CELEX: 61992CJ0287
Language: it
Date: 1994-01-27 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 27 gennaio 1994. # Alison Maitland Toosey contro Chief Adjudication Officer. # Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Social Security Commissioner - Regno Unito. # Libera circolazione dei lavoratori - Previdenza sociale- Prestazioni di invalidità - Stato membro competente. # Causa C-287/92.

Avis juridique important

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61992J0287

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 27 GENNAIO 1994.  -  ALISON MAITLAND TOOSEY CONTRO CHIEF ADJUDICATION OFFICER.  -  DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE: SOCIAL SECURITY COMMISSIONER - REGNO UNITO.  -  LIBERA CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI - PREVIDENZA SOCIALE - PRESTAZIONI DI INVALIDITA - STATO MEMBRO COMPETENTE.  -  CAUSA C-287/92.  

raccolta della giurisprudenza 1994 pagina I-00279

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1. Previdenza sociale dei lavoratori migranti - Assicurazione contro l' invalidità - Liquidazione delle prestazioni - Lavoratore migrante residente nello Stato in cui svolgeva l' attività lavorativa al momento in cui è sopravvenuta l' inabilità al lavoro seguita da invalidità - Diritto alle prestazioni dello Stato in cui è stata svolta l' ultima attività lavorativa  [Regolamento del Consiglio n. 1408/71, art. 39, nn. 1 e 5, e art. 71, n. 1, lett. b), ii)]  2. Previdenza sociale dei lavoratori migranti - Presentazione ed istruzione di richieste di prestazioni assicurative - Richiesta di prestazioni di invalidità presentata presso l' istituzione dello Stato di residenza - Obbligo di garantirne la trasmissione all' istituzione dello Stato competente - Obbligo per l' istituzione dello Stato di residenza di versare le prestazioni di invalidità al richiedente - Esclusione  (Regolamento del Consiglio n. 1408/71, art. 86, e n. 574/72, art. 35)  

Massima

1. L' elemento determinante ai fini dell' applicazione dell' art. 71 del regolamento n. 1408/71, nel suo complesso, è costituito dalla residenza dell' interessato in uno Stato membro diverso da quello alla cui legge era soggetto nel corso dello svolgimento della sua ultima attività lavorativa. Non rientra, quindi, nella sfera di applicazione della prima frase dell' art. 71, n. 1, lett. b), ii), del regolamento n. 1408/71 un lavoratore che si sia stabilito con la famiglia in uno Stato membro in cui abbia risieduto e svolto attività lavorativa ed in cui sia stato vittima di inabilità al lavoro seguita da invalidità, che si sia successivamente stabilito in un altro Stato membro senza svolgervi attività lavorativa e che, infine, abbia fissato la propria residenza in un terzo Stato membro, in cui, a causa del proprio stato di invalidità, né svolga attività lavorativa né sia iscritto nelle liste di disoccupazione.  Conseguentemente, un lavoratore che si trovi in una siffatta situazione non rientra nella sfera di applicazione del n. 5 dell' art. 39 del detto regolamento e nei suoi confronti deve trovare applicazione la norma generale, sancita dal n. 1 del medesimo articolo, secondo cui, per quanto attiene alle prestazioni di invalidità, è competente lo Stato membro la cui legge era applicabile nel momento in cui si è verificata l' inabilità al lavoro seguita da invalidità, nella specie lo Stato in cui è stata svolta l' ultima attività lavorativa.  2. Dagli artt. 86 del regolamento n. 1408/71 e 35 del regolamento n. 574/72 emerge che, qualora l' interessato presenti richiesta di prestazioni di invalidità presso l' istituzione dello Stato di residenza, questa è tenuta a trasmetterla all' istituzione dello Stato membro competente, vale a dire quella dello Stato la cui legge era applicabile al momento in cui era sopravvenuta l' inabilità al lavoro seguita da invalidità.  A differenza del regime previsto per altre prestazioni, nessuna disposizione del regolamento n. 1408/71 impone, invece, alle istituzioni dello Stato di residenza di corrispondere le prestazioni di invalidità al lavoratore richiedente, ancorché con obbligo di rimborso da parte dello Stato competente, fatta salva l' applicazione dell' art. 114 del regolamento n. 574/72 in caso di controversia tra le singole istituzioni. Tuttavia, il diritto comunitario non vieta in alcun modo all' istituzione dello Stato di residenza di assistere il lavoratore richiedente nella sua azione presso l' istituzione dello Stato competente.  

Parti

Nel procedimento C-287/92,  avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell' art. 177 del Trattato CEE, dal Social Security Commissioner (Regno Unito), nella causa dinanzi ad esso pendente tra  Alison Maitland Toosey  e  Chief Adjudication Officer,  domanda vertente sull' interpretazione del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all' applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all' interno della Comunità, nel testo modificato e aggiornato dal regolamento (CEE) del Consiglio 2 giugno 1983, n. 2001 (GU L 230, pag. 6),  LA CORTE (Prima Sezione),  composta dai signori D.A.O. Edward, presidente di sezione, R. Joliet e G.C. Rodríguez Iglesias (relatore), giudici,  avvocato generale: C.O. Lenz  cancelliere: L. Hewlett, amministratore  viste le osservazioni scritte presentate:  - per la signora Toosey, dal Disability Law and Advisory Centre e dall' avv. M. Allan, barrister,  - per il governo del Regno Unito, dal signor J.E. Collins, del Treasury Solicitor' s Department, in qualità di agente, e dall' avv. N. Paines, barrister,  - per la Commissione delle Comunità europee, dal signor N. Khan, membro del servizio giuridico, in qualità di agente,  vista la relazione d' udienza,  sentite le osservazioni orali del Regno Unito, e della Commissione, all' udienza del 23 settembre 1993,  sentite le conclusioni dell' avvocato generale, presentate all' udienza del 18 novembre 1993,  ha pronunciato la seguente  Sentenza  

Motivazione della sentenza

1 Con ordinanza 5 giugno 1992, pervenuta alla Corte il 30 giugno seguente, il Social Security Commissioner (Regno Unito) ha sollevato, a norma dell' art. 177 del Trattato CEE, una serie di questioni pregiudiziali vertenti sull' interpretazione del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all' applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all' interno della Comunità, nel testo modificato e aggiornato dal regolamento (CEE) del Consiglio 2 giugno 1983, n. 2001 (GU L 230, pag. 6).  2 Tali questioni sono sorte nell' ambito di una controversia tra la signora A.M. Toosey ed il Chief Adjudication Officer in merito al diritto della prima ad una prestazione di invalidità.  3 La signora Toosey, di cittadinanza britannica, svolgeva attività lavorativa nel Regno Unito negli anni 1964 e 1965. Da allora non ha mai più prestato attività lavorativa in tale paese. Nel 1973, per motivi connessi alla professione del marito, si stabiliva con la propria famiglia in Belgio, paese in cui svolgeva attività lavorativa dalla fine del 1974 al 18 marzo 1982.  4 Nel marzo 1982 cessava l' attività lavorativa a causa di un' emiplegia spastica che la costringeva alla deambulazione su carrozzella. Nell' ottobre 1983 la famiglia lasciava il Belgio stabilendosi in Francia. Nel luglio 1985 faceva ritorno nel Regno Unito.  5 In data 19 dicembre 1986 la signora Toosey presentava, nel Regno Unito, una richiesta diretta all' ottenimento della "severe disablement allowance" (indennità per invalidità grave, in prosieguo: la "SDA"), ai sensi dell' art. 36 del Social Security Act del 1975.  6 Tale richiesta veniva respinta dal King' s Lynn social security appeal tribunal sulla base del rilievo che la signora Toosey, sebbene rispondesse al requisito della presenza sul territorio britannico, non soddisfaceva il requisito della residenza, previsto dall' art. 3 delle Social Security (Severe Disablement Allowance) Regulations 1984 [regolamento del 1984 in materia di previdenza sociale (indennità per invalidità grave)], vale a dire non aveva risieduto sul territorio britannico per un periodo di dieci anni nell' arco dei venti anni antecedenti alla presentazione della richiesta dell' indennità.  7 La signora Toosey sostiene tuttavia di avere diritto alla corresponsione della SDA ai sensi delle disposizioni del citato regolamento n. 1408/71. Essa sostiene che nella specie deve trovare applicazione l' art. 39, n. 5, del regolamento medesimo - nel testo vigente anteriormente all' entrata in vigore del regolamento del Consiglio 30 aprile 1992, n. 1248, che modifica il regolamento (CEE) n. 1408/71 relativo all' applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all' interno della Comunità e il regolamento (CEE) n. 574/72, che stabilisce le modalità di applicazione (GU L 136, pag. 7) -, atteso che essa rientra tra i soggetti nei confronti dei quali si applicano le disposizioni dell' art. 71, n. 1, lett. b), punto ii). Essa sostiene di non essere un lavoratore frontaliero, bensì un lavoratore dipendente in stato di disoccupazione completa rientrato nello Stato membro in cui risiede ed al quale, pertanto, deve essere riconosciuto il diritto al godimento delle prestazioni previste nel Regno Unito ai sensi della legge britannica.  8 Il Social Security Commissioner, dinanzi al quale la signora Toosey proponeva gravame avverso la decisione del King' s Lynn social security appeal tribunal, decideva di sottoporre alla Corte le seguenti questioni pregiudiziali:  "(1) Se l' art. 71, n. 1, lett. b), punto ii), prima frase, vada interpretato nel senso che esso si applica ad un lavoratore il quale:  a) risieda e lavori nello Stato membro A (del quale è cittadino),  b) successivamente si trasferisca con la famiglia nello Stato membro B, nel quale risieda per 10 anni, lavori e venga colpito da inabilità al lavoro seguita da invalidità,  c) si trasferisca in seguito con la famiglia nello Stato membro C, nel quale risieda per due anni senza lavorare (a causa della sua invalidità), e  d) infine, riprenda la residenza nello Stato membro A, nel quale non lavori né si iscriva come disoccupato (a causa della sua invalidità).  In caso di soluzione affermativa della prima questione:  (2) Secondo quali criteri il giudice nazionale deve stabilire se la domanda di un lavoratore che si trovi nella situazione descritta nella prima questione (in prosieguo: il 'lavoratore richiedente' ) debba essere rivolta all' ente previdenziale dello Stato indicato dall' art. 39, n. 1, del regolamento, oppure all' ente previdenziale indicato dall' art. 39, n. 5, del regolamento, in combinato disposto con l' art. 71, n. 1, lett. b), punto ii), prima frase?  (a) Se l' art. 39, n. 1, si applichi soltanto qualora il lavoratore richiedente sia rimasto nel territorio dello Stato membro dell' ultima occupazione.  (b) In quali circostanze il lavoratore richiedente possa far richiesta di prestazioni all' ente previdenziale dello Stato di cui all' art. 39, n. 5, del regolamento.  (c) Se il lavoratore richiedente abbia facoltà di scegliere l' ente al quale presentare domanda.  (3) Se l' espressione 'secondo la legislazione che essa applica' , figurante nell' art. 39, n. 5, sia da interpretare nel senso che essa include le condizioni relative alla dimora o alla residenza in uno Stato membro alle quali tale legislazione subordina il diritto a prestazioni su base non contributiva.  (4) In caso di soluzione affermativa della terza questione:  Se l' art. 38 del regolamento n. 1408/71 vada interpretato nel senso che esso obbliga l' ente previdenziale competente di uno Stato membro la cui normativa subordini il diritto a prestazioni al compimento di un periodo di residenza a considerare i periodi di residenza del lavoratore richiedente in altri Stati membri come se fossero periodi di residenza compiuti nel primo Stato membro.  In caso di soluzione negativa della prima questione:  (5) Se l' ente previdenziale competente di uno Stato membro la cui normativa subordini il diritto a prestazioni al compimento di un periodo di residenza debba considerare i periodi di residenza del lavoratore richiedente in altri Stati membri come se fossero periodi di residenza compiuti nel primo Stato.  In caso di soluzione negativa delle questioni prima e quinta, quindi nell' ipotesi che il lavoratore sia obbligato a presentare domanda di prestazioni, conformemente all' art. 39, n. 1, allo Stato B:  (6) Se all' ente competente dello Stato membro A incombano degli obblighi nei confronti del lavoratore richiedente, e in particolare se esso debba:  a) dare seguito a una domanda presentata dal lavoratore richiedente in conformità all' art. 35, n. 1, del regolamento n. 574/72, e/o  b) erogare le prestazioni al lavoratore richiedente secondo la propria normativa, fermo restando che l' importo di tali prestazioni gli sarà successivamente rifuso dallo Stato membro B".  Sulla prima questione  9 Si deve ricordare, in limine, che, ai sensi dell' art. 13, n. 1, del regolamento n. 1408/71, le persone a cui si applica il regolamento stesso sono soggette, in linea di principio, alla legge di un solo Stato membro. A termini del n. 2, lett. a), dell' articolo medesimo, la persona che eserciti un' attività subordinata nel territorio di uno Stato membro è soggetta alla legge di tale Stato.  10 Conformemente a tale principio, l' art. 39, n. 1, del regolamento n. 1408/71 indica, per quanto attiene alle prestazioni di invalidità, quale Stato membro competente quello "la cui legislazione era applicabile al momento in cui è sopravvenuta l' inabilità al lavoro seguita da invalidità".  11 Tuttavia, ai sensi del n. 5 dell' articolo medesimo, per il "lavoratore subordinato in disoccupazione completa al quale si applica l' art. 71, paragrafo 1, lett. a), punto ii) o lett. b), punto ii), prima frase", è competente lo Stato di residenza.  12 A tenore del detto art. 71, n. 1, lett. b), punto ii), prima frase, "un lavoratore subordinato diverso dal lavoratore frontaliero che è in disoccupazione completa e che si pone a disposizione degli uffici del lavoro nel territorio dello Stato membro in cui risiede o che ritorna in tale territorio, beneficia delle prestazioni secondo la legislazione di questo Stato, come se vi avesse svolto la sua ultima occupazione; queste prestazioni sono erogate dall' istituzione del luogo di residenza e sono a carico della medesima (...)".  13 Sia dal titolo della sezione del regolamento n. 1408/71 di cui l' art. 71 costituisce l' unico articolo, sia dalla giurisprudenza della Corte emerge che l' elemento determinante ai fini dell' applicazione dell' art. 71, nel suo complesso, è rappresentato dalla residenza dell' interessato in uno Stato membro diverso da quello alla cui normativa era soggetto nel periodo di svolgimento della propria ultima attività lavorativa (v. sentenze 17 febbraio 1977, causa 76/76, Di Paolo, Racc. pag. 315, punti 17 e 21, 11 ottobre 1984, causa 128/83, Guyot, Racc. pag. 3507, punto 9, e 22 settembre 1988, causa 236/87, Bergemann, Racc. pag. 5125).  14 L' art. 71, n. 1, lett. b), punto ii), prima frase, non trova quindi applicazione nei confronti di un lavoratore che si trovi nella situazione della ricorrente nella causa principale che, come emerge dal tenore stesso della questione pregiudiziale, risiedeva, nel momento in cui è sopravvenuta l' inabilità al lavoro seguita da invalidità, nello Stato di svolgimento dell' attività lavorativa, vale a dire il Belgio.  15 Contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente nella causa principale, tale interpretazione dell' art. 71 non svuota la disposizione di cui trattasi di qualsiasi contenuto con riguardo ai lavoratori diversi da quelli frontalieri.  16 Dalla menzionata sentenza Di Paolo risulta, infatti, che tale disposizione riguarda, oltre ai lavoratori stagionali, anche altri lavoratori i quali, ancorché occupati in un altro Stato membro, mantengano la propria residenza nel paese in cui dimorano abitualmente, con il quale conservano stretti legami ed in cui si trova anche il centro principale dei loro interessi.  17 La prima questione pregiudiziale deve essere, quindi, risolta in senso negativo.  Sulla seconda, terza, quarta e quinta questione  18 Atteso che la seconda, terza e quarta questione presuppongono la soluzione affermativa della prima questione, non occorre procedere al loro esame.  19 La quinta questione presuppone la soluzione negativa della prima. Dal tenore della questione, identico a quello della quarta, emerge peraltro come in essa sia sottesa l' affermazione che l' esigibilità delle prestazioni di invalidità nei confronti dello Stato di residenza, nella specie il Regno Unito, dipende dall' interpretazione della normativa dello Stato stesso.  20 Orbene, dalla soluzione della prima questione risulta che, sulla base delle disposizioni del regolamento n. 1408/71, lo Stato competente a corrispondere le prestazioni di invalidità è quello la cui legge era applicabile al momento in cui è sopravvenuta l' inabilità al lavoro seguita da invalidità (nella specie, il Belgio). Conseguentemente, non occorre risolvere la quinta questione.  Sulla sesta questione  21 Con la sesta questione il giudice nazionale chiede quali siano gli obblighi delle istituzioni dello Stato di residenza nei confronti di un lavoratore richiedente al quale prestazioni di invalidità siano dovute dallo Stato in cui sia stata svolta l' ultima attività lavorativa.  22 Dagli artt. 86 del regolamento n. 1408/71 e 35 del regolamento (CEE) del Consiglio 21 marzo 1972, n. 574, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento n. 1408/71, nel testo modificato e aggiornato dal regolamento (CEE) del Consiglio 2 giugno 1983, n. 2001 (GU L 230, pag. 6), emerge che, qualora l' interessato presenti richiesta presso l' istituzione dello Stato di residenza, questa è tenuta a trasmetterla all' istituzione dello Stato membro competente, vale a dire quella dello Stato la cui legge era applicabile al momento in cui è sopravvenuta l' inabilità al lavoro seguita da invalidità.  23 A differenza del regime previsto per altre prestazioni (v., ad esempio, artt. 36 e 63 del regolamento n. 1408/71), nessuna disposizione del regolamento n. 1408/71 impone invece alle istituzioni dello Stato di residenza di corrispondere le prestazioni di invalidità al lavoratore richiedente, ancorché con obbligo di rimborso da parte dello Stato competente, fatta salva l' applicazione dell' art. 114 del regolamento n. 574/72 in caso di controversia tra le singole istituzioni.  24 Si deve tuttavia rilevare che il diritto comunitario non vieta in alcun modo all' istituzione dello Stato di residenza di assistere il lavoratore richiedente nella sua azione presso l' istituzione dello Stato competente.  25 La sesta questione deve essere quindi risolta nel senso che, a termini degli artt. 86 del regolamento n. 1408/71 e 35 del regolamento n. 574/72, l' istituzione dello Stato di residenza è tenuta a trasmettere la richiesta di prestazioni di invalidità ad essa presentata all' istituzione competente dello Stato dell' ultima occupazione, senza obbligo, peraltro, di corrispondere le prestazioni al richiedente.  

Decisione relativa alle spese

Sulle spese  26 Le spese sostenute dal Regno Unito e dalla Commissione delle Comunità europee, che hanno presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione. Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese.  

Dispositivo

Per questi motivi,  LA CORTE (Prima Sezione),  pronunciandosi sulle questioni sottopostele dal Social Security Commissioner con ordinanza 5 giugno 1992, dichiara:  1) La prima frase dell' art. 71, n. 1, lett. b), punto ii), del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408, relativo all' applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si spostano all' interno della Comunità, nel testo modificato e aggiornato dal regolamento (CEE) del Consiglio 2 giugno 1983, n. 2001, deve essere interpretata nel senso che non si applica nei confronti di un lavoratore che  (a) risieda e svolga attività lavorativa nello Stato membro A (del quale sia cittadino),  (b) successivamente si trasferisca unitamente alla famiglia nello Stato membro B, nel quale risieda per un periodo di 10 anni, ivi svolgendo attività lavorativa, e nel quale venga colpito da inabilità al lavoro seguita da invalidità,  (c) si trasferisca in seguito unitamente alla famiglia nello Stato membro C, nel quale risieda per un periodo di due anni senza svolgere attività lavorativa (a causa dello stato di invalidità) e,  (d) infine, stabilisca nuovamente la propria residenza nello Stato membro A, senza svolgere attività lavorativa né iscriversi nelle liste di disoccupazione (a causa del proprio stato di invalidità).  2) Ai sensi degli artt. 86 del regolamento n. 1408/71 e 35 del regolamento (CEE) del Consiglio 21 marzo 1972, n. 574, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento n. 1408/71, nel testo modificato e aggiornato dal regolamento (CEE) del Consiglio 2 giugno 1983, n. 2001, l' istituzione dello Stato di residenza è tenuta a trasmettere la richiesta di prestazioni di invalidità ad essa presentata all' istituzione competente dello Stato dell' ultima occupazione, senza essere peraltro obbligata a corrispondere direttamente le prestazioni al richiedente.