CELEX: 52016PC0442
Language: it
Date: 2016-07-05
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che istituisce un quadro pluriennale per l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali per il periodo 2018-2022

COMMISSIONE EUROPEA
            Bruxelles, 5.7.2016
            COM(2016) 442 final
            2016/0204(APP)
            Proposta di
            DECISIONE DEL CONSIGLIO
            che istituisce un quadro pluriennale per l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali per il periodo 2018-2022
            
               
         
         
            
               RELAZIONE
            
            
               1.CONTESTO DELLA PROPOSTA
            
            
               •Motivi e obiettivi della proposta
            
            
               
                  Il 15 febbraio 2007 il Consiglio ha adottato il regolamento (CE) n. 168/2007
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                   (di seguito “il regolamento”) che istituisce l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (di seguito “l’Agenzia”). L’Agenzia è operativa dal 1º marzo 2007.
               
               
                  Scopo dell’Agenzia è fornire a istituzioni, organi, uffici e agenzie competenti dell’Unione e agli Stati membri, nella fase di attuazione del diritto dell’Unione, assistenza e consulenza in materia di diritti fondamentali, in modo da aiutarli a rispettare pienamente tali diritti quando adottano misure o definiscono iniziative nei loro rispettivi settori di competenza. I compiti dell’Agenzia, enunciati all’articolo 4 del regolamento, consistono nella raccolta, analisi e diffusione di informazioni e dati attendibili e comparabili, nella predisposizione di metodi e norme volti a migliorare la comparabilità, l’obiettività e l’attendibilità dei dati a livello europeo e nella formulazione di conclusioni e pareri su specifici aspetti tematici per le istituzioni dell’Unione e gli Stati membri. L’Agenzia inoltre sensibilizza il vasto pubblico ai diritti fondamentali e lo informa sui suoi lavori. Essa svolge i propri compiti nell’ambito del campo di applicazione del diritto dell’Unione. A tal fine fa riferimento ai diritti fondamentali quali definiti dall’articolo 6 del trattato sull’Unione europea. L’Agenzia non è un organismo legislativo o di normazione. Essa non è autorizzata a occuparsi della legittimità degli atti dell’Unione né dell’ottemperanza da parte degli Stati membri degli obblighi a loro incombenti in virtù del diritto dell’Unione. La sua attività è determinante nel mettere a disposizione dati, assistenza e consulenza sui diritti fondamentali a sostegno dell’elaborazione di politiche fondate su elementi concreti in tutta l’UE, contribuendo in tal modo allo sviluppo di una cultura dei diritti fondamentali nell’UE.
               
               
                  Ai sensi dell’articolo 5 del regolamento, i settori tematici di attività dell’Agenzia sono stabiliti mediante un quadro pluriennale di cinque anni ed è nell’ambito di tali settori che l’Agenzia espleta i suoi compiti. Il quadro pluriennale non è un programma di lavoro; i programmi di lavoro dell’Agenzia sono adottati ogni anno dal suo consiglio di amministrazione nell’ambito dei settori tematici definiti dal quadro pluriennale, previo parere della Commissione. Su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, lettere c) e d), del regolamento, l’Agenzia può operare al di fuori dei suddetti settori tematici, entro i limiti delle risorse umane e finanziarie ad essa assegnate.
               
               
                  La presente proposta è volta a istituire il quadro pluriennale dell’Agenzia per il periodo 2018-2022, ai sensi dell’articolo 5 del regolamento. L’attuale quadro pluriennale (2013-2017) giunge a termine alla fine del 2017.
               
               
                  Il quadro quinquennale dell’Agenzia deve fondarsi su una serie di elementi stabiliti dall’articolo 5 del regolamento, compresi i seguenti:
               
               
                  i) all’atto dell’elaborazione della proposta la Commissione consulta il consiglio di amministrazione;
               
               
                  ii) il quadro pluriennale deve rispettare le priorità dell’Unione tenendo debitamente conto degli orientamenti derivanti dalle risoluzioni del Parlamento europeo e dalle conclusioni del Consiglio relative ai diritti fondamentali;
               
               
                  iii) il quadro pluriennale deve tenere debitamente conto delle risorse finanziarie e umane dell’Agenzia;
               
               
                  iv) il quadro pluriennale deve contenere disposizioni intese a garantire la complementarità rispetto alle competenze di altri organismi, uffici e agenzie dell’Unione nonché del Consiglio d’Europa e di altre organizzazioni internazionali che operano nel settore dei diritti fondamentali;
               
               
                  v) il quadro pluriennale deve comprendere tra i settori tematici la lotta contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza ad essi associata.
               
               
                  Nell’elaborare questa proposta la Commissione ha tenuto conto anche delle seguenti considerazioni:
               
               
                  i) la necessità di far sì che l’attività dell’Agenzia, date le sue limitate risorse finanziarie e umane, si concentri su settori fondamentali;
               
               
                  ii) la necessità di assicurare continuità al lavoro dell’Agenzia, in particolare data l’importanza per l’Agenzia stessa di fornire dati pertinenti, oggettivi, affidabili e comparabili nel tempo;
               
               
                  iii) le consultazioni effettuate dall’Agenzia e le sue valutazioni interne ed esterne.
               
               
                  Tematiche proposte:
               
               
                  Alla luce di quanto sopra descritto, la Commissione propone di seguire il parere del consiglio di amministrazione dell’Agenzia che suggerisce di confermare i precedenti settori tematici, eliminando nel contempo l’esclusione della cooperazione giudiziaria in materia penale e aggiungendo un riferimento alla cooperazione di polizia. Inoltre sarebbero rafforzati gli aspetti dell’inclusione sociale nell’ambito del tema relativo all’integrazione dei rom. I settori tematici proposti per il quadro pluriennale dell’Agenzia per il periodo 2018-2022 sono dunque i seguenti:
               
            
         
         
            
               
                  a)
                        l’accesso alla giustizia e le vittime di reati;
               
               
                  b)
                        l’uguaglianza e la non discriminazione;
               
               
                  c)
                        la società dell’informazione e, in particolare, il rispetto della vita privata e la protezione dei dati personali;
               
               
                  d)
                        la cooperazione giudiziaria e di polizia;
               
               
                  e)
                        l’immigrazione, le frontiere, l’asilo e l’integrazione dei rifugiati e dei migranti;
               
               
                  f)
                        il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza ad essi associata;
               
               
                  g)
                        i diritti dei minori;
               
               
                  h)
                        l’integrazione e l’inclusione sociale dei rom.
               
            
            
               •Coerenza con le disposizioni vigenti nel settore normativo interessato e con altre normative dell’Unione
            
            
               L’attuale quadro pluriennale (2013-2017) è stato istituito l’11 marzo 2013 con la decisione n. 252/2013/UE del Consiglio
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               . L’articolo 2 di questa decisione prevede i seguenti settori tematici:
            
            
               a)
                     l’accesso alla giustizia;
            
            
               b)
                     le vittime di reati, incluso il loro indennizzo;
            
            
               c)
                     la società dell’informazione e, in particolare, il rispetto della vita privata e la protezione dei dati personali;
            
            
               d)
                     l’integrazione dei rom;
            
            
               e)
                     la cooperazione giudiziaria, eccetto in materia penale;
            
            
               f)
                     i diritti dei minori;
            
            
               g)
                     le discriminazioni fondate sul sesso, la razza, il colore, l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, l’opinione politica o di qualunque altro genere, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, la proprietà, la nascita, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale;
            
            
               h)
                     l’immigrazione e l’integrazione dei migranti, i controlli di frontiera e i visti, nonché l’asilo;
            
            
               i)
                     il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza ad essi associata.
            
            
               
                  La presente proposta conferma la pertinenza per il successivo quinquennio dei settori tematici previsti per l’Agenzia per il periodo 2013-2017. Non viene eliminato nessun tema; la conferma dei temi attualmente in essere assicurerà continuità e coerenza ai lavori dell’Agenzia. Questo consentirà all’Agenzia di proseguire i lavori in corso e di continuare a effettuare studi su larga scala in questi ambiti per migliorare la comparabilità dei dati e individuare le tendenze in atto. L’Agenzia potrà inoltre migliorare l’affidabilità, l’obiettività, la pertinenza e la comparabilità dei dati già raccolti e di quelli da raccogliere in questi campi e sviluppare e perfezionare le proprie competenze settoriali.
               
            
         
         
            
               L’articolo 5, paragrafo 2, lettera c), del regolamento prevede che il quadro pluriennale rispetti le priorità dell’Unione tenendo debitamente conto degli orientamenti derivanti dalle risoluzioni del Parlamento europeo e dalle conclusioni del Consiglio in materia di diritti fondamentali. Le questioni relative ai diritti fondamentali sollevate dalle risoluzioni del Parlamento europeo
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                e dalle conclusioni del Consiglio
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                negli ultimi anni confermano sostanzialmente la pertinenza dei temi proposti per il quadro pluriennale 2018-2022, oltre a sottolineare l’importanza di includere la cooperazione di polizia e la cooperazione giudiziaria in materia penale.
            
            
               Inoltre questa proposta, che è in linea con l’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), del regolamento e con la necessità di sostenere la Commissione e gli Stati membri mettendo a loro disposizione dati e competenze per quanto concerne l’attuazione della decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, consente di mantenere al centro dei lavori dell’Agenzia temi quali il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza ad essi associata
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               .
            
            
               Mantenere alta l’attenzione sulla parità e la non discriminazione, i diritti dei minori, la migrazione e l’asilo, la protezione dei dati personali, l’accesso alla giustizia, i diritti delle vittime e la cooperazione giudiziaria contribuirà altresì a sostenere l’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea in altri settori importanti in materia di diritti fondamentali
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               . Anche l’integrazione dei rom rimane una forte priorità e un settore in cui l’Agenzia ha ancora molto da offrire. In tal senso sottolineare l’importanza dell’inclusione sociale, come proposto dal consiglio di amministrazione dell’Agenzia, è perfettamente in linea con gli sviluppi dell’Unione europea in questo campo
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               .
            
            
               Infine, in conformità dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento, la proposta contiene disposizioni volte ad assicurare la complementarità rispetto alle competenze di altri organismi, uffici e agenzie dell’Unione nonché del Consiglio d’Europa e di altre organizzazioni internazionali che operano nel settore dei diritti fondamentali
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               . Le agenzie e gli organismi dell’Unione più rilevanti in riferimento alla presente proposta sono l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO)
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               , l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri (FRONTEX)
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               , l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE)
                  11
               , il Garante europeo della protezione dei dati (EDPS)
                  12
               , l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA)
                  13
               , l’unità europea di cooperazione giudiziaria (EUROJUST)
                  14
               , l’Ufficio europeo di polizia (EUROPOL)
                  15
               , l’Accademia europea di polizia (CEPOL)
                  16
               , Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (EUROFOUND)
                  17
                e l’Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (eu-LISA)
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               .
            
            
               2.BASE GIURIDICA, SUSSIDIARIETÀ E PROPORZIONALITÀ
            
            
               •Base giuridica
            
            
               La decisione che istituisce un quadro pluriennale 2018-2022 si fonda sull’articolo 352 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), come la decisione che istituisce un quadro pluriennale per il periodo 2013-2017.
            
            
               La base giuridica del primo quadro pluriennale 2007-2012 era l’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento istitutivo dell’Agenzia (regolamento n. 168/2007 del Consiglio). Tuttavia tale base giuridica non può più essere utilizzata poiché, in base a quanto stabilito dalla Corte di giustizia europea nella causa C-133/06
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               , si tratta di una base giuridica derivata. La base giuridica delle proposte relative al quadro pluriennale deve pertanto essere una disposizione del trattato. In assenza di altra norma più specifica, la base giuridica deve essere la stessa del regolamento istitutivo dell’Agenzia, adottato in virtù dell’articolo 308 dell’ex-trattato della Comunità europea. Con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona, tale articolo è stato modificato ed è diventato l’articolo 352 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE)
            
            
               •Sussidiarietà
            
            
               L’articolo 5, paragrafo 1, del regolamento istitutivo dell’Agenzia prevede che il quadro pluriennale dell’Agenzia sia adottato ogni cinque anni dal Consiglio, che delibera su proposta della Commissione previa consultazione del Parlamento europeo. Si tratta quindi di un’iniziativa dell’Unione europea obbligatoria e regolare, che permette di confermare o aggiornare i settori tematici nei quali l’Agenzia deve intervenire per i cinque anni successivi.
            
            
               •Proporzionalità
            
            
               La proposta è proporzionata in quanto rispetta il modello e la portata previsti dal regolamento. La Commissione non ha margini di manovra. Si noti anche che l’Agenzia è stata istituita per elaborare un corpo di informazioni e dati pertinenti, obiettivi, affidabili e comparabili su questioni attinenti ai diritti fondamentali a livello europeo al fine di colmare il divario di conoscenze nei settori previsti dal quadro pluriennale. Attualmente non esiste un modo meno oneroso per raccogliere e centralizzare informazioni pertinenti e comparabili in materia di diritti fondamentali in tutti gli Stati membri allo scopo di favorire nell’Unione europea lo sviluppo di politiche adeguatamente documentate in questo ambito. Ciò è stato confermato dalla valutazione esterna dell’Agenzia condotta nel 2012
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               .
            
            
               •Scelta dell’atto giuridico
            
            
               Non vi sono possibilità di scelta per quanto concerne lo strumento da utilizzare. L’articolo 5 del regolamento prevede che il quadro pluriennale sia istituito dal Consiglio, deliberando su proposta della Commissione previa consultazione del Parlamento europeo.
            
            
               In conformità dell’articolo 352 del TFUE, che costituisce la base giuridica della proposta, il Consiglio adotta la sua decisione deliberando all’unanimità, su proposta della Commissione e previa approvazione del Parlamento europeo.
            
            
               3.RISULTATI DELLE VALUTAZIONI EX POST, DELLE CONSULTAZIONI DEI PORTATORI DI INTERESSI E DELLE VALUTAZIONI D’IMPATTO
            
            
               •Valutazione ex post
            
            
               
                  A norma dell’articolo 30, paragrafo 4, del regolamento, nel 2012 è stata effettuata una valutazione esterna
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                  , che ha dato esito positivo in termini di adeguatezza dell’assistenza e della consulenza fornite dall’Agenzia. Nel 2017 sarà effettuata una nuova valutazione esterna, che verificherà i progressi compiuti e i risultati raggiunti dopo l’ultima valutazione, analizzando anche il modo in cui l’Agenzia ha attuato il suo programma di lavoro nell’ambito del quadro pluriennale 2013-2017 (si veda anche il punto 5 infra per altre disposizioni in materia di monitoraggio, valutazione e rendicontazione).
               
            
            
               •Consultazione dei portatori di interessi e assunzione e uso di perizie
            
            
               
                  Il regolamento prevede che la Commissione consulti il consiglio di amministrazione dell’Agenzia nel preparare la proposta relativa al quadro finanziario pluriennale. La Commissione ha chiesto al consiglio di amministrazione dell’Agenzia, in occasione della sua riunione del 19 e 20 maggio 2015, di preparare il terreno per un parere da fornire alla Commissione all’inizio del 2016. Il parere del consiglio di amministrazione sulla revisione dell’attuale quadro pluriennale è stato trasmesso alla Commissione il 1º marzo 2016
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                  . Esso si basa sulle discussioni svoltesi nel corso della riunione del consiglio di amministrazione del settembre 2015, su una consultazione mirata dei portatori di interessi del settembre 2015, su una riunione dei portatori di interessi del novembre 2015, sul parere del comitato scientifico dell’Agenzia e su una revisione intermedia delle attività dell’Agenzia tra il 2013 e il 2015
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                  . Inoltre la Commissione ha consultato il consiglio di amministrazione dell’Agenzia sul suo progetto di proposta nel corso della riunione del 19-20 maggio 2016.
               
            
         
         
            
               
                  La revisione intermedia delle attività dell’Agenzia tra il 2013 e il 2015 ha stabilito la pertinenza degli obiettivi tematici dell’attuale quadro pluriennale e la necessità di sviluppare ulteriormente le competenze e i dati a disposizione dell’agenzia in questi settori. Queste conclusioni si fondano in particolare su relazioni di verifica che valutano i risultati di ciascun settore tematico e propongono un’analisi preliminare dell’impatto ottenuto in ognuno di essi.
               
               
                  La consultazione mirata dei portatori di interessi
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                   si è basata su un questionario relativo al quadro pluriennale e alla sua revisione. L’86% dei partecipanti ha dichiarato che i temi dell’attuale quadro pluriennale sono ancora pertinenti e che dovrebbero figurare anche nel nuovo quadro pluriennale dell’Agenzia per il periodo 2018-2022. Ciò è stato confermato dai portatori di interessi nel corso della riunione del novembre 2015, dal parere del comitato scientifico e dal parere espresso il 1º marzo 2016 dal consiglio di amministrazione dell’Agenzia.
               
            
            
               •Valutazione d’impatto
            
            
               L’articolo 5 del regolamento prescrive che i settori tematici dell’attività dell’Agenzia siano definiti in un quadro quinquennale adottato dal Consiglio, che delibera su proposta della Commissione. L’attuale quadro pluriennale (2013-2017) giunge a termine alla fine del 2017. L’elaborazione di una proposta per un nuovo quadro pluriennale è pertanto un compito ricorrente e obbligatorio ai sensi del regolamento. Inoltre i temi del precedente quadro pluriennale rimangono pertinenti. Uno di essi è obbligatoriamente la lotta contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza ad essa connessa, come prescritto dall’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), del regolamento. Pertanto anche sui temi non vi sono molti margini di manovra.
            
            
               Il quadro pluriennale non ha alcuna incidenza sul bilancio (cfr. punto 4).
            
            
               Gli strumenti e gli orientamenti dell’iniziativa “Legiferare meglio” chiariscono che è necessaria una valutazione di impatto solo se si prevede che l’impatto economico, ambientale o sociale dell’azione dell’UE possa essere significativo, condizione che non sussiste nel caso del quadro pluriennale. Gli strumenti indicano inoltre che non è necessaria la valutazione d’impatto quando le possibilità di scelta a disposizione della Commissione sono molto ridotte o nulle (ad esempio quando la Commissione dà attuazione a precedenti decisioni politiche già oggetto di valutazione d’impatto)
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               . Questa condizione si applica al caso di specie poiché, conformemente al regolamento, che è stato oggetto di una valutazione di impatto per quanto concerne l’obbligo di un quadro pluriennale, la Commissione è tenuta a presentare ogni cinque anni una proposta per il quadro finanziario pluriennale.
            
            
               In conformità con quanto previsto dagli orientamenti, l’assenza di una valutazione d’impatto e la relativa motivazione sono state indicate nella tabella di marcia della proposta.
            
            
               4.INCIDENZA SUL BILANCIO
            
            
               La proposta non comporta alcuna implicazione diretta per il bilancio dell’Unione. Il quadro pluriennale definisce le tematiche nell’ambito delle quali l’Agenzia deve svolgere i propri compiti. L’Agenzia svilupperà progetti nei settori stabiliti dal quadro pluriennale utilizzando le risorse umane e finanziarie previste dal bilancio annuale adottato dall’autorità di bilancio. Ciò sarà specificato nei documenti di programmazione dell’Agenzia.
            
            
               5.ALTRI ELEMENTI
            
            
               •Piani attuativi e modalità di monitoraggio, valutazione e informazione
            
            
               A norma dell’articolo 12, paragrafo 6, lettera a), del regolamento, il consiglio di amministrazione dell’Agenzia deve adottare il programma di lavoro dell’Agenzia, nel rispetto del quadro pluriennale e dopo aver tenuto conto del parere della Commissione e del comitato scientifico. Ciò contribuisce ad assicurare la coerenza delle attività dell’Agenzia con il quadro pluriennale.
            
            
               Inoltre l’Agenzia redige, per il periodo interessato dal quadro pluriennale, un piano strategico che fissa gli obiettivi e i risultati attesi per ciascun settore tematico. Il piano serve da guida nella preparazione dei documenti di programmazione.
            
            
               L’Agenzia pubblica una relazione annuale sulle sue attività ai sensi dell’articolo 4, paragrafo 1, lettera g), del regolamento ed effettua periodicamente valutazioni interne del suo lavoro sulla base del quadro pluriennale, del piano strategico e dei documenti di programmazione. A novembre 2015 è stata condotta una revisione intermedia relativamente al periodo 20132015
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               . Sulla base delle relazioni di verifica per ciascuno dei settori tematici coperti dal quadro pluriennale, la revisione intermedia illustra i principali risultati conseguiti e presenta un’analisi preliminare dell’impatto sul conseguimento degli obiettivi e dei risultati attesi riportati nel piano strategico 2013-2017
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                dell’Agenzia per ogni settore. Il documento è stato discusso dal consiglio di amministrazione nella riunione del settembre 2015. L’esercizio di verifica e la revisione intermedia hanno inoltre contribuito alla riflessione sui settori tematici da inserire nel quadro pluriennale dell’Agenzia per il periodo 2018-2022.
            
            
               Inoltre, come menzionato al punto 3, nel 2012 è stata effettuata una valutazione esterna
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               . Una nuova valutazione esterna sarà effettuata nel 2017.
            
            
               •Illustrazione dettagliata delle singole disposizioni della proposta
            
            
               
                  -
                        L’accesso alla giustizia e le vittime di reati: si tratta di settori tematici di cui l’Agenzia si occupa già nell’ambito del quadro pluriennale 2013-2017. Sono strettamente collegati tra di loro poiché riguardano l’accesso da parte dei cittadini a una giustizia efficace, e possono quindi essere riuniti in un’unica voce per semplificare il quadro pluriennale. Il programma di Stoccolma ha messo in evidenza la necessità di migliorare l’accesso alla giustizia e rafforzare il sostegno alle vittime di reati nell’Unione europea. Nella comunicazione sull’agenda giustizia dell’UE per il 2020
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                  , la Commissione sottolinea l’importanza di facilitare un accesso paritetico alla giustizia in tutti gli Stati membri e di assicurare un ricorso rapido, affidabile e degno di fiducia, anche attraverso soluzioni extragiudiziali. Inoltre, nella comunicazione vengono messi in luce gli sforzi dell’UE per sostenere i diritti delle vittime della criminalità
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                   e il rispetto del diritto a un ricorso effettivo. Il Consiglio europeo, nelle conclusioni del 27 giugno 2014 che definiscono gli orientamenti strategici per lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, ha sottolineato l’esigenza di semplificare ulteriormente l’accesso alla giustizia, di promuovere mezzi di ricorso efficaci e di rafforzare la protezione delle vittime. In questo contesto si è fatto appello alla mobilitazione delle competenze dell’Agenzia. Negli ultimi anni l’Agenzia ha gradualmente ampliato le sue competenze in questo settore. Ad esempio, ha pubblicato una relazione sulle vittime della criminalità nell’Unione europea
                     31
                  , una relazione sullo sfruttamento grave dell’attività lavorativa
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                   e indagini su larga scala con domande sulle esperienze dei partecipanti in qualità di vittime di reati (inchiesta sulle minoranze e le discriminazioni nell’Unione europea, inchiesta sulle persone LGBT, inchiesta sulle esperienze e le percezioni degli ebrei per quanto concerne l’antisemitismo, inchieste sulla violenza nei confronti delle donne)
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                  . L’Agenzia ha inoltre pubblicato relazioni generali sull’accesso alla giustizia, anche in contesti specifici (ad esempio per quanto concerne i richiedenti asilo, la protezione dei dati, i minori e la libertà di impresa), ha realizzato uno strumento on line (Clarity) che aiuta a capire a chi rivolgersi per presentare ricorso (che sarà integrato nel portale e-justice entro la fine del 2016) e sta attualmente elaborando un manuale sull’accesso alla giustizia in Europa
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                  . Per consentire all’Agenzia di proseguire il suo lavoro in questi settori e sviluppare ulteriormente le sue competenze e il suo corpus di dati affidabili e comparabili, è opportuno confermare questi settori tematici per il quadro pluriennale 2018-2022. Questo è emerso chiaramente anche dalle valutazioni interne dell’Agenzia e dalla consultazione pubblica che questa ha avviato nell’autunno 2015, in cui la stragrande maggioranza dei partecipanti ha affermato che è auspicabile mantenere questi settori di intervento. Anche il consiglio di amministrazione dell’Agenzia è a favore del mantenimento di questi settori.
               
               
                  -
                        L’uguaglianza e la non discriminazione: l’agenzia dovrebbe continuare a raccogliere dati sulla discriminazione e sull’uguaglianza. Si tratta di un settore fondamentale nel quadro pluriennale 2013-2017, che dovrebbe rimanere tale anche nel prossimo. Per semplificare la formulazione utilizzata nel precedente quadro pluriennale, si dovrebbe fare riferimento all’uguaglianza e alla non discriminazione in genere, senza elencare i motivi di discriminazione contemplati dall’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Si noti che le tematiche di genere dovrebbero essere trattate solo in stretta consultazione e cooperazione con l’EIGE, che ha un mandato specifico per la raccolta dei dati sull’uguaglianza di genere e la discriminazione fondata sul genere. Negli ultimi anni l’Agenzia ha pubblicato una serie di relazioni in materia di uguaglianza e non discriminazione (persone con disabilità
                     35
                  , discriminazione basata sull’orientamento sessuale
                     36
                  , la situazione in materia di uguaglianza nell’UE
                     37
                  ). L’indagine su minoranze e discriminazione nell’Unione europea (UE-MIDIS II)
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                   sarà ripetuta regolarmente per individuare le tendenze in atto. L’Agenzia svolge anche un ruolo specifico nell’ambito della convenzione sui diritti delle persone con disabilità. La prosecuzione dei lavori dell’Agenzia sull’uguaglianza e la non discriminazione sarà importante per sensibilizzare su questi temi e fornire un ulteriore sostegno all’elaborazione delle politiche in materia. Ciò è confermato anche dai portatori di interessi, come è emerso durante la consultazione, e dal consiglio di amministrazione dell’Agenzia.
               
               
                  -
                        La società dell’informazione, in particolare il rispetto per la vita privata e la protezione dei dati personali: con l’agenda digitale europea
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                   la Commissione ha sottolineato il ruolo cruciale delle TIC e in particolare di Internet, che “costituisce il supporto essenziale delle attività socioeconomiche, che si tratti di creare relazioni d’affari, lavorare, giocare, comunicare o esprimersi liberamente”. Questo approccio è stato confermato dalla strategia per il mercato unico digitale, che presta particolare attenzione al suo impatto sul diritto fondamentale alla libertà di espressione e di informazione. 
               
               
                  Sarà importante consolidare la fiducia e sicurezza online e garantire l’accesso a una pluralità di informazioni, di fonti e di opinioni. Ciò può essere conseguito affrontando aspetti inerenti ai diritti fondamentali nel ciberspazio, in particolare rafforzando le politiche volte a tutelare e ad aumentare la libertà e il pluralismo dei media, a sostenere l’alfabetizzazione mediatica, a promuovere la protezione dei dati personali e della privacy e a lottare contro la criminalità informatica. L’Unione europea ha adottato iniziative specifiche quali la direttiva relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia infantile
                     40
                  , la strategia dell’UE per la lotta alla criminalità informatica
                     41
                  , lo sviluppo del Centro europeo per la criminalità informatica nell’ambito di Europol, la direttiva concernente la tratta di esseri umani
                     42
                   e il nuovo quadro normativo dell’UE per la protezione dei dati
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                  . Anche i diritti fondamentali online costituiscono un elemento importante nell’ambito della governance di internet. 
               
            
         
         
            
               
                  L’Agenzia ha prodotto una serie di studi nel settore della protezione dei dati, tra cui un manuale sulla giurisprudenza europea in materia di protezione dei dati
                     44
                   e uno studio sulle possibilità di ricorso a disposizione dei cittadini in relazione alle pratiche di sorveglianza
                     45
                   e sta attualmente lavorando a uno studio sulle implicazioni per i diritti fondamentali dell’utilizzo dei dati biometrici
                     46
                  . È importante che l’Agenzia rafforzi le proprie competenze e raccolga dati sulle questioni relative ai diritti fondamentali per quanto concerne il mondo digitale (compresi i contenuti mediatici) e la governance di internet e sui problemi riscontrati sul campo in merito all’attuazione della normativa dell’UE in questo settore. L’Agenzia opererà in stretta cooperazione con altre agenzie dell’UE e con i soggetti attivi in questo settore, quali il garante europeo della protezione dei dati, il comitato europeo per la protezione dei dati, l’ENISA, eu-LISA e il centro comune di ricerca (JRC).
               
               
                  -
                        La cooperazione giudiziaria e di polizia: nella comunicazione su una agenda giustizia dell’UE per il 2020
                     47
                  , la Commissione ha sottolineato l’importanza di accrescere la fiducia reciproca gettando ponti tra i diversi sistemi giudiziari e amministrativi degli Stati membri. Per raggiungere questo risultato in materia civile, commerciale, amministrativa e penale è necessario incrementare la cooperazione tra le autorità giudiziarie, amministrative e di polizia e definire standard minimi per tutta l’UE. È importante che l’Agenzia sia in grado di sostenere con le proprie ricerche e i propri dati iniziative che mirano a rafforzare la cooperazione giudiziaria. Questo settore tematico dovrebbe pertanto essere riconfermato nel quadro pluriennale 2018-2022.
               
               
                  Va notato che il Consiglio aveva escluso la cooperazione giudiziaria in materia penale dal quadro pluriennale 2013-2017. La Commissione tuttavia l’ha inclusa nella proposta del 2011
                     48
                  . Anche il Parlamento europeo ha sostenuto fortemente l’inclusione della cooperazione in materia penale e di polizia nell’attuale quadro pluriennale dell’Agenzia e ha espresso profondo rammarico per la mancanza di accordo al riguardo in seno al Consiglio
                     49
                  . In effetti, con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona la cooperazione giudiziaria in materia penale è divenuta parte dell’acquis dell’Unione europea e in questo settore sono state adottate importanti iniziative dell’UE, tra cui la creazione di una procura europea
                     50
                   e di norme comuni per la tutela dei diritti di indagati e imputati nei procedimenti penali
                     51
                  . Il Consiglio europeo, nelle conclusioni del 27 giugno 2014 che definiscono gli orientamenti strategici per lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, ha sottolineato tra l’altro l’esigenza di continuare ad adoperarsi per rafforzare i diritti degli indagati e degli imputati nei procedimenti penali. In questo contesto si è fatto appello alla mobilitazione delle competenze dell’Agenzia. Inoltre, la fase transitoria prevista dal trattato di Lisbona per lo spazio di giustizia si è conclusa a fine 2014. Sono state così eliminate le restrizioni al controllo giurisdizionale della Corte di giustizia dell’Unione europea e al ruolo della Commissione come custode dei trattati nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. Pertanto, è importante che la Commissione, per svolgere il proprio ruolo di monitoraggio, possa avvalersi di dati e informazioni sulla situazione sul terreno. I lavori dell’Agenzia nel settore della giustizia penale si sono già dimostrati utili, sulla base di studi ad hoc effettuati su richiesta della Commissione (relativamente ai minori nei procedimenti penali
                     52
                  , al trasferimento dei detenuti
                     53
                   e al diritto all’interpretazione, alla traduzione e all’informazione nei procedimenti penali
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                  ). Adesso tali lavori dovrebbero essere parte integrante della tematica inerente alla cooperazione giudiziaria. Questo orientamento, fortemente appoggiato dal consiglio di amministrazione dell’Agenzia nel parere da esso fornito, è stato indicato anche nella valutazione esterna dell’Agenzia condotta nel 2012
                     55
                  .
               
               
                  Ciò vale anche per la cooperazione di polizia, che dovrebbe essere espressamente indicata nel quadro pluriennale 2018-2022. L’importanza di rafforzare la cooperazione di polizia è stata sottolineata dal Consiglio europeo già nelle conclusioni del 27 giugno 2014 ed è stata resa ancora più evidente dagli attentati terroristici che hanno colpito gli Stati membri dell’UE nel 2015. La dimensione dei diritti fondamentali è essenziale a questo riguardo, come sottolineato dalla Commissione nella comunicazione relativa a un’agenda europea sulla sicurezza
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                  . Anche in questo ambito l’Agenzia ha fornito un prezioso sostegno sulla base di richieste ad hoc da parte dei servizi della Commissione. Ad esempio, ha sviluppato “dodici considerazioni operative sui diritti fondamentali per quanto concerne le attività di contrasto in occasione del trattamento dei dati del codice di prenotazione (PNR)” per assistere gli Stati membri nello sviluppo di opportune norme in materia di diritti fondamentali per il trattamento dei dati PNR. Una cooperazione di polizia rafforzata è necessaria anche alla luce della crisi dei rifugiati, che determina un aumento della tratta di esseri umani e del traffico di migranti. È importante che l’Agenzia sia in grado di sostenere iniziative in settori quali la lotta contro il traffico di migranti, la criminalità organizzata e il terrorismo con dati affidabili e comparabili e con la raccolta delle migliori pratiche.
               
               
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                        L’immigrazione, le frontiere, l’asilo e l’integrazione dei rifugiati e dei migranti: a causa del forte aumento negli ultimi anni del numero di richiedenti asilo, la migrazione è diventata una priorità assoluta per la Commissione, come sottolineato dal Presidente Juncker nel discorso sullo stato dell’Unione del 9 settembre 2015, e come dimostrato dall’adozione dell’agenda europea sulla migrazione nel maggio 2015
                     57
                   e dalle numerose iniziative già intraprese dalla Commissione o previste in questo ambito. In tale contesto, considerato anche l’aumento dei flussi migratori verso l’UE, il lavoro effettuato dall’Agenzia è fondamentale per mettere in luce problemi locali. L’Agenzia dovrebbe continuare a raccogliere dati su questo tema lavorando a stretto contatto con altre agenzie dell’UE, in particolare l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo e FRONTEX. Negli ultimi anni l’Agenzia ha pubblicato una serie di relazioni (ad esempio sul rimpatrio/trasferimento dei minori a rischio che sono cittadini dell’UE, sull’integrazione sociale e la partecipazione dei migranti alla società, sulle alternative al trattenimento per i richiedenti asilo e le persone soggette a procedure di rimpatrio, sui costi dell’esclusione dall’assistenza sanitaria nel caso dei migranti in situazione irregolare, sui diritti fondamentali alle frontiere terrestri (conclusioni della ricerca condotta su alcuni valichi di frontiera dell’UE), sui canali d’ingresso legali nell’UE per le persone bisognose di protezione internazionale (un pacchetto di strumenti) e sui diritti fondamentali negli aeroporti e alle frontiere terrestri, oltre ad un manuale sulla normativa europea in materia di asilo, frontiere e immigrazione)
                     58
                   e ha partecipato ad attività di formazione sui diritti fondamentali per le guardie di frontiera in cooperazione con FRONTEX. Inoltre pubblica regolarmente una raccolta di dati sull’attuale situazione migratoria nell’UE
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                  . Per quanto riguarda l’integrazione dei migranti, compresi i rifugiati, l’Agenzia realizzerà nel 2016 e nel 2017 due grandi progetti su questa tematica. Innanzitutto, la seconda fase dell’indagine su minoranze e discriminazione nell’Unione europea (UE-MIDIS II), che consentirà di individuare le tendenze in atto. Il secondo progetto concerne invece la raccolta di informazioni sulle politiche nazionali e regionali/locali in materia di inclusione sociale e partecipazione dei migranti alla società attraverso la rete di ricerca FRANET (SIMPS) dell’Agenzia. Questo importante lavoro sulla discriminazione nei confronti dei migranti e sull’inclusione sociale dovrà essere portato avanti anche dopo il 2018. I portatori di interessi sono in larga misura a favore della prosecuzione dei lavori dell’Agenzia sulle questioni relative alla migrazione. Anche il consiglio di amministrazione dell’Agenzia ha chiesto che quest’ultima prosegua i lavori su tali questioni.
               
               
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                        Il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza ad essi associata: questo settore tematico deve essere incluso nel quadro pluriennale come previsto dall’articolo 5, paragrafo 2, lettera b), del regolamento stesso. Il razzismo, la xenofobia e altre manifestazioni di intolleranza sono in aumento nell’UE, sia online che offline. I problemi legati alla migrazione e alla lotta contro il terrorismo e la radicalizzazione sono sempre più di vasta portata. L’UE ha fatto ricorso a un quadro comune sulla lotta contro il razzismo e la xenofobia
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                  , che è attualmente oggetto di attento monitoraggio da parte della Commissione. In esito al primo convegno annuale sui diritti fondamentali della Commissione è stato redatto un elenco di azioni volte a combattere i reati generati dall’odio e l’incitamento all’odio e a promuovere una cultura di tolleranza inclusiva nell’UE
                     61
                  . Nel corso del convegno è stata sottolineata la mancanza di dati affidabili e comparabili su questo tipo di reati. È quindi importante che l’Agenzia lavori per aiutare gli Stati membri a compiere progressi in questo campo, anche attraverso l’elaborazione di una metodologia comune per la registrazione dei reati generati dall’odio, in cooperazione con Eurostat. Inoltre sarà importante che l’Agenzia ripeta regolarmente i suoi studi su vasta scala, quale quello sull’antisemitismo, per individuare le tendenze, e che sviluppi un corpus di dati sull’odio antislamico e uno distinto sulla xenofobia nel contesto della migrazione.
               
               
                  -
                        I diritti dei minori: la promozione e la tutela dei diritti dei minori è sancita dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e costituisce una priorità per l’UE. Questo settore tematico era già al centro dei lavori dell’Agenzia nell’ambito del quadro pluriennale 20132017. L’Agenzia ha pubblicato numerose ricerche sui diritti dei minori che sono rilevanti anche per una serie di altre politiche, ad esempio nel campo dell’asilo e della migrazione, dell’integrazione sociale, della giustizia, della lotta contro la discriminazione, il razzismo e la xenofobia, della violenza contro i minori e della protezione e del benessere dei minori
                     62
                  . La Commissione organizza annualmente il Forum europeo per i diritti dei minori
                     63
                   e di recente ha adottato provvedimenti sui sistemi di protezione dei minori
                     64
                   e i minori migranti
                     65
                  . La ricerca e la raccolta dei dati mirate in materia di diritti dei minori sono essenziali per sostenere e definire le iniziative nazionali e dell’UE. È importante che i diritti del minore rimangano al centro dell’interesse dell’Agenzia nel periodo 2018-2022 per consentirle di continuare a raccogliere dati e monitorare nel tempo i progressi e le tendenze su questioni quali la giustizia a misura di minore e i minori in situazioni di vulnerabilità, rendendo operativi gli indicatori sui diritti del minore elaborati dall’Agenzia. Questo orientamento è stato fortemente appoggiato dal consiglio di amministrazione dell’Agenzia.
               
               
                  -
                        L’integrazione e l’inclusione sociale dei rom: l’integrazione dei rom rappresenta una chiara priorità per l’Unione europea. Il “Quadro dell’Unione europea per le strategie nazionali di integrazione dei rom fino al 2020” prevede che l’Agenzia raccolga dati negli Stati membri sulla situazione dei rom rispetto all’accesso all’occupazione, all’istruzione, all’assistenza sanitaria e all’alloggio, e che lavori in cooperazione con gli Stati membri per sviluppare metodi di monitoraggio che consentano un’analisi comparativa della situazione dei rom in Europa. Negli ultimi anni l’Agenzia ha sviluppato una notevole competenza nella raccolta dei dati sui temi legati ai rom, come dimostrano i suoi rapporti sulla situazione dei rom in 11 Stati membri e sulla situazione dei cittadini rom dell’Unione europea che circolano e si stabiliscono in altri Stati membri dell’Unione e l’indagine su minoranze e discriminazione nell’Unione europea
                     66
                  . I portatori di interessi hanno sollecitato il mantenimento del tema dei rom tra le priorità, come dimostrano i risultati della consultazione pubblica effettuata dall’Agenzia. Questo orientamento è stato appoggiato apertamente anche dal consiglio di amministrazione dell’Agenzia. L’Agenzia dovrebbe pertanto proseguire gli sforzi intesi a fornire dati per tutti gli Stati membri, sulla base di una serie di indicatori di integrazione dei rom che saranno elaborati dall’Agenzia in sinergia con lo strumento di informazione online messo a punto dalla Commissione. In questo contesto, vista l’importanza della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, che è uno dei cinque obiettivi della strategia Europa 2020, è necessario prestare maggiore attenzione all’inclusione sociale. L’esperienza dell’Agenzia nella raccolta di informazioni sulle esperienze in materia di inclusione sociale dei rom e delle altre minoranze e gruppi vulnerabili (ad esempio mediante indagini come EU-MIDIS: indagine su minoranze e discriminazione nell’Unione europea, o progetti quali SIMPS: raccolta di informazioni sulle politiche nazionali e regionali/locali in materia di inclusione sociale e partecipazione dei migranti alla società) potrebbe anche favorire i futuri lavori dell’Agenzia, ad esempio nel contesto della prossima indagine in materia di diritti fondamentali o alla luce delle priorità dell’UE collegate al futuro pilastro europeo dei diritti sociali Occorre ricercare sinergie e complementarità con le attività di altri attori, quali EUROFUND e Eurostat, e rafforzare la cooperazione esistente. Si noti che una maggiore concentrazione sull’inclusione sociale nel quadro pluriennale dell’Agenzia è stata sollecitata sia dai portatori di interessi nella consultazione pubblica effettuata dall’Agenzia nel 2015 che dal consiglio di amministrazione dell’Agenzia nel parere sul prossimo quadro pluriennale. Anche il Parlamento europeo si è espresso in tal senso
                     67
                  .
               
            
            
               2016/0204 (APP)
            
            
               Proposta di
            
            
               DECISIONE DEL CONSIGLIO
            
            
               che istituisce un quadro pluriennale per l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali per il periodo 2018-2022
            
            
               IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 352,
            
            
               vista la proposta della Commissione europea,
            
            
               previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,
            
            
               vista l’approvazione del Parlamento europeo
                  68
               ,
            
            
               deliberando secondo una procedura legislativa speciale,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)Affinché l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (in appresso “l’Agenzia”) possa svolgere i suoi compiti correttamente, il Consiglio adotta ogni cinque anni un quadro pluriennale stabilendo i settori tematici in cui essa esplica la propria attività, conformemente al regolamento (CE) n. 168/2007 del Consiglio, del 15 febbraio 2007, che istituisce l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali
                  69
               .
            
         
         
            
               (2)Il primo quadro pluriennale è stato adottato dal Consiglio con la decisione 2008/203/CE, del 28 febbraio 2008, che applica il regolamento (CE) n. 168/2007 per quanto riguarda l’adozione di un quadro pluriennale per l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali per il periodo 2007-2012
                  70
               . Il secondo quadro pluriennale è stato adottato dal Consiglio con la decisione n. 252/2013/UE, dell’11 marzo 2013, che istituisce un quadro pluriennale per l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali
                  71
               .
            
            
               (3)Il quadro pluriennale contiene disposizioni volte a garantire la complementarità con il mandato di altri organi, uffici e agenzie dell’Unione, nonché con il Consiglio d’Europa e altre organizzazioni internazionali attive nel settore dei diritti fondamentali. Le agenzie e gli organismi dell’Unione più rilevanti in riferimento al presente quadro pluriennale sono l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) istituito dal regolamento (UE) n. 439/2010
                  72
               , l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri (FRONTEX) istituita dal regolamento (CE) n. 2007/2004
                  73
               , la rete europea sulle migrazioni istituita dalla decisione 2008/381/CE del Consiglio
                  74
               , l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE) istituito dal regolamento (CE) n. 1922/2006
                  75
               , il Garante europeo della protezione dei dati istituito dal regolamento (CE) n. 45/2001
                  76
               , l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA) istituita dal regolamento (CE) n. 460/2004
                  77
               , l’Unità europea di cooperazione giudiziaria (EUROJUST) istituita dalla decisione 2002/187/GAI del Consiglio
                  78
               , l’Ufficio europeo di polizia (EUROPOL) istituito dalla decisione 2009/371/GAI del Consiglio
                  79
               , l’Accademia europea di polizia (CEPOL) istituita dalla decisione 2005/681/GAI del Consiglio
                  80
               , la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (EUROFUND) istituita dal regolamento (CEE) n. 1365/75
                  81
               , e l’Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (eu-LISA) istituita dal regolamento (UE) n. 1077/2011
                  82
               .
            
            
               (4)Tra i settori tematici di attività dell’Agenzia figura la lotta contro il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza ad essi associata.
            
            
               (5)Durante la preparazione della proposta la Commissione ha consultato il consiglio di amministrazione dell’Agenzia, da cui ha ricevuto un parere scritto il 1° marzo 2016. La Commissione ha nuovamente consultato il consiglio di amministrazione dell’Agenzia nel corso della riunione che questo ha tenuto il 19 e 20 maggio 2016.
            
            
               (6)Su richiesta del Parlamento europeo, del Consiglio o della Commissione, ed entro i limiti delle risorse finanziarie e umane a essa assegnate, l’Agenzia può svolgere attività che esulano dai settori tematici definiti nel quadro pluriennale, ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 168/2007,
            
            
            
               HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
            
            
               Articolo 1
               Quadro pluriennale
            
            
               1.
                     È istituito un quadro pluriennale per l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (in appresso “l’Agenzia”) per il periodo 2018-2022.
            
            
               2.
                     Ai sensi dell’articolo 3 del regolamento (CE) n. 168/2007 del Consiglio, l’Agenzia svolge i compiti di cui all’articolo 4, paragrafo 1, dello stesso regolamento nell’ambito dei settori tematici di cui all’articolo 2 della presente decisione.
            
            
            
               Articolo 2 
               Settori tematici
            
            
               I settori tematici di cui all’articolo 1, paragrafo 2, sono i seguenti:
            
            
               (a)l’accesso alla giustizia e le vittime di reati;
            
            
               (b)l’uguaglianza e la non discriminazione;
            
            
               (c)la società dell’informazione e, in particolare, il rispetto della vita privata e la protezione dei dati personali;
            
            
               (d)la cooperazione giudiziaria e di polizia;
            
            
               (e)l’immigrazione, le frontiere, l’asilo e l’integrazione dei rifugiati e dei migranti;
            
            
               (f)il razzismo, la xenofobia e l’intolleranza ad essi associata;
            
            
               (g)i diritti dei minori;
            
         
         
            
               (h)l’integrazione e l’inclusione sociale dei rom.
            
            
               Articolo 3 
               Complementarità e cooperazione con altri organismi
            
            
               1.
                     Ai fini dell’attuazione del presente quadro pluriennale, l’Agenzia assicura una cooperazione e un coordinamento adeguati con i pertinenti organismi, istituzioni, uffici e agenzie dell’Unione, con gli Stati membri, con le organizzazioni internazionali e con la società civile, ai sensi degli articoli 6, 7, 8 e 10 del regolamento (CE) n. 168/2007 del Consiglio.
            
            
               2.
                     L’Agenzia si occupa di questioni inerenti alla discriminazione fondata sul genere esclusivamente se e nella misura in cui ciò rientri tra le questioni generali di discriminazione di cui all’articolo 2, lettera g), tenendo conto che spetta all’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE)
                  83
                raccogliere dati sull’uguaglianza di genere e sulle discriminazioni fondate sul genere. L’Agenzia e l’EIGE cooperano secondo quanto stabilito dall’accordo di cooperazione del 22 novembre 2010
                  84
               .
            
            
               3.
                     L’Agenzia coopera con altri organismi, uffici e agenzie dell’Unione, quale la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (EUROFOUND)
                  85
               , secondo quanto stabilito dall’accordo di cooperazione dell’8 ottobre 2009
                  86
               ; con l’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri (FRONTEX)
                  87
               , secondo quanto stabilito dall’accordo di cooperazione del 26 maggio 2010
                  88
               ; con l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO)
                  89
               , secondo quanto stabilito dall’accordo operativo dell’11 giugno 2013
                  90
               ; e con l’unità europea di cooperazione giudiziaria (EUROJUST)
                  91
               , secondo quanto stabilito dal memorandum d’intesa del 3 novembre 2014
                  92
               . Essa coopera inoltre, sulla base di quanto sarà stabilito dai futuri accordi di cooperazione, con l’Ufficio europeo di polizia (EUROPOL)
                  93
               , l’Accademia europea di polizia (CEPOL)
                  94
               , la rete europea sulle migrazioni
                  95
                e l’Agenzia europea per la gestione operativa dei sistemi IT su larga scala nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (eu-LISA)
                  96
               .
            
            
               4.
                     L’Agenzia svolge i suoi compiti in tutti i settori connessi con il rispetto della vita privata e la protezione dei dati personali per sostenere le istituzioni, gli organi, gli uffici e le agenzie dell’Unione e gli Stati membri nell’assicurare che tali libertà e diritti fondamentali delle persone fisiche siano rispettati dalle istituzioni, dagli organi, dagli uffici e dalle agenzie dell’Unione. A tal fine essa assicura la complementarità con le attività del Garante europeo della protezione dei dati
                  97
               , del Comitato europeo per la protezione dei dati, dell’Agenzia per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA)
                  98
                e del Centro comune di ricerca della Commissione europea (JRC).
            
            
               5.
                     L’agenzia coordina le proprie attività con quelle del Consiglio d’Europa, conformemente all’articolo 9 del regolamento (CE) n. 168/2007 del Consiglio e all’accordo tra l’Unione europea e il Consiglio d’Europa sulla cooperazione tra l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali e il Consiglio d’Europa
                  99
               , di cui allo stesso articolo.
            
            
               Articolo 4 
               Entrata in vigore
            
            
               La presente decisione entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
            
            
               Essa si applica a decorrere dal 1° gennaio 2018.
            
            
            
               Fatto a Bruxelles, il
            
            
               
                     Per il Consiglio
               
               
                     Il presidente
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  GU L 53 del 22.2.2007, pag. 1.
               
               
                  
                     (2)
                  GU L 79 del 21.3.2013, pag. 1.
               
               
                  
                     (3)
                  Principali risoluzioni adottate recentemente dal Parlamento europeo in materia di diritti fondamentali: 
                  
                     Fondo europeo per i rifugiati, Fondo europeo per i rimpatri e Fondo europeo per l’integrazione di cittadini di paesi terzi
                  
                   del 6.2.2013; 
                  
                     Risoluzione delle controversie online dei consumatori
                  
                   del 12.3.2013; 
                  
                     Eliminare gli stereotipi di genere nell’UE
                  
                   del 12.3.2013; 
                  
                     Intensificare la lotta contro il razzismo e la xenofobia
                  
                   del 14.3.2013; 
                  
                     Integrazione dei migranti, effetti sul mercato del lavoro e dimensione esterna del coordinamento in materia di sicurezza sociale
                  
                   del 14.3.2013; 
                  
                     Parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l’accesso a beni e servizi e la loro fornitura
                  
                   del 16.4.2013; 
                  
                     Carta dell’UE: norme comuni per la libertà dei mezzi d’informazione nell’UE
                  
                   del 21.5.2013; 
                  
                     Impatto della crisi sull’accesso delle categorie vulnerabili all’assistenza
                  
                   del 4.7.2013; 
                  
                     Strategia dell’Unione europea per la cibersicurezza: un ciberspazio aperto e sicuro
                  
                   del 12.9.2013; 
                  
                     Situazione dei minori non accompagnati nell’UE
                  
                   del 23.10.2013; 
                  
                     Flussi migratori nel Mediterraneo, in particolare i tragici eventi a Lampedusa
                  
                   del 23.10.2013; 
                  
                     Aspetti di genere del quadro europeo per le strategie nazionali di integrazione dei rom
                  
                   del 10.12.2013; 
                  
                     Programma “Diritti, uguaglianza e cittadinanza” 2014-2020
                  
                   del 10.12.2013; 
                  
                     Donne disabili
                  
                   dell’11.12.2013; 
                  
                     Progressi compiuti nell’attuazione delle strategie nazionali d’integrazione dei rom
                  
                   del 12.12.2013; 
                  
                     Recenti tentativi di criminalizzare le persone LGBTI
                  
                   del 16.1.2014; 
                  
                     Tabella di marcia contro l’omofobia e la discriminazione legata all’orientamento sessuale e all’identità di genere
                  
                   del 4.2.2014; 
                  
                     Donne immigrate nell’Unione europea prive di documenti
                  
                   del 4.2.2014; 
                  
                     Lotta alla violenza contro le donne
                  
                   del 25.2.2014; 
                  
                     Diritti fondamentali nell’Unione europea (2012)
                  
                   del 27.2.2014; 
                  
                     Mandato d’arresto europeo
                  
                   del 27.2.2014; 
                  
                     Programma di sorveglianza dell’Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e impatto sui diritti fondamentali dei cittadini dell’UE
                  
                   del 12.3.2014; 
                  
                     Tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali
                  
                   del 12.3.2014; 
                  
                     Trattamento dei dati personali ai fini di prevenzione di reati
                  
                   del 12.3.2014; 
                  
                     Valutazione della giustizia in relazione alla giustizia penale e allo Stato di diritto
                  
                   del 12.3.2014; 
                  
                     Relazione 2013 sulla cittadinanza UE
                  
                   del 12.3.2014; 
                  
                     Fondo Asilo e migrazione e Integrazione
                  
                   del 13.3.2014; 
                  
                     Livello comune elevato di sicurezza delle reti e dell’informazione
                  
                   del 13.3.2014; 
                  
                     Revisione intermedia del programma di Stoccolma
                  
                   del 2.4.2014; 
                  
                     Libertà di religione e diversità culturale
                  
                   del 17.4.2014; 
                  
                     Mercato unico digitale
                  
                   del 27.11.2014; 
                  
                     Situazione nel Mediterraneo e necessità di un approccio globale dell’UE alle migrazioni
                  
                   del 17.12.2014; 
                  
                     Progressi in materia di uguaglianza tra donne e uomini nell’UE nel 2013
                  
                   del 10.3.2015; 
                  
                     Lotta contro l’abuso sessuale di minori online
                  
                   dell’11.3.2015; 
                  
                     Giornata internazionale dei rom – zingarofobia in Europa e riconoscimento, da parte dell’UE, della giornata commemorativa del genocidio dei rom durante la Seconda guerra mondiale
                  
                   del 15.4.2015; 
                  
                     Procura europea
                  
                   del 29.4.2015; 
                  
                     Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità
                  
                   del 20.5.2015; 
                  
                     La strategia dell’UE per la parità tra donne e uomini dopo il 2015
                  
                   del 9.6.2015; 
                  
                     Agenda europea in materia di sicurezza
                  
                   del 9.7.2015; 
                  
                     Situazione dei diritti fondamentali nell’UE (2013-2014)
                  
                   dell’8.9.2015; 
                  
                     Migrazione e rifugiati in Europa
                  
                   del 10.9.2015; 
                  
                     Seguito dato alla risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2014 sulla sorveglianza elettronica di massa dei cittadini dell’UE
                  
                   del 29.10.2015; 
                  
                     Riduzione delle disuguaglianze, con particolare attenzione alla povertà infantile
                  
                   del 24.11.2015; 
                  
                     Politica di coesione e comunità emarginate
                  
                   del 24.11.2015; 
                  
                     Prevenzione della radicalizzazione e del reclutamento di cittadini europei da parte di organizzazioni terroristiche
                  
                   del 25.11.2015; 
                  
                     Verso un atto per il mercato unico digitale
                  
                   del 19.1.2016; 
                  
                     Il ruolo del dialogo interculturale, della diversità culturale e dell’istruzione nella promozione dei valori fondamentali dell’UE
                  
                   del 19.1.2016; 
                  
                     Presunzione di innocenza e diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali
                  
                   del 20.1.2016; 
                  
                     Garanzie procedurali per i minori indagati o imputati in procedimenti penali
                  
                   del 9.3.2016.
               
               
                  
                     (4)
                  Principali conclusioni adottate recentemente dal Consiglio in materia di diritti fondamentali: 
                  
                     Relazione 2012 della Commissione sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
                  
                   del 29.5.2013; 
                  
                     Strategia dell’Unione europea per la cibersicurezza: un ciberspazio aperto e sicuro
                  
                   del 22.7.2013; 
                  
                     Strategia dell’Unione europea per la cibersicurezza
                  
                   del 23.10.2013; 
                  
                     Valutazione dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali
                  
                   del 5-6.12.2013; 
                  
                     Contrasto dei reati d’odio
                  
                   del 5.12.2013; 
                  
                     Efficacia dei meccanismi istituzionali per il progresso delle donne e la parità di genere
                  
                   del 10.12.2013; 
                  
                     Situazione sociale nell’UE
                  
                   del 12.3.2014; 
                  
                     Relazione 2013 della Commissione sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell’UE e la coerenza tra gli aspetti interni ed esterni della tutela e della promozione dei diritti umani nell’Unione europea
                  
                   del 21.5.2014; 
                  
                     Spazio di libertà, sicurezza e giustizia e alcune questioni orizzontali connesse
                  
                   del 16.7.2014; 
                  
                     Tutela e promozione dei diritti dei minori
                  
                   del 5.12.2014; 
                  
                     Applicazione della Carta
                  
                   del 22.5.2015; 
                  
                     Diplomazia informatica
                  
                   dell’11.2.2015; 
                  
                     Piano d’azione per i diritti umani e la democrazia (2015 - 2019)
                  
                   del 20.7.2015; 
                  
                     Migrazione 
                  
                  del 20.7.2015; 
                  
                     Migrazione 
                  
                  del 20.7.2015;
               
               
                  
                     (5)
                  GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55.
               
               
                  
                     (6)
                  Direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (GU L 303 del 2.12.2000, pag. 16); direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica (GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22); Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: programma UE per i diritti dei minori, COM(2011) 60 definitivo; Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: agenda europea sulla migrazione, COM(2015) 240 final; direttiva 2010/64/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali (GU L 280 del 26.10.2010, pag. 1); direttiva 2013/48/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2013, relativa al diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d’arresto europeo, al diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le autorità consolari (GU L 294 del 6.11.2013, pag. 1); direttiva (EU) 2016/343 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali (GU L 65 dell’11.3.2016, pag. 1); direttiva 2016/800/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2016, sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali (GU L 132 del 21.5.2016, pag. 1); proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull’ammissione provvisoria al patrocinio a spese dello Stato per indagati o imputati privati della libertà personale e sull’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nell’ambito di procedimenti di esecuzione del mandato d’arresto europeo, COM(2013) 824 final; direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, sulla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, e la libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 189); regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).
               
               
                  
                     (7)
                  Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: quadro dell’UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020, COM(2011) 173 definitivo; raccomandazione del Consiglio del 9 dicembre 2013 su misure efficaci per l’integrazione dei Rom negli Stati membri (GU C 378 del 24.12.2013, pag. 1); comunicazione della Commissione: Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, COM(2010) 2020 definitivo; consultazione pubblica sul pilastro europeo dei diritti sociali; 
                  
                     http://ec.europa.eu/priorities/deeper-and-fairer-economic-and-monetary-union/towards-european-pillar-social-rights/public_it
                  
                  .
               
               
                  
                     (8)
                  Articolo 5, paragrafo 2, lettera e), del regolamento istitutivo dell’Agenzia.
               
               
                  
                     (9)
                  Istituito dal regolamento (UE) n. 439/2010 (GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11).
               
               
                  
                     (10)
                  Istituita dal regolamento (CE) n. 2007/2004 (GU L 349 del 25.11.2004, pag.1).
               
               
                  
                     (11)
                  Istituito dal regolamento (CE) n. 1922/2006 (GU L 403 del 30.12.2006, pag. 9).
               
               
                  
                     (12)
                  Istituita dal regolamento (CE) n. 45/2001 (GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1).
               
               
                  
                     (13)
                  Istituita dal regolamento (CE) n. 460/2004 (GU L 077 del 13.3.2004, pag. 1).
               
               
                  
                     (14)
                  Istituita dalla decisione 2002/187/GAI del Consiglio (GU L 63 del 6.3.2002, pag. 1).
               
               
                  
                     (15)
                  Istituito dalla decisione 2009/371/GAI del Consiglio (GU L 121 del 15.5.2009, pag. 37).
               
               
                  
                     (16)
                  Istituita dalla decisione 2005/681/GAI del Consiglio (GU L 256 dell’1.10.2005, pag. 63). 
               
               
                  
                     (17)
                  Istituita dal regolamento (CEE) n. 1365/75 (GU L 139 del 30.5.1975, pag. 1).
               
               
                  
                     (18)
                  Istituita dal regolamento (UE) n. 1077/2011 (GU L 286 dell’1.11.2011, pag. 1).
               
               
                  
                     (19)
                  Sentenza della Corte di giustizia del 6 maggio 2008, Parlamento/Consiglio, C-133/06, ECLI:EU:C:2008:257. 
               
               
                  
                     (20)
                  Ramboll, Evaluation of the European Agency for Fundamental Rights, Final report, novembre 2012, pag. 63, 
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra-external_evaluation-final-report.pdf
                  
                  , punto 3.4.
               
               
                  
                     (21)
                  Ramboll, Evaluation of the European Agency for Fundamental Rights, Final report, novembre 2012, pag. 63, 
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra-external_evaluation-final-report.pdf
                  
                  .
               
               
                  
                     (22)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/about-fra/what-we-do/areas-of-work/multi-annual-framework-2018-2022
                  
               
               
                  
                     (23)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_uploads/fra-2016-mid-term-review-strategic-plan-2013-2017_en.pdf
                  
               
               
                  
                     (24)
                  È stato inviato un questionario a circa 500 contatti mirati nell’ambito di organizzazioni della società civile e organismi nazionali per i diritti umani (enti per le pari opportunità, istituzioni nazionali per i diritti umani e difensori civici). I risultati possono essere consultati al seguente indirizzo: 
                  
                     http://fra.europa.eu/en/about-fra/what-we-do/areas-of-work/multi-annual-framework-2018-2022
                  
                  .
               
               
                  
                     (25)
                  
                  
                     http://ec.europa.eu/smart-regulation/guidelines/tool_5_en.htm
                  
                  .
               
               
                  
                     (26)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_uploads/fra-2016-mid-term-review-strategic-plan-2013-2017_en.pdf
                  
               
               
                  
                     (27)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_strategic_plan_en.pdf
                  
               
               
                  
                     (28)
                  Ramboll, Evaluation of the European Agency for Fundamental Rights, Final report, novembre 2012, pag. 63, 
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra-external_evaluation-final-report.pdf
                  
                  .
               
               
                  
                     (29)
                  COM(2014)144 final.
               
               
                  
                     (30)
                  Direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI (GU L 315 del 14.11.2012, pag. 57). Direttiva 2004/80/CE del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa all’indennizzo delle vittime di reato (GU L 261 del 6.8.2004, pag. 15). Direttiva 2011/99/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, sull’ordine di protezione europeo (GU L 338 del 21.12.2011, pag. 2). Regolamento (UE) n. 606/2013 del Parlamento europeo e de Consiglio, del 12 giugno 2013, relativo al riconoscimento reciproco delle misure di protezione in materia civile (GU L 181 del 29.6.2013, pag. 4).
               
               
                  
                     (31)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/publication/2014/victims-crime-eu-extent-and-nature-support-victims
                  
               
               
                  
                     (32)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/publication/2015/severe-labour-exploitation-workers-moving-within-or-european-union
                  
               
               
                  
                     (33)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/research/surveys
                  
               
               
                  
                     (34)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/project/2014/handbook-access-justice-europe
                  
               
               
                  
                     (35)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/theme/people-disabilities
                  
               
               
                  
                     (36)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/theme/lgbti
                  
               
               
                  
                     (37)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/opinion/2013/fra-opinion-situation-equality-european-union-10-years-initial-implementation-equality
                  
               
               
                  
                     (38)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/project/2015/eu-midis-ii-european-union-minorities-and-discrimination-survey
                  
               
               
                  
                     (39)
                  COM(2010)245 final.
               
               
                  
                     (40)
                  Direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio (GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1).
               
               
                  
                     (41)
                  Comunicazione congiunta al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, “Strategia dell’Unione europea per la cibersicurezza: un ciberspazio aperto e sicuro”, 7 febbraio 2013, JOIN(2013) 1 final.
               
               
                  
                     (42)
                  Direttiva 2011/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2011, concernente la prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani e la protezione delle vittime, e che sostituisce la decisione quadro del Consiglio 2002/629/GAI (GU L 101 del 15.4.2011, pag. 1).
               
               
                  
                     (43)
                  Direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, sulla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorità competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, e la libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 89); regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1);
               
               
                  
                     (44)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/project/2012/handbook-european-data-protection-case-law
                  
               
               
                  
                     (45)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/project/2014/national-intelligence-authorities-and-surveillance-eu-fundamental-rights-safeguards-and
                  
               
               
                  
                     (46)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/project/2012/handbook-european-data-protection-case-law
                  
               
               
                  
                     (47)
                  COM(2014)144 final.
               
               
                  
                     (48)
                  Proposta di decisione del Consiglio che istituisce un quadro pluriennale per l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali per il periodo 2013-2017, COM(2011) 880 definitivo.
               
               
                  
                     (49)
                  Risoluzione del Parlamento europeo P7_TA(2012)0500, del 12 dicembre 2012, sulla situazione dei diritti fondamentali nell’Unione europea (2010-2011,) punto 45; Relazione del relatore sull’attuale quadro pluriennale: 
                  
                     http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+REPORT+A7-2012-0361+0+DOC+XML+V0//IT
                  
                  . 
               
               
                  
                     (50)
                  Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce la Procura europea, COM(2013) 534 final.
               
               
                  
                     (51)
                  Direttiva 2010/64/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali (GU L 280 del 26.10.2010, pag. 1); direttiva 2013/48/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2013, relativa al diritto di avvalersi di un difensore nel procedimento penale e nel procedimento di esecuzione del mandato d’arresto europeo, al diritto di informare un terzo al momento della privazione della libertà personale e al diritto delle persone private della libertà personale di comunicare con terzi e con le autorità consolari (GU L 294 del 6.11.2013, pag. 1); direttiva (EU) 2016/343 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sul rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali (GU L 65 dell’11.3.2016, pag. 1); direttiva 2016/800/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 maggio 2016, sulle garanzie procedurali per i minori indagati o imputati nei procedimenti penali (GU L 132 del 21.5.2016, pag. 1); proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sull’ammissione provvisoria al patrocinio a spese dello Stato per indagati o imputati privati della libertà personale e sull’ammissione al patrocinio a spese dello Stato nell’ambito di procedimenti di esecuzione del mandato d’arresto europeo, COM(2013) 824 final.
               
               
                  
                     (52)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/publication/2015/child-friendly-justice-perspectives-and-experiences-professionals-childrens
                  
               
               
                  
                     (53)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/project/2015/rehabilitation-and-mutual-recognition-practice-concerning-eu-law-transfer-persons
                  
               
               
                  
                     (54)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/project/2015/right-interpretation-and-translation-and-right-information-criminal-proceedings-eu
                  
               
               
                  
                     (55)
                  Ramboll, Evaluation of the European Agency for Fundamental Rights, Final report, novembre 2012, pag. 63, 
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra-external_evaluation-final-report.pdf
                  
                  . La valutazione esterna 2012 dell’Agenzia ha concluso che per i cittadini europei l’esclusione della cooperazione giudiziaria in materia penale dal quadro pluriennale costituiva un elemento di incoerenza (cfr. pag. VII, 63, 71 e 97).
               
               
                  
                     (56)
                  Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: agenda europea sulla sicurezza, COM(2015) 185 final.
               
               
                  
                     (57)
                  Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni: agenda europea sulla migrazione, COM(2015) 240 final.
               
               
                  
                     (58)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/theme/asylum-migration-borders
                  
               
               
                  
                     (59)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/theme/asylum-migration-borders/overviews
                  
               
               
                  
                     (60)
                  Decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale (GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55).
               
               
                  
                     (61)
                  
                  
                     http://ec.europa.eu/justice/events/colloquium-fundamental-rights-2015/files/fundamental_rights_colloquium_conclusions_it.pdf
                  
                  .
               
               
                  
                     (62)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/theme/rights-child
                  
                  .
               
               
                  
                     (63)
                  
                  
                     http://ec.europa.eu/justice/fundamental-rights/rights-child/european-forum/index_en.htm
                  
                  .
               
               
                  
                     (64)
                  
                  
                     http://ec.europa.eu/justice/fundamental-rights/rights-child/protection-systems/index_en.htm
                  
                  .
               
               
                  
                     (65)
                  Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sullo stato di attuazione delle azioni prioritarie intraprese nel quadro dell’agenda europea sulla migrazione, COM(2016) 85 final e relativo allegato 6 sulle azioni in corso per la protezione dei minori migranti.
               
               
                  
                     (66)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/en/theme/roma
                  
                  .
               
               
                  
                     (67)
                  Ad esempio, la risoluzione del 14 settembre 2011 su una strategia dell’UE per i senzatetto, relazione del relatore per la raccomandazione del Parlamento europeo sul progetto di decisione del Consiglio relativo al quadro pluriennale 2013-2017.
               
               
                  
                     (68)
                  GU C  del , pag. .
               
               
                  
                     (69)
                  GU L 53 del 22.2.2007, pag. 1.
               
               
                  
                     (70)
                  GU L 63 del 7.3.2008, pag. 14.
               
               
                  
                     (71)
                  GU L 79 del 21.3.2013, pag. 1.
               
               
                  
                     (72)
                  GU L 132 del 29.5.2010, pag. 11.
               
               
                  
                     (73)
                  GU L 349 del 25.11.2004, pag. 1.
               
               
                  
                     (74)
                  GU L 131 del 21.5.2008, pag. 7.
               
               
                  
                     (75)
                  GU L 403 del 30.12.2006, pag. 9.
               
               
                  
                     (76)
                  GU L 8 del 12.1.2001, pag. 1.
               
               
                  
                     (77)
                  GU L 077 del 13.3.2004, pag. 1.
               
               
                  
                     (78)
                  GU L 63 del 6.3.2002, pag. 1.
               
               
                  
                     (79)
                  GU L 121 del 15.5.2009, pag. 37.
               
               
                  
                     (80)
                  GU L 256 dell’1.10.2005, pag. 63.
               
               
                  
                     (81)
                  GU L 139 del 30.5.1975, pag. 1.
               
               
                  
                     (82)
                  GU L 286 dell’1.11.2011, pag. 1.
               
               
                  
                     (83)
                  Istituito dal regolamento (CE) n. 1922/2006 (GU L 403 del 30.12.2006, pag. 9).
               
               
                  
                     (84)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_uploads/1257-FRA-EIGE-cooperation-agreement_EN.pdf
                  
               
               
                  
                     (85)
                  Istituita dal regolamento (CEE) n. 1365/75 (GU L 139 del 30.5.1975, pag. 1).
               
               
                  
                     (86)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_uploads/1961-eurofound-fra-cooperation-agreement_EN.pdf
                  
               
               
                  
                     (87)
                  Istituita dal regolamento (CE) n. 2007/2004 (GU L 349 del 25.11.2004, pag.1).
               
               
                  
                     (88)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra_uploads/891-Cooperation-Agreement-FRA-Frontex_en.pdf
                  
               
               
                  
                     (89)
                  Istituito dal regolamento (CE) n. 439/2010 (GU L 132 del 29.5.2010, pag.11).
               
               
                  
                     (90)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/fra-easo-cooperation-agreement-.pdf
                  
               
               
                  
                     (91)
                  Istituita dalla decisione 2002/187/GAI del Consiglio (GU L 63 del 6.3.2002, pag. 1).
               
               
                  
                     (92)
                  
                  
                     http://fra.europa.eu/sites/default/files/mou_fra_-_eurojust.pdf
                  
               
               
                  
                     (93)
                  Istituito dalla decisione 2009/371/GAI del Consiglio (GU L 121 del 15.5.2009, pag. 37).
               
               
                  
                     (94)
                  Istituita dalla decisione 2005/681/GAI del Consiglio (GU L 256 dell’1.10.2005, pag. 63). 
               
               
                  
                     (95)
                  Istituita dalla decisione 2008/381/CE del Consiglio (GU L 131 del 21.5.2008, pag. 7).
               
               
                  
                     (96)
                  Istituita dal regolamento (UE) n. 1077/2011 (GU L 286 dell’1.11.2011, pag. 1).
               
               
                  
                     (97)
                  Istituito dal regolamento (CE) n. 1922/2006 (GU L 403 del 30.12.2006, pag. 9).
               
               
                  
                     (98)
                  Istituita dal regolamento (CE) n. 460/2004 (GU L 077 del 13.3.2004, pag. 1).
               
               
                  
                     (99)
                  GU L 186 del 15.7.2008, pag. 7.