CELEX: 62011TN0222
Language: it
Date: 2011-04-20 00:00:00
Title: Causa T-222/11: Ricorso proposto il 20 aprile 2011 — Rautenbach/Consiglio e Commissione

25.6.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 186/29
            
         Ricorso proposto il 20 aprile 2011 — Rautenbach/Consiglio e Commissione
   (Causa T-222/11)
   2011/C 186/55
   Lingua processuale: l'inglese
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Muller Conrad Rautenbach (Harare, Zimbabwe) (rappresentanti: S. Smith QC, M. Lester, barristers, e W. Osmond, solicitor)
   
      Convenuti: Consiglio dell'Unione europea e Commissione europea
   
      Conclusioni
   
   
               —
            
            
               Annullare la decisione del Consiglio 15 febbraio 2011, 2011/101/PESC, relativa a misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe (GU L 42, pag. 6), nonché il regolamento (UE) della Commissione 23 febbraio 2011, n. 174, che modifica il regolamento (CE) n. 314/2004 del Consiglio relativo a talune misure restrittive nei confronti dello Zimbabwe (GU L 49, pag. 23), nella parte in cui riguardano il ricorrente;
            
         
               —
            
            
               condannare i convenuti alle spese.
            
         
      Motivi e principali argomenti
   
   A sostegno del suo ricorso, il ricorrente deduce cinque motivi.
   
               1)
            
            
               Primo motivo, con cui si afferma che né il regolamento (UE) della Commissione n. 174/2011 né la decisione del Consiglio 2011/101/PESC possiedono un valido fondamento giuridico, in quanto le istituzioni interessate hanno agito al di fuori delle loro competenze.
            
         
               2)
            
            
               Secondo motivo, con cui si sostiene che i convenuti non sono competenti a imporre tali misure restrittive nei confronti del ricorrente; in subordine, si asserisce che il coinvolgimento del ricorrente è basato su un errore manifesto di valutazione, in quanto i convenuti sono incorsi in errore nel concludere che le misure restrittive erano giustificate nei suoi confronti.
            
         
               3)
            
            
               Terzo motivo, con cui si allega che le misure controverse violano i diritti della difesa del ricorrente e il diritto a un ricorso giurisdizionale effettivo.
            
         
               4)
            
            
               Quarto motivo, con cui si sostiene che i convenuti non hanno rispettato l’obbligo di motivazione, in quanto la motivazione fornita non è conforme a tale obbligo che incombe alle istituzioni dell’UE.
            
         
               5)
            
            
               Quinto motivo, con cui si afferma che le misure controverse limitano in maniera ingiustificata e sproporzionata i diritti fondamentali del ricorrente, in particolare i diritti di proprietà, la libertà d’iniziativa economica e il diritto al rispetto della reputazione e della vita familiare.