CELEX: 62001CJ0486
Language: it
Date: 2004-06-29 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (grande sezione) del 29 giugno 2004. # Front national contro Parlamento europeo. # Ricorso avverso una sentenza del Tribunale di primo grado - Dichiarazione di costituzione di un gruppo ai sensi dell'art. 29, n. 1, del regolamento del Parlamento europeo - Mancanza di affinità politiche - Scioglimento retroattivo del gruppo TDI - Impugnazione incidentale - Interpretazione dell'art. 230, quarto comma, CE - Nozione di decisione che riguarda "direttamente ed individualmente" una persona fisica o giuridica - Irricevibilità del ricorso presentato da un partito politico nazionale. # Causa C-486/01 P.

Causa C-486/01 P
      Front national
      contro
      Parlamento europeo
      «Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado — Dichiarazione di costituzione di un gruppo ai sensi dell’art. 29,
         n. 1, del regolamento del Parlamento europeo — Mancanza di affinità politiche — Scioglimento retroattivo del gruppo TDI —
         Impugnazione incidentale — Interpretazione dell’art. 230, quarto comma, CE — Nozione di decisione che riguarda “direttamente
         ed individualmente” una persona fisica o giuridica — Irricevibilità del ricorso presentato da un partito politico nazionale»
      
      Massime della sentenza
      Ricorso di annullamento — Persone fisiche o giuridiche — Atti che le riguardano direttamente ed individualmente — Interessamento
            diretto — Criteri — Decisione del Parlamento che dispone lo scioglimento di un gruppo politico costituito da deputati appartenenti
            ad un partito politico nazionale — Interessamento diretto del detto partito — Insussistenza
      (Art. 230, quarto comma, CE; regolamento interno del Parlamento europeo, artt. 29, nn. 1 e 2, e 30)
      La condizione di cui all’art. 230, quarto comma, CE, secondo cui una persona fisica o giuridica dev’essere «direttamente»
         interessata dalla decisione che costituisce oggetto di un ricorso di annullamento, richiede che il provvedimento comunitario
         contestato produca direttamente effetti sulla situazione giuridica del soggetto e non lasci alcun potere discrezionale ai
         destinatari del provvedimento stesso incaricati della sua applicazione, di carattere meramente automatico e derivante dalla
         sola normativa comunitaria senza intervento di altre norme intermedie.
      
      La decisione del Parlamento europeo, che riguarda l’interpretazione dell’art. 29, n. 1, del regolamento di tale istituzione
         e dispone lo scioglimento, con effetto retroattivo, del «Gruppo tecnico dei deputati indipendenti (TDI) – Gruppo misto» –
         in quanto ha privato i deputati che hanno dichiarato la costituzione del gruppo TDI e, in particolare, i deputati eletti nella
         lista del Front national della possibilità di costituirsi, mediante il gruppo TDI, in gruppo politico ai sensi dell’art. 29
         del regolamento –, riguarda direttamente i detti deputati. Questi deputati, a causa unicamente di tale atto, sono stati privati
         della possibilità di costituirsi in gruppo politico e sono stati considerati, fin da tale momento, come deputati non iscritti
         ai sensi dell’art. 30 dello stesso regolamento, beneficiando, per tale motivo, di prerogative parlamentari più ristrette nonché
         di benefici materiali e finanziari minori rispetto a quelli che avrebbero avuto se fossero stati membri di un gruppo politico
         ai sensi del detto art. 29.
      
      Una tale conclusione non si impone, invece, relativamente ad un partito politico nazionale quale il Front national. Anche
         se è naturale, infatti, che un partito politico nazionale che presenta candidati in occasione dell’elezione dei membri del
         Parlamento aspiri a che i suoi candidati, una volta eletti, esercitino il loro mandato in condizioni equivalenti a quelle
         degli altri parlamentari, questo interesse non conferisce ad esso alcun diritto a che i suoi eletti costituiscano un gruppo
         proprio né a che essi divengano membri di uno dei gruppi costituiti nell’ambito dell’assemblea.
      
      Infatti, da un lato, ai sensi dell’art. 29, n. 2, del regolamento, la costituzione di un gruppo politico nel Parlamento presuppone
         la presenza di un numero minimo di deputati originari di diversi Stati membri e, dall’altro, in ogni caso, il n. 1 di questo
         articolo richiama la sola prospettiva di un raggruppamento dei deputati per affinità politiche. Queste disposizioni non conferiscono
         alcun ruolo specifico ai partiti politici nazionali ai quali appartengono questi deputati all’atto del processo di costituzione
         di un gruppo politico.
      
      (v. punti 34-37)

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DELLA CORTE (Grande Sezione)29 giugno 2004(1)
         
         
               «Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado  –  Dichiarazione di costituzione di un gruppo ai sensi dell'art. 29, n. 1, del regolamento del Parlamento europeo  –  Mancanza di affinità politiche  –  Scioglimento retroattivo del gruppo TDI  –  Impugnazione incidentale  –  Interpretazione dell'art. 230, quarto comma, CE  –  Nozione di decisione che riguarda “direttamente ed individualmente” una persona fisica o giuridica  –  Irricevibilità del ricorso presentato da un partito politico nazionale»
               
             Nel procedimento C-486/01 P, 
            
            
            Front national, con sede a Saint-Cloud (Francia), rappresentato dai sigg. F. Wagner e V. de Poulpiquet de Brescanvel, avocats,
            
            
            ricorrente,
            
             avente ad oggetto il ricorso diretto all'annullamento della sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle Comunità
            europee (Terza Sezione ampliata) il 2 ottobre 2001, nelle cause riunite T-222/99, T-327/99 e T-329/99, Martinez e a./Parlamento
            (Racc. pag. II-2823),
            
             procedimento in cui l'altra parte è:
            Parlamento europeo, rappresentato dai sigg. G. Garzón Clariana, J. Schoo e H. Krück, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
            convenuto in primo grado,
            
            LA CORTE (Grande Sezione),,
            
             composta dal sig. V. Skouris, presidente, dai sigg. P. Jann, C.W.A. Timmermans  (relatore), A. Rosas, J.-P. Puissochet e J.N. Cunha
            Rodrigues, presidenti di sezione, dal sig. R. Schintgen, dalle sig.re  F. Macken e N. Colneric, dal sig. S. von Bahr e dalla
            sig.ra  R. Silva de Lapuerta, giudici,
            
             avvocato generale: sig. D. Ruiz-Jarabo Colomercancelliere: sig.ra Múgica Arzamendi, amministratore principale
            
            
             sentite le difese orali svolte dalle parti all'udienza del 9 dicembre 2003, 
            
            sentite le conclusioni dell'avvocato generale presentate all'udienza del 20 gennaio 2004,
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
         1
            
          Con atto introduttivo depositato nella cancelleria della Corte il 12 dicembre 2001, il Front national ha proposto, a norma
         degli artt. 225 CE e 49 dello Statuto CE della Corte di giustizia, un ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado
         2 ottobre 2001, cause riunite T‑222/99, T‑327/99 e T‑329/99, Martinez e a./Parlement (Racc. pag. II‑2823; in prosieguo: la
         «sentenza impugnata»), con la quale tale giudice ha respinto il ricorso che esso aveva proposto al fine di ottenere l’annullamento
         della decisione del Parlamento europeo 14 settembre 1999, che riguarda l’interpretazione dell’art. 29, n. 1, del regolamento
         di tale istituzione e dispone lo scioglimento, con effetto retroattivo, del «Gruppo tecnico dei deputati indipendenti (TDI)
         – Gruppo misto» (in prosieguo l’«atto controverso»).
         
         
         
         2
            
          Con atto separato, depositato nella cancelleria della Corte l’11 dicembre 2001, il Front national ha proposto anche, a norma
         dell’art. 242 CE, una domanda diretta ad ottenere la sospensione dell’esecuzione della sentenza impugnata. Tale domanda è
         stata tuttavia respinta con ordinanza del presidente della Corte 21 febbraio 2002, cause riunite C‑486/01 P‑R e C‑488/01 P‑R,
         Front national e Martinez/Parlamento (Racc. pag. I‑1843), con la motivazione, in particolare, che la concessione della detta
         sospensione non era idonea ad evitare il pregiudizio grave ed irreparabile fatto valere dal ricorrente.
         
         
            
               Ambito normativo
            
         
         3
            
          Il regolamento del Parlamento europeo, nella sua versione in vigore all’epoca dei fatti della controversia (GU 1999, L 202,
         pag. 1; in prosieguo: il «regolamento»), all’art. 9, intitolato «Costituzione di gruppi politici», disponeva quanto segue:
         «1.     I deputati possono organizzarsi in gruppi secondo le affinità politiche.
          2.       Un gruppo politico deve essere composto da deputati provenienti da più di uno Stato membro. Per costituire un gruppo politico
         occorre un numero minimo di ventitré se i deputati provengono da due Stati membri, di diciotto se provengono da tre Stati
         membri e di quattordici se provengono da quattro o più Stati membri.
          3.       Un deputato può appartenere a un solo gruppo politico.
          4.       La costituzione di un gruppo politico deve essere dichiarata al Presidente. Tale dichiarazione deve indicare la denominazione
         del gruppo, il nome dei suoi membri e la composizione dell’Ufficio di presidenza.
         (…)».
         
         
         
         4
            
          L’art. 30 del regolamento, relativo ai deputati non iscritti, prevedeva che:
         «1.     I deputati non appartenenti ad alcun gruppo politico dispongono di una segreteria, secondo modalità fissate dall’Ufficio di
         presidenza, su proposta del Segretario generale.
          2.       L’Ufficio di presidenza disciplina inoltre la posizione e le prerogative parlamentari di tali deputati».
         
         
         
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          Ai sensi dell’art. 180 del regolamento, relativo all’applicazione di questo:
         «1.     Qualora sorgano dubbi in merito all’applicazione o all’interpretazione del presente regolamento, il Presidente può, senza
         pregiudizio delle decisioni prese precedentemente in materia, deferire l’esame della questione alla commissione competente.
          Il Presidente può deferire la questione alla commissione competente anche a seguito di una richiesta di decisione in merito
         a un richiamo al regolamento (articolo 142).
          2.       La commissione competente decide se sia necessario proporre una modifica del regolamento. In tal caso procede in conformità
         dell’articolo 181.
          3.       Se la commissione decide che è sufficiente un’interpretazione delle disposizioni del regolamento in vigore, comunica la sua
         interpretazione al Presidente, che ne informa il Parlamento.
          4.       Qualora un gruppo politico o almeno trentadue deputati contestino l’interpretazione della commissione, la questione è sottoposta
         al Parlamento che si pronuncia a maggioranza semplice, in presenza di almeno un terzo dei suoi membri. In caso di reiezione,
         la questione è rinviata in commissione.
          5.       Le interpretazioni che non sono state oggetto di contestazione e quelle approvate dal Parlamento vengono pubblicate nel regolamento,
         sotto forma di note in corsivo corredanti l’articolo o i rispettivi articoli, unitamente alle decisioni prese in materia di
         applicazione del regolamento.
          6.       Queste note esplicative costituiscono un precedente per la futura applicazione e interpretazione dei rispettivi articoli.
         (...)».
         
         Fatti all’origine della controversia
         
         6
            
          Dalla sentenza impugnata emerge che, in seguito alla comunicazione al presidente del Parlamento, il 19 luglio 1999, della
         costituzione del «Gruppo tecnico dei deputati indipendenti (TDI) – Gruppo misto» (in prosieguo: il «gruppo TDI»), la cui finalità
         dichiarata era di garantire a ogni deputato l’esercizio pieno del mandato parlamentare, i presidenti degli altri gruppi politici
         hanno sollevato contestazioni riguardo alla costituzione di tale gruppo a causa della mancanza di affinità politiche tra i
         suoi vari componenti. Di conseguenza, è stata sottoposta alla commissione degli affari costituzionali del Parlamento (in prosieguo:
         la «commissione degli affari costituzionali»), ai sensi dell’art. 180, n. 1, del regolamento, una domanda d’interpretazione
         dell’art. 29, n. 1, dello stesso.
         
         
         
         7
            
          Con lettera 28 luglio 1999 il presidente di tale commissione ha comunicato l’interpretazione richiesta al presidente del Parlamento.
         Tale lettera precisava, in particolare, quanto segue:
         «Nel corso della sua riunione del 27 e 28 luglio 1999, la commissione degli affari costituzionali ha preso in esame la domanda
         d’interpretazione dell’art. 29, [n.] 1, del regolamento, rinviatale dalla conferenza dei presidenti durante la riunione del
         21 luglio 1999.
          In seguito ad uno scambio di opinioni approfondito e con 15 voti favorevoli, 2 contrari e 1 astensione, la commissione degli
         affari costituzionali interpreta l’art. 29, [n.] 1, del regolamento come segue:
          La dichiarazione di costituzione del [gruppo TDI] non è conforme all’art. 29, [n.] 1, del [regolamento].
          Infatti, la dichiarazione di costituzione di tale gruppo, in particolare l’allegato 2 della lettera di costituzione indirizzata
         al presidente del Parlamento europeo, esclude ogni affinità politica. Essa lascia ai diversi membri firmatari la più completa
         indipendenza politica in seno a tale gruppo.
          Vi propongo di inserire, come nota interpretativa del regolamento all’art. 29, [n.] 1, il seguente testo:
         “Non è ammessa ai sensi di questo articolo la costituzione di un gruppo che apertamente neghi qualsiasi carattere politico
         o qualsiasi affinità politica tra i suoi componenti”.
         (...)».
         
         
         
         8
            
          Durante la seduta plenaria del 13 settembre 1999 il Parlamento è stato informato dal suo presidente del contenuto di tale
         lettera. Il gruppo TDI ha presentato, sulla base dell’art. 180, n. 4, del regolamento, una contestazione alla nota interpretativa
         proposta dalla commissione degli affari costituzionali e tale nota è stata sottoposta al voto del Parlamento, che l’ha adottata
         a maggioranza dei suoi membri durante la seduta plenaria del 14 settembre 1999.
         
         
         
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          Ritenendo che pertanto tale voto gli arrecasse pregiudizio, il Front national ha presentato un ricorso diretto all’annullamento
         dell’atto controverso con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale il 19 novembre 1999 (causa T‑327/99).
         Con atti introduttivi depositati nella detta cancelleria rispettivamente il 5 ottobre e il 22 novembre 1999, due ricorsi aventi
         lo stesso oggetto sono stati presentati anche dai sigg. Martinez e de Gaulle (causa T‑222/99) nonché dalla sig.ra Bonino,
         dai sigg. Pannella, Cappato, Dell’Alba, Della Vedova, Dupuis, Turco e dalla Lista Emma Bonino (causa T‑329/99).
         
         Sentenza impugnata
         
         10
            
          Con la sentenza impugnata il Tribunale ha dichiarato ricevibile il ricorso del Front national, ma l’ha respinto in quanto
         infondato.
         
         Sulla ricevibilità
         
         11
            
          Per quanto riguarda la ricevibilità del detto ricorso, il Tribunale ha confutato come segue le eccezioni di irricevibilità
         sollevate dal Parlamento e relative, rispettivamente, all’inesistenza dell’atto controverso, al fatto che esso non potrebbe
         costituire oggetto di un controllo di legittimità da parte del giudice comunitario e al fatto che il detto atto non riguarderebbe
         direttamente e individualmente il Front national ai sensi dell’art. 230, quarto comma, CE.
         
         
         
         12
            
          Innanzi tutto, in risposta all’eccezione di irricevibilità relativa all’inesistenza dell’atto controverso in quanto esso comporta
         lo scioglimento del gruppo TDI, il Tribunale, al punto 26 della sentenza impugnata, ha dichiarato che, per stabilire se taluni
         atti possano essere oggetto di un ricorso ai sensi dell’art. 230 CE, occorre tener conto della loro sostanza, più che della
         loro forma. Al termine di un esame del contenuto di tale atto nonché delle circostanze che hanno portato alla sua adozione,
         il Tribunale ha dichiarato, al punto 46 della stessa sentenza, che, con un tale atto, il Parlamento non solo aveva deciso
         di adottare l’interpretazione generale dell’art. 29, n. 1, del regolamento proposta dalla commissione degli affari costituzionali
         nonché la posizione espressa da questa commissione circa la conformità della dichiarazione di costituzione del gruppo TDI
         alla detta disposizione, ma aveva anche constatato l’inesistenza ex tunc del detto gruppo per inosservanza del requisito previsto
         da tale disposizione.
         
         
         
         13
            
          Per quanto riguarda poi la seconda eccezione di irricevibilità sollevata dal Parlamento, relativa all’inoppugnabilità dell’atto
         controverso, il Tribunale ha statuito, ai punti 59‑62 della sentenza impugnata, che un atto di questo tipo – in quanto priva
         i deputati che hanno dichiarato la costituzione del gruppo TDI della possibilità di organizzarsi, mediante il detto gruppo,
         in gruppo politico ai sensi dell’art. 29 del regolamento, di modo che tali deputati sono considerati come deputati non iscritti,
         in conformità all’art. 30 del detto regolamento – riguarda le condizioni di esercizio delle funzioni parlamentari dei deputati
         interessati e produce quindi effetti giuridici nei loro confronti. Un tale atto non può quindi essere considerato alla stregua
         di un atto che rientra nell’organizzazione interna stricto sensu dei lavori del Parlamento, ma deve poter essere oggetto di
         un controllo di legittimità da parte del giudice comunitario, in conformità all’art. 230, primo comma, CE.
         
         
         
         14
            
          Infine, in risposta all’eccezione di irricevibilità con la quale il Parlamento aveva messo in dubbio la sussistenza delle
         condizioni di ricevibilità previste dall’art. 230, quarto comma, CE, il Tribunale, al punto 65 della sentenza impugnata, ha
         dichiarato che l’atto controverso doveva essere considerato nel senso che riguardava direttamente i sigg. Martinez e de Gaulle
         nonché i deputati che avevano presentato un ricorso nella causa T‑329/99, in quanto il detto atto impedisce, senza necessità
         di un’ulteriore misura, a questi deputati di costituirsi, mediante il gruppo TDI, in gruppo politico ai sensi dell’art. 29
         del regolamento, il che pregiudica direttamente le condizioni di esercizio della loro funzione. Di conseguenza, esso ha ritenuto
         che questo atto dovesse essere considerato anche nel senso che riguardava direttamente e individualmente il Front national.
         
         
         
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          Per quanto riguarda la prima di queste condizioni il Tribunale ha dichiarato più in particolare quanto segue:
         
         «66
            Per quanto riguarda la causa T‑327/99, va sottolineato che il Front national, partito politico francese, è una persona giuridica
               il cui obiettivo statutario consiste nel promuovere, attraverso i suoi membri, idee e progetti politici nel contesto delle
               istituzioni nazionali ed europee. Esso ha presentato una lista alle elezioni del giugno 1999 dei rappresentanti al Parlamento.
               I suoi membri eletti deputati al Parlamento su questa lista figurano tutti tra i deputati che hanno dichiarato la costituzione
               del gruppo TDI. A causa dell’atto 14 dicembre 1999, essi condividono tutti la situazione descritta sopra al punto 59, il che
               incide direttamente sulle condizioni di promozione delle idee e dei progetti del partito che essi rappresentano nell’assemblea
               parlamentare europea e, quindi, sulle condizioni di realizzazione dell’obiettivo statutario di tale partito politico a livello
               europeo.
            
         
         
         67
            Si deve quindi ritenere che l’atto 14 settembre 1999 riguardi direttamente il Front national».
         
         
         
         
         16
            
          Quanto alla seconda delle condizioni previste all’art. 230, quarto comma, CE, il Tribunale, dopo aver richiamato sia la giurisprudenza
         relativa all’interpretazione di questa condizione sia le circostanze che hanno portato allo scioglimento del gruppo TDI, ha
         considerato, al punto 72 della sentenza impugnata, che l’atto controverso riguardava individualmente il Front national in
         ragione di una situazione di fatto che caratterizzava quest’ultimo rispetto a qualsiasi altra persona.
         
         
         
         17
            
          Di conseguenza, il Tribunale ha respinto la terza eccezione di irricevibilità dedotta dal Parlamento e ha dichiarato, al punto 75
         della sentenza impugnata, che il ricorso d’annullamento del Front national doveva essere dichiarato ricevibile.
         
         Nel merito
         
         18
            
          Per quanto riguarda invece il merito del ricorso, il Tribunale ha respinto tutti i motivi dedotti dal Front national, i quali
         erano basati, rispettivamente, su un’interpretazione erronea dell’art. 29, n. 1, del regolamento del Parlamento (primo motivo),
         su una violazione del principio di parità di trattamento e delle disposizioni del regolamento, nonché su una mancanza di fondamento
         giuridico dell’atto controverso (secondo motivo), su una violazione del principio di parità di trattamento nei confronti dei
         membri del gruppo  TDI (terzo motivo), sull’inosservanza delle prassi parlamentari comuni agli Stati membri (quarto motivo),
         su una violazione delle forme sostanziali (quinto motivo) e su una presunzione di sviamento di procedura (sesto motivo).
         
         
         
         19
            
          Di conseguenza, il Tribunale ha respinto il ricorso d’annullamento ad esso sottoposto ed ha condannato il Front national a
         sostenere le proprie spese nonché quelle sostenute dal Parlamento nella causa T‑327/99.
         
         Il ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado
         
         20
            
          Col suo ricorso il Front national conclude che la Corte voglia:
         
         
         
          
         –
            dichiarare il ricorso ricevibile;
         
         
         
         
          
         –
            accertare la violazione del diritto comunitario da parte del Tribunale;
         
         
         
         
          
         –
            annullare in tutto o in parte la sentenza impugnata;
         
         
         
         
          
         –
            statuire secondo diritto o, in mancanza, rinviare la causa dinanzi al Tribunale, e
         
         
         
         
          
         –
            condannare il Parlamento al pagamento di tutte le spese.
         
         
         
         
         
         21
            
          Il Parlamento conclude che la Corte voglia:
         
         
         
          
         –
            respingere il ricorso;
         
         
         
         
          
         –
            annullare la sentenza impugnata in quanto dichiara ricevibile il ricorso del Front National;
         
         
         
         
          
         –
            dichiarare questo ricorso irricevibile o, in subordine, infondato, e
         
         
         
         
          
         –
            condannare il Front national alle spese.
         
         
         
         Sull’impugnazione incidentaleArgomenti delle parti
         
         22
            
          Con l’impugnazione incidentale, che occorre nella fattispecie esaminare in primo luogo, il Parlamento contesta in sostanza
         la legittimazione del Front national a presentare un ricorso mirante all’annullamento dell’atto controverso. Esso fa valere
         al riguardo che, anche se il Tribunale, al punto 66 della sentenza impugnata, ha correttamente analizzato l’incidenza di quest’atto
         sulla situazione giuridica dei deputati che hanno dichiarato la costituzione del gruppo TDI – alcuni dei quali erano anche
         membri del Front national – esso ha, per contro, commesso un errore di diritto dichiarando, al punto 67 della stessa sentenza,
         che il detto atto doveva essere considerato nel senso che riguardava «direttamente» tale partito politico. Infatti, quest’ultimo
         non soddisfarebbe tale condizione, prevista all’art. 230, quarto comma, CE, in quanto, in particolare, sarebbe interessato
         solo indirettamente dall’atto controverso. Il Parlamento deduce a tal riguardo i seguenti argomenti.
         
         
         
         23
            
          In primo luogo, la conclusione alla quale è pervenuto il Tribunale, al punto 67 della sentenza impugnata, sarebbe incompatibile
         con l’affermazione contenuta in altri brani della stessa sentenza e, in particolare, ai punti 59 e 65 della stessa, nei quali
         il Tribunale ha ritenuto che i deputati che hanno dichiarato la costituzione del gruppo TDI dovessero essere considerati direttamente
         interessati dall’atto controverso in quanto li ha privati «della possibilità di organizzarsi, mediante il detto gruppo, in
         gruppo politico ai sensi dell’art. 29 del regolamento». Secondo il Parlamento, è inconcepibile infatti che partiti politici
         nazionali, che non beneficiano di alcuna posizione particolare ai sensi del regolamento, possano essere interessati da atti
         del Parlamento allo stesso titolo di deputati, i quali usufruiscono, dal canto loro, di una posizione particolare in base
         a questo regolamento.
         
         
         
         24
            
          Il Parlamento sostiene, in secondo luogo, che l’affermazione secondo cui il Front national sarebbe direttamente interessato
         dall’atto controverso è incompatibile anche con la giurisprudenza della Corte e, in particolare, con la sentenza 16 giugno 1970,
         causa 69/69, Alcan e a./Commissione (Racc. pag. 385), in base alla quale un ricorrente può essere direttamente interessato
         da un atto solo se quest’ultimo comporta di per sé l’effetto immediato di privarlo di un diritto o di imporgli un obbligo,
         di modo che un tale ricorrente sia posto in una situazione analoga a quella in cui si troverebbe se fosse destinatario del
         detto atto. Ora, secondo il Parlamento, tale non sarebbe affatto il caso nella fattispecie, in quanto il Front national, a
         differenza dei suoi candidati eletti in qualità di membri del Parlamento, è interessato solo indirettamente dal detto atto.
         
         
         
         25
            
          Il Parlamento fa valere, in terzo luogo, che, anche se dalla giurisprudenza della Corte deriva certo che gli atti che esso
         adotta possono costituire oggetto di un ricorso di annullamento allorché producono effetti giuridici nei confronti di terzi
         o allorché tali effetti eccedono l’ambito dell’organizzazione interna dei lavori dell’istituzione, un atto quale l’atto controverso,
         che disciplina la posizione di taluni deputati, non produce effetti giuridici nei confronti di terzi quali un partito politico
         nazionale. Esso rileva al riguardo che il Front national non può basarsi sulla sua partecipazione alle elezioni del giugno 1999
         e sull’elezione effettiva di taluni dei suoi aderenti in qualità di membri del Parlamento, in quanto, successivamente all’elezione,
         non vi sono più rapporti giuridici tra i partiti politici che hanno partecipato alla campagna elettorale e l’assemblea eletta.
         Infatti, sia dall’art. 4, n. 1, dell’atto del 20 settembre 1976, relativo all’elezione dei rappresentanti nell’assemblea a
         suffragio universale diretto (GU L 278, pag. 5), sia dall’art. 2 del regolamento risulterebbe che i rappresentanti eletti
         al Parlamento esercitano il loro mandato in maniera indipendente e non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere
         mandato imperativo. Se, in tale contesto, si ammettesse la tesi secondo cui l’atto controverso produce anche effetti giuridici
         nei confronti di un partito politico nazionale quale il Front national, i membri del Parlamento sarebbero equiparabili a semplici
         «intermediari» tra quest’ultimo ed il loro partito, senza autonomia né responsabilità proprie, il che sarebbe incompatibile
         sia con la lettera sia con il senso delle disposizioni sopra menzionate.
         
         
         
         26
            
          In quarto luogo, il Parlamento richiama infine le conseguenze negative che potrebbe comportare l’ammissibilità del ricorso
         presentato dal Front national. Se l’interpretazione adottata dal Tribunale fosse accolta dalla Corte, questi giudici sarebbero
         in effetti esposti al rischio di un afflusso di ricorsi provenienti non solo da altre persone o gruppi di persone che sarebbero
         solo indirettamente interessati da provvedimenti di organizzazione interna del Parlamento – quali le fondazioni dei partiti
         politici che potrebbero essere interessate, ad esempio, nel caso in cui il versamento di sovvenzioni provenienti da finanziamenti
         versati ai gruppi politici non sarebbe più possibile –, ma anche da altri partiti politici i quali, in funzione di loro proprie
         norme statutarie, potrebbero sentirsi particolarmente colpiti da disposizioni specifiche del regolamento, quali il suo art. 152,
         relativo alla composizione delle commissioni parlamentari, o l’art. 168, n. 2, di questo stesso regolamento, da cui risulta
         che la costituzione delle delegazioni interparlamentari deve tener conto, «nella misura del possibile, di un’equa rappresentanza
         degli Stati membri e delle tendenze politiche».
         
         
         
         27
            
          Nelle osservazioni che ha presentato su questa impugnazione incidentale in applicazione dell’art. 117, n. 2, del regolamento
         di procedura, il Front national contesta la tesi del Parlamento secondo cui esso non sarebbe legittimato ad agire ai sensi
         dell’art. 230, quarto comma, CE. A suo parere, la ricevibilità del suo ricorso sarebbe infatti dimostrata non solo per quanto
         riguarda la natura giuridica dell’atto controverso, ma anche per quanto riguarda l’autore stesso di questo ricorso.
         
         
         
         28
            
          Per quanto riguarda, in primo luogo, la natura giuridica dell’atto controverso, il Front national fa valere che la decisione
         con cui il Parlamento europeo, in data 14 settembre 1999, ha interinato l’interpretazione dell’art. 29, n. 1, del regolamento
         operata dalla commissione degli affari costituzionali costituisce un atto impugnabile in quanto, conformemente alla giurisprudenza
         della Corte, un tale atto presenta un carattere definitivo e produce effetti giuridici che oltrepassano l’ambito dell’organizzazione
         interna dei lavori del Parlamento, poiché priva i partiti politici e i deputati che rivendicano la loro appartenenza al gruppo
         TDI della possibilità di organizzarsi in gruppo politico. Stando così le cose, gli aderenti del Front national che quest’ultimo
         ha presentato al suffragio degli elettori ed ha contribuito a far eleggere con le sue azioni sarebbero collocati in una situazione
         più sfavorevole rispetto ai parlamentari membri di un gruppo politico, il che inciderebbe direttamente sulle condizioni di
         promozione delle idee e dei progetti del partito e falserebbe, a posteriori, il risultato delle elezioni.
         
         
         
         29
            
          Per quanto riguarda, in secondo luogo, la persona stessa dell’autore del ricorso, il Front national sostiene che la ricevibilità
         di questo ricorso è dimostrata anche in quanto esso è interessato al tempo stesso direttamente e individualmente dall’atto
         controverso.
         
         
         
         30
            
          Per quanto riguarda innanzi tutto la condizione secondo cui la persona fisica o giuridica dev’essere interessata «direttamente»
         dalla decisione che costituisce oggetto del ricorso, il Front national condivide la valutazione del Tribunale secondo cui
         l’atto controverso presenta un tale carattere poiché, se quest’ultimo ha avuto ripercussioni rilevanti sull’estensione dei
         diritti politici e dei benefici materiali di cui usufruiscono i membri del gruppo TDI, esso ha anche avuto ripercussioni dirette
         sui partiti da cui provengono questi deputati e, in particolare, sul Front national, in quanto quest’ultimo avrebbe militato
         attivamente per l’elezione dei suoi membri al Parlamento e avrebbe sostenuto, in queste occasioni, spese considerevoli. Questo
         partito aveva quindi un interesse evidente a che i deputati che esso ha contribuito a far eleggere disponessero di facilitazioni
         identiche a quelle concesse agli altri parlamentari. Facendo valere in particolare a tal riguardo la sentenza 23 aprile 1986,
         causa 294/83, Les Verts/Parlamento (Racc. pag. 1339), il Front national confuta l’argomento del Parlamento secondo cui non
         vi sarebbero più rapporti giuridici, dopo le elezioni, tra i partiti politici che hanno partecipato alla campagna elettorale
         e l’assemblea eletta. Infatti, l’uguaglianza di principio delle formazioni politiche in occasione delle campagne elettorali,
         sancita dalla Corte nella detta sentenza, perdurerebbe dopo l’elezione, di modo che la Corte dovrebbe sanzionare qualsiasi
         violazione del detto principio se gli elettori del Front national non fossero rappresentati al Parlamento in condizioni equivalenti,
         se non uguali, a quelle che si applicano ai parlamentari degli altri gruppi.
         
         
         
         31
            
          Per quanto riguarda la condizione secondo cui la persona fisica o giuridica dev’essere interessata «individualmente» dalla
         decisione che costituisce oggetto del ricorso, il Front national sottolinea che esso soddisfa le condizioni poste dalla giurisprudenza
         e, in particolare, dalla sentenza 18 maggio 1994, causa C‑309/89, Codorniu/Consiglio (Racc. pag. I‑1853), in quanto esso è
         interessato dall’atto controverso a causa sia di qualità ad esso particolari sia di una situazione di fatto che lo caratterizza
         rispetto alla generalità. Il Front national condivide a tal riguardo la valutazione effettuata dal Tribunale ai punti 69‑71
         della sentenza impugnata.
         
         Giudizio della Corte
         
         32
            
          In via preliminare, occorre ricordare che, ai sensi dell’art. 230, quarto comma, CE, qualsiasi persona fisica o giuridica
         può proporre ricorso contro le decisioni prese nei suoi confronti e contro le decisioni che, pur apparendo come un regolamento
         o una decisione presa nei confronti di altre presone, la riguardano «direttamente ed individualmente».
         
         
         
         33
            
          Anche se il Parlamento, con la sua impugnazione incidentale, non rimette in disucussione la valutazione del Tribunale secondo
         cui l’atto controverso riveste un carattere decisionale e riguarda individualmente il Front national, esso contesta invece
         la conclusione, che figura al punto 67 della sentenza impugnata, secondo cui questo partito è direttamente interessato da
         tale atto.
         
         
         
         34
            
          A tal riguardo occorre ricordare che, secondo una costante giurisprudenza, la condizione di cui all’art. 230, quarto comma, CE,
         secondo cui una persona fisica o giuridica dev’essere «direttamente» interessata dalla decisione che costituisce oggetto del
         ricorso, richiede che il provvedimento comunitario contestato produca direttamente effetti sulla situazione giuridica del
         singolo e non lasci alcun potere discrezionale ai destinatari del provvedimento stesso incaricati della sua applicazione,
         di carattere meramente automatico e derivante dalla sola normativa comunitaria senza intervento di altre norme intermedie
         (v., in particolare, sentenza 5 maggio 1998, Glencore Grain/Commission, causa C‑404/96 P, Racc. pag. I‑2435, punto 41, e giurisprudenza
         ivi menzionata).
         
         
         
         35
            
          Nella fattispecie, non si può negare che l’atto controverso – in quanto ha privato i deputati che hanno dichiarato la costituzione
         del gruppo TDI e, in particolare, i deputati eletti nella lista del Front national della possibilità di costituirsi, mediante
         il gruppo TDI, in gruppo politico ai sensi dell’art. 29 del regolamento – riguarda direttamente i detti deputati. Come il
         Tribunale ha rilevato giustamente ai punti 59 e 65 della sentenza impugnata, questi deputati, a causa unicamente di tale atto,
         sono stati privati della possibilità di costituirsi in gruppo politico e sono stati considerati, fin da tal momento, come
         deputati non iscritti ai sensi dell’art. 30 dello stesso regolamento, beneficiando, per tale motivo, di prerogative parlamentari
         più ristrette nonché di benefici materiali e finanziari minori rispetto a quelli che avrebbero avuto se fossero stati membri
         di un gruppo politico ai sensi del detto art. 29.
         
         
         
         36
            
          Una tale conclusione non si impone, invece, relativamente ad un partito politico nazionale quale il Front national. Come l’avvocato
         generale ha rilevato al paragrafo 40 delle sue conclusioni, anche se è naturale, infatti, che un partito politico nazionale
         che presenta candidati in occasione dell’elezione dei membri del Parlamento aspiri a che i suoi candidati, una volta che siano
         stati eletti, esercitino il loro mandato in condizioni equivalenti a quelle degli altri parlamentari, questo interesse non
         conferisce ad esso alcun diritto a che i suoi eletti costituiscano un gruppo proprio né a che essi divengano membri di uno
         dei gruppi che sono costituiti nell’ambito dell’assemblea.
         
         
         
         37
            
          Infatti, occorre ricordare che, da un lato, ai sensi dell’art. 29, n. 2, del regolamento, la costituzione di un gruppo politico
         nel Parlamento presuppone la presenza di un numero minimo di deputati originari di diversi Stati membri e che, dall’altro,
         in ogni caso, il n. 1 di questo articolo richiama la sola prospettiva di un raggruppamento dei deputati per affinità politiche.
         Queste disposizioni non conferiscono alcun ruolo specifico ai partiti politici nazionali ai quali appartengono questi deputati
         all’atto del processo di costituzione di un gruppo politico.
         
         
         
         38
            
          Stando così le cose, non si può sostenere che un partito politico nazionale sia direttamente interessato dall’atto controverso,
         il quale si applica – e conformemente alla lettera stessa dell’art. 29 del regolamento, poteva del resto applicarsi – unicamente
         ai deputati che hanno dichiarato la costituzione del gruppo TDI.
         
         
         
         39
            
          Al punto 66 della sentenza impugnata, il Tribunale ha certo considerato che, in quanto esso priva i detti deputati e, in particolare,
         quelli che sono stati eletti nella lista del Front national della possibilità di organizzarsi in gruppo politico, l’atto controverso
         incide direttamente sulle condizioni di promozione delle idee e dei progetti del partito che essi rappresentano nell’assemblea
         parlamentare europea e, quindi, sulle condizioni di realizzazione dell’obiettivo statutario di tale partito politico a livello
         europeo, ragion per cui il Front national sarebbe direttamente interessato da tale atto.
         
         
         
         40
            
          Non si può tuttavia ritenere che tali effetti derivino direttamente dall’atto controverso. Infatti, anche supponendo che essi
         si producano, tali ripercussioni risulterebbero dal fatto che i deputati che non appartengono ad un gruppo politico sono considerati
         come deputati non iscritti in forza dell’art. 30 del regolamento e dalla posizione meno favorevole concessa da quest’ultimo
         ai deputati non iscritti. Solo indirettamente il Front national potrebbe essere interessato dall’atto controverso, attraverso
         le conseguenze che quest’ultimo comporta nei confronti della posizione dei deputati che si dichiarano di tale partito.
         
         
         
         41
            
          Occorre poi respingere l’argomento del Front national relativo al fatto che la Corte, nella sentenza Les Verts/Parlamento,
         sopra menzionata, avrebbe ammesso l’uguaglianza di principio delle formazioni politiche all’atto della partecipazione alla
         campagna per le elezioni dei deputati del Parlamento, uguaglianza che dovrebbe perdurare una volta ottenuta l’elezione. Infatti,
         questa sentenza riguardava una situazione del tutto diversa da quella di cui trattasi nella presente fattispecie.
         
         
         
         42
            
          Pertanto, nella causa che ha dato luogo alla sentenza Les Verts/Parlamento, sopra menzionata, il partito ricorrente era direttamente
         interessato dalle decisioni del Parlamento di cui trattavasi in tale causa, in quanto queste prevedevano, nella prospettiva
         dell’elezione dei membri del Parlamento che è avvenuta nel 1984, la ripartizione di finanziamenti tra formazioni politiche
         – tra le quali figurava questo partito – senza che un atto complementare fosse necessario, in quanto il calcolo della quota
         dei finanziamenti che doveva essere attribuita a ciascuna delle formazioni politiche interessate era automatico e non lasciava
         spazio, come la Corte ha constatato al punto 31 della detta sentenza, a qualsiasi margine discrezionale.
         
         
         
         43
            
          Nella presente fattispecie, per contro, il Front national non è direttamente interessato dall’atto controverso. Se è innegabile
         infatti che nessun provvedimento di applicazione è necessario affinché questo produca effetti, è anche incontestabile che,
         in base alla formulazione stessa dell’art. 29 del regolamento, tale atto può produrre effetti solo sulla situazione giuridica
         dei membri del Parlamento e non su quella dei partiti politici nazionali nelle cui liste questi membri sono stati eletti e
         i quali, eventualmente, hanno contribuito a farli eleggere. Contrariamente ai requisiti stabiliti dalla giurisprudenza richiamata
         al punto 34 della presente sentenza, un tale atto non produce quindi direttamente effetti sulla situazione giuridica del Front
         national.
         
         
         
         44
            
          Sulla base di tutte le considerazioni che precedono occorre quindi concludere che il Tribunale ha commesso un errore di diritto
         sostenendo, al punto 67 della sentenza impugnata, che l’atto controverso riguarda direttamente il Front national e annullare
         la detta sentenza in quanto ha dichiarato ricevibile il ricorso del Front national.
         
         Sulla ricevibilità del ricorso del Front national
         
         45
            
          Ai sensi dell’art. 61, primo comma, dello Statuto della Corte di giustizia, quest’ultima, in caso di annullamento della decisione
         del Tribunale, può statuire definitivamente sulla controversia, qualora lo stato degli atti lo consenta, oppure rinviare la
         causa al Tribunale affinché sia decisa da quest’ultimo.
         
         
         
         46
            
          Nella fattispecie, la Corte ritiene di disporre di tutti gli elementi necessari per statuire essa stessa sulla ricevibilità
         del ricorso presentato dal Front national dinanzi al Tribunale. Infatti, gli argomenti dedotti da questo partito a sostegno
         della sua posizione sono identici a quelli che ha svolto nell’ambito delle sue osservazioni sull’impugnazione incidentale
         del Parlamento e si basano, in sostanza, sulla tesi, già richiamata, secondo cui esso sarebbe direttamente interessato dall’atto
         controverso, in quanto quest’ultimo inciderebbe in maniera rilevante sulle condizioni di promozione delle idee e dei progetti
         del partito nell’ambito dell’assemblea parlamentare europea.
         
         
         
         47
            
          Per i motivi esposti ai punti 36‑43 della presente sentenza, il Front national non può essere considerato direttamente interessato
         dall’atto controverso.
         
         
         
         48
            
          Stando così le cose, occorre dichiarare irricevibile il ricorso presentato dinanzi al Tribunale dal Front national. Di conseguenza,
         non occorre più statuire sull’impugnazione principale.
         
         
         Sulle spese
         49
            
          Ai sensi dell’art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, che si applica al procedimento di impugnazione in forza dell’art. 118
         dello stesso regolamento, il soccombente è condannato alle spese se ne è stata fatta domanda. Poiché il Parlamento ha concluso
         per la condanna del Front national, quest’ultimo, rimasto soccombente, dev’essere condannato alle spese della presente causa
         nonché a quelle relative al procedimento sommario di cui al punto 2 della presente sentenza.
         
         
         Per questi motivi,
         
         
         
            
            LA CORTE (Grande Sezione)
         
         
          dichiara e statuisce:
         
            
            
            
               1)
                  La sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee 2 ottobre 2001, cause riunite T‑222/99, T‑327/99 e T‑329/99,
                     Martinez e a./Parlamento, è annullata in quanto dichiara ricevibile il ricorso del Front national (causa T‑327/99).
                  
               
            
            
            
            
               2)
                  Il ricorso del Front national mirante all’annullamento della decisione del Parlamento europeo 14 settembre 1999, relativa
                     all’interpretazione dell’art. 29, n. 1, del regolamento di tale istituzione e recante lo scioglimento, con effetto retroattivo,
                     del «Gruppo tecnico dei deputati indipendenti (TDI) – Gruppo misto », è irricevibile.
                  
               
            
            
            
            
               3)
                  Non occorre più statuire sul ricorso presentato dal Front national contro la sentenza menzionata al punto 1 del presente dispositivo.
               
            
            
            
            
               4)
                  Il Front national è condannato a sopportare le spese sostenute dal Parlamento europeo nell’ambito sia della presente causa
                     sia del procedimento sommario.
                  
               
            
            
                  Skouris
               
               
                  Jann
               
               
                  Timmermans
               
            
                  Rosas
               
               
                  Puissochet
               
               
                  Cunha Rodrigues
               
            
                  Schintgen
               
               
                  Macken
               
               
                  Colneric
               
            
                  von Bahr
               
               
                  
               
               
                  Silva de Lapuerta
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
            
            
            
            
            
            
            
         
         
          Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 29 giugno 2004.
         
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  R. Grass
               
               
                  V. Skouris
               
            
      
      
          1 –
            
            Lingua processuale: il francese.