CELEX: 52012PC0729
Language: it
Date: 2012-12-05
Title: Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sull'istituzione di una garanzia per i giovani

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		52012PC0729
		
			Proposta di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sull'istituzione di una garanzia per i giovani /* COM/2012/0729 final - 2012/0351 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
La crescente disoccupazione
giovanile, che raggiunge già livelli elevati, produce effetti nefasti per le
nostre economie, le nostre società e i giovani stessi.
Nell'UE il tasso di
disoccupazione giovanile ha raggiunto il 22,7% (terzo trimestre 2012), ovvero
il doppio rispetto al tasso per le persone adulte,[1] e le
prospettive non indicano un'inversione di tendenza. I giovani disoccupati sono
circa 5,5 milioni ed oltre 7,5 milioni di giovani di età inferiore ai 25 anni attualmente
non lavorano e non seguono nessun percorso di istruzione o formazione (not in
employment, education or training, NEETs).
Oltre agli effetti immediati
della crisi, dobbiamo tenere presente che, anche a livelli meno elevati, la
disoccupazione e l'inattività dei giovani sono fonte di costi e danni alla
società. Si tratta di costi per il presente, connessi ai sostegni versati e di
guadagni e tasse non percepiti, ma anche di costi per il futuro, dato che
producono una serie di effetti che lasciano il segno, con impatti negativi e di
lunga durata sui futuri livelli di reddito, rischi di disoccupazione futura,
effetti sulla situazione sanitaria, sul benessere e sulle riserve
pensionistiche. L'Europa non può permettersi di sprecare i suoi talenti e il suo
avvenire.
La necessità di intervenire a
sostegno dei giovani nel passaggio dagli studi al mondo del lavoro era già
stata identificata prima della crisi. Nel 2005, nel contesto degli orientamenti
a favore dell'occupazione (2005-2008), il Consiglio aveva raggiunto un accordo
sulla necessità, per gli interventi strategici, di "offrire un nuovo punto
di partenza a tutti i disoccupati prima dei sei mesi di disoccupazione, nel
caso dei giovani". Nel 2008 il Consiglio ha ridotto il periodo di tempo a
non oltre quattro mesi per i giovani che hanno lasciato la scuola. 
Poiché nel 2010 tale misura non
era ancora stata attuata nell'UE, sia il Parlamento europeo (PE) che il Forum
europeo della gioventù hanno chiesto energicamente l'istituzione di garanzie
per i giovani a livello dell'Unione. 
Nel quadro della strategia
Europa 2020 e della relativa iniziativa faro "Gioventù in movimento",
la Commissione ha fatto appello in particolare agli Stati membri
affinché garantiscano che tutti i giovani, entro quattro mesi dall'uscita dalla
scuola, abbiano trovato un lavoro oppure seguano una formazione ulteriore o
beneficino di misure d'attivazione e che tale aiuto sia considerato una
"garanzia per i giovani".
Nel 2011 e nel 2012 l'appello è
stato rinnovato, soprattutto da parte del Consiglio europeo, del Parlamento
europeo e del Forum per la gioventù, senza tuttavia ottenere molti successi
concreti.
Nel pacchetto a favore
dell'occupazione dell'aprile 2012, la Commissione ha annunciato che avrebbe
proposto una raccomandazione del Consiglio sulle garanzie per i giovani entro
la fine dell'anno.
Il 29 giugno 2012 il Consiglio
europeo ha sollecitato gli Stati membri ad adoperarsi maggiormente per
incrementare l'occupazione dei giovani, "al fine di assicurare che entro
alcuni mesi dal completamento del percorso scolastico i giovani ricevano
un'offerta qualitativamente buona di occupazione, proseguimento degli studi,
apprendistato o tirocinio". Il Consiglio ha inoltre concluso che tali
misure possono essere sostenute dal Fondo sociale europeo (FSE) e che gli Stati
membri devono avvalersi delle possibilità di finanziare temporaneamente, a
partire dal Fondo sociale europeo, gli incentivi a favore delle assunzioni.
Nell'Analisi annuale della
crescita 2013[2]
la Commissione ha sottolineato che gli Stati membri devono assicurare il
passaggio dagli studi al mondo del lavoro per i giovani, sviluppando ed
attuando sistemi di garanzia per i giovani nell'ambito dei quali ogni giovane
di età inferiore a 25 anni riceva un'offerta di lavoro, proseguimento degli
studi, apprendistato o tirocinio entro quattro mesi dall'uscita dal sistema
d'insegnamento formale o dall'inizio della disoccupazione. I suddetti sistemi
possono essere cofinanziati dal Fondo sociale europeo.
La proposta della Commissione
riguarda una raccomandazione agli Stati membri affinché garantiscano che i
giovani ricevano un'offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento
degli studi o formazione entro quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o
dall'uscita dalla scuola. La proposta illustra anche le modalità di istituzione
del sistema di garanzia per i giovani. Nella proposta sono elencati
orientamenti basati su sei assi: istituire solide partnership con tutte le
parti in causa; garantire un tempestivo intervento e una pronta attivazione per
evitare che i giovani diventino NEETs; adottare misure di sostegno che
consentano l'integrazione nel mercato del lavoro, avvalendosi dei finanziamenti
UE a tal fine; valutare e migliorare costantemente i sistemi di garanzia per i
giovani e attuarli rapidamente. La proposta illustra inoltre il sostegno della
Commissione all'azione degli Stati membri: il quadro di finanziamento dell'UE,
lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri, il monitoraggio degli
interventi degli Stati membri nell'ambito del semestre europeo ed il sostegno
ad attività di sensibilizzazione. 
La proposta è accompagnata da
un documento di lavoro dei servizi della Commissione che illustra con maggiore
precisione gli elementi costituitivi della garanzia per i giovani, affronta
tematiche relative ai costi e ai vantaggi di tali sistemi e descrive uno per
uno gli elementi necessari affinché la garanzia per i giovani diventi un
successo. Inoltre, in un allegato, il documento di lavoro presenta le strategie
di sostegno all'occupazione dei giovani già in atto nei 27 Stati membri e in
Croazia, che rispecchiano l'orientamento adottato dai vari paesi per elaborare
sistemi completi di garanzia per i giovani.
2.           CONSULTAZIONE DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONI D'IMPATTO
La presidenza danese ha
organizzato un seminario sulle modalità di istituzione di una garanzia per i
giovani nel quadro dell'incontro informale dei ministri dell'occupazione e
degli affari sociali svoltosi a Horsens il 24 e 25 aprile 2012. Durante
l'incontro è stato ribadito che le politiche di istruzione e formazione devono
andare di pari passo con le politiche a favore dell'occupazione, che è
necessario concentrare l'attività sui gruppi problematici, cioè quelli privi di
qualifiche o diplomi scolastici e che gli interventi devono essere commisurati
al contesto nazionale e alle specifiche difficoltà personali. Infine è stato
sottolineato che le autorità pubbliche devono sostenere i giovani, in
particolare i più vulnerabili, ma anche che i giovani si devono impegnare a tal
fine e accettare doveri e responsabilità. Il Fondo sociale europeo è stato
citato quale fonte potenziale di finanziamenti, soprattutto in considerazione
della necessità di attuare misure di austerità/consolidamento fiscale.
Nel gennaio 2012 una parte del
questionario annuale inviato alla rete dei servizi pubblici per l'impiego (PES)
per recensire la loro capacità di adattarsi alla crisi conteneva un modulo
sulle iniziative avviate per affrontare la disoccupazione giovanile. Delle loro
risposte è stato tenuto conto per elaborare il documento di lavoro a sostegno
della presente proposta. 
Nel giugno 2012, nel contesto
della riunione dei capi dei PES, sotto la presidenza danese, è stato chiesto ai
membri della rete di riferire in merito agli sviluppi occorsi dal gennaio 2012
per quanto riguarda i giovani.
Il 19-20 giugno 2012,
nell'ambito del follow-up al pacchetto a favore dell'occupazione, si è discusso
con le parti sociali in merito alla prospettiva di un'iniziativa sulla garanzia
per i giovani 
Alla conferenza "Jobs for
Europe"[3],
svoltasi a Bruxelles il 6 e 7 settembre 2012, con la partecipazione di tutti i
soggetti coinvolti, comprese le parti sociali e le organizzazioni giovanili,
un'ampia maggioranza degli oratori ha sostenuto l'idea di istituire una garanzia
per i giovani in tutta l'UE, riconoscendo che i giovani devono avere la
possibilità di iniziare la vita nel modo giusto, soprattutto in tempi difficili
come quelli attuali.
I rappresentati del Forum
europeo della gioventù e di organizzazioni transsettoriali delle parti sociali
si sono incontrati nel settembre 2012. 
L'iniziativa a favore della
garanzia per i giovani è stata discussa nuovamente con le parti sociali in
occasione della riunione del comitato per il dialogo sociale del 23 ottobre
2012.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Base giuridica:
l'articolo 292 TFUE costituisce una base giuridica adeguata per l'adozione di
una raccomandazione relativa ad una proposta sulla garanzia per i giovani, il
cui centro di gravità è costituito da politiche a favore dell'occupazione
(titolo IX TFUE). La competenza dell'Unione per quanto riguarda le politiche a
favore dell'occupazione è definita dal titolo IX TFUE, che non prevede una base
giuridica specifica per l'adozione di una raccomandazione. In particolare
l'articolo 149 TFUE contempla unicamente "misure di incentivazione dirette
a promuovere la cooperazione tra Stati membri e a sostenere i loro interventi
nel settore dell'occupazione, mediante iniziative volte a sviluppare gli scambi
di informazioni e delle migliori prassi", che non costituiscono l'oggetto
della presente raccomandazione.
Sussidiarietà e
proporzionalità: la Commissione, e tutti gli Stati
membri, sono estremamente preoccupati in merito all'attuale situazione del
mercato del lavoro per i giovani e al suo costante deterioramento. I livelli
drammatici di disoccupazione giovanile affliggono l'intera Europa, i loro costi
sono elevati e lo saranno in futuro. I risparmi ottenuti attraverso la garanzia
per i giovani vanno oltre la riduzione delle spese di assistenza sociale.
Evitando la disoccupazione e il deteriorarsi delle competenze si otterrebbero
vantaggi a lungo termine per i giovani e per l'economia grazie ad una minore
disoccupazione durante l'intero ciclo di vita, redditi più elevati (e quindi
anche gettito fiscale e contributi assistenziali e previdenziali più elevati) e
meno problemi sociali e sanitari[4].
Poiché non è stato dato seguito
a vari appelli politici, sia del Consiglio che del Parlamento europeo, per
l'istituzione di sistemi di garanzia per i giovani, ora è necessario rivolgere
agli Stati membri la presente raccomandazione. Infatti, finora solo un numero
limitato di Stati membri ha adottato misure volte ad attuare un sistema
completo di garanzia per i giovani.
Disponendo di orientamenti a
livello UE sugli strumenti che contribuiscono all'effettiva realizzazione del
sistema di garanzia per i giovani, gli Stati membri potranno avvalersi al
meglio dei Fondi di coesione, in particolare del Fondo sociale europeo, per
affrontare la disoccupazione e l'inattività giovanili.
Nella proposta si riconosce che
la diversità tra le situazioni dei singoli Stati membri (o a livello regionale
o locale) potrebbe determinare differenze nell'istituzione e nell'ulteriore
attuazione del sistema. 
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
Non pertinente
5.           ELEMENTI FACOLTATIVI 
Non pertinente
2012/0351 (NLE)
Proposta di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sull'istituzione di una garanzia per i
giovani 
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 292,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       Investendo ora nel capitale
umano dei giovani europei si otterranno vantaggi a lungo termine e si
contribuirà ad una crescita economica sostenibile ed inclusiva. L'Europa sarà
in grado di cogliere tutti i vantaggi di una manodopera attiva, innovativa e
competente, evitando gli elevati costi causati da giovani che non si trovano né
in situazione lavorativa, né seguono un percorso scolastico o formativo
("NEETs"); tali costi ammontano attualmente all'1,2% del PIL[5].
(2)       I giovani sono stati
particolarmente colpiti dalla crisi. Essi sono vulnerabili perché si trovano in
una fase di transizione, non dispongono di esperienza professionale, talvolta
la loro istruzione o formazione non è adeguata, spesso la loro copertura
assistenziale è limitata, hanno un accesso ridotto a risorse finanziarie e
condizioni di lavoro precarie. Le giovani donne hanno maggiori probabilità di
ricevere retribuzioni basse e di lavorare in condizioni precarie mentre i
giovani genitori, soprattutto le giovani mamme, non possono contare su misure
adeguate per raggiungere l'equilibrio tra la vita lavorativa e quella
personale. Inoltre molti giovani sono particolarmente svantaggiati o a rischio
di discriminazione. Servono quindi misure di sostegno adeguate.
(3)       In tutta l'Europa i NEETs
sono 7,5 milioni, ovvero il 12,9% dei giovani europei (di età compresa tra 15 e
24 anni). Molti dispongono solo di un diploma di istruzione secondaria
inferiore e hanno abbandonato prematuramente gli studi o la formazione; spesso
si tratta di migranti o giovani provenienti da ambienti svantaggiati. La sigla
"NEETs" comprende vari sottogruppi di giovani con diverse necessità.
(4)       Il 30,1% dei disoccupati di
età inferiore ai 25 anni lo è da oltre dodici mesi. Inoltre sempre più giovani
non cercano un lavoro in modo attivo e quindi possono rimanere senza sostegno
strutturale per un eventuale rientro sul mercato del lavoro. Le ricerche
dimostrano che la disoccupazione giovanile può lasciare tracce permanenti, ad
esempio un rischio più elevato di disoccupazione in futuro, livelli ridotti di
reddito futuro, perdita di capitale umano, trasmissione di povertà tra
generazioni o minore motivazione a fondare una famiglia, contribuendo a
tendenze demografiche negative.
(5)       Il termine "garanzia per
i giovani" si riferisce al fatto che i giovani ricevano un'offerta
qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o
tirocinio entro un periodo di quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o
dall'uscita dal sistema d'istruzione formale.
(6)       La garanzia per i giovani
contribuisce a raggiungere tre degli obiettivi della strategia Europa 2020,
ovvero che il 75% delle persone di età compresa tra 20 e 64 anni abbia un
lavoro, che gli abbandoni scolastici siano inferiori al 10% e che almeno 20
milioni di persone siano sottratte alla povertà e all'esclusione sociale.
(7)       Gli orientamenti per le
politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione[6], in
particolare gli orientamenti 7 e 8, invitano gli Stati membri a promuovere
l'integrazione dei giovani nel mercato del lavoro e ad aiutarli, soprattutto i
NEETs, in collaborazione con le parti sociali, a trovare un primo impiego, a
fare esperienze lavorative o a proseguire gli studi o la formazione, anche
attraverso l'apprendistato, intervenendo rapidamente in caso di disoccupazione.
(8)       Nel 2005, nel contesto degli
orientamenti a favore dell'occupazione (2005-2008)[7], il
Consiglio aveva raggiunto un accordo sulla necessità, di "offrire un nuovo
punto di partenza a tutti i disoccupati prima dei sei mesi di disoccupazione,
nel caso dei giovani". Nel 2008[8]
il Consiglio ha ridotto il periodo di tempo a non oltre quattro mesi per i
giovani che lasciano la scuola.
(9)       Nella risoluzione del 2010
sulla promozione dell'accesso dei giovani al mercato del lavoro, rafforzamento
dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti[9] il
Parlamento europeo ha rivolto un appello alla Commissione europea, agli Stati
membri, alle parti sociali e ad altri soggetti affinché le politiche relative
al mercato del lavoro, all'istruzione e alla formazione siano provviste di una
garanzia per i giovani. In tal modo si garantirebbe ad ogni giovane dell'UE il
diritto di ricevere un'offerta d'impiego, di apprendistato, di ulteriore
formazione o di lavoro e formazione insieme dopo al massimo quattro mesi di
disoccupazione.
(10)     Nella comunicazione del 2010
"Gioventù in movimento", la Commissione ha incoraggiato gli Stati
membri a introdurre garanzie per i giovani, ma l'attuazione è stata finora
molto limitata. La presente raccomandazione sottolinea e ribadisce la
necessità, per gli Stati membri, di perseguire tale obiettivo, e fornisce anche
un aiuto alla progettazione, all'attuazione e alla valutazione dei sistemi.
(11)     Nelle conclusioni del
Consiglio del giugno 2011 "Promuovere l'occupazione giovanile per
realizzare gli obiettivi di Europa 2020" gli Stati membri sono
invitati ad agire rapidamente offrendo ai giovani che non lavorano e non seguono
nessun percorso di istruzione o formazione, anche quelli che hanno abbandonato
prematuramente la scuola, la possibilità di proseguire gli studi, di seguire
una nuova formazione o di beneficiare di misure di attivazione. In questo modo
si potrebbero reinserire tali persone nel sistema scolastico, formativo o nel
mercato del lavoro entro un periodo di tempo il più possibile breve, riducendo
il rischio di povertà, discriminazione ed esclusione sociale.
(12)     La raccomandazione del
Consiglio del giugno 2011[10]
sulle "politiche di riduzione dell'abbandono scolastico"
riguardava soprattutto l'elaborazione di politiche basate su realtà concrete,
complete e transsettoriali, che comprendono misure volte a reinserire le
persone che hanno abbandonato il percorso scolastico e a rafforzare il legame
tra i sistemi di istruzione e formazione ed il settore dell'occupazione.
(13)     Il Parlamento europeo ha
sostenuto questa strategia nella preparazione del bilancio 2012 e ha chiesto
alla Commissione di realizzare un'azione preparatoria a sostegno
dell'istituzione di garanzie per i giovani negli Stati membri.
(14)     Nel pacchetto a favore
dell'occupazione "Verso una ripresa fonte di occupazione"[11], la
Commissione ha chiesto la mobilitazione attiva di Stati membri, parti sociali ed
altri soggetti coinvolti, per affrontare le attuali sfide in tema di
occupazione nell'UE, in particolare la disoccupazione dei giovani. La Commissione ha sottolineato il grande potenziale
di creazione di posti di lavoro costituito dall'economia "verde",
dall'assistenza sanitaria e sociale e dai settori delle TIC; a tal fine ha
presentato tre piani d'azione di accompagnamento per il follow-up. Successivamente la Commissione ha anche individuato
sei settori prioritari promettenti per l'innovazione industriale, che
contribuiscono a raggiungere l'obiettivo del passaggio ad un'economia a basse
emissioni di carbonio ed efficiente sotto il profilo delle risorse[12]. Nel pacchetto a favore dell'occupazione la
Commissione ha inoltre sottolineato l'importante ruolo che potrebbe essere
svolto, anche per i giovani, dalla promozione dello spirito imprenditoriale, da
servizi di sostegno alle start-up e di microfinanza più disponibili e dalla
creazione di sistemi di conversione degli assegni di disoccupazione in
sovvenzioni a start-up. Nel pacchetto si
propone anche di utilizzare la compensazione salariale per promuovere nuove
assunzioni e la riduzione mirata del cuneo fiscale (prevalentemente dei
contributi previdenziali e assistenziali versati dai datori di lavoro) per contribuire
ad incentivare l'occupazione e a promuovere riforme equilibrate della
legislazione a tutela dell'occupazione, grazie alle quali i giovani potrebbero
accedere a lavori qualitativamente validi.
(15)     Nel maggio 2012 il Parlamento
europeo[13]
ha rivolto un appello agli Stati membri affinché adottino misure immediate e
concrete, a livello nazionale, per garantire che i giovani abbiano un lavoro
decente, oppure proseguano gli studi o inizino una formazione entro quattro
mesi dall'uscita dal sistema d'istruzione. Il Parlamento ha sottolineato che il
sistema di garanzia per i giovani deve essere giuridicamente vincolante per
poter effettivamente migliorare la situazione dei giovani che non hanno un
lavoro, né seguono un percorso scolastico o formativo e per superare
gradualmente il problema della disoccupazione giovanile nell'UE.
(16)     Il
29 giugno 2012 il Consiglio europeo ha chiesto un ulteriore impegno per
incrementare l'occupazione dei giovani, "al fine di assicurare che entro
alcuni mesi dal completamento del percorso scolastico i giovani ricevano
un'offerta qualitativamente buona di occupazione, proseguimento degli studi,
apprendistato o tirocinio". Il Consiglio ha inoltre concluso che tali
misure possono essere sostenute dal Fondo sociale europeo (FSE) e che gli Stati
membri devono avvalersi delle possibilità di finanziare temporaneamente, a
partire dal Fondo sociale europeo, gli incentivi a favore delle assunzioni.
(17)     La comunicazione della
Commissione del 20 novembre 2012 "Ripensare l'istruzione"[14] costituisce
il contributo dell'UE al raggiungimento dell'obiettivo dal punto di vista
dell'istruzione. Nella comunicazione sono trattate le tematiche cruciali per la
riforma e l'efficienza dei sistemi di istruzione e formazione, affinché le
competenze acquisite siano adeguate alle esigenze attuali e future del mercato
del lavoro, per incentivare modi aperti e flessibili di apprendimento e per
promuovere l'impegno collaborativo fra tutti i soggetti coinvolti, compreso il
finanziamento.
(18)     Nell'Analisi annuale della
crescita 2013[15]
la Commissione ha sottolineato che gli Stati membri devono assicurare il
passaggio dagli studi al mondo del lavoro per i giovani, sviluppando ed
attuando sistemi di garanzia per i giovani nell'ambito dei quali ogni giovane
di età inferiore a 25 anni riceva un'offerta di lavoro, proseguimento degli
studi, apprendistato o tirocinio entro quattro mesi dall'uscita dal sistema
d'insegnamento formale o dall'inizio della disoccupazione.
(19)     Per funzionare correttamente,
la garanzia per i giovani deve essere accompagnata da misure di sostegno e deve
essere adeguata alle circostanze nazionali, regionali e locali. Le misure di
sostegno si basano su sei assi: elaborazione di strategie basate sulla
partnership, intervento tempestivo e pronta attivazione, misure di sostegno che
contribuiscano all'integrazione nel mercato del lavoro, utilizzo dei Fondi
strutturali dell'UE, valutazione e costante miglioramento del sistema, rapida
attuazione. Il loro obiettivo deve essere la prevenzione degli abbandoni scolastici,
la promozione dell'inserimento professionale e la soppressione degli ostacoli
concreti all'occupazione. Nell'applicazione delle misure, che deve essere
costantemente monitorata e migliorata, si può contare sul sostegno dei Fondi
strutturali dell'UE.
(20)     Il coordinamento efficace e la
partnership tra i vari ambiti strategici (occupazione, istruzione, giovani,
affari sociali, ecc.) sono fondamentali in termini di incremento delle
opportunità di occupazione, apprendistato e tirocinio.
(21)     Nei sistemi di garanzia per i
giovani si deve tenere conto della diversità e dei vari punti di partenza degli
Stati membri per quanto concerne i livelli di disoccupazione giovanile, le
caratteristiche istituzionali e la capacità dei vari soggetti che intervengono sul
mercato del lavoro. È opportuno tenere conto anche delle varie situazioni
relative ai bilanci pubblici e alle limitazioni finanziarie in termini di
stanziamento delle risorse[16].
Nell'Analisi annuale della crescita 2013 la Commissione ritiene che gli investimenti
a favore dell'istruzione debbano essere prioritari e, ove possibile,
potenziati, garantendo l'efficienza della spesa. Va rivolta particolare
attenzione anche al mantenimento o al rafforzamento della copertura e
dell'efficacia dei servizi per l'occupazione e delle politiche attive del
mercato del lavoro quali la formazione per i disoccupati e i regimi di garanzie
per i giovani. La creazione di tali sistemi produce effetti importanti a lungo
termine, ma servono anche risposte a breve termine per contrastare gli effetti
drammatici della crisi economica sul mercato del lavoro.      

RACCOMANDA AGLI STATI MEMBRI:     

(1)                   
di garantire che tutti i giovani di età inferiore a
25 anni ricevano un'offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento
degli studi, apprendistato o tirocinio entro quattro mesi dall'inizio della
disoccupazione o dall'uscita dal sistema d'istruzione formale.
Nella progettazione del sistema di garanzia
per i giovani, gli Stati membri devono considerare tematiche generali, quali il
fatto che i giovani non costituiscono un gruppo omogeneo in ambienti sociali
simili, i principi di obbligo reciproco e la necessità di affrontare il rischio
di cicli di inattività.
I sistemi di garanzia per i giovani devono
conformarsi ai seguenti orientamenti, adeguandoli alle situazioni nazionali,
regionali e locali e tenendo presente il genere e la diversità di giovani ai
quali sono destinate le misure.
Elaborare strategie basate sulla
partnership
(2)                   
Identificare l'autorità pubblica incaricata di
istituire e gestire il sistema di garanzia per i giovani e di coordinare le
partnership a tutti i livelli e in tutti i settori.
(3)                   
Attivarsi affinché i giovani siano bene informati
in merito ai servizi e al sostegno disponibili potenziando la collaborazione
tra servizi per l'impiego, fornitori di orientamento professionale, istituti
d'insegnamento e di formazione e servizi di sostegno ai giovani, nonché
avvalendosi di tutti i canali d'informazione pertinenti.
(4)                   
Rafforzare le partnership tra datori di lavoro e
soggetti attivi sul mercato del lavoro (servizi per l'impiego, vari livelli
governativi, sindacati e servizi per i giovani) al fine di incrementare le
opportunità d'occupazione, apprendistato e tirocinio per i giovani.
(5)                   
Sviluppare partnership tra servizi per l'impiego
pubblici e privati, servizi di orientamento professionale e con altri servizi
specializzati per i giovani (ONG, centri e associazioni giovanili), che aiutino
nel passaggio dalla disoccupazione, dall'inattività o dagli studi al mondo del
lavoro.
(6)                   
Garantire il coinvolgimento attivo delle parti
sociali a tutti i livelli nel progettare ed attuare strategie per i giovani;
promuovere le sinergie tra le varie iniziative volte a potenziare i sistemi di
apprendistato e tirocinio.
(7)                   
Garantire la partecipazione dei rappresentanti dei
giovani e/o delle organizzazioni giovanili alla progettazione e all'attuazione
del sistema di garanzia per i giovani affinché i servizi siano commisurati alle
esigenze dei beneficiari e contribuiscano a rendere più efficaci le azioni di
sensibilizzazione.
Intervento tempestivo e pronta attivazione
(8)                   
Elaborare efficaci strategie di sensibilizzazione
nei confronti dei giovani, per incitarli ad iscriversi ai servizi per
l'impiego, con particolare attenzione ai giovani vulnerabili che devono
affrontare molteplici ostacoli (quali l'esclusione sociale, la povertà o la
discriminazione) e i NEETs e tenendo conto dei vari ambienti di provenienza
(povertà, disabilità, basso livello culturale, minoranze etniche, migranti).
(9)                   
Per sostenere i giovani in modo più efficace e
affrontare la potenziale mancanza di informazioni sulle offerte esistenti,
prendere in considerazione l'idea di creare "punti focali", ovvero
un'organizzazione che garantisca il coordinamento tra tutte le istituzioni e le
organizzazioni coinvolte, in particolare l'autorità pubblica responsabile della
gestione del sistema di garanzia per i giovani, affinché le informazioni
possano essere condivise tra i giovani che lasciano la scuola, in particolare
quelli che rischiano di non trovare lavoro o di non proseguire gli studi.
(10)               
Operare affinché i servizi per l'impiego,
unitamente ad altri partner che sostengono i giovani, siano in grado di fornire
un orientamento personalizzato e una progettazione individuale dell'azione,
compresi sistemi di sostegno individuale su misura, basati fin dall'inizio sul
principio dell'obbligo reciproco.
Misure di sostegno per l'integrazione nel
mercato del lavoro
Migliorare le competenze
(11)               
Offrire ai giovani che hanno abbandonato gli studi
e posseggono scarse qualifiche la possibilità di riprendere il percorso
scolastico e formativo o di seguire nuovi programmi d'insegnamento che si
svolgano in ambienti di apprendimento adeguati alle loro specifiche esigenze e
possano consentire loro di ottenere le qualifiche di cui ancora non dispongono.
(12)               
Garantire che ogni iniziativa realizzata nel
contesto di un sistema di garanzia per i giovani e volta a migliorare le
capacità e le competenze contribuisca ad affrontare gli squilibri esistenti e a
soddisfare le esigenze in termini di domanda di lavoro, soprattutto in
relazione all'economia verde, alle TIC e al settore sanitario.
(13)               
Garantire che, nel migliorare le capacità e le
competenze, si dedichi attenzione alle TIC/competenze digitali. Promuovere lo
status di conoscenza e competenze professionali garantendo che i programmi e le
certificazioni relativi alle TIC siano conformi alle norme e comparabili a
livello internazionale.
(14)               
Incoraggiare gli istituti scolastici (primari e
secondari), i centri di formazione professionale e i servizi per l'impiego a promuovere
e a fornire ai giovani orientamenti sull'imprenditoria ed il lavoro autonomo,
anche attraverso corsi per l'attività di imprenditore.
(15)               
Garantire che le competenze e le conoscenze
acquisite durante le esperienze di apprendimento formale e non formale siano
convalidate riconoscendole e tenendo presente che possono migliorare le
opportunità del giovano che cerca lavoro.
Misure connesse al mercato del lavoro
(16)               
Ridurre i costi non salariali della manodopera al
fine di migliorare le prospettive di assunzione dei giovani.
(17)               
Utilizzare incentivi salariali e per le assunzioni
mirati e ben strutturati, affinché i datori di lavoro creino nuove opportunità
per i giovani, quali apprendistato, tirocinio o collocamento, soprattutto per
quelli più lontani dal mercato del lavoro, in linea con le regole applicabili
sugli aiuti di Stato.
(18)               
Promuovere la mobilità del lavoro sensibilizzando i
giovani in merito alle offerte di lavoro, tirocinio e apprendistato e al
sostegno disponibile in varie zone, regioni e paesi, ad esempio attraverso
servizi e sistemi, come EURES, che incoraggiano la mobilità professionale
all'interno dell'UE. Garantire la disponibilità di un sostegno adeguato per i
giovani che trovano lavoro in un'altra zona o in un altro Stato membro e hanno
difficoltà di adattamento al nuovo ambiente.
(19)               
Rendere disponibili più servizi di sostegno
all'avviamento (start-up), anche attraverso una maggiore collaborazione tra
servizi per l'impiego, sostegno alle aziende e fornitori di
(micro)finanziamenti.
(20)               
Migliorare i meccanismi di sostegno ai giovani che
escono dai sistemi di attivazione e non hanno più accesso ai sussidi.
Uso dei Fondi strutturali UE
(21)               
Avvalersi al massimo e in modo ottimale degli
strumenti di finanziamento offerti dalla politica di coesione, nel prossimo
periodo 2014-2020, per sostenere l'istituzione dei sistemi di garanzia per i
giovani. A tal fine, accertarsi che sia riservata la necessaria priorità e
siano stanziate le relative risorse al sostegno della progettazione e
dell'attuazione delle suddette misure, comprese le possibilità di finanziare, a
partire dal Fondo sociale europeo, incentivi mirati a favore delle assunzioni.
Avvalersi al massimo anche delle possibilità di finanziamento ancora
disponibili per il periodo di programmazione 2007-2013.
(22)               
Nel contesto della preparazione per il periodo
2014-2020, prestare la necessaria attenzione, nel contratto sulla partnership,
agli obiettivi specifici connessi all'attuazione dei sistemi di garanzia per i
giovani e descrivere, nei programmi operativi, le iniziative da sostenere
nell'ambito delle pertinenti priorità d'investimento del Fondo sociale europeo,
in particolare quelle relative all'integrazione sostenibile dei giovani
"NEETs" nel mercato del lavoro e il sostegno ai giovani imprenditori
e alle imprese sociali nonché al loro rispettivo contributo agli obiettivi
specifici. 
Valutazione e continuo miglioramento dei
sistemi
(23)               
Monitorare e valutare tutte le azioni e i programmi
relativi alla garanzia per i giovani, affinché si possano elaborare più
strategie e interventi basati su fatti concreti, dopo aver esaminato perché,
dove e cosa funzioni, garantendo quindi un uso efficiente delle risorse e una
buona redditività dell'investimento. Mantenere una rassegna aggiornata dei
quantitativi stanziati per l'istituzione e l'attuazione della garanzia per i
giovani, in particolare nel quadro di programmi operativi della politica di
coesione.
(24)               
Promuovere le attività di apprendimento reciproco a
livello nazionale, regionale e locale tra tutti i soggetti coinvolti nella
lotta alla disoccupazione giovanile, al fine di migliorare la progettazione e
la realizzazione dei prossimi sistemi di garanzia per i giovani. Tenere
presenti i risultati di progetti sostenuti nel corso dell'azione preparatoria
sui sistemi di garanzia per i giovani.
(25)               
Potenziare le capacità di tutti i soggetti
coinvolti, compresi i pertinenti servizi per l'impiego, partecipanti alla
progettazione, all'attuazione e alla valutazione dei sistemi di garanzia per i
giovani, al fine di eliminare gli ostacoli interni ed esterni connessi alla
strategia e alle modalità di elaborazione di tali sistemi.
Attuazione dei sistemi di garanzia per i
giovani
(26)               
Attuare il più rapidamente possibile i sistemi di
garanzia per i giovani e garantire che siano correttamente integrati nei futuri
programmi cofinanziati dall'UE, preferibilmente a partire dal quadro
finanziario pluriennale 2014-2020.          

PRENDE ATTO CHE LA COMMISSIONE: 

Finanziamenti
(27)               
Nel rispetto delle pertinenti priorità
d'investimento del Fondo sociale europeo per il periodo di programmazione
2014-2020, incoraggerà gli Stati membri ad avvalersi in modo ottimale del Fondo
sociale europeo per sostenere l'istituzione e l'attuazione di sistemi di
garanzia per i giovani, strumento strategico per combattere e prevenire la
disoccupazione giovanile e l'esclusione sociale.
(28)               
Sosterrà le attività di programmazione nell'ambito
dei Fondi del quadro strategico comune dell'UE (Fondo sociale europeo, Fondo
europeo di sviluppo regionale, Fondo di coesione, Fondo europeo agricolo per lo
sviluppo rurale, Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), anche
attraverso l'apprendimento tra pari, le attività di rete e l'assistenza
tecnica.
Buone pratiche
(29)               
Sfrutterà tutte le possibilità offerte dal nuovo
programma per il cambiamento e l'innovazione sociale per raccogliere esempi di
buone pratiche relative ai sistemi di garanzia per i giovani a livello
nazionale, regionale e locale.
(30)               
Farà ricorso al programma della strategia europea
per l'occupazione dedicato all'apprendimento reciproco per incoraggiare gli
Stati membri a condividere le loro esperienze e scambiare buone pratiche.
Monitoraggio
(31)               
Continuerà a monitorare e riferire a scadenza
regolare sugli sviluppi relativi alla progettazione, all'attuazione e ai
risultati dei sistemi di garanzia per i giovani nell'ambito del programma di
lavoro annuale della rete europea dei servizi pubblici per l'impiego.
(32)               
Effettuerà il monitoraggio dell'attuazione della
presente raccomandazione e, attraverso il comitato per l'occupazione, istituirà
un monitoraggio multilaterale dell'attuazione dei sistemi di garanzia per i
giovani nel quadro del semestre europeo, analizzando l'impatto delle politiche
in atto e indirizzando, se del caso, raccomandazioni specifiche per paese agli
Stati membri.
Sensibilizzazione
(33)               
Sosterrà le attività di sensibilizzazione
sull'istituzione della garanzia per i giovani negli Stati membri, utilizzando
il Portale europeo per i giovani e collegandosi in particolare alle sue
campagne d'informazione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               Indicatori
principali dell'indagine Eurostat sulle forze di lavoro, dati trimestrali
destagionalizzati, si definiscono "giovani" le persone di età
inferiore a 25 anni e "adulti" quelli di età uguale o superiore a 25
anni.
[2]               COM(2012)
750 del 28 novembre 2012.
[3]               Per
ulteriori informazioni: http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=en&catId=88&eventsId=641
[4]               Per
ulteriori informazioni sul rapporto costi-benefici dell'attuazione dei sistemi
di garanzie per i giovani si rinvia al documento di lavoro dei servizi della
Commissione che accompagna la seguente proposta.
[5]               Eurofound,
2012, "NEETs – Young people not in employment, education or
training: Characteristics, costs and policy responses in Europe"
(NEETs – Giovani che non hanno un lavoro e non seguono un percorso scolastico o
formativo: caratteristiche, costi e risposte politiche in Europa", Ufficio
delle pubblicazioni ufficiali dell'Unione europea, Lussemburgo.
[6]               Decisione
2010/707/UE del Consiglio – GU L 308 del 24 novembre 2010, pag. 46.
[7]               Decisione
2005/600/CE del Consiglio – GU L 205 del 6 agosto 2005, pag. 21.
[8]               Orientamenti
a favore dell'occupazione (2008-2010) - Decisione 2008/618/CE del Consiglio -
GU L 198 del 26 luglio 2008, pag. 51.
[9]               P7-TA(2010)
0262 del 6 luglio 2010.
[10]             GU C 191
del 1 luglio 2011, pag. 1.
[11]             COM(2012)
173 del 18 aprile 2012.
[12]             COM(2012)
582 del 10 ottobre 2012.
[13]             Risoluzione
del Parlamento europeo sull'iniziativa "Opportunità per i giovani"
(2012:2617(RSP)), 24.5.2012.
[14]             COM(2012)
669 del 20 novembre 2012.
[15]             COM(2012)
750 del 28 novembre 2012.
[16]             La spesa
relativa alla garanzia per i giovani non rientra nella categoria degli
investimenti fissi lordi della contabilità nazionale.