CELEX: 51997PC0348
Language: it
Date: 1997-07-02
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di borsette in cuoio originarie della Repubblica popolare cinese, decide la riscossione definitiva del corrispondente dazio antidumping provvisorio e chiude il procedimento relativamente alle importazioni di borsette in materie plastiche e in materie tessili originarie della Repubblica popolare cinese

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
  1
    •!'•!! H'                                                 Bruxelles, 02.07.1997
                                                              COM(97) 348 def.
Ì /-Kl*
    ••ii
                                                  Proposta di
                                  REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
              che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di borsette in cuoio
                originarie della Repubblica popolare cinese, decide la riscossione definitiva del
                     corrispondente dazio antidumping provvisorio e chiude il procedimento
               relativamente alle importazioni di borsette in materie plastiche e in materie tessili
                                   originarie della Repubblica popolare cinese
                                        (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                      RELAZIONE
Oggetto:      Procedimento antidumping relativo alle importazioni di borsette
              originarie della Repubblica popolare cinese
1.  Trasmettiamo in allegato una proposta di regolamento dèi Consiglio che istituisce
    misure antidumping definitive sulle importazioni di borsette in cuoio originarie
    della Repubblica popolare cinese e chiude il procedimento per quanto riguarda le
    importazioni di borsette in materie plastiche e tessili.
2.  H procedimento antidumping è stato iniziato su richiesta dell'industria comunitaria
    (CEDIM) e aperto dalla Commissione nel maggio 1996. I prodotti oggetto del
    procedimento erano le borsette in cuoio, in materie plastiche e in materie tessili,
    che costituivano un unico prodotto in questione.
3.  La Commissione ha imposto misure antidumping provvisorie sul prodotto in
    questione nel febbraio 1997, dopo aver accertato che le importazioni in dumping
    delle borsette originarie della Repubblica popolare cinese aveano arrecato un
    pregiudizio grave all'industria comunitaria.
4.  Ih seguito all'inchiesta dei servizi della Commissione è stato stabilito che vi sono
    due diversi prodotti in questione: da un lato, le borsette in cuoio, e, dall'altro, le
    borsette in materie plastiche e in materie tessili. Prendendo in considerazione i due
    prodotti separatamente, è stato accertato che l'industria comunitaria ha subito un
    pregiudizio grave in seguito alle importazioni in dumping sia delle borsette in
    cuoio, che delle borsette in materie plastiche e in materie tessili originarie della
    Repubblica popolare cinese.
 ---pagebreak--- 5. I servizi della Commissione hanno inoltre accertato che mentre nell'interesse della
   Comunità occorre adottare misure di difesa relativamente alle borsette in cuoio, vi
   sono valide ragioni per non imporre dazi antidumping definitivi sulle importazioni
   di borsette in materie plastiche e in materie tessili originarie della Repubblica
   popolare cinese.
6. Alla luce delle risultanze suesposte, si ritiene che si dovrebbero istituire misure
   antidumping definitive relativamente alle borsette in cuoio e che il procedimento
   dovrebbe essere chiuso senza imposizione di misure antidumping definitive per
   quantoriguardale borsette in materie plastiche e in materie tessili.
 ---pagebreak---                            Regolamento (CE) n      797 del Consiglio
                                               del
che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di borsette in cuoio
    originarie della Repubblica popolare cinese, decide la riscossione definitiva del
        corrispondente dazio antidumping provvisorio e chiude il procedimento
   relativamente alle importazioni di borsette in materie plastiche e in materie tessili
                         originarie della Repubblica popolare cinese
Il Consiglio dell'Unione europea,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, in particolare l'articolo 9, paragrafi 2 e 4 e l'articolo 10, paragrafo 2.
vista la proposta presentata dalla Commissione sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
 1
     GU n. L 56 del 6.3.1996, pag. 1.
                                                   4i
 ---pagebreak---                                 A.     MISURE PROVVISORIE
  (1)    Con il regolamento (CE) n. 209/972 la Commissione ha istituito un dazio
         antidumping provvisorio sulle importazioni netta Comunità di borsette originarie
         della Repubblica popolare cinese, classificate ai codici NC 4202 21 00 (cuoio),
        4202 22 10 (materie plastiche) e 4202 22 90 (materie tessili).
                        B.    FASE SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO
 (2)    Dopo l'istituzione del dazio antidumping provvisorio, le parti interessate che ne
        hanno fatto richiesta hanno ottenuto l'opportunità di essere intese dalla
        Commissione. Alcune di esse hanno inoltre presentato osservazioni per iscritto
        rendendo noto il loro punto di vista sulle risultanze.
 (3)    I servizi della Commissione hanno esaminato ulteriori aspetti dell'interesse della
        Comunità e hanno raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie ai
        fini delle risultanze definitive. Visto il numero rilevante di parti che si sono
        manifestate ben oltre la scadenza del termine e dati gli argomenti presentati dalle
        parti interessate ad uno stadio alquanto avanzato dell'inchiesta e immediatamente
        dopo l'istituzione delle misure provvisorie, in via eccezionale la Commissione ha
        accettato di includere dette parti nell'inchiesta relativa all'interesse della
        Comunità,
2
     GU n. L 33 del 4.2.1997, pag. 11.
 ---pagebreak--- (4) Le parti che ne hanno fatto richiesta sono state informate per iscritto dei fatti e
    delle considerazioni essenziali in base ai quali si intendeva raccomandare
    l'istituzione di dazi definitivi e la riscossione definitiva degli importi depositati a
    titolo di dazio provvisorio relativamente alle borsette in cuoio, nonché chiudere il
    procedimento relativamente alle borsette in materie plastiche e in materie tessili.
(5) Le osservazioni presentate oralmente e per iscritto dalle parti sono state esaminate
    e, se del caso, le risultanze della Commissione sono state modificate di
    conseguenza.
                                C.     Sostegno alla denuncia
(6) Alcune parti interessate hanno asserito che la denuncia non era sostenuta da una
    proporzione maggioritaria della produzione comunitaria totale in quanto non vi
    erano prove del fatto che i singoli produttori che rappresentano una proporzione
    maggioritaria di tale produzione sostenessero la denuncia. Esse hanno inoltre
    rilevato che l'opposizione di diverse associazioni nazionali comprometteva la
    rappresentatività del denunziarne.
(7) In base ad un esame effettuato prima dell'apertura del procedimento è stato
    stabilito che le associazioni nazionali di Belgio, Francia, Grecia, Italia, Portogallo,
    Spagna e Regnò Unito sostenevano la denuncia. La produzione dei loro membri
    rappresenta una proporzione maggioritaria (70% circa) della produzione
    comunitaria totale ai sensi dell'articolo 5, paragrafo 4 del regolamento (CE)
    n. 384/96 del Consiglio (in appresso "regolamento di base").
 ---pagebreak--- (8)   D sostegno dei membri delle associazioni nazionali (ossia delle singole società) è
      stato ottenuto dal CEDIM tràmite le associazioni nazionali sopracitate, che hanno
      la capacità giuridica di rappresentare i loro membri.
(9)  Prima dell'avvio dell'inchiesta non è stata registrata nessuna opposizione in
     quanto altre tre associazioni nazionali aderenti al CEDIM (quelle di Austria,
     Germania e Paesi Bassi) hanno convenuto in seno al CEDIM di non esprimere
     opposizione alla denuncia. Infine, nessuna società o associazione nazionale dei
     restanti cinque Stati membri (Danimarca, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo e
     Svezia) ha espresso opposizione alla denuncia.
(10) Dopo l'apertura del procedimento l'associazione britannica ha deciso diritirareil
     suo sostegno. Le associazioni austriaca, tedesca e olandese, che inizialmente si
     erano astenute, hanno deciso di opporsi al procedimento. Questo cambiamento di
     posizione non può rimettere in questione retroattivamente la validità dell'apertura
     del procedimento. Data la limitata produzione di questi paesi (meno del 7% della
     produzione comunitaria totale), tale opposizione non pregiudica il fatto che il
     denunziarne continua a rappresentare una proporzione maggioritaria della
     produzione comunitaria totale.
(11) Infine, quasi tutte le società che hanno espresso opposizione al procedimento sono
     importatori e rivenditori di borsette, che non producono il prodotto in questione.
     La loro opposizione è pertanto irrilevante ai fini della valutazione della
     rappresentatività della denuncia.
 ---pagebreak--- (12) In conclusione, prima dell'apertura del procedimento, la Commissione ha chiesto
     e ottenuto, dal denunziarne, prove del fatto che le condizioni di cui all'articolo 5,
     paragrafo 4 del regolamento di base in materia di rappresentatività erano
     soddisfatte e, durante il procedimento, si è sempre mantenuto il grado di sostegno
     necessario.
                                         D. Inchiesta
(13) Alcune parti interessate hanno sostenuto che il campione di produttori comunitari
     di cui al punto 5 del regolamento (CE) n. 209/97 non era né rappresentativo né
     statisticamente valido in quanto le società del campione erano state selezionate da
     un elenco separato di società presentato dalle rispettive associazioni nazionali e
     non dagli elenchi dei membri usati per valutare la rappresentatività della
     denuncia. Le medesime parti sostengono che alle associazioni nazionali è stato
                       i
     quindi consentito di preselezionare soltanto produttori comunitari che
     sostenevano la denuncia o produttori i cui indicatori finanziari potessero
     confermare l'esistenza del pregiudizio o ancora quelli disposti a collaborare.
 ---pagebreak--- (14) Il campione di produttori comunitari è stato scelto sulla base di informazioni
     particolareggiate precedentemente non in possesso delle associazioni nazionali a
     un livello così approfondito o per il periodo in questione. Pertanto, si ritiene che
     non sarebbe stato possibile scegliere un campione valido di produttori comunitari
     sulla base dell'elenco dei membri presentato dalle associazioni nazionali quale
     base per la denuncia.
(15) L'argomento che le associazioni nazionali possano aver preselezionato produttori
     comunitari i cui indicatori avrebbero confermato l'esistenza del pregiudizio è
     anch'esso inesatto. Si deve tenere presente che i dati generali relativi a
     produzione, vendite, consumo e occupazione sono stati valutati a livello
     dell'industria comunitaria nel suo insieme, livello al quale nessuna preselezione è
     possibile. Per quantoriguardai dati relativi ai produttori comunitari del campione,
     si tratta di informazioni di carattere così particolareggiato eriservatoche in genere
     non vengono fornite alle associazioni nazionali; è esclusa pertanto ogni possibilità
     di preselezione da parte di queste ultime. Anche questo argomento dovrebbe
     quindi essere respinto.
 ---pagebreak--- (16) Alcune parti hanno sostenuto che la mancata divulgazione dell'identità dei
     produttori comunitari del campione ha compromesso il loro diritto di difesa.
(17) La minaccia di ritorsioni commerciali si considera un grave fattore di pressione
     commerciale che giustifica la mancata divulgazione dell'identità dei produttori
     comunitari. Inoltre non si ritiene che la mancata conoscenza dell'identità dei
     produttori comunitari del campione pregiudichi i diritti di difesa delle parti
     interessate, che hanno accesso alla versione non riservata delle risposte ai
     questionari fornite dalle altre parti interessate durante il procedimento.
(18) Una parte interessata ha sostenuto che il campione di importatori indipendenti è
     falsato dal fatto che sono stati selezionati soltanto importatori indipendenti di
     grandi dimensioni. Data la loro forza contrattuale questi importatori tendono ad
     importare a prezzi più bassi, il che ha determinato una distorsione nei margini di
     dumping accertati.
(19) Tale argomento è infondato; gli importatori indipendenti sono stati selezionati in
     base al loro volume di importazioni e al personale, in modo da rispecchiare i
     piccoli, i medi e i grandi importatori.
     Si dovrebbe modificare l'elenco degli importatori indipendenti selezionati per la
     Francia, figurante al punto 10 del regolamento (CE) n. 209/97, sostituendo alla
     Dané et Galliay la Pollyconcept. Ciò non influisce sulla validità delle risultanze
     della Commissione in quanto i dati di quest'ultima società sono stati largamente
     usati.
 ---pagebreak--- (20) Dopo l'istituzione delle misure antidumping provvisorie un produttore/esportatore
     (Gebr. Picard International Ltd.) ha chiesto che gli fosse inviato il questionario
     destinato agli esportatori e lo ha rinviato interamente compilato. Questo
     produttore/esportatore non era stato oggetto di inchiesta prima dell'adozione del
     regolamento (CE) n. 209/97 in quanto aveva inizialmente sottolineato la sua
     funzione di importatore e non di esportatore collegato, pur essendosi manifestato
     come tale entro il termine di cui al paragrafo 7 dell'avviso di apertura del
     procedimento.
(21) Molti produttori/esportatori si sono manifestati dichiarandosi disposti a
     collaborare appena prima o dopo la pubblicazione del regolamento (CE)
     n. 209/97, ossia ben oltre il termine di cui al paragrafo 7 dell'avviso di apertura
     del procedimento. Queste società non sono state quindi ritenute parti interessate
     nell'ambito del procedimento e le loro domande di trattamento individuale non
     sono state prese in considerazione in quanto inammissibili per tale motivo.
 ---pagebreak---                  E.     PRODOTTO IN ESAME-PRODOTTO SIMILE
     1.     Prodotto in esame
(22) Ai fini delle risultanze preliminari, la Commissione ha considerato le borsette in
     cuoio, in materie plastiche e in materie tessili un unico prodotto, in quanto
     presentavano le stesse caratteristiche e erano destinate allo stesso uso.
(23) Dopo l'istituzione delle misure provvisorie, alune parti interessate hanno
     sostenuto che si dovesse operare una distinzione tra borsette in cuoio da un lato e
     borsette in materiale sintetico (materie plastiche /tessili) dall'altro.
     Alcune parti hanno inoltre sostenuto che si dovesse operare una ulteriore
     distinzione tra borsette in cuoio, borsette in patch leather (piccoli pezzi di cuoio
     cuciti insieme) e borsette in cuoio spaccato rivestito di poliuretano (PU) in
     considerazione di differenze in termini di stile, qualità, rifinitura, uso, prezzo e
     percezione del consumatore.
(24) Si fa presente che secondo la procedura usuale della Commissione, confermata
     dalla Corte di giustizia delle Comunità europee, il prodotto in esame viene
     definito in base alle sue caratteristiche fìsiche fondamentali, all'uso,
     all'intercambiabilità e alla percezione dei consumatori.
 ---pagebreak--- (25) A tale riguardo, dall'inchiesta è emerso che i diversi tipi di materie prime usate
     nella fabbricazione delle borsette in cuoio e in materiale sintetico conferiscono al
     prodotto caratteristiche fìsiche nettamente diverse.
     Anche se l'uso generale è lo stesso, è stato constatato che i consumatori hanno
     una percezione affatto diversa delle borsette in cuoio e di quelle in materiale
     sintetico; la scelta del consumatore è infatti dettata principalmente dal tipo di
     materiale esterno della borsetta.
(26) Dall'inchiesta è altresì emerso che nel mercato delle borsette esistono preferenze
     stabili da parte dei consumatori. Pertanto, l'intercambiabilità dei due tipi di
     borsette è quasi inesistente, tranne, in misura molto limitata, nel settore delle
     borsette in similpelle. Questo fatto ha consentito una notevole differenza di
     prezzo tra le borsette in cuoio e quelle in materiale sintetico, cui corrispondono
     due segmenti di mercato diversi, nettamente separati, tra cui non si ritiene possa
     esservi un significativo grado di intercambiabilità.
(27) Sulla base di quanto precede e secondo la prassi consolidata delle istituzioni in
     materia di definizione del prodotto, le borsette in cuoio e quelle in materiale
     sintetico devono essere considerate prodotti diversi.
                                              10
 ---pagebreak---         2.     Prodotto simile
 (28)   Diverse parti hanno sostenuto che le borsette in cuoio fabbricate nella Comunità e
        quelle importate dalla Repubblica popolare cinese non sono prodotti simili ai
        sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento di base a causa delle differenze
        in termini di qualità, modelli e uso. È stato inoltre affermato che le differenze di
       qualità tra le borsette importate e quelle fabbricate nella Comunità sono tali che i
       due prodotti non sono concorrenziali tra loro.
 (29)  Dall'inchiesta è emerso che, all'interno di ciascuno dei due prodotti in esame
       (borsette in cuoio/borsette in materiale sintetico), le borsette importate coprono
       l'intera gamma di tipi, dalla qualità superiore a quella inferiore, e sono quindi
      direttamente concorrenziali rispetto all'intera gamma della produzione
      comunitaria. Queste risultanze sono suffragate dalle informazioni fornite su
      questo punto da diversi produttori-importatori comunitari che hanno collaborato,
      secondo le quali le borsette fabbricate nella Comunità e quelle importate dalla
      Repubblica popolare cinese non presentano differenze di qualità, fanno parte delle
      stesse collezioni e sono vendute agli stessi acquirenti. Pertanto, nell'intera gamma
      non vi sono differenze di qualità tra modelli comparabili.
(30)  Per quanto riguarda le differenze di modelli, non si può concludere che siano tali
      da dar luogo a un prodotto simile distinto. A questo proposito, alcuni importatori
      hanno affermato che stabiliscono i modelli delle loro borsette nella Comunità,
      secondo la moda della stagione, come fanno i produttori comunitari.
                                                H
 ---pagebreak---                                        F.     DUMPING
     1.     Valore normale
(31) Per quanto riguarda la scelta del paese analogo, un importatore ha sostenuto che
     né il regolamento (CE) n. 209/97 né i documenti informativi spiegano in modo
     soddisfacente per quale motivo non sia stata scelta l'India o Taiwan come paese
     analogo. Il Consiglio tuttavia ritiene che i punti da 24 a 26 del regolamento (CE)
     n. 209/97 siano sufficientemente precisi sull'argomento.
(32) Alcune parti interessate hanno chiesto che fosse reso noto il nome delle due
     società indonesiane che hanno collaborato, in quanto tale informazione sarebbe
     stata necessaria perché esse potessero esercitare efficacemente i loro diritti di
     difesa. Il Consiglio tuttavia non ritiene possibilerivelareil nome delle due società
     dato'che la loro collaborazione ha potuto essere ottenuta soltanto a condizione che
     la Commissione garantisserigorosamentela segretezza della loro identità. Inoltre,
     rivelare l'effettivo nome delle due società non amplierebbe i diritti di difesa delle
     parti interessate in questione. A tale riguardo, i fatti economici essenziali che
     caratterizzano la situazione dei due esportatori sono stati esaurientemente esposti
     nel punti' 28 e 29 del regolamento (CE) n. 209/97.
                                               12
 ---pagebreak--- (33) Essendo stato concluso che le borsette in cuoio e quelle in materiale sintetico sono
     prodotti diversi, sono stati costruiti, a norma dell'articolo 2, paragrafo 7 del
     regolamento di base, valori normali separati, sulla base del costo di produzione
     dei due prodotti per i due produttori indonesiani che hanno collaborato,
     maggiorato di un congruo importo per i profitti e per le spese generali,
     amministrative e di vendita ("SGAV"). Lerisultanzeesposte al punto 28 (quarto
     trattino) del regolamento (CE) n. 209/97 riguardo alla rappresentatività dei due
     produttori indonesiani sono confermate relativamente ad entrambi i prodotti
     simili.
(34) È stato sostenuto che il costo di produzione dei produttori indonesiani che hanno
     collaborato dovrebbe essere adeguato in considerazione del fatto che gli
     esportatori cinesi per lo più importano le materie prime in regime di
     perfezionamento attivo. A questo proposito si rileva che le materie prime usate
     per i due prodotti simili dai produttori indonesiani che hanno collaborato sono
     risultate essere di origine non indonesiana e importate in Indonesia in franchigia
     nel quadro del regime di perfezionamento                  attivo. Le modalità di
     approvvigionamento in Indonesia e in Cina sono quindi le stesse e non sono
     pertanto giustificati adeguamenti a questo riguardo.
(35) Un esportatore ha sostenuto che la percentuale relativa alle SGAV usata dalla
     Commissione non era rappresentativa delle SGAV sostenute dagli esportatori
     cinesi. In seguito a tale osservazione, le SGAV sono state esaminate sulla base
     delle effettive SGAV sostenute dagli esportatori indonesiani di borsette e
     verificate, nella misura in cui lo stadio commerciale è risultato comparabile a
     quello delle vendite effettuate dagli esportatori cinesi.
                                              13
 ---pagebreak---      2.     Prezzo all'esportazione
(36) Dato lo scarso livello di cooperazione degli esportatori cinesi (comprese le
     esportazioni    della   Gebr.    Picard   International   Ltd.)  al   procedimento,
     corrispondente appena all' 1,58% di tutte le esportazioni dalla Repubblica
     popolare cinese, i prezzi all'esportazione degli esportatori cooperanti non
     potevano essere considerati rappresentativi dei prezzi praticati dagli esportatori
     che non hanno collaborato.
(37) Ai fini delle conclusioni definitive, i prezzi all'esportazione delle società
     cooperanti Shilton e Lee & Man relativamente ai due prodotti simili sono stati
     determinati con lo stesso metodo usato per le risultanze provvisorie. A questo
     riguardo, le risultanze esposte nei punti 33 e 34 del regolamento (CE) n. 209/97
     sono confermate.
(38) Per quanto riguarda il terzo esportatore che ha collaborato (Gebr. Picard
     International Ltd.), non considerato individualmente dal regolamento (CE)
     n. 209/97, tutte le sue esportazioni verso la CE sono risultate effettuate tramite
     una società collegata stabilita nella Comunità; i relativi prezzi all'esportazione
     sono quindi stati costruiti a norma dell'articolo 2, paragrafo 9 del regolamento di
     base detraendo dai prezzi applicati dall'importatore collegato nei confronti dei
     suoi primi acquirenti indipendenti le SGAV da lui sostenute e un margine di
     profìtto basato sul profìtto medio degli importatori indipendenti.
(39) I prezzi all'esportazione degli esportatori cinesi che non hanno collaborato sono
     stati determinati come descritto nel punto 32 del regolamento (CE) n. 209/97.
     Tale metodo è confermato.
                                              14
 ---pagebreak---       3*     Confronto
(40) La media ponderata del valore normale fob Indonesia per le borsette in cuoio e per
     quelle in materiale sintetico è stata confrontata con la media ponderata dei prezzi
      all'esportazione fob Cina per ciascuno dei due prodotti simili in questione. Ai fini
     di un equo confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione, sono stati
     effettuati gli opportuni adeguamenti, a norma dell'articolo 2, paragrafo 10 del
     regolamento di base, nei casi in cui ne è stata fatta richiesta e sono state fornite
     prove sufficienti del fatto che le differenze rilevate incidevano sulla comparabilità
     dei prezzi.
(41) Un esportatore ha sostenuto che il confronto tra il valore normale e il prezzo
     all'esportazione doveva essere effettuato per ogni modello di borsetta o numero di
     catalogo (cosiddetto "style number") anziché in base alle medie di ciascun
     prodotto simile. D Consiglio tuttavia ritiene che, concretamente, un confronto a
     tale livello non sia possibile data l'enorme varietà di modelli, diversi l'uno
     dall'altro per caratteristichefìsichee combinazione di disegno e accessori. Inoltre,
     non sono stati rilevati criteri obiettivi per distinguere particolari modelli o
     categorie all'interno dei due prodotti simili; per ragioni analoghe, la Commissione
     non avrebbe potuto confrontare il valore normale e i prezzi all'esportazione sulla
     base di categorie comprendenti più modelli o numeri di catalogo. L'unico metodo
     che la Commissione potesse ragionevolmente usare era quello di confrontare il
     valore normale e il prezzo all'esportazione sulla base delle medie per ciascuno dei
     due prodotti in questione (ossia separatamente per le borsette in cuoio e per quelle
     in materiale sintetico).
                                               15
 ---pagebreak---       4.    Margini di dumping
(42) Come indicato sopra, tre produttori/esportatori che hanno collaborato - tutti e tre
     società private con sede a Hong Kong e con fabbriche di borsette in Cina - hanno
     presentato    domande    ammissibili     di  trattamento    individuale,  ossia  la
     determinazione di prezzi all'esportazione separati e quindi di margini di dumping
     e di pregiudizio individuali.
(43) Le risultanze esposte nei punti da 37 a 40 del regolamento (CE) n. 209/97
     riguardo alle due società cui è stato accordato a titolo provvisorio un trattamento
     individuale sono confermate.
(44) Inoltre, è stata considerata la richiesta di trattamento individuale di un terzo
     esportatore/produttore (Gebr. Picard International Ltd.). La sua situazione reale è
     risultata molto simile a quella delle due società cui è stato accordato a titolo
     provvisorio un trattamento individuale, descritta al punti 38 e 39 del regolamento
     (CE) n. 209/97.
                                             16
 ---pagebreak---  (45)  Il Consiglio ritiene che le tre società cooperanti che hanno chiesto un trattamento
       individuale presentano un livello di effettiva indipendenza rispetto alle autorità
      cinesi comparabile a quello prevalente in un paese ad economia di mercato;
      pertanto il rischio che esse possano fungere da canali d'esportazione in funzione
      delle loro aliquote di dazio individuali sembra alquanto limitato. Di conseguenza,
      per i tre esportatori in questione sono stati determinati prezzi all'esportazione
      separati e margini di dumping e di pregiudizio individuali, in deroga al principio
      secondo il quale per i paesi non retti da un'economia di mercato si calcolano
      margini di dumping nazionali (articolo 9, paragrafo 5 del regolamento di base). Si
      rileva che il trattamento individuale è concesso soltanto in relazione al prodotto
      simile effettivamente prodotto ed esportato verso la Comunità dall'esportatore
      interessato durante il periodo dell'inchiesta, ossia le borsette in cuoio per le
      società Shilton e Gebr. Picard International Ltd. e le borsette in materiale sintetico
      per la Lee & Man.
(46)  I margini di dumping determinati per le società cui è stato accordato un
      trattamento individuale sono i seguenti:
             •      Shilton, per le borsette in cuoio: nullo
             •      Gebr. Picard International Ltd, per le borsette in cuoio: 7,7%
             •      Lee & Mari, per le borsette in materiale sintetico: 64,7%.
(47)  La media ponderata dei margini di dumping per gli esportatori ai quali non è stato
      concesso un trattamento individuale, calcolata come percentuale del prezzo
      all'esportazione ciffrontieracomunitaria, dazio non corrisposto, èrisultatapari a:
             •      83,5% per le borsette in cuoio, e
             •      151 % per le borsette in materiale sintetico.
                                                 17
 ---pagebreak---      G.     BORSETTE IN CUOIO
                                     (1)   Pregiudizio
     1.     Consumo nel mercato comunitario
(48) Tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta il consumo di borsette in cuoio nella
     Comunità è aumentato da circa 51 milioni di unità a 52,3 milioni di unità, ossia
     del 2,5% circa.
     2.     Volume e quota di mercato delle importazioni
(49) Tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta le importazioni di borsette in cuoio
     originarie della Repubblica popolare cinese sono aumentate da 8,2 milioni di unità
     a 10,4 milioni di unità, ossia del 27%. Misurato in valore, l'incremento è pari al
     15%, da 43,6 milioni di ecu nel 1992 a 50 milioni di ecu nel periodo
     dell'inchiesta.
(50) La quota del mercato comunitario detenuta dalle importazioni di borsette in cuoio
     originarie della Repubblica popolare cinese è aumentata dal 16% nel 1992 al 20%
     nel periodo dell'inchiesta.
                                             18
 ---pagebreak---      3.    Prezzi delle importazioni in dumping e sottoquotazione
(51) Come già indicato nel regolamento provvisorio, a causa della mancata
     collaborazione degli esportatori cinesi, per l'analisi dell'andamento dei prezzi
     delle borsette in cuoio importate sono stati usati i dati statistici ufficiali. H prezzo
     medio all'importazione cif delle borsette in cuoio risulta diminuito del 9%, da
     5,29 ECU per unità nel 1992 a 4,79 ECU per unità nel periodo dell'inchiesta.
(52) Per calcolare la sottoquotazione dei prezzi è stato seguito il metodo descritto nel
     regolamento (CE) n. 209/97; ossia, i prezzi all'importazione cif degli importatori
     indipendenti del campione, adeguati allo stadio reso cliente, sono stati confrontati
     con i prezzi di vendita nella Comunità dei produttori comunitari la cui produzione
     comprendeva la maggior parte dei modelli di base venduti, allo stesso stadio
     commerciale.
(53) Espresso come percentuale dei prezzi di vendita dei produttori comunitari, il
     confronto con i prezzi all'importazione degli importatori indipendenti, ricalcolati
     in funzione degli argomenti presentati dalle parti interessate dopo l'istituzione
     delle misure provvisorie, mostra per le borsette in cuoio una sottoquotazione pari
     al 31,4%.
                                             19
 ---pagebreak---       4.    Situazione dell'industria comunitaria
      (a) Produzione
(54) La produzione di borsette in cuoio da parte dell'industria comunitaria è aumentata
     da un quantitativo stimato di 26,5 milioni di unità nel 1992 a 30,3 milioni di unità
     nel periodo dell'inchiesta. Misurata in valore, la produzione è aumentata da un
     valore stimato di 905 milioni di ecu nel 1992 à 1 100 milioni di ecu nel periodo
     dell'inchiesta, ossia del 21%.
     (b)    Volume delle vendite
(55) È stato accertato che, in volume, le vendite nella Comunità della produzione
     realizzata dall'industria comunitaria sono diminuite tra il 1992 e il periodo
     dell'inchiesta, passando da circa 21 milioni di unità nel 1992 a 20 milioni di unità
     nel periodo dell'inchiesta. In termini di valore, sono diminuite dell'8% circa,
     passando da circa 600 milioni di ecu nel 1992 a 550 milioni di ecu nel periodo
     dell'inchiesta.
     (e)    Quota di mercato
(56) La quota del mercato comunitario detenuta dall' industria comunitaria in termini di
     unità è diminuita dal 41% circa nel 1992 al 39% circa durante il periodo
     dell'inchiesta.
     (d)    Redditività e occupazione
                                            20
 ---pagebreak--- (57) A norma dell'articolo 3, paragrafo 8 del regolamento di base, la redditività e la
     situazione occupazionale dei produttori comunitari sono state calcolate per il
     gruppo di prodotti più ristretto possibile per il quale i produttori comunitari
     selezionati hanno fornito informazioni, vale a dire le borsette fabbricate sia in
     cuoio che in materiali sintetici.
     La media ponderatarivedutadella redditività presenta un calo dal 5,9% nel 1992
     all'1,3% durante il periodo dell'inchiesta.
(58) Le cifre relative all'occupazione nel settore in esame estrapolate dalle
     informazioni fornite dai produttori comunitari nell'analisi dell'interesse della
     Comunità mostrano che il numero di occupati è diminuito da 18 600 nel 1992 a
     14 000 nel periodo dell'inchiesta, ossia del 25%.
                                             21
 ---pagebreak---      5.     Conclusione sul pregiudizio
(59) Dall'esame degli indicatori economici dell'industria comunitaria associato alle
     conclusioni tratte riguardo al volume e al prezzo delle importazioni, emerge che
     tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta la situazione dei produttori comunitari si è
     deteriorata relativamente alle borsette in cuoio. Come è stato dimostrato,
     l'industria comunitaria nel suo insieme ha registrato una diminuzione del volume
     delle vendite, della quota di mercato, dell'occupazione e della redditività.
(60) Per quanto riguarda l'aumento della produzione, si fa riferimento al fatto che le
     esportazioni dei produttori comunitari sono aumentate in misura significativa.
(61) La Commissione ritiene pertanto che l'industria comunitaria abbia subito un
     pregiudizio che può essere considerato grave ai sensi dell'articolo 3 del
     regolaménto di base.
                                              22
 ---pagebreak---                                          (2) Causalità
     1.     Effetti delle importazioni in dumping
(62) La penetrazione del mercato comunitario da parte delle importazioni di borsette in
     cuoio dalla Repubblica popolare cinese a prezzi di dumping notevolmente
     inferiori ai prezzi dei produttori comunitari ha coinciso con una diminuzione della
     quota di       mercato e con un deterioramento della situazione finanziaria
     dell'industria comunitaria. Dato il volume crescente di borsette a basso prezzo,
     oggetto di dumping, è emerso durante l'inchiesta che molti produttori comunitari
     non erano in grado di competere con le importazioni in dumping.
(63) Inoltre, dato che la concorrenza copre l'intera gamma di prodotti e che il sistema
     di distribuzione è lo stesso per i prodotti fabbricati nella Comunità e per quelli
     importati dalla Repubblica popolare cinese, l'elevata differenza di prezzo sotto
     forma di sottoquotazione è una causa diretta del pregiudizio subito dall'industria
     comunitaria.
(64) Di conseguenza, si conclude che le importazioni in dumping dalla Repubblica
     popolare cinese hanno avuto sulla situazione dell'industria comunitaria un
     impatto così fortemente negativo da potersi considerare grave.
                                              23
 ---pagebreak---      2.     Effetti di altri fattori
(65) Si è provveduto ad assicurare che eventuali effetti prodotti sull'industria
     comunitaria da altri fattori non fossero attribuiti alle importazioni in esame.
(66) A taleriguardo,alcune parti interessate hanno fatto riferimento alle importazioni
     nella Comunità di borsette originarie dell'India.
     Dai dati Eurostat disponibili risulta che tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta il
     volume delle importazioni di borsette in cuoio dall'India si è mantenuto stabile,
     sui 5 milioni di unità. Per quanto riguarda i prezzi di queste importazioni, essi
     sono aumentati da 8 ECU circa nel 1992 a 9,2 ECU circa nel periodo
     dell'inchiesta, ossia del 15%, e sono alquanto più elevati di quelli delle borsette
     cinesi. La quota del mercato comunitario detenuta dalle importazioni di borsette
     indiane è diminuita, dal 1992 al periodo dell'inchiesta, del 4%.
                                              24
 ---pagebreak--- (67) Per quantoriguardale importazioni di borsette in cuoio da Hong Kong, in termini
     di unità esse sono aumentate da 400 000 unità circa nel 1992 a 750 000 unità circa
     nel periodo dell'inchiesta. In relazione alle importazioni totali di borsette nella
     Comunità, la quota di Hong Kong nel volume delle importazioni comunitarie di
     borsette è aumentata dall'1,9% nel 1992 al 3,3% nel periodo dell'inchiesta.
     Tuttavia la quota del mercato comunitario detenuta dalle importazioni di borsette
     originarie di Hong Kong si è mantenuta a livelli relativamente bassi, passando in
     volume dallo 0,6% nel 1992 all' 1,4% nel periodo dell'inchiesta.
(68) Per quanto riguarda le importazioni da altri paesi terzi, la loro quota sulle
     importazioni totali è diminuita dal 32% nel 1992 al 30% nel periodo
     dell'inchiesta. La loro quota di mercato comunitario, in volume, è diminuita dal
     12% nel 1992 all' 11% nel periodo dell'inchiesta.
     Si noti che la quota di mercato comunitario detenuta dalle importazioni
     provenienti da tutti i paesi terzi, tranne la Repubblica popolare cinese, misurata in
     unità, dal 1992 al periodo dell'inchiesta èrimastastabile, al 23%.
                                               25
 ---pagebreak---      3.     Conclusioni sulla causalità
(69) Benché alcuni altri fattori possano aver contribuito al pregiudizio subito
     dall'industria comunitaria, gli elevati volumi di importazioni in dumping dalla
     Repubblica popolare cinese, considerati separatamente, hanno arrecato un
     pregiudizio grave all'industria comunitaria. Questa conclusione è basata sui vari
     elementi sopra esposti, in particolare il livello di sottoquotazione dei prezzi, la
     quota dì mercato conquistata dalle importazioni di borsette cinesi a scapito
     dell'industria comunitaria e il deterioramento della redditività dei produttori
     comunitari.
                                (3)    Interesse della Comunità
     1.     Considerazioni generali
(70) Nei punti 76 e ss. del regolamento (CE) n. 209/97 sono stati valutati i vari
     interessi, in particolare quelli dell'industria comunitaria, degli importatori, dei
     distributori e dei dettaglianti, e la Commissione ha provvisoriamente concluso che
     non vi erano valide ragioni per non prendere misure contro le importazioni in
                                                                       »
     questione. Inoltre, la Commissione ha proceduto all'esame di alcuni aspetti
     dell'interesse della Comunità che non erano stati sufficientemente comprovati al
     tempo dell'elaborazione dellerisultanzeprovvisorie.
                                               26
 ---pagebreak---        2.     Impatto sull'industria comunitaria
       (a)    Situazione attuale dell'industria
 (71)  Dalle informazioni fornite dai 50 produttori comunitari che hanno risposto al
       questionario sull'interesse della Comunità inviato alle parti interessate e che
       rappresentano il 20% circa della produzione comunitaria totale di borsette emerge
       che una proporzione maggioritaria della produzione realizzata nella Comunità è
       costituita da borsette in cuoio. In termini di valore, queste rappresentano il 93%
       della produzione comunitaria totale di borsette.
(72)  Nella Comunità al prodotto viene aggiunto un sostanziale valore creativo in
      termini di design, innovazione e qualità. I produttori comunitari hanno una
      particolare competenza nella lavorazione del cuoio, acquisita grazie ad una lunga
      esperienza nel settore.
(73)  La quota del mercato comunitario di borsette in cuoio detenuta dall'industria
      comunitaria nel periodo dell'inchiesta era pari al 39%, il che dimostra
      l'importanza economica del settore.
(74)  La vitalità dell'industria comunitaria è dimostrata anche dai suoi risultati sui
      mercati d'esportazione, rilevanti e in crescita grazie all'effetto trainante delle
      marche che promuovono le borsette "made in Europe". Le esportazioni di borsette
      in cuoio da parte dell'industria comunitaria sono aumentate da circa 6 milioni di
      unità nel 1992 a circa 10 milioni di unità nel periodo dell'inchiesta.
                                               27
 ---pagebreak---                     (b)   Conseguenze dell'imposizione o meno di misure
(75) Non vi sono elementi tali da far pensare che in assenza di misure antidumping la
     situazione negativa dell'industria comunitaria non proseguirebbe, a danno di
     un'industria che è intrinsecamente sia vitale che competitiva.
(76) In base ad un esame della situazione dei produttori importatori della Comunità si
     può concludere che la maggior parte delle società que sono state oggetto
     dell'inchiesta fabbrica borsette in cuoio nella Comunità e importa borsette in
     materiale sintetico dalla Repubblica popolare cinese. Nei casi in cui questi
     produttori importatori importavano borsette in cuoio si trattava in generale di
     importazioni accessorie.
     3.     Impatto su importatori-commercianti
(77) Dalle ulteriori indagini è emerso che l'importo globale del dazio antidumping
     provvisorio (39,2%) è ripartito, in genere in proporzioni uguali, tra i diversi
     soggetti della catena distributiva, in particolare l'importatore, il rivenditore e,
     infine, il consumatore. Ciò sembra essere possibile dato il margine medio degli
     importatori e deirivenditoririspettivamentedel 70% circa sul prezzo cif con un
     profitto del 14% sul fatturato.
(78) L'impatto di eventuali misure definitive sugli importatori e i commercianti deve
     essere considerato alla luce delle risultanze sul prodotto in questione. La
     limitazione del campo d'applicazione delle misure alle sole borsette in cuoio
     (v. punti 118 e s.) ridurrà al minimo l'impatto delle misure per queste parti
     interessate.
                                             28
 ---pagebreak--- (79)  Alcuni importatori hanno sostenuto di aver dovuto cessare la loro attività o di
      avere difficoltà finanziarie. Poiché gli importatori in genere acquistano in dollari
      USA, attualmente essi risentono negativamente della solidità del dollaro nei
     confronti delle valute europee. Si conclude quindi che la fragile situazione
      finanziaria di alcuni importatori/commercianti sia anche imputabile alle
     fluttuazioni valutarie.
(80) Per quanto riguarda l'argomento che l'istituzione di dazi antidumping non
     avrebbe come effetto un incremento delle vendite dei produttori comunitari ma
     indurrebbe gli importatori a rivolgersi ad altri paesi terzi, occorre considerare che
     le misure antidumping non hanno lo scopo di limitare le importazioni da paesi
     terzi non effettuate in dumping. Inoltre, l'inchiesta ha confermato che
     difficilmente una parte rilevante degli importatori acquisterebbe borsette in cuoio
     da altri paesi terzi, date la manodopera specializzata e la competenza necessarie
     per fabbricare le borsette in cuoio attualmente disponibili nella Repubblica
     popolare cinese.
(81) In considerazione di quanto sopra, si ritiene improbabile che misure relative alle
     importazioni di borsette in cuoio comprometterebbero irisultatidelle imprese del
     sistema di distribuzione.
                                               29
 ---pagebreak---        4.    Impatto sui consumatori
 (82)  Come indicato sopra, l'importo globale del dazio è attualmente ripartito tra i
       diversi soggetti della catena di distribuzione. Pertanto l'effetto del dazio per il
      consumatore in termini di aumento dei prezzi non sarebbe probabilmente
      superiore al 9%.
(83)  Inoltre, poiché le borsette in cuoio sono un prodotto di moda non acquistato su
      base regolare, un leggero aumento dei prezzi per il consumatore dovrebbe essere
      considerato alla luce dell'assenza di una chiara percezione di quale sia il prezzo
      adeguato di una borsetta per un consumatore e non dovrebbe quindi influire sulla
      domanda in modo sostanziale a lungo termine.
(84)  Pertanto, l'applicazione di misure definitive sulle importazioni di borsette in
      cuoio non dovrebbe avere un impattorilevantesul consumatore.
      5.     Conclusione sull'interesse della Comunità
(85)  Alla luce di quanto precede, si ritiene che le conclusioni esposte dalla
      Commissione nel regolamento (CE) n. 209/97 riguardo all'interesse della
      Comunità debbano essere confermate relativamente alle borsette in cuoio. Non vi
      sono ragioni valide per concludere che l'adozione di misure definitive non
      sarebbe nell'interesse della Comunità.
                                              30
 ---pagebreak---                             H.     Borsette in materiale sintetico
                                       (A) Pregiudizio
     1.     Consumo nel mercato comunitario
(86) Tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta il consumo di borsette in materiale sintetico
     nella Comunità è aumentato da circa 73 milioni di unità a 96 milioni di unità,
     ossia del 31% circa.
     2.     Volume e quota di mercato delle importazioni
(87) Tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta le importazioni di borsette in materiale
     sintetico originarie della Repubblica popolare cinese sono aumentate da 53
     milioni di unità a 78 milioni di unità, ossia del 47%. Misurato in valore,
     l'incremento è pari al 31%, da 152 milioni di ecu nel 1992 a 199 milioni di ecu
     nel periodo dell'inchiesta.
(88) La quota del mercato comunitario detenuta dalle importazioni di borsette
     originarie della Repubblica popolare cinese è aumentata dal 73% nel 1992
     all'81% nel periodo dell'inchiesta.
                                              31
 ---pagebreak---         3.    Prezzi delle importazioni in dumping e sottoquotazione
 (89)   Il prezzo medio all'importazione cif delle borsette in materiale sintetico riportato
        da Eurostat risulta diminuito del 10%, da 2,8 ECU per unità nel 1992 a 2,5 ECU
        per unità nel periodo dell'inchiesta.
 (90)   Il margine di sottoquotazione per le borsette in materiale sintetico è pari al 27,8%.
       4.     Situazione dell'industria comunitaria
        (a) Produzione
(91)   Tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta la produzione stimata di borsette in
      - materiale sintetico realizzate dall'industria comunitaria è rimasta stabile a circa 14
       milioni di unità.
       (b)    Volume delle vendite
(92)   È stato accertato che, in volume, le vendite nella Comunità di borsette fabbricate
       dall'industria comunitaria sono diminuite del 70% circa tra il 1992 e il periodo
       dell'inchiesta, passando da circa 6 milioni di unità nel 1992 a circa 2 milioni di
       unità nel periodo dell'inchiesta.
       (e)    Quota di mercato
(93)   La quota del mercato comunitario detenuta dall'industria comunitaria in termini di
       unità è diminuita dal 9% circa nel 1992 al 3% circa durante il periodo
       dell'inchiesta.
       (d)    Redditività e occupazione
(94)   La redditività complessiva dei produttori comunitari è progressivamente diminuita
       dal 5,9% nel 1992 all' 1,3% durante il periodo dell'inchiesta.
(95)   Il numero di occupati nel settore delle borsette è diminuito da 18 600 circa nel
       1992 a 14 000 nel periodo dell'inchiesta, ossia del 25%.
                                                32
 ---pagebreak---        1.     Conclusione sul pregiudizio
 (96)  Si ritiene che l'industria comunitaria delle borsette in materiale sintetico abbia
       subito un pregiudizio grave ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di base.
(97)   Tale conclusione è dettata dal deterioramento dei fattori economici dell'industria
       comunitaria tra il 1992 e il periodo dell'inchiesta, in particolare la diminuzione
       del volume delle vendite, della quota di mercato, dell'occupazione e della
       redditività, a fronte dell'aumento del volume delle importazioni di borsette in
       materiale sintetico dalla Repubblica popolare cinese ai prezzi accertati.
                                        (B) Causalità
       1.    Effetti delle importazioni in dumping
(98)  Alla luce della conclusione suesposta, si ritiene che le importazioni di borsette in
      materiale sintetico dalla Repubblica popolare cinese, considerate separatamente,
      abbiano avuto sulla situazione dell'industria comunitaria un impatto fortemente
      negativo.
(99)  Poiché la concorrenza tra le borsette in materiale sintetico prodotte nella
      Comunità e quelle importate dalla Repubblica popolare cinese copre l'intera
      gamma della produzione e il sistema di distribuzione è lo stesso per entrambi i
      prodotti, la sottoquotazione accertata indica che, considerate separatamente, le
      importazioni di borsette in materiale sintetico dalla Repubblica popolare cinese
      hanno arrecato un pregiudizio grave all'industria comunitaria.
                                               33
 ---pagebreak---       2.     Effetti di altri fattori: importazioni da paesi terzi
(100) La Commissione ha esaminato l'impatto sull'industria comunitaria di fattori
      diversi dalle importazioni di borsette in materiale sintetico dalla Repubblica
      popolare cinese, in particolare le importazioni da altri paesi terzi.
(101) Per quanto riguarda l'India, i dati Eurostat disponibili mostrano che, anche se il
      volume delle importazioni dall'India è aumentato da 1,6 milioni di unità nel 1992
      a 3,4 milioni di unità nel periodo dell'inchiesta, la loro quota sul totale delle
      importazioni di borsette in materiale sintetico nella Comunità è aumentata
      soltanto dal 2,6% nel 1992 al 3,6% nel periodo dell'inchiesta. La quota del
      mercato comunitario di borsette in materiale sintetico detenuta da queste
      importazioni è rimasta ad un livello modesto, pari al 3,5% nel periodo
      dell'inchiesta.
(102) Per quanto riguarda le importazioni di borsette in materiale sintetico da Hong
      Kong, in termini di unità esse sono aumentate da 1,5 milioni di unità nel 1992 a
      6,5 milioni di unità nel periodo dell'inchiesta. Tuttavia la loro quota del mercato
      comunitario di borsette in materiale sintetico si è mantenuta a livelli relativamente
      bassi, passando dal 2% nel 1992 al 7% nel periodo dell'inchiesta.
(103) Per quanto riguarda le importazioni da altri paesi terzi, la loro quota sul totale
      delle importazioni di borsette in materiale sintetico nella Comunità è diminuita
      dall'11% nel 1992 al 5,5% nel periodo dell'inchiesta. La loro quota del mercato
      comunitario di borsette in materiale sintetico è diminuita dal 9,7% nel 1992 al 5%
      nel periodo dell'inchiesta.
                                               34
 ---pagebreak---       3.     Conclusione sulla causalità
(104) Dall'analisi suesposta emerge che, anche se taluni altri fattori possono aver
      contribuito al pregiudizio subito dall'industria comunitaria, l'elevato volume di
      borsette in materiale sintetico importate in dumping dalla Repubblica popolare
      cinese, considerato separatamente, ha arrecato un pregiudizio grave all'industria
      comunitaria.
                                 (C) Interesse della Comunità
      1.     Industria comunitaria
(105) Gli indicatori dell'industria comunitaria di borsette in materiale sintetico
      mostrano che difficilmente l'industria comunitaria trarrebbe vantaggio da misure
      antidumping. L'imposizione di misure non comporterebbe un incremento delle
      vendite dei produttori comunitari di borsette in materiale sintetico, dato che
      probabilmente a medio termine queste sarebbero acquistate presso altri paesi terzi.
      Infatti è stato accertato che in questo settore il processo di produzione è di natura
      tale da poter essere trasferito in un altro paese terzo in un periodo di tempo
      relativamente breve. A questo proposito, alcune parti interessate hanno fornito
      prove del fatto che in alcuni casi tale trasferimento ha già avuto luogo. Vi sono
      pertanto valide ragioni per prevedere che gran parte degli eventuali effetti positivi
      in termini di volume e di prezzo prodotti dalle misure antidumping non
      andrebbero a vantaggio dell'industria comunitaria bensì delle importazioni da altri
      paesi terzi.
                                                35
 ---pagebreak---  (106) Inoltre, le conseguenze della mancata imposizione di misure sui Uvelli di
        occupazione dei produttori comunitari di borsette in materiale sintetico sarebbero
        relativamente limitate, dato che il volume delle vendite nella Comunità di borsette
        in materiale sintetico prodotte nella Comunità è alquanto modesto e il numero
        stimato di occupati nel settore è pari a 500 circa. Anche se questi posti di lavoro
        potrebbero risentire della concorrenza delle importazioni in dumping di borsette
       dalla Repubblica popolare cinese, il loro numero deve essere confrontato con il
       numero complessivo di occupati nel settore delle borsette a livello dell'intera
       Comunità, pari a 14 000 persone circa. A questo proposito, un aumento del
       volume delle vendite dei produttori comunitari di borsette in cuoio potrebbe avere
       l'effetto di controbilanciare l'eventuale impatto negativo sull'occupazione.
       2.      Impatto su importatori/commercianti
(107) Vista la rilevanza della quota del mercato comunitario delle borsette in materiale
       sintetico detenuta dalle importazioni cinesi, l'imposizione di misure definitive di
       importo pari a quelle provvisorie avrebbe sugli importatori e i commercianti
       comunitari un impatto sostanziale.
(108) Un confronto tra le quote di mercato detenute rispettivamente dall'industria
       comunitaria (2% circa nel periodo dell'inchiesta) e dalle importazioni cinesi (80%
       circa nel medesimo periodo) indica che le conseguenze negative per gli
       importatori e i commercianti del prodotto sarebbero nettamente sproporzionate
       rispetto a qualsiasi eventuale beneficio a breve termine arrecato all'industria
       comunitaria dall' istituzione di misure antidumping.
                                                36
 ---pagebreak--- (109) Il numero stimato di occupati nel sistema di distribuzione delle borsette in
       materiale sintetico è di circa 4 100 persone. Si ritiene che l'istituzione di misure
       antidumping sulle importazioni di borsette in materiale sintetico avrebbe, almeno
       a medio termine, un impatto negativo sui posti di lavoro in questione. Poiché il
      previsto passaggio ad altri paesi terzi fornitori avverrebbe a medio termine, nel
       frattempo un certo numero di posti di lavoro nel settore della distribuzione
      potrebbe essere a rischio. D'altra parte i livelli di occupazione dei produttori
      comunitari di borsette in materiale sintetico non dovrebbero diminuire in misura
      significativa dato che l'industria comunitaria punta ai mercati d'esportazione.
      3.     Impatto sui consumatori
                            r
(110) A questo riguardo si rileva che l'imposizione di un dazio definitivo
      comporterebbe, almeno a breve termine, una riduzione dell'offerta, con la
      conseguente limitazione della scelta per il consumatore.
      L'effetto per il consumatore sotto forma di un certo aumento di prezzo dovrebbe
      inoltre essere considerato alla luce della probabile assenza di qualsiasi vantaggio
      per i produttori comunitari e dell'impatto negativo sulla catena di distribuzione.
                                              37
 ---pagebreak---         4.     Conclusione sull'interesse della Comunità
 (111) Alla luce dei fatti e delle tendenze suesposti, notevolmente differenti da quelli
        accertatiriguardoalle borsette in cuoio, siritieneche vi siano valide ragioni per le
        quali l'istituzione di misure definitive sulle importazioni di borsette in materiale
        sintetico non sarebbe nell'interesse della Comunità. L'impatto negativo delle
        misure definitive sulle importazioni di borsette in materiale sintetico dalla
        Repubblica popolare cinese sarebbe sproporzionato rispetto a qualsiasi effettivo
        vantaggio per l'industria comunitaria.
                                            I.     Dazio
        1.    Borsette in cuoio
(112) Alcune parti interessate hanno sostenuto che il dazio dovrebbe assumere la forma
       di dazio variabile. Tuttavia, in considerazione della grande varietà di borsette in
       cuoio e del fatto che la concorrenza copre l'intera gamma delle borsette in cuoio e
       non soltanto quelle di prezzo inferiore, si ritiene che le misure debbano essere
       imposte in forma di dazio ad valorem.
       Le conclusioni provvisorie riguardo al tipo di dazio da applicare sono pertanto
       confermate.
(113) Per quanto riguarda il calcolo della soglia di pregiudizio, ossia le vendite
       sottocosto, il Consiglio conferma il metodo descritto nel regolamento (CE)
       n. 209/97 (punti da 103 a 105). Pertanto alla percentuale di sottoquotazione
       accertata è stata aggiunta la media ponderata della perdita di profitto dei
       produttori comunitari del campione durante il periodo dell'inchiesta. Su tale base
       la media ponderata del margine di pregiudizio per le borsette in cuoio, espressa
       come percentuale del prezzo francofrontieracomunitaria,risultapari al 38%.
                                                38
 ---pagebreak--- (114) Per quanto riguarda le società che hanno chiesto e ottenuto un trattamento
      individuale, i relativi margini di pregiudizio, espressi come percentuale del prezzo
      franco frontiera comunitaria, sono i seguenti:
      • per la Shilton, per la quale è risultato un margine di dumping nullo, a norma
          dell'articolo 7, paragrafo 2 non è statoritenutonecessario calcolare un margine
          di pregiudizio individuale;
      • per la Picard, il margine di pregiudizio è pari al 32,7%.
(115) A norma dell'articolo 7, paragrafo 2 del regolamento di base, poiché il livello di
      eliminazione del pregiudizio è inferiore al margine di dumping accertato, il dazio
      antidumping calcolato sulla base del prezzo franco frontiera dovrebbe essere pari
      al 38%.
(116) Per le società che hanno chiesto e ottenuto un trattamento individuale il dazio
      antidumping dovrebbe essere come segue:
      • Shilton: nullo;
      • Picard: 7,7% come il margine di dumping accertato per questa società.
                                                39
 ---pagebreak---    2.  Borsette in materiale sintetico
(117) Poiché si ritiene che vi siano valide ragioni per non adottare misure antidumping
      relativamente alle borsette in materiale sintetico, il procedimento dovrebbe essere
      chiuso per quanto riguarda le importazioni di borsette in materie plastiche
      (4202 22 10) e in materie tessili (4202 22 90).
                             J.        Riscossione dei dazi provvisori
(118) Per quanto riguarda le borsette in cuoio, poiché le risultanze provvisorie della
      Commissione sono in massima parte confermate a titolo definitivo, il Consiglio
      ritiene opportuno decidere che, a norma dell'articolo 10, paragrafo 2 del
      regolamento di base, gli importi depositati a titolo di dazio antidumping
      provvisorio in conformità al regolamento (CE) n. 209/97 per le borsette in cuoio
      siano riscossi definitivamente in ragione dell'aliquota imposta a titolo definitivo,
      ossia il 38%, fatta eccezione per le importazioni dalla Picard. Per quest'ultima
      società lariscossionedei dazi provvisori è limitata all'aliquota del dazio imposto
      a titolo definitivo, ossia il 7,7%.
(119) Gli dazio antidumping provvisorio relativamente alle borsette in materie plastiche
      e in materie tessili dovrebbero essere liberati,
                                                40
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                             Articolo 1
 1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di borsette con
    superficie estema di cuoio o di pelli, naturali,ricostituitio verniciati, classificate al
    codice NC 4202 21 00 originarie della Repubblica popolare cinese.
2.  Ai fini del presente regolamento si intendono per borsette in cuoio le borsette,
    anche a tracolla, comprese quelle senza impugnatura, con superficie esterna di
    cuoio o di pelli, naturali, ricostituiti o verniciati, destinate principalmente a
    contenere piccoli oggetti di uso personale quali chiavi, portamonete, occorrente per
    il trucco, sigarette, ecc., indipendentemente dalla loro dimensione e forma.
3.  L'aliquota del dazio è pari al 38% del prezzo netto franco frontiera, dazio non
    corrisposto (Taric 8900), fatta eccezione per le importazioni di borsette in cuoio
    prodotte dalle società sotto indicate, cui si applicano le seguenti aliquote:
    Jane Shilton (Pacific) Ltd.:          0,0% (codice addizionale Taric 8961)
-   Gebr. Picard International Ltd.       7,7% (codice addizionale Taric 8087)
4.  Gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio in conformità al
    regolamento (CE) n. 209/97 per le borsétte in cuoio sono riscossi definitivamente in
    ragione dell'aliquota del dazio definitivo e sono liberati per la parte eccedente tale
    aliquota.
                                                41
 ---pagebreak---                                               Articolo 2
 1.     D procedimento antidumping è chiuso per quanto riguarda le importazioni di
        borsette con superfìcie estema di fogli di materie plastiche o con superfìcie estema
        di materie tessili, classificate ai codici NC 4202 22 10 e 4202 22 90.
2.      Gli importi depositati a titolo di dazio antidumping provvisorio in conformità al
      . regolamento (CE) n. 209/97 della Commissione per le borsette in materie plastiche
        e tessili sono liberati.
                                              Articolo 3
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì            1997
                                                                             Per il Consiglio
                                                                                Il Presidente
                                                     42
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 348 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                     12 02
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-340-IT-C
                                                              ISBN 92-78-21995-9
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo