CELEX: 62019CA0346
Language: it
Date: 2020-12-17 00:00:00
Title: Causa C-346/19: Sentenza della Corte (Decima Sezione) del 17 dicembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesfinanzhof — Germania) — Bundeszentralamt für Steuern / Y-GmbH [Rinvio pregiudiziale – Imposta sul valore aggiunto (IVA) – Rimborso dell’IVA – Direttiva 2008/9/CE – Articolo 8, paragrafo 2, lettera d) – Articolo 15 – Indicazione del numero della fattura – Richiesta di rimborso]

15.2.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 53/8
            
         
      Sentenza della Corte (Decima Sezione) del 17 dicembre 2020 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Bundesfinanzhof — Germania) — Bundeszentralamt für Steuern / Y-GmbH
      (Causa C-346/19) (1)
      
      (Rinvio pregiudiziale - Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Rimborso dell’IVA - Direttiva 2008/9/CE - Articolo 8, paragrafo 2, lettera d) - Articolo 15 - Indicazione del numero della fattura - Richiesta di rimborso)
      (2021/C 53/09)
      Lingua processuale: il tedesco
      
         Giudice del rinvio
      
      Bundesfinanzhof
      
         Parti nel procedimento principale
      
      
         Ricorrente: Bundeszentralamt für Steuern
      
         Resistente: Y-GmbH
      
         Dispositivo
      
      L’articolo 8, paragrafo 2, lettera d), e l’articolo 15, paragrafo 1, della direttiva 2008/9/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, che stabilisce norme dettagliate per il rimborso dell’imposta sul valore aggiunto, previsto dalla direttiva 2006/112/CE, ai soggetti passivi non stabiliti nello Stato membro di rimborso, ma in un altro Stato membro, come modificata dalla direttiva 2010/66/UE del Consiglio, del 14 ottobre 2010, devono essere interpretati nel senso che, qualora una richiesta di rimborso dell’imposta sul valore aggiunto non contenga un numero sequenziale della fattura, ma contenga un altro numero che consenta di identificare tale fattura e, quindi, il bene o il servizio interessato, l’amministrazione fiscale dello Stato membro di rimborso è tenuta a considerare tale richiesta come «presentata», ai sensi dell’articolo 15, paragrafo 1, della direttiva 2008/9, come modificata dalla direttiva 2010/66, e a procedere alla sua valutazione. Nell’ambito di tale valutazione, e salvo il caso in cui detta amministrazione disponga già dell’originale della fattura o di una copia della stessa, essa può chiedere al richiedente di comunicare un numero sequenziale che identifichi la fattura in modo unico e, se tale richiesta non è soddisfatta entro il termine di un mese previsto all’articolo 20, paragrafo 2, di tale direttiva, come modificata dalla direttiva 2010/66, essa può legittimamente respingere la richiesta di rimborso.
      
         (1)  GU C 263 del 5.8.2019.