CELEX: 52003PC0219
Language: it
Date: 2003-04-29
Title: Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche

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52003PC0219

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche  /* COM/2003/0219 def. - COD 2003/0084 */  

Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Introduzione1.1. Compendio degli obblighi finanziari emananti dalla direttiva sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettronicheIl Parlamento europeo e il Consiglio hanno adottato recentemente la direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) [1], che disciplina la raccolta ed il trattamento ecologicamente corretto dei RAEE.[1]  GU L 37, del 13.2.2003, pag. 24.Il finanziamento della raccolta [2], del trattamento, del riutilizzo, del recupero e dello smaltimento ecologicamente corretto dei RAEE compete ai produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche. La direttiva distingue fra rifiuti provenienti dai nuclei domestici e da utenti diversi dai nuclei domestici da un lato e, dall'altro, fra rifiuti "nuovi" e "storici". I rifiuti "nuovi" sono quelli provenienti da prodotti immessi sul mercato dopo il 13 agosto 2005; i rifiuti "storici", quelli provenienti da prodotti immessi sul mercato prima di quella data.[2]  L'obbligo finanziario che incombe ai produttori relativamente alla raccolta di apparecchiature nelle residenze private si applica esclusivamente a partire dal punto di raccolta.I produttori sono responsabili, su base individuale, del finanziamento relativo ai rifiuti "nuovi", per quanto riguarda i rifiuti provenienti sia da nuclei domestici che da utenti diversi dai nuclei domestici [3].[3]  Direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, articolo 8, paragrafo 2 e articolo 9, paragrafo 1; GU L 37, del 13.2.2003, pag. 24.Per quanto riguarda il finanziamento relativo ai rifiuti "storici", esiste una differenza fra quelli che provengono da nuclei domestici e quelli che provengono da utenti diversi dai nuclei domestici.- Per i rifiuti "storici" provenienti da nuclei domestici, il finanziamento è fornito da "...tutti i produttori esistenti sul mercato al momento in cui si verificano i rispettivi costi, ad esempio in proporzione della rispettiva quota di mercato per tipo di apparecchiatura" [4].[4]  Direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, articolo 8, paragrafo 3; GU L 37, del 13.2.2003, pag. 24.- Per i rifiuti "storici" provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici, "il finanziamento dei costi di gestione è assicurato dai produttori. In alternativa, gli Stati membri possono prevedere che tale finanziamento competa anche, in tutto o in parte, a utenti diversi dai nuclei domestici. I produttori e gli utenti diversi dai nuclei domestici possono, fatta salva la presente direttiva, concludere accordi che stabiliscano altre modalità di finanziamento. [5]"[5]  Direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, articolo 9, secondo paragrafo; GU L 37, del 13.2.2003, pag. 24.Ne deriva che per i rifiuti storici provenienti da nuclei domestici, vigono sistemi collettivi in cui i produttori di prodotti nuovi finanziano i prodotti vecchi. Per i rifiuti storici provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici, si applica in via di principio un sistema individuale in cui i produttori di prodotti vecchi finanziano i loro prodotti immessi sul mercato nel passato [6].[6]  Ciò si applica esclusivamente per l'opzione descritta in questo paragrafo, vale a dire in cui i produttori pagano, gli utenti non sono tenuti responsabili e non sono stati conclusi altri accordi di finanziamento. Tuttavia, poiché le opzioni alternative sono facoltative e non incidono sull'obbligo fondamentale dei produttori, esse non sono prese in considerazione in appresso.I capi seguenti riguardano esclusivamente i rifiuti storici provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici.1.2. Effetti delle norme di finanziamento sui rifiuti storici provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici.L'obbligo di ritiro dei rifiuti di apparecchiature immesse sul mercato in passato crea un onere retroattivo che non è stato considerato. L'onere è variabile in funzione dei volumi di apparecchiature che le imprese hanno venduto in passato e risulta particolarmente gravoso per quelle che dopo aver venduto volumi elevati hanno successivamente registrato un calo delle vendite. Le nuove imprese non sopporteranno alcun obbligo.È stata espressa la preoccupazione che, dipendendo dall'entità dell'onere, imprese che già si trovano in difficoltà possano essere portate all'insolvenza. Tutti gli oneri di questo tipo saranno rispecchiati nella contabilità delle imprese interessate.2. Il dibattito al Parlamento europeo e al ConsiglioLa proposta originaria della Commissione [7] rimetteva il finanziamento relativo ai rifiuti storici provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici ad "accordi tra il produttore e l'utente dell'apparecchiatura in questione al momento dell'acquisto". In prima lettura, tale disposizione è stata sostituita da una formulazione che recita: "Il finanziamento dei costi di gestione è assicurato dai produttori". All'epoca, nessuna istituzione ha sollevato obiezioni.[7]  Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; COM(2000) 347, GU C 365 E, del 19.12.2000, pag. 184.È stato solo nelle fasi finali dell'adozione della direttiva RAEE che l'attenzione delle istituzioni è stata attirata sulle conseguenze finanziarie dell'articolo 9. Poiché tale articolo non era stato oggetto di nessun emendamento in seconda lettura, era impossibile modificarne il testo in quella fase. Tuttavia, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno concordato una Dichiarazione congiunta [8]:[8]  GU L 37, del 13.2.2003, pag. 39."Notando che sono state espresse preoccupazioni in merito alle eventuali implicazioni finanziarie dell'attuale formulazione dell'articolo 9 per i produttori, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione dichiarano la loro intenzione comune di esaminare tali questioni appena possibile. Qualora tali preoccupazioni si dimostrino fondate, la Commissione afferma la propria intenzione di presentare una proposta di modifica dell'articolo 9 della direttiva. Il Parlamento e il Consiglio si impegnano a trattare prontamente tale proposta secondo le loro procedure interne".La presente proposta dà attuazione alla dichiarazione.3. Quadro temporale della presente propostaIl Consiglio, il Parlamento e la Commissione hanno sottolineato l'esigenza di esaminare questo problema non appena possibile. Tale urgenza deriva dalla necessità di adottare la revisione prima del recepimento della direttiva RAEE negli ordinamenti degli Stati membri, vale a dire prima del 13 agosto 2004. In caso contrario, occorrerebbe rivedere tutti gli atti legislativi nazionali in merito adottati entro quella data. Sempre in considerazione dell'urgenza, la Commissione non ha svolto uno studio separato.4. Revisione proposta4.1. Portata della revisioneLa presente proposta si limita a chiarire le norme relative al finanziamento per i rifiuti storici provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici di cui all'articolo 9, per scongiurare le preoccupazioni relative alle conseguenze di tali norme. La proposta non modifica nessuna norma relativa ai rifiuti provenienti dai nuclei domestici, alla responsabilità individuale relativa al finanziamento per nuovi rifiuti provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici o a qualsiasi altro aspetto della direttiva RAEE.4.2. Contenuto della revisioneLa proposta trasferisce la responsabilità di finanziare i rifiuti storici provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici dai produttori delle apparecchiature ai produttori che forniscono un nuovo prodotto, ove questo esista. Per i rifiuti storici non sostituiti da nuovi prodotti, la responsabilità ricade sugli utenti diversi dai nuclei domestici. A tal fine, occorre modificare la prima frase del secondo paragrafo dell'articolo 9 della direttiva RAEE quale adottata dal Parlamento europeo e dal Consiglio, come segue:"Gli Stati membri provvedono affinché entro il 13 agosto 2005, per RAEE provenienti da prodotti immessi sul mercato prima del 13 agosto 2005 (rifiuti storici), il finanziamento dei costi di gestione obbedisca alle modalità di cui ai [due commi seguenti].Per i rifiuti storici sostituiti da prodotti equivalenti o prodotti adibiti alla medesima funzione, il finanziamento dei costi incombe ai produttori dei nuovi prodotti all'atto della fornitura. Gli Stati membri possono, in alternativa, disporre che gli utenti diversi dai nuclei domestici siano resi anch'essi parzialmente o totalmente responsabili di tale finanziamento.Per gli altri rifiuti storici, il finanziamento dei costi incombe agli utenti diversi dai nuclei domestici."4.3. Motivazione della revisione propostaDurante la fase di conciliazione, l'argomento principale sostenuto dal settore industriale era quello che le regole contabili potrebbero obbligare le imprese a prevedere accumulazioni per rispecchiare l'obbligo finanziario da erogare in futuro, in conseguenza dell'obsolescenza delle apparecchiature "storiche". Si temeva che ciò potesse minare la solidità finanziaria di imprese già in difficoltà. Va notato che il riconoscimento o meno delle accumulazioni non inciderebbe sui flussi di cassa effettivi derivanti dagli obblighi di finanziamento, che infatti sono determinati dagli obblighi e non dalla contabilità successiva, la quale si limita a riprodurre gli obblighi esistenti. Di conseguenza, sono gli obblighi finanziari ad essere al centro della presente proposta.Per evitare di imporre un onere sproporzionato a talune imprese che in passato avevano una quota di mercato significativa, si è provveduto a rivedere la responsabilità del finanziamento del ritiro delle apparecchiature "storiche", che non grava più sul produttore delle stesse.Nella presente proposta, ciò avviene trasferendo la responsabilità dal produttore delle apparecchiature da smaltire al produttore di nuove apparecchiature che vende un prodotto nuovo in sostituzione di prodotti di tipo equivalente od adibiti alla stessa funzione. Ciò limiterà le conseguenze finanziarie per i produttori ai costi relativi alle apparecchiature ritirate in occasione della vendita di un nuovo prodotto. Pertanto, tali costi si verificheranno esclusivamente se le imprese vendono nuovi prodotti. Potrebbe poi presentarsi il caso di rifiuti storici non sostituiti da prodotti nuovi. In questo caso, gli utenti diversi dai nuclei domestici saranno responsabili del finanziamento dei costi di ritiro. Queste modifiche elimineranno altresì il problema dei rifiuti orfani, prodotti da imprese che hanno cessato di esistere.Si potrebbe ritenere che le modifiche di responsabilità descritte contraddicono il principio secondo cui "chi inquina paga". Va notato, tuttavia, che all'epoca dell'immissione sul mercato dei rifiuti storici, non vigeva alcuna norma che applicasse tale principio nel senso delle norme per le apparecchiature nuove dettate dalla direttiva 2002/96/CE. È dunque corretto affermare che la situazione giuridica precedente contraddiceva il principio "chi inquina paga". Tuttavia, è difficile stabilire se chi inquina è l'utente o il produttore ed è quindi discutibile se il fatto di attribuire un onere al produttore dell'apparecchiatura originale sia un'applicazione corretta di tale principio. Quale che sia la conclusione raggiunta, sarà impossibile rettificare la situazione senza creare un onere retroattivo, con tutte le conseguenze già descritte. In sintesi, la proposta non contraddice il principio "chi inquina paga" più di quanto già non avvenisse nella precedente situazione giuridica e la scelta è fra accettare questa tendenza storica o creare un onere retroattivo con tutte le conseguenze suddette.La proposta non inciderà sugli incentivi di progettazione, poiché si applica unicamente a rifiuti da prodotti già venduti e in uso prima dell'entrata in vigore degli obblighi finanziari emananti dalla direttiva RAEE.4.4. SussidiarietàLa proposta lascia alla cura degli Stati membri l'adozione delle disposizioni specifiche, compresa la possibilità di fissare norme più particolareggiate sulle responsabilità degli utenti relative alla preparazione della raccolta delle apparecchiature. Fintantoché i principi generali del finanziamento sono armonizzati, non dovrebbero prodursi distorsioni significative della concorrenza nell'ambito del mercato interno. Pertanto, è di applicazione il principio di sussidiarietà.5. Implicazioni economiche, ambientali e sociali della direttiva5.1. Valutazione dei costi economici e dei vantaggi e impatti per le impreseSi prevede che la revisione proposta riduca lievemente i costi di attuazione della direttiva RAEE a carico delle imprese, eliminando l'onere finanziario sproporzionato che sarebbe potuto incombere alle imprese con una quota di mercato in diminuzione in conseguenza degli obblighi loro derivanti dalla versione attuale dell'articolo 9.Il costo complessivo del finanziamento della raccolta, del trattamento, del riutilizzo e del recupero dei rifiuti storici provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici non dovrebbe mutare significativamente. La proposta originaria della Commissione [9] stimava tali costi a 100-200 milioni di euro annui, approssimativamente, per l'UE a 15 Stati. Supponendo una vita utile media di 10-20 anni, gli oneri emananti dall'articolo 9 della versione attuale della direttiva RAEE potrebbero situarsi fra 1 e 4 miliardi di euro. Va sottolineato, tuttavia, che si tratta di una stima approssimativa, in considerazione della scarsità di informazioni disponibili sui costi di raccolta e di riciclaggio delle apparecchiature provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici.[9]  Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche; COM(2000) 347, GU C 365 E, del 19.12.2000, pag. 184.5.2. Valutazione dei vantaggi ambientaliI vantaggi ambientali non muteranno rispetto alla versione attuale della direttiva RAEE, perché la proposta riguarda esclusivamente le modalità di finanziamento relative ai rifiuti storici provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici.5.3. Aspetti socialiLa proposta potrebbe evitare la perdita potenziale di posti di lavoro provocata direttamente o indirettamente da oneri eccessivamente gravosi imposti ad imprese che in passato avevano una quota di mercato maggiore.5.4. Valutazione dell'impatto sui paesi in fase di adesione e candidati all'adesioneSi prevede che la direttiva riduca i costi economici e sociali della direttiva 2002/96/CE nei paesi in fase di adesione e candidati all'adesione, analogamente a quanto avviene per gli attuali Stati membri. Si ritiene che la direttiva sia neutrale nei confronti degli aspetti ambientali.2003/0084 (COD)Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 2002/96/CE sui rifiuti di apparecchiature elettriche  ed elettronicheIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 175, paragrafo 1,vista la proposta della Commissione [10],[10]  GU C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Comitato economico e sociale europeo [11],[11]  GU C [...] del [...], pag. [...].visto il parere del Comitato delle regioni [12][12]  GU C [...] del [...], pag. [...].deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato [13],[13]  GU C [...] del [...], pag. [...].Considerando quanto segue:(1) Durante la procedura di adozione della direttiva 2002/96/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 gennaio 2003, sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche [14], hanno destato preoccupazioni le possibili conseguenze finanziarie dell'enunciato dell'articolo 9 della medesima direttiva per i produttori delle apparecchiature interessate.[14]  GU L 37, del 13.2.2003, pag. 24.(2) Nella riunione del Comitato di conciliazione del 10 ottobre 2002 dedicata a detta direttiva, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno espresso l'intenzione, in una Dichiarazione congiunta, di esaminare quanto prima le questioni relative all'articolo 9 della direttiva 2002/96/CE concernenti il finanziamento relativo ai rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici.(3) Ai sensi della dichiarazione congiunta, la Commissione ha esaminato le conseguenze finanziarie per i produttori derivanti dall'enunciato attuale dell'articolo 9 della direttiva 2002/96/CE e ne ha concluso che l'obbligo di ritiro di rifiuti di apparecchiature immesse sul mercato in passato crea un onere retroattivo non considerato che potrebbe esporre determinati produttori a gravi rischi economici.(4) Per prevenire tali rischi, è opportuno che la responsabilità finanziaria per la raccolta, il trattamento, il riutilizzo, il recupero e il riciclaggio dei rifiuti di apparecchiature provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici immesse sul mercato prima del 13 agosto 2005 incomba ai produttori che forniscono prodotti nuovi in sostituzione di prodotti di tipo equivalente o adibiti alle medesime funzioni. Ove tali rifiuti non siano sostituiti da prodotti nuovi, la responsabilità deve ricadere sugli utenti. Gli Stati membri, i produttori e gli utenti possono stipulare accordi alternativi.(5) Occorre modificare di conseguenza la direttiva 2002/96/CE.(6) Ai sensi dell'articolo 17 della direttiva 2002/96/CE, gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva entro il 13 agosto 2004. Per evitare che sia necessario modificare atti legislativi adottati dagli Stati membri entro quella data, occorre adottare la presente direttiva quanto prima, in modo che sia recepita negli ordinamenti nazionali degli Stati membri contemporaneamente alla direttiva 2002/96/CE,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1L'articolo 9 della direttiva 2002/96/CE è sostituito dal testo seguente:"Articolo 9Finanziamento relativo ai RAEE provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici1. Gli Stati membri provvedono affinché entro il 13 agosto 2005 i produttori debbano prevedere il finanziamento dei costi di raccolta, trattamento, recupero e smaltimento ecologicamente corretto dei RAEE provenienti da utenti diversi dai nuclei domestici e originati da prodotti immessi sul mercato dopo il 13 agosto 2005.Gli Stati membri provvedono affinché entro il 13 agosto 2005, per RAEE provenienti da prodotti immessi sul mercato prima del 13 agosto 2005 (rifiuti storici), il finanziamento dei costi di gestione obbedisca alle modalità di cui al terzo e quarto comma.Per i rifiuti storici sostituiti da prodotti equivalenti o prodotti adibiti alla medesima funzione, il finanziamento dei costi incombe ai produttori dei nuovi prodotti all'atto della fornitura. Gli Stati membri possono, in alternativa, disporre che gli utenti diversi dai nuclei domestici siano resi anch'essi parzialmente o totalmente responsabili di tale finanziamento.Per gli altri rifiuti storici, il finanziamento dei costi incombe agli utenti diversi dai nuclei domestici.2. I produttori e gli utenti diversi dai nuclei domestici possono, fatta salva la presente direttiva, concludere accordi che stabiliscano altre modalità di finanziamento."Articolo 2Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 13 agosto 2004. Essi ne informano immediatamente la Commissione.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.Articolo 3La presente direttiva entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.Articolo 4Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, il ...Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioLa Presidente Il Presidente