CELEX: 61976CC0064(01)
Language: it
Date: 1982-04-27
Title: Conclusioni dell'avvocato generale Capotorti del 27 aprile 1982. # P. Dumortier frères SA e altri contro Consiglio delle Comunità europee. # Gritz di granoturco - Tasso di cambio da applicare per il risarcimento danni. # Cause riunite 64 e 113/76, 167 e 239/78, 27, 28 e 45/79.

CONCLUSIONI DEL SIG. CAPOTORTI — CAUSE RIUNITE 64 E 113/76, 167 E 239/78, 27, 28 E 45/79
               CONCLUSIONI DELL'AVVOCATO GENERALE
                            FRANCESCO CAPOTORTI
                                DEL 27 APRILE 1982
Signor Presidente,                           attribuzione di efficacia retroattiva al
Signori Giudici,                             provvedimento di ripristino delle restitu-
                                             zioni alla produzione.
1. La nostra Corte ha avuto finora due
occasioni di pronunciarsi sui problemi       Accogliendo tale domanda la Corte, con
derivati dalla temporanea abolizione         sentenza del 4 ottobre 1979 (Raccolta
delle restituzioni alla produzione del       1979, p. 3091), condannò la Comunità
gritz (semole e semolini di granturco de-    economica europea a pagare alle società
stinati alla fabbricazione della birra);     ricorrenti «le somme equivalenti alle re-
abolizione che fu la conseguenza del re-     stituzioni di gritz di granturco impiegato
golamento del Consiglio 665 del 4 marzo      dall'industria della birra che dette im-
1975. In un primo momento, infatti, con      prese, ciascuna per quanto la riguarda,
sentenza 19 ottobre 1977 (Raccolta           avrebbero avuto il diritto di riscuotere se,
1977, p. 1795) nella cause riunite 124/76
                                             nel periodo dal 1 ° agosto 1975 al 19 ot-
e 20/77, Moulins et Huileries de Pont-
à-Mousson e società cooperativa Provi-       tobre 1977, l'impiego di granturco per la
dence Agricole de la Champagne, l'anzi-      produzione di gritz avesse dato diritto
detta misura soppressiva fu dichiarata in-   alle stesse restituzioni dell'impiego di
compatible con il principio di egua-         granturco per la produzione di amido»;
glianza, ma venne lasciato alle istituzioni  pur stabilendo che un'eccezione doveva
comunitarie competenti in materia di po-     essere fatta «per i quantitativi di gritz
litica agricola il compito di far cessare la venduti a prezzi maggiorati degli importi
situazione discriminatoria. Dopo di ciò,     corrispondenti alle restituzioni non ver-
il Consiglio, con i regolamenti 1125 e       sate, in forza di contratti che garantivano
1127 del 22 maggio 1978, ripristinò, fino    all'acquirente la fruizione delle restitu-
al termine della campagna 1978-1979, il      zioni eventualmente ripristinate». La
regime delle restituzioni alla produzione    Corte dispose altresì che le somme do-
del gritz, ma soltanto a decorrere dalla     vute fossero maggiorate degli interessi
data delia sentenza, e cioè dal 19 ottobre   del 6 % a decorrere dalla data della sen-
1977. Insoddisfatte di tale limitazione, le  tenza e che le parti presentassero, entro
società francesi Dumortier, Maïseries du     dodici mesi dalla pronuncia della sen-
Nord, Maïseries de Beauce, Costimex,         tenza, «i dati relativi all'entità del risarci-
Maïseries Alsaciennes, insieme alle due
                                             mento stabiliti di comune accordo». In
anzidette società Moulins et Huileries de
                                             mancanza di accordo, esse . . . «avreb-
Pont-à-Mousson e Providence Agricole
de la Champagne, chiesero alla Corte di      bero fatto pervenire alla Corte, entro lo
condannare il Consiglio al risarcimento      stesso termine, le loro conclusioni suffra-
del danno da esse subito per la mancata.     gate da dati numerici».
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Dopo diverse proroghe del termine fis-         versione vigente al momento della pro-
sato da questa sentenza, le imprese ricor-     duzione di ciascun quantitativo di gritz.
renti conclusero finalmente, nel gennaio       L'argomentazione svolta dal Consiglio
1981, un accordo con la Commissione ed         poggia sul confronto fra il contenuto
il Consiglio, precisando le quantità di        della domanda formulata dalle imprese
granturco impiegate per la produzione di       ricorrenti e il dispositivo della sentenza.
gritz e determinando l'ammontare delle         In effetti, le attrici avanzarono una do-
restituzioni, espresse in unità di conto,      manda principale e una subordinata: con
relative al periodo I o agosto 1975 - 19       la prima, chiesero il risarcimento nella
ottobre 1977. Rimase tuttavia fra le im-       misura risultante dall'applicazione del
prese e le istituzioni una divergenza di       tasso di conversione UC-FF, vigente al
punti di vista circa la data da prendere in    momento delle singole operazioni pro-
considerazione per la conversione delle        duttive, nonché gli interesse a far data
unità di conto in franchi francesi, mo-        dalle scadenze mensili delle restituzioni
neta nazionale di tutte le società ricor-      non percepite, mentre con la domanda
renti. Le istituzioni sostenevano infatti      subordinata — formulata per il caso che
che la data da prendere in considera-          non venisse loro riconosciuto il diritto
zione fosse quella della produzione del        agli interessi di mora — chiesero la con-
gritz, mentre le imprese erano del parere      danna della Comunità al risarcimento del
che ci si dovesse riferire alla data della     danno calcolato sulla base del valore del-
sentenza che ha riconosciuto il loro di-       l'unità di conto al momento della pro-
ritto ad ottenere il risarcimento ed ha in-    nuncia della sentenza. Il fatto che la
dicato i criteri per la quantificazione del    Corte abbia riconosciuto il diritto delle
danno. In attesa della soluzione di questa     ricorrenti agli interessi (sebbene calcolati
divergenza (che, come vedremo, riveste         con un criterio diverso) significherebbe,
una importanza economica non trascura-         secondo il Consiglio, che è stata accolta
bile), le istituzioni hanno pagato le          la domanda principale, e rispinta quella
somme calcolate sulla base del tasso di        subordinata: di conseguenza non si po-
conversione da esse ritenuto applicabile:      trebbe ora stabilire che spetta alle im-
5,633 FF per UC relativamente al pe-           prese produttrici un risarcimento più ele-
riodo dal 1 ° agosto 1975 al 31 luglio         vato di quello da esse chiesto con la do-
 1977 e 5,7806 FF per UC relativamente         manda principale, come avverrebbe se si
al successivo periodo dal 31 luglio al 18      applicasse alla conversione delle unità di
ottobre 1977. Ciò che le imprese ricor-        conto in franchi francesi un tasso più
renti chiedono adesso alla Corte è di de-      vantaggioso di quello che vigeva al mo-
terminare il risarcimento spettante loro       mento delle scadenze mensili dei paga-
sulla base del tasso di 6,73056 FF per         menti delle restituzioni. Interpretare la
ECU (frattanto sostituito alla UC) in vi-      sentenza in modo diverso — osserva an-
gore alla data della sentenza e di con-        cora la difesa del Consiglio — significhe-
dannare il Consiglio a pagare a ciascuna       rebbe ritenere che la Corte abbia cumu-
delle interessate la differenza fra le
somme già corrisposte a titolo provviso-
rio e quelle che risulteranno dall'applica-
zione del tasso sopra indicato.
2. La difesa del Consiglio invoca in
primo luogo, a sostegno del metodo rite-
nuto corretto per il computo del risarci-
mento, la citata sentenza del 4 ottobre
 1979, la quale avrebbe implicitamente
stabilito l'applicabilità del tasso di con-.
                                                                                      1753
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lato il riconoscimento del criterio di con-    formulata la richiesta di risarcimento
versione più favorevole alle imprese (as-      nella domanda principale e, dall'altro,
sunto dalle ricorrenti nel capo di do-         alla non indicazione degli interessi nella
manda subordinato) con l'attribuzione          domanda subordinata. Soltanto se la
degli interessi (non contemplati nella do-     Corte avesse riconosciuto alle imprese gli
manda subordinata), accordando così più        interessi nella misura in cui esse li ave-
di quanto era stato richiesto e violando il    vano richiesti (e cioè con decorrenza
principio della corrispondenza fra peti-       dalle singole scadenze delle restituzioni
tum e pronuncia.                               non percepite) sarebbe ragionevole sup-
                                               porre che anche il calcolo del risarci-
                                               mento debba avvenire conformemente
                                               alla domanda principale, e la sentenza
Evidentemente, questa argomentazione           dovrebbe probabilmente essere interpre-
non tiene alcun conto della circostanza        tata in questo senso. Ma le cose stanno,
che la Corte ha riconosciuto alle imprese      come abbiamo visto, diversamente.
il' diritto agli interessi a decorrere dalla
data della sentenza, e cioè dal 4 ottobre
 1979, mentre le ricorrente avevano chie-
sto che gli interessi decorressero dalle       La formulazione delle domande delle ri-
scadenze mensili delle restituzioni non        correnti non fornisce dunque una base
percepite. Considerato che tali scadenze       sufficientemente solida per interpretare la
risalgono a date diverse nell'ambito del       sentenza nel modo prospettato dalla di-
periodo I o agosto 1975 - 19 ottobre           fesa del Consiglio. Resta aperto così il
 1977, è chiaro che fra la domanda e la        problema di stabilire che cosa abbia in-
pronuncia esiste una non trascurabile dif-     teso la Corte quando ha identificato
ferenza in termini economici; in altri ter-    l'importo del risarcimento con le «somme
mini, le parti riceveranno, a titolo di in-    equivalenti alle restituzioni alla produ-
teressi, una somma sensibilmente infe-         zione di gritz . . . che . . . (le) imprese . . .
riore a quella che esse avevano per que-       avrebbero avuto il diritto di riscuotere se,
sta causale richiesto. Si deve dunque          nel periodo dal I o agosto 1975 al 19 ot-
escludere che vi sia stata coincidenza fra     tobre 1977, l'impiego di granturco per la
la sentenza sopra indicata e la domanda        produzione di gritz avesse dato diritto
principale.                                    alle stesse restituzioni dell'impiego di
                                               granturco per la produzione d'amido». Il
                                               nocciolo della questione sta nello stabi-
                                               lire se l'equivalenza fra risarcimento e
Ciò premesso, non mi sembra possa dirsi        mancate restituzioni vada intesa in senso
che la Corte abbia implicitamente re-          economico oppure in senso nominali-
spinto il modo di quantificazione del          stico, ossia come identica quantità di
danno indicato nella domanda subordi-          moneta, prescindendosi del tutto dal de-
nata. Una interpretazione del genere è in      prezzamento o dall'apprezzamento che
contrasto con l'esigenza di valutare i di-      medio tempore, cioè tra il momento del
versi capi di una domanda, e in partico-       fatto e quello della determinazione del-
 lare di una domanda risarcitoria, per il      l'importo del danno, una moneta abbia
significato economico che nel loro in-         potuto subire.
sieme rivestono. Da ciò consegue che in
una causa come quella di specie, non è
consentito separare artificiosamente do-
 manda principale e domanda subordi-            3. La motivazione della sentenza del
 nata, dando rilievo in ciascuna di esse ai    4 ottobre 1979 non contribuisce alla so-
profili meno favorevoli alle ricorrenti: e      luzione del problema. Al punto 14 la
cioè, da un lato, al modo in cui è stata.      Corte afferma, in via generale, che, es-
  1754
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sendo la causa del danno costituita dal-      il danno si è prodotto, e cioè alle sca-
l'abolizione «delle restituzioni che avreb-   denze delle restituzioni non percepite.
bero dovuto venire corrisposte ai produt-     Esse osservano che se la Corte ha risolto
tori di gritz qualora fosse stata rispettata  in questo modo limitato la questione de-
la parità di trattamento con i produttori     gli interessi, ciò può spiegarsi soltanto ri-
di amido di granturco», «l'entità del         tenendo che la valutazione del danno
danno va . . . calcolata in base all'im-      debba avvenire, secondo la Corte, alla
porto di queste restituzioni». Al punto 18    data della decisione; questo tipo di valu-
(sul quale si c soffermata la difesa del      tazione comporterebbe, infatti, l'assorbi-
Consiglio), sì ribadisce che «il danno da     mento di ogni pretesa risarcitoria relativa
risarcire va determinato in un importo        al periodo che va dalla produzione del
pari alle restituzioni che (le imprese) . . . gritz sino alla sentenza, ivi compresa la
avrebbero riscosso qualora, durante il pe-    domanda degli interessi per il ritardo nel
riodo dal I o agosto 1975 al 19 ottobre       pagamento. Secondo questa tesi, in-
 1977, l'impiego del granturco nella pro-     somma, vi sarebbe una stretta correla-
duzione di gritz destinato all'industria      zione fra decorrenza degli interessi e
della birra avesse dato diritto alle stesse   modo di valutazione del danno, nel
restituzioni dell'impiego di granturco        senso che la data fissata per la decor-
nella produzione d'amido». Ma talt            renza degli interessi dovrebbe necessaria-
espressioni, sostanzialmente coincidenti      mente coincidere con quella cui ci si rife-
con quelle adottate nel punto 1 del di-       risce per la quantificazione del danno. A
spositivo, sono polivalenti, e cioè si pre-   tal proposito le imprese ricorrenti sottoli-
stano ad essere interpretate in modo fa-      neano che, se la liquidazione del danno
vorevole all'una o all'altra delle tesi op-   fosse riferita ad un momento anteriore, il
poste: Quando infatti la sentenza parla       pregiudizio subito per circostanze quali il
di importo delle restituzioni non perce-      deprezzamento della moneta nel periodo
pite, essa non risolve il problema del mo-    successivo al fatto dannoso rimarrebbe
mento cui ci si deve riferire per determi-    senza alcuna forma di ristoro.
nare la misura pecuniaria del danno: non
dice se questo momento debba coinci-
dere con quello in cui si verifico il fatto
lesivo, come assume il Consiglio, oppure
con quello dell'emanazione della sen-
tenza che ha attribuito il risarcimento,
come invece sostengono le ricorrenti.
                                              A me non sembra che l'argomento basato
                                              sulla decorrenza degli interessi sia deci-
                                              sivo, ai fini di una interpretazione della
                                              sentenza nel senso sostenuto dalle ricor-
                                              renti. È ben possibile che queste imprese,
                                              quando formularono una domanda prin-
                                              cipale ed una subordinata, siano partite
Le ricorrenti, per accreditare la tesi che il dalla premessa che la decorrenza degli
danno va determinato applicando alle          interessi doveva coincidere con la data di
unità di conto il tasso di conversione vi-    riferimento per la liquidazione del
gente al momento della sentenza, sottoli-     danno; ed è certo che sotto l'aspetto pu-
neano che la sentenza del 4 ottobre 1979      ramente economico la coincidenza fra le
ha fissato la decorrenza degli interessi      due date è ragionevole. Dubito tuttavia
moratori alla stessa data, anziché, come      che da un rilievo di questo genere si
esse avevano chiesto, al momento in cui.      possa trarre argomento per risolvere il
                                                                                      1755
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problema dell'interpretazione della sen-      4. Negli ordinamenti delgi Stati membri
tenza. In effetti, negli ordinamenti degli    si registra una tendenza abbastanza netta
Stati membri non esiste un principio ge-      nel senso che la misura pecuniaria del
nerale in virtù del quale gli interessi mo-   danno debba essere determinata con rife-
ratori debbano decorrere dalla stessa         rimento al momento della sentenza. Mi
data cui si fa riferimento per la liquida-    sia consentito di dire che questa ten-
zione del danno; in questa materia le so-     denza trova sostegno innanzi tutto in un
luzioni adottate dai diritti nazionali sono   argomento di carattere logico: l'obbliga-
le più disparate. In alcuni, la correspon-    zione risarcitoria mira a realizzare la
sione di interessi e la loro decorrenza è     reintegrazione del patrimonio leso (c.d.
rimessa alla valutazione discrezionale del    restitutio in integrum) e un'effettiva rein-
giudice (così accade nell'ordinamento in-     tegrazione si può ottenere soltanto valu-
glese e, in parte, anche in quello danese);   tando il danno al momento della liquida-
in altri, la decorrenza è fissata o alla data zione, non ad un momento precedente.
della messa in mora del debitore (lo di-      Se non si seguisse questa via, la vittima
spone l'ordinamento della Repubblica fe-      dell'illecito extra-contrattuale sopporte-
derale) oppure a quella della sentenza        rebbe un duplice rischio: quello di un au-
(soluzione accolta negli ordinamenti          mento di valore del bene o dell'interesse
francese e belga). La circostanza che la      danneggiato tra il momento del fatto e
Corte abbia fatto decorrere gli interessi     quello della liquidazione e quello del de-
dal momento della sentenza può a mio          prezzamento della moneta. Anche se
avviso valere tutt'al più come indizio di     quest'ultimo è un fatto indipendente dal
una certa propensione a far coincidere la     comportamento dell'autore del danno e
data della liquidazione del danno con         da quello della vittima, non si può tra-
quella della decorrenza degli interessi.      scurare la considerazione che il soggetto
                                              obbligato al risarcimento ha compiuto un
                                              illecito e pertanto è ragionevole che egli
                                              ne subisca tutte le conseguenze, com-
                                              prese quelle connesse alla svalutazione
                                              monetaria. Inoltre, va tenuto presente
                                              che, se l'obbligato avesse subito risarcito
                                              la parte lesa, la svalutazione monetaria
                                              non avrebbe giocato alcun ruolo.
Le considerazioni svolte rafforzano la
mia opinione che dalla sentenza del 4 ot-
tobre 1979 non possono desumersi pre-
cise indicazioni circa il momento cui si
deve far riferimento per individuare il
tasso di conversione da applicare alle
unità di conto onde trasformarle in fran-
chi francese. Credo perciò che sia neces-
sario collocarsi su di un piano diverso,
cercando di stabilire come si procede alla    Conviene ora passare all'esame delle de-
 liquidazione del danno in base ai principi   cisioni giurisprudenziali che si occupano
comuni agli ordinamenti degli Stati           della data, cui occorre riferirsi per la li-
 membri, cui l'articolo 215 del Trattato      quidazione del danno; senza trascurare
CHE rinvia. Le conclusioni cui si per-        al tempo stesso le decisioni che affron-
verrà su questo terreno potranno poi co-      tano il problema del tasso di conversione
stituire uno strumento valido per l'inter-    da applicare alle obbligazioni espresse
pretazione della sentenza.                    originariamente in valuta straniera. I due
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temi sono strettamente connessi: e in-           giudice deve tenerne conto, anche di uf-
fatti, sia che si tratti di liquidare il danno   ficio, ai fine di rendere effettiva la reinte-
o di individuare il tasso di conversione         grazione patrimoniale (v. Cassazione
applicabile, si prendono in considera-           16. 2. 1978, n. 760; 21. 2. 1978, n. 845;
zione più o meno le variazioni di valore         17. 1. 1979, n. 338; 30. 1. 1979, n. 689).
della moneta, a seconda che la data della        La stessa giurisprudenza afferma che
nascita dell'obbligazione sia più o meno         l'obbligazione di risarcimento conserva la
lontana da quella della sentenza. In par-        natura di obbligazione di valore anche
ticolare la Corte di cassazione francese,        quando il danno consista nella perdita di
in sede civile e penale, nel determinare la      una somma di danaro, giacche in tal caso
misura pecuniaria del danno, tiene conto         la somma di danaro non costituisce l'og-
del tempo intercorso fra la produzione           getto dell'obbligazione ma solo un ele-
del fatto e la liquidazione del risarci-         mento per la commisurazione del danno
mento, anche sotto il profilo delle varia-       (v. Cassazione 13. 7. 1978, n. 3542; 5. 1.
zioni del valore della moneta intervenute        1979, n. 30).
medio tempore. Questa giurisprudenza in-
dividua, in tema di responsabilità extra-
contrattuale, il tasso di conversione al
momento del pagamento (v. Cass. Req.
3. 5. 1946, Ree. Sirey 1951, 1, 33; Cass.
Comm. 18. 11. 1952, Bull. civ. III, n.
355, p. 273) oppure al momento della li-
quidazione giudiziale (v. Cass. Crim. 7.
7. 1966, Gaz. Pai. 1966, 2, 193). Il Con-
siglio di Stato francese è invece orientato
nel senso che, nel settore della responsa-       Quanto al diritto inglese, ricordo che
bilità extracontrattuale della pubblica          l'orientamento recentemente espresso
amministrazione, i crediti per risarci-          dalla giurisprudenza nei casi Miliangos e
mento espressi in moneta straniera si de-        The Despina R (sentenze della House of
vono convertire in moneta nazionale al           Lords 5. 11. 1975, Miliangos v George
tasso in vigore al momento in cui nasce il       Frank (Textiles) Ltd, in [1976] AC 443, e
credito, cioè nel momento in cui si è            19. 10. 1978, The Despina R, in [1978] 3
prodotto il fatto dannoso.                       WLR 804) è nel senso che il risarcimento
                                                 deve rispondere al principio della restitu-
                                                 tio in integrum, e che la misura pecunia-
                                                 ria del danno può essere determinata an-
                                                 che in moneta straniera, da convertirsi in
                                                 moneta nazionale al tasso del giorno del
                                                 pagamento. Un analogo orientamento si
                                                 rileva nel diritto della Repubblica fede-
                                                 rale di Germania, secondo il quale l'am-
                                                 montare del danno deve essere calcolato
                                                 con riferimento al momento in cui il de-
                                                 bitore adempie all'obbligazione di inden-
Secondo la giurisprudenza italiana, è pa-        nizzare la vittima. L'ordinamento belga
cifico che l'obbligazione di risarcimento        parte dall'idea che il risarcimento ha lo
del danno derivante da fatto illecito è          scopo di ricostituire integralmente il pa-
obbligazione «di valore»; ne consegue            trimonio del danneggiato e che, in que-
che, se tra il momento della produzione          sta prospettiva, il danno deve essere valu-
del danno e quello della liquidazione del        tato con riferimento al momento della li-
risarcimento si verifica una diminuzione         quidazione giudiziale; se la condanna è
del potere di acquisto della moneta, il.         espressa in moneta straniera, la conver-
                                                                                          1757
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sione in moneta nazionale deve farsi al      vigore il 4 ottobre 1979, cioè alla data
tasso in vigore il giorno del pagamento.     della sentenza che condannò la Comu-
Nell'ordinamento olandese, allorché il ri-    nità a risarcire le imprese danneggiate. In
sarcimento del danno è determinato in         questo modo, si evita che le vittime del-
moneta straniera, il debitore può liberarsi   l'illecito sopportino le conseguenze nega-
pagando la somma corrispondente in           tive del deprezzamento della moneta ve-
moneta nazionale al tasso di conversione      rificatosi dopo il fatto dannoso e si rico-
del giorno del pagamento. Gli ordina-         stituisce il loro potere d'acquisto allo
menti irlandese e danese sembrano vice-       stesso livello al quale esso sarebbe stato a
versa orientati nel senso di non tener        suo tempo, se le restituzioni non fossero
conto delle variazioni del valore della       state mai interrotte.
moneta o dei tassi di conversione che
siano intervenute nel periodo fra il verifi-
carsi del fatto dannoso e la liquidazione
giudiziale del risarcimento.
                                              5. La soluzione che mi sembra da pre-
                                              ferire trova una significativa conferma
                                              nel principio di eguaglianza. Basta osser-
Così stando le cose, credo si possa affer-    vare in proposito che la tesi sostenuta
mare che nell'ambito comunitario vi è         dalla difesa del Consiglio, secondo cui il
una tendenza sufficientemente chiara e        tasso applicabile dovrebbe essere quello
diffusa nel senso che la determinazione       in vigore al momento in cui sarebbe ma-
del risarcimento nei casi di responsabilità   turata ciascuna delle restituzioni non
extra-contrattuale si effettua tenendosi      percepite, darebbe luogo ad una palese
conto anche della incidenza che possono       discriminazione di trattamento fra le im-
avere le circostanze successive al mo-        prese operanti in paesi a moneta debole
mento della produzione del fatto dan-         (come la Francia) e quelle operanti vice-
noso. Questa tendenza è a mio avviso          verso in paesi a moneta forte, cioè in
espressione del principio generale, se-       paesi la cui moneta ha acquistato mag-
condo cui il risarcimento ha la funzione      gior valore, relativamente alle altre mo-
di reintegrare il patrimonio leso dall'ille-  nete comunitarie, nel tempo intercorso
cito: pertanto una liquidazione che pre-      fra le scadenze delle restituzioni non
scindesse, ad esempio, dalle variazioni di    percepite e l'emanazione della citata sen-
valore della moneta intervenute dopo il       tenza di questa Corte (il caso tipico è
 fatto dannoso, sarebbe illusoria e non       quello della valuta della Repubblica fede-
 realizzerebbe l'effettiva reintegrazione     rale di Germania). Ed invero se il risarci-
 del patrimonio.                              mento del danno fosse effettuato in con-
                                              formità al punto di vista del Consiglio, le
                                              imprese dei paesi la cui moneta si è sva-
                                              lutata riceverebbero, attualmente, una
                                              quantità di potere di acquisto, cioè una
                                              quantità di ricchezza, inferiore a quella
                                              che, sempre attualmente, riceverebbero le
Applicando tale principio al caso di spe-     imprese dei paesi la cui moneta non si è
 cie, l'ammontare del risarcimento va de-     svalutata (o si è svalutata in misura mi-
 terminato convertendo le unità di conto      nore). Alla quantità di franchi francesi
 (il cui importo è stato concordato dalle     che le imprese francesi avrebbero perce-
 parti) in franchi francesi (moneta nazio-    pito al momento della produzione delle
 nale delle imprese creditrici) al tasso in.  partite di gritz che non fruirono di aiuti
  1758
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corrisponde infatti attualmente un potere      La testi da me accolta trova un'ulteriore
d'acquisto indebolito, mentre alla quan-       anche se indiretta conferma nella giuri-
tità di marchi che le imprese tedesche         sprudenza della nostra Corte. La sen-
avrebbero ricevuto allora corrisponde,         tenza del 13 febbraio 1980 nella causa
oggi, un potere d'acquisto rafforzato. Il      256/78, Misenta e/ Commissione (Rac-
decorso del tempo non è stato neutrale,        colta 1980, p. 219) ha infatti determinato
ma ha alterato notevolmente il rapporto        il tasso di cambio da applicare per il rim-
fra le valute, e quindi fra il valore effet-   borso delle spese di malattia facendo ri-
tivo dei crediti risarcitori delle diverse     ferimento non al giorno della prestazione
imprese. Ora, a me sembra indispensabile       medica, come pretendeva la Commis-
che il risarcimento oggi attribuito assicuri   sione, ma al momento del rimborso, e ha
a tutte le imprese lo stesso potere d'ac-      motivato questa presa di posizione affer-
quisto che avrebbero garantito le restitu-     mando che «il ritardo che può interve-
zioni, se fossero state tempestivamente        nire fra il giorno del pagamento delle
corrisposte: solo in questo modo infatti       prestazioni e quello del rimborso può im-
viene rispettato il principio della parità di  plicare disparità fra i dipendenti, a se-
trattamento.                                   conda che essi prestino servizio in un
                                               paese a moneta debole o in un paese a
                                               moneta forte» (punto 11 della motiva-
                                               zione). La Corte, quindi, riferendosi al-
                                               l'adempimento di un obbligo che ha la
                                               sua fonte nello Statuto del personale, ha
                                               ritenuto che dovesse applicarsi il tasso di
                                               cambio del momento della liquidazione e
                                               non quello vigente al momento in cui
La difesa del Consiglio invoca anch'essa       l'obbligo è sorto. Mi sembra ragionevole
questo principio, ma per trarne conse-         applicare un analogo criterio alle obbli-
guenze di segno opposto. Essa fa notare        gazioni di risarcimento sia perchè il prin-
che, applicandosi alla conversione delle       cipio di eguaglianza gioca un ruolo deci-
unità di conto in moneta nazionale il          sivo anche in questa ipotesi, sia perchè
tasso in vigere al momento della sen-          soltanto l'applicazione di un tasso ag-
tenza del 1979, si dovrebbero versare          giornato permette al risarcimento di as-
oggi alle imprese dei paesi a moneta           solvere alla sua funzione di reintegra-
forte delle somme nominalmente inferiori       zione del patrimonio della parte lesa.
a quelle che esse avrebbero ricevuto alla
scadenza delle restituzioni non percepite;
si verificherebbe così a suo avviso una di-
scriminazione a vantaggio delle imprese
operanti in paesi a moneta debole, le
quali riceverebbero oggi somme più ele-
vate di quelle che avrebbero ricevuto, se
il pagamento delle restituzioni fosse av-
venuto in coincidenza con le singole
operazioni. Ma questa argomentazione è
priva di qualsiasi fondamento, in quanto
sembra dimenticare che il valore della
moneta è mutato dopo la produzione del         In senso contrario non vale invocare,
fatto dannoso e che proprio per assicu-        come fa la difesa del Consiglio, l'articolo
rare l'effettiva parità di trattamento è in-   4, paragrafo 2, del regolamento del Con-
dispensabile versare oggi importi nomi-        siglio 1134/68. Secondo tale norma «le
nalmente diversi alle imprese apparte-         somme dovute a o da uno Stato membro
nenti a Stati membri diversi.                  o un organismo che ne ha ricevuto de-
                                                                                      1759
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bito mandato, espresse in moneta nazio-      un parallelo fra l'adempimento dell'ob-
nale e che corrispondano ad importi fis-    bligo di pagare le restituzioni (al quale la
sati in dette disposizioni in unità di      citata disposizione si riferisce) e l'adem-
conto, sono pagate utilizzando il rap-      pimento dell'obbligo di risarcire i danni
porto tra l'unità di conto e la moneta na-   provocati alle imprese dalla mancata per-
zionale che era in vigore al momento         cezione delle restituzioni medesime, in
della realizzazione dell'operazione . ..».   un periodo nel quale il beneficio delle re-
Non si può infatti, a mio avviso, stabilire  stituzioni era stato soppresso.
6. In conclusione, propongo che la Corte, decidendo sui ricorsi delle im-
prese francesi produttrici di gritz nelle cause riunite 64 e 113/76, 167 e
239/78, 27, 28 e 45/79, condanni la Comunità economica europea a versare
alle imprese ricorrenti, a titolo di risarcimento dei danni subiti per violazione
del principio di eguaglianza, le somme che risulteranno dalla conversione in
franchi francesi delle unità di conto .— spettanti a ciascuna di esse in forza
dell'accordo concluso nel gennaio del 1981 con le istituzioni convenute — al
tasso in vigore alla data del 4 ottobre 1979; con l'aggiunta degli interessi del
6 % a decorrere dalla medesima data e con detrazione degli importi già ver-
sati alle imprese a titolo provvisorio.
Quanto alle spese, la Corte è stata invitata dalle parti a definire l'ammontare
di quelle inerenti all'attività processuale svolta dalle ricorrenti fino all'ac-
cordo parziale, raggiunto nel gennaio 1981, sull'importo del danno risarcibile
espresso in unità di conto. Le imprese ricorrenti indicano l'ammontare di
queste spese in misura forfettaria, senza specificare le varie voci. Vengono
così richieste, a titolo di spese processuali, le somme seguenti: FF 45 000
 nella causa 64/76, FF 42 500 nella causa 113/76, FF 57 000 nella causa
 167/78, FF 40 000 nella causa 239/78, FF 100 000 nella causa 27/79,
FF 86 500 nella causa 28/79 e FF 10 000 nella causa 45/79. Il Consiglio
considera troppo elevate queste pretese, soprattutto in considerazione del
fatto che si tratta di cause identiche le quali hanno richiesto tutte la mede-
sima trattazione.
 Questa osservazione del Consiglio mi sembra fondata. Proprio perchè si
 tratta di cause identiche, mi sembra equo determinare le somme dovute a
ciascuna impresa per spese processuali relative all'attività svolta fino al gen-
 naio 1981 nella maniera seguente: FF 31 500 nella causa 64/76, FF 29 750
 nella causa 113/76, FF 39 000 nella causa 167/78, FF 28 000 nella causa
  1760
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239/78, FF 70 000 nella causa 27/79, FF 60 550 nella causa 28/79, FF 7 000
nella causa 45/79. Ciò tenendo conto, beninteso, del diverso valore delle
singole cause.
Quanto infine alle spese relative all'attività processuale svolta dalle ricorrenti
dopo il gennaio 1981, il relativo onere va posto a carico del Consiglio in base
al principio della soccombenza. La questione dell'ammontare dovrà essere
successivamente esaminata e decisa, qualora le parti non raggiungano un ac-
cordo sul punto.
                                                                              1761