CELEX: 51994PC0068(06)
Language: it
Date: 1994-03-30
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che adotta un programma specifico di ricerca e di sviluppo tecnologico nel settore dell' ambiente e del clima (1994-1998)

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51994PC0068(06)

Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che adotta un programma specifico di ricerca e di sviluppo tecnologico nel settore dell' ambiente e del clima (1994-1998)  /* COM/94/68DEF - CNS 94/0084 */  

Gazzetta ufficiale n. C 228 del 17/08/1994 pag. 0078

Proposta di decisione del Consiglio cha adotta un programma specifico di ricerca e sviluppo tecnologico nel settore dell'ambiente e del clima (1994-1998) (94/C 228/06) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(94) 68 def. - 94/0084(CNS)(Presentata dalla Commissione il 30 marzo 1994)IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 130 I, paragrafo 4,vista la proposta della Commissione,visto il parere del Parlamento europeo,visto il parere del Comitato economico e sociale,considerando che con decisione . . ./. . ./CE il Consiglio e il Parlamento europeo hanno adottato il quarto programma quadro di azioni comunitarie di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione (RST) per il periodo 1994-1998 che definisce le attività che verranno svolte nel settore dell'ambiente e del clima; che la presente decisione è adottata alla luce dei motivi esposti nel preambolo di tale decisione;considerando che l'articolo 130 I, paragrafo 3 del trattato prevede che l'attuazione del programma quadro avvenga mediante programmi specifici sviluppati nell'ambito di ciascuna azione del programma quadro; che ogni programma specifico precisi le modalità di realizzazione del medesimo, ne fissi la durata e preveda i mezzi ritenuti necessari;considerando che il presente programma può dare un contributo significativo al rilancio della crescita, al rafforzamento della competitività e allo sviluppo dell'occupazione all'interno dell'Unione, come sottolineato nel libro bianco «Crescita, competitività e occupazione» (1);considerando che il presente programma è realizzato principalmente attraverso azioni a compartecipazione finanziaria, azioni concertate e misure di preparazione, di accompagnamento e di sostegno;considerando che, conformemente all'articolo 130 I, paragrafo 3, si devono stimare gli importi necessari per la realizzazione del presente programma specifico; che gli importi definitivi sono stabiliti dall'autorità di bilancio conformemente alla priorità relativa assegnata al settore oggetto del presente programma nell'ambito dell'azione I del quarto programma quadro;considerando che la decisione 94/. . ./CE (quarto programma quadro) prevede che l'importo globale massimo del quarto programma venga riesaminato al più tardi entro il 30 giugno 1996 in vista di una sua rivalutazione; che, in seguito a tale riesame, l'importo ritenuto necessario per la realizzazione del presente programma potrebbe aumentare;considerando che le azioni da svolgere nell'ambito del presente programma contribuiscono a sviluppare le conoscenze scientifiche e le competenze tecniche di cui l'Unione ha bisogno per esercitare il suo mandato in materia di ambiente conferitole nel titolo XVI, terza parte del trattato;considerando che il contenuto del quarto programma quadro di azioni comunitarie di RST è stato definito in base al principio di sussidiarietà; che il presente programma specifico precisa il contenuto delle azioni che verrano svolte conformemente a tale principio nel settore dell'ambiente e del clima;considerando che la decisione 94/. . ./CE (quarto programma quadro) prevede che l'azione comunitaria è giustificata se la ricerca condotta contribuisce a rafforzare la coesione economica e sociale dell'Unione e a favorire il suo sviluppo equilibrato, e allo stesso tempo rispetti il criterio del valore scientifico e tecnologico; che il presente programma intende contribuire alla realizzazione di tali obiettivi;considerando che il presente programma contribuisce a potenziare le sinergie tra le attività di RST condotte nel settore dell'ambiente e del clima dai centri di ricerca, dalle università e dalle imprese, in particolare le piccole e medie imprese, stabiliti negli Stati membri e tra queste e le corrispondenti attività comunitarie di RST;considerando che al presente programma specifico si applicano le norme di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca (compreso il CCR) e delle università, nonché le norme applicabili alla diffusione dei risultati della ricerca previste dall'articolo 130 J;considerando che per l'attuazione del presente programma, in virtù dell'articolo 130 M, possono rivelarsi utili anche azioni di cooperazione internazionale, oltre all'associazione dei paesi che fanno parte dell'accordo sullo Spazio economico europeo (SEE) con altri paesi terzi e organizzazioni internazionali;considerando che l'attuazione del presente programma comprende anche attività di diffusione e di valoriozzazione dei risultati di RST, in particolare verso le PMI, soprattutto quelle situate negli Stati membri o nelle regioni che meno partecipano al programma, nonché attività di stimolo della mobilità e della formazione dei ricercatori, elaborate nell'ambito del presente programma, secondo quanto necessario per la sua buona esecuzione;considerando che nell'attuazione del presente programma è necessario prevedere misure atte a favorire la partecipazione delle PMI, in particolare attraverso provvedimenti di incentivazione in campo tecnologico;considerando la necessità di incoraggiare la ricerca di base nel settore dell'ambiente e del clima, vista l'importanza di comprenderne approfonditamente il funzionamento per elaborare e realizzare una strategia di protezione sostenibile dell'ambiente;considerando l'opportunità di procedere ad una valutazione dell'impatto economico e sociale e degli eventuali rischi tecnologici connessi con le attività svolte nell'ambito del presente programma;considerando, da un lato, la necessità di esaminare in modo permanente e sistematico lo stato di realizzazione del presente programma per poterlo eventualmente adeguare all'evoluzione scientifica e tecnologica in questo settore; dall'altro, l'esigenza di far svolgere al momento opportuno una valutazione indipendente delle realizzazioni del programma contenente tutti gli elementi di valutazione necessari al momento della definizione degli obiettivi del quinto programma quadro di RST; che, al termine del presente programma, si deve altresì procedere ad una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti nella presente decisione;considerando che, nella risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, riuniti in sede di Consiglio, riguardante un programma comunitario di politica e di azione a favore dell'ambiente e di uno sviluppo sostenibile (2), la ricerca scientifica e il progresso tecnico sono stati considerati tra gli strumenti principali per mettere in atto la politica in questione;considerando che il CCR può partecipare alle azioni indirette contemplate dal presente programma;considerando che, attraverso il proprio programma di azioni dirette, il CCR contribuisce in parte alla realizzazione degli obiettivi comunitari di RST nei settori contemplati dal presente programma.considerando che è stato consultato il comitato della ricerca scientifica e tecnica (CREST),HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONEArticolo 1Per il periodo dal . . . al 31 dicembre 1998 è adottato un programma specifico di ricerca e sviluppo tecnologico (e di dimostrazione) nel settore dell'ambiente e del clima, quale definito all'allegato I.Articolo 21. L'importo ritenuto necessario per l'esecuzione del programma ammonta a 532 Mio di ECU, comprensivi del 7,44 % per spese di personale e di funzionamento.2. L'allegato II contiente la ripartizione indicativa dell'importo.3. Il summenzionato importo, ritenuto necessario per l'esecuzione del programma, potrà essere aumentato in seguito e conformemente alla decisione di cui all'articolo 1, paragrafo 3 della decisione . . ./. . .CE (quarto programma quadro).4. L'autorità di bilancio stabilisce gli stanziamenti disponibili per ciascun esercizio nel rispetto delle priorità scientifiche e tecnologiche fissate dal quarto programma quadro.Articolo 3Nell'allegato III sono precisate le modalità di realizzazione del presente programma, diverse da quelle previste all'articolo 5.Articolo 41. La Commissione esamina in modo sistematico e permanente, avvalendosi dell'assistenza di esperti esterni e indipendenti, i progressi ottenuti durante la realizzazione del presente programma rispetto agli obiettivi definiti all'allegato I. Essa valuta in particolare se gli obiettivi, le priorità e gli strumenti finanziari sono ancora adeguati all'evoluzione della situazione. Ove necessario, essa presenta proposte volte ad adeguare e completare il programma in funzione dei risultati della valutazione.2. Per contribuire alla valutazione globale delle attività comunitarie di cui all'articolo 4, paragrafo 2 della decisione che adotta il quarto programma quadro, al momento opportuno la Commissione incarica esperti indipendenti di eseguire una valutazione delle attività condotte nei settori contemplati dal presente programma e della gestione di tali attività durante i cinque anni che precedono la valutazione.3. Alla scadenza del presente programma, la Commissione incarica esperti indipendenti di eseguire una valutazione finale dei risultati ottenuti rispetto agli obiettivi definiti all'allegato III del quarto programma quadro e all'allegato I della presente decisione. Essa trasmette la relazione di valutazione finale al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale.Articolo 51. La Commissione definisce un programma di lavoro conformemente agli obiettivi enunciati all'allegato I; ove necessario, essa provvede ad aggiornarlo. Il programma di lavoro specifica gli obiettivi scientifici e tecnologici e precisa le fasi di attuazione del programma e il finanziamento previsto per ciascuna modalità di realizzazione.Il programma di lavoro può altresì prevedere la partecipazione a determinate attività realizzate in ambito Eureka.2. La Commissione elabora gli inviti a presentare proposte di progetti in base al programma di lavoro.Articolo 61. La Commissione è incaricata dell'esecuzione del programma.Nei casi di cui all'articolo 7, paragrafo 1, la Commissione è assistita da un comitato composto dai rappresentanti degli Stati membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.2. Il rappresentante della Commissione sottopone al comitato un progetto delle misure da adottare. Il comitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidente può fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere è formulato dalla maggioranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 del trattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere su proposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti dei rappresentanti degli Stati membri è attribuita la ponderazione fissata nell'articolo citato. Il presidente non partecipa al voto.La Commissione adotta le misure previste qualora siano conformi al parere del comitato.Se le misure proposte non sono conformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissione sottopone senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle misure da prendere. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.Se il Consiglio non ha deliberato entro un termine che non può in alcun caso superare un mese a decorrere dalla data in cui gli è stata sottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte.Articolo 71. La procedura di cui all'articolo 6, paragrafo 2, si applica nei seguenti casi:- preparazione e aggiornamento del programma di lavoro di cui all'articolo 5, paragrafo 1;- valutazione dei progetti di RST proposti per un finanziamento comunitario e importo previsto per il finanziamento in questione per ciascun progetto qualora detto importo superi 0,35 Mio di ECU;- misure da adottare in materia di valutazione del programma;- ogni modifica della ripartizione indicativa dell'importo di cui all'allegato II, che non sia stata oggetto di una decisione di bilancio.2. La Commissione informa il comitato, in occasione di ciascuna riunione, circa l'evoluzione dell'attuazione complessiva del programma.Articolo 8Ai sensi dell'articolo 228, paragrafo 1, la Commissione è autorizzata ad avviare negoziati in vista della conclusione di accordi di cooperazione internazionali con paesi terzi europei che non fanno parte dello SEE, nonché con organizzazioni internazionali europee per associarli a tutto o a parte del programma.Articolo 9Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.(1) Doc. COM(93) 700 del 5. 12. 1993.(2) GU n. C 138 del 17. 5. 1993, pag. 1.ALLEGATO I OBIETTIVI E CONTENUTO SCIENTIFICO E TECNOLOGICO Situazione Il presente programma specifico rispecchia fedelmente gli orientamenti del quarto programma quadro, applica i criteri di selezione definiti in tale programma e ne precisa gli obiettivi scientifici e tecnologici.L'introduzione e le parti A e B dell'allegato III, prima azione di detto programma quadro, sono parte integrante del presente programma.Il programma richiede la continuità indispensabile a mantenere e potenziare le capacità di RST già realizzate nel corso dei programmi preccedenti. Si tratta, infatti, di portare avanti e valorizzare gli sforzi per far crescere la RST ambientale su scala europea, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione delle reti di eccellenza.Tuttavia, come risulta dalla motivazione, il programma è incentrato su un numero limitato di temi e di settori per i quali è giustificata un'azione dell'Unione.Il programma verte su tre temi: (1) l'ambiente naturale, la qualità dell'ambiente e il cambiamento globale; (2) le tecnologie per l'ambiente; (3) le tecnologie spaziali applicate alla sorveglianza dell'ambiente e alla ricerca ambientale.Conformemente al programma quadro e al documento di lavoro della Commissione (COM/93/459), le ricerche condotte nell'ambito di ciascun tema e dei vari settori che il compongono dovranno seguire i seguenti criteri:1. Contribuire a potenziare le basi scientifiche necessarie ad attuare la politica ambientale dell'Unione, rafforzando le capacità strategiche di tale attuazione e riconciliando i concetti di protezione dell'ambiente e di gestione sostenibile delle risorse con le legittime aspirazioni di sviluppo e crescita economici (temi da 1 a 3).2. Contribuire a realizzare gli obiettivi dei programmi mondiali di ricerca sul cambiamento globale (temi 1 e 3), concentrandosi sugli aspetti in cui solo un intervento a livello di Unione può produrre risultati significativi attraverso grandi progetti organizzati in concertazione con gli Stati membri.3. Contribuire a sviluppare prodotti, tecnologie, tecniche e servizi ambientali che rispondano a nuove esigenze e che, se sfruttati, potrebbero servire a rilanciare la crescita economica (in modo durevole e sostenibile) e a creare nuovi posti di lavoro come sottolinea il libro bianco della Commissione «Crescita, competitività e occupazione» (COM(93/700) (temi 2 e 3).Le azioni descritte saranno condotte attraverso una stretta collaborazione tra le università, le istituzioni scientifiche e le imprese degli Stati membri, ivi comprese le PMI.Per promuovere e favorire la partecipazione delle PMI si ricorrerà a misure di stimolo tecnologico basandosi sull'esperienza acquisita in ambito Craft e a premi di fattibilità.Il programma sarà attuato in stretta collaborazione con gli altri programmi specifici, segnatamente quelli in materia di «Tecnologie industriali e materiali», «Energia non nucleare», «Agricoltura e pesca», «Misure e prove», «Trasporti», «Ricerca socioeconomica finalizzata», «Telematica» e «Scienze e tecnologie marine».Infine, nei settori di sua competenza, azioni complementari saranno attuate dal CCR, in particolare nelle aree A I «Cambiamento climatico e sue conseguenze sulle risorse naturali», A II «Fisica e chimica dell'atmosfera, processi biosferici e conseguenze», B II «Strumenti, tecniche e metodi di monitoraggio dell'ambiente», B III «Tecnologie e metodi per la protezione dell'ambiente» e C «Tecniche spaziali applicate al monitoraggio ed alla ricerca nel campo dell'ambiente» descritti di seguito (1).A. RICERCA SULL'AMBIENTE NATURALE, LA QUALITÀ DELL'AMBIENTE E IL CAMBIAMENTO GLOBALE Settore I: Cambiamento climatico e sue conseguenze sulle risorse naturali 1. Processi dinamici nel sistema climaticoObiettivia) Favorire una migliore comprensione e descrizione dei processi fondamentali del sistema climatico, in particolare per quanto riguarda le influenze reciproce su scala mondiale e regionale.b) Migliorare i modelli climatici, tenendo conto e integrandovi una migliore conoscenza dei processi fondamentali del clima.Attività di ricerca1. Analisi e descrizione delle interazioni tra atmosfera e superficie terrestre e del loro ruolo nel ciclo idrologico, in particolare a livello regionale.2. Analisi e descrizione delle interazioni tra processi atmosferici e circolazione oceanica.3. Analisi e descrizione delle interazioni tra atmosfera, criosfera e oceani e rispettivo ruolo nel sistema climatico.4. Studi sugli accoppiamenti radiativi, ivi compreso il ruolo dei gas ad effetto serra, delle nubi e della loro dinamica, e degli aerosol.5. Cicli globali dei gas ad effetto serra, loro bilancio atmosferico e loro flussi e trasformazioni negli oceani, nella biosfera e nella litosfera.2. Il sistema climatico nel passatoObiettivoContribuire alla ricostruzione ad alta risoluzione delle condizioni climatiche e ambientali legate al clima, per arricchire la documentazione e migliorare la comprensione delle modalità di funzionamento del sistema climatico.Attività di ricerca1. Ricostruzione, su scala globale e regionale, delle condizioni climatiche e ambientali durante gli ultimi cicli climatici (+/  250 000 anni).2. Carotaggi profondi in strati glaciali antichi e ricerche glaciologiche connesse; modellizzazione della reologia del ghiaccio e del flusso glaciale.3. Ricostruzione dell'evoluzione e della variabilità del clima nell'olocene ed il tardo olocene.4. Analisi della dinamica dei cambiamenti climatici e della variabilità dei climi ricostituiti.3. Modellizzazione e analisi del cambiamento climatico e della variabilità del clima.Obiettivia) Consentire di descrivere l'evoluzione e la variabilità del clima nei prossimi decenni e secoli.b) Contribuire a creare scenari ad alta risoluzione relativi ai cambiamenti climatici e ambientali, per utilizzarli nella previsione degli impatti del cambiamento climatico.Per realizzare questi obiettivi, saranno associati i centri europei di modellizzazione del clima onde consentire ai gruppi scientifici di accedere ai modelli e agli strumenti più perfezionati.Attività di ricerca1. Sviluppo e convalida di modelli climatici perfezionati.2. Analisi e descrizione del clima attuale e della sua variabilità mediante dati a scala globale e regionale; assimilazione dinamica di dati ed altre tecniche di analisi avanzate.3. Analisi della variabilità del clima prevista dagli attuali modelli climatici; sviluppo e applicazione di adeguati metodi statistici per convalidare le previsioni derivanti dai modelli rispetto ai dati reali.4. Sviluppo di modelli per la previsione stagionale di parametri climatici, compresi i modelli per la previsione stagionale dei fenomeni estremi (precipitazioni, siccità); elaborazione di metodi per la convalida dei modelli.5. Sviluppo di metodi di riduzione di scala (downscaling) per giungere ad una simulazione corretta della variabilità del tempo atmosferico (ad esempio, delle precipitazioni), garantendo un'elevata risoluzione in termini spaziali e temporali. Perfezionamento delle previsioni riguardanti le variazioni nel tipo, nella distribuzione e nella frequenza dei fenomeni meteorologici estremi.6. Studio delle retroazioni delle trasformazioni ambientali a lungo termine (decenni/secoli) sul sistema climatico, con particolare riguardo alle trasformazioni della biosfera e del ciclo idrologico.7. Studi dei cambiamenti del livello medio dei mari, dei dati statistici sui livelli dei mari, delle tempeste e delle inondazioni, soprattutto per le zone più esposte a quest'ultimo fenomeno.4. Ripercussioni sulle risorse naturaliObiettivoValutare le reazioni più importanti e la resilienza delle risorse naturali confrontate alle pressioni antropiche e al cambiamento e alla variabilità del clima.4.1. Risorse idriche in EuropaObiettivoFornire una valutazione completa delle risorse idriche superficiali e sotterranee, sviluppando strategie per la loro gestione futura.Attività di ricerca1. Valutazione della risposta delle risorse idriche rispetto al cambiamento, alla variabilità del clima e ad uno sfruttamento più intensivo; probabile evoluzione delle risorse stesse.2. Elaborazione di metodi volti a stimare, prevedere e aumentare la disponibilità di risorse idriche in seguito alle trasformazioni ambientali, in particolare nelle regioni in cui si può prevedere una divergenza tra la disponibilità e la domanda d'acqua.3. Sviluppo di tecniche volte a rispristinare e migliorare le riserve idriche sotterranee.4. Valutazione delle conseguenze di una variazione del livello del mare sull'approvvigionamento di acqua nelle regioni costiere e rispetto ad altri fattori.5. Valutazione e convalida di tecniche e metodi di gestione integrati.6. Sviluppo di tecniche destinate a ripristinare la qualità delle acque superficiali e sotterranee impoverite dall'inquinamento, a seguito di pratiche agricole e di un utilizzo inadeguato dei terreni.4.2. Agricoltura, foreste e ambiente naturaleObiettivoStudiare e valutare i probabili effetti del cambiamento climatico e di altre trasformazioni ambientali sulle colture, sulle foreste e su altri ecosistemi terrestri, e le loro conseguenze per le corrispondenti risorse della biosfera in Europa; fornire la base per valutare l'impatto socio-economico delle conseguenze in questione.Attività di ricerca1. Analisi e descrizione dell'impatto a lungo termine del cambiamento climatico e di altri fattori antropici sulla vegetazione naturale e sulla produttività agricola in Europa.2. Elaborazione, convalida e applicazione dei modelli meccanistici regionali che descrivono gli effetti di un cambiamento climatico e dei parametri legati al clima sulle foreste e su altri ecosistemi naturali, tenuto conto anche di altri effetti di origine antropica.3. Sviluppo dei modelli di previsione per valutare le reazioni della biodiversità alle trasformazioni ambientali a lungo termine; sviluppo della base scientifica per strategie di conservazione in situ; definizione di criteri per ottimizzare la struttura del paesaggio onde evitare estinzioni e mantenere un'adeguata diversità.4. Studio degli effetti particolari prodotti dal cambiamento climatico sulla foresta boreale e su ecosistemi marginali come la tundra e la taiga nella regione artica e subartica.5. Studi integrati sugli effetti del clima e dei fattori antropici sugli ecosistemi di montagna e creazione di relazioni che consentano di valutare l'impatto socioeconomico.6. Studio dell'evoluzione dei rischi di inondazione e di smottamento dei terreni in zone accidentate (ad esempio nelle Alpi), rischi legati segnatamente alle conseguenze di un diverso utilizzo del suolo e di un cambiamento nella coltre di neve e di ghiaccio.7. Elaborazione di modelli destinati a valutare gli impatti potenziali sull'ambiente e sulla salute di un'emissione più elevata di radiazioni UV-B.8. Valutazione della maniera in cui l'utilizzo dei terreni - attraverso attività quali la silvicoltura, le pratiche agricole, l'urbanizzazione, la raccolta e il trattamento dei rifiuti, il drenaggio delle acque, la concentrazione di attività industriali specifiche nelle regioni costiere, il turismo, le attività del genio civile - può influenzare l'eutrofizzazione e l'inquinamento degli ecosistemi acquatici.9. Elaborazione di strategie per attenuare e gestire i cambiamenti previsti.4.3. Risorse terrestri e minaccia di desertificazione in EuropaObiettivia) Garantire un approccio integrato alla comprensione del processo di desertificazione in Europa nell'ambito del cambiamento climatico. L'approccio terrà in considerazione il sistema complesso dei vari fattori interdipendenti che portano al degrado delle risorse terrestri in zone sensibili alla desertificazione.b) Sviluppare i fondamenti scientifici per una gestione razionale delle risorse terrestri in determinate zone europee minacciate o colpite dalla desertificazione.Attività di ricerca1. Ricerca integrata che consenta di valutare qualitativamente e quantitativamente il ruolo relativo dei vari processi - di origine climatica, idrologica, biologica e legati al suolo - che intervengono nella desertificazione.2. Modellizzazione della dinamica complessa dei vari processi interessati, a varie scale spaziali e temporali, in sistemi desertificati o sensibili alla desertificazione, ivi comprese le ripercussioni sul clima, onde prevedere l'evoluzione del fenomeno.3. Elaborazione di insiemi di dati adeguati che permettano di rilevare eventuali cambiamenti e di convalidare i modelli; individuazione degli indici di desertificazione potenziale.4. Elaborazione e perfezionamento delle misure e delle strategie di lotta per controllare e ridurre il degrado delle risorse terrestri in zone sensibili alla desertificazione, e valutazione degli interventi tecnologici indispensabili.Settore II: Fisicia e chimica dell'atmosfera; processi biosferici e conseguenze II.1. Fisica e chimica dell'atmosferaObiettivia) Comprendere e prevedere i processi che contribuiscono a ridurre la fascia di ozono nella stratosfera.b) Comprendere e quantificare i processi chimici che avvengono nella troposfera; valutare il contributo dei processi regionali (su scala europea) alle trasformazioni ambientali a livello di emisfero e di globo.Temi di ricerca1) Chimica della stratosfera e riduzione della fascia di ozono1. Raccolta di dati, interpretazione e modellizzazione della dinamica e dell'evoluzione della composizione chimica della bassa stratosfera alle medie e alte latitudini dell'emisfero settentrionale; rilevamento dell'inizio e dell'estensione delle perturbazioni di origine chimica e della riduzione dell'ozono da esse provocata; rappresentazione cartografica dell'evoluzione della concentrazione dell'ozono e dei componenti in tracce nella bassa stratosfera in funzione del tempo e dello spazio; valutazione delle ripercussioni del trasporto d'aria contaminata chimicamente verso latitudini più basse.2. Comprensione e modellizzazione dei processi omogenei ed eterogenei che influenzano la ripartizione e la distribuzione nella stratosfera dei radicali attivi degli alogeni, dell'azoto e dell'idrogeno; studio della dinamica e della composizione dell'aria nella bassa stratosfera; valutazione della distribuzione e dell'evoluzione delle radiazioni solari ultraviolette in Europa; valutazione degli scambi tra troposfera e stratosfera.2) Fisica e chimica della troposfera1. Capacità di autodepurazione dell'atmosfera; studio dei processi chimici e meteorologici che determinano le concentrazioni dei componenti ossidanti quali i radicali ossidrile e l'ozono, compresi gli effetti dei gas di scarico emessi dagli aerei sul livello di ozono contenuto nell'atmosfera e quelli delle emissioni nel bacino mediterraneo sulla troposfera libera di altre regioni.2. Individuazione delle origini e delle modifiche a livello fisico e chimico delle particelle di aerosol nell'atmosfera e loro interazione con le nubi; studi sulle proprietà e sulla chimica delle nubi.3. Valutazione quantitativa del ruolo svolto dalle emissioni naturali nella chimica atmosferica; emissione di componenti organici volatili da parte della vegetazione e loro contributo alla formazione di ozono, liberazione di componenti solforosi durante le attività biologiche dell'ambiente marino ed emissione biologica di azoto in forma ridotta e ossidata (protossido di azoto e ossido nitroso); valutazione delle conseguenze delle emissioni provocate dai combustibili fossili, ad esempio ricorrendo agli impianti tipo camera di fumigazione Euphore (Fotoreattore europeo).4. Caratterizzazione di «segnali chimici di allarme» che mettano in evidenza il cambiamento globale nell'atmofera, come la riduzione dell'ozono troposferico nell'Artico e le concentrazioni elevate di biossido di azoto e di acido nitroso nelle città durante la stagione invernale.II.2. Processi biosfericiObiettivia) Capire i processi che avvengono negli ecosistemi terrestri, acquatici e costieri e comprendere come e in che misura essi risentono delle trasformazioni ambientali (compresi gli effetti delle radiazioni UV-B e degli inquinanti atmosferici).b) Capire il ruolo svolto dalla biodiversità negli ecosistemi; comprendere i meccanismi che regolano il mantenimento e l'evoluzione della biodiversità e le influenze che le trasformazioni ambientali esercitano su tali meccanismi.Attività di ricerca1) Funzionamento degli ecosistemi1. Analisi dei processi che intervengono negli ecosistemi; individuazione delle perturbazioni che detti processi subiscono in seguito ai cambiamenti dei fattori ambientali, tenendo conto della loro variabilità spaziale e temporale.Si dovrà porre l'accento sui flussi di elementi chimici, di acqua e di energia all'interno degli ecosistemi e tra di essi (ad esempio tra ecosistemi terrestri e costieri), sui meccanismi fisico-chimici e biologici che determinano questi flussi, in particolare il ciclo della materia organica, nonché sui processi di retroazione (ad esempio, quelli che controllano le emissioni gassose liberate nell'atmosfera dagli ecosistemi, l'assorbimento e l'emissione di carbonio, ecc.).2. Quantificazione dei flussi di inquinanti organici e inorganici all'interno degli ecosistemi e tra di essi; analisi del comportamento e della trasformazione di questi inquinanti e loro effetto sui processi che avvengono negli ecosistemi.3. Formulazione degli indicatori relativi alle ripercussioni sull'ambiente dei vari inquinanti e gas ad effetto serra, eventualmente differenziati per regione, per orientare le scelte tecnologiche e la strategia per la riduzione degli inquinanti in caso di scambio tra le emissioni. La ricerca in quest'ambito potrebbe contribuire a definire indicatori in grado di evidenziare la riduzione dei vari inquinanti.4. Studio dei fattori che determinano la stabilità delle strutture degli ecosistemi, il loro adattamento e la loro resistenza alle trasformazioni ambientali.5. Valutazione degli effetti dei fattori ambientali sui principali processi biologici delle piante e delle popolazioni microbiche.6. Sviluppo di metodi di analisi funzionali per la gestione integrata di habitat selezionati e di ecosistemi.7. Individuazione e comparazione delle interazioni e dei legami tra diversi fenomeni dei processi ed effetti, sia su scala regionale che locale, quali quelli tra l'eutrofizzazione, gli inquinanti e le variazioni nell'utilizzo dei terreni. Impatto dei processi fisici in situazioni contrastate.2) Modifiche dei processi causati dalle radiazioni UV-B (2)1. Migliorare la precisione nella definizione delle relazioni tra dose della radiazione UV, in funzione della lunghezza d'onda e della risposta, nei casi degli effetti più significativi.2. Identificazione dei meccanismi che controllano l'addattamento, la tolleranza e la suscettibilità degli esseri viventi, sia a livello di genotipo che di fenotipo.3. Quantificazione delle sinergie e degli antagonismi tra radiazioni UV-B e altri fattori che caratterizzano il cambiamento ambientale come l'aumento della temperatura e del livello di CO2.4. Valutazione della catena di effetti secondari dovuti alle radiazioni UV-B sui processi che avvengono negli ecosistemi e sui cicli biogeochimici, ad esempio cambiamento della composizione, delle associazioni di specie, della velocità di decomposizione della lettiera, ecc.3) Biodiversità e trasformazioni ambientali (3)1. Analisi del ruolo svolto dalla biodiversità nel mantenere la struttura, la funzione e la stabilità degli ecosistemi.2. Comprensione dei meccanismi che adeguano la biodiversità ai vari livelli di organizzazione (molecola, gene, specie, popolazione, comunità); valutazione dell'impatto dei fattori naturali e antropici su tali meccanismi di adattamento e sulla stessa biodiversità.Settore III: Dimensione umana delle trasformazioni ambientali 1) Cause ed effetti socioeconomici delle trasformazioni ambientaliObiettivia) Comprendere i principali fattori sociali ed economici che caratterizzano le trasformazioni ambientali su scala europea e mondiale.b) Valutare i rischi e le ripercussioni principali che le trasformazioni ambientali presentano per l'economia e la società, soprattutto nel contesto dell'Unione europea.Attività di ricerca1. Analizzare il contributo relativo apportato dalle principali attività economiche e dai comportamenti sociali alle trasformazioni ambientali in Europa e nel mondo; elaborare indici di pressione ambientale adeguati e modelli relativi alle interazioni critiche che portano al degrado ambientale.2. Valutare l'importanza delle ripercussioni delle trasformazioni ambientali sulla società e sui settori economici principali quali l'agricoltura, l'allevamento, l'industria, i trasporti e il turismo, con particolare riferimento a regioni vulnerabili dal punto di vista ambientale e sociale (ad esempio, le regioni costiere, le zone urbane, o le regioni con elevato tasso di disoccupazione); sviluppare misure d'impatto socioeconomico come i danni e gli «avoidance cost»; concetto del «consenso a pagare»; indicatori della qualità della vita, ecc.2) Le risposte economiche e sociali ai problemi ambientaliObiettivia) Individuare e valutare le possibili opzioni nell'ambito delle azioni sociali ed economiche volte a dare una risposta a situazioni ambientali critiche.b) Elaborare criteri economici e sociali che consentano di valutare i progressi registrati nella realizzazione dello sviluppo sostenibile.Attività di ricerca1. Definire indicatori quantitativi della«sostenibilità ambientale», ai livelli spaziali e temporali adeguati e nei settori economici fondamentali, facendo riferimento alle risorse globali di capitale naturale e umano, alla capacità ecologica di supporto (compresa la diversità ecologica e il funzionamento degli ecosistemi), all'efficacia dei materiali e all'impiego dell'energia (metabolismo industriale); questo incorporando anche considerazioni etiche relative all'ambiente (ad esempio, equità tra le generazioni presenti e verso quelle future).2. Sviluppare gli strumenti necessari a valutare e comparare i vari strumenti di politica ambientale.3. Sviluppare approcci metodologici che consentano di incorporare i costi e i benefici ambientali negli indicatori di «performance» economica; definire gli approcci essenziali riguardanti l'applicazione dei sistemi di contabilità a vari livelli adattati tenendo conto dei fattori ambientali; perfezionare le tecniche destinate ad internalizzare i costi ambientali; valutare le ipotesi e le implicazioni etiche, mettendo al contempo in evidenza sistemi alternativi di valutazione ambientale.4. Garantire un sostegno per ridurre le barriere metodologiche, politiche ed istituzionali onde assicurare una gestione preventiva dell'ambiente: a tal fine, da un lato, vanno sviluppate tecniche adeguate che consentano di integrare gli aspetti ambientali nelle principali politiche settoriali come l'agricoltura, gli aiuti allo sviluppo, l'energia, i trasporti e, dall'altro, occorre aumentare l'efficienza economica e potenziare le basi scientifiche degli strumenti di regolamentazione nel settore ambientale (ad esempio, incentivi economici, strumenti finanziari, quote d'inquinamento negoziabili), la promulgazione e la qualità delle norme ambientali, ecc.3) Integrazione delle conoscenze scientifiche e delle considerazioni sociali ed economiche nella formulazione delle politiche ambientaliObiettivia) Definire impostazioni generali ed interdisciplinari tese a rendere ottimale la combinazione tra valutazione scientifica e valutazione socioeconomica dei rischi per quanto riguarda la gestione dei rischi ambientali.b) Analizzare ed intensificare l'utilizzo delle conoscenze scientifiche ed elaborare metodi per affrontare l'incertezza nella definizione delle politiche ambientali.c) Rafforzare le capacità di utilizzazione dei dati statistici ambientali per valutare meglio le cause delle trasformazioni ambientali.Attività di ricerca1. Sviluppare nuovi approcci che integrino parametri scientifici e socioeconomici nella gestione dei rischi naturali e tecnologici. Intraprendere studi di casi specifici sui problemi complessi riguardanti vari comparti ambientali, onde esaminare e migliorare la gestione integrata dei rischi a livello locale e regionale (ad esempio, bacino mediterraneo, zone umide, regioni alpine, ambiente urbano, rifiuti e problemi legati alla gestione delle acque).2. Valutare e perfezionare i metodi e le procedure relative all'utilizzo delle conoscenze scientifiche per formulare, realizzare e valutare le politiche ambientali e altre politiche settoriali; esaminare approcci alternativi che tengano conto dell'incertezza scientifica nella definizione delle politiche, tenendo presenti i principi ambientali fondamentali quali il principio di precauzione.3. Elaborazione di modelli per stabilire legami tra i danni ambientali e le altre variabili fisiche e socioeconomiche pertinenti. A tal fine si dovrà perfezionare la progettazione e la definizione dei sistemi informativi riguardanti i danni ambientali e delle tecniche destinate a integrare i dati ambientali.B. TECNOLGIE PER L'AMBIENTE Settore I: Sviluppo sostenibile e trasformazioni tecnologiche Obiettivia) Comprendere i parametri chiave dello sviluppo tecnologico sostenibile rispetto all'ambiente e alle sue interazioni con la competitività e l'occupazione nell'Unione europea.b) Sviluppare metodologie per valutare e incentivare al massimo il contributo della RST allo sviluppo sostenibile.Attività di ricerca1. Formulare e applicare criteri (economici, di regolamentazione, di potenziale occupazionale, di accettazione sociale) per definire tecnologie che presentino un vantaggio competitivo a seguito di un miglioramento ambientale; questo attraverso mezzi innovativi «generali», come la massima riduzione dei materiali, una migliore progettazione dei prodotti, ecc., oppure attraverso la valutazione sistematica delle possibili risposte tecnologiche a problemi centrali riguardanti l'ambiente (ad esempio, il surriscaldamento del pianeta, la riduzione della fascia dell'ozono, la minor biodiversità, la scarsità di acqua, il degrado dei suoli, ecc.).2. Sviluppare metodi per la valutazione del rapporto costi-rischi-benefici delle tecnologie che hanno impatti notevoli sull'ambiente, compresi approcci integrati di valutazione di processi e di prodotti a livello regionale (tra gli altri, analisi costi-benefici, eco-audit, valutazione cumulativa dell'impatto ambientale, metabolismo industriale/analisi del ciclo di vita, processi di re-ingegneria); prevedere criteri di sostenibilità nella formulazione, valutazione e utilizzo delle attività europee di RST.3. Chiarire i collegamenti esistenti tra le preferenze sociali fondate su considerazioni ambientali ed i cambiamenti tecnologici (ad esempio, accettazione sociale delle tecnologie, preferenza per i prodotti «verdi»); conseguenze delle nuove idee nel campo della tutela ambientale, quali la gestione del ciclo di vita, l'estensione della responsabilità del produttore, ecc.; elaborazione di indicatori congiunti di prestazione ambientale/commerciale; studio dei casi in cui l'approccio allo sviluppo sostenibile al livello delle imprese si è rivelato positivo.4. Chiarire i legami esistenti tra vari tipi di strumenti di politica ambientale (legislazione, strumenti economici) e loro influenza sullo sviluppo tecnologico.Settore II: Strumenti, tecniche e metodi per il monitoraggio dell'ambiente Obiettivia) Contribuire a mettere a punto e perfezionare metodi di analisi e di monitoraggio per alcuni comparti ambientali, onde garantire un miglior controllo e previsione delle trasformazioni ambientali.Questo contributo verrà fornito in due forme: (a) Azioni concertate che coinvolgano gli utilizzatori potenziali e i produttori di strumenti, il CCR per i settori di sua competenza, e il programma di RST «Prove e misure»; le azioni in questione saranno tese a individuare le esigenze degli utilizzatori potenziali e a orientare i lavori di sviluppo. (b) Progetti complementari di RST nei settori non contemplati dal programma di RST «Prove e misure».b) Mettere a punto metodi e procedure per individuare ed esaminare le conseguenze delle trasformazioni ambientali (per l'ambiente terrestre e costiero).Gli obiettivi in questione sono tesi anche a rispondere alle esigenze dell'Agenzia europea dell'ambiente.Attività di ricerca1. Contribuire alla realizzazione di strumenti a risposta rapida e ad alta sensibilità per misurare - a livello del suolo o aereo - i componenti in tracce dell'atmosfera che danno vita a importanti fenomeni ambientali (riduzione della fascia di ozono, mutamenti nelle radiazioni UV, reazioni fotochimiche, ecc.).2. Contribuire all'elaborazione di metodi di analisi per individuare e misurare alcune sostanze organiche presenti nelle acque reflue di origine industriale.3. Contribuire alla realizzazione di biosensori da utilizzare nel monitoraggio dell'ambiente nei casi in cui i metodi tradizionali siano insufficienti, ad esempio dal punto di vista della sensibilità, selettività, precisione, affidabilità, preparazione dei campioni, monitoraggio on line, redditività economica.4. Elaborare e convalidare metodi e procedure terrestri, aerei e spaziali per individuare precocemente i cambiamenti dell'ambiente continentale e costiero e studiarne l'evoluzione.5. Mettere a punto nuove tecnologie per migliorare la dosimetria delle radiazioni UV-B.6. Elaborare nuovi metodi di archeometria ambientale per ricostruire le condizioni ambientali del passato.Settore III: Tecnologie e metodi per la tutela dell'ambiente Obiettivia) Mettere a punto metodi per individuare, stimare, valutare comparativamente e gestire i rischi per l'ambiente, le risorse naturali e la salute umana derivanti dai processi industriali (attività usuali e incidenti) e da certi prodotti (compresi quelli chimici).b) Contribuire a sviluppare prodotti industriali e sintetici che presentino meno rischi per l'ambiente; contribuire ad elaborare, perfezionare e applicare tutte le tecnologie per l'ambiente, da quelle preventive a quelle curative.Questo contributo assumerà: (a) la forma di azioni concertate che coinvolgano il settore scientifico responsabile dell'analisi dei rischi ambientali, le imprese incaricate di sviluppare le tecnologie, le imprese suscettibili di godere degli sviluppi tecnologici, il CCR per i settori di sua competenza, il legislatore e il programma di RST «Tecnologie industriali e dei materiali» e, (b) la forma di progetti complementari di RST nei settori non contemplati dal programma «Tecnologie industriali e dei materiali».Attività di ricerca1) Metodi di valutazione e di gestione dei rischi1. Perfezionamento dei metodi per la valutazione dell'esposizione ai rischi e dei pericoli per la salute e l'ambiente rappresentati dai prodotti chimici (in particolare, indicatori precoci di esposizione); elaborazione di metodi per valutare adeguatamente gli effetti, compresi quelli destinati a sostituire le prove sugli animali. Questa attività di ricerca riguarderà anche la previsione dell'esposizione. Tra gli elementi principali delle azioni figurano la convalida dei metodi esistenti di valutazione e prova migliorando la qualità dei dati utilizzati e delle ipotesi scientifiche. Ciò vale soprattutto per la validità delle estrapolazioni, ad esempio prove in vitro rispetto a prove in vivo, modello animale rispetto a modello umano, test di laboratorio rispetto a indagini sul campo, dosi elevate rispetto a dosi basse, popolazioni particolari rispetto a popolazione generale, popolazione generale rispetto a gruppi vulnerabili, esposizione ad un solo componente rispetto all'esposizione ad un miscela di prodotti chimici.Si provvederà a garantire la coerenza tra queste azioni di ricerca e quelle condotte nell'ambito del programma «Scienza e tecnologie della vita», nonché con le attività del Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi (CVMA) del CCR.2. Elaborazione di metododologie per l'analisi dei cicli di vita completi dei prodotti industriali e sintetici, dei loro effetti sulle risorse naturali, sul consumo energetico e sull'ambiente nelle varie fasi della loro vita, dallo stadio di materia prima alla fabbricazione fino all'utilizzo finale dei prodotti e alla loro eliminazione sotto forma di rifiuti. Sviluppo di metodologie che consentano di comparare l'impatto dei prodotti sostitutivi.Elaborazione di metodologie per valutare l'impatto dei processi industriali sull'ambiente, sulle risorse naturali e sul consumo energetico. Sviluppo di metodologie che consentano di comparare l'impatto dei processi industriali alternativi.Il caso dell'inquinamenteo atmosferico rappresenterà un esempio per integrare tutti gli aspetti citati in precedenza in un paradigma di gestione del rischio per il controllo della qualità dell'aria, dalla caratterizzazione delle emissioni alla valutazione dell'esposizione e degli effetti, il biomonitoraggio e l'analisi del rischio fino alla messa a punto di misure di controllo.3. Migliore comprensione dei meccanismi che causano l'emissione accidentale, da parte dell'industria, di prodotti nocivi per l'ambiente o per la salute umana; realizzazione di sistemi di gestione della sicurezza e di attenuazione degli effetti. La ricerca andrebbe orientata in via prioritaria verso i materiali e i sistemi di produzione che, data la loro elevata tossicità, il loro utilizzo su larga scala nell'industria o le loro proprietà fisiche (ad esempio, tendenza a formare nubi che rimangono vicino al suolo), sono all'origine di rischi che si manifestano a distanza dalla fonte. I lavori nell'ambito di questa attività saranno connessi con la politica dell'UE in materia di prevenzione degli incidenti industriali e sul posto di lavoro.2) Tecnologie per la protezione e il ripristino dell'ambiente1. Contribuire allo sviluppo e al perfezionamento di processi e prodotti industriali al fine di evitare o ridurre al massimo l'impatto che essi hanno sull'ambiente.2. Contribuire all'elaborazione e al perfezionamento di tecnologie integrate per ridurre al massimo le emissioni solide, liquide e gassose. La scelta tecnologica deve essere basata su una conoscenza approfondita degli scambi tra inquinanti.3. Contribuire allo sviluppo e perfezionamento di nuove tecnologie per il riciclaggio dei materiali, compresa la loro decomposizione in materie prime riutilizzabili e il recupero dell'energia e dei rifiuti. Studio dei sistemi atti a favorire la riciclabilità dei prodotti.4. Gestione dei rifiuti pericolosi: realizzazione di processi sicuri per il trattamento dei rifiuti pericolosi, compreso il riciclaggio dei materiali o il recupero dell'energia per favorire, secondo i casi, la redditività dell'operazione. Trattamento dei residui per favorirne la detossificazione, la stabilizzazione e la discarica in condizioni di sicurezza.3) Tecnologie per la tutela e il ripristino di siti storici e industrialiIn linea con le politiche dell'Unione, sarà potenziata la ricerca a favore della protezione e della conservazione del patrimonio culturale. Diventa necessario ampliare la base scientifica per individuare e valutare le conseguenze delle tecnologie. La ricerca in quest'ambito sarà completata dalla valutazione dei fattori di rischio ambientale (compreso il turismo) riferiti a una serie di materiali, dall'elaborazione e dal perfezionamento di metodi di analisi e di misura non distruttivi e di metodi di rappresentazione cartografica dei rischi e dei danni, ecc.Il programma contribuirà anche allo sviluppo di tecnologie per il ripristino dei siti industriali contaminati e delle discariche abbandonate attraverso metodi rapidi e non invasivi per localizzare e misurare i contaminanti ed esaminare i processi di assorbimento/desorbimento, i flussi e la biodisponibilità dei contaminanti, onde definire prassi adeguate per le tecnologie di ripristino in situ.Settore IV: Tecnologie per la previsione, prevenzione e riduzione dei rischi naturali ObiettivoContribuire a realizzare metodologie e tecnologie di allerta precoce e per la riduzione e la gestione dei rischi naturali (sismi, eruzioni vulcaniche, incendi di foreste, fenomeni meteorologici e idrogeologici).Attività di ricerca1) Rischi idrogeologici1. Sviluppo e convalida di metodologie per la prevenzione delle inondazioni grazie a dati in situ e al telerilevamento (sistemi radar a satellite), ed elaborazione di metodologie per la modellizzazione della distribuzione spaziale e temporale delle precipitazioni, soprattutto in terreni complessi. Sviluppo e sperimentazione di modelli di inondazione (modelli di captazione) che comprendano anche lo studio appropriato del comportamento delle coltri di neve e di ghiaccio.2. Perfezionamento del controllo degli smottamenti del terreno e delle tecniche di allerta. Controllo e rappresentazione cartografica dei rischi di smottamento dei terreni.2) Rischio sismico1. Sviluppo di tecnologie avanzate per l'osservazione e l'analisi, in zone strategiche dal punto di vista tettonico, delle limitazioni, delle deformazioni e dei movimenti (sollecitazioni, deformazioni, spostamenti) grazie alle moderne tecnologie spaziali. Sviluppo di strumenti avanzati per localizzare e rilevare terremoti.2. Sviluppo di sensori automatici avanzati per la sorveglianza continua e il controllo, in zone strategiche dal punto di vista tettonico, di fenomeni connessi con i terremoti, che accompagnano o precedono l'attività sismica, compresi gli effetti sugli habitat umani. Integrazione e convalida di sistemi d'allerta e dei sistemi summezionati per la previsione di terremoti e maremoti. Miglioramento e armonizzazione delle struttture e dei dispositivi tecnologici per l'acquisizione, la trasmissione, l'archiviazione e lo scambio dei dati relativi ai terremoti a livello europeo.3. Perfezionamento delle basi di dati europee nel settore del rischio sismico.3) Rischio vulcanico1. Sviluppo e sperimentazione di sensori automatici per sorvegliare i fenomeni geofisici e geochimici. Sviluppo e convalida di sistemi automatici di controllo dell'attività vulcanica. Elaborazione e sperimentazione di tecniche di telerilevamento per il controllo delle nubi eruttive. Sviluppo di metodi di elaborazione dati per integrare le varie fonti d'informazioni indicate (ad esempio, dati di controllo e dati geofisici e geochimici in situ).2. Creazione di sistemi d'allerta mobili.4) Incendi di foreste1. Rappresentazione cartografica dei rischi di incendio e valutazione, attraverso il telerilevamento, dei danni provocati; modellizzazione del comportamento degli incendi; perfezionamento della base scientifica necessaria per elaborare strumenti per la gestione e la riduzione degli incendi delle foreste. Miglioramento degli indici di rischio, raccolta ed analisi dei dati statistici relativi agli incendi in questione.C. TECNICHE SPAZIALI APPLICATE AL MONITORAGGIO E ALLA RICERCA IN CAMPO AMBIENTALE Settore I: Ricerca sui metodi e progetti pilota Essendo una tecnica relativamente nuova, l'Osservazione della Terra (EO - Earth Observation) richiede ancora attività supplementari di R& S, oltre alla realizzazione di applicazioni pratiche che consentano di fornire al pubblico risultati proporzionali agli attuali investimenti effettuati nel settore spaziale.Obiettivia) Migliorare la capacità tecnologica europea in materia di elaborazione e interpretazione dei dati per l'EO.b) Sviluppare le applicazioni di dati relativi all'EO d'interesse europeo, migliorando la qualità e il rapporto costi/benefici delle informazioni che ne derivano.Attività di ricercaI progetti di ricerca devono essere incentrati sui settori applicativi inerenti alle politiche e agli interessi dell'Unione europea. Essi possono essere direttamente connessi e sostenere altre attività di ricerca del programma quadro, in particolare nel settore dell'ambiente e delle scienze e tecnologie marine.Un programma d'azione a compartecipazione finanziaria completerà l'azione del CCR, favorendo una stretta collaborazione tra i ricercatori nel settore ambientale, gli scienzati dell'EO, le imprese a valore aggiunto e i fornitori di dati sullo spazio.1) La ricerca sui metodi deve essere volta a risolvere i problemi particolari che spesso ostacolano l'utilizzo dei dati EO in applicazioni particolari; in alternativa, essa deve riguardare problemi scientifici e tecnici fondamentali inerenti a una vasta serie di applicazioni dell'EO. Ove occorra, i progetti comporteranno la partecipazione di scienziati dell'EO e di specialisti delle applicazioni.Verranno trattati gli argomenti tecnici indicati di seguito.1. Sviluppo di nuove tecniche e perfezionamento di quelle esistenti destinate ad ottenere informazioni geofisiche utili a partire dai dati EO forniti dai sensori, nuovi o esistenti. I progetti di ricerca verteranno su applicazioni specifiche, in particolare nei settori del cambiamento climatico, della gestione e della tutela ambientale, dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca.2. Sviluppo di strumenti e tecniche generali per il pretrattamento automatizzato, l'interpretazione e l'integrazione dei dati. I progetti saranno coordinati con l'attività di ricerca in materia di sistemi esperti, reti neuronali, trattamento parallelo e Sistemi d'informazione geografica (SIG) condotta all'interno del CCR. In particolare verranno sviluppati modelli e strutture di dati per i GIS e adeguati a favorire l'integrazione dei dati ricavati dall'osservazione della Terra in sistemi d'informazione statistici.3. Sostegno alla pianificazione di misure in situ e di campagne per la raccolta di dati sul campo; perfezionamento delle procedure di calibrazione e convalida dei dati.2) I progetti pilota mirano a verificare, in un contesto operativo, il rapporto costi/benefici di applicazioni selezionate per le quali si è già dimostrata la fattibilità tecnica fondamentale.In genere, i progetti pilota si fonderanno sui seguenti elementi: analisi delle esigenze operative dell'utilizzatore/collaboratore (o degli utilizzatori) e della validità delle informazioni ottenute in funzione della qualità dell'informazione; individuazione di una catena adeguata per la fornitura di dati e di schemi opportuni di elaborazione per ricavarne le informazioni necessarie; elaborazione di un piano di attuazione che metta in evidenza la stretta cooperazione con un utilizzatore collaboratore; creazione di un sistema pilota pre-operativo.Se occorre, saranno previsti contatti con le corrispondenti azioni del CCR, soprattutto nei settori della gestione ambientale, della deforestazione tropicale, della combustione della biomassa, del monitoraggio dell'agricoltura e del colore degli oceani.Si possono prevedere progetti pilota anche nell'ambito dell'istituzione del Centro per l'osservazione della Terra (CEO - Center for Earth Observation) (settori di ricerca III) per verificare le infrastrutture destinate all'elaborazione e alle gestione dei dati e per favorire la creazione di comunità coerenti di utilizzatori.Settore II: Ricerca e sviluppo nel campo delle tecnologie avanzate dei sensori La Commissione opera sia in veste di cliente che di mandatario per altri utenti, dedicando un impegno particolare allo sviluppo di servizi operativi continui. Il completamento dello sviluppo degli strumenti Vegetation e Amas, grazie alle attività delle agenzie spaziali degli Stati membri, sarà considerato un banco di prova.ObiettivoGarantire che gli strumenti spaziali di interesse per le politiche dell'Unione europea vengano definiti e messi a punto in maniera da soddisfare le richieste degli utenti, sia esistenti che potenziali.Attività di ricercaGli strumenti di interesse per le politiche dell'Unione europea potranno essere realizzati in funzione delle esigenze espresse dagli utenti. Per quanto necessario, il CCR fornirà il supporto tecnico.Settore III: Centro per l'osservazione della Terra (CEO) Un'infrastruttura terrestre efficiente è un elemento indispensabile per far sì che un gruppo sempre maggiore di utenti utilizzi al meglio i dati disponibili e per dar vita ad applicazioni operative.ObiettivoIncoraggiare l'impiego dei dati di EO attraverso una rete europea decentrata per la gestione e l'accesso ai dati spaziali.Attività di ricercaIl programma di lavoro per l'istituzione di un Centro di osservazione della Terra sarà svolto sulla base dei risultati della fase di chiarificazione del progetto, che si concluderà entro il 1994. L'attività del CEO è volta a migliorare la distribuzione e l'accesso ai dati e ai prodotti derivati, ad aumentarne l'utilizzo e ad approfondire la cooperazione tra gli utilizzatori, ad incentivare la determinazione di standards e a fornire garanzie di conformità e di qualità, a garantire un'archiviazione a lungo termine ed infine a garantire l'accesso alle reti di dati spaziali straniere.La ricerca a compartecipazione finanziaria servirà ad integrare le attività del CCR e degli Stati membri in questo settore. Tra i temi da trattare, figurano, tra gli altri:- lo sviluppo di sistemi di trasmissione di dati e di archiviazione;- la creazione di servizi per la fornitura di prodotti qualitativamente elevati ad un vasto pubblico di utilizzatori dei dati EO (per esempio, un servizio di pubblicazione destinato ad un vasto gruppo di utilizzatori);- la creazione di librerie di procedure di elaborazione dati solide, ben documentate e trasferibili al servizio di gruppi di utenti specifici;- azioni destinate ad assistere vari gruppi di utilizzatori nel coordinamento e nella definizione delle loro nuove esigenze.Oltre a ciò, i progetti pilota realizzati nell'ambito del tema A possono dare un contributo alla realizzazione e alla verifica del CEO.(1) Una descrizione più dettagliata delle attività di ricerca del CCR, stabilita in una proposta di decisione del Consiglio separata, è menzionata, per informazione, nell'allegato IV al fine di garantire la trasparenza per ciò che riguarda da loro complementarietà con le azioni indirette corrispondenti.(2) Per quanto concerne il miglioramento della dosimetria delle radiazioni UV-B dovuto a tecniche di misura perfezionate, cfr. il settore II delle Tecnologie per l'ambiente.(3) Il programma non prende in considerazione la ricerca sulla conservazione o sull'estinzione di specie o di comunità specifiche.ALLEGATO II >SPAZIO PER TABELLA>ALLEGATO III MODALITÀ DI REALIZZAZIONE DEL PROGRAMMA 1. Le modalità di partecipazione finanziaria della Comunità sono quelle previste all'allegato IV della decisione relativa al quarto programma quadro.Le modalità di partecipazione delle imprese, dei centri di ricerca e delle università nonché le modalità di diffusione dei risultati sono precisate nelle disposizioni previste all'articolo 130 J del trattato. Nell'attuazione del presente programma si applicano le precisazioni/eccezioni qui di seguito elencate.1.1. La partecipazione al programma è aperta, con il sostegno finanziario della Comunità:a) a tutti i soggetti giuridici che sono stabiliti ed esercitano abitualmente attività di RST- nella Comunità, o- in un paese terzo associato, interamente o in parte, all'attuazione del programma in questione, in seguito ad un accordo concluso tra la Comunità e il suddetto paese terzo;b) al Centro comune di ricerca.1.2. La partecipazione al programma è aperta, senza il sostegno finanziario della Comunità e a condizione che sia di utilità per le politiche comunitarie:a) per la parte A, «Ricerca sull'ambiente naturale, la qualità dell'ambiente e il cambiamento globale», a tutti i soggetti giuridici;b) per le parti B, «Tecnologie per l'ambiente», e C, «Tecnologie spaziali applicate al controllo e alla ricerca in campo ambientale»:i) ai soggetti giuridici stabiliti in un paese che abbia concluso con la Comunità un accordo di cooperazione scientifica e tecnica che riguardi azioni contemplate dal programma, a condizione che questa partecipazione sia conforme alle disposizioni dell'accordo in questione;ii) ai soggetti giuridici stabiliti in un paese europeo;iii) alle organizzazioni internazionali di ricerca.1.3. In casi debitamente specificati, la partecipazione delle organizzazioni internazionali europee potrà essere finanziata secondo modalità analoghe a quelle applicate alle organizzazioni comunitarie.1.4. Nell'attuazione del presente programma sarà eseguita una valutazione d'impatto socioeconomico dei risultati della ricerca. Se occorre, le proposte dovranno anche prevedere una valutazione degli eventuali rischi per l'ambiente connessi con le attività di ricerca proposte. Gli studi di valutazione delle ripercussioni socioeconomiche saranno condotti in stretta collaborazione con il programma «Ricerca socioeconomica finalizzata» onde garantire una valorizzazione ottimale e un ulteriore utilizzo dei risultati degli studi.2. Il presente programma è realizzato mediante azioni indirette, ossia attraverso la partecipazione finanziaria della Comunità ad attività di RST eseguite da terzi o da istituti del CCR in associazione con terzi.2.1. Azioni a compartecipazione finanziaria comprendenti le seguenti modalità:- progetti di RST svolti da imprese, da centri di ricerca e da università, compresi i consorzi di azioni integrate riuniti intorno ad un tema comune;- stimolo tecnologico mirante a incoraggiare e favorire la partecipazione delle PMI attraverso un premio riguardante la fase esplorativa di un'azione di RST - compresa la ricerca di partner - e attraverso la ricerca cooperativa. Il premio verrà concesso dopo la selezione dei progetti di proposte, da presentare in qualsiasi momento;- sostegno al finanziamento di infrastrutture o di impianti indispensabili alla realizzazione di un'azione di coordinamento (rafforzamento dell'attività di coordinamento).2.2. Azioni concertate di coordinamento, in particolare attraverso reti di concertazione dei progetti di RST già finanziati da poteri pubblici o organismi privati. L'azione concertata può svolgere anche il coordinamento necessario al funzionamento delle reti tematiche le quali, nell'ambito dei progetti di RST di azioni a compartecipazione finanziara (cfr. 2.1, primo trattino), raggruppano intorno ad uno stesso obiettivo scientifico, tecnologico o industriale produttori, utilizzatori, università e centri di ricerca.2.3. Misure di preparazione, di accompagnamento e di sostegnoObiettivoMigliorare il coordinamento, la cooperazione e lo scambio di informazioni tra i ricercatori europei; fornire assistenza per il corretto funzionamento dei programmi nazionali ed internazionali, incentivando l'uso razionale delle infrastrutture di ricerca e il trasferimento di esperienze e conoscenze; sviluppare la cooperazione internazionale.Attività di ricerca- Studi di supporto al presente programma e di preparazione di eventuali azioni future;- conferenze, seminari, workshop e altre riunioni scientifiche e tecniche, comprese le riunioni intersettoriali e multidisciplinari di coordinamento;- consulenze esterne, nonché l'accesso a basi di dati scientifici;- pubblicazioni scientifiche, compresa la diffusione, la promozione e la valorizzazione dei risultati;- studi di valutazione delle conseguenze socioeconomiche, nonché degli eventuali rischi tecnologici connessi con i progetti del presente programma;- attività di formazione nell'ambito della ricerca contemplata dal presente programma;- valutazione indipendente della gestione e delle realizzazioni delle attività del presente programma;- sviluppo della cooperazione scientifica a livello internazionale con i pasei terzi, ivi compresi i paesi in via di sviluppo, segnatamente nel campo della ricerca sul cambiamento globale;- misure di sostegno al funzionamento di reti di sensibilizzazione e di assistenza decentrata a favore delle PMI, in coordinamento con l'azione Euromanagement-audit di RST.Per concentrare gli sforzi di ricerca comunitaria e per aumentarne la risonanza nel contesto mondiale della ricerca sul cambiamento globale, le azioni di ricerca del settore rientreranno nell'ambito della rete ENRICH (European Network for Research in Global Change). L'azione svolta in questo senso sarà orientata in modo che lo sforzo di ricerca contribuisca a realizzare gli obiettivi dei programmi internazionali IGPB (International Geosphere-Biosphere Programme), WCRP (World Climate Research Programme) e HDP (Human Dimensions of Global Environmental Change Programme) e che i risultati vengano utilizzati per l'attuazione del quinto programma d'azione a favore dell'ambiente. Si terrà inoltre conto delle esigenze scientifiche emerse nel contesto della realizzazione di sistemi di osservazione planetaria: il Global Climate Observing System (GCOS) e il Global Terrestrial Observing System (GTOS). Le attività del programma saranno inoltre coordinate con quelle del programma di Scienze e tecnologie marine.Infine, il programma sarà realizzato in stretto collegamento con le corrispondenti attività del CCR, in collaborazione con gli altri programmi comunitari di ricerca, ove ciò sia richiesto, e con l'Agenzia europea per l'ambiente. Si stabiliranno anche adeguate collaborazioni con le corrispondenti attività del programma Eureka.Le attività relative alla diffusione e alla valorizzazione dei risultati condotti nell'ambito del presente programma saranno complementari a quelle realizzate dall'azione 3 e saranno attuate in stretta collaborazione con quest'ultima. I partner dei progetti di RST costituiscono reti privilegiate per la diffusione e la valorizzazione dei risultati. Esse saranno affiancate da pubblicazioni, conferenze, promozione dei risultati, studi sulle potenzialità tecnologiche ed economiche, ecc. Per assicurare una valorizzazione ottimale dei risultati, sin dall'avvio dei progetti di RST e nel successivo periodo di controllo occorre prendere in considerazione tutti i fattori in grado di favorire un ulteriore utilizzo dei risultati.2.4. Misure specifiche quali misure di standardizzazione e di creazione di strumenti a carattere generale al servizio dei centri di ricerca, delle università e delle imprese. La partecipazione della Comunità può coprire fino al 100 % dei costi di queste misure.ALLEGATO IV DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ DI RICERCA DEL CENTRO COMUNE DI RICERCA (CCR) CORRISPONDENTI AI SETTORI COPERTI DA QUESTO PROGRAMMA SPECIFICO E CHE SONO OGGETTO DELLA PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGIO PER IL PROGRAMMA DEL CCR (COM (94) 68 final - 94/0095 (CNS)) Il CCR contribuirà a promuovere la tutela dell'ambiente, in stretto collegamento con le relative azioni a compartecipazione finanziaria nei seguenti tre settori:- ambiente naturale, qualità dell'ambiente e cambiamento globale;- tecnologie per l'ambiente;- tecniche spaziali applicate al monitoraggio e alla ricerca in campo ambientale.La Comunità europea dovrebbe apportare un contributo essenziale alle azioni internazionali di ricerca sul cambiamento globale, in particolare partecipando alle iniziative intraprese dalla comunità scientifica, come il programma internazionale geosfera-biosfera (IGPB) - le attività dell'IGAC (progetto internazionale per la chimica dell'atmosfera globale), Project Office europeo (EIPO), saranno proseguite a Ispra per conto dell'IGBP - il programma mondiale di ricerca sul clima (WCRP) e il programma «Dimensione umana» (HDP).In questo contesto il Centro comune di ricerca concentrerà le sue attività di ricerca essenzialmente sui seguenti temi:- monitorraggio e studio - in particolare applicando tecniche di telerilevamento - delle interazioni biosfera-atmosfera e delle interazioni tra i processi che si sviluppano sulla terra e negli oceani e i parametri riguardanti il cambiamento climatico;- le analisi fisiche e chimiche dei processi atmosferici (in particolare, studio dello zolfo nell'atmosfera), incluso il comportamento delle emissioni biogeniche e antropogeniche. Queste attività dovrebbero prevedere iniziative sia nel campo delle misurazioni che della modellizzazione;- il monitoraggio del cambiamento del clima a livello planetario con l'ausilio del telerilevamento, grazie allo sviluppo di tecniche avanzate per l'osservazione delle terra. Quest'azione dovrebbe includere la ricerca e lo sviluppo di tecniche destinate all'utilizzazione dei dati spaziali derivati dall'osservazione via satellite, in particolare per il monitoraggio dell'ambiente marino e dei cambiamenti dell'ecosistema terrestre. Dovrebbero essere sviluppate anche una serie di tecniche avanzate (anche di carattere statistico) destinate all'impiego del nuovo sistema di osservazione della terra.Inoltre il CCR contribuirà in modo significativo alla creazione del Centro di osservazione della terra (CEO).PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO: 594PC0068(06).1In materia di osservazione della terra, la comunità scientifica e i responsabili delle decisioni hanno bisogno di dati precisi e coerenti, relativi ad un periodo lungo. Per far fronte a questa urgente esigenza, la Comunità europea dovrebbe istituire il Centro di osservazione della terra in stretta collaborazione con gli Stati membri e in associazione con l'Agenzia spaziale europea. Tale progetto mira a garantire agli utilizzatori la disponibilità costante di dati coerenti e di lungo periodo relativi all'osservazione della terra; sarà creata una rete decentrata di organismi europei interessati che riunirà in un'unica struttura gli utilizzatori, gli organismi che provvedono all'analisi tematica e i centri di elaborazione dei dati. Il CCR dovrebbe porsi come punto focale di tale rete, mentre i programmi di azioni a compartecipazione finanziaria sono destinati a sostenere le componenti nazionali della rete.Il CCR apporterà il suo contributo alla rete ENRICH mettendo a disposizione i suoi lavori scientifici sul cambiamento del clima a livello planetario.Il CCR continuerà a contribuire al miglioramento della qualità dell'ambiente, per lo più con i suoi lavori sulla qualità dell'aria e dell'acqua, e sulla valutazione dei rischi derivanti dai prodotti e dai rifiuti chimici. Si proseguiranno i lavori sulla qualità dell'aria, nonché quelli relativi allo studio dell'inquinamento da metalli in traccia.Le ricerche relative alle tecnologie innovative per la tutela dell'ambiente mireranno a:- migliorare la sicurezza industriale e la gestione dell'ambiente fornendo all'industria, agli organismi di ricerca, alle autorità pubbliche metodologie innovative (in particolare strumenti di calcolo) per la valutazione della sicurezza degli impianti chimici;- definire i meccanismi di controllo delle reazioni chimiche suscettibili di diventare incontrollabili, gli strumenti che permettono di prevedere la dispersione di prodotti chimici o infiammabili e le conseguenze di fenomeni di deflagrazione e di detonazione.