CELEX: 51976PC0556
Language: it
Date: 1976-11-16
Title: 

ARCHIVES HISTORIQUES
DE LA COMMISSION
COLLECTION RELIEE DES
DOCUMENTS "COM"
COM (76) 556
Vol. 1976/0171
 ---pagebreak--- Disclaimer
Conformément au règlement (CEE, Euratom) n° 354/83 du Conseil du 1er février 1983
concernant l'ouverture au public des archives historiques de la Communauté économique
européenne et de la Communauté européenne de l'énergie atomique (JO L 43 du 15.2.1983,
p. 1), tel que modifié par le règlement (CE, Euratom) n° 1700/2003 du 22 septembre 2003
(JO L 243 du 27.9.2003, p. 1), ce dossier est ouvert au public. Le cas échéant, les documents
classifiés présents dans ce dossier ont été déclassifiés conformément à l'article 5 dudit
règlement.
In accordance with Council Regulation (EEC, Euratom) No 354/83 of 1 February 1983
concerning the opening to the public of the historical archives of the European Economic
Community and the European Atomic Energy Community (OJ L 43, 15.2.1983, p. 1), as
amended by Regulation (EC, Euratom) No 1700/2003 of 22 September 2003 (OJ L 243,
27.9.2003, p. 1), this file is open to the public. Where necessary, classified documents in this
file have been declassified in conformity with Article 5 of the aforementioned regulation.
In Übereinstimmung mit der Verordnung (EWG, Euratom) Nr. 354/83 des Rates vom 1.
Februar 1983 über die Freigabe der historischen Archive der Europäischen
Wirtschaftsgemeinschaft und der Europäischen Atomgemeinschaft (ABI. L 43 vom 15.2.1983,
S. 1), geändert durch die Verordnung (EG, Euratom) Nr. 1700/2003 vom 22. September 2003
(ABI. L 243 vom 27.9.2003, S. 1), ist diese Datei der Öffentlichkeit zugänglich. Soweit
erforderlich, wurden die Verschlusssachen in dieser Datei in Übereinstimmung mit Artikel 5
der genannten Verordnung freigegeben.
 ---pagebreak---  COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                      COM(76)556 def.
                                      Bruxelles , li 16 novembre 976
                proposta di una direttiva del Consiglio
            per l' armonizzazione delle norme legislati
            ve , regolamentari e amministrative degli Stati -
            membri sulla protezione sanitaria dei lavo
            ratori esposti al cloruro di vinile-monomero .
               (presentata dalla Commissióne al Consiglio )
Cm (7 6) 556 def
 ---pagebreak---                              MEMORANDUM
     per il progetto di proposta di una direttiva del Consiglio per
     l' armonizzazione delle norme giuridico-amministrative degli Stati
     membri sulla protezione sanitaria dei lavoratori esposti al cloru
     ro di vinile-monomero .
           La scoperta del monomero chimico "monocioretilene", denominato
anche cloruro di vinile ( CVM), risale a quasi 150 anni fa.
           Il suo polimero (PVC), prodotto da oltre 40 anni su scala indu­
striale , costituisce con il polietilene un settore economico significati^
vo dell' industria chimica .
           Nel corso del 1975 nei paesi della Comunità europea, 29 raggrup­
pamenti chimici hanno prodotto in 26 stabilimenti , 5 milioni di tonnella­
te di cloruro di vinile e in altri 35 stabilimenti 4,5 milioni di tonnel­
late di cloruro di polivinile . Fra gli addetti agli impianti di produzio­
ne di tali prodotti chimici , 10.000 sono direttamente esposti al cloruro
di vinile-monomero .
           I processi di trasformazione in semilavorati e/o prodotti finiti
si effettuano in 5-700 stabilimenti che oontano complessivi 350*000 dipen
denti , con un fatturato che nel 1973 è asceso a 4,52 miliardi di unità di
conto .
           Fin dalle prime utilizzazioni su scala industriale del cloruro
di vinile (CTrM) , incrementatesi in misura sempre maggiore a partire dal
1930 , era noto l a effetto n&reotico del cloruro di vinire sotto forma gas­
sosa .
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          Pochi furono tuttavia i oasi accertati di avvelenamento acuto , per
cui fino al 1 966 si ritiene che la sua tossicità cronioa fosse piuttosto
limitata . In proseguo sono andate via via moltiplicandosi le pubblicazioni
che ponevano l' accento sugli effetti dannosi alla salute dell' esposizione
cronica al CVM. Inizialmente venne descritta una sindrome narcotica , che
si manifestava in un complesso sintomatico di tipo astenico–neurotico , se­
guito da disturbi digestivi e da ingrossamenti dèi fegato e/o da angioneuro
si e malattie cutanee . Nel 1967 furono descritte alcune degenerazioni acroo–
steolitiohe delle ossa in concomitanza con la malattia di Raynaud .
          In seguito si assiste ad un incremento sia delle ricerche sperimen
tali su animali che dei controlli sulle condizioni igieniche del lavoratori .
Con la scoperta dei fenomeni degenerativi sull' uomo e sugli animali e in
particolare quelli interessanti il fegato , si scateno' una vastissima eco .
          In seno ai parlamenti nazionali e al Parlamento europeo da una par
te e nell' ambito di organizzazioni di lavoratori e di imprenditori dall' al­
tra , si accesero ampie discussioni sui problemi man mano sollevati . Durante
il congresso dell' Istituto internazionale di ricerche sul cancro ( IARC ), te
mitosi il 24 e 25 giugno 1974 a Lione , l' Organizzazione della sanità mondia
le sollevo' il problema dell' insorgenza del cancro provocato dal CVM . La
stessa problematica venne discussa da esperti internazionali nell' ambito
del congresso di cancerologia, svoltosi a Firenze nell' ottobre 1974 * Nello
stesso periodo il MEDICHEM iscrisse all' ordine del giorno del congresso di
Milano gli aspetti cancerogeni e gli effetti di natura genetica della sostan
za di cui trattasi . I ministeri del lavoro e degli affari sociali dei paesi
interessati accordarono sovvenzioni a lavori di ricerca , miranti alla possi­
bilità di delimitare rigorosamente la pericolosità e nel contempo di emanare
norme tassative di protezione .
          Nel corso del 1974 e 1975 i servizi della Commissione hanno organiz
zato numerose riunioni e seminari .
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                La direttiva si prefigge dì definire i provvedimenti di preven­
zione tecnica ed igienica di lavoro atti a proteggere la salute sui posti
dì lavoro .
                                                  1 ) Produzione del prodotto di par­
                                                      tenza : CVM - Polimero : FVC
A. Posto di lavoro
                                                  2 ) Processi dì trasformazione dei
                                                      polimeri
B. Protezione dell' ambiente
C . Protezione dei consumatori
D. Eliminazione dei rifiuti
  fiuti
                Le conclusioni tratte nel corso delle suddette riunioni e i lavo­
ri svolti parallelamente hanno indotto la Commissione a proporre una direttiva ,
approvata dal Consiglio il 27 luglio 1976 , concernente il ravvicinamento delle
disposizioni legislative , regolamentari ed amministrative degli Stati membri
relative a restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di so­
stanze e preparati pericolosi (+).
                Detta direttiva costituisce il primo provvedimento comunitario in­
teso a vietare l' impiego di cloruro dì vinile monomero come agente propulsore
di aerosol per qualsiasi uso .
                La presente direttiva risponde fra l' altro a due interrogazioni
scritte del Parlamento europeo (++) ed è il risultato dì ampie discussioni
fra esperti indipendenti e dì due riunioni fra esperti dei vari governi
 ( 19 . XI . 75 e 8 /9 . XII . 75 ). La presente direttiva si prefigge dì prevenire
 eventuali danni alla salute degli addetti sul posto dì lavoro nei processi
di produzione 3 ricorrendo ad opportuni provvedimenti tecnici ed igienici .
                                                          f
 (+) Direttiva 76/769/CEE , CU L 262 del 27.9-1976
  (++) Parlamento europeo : Interrogazioni scrìtte 178/75 e 681 /75
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 ---pagebreak---  Il Consiglio delle Comunità europee ,
– visto il Trattato che istituisce le Comunità europee , in particolare
     l' articolo 100 ,
–    vista la proposta della Commissione
–    visto il parere del Parlamento europeo
–   visto il parere del Comitato Economico e Sociale
–    considerando che :
    mentre ;Ln passato si è ritenuto che il CVM ( cloruro di vinile-monomero )
    potesse dare origine solamente ad una sindrome generalmente curabile ,
    l' acroosteolisi professionale", i dati più recenti derivanti dalla spe­
    rimentazione animale e dagli studi epidemiologici mostrano che le espo­
    sizioni prolungate e/o ripetute ad alte concentrazioni di CVM nell' aria
    dell' ambiente di lavoro possono provocare la sindrome CVM che comprende ,
    oltre alla acroosteolisi professionale , una malattia cutanea come la
    sclerodermia e delle disfunzioni epatiche ;
    il CVM deve essere inoltre considerato come una sostanza cancerogena in
    grado di provocare l' angio–sarcoma, tumore maligno raro che può insorgere
    anche senza causa nota ;
    anche se le attuali condizioni di lavoro mostrano già notevoli migliora­
    menti rispetto alla situazione precedente in cui è comparsa la sindrome
    suddetta , all' atto del raffronto delle misure di protezione adottate nei
    singoli paesi membri risultano varie differenze ! ne consegue che , per uno
    sviluppo economico e sociale equilibrato , è necessario armonizzare e mi­
    gliorare dette legislazioni nazionali che incidono direttamente sul fun­
    zionamento del mercato comune .
    considerando che ; interessa in primo luogo adottare provvidenze preventi
    ve e protettive adeguate alle più recenti cognizioni tecniche , ai fini di
   ridurre , negli impianti di produzione attuali e futuri , le concentrazioni
    di CVM nell' atmosfera a valori irrilevanti .
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                     Χ. . ,,      - 2 -
    il controllo sanitario dei lavoratori dell' industria del CVM/PVC dovreb
    be essere effettuato in funzione delle cognizioni mediche più aggiorna­
    te , per tutelare la salute dei lavoratori di questo importante settore
    economico delia chimica ;
    l' urgenza dell' armonizzazione giuridica di tale settore viene riconosciu
   t.a dalle parti sociali intervenute nella discussione su questo problema
   specifico che si deve pertanto tendere al riavvicinamento nel progresso
   ai sensi dell' articolo 117 del Trattato delle norme legislative regolamentari
   e amministrative ;
    potrà imporsi la necessità di una revisione delle norme di protezione sa
    nitaria contenute nella presente direttiva ;
    per facilitare la realizzazione dei provvedimenti indispensabili al fine
    proposto , dovrebbe essere fissata una procedura atta ad assicurare una
    stretta cooperazione fra gli Stati membri e la Commissione , nell' ambito
    di tuia commissione per l' adattamento della presente direttiva al progress
    so tecnico .
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HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA :
                               Articolo 1
1.1 .  Oggetto della presente direttiva è la protezione dei lavoratori oc­
       cupati in settori industriali in cui
       –  il CVM sia prodotto , recuperato , immagazzinato , travasato , tra­
          sportato od utilizzato in una qualunque maniera }
       –  il CVM sia trasformato in polimeri di cloruro di vinile informi
          ( PVC )
       e che nei loro settori di lavoro siano esposti agli effetti del VCM .
1.2 .  La protezione deve essere garantita con l' accertamento
       –  di valori limite per la concentrazione atmosferica di CVM nell'­
          ambiente di lavoro ,
       –  dei metodi di misurazione tecnici e delle misure di controllo all' –
          uopo necessari , nonché delle altre misure volte alla prevenzione
          dei pericoli ,
       –  delle modalità di controllo sanitario .
                               Articolo 2
Nella presente direttiva
2.1 .  per settore di lavoro s' intende –
       una parte delimitata dell' azienda , che può' abbracciare più posti di
       lavoro . Esso è caratterizzato dal fatto che il singolo addetto , nell'­
       ambito della sua attività , si trattiene per periodi di durata irre­
       golare nei diversi posti di lavoro dell' intero settore ; la durata del­
       la presenza nei singoli posti di lavoro non è maggiormente definibile
       e una ulteriore ripartizione del settore di lavoro in unità minori non
       è possibile . In tal caso , si presume che di nonna il singolo dipendente
       svolge la sua attività soltanto in un unico settore di lavoro .
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 ---pagebreak--- 2.2 .  il valore-limite tecnico di lujiga durata -
        sta ad indioare il valore medio , nell' arco di un anno , della concen~
       trazione di CVM misurata nell' atmosfera del settore di Lavoro , per
       una esposizione quotidiana di 8 ore o settimanale di 40 ore .
        Questo valore non deve essere superato .
       Per motivi pratici , nell' allegato I vengono menzionati valori limite
        corrispondenti al valore limite tecnico di lunga durata , relativi a
       periodi di riferimento più brevi (mese , settimana, turno , ora ).
                              Articolo 3
3.1 .   Scopo precipuo del oontrollo tecnico è di ridurre à valori     irrilevanti la
        concentrazione di CVM per l' esposizione dei lavoratori . Ogni settore di lavor
        delle imprese deve essere pertanto sottoposto al controllo del CVM in ottem­
       peranza all' articolo 1,1 .
3.2 .   Per i futuri impianti di produzione di CVM / PVC la concentrazione massima
        adottata come valore-limite tecnico di lunga durata deve essere fissata al
        livello non superabile di 5 ppm .
3.3#    Per gli impianti di produzione CVM / PVC esistenti , la concentrazione massima
                                                                                   »
        adottata come valore-limite tecnico' di lunga durata deve essere fissata al
        livello non superabile di 10 ppm .
3.U.    Le misure tecniche necessarie al fine di osservare i valori-limite tecnici
       di cui ai paragrafi 3.2 . e 3.3 ., non devono in alcun modo avere come risul­
        tato un inquinamento da CVM dell' ambiente all' esterno degli impianti .
                              Articolo 4
La concentrazione di CVM nel settore di lavoro può' essere controllata con
metodi continui e/o discontinui »
4.1 .  Il valore–limite tecnico di lunga durata viene considerato non supera­
       to se la media aritmetica annua non supera il valore–limite teonico di
       lunga durala con una sicurezza statistica del 95$ (unilaterale ) •
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4»2 » Bevono considerarsi adeguati tutti i sistemi di misurazione che con
      siourcssa am--.lìtioa rilevano almeno 1 /3 della concentrazione del
      valore-limite tecnico di lunga durata .
4.3 . Qualora per le misurazioni di CVM vengano' adoperati sistemi di misu­
      rasi one non selettivi , il valore di misurazione indicativo deve es­
      sere onterpret ato come .totalmente rappresentati vo della concentrazione
4*4 * A\ ^rumanti di misurazione devono essere tarati ad
      intervalli regolari .
4*5 » In attesa dell' adozione di • un metodo di riferimento
       comunitario si fini della verifica dei metodi di misurazio­
      ne dsl GYMf si devono selezionare procedimenti adeguati per la tara­
      tura degli strumenti di misurazione seoc-ndo gli ultimi ritrovati del­
      la tecnica .
                                  Artioolo 5
In un settore di lavoro si possono allestire , a seconda delle dimensioni ,
uno o più luoghi di misurazione .
5.1 . I luoghi di misurazione devono essere scelti in maniera oon facente
      al tipo d' impresa e devono essere di massima predisposti in modo che
      i risultati delle misurazioni forniscano , nella misura del possibile ,
       il tenore individuale di CVM delle persone esposte .
      Ciò' non comporta necessariamente che le misurazioni de ahano essere
      effettuate in tutti i casi con l' ausilio di strumenti di misurazione
      individuali – cioè di strumenti applicati al corpo dei soggetti eepo®
      sti . h& misurazioni possono essere effettuate anche ricorrendo a strix
      menti situati in luoghi determinati , ss è certo che i risultati oosi '
      ottenuti forniscono in maniera rappresentativa il tenore di concen­
      trazione dell' intero settore di lavoro .
5«2 * Qualora , adottato un sistema di misurazione fisso , oi si avvalga di
      più luoghi di misurazione in un settore di lavoro , il valore medio
      relativo a tali luoghi di misurazione può' essere assunto quale risul­
      tato per .l' intero settore di lavoro in questione .
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5.3 . Qualora non si- ab>>ia la certezza che il sistema eli misraraaioae fis­
       so rilevi in ffianiera rappresentativa la concentra zione nel settore
       di laverò , ai fini dell ! accertamento del valore-limite tecnico di
       lunga durata si deve scegliere il luogo maggiormente esposso a rischi ,
       PerL lee mi^ura^AoniV compaxative ci si può' vai et 3 di disometri per­
       sonali ; se del caso , si carobisrà la disposizione dai luoghi di misu.=
       razione®
                                Articolo 6
 Per misurare aumenti di concentrazione insoliti nei settori di lavoro del­
 le imprese che fabbricano il CVM/PVC , aumenti che possono essere provocati
 di incidenti tecnici , deve essere previsto un sistema di controllo che consenta
 di fornire in continuazione almeno valori medi orari .
 6.1 .  Il livello di concentrazione che provoca l' allarme dipende dal sie'vs-
        ma di misurazione e dalle condizioni aziendali .
 6.2 .  Si verifica un aumento insolito della concentrazione di CVM se viene
        superato approssimativamente il quintuplo del valore medio settimanale
        misurato .
        In tal caso si devono prendere senza indugio gli opportuni provvedi­
        menti tecnici intesi a identificare le cause o
 6.3 . Il livello di allarme non deve tuttavia superare i 40 ppm.
        In caso di superamento si devono prendere immediate misure protettive
        tecniche ed individuali-
                                Articclo 7
  Nel caso di determinate operazioni (per es ., pulitura di autoclavi , manutenzione
  e riparazioni ), per le quali non è possibile garantire il mantenimento c'alia con­
  centrazione al disotto d*i valori–li-mite con l' ausilio delle normali tecniche
  operative o di esr «zione> occorre credi sposrre adeguate misure protettive indi
  viduali .
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  I lavoratori devono essere resi edotti periodicamente dei pericoli che il CVM
 presenta per la salute e delle precauzioni necessarie per la manipolazione dello
  stesso .
                                 Articolo 9
 Gli addetti alle attività di cui all' art . 1,1 » devono essere iscritti
  in un apposito       ^r(bontenente dati relativi al tipo e alla durata della
 loro attività , nonché all' esposizione orovocata     da quest 'ultima „ Di tale
 registro " va trasmessa copia al medico di lavoro competente , se non ne
 èegli stesso il compilatore .
                                 Articolo 10
 Gli addetti ai settori di cui all' art . 1.1 . devono sottoporsi , sia pri­
 ma dell' assunzione in servizio che in seguito , ad esami sanitari a cura
 di un qualificato medico di lavoro .
 10.1 .  Con salvezza                    ;
         caso per caso la frequenza e la natura degli esami da effettuare .
         L' allegato II contiene le linee direttive all' uopo necessarie .
 10.2 . La documentazione medica ed il registro menzionato all' art . 9 devono
         essere conservati per tutto il tempo durante il quale è lecito
         presumere che l' esposizione al CVM possa eventualmente provocate
        una malattia professionale .
         Essi costituiscono la "base diesami epidemiologici prospettive
         ormai necessarie -j CLn* risultati vengono comunicati ogni tre anni
        alla Commissione , a cura degli Stati membri .
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                                     Art i colo 11
11.1 . La presente direttiva deve ©ssere riesaminata a scadenze almeno
         "biennali , in concomitanza con l' evolversi delle cognizioni tecniche
          e di medicina del lavoro .
11.2 . A tale scopo viene istituito un. Comitato composto di rappresentan­
          ti degli Stati membri e presieduto da un rappresentante della Com­
          missione .
11.3 . Il Comitato stabilisce il proprio regolamento interno .
                                      Articolo 12
12.1 . Qualora si faccia riferimento alla procedura di cui all' art . 11 »
          il presidente interpella il Comitato , sia per iniziativa propria
           che a richiesta di un rappresentante di uno Stato membro .
 12.2 . Il rappresentante della Commissione presenta al Comitato un pro­
           getto relativo alle misure da prendere . Il Comitato prende posizio­
          ne entro un termine che il presidente può' fissare in funzione dell'
           urgenza del problema in questione .
           Il Comitato si pronuncia con una maggioranza di 41 voti . Ai voti
            degli Stati membri viene attribuita la ponderazione di cui all' articolo
            148, comma 2 del Trattato CEE ; il presidente partecipa alla votazione .
 12.3 . La Commissione adotta le misure prospettate , se esse sono conformi
           al parere* del Comitato .
 12.4 . Se le mirare prospettate non concordano ool parere del Comitato o
            se quest'ultimo non ha emesso alcun parere , la Commissione propone
             senza inducio      Consìglio 13 misure da adottare® Il Consiglio de­
            cide a maggioranza qualificata .                            '
  12»5 . Qualora ^a.7 la scadens? di vai termino di tire mssidalla presentazione
             delle pre-peste   al Consiglio , quest 'ultimo non sia pervenuto ad. una
            decisione , i wrov^adiin-GsrftS. proposti sono , adottaci dalla Commissione .
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  13®1 » Entro 18 mesi dalla notifica gli Stati membri applicano
         necessarie disposizioni legislative , regolamentari ed ammini strati ve ,
         al fine di conformarsi alla presente direttiva e ne informano im­
         mediatamente la Commissione »
  13.2 . Gli Stati membri comunicano alla Commissione il
         testo di tutte le norme giuridiche interne     adottate nel setto­
         re oggetto della presente direttiva .
                               Articolo 14
 La presente direttiva è destinata     agli Stati membri .
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.■ Hirattiona statistica dsl valore-limite t ecnico di Ixinga durata
, I valori attualmente raccomandati in diversi paesi in ordine alla con­
     centrazione consentita di sostanze nocive nell' atmosfera del posto di
     lavoro , mostrano delle discrepanze per via delle diverse definizioni .
     La presentò direttiva si attiene pertanto ad una nuova grandezza di
     riferimento statisticamente definita; il valore-limite tecnico di lun­
     ga durata, da considerarsi quale media annua (articolo 2.2 .)»
      I valori -limite per periodi di riferimento più brevi sono motivari da
      constatazioni che sono in particolare il risultato di misurazioni esau­
      rienti delle concentrazioni di CV nell 'industria del PVC . Tali risul­
      tati coincidono con quelli ricavati per altre sostanze nocive ed in al­
      tri settori dell' industria .
      L' argomento può' essere riassunto nel modo seguente !
       a) le distribuzioni di concentrazione di sostanze nocive possono esse­
           re rappresentate con distribuzioni logaritmiche normali .
      b) la varianza logaritmica 2 ( 4 , T) dipende dal tempo medio dei
            singoli valori      e dal periodo di valutazione T, sul quale si di-
            stribuiecono i singoli valori .
}. Tale dipendenza può' essere rappresentata dalla funzione seguente:
                                   ^ , T) - A. log (T/ *T ) •
       Date questa premesse , si ottiene in media una relazione di valori-Inni
        te per per .odi brevi di rapimento nei confronti del valore-limite
        tecnico di lunga durata ?
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                                Tabella 1
                    Impianti esist enti     Nuovi impianti
  Periodo di                                                    Valori per periodi
                      Valore–limite         Valore-limite™             brevi
  riferiraento           in ppm                  in ppm           Valore–limite
                   (per arrotondamento)      (per arroton­       tecnico di lunga
                                                 damento )             durata
    1 anno                   10                     5                   1
    1 mese                   17                     8                   1,7
   1 settimana              20                     10                   1,95
   8 ore                    23                     11                   2,3
   1 ora                    26                     13                   2,55
 4 . I valori-limite per i periodi di riferimento brevi vengono considerati
      non superati se almeno il 95/, dei valori dir misurazione ricavati entro
      un periodo complessivo massimo di un anno risulta; inferiore ai valo-
      ri-limite indicati alla tabella 1 .
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 ---pagebreak---                                      - 1 -                     ALLEGATO II
Direttivo per il controllo di medioina del lavoro
1.  In base allo stadio attuale delle conoscenze , una esposizione ecces­
    siva al CVM può' provocare i danni alla salute seguenti :
                 – alterazioni cutanee di tipo sci erodermi co
                 – disturbi circolatori alle mani e ai piedi ( simili alla
                      sindrome di Raynaud)
                 – acroosteolisi (nel complesso delle varie ossa e in ma­
                      niera accentuata nelle falangi delle dita della mano )
                 – fibrosi del fegato e della milza ( simile alla fibrosi
                      periboluare : sindrome di Banti )
                 –    disturbi funzionali ai polmoni
                 –    trombocitopenie e
                 – angiosarcomi del fegato .
2 . Il controllo medico dovrebbe concentrarsi su tutti i sintomi e/o sin­
    dromi , con particolare considerazione dei rischi più gravi ; secondo le
    conoscenze attuali , infatti , né i sintomi isolati né quelli che appaiano
    in combinazione con altri costituiscono segni precorritori o stati transi
    tori j dei sarcomi del fegato . Dato che per questi ultimi non si dispone
    di metodi preventivi specifici di esame , le misure di ordine medico
    devono soddisfare almeno alle esigenze seguenti :              ^
                  1 ) rivelazione della anamnesi medica e professionale
                 2) esame clinico delle estremità, della epidermide e dell'­
                      addome
                 3 ) e3aine radiografico dello scheletro della mano ( ogni due
                      anni ) .
     E' auspicabile lo svolgimento di ulteriori esam1        in particolare espe­
     rimenti di laboratorio . Le decisioni in tal senso dovrebbero essere prese
     dal medico del lavoro ir bs?e alle cognizioni più aggiorrv
     nate di medicina del lavoro ,
     Per gii esami eoidemio Loci ci Drosoettivi si propone attualmente :
                  - essme del1. 'urina (glucosio , proteina, sali , bilirubina,
                      -orobilina ) ,
                      reazione di sedr.mentazione ,
                  ■» computo dei trombociti ,
 2221ΗΔ1Α
 ---pagebreak---               m   determinazione della bilirubin ernia complessiva ,
              <m determinazione della tranBasiins-si ( SOOT , SOPÌ?)»
              -   test di torbidità del timolo ,
               –   fosfatasi alcaliche ,
               -   determinazione della crioglobulma .
3 . Come per tutti gli esami biologici , per l' interpretazione" dei ri­
      sultati si deve tener conto dei procedimenti adottati in laboratorio
      „    ,   .   .      . .
      e dei valori normali . PT
                               Da „ IO
                                       ni. Ci. *. il
                                                  -
                                                     significato
                                                       3
                                                                 di Un "dt–
      sturbo funzionale viene accertato», mediante la combinazione dei risultati
      di vari metodi , e l' evoluzione delle anomalie constatate .
      Di regola, i risultati anormali devono essere .controllati
     e se necessario delle indagini supplementari devono "essere effettuate da sp
      cialisti .
4. Il medico del lavoro decide caso per caso dell' idoneità dell addetto
      a ciascun settore di lavoro .
      Il medico del lavoro deve inoltre valutare le controindicazioni /
      di cui le essenziali sono :
                 - lesioni vascolari e neuro–vascolari tipiche ,
                 -   disturbi funzionali dei polmoni ,
                 - insufficienza epatica, clinica e biologica,
                 –   diabete ,
                 -   insufficienza renale cronica ,
                 – trombocitopenie e/o disturbi della coagulazione del sangue ,
                 _ determinate malattie croniche della pelle , per esempio
                     sclerodermia ,
                 – abuso di' alcool e/o consumo costante di stupefacenti .
        Questo elenco compilato a titolo indicativo si basa su dati patologici ri­
        sultanti dagli studi retrospettivi precedenti .
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