CELEX: 52014PC0534
Language: it
Date: 2014-08-26
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO recante modalità di applicazione dell’articolo 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (codificazione)

|
			
		
		
		52014PC0534
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO recante modalità di applicazione dell’articolo 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (codificazione) /* COM/2014/0534 final - 2014/0246 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           Nel contesto
dell'Europa dei cittadini, la Commissione attribuisce grande importanza alla
semplificazione e alla chiara formulazione della normativa dell'Unione,
affinché diventi più comprensibile e accessibile ai cittadini, offrendo loro nuove
possibilità di far valere i diritti che la normativa sancisce.
Questo obiettivo non può essere realizzato
fintanto che le innumerevoli disposizioni, modificate a più riprese e spesso in
modo sostanziale, rimangono sparse, costringendo chi le voglia consultare a
ricercarle sia nell'atto originario sia negli atti di modifica.
L'individuazione delle norme vigenti richiede pertanto un notevole impegno di
ricerca e di comparazione dei diversi atti.
Per tale motivo è indispensabile codificare le
disposizioni che hanno subito frequenti modifiche, se si vuole che la normativa
dell'Unione sia chiara e trasparente.
2.           Il 1° aprile 1987 la Commissione ha
deciso[1] di dare istruzione ai propri servizi di procedere alla codificazione
di tutti gli atti dopo non oltre dieci modifiche, sottolineando che si tratta
di un requisito minimo e che i vari servizi dovrebbero sforzarsi di codificare
i testi di loro competenza anche a intervalli più brevi, al fine di garantire
la chiarezza e la comprensione immediata delle disposizioni.
3.           Le conclusioni della presidenza del
Consiglio europeo di Edimburgo (dicembre 1992) hanno ribadito questa
necessità[2], sottolineando l’importanza della codificazione, poiché offre
la certezza del diritto applicabile a una determinata materia in un preciso
momento.
La codificazione va effettuata nel pieno rispetto
dell'iter di adozione della legislazione dell'Unione.
Dal momento che in sede di codificazione
nessuna modificazione di carattere sostanziale può essere apportata agli atti
che ne fanno oggetto, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione
hanno concluso un accordo interistituzionale, del 20 dicembre 1994, per un
metodo di lavoro accelerato che consenta la rapida adozione degli atti di
codificazione.
4.           Lo scopo della
presente proposta è quello di avviare la codificazione del
regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante
modalità di applicazione dell'articolo 108 del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea[3]. Il nuovo regolamento sostituisce i vari regolamenti che esso
incorpora[4], preserva in pieno la sostanza degli atti oggetto di codificazione e
pertanto non fa altro che riunirli apportando unicamente le modifiche
formali necessarie ai fini dell’opera di codificazione.
5.           La proposta di codificazione è stata
elaborata sulla base del consolidamento preliminare, in 22 lingue ufficiali,
del regolamento (CE) n. 659/1999 e degli strumenti di modifica dello
stesso, effettuato dall'Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea,
attraverso un sistema di elaborazione dati. Nei casi in cui è stata
assegnata una nuova numerazione agli articoli, la concordanza tra la vecchia e
la nuova numerazione è esposta in una tavola che figura all'allegato II
del regolamento codificato.
ê 734/2013 Art.
1, punto 1
2014/0246 (NLE)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
recante modalità di applicazione
dell’articolo 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea
(codificazione)
(Testo rilevante ai fini del SEE)
ê 659/1999
(adattato)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato Ö sul
funzionamento dell'Unione europea Õ, in particolare
l'articolo Ö 109 Õ ,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo[5],
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[6],
considerando quanto segue:
ê 
(1)       Il regolamento (CE)
n. 659/1999 del Consiglio[7]
è stato modificato in modo sostanziale e a più riprese[8]. A fini di razionalità
e chiarezza occorre provvedere alla codificazione di tale regolamento.
ê 659/1999
considerando 1 (adattato)
(2)       Fatte salve le norme
procedurali speciali previste nei regolamenti per taluni settori, il presente
regolamento andrebbe applicato agli aiuti in tutti i settori. Ai fini
dell'applicazione degli articoli Ö 93 Õ e Ö 107 Õ del trattato Ö sul
funzionamento dell'Unione europea (TFUE) Õ, l'articolo Ö 108 Õ attribuisce alla
Commissione la competenza specifica a decidere in merito alla compatibilità
degli aiuti di Stato con il mercato Ö interno Õ quando si tratti
di esaminare i regimi esistenti, di decidere su aiuti da istituire o modificare
e di intervenire in caso di mancato rispetto delle sue decisioni o dell'obbligo
di notifica.
ê 734/2013
considerando 1 (adattato)
(3)       Nel quadro di Ö un sistema
modernizzato di Õ norme in materia
di aiuti di Stato volto a contribuire all’attuazione della strategia Europa
2020 per la crescita[9]
e al risanamento di bilancio, è opportuno applicare l’articolo 107 TFUE in modo
efficace e uniforme in tutta l’Unione. Il regolamento (CE) n. 659/1999 ha Ö consolidato Õ e rafforzato la
precedente prassi della Commissione di accrescere la certezza del diritto e
sostenere lo sviluppo di una politica in materia di aiuti di Stato in un
contesto trasparente. 
ê 659/1999 considerando
4 (adattato)
(4)       Per garantire la certezza del
diritto, è opportuno Ö che siano
definite Õ le condizioni alle
quali gli aiuti possono essere considerati aiuti esistenti. Il completamento e
il rafforzamento del mercato interno costituiscono un processo graduale che si
riflette nello sviluppo permanente della politica in materia di aiuti di Stato.
In base a questi sviluppi, talune misure, che quando sono state varate non
costituivano un aiuto di Stato, possono essere divenute tali.
ê 659/1999
considerando 5 (adattato)
(5)       A norma dell'articolo Ö 108 Õ, paragrafo 3, Ö TFUE Õ, i progetti
diretti ad istituire nuovi aiuti vanno notificati alla Commissione e non può
essere data loro esecuzione prima che la Commissione li abbia autorizzati.
ê 659/1999
considerando 6 (adattato)
(6)       A norma dell'articolo Ö 4, paragrafo
3 Õ del trattato Ö sull'Unione
europea (TUE) Õ, gli Stati membri
sono tenuti a collaborare con la Commissione e a fornirle tutte le informazioni
necessarie per consentirle di svolgere i compiti previsti dal presente
regolamento.;
ê 659/1999
considerando 7 (adattato)
(7)       È opportuno che il termine
entro il quale la Commissione deve concludere l'esame preliminare degli aiuti
notificati sia fissato a due mesi dal ricevimento della notifica completa o dal
ricevimento di una comunicazione debitamente motivata dello Stato membro
interessato secondo cui esso considera la notifica completa, in quanto le
informazioni supplementari richieste dalla Commissione non esistono o sono già
state fornite. Per ragioni di certezza del diritto, detto esame deve
concludersi con una decisione.
ê 659/1999
considerando 8 (adattato)
(8)       In tutti i casi in cui, dopo
l'esame preliminare, la Commissione non sia in grado di dichiarare che l'aiuto
è compatibile con il mercato Ö interno Õ, occorrerebbe avviare
il procedimento di indagine formale volto a consentire alla Commissione di
ottenere le informazioni necessarie per stabilire la compatibilità dell'aiuto
stesso e a dar modo agli interessati di trasmettere le proprie osservazioni. il
procedimento di indagine formale ai sensi dell'articolo Ö 108 Õ, paragrafo 2 Ö TFUE Õ assicura la
migliore tutela dei diritti degli interessati.
ê 734/2013
considerando 2 (adattato)
(9)       Per valutare la compatibilità
con il mercato interno di qualsiasi aiuto di Stato notificato o illegale per il
quale la Commissione ha la competenza esclusiva a norma dell’articolo 108
TFUE, è opportuno garantire che la Commissione abbia il potere, ai fini
dell’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato, di chiedere tutte
le informazioni di mercato necessarie a qualsiasi Stato membro, impresa o
associazione di imprese, qualora nutra dubbi circa la compatibilità della
misura in questione con le norme dell’Unione e abbia quindi avviato un
procedimento di indagine formale. In particolare, la Commissione dovrebbe
avvalersi di tale potere nei casi in cui appare necessaria una valutazione
sostanziale complessa. Nel decidere se avvalersi di detto potere, la
Commissione dovrebbe tenere debito conto della durata dell’Ö esame Õ preliminare.
ê 734/2013
considerando 3 (adattato)
(10)     Ai fini della valutazione
della compatibilità di una misura di aiuto a seguito dell’avvio del procedimento
di indagine formale, in particolare in casi tecnicamente complessi soggetti a
una valutazione sostanziale, la Commissione dovrebbe poter richiedere, mediante
semplice domanda o decisione, a qualsiasi Stato membro, impresa o associazione
di imprese, tutte le informazioni di mercato necessarie per completare la sua
valutazione, qualora le informazioni fornite dallo Stato membro interessato nel
corso dell’Ö esame Õ preliminare non
siano sufficienti, tenendo debito conto del principio di proporzionalità, in
particolare per quanto riguarda le piccole e medie imprese.
ê 734/2013
considerando 4
(11)     Alla luce del rapporto
particolare tra i beneficiari di aiuti e lo Stato membro interessato, la
Commissione dovrebbe poter richiedere informazioni a un beneficiario di aiuti
unicamente con il consenso dello Stato membro interessato. La fornitura di
informazioni da parte del beneficiario della misura di aiuto in questione non
costituisce una base giuridica per negoziati bilaterali tra la Commissione e il
beneficiario interessato.
ê 734/2013
considerando 5
(12)     La Commissione dovrebbe
selezionare i destinatari delle richieste di informazioni sulla base di criteri
oggettivi, appropriati per ciascun caso, assicurando nel contempo che, in caso
di richiesta rivolta ad un campione di imprese o associazioni di imprese, il
campione selezionato sia rappresentativo di ciascuna categoria. Le informazioni
richieste dovrebbero consistere, in particolare, in dati aziendali e di mercato
fattuali e in un’analisi basata sui fatti del funzionamento del mercato.
ê 734/2013
considerando 6
(13)     La Commissione, in quanto
promotrice del procedimento, dovrebbe essere responsabile di verificare sia la
trasmissione di informazioni da parte degli Stati membri, delle imprese o delle
associazioni di imprese sia l’asserita riservatezza per la divulgazione di
informazioni.
ê 734/2013
considerando 7
(14)     La Commissione dovrebbe poter
esigere l’adempimento delle richieste di informazioni che essa presenta a
qualsiasi impresa o associazione di imprese, se del caso mediante ammende e
penalità di mora proporzionate. Nel fissare gli importi di ammende e penalità
di mora, la Commissione dovrebbe tenere debito conto dei principi di
proporzionalità e di adeguatezza, in particolare per quanto riguarda le piccole
e medie imprese. È opportuno tutelare i diritti delle parti invitate a fornire
informazioni dando loro l’opportunità di esprimersi prima che sia adottata
qualsiasi decisione sull’applicazione di ammende o penalità di mora. La Corte
di giustizia dell’Unione europea dovrebbe avere una competenza giurisdizionale
anche di merito per quanto riguarda le ammende e le penalità di mora,
conformemente all’articolo 261 TFUE.
ê 734/2013
considerando 8
(15)     Tenendo debito conto dei
principi di proporzionalità e di adeguatezza, la Commissione dovrebbe poter
ridurre le penalità di mora o rinunciarvi completamente qualora i destinatari
delle richieste forniscano le informazioni richieste, anche una volta scaduto
il termine.
ê 734/2013
considerando 9 (adattato)
(16)     Le ammende e le penalità di
mora non sono applicabili agli Stati membri in quanto, conformemente
all’articolo 4, paragrafo 3, TUE, essi sono tenuti a cooperare lealmente
con la Commissione e a fornirle tutte le informazioni necessarie per
consentirle di adempiere ai compiti previsti dal Ö presente Õ regolamento.
ê 659/1999
considerando 9
(17)     Dopo aver preso in
considerazione le osservazioni degli interessati, la Commissione dovrebbe
concludere il suo esame adottando una decisione finale non appena le
perplessità siano state eliminate. È opportuno, ove detto esame non sia
concluso dopo un periodo di 18 mesi dall'avvio della procedura, che lo Stato
membro interessato abbia la possibilità di chiedere una decisione che la
Commissione deve prendere entro due mesi.
ê 734/2013
considerando 10
(18)     Affinché siano tutelati i
diritti di difesa dello Stato membro interessato, quest’ultimo dovrebbe
ricevere copia delle richieste di informazioni inviate ad altri Stati membri, a
imprese o associazioni di imprese e poter presentare le sue osservazioni sui
commenti pervenuti. Esso dovrebbe inoltre essere informato dei nomi delle
imprese e delle associazioni di imprese consultate, qualora queste non abbiano
dimostrato un legittimo interesse alla protezione della propria identità.
ê 734/2013
considerando 11
(19)     La Commissione dovrebbe tener
debito conto dei legittimi interessi delle imprese alla protezione dei segreti
aziendali. Essa non dovrebbe poter utilizzare, in una decisione, le
informazioni riservate fornite in risposta ad una richiesta d’informazioni che
non è possibile aggregare o altrimenti rendere anonime, tranne ove abbia
precedentemente ottenuto il consenso degli interessati alla divulgazione di
tali informazioni allo Stato membro interessato.
ê 734/2013
considerando 12
(20)     Per i casi di informazioni
contrassegnate come riservate che non sembrano protette da segreto
professionale, è opportuno istituire un meccanismo per cui la Commissione possa
decidere in quale misura tali informazioni siano divulgabili. Qualsiasi
decisione che respinge la richiesta di considerare tali informazioni riservate
dovrebbe precisare un termine oltre il quale le informazioni saranno divulgate,
di modo che il destinatario possa avvalersi di ogni tutela giudiziaria
disponibile, anche mediante misure provvisorie.
ê 659/1999
considerando 10 (adattato)
(21)     Al fine di assicurare
un'applicazione corretta ed efficace delle norme in materia di aiuti di Stato,
la Commissione dovrebbe avere la possibilità di revocare una decisione basata
su informazioni inesatte.
ê 659/1999 considerando
11 (adattato)
(22)     Al fine di assicurare il
rispetto dell'articolo Ö 108
TFUE Õ del trattato,
in particolare dell'obbligo di notifica e della clausola di sospensione di
cui Ö all'articolo 108,
paragrafo Õ 3, la Commissione
dovrebbe esaminare tutti i casi di aiuti illegali. Ai fini della trasparenza e
della certezza del diritto, è necessario stabilire le procedure da seguire in
tali casi. Qualora uno Stato membro non abbia rispettato l'obbligo di notifica
o la clausola di sospensione, la Commissione non dovrebbe essere vincolata al
rispetto di termini.
ê 734/2013
considerando 13 (adattato)
(23)     Ö Occorre che
la Commissione possaÕ, di propria
iniziativa, esaminare informazioni su aiuti illegali di qualsiasi fonte, al
fine di assicurare il rispetto dell’articolo 108 TFUE, in particolare degli
obblighi di notifica e della clausola di sospensione di cui
all’articolo 108, paragrafo 3, TFUE, e di valutare la compatibilità di un
aiuto con il mercato interno. 
ê 659/1999
considerando 12 (adattato)
(24)     In caso di aiuti illegali la
Commissione dovrebbe avere il diritto di ottenere tutte le informazioni
necessarie per consentirle di adottare una decisione e, se del caso, di
ripristinare immediatamente una concorrenza senza distorsioni È pertanto
opportuno consentire alla Commissione di adottare misure provvisorie nei
confronti degli Stati membri interessati Queste misure provvisorie possono
assumere la forma di ingiunzioni di fornire informazioni, di ingiunzioni di
sospensione e di ingiunzioni di recupero La Commissione, in caso di mancato
rispetto di un'ingiunzione di fornire informazioni, dovrebbe avere la
possibilità di decidere in base alle informazioni disponibili e, in caso di
mancato rispetto di ingiunzioni di sospensione o di recupero, di adire
direttamente la Corte di giustizia, a norma dell'articolo Ö 108 Õ, paragrafo 2,
secondo comma, Ö TFUE Õ.
ê 659/1999
considerando 13 (adattato)
(25)     In caso di aiuti illegali non
compatibili con il mercato Ö interno Õ occorrerebbe
ripristinare la concorrenza effettiva A tal fine è necessario che l'aiuto, compresi
gli interessi, venga recuperato senza indugio È opportuno che il recupero
avvenga nel rispetto delle procedure di legge nazionali. L'applicazione di
queste procedure non dovrebbe impedire, facendo ostacolo ad un'esecuzione
immediata ed effettiva della decisione della Commissione, il ripristino della
concorrenza effettiva. Per ottenere detto risultato, gli Stati membri
dovrebbero adottare tutte le misure necessarie per garantire l'efficacia della
decisione della Commissione.
ê 659/1999 considerando
14 (adattato)
(26)     Per ragioni di certezza del
diritto, è opportuno Ö prevedere Õ un termine di 10
anni in caso di aiuto illegale alla scadenza del quale non ci può essere
ingiunzione di recupero.
ê 734/2013
considerando 16 (adattato)
(27)     Per motivi di certezza del
diritto, è opportuno Ö prevedere Õ termini di
prescrizione per l’applicazione e l’esecuzione di ammende e penalità di mora.
ê 659/1999
considerando 15 (adattato)
(28)     Gli aiuti attuati in modo
abusivo possono produrre sul funzionamento del mercato interno effetti simili a
quelli degli aiuti illegali e, pertanto, andrebbero loro applicate procedure
analoghe. Contrariamente agli aiuti illegali, gli aiuti eventualmente attuati
in modo abusivo sono aiuti precedentemente autorizzati dalla Commissione.
Pertanto, la Commissione non dovrebbe poter ricorrere ad un'ingiunzione di
recupero per quanto riguarda gli aiuti attuati in modo abusivo.
ê 659/1999
considerando 17 (adattato)
(29)     A norma dell'articolo Ö 108 Õ, paragrafo 1,
TFUE, la Commissione è tenuta a procedere, in collaborazione con gli Stati
membri, all'esame permanente dei regimi di aiuti esistenti Per ragioni di
trasparenza e di certezza del diritto è opportuno precisare la portata della
cooperazione disposta da tale articolo.
ê 659/1999
considerando 18 (adattato)
(30)     Al fine di assicurare la
compatibilità dei regimi di aiuti esistenti con il mercato Ö interno Õ, ed a norma
dell'articolo Ö 108 Õ, paragrafo 1, Ö TFUE Õ, la Commissione
dovrebbe proporre le opportune misure, qualora i regimi di aiuti già esistenti
non siano o non siano più compatibili con il mercato Ö interno Õ, ed avviare il
procedimento ai sensi dell'articolo Ö 108 Õ, paragrafo 2, TFUE
se lo Stato membro interessato rifiuta di attuare le misure proposte.
ê 659/1999
considerando 16 (adattato)
(31)     È opportuno Ö stabilire Õ tutte le
possibilità di cui dispongono i terzi per difendere i loro interessi in
procedimenti in materia di aiuti di Stato.
ê 734/2013
considerando 14 (adattato)
(32)     Ö Le denunce
rappresentano una fondamentale fonte di informazione per rilevare le violazioni
alla normativa dell'Unione sugli aiuti di Stato. Õ Per Ö garantire Õ la qualità delle
denunce presentate alla Commissione e al contempo la trasparenza e certezza del
diritto, è opportuno Ö stabilire Õ le condizioni che
una denuncia dovrebbe rispettare affinché la Commissione possa entrare in
possesso di informazioni su presunti aiuti illegali e avviare un esame
preliminare. Le comunicazioni di informazioni non rispondenti a tali condizioni
dovrebbero essere trattate come informazioni generali di mercato e non
dovrebbero necessariamente portare ad indagini d’ufficio.
ê 734/2013
considerando 15 (adattato)
(33)     È opportuno che sia fatto
obbligo ai denuncianti di dimostrare di essere parti interessate ai sensi
dell’articolo 108, paragrafo 2, TFUE e dell’articolo 1, lettera h), del Ö presente Õ regolamento . È
altresì opportuno che essi siano tenuti a fornire un certo numero di
informazioni in un formato che la Commissione dovrebbe avere facoltà di Ö stabilire Õ con disposizioni
di attuazione. Per non scoraggiare possibili denuncianti, tali disposizioni di
attuazione dovrebbero tenere conto del fatto che i requisiti imposti alle parti
interessate per la presentazione di una denuncia non dovrebbero essere onerosi.
ê 734/2013
considerando 17 (adattato)
(34)     Al fine di garantire un
trattamento coerente da parte della Commissione di questioni simili in tutto il
mercato interno, è opportuno Ö prevedere Õ una base giuridica
specifica per l’avvio delle indagini per settori economici e per taluni
strumenti di aiuto nei diversi Stati membri. Per motivi di proporzionalità e
alla luce dei pesanti oneri amministrativi connessi a tali indagini, le
indagini settoriali dovrebbero essere svolte solo quando le informazioni
disponibili avvalorino il ragionevole sospetto che le misure di aiuto di Stato
in un particolare settore possano comportare rilevanti restrizioni o
distorsioni della concorrenza nel mercato interno di diversi Stati membri o che
misure di aiuto esistenti in un particolare settore in diversi Stati membri non
siano o non siano più compatibili con il mercato interno. Tali indagini
consentirebbero alla Commissione di trattare in modo efficiente e trasparente i
problemi di aiuti di Stato di tipo orizzontale e di ottenere una visione di
insieme ex ante del settore interessato.
ê 659/1999
considerando 19 (adattato)
(35)     Al fine di consentire alla
Commissione di vigilare efficacemente sul rispetto delle sue decisioni e di
agevolare la cooperazione tra la Commissione e gli Stati membri per quanto
concerne l'esame permanente di tutti i regimi di aiuti esistenti negli Stati
membri, ai sensi dell'articolo Ö 108 Õ , paragrafo 1, Ö TFUE Õ , è necessario Ö che venga
stabilito Õ un obbligo
generale di presentare relazioni sui regimi di aiuti esistenti.
ê 659/1999
cosiderando20 (adattato)
(36)     La Commissione, qualora nutra
forti dubbi sul rispetto delle sue decisioni, dovrebbe disporre di ulteriori
strumenti che le consentano di ottenere le informazioni necessarie per
verificare se le decisioni in questione sono effettivamente rispettate. A tale
scopo le ispezioni in loco rappresentano uno strumento adeguato e utile, in
particolare nei casi in cui l'aiuto potrebbe essere stato attuato in modo
abusivo. Ö Pertanto,
occorre che la Commissione abbia Õ la facoltà di
effettuare ispezioni in loco e ottenere la cooperazione delle autorità
competenti degli Stati membri qualora un'impresa si opponga allo svolgimento di
siffatta ispezione.
ê 734/2013
considerando 18
(37)     L’applicazione coerente delle
norme in materia di aiuti di Stato richiede l’istituzione di meccanismi di
cooperazione fra i giudici degli Stati membri e la Commissione. Tale
cooperazione investe tutti i giudici degli Stati membri che applicano
l’articolo 107, paragrafo 1 e l’articolo 108 TFUE. In particolare, i
giudici nazionali dovrebbero poter rivolgersi alla Commissione per ottenere
informazioni o un parere sull’applicazione delle norme in materia di aiuti di
Stato. Anche la Commissione dovrebbe poter formulare osservazioni per iscritto
o oralmente ai giudici chiamati ad applicare l’articolo 107, paragrafo 1, o
l’articolo 108 TFUE. Nel fornire assistenza ai giudici nazionali in tale
contesto, la Commissione dovrebbe agire conformemente al dovere di difendere
l’interesse pubblico.
ê 734/2013
considerando 19
(38)     Tali osservazioni e pareri
della Commissione non dovrebbero pregiudicare l’articolo 267 TFUE e non
essere giuridicamente vincolanti per i giudici nazionali. Esse dovrebbero
essere presentate nel quadro delle regole di procedura e prassi nazionali,
comprese quelle intese a tutelare i diritti delle parti, nel pieno rispetto
dell’indipendenza dei giudici nazionali. Le osservazioni presentate di propria
iniziativa dalla Commissione dovrebbero essere limitate a casi che rivestono
importanza per l’applicazione coerente dell’articolo 107, paragrafo 1, o
dell’articolo 108 TFUE, in particolare a casi rilevanti per l’applicazione
o l’ulteriore sviluppo della giurisprudenza dell’Unione in materia di aiuti di
Stato. 
ê 659/1999
considerando 21 (adattato)
(39)     Per ragioni di trasparenza e
di certezza del diritto è opportuno dare pubblicità alle decisioni della
Commissione, fermo restando al tempo stesso il principio per cui le decisioni
riguardanti i casi di aiuti di Stato vanno indirizzate allo Stato membro
interessato. È pertanto opportuno pubblicare tutte le decisioni che potrebbero
ledere gli interessi degli interessati per esteso o in sintesi o mettere a
disposizione di questi ultimi copie di tali decisioni, ove esse non siano state
pubblicate o non siano state pubblicate per esteso.
ê 734/2013
considerando 20 (adattato)
(40)     Nel dare pubblicità alle
proprie decisioni, Ö occorre che
la Commissione rispetti Õ le norme
riguardanti il segreto professionale, compresa la protezione di tutte le
informazioni riservate e dei dati personali, conformemente
all’articolo 339 TFUE.
ê 734/2013
considerando 21 (adattato)
(41)     La Commissione, in stretto
collegamento con il comitato consultivo in materia di aiuti di Stato, dovrebbe
essere autorizzata ad adottare disposizioni di attuazione per stabilire le
modalità relative Ö alle
procedure di cui al presente Õ regolamento,
ê 659/1999
(adattato)
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
CAPO I
ASPETTI GENERALI
Articolo 1
Definizioni
Ai fini del presente regolamento, Ö si applicano
le seguenti definizioni Õ:
a)           «aiuti»: qualsiasi misura che
risponda a tutti i criteri stabiliti all'articolo Ö 107 Õ, paragrafo 1, Ö TFUE Õ;
b)           «aiuti esistenti»:
ê 517/2013 Art.
1, par. 1, lett. d) e allegato, punto 4 (adattato)
i)       fatti salvi gli articoli 144 e 172
dell’atto di adesione di Austria, Finlandia e Svezia, Ö il Õ punto 3 e
l’appendice Ö dell' Õ allegato IV, Ö dell'atto Õ di adesione di
Repubblica ceca, Estonia, Cipro, Lettonia, Lituania, Ungheria, Malta, Polonia,
Slovenia e Slovacchia, i punti 2 e 3, lettera b), e l’appendice Ö dell' Õ allegato V
dell’atto di adesione di Bulgaria e Romania, e i punti 2 e 3, lett. b)
l’appendice Ö dell' Õ allegato IV Ö dell' Õ atto di
adesione della Croazia, tutte le misure di aiuto esistenti in uno Stato membro
prima dell’entrata in vigore del Ö TFUE Õ, ossia tutti i
regimi di aiuti e gli aiuti individuali ai quali è stata data esecuzione prima
dell’entrata in vigore del Ö TFUE Õ e che sono ancora
applicabili dopo tale entrata in vigore;
ê 659/1999
ii)      gli aiuti autorizzati, ossia i regimi di
aiuti e gli aiuti individuali che sono stati autorizzati dalla Commissione o
dal Consiglio;
ê 659/1999
(adattato)
iii)     gli aiuti che si suppongono autorizzati
a norma Ö dell'articolo 4,
paragrafo 6, del regolamento (CE) n. 659/1999 o Õ dell'articolo 4,
paragrafo 6, del presente regolamento o anteriormente al regolamento (CE)
n. 659/1999, ma secondo la procedura prevista Ö dal presente
regolamento Õ;
iv)     gli aiuti considerati aiuti esistenti ai
sensi dell'articolo 17 Ö del presente
regolamento Õ;
v)      gli aiuti considerati aiuti esistenti in
quanto può essere dimostrato che al momento della loro attuazione non
costituivano aiuti, ma lo sono diventati successivamente a causa
dell'evoluzione del mercato Ö interno Õ e senza aver
subito modifiche da parte dello Stato membro. Qualora alcune misure diventino
aiuti in seguito alla liberalizzazione di un'attività da parte del diritto Ö dell'Unione Õ, dette misure non
sono considerate aiuti esistenti dopo la data fissata per la liberalizzazione;
c)           «nuovi aiuti»: tutti gli aiuti,
ossia regimi di aiuti e aiuti individuali, che non siano aiuti esistenti,
comprese le modifiche degli aiuti esistenti;
d)           «regime di aiuti»: atto in base al
quale, senza che siano necessarie ulteriori misure di attuazione, possono
essere adottate singole misure di aiuto a favore di imprese definite nell'atto
in linea generale e astratta e qualsiasi atto in base al quale l'aiuto, che non
è legato a uno specifico progetto, può essere concesso a una o più imprese per
un periodo di tempo indefinito e/o per un ammontare indefinito;
e)           «aiuti individuali»: gli aiuti non
concessi nel quadro di un regime di aiuti e gli aiuti soggetti a notifica
concessi nel quadro di un regime;
f)            «aiuti illegali»: i nuovi aiuti
attuati in violazione dell'articolo Ö 108 Õ, paragrafo 3,
Ö TFUE Õ;
g)           «aiuti attuati in modo abusivo»: gli
aiuti utilizzati dal beneficiario in violazione di una decisione adottata a
norma Ö dell'articolo 4,
paragrafo 3, o dell'articolo 7, paragrafi 3 o 4 del regolamento
(CE) n. 659/1999 o Õ dell'articolo 4,
paragrafo 3, o dell'articolo 9, paragrafi 3 o 4, del presente regolamento;
h)           «interessati»: qualsiasi Stato
membro e qualsiasi persona, impresa o associazione d'imprese i cui interessi
possono essere lesi dalla concessione di aiuti, in particolare il beneficiario,
le imprese concorrenti e le organizzazioni professionali.
CAPO II
PROCEDURE RELATIVE AGLI AIUTI NOTIFICATI
Articolo 2
Notifica
di nuovi aiuti
1. Salvo disposizione contraria dei
regolamenti adottati a norma dell'articolo Ö 109 TFUE Õ o di altre
disposizioni pertinenti dello stesso, qualsiasi progetto di concessione di un
nuovo aiuto deve essere notificato tempestivamente alla Commissione dallo Stato
membro interessato. La Commissione informa immediatamente lo Stato membro
interessato della ricezione della notifica.
ê 659/1999 
2. Nella notifica lo Stato membro interessato
fornisce tutte le informazioni atte a consentire alla Commissione di adottare
una decisione a norma degli articoli 4 e 9 (in seguito denominata «notifica
completa»).
Articolo 3
Clausola di sospensione
Agli aiuti soggetti a notifica, ai sensi
dell'articolo 2, paragrafo 1, non può essere data esecuzione prima che la
Commissione abbia adottato, o sia giustificato ritenere che abbia adottato una
decisione di autorizzazione dell'aiuto.
Articolo 4
Esame
preliminare della notifica e decisioni della Commissione
ê 659/1999
(adattato)
1. La Commissione procede all'esame della
notifica non appena questa le è pervenuta. Fatto salvo l'articolo 10, la
Commissione adotta una decisione a norma dei paragrafi 2, 3 o 4 Ö del presente
articolo Õ.
ê 659/1999
2. La Commissione, se dopo un esame
preliminare constata che la misura notificata non costituisce aiuto, lo
dichiara mediante una decisione.
ê 659/1999
(adattato)
3. La Commissione, se dopo un esame
preliminare constata che non sussistono dubbi in ordine alla compatibilità con
il mercato Ö interno Õ della misura
notificata, nei limiti in cui essa rientri nell'ambito di applicazione
dell'articolo Ö 107,
paragrafo 1, TFUE Õ, la dichiara
compatibile con il mercato Ö interno Õ (in seguito
denominata «decisione di non sollevare obiezioni»). La decisione specifica
quale sia la deroga applicata a norma del Ö TFUE Õ.
4. La Commissione, se dopo un esame
preliminare constata che sussistono dubbi in ordine alla compatibilità con il
mercato Ö interno Õ della misura
notificata, decide di avviare il procedimento ai sensi dell'articolo Ö 108 Õ, paragrafo 2, Ö TFUE Õ (in seguito
denominata «decisione di avviare il procedimento d'indagine formale»).
ê 659/1999
5. Le decisioni di cui ai paragrafi 2, 3 e 4
devono essere adottate entro due mesi. Tale termine inizia a decorrere dal
giorno successivo a quello di ricezione di una notifica completa. La notifica è
ritenuta completa se entro 2 mesi dalla sua ricezione, o dalla ricezione di
ogni informazione supplementare richiesta, la Commissione non richiede
ulteriori informazioni. Il termine può essere prorogato con il consenso della
Commissione e dello Stato membro interessato. Se opportuno, la Commissione può
fissare scadenze più ravvicinate.
6. Se la Commissione non provvede ad adottare
una decisione ai sensi dei paragrafi 2, 3 o 4 entro il termine stabilito al
paragrafo 5, si ritiene che l'aiuto sia stato autorizzato dalla Commissione. Lo
Stato membro interessato, dopo averne informato la Commissione, può quindi
attuare le misure in questione, a meno che la Commissione non adotti una
decisione a norma del presente articolo entro 15 giorni lavorativi dalla
ricezione della notifica.
Articolo 5
ê 734/2013 Art.
1, punto 2
Richiesta
di informazioni allo Stato membro notificante
ê 659/1999
(adattato)
1. La Commissione, se ritiene che le
informazioni fornite dallo Stato membro interessato in relazione ad una misura
notificata a norma dell'articolo 2 siano incomplete, chiede a detto Stato tutte
le informazioni supplementari necessarie. Se lo Stato membro risponde a tale
richiesta, la Commissione lo informa della ricezione della risposta.
2. Se lo Stato membro interessato non fornisce
le informazioni richieste nel termine stabilito dalla Commissione o fornisce
informazioni incomplete, la Commissione invia un sollecito fissando un adeguato
termine supplementare entro il quale le informazioni stesse devono essere
fornite.
3. La notifica è considerata ritirata se le
informazioni richieste non sono fornite entro il termine stabilito, a meno che,
prima della scadenza, tale termine non sia stato prorogato con il consenso
della Commissione e dello Stato membro interessato, ovvero lo Stato membro
interessato non informi la Commissione, con una comunicazione debitamente
motivata, di considerare la notifica completa, in quanto le informazioni
supplementari richieste non sono disponibili o sono già state fornite. In tal
caso, il termine di cui all'articolo 4, paragrafo 5, decorre dal giorno
successivo alla ricezione della comunicazione. Se la notifica è considerata
ritirata, la Commissione ne informa lo Stato membro.
Articolo 6
Procedimento
d'indagine formale
1. La decisione di avvio del procedimento
d'indagine formale espone sinteticamente i punti di fatto e di diritto
pertinenti, contiene una valutazione preliminare della Commissione relativa al
carattere di aiuto della misura prevista ed espone i dubbi attinenti alla sua
compatibilità con il mercato Ö interno Õ . La decisione
invita lo Stato membro e tutti gli altri interessati a formulare le loro
osservazioni entro un termine stabilito, di norma non superiore a un mese. In
casi debitamente giustificati la Commissione può prorogare tale termine.
2. Le osservazioni ricevute sono comunicate
allo Stato membro interessato. Se un interessato ne fa richiesta, adducendo un
danno potenziale, la sua identità non è rivelata allo Stato membro interessato.
Quest'ultimo può a sua volta rispondere alle osservazioni entro un termine
stabilito, di norma non superiore a un mese. In casi debitamente giustificati
la Commissione può prorogare tale termine.
ê 734/2013 Art.
1, punto 3 (adattato)
Articolo 7
Richiesta
di informazioni ad altre fonti
1. Dopo l’avvio del procedimento d’indagine
formale di cui all’articolo 6, in particolare in casi tecnicamente complessi
soggetti a una valutazione sostanziale, la Commissione, se le informazioni
fornite dallo Stato membro interessato nel corso dell’Ö esame Õ preliminare non sono
sufficienti, può richiedere a un altro Stato membro, a un’impresa o a
un’associazione di imprese di fornire tutte le informazioni di mercato
necessarie per consentirle di completare la valutazione della misura in
questione, tenendo debito conto del principio di proporzionalità, in
particolare per quanto riguarda le piccole e medie imprese.
ê 734/2013 Art.
1, punto 3
2. La Commissione può richiedere informazioni
unicamente:
a)           se la richiesta è limitata a
procedimenti d’indagine formale fino a quel momento considerati inefficaci
dalla Commissione; e
b)           per quanto riguarda i beneficiari di
aiuti, se lo Stato membro interessato acconsente alla richiesta.
3. Le imprese o associazioni di imprese che
forniscono informazioni a seguito di una richiesta di informazioni di mercato
della Commissione ai sensi dei paragrafi 6 e 7 trasmettono la loro risposta
simultaneamente alla Commissione e allo Stato membro interessato, qualora i
documenti forniti non contengano informazioni riservate nei confronti di tale
Stato membro.
La Commissione dirige e controlla la
trasmissione di informazioni tra gli Stati membri, le imprese o le associazioni
di imprese interessati e verifica l’asserita riservatezza delle informazioni
trasmesse.
4. La Commissione richiede soltanto
informazioni a disposizione degli Stati membri, delle imprese o delle
associazioni di imprese interessati dalla richiesta.
5. Gli Stati membri forniscono le informazioni
sulla base di una semplice richiesta ed entro un termine stabilito dalla
Commissione che di norma non dovrebbe superare un mese. Se uno Stato membro non
fornisce le informazioni richieste entro detto termine o fornisce informazioni
incomplete, la Commissione invia un sollecito.
6. La Commissione, mediante semplice domanda,
può richiedere informazioni a un’impresa o associazione di imprese.
Nell’inviare una semplice domanda d’informazioni a un’impresa o associazione di
imprese, la Commissione indica la base giuridica e lo scopo della domanda,
precisa le informazioni richieste e stabilisce un termine adeguato entro il
quale le informazioni devono essere fornite. Essa fa riferimento altresì alle
sanzioni previste dall’articolo 8, paragrafo 1, nel caso in cui siano fornite
informazioni inesatte o fuorvianti.
7. La Commissione, mediante decisione, può
richiedere informazioni a un’impresa o associazione di imprese. Quando richiede
a un’impresa o associazione di imprese di comunicare informazioni mediante
decisione, la Commissione indica la base giuridica e lo scopo della richiesta,
precisa le informazioni richieste e stabilisce un termine adeguato entro il
quale le informazioni devono essere fornite. Essa indica altresì le sanzioni
previste dall’articolo 8, paragrafo 1, e indica o irroga le penalità di mora di
cui all’articolo 8, paragrafo 2, ove opportuno. Inoltre, essa fa menzione
del diritto dell’impresa o dell’associazione di imprese di presentare ricorso
contro la decisione dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
8. Quando presenta una richiesta a norma del
paragrafo 1 o 6 o adotta una decisione a norma del paragrafo 7, la Commissione
simultaneamente ne fornisce anche una copia allo Stato membro interessato. La
Commissione indica i criteri in base ai quali essa ha selezionato i destinatari
della richiesta o della decisione.
9. I proprietari delle imprese o i loro
rappresentanti o, se si tratta di persone giuridiche, di società, o di
associazioni non dotate di personalità giuridica, coloro che, per legge o in
base allo statuto, ne hanno la rappresentanza forniscono le informazioni
richieste o necessarie a loro nome. Le persone debitamente incaricate possono
fornire le informazioni a nome dei loro clienti. Questi ultimi sono tuttavia
considerati pienamente responsabili qualora le informazioni fornite siano
inesatte, incomplete o fuorvianti.
Articolo 8
Ammende
e penalità di mora
1. La Commissione può, se ritenuto necessario
e proporzionato, irrogare mediante decisione alle imprese o associazioni di
imprese ammende di importo non superiore all’1% del loro fatturato totale
realizzato durante l’esercizio sociale precedente, quando esse,
intenzionalmente o per negligenza grave:
a)           forniscono informazioni inesatte o
fuorvianti in risposta a una richiesta rivolta a norma dell’articolo 7, paragrafo
6;
b)           in risposta a una decisione adottata
a norma dell’articolo 7, paragrafo 7, forniscono informazioni inesatte,
incomplete o fuorvianti oppure non forniscono le informazioni entro il termine
stabilito.
2. La Commissione può, mediante decisione, irrogare
penalità di mora alle imprese o associazioni di imprese quando un’impresa o
un’associazione di imprese non fornisce informazioni complete ed esatte, come
richiesto dalla Commissione mediante decisione adottata a norma dell’articolo
7, paragrafo 7.
Le penalità di mora non sono superiori al 5%
del fatturato medio giornaliero dell’impresa o dell’associazione interessata,
realizzato durante l’esercizio sociale precedente per ogni giorno lavorativo di
ritardo, calcolato a decorrere dalla data fissata nella decisione, finché essa
non fornisca informazioni complete ed esatte, come richiesto o prescritto dalla
Commissione.
3. Nel determinare l’ammontare dell’ammenda o
della penalità di mora, si considerano la natura, la gravità e la durata
dell’infrazione, tenendo debito conto dei principi di proporzionalità e di
adeguatezza, in particolare per quanto riguarda le piccole e medie imprese.
4. Quando le imprese o associazioni di imprese
hanno adempiuto all’obbligo per la cui osservanza è stata inflitta la penalità
di mora, la Commissione può ridurre l’ammontare definitivo della penalità di
mora rispetto a quella a norma della decisione originaria che irroga tali
penalità. La Commissione può anche rinunciare al pagamento di ogni penalità di
mora.
5. Prima di adottare una decisione
conformemente al paragrafo 1 o 2, la Commissione fissa un termine di due
settimane per ricevere le informazioni di mercato mancanti dalle imprese o
associazioni di imprese interessate e dà loro inoltre modo di esprimersi.
6. La Corte di giustizia dell’Unione europea
ha competenza giurisdizionale anche di merito ai sensi dell’articolo 261 TFUE
per controllare le ammende o penalità di mora irrogate dalla Commissione. Essa
può annullare, ridurre o aumentare l’ammenda o la penalità di mora irrogata.
ê 659/1999
Articolo 7
Decisioni
della Commissione che concludono il procedimento d'indagine formale
1. Fatto salvo l'articolo 10, il procedimento
d'indagine formale si conclude con una decisione ai sensi dei paragrafi da 2 a
5 del presente articolo.
2. La Commissione, se constata, eventualmente
dopo che lo Stato membro interessato vi abbia apportato modifiche, che la
misura notificata non costituisce aiuto, lo dichiara mediante una decisione.
ê 659/1999
(adattato)
3. La Commissione, se constata, eventualmente
dopo che lo Stato membro interessato vi abbia apportato modifiche, che i dubbi
relativi alla compatibilità della misura notificata con il mercato Ö interno Õ non sussistono
più, decide che l'aiuto è compatibile con il mercato Ö interno Õ (in seguito
denominata «decisione positiva»). La decisione specifica quale sia la deroga
applicata a norma del Ö TFUE Õ .
4. La Commissione può subordinare una
decisione positiva a condizioni che consentano di considerare l'aiuto
compatibile con il mercato Ö interno Õ e ad obblighi che
consentano di controllare il rispetto della decisione stessa (in seguito
denominata «decisione condizionale»).
5. La Commissione, se constata che l'aiuto
notificato non è compatibile con il mercato Ö interno Õ , decide che
all'aiuto in questione non può essere data esecuzione (in seguito denominata
«decisione negativa»).
6. Le decisioni adottate a norma dei paragrafi
Ö da Õ 2Ö a Õ 5 devono
intervenire non appena risultino eliminati i dubbi di cui all'articolo 4,
paragrafo 4. Per quanto possibile, la Commissione si adopera per adottare una
decisione entro 18 mesi dall'avvio della procedura. Questo termine può essere
prorogato di comune accordo tra la Commissione e lo Stato membro interessato.
ê 659/1999
7. Una volta scaduto il termine di cui al
paragrafo 6, e se lo Stato membro interessato ne fa richiesta, la Commissione,
entro 2 mesi, prende una decisione in base alle informazioni in suo possesso.
Se del caso, qualora le informazioni fornite non siano sufficienti per
stabilire la compatibilità, la Commissione prende una decisione negativa.
ê 734/2013 Art.
1, punto 4
8. Prima di adottare una decisione
conformemente ai paragrafi da 2 a 5, la Commissione dà allo Stato membro
interessato l’opportunità di esprimersi, entro un termine di norma non
superiore ad un mese, sulle informazioni da essa ricevute e fornite allo Stato
membro interessato a norma dell’articolo 7, paragrafo 3.
9. La Commissione non utilizza, in una
decisione adottata conformemente ai paragrafi da 2 a 5, le informazioni riservate
fornite in risposta ad una richiesta d’informazioni che non è possibile
aggregare o altrimenti rendere anonime, salvo ove abbia ottenuto il consenso
degli interessati alla divulgazione di tali informazioni allo Stato membro
interessato. La Commissione può adottare una decisione motivata, che è
notificata all’impresa o associazione di imprese interessata, in cui constata
che le informazioni fornite in risposta ad una richiesta d’informazioni e
contrassegnate come riservate non sono protette e fissa una data dalla quale le
informazioni saranno divulgate. Tale termine non può essere inferiore a un
mese.
10. La Commissione tiene debito conto dei
legittimi interessi delle imprese alla protezione del segreto aziendale e di
altre informazioni riservate. Un’impresa o un’associazione di imprese che
fornisca informazioni a norma dell’articolo 7 e che non sia beneficiaria della
misura di aiuto di Stato in questione può richiedere, adducendo un danno
potenziale, che la propria identità non sia rivelata allo Stato membro
interessato.
ê 659/1999
Articolo 10
Ritiro
della notifica
1. Lo Stato membro interessato può ritirare la
notifica di cui all'articolo 2 prima che la Commissione abbia adottato una
decisione a norma dell'articolo 4 o dell'articolo 9.
2. Nel caso in cui la Commissione abbia
avviato il procedimento d'indagine formale, essa provvede a dichiararlo chiuso.
Articolo 11
Revoca
di una decisione
La Commissione può revocare una decisione
adottata a norma dell'articolo 4, paragrafi 2 o 3, o dell'articolo 9, paragrafi
2, 3 o 4, dopo aver dato allo Stato membro interessato la possibilità di
presentare osservazioni, se tale decisione si basava su informazioni inesatte
fornite nel corso del procedimento e determinanti ai fini della decisione.
Prima di revocare una decisione e di adottarne una nuova, la Commissione avvia
il procedimento di indagine formale di cui all'articolo 4, paragrafo 4. Si
applicano in tal caso, con i necessari adattamenti, gli articoli 6, 9, 12,
l'articolo 13, paragrafo 1, e gli articoli 15, 16 e 17.
CAPO III
PROCEDURA RELATIVA AGLI AIUTI ILLEGALI
Articolo 12
Esame,
richiesta d'informazioni e ingiunzione di fornire informazioni
ê 734/2013 Art.
1, punto 5
1. Fatto salvo l’articolo 24, la Commissione
può, di propria iniziativa, esaminare informazioni su presunti aiuti illegali
provenienti da qualsiasi fonte.
La Commissione esamina senza indebito ritardo
la denuncia presentata da una parte interessata conformemente all’articolo 24,
paragrafo 2 e assicura che lo Stato membro interessato sia pienamente e
regolarmente informato dei progressi e del risultato dell’esame.
2. Se necessario, la Commissione richiede
informazioni allo Stato membro interessato. Si applicano in tal caso, mutatis
mutandis, l’articolo 2, paragrafo 2 e l’articolo 5, paragrafi 1 e 2.
Una volta avviato il procedimento di indagine
formale, la Commissione può anche richiedere informazioni ad un altro Stato
membro, ad un’impresa o ad un’associazione di imprese conformemente agli
articoli 7 e 8, che si applicano mutatis mutandis.
ê 659/1999
(adattato)
3. Se lo Stato membro interessato, nonostante
un sollecito a norma dell'articolo 5, paragrafo 2, non fornisce le informazioni
richieste nel termine stabilito dalla Commissione o fornisce informazioni incomplete,
la Commissione adotta una decisione con la quale richiede tali informazioni (in
seguito denominata «ingiunzione di fornire informazioni»). La decisione
specifica le informazioni richieste e stabilisce un termine adeguato entro il
quale devono essere fornite.
Articolo 13
Ingiunzione
di sospendere o di recuperare a titolo provvisorio gli aiuti
1. Dopo aver dato allo Stato membro
interessato l'opportunità di presentare le proprie osservazioni, la Commissione
può adottare una decisione, con la quale ordina a detto Stato membro di
sospendere l'erogazione di ogni aiuto concesso illegalmente, fino a che non
abbia deciso in merito alla compatibilità dell'aiuto con il mercato Ö interno Õ (in seguito
denominata «ingiunzione di sospensione»).
2. Dopo aver dato allo Stato membro
interessato l'opportunità di presentare le proprie osservazioni, la Commissione
può adottare una decisione, con la quale ordina a detto Stato membro di
recuperare a titolo provvisorio ogni aiuto concesso illegalmente, fino a che
non abbia deciso in merito alla compatibilità dell'aiuto con il mercato Ö interno Õ (in seguito
denominata «ingiunzione di recupero»), se vengono rispettati i seguenti
criteri:
a)           in base a una pratica consolidata
non sussistono dubbi circa il carattere di aiuto della misura in questione;
b)           occorre affrontare una situazione di
emergenza;
c)           esiste un grave rischio di danno
consistente e irreparabile ad un concorrente.
ê 659/1999
Il recupero viene eseguito secondo la
procedura di cui all'articolo 16, paragrafi 2 e 3. Dopo l'effettivo recupero
dell'aiuto la Commissione adotta una decisione entro i termini applicabili agli
aiuti notificati.
La Commissione può autorizzare lo Stato membro
ad abbinare il recupero dell'aiuto alla corresponsione di un aiuto di emergenza
all'impresa in questione.
ê 659/1999
(adattato)
Le disposizioni del presente paragrafo si
applicano esclusivamente agli aiuti illegali erogati dopo l'entrata in vigore
del regolamento Ö (CE) n.
659/1999 Õ.
Articolo 14
Mancato rispetto di una decisione d'ingiunzione
Se uno Stato membro non si conforma ad
un'ingiunzione di sospensione o ad un'ingiunzione di recupero, la Commissione,
pur continuando a esaminare il caso nel merito in base alle informazioni a sua
disposizione, può adire direttamente la Corte di giustizia Ö dell'Unione
europea Õ perché essa
dichiari che il mancato rispetto della decisione configura una violazione del Ö TFUE Õ.
Articolo 15
Decisioni
della Commissione
1. L'esame di presunti aiuti illegali dà luogo
ad una decisione a norma dell'articolo 4, paragrafi 2, 3 o 4. Nel caso di
decisioni di avvio del procedimento d'indagine formale, il procedimento si
conclude con una decisione a norma dell'articolo 9. In caso di mancato
rispetto, da parte d'uno Stato membro, dell'ingiunzione di fornire
informazioni, tale decisione è adottata in base alle informazioni disponibili.
2. Nel caso di presunti aiuti illegali, fatto
salvo l'articolo 13, paragrafo 2, la Commissione non è vincolata al rispetto
del termine stabilito Ö all'articolo Õ 4, paragrafo 5, e Ö all'articolo Õ 9, paragrafi 6 e
7.
3. L'articolo 11 si applica per quanto
compatibile.
Articolo 16
Recupero
degli aiuti
1. Nel caso di decisioni negative relative a
casi di aiuti illegali la Commissione adotta una decisione con la quale impone
allo Stato membro interessato di adottare tutte le misure necessarie per
recuperare l'aiuto dal beneficiario (in seguito denominata «decisione di
recupero»). La Commissione non impone il recupero dell'aiuto qualora ciò sia in
contrasto con un principio generale del diritto Ö dell'Unione Õ.
ê 659/1999
2. All'aiuto da recuperare ai sensi di una
decisione di recupero si aggiungono gli interessi calcolati in base a un tasso
adeguato stabilito dalla Commissione. Gli interessi decorrono dalla data in cui
l'aiuto illegale è divenuto disponibile per il beneficiario, fino alla data di
recupero.
ê 659/1999
(adattato)
3. Fatta salva un'eventuale ordinanza della
Corte di giustizia Ö dell'Unione Õ emanata ai sensi
dell'articolo Ö 278
TFUE Õ , il recupero va
effettuato senza indugio secondo le procedure previste dalla legge dello Stato
membro interessato, a condizione che esse consentano l'esecuzione immediata ed
effettiva della decisione della Commissione. A tal fine e in caso di
procedimento dinanzi ai tribunali nazionali, gli Stati membri interessati
adottano tutte le misure necessarie disponibili nei rispettivi ordinamenti
giuridici, comprese le misure provvisorie, fatto salvo il diritto Ö dell'Unione Õ.
ê 734/2013 Art.
1, punto 6
CAPO IV
PRESCRIZIONE
ê 659/1999
Articolo 17
ê 734/2013 Art.
1, punto 7
Prescrizione
per il recupero degli aiuti
ê 659/1999
(adattato)
1. I poteri della Commissione per quanto
riguarda il recupero degli aiuti sono soggetti ad un periodo limite di 10 anni.
2. Il periodo limite inizia il giorno in cui
l'aiuto illegale viene concesso al beneficiario come aiuto individuale o come
aiuto rientrante in un regime di aiuti. Qualsiasi azione intrapresa dalla
Commissione o da uno Stato membro, che agisca su richiesta della Commissione,
nei confronti dell'aiuto illegale interrompe il periodo limite. Ogni
interruzione fa ripartire il periodo da zero. Il periodo limite viene sospeso
per il tempo in cui la decisione della Commissione è oggetto di un procedimento
dinanzi alla Corte di giustizia Ö dell'Unione Õ.
ê 659/1999
3. Ogni aiuto per il quale è scaduto il periodo
limite è considerato un aiuto esistente.
ê 734/2013 Art.
1, punto 8
Articolo 18
Prescrizione in materia di irrogazione di ammende e penalità di mora
1. I poteri conferiti alla Commissione
dall’articolo 8 sono soggetti a un termine di prescrizione di tre anni.
2. Il termine previsto al paragrafo 1 decorre
dal giorno in cui è commessa l’infrazione di cui all’articolo 8. Tuttavia, per
quanto concerne le infrazioni continuate o ripetute, il termine decorre dal
giorno in cui cessa l’infrazione.
3. La prescrizione riguardante l’irrogazione
di ammende o di penalità di mora si interrompe con qualsiasi atto della
Commissione destinato all’accertamento o alla repressione dell’infrazione di
cui all’articolo 8, a partire dal giorno in cui l’atto è notificato all’impresa
o associazione di imprese interessata.
4. Dopo ogni interruzione inizia un nuovo
periodo di prescrizione. La prescrizione opera tuttavia al più tardi allo
spirare di sei anni del termine, senza che la Commissione abbia irrogato un’ammenda
o una penalità di mora. Detto termine è prolungato della durata della
sospensione della prescrizione conformemente al paragrafo 5.
5. La prescrizione in materia di irrogazione
di ammende o di penalità di mora è sospesa fin quando la decisione della Commissione
è oggetto di un procedimento dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione
europea.
Articolo 19
Prescrizione
in materia d’esecuzione di ammende e penalità di mora
1. Il potere della Commissione di procedere
all’esecuzione delle decisioni adottate a norma dell’articolo 8 è soggetto ad
un termine di prescrizione di cinque anni.
2. Il termine previsto al paragrafo 1 inizia a
decorrere dal giorno in cui la decisione adottata a norma dell’articolo 8
diventa definitiva.
3. La prescrizione prevista al paragrafo 1 è
interrotta:
a)           dalla notificazione di una decisione
che modifica l’importo iniziale dell’ammenda o della penalità di mora, oppure
respinge una domanda di modifica;
b)           da ogni atto compiuto da uno Stato
membro, su richiesta della Commissione, o dalla Commissione ai fini
dell’esecuzione forzata dell’ammenda o della penalità di mora.
4. Dopo ogni interruzione inizia un nuovo
periodo di prescrizione.
5. La prescrizione prevista al paragrafo 1 è
sospesa fino a quando:
a)           dura il termine per il pagamento
concesso al destinatario;
b)           l’esecuzione forzata è sospesa in
virtù di una decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea.
ê 659/1999
CAPO V
PROCEDURA RELATIVA AGLI AIUTI ATTUATI IN MODO ABUSIVO
ê 734/2013 Art.
1, punto 9
Articolo 20
Aiuti
attuati in modo abusivo
Fatto salvo l’articolo 28, la Commissione può,
nei casi di aiuti attuati in modo abusivo, avviare il procedimento d’indagine
formale di cui all’articolo 4, paragrafo 4. Si applicano, mutatis mutandis,
gli articoli da 6 a , 9, 11 e 12, l’articolo 13, paragrafo 1 e gli
articoli da 14 a 17.
ê 659/1999
(adattato)
CAPO VI
PROCEDURA RELATIVA AI REGIMI DI AIUTI ESISTENTI
Articolo 21
Cooperazione
a norma dell'articolo Ö 108 Õ, paragrafo
1 Ö TFUE Õ 
1. La Commissione ottiene dallo Stato membro
interessato tutte le informazioni necessarie alla revisione, in collaborazione
con lo Stato membro, dei regimi di aiuti esistenti a norma dell'articolo Ö 108 Õ, paragrafo 1, Ö TFUE Õ.
2. Se la Commissione ritiene che un regime di
aiuti non sia, o non sia più, compatibile con il mercato Ö interno Õ, informa lo Stato
membro interessato della sua posizione preliminare, dandogli l'opportunità di
presentare le proprie osservazioni entro il termine di un mese. In casi
debitamente giustificati la Commissione può prorogare tale termine.
Articolo 22
Proposta
di opportune misure
Se la Commissione, alla luce delle
informazioni fornite dallo Stato membro a norma dell'articolo 21, conclude
che il regime di aiuti esistente non è, ovvero non è più, compatibile con il
mercato Ö interno Õ, emette una
raccomandazione in cui propone opportune misure allo Stato membro interessato.
La raccomandazione può in particolare proporre:
a)           modificazioni sostanziali del regime
di aiuti, Ö o Õ
b)           l'introduzione di obblighi
procedurali o
c)           l'abolizione del regime di aiuti.
ê 659/1999
Articolo 23
Conseguenze
giuridiche di una proposta di opportune misure
1. Se lo Stato membro interessato accetta le
misure proposte dalla Commissione e ne informa quest'ultima, la Commissione ne
prende atto e ne informa lo Stato membro. A seguito della sua accettazione, lo
Stato membro è tenuto a dare applicazione alle opportune misure.
2. Se lo Stato membro interessato rifiuta di
attuare le misure proposte e la Commissione, dopo aver considerato gli
argomenti dello Stato membro, continua a ritenere necessaria tale attuazione,
la Commissione avvia il procedimento di cui all'articolo 4, paragrafo 4. Si
applicano in tal caso, con gli opportuni adattamenti, gli articoli 6, 9 e 11.
CAPO VII
PARTI INTERESSATE
Articolo 24
Diritti
degli interessati
1. Ogni parte interessata può presentare
osservazioni, a norma dell'articolo 6 in seguito ad una decisione della
Commissione di dare inizio al procedimento d'indagine formale. A ogni parte
interessata che abbia presentato osservazioni e a ogni beneficiario di aiuti
individuali viene trasmessa copia della decisione adottata dalla Commissione a
norma dell'articolo 9.
ê 734/2013 Art.
1, punto 10 (adattato)
2. Ogni parte interessata può presentare
denuncia per informare la Commissione di presunti aiuti illegali o della
presunta attuazione abusiva di aiuti. A tal fine, la parte interessata compila
un modulo, in un formato Ö stabilito Õ con le
disposizioni di attuazione di cui all’articolo 33, e fornisce le
informazioni obbligatorie ivi richieste.
ê 734/2013 Art.
1, punto 10
La Commissione, se ritiene che la parte
interessata non rispetta l’obbligo di ricorrere al modulo di denuncia o gli
elementi di fatto e di diritto presentati dalla parte interessata non sono
sufficienti a dimostrare, in base a un esame prima facie, l’esistenza di un
aiuto illegale o l’attuazione abusiva di aiuti, ne informa la parte interessata
invitandola a presentare osservazioni entro un termine stabilito, di norma non
superiore a un mese. Se la parte interessata non presenta osservazioni entro il
termine stabilito, la denuncia può considerarsi ritirata. La Commissione
informa lo Stato membro interessato si considera che una denuncia è stata
ritirata.
La Commissione invia copia al denunciante
della decisione adottata su un caso riguardante l’oggetto della denuncia.
ê 659/1999
3. A sua richiesta, ogni parte interessata
ottiene copia di qualsiasi decisione adottata a norma degli articoli 4 e 9, dell'articolo
12, paragrafo 3, e dell'articolo 13.
ê 734/2013 Art.
1, punto 11
CAPO VIII
INDAGINI PER SETTORI ECONOMICI E PER STRUMENTI DI AIUTO
Articolo 25
Indagini per settori economici e per strumenti di aiuto
1. Se le
informazioni disponibili avvalorano il ragionevole sospetto che le misure di
aiuto di Stato in un particolare settore o basate su un particolare strumento
di aiuto comportano rilevanti restrizioni o distorsioni della concorrenza nel
mercato interno di diversi Stati membri, oppure che misure di aiuto esistenti
in un particolare settore in diversi Stati membri non sono o non sono più
compatibili con il mercato interno, la Commissione può svolgere un’indagine in
diversi Stati membri in un settore economico o riguardo all’uso di uno
strumento di aiuto. Nel corso di tale indagine la Commissione può richiedere
agli Stati membri e/o alle imprese o associazioni di imprese interessate di
fornire le informazioni necessarie per l’applicazione degli articoli 107 e 108
TFUE, tenendo debito conto del principio di proporzionalità.
La Commissione motiva l’indagine e la scelta
dei destinatari in tutte le richieste di informazioni inviate a norma del
presente articolo.
La Commissione pubblica una relazione sui
risultati della sua indagine in particolari settori dell’economia o per
particolare strumento di aiuto in diversi Stati membri e invita gli Stati
membri e le imprese o associazioni di imprese interessate a presentare
osservazioni.
2. Le informazioni ottenute da indagini
settoriali possono essere utilizzate nel quadro delle procedure ai sensi del
presente regolamento.
3. Si applicano gli articoli 5, 7 e 8, mutatis
mutandis.
ê 659/1999
CAPO IX
CONTROLLO
Articolo 26
Relazioni
annuali
1. Gli Stati membri presentano alla
Commissione relazioni annuali su tutti i regimi di aiuti esistenti non
assoggettati a obblighi specifici in tal senso nell'ambito di una decisione
condizionale a norma dell'articolo 9, paragrafo 4.
2. Qualora lo Stato membro interessato,
nonostante sia stato sollecitato, non presenti una relazione annuale, la
Commissione può procedere a norma dell'articolo 22 nei confronti del regime di
aiuti in questione.
Articolo 27
Controlli
in loco
1. Qualora la Commissione nutra forti dubbi
sul rispetto, da parte di uno Stato membro, di una decisione di non sollevare
obiezioni, di una decisione positiva o di una decisione condizionale per quanto
riguarda gli aiuti individuali, detto Stato membro, dopo aver avuto
l'opportunità di presentare le proprie osservazioni, deve consentirle di
effettuare ispezioni in loco.
2. Per verificare l'osservanza della decisione
in questione, gli agenti autorizzati dalla Commissione dispongono dei seguenti
poteri:
a)           accedere a tutti i locali e terreni
dell'impresa interessata;
b)           chiedere spiegazioni orali sul
posto;
c)           controllare i registri e gli altri
documenti aziendali, nonché eseguire o richiedere copie degli stessi.
Se necessario, la Commissione può farsi
assistere da esperti indipendenti.
3. La Commissione informa per iscritto e con
sufficiente anticipo lo Stato membro interessato dell'ispezione in loco e
comunica l'identità degli agenti e degli esperti incaricati di effettuarla.
Qualora lo Stato membro faccia valere obiezioni debitamente giustificate in
merito alla scelta degli esperti operata dalla Commissione, la nomina degli
esperti stessi avviene di comune accordo con lo Stato membro. Detti agenti ed
esperti, incaricati dei controlli in loco, presentano un'autorizzazione scritta
in cui sono specificati l'oggetto e lo scopo dell'ispezione.
4. Agenti autorizzati dallo Stato membro nel
quale deve essere effettuata l'ispezione possono assistervi.
5. La Commissione fornisce allo Stato membro
una copia delle relazioni prodotte a seguito dell'ispezione.
ê 659/1999
(adattato)
6. Quando un'impresa si oppone allo
svolgimento di un'ispezione disposta con una decisione della Commissione a
norma del presente articolo, lo Stato membro interessato presta agli agenti ed
agli esperti autorizzati dalla Commissione l'assistenza necessaria per consentire
lo svolgimento dei controlli. 
Articolo 28
Mancato
rispetto di decisioni e di sentenze
1. Qualora lo Stato membro interessato non si
conformi ad una decisione condizionale o negativa, in particolare nei casi di
cui all'articolo 16, la Commissione può adire direttamente la Corte di
giustizia Ö dell'Unione
europea Õ ai sensi
dell'articolo Ö 108 Õ, paragrafo 2, Ö TFUE Õ.
2. La Commissione, se ritiene che lo Stato
membro interessato non si sia conformato ad una sentenza della Corte di
giustizia Ö dell'Unione
europea Õ, può procedere nei
suoi confronti ai sensi dell'articolo Ö 260
TFUE Õ.
ê 734/2013 Art.
1, punto 12
CAPO X
COOPERAZIONE CON I GIUDICI NAZIONALI
Articolo 29
Cooperazione
con i giudici nazionali
1. Ai fini dell’applicazione dell’articolo
107, paragrafo 1, e dell’articolo 108 TFUE, i giudici degli Stati membri
possono chiedere alla Commissione di trasmettere loro le informazioni in suo
possesso o i suoi pareri su questioni relative all’applicazione delle norme in
materia di aiuti di Stato.
2. Ove necessario ai fini dell’applicazione
coerente dell’articolo 107, paragrafo 1, o dell’articolo 108 TFUE, la
Commissione può, di propria iniziativa, presentare osservazioni scritte ai
giudici degli Stati membri responsabili dell’applicazione delle norme in
materia di aiuti di Stato. Essa, previa autorizzazione del giudice in
questione, può inoltre presentare osservazioni orali.
Prima di presentare formalmente osservazioni,
la Commissione informa lo Stato membro interessato della sua intenzione di
farlo.
Al fine esclusivo della preparazione delle sue
osservazioni, la Commissione può chiedere al giudice competente dello Stato
membro di trasmetterle i documenti a sua disposizione necessari alla
Commissione per la valutazione della questione.
ê 659/1999
CAPO XI
DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE
Articolo 30
Segreto
professionale
La Commissione e gli Stati membri, nonché i
loro funzionari e altri agenti, inclusi gli esperti indipendenti nominati dalla
Commissione, sono tenuti a non divulgare le informazioni protette dal segreto
professionale acquisite in applicazione del presente regolamento.
ê 734/2013 Art.
1, punto 13
Articolo 31
Destinatario delle decisioni
1. Le decisioni adottate a norma dell’articolo
7, paragrafo 7, dell’articolo 8, paragrafi 1 e 2, e dell’articolo 9, paragrafo
9, sono indirizzate all’impresa o associazione di imprese interessata. La
Commissione notifica la decisione al destinatario senza indugio e gli dà
l’opportunità di indicarle quali informazioni ritiene debbano essere protette
da segreto professionale.
2. Tutte le altre decisioni della Commissione
adottate a norma dei capi II, III, V, VI e IX sono indirizzate allo Stato
membro interessato. La Commissione gli notifica senza indugio le decisioni e
gli dà l’opportunità di indicarle quali informazioni ritiene debbano essere
coperte da segreto professionale.
ê 659/1999
(adattato)
Articolo 32
Pubblicazione
delle decisioni
1. La Commissione pubblica nella Gazzetta
ufficiale Ö dell'Unione
europea Õ un'informazione
sintetica delle decisioni da essa adottate a norma dell'articolo 4, paragrafi 2
e 3, e del combinato disposto degli articoli 22 e 23, paragrafo 1. Tale
informazione sintetica precisa che è possibile ottenere copia del testo
integrale della decisione nella lingua o nelle lingue facenti fede.
2. La Commissione pubblica nella Gazzetta
ufficiale Ö dell'Unione
europea Õ le decisioni da
essa adottate ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 4, nella lingua facente fede.
Nelle Gazzette ufficiali pubblicate in lingue diverse dalla lingua facente
fede, la decisione è pubblicata nella lingua facente fede ed è corredata di una
sintesi significativa nella lingua della Gazzetta ufficiale.
ê 659/1999 e
734/2013 Art. 1, punto 14 (adattato)
3. La Commissione pubblica nella Gazzetta
ufficiale Ö dell'Unione
europea Õ le decisioni da
essa adottate a norma Ö dell’articolo
8, paragrafi 1 e 2 e Õ dell'articolo 9.
ê 659/1999
(adattato)
4. Nei casi di cui all'articolo 4, paragrafo
6, o all'articolo 10, paragrafo 2, un avviso è pubblicato nella Gazzetta
ufficiale Ö dell'Unione
europea Õ .
5. Il Consiglio, deliberando all'unanimità,
può decidere di pubblicare le decisioni di cui all'articolo Ö 108 Õ , paragrafo 2,
terzo comma, Ö TFUE Õ nella Gazzetta
ufficiale Ö dell'Unione
europea Õ .
ê 734/2013 Art.
1, punto 15
Articolo 33
Disposizioni
di attuazione
La Commissione è autorizzata ad adottare,
secondo la procedura di cui all’articolo 35, disposizioni di attuazione
riguardanti:
a)           la forma, il contenuto e le altre
modalità delle notificazioni;
b)           la forma, il contenuto e le altre
modalità delle relazioni annuali;
c)           la forma, il contenuto e le altre
modalità delle denunce presentate a norma dell’articolo 12, paragrafo 1, e
dell’articolo 24, paragrafo 2;
d)           le modalità dei termini e il calcolo
dei termini; e
e)           il tasso di interesse di cui
all’articolo 16, paragrafo 2.
ê 659/1999
(adattato)
Articolo 34
Consultazione
del comitato Ö consultivo
in materia di aiuti di Stato Õ
1. La Commissione consulta il comitato Ö consultivo in
materia di aiuti di Stato (in seguito denominato «comitato»), istituito
dal regolamento (CE) n. […/…] del Consiglio Õ[10] prima di adottare
qualsiasi disposizione di attuazione a norma dell'articolo 33. 
2. La consultazione del comitato avviene in
una riunione convocata dalla Commissione. I progetti e i documenti da esaminare
sono allegati alla convocazione. La riunione ha luogo non prima di 2 mesi
dall'invio della convocazione. Questo periodo può essere ridotto in caso di
urgenza.
3. Il rappresentante della Commissione
sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato, entro
un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della
questione in esame, formula il suo parere sul progetto, eventualmente
procedendo a votazione.
4. Il parere è iscritto a verbale. Inoltre,
ciascuno Stato membro ha il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a
verbale. Il comitato può raccomandare di pubblicare il suo parere nella Gazzetta
ufficiale Ö dell'Unione
europea Õ.
ê 659/1999
5. La Commissione tiene in massima
considerazione il parere formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in
cui ha tenuto conto del suo parere.
ê 
Articolo 35
Abrogazione
Il regolamento (CE) n. 659/1999 è abrogato.
I riferimenti al regolamento abrogato si
intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di
concordanza riportata all’allegato II.
ê 659/1999
Articolo 36
Entrata in vigore
ê 659/1999
(adattato)
Il presente
regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione
nella Gazzetta ufficiale Ö dell'Unione
europea Õ.
ê 659/1999
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               COM(87) 868 PV.
[2]               V. allegato 3, parte A, delle
conclusioni. 
[3]               Iscritta nel programma
legislativo per il 2014.
[4]               V. allegato I della presente
proposta. 
[5]               GU C […] del […], pag. […].
[6]               GU C […] del […], pag. […]..
[7]               Regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo
1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 108 del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea (GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1).
[8]               V. allegato I.
[9]               Comunicazione della Commissione "Europa 2020 Una
strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" del 3
marzo 2010 (COM(2010) 2020 def.).
[10]             Regolamento (CE) n. […/…] del Consiglio, del […],
sull'applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento
dell'Unione europea a determinate categorie di aiuti di stato orizzontali (GU L
[…] del […], pag. […]).
é
ALLEGATO I
Regolamento abrogato ed elenco
delle sue modificazioni successive
 Council Regulation (EC) No 659/1999 || (GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1) || 
 || Atto di adesione del 2003, allegato II, punto 5, par. 6 ||   
 || Regolamento (CE) n. 1791/2006 del Consiglio || (GU L 363 del 20.12.2006, pag.1) 
 || Regolamento (UE) n. 517/2013 del Consiglio || (GU L 158 del 10.6.2013, pag. 1) 
 || Regolamento (UE) n. 734/2013 del Consiglio || (GU L 204 del 31.7.2013, pag. 15) 
_____________
ALLEGATO II
Tavola
di concordanza
 Regolamento (CE) n. 659/1999 || Presente regolamento 
 Articoli da 1 a 6 || Articoli da 1 a 6 
 Articolo 6 bis || Articolo 7 
 Articolo 6 ter || Articolo 8 
 Articolo 7 || Articolo 9 
 Articolo 8 || Articolo 10 
 Articolo 9 || Articolo 11 
 Articolo 10 || Articolo 12 
 Articolo 11, paragrafo 1 || Articolo 13, paragrafo 1 
 Articolo 11, paragrafo 2, primo comma, alinea || Articolo 13, paragrafo 2, primo comma, alinea 
 Articolo 11, paragrafo 2, primo comma, primo trattino || Articolo 13, paragrafo 2, primo comma, lettera a) 
 Articolo 11, paragrafo 2, primo comma, secondo trattino || Articolo 13, paragrafo 2, primo comma, lettera b) 
 Articolo 11, paragrafo 2, primo comma, terzo trattino || Articolo 13, paragrafo 2, primo comma, lettera c) 
 Articolo 11, paragrafo 2, secondo, terzo e quarto comma || Articolo 13, paragrafo 2, secondo, terzo e quarto comma 
 Articolo 12 || Articolo 14 
 Articolo 13 || Articolo 15 
 Articolo 14 || Articolo 16 
 Articolo 15 || Articolo 17 
 Articolo 15 bis || Articolo 18 
 Articolo 15 ter || Articolo 19 
 Articolo 16 || Articolo 20 
 Articolo 17 || Articolo 21 
 Articolo 18 || Articolo 22 
 Articolo 19 || Articolo 23 
 Articolo 20 || Articolo 24 
 Articolo 20 bis || Articolo 25 
 Articolo 21 || Articolo 26 
 Articolo 22 || Articolo 27 
 Articolo 23 || Articolo 28 
 Articolo 23 bis || Articolo 29 
 Articolo 24 || Articolo 30 
 Articolo 25 || Articolo 31 
 Articolo 26, paragrafi 1 e 2 || Articolo 32, paragrafi 1 e 2 
 Articolo 26, paragrafo 2bis || Articolo 32, paragrafo 3 
 Articolo 26, paragrafo 3 || Articolo 32, paragrafo 3 
 Articolo 26, paragrafo 4 || Articolo 32, paragrafo 4 
 Articolo 26, paragrafo 5 || Articolo 32, paragrafo 5 
 Articolo 27 || Articolo 33 
 Articolo 28 || - 
 Articolo 29 || Articolo 34 
 - || Articolo 35 
 Articolo 30 || Articolo 36 
 - || Allegato I 
 - || Allegato II 
_____________