CELEX: 61959CJ0027
Language: it
Date: 1960-07-15
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 15 luglio 1960. # Prof. Alberto Campolongo contro l'Alta Autorità della Comunità europea del Carbone e dell'Acciaio. # Cause riunite 27-59 e 39-59.

Avis juridique important

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61959J0027

SENTENZA DELLA (SECONDA SEZIONE) DELLA CORTE DEL 15 LUGLIO 1960.  -  PROF. ALBERTO CAMPOLONGO CONTRO L'ALTA AUTORITA'DELLA CECA.  -  CAUSE RIUNITE 27 E 39/59.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00795 edizione olandese pagina 00821 edizione tedesca pagina 00821 edizione italiana pagina 00767 edizione speciale inglese pagina 00391 edizione speciale danese pagina 00193 edizione speciale greca pagina 00525 edizione speciale portoghese pagina 00519

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . DIPENDENTI DELLA CECA - DIMISSIONI - CONGEDO PER MOTIVI PERSONALI - DIRITTO DI RASSEGNARE LE DIMISSIONI  ( STATUTO DEL PERSONALE DELLA CECA, ART . 41 )  2 . DIPENDENTI DELLA CECA - PASSAGGIO AL SERVIZIO DI ALTRA ISTITUZIONE EUROPEA - UNITA FUNZIONALE DELLE COMUNITA - INDENNITA DI RIMPATRIO - INDENNITA DI ENTRATA IN SERVIZIO - NON CUMULABILITA  ( STATUTO DEL PERSONALE DELLA CECA, REGOLAMENTO GENERALE, ART . 12, LETTERA A, ART . 62, LETTERA C )  3 . DIPENDENTI DELLA CECA - INDENNITA DI RIMPATRIO - INDENNITA DI ENTRATA IN SERVIZIO - CONCETTO  ( STATUTO DEL PERSONALE DELLA CECA, REGOLAMENTO GENERALE, ART . 12, LETTERA A, ART . 62, LETTERA A )  4 . DIPENDENTI DELLA CECA - CESSAZIONE DEL SERVIZIO - PASSAGGIO ALLE DIPENDENZE DI ALTRA ISTITUZIONE EUROPEA - CASSA DI PREVIDENZA - RIMBORSO OBBLIGATORIO DELLE SOMME VERSATE  ( STATUTO DEL PERSONALE DELLA CECA, REGOLAMENTO GENERALE, ART . 12, LETTERE A A B )  5 . DIPENDENTI DELLA CECA - OBBLIGAZIONE DELL' AMMINISTRAZIONE - TARDIVO ADEMPIMENTO - INTERESSI DI MORA - PRETESA INFONDATA  

Massima

1 . IL COLLOCAMENTO IN CONGEDO PER MOTIVI PERSONALI DI UN DIPENDENTE DELLA CECA NON PRIVA QUESTO DEL DIRITTO DI PRESENTARE IN QUALSIASI MOMENTO LE DIMISSIONI A NORMA DELL' ART . 41 DELLO STATUTO QUALORA LA FACOLTA DI RASSEGNARE LE DIMISSIONI NON SIA STATA ESPLICITAMENTE ESCLUSA IN VIRTU DI UN ACCORDO INTERVENUTO CON L' AMMINISTRAZIONE .  2 . LE DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE VARIE INDENNITA ED ASSEGNI SPETTANTI ALL' ATTO DELL' ISTALLAZIONE, DELLA PARTENZA E DEL RIMPATRIO DEI DIPENDENTI VANNO INTERPRETATE ALLA LUCE DELL' UNITA FUNZIONALE DELLE COMUNITA EUROPEE E DELLE ISTITUZIONI ANNESSE . TALE PRINCIPIO COMPORTA L' INAMMISSIBILITA DEL CUMULO FRA L' INDENNITA DOVUTA ALLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO PRESSO UNA COMUNITA E L' INDENNITA DOVUTA ALL' ATTO DELL' ENTRATA IN SERVIZIO PRESSO ALTRA COMUNITA OD ISTITUZIONE .  3 . LE INDENNITA PER LA CESSAZIONE DAL SERVIZIO E PER LA NUOVA ENTRATA IN SERVIZIO NON COSTITUISCONO UN SUPPLEMENTO DELLA REMUNERAZIONE DOVUTA AL DIPENDENTE MA RAPPRESENTANO IL CORRISPETTIVO, ANTICIPATAMENTE VALUTATO, DELLE SPESE RELATIVE AD UNA SOLA E MEDESIMA OPERAZIONE, NELLA SPECIE IL TRASFERIMENTO DELLA RESIDENZA DELL' IMPIEGATO DA UN LUOGO AD UN ALTRO .  4 . L' ALTA AUTORITA NON PUO' RIFIUTARSI DI SBORSARE LE SOMME ACCANTONATE NELL' INTERESSE DI UN DIPENDENTE QUALORA QUESTI, DOPO AVER RASSEGNATO LE DIMISSIONI, ENTRI AL SERVIZIO DI UN' ALTRA ISTITUZIONE EUROPEA . SOLO NEL CASO DI UN ACCORDO PER L' UNIFICAZIONE O LA FUSIONE DEI SISTEMI DI PREVIDENZA DELLE VARIE COMUNITA SI POTREBBE RICONOSCERE ALL' ALTA AUTORITA IL DIRITTO DI TUTELARE GLI INTERESSI DI UNA SIFFATTA CASSA COMUNE .  5 . QUAND' ANCHE L' AMMINISTRAZIONE ABBIA ADEMPIUTO CON RITARDO AD UN SUO OBBLIGO DI CONTENUTO PECUNIARIO, L' ASSENZA, NEL DIRITTO COMUNITARIO, DI QUALSIASI DETERMINAZIONE LEGALE DEGLI INTERESSI DI MORA, NON CONSENTE DI RICONOSCERE AL DIPENDENTE IL DIRITTO DI PERCEPIRE SIFFATTI INTERESSI .  

Parti

NELLE CAUSE DEL  PROF . ALBERTO CAMPOLONGO,  FUNZIONARIO DELLA BANCA EUROPEA DI INVESTIMENTI DI BRUXELLES,  ASSISTITO DALL' AVV . FEDERICO PECORARO, DEL FORO DI FIRENZE, E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO L' AVV . FERNAND PROBST, RUE ERMESINDE 103, RICORRENTE,  CONTRO  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO,  RAPPRESENTATA DAL PROF . GIULIO PASETTI, SUO CONSULENTE GIURIDICO, IN QUALITA DI AGENTE,  ASSISTITO DALL' AVV . ALBERTO TRABUCCHI, PROFESSORE NELLA UNIVERSITA DI PADOVA, PATROCINANTE IN CASSAZIONE,  E CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI, PLACE DE METZ 2, LUSSEMBURGO, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

AVENTI PER OGGETTO :  LA CAUSA 27-59,  L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE CONTENUTA NELLA LETTERA DEL PRESIDENTE DELL' ALTA AUTORITA DI DATA 7 MARZO 1959, CON CUI S' INFORMAVA IL RICORRENTE CHE LE DIMISSIONI DA LUI PRESENTATE NON POTEVANO ESSERE ACCETTATE;  LA CAUSA 39-59,  L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DEL PRESIDENTE DELL' ALTA AUTORITA DI DATA 2 LUGLIO 1959, NELLE PARTI IN CUI DISPONE SUGLI EFFETTI DELLE DIMISSIONI DEL RICORRENTE E PROVVEDE IN MERITO ALLE INDENNITA DOVUTE ALLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO;  

Motivazione della sentenza

I - II PROCEDIMENTO  1 . PER ECONOMIA DI GIUDIZIO E OPPORTUNO RIUNIRE, IN QUANTO CONNESSE, LE CAUSE ISCRITTE AI NUMERI 27-59 E 39-59 DEL REGISTRO DELLA CORTE E DEFINIRLE CON UNA SOLA SENTENZA .  LE PARTI HANNO CHIESTO TALE RIUNIONE E L' AVVOCATO GENERALE, NELLE SUE CONCLUSIONI, NON VI SI E OPPOSTO : SONO STATE PERTANTO SODDISFATTE LE CONDIZIONI PREVISTE NELL' ART . 43 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA .  2 . SOTTO IL PROFILO FORMALE, NE L' UNO NE L' ALTRO RICORSO HA DATO LUOGO A CONTESTAZIONI DELLE PARTI O AD OBIEZIONI DELL' AVVOCATO GENERALE; NE VI E DA FARE ALCUN RILIEVO D' UFFICIO .  II - SULLA DOMANDA D' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE CONTENUTA NELLA LETTERA 7 MARZO 1959 DEL PRESIDENTE DELL' ALTA AUTORITA ( CAUSA 27-59 )  1 . SULLA RICEVIBILITA'  IL RICORRENTE SOSTIENE CHE ILLEGITTIMAMENTE IL PRESIDENTE DELL' ALTA AUTORITA, CON DECISIONE DEL 7 MARZO 1959, HA RESPINTO LE SUE DIMISSIONI, PRESENTATE L' 11 FEBBRAIO 1959 .  A QUESTO PROPOSITO E OPPORTUNO OSSERVARE CHE LE DIMISSIONI FURONO, IN SEGUITO, ACCETTATE CON DECISIONE DEL PRESIDENTE DELL' ALTA AUTORITA IN DATA 2 LUGLIO 1959 .  QUEST' ULTIMO PROVVEDIMENTO FU ADOTTATO PRIMA DEL DEPOSITO DELLA COMPARSA DI RISPOSTA ( AVVENUTO IL 13 LUGLIO 1959 ): LA CONVENUTA DELL' ALTA AUTORITA SI E PERCIO' LIMITATA AD OPPORRE ALLA DOMANDA DEL RICORRENTE DELLE ECCEZIONI DI IRRICEVIBILITA ATTINENTI ALLA TARDIVA PRESENTAZIONE ( A ) ED ALLA MANCANZA DI OGGETTO ( B ) DEL RICORSO .  A ) PER QUANTO CONCERNE LA TARDIVA PRESENTAZIONE DEL RICORSO  RISULTA AGLI ATTI CHE LA DECISIONE IMPUGNATA PORTA LA DATA DEL 7 MARZO 1959 ED E STATA NOTIFICATA ALL' INTERESSATO IL 9 MARZO .  IL REGOLAMENTO DI PROCEDURA DEL 21 FEBBRAIO 1957, APPLICABILE ALLE CONTROVERSIE CONTEMPLATE NELL' ART . 58 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, STABILIVA, PER I RICORSI DEGLI IMPIEGATI CONTRO LA COMUNITA CECA, UN TERMINE DI DUE MESI .  A NORMA DI DETTO REGOLAMENTO, LA DOMANDA DEL RICORRENTE, PRESENTATA L' 8 MAGGIO 1959, SAREBBE STATA QUINDI TEMPESTIVAMENTE PROPOSTA, DAL MOMENTO CHE IL TERMINE D' IMPUGNAZIONE - SECONDO UN PRINCIPIO GIURIDICO UNANIMEMENTE AMMESSO - DECORRE DALLA NOTIFICA DEL PROVVEDIMENTO IMPUGNATO .  CIONONDIMENO, TRAENDO MOTIVO DALLA CIRCOSTANZA CHE TALE REGOLAMENTO E STATO ABROGATO DAL NUOVO REGOLAMENTO DI PROCEDURA DEL 3 MARZO 1959 - IL QUALE NON CONTIENE ALCUNA DISPOSIZIONE CIRCA IL TERMINE PER I RICORSI DEL PERSONALE - L' ALTA AUTORITA SOSTIENE CHE, TRATTANDOSI DI UN RICORSO DI LEGITTIMITA, IL TERMINE ERA DI UN MESE, COME RISULTEREBBE DALL' ART . 33 DEL TRATTATO CECA IL QUALE, A SUO AVVISO, STABILISCE IL REGIME APPLICABILE IN VIA GENERALE A TALE CATEGORIA DI RICORSI .  PER RESPINGERE QUESTA TESI NON OCCORRE ACCOGLIERE L' ASSUNTO PRINCIPALE DEL RICORRENTE IL QUALE, DALL' ASSENZA DI UNA ESPRESSA DISPOSIZIONE, FA DERIVARE LA MANCANZA, IN MATERIA, DI QUALSIASI TERMINE PERENTORIO .  INFATTI, IL REGOLAMENTO DI PROCEDURA DEL 3 MARZO 1959 - IL CUI ARTICOLO 110 HA ABROGATO IL REGOLAMENTO DEL 1957 - E STATO PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITA SOLO IL 21 MARZO E QUINDI, ECCEZION FATTA PER I TERMINI RELATIVI ALLA DISTANZA, NON HA POTUTO SPIEGARE ALCUN EFFETTO PRIMA DI TALE DATA .  IL DIRITTO D' AGIRE DEL RICORRENTE ERA PERCIO' DISCIPLINATO, AL SUO NASCERE, DAL REGOLAMENTO DEL 1957 ED IL NUOVO REGOLAMENTO - NON CONTENENDO ALCUNA DISPOSIZIONE IN MATERIA - NON POTEVA AVERE L' EFFETTO RETROATTIVO DI SOSTITUIRE TACITAMENTE ALLE VECCHIE DISPOSIZIONI SUI RICORSI DEI FUNZIONARI - CHE IL REGOLAMENTO DEL 1957 AVEVA ACCURATAMENTE DISTINTO DA QUELLI CONTEMPLATI NELL' ART . 33 DEL TRATTATO, FISSANDO PER ESSI UN APPOSITO TERMINE - UNA NORMA DI VALORE GENERALE .  IL RICORSO E STATO PERTANTO PRESENTATO IN TERMINI .  B ) PER QUANTO CONCERNE L' OGGETTO DEL RICORSO  NELLE MORE DEL GIUDIZIO L' ALTA AUTORITA HA ACCOLTO LA RICHIESTA DEL RICORRENTE ACCETTANDO, IL 2 LUGLIO, LE DIMISSIONI CHE EGLI AVEVA PRESENTATE; CIO' NON SIGNIFICA PERO' CHE SIA SUPERFLUO ESAMINARE LA FONDATEZZA DEL PRECEDENTE RIFIUTO IN QUANTO LA SOLUZIONE CHE SARA DATA ALLA QUESTIONE DELLA RICEVIBILITA DEL RICORSO INCIDERA COMUNQUE SULLA PRONUNCIA RELATIVA ALLE SPESE .  DEL RESTO LA CONVENUTA, CHE NEL CONTRORICORSO AVEVA SOSTENUTO CHE LA CAUSA ERA DIVENUTA PRIVA DI OGGETTO, NELLA CONTROREPLICA NON HA PIU INSISTITO SU TALE ECCEZIONE .  2 . NEL MERITO  IL RICORRENTE DEDUCE LA VIOLAZIONE E LA ERRATA APPLICAZIONE DELL' ART . 41 DELLO STATUTO DEL PERSONALE, APPLICABILE NELLA SPECIE, ASSUMENDO CHE IL SUO RAPPORTO CON L' ALTA AUTORITA AVEVA LA NATURA DI UN CONTRATTO DI LAVORO A TEMPO INDETERMINATO CHE EGLI AVREBBE POTUTO RISOLVERE MEDIANTE UNA MANIFESTAZIONE DI VOLONTA UNILATERALE .  A TALE PROPOSITO VA RILEVATO CHE LA SITUAZIONE GIURIDICA DEL RICORRENTE, FUNZIONARIO DI RUOLO DELL' ALTA AUTORITA, NON ERA DETERMINATA DA UN CONTRATTO CONCLUSO FRA DUE PARTI, MA DA TESTI LEGALI E REGOLAMENTARI ED ERA RETTA, A SUO VANTAGGIO OD A SUO DANNO, DALLE DISPOSIZIONI GENERALI ED IMPERSONALI DELLO STATUTO, DI GUISA CHE SOLO LA VIOLAZIONE DI UNA DI DETTE DISPOSIZIONI - NELLA SPECIE DELL' ART . 41 - POTEVA DARGLI IL DIRITTO DI IMPUGNAZIONE .  PER QUANTO CONCERNE DETTO ARTICOLO IL RICORRENTE, NELLA LETTERA DELL' 11 FEBBRAIO 1959, AVEVA SENZA DUBBIO " MANIFESTATO IN MODO NON EQUIVOCO LA SUA VOLONTA DI NON PRESTARE ULTERIORMENTE LA PROPRIA OPERA PRESSO L' ISTITUZIONE " E TALE MANIFESTAZIONE DOVEVA, IN VIA NORMALE, PRODURRE GLI EFFETTI CONTEMPLATI NELL' ART . 41 . D' ALTRO LATO, IL TROVARSI IN CONGEDO PER MOTIVI PERSONALI NON PUO' PRIVARE - IN LINEA DI PRINCIPIO - L' IMPIEGATO DEL DIRITTO DI DIMETTERSI, A NORMA DEL RIPETUTO ARTICOLO 41 .  L' ALTA AUTORITA CONTESTA CHE IL RICORRENTE, NELLA SPECIE, AVESSE TALE DIRITTO E AFFERMA CHE, CON L' ACCETTARE IL COLLOCAMENTO IN CONGEDO, EGLI VI AVREBBE RINUNZIATO ED AVREBBE ACCONSENTITO A RIMANERE IN POSIZIONE DI CONGEDO PER MOTIVI PERSONALI FINO A QUANDO L' ALTA AUTORITA E LE ALTRE ISTITUZIONI DELLE COMUNITA EUROPEE ( O DA QUESTE DIPENDENTI ) NON FOSSERO ADDIVENUTE AD UN ACCORDO CIRCA IL TRATTAMENTO DA RISERVARE AGLI IMPIEGATI CHE SI TRASFERISCONO DALL' UNA ALL' ALTRA, OPPURE FINO A CHE TALE ACCORDO NON SI FOSSE RIVELATO DEFINITIVAMENTE IRREALIZZABILE .  IN MERITO A DETTA TESI LA CORTE RILEVA CHE NESSUNO DEI DOCUMENTI PRODOTTI NE ATTESTA CHIARAMENTE ED ESPLICITAMENTE L' ESATTEZZA . AL CONTRARIO L' ALTA AUTORITA, LA QUALE HA AVUTO L' ULTIMA PAROLA NEL CARTEGGIO FRA LE PARTI, COLLA LETTERA DEL 2 MAGGIO 1958 HA FISSATO PURAMENTE E SEMPLICEMENTE IN DUE ANNI LA DURATA DEL CONGEDO CONCESSO AL RICORRENTE - IN CONFORMITA ALLE NORME VIGENTI IN MATERIA . DEL RESTO L' ART . 33 DELLO STATUTO, CHE REGOLA LA MATERIA, E STATO RICHIAMATO IN DETTA LETTERA SENZA ALCUNA RISERVA E SENZA LA MINIMA ALLUSIONE ALLA TESI DI FATTO CHE L' ALTA AUTORITA SOSTIENE ATTUALMENTE .  POICHE IL SEMPLICE COLLOCAMENTO IN CONGEDO PER MOTIVI PERSONALI NON AVEVA PRIVATO IL RICORRENTE DEL DIRITTO DI PRESENTARE IN QUALSIASI MOMENTO LE DIMISSIONI E POICHE L' ALTA AUTORITA NON AVEVA FISSATO, NELLA DECISIONE DI CUI ALLA LETTERA DEL 2 MAGGIO 1958 CON LA QUALE AVEVA CONCESSO AL RICORRENTE TALE CONGEDO, UN TERMINE ESCLUDENTE LA FACOLTA DI DIMETTERSI, A CAUSA DELLE TRATTATIVE IN CORSO CON LA BANCA EUROPEA DI INVESTIMENTI, E POICHE INFINE IL RICORRENTE, NELLA LETTERA DEL 25 APRILE 1958, CON LA QUALE AVEVA ACCETTATO IL COLLOCAMENTO IN CONGEDO, NON AVEVA AFFATTO ESPRESSO IL PROPRIO CONSENSO IN MERITO AD UNA SIFFATTA CONDIZIONE ATTA A LIMITARE I DIRITTI ATTRIBUITIGLI DALLO STATUTO, SI POTEVANO SOLTANTO APPLICARE LE NORME VIGENTI . TENENDO CONTO PERCIO' DELLA CIRCOSTANZA CHE L' ONERE DI PROVARE QUALSIASI DEROGA ALLE DISPOSIZIONI STESSE INCOMBE A CHI INTENDE VALERSENE - E L' ALTA AUTORITA NON HA FORNITO TALE PROVA - LA CORTE RITIENE CHE IL RICORRENTE HA CON RAGIONE CHIESTO L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DEL PRESIDENTE DELL' ALTA AUTORITA, IN DATA 7 MARZO 1959, CON LA QUALE SONO STATE RESPINTE LE DIMISSIONI DA LUI PRESENTATE CON LETTERA DELL' 11 FEBBRAIO 1959, ED AFFERMA CHE TALE DOMANDA DEVE ESSERE ACCOLTA . LE SPESE GIUDIZIALI DEBBONO GRAVARE SULL' ALTA AUTORITA .  III - SULLA DOMANDA DI ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE CONTENUTA NELLA LETTERA 2 LUGLIO 1959 DEL PRESIDENTE DELL' ALTA AUTORITA ( CAUSA 39-59 )  1 . SULLA PORTATA DEL RICORSO E SUI LIMITI ENTRO I QUALI ESSO E' RICEVIBILE  IL RICORRENTE, IMPUGNANDO - CON DOMANDA DEL 31 LUGLIO 1959 - LA DECISIONE DEL 2 LUGLIO 1959, NE HA CHIESTO L' ANNULLAMENTO SOLTANTO " NELLA PARTE RELATIVA ALLA DECORRENZA DEGLI EFFETTI DELLE DIMISSIONI, NONCHE NELLA PARTE RELATIVA ALLE DETERMINAZIONI DI ORDINE ECONOMICO INERENTI ALLA CESSAZIONE DALLE FUNZIONI ".  L' ESATTA PORTATA DELLA DOMANDA VIENE PRECISATA NELLE PAGINE SEGUENTI UNICAMENTE MEDIANTE RICHIAMO ALLA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA CONTENUTA NELLA LETTERA DEL 2 LUGLIO 1959, IN QUANTO QUESTA OMETTE DI FISSARE LA DATA DALLA QUALE LE DIMISSIONI AVRANNO EFFETTO E STABILISCE L' INDENNITA PER LA CESSAZIONE DAL SERVIZIO .  IL RICORSO, PER QUANTO CONCERNE LE INDENNITA, RIGUARDA IN VIA GENERALE :  A ) L' INDENNITA DI RIMPATRIO, IL RIMBORSO DELLE SPESE DI VIAGGIO ALL' ATTO DELLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO ED IL RIMBORSO DELLE SPESE DI TRASLOCO ( ARTT . 12, 13 E 15 DEL REGOLAMENTO GENERALE ),  B ) IL RIMBORSO DELL' AMMONTARE DEL CONTO DEL RICORRENTE PRESSO LA CASSA DI PREVIDENZA, IL RIMBORSO DELLE TRATTENUTE PER LA PENSIONE EFFETTUATE SUL SUO STIPENDIO E L' INDENNITA DI PARTENZA ( ART . 62 DEL REGOLAMENTO GENERALE ).  NELLA REPLICA, TUTTAVIA, IL RICORRENTE HA AMPLIATO LA DOMANDA, CHIEDENDO FORMALMENTE ALLA CORTE DI FISSARE LA DATA ALLA QUALE AVRANNO EFFETTO LE DIMISSIONI DA LUI PRESENTATE L' 11 FEBBRAIO 1959, DATA NON PRECISATA DALL' ALTA AUTORITA .  EGLI CHIEDE INOLTRE FORMALMENTE ALLA CORTE DI DICHIARARE CHE L' ALTA AUTORITA E TENUTA A VERSARGLI :  A ) L' INDENNITA DI RIMPATRIO DI QUATTRO MESI DEL SUO ULTIMO STIPENDIO;  B ) IL RIMBORSO DELLE SPESE DI VIAGGIO DA LUSSEMBURGO A BRUXELLES PER SE E FAMIGLIA;  C ) L' AMMONTARE CAPITALIZZATO DEL SUO CONTO PRESSO LA CASSA DI PREVIDENZA;  D ) L' AMMONTARE CAPITALIZZATO DELLE TRATTENUTE DAL SUO STIPENDIO PER LA PENSIONE;  E ) L' INDENNITA DI PARTENZA IN RAGIONE DI UN MESE E MEZZO DEL SUO ULTIMO STIPENDIO PER ANNI UNO E MESI DIECI DI SERVIZIO;  F ) IL COMPENSO PER OTTO TRENTESIMI DI FERIE ANNUALI NON UTILIZZATE AL 1 ) MAGGIO 1958, NONCHE IL RIMBORSO SPESE DI VIAGGIO PER LE FERIE;  G ) GLI INTERESSI DEL 5 PERCENTO, O NELLA MISURA CHE SARA RITENUTA DI GIUSTIZIA, SULLE SOMME LIQUIDATE PER I TITOLI DI CUI SOPRA, A DECORRERE DAL 12-3-1959 O AL PIU TARDI DALL' 11-5-1959 . "  PER QUANTO RIGUARDA TALE AMPLIAMENTO DELLA DOMANDA, E OPPORTUNO ACCERTARE SE ESSO NON VADA OLTRE LE CONCLUSIONI FORMULATE NEL RICORSO, IN MISURA TALE DA VIOLARE LE DISPOSIZIONI DELL' ART . 38 PARAGRAFO 1 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA E DELL' ART . 22 DELLO STATUTO CECA DELLA CORTE . A TALE PROPOSITO LA CORTE RICONOSCE CHE IL RICORRENTE, MENZIONANDO NELL' ATTO INTRODUTTIVO " LE DETERMINAZIONI DI ORDINE ECONOMICO INERENTI ALLA CESSAZIONE DALLE FUNZIONI " HA INTESO SOTTOPORRE AL CONTROLLO DELLA CORTE LE CONSEGUENZE PATRIMONIALI DELLE SUE DIMISSIONI - CONSEGUENZE CHE EGLI HA ESPOSTO IN TUTTI I LORO PARTICOLARI NELLA REPLICA . GIURIDICO E PERTANTO UN ESAME ANALITICO .  2 . SULLE CONSEGUENZE DELLE DIMISSIONI PER RIMBORSI E INDENNITA' PRETESI  A - PRIMA DI PROCEDERE ALL' ESAME OCCORRE :  A ) DARE ATTO AL RICORRENTE CHE L' ALTA AUTORITA SI E DICHIARATA DISPOSTA A VERSARGLI IL COMPENSO PER FERIE ANNUALI NON GODUTE, AI SENSI DELL' ART . 29, E ) DEL REGOLAMENTO GENERALE DELLA COMUNITA, COME PURE L' IMPORTO DELLE SPESE DI VIAGGIO PER DETTE FERIE, AI SENSI DELL' ART . 14, A ) DEL REGOLAMENTO STESSO, E CHE CON TALE OFFERTA DEVONO RITENERSI SODDISFATTE LE PRETESE RELATIVE;  B ) DARE ATTO ALL' ALTA AUTORITA CHE IL RICORRENTE - CONTRARIAMENTE A QUANTO CHIESTO NEL RICORSO - NELLA REPLICA, NON PRETENDE PIU IL RIMBORSO DELLE SPESE DI VIAGGIO FINO A BRUXELLES A PARTIRE DAL LUOGO D' ORIGINE ( FIRENZE ), BENSI' DAL LUOGO IN CUI PRESTAVA SERVIZIO ( LUSSEMBURGO ) E RINUNZIA AL RIMBORSO DELLE SPESE DI TRASLOCO A BRUXELLES, SPESE CHE, DEL RESTO GLI SONO STATE RIFUSE DALLA BANCA EUROPEA DI INVESTIMENTI . VA PERTANTO DATO ATTO DELLA RINUNZIA DEL RICORRENTE ALLE SOPRADDETTE PRETESE .  B - L' ESAME DELLE RIMANENTI PRETESE CONDUCE LA CORTE ALLE CONSIDERAZIONI ED ALLE PRONUNZIE CHE SEGUONO :  A ) IL RICORRENTE HA CHIESTO ALLA CORTE DI RICONOSCERGLI DOVUTA L' INDENNITA DI RIMPATRIO, AI SENSI DELL' ART . 12, A ) DEL REGOLAMENTO GENERALE . A NORMA DI TALE ARTICOLO, DETTA INDENNITA VA CORRISPOSTA ALL' IMPIEGATO DOPO LA CESSAZIONE DAL SERVIZIO E PREVIA DIMOSTRAZIONE DELL' AVVENUTO RIMPATRIO .  LA CORTE RITIENE CHE TALE DISPOSIZIONE VADA INTERPRETATA ALLA LUCE DELL' UNITA FUNZIONALE DELLE COMUNITA EUROPEE E DELLE ISTITUZIONI ANNESSE E CHE NON SIA PERCIO' AMMISSIBILE IL CUMULO DELL' INDENNITA DOVUTA A CAUSA DELLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO PRESSO UNA DI ESSE CON ALTRA INDENNITA DOVUTA PER L' ASSUNZIONE IN SERVIZIO PRESSO UN' ALTRA DELLE PREDETTE COMUNITA O ISTITUZIONI .  TALI INDENNITA SONO SENZA DUBBIO CORRISPOSTE A FORFAIT : CIONONPERTANTO QUESTO NON COSTITUISCE UN SUPPLEMENTO DELLA REMUNERAZIONE DOVUTA ALL' IMPIEGATO, BENSI' RAPPRESENTA IL CORRISPETTIVO, ANTICIPATAMENTE VALUTATO, DELLE SPESE RELATIVE AD UNA SOLA E MEDESIMA OPERAZIONE, NELLA SPECIE IL TRASFERIMENTO DELLA RESIDENZA DELL' IMPIEGATO DA UN LUOGO AD UN ALTRO .  POICHE DETTO TRASFERIMENTO E AVVENUTO UNA SOLA VOLTA, UN PAGAMENTO EFFETTUATO PER TALE MOTIVO DALL' ALTA AUTORITA SAREBBE SENZA CAUSA, TENUTO CONTO DEL PAGAMENTO EFFETTUATO PER LA STESSA CAUSALE DALLA BANCA EUROPEA D' INVESTIMENTI .  QUESTA PRETESA VA PERTANTO RESPINTA .  B ) PER QUANTO CONCERNE L' INDENNITA DI PARTENZA, PRETESA DAL RICORRENTE IN FORZA DELL' ART . 62, C ) DEL REGOLAMENTO GENERALE, SI IMPONGONO ANALOGHE CONSIDERAZIONI .  LA " PARTENZA " CONTEMPLATA NEL 1 ) COMMA DI DETTO ARTICOLO DEVE LOGICAMENTE ESSERE INTESA COME UN DISTACCO DALLE ISTITUZIONI DELLE COMUNITA E L' INDENNITA RELATIVA DEV' ESSERE CONSIDERATA LA CONTROPARTITA DEL PERIODO IN GENERE NECESSARIO ALL' IMPIEGATO PER TROVARE UNA NUOVA OCCUPAZIONE . QUESTA INTERPRETAZIONE DELLA MENS LEGISLATORIS TROVA CONFERMA NEL 1 ) COMMA, A NORMA DEL QUALE NON HANNO DIRITTO ALL' INDENNITA COLORO CHE NON SONO PIU IN CONDIZIONE DI PROCURARSI UNA NUOVA OCCUPAZIONE .  QUESTA PRETESA NON E QUINDI FONDATA E VA RESPINTA .  C ) IL RICORRENTE HA CHIESTO IL RIMBORSO DELLE SPESE DI VIAGGIO PER LA FAMIGLIA DA LUSSEMBURGO A BRUXELLES, AVENDOGLI LA BANCA EUROPEA D' INVESTIMENTI RIMBORSATE SOLO QUELLE A LUI STESSO AFFERENTI .  A TAL PROPOSITO, L' ART . 13 A, 2 ) DEL REGOLAMENTO GENERALE STABILISCE CHE L' IMPIEGATO, ALL' ATTO DELLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO, HA DIRITTO AL RIMBORSO DELLE SPESE DI VIAGGIO DAL LUOGO IN CUI PRESTA SERVIZIO AL LUOGO D' ORIGINE, IL QUALE ULTIMO, AI SENSI DELLA LETTERA F ) DELLO STESSO ARTICOLO, VIENE STABILITO AL MOMENTO DELL' ENTRATA IN SERVIZIO DELL' IMPIEGATO, IN BASE AL SUO LUOGO DI ORIGINE OD AL CENTRO DEI SUOI INTERESSI .  IL REGOLAMENTO PREVEDE QUINDI SOLO IL RIMBORSO DELLE SPESE PER IL VIAGGIO DI RITORNO DELL' IMPIEGATO DAL LUOGO IN CUI PRESTAVA SERVIZIO AL LUOGO D' ORIGINE, VALE A DIRE, NELLA SPECIE, DA LUSSEMBURGO A FIRENZE . IL RICORRENTE, DOPO AVER CHIESTO TALE RIMBORSO NELL' ATTO INTRODUTTIVO VI HA TUTTAVIA RINUNZIATO NELLA REPLICA, LIMITANDO LA SUA PRETESA AL RIMBORSO DELLE SPESE DI VIAGGIO DA LUSSEMBURGO A BRUXELLES; LA PREDETTA PRETESA VA PERTANTO RESPINTA .  D ) PER QUANTO CONCERNE L' AMMONTARE CAPITALIZZATO DEL CONTO DEL RICORRENTE PRESSO LA CASSA DI PREVIDENZA - VALE A DIRE LA PARTE VERSATA DALL' ISTITUZIONE - E L' AMMONTARE CAPITALIZZATO DELLE TRATTENUTE DALLO STIPENDIO DEL RICORRENTE - CIOE LE SOMME DA QUESTI FORNITE A TITOLO DI CONTRIBUTO PER LA PENSIONE - VA RILEVATO CHE L' ART . 62 A ) E B ) DEL REGOLAMENTO GENERALE PREVEDE IL RIMBORSO DEGLI IMPORTI TESTE MENZIONATI, I QUALI COSTITUISCONO L' ACCANTONAMENTO DESTINATO AL TRATTAMENTO DI QUIESCENZA DELL' IMPIEGATO .  CON LA SUA ENTRATA IN SERVIZIO PRESSO LA BANCA EUROPEA D' INVESTIMENTI, IL RICORRENTE SI E TROVATO SOGGETTO AD UN NUOVO REGIME DI PREVIDENZA, A NORMA DEL QUALE O NON E TENUTO AD EFFETTUARE UN VERSAMENTO INIZIALE IN RAGIONE DEGLI ANNI DI SERVIZIO PRESTATO PRESSO L' ALTA AUTORITA OPPURE E OBBLIGATO A VERSARE LE SOMME RELATIVE IN UN APPOSITO FONDO DELLA BANCA . IN ENTRAMBE LE IPOTESI L' ALTA AUTORITA NON PUO' RIFIUTARSI DI SBORSARE LE SOMME ACCANTONATE NELL' INTERESSE DEL RICORRENTE .  INFATTI, O LA BANCA CON ATTO DI LIBERALITA - POCO COMPRENSIBILE DEL RESTO - SI PRESTA A FORNIRE IN PROPRIO GLI ACCANTONAMENTI RELATIVI AGLI ANNI PRECEDENTI ALL' ASSUNZIONE DEL RICORRENTE OPPURE QUESTI, TENUTO AD EFFETTUARE IL VERSAMENTO, HA BISOGNO A TALE SCOPO DELLE SOMME CHE EGLI HA DOMANDATO . IN ENTRAMBI I CASI, D' ALTRONDE, L' OPERAZIONE E, NEI CONFRONTI DELL' ALTA AUTORITA, RES INTER ALIOS ACTA .  SOLO NEL CASO IPOTETICO DI UN ACCORDO PER L' UNIFICAZIONE O LA FUSIONE DEI SISTEMI DI PREVIDENZA DELLE TRE COMUNITA SI POTREBBE IN REALTA RICONOSCERE ALL' ALTA AUTORITA IL DIRITTO DI TUTELARE GLI INTERESSI DI UNA SIFFATTA CASSA COMUNE, BENCHE ANCHE IN TAL CASO RESTEREBBE DA SPIEGARE PER QUALE MOTIVO GLIENE INCOMBEREBBE L' INIZIATIVA . A PRESCINDERE DALLO SCARSO ZELO DIMOSTRATO DALLE ISTITUZIONI NELL' UNIFORMARE LE RISPETTIVE ORGANIZZAZIONI, LA NECESSITA O L' OPPORTUNITA DELL' IMPEGNO CHE L' ALTA AUTORITA ESIGE DAL RICORRENTE COME CONDIZIONE PER LA CONSEGNA DEI FONDI NON E GIURIDICAMENTE FONDATA . INFATTI IN AVVENIRE SARA SEMPRE POSSIBILE ALL' ALTA AUTORITA, NELLA VESTE DI PARTECIPANTE AD UNA CASSA COMUNE DI PREVIDENZA DELLE COMUNITA, DI FAR DIPENDERE L' AMMISSIONE DEL RICORRENTE - O L' AMPIEZZA DEI SUOI DIRITTI ALLA PENSIONE - DAL VERSAMENTO NEL FONDO COMUNE DI UNA SOMMA ADEGUATA ED ALL' OSSERVANZA DI PRESCRITTE CONDIZIONI .  QUESTA PRETESA E PERTANTO FONDATA .  E ) IN MERITO AGLI INTERESSI SULLE SOMME DOMANDATE, PRETESI DAL RICORRENTE A PARTIRE DAL 12 MARZO O DALL' 11 MAGGIO, OCCORRE DISTINGUERE :  SE IL RICORRENTE SI RIFERISCE AGLI INTERESSI DI MORA, VA RILEVATO CHE QUESTI COSTITUISCONO IN LINEA DI PRINCIPIO LA VALUTAZIONE E LA DETERMINAZIONE LEGALE DEL DANNO SUBITO A CAUSA DEL RITARDO NELL' ESECUZIONE DI UN' OBBLIGAZIONE, RITARDO CHE DEVE RISULTARE DA UNA PRECEDENTE MESSA IN MORA . NELLA SPECIE, ANCHE SE, IN DIFETTO DI QUALSIASI ALTRA DIFFIDA DEL RICORRENTE, IL RICORSO PUO' ESSERE CONSIDERATO COME UNA MESSA IN MORA, LA MANCANZA, NEL DIRITTO COMUNITARIO, DI QUALUNQUE DETERMINAZIONE LEGALE DEGLI INTERESSI DI MORA COSTRINGE ALLA REIEZIONE DELLA PRETESA DI CUI TRATTASI .  SE VICEVERSA SI TRATTA DI INTERESSI COMPENSATIVI, ESSI SONO DOVUTI, ANCHE SENZA PREVENTIVA MESSA IN MORA, A TITOLO DI RISARCIMENTO DEL DANNO PROVOCATO DALLA MANCATA ESECUZIONE DI UN' OBBLIGAZIONE; MA ESSI PRESUPPONGONO UN DANNO CHE, NELLA SPECIE, NON E STATO DIMOSTRATO, NE DEDOTTO, NE PROVATO .  ANCHE QUESTA PRETESA VA PERTANTO RESPINTA .  3 . SUGLI EFFETTI DELLE DIMISSIONI IN RELAZIONE ALLA DATA ALLA QUALE ESSE HANNO AVUTO EFFETTO  PER TUTTO QUANTO PRECEDE, LA QUESTIONE DELLA DATA DALLA QUALE HANNO AVUTO EFFETTO LE DIMISSIONI PRESENTATE L' 11 FEBBRAIO 1959 NON HA ALCUNA RILEVANZA IN CAUSA, DAL MOMENTO CHE ESSA NON PUO' INFLUIRE SU ALCUNA DELLE PRETESE ACCOLTE DALLA CORTE .  QUESTO CAPO DELLA DOMANDA VA PERTANTO DICHIARATO IRRICEVIBILE .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ART . 70 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA DELLA CORTE, LE SPESE INCONTRATE DALL' ALTA AUTORITA RESTANO A SUO CARICO .  PER QUANTO CONCERNE LE SPESE INCONTRATE DAL RICORRENTE, VA TENUTO CHE CONTO CHE QUESTI HA VINTO LA CAUSA 27-59 E CONSEGUENTEMENTE L' ALTA AUTORITA DEVE ESSERE CONDANNATA ALLE SPESE DA LUI INCONTRATE, A NORMA DELL' ART . 69 PARAGRAFO 2 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA .  POICHE NELLA CAUSA 39-59 ENTRAMBE LE PARTI SONO RIMASTE SOCCOMBENTI SU ALCUNI CAPI DELLE RISPETTIVE DOMANDE, LE SPESE VANNO COMPENSATE, AI SENSI DELL' ART . 69 PARAGRAFO 3 DEL REGOLAMENTO .  

Dispositivo

LA SECONDA SEZIONE DELLA CORTE  DISATTESA OGNI CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA,  DICHIARA E STATUISCE :  1 . LE CAUSE PROMOSSE DAL PROF . ALBERTO CAMPOLONGO E REGISTRATE AI NUMERI 27-59 E 39-59 SONO RIUNITE AI FINI DELLA PRESENTE SENTENZA .  2 . LA DECISIONE CONTENUTA NELLA LETTERA 7 MARZO 1959 DEL PRESIDENTE DELL' ALTA AUTORITA, CON LA QUALE SI INFORMAVA IL PROF . ALBERTO CAMPOLONGO CHE LE DIMISSIONI DA LUI PRESENTATE NON POTEVANO ESSERE ACCETTATE, E ANNULLATA .  3 . SI DA ATTO AL RICORRENTE CHE L' ALTA AUTORITA, NELLE MORE DEL GIUDIZIO, SI E DICHIARATA DISPOSTA A VERSARGLI, IN CONFORMITA ALL' ART . 29 E ) DEL REGOLAMENTO GENERALE DELLA COMUNITA, A TITOLO DI COMPENSO PER FERIE ANNUALI NON GODUTE AL MOMENTO DELLA CESSAZIONE DAL SERVIZIO, UNA SOMMA PARI AGLI OTTO TRENTESIMI DELLA SUA RETRIBUZIONE A TALE DATA .  4 . SI DA ATTO AL RICORRENTE CHE L' ALTA AUTORITA SI E DICHIARATA DISPOSTA A RIMBORSARGLI, AI SENSI DELL' ART . 14 A ) DEL REGOLAMENTO GENERALE DELLA COMUNITA, LE SPESE DI VIAGGIO PER FERIE ANNUALI PER LUI E FAMIGLIA, DA LUSSEMBURGO A FIRENZE .  5 . SI DA ATTO ALL' ALTA AUTORITA CHE IL RICORRENTE, NELLE MORE DEL GIUDIZIO, HA RINUNZIATO ALLA PRETESA - BASATA SULL' ART . 13, A, 2 ) DEL REGOLAMENTO GENERALE DELLA COMUNITA - DI RIMBORSO DELLE SPESE DI VIAGGIO DA LUSSEMBURGO A FIRENZE PER SE E FAMIGLIA .  6 . SI DA ATTO ALL' ALTA AUTORITA CHE IL RICORRENTE HA RINUNZIATO ALLA PRETESA DI RIMBORSO DELLE SPESE DI TRASLOCO DA LUSSEMBURGO A BRUXELLES .  7 . LA PRETESA DEL RICORRENTE RELATIVA ALL' INDENNITA DI RIMPATRIO, AI SENSI DELL' ART . 12 A ) DEL REGOLAMENTO GENERALE DELLA COMUNITA, E RESPINTA .  8 . LA PRETESA DEL RICORRENTE RELATIVA ALL' INDENNITA DI PARTENZA, AI SENSI DELL' ART . 62 C ) DEL REGOLAMENTO GENERALE DELLA COMUNITA, E RESPINTA .  9 . LA PRETESA DEL RICORRENTE RELATIVA ALLE SPESE DI VIAGGIO PER SE E FAMIGLIA DA LUSSEMBURGO A BRUXELLES E RESPINTA .  10 . L' ALTA AUTORITA E TENUTA A VERSARE AL RICORRENTE LA SOMMA CHE, AL MOMENTO DELLA SUA CESSAZIONE DAL SERVIZIO, FIGURAVA A SUO CREDITO PRESSO LA CASSA DI PREVIDENZA PER IL PERSONALE DELLA COMUNITA EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO, CAPITALIZZATA ANNUALMENTE AL TASSO STABILITO DALL' ART . 91 DEL REGOLAMENTO GENERALE DELLA COMUNITA EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO .  11 . L' ALTA AUTORITA E TENUTA A VERSARE AL RICORRENTE LE SOMME TRATTENUTE SUL SUO STIPENDIO A TITOLO DI CONTRIBUTO AL FONDO DI QUIESCENZA, CAPITALIZZATE ANNUALMENTE AL TASSO STABILITO DALL' ART . 91 DEL REGOLAMENTO GENERALE DELLA COMUNITA EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO, DEDOTTINE GLI ANTICIPI EVENTUALMENTE CONCESSI .  12 . LA PRETESA DEL RICORRENTE RELATIVA AGLI INTERESSI E RESPINTA .  13 . IL CAPO DELLA DOMANDA DEL RICORRENTE CONCERNENTE LA FISSAZIONE DELLA DATA ALLA QUALE LE SUE DIMISSIONI HANNO AVUTO EFFETTO E RESPINTO .  14 . L' ALTA AUTORITA DOVRA RIMBORSARE AL RICORRENTE LE SPESE DA LUI INCONTRATE NELLA CAUSA 27-59 .  L' ALTA AUTORITA DOVRA RIMBORSARE AL RICORRENTE UN TERZO DELLE SPESE DA LUI INCONTRATE NELLA CAUSA 39-59 .  L' ALTA AUTORITA SOPPORTERA LE PROPRIE SPESE .