CELEX: C2001/212/25
Language: it
Date: 2001-07-28 00:00:00
Title: Causa C-210/01: Ricorso del 22 maggio 2001 contro la Repubblica italiana presentato dalla Commissione delle Comunità europee

28.7.2001               IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 212/15
3)    Nel caso in cui la questione sub 2) venga risolta negativa-          termine è scaduto il 15 giugno 1999 senza che la Repubblica
      mente, se sia in contrasto con l’art. 48 del Trattato CE il          italiana abbia emanato le disposizioni necessarie per confor-
      fatto che un agente della Comunità europea stabilito in              marsi alla direttiva menzionata nelle conclusioni della Com-
      Lussemburgo, che è considerato residente in Germania                 missione.
      dall’amministrazione tedesca e che paga in Lussemburgo
      i contributi per l’assicurazione sociale obbligatoria di una
      collaboratrice domestica, non abbia diritto alla detrazione          (1) GU L 71 del 10.3.1998, pag. 1.
      delle spese straordinarie di cui all’art. 10, n. 1, punto 8,
      dell’Einkommensteuergesetz.
4)    Nel caso in cui la questione sub 3) venga risolta positiva-
      mente, se i principi enunciati nella sentenza 26 gennaio
      1993, causa C-112/91, Werner (Racc. pag. I-429, in
      particolare pag. 463), possano essere applicati alla presen-
      te fattispecie.
                                                                           Ricorso della Commissione delle Comunità europee
                                                                           contro il Consiglio dell’Unione europea, proposto il
                                                                                                     23 maggio 2001
                                                                                                    (Causa C-211/01)
                                                                                                     (2001/C 212/26)
Ricorso del 22 maggio 2001 contro la Repubblica italiana                   Il 23 maggio 2001 la Commissione delle Comunità europee,
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee                      rappresentata dalla sig.ra M. Wolfcarius, in qualità di agente,
                                                                           con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla
                                                                           Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro il
                         (Causa C-210/01)                                  Consiglio dell’Unione europea.
                                                                           La Commissione delle Comunità europee conclude che la
                          (2001/C 212/25)
                                                                           Corte voglia:
                                                                           —     annullare talune decisioni del Consiglio del 19 marzo
Il 22 maggio 2001, la Commissione delle Comunità europee,                        2001 relative alla conclusione degli accordi di transito tra
rappresentata dai signori Hans Støvlbæk e Roberto Amorosi,                       la Comunità e l’Ungheria e la Bulgaria (1) per il fatto che
in qualità di agenti, ha presentato alla Corte di giustizia delle                sono state adottate sul fondamento dell’art. 93 CE mentre
Comunità europee un ricorso contro la Repubblica italiana.                       la base giuridica necessaria e sufficiente è l’art. 71 CE;
                                                                           —     conservare gli effetti di tali accordi fino all’adozione di
La ricorrente conclude che la Corte voglia:                                      nuovi atti da parte del Consiglio;
—     constatare che la Repubblica italiana non avendo pre-                —     condannare il Consiglio alle spese.
      disposto le disposizioni legislative, regolamentari e ammi-
      nistrative necessarie per conformarsi alla direttiva
      98/11/CE della Commissione del 27 gennaio 1998                       Motivi e principali argomenti
      sull’etichettatura indicante l’efficienza energetica delle
      lampade per uso domestico (1) o, in ogni caso, non
      comunicandole alla Commissione, è venuta meno agli                   La base giuridica idonea per l’adozione degli accordi di transito
      obblighi che le incombono in virtù di tale direttiva.                in questione è l’art. 71 CE, l’unica base richiesta dalla finalità
                                                                           principale dei suddetti atti. L’elemento fiscale deve costituire
—     condannare la Repubblica italiana al pagamento delle                 parte integrante di tali accordi, poiché contribuisce alla rea-
      spese di giudizio.                                                   lizzazione dello scopo di attuare una politica comune dei
                                                                           trasporti. La sua funzione è di assicurare un funzionamento
                                                                           non discriminatorio del sistema di autorizzazione reciproche,
                                                                           istituito dagli accordi.
Motivi e principali argomenti
                                                                           Il cumulo con la base giuridica costituita dall’art. 93 CE è
                                                                           escluso per il fatto che l’art. 71 richiede soltanto la maggioranza
L’art. 249 CE, secondo il quale la direttiva vincola lo Stato              qualificata in seno al Consiglio mentre l’art. 93 CE richiede
membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da                   l’unanimità. Certo, il problema della consultazione del Parla-
conseguire, implica l’obbligo per gli Stati membri di rispettare           mento europeo non si è posto in concreto tenuto conto
i termini per la trasposizione stabiliti nelle direttive. Questo           dell’art. 300, n. 3, che disciplina la conclusione degli accordi