Se una spedizione di rifiuti è effettuata all'interno della Comunità con transito attraverso uno o più paesi terzi ai quali si applica la decisione OCSE ed è destinata al recupero, non si applica l'articolo 32, paragrafo 1.In tale ipotesi l'autorizzazione di cui all'articolo 10 si reputa tacitamente acquisita e, se non sono state sollevate obbiezioni o non sono state poste condizioni, la spedizione può avere inizio 30 giorni dopo l'invio della conferma di ricevimento.3. Se una spedizione di rifiuti è effettuata fra località situate nello stesso Stato membro con transito attraverso uno o più paesi terzi ed è destinata al recupero, si applicano i paragrafi 1 e 2.4. Il presente articolo lascia impregiudicate le disposizioni di cui al capo 2 del presente titolo.TITOLO III Spedizioni all'interno degli Stati membriArticolo 34 - Applicazione del regolamento alle spedizioni all'interno degli Stati membri1. Le disposizioni del titolo II sulle spedizioni all'interno della Comunità e del titolo VII relativo ad altre disposizioni non si applicano alle spedizioni di rifiuti all'interno di uno Stato membro.2. Gli Stati membri istituiscono tuttavia un sistema appropriato di sorveglianza e controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della loro giurisdizione. Tale sistema deve tener conto della necessità di assicurare la coerenza con il sistema comunitario istituito dal presente regolamento.3. Ogni Stato membro informa la Commissione e gli altri Stati membri del suo sistema di sorveglianza e controllo delle spedizioni di rifiuti.4. Gli Stati membri possono applicare, nel territorio soggetto alla loro giurisdizione, il sistema di cui ai titoli II e VII.TITOLO IV Esportazioni dalla Comunità verso paesi terziCapitolo 1 - Rifiuti destinati allo smaltimentoArticolo 35 - Divieto di esportazione ad eccezione delle esportazioni dirette ai paesi EFTA1. Sono vietate le esportazioni dalla Comunità di rifiuti destinati allo smaltimento.2. Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica alle esportazioni di rifiuti destinati allo smaltimento nei paesi EFTA che sono parti della Convenzione di Basilea del 22 marzo 1989 sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e il loro smaltimento, come modificata, nel seguito denominata "Convenzione di Basilea".3. Sono parimenti vietate le esportazioni verso un paese dell'EFTA Parte della Convenzione di Basilea di rifiuti destinati allo smaltimentoa) quando il paese EFTA proibisce l'importazione di tali rifiuti, ob) se l'autorità competente di spedizione ha motivo di ritenere che i rifiuti non siano gestiti secondo metodi ecologicamente corretti nel paese di destinazione interessato.4. La presente disposizione lascia impregiudicati gli obblighi di riprendere i rifiuti nei modi indicati agli articoli 24 e 26.Articolo 36 - Procedura di esportazione verso i paesi EFTA1. In caso di esportazione dalla Comunità verso paesi EFTA parti della Convenzione di Basilea di rifiuti destinati allo smaltimento, si osservano, in quanto applicabili le disposizioni del titolo I ferme restando le modifiche e le integrazioni indicate nei paragrafi 2 e 3.02. Si applicano le seguenti modificazioni:a) l'autorità competente di transito esterna alla Comunità dispone di 60 giorni dall'invio della 0sua conferma di ricevimento della notifica per rilasciare la propria autorizzazione, porre condizioni e chiedere informazioni supplementari alla spedizione notificata, eb) l'autorità competente di spedizione della Comunità prende la decisione di autorizzare il trasferimento, come previsto dall'articolo 10 soltanto dopo aver ricevuto l'autorizzazione scritta dalle autorità competenti di transito e destinazione esterne alla Comunità non prima di 61 giorni dall'invio della conferma di ricevimento dell'autorità competente di destinazione.3. Si applicano le seguenti disposizioni integrative:a) l'autorità competente di transito della Comunità rilascia al notificatore l'attestazione dell'avvenuto ricevimento della notificazione;b) le autorità competenti di spedizione e di transito della Comunità inviano all'ufficio doganale di esportazione ed all'ufficio doganale di uscita dalla Comunità una copia timbrata della loro decisione di autorizzare la spedizione;c) il vettore consegna all'ufficio doganale di esportazione ed all'ufficio doganale di uscita dalla Comunità una copia del documento di movimento;d) non appena i rifiuti hanno lasciato la Comunità, l'ufficio doganale di uscita dalla Comunità invia una copia timbrata del documento di movimento all'autorità competente di spedizione nella Comunità, indicando che i rifiuti hanno lasciato la Comunità;e) se, 42 giorni dopo che i rifiuti hanno lasciato la Comunità, l'autorità competente di spedizione della Comunità non ha ricevuto avviso dal destinatario di aver ricevuto i rifiuti, essa ne informa immediatamente l'autorità competente di destinazione, ef) il contratto di cui agli articoli 5, paragrafo 4 e 6 stipula che:- il destinatario che rilasci un certificato di smaltimento inesatto, con la conseguenza della liberazione della garanzia finanziaria, deve far fronte alle spese che derivano dall'obbligo di rispedire i rifiuti nell'area soggetta alla competenza dell'autorità di spedizione e alle spese di smaltimento o recupero secondo metodi alternativi ed ecologicamente corretti;- entro tre giorni lavorativi dal ricevimento dei rifiuti destinati allo smaltimento, il destinatario trasmette al notificatore ed alle autorità competenti interessate copia del documento di movimento compilato, ad eccezione del certificato di smaltimento finale di cui al terzo trattino del presente paragrafo, e- il più rapidamente possibile, e comunque non oltre 30 giorni dallo smaltimento e al più tardi un anno dopo il ricevimento dei rifiuti, il destinatario certifica l'avvenuta eliminazione finale dei rifiuti, sotto la sua responsabilità, e trasmette al notificatore ed alle autorità competenti interessate copia del documento di movimento contenente tale certificato.4. La spedizione può avere inizio soltantoa) se il notificatore ha ricevuto l'autorizzazione scritta dalle autorità competenti di spedizione, di destinazione e di transito e se siano state osservate tutte le condizioni;b) se è stato stipulato un contratto legalmente vincolante tra il notificatore e il destinatario come prescritto dagli articoli 5, paragrafo 4 e 6;c) se è stata costituita una garanzia finanziaria o un'assicurazione corrispondente, legalmente vincolante ed applicabile come prescritto dagli articoli 5, paragrafo 5 e 7 e nell'osservanza delle prescrizioni delle competenti autorità di destinazione esterne alla Comunità o di qualunque altro paese di transito che sia Parte della Convenzione di Basilea; ed) se è assicurata una gestione ecologicamente corretta come indicato dall'articolo 42.5. In caso di esportazione di rifiuti, questi sono destinati a essere oggetto di operazioni di smaltimento in impianti che, a norma della legislazione nazionale applicabile, funzionano o sono autorizzate a funzionare nel paese di destinazione.6. Se un ufficio doganale di esportazione o un ufficio doganale di uscita dalla Comunità accertano che una spedizione non è conforme alle disposizioni del presente regolamento:a) ne informa immediatamente la competente autorità di spedizione nella Comunità, eb) immobilizza i rifiuti fino a che la suddetta autorità competente abbia preso una diversa decisione e l'abbia comunicata per iscritto all'ufficio doganale.Capitolo 2 - Rifiuti destinati al recuperoEsportazioni verso paesi ai quali non si applica la decisione dell'OCSEArticolo 37 - Divieto di esportazione se i rifiuti figurano nell'allegato V1. Sono vietate le esportazioni dalla Comunità di rifiuti destinati allo smaltimento in paesi ai quali non si applica la decisione C(2001)17 final del Consiglio dell'OCSE relativa alla revisione della decisione C(1992)39 final sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero, come modificata (nel seguito denominata "la decisione OCSE"):a) i rifiuti pericolosi elencati nell'allegato V;b) i rifiuti pericolosi non classificati sotto una voce specifica nell'allegato V;c) miscele di rifiuti pericolosi e miscele di rifiuti pericolosi con rifiuti non pericolosi non classificate sotto una voce specifica nell'allegato V;d) rifiuti che il paese di destinazione ha notificato come rifiuti pericolosi ai sensi dell'articolo 3 della Convenzione di Basilea;e) rifiuti di cui il paese di destinazione ha proibito l'importazione;f) rifiuti di cui l'autorità competente di spedizione ha motivo di ritenere che non saranno gestiti secondo metodi ecologicamente corretti nel paese di destinazione interessato.2. La presente disposizione lascia impregiudicati gli obblighi di riprendere i rifiuti di cui agli articoli 24 e 26.Articolo 38 - Procedure di esportazione dei rifiuti elencati nell'allegato III1. In relazione ai rifiuti elencati nell'allegato III la cui esportazione non è vietata ai sensi dell'articolo 37, la Commissione, entro 20 giorni dall'entrata in vigore del presente regolamento, invia una richiesta scritta a ognuno dei paesi ai quali non si applica la decisione OCSE chiedendo conferma scritta che detti rifiuti possono essere esportati dalla Comunità a fini di recupero in tale paese, nonché l'indicazione dell'eventuale procedura di controllo alla quale essi verrebbero assoggettati nel paese di destinazione.I paesi ai quali si applica la decisione OCSE possono scegliere una delle opzioni seguenti:a) il divieto,b) una procedura di notifica e autorizzazione scritte preventive secondo le modalità di cui all'articolo 36,c) nessun controllo nel paese di destinazione.2. Prima della data alla quale il presente regolamento entra in applicazione, la Commissione adotta un regolamento che tiene conto di tutte le risposte ricevute ai sensi del paragrafo 1 ed informa il comitato istituito a norma dell'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata.Se un paese non ha inviato la conferma di cui al paragrafo 1 oppure se, per una qualunque ragione, un paese non sia stato contattato, si applica il paragrafo 1, lettera b).La Commissione aggiorna periodicamente il regolamento adottato.3. Se un paese indica, nella sua risposta, che determinate spedizioni di rifiuti non sono soggette ad alcun controllo, a tali spedizioni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dell'articolo 19.4. In caso di esportazione, i rifiuti sono destinati ad operazioni di recupero in un impianto funzionante o autorizzato a funzionare nel paese importatore ai sensi della legislazione nazionale applicabile.Esportazioni verso paesi ai quali si applica la decisione OCSEArticolo 39 - Esportazioni di rifiuti elencati negli allegati III, IV e IV A1. In caso di esportazione dalla Comunità di rifiuti elencati negli allegati III, IV e IV A destinati al recupero in paesi ai quali si applica la decisione dell'OCSE o che transitano attraverso tali paesi, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni del titolo II, con le modifiche e le integrazioni indicate ai paragrafi 2 e 3.Si applica la seguente modifica:L'autorizzazione prescritta ai sensi dell'articolo 10 può essere acquisita tacitamente dall'autorità competente di destinazione esterna alla Comunità.2. Nel caso di esportazioni di rifiuti elencati nell'allegato IV e IV A, si applicano le seguenti disposizioni addizionali:a) l'autorità competente di spedizione trasmette all'ufficio doganale di uscita della Comunità una copia timbrata della decisione con la quale essa autorizza la spedizione;b) le autorità competenti di spedizione e transito nella Comunità trasmettono all'ufficio doganale di esportazione ed all'ufficio doganale di uscita dalla Comunità una copia timbrata delle loro decisioni che autorizzano la spedizione;c) copia del documento di movimento è consegnata dal vettore all'ufficio doganale di uscita dalla Comunità;d) non appena i rifiuti hanno lasciato la Comunità, l'ufficio doganale di uscita dalla Comunità trasmette copia timbrata del documento di movimento all'autorità competente di spedizione nella Comunità indicando che i rifiuti hanno lasciato la Comunità;e) e se, 42 giorni dopo che i rifiuti hanno lasciato la Comunità, l'autorità competente di spedizione non ha ricevuto dal destinatario alcuna informazione in merito alla ricezione dei rifiuti, essa ne informa senza indugio il paese di destinazione;f) il contratto di cui agli articoli 5, paragrafi 4 e 6 stipula che:- il destinatario che rilasci un certificato di recupero inesatto, con la conseguenza della liberazione della garanzia finanziaria, deve far fronte alle spese che derivano dall'obbligo di rispedire i rifiuti nell'area soggetta alla competenza dell'autorità di spedizione e alle spese di recupero o recupero secondo metodi alternativi ed ecologicamente corretti;- entro tre giorni lavorativi dal ricevimento dei rifiuti destinati al recupero, il destinatario trasmette al notificatore ed alle autorità competenti interessate copia del documento di movimento compilato, ad eccezione del certificato di recupero finale di cui al terzo trattino del presente paragrafo, e- il più rapidamente possibile, e comunque non oltre 30 giorni dal recupero e al più tardi un anno dopo il ricevimento dei rifiuti, il destinatario certifica l'avvenuta eliminazione finale dei rifiuti, sotto la sua responsabilità, e trasmette al notificatore ed alle autorità competenti interessate copia del documento di movimento contenente tale certificato.3. La spedizione può avere inizio soltantoa) se il notificatore ha ricevuto l'autorizzazione scritta dalle autorità competenti di spedizione, di destinazione e di transito e, se l'autorizzazione tacita dell'autorità competente di destinazione fuori della Comunità è accordata o può essere presunta, se siano state osservate tutte le prescritte condizioni;b) se è stato stipulato un contratto legalmente vincolante tra il notificatore e il destinatario come prescritto dagli articoli 5, paragrafo 4 e 6;c) se è stata costituita una garanzia finanziaria o un'assicurazione corrispondente, legalmente vincolante ed applicabile come prescritto dagli articoli 5, paragrafo 5 e 7 e nell'osservanza delle prescrizioni delle competenti autorità di destinazione esterne alla Comunità o di qualunque altro paese di transito che sia Parte della Convenzione di Basilea; ed) se è assicurata una gestione ecologicamente corretta come indicato dall'articolo 42.4. Se un'esportazione quale descritta al paragrafo 1 di rifiuti elencati negli allegati IV e IV A transita attraverso un paese al quale non si applica la decisione OCSE, si applicano le seguenti modificazioni:a) l'autorità competente di transito alla quale non si applica la decisione dell'OCSE dispone di un termine di 60 giorni dall'invio della sua conferma per rilasciare un'autorizzazione scritta, porre condizioni e chiedere informazioni complementari in ordine alla spedizione notificata, eb) l'autorità competente di spedizione nella Comunità prende la propria decisione di autorizzare la spedizione ai sensi dell'articolo 10 soltanto dopo aver ricevuto l'autorizzazione scritta dalla suddetta autorità competente di transito alla quale non si applica la decisione OCSE e non prima di 61 giorni dall'invio della conferma da parte dell'autorità competente di destinazione.5. In caso di esportazione di rifiuti, questi sono destinati a essere oggetto di operazioni di recupero in impianti che, a norma della legislazione nazionale applicabile, funzionano o sono autorizzate a funzionare nel paese di destinazione.6. Se un ufficio doganale di esportazione o un ufficio doganale di uscita dalla Comunità accertano che una spedizione non è conforme alle disposizioni del presente regolamento:a) ne informa immediatamente la competente autorità di spedizione nella Comunità, eb) immobilizza i rifiuti fino a che la suddetta autorità competente abbia preso una diversa decisione e l'abbia comunicata per iscritto all'ufficio doganale.Capitolo 3 - Disposizioni generaliArticolo 40 - Esportazioni verso l'AntarticoSono vietate le esportazioni di rifiuti dalla Comunità verso l'Antartico.Articolo 41 - Esportazioni verso i paesi o territori d'oltremare1. Sono vietate tutte le esportazioni di rifiuti destinati allo smaltimento dalla Comunità verso paesi o territori d'oltremare.2. Per quanto riguarda le esportazioni di rifiuti destinati al recupero nei paesi o territori d'oltremare si applica per analogia il divieto dell'articolo 37.3. Per quanto riguarda le esportazioni di rifiuti destinati al recupero in paesi o territori d'oltremare non soggetti al divieto di cui al paragrafo 2, si applicano per analogia le disposizioni del titolo II.Articolo 42 - Disposizioni a garanzia di una gestione ecologicamente corretta nei paesi terzi1. Il produttore ed il notificatore, nonché le altre imprese interessate da una spedizione prendono tutte le disposizioni necessarie per garantire che tutti i rifiuti che spediscono vengano gestiti secondo metodi ecologicamente corretti per tutta la durata della spedizione, ivi compreso il loro smaltimento o recupero finali nel paese terzo di destinazione.2. L'autorità competente di spedizione nella Comunità impone e verifica che tutti i rifiuti esportati vengano gestiti secondo metodi ecologicamente corretti per tutta la durata della spedizione, ivi compresi il loro smaltimento o recupero finali nel paese terzo di destinazione.3. L'autorità competente di spedizione nella Comunità vieta l'esportazione di rifiuti verso paesi terzi se ha motivo di ritenere che essi non vengano gestiti secondo metodi ecologicamente corretti per tutta la durata della spedizione, ivi compresi il loro smaltimento o recupero finali nel paese terzo di destinazione.4. In particolare, il flusso di rifiuti e l'operazione di recupero si considerano gestiti in modo ecologicamente corretto qualora sia fornita la prova che l'impianto del paese terzo di destinazione applica le linee direttrici / gli orientamenti di cui all'allegato IX in relazione al trattamento dei flussi di rifiuti in questione.Tale presunzione non pregiudica tuttavia la valutazione globale della gestione ecologicamente corretta durante tutta la durata della spedizione, ivi comprese le operazioni finali di smaltimento o recupero nel paese terzo di destinazione.5. Gli Stati membri prendono tutte le disposizioni necessarie per garantire l'osservanza degli obblighi di cui ai paragrafi 1, 2 e 3.TITOLO V Importazioni nella Comunità da paesi terziCapitolo 1 - Importazioni di rifiuti destinati allo smaltimentoArticolo 43 - Divieto di importazioni ad eccezione di quelle provenienti dai paesi EFTA, da paesi aderenti alla Convenzione di Basilea o da paesi con i quali esiste un accordo1. Sono vietate tutte le importazioni nella Comunità di rifiuti destinati allo smaltimento ad eccezione di quelli provenienti:a) da paesi aderenti alla Convenzione di Basilea,b) da altri paesi con cui la Comunità, o la Comunità ed i suoi Stati membri, hanno concluso accordi o intese bilaterali o multilaterali compatibili con la direttiva comunitaria e conformi all'articolo 11 della Convenzione di Basilea,c) da altri paesi che hanno concluso accordi o intese bilaterali con singoli Stati membri ai sensi del paragrafo 2.2. In casi eccezionali gli Stati membri possono concludere individualmente accordi e intese bilaterali ai fini dello smaltimento di determinati tipi di rifiuti, qualora questi non fossero gestiti in modo ecologicamente corretto nel paese di spedizione.Tali accordi e intese devono essere compatibili con la normativa comunitaria e conformi all'articolo 11 della Convenzione di Basilea.Essi garantiscono che le operazioni di smaltimento vengano effettuate in un impianto autorizzato e soddisfino i requisiti di una gestione ecologicamente corretta.Essi garantiscono che i rifiuti siano prodotti nel paese di spedizione e che il loro smaltimento venga effettuato esclusivamente nello Stato membro che ha concluso l'accordo o l'intesa.I suddetti accordi o intese sono notificati alla Commissione prima della loro conclusione. In casi urgenti essi possono essere notificati entro un mese dalla loro conclusione.3. Gli accordi o le intese bilaterali o multilaterali conclusi ai sensi del paragrafo 1, lettere b) e c) si basano sulla procedura di controllo di cui all'articolo 44.4. I paesi di cui al paragrafo 1, lettere da a) a c) devono presentare preventivamente una richiesta debitamente motivata all'autorità competente dello Stato membro di destinazione nella Comunità in considerazione del fatto che non posseggono e non possono ragionevolmente acquisire la capacità tecnica e le attrezzature necessarie per effettuare lo smaltimento dei rifiuti secondo metodi ecologicamente corretti.Articolo 44 - Requisiti procedurali per le importazioni provenienti dai paesi EFTA o dai paesi aderenti alla Convenzione di Basilea1. In caso di importazione nella Comunità in provenienza da paesi terzi aderenti alla Convenzione di Basilea di rifiuti destinati allo smaltimento, si applicano per analogia le disposizioni del titolo II con riserva delle modifiche e delle integrazioni enumerate ai paragrafi 2 e 3.2. Si applicano le seguenti modificazioni:a) la notifica è effettuata dall'autorità competente di spedizione all'autorità competente di destinazione mediante un documento di notifica rilasciato dalla competente autorità di spedizione, con copie al destinatario e alle autorità competenti di transito, eb) la competente autorità di transito esterna alla Comunità dispone di 60 giorni dal momento in cui ha inviato la conferma del ricevimento della notifica per rilasciare la propria autorizzazione scritta, imporre condizioni e chiedere informazioni complementari in relazione alla spedizione notificata.3. Si applicano le seguenti disposizioni complementari:a) la competente autorità di transito nella Comunità conferma al notificatore il ricevimento della notifica, inviandone copia alle autorità competenti interessate;b) le competenti autorità di destinazione e di transito nella Comunità inviano una copia timbrata delle loro decisioni di autorizzare la spedizione all'ufficio doganale di entrata nella Comunità;c) il vettore consegna all'ufficio doganale di entrata nella Comunità un esemplare del documento di movimento;d) non appena i rifiuti sono entrati nella Comunità l'ufficio doganale di entrata invia una copia timbrata del documento di movimento alle autorità competenti di destinazione e transito nella Comunità, comunicando che i rifiuti sono entrati nel territorio della Comunità; ee) ogni spedizione è accompagnata da una copia del documento di movimento e, a richiesta delle autorità competenti, da una copia del modulo di notifica recante timbro che attesta l'avvenuta autorizzazione da parte delle autorità competenti di spedizione, destinazione e transito.4. La spedizione può avere inizio soltantoa) se il notificatore ha ricevuto l'autorizzazione scritta dalle autorità competenti di spedizione, di destinazione e di transito e se siano state osservate tutte le condizioni;b) se è stato stipulato un contratto legalmente vincolante tra il notificatore e il destinatario come prescritto dagli articoli 5, paragrafo 4 e 6;c) se è stata costituita una garanzia finanziaria o un'assicurazione corrispondente, legalmente vincolante ed applicabile come prescritto dagli articoli 5, paragrafo 5 e 7 e nell'osservanza delle prescrizioni delle competenti autorità di destinazione nella Comunità o di qualunque altro paese di transito che sia Parte della Convenzione di Basilea; ed) la protezione dell'ambiente è assicurata come disposto dall'articolo 49.5. Se un ufficio doganale di esportazione o un ufficio doganale di uscita dalla Comunità accertano che una spedizione non è conforme alle disposizioni del presente regolamento:a) ne informa immediatamente la competente autorità di spedizione nella Comunità, eb) immobilizza i rifiuti fino a che la suddetta autorità competente abbia preso una diversa decisione e l'abbia comunicata per iscritto all'ufficio doganale.Capitolo 2 - Importazioni di rifiuti destinati al recuperoArticolo 45 - Divieto di importazioni ad eccezione di quelle provenienti dai paesi cui si applica la decisione dell'OCSE, dei paesi EFTA, dei paesi aderenti alla Convenzione di Basilea o dei paesi con i quali è in vigore un accordo1. Sono vietate tutte le importazioni nella Comunità di rifiuti destinati al recupero, ad eccezione di quelli provenienti da:a) paesi ai quali si applica la decisione OCSE,b) altri paesi aderenti alla Convenzione di Basilea,c) altri paesi con i quali la Comunità, o la Comunità ed i suoi Stati membri, hanno concluso accordi o intese bilaterali o multilaterali compatibili con la normativa comunitaria e conformi all'articolo 11 della Convenzione di Basilea, od) altri paesi con i quali gli Stati membri hanno concluso individualmente accordi o intese bilaterali ai sensi del paragrafo 2.2. In casi eccezionali, i singoli Stati membri possono concludere accordi o intese bilaterali per il recupero di rifiuti specifici qualora tali rifiuti non siano gestiti in modo ecologicamente corretto nel paese di spedizione.In tal caso si applicano le disposizioni dell'articolo 43, paragrafo 2.3. Gli accordi o intese bilaterali o multilaterali conclusi in conformità del paragrafo 1, lettere c) e d) si basano sulle procedure di controllo di cui all'articolo 44 o all'articolo 46, a seconda dei casi.Articolo 46 - Obblighi procedurali in caso di importazioni da paesi cui si applica la decisione dell'OCSE1. In caso di importazione nella Comunità di rifiuti destinati allo smaltimento- provenienti da un paese cui si applica la decisione dell'OCSE e/o- che transitano per paesi cui si applica la decisione dell'OCSEsi applicano per analogia le disposizioni del titolo II, con riserva delle modifiche e delle integrazioni previste ai paragrafi 2 e 3.2. Si applica la seguente modifica:L'autorizzazione prescritta ai sensi dell'articolo 10 può essere sostituita dall'autorizzazione tacita dell'autorità competente di spedizione esterna alla Comunità.3. Si applicano le seguenti disposizioni complementari:a) le autorità competenti di importazione e transito nella Comunità inviano copie timbrate delle loro decisioni di autorizzare una spedizione all'ufficio doganale di entrata nella Comunità,b) il vettore rilascia copia del documento di movimento all'ufficio doganale di entrata nella Comunità, ec) non appena i rifiuti entrano nella Comunità, l'ufficio doganale di entrata invia una copia timbrata del documento di movimento all'autorità competente di destinazione e di transito nella Comunità, comunicando che i rifiuti sono entrati nella Comunità.4. La spedizione può essere effettuata soltantoa) se il notificatore ha ricevuto l'autorizzazione scritta delle autorità competenti di spedizione, destinazione e transito, oppure se è fornita e può presumersi l'autorizzazione tacita dell'autorità competente di spedizione esterna alla Comunità, e se sono osservate le prescritte condizioni;b) se è stato stipulato un contratto legalmente vincolante tra il notificatore e il destinatario come prescritto dagli articoli 5, paragrafo 4 e 6;c) se è stata costituita una garanzia finanziaria o un'assicurazione corrispondente, legalmente vincolante ed applicabile come prescritto dagli articoli 5, paragrafo 5 e 7 e nell'osservanza delle prescrizioni delle competenti autorità di destinazione nella Comunità o di qualunque altro paese di transito che sia Parte della Convenzione di Basilea; ed) se la protezione dell'ambiente è assicurata ai sensi dell'articolo 49.5. Se l'ufficio doganale di esportazione o l'ufficio doganale di uscita dalla Comunità accertano che una spedizione non è conforme alle disposizioni del presente regolamento:a) ne informano immediatamente la competente autorità di spedizione nella Comunità, che informa la competente autorità di spedizione fuori della Comunità; eb) immobilizzano i rifiuti fino a che la suddetta autorità competente abbia preso una diversa decisione e l'abbia comunicata per iscritto all'ufficio doganale.Articolo 47 - Obblighi procedurali in caso di importazioni provenienti da paesi aderenti alla Convenzione di Basilea ai quali non si applica la decisione OCSEIn caso di importazione nella Comunità dei rifiuti destinati allo smaltimento- provenienti da un paese al quale non si applica la decisione OCSE; e/o- in transito per un paese al quale non si applica la decisione OCSE e che è Parte della Convenzione di Basilea,si applicano per analogia le disposizioni dell'articolo 44.Capitolo 3 - Disposizioni generaliArticolo 48 - Importazioni da paesi o territori di oltremare1. In caso di importazione nella Comunità di rifiuti provenienti da paesi o territori d'oltremare si applicano per analogia le disposizioni del titolo II.2. Uno o più paesi e territori di oltremare e lo Stato membro al quale sono collegati possono applicare procedure nazionali alle spedizioni di rifiuti provenienti dai paesi e territori d'oltremare verso tale Stato membro.3. Gli Stati membri che applicano il paragrafo 2 comunicano alla Commissione le procedure nazionali che applicano.Articolo 49 - Protezione dell'ambiente nella Comunità1. Il produttore, il notificatore e le altre imprese interessate da una spedizione prendono tutti i provvedimenti necessari per garantire che i rifiuti che spediscono siano gestiti senza pericolo per la salute umana e senza utilizzare processi o metodi che possano recare pregiudizio all'ambiente, come prescritto dall'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, e in conformità colla normativa comunitaria sui rifiuti per tutta la durata della spedizione, ivi compresi lo smaltimento e il recupero finali nel paese di destinazione.2. L'autorità competente di destinazione nella Comunità impone e si assicura che tutti i rifiuti spediti nella zona di sua competenza siano gestiti senza pericolo per la salute umana e senza utilizzare processi o metodi che possano recare pregiudizio all'ambiente, come prescritto dall'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, e in conformità colla normativa comunitaria sui rifiuti per tutta la durata della spedizione, ivi compresi lo smaltimento e il recupero finali nel paese di destinazione.3. L'autorità competente di destinazione nella Comunità vieta le importazioni di rifiuti da paesi terzi se ha motivo di ritenere che tali rifiuti non siano gestiti senza pericolo per la salute umana e senza utilizzare processi o metodi che possano recare pregiudizio all'ambiente, come prescritto dall'articolo 4 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, e in conformità colla normativa comunitaria sui rifiuti per tutta la durata della spedizione, ivi compresi lo smaltimento e il recupero finali nel paese di destinazione.TITOLO VI Transito nella Comunità di spedizioni da e verso paesi terziCapitolo 1 - Rifiuti destinati allo smaltimentoArticolo 50 - Transito attraverso la Comunità dei rifiuti destinati allo smaltimento1. In caso di spedizioni di rifiuti destinati allo smaltimento in provenienza e a destinazione di paesi terzi in transito per uno Stato membro, si applicano per analogia le disposizioni dell'articolo 44, fatte salve le modifiche di cui al paragrafo 2.2. Si applicano le seguenti modifiche:a) il notificatore trasmette parimenti una copia della notifica agli uffici doganali di entrata e di uscita della Comunità;b) la prima e l'ultima autorità competente di transito nella Comunità trasmettono rispettivamente agli uffici doganali di entrata e di uscita nella Comunità una copia timbrata delle decisioni recanti autorizzazione della spedizione, ec) non appena i rifiuti hanno lasciato la Comunità, l'ufficio doganale di uscita dalla Comunità trasmette copia timbrata del documento di movimento alle autorità competenti di transito nella Comunità, indicando che i rifiuti hanno lasciato la Comunità.Capitolo 2 - Rifiuti destinati al recuperoArticolo 51 - Transito attraverso la Comunità di rifiuti in provenienza o a destinazione di un paese non soggetto alla decisione OCSE/cui non si applica la decisione OCSENel caso di spedizioni di rifiuti destinati al recupero che transitano attraverso uno Stato membro in provenienza o a destinazione di un paese alla quale non si applica la decisione OCSE, si applica per analogia l'articolo 50.Articolo 52 - Transito attraverso la Comunità di rifiuti in provenienza o a destinazione di un paese cui si applica la decisione OCSE1. Nel caso di spedizione di rifiuti destinati al recupero in transito attraverso uno Stato membro o più Stati membri in provenienza o a destinazione di un paese al quale si applica la decisione OCSE, si applicano, per analogia, le disposizioni dell'articolo 46, con le modifiche indicate nel paragrafo 2.2. Si applica la seguente modifica:a) il notificatore invia anche copia della notificazione agli uffici doganali di entrata e di uscita dalla Comunità;b) la prima e l'ultima autorità competente di transito nella Comunità invia una copia timbrata delle decisioni di autorizzare la spedizione rispettivamente agli uffici doganali di entrata e di uscita dalla Comunità;c) non appena i rifiuti hanno lasciato la Comunità, l'ufficio doganale di uscita dalla Comunità trasmette copia timbrata del documento di movimento alle autorità competenti di transito nella Comunità, indicando che i rifiuti hanno lasciato la Comunità.TITOLO VII Altre disposizioniCapitolo 1 - Obblighi complementari relativi agli Stati membriArticolo 53 - Controllo dell'applicazione negli Stati membri1. Gli Stati membri prendono le opportune misure legislative e giudiziarie per prevenire e individuare le spedizioni illecite, ivi compresa l'irrogazione di sanzioni. Dette misure sono notificate alla Commissione.2. Gli Stati membri possono - tramite le misure intese a far osservare il presente regolamento - prevedere, tra l'altro, ispezioni di stabilimenti e imprese ai sensi dell'articolo 13 della direttiva 75/442/CEE, nonché controlli a campione sulle spedizioni.3. I controlli delle spedizioni possono aver luogo in particolare:a) nel luogo di origine, ed essere effettuati insieme al produttore, al detentore o al notificatore,b) nel luogo di destinazione, ed essere effettuati insieme al destinatario finale,c) alle frontiere della Comunità e/od) durante il transito della spedizione nel territorio della Comunità.4. Detti controlli possono comprendere l'ispezione di documenti, l'accertamento delle identità e, se opportuno, il controllo fisico dei rifiuti.5. Gli Stati membri possono cooperare vicendevolmente, a titolo bilaterale o multilaterale, allo scopo di facilitare la prevenzione e l'individuazione delle spedizioni illecite.6. A richiesta di un altro Stato membro, uno Stato membro può prendere provvedimenti per il controllo dell'applicazione nei confronti di persone sospettate di essere implicate nella spedizione illecita di rifiuti e che si trovano nell'altro Stato membro.Articolo 54 - Obbligo di relazione da parte degli Stati membri1. Prima della fine di ogni anno, ciascuno Stato membro trasmette alla Commissione copia della relazione per l'anno precedente che ha redatto e presentato al segretariato della Convenzione di Basilea a norma dell'articolo 13, paragrafo 3 di tale Convenzione.2. Prima della fine di ogni anno, gli Stati membri redigono e trasmettono alla Commissione un rapporto relativo all'anno precedente sulla base del questionario di cui all'allegato X, da riempire ai fini dell'obbligo di informazione.3. Le relazioni presentate dagli Stati membri ai sensi dei paragrafi 1 e 2 sono trasmesse alla Commissione sia in versione elettronica che su carta.4. Ogni tre anni la Commissione, basandosi su tali relazioni, stila a sua volta un rapporto sull'applicazione del presente regolamento da parte della Comunità e degli Stati membri. A tal fine può chiedere ulteriori informazioni, ai sensi dell'articolo 6 della direttiva 91/692/CEE, come modificata.Articolo 55 - Cooperazione internazionaleSe opportuno o se necessario, gli Stati membri cooperano, d'intesa con la Commissione, con le altre Parti della Convenzione di Basilea e con le organizzazioni internazionali, tra l'altro attraverso lo scambio di informazioni, la promozione di nuove tecniche ecologicamente corrette e l'elaborazione di adeguati codici di corretto comportamento.Articolo 56 - Designazione degli uffici doganali di entrata e di uscita dalla ComunitàGli Stati membri possono designare gli uffici doganali di entrata e di uscita dalla Comunità per le spedizioni di rifiuti che entrano nella Comunità o ne escono.Se gli Stati membri decidono di designare gli uffici doganali di cui al paragrafo 1, nessuna spedizione di rifiuti può transitare per posti di frontiera all'entrata o all'uscita della Comunità diversi da quelli designati.Articolo 57 - Designazione dell'autorità competenteGli Stati membri designano la autorità o le autorità competenti per l'applicazione e l'attuazione del presente regolamento. In materia di transito, ciascuno Stato membro designa una sola autorità competente.Articolo 58 - Designazione dei corrispondentiGli Stati membri e la Commissione designano ciascuno un corrispondente incaricato di informare e consigliare le persone o le imprese che desiderano informazioni. Il corrispondente della Commissione informa i corrispondenti degli Stati membri qualsiasi eventuale questione che gli venga sottoposta e che riguardi questi ultimi e viceversa.Articolo 59 - Notificazione ed informazione in tema di designazione1. Gli Stati membri notificano alla Commissione la designazione degli uffici doganali di entrata e di uscita dalla Comunità, le autorità competenti e i corrispondenti effettuate a norma degli articoli 56, 57 e 58 rispettivamente.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione le seguenti informazioni in relazione alle suddette designazioni:- i nomi,- gli indirizzi postali,- gli indirizzi elettronici,- i numeri telefonici e- i numeri di telefax.3. Gli Stati membri comunicano immediatamente alla Commissione qualsiasi modifica intervenuta nei dati sopra riportati.4. Queste informazioni, come pure ogni loro eventuale modificazione viene trasmessa alla Commissione in forma elettronica e su carta.5. La Commissione pubblica nel suo sito web e, se necessario, aggiorna gli elenchi degli uffici doganali designati di entrata e di uscita dalla Comunità, delle autorità competenti e dei corrispondenti.Capitolo 2 - Altre disposizioniArticolo 60 - Riunione dei corrispondentiLa Commissione riunisce periodicamente, se richiesto dagli Stati membri o nei casi appropriati, i corrispondenti per esaminare con loro i problemi posti dall'applicazione del presente regolamento.Articolo 61 - Modifiche degli allegati1. Gli allegati al presente regolamento sono modificati dalla Commissione mediante regolamenti della Commissione e secondo la procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata.2. Le modifiche degli allegati III, IV e V tengono conto delle modifiche adottate nell'ambito della Convenzione di Basilea e della decisione dell'OCSE.3. Le modifiche dell'allegato V tengono anche conto delle modifiche convenute in merito all'elenco dei rifiuti pericolosi adottati ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 della direttiva 91/689/CEE del Consiglio sui rifiuti pericolosi, come modificata.4. Le modifiche all'allegato IX tengono conto delle pertinenti convenzioni e accordi internazionali.Articolo 62 - Misure complementari1. La Commissione può adottare le misure complementari relative all'applicazione, all'attuazione, all'amministrazione e all'osservanza del presente regolamento.2. Le suddette misure sono adottate secondo la procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, come modificata, e dell'articolo 5 della decisione 1999/468/CE [54].[54]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.3. Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato in 30 giorni.Articolo 63 - Abrogazioni1. Il regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, come modificato, relativo alle spedizioni di rifiuti e la decisione 94/774/CE della Commissione relativa al documento di accompagnamento standard sono abrogate con effetto dalla data di entrata in applicazione del presente regolamento.2. La decisione 1999/412/CE della Commissione concernente un questionario sull'obbligo degli Stati membri di inviare relazioni ai sensi dell'articolo 41, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, come modificato, è abrogata con effetto dal 31 dicembre successivo alla data di entrata in applicazione del presente regolamento.Articolo 64 - Disposizioni transitorie1. Tutte le spedizioni che sono state notificate all'autorità competente di spedizione e hanno avuto inizio prima della data di entrata in applicazione del presente regolamento sono soggette alle disposizioni del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, come modificato.2. Tutte le spedizioni alle quali le autorità competenti interessate hanno rilasciato l'autorizzazione ai sensi del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, come modificato, devono essere portate a termine entro un anno a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.3. Le relazioni che devono essere presentate ai sensi dell'articolo 41, paragrafo 2, del regolamento (CEE) n. 259/93 del Consiglio, come modificato, ed all'articolo 54 del presente regolamento in relazione all'anno entro il quale il presente regolamento entra in applicazione, si basano sul questionario che figura nella decisione 1999/412/CE della Commissione.Articolo 65 - Entrata in vigore e entrata in applicazioneIl presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Il presente regolamento entra in applicazione 10 mesi dopo la data di pubblicazione.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il PresidenteALLEGATO IADocumento di notifica per movimenti transfrontalieri di rifiuti UE&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;(1) Richiesto dalla Convenzione di Basilea(2) In caso di operazioni R12/R13 o D13-D15, aggiungere le informazioni corrispondenti sugli mpianti in cui saranno effettuate le successive operazioni R1-R11 o D1-D12.(3) Da riempire per i movimenti nella zona dell'OCSE e solo nei casi di cui al punto B(ii).(4) Allegare un elenco dettagliato in caso di spedizioni multiple  //  (5) Si veda l'elenco delle abbreviazioni e codici nella pagina seguente(6) Aggiungere informazioni più dettagliate se necessario(7) Aggiungere un elenco se più di un produttore(8) Se prescritto dalla normativa nazionale(9) Ove opportuno, ai sensi della decisione OCSEElenco delle abbreviazioni e dei codici usati nel documento di notificaOPERAZIONI DI SMALTIMENTO (punto 11)D1 Deposito su o nel suolo (ad es. discarica, ecc.)D2 Trattamento in ambiente terrestre (ad es. biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli, ecc.).D3 Iniezioni in profondità (ad es. iniezioni dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o in faglie geologiche naturali, ecc.)D4 Lagunaggio (ad es. scarico di rifiuti liquidi o di fanghi in pozzi, stagni o lagune, ecc.)D5 Messa in discarica specialmente allestita (ad es. sistemazione in alveoli stagni separati, ricoperti o isolati gli uni dagli altri e dall'ambiente, ecc.)D6 Scarico dei rifiuti solidi nell'ambiente idrico eccetto l'immersioneD7 Immersione, compreso il seppellimento nel sottosuolo marinoD8 Trattamento biologico non specificato altrove nella presente lista, che dia origine a composti o a miscugli che vengono eliminati secondo uno dei procedimenti che figurano nella presente listaD9 Trattamento fisico-chimico non specificato altrove nella presente lista che dia origine a composti o a miscugli eliminati secondo uno dei procedimenti che figurano nella presente lista (ad es. Evaporazione, essiccazione, calcinazione, ecc.)D10 Incenerimento a terraD11 Incenerimento in mareD12 Deposito permanente, (ad es. sistemazione di contenitori in una miniera, ecc.)D13 Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni che figurano nella presente listaD14 Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni che figurano nella presente listaD15 Deposito preliminare prima di una delle operazioni che figurano nella presente listaOPERAZIONI DI RECUPERO (punto 11)R1 Utilizzazione come combustibile (ad eccezione dell'incenerimento diretto) o come altro mezzo per produrre energiaR2 Rigenerazione/recupero di solventiR3 Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventiR4 Riciclo/recupero dei metalli o dei composti metalliciR5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganicheR6 Rigenerazione degli acidi o delle basiR7 Recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinantiR8 Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatoriR9 Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli usatiR10 Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologiaR11 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10R12 Scambio di rifiuti per sottoporli ad una delle operazioni indicate da R1 a R11R13 Messa in riserva di materiali per sottoporli a una delle operazioni che figurano nella presente lista.TIPI DI IMBALLAGGIO (punto 7)1. Fusto2. Barile di legno3. Bidone4. Scatola5. Sacco6. Imballaggi in materiali compositi7. Contenitore a pressione8. Materiale sfuso9. Altri (specificare)  //  CODICE H e CLASSE ONU (punto 14)Classe ONU Codice H Caratteristiche1 H1 Esplosivi3 H3 Liquidi infiammabili4.1 H4.1 Solidi infiammabili4.2 H4.2 Sostanze o rifiuti suscettibili di combustione spontanea4.3 H4.3 Sostanze o rifiuti che a contatto con l'acqua emettono gas infiammabili5.1 H5.1 Ossidanti5.2 H5.2 Perossidi organici6.1 H6.1 Tossici (gravemente)6.2 H6.2 Sostanze infette8 H8 Corrosivi9 H10 Rilascio di gas tossici a contatto con l'aria o con l'acqua9 H11 Tossici (ad azione ritardata o in forma cronica)9 H12 Ecotossici9 H13 Suscettibili, in qualunque modo, di produrre dopo lo smaltimento altre sostanze (ad es. prodotti di lisciviazione) che possiedono almeno una delle proprietà di cui sopra.MEZZI DI TRASPORTO (punto 8)R = su strada (Road)T = per ferrovia (Train/Rail)S = via mare (Sea)A = per via aerea (Air)W = per idrovia interna (Inland Waterways)  //CARATTERISTICHE FISICHE (punto 13)1. In polvere o pulverulenti2. Solidi3. Vischiosi o sciropposi4. Fangosi5. Liquidi6. Gassosi7. Altro (specificare)  //Altre informazioni, riguardanti in particolare il codice di identificazione (punto 14), ossia i codici dei rifiuti di cui agli allegati VIII e IX della Convenzione di Basilea, sui codici OCSE e sui codici Y, sono ricavabili dal Manuale d'istruzione (Guidance/Instruction Manual), ottenibile dall'OCSE e dal Segretariato della Convenzione di Basilea.ALLEGATO IBDocumento di movimento per i movimenti transfrontalieri di rifiuti UE&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Elenco delle abbreviazioni e dei codici usati nel Documento di movimentoOPERAZIONI DI SMALTIMENTO (punto 11)D1 Deposito su o nel suolo (ad es. discarica, ecc.)D2 Trattamento in ambiente terrestre (ad es. biodegradazione di rifiuti liquidi o fanghi nei suoli, ecc.).D3 Iniezioni in profondità (ad es. iniezioni dei rifiuti pompabili in pozzi, in cupole saline o in faglie geologiche naturali, ecc.)D4 Lagunaggio (ad es. scarico di rifiuti liquidi o di fanghi in pozzi, stagni o lagune, ecc.)D5 Messa in discarica specialmente allestita (ad es. sistemazione in alveoli stagni separati, ricoperti o isolati gli uni dagli altri e dall'ambiente, ecc.)D6 Scarico dei rifiuti solidi nell'ambiente idrico eccetto l'immersioneD7 Immersione, compreso il seppellimento nel sottosuolo marinoD8 Trattamento biologico non specificato altrove nella presente lista, che dia origine a composti o a miscugli che vengono eliminati secondo uno dei procedimenti che figurano nella presente listaD9 Trattamento fisico-chimico non specificato altrove nella presente lista che dia origine a composti o a miscugli eliminati secondo uno dei procedimenti che figurano nella presente lista (ad es. evaporazione, essiccazione, calcinazione, ecc.)D10 Incenerimento a terraD11 Incenerimento in mareD12 Deposito permanente, (ad es. sistemazione di contenitori in una miniera, ecc.)D13 Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni che figurano nella presente listaD14 Ricondizionamento preliminare prima di una delle operazioni che figurano nella presente listaD15 Deposito preliminare prima di una delle operazioni che figurano nella presente lista  //  OPERAZIONI DI RECUPERO (punto 11)R1 Utilizzazione come combustibile (ad eccezione dell'incenerimento diretto) o come altro mezzo per produrre energiaR2 Rigenerazione/recupero di solventiR3 Riciclo/recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventiR4 Riciclo/recupero dei metalli o dei composti metalliciR5 Riciclo/recupero di altre sostanze inorganicheR6 Rigenerazione degli acidi o delle basiR7 Recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinantiR8 Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatoriR9 Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli usatiR10 Spandimento sul suolo a beneficio dell'agricoltura o dell'ecologiaR11 Utilizzazione di rifiuti ottenuti da una delle operazioni indicate da R1 a R10R12 Scambio di rifiuti per sottoporli ad una delle operazioni indicate da R1 a R11R13 Messa in riserva di materiali per sottoporli a una delle operazioni che figurano nella presente lista.TIPI DI IMBALLAGGIO (punto 7)1. Fusto2. Barile di legno3. Bidone4. Scatola5. Sacco6. imballaggi in materiali compositi7. Contenitore a pressione8. Materiale sfuso9. Altri (specificare)  //  CODICE H e CLASSE ONU (punto 14)Classe ONU Codice H Caratteristiche1 H1 Esplosivi3 H3 Liquidi infiammabili4.1 H4.1 Solidi infiammabili4.2 H4.2 Sostanze o rifiuti suscettibili di combustione spontanea4.3 H4.3 Sostanze o rifiuti che a contatto con l'acqua emettono gas infiammabili5.1 H5.1 Ossidanti5.2 H5.2 Perossidi organici6.1 H6.1 Tossici (gravemente)6.2 H6.2 Sostanze infette8 H8 Corrosivi9 H10 Rilascio di gas tossici a contatto con l'aria o con l'acqua9 H11 Tossici (ad azione ritardata o in forma cronica)9 H12 Ecotossici9 H13 Suscettibili, in qualunque modo, di produrre dopo lo smaltimento altre sostanze (ad es. prodotti di lisciviazione) che possiedono almeno una delle proprietà di cui sopra.MEZZI DI TRASPORTO (Punto 8)R = su strada (Road)T = per ferrovia (Train/Rail)S = via mare (Sea)A = per via aerea (Air)W = per idrovia interna (Inland Waterways)  //CARATTERISTICHE FISICHE (punto 13)1. In polvere o pulverulenti2. Solidi3. Vischiosi o sciropposi4. Fangosi5. Liquidi6. Gassosi7. Altro (specificare)  //Altre informazioni, riguardanti in particolare il codice di identificazione (punto 14), ossia i codici dei rifiuti di cui agli allegati VIII e IX della Convenzione di Basilea, sui codici OCSE e sui codici Y, sono ricavabili dal Manuale d'istruzione (Guidance/Instruction Manual), ottenibile dall'OCSE e dal Segretariato della Convenzione di BasileaALLEGATO IIINFORMAZIONI E DOCUMENTAZIONE CHE CORREDANO LA NOTIFICA1 Informazioni da annotare o allegare al documento di notifica:1. Numero d'ordine o altro identificativo accettato del documento di notifica.2. Nome, indirizzo, telefono, fax, e-mail del notificato e persona da contattare.3. Nome, indirizzo, telefono, fax, e-mail dell'impianto di recupero o di smaltimento; tecnologie utilizzate e eventualmente indicazione se titolare di autorizzazione preventiva ai sensi dell'articolo 15.Se i rifiuti sono destinati al raggruppamento o alla miscelazione, al riconfezionamento, allo scambio, al deposito o ad altre operazioni di smaltimento o recupero considerate intermedie, devono essere fornite informazioni analoghe riguardanti gli impianti in cui ha luogo o può avere luogo l'operazione successiva e finale di recupero o smaltimento.Se l'impianto di recupero e smaltimento è riportato nell'allegato I, categoria 5 della direttiva 96/61/CE sulla prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento (direttiva IPPC), come modificata, è necessario esibire una valida autorizzazione rilasciata ai sensi degli articoli 4 e 5 di tale direttiva.4. Nome, indirizzo, telefono, fax, e-mail del destinatario.5. Nome, indirizzo, telefono, fax, e-mail del trasportatore o dei trasportatori previsti e/o dei loro agenti.6. Paese di spedizione e autorità competente interessata.7. Paese di transito e autorità competenti interessate.8. Paese di destinazione e autorità competente interessata.9. Indicare se si tratta di una notifica unica o generale. In questo secondo caso, indicare il periodo di validità richiesto.10. Data o date previste per l'inizio della spedizione / delle spedizioni.11. Mezzi di trasporto, tappe (punti di entrata e di uscita in ciascuno dei paesi interessati, ivi compresi gli uffici doganali di entrata e uscita dalla Comunità) e itinerario tra i punti di uscita ed entrata (comprese eventuali alternative).12. Prova della registrazione del trasportatore per il trasporto di rifiuti.13. Denominazione del tipo di rifiuti nella lista pertinente, fonte/fonti, descrizione, quantità, composizione ed eventuali caratteristiche pericolose. Nell'ipotesi di rifiuti provenienti da più fonti, fornire anche l'inventario dettagliato dei rifiuti.14. Designazione dell'operazione / delle operazioni di recupero o smaltimento di cui agli allegati II A e II B della direttiva 75/442/CEE, come modificata.15. Se i rifiuti sono destinati al recupero:a) il metodo previsto per lo smaltimento dei residui dopo il recupero;b) volume dei materiali recuperati in relazione ai residui ed ai rifiuti non recuperabili;c) valore presunto del materiale riciclato;d) costo del recupero e costo dello smaltimento dei residui.16. Prova dell'esistenza di un'assicurazione della responsabilità civile.17. Prova dell'esistenza di un'assicurazione dei veicoli adibiti al trasporto.18. Prova dell'esistenza, all'atto della notificazione, di un contratto che vincola il notificatore e il destinatario in relazione al trattamento dei rifiuti, come prescritto dall'articolo 5, paragrafo 4 e dall'articolo 6.19. Prova che è stata sottoscritta ed è giuridicamente vincolante una garanzia finanziaria o un'assicurazione equivalente, al momento della notifica, che acquista efficacia nel momento in cui la spedizione ha inizio, come prescritto dall'articolo 5, paragrafo 5 e dall'articolo 7.20. Dichiarazione con la quale il notificatore attesta che le informazioni sono complete ed esatte secondo buona fede.21. Uffici doganali di entrata e/o uscita e/o esportazione.2. Informazioni da annotare o allegare al documento di movimento:Inserire tutte le informazioni elencate al punto 1, ed inoltre:1. Data di inizio della spedizione.2. Nome, indirizzo, telefono, fax, e-mail del trasportatore / dei trasportatori.3. Tipo di condizionamento previsto.4. Eventuali precauzioni speciali che devono essere prese dal trasportatore / dai trasportatori.5. Dichiarazione del notificatore che non sono state sollevate obbiezioni dalle autorità competenti di tutti i paesi interessati. La dichiarazione deve obbligatoriamente recare la firma del notificatore.6. Firme prescritte nell'ipotesi di trasferimento della custodia dei rifiuti.3. Informazioni e documenti supplementari che possono essere richiesti dalle autorità competenti:1. Nell'ipotesi in cui il notificatore non sia il produttore dei rifiuti, l'identità del produttore o dei produttori iniziali.2. Tipo e durata dell'autorizzazione di esercizio di cui è titolare l'impianto di trattamento.3. Informazioni sulle misure da prendere per garantire la sicurezza del trasporto.4. Le distanze di trasporto tra notificatore e destinatario, ivi compresi eventuali percorsi alternativi.5. Analisi chimica della composizione dei rifiuti.6. Descrizione del procedimento di produzione dei rifiuti.7. Descrizione del processo di trattamento dell'impianto che riceve i rifiuti.8. Informazioni in merito al calcolo della garanzia finanziaria o dell'assicurazione equivalente di cui all'articolo 5, paragrafo 5 e all'articolo 7.ALLEGATO IIIElenco dei rifiuti soggetti all'obbligo di essere accompagnati da determinate informazioni ("Elenco verde") [55][55]  Questo elenco deriva dalla decisione OCSE, Appendice 3.Indipendentemente dal fatto che figurino o no su questo elenco, i rifiuti non possono essere assoggettati alla procedura di controllo consistente nell'obbligo di essere accompagnati da determinate informazioni qualora siano contaminati da altri materiali in misura tale da a) aumentare i rischi associati a tali rifiuti in misura sufficiente da renderli assoggettabili alla procedura di controllo mediante notifica e autorizzazione scritte, in considerazione delle caratteristiche di pericolosità di cui all'allegato III della direttiva 91/689/CEE, come modificata [56] ovvero b) impedire a tali rifiuti di essere recuperati in modo ecologicamente corretto.[56]  GU L 377 del 31.12.1991, pag. 20PartE IRifiuti elencati nell'allegato IX della Convenzione di Basilea [57].[57]  L'allegato IX della Convenzione di Basilea è riportato nel presente regolamento agli allegati V, parte 1, elenco B.Ai fini del presente regolamento:a) Tutti i riferimenti all'elenco A dell'allegato IX della Convenzione di Basilea si intendono fatti all'allegato IV del presente regolamento.b) Nella voce B1020 della Convenzione di Basilea (allegato IX) l'espressione "alla rinfusa e in forma finita" comprende tutte le forme di rifiuti metallici non dispersibili [58] ivi elencate.[58]  I rifiuti in forma "non dispersibile" non comprendono i rifiuti sotto forma di polvere, fango o gli articoli solidi contenenti rifiuti pericolosi in forma liquida.c) La parte della voce B1100 dell'allegato IX della Convenzione di Basilea che fa riferimento a "Scorie derivanti dalla lavorazione del rame" ecc. non si applica ed è sostituita dalla voce (OCSE) GB040 della Parte II.d) La voce B1110 della Convenzione di Basilea non si applica ed è sostituita dalle voci (OCSE) GC010 e GC020 della Parte II.e) La voce B2050 non si applica ed è sostituita dalla voce (OCSE) GG040 della Parte II.f) Il riferimento, nella voce B3010 dell'allegato IX della Convenzione di Basilea, ai rifiuti di polimeri fuorurati si intende comprensivo dei polimeri e dei copolimeri di tetrafuoroetilente (PTFE).PartE II:I rifiuti di seguito indicati sono parimenti soggetti all'obbligo di essere accompagnati da determinate informazioni:Rifiuti di metalli e loro leghe sotto forma metallica, non dispersibile:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti contenenti metalli provenienti dalla fusione e raffinazione di metalli&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Altri rifiuti contenenti metalli&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;I seguenti rifiuti di metalli e loro leghe sotto forma metallica dispersibile:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti di vetro in forma non dispersibile:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti ceramici in forma non dispersibile:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti contenenti prevalentemente composti inorganici, che possono a loro volta contenere metalli e composti organici&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti solidi in plastica:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti tessili&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti delle industrie agroalimentari&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti derivati da operazioni di conciatura e dall'utilizzo del cuoio&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO IVElenco dei rifiuti soggetti alla procedura di notifica e autorizzazione scritte ("Elenco ambra") [59][59]  Il presente elenco proviene dalla decisione dell'OCSE, appendice 4.PartE I:Rifiuti elencati negli allegati II e VIII della Convenzione di Basilea [60].[60]  L'allegato VIII della Convenzione di Basilea è riportato nel presente regolamento all'allegato V, parte 1, elenco A.Ai fini del presente regolamento:a) Tutti i riferimenti all'elenco B dell'allegato VIII della Convenzione di Basilea si intendono fatti all'allegato III del presente regolamento.b) Nella voce A1010, l'allocuzione "esclusi quelli specificatamente inclusi nell'elenco B (Allegato IX)" fa riferimento tanto alla voce B1020 della Convenzione di Basilea quanto alla nota relativa alla voce B1020 dell'allegato III del presente regolamento, Parte I b).c) Le voci A1180 e A2060 dell'allegato VIII della Convenzione di Basilea non si applicano e sono sostituite, ove opportuno, dalle voci GC010, GC020 e GG040 dell'allegato III, Parte II.d) La voce A4050 dell'allegato VIII della Convenzione di Basilea comprende i residui dei rivestimenti di vasche per l'elettrolisi dell'alluminio, poiché contengono cianuri inorganici che rientrano nella voce Y33. Se i cianuri sono stati distrutti, i relativi prodotti esauriti sono assegnati alla voce AB120 della parte II, poiché contengono composti inorganici fluorurati, all'esclusione del fuoruro di calcio, rientranti nella voce Y32.PartE II:I seguenti rifiuti sono parimenti soggetti all'obbligo di notifica e autorizzazione scritteRifiuti contenenti metalli&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti contenenti prevalentemente composti inorganici, che possono a loro volta contenere metalli e composti organici&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti contenenti prevalentemente composti organici, che possono a loro volta contenere metalli e composti inorganici&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti che possono contenere composti inorganici o organici&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti contenenti prevalentemente composti inorganici, che possono a loro volta contenere metalli e composti organici&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO IVARifiuti elencati nell'allegato III ma soggetti all'obbligo di notifica e autorizzazione scritte (articolo 3, paragrafo 3)ALLEGATO VRIFIUTI SOGGETTI AL DIVIETO DI ESPORTAZIONE DI CUI ALL'ARTICOLO 37Note introduttive1. L'applicazione dell'allegato V fa salve la direttiva 75/442/CEE, modificata dalla direttiva 91/156/CEE, e la direttiva 91/689/CEE.2. Il presente allegato si compone di tre parti, le parti 2 e 3 si applicano solo quando non è applicabile la parte 1. Di conseguenza, per stabilire se un determinato rifiuto è disciplinato dall'allegato V di questo regolamento, occorre per prima cosa verificare se il rifiuto in questione figura nella parte 1 dell'allegato V; qualora non sia così, si procede a controllare la parte 2 e, se la ricerca ha dato esito negativo, la parte 3.La parte 1 è divisa in due sezioni: l'elenco A, relativo ai rifiuti classificati come pericolosi ai fini della Convenzione di Basilea e pertanto soggetti al divieto di esportazione, e l'elenco B, relativo ai rifiuti non soggetti a tale divietoQuindi, se un determinato rifiuto figura nella parte 1, occorre controllare se è inserito nell'elenco A o nell'elenco B. Solo qualora un rifiuto non figuri né nell'elenco A né nell'elenco B della parte 1 occorre controllare se figura tra i rifiuti pericolosi della parte 2 o della parte 3, nel qual caso è soggetto al divieto di esportazione.3. Gli Stati membri, in casi eccezionali, possono stabilire, sulla base di prove documentali fornite in modo opportuno dal detentore, che un determinato rifiuto elencato nel presente allegato è escluso dal divieto di esportazione di cui all'articolo 37 di questo regolamento se non presenta alcuna delle proprietà di cui all'allegato III della direttiva 91/689/CEE, tenuto conto, per quanto riguarda le voci da H3 a H8, H10 e H11 del suddetto allegato, dei valori limite stabiliti dalla decisione della Commissione 2000/532/CE, modificata.In tal caso, lo Stato membro interessato informa il paese d'importazione prima di prendere una decisione. Gli Stati membri notificano tali casi alla Commissione entro la fine di ogni anno civile. La Commissione comunica le informazioni a tutti gli Stati membri e al segretariato della Convenzione di Basilea. Sulla base delle informazioni ricevute, la Commissione può fare commenti e, ove opportuno, presentare proposte al comitato di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE allo scopo di modificare l'allegato V di questo regolamento.4. Il fatto che un rifiuto non sia elencato nel presente allegato non impedisce che, in casi eccezionali, venga classificato come pericoloso e sia pertanto soggetto al divieto di esportazione di cui all'articolo 37 di questo regolamento, qualora presenti una delle proprietà di cui all'allegato III della direttiva 91/689/CEE, tenuto conto, per quanto riguarda le voci da H3 ad H8, H10 e H11 del suddetto allegato, dei valori limite stabiliti dalla decisione della Commissione 2000/532/CE, modificata, come previsto dall'articolo 1, paragrafo 4, secondo trattino, della direttiva 91/689/CEE e dall'intestazione dell'allegato III di questo regolamento.In tal caso, lo Stato membro interessato informa il paese d'importazione prima di prendere una decisione. Gli Stati membri notificano tali casi alla Commissione entro la fine di ogni anno civile. La Commissione comunica le informazioni a tutti gli Stati membri e al segretariato della Convenzione di Basilea. Sulla base delle informazioni ricevute, la Commissione può fare commenti e, ove opportuno, presentare proposte al comitato di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE allo scopo di modificare l'allegato V di questo regolamento.PARTE 1Elenco A (Allegato VIII alla Convenzione di Basilea)A1  //  Rifiuti di metalli o contenenti metalliA1010 Rifiuti di metallo e rifiuti che consistono di leghe di uno dei seguenti elementi- Antimonio- Arsenico- Berillio- Cadmio- Piombo- Mercurio- Selenio- Tellurio- Tallioesclusi quelli specificatamente inclusi nell'elenco B.A1020 Rifiuti che hanno come componenti o agenti inquinanti - esclusi i rifiuti di metallo in forma massiccia - uno dei seguenti elementi:- Antimonio; composti di antimonio- Berillio; composti di berillio- Cadmio; composti di cadmio- Piombo; composti di piombo- Selenio; composti di selenio- Tellurio; composti di tellurioA1030 Rifiuti che hanno come componenti o agenti inquinanti uno dei seguenti elementi:- Arsenico; composti di arsenico- Mercurio; composti di mercurio- Tallio; composti di tallioA1040 Rifiuti che hanno come componenti uno dei seguenti elementi:- Metalli carbonilici- Composti esavalenti di cromoA1050 Fanghi da galvanizzazioneA1060 Rifiuti fluidi prodotti dal decapaggio dei metalliA1070 Residui di liscivazione prodotti dal trattamento dello zinco, polveri e fanghi quali iarosite, ematite, ecc.A1080 Rifiuti dei residui di zinco non riportati sull'elenco B, contenenti piombo e cadmio in concentrazioni sufficienti da acquisire le caratteristiche di cui all'allegato IIIA1090 Ceneri prodotte dall'incenerimento di cavi isolati di rameA1100 Polveri e residui prodotti dai sistemi di depurazione a gas delle fonderie di rameA1110 Soluzioni elettrolitiche esauste derivanti da processi di elettroraffinazione e estrazione per via elettrolitica del rameA1120 Fanghi, esclusi quelli anodici, prodotti dai sistemi di purificazione elettrolitica in processi di elettroraffinazione e estrazione per via elettrolitica del rameA1130 Reattivi d'attacco chimico esausti contenenti rame discioltoA1140 Rifiuti di catalizzatori di cloruro di rame e cianuro di rameA1150 Ceneri di metalli preziosi prodotte dall'incenerimento di circuiti stampati non inclusi sull'elenco B [61][61]  Si noti che la voce corrispondente nell'elenco B, (B1160) non specifica eccezioni.A1160 Batterie piombo/acido in pezzi o rottamiA1170 Batterie non assortite, esclusi i miscugli di batterie inclusi soltanto nell'elenco B. Batterie non incluse nell'elenco B che contengono sostanze di cui all'allegato 1 in quantità tale da renderle pericoloseA1180 Rifiuti di dispositivi elettrici o elettronici o rottami [62] che contengono elementi quali accumulatori ed altre batterie incluse nell'elenco A, commutatori a mercurio, vetri di tubi a raggi catodici ed altri vetri radioattivi e condensatori di PCB, o contaminati da elementi riportati nell'allegato I (ad esempio cadmio, mercurio, piombo, difenile policlorato) in misura tale da acquisire una delle caratteristiche di cui all'allegato III (cfr. la voce corrispondente nell'elenco B, B1110) [63][62]  Questa voce non include rottami di assemblaggi provenienti dalle centrali elettriche.[63]  I PCB presentano un livello di concentrazione pari o superiore a 50 mg/kg.A2  //   Rifiuti contenenti prevalentemente composti inorganici, che possono a loro volta contenere metalli e composti organiciA2010 Vetri di tubi a raggi catodici e altri vetri radioattiviA2020 Rifiuti di composti inorganici di fluoro in forma di liquami o di fanghi, esclusi quelli inseriti nell'elenco BA2030 Rifiuti di catalizzatori, esclusi quelli inseriti nell'elenco BA2040 Gesso proveniente da processi dell'industria chimica, quando contiene componenti elencati nell'allegato I in concentrazioni sufficienti da presentare le caratteristiche di rischio di cui all'allegato III (cfr. la voce corrispondente nell'elenco B, B2080)A2050 Rifiuti di amianto (polveri e fibre)A2060 Ceneri volanti delle centrali elettriche a carbone, contenenti sostanze di cui all'allegato I in concentrazioni sufficienti da presentare le caratteristiche di cui all'allegato III (cfr. la voce corrispondente nell'elenco B, B2050)A3  //   Rifiuti contenenti principalmente costituenti organici che possono a loro volta contenere metalli o composti inorganiciA3010 Rifiuti dalla produzione o lavorazione di petrolio coke e bitumeA3020 Rifiuti di oli minerali non più idonei alla loro funzione originariaA3030 Rifiuti che contengono, consistono di o sono contaminati da fanghi con additivi antidetonanti al piomboA3040 Rifiuti di fluidi termici (per trasferimento di calore)A3050 Rifiuti derivanti dalla produzione, preparazione e uso di resine, latex, plastificanti, colle/adesivi, esclusi quelli inseriti nell'elenco B (cfr. la voce corrispondente nell'elenco B, B4020)A3060 Rifiuti di nitrocellulosaA3070 Rifiuti di fenoli, composti fenolici, compresi i clorofenoli, in forma liquida o di fanghiA3080 Rifiuti di eteri, ad esclusione di quelli inseriti nell'elenco BA3090 Rifiuti di polveri, ceneri, fanghi e farine di cuoio, quando contengono composti esavalenti di cromo o biocidi (cfr. la voce corrispondente nell'elenco B, B3100)A3100 Trucioli ed altri rifiuti di cuoio o di composizione di cuoio non adatti alla manifattura di articoli di cuoio che contengono composti esavalenti di cromo o biocidi (cfr. la voce corrispondente nell'elenco B, B3090)A3110 Rifiuti della slanatura che contengono composti esavalenti di cromo, biocidi o sostanze infettive (cfr. la voce corrispondente nell'elenco B, B3110)A3120 Fluff - frammenti leggeri derivanti dalla frantumazioneA3130 Rifiuti di composti organici del fosforoA3140 Rifiuti di solventi organici non alogenati, esclusi quelli inseriti nell'elenco BA3150 Rifiuti di solventi organici alogenatiA3160 Residui alogenati e non alogenati della distillazione non acquosa proveniente da operazioni di recupero di solventi organiciA3170 Rifiuti della produzione di idrocarburi alifatici alogenati (quali clorometani, dicloroetano, cloruro di vinile, cloruro di vinilidene, cloruro di allile e epicloridrina)A3180 Rifiuti, sostanze e articoli contenenti, consistenti o contaminati da: policlorodifenili (PCB), policlorotrifenili (PCT), policlorato naftalene (PCN) o polibromodifenili (PBB), o qualsiasi altro polibrominato analogo a questi composti, con una concentrazione pari o superiore a 50 mg/kg [64][64]  Il livello di 50 mg/kg è considerato a livello internazionale come un indicatore pratico per tutti i rifiuti. Tuttavia, molti paesi hanno fissato livelli normativi inferiori per determinati tipi di rifiuti (ad esempio 20 mg/kg).A3190 Rifiuti di residui catramosi (esclusi i cementi asfaltici) provenienti dai trattamenti di raffinazione, distillazione o pirolisi di materiali organiciA4  //   Rifiuti che possono contenere composti inorganici o organiciA4010 Rifiuti derivanti da produzione, preparazione e utilizzo di prodotti farmaceutici ad esclusione di quelli riportati sull'elenco BA4020 Rifiuti clinici o analoghi; ovvero rifiuti che derivano da attività sanitarie, di assistenza, odontoiatriche, veterinarie o simili, e rifiuti prodotti negli ospedali o in altre strutture durante le visite o il trattamento di pazienti, o nell'ambito di progetti di ricercaA4030 Rifiuti derivanti della produzione, formulazione e utilizzazione di biocidi e fitofarmaci, compresi i rifiuti di antiparassitari e diserbanti che sono fuori specifica, scaduti [65] o non più idonei alla loro funzione originaria[65]  "Scaduti" significa non utilizzati nel periodo raccomandato dal produttoreA4040 Rifiuti provenienti dalla manifattura, formulazione e uso di sostanze chimiche per la conservazione del legno [66][66]  Questa voce non include il legno trattato con prodotti chimici di conservazione.A4050 Rifiuti che contengono, consistono di o sono contaminati da:- cianuri inorganici, eccetto i residui di metalli preziosi in forma solida contenenti tracce di cianuri inorganici;- cianuri organici.A4060 Rifiuti di miscele ed emulsioni oli/acqua o idrocarburi/acquaA4070 Rifiuti derivanti dalla produzione, preparazione e uso di inchiostri, tinte, pigmenti, pitture, lacche e vernici esclusi quelli riportati sull'elenco B (cfr. la voce corrispondente nell'elenco B B4010)A4080 Rifiuti di natura esplosiva (esclusi quelli riportati sull'elenco B)A4090 Rifiuti di soluzioni acide e basiche, ad esclusione di quelle riportate alla corrispondente voce nell'elenco B (cfr. la voce corrispondente nell'elenco B B2120)A4100 Rifiuti provenienti dai dispositivi di controllo dell'inquinamento industriale per l'abbattimento di inquinanti negli effluenti gassosi, ad eccezione di quelli riportati nell'elenco BA4110 Rifiuti che contengono, consistono di o sono contaminati da:- qualsiasi prodotto della famiglia dei policloro dibenzofurani- qualsiasi prodotto della famiglia delle policloro dibenzodiossineA4120 Rifiuti che contengono, consistono o sono contaminati da perossidiA4130 Rifiuti di contenitori e imballaggi contenenti sostanze di cui all'allegato I in concentrazioni sufficienti da presentare le caratteristiche di rischio di cui all'allegato IIIA4140 Rifiuti che consistono di o che contengono sostanze chimiche fuori specifica o scadute [67] corrispondenti alle categorie riportate nell'allegato I e aventi le caratteristiche di rischio di cui all'allegato III.[67]  "Scaduti" significa non utilizzati nel periodo raccomandato dal produttore.A4150 Rifiuti di sostanze chimiche che risultano da attività di ricerca e di sviluppo o di insegnamento non identificate e/o nuove e di cui non sono noti gli effetti sulla salute dell'uomo e/o sull'ambienteA4160 Carbone attivo esausto non riportato sull'elenco B (cfr. la voce corrispondente nell'elenco B, B2060)Elenco B (Allegato IX della Convenzione di Basilea)B1  //  Rifiuti di metalli o contenenti metalliB1010 Rifiuti di metalli e loro leghe sotto forma metallica, non dispersibile:- Metalli preziosi (oro, argento, gruppo del platino, escluso il mercurio)- Rottami di ferro e acciaio- Rottami di rame- Rottami di nichel- Rottami di alluminio- Rottami di zinco- Rottami di stagno- Rottami di tungsteno- Rottami di molibdeno- Rottami di tantalio- Rottami di magnesio- Rottami di cobalto- Rottami di bismuto- Rottami di titanio- Rottami di zirconio- Rottami di manganese- Rottami di germanio- Rottami di vanadio- Rottami di afnio, indio, niobio, renio et gallio- Rottami di torio- Rottami delle terre rareB1020 Rottami di metallo puliti, non contaminati, comprese le leghe, alla rinfusa e in forma finita (lamierino, lamiera, travi, barrette, ecc.):- Rottami di antimonio- Rottami di berillio- Rottami di cadmio- Rottami di piombo (batterie piombo/acido escluse)- Rottami di selenio- Rottami di tellurioB1030 Metalli refrattari contenenti residuiB1040 Rottami provenienti da centrali elettriche non contaminati da oli lubrificanti, PCB o PCT in misura tale da renderli pericolosiB1050 Miscele di metalli non ferrosi, rottami in frazioni pesanti, non contenenti materiali di cui all'allegato I in concentrazioni sufficienti da acquisire le caratteristiche di cui all'allegato III [68][68]  Si noti che anche laddove si registri inizialmente un basso livello di contaminazione con i materiali inclusi nell'allegato I, i trattamenti successivi, incluso il riciclaggio, possono determinare la separazione di frazioni che presentano concentrazioni significativamente superiori a quelle dei materiali citati.B1060 Rifiuti di selenio e tellurio in forma elementare metallica, polvere compresaB1070 Rifiuti di rame e leghe di rame in forma dispersibile, a meno che non contengano componenti di cui all'allegato I in misura tale da presentare le caratteristiche di cui all'Allegato IIIB1080 Ceneri e residui di zinco compresi i residui di leghe di zinco in forma dispersibile, a meno che non contengano componenti di cui all'allegato I in concentrazione tale da acquisire le caratteristiche di cui all'allegato III o le caratteristiche di rischio H4.3 [69][69]  La classificazione delle ceneri di zinco è attualmente allo studio ed esiste una raccomandazione della Conferenza delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo (UNCTAD) secondo cui le ceneri di zinco non dovrebbero essere considerate pericolose.B1090 Rifiuti di batterie conformi a una specifica, escluse quelle costruite con piombo, cadmio o mercurioB1100 Rifiuti contenenti metalli derivati dalla fonderia, fusione e raffinazione di metalli:- Zinco commerciale solido- Schiumature e scorie di zinco:- Scorie di superficie derivanti dalla galvanizzazione delle lastre di zinco (&gt; 90 % Zn)- Scorie di fondo derivanti dalla galvanizzazione delle lastre di zinco  (&gt; 92 % Zn)- Scorie di fonderia di zinco sotto pressione (&gt; 85 % Zn)- Scorie di lastre di zinco galvanizzate per immersione a caldo (bagni)  (&gt; 92 % Zn)- Schiumature da fonderia di zinco- Schiumature di alluminio (o schiume) scorie salate escluse- Scorie derivanti dalla lavorazione del rame per ulteriore lavorazione e raffinazione, non contenenti arsenico, piombo o cadmio in misura tale da far acquisire loro le caratteristiche di rischio di cui all'allegato III- Rifiuti di rivestimenti refrattari, compresi i crogioli, derivanti dalla fusione di rame- Scorie della lavorazione dei metalli preziosi per ulteriori raffinazioni- Tantalio contenente scorie di stagno con tenore di stagno inferiore a 0,5 %B1110 Assemblaggi elettrici ed elettronici- Rifiuti provenienti da assemblaggi elettrici costituiti unicamente da metalli o leghe- Rifiuti o rottami di assemblaggi elettrici o elettronici [70] (comprese le lastre di circuiti stampati) che non contengono componenti quali accumulatori e altre batterie riportate sull'elenco A, commutatori a mercurio, vetri di tubi a raggi catodici ed altri vetri radioattivi e condensatori di PCB, o non contaminati da sostanze di cui allegato I (ad esempio cadmio, mercurio, piombo, difenile policlorato) o da cui tali sostanze sono state eliminate in misura tale che essi non presentano alcuna delle caratteristiche di cui all'allegato III (cfr. la voce corrispondente nell'elenco A, A1180)[70]  Questa voce non include rottami provenienti dalle centrali elettriche.- Assemblaggi elettrici ed elettronici (compresi i circuiti stampati, i componenti elettronici ed i cavi) destinati al riutilizzo diretto [71], e non al riciclaggio o all'eliminazione definitiva [72][71]  "Riutilizzo" può indicare la riparazione, la ristrutturazione o il miglioramento, ma non un riassemblaggio di grande portata.[72]  In alcuni paesi, tali materiali destinati al riutilizzo diretto non sono considerati rifiuti.B1120 Catalizzatori esausti, esclusi i liquidi utilizzati come catalizzatori, contenenti uno dei seguenti elementi:&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;B1130 Catalizzatori esausti depurati contenenti metalli preziosiB1140 Residui dalla produzione di metalli preziosi in forma solida contenenti tracce di cianuri inorganiciB1150 Rifiuti di metalli preziosi e loro leghe (oro, argento, gruppo del platino, mercurio escluso) in forma dispersibile, non liquida con imballaggio ed etichettatura appropriatiB1160 Ceneri di metalli preziosi derivanti dall'incenerimento di circuiti stampati (cfr. la voce corrispondente nell'elenco A, A1150)B1170 Ceneri di metalli preziosi derivanti dall'incenerimento di pellicole fotograficheB1180 Rifiuti di pellicola fotografica contenente alogenuri di argento e argento metallicoB1190 Rifiuti di carta fotografica contenente alogenuri di argento e argento metallicoB1200 Scorie granulari derivanti dalla produzione di ferro e acciaioB1210 Scorie della fabbricazione di ferro e acciaio, incluse le scorie fonti di TiO2 e vanadioB1220 Scorie derivanti dalla produzione di zinco, chimicamente stabilizzate, con elevato contenuto di ferro (oltre 20%) e trattate secondo specifiche industriali (ad esempio DIN 4301), destinate principalmente alla costruzioneB1230 Scaglie di laminazione derivanti dalla produzione di ferro e di acciaioB1240 Scaglie di laminazione dell'ossido di rameB2  //   Rifiuti contenenti prevalentemente composti inorganici, che possono a loro volta contenere metalli e composti organiciB2010 Rifiuti provenienti da operazioni minerarie, in forma non dispersibile:- Rifiuti di grafite naturale- Rifiuti di ardesia, ripuliti grossolanamente o meno o semplicemente tagliati, mediante segatura o altrimenti- Rifiuti di mica- Rifiuti di leucite, nefelina e rifiuti di nefelina sienite- Rifiuti di feldspato- Rifiuti di spatofluoro- Rifiuti di silice in forma solida, escludendo quelli usati in operazioni di fonderiaB2020 Rifiuti di vetro in forma non dispersibile:- Vetro di scarto ed altri rifiuti e frammenti di vetro eccetto i vetri di tubi a raggi catodici e altri vetri radioattiviB2030 Rifiuti ceramici in forma non dispersibile:- Rifiuti e rottami di cermet (composti ceramici metallici)- Fibre a base di ceramica, non specificate o elencate altroveB2040 Altri rifiuti contenenti prevalentemente composti inorganici:- Solfato di calcio parzialmente raffinato proveniente dalla desolforazione dei gas di scarico (FGD)- Rifiuti dei rivestimenti o delle lastre gessate provenienti dalla demolizione di edifici- Scorie derivanti dalla produzione del rame, chimicamente stabilizzate, con elevato contenuto di ferro (oltre 20%) e trattate conformemente alle specifiche industriali (ad esempio, DIN 4301 e DIN 8201), destinati principalmente alla costruzione e alle applicazione abrasive- Zolfo in forma solida- Calcare proveniente dalla produzione del calcio cianammide (avente un pH inferiore a 9)- Cloruro di sodio, calcio e potassio- Carborundum (carburo di silicio)- Rottami di calcestruzzo- Rottami di vetro contenenti litio-tantalo e litio-niobioB2050 Ceneri volanti delle centrali elettriche a carbone, non incluse nell'elenco A (cfr. la voce corrispondente nell'elenco A, A2060)B2060 Carbone attivo esausto derivante dal trattamento dell'acqua potabile, dai processi dell'industria alimentare e dalla produzione di vitamine (cfr. la voce corrispondente nell'elenco A, A4160)B2070 Fanghi di fluoruro di calcioB2080 Rifiuti di gesso proveniente dai processi dell'industria chimica non inclusi nell'elenco A (cfr. la voce corrispondente nell'elenco A, A2040)B2090 Residui anodici derivanti dalla produzione di acciaio o alluminio costituiti da coke petrolio e/o bitume di petrolio, depurati secondo le normali specifiche industriali (ad eccezione dei residui anodici derivanti dall'elettrolisi cloroalcalina e provenienti dall'industria metallurgica)B2100 Rifiuti di idrossido di alluminio, rifiuti di allumina e residui della produzione di allumina, tranne quando questi materiali sono utilizzati per processi di depurazione del gas, flocculazione o filtrazioneB2110 Residui di bauxite («fango rosso») (pH moderato inferiore a 11.5)B2120 Soluzioni acide o basiche con pH superiore a 2 e inferiore a 11.5, non corrosive o altrimenti pericolose (cfr. la voce corrispondente nell'elenco A, A4090)B3  //   Rifiuti contenenti principalmente costituenti organici che possono a loro volta contenere metalli o composti inorganiciB3010 Rifiuti solidi in plastica:I seguenti materiali di plastica o misto plastica, purché non siano mescolati con altri rifiuti e preparati conformemente a una specifica:- Rottami di plastica composti di polimeri e di copolimeri non alogenati, comprendenti (ma non limitati a) [73]:[73]  È inteso che tali residui sono completamente polimerizzati.- etilene- stirolo- polipropilene- tereftalato di polietilene- acrilonitrile- butadiene- resine acetaliche- poliammidi- tereftalato di polibutilene- policarbonati- polieteri- solfuri di polifenilene- polimeri acrilici- alcani C10-C13 (plastificante)- poliuretano (non contenente CFC)- polisilossano- polimetilacrilato- alcool polivinilico- butirrale di polivinile- acetato polivinilico- Rifiuti di resine polimerizzate o prodotti di condensazione, tra cui:- resine ureiche- resine formofenoliche- resine melanine formaldeidi- resine epossidiche- resine alchilidiche- poliammidi- I seguenti rifiuti contenenti polimeri fluorurati [74]:[74]  - I rifiuti di consumo sono esclusi da questa voce.  - I rifiuti non devono essere mescolati.  - Devono essere tenuti in considerazione i problemi che risultano dalle pratiche di incinerazione all'aperto.- tetrafluoroetilene/propilene (FEP)- perfluoroalcossi alcano (PFA)- perfluoroalcossi alcano (MFA)- fluoruro di polivinile (PVF)- polifluoruro di vinilidene (PVDF)B3020 Rifiuti di carta, cartone e prodotti di cartaI seguenti materiali purché non mescolati con rifiuti pericolosi:Rifiuti e residui di carta o cartone consistenti di:- carta o cartone non imbianchiti o carta o cartone increspati- altre carta o cartone costituiti principalmente di pasta chimica imbianchita, per lo più non colorata- carta o cartone costituiti principalmente di pasta meccanica (ad esempio: giornali, riviste e stampe analoghe)- Altri, includendo ma non limitati a 1) cartoni laminati; 2) residui non assortitiB3030 Rifiuti tessiliI seguenti materiali purché non mescolati con altri rifiuti e preparati conformemente a una specifica:- Rifiuti di seta (inclusi bozzoli non adatti all'avvolgimento, rifiuti filati o catarzo):- non cardati né pettinati- altri- Rifiuti di lana o di peli fini o grossolani di animali, inclusi rifiuti filati, escluso catarzo- cascame di lana o di peli fini di animali- altri rifiuti di lana o di peli fini di animali- rifiuti di peli grossolani di animale- Rifiuti di cotone (inclusi rifiuti filati e di catarzo)- Rifiuti di filati (inclusi residui di fili)- catarzo- altri- Rifiuti e stoppe di lino- Rifiuti e stoppe (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di canapa (Cannabis sativa L.)- Rifiuti e stoppe (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di iuta ed altre fibre tessili (esclusi lino, canapa e ramiè)- Rifiuti e stoppe (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di sisal ed altre fibre tessili del genere Agave- Rifiuti, stoppe e cascame (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di cocco- Rifiuti, stoppe e cascame (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di abaca (canapa di Manila o Musa textilis Nee)- Rifiuti, stoppe e cascame (inclusi rifiuti filati e di catarzo) di ramiè ed altre fibre vegetali tessili, non specificate o incluse altrove- Rifiuti (inclusi cascami, rifiuti filati e catarzo) di fibre manufatte:- fibre sintetiche- fibre artificiali- Indumenti ed altri articoli tessili usurati- Residui di spaghi, cordame, funi e cavi ed altri articoli logori di spago, cordame, funi o cavi di materiali tessili- assortiti- altriB3040 Rifiuti in caucciùI seguenti materiali, purché non mescolati con altri rifiuti:- Rifiuti e residui di caucciù indurito (ad esempio ebanite)- Altri rifiuti di caucciù (esclusi i rifiuti precisati altrove)B3050 Rifiuti di legno e sughero non trattati:- Rifiuti e residui di legno, agglomerati o meno in ceppi, mattonelle, pellets o forme similari- Rifiuti di sughero; frantumati, granulati, o sughero macinatoB3060 Rifiuti dell'industria agroalimentare, purché non infettivi:- Fecce di vino- Rifiuti vegetali disidratati e sterilizzati, residui e sottoprodotti, in forma di pellets o meno, della stessa specie usata negli alimenti per animali, non specificati o inclusi altrove- Mellon (grassi semiossidati): residui derivanti dal trattamento di sostanze grasse o cera animale o vegetale- Rifiuti di ossi o di corno grezzi sgrassati, semplicemente preparati (ma non tagliati in forma), trattati all'acido o degelatinizzati- Rifiuti di pesce- Croste di cacao, gusci ed altri rifiuti di cacao- Altri rifiuti dell'industria agroalimentare, esclusi i sottoprodotti conformi ai requisiti e alle norme nazionali e internazionali per il consumo umano e animaleB3070 I seguenti rifiuti:- Rifiuti di capelli umani- Rifiuti di paglia- Micelio fungino non attivato derivante dalla produzione di penicillina, da utilizzare nell'alimentazione degli animaliB3080 Rifiuti, trucioli e residui di caucciùB3090 Trucioli ed altri rifiuti di cuoio o di composizione di cuoio non adatti alla manifattura di articoli di cuoio che non contengono composti esavalenti di cromo o biocidi (cfr. la voce corrispondente nell'elenco A, A3100)B3100 Rifiuti di polveri, ceneri, fanghi e farine di cuoio, che non contengono composti esavalenti di cromo o biocidi (cfr. la voce corrispondente nell'elenco A, A3090)B3110 Rifiuti della slanatura che non contengono composti esavalenti di cromo, biocidi o sostanze infettive (cfr. la voce corrispondente nell'elenco A, A3110)B3120 Rifiuti di coloranti alimentariB3130 Rifiuti di eteri polimerici e rifiuti di eteri monomerici incapaci di formare perossidiB3140 Rifiuti di pneumatici, esclusi quelli destinati alle operazioni di cui all'allegato IV.AB4  //   Rifiuti che possono contenere composti inorganici o organiciB4010 Rifiuti che consistono principalmente di idropitture e pitture a base di lattice, inchiostri e vernici indurite non contenenti solventi organici, metalli pesanti o biocidi in misura tale da renderli pericolosi (cfr. la voce corrispondente nell'elenco A, A4070)B4020 Rifiuti derivanti dalla produzione, preparazione e uso di resine, latex, plastificanti, colle/adesivi non inclusi nell'elenco A, liberi da solventi e altri agenti inquinanti in misura tale da non presentare le caratteristiche di cui all'allegato III, ad esempio prodotti a base di acqua o colle a base di amido di caseina, destrina, eteri di cellulosa, alcool polivinilici (cfr. la voce corrispondente nell'elenco A, A3050)B4030 Macchine fotografiche monouso, con batterie non incluse nell'elenco APARTE 2Rifiuti elencati nell'allegato alla decisione della Commissione 2000/532/CE, come modificata. I rifiuti contrassegnati da asterisco sono considerati rifiuti pericolosi ai sensi della direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi [75][75]  Nell'identificazione di un rifiuto elencato in questa sezione, è rilevante l'introduzione all'allegato della decisione della Commissione 2000/532/EC modificata.01   //  RIFIUTI DERIVANTI DA PROSPEZIONE, ESTRAZIONE DA MINIERA O CAVA, NONCHÉ DAL TRATTAMENTO FISICO O CHIMICO DI MINERALI01 01   //  rifiuti prodotti dall'estrazione di minerali01 01 01   //  rifiuti da estrazione di minerali metalliferi01 01 02   //  rifiuti da estrazione di minerali non metalliferi01 03   //  rifiuti prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali metalliferi01 03 04*  //  sterili che possono generare acido prodotti dalla lavorazione di minerale solforoso01 03 05*  //  altri sterili contenenti sostanze pericolose01 03 06   //  sterili diversi da quelli di cui alle voci 01 03 04 e 01 03 0501 03 07*  //  altri rifiuti contenenti sostanze pericolose prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali metalliferi01 03 08   //  polveri e residui affini diversi da quelli di cui alla voce 01 03 0701 03 09   //  fanghi rossi derivanti dalla produzione di allumina, diversi da quelli di cui alla voce 01 03 0701 03 99   //  rifiuti non specificati altrimenti01 04   //  rifiuti prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi01 04 07*  //  rifiuti contenenti sostanze pericolose, prodotti da trattamenti chimici e fisici di minerali non metalliferi01 04 08  //  scarti di ghiaia e pietrisco, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 0701 04 09  //  scarti di sabbia e argilla01 04 10  //  polveri e residui affini, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 0701 04 11  //  rifiuti della lavorazione di potassa e salgemma, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 0701 04 12  //  sterili ed altri residui del lavaggio e della pulitura di minerali, diversi da quelli di cui alle voci 01 04 07 e 01 04 1101 04 13  //  rifiuti prodotti dalla lavorazione della pietra, diversi da quelli di cui alla voce 01 04 0701 04 99  //  rifiuti non specificati altrimenti01 05  //  fanghi di perforazione ed altri rifiuti di perforazione01 05 04  //  fanghi e rifiuti di perforazione di pozzi per acque dolci01 05 05*  //  fanghi e rifiuti di perforazione contenenti oli01 05 06*  //  fanghi di perforazione ed altri rifiuti di perforazione contenenti sostanze pericolose01 05 07  //  fanghi e rifiuti di perforazione contenenti barite, diversi da quelli delle voci 01 05 05 e 01 05 0601 05 08  //  fanghi e rifiuti di perforazione contenenti cloruri, diversi da quelli delle voci 01 05 05 e 01 05 0601 05 99  //  rifiuti non specificati altrimenti02  //  RIFIUTI PRODOTTI DA AGRICOLTURA, ORTICOLTURA, ACQUACOLTURA, SELVICOLTURA, CACCIA E PESCA, TRATTAMENTO E PREPARAZIONE DI ALIMENTI02 01  //  rifiuti prodotti da agricoltura, orticoltura, acquacoltura, selvicoltura, caccia e pesca02 01 01  //  fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia02 01 02  //  scarti di tessuti animali02 01 03  //  scarti di tessuti vegetali02 01 04  //  rifiuti plastici (ad esclusione degli imballaggi)02 01 06  //  feci animali, urine e letame (comprese le lettiere usate), effluenti, raccolti separatamente e trattati fuori sito02 01 07  //  rifiuti della silvicoltura02 01 08*  //  rifiuti agrochimici contenenti sostanze pericolose02 01 09  //  rifiuti agrochimici diversi da quelli della voce 02 01 0802 01 10  //  rifiuti metallici02 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti02 02  //  rifiuti della preparazione e del trattamento di carne, pesce ed altri alimenti di origine animale02 02 01  //  fanghi da operazioni di lavaggio e pulizia02 02 02  //  scarti di tessuti animali02 02 03  //  scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione02 02 04  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti02 02 99  //  rifiuti non specificati altrimenti02 03  //  rifiuti della preparazione e del trattamento di frutta, verdura, cereali, oli alimentari, cacao, caffè, tè e tabacco; della produzione di conserve alimentari; della produzione di lievito ed estratto di lievito; della preparazione e fermentazione di melassa02 03 01  //  fanghi prodotti da operazioni di lavaggio, pulizia, sbucciatura, centrifugazione e separazione di componenti02 03 02  //  rifiuti legati all'impiego di conservanti02 03 03  //  rifiuti prodotti dall'estrazione tramite solvente02 03 04  //  scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione02 03 05  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti02 03 99  //  rifiuti non specificati altrimenti02 04  //  rifiuti prodotti dalla raffinazione dello zucchero02 04 01  //  terriccio residuo delle operazioni di pulizia e lavaggio delle barbabietole02 04 02  //  carbonato di calcio fuori specifica02 04 03  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti02 04 99  //  rifiuti non specificati altrimenti02 05  //  rifiuti dell'industria lattiero-casearia02 05 01  //  scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione02 05 02  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti02 05 99  //  rifiuti non specificati altrimenti02 06  //  rifiuti dell'industria dolciaria e della panificazione02 06 01  //  scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione02 06 02  //  rifiuti legati all'impiego di conservanti02 06 03  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti02 06 99  //  rifiuti non specificati altrimenti02 07  //  rifiuti della produzione di bevande alcoliche ed analcoliche (tranne caffè, tè e cacao)02 07 01  //  rifiuti prodotti dalle operazioni di lavaggio, pulizia e macinazione della materia prima02 07 02  //  rifiuti prodotti dalla distillazione di bevande alcoliche02 07 03  //  rifiuti prodotti dai trattamenti chimici02 07 04  //  scarti inutilizzabili per il consumo o la trasformazione02 07 05  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti02 07 99  //  rifiuti non specificati altrimenti03  //  RIFIUTI DELLA LAVORAZIONE DEL LEGNO E DELLA PRODUZIONE DI PANNELLI, MOBILI, POLPA, CARTA E CARTONE03 01  //  rifiuti della lavorazione del legno e della produzione di pannelli e mobili03 01 01  //  scarti di corteccia e sughero03 01 04*  //  segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci contenenti sostanze pericolose03 01 05  //  segatura, trucioli, residui di taglio, legno, pannelli di truciolare e piallacci diversi da quelli di cui alla voce 03 01 0403 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti03 02  //  rifiuti dei trattamenti conservativi del legno03 02 01*  //  prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti composti organici non alogenati03 02 02*  //  prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti composti organici clorurati03 02 03*  //  prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti composti organometallici03 02 04*  //  prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti composti inorganici03 02 05*  //  altri prodotti per i trattamenti conservativi del legno contenenti sostanze pericolose03 02 99  //  prodotti per i trattamenti conservativi del legno non specificati altrimenti03 03  //  rifiuti della produzione e della lavorazione di polpa, carta e cartone03 03 01  //  scarti di corteccia e legno03 03 02  //  fanghi di recupero dei bagni di macerazione (green liquor)03 03 05  //  fanghi prodotti dai processi di disinchiostrazione nel riciclaggio della carta03 03 07  //  scarti della separazione meccanica nella produzione di polpa da rifiuti di carta e cartone03 03 08  //  scarti della selezione di carta e cartone destinati ad essere riciclati03 03 09  //  fanghi di scarto contenenti carbonato di calcio03 03 10  //  scarti di fibre e fanghi contenenti fibre, riempitivi e prodotti di rivestimento generati dai processi di separazione meccanica03 03 11  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 03 03 1003 03 99  //  rifiuti non specificati altrimenti04  //  RIFIUTI DELLA LAVORAZIONE DI PELLI E PELLICCE, NONCHÉ DELL'INDUSTRIA TESSILE04 01  //  rifiuti della lavorazione di pelli e pellicce04 01 01  //  carniccio e frammenti di calce04 01 02  //  rifiuti di calcinazione04 01 03*  //  bagni di sgrassatura esauriti contenenti solventi senza fase liquida04 01 04  //  liquido di concia contenente cromo04 01 05  //  liquido di concia non contenente cromo04 01 06  //  fanghi, prodotti in particolare dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti cromo04 01 07  //  fanghi, prodotti in particolare dal trattamento in loco degli effluenti, non contenenti cromo04 01 08  //  cuoio conciato (scarti, cascami, ritagli, polveri di lucidatura) contenenti cromo04 01 09  //  rifiuti delle operazioni di confezionamento e finitura04 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti04 02  //  rifiuti dell'industria tessile04 02 09  //  rifiuti da materiali compositi (fibre impregnate, elastomeri, plastomeri)04 02 10  //  materiale organico proveniente da prodotti naturali (ad es. grasso, cera)04 02 14*  //  rifiuti provenienti da operazioni di finitura, contenenti solventi organici04 02 15  //  rifiuti da operazioni di finitura, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 1404 02 16*  //  tinture e pigmenti, contenenti sostanze pericolose04 02 17  //  tinture e pigmenti, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 1604 02 19*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose04 02 20  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 04 02 1904 02 21  //  rifiuti da fibre tessili grezze04 02 22  //  rifiuti da fibre tessili lavorate04 02 99  //  rifiuti non specificati altrimenti05  //  RIFIUTI DELLA RAFFINAZIONE DEL PETROLIO, PURIFICAZIONE DEL GAS NATURALE E TRATTAMENTO PIROLITICO DEL CARBONE05 01  //  rifiuti della raffinazione del petrolio05 01 02*  //  fanghi da processi di dissalazione05 01 03*  //  morchie depositate sul fondo dei serbatoi05 01 04*  //  fanghi acidi prodotti da processi di alchilazione05 01 05*  //  perdite di olio05 01 06*  //  fanghi oleosi prodotti dalla manutenzione di impianti e apparecchiature05 01 07*  //  catrami acidi05 01 08*  //  altri catrami05 01 09*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose05 01 10  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 05 01 0905 01 11*  //  rifiuti prodotti dalla purificazione di carburanti tramite basi05 01 12*  //  acidi contenenti oli05 01 13  //  fanghi residui dell'acqua di alimentazione delle caldaie05 01 14  //  rifiuti prodotti dalle torri di raffreddamento05 01 15*  //  filtri di argilla esauriti05 01 16  //  rifiuti contenenti zolfo prodotti dalla desolforizzazione del petrolio05 01 17  //  bitumi05 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti05 06  //  rifiuti prodotti dal trattamento pirolitico del carbone05 06 01*  //  catrami acidi05 06 03*  //  altri catrami05 06 04  //  rifiuti prodotti dalle torri di raffreddamento05 06 99  //  rifiuti non specificati altrimenti05 07  //  rifiuti prodotti dalla purificazione e dal trasporto di gas naturale05 07 01*  //  rifiuti contenenti mercurio05 07 02  //  rifiuti contenenti zolfo05 07 99  //  rifiuti non specificati altrimenti06  //  RIFIUTI DEI PROCESSI CHIMICI INORGANICI06 01  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di acidi06 01 01*  //  acido solforico ed acido solforoso06 01 02*  //  acido cloridrico06 01 03*  //  acido fluoridrico06 01 04*  //  acido fosforico e fosforoso06 01 05*  //  acido nitrico e acido nitroso06 01 06*  //  altri acidi06 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti06 02  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di basi06 02 01*  //  idrossido di calcio06 02 03*  //  idrossido di ammonio06 02 04*  //  idrossido di sodio e di potassio06 02 05*  //  altre basi06 02 99  //  rifiuti non specificati altrimenti06 03  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di sali, loro soluzioni e ossidi metallici06 03 11*  //  sali e loro soluzioni, contenenti cianuri06 03 13*  //  sali e loro soluzioni, contenenti metalli pesanti06 03 14  //  sali e loro soluzioni, diversi da quelli di cui alle voci 06 03 11 e 06 03 1306 03 15*  //  ossidi metallici contenenti metalli pesanti06 03 16  //  ossidi metallici, diversi da quelli di cui alla voce 06 03 1506 03 99  //  rifiuti non specificati altrimenti06 04  //  rifiuti contenenti metalli, diversi da quelli di cui alla voce 06 0306 04 03*  //  rifiuti contenenti arsenico06 04 04*  //  rifiuti contenenti mercurio06 04 05*  //  rifiuti contenenti altri metalli pesanti06 04 99  //  rifiuti non specificati altrimenti06 05  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti06 05 02*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose06 05 03  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 06 05 0206 06  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti chimici contenenti zolfo, dei processi chimici dello zolfo e dei processi di desolforazione06 06 02*  //  rifiuti contenenti solfuri pericolosi06 06 03  //  rifiuti contenenti solfuri, diversi da quelli di cui alla voce 06 06 0206 06 99  //  rifiuti non specificati altrimenti06 07  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti alogeni e dei processi chimici degli alogeni06 07 01*  //  rifiuti dei processi elettrolitici, contenenti amianto06 07 02*  //  carbone attivato dalla produzione di cloro06 07 03*  //  fanghi di solfati di bario, contenenti mercurio06 07 04*  //  soluzioni ed acidi, ad es. acido di contatto06 07 99  //  rifiuti non specificati altrimenti06 08  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso del silicio e dei suoi derivati06 08 02*  //  rifiuti contenenti clorosilani pericolosi06 08 99  //  rifiuti non specificati altrimenti06 09  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti fosforosi e dei processi chimici del fosforo06 09 02  //  scorie fosforose06 09 03*  //  rifiuti prodotti da reazioni a base di calcio contenenti o contaminati da sostanze pericolose06 09 04  //  rifiuti prodotti da reazioni a base di calcio, diversi da quelli di cui alla voce 06 09 0306 09 99  //  rifiuti non specificati altrimenti06 10  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti chimici contenenti azoto, dei processi chimici dell'azoto e della produzione di fertilizzanti06 10 02*  //  rifiuti contenenti sostanze pericolose06 10 99  //  rifiuti non specificati altrimenti06 11  //  rifiuti dalla produzione di pigmenti inorganici ed opacificanti06 11 01  //  rifiuti prodotti da reazioni a base di calcio nella produzione di diossido di titanio06 11 99  //  rifiuti non specificati altrimenti06 13  //  rifiuti di processi chimici inorganici non specificati altrimenti06 13 01*  //  prodotti fitosanitari, agenti conservativi del legno ed altri biocidi inorganici06 13 02*  //  carbone attivato esaurito (tranne 06 07 02)06 13 03  //  nerofumo06 13 04*  //  rifiuti della lavorazione dell'amianto06 13 05*  //  fuliggine06 13 99  //  rifiuti non specificati altrimenti07  //  RIFIUTI DEI PROCESSI CHIMICI ORGANICI07 01  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti chimici organici di base07 01 01*  //  soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri07 01 03*  //  solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 01 04*  //  altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 01 07*  //  fondi e residui di reazione, alogenati07 01 08*  //  altri fondi e residui di reazione07 01 09*  //  residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati07 01 10*  //  altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti07 01 11*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose07 01 12  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 01 1107 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti07 02  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso (PFFU) di plastiche, gomme sintetiche e fibre artificiali07 02 01*  //  soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri07 02 03*  //  solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 02 04*  //  altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 02 07*  //  fondi e residui di reazione, alogenati07 02 08*  //  altri fondi e residui di reazione07 02 09*  //  residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati07 02 10*  //  altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti07 02 11*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose07 02 12  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 02 1107 02 13  //  rifiuti plastici07 02 14*  //  rifiuti prodotti da additivi, contenenti sostanze pericolose07 02 15  //  rifiuti prodotti da additivi, diversi da quelli di cui alla voce 07 02 1407 02 16*  //  rifiuti contenenti siliconi pericolosi07 02 17  //  rifiuti contenenti siliconi, diversi da quelli di cui alla voce 07 02 1607 02 99  //  rifiuti non specificati altrimenti07 03  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di coloranti e pigmenti organici (tranne 06 11)07 03 01*  //  soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri07 03 03*  //  solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 03 04*  //  altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 03 07*  //  fondi e residui di reazione, alogenati07 03 08*  //  altri fondi e residui di reazione07 03 09*  //  residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati07 03 10*  //  altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti07 03 11*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose07 03 12  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 03 1107 03 99  //  rifiuti non specificati altrimenti07 04  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti fitosanitari (tranne 02 01 08 e 02 01 09), agenti conservativi del legno (tranne 03 02) ed altri biocidi organici07 04 01*  //  soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri07 04 03*  //  solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 04 04*  //  altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 04 07*  //  fondi e residui di reazione, alogenati07 04 08*  //  altri fondi e residui di reazione07 04 09*  //  residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati07 04 10*  //  altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti07 04 11*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose07 04 12  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 04 1107 04 13*  //  rifiuti solidi contenenti sostanze pericolose07 04 99  //  rifiuti non specificati altrimenti07 05  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti farmaceutici07 05 01*  //  soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri07 05 03*  //  solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 05 04*  //  altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 05 07*  //  fondi e residui di reazione, alogenati07 05 08*  //  altri fondi e residui di reazione07 05 09*  //  residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati07 05 10*  //  altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti07 05 11*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose07 05 12  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 05 1107 05 13*  //  rifiuti solidi contenenti sostanze pericolose07 05 14  //  rifiuti solidi, diversi da quelli di cui alla voce 07 05 1307 05 99  //  rifiuti non specificati altrimenti07 06  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di grassi, lubrificanti, saponi, detergenti, disinfettanti e cosmetici07 06 01*  //  soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri07 06 03*  //  solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 06 04*  //  altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 06 07*  //  fondi e residui di reazione, alogenati07 06 08*  //  altri fondi e residui di reazione07 06 09*  //  residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati07 06 10*  //  altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti07 06 11*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose07 06 12  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 06 1107 06 99  //  rifiuti non specificati altrimenti07 07  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di prodotti della chimica fine e di prodotti chimici non specificati altrimenti07 07 01*  //  soluzioni acquose di lavaggio ed acque madri07 07 03*  //  solventi organici alogenati, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 07 04*  //  altri solventi organici, soluzioni di lavaggio ed acque madri07 07 07*  //  fondi e residui di reazione, alogenati07 07 08*  //  altri fondi e residui di reazione07 07 09*  //  residui di filtrazione e assorbenti esauriti, alogenati07 07 10*  //  altri residui di filtrazione e assorbenti esauriti07 07 11*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose07 07 12  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 07 07 1107 07 99  //  rifiuti non specificati altrimenti08  //  RIFIUTI DELLA PRODUZIONE, FORMULAZIONE, FORNITURA ED USO DI RIVESTIMENTI (PITTURE, VERNICI E SMALTI VETRATI), ADESIVI, SIGILLANTI E INCHIOSTRI PER STAMPA08 01  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso e della rimozione di pitture e vernici08 01 11*  //  pitture e vernici di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose08 01 12  //  pitture e vernici di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 08 01 1108 01 13*  //  fanghi prodotti da pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose08 01 14  //  fanghi prodotti da pitture e vernici, diversi da quelli di cui alla voce 08 01 1308 01 15*  //  fanghi acquosi contenenti pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose08 01 16  //  fanghi acquosi contenenti pitture e vernici, diversi da quelli di cui alla voce 08 01 1508 01 17*  //  fanghi prodotti dalla rimozione di pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose08 01 18  //  fanghi prodotti dalla rimozione di pitture e vernici, diversi da quelli di cui alla voce 08 01 1708 01 19*  //  sospensioni acquose contenenti pitture e vernici, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose08 01 20  //  sospensioni acquose contenenti pitture e vernici, diverse da quelle di cui alla voce 08 01 1908 01 21*  //  residui di vernici o di sverniciatori08 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti08 02  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di altri rivestimenti (inclusi materiali ceramici)08 02 01  //  polveri di scarto di rivestimenti08 02 02  //  fanghi acquosi contenenti materiali ceramici08 02 03  //  sospensioni acquose contenenti materiali ceramici08 02 99  //  rifiuti non specificati altrimenti08 03  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di inchiostri per stampa08 03 07  //  fanghi acquosi contenenti inchiostro08 03 08  //  rifiuti liquidi acquosi contenenti inchiostro08 03 12*  //  scarti di inchiostro, contenenti sostanze pericolose08 03 13  //  scarti di inchiostro, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 1208 03 14*  //  fanghi di inchiostro, contenenti sostanze pericolose08 03 15  //  fanghi di inchiostro, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 1408 03 16*  //  residui di soluzioni chimiche per incisione08 03 17*  //  toner per stampa esauriti, contenenti sostanze pericolose08 03 18  //  toner per stampa esauriti, diversi da quelli di cui alla voce 08 03 1708 03 19*  //  oli dispersi08 03 99  //  rifiuti non specificati altrimenti08 04  //  rifiuti della produzione, formulazione, fornitura ed uso di adesivi e sigillanti (inclusi i prodotti impermeabilizzanti)08 04 09*  //  adesivi e sigillanti di scarto, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose08 04 10  //  adesivi e sigillanti di scarto, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 0908 04 11*  //  fanghi di adesivi e sigillanti, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose08 04 12  //  fanghi di adesivi e sigillanti, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 1108 04 13*  //  fanghi acquosi contenenti adesivi e sigillanti, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose08 04 14  //  fanghi acquosi contenenti adesivi e sigillanti, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 1308 04 15*  //  rifiuti liquidi acquosi contenenti adesivi e sigillanti, contenenti solventi organici o altre sostanze pericolose08 04 16  //  rifiuti liquidi acquosi contenenti adesivi e sigillanti, diversi da quelli di cui alla voce 08 04 1508 04 17*  //  olio di resina08 04 99  //  rifiuti non specificati altrimenti08 05  //  rifiuti non specificati altrimenti alla voce 0808 05 01*  //  isocianati di scarto09  //  RIFIUTI DELL'INDUSTRIA FOTOGRAFICA09 01  //  rifiuti dell'industria fotografica09 01 01*  //  soluzioni di sviluppo e attivanti a base acquosa09 01 02*  //  soluzioni di sviluppo per lastre offset a base acquosa09 01 03*  //  soluzioni di sviluppo a base di solventi09 01 04*  //  soluzioni fissative09 01 05*  //  soluzioni di lavaggio e soluzioni di arresto-fissaggio09 01 06*  //  rifiuti contenenti argento prodotti dal trattamento in loco di rifiuti fotografici09 01 07  //  carta e pellicole per fotografia, contenenti argento o composti dell'argento09 01 08  //  carta e pellicole per fotografia, non contenenti argento o composti dell'argento09 01 10  //  macchine fotografiche monouso senza batterie09 01 11*  //  macchine fotografiche monouso contenenti batterie incluse nelle voci 16 06 01, 16 06 02 o 16 06 0309 01 12  //  macchine fotografiche monouso diverse da quelle di cui alla voce 09 01 1109 01 13*  //  rifiuti liquidi acquosi prodotti dal recupero in loco dell'argento, diversi da quelli di cui alla voce 09 01 0609 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10  //  RIFIUTI PRODOTTI DA PROCESSI TERMICI10 01  //  rifiuti prodotti da centrali termiche ed altri impianti termici (tranne 19)10 01 01  //  ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia (tranne le polveri di caldaia di cui alla voce 10 01 04)10 01 02  //  ceneri leggere di carbone10 01 03  //  ceneri leggere di torba e di legno non trattato10 01 04*  //  ceneri leggere di olio combustibile e polveri di caldaia10 01 05  //  rifiuti solidi prodotti da reazioni a base di calcio nei processi di desolforazione dei fumi10 01 07  //  rifiuti fangosi prodotti da reazioni a base di calcio nei processi di desolforazione dei fumi10 01 09*  //  acido solforico10 01 13*  //  ceneri leggere prodotti da idrocarburi emulsionati usati come carburante10 01 14*  //  ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia prodotti dal coincenerimento, contenenti sostanze pericolose10 01 15  //  ceneri pesanti, scorie e polveri di caldaia prodotti dal coincenerimento, diversi da quelli di cui alla voce 10 01 1410 01 16*  //  ceneri leggere prodotte dal coincenerimento, contenenti sostanze pericolose10 01 17  //  ceneri leggere prodotte dal coincenerimento, diverse da quelle di cui alla voce 10 01 1610 01 18*  //  rifiuti prodotti dalla depurazione dei fumi, contenenti sostanze pericolose10 01 19  //  rifiuti prodotti dalla depurazione dei fumi, diversi da quelli di cui alle voci 10 01 05, 10 01 07 e 10 01 1810 01 20*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose10 01 21  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 10 01 2010 01 22*  //  fanghi acquosi da operazioni di pulizia caldaie, contenenti sostanze pericolose10 01 23  //  fanghi acquosi da operazioni di pulizia caldaie, diversi da quelli di cui alla voce 10 01 2210 01 24  //  sabbie dei reattori a letto fluidizzato10 01 25  //  rifiuti dell'immagazzinamento e della preparazione del combustibile delle centrali termoelettriche a carbone10 01 26  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento10 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 02  //  rifiuti dell'industria del ferro e dell'acciaio10 02 01  //  rifiuti del trattamento delle scorie10 02 02  //  scorie non trattate10 02 07*  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose10 02 08  //  rifiuti prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 02 0710 02 10  //  scaglie di laminazione10 02 11*  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenti oli10 02 12  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 02 1110 02 13*  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose10 02 14  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 02 1310 02 15  //  altri fanghi e residui di filtrazione10 02 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 03  //  rifiuti della metallurgia termica dell'alluminio10 03 02  //  frammenti di anodi10 03 04*  //  scorie della produzione primaria10 03 05  //  rifiuti di allumina10 03 08*  //  scorie saline della produzione secondaria10 03 09*  //  scorie nere della produzione secondaria10 03 15*  //  schiumature infiammabili o che rilasciano, al contatto con l'acqua, gas infiammabili in quantità pericolose10 03 16  //  schiumature diverse da quelle di cui alla voce 10 03 1510 03 17*  //  rifiuti contenenti catrame derivante dalla produzione degli anodi10 03 18  //  rifiuti contenenti catrame della produzione degli anodi, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 1710 03 19*  //  polveri dei gas di combustione, contenenti sostanze pericolose10 03 20  //  polveri dei gas di combustione, diverse da quelle di cui alla voce 10 03 1910 03 21*  //  altre polveri e particolati (comprese quelle prodotte da mulini a palle), contenenti sostanze pericolose10 03 22  //  altre polveri e particolati (comprese quelle prodotte da mulini a palle), diverse da quelle di cui alla voce 10 03 2110 03 23*  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose10 03 24  //  rifiuti prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 2310 03 25*  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose10 03 26  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 2510 03 27*  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenti oli10 03 28  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 2710 03 29*  //  rifiuti prodotti dal trattamento di scorie saline e scorie nere, contenenti sostanze pericolose10 03 30  //  rifiuti prodotti dal trattamento di scorie saline e scorie nere, diversi da quelli di cui alla voce 10 03 2910 03 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 04  //  rifiuti della metallurgia termica del piombo10 04 01*  //  scorie della produzione primaria e secondaria10 04 02*  //  impurità e schiumature della produzione primaria e secondaria10 04 03*  //  arsenato di calcio10 04 04*  //  polveri dei gas di combustione10 04 05*  //  altre polveri e particolato10 04 06*  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi10 04 07*  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi10 04 09*  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenti oli10 04 10  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 04 0910 04 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 05  //  rifiuti della metallurgia termica dello zinco10 05 01  //  scorie della produzione primaria e secondaria10 05 03*  //  polveri dei gas di combustione10 05 04  //  altre polveri e particolato10 05 05*  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi10 05 06*  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi10 05 08*  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenti oli10 05 09  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 05 0810 05 10*  //  impurità e schiumature infiammabili o che rilasciano, al contatto con l'acqua, gas infiammabili in quantità pericolose10 05 11  //  scorie e schiumature diverse da quelle di cui alla voce 10 05 1010 05 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 06  //  rifiuti della metallurgia termica del rame10 06 01  //  scorie della produzione primaria e secondaria10 06 02  //  impurità e schiumature della produzione primaria e secondaria10 06 03*  //  polveri dei gas di combustione10 06 04  //  altre polveri e particolato10 06 06*  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi10 06 07*  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi10 06 09*  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenti oli10 06 10  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 06 0910 06 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 07  //  rifiuti della metallurgia termica di argento, oro e platino10 07 01  //  scorie della produzione primaria e secondaria10 07 02  //  impurità e schiumature della produzione primaria e secondaria10 07 03  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi10 07 04  //  altre polveri e particolato10 07 05  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi10 07 07*  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenti oli10 07 08  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 07 0710 07 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 08  //  rifiuti della metallurgia termica di altri minerali non ferrosi10 08 04  //  polveri e particolato10 08 08*  //  scorie salate della produzione primaria e secondaria10 08 09  //  altre scorie10 08 10*  //  impurità e schiumature infiammabili o che rilasciano, al contatto con l'acqua, gas infiammabili in quantità pericolose10 08 11  //  impurità e schiumature diverse da quelle di cui alla voce 10 08 1010 08 12*  //  rifiuti contenenti catrame derivante dalla produzione degli anodi10 08 13  //  rifiuti contenenti carbone della produzione degli anodi, diversi da quelli di cui alla voce 10 08 1210 08 14  //  frammenti di anodi10 08 15*  //  polveri dei gas di combustione, contenenti sostanze pericolose10 08 16  //  polveri dei gas di combustione, diverse da quelle di cui alla voce 10 08 1510 08 17*  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose10 08 18  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 08 1710 08 19*  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, contenti oli10 08 20  //  rifiuti prodotti dal trattamento delle acque di raffreddamento, diversi da quelli di cui alla voce 10 08 1910 08 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 09  //  rifiuti della fusione di materiali ferrosi10 09 03  //  scorie di fusione10 09 05*  //  forme e anime da fonderia non utilizzate, contenenti sostanze pericolose10 09 06  //  forme e anime da fonderia non utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 09 0510 09 07*  //  forme e anime da fonderia utilizzate, contenenti sostanze pericolose10 09 08  //  forme e anime da fonderia utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 09 0710 09 09*  //  polveri dei gas di combustione, contenenti sostanze pericolose10 09 10  //  polveri dei gas di combustione diverse da quelle di cui alla voce 10 09 0910 09 11*  //  altri particolati contenenti sostanze pericolose10 09 12  //  altri particolati diversi da quelli di cui alla voce 10 09 1110 09 13*  //  leganti per rifiuti contenenti sostanze pericolose10 09 14  //  leganti per rifiuti diversi da quelli di cui alla voce 10 09 1310 09 15*  //  scarti di prodotti rilevatori di crepe, contenenti sostanze pericolose10 09 16  //  scarti di prodotti rilevatori di crepe, diversi da quelli di cui alla voce 10 09 1510 09 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 10  //  rifiuti della fusione di materiali non ferrosi10 10 03  //  scorie di fusione10 10 05*  //  forme e anime da fonderia non utilizzate, contenenti sostanze pericolose10 10 06  //  forme e anime da fonderia non utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 10 0510 10 07*  //  forme e anime da fonderia utilizzate, contenenti sostanze pericolose10 10 08  //  forme e anime da fonderia utilizzate, diverse da quelle di cui alla voce 10 10 0710 10 09*  //  polveri dei gas di combustione, contenenti sostanze pericolose10 10 10  //  polveri dei gas di combustione, diverse da quelle di cui alla voce 10 10 0910 10 11*  //  altri particolati contenenti sostanze pericolose10 10 12  //  altri particolati diversi da quelli di cui alla voce 10 10 1110 10 13*  //  leganti per rifiuti contenenti sostanze pericolose10 10 14  //  leganti per rifiuti diversi da quelli di cui alla voce 10 10 1310 10 15*  //  scarti di prodotti rilevatori di crepe, contenenti sostanze pericolose10 10 16  //  scarti di prodotti rilevatori di crepe, diversi da quelli di cui alla voce 10 10 1510 10 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 11  //  rifiuti della fabbricazione del vetro e di prodotti di vetro10 11 03  //  scarti di materiali in fibra a base di vetro10 11 05  //  polveri e particolato10 11 09*  //  scarti di mescole non sottoposte a trattamento termico, contenenti sostanze pericolose10 11 10  //  scarti di mescole non sottoposte a trattamento termico, diverse da quelle di cui alla voce 10 11 0910 11 11*  //  rifiuti di vetro in forma di particolato e polveri di vetro contenenti metalli pesanti (provenienti ad es. da tubi a raggi catodici)10 11 12  //  rifiuti di vetro diversi da quelli di cui alla voce 10 11 1110 11 13*  //  lucidature di vetro e fanghi di macinazione, contenenti sostanze pericolose10 11 14  //  lucidature di vetro e fanghi di macinazione, diversi da quelli di cui alla voce 10 11 1310 11 15*  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose10 11 16  //  rifiuti prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 11 1510 11 17*  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose10 11 18  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 11 1710 11 19*  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose10 11 20  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 10 11 1910 11 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 12  //  rifiuti della fabbricazione di prodotti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione10 12 01  //  scarti di mescole non sottoposte a trattamento termico10 12 03  //  polveri e particolato10 12 05  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi10 12 06  //  stampi di scarto10 12 08  //  scarti di ceramica, mattoni, mattonelle e materiali da costruzione (sottoposti a trattamento termico)10 12 09*  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose10 12 10  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 12 0910 12 11*  //  rifiuti delle operazioni di smaltatura, contenenti metalli pesanti10 12 12  //  rifiuti delle operazioni di smaltatura diversi da quelli di cui alla voce 10 12 1110 12 13  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti10 12 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 13  //  rifiuti della fabbricazione di cemento, calce e gesso e manufatti di tali materiali10 13 01  //  scarti di mescole non sottoposte a trattamento termico10 13 04  //  rifiuti di calcinazione e di idratazione della calce10 13 06  //  polveri e particolato (eccetto quelli delle voci 10 13 12 e 10 13 13)10 13 07  //  fanghi e residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi10 13 09*  //  rifiuti della fabbricazione di amianto cemento, contenenti amianto10 13 10  //  rifiuti della fabbricazione di amianto cemento, diversi da quelli di cui alla voce 10 13 0910 13 11  //  rifiuti della produzione di materiali compositi a base di cemento, diversi da quelli di cui alle voci 10 13 09 e 10 13 1010 13 12*  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, contenenti sostanze pericolose10 13 13  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi, diversi da quelli di cui alla voce 10 13 1210 13 14  //  rifiuti e fanghi di cemento10 13 99  //  rifiuti non specificati altrimenti10 14  //  rifiuti prodotti dai forni crematori10 14 01*  //  rifiuti prodotti dalla depurazione dei fumi, contenenti mercurio11  //  RIFIUTI PRODOTTI DAL TRATTAMENTO CHIMICO SUPERFICIALE E DAL RIVESTIMENTO DI METALLI ED ALTRI MATERIALI; IDROMETALLURGIA NON FERROSA11 01  //  rifiuti prodotti dal trattamento e ricopertura di metalli (ad esempio, processi galvanici, zincatura, decapaggio, pulitura elettrolitica, fosfatazione, sgrassaggio con alcali, anodizzazione)11 01 05*  //  acidi di decappaggio11 01 06*  //  acidi non specificati altrimenti11 01 07*  //  basi di decappaggio11 01 08*  //  fanghi di fosfatazione11 01 09*  //  fanghi e residui di filtrazione, contenenti sostanze pericolose11 01 10  //  fanghi e residui di filtrazione, diversi da quelli di cui alla voce 11 01 0911 01 11*  //  soluzioni acquose di lavaggio, contenenti sostanze pericolose11 01 12  //  soluzioni acquose di lavaggio, diverse da quelle di cui alla voce 11 01 1111 01 13*  //  rifiuti di sgrassaggio contenenti sostanze pericolose11 01 14  //  rifiuti di sgrassaggio diversi da quelli di cui alla voce 11 01 1311 01 15*  //  eluati e fanghi di sistemi a membrana e sistemi a scambio ionico, contenenti sostanze pericolose11 01 16*  //  resine a scambio ionico saturate o esaurite11 01 98*  //  altri rifiuti contenenti sostanze pericolose11 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti11 02  //  rifiuti prodotti dalla lavorazione idrometallurgica di metalli non ferrosi11 02 02*  //  rifiuti della lavorazione idrometallurgica dello zinco (compresi jarosite, goethite)11 02 03  //  rifiuti della produzione di anodi per processi elettrolitici acquosi11 02 05*  //  rifiuti della lavorazione idrometallurgica del rame, contenenti sostanze pericolose11 02 06  //  rifiuti della lavorazione idrometallurgica del rame, diversi da quelli della voce 11 02 0511 02 07*  //  altri rifiuti contenenti sostanze pericolose11 02 99  //  rifiuti non specificati altrimenti11 03  //  rifiuti solidi e fanghi prodotti da processi di rinvenimento11 03 01*  //  rifiuti contenenti cianuro11 03 02*  //  altri rifiuti11 05  //  rifiuti prodotti da processi di galvanizzazione a caldo11 05 01  //  zinco solido11 05 02  //  ceneri di zinco11 05 03*  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi11 05 04*  //  fondente esaurito11 05 99  //  rifiuti non specificati altrimenti12  //  RIFIUTI PRODOTTI DALLA LAVORAZIONE E DAL TRATTAMENTO FISICO E MECCANICO SUPERFICIALE DI METALLI E PLASTICA12 01  //  rifiuti prodotti dalla lavorazione e dal trattamento fisico e meccanico superficiale di metalli e plastiche12 01 01  //  limatura e trucioli di materiali ferrosi12 01 02  //  polveri e particolato di materiali ferrosi12 01 03  //  limatura e trucioli di materiali non ferrosi12 01 04  //  polveri e particolato di materiali non ferrosi12 01 05  //  limatura e trucioli di materiali plastici12 01 06*  //  oli minerali per macchinari, contenenti alogeni (eccetto emulsioni e soluzioni)12 01 07*  //  oli minerali per macchinari, non contenenti alogeni (eccetto emulsioni e soluzioni)12 01 08*  //  emulsioni e soluzioni per macchinari, contenenti alogeni12 01 09*  //  emulsioni e soluzioni per macchinari, non contenenti alogeni12 01 10*  //  oli sintetici per macchinari12 01 12*  //  cere e grassi esauriti12 01 13  //  rifiuti di saldatura12 01 14*  //  fanghi di lavorazione, contenenti sostanze pericolose12 01 15  //  fanghi di lavorazione, diversi da quelli di cui alla voce 12 01 1412 01 16*  //  materiale abrasivo di scarto, contenete sostanze pericolose12 01 17  //  materiale abrasivo di scarto, diverso da quello di cui alla voce 12 01 1612 01 18*  //  fanghi metallici (fanghi di rettifica, affilatura e lappatura) contenenti olio12 01 19*  //  oli per macchinari, facilmente biodegradabili12 01 20*  //  corpi d'utensile e materiali di rettifica esauriti, contenenti sostanze pericolose12 01 21  //  corpi d'utensile e materiali di rettifica esauriti, diversi da quelli di cui alla voce 12 01 2012 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti12 03  //  rifiuti prodotti da processi di sgrassatura ad acqua e vapore (tranne 11)12 03 01*  //  soluzioni acquose di lavaggio12 03 02*  //  rifiuti prodotti da processi di sgrassatura a vapore13  //  OLI ESAURITI E RESIDUI DI COMBUSTIBILI LIQUIDI (TRANNE OLI COMMESTIBILI ED OLI DI CUI AI CAPITOLI 05, 12 E 19)13 01  //  scarti di oli per circuiti idraulici13 01 01*  //  oli per circuiti idraulici contenenti PCB [76][76]  La definizione di PCB adottata nel presente elenco di rifiuti è quella contenuta nella direttiva 96/59/CE.13 01 04*  //  emulsioni clorurate13 01 05*  //  emulsioni non clorurate13 01 09*  //  oli minerali per circuiti idraulici, clorurati13 01 10*  //  oli minerali per circuiti idraulici, non clorurati13 01 11*  //  oli sintetici per circuiti idraulici13 01 12*  //  oli per circuiti idraulici, facilmente biodegradabili13 01 13*  //  altri oli per circuiti idraulici13 02  //  scarti di olio motore, olio per ingranaggi e oli lubrificanti13 02 04*  //  scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione, clorurati13 02 05*  //  scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione, non clorurati13 02 06*  //  scarti di olio sintetico per motori, ingranaggi e lubrificazione13 02 07*  //  olio per motori, ingranaggi e lubrificazione, facilmente biodegradabile13 02 08*  //  altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione13 03  //  oli isolanti e termoconduttori di scarto13 03 01*  //  isolanti e termoconduttori, contenenti13 03 06*  //  oli minerali isolanti e termoconduttori clorurati, diversi da quelli di cui alla voce 13 03 0113 03 07*  //  oli minerali isolanti e termoconduttori non clorurati13 03 08*  //  oli sintetici isolanti e termoconduttori13 03 09*  //  oli isolanti e termoconduttori, facilmente biodegradabili13 03 10*  //  altri oli isolanti e termoconduttori13 04  //  oli di sentina13 04 01*  //  oli di sentina della navigazione interna13 04 02*  //  oli di sentina delle fognature dei moli13 04 03*  //  altri oli di sentina della navigazione13 05  //  prodotti di separazione olio/acqua13 05 01*  //  rifiuti solidi delle camere a sabbia e di prodotti di separazione olio/acqua13 05 02*  //  fanghi di prodotti di separazione olio/acqua13 05 03*  //  fanghi da collettori13 05 06*  //  oli prodotti dalla separazione olio/acqua13 05 07*  //  acque oleose prodotte dalla separazione olio/acqua13 05 08*  //  miscugli di rifiuti delle camere a sabbia e dei prodotti di separazione olio/acqua13 07  //  rifiuti di carburanti liquidi13 07 01*  //  olio combustibile e carburante diesel13 07 02*  //  petrolio13 07 03*  //  altri carburanti (comprese le miscele)13 08  //  rifiuti di oli non specificati altrimenti13 08 01*  //  fanghi ed emulsioni prodotti dai processi di dissalazione13 08 02*  //  altre emulsioni13 08 99*  //  rifiuti non specificati altrimenti14  //  SOLVENTI ORGANICI, REFRIGERANTI E PROPELLENTI DI SCARTO (TRANNE 07 E 08)14 06  //  solventi organici, refrigeranti e propellenti di schiuma/aerosol di scarto14 06 01*  //  clorofluorocarburi, HCFC, HFC14 06 02*  //  altri solventi e miscele di solventi, alogenati14 06 03*  //  altri solventi e miscele di solventi14 06 04*  //  fanghi o rifiuti solidi, contenenti solventi alogenati14 06 05*  //  fanghi o rifiuti solidi, contenenti altri solventi15  //  RIFIUTI DI IMBALLAGGIO, ASSORBENTI, STRACCI, MATERIALI FILTRANTI E INDUMENTI PROTETTIVI (NON SPECIFICATI ALTRIMENTI)15 01  //  imballaggi (compresi i rifiuti urbani di imballaggio oggetto di raccolta differenziata)15 01 01  //  imballaggi in carta e cartone15 01 02  //  imballaggi in plastica15 01 03  //  imballaggi in legno15 01 04  //  imballaggi metallici15 01 05  //  imballaggi in materiali compositi15 01 06  //  imballaggi in materiali misti15 01 07  //  imballaggi in vetro15 01 09  //  imballaggi in materia tessile15 01 10*  //  imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze15 01 11*  //  imballaggi metallici contenenti matrici solide porose pericolose (ad esempio amianto), compresi i contenitori a pressione vuoti15 02  //  assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi15 02 02*  //  assorbenti, materiali filtranti (inclusi filtri dell'olio non specificati altrimenti), stracci e indumenti protettivi, contaminati da sostanze pericolose15 02 03  //  assorbenti, materiali filtranti, stracci e indumenti protettivi, diversi da quelli di cui alla voce 15 02 0216  //  RIFIUTI NON SPECIFICATI ALTRIMENTI NELL'ELENCO16 01  //  veicoli fuori uso appartenenti a diversi modi di trasporto (comprese le macchine mobili non stradali) e rifiuti prodotti dallo smantellamento di veicoli fuori uso e dalla manutenzione di veicoli (tranne 13, 14, 16 06 e 16 08)16 01 03  //  pneumatici fuori uso16 01 04*  //  veicoli fuori uso16 01 06  //  veicoli fuori uso, non contenenti liquidi né altre componenti pericolose16 01 07*  //  filtri dell'olio16 01 08*  //  componenti contenenti mercurio16 01 09*  //  componenti contenenti PCB16 01 10*  //  componenti esplosivi (ad esempio «air bag»)16 01 11*  //  pastiglie per freni, contenenti amianto16 01 12  //  pastiglie per freni, diverse da quelle di cui alla voce 16 01 1116 01 13*  //  liquidi per freni16 01 14*  //  liquidi antigelo contenenti sostanze pericolose16 01 15  //  liquidi antigelo diversi da quelli di cui alla voce 16 01 1416 01 16  //  serbatoi per gas liquido16 01 17  //  metalli ferrosi16 01 18  //  metalli non ferrosi16 01 19  //  plastica16 01 20  //  vetro16 01 21*  //  componenti pericolosi diversi da quelli di cui alle voci da 16 01 07 a 16 01 11, 16 01 13 e 16 01 1416 01 22  //  componenti non specificati altrimenti16 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti16 02  //  scarti provenienti da apparecchiature elettriche ed elettroniche16 02 09*  //  trasformatori e condensatori contenenti PCB16 02 10*  //  apparecchiature fuori uso contenenti PCB o da essi contaminate, diverse da quelle di cui alla voce 16 02 0916 02 11*  //  apparecchiature fuori uso, contenenti clorofluorocarburi, HCFC, HFC16 02 12*  //  apparecchiature fuori uso, contenenti amianto in fibre libere16 02 13*  //  apparecchiature fuori uso, contenenti componenti pericolosi [77] diversi da quelli di cui alle voci 16 02 09 e 16 02 12[77]  Possono rientrare fra i componenti pericolosi di apparecchiature elettriche ed elettroniche gli accumulatori e le batterie di cui alle voci 16 06 contrassegnati come pericolosi, i commutatori a mercurio, i vetri di tubi a raggi catodici ed altri vetri radioattivi, ecc.16 02 14  //  apparecchiature fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci da 16 02 09 a 16 02 1316 02 15*  //  componenti pericolosi rimossi da apparecchiature fuori uso16 02 16  //  componenti rimossi da apparecchiature fuori uso, diversi da quelli di cui alla voce 16 02 1516 03  //  prodotti fuori specifica e prodotti inutilizzati16 03 03*  //  rifiuti inorganici, contenenti sostanze pericolose16 03 04  //  rifiuti inorganici, diversi da quelli di cui alla voce 16 03 0316 03 05*  //  rifiuti organici, contenenti sostanze pericolose16 03 06  //  rifiuti organici, diversi da quelli di cui alla voce 16 03 0516 04  //  esplosivi di scarto16 04 01*  //  munizioni di scarto16 04 02*  //  fuochi artificiali di scarto16 04 03*  //  altri esplosivi di scarto16 05  //  gas in contenitori a pressione e prodotti chimici di scarto16 05 04*  //  gas in contenitori a pressione (compresi gli halon), contenenti sostanze pericolose16 05 05  //  gas in contenitori a pressione, diversi da quelli di cui alla voce 16 05 0416 05 06*  //  sostanze chimiche di laboratorio contenenti o costituite da sostanze pericolose, comprese le miscele di sostanze chimiche di laboratorio16 05 07*  //  sostanze chimiche inorganiche di scarto contenenti o costituite da sostanze pericolose16 05 08*  //  sostanze chimiche organiche di scarto contenenti o costituite da sostanze pericolose16 05 09  //  sostanze chimiche di scarto diverse da quelle di cui alle voci 16 05 06, 16 05 07 o 16 05 0816 06  //  batterie ed accumulatori16 06 01*  //  batterie al piombo16 06 02*  //  batterie al nichel-cadmio16 06 03*  //  batterie contenenti mercurio16 06 04  //  batterie alcaline (tranne 16 06 03)16 06 05  //  altre batterie ed accumulatori16 06 06*  //  elettroliti di batterie ed accumulatori, oggetto di raccolta differenziata16 07  //  rifiuti della pulizia di serbatoi per trasporto e stoccaggio e di fusti (tranne 05 e 13)16 07 08*  //  rifiuti contenenti olio16 07 09*  //  rifiuti contenenti altre sostanze pericolose16 07 99  //  rifiuti non specificati altrimenti16 08  //  catalizzatori esauriti16 08 01  //  catalizzatori esauriti contenenti oro, argento, renio, rodio, palladio, iridio o platino (tranne 16 08 07)16 08 02*  //  catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione pericolosi [78] o composti di metalli di transizione pericolosi[78]  Ai fini della presente voce sono considerati metalli di transizione: scandio, vanadio, manganese, cobalto, rame, ittrio, niobio, afnio, tungsteno, titanio, cromo, ferro, nichel, zinco, zirconio, molibdeno, tantalio. Tali metalli o i loro composti sono considerati pericolosi se classificati come sostanze pericolose. La classificazione delle sostanze pericolose determina quali metalli di transizione e quali composti di metalli di transizione sono da considerare pericolosi.16 08 03  //  catalizzatori esauriti contenenti metalli di transizione o composti di metalli di transizione, non specificati altrimenti16 08 04  //  catalizzatori liquidi esauriti per il cracking catalitico (tranne 16 08 07)16 08 05*  //  catalizzatori esauriti contenenti acido fosforico16 08 06*  //  liquidi esauriti usati come catalizzatori16 08 07*  //  catalizzatori esauriti contaminati da sostanze pericolose16 09  //  sostanze ossidanti16 09 01*  //  permanganati, ad esempio permanganato di potassio16 09 02*  //  cromati, ad esempio cromato di potassio, dicromato di potassio o di sodio16 09 03*  //  perossidi, ad esempio perossido d'idrogeno16 09 04*  //  sostanze ossidanti non specificate altrimenti16 10  //  rifiuti liquidi acquosi destinati ad essere trattati fuori sito16 10 01*  //  soluzioni acquose di scarto, contenenti sostanze pericolose16 10 02  //  soluzioni acquose di scarto, diverse da quelle di cui alla voce 16 10 0116 10 03*  //  concentrati acquosi, contenenti sostanze pericolose16 10 04  //  concentrati acquosi, diversi da quelli di cui alla voce 16 10 0316 11  //  scarti di rivestimenti e materiali refrattari16 11 01*  //  rivestimenti e materiali refrattari a base di carbone provenienti dalle lavorazioni metallurgiche, contenenti sostanze pericolose16 11 02  //  rivestimenti e materiali refrattari a base di carbone provenienti dalle lavorazioni metallurgiche, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 0116 11 03*  //  altri rivestimenti e materiali refrattari provenienti dalle lavorazioni metallurgiche, contenenti sostanze pericolose16 11 04  //  altri rivestimenti e materiali refrattari provenienti dalle lavorazioni metallurgiche, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 0316 11 05*  //  rivestimenti e materiali refrattari provenienti da lavorazioni non metallurgiche, contenenti sostanze pericolose16 11 06  //  rivestimenti e materiali refrattari provenienti da lavorazioni non metallurgiche, diversi da quelli di cui alla voce 16 11 0517  //  RIFIUTI DELLE OPERAZIONI DI COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE (COMPRESO IL TERRENO PROVENIENTE DA SITI CONTAMINATI)17 01  //  cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche17 01 01  //  cemento17 01 02  //  mattoni17 01 03  //  mattonelle e ceramiche17 01 06*  //  miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, contenenti sostanze pericolose17 01 07  //  miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce 17 01 0617 02  //  legno, vetro e plastica17 02 01  //  legno17 02 02  //  vetro17 02 03  //  plastica17 02 04*  //  vetro, plastica e legno contenenti sostanze pericolose o da esse contaminati17 03  //  miscele bituminose, catrame di carbone e prodotti contenenti catrame17 03 01*  //  miscele bituminose contenenti catrame di carbone17 03 02  //  miscele bituminose diverse da quelle di cui alla voce 17 03 0117 03 03*  //  catrame di carbone e prodotti contenenti catrame17 04  //  metalli (incluse le loro leghe)17 04 01  //  rame, bronzo, ottone17 04 02  //  alluminio17 04 03  //  piombo17 04 04  //  zinco17 04 05  //  ferro e acciaio17 04 06  //  stagno17 04 07  //  metalli misti17 04 09*  //  rifiuti metallici contaminati da sostanze pericolose17 04 10*  //  cavi, impregnati di olio, di catrame di carbone o di altre sostanze pericolose17 04 11  //  cavi, diversi da quelli di cui alla voce 17 04 1017 05  //  terra (compreso il terreno proveniente da siti contaminati), rocce e fanghi di dragaggio17 05 03*  //  terra e rocce, contenenti sostanze pericolose17 05 04  //  terra e rocce, diverse da quelle di cui alla voce 17 05 0317 05 05*  //  fanghi di dragaggio, contenente sostanze pericolose17 05 06  //  fanghi di dragaggio, diversa da quella di cui alla voce 17 05 0517 05 07*  //  pietrisco per massicciate ferroviarie, contenente sostanze pericolose17 05 08  //  pietrisco per massicciate ferroviarie, diverso da quello di cui alla voce 17 05 0717 06  //  materiali isolanti e materiali da costruzione contenenti amianto17 06 01*  //  materiali isolanti contenenti amianto17 06 03*  //  altri materiali isolanti contenenti o costituiti da sostanze pericolose17 06 04  //  materiali isolanti diversi da quelli di cui alle voci 17 06 01 e 17 06 0317 06 05*  //  materiali da costruzione contenenti amianto17 08  //  materiali da costruzione a base di gesso17 08 01*  //  materiali da costruzione a base di gesso contaminati da sostanze pericolose17 08 02  //  materiali da costruzione a base di gesso diversi da quelli di cui alla voce 17 08 0117 09  //  altri rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione17 09 01*  //  rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione, contenenti mercurio17 09 02*  //  rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione, contenenti PCB (ad esempio sigillanti contenenti PCB, pavimentazioni a base di resina contenenti PCB, elementi stagni in vetro contenenti PCB, condensatori contenenti PCB)17 09 03*  //  altri rifiuti dell'attività di costruzione e demolizione (compresi rifiuti misti) contenenti sostanze pericolose17 09 04  //  rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 0318  //  RIFIUTI PRODOTTI DAL SETTORE SANITARIO E VETERINARIO O DA ATTIVITÀ DI RICERCA COLLEGATE (TRANNE I RIFIUTI DI CUCINA E DI RISTORAZIONE NON DIRETTAMENTE PROVENIENTI DA TRATTAMENTO TERAPEUTICO)18 01  //  rifiuti dei reparti di maternità e rifiuti legati a diagnosi, trattamento e prevenzione delle malattie negli esseri umani18 01 01  //  oggetti da taglio (eccetto 18 01 03)18 01 02  //  parti anatomiche ed organi incluse le sacche per il plasma e le riserve di sangue (tranne 18 01 03)18 01 03*  //  rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni18 01 04  //  rifiuti che non devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni (es. bende, ingessature, lenzuola, indumenti monouso, assorbenti igienici)18 01 06*  //  sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose18 01 07  //  sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce 18 01 0618 01 08*  //  medicinali citotossici e citostatici18 01 09  //  medicinali diversi da quelle di cui alla voce 18 01 0818 01 10*  //  rifiuti di amalgama prodotti da interventi odontoiatrici18 02  //  rifiuti legati alle attività di ricerca e diagnosi, trattamento e prevenzione delle malattie negli animali18 02 01  //  oggetti da taglio (eccetto 18 02 02)18 02 02*  //  rifiuti che devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni18 02 03  //  rifiuti che non devono essere raccolti e smaltiti applicando precauzioni particolari per evitare infezioni18 02 05*  //  sostanze chimiche pericolose o contenenti sostanze pericolose18 02 06  //  sostanze chimiche diverse da quelle di cui alla voce 18 02 0518 02 07*  //  medicinali citotossici e citostatici18 02 08  //  medicinali diversi da quelli di cui alla voce 18 02 0719  //  RIFIUTI PRODOTTI DA IMPIANTI DI TRATTAMENTO DEI RIFIUTI, IMPIANTI DI TRATTAMENTO DELLE ACQUE REFLUE FUORI SITO, NONCHÉ DALLA POTABILIZZAZIONE DELL'ACQUA E DALLA SUA PREPARAZIONE PER USO INDUSTRIALE19 01  //  rifiuti da incenerimento o pirolisi di rifiuti19 01 02  //  materiali ferrosi estratti da ceneri pesanti19 01 05*  //  residui di filtrazione prodotti dal trattamento dei fumi19 01 06*  //  rifiuti liquidi acquosi prodotti dal trattamento dei fumi e di altri rifiuti liquidi acquosi19 01 07*  //  rifiuti solidi prodotti dal trattamento dei fumi19 01 10*  //  carbone attivo esaurito, impiegato per il trattamento dei fumi19 01 11*  //  ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose19 01 12  //  ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 1119 01 13*  //  ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose19 01 14  //  ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 1319 01 15*  //  ceneri di caldaia, contenenti sostanze pericolose19 01 16  //  polveri di caldaia, diverse da quelle di cui alla voce 19 01 1519 01 17*  //  rifiuti della pirolisi, contenenti sostanze pericolose19 01 18  //  rifiuti della pirolisi, diversi da quelli di cui alla voce 19 01 1719 01 19  //  sabbie dei reattori a letto fluidizzato19 01 99  //  rifiuti non specificati altrimenti19 02  //  rifiuti prodotti da specifici trattamenti chimico-fisici di rifiuti industriali (comprese decromatazione, decianizzazione, neutralizzazione)19 02 03  //  miscugli di rifiuti composte esclusivamente da rifiuti non pericolosi19 02 04*  //  miscugli di rifiuti contenenti almeno un rifiuto pericoloso19 02 05*  //  fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, contenenti sostanze pericolose19 02 06  //  fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19 02 0519 02 07*  //  oli e concentrati prodotti da processi di separazione19 02 08*  //  rifiuti combustibili liquidi, contenenti sostanze pericolose19 02 09*  //  rifiuti combustibili solidi, contenenti sostanze pericolose19 02 10  //  rifiuti combustibili, diversi da quelli di cui alle voci 19 02 08 e 19 02 0919 02 11*  //  altri rifiuti contenenti sostanze pericolose19 02 99  //  rifiuti non specificati altrimenti19 03  //  rifiuti stabilizzati/solidificati [79][79]  I processi di stabilizzazione modificano la pericolosità delle sostanze contenute nei rifiuti e trasformano i rifiuti pericolosi in rifiuti non pericolosi. I processi di solidificazione influiscono esclusivamente sullo stato fisico dei rifiuti (dallo stato liquidi a quello solido, ad esempio) per mezzo di appositi additivi senza modificare le proprietà chimiche dei rifiuti stessi.19 03 04*  //  rifiuti contrassegnati come pericolosi, parzialmente [80] stabilizzati[80]  Un rifiuto è considerato parzialmente stabilizzato se le sue componenti pericolose, che non sono state completamente trasformate in sostanze non pericolose grazie al processo di stabilizzazione, possono essere disperse nell'ambiente nel breve, medio o lungo periodo.19 03 05  //  rifiuti stabilizzati diversi da quelli di cui alla voce 19 03 0419 03 06*  //  rifiuti contrassegnati come pericolosi, solidificati19 03 07  //  rifiuti solidificati diversi da quelli di cui alla voce 19 03 0619 04  //  rifiuti vetrificati e rifiuti di vetrificazione19 04 01  //  rifiuti vetrificati19 04 02*  //  ceneri leggere ed altri rifiuti dal trattamento dei fumi19 04 03*  //  fase solida non vetrificata19 04 04  //  rifiuti liquidi acquosi prodotti dalla tempra di rifiuti vetrificati19 05  //  rifiuti prodotti dal trattamento aerobico di rifiuti solidi19 05 01  //  parte di rifiuti urbani e simili non compostata19 05 02  //  parte di rifiuti animali e vegetali non compostata19 05 03  //  compost fuori specifica19 05 99  //  rifiuti non specificati altrimenti19 06  //  rifiuti prodotti dal trattamento anaerobico dei rifiuti19 06 03  //  liquidi prodotti dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani19 06 04  //  digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti urbani19 06 05  //  liquidi prodotti dal trattamento anaerobico di rifiuti di origine animale o vegetale19 06 06  //  digestato prodotto dal trattamento anaerobico di rifiuti di origine animale o vegetale19 06 99  //  rifiuti non specificati altrimenti19 07  //  percolato di discarica19 07 02*  //  percolato di discarica, contenente sostanze pericolose19 07 03  //  percolato di discarica, diverso da quello di cui alla voce 19 07 0219 08  //  rifiuti prodotti dagli impianti per il trattamento delle acque reflue, non specificati altrimenti19 08 01  //  vaglio19 08 02  //  rifiuti dell'eliminazione della sabbia19 08 05  //  fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue urbane19 08 06*  //  resine a scambio ionico saturate o esaurite19 08 07*  //  soluzioni e fanghi di rigenerazione delle resine a scambio ionico19 08 08*  //  rifiuti prodotti da sistemi a membrana, contenenti sostanze pericolose19 08 09  //  miscele di oli e grassi prodotte dalla separazione olio/acqua, contenenti esclusivamente oli e grassi commestibili19 08 10*  //  miscele di oli e grassi prodotte dalla separazione olio/acqua, diverse da quelle di cui alla voce 19 08 0919 08 11*  //  fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, contenenti sostanze pericolose19 08 12  //  fanghi prodotti dal trattamento biologico delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 19 08 1119 08 13*  //  fanghi contenenti sostanze pericolose prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali19 08 14  //  fanghi prodotti da altri trattamenti delle acque reflue industriali, diversi da quelli di cui alla voce 19 08 1319 08 99  //  rifiuti non specificati altrimenti19 09  //  rifiuti prodotti dalla potabilizzazione dell'acqua o dalla sua preparazione per uso industriale19 09 01  //  rifiuti solidi prodotti dai processi di filtrazione e vaglio primari19 09 02  //  fanghi prodotti dai processi di chiarificazione dell'acqua19 09 03  //  fanghi prodotti dai processi di decarbonatazione19 09 04  //  carbone attivo esaurito19 09 05  //  resine a scambio ionico saturate o esaurite19 09 06  //  soluzioni e fanghi di rigenerazione delle resine a scambio ionico19 09 99  //  rifiuti non specificati altrimenti19 10  //  rifiuti prodotti da operazioni di frantumazione di rifiuti contenenti metallo19 10 01  //  rifiuti di ferro e acciaio19 10 02  //  rifiuti di metalli non ferrosi19 10 03*  //  fluff - frazione leggera e polveri, contenenti sostanze pericolose19 10 04  //  fluff - frazione leggera e polveri, diversi da quelli di cui alla voce 19 10 0319 10 05*  //  altre frazioni, contenenti sostanze pericolose19 10 06  //  altre frazioni, diverse da quelle di cui alla voce 19 10 0519 11  //  rifiuti prodotti dalla rigenerazione dell'olio19 11 01*  //  filtri di argilla esauriti19 11 02*  //  catrami acidi19 11 03*  //  rifiuti liquidi acquosi19 11 04*  //  rifiuti prodotti dalla purificazione di carburanti tramite basi19 11 05*  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, contenenti sostanze pericolose19 11 06  //  fanghi prodotti dal trattamento in loco degli effluenti, diversi da quelli di cui alla voce 19 11 0519 11 07*  //  rifiuti prodotti dalla purificazione dei fumi19 11 99  //  rifiuti non specificati altrimenti19 12  //  rifiuti prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti (ad esempio selezione, triturazione, compattazione, riduzione in pellet) non specificati altrimenti19 12 01  //  carta e cartone19 12 02  //  metalli ferrosi19 12 03  //  metalli non ferrosi19 12 04  //  plastica e gomma19 12 05  //  vetro19 12 06*  //  legno, contenente sostanze pericolose19 12 07  //  legno diverso da quello di cui alla voce 19 12 0619 12 08  //  prodotti tessili19 12 09  //  minerali (ad esempio sabbia, rocce)19 12 10  //  rifiuti combustibili (CDR: combustibile derivato da rifiuti)19 12 11*  //  altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose19 12 12  //  altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19 12 1119 13  //  rifiuti prodotti dalle operazioni di bonifica di terreni e risanamento delle acque di falda19 13 01*  //  rifiuti solidi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, contenenti sostanze pericolose19 13 02  //  rifiuti solidi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 0119 13 03*  //  fanghi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, contenenti sostanze pericolose19 13 04  //  fanghi prodotti dalle operazioni di bonifica dei terreni, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 0319 13 05*  //  fanghi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose19 13 06  //  fanghi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 0519 13 07*  //  rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, contenenti sostanze pericolose19 13 08  //  rifiuti liquidi acquosi e concentrati acquosi prodotti dalle operazioni di risanamento delle acque di falda, diversi da quelli di cui alla voce 19 13 0720  //  RIFIUTI URBANI (RIFIUTI DOMESTICI E ASSIMILABILI PRODOTTI DA ATTIVITÀ COMMERCIALI E INDUSTRIALI NONCHÉ DALLE ISTITUZIONI) INCLUSI I RIFIUTI DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA20 01  //  frazioni oggetto di raccolta differenziata (tranne 15 01)20 01 01  //  carta e cartone20 01 02  //  vetro20 01 08  //  rifiuti biodegradabili di cucine e mense20 01 10  //  abbigliamento20 01 11  //  prodotti tessili20 01 13*  //  solventi20 01 14*  //  acidi20 01 15*  //  sostanze alcaline20 01 17*  //  prodotti fotochimici20 01 19*  //  pesticidi20 01 21*  //  tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio20 01 23*  //  apparecchiature fuori uso contenenti clorofluorocarburi20 01 25  //  oli e grassi commestibili20 01 26*  //  oli e grassi diversi da quelli di cui alla voce 20 01 2520 01 27*  //  vernici, inchiostri, adesivi e resine contenenti sostanze pericolose20 01 28  //  vernici, inchiostri, adesivi e resine diversi da quelli di cui alla voce 20 01 2720 01 29*  //  detergenti contenenti sostanze pericolose20 01 30  //  detergenti diversi da quelli di cui alla voce 20 01 2920 01 31*  //  medicinali citotossici e citostatici20 01 32  //  medicinali diversi da quelli di cui alla voce 20 01 3120 01 33*  //  batterie e accumulatori di cui alle voci 16 06 01, 16 06 02 e 16 06 03 nonché batterie e accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie20 01 34  //  batterie e accumulatori diversi da quelli di cui alla voce 20 01 3320 01 35*  //  apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alla voce 20 01 21 e 20 01 23, contenenti componenti pericolosi [81][81]  Possono rientrare fra i componenti pericolosi di apparecchiature elettriche ed elettroniche gli accumulatori e le batterie di cui alle voci 16 06 contrassegnati come pericolosi, i commutatori a mercurio, i vetri di tubi a raggi catodici ed altri vetri radioattivi, ecc.20 01 36  //  apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci 20 01 21, 20 01 23 e 20 01 3520 01 37*  //  legno, contenente sostanze pericolose20 01 38  //  legno, diverso da quello di cui alla voce 20 01 3720 01 39  //  plastica20 01 40  //  metallo20 01 41  //  rifiuti prodotti dalla pulizia di camini e ciminiere20 01 99  //  altre frazioni non specificate altrimenti20 02  //  rifiuti prodotti da giardini e parchi (inclusi i rifiuti provenienti da cimiteri)20 02 01  //  rifiuti biodegradabili20 02 02  //  terra e roccia20 02 03  //  altri rifiuti non biodegradabili20 03  //  altri rifiuti urbani20 03 01  //  rifiuti urbani non differenziati20 03 02  //  rifiuti dei mercati20 03 03  //  residui della pulizia stradale20 03 04  //  fanghi delle fosse settiche20 03 06  //  rifiuti della pulizia delle fognature20 03 07  //  rifiuti ingombranti20 03 99  //  rifiuti urbani non specificati altrimentiPARTE 3Elenco A (Allegato II alla Convenzione di Basilea)Rifiuti di cui all'appendice 4, parte seconda, C(2001)107 del Consiglio dell'OCSE sulla revisione della decisione C(1992)39/definitivo concernente il controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero.Y46 Rifiuti domesticiY47 Residui dell'incenerimento di rifiuti domesticiElenco BRifiuti di cui all'appendice 4, parte seconda, C(2001)107 del Consiglio dell'OCSE sulla revisione della decisione C(1992)39/definitivo concernente il controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti destinati ad operazioni di recupero. I rifiuti contrassegnati con i codici AB 130, AC 250, AC 260 e AC 270 sono stati cancellati perché, in conformità della procedura di cui all'articolo 18 della direttiva 75/442/CEE, ritenuti manifestamente non pericolosi e pertanto non soggetti al divieto di esportazioneRifiuti contenenti metalli&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti contenenti prevalentemente composti inorganici, che possono a loro volta contenere metalli e composti organici&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti contenenti prevalentemente composti organici, che possono a loro volta contenere metalli e composti inorganici&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti che possono contenere composti inorganici o organici&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Rifiuti contenenti prevalentemente composti inorganici, che possono a loro volta contenere metalli e composti organici&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO VIModulo per gli impianti titolari di autorizzazione preventiva (articolo 15)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;ALLEGATO VIIinformazioni che devono accompagnare le spedizioni dei rifiuti elencati nell'allegato III e destinati al recupero (articolo 19)Produttore/produttori, nuovo produttore o raccoglitore (nome, indirizzo, telefono, fax ed e-mail):Persona da contattare:Persona che organizza la spedizione (nome, indirizzo, telefono, fax ed e-mail):Persona da contattare:Destinatario (nome, indirizzo, telefono, fax ed e-mail):Persona da contattare:Detentore/detentori (nome, indirizzo, telefono, fax ed e-mail):Persona da contattare:Denominazione commerciale usuale dei rifiuti:Quantità (kg / litri):  //  Classificazione OCSE:Codice Elenco europeo dei rifiuti:Operazione di recupero (o di smaltimento, se pertinente):Trasportatore/trasportatori (nome, indirizzo, telefono, fax, e-mail e persona da contattare):Mezzi di trasporto:Paese di spedizione / di transito / di destinazione:Transito Spedizione DestinazioneAllegato Prova dell'esistenza di un contratto stipulato da chi organizza il trasporto e il destinatario:Data di inizio della spedizioneFirma prima dell'inizio della spedizione: Produttore, nuovo produttore o raccoglitore (data) Persona che organizza   la spedizione (data)Firma al ricevimento dei rifiuti: Detentore/detentori (data) Destinatario (data):ALLEGATO VIIIProdotti chimici elencati negli allegati A, B e C della Convenzione di StoccolmaAldrin  //  N. CAS 309-00-2Clordano  //  N. CAS 57-74-9Dieldrin  //  N. CAS 60-57-1Endrin  //  N. CAS 72-20-8Eptacloro  //  N. CAS 76-44-8Esaclorobenzene (HCB)  //  N. CAS 118-74-1Mirex  //  N. CAS 2385-85-5Toxafene  //  N. CAS 8001-35-2DDT (1,1,1-tricloro-2,2-bis(4-clorofenil)etano)  //  N. CAS 50-29-3Bifenili policlorurati (PCB)Policlorodibenzo-p-diossine (PCDD)  //policlorodibenzofurani (PCDF)  //(I PCB, le diossine e i furani non hanno un numero CAS poiché si tratta di "famiglie" di molecole. Esistono 209 diversi tipi di PCB, circa 175 diossine e un centinaio di furani).ALLEGATO IXLinee guida per una gestione ecologicamente corretta (articolo 42)I. Linee direttrici adottate dalla Conferenza delle Parti della convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e il loro smaltimento, come modificata:1. Technical Guidelines on the Environmentally Sound Management of Biomedical and Health Care Wastes (Direttive tecniche per una gestione ecologicamente corretta dei rifiuti biomedici e dei rifiuti di cure mediche) (Y1; Y3 [82][82]  Adottate alla Sesta conferenza delle Parti della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e il loro smaltimento, 9-13 dicembre 2002.2. Technical Guidelines on the Environmentally Sound Management of Waste Lead Acid Batteries (Direttive tecniche per una gestione ecologicamente corretta dei rifiuti di batterie al piombo e acido) [83].[83]  Adottate alla Sesta conferenza delle Parti della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e il loro smaltimento, 9-13 dicembre 2002.3. Technical Guidelines on the Environmentally Sound Management of the Full and Partial Dismantling of Ships (Direttive tecniche per una gestione ecologicamente corretta dello smantellamento integrale o parziale di navi) [84].[84]  Adottate alla Sesta conferenza delle Parti della Convenzione di Basilea sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e il loro smaltimento, 9-13 dicembre 2002.ALLEGATO XQuestionario supplementare per le relazioni che gli Stati membri devono inviare a norma dell'articolo 54, paragrafo 2&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Nota per la compilazione delle tabelle:I codici D e R sono quelli indicati negli Allegati II A e II B della direttiva 75/442/CEE, come modificataI codici dei rifiuti sono quelli che figurano negli allegati III, IV e IV A del presente regolamento, come modificato.Tabella 1INFORMAZIONE SULLE ECCEZIONI ALL'APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI PROSSIMITÀ, PRIORITÀ AL RECUPERO E AUTOSUFFICIENZA (articolo 12, paragrafo3)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Tabella 2OBIEZIONI ALLE SPEDIZIONI PREVISTE (articolo 12, paragrafo 1, lettera e)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Tabella 3INFORMAZIONE SULLE DECISIONI DELLE AUTORITÀ COMPETENTI AVENTI GIURISDIZIONE SU SPECIFICI IMPIANTI DI RECUPERO DI NON SOLLEVARE OBIEZIONI ALLE SPEDIZIONI DI ALCUNI TIPI DI RIFIUTI VERSO UN IMPIANTO SPECIFICO DI RECUPERO (articolo 15)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Tabella 4INFORMAZIONI SULLE SPEDIZIONI ILLECITE DI RIFIUTI (articoli 26 e 53, par. 1)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Tabella 5INFORMAZIONI SUGLI UFFICI DOGANALI DESIGNATI DAGLI STATI MEMBRI PER LE SPEDIZIONI DI RIFIUTI IN ENTRATA E IN USCITA DALLA COMUNITÀ (articolo 56)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;