CELEX: 51996PC0141
Language: it
Date: 1996-03-27
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione dell' accordo quadro di commercio e di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea, dall' altra

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51996PC0141

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione dell' accordo quadro di commercio e di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea, dall' altra  /* COM/96/0141 DEF - CNS 96/0098 */  

Gazzetta ufficiale n. C 188 del 28/06/1996 pag. 0011

Proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo quadro di commercio e di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea, dall'altra (96/C 188/11) COM(96) 141 def. - 96/0098(CNS) (Presentata dalla Commissione il 9 aprile 1996)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare il combinato disposto degli articoli 73 c, paragrafo 2, 75, 84, paragrafo 2, 113, 235 e 228, paragrafo 2, seconda frase e paragrafo 3, primo comma,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,previa consultazione del Comitato economico e sociale,considerando che la Comunità europea dovrebbe approvare l'accordo quadro di commercio e di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea, dall'altra,DECIDE:Articolo 1 L'accordo quadro di commercio e di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea, dall'altra, è approvato a nome della Comunità europea.Il testo dell'accordo è accluso alla presente decisione.Articolo 2 La Commissione, assistita dai rappresentanti degli Stati membri, rappresenta la Comunità europea nel comitato misto di cui all'articolo 19, paragrafo 3 dell'accordo quadro di commercio e di cooperazione.Articolo 3 Il presidente del Consiglio procede alla notifica di cui all'articolo 21 dell'accordo a nome della Comunità europea.Articolo 4 La presente decisione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.ACCORDO QUADRO di commercio e di cooperazione tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea, dall'altra LA COMUNITÀ EUROPEA,eIL REGNO DEL BELGIO,IL REGNO DI DANIMARCA,LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,LA REPUBBLICA ELLENICA,IL REGNO DI SPAGNA,LA REPUBBLICA FRANCESE,L'IRLANDA,LA REPUBBLICA ITALIANA,IL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO,IL REGNO DEI PAESI BASSI,LA REPUBBLICA D'AUSTRIA,LA REPUBBLICA PORTOGHESE,LA REPUBBLICA DI FINLANDIA,IL REGNO DI SVEZIA,IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,parti del trattato che istituisce la Comunità europea e del trattato sull'Unione europea, in appresso denominati «Stati membri»,da una parte,eLA REPUBBLICA DI COREA,dall'altra,CONSIDERANDO i tradizionali vincoli di amicizia tra la Repubblica di Corea, la Comunità europea e i suoi Stati membri;RIBADENDO l'impegno delle parti a rispettare i principi democratici e i diritti umani fondamenti enunciati nella Dichiarazione universale sui diritti dell'uomo;CONFERMANDO il loro desiderio di instaurare un dialogo politico regolare tra l'Unione europea e la Repubblica di Corea in base ai valori e alle aspirazioni comuni;RICONOSCENDO che l'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio ha contribuito in misura considerevole a promuovere il commercio internazionale in generale e il commercio bilaterale in particolare, e che sia la Repubblica di Corea che la Comunità europea si sono impegnate ad applicare i principi del libero scambio e dell'economia di mercato alla base dell'accordo;RIBADENDO che la Repubblica di Corea, la Comunità europea e i suoi Stati membri si sono impegnati a rispettare pienamente gli impegni assunti con la ratifica dell'accordo che istituisce l'organizzazione mondiale del commercio;TENENDO PRESENTE la necessità di contribuire alla piena applicazione dei risultati dell'Uruguay Round del GATT e di applicare tutte le norme che disciplinano il commercio internazionale in modo trasparente e non discriminatorio;RICONOSCENDO l'importanza di rafforzare le relazioni tra le parti al fine di intensificare la cooperazione nonché la comune volontà di consolidare, approfondire e diversificare dette relazioni nei settori di reciproco interesse su basi di parità, non discriminazione, rispetto dell'ambiente naturale e mutui vantaggi;DESIDEROSI di creare condizioni favorevoli alla crescita sostenibile e alla diversificazione degli scambi nonché alla cooperazione economica in vari settori di reciproco interesse;RITENENDO che alle parti convenga istituzionalizzare le loro relazioni e avviare una cooperazione economica onde favorire ulteriormente lo sviluppo del commercio e degli investimenti;CONSAPEVOLI dell'importanza di agevolare la partecipazione alla cooperazione dei singoli e degli organismi direttamente interessati, segnatamente gli operatori economici e gli enti che li rappresentano,HANNO DECISO DI CONCLUDERE IL PRESENTE ACCORDO E A TAL FINE HANNO DESIGNATO COME PLENIPOTENZIARI:LA COMUNITÀ EUROPEA:IL REGNO DEL BELGIO:IL REGNO DI DANIMARCA:LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA:LA REPUBBLICA ELLENICA:IL REGNO DI SPAGNA:LA REPUBBLICA FRANCESE:L'IRLANDA:LA REPUBBLICA ITALIANA:IL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO:IL REGNO DEI PAESI BASSI:LA REPUBBLICA D'AUSTRIA:LA REPUBBLICA PORTOGHESE:LA REPUBBLICA DI FINLANDIA:IL REGNO DI SVEZIA:IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD:LA REPUBBLICA DI COREA:I QUALI, dopo aver scambiato i loro pieni poteri, riconosciuti in buona e debita forma,HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo 1 Fondamenti della cooperazioneIl rispetto dei principi democratici e dei diritti dell'uomo, definiti nella Dichiarazione universale sui diritti dell'uomo, è alla base delle politiche interna ed internazionale delle parti e costituisce un elemento fondamentale del presente accordo.Articolo 2 Obiettivi della cooperazionePer intensificare la cooperazione tra di esse, le parti si impegnano a promuovere lo sviluppo delle loro relazioni economiche, mirando in particolare a:a) incentivare o avviare la cooperazione commerciale e diversificare gli scambi con reciproci vantaggi;b) avviare una cooperazione economica nei settori di reciproco interesse, segnatamente a livello scientifico, tecnologico e industriale;c) agevolare la cooperazione tra operatori commerciali e gli investimenti da entrambe le parti nonché promuovere una migliore comprensione reciproca.Articolo 3 Dialogo politicoL'Unione europea e la Repubblica di Corea avviano un regolare dialogo politico basato sui valori e sulle aspirazioni comuni. Il dialogo si svolge in conformità delle procedure concordate nella dichiarazione congiunta in materia tra l'Unione europea e la Repubblica di Corea.Articolo 4 Trattamento della nazione più favoritaLe parti si impegnano a concedersi reciprocamente il trattamento della nazione più favorita conformemente ai diritti e agli obblighi previsti dall'organizzazione mondiale del commercio.Articolo 5 Cooperazione commerciale1. Le parti si impegnano a favorire il più possibile, con reciproco vantaggio, lo sviluppo e la diversificazione dei loro scambi commerciali.Le parti si impegnano a migliorare le condizioni di accesso al mercato. Esse garantiscono l'applicazione di dazi doganali secondo il principio della nazione più favorita tenendo conto di vari elementi, tra cui la situazione del mercato interno di una parte e gli interessi dell'altra parte in materia di esportazione. Esse si impegnano a collaborare per eliminare gli ostacoli al commercio, segnatamente mediante l'abolizione tempestiva degli ostacoli non tariffari e l'adozione di misure volte a migliorare la trasparenza, tenendo conto anche dei lavori svolti dalle organizzazioni internazionali competenti.2. Le parti attuano una politica intesa a:a) cooperare, a livello multilaterale e bilaterale, riguardo alle questioni connesse allo sviluppo degli scambi che interessano entrambe, comprese le future procedure dell'OMC. A tal fine, esse collaborano a livello internazionale e bilaterale onde risolvere i problemi commerciali di comune interesse;b) promuovere gli scambi di informazioni tra operatori economici e la cooperazione industriale fra le imprese onde diversificare e incrementare i flussi commerciali esistenti;c) studiare e raccomandare misure di promozione commerciale atte a favorire lo sviluppo degli scambi;d) agevolare la cooperazione tra le autorità doganali competenti della Comunità europea, dei suoi Stati membri e della Corea;e) migliorare l'accesso al mercato per i prodotti dell'industria, dell'agricoltura e della pesca;f) migliorare l'accesso al mercato per i servizi, ad esempio nei settori delle finanze e delle telecomunicazioni;g) intensificare la cooperazione in materia di norme e regolamenti tecnici;h) tutelare in modo efficace la proprietà intellettuale, industriale e commerciale;i) organizzare visite per il commercio e gli investimenti;j) organizzare fiere commerciali generali o per un unico settore industriale.3. Le parti favoriscono una concorrenza leale a livello di attività economiche mediante una piena applicazione delle loro leggi e normative in materia.4. In conformità degli obblighi previsti dall'accordo OMC sulle commesse governative, le parti garantiscono una partecipazione agli appalti su base non discriminatoria e reciproca.Esse proseguono i colloqui volti ad una maggiore apertura dei rispettivi mercati delle forniture in altri settori, quali le telecomunicazioni.Articolo 6 Agricoltura e pesca1. Le parti decidono di promuovere la cooperazione nei settori dell'agricoltura e della pesca, comprese l'orticoltura e la maricoltura. Dopo aver discusso delle rispettive politiche in materia di agricoltura e di pesca, le parti studieranno:a) le possibilità di incrementare gli scambi di prodotti agricoli e della pesca;b) l'impatto sul commercio delle misure sanitarie, fitosanitarie e ambientali;c) il collegamento tra agricoltura e ambiente rurale;d) la ricerca in materia di agricoltura e di pesca, comprese l'orticoltura e la maricoltura.2. Se del caso, le disposizioni del paragrafo 1 del presente articolo si applicano ai prodotti e ai servizi dell'industria agroalimentare.3. Le parti si impegnano a conformarsi all'accordo OMC sulle misure sanitarie e fitosanitarie e accettano di avviare consultazioni, su richiesta di una di esse, per discutere delle proposte dell'altra parte in merito all'applicazione e all'armonizzazione delle misure sanitarie e fitosanitarie, tenendo conto delle norme concordate dalle altre organizzazioni internazionali quali l'UIE, l'IPPC e il Codex Alimentarius.Articolo 7 Trasporti marittimi1. Le parti si impegnano ad adoperarsi per conseguire l'accesso illimitato al mercato e al traffico marittimo internazionale su base commerciale e in condizioni di concorrenza leale, conformemente alle disposizioni del presente articolo.a) Quanto precede non pregiudica i diritti e gli obblighi derivanti dal codice di comportamento delle Nazioni Unite per le conferenze di linea applicabile a una delle parti contraenti del presente accordo. Le navi non conferenziate possono operare in concorrenza con quelle conferenziate fintantoché si attengono al principio di una concorrenza leale su base commerciale.b) Le parti ribadiscono l'impegno a creare un contesto di libera e leale concorrenza per gli scambi di merci secche e liquide alla rinfusa. In considerazione di tale impegno, la Repubblica di Corea prende le disposizioni necessarie per abolire gradualmente, durante un periodo transitorio che terminerà il 31 dicembre 1998, il sistema di prenotazione dei carichi alla rinfusa per le navi battenti bandiera coreana.2. Per conseguire l'obiettivo del paragrafo 1, le parti:a) evitano di introdurre clausole di ripartizione del carico nei futuri accordi bilaterali con i paesi terzi per il commercio di merci secche e liquide alla rinfusa e per il traffico di linea, salvo circostanze eccezionali in cui ciò sia necessario per offrire alle società di navigazione di una parte del presente accordo l'effettiva possibilità di operare nel quadro degli scambi con il paese terzo in questione;b) evitano di introdurre, a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, le misure amministrative, tecniche e legislative che potrebbero introdurre discriminazioni tra i loro cittadini e le loro società e quelli dell'altra parte rispetto alla fornitura di servizi nel trasporto marittimo internazionale;c) concedono alle navi gestite da cittadini o compagnie dell'altra parte un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle loro navi quanto all'accesso ai porti aperti al commercio internazionale, all'uso delle infrastrutture e dei servizi marittimi ausiliari dei porti nonché per i relativi diritti e oneri, per le agevolazioni doganali e per l'assegnazione di ormeggi e di infrastrutture per il carico e lo scarico.3. Ai fini del presente articolo, l'accesso al mercato marittimo internazionale comprende, tra l'altro, il diritto per i vettori marittimi internazionali di ciascuna parte di organizzare servizi di trasporto «porta a porta» comprendenti una tratta marittima e di trattare direttamente, a tale scopo, con i fornitori locali di modi di trasporto diversi da quello marittimo sul territorio dell'altra parte, fatte salve le restrizioni applicabili in materia di nazionalità riguardanti il trasporto di merci e passeggeri con i suddetti altri modi di trasporto.4. Le disposizioni del presente articolo si applicano alle compagnie della Comunità europea e della Corea, nonché alle società di navigazione stabilite al di fuori della Comunità europea e della Repubblica di Corea e controllate da cittadini di uno Stato membro o della Repubblica di Corea, a condizione che le loro navi siano registrate in detto Stato membro o nella Repubblica di Corea in conformità delle rispettive legislazioni.5. Se del caso, si concluderanno accordi specifici per le attività delle compagnie di navigazione nella Comunità europea e nella Repubblica di Corea.Articolo 8 Costruzione navale1. Le parti decidono di collaborare nel settore della costruzione navale onde creare un mercato equo e concorrenziale e prendono atto del grave squilibrio strutturale tra l'offerta e la domanda nonché della tendenza del mercato all'origine della crisi dell'industria cantieristica mondiale. Per questi motivi, le parti evitano di prendere misure o iniziative a favore della loro industria cantieristica tali da falsare la concorrenza o da consentire alla loro industria cantieristica di eludere difficoltà future, in conformità dell'accordo OCSE sulla costruzione navale.2. Le parti decidono di avviare, su richiesta di una di esse, consultazioni sull'applicazione dell'accordo OCSE in materia di costruzione navale, nonché di scambiare informazioni sullo sviluppo del mercato mondiale delle navi e della costruzione navale o su altri problemi relativi a questo settore.I rappresentanti dell'industria cantieristica possono essere invitati, previo accordo tra le parti, ad assistere alle consultazioni in veste di osservatori.Articolo 9 Tutela della proprietà intellettuale, industriale e commerciale1. Le parti si impegnano a garantire una tutela adeguata ed effettiva dei diritti di proprietà intellettuale, industriale e commerciale, prevedendo mezzi adeguati.2. Le parti decidono di applicare l'accordo OMC sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale entro e non oltre il 1° luglio 1996 (1).3. Le parti confermano l'importanza che attribuiscono agli obblighi previsti dalle convenzioni multilaterali per la tutela dei diritti di proprietà intellettuale. Esse cercheranno di sottoscrivere quanto prima le convenzioni in allegato a cui non hanno ancora aderito.Articolo 10 Regolamenti tecnici, norme e valutazione della conformità1. Fatti salvi i loro obblighi internazionali, le parti promuovono, nell'ambito delle rispettive responsabilità e in conformità delle rispettive legislazioni, l'uso delle norme e dei sistemi di valutazione della conformità riconosciuti a livello internazionale.A tal fine, si privilegiano:a) gli scambi di informazioni e di esperti tecnici in materia di standardizzazione, accreditamento, metrologia e certificazione nonché, se del caso, la ricerca congiunta;b) la promozione degli scambi e i contatti tra organismi e istituzioni competenti;c) le consultazioni settoriali;d) la cooperazione per la gestione della qualità;e) il rafforzamento della cooperazione in materia di normative tecniche, segnatamente mediante la conclusione di un accordo per il reciproco riconoscimento dei risultati della valutazione della conformità, onde agevolare il commercio ed evitare perturbazioni tali da ostacolarne lo sviluppo;f) la partecipazione e la cooperazione nel quadro degli accordi internazionali pertinenti al fine di promuovere l'adozione di norme standardizzate.2. Le parti si accertano che le attività riguardanti le norme e la valutazione della conformità non costituiscano inutili ostacoli al commercio.Articolo 11 Consultazioni1. Le parti decidono di incentivare gli scambi di informazioni sulle misure commerciali.Ciascuna parte s'impegna a informare tempestivamente l'altra dell'applicazione di misure che modifichino i dazi all'importazione per la nazione più favorita, incidendo quindi sulle esportazioni dell'altra parte.Ciascuna parte può chiedere consultazioni sulle misure commerciali. In tal caso, le consultazioni si svolgono appena possibile onde trovare quanto prima una soluzione costruttiva e accettabile per entrambe le parti.2. Ciascuna parte accetta di informare l'altra dell'apertura di procedimenti antidumping nei confronti dei suoi prodotti.Nel pieno rispetto degli accordi OMC sulle misure antidumping e antisovvenzioni, ciascuna parte esamina attentamente, prevedendo adeguate possibilità di consultazione, le osservazioni dell'altra parte riguardo ai procedimenti antidumping e antisovvenzioni.3. Le parti decidono di consultarsi su tutte le eventuali controversie risultanti dall'applicazione del presente accordo. Le consultazioni hanno luogo al più presto. La parte che le ha richieste fornisce all'altra tutte le informazioni necessarie per un esame approfondito della situazione. Attraverso le consultazioni, si cerca di risolvere prima possibile le controversie commerciali.4. Le disposizioni del presente articolo lasciano impregiudicate le procedure interne di ciascuna parte per l'adozione e la modifica delle misure commerciali nonché i meccanismi di notifica, consultazione e composizione delle controversie previsti dagli accordi OMC.Articolo 12 Cooperazione economica e industriale1. Tenendo conto del reciproco interesse e delle rispettive politiche e finalità economiche, le parti promuovono la cooperazione economica e industriale in tutti i settori ritenuti adatti.2. La cooperazione mira in particolare a:- promuovere gli scambi di informazioni tra operatori economici nonché sviluppare e migliorare le reti esistenti, garantendo nel contempo un'adeguata tutela dei dati personali;- avviare scambi di informazioni sulle modalità e condizioni della cooperazione per tutti i servizi e per le infrastrutture di informazione;- favorire gli investimenti reciprocamente vantaggiosi e creare un clima favorevole;- migliorare il contesto economico e commerciale.3. Per conseguire tali obiettivi le parti si sforzano, tra l'altro, di:a) diversificare e rafforzare i loro vincoli economici;b) predisporre canali di cooperazione specifici per l'industria;c) promuovere la cooperazione industriale, segnatamente tra le piccole e medie imprese;d) favorire lo sviluppo sostenibile delle loro economie;e) diffondere le tecniche di produzione non nocive per l'ambiente;f) favorire i flussi di investimenti e di tecnologia;g) migliorare la comprensione e la conoscenza reciproche dei rispettivi contesti commerciali.Articolo 13 Droga e riciclaggio del denaro sporco1. Le parti cooperano per aumentare l'efficacia delle politiche e delle misure volte a combattere la produzione, la fornitura e il traffico illecito di stupefacenti e sostanze psicotrope, compreso l'uso dei precursori per scopi diversi, e per promuovere la prevenzione e la riduzione della domanda di droga. La cooperazione in materia si basa sulla consultazione e su uno stretto coordinamento tra le parti per quanto riguarda gli obiettivi e le iniziative nei diversi settori connessi alla droga.2. Le parti riconoscono la necessità di mettere tutto in atto e di collaborare per impedire che i loro sistemi finanziari servano a riciclare i proventi delle attività illecite in generale e dei reati connessi alla droga in particolare.La cooperazione nel settore mira a stabilire norme adeguate contro il riciclaggio del denaro tenendo conto di quelle adottate dai consessi internazionali, in particolare la Task Force azione finanziaria (FATF).Articolo 14 Cooperazione in materia di scienza e tecnologia1. Le parti si impegnano a promuovere la cooperazione scientifica e tecnologica tenendo conto del reciproco interesse e degli obiettivi delle loro politiche scientifiche. A tal fine, esse cercano di favorire:- gli scambi di informazioni e di know how nei settori della scienza e della tecnologia;- il dialogo sull'elaborazione e sull'attuazione delle rispettive politiche di ricerca e sviluppo tecnologico;- la cooperazione nel campo della tecnologia dell'informazione, nonché delle tecnologie e dell'industria da cui dipende l'interoperatività con la società mondiale dell'informazione;- la cooperazione in materia di energia e di tutela ambientale;- la cooperazione nei settori scientifici e tecnologici di comune interesse.2. Per conseguire gli obiettivi delle rispettive politiche, le parti cercano, in particolare, di:- scambiare informazioni sui progetti di ricerca in materia di energia, tutela dell'ambiente, telecomunicazioni e tecnologia dell'informazione nonché sull'industria delle tecnologie dell'informazione;- perfezionare, con mezzi appropriati, la formazione degli scienziati;- favorire i trasferimenti di tecnologia in modo reciprocamente vantaggioso;- organizzare seminari congiunti tra scienziati di alto livello di entrambe le parti;- incoraggiare i ricercatori di entrambe le parti a svolgere attività di ricerca congiunta nei settori di reciproco interesse.3. Le parti decidono che la cooperazione e tutte le azioni comuni in materia di scienza e tecnologia si svolgeranno su basi di reciprocità.Le parti decidono di tutelare efficacemente le informazioni e la proprietà intellettuale risultanti dalla cooperazione contro eventuali abusi o usi non autorizzati da parte di persone che non siano i legittimi proprietari.Qualora un'istituzione, un organismo o un'impresa di una delle parti partecipi a programmi specifici di ricerca e sviluppo tecnologico dell'altra parte, ad esempio quelli avviati nell'ambito del programma quadro generale della Comunità europea, questa partecipazione, nonché la divulgazione e la messa a frutto delle nozioni acquisite, avvengono secondo le regole generali stabilite dall'altra parte.4. Le parti si consultano per stabilire le priorità della cooperazione. Fatto salvo il paragrafo precedente, si incoraggerà la partecipazione delle istituzioni, degli organismi e delle imprese del settore privato alle attività di cooperazione e ai progetti di ricerca specifici di interesse comune.Articolo 15 Cooperazione ambientaleLe parti avviano una cooperazione volta a tutelare e a preservare l'ambiente mediante:- scambi di informazioni sulle politiche ambientali e sulla loro attuazione tra i funzionari competenti della Commissione europea e le autorità competenti della Repubblica di Corea;- scambi di informazioni sulle tecnologie più valide dal punto di vista ambientale;- scambi di personale;- la promozione della cooperazione sulle questioni ambientali nei consessi internazionali a cui partecipano la Comunità europea e la Repubblica di Corea, segnatamente la commissione dell'ONU per lo sviluppo sostenibile e altri organismi in cui si discute delle convenzioni internazionali sull'ambiente;- il dibattito sul proseguimento delle azioni di sviluppo sostenibile, in particolare la cooperazione per l'attuazione dell'agenda 21 e altre attività scaturite dalla conferenza dell'ONU sull'ambiente e lo sviluppo (UNCED);- la cooperazione per i progetti ambientali comuni.Articolo 16 EnergiaLe parti riconoscono l'importanza del settore energetico per lo sviluppo economico e sociale e sono disposte a rafforzare la cooperazione in materia nell'ambito delle rispettive competenze. Tale cooperazione si prefigge di:- attenersi ai principi dell'economia di mercato al momento di fissare i prezzi al consumo;- diversificare le fonti energetiche;- sviluppare le energie nuove e rinnovabili;- razionalizzare l'uso dell'energia, promuovendo segnatamente la gestione della domanda;- ottimizzare le condizioni per il trasferimento tecnologico ai fini di un uso razionale dell'energia.Per conseguire questi obiettivi, le parti decidono di effettuare studi e ricerche congiunti e di mettere in contatto i responsabili della pianificazione energetica.Articolo 17 Cooperazione nei settori della cultura dell'informazione e della comunicazioneLe parti si impegnano a collaborare in materia di informazione e di comunicazione per migliorare la comprensione reciproca, tenendo conto della dimensione culturale delle loro relazioni.Si procederà, in particolare, a:- scambi di informazioni sulle questioni di comune interesse riguardanti la cultura e l'informazione;- l'organizzazione di manifestazioni culturali;- scambi culturali e- scambi tra università.Articolo 18 Cooperazione per lo sviluppo dei paesi terziLe parti decidono di scambiarsi informazioni sulle rispettive politiche di aiuto allo sviluppo onde instaurare un regolare dialogo sugli obiettivi di queste politiche e sui rispettivi programmi di aiuto allo sviluppo nei paesi terzi. Esse valuteranno in che misura sia possibile intensificare la cooperazione, in conformità delle rispettive legislazioni e delle condizioni applicabili all'esecuzione di detti programmi.Articolo 19 Commissione mista1. A norma del presente accordo, le parti istituiscono una commissione mista composta da rappresentanti dei membri del Consiglio dell'Unione europea, della Commissione delle Comunità europee e della Repubblica di Corea. La commissione si consulta onde agevolare l'attuazione del presente accordo e il conseguimento dei suoi obiettivi generali.2. La commissione mista ha il compito di:- garantire il corretto funzionamento dell'accordo;- studiare lo sviluppo del commercio e della cooperazione tra le parti;- cercare metodi adatti per prevenire eventuali problemi nei settori contemplati dall'accordo;- cercare il modo di sviluppare e diversificare il commercio;- scambiare opinioni e formulare suggerimenti sulle questioni di reciproco interesse inerenti agli scambi e alla cooperazione, comprese le azioni future e le risorse disponibili per realizzarle;- formulare adeguate raccomandazioni per promuovere l'espansione del commercio e la cooperazione, tenendo conto della necessità di coordinare le misure proposte.3. La commissione mista si riunisce di norma una volta all'anno, alternativamente a Bruxelles e a Seoul. Su richiesta di una delle parti, vengono indette riunioni straordinarie. La commissione mista è presieduta, a turno, da ciascuna delle parti.4. La commissione mista può creare sottocomitati specializzati incaricati di assisterla nello svolgimento dei suoi compiti. I sottocomitati presentano relazioni dettagliate sulle loro attività in ciascuna delle riunioni della commissione mista.Articolo 20 DefinizioneAi fini del presente accordo, per «parti» si intendono la Comunità europea, i suoi Stati membri o la Comunità europea e i suoi Stati membri, secondo le rispettive competenze, da una parte, e la Repubblica di Corea, dall'altra.Articolo 21 Entrata in vigore e durata1. Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla data della notifica, ad opera delle parti, dell'espletamento delle procedure all'uopo necessarie.2. Il presente accordo è concluso per un periodo di cinque anni. Esso è prorogato tacitamente di anno in anno a condizione che nessuna delle parti lo denunci sei mesi prima della scadenza.Articolo 22 NotificheLe notifiche previste dall'articolo 21 vengono effettuate, rispettivamente, presso il segretario generale del Consiglio dell'Unione europea e il Ministero degli esteri della Repubblica di Corea.Articolo 23 Mancata esecuzione dell'accordoSe una parte ritiene che l'altra sia venuta meno ai suoi obblighi nel quadro del presente accordo può prendere le misure del caso. Prima di procedere, fatta eccezione per i casi particolarmente urgenti, essa fornisce all'altra parte tutte le informazioni necessarie per un esame approfondito della situazione onde trovare una soluzione accettabile per le parti. Nella scelta delle misure si privilegiano quelle che perturbano meno il funzionamento del presente accordo. Le misure decise vengono comunicate senza indugio all'altra parte e, se l'altra parte lo richiede, si tengono consultazioni.Articolo 24 Futuri sviluppiLe parti possono estendere, di concerto, il campo di applicazione del presente accordo per approfondire la cooperazione o ampliarne la portata mediante accordi su settori o attività specifici.Ciascuna delle parti può formulare, nel quadro dell'esecuzione del presente accordo, suggerimenti volti estendere la cooperazione in base all'esperienza acquisita con l'applicazione dell'accordo stesso.Articolo 25 Dichiarazioni e allegatiLe dichiarazioni comuni e l'allegato costituiscono parte integrante del presente accordo.Articolo 26 Applicazione territorialeIl presente accordo si applica, da una parte, al territorio della Repubblica di Corea e, dall'altra, ai territori in cui si applica il trattato che istituisce la Comunità europea, alle condizioni ivi specificate.Articolo 27 Testi facenti fedeIl presente accordo è redatto in duplice copia nelle lingue danese, finnica, francese, greca, inglese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, svedese, tedesca e coreana, ciascun testo facente ugualmente fede.In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti hanno apposto le loro firme in calce al presente accordo quadro.(1) Fatta eccezione per la Repubblica di Corea, in conformità delle sue procedure legislative, per la legge di gestione agrochimica, che entrerà in vigore il 1° gennaio 1997, nonché per la legge sull'industria delle piante da seme (e per la legge sulla tutela delle indicazioni geografiche), che entreranno in vigore entro il 1° luglio 1998.ALLEGATO Convenzioni sulla proprietà intellettuale, industriale e commerciale- Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche (atto di Parigi, 1971)- Convenzione internazionale relativa alla protezione degli artisti interpreti o esecutori, dei produttori di fonogrammi e degli organismi di radiodifussione (Roma, 1961)- Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale (atto di Stoccolma del 1967, emendato nel 1979)- Trattato sulla cooperazione in materia di brevetti (Washington 1970, emendato e modificato nel 1984)- Accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi (atto di Stoccolma del 1967, emendato nel 1979)- Protocollo relativo all'accordo di Madrid sulla registrazione internazionale dei marchi (Madrid, 1989)- Accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei beni e dei servizi ai fini del marchio registrato (Ginevra, 1977, emendato nel 1979)- Trattato di Budapest sul riconoscimento internazionale del deposito di microorganismi agli effetti della procedura brevettuale (1977, modificato nel 1980)- Convenzione internazionale per la protezione dei ritrovati vegetali (UPOV, 1991)DICHIARAZIONI COMUNI Dichiarazione comune relativa all'articolo 7 Ciascuna parte autorizza la presenza commerciale di società di navigazione dell'altra parte sul suo territorio applicando, per lo stabilimento e l'attività di dette società, condizioni non meno favorevoli di quelle concesse alle sue società o, se migliori, alle consociate e alle filiali di società di paesi terzi.Dichiarazione comune relativa all'articolo 9 Le parti convengono che, ai sensi dell'accordo, la proprietà intellettuale, industriale e commerciale include in particolare i diritti d'autore, anche per i programmi informatici, e i diritti connessi, i diritti relativi ai brevetti, ai disegni industriali, alle indicazioni geografiche, comprese le denominazioni di origine, ai marchi di fabbrica e di identificazione dei servizi, alle topografie dei circuiti integrati e la tutela contro la concorrenza sleale di cui all'articolo 10 della Convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale e delle informazioni riservate sul know-how.Dichiarazione comune relativa all'articolo 23 a) Per la corretta interpretazione e per l'applicazione pratica dell'accordo, le parti decidono che per «casi particolarmente urgenti» di cui all'articolo 23 s'intendono le violazioni di una clausola sostanziale dell'accordo ad opera di una delle parti. La violazione di una clausola sostanziale dell'accordo consiste:- in una denuncia dell'accordo non sancita dalle norme generali del diritto internazionale o- nell'inosservanza degli elementi fondamentali dell'accordo di cui all'articolo 1.b) Le parti convengono che per «misure del caso» ai sensi dell'articolo 23 s'intendono le misure prese in conformità del diritto internazionale.DICHIARAZIONI UNILATERALI (1) Dichiarazione della Comunità europea relativa all'articolo 8 La Comunità europea è preoccupata per i problemi, cui attribuisce grande importanza, già esistenti o che potrebbero sorgere a causa dell'attuale tendenza a moltiplicare gli stabilimenti di costruzione navale sul mercato mondiale.A tale proposito, essa ricorda i termini della dichiarazione fatta a Parigi il 21 dicembre 1994 in occasione dei negoziati per l'accordo OCSE sulla costruzione navale, che su questo punto rimangono del tutto validi.La Comunità europea invita la Repubblica di Corea a collaborare con la Comunità stessa e con gli altri firmatari dell'accordo OCSE sulla costruzione navale per ridurre, con mezzi appropriati, il grave squilibrio strutturale tra l'offerta e la domanda sul mercato cantieristico mondiale.(1) Queste dichiarazioni verranno fatte in occasione della firma dell'accordo.Dichiarazione della Repubblica di Corea relativa all'articolo 7, paragrafo 2 Riferendosi alle disposizioni dell'articolo 7, paragrafo 2, lettera a) (trasporti marittimi), la Repubblica di Corea dichiara che autorizzerà l'introduzione delle clausole di ripartizione del carico nei futuri accordi bilaterali con determinati paesi terzi sul commercio di merci secche e liquide alla rinfusa solo in circostanze eccezionali, quando questo sia l'unico modo per le società di navigazione coreane di effettuare scambi commerciali verso e dai paesi terzi in questione.