CELEX: 52012PC0661
Language: it
Date: 2012-11-14
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante modifica della decisione 2010/39/UE che autorizza il Portogallo a continuare ad applicare una misura di deroga agli articoli 168, 193 e 250 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto

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		52012PC0661
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO recante modifica della decisione 2010/39/UE che autorizza il Portogallo a continuare ad applicare una misura di deroga agli articoli 168, 193 e 250 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto /* COM/2012/0661 finl - 2012/0314 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
Motivazione e obiettivi della proposta
A norma dell'articolo 395, paragrafo 1, della
direttiva 2006/112/CE, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta
sul valore aggiunto, il Consiglio, deliberando all'unanimità su proposta della
Commissione, può autorizzare ogni Stato membro ad introdurre misure particolari
di deroga alla direttiva, allo scopo di semplificare la riscossione dell'imposta
o di evitare talune forme di evasione o elusione fiscale.
Con lettera protocollata dalla Commissione il 18
aprile 2012 la Repubblica portoghese ha chiesto l'autorizzazione di
continuare a beneficiare di una misura di deroga agli articoli 168, 193 e 250
della direttiva 2006/112/CE volta ad applicare un regime facoltativo speciale
per le vendite porta a porta.
In conformità all'articolo 395, paragrafo 2,
della direttiva 2006/112/CE, la Commissione, con lettera del 1° giugno 2012, ha
informato gli altri Stati membri della domanda presentata dalla Repubblica portoghese.
Con lettera del 6 giugno 2012 la Commissione ha comunicato al Portogallo che
disponeva di tutte le informazioni necessarie per l'esame della domanda.
Contesto generale
A norma dell'articolo 168 della direttiva 2006/112/CE
il soggetto passivo ha il diritto di detrarre l'IVA addebitata sugli acquisti
effettuati ai fini di sue operazioni soggette ad imposta. A norma dell'articolo
193 della direttiva 2006/112/CE l'IVA è dovuta dal soggetto passivo che
effettua una cessione di beni o una prestazione di servizi imponibile, eccetto
nei casi in cui l'imposta è dovuta da una persona diversa in virtù degli
articoli da 194 a 199 e 202. A norma dell'articolo 250, paragrafo 1, della
direttiva 2006/112/CE ogni soggetto passivo deve presentare una dichiarazione
IVA in cui figurino tutti i dati necessari per determinare l'importo dell'imposta
esigibile e quello delle detrazioni da operare, compresi, nella misura in cui
sia necessario per la determinazione della base imponibile, l'importo
complessivo delle operazioni relative a tale imposta e a tali detrazioni,
nonché l'importo delle operazioni esenti.
La misura auspicata dalla Repubblica portoghese
tuttavia deroga alle disposizioni di cui sopra. Tale regime facoltativo
speciale riguarda le imprese attive nel settore delle vendite porta a porta,
che soddisfano condizioni specifiche e sono state autorizzate ad applicare tale
regime dalle competenti amministrazioni tributarie. Le imprese in questione si
servono di rivenditori intermediari vendendo i loro prodotti direttamente a tali
intermediari che, a loro volta, vendono gli stessi prodotti direttamente ai
consumatori finali.
In deroga all'articolo 193 della direttiva 2006/112/CE,
le imprese a cui si applica il regime sono debitrici dell'IVA dovuta sulle
cessioni di beni dei loro rivenditori ai consumatori finali. In deroga all'articolo
168 della direttiva 2006/112/CE, a tali imprese è consentito detrarre l'IVA
dovuta o assolta dai loro rivenditori per i beni corrispondenti che sono stati
loro ceduti. In deroga all'articolo 250 della direttiva 2006/112/CE, l'obbligo
dei rivenditori di presentare una dichiarazione IVA per i beni loro ceduti
dalle imprese autorizzate e per la cessione di tali beni ai consumatori finali
è trasferito all'impresa autorizzata. 
Possono essere autorizzate ad avvalersi del
regime speciale unicamente le imprese il cui intero fatturato derivi da vendite
porta a porta effettuate da rivenditori che operano in nome e per conto
proprio, purché tutti i prodotti venduti dall'impresa figurino in un elenco
prestabilito corredati dei prezzi praticati allo stadio del consumo finale e l'impresa
venda direttamente i propri prodotti ai rivenditori che, a loro volta, li
vendono direttamente ai consumatori finali.
La misura di deroga era stata inizialmente
concessa alla Repubblica portoghese fino al 31 dicembre 2009,
con decisione 2004/738/CE del Consiglio[1],
e nuovamente autorizzata fino al 31 dicembre 2012, con decisione 2010/39/UE[2] del Consiglio.
Nella domanda attuale la Repubblica portoghese
ha comunicato alla Commissione che le ragioni in base alle quali il Consiglio
ha adottato la decisione 2010/39/UE sono ancora valide ed ha spiegato che la
misura particolare è tuttora in atto e si è rivelata molto utile per
semplificare la riscossione e mantenere un controllo più efficace dell'IVA in
questo settore.
In genere le deroghe sono concesse per un
periodo limitato in modo che si possa valutare se la misura particolare sia
idonea ed efficace. A questo proposito, in base ai dati forniti dalla Repubblica portoghese,
la Commissione ritiene che la misura particolare in questione consenta di
agevolare sia le amministrazioni fiscali che le imprese, in quanto riguarda
soprattutto contribuenti molto piccoli cui manca la struttura o la capacità
organizzativa necessaria a rispettare gli obblighi previsti dalla normativa in
materia di IVA. Essa influisce in misura minima sull'importo dell'imposta
dovuta allo stadio del consumo finale. Una proroga della misura di deroga è
pertanto appropriata.
Tuttavia, qualsiasi proroga dovrebbe avere
durata limitata in modo che si possa valutare se le condizioni sulle quali si
basa la deroga sono ancora valide. Si propone pertanto di prorogare la deroga
fino alla fine del 2015 e di invitare la Repubblica portoghese a
presentare, entro il 1° aprile 2015 contestualmente alla richiesta di
proroga, una relazione comprendente un riesame dell'applicazione della misura
particolare, in caso fosse prevista una nuova proroga oltre il 2015.
Disposizioni vigenti nel settore della
proposta
Non pertinente.
Coerenza con altri obiettivi e politiche
dell'Unione
Non pertinente.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
Consultazione delle parti interessate
Non pertinente.
Ricorso al parere di esperti
Non è stato necessario consultare esperti
esterni.
Valutazione d'impatto
La proposta è volta a semplificare la
procedura di addebitamento dell'imposta e ha pertanto un impatto potenzialmente
positivo per le imprese e le amministrazioni. La soluzione è stata individuata
dalla Repubblica portoghese come misura adeguata.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Sintesi delle misure proposte
La proposta intende autorizzare la Repubblica portoghese
a continuare l'applicazione di una misura di deroga agli articoli 168, 193 e 250
della direttiva 2006/112/CE volta a consentire che a talune imprese autorizzate
sia addebitata l'IVA dovuta per le cessioni di beni effettuate da rivenditori
intermediari ai consumatori finali, permettendo alle imprese autorizzate di
detrarre l'IVA dovuta o assolta da parte dei rivenditori per l'acquisto dei
beni corrispondenti e di trasferire a dette imprese l'obbligo del rivenditore
di presentare una dichiarazione IVA relativa alle cessioni di quei beni dalle
imprese autorizzate ai rivenditori e da questi ultimi ai consumatori finali.
In caso di richiesta di proroga la Repubblica portoghese
dovrà riesaminare l'applicazione di quella attuale e riferire in merito alla
necessità di estenderla. La decisione scade alla data ivi indicata.
Base giuridica
Articolo 395, paragrafo 1, della direttiva 2006/112/CE
del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta
sul valore aggiunto.
Principio di sussidiarietà
La proposta è di competenza esclusiva dell'Unione.
Pertanto, il principio di sussidiarietà non si applica.
Principio di proporzionalità
La proposta rispetta il principio di
proporzionalità per le ragioni esposte di seguito.
La decisione riguarda un'autorizzazione
concessa ad uno Stato membro su sua richiesta e non costituisce un obbligo.
Tenuto conto dell'ambito di applicazione
circoscritto della deroga, la misura particolare è commisurata all'obiettivo
perseguito.
Scelta dello strumento
Strumenti proposti: decisione del Consiglio.
Altri strumenti non sarebbero adeguati per le
ragioni esposte qui di seguito.
A norma dell'articolo 395 della direttiva 2006/112/CE
del Consiglio, la concessione di una deroga alle disposizioni comuni in materia
di IVA è possibile soltanto su autorizzazione del Consiglio che delibera all'unanimità
su proposta della Commissione. Una decisione del Consiglio è l'unico strumento
idoneo, poiché può essere indirizzata ad un singolo Stato membro.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
La proposta non avrà un'incidenza negativa
sulle risorse proprie dell'Unione provenienti dall'IVA.
5.           ELEMENTI FACOLTATIVI
La proposta comprende una clausola di riesame
e una clausola di cessazione dell'efficacia.
2012/0314 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
recante modifica della decisione 2010/39/UE
che autorizza il Portogallo a continuare ad applicare una misura di deroga agli
articoli 168, 193 e 250 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune
d'imposta sul valore aggiunto
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea,
vista la direttiva 2006/112/CE del Consiglio,
del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto[3], in particolare l'articolo 395,
paragrafo 1,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)              
Con lettera protocollata dalla Commissione il 18
aprile 2012 il Portogallo ha chiesto l'autorizzazione di continuare ad
applicare una misura particolare di deroga alle disposizioni della direttiva 2006/112/CE
relative al diritto a detrazione, al soggetto dell'imposta e all'obbligo di
presentare una dichiarazione IVA, precedentemente concessa con decisione 2010/39/UE[4] del Consiglio.
(2)              
In conformità all'articolo 395, secondo comma,
della direttiva 2006/112/CE, la Commissione ha informato gli altri Stati membri
della domanda presentata dal Portogallo con lettera in data 1° giugno 2012. Con
lettera del 6 giugno 2012 la Commissione ha comunicato al Portogallo che
disponeva di tutte le informazioni necessarie per l'esame della domanda.
(3)              
La misura di deroga richiesta dal Portogallo si
discosta dalle disposizioni della direttiva 2006/112/CE in quanto consente a
particolari imprese che operano nell'ambito delle vendite porta a porta e
soddisfano determinate condizioni, di applicare un regime facoltativo speciale
se autorizzate dall'amministrazione tributaria competente. Tali imprese seguono
un modello commerciale particolare poiché vendono i loro prodotti direttamente
a rivenditori intermediari che, a loro volta, vendono gli stessi prodotti
direttamente ai consumatori finali.
(4)              
La misura particolare deroga all'articolo 168 della
direttiva 2006/112/CE, che disciplina il diritto di un soggetto passivo a
detrarre l'IVA dovuta su beni e servizi ad esso forniti a fini di sue
operazioni soggette ad imposta, consentendo a dette imprese di detrarre l'IVA
dovuta o assolta dai loro rivenditori per i beni corrispondenti che sono stati
loro ceduti.
(5)              
La misura particolare deroga all'articolo 193 della
direttiva 2006/112/CE, che definisce i soggetti dell'IVA, stabilendo che le
imprese a cui si applica il regime sono debitrici dell'IVA dovuta per le
cessioni di beni effettuate dai loro rivenditori ai consumatori finali.
(6)              
La misura particolare deroga all'articolo 250 della
direttiva 2006/112/CE, che prevede l'obbligo di presentare una dichiarazione
IVA, trasferendo l'obbligo dei rivenditori di presentare una dichiarazione IVA
per i beni loro ceduti da tali imprese e per la cessione di quei beni ai
consumatori finali.
(7)              
Possono avvalersi della misura particolare
unicamente le imprese il cui intero fatturato derivi da vendite porta a porta
effettuate da rivenditori che operano in nome e per conto proprio, purché tutti
i prodotti venduti dall'impresa figurino in un elenco prestabilito corredati
dei prezzi praticati allo stadio del consumo finale e le imprese vendano i
propri prodotti direttamente ai rivenditori che, a loro volta, li vendono
direttamente ai consumatori finali.
(8)              
Tale regime speciale ha come conseguenza di far sì
che l'IVA riscossa, nella fase di commercio al dettaglio, sulle vendite dei
prodotti provenienti da tali imprese sia effettivamente riversata all'Erario e
consente in tal modo di prevenire la frode fiscale. Agevola anche l'amministrazione
fiscale semplificando le modalità di percezione dell'imposta e riducendo gli
obblighi dei rivenditori in materia di IVA.
(9)              
Secondo le informazioni comunicate dal Portogallo,
gli elementi di diritto e di fatto che giustificano l'attuale applicazione
della misura particolare in questione non sono cambiati e permangono. Il
Portogallo deve pertanto essere autorizzato a continuare ad applicare tale
misura particolare per un periodo ulteriore, tuttavia limitato al 31 dicembre
2015, al fine di consentire un riesame della necessità e dell'efficacia della
misura di deroga.
(10)          
Qualora consideri necessaria un'ulteriore proroga
oltre il 2015, il Portogallo deve presentare alla Commissione, contestualmente
alla domanda di proroga, una relazione sull'applicazione della misura entro il 31 marzo 2015,
in modo da lasciare tempo sufficiente alla Commissione per esaminare la domanda
e al Consiglio per adottare l'eventuale proposta presentata dalla Commissione.
(11)          
La deroga avrà soltanto un'incidenza trascurabile
sull'importo totale dell'imposta riscossa allo stadio del consumo finale e non
avrà un'incidenza negativa sulle risorse proprie dell'Unione provenienti dall'imposta
sul valore aggiunto.
(12)          
Occorre pertanto modificare di conseguenza la
decisione 2010/39/UE,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
L'articolo 4 della decisione 2010/39/UE è
sostituito dal seguente:
"Articolo 4
1.                      
La presente decisione scade il 31 dicembre 2015.
2.                      
L'eventuale domanda di proroga della misura particolare
prevista dalla presente decisione è presentata alla Commissione entro il 31 marzo 2015.
Detta domanda è corredata di una relazione sull'applicazione della misura.".
Articolo 2
La presente decisione si applica a decorrere
dal 1° gennaio 2013.
Articolo 3
La Repubblica portoghese
è destinataria della presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 325 del 28.10.2004, pag. 62.
[2]               GU L 19 del 23.1.2010, pag. 5.
[3]               GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1.
[4]               GU L 19 del 23.1.2010, pag. 5.