CELEX: 51993PC0450
Language: it
Date: 1993-09-29
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO CHE AUTORIZZA LA REPUBBLICA PORTOGHESE AD APPLICARE UNA MISURE DI DEROGA ALL' ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1 E ALL' ARTICOLO 17 DELLA SESTA DIRETTIVA (77/388/CEE) IN MATERIA DI ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE ALLE IMPOSTE SULLA CIFRA D' AFFARI

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                           COM(93) 450 clef.
                                           Bruxelles, 29 settembre 1993
                              Proposta di
                        DECISIONE DEL CONSIGLIO
       CHE AUTORIZZA LA REPUBBLICA PORTOGHESE AD APPLICARE UNA
            MISURA DI DEROGA ALL' ARTICOLO 2, PARAGRAFO 1
 E ALL'ARTICOLO 17 DELLA SESTA DIRETTIVA (77/388/CEE) IN MATERIA DI
   ARMONIZZAZIONE DELLE LEGISLAZIONI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE
                  ALLE IMPOSTE SULLA CIFRA D'AFFARI
                    (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                               RELAZIONE
La presente proposta di decisione del Consiglio autorizza la
Repubblica portoghese ad introdurre una misura speciale di deroga in
conformità dell'articolo 27 della direttiva 77/388/CEE del 17 maggio
1977 sul sistema comune di imposta sul valore aggiunto (Sesta
direttiva IVA)(1), modificata da ultimo dalla direttiva 92/111/CEE
del Consiglio del 14 dicembre 1992(2).
Con il completamento del mercato interno il regime di tassazione dei
servizi prestati all'interno della Comunità Europea è           stato
modificato.    Sono   state    soppresse   le    esenzioni   connesse
all'esportazione di merci e all'assegnazione alle medesime di una
destinazione doganale, nonché i regimi che prevedevano l'inclusione
del valore dei servizi nella base imponibile nel caso di merci
importate.
In tali circostanze il principio della territorialità applicato ad un
certo numero di servizi, in base al quale questi ultimi sono
assoggettati ad imposta nel luogo in cui sono materialmente prestati,
comporta l'obbligo per i soggetti passivi non residenti nello Stato
membro di prestazione dei servizi di pagare 1'IVA nello Stato membro
in cui     i servizi   stessi vengono    prestati   e   di  chiederne
successivamente il rimborso ai sensi dell'ottava (3) o della
tredicesima(4) direttiva. Si tratta soprattutto dei servizi aventi
per oggetto lavori relativi a beni mobili materiali e servizi di
trasporto, di natura puramente nazionale ma direttamente connessi al
trasporto intracomunitario di merci (tratto nazionale di un movimento
di merci intracomunitario).
La conseguente proliferazione di casi nei quali viene chiesto un
rimborso ai sensi dell'ottava e della tredicesima direttiva ostacola
l'esercizio della libera prestazione di servizi all'interno del
mercato unico.
(1) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
(2) GU L 384 del 30.12.1992, pag. 47.
(3) Direttiva del Consiglio 79/1072/CEE; GU L 331 del 27.12.1979,
    pag. 11.
(4) Direttiva del Consiglio 86/560/CEE; GU L 326 del 21.11.1986, pag.
    40.
 ---pagebreak--- Inoltre l'aumento delle domande e il         loro esame sistematico
potrebbero   ritardare   l'esecuzione  dei   rimborsi  IVA   previsti
dall'ottava e dalla tredicesima direttiva.
E pertanto di primaria importanza , nel contesto delineato, studiare
provvedimenti che possano agevolare rapidamente l'attività degli
operatori commerciali, pur non minando i principi di imposizione
associati al completamento del mercato interno.
A tal fine la Repubblica portoghese chiede l'autorizzazione ad
introdurre, sulla base dell'articolo 27 della sesta direttiva IVA,
speciali misure di deroga all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo
17. Oggetto di tali misure sarebbe l'esenzione dei servizi di cui al
terzo e quarto trattino dell'articolo 9, paragrafo 2, lettera e ) ,
nonché dei servizi di trasporto di merci nazionali direttamente
connessi ai trasporti intracomunitari, purché tali servizi siano
prestati a soggetti passivi di altri Stati membri in possesso dei
requisiti necessari per un rimborso dell'IVA pagata su tali servizi,
secondo le procedure stabilite dall'ottava e dalla tredicesima
direttiva. Se applicata nel rispetto di tale condizione, la deroga
non influirebbe sull'importo dell'imposta da versare allo stadio del
consumo finale.
Per aver diritto all'esenzione, la persona residente in un altro
Stato membro, alla quale tali servizi sono forniti, dovrebbe
dimostrare la sua condizione di soggetto passivo secondo le modalità
previste dall'ottava e dalla tredicesima direttiva e dovrebbe inoltre
impegnarsi a versare l'IVA da pagare su una fornitura di servizi che
fosse stata erroneamente esentata. E richiesto inoltre che il
prestatore di servizi soggetto al pagamento dell'imposta entro il
territorio del paese indichi sulla fattura i motivi dell'esenzione e
il numero di partita IVA del suo cliente.
Tuttavia, permanendo la possibilità dell'utilizzo delle destinazioni
doganali per lavori relativi a beni mobili materiali temporaneamente
importati all'interno della Comunità da paesi terzi, dalla presente
deroga sono escluse le prestazioni dei predetti servizi, se fornite a
persone non residenti all'interno della Comunità.
In tal modo la crescita delle attività intracomunitarie nei settori
dei servizi in oggetto non verrebbe ostacolata da oneri fiscali
dovuti a difficoltà di disbrigo delle procedure di rimborso e vi
sarebbe il tempo necessario per considerare altre soluzioni a
carattere più permanente.
 ---pagebreak--- La Commissione rileva che le misure speciali proposte non
pregiudicano i principi fondamentali della sesta direttiva IVA,
segnatamente quello del luogo della prestazione dei servizi, e
semplifica il regime dell'imposta che sarebbe comunque rimborsabile
ai sensi dell'ottava e della tredicesima direttiva. Di conseguenza la
deroga in oggetto non esercita un effetto negativo sulle risorse
proprie della Comunità Europea derivanti dall'IVA.
La Commissione è convinta che la misura in questione è intesa a
semplificare le procedure di riscossione dell'imposta e ritiene
pertanto opportuno che la Repubblica portoghese venga autorizzata ad
applicare la misura speciale prevista, ma che tale autorizzazione
dovrebbe essere limitata fino al 31 dicembre 1995.
 ---pagebreak---                                                                      H-
                              Proposta di
                         DECISIONE DEL CONSIGLIO
  che autorizza la Repubblica portoghese ad applicare una misura di
                                  deroga
             all'articolo 2, paragrafo 1 e all'articolo 17
                    della sesta direttiva 77/388/CEE
            in materia di armonizzazione delle legislazioni
    degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977
in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri
relative alle imposte sulla cifra d'affari - Sistema comune d'imposta
sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, in particolare
l'articolo 27,
vista la proposta della Commissione,
considerando che, a norma dell'articolo 27, paragrafo 1 della
direttiva 77/388/CEE, il Consiglio, deliberando all'unanimità su
proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato membro ad
introdurre misure di deroga alla citata direttiva, allo scopo di
semplificare la riscossione dell'imposta o di evitare talune frodi o
evasioni fiscali;
considerando  che, con lettera del 28 luglio 1993 registrata presso la
Commissione   il 2 settembre 1993, la Repubblica portoghese ha
sollecitato   l'autorizzazione ad introdurre una misura di deroga
all'articolo  17 della direttiva 77/388/CEE;
considerando che gli altri Stati membri sono stati informati il 13
settembre 1993 della domanda presentata dalla Repubblica portoghese;
 ---pagebreak--- considerando che l'applicazione del regime transitorio IVA comporta
l'assoggettamento ad IVA di taluni lavori relativi a beni mobili
materiali e di taluni servizi di trasporto di beni nel luogo in cui i
predetti servizi sono stati materialmente prestati,             senza
considerazione del luogo in cui il soggetto passivo destinatario di
tali prestazioni è in grado di esercitare i suoi diritti a deduzione,
e che ne consegue pertanto un numero crescente di ricorsi alle
procedure di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e
86/560/CEE;
considerando che la moltiplicazione dei casi di ricorso alle
procedure di rimborso previste dalle direttive 79/1072/CEE e
86/560/CEE può rappresentare un ostacolo allo sviluppo degli scambi
intracomunitari nel settore di taluni servizi;
considerando che la misura di deroga in oggetto è intesa a introdurre
una semplificazione che consiste nell'esonerare talune prestazioni di
servizi rese ai soggetti passivi non residenti all'interno del paese,
ma registrati ai fini IVA all'interno della Comunità, per le quali
tali soggetti passivi avrebbero comunque diritto a rimborso;
considerando che è opportuno imporre ai soggetti passivi taluni
obblighi al fine di evitare la frode e l'evasione fiscali;
considerando auspicabile che tale deroga venga limitata al tempo
necessario per consentire al Consiglio di adottare, sulla base di una
proposta della Commissione, una soluzione definitiva,
considerando che la misura di deroga in questione non ha incidenza
sulle risorse proprie delia Comunità europea derivanti dall* imposta
sul valore aggiunto,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
 ---pagebreak---                              Articolo  1
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, la
Repubblica portoghese è autorizzata ad esonerare le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, rese a soggetti
passivi registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso dalla
Repubblica portoghese conformemente all'articolo 22, paragrafo 1,
lettere e), d) e e) della direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero
beneficiato di un rimborso ai sensi della direttiva 79/1072/CEE, se
tali prestazioni fossero state tassate.
                             Articolo  2
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della direttiva 77/388/CEE, la
Repubblica portoghese è autorizzata ad esonerare le prestazioni di
servizi contemplate all'articolo 3, paragrafo 2, rese a soggetti
passivi registrati ai fini IVA in uno Stato membro diverso dalla
Repubblica portoghese conformemente all'articolo 22, paragrafo 1,
lettere e), d) e e) della direttiva 77/388/CEE, e che avrebbero
beneficiato di un rimborso ai sensi della direttiva 86/560/CEE se
tali prestazioni fossero state tassate.
                              Articolo 3
Nelle condizioni previste agli articoli      1 e   2,  la Repubblica
portoghese è autorizzata ad esonerare:
1. le prestazioni di servizi contemplate all'articolo 9, paragrafo 2,
   lettera e, terzo e quarto trattino della direttiva 77/388/CEE,
2. le prestazioni di trasporto localizzate all'interno del paese e
   direttamente connesse ad un trasporto intracomunitario di beni
   come definito all'articolo 28ter, titolo C, paragrafo 1 della
   direttiva 77/388/CEE.
                              Articolo 4
In deroga all'articolo 17 della direttiva 77/388/CEE, le prestazioni
di servizi contemplate all'articolo 3 e effettuate nelle condizioni
di cui agli articoli 1 e 2 conferiscono diritto a deduzione.
 ---pagebreak---                                Articolo 5
Per beneficiare dell'esonero dall'imposta conformemente agli articoli
1 e 2, il soggetto passivo deve in particolare:
1. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 1:
   - detenere un'attestazione che certifichi che il destinatario è un
     soggetto passivo, emessa nelle forme previste dalle direttive
     79/1072/CEE e 86/560/CEE,
   - detenere una   dichiarazione con la quale il destinatario del
     servizio si   riconosce responsabile in solido del pagamento
     dell'imposta   dovuta   su ogni operazione     che   fosse   stata
     indebitamente esonerata e si impegna a riversare tale imposta al
     prestatore,
   - menzionare, sulla fattura, il motivo dell'esonero e il numero di
     registrazione IVA del destinatario;
2. per le prestazioni di servizi di cui all'articolo 3, punto 2:
   - soddisfare gli obblighi di cui al paragrafo 1,
   - apportare   la prova     che    la prestazione  di trasporto     è
     direttamente connessa ad un trasporto intracomunitario ai sensi
     dell'articolo 28ter, titolo C, paragrafo 1 della direttiva
     77/388/CEE.
                               Articolo 6
La Repubblica portoghese è autorizzata ad applicare tale misura di
semplificazione fino al 31 dicembre 1995.
                               Articolo 7
La Repubblica portoghese è destinataria della presente decisione,
Fatto a Bruxelles,
                                                 Per il Consiglio
                                                 Il Presidente
 ---pagebreak---                                                     %
                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(93) 450 def.
                                                            DOCUMENTI
rr                                                                               09
                                           N. di catalogo : CB-CO-93-497-IT-C
                                                             ISBN 92-77-59519-1
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo