CELEX: 62011TN0653
Language: it
Date: 2011-12-26 00:00:00
Title: Causa T-653/11: Ricorso proposto il 26 dicembre 2011 — Jaber/Consiglio

25.2.2012   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 58/12
            
         Ricorso proposto il 26 dicembre 2011 — Jaber/Consiglio
   (Causa T-653/11)
   2012/C 58/23
   Lingua processuale: il francese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Aiman Jaber (Lattakia, Siria) (rappresentante: avv. M. Ponsard)
   
      Convenuto: Consiglio dell’Unione europea
   
      Conclusioni
   
   Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               assoggettare il presente ricorso al procedimento accelerato;
            
         
               —
            
            
               annullare, nella parte in cui tali atti riguardano il ricorrente:
               
                           —
                        
                        
                           la decisione 2011/273/PESC così come ad oggi integrata e modificata, comprese tutte le decisioni indicate al punto 12 del ricorso;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           il regolamento n. 442/2011 così come ad oggi integrato e modificato, compresi tutti i regolamenti indicati al punto 13 del ricorso;
                        
                     
                           —
                        
                        
                           la decisione 2011/782/PESC così come ad oggi integrata e modificata;
                        
                     
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduce due motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo, vertente sulla violazione dei diritti fondamentali e delle garanzie procedurali, segnatamente del diritto al contraddittorio, dei diritti della difesa, dell’obbligo di motivazione e del principio della tutela giurisdizionale effettiva, in quanto il ricorrente non avrebbe ricevuto una notifica formale del suo inserimento nell’elenco delle persone sanzionate ed il convenuto non avrebbe risposto alle richieste del ricorrente, né avrebbe indicato sul fondamento di quali elementi concreti il nominativo del ricorrente era stato iscritto negli elenchi controversi.
            
         
               2)
            
            
               Secondo motivo, vertente sulla violazione del diritto di proprietà e di iniziativa economica, dal momento che gli atti impugnati arrecano un pregiudizio certo e grave alle attività commerciali del ricorrente.