CELEX: C2005/093/61
Language: it
Date: 2005-04-16 00:00:00
Title: Causa T-34/05: Ricorso delle società Bayer CropScience AG, Makhteshim Agan Holding BV, Alfa Agricultural Supplies S.A. e Aragonesas Agro S.A contro la Commissione delle Comunità Europee, presentato il 31 gennaio 2005

16.4.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 93/31
            
         Ricorso delle società Bayer CropScience AG, Makhteshim Agan Holding BV, Alfa Agricultural Supplies S.A. e Aragonesas Agro S.A contro la Commissione delle Comunità Europee, presentato il 31 gennaio 2005
   (Causa T-34/05)
   (2005/C 93/61)
   Lingua processuale: l'inglese
   Il 31 gennaio 2005, le società Bayer CropScience AG, con sede in Monheim (Germania), Makhteshim Agan Holding BV, con sede in Amsterdam (Olanda), Alfa Agricultural Supplies S.A., con sede in Atene (Grecia) e Aragonesas Agro S.A., con sede in Madrid (Spagna), rappresentate dagli avv.ti C. Mereu e K. Van Maldegem, hanno presentato, dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro la Commissione delle Comunità Europee.
   Le ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               accertare che la convenuta non si è conformata agli obblighi ad essa derivanti dal diritto comunitario, avendo omesso di riesaminare i dati scientifici presentati dalle ricorrenti per il riesame dell'endosulfan ai sensi della direttiva 91/414/CEE, e avendo omesso di garantire alle ricorrenti un giusto procedimento in sede di riesame;
            
         
               —
            
            
               ingiungere alla convenuta di conformarsi agli obblighi ad essa derivanti dal diritto comunitario e di attivarsi, come richiesto dalle ricorrenti, riesaminando e tenendo conto di tutti i dati presentati per il riesame dell'endosulfan e garantendo loro un giusto procedimento, che rispetti i diritti della difesa ed il diritto al contraddittorio.
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Con lettera in data 24 settembre 2004 le ricorrenti hanno chiesto alla Commissione di riesaminare i dati scientifici presentati dalle stesse all'autorità competente per la valutazione ai fini del riesame e dell'autorizzazione, ai sensi della direttiva 91/414/CE (1), dell'endosulfan, la sostanza attiva del loro prodotto fitosanitario. Esse hanno anche chiesto di poter rivolgere taluni quesiti e di rispondere alle obiezioni, sollevate dagli esaminatori nel corso delle ultime fasi di riesame senza che vi fosse stata alcuna precedente consultazione delle ricorrenti. Con lettera datata 26 novembre 2004 la Commissione ha replicato che i propri servizi erano in procinto di preparare una proposta normativa concernente l'esclusione dell'endosulfan dall'allegato della direttiva 91/414/CE. Ciò avrebbe comportato il divieto di usare la sostanza in questione.
   A sostegno della propria domanda le ricorrenti affermano che la Commissione, avendo omesso di riesaminare tutti i dati attinenti ed aggiornati presentati dalle stesse, ha violato gli artt. 95, n. 3, CE e 152, n.1, CE. Le stesse inoltre affermano che la Commissione, avendo omesso di agire su richiesta delle ricorrenti, ha violato il principio del buon andamento dell' amministrazione enunciato all' art. 211 CE, così come i loro diritti alla difesa, il diritto al contraddittorio, l'obbligo di motivazione ed il principio della parità di trattamento.
   Le ricorrenti ritengono inoltre che il mancato riesame da parte della Commissione di tutti i dati da loro presentati non raggiunga l'obbiettivo desiderato di valutare la sicurezza dei prodotti fitosanitari, né costituisca il mezzo meno restrittivo per raggiungere tali obbiettivi, dal momento che la decisione finale di escludere l'endosulfan dall'Allegato I causerebbe il suo ritiro dal mercato comunitario, con irreparabili conseguenze commerciali per le ricorrenti. Sulla base di ciò le ricorrenti ritengono che la Commissione abbia violato i principi di proporzionalità, di tutela delle legittime aspettative e di certezza del diritto. Infine le ricorrenti fanno presente che la Commissione, omettendo di agire, lede il loro diritto all'esercizio di un'attività commerciale e viola il loro diritto di proprietà.
   
      (1)  Direttiva del Consiglio 15 luglio 1991, 91/414/CEE, relativa all'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari (GU L 230, pag. 1).