CELEX: 61966CJ0003
Language: it
Date: 1966-12-14 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 14 dicembre 1966. # Cesare Alfieri contro Parlamento europeo. # Causa 3-66.

Avis juridique important

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61966J0003

SENTENZA DELLA CORTE (SECONDA SEZIONE) DEL 14 DICEMBRE 1966.  -  CESARE ALFIERI CONTRO IL PARLAMENTO EUROPEO.  -  CAUSA 3/66.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00633 edizione olandese pagina 00632 edizione tedesca pagina 00654 edizione italiana pagina 00596 edizione speciale inglese pagina 00437 edizione speciale danese pagina 00317 edizione speciale greca pagina 00463 edizione speciale portoghese pagina 00515

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI - COLLOCAMENTO A RIPOSO - PROCEDIMENTO - PLURALITA DI ATTI CONNESSI - IMPUGNAZIONE DEL PROVVEDIMENTO DI COLLOCAMENTO A RIPOSO - POSSIBILITA DI FAR VALERE L' IRREGOLARITA DEGLI ATTI ANTERIORI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ARTICOLO 53, ARTICOLO 91 )  2 . DIPENDENTI - COLLOCAMENTO A RIPOSO - E' OBBLIGATORIO L' ATTO SCRITTO  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ARTICOLO 53 )  3 . DIPENDENTI - COLLOCAMENTO A RIPOSO - OBBLIGO DI COOPERARE DELL' INTERESSATO - POTERI DELL' AMMINISTRAZIONE IN CASO DI CARENZA DI QUEST' ULTIMO  ( STATUTO DEL PERSONALE CEE, ARTICOLO 53, ALLEGATO II, ARTICOLO 7 )  

Massima

1 . POICHE I VARI ATTI DI CUI SI COMPONE IL PROCEDIMENTO DI COLLOCAMENTO A RIPOSO COSTITUISCONO UN TUTTO UNICO, SI DEVE AMMETTERE CHE, IN CASO D' IMPUGNAZIONE DELLA DECISIONE DI COLLOCAMENTO A RIPOSO, IL RICORRENTE PUO' FAR VALERE L' IRREGOLARITA DEGLI ATTI ANTERIORI A QUESTO STRETTAMENTE CONNESSI . VA QUINDI DISATTESA L' ECCEZIONE D' IRRICEVIBILITA PER DECORRENZA DEL TERMINE .  VEDI LA MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA 12 E 29-64, RACCOLTA XI, PAG . 140 .  CONSIDERATA LA FONDAMENTALE UNITA DEI VARI ATTI DI CUI SI COMPONE LA PROCEDURA DI ASSUNZIONE, SI DEVE AMMETTERE CHE, IN CASO DI RICORSO DIRETTO CONTRO ATTI INTERVENUTI IN UN SECONDO TEMPO, IL RICORRENTE PUO' DENUNZIARE I VIZI DEGLI ATTI PRECEDENTI, AI PRIMI STRATTAMENTE COLLEGATI .  */ 664J0012 /*.  2 . IL COLLOCAMENTO A RIPOSO DEV' ESSERE DISPOSTO CON ATTO SCRITTO .  3 . LE GARANZIE CONCESSE DALLO STATUTO IN CASO DI COLLOCAMENTO A RIPOSO NON POSSONO VENIRE INTERPRETATE NEL SENSO CHE SIA LECITO ALL' INTERESSATO OPPORSI ALLA COSTITUZIONE DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA, AD ESEMPIO RIFIUTANDOSI DI NOMINARE IL MEDICO DI SUA SCELTA . IL DOVERE FONDAMENTALE DI LEALTA E DI COOPERAZIONE INCOMBENTE AD OGNI DIPENDENTE NEI CONFRONTI DELL' AMMINISTRAZIONE IMPLICA CHE IL DIRITTO DI DESIGNARE UN MEDICO COSTITUISCE AL TEMPO STESSO UN OBBLIGO .  OVE NECESSARIO, L' AMMINISTRAZIONE PUO' OVVIARE ALLA CARENZA DELL' INTERESSATO ONDE COSTITUIRE E FAR FUNZIONARE UNA COMMISSIONE D' INVALIDITA, A CONDIZIONE DI NON COMMETTERE ARBITRII E DI NON LEDERE INUTILMENTE GLI INTERESSI DEL DIPENDENTE .  

Parti

NELLA CAUSA 3-66 PROMOSSA DAL  DOTT . CESARE ALFIERI,  DIPENDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO RESIDENTE A LUSSEMBURGO,  CON L' AVV . DOMICILIATARIO ANDRE ELVINGER, DEL FORO DI LUSSEMBURGO, 84, GRAND' RUE, LUSSEMBURGO, RICORRENTE,  CONTRO  IL PARLAMENTO EUROPEO,  RAPPRESENTATO DAL SEGRETARIO GENERALE HANS ROBERT NORD, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DALL' AVV . DOMICILIATARIO ALEX BONN, DEL FORO DI LUSSEMBURGO, 22, COTE D'EICH, LUSSEMBURGO, CONVENUTO,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO : L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DEL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO, IN DATA 13 NOVEMBRE 1965, CON CUI IL RICORRENTE E STATO COLLOCATO A RIPOSO, 

Motivazione della sentenza

I - SULLA RICEVIBILITA  1 . IL CONVENUTO, PUR DICHIARANDO DI RIMETTERSI AL PRUDENTE APPREZZAMENTO DELLA CORTE QUANTO ALLA RICEVIBILITA DEL RICORSO O DI ALCUNI DEI SUOI CAPI, NE ECCEPISCE L' IRRICEVIBILITA PER DUE RAGIONI :  A ) PER QUANTO RIGUARDA LE CENSURE RELATIVE AGLI ATTI PRECEDENTI LA DECISIONE DI COLLOCAMENTO A RIPOSO, IL RICORSO SAREBBE STATO PROPOSTO OLTRE IL TERMINE PREVISTO DALL' ARTICOLO 91 DELLO STATUTO DEL PERSONALE .  POSTO CHE LA PROCEDURA DI COLLOCAMENTO A RIPOSO SI COMPONE DI DIVERSI ATTI INTERDIPENDENTI, QUESTA TESI EQUIVALE AD AFFERMARE CHE GLI INTERESSATI DEVONO IMPUGNARE SEPARATAMENTE CIASCUN ATTO PER ESSI PREGIUDIZIEVOLE . DATA LA CONNESSIONE TRA DETTI ATTI, SI DEVE AMMETTERE CHE NEL RICORSO DIRETTO CONTRO LA DECISIONE DI COLLOCAMENTO A RIPOSO L' INTERESSATO PUO' FAR VALERE ANCHE L' ILLEGITTIMITA DEGLI ATTI ANTERIORI STRETTAMENTE COLLEGATI ALLA DECISIONE STESSA . LA CORTE PUO' QUINDI ESAMINARE LE CENSURE RELATIVE ALLA NOMINA DEI MEMBRI DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA NONCHE ALLA COMPOSIZIONE E ALL' AZIONE DI QUEST' ULTIMA, ONDE GIUDICARE DELLA LEGITTIMITA DEL COLLOCAMENTO A RIPOSO, OGGETTO PRINCIPALE DEL RICORSO .  B ) IL CONVENUTO ASSUME CHE IL RICORSO E " CONTRARIO AI PRINCIPI CHE VIETANO L' ESERCIZIO ABUSIVO DEI DIRITTI ". ESSENDOSI RIFIUTATO DI NOMINARE UN MEDICO A NORMA DELL' ARTICOLO 7 DELL' ALLEGATO II DELLO STATUTO, IL RICORRENTE NON POTREBBE " OPPORSI ALLA PROCEDURA INSTAURATA DALL' AMMINISTRAZIONE ONDE GIUNGERE, NONOSTANTE IL SUO OSTRUZIONISMO, ALLA CONSTATAZIONE DELLA SUA INVALIDITA DA PARTE DELL' APPOSITA COMMISSIONE ".  LA CORTE RILEVA CHE IL RICORSO E DIRETTO ESSENZIALMENTE CONTRO IL PROVVEDIMENTO DI COLLOCAMENTO A RIPOSO, ATTO CHE LEDE IL RICORRENTE AI SENSI DELL' ARTICOLO 91 DELLO STATUTO E CH' EGLI HA QUINDI INTERESSE AD IMPUGNARE .  L' ACCERTARE SE IL COMPORTAMENTO DEL RICORRENTE SIA STATO TALE DA TOGLIERE EFFICACIA AI MEZZI DA LUI DEDOTTI RIENTRA NELL' ESAME DEL MERITO .  2 . IL RICORRENTE CHIEDE ALLA CORTE DI CONDANNARE IL CONVENUTO A CORRISPONDERGLI 100 000 FB PER DANNI MORALI E " 20 000 FB, SALVO MAGGIORAZIONI, PER LA PERDITA D' INTERESSI ED IL PREGIUDIZIO ARRECATOGLI DALL' INDISPONIBILITA TEMPORANEA E DAL RITARDO NELLA CORRESPONSIONE DEGLI STIPENDI SCADUTI ".  L' ATTO INTRODUTTIVO NON CONTIENE ALCUN ELEMENTO CHE PERMETTA DI VALUTARE TALI SOMME E QUINDI NON SODDISFA, SOTTO QUESTO ASPETTO, I REQUISITI DELL' ARTICOLO 38, PARAGRAFO 1, LETTERA C ) DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA A NORMA DEL QUALE L' ATTO INTRODUTTIVO " DEVE CONTENERE L' ESPOSIZIONE SOMMARIA DEI MOTIVI INVOCATI ".  QUESTE CONCLUSIONI SONO QUINDI IRRICEVIBILI .  DA QUANTO PRECEDE RISULTA CHE IL RICORSO E RICEVIBILE, AD ECCEZIONE DELLE CONCLUSIONI DI CUI SOPRA AL N . 2 .  II - NEL MERITO  1 . RILIEVO D' UFFICIO  LA DECISIONE IMPUGNATA SI LIMITA A DICHIARARE CHE AL RICORRENTE " E CONCESSA LA PENSIONE D' INVALIDITA " SENZA SANCIRE ESPRESSAMENTE IL SUO COLLOCAMENTO A RIPOSO . QUESTO COSTITUISCE IL LOGICO PRESUPPOSTO DELLA CONCESSIONE DELLA PENSIONE D' INVALIDITA ED E CONTEMPLATO DALL' ARTICOLO 53 DELLO STATUTO; ESSO INOLTRE MODIFICA LO STATUS DELL' INTERESSATO IN MODO COSI' RADICALE CHE, MALGRADO IL SILENZIO DELLA LEGGE, SI DEVE AMMETTERE CHE DEBBA ESSERE EFFETTUATO PER ISCRITTO .  LA DECISIONE IMPUGNATA E QUINDI IRREGOLARE SOTTO QUESTO ASPETTO . TUTTAVIA, ESSENDO LE INTENZIONI DEL CONVENUTO CHIARE NELLA FATTISPECIE, L' IRREGOLARITA NON E TALE DA IMPLICARE L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE .  2 . SUL PRIMO MEZZO DEL RICORRENTE  IL RICORRENTE ASSUME CHE NESSUNA NORMA CONFERISCE AL PRESIDENTE DELL' ORDINE DEI MEDICI COMPETENZA PER NOMINARE UN MEMBRO DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA E CHE TALE NOMINA NON PUO' SOSTITUIRE LA MANCATA DESIGNAZIONE DA PARTE DELL' INTERESSATO . SAREBBERO QUINDI IRREGOLARI SIA LA NOMINA DEL DOTT . P . STEIN CHE QUELLA DEL DOTT . R . WELTER, EFFETTUATA COL CONCORSO DEL DOTT . STEIN . TALI ATTI SAREBBERO IRREGOLARI INOLTRE PERCHE INTERVENUTI CONTRO LA VOLONTA DEL RICORRENTE E PERCHE LE PERSONE SUMMENZIONATE, IN QUALITA DI EX-MEDICI CURANTI DEL RICORRENTE, NON AVREBBERO POTUTO COLLABORARE AI LAVORI DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA SENZA VIOLARE IL SEGRETO PROFESSIONALE .  DAL COMBINATO DISPOSTO DEGLI ARTICOLI 53 E 78 DELLO STATUTO SI DESUME CHE IL COLLOCAMENTO A RIPOSO E POSSIBILE SOLO QUALORA LA COMMISSIONE D' INVALIDITA ABBIA DICHIARATO CHE L' INTERESSATO E AFFETTO DA INVALIDITA PERMANENTE TOTALE . A NORMA DELL' ARTICOLO 7 DELL' ALLEGATO II DELLO STATUTO, LA COMMISSIONE D' INVALIDITA SI COMPONE DI TRE MEDICI, IL PRIMO ED IL SECONDO NOMINATI RISPETTIVAMENTE DAL PRESIDENTE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA E DALLO STESSO RICORRENTE, MENTRE IL TERZO E SCELTO DI COMUNE ACCORDO DAI PRIMI DUE .  CONSENTENDO ALL' INTERESSATO DI DETERMINARE IN PARTE LA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE, MENTRE TALE FACOLTA VIENE NEGATA ALLE ISTITUZIONI; SUBORDINANDO LA DECISIONE DI COLLOCAMENTO A RIPOSO AL PARERE CONFORME DI UN COLLEGIO INDIPENDENTE E COMPETENTE; ED INFINE CONFERENDO AL DIPENDENTE ( ART . 91 ) IL DIRITTO D' IMPUGNARE TALE DECISIONE, LO STATUTO FORNISCE ALL' INTERESSATO OGNI GARANZIA CONTRO QUALSIASI ABUSO DELL' AUTORITA AMMINISTRATIVA . QUESTA DISCIPLINA NON PUO' TUTTAVIA ESSERE INTERPRETATA NEL SENSO CHE SIA LECITO ALL' INTERESSATO OPPORSI ALLA COSTITUZIONE DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA, AD ESEMPIO RIFIUTANDO DI NOMINARE IL MEDICO DI SUA SCELTA .  OVE COSI' NON FOSSE, IL DIPENDENTE INABILE AL LAVORO POTREBBE RENDER VANO IL DIRITTO-DOVERE DELL' ISTITUZIONE DI COLLOCARLO A RIPOSO E DI COPRIRE IL POSTO CH' EGLI OCCUPA . D' ALTRO CANTO, IN CONSIDERAZIONE DELL' OBBLIGO FONDAMENTALE DI LEALTA E DI COOPERAZIONE, CHE INCOMBE AD OGNI DIPENDENTE NEI CONFRONTI DELL' AUTORITA DA CUI DIPENDE, SI DEVE RITENERE CHE IL DIRITTO DI NOMINARE UN MEDICO COSTITUISCE AL TEMPO STESSO UN OBBLIGO .  LE CONSIDERAZIONI ESPOSTE FIN QUI PORTANO A CONCLUDERE CHE L' ISTITUZIONE HA LA FACOLTA, OVE NECESSARIO, DI PORRE RIMEDIO ALLA CARENZA DELL' INTERESSATO ONDE COSTITUIRE E FAR FUNZIONARE UNA COMMISSIONE D' INVALIDITA, A CONDIZIONE DI NON COMMETTERE ARBITRII E DI NON LEDERE INUTILMENTE GL' INTERESSI DEL DIPENDENTE . NELLA FATTISPECIE IL CONVENUTO E LE ALTRE AUTORITA CHE SONO INTERVENUTE NELLA COSTITUZIONE DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA HANNO RISPETTATO TALE IMPERATIVO . INNANZITUTTO APPARE RAGIONEVOLE LA DECISIONE DI DEMANDARE AL PRESIDENTE DELL' ORDINE DEI MEDICI, AUTORITA IMPARZIALE E COMPETENTE, LA NOMINA DEL SECONDO MEDICO .  NON E POI SUFFICIENTE AD INFICIARE LA REGOLARITA DELLA COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA LA CIRCOSTANZA CHE NE FACESSERO PARTE DUE EX-MEDICI CURANTI DEL RICORRENTE . AL CONTRARIO, SI DEVE RILEVARE CHE L' ARTICOLO 7 DELL' ALLEGATO II DELLO STATUTO, NEL CONFERIRE ALL' INTERESSATO STESSO LA FACOLTA DI NOMINARE UN MEDICO, PARTE EVIDENTEMENTE DAL PRESUPPOSTO CHE LA SCELTA CADRA SU UNA PERSONA DI SUA FIDUCIA, QUINDI PER LO PIU SU UNO DEI SUOI MEDICI CURANTI .  PER TUTTO QUANTO PRECEDE IL MEZZO VA RESPINTO .  3 . SUL SECONDO MEZZO DEL RICORRENTE  IL RICORRENTE ASSUME CHE LA DESIGNAZIONE DI DUE DEI SUOI MEDICI CURANTI LO HA PRIVATO DEL DIRITTO, RICONOSCIUTOGLI DALL' ARTICOLO 9 DELL' ALLEGATO II DELLO STATUTO, DI PRESENTARE ALLA COMMISSIONE D' INVALIDITA REFERITI O CERTIFICATI DEL SUO MEDICO CURANTE .  LA CENSURA E INFONDATA . IN UN SIMILE CASO L' INTERESSATO PUO' EVIDENTEMENTE VALERSI DELLA FACOLTA SUMMENZIONATA CHIEDENDO AI MEDICI CURANTI DI SOTTOPORRE ALLA COMMISSIONE I REFERITI E I CERTIFICATI DI CUI TRATTASI . LA POSIZIONE DEL RICORRENTE E POI PARTICOLARMENTE DEBOLE SU QUESTO PUNTO . IL SUO ATTEGGIAMENTO, INFATTI, EQUIVALEVA AD IMPEDIRE AI DOTTORI STEIN E R . WELTER DI PROCEDERE IN DETTO MODO E DIMOSTRAVA LA SUA INTENZIONE DI NON CONTRIBUIRE AFFATTO AI LAVORI DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA .  4 . SUL TERZO MEZZO DEL RICORRENTE  A ) IL RICORRENTE RAVVISA UN ULTERIORE VIZIO NELL' ASSENZA DI DELIBERAZIONI E DI DECISIONI DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA, ESSENDOSI I DOTTORI STEIN E R . WELTER RIFIUTATI, A PARTIRE DA UN DETERMINATO MOMENTO, DI COOPERARE AI LAVORI DELLA COMMISSIONE E NON AVENDO ESSI FIRMATO LA RELAZIONE FINALE PRESENTATA ALL' ISTITUZIONE CONVENUTA .  A NORMA DELL' ARTICOLO 9, 2 ) COMMA, DELL' ALLEGATO II DELLO STATUTO, LE CONCLUSIONI " DELLA COMMISSIONE " VANNO TRASMESSE ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA . D' ALTRO CANTO, COME SI E DETTO A PROPOSITO DEL PRIMO MEZZO, IL COLLOCAMENTO A RIPOSO PRESUPPONE NECESSARIAMENTE CHE " LA COMMISSIONE D' INVALIDITA ", CHE DEV' ESSERE COMPOSTA DI TRE MEMBRI, RICONOSCA CHE L' INTERESSATO E AFFETTO DA INVALIDITA PERMANENTE TOTALE . DA QUANTO PRECEDE SI DESUME CHE PER IL COLLOCAMENTO A RIPOSO E NECESSARIO IL PARERE CONFORME ALMENO DELLA MAGGIORANZA DELLA COMMISSIONE . TALE PRESUPPOSTO MANCA NELLA FATTISPECIE .  ANZITUTTO IL DOTT . R . WELTER, SENTITO COME TESTIMONE DALLA CORTE, HA DICHIARATO FRA L' ALTRO " CHE LA COMMISSIONE SI E RIUNITA ED HA DELIBERATO SUL CASO SOTTOPOSTOLE ", MA " NON E ESATTO CHE SIA GIUNTA AD UNA CONCLUSIONE ( CIRCA L' INVALIDITA DEL RICORRENTE ) ". IL DOTT . STEIN, EGLI PURE SENTITO COME TESTIMONE, HA DICHIARATO TRA L' ALTRO : " NON CI SIAMO NEMMENO RIUNITI COME COMMISSIONE " E : " LA COMMISSIONE NON HA DUNQUE FATTO ALCUNA CONSTATAZIONE ". INFINE IL DOTT . E . WELTER, NELLA COMUNICAZIONE SCRITTA INVIATA ALLA CORTE, HA AMMESSO CHE " LE CONCLUSIONI CIRCA L' INVALIDITA TOTALE PERMANENTE CHE, A MIO PARERE, ERANO SCATURITE DALLA NOSTRA RIUNIONE DEL 22 SETTEMBRE 1965, VANNO ATTRIBUITE SOLTANTO AL LORO FIRMATARIO ", VALE A DIRE LO STESSO DOTT . E . WELTER .  RISULTA DALLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO CHE LA DECISIONE IMPUGNATA E IRREGOLARE PER INOSSERVANZA DI UN REQUISITO FORMALE RICHIESTO DALLO STATUTO . TUTTAVIA TALE IRREGOLARITA E STATA PROVOCATA DALLO STESSO RICORRENTE, IL QUALE SI E RIFIUTATO DI NOMINARE IL SECONDO MEDICO E SI E CATEGORICAMENTE OPPOSTO ALLA PARTECIPAZIONE AI LAVORI DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA DEI DOTTORI STEIN E R . WELTER, IL EQUIVALE A RICUSARLI .  EGLI NON PUO' QUINDI CRITICARE IL MODO IN CUI I MEMBRI DELLA COMMISSIONE, E IN PARTICOLARE IL DOTT . E . WELTER, HANNO CREDUTO OPPORTUNO COMPORTARSI . IN QUESTE CIRCOSTANZE, EGLI NON HA NEMMENO IL DIRITTO DI DOLERSI CHE LA DECISIONE IMPUGNATA SIA FONDATA UNICAMENTE SULLA LETTERA INVIATA DAL DOTT . E . WELTER, REGOLARMENTE NOMINATO MEMBRO DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA, ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, LETTERA NELLA QUALE SI DICHIARAVA CHE LA CARTELLA MEDICA DEL RICORRENTE ERA DI PER SE SUFFICIENTE A FAR DICHIARARE LA SUA INVALIDITA TOTALE .  LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE DIVERSA SE SI DOVESSE PRESUMERE CHE TALE IRREGOLARITA ABBIA ALTERATO L' ESITO DEL PROCEDIMENTO D' INVALIDITA ED A QUESTO PROPOSITO SI DEVONO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE I FATTI E LE CIRCOSTANZE SEGUENTI . IN PRIMO LUOGO, IL RICORRENTE NON HA NEMMENO SOSTENUTO, NEPPURE IN SUBORDINE, CHE FACESSERO DIFETTO I PRESUPPOSTI MATERIALI PER IL SUO COLLOCAMENTO A RIPOSO . DAL MESE DI AGOSTO 1964 EGLI NON HA PIU PRESTATO SERVIZIO, PER RAGIONI DI SALUTE . INOLTRE, GIA NELLA LETTERA DEL 13 OTTOBRE 1964 INDIRIZZATA AL SEGRETARIO GENERALE DELL' ISTITUZIONE CONVENUTA, IL RICORRENTE SI RIFIUTAVA DI NOMINARE UN MEDICO COME MEMBRO DELLA COMMISSIONE D' INVALIDITA, AFFERMANDO TRA L' ALTRO : " CIO' M' ESPORREBBE A UN GIUDIZIO TECNICO CHE POTREBBE PROVOCARE IL MIO COLLOCAMENTO A RIPOSO ".  IN SECONDO LUOGO, IL RICORRENTE E STATO COLLOCATO A RIPOSO DAL PARLAMENTO ITALIANO PER MOTIVI DI SALUTE, E CIO' DOPO ESSERE COMPARSO DINANZI ALLA COMMISSIONE ALL' UOPO ISTITUITA E SENZA CHE RISULTI CH' EGLI ABBIA RECLAMATO CONTRO DETTO COLLOCAMENTO A RIPOSO . SI DEVE INFINE TENER CONTO DI TALUNI FATTI INCONTESTATI, ATTINENTI ALLE CONDIZIONI DI SALUTE DEL RICORRENTE, ED IN PARTICOLARE DELLA DURATA DELLE SUE ASSENZE . TUTTO CIO' PREMESSO, NULLA CONSENTE DI RITENERE CHE L' IRREGOLARITA CAUSATA DALLO STESSO RICORRENTE ABBIA MATERIALMENTE ALTERATO L' ESITO DELLA PROCEDURA D' INVALIDITA .  DAL COMPLESSO DELLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO RISULTA CHE IL MEZZO VA DISATTESO .  B ) CON LO STESSO MEZZO, IL RICORRENTE DEDUCE ANCORA CHE LA COMMISSIONE D' INVALIDITA NON L' HA SOTTOPOSTO A VISITA MEDICA .  LA CENSURA VA RESPINTA PERCHE IL RICORRENTE SI E RIFIUTATO DI PRESENTARSI ALLA COMMISSIONE BENCHE IL DIRETTORE DEL SANATORIO DI VIANDEN AVESSE CONSTATATO CHE LE SUE CONDIZIONI FISICHE GLI AVREBBERO PERMESSO DI RECARSI A LUSSEMBURGO . NON VI E POI ALCUNA NORMA CHE PRESCRIVA ALLA COMMISSIONE D' INVALIDITA DI EFFETTUARE LA VISITA E IN DETERMINATI CASI L' INVALIDITA PUO' ESSERE DICHIARATA ANCHE SOLTANTO IN BASE ALLA CARTELLA MEDICA .  5 . SUL QUARTO MEZZO DEL RICORRENTE  IL RICORRENTE ASSUME CHE LA COMMISSIONE D' INVALIDITA HA VIOLATO L' ARTICOLO 13, PRIMO COMMA, DELL' ALLEGATO VIII DELLO STATUTO, A NORMA DEL QUALE ESSA DEVE ACCERTARE SE L' INVALIDITA CHE HA COLPITO IL DIPENDENTE " GLI IMPEDISCA DI ESERCITARE FUNZIONI CORRISPONDENTI AD UN IMPIEGO DELLA SUA CARRIERA ". LA COMMISSIONE AVREBBE QUINDI DOVUTO ACCERTARE SE NON FOSSE POSSIBILE ASSEGNARE AL RICORRENTE QUALCHE ALTRO POSTO DELLA SUA CARRIERA .  ANZITUTTO, LA NORMA DI CUI SOPRA SI RIFERISCE ALLA DETERMINAZIONE DELL' IMPORTO DELLA PENSIONE D' INVALIDITA E NON PUO' QUINDI ESSERE STATA VIOLATA DALLA COMMISSIONE D' INVALIDITA . RISULTA INOLTRE DALLE CONSIDERAZIONI ESPOSTE A PROPOSITO DEL TERZO MEZZO, ALLA LETTERA A ), CHE LA PRESENTE CENSURA E PRIVA DI CONTENUTO .  IL MEZZO VA DUNQUE RESPINTO .  DA TUTTO QUANTO PRECEDE RISULTA CHE IL RICORSO VA RESPINTO .  

Decisione relativa alle spese

IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE . A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE VA CONDANNATA ALLE SPESE . TUTTAVIA A NORMA DELL' ARTICOLO 70, NELLE CAUSE PROMOSSE DAI DIPENDENTI DELLE COMUNITA, LE SPESE SOSTENUTE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A CARICO DI QUESTE . 

Dispositivo

LA SECONDA SEZIONE DELLA CORTE,  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO 3-66 E RESPINTO, AD ECCEZIONE DELLE CONCLUSIONI DIRETTE AD OTTENERE IL RISARCIMENTO DEI DANNI, CHE SONO IRRICEVIBILI .  2 ) LE SPESE DEL GIUDIZIO SONO POSTE A CARICO DEL RICORRENTE, ECCETTUATE QUELLE SOSTENUTE DAL CONVENUTO .