CELEX: 62007CA0188
Language: it
Date: 2008-06-24 00:00:00
Title: Causa C-188/07: Sentenza della Corte (Grande Sezione) 24 giugno 2008 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation — Francia) — Commune de Mesquer/Total France SA, Total International Ltd (Direttiva 75/442/CEE — Gestione dei rifiuti — Nozione di rifiuti — Principio chi inquina paga — Detentore — Precedenti detentori — Produttore del prodotto causa dei rifiuti — Idrocarburi e olio pesante — Naufragio — Convenzione sulla responsabilità civile per i danni dovuti a inquinamento da idrocarburi — FIPOL)

15.8.2008   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 209/10
            
         Sentenza della Corte (Grande Sezione) 24 giugno 2008 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Cour de cassation — Francia) — Commune de Mesquer/Total France SA, Total International Ltd
   (Causa C-188/07) (1)
   
   (Direttiva 75/442/CEE - Gestione dei rifiuti - Nozione di rifiuti - Principio «chi inquina paga» - Detentore - Precedenti detentori - Produttore del prodotto causa dei rifiuti - Idrocarburi e olio pesante - Naufragio - Convenzione sulla responsabilità civile per i danni dovuti a inquinamento da idrocarburi - FIPOL)
   (2008/C 209/14)
   Lingua processuale: il francese
   Giudice del rinvio
   Cour de cassation
   Parti
   
      Ricorrente: Commune de Mesquer
   
      Convenute: Total France SA, Total International Ltd
   Oggetto
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Cour de cassation — Interpretazione dell'art. 1 della direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti (GU L 194, pag. 39), come modificata dalla direttiva del Consiglio 18 marzo 1991, 91/156/CEE (GU L 78, pag. 32), e della rubrica Q 4 dell'allegato I nonché degli artt. 1, lett. b) e c), e 15 della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 5 aprile 2006, 2006/12/CE, relativa ai rifiuti (GU L 114, pag. 9) — Nozione di rifiuto — Inclusione o no degli idrocarburi e dell'olio pesante, da solo o mescolato ad acqua e sabbia — Responsabilità del produttore e/o del detentore del rifiuto in caso di trasporto effettuato da un terzo
   Dispositivo
   
               1)
            
            
               Una sostanza come quella oggetto della causa principale, nella fattispecie olio pesante venduto come combustibile, non costituisce un rifiuto ai sensi della direttiva del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti, come modificata dalla decisione della Commissione 24 maggio 1996, 96/350/CE, nei limiti in cui è sfruttata o commercializzata a condizioni economicamente vantaggiose e può essere effettivamente utilizzata come combustibile senza necessitare di preliminari operazioni di trasformazione.
            
         
               2)
            
            
               Idrocarburi accidentalmente sversati in mare in seguito a un naufragio, che risultino miscelati ad acqua nonché a sedimenti e che vadano alla deriva lungo le coste di uno Stato membro fino a raggiungere queste ultime, costituiscono rifiuti ai sensi dell'art. 1, lett. a), della direttiva 75/442, come modificata dalla decisione 96/350, nei limiti in cui non possono più essere sfruttati o commercializzati senza preliminari operazioni di trasformazione.
            
         
               3)
            
            
               Ai fini dell'applicazione dell'art. 15 della direttiva 75/442, come modificata dalla decisione 96/350, allo sversamento accidentale di idrocarburi in mare all'origine di un inquinamento delle coste di uno Stato membro:
               
                           —
                        
                        
                           il giudice nazionale può considerare colui che ha venduto tali idrocarburi e noleggiato la nave che li ha trasportati come produttore dei rifiuti in questione, ai sensi dell'art. 1, lett. b), della direttiva 75/442, come modificata dalla decisione 96/350, e, in questo modo, come «precedente detentore» ai fini dell'applicazione dell'art. 15, secondo trattino, prima parte, di tale direttiva se tale giudice, alla luce degli elementi la cui valutazione è di sua esclusiva competenza, giunge alla conclusione che detto venditore-noleggiatore ha contribuito al rischio che si verificasse l'inquinamento determinato dal naufragio, in particolare se si è astenuto dall'adottare provvedimenti diretti a prevenire un tale evento, come quelli relativi alla scelta della nave;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           qualora risulti che i costi connessi allo smaltimento dei rifiuti prodotti da uno sversamento accidentale di idrocarburi in mare non sono oggetto di accollo da parte del fondo in parola o non possono esserlo a motivo dell'esaurimento del limite massimo di risarcimento previsto per tale sinistro e che, in applicazione dei limiti e/o delle esclusioni di responsabilità vigenti, il diritto nazionale di uno Stato membro, compreso quello derivante da convenzioni internazionali, impedisce che tali costi siano sostenuti dal proprietario della nave e/o dal noleggiatore di quest'ultima, sebbene tali soggetti debbano essere qualificati come «detentori» ai sensi dell'art. 1, lett. c), della direttiva 75/442, come modificata dalla decisione 96/350, un siffatto diritto nazionale dovrà allora consentire, onde sia garantita una trasposizione conforme dell'art. 15 di tale direttiva, che i costi in questione siano sopportati dal produttore del prodotto che ha generato i rifiuti così sversati. Tuttavia, conformemente al principio «chi inquina paga», tale produttore può essere tenuto a farsi carico di tali costi solo se, mediante la sua attività, ha contribuito al rischio che si verificasse l'inquinamento prodotto dal naufragio della nave.
                        
                     
         
      (1)  GU C 129 del 9.6.2007.