CELEX: 51994PC0504
Language: it
Date: 1994-11-23 00:00:00
Title: Raccomandazione di DECISIONE DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLA SOTTOSCRIZIONE DI TALUNI PROTOCOLLI DELLA CONVENZIONE ALPINA

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                      COM(94) 504 d e f .
                                                      B r u x e l l e s , 23.11.1994
                           Raccomandazione d i
                      DECISIONE DEL CONSIGLIO
  RELATIVA ALLA SOTTOSCRIZIONE D I TALUNI                            PROTOCOLLI
               DELLA CONVENZIONE ALPINA
               ( p r e s e n t a t a da I I a Commi ss i o n e )
 ---pagebreak---                                  Raccomandazione di
                              DECISIONE DEL CONSIGLIO
      RELATIVA ALLA SOTTOSCRIZIONE D I TALUNI                     PROTOCOLLI
                          DELLA CONVENZIONE A L P I N A
 1. Una Convenzione sulla protezione delle Alpi (Convenzione alpina) è stata firmata
     a Salisburgo (Austria) il 7 novembre 1991 da sei paesi, fra cui tre Stati membri
     della Comunità (Germania, Francia e Italia), nonché dalla Comunità stessa.
    Questa Convenzione definisce un insieme di obblighi generali aventi lo scopo di
    trovare soluzioni ai problemi connessi alla salvaguardia e alla protezione dell'eco-
    sistema alpino per permettere uno sviluppo sostenibile delle regioni alpine.
2.  Diverse materie della Convenzione sono oggetto di protocolli specifici, la cui
    elaborazione è stata affidata al Gruppo di Alti funzionari incaricato di preparare
    il progetto di Convenzione.
    Sulla base del mandato del 14 maggio 1991, la Commissione ha partecipato ai
    negoziati relativi ai protocolli, che dovranno permettere l'applicazione concreta dei
    principi contenuti nella Convenzione.
    Il Gruppo di Alti funzionari ha terminato, il 23 settembre 1994, i suoi lavori
    riguardanti l'elaborazione dei seguenti protocolli:
            protezione della natura e cura dei paesaggi;
            pianificazione del territorio e sviluppo sostenibile;
            agricoltura di montagna e paesaggio rurale.
    Questi protocolli, che definiscono obblighi in materia di competenza comunitaria,
    sono stati ampiamente influenzati dalle politiche e dalle legislazioni comunitarie
    relative ai settori sopra menzionati.
3.  Inoltre, per permettere al Principato di Monaco di diventare parte contraente della
    Convenzione alpina^ il Gruppo degli Alti funzionari ha anche elaborato un
    progetto di protocollo di adesione in questo senso.
4.  Si prevede di procedere alla firma di questi 4 protocolli in occasione della
    Conferenza interministeriale che avrà luogo a Chambery (Francia) il 20 dicembre
    1994.
                                    Si
 ---pagebreak--- 5. La Commissione raccomanda quindi al Consiglio:
   - di decidere la sottoscrizione da parte della Comunità dei 4 protocolli sopracitati
   - di autorizzare       Presidente del Consiglio a designare la(le) persona(e)
     abilitata(e) a firmare questi protocolli a nome della Comunità.
                                        ^
 ---pagebreak--- PRCWXJCOLDO D'ADESIOHOE DEL PÔIHCIPATO DI HOKACO ALIA OOKVEHEIONE
                    SULLA paOTEZIOHE DKT.t.tt ALPI
                      (PROTOCOLLO DI ADESIOHK)
I«9fospubblicaFederale dì Germania,
La Repubblica d'Austria,
La Repubblica francese,
La Repubblica italiana,
Il Principato del Liechtenstein,
La Confederazione svizzera,
La Repubblica di Slovenia,
La Comunità Europea,
firmatari della Convenzione sulla           protezione delie   Alpi
(Convenzione Alpina), da una parte
e il Principato di Monaco, d'altra parte,
considerando che il Principato di Monaco            ha chiesto   di
diventare parte nella convenzione alpina
desiderosi di tutelare la protaaiono d«ll^ Alpi eullfineioac
dell'arco alpino, hanno convenuto quanto segue :
      ARTICOLO 1
      Il Principato di Monaco diventa parte contraente la
convenzione sulla protezione delle Alpi, quale modificata dal
presente protocollo di adesione.
      ARTICOLO 2
      "Il Principato di Monaco" è aggiunto al preanbolo dopo il
"Principato del Liechtenstein"*
 ---pagebreak---           ARTICOLO 3
          L ' a l l e g a t o nel quale è d e s c r i t t a              e rappresentata             la
r e g i o n e d e l l e Alpi c h e c o s t i t u i s c e i l campo d ' a p p l i c a z i o n e
d e l l a C o n v e n z i o n e a l p i n a , è m o d i f i c a t o come s e g u e :
          a) l ' e l e n c o d e l i e unita amainistrative d e l l ' a r c o alpino e
c o m p l e t a t a carne s e g u e :
          - p r i n c i p a t o d i Monaco
          b) l a c a r t a p r e s e n t a t a n e l l ' a l l e g a t o d e l l a c o n v e n z i o n e
a l p i n a e ncmtitxiifca d a l l a c a r t » a l l e g a t a a l p r e s e n t e p r o t o c o l l o
d'adesione.
          ARTICOLO 4
          (1) Il consenso                     ad   essere          vincolato      dal    présente
protocollo può essere espresso da :
                 firma        non    sottoposta          a       ratifica,      accettazione          o
approvazione_                Lo stato che usufruisce di                     tale     possibilità,
notifica al depositario, al momento della firma, che: la sua
firma         vaie co»e consenso                 ad essere           vincolato     dal   presente
protocollo d'adesione.
                   firaa        sottoposta          a        ratifica,         accettazione           o
approvazione» Gli strumenti di ratifica, di accettazione o di
approvazione sono depositati presso il depositario*
           C2) Il presente protocollo d'adesione entra in vigore tre
nesi dopo la data in cui vengano realizzate le tre coedizioni
seguenti :
          ~ la convenzione alpina e entrata in vigore ;
          - le parti contraenti la convenzione alpina avranno
esprèsso il proprio consenso ad essere vincolate dal presente
protocollo d'adesione ;
                il Principato di Monaco avrà espresso il : proprio
consenso               ad     essere         vincolato           dal    presente       protocollo
d'adesione.
           (3) Per i firmatari che non sono ancora parti contraenti
 la convenzione alpina, il consenso ad essere vincolati dal
presente protocollo d'adesione prenderà effetto solo alla data
 al entrata in vigore della convenzione alpina per quanto li
 riguarda.
                                           s
 ---pagebreak---      (4) Nessuno può esprimere il proprio consenso ad essere
vincolato dalla convenzione alpina senza aver espressp in
precedenza o contemporaneamente il proprio consenso ad essere
vincolato dal presente protocollo d'adesione,
     ARTICOLO 5
     La denuncia del presente protocollo d'adesione può èssere
effettuata solo tramite denuncia della convenzione alpina.
     ARTICOLO 6
     11 depositario notifica a tutte le parti contraenti e a
tutte le parti tirmatarie :
     - ogni fima, precisando se è sottoposta o no a ratifica,
accettazione o approvazione ;
     - il deposito di ogni strumento di ratifica, accettazione
o approvazione :
     - la data d'entrata in vigore, ai sensi dell'articolo 4 ;
     - ogni notifica di denuncia e la data alla quale la
denuncia prende ettetto.
     i/i Tede di quanto, i sottoscritti, debitamente autorioaati
a tale scopo, hanno firmato il presente protocollo d'adasione.
     Fatto a (Chambery), il (20 dicembre 1984), in francese,
tedesco, italiano e sloveno, i quattro testi facenti fede, in
un'unica copia che verrà depositata presso gii archivi della
Repubblica d'Austria. Il depositario ne trasmette copi*
conforme a tutti i firmatari.
 ---pagebreak---      Protocollo d'applicazione della Convenzione Alpina
                    del 1991 nell'ambito
          dell'assetto territoriale e dello sviluppo
                         duraturo
               (Protocollo "Assetto territoriale
                    e sviluppo duraturo")
Protocollo finalizzato sulla base della riunione degli Alti
Funzionari a Parigi (21, 22 e 23 settembre 1994)
                                  *
 ---pagebreak---  La Repubblica Federale Tedesca
 La Repubblica Austriaca
 La Repubblica Francese
 La Confederazione svizzera
 La Repubblica Italiana
 Il Principato del Lichtenstein
 Il Principato di Monaco
 La Repubblica Slovena
 e
 La Comunità Europea
 di seguito chiamate le parti contraenti,
 Considerando la loro missione derivante dalla Convenzione sulla
 protezione delle Alpi (Convenzione Alpina) del 7 novembre 1991,
 di garantire una politica globale di protezione e di sviluppo
 duraturo dell'area alpina.
 Considerando gli obblighi che derivano loro dall'articolo 2,
paragrafo 2 e 3 della Convenzione alpina,
Riconoscendo che lo spazio alpino è un territorio la cui
 importanza interessa l'Europa nel suo insieme, che il suo
rilievo, il suo clima, la sua idrologia, la sua vegetazione, la
sua fauna, i suoi paesaggi e la sua cultura costituiscono un
patrimonio specifico e diversificato e che i settori di alta
montagna, le vallate alpine e le prealpi formano ecosistemi la
cui salvaguardia non interessa solamente i paesi alpini.
Coscienti del fatto che le Alpi costituiscono l'ambiente di
vita e di sviluppo della popolazione residente.
Consapevoli  che la popolazione residente va messa in grado di
definire il  proprio progetto di sviluppo sociale, culturale e
economico e  di partecipare alla sua attuazione, nell'ambito
dell'ordine  istituzionale esistente,
Consapevoli che lo spazio alpino assolve inoltre diverse altre
funzioni d'interesse generale, in particolare quella di spazio
turistico e ricreativo e quella di supporto di vie de
comunicazione essenziali per l'Europa.
Tenendo conto del fatto che i vincoli naturali che limitano lo
spazio e la sensibilità degli ecosistemi, pongono un problema
di compatibilità con la crescita della popolazione residente e
non residente e con il sensibile aumento del bisogno di spazio
necessario per assolvere le diverse funzioni sopra menzionate e
che da ciò, risultano danni e minacce per l'equilibrio
ecologico dell'area alpina.
Riconoscendo che questo bisogno non è ripartito uniformemente e
che si concentra in certe regioni, mentre altre sono colpite
dal sottosviluppo e dall'esodo rurale.
Considerando che di fronte a tali rischi è diventato necessario
tener conto delle strette interrelazioni tra le attività umane,
in particolare agricole e forestali e la tutela degli
                                 s
 ---pagebreak---  ecosistemi, che rendono lo spazio alpino molto sensibile ai
 cambiamenti delle condizioni d'esercizio delle attività sociali
 ed economiche e impongono l'attuazione di misure adeguate e
 diversificate in concertazione con la popolazione residente e i
 suoi rappresentanti locali nonché con gli operatori economici e
 le associazioni.
Considerando che le politiche di assetto territoriale già
 avviate, che contribuiscono alla diminuzione delle
 ineguaglianze e al rafforzamento della solidarietà, devono
essere perseguite e adattate, e integrare di più le
preoccupazioni ambientali, in modo che possano svolgere
pienamente il loro ruolo preventivo.
Consapevoli del fatto che la tutela dell'ambiente, la
promozione sociale e culturale e lo sviluppo economico del
territorio alpino sono obiettivi della medesima importanza, e
che quindi, bisogna ricercare un'equilibrio appropriato a lungo
termine tra di loro.
Convinti :
che le collettività territoriali direttamente interessate sono
quelle meglio in grado di risolvere i numerosi problemi dello
spazio alpino ;
che va incoraggiata la collaborazione transfrontaliera delle
collettività territoriali dello spazio alpino nell'interesse di
uno svilippo armonioso ;
che handicap naturali svantaggiosi nell'economia, in
particolare nell'agricoltura e nell'economia forestale, possono
mettere in causa le basi economiche della popolazione residente
e provocare un degrado dell'ambiente di vita e dello spazio
ricreativo ;
che la messa a disposizione dello spazio alpino quale zona che
assolve funzioni di interesse generale, in particolare di
protezione e di equilibrio ecologico, nonché di zona ricreativa
e di accoglienza, può giustificare misure di sostegno adeguate.
Convinte che certi problemi possono risolti soltanto in un
ambito transfrontaliere e richiedonno misure comuni da parte
degli Stati dell'area alpina
sono convenuti di quanto segue :
                                   %
 ---pagebreak---                      CAPITOLO I
                 NORME GENERALI
                     Articolo 1
                     Scopo
Gli obiettivi dell'assetto territoriale e dello sviluppo
duraturo sono di :
 1 - riconoscere le specificità delle Alpi nel quadro delle
politiche nazionali e europee,
2 - adattare l'utilizzo dello spazio agli scopi e alle esigenze
ecologiche,
3 - gestire le risorse e lo spazio in modo economo e
compatibile con l'ambiente.
4 - tener conto degli interessi specifici delle popolazioni
alpine con sforzi miranti a garantire durevolmente le loro basi
di sviluppo,
5 - favorire lo sviluppo economico e, nello stesso tempo, la
ripartizione armoniosa della popolazione e delle attività in
seno allo spazio alpino,
6 - rispettare le identità regionali e le specificità
culturali,
7 - promuovere sforzi miranti a garantire pari opportunità alla
popolazione residente in materia di sviluppo sociale, culturale
ed economico nel rispetto delle competenze delle collettività
pubbliche.
8 - prendere in considerazione gli handicap naturali, le
prestazioni d'interesse generale, le restrizioni d'utilizzo
delle risorse e il valore reale legato all'uso di tali risorse.
                    Articolo 2
               Obblighi fondamentali
                            JJO
 ---pagebreak---  Conformemente agli obiettivi di assetto territoriale e di
 sviluppo duraturo dello spazio alpino di cui all'articolo 1, le
 Parti contraenti convengono di creare le condizioni generali
 che consentono di :
 - aumentare la capacità di agire delle collettività regionali e
 locali, in conformità col principio di sussidarietà,
 - mettere in atto strategie regionali specifiche e strutture
 relative,
 - garantire la solidarietà tra le colletività, al livello di
 ogni paese, con provvedimenti efficaci,
 - predisporre misure di sostegno in caso di restrizioni d'uso
 delle risorse naturali e quando le condizioni dell'attività
 economica nelle Alpi sono svantaggiose, nella misura in cui
 tali misure sono necessarie per mantenerne le basi e
 compatibili con l'ambiente.
    armonizzare le politiche di assetto territoriale, di
sviluppo e di tutela con la promozione della cooperazione
 internazionale.
Le Parti contraenti si impegnano a prevedere le misure
necessarie per raggiungere gli scopi definiti all'articolo 1,
nel rispetto del principio di sussidiarietà
                     Articolo 3
      Presa in considerazione dei criteri ambientali nelle
           politiche di assetto territoriale e
                     di sviluppo duraturo
Le politiche di assetto territoriale e di sviluppo duraturo
armonizzano, al momento opportuno, gli interessi economici con
le esigenze di protezione dell'ambiente, prendendo in
considerazione in particolare :
1 - la tutela e il ripristino dell'equilibrio ecologico e della
diversità bilogica delle regioni alpine,
2 - la tutela e la cura della diversità dei siti e dei paesaggi
naturali e culturali di valore,
3 - l'uso economo e compatibile con l'ambiente delle risorse,
quali il suolo, l'aria, l'acqua, la flora, la fauna nonché
dell'energia,
4 - la protezione degli ecosistemi e delle specie nonché degli
elementi rari del paesaggio,
5 - il riassetto degli ambienti naturali e abitati in degrado,
6 - la protezione contro i rischi naturali,
                           y\A
 ---pagebreak---  7 - la creazione d'impianti e attrezzature necessari ad uno
 sviluppo compatibile con la qualità del paesaggio e
 dell'ambiente,
 8 - il rispetto delle culture specifiche delle regioni alpine.
                      Articolo 4
                  Cooperazione internazionale
 1. Le Parti contraenti si impegnano ad eliminare gli ostacoli a
 una cooperazione internazionale tra le collettività del
 territorio alpino ed a promuovere la soluzione dei problemi
 comuni mediante una collaborazione che tenga conto dei diversi
 livelli.
 2. Le Parti contraenti favoriscono una cooperazione
 internazionale rafforzata tra gli enti competenti rispettivi
nell'elaborazione dei piani e/o programmi di assetto
territoriale e di sviluppo duraturo in conformità con
 l'articolo 8 al livello dello Stato o delle regioni, nonché
nella definizione delle pianificazioni settoriali relative
all'organizzazione del territorio. Nelle aree di confine, tale
cooperazione mirerà più particularmente a coordinare l'assetto
territoriale, lo sviluppo economico e le esigenze ambientali.
3. Quando le collettività regionali o locali non possono
mettere in atto soluzioni perchè sono di competenza nazionale o
internazionale, occorre garantir loro la possibilità di
presentare gli interessi della loro popolazione.
                           Articolo 5
      Presa in considerazione degli obiettivi di assetto
           territoriale e di sviluppo durevole nell'ambito
                delle politiche settoriali
Tenuto conto dello sviluppo auspicato del territorio, le Parti
contraenti si impegnano a prendere anche in considerazione gli
obiettivi del presente protocollo nelle loro altre politiche,
in particolare in materia di sviluppo regionale, di
urbanizzazione, di turismo e di trasporti, d'agricoltura,
d'economia forestale e di protezione dell'ambiente nonché di
ciò che riguarda l'approvvigionamento generale, in acqua ed
energia in particolare, delle suddette regioni allo scopo di
ridurne gli eventuali effetti negativi o contraddittori.
                             A°L
 ---pagebreak---                     Articolo 6
          Coordinamento delle politiche settoriali
Le Parti contraenti predispongono strumenti di coordinamento
delle politiche settoriali, laddove essi non esistano, per
promuovere lo sviluppo duraturo dello spazio alpino e delle sue
regioni. Esse cercheranno a tale scopo le soluzioni compatibili
con la tutela dell'ambiente e la gestione economa duratura
delle risorse naturali ; come regola generale, esse tendono a
prevenire i rischi legati alla monoattività favorendo la
diversificazione delle iniziative così come contribuiranno alla
mobilitazione dei partners su obiettivi comuni.
                    Articolo 7
          Partecipazione degli enti territoriali
1. Tenuto conto del pluralismo istituzionale e delle diverse
ripartizioni di competenza esistenti, ogni Parte contraente
ricerca il miglior livello di coordinamento, di cooperazione e
di complementarità tra le istituzioni e le collettività
direttamente interessate per promuovere una solidarietà nella
responsabilità, in particolare per sfruttare e sviluppare le
sinergie nell'applicazione delle politiche d'assetto
territoriale e di sviluppo duraturo nonché nell'attuazione
delle misure che ne derivano.
2. Le collettività direttamente interessate partecipano ai
diversi stadi di preparazione e di attuazione di tali politiche
e tali misure nel rispetto delle loro competenze.
                              A3
 ---pagebreak---                     CAPITOLO II
                    Misure specifiche
                         Articolo 8
          Piani e/o programmi d'assetto territoriale e di
                    sviluppo duraturo
La realizzazione degli obiettivi di assetto territoriale e di
sviluppo duraturo si compie nell'ambito dei provvedimenti
giuridici e normativi delle Parti contraenti, elaborando piani
e/o programmi d'assetto territoriale e di sviluppo duraturo.
Questi vengono stabiliti nell'insieme del territorio alpino, al
livello territoriale delle collettività pubbliche competenti.
Tali piani e/o programmi d'assetto territoriale e di sviluppo
duraturo sono elaborati da o con le collettività direttamente
interessate, e in concertazione con le collettività
territoriali limitrofi, se necessario nell'ambito di rapporti
tra zone di frontiera ; sono coordinati tra i diversi livelli
territoriali.
Tali piani e/ o programmi vengono riesaminati periodicamente e
modificati se necessario. Essi fissano gli orientamenti di
sviluppo e di organizzazione spaziale di insiemi territoriali
coerenti. La loro elaborazione e attuazione si basano su
inventari e studi preliminari che definiscono le
caratteristiche del territorio considerato.
                         AL\
 ---pagebreak---                      Articolo 9
           Contenuto dei piani e/o programmi d'assetto
                territoriale e di sviluppo duraturo
 I piani e/o programmi d'assetto territoriale e di sviluppo
duraturo prendono in considerazione al livello geografico più
adatto e secondo le situazioni specifiche del territorio, in
particolare le misure seguenti :
 1 - Sviluppo economico regionale
a) Misure miranti a fornire un'offerta di lavoro soddisfacente
alla popolazione residente ed a garantirle 1'approvvigionamanto
di beni e servizi necessari allo sviluppo sociale ed economico
nonché pari opportunità,
b) Misure che favoriscano la diversificazione economica,
miranti ad eliminare le debolezze strutturali e i rischi di
monoattività.
e) Misure miranti a rafforzare la collaborazione tra il
turismo, l'agricoltura, l'economia forestale e l'artigianato,
in particolare con associazioni di attività che permettano la
creazione di posti di lavoro.
2 - Spazio rurale
a) Riserva dei terreni adatti all'agricoltura, all'economia
forestale e alla pastorizia.
b) Definizione delle misure per il mantenimento e lo sviluppo
dell'agricoltura e dell'economia forestale di montagna.
e) Preservazione e riassetto del territorio a forte valore
ecologico e culturale.
d) Definizione degli spazi e degli impianti necessari alle
attività ricreative compatibili con gli altri usi dello spazio,
e) Delimitazione delle zone esposte a rischi naturali dove
saranno il più possibile, evitate le costruzioni e le
attrezzature.
3 - Spazio urbano
a) Delimitazione adeguata ed economa dei territori da
urbanizzare e misure miranti a garantire che le superfici così
delimitate vengano effettivamente costruite.
b) Riserva dei terreni necessari alle attività economiche e
culturali, ali* approvflPjgionamento e alle attività ricreative,
e) Delimitazione delle zone esposte a rischi naturali dove
saranno il più possibile, evitate le costruzioni e le
attrezzature.
d) Conservazione e creazione di spazi verdi e di zone
ricreative suburbane.
e) Limitazione delle abitazioni secondarie.
                              A^
 ---pagebreak---  f) Orientamento e concentrazione dell'urbanizzazione sugli assi
 serviti dalle infrastrutture di trasporto e/o continuità con le
 strutture esistenti.
 g) Recupero del patrimonio edile caratteristico.       .
 4 - Protezione della natura e dei paesaggi
 a) Delimitazione delle zone di protezione della natura e del
 paesaggio e dei settori di protezione dei corsi d'acqua e di
 altre basi naturali di vita,
 b) Delimitazione delle zone di tranquillità e dei territori
 dove le costruzioni, le attrezzature e altre attività dannose
 saranno limitate o vietate.
 5 - Trasporti
 a) Misure miranti a migliorare il servizio a livello regionale
 e sovraregionale
b) Misure miranti ad incoraggiare l'uso dei mezzi di trasporto
 compatibili con 1 ambiente,
e) Misure miranti a rafforzare il coordinamento e la
cooperazione tra i mezzi di trasporto.
d) Misure di moderazione del traffico, compresa, se necessario,
 la limitazione del traffico a motore,
e) Misure di miglioramento dell'offerta di trasporti pubblici
per la popolazione residente e gli ospiti.
                     Articolo 10
           Compatibilità dei progetti con l'ambiente e lo spazio
Le Parti contraenti stabiliscono le condizioni necessarie
all'esame degli effetti diretti e indiretti dei progetti, di
natura pubblica o privata, suscettibili di provocare danni
gravi o duraturi alla natura, al paesaggio, al patriminio edile
e allo spazio. Tale esame tiene conto delle condizioni di vita
della popolazione residente, in particolare delle sue
aspirazioni nell'ambito dello sviluppo economico, sociale e
culturale. Il risultato di questo esame viene preso in
considerazione al momento della decisione di autorizzare o
realizzare il progatto.
Quando un progetto influisce sull'assetto del territorio, lo
sviluppo durevole e le condizioni ambientali di una Parte
contraente limitrofa, gli enti competenti di tale Parte vanno
informati in tempo. L'informazione deve essere trasmessa in
termini che consentano un esame e una presa di posizione
integrata al processo decisionale.
                            J&
 ---pagebreak---                 Articolo 11
      Uso delle risorse, prestazioni d'interesse generale,
                handicap naturali e limiti
                     d'uso delle risorse
 Le Parti contraenti esaminano la giustificazione e le modalità
 adeguate allo scopo di :
 1 - fare pagare agli utenti di risorse alpine prezzi di mercato
 che integrino al loro valore economico il costo della messa a
disposizione di tali risorse.
2 - compensare le prestazioni d'interesse generale fornite alla
collettività,
3 - fornire un compenso equo alle attività economiche afflitte
da handicap naturali, in particolare all'agricoltura e
all'economia forestale.
4 - garantire agli operatori economici un'equa rimunerazione,
definita su una base normativa o contrattuale, quando i modi di
valorizzazione economi e compatibili con l'ambiente del
potenziale naturale sono oggetto di limiti supplementari
notevoli.
                     Articolo 12
               Misure economiche e finanziarie
1. Le Parti contraenti esaminano le possibilità di aiuto allo
sviluppo duraturo dello spazio alpino - come da obiettivo del
presente protocollo - con misure fiscali e finanziarie.
2. Le misure seguenti vanno considerate come complementi di
quelle di cui all'articolo 12 :
- Compensi degli oneri tra i livelli di colletività
territoriali adeguati.
- Riorientamento delle politiche settoriali tradizionali e uso
più giudizioso dei mezzi di sostegno esistenti.
- Sostegno a progetti tra zone di confine
3. Le Parti contraenti procedono all'esame delle conseguenze
sull'ambiente e sullo spazio dei provvedimenti fiscali e
                          M
 ---pagebreak--- finanziari esistenti e danno la preferenza alle misure
compatibili con la protezione dell'ambiente e con gli obiettivi
dello sviluppo duraturo.
                    Articolo 13
               Misure complementari
Le Parti contraenti possono prendere, per l'assetto
territoriale e lo sviluppo duraturo, misure complementari a
quelle contemplate nel presente protocollo.
                          AS
 ---pagebreak---                     CAPITOLO III
          Ricerca, formazione e informazione
                    Articolo 14
               Ricerca e osservazione
1. Le Parti contraenti favoriscono e armonizzano, in stretta
collaborazione, la ricerca e l'osservazione, per garantire una
migliore conoscenza delle interazioni tra spazio, economia e
ambiente nelle Alpi nonché un'analisi degli sviluppi futuri.
2. Le Parti contraenti provvedono afinchè i risultati delle
loro ricerche e della sorveglianza sistematica siano integrati
in un sistema comune d'osservazione permanente della condizione
e dell'evoluzione del territorio alpino e del suo ambiente e
siano accessibili al pubblico.
                         Articolo 15
                    Formazione e informazione
Le Parti Contraenti favoriscono la formazione e l'informazione
del pubblico e delle autorità per quanto riguarda l'assetto
territoriale e lo sviluppo duraturo dell'area alpina.
                          43
 ---pagebreak---   italien
  14-10-94
                                        CAPITOLO IV
                                   Controllo e valutazione
                                          Articolo 4 £
                                          Attuazione
  Le Parti contraenti si impegnano a vigilare sull'attuazione del presente Protocollo
 delle misure assunte adottando tutte le misure appropriate nel quadro istituzionale
 presente nei singoli stati.
                                         Articolo^
                            Controllo del rispetto degli obblighi
 1. Le parti contraenti presentano periodicamente al Comitato permanente le misure
 prese in vertu del presente Protocollo. I rapporti devono trattare anche la questione
 dell'efficacia delle misure prese. La Conferenza Alpina determina la periodicità dei
 rapporti.
2. Il Comitato permanente determina se sulla base dei citati rapporti, le Parti
contraenti hanno svolto gli obblighi derivanti dal Protocollo. Può chiedere alle Parti
contraenti interessate, informazione complementario ricorrere ad'altre fonti.
3. Il Comitato permanente elabora uno rapporto per la Conferenza Alpina sul rispetto
degli obblighi delle parti contraenti derivanti dal Protocollo.
4. La Conferenza Alpina prende conoscenza di tale rapporto e se constata un
mancato rispetto degli obblighi può adottare delle raccomandazioni.
                                        Articolo fZ
                Valutazione dell'efficacia delle disposizioni del Protocollo
1. Le Parti contraenti verificano e valutano periodicamente l'efficacia delle misure
prese, in applicazione del presente Protocollo. Se risultasse necessario al
perseguimento di questi obiettivi, prevedono gli emendamenti necessari.
                                     lo
 ---pagebreak---    2. Nel quadro istituzionale nationale presente, gli enti territoriali sono - «associate a
   questa valutazione. Li organizzazioni non governative che svolgano un1 attività in
   materia possono essere consultate.
                                           CAPITOLO V
                                         Disposizioni finali
                                             Articolo^?
                         Rapporti tra la convenzione e il protocollo
  Il presente protocollo costituisce un protocollo delia Convenzione alpina ai sensi
 dell'articolo 2 e degli altri articoli pertinenti della Convenzione.
 Nessuno pud diventare parte nel presente protocolio senza essere parte nella
 Convenzione alpina. Qualsiasi denuncia della Convenzione alpina costituisce
 denuncia del presente protocollo.
 Nelle discussioni delia Conferenza alpina su problemi relativi al presente protocollo,
 solo le parti contraenti il presente protocollo possono partecipare alle decisioni.
                                            Articolo 20
                                         Firma e ratifica
 1. Il presente protocollo è aperto alla firma degli firmatera della Convenzione alpine
e della Comunità Europea il                                                   e presso la
Repubblica d'Austria, depositaria, a partire dal.
2. Il presente protocollo entra in vigore, per le Parti che hanno espresso il propria
consenso ad essere vincolate, tre misi dopo la date in cui tre Stati avranno
depositato il proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione.
3. Per le Parti che esprimano successivamente il proprio consenso a dessere
vincolate dal protocollo, il protocollo entra in vigore tre mesi dopo la date del
deposito dello strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione. Dopo l'entrata
in vigore di un emendamento al protocollo, qualsiasi nuova parte contraente al detto
protocollo diventa parte contraente al Protocollo cosi come emendato.
                                              Sfa
 ---pagebreak---                                             Articolo 2-1
                                              Notifiche
  Il depositario notifica a tutti gli stati citati nel preambolo a alla Comunità Europea,
  per quel che concerne questo Protocollo :
  -gli atti firma,
 - i depositi degli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione,
 - la data di entrata in vigore,
 -le dichiarazioni fatte da una Parte,
 -le denunce effetuate da una Parte, incluse le date in cui le denunce stesse hanno
 effeto.
 In fede di quanto sopra, i sottoscritti, debimente autorizzati a tale scopo, hanno
firmato il presente protocollo.
Fatto a                                , in francese, tedesco ; italiano e sloveno, i quattro
testi facendi fede, in un unico remplare che verrà depositato presso gli archivi della
Repubblica d'Austria che ne trasmette copia autenticata conforme a tutte le Parti
Per la Repubblica Federale tedesca,
Per la Repubblica d'Austria,
Per la Repubblica francese,
Per la Repubblica italiana,
Per il Principato del Liechtenstein,
Per il Principato di Monaco,
Per la Repubblica Slovena,
Per la Confederazione svizzera,
Per la Comunità Europea.
                                         sa.
 ---pagebreak---     PROTOCOLLO D'APPLICAZIONE DELLA
       CONVENZIONE ALPINA DEL 1991
      NELL'AMBITO DELL'AGRICOLTURA
                DI MONTAGNA
(PROTOCOLLO "AGRICOLTURA DI MONTAGNA")
   PROTOCOLLO FINALIZZATO SULLA BASE
 DELLA REUNIONE DEGLI ALTRI FUNZIONARI
    A PARIGI (21, 22, 23 SETTEMBRE 1994)
                 < ^ ^ —-^
 ---pagebreak---   La Repubblica d'Austria,
  la Confederazione Elvetica,
  la Repubblica Francese,
  la Repubblica Federale di Germania,
  la Repubblica Italiana,
  il Principato di Liechtenstein,
  il Principato di Monaco,
  la Repubblica di Slovenia,
 nonché
  la Comunità Europea,
 - in adempimento del loro mandato in base alla
 Convenzione per la Protezione delle Alpi (Conven-
 zione delle Alpi), del 7 novembre 1991, di assicu-
 rare una politica complessiva per la protezione e
 lo svilupoo sostenibile del territorio alpino;
- in ottemperenza ai loro impegni di cui all'articolo 2
paragrafo 2 e 3 della Convenzione Alpina ;
 - coscienti della propria responsabilità affinchè
 la coltivazione del paesaggio rurale tradizionale,
 nonché un'agricoltura adatta ai siti e compatibile
 con l'ambiente siano conservati nell'interesse ge-
 nerale e incentivati in considerazione delle condi-
 zioni economiche più difficoltose;
- consapevoli del fatto che il territorio alpino,
 con la sua ricchezza di risorse naturali, le sue
 risorse idriche, il suo potenziale agricolo, il suo
significato storico e culturale, il suo valore di
spazio di vita, di attività economiche e ricreati-
ve, nonché per gli assi di trasporto che lo attra-
versano, sarà anche nel futuro d'importanza vitale,
particolarmente per le popolazioni residenti, ma
anche per quelle di altri territori;
- convinti che gli interessi economici debbano es-
sere conciliate con le esigenze ecologiche, nel ri-
spetto delle peculiarità delle singole regioni.
                   Si,
 ---pagebreak---   nonché del ruolo centrale dell'agricoltura;
  - in considerazione del significato che da sempre
  ha avuto l'agricoltura nel territorio alpino, e
  dell'indispensabile contributo con cui questo set-
  tore economico concorrerà, come mezzo di sostenta-
  mento fondamentale, anche in futuro e particolar-
  mente nelle zone montane, al mantenimento di un'a-
 deguata densità abitativa, all'approvvigionamento
  alimentare della popolazione, alla produzione di
 pregiati prodotti tipici, alla conservazione e alla
  cura del paesaggio rurale, alla sua valorizzazione
 turistica, alla protezione del suolo contro erosio-
 ni, valanghe e inondazioni;
 - consapevoli che metodi e intensità dell'uso
 agricolo esercitano un'influenza determinante sulla
 natura e sul paesaggio, e che al paesaggio rurale,
 coltivato in modo estensivo, dev'essere attribuita
 una funzione essenziale come habitat per flora e
 fauna delle Alpi;
 - riconoscendo il fatto che l'attività degli agri-
 coltori è connessa a condizioni più difficoltose di
 vita e di produzione, a causa delle caratteristiche
 geomorfologiche e climatiche delle zone montane;
 - consapevoli che determinati problemi possono
 essere risolti soltanto sul piano transfrontaliere
 e richiedono misure internazionali, e che, in par-
 ticolare, occorrono misure economiche e sociali di
 adeguamento e di accompagnamento, sia a livello na-
 zionale che europeo, affinchè l'esistenza degli
agricoltori e delle loro aziende nelle zone montane
non sia messa in dubbio da un'esclusiva applicazio-
ne di parametri economici;
hanno convenuto quanto segue:
                      Capitolo I
                    Norme generali
                     Articolo   1
                       Finalità
1. Il presente Protocollo stabilisce misure a li-
vello internazionale al fine di conservare e di
                  #s
 ---pagebreak---   incentivare l'agricoltura nelle zone montane, in
  modo che venga riconosciuto e garantito nel tempo
  il suo contributo sostanziale alla permanenza della
  popolazione e al mantenimento di attività economi-
  che sostenibili, specie mediante la produzione di
 prodotti tipici di qualità, alla salvaguardia delle
 basi naturali della vita, alla prevenzione dei ri-
  schi naturali, alla conservazione della bellezza e
 del valore ricreativo del paesaggio naturale e ru-
  rale, nonché alla cultura nel territorio alpino.
 2. Nell'attuazione del presente Protocollo, le Par-
 ti contraenti persegiïono l'ottimazione dei compiti
 multifunzionali dell'agricoltura di montagna.
                        Articolo 2
 Considerazione delle finalità nelle altre politiche
 Le Parti contraenti si impegnano a considerare le
 finalità stabilite da questo Protocollo anche nel-
 le altre politiche.
                       Articolo 3
                  Impegni fondamentali
           nel contesto economico complessivo
 1. Le Parti contraenti concordano sulla necessità
di orientare, a tutti i livelli, la politica agri-
cola in coerenza con la politica economica comples-
siva alle esigenze di uno sviluppo sostenibile e
equilibrato, in modo da rendere possibili, nel qua-
dro delle condizioni politico-finanziarie date:
a) l'incentivazione di un'agricoltura compatibile
con l'ambiente e delle sue funzioni di valore eco-
nomico collettivo, nonché la compensazione delle
prestazioni superiori o dei redditi inferiori, che
ne derivano, in particolare nelle zone montane;
b) interventi    significativi    contro  l'abbandono
delle zone montane, assicurando anche in esse con-
dizioni di vita adeguate, mediante misure di poli-
tica sociale e strutturale assieme alle misure di
politica agricola e ambientale.
                 kb
 ---pagebreak---                                              Articolo 4
                                      Ruolo degli agricoltori
 Le Parti contraenti concordano nell'affermare che, in particolare nelle zone montane
 I agricoltore ha segnato nel corso dei secoli il paesaggio, caratterizzandolo storicamente è
conferendogli valore culturale. Gli agricoltori vanno pertanto riconosciuti anche in futuro
come protagonisti essenziali del mantenimento del paesaggio naturale e rurale tenuto
conto delle loro attività molti funzionali. Occore quindi associarli alle decisioni e misure per
                                                                                             p
le regioni montane.
                                             Articolo 5
                                     Cooperazione internazionale
               Le Parti contraenti convengono:
               a) di garantire, ai fini dell'attuazione del pre-
               sente Protocollo, valutazioni comuni dello sviluppo
               della politica agricola, nonché la reciproca con-
               sultazione prima di importanti decisioni nella po-
               litica agricola;
               b) di assicurare la realizzazione delle finalità e
               delle misure stabilite dal presente Protocollo an-
               che nell'ambito di raccordi territoriali, mediante
               la cooperazione transfrontaliera tra tutte le auto-
               rità competenti e, in particolare, le amministra-
               zioni regionali e gli enti locali;
               e) di promuovere sia lo scambio di conoscenze ed
               esperienze sia iniziative comuni, mediante la co-
               operazione internazionale tra istituti di ricerca e
               di formazione, tra organizzazioni agricole e am-
               bientali, nonché tra i media.
                                    Articolo 6
                    Partecipazione degli enti territoriali
      1. Tenuto conto del pluralismo istituzionale e delle diverse
      ripartizioni di competenza esistenti, ogni Parte contraente
      ricerca il miglior livello di coordinamento, di cooperazione e
      di complementarità tra le istituzioni e gli enti direttamente
      interessati per promuovere una solidarietà nella
      responsabilità, in particolare per sfruttare e sviluppare le
      sinergie nell'applicazione delle politiche relative
      all'agricoltura di montagna nonché nell'attuazione delle misure
      che ne derivano.
                                              Jty
 ---pagebreak--- 2. Gli enti direttamente interessati partecipano ai diversi
stadi di preparazione e di attuazione di tali politiche e tali
misure nel rispetto delle loro competenze.
                              Capitolo II
                                 Misure
                               Articolo 7
              Incentivazione dell'agricoltura di montagna
        1. Le Parti contraenti perseguono una differenzia-
        zione delle misure di politica agricola, a tutti i
        livelli, in corrispondenza alle differenti condi-
        zioni dei siti, e quindi un'incentivazione dell'a-
        gricoltura di montagna che tiene conto delle con-
        dizioni naturali sfavorevoli dei siti. Le aziende,
        che in siti estremi garantiscono una coltivazione
        minima, richiedono un sostegno particolare.
2. Il contributo che l'agricoltura di montagna fornisce alla
conservazione e la cura del paesaggio naturale e rurale nonché
alla prevenzione dei rischi naturali giustifica un compenso
adeguato, nel quadro di accordi contrattuali vincolati a
progetti e prestazioni riconosciute come utili per la
collettività e che superano la norma d'obbligo generale.
                               Articolo 8
            Pianificazione territoriale e paesaggio rurale
         1. Le Parti contraenti si impegnano a tener conto
        delle condizioni specifiche delle zone montane
        nell'ambito della pianificazione territoriale, del-
        la destinazione delle aree, del riordinamento e del
        miglioramento fondiario, nel rispetto del paesaggio
        naturale e rurale.
        2. Affinchè l'agricoltura di montagna possa svolge-
        re i suoi compiti molteplici, dev'essere soprattut-
        to garantita la disponibilità dei terreni necessari
        per un utilizzo agricolo compatibile con l'ambiente
        e adatto ai siti.
        3. In questo contesto bisogna assicurare la conser-
        vazione o il ripristino degli elementi tradizionali
        del paesaggio rurale (boschi, argini boschivi, ce-
                              28
 ---pagebreak---        spugli, arbusti campestri, prati umidi, secchi e
       magri, alpeggi) e la loro coltivazione.
       4. Misure particolari sono necessarie per la con-
       servazione delle fattorie e degli elementi archi-
       tettonici rurali tradizionali, nonché per l'ulte-
       riore impiego dei metodi e materiali caratteristi-
      ci di costruzione.
                            Articolo 9
             Metodi di produzione adatti alla natura
                         e prodotti tipici
      Le Parti contraenti si simpegnano ad adottare tut-
      te le misure indispensabili, mirando all'applica-
      zione di relativi criteri comuni, per favorire
      l'impiego e la diffusione nelle zone montane di
      metodi di produzione estensivi, adatti alla natura
      e caratteristici del luogo, nonché a tutelare e a
      valorizzare la produzione di prodotti agricoli ti-
     pici che si distinguono per le loro condizioni di
     produzione originali, localmente limitate e adatte
     alla natura.
                         Articolo 10
                    Allevamenti adatti ai siti e diversità del
                              patrimonio genetico
     1. Le Parti contraenti concordano che gli alleva-
     menti vincolati al terreno rappresentano una par-
     te integrante essenziale dell'agricoltura di monta-
     gna, sia come fonte di reddito, sia come elemento
     che caratterizza l'identità paesaggistica e cultu-
     rale. Perciò occorre conservare gli allevamenti con
     la loro diversità di razze caratteristiche, compre-
     si gli animali domestici tradizionali, e i rispet-
     tivi prodotti tipici, in modo adatto ai siti, vin-
     colato al terreno ed ecologicamente compatibile.
2. In questa funzione, bisogna mantenere le connesse strutture
agricole, pastorizie e forestali, nel rispetto di un equilibrio
tra le superfici foraggere e quelle riservate all'allevamento,
nell'ambito di allevamenti erbivori estensivi.
                           £9
 ---pagebreak---   3 Nell'ambito della ricerca e della divulgazione , si debbono
  assicurare le misure necessarie perla c ™ « « ™ " £ * d e l
  patrimonio genetico degli allevamenti e delle culture.
                            Articolo 11
                       Commercializzazione
       1. Le Parti contraenti concordano che occorre crea-
       re condizioni di commercializzazione a favore dei
      prodotti dell'agricoltura di montagna: per aumenta-
      re sia la loro vendita in loco, sia la loro compe-
      titività sui mercati nazionali e internazionali.
      2. La promozione va attuata, tra l'altro, median-
      te marchi di denominazione controllata dell'origine
      e di garanzia della qualità, a tutela dei produtto-
      ri come dei consumatori.
                           Articolo 12
                  Limitazioni della produzione
      Le Parti contraenti intendono tener conto, nell'in-
      troduzione di limitazioni della produzione agrico-
     la, delle esigenze particolari di una coltivazione
     delle zone montane adatta ai siti e compatibile con
     l'ambiente.
                           Articolo 13
            Economia agricola e forestale come unità
     Le Parti contraenti convengono che le funzioni com-
     plementari e in parte interdipendenti dell'economia
     agricola e forestale nelle zone montane richiedono
     una loro concezione integrata. Esse promuovono con-
     seguentemente:
     a) l'incentivazione della silvicoltura adatta alla
    natura, sia come base di reddito complementare
    delle aziende agricole sia come attività lavorativa
     integrativa degli occupati nell'agricoltura;
b) la considerazione delle funzione protettive , produttive e
ricreative, nonché di quelle ecologiche e biogenetiche della
foresta, in un rapporto con le aree agricole adatto ai siti e
in armonia con il paesaggio ;
                           Zo
 ---pagebreak---             e) una regolamentazione dell'attività pastorizia e del
            popolamento di selvaggina, tale da evitare danni' intollerabili
            alle foreste e alle aree ad uso agricolo.
                                           Articolo 14
                                Ulteriori fonti di reddito
                Le Parti contraenti, riconoscendo l'importanza tra-
                dizionale dell'azienda           a conduzione     familiare
                nell'agricoltura di montagna, e al fine di soste-
                nerla come attività economica principale, parziale
                o marginale, promuovono l'incentivazione della
                creazione e dello sviluppo di ulteriori fonti di
                reddito nelle zone montane, soprattutto su inizia-
                tiva e a favore della stessa popolazione residente,
               e in particolare nei settori connessi con l'agri-
               coltura come l'economia forestale, il turismo e
               l'artigianato a patto che l'equilibrio naturale sia preservato
                                          Articolo 15
                  Miglioramento delle condizioni di vita e lavoro
               Le Parti contraenti promuovono il potenziamento e
               la qualificazione dei servizi indispensabili al su-
               peramento delle condizioni svantaggiate degli ad-
               detti alle attività agricole e forestali nelle zone
               montane, al fine di raccordare lo sviluppo delle
               loro condizioni di vita e lavoro con lo sviluppo
               economico e sociale in altri settori e altre zone
               del territorio alpino. I relativi citeri decisiona-
               li non dovranno essere esclusivamente economici.
               Ciò vale in primo luogo per i collegamenti di tra-
               sporto, le costruzioni e le ristrutturazioni di
              abitazioni e fabbricati rurali, nonché l'acquisto e
              la manutenzione di imoianti e macchinari.
                                     Articolo 16
                                Misure complementari
        Le parti contraenti possono prendere, per la conservazione e
l'incoraggiamento dell'agricoltura di montagna, misure complementari a quelle
contemplate nel presente protocolio.
                                           3-7
 ---pagebreak---                      CAPITOLO III
                RICERCA, FORMAZIONE E INFORMAZIONE
                     Articolo 17
                Ricerca e osservazione
 1. Le Parti contraenti incentivano e armonizzano, in stretta
 collaborazione, la ricerca e l'osservazione necessarie a una
 conoscenza più approfondita delle interazioni tra agricoltura e
 ambiente nelle Alpi nonché ad un'analisi degli futuri sviluppi.
 2. In particolare, incentivano la ricerca agricola specifica
 per l'agricoltura di montagna. Essa sarà sviluppata in modo da
 corrispondere al meglio alle condizioni locali concrete e sarà
 integrata nei processi di definizione e di verifica delle
 finalità e delle misure della politica agraria.
 3. Le Parti contraenti si impegnano a raccogliere mediante un
 sistema d'informazione comune e pubblicamente accessibile, le
 informazioni necessarie alla conoscenza dell'offerta
nell'ambito della ricerca e della formazione, nonché
all'osservazione permanente dello sviluppo del territorio
alpino, ai sensi della Convenzione sulla protezione delle Alpi
e del presente Protocollo.
4. Per quanto riguarda le diverse zone di montagna e tenuto
conto delle finalità e delle misure fissate dal presente
Protocollo, le parti stabiliscono in particolare un rilevamento
comparabile.
5. Il rilevamento sarà aggiornato periodicamente. Comprenderà
indicazioni sui temi e sui territori con problemi specifici,
sull'efficacia delle misure adottate e sulle misure da
adottare.
Ciò riguarda in primo luogo i dati fondamentali relativi allo
sviluppo demografico, sociale ed economico in correlazione con
i diversi indicatori geografici, ecologici e infrastrutturali
delle zone nonché la definizione dei correspondent! criteri di
sviluppo duraturo e equilibrato ai sensi della Convenzione
delle Alpi e del presente Protocollo.
                          3*1
 ---pagebreak---                      Articolo 18
                Istruzione e informazione
 1. Le Parti contraenti incentivano l'istruzione e
 l'informazione del pubblico e delle amministrazioni per quanto
 riguarda l'assetto territoriale e lo sviluppo duraturo sul
 territorio alpino.
2. Le Parti contraenti incentivano un'ulteriore sviluppo della
formazione e dell'aggiornamento professionali e dell'assistenza
tecnica nelle materie agrarie e in quelle di gestione aziendale
e commerciale includendovi la protezione della natura e
dell'ambiente. L'offerta di istruzione in generale sarà
strutturata in modo da favorire l'orientamento e la
preparazione ad altre occupazioni, alternative o integrative,
in settori connessi all'agricoltura.
3. Le Parti contraenti sviluppano un'informazione ampia e
oggettiva che non si limiti alle persone e alle amministrazioni
direttamente coinvolte, ma raggiungendo - anche attraverso i
media - la pubblica opinione più vasta all'interno e
all'esterno del territorio alpino per diffondere in essa la
conoscenza delle funzioni dell'agricoltura di montagna e
sollecitare il relativo interesse.
Nel contesto del presente Protocollo vanno inoltre considerati
con priorità i temi citati nell'allegato I.
                             33
 ---pagebreak---   italien
  14-10-94
                                        CAPITOLO IV
                                   Controllo e valutazione
                                          Articolo 13
                                          Attuazione
  Le Parti contraenti si impegnano a vigilare sull'attuazione del presente Protocollo
 delle misure assunte adottando tutte le misure appropriate nel quadro istituzionale
 presente nei singoli stati.
                                         Articolo 20
                            Controllo del rispetto degli obblighi
 1. Le parti contraenti presentano periodicamente ai Comitato permanente le misure
 prese in vertù del presente Protocollo. I rapporti devono trattare anche la questione
 dell'efficacia delle misure prese. La Conferenza Alpina determina la periodicità dei
 rapporti.
2. Il Comitato permanente determina se sulla base dei citati rapporti, le Parti
contraenti hanno svolto gli obblighi derivanti dal Protocollo. Può chiedere alle Parti
contraenti interessate, informazione complementario ricorrere ad'altre fonti.
3. Il Comitato permanente elabora uno rapporto per la Conferenza Alpina sul rispetto
degli obblighi delle parti contraenti derivanti dal Protocollo.
4. La Conferenza Alpina prende conoscenza di tale rapporto e se constata un
mancato rispetto degli obblighi può adottare delle raccomandazioni.
                                        Articolo 2 / |
                Valutazione dell'efficacia delle disposizioni del Protocollo
1. Le Parti contraenti verificano e valutano periodicamente l'efficacia delle misure
prese, in applicazione del presente Protocollo. Se risultasse necessario al
perseguimento di questi obiettivi, prevedono gli emendamenti necessari.
                                             3 e,
 ---pagebreak---    2. Nel quadro istituzionale nationale presente, gli enti territoriali sono ^associate a
   questa valutazione. Li organizzazioni non governative che svolgano un' attività in
   materia possono essere consultate.
                                           CAPITOLO V
                                         Disposizioni finali
                                             Articolo 2 2.
                         Rapporti tra la convenzione e il protocollo
  Il presente protocollo costituisce un protocollo della Convenzione alpina ai sensi
 dell'articolo 2 e degli altri articoli pertinenti della Convenzione.
 Nessuno può diventare parte nel presente protocollo senza essere parte nella
 Convenzione alpina. Qualsiasi denuncia della Convenzione alpina costituisce
 denuncia del presente protocollo.
 Nelle discussioni della Conferenza alpina su problemi relativi al presente protocollo,
 solo le parti contraenti il presente protocollo possono partecipare alle decisioni.
                                            Articolo 2 3
                                         Firma e ratifica
 1. Il presente protocollo è aperto alla firma degli firmatera della Convenzione alpine
e della Comunità Europea il                                                   e presso la
Repubblica d'Austria, depositaria, a partire dal.
2. Il presente protocollo entra in vigore, per le Parti che hanno espresso il propria
consenso ad essere vincolate, tre misi dopo la date in cui tre Stati avranno
depositato il proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione.
3. Per le Parti che esprimano successivamente il proprio consenso a dessere
vincolate dal protocollo, il protocollo entra in vigore tre mesi dopo la date del
deposito dello strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione. Dopo l'entrata
in vigore di un emendamento al protocollo, qualsiasi nuova parte contraente al detto
protocollo diventa parte contraente al Protocollo cosi come emendato.
                                          2>5"
 ---pagebreak---                                             Articolo 2Ìf
                                              Notifiche
  Il depositario notifica a tutti gli stati citati nel preambolo a alla Comunità Europea,
  per quel che concerne questo Protocollo :
  - gli atti firma,
 - i depositi degli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione,
 - la data di entrata in vigore,
 -le dichiarazioni fatte da una Parte,
 -le denunce effetuate da una Parte, incluse le date in cui le denunce stesse hanno
effeto.
 In fede di quanto sopra, i sottoscritti, debimente autorizzati a tale scopo, hanno
firmato il presente protocollo.
Fatto a                                , in francese, tedesco ; italiano e sloveno, i quattro
testi facendi fede, in un unico remplare che verrà depositato presso gli archivi della
Repubblica d'Austria che ne trasmette copia autenticata conforme a tutte le Parti
Per la Repubblica Federale tedesca,
Per la Repubblica d'Austria,
Per la Repubblica francese,
Per la Repubblica italiana,
Per il Principato del Liechtenstein,
Per il Principato di Monaco,
Per la Repubblica Slovena,
Per la Confederazione svizzera,
Per la Comunità Europea.
                                           òG
 ---pagebreak---                        ALLEGATO I
        TEMI PRIORITARI DI RICERCA E ISTRUZIONE
               AI SENSI DE ,L ARTICOL 17 il8
  RICERCA:
  Definizione e classificazione delle zone montane
  sulla base della loro altitudine nonché delle con-
  dizioni climatiche, geomorfologiche, infrastruttu-
  rali ed economiche dei rispettivi posti.
 Verifiche degli effetti delle misure adottate ai
 vari livelli politico-decisionali (UE/PAC, Stati,
 Regioni, enti locali) sull'agricoltura di monta-
 gna e la sua funzione ecologica (compatibilità
 sociale e ambientale).
 Valutazione delle funzioni economiche ed ecologi-
 che, sociali e culturali dell'economia agricola e
 forestale, nonché delle loro possibilità di svilup-
 po in relazione al condizioni locali specifiche
 nelle diverse zone montane.
 Metodi di produzione e di lavorazione, criteri di
 miglioramento e di qualità dei prodotti agricoli
 delle zone montane.
 Ricerca genetica e assistenza tecnica in funzione
 di un mantenimento differenziato, adatto ai siti e
 ecologicamente compatibile della diversità delle
 razze.
 ISTRUZIONE:
Assistenza e formazione tecnico-scientifica sia per
le aziende agricole sia per le aziende alimentari
di trasformazione dei loro prodotti.
Gestione aziendale, tecnica ed economica, con par-
ticolare riferimento alla diversificazione dell'of-
ferta di prodotti, nonché alle rispettive alterna-
tive di produzione nell'agricoltura.
Presupposti    ed   effetti   tecnici  e   finanziari
dell'applicazione di metodi di coltivazione e di
produzione, naturali e compatibili con l'ambiente.
I media, la loro diffusione e la loro configurazio-
ne in funzione dell'orientamento della pubblica
opinione, della politica e dell'economia all'inter-
no e all'esterno del territorio alpino.
                       Bé©L.
 ---pagebreak---      PROTOCOLLO D'APPLICAZIONE DELLA CONVENZIONE ALPINA
          DEL 1991 NELL'AMBITO DELLA
     PROTEZIONE DE LA NATURA E DELLA TUTELA DEL PAESAGGIO
           "PROTEZIONE DELLA NATURA E TUTELA DEL PAESAGGIO"
PROTOCOLLO FINALIZZATO SULLA BASE DELLA RIUNIONE DEGLI
               ALTI FUNZIONARI
          Parigi 21, 22, 23 settembre 1994
                         sy
 ---pagebreak---  La Repubblica Federale Tedesca
 La Repubblica Austriaca
 La Repubblica Francese
 La Confederazione svizzera
 La Repubblica Italiana
 La Repubblica del Lichtenstein
 Il principato di Monaco
 La Repubblica Slovena
nonché
La Comunità Europea
di seguito chiamate le Parti contraenti,
Considerando la loro missione derivante dalla Convenzione sulla
protezione delle Alpi (Convenzione Alpina) del 7 novembre 1991,
di garantire una politica globale di protezione e di sviluppo
duraturo dell'area alpina.
Considerando gli obblighi che derivano loro dall'articolo 2
paragrafo 2 e 3 della Convenzione Alpina,
Riconoscendo che le Alpi, che costituiscono uno tra i più vasti
spazi naturali continui d'Europa, possiedono una bellezza
unica, una varietà ecologica e degli ecosistemi estremamente
sensibili e sono, nel contempo, l'habitat e lo spazio economico
della popolazione residente che è dotata di una cultura di
ricca tradizione,
Consapevoli del fatto che la popolazione che vive nelle Alpi
deve essere in grado di definire il proprio progetto di
sviluppo sociale, culturale ed economico e di partecipare alla
sua attuazione nell'ambito dell'ordino istituzionale esistente.
In considerazione della struttura spaziale delle Alpi, per la
quale numerose forme di utilizzazione, spesso in concorrenza
tra loro, si concentrano in strette valli e concorrono a
imporre un carico pesante a una regione ecologicamente
importante,
Consapevoli che la natura e l'intensità dell'uso dello spazio
alpino durante gli ultimi decenni hanno provocato, in vaste
zone, perdite irreparabili di elementi del paesaggio meritevoli
                         3£
 ---pagebreak--- di conservazione, di biotopi e di specie meritevoli di
 conservazione e provocheranno ulteriori perdite se perpetuate,
Consapevoli che in alcune zone del territorio alpino si è
verificato o si potrà verificare un degrado della natura e del
paesaggio, in particolare a causa della concentrazione del
traffico, del turismo, dello sport, dell'insediamento umano,
dello sviluppo economico e dell'intensivazione dell'agricoltura
e dell'economia forestale,
Consapevoli che un'importanza eccezionale è da attribuirsi,
quale habitat di una fauna e di una flora ricche di specie, in
particolare ai ghiacciai, alle praterie alpine, alle foreste
montane e agli ecosistemi acquatici del territorio alpino,
Consapevoli che l'agricoltura e la silvicoltura estensive
rivestono una grande importanza per la conservazione e la cura
dei paesaggi rurali alpini e dei loro componenti naturali,
- Convinte della necessità di armonizzare gli interessi
economici e le esigenze ecologiche,
- Convinte che, quando si tratta di trovare un equilibrio tra
la capacità di tolleranza degli ecosistemi e le esigenze
economiche, occorre dare la precedenza alle preoccupazioni
ecologiche, qualora ciò risultasse necessario per conservare le
basi naturali di vita,
- Coscienti che la limitata capacità di carico del territorio
alpino richiede misure e precauzioni specifici per la
conservazione e il ripristino della produttività della natura,
- Convinti che determinati problemi possono essere risolti
soltanto sul piano transfrontaliere e richiedono misure comuni
degli Stati dello spazio alpino,
concordano quanto segue :
                         3<3
 ---pagebreak---                      CAPITOLO I
                    NORME GENERALI
                    Articolo 1
                    FINALITÀ
Lo scopo del presente protocollo è, in conformità con la
Convenzione alpina, tenendo conto degli interessi della
popolazione residente, e sul territorio da essa circoscritto,
di stabilire regole internazionali al fine di garantire la
protezione, la cura, e in quanto necessario, il ripristino
della natura e dei paesaggi. Mira a garantire durevolmente la
funzionalità degli ecosistemi, la conservazione degli elementi
paesaggistici e delle specie animali e vegetali selvatiche,
insieme ai loro habitat naturali, la capacità rigenerativa e
produttiva a lungo termine delle risorse naturali nonché la
varietà, l'originalità e la bellezza dei paesaggi naturali e le
specificità dei paesaggi rurali nel loro complesso, e di
promuovere la cooperazione delle Parti contraenti, necessaria a
tale fine.
                    Articolo 2
               Impegni fondamentali
In conformità con il presente Protocollo, ciascuna Parte
contraente si impegna ad assumere le adeguate misure di natura
giuridica, amministrativa e finanziaria, atte ad garantire la
protezione, la cura e, in quanto necessario, il ripristino
della natura e dei paesaggi delle Alpi, nonché la conservazione
delle specie animali e vegetali selvatiche, della loro varietà
e dei loro habitat, prendendo in considerazione il loro uso
ecologicamento ragionato.
                           ko
 ---pagebreak---                           Articolo 3
                Cooperazione internazionale
 (1) Le Parti contraenti si impegnano a cooperare, in
particolare per quanto riguarda la cartografia, la
designazione, la cura e la sorveglianza di aree protette e di
altri elementi della natura e dei paesaggi rurali meritevoli di
essere protetti, la creazione di reti di biotopi,
 1'eloborazione di concetti, di programmi e di piani nell'ambito
della pianificazione paesaggistica, la prevenzione e la
compensazione per il degrado delle natura e dei paesaggi, la
ricerca nonché tutte le altre misure di protezione di specie
animali e vegetali selvatiche, della loro varietà e dei loro
habitat, inclusa la definizione di criteri paragonabili, per
quanto ciò risulti necessario e utile.
 (2) Le Parti contraenti si impegnano a promuovere la
cooperazione transfrontaliera nell'ambito della protezione
della natura e della cura dei paesaggi, a livello regionale e
locale per quanto ciò risulti necessario e utile per la
realizzazione degli obiettivi del presente protocollo.
(3) Le Parti contraenti si sforzano di ottenere
un'armonizzazione delle normative in caso di limitazione del
diritto d'uso ai sensi del presente protocollo.
                          Articolo 4
                Presa in considerazione degli obiettivi nelle
                     politiche settoriali
      Le Parti contraenti garantiscono si tenga conto degli
obiettivi del presente Protocollo nelle loro altre politiche in
particolare per quanto riguardo 1'assetto territoriale e
l'urbanistica, la qualità dell'aria, la protezione del suolo,
la gestione delle risorse idriche e della qualità delle acque,
il turismo, l'agricoltura, la silvicoltura, i trasporti,
l'energia, l'artigianato e l'economia dei rifiuti, nonché i
settori della cultura, dell'educazione, della ricerca e
dell'informazione, anche durante l'armonizzazione
transfrontaliera delle misure.
                            HA
 ---pagebreak---                     Articolo 5
               Partecipazione degli enti territoriali
1. Tenuto conto del pluralismo istituzionale e delle diverse
ripartizioni di competenza esistenti, ogni Parte contraente
ricerca il miglior livello di coordinamento, di cooperazione e
di complementarità tra le istituzioni e gli enti direttamente
interessati per promuovere una solidarietà nella
responsabilità, in particolare per sfruttare e sviluppare le
sinergie nell'applicazione delle politiche di protezione della
natura e di tutela del paesaggio nonché nell'attuazione delle
misure che ne derivano.
2. Gli enti direttamente interessati partecipano ai diversi
stadi di preparazione e di attuazione di tali politiche e tali
misure nel rispetto delle loro competenze.
                         </l
 ---pagebreak---                     CAPITOLO II
               Misure specifiche
                    Articolo 6
                    Rapporti
Le Parti contraenti si impegnano a presentare, a distanza di
tre anni dall'entrata in vigore del presente Protocollo, la
situazione della protezione della natura e della cura del
paesaggio sulla base degli elelmenti menzionati nell'allegato
I. Tali rapporti vengono aggiornati ogni dieci anni almeno.
                    Articolo 7
          Pianificazione paesaggistica
(1) Le Parti contraenti stabiliscono, entro cinque anni
dall'entrata in vigore del presente Protocollo, concetti,
programmi e / o piani, in cui sono stabilite le esigenze e le
misure per la realizzazione degli obiettivi della protezione
della natura e della tutela del paesaggio nell'area alpina.
(2) I progetti, i programmi e / o i piani, menzionati al
capoverso 1, devono contenere presentazioni :
     (a) dello stato di fatto della natura e del paesaggio, con
una valutazione della sua qualità,
     (b) dello stato della natura e del paesaggio da perseguire
e le misure generiche e specifiche di protezione, di gestione e
di sviluppo per ottenerlo, e delle misure per la protezione
della flora e della fauna selvatiche.
                         Artide 8
                             hi
 ---pagebreak---                       Pianificazione
 Le Parti contraenti assumono le misure necessarie al fine di
 garantire, nell'ambito della pianificazione paesaggistica in
 modo coerente con la pianificazione territoriale, afinchè siano
 conservati e migliorati gli habitat naturali e quasi naturali
 delle specie animali e vegetali selvatiche, e gli altri
 elementi strutturali del paesaggio naturale e rurale.
                           Articolo 9
                Danni alla natura e ai paesaggi
 (1) Le Parti contraenti creano i presupposti afinchè sia
possibile, in particolare tenuto conto di criteri
specificamente alpini, l'esame delle ripercussioni dirette e
 indirette sull'equilibrio naturale e i paesaggi, delle misure e
progetti, privati o pubblici, che possano provocare danni
notevoli o durevoli alla natura e al paesaggio. I risultati di
tale esame vanno presi in considerazione al momento del
rilascio delle autorizzazioni e delle realizzazioni di tali
misure o progetti. In quest'ambito, si garantirà che le
compromissioni evitabili non si producano e che gli interessi
della popolazione residente siano presi in considerazione.
 (2) Compromissioni inevitabili vanno compensate con misure di
protezione della natura e di cura del paesaggio, secondo i
provvedimenti previsti dalla legislazione nazionale. Le
compromissioni che non possono essere compensate, sono
ammissibili solo alla condizione che, tenuto conto di tutti gli
interessi, non prevalgano le esigenze di protezione della
natura e di tutela del paesaggio : anche per questi casi sono
da prevedere misure di protezione della natura e di tutela del
paesaggio.
                     Articolo 10
                Protezione di base
(1) Le Parti contraenti perseguono nell'intero territorio
alpino la riduzione dei carichi e delle compromissioni a danno
della natura e dei paesaggi. Esse provvedono afinchè tutti gli
usi, che incidono sullo spazio, avvengano nel rispetto della
natura e del paesaggio. Esse assumono inoltre tutte le misure
appropriate al fine di conservare e, in quanto necessario di
ripristinare particolari elementi naturali e quasi naturali,
biotopi, ecosistemi nonché paesaggi rurali tradizionali.
                             kw
 ---pagebreak---  (2) Per il fatto che le aziende agricole e forestali svolgono
 un ruolo decisivo nella realizzazione di misure di protezione
 della natura e di cura dei paesaggi, la protezione, la
 conservazione e la cura di biotopi quasi naturali meritevoli di
 protezione vanno realizzate, ovunque ciò sia funzionale, sulla
 base di accordi conclusi con i proprietari o i gestori. A tal
 fine, sono particolarmente adeguati gli strumenti di
 incentivazione conformi alle regole del mercato, quale le
 incentivazioni economiche o i compensi.
 (3) Per raggiungere tali obiettivi, le misure di promozione e
di sostegno destinate all'agricoltura e l'economia forestale e
per altri utenti di superficie debbono essere maggiormente
 impiegate ad integrazione dei mezzi disponibili per la
protezione della natura.
                          Articolo 11
                          Aree protette
 (1) Le Parti contraenti si impegnano a conservare, curare, e,
eventualmente ampliare le aree protette esistenti in coerenza
con lo scopo per il quale tali aree sono state create, nonché a
istituire, per, quanto possibile, nuove aree protette. Per tali
progetti, può essere usata, per quanto possibile la
designazione di aree indicate nei programmi e / o piani
d'assetto territoriale e di pianificazione paesaggistica, per i
pianificatori pubblici.
(2) Inoltre, si sforzano di promuovere la creazione e il
mantenimento di parchi nazionali.
(3) Esse promuovono la creazione di zone protette, che
garantiscano alle specie animali e vegetali selvatiche la
priorità rispetto ad altri interessi. Esse operano per
garantire in tali zone l'assenza di fattori negativi capaci di
disturbare la libera evoluzione dei processi ecologici tipici
di tali speci e limitano o vietano ogni forma d'utilizzo capaci
di avere effetti negativi sui processi ecologici in queste
zone.
(4) Le Parti contraenti esaminano in che misura saranno
rimunerate, in conformità col diritto nazionale, le prestazioni
particolari fornite dalla popolazione residente.
                    Articolo 12
                    Rete ecologica
                            k$
 ---pagebreak---  Le Parti contraenti assumono le misure appropriate al fine di
 creare una rete nazionale e transfrontaliera di aree protette
 esistenti, di biotopi e di altri elementi protetti o meritevoli
 di protezione. Esse si impegnano ad armonizzare gli obiettivi e
 le misure applicabili a favore delle zone protette
 transfrontaliere.
                     Articolo 13
                Protezione di tipi di biotopi
 (1) Le Parti contraenti si impegnano ad assumere le misure
necessarie per garantire una conservazione a lungo termine e in
una consistenza sufficiente dei tipi di biotopi naturali e
quasi naturali, nonché una distribuzione territoriale adeguata
alle loro funzioni. Esse possonon promuovere il ripristino
delle condizioni naturali dei biotopi danneggiati.
 (2) Le Parti contraenti si impegnano ad indicare entro due anni
dall'entrata in vigore del presente Protocollo, i tipi di
biotopi che richiedono misure ai sensi del 1° comma , ai fini
della redazione di elenchi per l'intero territorio alpino.
                     Articolo 14
                Protezione delle specie
(1) Le Parti contraenti si impegnano ad assumere le misure
appropriate al fine di conservare le specie della fauna e della
flora locali nella loro varietà peculiare e in popolamenti
adeguati, assicurando in particolare dimensioni sufficienti ai
loro habitat.
(2) Ai fini della redazione di elenchi validi per l'intero
territorio, le Parti contraenti indicano, entro due anni
dall'entrata in vigore del presente Protocollo, le specie che,
in quanto minacciate in modo specifico, richiedono misure
speciali di protezione.
                          Articolo 15
               Divieto di prilievo e di commercio
                              kG
 ---pagebreak---  (1) Le parti contraenti vietano la cattura, il prilievo, il
 ferimento, l'uccisione e il disturbo di determinate specie
 animali in particolare durante i periodi di riproduzione, di
 crescita e di svernamento, nonché la distruzione, il prelievo e
 la detenzione di uova provenienti della natura e il possesso,
 l'offerta, l'acquisto e la vendita di esemplari, o parti di
essi, prelevati dalla natura.
 (2) Per quanto riguarda alcune specie vegetali determinate, le
Parti contraenti vietano la raccolta, la collezione, la
recisione, lo sradicamento di tali vegetali o parti di essi  nel
loro habitat naturale, nonché il possesso, l'offerta,
l'acquisto e la vendita di esemplari di tali specie o parti  di
essi prelevati dalla natura. Da questo divieto sono esclusi   lo
sfruttamento e la cura dei siti relativi, miranti alla
conservazione delle popolazioni.
 (3) Le Parti contraenti indicano, entro due anni dall'entrata
in vigore del presente Protocollo, le specie vegetali e animali
beneficiano dell'insieme o di una parte dei provvedimenti
elencati nel primo e secondo capoversi.
(4) Le Parti contraenti possono concordare altre eccezioni ai
provvedimenti precedenti :
- con scopi ,scientifici
- nell'interesse della protezione della fauna, della flora
selvatica o degli ambienti naturali,
- nell'interesse della sanità e della sicurezza pubblica
- per la prevenzione di danni economici significativi, in
particolare alle culture, all'allevamento, alle foreste, ai
luoghi di pesca e alle acque.
a patto che non esistano altre soluzioni soddisfacenti e che il
provvedimento non sia tale da compromettere l'equilibrio
generale delle specie interessate. Tali eccezioni devono essere
accompagnate da misure di controllo, e se necessario, di
compenso.
5. Le Parti contraenti s'impegnano a precisare, non appena sarà
possibile e indipendentemente dall'entrata in vigore degli
articoli 15-1 à 15-4, nei suoi allegati tecnici le nozioni di
periodo di riproduzione, di dipendenza e di svernamento
menzionate nel capoverso 1, nonché ogni nozione che
rappresentasse difficoltà d'interpretazione scientifica.
                             U*
 ---pagebreak---                            Articolo 16
                 Reintroduzione di specie autoctone
 (1) Le Parti contraenti si impegnano a promuovere la
 reintroduzione e la diffusione di specie animali e vegetali
 selvatiche autoctone nonché di sottospecie, razze e ecotipi ,
 quando sono riunite le condizioni necessarie, quando ciò
 contribuisce alla loro conservazione e al loro rafforzamento,
 quando ciò non provoca danni inaccettabili per la natura e i
 paesaggi nonché per le attività umane.
 (2) La diffusione e la reintroduzione devono avvenire sulla
 base di conoscenze scientifiche. Le Parti contraenti concordano
 al riguardo direttive comuni. La reintroduzione deve essere
 controllata e seguita da un'osservazione dello sviluppo delle
 specie animali e vegetali interessate.
                      Articolo 17
                Divieto di introduzione e di rilascio
 (1) Le Parti contraenti garantiscono che le specie animali e
vegetali che non sono mai state autoctone in una regione nel
passato conosciuto, non siano introdotte nella stessa. Esse
possono concordare eccezioni per i casi in cui l'introduzione e
necessaria per utilizzazioni determinate senza comportare
conseguenze negative per la natura e il paesaggio.
                     Artide 18
                Diffusione d'organismi geneticamente modificati
                               dall'uomo
      Le Parti contraenti assicurano altresì che organismi
mutati mediante tecniche genetiche possano essere introdotti
nell'ambiente solo a condizione che, in base a una valutazione
formale, risulti escluso ogni rischio per l'uomo e l'ambiente.
                             W
 ---pagebreak---                     Articolo 19
               Misure complementari
     Le Parti contraenti possono prendere, per la protezione
della natura e del paesaggio e per la conservazione delle
specie animali e vegetali selvatiche, nonché dei loro habitat
altre misure complementari rispetto a quelle previste dal
presente protocollo.
                                 HS
 ---pagebreak---                            CAPITOLO III
                     Ricerca, formazione e informazione
                           Articolo Zo
                Ricerca e osservazione
 (1) Le Parti contraenti promuovono e armonizzano, in stretta
 collaborazione lavori di ricerca, di osservazione sistematica e
 altri lavori utili per la creazione di una base per la
protezione della natura e dei paesaggi nonché delle specie
 animali e vegetali. A tale scopo, esse rivolgono una
particolare attenzione ai temi stabiliti nell'allegato II.
 (3) Le Parti contraenti sviluppano programmi comuni o integrati
per analisi e valutazioni di ecosistemi, al fine di ampliare le
conoscenze scientifiche consolidate che possano offrire un
fondamento alle misure da attuare ai sensi del presente
Protocollo.
      Le Parti contraenti fanno in modo che i risultati delle
loro ricerche e della sorveglianza sistematica siano integrati
in un sistema comune d'osservazione permanente della condizione
e dell'evoluzione del territorio alpino e del suo ambiente e
siano accessibili al pubblico.
                          Articolo 2A.
                Formazione e informazione
      Le Parti contraenti favoriscono la formazione e
l'informazione sulla necessità di tutelare la natura e i
paesaggi e di conservare le specie di fauna e di flora
selvatiche e i loro habitat.
                         se>
 ---pagebreak---   italien
  14-10-94
                                       CAPITOLO IV
                                  Controllo e valutazione
                                         Articolo 2 2.
                                        Attuazione
 Le Parti contraenti si impegnano a vigilare sull'attuazione del presente Protocollo
 delle misure assunte adottando tutte le misure appropriate nel quadro istituzionale
 presente nei singoli stati.
                                        Articolo 2 3
                            Controllo del rispetto degli obblighi
 1. Le parti contraenti presentano periodicamente al Comitato permanente le misure
prese in vertù del presente Protocollo. I rapporti devono trattare anche la questione
dell'efficacia delle misure prese. La Conferenza Alpina determina la periodicità dei
 rapporti.
2. Il Comitato permanente determina se sulla base dei citati rapporti, le Parti
contraenti hanno svolto gli obblighi derivanti dal Protocollo. Può chiedere alle Parti
contraenti interessate, informazione complementario ricorrere ad'altre fonti.
3. Il Comitato permanente elabora uno rapporto per la Conferenza Alpina sul rispetto
degli obblighi delle parti contraenti derivanti dal Protocollo.
4. La Conferenza Alpina prende^conoscenza di tale rapporto e se constata un
mancato rispetto degli obblighi può adottare delle raccomandazioni.
                                       Articolo 2 tf
               Valutazione dell'efficacia delle disposizioni del Protocollo
1. Le Parti contraenti verificano e valutano periodicamente l'efficacia delle misure
prese, in applicazione del presente Protocollo. Se risultasse necessario al
perseguimento di questi obiettivi, prevedono gli emendamenti necessari.
                                           S>i
 ---pagebreak---    2. Nel quadro istituzionale nationale presente, gli enti territoriali sono «associate a
   questa valutazione. Li organizzazioni non governative che svolgano un' attività in
   materia possono essere consultate.
                                            CAPITOLO V
                                          Disposizioni finali
                                              Articolo 2 5
                          Rapporti tra la convenzione e il protocollo
  Il presente protocollo costituisce un protocollo della Convenzione alpina ai sensi
  dell'articolo 2 e degli altri articoli pertinenti della Convenzione.
  Nessuno può diventare parte nel presente protocollo senza essere parte nella
  Convenzione alpina. Qualsiasi denuncia della Convenzione alpina costituisce
 denuncia del presente protocollo.
  Nelle discussioni della Conferenza alpina su problemi relativi al presente protocolto,
 solo le parti contraenti il presente protocollo possono partecipare alle decisioni.
                                             Articolo 2 6
                                          Firma e ratifica
 1. Il presente protocollo è aperto alla firma degli firmatera della Convenzione alpine
 e della Comunità Europea il                                                  e presso la
 Repubblica d'Austria, depositaria, a partire dal.
2. Il presente protocollo entra in vigore, per le Parti che hanno espresso il propria
consenso ad essere vincolate, tre misi dopo la date in cui tre Stati avranno
depositato il proprio strumento di ratifica, accettazione o approvazione.
3. Per le Parti che esprimano successivamente il proprio consenso a dessere
vincolate dal protocollo, il protocollo entra in vigore tre mesi dopo la date del
deposito dello strumento di ratifica, di accettazione o di approvazione. Dopo l'entrata
in vigore di un emendamento al protocollo, qualsiasi nuova parte contraente al detto
protocollo diventa parte contraente al Protocollo cosi come emendato.
                                             ^ ^
 ---pagebreak---                                             Articolo 21
                                              Notifiche
  Il depositario notifica a tutti gli stati citati nel preambolo a alla Comunità Europea,
  per quel che concerne questo Protocollo :
  - gli atti firma,
 - i depositi degli strumenti di ratifica, accettazione o approvazione,
 - la data di entrata in vigore,
 -le dichiarazioni fatte da una Parte,
 -le denunce effetuate da una Parte, incluse le date in cui le denunce stesse hanno
 effeto.
 In fede di quanto sopra, i sottoscritti, debimente autorizzati a tale scopo, hanno
firmato il presente protocollo.
Fatto a                                , in francese, tedesco ; italiano e sloveno, i quattro
testi facendi fede, in un unico remplare che verrà depositato presso gli archivi della
Repubblica d'Austria che ne trasmette copia autenticata conforme a tutte le Parti
Per la Repubblica Federale tedesca,
Per la Repubblica d'Austria,
Per la Repubblica francese,
Per la Repubblica italiana,
Per il Principato del Liechtenstein,
Per il Principato di Monaco,
Per la Repubblica Slovena,
Per la Confederazione svizzera,
Per la Comunità Europea.
                                           £2»
 ---pagebreak---                   CONVENZIONE DELLE ALPI
                         PROTOCOLLO
    "PROTEZIONE DELLA NATURA E TUTELA DEL PAESAGGIO"
                          ALLEGATO I
      SCHEMA DEGLI ELEMENTI COSTITUTIVI DEI RAPPORTI
                   AI SENSI DELL'ARTICOLO 6
 1.     STATO   DI FATTO DELLE SPECIE       VEGETALI E ANIMALI
        SELVATICHE E DEI LORO BIOTOPI
1.1     Stato dei rilevamenti esistenti delle specie vegetali
        selvatiche e delle fitocenosi
1.1.1   Indicazioni generali
1.1.2  Liste rosse
1.1.3  Elenchi delle specie protette per legge
1.1.4  Atlanti di diffusione
1.2    Stato dei rilevamenti esistenti delle specie animali
       selvatiche
1.2.1  Indicazioni generali
1.2.2  Liste rosse
1.2.3  Elenchi delle specie protette per legge
1.2.4  Atlanti di diffusione
1.3    Stato dei rilevamenti esistenti dei biotopi
                            5V
 ---pagebreak---    1.3.1    Indicazioni generali
   1.3.2    Liste rosse dei biotopi
   1.3.3    Elenchi dei biotopi di valore    ecologico, comprese le
            acque, per esempio:
            - foreste montane
            - foreste di forra
            - ghiacciai
            - alpeggi
            - acque correnti
            - acque ferme naturali
            - acque ferme artificiali
           - zone di sorgente .
           - zone di inondazione
           - acque del sottosuolo
  1.4      Stato dei rilevamenti esistenti dei paesaggi
  1.4.1    Indicazioni generali
  1.4.2    Inventari, elenchi, tipologie di paesaggi naturali e
           rurali meritevoli di protezione
  1.4.3    Piani e altre misure di protezione di paesaggi e tipi
           di paesaggi particolari e rispettivaemnte di elementi
           singoli del paesaggio naturale e rurale
 1.5      Utilizzazioni di specie di selvaggina selvatica e di
           tipi di biotopi
 1.5.1    Agricoltura ed economia alpestre
          per     esempio:    problemi/rischi   dell'utilizzazione
          intensiva e dell'abbandono dei terreni, perdite e
          guadagni
 1.5.2    Economia forestale
 1.5.3    Caccia
 1.5.4    Pesca
 2.       AREE PROTETTE
          superficie,    incidenza sul territorio complessivo,
          scopi della protezione, contenuti della protezione,
         utilizzazioni,     articolazioni delle     utilizzazioni,
          condizioni di proprietà
2.1      Parchi nazionali
2.2      Aree di protezione naturalistica
2.3      Aree di protezione paesaggistica
2.4      Parchi naturali
2.5      Aree di rispetto e di tranquillità
2.6      Componenti protetti del paesaggio
                              SV
 ---pagebreak---    2.7    Biotopi protetti
   2.8    Altre aree protette                            '•
          per esempio: aree protette di diritto privato, accordi
          volontari, contratti privati per l'estensivazione
   3.     ORGANIZZAZIONE DELLA PROTEZIONE DELLA NATURA E DELLA
          TUTELA DEL PAESAGGIO
          strutture,     competenze/funzioni,       organici      e
          finanziamenti
   3.1   Autorità preposte alla protezione della natura
  3.2    Altre    amministrazioni settoriali con funzioni di
         protezione della natura, altre istituzioni di diritto
         pubblico e privato
         per esempio: enti, fondazioni, associazioni
  3.3    Organi consultivi per la protezione della natura
  3.4    Organi di vigilanza per la protezione della natura
  3.5    Associazioni per la protezione della natura
 3.6    Associazioni per la tutela del paesaggio
 3.7    Altri
 4.     BASI GIURIDICHE
        Stato, Regioni, Enti locali
 4.1    Diritto    costituzionale,   definizione   dell'interesse
        pubblico
 4.2    Fonti    di diritto,     leggi,  ordinanze,    direttive,
        compresa la rappresentazione     di contenuti specifici
        della protezione delle Alpi
4.3     Partecipazione     delle    associazioni,    diritto   di
       costituirsi in giudizio da parte delle associazioni
4.4    Indicazione delle modalità di attuazione
4.5    Collaborazione delle autorità preposte aliaiprotezione
       della natura con altre amministrazioni settoriali
4.6    Sistemi di sanzioni pecuniarie ecc.
4.7    Fondi per la protezione della natura      e la tutela del
       paesaggio
                        se
 ---pagebreak---    4.8     Revisioni legislative in atto e programmate
                                                        »
   5.      AZIONI DI PROTEZIONE DELLA NATURA      E DI  TUTELA DEL
           PAESAGGIO
           esposizione complessiva
  5.1      Criteri, programmi, direttive per la conservazione
          della natura nel territorio alpino
  5.2     Piani
          per esempio: piani, paesaggistici, piani di gestione e
          di sviluppo
  5.3     Misure a favore delle specie e altre misure di cura,
          di salvaguardia e di gestione
  5.3.1   Indicazioni generali
  5.3.2   Programmi a favore delle specie
  5.3.3   Stazioni di allevamento e di rilascio
  5.4     Strategie, criteri, programmi, forme di collaborazione
          con i responsabili delle utilizzazioni
         per     esempio: programmi per 1'estensivazione e a
          favore degli agricoltori di montagna
 5.5     Supporto scientifico,     osservazione  permanente delle
         specie e delle aree
 5.6     Attività autonome delle associazioni ambientaliste per
         la protezione di specie e aree
 5.7     Programmi di finanziamento
         ammontare     delle  risorse,    obiettivi,   campi   di
         intervento
 6.      INFORMAZIONE DELL'OPINIONE PUBBLICA
         tramite la pubblica amministrazione/il volontariato
6.1     Indicazioni generali
6.2     Centri di formazione naturalistica
6.3     Centri di informazione naturalistica
6.4 -   Pubblicazioni
6.5     Altro
7.      CONCLUSIONI, RACCOMANDAZIONI
 ---pagebreak---                              ALLEGATO II
                      PRIORITÀ DELLE RICERCHE
                     AI SENSI DELL'ARTICOLO 1X>
  A.     Osservazione a lungo termine dello sviluppo degli
         ecosistemi (habitat, biocenosi, popolamenti, specie)
         per   la ricerca sulle tendenze di sviluppo e di
         mutazione dovute agli influssi ambientali.
  Nota: bioindicazione,       biomonitoraggio,    analisi    di
         cause-effetti, documentazioni.
  B.     Ricerche sull'efficienza delle aree protette.
 Nota: rappresentatività, efficienza, rigenerazione, gestione,
        analisi sistemica.
 C.     Ricerche sulle specie e popolazioni.    '
 Nota: genetica, dinamica, isolazione, varietà biologica.
 D.     Ricerche sui metodi di protezione e di utilizzazione
        della natura da parte dell'agricoltura e dell'economia
        forestale con effetti su grande scale territoriale.
 Nota: coltivazioni     rispettosa della natura, riequilibrio
        ecologico, interconnessione dei biotopi, estensivazio-
       ne, riduzione del popolamento di selvaggina.
E.     Ricerche per il miglioramento di metodi, procedimenti e
       piani speciali.
Nota: Liste rosse, cartografia dei biotopi, aree protette,
       pianificazione paesaggistica, interventi nella natura e
       nel paesaggio, sistemi informativi.
F.     Sviluppo di strategie e criteri per la protezione della
       natura e la tutela del paesaggio.
Nota: Obiettivi e possibili traguardi strategici, criteri
       della protezione, estensivazione, strumenti economici,
       accettazione da parte della pubblica opinione.
                         5S
 ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM (94) 504 def.
                                                           DOCUMENTI
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                                          N. di catalogo : CB-CO-94-532-IT-C
                                                             ISBN 92-77-82276-7
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
Lr2985 Lussemburgo
                                         T3