CELEX: 52013PC0086
Language: it
Date: 2013-02-19
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa a una posizione dell'Unione europea in merito ai regolamenti interni del comitato APE, del comitato per la cooperazione doganale e del comitato misto per lo sviluppo, previsti dall'accordo interinale che istituisce un quadro per un accordo di partenariato economico tra gli Stati dell'Africa orientale e australe, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra

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		52013PC0086
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa a una posizione dell'Unione europea in merito ai regolamenti interni del comitato APE, del comitato per la cooperazione doganale e del comitato misto per lo sviluppo, previsti dall'accordo interinale che istituisce un quadro per un accordo di partenariato economico tra gli Stati dell'Africa orientale e australe, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra /* COM/2013/086 final - 2013/0053 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
L'accordo interinale che istituisce un quadro per un accordo di
partenariato economico (APE) tra gli Stati dell'Africa orientale e australe
(ESA), da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, è
stato firmato il 29 agosto 2009 ed è applicato provvisoriamente dal
14 maggio 2012. 
L'articolo 64 dell'accordo istituisce un comitato APE responsabile
dell'amministrazione dell'accordo e della realizzazione di tutte le attività
contemplate nell'accordo.
Il comitato APE è assistito nell'esercizio
delle sue funzioni dal comitato per la cooperazione doganale, istituito in
conformità al protocollo 1, articolo 41, dell'accordo, e dal comitato misto per
lo sviluppo, istituito in conformità all'articolo 52 dell'accordo.
Il comitato APE stabilisce le proprie norme
organizzative e di funzionamento nonché il regolamento interno dei due
sottocomitati. 
2.           RISULTATI DELLE
CONSULTAZIONI CON LE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONI DELL'IMPATTO
L'accordo interinale prevede l'obbligo di
adottare il regolamento interno. Tutte le parti dell'accordo sono state
consultate e il testo del regolamento interno è stato concordato ed approvato ad
referendum con i quattro Stati dell'ESA firmatari (Madagascar, Mauritius,
Seychelles e Zimbabwe) alla riunione inaugurale del comitato APE
nell'ottobre 2012.
Non sono state effettuate valutazioni
dell'impatto della presente proposta, dato che l'iniziativa non ha un impatto
economico, sociale o ambientale diretto.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
La proposta comprende un progetto di decisione
del Consiglio basato sull'articolo 218, paragrafo 9, del trattato sul
funzionamento dell'Unione europea, per l'adozione di una posizione dell'Unione
europea. In passato sono state prese decisioni simili per adottare i
regolamenti interni degli APE.
La presente decisione del Consiglio contiene
in allegato un progetto di decisione che dovrà essere adottato dal comitato APE
nel 2013. Tale progetto comprende tre allegati contenenti rispettivamente il
regolamento interno del comitato APE, del comitato per la cooperazione doganale
e del comitato misto per lo sviluppo. Tutti questi regolamenti interni sono
stati concordati e approvati ad referendum con i quattro Stati dell'ESA
firmatari alla riunione inaugurale del comitato APE nell'ottobre 2012.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO 
Limitata alle spese amministrative.
2013/0053 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa a una posizione dell'Unione europea
in merito ai regolamenti interni del comitato APE, del comitato per la
cooperazione doganale e del comitato misto per lo sviluppo, previsti
dall'accordo interinale che istituisce un quadro per un accordo di partenariato
economico tra gli Stati dell'Africa orientale e australe, da una parte, e la
Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra 
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull'Unione europea e il
trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli 207
e 209, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 9,
vista la decisione del Consiglio relativa alla
firma e all'applicazione provvisoria dell'accordo interinale istitutivo di un
quadro per un accordo di partenariato economico tra gli Stati dell'Africa
orientale e australe, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati
membri, dall'altra[1],
vista la proposta della Commissione,
considerando quanto segue:
(1)       L'accordo interinale che
istituisce un quadro per un accordo di partenariato economico tra gli Stati
dell'Africa orientale e australe, da una parte, e la Comunità europea e i suoi
Stati membri, dall'altra, è stato firmato il 29 agosto 2009 ed è
applicato provvisoriamente dal 14 maggio 2012. 
(2)       L'articolo 64 di detto
accordo istituisce un comitato APE, responsabile dell'amministrazione
dell'accordo e della realizzazione di tutte le attività ivi contemplate.
(3)       L'articolo 64 dispone che il
comitato APE stabilisca le proprie norme organizzative e di funzionamento.
(4)       Il comitato APE è assistito
nell'esercizio delle sue funzioni dal comitato per la cooperazione doganale,
istituito in conformità al protocollo 1, articolo 41, dell'accordo, e dal
comitato misto per lo sviluppo, istituito in conformità all'articolo 52
dell'accordo.
(5)       È opportuno che l'Unione
europea stabilisca la posizione da adottare in merito all'adozione del
regolamento interno del comitato APE e dei due sottocomitati istituiti
dall'accordo, 
DECIDE:
Articolo 1
La posizione dell'Unione europea in vista
dell'adozione di una decisione del comitato APE, previsto dall'accordo
interinale che istituisce un quadro per un accordo di partenariato economico
tra gli Stati dell'Africa orientale e australe, da una parte, e la Comunità
europea e i suoi Stati membri, dall'altra, concernente il suo regolamento
interno, si basa sul progetto di decisione del comitato APE allegato alla
presente decisione.
Al progetto di
decisione possono essere apportate modifiche minori senza un'ulteriore
decisione della Commissione o del Consiglio.
Articolo 2
Una volta
adottata, la decisione del comitato EPA è pubblicata nella Gazzetta
ufficiale dell'Unione europea.
Articolo 3
La presente
decisione entra in vigore il giorno dell'adozione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO
DECISIONE
N. …/2013 
DEL
COMITATO APE

introdotto dall'accordo interinale che istituisce un quadro per un accordo di
partenariato economico tra gli Stati dell'Africa orientale e australe, da una
parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra, concernente
l'adozione del regolamento interno del comitato APE, del comitato per la
cooperazione doganale e del comitato misto per lo sviluppo 
IL COMITATO APE,
visto l'accordo interinale che istituisce un quadro per un accordo di
partenariato economico tra gli Stati dell'Africa orientale e australe, da una
parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra (in appresso
denominato "l'accordo"), firmato a Grand Baie il
29 agosto 2009 e applicato provvisoriamente dal
14 maggio 2012, in particolare l'articolo 64, 
considerando quanto segue:
(1)                   
L'accordo dispone che il comitato APE stabilisca le
proprie norme organizzative e di funzionamento.
(2)                   
Il comitato APE è assistito nell'esercizio delle
sue funzioni dal comitato per la cooperazione doganale, istituito in conformità
al protocollo 1, articolo 41, dell'accordo, e dal comitato misto per lo
sviluppo, istituito in conformità all'articolo 52 dell'accordo,
DECIDE:
Articolo 1
1.           Il regolamento interno del comitato APE è stabilito come indicato
nell'allegato I, il regolamento interno del comitato per la cooperazione
doganale come indicato nell'allegato II e il regolamento interno del comitato
misto per lo sviluppo come indicato nell'allegato III.
2.           Tali regolamenti lasciano
impregiudicate tutte le disposizioni specifiche che sono previste dall'accordo
o che possono essere decise dal comitato APE.
Articolo 2
La
presente decisione entra in vigore il …
Fatto
a (luogo), il (data).
ALLEGATO I
REGOLAMENTO INTERNO DEL COMITATO APE
previsto
dall'accordo interinale che istituisce un quadro per un accordo di partenariato
economico tra gli Stati dell'Africa orientale e australe, da una parte, e la
Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra 
Articolo 1
Ambito
di applicazione
Il regolamento interno che figura nel presente
allegato si applica a tutte le riunioni del comitato APE.
Articolo 2
Composizione e presidenza
1.           Il comitato APE è costituito,
da un lato, dai rappresentanti della parte UE e, dall'altro, dai rappresentanti
degli Stati firmatari dell'Africa orientale e australe ("Stati dell'ESA
firmatari")[2]
a livello ministeriale o di alti funzionari. 
2.           Il riferimento alle
"parti" nel regolamento interno è conforme alla definizione di cui
all'articolo 61 dell'accordo. 
3.           Il comitato APE a livello
ministeriale è copresieduto da un rappresentante dell'Unione europea e da un
rappresentante degli Stati dell'ESA. A livello di alti funzionari è
copresieduto da alti funzionari della Commissione europea, per la parte UE, e
da rappresentanti degli Stati dell'ESA firmatari, di norma alti funzionari. Gli
Stati dell'ESA firmatari assumono la presidenza a rotazione annuale.
Articolo 3
Osservatori
1.           I rappresentanti del Mercato
comune dell'Africa orientale e australe (COMESA) e i rappresentanti della
Commissione dell'Oceano indiano (IOC) sono invitati a partecipare alle riunioni
del comitato APE in qualità di osservatori. 
2.           Il segretario del comitato
APE informa i rappresentanti del COMESA e dell'IOC riguardo a tutte le riunioni
del comitato APE, perché possano parteciparvi come osservatori.
3.           Le parti possono decidere
collettivamente di invitare altri osservatori, su base ad hoc. Tali osservatori
possono partecipare alle riunioni su invito di un copresidente e con
l'approvazione del comitato APE.
4.           Il comitato APE può decidere
che una qualsiasi parte delle riunioni riguardante questioni delicate può
essere chiusa agli osservatori. 
Articolo 4
Riunioni
1.           Il comitato APE si riunisce
una volta all'anno o quando le circostanze lo richiedano, se convenuto dalle
parti. Con l'accordo di entrambe le parti, le riunioni del comitato APE possono
essere svolte mediante video o teleconferenza. In tal caso ciascuna parte
sostiene le rispettive spese legate allo svolgimento della riunione con tali
mezzi, salvo altrimenti concordato. 
2.           La data e il luogo di
ciascuna sessione del comitato APE sono concordati da entrambe le parti.
3.           Le riunioni del comitato APE
sono convocate dal segretario del comitato APE.
Articolo 5
Delegazioni
Prima
di ciascuna riunione i copresidenti del comitato APE sono informati della
composizione prevista delle delegazioni degli Stati dell'ESA e della parte UE. 
Articolo 6
Segretariato
1.           Il ruolo di segretario del
comitato APE è ricoperto a turno, per periodi di dodici mesi, da funzionari
della Commissione europea e degli Stati dell'ESA firmatari. Lo Stato dell'ESA
firmatario può essere assistito dal segretariato del COMESA. 
2.           Il primo periodo ha inizio
alla data della prima riunione del comitato APE istituito dall'accordo e
termina il 31 dicembre dell'anno successivo. Il segretariato del comitato
APE è assunto inizialmente da un rappresentante della Commissione europea. Gli
Stati dell'ESA firmatari assumono il segretariato a rotazione annuale.
Articolo 7
Documenti
Qualora
il comitato APE deliberi sulla base di documenti giustificativi scritti, questi
sono numerati e diffusi dal segretariato come documenti del comitato APE almeno
14 giorni prima dell'inizio della riunione.
Articolo 8
Corrispondenza
1.           Tutta la corrispondenza
indirizzata al comitato APE è diretta al suo segretario.
2.           Il segretario provvede affinché la corrispondenza indirizzata al
comitato APE venga trasmessa ai copresidenti del comitato e diffusa, se del
caso, come documenti di cui all'articolo 7 del presente regolamento
interno.
3.           La corrispondenza inviata dai
copresidenti del comitato APE è trasmessa alle parti dal segretario e diffusa,
se del caso, come documenti di cui all'articolo 7 del presente regolamento
interno.
Articolo 9
Ordine del giorno delle riunioni
1.           Il segretario del comitato
APE redige un ordine del giorno provvisorio commentato per ogni riunione sulla
base delle proposte presentate dalle parti. Tale ordine del giorno viene
trasmesso alle parti dal segretario del comitato APE almeno tre settimane prima
dell'inizio della riunione.
2.           L'ordine del giorno
provvisorio commentato comprende i punti per i quali è stata presentata al
segretario una domanda d'iscrizione all'ordine del giorno almeno un mese prima
dell'inizio della riunione, fermo restando che tali punti sono iscritti
all'ordine del giorno provvisorio soltanto se i relativi documenti giustificativi
sono pervenuti al segretario entro la data di spedizione dell'ordine del giorno
provvisorio.
3.           Il comitato APE adotta
l'ordine del giorno all'inizio di ogni riunione. Con l'accordo delle parti
possono essere inseriti nell'ordine del giorno punti non figuranti nell'ordine
del giorno provvisorio.
4.           I copresidenti del comitato
APE possono, d'intesa con le parti, invitare esperti a partecipare alle
riunioni per fornire informazioni su specifici argomenti.
5.           Con l'accordo delle parti, il
segretario può abbreviare il termine indicato al paragrafo 1 per tener
conto delle esigenze di uno specifico caso.
Articolo 10
Verbali
1.           Il segretario redige il
progetto di verbale di ogni riunione al più presto, di norma entro un mese
dalla data della riunione.
2.           Il verbale riassume in
generale ciascun punto all'ordine del giorno, specificando all'occorrenza:
a)      tutti i documenti presentati al comitato
APE,
b)      tutte le dichiarazioni la cui iscrizione
a verbale sia stata chiesta da un membro del comitato APE,
c)      le decisioni adottate, le raccomandazioni
formulate, le dichiarazioni concordate e le conclusioni approvate su specifici
punti.
3.           Il verbale comprende anche un
elenco dei membri del comitato APE che hanno partecipato alla riunione e degli
osservatori presenti.
4.           L'approvazione del verbale è
confermata per iscritto dagli Stati dell'ESA firmatari e dall'UE entro due mesi
dalla data della riunione. Una volta approvato, il verbale è firmato dal
segretario. Ciascuno Stato dell'ESA firmatario e la parte UE ricevono un originale
di questi documenti autentici.
Articolo 11
Decisioni e raccomandazioni 
1.           Le decisioni e le
raccomandazioni sono adottate per consenso dal comitato APE.
2.           Il comitato APE può decidere
di presentare al Consiglio dei ministri ACP-UE qualsiasi questione generale, di
interesse comune per i paesi ACP e dell'UE, sollevata nel quadro dell'accordo,
come stabilito all'articolo 15 dell'accordo di Cotonou.
3.           Tra una riunione e l'altra,
il comitato APE può adottare decisioni mediante procedura scritta, con l'accordo
di entrambe le parti. La procedura scritta consiste in uno scambio di note tra
le parti. 
4.           Le decisioni e le
raccomandazioni del comitato APE recano la denominazione "decisione"
o "raccomandazione", seguita da un numero progressivo, dalla data di adozione
e da una descrizione dell'oggetto. Ogni decisione reca la data di entrata in
vigore.
5.           Le decisioni adottate dal comitato APE sono autenticate da un
rappresentante della Commissione europea per conto della parte UE e da un
rappresentante degli Stati dell'ESA.
6.           Le decisioni e le
raccomandazioni sono trasmesse alle parti come documenti del comitato APE.
Articolo 12
Pubblicità
1.           Salvo diversa decisione, le
riunioni del comitato APE non sono pubbliche.
2.           Ciascuna parte può decidere
la pubblicazione delle decisioni o delle raccomandazioni del comitato APE nella
rispettiva pubblicazione ufficiale.
Articolo 13
Lingue
1.           Le lingue di lavoro del
comitato APE sono le lingue ufficiali comuni delle parti, cioè l'inglese e il
francese. 
2.           Il comitato APE delibera e
adotta le decisioni sulla base di documentazioni e di proposte redatte
possibilmente nelle due lingue indicate al paragrafo 1. Le decisioni e le
raccomandazioni sono fornite in entrambe le lingue indicate al paragrafo 1.
Articolo 14
Spese
1.           Ciascuna parte si assume
l'onere delle spese sostenute per la partecipazione alle riunioni del comitato
APE, sia i costi del personale e le spese di viaggio e soggiorno, sia le spese
postali e per le telecomunicazioni.
2.           Le spese legate
all'organizzazione delle riunioni e alla riproduzione dei documenti sono a
carico della parte che ospita la riunione.
3.           Le spese connesse alla
fornitura di servizi di interpretariato nelle riunioni e di traduzione dei
documenti sono a carico della parte che ospita la riunione. Le spese per i
servizi di interpretariato e di traduzione dei documenti da o in altre lingue
ufficiali dell'Unione europea sono a carico della parte UE.
Articolo 15
Modifica
del regolamento interno
Il regolamento interno può essere modificato
conformemente alle disposizioni dell'articolo 11, paragrafo 1.
ALLEGATO II
REGOLAMENTO INTERNO DEL
COMITATO PER LA COOPERAZIONE DOGANALE
previsto dall'accordo interinale che istituisce un quadro per un
accordo di partenariato economico tra gli Stati dell'Africa orientale e
australe, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra
Articolo 1
Ambito
di applicazione
Il regolamento interno che figura nel presente
allegato si applica a tutte le riunioni del comitato per la cooperazione
doganale.
Articolo 2
Ruolo
del comitato per la cooperazione doganale
Il comitato per la cooperazione doganale è
istituito in conformità al protocollo 1, articolo 41, dell'accordo. Esso si occupa anche di tutte le questioni ad esso
delegate dal comitato APE.
Articolo 3
Composizione e presidenza
1.           Il comitato per la
cooperazione doganale è costituito, da un lato, dai rappresentanti della parte
UE e, dall'altro, dai rappresentanti degli Stati dell'ESA[3]firmatari.
2.           Il riferimento alle
"parti" nel regolamento interno è conforme alla definizione di cui
all'articolo 61 dell'accordo. 
3.           Il comitato per la
cooperazione doganale è copresieduto da un rappresentante della Commissione
europea e da un rappresentante degli Stati dell'ESA. Gli Stati dell'ESA
firmatari assumono la presidenza a rotazione annuale.
Articolo 4
Osservatori
1.           I rappresentanti del Mercato
comune dell'Africa orientale e australe (COMESA) e i rappresentanti della
Commissione dell'Oceano indiano (IOC) sono invitati a partecipare alle riunioni
del comitato per la cooperazione doganale in qualità di osservatori. 
2.           Il segretario del comitato
per la cooperazione doganale informa i rappresentanti del COMESA e dell'IOC
riguardo a tutte le riunioni del comitato per la cooperazione doganale, perché
possano parteciparvi come osservatori.
3.           Le parti possono decidere
collettivamente di invitare altri osservatori, su base ad hoc. Tali osservatori
possono partecipare alle riunioni su invito di un copresidente e con
l'approvazione del comitato per la cooperazione doganale.
4.           Il comitato per la
cooperazione doganale può decidere che una qualsiasi parte delle riunioni
riguardante questioni delicate può essere chiusa agli osservatori. 
Articolo 5
Riunioni
1.           Salvo disposizioni contrarie
dell'accordo, il comitato per la cooperazione doganale si riunisce su richiesta
di una delle parti. Con l'accordo di entrambe le parti, le riunioni del
comitato per la cooperazione doganale possono essere svolte mediante video o
teleconferenza. In tal caso ciascuna parte sostiene le rispettive spese legate
allo svolgimento della riunione con tali mezzi, salvo altrimenti concordato.
2.           La data e il luogo di
ciascuna sessione del comitato per la cooperazione doganale sono concordati da
entrambe le parti.
3.           Le riunioni del comitato per la cooperazione doganale sono convocate
dal segretario del comitato per la cooperazione doganale.
Articolo 6
Delegazioni
Prima di ciascuna riunione, i copresidenti del comitato
per la cooperazione doganale sono informati della composizione prevista delle
delegazioni degli Stati dell'ESA e dell'Unione europea. 
Articolo 7
Segretariato
Il ruolo di segretario del comitato
per la cooperazione doganale è ricoperto a turno, per periodi di dodici mesi,
da funzionari della Commissione europea e degli Stati dell'ESA. Lo Stato dell'ESA firmatario può essere assistito
dal segretariato del COMESA. Tali periodi
coincidono con l'esercizio del segretariato del comitato APE da parte,
rispettivamente, dell'Unione europea e degli Stati dell'ESA. Gli Stati dell'ESA firmatari assumono il segretariato
a rotazione annuale.
Articolo 8
Documenti
Qualora il comitato per la cooperazione doganale deliberi
sulla base di documenti giustificativi scritti, questi sono numerati e diffusi
dal segretario come documenti del comitato per la cooperazione doganale almeno
14 giorni prima dell'inizio della riunione. 
Articolo 9
Corrispondenza
1.           Tutta la corrispondenza
indirizzata al comitato per la cooperazione doganale è diretta al suo
segretario.
2.           Il segretario provvede
affinché la corrispondenza indirizzata al comitato per la cooperazione doganale
venga trasmessa ai copresidenti del comitato e diffusa, se del caso, come
documenti di cui all'articolo 8 del presente regolamento interno.
3.           La corrispondenza inviata dai
copresidenti del comitato per la cooperazione doganale è trasmessa alle parti
dal segretario e diffusa, se del caso, come documenti di cui
all'articolo 8 del presente regolamento interno.
Articolo 10
Ordine del giorno delle riunioni
1.           Il segretario del comitato
per la cooperazione doganale redige un ordine del giorno provvisorio commentato
per ogni riunione sulla base delle proposte presentate dalle parti. Tale ordine
del giorno è trasmesso alle parti dal segretario del comitato per la
cooperazione doganale almeno tre settimane prima dell'inizio della riunione.
2.           L'ordine del giorno
provvisorio commentato comprende i punti per i quali è stata presentata al
segretario una domanda d'iscrizione all'ordine del giorno almeno un mese prima
dell'inizio della riunione, fermo restando che tali punti sono iscritti
all'ordine del giorno provvisorio soltanto se i relativi documenti
giustificativi sono pervenuti al segretario entro la data di spedizione
dell'ordine del giorno provvisorio.
3.           Il comitato per la
cooperazione doganale adotta l'ordine del giorno all'inizio di ogni riunione.
Con l'accordo delle parti possono essere inseriti nell'ordine del giorno punti
non figuranti nell'ordine del giorno provvisorio.
4.           I copresidenti del comitato
per la cooperazione doganale possono, d'intesa con le parti, invitare esperti a
partecipare alle riunioni per fornire informazioni su specifici argomenti.
5.           Con l'accordo delle parti, il
segretario può abbreviare il termine indicato al paragrafo 1 per tener
conto delle esigenze di uno specifico caso.
Articolo 11
Verbali
1.           Il segretario redige il
progetto di verbale di ogni riunione al più presto, di norma entro un mese
dalla data della riunione.
2.           Il verbale riassume in
generale ciascun punto all'ordine del giorno, specificando all'occorrenza:
a)      tutti i documenti presentati al comitato
per la cooperazione doganale,
b)      tutte le dichiarazioni la cui iscrizione
a verbale sia stata chiesta da un membro del comitato per la cooperazione
doganale,
c)      le decisioni adottate, le raccomandazioni
formulate, le dichiarazioni concordate e le conclusioni approvate su specifici
punti.
3.           Il verbale comprende anche un
elenco dei membri del comitato per la cooperazione doganale che hanno
partecipato alla riunione e degli osservatori presenti.
4.           L'approvazione del verbale è
confermata per iscritto dagli Stati dell'ESA firmatari e dall'UE entro due mesi
dalla data della riunione. Una volta approvato, il verbale è firmato dal
segretario. Ciascuno Stato dell'ESA firmatario e la parte UE ricevono un
originale di questi documenti autentici.
Articolo 12
Decisioni e raccomandazioni
1.           Le decisioni e le
raccomandazioni sono adottate per consenso dal comitato per la cooperazione
doganale.
2.           Tra una riunione e l'altra,
il comitato per la cooperazione doganale può adottare decisioni e
raccomandazioni mediante procedura scritta, con l'accordo di entrambe le parti.
La procedura scritta consiste in uno scambio di note tra le parti. 
3.           Le decisioni o le
raccomandazioni del comitato per la cooperazione doganale recano la
denominazione "decisione" o "raccomandazione", seguita da
un numero progressivo, dalla data di adozione e da una descrizione
dell'oggetto. Ogni decisione reca la data di entrata in vigore.
4.           Le decisioni e le raccomandazioni adottate dal comitato per la
cooperazione doganale sono autenticate da un rappresentante della Commissione
europea per conto della parte UE e da un rappresentante degli Stati dell'ESA.
5.           Le decisioni e le
raccomandazioni sono trasmesse alle parti e al comitato EPA come documenti del
comitato per la cooperazione doganale.
Articolo 13
Pubblicità
1.           Salvo diversa decisione, le
riunioni del comitato per la cooperazione doganale non sono pubbliche.
2.           Ciascuna parte può decidere
la pubblicazione delle decisioni e delle raccomandazioni del comitato per la
cooperazione doganale nella rispettiva pubblicazione ufficiale.
Articolo 14
Lingue
1.           Le lingue di lavoro del
comitato per la cooperazione doganale sono le lingue ufficiali comuni delle
parti, cioè l'inglese e il francese. 
2.           Il comitato per la
cooperazione doganale delibera e adotta le sue decisioni sulla base di
documentazioni e di proposte redatte possibilmente nelle due lingue indicate al
paragrafo 1. Le decisioni e le raccomandazioni sono fornite in entrambe le
lingue indicate al paragrafo 1.
Articolo 15
Spese
1.           Ciascuna parte si assume
l'onere delle spese sostenute per la partecipazione alle riunioni del comitato
per la cooperazione doganale, sia i costi del personale e le spese di viaggio e
di soggiorno, sia le spese postali e per le telecomunicazioni.
2.           Le spese legate
all'organizzazione delle riunioni e alla riproduzione dei documenti sono a
carico della parte che ospita la riunione.
3.           Le spese connesse alla
fornitura di servizi di interpretariato nelle riunioni e di traduzione dei
documenti sono a carico della parte che ospita la riunione. Le spese per i
servizi di interpretariato e di traduzione dei documenti da o in altre lingue
ufficiali dell'Unione europea sono a carico della parte UE.
Articolo 16
Relazioni
Il comitato per la cooperazione doganale
riferisce al comitato APE.
Articolo 17
Modifica
del regolamento interno 
Il regolamento interno può essere modificato
dal comitato APE. Il comitato per la cooperazione doganale può presentare
raccomandazioni al comitato APE proponendo modifiche del regolamento interno.
ALLEGATO III
REGOLAMENTO INTERNO DEL
COMITATO MISTO PER LO SVILUPPO
previsto dall'accordo interinale che istituisce un quadro per un
accordo di partenariato economico tra gli Stati dell'Africa orientale e
australe, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra
Articolo 1
Ambito
di applicazione
Il regolamento interno che figura nel presente
allegato si applica a tutte le riunioni del comitato misto per lo sviluppo.
Articolo 2
Ruolo
del comitato misto per lo sviluppo
Il comitato misto per lo sviluppo è istituito
come sottocomitato del comitato APE. In conformità all'articolo 52 dell'accordo
interinale, esso discute le questioni di cooperazione allo sviluppo legate
all'attuazione dell'accordo interinale. 
Articolo 3
Composizione e presidenza
1.           Il comitato misto per lo
sviluppo è costituito, da un lato, dai rappresentanti della parte UE e,
dall'altro, dai rappresentanti degli Stati dell'ESA.
2.           Il riferimento alle
"parti" nel regolamento interno è conforme alla definizione di cui
all'articolo 61 dell'accordo. 
3.           Il comitato misto per lo
sviluppo è copresieduto da un rappresentante della Commissione europea e da un
rappresentante degli Stati dell'ESA. Gli Stati dell'ESA firmatari assumono la
presidenza a rotazione annuale.
Articolo 4
Osservatori
1.           I rappresentanti del Mercato
comune dell'Africa orientale e australe (COMESA) e i rappresentanti della
Commissione dell'Oceano indiano (IOC) sono invitati a partecipare alle riunioni
del comitato misto per lo sviluppo in qualità di osservatori. 
2.           Il segretario del comitato
misto per lo sviluppo informa i rappresentanti del COMESA e dell'IOC riguardo a
tutte le riunioni del comitato misto per lo sviluppo perché possano
parteciparvi come osservatori.
3.           Le parti possono decidere
collettivamente di invitare altri osservatori, su base ad hoc. Tali osservatori
possono partecipare alle riunioni su invito dei copresidenti e con
l'approvazione del comitato misto per lo sviluppo.
4.           Il comitato misto per lo
sviluppo può decidere che una qualsiasi parte delle riunioni riguardante
questioni delicate può essere chiusa agli osservatori. 
Articolo 5
Riunioni
1.           Salvo disposizioni contrarie
dell'accordo, il comitato misto per lo sviluppo si riunisce su richiesta di una
delle parti. Con l'accordo di entrambe le parti, le riunioni del comitato misto
per lo sviluppo possono essere svolte mediante video o teleconferenza. In tal
caso ciascuna parte sostiene le rispettive spese legate allo svolgimento della
riunione con tali mezzi, salvo altrimenti concordato.
2.           La data e il luogo di
ciascuna sessione del comitato misto per lo sviluppo sono concordati da
entrambe le parti.
3.           Le riunioni del comitato
misto per lo sviluppo sono convocate dal segretario del comitato misto per lo
sviluppo.
Articolo 6
Delegazioni
Prima di ciascuna riunione, i copresidenti del comitato
misto per lo sviluppo sono informati della composizione prevista delle
delegazioni degli Stati dell'ESA e dell'Unione europea. 
Articolo 7
Segretariato
Il ruolo di segretario del comitato
misto per lo sviluppo è ricoperto a turno, per periodi di dodici mesi, da
funzionari della Commissione europea e degli Stati dell'ESA. Lo Stato dell'ESA firmatario può essere assistito
dal segretariato del COMESA. Tali periodi
coincidono con l'esercizio del segretariato del comitato APE da parte,
rispettivamente, dell'Unione europea e degli Stati dell'ESA. Gli Stati dell'ESA firmatari assumono il
segretariato a rotazione annuale.
Articolo 8
Documenti
Qualora il comitato misto per lo sviluppo deliberi sulla
base di documenti giustificativi scritti, questi sono numerati e diffusi dal
segretario come documenti del comitato misto per lo sviluppo almeno 14 giorni
prima dell'inizio della riunione.
Articolo 9
Corrispondenza
1.           Tutta la corrispondenza
indirizzata al comitato misto per lo sviluppo è diretta al suo segretario.
2.           Il segretario provvede
affinché la corrispondenza indirizzata al comitato misto per lo sviluppo venga
trasmessa ai copresidenti del comitato e diffusa, se del caso, come documenti
di cui all'articolo 8 del presente regolamento interno.
3.           La corrispondenza inviata dai
copresidenti del comitato misto per lo sviluppo è trasmessa alle parti dal
segretario e diffusa, se del caso, come documenti di cui all'articolo 8
del presente regolamento interno.
Articolo 10
Ordine del giorno delle riunioni
1.           Il segretario del comitato
misto per lo sviluppo redige un ordine del giorno provvisorio per ogni riunione
sulla base delle proposte presentate dalle parti. Tale ordine del giorno è
trasmesso alle parti dal segretario del comitato misto per lo sviluppo almeno
tre settimane prima dell'inizio della riunione.
2.           L'ordine del giorno
provvisorio comprende i punti per i quali è stata presentata al segretario una
domanda d'iscrizione all'ordine del giorno almeno un mese prima dell'inizio
della riunione, fermo restando che tali punti sono iscritti all'ordine del
giorno provvisorio soltanto se i relativi documenti giustificativi sono
pervenuti al segretario entro la data di spedizione dell'ordine del giorno
provvisorio.
3.           Il comitato misto per lo
sviluppo adotta l'ordine del giorno all'inizio di ogni riunione. Con l'accordo
delle parti possono essere inseriti nell'ordine del giorno punti non figuranti
nell'ordine del giorno provvisorio.
4.           I copresidenti del comitato
misto per lo sviluppo possono, d'intesa con le parti, invitare esperti a
partecipare alle riunioni per fornire informazioni su specifici argomenti.
5.           Con l'accordo delle parti, il
segretario può abbreviare il termine indicato al paragrafo 1 per tener
conto delle esigenze di uno specifico caso.
Articolo 11
Verbali
1.           Il segretario redige il
progetto di verbale di ogni riunione al più presto, di norma entro un mese
dalla data della riunione.
2.           Il verbale riassume in
generale ciascun punto all'ordine del giorno, specificando all'occorrenza:
a)      tutti i documenti presentati al comitato
misto per lo sviluppo,
b)      tutte le dichiarazioni la cui iscrizione
a verbale sia stata chiesta da un membro del comitato misto per lo sviluppo,
c)      le decisioni adottate, le raccomandazioni
formulate, le dichiarazioni concordate e le conclusioni approvate su specifici
punti.
3.           Il verbale comprende anche un
elenco dei membri del comitato misto per lo sviluppo che hanno partecipato alla
riunione e un elenco degli osservatori presenti.
4.           L'approvazione del verbale è
confermata per iscritto dagli Stati dell'ESA firmatari e dall'UE entro due mesi
dalla data della riunione. Una volta approvato, il verbale è firmato dal
segretario. Ciascuno Stato dell'ESA firmatario e la parte UE ricevono un
originale di questi documenti autentici.
Articolo 12
Raccomandazioni
1.           Il comitato misto per lo
sviluppo adotta le raccomandazioni per consenso.
2.           Tra una riunione e l'altra,
il comitato misto per lo sviluppo può adottare raccomandazioni mediante
procedura scritta, con l'accordo di entrambe le parti. La procedura scritta
consiste in uno scambio di note tra le parti. 
3.           Le raccomandazioni del
comitato misto per lo sviluppo recano la denominazione
"raccomandazione", seguita da un numero progressivo, dalla data di
adozione e da una descrizione dell'oggetto. 
4.           Le raccomandazioni adottate dal comitato misto per lo sviluppo sono
autenticate da un rappresentante della Commissione europea per conto della
parte UE e da un rappresentante degli Stati dell'ESA.
5.           Le raccomandazioni sono
trasmesse alle parti come documenti del comitato misto per lo sviluppo e sono
sottoposte all'esame del comitato APE. 
Articolo 13
Pubblicità
Salvo diversa
decisione, le riunioni del comitato misto per lo sviluppo non sono pubbliche.
Articolo 14
Lingue
1.           Le lingue di lavoro del
comitato misto per lo sviluppo sono le lingue ufficiali comuni delle parti,
cioè l'inglese e il francese. 
2.           Il comitato misto per lo
sviluppo delibera e adotta le raccomandazioni sulla base di documentazioni e di
proposte redatte possibilmente nelle due lingue indicate al paragrafo 1. Le
raccomandazioni sono fornite in entrambe le lingue indicate al paragrafo 1.
Articolo 15
Spese
1.           Ciascuna parte si assume
l'onere delle spese sostenute per la partecipazione alle riunioni del comitato
misto per lo sviluppo, sia i costi del personale e le spese di viaggio e di
soggiorno, sia le spese postali e per le telecomunicazioni.
2.           Le spese legate
all'organizzazione delle riunioni e alla riproduzione dei documenti sono a
carico della parte che ospita la riunione.
3.           Le spese connesse alla
fornitura di servizi di interpretariato nelle riunioni e di traduzione dei
documenti sono a carico della parte che ospita la riunione. Le spese per i
servizi di interpretariato e di traduzione dei documenti da o in altre lingue
ufficiali dell'Unione europea sono a carico della parte UE.
Articolo 16
Relazioni
Il comitato misto per lo sviluppo riferisce al
comitato APE.
Articolo 17
Modifica
del regolamento interno
Il regolamento interno può essere modificato
dal comitato APE. Il comitato misto per lo sviluppo può presentare
raccomandazioni al comitato APE proponendo modifiche del regolamento interno.
SCHEDA FINANZIARIA SEMPLIFICATA
(da utilizzare per qualsiasi decisione interna della Commissione di
rilievo generale con un'incidenza di bilancio sugli stanziamenti di natura
amministrativa o sulle risorse umane, se l'utilizzo di altri tipi di schede
finanziarie non è appropriato – articolo 23 del regolamento interno)
1.         Titolo
del progetto di decisione
Decisione del Consiglio relativa a una posizione dell'Unione europea in
merito ai regolamenti interni del comitato APE, del comitato per la
cooperazione doganale e del comitato misto per lo sviluppo previsti
dall'accordo interinale che istituisce un quadro per un accordo di partenariato
economico tra gli Stati membri dell'Africa orientale e australe, da una parte,
e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra
2.         Settore/i
interessati nella struttura ABB
20 – Politica commerciale
3.         Base
giuridica
            x Autonomia amministrativa      ¨ Altro
(specificare):______________________
4.         Descrizioni
e motivazioni
La decisione concerne le riunioni e il funzionamento delle istituzioni
da istituire nel quadro dell'APE interinale. Le riunioni delle istituzioni sono
fissate al fine di seguire l'applicazione dell'accordo.
5.         Durata e incidenza finanziaria
prevista
5.1.      Periodo
di applicazione
¨      Decisione di durata limitata: decisione in vigore a decorrere dal
[data] fino al [data]
x        Decisione di durata illimitata: in vigore a decorrere dal [data
di adozione della decisione].
5.2.      Incidenza prevista sul bilancio
Il progetto di decisione comporta:
¨      risparmi
x        costi aggiuntivi (in caso affermativo, specificare le rubriche
del quadro finanziario pluriennale interessato): Rubrica 5 – spese
amministrative. 
5.3.      Contributi
di terzi al finanziamento del progetto di decisione
Se la proposta prevede il cofinanziamento
da parte degli Stati membri o di altri organismi (specificare quali), fornire
una stima del livello di cofinanziamento, se noto.
Stanziamenti in Mio EUR (al terzo decimale)
   || Anno n || Anno n+1 || Anno n+2 || Anno n+3 || Anno n+4 || Anno n+5 || Anno n+6 || Totale 
 Specificare la fonte/l’organismo di cofinanziamento ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE stanziamenti cofinanziati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
5.4.      Spiegazione delle cifre
I costi medi del personale sono indicati in calce
alla pagina
http://www.cc.cec/budg/pre/legalbasis/pre-040-020_preparation_en.html.
6.         Compatibilità
con l'attuale quadro finanziario pluriennale
x        La proposta è compatibile con la programmazione finanziaria in
vigore.
¨      La proposta implica una riprogrammazione della corrispondente
rubrica del quadro finanziario pluriennale.
¨      La proposta richiede l'applicazione dello strumento di
flessibilità o la revisione del quadro finanziario pluriennale[4].
7.         Effetti
dei risparmi o dei costi aggiuntivi sull'assegnazione delle risorse
¨      Risorse da ottenere tramite una riassegnazione all'interno dei
dipartimenti
x        Risorse già assegnate al/i dipartimento/i interessato/i
¨      Risorse da chiedere nella prossima procedura di assegnazione.
Il fabbisogno di risorse umane e
amministrative è coperto dalla dotazione concessa alla DG responsabile
nell’ambito della procedura di assegnazione annuale, tenendo conto dei vincoli
di bilancio esistenti.
ALLEGATO:
INCIDENZA
FINANZIARIA PREVISTA (risparmi e costi aggiuntivi) PER GLI STANZIAMENTI DI
NATURA AMMINISTRATIVA O PER LE RISORSE UMANE
ETP=Equivalente a tempo pieno
XX è il settore o il titolo interessato
Mio EUR
(al terzo decimale) 
 ETP persone/anno || Anno || Anno || Anno || Anno || Anno || Anno || Anno || TOTALE /costo annuale 
 n || n+1 || n+2 || n+3 || n+4 || n+5 || n+6 
 Rubrica 5 || ETP || stanziam. || ETP || stanziam. || ETP || stanziam. || ETP || stanziam. || ETP || stanziam. || ETP || stanziam. || ETP || stanziam. || ETP || stanziam. 
 Posti della tabella dell’organico (posti di funzionari e/o personale temporaneo) 
 XX 01 01 01 (in sede e negli uffici di rappresentanza della Commissione) ||  0,2 ||     0,03 ||  0,2  || 0,03 || 0,2 || 0,03 || 0,2 || 0,03 ||  0,2  || 0,03 || 0,2 || 0,03 || 0,2 || 0,03 ||  0,2 || 0,21 
 XX 01 01 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Personale esterno ||   
 XX 01 02 01 (della dotazione globale) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 02 02 (nelle delegazioni) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale - Rubrica 5 ||  0,2 ||   0,03 ||  0,2  || 0,03 || 0,2 || 0,03 || 0,2 || 0,03 ||  0,2  || 0,03 || 0,2 || 0,03 || 0,2 || 0,03 ||  0,2 || 0,21 
 esclusa Rubrica 5 ||   
 Posti della tabella dell’organico (posti di funzionari e/o personale temporaneo) 
 XX 01 05 01 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 01 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Personale esterno 
 XX 01 04 yy ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Sede ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 02 (ricerca indiretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 02 (ricerca diretta) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre linee di bilancio (specificare) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale – esclusa la Rubrica 5 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE ||  0,2 ||   0,03 ||  0,2  || 0,03 || 0,2 || 0,03 || 0,2 || 0,03 ||  0,2  || 0,03 || 0,2 || 0,03 || 0,2 || 0,03 ||  0,2 || 0,21 
Il fabbisogno di risorse umane e
amministrative è coperto dalla dotazione concessa alla DG responsabile nell’ambito
della procedura di assegnazione annuale, tenendo conto dei vincoli di bilancio
esistenti.
Altri stanziamenti
amministrativi
XX è il settore o
il titolo interessato
Mio EUR (al terzo decimale) 
   || Anno || Anno || Anno || Anno || Anno || Anno || Anno || TOTALE 
 n || n+1 || n+2 || n+3 || n+4 || n+5 || n+6 
 Rubrica 5 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Sede: ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 02 11 01 – Spese per missioni e di rappresentanza || 0,01 ||   0,01 ||   0,01 ||   0,01 ||   0,01 ||   0,01 ||   0,01 || 0,07  
 XX 01 02 11 02 – Spese per conferenze e riunioni || 0,01 || 0,01 || 0,01 || 0,01 || 0,01 || 0,01 || 0,01 || 0,07  
 XX 01 02 11 03 – Comitati ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 02 11 04 – Studi e consulenze ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 03 01 03 – Materiale e mobilio ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 03 01 04 – Servizi e altre spese operative ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre linee di bilancio (specificare se del caso) – Servizi di traduzione || 0,01 ||   0,01 ||   0,01 ||   0,01 ||   0,01 ||   0,01 ||   0,01 || 0,07  
 Delegazioni: ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 02 12 01 – Spese per missioni, conferenze e di rappresentanza ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 02 12 02 – Perfezionamento professionale ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 03 02 01 – Acquisto o affitto di immobili ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 03 02 02 – Materiale, mobilio, forniture e servizi ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale - Rubrica 5 || 0,03  || 0,03  || 0,03  || 0,03  || 0,03  || 0,03  || 0,03  || 0,21  
 esclusa Rubrica 5 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 04 yy – Spese per l'assistenza tecnica e amministrativa (non comprendenti il personale esterno) dagli stanziamenti operativi (ex linee "BA") ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Sede ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 - Delegazioni ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 XX 01 05 03 – Altre spese di gestione per la ricerca indiretta ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 10 01 05 03– Altre spese di gestione per la ricerca diretta ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Altre linee di bilancio (specificare se del caso) ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 Totale parziale – esclusa Rubrica 5 ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   ||   
 TOTALE GENERALE || 0,03  || 0,03  || 0,03  || 0,03  || 0,03  || 0,03  || 0,03  || 0,21  
Il fabbisogno di risorse umane e
amministrative è coperto dalla dotazione concessa alla DG responsabile
nell’ambito della procedura di assegnazione annuale, tenendo conto dei vincoli
di bilancio esistenti.
[1]               GU L 111 del 24.4.2012, pag. 1.
[2]               Madagascar, Mauritius, Seychelles e Zimbabwe.
[3]               Madagascar, Mauritius, Seychelles e Zimbabwe.
[4]               Cfr. punti 19 e 24 dell'Accordo interistituzionale.