CELEX: 51998PC0184
Language: it
Date: 1998-03-25
Title: Proposta di decisione del Consiglio che autorizza il Regno di Spagna ad applicare una misura di deroga all'articolo 2 e all'articolo 28 bis, paragrafo 1 della sesta direttiva (77/388/CEE) del Consiglio del 17 maggio 1977 in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                Bruxelles, 26.03.1998
                                                COM( 1998) 184 def.
                                    Proposta di
                         DECISIONE DEL CONSIGLIO
                         che autorizza il Regno di Spagna
ad applicare una misura di deroga all'articolo 2 e all'articolo 28 bis, paragrafo 1
      della sesta direttiva (77/388/CEE) del Consiglio del 17 maggio 1977
       in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri
                     relative alle imposte sulla cifra d'affari
                          (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                            RELAZIONE
Con lettera protocollata presso il Segretariato generale della Commissione il
23 gennaio 1998, il governo spagnolo ha domandato l'autorizzazione, a norma
dell'articolo 27 della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977, in
materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla
cifra di affari - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme1,
ad applicare un regime particolare di tassazione nel settore dei materiali di recupero e
residui.
Conformemente all'articolo 27, paragrafo 3 della sesta direttiva, gli altri Stati membri
sono stati informati della domanda della Spagna con lettera del 18 febbraio 1997.
Il regime particolare di deroga che il Regno di Spagna intende introdurre contiene le
disposizioni seguenti:
- le cessioni e gli acquisti intracomunitari di materiali di recupero e residui sono esentati
    dall'IVA. L'esenzione si applica soltanto ai soggetti passivi che, nel corso dell'anno
    precedente hanno commercializzato metalli ferrosi per un valore massimo di 200
    milioni di ESP, oppure residui di carta, cartone o vetro per un valore massimo di 50
    milioni di ESP mentre per le operazioni in metalli non ferrosi l'esenzione si applica
    senza limiti di fatturato. Se i massimali indicati sono superati durante l'anno in corso,
    l'esenzione cessa a decorrere dalla data del superamento;
- i soggetti passivi le cui operazioni sono esentate in applicazione del paragrafo
    precedente possono essere autorizzati ad assoggettare all'IVA le cessioni e gli acquisti
    intracomunitari di materiali di recupero e residui da essi effettuati.
Secondo il governo del Regno di Spagna il regime mira a semplificare la tassazione del
settore interessato e a lottare contro lafrodefiscale.
A tale proposito, il governo spagnolo segnala che le disposizioni amministrative relative a
questo settore sono generalmente carenti, che in molti casi le fatturazioni presentano delle
irregolarità e che i commercianti interessati - si tratta in particolare di piccoli
 commercianti, difficilmente individuabili e controllabili - spesso non versano l'IVA
 dovuta. La riscossione dell'imposta, incontra del resto notevoli difficoltà nella pratica.
 Con la disposizione prevista al primo trattino, i piccoli commercianti di materiali di
 recupero e residui, diversi dai metalli non ferrosi, il cui fatturato non supera le soglie
 stabilite in funzione dei beni commercializzati, sono dispensati dall'obbligo di assolvere
 l'IVA sulle vendite dei beni in questione e dal fatturarla.
 La determinazione delle soglie in funzione dei prodotti mira ad evitare che beneficino
 dell'esenzione anche i grossi commercianti.
 I commercianti di metalli non ferrosi possono beneficiare dell'esenzione anche se il loro
 fatturato complessivo supera i 200 milioni di ESP. Infatti il prezzo di vendita dei metalli
 non ferrosi è generalmente molto più elevato di quello degli altri materiali e residui, per
 cui nel caso del commercio di tali metalli questa soglia è raggiunta abbastanza
 rapidamente.
  1
      GU L 145 del 13.06.1977, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 96/95/CE (GU L 338
      del 28.12.1996, pag. 89).
 ---pagebreak--- Inoltre, i soggetti passivi interessati non devono più assolvere PIVA sui loro acquisti
intracomunitari, il che significa che le corrispondenti cessioni intracomunitarie devono
essere tassate nel paese d'origine.
Le operazioni esonerate in base al presente regime non danno diritto alla detrazione
dell'IVA a monte.
In base alla disposizione prevista al secondo trattino, i commercianti di materiali di
recupero e residui, che in linea di principio beneficerebbero dell'esenzione, possono essere
autorizzati ad assoggettare le loro operazioni ali'IVA e di conseguenza ad esercitare il
diritto a detrazione. Subordinando l'esclusione dal regime di esenzione ad una
autorizzazione si ottiene un certo grado di sicurezza quanto al rispetto da parte dei
soggetti passivi degli obblighi fiscali loro incombenti. D'altra parte, il fatto che
l'assoggettamento al controllo fiscale venga "ricompensato" con il diritto a detrazione
stimolerà la disponibilità di un maggior numero di operatori nei riguardi del sistema di
tassazione.
La Commissione ritiene che l'esenzione delle cessioni e degli acquisti intracomunitari
effettuati dai piccoli commercianti costituisca al contempo una misura di semplificazione e
di lotta contro la frode, poiché permette di escludere dal sistema IVA una categoria di
soggetti passivi per i quali gli sforzi di controllo e di riscossione dell'imposta sarebbero
sproporzionati rispetto alle entrate.
Le disposizioni specifiche applicabili alle cessioni e agli acquisti intracomunitari di metalli
non ferrosi di recupero sono giustificate in quanto permettono di controllare una categoria
di operazioni in cui i rischi di frode sono più elevati visto il valore di tali prodotti.
Consentendo ai soggetti passivi, previa autorizzazione dell'amministrazione, di
assoggettare all'IVA le operazioni che in linea di massima sono esentate, viene assicurata
una maggiore sorveglianza da parte dell'amministrazione.
La Commissione ritiene, di conseguenza, che il Regno di Spagna possa essere autorizzato
ad applicare fino al 31 dicembre 2000 il regime di deroga proposto.
 In effetti, la Commissione ha adottato il 10 luglio 1996 un programma di lavoro per la
 realizzazione di un sistema comune IVA2, che prevede un passaggio per tappe al nuovo
 sistema. Di conseguenza, sembra opportuno limitare il termine di validità al
 31 dicembre 2000, per permettere di valutare a quel momento la coerenza della misura di
 deroga con i risultati ottenuti nel quadro del nuovo sistema comune IVA.
  2
      COM(96)328 dcf del 22.07.1996.
 ---pagebreak---                                              Proposta di
                                DECISIONE DEL CONSIGLIO
                                che autorizza il Regno di Spagna
          ad applicare una misura di deroga agli articoli 2 e 28 bis, paragrafo 1,
            della sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977
             in materia di armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri
                            relative alle imposte sulla cifra di affari
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
vista la sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977 in materia di
armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra d'affari
- Sistema comune d'imposta sul valore aggiunto: base imponibile uniforme3, in particolare
l'articolo 27,
vista la proposta della Commissione,
considerando che ai sensi dell'articolo 27, paragrafo 1 della citata direttiva, il Consiglio,
deliberando all'unanimità su proposta della Commissione, può autorizzare ogni Stato
membro ad introdurre misure particolari di deroga alla direttiva allo scopo di semplificare
la riscossione dell'imposta o di evitare frodi o evasioni fiscali;
considerando che con lettera protocollata alla Commissione il 23 gennaio 1998, il Regno
di Spagna ha chiesto l'autorizzazione ad introdurre una misura di deroga all'articolo 2 e
all'articolo 28 bis, paragrafo 1 della sesta direttiva;
considerando che, a norma dell'articolo 27, paragrafo 3 della sesta direttiva gli altri Stati
membri sono stati informati il 18 febbraio 1998 della domanda presentata dal Regno di
Spagna;
considerando che tale misura particolare mira, anzitutto, ad esentare dall'IVA le cessioni e
gli acquisti intracomunitari di materiali di recupero e residui di carta, cartone e vetro se il
fatturato della vendita di questi prodotti che il soggetto ha realizzato durante l'anno
precedente è inferiore a 50 milioni di ESP;
     GU L 145 del 13.06.1977, pag. I. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 96/95/CE (GU L 338
     del 28.12 1996, pag. 89).
 ---pagebreak--- considerando che la misura mira, in secondo luogo, ad esentare dall'I VA le cessioni e gli
acquisti intracomunitari di materiali di recupero e residui di metalli ferrosi se il fatturato
della vendita di questi prodotti realizzato dal soggetto durante l'anno precedente è
inferiore a 200 milioni di ESP;
considerando che la misura mira, in terzo luogo, ad esentare dall'I VA le cessioni e gli
acquisti intracomunitari di metalli non ferrosi, senza limiti di fatturato;
considerando che le operazioni esentate in base a queste misure particolari non danno
diritto alla detrazione dell'IVA;
considerando che i soggetti passivi le cui operazioni rientrano nel campo di applicazione
delle esenzioni previste dalla misura particolare di deroga possono essere autorizzati a non
assoggettare le loro operazioni a tale regime particolare, alle condizioni previste dal
Regno di Spagna;
considerando che tale regime costituisce allo stesso tempo una misura di semplificazione e
di lotta contro la frode, poiché permette di escludere dal sistema IVA una categoria di
soggetti passivi per i quali gli sforzi di controllo e di riscossione dell'imposta sarebbero
sproporzionati rispetto alle entrate;
considerando che il regime particolare è conforme alle condizioni di cui all'articolo 27
della sesta direttiva,
considerando che la Commissione ha adottato il 10 luglio 1996 un programma di lavoro4
con un calendario di proposte che prevede l'introduzione graduale e per tappe di un
sistema comune IVA nel mercato unico;
considerando che l'autorizzazione va concessa fino al 31 dicembre 2000, in modo da
poter valutare a tale data la coerenza della misura di deroga con il quadro globale del
nuovo sistema comune IVA;
considerando che la misura di deroga non incide sulle risorse proprie della Comunità
europea provenienti dall'IVA;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
 4
      COM(96)328 def. del 22.07.1996.
 ---pagebreak---                                           Articolo 1
In deroga alla sesta direttiva 77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977, il Regno di
Spagna è autorizzato, fino al 31 dicembre 2000, ad applicare un regime particolare di
imposizione nel settore dei materiali di recupero e residui.
Le disposizioni di deroga previste da tale regime sono definite agli articoli 2, 3 e 4
seguenti.
                                          Articolo 2
In deroga all'articolo 2, paragrafo 1 della sesta direttiva 77/388/CEE sono esentate
dall'IVA
-  le cessioni di materiali di recupero e residui di carta, cartone e vetro, effettuate da
   soggetti passivi che nell'anno precedente hanno realizzato con questi prodotti un
   fatturato inferiore a 50 milioni di ESP;
-  le cessioni di materiali di recupero e di residui di metalli ferrosi, effettuate da soggetti
   passivi che nell'anno precedente hanno realizzato con questi prodotti un fatturato
   inferiore a 200 milioni di ESP;
- le cessioni di metalli non ferrosi.
                                          Articolo 3
In deroga all'articolo 28 bis, paragrafo 1, lettera a) della sesta direttiva 77/388/CEE, sono
esentati dall'IVA:
- gli acquisti intracomunitari di materiali di recupero e residui di carta, cartone e vetro,
   effettuati da soggetti passivi che nell'anno precedente hanno realizzato con questi
   prodotti un fatturato inferiore a 50 milioni di ESP;
- gli acquisti intracomunitari di materiali di recupero e residui di metalli ferrosi, effettuati
   da soggetti passivi che nell'anno precedente hanno realizzato con questi prodotti un
   fatturato inferiore a 200 milioni di ESP;
- gli acquisti intracomunitari di metalli non ferrosi.
 ---pagebreak---                                          Articolo 4
I soggetti passivi le cui operazionirientranonel campo di applicazione delle esenzioni
previste agli articoli 2 e 3 possono essere autorizzati a non assoggettare tali cessioni ed
acquisti intracomunitari al regime particolare di deroga previsto dalla presente decisione
                                         Articolo 5
Il Regno di Spagna è destinatario della presente decisione.
Fatto a Bruxelles,
                                                              Per il Consiglio,
                                                              Il Presidente
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(98) 184 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                 09  10 06
                                            N. di catalogo : CB-CO-98-199-IT-C
                                                              ISBN 92-78-32568-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo