CELEX: 32011B0563
Language: it
Date: 2011-05-10 00:00:00
Title: 2011/563/UE: Decisione del Parlamento europeo, del 10 maggio 2011 , sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2009, sezione IX — Garante europeo della protezione dei dati

27.9.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 250/107
            
         DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   del 10 maggio 2011
   sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2009, sezione IX — Garante europeo della protezione dei dati
   (2011/563/UE)
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   visto il bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2009 (1),
   visti i conti annuali definitivi dell’Unione europea relativi all’esercizio 2009 [SEC(2010) 963 — C7-0219/2010] (2),
   vista la relazione annuale del Garante europeo della protezione dei dati riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2009, presentata all’autorità competente per il discarico,
   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull’esecuzione del bilancio per l’esercizio finanziario 2009 (3), corredata delle risposte delle istituzioni,
   vista la dichiarazione attestante l’affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell’articolo 287 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (4),
   visti l’articolo 272, paragrafo 10, e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE, l’articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (5), in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,
   visti l’articolo 77 e l’allegato VI del suo regolamento,
   vista la relazione della Commissione per il controllo dei bilanci (A7-0117/2011),
   
               1.
            
            
               concede il discarico al Garante europeo della protezione dei dati per l’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2009;
            
         
               2.
            
            
               esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;
            
         
               3.
            
            
               incarica il suo presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia dell’Unione europea, alla Corte dei conti, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (serie L).
            
         
      
         
            Il presidente
         
         Jerzy BUZEK
      
      
         
            Il segretario generale
         
         Klaus WELLE
      
   
   
      (1)  GU L 69 del 13.3.2009.
   
      (2)  GU C 308 del 12.11.2010, pag. 1.
   
      (3)  GU C 303 del 9.11.2010, pag. 1.
   
      (4)  GU C 308 del 12.11.2010, pag. 129.
   
      (5)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
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               27.9.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 250/108
            
         RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
   del 10 maggio 2011
   recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l’esecuzione del bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2009, sezione IX — Garante europeo della protezione dei dati
   IL PARLAMENTO EUROPEO,
   visto il bilancio generale dell’Unione europea per l’esercizio 2009 (1),
   visti i conti annuali definitivi dell’Unione europea relativi all’esercizio 2009 [SEC(2010) 963 — C7-0219/2010] (2),
   vista la relazione annuale del Garante europeo della protezione dei dati riguardante le revisioni contabili interne effettuate nel 2009, presentata all’autorità competente per il discarico,
   vista la relazione annuale della Corte dei conti sull’esecuzione del bilancio per l’esercizio finanziario 2009, corredata delle risposte delle istituzioni (3),
   vista la dichiarazione attestante l’affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni, presentata dalla Corte dei conti a norma dell’articolo 287 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (4),
   visti l’articolo 272, paragrafo 10, e gli articoli 274, 275 e 276 del trattato CE, l’articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
   visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee (5), in particolare gli articoli 50, 86, 145, 146 e 147,
   visti l’articolo 77 e l’allegato VI del suo regolamento,
   vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A7-0117/2011),
   
               1.
            
            
               rileva che nel 2009 il Garante europeo della protezione dei dati disponeva di stanziamenti di impegno pari a un totale di 7 000 000 EUR [53 000 000 EUR nel 2008 (6)], il cui tasso di utilizzo è stato dell’81,44 %, ossia inferiore alla media delle altre istituzioni (97,69 %);
            
         
               2.
            
            
               osserva che nel corso dell’elaborazione della relazione annuale sull’esecuzione del bilancio per l’esercizio 2009 la Corte dei conti ha svolto una valutazione approfondita dei sistemi di supervisione e controllo presso la Corte di giustizia, il Mediatore europeo e il Garante europeo della protezione dei dati che ha compreso l’esame di un campione supplementare di operazioni di pagamento concernenti le risorse umane e altre spese amministrative;
            
         
               3.
            
            
               rileva che la Corte dei conti ha riscontrato che, in quattro casi su dieci, le informazioni di cui disponevano i servizi del Garante europeo della protezione dei dati per accertare che le indennità previste dallo Statuto dei funzionari dell’Unione europea (7) fossero effettivamente versate al personale, conformemente alla normativa dell’Unione e nazionale applicabile, non risultavano sufficientemente aggiornate; la Corte dei conti ha rilevato che questa situazione potrebbe comportare un rischio di pagamenti indebiti o non corretti;
            
         
               4.
            
            
               appoggia il suggerimento della Corte dei conti che il personale del Garante europeo della protezione dei dati dovrebbe essere invitato a fornire, a intervalli appropriati, dei documenti che ne comprovino la situazione personale, e che a tale proposito il Garante europeo della protezione dei dati dovrebbe migliorare il sistema posto in atto per il monitoraggio e il controllo tempestivi di questi documenti;
            
         
               5.
            
            
               prende atto della risposta del Garante europeo della protezione dei dati che attualmente, date le sue dimensioni ridotte, è assistito dall’Ufficio pagamenti nel trattamento dei fascicoli concernenti le indennità sociali, che una volta all’anno l’Ufficio pagamenti aggiorna le informazioni relative agli assegni familiari e per figli a carico sulla base di moduli specifici inviati al personale interessato tramite il Garante europeo della protezione dei dati, e che le indennità sociali sono mantenute aggiornate in funzione delle informazioni riunite attraverso questi moduli; si compiace dell’intenzione del Garante europeo della protezione dei dati di migliorare il monitoraggio delle informazioni pertinenti alle indennità sociali in questione nell’ottica della raccomandazione della Corte dei conti, e lo invita a riferire in merito alle azioni intraprese nella sua relazione annuale di attività;
            
         
               6.
            
            
               osserva che la Corte dei conti ha accertato che il Garante europeo della protezione dei dati non ha posto in essere, all’occorrenza, un sistema di verifica ex post, contrariamente a quanto prescritto dal regolamento finanziario, e che le norme di controllo interno adottate dallo stesso non prevedono che eventuali eccezioni alle procedure finanziarie standard siano debitamente segnalate in un registro centrale;
            
         
               7.
            
            
               prende atto della risposta del Garante europeo della protezione dei dati che le transazioni da esso effettuate, compreso il rimborso dei pagamenti diretti che sono stati elaborati da altre istituzioni per conto del Garante, sono già soggette a un controllo esteso ex ante; si compiace dell’intenzione del Garante europeo della protezione dei dati di esaminare come attuare un processo di verifica ex post dal 2011 in poi nell’ottica della raccomandazione della Corte, e lo invita a riferire in merito alle azioni intraprese nella sua relazione annuale di attività;
            
         
               8.
            
            
               accetta e comprende la posizione del Garante europeo della protezione dei dati per quanto riguarda le dimensioni ridotte dell’istituzione e in particolare il trattamento condiviso di fascicoli in nome dei vari accordi di cooperazione e di prestazione di servizi; invita tuttavia il Garante a chiarire quale ulteriore assistenza amministrativa sarà necessaria per consentire al medesimo di conformarsi alla raccomandazione della Corte dei conti, e ad indicare quando tale compito potrà essere espletato; saluta con favore la decisione del Garante europeo della protezione dei dati di attuare l’osservazione della Corte dei conti sulle norme di controllo interno creando un elenco centrale di eccezioni registrate, e lo invita a riferire in merito ai progressi compiuti nella sua relazione annuale di attività;
            
         
               9.
            
            
               osserva che la Corte dei conti ha indicato nella sua relazione annuale che dalla verifica contabile non sono scaturite ulteriori osservazioni significative sul Garante europeo della protezione dei dati;
            
         
               10.
            
            
               rileva che, a causa delle sue modeste dimensioni, il Garante europeo della protezione dei dati coopera sul piano amministrativo con diverse altre istituzioni, in particolare con i servizi della Commissione (ADMIN, BUDG, EAC, IAS), l’Ufficio delle pubblicazioni, i servizi del Parlamento (edifici e infrastruttura, sicurezza, TI, tipografia, comunicazioni, ecc.), nonché con il servizio di traduzione del Consiglio; loda il Garante europeo della protezione dei dati per il successo del consolidamento della cooperazione amministrativa;
            
         
               11.
            
            
               ricorda che la gestione amministrativa di tutte le missioni del Garante europeo della protezione dei dati è garantita dall’Ufficio pagamenti della Commissione (sulla base dell’accordo di cooperazione amministrativa tra i Segretari generali della Commissione, del Parlamento e del Consiglio, firmato insieme al Garante europeo della protezione dei dati il 7 dicembre 2006 per un ulteriore periodo di tre anni a partire dal 16 gennaio 2007), e che la valutazione (effettivamente svolta dal revisore contabile interno della Commissione, facente funzione di servizio di revisione contabile interna del Garante europeo della protezione dei dati sulla base dell’accordo di cooperazione amministrativa) ha dimostrato l’adeguatezza della funzionalità e dell’efficienza del sistema di controllo interno e la sua capacità di fornire una garanzia ragionevole per il raggiungimento degli obiettivi del Garante europeo della protezione dei dati;
            
         
               12.
            
            
               si compiace della pubblicazione annuale delle dichiarazioni d’interesse finanziario dei membri eletti dell’istituzione (Garante europeo della protezione dei dati e Garante aggiunto), che contengono informazioni pertinenti su posti o attività remunerati e attività professionali dichiarabili;
            
         
               13.
            
            
               chiede che il Garante europeo della protezione dei dati includa nella sua prossima relazione annuale di attività (esercizio 2010) un capitolo che fornisca un resoconto del seguito dato nel corso dell’anno alle decisioni di discarico del Parlamento.
            
         
      (1)  GU L 69 del 13.3.2009.
   
      (2)  GU C 308 del 12.11.2010, pag. 1.
   
      (3)  GU C 303 del 9.11.2010, pag. 1.
   
      (4)  GU C 308 del 12.11.2010, pag. 129.
   
      (5)  GU L 248 del 16.9.2002, pag. 1.
   
      (6)  4 100 000 EUR nel 2006.
   
      (7)  GU L 56 del 4.3.1968, pag. 1.