CELEX: 51996PC0667
Language: it
Date: 1996-12-13
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine - (versione codificata)

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                                   Bruxelles, 13.12.1996
                                                   COM(96) 667 dcf.
                                                   96/ 0305 (COD)
                                      Proposta di
        DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine
                                  (versione codificata)
                           (presentata dalla Commissione)
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1.  Nel contesto delT«Europa dei cittadini», la Commissione annette grande importanza
    alla semplificazione e alla chiarezza del diritto comunitario onde renderlo più accessi-
    bile e comprensibile al cittadino; in tal modo gli si aprono nuove possibilità e gli
    vengono riconosciuti diritti specifici di cui potersi avvalere.
    Tuttavia il suddetto obiettivo non potrà venir conseguito fintantoché sussista un nume-
    ro eccessivo di disposizioni che, essendo state modificate a più riprese e spesso in
    modo sostanziale, si trovano sparpagliate in parte nell'atto originario ed in parte negli
    atti modificativi successivi Questa situazione rende necessario un lavoro di ricerca e
    di raffronto di numerosi atti per identificare le disposizioni in vigore.
    Ne consegue che la chiarezza e la trasparenza del diritto comunitario dipendono an-
    che dalla codificazione delia regolamentazione che ha costituito oggetto di numerose
    modifiche.
2.  Con la decisione del 1* aprile 1987, la Commissione ha dato istruzioni ai suoi servizi
    di procedere alla codificazione costitutiva od ufficiale degli atti giuridici al piùJaidi
    dopo la decima modifica ad essi apportata, sottolineando che si trattava di una regola
    minima, poiché nell'interesse della chiarezza e della corretta comprensione della legi-
    slazione comunitaria i servizi dovrebbero tentare di codificare i testi di cui sono re-
    sponsabili ad intervalli ancora più brevi
3.  Le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Edimburgo, nel dicembre
     1992, hanno confermato questi imperativi, sottolineando quanto sia importante la co-
    dificazione costitutiva od ufficiale che offre certezza giuridica quanto al diritto applica-
    bile ad una determinata fattispecie in un determinato momento.
     La codificazione va effettuata nel pieno rispetto del normale iter legislativo comunita-
     rio.
     Dal momento che in sede di codificazione costitutiva Pd ufficiale nessuna modifica di
     carattere sostanziale può essere apportata agli atti che ne fanno oggetto, il Parlamento
     europeo, il Consiglio e la Commissione, con accordo interistituzionale del 20 dicembre
     1994, hanno convenuto di optare per un metodo di lavoro accelerato che consenta la
     rapida adozione degli atti codificati
 4.  La presente proposta di codificazione (*) della direttiva 89/392/CEE del Consiglio, del
     14 giugno 1989 concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
     relative alle macchine è intesa a rendere possibile tale codificazione. La nuova diretti-
     va si sostituirà alle varie direttive oggetto dell'operazione di codificazione ( 2 ); rispette-
     rà totalmente la sostanza dei testi codificati, limitandosi a raggrupparli apportandovi
     solo quei ritocchi formali che sono necessari alla stessa operazione di codificazione.
 5.  La presente proposta di codificarinne è stata elaborata sulla base di un testo coordi-
     najQ della direttiva 89/392/CEE e degli atti modificativi, realizzato, in tutte le lingue
     ufficiali, mediante il sistema informatico dell'Ufficio della pubblicazioni ufficiali delle
     Comunità europee previsto nelle conclusioni della Presidenza del Consiglio di Edim-
     burgo. La precedente numerazione degli articoli è stata conservata per agevolare la
     lettura e viene indicata a margine, mentre la nuova numerazione figura sopra il testo
     degli articoli; la corrispondenza fra le due numerazioni è indicata in un'apposita tabel-
     la figurante all'allegato IX, della direttiva codificata.
       (*) Iscrìtta nel programma legislativo per il 1996.
       (2) Allegato Vm, parte A della presente proposta.
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           DIRETTIVA . J.. VCE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
                                                     dei
   concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative alle macchine
    IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
    DELL UNIONE EUROPEA,
    visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in
    particolare 1' articolo 100 A,
    vista la proposta della Commissione,
    visto il parere del Comitato economico e sociale (1),
    deliberando in conformità della procedura prevista all'ar-
    ticolo 189 B del trattato ( 2 ),
1)  considerando che la direttiva 89/392/CEE del Consiglio
    del 14 giugno 1989, concernente il ravvicinamento delle
    legislazioni degli Stati membri relative alle macchine (3)
    è stata modificata a più riprese e in maniera sostanziale;
    che, a fini di razionalità e chiarezza, occorre procedere
     alla codificazione della suddetta direttiva;
2)  considerando che il mercato interno comporta uno spa-            22.  89/392/CEE
    zio senza frontiere interne nel quale è garantita la libera           (adattato)
    circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei
    capitali;
3)   considerando che il settore delle macchine costituisce
     una parte importante del settore della meccanica ed è
     uno dei pilastri industriali dell'economia comunitaria;
4)   considerando che il costo sociale dovuto all'alto numero
     di infortuni provocati direttamente dall'utilizzazione delle
     macchine può essere ridotto integrando la sicurezza nella
     progettazione e nella costruzione stesse delle macchine
     nonché una corretta installazione e manutenzione;
5)   considerando che gli Stati membri sono tenuti a garan-
     tire nel loro territorio la sicurezza e la salute delle per-
     sone — e, all'occorrenza, degli animali domestici e dei
     beni —, in particolare dei lavoratori, specie nei confronti
     dei rischi che derivano dall'uso delle macchine;
     (2)
     ( 3 ) GU n. L 183 del 29. 6. 1989, pag. 8. Direttiva modificata
           da ultimo dalla direttiva 93/68/CEE (GU n. L 220
           del 30. 8. 1993, pag. 1).
 ---pagebreak--- 6)  considerando che le legislazioni in materia di prevenzio-           89/392/CEE
    ne degli infortuni differiscono notevolmente negli Stati            (adattato)
    membri; che le disposizioni imperative in materia, fre-
    quentemente completate da specificazioni tecniche co-
    genti de facto e/o da altre norme facoltative non com-
    portano necessariamente livelli di sicurezza e di tutela
    della salute diversi ma a motivo delle loro disparità co-
    stituiscono degli ostacoli agli scambi all'interno della Co-
    munità; che anche i sistemi di attestazione di conformità
    e di certificazione nazionale delle macchine differiscono
    notevolmente;
7)  considerando che le attuali disposizioni nazionali in ma-
    teria di sicurezza e di tutela della salute, che garantisco-
    no la protezione dai rischi originati dalle macchine devo-
    no essere ravvicinate per garantire la libera circolazione
    delle macchine senza abbassare i livelli di protezione esi-
    stenti e giustificati negli Stati membri; che le prescrizioni
    di progettazione e di costruzione delle macchine di cui
    alla presente direttiva, essenziali nella ricerca di un am-
    biente di lavoro più sicuro, saranno accompagnate da di-
    sposizioni specifiche concernenti la prevenzione di taluni
    rischi cui possono essere esposti i lavoratori durante il
    lavoro, ed anche da disposizioni basate sull'organizzazio-
    ne della sicurezza dei lavoratori sul luogo di lavoro;
 8) considerando che l'attuale diritto comunitario, in deroga       10.
     a una delle regole fondamentali della Comunità costitui-
    ta dalla Ubera circolazione delle merci, prevede che gli
    ostacoli alla circolazione intracomunitaria dovuti alla di-
    sparità delle legislazioni nazionali relative alla commer-
    cializzazione dei prodotti devono essere ammessi qualora
    dette prescrizioni possano essere riconosciute necessarie
    per far fronte ad esigenze inderogabili;
 9)  considerando che il Libro bianco concernente il comple-
     tamento del mercato interno, approvato dal Consiglio
     europeo nel giugno 1985, prevede ai paragrafi 65 e 68 il
     ricorso alla nuova strategia in materia di ravvicinamento
     delle legislazioni; che pertanto l'armonizzazione legislati-    +
     va nella fattispecie deve limitarsi alle prescrizioni neces-   10.
     sarie per soddisfare i requisiti inderogabili ed essenziali
     di sicurezza e di tutela della salute relativi alle macchine;
     che detti requisiti, in quanto essenziali, devono sostituire
     le prescrizioni nazionali in materia;
10)  considerando che il mantenimento o il miglioramento
     del livello di sicurezza raggiunto negli Stati membri co-
     stituisce uno dei principali obiettivi della presente diretti-
     va e della sicurezza quale viene definita mediante i re-
     quisiti essenziali;
 ---pagebreak--- 11)  considerando che il campo d'applicazione della presente        8. 89/392/CEE
     direttiva deve essere basato su una definizione generica
     del termine «macchina» onde consentire l'evoluzione tec-
     nica delle produzioni; che lo sviluppo delle installazioni
     complesse nonché i rischi che esse provocano sono di
     natura equivalente, tale da giustificarne l'inclusione espli-
     cita nella direttiva;
12)  considerando che è necessario discipUnare il caso dei          4. 93/44/CEE
     componenti di sicurezza che sono immessi separatamente
     sul mercato e per cui il fabbricante o il suo mandatario
     stabilito neUa Comunità dichiari la funzione da essi
     svolta;
13)  considerando che in occasione di fiere, esposizioni, ecc.,    13. 89/392/CEE
     dev'essere possibile esporre deUe macchine che non sono
     conformi alla presente direttiva; che peraltro è opportu-
     no informare in modo adeguato gli interessati di questa
     mancanza di conformità e dell'impossibilità di acquisire
     le macchine nelle condizioni di presentazione;
14)  considerando che il rispetto dei requisiti essenziaU di si-   11.
     curezza e di tutela deUa salute è imperativo per garanti-
      re la sicurezza deUe macchine; che detti requisiti dovran-
      no essere applicati con disœrnimento per tener conto
      del livello tecnologico esistente al momento della costru-
      zione nonché degli imperativi tecnici ed economici;
15)   considerando che la messa in servizio deUa macchina ai       12.
      sensi deUa presente direttiva concerne soltanto l'impiego
      deUa macchina stessa per l'uso previsto dal fabbricante;
      che ciò non pregiudica eventuali condizioni di utilizzazio-
      ni estranee alla macchina eventualmente imposte, purché
      taU condizioni non comportino modifiche della macchina
      rispetto aUe disposizioni della presente direttiva;
 16)  considerando che non occorre soltanto garantire la Ubera     19.
      circolazione e la messa in servizio delle macchine munite
      della marcatura «CE» e dell'attestazione di conformità
      CE; che si deve anche garantire la Ubera circolazione
      deUe macchine non munite della marcatura «CE» qualo-
      ra destinate ad essere incorporate in una macchina o ad
      essere assemblate con altre macchine per formare un in-
      staUazione complessa;
 ---pagebreak--- 17)  considerando che, di conseguenza, la presente direttiva           14.  89/392/CEE
     definisce unicamente i requisiti essenziati di sicurezza e
     di tutela deUa salute di portata generale, completati da
     una serie di requisiti più specifici per talune categorie di
     macchine; che per faciUtare ai produttori la prova deUa
     conformità con i suddetti requisiti essenziaU è opportuno
     disporre di norme armonizzate a livello europeo in ma-
     teria di prevenzione dei rischi dovuti aUa progettazione
     ed aUa costruzione deUe macchine nonché per consentire
     il controllo della conformità ai requisiti essenziali; che
     dette norme armonizzate a livello europeo sono elabora-
     te da organismi di diritto privato e devono conservare il
     loro statuto di testi non cogenti; che a tal fine il Comita-
     to europeo di normalizzazione (CEN) ed il Comitato eu-
      ropeo di normalizzazione elettrotecnica (CENELEC) so-
      noriconosciutiquali organismi competenti per l'adozione
      deUe norme armonizzate conformemente agU orienta-
      menti generati per la cooperazione tra la Commissione
      ed i due suddetti organismi, sottoscritti il 13 novembre
      1984; che ai sensi deUa presente direttiva una norma ar-
      monizzata è una specificazione tecnica (norma europea o
      documento di armonizzazione) adottata da uno di detti
      organismi oppure da entrambi, su mandato della Com-
      missione, conformemente aUe disposizioni deUa direttiva
      83/189/CEE del ConsigUo, del 28 marzo 1983, che pre-
      vede una procedura d'informazione nel settore deUe nor-
       me e delle regolamentazioni tecniche (3) nonché ai sensi
      degU orientamenti generali summenzionati;
 18)   considerando che occorre migliorare il quadro legislativo        15.  (adattato)
       per assicurare un contributo efficace e appropriato dei
       datori di lavoro e dei lavoratori al processo di
       normalizzazione;
 19)   considerando che la responsabilità degU Stati membri in          20.
       materia di sicurezza, di salute e di altri aspetti considera-
       ti dai requisiti essenziaU sui loro territorio deve essere
       riconosciuta in una clausola di salvaguardia che preveda
       adeguate procedure comunitarie di protezione;
 20)   considerando che secondo l'attuale prassi generale negU          16.
       Stati membri è opportuno lasciare ai fabbricanti la re-
       sponsabiUtà di attestare la conformità deUe loro macchi-
        ne ai requisiti essenziaU; che la conformità a dette nor-
       me armonizzate conferisce una presunzione di conformi-
        tà ai requisiti essenziaU di cui trattasi; che viene lasciata
        unicamente alla discrezione del fabbricante la possibilità
        di ricorrere, qualora ne provi la necessità, ad esami ed a
        certificazioni da parte di terzi;
         C1) GU n. L 109 del 26. 4. 1983, pag. 8. Direttiva modificata
              da ultimo dalla decisione 96/139/CE della Commissione
              (GU n. L 32 del 10. 2. 19%, pag. 31).
 ---pagebreak--- 21)  considerando che, per taluni tipi di macchine che presen-     17.  89/392/CEE
     tano un potenziale maggiore di rischi, è auspicabile una
     procedura di certificazione più rigorosa; che la procedu-
     ra d'esame per la certificazione CE adottata può essere
     seguita da una dichiarazione CE del costruttore senza
     che siano necessari sistemi più rigorosi quali ad esempio
     garanzia di qualità, verifica CE o vigilanza CE;
22)  considerando che è indispensabile che il fabbricante o il     18.
     suo mandatario stabilito neUa Comunità, prima di redi-
     gere la dichiarazione CE di conformità, costituisca un
     fascicolo tecnico deUa costruzione; che non è tuttavia in-
     dispensabile che tutta la documentazione esista material-
     mente in permanenza, ma basta che sia disponibile su
     richiesta; che essa può non comprendere i disegni detta-
     gliati dei sottoinsiemi utilizzati per la fabbricazione deUe
     macchine, salvo se la loro conoscenza è indispensabile
     alla verifica deUa conformità ai requisiti essenziaU di
     sicurezza;
23)  considerando che la Commissione, neUa comunicazione                93/68/CEE
      del 15 giugno 1989 concernente un approccio globale in
      materia di certificazione e di prove, ha proposto la crea-
      zione di una legislazione comune concernente una mar-
      catura CE di conformità avente un simbolo grafico co-
      mune; che neUa risoluzione del 21 dicembre 1989 con-
      cernente un approccio globale in materia di valutazione
      deUa conformità il ConsigUo ha approvato come princi-
      pio regolatore l'adozione di una tale strategia coerente
      per quanto concerne l'utilizzazione della marcatura
      «CE»; che pertanto i due elementi fondamentaU deUa
      nuova strategia da applicare sono i requisiti essenziaU e
      le procedure di valutazione deUa conformità;
 24)  considerando che i destinatari di ogni decisione presa nel    21.  89/392/CEE
      quadro deUa presente direttiva devono conoscere le mo-
      tivazioni di tale decisione ed i mezzi di ricorso loro
      offerti;
 25)  considerando che la presente direttiva deve lasciare im-
      pregiudicati gU obblighi degli Stati membri relativi ai ter-
      mini di attuazione e appUcazione deUe direttive indicate
      all'allegato v m , parte B,
      HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
 ---pagebreak---                             CAPO I                              89/392/CEE
     CAMPO D'APPLICAZIONE, IMMISSIONE SUL
          MERCATO E LIBERA CIRCOLAZIONE
                           Articolo 1
1.      La presente direttiva si applica alle macchine e ne
stabiUsce i requisiti essenziaU ai fini della sicurezza e delia
tutela della salute, quali definiti nell'allegato I.
Essa si applica anche ai componenti di sicurezza che sono       93/44/CEE Art. 1.1 a)
immessi separatamente sul mercato.
2.      Ai fini delle presente direttiva, s'intende per:        89/392/CEE
                                                                (adattato)
a) «macchina»
— un insieme di pezzi o di organi, di cui almeno uno
      mobile, collegati tra loro, e eventualmente con aziona-
      toli, con circuiti di comando e di potenza, ecc., con-
      nessi solidalmente per un'appUcazione ben determina-
      ta, segnatamente per la trasformazione, il trattamento,
      lo spostamento e il condizionamento di un materiale;
— un insieme di macchine e di apparecchi che per rag-
      giungere uno stesso risultato sono disposti e comanda-
      ti in modo da avere un funzionamento solidale;
 — un'attrezzatura intercambiabile che modifica la funzio-       91/368/CEEArtl.la)
      ne di una macchina, immessa sul mercato per essere         (adattato)
      montata su una macchina o su una serie di macchine
      diverse o su un trattore dall'operatore stesso, nei limi-
      ti in cui tale attrezzatura non sia un pezzo di ricambio
      o un utensile;
 b)    «componente di sicurezza», un componente, purché          93/44/CEE Art 1.1 b)
       non sia un'attrezzatura intercambiabile, che il fabbri-   (adattato)
       cante o il suo mandatario stabilito nella Comunità im-
       mette sul mercato allo scopo di assicurare, con la sua
       utilizzazione, una funzione di sicurezza e il cui guasto
       o cattivo funzionamento pregiudica la sicurezza o la
       salute delle persone esposte.
 3.      Sono esclusi dal campo di applicazione della presen-    89/392/CEE
 te direttiva:
 — le macchine la cui unica fonte di energia sia la forza
       umana diretta, fatto alvo il caso di una macchina uti-     91/368/CEE Art 1.1 b)
       lizzata per il sollevamento di carichi.
 — le macchine per uso medico utilizzate direttamente sul
       paziente,
  — i materiali specifici per i parchi di divertimenti,
  — le caldaie a vapore e i recipienti a pressione,
  — le macchine specificamente progettate o utilizzate per
        uso nucleare che, se difettose, possono provocare una
        emissione di radioattività,
 ---pagebreak--- — le fonti radioattive incorporate in una macchina,              89/392/CEE
— le armi da fuoco,
— i serbatoi di magazzinaggio e le condutture per il tra-
     sporto di benzina, gasolio per autotrazione, liquidi in-
     fiammabiU e sostanze pericolose,
— i mezzi di trasporto, vale a dire i veicoli, ed i loro         91/368/CEE Art. 1.1 b)
     rimorchi, destinati unicamente al trasporto di persone
     per via aerea oppure sulle reti stradali, ferroviarie op-
     pure per via navigabile e i mezzi di trasporto, nella
     misura in cui sono concepiti per il trasporto di merci
     per via aerea oppure sulle reti stradati o ferroviarie
     pubbUche o per via navigabile. Non sono esclusi i vei-
     coU utilizzati nell'industria per l'estrazione di minerali,
— le navi marittime e le unità mobili offshore, nonché le
     attrezzature utilizzate a bordo di tali navi o unità,
— gU impianti a cavi, comprese le funicolari, per il tra-        93/44/CEE Art 1.1 e)
     sporto pubblico o non pubblico di persone,
— i trattori agricoU e forestali quali definiti al paragra-      91/368/CEE Art 1.1 b)
     fo 1 dell'articolo 1 della direttiva 74/150/CEE del         (adattato)
     Consiglio (1),
— macchine appositamente progettate e costruite a fini
      miUtari o di mantenimento dell'ordine.
— gU ascensori che collegano in modo permanente piani            93/44/CEE Art 1.1 e)
      definiti di edifici e costruzioni mediante una cabina
      che si sposta lungo guide rigide e la cui inclinazione
      sull'orizzontale è superiore a 15 gradi, e che è desti-
      nata al trasporto:
      i)     di persone,
      ii)    di persone e cose,
      iii) soltanto di cose se la cabina è accessibile, ossia
             se una persona può penetrarvi senza difficoltà, e
             attrezzata con elementi di comando situati al suo
             interno o alla portata di una persona che si trovi
             al suo interno,
— i mezzi adibiti al trasporto di persone che utilizzano
      veicoli a cremagliera,
— gli ascensori utilizzati nei pozzi delle miniere,
— gU elevatori di scenotecnica,
— gli ascensori da cantiere per il trasporto di persone o
       di persone e materiale.
4.       Se per una macchina o un componente di sicurezza         93/44/CEE Art 1.1 d)
i rischi di cui alla presente direttiva sono previsti, in tutto
o in parte, da direttive comunitarie specifiche, la presente
direttiva non si applica o cessa di essere applicata a questa
macchina o a questi componenti di sicurezza per questi ri-
schi, a partire dall'inizio di applicazione delle direttive spe-
cifiche.
 (!) GU n. L 84 del 28. 3.1974, pag. 10. Direttiva modificata da
        ultimo dalla decisione 95/1/CE, Euratom, CECA (GU n. L1
        dell'I. 1.1995, pag. 1).
 ---pagebreak--- 5.      Se per una macchina i rischi sono principalmente di              89/392/CEE
origine elettrica, questa macchina è disciplinata esclusiva-             (adattato)
mente dalla direttiva 73/23/CEE del Consiglio (l).
                              Articolo 2                                 93/44/CEE Art. 1.2
1.      Gli Stati membri prendono tutte le misure necessa-
rie affinché le macchine o i componenti di sicurezza ai
quali si applica la presente direttiva possano essere immes-
si sul mercato e messi in servizio soltanto se non pregiudi-
cano la sicurezza e la salute delle persone ed eventualmen-
te degli animali domestici o dei beni, purché siano
debitamente installate, mantenute in efficienza ed utilizzate
conformemente alla loro destinazione.
2.       Le disposizioni della presente direttiva non pregiudi-
cano la facoltà degli Stati membri di prescrivere, nel rispet-
to del trattato, i requisiti che essi ritengono necessari per
garantire la protezione delle persone e in particolare dei
lavoratori durante l'uso delle macchine o dei componenti
di sicurezza in questione, sempre che ciò non implichi mo-
difiche di dette macchine o di detti componenti di sicurez-
za rispetto alle disposizioni della presente direttiva.
3.       Gli Stati membri non impediscono, in particolare in
occasione di fiere, di esposizioni e di dimostrazioni, la pre-
sentazione di macchine o di componenti di sicurezza che
 non sono conformi alle disposizioni della presente diretti-
va, purché un apposito cartello indichi chiaramente la non
conformità di dette macchine o di detti componenti di si-
curezza e l'impossibilità di acquistarli prima che siano resi
conformi dal fabbricante o dal suo mandatario stabilito
 nella Comunità. Al momento delle dimostrazioni devono
 essere prese le misure di sicurezza adeguate per assicurare
 la protezione delle persone.
                               Articolo 3                                 93/44/CEE Art. 1.3
 Le macchine e i componenti di sicurezza ai quali si applica
 la presente direttiva devono rispondere ai requisiti essen-
 ziali ai fini della sicurezza e della tutela della salute di cui
 all'allegato I.
                               Articolo 4                                 89/392/CEE
  1.     Gli Stati membri non possono vietare, limitare od                93/44/CEE Art. 1.4 a)
 ostacolare l'immissione sul mercato e la messa in servizio
  nel loro territorio delle macchine e dei componenti di sicu-
  rezza conformi alle disposizioni de.Ha presente direttiva.
  2.      Gli Stati membri non possono vietare, limitare od               89/392/CEE
  ostacolare l'immissione sul mercato di macchine, destinate,
  per dichiarazione di cui all'allegato 11, punto B del fabbri
  cante o del suo mandatario, stabilito nella Comunità, ad
  essere incorporate in una macchina o ad essere assemblate
  con altre macchine onde costituire una macchina cui si ap-
  plichi la presente direttiva, salvo il caso in cui esse possano
  funzionare in modo indipendente.
   ( ')  GU n. L 77 del 26. 3. 1973, pag. 29. Direttiva modificata dalla
        direttiva 93/68/CEE (GU n. L 220 del 30. 8. 1993. pag. 1).
                                                     10
 ---pagebreak--- Le attrezzature intercambiabili, di cui all'articolo 1, para-     91/368/CEE Art. 1.3
grafo 2, lettera a), terzo trattino, sono considerate come        (adattato)
una macchina; esse devono quindi essere, in tutti i casi,
munite della marcatura «CE» e corredate della dichiarazio-        93/68/CEE Art 6.1
ne di conformità CE di cui all'allegato II, punto A.
3.      Gli Stati membri non possono vietare, limitare od         93/44/CEE Art 1.4.b)
ostacolare l'immissione sul mercato dei componenti di sicu-
rezza di cui all'articolo 1, paragrafo 2, lettera a), terzo trat-
tino, se sono accompagnati dalla dichiarazione CE di con-
formità del fabbricante o del suo mandatario stabUito nella
Comunità, prevista all'allegato II, punto C.
                           Articolo 5                             89/392/CEE
1.       GU Stati membri considerano conformi all'insieme         93/44/CEE Art 1.5
delle disposizioni della presente direttiva, comprese le pro-
cedure di valutazione della conformità previste al capito-
lo II:
— le macchine munite della marcatura «CE» e accompa-
       gnate dalla dichiarazione CE di conformità di cui
       all'allegato H, punto A;
— i componenti di sicurezza accompagnati dalla dichiara-
       zione CE di conformità di cui all'allegato II, punto C.
 In assenza di norme armonizzate, gU Stati membri prendo-
 no le disposizioni che ritengono necessarie affinché siano
 comunicate alle parti interessate le norme e le specificazio-
 ni tecniche nazionali esistenti che sono considerate come
 documenti importanti o utili per l'applicazione corretta dei
 requisiti essenziali di sicurezza e sanitari di cui all'allega-
 to I.
 2.      Se una norma nazionale che traspone una norma ar-
 monizzata il cui riferimento sia stato oggetto di una pub-
 blicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
 comprende uno o più requisiti essenziali di sicurezza, la
 macchina o il componente di sicurezza costruito conforme-
  mente a detta norma è presunto conforme ai requisiti es-
 senziali di cui trattasi.
  GU Stati membri pubblicano i riferimenti delle norme na-
  zionali che traspongono le norme armonizzate.
  3.      Gli Stati membri si assicurano che siano prese le        89/392/CEE
  misure appropriate per permettere alle parti sociali di ave-
  re un'influenza, a livello nazionale, sul processo di elabora-
  zione e sul controllo delle norme armonizzate.
                             Articolo 6
  1.      Se uno Stato membro o la Commissione ritengono
  che le norme armonizzate di cui all'articolo 5, paragrafo 2,
  non soddisfino pienamente irispettivirequisiti essenziali di
  cui all'articolo 3, la Commissione o lo Stato membro adi-
  scono il comitato permanente istituito dalla direttiva
   83/189/CEE, esponendo i loro motivi. Il comitato esprime
   un parere d'urgenza.
                                               11
 ---pagebreak--- In base al parere del comitato, la Commissione notifica         89/392/CEE
agU Stati membri la necessità di procedere o meno al ritiro
deUe norme in questione dalle pubbhcazioni di cui aU'arti-
colo 5, paragrafo 2.
2.      E istituito un comitato permanente composto di rap-
presentanti designati dagli Stati membri e presieduto da un
rappresentante della Commissione.
Il comitato permanente elabora U suo regolamento interno.
Al comitato permanente può essere sottoposta qualsiasi
questione che sollevano l'entrata in vigore e l'applicazione
pratica della presente direttiva, secondo la seguente
procedura.
Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato
un progetto delle misure da adottare. Il comitato, entro un
termine che il presidente può fissare in funzione dell'ur-
genza della questione in esame, formula il suo parere sul
progetto, eventualmente procedendo a votazione.
II parere è iscritto a verbale; inoltre, ciascuno Stato mem-
bro ha il diritto di chiedere che la sua posizione figuri a
verbale.
La Commissione tiene in massima considerazione il parere
formulato dal comitato. Essa lo informa del modo in cui
 ha tenuto conto del suo parere.
                          Articolo 7
 1.     Se uno Stato membro constata che:                       93/44/CEE Art 1.6 a)
 — talune macchine munite della marcatura «CE»,
       oppure:
 — taluni componenti di sicurezza accompagnati dalla di-
       chiarazione CE di conformità,
 utilizzati conformemente alla loro destinazionerischianodi
 pregiudicare la sicurezza delle persone ed eventualmente
 degli animali domestici o dei beni, esso prende tutte le
 misure necessarie per ritirare le macchine o i componenti
 di sicurezza dal mercato, vietarne l'immissione sul mercato,
 la messa in servizio oppure limitarne la Ubera circolazione.
 Lo Stato membro informa immediatamente la Commissio-
 ne della suddetta misura, motivandone la decisione e preci-
 sando in particolare se la mancata conformità è dovuta:
 a)    al mancato rispetto dei requisiti essenziali di cui
       all'articolo 3;
 b)    ad un'errata applicazione delle norme di cui all'artico-
       lo 5, paragrafo 2;
 e)    ad una lacuna delle norme stesse di cui all'articolo 5,
       paragrafo 2.
                                              12
 ---pagebreak---  ---pagebreak--- b)     se la macchina è contemplata dall'allegato IV ed è         89/392/CEE
       fabbricata senza rispettare o rispettando soltanto par-
       zialmente le norme di cui all'articolo 5, paragrafo 2, o
       in mancanza di queste ultime, sottoporre il modello
       della macchina all'esame per la certificazione CE di
       cui all'allegato VI;
e)     se la macchina è contemplata dall'allegato IV ed è
       fabbricata conformemente alle norme di cui all'artico-
       lo 5, paragrafo 2:
       — costituire il fascicolo previsto dall'allegato VI e
             trasmetterlo ad un organismo notificato che ac-
             cuserà ricevuta del fascicolo senza indugio e lo
             conserverà;
       — oppure sottoporre il fascicolo di cui all'allega-
             to VI all'organismo notificato che si limiterà a
             verificare che le norme di cui all'articolo 5, para-
             grafo 2 siano state correttamente appUcate e sta-
             bilirà un attestato di adeguamento del fascicolo;
        — oppure sottoporre il modello della macchina
             all'esame per la certificazione CE previsto
             dall'allegato VI.
3.       In caso di appUcazione del paragrafo 2, lettera e),
primo trattino del presente articolo, si applicano, per ana-
 logia, le disposizioni del punto 5, prima frase e del punto 7
 dell'allegato VI.
 In caso di applicazione del paragrafo 2, lettera e), secondo
 trattino del presente articolo, si applicano, per analogia, le
 disposizioni dei punti 5, 6 e 7 deh"allegato VI.
 4.       Quando si applichi il paragrafo 2, lettera a) e lettera
 e) primo e secondo trattino, la dichiarazione CE di confor-
 mità certifica unicamente la conformità ai requisiti essen-
 ziali della direttiva.
 Quando si appUchi U paragrafo 2, lettera b) e lettera e),
  terzo trattino, la dichiarazione CE di conformità certifica
  la conformità al modello sottoposto all'esame per la certifi-
  cazione CE.
  5.      I componenti di sicurezza sono sottoposti aUe proce-     93/44/CEE Art 1.7 b)
  dure di certificazione applicabiU alle macchine in forza dei
  paragrafi 2, 3 e 4. Inoltre, qualora si proceda ad un esame
  per la certificazione CE, l'organismo notificato verifica
  l'idoneità del componente di sicurezza a svolgere le funzio-
  ni di sicurezza dichiarate dal fabbricante.
  6. a) Qualora le macchine siano disciplinate da altre di-        93/68/CEE Art 6.2
            rettive comunitarie relative ad aspetti diversi e che
            prevedono l'apposizione della marcatura «CE»,
            questa indica ugualmente che le macchine si presu-
            mono conformi alle disposizioni di queste altre
            direttive.
                                               14
 ---pagebreak---      b)  Tuttavia, nel caso in cui una o più di dette diretti-   93/68/CEE Art 6.2
         ve lascino al fabbricante la facoltà di scegliere il
         regime da applicare durante un periodo transito-
          rio, la marcatura «CE» indica che le macchine so-
          no conformi soltanto alle disposizioni delle diretti-
         ve applicate dal fabbricante. In tal caso, i
          riferimenti alle direttive applicate, pubblicati nella
          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, vengono
          riportati nei documenti, nelle avvertenze o nei fo-
          gli di istruzione stabiliti dalle direttive e che ac-
          compagnano le macchine.
7.      Nei casi in cui né il fabbricante né il suo mandatario   93/44/CEE Art 1.7 e)
stabUito nella Comunità abbia ottemperato agli obblighi di
cui ai paragrafi de 1 a 6, tali obblighi incombono a chiun-
que introduca nel mercato comunitario la macchina o il
componente di sicurezza. GU stessi obblighi incombono a
chiunque assembU macchine o parti di macchine o compo-
nenti di sicurezza di origini diverse o costruisca la macchi-
na o il componente di sicurezza per uso proprio.
8.      GU obblighi di cui al paragrafo 7 non incombono a        91/368/CEE Art 1.4
chi monti su una macchina o su un trattore l'attrezzatura
intercambiabile di cui all'articolo 1, a condizione che gli
elementi siano compatibiU e che ciascuna parte costituente
 la macchina montata sia munita deUa marcatura «CE» e             93/68/CEE Art 6.1
corredata della dichiarazione CE di conformità.
                            Articolo 9                            89/392/CEE
 1.      GU Stati membri notificano alla Commissione e agli       93/68/CEE Art 63
 Stati membri gli organismi da essi designati per espletare
 le procedure di cui all'articolo 8, nonché i compiti specifici
 per i quali tali organismi sono stati designati e i numeri di
 identificazione che sono stati loro attribuiti in precedenza
  dalla Commissione.
  La Commissione pubblica nella Gazzetta ufficiale delle Co-
 munità europee un elenco degli organismi notificati in cui
  figurano i loro numeri di identificazione, nonché i compiti
  per i quali sono stati notificati. Essa provvede all'aggiorna-
  mento di tale elenco.
  2.     Per la valutazione degli organismi da notificare gli      89/392/CEE
  Stati membri appUcano i criteri previsti nell'allegato VII. Si
  presume che gli organismi che soddisfano i criteri di valu-
  tazione previsti nelle norme armonizzate pertinenti rispon-
  dano a detti criteri.
  3.     Uno Stato membro che abbia notificato un organi-
  smo revoca la sua notifica qualora constati che l'organismo
  non soddisfa più ai criteri di cui all'allegato VII. Esso ne
  informa immediatamente la Commissione e gli altri Stati
   membri.
                                               15
 ---pagebreak---                            CAPO m                              89/392/CEE
                      MARCATURA «CE»                           93/68/CEE Art 6.1
                           Articolo 10
1.      La marcatura «CE» di conformità è costituita dalle     93/68/CEE Art 6.4
iniziali «CE». Eallegato III riporta il modello da utilizzare.
2.      La marcatura «CE» viene apposta sulla macchina in      89/392/CEE - 93/68/CEE Art 6.1
modo chiaro e visibile conformemente al punto 1.7.3
deU'allegato I.
3.      È vietato apporre sulle macchine marcature che pos-    93/68/CEE Art 65
sano indurre in errore i terzi circa il significato ed il sim-
bolo grafico della marcatura «CE». Sulle macchine può es-
sere apposto ogni altra marcatura purché questa non limiti
la visibiUtà e la leggibilità della marcatura «CE».
4.       Salvo il disposto dell'articolo 7:                    93/68/CEE Art 6.6
       a)   ogni constatazione da parte di uno Stato mem-
            bro di apposizione indebita deUa marcatura
            «CE», comporta per il fabbricante o il suo man-
            datario stabUito nella Comunità, l'obbligo di con-
            formare il prodotto aUe disposizioni sulla marca-
            tura «CE» e di far cessare l'infrazione alle
            condizioni stabilite dallo Stato membro stesso;
       b)   nel caso in cui persista la mancanza di con-
            formità, lo Stato membro adotta tutte le misure
            atte a limitare o vietare l'immissione sul mercato
            di detto prodotto od a garantirne il ritiro dal
            commercio secondo la procedura prevista all'ar-
            ticolo 7.
                            CAPOrV                             89/392/CEE
                     DISPOSIZIONI FINALI
                           Articolo 11                         93/44/CEE Art 1.9
 Qualsiasi decisione presa in appucazione della presente di-
 rettiva e che conduca a limitare l'immissione sul mercato e
 la messa in servizio di una macchina o di un componente
 di sicurezza è motivata dettagliatamente. Essa è notificata
 senza indugio aU'interessato con l'indicazione deUe proce-
 dure di ricorso ammesse dalle legislazioni in vigore nello
 Stato membro in questione e dei termini entro i quali detti
 ricorsi devono essere presentati.
                                             16
 ---pagebreak---                           Articolo 12                           89/392/CEE
La Commissione prenderà le misure necessarie affinché
siano resi disponibili i dati che si riferiscono a tutte le de-
cisioni pertinenti relative all'applicazione della presente
direttiva.
                          Articolo 13                           91/368/CEE Art. 1.5
1.      Gli Stati membri comunicano alla Commissione il
testo delle disposizioni di diritto interno che essi adottano
nel settore disciplinato dalla presente direttiva.
2.      Anteriormente al 1" gennaio 1994 la Commissione
esamina lo stato di avanzamento dei lavori di normalizza-
zione relativi alla presente direttiva e propone, se del caso,
misure appropriate.
                          Articolo 14
Le direttive che figurano all'allegato VIII, parte A sono
abrogate fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi
ai termini di attuazione e d'applicazione indicati all'allega-
to VIII, parte B.
I riferimenti alle direttive abrogate s'intendono fatti alla
presente direttiva e vanno letti secondo la tavola di con-
cordanza di cui all'allegato IX.
                          Articolo 15
 La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno
 successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale
 delle Comunità europee.
                          Articolo 16
 Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
 Fatto a Bruxelles, il
 Per il Parlamento europeo                    Per il Consiglio
 Il Presidente                                Il Presidente
                                              17
 ---pagebreak---                          ALLEGATO 1                                89/392/CEE
REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E DI SALUTE                      93/44/CEE Art. LIO a)
       RELATIVI ALLA PROGETTAZIONE E ALLA
        COSTRUZIONE DELLE MACCHINE E DEI
               COMPONENTI DI SICUREZZA
Aifinidel presente allegato, il termine «macchina» designa         93/44/CEE Art 1.10 b)
sia la «macchina», quale definita all'articolo 1, paragrafo 2,
sia il «componente di sicurezza», quale definito aUo stesso
paragrafo.
OSSERVAZIONI PRELIMINARI                                           89/392/CEE
1.    Gli obblighi previsti dai requisiti essenziaU di sicurez-
      za e di salute si applicano soltanto se sussiste U ri-
      schio corrispondente per la macchina in questione al-
      lorché viene utilizzata alle condizioni previste dal
      fabbricante. In ogni caso i requisiti 1.12, 1.73 e 1.7.4
      si applicano all'insieme delle macchine oggetto della
      presente direttiva.
2.     I requisiti essenziaU di sicurezza e di salute elencati
       neUa presente direttiva sono inderogabiU. Tuttavia, te-
       nuto conto dello stato della tecnica, gli obiettivi da
       essi prefissi possono non essere raggiunti In questo
       caso e nella misura del possibile la macchina deve es-
       sere progettata e costruita per tendere verso taU
       obiettivi
 3.    I requisiti essenziali di sicurezza e di salute sono stati   93/44/CEE Art 1.10 e)
       raggruppati in funzione dei rischi che coprono.
       Le macchine presentano un insieme di rischi che pos-
       sono essere esposti in vari capitoli del presente
       allegato.
       U fabbricante ha l'obbligo di effettuare un'analisi dei
       rischi per cercare tutti queUi che concernono la sua
        macchina; deve inoltre progettare e costruire la mac-
        china tenendo presente l'analisi
 1.        REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E                      89/392/CEE
           DI SALUTE
 1.1.      Considerazioni generali
 1.1.1. Definizioni
           Ai sensi della presente direttiva, si intende per:
            1. «Zone pericolose», qualsiasi zona all'interno
                 e/o in prossimità di una macchina in cui la
                 presenza di una persona esposta costituisca
                 un rischio per la sicurezza e la salute di detta
                 persona.
            2.   «Persona esposta», qualsiasi persona che si
                 trovi interamente o in parte in una zona
                 pericolosa.
            3.   «Operatore», la o le persone incaricate di in-
                 stallare, di far funzionare, di regolare, di ese-
                 guire la manutenzione, di pulire, di riparare e
                 di trasportare una macchina.
                                               18
 ---pagebreak--- 1.12. Principi d'integrazione della sicurezza                 89/392/CEE
      a)  Per costruzione, le macchine devono essere
          atte a funzionare, ad essere regolate e a subi-
          re la manutenzione senza che tali operazioni,
          se effettuate neUe condizioni previste dal fab-
          bricante, espongano a rischi le persone.
          Le misure adottate devono avere lo scopo di
          eliminare il rischio di infortuni durante l'esi-
          stenza prevedibile della macchina, comprese
          le fasi di montaggio e smontaggio anche se
          tale rischio fosse la conseguenza di una situa-
          zione anormale prevedibile.
      b)  Per la scelta delle soluzioni più opportune il
          fabbricante deve applicare i seguenti principi,
          nell'ordine indicato:
          — eliminare o ridurre i rischi nel miglior
                modo possibile (integrazione della sicu-
                rezza nella progettazione e nella costru-
                zione della macchina);
           — adottare le misure di protezione necessa-
                 rie nei confronti dei rischi che non pos-
                 sono essere eliminati;
           — informare gli utilizzatori dei rischi resi-
                 dui dovuti all'incompleta efficacia delle
                 misure di protezione adottate, indicare
                 se è richiesta una formazione particolare
                 e segnalare se è necessario prevedere un
                 dispositivo di protezione individuale.
       e)  In sede di progettazione e di costruzione del-
           la macchina, nonché all'atto deUa redazione
           deUe istruzioni per l'uso, U fabbricante deve
           considerare non soltanto l'uso normale della
           macchina, ma anche l'uso della macchina ra-
           gionevolmente prevedibile.
           La macchina deve essere progettata in modo
           da evitare che sia utilizzata anormalmente, se
           ciò può comportare unrischio.Negli altri casi
           le istruzioni per l'uso devono richiamare l'at-
           tenzione dell'utilizzatore sulle controindicazio-
           ni nell'uso della macchina che potrebbero, in
           base all'esperienza, presentarsi
       d)   Nelle condizioni d'uso previste devono essere
            ridotti al minimo possibile il disagio, la fatica
            e le tensioni psichiche (stress) dell'operatore,
            tenuto conto dei principi dell'ergonomia.
                                          19
 ---pagebreak---          e)    All'atto delia progettazione e della costruzio-   89/392/CEE
               ne il fabbricante deve tener conto degli obbU-
               ghi imposti all'operatore dall'uso necessario o
               prevedibUe delle attrezzature di protezione in-
               drviduaU (ad esempio: calzature, guanti, ecc.).
         f)    La macchina deve essere fornita completa di
               tutte le attrezzature e gU accessori speciali es-
               senziaU per poterla regolare, eseguirne la ma-
               nutenzione e utilizzarla senza alcun rischio.
1.13.    Materiali e prodotti
         I materiali utilizzati per la costruzione della mac-
         china o i prodotti impiegati ed originati durante la
         sua utilizzazione non devono presentare rischi per
         la sicurezza e la salute delle persone esposte.
         In particolare, se vengono usati dei fluidi, la mac-
         china deve essere progettata e costruita in modo
         da poter essere utilizzata senza rischi dovuti al
         riempimento, all'utilizzazione, al recupero e
         all'evacuazione.
1.1.4. Illuminazione
         II fabbricante fornisce un'iUuminazione incorporata
          adeguata alle operazioni dove, malgrado un'illumi-
          nazione ambiente avente un valore normale, la
          mancanza di tale dispositivo potrebbe determinare
          rischi
          U fabbricante deve avere cura che non vi siano zo-
          ne d'ombra, abbaglianti fastidiosi, né effetti strobo-
          scopici pericolosi dovuti aU'illuminazione fornita
          dal fabbricante.
          Gli organi interni che devono essere ispezionati
          frequentemente devono essere muniti di opportuni
          dispositivi di illuminazione; lo stesso dicasi per le
          zone di regolazione e di manutenzione.
 1.1.5. Progettazione della macchina ai fini di trasporto
          La macchina o ciascuno dei suoi diversi elementi
          deve:
          — poter essere trasportata in modo,
          — essere imballata o progettata per essere im-
                magazzinata in modo sicuro e senza deterio-
                ramenti (per esempio: sufficiente stabilità,
                supporti speciaU, ecc.).
           Se la massa, le dimensioni o la forma della mac-
          china o dei suoi vari elementi non ne consentono
           lo spostamento a mano, la macchina o ciascuno
           dei suoi vari elementi deve essere:
           — munita di accessori che consentano di affer-
                rarla con un mezzo di sollevamento;
           — progettata in modo da consentire il fissaggio
                di detti accessori (ad esempio: fori filettati);
                                             20
 ---pagebreak---        —     di forma tale che i normaU mezzi di solleva-      89/392/CEE
             mento possano adattarvisi facilmente.
       Se la macchina o uno dei suoi elementi possono
       essere trasportati a mano, essa deve essere:
       —     facilmente spostabile,
       —     munita di dispositivi di presa (ad esempio:
             maniglie, ecc.) che ne consentano il trasporto
             in tutta sicurezza.
       Sono necessarie disposizioni speciali per il traspor-
       to di utensili e/o di parti di macchine, anche legge-
       ri, potenzialmente pericolosi (forma, materia, ecc.).
1.2.   Comandi
1.2.1. Sicurezza ed affidabilità dei sistemi di comando
       I sistemi di comando devono essere progettati e
       costruiti in modo da essere tanto sicuri ed affidabi-
       U da evitare qualsiasi situazione pericolosa. Essi
       devono in particolare essere progettati e costruiti
       in modo:
       —     che resistano alle sollecitazioni normali di ser-
             vizio e agU agenti esterni,
       —     che non si producano situazioni pericolose in
             caso di errori di logica neUe manovre.
122.   Dispositivi di comando
        I dispositivi di comando devono essere:
       —      chiaramente visibili, individuabiU ed eventual-
              mente contrassegnati da una marcatura
              adatta,
       —      disposti in modo da garantire una manovra
              sicura, univoca e rapida,
        —     progettati in modo tale che U movimento del
              dispositivo di comando sia coerente con
              l'azione del comando,
        —     situati fuori delle zone pericolose tranne U ca-
              so, all'occorrenza, di taluni organi come un
              arresto di emergenza, una console di appren-
              dimento per i robot,
        —     sistemati in modo che la loro manovra non
              causi rischi supplementari,
        —     progettati o protetti in modo che l'azione co-
              mandata, se comporta un rischio, non possa
              aver luogo senza una manovra intenzionale,
                                            21
 ---pagebreak---       — fabbricati in modo da resistere agli sforzi pre-       89/392/CEE
             vedibili; particolare attenzione sarà data ai di-
             spositivi di arresto di emergenza che possono
             essere soggetti a grossi sforzi
       Se un dispositivo di comando è progettato e co-
       struito per consentire varie azioni differenti, vale a
       dire se la sua azione è univoca (ad esempio: utiliz-
       zazione di tasti, ecc.), l'azione comandata deve es-
       sere chiaramente indicata e, all'occorrenza,
       confermata.
       La posizione e la corsa dei dispositivi di comando,
       nonché Io sforzo richiesto devono essere compati-
       bili con l'azione comandata, tenendo conto dei
       principi ergonomici Si deve tener conto degli ob-
       blighi dovuti all'uso necessario e prevedibile di di-
       spositivi di protezione individuale (ad esempio:
       calzature, guanti, ecc.).
       La macchina deve essere munita di dispositivi di
       segnalazione (quadranti, segnali, ecc.) e indicazioni
       la cui conoscenza è necessaria per un funziona-
       mento sicuro. Dal posto di comando l'operatore
       deve poter vedere l'indicazione dei suddetti
       dispositivi.
       Dal posto di comando principale l'operatore deve
       poter essere in grado di assicurarsi deU'assenza di
       persone esposte nelle zone di rischio.
       Se ciò fosse impossibile, U sistema di comando de-
       ve essere progettato e costruito in modo che ogni
        messa in marcia sia preceduta da un segnale di
        avvertimento sonoro e/o visivo. La persona esposta
        deve avere il tempo e i mezzi per impedire rapida-
        mente l'avviamento della macchina.
1.23. Avviamento
        Eavviamento di una macchina deve essere possibi-
        le soltanto con una azione volontaria su un dispo-
        sitivo di comando previsto a tal fine.
        Lo stesso dicasi:
        — per la rimessa in marcia dopo un arresto, in-
              dipendentemente dall'origine,
        — per il comando di una modifica rilevante del-
              le condizioni di funzionamento (ad esempio:
              velocità, pressione, ecc.),
        salvo se questa rimessa in marcia o questa modifi-
        ca delle condiziom di funzionamento non presenti
        alcun rischio per le persone esposte.
         La rimessa in marcia o la modifica delle condizio-
         ni di funzionamento risultanti dalla normale se-
         quenza di un ciclo automatico non riguarda questo
         requisito essenziale.
                                            22
 ---pagebreak---       Se una macchina dispone di più dispositivi di co-      89/392/CEE
      mando dell'avviamento e se, di conseguenza, gli
      operatori possono mettersireciprocamentein peri-
      colo, devono essere previsti dispositivi complemen-
      tari per escludere questo rischio (ad esempio: di-
      spositivi di convaUda o selettori che consentono U
      funzionamento di un solo dispositivo di avviamen-
      to per volta).
      La rimessa in funzionamento automatico di un im-
      pianto automatizzato dopo un arresto deve poter
      essere effettuata facilmente, dopo che sono soddi-
      sfatte le condizioni di sicurezza.
12.4. Dispositivo di arresto
      Arresto normale
      Ogni macchina deve essere munita di un dispositi-
      vo di comando che consenta l'arresto generale in
      condizioni di sicurezza.
      Ogni posto di lavoro deve essere munito di un di-
      spositivo di comando che consenta di arrestare, in
      funzione dei rischi esistenti, tutti gli elementi mo-
      bili deUa macchina o unicamente parti di essi, in
       modo che la macchina sia in situazione di sicurez-
      za. Lordine di arresto della macchina deve essere
      prioritario rispetto agU ordini di avviamento.
       Ottenuto l'arresto della macchina o dei suoi ele-
       menti pericolosi, si deve interrompere l'alimenta-
       zione degU azionatoli
       A r r e s t o di e m e r g e n z a
       Ogni macchina deve essere munita di uno o più
       dispositivi di arresto di emergenza che consentano
       di evitare situazioni di pericolo che rischino di
       prodursi imminentemente o che si stiano produ-
       cendo. Sono escluse da quest'obbligo:
       — le macchine per le quali il dispositivo di arre-
             sto di emergenza non può ridurre il rischio
             perché non riduce il tempo per ottenere l'ar-
             resto normale oppure perché non permette di
             prendere le misure specifiche che il rischio
             richiede,
       — le macchine portatili e quelle a guida
             manuale.
       Detto dispositivo deve:
       — comprendere dispositivi di comando chiara-
             mente individuabili, ben visibili e rapidamente
             accessibili,
       — provocare l'arresto del processo pericoloso
             nel tempo più breve possibile, senza creare
             rischi supplementari,
        — eventualmente avviare, o permettere di avvia-
              re, alcuni movimenti di salvaguardia.
                                           23
 ---pagebreak---        Quando si smette di azionare U comando dell'arre-        93/44/CEE Art. 1.10 d)
       sto di emergenza dopo un ordine di arresto, detto
       ordine deve essere mantenuto da un blocco del di-
       spositivo di arresto di emergenza, sino al suo
       sblocco; non deve essere possibUe ottenere U bloc-
       co del dispositivo senza che quest'ultimo generi un
       ordine di arresto; lo sblocco del dispositivo deve
       essere possibile soltanto con una apposita manovra
       e non deve riavviare la macchina, ma soltanto au-
       torizzarne la rimessa in funzione.
       Impianti complessi                                       89/392/CEE
       Nel caso di macchine o di elementi di macchine
       progettati per lavorare assembiati, il fabbricante
       deve progettare e controllare la macchina in modo
       tale che i dispositivi di arresto, compreso l'arresto
       di emergenza, possano bloccare non soltanto la
       macchina ma anche tutte le attrezzature a vaUe e/o
       a monte qualora il loro mantenimento in funzione
       costituisse un pericolo.
1.2.5. Selettore modale di funzionamento
        Il modo di comando selezionato deve avere la
        priorità su tutti gli altri sistemi di comando, salvo
        l'arresto di emergenza.
        Se la macchina è stata progettata e costruita per
        consentire il funzionamento o il comando multi-
        modale e presenta diversi UveUi di sicurezza (ad
        esempio: per consentire la regolazione, la manu-
        tenzione, l'ispezione, ecc.), essa deve essere equi-
        paggiata di un selettore modale che possa essere
        bloccato un ciascuna posizione di funzionamento.
        A ciascuna posizione del seiettore corrisponderà
        un solo modo di comando o di funzionamento.
        Il selettore può essere sostituito da altri mezzi di
        selezione che consentano di limitare l'utilizzazione
        di talune funzioni della macchina ad alcune cate-
        gorie di operatori (ad esempio: codici di accesso a
         talune funzioni di comandi numerici, ecc.).
         Se per alcune operazioni la macchina deve poter
         funzionare con i dispositivi di protezione neutraliz-
         zati, il selettore modale deve simultaneamente:
         — escludere il comando automatico,
         — autorizzare i movimenti soltanto mediante di-
               spositivi di comando che necessitano un'azio-
               ne continuata,
         — autorizzare U funzionamento degli elementi
               mobili pericolosi soltanto in condizioni di si-
               curezza migliorate (ad esempio, velocità ridot-
               ta, sforzo ridotto, a intermittenza o altre di-
               sposizioni adeguate) evitando i rischi derivanti
               dalle sequenze collegate,
                                             24
 ---pagebreak---         — vietare qualsiasi movimento che potrebbe pre-            89/392/CEE
              sentare un pericolo, se volontariamente o in-
              volontariamente agisse sui sensori interni del-
              la macchina.
        Inoltre al posto di manovra, l'operatore deve avere
        la padronanza del funzionamento degli elementi
        sui quali agisce.
12.6. Avaria del circuito di alimentazione di energia
        L'interruzione, il ripristino dopo un'interruzione o
        la variazione, indipendentemente dal senso,
        dell'alimentazione di energia della macchina non
        deve creare situazioni pericolose.
        In particolare occorre evitare:
        — l'avviamento intempestivo,
        — l'impedimento dell'arresto della macchina se
              l'ordine è già stato dato,
        — la caduta o l'espulsione di un elemento mobi-
               le della macchina o di un pezzo della
               macchina,
        — l'impedimento dell'arresto automatico o ma-
               nuale degli elementi mobiU di qualsiasi tipo,
        — l'inefficienza dei dispositivi di protezione.
12.7. Avaria del circuito di comando
         Un'anomalia della logica del circuito di comando,
         un'avaria o un deterioramento del circuito di co-
         mando non devono creare situazioni pericolose.
         In particolare occorre evitare:
         — l'avviamento intempestivo,
         — l'impedimento dell'arresto della macchina se
                l'ordine è già stato dato,
         — la caduta o l'espulsione di un elemento mobi-
                le della macchina o di un pezzo della
                macchina,
         — l'impedimento dell'arresto automatico o ma-
                nuale degli elementi mobili di qualsiasi tipo,
         — l'inefficacia dei dispositivi di protezione.
 1.2.8.  Software
         Il «software» di dialogo tra operatore e sistema di
         comando o di controllo di una macchina deve es-
         sere progettato in modo che sia di facile impiego.
 13.      Misure di protezione contro i rischi meccanici
 13.1.    Stabilità
          La macchina, elementi ed attrezzature compresi,
          deve essere progettata e costruita in modo che,
          neUe condizioni di funzionamento previste (even-
          tualmente tenendo conto delle condizioni climati-
          che), la sua stabilità sia tale da consentirne l'utiliz-
          zazione senza rischio di rovesciamento, di caduta o
          di spostamento intempestivo.
                                              25
 ---pagebreak---       Se la forma stessa deUa macchina o la sua installa-     89/392/CEE
      zione non garantiscono sufficiente stabilità, devono
      essere previsti ed indicati nelle istruzioni per l'uso
      appositi mezzi di fissaggio.
13.2. Rischio di rottura durante il funzionamento
      Gli elementi della macchina, nonché i loro organi
      di collegamento devono resistere agli sforzi cui de-
      vono essere sottoposti durante l'utilizzazione previ-
      sta dal fabbricante.
      I materiali utilizzati devono presentare caratteristi-
      che di resistenza sufficienti ed adeguate all'am-
      biente di utilizzazione previsto dal fabbricante, in
      particolare per quanto concerne i fenomeni di fati-
      ca, di invecchiamento, di corrosione e di abrasione.
      II fabbricante indicherà nelle istruzioni per l'uso i
      tipi e le frequenze delle ispezioni e manutenzioni
      necessarie per motivi di sicurezza. EgU indicherà
      eventualmente i pezzi soggetti ad usura, nonché i
      criteri di sostituzione.
      Se, nonostante le precauzioni prese (ad esempio
      nel caso delle mole), sussistono rischi di esplosione
      o di rottura, gU elementi mobiU in questione devo-
      no essere montati e protetti in modo che i loro
      eventuaU frammenti vengano trattenuti.
      Le tubazioni rigide o elastiche contenenti fluidi, in
      particolare ad alta pressione, dovranno poter sop-
      portare le sollecitazioni interne ed esterne previste
       e saranno solidamente fissate e/o protette da qual-
       siasi tipo di danneggiamento esterno; opportune
       precauzioni saranno prese affinché, in caso di rot-
       tura, esse non presentino rischi (movimenti bru-
       schi, getti ad alta pressione, ecc.).
       In caso di alimentazione automatica del materiale
       da lavorare verso l'utensile, devono essere soddi-
       sfatte le seguenti condizioni per evitare rischi per
       le persone esposte (ad esempio: rottura
       dell'utensile):
       — al momento del contatto utensili/pezzo,
             l'utensile deve aver raggiunto le sue normali
             condizioni di lavoro,
       — al momento dell'avviamento e/o dell'arresto
             dell'utensile (volontario o accidentale), il mo-
             vimento di alimentazione e U movimento
             dell'utensile debbono essere coordinati
 133.  Rischi dovuti alla caduta e alla proiezione di oggetti
        Devono essere prese precauzioni per evitare la ca-
        duta o la proiezione di oggetti (pezzi lavorati,
        utensili, trucioli, frammenti, residui ecc.) che pos-
        sono presentare un rischio.
                                           26
 ---pagebreak--- 13.4.  Rischi dovuti a superfici, spigoli ed angoli            89/392/CEE
       Gli elementi accessibili della macchina devono es-
       sere privi, entro i limiti consentiti daUe loro fun-
       zioni, di angoU acuti e di spigoli vivi, nonché di
       superfici rugose che possono causare lesioni
13.5.  Rischi dovuti alle macchine combinate
       Quando la macchina è prevista per poter eseguire
       diversi tipi di operazioni con ripresa manuale del
       pezzo fra ogni operazione (macchina combinata),
       essa deve essere progettata e costruita in modo
       che ciascun elemento possa essere utilizzato sepa-
       ratamente senza che gli altri elementi costituiscano
       un pericolo o un impedimento per la persona
       esposta.
       A tal fine gli elementi che non siano protetti devo-
       no poter essere messi in moto o arrestati
       individualmente.
13.6.  Rischi dovuti alle variazioni di velocità di rotazione
       degli utensili
        Quando la macchina è progettata per effettuare
        operazioni in condizioni di impiego diverse (ad
        esempio: in materia di velocità e di alimentazione),
        deve essere progettata e costruita in modo che la
        scelta e la regolazione di tali condizioni possano
        essere effettuate in modo sicuro e affidabile.
 13.7.  Prevenzione dei rischi dovuti agli elementi mobili
        GU elementi mobiU della macchina devono essere
        progettati, costruiti e disposti per evitare i rìschi
        oppure, se sussistono rischi, essere muniti di prote-
        zioni o dispositivi di protezione in modo tale da
        prevenire qualsiasi rischio di contatto che possa
        provocare infortuni
        Devono essere prese tutte le disposizioni necessa-      91/368/CEE Art. 1.6 a)
        rie per impedire un bloccaggio improvviso degli
        elementi mobili di lavoro. Nei casi in cui, malgra-
        do le precauzioni prese, può verificarsi un bloccag-
        gio, mezzi di protezione specifici utensili specifici
         le istruzioni per l'uso ed, eventualmente, un'indica-
        zione sulla macchina stessa dovranno essere forniti
         dal fabbricante per permettere di sbloccare la mac-
         china senza rischi
 13.8.   Scelta di una protezione contro i rischi dovuti agli   89/392/CEE
         elementi mobili
         Le protezioni o dispositivi di protezione usati con-
         tro i rischi dovuti agli elementi mobili devono es-
         sere scelti in funzione del rischio effettivo. Per la
         scelta si deve ricorrere alle seguenti indicazioni:
                                             27
 ---pagebreak--- A. E l e m e n t i m o b i l i di                      89/392/CEE
   tr a s m i s s i o n e
   Le protezioni progettate per proteggere le
   persone esposte ai rischi dovuti agli elementi
   mobiU di trasmissione (ad esempio: pulegge,
   cinghie, ingranaggi, cremagliere, alberi di tras-
   missione, ecc.) devono essere:
   — sia delle protezioni fisse, conformi ai re-
         quisiti 1.4.1 e 1.4.2.1;
   — sia delle protezioni mobili, conformi ai
         requisiti 1.4.1 e 1.4.2.2A.
   Se si prevedono frequenti interventi deve es-
   sere scelta quest'ultima soluzione.
B. E l e m e n t i m o b i l i che
   p a r t e c i p a n o alla lavorazione
   Le protezioni o i dispositivi di protezione
   progettati per proteggere le persone esposte
   ai rischi provocati dagli elementi mobili che
   concorrono al lavoro (quaU, ad esempio,
    utensili da taglio, elementi mobili delle pres-
   se, cilindri, pezzi in corso di lavorazione, ecc.)
    devono essere:
    — possibilmente delle protezioni fisse, con-
          formi ai requisiti 1.4.1 e 1.4.2.1;
    — oppure protezioni mobili conformi ai re-
          quisiti 1.4.1 e 1.4.2.2. B o dispositivi di
          protezione quali i dispositivi sensibili (ad
          esempio: relè immateriali, commutatori a
          tappeto), i dispositivi di protezione che
          mantengono l'operatore a distanza (ad
          esempio: comandi a due mani), i disposi-
          tivi di protezione destinati a impedire
          automaticamente l'accesso di tutto o par-
          te del corpo dell'operatore alia zona pe-
           ricolosa, conformemente ai requisiti 1.4.1
           e 1.4.3.
    Tuttavia, se taluni elementi mobili che parte-
    cipano alla lavorazione non possono essere
    resi inaccessibili interamente o in parte, du-
    rante U loro funzionamento a causa delle ope-
    razioni che richiedono l'intervento dell'opera-
    tore in loro prossimità, detti elementi, per
    quanto tecnicamente possibile, devono essere
     muniti:
    — di protezioni fisse, conformi ai requisiti
           1.4.1 e 1.4.2.1 che impediscano l'accesso
           alle parti degli elementi non utilizzate
           per la lavorazione,
                                    28
 ---pagebreak---               — e di protezioni regolabili conformi ai re-        89/392/CEE
                     quisiti 1.4.1 e 1.423 che limitino l'acces-
                     so alle parti degli elementi mobili indi-
                     spensabiU alla lavorazione.
1.4.     Caratteristiche richieste per le protezioni ed i
         dispositivi di protezione
1.4.1.  Requisiti generali
         Le protezioni e i dispositivi di protezione:
         — devono essere di costruzione robusta,
         — non devono provocare rischi supplementari,
         — non devono essere facilmente elusi o resi
              inefficaci
         — devono essere situati ad una distanza suffi-
              ciente dalla zona pericolosa,
         — non devono limitare più del necessario l'os-
              servazione del ciclo di lavoro,
         — devono permettere gli interventi indispensabili
              per l'installazione e/o la sostituzione degli at-
               trezzi nonché per i lavori di manutenzione,
               limitando però l'accesso soltanto al settore in
               cui deve essere effettuato il lavoro e se possi-
               bile, senza smontare la protezione o il dispo-
               sitivo di protezione.
1.4.2.   Requisiti particolari per le protezioni
1.4.2.1. P r o t e z i o n i    fisse
         Le protezioni fìsse devono              essere   fissate
         soUdamente.
         Il loro fissaggio deve essere ottenuto con sistemi
         che richiedono l'uso di utensili per la loro
         apertura.
         Per quanto possibile, esse non devono poter rima-
          nere al loro posto in mancanza dei loro mezzi di
         fissaggio.
 1.422. P r o t e z i o n i m o b i l i
          A. Le protezioni mobili del tipo A devono:
                — per quanto possibile, restare unite alla
                      macchina quando siano aperte;
                — essere munite di un dispositivo di bloc-
                      caggio che impedisca l'avviamento degli
                      elementi mobili sino a quando esse con-
                      sentono l'accesso a detti elementi e inse-
                       risca l'arresto non appena esse non sono
                      più in posizione di chiusura.
                                               29
 ---pagebreak---         B.   Le protezioni mobiU del tipo B devono essere             89/392/CEE
             progettate ed inserite nel sistema di comando
             in modo che:
             — la messa in moto degli elementi mobili
                    non sia possibile fin tanto che l'operato-
                    re può raggiungerli,
             — la persona esposta non possa accedere
                    agli elementi mobiU in movimento,
             — la loro regolazione richieda un interven-
                    to volontario, ad esempio, l'uso di un at-
                    trezzo, di una chiave, ecc.,
             — la mancanza o U mancato funzionamento
                    di uno dei loro elementi impedisca l'av-
                    viamento o provochi l'arresto degU ele-
                    menti mobili,
              — un ostacolo di natura adeguata garanti-
                    sca una protezione in caso di rischio di
                    proiezione.
1.4.23. P r o t e z i o n i r e g o l a b i l i c h e l i m i t a n o
        l'accesso
        Le protezioni regolabili che limitano l'accesso alle
        parti degli elementi mobili indispensabili alla la-
        vorazione devono:
        — potersi regolare manualmente o automatica-
              mente a seconda del tipo di lavorazione da
              eseguire;
        — potersi regolare facilmente senza l'uso di un
              attrezzo;
        — ridurre per quanto possibile il rischio di
              proiezione.
1.4.3.  Requisiti particolari per i dispositivi di protezione
        I dispositivi di protezione devono essere concepiti
        ed inseriti nel sistema di comando in modo che:
        — la messa in moto degli elementi mobili non
              sia possibile fintantoché l'operatore può
              raggiungerli,
        — la persona esposta non possa accedere agU
              elementi mobiU in movimento,
        — la loro regolazione richieda un intervento vo-
              lontario, ad esempio l'uso di un attrezzo, di
               una chiave, ecc.,
         — la mancanza o il mancato funzionamento di
               uno dei loro elementi impedisca l'avviamento
               o provochi l'arresto degli elementi mobili
 1.5.    Misure di protezione contro altri rischi
 1.5.1. Rischi dovuti all'energia elettrica
         Se la macchina è alimentata con energia elettrica,
         essa deve essere progettata, costruita ed equipag-
         giata in modo da prevenire o da consentire di pre-
         venire tutti i rischi dovuti all'energia elettrica.
                                                 30
 ---pagebreak---       La specifica normativa vigente relativa al materiale   89/392/CEE
      elettrico destinato all'impiego entro determinati U-
      miti di tensione deve essere applicata alle macchi-
      ne che vi sono soggette.
152.  Rischi dovuti all'elettricità statica
      La macchina deve essere progettata e costruita in
      modo da evitare o da ridurre la formazione di ca-
      riche elettrostatiche pericolose e/o deve essere mu-
      nita di mezzi che consentano di scaricarle.
1.53. Rischi dovuti a energie diverse dall'energia elettrica
      Se la macchina è alimentata con energia diversa
      da queUa elettrica (ad esempio idraulica, pneuma-
      tica o termica ecc.), essa deve essere progettata,
      costruita ed equipaggiata in modo da prevenire
      tutti i rischi che possono derivare da questi tipi di
      energia.
13.4. Rischi dovuti a errori di montaggio
      GU errori commessi al montaggio o al rimontaggio
      di taluni pezzi che potrebbero essere aU'origine di
      rischi, devono essere resi impossibili dalla proget-
       tazione degli stessi oppure mediante indicazioni fi-
      guranti sui pezzi e/o sui carter. Le stesse indicazio-
       ni devono figurare sui pezzi mobUi e/o sul loro
       carter qualora occorra conoscere il senso del moto
       per evitare rischi Raccomandazioni supplementari
       devono eventualmente figurare nelle istruzioni per
       l'uso.
       Se l'origine deirischipuò essere dovuta ad un col-
       legamento difettoso, la progettazione o le indica-
       zioni figuranti sulle tabulazioni e/o sulle morsette-
       rie devono rendere impossibili i raccordi errati di
       fluidi compresi quelli dei conduttori elettrici.
 133.  Rischi dovuti a temperature estreme
        Devono essere prese opportune disposizioni per
        evitare qualsiasi pericolo di lesioni per contatto o
        a distanza, dovute a pezzi o materiali a temperatu-
        ra elevata o molto bassa.
        Devono essere studiati irischidi proiezione di ma-
        teriali caldi o molto freddi. Qualora sussista tale
        possibilità si devono prendere le misure necessarie
        per impedirli e, se tecnicamente non fattibile, per
        renderli meno pericolosi
                                           31
 ---pagebreak--- 13.6.   Rischi d'incendio                                        89/392/CEE
        La macchina deve essere progettata e costruita in
        modo da evitare qualsiasi rischio d'incendio o di
        surriscaldamento provocato dalla macchina stessa o
        da gas, liquidi polveri, vapori ed altre sostanze,
        prodotti o utilizzati dalla macchina.
1.5.7. Rischi di esplosione
        La macchina deve essere progettata e costruita in
        modo da evitare qualsiasi rischio di esplosione
        provocato dalla macchina stessa o da gas, liquidi
        polveri, vapori ed altre sostanze prodotti o utilizza-
         ti dalla macchina.
        A tal fine il fabbricante prenderà le misure neces-
         sarie per
         — evitare una concentrazione pericolosa dei
               prodotti,
         — impedire         l'infiammazione      dell'atmosfera
               esplosiva,
         — ridurre le conseguenze di un'eventuale esplo-
               sione in modo che non abbia effetti pericolosi
               sull'ambiente circostante.
         Se il fabbricante prevede l'utilizzazione della mac-
         china in un'atmosfera esplosiva, saranno prese le
         stesse precauzioni.
         Il materiale elettrico di queste macchine deve esse-
         re conforme, per i rischi di esplosione, alle vigenti
          direttive specifiche.
 13.8.   Rischi dovuti al rumore
          La macchina deve essere progettata e costruita in
          modo tale che i rischi dovuti all'emissione di ru-
          more aereo siano ridotti al livello minimo, tenuto
          conto del progresso tecnico e della possibilità di
          disporre di mezzi atti a limitare il rumore, in parti-
          colare alla fonte.
 13.9.    Rischi dovuti alle vibrazioni
          La macchina deve essere progettata e costruita in
          modo tale che i rischi dovuti alle vibrazioni tra-
          smesse dalla macchina siano ridotti al Uvello mini-
          mo, tenuto conto del progresso tecnico e della di-
          sponibilità di mezzi atti a ridurre le vibrazioni, in
          particolare alla fonte.
 1.5.10. Rischi dovuti alle radiazioni
          La macchina deve essere progettata e costruita in
          modo tale che qualsiasi emissione di radiazioni da
          parte della macchina sia limitata a quanto necessa-
          rio al suo funzionamento e i suoi effetti sulle per-
          sone esposte siano nulli o ridotti a proporzioni
           non pericolose.
  13.11. Rischi dovuti alle radiazioni esteme
           La macchina deve essere progettata e costruita in
           modo tale che il suo funzionamento non sia per-
           turbato dalle radiazioni esterne.
                                              32
 ---pagebreak--- 13.12. Rischi dovuti a dispositivi laser                       89/392/CEE
        In caso di impiego di dispositivi laser va tenuto
        conto delle seguenti disposizioni:
        — i dispositivi laser montati su macchine devono
               essere progettati e costruiti in modo da evita-
               re qualsiasi radiazione involontaria,
        — i dispositivi laser montati su macchine debbo-
               no essere protetti in modo tale che né le ra-
               diazioni utili né la radiazione prodotta da ri-
               flessione o da diffusione e la radiazione
               secondaria possano nuocere alla salute,
        — i dispositivi ottici per l'osservazione o la rego-
               lazione di dispositivi laser montati su macchi-
               ne devono essere tali che i raggi laser non
               creino alcun rischio per la salute.
13.13. Rischi dovuti alla emissioni di polveri, gas, ecc.
         La macchina deve essere progettata, costruita e/o
        equipaggiata in modo tale da evitare i rischi dovuti
         a gas, liquidi polveri, vapori ed altri residui
        prodotti
         Se il rischio esiste, la macchina deve essere equi-
         paggiata in modo tale da poter captare e/o aspira-
         re i suddetti prodotti
         Se la macchina non è chiusa durante il normale
         funzionamento, i dispositivi di captazione e/o di
         aspirazione di cui al comma precedente devono es-
         sere situati il più vicino possibile al luogo di
         emissione.
 13.14. Rischio di restare imprigionati in una macchina 93/44/CEE Art 1.10 e)
         lue macchine devono essere progettate, costruite o
         dotate di mezzi che consentano di evitare ad una
         persona esposta di restarvi chiusa dentro o, in caso
         di impossibiUtà, di chiedere aiuto.
 13.15. Rischio di caduta
          Le parti della macchina sulle quali è previsto lo
         spostamento o lo stazionamento delle persone de-
         vono essere progettate e costruite in modo da evi-
          tare che esse scivolino, inciampino o cadano su tali
          parti o fuori di esse.
 1.6.     Manutenzione                                          89/392/CEE
 1.6.1.   Manutenzione della macchina
          I punti di regolazione, di lubrificazione e di manu-
          tenzione devono essere situati fuori dalle zone pe-
          ricolose. GU interventi di regolazione, di manuten-
          zione, di riparazione e di pulitura della macchina
          devono poter essere eseguiti sulla macchina ferma.
           Se per motivi tecnici non è possibile soddisfare
           una delle precedenti condizioni dette operazioni
           devono poter essere eseguite senza rischi (vedi in
           particolare il punto 123).
                                              33
 ---pagebreak---         Per le macchine automatizzate e se del caso, per       89/392/CEE
        altre macchine, il fabbricante prevedrà eventual-
        mente un dispositivo di connessione che consenta
        di montare un dispositivo di diagnosi di ricerca
        delle avarie.
        Gli elementi delle macchine automatizzate che de-
        vono essere sostituiti frequentemente, soprattutto
        in seguito a un cambiamento della fabbricazione o
        quando sono sensibili agli effetti dell'usura o sog-
        getti a deterioramento in seguito ad un incidente,
        devono essere facilmente smontabili e rimontabili
        in condizioni di sicurezza. Eaccesso a questi ele-
        menti deve consentire di svolgere questi compiti
        con i mezzi tecnici necessari (attrezzi strumenti di
        misura, ecc.) secondo il metodo operativo definito
        dal costruttore.
1.6.2. Mezzi di accesso al posto di lavoro o ai punti
        d'intervento
        Il fabbricante deve prevedere mezzi di accesso
        (scale, passerelle, ecc.) che consentano di raggiun-
        gere in completa sicurezza tutti i punti in cui devo-
        no avvenire le operazioni di produzione, di regola-
        zione e di manutenzione.
1.63.   Isolamento dalle fonti dì alimentazione di energia
         Ogni macchina deve essere munita di dispositivi
        che consentono di isolarla da ciascuna delle sue
         fonti di alimentazione di energia. Questi dispositivi
         debbono essere chiaramente individuati e potersi
         bloccare qualora i! collegamento rischi di presenta-
         re un pericolo per le persone esposte. Nel caso di
         macchine alimentate ad energia elettrica mediante
         una spina ad innesto, è sufficiente la separazione
         della spina.
         Il dispositivo deve essere parimenti bloccato nel
         caso in cui l'operatore non possa verificare l'effet-
         tivo costante isolamento da tutte le posizioni che
         deve occupare.
         L'eventuale energia residua o immagazzinata dopo
         l'isolamento della macchina deve poter essere dis-
         sipata senza pericolo per le persone esposte.
         In deroga al requisito precedente, taluni circuiti
         possono non essere separati dalla loro fonte di
         energia onde consentire, ad esempio, il supporto di
         pezzi la tutela di informazioni l'iliuminazione del-
          le parti interne, ecc. In questo caso devono essere
         prese disposizioni particolari per garantire la sicu-
          rezza degli operatori.
 1.6.4.   Intervento dell'operatore
          Le macchine devono essere progettate, costruite
          ed equipaggiate in modo tale da Umitare le cause
          d'intervento degli operatori.
                                             34
 ---pagebreak---         L'intervento di un operatore, ogniqualvolta non po-       89/392/CEE
        trà essere evitato, dovrà poter essere effettuato fa-
        cilmente, in condizioni di sicurezza.
1.6.5.  Pulitura delle parti interne                              91/368/CEE Art. 1.6 b)
        La macchina deve essere progettata e costruita in
        modo che la pulitura delle parti interne della mac-
        china che ha contenuto sostanze o preparazioni
        pericolose sia possibile senza penetrare in tali parti
        interne; lo stesso dicasi per l'eventuale svuotamen-
        to completo che deve poter essere fatto dall'ester-
        no. Se è assolutamente impossibile evitare di pene-
         trarvi, U fabbricante deve prendere all'atto della
         costruzione misure atte a consentire di effettuare
         la pulitura con il minimo rischio possibile.
1.7.     Segnalazioni                                             89/392/CEE
1.7.0.  Dispositivi di informazione
         Le informazioni necessarie alla guida di una mac-
         china devono essere chiare e facilmente
         comprensibili
         Non devono essere in quantità tale da accavallarsi
         nella mente dell'operatore.
          Quando la sicurezza e la salute delle persone            91/368/CEE Art 1.6 e)
         esposte possono essere messe in pericolo da un
          funzionamento difettoso di una macchina che fun-
         ziona senza sorveglianza, la macchina deve essere
          attrezzata in modo da emettere un segnale sonoro
          o luminoso adeguato.
 1.7.1.  Dispositivi di allarme                                    89/392/CEE
          Se la macchina è munita di dispositivi di allarme
          (ad esempio: mezzi di segnalazione, ecc.), essi de-
          vono poter essere compresi senza ambiguità e fa-
          cilmente percepiti.
          Devono essere prese misure opportune per con-
          sentire all'operatore di verificare la costante effi-
          cienza di questi dispositivi di allarme.
           Devono essere applicate le disposizioni delle diret-
           tive specifiche concementi i colori ed i segnali di
           sicurezza.
 1.7.2. Avvertenze in merito ai rischi residui
           Nel caso in cui permangano dei rischi malgrado
           tutte le disposizioni adottate oppure quando si
           tratta di rischi potenziali non evidenti (ad esempio:
           armadio elettrico, sorgenti radioattive, spurgo di
           circuito idraulico, rischio in una parte non visibile,
           ecc.), il fabbricante deve prevedere delle
           avvertenze.
            Dette avvertenze devono utUizzare preferibilmente
            dei simboli comprensibili a tutti e/o essere redatte
            in una deUe lingue dei paese di utilizzazione corre-
            data, su richiesta, dalle lingue conosciute dagli
            operatori.
                                               35
 ---pagebreak--- 1.73. Marcatura                                                 89/392/CEE
       Ogni macchina deve recare, in modo leggibile e
       indelebile, almeno le seguenti indicazioni'
       — nome del fabbricante e suo indirizzo;
       — la marcatura «CE» (cfr. allegato III);                 93/68/CEE Art 6.7 a)
       — designazione della serie o del tipo;                   89/392/CEE
       — eventualmente, numero di serie;
       — l'anno di costruzione.                                 93/68/CEE Art 6.7 b)
       Se il fabbricante costruisce una macchina destinata      89/392/CEE
       all'utilizzazione in atmosfera esplosiva, essa deve
       recare anche l'apposita indicazione.
       In funzione della sua caratteristica, la macchina
       deve recare anche tutte le indicazioni indispensabi-
        U alla sicurezza d'esercizio (ad esempio: frequenza
        massima di rotazione di taluni organi, diametro
        massimo degli utensiU che possono essere montati,
        massa, ecc.).
        Se un elemento della macchina deve essere movi-         91/368/CEE Art 1.6 d)
        mentato durante l'utilizzazione con mezzi di solle-
        vamento, la sua massa deve essere indicata in mo-
        do leggibile, indelebile e non ambiguo.
        Le attrezzature intercambiabiU di cui all'articolo 1,
        paragrafo 2, lettera a), terzo trattino devono reca-
        re le stesse indicazioni.
1.7.4.  Istruzioni per l'uso                                     89/392/CEE
        a)    Ogni macchina deve essere accompagnata da
              un'istruzione per l'uso che fornisca almeno le
              seguenti informazioni:
              — riepilogo delle indicazioni previste per la      93/44/CEE Art 1.10 g)
                    marcatura, escluso il numero di serie
                    (vedi punto 1.7.3), eventualmente com-
                    pletate dalle indicazioni atte a facilitare
                    la manutenzione (ad esempio: indirizzo
                    dell'importatore, dei riparatori, ecc.),
              — le condizioni di utilizzazione previste, ai      89/392/CEE
                    sensi del punto 1.1.2 e),
              — il o i posti di lavoro che possono essere
                    occupati dagli operatori,
               — le istruzioni per eseguire senza alcun
                    rischio:
                    — la messa in funzione,
                    — l'utilizzazione,
                    — il trasporto, indicando la massa della
                          macchina e dei suoi vari elementi al-
                          lorché devono essere regolarmente
                          trasportati separatamente,
                                             36
 ---pagebreak---           — l'installazione,                           89/392/CEE
          — il montaggio e lo smontaggio,
          — la regolazione,
          — la manutenzione e la riparazione,
    — se necessario, istruzioni per l'addestra-
          mento,
    — se necessario, le caratteristiche essenziali     91/368/CEE Art. 1.6 e)
           degU utensiU che possono essere montati
           sulla macchina.
    Qualora necessario, in tale istruzione per l'u-    89/392/CEE
    so deve essere richiamata l'attenzione sulle
    controindicazioni di utilizzazione.
b)  Le istruzioni per l'uso sono redatte in una        93/44/CEE Art 1.10 h)
    deUe lingue comunitarie dal fabbricante o dal
    suo mandatario stabUito neUa Comunità.
    All'atto della messa in servizio, ogni macchina
    deve essere accompagnata da una traduzione
    delle istruzioni nella o nelle lingue del paese
    di utilizzazione e dalie istruzioni originali La
    traduzione è fatta dal fabbricante o dal suo
    mandatario stabilito nella Comunità, oppure
    da chi introduce la macchina nella zona lin-
    guistica in questione. In deroga a quanto so-
    pra, le istruzioni per la manutenzione destina-
     te ad essere applicate da un personale
     specializzato che dipende dal fabbricante o
     dal suo mandatario stabilito nella Comunità,
     possono essere redatte in una sola lingua co-
     munitaria compresa da detto personale.
e)   Alle istruzioni per l'uso saranno allegati gli     89/392/CEE
     schemi della macchina necessari per la messa
     in funzione, la manutenzione, l'ispezione, il
     controllo del buon funzionamento e, all'occor-
     renza, la riparazione della macchina ed ogni
      altra avvertenza utile soprattutto in materia di
     sicurezza.
 d)   Qualsiasi documentazione che presenta la          93/44/CEE Art 1.10 i)
      macchina non deve contenere elementi in
      contrasto con quanto specificato nelle istru-
      zioni per l'uso per quanto concerne gli aspetti
      della sicurezza. La documentazione tecnica
      che descrive la macchina deve fornire le in-
      formazioni concernenti l'emissione di rumore
      aereo di cui alla lettera f) e, per le macchine
      portatili e/o a conduzione manuale, le infor-
      mazioni concernenti le vibrazioni di cui al
      punto 22.
                                    37
 ---pagebreak--- e)  Se necessario, nelle istruzioni per l'uso devo-    89/392/CEE
    no essere indicate le prescrizioni di montag-
    gio volte a ridurre il rumore e le vibrazioni
    prodotti (ad esempio, impiego di ammortizza-
    tori, natura e massa del basamento, ecc.).
f)  Le istruzioni per l'uso devono fornire le indi-
    cazioni seguenti sul rumore aereo prodotto
    dalla macchina, valore reale o valore stabilito
    in base alla misurazione eseguita su una mac-
    china identica:
    —      il livello di pressione acustica continuo
           equivalente ponderato A nei posti di la-
           voro se supera 70 dB (A); se tale livello
           è inferiore o pari a 70 dB (A), deve es-
           sere indicato;
    —      il valore massimo della pressione acusti-
           ca istantanea ponderata C nei posti di
           lavoro se supera 63Pa (130 dB rispetto a
           20 uPa);
    —      il livello di potenza acustica emesso dalla
           macchina se il livello di pressione acusti-
           ca continuo equivalente ponderato A nei
           posti di lavoro supera 85 dB (A).
    Quando si tratta di una macchina di grandis-
     sime dimensioni l'indicazione del livello di
     potenza acustica è sostituito dall'indicazione
     dei livelli di pressione acustica continui equi-
     valenti in appositi punti intorno alla
     macchina.
     Allorché non sono applicate le norme armo-         91/368/CEE Art. 1.6 f)
     nizzate, i dati acustici devono essere misurati
     utilizzando il codice di misurazione più ap-
     propriato adeguato alla macchina.
     Il fabbricante deve indicare le condizioni di      89/392/CEE
     funzionamento della macchina durante la mi-
     surazione e i metodi di misurazione seguiti.
     Se il posto o i posti di lavoro non sono o non
     possono essere definiti, la misurazione del li-
     vello di pressione acustica deve essere esegui-
     ta a 1 m dalla superficie della macchina e a
      1,60 m di altezza dal suolo o dalla piattafor-
     ma di accesso. Devono essere indicati la posi-
     zione e il valore della pressione acustica
      massima.
 g)  Se il fabbricante prevede l'utilizzazione della
      macchina in atmosfera esplosiva, le istruzioni
      per l'uso devono fornire tutte le indicazioni
      necessarie.
                                     38
 ---pagebreak---      h)    In caso di macchine che possono anche essere        89/392/CEE
          destinate all'utilizzazione da parte di utilizza-
          tori non professionali la redazione e la pre-
          sentazione delle istruzioni per l'uso, nel ri-
           spetto delle altre esigenze essenziaU di cui
           sopra, devono tener conto del livello di for-
           mazione generale e della perspicacia che ci si
           può ragionevolmente aspettare da questi
           utilizzatori
2.   REQUISITI ESSENZIAU DI SICUREZZA E                        93/44/CEE Art. 1.10 j)
     DI SALUTE PER TALUNE CATEGORIE DI
     MACCHINE
2.1. Macchine agroalimentari                                   89/392/CEE
     Se la macchina è destinata alla preparazione o al
     trattamento dei prodotti alimentari (ad esempio:
     cottura, raffreddamento, riporto a temperatura, la-
     vaggio, manipolazione, condizionamento, stoccag-
     gio, trasporto, distribuzione) deve essere progettata
     e costruita in modo da evitare rischi di infezione,
     di malattia e di contagio e vanno osservate le se-
     guenti norme di igiene:
     a)    I materiali a contatto o che possono venire a
            contatto con prodotti aUmentari devono esse-
            re conformi alle direttive in materia. La mac-
            china deve essere progettata e costruita in
            modo tale che detti materiali possano essere
            puliti prima di ogni utilizzazione.
     b)     Tutte le superfici e gli elementi di raccordo
            devono essere lisci senza rugosità né spazi in
            cui possono fermarsi materie organiche.
      e)    I gruppi costituiti da più unità devono essere
            progettati in modo da ridurre al minimo le
            sporgenze, i bordi e gli angoli Essi sono rea-
            lizzati preferibilmente mediante saldatura o
            incollatura continua.
      d)    Tutte le superfici a contatto con i prodotti au-
            mentati devono poter essere facilmente pulite
            e disinfettate eventualmente dopo aver tolto
            le parti facilmente smontabili GU angoU in-
             terni devono essere raccordati con raggi tali
            da consentire una pulizia completa.
      e)     I liquidi provenienti da prodotti alimentari e i
            prodotti di pulizia, di disinfezione e di risciac-
             quatura devono poter defluire verso l'esterno
             della macchina senza incontrare ostacoli
             (eventualmente in una posizione «pulizia»).
                                           39
 ---pagebreak---     f)     La macchina deve essere progettata e costrui-     89/392/CEE
           ta in modo tale da evitare ogni infiltrazione
           di bquidi ogni accumulazione di materie or-
           ganiche o penetrazione di esseri vivi segnata-
           mente insetti, neUe zone impossibiU da pulire
           (ad esempio: per una macchina non montata
           su piedi o su rotelle, installazione di una
           guarnizione a tenuta stagna tra la macchina e
           lo zoccolo, uso di collegamenti stagni ecc.).
    g)     La macchina deve essere progettata e costrui-
           ta in modo che i prodotti ausiliari (ad esem-
           pio lubrificanti, ecc.) non possano entrare in
           contatto con i prodotti aUmentari All'occor-
           renza, la macchina deve essere progettata e
           costruita per permettere di verificare regolar-
           mente il rispetto di questo requisito.
    I s t r u z i o n i per l'uso
    Oltre alle indicazioni di cui al punto 1, le istruzio-
    ni per l'uso devono menzionare i prodotti ed i me-
    todi di pulizia, di disinfezione e di risciacquatura
    raccomandati (non soltanto per le parti facilmente
    accessibih ma anche nel caso in cui sia necessaria
     una pulizia sul posto per le parti il cui accesso è
    impossibile o sconsigliato, ad esempio le
     tubazioni).
22.  Macchine portatili tenute e/o condotte a mano
     Le macchine portatili tenute e/o condotte a mano
     devono rispondere ai seguenti requisiti essenziali
    di sicurezza e di salute:
     —      a seconda del tipo di macchina, avere una su-
           perficie di appoggio sufficiente e disporre in
            numero sufficiente di mezzi di presa e di
            mantenimento correttamente dimensionati e
            disposti in modo da garantire la stabilità della
            macchina nelle condizioni di funzionamento
            previste dal fabbricante;
     —      tranne il caso in cui sia tecnicamente impossi-
            bile o quando esista un comando indipenden-
            te, se le impugnature non possono essere ab-
            bandonate in tutta sicurezza, le macchine
            devono essere munite di organi di comando
            di avviamento e/o di arresto disposti in modo
            tale che l'operatore non debba abbandonare i
            mezzi di presa per azionarli;
     —      essere progettate, costruite o equipaggiate in
            modo tale da sopprimere i rischi dovuti al lo-
            ro avviamento intempestivo e/o al loro mante-
            nimento in funzione dopo che l'operatore ha
            abbandonato i mezzi di presa. Se questo re-
            quisito non è tecnicamente realizzabile occor-
             re prendere disposizioni compensative;
                                           40
 ---pagebreak---     — la macchina portatile tenuta a mano deve es-           89/392/CEE
           sere progettata e costruita in modo tale da
           consentire, all'occorrenza, il controllo a vista
           della penetrazione dell'utensile nel materiale
           lavorato.
    I s t r u z i o n i per l'uso
    Le istruzioni per l'uso devono fornire la seguente
    indicazione relativa alle vibrazioni emesse dalle
    macchine tenute e condotte manualmente:
    — il valore medio quadratico ponderato, in fre-
           quenza, dell'accelerazione cui sono esposte le
           membra superiori quando superi i 2,5 m/s2,
           definito secondo le norme di collaudo appro-
           priate. Se l'accelerazione non supera 2,5 m/s2,
           occorre segnalarlo.
    In mancanza di norme di collaudo applicabiU, il
    fabbricante deve indicare i procedimenti di misura
    applicati e le condizioni nelle quali sono state ese-
    guite dette misure.
23. Macchine per la lavorazione del legno e di mate-
    rie assimilate
    Le macchine per la lavorazione del legno e le
    macchine che lavorano materiaU aventi caratteristi-
    chefìsichee tecnologiche simili e quelle del legno,
    come il sughero, l'osso, la gomma indurita, le ma-
     terie plastiche dure ed altre materie dure simili
     devono rispondere ai seguenti requisiti essenziaU
     per la sicurezza e la salute:
     a)     la macchina deve essere progettata, costruita
            o attrezzata in modo che il pezzo da lavorare
            possa essere presentato e guidato in condizio-
            ni di sicurezza; quando U pezzo è tenuto ma-
            nualmente su un banco di lavoro, quest'ulti-
            mo deve garantire una stabilità sufficiente
            durante la lavorazione e non deve ostacolare
            lo spostamento del pezzo;
     b)     se la macchina può essere utilizzata in condi-
            zioni che comportano un rischio di proiezione
            dei pezzi di legno, essa deve essere progetta-
            ta, costruita o attrezzata in modo da evitare
            tale proiezione o quanto meno in modo che
             la proiezione non produca danni per l'opera-
             tore e/o le persone esposte;
      e)     la macchina deve essere equipaggiata di freno
             automatico che arresti l'utensile in tempo suf-
             ficientemente breve in caso di rischio di con-
             tatto con l'utensile in fase di rallentamento;
      d)     quando l'utensile è integrato in una macchina
             non completamente automatizzata, questa de-
             ve essere progettata e costruita in modo tale
             da eUminare e ridurre la gravità degli infortu-
              ni alle persone, ad esempio utilizzando por-
              tautensUi a sezione circolare, limitando la
              profondità di passata, ecc.
                                           41
 ---pagebreak---         REQUISm ESSENZIAU DI SICUREZZA E                          91/368/CEE Art 1.6 g)
        DI TUTELA DELLA SALUTE PER OVVIARE
        AI RISCHI PARTICOLARI DOVUTI ALLA
        MOBILITÀ DELLE MACCHINE
        Per ovviare ai rischi particolari dovuti aUa mobili-      93/44/CEE Art 1.101)
        tà, le macchine devono essere progettate e costrui-
        te in modo da rispondere ai requisiti che seguono.
        I rischi dovuti alla mobilità esistono sempre per le      91/368/CEE Art 1.6 g)
        macchine semoventi, trainate, spinte o portate da
        un'altra macchina o da un trattore il cui lavoro è
        effettuato in aree di lavoro e richiede la mobilità
        durante U lavoro oppure uno spostamento conti-
         nuo o semicontinuo secondo una successione di
         stazioni di lavoro fisse.
         Inoltre, i rischi dovuti alla mobilità possono esiste-
         re nel caso di macchine il cui lavoro si effettua
         senza spostamenti ma che possono essere munite
         di mezzi che consentano di spostarle più facilmen-
         te da un luogo all'altro (macchine munite di ruote,
         rotelle, pattini ecc., o collocate su supporti, carrel-
         li, ecc.).
         Al fine di verificare che i motocoltivatori e le mo-
         tozappatrici non presentino rischi inaccettabiU per
         le persone esposte, il fabbricante o il suo mandata-
         rio stabUito neUa Comunità deve effettuare oppure
         fare effettuare le prove appropriate per ogni tipo
         di macchina.
3.1.      Generalità
3.1.1. Definizione
          Per «conducente» si intende un operatore compe-
          tente incaricato dello spostamento di una macchi-
          na. Il conducente può essere trasportato dalla
          macchina oppure accompagnarla a piedi, o azio-
          narla mediante telecomando (cavi, radio, ecc.).
3.1.2. Illuminazione
          Se U fabbricante prevede che le macchine semo-
          venti vengano impiegate in luoghi bui esse do-
          vranno essere munite di un dispositivo di illumina-
          zione adeguato al lavoro da svolgere, ferme
           restando le altre normative eventualmente applica-
           bili (codice stradale, codice di navigazione, ecc.).
3.13.     Progettazione della macchina ai fini della
           movimentazione
           Durante lo spostamento della macchina e/o dei
           suoi elementi non devono potersi verificare spo-
           stamenti intempestivi né rischi dovuti all'instabilità
           se la macchina e/o i suoi elementi sono sottoposti
           a movimentazione secondo le istruzioni del
           fabbricante.
                                              42
 ---pagebreak--- 32.   Posto di lavoro                                         91/368/CEE Art. 1. g)
32.1. Posto di guida
      Il posto di guida deve essere progettato tenendo
      conto dei principi dell'ergonomia. Possono essere
      previsti più posti di manovra e, in questo caso, cia-
      scun posto deve disporre di tutti gli organi di co-
      mando necessari Quando vi sono vari posti di ma-
      novra la macchina deve essere progettata in modo
      che l'impiego di uno di essi renda impossibile l'uso
      degli altri, ad eccezione degli arresti d'emergenza.
      La visibiUtà dal posto di guida deve essere tale da
      consentire al conducente di far muovere la macchi-
      na e i suoi utensili nelle condizioni di impiego pre-
      viste, in tutta sicurezza per sé stesso e per le per-
      sone esposte. In caso di necessità, adeguati
      dispositivi devono rimediare ai rischi dovuti alla
      deficienza di visibilità diretta.
       La macchina deve essere progettata e costruita af-
       finché al posto di manovra non possano presentar-
       si rischi dovuti al contatto improvviso con le ruote
       o con i cingoli per il conducente e per gli operato-
       ri a bordo.
       Il posto di manovra deve essere progettato e co-
       struito in modo da evitare rischi per la salute deri-
       vanti dai gas di scarico e/o dalla mancanza di
       ossigeno.
       Se le dimensioni lo consentono, il posto di mano-
       vra del conducente trasportato deve essere proget-
       tato e costruito in modo da poter essere dotato di
       cabina. In questo caso deve comportare un luogo
       destinato alla sistemazione delle istruzioni necessa-
        rie al conducente e/o agli operatori II posto di
        manovra deve essere dotato di cabina adeguata in
        caso di rischio dovuto ad ambiente pericoloso.
        Se la macchina è dotata di cabina, quest'ultima de-
        ve essere progettata, costruita e/o attrezzata in mo-
        do da assicurare che il conducente lavori in buone
        condizioni e sia protetto dagli eventuali rischi (ad
        esempio: riscaldamento e aerazione inadeguati, vi-
        sibilità insufficiente, eccesso di rumore e vibrazio-
        ni caduta di oggetti, penetrazione di oggetti, ribal-
        tamento, ecc.). E uscita deve consentire un rapido
        abbandono della macchina. Si deve inoltre preve-
        dere un'uscita di sicurezza in una direzione diversa
        dall'uscita normale.
         I materiali impiegati per la cabina e la sua siste-
         mazione interna devono essere difficilmente
         infiammabUi.
                                             43
 ---pagebreak--- 322. Sedili                                                    91/368/CEE Art. 1.6 g)
       Il sedile del conducente di qualsiasi macchina deve
       garantire la stabiUtà del conducente ed essere pro-
       gettato tenendo conto dei principi deU'ergonomia.
       Il sedUe deve essere progettato in modo da ridurre
       al livello più basso ragionevolmente possibile le vi-
       brazioni trasmesse al conducente. Il sedUe deve es-
       sere ancorato in modo da resistere a tutte le solle-
       citazioni che può subire, soprattutto in caso di
       ribaltamento. Se sotto i piedi del conducente non
       esiste alcun piano di appoggio, egli dovrà disporre
       di un poggiapiedi antisdrucciolevole.
       Qualora la macchina possa essere munita di una
       struttura di protezione in caso diribaltamento,U
       sedile deve portare una cintura di sicurezza o un
       dispositivo equivalente che mantenga il conducente
       sul suo sedile senza opporsi ai movimenti necessari
       alla guida né agU eventuaU movimenti della
       sospensione.
323.   Altri posti
        Se le condizioni di utilizzazione prevedono che ol-
        tre al conducente siano saltuariamente o regolar-
        mente trasportati sulla macchina o vi lavorino altri
        operatori, devono essere previsti posti adeguati af-
        finché il loro trasporto o lavoro avvenga senza ri-
        schi in particolare di caduta.
        Se le condizioni di lavoro lo consentono, questi
        posti di lavoro devono essere muniti di sedili
        Se il posto di manovra deve essere munito di cabi-
        na, anche gli altri posti devono essere protetti con-
        tro i rischi che hanno giustificato la protezione del
        posto di manovra.
 33.    Comandi
 33.1.  Dispositivi di comando
         Dal posto di guida il conducente deve poter azio-
         nare tutti i dispositivi di comando necessari al fun-
        zionamento deUa macchina tranne per quanto ri-
         guarda le funzioni che possono essere esercitate in
         condizioni di sicurezza solo mediante dispositivi di
         comando collocati al di fuori del posto di guida. Si
         tratta in particolare di posti di lavoro diversi dal
         posto di guida di cui sono responsabili operatori
         diversi dal conducente o per i quali è necessario
         che il conducente lasci il posto di guida per svolge-
         re le manovre in condizioni di sicurezza.
         I pedaU eventuali devono essere progettati, costrui-
         ti e disposti in modo che possano essere azionati
         da un conducente in modo sicuro con il minimo
         rischio di confusione; devono avere una superficie
         antisdrucciolevole ed essere facili da pulire.
                                            44
 ---pagebreak---       Quando il loro azionamento può comportare ri-            91/368/CEE Art. 1.6 g)
      schi, in particolare movimenti pericolosi, i disposi-
      tivi di comando deUa macchina, ad esclusione di
      queUi a posizioni predeterminate, devono ritornare
      in posizione neutra non appena l'operatore li la-
      scia liberi
      Nel caso di una macchina a ruote, U meccanismo
       di sterzo deve essere progettato e costruito in mo-
       do da ridurre la forza dei movimenti bruschi del
      volante o della leva di sterzo, dovuti ai colpi subiti
       dalle ruote sterzanti.
       Il comando di blocco del differenziale deve essere
       progettato e disposto in modo da permettere di
       sbloccare il differenziale quando la macchina è in
       movimento.
       L'ultima frase del punto 1.22 non si applica alla
       funzione della mobilità.
332. Avviamento/spostamento
       Le macchine semoventi con conducente trasporta-
       to devono essere dotate di mezzi che scoraggino
       l'avviamento del motore da parte di persone non
       autorizzate.
       Qualsiasi spostamento comandato di una macchina
       semovente con conducente trasportato deve essere
       possibile soltanto se il conducente si trova al posto
       di comando.
        Quando, per il suo lavoro, una macchina deve es-
        sere attrezzata con dispositivi che superano la sua
        sagoma normale (ad esempio, stabilizzatori, frec-
        cia, ecc.), è necessario che il conducente disponga
        di mezzi che gli consentano di verificare facilmen-
        te, prima di spostare la macchina, che detti dispo-
        sitivi sono in una posizione che consente uno spo-
        stamento sicuro.
        La stessa cosa deve verificarsi per la posizione di
        tutti gli altri elementi che, per consentire uno spo-
        stamento sicuro, devono occupare una posizione
        definita, se necessario bloccata.
        Quando ciò è tecnicamente ed economicamente
        realizzabile, lo spostamento della macchina deve
        essere subordinato alla posizione sicura degli ele-
         menti sopra indicati
         Uno spostamento della macchina non deve essere
         possibile all'atto dell'avviamento del motore.
 333.   Arresto dello spostamento
         Fatte salve le prescrizioni da rispettare per la cir-
         colazione stradale, le macchine semoventi e i loro
         rimorchi devono rispettare i requisiti in materia di
         rallentamento, di arresto, di frenatura e di immo-
         bilizzazione che garantiscano la sicurezza in tutte
         le condizioni di funzionamento, di carico, di veloci-
         tà, di caratteristiche del suolo e di pendenza previ-
         ste dal fabbricante e corrispondenti a situazioni
         normalmente incontrate.
                                             45
 ---pagebreak---        U raUentamento e l'arresto deUa macchina semo-         91/368/CEE Art. 1.6 g)
       vente devono poter essere ottenuti dal conducente
       attraverso un dispositivo principale. Se la sicurezza
       10 esige, in caso di guasto del dispositivo principale
       o in mancanza di energia per azionare tale disposi-
       tivo, un dispositivo d'emergenza con comandi inte-
       ramente indipendenti e facUmente accessibili deve
       consentire U rallentamento e l'arresto.
       Se la sicurezza lo esige, l'immobilizzazione della
       macchina deve essere mantenuta con un dispositi-
       vo di sosta. Questo dispositivo può essere combi-
       nato con uno dei dispositivi di cui al secondo com-
       ma, a condizione che sia ad azione puramente
       meccanica.
       La macchina comandata a distanza deve essere
       progettata e costruita in modo da fermarsi auto-
       maticamente se il conducente ne ha perduto il
       controllo.
       11 punto 12.4 non si applica alla funzione
       spostamento.
33.4.  Spostamento delle macchine con conducente a piedi
        Ogni spostamento di una macchina semovente con
        conducente a piedi deve essere possibile solo se
        quest'ultimo esercita un'azione continua sull'orga-
        no di comando corrispondente. In particolare, nes-
        suno spostamento deve essere possibile all'atto
        d'avviamento del motore.
        Il sistema di comando delle macchine con condu-
        cente a piedi deve essere progettato in modo da
        ridurre al minimo i rischi connessi allo spostamen-
        to inopinato della macchina verso il conducente, in
        particolare i rischi di:
        a)    schiacciamento,
        b)    lesioni provocate da utensili rotanti
        Inoltre, la velocità normale di spostamento della
        macchina deve essere compatibile con l'andatura
        del conducente.
        Sulle macchine che possono essere munite di un
         utensile rotante, quest'ultimo non deve potere es-
         sere azionato quando il comando di retromarcia è
         inserito, salvo che lo spostamento della macchina
         risulti dal movimento dell'utensile. In quest'ultimo
         caso basterà che la velocità in retromarcia sia tale
         da non presentare rischi per il conducente.
 3.33.  Avaria del circuito di comando
         In caso di avaria dell'alimentazione del servoster-
         zo, la macchina deve poter essere guidata per
          arrestarla.
                                           46
 ---pagebreak--- 3.4.   Misure di protezione dai rischi meccanici               91/368/CEE Art. .6g)
3.4.1. Rischi connessi con movimenti non comandati
       Quando un elemento di una macchina è stato ar-
       restato, la sua deriva dalla posizione di arresto,
       per qualsiasi causa che non sia l'azionamento degli
       organi di comando, deve essere tale da non creare
       rischi per le persone esposte.
       La macchina deve essere progettata, costruita ed
       eventualmente montata sul suo supporto mobile in
       modo che al momento dello spostamento le oscu-
       lazioni incontrollate del suo baricentro non ne pre-
       giudichino la stabilità né comportino sforzi eccessi-
       vi per la sua struttura.
3.4.2. Rischio di rottura durante il funzionamento
       GU elementi di macchine rotanti ad alta velocità,
       per i quali nonostante le precauzioni prese, rima-
       ne U rischio di rottura o di disintegrazione, devono
       essere montati e protetti in modo che i loro even-
        tuali frammenti vengano trattenuti o, quando ciò
        non è possibile, non possano essere proiettati ver-
        so ii posto di manovra e/o i posti di lavoro.
3.43.  Rischi connessi con il ribaltamento
        Quando per una macchina semovente con condu-
        cente ed eventualmente operatori trasportati esiste
        U rischio di ribaltamento, essa deve essere proget-
        tata e munita di punti di ancoraggio che consenta-
        no di ricevere una struttura di protezione contro
        tale rischio (ROPS).
        Detta struttura deve essere tale che in caso di ri-
        baltamento garantisca al conducente trasportato,
        ed eventualmente agli operatori trasportati, un
         adeguato volume limite di deformazione (DLV).
         Al fine di verificare che la struttura soddisfi U re-
         quisito di cui al secondo comma, il fabbricante o il
         suo mandatario stabilito nella Comunità deve ef-
         fettuare, o far effettuare, prove appropriate su
         ogni tipo di struttura.
         Inoltre, le seguenti macchine per movimento terra
         di potenza superiore a 15 kW devono essere muni-
         te di una struttura di protezione in caso di
         ribaltamento:
         — pale caricatrici su cingoli o su ruote,
         — caricatrici meccaniche,
         — trattori su cingoli o su ruote,
         — ruspe autocaricanti o meno,
          — livellatrici,
          — cassoni ribaltabili       con    parte   anteriore
               articolata.
                                             47
 ---pagebreak--- 3.4.4.  Rischi connessi con la caduta di oggetti               91/368/CEE Art 1.6 g)
        Quando per una macchina con conducente e even-
        tualmente con operatori trasportati esistono rischi
        connessi con cadute di oggetti e di materiati, essa
        deve essere progettata e munita, se le sue dimen-
        sioni lo consentono, di punti di ancoraggio atti a
        ricevere una struttura di protezione contro tale ri-
        schio (FOPS).
        Detta struttura deve esser tale che in caso di cadu-
        te di oggetti o di materiali garantisca agli operatori
        trasportati un adeguato volume limite di deforma-
        zione (DLV).
        Al fine di verificare che la struttura soddisfi il re-
        quisito di cui al secondo comma, U fabbricante o il
        suo mandatario stabUito nella Comunità deve ef-
        fettuare, o far effettuare, prove appropriate per
        ciascun tipo di struttura.
3.43.   Rischi connessi con cadute dai mezzi di accesso
         Mezzi di appoggio o di sostegno devono essere
        progettati, costruiti e disposti in modo che gU ope-
         ratori U utilizzino istintivamente e non ricorrano a
         tal fine agli organi di comando.
3.4.6.  Rischi connessi con i dispositivi di traino
         Ogni macchina utilizzata per trainare o destinata
         ad essere trainata deve essere munita di dispositivi
         di rimorchio o di traino progettati, costruiti e di-
         sposti in modo da garantire che il coUegamento e
         lo sganciamento possano essere effettuati facUmen-
         te ed in modo sicuro e da impedire uno sgancia-
         mento accidentale durante l'utilizzazione.
         Qualora il carico sul timone lo richieda, queste
         macchine devono essere munite di un supporto
         con una superficie d'appoggio adattata al carico e
         al terreno.
 3.4.7.  Rischi connessi con la trasmissione di potenza tra la
         macchina semovente (o il trattore) e la macchina
         azionata
          GU alberi di trasmissione cardanici che collegano
          una macchina semovente (o un trattore) al primo
          supporto fìsso di una macchina azionata devono
          essere protetti sul lato della macchina semovente e
          sul lato della macchina azionata per tutta la lun-
          ghezza dell'albero e dei giunti cardanici
          Sul lato deUa macchina semovente o del trattore,
          la presa di forza alla quale è collegato l'albero di
          trasmissione deve essere protetta da uno schermo
          fissato sulla macchina semovente (o sul trattore)
          oppure da qualsiasi altro dispositivo che garantisca
          una protezione equivalente.
                                             48
 ---pagebreak---        Sul lato della macchina trainata, l'albero comanda-     91/368/CEE Art. 1.6 g)
       to deve essere chiuso in un carter di protezione
       fissato sulla macchina.
       La presenza di un limitatore di coppia o di una
       ruota libera è autorizzata per la trasmissione car-
       danica soltanto sul lato in cui avviene il collega-
       mento con la macchina azionata. In questo caso
       occorre indicare sull'albero di trasmissione cardani-
       co U senso del montaggio.
       Ogni macchina trainata, il cui funzionamento im-
       pUca la presenza di un albero di trasmissione che
       la colleghi ad una macchina semovente o a un
       trattore, deve possedere un sistema di aggancio
       dell'albero di trasmissione tale che, quando la
       macchina è staccata, l'albero di trasmissione e il
       suo dispositivo di protezione non vengano danneg-
       giati dal contatto con il suolo o con un elemento
       deUa macchina.
        GU elementi esterni del dispositivo di protezione
       devono essere progettati costruiti e disposti in mo-
       do da non poter ruotare con l'albero di trasmissio-
        ne. Il dispositivo di protezione deve coprire l'albe-
        ro di trasmissione fino alle estremità delle ganasce
        interne nel caso di giunti cardanici semplici e al-
        meno fino al centro del giunto o dei giunti esterni
        nel caso di cardani detti a grandangolo.
        Se sono previsti accessi ai posti di lavoro in prossi-
        mità dell'albero di trasmissione a cardano, il co-
        struttore deve evitare che i dispositivi di protezio-
        ne degli alberi di trasmissione descritti al sesto
        comma possano servire da predellini a meno che
        non siano progettati e costruiti a tal fine.
3.4.8.  Rbchi dovuti agli elementi mobili di trasmissione
        In deroga al punto 1.3.8.A, nel caso dei motori a
        combustione interna, le protezioni mobUi che im-
        pediscono l'accesso alle parti mobili del comparti-
         mento motore possono non essere provviste di di-
         spositivi di blocco a condizione che la loro
         apertura sia possibile soltanto con l'impiego di un
         utensUe o di una chiave, oppure dopo aver aziona-
         to un comando situato sul posto di guida, se
         quest'ultimo si trova in una cabina completamente
         chiusa con una serratura btoccabile.
                                            49
 ---pagebreak--- 33.    Misure di protezione contro altri rischi                91/368/CEE Art. 1.6 g)
33.1.  Rischi dovuti alla batteria d'accumulatori
       L'alloggiamento deUa batteria deve essere costrui-
       to e situato e la batteria deve essere installata in
       modo da evitare al massimo la possibiUtà di proie-
       zione dell'elettrolita sull'operatore anche in caso di
       ribaltamento e/o da evitare l'accumulo di vapori
       vicino ai posti occupati dagli operatori.
       La macchina mobile deve essere progettata e co-
       struita in modo che la batteria possa essere disin-
       serita con un dispositivo facilmente accessibile pre-
       visto a tal fine.
332.   Rischi di incendio
       In funzione dei rischi previsti dal fabbricante du-
       rante l'uso, la macchina deve, qualora le dimensio-
       ni lo consentano:
       — permettere l'installazione di estintori facU-
             mente accessibili, oppure
       — essere munita di sistemi di estinzione che sia-
             no parte integrante della macchina.
333.   Rischi dovuti alle emissioni di polveri, gas, ecc.
        Quando esista tale rischio, la captazione di cui al
        punto 13.13 può essere sostituita con altri mezzi
        come ad esempio reUminazione con getto d'acqua
        polverizzata. Il punto 1.5.13, secondo e terzo com-
        ma, si applica soltanto quando la funzione princi-
        pale della macchina è la polverizzazione di
        prodotti
3.6.    Indicazioni
3.6.1.  Segnalazione — avvertimento
        Le macchine devono essere provviste di mezzi di
        segnalazione e/o di targhe con le istruzioni concer-
        nenti l'impiego, la regolazione e la manutenzione
        necessaria per garantire la sicurezza e la tutela
        della salute delle persone esposte. Tali mezzi devo-
        no essere scelti progettati e realizzati in modo da
        essere chiaramente visibUi e indelebUi
        Ferme restando le condizioni da rispettare per la
        circolazione stradale, le macchine con conducente
        trasportato devono essere dotate della seguente
        attrezzatura:
        — un awertitore acustico che consenta di avver-
              tire le persone esposte;
        — un sistema di segnalazione luminosa che ten-
              ga conto delle condizioni di impiego previste
              quali ad esempio, le luci di arresto, le luci di
              retromarcia, i girofari Quest'ultima condizio-
              ne non si applica alle macchine destinate
              esclusivamente ai lavori sotterranei e sprovvi-
              ste di alimentazione elettrica.
                                            50
 ---pagebreak---       Le macchine telecomandate, le cui condizioni di             91/368/CEE Art .6 g)
      impiego normali espongono le persone a rischi di
      urto o di schiacciamento, devono essere munite di
      mezzi adeguati per segnalare i loro spostamenti o
       di mezzi per proteggere le persone esposte contro
      taU rischi Lo stesso applicasi alle macchine la cui
       utilizzazione implica la ripetizione sistemica di
       avanzamento e arretramento lungo uno stesso asse
       e il cui conducente non ha visibilità posteriore
       diretta.
       Il disinserimento involontario di tutti i dispositivi
       di avvertimento e di segnalazione deve essere reso
       impossibUe in sede di fabbricazione. Ogni volta
       che ciò sia indispensabile alla sicurezza, questi di-
       spositivi devono essere muniti di mezzi di controlio
       del buon funzionamento e un loro guasto deve es-
       sere reso apparente all'operatore.
       Quando le macchine spostandosi o spostando i lo-
        ro utensiU possono creare un rischio particolare,
       dovrà essere prevista un'iscrizione sulla macchina
        stessa che vieti di avvicinarsi alla macchina durante
        il lavoro; tale iscrizione deve essere leggibile a suf-
        ficiente distanza per garantire la sicurezza delle
        persone che devono operare nei pressi delle
        macchine.
3.62. Marcatura
        Le indicazioni minime richieste al punto 1.73 de-
        vono essere completate come segue:
        — la potenza nominale espressa in kW;
        — la massa, in kg, nella configurazione più usua-
              le ed eventualmente:
              — lo sforzo massimo di trazione previsto
                    dal fabbricante al gancio di traino in N;
              — Io sforzo verticale massimo previsto dal
                    fabbricante sul gancio di traino in N.
3.63.    Istruzioni per l'uso
         Le istruzioni per l'uso devono contenere, oltre alle
         indicazioni minime di cui al punto 1.7.4, le seguen-
         ti indicazioni:
         a)    per quanto riguarda le vibrazioni della mac-
               china, 0 valore effettivo o un valore stabUito
               in base a misurazioni effettuate su una mac-
               china identica:
               — il valore quadratico medio ponderato, in
                    frequenza, dell'accelerazione cui sono
                     esposte le membra superiori quando su-
                     peri 2,5 m/s2; se tale livello è inferiore o
                     pari a 25 m/s2, occorre indicarlo;
                                               51
 ---pagebreak---             — U valore quadratico medio ponderato, in         91/368/CEE Art 1.6 g)
                  frequenza, dell'accelerazione cui è espo-
                  sto U corpo (piedi o parte seduta) quan-
                   do superi 03 m/s2; se tale livello è infe-
                   riore o pari a 03 m/s2, occorre indicarlo.
             Allorché non sono applicate le norme armo-
             nizzate, i dati sulle vibrazioni devono essere
             misurati usando il codice di misurazione più
             appropriato adeguato alla macchina.
             Il fabbricante deve indicare le condizioni di
             funzionamento della macchina durante la mi-
             surazione ed i metodi usati per le
             misurazioni
        b)   nel caso di macchine che consentono vari usi
             a seconda dell'attrezzatura impiegata, U fab-
             bricante della macchina di base su cui posso-
             no essere fissate attrezzature intercambiabili e
             il fabbricante di queste ultime devono dare le
             informazioni necessarie per consentirne U
             montaggio e l'uso in condizioni di sicurezza.
4.      REQUISITI ESSENZIAU DI SICUREZZA E
        DI TUTELA             DELLA        SALUTE PER
        PREVENIRE I RISCHI PARTICOLARI
        DOVUTI          AD       UN'OPERAZIONE             DI
        SOLLEVAMENTO
        Le macchine che presentano rischi dovuti alle ope-     93/44/CEE Art 1.10 m)
        razioni di sollevamento, essenzialmente rischi di
        cadute del carico, di urti del carico o di rovescia-
        mento a causa della movimentazione del carico,
        devono essere progettate e costruite in modo da
        conformarsi ai requisiti che seguono.
        Detti rischi si presentano con le macchine la cui      91/368/CEE Art 1.6 g)
        funzione consiste nello spostare un carico unitario
        con cambiamento di Uve Ho durante lo spostamen-
        to. Il carico può essere costituito da oggetti, da
        materiali o da merci.
4.1.    Considerazioni generali
4.1.1. Definizioni
         a)   «accessori di sollevamento»:
              componenti o attrezzature non collegate alle
              macchine e disposte tra la macchina e U cari-
              co oppure sul carico per consentirne la presa;
         b)   «accessori di imbracatura»:
              accessori di sollevamento che servono alla
              realizzazione o all'impiego di una braca, quali
              ganci ad occhiello, maniglie, anelU, golfari,
              ecc.;
                                            52
 ---pagebreak---        e)    «carico guidato»:                                   91/368/CEE A . 1.6 g)
             carico di cui l'intero spostamento avviene lun-
             go guide materializzate, rigide o flessibili la
             cui posizione nello spazio è determinata da
             punti fissi;
       d)    «coefficiente di utilizzazione»:
             rapporto aritmetico tra U carico garantito dal
             fabbricante, fino al quale un'attrezzatura, un
             accessorio o una macchina è in grado di trat-
             tenere tale carico, ed U carico massimo di
             esercizio marcato sull'attrezzatura, suU'acces-
             sorio o sulla macchina rispettivamente;
       e)     «coefficiente di prova»:
              rapporto aritmetico tra il carico utilizzato per
              effettuare le prove statiche o dinamiche di
              un'attrezzatura, un accessorio o una macchi-
              na, ed il carico massimo di esercizio marcato
              sull'attrezzatura, sull'accessorio o sulla mac-
              china rispettivamente;
        f)    «prova statica»:
              verifica che consiste nei controllare l'apparec-
              chio o l'accessorio di sollevamento e nell'ap-
              plicargli successivamente una forza corrispon-
              dente al carico massimo di esercizio
              moltiplicato per un coefficiente di prova stati-
              ca appropriato, quindi, dopo aver soppresso U
              carico, nell'eseguire di nuovo un'ispezione
              della macchina di sollevamento o dell'accesso-
              rio per controllare che non si sia verificato
              alcun danno;
        g)     «prova dinamica»:
               prova che consiste nel far funzionare la mac-
               china in tutte le possibili configurazioni al ca-
               rico massimo di esercizio, tenendo conto del
               comportamento dinamico della macchina on-
               de verificare il buon funzionamento della
               macchina e degli elementi di sicurezza.
4.1.2.   Misure di protezione contro i rischi meccanici
4.12.1. R i s c h i d o v u t i    alla     mancanza         di
         stabilità
         Le macchine devono essere progettate e costruite
         in modo che la stabilità prescritta al punto 1.3.1
         sia garantita durante il funzionamento e in posizio-
         ne di arresto, durante tutte le fasi di trasporto, di
         montaggio e di smontaggio, in occasione dei guasti
         prevedibili e anche nel corso delle prove quando
         esse siano effettuate conformemente alle istruzioni
         per l'uso.
                                              53
 ---pagebreak---         A tal fine, U fabbricante o U suo mandatario stabi-     91/368/CEE Art. 1.6 g)
        Uto neUa Comunità deve utilizzare i mezzi di veri-
        fica appropriati; in particolare, per i carrelli di mo-
        vimentazione automotori di levata superiore a
        1,80 m, U fabbricante o U suo mandatario stabUito
        nella Comunità deve effettuare o far effettuare,
        per ciascun tipo di carrello, una prova di stabUità
        su piattaforma o prova analoga.
4.12.2. G u i d e e v i e di s c o r r i m e n t o
        Le macchine devono essere munite di dispositivi
        che agiscono sulle guide o vie di scorrimento in
        modo da evitare i deragliamenti
        Tuttavia, in caso di deragliamento nonostante la
        presenza di simiU dispositivi o in caso di avaria di
        un organo di guida o di scorrimento, si devono
        prevedere dispositivi che impediscano la caduta di
        attrezzature, di componenti o del carico, nonché U
        ribaltamento della macchina.
4.123. R e s i s t e n z a  meccanica
        Le macchine, gli accessori di sollevamento e gU
        elementi amovibUi devono poter resistere alle sol-
        lecitazioni cui sono soggetti durante U funziona-
        mento e, se del caso, anche quando sono fuori ser-
        vizio, nelle condizioni di installazione e di esercizio
        previste dal fabbricante e in tutte le relative confi-
        gurazioni, tenendo conto eventualmente degli ef-
        fetti degli agenti atmosferici e degU sforzi esercitati
         dalle persone anche durante U trasporto, U mon-
         taggio e lo smontaggio.
         Le macchine e gli accessori di sollevamento devo-
         no essere progettati e costruiti in modo tale da
         evitare guasti dovuti alla fatica o aU'usura tenuto
         conto dell'uso previsto.
         I materiali utilizzati devono essere scelti tenendo
         conto degli ambienti di esercizio previsti dal fab-
         bricante soprattutto per quanto, riguarda la corro-
         sione, l'abrasione, gli urti, la fragilità a freddo e
         l'invecchiamento.
          Le macchine e gU accessori di sollevamento devo-
          no essere progettati e costruiti per sopportare i so-
         vraccarichi applicati nelle prove statiche senza pre-
          sentare deformazioni permanenti né disfunzioni
          manifeste. Il calcolo deve tener conto dei valori
          del coefficiente di prova statica che è scelto in mo-
          do tale da garantire un livello adeguato di sicurez-
          za; in generale, questo coefficiente ha i seguenti
          valori:
          a)   macchine mosse dalla forza umana e accessori
               di sollevamento: 1,5;
                                             54
 ---pagebreak---          b)     altre macchine: 1,25.                              91/368/CEE Ai . 1.6 g)
         Le macchine devono essere progettate e costruite
         per sopportare perfettamente le prove dinamiche
         effettuate con il carico massimo di utilizzazior
         moltiplicato dal coefficiente di prova dinamica. Ta-
         le coefficiente di prova dinamica è scelto in modo
         tale da garantire un adeguato livello di sicurezza e,
         in generale, è pari a 1,1.
         Le prove dinamiche devono essere effettuate sulla
         macchina pronta ad essere messa in servizio in
         normali condizioni d'utUizzazione e sono general-
         mente eseguite alle velocità nominaU definite dal
         fabbricante. Qualora U circuito di comando auto-
         rizzi più movimenti simultanei (per esempio, rota-
         zione e spostamento del carico), le prove devono
         essere effettuate nelle condizioni più sfavorevoli
         ossia, in generale, combinando i movimenti
4.1.2.4. P u l e g g e , t a m b u r i , c a t e n e e f u n i
          I diametri delle pulegge, dei tamburi e dei rulli
          devono essere compatibili con le dimensioni delle
          funi o delle catene di cui possono essere muniti.
          I tamburi ed i rulli devono essere progettati, co-
          struiti ed installati in modo che le funi o le catene
          di cui sono muniti possano avvolgersi senza lascia-
          re lateralmente l'alloggiamento previsto.
          Le funi utilizzate direttamente per U sollevamento
          o U supporto del carico non devono comportare
          alcuna impiombatura a parte quelle aUe loro estre-
          mità (le impiombature sono tollerate negli impian-
          ti destinati, sin dalla loro progettazione, ad essere
           modificati regolarmente in funzione delle esigenze
          di utilizzazione). Il coefficiente di utilizzazione
           dell'insieme fune e terminale è scelto in modo tale
           da garantire un livello adeguato di sicurezza; que-
           sto coefficiente è, in generale, pari a 5.
           II coefficiente di utilizzazione delle catene di solle-
           vamento è scelto in modo tale da garantire un li-
           vello adeguato di sicurezza; questo coefficiente è,
           in generale, pari a 4.
           Al fine di verificare che sia stato raggiunto U coef-
           ficiente di utilizzazione adeguato, U fabbricante o
           il suo mandatario stabUito nella Comunità deve ef-
           fettuare o fare effettuare le prove appropriate per
           ciascun tipo di catena e di cavo utilizzato diretta-
           mente per il sollevamento del carico e per ciascun
           tipo di terminale di cavo.
                                                  55
 ---pagebreak--- 4.123. A c c e s s o r i di i m b r a c a t u r a              91/368/CEE Art 1.6 g)
       GU accessori di imbracatura devono essere dimen-
       sionati tenendo conto dei fenomeni di fatica e di
       invecchiamento per un numero di cicli di funziona-
       mento conforme alla durata di vita prevista alle
       condizioni di funzionamento specificate per l'appli-
       cazione prevista.
       Inoltre:
       a)    U coefficiente di utilizzazione dell'insieme ca-
            vo metallico e terminale è scelto in modo tale
             da garantire un livello adeguato di sicurezza;
             questo coefficiente è, in generale, pari a 5. I
             cavi non devono comportare nessun intreccio
             o aneUo diverso da quelli delle estremità;
        b)   aUorché sono utilizzate catene a maglie salda-
             te, devono essere del tipo a maglie corte. Il
             coefficiente di utilizzazione de Uè catene, a
             prescindere dal tipo, è scelto in modo tale da
             garantire un livello adeguato di sicurezza;
             questo coefficiente è, in generale, pari a 4;
        e)   U coefficiente d'utilizzazione delle funi o cin-
             ghie di fibre tessUi dipende dal materiale, dal
             processo di fabbricazione, dalle dimensioni e
             daU'utiUzzazione. Questo coefficiente è scelto
             in modo da garantire un livello di sicurezza
             adeguato; esso è, in generale, pari a 7, a con-
             dizione che i materiali utilizzati siano di otti-
              ma qualità controllata e che U processo di
             fabbricazione sia adeguato alle condizioni di
              utilizzazione previste. In caso contrario, è in
              generale più elevato per garantire un livello
              di sicurezza equivalente.
              Le funi o cinghie di fibre tessUi non devono
              presentare alcun nodo, impiombatura o colle-
              gamento, a parte quelU dell'estremità dell'im-
              bracatura o della chiusura di un'imbracatura
              senza estremità;
        d)    U coefficiente d'utilizzazione di tutti i compo-
              nenti metallici di una braca o utilizzati con
              una braca è scelto in modo da garantire un
              liveUo adeguato di sicurezza; questo coeffi-
              ciente è, in generale, pari a 4;
                                              56
 ---pagebreak---          e)    la portata massima di utilizzazione di una              91/368/CEE Ai . 1.6 g)
               braca a trefoli è stabUità tenendo conto della
               portata massima di utilizzazione del trefolo
               più debole, del numero di trefoU e di un fat-
               tore di riduzione che dipende dal tipo e»
               imbracatura;
         f)    al fine di verificare che sia stato raggiunto U
               coefficiente di utUizzazione adeguato, il fab-
               bricante o U suo mandatario stabUito nella
               Comunità deve effettuare o fare effettuare le
               prove appropriate per ciascun tipo di compo-
                nente di cui alle lettere a), b), e) e d).
4.12.6. C o n t r o l l o    dei     movimenti
         I dispositivi di controllo dei movimenti devono agi-
         re in modo da conservare in condizioni di sicurez-
         za la macchina su cui sono installati
         a)     Le macchine devono essere progettate ed at-
                trezzate con dispositivi che mantengono l'am-
                piezza dei movimenti dei loro elementi entro
                i limiti previsti. Lattrvità di questi dispositivi
                deve essere preceduta eventualmente da un
                segnale.
          b)    Se più macchine fìsse o traslanti su rotaie
                possono compiere evoluzioni simultanee con
                rischio di urti, dette macchine devono essere
                progettate e costruite per poter essere equi-
                paggiate di sistemi che consentano di evitare
                tali rischi
          e)     I meccanismi delle macchine devono essere
                progettati e costruiti in modo che i carichi
                 non possano derivare pericolosamente o cade-
                 re improvvisamente in caduta libera anche in
                 caso di interruzione parziale o totale di ener-
                 gia oppure         quando        cessa    l'azione
                 dell'operatore.
          d)     Tranne che per le macchine U cui lavoro ri-
                 chiede una siffatta applicazione, nelle normali
                 condizioni di esercizio non deve essere possi-
                 bile abbassare il carico soltanto sotto U con-
                 trollo di un freno a frizione.
          e)     GU organi di presa devono essere progettati e
                 costruiti in modo da evitare la caduta improv-
                 visa dei carichi.
 4.1.2.7. R i s c h i d o v u t i ai c a r i c h i m a n i p o l a t i
           La posizione del posto di guida delle macchine de-
           ve consentire di sorvegliare perfettamente le traiet-
           torie degli elementi in movimento per evitare la
           possibUità di urtare persone o materiali o altre
           macchine che possono funzionare simultaneamente
           e presentare quindi un pericolo.
                                                  57
 ---pagebreak---          Le macchine a carico guidato, instaUate fisse, de-       91/368/CEE Art. 1.6 g)
         vono essere progettate e costruite in modo da im-
         pedire alle persone esposte di essere urtate dal ca-
         rico o dai contrappesi
4.12.8. R i s c h i d o v u t i al f u l m i n e
         La macchine esposte al fulmine durante l'uso de-
         vono essere equipaggiate in modo da scaricare al
         suolo le eventuali scariche elettriche.
42.      Requisiti particolari per gli apparecchi mossi da
         energia diversa da quella umana
42.1. Comandi
42.1.1. P o s t o di g u i d a
          I requisiti di cui al punto 3.2.1 si applicano anche
          alle macchine non mobUi.
42.12. S e d i l e
          I requisiti di cui al punto 3.2.2, primo e secondo
          comma e al punto 3.2.3 si applicano anche alle
          macchine non mobUi
4.2.13. O r g a n i di c o m a n d o d e i m o v i m e n t i
          Gli organi di comando dei movimenti della mac-
          china o deUe sue attrezzature devono ritornare in
          posizione neutra non appena cessa l'azionamento
          da parte deU'operatore. Per i movimenti, parziali o
          totali per i quali non si corre Urischiodi urto da
          parte del carico o della macchina, si possono sosti-
          tuire detti organi con organi di comando che con-
          sentono movimenti con arresti automatici a livelU
          preselezionati senza dover mantenere l'azionamen-
          to da parte deU'operatore.
 4.2.1.4. C o n t r o l l o d e l i e s o l l e c i t a z i o n i
           Le macchine con un carico massimo di utilizzazio-
           ne pari almeno a 1 000 kg o U cui momento di
           rovesciamento è pari almeno a 40 000 Nm, devono
           essere dotate di dispositivi che avvertano U condu-
           cente e impediscano i movimenti pericolosi del ca-
           rico in caso:
           — di sovraccarico delle macchine:
                — sia per eccesso di carico massimo di
                      utilizzazione;
                 — sia per superamento dei momenti dovuti
                      a tali carichi;
           — di superamento dei momenti che tendono al
                 rovesciamento dovuti in particolare al carico
                 sollevato.
  422.     Installazione guidata da funi
            Le funi portanti, traenti o portanti e traenti devo-
            no essere tese da contrappesi o da un dispositivo
            che consente di controllare in permanenza la
            tensione.
                                                  58
 ---pagebreak--- 4.23.   Rischi dovuti alla caduta degli operatori. Mezzi di91/368/CEE Art. 1.6 g)
        accesso al posto di lavoro o ai punti di intervento
        Le macchine a carico guidato e le macchine per le
        quali i supporti del carico seguono un determinate
        percorso devono essere dotate di dispositivi che
        impediscano i rischi di caduta delle persone
        esposte.
        Le macchine che collegano livelli definiti e in cui    93/44/CEE Art 1.10 n)
        gli operatori possono penetrare sul piano di carico
        per posare o stivare quest'ultimo devono essere
        progettate e costruite in modo da evitare uno spo-
        stamento non controllato del piano di carico, in
        particolare al momento del caricamento o dello
        scaricamento.
4.2.4. Idoneità all'impiego                                    91/368/CEE Art 1.6 g)
        II fabbricante o il suo mandatario stabUito nella
         Comunità si accerta, all'atto dell'immissione sul
         mercato o della prima messa in servizio, con ade-
         guate misure che egli prende o fa prendere, che gli
         accessori di sollevamento e le macchine pronti ad
         essere utilizzati, a operazione manuale o a opera-
         zione motorizzata, possano compiere le funzioni
         previste in tutta sicurezza. Le misure suddette deb-
         bono tener conto delle caratteristiche statiche e di-
         namiche delle macchine.
         Se le macchine non possono essere montate nei
         locali del fabbricante, o del suo mandatario stabili-
         to nella Comunità, le misure adeguate devono es-
         sere prese sul luogo dell'utUizzazione. In caso con-
         trario, esse possono essere prese tanto nei locali
         del fabbricante quanto sul luogo dell'utilizzazione.
 4.3.    Marcatura
 4.3.1.  Catene e funi
         Ogni lunghezza di catena, fune o cinghia di solle-
         vamento che non faccia parte di un insieme deve
          recare un marchio oppure, se la marcatura è mate-
          rialmente impossibile, una targa o un anello ina-
          movibUe con i riferimenti del fabbricante o del suo
          mandatario stabilito nella Comunità e l'identifica-
          zione della relativa attestazione.
          L attestazione deve contenere le indicazioni pre-
          scritte dalle norme armonizzate oppure, in man-
          canza di queste, le seguenti indicazioni minime:
          — il nome del fabbricante o del suo mandatario
                stabUito nella Comunità;
          — l'indirizzo nella Comunità del fabbricante o
                mandatario, a seconda dei casi;
                                             59
 ---pagebreak---      — una descrizione deUa catena o deUa fune               91/368/CEE Art 1.6 g)
           comprendente:
           — le sue dimensioni nominali,
           — la sua costruzione,
           — U materiale di fabbricazione,
           — qualsiasi trattamento metallurgico specia-
                  le subito dal materiale;
     — in caso di prova, l'indicazione della norma
           impiegata;
     — U carico massimo durante U funzionamento,
           che deve essere sopportato dalla catena o dal-
           la fune. Una forcella di valori può essere in-
           dicata in funzione deUe applicazioni previste.
432. Accessori di sollevamento
     Ogni accessorio di sollevamento deve recare i se-
     guenti marchi:
     — identificazione del fabbricante;
     — identificazione del materiale (ad esempio:
            classe internazionale) quando questa informa-
            zione è necessaria per la compatibiUtà
            dimensionale;
     — identificazione         del   carico   massimo     di
            utilizzazione;
     — marcatura «CE».                                       93/68/CEE Art 6.1
      Per gli accessori di imbracatura che comprendono
      componenti quali funi e cordami sui quali la mar-
      catura è materialmente impossibUe, le indicazioni
      di cui al primo comma devono essere apposte su
      una targa o con altri mezzi solidamente fissata
      all'accessorio.
      Dette indicazioni debbono essere leggibUi e dispo-
      ste in un punto tale da non rischiare di scomparire
      in seguito alla lavorazione, all'usura, ecc., e da non
      compromettere la resistenza dell'accessorio.
433. Macchine
      Ogni macchina deve recare, in modo leggibUe ed
      indelebile, oltre alle indicazioni minime di cui al
      punto 1.73, le indicazioni concernenti U carico
      nominale:
      i)     indicato in modo chiaro e ben visibile sull'ap-
             parecchio nel caso delle macchine per le quali
             è previsto un unico valore;
       u)    se U carico nominale dipende dalla configura-
             zione della macchina, ogni posto di guida sarà
             munito di una targa dei carichi che indichi
             sotto forma di tabelle o di diagrammi i cari-
             chi nominali per ogni singola configurazione.
                                           60
 ---pagebreak---        Le macchine munite di un piano di carico le cui           91/368/CEE Ai.. 1.6 g)
       dimensioni consentono l'accesso alle persone e la
       cui corsa origina un rischio di caduta devono reca-
       re un'indicazione chiara ed indelebUe che vieti 1
       soUevamento di persone. Detta indicazione deve
       essere visibile da ciascun posto che consente
       l'accesso.
4.4.   Istruzioni per l'uso
4.4.1. Accessori di sollevamento
       Ogni accessorio di sollevamento o ciascuna partita
       di accessori di sollevamento commercialmente indi-
       visibUe deve essere accompagnato da istruzioni per
       l'uso che forniscano almeno le seguenti indicazioni:
       — le condizioni normaU di esercizio;
       — le prescrizioni per l'uso, U montaggio e la
              manutenzione;
        — i limiti di utilizzazione, in particolare per gU
              accessori che non possono soddisfare le di-
              sposizioni del punto 4.1.2.6. e).
4.42. Macchine
        In aggiunta al punto 1.7.4, le istruzioni per l'uso
        dovranno comprendere informazioni relative:
        a)    alle caratteristiche tecniche, in particolare:
              — eventualmente un richiamo alle tabelle
                    dei carichi di cui al punto 4.3.3. U);
              — le reazioni sugli appoggi o sugli incastri
                     e le caratteristiche delle guide;
              — eventualmente la definizione ed i mezzi
                     di installazione delle zavorre;
         b)    al contenuto del registro di controllo della
               macchina se non è fornito insieme a
               quest'ultima;
         e)    alle raccomandazioni per l'uso, in particolare
               per ovviare alle insufficienze della visione di-
               retta del carico da parte dell'operatore;
         d)    alle istruzioni necessarie per effettuare le pro-
               ve prima della prima messa in funzione delle
               macchine che non sono montate, presso U
               fabbricante, nella loro configurazione di
               utilizzazione.
         REQUISITI ESSENZIAU DI SICUREZZA E                       93/44/CEE Art 1.10 o)
         DI SALUTE PER LE MACCHINE DESTINATE
          AD ESSERE UTIUZZATE NEI LAVORI
          SOTTERRANEI
          Le macchine destinate ad essere utilizzate nei la-       93/44/CEE Art. 1.10 p)
          vori sotterranei devono essere progettate e costrui-
          te in modo da soddisfare i requisiti seguenti.
                                               61
 ---pagebreak--- 5.1.  Rischi dovuti alla mancanza di stabilita              91/368/CEE Art 1.6 g)
      Le armature semoventi devono essere progettate e
      costruite in modo da permettere un adeguato
      orientamento, quando vengono spostate, e non de-
      vono ribaltarsi prima e durante la messa sotto
      pressione e dopo la decompressione. Devono di-
      sporre di ancoraggi per la piastra di testa dei rac-
      cordi idrauUci individuali
52.   Circolazione
      Le armature semoventi devono permettere alle
      persone esposte di circolare senza intralci
53.   Illuminazione
      I requisiti di cui al terzo comma del punto 1.1.4
      non sono applicabUi
5.4.  Dispositivi di comando
      I dispositivi di comando dell'acceleratore e dei fre-
      ni che consentono di spostare le macchine che
      scorrono su rotaia devono essere azionati a mano.
      Tuttavia U dispositivo di «uomo-morto» può essere
      a pedale.
      I dispositivi di comando delle armature semoventi
       devono essere progettati e disposti in modo da
      permettere che, durante l'operazione di avanza-
       mento, gU operatori siano protetti da un'armatura
       fissa. GU organi di comando devono essere protetti
       da qualsiasi azionamento involontario.
 53.   Arresto dello spostamento
       Le locomotive destinate ad essere impiegate nei
       lavori sotterranei devono essere munite di un di-
       spositivo «uomo-morto» che agisca sul circuito di
       comando dello spostamento della macchina.
 5.6.  Rischi di incendio
       II secondo trattino del punto 3.5.2 è obbligatorio
       per le macchine comprendenti parti ad alto rischio
       di infiammabiUtà.
       Il sistema di frenatura deve essere progettato e co-
       struito in modo da non produrre scintille o essere
       causa di incendio.
       Le macchine a motore termico devono essere do-
        tate esclusivamente di motore a combustione inter-
        na che utilizzi un combustibUe a bassa tensione di
       vapore che escluda qualsiasi scintilla di origine
        elettrica.
 5.7.   Rischi dovuti alle emissioni di polveri, gas, ecc.
        I gas di scarico di motori a combustione interna
        non devono essere evacuati verso l'alto.
                                         62
 ---pagebreak--- 6.      REQUISITI ESSENZIALI DI SICUREZZA E                    93/44/CEE Art. 1.10 q)
        DI SALUTE PER EVITARE I RISCHI
        PARTICOLARI                  CONNESSI             AL
        SOLLEVAMENTO O ALLO SPOSTAMENTO
        DELLE PERSONE
        Le macchine che presentano rischi dovuti al solle-
        vamento o allo spostamento delle persone devono
        essere progettate e costruite in modo da risponde-
        re ai requisiti che seguono.
6.1.    Considerazioni generali
6.1.1.  Definizione
        Ai fini del presente capitolo, si intende per «abita-
        colo» l'area sulla quale prendono posto le persone
        che devono essere sollevate, abbassate o spostate
        in virtù del suo movimento.
6.1.2.  Resistenza meccanica
        I coefficienti di utilizzazione definiti nel punto 4
        non sono sufficienti per le macchine destinate al
        sollevamento o allo spostamento delle persone e
        devono, come regola generale, essere raddoppiati.
        II pavimento dell'abitacolo deve essere progettato
        e costruito in modo da offrire lo spazio e la resi-
        stenza corrispondenti al numero massimo di perso-
        ne e al carico massimo di esercizio stabiliti dal
        costruttore.
6.1.3.  Controllo delle sollecitazioni per gli apparecchi mos-
        si da un 'energia diversa dalla forza umana
        I requisiti del punto 4.2.1.4 si applicano indipen-
        dentemente dal valore del carico massimo di eser-
        cizio. Questo requisito non si applica alle macchi-
         ne per le quali il fabbricante può dimostrare che
         non esistono rischi di sovraccarico e/o di ca-
         povolgimento.
 6.2.    Dispositivi di comando
 6.2.1.  Qualora i requisiti di sicurezza non impongano al-
         tre soluzioni:
         l'abitacolo deve, come regola generale, essere pro-
         gettato e costruito in modo che le persone che vi
         si trovano dispongano di dispositivi di comando
         dei movimenti relativi di salita e discesa e, se del
         caso, di spostamento dell'abitacolo rispetto alla
         macchina.
         Tali dispositivi di comando devono avere la prece-
         denza sugli altri dispositivi di comando dello stesso
         movimento, salvo sui dispositivi di arresto di
         emergenza.
         I dispositivi di comando di tali movimenti devono
         essere del tipo a comando mantenuto, salvo per le
         macchine che collegano livelli definiti.
                                             63
 ---pagebreak--- 622.    Se una macchina per U soUevamento o lo sposta-          93/44/CEE Art 1.10 q)
        mento di persone è spostabUe con l'abitacolo in
        posizione diversa da quella di riposo, la macchina
        deve essere progettata e costruita in modo che la
        o le persone situate neU'abitacolo dispongano di
        mezzi che consentano di evitare i rischi eventual-
        mente provocati dagU spostamenti della macchina.
6.23.   Le macchine per U sollevamento o lo spostamento
        di persone devono essere progettate, costruite o
        attrezzate in modo che una eccessiva velocità del
        movimento deU'abitacolo non crei rischi
63.     Rischi di caduta delle persone al di fuori
        dell'abitacolo
63.1.   Se le misure previste al punto 13.15 non sono suf-
        ficienti, gU abitacoli devono essere muniti di punti
        di ancoraggio in numero adeguato al numero delle
        persone che possono trovarsi nell'abitacolo e suffi-
        cientemente resistenti per appendervi le attrezzatu-
        re per la protezione individuale contro le cadute.
632.    Se esiste una botola nel pavimento o nel soffitto, o
        un portello laterale, l'apertura deve avvenire in
        senso contrario al rischio di caduta in caso di
        apertura inopinata.
633.    La macchina di soUevamento o di spostamento de-
        ve essere progettata e costruita in modo che U pa-
        vimento dell'abitacolo non si inclini tanto da com-
        portare un rischio di caduta per i suoi occupanti,
         anche durante i movimenti.
         Il    pavimento      deU'abitacolo    deve     essere
         antisdrucciolo.
 6.4.    Rischi     di   caduta     o    di   capovolgimento
         dell'abitacolo
 6.4.1.  La macchina per U sollevamento o lo spostamento
         di persone deve essere progettata e costruita in
         modo che non si verifichi la caduta o U capovolgi-
         mento dell'abitacolo.
 6.42.   Le accelerazioni e le frenate dell'abitacolo o del
         veicolo portante, azionate dagU operatori o da un
         dispositivo di sicurezza, nelle condizioni di carico e
         di velocità massima previste dal fabbricante, non
         devono causare rischi per le persone esposte.
 63.      Indicazioni
          Allorché ciò sia necessario per garantire la sicurez-
          za, nell'abitacolo devono figurare le indicazioni
          pertinenti indispensabUi
                                            64
 ---pagebreak---                           ALLEGATO II                                      89/392/CEE
A. Contenuto della dichiarazione CE di conformità per                      93/44/CEE Art. 1.11 a)
     le macchine 0)
La dichiarazione CE di conformità deve contenere i se-                     89/392/CEE
guenti elementi:
— nome e indirizzo del fabbricante o del suo mandatario
     stabUito nella Comunità (2),
— descrizione della macchina (3),
— tutte le disposizioni pertinenti alle quali la macchina è
     conforme,
— eventualmente nome e indirizzo dell'organismo notifi-
     cato e U numero dell'attestato di certificazione CE,
— eventualmente nome e indirizzo dell'organismo notifi-
     cato cui è stato trasmesso U fascicolo conformemente
     all'articolo 8, paragrafo 2, lettera e), primo trattino,
— eventualmente, nome e indirizzo dell'organismo notifi-
     cato che ha effettuato la verifica di cui all'articolo 8,
     paragrafo 2, lettera e), secondo trattino,
— eventualmente U riferimento alle norme armonizzate,
— eventualmente, norme e specificazioni tecniche nazio-
      naU applicate,
— identificazione delfirmatarioche ha la delega del fab-
      bricante o del suo mandatario stabUito nella
      Comunità.
B.    Contenuto della dichiarazione del fabbricante o del
      suo mandatario stabilito nella Comunità (articolo 4,
      paragrafo 2)
      La dichiarazione del fabbricante di cui al paragrafo 2
      dell'articolo 4 deve contenere i seguenti elementi:
      — nome e indirizzo del fabbricante o del mandata-
             rio stabilito nella Comunità,
      — descrizione della macchina o delle parti di
             macchine,
      — all'occorrenza, nome e indirizzo dell'organismo                     91/368/CEE Art 1.7
             notificato e numero dell'attestato di certifica-
             zione CE,
 (!) Questa dichiarazione deve essere redatta nella stessa lingua
       delle istruzioni per l'uso originali [vedi allegato I, punto 1.7.4,
       lettera b)], a macchina o in stampatello. Essa deve essere ac-
       compagnata da una traduzione in una delle lingue del paese di
       utilizzazione. Detta traduzioneèeseguitanellestesse condizio-
       ni valide per le istruzioni per l'uso.
  (2) Ragione sociale e indirizzo completo: se si tratta del mandata-
       rio, indicare anche la ragione sociale e l'indirizzo del
   3
       fabbricante.
  ( ) Descrizione della macchina (marca, tipo, numero di serie,
       ecc.).
                                                   65
 ---pagebreak---    —    all'occorrenza, nome e indirizzo dell'organismo                 91/368/CEE Art 1.7
         notificato al quale è stato comunicato U fascicolo
        conformemente all'articolo 8, paragrafo 2, lettera
         e), primo trattino,
   —     all'occorrenza, nome e indirizzo deU'organismo
         notificato che ha proceduto alla verifica di cui
         all'articolo 8, paragrafo 2, lettera e), secondo
         trattino,
   —     all'occorrenza,      U    riferimento       alle    norme
         armonizzate,
   —     menzione del divieto di messa in servizio prima                89/392/CEE
         che la macchina in cui sarà incorporata sia stata
         dichiarata conforme alle disposizioni della
         direttiva,
   —     identificazione del firmatario.
   Contenuto della dichiarazione CE di conformità per                   93/44/CEE Art 1.11 e)
   1 componenti di sicurezza immessi sul mercato sepa-
   ratamente (*)
   La dichiarazione CE di conformità deve contenere gli
   elementi seguenti:
   —     nome e indirizzo del fabbricante o del suo man-
          datario stabUito neUa Comunità (*),
   —      descrizione del componente di sicurezza ( 3 ),
   —      funzione di sicurezza svolta dal componente di
          sicurezza, se non è desumibile in modo evidente
          daUa descrizione,
   —      eventualmente, nome e indirizzo deU'organismo
          notificato e numero dell'attestato di certifica-
          zione CE del tipo,
   —      eventualmente, nome e indirizzo dell'organismo
          notificato cui è stato trasmesso U fascicolo con-
          formemente all'articolo 8, paragrafo 2, lettera e),
          primo trattino,
    —     eventualmente, nome e indirizzo dell'organismo
          notificato che ha effettuato la verifica di cui
          all'articolo 8, paragrafo 2, lettera e), secondo
           trattino,
           eventualmente,       U    riferimento       alle   norme
           armonizzate,
           eventualmente, U riferimento delle norme e spe-
           cifiche tecniche nazionali applicate,
(*) Questa dichiarazione deve essere redatta nella stessa lingua
    delle istruzioni per l'uso originali [vedi allegato I, punto 1.7.4,
    lettera b)], a macchina o in stampatello. Essa deve essere ac-
    compagnata da una traduzione in una delle lingue del paese di
    utUizzazione. Detta traduzione è eseguita nelle stesse condizio-
    ni valide per le istruzioni per l'uso.
 2
( ) Ragione sociale e indirizzo completo: se si tratta del mandata-
    rio, indicare anche la ragione sociale e l'indirizzo del
    fabbricante.
(3) Descrizione del componente di sicurezza (marca di fabbrica,
     tipo, numero di serie se esiste, ecc.).
                                                  66
 ---pagebreak--- identificazione del firmatario che ha ricevuto la 93/44/CEE Art 1.11 e)
delega del fabbricante o del suo mandatario sta-
bUito neUa Comunità.
                                  67
 ---pagebreak---                 ALLEGATO III                           93/68/CEE Art 6.8
   LA MARCATURA «CE» DI CONFORMITÀ
La marcatura «CE» di conformità è costituita dalle
iniziaU «CE» secondo U simbolo grafico che segue:
In caso di riduzione o di ingrandimento della marca-
tura «CE», devono essere rispettate le proporzioni in-
dicate per U simbolo di cui sopra.
I diversi elementi deUa marcatura «CE» devono avere
sostanzialmente la stessa dimensione verticale che non
può essere inferiore a 5 mm. Per le macchine di pic-
 cole dimensioni si può derogare a detta dimensione
 minima,
                                     68
 ---pagebreak---                        ALLEGATO IV                           89/392/CEE
     TIPI DI MACCHINE E DI COMPONENTI DI                     93/44/CEE Art 1.12 a)
SICUREZZA PER I QUAU OCCORRE APPUCARE LA
PROCEDURA DI CUI ALL'ARTICOLO 8, PARAGRAFO
                    2, LETTERE b) E e)
A. Macchine:                                                 93/44/CEE Art 1.12 b)
1.   Seghe circolari (monolama e multilame) per la lavora-   93/44/CEE Art 1.12 e)
     zione del legno e di materie assimilate o per la lavo-
     razione della carne e di materie assùmiate:
1.1. Seghe a utensUe in posizione fissa nel corso della la-
     vorazione, a tavola fissa con avanzamento manuale
     del pezzo o con dispositivo di trascinamento
     amovibUe.
1.2. Seghe a utensile in posizione fìssa nel corso della la-
     vorazione, a tavola cavalletto o carrello a movimento
     alternato, a spostamento manuale.
13. Seghe a utensile in posizione fissa nel corso della la-
     vorazione, dotate di un dispositivo di trascinamento
     meccanico dei pezzi da segare a carico e/o scarico
     manuale.
1.4. Seghe a utensUe mobUe nel corso della lavorazione, a
     spostamento meccanico, a carico e/o scarico manuale.
2.   Spianatrici a avanzamento manuale per la lavorazione    89/392/CEE
     del legno.
3.   Piallatrici su una faccia a carico e/o scarico manuale
     per la lavorazione del legno.
4.   Seghe a nastro, a tavola fìssa o mobUe, e seghe a na-   93/44/CEE Art 1.12 d)
     stro a carrello mobile, a carico e/o scarico manuale,
     per la lavorazione del legno e di materie assimilate o
     per la lavorazione della carne e di materie assimilate.
5.    Macchine combinate dei tipi di cui ai punti da 1 a 4 e  93/44/CEE Art 1.12 e)
      al punto 7 per la lavorazione del legno e di materie
      assimilate.
6.    Tenonatrici a mandrini multipli ad avanzamento ma-      89/392/CEE
      nuale per la lavorazione del legno.
 7.   Fresatrici ad asse verticale, ad avanzamento manuale    93/44/CEE Art 1.12 f)
      per la lavorazione del legno e di materie assimilate.
                                           69
 ---pagebreak--- 8.   Seghe a catena portatUi da legno.                          89/392/CEE
9.   Presse, comprese le piegatrici, per la lavorazione a
     freddo dei metalli a carico e/o scarico manuale, i cui
     elementi mobiU di lavoro possono avere una corsa su-
     periore a 6 mm e una velocità superiore a 30 mm/s.
10. Formatrici deUe materie plastiche per iniezione e
     compressione a carico o scarico manuale.
11. Formatrici deUa gomma a iniezione o compressione, a
     carico o scarico manuale.
12. Macchine per lavori sotterranei dei seguenti i tipi:        91/368/CEE Artl.8
     —     macchine mobUi su rotaia; locomotive e benne di
           frenatura,
     —     armatura semovente idraulica,
     —     con motori a combustione interna destinati ad
           equipaggiare macchine per lavori sotterranei
13. Benne di raccolta di rifiuti domestici a carico manuale
     dotate di un meccanismo di compressione.
14. Dispositivi di protezione e alberi cardanici di trasmis-
     sione amovibili descritti al punto 3.4.7.
 15. Ponti elevatori per veicoli
 16. Apparecchi per U soUevamento di persone con un ri-         93/44/CEE Art 1.12 g)
      schio di caduta verticale superiore a 3 metri.
 17. Macchine per la fabbricazione di articoli pirotecnici.     93/44/CEE Art 1.12 h)
 B.   Componenti di sicurezza:
 1.   Dispositivi elettrosensibUi progettati per il rilevamento
      delle persone (barriere immateriali tappeti sensibUi
      rilevatori elettromagnetici).
 2.   Blocchi logici con funzioni di sicurezza per dispositivo
      di comando che richiedono l'uso delle due mani.
 3.   Schermi mobUi automatici per la protezione delle
      macchine di cui al punto A 9, 10 e 11.
 4.   Strutture di protezione contro il rischio di capovolgi-
      mento (ROPS).
 5.   Strutture di protezione contro U rischio di cadute di
      oggetti (FOPS).
                                             70
 ---pagebreak---                            ALLEGATO V                                89/392/CEE
          DICHIARAZIONE CE DI CONFORMITÀ
Ai fini del presente aUegato, U termine «macchina» designa           93/44/CEE Art 1.13
sia la «macchina», quale definita all'articolo 1, paragrafo 2,
sia U «componente di sicurezza», quale definito allo stesso
paragrafo.
1.    La dichiarazione CE di conformità è la procedura               89/392/CEE
      mediante la quale il fabbricante o il suo mandatario
      stabUito nella Comunità dichiara che la macchina
      messa in commercio rispetta tutti i requisiti essenziali
      di sicurezza e sanitari che la concernono.
2.    La firma della dichiarazione CE di conformità auto-
      rizza il fabbricante o il suo mandatario stabUito nella
      Comunità ad apporre sulla macchina la marcatura                93/68/CEE Art 6.1
      «CE».
3.    Prima di poter redigere la dichiarazione CE di confor-
      mità, U fabbricante, o il suo mandatario stabilito nella
      Comunità, deve essersi accertato e poter garantire che
      la documentazione definita in appresso è e resterà di-
      sponibUe nei suoi locali ai fini di un eventuale
      controllo:
       a)    un fascicolo tecnico della costruzione composto:
             — da un disegno complessivo della macchina e
                   dagli schemi dei circuiti di comando;
             — dai disegni dettagliati e completi, eventual-
                   mente accompagnati da note di calcolo, ri-
                   sultati di prove, ecc., che consentano la
                   verifica della conformità della macchina ai
                   requisiti essenziali di sicurezza e sanitari;
             — dall'elenco,
                   — dei requisiti essenziali della presente
                         direttiva,
                   — delle norme, e
                   — delle altre specifiche tecniche applicate
                          nella progettazione della macchina;
             — dalla descrizione delle soluzioni adottate per
                   prevenire i rischi presentati dalla macchina;
             — se lo desidera, qualsiasi relazione tecnica o
                    certificato ottenuti da un organismo o un la-
                    boratorio (*) competente;
              — se dichiara la conformità ad una norma ar-
                    monizzata che lo prevede, qualsiasi relazio-
                    ne tecnica che fornisca i risultati delle prove
                    svolte, a sua scelta, da lui stesso o da un
                    organismo o laboratorio (*) competente;
   (!) Si presume competente l'organismo o il laboratorio che sod-
        disfi i criteri di valutazione previsti nelle relative norme
         armonizzate.
                                                  71
 ---pagebreak---      —      da un esemplare delle istruzioni per l'uso   89/392/CEE
            deUa macchina;
b)   nel caso di fabbricazione in serie, le disposizioni
     interne che saranno applicate per mantenere la
     conformità delle macchine alle disposizioni della
     direttiva.
Il fabbricante deve effettuare le ricerche e le prove
necessarie sui componenti e sugli accessori o sull'inte-
ra macchina per stabilire se essa, in conseguenza della
sua progettazione e costruzione, possa essere montata
e messa in servizio in condizioni di sicurezza.
La mancata presentazione della documentazione in
seguito a una domanda debitamente motivata delle
autorità nazionali competenti può costituire un motivo
sufficiente per dubitare della presunzione di conformi-
tà aUe disposizioni della direttiva.
a)    Non è necessario che la documentazione di cui
      al punto 3 esista materialmente in permanenza;
      tuttavia essa deve poter essere riunita e resa di-
      sponibUe entro un periodo di tempo compatibile
      con la sua importanza;
      essa non deve comprendere i progetti dettagliati
      ed altre informazioni precise concernenti i sot-
      toinsiemi utilizzati per la fabbricazione delie
      macchine salvo se la loro conoscenza è indispen-
      sabUe o necessaria alla verifica della conformità
      ai requisiti essenziali di sicurezza;
 b)   la documentazione di cui al punto 3 è conservata
      e tenuta a disposizione delle autorità nazionali
      competenti per almeno dieci anni a decorrere
      dalla data di fabbricazione della macchina o
       dell'ultimo esemplare della macchina se si tratta
       di fabbricazione in serie;
 e)    la documentazione di cui al punto 3 deve essere
       redatta in una lingua ufficiale della Comunità,
       fatta eccezione per le istruzioni per l'uso della
       macchina.
                                         72
 ---pagebreak---                          ALLEGATOVI                               89/392/CEE
          ESAME PER LA CERTIFICAZIONE CE
Aifinidel presente allegato, Utermme«macchina» designa | 93/44/CEE Art 1.14
sia la «macchina», quale definita aU'articolo 1, paragrafo 2,
sia U «componente di sicurezza», quale definito aUo stesso
paragrafo.
1.    L'esame per la certificazione CE è la procedura me-         89/392/CEE
      diante la quale un organismo notificato stabilisce e
      certifica che U modello di una macchina soddisfa ai
      requisiti deUa presente direttiva che la riguardano.
2.    La domanda d'esame per la certificazione CE è pre-
      sentata dal fabbricante, o dal suo mandatario stabUito
      nella Comunità per un modello di macchina, ad un
      solo organismo notificato.
      La domanda contiene:
      — il nome e l'indirizzo del fabbricante o del suo
            mandatario stabUito nella Comunità nonché il
            luogo di fabbricazione delle macchine;
      — un fascicolo tecnico della costruzione compren-
             dente almeno:
            — un disegno complessivo della macchina e gli
                  schemi dei circuiti di comando;
             — disegni dettagliati e completi, eventualmente
                  accompagnati da note di calcolo, risultati di
                  prove, ecc., che consentano la verifica della
                  conformità della macchina ai requisiti essen-
                  ziali di sicurezza e sanitari;
             — la descrizione delle soluzioni adottate per
                  prevenire i rischi presentati dalla macchina
                  nonché l'elenco delle norme utilizzate;
             — un esemplare delle istruzioni per l'uso della
                   macchina;
             — nel caso di fabbricazione in serie, le disposi-
                   zioni interne che saranno applicate per
                   mantenere la conformità delle macchine alle
                   disposizioni della direttiva.
       Essa è accompagnata da una macchina rappresentati-
       va della produzione prevista oppure, eventualmente,
       dall'indicazione del luogo in cui la macchina può esse-
       re esaminata.
       Questa documentazione non deve comprendere i dise-
       gni dettagliati ed altre informazioni precise concer-
       nenti i sottoinsiemi utilizzati per la fabbricazione delle
       macchine, salvo se la loro conoscenza è indispensabile
       o necessaria alla verifica della conformità ai requisiti
       essenziali di sicurezza.
  3.   L'organismo notificato procede all'esame per la certifi-
       cazione CE secondo le seguenti modalità:
       — effettua l'esame del fascicolo tecnico della co-
              struzione, per verificarne l'adeguatezza, e l'esame
              deUa macchina presentata o messa a
              disposizione;
                                                73
 ---pagebreak---     — nell'esame della macchina, l'organismo:                  89/392/CEE
         a)    si accerta che essa sia stata fabbricata con-
               formemente al fascicolo tecnico di costruzio-
               ne e possa essere utilizzata in sicurezza nel-
               le condizioni di servizio previste;
         b)    verifica che le norme eventualmente utiliz-
               zate siano state applicate correttamente;
         e)    effettua gli esami e le prove appropriate per
               verificare la conformità della macchina ai
               requisiti essenziaU di sicurezza e sanitari che
               la riguardano.
4.  Se U modeUo soddisfa aUe disposizioni che lo riguar-
    dano, l'organismo redige una certificazione CE che è
    notificata al richiedente. Questa certificazione specifi-
    ca i risultati deU'esame, indica le condizioni cui essa
    eventualmente è subordinata e comprende le descri-
    zioni e i disegni necessari per identificare U modello
    approvato.
    La Commissione, gli Stati membri e gli altri organismi
    designati possono ottenere una copia della certifica-
    zione e, conrichiestamotivata, una copia del fascicolo
    tecnico e del verbale degli esami e deUe prove
    effettuate.
5.  U fabbricante o U suo mandatario stabUito nella Co-
    munità deve informare l'organismo notificato di tutte
    le modifiche, sia pure di scarse importanza, che ha
    apportato o che intende apportare alla macchina che
    forma oggetto del modello. L'organismo notificato esa-
    mina tali modifiche e informa U fabbricante o il suo
    mandatario stabUito nella Comunità se la certificazio-
    ne CE rimane valida.
 6.  L'organismo che rifiuta di rilasciare una certificazione
     CE ne informa gli altri organismi notificati Lorgani-
     smo che revoca una certificazione CE ne informa lo
     Stato membro che lo ha notificato. Quest'ultimo in-
     forma gli altri Stati membri e la Commissione, illu-
     strando i motivi di tale decisione.
 7.  I fascicoli e la corrispondenza riguardanti le procedu-
     re di certificazione CE sono redatti in una Ungua uffi-
     ciale deUo Stato membro in cui è stabUito l'organismo
     notificato o in una Ungua accettata da quest'ultimo.
                                            74
 ---pagebreak---                         ALLEGATO VII                               89/392/CEE
CRITERI MINIMI CHE DEVONO ESSERE OSSERVAI?
   DAGU STATI MEMBRI PER LA NOTIFICA DEGÙ
                          ORGANISMI
Ai fini del presente allegato, U termine «macchina» designa        93/44/CEE Art 1.15
sia la «macchina», quale definita all'articolo 1, paragrafo 2,
sia U «componente di sicurezza», quale definito allo stesso
paragrafo.
1.    Lorganismo, U suo direttore ed U personale incaricato        89/392/CEE
      dello svolgimento delle operazioni di verifica non pos-
      sono essere né il progettista, né il costruttore, né U
      fornitore, né l'installatore delle macchine oggetto del
      controllo, né U mandatario di una di queste persone.
      Essi non possono intervenire né direttamente né in
      veste di mandatari nella progettazione, costruzione,
      commercializzazione o manutenzione di tali macchine.
      Ciò non esclude la possibiUtà di uno scambio di infor-
      mazioni tecniche fra U costruttore e l'organismo di
      controllo.
2.    Lorganismo e U personale incaricato del controllo de-
      vono eseguire le operazioni di verifica con la massima
      integrità professionale e la massima competenza tecni-
      ca e devono essere liberi da qualsiasi pressione e inci-
      tamento, soprattutto di natura finanziaria, che possa-
      no influenzare U loro giudizio o i risultati del
      controllo, in particolare se provenienti da persone o
      gruppi di persone interessati ai risultati delle verifiche.
 3.   Lorganismo deve disporre del personale e possedere i
      mezzi necessari per svolgere adeguatamente le funzio-
      ni tecniche ed amministrative connesse all'esecuzione
      delle verifiche; esso deve poter anche disporre del
      materiale necessario per le verifiche eccezionali
 4.   Il personale incaricato dei controlli deve possedere:
      — una buona formazione tecnica e professionale;
      — una conoscenza soddisfacente delle prescrizioni
            relative ai controlli che esso effettua ed una pra-
            tica sufficiente di tali controlli;
       — le capacità necessarie per redigere le certificazio-
            ni, i verbali e le relazioni nei quali si concretizza-
            no i controlli effettuati.
 5.    L'indipendenza del personale incaricato del controllo
       deve essere garantita. La retribuzione di ciascun ad-
       detto non deve essere commisurata né al numero di
       controlli effettuati, né ai risultati di tali controlli.
 6.    Lorganismo deve stipulare un'assicurazione di respon-
       sabilità civile salvo quando tale responsabilità sia di-
       rettamente coperta dallo Stato in base alle leggi na-
       zionali o quando i controlli siano effettuati
       direttamente dallo Stato membro.
                                                75
 ---pagebreak--- 7. Il personale deU'organismo è vincolato al segreto pro-  89/392/CEE
   fessionale in ordine a tutto ciò di cui venga a cono-
   scenza neU'esercizio deUe sue funzioni (salvo che nei
   confronti deUe autorità amministrative competenti
   dello Stato in cui esercita le sue attività) nel quadro
   deUa presente dùrettiva o di qualsiasi disposizione di
   esecuzione di diritto interno.
                                          76
 ---pagebreak---                                 ALLEGATO VIII
                                      Parte A
                                Direttive abrogate
                             (previste all'articolo 14)
Direttiva 89/392/CEE
e sue modifiche successive:
— direttiva 91/368/CEE      umcamente l'articolo 1
— direttiva 93/44/CEE
— direttiva 93/68/CEE       umcamente l'articolo 6
                                           77
 ---pagebreak---                                                                 Parte B
                          Elenco dei termini di attuazione e d'applicazione nel diritto nazionale
                                                       (previsti all'articolo 14)
                      Direttiva                            Data limite di attuazione Data d'applicazione
89/392/CEE (GU n. L 183 del 29. 6.1989, pag. 9)            1 gennaio 1992            A partire dal 1° gennaio 1993; per i mate-
                                                                                      riali previsti dalle direttive 86/295/CEE,
                                                                                     86/296/CEE e 86/663/CEE: a partire dai 1 *
                                                                                      luglio 1995 (!).
91/368/CEE (GU n. L198 del 22. 7.1991, pag. 16) 1° gennaio 1992                      A partire dal 1 " gennaio 1993.
93/44/CEE (GU n. L 175 del 19. 7.1993, pag. 12)            1° luglio 1994            A partire dal 1 * gennaio 1995 ( 2 ).
                                                                                      A partire dal 1° luglio 1994 ( 2 ):
                                                                                     — articolo 1, punto 10, tranne le lettere
                                                                                           a), b) e q),
                                                                                      — articolo 1, punto 11, lettere a) e b)
                                                                                     — articolo 1, punto 12, lettere e), d), e) e
                                                                                           f).
93/68/CEE (GU n. L 220 del 30. 8.1993, pag. 1)             1° luglio 1994             A partire dal 1° gennaio 1995 ( 3 ).
     ( *) Gli Stati membri devono consentire, per il periodo che precede il 31 dicembre 1994, fatta eccezione per i mate-
          riali previsti dalle direttive 86/295/CEE, 86/296/CEE e 86/663/CEE per i quali tale periodo termina il 31 di-
          cembre 1995, l'immissione sul mercato e la messa in servizio delle macchine conformi alle regolamentazioni
          nazionali in vigore nel loro territorio alla data del 31 dicembre 1992.
     (2)  Gli Stati membri consentono, per il periodo che precede il 31 dicembre 1996, l'immissione sul mercato e
          la messa in servizio delle macchine di sollevamento o di spostamento delle persone e dei componenti di
          sicurezza conformi alle regolamentazioni nazionali in vigore nel loro territorio alla data del 22 luglio 1993.
     (3)  Gli Stati membri consentono fino al 1° gennaio 1997 la commercializzazione e la messa in servizio dei
          prodotti conformi ai sistemi di marcatura vigenti anteriormente al 1 ° gennaio 1995.
                                                                    78
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO IX
                                       TAVOLA DI CONCORDANZA
Direttiva 89/392/CEE                                Presente direttiva
Articolo 1, paragrafo 1                             Articolo 1, paragrafo 1
Articolo 1, paragrafo 2, primo comma                Articolo 1, paragrafo 2, lettera a), primo trattino
Articolo 1, paragrafo 2, secondo comma              Articolo 1, paragrafo 2, lettera a), secondo trattino
Articolo 1, paragrafo 2, terzo comma                Articolo 1, paragrafo 2, lettera a), terzo trattino
Articolo 1, paragrafo 2, quarto comma               Articolo 1, paragrafo 2, lettera b)
Articolo 1, paragrafo 3                             Articolo 1, paragrafo 3
Articolo 1, paragrafo 4                             Articolo 1, paragrafo 4
Articolo 1, paragrafo 5                             Articolo 1, paragrafo 5
Articolo 2                                          Articolo 2
Articolo 3                                          Articolo 3
Articolo 4                                          Articolo 4
Articolo 5                                          Articolo 5
Articolo 6                                          Articolo 6
Articolo 7                                          Articolo 7
Articolo 8, paragrafo 1                             Articolo 8, paragrafo 1
Articolo 8, paragrafo 2                             Articolo 8, paragrafo 2
Articolo S, paragrafo 3                             Articolo S, paragrafo 3
Articolo 8, paragrafo 4                             Articolo 8, paragrafo 4
Articolo S, paragrafo 4 bis                         Articolo 8, paragrafo 5
Articolo S. paragrafo 5                             Articolo 8, paragrafo 6
Articolo 8, paragrafo 6                             Articolo 8, paragrafo 7
Articolo 8, paragrafo 7                             Articolo 8, paragrafo 8
Articolo 9                                          Articolo 9
Articolo 10                                         Articolo 10
Articolo 11                                         Articolo 11
Articolo 12                                         Articolo 12
Articolo 13, paragrafo 1
Articolo 13, paragrafo 2
Articolo 13, paragrafo 3                            Articolo 13, paragrafo 1
Articolo 13, paragrafo 4                            Articolo 13, paragrafo 2
                                                     Articolo 14
                                                     Articolo 15
                                                     Articolo 16
 Allegato I                                          Allegato 1
 Allegato II                                         Allegato II
 Allegato III                                        Allegato III
 Allegato IV                                         Allegato IV
 Allegato V                                          Allegato V
 Allegato VI                                         Allegato VI
 Allegato VII                                        Allegato VII
                                                     Allegato Vili
                                                     Allegato IX
                                                   79
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(96) 667 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                               06 10 05      15
                                            N. di catalogo : CB-CO-96-679-IT-C
                                                              ISBN 92-78-13399-X
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                          &