CELEX: C2006/074/41
Language: it
Date: 2006-03-25 00:00:00
Title: Causa T-397/05: Ricorso presentato il  3 novembre 2005  — ARCHI.M.E.D. — E.S/Commissione

25.3.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 74/20
            
         Ricorso presentato il 3 novembre 2005 — ARCHI.M.E.D. — E.S/Commissione
   (Causa T-397/05)
   (2006/C 74/41)
   Lingua processuale: il francese
   Parti
   
      Ricorrente: Architecture, Microclimat, Energies Douces — Europe et Sud SARL (ARCHI.M.E.D. — E.S) (Ganges, Francia) [Rappresentanti: avv.ti P.-P. van Gehuchten, J. Sambon, P. Reyniers]
   
      Convenuta: Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni della ricorrente
   
               —
            
            
               dichiarare che la Commissione non poteva rescindere il contratto 30 giugno 2005;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione europea al pagamento dell'importo di EUR 125 906, più gli interessi di mora al tasso legale a partire dal 12 febbraio 2002;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione a tutte le spese di causa.
            
         Motivi e principali argomenti
   La ricorrente è parte nel contratto BU 209-95 concluso con la Commissione a seguito della gara di appalto lanciata nell'ambito del programma specifico di ricerca e di sviluppo tecnologico nel settore dell'energia non nucleare (1) e inteso a realizzare un progetto di ristrutturazione di uno stabile a Lione utilizzando i metodi dell'architettura solare e bioclimatica. Nel contratto è compresa una clausola compromissoria in virtù della quale i giudici comunitari sono gli unici competenti a conoscere delle controversie tra i contraenti circa la validità, l'applicazione e l'interpretazione del contratto.
   Nel realizzare i suoi obblighi contrattuali, la ricorrente comunicava alla Commissione il 12 dicembre 2001 la relazione finale del progetto. La Commissione non accettava tale relazione e il 5 luglio 2002 faceva pervenire alla ricorrente una decisione di recupero degli anticipi versati rifiutando di accettare talune spese da essa dichiarate nella detta relazione. Né gli scambi di corrispondenza tra le parti, né le riunioni tenute, né l'intervento di un mediatore sono potuti arrivare a una soluzione amichevole della controversia. Con lettera raccomandata 30 agosto 2005 la Commissione ha fatto pervenire alla ricorrente una decisione finale di recupero preceduta da una nota di debito del 23 agosto 2005. Tale decisione ha costituito l'oggetto del presente ricorso proposto dalla ricorrente sulla base della clausola compromissoria.
   Il ricorso è essenzialmente inteso a condannare la Commissione al pagamento del 20 % del saldo del contributo asseritamente dovuto alla ricorrente in virtù del contratto BU 209-95.
   A sostegno delle sue affermazioni, la ricorrente afferma che ogni contestazione circa il modo con cui il progetto è stato realizzato dai contraenti avrebbe dovuto essere stato formulata dalla Commissione prima della data alla quale la relazione si riteneva essere stata approvata (due mesi a partire dalla data del deposito della relazione finale). La Commissione sarebbe incorsa in decadenza e, a parere della ricorrente, quest'ultima potrebbe pertanto ritenersi creditrice nei suoi confronti. Di conseguenza, essendo decaduta, la Commissione resterebbe debitrice della ricorrente del saldo del contributo che si era impegnata a versare in forza del contratto di cui trattasi.
   
      (1)  Programma attuato mediante decisione del Consiglio 23 novembre 1994, 94/806/CE (GU L 334 del 22 dicembre 1994, pag. 87).