CELEX: 51988PC0391
Language: it
Date: 1988-08-05
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 75/442/CEE relativa ai rifiuti#Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO relativa ai rifiuti pericolosi#(presentate dalla Commissione)

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (88) 391
Vol. 1988/0142
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983 concernant
l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique européenne et de
la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983, p. 1) modifié en dernier
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conformément aux articles 26(3) et 59(2) de la décision (UE, Euratom) 2015/444 de la
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In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983 concerning
the opening to the public of the historical archives of the European Economic Community and the
European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as last amended by Council
Regulation (EU) 2015/496 of 17 March 2015 (OJ L 79, 27.3.2015, p. 1), this file is open to the
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on the security rules for protecting EU classified information.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1. Februar
1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen Wirtschaftsgemeinschaft und
der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983, S. 1), zuletzt geändert durch die
Verordnung (EU) Nr. 2015/496 vom 17. März 2015 (ABI. L 79 vom 25.3.2015, S. 1), ist dieser Akt
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Übereinstimmung mit Artikel 5 der genannten Verordnung freigegeben; beziehungsweise werden
sie auf Grundlage von Artikel 26(3) und 59(2) der Entscheidung der Kommission (EU, Euratom)
2015/444 vom      13. März 2015 über die Sicherheitsvorschriften für den Schutz von EU-
Verschlusssachen als herabgestuft angesehen.
 ---pagebreak--- COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                               COM(88 ) 391 def. -SYN 145
                                               Bruxelles , 19 ottobre 1988
                                    Proposta di
                              DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
  che modifica la direttiva 75 / 442 / CEE relativa ai rifiuti
                                    Proposta di
                              DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                      relativa ai rifiuti pericolosi
                       ( presentate dalla Commissione )
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 ---pagebreak---                                         RELAZIONE
                         ( modifica direttive 75 / 442 e 78 / 319 )
La prima delle due proposte di direttiva in oggetto modifica la direttiva
75 / 442 / CEE del 15 luglio 1975 relativa ai rifiuti , mentre la seconda sosti ¬
tuisce la direttiva 78 / 319 / CEE del 20 marzo 1978 relativa ai rifiuti tossi ¬
ci e nocivi ( 2 ). Inoltre vengono apportate modifiche formali alla direttiva
84 / 631 / CEE del 6 dicembre 1984, relativa alla sorveglianza ed al controllo
all' interno della Comunità delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti pe¬
ricolosi ( 3 ).
1 . Grazie all' esperienza acquisita a livello comunitario nel campo della
      gestione dei rifiuti e in particolare nella gestione e nello smaltimen ¬
      to dei rifiuti pericolosi si è visto che talune disposizioni previste
      dalle direttive in questione dovrebbero essere migliorate o precisate .
      Inoltre la crescente importanza su scala comunitaria dei trasporti di cui
      sono oggetto i rifiuti prima del trattamento , e l' attuazione pratica del ¬
      le disposizioni regolamentari previste dalla direttiva 84 / 631 hanno mo¬
      strato la necessità di precisare e uniformare la definizione di rifiuti
      e di rifiuti pericolosi .
2 . Le modifiche proposte dalla Commissione hanno pertanto diversi scopi :
      2 . a ) rendere più coerente l' insieme delle direttive concernenti la ge¬
              stione dei rifiuti ed evitare le ripetizioni inutili in ogni diret ¬
              tiva facendo della direttiva 75 / 442 modificata una direttiva quadro
              le cui disposizioni si applicano a tutti i rifiuti .
 ( 1 ) GU L 194 del 25.7.1975, pag . 39 .
 ( 2 ) GU L 84 del 31.3.1978, pag . 43 .
 ( 3 ) GU L 326 del 6.12.1984, pag . 31 .
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     2.b ) Aggiungere o rafforzare alcune priorità che sono risultate importan¬
           ti dopo l' adozione della direttiva nel 1975 , ad esempio :
           - la promozione delle tecnologie pulite ,
           - la promozione dei prodotti che danno origine a pochi o a meno ri ¬
             fiuti ,
           - la necessità di una migliore conoscenza quantitativa della situa ¬
             zione comunitaria ,
           - l' utilità dell' armonizzazione dei metodi di smaltimento dei ri ¬
             fiuti
     2.c ) Introdurre definizioni di " rifiuti ", " smaltimento", " rifiuti peri ¬
           colosi " più precise e più uniformi a livello comunitario .
3 . In diverse legislazioni nazionali le definizioni che figurano nelle di ¬
     rettive 75 / 442 / CEE e 78 / 319 / CEE non sono state sempre riprese tali e qua ¬
     li . Va rilevato che la definizione , visto il suo carattere generale , per ¬
     metteva agli Stati membri di divergere in qualche punto pur restando con¬
     formi alla direttiva . Le differenze esistenti nel campo di applicazione
     delle legislazioni nazionali o regionali sono in alcuni casi rilevanti e
     nel contesto del mercato comune e della libera circolazione delle merci
     possono avere conseguenze molto importanti . E' pertanto interesse degli
     ambienti industriali e degli specialisti del trattamento dei rifiuti di ¬
     sporre di una sola e identica definizione di rifiuto e di rifiuto perico¬
     loso , eliminando così una fonte di distorsione della concorrenza e di dif¬
     ficoltà nella gestione amministrativa e tecnica . Il rapporto della Commis¬
     sione di inchiesta del Parlamento europeo sul trattamento dei rifiuti tos¬
     sici e nocivi adottato dal Parlamento nel 1984 invitava del resto la Com¬
     missione a rimaneggiare sotto questo aspetto la direttiva 78 / 319/ CEE ( 4).
     Tale richiesta è stata rinnovata dal Parlamento nella sua risoluzione sul ¬
     la gestione dei rifiuti e le vecchie discariche del giugno 1987 ( 5 ) al
     punto c ): "precisare la definizione comunitaria e la nomenclatura dei ri ¬
     fiuti pericolosi ".
( 4 ) Risoluzione de l l ' 1 1 aprile 1984 sul trattamento dei rifiuti , Gl) C 127/ 67
      del 14.5.1984 .
( 5 ) Risoluzione del 19 giugno 1987 sulla gestione dei rifiuti , Gl) C 190/ 154
      del 20.7.1987 .
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4 . La Commissione ha fatto eseguire dei lavori sull' applicazione della di ¬
    rettiva 78/ 319 / CEE negli Stati membri , sulla definizione di " rifiuti
    tossici e nocivi " nei diversi Stati e sulle sostanze e sui materiali che
    rendono pericoloso un rifiuto . Questi studi sono serviti di base ai la¬
    vori dei gruppi di esperti nazionali che, si sono riuniti regolarmente
    per arrivare ad una migliore definizione dei rifiuti pericolosi . I lavo¬
    ri comunitari sono stati svolti in stretta collaborazione con i lavo¬
    ri dell' OCSE nello stesso settore , specie per quanto riguarda le attivi ¬
    tà del gruppo di politica di gestione dei rifiuti , che ultimamente ha
    proposto una definizione precisa dei rifiuti pericolosi soggetti a con¬
    trollo in caso di spedizioni transfrontaliere . Si è inoltre consultato il
    Comitato di gestione dei rifiuti sull' opportunità cfi modificare le diret ¬
    tive e sulle grandi linee delle modifiche da apportare alle stesse .
5 . La messa in vigore delta direttiva 84 / 631 / CEE relativa al controllo del ¬
    le spedizioni transfrontaliere di rifiuti pericolosi registra un sensi ¬
    bile ritardo . Una delle difficoltà incontrate è la mancanza di una defi ¬
    nizione precisa e uniforme dei rifiuti pericolosi a livello comunitario .
    Le interpretazioni nazionali divergenti dalla definizione comunitaria e-
    sistente , fissata dalle direttive 75 / 442 / CEE e 78 / 319 / CEE , portano a fit ¬
    tizi trasporti transfrontalieri di rifiuti oppure in altri casi a diffi ¬
    coltà amministrative per le spedizioni . L' adozione di una designazione
    uniforme dei rifiuti e in particolare dei rifiuti pericolosi dovrebbe ren ¬
    dere più efficace l' applicazione della direttiva . Si tratta di un' azione
    da realizzare a livello comunitario .
6 . Le disparità constatate nelle legislazioni nazionali vigenti possono creare
    distorsioni nelle condizioni di concorrenza e hanno perciò un' incidenza di ¬
    retta sull' instaurazione e sul finanziamento del mercato interno . In tale
    prospettiva la base giuridica di queste proposte è costituita dall' arti ¬
    colo 100 A del trattato . Esse si basano quindi su un livello di protezione
    elevato dell' ambiente . In materia di gestione dei rifiuti , legislazioni di
    livello equivalente sono in vigore fin da ora in tutti gli Stati membri del ¬
    la Comunità . La Commissione ritiene che la messa in applicazione di queste
                                                                                         *
 ---pagebreak---     proposte non debba richiedere sforzi eccessivi alle economie nazionali
    che presentano differenze di sviluppo . Non è quindi necessario prevedere
    disposizioni appropriate al riguardo .
OSSERVAZIONI SUL TESTO DELLE PROPOSTE
1 . Modifica della direttiva 75 / 442 / CEE
     Il carattere di direttiva-quadro di questa direttiva viene sottolineato
    e gli viene data veste formale . Si tratta di una direttiva generale le
     cui disposizioni si applicheranno a tutti i rifiuti . Dette disposizioni
    non verranno più ripetute nelle direttive particolari applicabili a de ¬
     terminate categorie di rifiuti .
     La direttiva precisa la definizione di " rifiuto" facendo un elenco dei
     motivi per i quali bisogna procedere allo smaltimento dei rifiuti ( alle¬
     gato 1 ) e contiene una definizione più precisa del termine " smaltimento",
     enumerando due serie di operazioni di smaltimento , la seconda delle qua¬
     li consiste in operazioni di riciclo . Vengono inoltre definiti anche i
     termini " raccolta " e " trasporto ".
     Vengono poi precisate le modalità per la promozione del riciclo e del
    riutilizzo dei rifiuti e gli Stati membri sono invitati ad incoraggiare
     lo sviluppo delle tecnologie pulite e dei prodotti che producono pochi
     rifiuti o rifiuti facilmente riciclabili .
     Le modifiche riguardano anche le modalità per la concessione dell' auto¬
     rizzazione alle imprese di smaltimento e obbligano le autorità competen¬
     ti degli Stati membri a controllare periodicamente tutti gli operatori
     che intervengono nello smaltimento dei rifiuti .
     Infine le condizioni in cui debbono essere effettuate le relazioni perio ¬
     diche degli Stati membri alla Commissione sull' attuazione della diretti ¬
     va vengono precisate e conformate alle disposizioni previste dalla proposta
     di direttiva orizzontale in materia che verrà poi presentata dalla Commissione .
     Tutte le altre disposizioni previste dalla direttiva 75 / 442 sono mantenute .
 ---pagebreak--- 2 . Proposta di direttiva relativa ai rifiuti pericolosi
    La nuova proposta di direttiva riguarda i rifiuti pericolosi , dove il termine
    è inteso in senso più lato e più generale di " tossico e nocivo " che nella diret
    tiva precedente . Essa è considerata una direttiva particolare della diretti ¬
    va 75 / 442 modificata , il che implica che le disposizioni previste da questa
    ultima si applicano anche ai rifiuti pericolosi , eccetto che per le disposi ¬
    zioni complementari o diverse espressamente previste dalla proposta di diret ¬
    tiva relativa ai rifiuti pericolosi .
    Questa proposta di direttiva ha come base giuridica l' articolo 100 A. In ef¬
    fetti le disposizioni da essa previste per la gestione dei rifiuti pericolosi
    e in particolare la definizione più precisa di " rifiuto pericoloso" dovrebbe¬
    ro eliminare le distorsioni nelle condizioni di concorrenza che ancora sussi ¬
    stono negli Stati membri . Misure nazionali meno precise o meno severe e un
    campo d' applicazione delle regolamentazioni nazionali specifiche più stretto
    determinano a condizioni di concorrenza più favorevoli per i produttori o
    gli utilizzatori dei prodotti generatori di rifiuti rispetto agli Stati in
    cui le norme sono più rigorose . Parimenti le condizioni di esercizio delle
    imprese che provvedono allo smaltimento dei rifiuti pericolosi possono varia ¬
    re sensibilmente da uno Stato membro all' altro , il che introduce un fattore
    non trascurabile di distorsione della concorrenza fra i prestatori di servizio
    e crea ostacoli al funzionamento del mercato interno nel settore . Questa si ¬
    tuazione porta poi a trasporti fittizi di rifiuti pericolosi , talora su lun¬
    ghe distanze . Conformemente al paragrafo 3 dell' articolo 100 A la proposta
    di direttiva si basa su un livello di protezione elevato dell' ambiente .
    La definizione di " rifiuti pericolosi " è modificata facendo riferimento a
    tre allegati : un elenco di tipi o di categorie di rifiuti pericolosi , un
    elenco di sostanze o di materie che rendono pericoloso un rifiuto e un
    elenco delle caratteristiche di pericolo . Tale definizione è molto vicina
    a quella elaborata dal gruppo di politica di gestione dei rifiuti dell' OCSE,
    contenuta nel progetto di decisione preparato dal segretariato dell' OCSE .
    Questo sistema di definizione permette una grande precisione nella
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designazione     del rifiuto  ed è atto a coprire    l' insieme delle situa ¬
zioni nazionali . Esso si presta inoltre ad una precisa codificazione dei
rifiuti pericolosi , che può essere utilizzata per la procedura di notifi ¬
ca delle spedizioni transfrontaliere di rifiuti pericolosi .
L' elenco delle sostanze o materie corrisponde all' allegato della diret ¬
tiva 78 / 319 nella sua forma originaria , con l' aggiunta di vari gruppi di
sostanze . Infine , l' elenco delle caratteristiche di pericolo riprende
l' elenco delle caratteristiche fissate dalla direttiva 79 / 831 / CEE del
18 settembre 1979 ( sesta modifica della direttiva 67 / 548 / CEE concernente
la classificazione , l' imballaggio e l' etichettatura delle sostanze peri ¬
colose) ( 6 ) .
I soli rifiuti esclusi sono quelli esclusi dalla direttiva-quadro 75 / 442 / C E E
nonché i rifiuti pericolosi soggetti a regolamentazioni comunitarie specifiche .
Le altre modifiche riguardano disposizioni della direttiva che non rispon ¬
devano più alle esigenze di una corretta gestione dei rifiuti pericolosi .
Dopo il 1978 questo settore ha subito una grande evoluzione e i quantitati ¬
vi di rifiuti trattati sono sensibilmente aumentati .
E' vietato mescolare rifiuti pericolosi con altri rifiuti , salvo il caso in
cui questa pratica sia necessaria per il trattamento e il riciclo dei ri ¬
fiuti .
Gli Stati membri possono rendere soggette ad un' autorizzazione le operazio¬
ni di raccolta e di trasporto . Inoltre il trasporto dei rifiuti pericolosi
è sottoposto a particolari condizioni che si considerano soddisfatte qualo ¬
ra lo Stato membro applichi le disposizioni pertinenti in materia di tra ¬
sporto di prodotti pericolosi previste dalle convenzioni internazionali . Con
trolli particolari sono previsti per le imprese che provvedono alla raccol ¬
ta e al trasporto dei rifiuti pericolosi . Le altre disposizioni sul traspor ¬
to che figurano nella direttiva 78 / 319 restano applicabili .
    ( 6 ) GU L 259 del 15.10.1979 .
 ---pagebreak---     Le modalità previste per la preparazione dei programmi vengono mantenute e
    preci sate .
    La proposta di direttiva precisa inoltre quali sono le informazioni concer ¬
   nenti i centri di trattamento dei rifiuti pericolosi che debbono essere re ¬
    golarmente trasmesse alla Commissione . Queste informazioni serviranno ad
    alimentare la Banca di dati prevista dai servizi della Commissione ( TOXWASTE )
    e permetteranno alle autorità competenti della Comunità di sapere con pre ¬
    cisione su scala comunitaria in quali luoghi è possibile far trattare i ri ¬
    fiuti pericolosi il che è della massima importanza per il funzionamento del
    sistema di trasferimento dei rifiuti pericolosi istituito dalla direttiva
    84 / 631 / CEE .
    Tutte te disposizioni concernenti la gestione dei rifiuti in generale , pre ¬
    viste dalla direttiva 75 / 442 modificata , si applicano ai rifiuti pericolo¬
    si e non vengono quindi più ripetute in questa direttiva .
3 . Modifica della direttiva 84 / 631 / CEE
     La direttiva 84 / 631 / CEE fa riferimento alle definizioni che figurano nel ¬
     la direttiva originaria 78 / 319 / CEE e al suo allegato . E' pertanto neces ¬
     sario modificare la forma di questo riferimento visto che la definizione
     è stata modificata e che gli allegati della proposta di direttiva relati ¬
     va ai rifiuti pericolosi hanno una nuova struttura .
 ---pagebreak--- CONSULTAZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL COMITATO ECONOMICO E SOCIALE
Le proposte di direttiva in oggetto si basano sull' articolo 100 A del tratta ¬
to CEE . Deve essere quindi pertanto consultato il Comitato economico e socia ¬
le e le proposte dovranno essere sottoposte alla procedura di concertazione
con il Parlamento europeo .
                                                                                Cl
 ---pagebreak---                               PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
               CHE MODIFICA LA DIRETTIVA 75 / 442 / CEE RELATIVA AI RIFIUT I ( 1 )
     IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
      Visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea ,
     in particolare l' articolo 100A ,
      vista la proposta della Commissione ,
      in cooperazione con il Parlamento europeo ,
     visto il parere del Comitato economico e sociale ,                                       1
      considerando che una disparità tra le legislazioni degli Stati membri in
     materia di smaltimento dei rifiuti può creare distorsioni nelle condizioni
     di concorrenza e avere perciò un' incidenza diretta sull' instaurazione e sul
     funzionamento del mercato interno; che è quindi necessario procedere al rav¬
     vicinamento delle legislazioni nel settore;
       considerando che la direttiva n . 75 / 442/ CEE del Consiglio (1 ) ha istituito a livello comu¬
       nitario una regolamentazione per lo smaltimento dei rifiuti ; che per tener
       conto delle esperienze acquisite nell' applicazione di tale direttiva da parte
       degli Stati membri occorre modificare la stessa; che dette modifiche si basano
       su un livello elevato di protezione- dell' ambiente per quanto riguarda sia la
       definizione , sia lo smaltimento dei rifiuti ;
     considerando che per rendere più efficace la gestione dei rifiuti nell' ambito
     della Comunità,! necessario rivedere la definizione di rifiuti alla luce del ¬
     le esperienze acquisite ;
     considerando che , come risulta dai programmi in materia ambientale , un siste¬
     ma efficace per ridurre il volume dei rifiuti è quello di intervenire a livel ¬
     lo della produzione promuovendo le tecnologie pulite e i prodotti riciclabili
     e riutilizzabili ;
   (1 ) GU n. L 194 del 25.7.1975 , pag .   47
                                                                                                       ЛО
■J
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 considerando che l' adeguamento al progresso tecnico deve poter avvenire rapi ¬
 damente e che per facilitarne l' attuazione è pertanto opportuno prevedere una
 procedura che instauri una cooperazione fra gli Stati membri nell' ambito di
 un comitato per l' adeguamento ài progresso tecnico della presente direttiva,
 HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                         Articolo 1
La direttiva 75 / 442 / CEE è modificata come segue :
1 . Il testo degli articoli 1 , 2 , 3 , 8 , 9 , 10 è 12 è sostituito dal seguente
     testo :
                                       " Articolo 1
     Ai sensi della presente direttiva , si intende per :
     a ) " rifiuto " qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o
         abbia l' obbligo di disfarsi per i motivi elencati nell' allegato I ;
     b ) " smaltimento " la raccolta , il trasporto e il trattamento dei rifiuti ,
         fra cui in particolare le operazioni elencate nell' allegato II ;
     c ) " raccolta ": l' operazione di raccolta , di cernita e / o di raggruppamento
         di rifiuti provenienti da più detentori ai fini del loro trattamento ;
     d ) " trasporto ": l' insieme delle operazioni di carico , scarico e trasporto
         dei rifiuti .
                                        Articolo 2
 1 . Sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva :
                                                                                      U
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    a)  i residui radioattivi ;
    b)  i rifiuti minerari ;
    c)  Le carogne di animali e i rifiuti agricoli di origine fecale ;
    d)  gli effluenti scaricati nelle fogne e nei corpi idrici ;
    e ) le emissioni nell' atmosfera .
2 . Le disposizioni specifiche particolari o complementari a quelle della pre
    sente direttiva per disciplinare lo smaltimento di determinate categorie
    di rifiuti sono fissate da direttive particolari .
                                     Articolo 3
1 . Gli Stati membri adottano le misure appropriate per promuovere la preven ¬
    zione , il riciclo , la trasformazione dei rifiuti e l' estrazione dai mede¬
    simi di materie prime ed eventualmente di energia , nonché ogni altro meto¬
    do che consenta il riutilizzo dei rifiuti .
2 . Essi informano in tempo utile la Commissione di ogni progetto di regolamen ¬
    tazione avente    ad oggetto le misure di - cui al paragrafo 1 , in particolare
     relativamente :
    a ) all' impiego dei prodotti che possono causare difficoltà tecniche di
        smaltimento o comportare costi di smaltimento eccessivi ;
    b ) all' incoraggiamento :
        - della diminuzione della quantità di taluni rifiuti ,
        - del trattamento dei rifiuti per il riciclo o il riutilizzo,
        - del recupero di materie prime e /o della produzione di energia da al¬
           cuni rifiuti ;
 ---pagebreak---                                       - 4 -
    c ) all' impiego di talune risorse naturali , ivi comprese le risorse energe¬
        tiche per le quali le materie prime possono essere sostituite con mate¬
        riali di recupero .
3 . Le    misure debbono assicurare la priorità al recupero , al riutilizzo e al
    riciclo , tenendo conto delle tecniche disponibili , delle implicazioni eco¬
    nomiche e delle pissibilità di mercato esistenti o che possono essere crea¬
    te per i prodotti derivati , rispettando le disposizioni del trattato per
    quanto riguarda l' istituzione e il buon funzionamento del mercato interno .
4 . Gli Stati membri adottano misure intese, fra l' altro, a promuovere :
    a ) lo sviluppo di tecnologie pulite , che cioè producano meno rifiuti o che
        non ne producano affatto e che permettano un maggiore risparmio di ri ¬
        sorse naturali ;
    b ) la messa a punto tecnica e l' immissione sul mercato di prodotti concepi ¬
        ti per renderne più facile o meno costoso lo smaltimento , grazie soprat ¬
        tutto alla loro attitudine specifica al riciclo o al riutilizzo .
                                    Articolo 8
Per rispettare le misure adottate in virtù dell' articolo 4 / tutti gli stabilimenti
o      imprese che provvedono per conto terzi al trattamento dei rifiuti e in
particolare a tutte le operazioni elencate nell' allegato II A, debbono ottenere
un' autorizzazione dall' autorità competente di cui all' articolo 5 .
Tale autorizzazione riguarda in particolare :
- i tipi ed i quantitativi di rifiuti ,
- i requisiti tecnici ,
- le precauzioni da prendere ,
- il luogo di smaltimento ,
- il metodo di trattamento .
Le autorizzazioni possono essere concesse per un periodo determinato , essere
rinnovate e essere accompagnate da condizioni e obblighi .
                                                                                     >13
 ---pagebreak---                                     Articolo 9
1 . Gli stabilimenti o . imprese che provvedono allo smaltimento dei rifiuti ,
    esclusi quelli o quelle che provvedono alle operazioni elencate nell' alle ¬
    gato II B , sono sottoposti a controlli periodici delle autorità competenti
    di cui all' articolo 5 .
2 . A tal fine ,gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché gli sta ¬
    bilimenti o      imprese forniscano la più ampia collaborazione agli agenti
    delle autorità competenti , per consentire a questi ultimi di procedere , in
    materia di rifiuti , ad esami , controlli , indagini o prelievi di campioni
    nonché alla raccolta delle informazioni necessarie all' adempimento dei lo¬
    ro compiti .
                                    Articolo 10
Ogni stabilimento o impresa di cui all' articolo 8 deve :
- tenere un registro in cui siano indicati la qualità , la natura , l' origine
   e il metodo di trattamento dei rifiuti ,
- fornire periodicamente tali informazioni alle autorità competenti di cui
   all' articolo 5 .
                                    Articolo 12
1 . Ogni tre anni , e per la prima volta il 1° settembre 1990, gli Stati membri
    trasmettono alta Commissione una relazione sull' attuazione delle disposi ¬
    zioni della presente direttiva .        Tale relazione viene preparata sulla
    base di un questionario che la Commissione invia agli Stati membri sei me¬
    si prima della data suddetta .
2 . Sulla base delle relazioni di cui al paragrafo 1, la Commissione pubblica
    ogni tre anni , e per la prima volta nel 1991 , una relazione di sintesi ".
 ---pagebreak---                                       - 6 -
2.   Sono inseriti i seguenti articoli :
                                " Articolo 12 bis
   Le modifiche necessarie per adeguare al progresso scientifico e tecnico
   gli allegati della presente direttiva sono adottate conformemente alla
   procedura prevista   all' articolo 12 quater .
                                  Articolo 12 ter
   La Commissione è assistita da un comitato per l' adeguamento al progresso
   scientifico e tecnico , di cararattere consultivo , composto di rappresen ¬
   tanti degli Stati membri e presieduto dal .rappresentante della Commissione .
                                Articolo 12 quater
    Qualora si ricorra alla procedura definita nel presente articolo, il rappre ¬
    sentante della Commissione sottopone al comitato di cui all' articolo 12 ter
    un progetto delle misure da adottare . Il comitato , entro un termine che il
    presidente può fissare in funzione dell' urgenza della questione in esame ,
    formula il suo parere sul progetto , eventualmente procedendo a votazione .
    Il parere è iscritto a verbale ; inoltre ciascuno Stato membro ha il dirit ¬
    to di chiedere che la sua posizione figuri a verbale .
    La Commissione adotta le misure previste tenendo in massima considerazione
    il parere formulato dal comitato . Essa lo informa del modo in cui ha tenu¬
    to conto del suo parere ".
 ---pagebreak---                                        - 7–
3 . Sono aggiunti gli allegati I e II figuranti in allegato .
                                      Articolo 2
1 . Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative , regolamen¬
    tari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva
    a decorrere dal 1° gennaio 1990 . Essi ne informano immediatamente la Commissione .
2 . Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di
    diritto interno che essi adottar»:, nel settore disciplinato dalla presente di ¬
    rettiva .
                                      Articolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
Fatto a Bruxelles , addi                          Per il Consiglio
 ---pagebreak---                                      - 8 -
                                   ALLEGATO                        " Allegato I
MOTIVI PER CUI DELLE SOSTANZE SONO DESTINATE ALLO SMALTIMENTO
Dei prodotti o delle sostanze sono destinati allo smaltimento perché appar ¬
tengono alle seguenti categorie :
Q1  Residui di produzione o di consumo in appresso non specificati .
Q2  Prodotti fuori norma .
Q3  Prodotti scaduti .
Q4  Sostanze accidentalmente riversate , perdute o aventi subito qualunque al ¬
    tro incidente , compresi tutti i materiali , le attrezzature , ecc . contami ¬
    nati in seguito all' incidente in questione .
Q5  Sostanze contaminate o insudiciate in seguito ad attività volontarie ( ad
    esempio residui in operazioni di pulizia , materiali da imballaggio , con¬
    tenitori , ecc .).
Q6 Elementi inutilizzabili ( ad esempio batterie fuori uso , catalizzatori e -
    sauriti , ecc .).
Q7 Sostanze divenute inatte all' impiego ( ad esempio acidi contaminati , sol ¬
    venti contaminati , sali da rinverdimento esauriti ).
Q8 Residui di processi industriali ( ad esempio scorie ., residui di distilla ¬
    zione ,. ecc .).
Q9  Residui di procedimenti antinquinamento ( ad esempio fanghi di lavaggio
    di gas , polveri di filtri dell' aria , filtri usati , ecc .).
Q10 Residui di lavorazione / sagomatura ( ad esempio trucioli di tornitura o di
    fresatura , ecc .).
Q11 Residui provenienti dall' estrazione e dalla preparazione delle materie
    prime ( ad esempio residui provenienti da attività minerarie o petrolife¬
    re , ecc .).
Q12 Sostanza contaminata ( ad esempio olio contaminato da PCB , ecc .).
Q13 Qualunque materia , sostanza o prodotto la cui utilizzazione è giuridica¬
    mente vietata .
Q14 Prodotti di cui il detentore non si serve più ( ad esempio articoli messi
    fra gli scarti dall' agricoltura , dalle famiglie , dagli uffici , dai nego¬
    zi , dalle officine , ecc .).
Q15 Materie , sostanze o prodotti provenienti da attività di riattamento di
    terreni contaminati .
Q16 Qualunque sostanza , materia o prodotto che il detentore desideri smaltire
    o che sia tenuto a smaltire e che non rientri nelle categorie sopra elencate .
                                                                                   \1
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                                                                      Allegato II
                               OPERAZIONI DI SMALTIMENTO
                       ( L' allegato II comprende due sezioni )
II . A. OPERAZIONI CHE NON COMPORTANO UNA POSSIBILITÀ' DI RECUPERO, DI RICICLO,
         DI RIUTILIZZO DI REIMPIEGO DIRETTO 0 UNA QUALUNQUE ALTRA UTILIZZAZIONE
         DEI RIFIUTI
( N.B. Nell' allegato II A dovrebbero essere ricapitolate tutte queste operazio¬
         ni di smaltimento cosi come esse sono effettuate in pratica . Dette ope ¬
         razioni non sono necessariamente accettabili dal punto di vista della
         protezione dell' ambiente ).
D1    Deposito su o nel suolo ( ad esempio messa in discarica , ecc .).
D2    Trattamento in ambiente terrestre ( ad esempio biodegradazione di rifiuti
       liquidi o di fanghi nei suoli , ecc .).
D3    Iniezioni in profondità ( ad esempio iniezione dei rifiuti pompabili in
      pozzi , in cupole saline o in faglie geologiche naturali , ecc .).
D4 Lagunaggio ( ad esempio scarico di rifiuti liquidi o di fanghi in pozzi ,
      stagni o bacini , ecc .).
D5    Messa in discarica specialmente allestita ( ad esempio sistemazione in al ¬
      veoli stagni separati , ricoperti e isolati gli uni dagli altri e dall' am¬
      biente , ecc .).
D6     Scarico nell' ambiente idrico eccetto l' immersione .
D7 Immersione , compreso il seppellimento nel sottosuolo marino .
D8 Trattamento biologico non specificato altrove nel presente allegato , che
       dia origine a composti o a miscugli che vengono eliminati secondo uno dei
       procedimenti elencati nell' allegato II A.
D9 Trattamento fisico-chimico non specificato altrove nel presente allegato
       che dia origine a composti o a miscugli eliminati secondo uno dei procedi ¬
       menti elencati nell' allegato II A ( ad esempio evaporazione , essiccazione,
       calcinazione , ecc .).
D10 Incenerimento a terra .
D11 Incenerimento in mare .
 D12 Deposito permanente (ad esempio sistemazione in contenitori in una minie¬
       ra , ecc .).
 D13 Raggruppamento preliminare prima di una delle operazioni dell' allegato II A.
 ---pagebreak---                                       - 10 -
DIA Ri condizionamento preliminare prima di una delle operazioni dell' allega¬
      to II A.
D15 Deposito preliminare prima di una delle operazioni dell' allegato II A.
II . B. OPERAZIONI CHE COMPORTANO UNA POSSIBILITÀ' DI RECUPERO, DI RICICLO, DI
        RIUTILIZZO, DI REIMPIEGO DIRETTO 0 UNA QUALUNQUE ALTRA UTILIZZAZIONE
        DEI RIFIUTI
( N.B. Nell' allegato II A dovrebbero essere registrati tutti i procedimenti e
        i metodi destinati ad estrarre e /o ad utilizzare materie prime secondarie .
R1    Utilizzazione principale come combustibile o altro mezzo per produrre
      energia .
R2    Recupero o rigenerazione dei solventi .
R3    Riciclo o recupero delle sostanze organiche non utilizzate come solventi .
R4    Riciclo o recupero dei metalli o dei composti metallici .
R5    Riciclo o recupero di altre materie inorganiche .
R6    Rigenerazione degli acidi o delle basi .
R7    Recupero dei prodotti che servono a captare gli inquinanti .
R8    Recupero dei prodotti provenienti dai catalizzatori .
R9    Rigenerazione o altri reimpieghi degli oli .
R10   Spandimento sul suolo a beneficio dell' agricoltura o dell' ecologia , com¬
      prese le operazioni di compostaggio e altre trasformazioni biologiche .
R11   Utilizzazione di materiali ottenuti da una delle operazioni indicate da
      R1 a R10 .
R12 Scambio di rifiuti per sottoporli ad una qualunque delle operazioni indi ¬
      cate da R1 a R1 1 .
R13 Messa in riserva di materiali per sottoporli a una delle operazioni che
      figurano nell' allegato II B. "
 ---pagebreak---          PROPOSTA DI DIRETTIVA DEL CONSIGLIO RELATIVA AI RIFIUTI PERICOLOSI
  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE ,
  Visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea , i...
  in particolare l' articolo 100 A ,
  vista la proposta della Commissione ,
  in cooperazione con il Parlamento europeo ,
  visto il parere del Comitato economico e sociale ,
  considerando che una disparità tra le legislazioni degli Stati membri in ma ¬
  teria di smaltimento dei rifiuti pericolosi può creare distorsioni nelle con¬
  dizioni di concorrenza e avere perciò una incidenza diretta sull' instaurazione
  e sul funzionamento del mercato interno ; che è quindi necessario procedere al
  ravvicinamento delle legislazioni nel settore ;
  considerando che la direttiva 78 / 319 / CEE del Consiglio del 20 marzo 1978 .
  relativa ai rifiuti tossici e nocivi ( 1 ) ha istituito a livello comunitario
 ina regolamentazione per lo smaltimento dei rifiuti pericolosi ; che Der tener conto
  delle esperienze acquisite nell' applicazione di detta direttiva da parte de ¬
  gli Stati membri è opportuno modificare tale regolamentazione e sostituire la diret¬
  tiva      78 / 319 / CEE con la presente direttiva ; ’
  considerando che il programma di azione delle Comunità europee in materia am¬
 bientale , che ha formato oggetto della risoluzione del Consiglio delle Comu¬
 nità europee e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri^riuniti in
  sede di Consiglio, del 19 ottobre 1987, concernente il proseguimento e l' at ¬
  tuazione di una politica e di un programma d' azione delle Comunità europee
  in materia ambientale ( 1987-1992 ) ^ prevede un' azione comuni ¬
  taria intesa a migliorare le condizioni di smaltimento dei rifiuti pericolosi ;
(1 ) GU n. L 84 del 31.3.1978 , pag . 43 .
(2) GU n. C 328 del 7.12.1987, pag . 1 .
                                                                                       ъ>
 ---pagebreak---                                               - 2 -
                                                               /
 considerando che        è necessario assicurare un elevato li ¬
 vello di protezione dell' ambiente per quanto riguarda sia la definizione ,
  sia lo smaltimento dei rifiuti ;
 considerando che per rendere più efficace la gestione dei rifiuti pericolosi
 nell' ambito della Comunità è necessario precisare e uniformare la definizione
 di rifiuti pericolosi alla luce dell' esperienza acquisita ;
 considerando che le norme generali che si applicano allo smaltimento dei ri ¬
 fiuti , fissate dalla direttiva            75 / 442 / CEE del Consiglio (3) modificata dalla direttiva
      88/    /CEE ( 4 ), si applicano anche allo smaltimento dei rifiuti pericolosi ;
 considerando che per il corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi sono ne ¬
 cessarie norme complementari più rigorose che tengano conto della natura par ¬
 ticolare di questi rifiuti ; che il controllo di detto smaltimento e in parti ¬
 colare del trasporto deve essere garantito nel modo più completo possibile ;
 considerando che , qualora gli Stati membri applichino tasse sugli importi
 destinati a coprire i costi dello smaltimento dei rifiuti pericolosi ,
 conformemente al principio " chi inquina paga ", il gettito di tali tasse
 può essere utilizzato in particolare per finanziare le misure di controllo
 relative ai rifiuti pericolosi e la ricerca in materia di smaltimento dei
  rifiuti pericolosi ;
 considerando che le informazioni attualmente disponibili sugli aspetti quali ¬
 tativi e quantitativi della gestione dei rifiuti sono del tutto insufficienti
 e che è necessario istituire a livello comunitario un sistema di informazione
 reciproca sui quantitativi di rifiuti pericolosi e sui mezzi per provvedere
 al loro corretto smaltimento ;
 considerando che l' adeguamento al progresso tecnico delle disposizioni della
 direttiva deve poter avvenire rapidamente e che il Comitato per l' adeguamento
 al progresso tecnico istituito dalla direttiva                   7.5 / 442 / CEEdeve essere competen¬
 te anche per quanto riguarda l' adeguamento al progresso tecnico delle dispo¬
 sizioni della presente direttiva ;
 considerando che la direttiva          84 / 631 / CEE del Consiglio del 6 dicembre 1984 ,
 relativa alla sorveglianza ed al controllo all' interno della Comunità delle
 spedizioni transfrontaliere di rifiuti pericolosi ( 5 ), che fissa norme comuni
 per i trasferimenti transfrontalieri di detti rifiuti , fa riferimento in più
(3) GU n. L 194 del 25.7.1975 , pag . 47 .
(4) GU n . L      del        1988, pag.
(5) GU n. L 326 del 13.12.1985 , pag . 31 .
 ---pagebreak--- articoli alla direttiva        78 / 319 / CEE e che è opportuno apportare delle mo¬
difiche formali al testo della direttiva 84/631 /CEE in modo da fare esplicito riferi¬
mento alle disposizioni corrispondenti della presente direttiva ,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                                        Articolo 1
1 . Scopo della presente direttiva è ravvicinare le legislazioni degli Stati
    membri sullo smaltimento controllato dei rifiuti pericolosi .
2 . Ai sensi della presente direttiva si intende per :
    " rifiuto pericoloso ":
    - qualsiasi rifiuto che rientri in una delle categorie o dei tipi di ri ¬
       fiuti elencati nell' allegato I A , a meno che non sia possibile dimostra¬
       re che esso non possieda alcuna delle caratteristiche indicate nell' al ¬
       legato III ;
    - qualsiasi rifiuto che rientri in una delle categorie elencate nell' alle
       gato I B e che contenga una delle sostanze o delle materie che figurano
       nell' allegato II , a meno che non sia possibile dimostrare che esso non
       possieda alcuna delle caratteristiche indicate nell' allegato III ;
    - qualunque altro rifiuto che possieda una delle caratteristiche indicate
       nell' allegato III ;
                                        Articolo 2
Sono esclusi dal campo di applicazione della presente direttiva i rifiuti pe
ricolosi soggetti a regolamentazioni comunitarie specifiche .
 ---pagebreak---                                                /
                                               7
                                          - 4 ■*
                                        Articolo 3
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per vietare l' abbandono , lo
scarico , lo smaltimento e il trasporto incontrollati dei rifiuti pericolosi .
                                        Articolo 4
Gli Stati membri adottano le misure necessarie per :
- vietare    che nel corso delle operazioni di smaltimento i rifiuti pericolosi
   vengano   mescolati con altri rifiuti , sostanze o materie , a meno che ciò non
   avvenga   per soddisfare alte disposizioni previste dall' articolo 4 della di ¬
   rettiva   75 / 442 / CEE o per rendere più sicuro lo smaltimento dei rifiuti sud¬
   detti ;
- esigere che i rifiuti pericolosi siano , se tecnicamente necessario , separa¬
   ti dagli altri rifiuti nel corso delle operazioni di smaltimento ;
- esigere che in ogni luogo in cui sia stato effettuato il deposito di rifiu¬
   ti pericolosi , questi ultimi siano catalogati ed identificati .
                                        Articolo 5
1 . Le disposizioni dell' articolo 8 della direttiva 75 / 442 / CEE concernenti
     l' autorizzazione si applicano a qualunque stabilimento o impresa che prov¬
    veda al trattamento dei rifiuti pericolosi , compresi quelli o quelle che
    eseguono le operazioni di cui all' allegato II B della direttiva 75 / 442 / CEE .
2 . Gli Stati membri possono sottoporre - ad autorizzazione gli stabili -
    menti o le imprese che provvedono alla raccolta e /o al trasporto dei ri ¬
    fiuti pericolosi . L' autorizzazione rilasciata per le operazioni di tra¬
    sporto da uno Stato membro è riconosciuta tal quale dagli altri Stati membri .
 ---pagebreak---                                     Articolo 6
Chiunque produca o detenga rifiuti pericolosi per i quali non abbia ottenuto
l autorizzazione di cui all' articolo 5, deve al più presto farli eliminare da
uno stabilimento o da un' impresa , autorizzati o controllati dalle autorità
competenti .
                                    Articolo 7
1 . Qualunque stabilimento o impresa che produca , detenga o smaltisca rifiuti
    pericolosi :
    - è soggetto ad un controllo periodico da parte delle autorità competenti ,
    - deve tener un registro in cui siano indicati le quantità , la natura , le
       caratteristiche fisiche e chimiche , l' origine , i metodi e i luoghi di
       smaltimento dei rifiuti e le date di ricevimento e di cessione degli stes¬
       si ,
    - deve fornire queste indicazioni alle autorità competenti su richiesta di
       queste ultime .
2 . I documenti giustificativi , relativi all' esecuzione delle operazioni di
    smaltimento , debbono essere conservati per almeno due anni . Tali documenti ,
    se del caso, debbono essere inviati alle autorità competenti dello Stato
    membro interessato .
                                     Articolo 8
1 . Gli Stati membri adottano le misure necessarie affinché nel corso della
    raccolta , del trasporto e del deposito temporaneo :
    a ) i rifiuti siano adeguatamente imballati ,
    b ) gli imballaggi siano muniti di apposite etichette nelle quali siano in¬
        dicati natura , composizione e quantitativo dei rifiuti nonché il numero
        di telefono della o delle persone da contattare in caso di necessità ,
    c ) i rifiuti siano accompagnati dalle istruzioni da seguire in caso di pe¬
        ricolo o di incidente .
 ---pagebreak---                                       - 6 -
2 . Per quanto riguarda Le operazioni di trasporto si considerano soddisfatti
    i requisiti di cui al paragrafo 1 quando uno Stato membro applica le di ¬
    sposizioni equivalenti in materia ai sensi delle convenzioni internazio ¬
    nali sui trasporti citate nell' allegato II della direttiva 84 / 631 / CEE e
    delle quali è parte contraente , sempre che tati convenzioni contemplino i
    rifiuti . pericolosi .
3 . I controlli previsti dall' articolo 7 per la raccolta ed i l trasporto ri ¬
    guardano in particolare :
    - i requisiti tecnici concernenti i veicoli ,
    - la formazione dei conducenti o dei responsabili del trasporto .
    Le modalità di tale controllo debbono essere equivalenti alle disposizioni
    applicabili al trasporto delle merci pericolose previste dalle convenzioni
    internazionali in materia di trasporto citate nell' allegato II della diret ¬
    tiva 84 / 631 / CEE .
4 . I rifiuti pericolosi , qualora vengano trasferiti per essere sottoposti a
    smaltimento , devono essere accompagnati da un formulario di identificazione
    che contenga le informazioni di cui all' allegato I, sezione A della diretti ¬
    va 84 / 631 / CEE .
                                    Articolo 9
    Conformemente al principio " chi inquina , paga ", il costo dello smaltimento
    dei rifiuti pericolosi , previa detrazione dell' importo della loro eventua ¬
    le valorizzazione , deve essere sostenuto :
    - dal detentore che consegni i rifiuti ad un' impresa o ad uno stabilimento
      che provveda allo smaltimento dei rifiuti pericolosi ,
    - e /o dai detentori precedenti o dal produttore del prodotto generante ri ¬
      fiuti pericolosi .
 ---pagebreak---                                          - 7 -
2 . Qualora gli Stati membri applichino tasse sugli importi destinati a co¬
     prire i costi di cui al paragrafo 1 , il gettito di tali tasse può essere
     utilizzato in particolare ai seguenti fini :
                                                                            0
     - finanziamento delle misure di controllo ‘relative ai rifiuti pericolosi ;
     - finanziamento della ricerca in materia di smaltimento dei rifiuti peri ¬
         colosi .
                                      Articolo 10
  1 . Le autorità competenti degli Stati membri elaborano e tengono aggiornati programmi per lo
       smaltimento dei rifiuti pericolosi . Tali programmi contemplano ih parti ¬
       colare :
       -  i tipi ed i quantitativi di rifiuti da smaltire ,
       -  i metodi di smaltimento ,
       -  i centri e i luoghi di smaltimento autorizzati ,
       -   le norme e i requisiti tecnici previsti ,
       -  i luoghi di deposito abbandonati e i luoghi contaminati per i quali è
          necessaria una sorveglianza o che debbono essere riadattati .
      Esse possono includere nei programmi in questione altri aspetti
       particolari , pome la stima dei costi delle operazioni di smaltimento .
  2 . Le autorità competenti pubblicano i programmi di cui al paragrafo 1 . Gli
       Stati membri trasmettono tali programmi alla Commissione anteriormente al 1° gen¬
       naio 1990 .
  3 . La Commissione procede ad una valutazione comparativa dei programmi sud¬
       detti , in particolare per quanto riguarda i metodi di smaltimento e le
       norme tecniche previste . Se del caso la Commissione prepara delle propo¬
       ste intese ad armonizzare le norme tecniche per lo smaltimento .
                                                                                                1(0
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                                         Articolo 11
Nei casi di emergenza o di grave pericolo gli Stati membri adottano tutte
le misure necessarie , comprese , se del caso, temporanee deroghe alla presen¬
te direttiva , al fine di garantire che i rifiuti pericolosi non costituisca¬
no una minaccia per la popolazione o per l' ambiente . Gli Stati membri infor¬
mano la Commissione di tali deroghe .
                                         Articolo 12
1 . Ogni tre anni , e per la prima volta il 1° settembre 1990, gli Stati mem¬
    bri trasmettono alla Commissione una relazione sull' attuazione delle di ¬
    sposizioni della presente direttiva . Tale relazione viene preparata
    come parte integrante della relazione prevista dall' articolo 12, paragrafo 1 della
    direttiva ’   75 / 442 / CEE , secondo le modalità ivi indicate .
2 . Sulla base delle relazioni di cui al paragrafo 1 , la Commissione pubblica
    una relazione di sintesi integrata alla relazione prevista dall' articolo 12 , paragra¬
    fo 2 della direttiva          75 / 442 / CEE , seguendo le modalità ivi indicate .
3 . Per ciascuno stabilimento o impresa autorizzati gli Stati membri trasmet­
    tono inoltre alla Commissione , antariormente al 1° gennaio 1991 , le seguenti in¬
    formazioni :                                                                           !
    - nome e indirizzo ,
    - sistema di trattamento dei rifiuti ,
    - tipo di rifiuti che possono essere trattati ,
    - tariffa di trattamento ,
    - natura dei rifiuti risultanti dal trattamento,
    - dati sul funzionamento , quali :
       . quantitativo effettivo di rifiuti trattati all' anno,                              j
       . rapporto di funzionamento in tempo .                                               j
    Gli Stati membri comunicano ogni anno alla Commissione i cambiamenti re¬
    lativi ai dati in questione .
    La Commissione tiene queste informazioni a disposizione delle autorità
    competenti degli Stati membri che ne facciano richiesta .
                                                                                            i
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                                            Articolo 13
  Le modifiche necessarie per adeguare gli allegati della presente direttiva
  al progresso scientifico e tecnico saranno adottate conformemente alla prò
  cedura di cui all' articolo 12 quater della direttiva              74/442/CEE.
                                           Articolo 14
  Il comitato per l' adeguamento al progresso scientifico e tecnico istituito
 dall' articolo 12 ter della direttiva               75/442/CEE è competente anche per
  l' esame delle modifiche di cui all' articolo 13 della presente direttiva .
                                           Articolo 15
 Gli Stati membri vietano qualunque atto avente lo scopo o l' effetto di elu¬
 dere le disposizioni della presente direttiva .
                                           Articolo 16
La direttiva 84 / 631 / CEE è modificata come segue :
 a ) all' articolo 2, paragrafo 1 , il testo della lettera f ) è sostituito dal
     seguente testo :
        " f ) smaltimento, lo smaltimento ai sensi dell' articolo 1 , punto b ) del ¬
        la direttiva       75 / 442 / CEE";
b ) all' articolo 15 ,    i termini " l' articolo 18 della direttiva 78 / 319 / CEE " sono sosti ¬
     tuiti dai termini " l' articolo 12 ter della direttiva 75 / 442 / CEE .".
                                          Articolo 17
1 . Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative , regola¬
     mentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla presente diret ¬
     tiva a decorrere dal 1° gennaio 1990. Essi ne informano immediatamente la
     Commissione .
                                                                                                и
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2 . Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo deLle disposizioni
    di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla pre ¬
    sente direttiva .
                                 Articolo 18
1 . A decorrere dal 1° gennaio 1990 la direttiva    78 / 319 / CEE è abrogata .
2 . I riferimenti alla direttiva abrogata in virtù del paragrafo 1 debbono
    intendersi come fatti alla presente direttiva .
    I riferimenti relativi agli articoli di detta direttiva devono essere letti
    secondo la tabella di corrispondenza che figura nell' allegato IV .
                                 Articolo 19
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva .
Fatto a Bruxelles , addì                            Per il Consiglio
                                                                                21
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                                                                      Allegato 1
                  CATEGORIE 0 TIPI GENERICI DI RIFIUTI PERICOLOSI (*)
 (I RIFIUTI POSSONO PRESENTARSI SOTTO FORMA DI LIQUIDO, DI SOLIDO 0 DI FANGO)
 ALLEGATO I-A
 Rifiuto consistente in :
  1 . medi
       Sostanze
            che .
                   anatomiche; rifiuti di ospedali o provenienti da altre attività
  2 . Prodotti farmaceutici , medicinali , prodotti veterinari .
  3 . Prodotti per la protezione del legno .
  4 . Biocidi e prodotti f itosanitari .
  5 . Residui di prodotti utilizzati come solventi .
  6. Sostanze organiche alogenate non utilizzate come solventi , escluse le so¬
       stanze polimeri zzate inerti .
  7 . Sali per rinverdimento cianurati .
  8 . Oli e sostanze oleose minerali ( ad esempio fanghi di lavorazione, ecc .).
  9.   Miscugli olio /acqua o idrocarburo /acqua , emulsioni .
10.    Sostanze contenenti PCB e /o PCT (ad esempio isolanti elettrici , ecc .).
11 .   Sostanze bituminose provenienti da operazioni di raffinazione, distilla¬
       zione o pirolisi (ad esempio residui di distillazione, ecc .).
12 .   Inchiostri , coloranti , pigmenti , pitture, lacche, vernici .
13 . Resine , lattici , plastificanti , colle .
14 . Sostanze chimiche non identificate e /o nuove provenienti da attività di
      ricerca , di sviluppo e di insegnamento , i cui effetti sull' uomo e /o sul ¬
       l' ambiente non sono note (ad esempio rifiuti di laboratorio, ecc .).
15 . Prodotti pirotecnici e altre sostanze esplosive .
16 . Prodotti di laboratori fotografici .
17 . Qualunque materiale contaminato da un prodotto della famiglia dei diben-
      zofurani policlorati .
18 . Qualunque materiale contaminato da un prodotto della famiglia delle di -
      benzoparadiossine policlorate .
ALLEGATO I-B
Rifiuti contenenti uno qualunque dei costituenti elencati nell' allegato II
e consistenti in :
19 . Saponi , corpi grassi , cere di origine animale o vegetale .
20 . Sostanze organiche non alogenate non utilizzate come solventi .
21 . Sostanze inorganiche senza metalli né composti metallici .
22 . Scorie e / o ceneri .
23 . Terre , argille o sabbie , compresi i fanghi di dragaggio .
24 . Sali per rinverdimento non cianurati .
25 . Polveri metalliche .
26 . Materiali catalitici usati .
27 . Liquidi o fanghi contenenti metalli o composti metallici .
28 . Rifiuti provenienti da trattamenti disinquinanti ( ad esempio : polveri di
      filtri dell' aria , ecc .) salvo 29,30 e 33 .
(*) Alcune ripetizioni rispetto alle rubriche dell' allegato II sono fatte
      intenzionalmente .
                                                                                    1)0
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29 . Fanghi provenienti dal Lavaggio di gas .
30 . Fanghi provenienti dagli impianti di depurazione dell' acqua .
31 . Residui da decarbonatazione .
32 . Residui di colonne scambiatrici di ioni .
33 . Fanghi residuati non trattati o non utilizzabili in agricoltura .
34 . Acque reflue non espressamente indicate nell' allegato I-A .
35 . Residui della pulitura di cisterne o di materiale .
36 . Materiale contaminato .
37 . Recipienti contaminati ( ad esempio : imballaggi , bombole di gas , ecc .)
     che abbiano contenuto uno o più dei costituenti elencati nell' allegato II .
38 . Accomulatori e pile elettriche .
39 . Oli vegetali .
40 . Oggetti provenienti da una raccolta selettiva di rifiuti domestici e che
     presentino una delle caratteristiche elencate nell' allegato III .
41 . Qualunque altro rifiuto contenente uno qualunque dei costituenti elenca ¬
     ti nell' allegato II .
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                                                                  Allegato II
      COSTITUENTI CHE CONFERISCONO AI RIFIUTI LA LORO PERICOLOSITÀ' (*)
Rifiuti aventi come costituenti :
C1       Berillio , composti del berillio,
C2       Composti del vanadio .
C3       Composti   del cromo esavalente .
C4       Composti   del cobalto .
C5       Composti   del nickel .
C6       Composti   del rame .
C7       Composti   dello zinco .
C8       Arsenico , composti dell' arsenico .
C9       Selenio , composti del selenio .
C10      Composti dell' argento .
C11      Cádmio , composti del cádmio .
C12      Composti dello stagno .
C13      Antimonio , composti dell' antimonio .
C14      Tellurio , composti del tellurio .
C15      Composti del bario , ad eccezione del solfato di bario .
C16      Mercúrio , composti del mercúrio .
C17      Tallio , composti del tallio .
C18'     Piombo , composti del piombo .
C19      Solfuri inorganici .
C20      Composti inorganici del fluoro , escluso il fluoruro di calcio .
C21      Cianuri inorganici .
C22      I seguenti metalli alcalini o alcalino-terrosi : litio , sodio, potas¬
         sio , calcio , magnesio sotto forma non combinata .
C23      Soluzioni acide o acidi sotto forma solida .
C24      Soluzioni basiche o basi sotto forma solida .
C25      Amianto ( polvere e fibre ).
C26      Fosforo ; composti del fosforo esclusi i fosfati minerali .
C27      Metallocarboni li .
C28      Perossidi .
C29      Clorati .
C30      Perclorati .
C31      Azoturi .
C32      PCB e / o PCT .
C33      Composti farmaceutici o veterinari .
C34      Biocidi e sostanze f itosanitarie ( ad esempio antiparassitari , ecc .).
C35      Sostanze infettive .
C36      Creosoti .
C37      Isocianati , tiocianati .
C38      Cianuri organici ( ad esempio : nitriti , ecc .).
C39       Fenoli , composti fendati .
C40      Solventi alogenati .
C41      Solventi organici non alogenati .
C42      Composti organo-alogenati , escluse te sostanze polimerizzate inerti
         e le altre sostanze indicate nel presente allegato .
(*) Alcune ripetizioni rispetto ai tipi generici di RIFIUTI dell allegato I
     sono fatte intenzionalmente .
                                                                                  32
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C43 Composti aromatici ; composti organici policiclici ed eterociclici .
C44 Ammine alifatiche .
C45 Ammine aromatiche .
C46 Eteri .
C47 Sostanze di carattere esplosivo , escluse le sostanze indicate in
    altri punti del presente allegato .
C48 Composti organici dello zolfo .
C49 Qualsiasi prodotto della famiglia dei dibenzofurani policlorati .
C50 Qualsiasi prodotto della famiglia delle dibenzo-paradiossine poli ¬
    clorate .
C51 Idrocarburi e loro composti ossigenati azotati e / o solforati non
    specificamente indicati nel presente allegato .
                                                                         33
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                                                               Allegato III
                CARATTERISTICHE DI PERICOLO PER I RIFIUTI
H1   " Esplosivo": sostanze e preparati che possono esplodere per effetto
     della fiamma o che sono sensibili agli urti e agli attriti più del
     dinitrobenzene ;
H2   " Comburente": sostanze e preparati che , a contatto con altre sostan¬
     ze , soprattutto se infiammabili , presentano una forte reazione eso¬
     termica ;
НЗ-А " Estremamente infiammabile": sostanze e preparati
     - allo stato liquido , il cui punto di infiammabilità è inferiore a
        21 gradi C ( compresi i liquidi estremamente infiammabili ), o
     - che a contatto con l' aria , a temperatura normale e senza apporto di
        energia , possono riscaldarsi e infiammarsi , o
     - solidi che possono facilmente infiammarsi per la rapida azione "di
        una sorgente di accensione e che continuano a bruciare o a consumar ¬
        si anche dopo l' allontanamento della sorgente di accensione o ,
     - gassosi che si infiammano a contatto con l' aria a pressione normale , o
     - che , a contatto con l' acqua o l' aria umida , sprigionano gas facil ¬
        mente infiammabili in quantità pericolose ;
НЗ-В " Infiammabili ": sostanze e preparati di liquidi il cui punto di in¬
     fiammabilità è pari o superiore a 21 gradi C e inferiore o pari a
     55 gradi C ;
Н4   " Irritante ": sostanze e preparati non corrosivi il cui contatto imme¬
     diato , prolungato o ripetuto con pelle o le mucose può provocare una
     reazione infiammatoria ;
Н5   " Nocivo ": sostanze o preparati che per inalazione , ingestione o pe¬
     netrazione cutanea possono comportare rischi di gravità limitata ;
Н6   " Tossico ": sostanze e preparati che per inalazione , ingestione o pe¬
     netrazione cutanea , possono comportare rischi gravi , acuti o cronici
     e anche la morte ( comprese le sostanze e i preparati molto tossici );
Н7   " Cancerogeni ": sostanze o preparati che per inalazione , ingestione o
     penetrazione cutanea , possono produrre il cancro o aumentarne la fre¬
     quenza ;
Н8   " Corrosivo ": sostanze o preparati che a contatto con tessuti vivi
     possono esercitare su di essi un' azione distruttiva ;
Н9   " Infettivo ": sostanze contenenti microrganismi vitali o loro tossine
     di cui si sappia o si abbiano buoni motivi per ritenere che provochi ¬
     no malattie nell' uomo o in altri organismi viventi ;
                                                                                34
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H10          " Teratogeno": sostanze o preparati che per inalazione , ingestione o
             penetrazione cutanea possono produrre malformazioni congenite non
             ereditarie o aumentarne la frequenza ;
H1 1         " Mutageno": sostanze o preparati che per inalazione , ingestione o
             penetrazione cutanea possono produrre difetti genetici ereditari o
             aumentarne la frequenza ;
H12          Sostanze o preparati che a contatto con l' acqua , l' aria o un acido
             sprigionino un gas tossico o molto tossico;
H13          Suscettibile dopo eliminazione di dare origine in qualche modo ad
             un' altra sostanza , ad esempio ad un prodotto di lisciviazione che
             possieda una delle caratteristiche sopra elencate ;
H14          " Ecotossico ": sostanze e preparati che presentano o possono presen¬
             tare rischi immediati o differiti per uno o più settori dell' ambiente .
Note
1 . L' attribuzione delle caratteristiche di pericolo " tossico " (e " molto tos ¬
     sico"), "notivo", " corrosivo " e " irritante " è effettuata secondo i crite¬
     ri stabiliti dall' allegato VI parte I-A e parte II-B della direttiva del
     Consiglio 67/ 548 / CEE ( 6 ) come modificata dalla direttiva del Consiglio del
     18 settembre 1979 ( 79 / 831 / CEE ) .
2 . Per quanto concerne l' attribuzione delle caratteristiche " cangerogeno ",
     "teratogeno " e "mutageno " e riguardo all' attuale stato delle conoscenze ,
     precisazioni supplementari figurano nella guida per la classificazione e
     l' etichettatura dell' allegato VI ( parte II-D ) della direttiva 67/ 548 / CEE ,
     come modificata dalla direttiva della Commissione 83 / 467 / CEE del 29 lu¬
     glio 1983 ( 8 ).
Metodi di prova
I metodi di prova sono intesi a conferire un significato specifico alle de¬
finizioni di cui all' allegato III .
I metodi da utilizzare sono quelli descritti nell' allegato V della direttiva
67 / 548 / CEE come modificata dalla direttiva della Commissione 84 / 449 / CEE del
25 aprile 1984 ( 9) o dalle successive direttive della Commissione che adegua¬
no al progresso tecnico la direttiva 67 / 548 / CEE . Questi metodi sono basati
sui lavori e sulle raccomandazioni degli organismi internazionali competenti ,
in particolare su quelli dell' OCSE .
( 6)  GU   L   196 del 16.8.1967 .
( 7)  GU  L    259 del 15.10.1979 .
(8)   GU  L    257 del 16.9.1983 .
(9)   GU  L    251 del 19.9.1984 .
 ---pagebreak---                                        - 17 -
                                                                          Allegato IV
   TABELLA DI CORRISPONDENZA FRA GLI ARTICOLI DELLA DIRETTIVA 78/ 31 9/ CEE
             ABROGATA E GLI ARTICOLI DELLA DIRETTIVA             /   / CEE
                           RELATIVA AI RIFIUTI PERICOLOSI
Direttiva n . 78 / 319/ CEE                  Direttiva n .        / / CEE
Arti coli abrogati                           Nuovi articoli
Arti colo 1                                  Articolo 1.2
Articolo  2                                  Articolo 8.2 .
Articolo  3                                  Articolo 2
Articolo  4                                  - soppresso ( art . 3.1 .,
                                               direttiva n . 75 / 442 / CEE )
Articolo 5.1 .                               - soppresso ( art . 4 della direttiva
                                               n . 75 / 442 / CEE )
Articolo 5.2 .                               Articolo 3
Articolo 6                                   - soppresso ( art . 5 della direttiva
                                               n . 75 / 442 / CEE )
Articolo  7                                  Articolo 4
Articolo  8                                  soppresso
Articolo  9                                  Articolo    5.1 .
Articolo  10                                 Articolo    6
Articolo  11                                 Articolo    9
Articolo  12                                 Articolo    10
Articolo  13                                 Articolo    11
Articolo  14.1 .                             Articolo    7.1 .
Articolo  14.2 . '                           Articolo    8
Articolo  14.3 .                             Articolo    7.2 .
Arti colo 15                                 Articolo    7.1 .
Articolo  16                                 Articolo    12
Articolo  17                                 Articolo    13
Articolo  18                                 Articolo    14
Arti colo 19                                 - soppresso ( art . 12 quater della
                                             direttiva n . 75 / 442 / CEE)
Articolo 20                                  Articolo 15
Articolo 21                                  Articolo 17
Articolo 22                                  Articolo 19
Allegato                                     Allegato II
                                                                                      &