CELEX: 62012TN0029
Language: it
Date: 2012-01-17 00:00:00
Title: Causa T-29/12: Ricorso proposto il 17 gennaio 2012 — Bauer/UAMI — BenQ Materials (Daxon)

17.3.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 80/23
            
         Ricorso proposto il 17 gennaio 2012 — Bauer/UAMI — BenQ Materials (Daxon)
   (Causa T-29/12)
   2012/C 80/39
   Lingua in cui è redatto il ricorso: il tedesco
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Erika Bauer (Schaufling, Germania) (rappresentante: avv. A. Merz)
   
      Convenuto: Ufficio per l’armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli)
   
      Controinteressata dinanzi alla commissione di ricorso: BenQ Materials Corp. (Gueishan Taoyuan, Taiwan)
   
      Conclusioni
   
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare in toto la decisione della seconda commissione di ricorso dell’Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli), del 9 novembre 2011, procedimento R 2191/2010-2;
            
         
               —
            
            
               condannare l’UAMI alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   
      Richiedente il marchio comunitario: la BenQ Materials Corp.
   
      Marchio comunitario di cui trattasi: il marchio denominativo «Daxon» per prodotti delle classi 3, 5 e 10.
   
      Titolare del marchio o del segno su cui si fonda l’opposizione: la ricorrente.
   
      Marchio e segno su cui si fonda l’opposizione: il marchio denominativo «DALTON» per prodotti e servizi delle classi 3, 5, 18, 25, 35, 41 e 44.
   
      Decisione della divisione d'opposizione: rigetto dell’opposizione.
   
      Decisione della commissione di ricorso: rigetto del ricorso.
   
      Motivi dedotti: violazione dell’articolo 8, paragrafo 1, lettera b, del regolamento n. 207/2009, poiché tra i marchi in conflitto sussisterebbe un rischio di confusione.