CELEX: C2006/096/50
Language: it
Date: 2006-04-22 00:00:00
Title: Causa T-75/06: Ricorso presentato il  27 febbraio 2006  — Bayer CropScience e a./Commissione

22.4.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 96/31
            
         Ricorso presentato il 27 febbraio 2006 — Bayer CropScience e a./Commissione
   (Causa T-75/06)
   (2006/C 96/50)
   Lingua processuale: l'inglese
   Parti
   
      Ricorrenti: Bayer CropScience AG (Monheim am Rhein, Germania), Makhteshim-Agan Holding BV (Amsterdam, Paesi Bassi), Teko AE (Atene, Grecia) e Aragonesas Agro SA (Madrid, Spagna) [Rappresentanti: avv.ti C. Mereu e K. Van Maldegem]
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni dei ricorrenti
   
               —
            
            
               l'annullamento della decisione della Commissione 2 dicembre 2005, 2005/864/CE (1), concernente la non iscrizione dell'endosulfan nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e il ritiro delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti detta sostanza attiva; e
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   La direttiva del Consiglio 15 luglio 1991, 91/414/CEE (2), relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (conosciuta come «direttiva sui prodotti fitosanitari») prevede che gli Stati membri non possono autorizzare un prodotto a meno che esso non sia iscritto nell'allegato I della direttiva. I ricorrenti, che sono produttori di endosulfan, chiedono l'annullamento della decisione contestata, con cui è stata rifiutata l'inclusione dell'endosulfan in tale allegato.
   A sostegno del loro ricorso, essi invocano, in primo luogo, talune asserite irregolarità nel procedimento; vale a dire: che la valutazione della decisione contestata è basata su criteri diversi da quelli specificati nella direttiva 91/414, è incompleta e fa un uso solo selettivo dei dati forniti dai ricorrenti; che nuovi orientamenti e criteri stabiliti dalla Commissione sono stati applicati retroattivamente, dopo la notifica e la fornitura dei dati dei ricorrenti; e che la Commissione si è rifiutata di consultarsi con le ricorrenti in relazione alla modifica dei criteri e della politica di valutazione.
   I ricorrenti sostengono inoltre che, dal punto di vista della legge sostanziale, la decisione contestata viola gli artt. 95, n. 3, CE e 51, n. 1, della direttiva 91/414. Essi ritengono che la Commissione non abbia adempiuto all'obbligo ad essa incombente in virtù di tali disposizioni di determinare le sostanze attive e di includerle nell'allegato I alla luce delle conoscenze scientifiche e tecniche attuali fatti salvi solo i requisiti elencati all'art. 5.
   Essi invocano, inoltre, la violazione di taluni principi generali del diritto comunitario, in particolare: il principio di proporzionalità, il principio di tutela del legittimo affidamento e di certezza del diritto, il dovere di effettuare una valutazione diligente ed imparziale, il diritto ad un processo equo (diritti della difesa e diritto di essere sentito), il principio di eccellenza e indipendenza della consulenza scientifica, il principio della parità di trattamento, il principio secondo cui una legge speciale prevale sulle disposizioni più generali e infine il principio dell'«estoppel».
   
      (1)  GU L 317, del 31.12.2005, pag. 25
   
   
      (2)  GU L 230, del 19.08.1991, pag. 1