CELEX: 51994EC0519
Language: it
Date: 2006-12-08
Title: Proposta di regolamento (CE) n. …/… del Consiglio del […] relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi (versione codificata)

IT

|[pic]                     |COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE                                                                               |

                                        Bruxelles,
                                        COM(2006)

                                                                   Proposta di

                                                      REGOLAMENTO (CE) N. …/… DEL CONSIGLIO

                                                                     del […]

                                  relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi

                                                              (versione codificata)

                                                                    RELAZIONE

1.    Nel contesto dell'Europa dei cittadini, la Commissione attribuisce grande importanza alla semplificazione e alla chiara formulazione  della
       normativa comunitaria, affinché diventi più comprensibile e accessibile al cittadino comune, offrendo al medesimo nuove possibilità di far
       valere i diritti che la normativa sancisce.

       Questo obiettivo non può essere realizzato fintanto che  le  innumerevoli  disposizioni,  modificate  a  più  riprese  e  spesso  in  modo
       sostanziale, rimangono sparse, costringendo chi le voglia consultare a ricercarle sia nell'atto originario sia  negli  atti  di  modifica.
       L'individuazione delle norme vigenti richiede pertanto un notevole impegno di ricerca e di comparazione dei diversi atti.

       Per tale motivo è indispensabile codificare le disposizioni che hanno subito frequenti modifiche, se si vuole che la normativa comunitaria
       sia chiara e trasparente.

2.    Il 1° aprile 1987 la Commissione ha pertanto deciso[1] di dare istruzione ai propri servizi di procedere alla codificazione  di  tutti  gli
       atti legislativi dopo non oltre dieci modifiche, sottolineando che si tratta di un requisito  minimo  e  che  i  vari  servizi  dovrebbero
       sforzarsi di codificare i testi di loro competenza anche a intervalli più brevi, al fine di  garantire  la  chiarezza  e  la  comprensione
       immediata delle disposizioni comunitarie.

3.    Le conclusioni della presidenza del Consiglio europeo di  Edimburgo  (dicembre 1992)  hanno  ribadito  questa  necessità[2],  sottolineando
       l’importanza della codificazione, poiché offre la certezza del diritto applicabile a una determinata materia in un preciso momento.

       La codificazione va effettuata nel pieno rispetto del normale iter legislativo comunitario.

       Dal momento che in sede di codificazione nessuna modificazione di carattere sostanziale può  essere  apportata  agli  atti  che  ne  fanno
       oggetto, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno concluso un accordo interistituzionale, del 20 dicembre 1994,  per  un
       metodo di lavoro accelerato che consenta la rapida adozione degli atti di codificazione.

4.    Lo scopo della presente proposta è quello di avviare la codificazione del regolamento (CE)  n.  519/94  del  Consiglio  del  7  marzo  1994
       relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi e che abroga i regolamenti (CEE) n. 1765/82, n. 1766/82 e n.
       3420/83[3]; il nuovo regolamento sostituisce i vari regolamenti che esso incorpora[4], preserva in pieno la sostanza degli atti oggetto di
       codificazione e pertanto non fa altro  che  riunirli  apportando  unicamente  le  modifiche  formali  necessarie  ai  fini  dell'opera  di
       codificazione.

5.    La proposta di codificazione è stata elaborata sulla base del consolidamento preliminare, in tutte le  lingue  ufficiali,  del  regolamento
       (CE) n. 519/94 e degli strumenti di modifica dello stesso, effettuato dall'Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle  Comunità  europee,
       attraverso un sistema di elaborazione dati. Nei casi in cui è stata assegnata una nuova numerazione agli articoli, la concordanza  tra  la
       vecchia e la nuova numerazione è esposta in una tavola che figura all'allegato IV del regolamento codificato.

                                            ê 519/94 (adattato)

                                                                   Proposta di

                                                     REGOLAMENTO (CE) N. […/…] DEL CONSIGLIO

                                                                     del […]

                                  relativo al regime comune applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 133,

viste le normative relative all'organizzazione comune dei mercati agricoli, nonché quelle  adottate  a  norma  dell'articolo  308  del  trattato,
applicabili alle merci derivanti dalla trasformazione di prodotti agricoli, e in particolare le disposizioni di tali normative che consentono  di
derogare al principio generale in base al quale qualunque restrizione  quantitativa  o  misura  di  effetto  equivalente  può  essere  sostituita
soltanto dalle misure previste dalle normative stesse,

vista la proposta della Commissione,

vista l’opinione del Parlamento europeo[5],

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[6],

considerando quanto segue:

                                            ê 

   1) Il regolamento (CE) n. 519/94 del Consiglio, del 7 marzo 1994, relativo al regime applicabile alle importazioni da alcuni paesi terzi e che
      abroga i regolamenti (CEE) n. 1765/82, (CEE) n. 1766/82 e (CEE) n. 3420/83[7], è stato modificato in modo sostanziale e a più riprese[8]. A
      fini di razionalità e chiarezza occorre provvedere alla codificazione di tale regolamento.

                                            ê 519/94 considerando (1) (adattato)

   2) La politica commerciale comune deve basarsi su principi uniformi.

                                            ê 519/94 considerando (2)

   3) Ai sensi dell'articolo 14 del trattato, il mercato interno comporta, dal 1o gennaio 1993, uno spazio senza frontiere interne  nel  quale  è
      assicurata la libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali.

                                            ê 519/94 considerando (3) (adattato)

   4) Il completamento della politica commerciale comune per quanto riguarda il regime applicabile  alle  importazioni  è  l'unico  in  grado  di
      garantire che la regolamentazione degli scambi commerciali tra la  Comunità  e  i  paesi  terzi  tenga  conto  della  situazione  derivante
      dall'integrazione dei mercati.

                                            ê 519/94 considerando (4) (adattato)

   5) Per una maggiore uniformità dei regimi applicabili alle importazioni sarebbe opportuno prevedere, nella misura del possibile,  disposizioni
      analoghe a quelle del regime comune applicabile agli altri paesi terzi.

                                            ê 168/96 art. 1 (adattato)

   6) Il regime comune applicabile alle importazioni si applica altresì ai prodotti Ö del carbone e dell’acciaio Õ, fatte salve eventuali  misure
      d'applicazione di un accordo riguardante specificamente tali prodotti.

                                            ê 519/94 considerando (6)

   7) La liberalizzazione delle importazioni, vale a dire l'assenza di qualsiasi restrizione quantitativa, dovrebbe pertanto costituire il  punto
      di partenza del regime comunitario in materia.

                                            ê 519/94 considerando (8) (adattato)

   8) Per quanto riguarda Ö alcuni Õ prodotti, la Commissione dovrebbe esaminare  le  modalità  e  le  condizioni  delle  importazioni,  il  loro
      andamento, i diversi elementi della situazione economica e commerciale nonché, all'occorrenza, le misure da prendere.

                                            ê 519/94 considerando (9)

   9) Per questi prodotti, potrebbe risultare necessario assoggettare a una vigilanza comunitaria determinate importazioni.

                                            ê 519/94 considerando (10)

  10) È compito della Commissione e del Consiglio adottare le misure cautelari richieste dagli interessi  della  Comunità,  tenendo  conto  degli
      obblighi internazionali esistenti.

                                            ê 519/94 considerando (11)

  11) Determinate misure di vigilanza o di salvaguardia di portata limitata a una o più regioni della Comunità  possono  tuttavia  rivelarsi  più
      adatte di misure applicabili all’intera Comunità; tuttavia, tali misure  devono  essere  autorizzate  soltanto  in  mancanza  di  soluzioni
      alternative e in via eccezionale. Occorre far sì che esse siano temporanee e perturbino il meno  possibile  il  funzionamento  del  mercato
      interno.

                                            ê 519/94 considerando (12) (adattato)

  12) In caso di applicazione di una vigilanza comunitaria, l'immissione in libera pratica dei prodotti in questione  andrebbe  subordinata  alla
      presentazione di un documento  Ö di  vigilanza Õ  che  risponda  a  criteri  uniformi.  Tale  documento  dovrebbe,  su  semplice  richiesta
      dell'importatore, essere Ö rilasciato Õ dalle autorità degli Stati membri entro un determinato termine,  senza  però  dar  luogo  ad  alcun
      diritto d'importazione per l'importatore. Di conseguenza, il documento Ö di vigilanza Õ dovrebbe  essere  utilizzato  soltanto  finché  non
      verrà modificato il regime d'importazione.

                                            ê 139/96 considerando (2) (adattato)

  13) Ai fini di una buona gestione amministrativa e nell'interesse degli operatori comunitari, è opportuno allineare  per  quanto  possibile  il
      contenuto e la presentazione del documento di vigilanza sui formulari di licenze d'importazione di cui ai regolamenti (CE) n. 3168/94,  del
      21 dicembre 1994, che istituisce, nell'ambito dell'applicazione del regolamento (CE) n. 517/94 del  Consiglio  relativo  al  regime  comune
      applicabile alle importazioni di prodotti tessili da paesi  terzi  non  contemplato  da  accordi  bilaterali,  da  protocolli  o  da  altre
      disposizioni né da altro regime comunitario specifico in materia di  importazioni,  una  licenza  d'importazione  comunitaria[9],  (CE)  n.
      3169/94, del 21 dicembre 1994, che modifica l'allegato III del regolamento (CEE) n. 3030/93 del Consiglio, relativo  al  regime  comune  da
      applicare alle importazioni di alcuni prodotti tessili originari  dei  paesi  terzi  e  che  istituisce,  nel  campo  di  applicazione  del
      regolamento medesimo, una licenza d'importazione comunitaria[10], e (CE) n.738/94,  del  30 marzo  1994,  che  stabilisce  talune  modalità
      d'applicazione del regolamento (CE) n. 520/94 del Consiglio, relativo all'instaurazione  di  una  procedura  comunitaria  di  gestione  dei
      contingenti quantitativi[11], nonché rammentare le caratteristiche tecniche del documento di vigilanza.

                                            ê 519/94 considerando (13)

  14) Nell'interesse della Comunità, gli Stati membri e la Commissione devono scambiarsi informazioni per quanto possibile complete sui risultati
      della vigilanza comunitaria.

                                            ê 519/94 considerando (14) (adattato)

  15) Ö È necessario Õ adottare precisi criteri di valutazione dell'eventuale pregiudizio e istituire una procedura d'inchiesta,  senza  che  ciò
      precluda la possibilità per la Commissione di varare, in caso di urgenza, le misure necessarie.

                                            ê 519/94 considerando (15)

  16) È opportuno prevedere disposizioni particolareggiate sull'apertura  di  detta  inchiesta,  sui  controlli  e  sulle  verifiche  necessarie,
      sull'audizione degli interessati, sull'elaborazione delle informazioni ricevute e sui criteri di valutazione del pregiudizio.

                                            ê 519/94 considerando (16)

  17) Le disposizioni relative alle inchieste del presente regolamento non pregiudicano le norme comunitarie e nazionali in  materia  di  segreto
      professionale.

                                            ê 519/94 considerando (17)

  18) È anche necessario fissare limiti di tempo per l'apertura delle inchieste e per le decisioni in merito all'opportunità di istituire misure,
      affinché tali decisioni siano prese rapidamente, per aumentare la certezza del diritto nei confronti degli operatori economici interessati.

                                            ê 519/94 considerando (18)

  19) L'uniformazione del regime all'importazione impone di semplificare e di armonizzare le formalità che devono  espletare  gli  importatori  a
      prescindere dal luogo di sdoganamento delle merci; a tale scopo, è  opportuno  prevedere  che  le  eventuali  formalità  vengano  espletate
      utilizzando moduli conformi al modello accluso al presente regolamento.

                                            ê 519/94 considerando (19) (adattato)

  20) I documenti Ö di vigilanza Õ rilasciati nell'ambito delle misure di vigilanza  comunitaria  devono  essere  validi  in  tutta  la  Comunità
      indipendentemente dallo Stato membro che li ha rilasciati.

                                            ê 519/94 considerando (22)

  21) I prodotti tessili del regolamento (CE) n. 517/94 del Consiglio, del  7  marzo  1994,  che  concerne  il  regime  comune  applicabile  alle
      importazioni di prodotti tessili da taluni paesi terzi, non contemplato da accordi bilaterali, da protocolli o da altre disposizioni né  da
      altro regime comunitario specifico in materia di importazioni[12], sono oggetto di un trattamento specifico a livello sia  comunitario  che
      internazionale; sembra quindi opportuno escluderli integralmente dal campo di applicazione del presente regolamento.

                                            ê 519/94

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

                                            ê 519/94 (adattato)

                                                                    Ö CAPO Õ I

                                                                Principi generali

                                            ê 519/94

                                                                    Articolo 1

                                            ê 168/96 art. 2

1. Il presente regolamento si applica alle importazioni dei prodotti originari dei paesi terzi di cui  all'allegato  I,  fatta  eccezione  per  i
prodotti tessili oggetto del regolamento (CE) n. 517/94.

                                            ê 519/94 (adattato)

2. L'importazione nella Comunità dei prodotti di cui al paragrafo 1 è libera, e pertanto non forma oggetto di  alcuna  restrizione  quantitativa,
fatte salve le misure che possono essere prese a norma del Ö capo Õ V.

                                                                   Ö CAPO Õ II

                                            ê 519/94

                                             Procedura comunitaria d'informazione e di consultazione

                                                                    Articolo 2

Qualora l'andamento delle importazioni dovesse rendere necessario il ricorso a misure di vigilanza o di salvaguardia,  la  Commissione  ne  viene
informata dagli Stati membri, i quali le comunicano altresì gli elementi di prova disponibili, determinati secondo i criteri di cui  all'articolo
8. La Commissione trasmette immediatamente tali informazioni a tutti gli Stati membri.

                                                                    Articolo 3

1. Le consultazioni si svolgono nell'ambito di un comitato consultivo, in appresso denominato «comitato», composto da rappresentanti di  ciascuno
Stato membro e presieduto da un rappresentante della Commissione.

2. Il comitato si riunisce su convocazione del presidente; quest'ultimo comunica tempestivamente agli Stati membri tutte le informazioni utili.

                                                                    Articolo 4

1. Su richiesta di uno Stato membro o su iniziativa della Commissione, è possibile avviare consultazioni.

2. Tali consultazioni si svolgono entro otto giorni lavorativi dalla data in cui la Commissione ha ricevuto le informazioni di  cui  all'articolo
2, e comunque prima dell'applicazione di qualsiasi misura comunitaria di vigilanza o di salvaguardia.

3. Le consultazioni vertono in particolare:

                                            ê 519/94 (adattato)

a)    sui termini, sulle condizioni e sull'andamento delle importazioni, nonché sui vari elementi della situazione economica  e  commerciale  del
       prodotto in questione;

                                            ê 519/94

b)    sulle questioni relative alla gestione degli accordi commerciali tra la Comunità e i paesi terzi di cui all'allegato I;

c)    sulle misure che sarebbe opportuno adottare.

4. Se necessario, le consultazioni possono aver luogo per iscritto. In tal caso, la Commissione informa gli Stati membri  che  possono  esprimere
il loro parere o richiedere una consultazione orale entro un termine compreso tra  5  e  8  giorni  lavorativi,  che  spetterà  alla  Commissione
stabilire.

                                            ê 519/94 (adattato)

                                                                   Ö CAPO Õ III

                                            ê 519/94

                                                        Procedura comunitaria d'inchiesta

                                                                    Articolo 5

1. Qualora al termine delle consultazioni ritenga che esistono  elementi  di  prova  sufficienti  che  lo  giustifichino,  la  Commissione  avvia
un'inchiesta entro un mese dalla data alla quale ha ricevuto le informazioni dallo Stato membro e ne pubblica l'avviso nella  Gazzetta  ufficiale
dell’Unione europea. Nell'avviso:

a)    si riassumono le informazioni ricevute e si precisa che ogni informazione utile deve essere comunicata alla Commissione;

b)    si stabilisce entro quale termine gli interessati possono rendere note le loro osservazioni per iscritto e fornire  informazioni,  se  tali
       osservazioni e informazioni sono destinate a essere prese in considerazione durante l'inchiesta;

c)    si stabilisce il termine entro il quale le parti interessate possono chiedere di essere sentite oralmente dalla Commissione, ai  sensi  del
       paragrafo 4.

                                            ê 519/94 (adattato)

Ö La Commissione Õ avvia l'inchiesta in collaborazione con gli Stati membri.

                                            ê 519/94

2. La Commissione raccoglie tutte le informazioni che ritiene necessarie  e,  se  lo  considera  opportuno,  procede,  previa  consultazione  del
comitato, alla verifica di tali informazioni presso importatori, commercianti, agenti, produttori, associazioni e organizzazioni commerciali.

La Commissione è coadiuvata in questo compito da agenti dello Stato membro sul cui territorio si effettuano  tali  verifiche,  a  condizione  che
tale Stato ne abbia espresso il desiderio.

                                            ê 519/94 (adattato)

Le parti interessate che si sono manifestate ai sensi del Ö primo comma del Õ paragrafo 1, come pure i rappresentanti del paese di  esportazione,
possono esaminare tutte le informazioni messe a disposizione della Commissione nel quadro dell'inchiesta,  distintamente  dai  documenti  interni
preparati dalle autorità della Comunità o dai suoi Stati membri, purché siano pertinenti per la difesa dei loro interessi,  non  siano  riservate
ai sensi dell'articolo 7 e siano usate dalla Commissione nell'ambito dell'inchiesta. A tal  fine,  essi  indirizzano  una  domanda  scritta  alla
Commissione indicando i documenti richiesti.

                                            ê 519/94

3. Su richiesta della Commissione, e secondo modalità da essa definite, gli  Stati  membri  le  forniscono  le  informazioni  di  cui  dispongono
sull'andamento del mercato del prodotto oggetto dell'inchiesta.

4. La Commissione può sentire le parti interessate che lo abbiano chiesto per iscritto entro il termine stabilito  nell'avviso  pubblicato  nella
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, dimostrando che possono effettivamente essere interessate al  risultato  dell'inchiesta  e  che  esistono
motivi particolari per sentirle oralmente.

5. Quando le informazioni non vengono fornite entro il termine stabilito dal presente regolamento o  dalla  Commissione  a  norma  del  medesimo,
oppure quando l'inchiesta è ostacolata in modo rilevante, si possono elaborare conclusioni in base ai dati disponibili. Se la Commissione  scopre
che una parte interessata o un terzo le hanno fornito informazioni false o ingannevoli, non tiene conto di  tali  informazioni  e  può  avvalersi
degli elementi di cui dispone.

6. Quando la Commissione, al termine delle consultazioni di cui al paragrafo 1, ritiene che  non  esistano  elementi  di  prova  sufficienti  per
giustificare l'avvio di un'inchiesta, informa gli Stati membri della sua decisione entro un mese dalla data alla quale le sono pervenute le  loro
informazioni.

                                                                    Articolo 6

1. Al termine dell'inchiesta, la Commissione presenta al comitato una relazione sui risultati della stessa.

2. Se, entro nove mesi dall'avvio dell'inchiesta, la Commissione ritiene che non sia necessaria alcuna misura  di  vigilanza  o  di  salvaguardia
comunitaria, l'inchiesta viene chiusa, previa consultazione del comitato, entro un mese. La decisione di chiusura, che  riprende  le  conclusioni
essenziali e sintetizza le motivazioni dell’inchiesta, è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

                                            ê 519/94 (adattato)

3. Quando la Commissione ritiene necessaria  una  misura  di  vigilanza  Ö o Õ  di  salvaguardia  comunitaria,  prende  le  decisioni  del  caso,
conformemente ai Ö capi Õ IV e V, entro nove mesi dall'avvio dell'inchiesta. In circostanze eccezionali, questo periodo può essere prolungato  al
massimo di altri due mesi. In un  avviso  pubblicato  nella  Gazzetta  ufficiale  dell’Unione  europea,  la  Commissione  indica  la  durata  del
prolungamento e le relative ragioni.

4. Le disposizioni del presente Ö capo Õ non impediscono di prendere, in qualsiasi momento, misure di vigilanza conformemente agli articoli da  9
a 14 oppure, ove circostanze critiche in cui ogni indugio causerebbe un danno difficilmente riparabile richiedano un'azione immediata, misure  di
salvaguardia conformemente agli articoli 15, 16 e 17.

                                            ê 519/94

La Commissione procede immediatamente alle inchieste che ritiene ancora necessarie e in base alle risultanze riesamina le misure prese.

                                                                    Articolo 7

1. Le informazioni ricevute a norma del presente regolamento possono essere utilizzate soltanto allo scopo per il quale sono state richieste.

2. Né il Consiglio, né la Commissione, né gli Stati membri, o i loro agenti, divulgano, salvo autorizzazione  espressa  della  parte  che  le  ha
fornite, le informazioni riservate che hanno ricevuto a norma del presente regolamento o quelle fornite in via riservata.

3. Ogni richiesta di trattamento riservato deve essere debitamente motivata.

Tuttavia, quando una richiesta di trattamento riservato non è giustificata e colui che fornisce l'informazione non vuole né renderla pubblica  né
autorizzarne la divulgazione in termini generali o sotto forma di riassunto, si può tener conto dell'informazione in questione.

4. Un'informazione si considera comunque riservata se la sua divulgazione può avere conseguenze  estremamente  sfavorevoli  per  colui  che  l'ha
fornita o che ne è la fonte.

                                            ê 519/94 (adattato)

5. I paragrafi Ö da 1 a 4 Õ non impediscono che le autorità della Comunità facciano riferimento alle informazioni generali, e in  particolare  ai
motivi su cui si basano le decisioni prese ai sensi  del  presente  regolamento.  Tali  autorità,  tuttavia,  devono  tener  conto  dell'esigenza
legittima, per le persone fisiche e giuridiche interessate, che i loro segreti d'affari non vengano divulgati.

                                            ê 519/94

                                                                    Articolo 8

1. L'esame dell'andamento delle importazioni, delle condizioni in cui vengono effettuate e del  grave  pregiudizio  o  della  minaccia  di  grave
pregiudizio che ne derivano per i produttori comunitari si basa principalmente sui fattori seguenti:

a)    il volume delle importazioni, soprattutto qualora siano aumentate in misura considerevole, in termini assoluti o rispetto  alla  produzione
       o al consumo della Comunità;

b)    i prezzi delle importazioni, soprattutto per determinare se si è registrata una sottoquotazione significativa  rispetto  al  prezzo  di  un
       prodotto simile nella Comunità;

c)    l'impatto che ne deriva per i produttori comunitari di prodotti simili o direttamente concorrenti, e che risulta dalle tendenze  di  taluni
       fattori economici quali:

         – la produzione,

         – lo sfruttamento del potenziale,

         – le scorte,

         – le vendite,

         – la quota di mercato,

         – i prezzi (la diminuzione dei prezzi o l'impedimento dei rincari che normalmente si sarebbero verificati),

         – gli utili,

         – il rendimento dei capitali,

         – i flussi di liquidità,

         – l'occupazione.

2. Nello svolgere l'inchiesta, la Commissione tiene conto del sistema economico particolare dei paesi di cui all'allegato I.

3. Quando viene addotta una minaccia di grave pregiudizio, la Commissione esamina altresì se sia chiaramente prevedibile che una data  situazione
possa trasformarsi in un pregiudizio reale. Al riguardo, essa può tener conto anche di fattori come:

a)    il tasso d'incremento delle esportazioni verso la Comunità;

b)    la capacità di esportazione del paese di origine o di esportazione  che  già  esiste  o  che  esisterà  in  un  futuro  prevedibile,  e  la
       probabilità che le esportazioni da essa derivanti siano destinate alla Comunità.

                                            ê 519/94 (adattato)

                                                                   Ö CAPO Õ IV

                                            ê 519/94

                                                               Misure di vigilanza

                                                                    Articolo 9

1. Quando gli interessi della Comunità lo richiedono, la Commissione può, su richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa:

a)    decretare la vigilanza comunitaria a posteriori per determinate importazioni, secondo modalità da essa definite;

b)    decidere, per sorvegliarne l'andamento, di assoggettare determinate importazioni  a  una  vigilanza  comunitaria  preventiva  conformemente
       all'articolo 10.

2. Le misure di vigilanza hanno durata limitata. Salvo disposizioni contrarie, la loro validità scade alla fine del secondo  semestre  successivo
a quello durante il quale sono state introdotte.

                                                                   Articolo 10

                                            ê 139/96 art. 2, punto 1 (adattato)

1. L'immissione in libera pratica dei prodotti soggetti a vigilanza comunitaria preventiva è subordinata alla presentazione di  un  documento  di
vigilanza. Ö Tale Õ documento è rilasciato gratuitamente dall'autorità  competente  designata  dagli  Stati  membri,  per  tutti  i  quantitativi
richiesti, entro un termine massimo di cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui l'autorità nazionale  competente  ha  ricevuto  una
richiesta di un qualsiasi importatore comunitario, indipendentemente dal suo luogo di stabilimento nella  Comunità.  Salvo  prova  contraria,  si
presume che la richiesta sia pervenuta all'autorità nazionale competente entro tre giorni lavorativi dalla presentazione.

                                            ê 139/96 art. 2, punto 1

2. Il documento di vigilanza è rilasciato sotto forma di un modulo conforme al modello che figura nell'allegato II.

Salvo altre disposizioni nella decisione che istituisce la misura di vigilanza, la richiesta di  documenti  di  vigilanza  dell'importatore  reca
esclusivamente le seguenti indicazioni:

a)    il nome e l'indirizzo completo del richiedente (inclusi i numeri di telefono, di  telecopiatrice  e  l'eventuale  numero  d'identificazione
       presso l'autorità nazionale competente) e il suo numero di registrazione IVA, qualora sia soggetto all’IVA;

b)    se del caso, il nome e l'indirizzo completo del dichiarante o del rappresentante eventuale del richiedente (inclusi i numeri di telefono  e
       di telecopiatrice);

c)    la designazione delle merci, che precisa quanto segue:

         – denominazione commerciale;

         – codice NC;

         – origine e provenienza;

d)    i quantitativi dichiarati, espressi in kg e, all'occorrenza, in qualsiasi altra unità supplementare pertinente (paia, unità, ecc.);

e)    il valore in euro, cif frontiera comunitaria, delle merci;

f)    la dichiarazione seguente, datata e firmata dal richiedente con l'indicazione del nome in lettere maiuscole:

      «Il sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente domanda sono esatte e fornite in buona fede, e di  essere  stabilito
       nel territorio della Comunità».

                                            ê 519/94 (adattato)

3. Il documento Ö di vigilanza Õ è valido in tutta la Comunità, indipendentemente dallo Stato membro che l'ha rilasciato.

4. La constatazione che il prezzo unitario al quale si effettua la transazione  supera  di  meno  del  5%  quello  indicato  nel  documento  Ö di
vigilanza Õ, ovvero che il valore totale o il quantitativo totale dei prodotti presentati all'importazione supera di meno del 5% il valore  o  il
quantitativo indicati in detto documento non osta all'immissione in libera pratica. Dopo aver sentito i pareri espressi in seno  al  comitato,  e
tenendo conto della natura dei prodotti e delle altre particolarità delle transazioni in oggetto, la  Commissione  può  fissare  una  percentuale
diversa che tuttavia non può, normalmente, superare il 10%.

5. Il documento Ö di vigilanza Õ può essere utilizzato soltanto fintanto che, per le transazioni in questione, rimane  in  vigore  il  regime  di
liberalizzazione delle importazioni, e al massimo per un periodo determinato nello stesso tempo e secondo  la  stessa  procedura  con  cui  viene
instaurata la vigilanza, tenendo conto della natura dei prodotti e delle altre particolarità di tali transazioni.

                                            ê 519/94

6. Quando la decisione presa a norma dell'articolo 9  lo  preveda,  l'origine  dei  prodotti  sottoposti  a  vigilanza  comunitaria  deve  essere
giustificata da un  certificato  d'origine.  Il  presente  paragrafo  lascia  impregiudicate  altre  disposizioni  sulla  presentazione  di  tale
certificato.

                                            ê 519/94 (adattato)

7. Quando il prodotto sottoposto a vigilanza comunitaria preventiva è oggetto di una misura  di  salvaguardia  regionale  in  uno  Stato  membro,
l'autorizzazione d'importazione concessa da quest'ultimo può sostituire il documento Ö di vigilanza Õ.

                                            ê 139/96 art. 2, punto 2

8. I moduli dei documenti di vigilanza nonché i loro estratti sono redatti in due esemplari, di  cui  il  primo,  denominato  «originale  per  il
destinatario» e recante il numero 1, è rilasciato al richiedente, il secondo, denominato «esemplare  per  l'autorità  competente»  e  recante  il
numero 2, è conservato dall'autorità che  ha  rilasciato  il  documento.  A  fini  amministrativi  l'autorità  competente  può  aggiungere  copie
supplementari al modulo n. 2.

9. I moduli sono stampati su carta collata bianca per scrittura, non contenente pasta meccanica, di peso compreso tra 55 e 65  grammi  per  metro
quadro. Il formato è di 210 millimetri su 297. L'interlinea dattilografica è di 4,24 millimetri  (un  sesto  di  pollice).  La  disposizione  dei
moduli è da rispettare rigorosamente. Le due facce dell'esemplare n. 1, che costituisce il documento di vigilanza vero e  proprio,  sono  inoltre
rivestite da un fondo arabescato di colore giallo che rivela qualsiasi falsificazione con mezzi meccanici o chimici.

10. Spetta agli Stati membri procedere alla stampa  dei  moduli.  La  stampa  può  essere  affidata  altresì  a  tipografie  che  hanno  ricevuto
l'autorizzazione dallo Stato membro in cui sono stabilite. In quest'ultimo caso il riferimento a tale autorizzazione compare su ogni modulo.  Sul
modulo sono iscritti il nome e l'indirizzo del tipografo o un segno che ne consenta l'identificazione.

                                            ê 519/94

                                                                   Articolo 11

Ove gli interessi della Comunità lo esigano, su richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, la  Commissione  può,  qualora  rischi  di
verificarsi la situazione di cui all'articolo 15, paragrafo 1:

                                            ê 519/94 (adattato)

     – limitare il termine di utilizzazione del documento Ö di vigilanza Õ eventualmente richiesto,

                                            ê 519/94

     – subordinare il rilascio del documento a determinate condizioni e, in via eccezionale, all'inserimento di una clausola  di  revoca  o,  con
       una frequenza e per una durata stabilite  dalla  Commissione,  alla  procedura  d'informazione  e  di  consultazione  preliminare  di  cui
       all'articolo 3.

                                            ê 519/94 (adattato)

                                                                   Articolo 12

Qualora, dopo otto giorni lavorativi dalla fine delle  consultazioni,  le  importazioni  di  un  prodotto  non  siano  assoggettate  a  vigilanza
comunitaria preventiva, la Commissione può decretare, conformemente all'articolo 17, una vigilanza limitata alle importazioni Ö in Õ  una  o  più
regioni della Comunità.

                                                                   Articolo 13

                                            ê 139/96 art. 2, punto 3

1. L'immissione in libera pratica dei prodotti soggetti a vigilanza regionale è subordinata, nella regione interessata, alla presentazione di  un
documento di vigilanza. Il documento è rilasciato gratuitamente dall'autorità competente designata dallo o dagli Stati  membri  interessati,  per
tutti i quantitativi richiesti, entro un termine massimo di cinque giorni lavorativi  dalla  data  in  cui  l'autorità  nazionale  competente  ha
ricevuto una richiesta di un qualsiasi importatore comunitario, indipendentemente dal suo luogo  di  stabilimento  nella  Comunità.  Salvo  prova
contraria, si presume che tale richiesta sia pervenuta all'autorità nazionale competente entro  tre  giorni  lavorativi  dalla  presentazione.  I
documenti di vigilanza possono essere utilizzati soltanto finché il regime di  liberalizzazione  delle  importazioni  rimane  in  vigore  per  le
operazioni in questione.

2. È d’applicazione l'articolo 10, paragrafo 2.

                                            ê 519/94

                                                                   Articolo 14

1. In caso di vigilanza comunitaria o regionale, gli Stati membri comunicano alla Commissione nei primi dieci giorni di ogni mese:

                                            ê 519/94 (adattato)

a)    in caso di vigilanza preventiva, i quantitativi di merci e gli importi, calcolati in base ai prezzi cif, per i quali sono stati  rilasciati
       o vidimati, nel periodo precedente, i documenti Ö di vigilanza Õ;

                                            ê 519/94

b)    in ogni caso, le importazioni effettuate nel periodo che precede quello di cui alla lettera a).

Le comunicazioni degli Stati membri sono ripartite per prodotto e per paese.

Possono essere adottate contemporaneamente disposizioni diverse, secondo la stessa procedura applicata per la vigilanza.

2. Ove la natura dei prodotti o situazioni particolari lo rendano necessario,  su  richiesta  di  uno  Stato  membro  o  di  sua  iniziativa,  la
Commissione può modificare la periodicità delle informazioni.

3. La Commissione informa gli Stati membri.

                                            ê 519/94 (adattato)

                                                                    Ö CAPO Õ V

                                            ê 519/94

                                                              Misure di salvaguardia

                                                                   Articolo 15

1. Se un prodotto è importato nella Comunità in quantitativi talmente accresciuti o a condizioni tali da arrecare o  da  minacciare  di  arrecare
grave pregiudizio ai produttori comunitari di prodotti analoghi o direttamente concorrenti, la Commissione, su richiesta di uno  Stato  membro  o
di propria iniziativa può modificare il regime d'importazione del prodotto in  questione  subordinandone  l'immissione  in  libera  pratica  alla
presentazione di un'autorizzazione d'importazione, che dovrà essere rilasciata secondo modalità ed entro limiti da essa definiti.

2. Le misure adottate vengono comunicate senza indugio al Consiglio e agli Stati membri, e sono di applicazione immediata.

3. Le misure di cui al presente articolo si applicano a tutti i prodotti immessi in libera pratica dopo la loro entrata in vigore.  Esse  possono
essere limitate, conformemente all'articolo 17, a una o più regioni della Comunità.

                                            ê 519/94 (adattato)

Tuttavia, tali misure non ostano all'immissione in libera pratica dei prodotti già  avviati  verso  la  Comunità,  sempreché  non  sia  possibile
mutarne la destinazione e che i prodotti la cui immissione in libera pratica è subordinata, a norma degli articoli 10 e  13,  alla  presentazione
di un documento Ö di vigilanza Õ siano effettivamente corredati di tale documento.

                                            ê 519/94

4. Qualora l'intervento della Commissione sia stato richiesto da uno Stato membro, la Commissione  si  pronuncia  entro  un  termine  massimo  di
cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data alla quale ha ricevuto la richiesta.

5. Qualsiasi decisione presa dalla Commissione a norma del presente articolo è comunicata al Consiglio e allo Stato  membro.  Ogni  Stato  membro
può rimetterla al Consiglio entro un mese dal giorno della comunicazione.

6. Qualora uno Stato membro abbia rimesso  al  Consiglio  una  decisione  presa  dalla  Commissione,  il  Consiglio,  deliberando  a  maggioranza
qualificata, può confermare, modificare o abrogare la decisione adottata dalla Commissione.

Se il Consiglio non ha deciso entro tre mesi dalla data alla quale è stato interpellato, la decisione della Commissione si considera abrogata.

                                                                   Articolo 16

1. Il Consiglio può adottare misure appropriate, in particolare  nella  situazione  prevista  all'articolo  15,  paragrafo  1.  Esso  delibera  a
maggioranza qualificata su proposta della Commissione.

2. È d’applicazione l'articolo 15, paragrafo 3.

                                            ê 519/94 (adattato)

                                                                   Articolo 17

Qualora, in particolare in base agli elementi di valutazione di cui all'articolo 9, emerga che in una o più regioni della Comunità sussistono  le
condizioni previste per l'adozione di misure a norma del Ö capo Õ IV e dell'articolo  15,  la  Commissione,  dopo  aver  esaminato  le  soluzioni
alternative, può autorizzare, in via eccezionale, l'applicazione di misure di vigilanza o di salvaguardia limitate alle  regioni  in  causa,  ove
ritenga che tali misure, applicate a quel livello, siano più appropriate di misure applicabili all'intera Comunità.

                                            ê 519/94

Dette misure devono avere carattere temporaneo e perturbare il meno possibile il funzionamento del mercato interno.

Esse vengono adottate secondo le procedure previste, rispettivamente, agli articoli 9 e 15.

                                            ê 519/94 (adattato)

                                                                   Articolo 18

1. Durante il periodo d'applicazione di qualsiasi misura di vigilanza o di salvaguardia istituita conformemente ai Ö capi Õ IV e V, su  richiesta
di uno Stato membro o su iniziativa della Commissione, si procede a consultazioni in seno al comitato di cui all'articolo 4, allo scopo di:

                                            ê 519/94

a)    valutare gli effetti della misura;

b)    verificare se sia necessario mantenerla in vigore.

                                            ê 519/94 (adattato)

2. Se al termine delle consultazioni di cui al paragrafo 1 ritiene necessaria l'abrogazione o la  modifica  di  una  misura  di  vigilanza  o  di
salvaguardia adottata a norma dei Ö capi Õ IV e V, la Commissione agisce come segue:

                                            ê 519/94

a)    se il Consiglio non ha preso alcuna decisione su una misura adottata dalla Commissione, questa modifica o abroga senza indugio la misura  e
       ne riferisce immediatamente al Consiglio;

b)    in tutti gli altri casi, la Commissione propone al Consiglio di abrogare o modificare la misura da esso adottata. Il Consiglio  delibera  a
       maggioranza qualificata.

Quando riguarda misure di vigilanza regionale, la decisione si applica a decorrere dal sesto giorno successivo alla pubblicazione nella  Gazzetta
ufficiale dell’Unione europea.

                                            ê 519/94 (adattato)

                                                                   Ö CAPO Õ VI

                                                               Disposizioni finali

                                            ê 519/94

                                                                   Articolo 19

1. Il presente regolamento non osta all'adempimento di obblighi derivanti da disposizioni speciali di accordi conclusi tra la  Comunità  e  paesi
terzi.

2. Fatte salve le altre disposizioni comunitarie, il presente regolamento non osta all'adozione o all'applicazione, da parte degli Stati membri:

a)    di divieti, restrizioni quantitative o misure di vigilanza giustificati da motivi di moralità pubblica, di  ordine  pubblico,  di  pubblica
       sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio
       artistico, storico e archeologico nazionale o di tutela della proprietà industriale e commerciale;

b)    di speciali formalità in materia di cambio;

c)    di formalità introdotte a norma di accordi internazionali conformemente al trattato.

Gli Stati membri informano la Commissione delle misure o formalità da introdurre o da modificare ai sensi del  presente  paragrafo.  In  caso  di
estrema urgenza, le misure o formalità nazionali in questione vengono comunicate alla Commissione sin dall'adozione.

                                                                   Articolo 20

1. Il presente regolamento non osta all'applicazione dei regolamenti relativi all'organizzazione comune dei  mercati  agricoli,  di  disposizioni
amministrative comunitarie o nazionali derivanti da tali regolamenti,  o  di  normative  specifiche  adottate  ai  sensi  dell'articolo  308  del
trattato, applicabili alle merci che derivano dalla trasformazione di prodotti agricoli; esso si applica a titolo complementare.

                                            ê 519/94 (adattato)

2. Le disposizioni degli articoli da 9 a 14 e 18 non si applicano ai prodotti oggetto delle normative di cui al paragrafo  1,  per  le  quali  il
regime comunitario degli scambi con paesi terzi prevede la presentazione di un certificato o di un altro titolo d'importazione.

                                            ê 519/94

Gli articoli 15, 17 e 18 non si applicano ai prodotti per i quali il regime comunitario degli scambi con i paesi terzi prevede la possibilità  di
applicare restrizioni quantitative all'importazione.

                                            ê 

                                                                   Articolo 21

Il regolamento (CE) n. 519/94 è abrogato.

I riferimenti al regolamento abrogato si intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di concordanza dell’allegato IV.

                                            ê 519/94 (adattato)

                                                                   Articolo 22

Il presente regolamento entra in vigore il Ö ventesimo Õ giorno Ö successivo a quello di Õ pubblicazione  nella  Gazzetta  ufficiale  dell’Unione
europea.

                                            ê 519/94

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il […]

      Per il Consiglio
      Il Presidente
      […]

                                            ê 519/94

                                                                    ALLEGATO I

                                                              Elenco dei paesi terzi

Armenia

Azerbaigian

Bielorussia

Corea del Nord

Kazakistan

Russia

Tagikistan

Turkmenistan

Ucraina

Uzbekistan

Vietnam

                                                                    __________

                                            ê 139/96 art. 2, punto 4 e allegato II

                                                                   ALLEGATO II

                                                                      [pic]

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                                            é

                                                                   ALLEGATO III

                                               Regolamento abrogato e sue modificazioni successive

|Regolamento (CE) n. 519/94 del Consiglio                                                    |                          |
|(GU L 67 del 10.3.1994, pag. 89)                                                            |                          |
|Regolamento (CE) n. 1921/94 del Consiglio                                         |                                              |
|(GU L 198 del 30.7.1994, pag. 1)                                                  |                                              |
|Regolamento (CE) n. 538/95 del Consiglio                                          |                                              |
|(GU L 55 dell’11.3.1995, pag. 1)                                                  |                                              |
|Regolamento (CE) n. 839/95 del Consiglio                                          |                                              |
|(GU L 85 del 19.4.1995, pag. 9)                                                   |                                              |
|Regolamento (CE) n. 139/96 del Consiglio                                          |limitatamente all’articolo 2                  |
|(GU L 21 del 27.1.1996, pag. 7)                                                   |                                              |
|Regolamento (CE) n. 168/96 del Consiglio                                          |                                              |
|(GU L 25 dell’1.2.1996, pag. 2)                                                   |                                              |
|Regolamento (CE) n. 752/96 del Consiglio                                          |                                              |
|(GU L 103 del 26.4.1996, pag. 1)                                                  |                                              |
|Regolamento (CE) n. 1897/96 del Consiglio                                         |                                              |
|(GU L 250 del 2.10.1996, pag. 1)                                                  |                                              |
|Regolamento (CE) n. 847/97 del Consiglio                                          |                                              |
|(GU L 122 del 14.5.1997, pag. 1)                                                  |                                              |
|Regolamento (CE) n. 1138/98 del Consiglio                                         |                                              |
|(GU L 159 del 3.6.1998, pag. 1)                                                   |                                              |
|Regolamento (CE) n. 427/2003 del Consiglio                                        |limitatamente all’articolo 22, paragrafi 1 e 2|
|(GU L 65 dell’8.3.2003, pag. 1)                                                   |                                              |

                                                                  _____________

                                                                   ALLEGATO IV

                                                              Tavola di concordanza

|Regolamento (CE) n. 519/94                                           |Presente regolamento                                                 |
|Articolo 1, paragrafi 1 e 2                                          |Articolo 1, paragrafi 1 e 2                                          |
|Articolo 1, paragrafo 4                                              |___                                                                  |
|Articolo 2                                                           |Articolo 2                                                           |
|Articolo 3, frase iniziale                                           |Articolo 4, paragrafo 1                                              |
|Articolo 3, frase finale                                             |Articolo 4, paragrafo 2                                              |
|Articolo 4, paragrafi 1 e 2                                          |Articolo 3, paragrafi 1 e 2                                          |
|Articolo 4, paragrafi 3 e 4                                          |Articolo 4, paragrafi 3 e 4                                          |
|Articolo 5, paragrafo 1, alinea e lettera a), prima parte            |Articolo 5, paragrafo 1, primo comma, prima frase                    |
|Articolo 5, paragrafo 1, lettera a), seconda parte                   |Articolo 5, paragrafo 1, primo comma, alinea e lettere a), b) e c)   |
|Articolo 5, paragrafo 1, lettera b)                                  |Articolo 5, paragrafo 1, secondo comma                               |
|Articolo 5, paragrafi da 2 a 6                                       |Articolo 5, paragrafi da 2 a 6                                       |
|Articolo 6                                                           |Articolo 6                                                           |
|Articolo 7, paragrafo 1                                              |Articolo 7, paragrafo 1                                              |
|Articolo 7, paragrafo 2, lettera a)                                  |Articolo 7, paragrafo 2                                              |
|Articolo 7, paragrafo 2, lettera b), primo comma                     |Articolo 7, paragrafo 3, primo comma                                 |
|Articolo 7, paragrafo 2, lettera b), secondo comma                   |Articolo 7, paragrafo 3, secondo comma                               |
|Articolo 7, paragrafo 3                                              |Articolo 7, paragrafo 4                                              |
|Articolo 7, paragrafo 4                                              |Articolo 7, paragrafo 5                                              |
|Articoli da 8 a 14                                                   |Articoli da 8 a 14                                                   |
|Articolo 15, paragrafi 1 e 2                                         |Articolo 15, paragrafi 1 e 2                                         |
|Articolo 15, paragrafo 3, lettera a)                                 |Articolo 15, paragrafo 3, primo comma                                |
|Articolo 15, paragrafo 3, lettera b)                                 |Articolo 15, paragrafo 3, secondo comma                              |
|Articolo 15, paragrafi 4, 5 e 6                                      |Articolo 15, paragrafi 4, 5 e 6                                      |
|Articoli 16, 17 e 18                                                 |Articoli 16, 17 e 18                                                 |
|Articolo 19, paragrafo 1                                             |Articolo 19, paragrafo 1                                             |
|Articolo 19, paragrafo 2, lettera a), alinea                         |Articolo 19, paragrafo 2, primo comma, alinea                        |
|Articolo 19, paragrafo 2, lettera a), punti i), ii) e iii)           |Articolo 19, paragrafo 2, primo comma, lettere a), b) e c)           |
|Articolo 19, paragrafo 2, lettera b)                                 |Articolo 19, paragrafo 2, secondo comma                              |
|Articolo 20                                                          |Articolo 20                                                          |
|Articolo 21                                                          |___                                                                  |
|Articolo 22                                                          |___                                                                  |
|Articolo 23                                                          |___                                                                  |
|___                                                                  |Articolo 21                                                          |
|Articolo 24                                                          |Articolo 22                                                          |
|Allegato I                                                           |Allegato I                                                           |
|Allegato IV                                                          |Allegato II                                                          |
|___                                                                  |Allegato III                                                         |
|___                                                                  |Allegato IV                                                          |

                                                                  _____________

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[1]   COM(87) 868 PV.
[2]   V. allegato 3, Parte A, delle conclusioni.
[3]   Eseguita ai sensi della comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio - Codificazione della  normativa  comunitaria,
      COM(2001) 645 definitivo.
[4]   Allegato III della presente proposta.
[5]   GU C […] del […], pag. […].
[6]   GU C […] del […], pag. […].
[7]   GU L 67 del 10.3.1994, pag. 89. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 427/2003 (GU L 65 dell’8.3.2003, pag. 1).
[8]   V. allegato III.
[9]   GU L 335 del 23.12.1994, pag. 23. Regolamento modificato da ultimo dall’Atto di adesione del 2003.
[10]  GU L 335 del 23.12.1994, pag. 33.
[11]  GU L 87 del 31.3.1994, pag. 47. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 983/96 (GU L 131 dell’1.6.1996, pag. 47).
[12]  GU L 67 del 10.3.1994, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo  dal  regolamento  (CE)  n.  931/2005  della  Commissione  (GU  L  162  del
      23.6.2005, pag. 37).

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