CELEX: C2000/034/15
Language: it
Date: 2000-02-05 00:00:00
Title: Ordinanza della Corte (Prima Sezione) 14 ottobre 1999 nella causa C-437/98 P: Industria del Frio Auxiliar Conservera SA (Infrisa) contro Commissione delle Comunità europee ("Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado — Ricorso dichiarato manifestamente infondato — Polizia sanitaria — Misure di salvaguardia — Decisione 95/119/CE")

C 34/8                    IT                           Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                             5.2.2000
1) Non avendo adottato le misure necessarie per assicurare che i                 1) Un familiare di un lavoratore migrante avente cittadinanza
     rifiuti scaricati nel corso d’acqua che attraversa il vallone San               marocchina, allorché quest’ultimo ha acquistato la cittadinanza
     Rocco fossero eliminati senza pericolo per la salute dell’uomo e                dello Stato membro ospitante prima della data in cui tale
     senza recare pregiudizio all’ambiente e non avendo adottato le                  familiare ha cominciato a risiedere presso di lui nel detto
     misure necessarie affinché i rifiuti raccolti in una discarica abusiva          Stato membro ed ha richiesto l’attribuzione di una prestazione
     fossero consegnati ad un raccoglitore privato o pubblico o ad                   previdenziale in forza della normativa di questo Stato, non può
     un’impresa di smaltimento, la Repubblica italiana è venuta meno                 richiamarsi all’art. 41, n. 1, dell’Accordo di cooperazione tra la
     agli obblighi che ad essa incombono in forza degli artt. 4, primo               Comunità economica europea e il Regno del Marocco, firmato a
     comma, e 8, primo trattino, della direttiva del Consiglio 15 luglio             Rabat il 27 aprile 1976 e approvato, a nome della Comunità,
     1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti, come modificata dalla                    con regolamento (CEE) del Consiglio 26 settembre 1978,
     direttiva del Consiglio 18 marzo 1991, 91/156/CEE.                              n. 2211, e far leva sulla cittadinanza marocchina del detto
                                                                                     lavoratore al fine di giovarsi del principio della parità di
2) Il ricorso è respinto per il resto.                                               trattamento in materia di previdenza sociale enunciato da questa
                                                                                     disposizione.
3) La Repubblica italiana è condannata alle spese.
                                                                                     Tale familiare di un lavoratore migrante marocchino, allorché
(1) GU C 387 del 20.12.1997.
                                                                                     quest’ultimo possiede simultaneamente la cittadinanza dello
                                                                                     Stato membro ospitante, non può far valere la cittadinanza
                                                                                     marocchina del lavoratore ai fini dell’applicazione dell’art. 41,
                                                                                     n. 1, del detto Accordo, se non in base al diritto dello Stato
                                                                                     membro considerato, diritto la cui interpretazione ed applicazione
                                                                                     sono tuttavia riservate esclusivamente al giudice nazionale
                                                                                     nell’ambito della controversia che è chiamato a dirimere.
                    SENTENZA DELLA CORTE                                         2) La nozione di «familiari» del lavoratore migrante marocchino, ai
                                                                                     sensi dell’art. 41, n. 1, del citato Accordo, deve intendersi
                            (Sesta Sezione)                                          ricomprendere gli ascendenti di questo lavoratore e del coniuge
                                                                                     con lui residenti nello Stato membro ospitante.
                          11 novembre 1999
                                                                                 (1) GU C 209 del 4.7.1998.
nel procedimento C-179/98 (domanda di pronuncia pre-
giudiziale proposta dalla Cour du travail di Bruxelles):
                Stato belga contro Fatna Mesbah(1)
(«Accordo di cooperazione CEE-Marocco — Art. 41, n. 1 —
Principio della parità di trattamento in materia di previdenza
           sociale — Ambito d’applicazione personale»)
                                                                                                  ORDINANZA DELLA CORTE
                            (2000/C 34/14)
                                                                                                           (Prima Sezione)
                     (Lingua processuale: il francese)                                                     14 ottobre 1999
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella          nella causa C-437/98 P: Industria del Frio Auxiliar Conser-
                                                                                 vera SA (Infrisa) contro Commissione delle Comunità
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                                               europee (1)
Nel procedimento C-179/98, avente ad oggetto la domanda di
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art.                  («Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado
177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dalla Cour du                        — Ricorso dichiarato manifestamente infondato — Polizia
travail di Bruxelles (Belgio), nella causa dinanzi ad essa                       sanitaria — Misure di salvaguardia — Decisione
pendente tra Stato belga e Fatna Mesbah, domanda vertente                                                     95/119/CE»)
sull’interpretazione dell’art. 41, n. 1, dell’Accordo di coopera-
zione tra la Comunità economica europea e il Regno del                                                      (2000/C 34/15)
Marocco, firmato a Rabat il 27 aprile 1976 e approvato, a
nome della Comunità, con regolamento (CEE) del Consiglio
26 settembre 1978, n. 2211 (GU L 264, pag. 1), la Corte                                             (Lingua processuale: lo spagnolo)
(Sesta Sezione), composta dai signori R. Schintgen (relatore),
presidente della Seconda Sezione, facente funzione di presiden-
te della Sesta Sezione, P.J.G. Kapteyn e H. Ragnemalm,                           (Traduzione provvisoria: la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
giudici; avvocato generale: S. Alber; cancelliere: signora D.                                 «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
Louterman-Hubeau, amministratore principale, ha pronuncia-
to, l’11 novembre 1999, una sentenza il cui dispositivo è del                    Nel procedimento C-437/98, Industri a del Frio Auxiliar
seguente tenore:                                                                 Conservera SA, con sede in Bermeo (Spagna), rappresentata
 ---pagebreak--- 5.2.2000                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                C 34/9
dagli avv.ti I. Sáenz-Cortabarrı́a Fernández e M. Morales Isasi,            1) Il ricorso è respinto.
del foro di Biscaglia, con domicilio eletto in Lussemburgo
presso lo studio dell’avv. Guy Harles, 8-10, rue Mathias                      2) N è condannato alle spese.
Hardt, avente ad oggetto il ricorso diretto all’annullamento
dell’ordinanza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle
Comunità europee (Seconda Sezione) il 15 settembre 1998,                      (1) GU C 71 del 13.3.1999.
nella causa T-136/95, Infrisa/Commissione (Racc. pag. II-
3301), procedimento in cui l’altra parte è: Commissione delle
Comunità europee (agente: signor Guerra Fernández), la Corte
(Prima Sezione), composta dai signori L. Sevón, (relatore),
presidente di sezione, P. Jann e M. Wathelet, giudici, avvocato
generale: F.G. Jacobs, cancelliere: R. Grass, il 14 ottobre 1999
ha emesso un’ordinanza il cui dispositivo è del seguente tenore:              Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                              tro la Repubblica portoghese, presentato il 13 ottobre
1) Il ricorso è respinto.
                                                                                                               1999
2) L’Industria del Frio Auxiliar Conservera SA (Infrisa) è condanna-
     ta alle spese.                                                                                     (Causa C-392/99)
(1) GU C 20 del 23.1.1999.                                                                                (2000/C 34/17)
                                                                              Il 13 ottobre 1999, la Commissione delle Comunità europee,
                                                                              rappresentata dalla signora Lena Ström e dal signor António
                                                                              Caeiros, in qualità di agenti, con domicilio eletto a Lussembur-
                                                                              go presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, Centre Wagner,
                  ORDINANZA DELLA CORTE                                       Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle
                                                                              Comunità europee un ricorso contro la Repubblica portoghese.
                           (Terza Sezione)
                                                                              La ricorrente conclude che la Corte voglia:
                           19 ottobre 1999
                                                                              a) dichiarare che:
nel procedimento C-21/99 P: N contro Commissione delle
                        Comunità europee (1)                                      — non avendo provveduto all’emanazione dei provvedi-
                                                                                       menti diretti a consentire all’autorità competente di
                                                                                       garantire, prima di concedere l’autorizzazione alle
(«Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado
                                                                                       imprese che rigenerano gli olii usati o li utilizzano
— Ex dipendenti — Rapporto informativo — Interesse ad
                                                                                       come combustibili, idonea protezione della salute con
                       agire — Irricevibilità»)
                                                                                       riguardo all’utilizzazione di olii usati come combustibi-
                                                                                       li nonché al ricorso alla più avanzata tecnologia
                            (2000/C 34/16)                                             disponibile che non implichi costi eccessivi nell’ambito
                                                                                       delle attività di rigenerazione degli olii usati e dell’utiliz-
                    (Lingua processuale: il francese )                                 zazione di olii usati come combustibili;
                                                                                  — non prevedendo che i residui della combustione degli
(Traduzione provvisoria: la traduzione definitiva sarà pubblicata nella                olii usati siano eliminati conformemente alle disposi-
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                            zioni dell’art. 9 della direttiva 78/319/CEE (1) e, a
                                                                                       decorrere dal 27 giugno 1995, conformemente all’art.
Nel procedimento C-21/99 P, N, ex dipendente della Commis-                             9 della direttiva 75/442/CEE (2) che, nel testo di cui alla
sione delle Comunità europee, residente in Bruxelles (Belgio),                         direttiva 91/156/CEE(3) ha sostituito, in forza del
con l’avv. G. Sakellaropoulos, del foro di Atene, con domicilio                        disposto della direttiva 91/685/CEE (4), l’art. 9 della
eletto in Lussemburgo presso lo studio dell’avv. A. May, 31,                           direttiva 78/319/CEE;
Grand-Rue, avente ad oggetto il ricorso diretto all’annullamen-
to dell’ordinanza pronunciata dal Tribunale di primo grado                        — non disponendo né controlli periodici delle imprese
delle Comunità europee (Quinta Sezione) il 30 novembre                                 che rigenerano gli olii usati o che utilizzano gli olii
1998, nella causa T-97/94, N/Commissione (Racc. PI pag.                                usati come combustibili, né un’analisi dell’evoluzione
I-A-621 e pag. II-1879), e all’accoglimento delle conclusioni                          dello stato della tecnologia e/o dell’ambiente ai fini di
formulate dal ricorrente nel procedimento di primo grado,                              un’eventuale revisione delle autorizzazioni concesse
procedimento in cui l’altra parte è: Commissione delle Comu-                           alle dette imprese;
nità europee (signor: G. Valsesia e signora F. Duvieusart-
Clotuche), la Corte (Terza Sezione), composta dai signori J.C.                    — non avendo comunicato alla Commissione le informa-
Moitinho de Almeida, presidente di sezione, C. Gulmann                                 zioni relative alle conoscenze tecniche e dalle esperien-
(relatore) e J.-P. Puissochet, giudici, avvocato generale: F.G.                        ze e risultati acquisiti nell’applicazione delle disposizio-
Jacobs, cancelliere: R. Grass, ha emesso il 19 ottobre 1999                            ni emanate in forza della direttiva 75/439/CEE (5), nel
un’ordinanza il cui dispositivo è del seguente tenore:                                 testo di cui alla direttiva 87/101/CEE(6),