CELEX: 52015PC0048
Language: it
Date: 2015-02-06
Title: Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alla protezione dagli effetti extraterritoriali derivanti dall'applicazione di una normativa adottata da un paese terzo e dalle azioni su di essa basate o da essa derivanti (rifusione)

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		52015PC0048
		
			Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alla protezione dagli effetti extraterritoriali derivanti dall'applicazione di una normativa adottata da un paese terzo e dalle azioni su di essa basate o da essa derivanti (rifusione) /* COM/2015/048 final - 2015/0027 (COD) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           Nel contesto dell'Europa dei
cittadini, la Commissione attribuisce grande importanza alla semplificazione e
alla chiara formulazione della normativa dell'Unione, affinché diventi più
comprensibile e accessibile ai cittadini, offrendo loro nuove possibilità di
far valere i diritti che la normativa sancisce.
Questo obiettivo non può essere realizzato
fintanto che le innumerevoli disposizioni, modificate a più riprese e spesso in
modo sostanziale, rimangono sparse, costringendo chi le voglia consultare a
ricercarle sia nell'atto originario sia negli atti di modifica.
L'individuazione delle norme vigenti richiede pertanto un notevole impegno di
ricerca e di comparazione dei diversi atti.
Per tale motivo è indispensabile codificare le
disposizioni che hanno subito frequenti modifiche, se si vuole che la normativa
sia chiara e trasparente.
2.           Il 1° aprile 1987 la Commissione ha
deciso[1]
di dare istruzione ai propri servizi di procedere alla codificazione di tutti
gli atti dopo non oltre dieci modifiche, sottolineando che si tratta di un
requisito minimo e che i vari servizi dovrebbero sforzarsi di codificare i
testi di loro competenza anche a intervalli più brevi, al fine di garantire la
chiarezza e la comprensione immediata delle disposizioni.
3.           Le conclusioni della presidenza del
Consiglio europeo di Edimburgo (dicembre 1992) hanno ribadito questa
necessità[2], sottolineando l’importanza della codificazione, poiché offre la
certezza del diritto applicabile a una determinata materia in un preciso momento.
La codificazione va effettuata nel pieno rispetto
dell'iter di adozione degli atti dell'Unione.
4.           Lo scopo della presente proposta è
quello di codificare il regolamento (CE) n. 2271/96 del Consiglio,
del 22 novembre 1996, relativo alla protezione dagli effetti extraterritoriali
derivanti dall'applicazione di una normativa adottata da un paese terzo, e
dalle azioni su di essa basate o da essa derivanti[3].
Il nuovo regolamento sostituisce i vari regolamenti che esso incorpora[4] preservando in pieno la sostanza degli atti oggetto di codificazione.
Nel contempo è altresì necessario inserire alcune lievi modifiche sostanziali
agli articoli 5 e 12 del regolamento (CE) n. 2271/96, al fine di
delegare alla Commissione il potere di stabilire criteri per l'applicazione di
una norma di cui all'articolo 5, paragrafo 2, di detto regolamento. Per tali
motivi, la proposta viene presentata in forma di rifusione.
5.           La proposta di rifusione è stata
elaborata sulla base del consolidamento preliminare, in 22 lingue ufficiali,
del regolamento (CE) n. 2271/96 e
degli atti di modifica dello stesso, effettuato dall'Ufficio delle
pubblicazioni dell'Unione europea, attraverso un sistema di elaborazione dati.
Nei casi in cui è stata assegnata una nuova numerazione agli articoli, la concordanza
tra la vecchia e la nuova numerazione è esposta in una tavola che figura
all'allegato III del regolamento rifuso.
ê 2271/96
(adattato)
2015/0027 (COD)
Proposta di
REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL
CONSIGLIO
relativo alla protezione dagli effetti
extraterritoriali derivanti dall'applicazione di una normativa adottata da un
paese terzo e dalle azioni su di essa basate o da essa derivanti (rifusione)
IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO
DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato Ö sul
funzionamento dell'Unione europea Õ, in particolare Ö l'articolo 64,
l'articolo 207, paragrafo 2 e l'articolo 352 Õ ,
vista la proposta della Commissione europea, 
previa trasmissione del progetto di atto
legislativo ai parlamenti nazionali,
visto il parere del Comitato economico e
sociale europeo[5],
deliberando secondo la procedura legislativa
ordinaria, 
considerando quanto segue:
ò nuovo
(1)       Il
regolamento (CE) n. 2271/96 del Consiglio[6] ha subito diverse e
sostanziali modifiche[7].
Poiché si rendono necessarie nuove modifiche, a fini di chiarezza è opportuno
procedere alla sua rifusione.
ê 2271/96 considerando
1 (adattato)
(2)       Fra gli obiettivi Ö dell'Unione Õ vi è anche quello di
contribuire allo sviluppo armonioso del commercio mondiale e alla graduale
soppressione delle restrizioni agli scambi internazionali.
ê 2271/96
considerando 2 (adattato)
(3)       Ö L'Unione Õ si sforza di
conseguire, nella maggiore misura possibile, l'obiettivo della libera
circolazione di capitali tra Stati membri e paesi terzi e l'eliminazione delle
restrizioni agli investimenti diretti, inclusi gli investimenti in proprietà immobiliari,
allo stabilimento, alla prestazione di servizi finanziari o all'ammissione di
valori mobiliari nei mercati finanziari.
ê 2271/96
considerando 3
(4)       Un paese terzo ha approvato
talune leggi, regolamenti e altri strumenti legislativi con l'intento di
disciplinare l'attività di persone fisiche e giuridiche poste sotto la
giurisdizione degli Stati membri.
ê 2271/96
considerando 4
(5)       Per i loro effetti
extraterritoriali tali leggi, regolamenti e altri strumenti legislativi violano
il diritto internazionale e ostacolano il conseguimento degli obiettivi sopra
menzionati.
ê 2271/96
considerando 5 (adattato)
(6)       Tali atti normativi, regolamenti
e altri strumenti legislativi, e le azioni su di essi basate o da essi
derivanti, incidono o potrebbero incidere sull'ordinamento giuridico costituito
e avere effetti negativi sugli interessi Ö dell'Unione Õ e sugli interessi
delle persone fisiche e giuridiche che esercitano i loro diritti conformemente
al trattato Ö sul
funzionamento dell'Unione europea Õ.
ê 2271/96
considerando 6 (adattato)
(7)       In presenza di tali
circostanze eccezionali, è necessario proteggere l'ordinamento giuridico
costituito, gli interessi Ö dell'Unione Õ e di dette persone,
in particolare eliminando, neutralizzando, bloccando o altrimenti contrastando
gli effetti della normativa estera interessata.
ê 2271/96
considerando 7
(8)       La richiesta di fornire
informazioni in virtù del presente regolamento non impedisce a uno Stato membro
di chiedere informazioni della stessa natura da comunicare alle autorità di
tale Stato.
ê 2271/96
considerando 8
(9)       Il Consiglio ha adottato l'azione
comune 96/668/PESC[8]
per garantire che gli Stati membri prendano le misure necessarie per la
protezione delle persone fisiche e giuridiche i cui interessi sono lesi dai
suddetti atti normativi e azioni su di essi basate, qualora tali interessi non
siano tutelati dal presente regolamento.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 6 (adattato)
ð nuovo
(10)     È opportuno che per modificare
l'allegato Ö I del presente
regolamento Õ ð e per stabilire condizioni uniformi per
la definizione di criteri intesi ad autorizzare le persone a conformarsi
integralmente o in parte a eventuali prescrizioni o divieti, tra cui le
ingiunzioni di tribunali stranieri, nei casi in cui la loro inosservanza
pregiudicherebbe gravemente i loro interessi o quelli dell'Unione, sia
delegato alla Commissione il potere di ï adottare atti a norma dell'articolo 290 TFUE. È di particolare
importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni,
anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell'elaborazione degli atti
delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e
appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al
Consiglio.
ê 2271/1996
(adattato)
(11)     Ö Al fine di
garantire condizioni uniformi di esecuzione del presente regolamento, occorre
attribuire alla Commissione competenze di esecuzione Õ. Tali Ö competenze Õ dovrebbero essere Ö esercitate Õ conformemente al
regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio.[9] 
ê 2271/96
considerando 11 (adattato)
(12)     Il Ö TFUE Õ, per l'adozione di
talune disposizioni del presente regolamento, prevede solo l'esercizio dei
poteri contemplati dall'articolo Ö 352 Õ,
ê 2271/96
(adattato)
HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
Articolo 1
Il presente regolamento fornisce protezione e
neutralizza gli effetti dell'applicazione extraterritoriale degli atti
normativi, dei regolamenti e degli altri strumenti legislativi Ö di cui
all'allegato I Õ e delle azioni su di
essi basate o da essi derivanti, qualora tale applicazione leda gli interessi
delle persone di cui all'articolo 11 che effettuano scambi internazionali e/o
movimenti di capitali e attività commerciali connesse tra Ö l'Unione Õ e i paesi terzi.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 6, 1) (adattato)
Alla Commissione è conferito il potere di
adottare atti delegati a norma dell'articolo 12 per aggiungere all'allegato I atti
normativi, regolamenti o altri strumenti legislativi di paesi terzi che hanno
applicazione extraterritoriale e hanno effetti negativi sugli interessi
dell'Unione e sugli interessi delle persone fisiche e giuridiche che esercitano
i loro diritti conformemente al Ö TFUE Õ, e per sopprimere
atti normativi, regolamenti o altri strumenti legislativi quando non hanno più
tali effetti.
ê 2271/1996
(adattato)
Articolo 2
Qualora gli interessi economici e/o finanziari
di qualsiasi persona di cui all'articolo 11 siano lesi, direttamente o
indirettamente, dagli atti normativi indicati nell'allegato I o da azioni su di
essi basate o da essi derivanti, tale persona ne informa la Commissione nei 30
giorni successivi alla data in cui le è pervenuta l'informazione; se sono lesi
gli interessi di una persona giuridica, Ö l' Õ obbligo Ö di informare la
Commissione Õ incombe ai
direttori, dirigenti o altre persone aventi responsabilità direttive.
A richiesta della Commissione, tale persona
fornisce tutte le informazioni pertinenti ai fini del presente regolamento
conformemente alla richiesta della Commissione entro 30 giorni dalla data
di quest'ultima.
Tutte le informazioni sono trasmesse alla
Commissione direttamente o tramite le autorità competenti degli Stati membri.
Se le informazioni sono trasmesse direttamente alla Commissione, questa ne
informa immediatamente le autorità competenti dello Stato membro in cui la
persona che ha fornito le informazioni è residente o registrata.
Articolo 3
Tutte le informazioni fornite conformemente
all'articolo 2 vengono utilizzate soltanto per gli scopi indicati.
Le informazioni di carattere riservato o che
sono state fornite su base confidenziale sono protette dall'obbligo del segreto
professionale. Esse non vengono divulgate dalla Commissione senza l'esplicita
autorizzazione della persona che le ha fornite.
La Commissione può rivelare tali informazioni
qualora obbligata o autorizzata a farlo, in particolare in relazione ad azioni
giudiziarie. In questo caso si deve tener conto dell'interesse legittimo della
persona interessata a che non siano divulgati i suoi segreti commerciali.
Il presente articolo non preclude alla
Commissione la possibilità di divulgare informazioni di carattere generale. La
divulgazione di tali informazioni non è permessa qualora ciò sia incompatibile
con il loro scopo originario.
In caso di violazione della riservatezza, il
mittente delle informazioni ha il diritto di ottenere, secondo il caso, che
siano soppresse, rettificate o non prese in considerazione.
Articolo 4
Nessuna sentenza di un tribunale e nessuna
decisione di un'autorità amministrativa esterna Ö all'Unione Õ che, direttamente o
indirettamente, renda operative gli atti normativi indicati nell'allegato I o
azioni su di essi basate o da essi derivanti, è accettata o eseguita in alcun
modo.
Articolo 5
Nessuna delle persone di cui all'articolo 11
deve rispettare, direttamente o attraverso una consociata o altro
intermediario, attivamente o per omissione deliberata, richieste o divieti,
comprese le richieste di tribunali stranieri, basate o derivanti, direttamente
o indirettamente, dagli atti normativi indicati nell'allegato I o da azioni su
di essi basate o da essi derivanti.
Conformemente Ö all'articolo 7,
lettera b) e alla procedura di cui all'articolo Õ 8, si può essere
autorizzati a rispettare, completamente o in parte, le norme contestate se la
loro inosservanza può danneggiare seriamente i propri interessi o quelli Ö dell'Unione Õ. della Comunità. I
criteri di applicazione della presente disposizione sono fissati secondo la
procedura di cui all'articolo 8. Qualora sussistano prove
sufficienti che l'inosservanza causerebbe gravi danni a una persona fisica o
giuridica, la Commissione sottopone senza indugio al comitato di cui
all'articolo 8, paragrafo 1, un progetto delle misure adeguate da adottare a
norma del presente regolamento.
ò nuovo
Alla Commissione è
conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 12
riguardo ai criteri per l'applicazione del secondo paragrafo del presente
articolo.
ê 2271/1996
(adattato)
Articolo 6
Qualsiasi persona di cui all'articolo 11,
impegnata in un'attività di cui all'articolo 1 ha diritto al risarcimento dei
danni, comprese le spese giudiziali, ad essa causati dall'applicazione degli
atti normativi indicati nell'allegato I o da azioni su di essi basate o da essi
derivanti.
Tale risarcimento può essere ottenuto dalla
persona fisica o giuridica o da qualsiasi altra entità che ha causato danni o
da qualsiasi persona che agisca per suo conto o altro intermediario.
Il regolamento (UE) n. 1215/2012 del
Parlamento europeo e del Consiglio[10]
si applica ai procedimenti avviati e alle sentenze rese ai sensi del presente
articolo. Il risarcimento può essere ottenuto sulla base delle disposizioni
delle sezioni 2, 3, 4, 6 e 7 del capo II di tale regolamento, nonché, ai sensi
dell'articolo 67 di tale regolamento, tramite procedimenti giudiziari avviati
dinanzi ai tribunali di uno Stato membro in cui tale persona, entità, persona
che agisce per suo conto o intermediario detiene dei beni.
Fatti salvi
altri mezzi disponibili e conformemente alla legislazione applicabile, il risarcimento
potrebbe assumere la forma di sequestro e vendita di beni detenuti da tali
persone, entità, persone che agiscono per loro conto o altri intermediari Ö nell'Unione Õ, comprese le azioni
detenute in una persona giuridica registrata Ö nell'Unione Õ.
Articolo 7
Per l'attuazione del presente regolamento la
Commissione:
a)           informa immediatamente ed
esaurientemente il Parlamento europeo e il Consiglio sugli effetti degli atti
normativi, regolamenti e altri strumenti legislativi e azioni derivanti di cui
all'articolo 1, in base alle informazioni ottenute ai sensi del presente
regolamento, e prepara in merito periodicamente un'esauriente relazione
pubblica;
b)           concede autorizzazioni alle
condizioni stabilite nell'articolo 5, e, nello stabilire il termine entro il
quale il comitato deve esprimere il suo parere, tiene interamente conto del
termine che le persone soggette ad autorizzazione devono rispettare;
d)           pubblica nella Gazzetta ufficiale
Ö dell'Unione
europea Õ un avviso
sulle sentenze e decisioni a cui si applicano gli articoli 4 e 6;
e)           pubblica nella Gazzetta ufficiale
Ö dell'Unione
europea Õ il nome e
l'indirizzo delle autorità competenti degli Stati membri cui si fa riferimento
nell'articolo 2 Ö , terzo
comma Õ.
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 6, 3)
Articolo 8
1. Nell'attuazione del disposto dell'articolo
7, lettera b), la Commissione è assistita dal comitato della legislazione
extraterritoriale. Gli atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura
d'esame di cui al paragrafo 2 del presente articolo. Esso è un comitato ai
sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.
2. Nei casi in cui è fatto riferimento al
presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE)
n. 182/2011.
ê 2271/1996
(adattato)
Articolo 9
Ciascuno Stato membro decide le sanzioni da
imporre in caso di violazione delle pertinenti disposizioni del presente regolamento.
Tali sanzioni devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.
Articolo 10
La Commissione e gli Stati membri si informano
reciprocamente sulle misure adottate conformemente al presente regolamento e si
scambiano le informazioni connesse.
Articolo 11
1. Il presente
regolamento si applica a:
a)           qualsiasi persona fisica residente Ö nell'Unione Õ e che ha la
cittadinanza di uno Stato membro,
b)           qualsiasi persona giuridica
registrata Ö nell'Unione Õ,
c)           qualsiasi persona fisica o giuridica
di cui all'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 4055/86
del Consiglio[11],
d)           qualsiasi altra persona fisica
residente Ö nell'Unione Õ, fatto salvo il caso
in cui tale persona si trovi nel paese di cui ha la cittadinanza,
e)           qualsiasi altra persona fisica nel
territorio Ö dell'Unione Õ, compresi le sue
acque territoriali e il suo spazio aereo, e a bordo di qualsiasi aeromobile o
nave soggetti alla giurisdizione o al controllo di uno Stato membro,
nell'esercizio della sua attività professionale.
Ö 2. Ai fini del paragrafo
1, per «residente nell'Unione» si intende: legalmente stabilito nell'Unione per
un periodo di almeno 6 mesi entro il periodo di 12 mesi immediatamente
precedente la data in cui, ai sensi del presente regolamento, insorge un
obbligo o viene esercitato un diritto. Õ
ê 37/2014 Art. 1
e allegato, punto 6, 4)
ð nuovo
Articolo 12
1. Il potere di adottare atti delegati è
conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.
2. Il potere di adottare atti delegati di cui
all'articolo 1 ð e all'articolo 5 ï è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere
da 20 febbraio 2014. La Commissione elabora una relazione sulla delega di
potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni.
La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a
meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga
al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.
3. La delega di potere di cui all'articolo 1 ð e all'articolo 5 ï può essere revocata in qualunque momento dal Parlamento europeo o dal
Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi
specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla
pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli
atti delegati già in vigore.
4. Non appena adotta un atto delegato, la
Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.
5. L'atto
delegato adottato ai sensi dell'articolo 1 ð e dell'articolo 5 ï entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno
sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato
loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento
europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono
sollevare obiezioni. Tale periodo è prorogato di quattro mesi su iniziativa del
Parlamento europeo o del Consiglio.
ê 
Articolo
13
Il regolamento (CE) n. 2271/96 è abrogato.
I riferimenti al regolamento abrogato si
intendono fatti al presente regolamento e si leggono secondo la tavola di
concordanza dell’allegato III.
ê 2271/1996
(adattato)
Articolo 14
Il presente regolamento entra in vigore il Ö ventesimo Õ giorno Ö successivo alla Õ pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale Ö dell'Unione
europea Õ.
Il presente regolamento è
obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno
degli Stati membri. 
Fatto a Bruxelles, il
Per il Parlamento europeo                            Per
il Consiglio
Il presidente                                                   Il
presidente
[1]               COM(87) 868 PV
[2]               V. allegato 3, parte A, delle conclusioni. 
[3]               Iscritto nel programma legislativo per il 2014.
[4]               V. allegato II della presente proposta. 
[5]               GU C […] del […], pag. […].
[6]               Regolamento (CE) n. 2271/96
del Consiglio, del 22 novembre 1996, relativo alla protezione dagli effetti
extraterritoriali derivanti dall'applicazione di una normativa adottata da un
paese terzo, e dalle azioni su di essa basate o da essa derivanti (GU L 309 del
29.11.1996, pag. 1).
[7]               Cfr. allegato II.
[8]               Azione comune, del 22 novembre 1996, adottata dal Consiglio
in base agli articoli J.3 e K.3 del trattato sull'Unione europea relativo a
misure di protezione dagli effetti extraterritoriali derivanti
dall'applicazione di una normativa, adottata da un paese terzo, e dalle azioni
su di essa basate o da essa derivanti (96/668/PESC) (GU L 309 del 29.11.1996,
pag. 7).
[9]               Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e
del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi
generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri
dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L
55 del 28.2.2011, pag. 13).
[10]             Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza
giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia
civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1). 
[11]             Regolamento (CEE) n. 4055/86 del Consiglio, del 22
dicembre 1986, che applica il principio della libera prestazione dei servizi ai
trasporti marittimi tra Stati membri e tra Stati membri e paesi terzi (GU L
378 del 31.12.1986, pag. 1). 
ê 2271/1996
(adattato)
è1 Rettifica, GU L 179 del 8.7.1997, pag. 10
ALLEGATO I
LEGGI, REGOLAMENTI E ALTRI STRUMENTI
LEGISLATIVI
di cui
all'articolo 1
PAESE: STATI UNITI D'AMERICA
ATTI LEGISLATIVI
1.           «National Defense Authorisation
Act for Fiscal Year 1993» Title XVII — «Cuban Democracy Act 1992», sections
1704 and 1706
Prescrizioni:
Le prescrizioni sono consolidate nel titolo I del
«Cuban Liberty and Democratic Solidarity Act» del 1996 (vedi in appresso).
Possibili pregiudizi per gli interessi dell'UE:
Gli obblighi imposti sono ora incorporati nel
«Cuban Liberty and Democratic Solidarity Act» del 1996 (vedi in appresso).
2.           «Cuban
 Liberty and Democratic Solidarity Act» del 1996
Titolo I
Prescrizioni:
Conformarsi all'embargo economico e finanziario
imposto dagli Stati Uniti nei confronti di Cuba, in particolare non esportando
negli Stati Uniti beni o servizi di origine cubana o contenenti materiali o
beni provenienti da Cuba o direttamente o attraverso paesi terzi, non trattando
merci che si trovano o si trovavano precedentemente a Cuba o che sono
trasportate da o attraverso Cuba, non riesportando negli Stati Uniti zucchero
originario di Cuba senza notifica dell'autorità nazionale competente
dell'esportatore e non importando negli Stati Uniti prodotti a base di zucchero
senza assicurarsi che non sono prodotti cubani, congelando beni cubani e le
operazioni finanziarie con Cuba.
Possibili pregiudizi per gli interessi dell'UE:
Divieto di caricare o scaricare merci da
un'imbarcazione in qualsivoglia luogo degli Stati Uniti o di entrare in un
porto statunitense; rifiuto di importare prodotti o servizi originari di Cuba e
di importare a Cuba prodotti o servizi originari degli Stati Uniti; blocco di
operazioni finanziarie coinvolgenti Cuba.
Titolo III e Titolo IV
Prescrizioni:
Porre fine a «operazioni» («trafficking») con beni
precedentemente di proprietà di statunitensi (compresi cubani che hanno
ottenuto la cittadinanza degli Stati Uniti) e espropriati dal regime cubano.
(Le «operazioni» comprendono: uso, vendita, passaggio di proprietà, controllo,
gestione e altre attività a vantaggio di una persona.)
Possibili
pregiudizi per gli interessi dell'UE:
Procedimenti giudiziari negli Stati Uniti, basati
su responsabilità venute a esistenza, contro cittadini o società dell'UE
coinvolti in «operazioni» («trafficking»), terminantisi con sentenze o
decisioni che impongono il pagamento di un indennizzo (multiplo) alla parte
statunitense. Rifiuto di ingresso negli Stati Uniti per persone coinvolte in
«operazioni» («trafficking»), compresi coniuge, figli minorenni e
rappresentanti.
3.           «Iran and Libya Sanctions Act» del 1996
Prescrizioni:
Divieto di investire in Iran o Libia un importo
superiore a 40 milioni di dollari USA durante un periodo di dodici mesi, che
contribuisca in modo diretto e significativo ad accrescere la capacità
dell'Iran o della Libia di sviluppare le rispettive risorse petrolifere.
(Investimento destinato alla stipulazione d'un contratto per detto sviluppo, a
garantire lo stesso, a trarne profitto, o ad acquistare parte della relativa
proprietà.)
N.B.:
Non sono presi in considerazione gli investimenti
fatti nel quadro di contratti esistenti prima del 5 agosto 1996.
Rispetto dell'embargo nei confronti della Libia
decretato dalle risoluzioni 748 (1992) e 883 (1993) del Consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite.
Possibili pregiudizi per gli interessi dell'UE:
Misure adottate dal presidente USA per limitare le
importazioni negli Stati Uniti o i contratti d'appalto per tale paese; divieto di
essere designati come operatore primario o depositario di fondi governativi
statunitensi; diniego di accesso a prestiti erogati da enti finanziari
statunitensi; restrizioni di esportazione imposte dagli Stati Uniti; rifiuto di
assistenza da parte della Export-Import Bank.
REGOLAMENTI
1.           è1 31 CFR ç
(Code of Federal Regulations) Ch. V (ed. 7-1-95 edition) Part 515 —
Cuban Assets Control Regulations, subpart B (Prohibitions), E (Licenses,
Authorizations and Statements of Licensing Policy) and G (Penalties)
Prescrizioni:
I divieti sono consolidati nel titolo I del «Cuban
Liberty and Democratic Solidarity Act» del 1996 (vedi sopra). Inoltre sono
prescritte licenze e/o autorizzazioni per attività economiche concernenti Cuba.
Possibili pregiudizi per gli interessi dell'UE:
Sanzioni pecuniarie, confisca, carcerazione in
caso di violazione.
_________________
é
ALLEGATO II 
Regolamento
abrogato ed elenco delle sue modificazioni successive
 Regolamento (CE) n. 2271/96 del Consiglio    (GU L 309 del 29.11.1996, pag. 1) ||   
 Regolamento (CE) n. 807/2003 del Consiglio    (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36) || limitatamente all'allegato III, punto 50 
 Regolamento (UE) n. 37/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio      (GU L 18 del 21.1.2014, pag. 1) || limitatamente all'allegato, punto 6 
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ALLEGATO III
Tavola
di concordanza
 Regolamento (CE) n. 2271/96 || Presente regolamento 
 Articoli da 1 a 4 || Articoli da 1 a 4 
 Articolo 5 || Articolo 5, primo e secondo comma 
 - || Articolo 5, terzo comma 
 Articolo 6 || Articolo 6 
 Articolo 7, parole introduttive || Articolo 7, parole introduttive 
 Articolo 7, lettera a) || Articolo 7, lettera a) 
 Articolo 7, lettera b) || Articolo 7, lettera b) 
 Articolo 7, lettera d) || Articolo 7, lettera c) 
 Articolo 7, lettera e) || Articolo 7, lettera d) 
 Articoli 8, 9 e 10 || Articoli 8, 9 e 10 
 Articolo 11, parole introduttive || Articolo 11, paragrafo 1, parole introduttive 
 Articolo 11, punto 1 || Articolo 11, paragrafo 1, lettera a) 
 Articolo 11, punto 2 || Articolo 11, paragrafo 1, lettera b) 
 Articolo 11, punto 3 || Articolo 11, paragrafo 1, lettera c) 
 Articolo 11, punto 4 || Articolo 11, paragrafo 1, lettera d) 
 Articolo 11, punto 5 || Articolo 11, paragrafo 1, lettera e) 
 Articolo 11, punto 1, nota || Articolo 11, paragrafo 2 
 Articolo 11bis || Articolo 12 
 - || Articolo 13 
 Articolo 12 || Articolo 14 
 Allegato || Allegato I 
 - || Allegato II 
 - || Allegato III 
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