CELEX: 62019TN0326
Language: it
Date: 2019-05-31 00:00:00
Title: Causa T-326/19: Ricorso proposto il 31 maggio 2019 — Gerber/Parlamento e Consiglio

15.7.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 238/29
            
         
      Ricorso proposto il 31 maggio 2019 — Gerber/Parlamento e Consiglio
      (Causa T-326/19)
      (2019/C 238/34)
      Lingua processuale: l’italiano
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Tibor Gerber (Milano, Italia) (rappresentante: N. Amadei, avvocato)
      
         Convenuti: Consiglio dell’Unione europea, Parlamento europeo
      
         Conclusioni
      
      Il ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare il Regolamento impugnato n. 2019/474, in particolare, il suo art. 1, par. 1 e art. 2 seconda frase, dichiarando, quale conseguente effetto di tale nullità, l’inefficacia della direttiva n. 2019/475, in quanto funzionalmente collegata al regolamento impugnato;
               
            
                  —
               
               
                  nelle more del giudizio, sospendere l’applicabilità del regolamento impugnato e della direttiva n. 2019/475, sino al giorno della sentenza di questo Ill.mo Tribunale;
               
            
                  —
               
               
                  nelle more del giudizio, ordinare di sospendere l’attuazione di tutti i provvedimenti di esecuzione comportati dal regolamento n. 2019/474 e dalla direttiva 2019/475, segnatamente di quelli relativi alla immatricolazione delle autovetture disposti con legge 1 dicembre 2018, n. 132 (legge di conversione del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113);
               
            
                  —
               
               
                  ammettere eventualmente i testimoni che il ricorrente si riserva di indicare per confermare le circostanze di fatto descritte nel ricorso;
               
            
                  —
               
               
                  in ogni caso, condannare il Consiglio dell’Unione e il Parlamento europeo a tutte le spese e gli onorari del giudizio.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      Il presente ricorso è diretto all’annullamento del regolamento n. 2019/474 del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 marzo 2019, recante modifica del regolamento UE n. 952/2013 che istituisce il Codice doganale dell’Unione, segnatamente nelle parti relative alla disciplina doganale del Comune di Campione di Italia e delle sue acque limitrofe del Lago di Lugano (articoli 1, par. 1 e 2 seconda frase).
      A sostegno del ricorso, il ricorrente deduce tre motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione dell’obbligo di motivazione dell’atto
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che, contraddicendo l’art. 296, par. 2 TFUE, il regolamento impugnato è motivato in maniera lacunosa e contraddittoria. Infatti, riguardo l’inclusione di Campione nel regime doganale europeo si afferma che le motivazioni storiche che ne giustificano l’esclusione, quali l’isolamento e gli svantaggi economici, non sono più pertinenti. Tuttavia, l’isolamento del Comune non è affatto venuto meno e gli svantaggi economici si sono aggravati a causa della dichiarazione dello stato di insolvenza del Casinò che rappresenta l’unica fonte di guadagno del Comune.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sulla violazione del diritto internazionale
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che, oltre all’art. 3, par. 5, TUE, il rispetto del diritto internazionale, sia pattizio che consuetudinario, è stato spesso ribadito dalla Corte. Tuttavia, il regolamento impugnato (e la collegata direttiva n. 2019/475) ha modificato un regime doganale oggetto di una norma consuetudinaria formatasi tra Italia e Svizzera e riconosciuta dall’Unione stessa in base alla quale Campione è soggetto al regime doganale elvetico. In tal modo esso ha violato un obbligo internazionale che avrebbe invece dovuto rispettare ai sensi sia del trattato sia della giurisprudenza della Corte.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  Terzo motivo, vertente sulla violazione del diritto di libera circolazione dei cittadini europei
                  
                              —
                           
                           
                              Si fa valere a questo riguardo che il regolamento impugnato comporta conseguenze che confliggono con il diritto stabilito dall’art. 21 TFUE e nell’art. 45 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Infatti, l’applicazione del regime doganale dell’Unione al Comune di Campione, al posto di quello elvetico, implica che in ingresso e in uscita da Campione (sia per via terra, che via lago) sia istituita una barriera doganale fisica e siano predisposti i relativi controlli sulle persone e sulle merci diretti ad assicurare l’applicazione delle normative europee e svizzere.