CELEX: 62014CA0009
Language: it
Date: 2015-06-18 00:00:00
Title: Causa C-9/14: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 18 giugno 2015 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden — Paesi Bassi) — Staatssecretaris van Financiën/D. G. Kieback (Rinvio pregiudiziale — Libera circolazione dei lavoratori — Normativa tributaria — Imposte sul reddito — Redditi percepiti nel territorio di uno Stato membro — Lavoratore non residente — Imposizione nello Stato di occupazione — Presupposti)

24.8.2015   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 279/11
            
         Sentenza della Corte (Seconda Sezione) del 18 giugno 2015 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dallo Hoge Raad der Nederlanden — Paesi Bassi) — Staatssecretaris van Financiën/D. G. Kieback
   (Causa C-9/14) (1)
   
   ((Rinvio pregiudiziale - Libera circolazione dei lavoratori - Normativa tributaria - Imposte sul reddito - Redditi percepiti nel territorio di uno Stato membro - Lavoratore non residente - Imposizione nello Stato di occupazione - Presupposti))
   (2015/C 279/12)
   Lingua processuale: il neerlandese
   
      Giudice del rinvio
   
   Hoge Raad der Nederlanden
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Staatssecretaris van Financiën
   
      Convenuto: D. G. Kieback
   
      Dispositivo
   
   L’articolo 39, paragrafo 2, CE deve essere interpretato nel senso che esso non osta a che uno Stato membro, ai fini dell’imposta sul reddito di un lavoratore non residente che ha svolto attività lavorative in tale Stato membro durante parte dell’anno considerato, rifiuti di concedere a tale lavoratore un’agevolazione fiscale che tenga conto della sua situazione personale e familiare, in quanto, benché egli abbia acquisito, in tale Stato membro, la totalità o la quasi totalità dei suoi redditi relativi a tale periodo, questi ultimi non costituiscono l’essenziale delle sue risorse imponibili nel corso dell’intero anno considerato. La circostanza che tale lavoratore abbia trasferito la sua attività lavorativa in uno Stato terzo e non in un altro Stato membro dell’Unione europea non influisce su tale interpretazione.
   
      (1)  GU C 102 del 7.4.2014.