CELEX: 32002B0449
Language: it
Date: 2002-04-10 00:00:00
Title: 2002/449/CE,CECA,Euratom: Decisione del Parlamento Europeo, del 10 aprile 2002, sulla concessione del discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2000 (Sezione I — Parlamento europeo)

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32002B0449

2002/449/CE,CECA,Euratom: Decisione del Parlamento Europeo, del 10 aprile 2002, sulla concessione del discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2000 (Sezione I — Parlamento europeo)  

Gazzetta ufficiale n. L 158 del 17/06/2002 pag. 0043 - 0054

Decisione del Parlamento europeodel 10 aprile 2002sulla concessione del discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2000 (Sezione I - Parlamento europeo)(2002/449/CE, CECA, Euratom)IL PARLAMENTO EUROPEO,- visti il conto di gestione e il bilancio finanziario relativi all'esercizio 2000 [SEC(2001) 530 - C5-0238/2001],- viste la relazione annuale della Corte dei conti per l'esercizio 2000 e le risposte delle istituzioni (C5-0617/2001)(1),- vista la dichiarazione che attesta l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle operazioni pertinenti, presentata dalla Corte dei conti a norma dell'articolo 248 del trattato CE (C5-0617/2001),- visti l'articolo 275 del trattato CE, l'articolo 78 quinquies del trattato CECA e l'articolo 179 bis del trattato Euratom,- visto l'articolo 77 del regolamento finanziario e l'articolo 13 delle norme interne di esecuzione del bilancio del Parlamento europeo,- visto il suo regolamento, in particolare l'articolo 184, paragrafo 3,- vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A5-0098/2002),1. prende atto dei dati di chiusura dei conti del Parlamento europeo per l'esercizio 2000 sulla base dei seguenti importi:>SPAZIO PER TABELLA>Esecuzione del bilancio2. constata l'alto livello di esecuzione del bilancio come emerge:- dall'elevato tasso di esecuzione degli stanziamenti disponibili nell'esercizio 2000 (99,28 % contro il 98,97 % nel 1999),- dal livello sostanzialmente identico dell'utilizzo di stanziamenti riportati automaticamente dal 1999 (91,16 % rispetto al 91,96 % del 1998-1999),- dall'incremento della percentuale di pagamenti rispetto agli impegni (91,05 % contro l'88,68 % del 1999);3. riconosce, tuttavia, che, per quanto concerne il tasso di esecuzione, la situazione generalmente positiva risulta alterata dal ricorso sistematico allo storno di recupero effettuato alla fine dell'anno, che, negli ultimi anni, è stato utilizzato per raccogliere gli stanziamenti disponibili nella totalità del bilancio del Parlamento, al fine di effettuare versamenti anticipati sulle somme dovute per gli immobili dell'istituzione;4. constata che, relativamente al livello di utilizzo degli stanziamenti su singole linee di bilancio, è stato possibile lo storno di 4410000 EUR dalla voce 1 1 0 0 (stipendi) e di 4200000 EUR dalla voce 1 8 7 0 (interpreti e tecnici di conferenza) nel quadro dello storno di recupero C10, seguito da un ulteriore storno di 700000 EUR dalla voce 1 8 7 0 nel quadro dello storno C10 (integrativo); ricorda che l'incapacità dell'amministrazione di tenere un'adeguata registrazione dei costi di interpretazione nel corso del 2000 ha determinato il rifiuto del visto n. 01/06 da parte del controllore finanziario; incarica l'amministrazione di informarlo, entro il 1o luglio 2002, sui risultati dell'inchiesta amministrativa che era stata promessa nella decisione di non tenere conto del rifiuto del visto firmata dalla presidente il 13 dicembre 2001;5. accoglie favorevolmente le informazioni riportate nella relazione del controllore finanziario all'istituzione n. 01/01, in base a cui il tasso di errori (definito in termini di documenti di bilancio restituiti per rettifiche e completamento, in percentuale del numero totale presentato) è sceso dall'8,4 % del 1999 al 7 % del 2000, in ultima analisi, solo 8 dei 33335 documenti controllati non hanno dato luogo a un rifiuto del visto del controllore finanziario (in 5 casi annullati per decisione superiore); rileva pertanto che entrambe le cifre mostrano una tendenza al ribasso; esprime la propria preoccupazione perché il grande numero di errori, attualmente rilevati e rettificati grazie all'attività del controllore finanziario, non sarebbero più accertati ove fosse abrogata la verifica ex ante con l'introduzione del sistema di audit interno proposto;6. prende atto delle conclusioni della Corte dei conti presentate nella sua comunicazione del 12 novembre 2001 sulle decisioni di non tener conto dei rifiuti di visto stabiliti nel corso dell'esercizio 2000, secondo cui tale aspetto relativo al controllo interno funziona normalmente, avendo rivelato anomalie di gestione amministrativa;7. rileva tuttavia che vari casi dai quali è derivato il rifiuto di visto nel 2000 non comportavano un "impegno giuridico preventivo"; si chiede se essi avrebbero dovuto essere stati oggetto di una proposta di non tenerne conto da parte dell'Amministrazione; insiste sul fatto che gli ordinatori debbano assumersi la responsabilità personale per gli errori e le violazioni giuridiche che danno origine a tali casi; sollecita l'Amministrazione ad adottare una rapida azione correttiva, compresa l'immediata cancellazione delle proposte in questione, anziché mantenere l'attuale ricorso pressoché automatico alla procedura di non tener conto del rifiuto di visto;Rendiconto8. rileva l'osservazione della Corte nella sua relazione annuale 2000 (paragrafo 7.3), in base a cui l'approccio generale adottato dalle istituzioni nell'analisi della gestione del bilancio non informa adeguatamente i lettori riguardo agli aspetti più significativi delle spese dell'anno in questione; prende inoltre atto della sua critica, secondo cui il Parlamento non spiega la procedura per destinare gli stanziamenti non utilizzati di altre linee ai rimborsi in conto capitale relativi agli immobili; condivide l'opinione della Corte, in base a cui le istituzioni in generale e il Parlamento europeo in particolare dovrebbero assicurare in futuro un'analisi più esauriente, focalizzata sulle principali tendenze della spesa e sui principali elementi del patrimonio, oltre a fornire indicatori chiave in materia economica ed efficienza;9. è dell'avviso che i conti del Parlamento, che comprendono il conto di gestione e il bilancio finanziario, pubblicati insieme a quelli delle altre istituzioni nel "compte de gestion"(2) elaborato dalla Commissione, andrebbero pertanto presentati in una forma più comprensibile al lettore (per analogia con le relazioni di un'azienda agli azionisti), in modo da risultare accessibili ai cittadini dell'Unione e immediatamente comprensibili al lettore comune, senza richiedere conoscenze specialistiche di contabilità o dei meccanismi finanziari dell'Unione europea;10. incarica il suo segretario generale di presentare alla commissione per il controllo dei bilanci, entro il 1o luglio 2002, un documento di lavoro sulla fattibilità e le implicazioni complessive di una revisione della presentazione dei conti del Parlamento;11. precisa che, sebbene la Corte dei conti, a norma dell'articolo 248, paragrafo 1, del trattato CE, presenti una dichiarazione di affidabilità basata sui conti consolidati di tutte le entrate e spese della Comunità, ciò non toglie che in tale dichiarazione siano riportate osservazioni riguardanti la legalità e la regolarità delle transazioni effettuate dalle singole istituzioni; chiede che la Corte, a fini di maggiore trasparenza, valuti la possibilità di pubblicare nella prossima relazione annuale una dichiarazione di affidabilità distinta per ciascuna istituzione; chiede al suo segretario generale di mettere a disposizione della commissione per il controllo dei bilanci la lettera settoriale della Corte dei conti e le risposte dell'Amministrazione;12. osserva che, dal momento che lo stato delle entrate del Parlamento presenta somme pari a 19600463 EUR per i contributi pensionistici al personale (articolo 4 0 1) e a 1290126 EUR per i contributi pensionistici dei deputati (articolo 9 1 0), sarebbe opportuno che il bilancio finanziario del Parlamento spieghi come tali potenziali passività debbano essere liquidate, ad esempio mediante riferimento alle note sugli impegni fuori bilancio allegati ai conti consolidati dell'Unione europea;Gestione13. accoglie favorevolmente i progressi compiuti con l'introduzione della gestione per attività (Activity Based Management) nella gestione del Parlamento europeo, ma reputa i risultati abbastanza modesti e provvisori; invita ad azioni più ambiziose e sottolinea la necessità di delegare competenze e responsabilità ad un livello amministrativo inferiore e di precisare e far rispettare i doveri del singolo e le responsabilità di ciascun membro del personale;14. rileva le raccomandazioni emerse nello studio interlocutorio "Rome-PE" sulla politica del personale circa il miglioramento dell'efficienza delle risorse umane del Parlamento(3); propone che tali raccomandazioni siano prese in esame insieme alle attuali proposte di riforma del personale, al fine di promuovere una gestione efficiente e chiarire le responsabilità personali e i doveri dei funzionari;15. sottolinea che questo Parlamento si è impegnato a creare un servizio di audit interno indipendente, ai sensi del regolamento (CE, CECA, Euratom) n. 762/2001 del Consiglio(4) che modifica l'articolo 24 del regolamento finanziario; rileva la decisione dell'Ufficio di presidenza, in data 28 novembre 2001, volta a istituire un tale servizio; sottolinea che detto servizio deve essere indipendente con la facoltà di rivolgersi direttamente al presidente del Parlamento qualora al revisore interno siano noti casi di gravi problemi; invita l'Ufficio di presidenza ad approvare, in via prioritaria, le necessarie modifiche delle disposizioni interne; ritiene che il revisore interno debba essere un professionista altamente qualificato e di grande esperienza, in grado di esercitare le sue funzioni in modo del tutto indipendente e nel rispetto delle norme internazionali in materia; ritiene che l'esperienza recente di talune banche e gruppi di rilievo, che hanno subito perdite catastrofiche a causa di lacune in materia di controllo interno, dimostri che l'indebolimento dei meccanismi di controllo reca detrimento alla sana gestione del denaro dei contribuenti europei; insiste affinché l'indipendenza dei controllori e della funzione di controllo non venga subordinata ai responsabili delle spese;Politica del personale16. appoggia il principio alla base della politica di mobilità del personale; riconosce la necessità, in casi eccezionali, della flessibilità, al fine di mantenere la continuità e la stabilità nei periodi particolari in cui sono richiesti funzionari dotati di notevoli competenze in campi specifici; ritiene che il Parlamento dovrebbe fare maggior ricorso a personale non statutario per espletare alcune mansioni specialistiche;17. deplora la scarsa presenza di donne in posti di responsabilità; sollecita il segretario generale a tenere in considerazione l'esistenza di tale carenza e a tendere all'equiparazione tra uomini e donne nella copertura di nuovi posti;18. ricorda che il Parlamento europeo si è impegnato più volte per la parità di opportunità, specialmente per la promozione di donne a incarichi di responsabilità nelle istituzioni europee; ricorda al riguardo la risoluzione dell'11 febbraio 1994 sulla presenza delle donne negli organi decisionali(5), nella quale le istituzioni europee, in quanto datori di lavoro, venivano invitate a fissare obiettivi in materia di assunzione e quote di donne in funzioni di direzione e, ove tali obiettivi non fossero stati raggiunti nel 2000, a introdurre regolamentazioni in materia di quote (entro il 2000 gli obiettivi erano i seguenti: 40 % di donne nel personale; 30 % di donne nella carriera A con uguali percentuali in tutti i gradi;19. deplora profondamente che tale impegno non sia stato realizzato dal Parlamento; rileva che nel periodo da giugno 2000 a dicembre 2001 per tre posti A 1 sono stati nominati uomini, per tre posti A 2 solo una donna e per dodici posti A 3 nessuna donna benché per taluni posti si fossero candidate anche donne; critica l'attuale allarmante situazione nel Parlamento europeo; chiede quale ruolo sia stato attribuito al COPEC nelle procedure in questione e quale sia lo statuto attribuito al COPEC nelle procedure di assunzione e di promozione;20. esige che da subito, come avviene nella Commissione, sia fissata una quota annuale per la nomina di donne a incarichi direzionali (A 3, A 2, A 1) e si riserva la facoltà di mettere in causa ogni ulteriore promozione a tali posti qualora l'autorità che ha il potere di nomina non nomini le donne la cui candidatura sia stata ammessa;21. incoraggia l'amministrazione ad adottare tutte le misure adeguate per rendere possibile in tutte le direzioni generali l'orario ridotto, ove richiesto dai funzionari di ambo i sessi;22. è consapevole della presenza relativamente scarsa delle donne in posizioni di dirigenza all'interno dell'amministrazione del Parlamento; sollecita il segretario generale a proseguire la politica di mobilità interistituzionale, al fine di ampliare la platea di candidate idonee a ricoprire posti di dirigenza all'interno del Parlamento;23. rileva che l'applicazione delle norme che regolano lo scambio di funzionari con le amministrazioni nazionali e regionali ha determinato nel 2000 due rifiuti di visto (nn. 00/04 e 00/08), per i quali l'Amministrazione non ha fatto ricorso all'autorità superiore per l'annullamento delle decisioni; chiede al segretario generale di riferire in merito all'applicazione della politica di scambio dei funzionari dopo che sono intervenuti rifiuti di visto;24. prende atto dei casi, portati alla luce nelle relazioni n. 00/03 e n. 01/01 del controllore finanziario alle istituzioni, che illustrano i rischi di abuso insiti nel sistema dei coefficienti correttori applicato ai regimi pensionistici del personale; osserva che l'Amministrazione ha rivisto le proprie procedure interne conformemente alle raccomandazioni del controllore finanziario; chiede al segretario generale di verificare con il massimo rigore le dichiarazioni relative al luogo di residenza dei funzionari in pensione; invita la commissione giuridica e per il mercato interno a considerare, quando esaminerà la prossima proposta della Commissione di modifica dello statuto, se sia opportuno mantenere l'attuale sistema dei coefficienti correttori applicati alle pensioni del personale;25. esprime soddisfazione per la continua tendenza a una riduzione del numero complessivo e del costo delle missioni dei funzionari nei tre luoghi di lavoro del Parlamento, in particolare, fra Lussemburgo e Bruxelles, come evidenziato dai seguenti dati:>SPAZIO PER TABELLA>26. ricorda il paragrafo 9 della sua decisione del 4 aprile 2001(6) sulla concessione del discarico del Parlamento per il 1999, in cui fa riferimento alle indagini dell'OLAF sulle questioni relative al rifiuto dei visti n. 99/07 e 99/09 e invita l'OLAF a comunicare immediatamente le proprie conclusioni;Formazione27. sottolinea l'importanza di utilizzare con maggiore efficienza le risorse umane attualmente impiegate, ricorrendo alla formazione e alla ridistribuzione del personale, anziché all'aumento dell'organigramma;28. ritiene che, pur rallegrandosi dei corsi di avviamento in materia contabile e di revisione, essi non possano sostituirsi a buone qualifiche professionali e all'esperienza commerciale e che l'utilizzo di brevi corsi sia abbastanza inadeguato per i manager;29. insiste che, oltre ai corsi obbligatori di gestione finanziaria destinati a tutti i nuovi ordinatori, tutti i funzionari con responsabilità di gestione dovrebbero completare un corso in gestione delle risorse umane, mentre quelli che già ricoprono mansioni gestionali andrebbero incoraggiati a fare altrettanto;30. esprime sorpresa per il calo del numero di funzionari inseriti nel 2000 nei programmi di formazione professionale rispetto al 1999, come si è verificato anche nel caso del numero di corsi disponibili; sottolinea che a tutti funzionari andrebbe concessa l'opportunità di sviluppare nuove competenze e migliorare quelle attuali; incoraggia inoltre a puntare sulle competenze professionali di particolare utilità al servizio;31. riconosce il lavoro già avviato in ciascuna direzione generale al fine di stabilire i rispettivi piani di formazione e la disponibilità di iscrizioni in linea ai corsi di formazione professionale per il personale; riconosce la necessità di promuovere le opportunità di formazione, se il Parlamento vuole far fronte alle nuove sfide e operare con maggiore efficienza;Assunzioni32. ritiene che sarebbe opportuno organizzare i concorsi generali su base interistituzionale e che il Parlamento, così come le altre istituzioni, dovrebbe avere la possibilità di assumere personale attingendo ad un elenco comune di candidati idonei, al fine di assicurare una funzione pubblica europea comune, il risparmio dei costi e il miglioramento della successiva mobilità fra le istituzioni; attende la decisone definitiva volta ad istituire un Ufficio assunzioni interistituzionale; ritiene che nel processo di assunzione si dovrebbe tenere debitamente conto di un'analisi delle attitudini dei candidati a lavorare in gruppo;Luoghi di lavoro e politica immobiliare33. constata che anche i costi variabili di una tornata ordinaria di 5 giorni a Strasburgo superano quelli di Bruxelles di circa il 33 %, che si aggiungono agli altri costi, molto più elevati, dovuti agli edifici, alle spese alberghiere ecc.; ammette che le sedi in cui si svolgono le riunioni del Parlamento sono state stabilite nel trattato, ma contro la volontà del Parlamento; incarica il suo segretario generale di fornire alla convenzione una dettagliata analisi del costo connesso al mantenimento di tre luoghi di lavoro;34. osserva altresì che la riduzione da 5 a 4 giorni della tornata a Strasburgo, che toglie un ottavo del tempo alla durata della tornata, si traduce in risparmi irrisori (0,97 % del costo totale della riunione);35. sottolinea fermamente che la questione del costo d'investimento del nuovo edificio LOW di Strasburgo è stata immediatamente risolta e invita i principali partner e i principali azionisti della società promotrice, la città di Strasburgo e la regione Alsazia a contribuire alla risoluzione della questione; deplora il fatto che il Parlamento abbia dovuto adire la Corte di giustizia per comporre la controversia sulla data di completamento dell'edificio LOW prevista nel contratto; sottolinea che le controversie emerse tra il promotore e i subappaltatori dell'edificio LOW non devono in alcun modo influenzare il costo finale dell'investimento;36. ricorda che la stipula del contratto per l'edificio LOW è stata oggetto della relazione speciale n. 5/95(7) della Corte dei conti; ricorda inoltre i paragrafi 13, 14 e 15 della sua risoluzione del 13 aprile 2000(8) sul rinvio della concessione del discarico del Parlamento1998, in cui esprime preoccupazioni relative all'applicazione di interessi di mora e di penali per ritardata consegna; insiste che non vengano effettuati ulteriori rimborsi finché le parti non abbiano concordato o altrimenti determinato il costo di investimento definitivo;37. sottolinea l'esigenza di economizzare l'uso di spazio al fine di limitare l'onere di bilancio dei nuovi edifici D4/D5;38. prende atto della valutazione relativa all'utilizzo del garage secondo la quale, anche dopo l'ampliamento, a Bruxelles non saranno necessari altri posti macchina per il PE;39. incarica il suo segretario generale di modificare, conformemente alla raccomandazione della Corte dei conti nella sua relazione annuale 2000 (paragrafo 7.35), la nomenclatura di bilancio, al fine di distinguere tra affitto, costi di acquisizione e altri tipi di spesa, quali canoni di leasing, laddove esiste un'opzione di riscatto;40. rileva che il Parlamento ha completato il pagamento degli edifici D1, D2 e D3 di Bruxelles il 15 gennaio 2001 e che la riuscita strategia di versamenti anticipati consentirà risparmi notevoli sui versamenti di oneri d'interessi sul debito;Gruppi politici41. ricorda che, nel 2000, l'utilizzo da parte dei gruppi politici di fondi stanziati dal Parlamento europeo dalle voci di bilancio 3 7 0 7 e 3 7 0 8 è stato disciplinato dalle norme approvate il 14 dicembre 1998 dall'Ufficio di presidenza; rileva che, sebbene le voci di bilancio 3 7 0 7 e 3 7 0 8 abbiano rappresentato nel 2000 circa il 3 % del bilancio del Parlamento, la Corte dei conti(9) fissa al 13 % la quota totale imputabile ai gruppi politici (voci 3 7 0 7, 3 7 0 8 insieme a personale, locali ed attrezzature); precisa che, conformemente alle relative norme dell'Ufficio di presidenza, le relazioni dei gruppi politici, sul modo in cui hanno utilizzato gli stanziamenti loro assegnati per il 2000, rientrano nella sfera pubblica(10); prende atto della decisione dell'Ufficio di presidenza sulla linea di bilancio 3 7 0 1 facente seguito alle risposte dei gruppi politici alla relazione speciale della Corte dei conti;42. ricorda che, in virtù delle relative norme dell'Ufficio di presidenza(11), la commissione per il controllo dei bilanci ha il potere di redigere ogni anno una relazione basata sullo stato delle entrate e delle spese, sul bilancio e sulla certificazione del revisore dei conti trasmessi dai gruppi politici;43. rileva l'esistenza di una tensione tra la necessità di separare le responsabilità dell'amministrazione del Parlamento e quelle dei gruppi politici, da una parte, e il regolamento finanziario, dall'altra, che non prevede espressamente tale separazione; incarica il suo Ufficio di presidenza di provvedere a che le disposizioni del Parlamento per l'applicazione del regolamento finanziario comprendano una disposizione volta a inquadrare lo statuto particolare dei gruppi politici, per consentire una regolamentazione chiara ed adeguata delle loro responsabilità; ricorda le osservazioni della Corte dei conti secondo le quali le diverse procedure di audit applicate dai revisori comportano una limitazione nella valutazione dei meccanismi di controllo quanto alla linea di bilancio 3 7 0 1; spera che la situazione migliorerà in futuro, grazie alla decisione volta a limitare la scelta dei revisori esterni ad un elenco ristretto di società riconosciute a livello internazionale e ad un quadro comune per l'audit;44. ritiene che, considerata la decisione sulla concessione del discarico del 6 luglio 2000(12), la normativa in materia di spese e responsabilità dei gruppi politici debba essere definita più chiaramente e precisamente nell'ambito della campagna di informazione al fine di identificare i deputati nel quadro del loro partito politico e dei loro rispettivi contesti nazionali ed evitare la responsabilità collettiva di tutti i raggruppamenti politici; invita l'Ufficio di presidenza ad avviare la necessaria revisione;45. osserva che, in riferimento alle certificazioni emesse dai revisori esterni dei conti selezionati dai gruppi politici, le informazioni e le garanzie relative all'affidabilità dei conti in esse contenute e le verifiche eseguite dal revisore mostrano rilevanti differenze tra i vari gruppi;46. rileva che lo stato delle entrate e delle spese rivela nel 2000 un livello relativamente basso di utilizzo degli stanziamenti e un livello conseguentemente alto di riporti all'anno successivo; condivide inoltre le osservazioni della Corte dei conti nella relazione speciale n. 13/2000 (paragrafo 19) relativamente al rischio di gestione finanziaria inefficiente se tali riporti non sono accompagnati da un volume corrispondentemente alto di impegni;47. constata che i bilanci dei gruppi politici presentano, in linea di massima, informazioni non del tutto chiare circa le attività da essi acquisite con i fondi stanziati dal Parlamento europeo, inoltre, come la Corte dei conti precisa nella sua relazione annuale 2000 (paragrafo 7.10), tali attività non figurano nel bilancio dell'istituzione;48. appoggia le raccomandazioni della Corte dei conti nella relazione speciale n. 13/2000 (paragrafo 48) che sostengono l'opportunità di pubblicare i conti certificati dei gruppi politici; incarica il suo segretario generale di eliminare una rubrica dal sito Internet del Parlamento per far spazio alla pubblicazione dei conti certificati dei gruppi politici;49. ribadisce la richiesta espressa nella sua risoluzione del 13 aprile 2000(13) e la sua summenzionata decisione del 4 aprile 2001, in base alle quali la Corte dei conti ogni due anni ha eseguito un audit delle finanze dei gruppi politici con l'obiettivo di assistere la commissione per il controllo dei bilanci nella redazione della relazione richiesta dall'articolo 2.7.3 delle norme che disciplinano l'utilizzo degli stanziamenti assegnati alla voce di bilancio 3 7 0 1(14);50. prende atto dell'osservazione della Corte dei conti nella relazione speciale n. 13/2000 (paragrafo 21), secondo cui le decisioni in conto terzi, prese dai gruppi politici in fatto di occupazione, contratti di noleggio e acquisto sono considerate alla stregua delle decisioni prese dalle autorità competenti del Parlamento e implicano pertanto la relativa assunzione di responsabilità; riconosce che questo spesso fa sì che l'amministrazione del Parlamento sia ritenuta responsabile per decisioni che esulano dal suo controllo; invita il Servizio giuridico a elaborare un parere che raccomandi una soluzione di questo problema di responsabilità finanziaria e contrattuale e che siano messe in atto chiare norme dalle quali risultino precisamente le responsabilità per quanto riguarda l'esecuzione del bilancio e il personale (compresi i reclami e le questioni concernenti le leggi sul lavoro) tra l'amministrazione del Parlamento e i gruppi politici;51. osserva che, a due anni dalla pubblicazione della relazione speciale n. 13/2000 della Corte dei conti europea, non è stata ancora adottata un'idonea base giuridica per la trasparenza del finanziamento dei partiti politici europei; critica in particolare il Consiglio per non aver fatto tesoro dei progressi conseguiti sotto la presidenza belga al riguardo e invita le presidenze spagnola e danese a garantire che tale accordo sia raggiunto quest'anno;Membri non iscritti52. incarica la commissione per il controllo dei bilanci di eseguire un controllo approfondito, analogo a quello eseguito per i gruppi politici, nel contesto della procedura di discarico 2001 dei contributi da versare ai membri non iscritti;Inventario53. accoglie favorevolmente il fatto che, per la prima volta, il valore delle immobilizzazioni registrate in bilancio sia stato adeguato al fine di tenere conto del deprezzamento(15); ribadisce la richiesta espressa nella sua risoluzione(16) del 6 luglio 2000 di inserire nel bilancio, per ogni anno, una dichiarazione dettagliata dell'inventario fisico permanente; prende atto delle conclusioni del controllore finanziario(17), secondo cui l'introduzione del sistema ELS ha fornito un quadro di riferimento volto a migliorare la gestione, il controllo e la registrazione dei movimenti d'inventario e che, malgrado ciò, i controlli interni, in particolare, sul processo di uscita dall'inventario presentano ulteriori margini di miglioramento;54. prende atto della risposta del Parlamento europeo (relazione annuale della Corte 2000, paragrafo 7.10), in cui l'istituzione afferma di essere a conoscenza del fatto che nel suo inventario non figurano attività acquistate dai gruppi politici mediante fondi stanziati dal PE e che, con l'aiuto dei gruppi politici, si impegnerà a trovare una soluzione;55. rammenta la raccomandazione della Corte nella relazione speciale n. 13/2000 (paragrafo 66) in base a cui vanno stabilite delle norme chiare, nel rispetto della proprietà e dell'inventario delle attività acquisite utilizzando gli stanziamenti pertinenti, al fine di assicurare la tutela e la gestione ottimale di tutte le attrezzature a disposizione dei gruppi; ricorda le conclusioni dalla Corte dei conti (relazione speciale n. 13/2000, paragrafo 23), secondo cui gli stanziamenti assegnati ai gruppi politici non rappresentano un aiuto ad un organismo esterno, bensì una delega ad un organismo interno per l'esecuzione di tali stanziamenti, ne consegue che tale organismo dovrebbe conformarsi al quadro normativo applicabile alle spese di bilancio; incarica il suo segretario generale di presentare alla commissione per il controllo dei bilanci, entro il 1o luglio 2002, una relazione che preveda proposte volte ad indicare il modo in cui le attività acquisite dai gruppi politici mediante i fondi del Parlamento potrebbero essere inseriti nell'inventario dell'istituzione;Aggiudicazione degli appalti56. riconosce che, come richiesto nella sua decisione del 4 aprile 2001, il segretario generale sta attualmente trasmettendo alla commissione per il controllo dei bilanci le relazioni trimestrali della commissione consultiva per gli acquisti e i contratti (CCAM); rileva che, stando alla relazione annuale 2000 elaborata della CCAM, vi è un maggiore ricorso alle procedure del bando di gara per l'aggiudicazione degli appalti rispetto alla trattativa privata o alla procedura negoziata, come illustrato nella seguente tabella, ma reputa ancora troppo elevato il numero di appalti aggiudicati senza bando di gara:>SPAZIO PER TABELLA>57. ricorda la necessità di pubblicizzare il più possibile le procedure del bando di gara, prevedendo contatti con gli albi professionali, le associazioni commerciali e annunci pubblicitari in riviste specializzate; raccomanda che, al fine di assicurare la massima trasparenza alle gare ristrette, i bandi di gara andrebbero organizzati solo previa pubblicazione di un invito a manifestare interesse o di una comunicazione preventiva nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee o in Internet;58. insiste che, nel caso delle gare ristrette, la base geografica dei fornitori che partecipano alla gara d'appalto dovrebbe essere la più ampia possibile; accoglie favorevolmente le informazioni riportate nella relazione 2000 della CCAM, in base a cui, su istruzione del segretario generale, al fine di accrescere la certezza giuridica e ridurre la lunghezza delle procedure, sono stati stilati contratti e condizioni generali standard e messi a disposizione dei servizi del Parlamento in tutte le lingue; sollecita un maggior ricorso a criteri ambientali prodotto/ciclo di vita;Appalti per i servizi di sicurezza di Strasburgo59. ricorda che, conformemente al paragrafo 16 della summenzionata risoluzione del 13 aprile 2000 che rinvia la concessione del discarico 1998, è stato chiesto alla Corte dei conti di esaminare i problemi relativi agli appalti per i servizi di sicurezza e, in particolare, all'applicabilità di una disposizione francese nazionale a una specifica gara d'appalto nel campo della sicurezza; rileva che la Corte condivide le preoccupazioni espresse dal controllore finanziario nel rifiuto del visto n. 00/05; chiede al Servizio giuridico di esprimere il proprio parere circa la compatibilità di tale aspetto del diritto francese con il diritto comunitario, al fine di assicurare la concorrenza leale in tale tipo di procedura d'appalto;60. precisa che la decisione dell'Ufficio di presidenza di non tener conto del rifiuto del visto è stata presa sulla base del parere del Servizio giuridico del Parlamento contenente una valutazione delle disposizioni pertinenti del diritto comunitario e nazionale; chiede, tuttavia, al segretario generale di assicurare che, in occasione del prossimo rinnovo del contratto di sicurezza di Strasburgo, l'appaltatore uscente fornisca ai potenziali successori le informazioni necessarie allo stadio adeguato della procedura d'appalto;Casse di anticipazione61. si chiede se le casse di anticipazione siano ancora necessarie e chiede al segretario generale di giustificarne il mantenimento;Politica d'informazione62. evidenzia le risorse di bilancio relativamente scarse assegnate all'informazione e alla comunicazione (25 milioni di EUR nel 2000, pari ad appena il 2,5 % del bilancio totale del Parlamento); rileva che circa la metà di tale somma è utilizzata dal programma delle visite (EUVP) per il quale sarebbe opportuno attuare una modernizzazione; auspica quindi il rispetto di standard comprensibili per quanto riguarda le indennità connesse alla distanza; raccomanda la conseguente esigenza di un incremento adeguato delle risorse di bilancio destinate all'informazione da attuare congiuntamente a una revisione strategica del contenuto e dei metodi della politica d'informazione del Parlamento e a una migliore sinergia con altre istituzioni;63. rileva l'altissima percentuale di giovani che grazie al programma EUVP equivale a circa la metà dei visitatori del Parlamento; evidenzia la necessità di ripensare il programma EUVP in modo da renderlo più attraente anche per i giovanissimi, ad esempio, aumentando ulteriormente l'impiego di mezzi audiovisivi e multimediali e utilizzando strumenti pedagogici e interattivi;64. sottolinea il ruolo centrale degli uffici d'informazione esterni del Parlamento europeo quanto alla diffusione di informazioni sul PE negli Stati membri e alla raccolta di risposte e reazioni del pubblico; ritiene che l'avvio del dibattito pubblico sul futuro dell'Europa pone la politica dell'informazione come questione d'urgenza; constata che la condivisione di locali con la Commissione, l'attuazione congiunta del programma Prince e il gruppo di lavoro interistituzionale sull'informazione agevolano il risparmio di costi che possono essere utilizzati per migliorare le prestazioni; chiede di essere tenuto al corrente dell'attività del gruppo di lavoro interistituzionale sull'informazione;65. è al corrente degli obiettivi del programma di lavoro annuale istituito dalla DG III (direzione generale dell'Informazione e relazioni pubbliche) per gli uffici d'informazione e invita a valutare rigorosamente se gli obiettivi siano effettivamente raggiunti e se essi assicurino l'efficacia della spesa; approva la priorità data alla creazione di legami più stretti con i media visivi a livello nazionale e regionale e alla maggiore presenza dei deputati del PE in tali aree al fine di personalizzare il lavoro del Parlamento agli occhi del pubblico; chiede che a tutti deputati sia fornito su richiesta materiale di presentazione (ad esempio diapositive, video ecc.) di supporto alla spiegazione del ruolo e del funzionamento del Parlamento ai gruppi di visitatori e al loro elettorato;66. invita gli organi direttivi del Parlamento ad applicare una politica di trasparenza per quanto riguarda le loro pratiche in materia di sovvenzioni e indennità, pubblicando, in un formato accessibile, i regolamenti nonché qualsiasi altra decisione o interpretazione, applicabili per il calcolo delle indennità e delle sovvenzioni per il trasporto dei visitatori;67. rileva che il website pubblico del Parlamento non è attualmente gestito dalla DG III; ritiene che le attività interne del Parlamento dovrebbero formare parte integrante delle attività d'informazione e di relazioni pubbliche del Parlamento e che ciò potrebbe costituire un più efficace utilizzo delle risorse; invita quindi il segretario generale ad esaminare la possibilità di trasferire alla DG III la responsabilità per la gestione delle attività interne del Parlamento;68. ritiene che la norma non scritta seguita dall'amministrazione, secondo la quale non sono ammessi gruppi di visitatori misti provenienti da diversi Stati membri, sia contraria all'obiettivo fondamentale di promuovere i contatti con l'Europa che sono alla base del programma; ritiene che le norme e le procedure del Parlamento europeo, in particolare quelle riguardanti i gruppi di visitatori, dovrebbero riservare più attenzione agli obiettivi dei programmi rispetto al loro onere amministrativo percepito;Indennità dei membri69. ricorda che il 10 aprile e il 6 luglio 2000 l'Ufficio di presidenza ha approvato una serie di modifiche all'articolo 14 del regolamento relativo alle spese e alle indennità dei deputati(18), che entreranno in vigore il 1o gennaio 2001; precisa che nel corso della sua attività di audit, la Corte dei conti si è detta favorevole alla revisione delle nuove disposizioni da parte dell'Amministrazione del Parlamento e del controllore finanziario e che, entro la fine del 2001, riferiscano in proposito conformemente al regolamento finanziario; chiede al segretario generale di presentare una relazione alla commissione per il controllo dei bilanci entro il 1o luglio 2002;70. riconosce l'importanza di assicurare che siano istituite le necessarie salvaguardie in materia di tutela dei diritti di tutti gli assistenti assunti da deputati, comprese una corretta assicurazione e copertura sociale, da conseguire con la piena attuazione da parte degli organi competenti del Parlamento dell'articolo 14 della regolamentazione riguardante le spese e le indennità dei deputati e con l'adozione di una statuto degli assistenti;71. ritiene che la situazione degli assistenti parlamentari e i termini contrattuali loro applicabili debbano essere chiariti istituendo uno statuto specifico per tale categoria del personale; considera che un simile statuto dovrebbe costituire una base regolamentare per l'assunzione di tutti gli assistenti accreditati (che lavorano a orario pieno o ridotto per uno o più deputati); considera che un simile statuto dovrebbe comunque prevedere una deroga per fornitori di servizi ingaggiati per compiti specifici e limitati nel tempo; evidenzia che, pur restando il deputato competente per decidere l'assunzione, la categoria retributiva e il licenziamento dei propri assistenti, spetta all'amministrazione del Parlamento la responsabilità globale per le condizioni amministrative e contrattuali concernenti la retribuzione e il regime previdenziale da applicare in modo corretto e trasparente;72. ricorda le raccomandazioni della Corte dei conti europea, secondo cui i pagamenti effettuati in materia di spese e indennità di viaggio e di soggiorno devono riflettere il costo effettivo del viaggio e il tempo reale di spostamento; ricorda che questo sistema è già utilizzato dall'amministrazione quando un deputato deve partecipare a riunioni al di fuori del territorio della Comunità europea (articolo 3 della regolamentazione riguardante le spese e le indennità dei deputati);Causa riguardante la Cassa dei deputati73. rileva che è stata avviata e si trova nella fase preparatoria la procedura di cui all'articolo 22 dello statuto dei funzionari, onde stabilire le responsabilità riguardo alla differenza di 4136125 BEF tra la situazione attuale di tesoreria effettiva e la contabilità dell'esercizio 1982; chiede un chiaro aggiornamento di questa vicenda che si trascina ormai da quasi vent'anni;Ambiente74. ritiene che occorra compiere un ulteriore sforzo per ridurre i quantitativi di carta utilizzati all'interno del Parlamento; chiede al suo segretario generale di esaminare la messa a punto di un'interfaccia sicura Intranet per la presentazione e la firma di emendamenti, interrogazioni parlamentari, dichiarazioni scritte ed altri moduli e documenti parlamentari attualmente presentati su carta; ritiene che ciò comporterebbe anche altri guadagni in termini di efficienza; incarica il suo segretario generale di cessare la distribuzione cartacea dei documenti parlamentari (come gli ordini del giorno delle commissioni, le comunicazioni ai deputati, ecc.) che possono essere distribuiti anche per e-mail o via Intranet, e di distribuire ai deputati varie copie del materiale di relazioni pubbliche solo su richiesta;75. sottolinea la necessità di applicare "principi verdi di gestione interna" per i nuovi edifici (ad esempio, piano di mobilità sostenibile, compresa l'installazione di una gestione di mobilità centro/desk, potenziale di efficienza energetica e ricorso alle energie rinnovabili);76. incarica il suo segretario generale di migliorare le prassi di gestione ambientale e di presentare dati annuali relativi al consumo di carta, acqua, energia ed altri indicatori rilevanti;Conclusione77. richiama l'attenzione dell'amministrazione sulle gravi preoccupazioni esposte nella presente risoluzione, concernenti l'ampia casistica di carenze gestionali che pregiudicano vasti settori dell'esecuzione del bilancio, e chiede che ne siano dedotte le necessarie conclusioni;78. concede al suo segretariato generale il discarico per l'esecuzione del bilancio dell'esercizio 2000;79. autorizza la concessione del discarico al contabile per l'esercizio 2000;80. incarica il suo presidente di trasmettere la presente decisione alla Commissione, al Consiglio, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti e al mediatore europeo e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale (serie L).Il Segretario generaleJulian PriestleyIl PresidentePat Cox(1) GU C 359 del 15.12.2001.(2) Conto di gestione e bilancio finanziario relativi all'esercizio 2000 [volume III - SEC(2001) 530 - RF].(3) PE 305.179/Bur. (ROME = "répertoire opérationel des métiers et emplois").(4) GU L 111 del 20.4.2001, pag. 1.(5) GU C 61 del 28.2.1994, pag. 248.(6) GU L 160 del 15.6.2001, pag. 25.(7) GU C 27 del 31.1.1996, pag. 1.(8) GU C 40 del 7.2.2001, pag. 398.(9) Relazione speciale n. 13/2000 relativa alle spese dei gruppi politici del Parlamento europeo, corredate dalle risposte del Parlamento europeo, nota a pié pagina al paragrafo 5 (GU C 181 del 28.6.2000, pag. 1).(10) Articolo 8 delle norme che disciplinano la voce 3 7 0 7 e articolo 5 delle norme che disciplinano la voce 3 7 0 8 (cfr. processo verbale dell'Ufficio di presidenza del 14.12.1998).(11) Cfr. la precedente nota a piè pagina e le norme dell'Ufficio di presidenza che disciplinano la voce di bilancio 3 7 0 1, approvata l'11 dicembre 2000 ed entrata in vigore il 1o gennaio 2001.(12) GU C 121 del 24.4.2001, pag. 366.(13) GU C 40 del 7.2.2001, pag. 398.(14) PE 298.252/Bur./def. - cfr. processi verbali dell'Ufficio di presidenza dell'11 dicembre 2000 e 1o febbraio 2000.(15) Note di accompagnamento al bilancio del Parlamento "compte de gestion", pag. 96.(16) GU C 121 del 24.4.2001, pag. 366.(17) Relazione dell'istituzione n. 01/01 con risposte (nota del segretario generale dell'Ufficio di presidenza del 24.4.2001).(18) PE 133.116/Quest.