CELEX: 51992PC0441
Language: it
Date: 1992-10-27
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO CHE COMPLETA IL SISTEMA DI IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO E MODIFICA LA DIRETTIVA 77/388/CEE - REGIME PARTICOLARE APPLICABILE ALL' ORO

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
ili!                                   C0M(92)441   def.
§|p|§?
                                        Bruxelles, 27 ottobre 1992
"WmëM
                              Proposta di
                        DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
         CHE COMPLETA IL SISTEMA DI IMPOSTA SUL VALORE
          AGGIUNTO E MODIFICA LA DIRETTIVA 77/388/CEE
           - REGIME PARTICOLARE APPLICABILE ALL'ORO -
mm                   (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                RELAZIONE
                            I. INTRODUZIONE
A norma della sesta direttiva IVA tutte le operazioni aventi per
oggetto l'oro, se effettuate da soggetti passivi, sono in linea di
principio   soggette   all'imposta   (salvo   le eccezioni    di cui
all'articolo 14,    paragrafo 1,    lettera j)    e   all'articolo 15,
punto 11).   Tuttavia,   ai   sensi   dell'articolo 28, paragrafo 3,
lettera b) e dell'allegato F, punto 26, gli Stati membri hanno la
facoltà di mantenere, durante un periodo transitorio, le esenzioni
esistenti per quanto riguarda l'oro diverso dall'oro ad uso
industriale.
Nella sua proposta iniziale di diciottesima direttiva la Commissione
aveva previsto la soppressione di detta deroga a decorrere dal
1 gennaio 1986. Le obiezioni formulate al riguardo dal Parlamento
hanno indotto la Commissione a riconoscere che la questione dell'IVA
applicabile all'oro, date le particolarità di questo settore
economico, meritava un esame più approfondito e una proposta ad hoc.
La diciottesima direttiva del Consiglio, adottata il 18 luglio 1989,
invita la Commissione a presentare proposte per la soppressione delle
deroghe rimanenti nell'ambito degli allegati E ed F (compresa quindi
la deroga relativa all'oro diverso da quello ad uso industriale)
tenendo conto delle distorsioni di concorrenza effettivamente
prodottesi o che potrebbero prodursi nella prospettiva del
completamento del mercato interno. Recentemente (per la precisione il
22 luglio 1992) la Commissione ha appunto presentato al Consiglio una
nuova proposta di direttiva vertente sulla maggior parte delle
deroghe residue. Tuttavia per l'oro, vista la complessità della
problematica, la Commissione si è impegnata a proporre una direttiva
ad hoc.
Una proposta organica sull'oro è tanto più necessaria in quanto la
situazione attuale ò caratterizzata da disparità tra gli Stati
membri, risultanti non solo dalla suddetta deroga transitoria
concernente il cosiddetto oro da investimento, ma anche dalla grande
varietà dei regimi fiscali applicabili all'oro in generale, ad
esempio nel quadro delle misure di semplificazione di cui
all'articolo 27.
E possibile constatare importanti      divergenze tra le legislazioni
degli Stati membri come pure particolari regimi fiscali esistenti in
taluni Stati membri.
    Gli Stati membri che tassano l'oro sono sfavoriti rispetto a
    quelli che lo esentano. Si riscontra una tendenza a depositare
    l'oro in questi ultimi; agli Stati che tassano l'oro sfuggono
    inoltre anche le operazioni relative ai titoli rappresentativi
    dell'oro stesso.
-   Notevoli differenze dei livelli impositivi tra Stati membri hanno
    portato alla costituzione di società fittizie che importano l'oro
    nei paesi a tassazione bassa o nulla, lo rivendono addebitando
    l'IVA e poi scompaiono senza riversare l'imposta all'erario.
    Alcuni Stati membri sono già stati autorizzati a prendere misure
    per lottare contro tali frodi nel quadro dell'articolo 27.
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Allo scopo di    prevenire, per quanto possibile, le distorsioni di
concorrenza e le frodi, la Commissione propone un dispositivo
specifico, che si concreta nell'inserimento nella sesta direttiva di
un articolo 26 bis. Si propone altresì di inserire un articolo
28 sexdecies per tener conto del regime transitorio instaurato dalla
direttiva 91/680/CEE in vista della soppressione delle frontiere
fiscali.    Contemporaneamente     viene     soppresso il    punto 26
dell'allegato F della sesta direttiva.
                      II. COMMENTO *T.T.**»TICOLO 1
                  (INSERIMENTO DELL'ARTICOLO 26 BIS)
                        A. CAMPO D'APPLICAZIONE
Rientrano nel campo d'applicazione solo le cessioni di beni e le
prestazioni di servizi. L'importazione non ò considerata come fatto
generatore e ad essa continueranno ad essere applicabili le regole
normali, compresa in particolare la facoltà di cui all'articolo 23,
secondo comma della sesta direttiva.
Oli intermediari
E opportuno applicare alle prestazioni degli intermediari, ossia
delle persone che agiscono in nome e per conto di terzi, lo stesso
regime che ò previsto per le cessioni alle quali dette prestazioni si
riferiscono. Si propone quindi, considerando il regime particolare
previsto e segnatamente l'esenzione dell'oro da investimento, di
trattare allo stesso modo le vendite e i servizi relativi alle
vendite stesse, al fine di evitare di incidere indirettamente sulle
transazioni aventi per oggetto l'oro stesso.
L'oro scritturale
Si tratta dell'oro rappresentato da titoli (certificati oro) o
depositato su conti (conti oro). In entrambi i casi il titolare
detiene dei diritti su un quantitativo di oro depositato presso
un'istituzione finanziaria.
I certificati possono rappresentare un diritto di proprietà o un
credito, essere nominativi o al portatore, riguardare dell'oro
identificato con precisione o fungibile.
Nel caso di un certificato di proprietà l'emissione e gli eventuali
trasferimenti del titolo costituiscono a ben vedere delle cessioni
che avvengono nel luogo dove si trova materialmente l'oro; invece,
salvo disposizioni in senso contrario (cfr. più sotto, punto D.2), la
consegna materiale dell'oro dietro presentazione del certificato non
è configurabile come una cessione in quanto il trasferimento dell'oro
è già avvenuto in precedenza, simultaneamente al trasferimento del
certificato.
Nel caso di un certificato di credito l'emissione e i successivi
trasferimenti costituiscono delle prestazioni di servizi (ben
distinte da quelle degli intermediari).
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Quale che sia la natura dei certificati, tutte queste operazioni
rientrano nel campo d'applicazione della direttiva o in quanto
cessioni, o in quanto prestazioni di servizi.
Per quanto riguarda i conti oro, questi si configurano come un
contratto di deposito (prestazione di servizio). Tale contratto può
essere preceduto da una cessione di oro nel caso in cui il
depositante non apporti lui stesso l'oro ma lo acquisti dalla banca
che apre il conto a suo favore. Il trasferimento di detto oro o di
una parte di esso ad altri conti oro sono da considerare cessioni. Il
ritiro dell'oro non si configura di per sé come un fatto generatore
poiché l'oro ò stato già ceduto dalla banca o è stato apportato dal
titolare del conto. Le cessioni di oro a partire da un conto oro non
sono esplicitamente citate in quanto sono coperte dal primo trattino
del dispositivo, concernente le cessioni in generale.
Il mercato a termine e le opzioni
I contratti a termine sono caratterizzati dall'impegno a vendere o ad
acquistare un certo quantitativo (predeterminato) di oro ad una data
determinata e a un corso variabile. L'opzione o contratto a premio è
il diritto di acquistare o di vendere un certo quantitativo d'oro a
un prezzo determinato e a una data prefissata. Questi impegni o
diritti costituiscono delle prestazioni di servizi fino al momento in
cui ha luogo la cessione.
                            B. DEFINIZIONI
Le definizioni     hanno   lo   scopo di    circoscrivere  il   campo
d'applicazione dei due regimi fiscali contemplati ai punti C e D. Va
rilevato che in tali definizioni si è abbandonata la nozione di oro
ad uso industriale o non di cui all'allegato F della sesta direttiva.
E infatti opportuno non differenziare i regimi IVA secondo l'uso che
viene   fatto   del metallo     (e quindi    secondo   le  intenzioni
dell'acquirente). Il nuovo concetto di oro da investimento (su cui si
fonda l'esenzione) intende coprire le operazioni che, per il loro
carattere puramente     finanziario, non danno luogo ad un vero e
proprio consumo del metallo allo stadio finale o allo stadio
dell'utilizzazione industriale. D'altra parte il concetto di oro
monetario che si ritrova, al pari di quello di oro industriale, in
talune legislazioni rimane confinato all'oro venduto alle banche
centrali, oro per il quale la sesta direttiva prevede già l'esenzione
con diritto a deduzione (articolo 14, paragrafo 1, lettera j) e
articolo 15, punto 11). Detta esenzione, che riguarda sia le cessioni
all'interno del paese, sia le importazioni, è giustificata dal fatto
che l'oro monetario è considerato, conformemente alla direttiva
88/361/CEE sui movimenti di capitali, come un capitale finanziario
delle banche centrali. Tutti gli altri tipi di oro, definiti dalla
presente proposta di direttiva come oro da investimento e oro diverso
dall'oro da investimento, vanno considerati come merci.
a)  L'oro in generale
    La definizione dell'oro in funzione delà sua purezza mira a
    limitare il campo d'applicazione del regime proposto.
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    La proposta esclude inoltre esplicitamente talune monete e gli
    oggetti d'oro in generale. Infatti, nel caso delle monete non
    quotate o non aventi un sufficiente titolo aureo come in quello
    degli altri oggetti in oro, ci si trova di fronte a beni il cui
    valore è prevalentemente determinato da fattori diversi dal
    valore intrinseco del metallo (valore artistico, numismatico e
    così via). Tutti questi oggetti sono soggetti o al regime
    normale, o al regime particolare di cui all'articolo 32.
        Per le monete che rientrano nel campo d'applicazione della
        proposta il fatto che vengano quotate è segno che si tratta
        di beni il cui valore ha un andamento pressoché parallelo al
        prezzo dell'oro.
        Per gli altri oggetti, la facoltà di definirli viene lasciata
        agli Stati membri. Non sembra che ciò comporti il rischio di
        gravi inconvenienti nelle relazioni tra Stati membri:
        differenze di aliquota sono infatti ammesse, entro certi
        limiti, anche per uno stesso bene e non sempre tali
        differenze derivano da una diversa definizione del bene da
        uno Stato membro all'altro.
*>) L'oro da investimento
    Il concetto di oro da investimento è individuato, a partire dala
    definizione di oro in generale di cui al punto a), dalla
    sussistenza simultanea di due condizioni. Da una parte l'assenza
    di consegna materiale garantisce che l'applicazione del regime
    sia   circoscritta    alle    operazioni   aventi   un   carattere
    indiscutibilmente finanziario. Dall'altra, l'oro da investimento
    e caratterizzato dal fatto che il venditore ha la qualifica di
    operatore autorizzato. Ciò risulta utile ai fini del controllo,
    necessario visto che per l'oro in questione è prevista
    l'esenzione. E evidente che il regime per l'oro da investimento
    non si applicherà in caso di vendita da parte di un soggetto
    passivo non autorizzato, anche se non si ha una consegna
    materiale.
    A parte queste condizioni obiettive, gli Stati membri possono
    determinare   delle    caratteristiche   alle   quali  l'oro    da
    investimento deve obbligatoriamente rispondere: per esempio la
    forma (lingotti, verghe ecc.) e l'obbligo di punzonatura.
    Gli Stati membri hanno altresì la facoltà di definire il concetto
    di consegna materiale. Occorre tuttavia evitare che il deposito
    dell'oro presso terzi o anche presso il venditore possa essere
    utilizzato come pretesto per sostenere che non è avvenuta una
    consegna materiale. In particolare occorre prevenire questo
    rischio allorché l'oro rimane in deposito presso il venditore. In
    quest'ultimo caso si considererà che vi sia stata consegna
    materiale quando l'acquirente può prendere liberamente possesso
    dell'oro in qualsiasi momento senza impegnare la responsabilità
    del venditore-depositario per la consegna stessa (è questo il
    caso dell'oro depositato da un acquirente in una cassaforte del
    venditore sul contenuto della quale il venditore stesso non ha
    alcun diritto di verifica).
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e) L'oro diverso dall'oro da investimento
    Qualora non sussista una delle condizioni o delle caratteristiche
    definite sopra l'oro non ò più da considerare oro da investimento
    ma, purché risponda alla definizione di cui al punto a), rientra
    comunque nel campo d'applicazione della proposta. Il regime ad
    esso applicabile differisce però da quello che si applica all'oro
    da investimento.
            C. REGIME APPLICABILE »TT'OPQ  pA  INVESTIMENTO
All'oro da investimento si applica il regime dell'esenzione con
diritto a deduzione. In effetti non sembra appropriata una tassazione
generalizzata dell'oro quando esso è oggetto di transazioni puramente
finanziarie. Ciò vale, in particolare, per le transazioni che non
danno luogo ad una consegna materiale: applicarvi l'IVA sul prezzo di
vendita, anche trattandosi di un'IVA deducibile, significherebbe
gravarle di un onere che rischierebbe di perturbare il mercato
dell'oro. Delle transazioni di carattere puramente finanziario,
quelle effettuate mediante titoli occupano (o sono destinate ad
occupare) un posto sempre più importante sul mercato europeo
dell'oro. Data la rapidità di circolazione di tali titoli, sarebbe
estremamente difficile, se non impossibile, tassare l'oro che essi
rappresentano, in particolare quando esso si trova in uno Stato
membro diverso da quello in cui hanno luogo i trasferimenti
successivi del titolo. E vero che un problema analogo può porsi anche
per altri beni: la differenza sta però nel più ridotto numero di
transazioni di cui questi ultimi sono oggetto.
Infine non è privo d'interesse far rilevare che l'esenzione di queste
transazioni puramente finanziarie riduce il rischio di fuga del
metallo verso paesi terzi e facilita altresì il mantenimento dell'oro
nel circuito legale.
D.  REGIME  APPLICABILE  ALL'ORO   DIVERSO   DAT.T.'nwn DA  INVESTIMENTO
1.  Il regime normale
    Se non possiede o se perde uno dei requisiti o delle
    caratteristiche che definiscono l'oro da investimento, il metallo
    passa automaticamente nella categoria dell'oro diverso dall'oro
    da investimento. Poiché per quest'ultimo non è prevista alcuna
    esenzione (salvo quelle ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 1,
    lettera j)    e   dell'articolo 15,    paragrafo 11)     il   regime
    applicabile è quello normale. Tuttavia il regime normale è
    completato da una serie di disposizioni particolari descritte qui
    di seguito.
    L'acquirente soggetto passivo ha l'obligo di conservare una
    fattura su cui figuri il proprio numero di partita IVA, allo
    scopo di evitare che deduca l'IVA applicata all'oro acquistato e,
    successivamente, ne chieda abusivamente il rimborso sulla base
    delle disposizioni di cui al seguente paragrafo 4.
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    L'applicazione del regime di tassazione implica evidentemente che
    l'oro che si trova in un determinato Stato membro deve esservi
    tassato anche se le parti del contratto non vi risiedono. Si
    tratta di un problema comune a tutti i beni, per risolvere il
    quale l'articolo 21 della sesta direttiva prevede disposizioni
    specifiche.
2.  L'assimilazione della consegna materiale a una cessione
    E indispensabile assimilare ad una cessione la consegna materiale
    che segue una cessione esentata in quanto relativa ad oro da
    investimento, onde evitare che l'oro in questione non giunga allo
    stadio del     consumo  industriale   o privato     senza   essere
    assoggettato ali'IVA.
    Poiché al momento stesso della consegna materiale non viene
    versato alcun corrispettivo, si propone di far riferimento alla
    quotazione di mercato del momento. Ciò permette di mettere sul
    piede di parità tutti gli acquirenti di oro diverso dall'oro da
    investimento, quale che sia il momento in cui la cessione ha
    avuto luogo.
3.  Il prorata di deduzione
    L'assimilazione della consegna materiale a una cessione ha
    l'effetto di accrescere artificialmente la cifra d'affari che dà
    diritto a deduzione. Effettivamente questo nuovo fatto generatore
    è stato creato unicamente per ragioni di tecnica fiscale; esso
    non può quindi essere dissociato dalla cessione che lo aveva
    preceduto e che, proprio perché non aveva dato luogo ad una
    consegna materiale, era stata esentata con diritto a deduzione.
    Per evitare abusi nell'esercizio del diritto a deduzione si
    propone che, in caso di consegna materiale, la cifra d'affari da
    includere nel numeratore e nel denominatore del prorata di
    deduzione a titolo della consegna stessa sia pari alla sola
    differenza tra il valore della cessione esentata e quello
    (aggiornato)    della    consegna   materiale    (plusvalenza    o
    minusvalenza).
4.- 8.  Cessioni di oro tassato senza diritto a deduzione
    Ci si è posti il problema del residuo d'imposta e della doppia
    imposizione che si produrrebbero allorché l'oro gravato da
    un'imposta non deducibile viene reintrodotto nel circuito
    economico.
    Non si tratta di un inconveniente specificamente legato all'oro,
    ma di un fenomeno che si verifica in via generale a prescindere
    dalla natura del bene. E del resto per questo motivo che la
    Commissione ha proposto un regime particolare per i beni
    d'occasione e gli oggetti d'arte, di antiquariato e da
    collezione.
    Sul piano teorico si possono prospettare più soluzioni. Non è
    privo di interesse metterle a confronto e valutarne i limiti
    rispettivi.
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   Il sistema del rimborso generalizzato
   L'idea ispiratrice di questo sistema è che il regime che consiste
   nel tassare il margine, pur essendo in grado di risolvere il
   problema della doppia "imposizione nella maggior parte dei casi,
   non sembra molto adatto nel caso dell'oro. Se infatti si analizza
   da vicino la realtà economica si constata che, salvo alcuni rari
   casi, i beni d'occasione diversi dall'oro, ai quali si applica il
   regime del margine, quando vengono reintrodotti nel circuito
   economico sono generalmente oggetto di un numero assai limitato
   di transazioni.
   L'oro invece, in quanto strumento di investimento, può essere
   oggetto di un numero illimitato di transazioni. Va riconosciuto
   che qualsiasi sistema di tassazione del margine minimizza ma non
   elimina completamente     il fenomeno del residuo d'imposta:
   quest'ultimo infatti continua a crescere in funzione della
   lunghezza della catena dei passaggi per il fatto stesso che
   l'imposta sul margine viene ad essere incorporata nel prezzo e
   non può essere dedotta dall'acquirente successivo. Il valore
   particolarmente elevato dell'oro e il gran numero di transazioni
   successive di cui può essere oggetto amplificherebbero questo
   fenomeno.
   Inoltre, a meno che siano adottate disposizioni specifiche, il
   sistema del margine tenderebbe a perpetuarsi: infatti, una volta
   che l'oro sia venduto da una persona che non gode del diritto a
   deduzione, tutte le rivendite successive del medesimo oro
   sarebbero sistematicamente soggette al regime del margine.
   Alcuni hanno inoltre fatto presente il rischio che si giunga a
   u»a situazione in cui il prezzo remunerativo per il venditore
   supererebbe il livello della quotazione di Borsa (al lordo
   dell'imposta) e diverrebbe quindi improponibile.
   Vi è inoltre un certo rischio di frode in quanto il venditore che
   sia soggetto passivo avrebbe interesse a gonfiare artificialmente
   il prezzo dei suoi acquisti da privati al fine di ridurre il
   margine soggetto all'imposta.
   E sulla base di queste considerazioni che taluni hanno suggerito,
   in via generale, di eliminare il residuo d'imposta rimborsandolo,
   in occasione della rivendita dell'oro, al venditore che non abbia
   fruito del diritto a deduzione (in quanto non è un soggetto
   passivo o ò un soggetto passivo esentato).
   Il rimborso, che potrebbe essere effettuato dallo Stato oppure
   dall'acquirente soggetto passivo, si presenta a prima vista come
   una soluzione molto attraente in ragione della sua neutralità.
   Infatti non lascerebbe sussistere alcun residuo d'imposta quali
   che siano la lunghezza della catena dei passaggi e lo statuto
    (soggetto passivo o no) delle persone che la compongono.
2)
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Tuttavia il sistema del rimborso generalizzato presenta parecchi
inconvenienti:
1)  nell'ipotesi del rimborso da parte dello Stato, se un privato
    che ha acquistato "dell'oro pagando l'IVA lo rivende ad un
    altro privato, quest'ultimo diventa proprietario del bene
    senza versare alcuna IVA;
2)  nell'ipotesi del rimborso da parte dell'acquirente, il
    privato che vende ad un altro privato non potrebbe recuperare
    l'IVA versata se non aumentando in misura corrispondente il
    suo prezzo di vendita, il che darebbe origine a una nuova
    catena di residui d'imposta. Per evitare questo fenomeno
    bisognerebbe prevedere che il primo privato possa trasferire
    all'acquirente (anch'egli un privato) il suo diritto al
    rimborso. Se si immagina una catena di transazioni tra
    privati, risulta evidente la difficoltà di seguire nel tempo
    questo diritto al rimborso. Si immaginano facilmente i rischi
    di frode presenti nel caso in cui un privato faccia valere il
    suo diritto al rimborso producendo una fattura, anche
    relativamente recente, sulla quale lo Stato non sia in grado
    di esercitare alcun controllo, ad esempio perché è scaduto il
    termine di prescrizione.
    Inoltre questo tipo di rimborso è possibile solo se il
    privato ha ricevuto e conservato una fattura emessa nel
    rispetto di alcune regole, il che rischierebbe di lasciare
    fuori del sistema l'oro già in circolazione.
Il sistema del rimborso limitato
Un modo per limitare gli inconvenienti connessi al trasferimento
delle fatture consisterebbe nel concedere il rimborso al privato
che vende solo nel caso in cui questi venda ad un soggetto
passivo assoggettato all'imposta dell'oro da lui acquistato da un
altro soggetto passivo assoggettato all'imposta (soggetto passivo
— > privato — > soggetto passivo).
Questo sistema, che eliminerebbe i trasferimenti successivi di
fatture, presenta tuttavia gli altri inconvenienti del sistema di
rimborso generalizzato, in particolare la difficoltà di seguire
nel tempo il diritto al rimborso (problema del controllo) e il
rischio di lasciare fuori del sistema l'oro già in circolazione.
Per quanto riguarda le modalità di rimborso (da parte dello Stato
o dell'acquirente    soggetto passivo),    occorre  esaminare   le
conseguenze   di  ciascuna   di  queste  possibilità   nelle  due
situazioni seguenti:
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a) in regime definitivo:
   aa) se si lascia agli Stati membri la facoltà di scegliere
       tra le due modalità (Stato o acquirente), l'avente
       diritto al rimborso rischia di non essere rimborsato. Ciò
       avverrebbe, ad esempio, nel caso di un privato che
       acquisti dell'oro in uno Stato che ha optato per il
       rimborso da parte dell'acquirente e lo rivenda in uno
       Stato che ha optato per il rimborso da parte delle
       autorità pubbliche;
   ab) se si instaura obbligatoriamente il regime del rimborso
       da parte dello Stato, gli acquisti da venditori che non
       siano soggetti passivi IVA sono favoriti rispetto agli
       acquisti da un soggetto passivo. Infatti, visto che chi
       non è soggetto passivo viene rimborsato dallo Stato,
       l'acquirente non ò costretto a prefinanziare l'IVA, come
       invece dovrebbe fare se acquistasse l'oro da un soggetto
       passivo;
   ac) se, per evitare l'inconveniente citato al punto che
       precede, si instaura obbligatoriamente il regime del
       rimborso da parte delll'acquirente soggetto passivo, si
       producono altre complicazioni. Se, ad esempio, un privato
       vende a un soggetto passivo, quest'ultimo deve procurarsi
       la fattura d'acquisto del privato, altrimenti lo Stato
       non    avrebbe    alcuna     possibilità     di    accertarsi
       dell'effettiva esistenza del diritto al rimborso (non
       essendo il privato per definizione soggetto ad alcun
       controllo    IVA).   In   questo     contesto    un'ulteriore
       difficoltà nasce dal fatto che, se il privato dispone di
       una fattura estera, emessa cioè per un acquisto di oro in
       uno Stato membro diverso dal proprio,            l'acquirente
       soggetto passivo deve procedere ad una conversione nella
       moneta utilizzata per la nuova transazione.
b) in regime transitorio
   ba) se si lascia agli Stati membri la facoltà di scegliere
       tra le due modalità (Stato o acquirente) si hanno le
       stesse conseguenze già citate al punto aa);
   bb) se si instaura obbligatoriamente il regime del rimborso
       da parte dello Stato, l'inconveniente descritto al punto
       ab) non si produce. Infatti, nella compravendita tra
       soggetti passivi, l'acquirente non prefinanzia l'IVA né
       in regime intracomunitario né (secondo l'impostazione
       dell'articolo 2 =     articolo 28    sexdecies)    in   regime
       interno; lo stesso vale per gli acquisti da un privato
       (che viene rimborsato dallo Stato). Tuttavia nascono dei
       problemi di controllo. Infatti, per poter accertare
       l'effettiva sussistenza del diritto al rimborso, lo Stato
       deve poter imporre alcuni obblighi, ad esempio una
       dichiarazione   di    acquisto    dell'acquirente     soggetto
       passivo. Si deve riconoscere che in taluni casi lo Stato
       che   deve  versare    il   rimborso    potrà   difficilmente
       verificare la validità di una simile dichiarazione, in
       particolare quando questa è rilasciata da un acquirente
 ---pagebreak---                            -io-
        di un altro Stato membro. Inoltre, se la vendita
        effettuata da chi non è soggetto passivo (o è un soggetto
        passivo non avente diritto a deduzione) viene annullata,
        la somma rimborsata dallo Stato al venditore dovrebbe
        logicamente essere restituita, purché beninteso lo Stato
        venga a conoscenza dell'annullamento. La soluzione di
        queste difficoltà deve necessariamente essere lasciata
        agli Stati membri e trovata nel quadro dell'assistenza
        reciproca.
        D'altra parte lo Stato membro dell'acquirente ha
        interesse a controllare i suoi acquisti per verificare le
        cessioni successive. In ogni caso è impossibile eliminare
        a priori qualsiasi rischio di rimborso indebito. Non è
        irrilevante ricordare che questo rischio esiste già in
        altri settori, come quello disciplinato dall'ottava
        direttiva;
    bc) le obiezioni di cui al punto bb) potrebbero indurre a
        trasferire all'acquirente soggetto passivo tutti gli
        obblighi, compreso quello del rimborso, ma ciò sarebbe
        inaccettabile poiché gli acquisti da privati sarebbero
        sfavoriti (prefinanziamento) rispetto agli acquisti da
        soggetti passivi (niente prefinanziamento per effetto del
        meccanismo detto di "reverse charge" descritto più sotto
        al punto III.1.).
Il sistema misto (rimborso limitato più margine)
La maggior parte degli inconvenienti del sistema di rimborso
limitato sono dovuti alla difficoltà di controllare il diritto al
rimborso quando questo ò ammesso senza limite di tempo. Da qui la
necessità di fissare un limite al di là del quale il rimborso non
verrebbe riconosciuto. Ogni Stato membro potrebbe fissare tale
limite in funzione, ad esempio, del termine di prescrizione in
esso vigente ai fini del controllo.
Se si introduce una disposizione di questo tipo, il sistema del
rimborso limitato appare come una soluzione idonea a far fronte
al problema del residuo d'imposta evitando nel contempo la
maggior parte degli inconvenienti descritti sopra.
Il rimborso limitato verrebbe concesso:
a)  a chi non è soggetto passivo (o ai soggetti passivi non
    aventi diritto a deduzione). Il rimborso non verrebbe invece
    concesso a un soggetto passivo che abbia fruito di una
    deduzione parziale. In tal caso, infatti, si produrrebbero
 ---pagebreak---                                - 11 -
        numerose complicazioni* '. Del resto è proprio per evitare
        complicazioni che l'articolo 13, punto B, lettera e) della
        sesta direttiva non esenta i beni che sono stati oggetto di
        una deduzione sia pur minima, accettando così in un certa
        misura la doppia imposizione;
    b)  quando chi non ò soggetto passivo (o è un soggetto passivo
        che non ha beneficiato dì alcun diritto a deduzione)
        rivende* ' a un soggetto passivo che beneficia di un diritto
        a deduzione (anche parziale) l'oro acquistato in precedenza
        da un soggetto passivo che gli ha fatturato l'IVA. In
        occasione di tale rivendita poco importa che l'acquirente
        abbia diritto alla deduzione totale o parziale, in quanto
        potrà dedurre l'importo del rimborso secondo il suo prorata.
    Per quanto riguarda le modalità del rimborso, la valutazione dei
    vantaggi e degli svantaggi rispettivi induce a dare la preferenza
    in regime definitivo al rimborso da parte         dell'acquirente
    soggetto passivo e in regime transitorio al rimborso da parte
    dello Stato.
    Questo sistema dovrebbe funzionare nella maggior parte dei casi.
    E tuttavia opportuno prevedere una soluzione complementare in un
    numero limitato di casi in cui esso non può funzionare.
    Si tratta dei casi seguenti:
    a)  caso in cui il venditore che non è soggetto passivo (o è un
        soggetto passivo che non gode del diritto a deduzione) ha
        acquistato l'oro da un'altra persona che a sua volta non era
        un soggetto passivo (o era un soggetto passivo senza diritto
        a deduzione). In tal caso il rimborso non è possibile poiché
        1'interessato non è in grado di presentare una fattura con
        IVA a carico a proprio nome;
(1) Si tratta di complicazioni attinenti soprattutto alla difficoltà
    di seguire le variazioni del prorata. Se infatti si concedesse il
    rimborso a un soggetto passivo che abbia proceduto ad una
    deduzione parziale    (ad es. del 10%), il rimborso        sarebbe
    inizialmente   del 90%. Se    alla  fine  dell'anno   il   prorata
    definitivo risultasse superiore al 10% il soggetto passivo
    dovrebbe restituire allo Stato l'imposta corrispondente già
    rimborsatagli nel quadro del presente regime particolare. Questo
    esercizio di rettifica rischierebbe di prolungarsi per tutto il
    periodo di regolarizzazione dei beni d'investimento (le riserve
    bancarie d'oro possono rientrare in tale categoria).
(2) A proposito di tale rivendita va osservato che ragioni di
    certezza giuridica hanno suggerito di ridefinire la cessione (ai
    fini dell'applicazione del regime di rimborso) in modo da
    comprendere le cessioni effettuate da chi non sia soggetto
    passivo. Il concetto "classico" di cessione implica infatti la
    condizione di soggetto passivo del venditore.
 ---pagebreak---                               - 12 -
   b)  caso in cui il venditore che non è soggetto passivo (o è un
       soggetto passivo che non gode del diritto a deduzione) non
       presenta una fattura (ad esempio in caso di smarrimento della
       fattura stessa o quando si tratta dì oro già in
       circolazione);
   e)  caso in cui è scaduto il termine di validità della fattura
       fissato dallo Stato membro ai fini del rimborso.
   E evidente che in tutti i casi in cui il rimborso è impossibile
   il   venditore   che   non    è   soggetto    passivo    trasferisce
   sull'acquirente l'imposta a monte incorporandola nel prezzo di
   vendita. In tale situazione sarebbe inevitabile che l'ultimo
   acquirente (qualora sia un soggetto passivo) sia assoggettato al
   regime IVA normale quando rivende il bene. Ciò darebbe l'avvìo a
   una nuova catena dì resìdui e di doppie imposizioni.
   Per questo motivo si propone che, quando un soggetto passivo
   vende dell'oro per 11 quale il venditore che non ò soggetto
   passivo (o è un soggetto passivo che non gode del diritto a
   deduzione) non ha fatto valere il diritto al rimborso, si
   applichi il regime del margine (con un diritto d'opzione per il
   regime normale in caso di cessione ad un altro soggetto passivo
   onde consentire a quest'ultimo la deduzione totale o parziale).
   L'applicazione  di  questo   regime  non   comporta   difficoltà  in
   quanto:
       in regime definitivo (rimborso da parte dell'acquirente)
       questi può facilmente verificare se i requisiti sono
       soddisfatti, dato che può procedere al rimborso solo dietro
       presentazione della fattura di acquisto del venditore;
       in regime transitorio (rimborso da parte dello Stato) il
       venditore, per ottenere il rimborso, deve essere in possesso
       di una dichiarazione dell'acquirente.
                          III. ARTICOLO 2
    (INSERIMENTO DEL CAPO XVI TER E DELL'ARTICOLO 28 SEXDECIES)
1. Il cosiddetto regime di "reverse charge"
   Il meccanismo che consiste nel designare come debitore
   l'acquirente soggetto passivo ("reverse charge") è frequentemente
   utilizzato come strumento per combattere le frodi in taluni
   settori economici. Viste le caratteristiche del mercato dell'oro,
   particolarmente esposto ai rischi di frode, non è privo di
   interesse consentire l'introduzione di un simile meccanismo.
   Infatti grazie a questo sistema lo Stato può seguire più
   agevolmente il percorso dell'oro e contare sul fatto che
   l'acquirente dichiari i propri acquisti, dato che tale
   dichiarazione è una condizione per poter effettuare la deduzione.
 ---pagebreak---                               - 13 -
   Si deve inoltre ricordare che in regime transitorio le operazioni
   intracomunitarie tra soggetti passivi aventi per oggetto l'oro
   diverso dall'oro da investimento sono soggette all'imposta nello
   Stato membro di destinazione, a carico dell'acquirente. Questi,
   in quanto soggetto passivo, può dedurre immediatamente l'imposta
   senza alcun prefinanziamento, nei limiti dei suoi diritti a
   deduzione. In questa situazione il mercato nazionale rischia di
   essere svantaggiato in quanto gli acquirenti avrebbero interesse
   a procurarsi l'oro sul mercato intracomunitario per evitare di
   dover prefinanziare l'imposta. Questo rischio, che evidentemente
   non riguarda solo l'oro, sembra nel suo caso meno accettabile,
   dato l'elevatissimo valore del metallo. Il cosiddetto meccanismo
   della "reverse charge" ha per risultato di mettere su un piede di
   parità le operazioni nazionali e quelle intracomunitarie,
   beninteso    a   condizione    che   non   sia    chiesto   alcun
   prefinanziamento. Gli Stati membri sono liberi di introdurre o
   meno tale meccanismo sul loro territorio e, qualora scelgano di
   introdurlo, possono stabilirne il campo d'applicazione.
2. L'applicazione del sistema misto (rimborso limitato più margine)
   durante il periodo transitorio
   Durante il periodo transitorio il sistema di rimborso applicabile
   all'oro che viene ceduto dopo essere stato assoggettato
   all'imposta senza diritto a deduzione è il rimborso da parte
   dello Stato. I motivi di questa scelta sono stati illustrati
   sopra nella sezione intitolata "Il sistema del rimborso
   limitato", e precisamente al punto bb).
   La motivazione del secondo comma si trova nella medesima sezione
   (gli Stati scelgono gli strumenti opportuni per verificare la
   sussistenza del diritto al rimborso).
   La disposizione che figura al terzo comma ha lo scopo di evitare
   che l'acquirente debba verificare il diritto al rimborso o debba
   attendere il buon fine del rimborso a favore del venditore per
   decidere quale regime applicare (regime normale o del margine)
   alle proprie vendite. Egli viene così sciolto dalla sua
   responsabilità non appena" abbia rilasciato la dichiarazione
   d'acquisto.
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                     -SH   -
                                  PROPOSTA DI
                           DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
       CHE COMPLETA IL SISTEMA DI IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO E
                    MODIFICA LA DIRETTIVA 77/388/CEE -
                  REGIME PARTICOLARE APPLICABILE ALL'ORO
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in
particolare l'articolo 99,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo,
visto il parere del Comitato economico e sociale,
considerando    che   a   norma   della   sesta    direttiva      77/388/CEE   del
Consiglio, del     17 maggio   1977, in materia di armonizzazione            delle
legislazioni degli Stati membri relative alle imposte sulla cifra di
affari   -   Sistema    comune   di   imposta    sul   valore     aggiunto:   base
imponibile    uniforme* ',      modificata     da    ultimo     dalla   direttiva
91/680/CEE'   ', le operazioni aventi per oggetto l'oro sono di norma
soggette all'imposta ma che, sulla base della deroga transitoria di
cui all'articolo 28, paragrafo 3, lettera b ) ,          in combinato disposto
con il punto 26 dell'allegato F di detta direttiva, gli Stati membri
possono    continuare    ad   esentare    l'oro    diverso    dall'oro    ad   uso
industriale;
considerando    che    il   Consiglio,     con    la   diciottesima     direttiva
89/465/CEE    del   18 luglio    1989 * \    pur    sopprimendo     talune   altre
deroghe    previste   dal   medesimo    articolo 28,      ha   mantenuto    quella
relativa    all'oro   diverso    dall'oro    ad   uso   industriale;     che   con
l'articolo 3    di   detta   direttiva    il   Consiglio     si   è  impegnato   a
riesaminare la situazione per quanto riguarda le deroghe rimanenti e
 (1) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1
 (2) GU L 376 del 31.12.1991, pag. 1
 (3) GU L 226 del 3.8.1989, pag. 21
 ---pagebreak---                                  -I*;-
a deliberare, su proposta della Commissione, sulla soppressione di
tali deroghe, tenendo conto delle distorsioni di concorrenza che sono
risultate dalla loro applicazione o che potrebbero prodursi nella
prospettiva   del    completamento    del   mercato    interno;    che    la
Commissione,  pur   prevedendo    nella   nuova   proposta   di   direttiva
presentata il 22 luglio 1992 la soppressione della maggior parte
delle deroghe rimanenti, ha preferito dedicare all'oro una proposta
specifica;
considerando che l'applicazione da parte di taluni Stati membri della
deroga  transitoria    prevista  per   l'oro   diverso   dall'oro   ad   uso
industriale dà luogo a talune distorsioni di concorrenza; che queste
distorsioni si producono anche per quanto riguarda l'oro ad uso
industriale, data la diversità dei regimi fiscali dei vari Stati
membri;
considerando che ò opportuno prevedere, nel quadro del completamento
del mercato interno previsto per        il Ie gennaio 1993, un regime
particolare  atto    a   soddisfare   nel   contempo    l'obiettivo    della
tassazione e l'esigenza di combattere le frodi e di evitare i mercati
paralleli; che    nel   quadro  di  detto   regime   particolare   conviene
riservare un trattamento speciale alle transazioni aventi carattere
finanziario, onde favorire gli investimenti;
considerando che la natura e il prezzo elevato dell'oro rendono
opportuna l'instaurazione di un meccanismo che minimizzi il gravame
dell'imposta che si incorpora nel bene qualora il venditore non abbia
potuto dedurla, onde evitare la doppia imposizione,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
 ---pagebreak---                                  -léf-
                                Artlcolo 1
Alla direttiva 77/388/CEE ò aggiunto il seguente artìcolo 26 bis:
                             "Articolo 2 6 b i»
                 Regime particolare applicabile all'oro
                         A. CAMPO D'APPLICAZIONE
Gli  Stati   membri   applicano   conformemente     alle   disposizioni   del
presente   articolo   l'imposta   sul   valore     aggiunto   relativa   alle
operazioni seguenti:
-   cessioni   d'oro   e  prestazioni    di    servizi   degli   intermediari
    relative a dette cessioni,
    emissione, cessione e negoziazione di titoli che comportano un
    diritto di proprietà o un credito sull'oro,
    operazioni aventi per oggetto l'oro consistenti in contratti a
    termine o in contratti che comportano un'opzione di acquisto o di
    vendita e prestazioni dì servizi degli intermediari relative a
    dette operazioni.
                              B. DEFINIZIONI
Ai fini dell'applicazione del presente articolo si considera come:
a)  "oro" l'oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi e le
    monete d'oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi quotate
    su uno dei mercati della Comunità. Non rientrano nella presente
    definizione gli oggetti d'oro, quali sono definiti dagli Stati
    membri;
 ---pagebreak---                                  -tt-
b) "oro    da   investimento"     l'oro   definito    alla    lettera   a),
   rappresentato o meno da titoli, a condizione che l'operazione non
   dia luogo a una consegna materiale del bene e che sia effettuata
   da   operatori   autorizzati.    Gli   Stati   membri   determinano    le
   caratteristiche dei beni, in particolare per quanto riguarda la
   forma e la certificazione del grado di purezza, le condizioni per
   il rilascio dell'autorizzazione agli operatori e le condizioni
   nelle quali si considera che abbia avuto luogo una consegna
   materiale. Si     considera   comunque   che  abbia   avuto   luogo  una
   consegna   materiale     qualora   l'oro   sia    depositato,    a  nome
   dell'acquirente    o  per   suo  conto,   presso   terzi  o   presso   il
   venditore stesso, se quest'ultimo non è più ritenuto responsabile
   dell'oro in questione;
e) "oro   diverso   dall'oro   da   investimento"   l'oro   definito   alla
   lettera a) che non soddisfi uno dei requisiti o non possieda una
   delle caratteristiche di cui alla lettera b ) .
            C. REGIME APPLICABILE ALL'ORO DA INVESTIMENTO
1. Gli Stati membri esentano le operazioni di cui al punto A aventi
   per oggetto l'oro da investimento.
2. Gli Stati membri concedono ad ogni soggetto passivo la deduzione
   o   il   rimborso    dell'impostra    sul   valore   aggiunto    di   cui
   all'articolo 17, paragrafo 2 quando        i beni e     i servizi sono
   utilizzati per le operazioni di cui al paragrafo 1.
   D. REGIME APPLICABILE *T.T.*OWQ DIVERSO naT.T.'npp D A INVESTIMENTO
1. Fatte salve le disposizioni che seguono il regime applicabile
   alle operazioni di cui al punto A aventi per oggetto l'oro
   diverso dall'oro da investimento è il regime normale.
 ---pagebreak---                                    -IS -
    Per quanto riguarda      le cessioni d'oro       diverso dall' oro da
    investimento, l'acquirente soggetto passivo deve, ai fini della
    deduzione essere in possesso di una fattura su cui, ottre agli
    elementi di cui all' articolo 22, paragrafo 3, lettera b), figuri
    il proprio numero di partita IVA.
2.  La consegna materiale dell'oro è assimilata             ad una cessione
    qualora l'ultima operazione di cui tale oro è stato oggetto sia
    stata esentata in conformità delle disposizioni del punto e. La
    base imponibile è costituita dal prezzo dell'oro che risulta dal
    corso di vendita rilevato, nel momento in cui l'imposta diventa
    esigibile, sul mercato o sui mercati più rappresentativi dello
    Stato membro     interessato ovvero da un        corso determinato con
    riferimento    a   detto   o   a   detti   mercati,    secondo   modalità
    determinate dallo Stato membro         in questione. La cessione si
    considera   effettuata    dal   soggetto    passivo   che  procede   alla
    consegna materiale.
3.  Ai   fini   del    calcolo    del    prorata   di   deduzione     di  cui
    all'articolo 17 l'ammontare della cifra d'affari relativa alla
    consegna di cui al paragrafo 2 è computato solo nella misura
    della differenza tra le basi imponibili delle due operazioni di
    cui alla prima frase di detto paragrafo.
4. Gli Stati membri concedono ad ogni persona che non sia soggetto
    passivo e ad ogni soggetto passivo che non abbia fruito di alcun
    diritto a deduzione il rimborso dell'imposta sul valore aggiunto
    versata a titolo del suo acquisto di oro, a condizione che tale
    oro eia ceduto dalla medesima persona a un soggetto passivo che
    gode   del   diritto   a      deduzione    residente    nella   Comunità,
    denominato in appresso acquirente soggetto passivo.
    Ai   fini   del    comma   precedente     si   considera    cessione   il
    trasferimento a titolo oneroso del potere di disporre dell'oro
    come proprietario.
5.  Il rimborso di cui al paragrafo 4 è effettuato dall'acquirente
    soggetto passivo alle seguenti condizioni:
 ---pagebreak---                                  -|§ -
   a)  l'acquirente soggetto passivo deve emettere, a nome della
       persona che effettua la cessione, una fattura o un documento
       equivalente,          conformemente          alle         disposizioni
       dell'articolo 22, paragrafo 3;
   b)  l'acquirente     soggetto    passivo   deve     farsi   consegnare   e
       conservare     l'originale    della    fattura     o   del   documento
       equivalente,       redatto      conformemente        all'articolo 22,
       paragrafo 3,     da   cui   risulta   l'importo      dell'imposta   da
       rimborsare. Gli Stati membri        fissano il termine oltre il
       quale il rimborso non è più ammesso.
6. Nel caso di cui al paragrafo 5 l'acquirente soggetto passivo è
   autorizzato, conformemente alle disposizioni dell'articolo 17 e
   secondo   modalità     fissate    dagli   Stati     membri,    a   dedurre
   dall'ammontare dell'imposta sul valore aggiunto di cui è debitore
   l'importo da lui rimborsato.
7. Qualora il rimborso non venga effettuato la base imponibile della
   successiva cessione effettuata dall'acquirente soggetto passivo è
   costituita dalla differenza tra il prezzo di vendita al netto
   dell'imposta sul valore aggiunto e il prezzo d'acquisto al lordo
   dell'imposta.
   Tuttavia gli Stati membri possono, al fine di semplificare la
   riscossione dell'imposta e con riserva della consultazione di cui
   all'articolo 29, considerare come base imponibile la differenza,
   registrata    durante    ciascun    periodo    di    dichiarazione,    tra
   l'ammontare    totale   delle   cessioni    al    netto   dell'imposta   e
   l'ammontare    totale    degli    acquisti    al    lordo    dell'imposta.
   L'applicazione    della   presente   disposizione     non   deve  produrre
   distorsioni dì concorrenza.
   L'imposta relativa alle cessioni di cui ai commi precedenti non
   può essere indicata separatamente sulla fattura o su qualsiasi
   documento   equivalente. Detta      imposta   non può     in nessun caso
   essere dedotta nello stadio successivo.
 ---pagebreak---                                  -lib-
    L'acquirente soggetto passivo di cui al presente paragrafo ha
    facoltà, per ciascuna .cessione effettuata a un soggetto passivo
    che gode del diritto a deduzione, di optare per il regime normale
    di imposta sul valore aggiunto.
8.  Qualora vengano applicati insieme il regime normale e il regime
    particolare l'acquirente soggetto passivo deve tenere la propria
    contabilità in modo tale da seguire separatamente le operazioni
    soggette a ciascuno di tali regimi, secondo modalità fissate da
    ciascuno Stato membro."
                               Articolo 2
Alla direttiva 77/388/CEE sono aggiunti il capo XVI ter e l'articolo
28 sexdecies che seguono:
                              "CAPO XVI ter
                Regime transitorio applicabile all'oro
                         Articolo 28 sexdecies
Fatte salve le altre disposizioni comunitarie, nel corso del periodo
transitorio di cui all'articolo 28 terdecies si applicano le seguenti
disposizioni:
1.  In deroga all'articolo 21, punto 1, lettera a),          quale è stato
    modificato    dall'articolo      28 octies,   in   caso    di   cessione
    effettuata   ad  un   soggetto     passivo  che  gode   del   diritto  a
    deduzione gli Stati membri hanno facoltà, secondo modalità e a
    condizioni   da  essi   fissate,     di  designare  l'acquirente    come
    debitore dell'imposta sul valore aggiunto. Quando si avvalgono di
    detta facoltà gli Stati membri prendono i provvedimenti necessari
    affinché   la   persona   designata     quale   debitore    dell'imposta
    soddisfi   gli    obblighi    di     dichiarazione   e    di   pagamento
    dell'imposta a norma dell'articolo 22.
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2.   In deroga all'articolo 26 bis, punto D, paragrafo 5 il rimborso
     di cui a detto paragrafo ò effettuato dalle autorità pubbliche.
     Il rimborso è effettuato, e le decisioni ad esso relative sono
     prese,    conformemente     alle      disposizioni       dell'articolo 7,
     paragrafo 4 della    direttiva    79/1072/CEE. Per       beneficiare   del
     rimborso la persona che non ò soggetto passivo o il soggetto
     passivo che non ha fruito di alcun diritto a deduzione devono
     farne domanda, allegando:
     -   l'originale      della      fattura,         emessa      conformemente
         all'articolo 22,    paragrafo 3,      da    cui' risulta     l'importo
         dell'imposta   da  rimborsare. Gli        Stati membri     fissano  il
         termine oltre il quale il rimborso non è più ammmesso;
         una    dichiarazione    rilasciata       dall'acquirente      soggetto
         passivo, attestante l'avvenuto acquisto.
     Gli   Stati   membri   prendono     i   provvedimenti      necessari   per
     assicurare la restituzione dell'imposta rimborsata nel caso in
     cui l'imposta    risulti rimborsata      indebitamente o      la  cessione
     venga annullata.
     Ai fini del regime applicabile alla successiva cessione da parte
     dell'acquirente    soggetto    passivo     il   rimborso    si   considera
     effettuato   non   appena    l'acquirente      soggetto    passivo   abbia
     rilasciato   la  dichiarazione    di   cui    al   primo  comma,   secondo
     trattino."
                                 Articolo 3
 Il punto 26 dell'allegato F della direttiva 77/388/CEE è soppresso.
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                               Articolo 4
1.  Gli Stati membri adeguano il loro regime vigente di imposta sul
    valore aggiunto alle disposizioni della presente direttiva.
    Essi  prendono   le   disposizioni   legislative,   regolamentari   ed
    amministrative   affinché il regime così adattato sia messo in
    vigore al 1 gennaio 1993.
2.  Gli Stati membri informano la Commissione delle disposizioni che
    adottano per l'applicazione della presente direttiva.
3.  Gli Stati membri     comunicano   alla Commissione    il testo delle
    disposizioni   di   diritto   interno   che   adottano   nel  settore
    disciplinato dalla presente direttiva.
4.  Quando  gli   Stati   membri  adottano   tali   disposizioni,   queste
    contengono   un   riferimento   alla   presente   direttiva   o   sono
    corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione
    ufficiale. Le modalità di tale riferimento sono decise dagli
    Stati membri.
                                Articolo 5
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Bruxelles, addì                     Per il Consiglio
                                            Il Presidente
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                                <^fr*da finanziaria
                                      ,,ArA rta investimento dovrà beneficiare
secondo la presente proposta. I oro da invest.me
beco           H                               . l r l H f t . deduzione de e Imposte
obbligatoriamente di un'esenzione con diritto a deduzio
a monte. A. momento alcuni Stati membri tassano tale oro. mentre
e s e n t a n o in virtù di una disposizione della sesta direttiva IVA C e
consente appunto, a titolo di deroga e per un periodo tr.ne.ioMo.
 .•esenzione       dal .'imposta    dell'oro       "4. vere*       'I-II'MO     '«     "-
 industriale-. Poiché gli Stati membri che si avvalgono *>lla f*'.',HA 'Il
disporre detta deroga         transitoria   devono versare          alla  Comunità    una
compensazione finanziaria, «a generalizzazione dell'esenzione comporta
una diminuzione delle risorse proprie per effetto del venir meno della
compensazione.
Per quanto riguarda l'oro che non rientra nella categoria dell'oro da
 investimento, la presente proposta prevede di norma la tassazione, É da
attendersi      per  questo   tipo di oro un certo ampliamento               della   base
imponibile, che si rifletterà in modo positivo sulle risorse proprie:
infatti alcune operazioni che attualmente sono esentate in taluni r ; u u
membri perché si riferiscono ad oro non destinato n<l noi                   \mina\i \t%\\
saranno invece tassate secondo il nuovo regime (per es. le vendite di
lingotti di oro puro con consegna materiale del metallo).
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     Scheda di valutazione dell'impatto sulle PMI e sull'occupazione
La presente proposta di direttiva è intesa:
      a sopprimere una disposizione        transitoria della sesta direttiva
       IVA (77/388/CEE) che consente a taluni Stati membri di continuare
      ad esentare l'oro diverso dall'oro ad uso industriale;
      a stabilire un regime IVA particolare applicabile tanto all'oro da
       investimento, quanto all'oro diverso dall'oro da investimento.
I.    Obblighi   amministrativi    che   la presente     direttiva    impone  alle
       imprese
      Obbligo di presentare una dichiarazione fiscale anche quando uno
      Stato   membro   si  avvale   della   facoltà   di   cui  all'articolo 22,
      paragrafo 9    della   sesta   direttiva   di   dispensare    da   qualsiasi
      obbligo le imprese che effettuano soltanto operazioni esenti.
 II.  Vantaggi per le imprese
           Regime  dell'oro    da   investimento:    l'impresa    che   vende   non
           fattura I'IVA e può dedurre I'IVA gravante sui suoi acquisti;
           l'impresa che acquista non prefinanzia l'IVA.
           Regime    dell'oro    diverso     dall'oro    da    investimento:     la
           tassazione di tutte le operazioni        riguardanti questo tipo di
           oro consente alle imprese di dedurre l'IVA gravante sui             loro
           acquisti. Inoltre, durante un periodo transitorio, le imprese
           acquirenti    possono   essere    dispensate    dal  prefinanziamento
           dell'imposta dallo Stato membro.
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          I residui d'imposta saranno soppressi grazie alla        tassazione
          ovvero, nel caso dell'oro re introdotto nel circuito economico
          dopo essere stato tassato senza diritto a deduzione, saranno
          considerevolmente ridotti.
H I . Eventuali  Inconvenienti   per   le   imprese   in  termini   di  costi
      aggiuntivi
      Nessuno.
IV.   Effetti sull'occupazione
      Nessuno.
V.    Consultazione delle parti sociali
      No.
VI.   Motivazione della proposta
      La proposta é resa necessaria dall'esigenza di       lottare contro le
      frodi   ed evitare   distorsioni    di   concorrenza   prodotte   dalle
      divergenze tra le legislazioni degli Stati membri.
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                                                              COM(92) 441 def.
                                                          DOCUMENTI
rr                                                                             02
                                          N. di catalogo : CB-CO-92-458-IT-C
                                                             ISBN 92-77-48368-7
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo