CELEX: 62004TO0303
Language: it
Date: 2004-11-10
Title: Ordinanza del presidente del Tribunale di primo grado del 10 novembre 2004.#European Dynamics SA contro Commissione delle Comunità europee.#Appalti pubblici di servizi - Procedura di gara comunitaria - Procedimento sommario - Domanda di sospensione dell'esecuzione - Urgenza - Assenza.#Causa T-303/04 R.

Causa T‑303/04 R
      European Dynamics SA
      contro
      Commissione delle Comunità europee
      «Appalti pubblici di servizi — Procedura di gara comunitaria — Procedimento sommario — Domanda di sospensione dell’esecuzione — Urgenza — Assenza»
      Ordinanza del presidente del Tribunale 10 novembre 2004 
      Massime dell’ordinanza
      1.     Procedimento sommario — Sospensione dell’esecuzione — Presupposti per la concessione — Danno grave e irreparabile — Onere
            della prova — Nesso di causalità tra il danno lamentato e l’atto impugnato
      (Art. 242 CE)
      2.     Procedimento sommario — Sospensione dell’esecuzione — Presupposti per la concessione — Danno grave e irreparabile — Danno
            finanziario
      (Art. 242 CE; regolamento di procedura del Tribunale, art. 104, n. 2)
      3.     Procedimento sommario — Sospensione dell’esecuzione — Presupposti per la concessione — Danno grave e irreparabile — Danno
            non finanziario
      (Art. 242 CE; regolamento di procedura del Tribunale, art. 104, n. 2)
      1.     Il carattere urgente di una domanda di provvedimenti provvisori deve valutarsi in relazione alla necessità di statuire provvisoriamente,
         al fine di evitare che il richiedente subisca un danno grave e irreparabile. Spetta a quest’ultimo provare di non poter attendere
         l’esito della causa principale senza dover subire un danno di tale natura. Pertanto, se il richiedente non dimostra il nesso
         tra il preteso danno e gli atti di cui chiede la sospensione dell’esecuzione, il provvedimento provvisorio non può essere
         considerato pertinente e necessario per evitare l’insorgere del danno fatto valere.
      
      (v. punti 65‑66, 70)
      2.     Un danno di ordine finanziario non può essere considerato, in linea di principio, come irreparabile né difficilmente riparabile,
         in quanto può costituire oggetto di una successiva compensazione finanziaria, in particolare mediante un eventuale ricorso
         per risarcimento ai sensi dell’art. 288 CE.
      
      (v. punto 72)
      3.     La decisione di non aggiudicazione di un appalto pubblico non ha necessariamente l’effetto di causare un danno irreparabile
         alla reputazione e alla credibilità degli offerenti la cui offerta sia stata estromessa. Infatti, la partecipazione a una
         gara pubblica, per sua natura altamente competitiva, comporta necessariamente rischi per tutti i partecipanti, e l’eliminazione
         di un offerente in forza delle norme della gara non presenta, di per sé, alcun carattere pregiudizievole.
      
      (v. punto 82)

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE10 novembre 2004(1)
            
            
         
            «Appalti pubblici di servizi  –  Procedura di gara comunitaria  –  Procedimento sommario  –  Domanda di sospensione dell'esecuzione  –  Urgenza  –  Assenza»
            
          Nel procedimento T-303/04 R, 
         
         
         European Dynamics SA,  con sede in Atene (Grecia), rappresentata dall'avv. S. Pappas, 
         
         
         richiedente,
         
         contro
         Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. L. Parpala e E. Manhaeve, in qualità di agenti, assistiti dall'avv. J. Stuyck, con domicilio eletto
         in Lussemburgo,
         
         resistente,
         
          avente ad oggetto una domanda di sospensione dell'esecuzione, da una parte, della decisione della Commissione 4 giugno 2004
         [DIGIT/R2/CTR/mas D (2004) 324] di classificare solo in seconda posizione l'offerta presentata, a seguito di una gara d'appalto
         per la prestazione di servizi informatici, dal raggruppamento di cui la richiedente è membro e, dall'altra, della decisione
         della Commissione 14 luglio 2004 [DG DIGIT/R2/CTR/mas D (2004) 811] che respinge i reclami 21 giugno, 1°, 5 e 8 luglio 2004
         proposti dalla richiedente contro l'assegnazione dell'appalto ad un altro raggruppamento,
         
         
         
         
         
         IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE DI PRIMO GRADODELLE COMUNITA' EUROPEE
         
         
         
         
         
         
         ha emesso la seguente
         
         
         Ordinanza
            
               Fatti all’origine della controversia 
            
         
         1
            
          La European Dynamics SA opera nel settore delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, in particolare per conto
         delle istituzioni europee.
         
         
         
         2
            
          In seguito al bando di gara ADMIN/DI/0005 ESP (Esternal Service Providers) del 16 marzo 2001, la Commissione ha concluso vari
         contratti quadro, applicando il sistema di aggiudicazione previsto in caso di appalti con più titolari dal paragrafo 1.4 delle
         Condizioni generali per i contratti nel settore dell’informatica, pubblicate dalla Commissione l’11 giugno 1998 (in prosieguo:
         il «sistema a “cascata”»), per la prestazione di servizi esterni relativi ai sistemi di informazione. L’intero appalto è stato
         suddiviso in nove lotti, tra i quali il lotto 4, relativo alla prestazione di servizi esterni connessi alle applicazioni di
         gestione dei dati e ai sistemi di informazione (in prosieguo: il «lotto ESP 4»), e il lotto 5, relativo alla prestazione di
         servizi esterni connessi alle applicazioni Internet e Intranet (in prosieguo: il «lotto ESP 5»).
         
         
         
         3
            
          Il 16 ottobre 2001 è stato concluso un contratto quadro, recante il riferimento DI‑02432‑00, con il contraente selezionato
         come primo per il lotto ESP 4 in base al sistema di aggiudicazione «a cascata», vale a dire il raggruppamento costituito dalla
         Trasys SA e dalla Cronos Luxembourg SA – diventata Sword Technologies SA (in prosieguo: il «raggruppamento ESP 4»).
         
         
         
         4
            
          Il 5 novembre 2001 è stato concluso il contratto quadro DI-02432-00 con il contraente selezionato per essere il primo per
         il lotto ESP 5 in base al sistema di aggiudicazione «a cascata», vale a dire il raggruppamento costituito dalla European Dynamics,
         dall’IRIS SA, dalla Datacep SA, dalla Primesphere SA e dalla Reggiani SpA (in prosieguo: il «raggruppamento ESP 5»).
         
         
         
         5
            
          Il 23 novembre 2001 la Commissione ha pubblicato i massimali di bilancio fondati sulle stime di volume annunciate per i lotti
         ESP 4 e ESP 5, fissati rispettivamente in un importo complessivo di EUR 42 885 318 e di EUR 34 656 804, per la durata dei
         contratti, ossia fino ad ottobre 2006.
         
         
         
         6
            
          Poiché l’effettivo utilizzo dei contratti rientranti nel lotto ESP 4 si è rivelato nettamente superiore a quanto previsto
         – dal fascicolo si evince che, alla fine del mese di marzo 2003, ossia a meno di un terzo della durata massima dell’appalto
         relativo al lotto ESP 4, più di tre quarti dei fondi previsti erano già stati spesi –, la Commissione ha deciso di aumentare
         il massimale di bilancio del lotto ESP 4 e di predisporre un nuovo bando di gara per servizi della stessa natura di quelli
         che erano oggetto del lotto ESP 4, per il periodo che si conclude nell’ottobre 2006. 
         
         
         
         7
            
          Con decisione 28 aprile 2003, la Commissione ha innalzato il massimale di bilancio del lotto ESP 4 di EUR 20 milioni e, il
         10 maggio 2003, è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea  un avviso di aggiudicazione recante il riferimento ADMIN/PN/2003/105.
         
         
         
         8
            
          Il 23 maggio 2003 il raggruppamento ESP 5 ha scritto al direttore della direzione generale (DG) dell’informatica per comunicargli
         la propria preoccupazione riguardo all’aumento del massimale di bilancio per il lotto ESP 4, sostenendo che la Commissione
         avrebbe dovuto servirsi in misura maggiore del lotto ESP 5, il quale sarebbe stato utilizzato al di sotto delle previsioni
         iniziali. 
         
         
         
         9
            
          Dal fascicolo risulta che la lettera 23 maggio 2003 è stata seguita da una corrispondenza tra la Commissione ed il raggruppamento
         ESP 5, segnatamente dalla lettera della Commissione 4 luglio 2003, che fornisce spiegazioni in merito all’esecuzione dei lotti
         ESP 4 e ESP 5, da riunioni tra le parti, nonché da un seminario, organizzato dalla Commissione il 6 novembre 2003, in occasione
         del quale il raggruppamento ESP 5 ha potuto illustrare il potenziale dei servizi coperti dal lotto ESP 5 alle direzioni generali
         della Commissione.
         
         
         
         10
            
          Il 27 dicembre 2003 la Commissione ha indetto una gara d’appalto recante il riferimento ADMIN/DI2/PO/2003/192 ESP-DIMA per
         la «prestazione di servizi in situ ed esterni per i sistemi di gestione di dati/informazioni della Commissione europea, compresi
         lo sviluppo, la manutenzione ed altri servizi connessi» (in prosieguo: la «gara d’appalto ESP‑DIMA»).
         
         
         
         11
            
          Con lettera 19 gennaio 2004, il consulente giuridico del raggruppamento ESP 5 ha richiesto che la Commissione annullasse la
         gara d’appalto ESP-DIMA, affermando che, invece di aggiudicare un nuovo appalto di servizi per sostituire il lotto ESP 4,
         la Commissione avrebbe dovuto usare il lotto ESP 5.
         
         
         
         12
            
          Tale domanda è stata respinta con lettera 30 gennaio 2004, nella quale la DG dell’informatica ha precisato che l’utilizzo
         del lotto ESP 5 al posto del lotto ESP 4 o dell’appalto ESP-DIMA non era possibile in quanto il lotto ESP 5, da una parte,
         e il lotto ESP 4 nonché l’appalto ESP‑DIMA, dall’altra parte, hanno obiettivi distinti e riguardano, rispettivamente, le applicazioni
         Internet e Intranet, da un lato, e le applicazioni di gestione di dati e i sistemi di informazione dall’altro. 
         
         
         
         13
            
          Il 20 febbraio 2004 le società European Dynamics, IRIS, Datacep e Reggiani (ossia le società che costituiscono il raggruppamento
         ESP 5, ad esclusione della società Primesphere, in prosieguo: il «raggruppamento ED») hanno presentato un’offerta congiunta
         alla gara d’appalto ESP‑DIMA.
         
         
         
         14
            
          Il 2 giugno 2004 la Commissione ha assegnato l’appalto ESP-DIMA. L’offerente scelto come primo in base al sistema di aggiudicazione
         «a cascata» è stato il raggruppamento costituito dalle società Trasys e Sword Technologies e dalla Intrasoft International
         SA e TXT SpA (vale a dire il raggruppamento ESP 4 con due ulteriori partecipanti; in prosieguo: il «raggruppamento ESP‑DIMA»).
         Il raggruppamento ED è stato scelto come secondo contraente, seguito da altri offerenti in qualità di terzi e quarti nella
         serie di contraenti.
         
         
         
         15
            
          Questi risultati sono stati notificati a tutti gli offerenti, compreso il raggruppamento ED, con lettera 4 giugno (in prosieguo:
         la «decisione di aggiudicazione»).
         
         
         
         16
            
          Con telefax 8 giugno 2004, la European Dynamics ha richiesto ulteriori precisazioni sulla decisione di aggiudicazione. La
         Commissione ha risposto con lettera 9 giugno 2004, nella quale le ha trasmesso maggiori informazioni sui risultati della valutazione
         tecnica per ogni criterio pertinente.
         
         
         
         17
            
          Con lettera 21 giugno 2004, la European Dynamics ha chiesto alla DG dell’informatica di fornirle copia della relazione di
         valutazione di tutte le offerte presentate in seguito al bando di gara ESP‑DIMA, in particolare delle sezioni relative al
         suo raggruppamento e al raggruppamento la cui offerta è stata selezionata, nonché i nominativi dei responsabili della valutazione.
         
         
         
         
         18
            
          Il 29 giugno 2004 si è svolta una riunione tra la European Dynamics e la DG dell’informatica, durante la quale le parti hanno
         discusso sulla valutazione delle offerte e sulle preoccupazioni della European Dynamics relative all’esecuzione del lotto
         ESP 4 comparata a quella del lotto ESP 5. La Commissione ha inviato un sunto di tale riunione alla European Dynamics il 6
         luglio 2004. Lo stesso giorno, la Commissione ha confermato che non era ancora stato concluso alcun contratto in seguito all’aggiudicazione
         dell’appalto ESP-DIMA. 
         
         
         
         19
            
          Dopo tale riunione, la European Dynamics ha inviato varie lettere alla Commissione, in particolare in data 1°, 5 e 8 luglio
         2004, nelle quali ha contestato la legittimità della gara d’appalto ESP-DIMA e della decisione di aggiudicazione. La European
         Dynamics ha affermato, in particolare, che non vi era motivo di procedere all’aggiudicazione dell’appalto ESP-DIMA dato che
         il lotto ESP 5 avrebbe dovuto essere utilizzato al posto del lotto ESP 4. Un membro del comitato di valutazione si sarebbe
         trovato in una situazione di conflitto di interessi, la scala di punteggio utilizzata per la valutazione tecnica sarebbe stata
         inappropriata e l’offerta selezionata sarebbe di qualità inferiore e in essa si proporrebbe un sistema informatico molto limitato.
         Nelle dette lettere, la European Dynamics chiedeva una copia della relazione di valutazione e la comunicazione dei nominativi
         dei componenti del comitato di valutazione. Essa richiedeva altresì che la firma dei contratti fosse rimandata fino a quando
         non fosse stata data una risposta soddisfacente a tutte le questioni richiamate.
         
         
         
         20
            
          Con lettera 14 luglio 2004 (in prosieguo: la «lettera recante motivazione»), la Commissione ha risposto alle questioni sollevate
         dalla European Dynamics nelle suddette lettere e ha rifiutato di trasmettere copia della relazione di valutazione, specificando
         che ciò avrebbe implicato la comunicazione di dettagli commerciali riservati relativi alle altre offerenti. Per quanto concerne
         il dubbio sulla necessità di indire la gara d’appalto ESP-DIMA e la proposta di utilizzare il lotto ESP 5 per la fornitura
         di servizi rientranti nel lotto ESP 4, la Commissione ha spiegato che, nella citata lettera 30 gennaio 2004, la DG dell’informatica
         ha fatto valere che, poiché i due lotti rappresentavano appalti differenti, distinti e separati, non era possibile passare
         da uno all’altro per il semplice motivo che uno dei due lotti non aveva ancora raggiunto il suo massimale di bilancio. Indire
         una gara d’appalto per il lotto per il quale il massimale di bilancio non poteva più essere aumentato era pertanto l’unico
         metodo idoneo ed era conforme al regolamento (CE, Euratom) del Consiglio 25 giugno 2002, n. 1605, che stabilisce il regolamento
         finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (GU L 248, pag. 1; in prosieguo: il «regolamento finanziario»).
         
         
         
         21
            
          Il 15 luglio 2004 la Commissione ha inviato i contratti risultanti dalla decisione di aggiudicazione contemporaneamente ai
         quattro raggruppamenti selezionati, compreso il raggruppamento ED, quale secondo contraente (contratto quadro DIGIT‑04551‑00),
         indicando che i contratti dovevano essere restituiti firmati prima del 30 luglio 2004.
         
         
         
         22
            
          Il 27 luglio 2004 si è svolta una riunione tra i rappresentanti del raggruppamento ED e della DG dell’informatica, nel corso
         della quale questi ultimi hanno ribadito la posizione della Commissione di non accogliere la proposta avanzata dalla European
         Dynamics di autorizzarla a svolgere un ruolo attivo nel controllo della suddivisione dei progetti tra il lotto ESP 4 ed il
         lotto ESP 5.
         
         
         
         23
            
          Il 28 luglio 2004 il raggruppamento ED ha chiesto alla Commissione di differire di un mese la conclusione dei contratti risultanti
         dalla gara d’appalto ESP-DIMA, in quanto i membri del raggruppamento avevano bisogno di tempo supplementare per compiere determinati
         atti amministrativi. La Commissione ha immediatamente replicato che tali atti amministrativi potevano essere svolti dopo la
         sottoscrizione del contratto e che non era necessario alcun differimento. Il contratto del raggruppamento ED è stato depositato
         firmato il 30 luglio 2004. Alcune procure mancanti sono state inviate alla Commissione il 4 agosto 2004. 
         
         
         
         24
            
          Pertanto, il 4 agosto 2004 la Commissione era in possesso di tutti gli originali dei contratti relativi all’appalto ESP-DIMA,
         sottoscritti da tutti i contraenti.
         
         Procedimento e conclusioni delle parti
         
         25
            
          Con atto introduttivo registrato presso la cancelleria del Tribunale il 29 luglio 2004, la richiedente ha proposto un ricorso
         ai sensi dell’art. 230, quarto coma, CE, diretto, da una parte, all’annullamento della procedura di gara d’appalto ESP‑DIMA,
         vale a dire del bando di gara 2003/S249-221337 ESP‑DIMA e della gara d’appalto ESP-DIMA e, dall’altra parte, all’annullamento
         delle decisioni della Commissione relative all’ordine di classificazione delle offerte, ossia la decisione di aggiudicazione
         e la lettera recante la motivazione. 
         
         
         
         26
            
          Con atto separato, registrato nella cancelleria del Tribunale lo stesso giorno, la richiedente ha presentato istanza, ai sensi
         dell’art. 76 bis del regolamento di procedura del Tribunale, affinché il Tribunale statuisca mediante procedimento accelerato.
         
         
         
         27
            
          Con atto separato, registrato nella cancelleria del Tribunale lo stesso giorno, la richiedente ha proposto la presente domanda
         di provvedimenti urgenti diretta a far sospendere l’esecuzione della decisione di aggiudicazione e della lettera recante motivazione,
         così da impedire la conclusione del contratto da parte del raggruppamento ESP-DIMA fino a quando il Tribunale non si sia pronunciato
         nella causa principale. La richiedente chiede altresì che la Commissione sia condannata alle spese.
         
         
         
         28
            
          Il 4 agosto 2004 copia della domanda di provvedimenti urgenti è stata notificata alla Commissione, in conformità all’art.
         105, n. 1, del regolamento di procedura, e come termine per la presentazione delle osservazioni della Commissione è stato
         fissato il 19 agosto 2004. 
         
         
         
         29
            
          Poiché la richiedente ha depositato una domanda di provvedimenti provvisori volta a sospendere l’esecuzione della decisione
         di aggiudicazione, il 4 agosto 2004 l’amministrazione aggiudicatrice ha deciso di rinviare la sottoscrizione dei quattro contratti
         relativi all’appalto ESP-DIMA.
         
         
         
         30
            
          Il 12 agosto 2004 la Commissione ha richiesto una proroga per il deposito delle sue osservazioni fino al 26 agosto 2004. Tale
         richiesta è stata accolta con decisione 16 agosto 2004. 
         
         
         
         31
            
          Il 26 agosto 2004 la Commissione ha presentato le sue osservazioni sulla domanda di provvedimenti urgenti, nelle quali chiede
         che detta domanda sia respinta in quanto irricevibile o, in subordine, in quanto non fondata.
         
         
         
         32
            
          Il 31 agosto 2004 la cancelleria del Tribunale ha trasmesso alla richiedente le osservazioni della Commissione.
         
         
         
         33
            
          L’8 settembre 2004 la richiedente ha presentato una domanda volta a chiedere l’autorizzazione a depositare osservazioni in
         merito alle osservazioni della Commissione. 
         
         
         
         34
            
          Con decisione 14 settembre 2004, il presidente del Tribunale ha accolto tale domanda e ha fissato, come termine per il deposito
         delle osservazioni della richiedente in merito alle osservazioni della Commissione, la data del 24 settembre 2004. 
         
         
         
         35
            
          Il 23 settembre 2004 la richiedente ha presentato le sue osservazioni in merito alle osservazioni della Commissione, fornendo
         in allegato ulteriori documenti numerosi e significativi. In tali osservazioni, la richiedente ha inoltre richiesto che fosse
         ordinato alla Commissione di produrre taluni documenti, vale a dire le richieste di preventivi (Requests for Quotation) e
         le statistiche inerenti all’esecuzione del lotto ESP 4 (in prosieguo: i «documenti in questione»). 
         
         
         
         36
            
          Il 29 settembre 2004 il presidente del Tribunale ha fissato la data dell’8 ottobre 2004 come termine per il deposito delle
         osservazioni della Commissione in merito alle osservazioni della richiedente. 
         
         
         
         37
            
          Il 6 ottobre 2004 la Commissione ha richiesto una proroga per il deposito delle sue osservazioni fino al 15 ottobre 2004.
         Tale richiesta è stata accolta con decisione del presidente del Tribunale dello stesso giorno. 
         
         
         
         38
            
          Il 15 ottobre 2004 la Commissione ha depositato le sue osservazioni in risposta alle osservazioni della richiedente.
         
         
         
         39
            
          Il 2 novembre 2004 la richiedente ha inviato una lettera alla cancelleria del Tribunale nella quale ha sollevato alcune osservazioni
         ulteriori in merito alle osservazioni della Commissione del 15 ottobre 2004 e ha chiesto al presidente del Tribunale di tenerne
         conto ai fini del suo giudizio. Tale lettera è stata notificata alla Commissione in conformità all’art. 105, n. 1, del regolamento
         di procedura.
         
         In dirittoSulla domanda di provvedimenti provvisori
         
         40
            
          Ai sensi del combinato disposto degli artt. 242 CE e 243 CE, da un lato, e dell’art 225, n. 1, CE, dall’altro, il Tribunale
         può, quando reputi che le circostanze lo richiedano, ordinare la sospensione dell’esecuzione dell’atto impugnato o prescrivere
         i provvedimenti provvisori necessari.
         
         
         
         41
            
          L’art. 104, n. 2, del regolamento di procedura stabilisce che le domande di provvedimenti provvisori devono precisare l’oggetto
         della causa, i motivi di urgenza e gli argomenti di fatto e di diritto che giustifichino prima face (fumus boni iuris) l’adozione
         dei provvedimenti provvisori richiesti. Questi presupposti sono cumulativi, di modo che i provvedimenti provvisori devono
         essere negati qualora manchi uno dei suddetti presupposti [ordinanza del presidente della Corte 14 ottobre 1996, causa C-268/96
         P(R), SCK e FNK/Commissione, Racc. pag. I‑4971, punto 30]. Il giudice del procedimento sommario procede altresì, se del caso,
         alla ponderazione degli interessi in gioco (ordinanza del presidente della Corte 29 giugno 1999, causa C-107/99 R, Italia/Commissione,
         Racc. pag. I‑4011, punto 59). 
         
         
         
         42
            
          I provvedimenti richiesti devono inoltre essere provvisori nel senso che non devono pregiudicare la soluzione dei punti di
         diritto o di fatto controversi né vanificare a priori le conseguenze della decisione che verrà pronunciata più avanti nella
         causa principale [ordinanza del presidente della Corte 19 luglio 1995, causa C‑149/95 P(R), Commissione/Atlantic Container
         Line e a., Racc. pag. I‑2165, punto 22].
         
         
         
         43
            
          Inoltre, nell’ambito di siffatta valutazione globale, il giudice del procedimento sommario dispone di un ampio potere discrezionale
         ed è libero di stabilire, considerate le particolarità del caso di specie, il modo in cui vanno accertate le varie condizioni
         in parola nonché l’ordine in cui condurre tale esame, posto che nessuna norma di diritto comunitario gli impone uno schema
         di analisi predeterminato per valutare la necessità di statuire in via provvisoria (ordinanza Commissione/Atlantic Container
         e a., cit., punto 23).
         
         
         
         44
            
          Tenuto conto degli elementi del fascicolo, il giudice del procedimento sommario ritiene di disporre di tutti gli elementi
         necessari per statuire sulla presente domanda di provvedimenti provvisori, senza che si renda necessario sentire prima le
         spiegazioni orali delle parti.
         
          Argomenti delle parti
         
         – Sulla ricevibilità
         
         
         45
            
          La richiedente afferma di avere un interesse a proporre il ricorso contro gli atti di cui chiede la sospensione e di aver
         proposto il detto ricorso entro il termine. Pertanto la sua domanda sarebbe ricevibile.
         
         
         
         46
            
          La Commissione sostiene che la domanda non presenta alcuna utilità poiché la richiedente non ha richiesto la sospensione della
         decisione di bandire la procedura di aggiudicazione dell’appalto ESP‑DIMA, bensì la sospensione di decisioni che aggiudicano
         l’appalto. I provvedimenti provvisori richiesti non potrebbero quindi sortire l’effetto di sospendere l’aggiudicazione dell’appalto
         ESP‑DIMA, contrariamente a ciò che la richiedente intende effettivamente ottenere. La Commissione aggiunge poi che la domanda
         è irricevibile perché il ricorso nella causa principale lo è a sua volta. Infatti, secondo la Commissione, la richiedente
         non dimostra di essere direttamente interessata dagli atti impugnati e, in ogni caso, non dimostra l’esistenza di un interesse
         individuale ad agire, dato che gli atti riguardano il raggruppamento ED e non la richiedente a titolo individuale.
         
         
         – Sul fumus boni iuris
         
         
         47
            
          La richiedente, riferendosi al suo ricorso nella causa principale, sostiene che l’appalto ESP‑DIMA va annullato per errata
         valutazione dei fatti, violazione delle forme sostanziali e difetto di motivazione. Dall’esposizione dei fatti nella domanda
         risulta che la richiedente ritiene che l’indizione della gara d’appalto ESP‑DIMA non fosse necessaria, poiché la Commissione
         avrebbe potuto servirsi del lotto ESP 5 invece di sostituire il lotto ESP 4 con l’appalto ESP‑DIMA. La richiedente reputa
         inoltre che l’aggiudicazione dell’appalto ESP‑DIMA sia viziata da illegittimità dato che almeno un membro del comitato di
         valutazione si trovava in una situazione di grave conflitto di interessi, che la Commissione non aveva utilizzato la stessa
         scala di punteggio per valutare i vari offerenti, che l’offerta selezionata proponeva un sistema informatico di scarso valore
         e di portata limitata e, infine, che la Commissione non le ha fornito una copia della relazione di valutazione, contrariamente
         a quanto previsto dal regolamento finanziario. 
         
         
         
         48
            
          La Commissione considera che la richiedente non ha presentato gli argomenti di fatto e di diritto che giustificano prima face
         l’adozione dei provvedimenti provvisori e che essa ha menzionato solo incidentalmente i motivi sui quali si fonda il ricorso
         nella causa principale. Essa sottolinea che le asserzioni fatte valere non sono fondate, come emerge chiaramente dalla lettera
         recante motivazione del 14 luglio 2004, che esse non sono affatto dimostrate e che non andrebbero neppure esaminate nel contesto
         della presente domanda di provvedimenti urgenti. 
         
         
         – Sull’urgenza
         
         
         49
            
          Secondo la richiedente, la condizione relativa all’urgenza è soddisfatta. Essa evidenzia di non poter attendere l’esito del
         procedimento nella causa principale senza subire un danno grave ed irreparabile, consistente in un danno finanziario particolarmente
         pesante e tale da impedirle di resistere sul mercato, nella perdita di una parte importante delle sue attività, che determinerebbe
         il licenziamento della metà del personale, nonché in un pregiudizio particolarmente significativo per la sua reputazione.
         
         
         
         
         50
            
          Per quanto attiene al danno finanziario, la richiedente afferma che il danno deriverebbe dall’errata esecuzione del lotto
         ESP 4 invece del lotto ESP 5, nonché dalla continuazione del lotto ESP 4 mediante l’appalto ESP‑DIMA, assegnato ad un altro
         offerente. La richiedente considera che tale situazione determinerà la fine dell’esecuzione del lotto ESP 5, poiché il lotto
         ESP 4 sarà prolungato con l’appalto ESP‑DIMA e ci si attende che un gran numero di contratti esistenti vengano immediatamente
         estesi dopo la sottoscrizione dei contratti relativi all’appalto ESP‑DIMA, e ciò per diversi anni. Di conseguenza, la decisione
         di aggiudicazione dell’appalto ESP‑DIMA ad un altro offerente e la continuazione dell’irregolare esecuzione di tale appalto
         invece del lotto ESP 5 priveranno la richiedente delle entrate normalmente connesse all’esecuzione del lotto ESP 5, il quale
         costituisce la parte principale delle sue attività. 
         
         
         
         51
            
          A tale proposito, la richiedente sottolinea di essere una società di medie dimensioni con un organico di circa 200 lavoratori,
         di sviluppare alcuni progetti tra i quali quelli rientranti nell’ambito del lotto ESP 5 sono di gran lunga i più importanti
         e che il lotto ESP 5 copre la maggior parte del suo bilancio e occupa circa la metà dei suoi dipendenti, assunti proprio per
         le esigenze legate al detto lotto. L’infrastruttura di sostegno sarebbe anch’essa stata incrementata, dando luogo ad un sistema
         che, nel complesso, dovrebbe la sua esistenza e la sua sopravvivenza al lotto ESP 5 e sarebbe stato concepito e realizzato
         per provvedere all’esecuzione d’un appalto d’importo pari a 35 milioni di euro. L’aggiudicazione del lotto ESP 5 obbligherebbe
         la richiedente a mantenere un’infrastruttura costosa, a destinare dipendenti a tale progetto e ad allestire una struttura
         per la formazione continua di tali dipendenti, necessaria a causa dei cambiamenti tecnologici adottati dalla Commissione con
         intervalli di pochi mesi. Le attività della richiedente connesse al lotto ESP 5 rappresentano la somma di circa 4 milioni
         di euro all’anno e costituiscono una parte significativa del complesso delle sue attività nel settore dei servizi informatici.
         Le entrate della richiedente sarebbero passate da 16 milioni di euro nel 2001 a 14 milioni di euro nel 2002 e a 10 milioni
         di euro nel 2003 e sussisterebbe il rischio di un costante calo nel 2004 e nel 2005 a 5 milioni di euro, dovuto proprio all’insufficienza
         degli ordini trasmessi nell’ambito del lotto ESP 5. Per questo motivo una parte significativa dei dipendenti della società
         la avrebbe già lasciata. La richiedente afferma che una tale perdita di dipendenti renderà impossibile riguadagnare le quote
         di mercato perdute. 
         
         
         
         52
            
          La richiedente sostiene che la mancata esecuzione o la eventuale riduzione degli ordini del lotto ESP 5 le risulterebbe quindi
         fatale. A suo parere, un’intera infrastruttura, appositamente prevista per l’attuazione del lotto ESP 5, sparirà, con conseguenze
         irreparabili per essa, che non sarà più in grado di sopravvivere nel mercato, alquanto concorrenziale, dove svolge le sue
         attività. 
         
         
         
         53
            
          Quanto al danno arrecato alla sua reputazione, la richiedente sottolinea che questa situazione può danneggiare i suoi rapporti
         con altri soggetti del mercato e altri clienti che interpreteranno tale situazione come dovuta all’incapacità di rispondere
         alle aspettative della Commissione.
         
         
         
         54
            
          La richiedente ritiene infine che i provvedimenti provvisori richiesti siano necessari dato che, se fosse data attuazione
         agli atti contro i quali essa ha proposto la presente domanda di provvedimenti urgenti prima del loro annullamento, la Commissione
         sottoscriverebbe i corrispondenti contratti, aprendo cosi la strada all’assorbimento, da parte dell’appalto ESP‑DIMA, di gran
         parte dei fondi rimanenti. Secondo la richiedente, all’appalto ESP‑DIMA saranno assegnati 120 milioni di euro, così da farne
         il maggior investimento della Commissione nel settore e da collegare definitivamente la Commissione al raggruppamento ESP‑DIMA.
         
         
         
         55
            
          La Commissione sostiene che il danno fatto valere dalla richiedente non è né grave né irreparabile ai sensi della giurisprudenza
         del Tribunale. 
         
         
         
         56
            
          Per quanto attiene al danno finanziario lamentato, la Commissione evidenzia anzitutto che gli argomenti della richiedente
         dimostrano come non esista alcun nesso di causalità tra, da una parte, l’atto di cui si chiede la sospensione dell’esecuzione
         (l’aggiudicazione dell’appalto ESP‑DIMA ad un altro offerente) e, dall’altra parte, il danno che la richiedente asserisce
         di poter subire, ossia una diminuzione della sua cifra d’affari generata dal contratto relativo al lotto ESP 5. 
         
         
         
         57
            
          A tale proposito, la Commissione sostiene che il danno che, a parere della richiedente, potrebbe verificarsi, deriva dall’argomento
         della richiedente secondo cui la Commissione avrebbe dovuto servirsi maggiormente del lotto ESP 5, invece di utilizzare la
         procedura di aggiudicazione dell’appalto per sostituire i vecchi contratti del lotto ESP 4 con l’appalto ESP‑DIMA. La Commissione
         sottolinea che il ragionamento della richiedente si fonda in realtà sull’ipotesi, del tutto errata, che, se alla Commissione
         fosse impedito di sottoscrivere i contratti derivanti dalla gara d’appalto ESP‑DIMA, essa dovrebbe ricorrere al lotto ESP 5
         per fornire il tipo di servizi precedentemente coperti dal lotto ESP 4, il che aumenterebbe la cifra d’affari della richiedente.
         Secondo la Commissione, questa tesi è semplicemente sbagliata, perché l’amministrazione aggiudicatrice continuerà in ogni
         caso ad applicare la distinzione tra i lotti ESP 4 e ESP 5 che essa pratica dalla conclusione di tali appalti e che risulta
         della definizione dei detti appalti che compare nel relativo bando di gara. 
         
         
         
         58
            
          In ogni caso, la Commissione aggiunge che il danno che sorgerebbe se i provvedimenti provvisori non fossero concessi non sarebbe
         né grave, né irreparabile. Secondo una costante giurisprudenza, il danno pecuniario sarebbe chiaramente riparabile, in quanto
         potrebbe essere oggetto di una successiva compensazione finanziaria. La richiedente non dimostrerebbe circostanze eccezionali
         che consentano di qualificare il detto danno finanziario come grave ed irreparabile. Al riguardo, la Commissione sottolinea
         che la richiedente si limita ad affermazioni generiche e che essa non ha dimostrato né, da un lato, che la perdita dell’appalto
         in questione pregiudicherebbe la sua esistenza, né, dall’altro, che la sua posizione sul mercato ne risulterebbe irrimediabilmente
         modificata. 
         
         
         
         59
            
          Al contrario, per la Commissione è evidente che la richiedente può continuare ad esistere fino alla decisione del Tribunale
         nella causa principale. In proposito, la Commissione rinvia, tra gli altri elementi, a due relazioni degli studi EuroDB e
         Dun & Bradstreet, datate, rispettivamente, 22 marzo 2004 e 26 luglio 2004, allegate alle osservazioni della Commissione del
         15 ottobre 2004, le quali indicherebbero che la situazione finanziaria della richiedente è buona. La richiedente, nella lettera
         2 novembre 2004, sostiene che tali relazioni sono obsolete ed errate. 
         
         
         
         60
            
          Per quanto riguarda i danni di natura non finanziaria lamentati dalla richiedente, ossia un pregiudizio particolarmente grave
         arrecato alla sua reputazione a causa della perdita dell’appalto in questione, la Commissione osserva che la partecipazione
         ad una gara d’appalto comporta evidentemente il rischio, in capo agli offerenti, che l’appalto non venga loro assegnato. Tale
         situazione non implicherebbe quindi alcun pregiudizio alla reputazione, come il Tribunale ha già constatato nella sua giurisprudenza.
         
         
         
         61
            
          Infine, a parere della Commissione, il fatto che il contratto possa essere concluso con l’offerente selezionato e che una
         parte notevole del bilancio gli sia assegnata prima della pronuncia del Tribunale nella causa principale non costituisce,
         secondo una giurisprudenza ben consolidata, un elemento che dimostri la sussistenza della condizione relativa all’urgenza.
         In caso di annullamento, la Commissione sarebbe in grado di ripristinare i diritti della richiedente.
         
         
         – Sulla ponderazione degli interessi
         
         
         62
            
          Sebbene la richiedente non abbia esplicitamente affrontato il tema della ponderazione degli interessi nella sua domanda, la
         Commissione sottolinea che tale ponderazione si risolve a suo favore, dato che il danno che la richiedente potrebbe subire
         qualora i provvedimenti provvisori non fossero concessi non supera quello che la Commissione e gli altri offerenti interessati
         potrebbero subire se tali provvedimento fossero accordati. Gli altri offerenti farebbero legittimo affidamento nel fatto che
         la Commissione prosegua nell’assegnazione dei contratti. I provvedimenti provvisori impedirebbero la conclusione di tali contratti
         cosicché le attività informatiche della Commissione ne risulterebbero ostacolate. La Commissione ritiene inoltre che, poiché
         la validità delle offerte scade il 19 novembre 2004, una sospensione porrebbe fine a tali offerte, di modo che tali provvedimenti
         non potrebbero essere considerati provvisori. La richiedente respinge queste due ultime affermazioni sostenendo che la Commissione
         dispone di altre soluzioni per sostituire i contratti in questione: essa potrebbe, in particolare, richiedere la proroga della
         validità delle offerte o utilizzare altri contratti. A tale riguardo, la Commissione considera che siffatta proroga, seppur
         possibile, non è certa e che gli altri mezzi per procurarsi i servizi in questione sarebbero meno soddisfacenti della conclusione
         dell’appalto ESP‑DIMA.
         
          Valutazione del giudice del procedimento sommario
         
         – Osservazioni preliminari
         
         
         63
            
          Occorre ricordare che, secondo una consolidata giurisprudenza, le condizioni previste dall’art 104, n. 2, del regolamento
         di procedura richiedono che gli elementi essenziali di fatto e di diritto sui quali la domanda è fondata emergano in maniera
         coerente e comprensibile dallo stesso testo della domanda di provvedimenti provvisori (ordinanze del presidente del Tribunale
         25 giugno 2003, causa T-175/03 R, Schmitt/AER, Racc. PI pagg. I‑A‑175 e II‑883, punto 18; 15 gennaio 2001, causa T-236/00
         R, Stauner e a./Parlamento e Commissione, Racc. pag. II-15, punto 34, e 7 maggio 2002, causa T-306/01 R, Aden e a./Consiglio
         e Commissione, Racc. pag. II‑2387, punto 52).
         
         
         
         64
            
          Anche se, come giustamente evidenzia la Commissione, la domanda contiene pochi elementi che consentano al giudice del procedimento
         sommario di valutare se, prima facie, la concessione dei provvedimenti richiesti sia giustificata, occorre constatare che
         le osservazioni della Commissione nonché la seconda tornata di osservazioni delle parti hanno chiarito l’oggetto della domanda
         in modo tale da consentire al giudice del procedimento sommario di esaminarla. Nella fattispecie occorre anzitutto esaminare
         la condizione dell’urgenza. 
         
         
         – Sulla condizione dell’urgenza
         
         
         65
            
          Va ricordato che, per costante giurisprudenza, il carattere urgente di una domanda di provvedimenti provvisori deve valutarsi
         in relazione alla necessità di statuire provvisoriamente, al fine di evitare che il richiedente subisca un danno grave e irreparabile.
         Spetta a quest’ultimo provare di non poter attendere l’esito della causa principale senza dover subire un danno di tale natura
         (v. ordinanze del presidente del Tribunale 20 luglio 2000, causa T-169/00 R, Esedra/Commissione, Racc. pag. II-2951, punto
         43, e 27 luglio 2004, causa T-148/04 R, TQ3 Travel Solutions Belgium/Commissione, Racc. pag. II-3027, punto 41 e giurisprudenza
         ivi citata). 
         
         
         
         66
            
          Occorre innanzi tutto constatare che, come sottolinea a ragione la Commissione, la richiedente non ha dimostrato il nesso
         tra il preteso danno e gli atti di cui si richiede la sospensione dell’esecuzione. 
         
         
         
         67
            
          La richiedente contesta in sostanza le modalità con cui è stata data esecuzione al contratto relativo al lotto ESP 5 che,
         a suo parere, è stato sottoutilizzato rispetto al lotto ESP 4. Essa critica tale esecuzione, che ritiene irregolare, nonché
         la decisione della Commissione di avviare la procedura di aggiudicazione dell’appalto ESP-DIMA per rinnovare il lotto ESP 4.
         La richiedente non ha tuttavia contestato alla Commissione l’irregolare esecuzione del suo contratto relativo al lotto ESP 5
         e non ha richiesto la sospensione dell’esecuzione della procedura di aggiudicazione dell’appalto ESP-DIMA. In proposito va
         ricordato che il bando di gara ESP‑DIMA è stato pubblicato il 27 dicembre 2003 e che i reclami della richiedente contro il
         principio stesso di tale bando di gara sono stati respinti con lettera della Commissione 30 gennaio 2004. 
         
         
         
         68
            
          Questo comportamento della richiedente incide direttamente sul valore dei suoi argomenti vertenti sulla condizione dell’urgenza.
         La richiedente, infatti, solo indirettamente afferma che un danno grave ed irreparabile deriverebbe dall’aggiudicazione dell’appalto
         ESP-DIMA ad un altro offerente o dalla stessa esistenza di tale appalto. Al contrario, essa sottolinea chiaramente di considerare
         il danno derivante dalla «eventuale mancata esecuzione o riduzione delle prestazioni oggetto del lotto ESP 5», il che le risulterebbe
         «fatale». La richiedente cerca di dimostrare l’esistenza di un nesso di causalità tra l’esecuzione irregolare del lotto ESP
         5 e l’aggiudicazione dell’appalto ESP-DIMA facendo presente, nella sua domanda, che «è più che evidente che l’irregolare esecuzione
         [del lotto ESP 4] significherà la fine [del lotto ESP 5] poiché [il lotto ESP 4] sarà prolungato mediante [l’appalto ESP‑DIMA]»;
         che, se la sospensione richiesta non sarà concessa «la Commissione sottoscriverà i contratti [in questione], aprendo così
         la strada all’utilizzo mediante [l’appalto ESP‑DIMA] di una notevole parte del bilancio esistente» e che «a partire da quel
         momento, non si potrà più dare attuazione [al lotto ESP 5]». 
         
         
         
         69
            
          La richiedente non ha tuttavia impugnato né l’esecuzione errata dei lotti ESP 4 e ESP 5 che, sostanzialmente, è alla base
         delle sue preoccupazioni, né le prevedibili condizioni di esecuzione dell’appalto ESP-DIMA. È quindi evidente che la richiedente
         non può dimostrare che la concessione dei provvedimenti provvisori determinerebbe un maggiore ricorso ai contratti del lotto
         ESP 5, posto che la Commissione ha chiaramente indicato che in nessun caso essa utilizzerebbe i contratti del lotto ESP 5
         per ricorrere a prestazioni di servizi rientranti nel settore iniziale del lotto ESP 4 o dell’appalto ESP-DIMA. La richiedente
         non ha quindi dimostrato l’esistenza di un nesso di causalità tra, da una parte, gli atti di cui si chiede la sospensione
         dell’esecuzione (la decisione di aggiudicazione dell’appalto ESP-DIMA ad un altro offerente e la lettera di motivazione) e,
         dall’altra, il danno che essa potrebbe subire, ossia una diminuzione della sua cifra d’affari realizzata grazie al lotto ESP 5.
         Pertanto, risulta che i provvedimenti provvisori richiesti non avranno impatto sull’esecuzione del lotto ESP 5.
         
         
         
         70
            
          Ne consegue che i provvedimenti provvisori richiesti non sono né pertinenti né necessari per evitare il sorgere del danno
         fatto valere.
         
         
         
         71
            
          In ogni caso, anche se lo si considerasse derivante dalle azioni contestate, è giocoforza constatare che il danno asserito
         non potrebbe essere ritenuto grave ed irreparabile ai sensi della giurisprudenza del Tribunale.
         
         
         
         72
            
          Per quanto attiene al danno finanziario lamentato dalla richiedente, occorre rilevare, come ha fatto la Commissione, che,
         secondo una giurisprudenza consolidata, siffatto danno non può essere considerato, in linea di principio, come irreparabile
         né difficilmente riparabile se può costituire oggetto di una successiva compensazione finanziaria (v. ordinanza Esedra/Commissione,
         cit., punto 44 e giurisprudenza ivi citata). La richiedente non ha dimostrato e neppure fatto valere di non poter ottenere
         siffatta compensazione mediante un eventuale ricorso per risarcimento ai sensi dell’art. 288 CE (v., in questo senso, ordinanza
         Esedra/Commissione, cit., punto 47, e ordinanza del presidente del Tribunale 1° ottobre 1997, causa T-230/97 R, Comafrica e Dole Fresh Fruit Europe/Commissione, Racc. pag. II-1589, punto 38). 
         
         
         
         73
            
          Alla luce di quanto precede, nella fattispecie i provvedimenti provvisori richiesti sarebbero giustificati solo se risultasse
         che, in assenza di tali provvedimenti, la richiedente si troverebbe in una situazione idonea a pregiudicare la sua stessa
         esistenza o a modificare irrimediabilmente la sua posizione sul mercato (v., in questo senso, ordinanza Esedra/Commissione,
         cit., punto 45).
         
         
         
         74
            
          Orbene, la richiedente non ha fornito la prova che, in assenza dei provvedimenti provvisori richiesti, essa rischia di trovarsi
         in una situazione del genere. 
         
         
         
         75
            
          Al riguardo è d’uopo constatare che la richiedente non ha fornito elementi sulla sua situazione finanziaria atti a indurre
         il giudice del procedimento sommario a concludere che la sua esistenza sia in pericolo fino a quando il Tribunale non si sia
         pronunciato nella causa principale.
         
         
         
         76
            
          Occorre in particolare constatare che gli argomenti della richiedente relativi al calo delle sue entrate non sono corroborati
         da prove e che, in ogni caso, la richiedente non dimostra che siffatto calo delle entrate sarebbe idoneo a mettere in pericolo
         la sua esistenza prima della decisione del Tribunale nella causa principale.
         
         
         
         77
            
          Al contrario, va dichiarato che dagli elementi del fascicolo risulta che la richiedente continuerà ad esercitare un’attività
         sufficiente a garantirne l’esistenza fino alla decisione del Tribunale nella causa principale. 
         
         
         
         78
            
          Come sottolinea la stessa richiedente nella sua domanda, essa partecipa regolarmente, con successo, alle gare d’appalto della
         Commissione e sviluppa un certo numero di progetti per le istituzioni europee e non soltanto per la Commissione. 
         
         
         
         79
            
          Tutto ciò è confermato, tra l’altro, anche dalle relazioni degli studi EuroDB e Dun & Bradstreet, datati rispettivamente 22
         marzo 2004 e 26 luglio 2004, allegati alle osservazioni della Commissione 15 ottobre 2004, dai quali emerge che la richiedente
         ha parecchi clienti, tra cui istituzioni europee, istituzioni pubbliche nazionali e società internazionali. Inoltre, da tali
         relazioni si evince che la situazione finanziaria della richiedente viene valutata come «buona», con note positive per quanto
         riguarda le vendite, la redditività e il patrimonio complessivo. Sempre a proposito di tali relazioni, va sottolineato che
         l’affermazione della richiedente, contenuta nella sua lettera del 2 novembre 2004, secondo cui tali relazioni sono «obsolete»
         ed «errate», è di natura alquanto generica e che la richiedente non ha prodotto alcuna prova idonea a dimostrare la veridicità
         di questa affermazione. 
         
         
         
         80
            
          Va infine rilevato che la richiedente continuerà a partecipare al raggruppamento ESP 5, in qualità di primo contraente del
         lotto ESP 5, e parteciperà anche al raggruppamento ED come secondo contraente dell’appalto ESP‑DIMA, proprio perché, nell’ambito
         della sua partecipazione alla gara d’appalto ESP‑DIMA, essa ha dimostrato alla Commissione di possedere la capacità finanziaria
         e tecnica richiesta per siffatto progetto.
         
         
         
         81
            
          Quanto all’eventualità che, in assenza dei provvedimenti provvisori richiesti, la posizione della richiedente sul mercato
         risulti irrimediabilmente modificata, la richiedente afferma, in proposito, che sarà costretta a porre fine alla metà delle
         sue attività, a licenziare la metà del personale e che tutte le infrastrutture previste per l’attuazione del lotto ESP 5 dovranno
         scomparire, con conseguenze «fatali». Tuttavia, essa non giustifica tali argomenti e non dimostra neppure, né tenta di dimostrare,
         che ostacoli di natura strutturale o giuridica le impedirebbero di riconquistare una congrua parte del mercato perduto (v.,
         in questo senso, ordinanza del presidente del Tribunale 16 gennaio 2004, causa T‑369/03 R, Arizona Chemical e a./Commissione,
         Racc. pag. II‑205, punto 84). La richiedente, in particolare, non ha provato che le sarebbe impedito di aggiudicarsi altri
         appalti, tra cui quello controverso in seguito ad una nuova gara d’appalto, o che essa non potrebbe assumere dipendenti o
         ricreare un’infrastruttura tecnica idonea a sostenere grandi progetti come quelli attuati nell’ambito del lotto ESP 5, se
         ciò fosse necessario per riconquistare le quote di mercato perdute. Al riguardo occorre sottolineare, in primo luogo, che
         il lotto ESP 5 continuerà ad esistere e, in secondo luogo, che la circostanza che la richiedente partecipi e potrà continuare
         a partecipare ad altri progetti per istituzioni europee e per altri clienti garantisce che la sua capacità tecnica non verrà
         meno. 
         
         
         
         82
            
          Quanto al danno di natura non finanziaria lamentato dalla richiedente, relativamente al suo argomento secondo cui i provvedimenti
         provvisori sarebbero urgenti a causa del danno irreparabile che sarebbe cagionato alla sua reputazione e alla sua credibilità,
         occorre osservare che la decisione di aggiudicazione non sortisce l’effetto di cagionare un danno del genere. Secondo una
         consolidata giurisprudenza, la partecipazione ad una gara di appalto pubblica, per sua natura altamente competitiva, comporta
         necessariamente rischi per tutti i partecipanti e l’eliminazione di un offerente in forza delle norme della gara non presenta,
         di per sé, alcun carattere pregiudizievole (ordinanza del presidente della Corte 5 agosto 1983, causa C-118/83 R, CMC/Commissione,
         Racc. pag. 2583, punto 51, e ordinanza Esedra/Commissione, cit., punto 48). 
         
         
         
         83
            
          Del pari, gli argomenti della richiedente diretti a dimostrare che l’urgenza deriverebbe dal fatto che il contratto con il
         raggruppamento ESP‑DIMA sarà concluso e che il bilancio relativo all’appalto ESP‑DIMA sarà fissato, prima della pronuncia
         della decisione che conclude la causa principale, in un importo tale da vincolare in modo permanente la Commissione al detto
         raggruppamento non possono essere accolti. Una siffatta situazione non costituisce una circostanza che comprova l’urgenza,
         dal momento che, se, per ipotesi, il Tribunale dovesse accogliere il ricorso in via principale, spetterebbe alla Commissione
         adottare i provvedimenti necessari a garantire una protezione adeguata degli interessi della richiedente. In una ipotesi siffatta,
         tale istituzione potrebbe organizzare una nuova gara d’appalto alla quale la richiedente potrebbe partecipare, e ciò senza
         incontrare particolari difficoltà. Un simile provvedimento potrebbe essere combinato con il versamento di un’indennità. Orbene,
         la richiedente non ha addotto alcuna circostanza che potrebbe impedire che i suoi interessi siano tutelati in maniera simile
         (v., in tal senso, ordinanza Esedra/Commissione, cit., punto 51, e ordinanza del presidente del Tribunale 2 maggio 1994, causa
         T‑108/94 R, Candiotte/Consiglio, Racc. pag. II-249, punto 27).
         
         
         
         84
            
          Pertanto, è d’uopo concludere che gli elementi di prova forniti dalla richiedente non consentono di stabilire in diritto che,
         in mancanza dei provvedimenti provvisori richiesti, essa subirebbe un danno grave ed irreparabile. 
         
         
         
         85
            
          Ne consegue che la richiedente non è riuscita a dimostrare che la condizione relativa all’urgenza è soddisfatta. Di conseguenza,
         la domanda di provvedimenti provvisori dev’essere respinta senza necessità di pronunciarsi sulla ricevibilità della stessa
         né di esaminare se siano soddisfatte le altre condizioni per la concessione degli stessi (ordinanza del presidente del Tribunale
         9 agosto 1999, cause riunite da T‑38/99 R a T‑42/99 R, T-45/99 R e T-48/99 R, Sociedade Agrícola dos Arinhos e a./Commissione,
         Racc. pag. II‑2567, punto 48).
         
         Sulla domanda di mezzi istruttori diretta alla produzione di documenti da parte della Commissione Argomenti delle parti
         
         
         86
            
          Nelle osservazioni del 23 settembre 2004, la richiedente chiede che il presidente del Tribunale ordini alla Commissione di
         produrre i documenti in questione in quanto essi potrebbero dimostrare che l’esecuzione dell’ESP 4 era irregolare e che, di
         conseguenza, ottenere tali documenti sarebbe utile ed opportuno per il Tribunale e persino decisivo ai fini della sentenza
         del Tribunale.
         
         
         
         87
            
          La Commissione ritiene che la domanda di mezzi istruttori vada respinta poiché la richiedente non ha affatto dimostrato l’utilità
         della produzione dei documenti in questione, contrariamente a quanto richiesto dalla giurisprudenza della Corte. La Commissione
         fa poi presente che tali documenti contengono informazioni riservate che non possono essere divulgate, in quanto la produzione
         dei detti documenti pregiudica i legittimi interessi degli offerenti. 
         
          Valutazione del giudice del procedimento sommario
         
         
         88
            
          Anzitutto è giocoforza constatare che la domanda della richiedente relativa alla produzione dei documenti in questione va
         intesa come una domanda di mezzi istruttori o di misure di organizzazione del procedimento.
         
         
         
         89
            
          In proposito, occorre ricordare che, ai sensi dell’art. 105, n. 2, primo comma, del regolamento di procedura, il presidente
         del Tribunale decide se sia il caso di disporre un’istruttoria. L’art. 65 del regolamento di procedura precisa che i mezzi
         istruttori comprendono, in particolare, la produzione di documenti. L’art. 64 del regolamento di procedura consente al Tribunale
         di adottare misure di organizzazione del procedimento che comprendono, segnatamente, la presentazione di documenti o di qualsiasi
         altra prova concernente la causa. 
         
         
         
         90
            
          Dato che la domanda di provvedimenti urgenti va respinta per mancanza di urgenza, senza che sia necessario valutare se sono
         soddisfatte le altre condizioni per la concessione dei provvedimenti provvisori, segnatamente la condizione relativa all’esistenza
         del fumus boni iuris, il giudice del procedimento sommario considera che i documenti in questione non presentano interesse
         ai fini dell’esame di questa domanda di provvedimenti urgenti e che pertanto le misure relative ai documenti in questione
         richieste dalla richiedente non devono essere adottate.
         
         
         Per questi motivi,
         
         
         
            
            IL PRESIDENTE DEL TRIBUNALE
         
         
          così provvede:
         
            
            
            
               1)
                  La domanda di provvedimenti urgenti è respinta.
               
            
            
            
            
               2)
                  Le spese sono riservate.
               
            
             Lussemburgo, 10 novembre 2004
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  H. Jung
               
               
                  B. Vesterdorf
               
            
      
      
          1 –
            
            Lingua processuale: l'inglese.