CELEX: 32020H0826(02)
Language: it
Date: 2020-07-20 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020 sul programma nazionale di riforma 2020 della Bulgaria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Bulgaria 2020/C 282/02

26.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 282/8
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 20 luglio 2020
      sul programma nazionale di riforma 2020 della Bulgaria e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2020 della Bulgaria
      (2020/C 282/02)
      Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
      visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l’occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Bulgaria è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito.
               
            
                  (2)
               
               
                  Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Bulgaria 2020. In tale relazione sono stati valutati i progressi compiuti dalla Bulgaria nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 (3) («raccomandazioni specifiche per paese del 2019»), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi della Bulgaria verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprendeva altresì l’esame approfondito a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati il 26 febbraio 2020. L’analisi ha portato la Commissione a concludere che la Bulgaria non presenta più squilibri macroeconomici. Negli anni passati, alle vulnerabilità del settore finanziario si aggiungevano l’indebitamento elevato e i crediti deteriorati nel settore delle imprese. Si constata che la Bulgaria non presenta più squilibri grazie a un’azione politica coerente e al contesto macroeconomico favorevole, che hanno ridotto ulteriormente il rischio e i punti di vulnerabilità.
               
            
                  (3)
               
               
                  L’11 marzo 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l’epidemia di COVID-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l’interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro e i redditi dei cittadini, nonché le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell’Unione. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell’Unione.
               
            
                  (4)
               
               
                  Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
               
            
                  (5)
               
               
                  Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull’attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita. La clausola di salvaguardia generale di cui all’articolo 5, paragrafo 1, all’articolo 6, paragrafo 3, all’articolo 9, paragrafo 1, e all’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all’articolo 3, paragrafo 5, e all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio (4) facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella comunicazione del 20 marzo 2020 la Commissione ha considerato che, data la grave recessione economica che si prevede deriverà dalla pandemia di COVID-19, fossero soddisfatte le condizioni per l’attivazione della clausola di salvaguardia generale e ha chiesto al Consiglio di avallare tale conclusione. Il 23 marzo 2020 i ministri delle Finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione e hanno convenuto che la grave recessione economica richiede una risposta decisa, ambiziosa e coordinata. L’attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine, a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa. Nell’ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo nel contempo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell’ambito del patto.
               
            
                  (6)
               
               
                  È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia di COVID-19, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche della pandemia mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l’attività economica. È opportuno che l’Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l’Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per permettere di tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l’altro la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo insegnamenti dalla crisi.
               
            
                  (7)
               
               
                  La crisi COVID-19 ha messo in luce la flessibilità offerta dal mercato interno per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato interno dovrebbero essere rimosse non appena non siano più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità della preparazione alle crisi nel settore sanitario. Migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali rientrano tra gli elementi fondamentali per l’elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi.
               
            
                  (8)
               
               
                  Il legislatore dell’Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti mediante i regolamenti (UE) 2020/460 (5) e (UE) 2020/558 (6) del Parlamento europeo e del Consiglio per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei fondi strutturali e d’investimento europei («fondi SIE»), in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di COVID-19. Tali modifiche consentiranno un’ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell’Unione nell’esercizio contabile 2020-2021. La Bulgaria è incoraggiata a sfruttare appieno tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
               
            
                  (9)
               
               
                  È probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia di COVID-19 siano distribuite in modo disomogeneo tra le regioni bulgare a motivo dei diversi profili di specializzazione, in particolare nelle regioni le cui attività economiche dipendono fortemente da contatti diretti con i consumatori. Ciò comporta il rischio sostanziale di accentuare le disparità regionali all’interno del paese, esacerbando la tendenza, già riscontrata, a un aumento delle disparità tra la capitale e il resto del paese e tra le zone urbane e quelle rurali. La situazione attuale, associata al rischio di un temporaneo sfaldamento del processo di convergenza tra Stati membri, richiede risposte politiche mirate.
               
            
                  (10)
               
               
                  La Bulgaria ha presentato il programma nazionale di riforma 2020 e il programma di convergenza 2020 il 30 aprile 2020. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (11)
               
               
                  La Bulgaria è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita.
               
            
                  (12)
               
               
                  Nel suo programma di convergenza 2020 il governo prevede un peggioramento del saldo nominale, che passerà da un avanzo del 2,1 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2019 a un disavanzo del 3,1 % del PIL nel 2020. Dopo essere sceso al 20,4 % del PIL nel 2019, secondo il programma di convergenza 2020 il rapporto debito pubblico/PIL salirà al 28,5 % nel 2020. Le prospettive macroeconomiche e di bilancio risentono dell’elevata incertezza dovuta alla pandemia di COVID-19.
               
            
                  (13)
               
               
                  In risposta alla pandemia di COVID-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell’Unione, la Bulgaria ha adottato tempestive misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di convergenza 2020, tali misure di bilancio sono pari all’1,3 % del PIL. Esse comprendono l’aumento della spesa sanitaria e previdenziale e in programmi di sostegno all’occupazione nei settori in difficoltà. La Bulgaria ha inoltre annunciato misure che, pur non avendo un impatto diretto sul bilancio, contribuiranno a fornire sostegno alla liquidità delle imprese; il programma di convergenza 2020 ne stima l’incidenza allo 0,6 % del PIL. Rientrano fra tali misure le garanzie della Bulgarian Development Bank, banca di sviluppo di proprietà dello Stato bulgaro, e la dilazione delle imposte sul reddito delle società. Nel complesso le misure adottate dalla Bulgaria sono in linea con gli orientamenti definiti nella comunicazione della Commissione del 13 marzo 2020. La piena attuazione delle misure di emergenza e di misure di bilancio favorevoli, seguita da un riorientamento delle politiche di bilancio verso il conseguimento di posizioni di bilancio a medio termine prudenti quando le condizioni economiche lo consentano, contribuirà a preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine.
               
            
                  (14)
               
               
                  Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione a politiche invariate, il disavanzo pubblico della Bulgaria sarà pari al 2,8 % del PIL nel 2020 e all’1,8 % del PIL nel 2021. Le proiezioni indicano che il rapporto debito pubblico/PIL rimarrà al di sotto del 60 % del PIL nel 2020 e nel 2021.
               
            
                  (15)
               
               
                  Il 20 maggio 2020 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato a causa della prevista violazione, da parte della Bulgaria, della soglia di disavanzo del 3 % del PIL nel 2020. Valutati tutti i fattori pertinenti, la relazione ha concluso che il criterio del disavanzo definito nel trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/97 è stato soddisfatto.
               
            
                  (16)
               
               
                  Il 13 marzo 2020 la Bulgaria ha proclamato lo stato di emergenza fino al 13 aprile 2020, prorogandolo poi fino al 13 maggio 2020 e sostituendolo infine con una situazione pandemica straordinaria fino al 14 giugno 2020. Il 6 aprile 2020 il parlamento bulgaro ha adottato l’emendamento del bilancio dello Stato 2020 proposto dal governo. Il nuovo bilancio prevede un disavanzo del bilancio dello Stato di 3,5 miliardi di BGN (2,9 % del PIL), riconducibile all’aumento della spesa causato dalle misure di crisi e alla prospettata diminuzione delle entrate per 2,4 miliardi di BGN. È prevista la quintuplicazione (da 2,2 miliardi a 10 miliardi di BGN) del massimale applicabile all’emissione di nuovo debito da parte del governo. Nel complesso la Bulgaria ha mobilitato un pacchetto finanziario di oltre 870 milioni di BGN, nell’ambito di vari programmi operativi finanziati dai fondi SIE per il periodo 2014-2020, per sostenere il sistema sanitario e parare le conseguenze socioeconomiche della pandemia.
               
            
                  (17)
               
               
                  In risposta alla crisi COVID-19 la Bulgaria ha varato una misura di sostegno all’occupazione in base alla quale lo Stato si fa carico del 60 % del reddito dei lavoratori e dei relativi contributi previdenziali per un periodo che può arrivare a tre mesi, a condizione che il datore di lavoro paghi la differenza residua e si impegni a non licenziare il personale. Il datore di lavoro è inoltre tenuto a mantenere i posti di lavoro per un periodo ulteriore almeno pari a quello coperto dal sussidio. Beneficiano delle misure le imprese che operano nei settori colpiti direttamente dalle restrizioni imposte con lo stato di emergenza. Come stabilito nel decreto n. 55 del 30 marzo 2020, sono ammissibili anche le imprese di altri settori, purché siano in grado di provare di aver subito nel marzo 2020, nel corso di un determinato periodo, un calo del 20 % delle entrate rispetto a marzo 2019.
               
            
                  (18)
               
               
                  Il capitale della Bulgarian Development Bank è stato aumentato di 700 milioni di BGN per sostenere la liquidità dell’economia. 500 milioni di BGN sono stati assegnati a garanzie di portafoglio, così che le banche possano proporre condizioni di prestito più flessibili alle imprese, mentre 200 milioni di BGN sono stati assegnati alla prestazione di garanzie per prestiti a interessi zero, di un importo massimo di 4 500 BGN, a favore delle persone collocate dal datore di lavoro in congedo non retribuito o dei lavoratori autonomi. La Bulgarian Development Bank attuerà anche un regime di garanzia da 100 milioni di EUR per i prestiti alle piccole e medie imprese («PMI»), finanziato dal programma operativo «Innovazione e competitività» nell’ambito del Fondo europeo di sviluppo regionale. Riesaminato il proprio portafoglio, il gestore dei fondi degli strumenti finanziari in Bulgaria sta adattando alla realtà economica attuale gli strumenti di sostegno alle imprese a sua disposizione. La Banca nazionale bulgara ha varato un pacchetto di misure da 9,3 miliardi di BGN, volte a preservare la resilienza del sistema bancario e a rafforzarne la flessibilità, così da smorzare gli effetti negativi dei vincoli imposti ai cittadini e alle imprese.
               
            
                  (19)
               
               
                  L’economia bulgara è stata colpita pesantemente dalla crisi COVID-19, che ha interessato sia il settore dei servizi che il settore manifatturiero. Ad acuire l’impatto negativo hanno concorso il calo della domanda e dell’offerta e le perturbazioni nelle catene globali del valore. Le misure adottate dal governo per far fronte all’emergenza possono concorrere ad attenuare le conseguenze della crisi; per preservare l’occupazione e migliorare la liquidità delle imprese, in particolare delle PMI, e dei lavoratori indipendenti sarà tuttavia fondamentale attuarle prontamente e con efficacia. Nel processo di concezione e attuazione di tali misure occorre tener conto della resilienza del settore bancario. Conformandosi agli orientamenti definiti nella comunicazione della Commissione del 13 marzo 2020, la Bulgaria ha revocato i divieti di esportazione dei dispositivi di protezione individuale e ha istituito «corsie verdi» per garantire controlli rapidi ai valichi di frontiera.
               
            
                  (20)
               
               
                  La crisi COVID-19 ha sovraccaricato ulteriormente il sistema sanitario bulgaro, che già faticava a causa dei limiti di accessibilità risultanti dalla penuria di finanziamenti pubblici, della scarsa copertura dell’assicurazione sanitaria, del numero esiguo — seppure in aumento — di infermieri e della distribuzione regionale disomogenea degli operatori sanitari. Vi è pertanto margine per rafforzare complessivamente la resilienza, l’accessibilità e la capacità del sistema sanitario bulgaro. Aumentare l’assistenza ambulatoriale (generale e specialistica), anche tramite teleconsulti, sgraverebbe gli ospedali, mentre occorrerebbe mettere test e terapie a disposizione di tutti, quale che sia la loro situazione in termini di assicurazione malattia. Occorrerebbe garantire su tutto il territorio un accesso adeguato agli operatori sanitari e ai servizi che prestano, in risposta alle esigenze della popolazione. L’integrazione di cure primarie, assistenza a lungo termine e assistenza di prossimità è fondamentale per gli anziani e per i gruppi più vulnerabili.
               
            
                  (21)
               
               
                  Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione, la disoccupazione salirà al 7,0 % nel 2020 e si ridimensionerà al 5,8 % nel 2021. Dall’inizio dello stato di emergenza la disoccupazione è aumentata rapidamente nei settori del commercio, dei servizi alberghieri e di ristorazione e dell’industria manifatturiera, nelle grandi città e tra le persone che hanno un livello di istruzione al massimo secondario. Il governo ha adottato misure a tutela dell’occupazione, in particolare regimi di riduzione dell’orario di lavoro, che dovrebbero essere attuate in tempi brevi e potenziate ulteriormente. Il contesto attuale richiede che, in collaborazione con le parti sociali, si offra ampio sostegno ai datori di lavoro e ai lavoratori, compresi i lavoratori autonomi, per evitare ulteriori perdite di posti di lavoro. Per parare gli effetti negativi sul mercato del lavoro dovranno essere rafforzate la capacità dell’Agenzia per l’impiego e le misure che questa mette in atto. Per riportare le persone al lavoro serviranno ulteriori iniziative di attivazione, miglioramento del livello delle competenze e riqualificazione, che al tempo stesso preparino la forza lavoro alle sfide e alle possibilità insite nella digitalizzazione. L’impatto della crisi COVID-19 potrebbe essere consistente sui lavoratori informali, che hanno accesso solo limitato ai servizi sanitari e alla protezione sociale. Il varo di misure politiche mirate potrebbe ottenere il duplice risultato di scongiurare il rischio che i lavoratori senza tutele e i gruppi più vulnerabili scivolino ancor più nella povertà e di migliorarne i mezzi di sostentamento nel corso della ripresa.
               
            
                  (22)
               
               
                  La crisi COVID-19 colpisce in modo sproporzionato i gruppi vulnerabili e acuisce i preesistenti problemi sociali. La percentuale di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale era già elevata prima della crisi, in particolare tra i bambini, gli anziani, le persone con disabilità e i rom, e i trasferimenti sociali riuscivano a ridurre la povertà soltanto in misura limitata. I sistemi fiscale e previdenziale della Bulgaria si sono rivelati fra i meno efficaci nella riduzione della disparità di reddito, che già era una delle più alte dell’Unione. La crisi impone l’adozione di misure per colmare le lacune già rilevate negli anni precedenti, in particolare nel regime di reddito minimo, che è uno dei meno efficaci dell’Unione per capacità di sottrarre le persone alla povertà. Restano d’attualità i problemi della generalizzazione della protezione sociale, anche per i lavoratori atipici, i lavoratori autonomi e le famiglie a basso reddito, della disponibilità del sostegno al reddito, dell’aiuto alimentare e di servizi sociali adeguati, così come della disponibilità di alloggi di emergenza e di sostegno alle persone senza fissa dimora. La riforma dei servizi sociali aiuterebbe a stabilizzare il sistema, mentre una maggiore cooperazione tra i servizi sanitari e quelli sociali consentirebbe di allargare l’assistenza offerta alle persone non autosufficienti o con disabilità. Molte famiglie rom che già prima della crisi versavano in condizioni di grave povertà necessitano ora di servizi di mediazione e di servizi e sostegno essenziali.
               
            
                  (23)
               
               
                  Anche un’offerta potenziata di servizi di istruzione e formazione e una manodopera più qualificata permetterebbero di sostenere saldamente la ripresa e di promuovere una crescita inclusiva e sostenibile nel medio periodo. Vi sono margini di miglioramento quanto alla qualità dell’istruzione e della formazione in Bulgaria, alla loro attinenza con le esigenze del mercato del lavoro e alla loro inclusività. La Bulgaria è uno degli Stati membri in cui l’estrazione socioeconomica incide maggiormente sui risultati dell’apprendimento. L’inclusione dei rom nell’istruzione resta problematica: il tasso di abbandono scolastico è particolarmente elevato tra la popolazione rom e nelle zone rurali. Il livello generale delle competenze digitali è basso sia nella popolazione complessiva (16-74 anni) sia fra i giovani (16-19 anni). Il miglioramento delle competenze digitali, ad esempio attraverso diplomi e programmi di studio più orientati al digitale, potrebbe favorire l’adattamento all’evoluzione del mercato del lavoro indotta dalla digitalizzazione e ai bisogni del lavoro a distanza nel contesto digitale. Contestualmente, l’11 % degli alunni non dispone di computer e/o di accesso a Internet, mentre gli insegnanti senza computer sono 2 000. L’attuale situazione dell’apprendimento a distanza rischia quindi di accentuare le già elevate disuguaglianze nell’istruzione e nella formazione, nonostante la recente adozione di alcune misure di sostegno. Ulteriori sforzi per migliorare le conoscenze digitali di tutti gli alunni e il loro accesso a un’infrastruttura tecnica adeguata avrebbero anche un impatto positivo duraturo sull’accesso all’istruzione, in particolare per i gruppi vulnerabili, rom compresi, contribuendo così a ridurre i tassi elevati di abbandono scolastico che si registrano per loro.
               
            
                  (24)
               
               
                  La crisi COVID-19 ha messo in evidenza l’importanza strategica di disporre di un’amministrazione pubblica e un’amministrazione digitale efficienti, compresi la sanità elettronica e gli appalti elettronici. L’Unione sostiene da tempo le riforme in questo campo, ma la progressione eccessivamente lenta della loro attuazione ha inciso negativamente sull’efficacia del settore pubblico durante il confinamento. La Bulgaria è pertanto in ritardo nella prestazione di servizi elettronici, di cui occorre incoraggiare la diffusione fra i cittadini e le imprese. Dovranno essere altresì affrontate risolutamente le questioni della cibersicurezza e della sicurezza delle infrastrutture critiche. Quanto al futuro, l’attuazione tempestiva ed efficace delle misure di rilancio non potrà prescindere da un’amministrazione pubblica efficace. Restano di particolare rilevanza la cooperazione e il coordinamento a tutti i livelli dell’amministrazione, compreso in materia di appalti pubblici e concessioni e di vigilanza sul mercato. Maggiori prevedibilità e stabilità normative, il controllo efficace dell’attuazione delle politiche e la riduzione degli oneri amministrativi migliorerebbero il contesto in cui operano le imprese e promuoverebbero gli investimenti, aiutando la rapidità della ripresa.
               
            
                  (25)
               
               
                  Per favorire la ripresa economica sarà importante anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti. La crisi COVID-19 ha messo ulteriormente in luce l’importanza della digitalizzazione e dell’innovazione, ambiti in cui la Bulgaria registra risultati ampiamente al di sotto della media dell’Unione, in particolare per le PMI. Esemplificativi in questo contesto sono i piani di assegnazione dello spettro per le bande pioniere 5G, che non prevedono lo spettro necessario per consentire l’erogazione tempestiva ed efficiente dei servizi 5G. Restano da affrontare gli annosi problemi che affliggono la ricerca e l’istruzione superiore: frammentazione, basso livello di finanziamento e limitati trasferimenti di conoscenze e tecnologie. Al tempo stesso la Bulgaria è, nell’Unione, l’economia a più alta intensità di risorse, di energia e di emissioni di gas a effetto serra; per favorire la transizione alla neutralità climatica illustrata nel piano nazionale per l’energia e il clima occorrono cospicui investimenti nei settori dell’energia e della decarbonizzazione.
               
            
                  (26)
               
               
                  Sono ancora agli albori le iniziative di trasformazione volte a superare l’alta intensità energetica dell’economia bulgara, la notevole dipendenza dai combustibili fossili e l’uso inefficiente dell’energia e delle risorse. Nel piano nazionale per l’energia e il clima la Bulgaria s’impegna a decarbonizzare l’economia entro il 2050 nel contesto del Green Deal europeo, ma dichiara anche l’intenzione di continuare a puntare sulle fonti di lignite del paese fino al 2050 e oltre. La copertura e la qualità delle infrastrutture di trasporto bulgare restano al di sotto della media dell’Unione e la rete transeuropea di trasporto è ancora incompleta. La rete delle piattaforme multimodali, alcune tratte ferroviarie e stradali e i sistemi europei di gestione del traffico ferroviario e di trasporto intelligente sono in ritardo di sviluppo. Occorre affrontare una serie di questioni ambientali rilevanti che gravano sulla crescita sostenibile e che durante la crisi COVID-19 hanno esposto la popolazione a rischi aggiuntivi per la salute. La Bulgaria è tra gli Stati membri che contano la maggior incidenza di decessi collegati all’inquinamento, e restano problematici la gestione dei rifiuti e il rispetto degli obblighi di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane. La programmazione del Fondo per una transizione giusta, che forma oggetto di una proposta della Commissione, per il periodo 2021-2027 potrebbe aiutare la Bulgaria a rispondere ad alcune delle sfide poste dalla transizione verso un’economia climaticamente neutra, in particolare nei territori di cui all’allegato D della relazione per paese 2020. Ciò consentirebbe alla Bulgaria di fare il miglior uso possibile di tale fondo.
               
            
                  (27)
               
               
                  La crisi COVID-19 rischia di provocare un aumento considerevole dei fallimenti: per la ripresa dell’economia reale sarà quindi importante l’efficienza della disciplina dell’insolvenza. Una disciplina efficiente favorirebbe anche una maggiore rapidità nella risoluzione dei crediti deteriorati, limitandone così l’ulteriore accumulo. L’inefficacia della disciplina dell’insolvenza determina peraltro lentezza e onerosità delle procedure. A giugno 2019 è stata adottata la tabella di marcia per la disciplina dell’insolvenza e sono state individuate le lacune da colmare. La Bulgaria ha iniziato l’attuazione della tabella di marcia e prepara i passi successivi, tra cui modifiche legislative e iniziative di sviluppo delle capacità.
               
            
                  (28)
               
               
                  Nel 2019 la Bulgaria ha adottato varie leggi di recepimento delle direttive (UE) 2015/849 (7) e (UE) 2018/543 (8) del Parlamento europeo e del Consiglio (quarta e quinta direttiva antiriciclaggio), la cui attuazione è ancora in sospeso. La recente valutazione nazionale del rischio evidenzia carenze che occorre colmare con urgenza per prevenire il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo. Manca una valutazione adeguata dei rischi collegati ai programmi di acquisto della cittadinanza tramite investimenti e alle attività virtuali. È necessario stabilire e attuare interventi atti ad assicurare che i soggetti obbligati diano effettiva applicazione alla disciplina antiriciclaggio. L’attuazione e l’effettivo rispetto della normativa antiriciclaggio hanno mostrato un’efficacia limitata, mentre insufficiente è stato il ricorso all’intelligence finanziaria.
               
            
                  (29)
               
               
                  Mentre le raccomandazioni specifiche per paese di cui alla presente raccomandazione («raccomandazioni specifiche per paese del 2020») si concentrano sulle modalità per fronteggiare l’impatto socioeconomico della pandemia di COVID-19 e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il semestre europeo del prossimo anno. Ciò include le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Tutte le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
               
            
                  (30)
               
               
                  Nel complesso le banche bulgare sono redditizie e capitalizzate adeguatamente. Nonostante il calo registrato negli ultimi anni, il tasso di anticipi e crediti deteriorati lordi è rimasto al 7,2 % nel terzo trimestre del 2019 — tra i più alti dell’Unione, in particolare per le società non finanziarie e per le banche di proprietà nazionale; resta quindi importante compiere ulteriori sforzi per promuovere un mercato secondario dei crediti deteriorati efficiente. Da fine 2018 gli accantonamenti per i crediti deteriorati seguono una parabola discendente, talvolta associata a una copertura insufficiente dei crediti deteriorati preesistenti per cui i pagamenti sono in grave ritardo. La valutazione completa effettuata dalla Banca centrale europea ha rilevato la necessità di aumentare il capitale in due banche. La ricapitalizzazione è in fase di ultimazione. Alla maggiore offerta di liquidità per attutire l’impatto della crisi COVID-19 e rilanciare la crescita economica, le banche dovrebbero associare l’effettuazione di valutazioni del rischio di credito, l’applicazione di criteri prudenti nell’erogazione del credito, di pratiche sane per la determinazione del valore e di segnalazione precisa dell’eventuale deterioramento qualitativo delle attività.
               
            
                  (31)
               
               
                  La Commissione monitora i progressi compiuti dalla Bulgaria nei settori della riforma giudiziaria e della lotta alla corruzione nel contesto del meccanismo di cooperazione e verifica. Di conseguenza, questi ambiti non sono stati finora contemplati dalle raccomandazioni specifiche per paese rivolte alla Bulgaria, ma sono pertinenti per lo sviluppo di un clima socioeconomico positivo nel paese. Stando all’ultima relazione elaborata nel quadro del meccanismo, risalente ad ottobre 2019, i progressi compiuti dal paese sono sufficienti per rispettare gli impegni assunti all’atto dell’adesione all’Unione. La Bulgaria ha riformato sostanzialmente la normativa anticorruzione, ma non è ancora in grado di dimostrare quelle condanne definitive nei casi di corruzione ad alto livello che le permetterebbero di conquistare la fiducia dei cittadini. Restano inoltre aperti vari problemi: garanzia di indagini penali efficaci, riequilibrio del carico di lavoro tra i diversi giudici, razionalizzazione degli uffici locali delle procure. Alla conclusione del meccanismo di cooperazione e verifica il monitoraggio sarà garantito a livello nazionale da un consiglio post-monitoraggio e a livello dell’Unione nel quadro del meccanismo globale per lo Stato di diritto nonché, se del caso, del semestre europeo.
               
            
                  (32)
               
               
                  Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell’occupazione nell’Unione, il quale può contribuire a un’economia sostenibile. Nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020 gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese del 2020, la Bulgaria contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli OSS e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell’Unione.
               
            
                  (33)
               
               
                  Nell’ambito del semestre europeo 2020 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Bulgaria, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di convergenza 2020, il programma nazionale di riforma 2020, nonché il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese rivolte alla Bulgaria negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Bulgaria, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
               
            
                  (34)
               
               
                  Alla luce della valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2020 e il suo parere (9) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
               
            RACCOMANDA che la Bulgaria adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
      
                  1.
               
               
                  attuare, in linea con la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia di COVID-19 e sostenere l’economia e la successiva ripresa; quando le condizioni economiche lo consentano, portare avanti politiche di bilancio mirate a posizioni di bilancio a medio termine prudenti e alla sostenibilità del debito, incrementando nel contempo gli investimenti; mobilitare risorse finanziarie adeguate per potenziare la resilienza, l’accessibilità e la capacità del sistema sanitario e garantire una distribuzione regionale equilibrata degli operatori sanitari, che risponda alle esigenze della popolazione;
               
            
                  2.
               
               
                  offrire a tutti un’adeguata protezione sociale e i servizi essenziali e rafforzare le politiche attive del mercato del lavoro; migliorare l’accesso al lavoro a distanza e promuovere le competenze digitali e l’accesso all’istruzione in condizioni di parità; colmare le lacune nell’adeguatezza del regime di reddito minimo;
               
            
                  3.
               
               
                  snellire e accelerare le procedure al fine di sostenere efficacemente le PMI e i lavoratori autonomi, assicurando loro anche di poter accedere stabilmente ai finanziamenti e a modalità di pagamento flessibili; anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; concentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare su una produzione e un uso puliti ed efficienti dell’energia e della risorse, sulle infrastrutture ambientali e sui trasporti sostenibili, concorrendo a una progressiva decarbonizzazione dell’economia, anche nelle regioni carbonifere;
               
            
                  4.
               
               
                  ridurre al minimo gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese migliorando l’efficienza della pubblica amministrazione e potenziando l’amministrazione digitale; assicurare l’efficienza della disciplina dell’insolvenza; intensificare l’impegno di potenziamento della disciplina antiriciclaggio, in termini di adeguata valutazione del rischio, attenuazione del rischio, efficacia della vigilanza e controllo dell’applicazione.
               
            
         Fatto a Bruxelles, il 20 luglio 2020
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               La presidente
            
            J. KLOECKNER
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
      
         (3)  GU C 301 del 5.9.2019, pag. 8.
      
         (4)  Regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6).
      
         (5)  Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all’epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5).
      
         (6)  Regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell’impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all’epidemia di COVID-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
      
         (7)  Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE della Commissione (GU L 141 del 5.6.2015, pag. 73).
      
         (8)  Direttiva (UE) 2018/843 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo e che modifica le direttive 2009/138/CE e 2013/36/UE (GU L 156 del 19.6.2018, pag. 43).
      
         (9)  A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.