CELEX: 52007SC0071
Language: it
Date: 2007-01-23 00:00:00
Title: Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 9 (per il PC) del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca, 2006-2010

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52007SC0071

Raccomandazione di parere del Consiglio ai sensi dell'articolo 9 (per il PC) del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca, 2006-2010  /* SEC/2007/0071 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 23.1.2007SEC(2007) 71 definitivoRaccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 9 (per il PC) del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato della Danimarca, 2006-2010(presentata dalla Commissione)RELAZIONE1. Contesto generaleIl patto di stabilità e crescita, entrato in vigore il 1° luglio 1998, si fonda sull'obiettivo dell'equilibrio delle finanze pubbliche quale strumento per rafforzare le condizioni favorevoli alla stabilità dei prezzi e ad una crescita vigorosa e sostenibile che promuova la creazione di posti di lavoro. La riforma del patto effettuata nel 2005 ha riconosciuto la sua utilità ai fini del consolidamento della disciplina di bilancio, ma ha inteso rafforzarne l'efficacia e i fondamenti economici e garantire la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine.Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1], che fa parte del patto di stabilità e crescita, stabilisce che gli Stati membri devono presentare al Consiglio e alla Commissione programmi di stabilità o convergenza e i relativi aggiornamenti annuali (gli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica presentano programmi di stabilità (aggiornati) mentre quelli che non l'hanno ancora adottata presentano programmi di convergenza (aggiornati)). Il primo programma di convergenza della Danimarca è stato presentato nell'ottobre 1998. A norma del regolamento, il 1° dicembre 1998 il Consiglio ha formulato il relativo parere, sulla base della raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario. Secondo la stessa procedura, i programmi di stabilità e di convergenza aggiornati sono valutati dalla Commissione ed esaminati dal comitato di cui sopra; se necessario, possono essere esaminati anche dal Consiglio.2. Contesto della valutazione del nuovo programmaLa Commissione ha esaminato l'ultimo aggiornamento del programma di convergenza della Danimarca, presentato il 30 novembre 2006, e ha adottato una raccomandazione per un parere del Consiglio in merito (v. oltre, nel riquadro, i principali punti oggetto della valutazione).Al fine di determinare il quadro in rapporto al quale viene valutata la strategia di bilancio del nuovo programma di convergenza, i paragrafi che seguono espongono in sintesi:1.  i risultati economici e di bilancio degli ultimi dieci anni2.  l'ultima valutazione della posizione del paese nell'ambito della parte preventiva del patto di stabilità e crescita (sintesi del parere del Consiglio sul precedente aggiornamento del programma di convergenza) e3.  la valutazione del programma nazionale di riforme dell'ottobre 2006 effettuata dalla Commissione.2.1. Recenti risultati economici e di bilancioNell'ultimo decennio l'economia danese ha avuto, in complesso, un andamento relativamente positivo. La crescita del PIL reale e l'inflazione hanno registrato un'evoluzione sostanzialmente analoga a quella della zona euro. Al contempo il funzionamento del mercato del lavoro ha subito un miglioramento ed assunto caratteristiche di elevata flessibilità, fenomeno che ha contribuito alla graduale riduzione della disoccupazione e ad un aumento del numero di occupati. La disoccupazione si situa oggi ad un minimo storico e il tasso di occupazione è il più elevato dell'UE. La Danimarca ha inoltre beneficiato di riforme oculatamente gestite e di politiche fiscali responsabili che, a livello di pubbliche amministrazioni, hanno generato successive eccedenze e una rapida riduzione dell'indebitamento. L'andamento sostenuto delle finanze pubbliche è attribuibile al successo delle riforme economiche e ad una strategia fiscale a medio termine orientata alla sostenibilità fiscale e alla disciplina in materia di spesa. Un elemento importante di questa strategia è rappresentato dal blocco dell'imposizione fiscale, che promuove la disciplina della spesa e nel tempo dovrebbe, secondo le previsioni, ridurre l'onere impositivo. La Danimarca sembra essere a basso rischio per quanto concerne la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche. La strategia fiscale a medio termine, imperniata sulla creazione di eccedenze di bilancio e sulla riduzione dell'indebitamento delle pubbliche amministrazioni, ha ottenuto risultati positivi in sede di preparazione delle finanze pubbliche agli effetti indotti dall'invecchiamento della popolazione. A migliorare la capacità di far fronte a tali effetti ha ulteriormente contribuito l'accordo sul sistema assistenziale raggiunto nel giugno 2006, che secondo le previsioni dovrebbe aumentare a lungo termine l'offerta di manodopera.2.2. La valutazione contenuta nel parere del Consiglio sul programma precedenteIl 24 gennaio 2006 il Consiglio ha adottato il parere sul precedente aggiornamento del programma di convergenza, relativo al periodo 2005-2010. A giudizio del Consiglio, "nel complesso la situazione di bilancio è equilibrata e la strategia in materia costituisce un buon esempio di politica di bilancio conforme al patto di stabilità e crescita".2.3. La valutazione del programma nazionale di riforme dell 'ottobre 2006 effettuata dalla CommissioneIl 16 ottobre 2006 è stata trasmessa la relazione sullo stato di attuazione del programma nazionale di riforme della Danimarca, presentato nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione. Tale programma identifica le seguenti sfide/priorità fondamentali: assicurare la sostenibilità fiscale; migliorare la concorrenza in certi settori; potenziare l'efficienza del settore pubblico; realizzare la società della conoscenza; assicurare l'approvvigionamento energetico e la sostenibilità ambientale; incoraggiare lo spirito imprenditoriale; aumentare la disponibilità di manodopera.Dalla valutazione effettuata dalla Commissione (adottata nell'ambito della sua relazione annuale sullo stato di avanzamento dei lavori del dicembre 2006[2]) emerge che la Danimarca sta registrando progressi molto soddisfacenti nell'attuazione del programma nazionale di riforme. Con l'accordo sul sistema assistenziale del giugno 2006 la strategia di riforma è risultata ulteriormente rafforzata in termini sia macroeconomici che di politica dell'occupazione e sono stati realizzati progressi molto positivi in direzione di un consenso nazionale sulle riforme. La Danimarca ha inoltre fatto progressi in materia di politiche microeconomiche, anche nel settore della concorrenza.In considerazione dei progressi realizzati la Danimarca è stata incoraggiata a rivolgere la propria attenzione anche a settori quali l'offerta di manodopera a medio termine, la concorrenza, l'interconnessione energetica, le politiche di riduzione delle emissioni e l'istruzione.Riquadro: Principali punti oggetto della valutazione A norma dell'articolo 5, paragrafo 1 (per i programmi di stabilità) e dell'articolo 9, paragrafo 1 (per i programmi di convergenza) del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, viene esaminato quanto segue: se le ipotesi economiche sulle quali il programma è fondato siano realistiche; l'obiettivo di bilancio a medio termine (OMT) presentato dallo Stato membro e se il percorso di aggiustamento proposto dal programma rispetto a tale obiettivo sia adeguato; se le misure adottate e/o proposte per la realizzazione di tale percorso di avvicinamento siano sufficienti per conseguire l'OMT nel corso del ciclo; al momento della valutazione di questo percorso di avvicinamento all'OMT, se un maggiore sforzo di aggiustamento sia stato compiuto in periodi di congiuntura favorevole, sforzo che può essere più limitato in periodi di congiuntura sfavorevole, e, per gli Stati membri dell'area dell'euro e per quelli che fanno parte dell'ERM2, se lo Stato membro persegua, per conseguire il suo OMT, un miglioramento annuo del suo saldo di bilancio corretto per il ciclo, al netto delle misure una tantum e di altre misure temporanee, dello 0,5% del PIL come parametro di riferimento; nel definire il percorso di aggiustamento verso l'OMT (per gli Stati membri che non l'hanno ancora raggiunto) o nel consentire una deviazione temporanea dall'OMT (per gli Stati membri che l'hanno già conseguito), l'attuazione di riforme strutturali sostanziali che producano effetti diretti di contenimento dei costi a lungo termine (compreso il rafforzamento del potenziale di crescita) e che pertanto abbiano un impatto quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche (a condizione che sia mantenuto un opportuno margine di sicurezza rispetto al valore di riferimento del 3% del PIL e che si preveda che la posizione di bilancio ritorni all'OMT entro il periodo coperto dal programma), con un'attenzione particolare per le riforme delle pensioni che introducono un sistema multipilastro comprendente un pilastro obbligatorio, finanziato a capitalizzazione; se le politiche economiche dello Stato membro siano coerenti con gli indirizzi di massima per le politiche economiche. La plausibilità delle ipotesi macroeconomiche del programma è valutata con riferimento alle previsioni dei servizi della Commissione dell'autunno 2006, usando anche la metodologia concordata per la stima della produzione potenziale e dei saldi corretti per il ciclo. La valutazione della coerenza con gli indirizzi di massima per le politiche economiche è effettuata in relazione agli indirizzi di massima per le politiche economiche nel settore delle finanze pubbliche compresi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. Nella valutazione inoltre si esamina: l'evoluzione del rapporto debito/PIL e le prospettive per la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, cui, secondo la relazione del Consiglio del 20 marzo 2005 Migliorare l'attuazione del Patto di stabilità e crescita, "nella sorveglianza delle posizioni di bilancio dovrebbe essere tributata sufficiente attenzione". Una comunicazione della Commissione del 12 ottobre 2006 espone l'approccio dell'UE nella valutazione della sostenibilità a lungo termine[3]; il grado di integrazione rispetto al programma nazionale di riforme, presentato dagli Stati membri nel contesto della strategia di Lisbona per la crescita e l'occupazione. Nella sua nota di accompagnamento del 7 giugno 2005 al Consiglio europeo sugli indirizzi economici di massima per il periodo 2005-2008, il Consiglio ECOFIN ha affermato che i programmi nazionali di riforme devono essere coerenti con i programmi di stabilità e di convergenza; il rispetto del codice di condotta[4], che tra l'altro prescrive una struttura e tabelle di dati comuni per i programmi di stabilità e di convergenza. |-  Raccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOai sensi dell'articolo 9 (per il PC) del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 SUL PROGRAMMA DI CONVERGENZA AGGIORNATO DELLA DANIMARCA, 2006-2010IL CONSIGLIO DELL 'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[5], in particolare l'articolo 9, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del Comitato economico e finanziario,HA ADOTTATO IL PRESENTE PARERE :4.  Il [27 febbraio 2007] il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza aggiornato della Danimarca, relativo al periodo 2006-2010,5.  Lo scenario macroeconomico che sottende il programma prevede un rallentamento della crescita del PIL reale, che passerebbe dal 2,7% del 2006 ad una media dell'1% nel restante periodo di riferimento del programma. Stimato entro il quadro di riferimento rappresentato dalle informazioni attualmente disponibili, questo scenario risulta basato su ipotesi di crescita notevolmente caute, in particolare per il periodo 2008-2010 a motivo dell'ipotesi tecnica, contenuta nell'aggiornamento, del venir meno del divario (positivo) tra produzione effettiva e potenziale nel 2010. Le proiezioni del programma per quanto riguarda l'inflazione sembrano realistiche.6.  Per il 2006, nelle previsioni dei servizi della Commissione dell'autunno 2006 l'eccedenza pubblica è stimata al 3,2% del PIL, contro un obiettivo del 2,1% del PIL previsto nel precedente aggiornamento del programma di convergenza. Questa percentuale rispecchia l'esistenza di un tasso di crescita superiore al previsto nonché del persistere di prezzi energetici elevati, data l'importanza degli introiti derivanti dalla produzione danese di petrolio e di gas.7.  La strategia di bilancio mira a mantenere eccedenze strutturali (ossia le eccedenze corrette per il ciclo al netto delle misure temporanee e una tantum) pari in media ad una percentuale compresa fra il ½% e 1'½% del PIL sul periodo cui si riferisce il programma, ciò che implica una netta riduzione del rapporto debito pubblico/PIL al fine di garantire la sostenibilità fiscale a lungo termine. La strategia si basa sul contenimento della spesa (limitare la crescita annua reale della spesa pubblica per i consumi all'1% circa in media per il periodo 2007 - 2010, percentuale che rappresenta un aumento rispetto allo 0.5% del precedente aggiornamento) e sul mantenimento del blocco delle imposte istituito nel 2001 nonché dell'obbligo per le autorità locali di mantenere il bilancio in pareggio. L'aggiornamento prevede una lieve riduzione dell'eccedenza, dal 3.1% del PIL nel 2006 al 2.8% nel 2007, seguita da un ulteriore calo, al 1.2% nel 2010 (dal 4.7% del 2006 all'1.8% del 2010 in termini primari). Il calo a partire dal 2008 rispecchia la notevole cautela cui sono improntate le ipotesi in materia di crescita del PIL. Rispetto all'aggiornamento precedente, il saldo delle pubbliche amministrazioni risulta più elevato nel periodo 2006-08, ma inferiore verso la fine del periodo cui si riferisce il programma.8.  Secondo le previsioni, il saldo strutturale calcolato secondo la metodologia comunemente accettata dovrebbe situarsi intorno al 2% del PIL o ad una percentuale più soddisfacente per tutto il periodo coperto dal programma, con un lieve deterioramento nel 2007 e un miglioramento un po' più marcato nel 2008. L'obiettivo a medio termine (OMT) per la posizione di bilancio presentato nel programma è costituito da un equilibrio strutturale che si situa fra il ½% e l'1½% del PIL e che il programma prevede di mantenere con ampio margine per tutto il periodo cui si riferisce. L'OMT risulta invariato rispetto al precedente aggiornamento una volta presa in conto l'esclusione dal nuovo programma del sistema pensionistico del secondo pilastro (che figurava nei precedenti programmi danesi) in linea con la decisione Eurostat del 2 Marzo 2004[6]. Poiché l'OMT è più ambizioso del parametro di riferimento minimo (stimato pari ad un disavanzo di circa ½% del PIL), il suo conseguimento dovrebbe raggiungere lo scopo di offrire un margine di sicurezza contro il verificarsi di un disavanzo eccessivo. L'OMT del programma si situa nella forchetta indicata per gli Stati membri della zona euro e dell'ERM II nel patto di stabilità e crescita e nel codice di condotta, e va oltre i requisiti che discendono dal rapporto debito/PIL e dalla crescita media della produzione potenziale a lungo termine.9.  I risultati di bilancio potrebbero risultare migliori di quanto previsto dal programma, in particolare per gli anni dal 2008 al 2010, e ciò essenzialmente a motivo della netta cautela che informa lo scenario macroeconomico delineato nel programma stesso: risulta così più che compensato il rischio che la crescita reale della spesa pubblica per i consumi risulti superiore agli obiettivi fissati.10.  Sulla base di questa valutazione dei rischi, l'impostazione di bilancio del programma sembra sufficiente a mantenere l'obiettivo a medio termine per tutto il periodo coperto dal programma, come prevede il programma stesso. Essa offre inoltre un margine di sicurezza sufficiente per poter fare fronte alle normali variazioni macroeconomiche senza superare ogni anno il valore di riferimento del disavanzo, ossia il 3% del PIL. L'impostazione della politica di bilancio che il programma implica è pienamente in linea con il patto di stabilità e crescita.11.  Si stima che il rapporto debito pubblico lordo/PIL sia sceso al di sotto del 30% nel 2006, ad un livello cioè di molto inferiore al valore di riferimento del 60% indicato nel trattato. Il programma prevede che il rapporto debito pubblico lordo/PIL diminuisca di altri 11 punti percentuali nel corso del programma.12.  In Danimarca l'impatto di bilancio a lungo termine dell'invecchiamento demografico è superiore alla media dell'UE ed è stato influenzato segnatamente dall'incremento relativamente sostanzioso della spesa per le pensioni in percentuale del PIL per gli anni a venire. Tuttavia il pacchetto di riforma globale adottato nel giugno 2006, l'"accordo sulla prosperità, il sistema assistenziale e gli investimenti in futuro", o più semplicemente "accordo sul sistema assistenziale", si prefigge di ritardare il pensionamento e dovrebbe contribuire a tenere a freno le tendenze di spesa a lungo termine migliorando così la sostenibilità delle finanze pubbliche. Inoltre la posizione di bilancio iniziale, caratterizzata da un'ampia eccedenza strutturale, contribuisce significativamente a smorzare l'impatto di bilancio a lungo termine dell'invecchiamento. Mantenendo le eccedenze primarie ad un livello elevato sul medio termine si contribuirà a ridurre i rischi per la sostenibilità delle finanze pubbliche. Se si tiene conto di questa evoluzione la Danimarca si profila come un paese a basso rischio per quanto riguarda tale sostenibilità.13.  Il programma di convergenza contiene una valutazione qualitativa dell'impatto generale della relazione dell'ottobre 2006 relativa allo stato di attuazione del programma nazionale di riforme nell'ambito della strategia di bilancio a medio termine, oltre a fornire informazioni sistematiche sui costi o risparmi diretti di bilancio delle principali riforme previste dal programma nazionale di riforme, e nelle sue proiezioni di bilancio sembra tenere esplicitamente conto delle conseguenze che le azioni delineate nel programma nazionale di riforme hanno per le finanze pubbliche. Le misure nel settore delle finanze pubbliche previste nel programma di convergenza sembrano coerenti con quelle previste nel programma nazionale di riforme. In particolare, entrambi i programmi prevedono l'attuazione di riforme finalizzate all'incremento dell'offerta di manodopera a lungo termine: fra queste va ricordato soprattutto l'accordo per l'aumento dell'età pensionabile, destinato dunque a prolungare la durata della vita lavorativa effettiva.14.  La strategia di bilancio del programma è sostanzialmente coerente con gli indirizzi di massima per le politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008.15.  Per quanto riguarda i requisiti relativi ai dati specificati nel codice di condotta per i programmi di stabilità e di convergenza, il programma fornisce tutti i dati obbligatori e gran parte di quelli facoltativi.[7]La conclusione generale è che la posizione di bilancio a medio termine è sana e che la strategia seguita costituisce un buon esempio di politiche di bilancio attuate conformemente a quanto prescritto dal patto di stabilità e crescita.Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio1[1] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[2] Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo di primavera, Attuazione della strategia di Lisbona rinnovata per la crescita e l'occupazione – "Un anno di realizzazioni", 12.12.2006, COM(2006) 816.[3] Comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, La sostenibilità di lungo termine delle finanze pubbliche nella UE, 12.10.2006, COM (2006) 574 definitivo, e Commissione europea, Direzione generale Affari economici e finanziari (2006), The long-term sustainability of public finances in the European Union, European Economy n. 4/2006.[4] "Specifiche sull'attuazione del Patto di stabilità e crescita e linee direttrici sulla presentazione e il contenuto dei programmi di stabilità e convergenza", approvate dal Consiglio Ecofin in data 11 ottobre 2005.[5] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). I documenti citati nel presente testo sono disponibili all'indirizzo:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[6] Cfr. i comunicati stampa di Eurostat n. 30/2004 del 2 marzo 2004 e n. 117/2004 del 23 settembre 2004.[7] In particolare, fra i dati facoltativi mancano le specifiche relative all'aggiustamento stock-flussi.