CELEX: 
Language: it
Date: 2020-07-17 00:00:00
Title: REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE che integra il regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi

COMMISSIONE
                              EUROPEA
                                                       Bruxelles, 17.7.2020
                                                       C(2020) 4757 final
           REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
                                           del 17.7.2020
   che integra il regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per
      quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione
         climatica e per gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
IT                                                                                      IT
 ---pagebreak---                                                      RELAZIONE
   1.        CONTESTO DELL'ATTO DELEGATO
   1.1.      Contesto generale
   Nel 2015 l'Unione europea ha sottoscritto l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici.
   L'accordo fissa l'obiettivo del rafforzamento della risposta ai cambiamenti climatici, tra l'altro
   rendendo i flussi di investimenti coerenti con un percorso che conduca a uno sviluppo a basse
   emissioni di gas a effetto serra e resiliente ai cambiamenti climatici.
   La comunicazione sul Green Deal europeo conferma la necessità di segnali sul lungo periodo
   per indirizzare i flussi finanziari e di capitale verso gli investimenti verdi ed evitare gli attivi
   non recuperabili. Il presente atto delegato intende contribuire a questo specifico obiettivo.
   Inoltre, esso fa seguito al piano di azione per finanziare la crescita sostenibile pubblicato in
   precedenza nel marzo 2018, che ha dato avvio a un'ambiziosa strategia complessiva sulla
   finanza sostenibile, mirante a riorientare i flussi di capitali verso investimenti sostenibili per
   conseguire una crescita sostenibile e inclusiva.
   Più in generale, il Green Deal europeo è la risposta dell'Unione alle sfide climatiche e
   ambientali, che rappresentano il compito che definisce la nostra generazione. Si tratta di una
   nuova strategia di crescita il cui obiettivo è quello di trasformare l'Unione in una società giusta e
   prospera, dotata di un'economia moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva, che
   nel 2050 non genererà emissioni nette di gas a effetto serra, in cui l'ambiente e la salute dei
   cittadini saranno protetti e in cui la crescita economica sarà dissociata dall'uso delle risorse. Dato
   che nel prossimo decennio la maggior parte degli investimenti sostenibili dovrà essere effettuata
   da imprese e famiglie, è di fondamentale importanza inviare segnali chiari sul lungo periodo in
   modo da orientare gli investitori verso questo tipo di investimenti.
   Il regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio1 (di seguito "il
   regolamento sugli indici di riferimento") introduce un quadro comune per garantire
   l'accuratezza e l'integrità degli indici cui fanno riferimento strumenti finanziari, contratti
   finanziari o fondi di investimento nell'Unione europea. L'obiettivo è contribuire al buon
   funzionamento del mercato interno, garantendo allo stesso tempo un elevato grado di tutela
   dei consumatori e degli investitori.
   Il 24 maggio 2018 la Commissione ha pubblicato la proposta di modifica del regolamento
   sugli indici di riferimento conformemente al piano di azione per finanziare la crescita
   sostenibile, con l'obiettivo di presentare norme sulla metodologia degli indici di riferimento di
   basse emissioni di carbonio nell'Unione.
   Il regolamento (UE) 2019/2089 del Parlamento europeo e del Consiglio2 introduce una nuova
   categoria di indici di riferimento, i cosiddetti indici di riferimento UE per il clima (ossia gli
   indici di riferimento UE di transizione climatica e gli indici di riferimento UE allineati con
   l'accordo di Parigi), oltre a prevedere le comunicazioni relative alla sostenibilità per tutti gli
   indici di riferimento.
   1
           Regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, sugli indici
           usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e nei contratti finanziari o per misurare la
           performance di fondi di investimento e recante modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del
           regolamento (UE) n. 596/2014 (GU L 171 del 29.6.2016, pag. 1).
   2
           Regolamento (UE) 2019/2089 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, che
           modifica il regolamento (UE) 2016/1011 per quanto riguarda gli indici di riferimento UE di transizione
           climatica, gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi e le comunicazioni relative alla
           sostenibilità per gli indici di riferimento (GU L 317 del 9.12.2019, pag. 17).
IT                                                          1                                                         IT
 ---pagebreak---    1.2.       Obiettivi del regolamento delegato
   L'obiettivo del presente regolamento delegato è stabilire le norme minime che gli indici di
   riferimento UE di transizione climatica e gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di
   Parigi dovrebbero soddisfare per essere etichettati come tali, nonché fissare gli obblighi di
   trasparenza sulla metodologia per entrambi gli indici di riferimento.
   1.3.       Quadro giuridico
   Il presente regolamento delegato si basa sulla delega di cui all'articolo 19 bis, paragrafo 2, del
   regolamento sugli indici di riferimento.
   2.         CONSULTAZIONI PRECEDENTI L'ADOZIONE DELL'ATTO
   Nel giugno 2018 la Commissione ha istituito un gruppo tecnico di esperti sulla finanza
   sostenibile (di seguito "il gruppo tecnico di esperti"). Al gruppo tecnico di esperti è stato
   conferito anche l'incarico di fornire alla Commissione raccomandazioni in merito ai requisiti
   tecnici minimi della metodologia degli indici di riferimento UE per il clima.
   Nel giugno 2019 il gruppo tecnico di esperti ha pubblicato una versione provvisoria della sua
   relazione, che è stata oggetto di un invito a presentare osservazioni nell'estate 2019.
   Il 30 settembre 2019 il gruppo tecnico di esperti ha pubblicato la relazione finale, disponibile
   all'indirizzo
   https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/business_economy_euro/banking_and_finance/docum
   ents/190930-sustainable-finance-teg-final-report-climate-benchmarks-and-disclosures_en.pdf.
   Nell'autunno del 2019 e nel primo semestre del 2020 i servizi della Commissione hanno avuto
   incontri con i portatori di interessi per discutere le future misure delegate. Conformemente
   alle norme per legiferare meglio, i progetti di atti delegati sono stati pubblicati sul portale
   "Legiferare meglio" per un periodo di quattro settimane, tra aprile e maggio 2020. In totale
   alla consultazione hanno risposto 36 portatori di interessi. Inoltre, in occasione della riunione
   del gruppo di esperti del comitato europeo dei valori mobiliari (EGESC) nel maggio 2020, i
   progetti di atti delegati sono stati presentati agli esperti degli Stati membri e da questi
   discussi, con la partecipazione di osservatori del Parlamento europeo.
   3.         VALUTAZIONE D'IMPATTO
   Ai sensi del regolamento sugli indici di riferimento, modificato dal regolamento (UE)
   2019/2089, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati per specificare le
   misure relative alla sostenibilità per gli indici di riferimento. Tre sono gli aspetti da
   considerare: i requisiti minimi per la costruzione degli indici di riferimento UE di transizione
   climatica e degli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi, il contenuto
   minimo della spiegazione del modo in cui gli elementi chiave della metodologia degli indici
   di riferimento riflettono i fattori ambientali, sociali e di governance (fattori ESG) e le
   informazioni che l'amministratore di indici di riferimento deve fornire nella dichiarazione
   sull'indice di riferimento per quanto riguarda la spiegazione del modo in cui sono rispecchiati
   i fattori ESG.
   Il gruppo tecnico di esperti è stato incaricato dalla Commissione di formulare
   raccomandazioni tecniche su tutti questi aspetti. Nel settembre 2019 il gruppo tecnico di
   esperti ha pubblicato la relazione finale sugli indici di riferimento per il clima e sulle
   comunicazioni relative ai fattori ESG degli indici di riferimento, dopo numerosi contatti con i
   portatori di interessi in occasione di tavole rotonde, seminari e un invito a presentare
   osservazioni della durata di 6 settimane tenutosi nell'estate del 2019.
IT                                                  2                                                 IT
 ---pagebreak---    Relazione del gruppo tecnico di esperti
   La relazione finale del gruppo tecnico di esperti prevede una serie di requisiti minimi per la
   costruzione degli indici di riferimento UE di transizione climatica e degli indici di riferimento
   UE allineati con l'accordo di Parigi, nonché obblighi minimi di comunicazione dei fattori ESG
   che dovrebbero applicarsi a tutti gli indici di riferimento, con alcune eccezioni.
   La Commissione ha esaminato tutte le osservazioni ricevute, compresa la relazione del gruppo
   tecnico di esperti, e le risposte all'invito a presentare osservazioni pubblicato dallo stesso
   gruppo, oltre ai contributi forniti alla Commissione dai portatori di interessi in occasione delle
   riunioni bilaterali o delle conferenze.
   In linea generale la Commissione concorda con l'approccio adottato dal gruppo tecnico di
   esperti; tuttavia gli atti delegati si discostano dalla relazione del gruppo su vari aspetti, in
   particolare per quanto riguarda gli obblighi di comunicazione dei fattori ESG. L'obiettivo è
   razionalizzare e semplificare l'approccio del gruppo tecnico di esperti al fine di creare
   maggiore chiarezza sulla serie di indicatori e sulle informazioni che gli amministratori di
   indici di riferimento sono tenuti a comunicare. Le modifiche sono redatte in un linguaggio
   semplice e chiariscono le raccomandazioni tecniche presentate dal gruppo tecnico di esperti,
   migliorano il livello di trasparenza e garantiscono una maggiore prevedibilità a beneficio
   degli amministratori di indici di riferimento.
   Nel fissare i criteri minimi per la costruzione degli indici di riferimento UE di transizione
   climatica e degli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi e per la definizione
   degli obblighi di comunicazione dei fattori ESG, la Commissione ha tenuto conto del
   principio generale di proporzionalità, prevedendo allo stesso tempo un certo grado di
   flessibilità per gli amministratori di indici di riferimento.
   Proporzionalità
   Gli atti delegati specificano ulteriormente le deleghe relative ai nuovi indici di riferimento UE
   per il clima e agli obblighi di comunicazione dei fattori ESG previsti dal regolamento sugli
   indici di riferimento, in modo da garantire l'applicazione proporzionata di quest'ultimo.
   Tenendo conto della relazione del gruppo tecnico di esperti e delle osservazioni presentate dai
   portatori di interessi, la Commissione ha voluto introdurre un approccio proporzionato ai
   requisiti minimi per la costruzione degli indici di riferimento UE di transizione climatica e
   degli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi e agli obblighi minimi di
   comunicazione dei fattori ESG a carico degli amministratori di indici di riferimento.
   In linea con le deleghe contenute nel regolamento sugli indici di riferimento, la Commissione
   ritiene che sia necessario distinguere tra obblighi di comunicazione dei fattori ESG per quanto
   riguarda la metodologia e gli obblighi di comunicazione dei fattori ESG nella dichiarazione
   sull'indice di riferimento, dato che non perseguono gli stessi obiettivi nei confronti degli
   investitori.
   Attualmente gli amministratori di indici di riferimento non sono tenuti a comunicare l'elenco
   dei fattori ESG, sebbene alcuni di essi lo facciano già, nelle cosiddette "factsheets". Pertanto,
   il presente esercizio costituirà una novità solo per alcuni di essi. L'obiettivo della
   Commissione è allineare, nella misura del possibile, le pratiche di mercato e gli indicatori già
   esistenti al fine di evitare costi sproporzionati. Per questo motivo, i fattori ESG si basano sulla
   raccomandazione contenuta nella relazione del gruppo tecnico di esperti, che è stata oggetto
   di ampie consultazioni tra i partecipanti al mercato. La Commissione propone inoltre di
   perfezionare ulteriormente l'approccio suggerito dal gruppo tecnico di esperti, in particolare
   riducendo l'elenco dei fattori ESG da comunicare, semplificando la terminologia utilizzata e
   facendo riferimento, se del caso, alle norme, ai trattati e alle convenzioni internazionali.
IT                                                    3                                                IT
 ---pagebreak---    Inoltre, la Commissione non intende imporre la comunicazione dei rating ESG per tutti gli
   indici di riferimento, in quanto il tema è all'esame nel quadro, distinto e parallelo, del piano di
   azione sulla finanza sostenibile.
   Infine, mentre la relazione del gruppo tecnico di esperti raccomanda l'uso del "rapporto tra
   quota verde e quota marrone" (green to brown share ratio), tale metrica non è inclusa negli
   atti delegati, in quanto i relativi concetti non sono stati ancora definiti a livello dell'UE e sono
   presi in considerazione nel quadro, distinto e parallelo, del futuro regolamento sulla
   tassonomia.
   Flessibilità
   I requisiti fissati nell'atto delegato per quanto riguarda le norme minime per gli indici di
   riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allineati con
   l'accordo di Parigi prevedono un certo grado di flessibilità nella definizione della metodologia
   degli indici di riferimento, in modo da consentire al mercato di sviluppare strategie innovative
   e di adeguarsi alle esigenze specifiche degli investitori.
   Per quanto riguarda l'atto delegato sul contenuto minimo della spiegazione del modo in cui la
   metodologia degli indici di riferimento riflette i fattori ESG, gli amministratori di indici di
   riferimento dovrebbero riferire unicamente in merito ai fattori ESG utilizzati per perseguire
   gli obiettivi ESG e sul modo in cui lo fanno.
   Infine, per quanto riguarda l'atto delegato sulla dichiarazione sull'indice di riferimento, gli
   amministratori di indici di riferimento che non perseguono obiettivi ESG non sono soggetti
   all'obbligo se lo dichiarano esplicitamente nell'apposito modello allegato alla dichiarazione
   sull'indice di riferimento.
   3.1       Analisi dei costi e dei benefici
   Uno degli atti delegati specifica le norme minime per la costruzione degli indici di riferimento
   UE di transizione climatica e degli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi.
   Entrambi gli indici di riferimento sono etichette volontarie e pertanto i requisiti stabiliti nel
   relativo atto delegato si applicano solo agli amministratori di indici di riferimento che
   scelgono di attenersi alle regole. Dato che l'atto delegato stabilisce norme minime, nella
   costruzione degli indici gli amministratori di indici di riferimento godranno di un certo grado
   di flessibilità, il che dovrebbe limitare i costi di conformità. Più in generale, questo approccio
   consentirebbe di prevedere norme chiare e armonizzate sulla costruzione degli indici di
   riferimento, così da consentire di ridurre i costi di elaborazione delle politiche interne, oltre a
   permettere al mercato di sviluppare strategie innovative e di rispondere alla domanda degli
   investitori disposti ad attuare strategie di investimento rispettose del clima.
   I due atti delegati relativi, rispettivamente, alla comunicazione minima dei fattori ESG nella
   metodologia e alla comunicazione minima dei fattori ESG nella dichiarazione sull'indice di
   riferimento, imporranno agli amministratori di indici di riferimento di adeguare le proprie
   infrastrutture informatiche per gestire il nuovo flusso di informazioni e conformarsi agli
   obblighi di comunicazione. Va sottolineato che è già prassi corrente di mercato che gli
   amministratori di indici di riferimento comunichino le informazioni relative ai fattori ESG
   nelle cosiddette "factsheets"; pertanto si prevede che i costi di conformità alle nuove norme
   rimarranno limitati.
   Le informazioni sui fattori ESG che gli amministratori di indici di riferimento devono
   comunicare miglioreranno il livello di comparabilità tra gli indici di riferimento e faranno
   chiarezza a beneficio degli investitori che vogliono realizzare in maniera informata
   investimenti legati al clima.
IT                                                    4                                                 IT
 ---pagebreak---    3.2       Sussidiarietà
   Il regolamento sugli indici di riferimento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
   applicabile in ciascuno degli Stati membri. Esso prevede un periodo transitorio per gli indici
   di riferimento critici e per gli indici di riferimento di paesi terzi, i quali possono continuare a
   essere utilizzati nell'Unione senza autorizzazione fino alla fine del 2021. La base giuridica del
   regolamento sugli indici di riferimento è l'articolo 114 del trattato sul funzionamento
   dell'Unione europea e le eventuali modifiche del regolamento devono essere conformi alla
   stessa base giuridica.
   Un numero crescente di investitori persegue strategie di investimento a basse emissioni di
   carbonio e utilizza indici di riferimento di basse emissioni di carbonio per misurare la
   performance dei portafogli di investimento.
   Al fine di preservare il corretto funzionamento del mercato interno a beneficio degli
   investitori e garantire un livello elevato di tutela dei consumatori e degli investitori, il
   regolamento sugli indici di riferimento come modificato introduce un quadro normativo che
   stabilisce i requisiti minimi per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli
   indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi a livello dell'Unione. L'istituzione di
   indici di riferimento UE di transizione climatica e di indici di riferimento UE allineati con
   l'accordo di Parigi, sostenuti da una metodologia collegata agli impegni stabiliti nell'accordo
   di Parigi in materia di emissioni di carbonio, contribuirà ad aumentare la trasparenza e a
   prevenire il "greenwashing".
   In mancanza di un quadro armonizzato che assicuri l'accuratezza e l'integrità delle principali
   categorie di indici di riferimento di basse emissioni di carbonio utilizzati per i portafogli di
   investimento individuali o collettivi, le divergenze negli approcci degli Stati membri
   potrebbero creare ostacoli al corretto funzionamento del mercato interno.
   4.        ELEMENTI GIURIDICI DELL'ATTO DELEGATO
   La delega per l'adozione di atti delegati è prevista dall'articolo 49 del regolamento sugli indici
   di riferimento.
            L'articolo 1 stabilisce le definizioni applicabili al presente regolamento.
            L'articolo 2 stabilisce lo scenario di riferimento per la temperatura per la costruzione
             degli indici di riferimento UE di transizione climatica e degli indici di riferimento
             UE allineati con l'accordo di Parigi.
            L'articolo 3 fissa i requisiti minimi per quanto riguarda i vincoli all'allocazione in
             titoli azionari.
            L'articolo 4 specifica i requisiti relativi al calcolo dell'intensità dei gas a effetto serra
             o delle emissioni assolute di gas a effetto serra.
            L'articolo 5 fissa i requisiti minimi relativi all'inclusione dei dati sulle emissioni di
             gas a effetto serra di ambito 3 (Scope 3) e a alla loro introduzione graduale.
            L'articolo 6 prevede norme per la fissazione e la pubblicazione degli obiettivi di
             riduzione delle emissioni di gas a effetto serra da parte delle società.
            L'articolo 7 stabilisce i requisiti minimi in relazione alla traiettoria di
             decarbonizzazione per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e per gli
             indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi.
IT                                                    5                                                    IT
 ---pagebreak---     L'articolo 8 stabilisce le norme da applicare in caso di modifica del calcolo delle
     emissioni di gas a effetto serra.
    L'articolo 9 stabilisce la riduzione di riferimento delle emissioni di gas a effetto serra
     per gli indici di riferimento UE di transizione climatica in confronto all'universo di
     investimenti.
    L'articolo 10 stabilisce le esclusioni per gli indici di riferimento UE di transizione
     climatica.
    L'articolo 11 stabilisce la riduzione di riferimento delle emissioni di gas a effetto
     serra per gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi in confronto
     all'universo di investimenti.
    L'articolo 12 stabilisce le esclusioni per gli indici di riferimento UE allineati con
     l'accordo di Parigi.
    L'articolo 13 stabilisce le norme relative agli obblighi di trasparenza per le stime.
    L'articolo 14 fissa le norme riguardanti la comunicazione della traiettoria di
     decarbonizzazione.
    L'articolo 15 stabilisce le norme sull'accuratezza delle fonti di dati.
IT                                           6                                                  IT
 ---pagebreak---                REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
                                                   del 17.7.2020
     che integra il regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio per
        quanto riguarda le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione
            climatica e per gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
   LA COMMISSIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
   visto il regolamento (UE) 2016/1011 del Parlamento europeo e del Consiglio,
   dell'8 giugno 2016, sugli indici usati come indici di riferimento negli strumenti finanziari e
   nei contratti finanziari o per misurare la performance di fondi di investimento e recante
   modifica delle direttive 2008/48/CE e 2014/17/UE e del regolamento (UE) n. 596/20143, in
   particolare l'articolo 19 bis, paragrafo 2,
   considerando quanto segue:
   (1)      L'accordo di Parigi, adottato nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni
            Unite sui cambiamenti climatici, approvato dall'Unione il 5 ottobre 20164 (di seguito
            "l'accordo di Parigi"), mira a rafforzare la risposta ai cambiamenti climatici, tra l'altro
            rendendo i flussi di investimenti coerenti con un percorso che conduca a uno sviluppo
            a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente ai cambiamenti climatici.
   (2)      L'11 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la comunicazione al Parlamento
            europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo
            e al Comitato delle Regioni dal titolo "Il Green Deal europeo" 5. Il Green Deal europeo
            costituisce una nuova strategia di crescita il cui obiettivo è quello di trasformare
            l'Unione in una società giusta e prospera, dotata di un'economia moderna, efficiente
            sotto il profilo delle risorse e competitiva, che nel 2050 non genererà emissioni nette
            di gas a effetto serra e in cui la crescita economica sarà dissociata dall'uso delle
            risorse. L'attuazione del Green Deal europeo prevede che siano dati segnali chiari nel
            lungo periodo agli investitori per evitare gli attivi non recuperabili e per raccogliere
            finanziamenti sostenibili.
   (3)      Il regolamento (UE) 2016/1011 introduce gli indici di riferimento UE di transizione
            climatica e gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi. La
            metodologia di detti indici di riferimento si basa sugli impegni assunti con l'accordo di
            Parigi. È necessario specificare le norme minime applicabili a entrambi i tipi di indici
            di riferimento. Gli indici di riferimento UE di transizione climatica e gli indici di
            riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi perseguono obiettivi simili ma con
            livelli di ambizione diversi. La maggior parte delle norme minime dovrebbe pertanto
            essere comune a entrambi i tipi di indici di riferimento, mentre le soglie dovrebbero
            variare in funzione del tipo di indice di riferimento.
   3
            GU L 171 del 29.6.2016, pag. 1.
   4
            Decisione (UE) 2016/1841 del Consiglio, del 5 ottobre 2016, relativa alla conclusione, a nome
            dell'Unione europea, dell'accordo di Parigi adottato nell'ambito della Convenzione quadro delle Nazioni
            Unite sui cambiamenti climatici (GU L 282 del 19.10.2016, pag. 1).
   5
            COM(2019) 640 final.
IT                                                         7                                                        IT
 ---pagebreak---    (4) Attualmente non sono disponibili dati sufficienti per valutare l'impronta di carbonio
       derivante dalle decisioni prese dagli emittenti sovrani. Pertanto le emissioni di
       obbligazioni sovrane non dovrebbero essere componenti ammissibili degli indici di
       riferimento UE di transizione climatica e degli indici di riferimento UE allineati con
       l'accordo di Parigi.
   (5) Poiché la metodologia degli indici di riferimento UE di transizione climatica e degli
       indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi si basa sugli impegni stabiliti
       nell'accordo di Parigi, è necessario utilizzare lo scenario a 1,5 ºC, senza sforamento o
       con uno sforamento limitato, di cui alla relazione speciale sul riscaldamento globale
       di 1,5 ºC del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC)6 (di seguito
       "lo scenario dell'IPCC"). Lo scenario dell'IPCC è in linea con l'obiettivo della
       Commissione di azzerare entro il 2050 le emissioni nette di gas a effetto serra stabilito
       dal Green Deal europeo. Per essere in linea con lo scenario dell'IPCC, gli investimenti
       dovrebbero essere riallocati dalle attività dipendenti dai combustibili fossili verso
       attività verdi o rinnovabili e l'impatto climatico di tali investimenti dovrebbe
       migliorare di anno in anno.
   (6) I settori di cui alle sezioni da A a H e alla sezione L dell'allegato I del regolamento
       (CE) n. 1893/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio7, compresi i settori
       petrolifero, del gas, minerario e dei trasporti, sono settori che contribuiscono in misura
       considerevole ai cambiamenti climatici. Per garantire che gli indici di riferimento UE
       di transizione climatica e gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
       diano un'immagine realistica dell'economia reale, compresi i settori che dovrebbero
       ridurre attivamente le emissioni di gas a effetto serra al fine di conseguire gli obiettivi
       dell'accordo di Parigi, l'esposizione degli indici di riferimento a tali settori non
       dovrebbe essere inferiore all'esposizione del sottostante universo di investimenti. Tale
       requisito dovrebbe tuttavia applicarsi solo agli indici di riferimento UE di transizione
       climatica e agli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi che sono
       indici di riferimento di titoli azionari, per garantire che gli investitori in titoli azionari
       che sostengono gli obiettivi dell'accordo di Parigi possano, mediante la partecipazione
       e il voto, continuare a influire sulla transizione delle società verso attività più
       sostenibili.
   (7) Il calcolo delle emissioni di gas a effetto serra dovrebbe essere comparabile e coerente.
       È pertanto necessario stabilire norme relative alla frequenza con cui tali calcoli
       dovrebbero essere aggiornati e, se del caso, alla valuta da utilizzare.
   (8) Una decarbonizzazione basata unicamente sulle emissioni di gas a effetto serra di
       ambito 1 e 2 (Scope 1 e 2) potrebbe dare esiti controintuitivi. È pertanto opportuno
       chiarire che le norme minime per gli indici di riferimento UE di transizione climatica e
       per gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi dovrebbero tenere
       conto non solo delle emissioni dirette delle società, ma anche delle emissioni valutate
       in base al ciclo di vita e dovrebbero quindi includere anche le emissioni di gas a effetto
   6
       IPCC, 2018 - Riscaldamento globale di 1,5 °C. Relazione speciale dell'IPCC concernente gli impatti di
       un riscaldamento globale di 1,5 ºC rispetto ai livelli preindustriali e relative traiettorie delle emissioni di
       gas a effetto serra su scala mondiale, nel contesto del rafforzamento della risposta mondiale alla
       minaccia posta dai cambiamenti climatici, dello sviluppo sostenibile e degli sforzi volti a eliminare la
       povertà.
   7
       Regolamento (CE) n. 1893/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che
       definisce la classificazione statistica delle attività economiche NACE Revisione 2 e modifica il
       regolamento (CEE) n. 3037/90 del Consiglio nonché alcuni regolamenti (CE) relativi a settori statistici
       specifici (GU L 393 del 30.12.2006, pag. 1).
IT                                                      8                                                              IT
 ---pagebreak---         serra di ambito 3 (Scope 3). Tuttavia, a causa dell'insufficiente qualità dei dati
        attualmente disponibili sulle emissioni di gas a effetto serra di ambito 3, è necessario
        stabilire un adeguato calendario di introduzione graduale e consentire l'uso di riserve
        di combustibili fossili per un periodo di tempo limitato. Tale calendario di
        introduzione graduale dovrebbe basarsi sull'elenco di attività economiche di cui al
        regolamento (CE) n. 1893/2006.
   (9)  Gli amministratori di indici di riferimento dovrebbero avere la possibilità di attribuire
        un coefficiente di ponderazione maggiore alle società sulla base degli obiettivi di
        decarbonizzazione fissati dalle società stesse. È pertanto opportuno stabilire norme
        specifiche relative agli obiettivi di decarbonizzazione indicati dalle singole società.
   (10) Gli indici di riferimento UE di transizione climatica e gli indici di riferimento UE
        allineati con l'accordo di Parigi dovrebbero essi stessi dimostrare di essere in grado di
        decarbonizzarsi da un anno all'altro. Questa traiettoria minima di decarbonizzazione
        dovrebbe essere calcolata utilizzando lo scenario dell'IPCC. Inoltre, al fine di
        prevenire il "greenwashing", è opportuno specificare le condizioni alle quali è
        consentito lo scostamento dalla traiettoria di decarbonizzazione ed è concesso il diritto
        di continuare a utilizzare per un dato indice di riferimento l'etichetta di indice di
        riferimento UE di transizione climatica o di indice di riferimento UE allineato con
        l'accordo di Parigi.
   (11) Il parametro principale per calcolare la traiettoria di decarbonizzazione dovrebbe
        essere l'intensità dei gas a effetto serra, perché tale parametro garantisce la
        comparabilità tra i vari settori e non presenta distorsioni contro o a favore di uno dato
        settore. Per calcolare l'intensità dei gas a effetto serra è necessario conoscere la
        capitalizzazione di mercato della società in questione. Tuttavia, laddove gli indici di
        riferimento si applicano agli strumenti societari a reddito fisso, la capitalizzazione di
        mercato potrebbe non essere disponibile per le società che non hanno titoli di capitale
        quotati. È pertanto opportuno prevedere che, quando gli indici di riferimento UE di
        transizione climatica o gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi si
        applicano agli strumenti societari a reddito fisso, gli amministratori di indici di
        riferimento possono utilizzare le emissioni di gas a effetto serra calcolate in termini
        assoluti anziché l'intensità dei gas a effetto serra.
   (12) Al fine di garantire la comparabilità e la coerenza dei dati sulle emissioni di gas a
        effetto serra, è opportuno stabilire norme sulle modalità di calcolo delle variazioni
        dell'intensità dei gas a effetto serra o delle emissioni assolute di gas a effetto serra.
   (13) Per conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi è necessario che sia gli indici di
        riferimento UE di transizione climatica sia gli indici di riferimento UE allineati con
        l'accordo di Parigi presentino una riduzione di riferimento, in percentuale,
        dell'esposizione alle attività ad alta intensità di gas a effetto serra in confronto ai
        rispettivi indici di riferimento standard o ai sottostanti universi di investimenti.
        Tuttavia, la riduzione percentuale dovrebbe essere più significativa per gli indici di
        riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi, che per definizione sono più ambiziosi
        rispetto agli indici di riferimento UE di transizione climatica.
   (14) Gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi non dovrebbero
        contribuire alla promozione di investimenti in strumenti finanziari emessi da società
        che violano norme internazionali quali i principi del patto mondiale delle Nazioni
        Unite. È pertanto necessario stabilire specifici criteri di esclusione basati su
        considerazioni legate al clima o su altre considerazioni ambientali, sociali e di
        governance. Gli indici di riferimento UE di transizione climatica dovrebbero rispettare
IT                                                 9                                              IT
 ---pagebreak---            tali criteri di esclusione entro il 31 dicembre 2022, nel rispetto del calendario di cui al
           regolamento (UE) 2016/1011.
   (15)    Al fine di sostenere la riduzione dell'uso di fonti di energia inquinanti e favorire
           un'adeguata transizione verso fonti rinnovabili, è altresì opportuno che le società che
           ottengono più di una determinata percentuale dei propri ricavi dal carbone, dal petrolio
           o dal gas siano escluse dagli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi.
           Per stabilire dette specifiche esclusioni dovrebbero essere prese in considerazione le
           variazioni della quota di dette fonti di energia nell'offerta mondiale di energia primaria
           dal 2020 al 2050, come previsto nello scenario dell'IPCC. In particolare, secondo la
           tabella 2.6 della relazione speciale sul riscaldamento globale di 1,5 ºC dell'IPCC, si
           prevede che tra il 2020 e il 2050 l'uso del carbone diminuirà tra il 57 % e il 99 % e
           l'uso del petrolio tra il 9 % e il 93 %, mentre l'uso del gas aumenterà dell'85 % o
           scenderà dell'88 %. Il gas può essere utilizzato nella fase di transizione verso
           un'economia a basse emissioni di carbonio, in particolare in sostituzione del carbone, il
           che spiega l'ampiezza della gamma di sviluppi attesi, anche se il previsto calo mediano
           del relativo uso è pari al 40 %. Per lo stesso motivo, è necessario escludere le società
           che ottengono più di una data percentuale dei loro ricavi dalle attività di produzione di
           energia elettrica.
   (16)    Al fine di garantire la trasparenza circa la metodologia utilizzata per gli indici di
           riferimento UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allineati con
           l'accordo di Parigi, è opportuno stabilire norme in merito alle necessarie
           comunicazioni per quanto riguarda la traiettoria di decarbonizzazione e le fonti dei dati
           per entrambe le categorie di indici di riferimento. Per la stessa ragione è opportuno
           stabilire obblighi di comunicazione a carico degli amministratori di indici di
           riferimento che utilizzano stime dei dati sulle emissioni di gas a effetto serra, a
           prescindere dal fatto che siano forniti da fornitori esterni di dati.
   (17)    Al fine di sostenere l'armonizzazione della metodologia per gli indici di riferimento
           UE di transizione climatica e per gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di
           Parigi, è opportuno stabilire norme sulla qualità e l'accuratezza delle fonti dei dati,
   HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                    CAPO I
                                              DEFINIZIONI
                                                     Articolo 1
                                                    Definizioni
   Ai fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni:
   (a)       "emissioni di gas a effetto serra": le emissioni di gas a effetto serra definite
             all'articolo 3, punto 1, del regolamento (UE) 2018/842 del Parlamento europeo e del
             Consiglio8;
   (b)       "emissioni assolute di gas a effetto serra": tonnellate di CO2 equivalente di cui alla
             definizione dell'articolo 2, punto 7, del regolamento (UE) n. 517/2014 del
             Parlamento europeo e del Consiglio9;
   8
           Regolamento (UE) 2018/842 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, relativo alle
           riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-
           2030 come contributo all'azione per il clima per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di
           Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 (GU L 156 del 19.6.2018, pag. 26).
IT                                                       10                                                        IT
 ---pagebreak---    (c)       "intensità dei gas a effetto serra": le emissioni assolute di gas a effetto serra divise
             per il valore della società, comprese le disponibilità liquide, in milioni di EUR;
   (d)       "valore della società, comprese le disponibilità liquide" o "EVIC": la somma, a fine
             esercizio, della capitalizzazione di mercato delle azioni ordinarie, della
             capitalizzazione di mercato delle azioni privilegiate e del valore contabile del debito
             totale e delle partecipazioni non di controllo, senza deduzione delle disponibilità
             liquide o mezzi equivalenti;
   (e)       "universo di investimenti": insieme di tutti gli strumenti di investimento in una data
             classe di attività o gruppo di classi di attività;
   (f)       "anno di riferimento": il primo di una serie di anni in un indice di riferimento.
                                                  CAPO II
            NORME MINIME PER L'ELABORAZIONE DELLA
           METODOLOGIA DEGLI INDICI DI RIFERIMENTO
                                                 SEZIONE 1
    NORME MINIME COMUNI PER GLI INDICI DI RIFERIMENTO UE DI
    TRANSIZIONE CLIMATICA E PER GLI INDICI DI RIFERIMENTO UE
                         ALLINEATI CON L'ACCORDO DI PARIGI
                                                   Articolo 2
                                Scenario di riferimento per la temperatura
   Gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli amministratori di
   indici di riferimento (UE) allineati con l'accordo di Parigi utilizzano lo scenario a 1,5 ºC,
   senza sforamento o con uno sforamento limitato, di cui alla relazione speciale sul
   riscaldamento globale di 1,5 ºC del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici
   (IPCC) come scenario di riferimento per la temperatura per elaborare la metodologia per la
   costruzione dei predetti indici.
                                                   Articolo 3
                                  Vincolo all'allocazione in titoli azionari
   Gli indici di riferimento UE di transizione climatica e gli indici di riferimento UE allineati con
   l'accordo di Parigi basati su titoli azionari ammessi in un mercato pubblico dell'Unione o di
   un'altra giurisdizione hanno un'esposizione aggregata ai settori di cui alle sezioni da A a H e
   alla sezione L dell'allegato I del regolamento (CE) n. 1893/2006 almeno equivalente
   all'esposizione aggregata del sottostante universo di investimenti di detti settori.
                                                   Articolo 4
       Calcolo dell'intensità dei gas a effetto serra o delle emissioni assolute di gas a effetto
                                                      serra
   1.        Gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli
             amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi calcolano
   9
           Regolamento (UE) n. 517/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, sui gas
           fluorurati a effetto serra e che abroga il regolamento (CE) n. 842/2006 (GU L 150 del 20.5.2014,
           pag. 195).
IT                                                      11                                                  IT
 ---pagebreak---             l'intensità dei gas a effetto serra o, se del caso, le emissioni assolute di gas a effetto
            serra di detti indici di riferimento utilizzando la stessa valuta per tutte le attività
            sottostanti.
   2.       Gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli
            amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi ricalcolano
            annualmente l'intensità dei gas a effetto serra e le emissioni assolute di gas a effetto
            serra di detti indici di riferimento.
                                                  Articolo 5
      Introduzione graduale dei dati sulle emissioni di gas a effetto serra di ambito 3 nella
                                 metodologia degli indici di riferimento
   1.       La metodologia per gli indici di riferimento UE di transizione climatica o per gli
            indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi include i dati relativi alle
            emissioni di gas a effetto serra di ambito 3 come segue:
            (a)    a decorrere dalla data di applicazione del presente regolamento i dati relativi
                   alle emissioni di gas a effetto serra di ambito 3 almeno per i settori dell'energia
                   e delle attività estrattive di cui alle divisioni da 05 a 09, 19 e 20 dell'allegato I
                   del regolamento (CE) n. 1893/2006;
            (b)    entro due anni dalla data di applicazione del presente regolamento i dati relativi
                   alle emissioni di gas a effetto serra di ambito 3 almeno per i settori
                   dell'industria, dei materiali, dell'edilizia, della costruzione e dei trasporti di cui
                   alle divisioni da 10 a 18, da 21 a 33, 41, 42, 43, da 49 a 53 e 81 dell'allegato I
                   del regolamento (CE) n. 1893/2006;
            (c)    entro quattro anni dalla data di applicazione del presente regolamento i dati
                   sulle emissioni di gas a effetto serra di ambito 3 per tutti gli altri settori di cui
                   all'allegato I del regolamento (CE) n. 1893/2006.
   2.       Ai fini del paragrafo 1, lettera a), dalla data di applicazione del presente regolamento
            al 31 dicembre 2021 gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione
            climatica e gli amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di
            Parigi possono utilizzare le riserve di combustibili fossili, se dimostrano di non poter
            calcolare né stimare le emissioni di gas a effetto serra di ambito 3.
                                                  Articolo 6
      Società che fissano e pubblicano obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto
                                                    serra
   Gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli amministratori
   degli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi possono aumentare nei detti
   indici la ponderazione degli emittenti dei titoli componenti degli indici i quali fissano e
   pubblicano obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, se sono soddisfatte le
   seguenti condizioni:
   (a)      gli emittenti dei titoli costitutivi pubblicano in maniera coerente e accurata le
            emissioni di gas a effetto serra di ambito 1, 2 e 3;
   (b)      gli emittenti dei titoli costitutivi hanno ridotto l'intensità dei gas a effetto serra o, se
            del caso, le emissioni assolute di gas a effetto serra, comprese le emissioni di gas a
            effetto serra di ambito 1, 2 e 3, in media di almeno il 7 % all'anno per almeno tre anni
            consecutivi.
IT                                                    12                                                  IT
 ---pagebreak---    Ai fini del primo comma, le emissioni di gas a effetto serra di ambito 3 sono da intendersi
   conformemente al periodo di introduzione graduale di cui all'articolo 5.
                                                 Articolo 7
                          Fissazione della traiettoria di decarbonizzazione
   1.       La traiettoria di decarbonizzazione per gli indici di riferimento UE di transizione
            climatica e per gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi ha i
            seguenti obiettivi:
            (a)   per i titoli azionari ammessi alla negoziazione in un mercato pubblico
                  nell'Unione o in un'altra giurisdizione, una riduzione media annua di almeno
                  il 7 % dell'intensità dei gas a effetto serra;
            (b)   per i titoli di debito diversi da quelli emessi da un emittente sovrano, se
                  l'emittente di tali titoli di debito ha titoli azionari ammessi in un mercato
                  pubblico nell'Unione o in un'altra giurisdizione, una riduzione media annua di
                  almeno il 7 % dell'intensità dei gas a effetto serra o una riduzione media annua
                  di almeno il 7 % delle emissioni assolute di gas a effetto serra;
            (c)   per i titoli di debito diversi da quelli emessi da un emittente sovrano, se
                  l'emittente di tali titoli di debito non ha titoli azionari ammessi in un mercato
                  pubblico nell'Unione o in un'altra giurisdizione, una riduzione media annua di
                  almeno il 7 % delle emissioni assolute di gas a effetto serra.
   2.       Gli obiettivi di cui al paragrafo 1 sono calcolati geometricamente, il che significa che
            la riduzione minima annua del 7 % dell'intensità dei gas a effetto serra o delle
            emissioni assolute di gas a effetto serra per l'anno "n" è calcolata in base all'intensità
            dei gas a effetto serra o alle emissioni assolute di gas a effetto serra per l'anno n-1, in
            progressione geometrica a partire dall'anno di riferimento.
   3.       In caso di aumento o diminuzione dell'EVIC medio dei titoli componenti dell'indice
            di riferimento nell'ultimo anno civile, l'EVIC di ogni componente è adeguato,
            dividendolo per un fattore di adeguamento all'inflazione del valore della società. Il
            fattore di adeguamento all'inflazione del valore della società è calcolato dividendo
            l'EVIC medio dei componenti dell'indice di riferimento alla fine dell'anno civile per
            l'EVIC medio dei componenti dell'indice di riferimento alla fine dell'anno civile
            precedente.
   4.       Per ogni anno in cui gli obiettivi di cui al paragrafo 1 non sono raggiunti gli
            amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli
            amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
            compensano gli obiettivi non raggiunti adeguando verso l'alto gli obiettivi per l'anno
            successivo nella loro traiettoria di decarbonizzazione.
   5.       Gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli
            amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi non
            possono continuare ad etichettare i loro indici con dette etichette, quando:
            (a)   gli obiettivi di cui al paragrafo 1 non sono stati raggiunti in un dato anno e il
                  mancato raggiungimento dell'obiettivo non è compensato nell'anno successivo;
                  ovvero
            (b)   gli obiettivi di cui al paragrafo 1 non sono raggiunti in tre occasioni in un
                  qualsiasi periodo consecutivo di 10 anni.
IT                                                   13                                                 IT
 ---pagebreak---              Gli amministratori di indici di riferimento possono etichettare nuovamente un indice
             di riferimento come indice di riferimento UE di transizione climatica o come indice
             di riferimento UE allineato con l'accordo di Parigi se detto indice di riferimento
             raggiunge l'obiettivo della traiettoria di decarbonizzazione per due anni consecutivi
             dopo la perdita dell'etichetta, a meno che l'indice di riferimento abbia perso tale
             etichetta due volte.
                                                  Articolo 8
    Variazione dell'intensità dei gas a effetto serra e delle emissioni assolute di gas a effetto
                                                    serra
   1.        La variazione dell'intensità dei gas a effetto serra o delle emissioni assolute di gas a
             effetto serra è calcolata come la variazione percentuale tra, da un lato, la media
             ponderata dell'intensità dei gas a effetto serra o delle emissioni assolute di gas a
             effetto serra di tutti i componenti dell'indice di riferimento UE di transizione
             climatica o dell'indice di riferimento UE allineato con l'accordo di Parigi alla fine
             dell'anno "n" e, dall'altro, la media ponderata dell'intensità dei gas a effetto serra o
             delle emissioni assolute di gas a effetto serra di tutti i componenti degli indici di
             riferimento alla fine dell'anno n-1.
   2.        Gli amministratori di indici di riferimento utilizzano un nuovo anno di riferimento
             ogniqualvolta si verificano cambiamenti significativi nella metodologia di calcolo
             dell'intensità dei gas a effetto serra o delle emissioni assolute di gas a effetto serra.
             Ai fini del primo comma, per nuovo anno di riferimento si intende l'anno rispetto al
             quale viene calcolata la traiettoria di decarbonizzazione di cui all'articolo 7.
             La scelta di un nuovo anno di riferimento fa salve le disposizioni di cui all'articolo 7,
             paragrafo 5.
                                               SEZIONE 2
           NORME MINIME PER GLI INDICI DI RIFERIMENTO UE DI
                                  TRANSIZIONE CLIMATICA
                                                  Articolo 9
   Riduzione di riferimento dell'intensità dei gas a effetto serra o delle emissioni assolute di
            gas a effetto serra per gli indici di riferimento UE di transizione climatica
   L'intensità dei gas a effetto serra o, se del caso, le emissioni assolute di gas a effetto serra per
   gli indici di riferimento UE di transizione climatica, comprensive delle emissioni di gas a
   effetto serra di ambito 1, 2 e 3, sono inferiori di almeno il 30 % rispetto all'intensità dei gas a
   effetto serra o alle emissioni assolute di gas a effetto serra dell'universo di investimenti.
   Ai fini del primo comma, le emissioni di gas a effetto serra di ambito 3 sono da intendersi
   conformemente al periodo di introduzione graduale di cui all'articolo 5.
                                                 Articolo 10
                 Esclusioni per gli indici di riferimento UE di transizione climatica
   1.        Gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica indicano nella
             loro metodologia se escludono società e secondo quali modalità.
IT                                                    14                                                IT
 ---pagebreak---    2.        Entro il 31 dicembre 2022 gli amministratori di indici di riferimento UE di
             transizione climatica soddisfano gli obblighi di cui all'articolo 12, paragrafo 1, lettere
             a), b) e c), e all'articolo 12, paragrafo 2.
                                                 SEZIONE 3
    NORME MINIME PER GLI INDICI DI RIFERIMENTO UE ALLINEATI
                                    CON L'ACCORDO DI PARIGI
                                                  Articolo 11
   Riduzione di riferimento dell'intensità dei gas a effetto serra o delle emissioni assolute di
        gas a effetto serra per gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
   L'intensità dei gas a effetto serra o, se del caso, le emissioni assolute di gas a effetto serra per
   gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi, comprese le emissioni di gas a
   effetto serra di ambito 1, 2 e 3, sono inferiori di almeno il 50 % rispetto all'intensità dei gas a
   effetto serra o alle emissioni assolute di gas a effetto serra dell'universo di investimenti.
   Ai fini del primo comma, le emissioni di gas a effetto serra di ambito 3 sono da intendersi
   conformemente al periodo di introduzione graduale di cui all'articolo 5.
                                                  Articolo 12
            Esclusioni per gli indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
   1.        Gli amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
             escludono dagli indici di riferimento tutte le seguenti società:
             (a)    società coinvolte in attività riguardanti armi controverse;
             (b)    società attive nella coltivazione e nella produzione di tabacco;
             (c)    società per le quali gli amministratori di indici di riferimento hanno constatato
                    violazioni dei principi del patto mondiale delle Nazioni Unite o delle linee
                    guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali;
             (d)    società che ottengono l'1 % o più dei ricavi dalla prospezione, estrazione,
                    distribuzione o raffinazione di carbon fossile e lignite;
             (e)    società che ottengono il 10 % o più dei ricavi dalla prospezione, estrazione,
                    distribuzione o raffinazione di oli combustibili;
             (f)    società che ottengono il 50 % o più dei ricavi dalla prospezione, estrazione,
                    produzione o distribuzione di gas combustibili;
             (g)    società che ottengono il 50 % o più dei ricavi dalla produzione di energia
                    elettrica con un'intensità dei gas a effetto serra superiore a 100 g CO2e/kWh.
             Ai fini della lettera a), per armi controverse si intendono le armi controverse di cui ai
             trattati e alle convenzioni internazionali, ai principi delle Nazioni Unite e, se del
             caso, alle legislazioni nazionali.
   2.        Gli amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
             escludono da tali indici di riferimento le società che essi stessi o i fornitori di dati
             esterni ritengono arrechino danno in misura significativa a uno o più degli obiettivi
             ambientali di cui all'articolo 9 del regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento
IT                                                    15                                                IT
 ---pagebreak---         europeo e del Consiglio10, ai sensi delle disposizioni sulle stime di cui all'articolo 13,
        paragrafo 2, del presente regolamento.
   3.   Gli amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
        indicano nella loro metodologia di riferimento eventuali altri criteri di esclusione
        basati su fattori legati al clima o su altri fattori ambientali, sociali e di governance.
                                               CAPO III
                       TRASPARENZA E ACCURATEZZA
                                                Articolo 13
                                Obblighi di trasparenza per le stime
   1.   In aggiunta agli obblighi di cui all'allegato III del regolamento (UE) 2016/1011, gli
        amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli
        amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi si
        attengono alle seguenti disposizioni:
        (a)      gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli
                 amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi che
                 utilizzano stime che non si basano su dati forniti da un fornitore esterno di dati,
                 formalizzano, documentano e rendono pubblica la metodologia su cui si basano
                 le stime, ivi compresi:
                 i)     il metodo utilizzato per calcolare le emissioni di gas a effetto serra,
                        nonché le principali ipotesi e i principi di precauzione alla base di dette
                        stime;
                 ii)    la metodologia di ricerca per stimare le emissioni di gas a effetto serra
                        mancanti, non comunicate o comunicate in misura incompleta;
                 iii)   i set di dati esterni utilizzati per la stima delle emissioni di gas a effetto
                        serra mancanti, non comunicate o comunicate in misura incompleta;
        (b)      gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli
                 amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi che
                 utilizzano stime basate su dati forniti da un fornitore esterno di dati,
                 formalizzano, documentano e rendono pubbliche tutte le seguenti informazioni:
                 i)     nome e informazioni di contatto del fornitore di dati;
                 ii)    la metodologia utilizzata e le principali ipotesi e i principi di precauzione,
                        se disponibili;
                 iii)   il collegamento ipertestuale al sito web del fornitore dei dati e alla
                        relativa metodologia utilizzata, se disponibili.
   2.   Ai fini dell'articolo 12, paragrafo 2, gli amministratori di indici di riferimento UE
        allineati con l'accordo di Parigi soddisfano i seguenti requisiti:
        (a)      gli amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
                 che utilizzano stime che non si basano su dati forniti da un fornitore esterno di
   10
      Regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020, relativo
      all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e recante modifica del regolamento
      (UE) 2019/2088 (GU L 198 del 22.6.2020, pag. 13).
IT                                                     16                                                        IT
 ---pagebreak---                      dati, formalizzano, documentano e rendono pubblica la metodologia su cui si
                     basano le stime, ivi compresi:
                     i)     il metodo e la metodologia di ricerca utilizzati, nonché le principali
                            ipotesi e i principi di precauzione alla base di dette stime;
                     ii)    i set di dati esterni utilizzati per la stima;
             (b)     gli amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
                     che utilizzano stime basate su dati forniti da un fornitore esterno di dati,
                     formalizzano, documentano e rendono pubbliche tutte le seguenti informazioni:
                     i)     nome e informazioni di contatto del fornitore di dati;
                     ii)    la metodologia utilizzata e le principali ipotesi e i principi di precauzione,
                            se disponibili;
                     iii)   il collegamento ipertestuale al sito web del fornitore dei dati e alla
                            relativa metodologia utilizzata, se disponibili.
                                                    Articolo 14
                          Comunicazione della traiettoria di decarbonizzazione
   Gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli amministratori di
   indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi formalizzano, documentano e
   rendono pubbliche le traiettorie di decarbonizzazione di detti indici di riferimento, l'anno di
   riferimento utilizzato per la determinazione delle traiettorie e, se gli obiettivi stabiliti nella
   traiettoria di decarbonizzazione non sono rispettati, i motivi del mancato rispetto e le misure
   che intendono adottare per conseguire l'obiettivo oggetto di adeguamento ai sensi
   dell'articolo 7, paragrafo 4.
                                                    Articolo 15
                                        Accuratezza delle fonti di dati
   1.        Gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli
             amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi
             garantiscono che i dati sulle emissioni di gas a effetto serra di ambito 1, 2 e 3 siano
             accurati, nel rispetto di norme mondiali o europee, quali ad esempio il metodo di
             determinazione dell'impronta ambientale dei prodotti (PEF) e il metodo di
             determinazione dell'impronta ambientale delle organizzazioni (OEF) 11, la Corporate
             Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard (norma in materia di
             contabilizzazione e di comunicazione delle emissioni (ambito 3) lungo la catena del
             valore delle società)12, la norma EN ISO 14064 o la norma EN ISO 14069.
   2.        Ai fini del paragrafo 1, gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione
             climatica e gli amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di
             Parigi indicano nella metodologia la norma utilizzata.
   11
            Raccomandazione 2013/179/UE della Commissione, del 9 aprile 2013, relativa all'uso di metodologie
            comuni per misurare e comunicare le prestazioni ambientali nel corso del ciclo di vita dei prodotti e
            delle organizzazioni (GU L 124 del 4.5.2013, pag. 1).
   12
            Value Chain (Scope 3) Accounting and Reporting Standard (settembre 2011), supplemento alla GHG
            Protocol Corporate Accounting and Reporting Standard.
IT                                                       17                                                       IT
 ---pagebreak---    3.       Gli amministratori di indici di riferimento UE di transizione climatica e gli
            amministratori di indici di riferimento UE allineati con l'accordo di Parigi assicurano
            la comparabilità e la qualità dei dati sulle emissioni di gas a effetto serra.
                                              CAPO IV
                                  DISPOSIZIONI FINALI
                                               Articolo 16
                                  Entrata in vigore e applicazione
   Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione
   nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
   Fatto a Bruxelles, il 17.7.2020
                                                 Per la Commissione
                                                 La presidente
                                                 Ursula VON DER LEYEN
IT                                                  18                                              IT