CELEX: 51993PC0202
Language: it
Date: 1993-06-09
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO sulle sostanze che riducono lo strato di ozono

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
                                  C0M(93) 202 def.
                                  Bruxelles, 9 giugno 1993
                         Proposta di
              REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
      sulle sostanze che riducono lo strato di ozono
               (Presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                  MOTIVAZIONE
     Il fine della presente proposta è consolidare i regolamenti esistenti
     (CEE) n. 594/91 e (CEE) n. 3952/92 e attuare nella Comunità i
     controlli resi necessari dall'emendamento di Copenaghen al Protocollo.
     La proposta intende anche integrare la normativa comunitaria vigente
     rendendo obbligatorio, in taluni casi, il recupero delle sostanze
     usate che impoveriscono l'ozono, in ottemperanza ad una decisione
     adottata dalle parti firmatarie.
     Il regolamento del Consiglio (CEE) n. 594/91 del 4 marzo 1991 sulle
     sostanze che impoveriscono lo strato di ozono ^ 1 ^ nella versione
     modificata dal regolamento (CEE) n. 3952/92 ( 2 ) dispone restrizioni
     quantitative alla produzione e al consumo di e lorofluorocarburi 11,
     12, 113, 114 e 115, di altri clorofluorocarburi totalmente halogenati,
     di halon, di tetracloruro di carbonio e di 1,1,1-tricloroetano. Esso
     si basa sul Protocollo di Montreal relativo alle sostanze che
     impoveriscono lo strato di ozono, quale adattato e modificato a Londra
    nel 1990, di cui gli Stati membri e la Comunità sono Parti contraenti
    e quale adattato a Copenaghen nel 1992.
     Il Gruppo di valutazione scientifica del Programma delle Nazioni Unite
    per l'ambiente (UNEP) ha constatato che il buco nello strato di ozono
    sulla regione antartica nel 1991 era pari, per profondità ed
    estensione, a quelli osservati nel 1987, nel 1989 e nel 1990. Per la
    prima volta le osservazioni fatte nell'Antartide hanno confermato che
    alla perdita di ozono corrisponde un aumento di uguale entità della
    radiazione ultravioletta a livello del suolo. Lo strato di ozono della
    stratosfera si va consumando più rapidamente di quanto previsto ed
    attualmente riduzioni di ozono sono rilevate          in aree ad alta
    concentrazione demografica dell'Europa e dell'America settentrionale.
    Tra il 1979 e il 1991, al 45" di latitudine nord, lo spettrometro TOMS
     installato su satellite ha stimato le perdite di ozono nel periodo
    compreso tra dicembre e marzo, a 5,5% per decennio             (forcella
    di 2%-8%). Si prevede che la concentrazione di cloro presente nella
    stratosfera salirà dal livello attuale di 3,3 ppmv (parti per miliardo
     in volume) a 4,1 ppmv nell'anno 2000. Questo aumento dei livelli di
    cloro è causato da emissioni precedenti al rilevamento del buco sulla
    regione antartica e persisterà anche se tutte le Parti applicheranno
     il Protocollo nella versione modificata del 1990. Per diminuire questo
     livello elevatissimo di cloro e ridurre i suoi effetti sull'ambiente,
    si sono resi necessari controlli più rigorosi, più estesi, e tali da
    essere rapidamente applicati.
    Alla luce di prove scientifiche, le Parti del Protocollo hanno deciso
    nel 1992 a Copenaghen di intensificare tra l'altro le misure attuali
    di controllo sui elorofluorocarburi , gli halon, il tetracloruro di
    carbonio e I '1 ,1 ,1-tricloroetano e di estendere i controlli al bromuro
    di metile, agli idrobromofluorocarburi e agli idroclorofluorocarburi .
    Tutte queste sostanze saranno vietate a livello mondiale entro il
    1' gennaio 1996 tranne gli idroclorofluorocarburi, temporaneamente
(1) GU n. L 67 del 14.3.1991, pag. 1
(2) GU n. L 405 del 31.12.1992.
 ---pagebreak---       necessari come sostituti delle sostanze che impoveriscono               l'ozono più
     dannose e eccetto il bromuro di metile sul quale sono                    attualmente
     ancora in corso indagini.
     La ratifica dell'emendamento di Copenaghen al protocollo e la sua
     applicazione a livello comunitario sono in perfetta armonia con il
     Quinto programma d'azione che sottolinea la necessità di accelerare il
     processo di        riduzione delle sostanze che             impoveriscono     l'ozono
     addirittura in una misura maggiore di quanto è stato deciso a livello
      internazionale ( 3 ) . p e r quanto riguarda la progressiva eliminazione
     dei elorofluorocarburi, degli halon, del tetracloruro di carbonio e
     dell'1,1,1-tricloroetano, l'applicazione a livello comunitario degli
     adattamenti     di Copenaghen avviene attraverso              il regolamento del
     Consiglio (CEE) n. 3952/92 che dispone la progressiva eliminazione dei
     clorofluorocarburi e del tetracloruro di carbonio un anno prima di
     quanto previsto dal Protocollo. Per quanto riguarda il bromuro di
     metile, gli       idrobromofluorocarburi e gli           idroclorofluorocarburi è
     necessaria     una     nuova    proposta   di   regolamento       da   parte    della
     Commissione, proposta che affronterà anche il problema del recupero
     delle sostanze usate perché possano essere riciclate o eliminate in
     maniera adeguata e senza rischi.
     I potenziali costanti di riduzione dell'ozono (PRO) delle sostanze
     controllate elencate nel protocollo di Montreal                    sono rilevanti,
     sebbene i valori oscillino tra e all'interno dei gruppi di controllo.
    A    titolo     di     esempio,    si   riscontrano       le   forcelle     seguenti:
     clorofluorocarburi (0,6 - 1 , 0 ) ; halon (3,0 - 1 0 , 0 ) ;            tetracloruro
     di carbonio ( 1 , 1 ) ; 1 ,1,1-trieloroetano ( 0 , 1 ) ; bromuro di metile ( 0 , 7 ) ;
     idrobromofluorocarburi        (0,1     -     14,0); e       idroclorofluorocarburi
     (0,005-0,52).
    Le ragioni ambientali per cui si deve andare oltre l'emendamento di
    Copenaghen     e attuare        controlli   più    rigorosi      all'interno    della
    Comunità al fine di ridurre gli effetti dell'elevatissimo carico di
    cloro sono urgenti. Se si attende che gli effetti precisi di questi
     livelli di cloro che non hanno precedenti siano noti e compresi, sarà
    troppo tardi per intervenire legislativamente in modo da ridurre i
    danni causati. Non va dimenticato inoltre che livelli eccezionalmente
    elevati di cloro persisteranno per almeno 10 anni prima che inizi un
    calo significativo dei medesimi. La Comunità dovrà pertanto far fronte
    ad almeno altri 20 anni di incertezza.
    Di recente, l'Organizzazione meteorologica mondiale (comunicato stampa
    n. 507) ha pubblicato i dati raccolti dal suo Sistema mondiale di
    osservazione dell'ozono, secondo i quali, nella prima metà del marzo
    1993,    i valori assoluti di ozono sono stati inferiori del 20-25%
    rispetto ai valori medi a lungo termine per un'area che si estende
    dalla Scandinavia e l'Europa centrale fino alle coste asiatiche del
    Pacifico. Su un arco di tempo di 14 anni, dal 1979 al 1993, la
    quantità totale di ozono registrata nei mesi invernali tra 45' e 65'
    di    latitudine nord è calata           in modo costante. Nell'inverno del
    1992-1993      la      riduzione    media    è    stata      superiore     al    14%.
    Sfortunatamente, questo continuo e crescente impoverimento dell'ozono
    è il risultato della nostra incapacità di agire rapidamente fin
    dall'inizio per tenere sotto controllo i CFC e gli halon. In futuro,
(3) C0M(92) 23 def. VOL II 27.3.1992, pagg. 41, 42, 81 e 84
 ---pagebreak---      anche i controlli più rigorosi sugli HBFC, gli HCFC e il bromuro di
     metile, non riusciranno a ridurre gli effetti                 ambientali    degli
     eccezionali       livelli    di   cloro   nell'atmosfera      entro    il   2000.
     Cionondimeno, i controlli previsti nella presente proposta, intendono
     garantire la rigenerazione dello strato di ozono il più rapidamente
     poss ibi le.
9.   Le emissioni di cloro e di bromo da HCFC e da bromuro di metile, se
     non vengono prontamente regolamentate, contribuiranno sostanzialmente
     alla distruzione dell'ozono per i prossimi 20 anni. Per esempio, il
     PRO dipendente dal periodo di tempo dell'HCFC22, su un intervallo di
     tempo di 5 anni, è almeno 3,5 volte superiore al suo valore a lungo
     termine (0,19 rispetto a 0,055). Analogamente, il bromuro di metile ha
     un PRO dipendente dal periodo di tempo più elevato (15,3 rispetto a
     0,7) di qualsiasi altra sostanza controllata. Sulla base di queste
     informazioni, nel 1991, il Gruppo di valutazione scientifica dell'UNEP
     ha valutato che una riduzione del 10% delle emissioni di bromuro di
     metile si tradurrebbe in una diminuzione del bromo nella stratosfera
     equivalente      a   un'accelerazione    di    3  anni    del    calendario    di
     eliminazione progressiva dei CFC. Giova poi ricordare che il bromo
     reagisce in maniera sinergica con il cloro nel processo di distruzione
     dell'ozono e che, con l'aumentare dei livelli di cloro, aumenta
     l'attività distruttiva del bromo nei confronti dell'ozono.
10. Infine la Comunità dovrebbe intervenire energicamente nell'attuazione
    degli accordi di Copenaghen, in quanto controlli non drastici sugli
    HCFC e sul bromuro di metile aumenteranno                il periodo di tempo
    necessario perché lo strato di ozono ritorni                 "normale", il che
    aggraverà l'incertezza quanto agli effetti che ha sull'ambiente la
    riduzione dell'ozono. Inoltre, controlli non drastici sugli HCFC e sul
    bromuro di metile ridurranno i significativi vantaggi comportati dal
    programma di riduzione e di progressiva eliminazione dei CFC, degli
    halon, del tetracloruro di carbonio e dell"l ,1,1-tricloroetano.
11. In generale sia a livello comunitario che mondiale, l'esperienza degli
    ultimi cinque anni ha mostrato che la progressiva eliminazione delle
    sostanze che impoveriscono l'ozono procede rapidamente e a costi
    economici molto più bassi di quanto ci si aspettasse. Contrariamente a
    quanto si immaginava, la qualità dei beni e dei servizi è stata
    mantenuta senza aumenti di prezzi e in molti casi la ricerca di
    sostanze alternative a quelle che impoveriscono l'ozono non ha
    comportato       costi,     rivelandosi   talora    addirittura       vantaggiosa
    economicamente. Modifiche nel regime legislativo implicano che debbano
    essere     modificati      anche    i costi    associati     con    la   graduale
    eliminazione. Comunque la valutazione esatta sia dei costi che dei
    benefici      risulta    difficile    ed è    soggetta    ad   una    sostanziale
     incertezza, pur essendo chiaro che i benefici di un                   intervento
    legislativo oltrepassano abbondantemente i costi, anche in assenza di
    una quantificazione precisa.
12. Poiché i dati scientifici continuano a dimostrare che la distruzione
    dello strato di ozono terrestre avviene sempre più rapidamente ed è
    sempre più estesa, analogamente, altrettanto maggiori dovranno essere
    i benefici comportati dalla rimozione del danno ambientale. Nello
    stesso tempo i costi economici della graduale eliminazione delle
    sostanze       che      impoveriscono    l'ozono      non     sono      aumentati
    proporzionalmente ai benefici che un pronto intervento legislativo
 ---pagebreak---       comporterà,      fermo   restando    che   tali   costi    potrebbero     crescere
      sensibilmente se si dovesse attendere troppo tempo prima di poter
      disporre di sostanze di sostituzione e di nuove tecnologie. E' anche
      vero inoltre che eventuali ritardi nell'applicazione dell'emendamento
      di Copenaghen del 1992 e la conseguente perdita dei benefici che tali
      ritardi comporterebbero, non sarebbero certo compensati da risparmi
      sui costi che potrebbero derivare da decisioni prese in base a
      considerazioni di tipo più quantitativo o di efficacia dei costi.
 13. I benefici ambientali comportati da una legislazione più rigorosa di
     quella prevista dall'emendamento di Copenaghen sono difficilmente
     valutabili       in   dettaglio.   E'    stato   stimato    comunque,     che   una
     diminuzione del 1 0 % dell'ozono sarà accompagnata da 1,6 - 1,8 milioni
     di casi in più all'anno di cataratta dell'occhio a livello mondiale e
     da 0,3 milioni di casi in più di cancro della pelle (non melanoma)
      (rapporto     del    Gruppo   di   valutazione     sugli    effetti    ambientali
     dell'UNEP, 1 9 9 1 ) . Inoltre la radiazione ultravioletta B avrà effetti
     deleteri sulla produzione e sulla qualità degli alimenti, sulla
     silvicoltura e sugli ecosistemi naturali.
14. Il consumo di HCFC all'interno della Comunità crescerà sensibilmente
     se a queste sostanze chimiche non si applicherà un sistema di
     controllo. Nel 1989 l'industria europea ha consumato 1 869 tonnellate
     ponderate PRO di HCFC. Tre anni più tardi, nel 1992, il consumo è
     salito a 3 336 tonnellate ponderate PRO: vi è stato cioè un aumento
     del 7 8 % . A titolo di paragone, nello stesso periodo, il consumo di CFC
     è sceso del 4 2 % : da 222 566 a 129 479 tonnellate ponderate PRO. La
     semplice imposizione di controlli si tradurrà pertanto in benefici per
     la società e per l'ambiente. La necessità di controlli sugli HCFC è
     stata prevista nel 1990 nella risoluzione di Londra sulle sostanze di
     transizione e l'accelerazione dei programmi di eliminazione graduale
     dei CFC, degli halon, del tetracloruro di carbonio e d e l l ' 1 , 1 , 1 -
     tricloroetano       era    stata   accettata     in    precedenti      regolamenti
     (CEE/594/91 e CEE/3952/92) sulla base di un accordo con l'industria la
     quale avrebbe potuto usare gli HCFC sottoponendosi a limitazioni. La
     presente proposta mira essenzialmente a limitare l'uso di HCFC e su
     questa base il costo di sostituzione o il costo che la transizione dai
    CFC agli HCFC comporta per l'industria, è già stato considerato con i
    precedenti regolamenti.
15. Il livello massimo o il limite quantitativo per quanto concerne il
    consumo di HCFC, è stato scelto in modo da riflettere i principi
     fissati nella risoluzione di Londra, ora ufficialmente incorporata nel
    protocollo mediante          l'emendamento    di   Copenaghen.     Gli   HCFC   non
    dovrebbero cioè essere usati in applicazioni per le quali non siano
    state utilizzate precedentemente sostanze controllate o per le quali
    sia possibile l'uso di alternative o tecnologie meno dannose per
     l'ambiente. Queste restrizioni devono essere applicate da tutte le
    Parti del Protocollo. A livello intracomunitario il limite massimo è
    stato calcolato per ragioni specifiche alla Comunità. Per esempio, il
     livello calcolato del consumo di HCFC viene elaborato in parte sulla
    base del consumo di CFC nell'anno di base 1989. Nel 1989 il consumo
    comunitario di CFC in aerosol è stato pari al 2 2 % del consumo totale.
    Ciò è in netto contrasto con i consumi di alcuni dei nostri partner
     internazionali quali gli Stati Uniti d'America che hanno proceduto
    rapidamente       all'eliminazione     dell'uso    dei   CFC    in    aerosol.   Di
 ---pagebreak---      conseguenza, visto che la Comunità non intende permettere l'impiego di
     HCFC    in   aerosol    perché   ciò   implicherebbe   emissioni    dirette
     nell'atmosfera, e visto che ai sensi dell'articolo 2F, paragrafo 7,
      lettera a) e lettera e) del protocollo, l'impiego di HCFC è consentito
     solo qualora sia assolutamente necessario, nella Comunità le quantità
     ammissibili dovranno essere inferiori al livello massimo del 3,1%
     deciso a Copenaghen.
16. Dalle     informazioni   fornite dagli    ambienti  che   trattano   schiume
     plastiche, refrigeranti      e solventi, il fabbisogno dell'industria
     europea stornato inizialmente era di 7 352 tonnellate ponderate PRO di
     HCFC, circa l'equivalente di un livello massimo del 2,5% che sarebbe
     stato raggiunto nel 1997. Tuttavia, le recenti innovazioni tecniche
     hanno introdotto frigoriferi per uso domestico che impiegano gas
     refrigeranti a base di propano/butano ed il cui isolamento è ottenuto
     con schiume fabbricate con idrocarburi diversi. Su questa base,
     l'industria europea della schiuma ha rivisto il suo fabbisogno stimato
     di HCFC da 4 369 a 4 001 tonnellate ponderate PRO. Il settore dei
     refrigeranti    e quello dei solventi      ritengono che     il fabbisogno
     ammonterà per il primo a 2 420 e a 563 tonnellate ponderate PRO di
     HCFC per il secondo. Globalmente, il fabbisogno totale stimato delle
     industrie che utilizzano gli HCFC è stato ridimensionato a 6 984
     tonnellate ponderate PRO, l'equivalente circa di un livello massimo
     del 2,3%. Sulla base delle stime del settore industriale, si prevede
     di raggiungere un livello massimo del 2,3% nel 1997 e del 2,5% nel
     1998 invece che nel 1997.
17. Il costo che        le  limitazioni   dell'uso   di  HCFC   comportano   per
     l'industria è quello della limitazione del consumo a 2,5%, costo che
    però non può essere calcolato. Il livello massimo sarà raggiunto nel
     1998 circa e i prezzi pagati per gli HCFC, depurati degli aumenti
    dovuti all'inflazione, dipenderanno dalla situazione dei prezzi in
    quel momento. E' anche assai probabile che gli sviluppi tecnologici
     tra oggi e il 1998, ri ducendo il fabbisogno stimato, contribuiscano a
     rendere più difficile una valutazione dei costi. Inoltre il programma
    di eliminazione progressiva associato al limite massimo è stato scelto
    come la migliore stima del profilo anticipato dell'uso di HCFC.
    Pertanto i costi di ammortamento in eccesso sull'ammortamento normale
    non sono ant icipat i .
18. La proposta di regolamento tratta la questione della ripartizione dei
    diritti di immissione sul mercato comunitario degli HCFC all'articolo
    4, paragrafi 8-10. Il modello proposto si basa sui              regolamento
    precedenti     (3952/92/CEE, 594/91/CEE e 3322/88/CEE). Tuttavia, il
    sistema sarà applicato ora ad un mercato di HCFC in espansione e non
    più ad un mercato di CFC in declino. Si prevede che questi diritti
    susciteranno più discussioni che in passato, ma non sembra possibile
    poter definire un sistema di ripartizione più equo di quello già
    applicato e sperimentato. I dati statistici a partire dal 1989
     indicano che tutti i produttori della Comunità stanno vendendo gli
    HCFC (periodo 1989-1992) e che attualmente le quote di mercato sono
    relativamente stabili. Tuttavia, non si possono escludere in futuro
    talune carenze nelle forniture perché taluni produttori potrebbero
    decidere di non utilizzare o di trasferire il loro diritto di consumo.
    La Commissione intende agire per far fronte alle carenze, nei limiti
    fissati dalla normativa comunitaria.
 ---pagebreak---  19. I costi e i benefici associati con un uso ridotto per il bromuro di
     metile sono in qualche modo diversi. Avendo il bromuro di metile un
     PRO in relazione al periodo estremamente elevato, i benefici connessi
      a strategie di sostituzione o di controllo delle emissioni saranno
     maggiori su una base per chilo di quelli degli HCFC. La riduzione di
     emissioni di spreco si tradurrà inoltre in risparmi sui costi per gli
     utilizzatori. In generale regna grande incertezza circa le tecniche da
      impiegare per limitare l'uso del bromuro di metile nelle attuali
     applicazioni, pertanto non è possibile una valutazione dettagliata dei
     costi. La proposta riduzione del 25% nella produzione e nel consumo di
     bromuro di metile si rivelerà più utile che non il congelamento
     previsto   dal   protocollo;  tuttavia    la riduzione     è modesta      per
     riflettere questa incertezza. In un secondo momento potranno essere
     prese in considerazione ulteriori riduzioni sulla base dei risultati
     dei gruppi di valutazione dell'UNEP che precederanno la riunione tra
      le Parti firmatarie del protocollo che si svolgerà nel 1995. E' chiaro
     che sarà possibile ottenere parte della proposta riduzione del 25%
     sostituendo il bromuro di metile con alternative quali pesticidi
     chimici di altro tipo, agenti biologici di controllo, solarizzazione
     del suolo, sterilizzazione per mezzo del vapore e nuovi metodi di
     coltura, come indicato nel rapporto di sintesi dell'UNEP del 1992 sul
     bromuro di met ile.
20. Durante la riunione di Copenaghen le Parti del Protocollo sono state
     incapaci di mettersi d'accordo su misure più avanzate a causa della
     riluttanza di Israele (un produttore importante) e di paesi meno
     sviluppati ad accettare che il bromuro di metile sia una sostanza
     controllata. I paesi sviluppati, dopo Copenaghen, hanno la possibilità
     di intervenire in maniera più efficace e rigorosa. Ciò è necessario
    se, in occasione del 7" Incontro delle Parti del Protocollo nel 1995
    si vogliono convincere       i PVS a impegnarsi maggiormente. A tal
    proposito è opportuno notare che gli Stati Uniti d'America intendono
    eliminare progressivamente la produzione e il consumo di bromuro di
    metile entro l'anno 2000.
21. L'intervento    comunitario   è necessario      per   un'attuazione    rapida
    dell'accordo di Copenaghen. La Comunità svolge una funzione chiave
    come parte firmataria del protocollo e deve pertanto mostrare unità e
    coerenza di fronte ai partner del negoziato e dimostrare la sua
    volontà di onorare appieno gli          impegni    internazionali   da essa
    sottoscritti. Se, in ambito comunitario, gli impegni assunti a livello
     internazionale non saranno onorati, la Comunità rischierà la propria
    credibilità nei negoziati futuri, anche quelli che esulano dal settore
    della protezione      dello strato di ozono. La proposta            si   basa
    sull'articolo 130S in quanto il protocollo è un accordo sull'ambiente
    che intende limitare la produzione e il consumo di sostanze che
     impoveriscono l'ozono. E' stato aggiunto l'articolo 113 come base
    giuridica    comune   in quanto   il protocollo di Montreal           prevede
    disposizioni che regolano gli scambi e che saranno applicate.
22. Prima della presentazione di questa proposta consultazioni formali ed
    informali con l'industria hanno avuto luogo. Mentre i produttori di
    sostanze che     impoveriscono lo strato di ozono sono decisamente
    favorevoli alla graduale riduzione delle sostanze in questione entro
    tempi per quanto possibile brevi e senza deroghe, le industrie che
 ---pagebreak---      usano tali sostanze sottolineano la necessità, per talune applicazioni
     di continuare ad usare le sostanze controllate dopo l'eliminazione. A
     questa loro preoccupazione si potrebbe trovare una soluzione mediante
     il riciclaggio delle sostanze usate e prevedendo la possibilità di
     eccezioni per usi essenziali dopo l'eliminazione definitiva. Gli usi
     specifici essenziali per i quali sarà concessa la possibilità di
     utilizzare sostanze controllate per un determinato periodo al di là
     della data di eliminazione saranno determinati durante la fase di
     attuazione di questo nuovo regolamento in consultazione con gli Stati
    membri attraverso il comitato di gestione di cui all'articolo 16 del
     regolamento e tenendo conto allo stesso tempo dei risultati delle
     indagini condotte in merito dal Gruppo economico e tecnico dell'UNEP.
23. E certo che tutti i paesi dell'OCSE applicheranno la revisione di
    Copenaghen del Protocollo. Alcuni dei nostri partner internazionali,
    come il Giappone, si limiteranno a rispettare gli impegni imposti dal
    protocollo, almeno per il momento. Altri, segnatamente gli Stati Uniti
    d'America, sono pronti a spingersi oltre. Gli Stati Uniti intendono
    eliminare progressivamente entro il 2003 da tutte le applicazioni gli
    HCFC con alti PRO, come ad esempio l'HCFC 141b. A partire dal 2010,
    gli HCFC meno potenti come l'HCFC 22 e 142b, saranno proibiti nelle
    nuove attrezzature ed entro il 2020 quasi tutti gli altri HCFC, tra
    cui il 123, il 124 e il 225 saranno progressivamente eliminati. Il
    restante 0,5% sarà eliminato a sua volta entro il 2030. Gli Stati
    Uniti intendono anche eliminare progressivamente la produzione e il
    consumo di bromuro di metile entro il 2000. Tra i paesi dell'EFTA, la
    Svezia ha annunciato la sua intenzione di vietare l'impiego di HCFC in
    tutte le applicazioni entro il 2000. Inoltre, taluni Stati membri
    hanno già adottato o stanno preparando normative nazionali intese a
    proteggere lo strato di ozono in maniera più efficace. Ad esempio, la
    Germania ha vietato l'impiego del l'HCFC 22 entro il 2000 in tutte le
    applicazioni ad eccezione dei sistemi refrigeranti a circuito chiuso.
    La Danimarca intende eliminare progressivamente tutti gli HCFC entro
     il 2002 e il bromuro di metile entro il 1998. Per ragioni ambientali,
    politiche e per ragioni connesse con il mercato comune la Comunità
    deve essere all'avanguardia in questo processo di controllo degli HCFC
    e del bromuro di metile. Si propone quindi di eliminare gradualmente
    gli HCFC entro il 2016 e di ridurre la produzione e il consumo di
    bromuro di metile del 2 5 % entro il 1996.
24. La Comunità europea ha ratificato la convenzione di Vienna, il
    Protocollo di Montreal      e   l'emendamento   di   Londra  del    1990 al
    Protocollo.    Le  disposizioni     di   questi    strumenti     legislativi
    internazionali sono stati resi esecutivi nella Comunità anzitutto con
    i regolamenti (CEE) n. 3322/88, n. 594/91 e n. 3952/92. La presente
    proposta mira a creare un nuovo regolamento che costituisca               lo
    strumento più concreto e più efficace per dare attuazione alle
    disposizioni dell'emendamento di Copenaghen del 1992 al Protocollo e
    per armonizzare l'attuale legislazione comunitaria.
 ---pagebreak---                                      Proposta di
                         REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
                sulle sostanze che riducono lo strato di ozono
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
 visto  il  Trattato    che   istituisce   la  Comunità   economica   europea,   in
particolare gli articoli 113 e 130S,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando   che   il   regolamento    (CEE)  n.  594/91   del  Consiglio,   del
4 marzo 1991, sulle sostanze che riducono lo strato di ozono d ) è stato
modificato   dal   regolamento      (CEE)   n. 3952/92 (2>;    considerando   che,
dovendo   introdurre   ulteriori    modificazioni,   è  opportuno,   per  fini  di
chiarezza, procedere ad una rifusione di detto regolamento;
considerando che, date le competenze della Comunità         in materia ambientale
e commerciale,   tutti gli Stati membri e la Comunità sono divenuti          parte
della convenzione di Vienna per la protezione dello strato di ozono e del
protocollo di Montreal      relativo alle sostanze che riducono      lo strato di
ozono, quale modificato nella seconda         riunione dalle parti, tenutasi a
Londra;
(1) GU n. L 67 del 14.3.1991, pag. 1
(2) GU n. L 405 del 31.12.1992, pag. 41
 ---pagebreak---  considerando che è accertato che il persistere delle emissioni di sostanze
 che  riducono     l'ozono,   ai   livelli    attuali, è causa       di  grave   danno  allo
 strato di ozono;
 considerando, che alla        luce dei    recenti    risultati    scientifici,    le parti
del   protocollo       di  Montreal    hanno     adottato    nella    quarta   riunione,   a
Copenaghen, nella quale Comunità e Stati membri hanno svolto un ruolo di
primo psano, un secondo emendamento del Protocollo contenente nuove misure
per la protezione dello strato di ozono;
considerando che è necessario adottare provvedimenti a livello comunitario
per l'adempimento degli obblighi derivanti dalla convenzione e dal secondo
emendamento      al   protocollo,    in  particolare      per   controllare     all'interno
della   Comunità      la produzione    e  la fornitura      di  bromuro    di  metile e di
 idrobromofluorocarburi e la fornitura e l'uso di idroclorofluorocarburi ;
considerando che in base ai risultati scientifici è opportuno adottare, in
taluni casi, misure di controllo più severe di quelle previste dal secondo
emendamento al protocollo-,
considerando      che, data    la struttura      del mercato     del   bromuro  di  metile,
degli   idrobromofluorocarburi e degli          idroclorofluorocarburi , è opportuno -
per garantire       l'adempimento degli obblighi che          il secondo emendamento al
protocollo impone alla Comunità - controllare              il consumo di tali sostanze,
esercitando     il controllo sulla fornitura piuttosto che sulla domanda; che
 la fornitura può essere controllata           limitando le vendite e l'uso presso i
produttori    della     loro produzione     e  l'immissione     in   libera pratica    delle
 importaz ioni ;
considerando che è necessario vigilare costantemente                  sull'evoluzione del
mercato delle sostanze che impoveriscono lo strato di ozono, valutando in
particolare      quali    sono   i   quantitativi      sufficienti      a   soddisfare    le
necessità    di    approvvigionamento      per    gli  usi   essenziali     e  i progressi
compiuti nello sviluppo di sostanze di sostituzione;
                                              10
 ---pagebreak---  considerando   che   è  opportuno    far   sì  che  le  fughe  di  sostanze   che
 impoveriscono   l'ozono siano ridotte al minimo •& che        le sostanze usate
 vengano   recuperate   per  essere   riciclate   o  eliminate  senza  danno   per
 !'amb iente;
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO
                                       CAPO I
                            DISPOSIZIONI INTRODUTTIVE
                                     Articolo 1
                               Campo d'applicazione
 Il  presente    regolamento    si   applica   alla   produzione,   importazione,
esportazione, fornitura, utilizzazione e recupero di elorofluorocarburà,
degli altri clorofluorocarburi completamente alogenati, degli halon, dei
tetracloruro di carbonio, del I'1,1,1-tricloroetano, del bromuro di metile,
degli    idrobromofluorocarburi    e   degli   idroclorofluorocarburi.   Esso   si
applica inoltre alla comunicazione dei dati relativi a tali sostanze.
                                    Articolo 2
                                    Definizioni
Ai fini del presente regolamento,
     "protocollo" è    il protocollo di Montreal     relativo alle sostanze che
     riducono   lo  strato   di  ozono,    nella  versione  originale   del   1987
    adattata nel    1990 e nel    1992, nella versione modificata del      1990 e
    adattata nel 1992 e nella versione modificata del 1992;
                                         11
 ---pagebreak---  "parte" è ogni parte del protocollo. Tuttavia, per quanto attiene ai
 diritti   e agli obblighi       derivanti     da un emendamento del protocollo e
 da eventuali, successivi adattamenti di tale emendamento, gli Stati o
 le organizzazioni regionali di integrazione economica per                 i quali tale
 emendamento non è entrato in vigore non sono considerati parti;
 "sostanze      controllate"        sono     i    elorofluorocarburi ,      gli     altri
 clorofluorocarburi          completamente        halogenati,      gli     halon,        il
 tetracloruro di carbonio, l'1,1,1-tricloroetano, il bromuro di metile,
gli    idrobromofluorocarburi        e   gli    idroclorofluorocarburi , soli        o   in
miscuglio.      Non    sono   tali    le  sostanze    controllate     presenti     in    un
manufatto      le quali     non  si    trovino    in un   contenitore    usato    per    il
 trasporto o il magazzinaggio di tali sostanze, e quantità trascurabili
di     sostanze       controllate       originate,     durante     un    processo        di
 fabbricazione,      di  una produzione collaterale o          involontaria, da        una
materia prima che non abbia reagito, o dal               loro uso come agenti di un
processo di fabbricazione presenti             in sostanze chimiche sotto forma di
 impurità     o    che    siano     emesse     durante     la  fabbricazione       o     la
manipolazione di un prodotto,
 "clorofluorocarburi" sono         le sostanze controllate elencate nel gruppo
 I dell'allegato I, compresi          i loro isomeri;
"altri    clorofluorocarburi        completamente     alogenati"    sono   le   sostanze
controllate      elencate    nel   gruppo    II dell'allegato     I,   inclusi    i loro
 isomer i ;
"halon"     sono     le   sostanze      controllate     elencate    nel    Gruppo       MI
dell'allegato I, inclusi         i loro isomeri;
"tetracloruro       di  carbonio"     è   la   sostanza   controllata    elencata      nel
gruppo IV dell'allegato I;
"1,1,1-tricloroetano" è la sostanza controllata elencata nel gruppo V
de II 'al legato I -,
"bromuro di metile" è         la sostanza controllata elencata nel gruppo VI
del I 'al legato I -,
                                          12
 ---pagebreak---   "idrobromofluorocarburi " sono         le   sostanze    controllate     elencate    nel
 gruppo VII dell'allegato I, inclusi            i loro isomeri;
 "idroclorofluorocarburi"        sono    le sostanze      controllate     elencate    nei
 gruppo Vili dell'allegato I, inclusi            i loro isomeri;
 "produttore"     è  la persona     fisica o giuridica         che   fabbrica    sostanze
 controllate all'interno della Comunità;
 "produzione" è il quantitativo di sostanze controllate prodotto, meno
  il quantitativo distrutto con tecnologie approvate                dalle Parti e meno
 il   quantitativo      interamente    utilizzato       come    materia    prima    nella
 fabbricazione di      altri   prodotti    chimici.     I quantitativi      riciclati   e
 riutilizzati non sono considerati come "produzione";
 "impresa" è     la persona     fisica o giuridica        che produce, ricicla        per
 immetterle sul mercato o utilizza nella Comunità sostanze controllate
a    fini   industriali     o  commerciali,       ovvero    che    immette    in   libera
 circolazione nella Comunità tali sostanze importate o le esporta dalla
Comunità per fini industriali o commerciali;
 "potenziale     di    riduzione     dell'ozono"       è    il    valore    specificato
nell'ultima     colonna dell'allegato         I, esprimente      l'effetto    potenziale
di ciascuna sostanza controllata sullo strato di ozono;
 "livello calcolato" è quantità determinata moltiplicando                   la quantità
di    ciascuna    sostanza    controllata      per   il   potenziale     di    riduzione
dell'ozono     della    medesima    sostanza      specificato     nell'allegato      l e
sommando, separatamente per ciascun gruppo di sostanze controllate di
cui all'allegato I, i valori ottenuti;
"razionalizzazione       industriale" è      il trasferimento totale o          parziale
tra diverse parti       del protocollo o all'interno di uno Stato membro,
del   livello calcolato di produzione da un produttore ad un altro, al
fine di    raggiungere     l'efficienza     economica     o  far   fronte   a   previste
carenze di fornitura conseguenti alla chiusura di impianti;
                                        13
 ---pagebreak---     "recupero" è la raccolta e il magazzinaggio di sostanze controllate.
    "riciclaggio" è ogni processo di pulitura delle sostanze controllate
   come     la  filtrazione    e   l'essiccazione,      la   distillazione     e  i
    r i trattamento.
                                     CAPO I I
                    PROGRAMMA DI ELIMINAZIONE PROGRESSIVA
                                  Art ico lo 3
           Controllo della produzione delle sostanze controllate
1. Salvo il disposto dei paragrafi da 8 a 11, ciascun produttore provvede
   a che:
   - il livello calcolato della sua produzione di elorofluorocarburi nel
      periodo   dal  1' gennaio   al   31    dicembre   1993  non   superi   il 50%
      dell'omologo livello del 1986;
   - il livello calcolato della sua produzione di elorofluorocarburi nel
      periodo   dal  1"  gennaio  al   31    dicembre   1994  non  superi    il  15%
      dell'omologo livello del 1986;
   - la produzione di clorofluorocarburi cessi dopo il 31 dicembre 1994.
   Tuttavia,    salvo   il  disposto    dei    paragrafi   da  8  a    11,  ciascun
   produttore    di uno   Stato membro     nel   quale  il  livello   calcolato di
   produzione di elorofluorocarburi sia stato          inferiore a 15 000 t nel
   1986, provvede a che:
   - il livello calcolato della sua produzione di elorofluorocarburi nel
      periodo  dal   1' gennaio   al   31   dicembre   1993   non  superi   il 50%
      dell'omologo livello del 1986;
                                        14
 ---pagebreak---     - il fivello calcolato della sua produzione di clorofluorocarburi nel
       periodo dal 1* gennaio al 31 dicembre 1994 e nel successivo periodo
       di dodici mesi non superi        il 15% dell'omologo livello del 1986;
    - cessi   la produzione di clorofluorocarburi dopo il 31 dicembre 1995.
    Conformemente      alla procedura      di cui      all'articolo      16,   la Commissione
    determina gli usi essenziali di elorofluorocarburi che possono essere
    consentiti     nella      Comunità    dopo      il    31   dicembre      1994    nonché     i
    quantitativi     di clorofluorocarburi         che possono essere prodotti            a tal
    fine da ciascun produttore. Questa produzione deve essere autorizzata
    solo    ove     non      si    disponga      di      alternative       adeguate      o    di
   elorofluorocarburi riciclati.
2. Salvo il disposto dei paragrafi da 8 a 11 ciascun produttore provvede
   a che:
   - il      livello        calcolato       della        sua     produzione        di      altri
      elorofluorocarburi          completamente         alogenati       nel     periodo      dal
      1" gennaio     al    31   dicembre    1993     non    superi    il   50%   dell'omologo
       Iivello del 1989;
   - il      livello        calcolato      della        sua      produzione        di      altri
      clorofluorocarburi          completamente         alogenati       nel     periodo      dal
      1" gennaio     al   31    dicembre    1994     non   superi    il    15%   dell'omologo
      Iivello del 1989;
   - cessi     la   produzione       di  altri       elorofluorocarburi         completamente
      alogenati dopo il 31 dicembre 1994.
   Conformemente      alla procedura      di cui      all'articolo      16,   la Commissione
   determina gli usi essenziali di altri elorofluorocarburi completamente
   alogenati     che     possono     essere     permessi      nella     Comunità      dopo    il
   31 dicembre    1994     nonché    i quantitativi        di   altri    elorofluorocarburi
                                             15
 ---pagebreak---     completamente        alogenati    che    possono     essere    prodotti      a  tal   fine   da
    ciascun produttore. Questa produzione deve essere autorizzata solo ove
    non si disponga di          alternative adeguate o di altri elorofluorocarburi
    completamente alogenati          riciclati.
3. Salvo      il   disposto     dei   paragrafi       da   8   ad   11,   ciascun      produttore
    provvede a che:
    - il   livello calcolato della sua produzione di halon nel periodo dal
       1"   gennaio      al   31    dicembre      1993    non    superi     l'omologo      livello
      del 1986;
    - cessi     la produzione di halon dopo il 31 dicembre 1993.
    Secondo      la    procedura      prevista       all'articolo       16,     la   Commissione
    determina      gli   usi essenziali       di   halon che possono essere           consentiti
   nella     Comunità      dopo   il  31   dicembre      1993, nonché      i quantitativi       di
   halon che possono essere prodotti                 a tal    fine da ciascun        produttore.
   Questa produzione deve essere autorizzata solo ove non si disponga di
   alternative adeguate o di halon riciclati.
4. Salvo il disposto dei paragrafi da 8 ad 11 ciascun produttore provvede
   a che:
   - il     livello      calcolato     della      sua    produzione     di    tetracloruro      di
      carbonio nel periodo dal           1" gennaio al 31 dicembre             1993 non superi
       il 5 0 % dell'omologo livello del 1989;
   - il     livello      calcolato     della      sua   produzione      di    tetracloruro      di
      carbonio nel periodo dal           1" gennaio al 31 dicembre             1994 non superi
      il 15% dell'omologo livello del 1989-,
   - cessi        la    produzione      di     tetracloruro        di    carbonio       dopo    il
      31 dicembre 1994.
   Conformemente       alla procedura       di    cui   all'articolo      16,    la  Commissione
   determina gli usi essenziali             di   tetracloruro di carbonio che possono
   essere     consentiti     nella Comunità        dopo    il 31    dicembre     1994 nonché i
                                                16
 ---pagebreak---     quantitativi di tetracloruro di carbonio che possono essere prodotti a
    tal   fine   da   ciascun    produttore.       Questa      produzione     deve    essere
    autorizzata   solo ove non si disponga            di   e. eternati ve adeguate o di
    tetracloruro di carbonio riciclato.
5. Salvo il disposto dei paragrafi da 8 ad 11 ciascun produttore provvede
    a che:
    - il livello calcolato delia sua produzione di 1,1,1-tricloroetano nel
      periodo   dal   1"  gennaio     al    31   dicembre      1993  non    superi    quello
      del 1989;
   - il livello calcolato della sua produzione di 1,1,1-tricloroetano nel
      periodo   dal   1"  gennaio    al    31   dicembre     1994   e   nei    dodici    mesi
      successivi non superi il 50% dell'omologo livello del 1989;
   - cessi la produzione di 1,1,1-tricloroetano dopo il 31 dicembre 194Ji'.
   Conformemente alla procedura di cui all'articolo                  16, la Commissione
   determina    gli  usi    essenziali      de Il'1,1,1-tricloroetano         che   possono
   essere consentiti nella Comunità dopo             il 31 dicembre       1995, nonché i
   quantitativi di 1 ,1 , ì-tricloroetano che possono essere prodotti a tal
   fine da ciascun produttore.        Questa produzione deve essere autorizzata
   solo   ove   non   si   disponga     di    alternative       adeguate    o    di   1,1 ,1-
   tr icloroetano riciclato.
6. Salvo   il  disposto    dei   paragrafi      da   8   ad    11, ciascun       produttore
   provvede a che:
   - il livello calcolato della sua produzione di bromuro di metile nel
     periodo   dal   1"  gennaio     al   31    dicembre      1995  non    superi    quello
     del 1991;
   - il livello calcolato della sua produzione di bromuro di metile nel
     pei iodo  dal   I" gennaio     al   3 1 dicembre        I996 e    nei    dodici    mesi
     successivi non superi il 75% dell'omologo livello del 1991;
                                          17
 ---pagebreak---    7. Salvo     il   disposto      dei    paragrafi        9,    10   e   11,    ciascun        produttore
       provvede a che cessi          la produzione di            idrobromofluorocarburi dopo il
       31 dicembre 1995.
      Conformemente      alla    procedura      di    cui     all'articolo       16,    la    Commissione
      determina     gli    usi   essenziali       di    idrobromofluorocarburi               che    possono
     essere consentiti         nella Comunità          dopo     il 31 dicembre          1995, nonché i
     quantitativi       di   idrobromofluorocarburi             che possono essere prodotti                 a
      tal   fine     da    ciascun      produttore.          Questa      produzione         deve     essere
      autorizzata     solo ove      non    si    disponga       di    alternative       adeguate       o di
      idrobromofluorocarbur i riciclati.
 8. Nei     limiti     consentiti       dal     protocollo,          il    produttore        può     essere
     autorizzato        dall'autorità        competente          dello      Stato     membro       dove     è
     eseguita     la produzione di cui trattasi                  a superare       i relativi        livelli
     specificati       nei    paragrafi      da    1   a    6   per    soddisfare        al    fabbisogno
      interno    fondamentale        delle      parti        in    forza      dell'articolo          5   del
     protocollo, purché i livelli calcolati supplementari di produzione del
     suddetto Stato membro           non superino           i livelli       consentiti        a tal     fine
     dagli    articoli      da   2a   a   2e   e   2h     del    protocollo        per    i periodi       in
     oggetto. L'autorità competente dello Stato membro notifica previamente
     alla Commissione        le suddette autorizzazioni.
 9. Nei     limiti      consentiti       dal    protocollo          un    produttore         può     essere
     autorizzato       dall'autorità         competente          dello     Stato      membro       dove    è
     eseguita     la produzione di cui           trattasi       a superare        i relativi        livelli
     di   cui   ai    paragrafi      da    1   a    8   per      ragioni      di    razionalizzazione
      industriale      all'interno       dello      Stato      membro      interessato,         purché     i
      livelli calcolati di produzione di suddetto Stato membro non superino
      la  somma    dei     livelli    calcolati        di    produzione        dei   suoi      produttori
     nazionali specificati nei paragrafi da 1 a 8 per i periodi                               in oggetto.
     L'autorità       competente        dello      Stato        membro       interessato          notifica
     previamente alla Commissione             le suddette autorizzazioni.
10. Nei     limiti     consentiti       dal     protocollo          un    produttore         può     essere
     autorizzato      dalla     Commissione,         d'intesa        con     l'autorità        competente
     dello Stato membro         dove è eseguita             la produzione        di    cui    trattasi     a
                                                  18
 ---pagebreak---      superare     i livelli    di  cui   ai   paragrafi     da   1 a 9 per         ragioni    di
     razionalizzazione industriale tra Stati membri, purché                    l'insieme dei
     livelli    calcolati   di produzione degli         Stati membri       interessati       non
     superino    la somma dei      livelli    calcolati     della produzione dei            loro
     produttori nazionali specificati nei paragrafi da 1 a 9 per i periodi
     in oggetto. E' necessario anche              l'accordo    dell'autorità        competente
     dello Stato membro nel quale si intende ridurre la produzione.
11. Nei    limiti    consentiti    dal    protocollo,      un    produttore       può    essere
     autorizzato     dalla   Commissione,      d'intesa     con    l'autorità      competente
     dello Stato membro dove è eseguita               la produzione      di    cui     trattasi
    nonché con      il governo della parte terza           interessata, a combinare i
     livelli   calcolati    della sua produzione          consentiti     conformemente ai
    paragrafi     da  1 a 10 con       i livelli      calcolati     di  produzione       di un
    produttore     di   una   parte   terza    consentiti      dal   protocollo        e  dalla
     legislazione interna per ragioni di razionalizzazione industriale con
    una parte terza, purché         i livelli calcolati         di produzione combinati
    dei   due produttori      non superino       la somma dei       livelli    calcolati di
    produzione     consentiti     conformemente       ai   paragrafi     da     1    a   10   al
    produttore comunitario ed i livelli calcolati di produzione consentiti
    al    produttore     della    parte     terza    dal    protocollo       e    dalla     sua
     legislazione nazionale.
                                       Art icolo 4
               Controllo della fornitura di sostanze controllate
1.  Salvo il disposto del paragrafo 10, ciascun produttore provvede a che:
    - il livello calcolato di clorofluorocarburi che immette sul mercato o
       usa   per    suo   proprio    conto      nel    periodo     dal    1*    gennaio      al
       31 dicembre 1993 non superi il 50% dell'omologo livello del 1986;
    - il    livello   calcolato di      clorofluorocarburi        che egli      immette sul
      mercato od usa per suo proprio conto nel periodo dal 1* gennaio al
      31 dicembre 1994 non superi il 15% dell'omologo livello del 1986;
                                            19
 ---pagebreak---     - non siano da esso immessi sul mercato o usati per suo proprio conto
       clorofluorocarburi dopo il 31 dicembre 1994.
   Conformemente      alla procedura       di cui      all'articolo   16,   la Commissione
    determina      le      quantità      di      elorofluorocarburi       che      dopo   il
    31 dicembre 1994        possono   essere       immesse   sul  mercato     o   usate  per
   proprio conto da ciascun produttore per usi essenziali.
2. Salvo il disposto del paragrafo 10, ciascun produttore provvede a che:
   - il     livello    calcolato     di    altri      elorofluorocarburi      completamente
      alogenati che      immette sul mercato od usa per suo proprio conto nel
      periodo    dal    1"   gennaio    al    31   dicembre    1993  non   superi     il 50%
      dell'omologo livello del 1989;
   - il    livello     calcolato     di    altri      clorofluorocarburi      completamente
      alogenati    che   immette sul mercato od usa per suo proprio conto nel
      periodo    dal   1*    gennaio   al     31   dicembre    1994  non   superi     il 15%
      dell'omologo livello del 1989;
   - non siano da esso immessi sul mercato o usati per suo proprio conto
      altri     clorofluorocarburi            completamente       alogenati       dopo    il
      31 dicembre 1994.
   Conformemente      alla    procedura     di   cui   all'articolo   16   la Commissione
   determina      le   quantità     di    altri      clorofluorocarburi      completamente
   alogenati    che, dopo      il 31 dicembre        1994, possono essere       immesse sul
   mercato o usate per suo proprio conto da ciascun produttore per usi
   essenz iaIi.
3. Salvo il disposto del paragrafo 10, ciascun produttore provvede a che:
   - il livello calcolato di halon che immette sul mercato o usa per suo
      proprio conto nel        periodo dal       1" gennaio al     31 dicembre     1993 non
      superi   l'omologo livello del 1986-,
                                             20
 ---pagebreak---  - non siano da esso immessi sul mercato od usati per suo proprio conto
    halon dopo il 31 dicembre 1993.
 Conformemente     alla procedura di cui all'articolo 16, la Commissione
 determina le quantità di halon che, dopo il 31 dicembre 1993, possono
 essere   immesse sul mercato od usate per suo proprio conto da ciascun
 produttore per usi essenziali.
 Salvo il disposto del paragrafo 10, ciascun produttore provvede a che:
- il    livello calcolato di tetracloruro di carbonio           che    immette sul
   mercato od usa per suo proprio conto nel periodo dal 1" gennaio al
   31 dicembre 1993 non superi il 50% dell'omologo livello del 1989;
- il    livello calcolato di       tetracloruro di carbonio che       immette sul
   mercato od usa per suo proprio conto nel periodo dal 1" gennaio al
   31 dicembre 1994 non superi il 15% dell'omologo livello del 1989;
- che non sia da esso        immesso sul mercato od usato per suo proprio
   conto tetracloruro di carbonio dopo il 31 dicembre 1994.
Conformemente     alla procedura di cui all'articolo        16,   la Commissione
determina     le  quantità    di   tetracloruro   di   carbonio   che,    dopo   il
31 dicembre     1994,   possono    essere  immesse   sul  mercato    o   usate  da
ciascun produttore per suo proprio conto per usi essenziali.
Salvo il disposto del paragrafo 10, ciascun produttore provvede a che.-
- il livello calcolato di 1,1,1-tricloroetano che immette sul mercato
  od   usa   per    suo  proprio    conto  nel   periodo   dal   1"   gennaio   al
   31 dicembre 1993 non superi l'omologo livello del 1989;
- il livello calcolato di 1,1 ,1-tricloroetano che immette sul mercato
  od   usa   per    suo  proprio    conto  nel  periodo    dal  1"   gennaio    al
  31 dicembre    1994 e nei      dodici  mesi  successivi   non   superi    il 50%
  dell'omologo livello del 1989;
                                      2ì
 ---pagebreak---     - non sia da esso immesso sul mercato od usato per suo proprio conto
        1 ,1 ,1-tricloroetano dopo il 31 dicembre 1995.
    Conformemente       alla procedura       di cui   all'articolo     16,   la Commissione
     determina       le    quantità      di     1,1,1-tricloroetano       che,      dopo    il
     31 dicembre 1995, possono essere immesse sul mercato od usate per suo
    proprio conto da ciascun produttore per usi essenziali.
6.  Salvo il disposto del paragrafo 10, ciascun produttore provvede a che:
    - il livello calcolato di bromuro di metile che immette sul mercato od
       usa     per   suo     proprio    conto     nel    periodo    dal    1"    gennaio   al
        31 dicembre 1995 non superi l'omologo livello del 1991:
    - il livello calcolato di bromuro di metile che immette sul mercato od
       usa     per   suo    proprio    conto      nel    periodo   dal     1"    gennaio   al
       31 dicembre 1996        e  in ciascun      periodo    successivo   di    12 mesi   non
       superi    il 75% dell'omologo livello del 1991;
 7. Salvo     il   disposto     del  paragrafo      10,   ciascun   produttore      cessa  di
     immettere      sul     mercato    o      di    usare     per   suo     proprio     conto
     idrobromofluorocarburi dopo il 31 dicembre 1995.
     In conformità della procedura di cui all'articolo 16, la Commissione
    determina       le    quantità    di      idrobromofluorocarburi        che,    dopo   il
    31 dicembre 1995, possono essere immesse sul mercato od usate per suo
    proprio conto da ciascun produttore per usi essenziali.
8.  Salvo il disposto del paragrafo 10, ciascun produttore provvede a che:
    - il     livello    calcolato    di     idroclorofluorocarburi       che    immette   sul
       mercato o usa per suo proprio conto nel periodo dal                    1" gennaio al
       31 dicembre 1995, e per ciascun periodo successivo di 12 mesi, non
       super i la somma d i:
       » 2,5%    del    suo   livello   calcolato      di   elorofluorocarburi       da  esso
          immessi sul mercato o usati per suo proprio conto nel 1989 e
                                               22
 ---pagebreak---        « del suo livello calcolato di idrofluorocarburi da esso immessi sul
         mercato o usati per suo proprio conto nel 1989;
    - il   livello     calcolato    di    idroclorofluorocarburi      che     immette   sul
      mercato o usa per suo proprio conto nel periodo dal                  1" gennaio al
       31 dicembre    2000 e    in ciascun     periodo    successivo   di    12 mesi    non
      superi   il 75% della somma di cui al primo trattino;
    - il   livello    calcolato     di    idroclorofluorocarburi     che      immette   sul
      mercato    od   usa   per   suo    proprio    conto   durante    il    periodo    dal
      1" gennaio al 31 dicembre 2004 e            in ciascun periodo successivo di
      12 mesi non superi      il 4 0 % della somma di cui al primo trattino;
    - il   livello    calcolato     di   idroclorofluorocarburi      che     immette    sul
      mercato    od   usa   per   suo    proprio    conto   durante    il   periodo    dal
      1* gennaio al 31 dicembre 2008, e in ciascun periodo successivo di
      12 mesi, non superi      il 20% della somma di cui al primo trattino;
   - il    livello    calcolato     di   idroclorofluorocarburi      che     immette   sul
      mercato od usa per suo proprio conto per             il periodo dal      1' gennaio
      al 31 dicembre 2012, e in ciascun periodo successivo di 12 mesi, non
      superi  il 5% della somma di cui al primo trattino;
   - non siano da esso immessi sul mercato od usati per suo proprio conto
      idroclorofluorocarburi dopo il 31 dicembre 2014;
    In deroga   a quanto precede, un produttore            può essere     autorizzato a
   superare    i   livelli   di   cui   al   presente    punto,  nel    rispetto     della
   disposizione del punto 10;
9. Le   disposizioni     di   cui   ai   paragrafi    da   1  a  8   si    applicano    ai
   quantitativi     di materie vergini che il produttore          immette sul mercato
   od usa per suo proprio conto all'interno della Comunità o che                   immette
   in libera pratica dopo l'importazione nella Comunità.
                                           23
 ---pagebreak---  10. Il produttore avente il diritto di immettere sul mercato od utilizzare
     per proprio conto le sostanze di cui al presente articolo può cederlo
     a qualsiasi altro produttore all'interno della Comunità per tutte le
     quantità    stabilite  dal  presente   articolo o  per  parte  di  esse. Il
     produttore cessionario ne dà      immediata notifica alla Commissione. La
     cessione non implica un diritto di produzione supplementare.
     Su richiesta del produttore, la Commissione può adottare provvedimenti
     per far fronte a carenze di scorte incidente sul diritto del medesimo
     ad   immettere   sul  mercato  o   ad  utilizzare  per  suo  proprio   conto
      idroclorofluorocarburi , nei limiti consentiti dal protocollo.
                                    Art ico lo 5
                Disciplina dell'uso degli idroclorofluorocarburi
1.   A decorrere dal primo giorno del sesto mese successivo all'entrata in
     vigore   del  presente  regolamento,    l'uso di  idroclorofluorocarburi   è
     vietato eccetto:
     - in applicazioni come solventi;
     - come refrigeranti;
    - per la produzione di schiume plastiche;
    - in usi di laboratorio, inclusi la ricerca e lo sviluppo; e
    - nel settore medico.
2.  A decorrere dal      1* gennaio  1995, l'uso di    idroclorofluorocarburi è
    vietato:
    - in applicazioni come propellenti in contenitori aerosol;
                                        24
 ---pagebreak---      - come solventi     in attrezzature aperte, incluse apparecchiature aperte
       per   pulitura     e   in    sistemi    aperti    di    disidratazione,      aerosol,
       adesivi, agenti per la sformatura e per la pulitura di tuberia;
     - come refrigeranti      in attrezzature aperte;
     - come refrigeranti       in attrezzature domestiche di refrigerazione, nei
       sistemi   di   aria    condizionata       sui  mezzi     di   trasporto    privati    e
       pubblici,    in   depositi     di    stoccaggio    e   in    magazzini   refrigerati
       pubblici    e    adibiti      alla    distribuzione,        nella    trasformazione,
       refrigerazione e surgelamento degli alimenti nell'ambito di                   impianti
        industriali,    se  queste     attrezzature     sono    state    prodotte   dopo    il
       31 dicembre 1994;
     - per   la  produzione      di   schiume     flessibili     o   rigide   non    isolanti
       eccettuato per la produzione di schiume integrali con pelle solidale
       in attrezzature per la sicurezza; e
    - come ster iIizzant i.
3.  La Commissione, conformemente alla procedura                di cui all'articolo 16,
    definisce   i campi     di   applicazione      di cui   ai   paragrafi    1 e 2 e     può
    modificare    l'elenco    di   cui   al   paragrafo   2, alla      luce del    progresso
     tecnico.
4.  Salvo   il disposto     della direttiva CEE/83/189 del             Consiglio < 3 ) ,  gli
    Stati membri notificano alla Commissione             i progetti      dei provvedimenti
    che intendono adottare, per permetterle di esaminarli alla                   luce delle
    disposizioni    in vigore e, se necessario, di chiedere agli Stati membri
    di sospenderne     l'emanazione.
(3) GU n. L 109, del 26.4.1983, pag. 8
                                             25
 ---pagebreak---                                     CAPO I I I
                             REGIME DEL COMMERCIO
                                   Art ico lo 6
                  Licenza di importazione da paesi terzi
 L'immissione    in libera pratica nella Comunità di sostanze controllate
 cui si applicano i contingenti         di cui all'articolo 7 è soggetta alla
 presentazione di una      licenza di    importazione per    le sostanze vergini,
 usate o riciclate. La        licenza è rilasciata      dalla Commissione     previa
 verifica   del   rispetto   degli   articoli    6,  7, 8 e    12. La   Commissione
  trasmette   copia  della    licenza   alle  autorità    competenti   dello   Stato
 membro   nel   quale   la   sostanza    deve   essere    importata.   A  tal   fine
 ciascuno Stato membro designa la propria autorità competente.
 La domanda di licenza deve contenere:
 a) il nome e l'indirizzo dell'importatore e dell'esportatore;
 b) il paese di esportazione;
 e) la descrizione di ciascuna sostanza controllata, indicante.-
     - la designazione commerciale,
     - la voce e il codice della nomenclatura combinata,
     - la natura della sostanza (vergine, usata o riciclata),
     - la quantità della sostanza espressa in chilogrammi;
d) una dichiarazione relativa alla finalità dell'importazione proposta
    (distruzione    mediante     una    tecnologia     approvata    dalle    parti,
    riciclaggio,   uso  come    materia   prima    o  altro   uso  delle   sostanze
   contro I late);
                                       26
 ---pagebreak---      e) l'indicazione dei luogo e della data de I I'importa/ione proposta, se
         conosc iut i .
                                       Art i co lo 7
              Importazione da paesi terzi di sostanze controllate
 1.  Salvo il disposto dell'articolo 4, paragrafo 9, ed escluse le sostanze
     usate o riciclate o destinate alla distruzione mediante una tecnologia
     approvata dalle parti o per uso come materie prime nella fabbricazione
     di altre sostanze chimiche, l'immissione            in libera circolazione nella
     Comunità di sostanze controllate importate da paesi terzi è soggetta a
     limitazioni quantitative.
2.   La Comunità apre i contingenti previsti nell'allegato I I, ed applicati
     per ogni periodo di dodici mesi precisato nel medesimo, e                 li assegno
     alle imprese secondo la procedura prevista all'articolo 16.
3.  Conformemente alla procedura prevista all'articolo 16, la Commissione
    può modificare i contingenti stabiliti nell'allegato II.
                                      Art ico lo 8
               Importazione di sostanze controllate provenienti
                            da Stati che non sono parti
1.  E'   vietata    l'immissione    in   libera   circolazione      nella  Comunità    di
    elorofluorocarburi        vergini,      usati      o     riciclati,      di     altri
    elorofluorocarburi completamente alogenati, di halon, di               tetracloruro
    di carbonio e di 1 ,1 ,1-tr i e loroetano        importati   da Stati che non sono
    part i .
2.  A     decorrere      dall'anno      successivo        all'entrata       in     vigore
    dell'emendamento       al   protocollo      quale     adottato    dalle     parti   a
    Copenaghen,    è    vietata   l'immissione      in    libera   circolazione     nella
                                           27
 ---pagebreak---      Comunità    di    idrobromofluorocarburi     vergini,   usati   o     riciclati
      importati da Stati che non sono parti. La Commissione pubblica la data
     di entrata    in vigore di detto emendamento nella Gazzetta           ufficiale
     delle Comunità europee.
                                     Art ico lo 9
           Importazione di prodotti contenenti sostante controllate
                           da Stati che non sono parti
 1.  Fatta salva la decisione di cui al paragrafo 4, è vietata         l'immissione
      in libera circolazione nella Comunità di prodotti        importati da Stati
     che non sono parti, contenenti elorofluorocarburi o halon.
2.   Fatta salva la decisione di cui al paragrafo 4, è vietata        l'immissione
     in libera circolazione nella Comunità di prodotti         importati da Stati
     che non sono parti, contenenti altri elorofluorocarburi completamente
     halogenati, tetracloruro di carbonio o 1,1,1-tricloroetano.
3.   Fatta salva la decisione di cui al paragrafo 4, è vietata        l'immissione
     in libera circolazione nella Comunità di prodotti         importati da Stati
     che non sono parti, contenenti idrobromofluorocarburi .
4.   Conformemente alla procedura di cui all'articolo 16, la Commissione
     adotta gli elenchi     dei prodotti di cui ai paragrafi      1, 2 e 3 sulla
     base degli elenchi redatti dalle parti.
                                    Art ico lo 10
                    Importazione da Stati che non sono parti
               di prodotti fabbricati con sostanze controllate
Alla   luce della decisione delle parti, il Consiglio, su proposta della
Commissione,    adotta     le   norme    relative    all'immissione     in    libera
                                         28
 ---pagebreak---  circolazione ne i ! a Comunità di prodotti             importati     da Stati     cr>e non sono
 Parti,    fabbricati     con   sostanze     controllate       ma    non   contenenti        tali
 sostanze. Il Consiglio delibera in merito a maggioranza qualificata.
                                        Ar t i co lo 11
                 Esportazione di sostanze controllate verso Stati
                                   che non sono parti
 1.  È vietata l'esportazione dalla Comunità di elorofluorocarburi vergini,
     usati    o     riciclati,     di     altri     elorofluorocarburi         completamente
     alogenati,      di  halon,     di    tetracloruro      di    carbonio     o     di   1,1,1-
     tricloroetano verso Stati che non sono parti.
 2.  A  decorrere     dall'anno    successivo      alla   data    di   pubblicazione       nella
     Gazzetta     ufficiale    conformemente        all'articolo      8,   paragrafo       2,   è
     vietata      l'esportazione      dalla    Comunità      di     idrobromofluorocarburi
     vergini, usati o riciclati verso Stati che non sono parti.
                                        Art ico lo 12
                      Autorizzazione eccezionale al commercio
                             con Stati che non sono parti
 In  deroga    all'articolo     8,    all'articolo      9,   paragrafi      1,     2    e  3,   e
all'articolo 11, il commercio di sostanze controllate nonché di prodotti
contenenti e/o fabbricati con una o più di queste sostanze con Stati che
non  sono parti      possono essere      consentiti     dalla   Commissione       qualora     sia
accertato,     in   una  riunione      delle   parti,     che   tali     Stati     ottemperano
pienamente al disposto degli articoli 2, da 2A a 2E, 2G e 4 del protocollo
ed    hanno     presentato      la     relativa       documentazione        in       conformità
dell'articolo 7 del medesimo. La Commissione decide secondo                      la procedura
di cu i a I I'art i colo 16.
                                             29
 ---pagebreak---                                    Articolo 13
              Commercio con territori non soggetti al protocollo
Ai sensi dell'articolo 8, dell'articolo 9, paragrafo 1 e dell'articolo 11
del presente regolamento, sono vietati gli scambi commerciali di sostanze
controllate nonché di prodotti contenenti e/o fabbricati con una o più di
queste sostanze, con un territorio non soggetto al Protocollo.
Conformemente alla procedura di cui all'articolo 16, la Commissione può
derogare alla disposizione di cui al primo comma qualora         le autorità dei
territori   in oggetto forniscano garanzie da essa considerate equivalenti a
quelle di cui all'articolo 12.
                                      CAPO IV
                           CONTROLLO DELLE EMISSIONI
                                   Art icolo 14
                 Recupero delle sostanze controllate ed usate
A decorrere    dal  primo giorno   del    quarto mese  successivo  alla  data di
entrata   in vigore    del presente    regolamento,   i elorofluorocarburi, gli
altri   clorofluorocarburi      completamente     alogenati,   gli   halon,   il
tetracloruro         di       carbonio,         I'1,1,1-tricloroetano,       gli
idrobromofluorocarburi e gli idroclorofluorocarburi contenuti in
    attrezzature commerciali ed      industriali di refrigerazione fisse e in
    sistemi di aria condizionata,
    attrezzature mobili    di refrigerazione e attrezzature mobili       di aria
    condiz ionata,
    sistemi antincendio, e
                                         30
 ---pagebreak---      apparecchiature di pulitura contenenti solventi
 vengono recuperati, durante      la manutenzione delle attrezzature stesse e
 prima  che  tali   attrezzature    siano    smantellate  o  eliminate,     al   fine,
 secondo  il caso, di essere distrutti         mediante una  tecnologia    approvata
 dalle parti ovvero riciclati.
 Conformemente   alla   procedura    di   cui   all'articolo  16,   la   Commissione
 definisce i campi di applicazione di cui al primo comma.
                                    Art icolo 15
                          Fughe di sostanze controllate
A decorrere    dal  primo giorno     del   quarto mese   successivo   alla   data di
entrata   in vigore   del   presente    regolamento, vengono    adottate    tutte   le
misure preventive necessarie per evitare fughe di elorofluorocarburi , di
elorofluorocarburi        completamente        alogenati,     di       halon,       di
 idrobromofluorocarburi     e   di    idroclorofluorocarburi     da     attrezzature
commerciali     ed    industriali     di     condizionamento    dell'aria      e    di
refrigerazione durante la fabbricazione, l'installazione, il funzionamento
e la manutenzione.
                                        CAPO V
                       GESTIONE, COMUNICAZIONE DEI DATI E
                               DISPOSIZIONI FINALI
                                    Ar t i co lo 16
                                      Gest ione
La Commissione è assistita da un comitato composto da rappresentanti deg
Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
                                          31
 ---pagebreak---  Il rappresentante     della   Commissione    sottopone    al  comitato   un  progetto
delle misure da adottare. Il comitato formula            il suo parere sul progetto
entro un termine che      il presidente può fissare         in funzione dell'urgenza
della questione in esame. Il parere è formulato alla maggioranza prevista
all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni
che   il   Consiglio   deve   prendere   su   proposta    della   Commissione.    Nelle
votazioni    in seno al comitato, ai        voti  dei   rappresentanti    degli  Stati
membri è attribuita      la ponderazione fissata nell'articolo precitato. Il
presidente non partecipa al voto.
La   Commissione     adotta    misure   che    sono   immediatamente     applicabili.
Tuttavia,    se  tali   misure    non  sono    conformi    al   parere  espresso    dal
comitato, la Commissione le comunica immediatamente al Consiglio. In tale
caso   la Commissione può differire di un mese al massimo a decorrere da
tale comunicazione, l'applicazione delle misure da essa decise.
Il Consiglio, deliberando        a maggioranza     qualificata,     può prendere    una
decisione diversa entro il termine di cui al terzo comma.
                                     Articolo 17
                               Comunicazione dei dati
    Ciascun     produttore,      importatore     e/o    esportatore     di    sostanze
    controllate, entro      il 31 marzo di ciascun anno a partire dal 1995,
    comunica alla Commissione,        inviandone copia       all'autorità competente
    dello Stato membro interessato, i seguenti dati:
    - la sua produzione totale;
    - l'aumento della produzione ai sensi           dell'articolo 3, paragrafo 8,
       per   soddisfare   al    fabbisogno    interno    fondamentale    delle   parti
       secondo l'articolo 5 del protocollo;
    - l'aumento della produzione ai sensi dell'articolo 3, paragrafi 9, 10
       e 11, per ragioni di razionalizzazione industriale autorizzata;
                                          32
 ---pagebreak---     - i quantitativi      riciclati;
    - i quantitativi distrutti con tecnologie approvate dalle parti;
    - le scorte;
    - i quantitativi       immessi    in   libera  circolazione    nella   Comunità    di
      sostanze vergini      importate da paesi che sono parti e, separatamente,
      da paesi che non lo sono;
    - la produzione esportata dalla Comunità verso paesi che sono parti e,
      separatamente, verso paesi che non lo sono;
   - l'esportazione dalla Comunità di quantità riciclate verso paesi                  che
      sono parti e, separatamente, verso paesi che non lo sono-,
   - la produzione       immessa   sul   mercato o utilizzata     dal   produttore    per
      proprio conto all'interno della Comunità;
   - i    quantitativi     riciclati      immessi  sul  mercato    o   utilizzati    per
      proprio conto dall'impresa all'interno della Comunità;
   - i quantitativi usati come materia prima,
      per   ciascuna    delle sostanze      controllate per   il precedente      periodo
      dal 1' gennaio al 31 dicembre.
      Fermi    restando questi obblighi,       la comunicazione di cui al       presente
      paragrafo    per   il periodo    dal   1* gennaio  al  31  dicembre     1993  deve
     essere effettuata       entro   l'ultimo giorno del    quarto mese      successivo
     alla entrata      in vigore del presente regolamento.
2. Ciascun produttore,        importatore e/o esportatore      di bromuro di      metile
   nel    1991   comunica    alla  Commissione,     inviandone   copia    all'autorità
   competente      dello    Stato   membro     interessato,    i   dati   di    cui   al
                                            33
 ---pagebreak---    paragrafo 1 relativi      a detto anno entro       l'ultimo giorno del      quarto
   mese   successivo     alla   data   di    entrata    in   vigore    del   presente
    regolamento.
3. La Commissione adotta le misure opportune per tutelare la riservatezza
   dei dati comunicati.
                                   Art icolo 18
                                     Ispezione
1. Nell'esecuzione     dei    compiti    assegnatile     in   forza    del   presente
   regolamento,     la  Commissione     può   ottenere     tutte   le    informazioni
   necessarie dai governi e dalle autorità competenti degli Stati membri,
   nonché dalle imprese.
2. Quando    invia   una   richiesta     di   informazioni     ad   un'impresa,    la
   Commissione ne invia contemporaneamente copia all'autorità competente
   dello   Stato   membro   sul  cui   territorio    l'impresa    ha   la  sua  sede,
   unendovi la motivazione della richiesta.
3. Le autorità competenti degli Stati membri svolgono le indagini che la
   Commissione ritiene necessarie in forza del presente regolamento.
4. Se convenuto dalla Commissione e dall'autorità competente dello Stato
   membro nel cui territorio si deve svolgere            l'indagine,    i funzionari
   della   Commissione    assistono    i   funzionari    di  tale    autorità   nello
   svolgimento dei loro compiti.
5. La Commissione adotta le misure opportune per tutelare la riservatezza
   delle informazioni ottenute in forza del presente articolo.
                                        34
 ---pagebreak---                                    Art icoio 19
                                      ;anzioni
Gli   Stati   membri   stabiliscono    le  sanzioni    da   irrogare   in   caso  di
violazione    delle   norme  del   presente    regolamento     e  degli   eventuali
provvedimenti     nazionali   di   esecuzione;     le   sanzioni    devono    essere
effettive, proporzionate e dissuasive.
                                   Articolo 20
 Il regolamento (CEE) n. 594/91 è abrogato.
                                   Art icolo 21
                                Entrata in vigore
Il presente    regolamento entra    in vigore   il giorno successivo alla sua
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il   presente   regolamento  è   obbligatorio    in   tutti   i suoi    elementi   e
direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addi
                                                         Per iI Cons igI io
                                                          II Près i dente
                                        35
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO I
                              Sostanze contemplate dal        regolamento
                                                                             Potenziale di
Gruppo
                                                                             riduzione
                                       Sostanza                              d e l l ' o z o n e (1)
                     CFC/3                     (CFC- 11)                                7.0
                     CF2CL2                    (CFC- 12)                                1.0
                     C2F3C/3                   (CFC-113)                                0.8
                     C2F^CI2                   (CFC-1U)                                 1.0
                     C 2 F 5 C/                (CFC-115)                                0.6
    II               CF3CL                     (CFC-13)                                 1.0
                     C 2 FC/ 5                 (CFC-111)                                1.0
                     ^2^2^'4                   (CFC-112)
                     C 3 FC/ 7                 (CFC-211)
                     C3F2C/6                   (CFC-212)
                     C3F3C/5                   (CFC-213)
                     C 3 F 4 C/ 4              (CFC-2U)
                     C3F5C/3                   (CFC-215)
                     C3F6C/2                   (CFC-216)                                1.0
                     C3F7C/                    (CFC-217)                                1.0
    III              CF2BrCI                   (halon-1211)                             3.0
                     CF3Br                     (halon-1301)                            10.0
                     ^2^4^^2                   (halon-2402)                             6.0
    IV               CC/,                      (carbon        tetrachloride)            1.1
                     C2H3CI3(2)                (1,1,1-trIchloroethane)                  0.1
    VI               CH3Br                     (Methyl    broMlde)                    0.7
(1) Questi valori del potenziale di riduzione dello strato di ozono sono
       valori stimati     in base alle attuali conoscenze e saranno esaminati e
       riveduti periodicamente alla luce delle decisioni prese dalle Parti de
       Protocol lo.
 (2) Questa formula non si riferisce a II'1,1,2-tricloroetano
                                         36
 ---pagebreak--- Gruppo             Soistanza Potenziale de
                             riduzione
                             dell'ozone (1)
     VII CHFBr2                     1.00
         CHF2Br                    0.74
         CH2FBr                    0.73
         C2HFBr4                   0.8
         C2HF2Br3                  1.8
         C2HF3Br2                  1.6
         C2HF4Br                   1.2
         C2H2FBr3                  1.1
         C2H2F2Br2                 1.5
         G2H2F38r                  1.6
         C2H3FBr2                  1.7
         C2H3F2Br                  1.1
         02HAFBr                   0.1
         C3HFBr6                   7.5
         C3HF2Br$                  1.9
         C3HF3Br4                  1.8
         C3HF4Br3                  2.2
         C3HF§Br2                  2.0
         C3HF6Br                   3.3
         C3H2FBr5                  1.9
         C3H2F2Br4                 2.1
         C3H2F3Br3                 5.6
         C3H2F4Br2                 7.5
         C3H2F$Br                  14
         C3H3FBr4                  1.9
         C3H3F28r3                 3.1
         c H F Br
          3 33 2                   2.5
         C3H3FjBr                  4.4
         C3H4FBr3                  0.3
         C3H4F2Br2                 1.0
         C3H4F3Br                  0.8
         C3H5FBr2                  0.4
         C3H5F2Br                  0.8
         C3H6FBr                   0.7
                   37
 ---pagebreak--- Gruppo            Sostanza          Potenziale de
                                    riduzione
                                    dell'ozone (1)
   VIII CHFCI2           (HCFC-21)        0.04
        CHF2CI           (HCFC-22)        0.055
        CH?FCI           (HCFC-31)        0.02
        C2HFCI4          (HCFC-121)       0.04
        C2HF2C/3         (HCFC-122)       0.08
        C2HF3CI2         (HCFC-123)       0.06
        C2HF4CI          (HCFC-124)       0.04
        C2H2FCI3         (HCFC-131)       0.05
        C2H2F2CJ2        (HCFC-132)       0.05
        C2H2F3CI         (HCFC-133)       0.06
        C2H3FCi2          (HCFC-U1)       o.n
        C2H3F2CI          (HCFC-U2)       0.07
        C2H4FCI          (HCFC-151)       0.005
        C3HFCI6          (HCFC-221)       0.07
        C3HF2CI5         (HCFC-222)       0.09
        C3HF3CI4         (HCFC-223)       0.08
        C3HF4CI3         (HCFC-224)       0.09
        C3HF5CI2         (HCFC-225)       0.07
        C3HF6CI          (HCFC-226)       0.10
        C3H2FCI5         (HCFC-231)       0.09
        C3H2F2CI4        (HCFC-232)       0.10
        C3H2F3CI3        (HCFC-233)       0.23
        C3H2F4CI2        (HCFC-234)       0.28
        C3H2F5CI         (HCFC-235)       0.52
        C3H3FCI4         (HCFC-241)       0.09
        C3H3F2CI3        (HCFC-242)       0.13
        C3H3F3C/2        (HCFC-243)       0.12
        C3H3F4CI         (HCFC-244)       0.14
        C3H4FC/3         (HCFC-251)       0.01
        C3H4F2CI2        (HCFC-2S2)       0.04
        C3H4F3CI         (HCFC-2S3)       0.03
        C3H5FC/2         (HCFC-261)       0.02
        C3H5F2CI         (HCFC-262)       0.02
        C3H6FCI          (HCFC-271)       0.03
                  38
 ---pagebreak---                                                     ALLEGATO I I
                            Limiti quantitativi sulle importazioni provenienti
                                                  da paesi terzi
                                 (Quelli calcolati espressi         in tonnellate)
        Gruppo         Gruppol GruppoII   G r u p p o I I I GruppoIV GruppoV  GruppoVI GroppoV Il GruppoVI
                                                                              % delle
                                                                              importa-
                                                                              zioni de
                                                                              1991 (1)
  per p e r i o d i di
  12 mesi dal
  1* gennaio
  a l 31 dicembre
         7993          1161       14             700          1288      2378
         7994           348        4               0           386      7789
         1995             0        0                             0      1789    100%             60
         1996                                                              0    75%              60
         1997                                                                   75%              60
         1998                                                                   75%              60
         1999                                                                   75%              60
         2000                                                                   75%              45
         2001                                                                   75%              45
         2002                                                                   75%              45
         2003                                                                   75%              45
         2004                                                                   75%              24
         2005                                                                   75%              24
         2006                                                                   75%              24
         2007                                                                   75%              24
         2008
                                                                                75%              12
         2009
                                                                                75%              12
                                                                                75%              12
         2010
                                                                                75%              12
         2011
                                                                                75%               3
         2012
                                                                                75%               3
         2013
                                                                                75%               3
         2014
                                                                                75%               0
         2015
e successivamente
       (1) Queste percentuali saranno sostituite da valori assoluti non appena
               questi saranno disponibili. Essi saranno pubblicati dalla Commissione
               nella Gazzetta ufficiale.
                                            39
 ---pagebreak---                                           ALLEGATO 11 I
               Codici e designazione delle merci della nomenclatura
                                            comb inata
                    per le sostanze di cui agli allegati I e II
     Codice NC                       Designazione delle merci
    2903 40 10       TrIchlorofluoromethane
    2903 40 20       Dlchlor odi fluor omethane
    2903 40 30       Trlchlorotrlfluoroethane
    2903 40 40       Dlchlorotetrafluoroethane
    2903 40 50       Chloropentafluoroethane
 ex 2903 40 61         Chlorotrlfluoronethane, Pentachlorofluoroethane, 1 etrachlor odifluoroethane,
                       Heptachlorofluoropropane, Hexachlorodifluoropropane, Pentachlorotrlfluoro-
                       propane, 7etrachlorotetrafluoropropane, Trlchloropentafluoropropane,
                       DIchiorohexafluoropropane or Chioroheptafluoropropane
    2903 40 70       BromotrIfluoromethane
    2903 40 80       Dlbromotetrafluoroethane
    2903 40 91       Broaochlorodifluoronethane
    2903 74 00 - - Carbon tetrachloride
    2903 79 70       1,1,1-Trlchloroethane
mx  3823 90 96         Mixtures containing products falling within codes 2903 40 10, 2903 40 20,
                       2903 40 30, 2903 40 40, 2903 40 50 or 2903 40 67
ex 3823 90 97          Mixtures containing products falling  within codes 2903 40 70, 2903 40 80,
                       2903 40 91 or 3823 90 96
ex 3823 90 98          Mixtures containing products falling within codes 2903 74 00 or 2903 19 10
                                   40
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                                                               COM(93) 202 def.
                                                            DOCUMENTI
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                                           N. di catalogo : CB-CO-93-307-IT-C
                                                             ISBN 92-77-56749-X
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L-2935 Lussemburgo
                                              t-M