CELEX: C2003/239/45
Language: it
Date: 2003-10-04 00:00:00
Title: Causa T-270/03: Ricorso della Società Ghiotto srl contro la Commissione delle Comunità europee proposto il 31 luglio 2003

C 239/24                IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          4.10.2003
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                              altresì un motivo fondato su un’asserita violazione dell’obbligo
                                                                           di motivazione e su una presunta elusione dell’accordo tra le
                                                                           parti concluso nell’ambito della prima causa. Essa contesta alla
—     annullare la decisione della commissione esaminatrice del            Commissione, in terzo luogo, alcune asserite violazioni dei
      concorso COM/PB/99 24 gennaio 2003, recante rigetto                  principi di buona gestione e di sana amministrazione nonché
      della domanda della ricorrente, datata 26 giugno 2002,               del dovere di sollecitudine. Infine, come quarto motivo d’annul-
      diretta ad ottenere il riesame, da parte della detta commis-         lamento, essa invoca un asserito sviamento di potere nonché
      sione, della decisione di quest’ultima 8 marzo 2000, che             alcune presunte violazioni del divieto di discriminazioni,
      esclude la ricorrente dalla prova orale del concorso, per            dell’art. 27 dello Statuto e della vocazione alla carriera.
      dare seguito all’accordo concluso tra la Commissione, da
      un lato, e la ricorrente, dall’altro, durante la riunione
      informale svoltasi dinanzi alla Quarta Sezione del Tribu-            (1 ) Causa T-34/01, pubblicata sulla GU C 108 del 7 aprile 2001,
      nale di primo grado delle Comunità europee, in data                       pag. 28.
      20 marzo 2002, nell’ambito del ricorso proposto avverso
      la decisione 8 marzo 2000 (causa T-34/01);
—     annullare, per quanto necessario, la decisione dell’autorità
      che ha il potere di nomina (APN) 13 giugno 2003,
      recante rigetto del reclamo della ricorrente, notificata il
      20 giugno 2003;
                                                                           Ricorso della Società Ghiotto srl contro la Commissione
                                                                                delle Comunità europee proposto il 31 luglio 2003
—     annullare la decisione della commissione esaminatrice del
      concorso COM/PB/99 8 marzo 2000 e ammettere la
                                                                                                    (Causa T-270/03)
      ricorrente alla prova orale del detto concorso;
                                                                                                     (2003/C 239/45)
—     riconoscere il diritto ad un risarcimento dei danni, valutati
      pari a 8 150,10 euro;
                                                                                               (Lingua processuale : l’italiano)
—     condannare la convenuta all’integralità delle spese.
                                                                           Il 31 luglio 2003, la Società Ghiotto srl, rappresentata e difesa
                                                                           dagli avvocati Leonardo Lavitola e Chiara Reggio d’Aci, ha
                                                                           proposto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità
                                                                           europee un ricorso contro la Commissione europea
Motivi e principali argomenti
                                                                           La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
La ricorrente aveva proposto un ricorso dinanzi al Tribunale               —      annullare in parte qua e limitatamente alla parte lesiva
avverso la decisione della commissione esaminatrice del con-                      degli interessi della ricorrente, il regolamento della Com-
corso COM/PB/99, di non ammetterla alle prove orali del detto                     missione CE n. 1065/97 del 12 giugno 1997 ed atti ad
concorso ( 1). In occasione dell’udienza fissata per tale causa, le               esso allegati e precisamente il disciplinare, per quanto
parti hanno raggiunto una composizione amichevole la quale                        concerne la discinplina della IGP «Prosciutto di Norcia»,
prevedeva la comunicazione alla ricorrente delle copie corrette                   con riferimento alla illegittima prescrizione (art. 3) sulla
delle sue risposte, nonché dell’elenco delle soluzioni redatto                    provenienza dei suini da allevamenti nazionali. Con ogni
dalla commissione esaminatrice, e la trasmissione alla medesi-                    statuizione conseguenziale e col favore delle spese.
ma commissione delle osservazioni eventuali della ricorrente.
In seguito a questo accordo, la ricorrente ha rinunciato al suo
primo ricorso. Dopo aver esaminato le copie comunicatele, la
ricorrente ha chiesto alla commissione esaminatrice di rivedere            Motivi e principali argomenti
la sua prima decisione e di ammetterla alla prova orale. La
presente controversia verte sul rigetto di questa domanda.
                                                                           La società ricorrente opera nel settore della distribuzione di
                                                                           prodotti alimentari. Attraverso il proprio fornitore detta
                                                                           società acquisiva nell’ambito del mercato europeo carni suine
A sostegno della sua domanda, la ricorrente invoca l’asserita              provenienti da allevamenti di carni bianche destinate alla
violazione delle norme che disciplinano i lavori della commis-             lavorazione e stagionatura da parte di impresa a ciò autorizzata
sione esaminatrice, una valutazione giudicata errata ed un’asse-           nell’ambito della indicazione Geografica Protetta (IGP) Pro-
rita violazione del divieto di discriminazioni. Essa espone                sciutto di Norcia.
 ---pagebreak--- 4.10.2003                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                         C 239/25
Il presente ricorso si rivolge contro il regolamento (CE)                    Ricorso dell’Azienda Agricola «Le Canne» srl contro la
n. 1065/97 della Commissione del 12 giugno 1997 che                          Commissione delle Comunità europee proposto il
completa l’allegato del regolamento (CE) n. 1170/96 relativo                                            7 agosto 2003
alla registrazione delle indicazioni geografiche e delle denomi-
nazioni di origine nel quadro della procedura di cui all’artico-
lo 17 del regolamento (CEE) n. 2081/92 del Consiglio ( 1), nella                                      (Causa T-276/03)
misura in cui concerne la disciplina della IGP «Prosciutto di
Norcia» adottata dalla Commissione per l’IPG in questione.
                                                                                                       (2003/C 239/46)
                                                                                                 (Lingua processuale : l’italiano)
Viene inanzittutto ritenuto che detto regolamento non contie-
ne alcun riferimento al contenuto del disciplinare che regola-
menta la produzione dell’IGP «prosciuto di Norcia» che, per
quanto riguarda le materie prime, si limita a disporre con
                                                                             Il 7 agosto 2003, l’Azienda Agricola «Le Canne» srl, rappresen-
l’art. 3 la provenienza da allevamenti di suini di razze bianche
incrociate e selezionate, senza alcun riferimento di tipo                    tata e difesa dagli avvocati Giuseppe Carraro e Francesca
                                                                             Mazzonetto, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo grado
territoriale circa l’ubicazione degli allevamenti. Questo discipli-
nare è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica            delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione
                                                                             europea
italiana.
                                                                             La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
L’autorità nazionale avente competenza in materia, però,
ha intimato all’impresa che provvedeva alla lavorazione e                    —      dichiarare, conformemente all’art. 232 del Trattato, che
stagionatura dei prosciutti d’interrompere qualsiasi attività                       la Commissione, avendo omesso di adottare le misure ed
riguardante carni provenienti da allevamenti diversi da quelli                      i comportamenti necessari a dare esecuzione alla sentenza
italiani. Ciò in quanto il testo del regime approvato dalla                         5 marzo 2002 (causa T-241/00) del Tribunale di primo
Commissione per l’IPG in questione prevede una simile                               grado, è venuta meno agli obblighi incombentile ai sensi
prescrizione.                                                                       del diritto comunitario;
                                                                             —      condannare la Commissione al risarcimento del danno,
                                                                                    che si allega patito in misura non inferiore all’importo
A sostegno delle sue conclusioni, la ricorrente fa valere:                          delle frazioni di sovvenzione non erogate, aumentate del
                                                                                    tasso d’interesse passivo praticato alla ricorrente dal
                                                                                    sistema bancario, decorrente dalla data del precedente
—      La violazione del regolamento (CEE) n. 2081/92 del                           ultimo pagamento parziale al saldo del contributo dovuto;
       Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alla protezione
       delle indicazioni geografiche e delle denominazioni d’ori-
                                                                             —      condannare la Commissione alle spese di giudizio.
       gine dei prodotti agricoli ed alimentari ( 2).
—      La violazione degli articoli 28 e 29 del Trattato CE
       sulla libertà d’importazione e delle norme di tutela di               Motivi e principali argomenti
       funzionamento del mercato interno (artt. 3 e 4 del
       Trattato).
                                                                             All’origine del presente ricorso c’è una riduzione di contributo
                                                                             comunitario in co-finanziamento riguardante diversi lavori
—      La violazione dei principi sulla libera concorrenza,                  di ammodernamento e sistemazione dei propri impianti
       nonché del divieto d’introduzione di misure a favore di               d’itticoltura della società ricorrente, riduzione che é stata
       imprese nazionali.                                                    annullata con sentenza della Corte di Giustizia nella causa
                                                                             T-10/98 P (1). Con sentenza del 5 marzo 2002 (2), una
                                                                             nuova decisione di riduzione del medesimo contributo è stata
—      L’esistenza nella fattispecie di vizi e carenze dell’istruttoria
                                                                             annullata perché la Commissione ha omesso di valutare se il
       che hanno portato all’ approvazione del disciplinare da
                                                                             progetto effettivamente realizzato potesse essere considerato
       parte della Commissione.
                                                                             produttivo e conforme ai piani iniziali.
( 1) GU L 156 del 13.6.1997, p. 5.                                           Afferma la ricorrente che dopo il passaggio in giudicato della
( 2) GU L 208 del 24.7.1992, p. 1.                                           seconda sentenza, la Convenuta si era impegnata a compiere
                                                                             la richiesta valutazione anche mediante una verifica in loco.
                                                                             Tuttavia, effettuata tale verifica il 16-17 settembre 2002, la
                                                                             Commissione non avrebbe preso posizione dilazionando sine
                                                                             die il saldo del contributo.