CELEX: 61969CJ0013
Language: it
Date: 1970-02-04
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 4 febbraio 1970. # August Joseph van Eick contro Commissione delle Comunità europee. # Causa 13-69.

Avis juridique important

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61969J0013

SENTENZA DELLA CORTE (PRIMA SEZIONE) DEL 4 FEBBRAIO 1970.  -  AUGUST JOSEPH VAN EICK CONTRO COMMISSIONE DELLE COMUNITA'EUROPEE.  -  CAUSA 13/69.  

raccolta della giurisprudenza 1970 pagina 00003 edizione speciale danese pagina 00001 edizione speciale greca pagina 00239 edizione speciale portoghese pagina 00251

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI CEEA - REGIME DISCIPLINARE - PARERE DEL CONSIGLIO DI DISCIPLINA TRASMESSO ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA - TERMINE FISSATO PER LA DECISIONE DI QUEST' ULTIMA - SCOPO DELLA RELATIVA DISPOSIZIONE - OBBLIGHI DELL' AMMINISTRAZIONE - INOSSERVANZA DEL TERMINE - EFFETTI  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ALLEGATO IX, ART . 7 )  2 . DIPENDENTI CEEA - REGIME DISCIPLINARE - PARERE DEL CONSIGLIO DI DISCIPLINA SULLA GRAVITA DELLE INFRAZIONI COMMESSE DALL' INTERESSATO E SULLA SCELTA DELLA SANZIONE - POTERE DI VALUTAZIONE DELL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA  ( STATUTO DEL PERSONALE CEEA, ALLEGATO IX, ART . 7 )  

Massima

1 . FISSANDO UN TERMINE PER LA DECISIONE DELL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA, L' ART . 7, 3 ) COMMA, DELL' ALLEGATO IX ALLO STATUTO DEL PERSONALE CEEA ENUNCIA UNA NORMA DI BUONA AMMINISTRAZIONE, IL CUI SCOPO E QUELLO D' EVITARE, NELL' INTERESSE TANTO DELL' AMMINISTRAZIONE QUANTO DEI DIPENDENTI, CHE L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA RITARDI, SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO, L' ADOZIONE DELLA DECISIONE CON LA QUALE SI CONCLUDE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE . LA DISPOSIZIONE DI CUI TRATTASI FA SORGERE, PER L' ISTITUZIONE, L' OBBLIGO DI USARE TUTTA LA DILIGENZA POSSIBILE AL FINE DI RISPETTARE IL TERMINE STABILITO . IL TERMINE PREVISTO DALL' ART . 7, 3 ) COMMA, DELL' ALLEGATO IX ALLO STATUTO DEL PERSONALE CEEA NON PUO' ESSERE CONSIDERATO UN TERMINE PERENTORIO, SANZIONATO DALLA NULLITA DEGLI ATTI COMPIUTI DOPO LA SUA SCADENZA . TUTTAVIA, L' INOSSERVANZA DEL TERMINE PUO' COSTITUIRE, DA PARTE DELL' ISTITUZIONE, UN ILLECITO CHE LA RENDE RESPONSABILE DEL DANNO EVENTUALMENTE CAUSATO AGLI INTERESSATI .  2 . LA VALUTAZIONE DELLA GRAVITA DELLE INFRAZIONI ADDEBITATE AL DIPENDENTE DAL CONSIGLIO DI DISCIPLINA E LA SCELTA DELLA SANZIONE CHE, VISTE TALI INFRAZIONI, APPARE LA PIU APPROPRIATA RIENTRANO NEL POTERE DISCREZIONALE DELL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA . LA CORTE NON PUO' CRITICARE QUESTA SCELTA, A MENO CHE LA SANZIONE INFLITTA NON SIA SPROPORZIONATA RISPETTO AGLI ADDEBITI MOSSI AL DIPENDENTE .  

Parti

NELLA CAUSA 13-69  AUGUST JOSEPH VAN EICK, EX DIPENDENTE DELLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, RESIDENTE IN ISPRA, CON L' AVVOCATO ERNEST ARENDT, CENTRE LOUVIGNY, 34 B/IV, RUE PHILIPPE-II, LUSSEMBURGO, RICORRENTE,  CONTRO  COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEE, RAPPRESENTATA DAL SUO CONSIGLIERE GIURIDICO, SIG . JUERGEN UTERMANN, IN QUALITA DI AGENTE, E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO IL SIG . EMILE REUTER, CONSIGLIERE GIURIDICO DELLA COMMISSIONE, 4, BOULEVARD ROYAL, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO :  - L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DI DESTITUZIONE DEL RICORRENTE, ADOTTATA DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE IL 18 DICEMBRE 1968,  - IL RISARCIMENTO DEI DANNI,  

Motivazione della sentenza

A - SULLA DOMANDA DI ANNULLAMENTO  A ) LA VIOLAZIONE DELL' ART . 7, 3 ) COMMA, DELL' ALLEGATO IX ALLO STATUTO DEL PERSONALE  1 IL RICORRENTE SOSTIENE CHE LA DECISIONE IMPUGNATA COSTITUISCE VIOLAZIONE DELL' ART . 7, 3 ) COMMA, DELL' ALLEGATO IX ALLO STATUTO DEL PERSONALE, IN QUANTO E STATA ADOTTATA DOPO LA SCADENZA DEL TERMINE IVI PREVISTO, CHE AVREBBE IL CARATTERE DI TERMINE DI DECADENZA .  2 A NORMA DELL' ART . 7, 3 ) COMMA, DELL' ALLEGATO IX ALLO STATUTO, L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA PRENDE LA DECISIONE NEL TERMINE MASSIMO DI UN MESE .  3 TENUTO CONTO DELLE PARTICOLARITA INERENTI ALLA MATERIA DISCIPLINATA DALL' ALLEGATO IX ALLO STATUTO E VISTE LE ALTRE DISPOSIZIONI DI QUESTO TESTO RELATIVE AL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, IL TERMINE PREVISTO DAL SUDDETTO ARTICOLO NON PUO' CONSIDERARSI UN TERMINE PERENTORIO, IMPLICANTE LA NULLITA DEGLI ATTI COMPIUTI DOPO LA SUA SCADENZA .  4 NEL FISSARE QUESTO TERMINE, L' ARTICOLO PONE UNA NORMA DI BUONA AMMINISTRAZIONE, IL CUI SCOPO E QUELLO DI EVITARE, NELL' INTERESSE TANTO DELL' AMMINISTRAZIONE QUANTO DEI DIPENDENTI, CHE L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA RITARDI SENZA GIUSTIFICATO MOTIVO L' ADOZIONE DELLA DECISIONE CON LA QUALE SI CONCLUDE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE .  5 TUTTAVIA, L' AMMETTERE CHE QUESTA DISPOSIZIONE NON HA ALCUN EFFETTO SIGNIFICHEREBBE SVUOTARLA DI OGNI CONTENUTO GIURIDICO .  6 ESSENDO INFORMATA ALLA NECESSITA DI ASSICURARE UN EQUO ED EFFICACE SVOLGIMENTO DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE, QUESTA DISPOSIZIONE FA SORGERE, PER L' ISTITUZIONE, L' OBBLIGO DI USARE TUTTA LA DILIGENZA POSSIBILE AL FINE DI RISPETTARE IL TERMINE STABILITO .  7 L' INOSSERVANZA DEL TERMINE, ANCHE SE NON COMPORTA NULLITA DEGLI ATTI COMPIUTI DOPO LA SUA SCADENZA, PUO' COSTITUIRE DA PARTE DELL' ISTITUZIONE UN ILLECITO CHE LA RENDE RESPONSABILE DEL DANNO EVENTUALMENTE CAUSATO AGLI INTERESSATI .  8/10 A NORMA DELL' ART . 7, 1 ) E 3 ) COMMA, DELL' ALLEGATO IX ALLO STATUTO, IL TERMINE DI UN MESE IVI PREVISTO COMINCIA A DECORRERE DAL GIORNO IN CUI IL PARERE DEL CONSIGLIO DI DISCIPLINA E STATO TRASMESSO ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA . NELLA FATTISPECIE, LA SENTENZA DELLA CORTE 11 LUGLIO 1968, CHE ANNULLAVA LA DECISIONE DI DESTITUZIONE DEL 4 LUGLIO 1967, HA AVUTO L' EFFETTO DI RIPORTARE IL DIES A QUO ALLA DATA DELLA NOTIFICA DELLA SENTENZA ALLE PARTI . SI DEVE QUINDI ESAMINARE SE L' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA ABBIA GIUSTIFICATO IL RITARDO CON CUI HA ADOTTATO LA DECISIONE 18 DICEMBRE 1968, RELATIVA ALLA DESTITUZIONE DEL RICORRENTE .  11 LA CONVENUTA ASSUME CHE QUESTO RITARDO E DOVUTO SIA ALLE DIFFICOLTA DETERMINATE DALLA RIORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI RICHIESTA DALLA FUSIONE DEGLI ESECUTIVI, SIA ALL' OBBLIGO CHE ESSA AVEVA DI ADEMPIERE IL SUO DOVERE DI ASSISTENZA NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE .  12 RISULTA CHE, NEL CORSO DEL COLLOQUIO DEL 3 OTTOBRE 1968, I SERVIZI COMPETENTI DELLA COMMISSIONE HANNO ESAMINATO COL RICORRENTE TUTTE LE CONSEGUENZE CHE POTEVANO DERIVARE PER QUEST' ULTIMO DAL PARERE DEL CONSIGLIO DI DISCIPLINA, NONCHE DALLA GIA RICORDATA SENTENZA DELLA CORTE, COMPRESA L' EVENTUALE DESTITUZIONE .  13 ORA, TALE ESAME NON SAREBBE STATO POSSIBILE NE UTILE, SE IL FASCICOLO DISCIPLINARE DEL RICORRENTE NON FOSSE STATO FIN DA ALLORA SUFFICIENTEMENTE COMPLETO, IN MODO DA PERMETTERE ALL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA DI DECIDERE IN MERITO, AI SENSI DELL' ART . 7, 3 ) COMMA, DELL' ALLEGATO IX ALLO STATUTO .  14/15 DA QUESTA CIRCOSTANZA SI PUO' INFERIRE CHE, AL MOMENTO DEL COLLOQUIO, LE DIFFICOLTA RELATIVE ALLA RIORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI, ADDOTTE DALLA CONVENUTA, ERANO VENUTE MENO . NELLA STESSA OCCASIONE, LA COMMISSIONE AVEVA D' ALTRONDE POTUTO ADEMPIERE IL SUO DOVERE DI ASSISTENZA NEI CONFRONTI DEL RICORRENTE, ESPONENDOGLI LE CONSEGUENZE DELL' EVENTUALE DESTITUZIONE E PROPONENDOGLI DELLE MISURE CH' ESSA RITENEVA IDONEE A CONCILIARE IL SUO INTERESSE PERSONALE CON QUELLO DELL' ISTITUZIONE .  16/18 DI CONSEGUENZA, LE DIFFICOLTA ADDOTTE DALLA CONVENUTA, ANCHE SE HANNO POTUTO INIZIALMENTE RITARDARE L' APPLICAZIONE DELL' ART . 7, 3 ) COMMA, DELL' ALLEGATO IX ALLO STATUTO, NON SONO TALI DA GIUSTIFICARE IL RITARDO EFFETTIVAMENTE VERIFICATOSI NELL' ADOZIONE DELLA DECISIONE CONTROVERSA . POICHE LA DURATA DI TALE RITARDO NON PUO' SPIEGARSI SOLTANTO IN BASE ALLA LENTEZZA TALORA INEVITABILE DELL' APPARATO AMMINISTRATIVO, SI DEVE CONCLUDERE CHE NELLA FATTISPECIE LA CONVENUTA NON HA GIUSTIFICATO IL RITARDO INTERVENUTO .  B ) LO SVIAMENTO DI POTERE  19/22 IL RICORRENTE SOSTIENE CHE, CONTRARIAMENTE AL VOTO ESPRESSO DAL CONSIGLIO DI DISCIPLINA, LA COMMISSIONE GLI HA DELIBERATAMENTE NEGATO OGNI POSSIBILITA DI DARE UN VALIDO CONTRIBUTO ALLA SUA ATTIVITA; CHE I MOTIVI DI " OPPORTUNITA " ADDOTTI A SOSTEGNO DELLA DECISIONE CONTROVERSA NON SONO CHE UN PRETESTO PER NEGARGLI TALE POSSIBILITA; CHE I MOTIVI REALI DELLA DECISIONE IMPUGNATA SONO CONNESSI ALLA POLITICA GENERALE DELLA COMMISSIONE, CHE CERCHEREBBE DI RIDURRE NOTEVOLMENTE IL NUMERO DEI DIPENDENTI SCIENTIFICI DEI CENTRI DI RICERCA NUCLEARE . DA TALI CIRCOSTANZE IL RICORRENTE DEDUCE CHE LA DECISIONE CONTROVERSA E VIZIATA DA SVIAMENTO DI POTERE .  23/26 I MOTIVI CHE SONO ALLA BASE DEL PROVVEDIMENTO DI DESTITUZIONE IMPUGNATO SONO LE CONCLUSIONI CUI E PERVENUTO IL CONSIGLIO DI DISCIPLINA, ALLA FINE DI UN' INCHIESTA RELATIVA AL COMPORTAMENTO IN SERVIZIO DEL RICORRENTE . LA VALUTAZIONE DELLA GRAVITA DELLE INFRAZIONI ADDEBITATE AL RICORRENTE DAL CONSIGLIO DI DISCIPLINA E LA SCELTA DELLA SANZIONE CHE, VISTE TALI INFRAZIONI, APPARE LA PIU APPROPRIATA, RIENTRANO NEL POTERE DISCREZIONALE DELL' AUTORITA CHE HA IL POTERE DI NOMINA . POICHE IL RICORRENTE NON HA FORNITO ALCUN ELEMENTO DI FATTO O DI DIRITTO ATTO A PROVARE CHE LA VALUTAZIONE STESSA E INADEGUATA ALLE INFRAZIONI CONSTATATE O CHE LA SANZIONE INFLITTA E SPROPORZIONATA AI FATTI CHE GLI SONO ADDEBITATI, QUESTO MEZZO VA RESPINTO .  C ) L' ERRATA VALUTAZIONE DEI FATTI  27/28 IL RICORRENTE SOSTIENE CHE LA DECISIONE CONTROVERSA E ILLEGITTIMA IN QUANTO CONTIENE UNA ERRATA VALUTAZIONE DEL SUO COMPORTAMENTO . EGLI ADDUCE A TAL FINE UNA SERIE DI ELEMENTI DI CUI LA COMMISSIONE NON AVREBBE TENUTO CONTO NELLA SUA VALUTAZIONE .  29/30 LA VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO DEL RICORRENTE, CONTENUTA NEL SECONDO E NEL TERZO CONSIDERANDO DELLA DECISIONE IMPUGNATA, E BASATA SULLE CONCLUSIONI CUI E PERVENUTO IL CONSIGLIO DI DISCIPLINA NEL PARERE DEL 23 GIUGNO 1967 . CON QUESTO MEZZO IL RICORRENTE RIPROPONE QUINDI LA QUESTIONE DELLA FONDATEZZA DI TALI CONCLUSIONI E, DI CONSEGUENZA, DEL SUDDETTO PARERE .  31 NELLA SENTENZA 11 LUGLIO 1968 ( CAUSA 35/67 ), LA CORTE HA AFFERMATO CHE IL PROCEDIMENTO DINANZI AL CONSIGLIO DI DISCIPLINA E IL PARERE ESPRESSO DA QUEST' ULTIMO DEVONO ESSERE CONSIDERATI LEGITTIMI .  32 A NORMA DELL' ART . 42 DEL PROTOCOLLO SULLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELLA CEEA, LA REVISIONE DI UNA SENTENZA PUO' ESSERE RICHIESTA SOLO IN SEGUITO ALLA SCOPERTA DI UN FATTO DI NATURA TALE DA AVERE UN' INFLUENZA DECISIVA E CHE, PRIMA DELLA PRONUNZIA DELLA SENTENZA, ERA IGNOTO ALLA CORTE E ALLA PARTE CHE DOMANDA LA REVISIONE .  33/34 GLI ELEMENTI DI FATTO ADDOTTI A SOSTEGNO DI QUESTO CAPO DELLA DOMANDA NON ERANO IGNOTI AL RICORRENTE PRIMA DELLA PRONUNZIA DELLA SENTENZA 11 LUGLIO 1968 . QUESTO MEZZO, CUI SI OPPONE L' AUTORITA DELLA COSA GIUDICATA, E QUINDI INAMMISSIBILE .  B - SULLA DOMANDA DI RIMBORSO DELLE SPESE SOSTENUTE DURANTE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE  35 IL RICORRENTE CHIEDE, IN FORZA DELL' ART . 10 DELL' ALLEGATO IX ALLO STATUTO, CHE GLI VENGANO RIMBORSATE LE SPESE SOSTENUTE NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE .  36 AI SENSI DI QUESTA DISPOSIZIONE, LE SPESE CUI L' INIZIATIVA DELL' INTERESSATO HA DATO LUOGO NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO, ED IN PARTICOLARE GLI ONORARI DOVUTI AL DIFENSORE CHE NON APPARTENGA ALLE COMUNITA EUROPEE, RIMANGONO A SUO CARICO, QUALORA IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE SI CONCLUDA CON L' IRROGAZIONE DI UNA DELLE SANZIONI PREVISTE DALL' ART . 86, N . 2, LETTERE C ) - G ), DELLO STATUTO .  37/39 NELLA FATTISPECIE IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE SI E CONCLUSO CON UNA DELLE SANZIONI DI CUI SOPRA E IL RICORRENTE NON HA DIMOSTRATO CHE LE SPESE DI CUI EGLI CHIEDE IL RIMBORSO NON SIANO STATE OCCASIONATE, IN TUTTO O IN PARTE, DA UNA SUA INIZIATIVA . LA DOMANDA DI RIMBORSO VA QUINDI RESPINTA .  C - SULLA DOMANDA DI RISARCIMENTO  40 IL RICORRENTE CONCLUDE INFINE CHE LA CORTE VOGLIA CONDANNARE LA COMMISSIONE AL RISARCIMENTO DEI DANNI, IN QUANTO ESSA AVREBBE ADOTTATO LA DECISIONE IMPUGNATA IN MODO IRREGOLARE ED AVREBBE PERCIO' COMMESSO UN ILLECITO .  41 UN' AZIONE PER DANNI DEV' ESSERE FONDATA SULL' ESISTENZA DI UN ILLECITO COMMESSO DALL' ISTITUZIONE RESPONSABILE, NONCHE DI UN DANNO CERTO ED ATTUALE RISULTANTE DA TALE ILLECITO .  42/43 NELLA FATTISPECIE, IL RICORRENTE NON HA FORNITO ALCUN ELEMENTO CHE CONSENTA DI DETERMINARE LA NATURA E L' ESISTENZA DEL DANNO . LA DOMANDA DEV' ESSERE PERCIO' RESPINTA .  

Decisione relativa alle spese

44/46 IL RICORRENTE E RIMASTO SOCCOMBENTE . A NORMA DELL' ART . 69 PARAGRAFO 2 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE . TUTTAVIA, A NORMA DELL' ART . 70 DI TALE REGOLAMENTO, NEI RICORSI PROPOSTI DAI DIPENDENTI DELLE COMUNITA, LE SPESE SOPPORTATE DALLE ISTITUZIONI RESTANO A LORO CARICO . 

Dispositivo

LA CORTE ( PRIMA SEZIONE )  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) IL RICORSO E RESPINTO .  2 ) CIASCUNA DELLE PARTI SOPPORTERA LE SPESE DA ESSA INCONTRATE .