CELEX: 21973A0722(06)
Language: it
Date: 1972-07-22 00:00:00
Title: Accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell' acciaio e la Comunità europea del carbone e dell' acciaio, da un lato, e il Regno di Svezia, dall' altro

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21973A0722(06)

Accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell' acciaio e la Comunità europea del carbone e dell' acciaio, da un lato, e il Regno di Svezia, dall' altro  

Gazzetta ufficiale n. L 350 del 19/12/1973 pag. 0076 - 0094 edizione speciale greca: capitolo 11 tomo 6 pag. 0100  edizione speciale spagnola: capitolo 11 tomo 5 pag. 0076  edizione speciale portoghese: capitolo 11 tomo 5 pag. 0076 

ACCORDO tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio e la  Comunità europea del carbone e dell'acciaio da un lato e il Regno di Svezia dall'altroIL REGNO DEL  BELGIO,IL REGNO DI DANIMARCA,LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,LA  REPUBBLICA FRANCESE,L'IRLANDA,LA REPUBBLICA ITALIANA,IL GRANDUCATO DI  LUSSEMBURGO,IL REGNO DEI PAESI BASSI,IL REGNO DI NORVEGIA,IL REGNO UNITO DI  GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD,Stati membri della Comunità europea del carbone e  dell'acciaioeLA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO,da un lato,E IL REGNO  DI SVEZIA,dall'altro,CONSIDERANDO che la Comunità economica europea e il Regno di Svezia  concludono un Accordo concernente i settori di competenza di tale Comunità,PERSEGUENDO gli stessi  obiettivi e desiderosi di trovare soluzioni analoghe per il settore di competenza della Comunità europea del  carbone e dell'acciaio,HANNO DECISO, nel perseguimento di tali obiettivi e considerando che nessuna delle  disposizioni del presente Accordo può essere interpretata nel senso di esimere le Parti contraenti dagli obblighi  che loro incombono in virtù di altri accordi internazionali,DI CONCLUDERE IL PRESENTE  ACCORDO:Articolo 1Il presente Accordo si applica ai prodotti di competenza della Comunità europea del  carbone e dell'acciaio, figuranti in allegato, originari di tale Comunità e del Regno di Svezia.Articolo 21.  Nessun nuovo dazio doganale all'importazione viene introdotto negli scambi tra la Comunità e la Svezia.2. I  dazi doganali all'importazione sono gradualmente soppressi secondo il calendario seguente:- il 1  aprile 1973  ogni dazio è portato all'80 % del dazio di base;- le successive quattro riduzioni, del 20 % ciascuna,si  effettuano:il 1  gennaio 1974il 1  gennaio 1975il 1  gennaio 1976il 1  luglio 1977.Articolo 31. Le  disposizioni relative alla graduale soppressione dei dazi doganali all'importazione sono applicabili anche ai dazi  doganali a carattere fiscale.Le Parti contraenti possono sostituire con una tassa interna un dazio doganale a  carattere fiscale o l'elemento fiscale di un dazio doganale.2. La Danimarca, l'Irlanda, la Norvegia e il Regno  Unito possono mantenere in vigore fino al 1  gennaio 1976 un dazio doganale a carattere fiscale o l'elemento  fiscale di un dazio doganale in caso di applicazione dell'articolo 38 dell'«Atto relativo alle condizioni di adesione  e agli adattamenti dei trattati», stabilito e adottato in sede di Conferenza tra le Comunità europee, e il Regno di  Danimarca, l'Irlanda, il Regno di Norvegia e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord.Articolo 41.  Per ogni prodotto, il dazio di base su cui vanno operate le successive riduzioni di cui all'articolo 2 ed al  protocollo, è il dazio effettivamente applicato il 1  gennaio 1972.2. I dazi ridotti calcolati conformemente  all'articolo 2 ed al protocollo, sono applicati, arrotondando al primo decimale.Con riserva della futura  applicazione da parte della Comunità dell'articolo 39, paragrafo 5, dell'«Atto relativo alle condizioni di adesione  e agli adattamenti dei trattati», stabilito e adottato in sede di Conferenza tra le Comunità europee e il Regno di  Danimarca, l'Irlanda, il Regno di Norvegia e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, per i dazi  specifici o per la parte specifica dei dazi misti della Tariffa doganale irlandese, l'articolo 2 ed il protocollo sono  applicati arrotondando al quarto decimale.Articolo 51. Nessuna nuova tassa di effetto equivalente a dei dazi  doganali all'importazione sarà introdotta negli scambi tra la Comunità e la Svezia.2. Le tasse di effetto  equivalente a dei dazi doganali all'importazione introdotte negli scambi tra la Comunità e la Svezia, a partire dal  1  gennaio 1972 sono soppresse con l'entrata in vigore dell'Accordo.Ogni tassa di effetto equivalente ad un  dazio doganale all'importazione la cui aliquota sia, il 31 dicembre 1972, superiore a quella effettivamente  applicata il 1  gennaio 1972, viene portata al livello di quest'ultima con l'entrata in vigore dell'Accordo.3. Le  tasse di effetto equivalente a dei dazi doganali all'importazione sono gradualmente soppresse secondo il  calendario seguente:- ogni tassa è portata, al più tardi entro il 1  gennaio 1974, al 60 % dell'aliquota applicata il  1  gennaio 1972;- le tre successive riduzioni, del 20 % ciascuna, sono effettuate:il 1  gennaio 1975il 1   gennaio 1976il 1  luglio 1977.Articolo 6Nessun nuovo dazio doganale all'esportazione e nessuna tassa di  effetto equivalente sono introdotti negli scambi tra la Comunità e la Svezia.I dazi doganali all'esportazione e le  tasse di effetto equivalente sono soppressi entro il 1  gennaio 1974.Articolo 7Il protocollo determina il regime  tariffario e le modalità applicabili a taluni prodotti.Articolo 8Le disposizioni che fissano le regole di origine per  l'applicazione dell'Accordo tra la Comunità economica europea e il Regno di Svezia, firmato in data odierna,  valgono anche per il presente Accordo.Articolo 9La Parte contraente che intende ridurre il livello effettivo dei  suoi dazi doganali o tasse di effetto equivalente, applicabili ai Paesi terzi che beneficiano della clausola della  nazione più favorita, o sospenderne l'applicazione notifica tale riduzione o sospensione al Comitato misto,  almeno, per quanto possibile, trenta giorni prima della sua entrata in vigore. Essa prende atto di ogni  osservazione dell'altra Parte contraente in merito alle distorsioni che ne possano risultare.Articolo 101.  Nessuna nuova restrizione quantitativa all'importazione o misura di effetto equivalente viene introdotta negli  scambi tra la Comunità e la Svezia.2. Le restrizioni quantitative all'importazione sono soppresse il 1  gennaio  1973 e le misure di effetto equivalente a restrizioni quantitative all'importazione entro il 1  gennaio  1975.Articolo 11A partire dal 1  luglio 1977 i prodotti originari della Svezia non possono beneficiare,  all'importazione nella Comunità, di un trattamento più favorevole di quello che gli Stati membri della Comunità  si accordano tra loro.Articolo 12L'Accordo non modifica le disposizioni del trattato che istituisce la Comunità  europea del carbone e dell'acciaio, né i poteri e le competenze derivanti da tale trattato.Articolo 13L'Accordo  non osta al mantenimento o all'instaurazione di unioni doganali, di zone di libero scambio o di regimi di traffici di  frontiera, purché questi non modifichino il regime degli scambi previsto nell'Accordo, ed in particolare, le  disposizioni concernenti le regole di origine.Articolo 14Le Parti contraenti si astengono da ogni misura o  pratica di carattere fiscale interno che stabilisca, direttamente od indirettamente, una discriminazione tra i  prodotti di una Parte contraente ed i prodotti similari originari dell'altra Parte contraente.I prodotti esportati nel  territorio di una delle Parti contraenti non possono beneficiare di alcun ristorno di imposizioni interne che sia  superiore alle imposizioni ad esse applicate, direttamente od indirettamente.Articolo 15I pagamenti relativi  agli scambi di merci, così come il trasferimento di tali pagamenti nello Stato membro della Comunità in cui  risiede il creditore o in Svezia, non sono soggetti ad alcuna restrizione.Le Parti contraenti si astengono da ogni  restrizione valutaria o amministrativa riguardante la concessione, il rimborso e l'accettazione dei crediti a breve e  medio termine, relativi a transazioni commerciali alle quali partecipi un residente.Articolo 16L'Accordo lascia  impregiudicati i divieti o restrizioni all'importazione, all'esportazione e al transito, giustificati da motivi di  moralità pubblica, di ordine pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli  animali, o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico nazionale o  di tutela della proprietà industriale e commerciale. Tuttavia tali divieti o restrizioni non devono costituire un  mezzo di discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le parti contraenti.Articolo  17Nessuna disposizione dell'Accordo vieta ad una Parte contraente di prendere le misure:a) che essa reputa  necessarie per impedire la divulgazione di informazioni contraria agli interessi fondamentali della propria  sicurezza;b) che riguardano il commercio di armi, munizioni o materiale bellico o la ricerca, lo sviluppo o la  produzione indispensabili a fini difensivi, sempreché tali misure non alterino le condizioni di concorrenza per  quanto riguarda i prodotti non destinati a fini specificatamente militari;c) che essa reputa indispensabili per la  propria sicurezza in tempo di guerra o in caso di grave tensione internazionale.Articolo 181. Le Parti  contraenti si astengono da ogni misura suscettibile di compromettere la realizzazione degli scopi  dell'Accordo.2. Esse adottano tutte le misure di carattere generale o particolare atte ad assicurare l'esecuzione  degli obblighi dell'Accordo.Se una Parte contraente reputa che l'altra Parte ha mancato ad un obbligo che le  incombe in virtù dell'Accordo, essa può adottare le misure necessarie nei modi e secondo le procedure di cui  all'articolo 24.Articolo 191. Sono incompatibili con il buon funzionamento dell'Accordo, nella misura in cui  siano suscettibili di pregiudicare gli scambi tra la Comunità e la Svezia:i) ogni accordo tra imprese, ogni  decisione di associazioni di imprese e ogni pratica concordata tra imprese che abbiano per oggetto o per effetto  di impedire, restringere o falsare il gioco della concorrenza, per quanto riguarda la produzione e gli scambi di  merci;ii) lo sfruttamento abusivo, da parte di una o più imprese, di una posizione dominate nella totalità del  territorio delle Parti contraenti o in una parte sostanziale di questo;iii) ogni aiuto pubblico che falsi o minacci di  falsare la concorrenza, favorendo talune imprese o talune produzioni.2. Se una Parte contraente reputa che una  determinata pratica è incompatibile con il presente articolo, essa può adottare le misure necessarie nei modi e  secondo le procedure di cui all'articolo 24.Articolo 201. La Comunità estende, per i prodotti del capitolo 73  della Nomenclatura di Bruxelles, di cui all'Accordo, l'applicazione dell'articolo 60 del trattato che istituisce la  Comunità europea del carbone e dell'acciaio e delle sue decisioni d'applicazione alle vendite delle imprese,  soggette alla sua giurisdizione, in territorio svedese, assicurando nel contempo a tal fine una trasparenza  adeguata dei prezzi di trasporto per le forniture in territorio svedese.2. In materia di prezzi la Svezia garantisce  per quanto riguarda le forniture sia sul territorio svedese che nel mercato comune dei prodotti del capitulo 73  della Nomenclatura di Bruxelles di cui all'Accordo da parte delle imprese soggette alla sua giurisdizione:-  l'osservanza del divieto di concorrenza sleale,- l'osservanza del principio di non discriminazione,- la pubblicità  dei prezzi alla partenza dal punto di parità scelto e delle condizioni di vendita,- l'osservanza delle norme  d'allineamento,assicurando nel contempo a tal fine una trasparenza adeguata dei prezzi di trasporto.La Svezia  adotta le misure necessarie per realizzare, in maniera continua i medesimi effetti di quelli ottenuti dalle decisioni  d'applicazione adottate dalla Comunità in tale materia.Per quanto riguarda le forniture nel mercato comune, la  Svezia garantisce anche l'osservanza delle decisioni della Comunità che vietano l'allineamento su offerte in  provenienza da taluni Paesi terzi, tenendo conto delle disposizioni transitorie relative all'adesione della  Danimarca e della Norvegia alla Comunità.Per quanto riguarda le forniture nel mercato irlandese, la Svezia  assicura inoltre l'osservanza delle disposizioni transitorie che disciplinano l'adesione dell'Irlanda alla Comunità e  che limitano le possibilità di allineamento su tale mercato.La Comunità ha fornito alla Svezia l'elenco delle  decisioni di applicazione dell'articolo 60, delle decisioni ad hoc concernenti il divieto di allineamento, nonché le  disposizioni transitorie relative ai mercati danese, norvegese e irlandese. Essa comunicherà anche ogni eventuale  modifica delle decisioni di cui sopra, non appena adottata.3. Se le offerte fatte da imprese svedesi portano o  minacciano di portare pregiudizio al buon funzionamento del mercato della Comunità o se le offerte fatte da  imprese della Comunità portano o minacciano di portare pregiudizio al buon funzionamento del mercato svedese  e se tale pregiudizio è imputabile ad un'applicazione divergente delle norme stabilite in virtù dei paragrafi 1 e 2 o  ad una violazione di tali norme da parte delle imprese in questione, la Parte contraente interessata può adottare le  misure adeguate alle condizioni e secondo le procedure di cui all'articolo 24.Articolo 21Quando l'aumento  delle importazioni di un determinato prodotto provoca o rischia di provocare un grave pregiudizio ad un'attività  produttiva esercitata all'interno del territorio di una delle Parti contraenti e quando questo aumento è dovuto:-  alla riduzione, parziale o totale, hella Parte contraente importatrice, dei dazi doganali e delle tasse di effetto  equivalente su tale prodotto, prevista dal presente Accordo,- ed al fatto che i dazi e le tasse di effetto  equivalente riscossi dalla Parte contraente esportatrice sulle importazioni di materie prime o di prodotti  intermedi, impiegati nella fabbricazione del prodotto in questione, sono sensibilmente inferiori ai dazi e alle  imposizioni corrispondenti riscossi dalla Parte contraente importatrice,la Parte contraente interessata può  adottare le misure necessarie nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 24.Articolo 22Se una della  Parti contraenti constata pratiche di dumping nelle sue relazioni con l'altra Parte contraente, essa può adottare le  misure necessarie contro tali pratiche conformemente all'Accordo relativo all'attuazione dell'articolo VI  dell'Accordo generale sulle tariffe doganali ed il commercio, nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo  24.Articolo 23In caso di serie perturbazioni in un settore dell'attività economica o di difficoltà tali da alterare  gravemente una situazione economica regionale, la Parte contraente interessata può adottare le misure necessarie  nei modi e secondo le procedure di cui all'articolo 24.Articolo 241. Se una Parte contraente, sottopone le  importazioni di prodotti suscettibili di provocare le difficoltà di cui agli articoli 21 e 23 ad una procedura  amministrativa intesa a fornire prontamente informazioni circa l'evoluzione delle correnti commerciali, essa ne  informa l'altra Parte contraente.2. Nei casi di cui agli articoli da 18 a 23, prima di adottare le misure ivi previste,  oppure appena possibile nei casi contemplati nel paragrafo 3, lettera e), la Parte contraente in causa fornisce al  Comitato misto tutti gli elementi utili per consentire un esame approfondito della situazione, al fine di addivenire  ad una soluzione accettabile per le Parti contraenti.Devono essere scelte con priorità le misure che comportano  meno perturbazioni nel funzionamento dell'Accordo.Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate  al Comitato misto e formano oggetto, in sede di questo, di consultazioni periodiche soprattutto al fine della loro  soppressione, non appena le condizioni lo permettano.3. Per l'attuazione del paragrafo 2 sono applicabili le  seguenti disposizioni:a) Per quanto riguarda l'articolo 19, ciascuna Parte contraente può adire il Comitato misto  se reputa che una determinata pratica è incompatibile col buon funzionamento dell'Accordo ai sensi dell'articolo  19, paragrafo 1.Le Parti contraenti comunicano al Comitato misto ogni informazione utile e gli forniscono  l'assistenza necessaria per l'esame del caso e, se occorre, per l'eliminazione della pratica incriminata.Se la Parte  contraente in causa non ha messo fine alle pratiche incriminate nel termine fissato in sede di Comitato misto,  oppure se quest'ultimo non raggiunge un accordo nel termine di tre mesi dal giorno in cui è stato adito, la Parte  contraente interessata può adottare le misure di salvaguardia che ritiene necessarie per rimediare alle serie  difficoltà risultanti dalle pratiche di cui trattasi, ed in particolare può procedere ad una revoca di concessioni  tariffarie.b) Per quanto riguarda l'articolo 20, le Parti contraenti comunicano al Comitato misto ogni  informazione utile e gli prestano l'assistenza necessaria per l'esame del caso nonché, se occorre, di una sanzione  adeguata della pratica di cui trattasi.Se in sede di Comitato misto non viene raggiunto un accordo o, secondo il  caso, se non si stabilisce una sanzione soddisfacente nei confronti dell'impresa colpevole, la Parte contraente  interessata può adottare le misure che essa ritiene necessarie per rimediare alle difficoltà derivanti  dall'applicazione divergente o dall'infrazione nonché ai rischi di distorsione della concorrenza. Tali misure  possono consistere in particolare in una revoca di concessioni tariffarie e nella risoluzione per le imprese  interessate dall'obbligo di rispettare le regole di prezzi nelle loro transazioni sul mercato dell'altra Parte  contraente.Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate al Comitato misto e formano oggetto, in  sede di quest'ultimo, di consultazioni periodiche, in particolare per la loro soppressione non appena le condizioni  lo permettono.In caso di urgenza, la Parte contraente interessata può chiedere direttamente all'altra Parte  contraente:- di porre fine immediatamente alla pratica incriminata,- di avviare una procedura di sanzione nei  confronti dell'impresa colpevole.La Parte contraente interessata che non consideri risolta la questione in modo  soddisfacente, può avviare la procedura prevista in sede di Comitato misto.c) Per quanto riguarda l'articolo 21,  le difficoltà derivanti dalla situazione contemplata in tale articolo vengono notificate per esame al Comitato  misto, che può adottare ogni decisione utile per porvi termine.Se il Comitato misto o la Parte contraente  esportatrice non adottano una decisione che ponga termine alle difficoltà nei trenta giorni successivi alla notifica,  la Parte contraente importatrice è autorizzata a riscuotere una tassa compensatoria sul prodotto  importato.Detta tassa compensatoria è calcolata in funzione dell'incidenza che sul valore delle merci di cui  trattasi hanno le disparità tariffarie constatate per le materie prime o per i prodotti intermedi incorporati.d) Per  quanto riguarda l'articolo 22, prima che la Parte contraente interessata adotti le misure adeguate si procede ad  una consultazione in sede di Comitato misto.e) Se circostanze eccezionali richiedenti un intervento immediato  escludono un esame preventivo, la Parte contraente interessata può applicare senza indugio, nelle situazioni di  cui agli articoli 21, 22 e 23, nonché nei casi di aiuti all'esportazione aventi un'incidenza diretta e immediata sugli  scambi, le misure conservatorie strettamente necessarie per rimediare alla situazione.Articolo 25In caso di  difficoltà o di grave minaccia di difficoltà nella bilancia dei pagamenti di uno o più Stati membri della Comunità o  in quella della Svezia, la Parte contraente interessata può adottare le misure di salvaguardia necessarie. Essa ne  informa senza indugio l'altra Parte contraente.Articolo 261. È istituito un Comitato misto incaricato di gestire  l'Accordo e di curarne la corretta esecuzione. A tal fine, esso formula raccomandazioni. Esso adotta decisioni nei  casi contemplati dall'Accordo. L'applicazione di tali decisioni è effettuata dalle Parti contraenti secondo le  rispettive norme.2. Ai fini della corretta esecuzione dell'Accordo le Parti contraenti procedono a scambi di  informazioni e, a richiesta di una di esse, si consultano in sede di Comitato misto.3. Il Comitato misto adotta il  proprio regolamento interno.Articolo 271. Il Comitato misto è composto da rappresentanti delle Parti  contraenti.2. Il Comitato misto si pronuncia di comune accordo.Articolo 281. La presidenza del Comitato  misto è esercitata a turno da ciascuna delle Parti contraenti secondo le modalità che saranno previste dal suo  regolamento interno.2. Il Comitato misto si riunisce almeno una volta all'anno su iniziativa del suo presidente,  per procedere ad un esame del funzionamento generale dell'Accordo.Esso si riunisce, inoltre, ogniqualvolta lo  esiga una necessità particolare, a richiesta di una delle Parti contraenti, secondo le condizioni che saranno  stabilite nel suo regolamento interno.3. Il Comitato misto può decidere di istituire ogni gruppo di lavoro atto ad  assisterlo nell'espletamento dei suoi compiti.Articolo 291. Quando una Parte contraente ritiene utile,  nell'interesse comune delle Parti contraenti, sviluppare le relazioni stabilite dall'Accordo, estendendole a dei  settori non compresi in quest'ultimo, presenta all'altra Parte contraente una richiesta motivata.Le Parti  contraenti possono incaricare il Comitato misto di esaminare tale richiesta e di formulare, se del caso, delle  raccomandazioni, in particolare allo scopo di avviare negoziati. Tali raccomandazioni possono, se del caso,  prevedere l'attuazione di un'armonizzazione concertata sempreché non ne risulti pregiudicata l'autonomia di  decisione delle Parti contraenti.2. Gli accordi risultanti dai negoziati di cui al paragrafo 1 sono sottoposti alla  ratifica o all'approvazione delle Parti contraenti secondo le procedure che sono loro proprie.Articolo  30L'allegato ed il protocollo annesso all'Accordo fanno parte integrante di quest'ultimo.Articolo 31Ogni  Parte contraente può denunciare l'Accordo con notifica all'altra Parte contraente. L'Accordo scade in un termine  di dodici mesi a decorrere dalla data di tale notifica.Articolo 32L'Accordo si applica, da un lato, ai territori in  cui il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio è applicabile nei modi previsti dal  trattato stesso e, dall'altro, al territorio del Regno di Svezia.Articolo 33Il presente Accordo è redatto in  duplice esemplare in lingua danese, francese, inglese, italiana, norvegese, olandese, svedese e tedesca, ciascuno  di detti testi facenti ugualmente fede.Il presente Accordo sarà approvato dalle Parti contraenti secondo le  procedure che sono loro proprie.Esso entra in vigore il 1  gennaio 1973, a condizione che prima di tale data le  Parti contraenti si siano notificate l'espletamento delle procedure a tal fine necessarie.In caso di applicazione  dell'articolo 2, terzo comma, della decisione del Consiglio delle Comunità europee, del 22 gennaio 1972, relativa  all'adesione alla Comunità europea del carbone e dell'acciaio del Regno di Danimarca, dell'Irlanda, del Regno di  Norvegia e  del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, il presente Accordo può entrare in vigore  soltanto per gli Stati che hanno effettuato i despositi previsti da detto comma.Dopo il 1  gennaio 1973, il  presente Accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla notifica di cui al terzo  comma. La data ultima per tale notifica è il 30 novembre 1973.Le disposizioni applicabili il 1  aprile 1973 sono  applicate all'entrata in vigore del presente Accordo, se quest'ultima ha luogo dopo tale data.Udfaerdiget i  Bruxelles, den toogtyvende juli nitten hundrede og tooghalvfjerds.Geschehen zu Bruessel am  zweiundzwanzigsten Juli neunzehnhundertzweiundsiebzig.Done at Brussels on this twenty-second day of July  in the year one thousand nine hundred and seventy-two.Fait à Bruxelles, le vingt-deux juillet mil neuf cent  soixante-douze.Fatto a Bruxelles, il ventidue luglio millenovecentosettantadue.Gedaan te Brussel, de  tweeëntwintigste juli negentienhonderdtweeënzeventig.Utferdiget i Brussel, tjueandre juli nitten hundre og  syttito.Som skedde i Bryssel den tjugoandra juli nittonhundrasjuttiotvaa.Pour le Royaume de BelgiqueVoor  het Koninkrijk België>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kongeriget Danmarks vegne>RIFERIMENTO A  UN FILM>Fuer die Bundesrepublik Deutschland>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour la République  française>RIFERIMENTO A UN FILM>For Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Per la Repubblica  italiana>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour le Grand-Duché de Luxembourg>RIFERIMENTO A UN  FILM>Voor het Koninkrijk der Nederlanden>RIFERIMENTO A UN FILM>For Kongeriket  Norge>RIFERIMENTO A UN FILM>For the United Kingdom of Great Britain and Northern  Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kommissionen for De Europaeiske Faellesskabers vegneIm Namen  der Kommission der Europaeischen GemeinschaftenIn the name of the Commission of the European  CommunitiesAu nom de la Commission des Communautés européennesA nome della Commissione delle  Comunità europeeNamens de Commissie der Europese GemeenschappenFor Kommisjonen for De Europeiske  Fellesskap>RIFERIMENTO A UN FILM>Foer Konungariket Sverige>RIFERIMENTO A UN  FILM>ALLEGATOLista dei prodotti di cui all'articolo 1 dell'Accordo>SPAZIO PER  TABELLA>PROTOCOLLO concernente il regime applicabile a taluni prodottiSEZIONE ARegime  applicabile all'importazione nella Comunità di taluni prodotti originari della SveziaArticolo 11. I dazi doganali  all'importazione, nella Comunità nella sua composizione originaria e in Irlanda, applicabili ai prodotti di cui al  paragrafo 2, sono gradualmente portati ai livelli qui appresso indicati, secondo il calendario seguente:>SPAZIO  PER TABELLA>2. I prodotti di cui al paragrafo 1 sono i seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>Articolo  2Le importazioni dei prodotti cui si applica il regime tariffario previsto all'articolo 1 sono soggette a dei  massimali indicativi annui, superati i quali i dazi doganali applicabili nei confronti dei Paesi terzi possono essere  ristabiliti secondo le disposizioni che seguono:a) Tenuto conto della possibilità per la Comunità e i suoi Stati  membri di sospendere l'applicazione dei massimali per taluni prodotti, i massimali fissati per il 1973 figurano  all'allegato C del protocollo n. 1 dell'Accordo tra la Comunità economica europea e il Regno di Svezia, firmato  in data odierna. Tali massimali i cui importi sono comuni per i prodotti della voce n. 73.15, di cui al detto  allegato C ed al presente protocollo sono calcolati considerando che la Comunità nella sua composizione  originaria e l'Irlanda effettuano la prima riduzione tariffaria il 1  aprile 1973. Per l'anno 1974, l'importo dei  massimali corrisponde a quello dell'anno 1973 ragguagliato su base annuale per la Comunità e maggiorato del  5%. A partire dal 1  gennaio 1975, l'importo dei massimali è aumentato annualmente del 5%.Per i prodotti di  cui al presente protocollo, la Comunità e i suoi Stati membri si riservano la possibilità di stabilire dei massimali il  cui importo sarà uguale alla media delle importazioni effettuate dalla Comunità nel corso degli ultimi quattro  anni per i quali sono disponibili dati statistici aumentata del 5%; gli anni successivi l'importo di tali massimali è  aumentato annualmente del 5%.b) Se nel corso di due anni consecutivi le importazioni di prodotto soggetto a  massimale sono inferiori al 90% dell'importo fissato, la Comunità e i suoi Stati membri sospendono l'applicazione  di tale massimale.c) In caso di difficoltà congiunturali, la Comunità e i suoi Stati membri si riservano la  possibilità, previa consultazione in sede di Comitato misto, di prorogare di un anno l'importo fissato per l'anno  precedente.d) La Comunità e i suoi Stati membri notificano al Comitato misto il 1  dicembre di ogni anno  l'elenco dei prodotti soggetti a massimale l'anno successivo e i relativi importi.e) In deroga all'articolo 2  dell'Accordo e all'articolo 1 del presente protocollo, quando è raggiunto un massimale fissato per l'importazione  di un prodotto di cui al presente protocollo, la riscossione dei dazi della tariffa doganale comune può essere  ristabilita all'importazione del prodotto in questione fino alla fine dell'anno civile.In tal caso, anteriormente al 1   luglio 1977:- la Danimarca, la Norvegia e il Regno Unito ristabiliscono la riscossione di dazi doganali come  segue:>SPAZIO PER TABELLA>- l'Irlanda ristabilisce la riscossione dei dazi applicabili ai Paesi terzi.I dazi  doganali risultanti dall'articolo 1 del presente protocollo sono ristabiliti il 1  gennaio successivo.f) Dopo il 1   luglio 1977 le Parti contraenti esaminano in sede di Comitato misto la possibilità di rivedere la percentuale di  aumento dell'importo dei massimali, tenuto conto dell'evoluzione dei consumi e delle importazioni nella  Comunità, nonché dell'esperienza acquisita nell'applicazione di tale articolo.g) I massimali sono soppressi al  termine dei periodi di disarmo tariffario previsti all'articolo 1 del presente protocollo.SEZIONE BRegime  applicabile all'importazione in Svezia di taluni prodotti originari della ComunitàArticolo 31. I dazi doganali  all'importazione in Svezia applicabili ai prodotti di cui al paragrafo 2 sono gradualmente portati ai livelli qui  appresso indicati, secondo il calendario seguente:>SPAZIO PER TABELLA>2. I prodotti di cui al paragrafo  1 sono i seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>Articolo 4Per i prodotti di cui alla sezione B del presente  protocollo, ad eccezione di quelli delle voci tariffarie nn. 73.12 e 73.13, la Svezia si riserva, qualora ciò si  rivelasse assolutamente necessario in uno stadio successivo e previa consultazione in sede di Comitato misto, la  possibilità di stabilire dei massimali indicativi quali definiti nella sezione A del detto protocollo e le cui modalità  saranno identiche a quelle ivi menzionate. Per le importazioni che superino i massimali, possono essere ristabiliti i  dazi doganali non superiori a quelli applicabili nei confronti dei Paesi terzi.ATTO FINALEI  rappresentantiDEL REGNO DEL BELGIO,DEL REGNO DI DANIMARCA,DELLA REPUBBLICA  FEDERALE DI GERMANIA,DELLA REPUBBLICA FRANCESE,DELL'IRLANDA,DELLA  REPUBBLICA ITALIANA,DEL GRANDUCATO DI LUSSEMBURGO,DEL REGNO DEI PAESI  BASSI,DEL REGNO DI NORVEGIA,DEL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL  NORD,Stati membri della Comunità europea del carbone e dell'acciaio,DELLA COMUNITÀ EUROPEA  DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO,eDEL REGNO DI SVEZIA,riuniti a Bruxelles il ventidue luglio  millenovecentosettantadue,per la firma dell'Accordo tra gli Stati membri della Comunità europea del carbone e  dell'acciaio e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, da un lato, ed il Regno di Svezia, dall'altro,hanno,  al momento della firma di questo Accordo,- adottato la seguente dichiarazione, allegata al presente  atto:Dichiarazione interpretativa relativa alla definizione della nozione di «Parti contraenti» che figura  nell'Accordo,- preso atto delle seguenti dichiarazioni, allegate al presente atto:1. Dichiarazione della Comunità  europea del carbone e dell'acciaio relativa all'articolo 19, paragrafo 1, dell'Accordo.2. Dichiarazione del  governo della Repubblica federale di Germania concernente l'applicazione dell'Accordo a Berlino.Udfaerdiget i  Bruxelles, den toogtyvende juli nitten hundrede og tooghalvfjerds.Geschehen zu Bruessel am  zweiundzwanzigsten Juli neunzehnhundertzweiundsiebzig.Done at Brussels on this twenty-second day of July  in the year one thousand nine hundred and seventy-two.Fait à Bruxelles, le vingt-deux juillet mil neuf cent  soixante-douze.Fatto a Bruxelles, il ventidue luglio millenovecentosettantadue.Gedaan te Brussel, de  tweeëntwintigste juli negentienhonderdtweeënzeventig.Utferdiget i Brussel, tjueandre juli nitten hundre og  syttito.Som skedde i Bryssel den tjugoandra juli nittonhundrasjuttiotvaa.Pour le Royaume de BelgiqueVoor  het Koninkrijk België>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kongeriget Danmarks vegne>RIFERIMENTO A  UN FILM>Fuer die Bundesrepublik Deutschland>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour la République  française>RIFERIMENTO A UN FILM>For Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Per la Repubblica  italiana>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour le Grand-Duché de Luxembourg>RIFERIMENTO A UN  FILM>Voor het Koninkrijk der Nederlanden>RIFERIMENTO A UN FILM>For Kongeriket  Norge>RIFERIMENTO A UN FILM>For the United Kingdom of Great Britain and Northern  Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kommissionen for De Europaeiske Faellesskabers vegneIm Namen  der Kommission der Europaeischen GemeinschaftenIn the name of the Commission of the European  CommunitiesAu nom de la Commission des Communautés européennesA nome della Commissione delle  Comunità europeeNamens de Commissie der Europese GemeenschappenFor Kommisjonen for De Europeiske  Fellesskap>RIFERIMENTO A UN FILM>Foer Konungariket Sverige>RIFERIMENTO A UN  FILM>DICHIARAZIONIDichiarazione interpretativa relativa alla definizione della nozione di «Parti  contraenti» che figura nell'AccordoLe Parti contraenti convengono di interpretare l'Accordo nel senso che  l'espressione «Parti contraenti», che figura in detto Accordo, significa, da un lato, la Comunità e gli Stati membri  o, separatamente, gli Stati membri o la Comunità e dall'altro la Svezia. Il senso da dare, in ogni caso, a questa  espressione sarà desunto dalle disposizioni in causa dell'Accordo, nonché dalle disposizioni corrispondenti del  trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.Dichiarazione della Comunità europea del  carbone e dell'acciaio relativa all'articolo 19, paragrafo 1, dell'AccordoLa Comunità europea del carbone e  dell'acciaio dichiara che, nel quadro dell'attuazione autonoma dell'articolo 19, paragrafo 1, dell'Accordo valuterà  le pratiche contrarie alle disposizioni di detto articolo sulla base dei criteri risultanti dall'applicazione delle norme  contenute degli articoli 4, lettera c), 65, 66, paragrafo 7, del trattato che istituisce la Comunità europea del  carbone e dell'acciaio.Dichiarazione del governo della Repubblica federale di Germania concernente  l'applicazione dell'Accordo a BerlinoL'Accordo è applicabile anche al Land di Berlino sempreché il governo  della Repubblica federale di Germania non faccia una dichiarazione in senso contrario nel termine di tre mesi a  decorrere dall'entrata in vigore dell'Accordo.