CELEX: 62019TN0056
Language: it
Date: 2019-01-30 00:00:00
Title: Causa T-56/19: Ricorso proposto il 30 gennaio 2019 — Syriatel Mobile Telecom/Consiglio

15.4.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 139/61
            
         
      Ricorso proposto il 30 gennaio 2019 — Syriatel Mobile Telecom/Consiglio
      (Causa T-56/19)
      (2019/C 139/63)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Syriatel Mobile Telecom (Joint Stock Company) (Damasco, Siria) (rappresentante: E. Ruchat, avvocato)
      
         Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  dichiarare l’azione della ricorrente ricevibile e fondata;
               
            
                  —
               
               
                  di conseguenza, condannare l’Unione europea a risarcire l’intero danno subito dalla ricorrente mediante un importo che il Tribunale fisserà secondo equità;
               
            
                  —
               
               
                  in subordine, disporre la nomina di un esperto al fine di determinare l’entità complessiva del danno subito dalla ricorrente;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Consiglio dell’Unione europea alle spese del procedimento.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce un motivo in via principale e un motivo in subordine, vertenti sul danno che essa avrebbe subito e la cui responsabilità graverebbe sul Consiglio dell’Unione europea.
      Il motivo dedotto in via principale verte sul fatto che le misure restrittive controverse, ossia la decisione (PESC) 2018/778 del Consiglio, del 28 maggio 2018, che modifica la decisione 2013/255/PESC relativa a misure restrittive nei confronti della Siria e i successivi atti di esecuzione, sarebbero illegittime. In primo luogo, esse violerebbero l’obbligo di motivazione come previsto dagli articoli 296 TFUE e 41 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e, in secondo luogo, arrecherebbero pregiudizio al diritto di proprietà della ricorrente e al diritto al rispetto della sua reputazione. Tale violazione sarebbe stata la causa diretta di un rilevante danno morale e materiale nei suoi confronti, consistente, rispettivamente, da un lato in un danno alla sua reputazione e, dall’altro, nella risoluzione di contratti, nella perdita di materiale e nella perdita di redditi, danno per il quale avrebbe diritto a un risarcimento.
      Il motivo dedotto in subordine verte sull’esistenza di un regime di responsabilità oggettiva dell’Unione europea.