CELEX: C2002/202/24
Language: it
Date: 2002-08-24 00:00:00
Title: Causa C-260/02 P: Ricorso del sig. Michael Becker avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta Sezione) 12 giugno 2002 nella causa T-9/01, Michael Becker contro Corte dei conti delle Comunità europee, proposto il 15 luglio 2002

C 202/16                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           24.8.2002
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal VAT                           (3) Regolamento del Consiglio 22 dicembre 1995 n. 384/96, relativo
and Duties Tribunals, London Tribunal Centre, con ordi-                            alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di
nanza 5 luglio 2002, nella causa Fast Forward Resources                            paesi non membri della Comunità europea.
           plc e Commissioners of Customs and Excise
                           (Causa C-254/02)
                                                                              Ricorso del sig. Michael Becker avverso la sentenza del
                            (2002/C 202/23)                                   Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta
                                                                              Sezione) 12 giugno 2002 nella causa T-9/01, Michael
                                                                              Becker contro Corte dei conti delle Comunità europee,
                                                                                                   proposto il 15 luglio 2002
Con ordinanza 5 luglio 2002, pervenuta nella cancelleria della                                          (Causa C-260/02 P)
Corte il 11 luglio 2002, nella causa Fast Forward Resources
plc e Commissioners of Customs and Excise, il VAT and Duties                                              (2002/C 202/24)
Tribunals, London Tribunal Centre ha sottoposto alla Corte
di giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni
pregiudiziali:                                                                Il 15 luglio 2002 il sig. Michael Becker, rappresentato dai sigg.
                                                                              Prof. Dr. Ernst Fricke, dello studio legale Prof. Dr. Fricke &
(i)     Quale sia, nel regolamento (CE) della Commissione,                    Coll, del foro di Landshur (nonché di Norimberga, Neubran-
        n. 152/1999 (1) il significato corretto e l’effetto giuridico         denburg e Lussemburgo), e Roy Nathan, del foro di Lussembur-
        dell’espressione «la registrazione scade» usata all’art. 3.           go, Rechtsanwalt, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia
                                                                              delle Comunità europee un ricorso avverso la sentenza del
                                                                              Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta
(ii) Nel caso in cui l’art. 3 del regolamento (CE) della                      Sezione) 12 giugno 2002 nella causa T-9/01, Michael Becker
        Commissione n. 152/1999 significhi che l’intero procedi-              contro Corte dei conti delle Comunità europee (1).
        mento di registrazione viene meno: (a) se ciò renda il
        regolamento (CE) del Consiglio n. 175/2000 (2) inefficace
        rispetto alle importazioni di borsette in cuoio nell’Unione           Il ricorrente chiede che la Corte voglia annullare integralmente
                                                                              la sentenza del Tribunale di primo grado 12 giugno 2002 e
        europea avvenuta prima della mezzanotte del 23 ottobre
        1999; e (b) in relazione a quali prodotti (se ce n’è                  accogliere integralmente le domande presentate in prima
        qualcuno) l’art. 1, n. 4, del regolamento (CE) della                  istanza.
        Commissione n. 175/2000 possa efficacemente imporre
        dazi.
                                                                              Motivi e principali argomenti
(iii) Se l’art. 1 del regolamento (CE) del Consiglio n. 175/                  La sentenza del Tribunale di primo grado 12 giugno 2002
        2000 sia compatibile con l’art. 11, n. 4 e con l’art. 14,             contiene una violazione di diritti primari dell’ordinamento
        n. 5, del regolamento (CE) del Consiglio n. 384/96 (3) e, in          comunitario.
        caso contrario, quale sia l’effetto di questa incompatibilità
        sulla riscossione di dazi antidumping registrati in confor-
        mità del regolamento (CE) della Commissione n. 152/                   —      Violazione del dovere di assistenza
        1999.
                                                                              Spetta alla commissione di invalidità, in base ai referti medici,
                                                                              verificare se siano soddisfatte le condizioni elencate nell’art. 78
(iv) Se l’art. 1 del regolamento (CE) del Consiglio n. 175/
                                                                              dello Statuto. Sarebbe irrilevante che egli si trovasse in
        2000 sia compatibile con il regolamento (CE) del Consi-
                                                                              aspettativa per motivi personali. Le ragioni in base alle quali la
        glio n. 384/96, qualora l’adozione della misura avvenga
                                                                              convenuta ha respinto il suo ricorso sarebbero incompatibili
        dopo il periodo di 12 mesi indicato nell’art. 11, n. 5, del
                                                                              con il dovere di assistenza e risulterebbero ingiustificate alla
        regolamento (CE) del Consiglio n. 384/96.
                                                                              luce sia del dettato dello Statuto, sia del senso e della finalità
                                                                              del medesimo.
(1) Regolamento della Commissione 22 gennaio 1999, n. 152, che
     avvia un riesame relativo ai «nuovi esportatori» del regolamento         —      Omessa valutazione di informazioni
     (CE) n. 1567/97, che istituisce un dazio antidumping definitivo                 rilevanti ai fini della decisione
     sulle importazioni di borsette in cuoio originarie della Repubblica
     popolare cinese, che abroga il dazio per quanto riguarda le              La Commissione europea ha risposto a una richiesta di
     importazioni di cinque produttori esportatori e stabilisce che le
     importazioni siano soggette a registrazione.
                                                                              informazioni formulata dal Tribunale e in tal sede ha integral-
(2) Regolamento del Consiglio 24 gennaio 2000, n. 175/2000, che               mente sostenuto la tesi giuridica dell’attore. Il Tribunale di
     istituisce un nuovo dazio antidumping definitivo sulle importazio-       primo grado non ha citato dette osservazioni della Commis-
     ni di borsette in cuoio originarie della Repubblica popolare cinese      sione nella motivazione della sua sentenza e, pertanto, non le
     esportate nella Comunità da alcuni produttori esportatori e che          ha nemmeno valutate in modo adeguato sotto il profilo
     modifica il regolamento (CE) n. 1567/97.                                 giuridico.
 ---pagebreak--- 24.8.2002               IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           C 202/17
—     Inosservanza di disposizioni dello Sta-                               b)     condannare la Repubblica francese a pagare alla Commis-
      tuto                                                                         sione delle Comunità europee, sul conto «risorse proprie
                                                                                   della CE», una penalità di EUR 242 650 per giorno di
                                                                                   ritardo nell’attuazione dei provvedimenti necessari per
L’affermazione del Tribunale di primo grado che l’attore, in                       conformarsi alla citata sentenza Commissione/Francia, a
osservanza dell’art. 40, n. 4, lett. d), dello Statuto, allo scadere               decorrere dalla pronuncia della presente sentenza e sino
dell’aspettativa per motivi personali, «deve essere reintegrato,                   ad esecuzione della detta sentenza Commissione/Francia;
non appena un posto si renda vacante, in un impiego
corrispondente al suo grado nella sua categoria o quadro,
sempreché sia in possesso dei requisiti prescritti», è scorretta.
Un dipendente gravemente malato non sarebbe proprio più in                  c)     condannare la Repubblica francese alle spese.
possesso dei requisiti prescritti per essere reintegrato.
(1) Non ancora pubblicata nella Raccolta.
                                                                            Motivi e principali argomenti
                                                                            Se è vero che l’art. 228 CE non indica il termine entro il quale
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                       lo Stato membro debba conformarsi agli obblighi ad esso
  tro la Repubblica francese, presentato il 15 luglio 2002                  incombenti, nondimeno si deve dare inizio all’attuazione della
                                                                            sentenza immediatamente e la si deve concludere il più
                                                                            celermente possibile. Nel caso di specie si sarebbero già da
                         (Causa C-261/02)                                   diverso tempo dovute adottare e mettere in vigore tutte le
                                                                            disposizioni e le misure necessarie affinché la Repubblica
                          (2002/C 202/25)                                   francese conformasse la propria legislazione alla sentenza della
                                                                            Corte; al momento del parere motivato della Commissione era
                                                                            trascorso già quasi un anno dalla sentenza della Corte. Inoltre,
                                                                            per quanto concerne i testi comunicati dalle autorità francesi
                                                                            successivamente alla risposta al parere motivato, si tratta
Il 15 luglio 2002 la Commissione delle Comunità europee,                    solamente di una trasposizione assolutamente frammentaria e
rappresentata dalla sig.ra Tufvesson e dal sig. H. van Lier, in             insoddisfacente in relazione alla sentenza 16 dicembre 1999.
qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha
presentato dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
europee un ricorso contro la Repubblica francese.
                                                                            La Commissione sostiene che la penalità di EUR 242 650 al
La Commissione delle Comunità europee conclude che il                       giorno è adeguata, in considerazione della gravità e della durata
Tribunale voglia:                                                           dell’infrazione, come anche della necessità di infliggere una
                                                                            sanzione efficace. Essa ha definito l’ammontare della penalità
a)    dichiarare che la Repubblica francese, non avendo adotta-             da indicare alla Corte utilizzando il metodo di calcolo indicato
      to le disposizioni legislative, regolamentari ed ammini-              nella sua comunicazione 8 gennaio 1997 (4). La Commissione
      strative necessarie per conformarsi completamente alla                ha attribuito alla gravità dell’infrazione il coefficiente di 10/20
      direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/49/CEE, che                e alla durata dell’infrazione un moltiplicatore di 2,3. Al fine di
      coordina le disposizioni legislative, regolamentari ed                garantire l’efficacia della penalità, essa ha applicato il fattore
      amministrative riguardanti l’assicurazione diretta diversa            21,2 al risultato ottenuto moltiplicando il forfait di base
      dell’assicurazione sulla vita e che modifica le direttive 73/         uniforme di EUR 500 per il coefficiente di gravità e di durata.
      239/CEE e 88/357/CEE (terza direttiva «assicurazione
      non vita») (1), e alla direttiva del Consiglio 10 novembre
      1992, 92/96/CEE, che coordina le disposizioni legislative,
      regolamentari ed amministrative riguardanti l’assicurazio-
      ne diretta sulla vita e che modifica le direttive 79/267/             ( 1) GU L 228 dell’11.8.1992, pag. 1.
      CEE e 90/619/CEE (terza direttiva «assicurazione vita») (2),          ( 2) GU L 360 del 09.12.1992, pag. 1.
                                                                            ( 3) Racc. pag. I-8935.
      e in particolare avendo omesso di trasporre le suddette               ( 4) GU C 63 del 28.2.1997, pag. 2.
      direttive per quanto riguarda le mutue assicuratrici disci-
      plinate dal code de la mutualité (codice delle attività
      mutualistiche), non ha attuato tutte le misure che l’esecu-
      zione della sentenza 16 dicembre 1999, causa C-239/98,
      Commissione/Francia (3), comporta ed è venuta meno
      agli obblighi ad essa incombenti in forza dell’art. 228 del
      Trattato CE;