CELEX: 52004PC0324
Language: it
Date: 2004-04-22
Title: Proposta modificata di decisione del Consiglio che modifica la decisione 1999/468/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

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52004PC0324

Proposta modificata di decisione del Consiglio che modifica la decisione 1999/468/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2004/0324 def. - CNS 2002/0298 */  

Proposta modificata di DECISIONE DEL CONSIGLIO che modifica la decisione 1999/468/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)MOTIVAZIONE1. L'11 dicembre 2002 la Commissione ha presentato una proposta di decisione del Consiglio che modifica la decisione 1999/468/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [1].[1]   COM (2002) 719 def.2. La proposta intende porre i due rami dell'autorità legislativa su un piano di stretta uguaglianza nel controllo dell'esercizio da parte della Commissione delle competenze di esecuzione degli atti adottati con la procedura di codecisione. Questo controllo paritario da parte del Parlamento e del Consiglio riguarda le misure di esecuzione che presentano un contenuto normativo, ossia che applicano elementi essenziali o adattano taluni elementi degli atti di base, come nel caso dell'adeguamento al progresso scientifico e tecnico delle direttive o della modifica di taluni dei loro allegati. Una nuova procedura di regolamentazione è quindi prevista per queste misure di esecuzione degli atti adottati in codecisione. L'adozione delle altre misure di esecuzione degli atti adottati in codecisione continua ad essere soggetta alla procedura del comitato consultivo, che resta immutata.3. Il 10 gennaio 2003 il Consiglio ha consultato il Parlamento europeo conformemente all'articolo 202 del trattato.Nel corso della sessione del 2 settembre 2003 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione legislativa che approva la proposta della Commissione a condizione che quest'ultima prenda in considerazione nove emendamenti.4. La Commissione è disposta ad accettare una parte sostanziale degli emendamenti proposti dal Parlamento europeo, ossia quattro emendamenti integralmente e quattro parzialmente. Tali emendamenti permettono infatti di chiarire e di rafforzare la nuova procedura del comitato di regolamentazione. La Commissione presenta pertanto una proposta modificata.5. Fra i quattro emendamenti che la Commissione accetta integralmente:Taluni emendamenti richiamano gli impegni assunti dalla Commissione, vale a dire l'obbligo stabilito dalla decisione 1999/468/CE di rendere pubblici i riferimenti di tutti i documenti trasmessi al PE in un registro disponibile su Internet [2] (emendamento 9) e gli impegni specifici in materia di valori mobiliari (emendamento 3).[2]  http://europa.eu.int/comm/ secretariat_general/regcomito/registre.cfm?CL=frAltri adattamenti (emendamenti 4 e 5) sono di carattere meramente redazionale e intendono migliorare la coerenza dell'insieme del testo.6. Fra gli emendamenti che la Commissione riprende in parte:6.1. L'emendamento 1 richiama gli impegni assunti dalla Commissione in materia di trasmissione di documenti al Parlamento europeo. Il documento di riferimento per quanto riguarda la trasmissione di informazioni dalla Commissione al Parlamento è l'accordo bilaterale relativo alle modalità di applicazione della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [3].[3]  GU L 256 del 10.10.2000, pag. 19.6.2. Gli emendamenti 2 e 6 riguardano l'esercizio da parte della Commissione della responsabilità esecutiva nell'ambito della nuova procedura di regolamentazione. La Commissione riconosce la fondatezza delle osservazioni del Parlamento europeo per quanto riguarda il margine di valutazione di cui essa dispone in seguito ad eventuali obiezioni del legislatore e propone quindi di modificare la propria proposta di conseguenza. In caso di obiezioni del Parlamento e/o del Consiglio al progetto di misure, la Commissione, tenendo conto delle posizioni del legislatore, potrà operare una scelta fra quattro opzioni:- modifica del suo progetto di misure;- presentazione di una proposta legislativa;- adozione, senza modifiche, del suo progetto di misure. Il Parlamento, in questo caso, propone di corredare il progetto di misure di un'«apposita dichiarazione». La Commissione deve poter assumere la propria responsabilità esecutiva in modo autonomo e non può quindi essere vincolata alla posizione del legislatore. Tale dichiarazione non può quindi essere equiparata ad una dichiarazione interpretativa che imporrebbe alla Commissione di interpretare la misura adottata nel senso auspicato dall'uno e/o dall'altro ramo del potere legislativo.- ritiro del progetto di misura. Come suggerito dal Parlamento, la Commissione, in casi eccezionali, deve poter decidere che un'azione oggetto di un progetto di misure non è più opportuna. In tal caso la Commissione manterrebbe la facoltà di ritirare il suo progetto.In caso di obiezioni dell'uno e/o dell'altro ramo del potere legislativo, la Commissione si impegna d'altra parte a informare quest'ultimo del seguito che intende dare alle sue posizioni e dei motivi.Una rappresentazione grafica di questa procedura figura in allegato.Nel considerando (6) l'ultima frase è quindi modificata come segue: "Di conseguenza, in caso di disaccordo tra la Commissione e l'uno e/o l'altro ramo dell'autorità legislativa, la Commissione deve potere, a seconda dei casi e tenendo conto delle posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio, presentare una proposta conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del Trattato, ovvero approvare il suo progetto iniziale di misure, oppure approvare un progetto modificato o ritirare il suo progetto di misure. La Commissione informa il legislatore del seguito che intende dare alle obiezioni di quest'ultimo e dei motivi".All'articolo 1, paragrafo 4, la fine del paragrafo 5 dell'articolo 5 bis è modificata come segue: "la Commissione, tenendo conto delle posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio, può presentare una proposta conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del Trattato, ovvero approvare il progetto iniziale di misure, oppure approvare un progetto modificato o ritirare il suo progetto di misure. La Commissione informa il legislatore del seguito che intende dare alle obiezioni di quest'ultimo e dei motivi".6.3. L'emendamento 7 permette, a determinate condizioni, di rendere più flessibile la procedura del comitato di regolamentazione nei casi di urgenza. La proroga di un ulteriore mese concessa al legislatore affinché quest'ultimo possa prendere posizione può essere prevista solo se gli atti di esecuzione sono adottati ed applicati provvisoriamente dalla Commissione subito dopo aver ottenuto il parere del comitato di regolamentazione. Il testo proposto rafforza quest'ultimo aspetto. Allo stesso modo, se la Commissione decide in un secondo tempo di presentare una proposta legislativa essa deve poter mantenere provvisoriamente la misura adottata in attesa del risultato della procedura di codecisione. Il ritiro della misura non deve invece figurare fra le opzioni relative alla procedura di urgenza.All'articolo 1, paragrafo 4, sono inseriti i termini "e applicare" nella prima frase del paragrafo 6 dell'articolo 5 bis. Le frasi successive di questo paragrafo sono modificate come segue: "Entro un termine di un mese a decorrere da tale comunicazione, che può essere prorogato di un ulteriore mese se il Consiglio o il Parlamento ne fanno richiesta, il Parlamento europeo, deliberando a maggioranza assoluta dei suoi membri, o il Consiglio, deliberando alla maggioranza prevista dall'articolo 205, paragrafo 2, possono formulare le loro obiezioni. In questo caso la Commissione, tenendo conto delle posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio, può presentare una proposta conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del Trattato, mantenendo provvisoriamente, se del caso, la misura adottata, oppure mantenere la misura adottata, ovvero modificarla. La Commissione informa il legislatore del seguito che intende dare alle obiezioni di quest'ultimo e dei motivi".7. La Commissione, infine, non può accettare l'emendamento 8 relativo alla revisione della procedura di salvaguardia il cui oggetto non rientra nella sua proposta.8. Al fine di agevolare la lettura e l'analisi, il testo completo della proposta modificata viene inoltre presentato in allegato.Bruxelles, xxxCOM(2004) 324 def.2002/0298 (CNS)Proposta modificata di DECISIONE DEL CONSIGLIO che modifica la decisione 1999/468/CE recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla CommissioneIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il Trattato che istituisce la Comunità europea, e in particolare l'articolo [202], terzo trattino,vista la proposta della Commissione [4],[4]  GU C del , pag. .visto il parere del Parlamento europeo [5],[5]  GU C del , pag. .considerando quanto segue:(1) In virtù dell'articolo 202 del Trattato, la competenza d'esecuzione delle regole che il Consiglio stabilisce, eventualmente con il Parlamento europeo, spetta in linea di principio alla Commissione. La Commissione esercita tale competenza secondo le modalità fissate dal Consiglio ai sensi dell'articolo 202 e conformemente al quadro fissato a tal fine negli atti legislativi adottati sulla base del Trattato.(2) L'attuale evoluzione della regolamentazione comunitaria evidenzia il fatto che gli atti legislativi richiedono sempre più spesso l'adozione di misure complementari i cui principi e particolari tecnici devono essere stabiliti sulla base di analisi e perizie adeguate, entro termini opportuni. Nella misura in cui tale evoluzione porta il legislatore ad effettuare deleghe di competenze più ampie alla Commissione, lo stesso legislatore deve disporre di tutte le informazioni previste dall'accordo del 10 ottobre 2000 fra il Parlamento europeo e la Commissione relativo alle modalità di applicazione della decisione 1999/468/CE [6] e potersi pronunciare sulle misure che la Commissione prevede di adottare.[6]  GU L 256 del 10.10.2000, pag. 19.(3) Le modalità definite dalla decisione 1999/468/CE non consentono di rispondere a questa evoluzione. Il controllo per eccesso di potere, conferito al Parlamento europeo in virtù dell'articolo 8 della decisione 1999/468/CE, risulta insufficiente. Il controllo che esercita d'altro canto il Consiglio può portare ad una confusione tra le competenze esecutive e quelle legislative o a un blocco del processo decisionale. Le modalità definite dalla decisione 1999/468/CE possono inoltre portare la Commissione a dover adottare un atto in mancanza di parere del comitato e in mancanza di reazioni da parte del legislatore.(4) E' quindi opportuno modificare la decisione 1999/468 al fine di migliorare l'efficacia del processo decisionale, grazie a un chiarimento delle responsabilità e delle procedure.(5) Per l'esercizio delle competenze d'esecuzione che hanno una portata normativa reale, in quanto modificano nella sostanza la preesistente situazione giuridica, è necessario un controllo effettivo del Parlamento europeo e del Consiglio nella loro qualità di colegislatori; a tal fine, la procedura di regolamentazione deve applicarsi alle misure di portata generale che hanno per oggetto di porre in applicazione gli elementi essenziali o che adeguano alcuni altri elementi degli atti di base adottati secondo la procedura dell'articolo 251 del Trattato.(6) Per questi casi, la procedura di regolamentazione deve consentire alla Commissione di impegnare pienamente la sua responsabilità nell'adozione delle misure d'esecuzione, dopo aver raccolto il parere del comitato dei rappresentanti degli Stati membri, consentendo al tempo stesso al Parlamento europeo e al Consiglio di controllare l'esercizio della funzione esecutiva. Di conseguenza, in caso di disaccordo tra la Commissione e  l'uno e/o l'altro ramo dell'autorità legislativa, la Commissione deve potere, a seconda dei casi e tenendo conto delle posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio,  presentare una proposta  conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del Trattato,  ovvero approvare il suo progetto iniziale di misure,  oppure approvare un progetto modificato o ritirare il suo progetto di misure. La Commissione informa il legislatore del seguito che intende dare alle obiezioni di quest'ultimo e dei motivi.(7) Nel caso in cui i termini previsti per la procedura di regolamentazione in questione non possano essere rispettati, è opportuno prevedere una procedura d'urgenza che consenta alla Commissione di adottare immediatamente le misure d'esecuzione fatto salvo il controllo successivo da parte del Parlamento europeo e del Consiglio.(8) Le competenze d'esecuzione degli atti di base che vertono unicamente su modalità di ordine procedurale o su decisioni individuali non devono essere soggette, in quanto tali, a modalità specifiche di controllo da parte del legislatore, dal momento che tali misure devono rispettare gli orientamenti e i principi contenuti a tale proposito nell'atto di base. Ciò non sopprime tuttavia l'utilità per la Commissione di consultare comitati composti da rappresentanti degli Stati membri e che siano in possesso di competenze specifiche relative alle materie in oggetto. A tal fine, la procedura di consultazione diviene la regola per le misure d'esecuzione nel senso sopraindicato, come nel caso dell'esecuzione dei programmi di sostegno finanziario. La procedura di gestione viene quindi soppressa per l'esecuzione degli atti co-decisi.(9) Visto l'oggetto limitato del presente esercizio, non occorre modificare attualmente le modalità d'esercizio delle competenze attribuite alla Commissione negli atti di base diversi da quelli adottati secondo la procedura di cui all'art. 251 del Trattato. Queste modalità non vengono quindi modificate dalla presente decisione. D'altro canto, per gli atti adottati secondo questa procedura è opportuno procedere al riesame delle modalità che essi prevedono, sulla base di una relazione che sarà preparata dalla Commissione entro un anno a decorrere dall'entrata in vigore della presente decisione.(9bis) L'applicazione della presente decisione non pregiudica gli impegni assunti dalla Commissione europea nel settore della legislazione in materia di valori mobiliari, in particolare la dichiarazione solenne fatta dalla Commissione dinanzi al Parlamento europeo il 5 febbraio 2002 e la lettera del 2 ottobre 2001 indirizzata dal Commissario competente per il mercato interno alla presidenza della commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo.DECIDE:Articolo 1La decisione 1999/468/CE è modificata come segue:1. E' inserito il seguente articolo 2bis:"Articolo 2bisLa scelta delle modalità procedurali per l'adozione delle misure d'esecuzione degli atti di base adottati secondo la procedura di cui all'articolo 251 del Trattato viene effettuata in base ai seguenti criteri:a) la procedura consultiva è applicata ogni volta che le misure d'esecuzione hanno una portata individuale o vertono su modalità procedurali di attuazione degli atti di base;b) la procedura di regolamentazione è applicata ogni volta che le misure d'esecuzione pongono in applicazione, in generale, gli elementi essenziali contenuti nell'atto di base o adeguano taluni altri elementi di questo atto.2. All'articolo 4, paragrafo 3, e all'articolo 5, paragrafo 3, le parole "fatto salvo l'articolo 8" sono soppresse.3. Il paragrafo 5 dell'articolo 5 è soppresso.3 bis. All'articolo 5, paragrafo 6 le parole "se del caso alla luce di tale eventuale posizione" sono soppresse.4. E' inserito il seguente articolo 5bis:"Articolo 5bisProcedura di regolamentazione per gli atti di base adottati secondo la procedura dell'articolo 251 del Trattato.1. La Commissione è assistita da un comitato di regolamentazione composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato esprime il suo parere sul progetto, eventualmente procedendo a un voto, entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione. Il parere è espresso alla maggioranza prevista dall'articolo 205, paragrafo 2, del Trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio è chiamato ad adottare su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato viene attribuita ai voti dei rappresentanti degli Stati membri la ponderazione definita all'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.3. Quando il comitato esprime un parere favorevole, la Commissione adotta il progetto definitivo. In caso di parere sfavorevole o in mancanza di parere del comitato, la Commissione presenta quanto prima un nuovo progetto, sforzandosi di tener conto della posizione espressa dal comitato, e glielo sottopone; il comitato può formulare osservazioni entro un termine di un mese a decorrere dall'invio del nuovo progetto. Sulla base di tali osservazioni, la Commissione elabora il suo progetto definitivo. La mancanza di parere entro i termini prescritti non impedisce l'elaborazione di un progetto definitivo.4. La Commissione invia quanto prima il suo progetto definitivo contemporaneamente al Parlamento europeo e al Consiglio. Se nessuna delle due istituzioni formula obiezioni entro un termine di un mese a decorrere dall'invio del progetto, la misura proposta viene adottata dalla Commissione. Il termine di un mese per formulare obiezioni sarà prorogato di un mese supplementare su richiesta del Parlamento europeo o del Consiglio.5. Se il Parlamento europeo, a maggioranza assoluta dei suoi membri, o il Consiglio, alla maggioranza prevista dall'articolo 205, paragrafo 2 del Trattato, formulano entro un termine di un mese a decorrere dall'invio del progetto definitivo della Commissione, eventualmente prorogato di un mese supplementare, obiezioni nei confronti di tale progetto, la Commissione, tenendo conto delle posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio, può  presentare una proposta  conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del Trattato, ovvero  approvare il progetto iniziale di misure, oppure approvare un progetto modificato o ritirare il suo progetto di misure. La Commissione informa il legislatore del seguito che intende dare alle obiezioni di quest'ultimo e dei motivi.6. Nel caso in cui, per motivi di particolare urgenza, i termini della procedura di regolamentazione non possono essere rispettati, la Commissione può adottare e applicare le misure d'esecuzione dopo aver ottenuto il parere del Comitato di regolamentazione conformemente al paragrafo 2 e le comunica immediatamente al Parlamento europeo, al Consiglio e agli Stati membri. Entro un termine di un mese a decorrere da tale comunicazione, che può essere prorogato di un ulteriore mese se il Consiglio o il Parlamento ne fanno richiesta, il Parlamento europeo, deliberando a maggioranza assoluta dei suoi membri, o il Consiglio, deliberando alla maggioranza prevista dall'articolo 205, paragrafo 2, possono formulare le loro obiezioni. In questo caso, la Commissione, tenendo conto delle posizioni del Parlamento europeo e del Consiglio, può  presentare una proposta  conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del Trattato, mantenendo provvisoriamente, se del caso, la misura adottata, oppure  mantenere la misura adottata, ovvero modificarla.  La Commissione informa il legislatore del seguito che intende dare alle obiezioni di quest'ultimo e dei motivi.7. La presente decisione non modifica le procedure di salvaguardia e di urgenza previste in caso di rischio grave per la sicurezza, la salute umana e animale o l'ambiente da un atto di base adottato secondo la procedura dell'articolo 251 del Trattato."5. L'articolo 7 è così modificato:a) Il testo del paragrafo 3 è sostituito dal seguente:"3. Il Parlamento europeo e il Consiglio sono regolarmente tenuti informati dalla Commissione in merito ai lavori dei comitati. A tal fine, essi ricevono gli ordini del giorno delle riunioni, i progetti sottoposti ai comitati riguardanti misure d'esecuzione degli atti adottati secondo la procedura di cui all'articolo 251 del Trattato, nonché il risultato delle votazioni, i resoconti sommari delle riunioni e gli elenchi delle autorità e degli organismi ai quali appartengono le persone designate dagli Stati membri a rappresentarli. Il Parlamento europeo è inoltre tenuto informato di qualunque invio da parte della Commissione al Consiglio di misure o progetti relativi alle misure da adottare."b) Al paragrafo 4, l'ultima frase è sostituita dal testo seguente:"La Commissione pubblica inoltre una relazione annuale sui lavori dei comitati."c) Il testo del paragrafo 5 è sostituito dal seguente:"5. Tutti i documenti inviati al Parlamento europeo in applicazione del paragrafo 3 sono iscritti  in un registro costituito a tal fine dalla Commissione nel 2003, che è disponibile su Internet."6. L' articolo 8 è soppresso.Articolo 2Il Parlamento europeo e il Consiglio procedono, su proposta della Commissione, a un riesame delle procedure previste dagli atti di base adottati secondo la procedura di cui all'articolo 251 del Trattato, sulla base di una relazione che sarà preparata dalla Commissione entro un anno a decorrere dall'entrata in vigore della presente decisione.Articolo 3La presente decisione ha effetto il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATOProcedura di regolamentazione modificata&gt;RIFERIMENTO A UN GRAFICO&gt;