CELEX: 62016CN0525
Language: it
Date: 2016-10-13 00:00:00
Title: Causa C-525/16: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal da Concorrência, Regulação e Supervisão (Portogallo) il 13 ottobre 2016 — Meo — Serviços de Comunicações e Multimédia S.A./Autoridade da Concorrência

16.1.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 14/20
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal da Concorrência, Regulação e Supervisão (Portogallo) il 13 ottobre 2016 — Meo — Serviços de Comunicações e Multimédia S.A./Autoridade da Concorrência
   (Causa C-525/16)
   (2017/C 014/26)
   Lingua processuale: il portoghese
   
      Giudice del rinvio
   
   Tribunal da Concorrência, Regulação e Supervisão
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Meo — Serviços de Comunicações e Multimédia S.A.
   
      Convenuta: Autoridade da Concorrência
   
      Altra parte: GDA — Cooperativa de Gestão dos Direitos dos Artistas Intérpretes ou Executantes, CRL
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               i)
            
            
               Qualora nel quadro di un procedimento sanzionatorio emergano prove o indizi di fatti relativi agli effetti di un’eventuale pratica tariffaria discriminatoria attuata da un’impresa in posizione dominante su una delle imprese al dettaglio, che vede porsi in una situazione di svantaggio rispetto ai suoi concorrenti, se la circostanza in cui si consideri che tale comportamento determina uno svantaggio per la concorrenza, ai sensi dell’articolo 102, [paragrafo 2,] lettera c), TFUE, dipenda da un’ulteriore valutazione della gravità, rilevanza o importanza di tali effetti sulla posizione o la capacità concorrenziale dell’impresa interessata, in particolare per quanto concerne la capacità di assimilare la differenza dei costi sostenuti nell’ambito del servizio all’ingrosso.
            
         
               ii)
            
            
               Qualora nel quadro di un procedimento sanzionatorio emergano prove o indizi dell’importanza notevolmente ridotta assunta dalla pratica tariffaria discriminatoria, attuata da un’impresa in posizione dominante nei costi sostenuti, nei proventi ottenuti e nella redditività raggiunta dall’impresa al dettaglio interessata, se l’interpretazione conforme dell’articolo 102, [paragrafo 2,] lettera c), TFUE e della giurisprudenza risultante dalle sentenze British Airways (1) e Clearstream (2) risulti compatibile con la valutazione dell’assenza di indizi di abuso di posizione dominante e di pratiche vietate.
            
         
               iii)
            
            
               O, al contrario, se tale circostanza non basti a escludere che il comportamento in questione possa integrare un abuso di posizione dominante e una pratica vietata, ai sensi dell’articolo102, lettera c), TFUE, e rilevi solo all’atto di stabilire la responsabilità o sanzione dell’impresa che ha commesso l’infrazione.
            
         
               iv)
            
            
               Se l’espressione «determinando così per questi ultimi uno svantaggio per la concorrenza», di cui all’articolo 102, lettera c), TFUE debba essere interpretata nel senso che risponde al criterio per cui il vantaggio derivante dalla discriminazione coincida, a sua volta, con una percentuale minima della struttura dei costi dell’impresa interessata.
            
         
               v)
            
            
               Se l’espressione «determinando così per questi ultimi uno svantaggio per la concorrenza», di cui all’articolo 102, lettera c), TFUE, debba essere interpretata nel senso che risponde al criterio per cui il vantaggio derivante dalla discriminazione coincida, a sua volta, con una differenza minima tra i costi medi sostenuti dalle imprese concorrenti nell’ambito del servizio all’ingrosso di cui trattasi.
            
         
               vi)
            
            
               Se l’espressione «determinando così per questi ultimi uno svantaggio per la concorrenza», di cui all’articolo 102, lettera c), TFUE, possa essere interpretata nel senso che risponde al criterio per cui il vantaggio derivante dalla discriminazione coincida, nell’ambito del mercato e del servizio in questione, con valori superiori alle differenze riportate nelle (…) tabelle 5, 6 e 7, ai fini della considerazione del comportamento controverso come pratica vietata.
            
         
               vii)
            
            
               In caso di risposta affermativa a una delle questioni da sub iv) a sub vi), come debba essere stabilita la menzionata soglia minima di rilevanza dello svantaggio in relazione alla struttura dei costi o ai costi medi sostenuti dalle imprese concorrenti nell’ambito del servizio al dettaglio in questione.
            
         
               viii)
            
            
               Nel caso in cui si stabilisca detta soglia minima, se la sua inosservanza, per ciascun periodo dell’anno, consenta di confutare la presunzione scaturente dalla sentenza Clearstream, secondo cui occorre considerare che «l’applicazione, nei confronti di una controparte commerciale, di prezzi differenti per servizi equivalenti, e ciò senza soluzione di continuità per 5 anni e da parte di un’impresa detenente un monopolio di fatto sul mercato situato a monte, [produce] necessariamente uno svantaggio concorrenziale per la controparte commerciale medesima».
            
         
      (1)  C-95/04 P, EU:C:2007:166.
   
      (2)  T-301/04, EU:T:2009:317.