CELEX: 52013PC0208
Language: it
Date: 2013-04-16
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in seno all'Organizzazione marittima internazionale (IMO) per quanto riguarda l'adozione di determinati codici e delle modifiche alle convenzioni relative a tali codici

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		52013PC0208
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla posizione da adottare a nome dell'Unione europea in seno all'Organizzazione marittima internazionale (IMO) per quanto riguarda l'adozione di determinati codici e delle modifiche alle convenzioni relative a tali codici /* COM/2013/0208 final - 2013/0111 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
La presente proposta della Commissione
riguarda la definizione della posizione dell'Unione in differenti organismi
dell'IMO in relazione ai seguenti punti:
(a)                   
l'adozione di un codice per l'applicazione degli
strumenti dell'IMO (nel prosieguo il "codice III");
(b)                   
l'adozione di un codice IMO per gli organismi
riconosciuti (nel prosieguo il "codice RO");
(c)                   
l'adozione delle modifiche da apportare a talune
convenzioni internazionali; e
(d)                   
l'accettazione di tali modifiche in conformità alle
pertinenti disposizioni delle convenzioni di cui trattasi.
1.1.        Il codice III
Il progetto di codice III ha l'obiettivo di
migliorare a livello mondiale la sicurezza marittima e la protezione dell'ambiente
marino e di coadiuvare gli Stati nell'applicazione dei seguenti strumenti:
·                        
la convenzione internazionale per la salvaguardia
della vita umana in mare del 1974 (SOLAS 1974), quale modificata, e il suo
protocollo del 1988; 
·                        
la convenzione internazionale per la prevenzione
dell'inquinamento causato da navi del 1973, quale modificata dai relativi
protocolli del 1978 e 1997, e successive modifiche (MARPOL 73/78); 
·                        
la convenzione sul regolamento internazionale per
prevenire gli abbordi in mare del 1972, quale modificata (COLREG 1972); 
·                        
la convenzione internazionale sulla linea di carico
del 1966 (LL 1966) e il suo protocollo del 1988;
·                        
la convenzione internazionale sulle norme relative
alla formazione della gente di mare, al rilascio di brevetti e ai servizi di
guardia del 1978, (STCW) quale modificata; e
·                        
la convenzione internazionale sulla stazzatura
delle navi mercantili del 1969 (TONNAGE 1969).
Il codice presenta sia disposizioni
obbligatorie, sia raccomandazioni relative agli aspetti considerati necessari
affinché le parti contraenti possano dare piena e completa applicazione alle
disposizioni degli strumenti internazionali applicabili da esse sottoscritti.
Gli ambiti contemplati sono i seguenti:
·                        
per quanto riguarda gli Stati di bandiera, gli
Stati costieri e gli Stati di approdo: disposizioni generali relative alla
strategia di attuazione, all'ambito di applicazione, alle azioni iniziali, alla
comunicazione delle informazioni, alla tenuta dei registri e agli interventi di
miglioramento.
·                        
Per quanto riguarda gli Stati di bandiera:
attuazione, delega di autorità, esecuzione, ispettori dello Stato di bandiera,
indagini, valutazione e riesame dello Stato di bandiera.
·                        
Per quanto riguarda gli Stati costieri: attuazione,
esecuzione, valutazione e riesame.
·                        
Per quanto riguarda gli Stati di approdo:
attuazione, esecuzione, valutazione e riesame.
1.2.        Il codice RO
Il progetto di codice RO ha l'obiettivo di
fornire agli Stati di bandiera una norma per la valutazione e l'autorizzazione
degli organismi riconosciuti, come pure meccanismi per una coerente, efficace
ed effettiva supervisione degli stessi, e di chiarire le responsabilità degli
organismi autorizzati come organismi riconosciuti e l'ambito di applicazione di
tale autorizzazione.
Il codice interessa gli strumenti seguenti:
·                        
la convenzione internazionale per la salvaguardia
della vita umana in mare del 1974, quale modificata (SOLAS 1974);
·                        
il protocollo del 1978 relativo alla convenzione
internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi del 1973;
·                        
il protocollo del 1988 della convenzione
internazionale sulla linea di carico del 1966.
Il codice si applica a tutti gli organismi
presi in considerazione ai fini del riconoscimento o riconosciuti da uno Stato
di bandiera per eseguire, per suo conto, certificazioni e servizi statutari
nell'ambito di strumenti obbligatori dell'IMO o della legislazione nazionale, e
a tutti gli Stati di bandiera che intendono concedere tale riconoscimento.
Il codice contiene disposizioni obbligatorie
per quanto concerne la delega di autorità e la comunicazione di informazioni e
stabilisce:
·                        
i requisiti obbligatori che un organismo deve
soddisfare per essere riconosciuto da uno Stato di bandiera;
·                        
i requisiti obbligatori che un organismo
riconosciuto deve soddisfare quando esegue certificazioni e servizi statutari
per conto dello Stato di bandiera che ne ha rilasciato l'autorizzazione;
·                        
i requisiti obbligatori che gli Stati di bandiera
devono rispettare quando autorizzano un organismo riconosciuto;
·                        
gli orientamenti per la supervisione degli
organismi riconosciuti da parte dello Stato di bandiera.
1.3.        Adozione dei codici
1.3.1.     Adozione del codice III
Il codice III, già approvato dal comitato per
la protezione dell'ambiente marino dell'IMO nella sua 64a sessione
(MEPC 64, ottobre 2012) e dal comitato per la sicurezza marittima dell'IMO nella
sua 91a sessione (MSC 91, novembre 2012), dovrebbe essere adottato
dalla 28a assemblea dell'IMO nel dicembre 2013.
1.3.2.     Adozione del codice RO
Il codice RO, già approvato dal comitato per
la protezione dell'ambiente marino dell'IMO nella sua 64a sessione
(ottobre 2012) e dal comitato per la sicurezza marittima dell'IMO nella sua 91a
sessione (novembre 2012), dovrebbe essere adottato dagli stessi comitati nel
maggio e giugno 2013, rispettivamente nella loro 65a e 92a
sessione.
1.4.        Modifica delle pertinenti
convenzioni internazionali
1.4.1.     Adozione di modifiche relative
al codice III
Nella sua 64a sessione il comitato
per la protezione dell'ambiente marino dell'IMO ha approvato le modifiche ai
protocolli del 1978 e del 1997 relativi alla convenzione MARPOL, allo scopo di
rendere obbligatorio il codice III, unitamente a un sistema associato di audit
degli Stati di bandiera. Il comitato dovrebbe adottare tali modifiche nel 2014
nella sua 66a sessione.
Nella sua 91a sessione il comitato
per la sicurezza marittima dell'IMO ha approvato le modifiche alla convenzione
SOLAS e al protocollo del 1988 relativo alla convenzione sulla linea di carico,
allo scopo di rendere obbligatorio il codice III, unitamente a un sistema
associato di audit degli Stati di bandiera. Nella sua 92a sessione,
prevista nel giugno 2013, il comitato dovrebbe approvare le modifiche alla
convenzione STCW finalizzate agli stessi obiettivi. Il comitato dovrebbe
adottare le modifiche di cui al presente paragrafo nel 2014 nella sua 93a
sessione.
Nella sua 91a sessione il comitato
per la sicurezza marittima dell'IMO ha approvato le modifiche alle convenzioni
sulla linea di carico, COLREG e sulla stazzatura delle navi mercantili allo
scopo di rendere obbligatorio il codice, unitamente a un sistema associato di
audit degli Stati di bandiera, in vista di un'eventuale adozione nel corso
della 28a assemblea.
1.4.2.     Adozione di modifiche relative
al codice RO
Nella sua 64a sessione il comitato
per la protezione dell'ambiente marino dell'IMO ha approvato le modifiche al
protocollo del 1978 relativo alla convenzione MARPOL, allo scopo di rendere
obbligatorio il codice RO. Il comitato dovrebbe adottare tali modifiche nel
corso della sua 65a sessione prevista nel maggio del 2013.
Nella sua 91a sessione il Comitato
per la sicurezza marittima dell'IMO ha approvato le modifiche alla convenzione
SOLAS e al protocollo del 1988 relativo alla convenzione sulla linea di carico,
allo scopo di rendere obbligatorio il codice RO. Il comitato dovrebbe adottare
tali modifiche nel corso della sua 92a sessione.
1.4.3.     Accettazione e entrata in vigore.
Riserve.
Una volta approvate e adottate dal competente
comitato o dall'assemblea dell'IMO, a seconda dei casi, le modifiche alle
convenzioni sopracitate saranno sottoposte alle rispettive parti contraenti in
modo che le stesse dichiarino il proprio consenso ad essere vincolate dalle
modifiche in questione, esplicitamente o tacitamente, conformemente alle disposizioni
di ciascuna convenzione.
Nessuna delle convenzioni sopramenzionate
contiene clausole che escludano la formulazione di riserve per quanto riguarda
le modifiche.
1.4.4.     Tabella riepilogativa
Per rendere più agevoli i riferimenti, di
seguito è presentata una tabella riepilogativa delle tappe illustrate nella
sottosezione precedente:       
 Codice o convenzione || Approvazione || Adozione prevista || Tipo di accettazione || Periodo di circolazione || Accettazione prevista || Entrata in vigore prevista delle modifiche 
 Codice III || MEPC[1]64, ottobre 2012 MSC[2]91, novembre 2012 || 28a assemblea dell'IMO, dicembre 2013 || -/- || -/- || -/- || -/- 
 Convenzione sulla linea di carico del 1966   (Codice III)   || MSC91, novembre 2012 || 28a assemblea dell'IMO, dicembre 2013 || Unanime e tacita, oppure || 3 anni   || 1.1.2017 || 1.1.2018[3] 
 maggioranza dei 2/3 ed esplicita || Sulla base del raggiungimento di un numero sufficiente di accettazioni esplicite ||   || A partire da 12 mesi dopo il raggiungimento di un numero sufficiente di accettazioni esplicite 
 Convenzione sulla stazzatura del 1969, (Codice III)   || MSC91, novembre 2012 || 28a assemblea dell'IMO, dicembre 2013 || Unanime e tacita, oppure || 2 anni || 1.1.2016 || 1.1.2017[4] 
 maggioranza dei 2/3 ed esplicita || Sulla base del raggiungimento di un numero sufficiente di accettazioni esplicite ||   || A partire da 12 mesi dopo il raggiungimento di un numero sufficiente di accettazioni esplicite 
 Regolamenti sugli abbordi (Codice III) || MSC91, novembre 2012 || 28a assemblea dell'IMO, dicembre 2013 || Maggioranza dei 2/3 Tacita || 18 mesi || 1.7.2015 || 1.1.2016 
 Codice RO || MEPC64, ottobre 2012 MSC91, novembre 2012 || MEPC65, maggio 2013 MSC92, giugno 2013 || -/- || -/- || -/- || -/- 
 Protocollo MARPOL del 1978 (Codice RO)   || MEPC64, ottobre 2012 || MEPC65, maggio 2013 || Maggioranza dei 2/3 Tacita || ≥ 10 mesi || 1.4.2014 || 1.10.2014 
 Convenzione SOLAS e protocollo del 1988 relativo alla linea di carico; (Codice RO) || MSC91, novembre 2012 || MSC92, giugno 2013 || Maggioranza dei 2/3 Tacita || ≥ 1 anno || 1.7.2014 || 1.1.2015 
 Protocolli MARPOL del 1978 e 1997 (Codice III)   || MEPC64, ottobre 2012 || MEPC66, marzo 2014 || Maggioranza dei 2/3 Tacita || ≥ 10 mesi || 1.2.2015[5] || 1.8.2015[6] 
 Convenzione SOLAS e protocollo del 1988 relativo alla linea di carico; (Codice III) || MSC91, novembre 2012 || MSC93, maggio 2014 || Maggioranza dei 2/3 Tacita || ≥ 1 anno || 1.7.2015 || 1.1.2016 
 Convenzione STCW e parte A del codice STCW (Codice III) || MSC92, giugno 2013 || MSC93, maggio 2014 || Maggioranza dei 2/3 Tacita || ≥ 1 anno || 1.7.2015 || 1.1.2016 
1.5.        Normativa UE pertinente
1.5.1.     Direttiva 2009/15/CE
La direttiva 2009/15/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli
organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi
e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime[7] (nel prosieguo "la direttiva")
ha abrogato e parzialmente sostituito la direttiva 94/57/CE del Consiglio, del 22 novembre
1994, relativa alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organi che
effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi e per le pertinenti
attività delle amministrazioni marittime[8].
La direttiva disciplina le relazioni tra gli
Stati membri e gli organismi riconosciuti che gli Stati membri autorizzano a
effettuare per loro conto attività statutarie.
1.5.2.     Regolamento (CE) n. 391/2009
Il regolamento (CE) n. 391/2009 del Parlamento
europeo e del Consiglio relativo alle disposizioni ed alle norme comuni per gli
organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi[9] (nel prosieguo "il
regolamento") ha modificato e sostituito il sistema per il riconoscimento
e la valutazione delle società di classificazione precedentemente istituito
dalla direttiva 94/57/CE del Consiglio.
Il regolamento stabilisce una serie di criteri
e obblighi che gli organismi devono rispettare per ottenere e in seguito
mantenere il riconoscimento UE. Si tratta di requisiti che riguardano le
attività sia attività statutarie sia di classificazione e che sono stabiliti[10] dagli articoli 8, paragrafo 4,
9, 10 e 11 come pure nell'allegato I del regolamento. 
I requisiti di cui al regolamento hanno l'obiettivo
specifico di migliorare la sicurezza di tutte le navi nella classe degli
organismi riconosciuti, come pure di prevenirne l'inquinamento[11]. Essi sono formulati in
termini generali e non fanno alcuna distinzione di bandiera.
Il regolamento disciplina inoltre la
concessione e la revoca del riconoscimento UE, stabilisce la valutazione periodica
degli organismi riconosciuti da parte della Commissione e istituisce un sistema
di sanzioni per i casi di non conformità.
1.5.3.     Direttiva 2009/21/CE
La direttiva 2009/21/CE relativa al rispetto
degli obblighi dello Stato di bandiera[12],
che formava inoltre parte del terzo pacchetto sulla sicurezza marittima,
stabilisce una serie di obblighi per gli Stati membri che sono Stati di
bandiera. Tra essi figura in particolare l'obbligo fatto agli Stati membri di
adottare le misure necessarie per fare sì che almeno una volta ogni sette anni
venga effettuato un audit IMO delle loro amministrazioni. Tale disposizione,
tuttavia, cessa di avere vigore "al più tardi il 17 giugno 2017, o
prima di tale data, come stabilito dalla Commissione secondo la procedura di
regolamentazione di cui all'articolo 10, paragrafo 2, se è entrato in vigore un
sistema obbligatorio di audit degli Stati membri dell'IMO".
1.5.4.     Direttiva 2008/106/CE
La direttiva 2008/106/CE concernente i
requisiti minimi di formazione per la gente di mare[13] stabilisce, tra l'altro, i
requisiti minimi di formazione per la gente di mare nell'Unione sulla base
delle norme in materia di formazione di cui alla convenzione STCW e relativi
orientamenti, come pure le disposizioni relative ai periodi minimi di riposo per
il personale di guardia. a norma della medesima convenzione.
La direttiva 2008/106/CE fissa inoltre una
serie di obblighi specifici per gli Stati membri in quanto Stati di bandiera e
di approdo, quali: a) procedure e criteri comuni necessari per il riconoscimento,
da parte degli Stati membri, dei certificati rilasciati da paesi terzi basati
sui requisiti in materia di formazione e rilascio dei certificati contenuti
nella convenzione STCW; b) criteri relativi all'ispezione degli istituiti, dei
programmi e dei corsi di formazione marittima; c) disposizioni relative all'ispezione
delle navi da parte delle autorità portuali e delle autorità di controllo dello
Stato di approdo; d) disposizioni in materia di esecuzione da parte degli Stati
membri, compresi la prevenzione delle pratiche fraudolente e un sistema di
sanzioni.
1.6.        Competenza dell'UE
Alla luce dei pertinenti atti legislativi dell'UE
sopramenzionati, la Commissione ritiene che l'adozione del progetto di
codice III e di codice RO, come pure delle modifiche alle convenzioni di
cui alle precedenti sezioni 1.1 e 1.2, rientrano nella competenza esclusiva
dell'UE in virtù dell'articolo 3, paragrafo 2 del TFUE, nella misura in cui l'adozione
degli strumenti internazionali di cui trattasi possa incidere su norme comuni o
alterarne la portata. In questo senso:
1.           il progetto di codice III è
inteso a sostituire la risoluzione A.973(24) contenente il codice attualmente
in vigore per l'attuazione degli strumenti obbligatori dell'IMO e che a sua
volta aveva sostituito la risoluzione A.847(20) che gli Stati membri sono
tenuti a applicare a norma dell'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2009/15/CE.
2.           L'oggetto del codice RO è
disciplinato in modo esaustivo dalla direttiva sopramenzionata e dal
regolamento (CE) n. 391/2009, sia in modo diretto, sia mediante riferimento a
una serie di risoluzioni dell'IMO.
3.           L'articolo 7, paragrafo 2,
primo comma della direttiva 2009/15/CE stabilisce quanto segue: "Dopo l'adozione
di nuovi strumenti o protocolli delle convenzioni internazionali di cui all'articolo
2, lettera d), il Consiglio, su proposta della Commissione, decide, tenuto
conto delle procedure parlamentari degli Stati membri nonché delle pertinenti
procedure seguite nell'ambito dell'IMO, in merito alle modalità dettagliate di
ratifica di questi nuovi strumenti o protocolli e vigila a che siano applicati
uniformemente e simultaneamente negli Stati membri.".
4.           Il termine "convenzioni
internazionali" è definito sia nella direttiva 2009/15/CE (articolo 2,
lettera d)), sia nel regolamento (CE) n. 391/2009 (articolo 2,
lettera b)) per includere nella loro versione più aggiornata le
convenzioni SOLAS, MARPOL e sulla linea di carico, oltre ai relativi protocolli
e modifiche, nonché i relativi codici di applicazione è obbligatoria.
5.           Gli obblighi che incombono
agli Stati membri in quanto Stati di bandiera e Stati di approdo nel quadro
della convenzione STCW sono pienamente disciplinati dalla direttiva 2008/106/CE.
Coerentemente con una giurisprudenza
consolidata, anche se l'Unione non è membro dell'IMO, gli Stati membri non sono
autorizzati ad assumersi obblighi che possano incidere su norme UE promulgate
per conseguire gli obiettivi dei trattati, a meno che essi non siano
autorizzati a farlo in virtù di una decisione adottata dal Consiglio su
proposta della Commissione. La necessità di ottenere l'autorizzazione si
estende, pertanto, a tutti gli obblighi di questa natura a prescindere dall'oggetto
degli strumenti internazionali interessati.
1.7.        Ambiti di conflitto tra il
progetto di codici dell'IMO e il diritto dell'UE
La Commissione ritiene che i codici siano
compatibili con il diritto dell'UE ad eccezione degli ambiti sotto specificati.
1.7.1.     Progetto di codice III
1.7.1.1.  Certificati di classe o
statutari
La sezione 16, parte 2, del codice stabilisce
un elenco minimo di risorse e processi che gli Stati di bandiera devono attuare
per gestire un programma di tutela della salute e dell'ambiente. Il punto 1
della sezione citata stabilisce che detto elenco deve includere "istruzioni
di natura amministrativa finalizzate ad attuare le norme e i regolamenti
internazionali applicabili come pure a elaborare e divulgare eventuali
regolamenti interpretativi nazionali che si rendano necessari, compresi i
certificati rilasciati da una società di classificazione riconosciuta dallo
Stato di bandiera a norma delle disposizioni della regola SOLAS XI-1/1, i
certificati richiesti dallo Stato di bandiera per dimostrare la conformità con
i requisiti strutturali, meccanici, elettrici e/o altri requisiti previsti da
una convenzione internazionale di cui lo Stato di bandiera è parte contraente o
i requisiti contenuti nei regolamenti nazionali dello Stato di bandiera.".
Il regolamento (CE) n. 391/2009 e la direttiva
2009/15/CE definiscono due tipi di certificati che possono essere rilasciati
dalle società di classificazione, i "certificati statutari",
rilasciati da e per conto di uno Stato di bandiera in conformità alle
convenzioni internazionali e i "certificati di classe", documenti
rilasciati da un organismo riconosciuto per certificare l'idoneità di una nave
a un particolare utilizzo o servizio in conformità alle norme o procedure
stabilite e rese pubbliche da tale organismo riconosciuto.
In contrasto con le predette disposizioni, la
sezione 16 del progetto di codice III sembra fare riferimento a tutti i
certificati rilasciati dalle società di classificazione come a certificati
richiesti dallo Stato di bandiera e che, di conseguenza, devono rispettare le
indicazioni amministrative fornite da tale Stato. Ciò va compreso inoltre anche
come riferimento a quelli che nell'UE sono considerati attività e certificati
di classe, in particolare quelli richiesti come prova di conformità al capitolo
II-I, parte A-1, regola 3-1 della convenzione SOLAS[14] che, in quanto atti di
organismi riconosciuti, non possono beneficiare della protezione dovuta agli
atti di uno Stato. Sussiste pertanto il rischio che i requisiti di cui al
regolamento sopraccitato in materia di attività e certificati di
classificazione, o le misure attuate per garantirne l'applicazione, siano
indebitamente contestati da paesi terzi o dagli stessi organismi riconosciuti
sulla base di istruzioni amministrative differenti emananti da tali Stati.
1.7.1.2.  Autorizzazione degli organismi
riconosciuti
La parte introduttiva della sezione 18, parte 2,
del progetto di codice III stabilisce che "in relazione
esclusivamente alle navi abilitate a battere la sua bandiera, uno Stato di
bandiera che autorizza un organismo riconosciuto ad operare per suo conto per
effettuare indagini, ispezioni e audit, rilasciare certificati e documenti,
apporre la marcatura sulle navi o a svolgere altre attività statutarie previste
dalle convenzioni dell'organismo o dalla loro legislazione nazionale,
disciplinano tali autorizzazioni in conformità ai requisiti applicabili degli
strumenti internazionali obbligatori […]".
Il regolamento (CE) n. 391/2009 stabilisce che
il riconoscimento è rilasciato a livello UE e che le società di classificazione
riconosciute possono, grazie a tale riconoscimento, svolgere nell'UE attività
sia statutarie sia di classificazione. Il riconoscimento, inoltre, è rilasciato
per le attività su scala mondiale della società di classificazione. L'elenco di
criteri e obblighi minimi stabilito dal regolamento (molti dei quali sono di
natura strutturale) riguarda l'insieme delle attività dell'organismo, a
prescindere dalla bandiera.
La limitazione sopramenzionata del progetto di
codice III, secondo la quale gli Stati di bandiera possono regolamentare
le attività di un organismo soltanto per quanto riguarda le navi che battono la
loro bandiera, può essere considerata in conflitto con la serie di criteri
applicati nell'UE e considerati conditio sine qua non per la
concessione e il mantenimento del riconoscimento. Va rilevato tuttavia che il
riconoscimento è concesso dalla Commissione mentre gli Stati membri possono
autorizzare soltanto gli organismi riconosciuti a livello UE.
1.7.1.3.  Requisiti specifici
La sezione 18 del progetto di codice III
sembra fornire un elenco completo di ambiti nei quali gli Stati possono
intervenire nelle attività degli organismi riconosciuti per garantire la
conformità a determinate norme. Benché tali requisiti siano formulati in modo
estensivo, essi non riguardano tutti i criteri e gli obblighi minimi previsti
da regolamento — quali il criterio B.5 (proprietà intellettuale) o gli obblighi
relativi all'armonizzazione delle norme di classificazione e riconoscimento
reciproco, di cui all'articolo 10, paragrafo 1, del regolamento o ancora
quelli che discendono dagli obblighi degli Stati membri di cui alla direttiva 2009/15/CE
— quale la responsabilità finanziaria di cui all'articolo 5, paragrafo 2,
lettera b).
Tuttavia, dalla natura e dall'ambito di
applicazione del codice, come indicato nella sezione 6 ("Il codice mira
a disciplinare gli aspetti necessari alle parti o governi contraenti per dare
effetto pieno e completo alle disposizioni degli strumenti internazionali
applicabili di cui sono parti…"), si desume che, salvo qualora sia
formulato un divieto esplicito, le sue disposizioni vanno intese come
finalizzate alla definizione di norme minime che i singoli Stati possono
elaborare e migliorare, che è poi l'obiettivo sancito dal considerando 4 del
regolamento (CE) n. 391/2009.
1.7.1.4.  Applicazione delle regole di
classificazione
Conformemente alla sezione 19, parte 2, del
progetto di codice III "Nessuno Stato di bandiera dà mandato ai suoi
organismi riconosciuti di applicare a navi diverse da quelle autorizzate a
battere la loro bandiera qualsiasi prescrizione relativa ai loro requisiti,
regole o procedure di classificazione o all'esecuzione di altri processi di
certificazione statutaria che non sia prevista dalle disposizioni della
convenzione e dagli strumenti obbligatori dell'organismo.".
In altri termini, uno Stato di bandiera non
può imporre alle società di classificazione da esso autorizzate prescrizioni
che non sono sancite dalle disposizioni della convenzione e dagli strumenti
obbligatori dell'IMO, salvo nei casi in cui una nave batta bandiera di tale
Stato. Da quanto detto consegue che qualsiasi Stato di bandiera può
imporre le prescrizioni che sono conformi alla convenzione IMO o a altri
strumenti obbligatori dell'IMO, inclusi i codici III e RO.
Come si evince dalla sottosezione precedente, una
serie di disposizioni dei precitati regolamento e direttiva non sono
contemplati dalla prescrizione di cui trattasi.
Inoltre, come è emerso dal processo di
elaborazione dei codici, molti Stati membri percepiscono alcune delle
prescrizioni di cui trattasi come una violazione della loro sovranità. Tale
percezione è tuttavia infondata, per le ragioni di seguito illustrate:
·                        
le società di classificazione sono libere di
definire come credono le proprie regole e procedure, purché esse siano conformi
alle norme definite dall'IMO in funzione degli obiettivi. Esse adottano tali
norme e procedure sotto la loro propria ed esclusiva autorità;
·                        
ne consegue che le ispezioni effettuate a fini di
classificazione e i certificati di classificazione rilasciati al fine di stabilire
e, successivamente, attestare la conformità alle predette regole e procedure,
costituiscono attività di natura rigorosamente privata e, di conseguenza, non
si configurano né come atti di uno Stato né come atti svolti per conto di uno
Stato;
·                        
la natura privata delle attività di classificazione
e certificazione non è per nulla modificata dalla loro inclusione nella
definizione di "certificazione e servizi statutari". La natura
privata di tali attività non è inoltre inficiata dal fatto che il capitolo II-I,
parte A-1, regola 3-1 della convenzione SOLAS richiede alla parti contraenti di
assicurarsi che le navi battenti la loro bandiera siano conformi ai requisiti
strutturali, meccanici, elettrici fissati da una società di classificazione
riconosciuta dall'amministrazione: come risulta chiaro dalla formulazione della
disposizione in parola, si tratta di requisiti della società di classificazione
e non dello Stato che l'ha riconosciuta;
·                        
ogni società di classificazione è libera di
scegliere se sottoscrivere o no accordi di autorizzazione con gli Stati di
bandiera e, quindi, di accettare o rifiutare le condizioni stabilite da tali
Stati, come condizione per il riconoscimento, in relazione alle citate regole e
procedure di classificazione;
·                        
spetta pertanto ai singoli organismi riconosciuti
accertarsi che gli obblighi sottoscritti con i diversi Stati di bandiera siano
tra di loro compatibili. Se, da un lato, è perfettamente concepibile che le
condizioni di riconoscimento stabilite dai differenti Stati per quanto riguarda
attività di classificazione e certificazione possano essere tra di loro
incompatibili, dall'altro ciò non implica in nessun caso un conflitto con i
diritti di sovranità e non ha alcuna conseguenza oltre all'impossibilità che un
organismo ottenga il riconoscimento contemporaneamente da tutti o da una parte
di tali Stati.
L'esperienza maturata con le catastrofi
marittime del passato, come quelle delle navi "Erika" e "Prestige",
ambedue battenti bandiera di (all'epoca) paesi terzi ma classificate da organismi
in possesso del riconoscimento UE, ha messo in luce in che misura la sicurezza
marittima e la protezione dell'ambiente in Europa dipendano dall'efficienza
delle società di classificazione riconosciute dall'UE, negli ambiti sia
statutario sia di classificazione e a prescindere dalla bandiera. L'Unione non
può ignorare questa esigenza perché altrimenti finirebbe per legittimare la
seguente contraddizione: ovvero che gli organismi autorizzati a certificare la
sicurezza delle navi UE, e che beneficiano quindi dell'accesso a un mercato di
dimensioni e qualità considerevoli, sarebbero autorizzati a fornire prestazioni
di qualità inferiore quando certificano navi battenti bandiera di Stati terzi,
mettendo così a rischio interessi vitali e legittimi dell'Unione europea, quali
la sicurezza e la protezione dell'ambiente. Questo è il motivo per cui il
regolamento (CE) n. 391/2009, come emerge con chiarezza dagli articoli 1
e 4 in combinato disposto con il considerando 13, richiede la conformità a
opportuni criteri e obblighi di natura strutturale inerenti ai compiti sia di
classificazione sia statutari, senza distinzioni quanto alla bandiera battuta
dalla nave, come conditio sine qua non perché un organismo possa
ottenere, e mantenere in seguito, il riconoscimento a livello UE.
1.7.2.     Progetto di codice RO
1.7.2.1.  Certificati di classe o
statutari
Conformemente alla parte II, sezione 1.3, del
codice RO per "certificazione e servizi statutari" si intendono "certificati
rilasciati e servizi forniti sulla base delle leggi, regole e regolamenti
stabiliti dal governo di uno Stato sovrano. Ciò include l'esame dei piani, le
indagini e/o gli audit che permettono il rilascio o che sono utilizzati nella
procedura di rilascio di un certificato da parte o per conto di uno Stato di
bandiera al fine di provare la conformità ai requisiti previsti da una
convenzione internazionale o dalla legislazione nazionale, compresi i
certificati rilasciati da un organismo riconosciuto dallo Stato di bandiera in
conformità alle disposizioni della regola XI-1/1 della convenzione SOLAS, che
possono incorporare la conformità comprovata ai requisiti strutturali,
meccanici, elettrici dell'organismo riconosciuto nei termini del suo accordo di
riconoscimento con lo Stato di bandiera".
Tenendo conto delle definizioni di "certificato
statutario" e "certificato di classe" nell'accezione del diritto
UE, le considerazioni esposte nelle precedenti sezioni da 1.7.1.1 a 1.7.1.4
in relazione al progetto di codice III sono applicabili negli stessi termini al
progetto di codice RO.
1.7.2.2.  Cooperazione tra gli organismi
riconosciuti
La parte II, punti 3.9.3.1 e 3.9.3.2, del
progetto di codice RO prevede un meccanismo di cooperazione tra organismi
riconosciuti ma all'interno di un quadro definito dallo Stato di bandiera.
La cooperazione tra gli organismi riconosciuti
è disciplinata dall'articolo 10, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 391/2009
e riguarda le attività di classificazione e i certificati senza distinzioni
basate sulla bandiera. In contrasto con le disposizioni citate incorporate nel
diritto dell'UE, la parte II, punti 3.9.3.1 e 3.9.3.2, del codice RO sembra
stabilire alcune limitazioni alla cooperazione tra organismi riconosciuti, nel
senso che l'applicazione del codice da parte degli Stati membri implicherebbe
che a) il riconoscimento reciproco sia possibile solo se esiste un quadro
ad hoc in ciascuno Stato membro per le navi battenti la sua bandiera e b) gli
effetti di tale quadro non possano estendersi oltre di limiti della flotta
battente la bandiera di ciascuno Stato membro.
Il regolamento (CE) n. 391/2009 è direttamente
applicabile in tutti gli Stati membri e pertanto soddisfa le condizioni di cui
alla lettera a). Tuttavia, per le ragioni esposte alle sezioni 1.7.1.3 e 1.7.1.4
il quadro di cooperazione istituito dal regolamento 391/2009 oltrepassa i
limiti della flotta battente la bandiera di ciascuno Stato membro e, pertanto,
non è conforme alla condizione b) e in conflitto con la parte II, punti 3.9.3.1
e 3.9.3.2, del codice RO.
1.7.2.3.  Applicazione delle regole di
classificazione
Poiché tutte le disposizioni della parte II,
punto 3.9.3.3, del codice RO sono identiche a quelle della sezione 19, parte 2,
del progetto di codice III, valgono per tali disposizioni le
considerazioni formulate alla sottosezione 1.7.1.4.
1.7.2.4.  Autorizzazione degli organismi
riconosciuti
Conformemente alla parte II, punto 8.1.1
del progetto di codice RO "[…] uno Stato di bandiera può autorizzare un
organismo riconosciuto a operare per suo conto nel settore dei servizi e della
certificazione statutari e a fini della determinazione della stazza soltanto in
relazione alle navi autorizzate a battere la bandiera di tale Stato, come
previsto dalle convenzioni di cui trattasi. Tali autorizzazioni non devono
imporre agli organismi riconosciuti di svolgere attività che violino i diritti
di un altro Stato di bandiera.".
Questa disposizione va analizzata in
correlazione con la definizione di "certificazione e servizi statutari"
per verificare se l'estensione dei requisiti dello Stato di bandiera ai
certificati di classe e all'elenco minimo di criteri che un organismo deve
rispettare al fine di ottenere il riconoscimento a livello UE possa comportare
la violazione delle prerogative di altri Stati di bandiera. Anche qui si
applicano le considerazioni formulate alle sezioni 1.7.1.3 e 1.7.1.4.
1.8.        Audit IMO
Le previste modifiche alle convezioni
internazionali di cui trattasi istituiscono inoltre un regime obbligatorio di
audit dell'IMO definito come segue: "regime di audit degli Stati membri
dell'IMO istituito dall'organizzazione, tenendo conto degli orientamenti
elaborati dalla stessa, e inteso ad assicurare un'applicazione effettiva e
coerente degli strumenti dell'IMO e ad aiutare gli Stati a migliorare le loro
capacità e la loro efficacia in questo ambito.".
Secondo le modifiche presentate, gli Stati
membri saranno soggetti a tali audit a intervalli periodici. Come indicato, gli
audit devono garantire la conformità agli strumenti dell'IMO ed essere
articolati secondo un calendario generale messo a punto dal Segretario generale
dell'organizzazione, tenendo conto degli orientamenti elaborati.
Quindi, in linea di principio, un audit IMO
obbligatorio deve inoltre verificare la conformità alle convenzioni
internazionali, quali definite al regolamento (CE) n. 391/2009 e alla direttiva
2009/15/CE, compresi il codice III e il codice RO.
Tutto ciò premesso è necessario verificare se
possa sussistere una situazione di incompatibilità tra gli obblighi
internazionali degli Stati membri e quelli che incombono loro in virtù del
diritto UE.
L'analisi svolta alle sezioni 1.7.1 e 1.7.2
indica che in una serie di ambiti i progetti di codice III e di codice RO
sono in contrasto con il diritto UE applicabile ed è pertanto necessario
assicurarsi che gli obblighi che incombono agli Stati membri in virtù delle
pertinenti convenzioni internazionali sulla sicurezza marittima, sulla base
delle quali saranno soggetti ad audit da parte dell'IMO, siano compatibili con
i loro obblighi a livello UE.
1.9.        Direttiva 2008/106/CE
Fatte salve le considerazioni di cui alle
sezioni da 1.6 a 1.8, non sono stati individuati ambiti di conflitto tra i
progetti di codici e la direttiva 2008/106/CE.
1.10.      Conclusioni
Alla luce di quanto precede, gli Stati membri
possono accettare di essere vincolati al rispetto dei codici III e RO soltanto
qualora siano adottate le necessarie disposizioni di salvaguardia intese ad
assicurare:
(a)                   
la piena efficacia del regolamento 391/2009 e della
direttiva 2009/15/CE come pure la capacità dell'Unione di continuare a
sviluppare tale acquis; e
(b)                   
la capacità della Commissione di concedere il
riconoscimento esclusivamente agli organismi che soddisfano i criteri e gli
obblighi di cui al regolamento 391/2009 e di ritirarlo agli organismi che non
vi si conformano,
siano integralmente mantenute.
La Commissione ritiene che, al fine di
assicurare il conseguimento degli obiettivi della direttiva e del regolamento
citati, gli Stati membri dovrebbero formulare una riserva esplicita in
relazione agli obblighi che incombono loro in virtù del diritto UE quando
acconsentono di essere vincolati dai codici di cui trattasi e quando
sottopongono le rispettive amministrazioni marittime al sistema obbligatorio di
audit degli Stati membri dell'IMO.
Per quanto riguarda gli aspetti analizzati
alla sezione 1.7.1.3, dovrebbe essere sufficiente che gli Stati membri, nell'accettare
di essere vincolati dai predetti codici, chiariscano che essi interpretano tali
disposizioni in un determinato modo — nel senso che esse istituiscono soltanto
un elenco minimo di criteri che non impedisce agli Stati di bandiera di imporre
altri requisiti agli organismi riconosciuti.
Infine, anche l'obbligo degli Stati membri di sottoporsi
a un audit IMO, come stabilito dall'articolo 7 della direttiva 2009/21/CE, deve
essere considerato alla luce degli obblighi che incombono loro a livello
internazionale e UE. Pertanto, qualsiasi audit IMO dovrebbe limitarsi a
verificare la conformità alle disposizioni delle convenzioni internazionali che
gli Stati membri hanno accettato.
2013/0111 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
relativa alla posizione da adottare a nome
dell'Unione europea in seno all'Organizzazione marittima internazionale (IMO)
per quanto riguarda l'adozione di determinati codici e delle modifiche alle convenzioni
relative a tali codici
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione
europea, in particolare l'articolo 100, paragrafo 2, in combinato disposto
con l'articolo 218, paragrafo 9,
vista la proposta della Commissione europea,
considerando quanto segue:
(1)       Un codice per l'applicazione
degli strumenti dell'IMO (il "codice III"), già approvato dal
comitato per la protezione dell'ambiente marino dell'IMO nella sua 64a
sessione (MEPC 64, ottobre 2012) e dal comitato per la sicurezza marittima dell'IMO
nella sua 91a sessione (MSC 91, novembre 2012), dovrebbe essere
adottato dalla 28a assemblea dell'IMO nel dicembre 2013.
(2)       Un codice IMO relativo agli
organismi riconosciuti (il "codice RO"), già approvato da due comitati
dell'IMO (rispettivamente MEPC 64 e MSC 91), dovrebbe essere adottato dagli
stessi comitati nel maggio e giugno 2013, rispettivamente nella loro 65a
e 92a sessione.
(3)       L'MSC 91 dell'IMO ha
approvato modifiche alla convenzione internazionale sulla linea di carico del 1966
(nel prosieguo la "convenzione sulla linea di carico"), alla
convenzione sulla prevenzione delle collisioni in mare del 1972 e alla
convenzione internazionale sulla stazzatura delle navi mercantili del 1969,
allo scopo di rendere obbligatorio il codice III, unitamente a un sistema
associato di audit degli Stati di bandiera, da sottoporre all'esame e all'approvazione
della 28a assemblea dell'IMO.
(4)       L'MEPC 64 dell'IMO ha
approvato modifiche ai protocolli del 1978 e del 1997 relativi alla convenzione
internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi del 1973
(nel prosieguo la "convenzione MARPOL"), allo scopo di rendere
obbligatorio il codice III, unitamente a un sistema associato di audit degli
Stati di bandiera. Il comitato dovrebbe adottare tali modifiche nel 2014
nel corso della sua 66a sessione.
(5)       L'MSC 91 dell'IMO ha
approvato modifiche alla convenzione internazionale per la salvaguardia della
vita umana in mare del 1974 (nel prosieguo la "convenzione SOLAS") e
al suo protocollo del 1988, come pure modifiche al protocollo del 1988 relativo
alla convenzione sulla linea di carico, allo scopo di rendere obbligatorio il
codice III, unitamente a un sistema associato di audit degli Stati di bandiera.
Nella sua 92a sessione, prevista nel giugno 2013, il comitato
dovrebbe approvare le modifiche alla convenzione internazionale sulle norme
relative alla formazione della gente di mare, al rilascio di brevetti e ai
servizi di guardia del 1978 (nel prosieguo la "convenzione STCW") con
gli stessi obiettivi di cui sopra. Il comitato dovrebbe adottare le modifiche
di cui al presente paragrafo nel 2014 nella sua 93a sessione.
(6)       L'MEPC 64 dell'IMO ha
approvato le modifiche al protocollo del 1978 relativo alla convenzione MARPOL,
allo scopo di rendere obbligatorio il codice RO. Il comitato dovrebbe adottare
tali modifiche nel corso della sua 65a sessione.
(7)       L'MSC 91 dell'IMO ha
approvato le modifiche alla convenzione SOLAS e al protocollo del 1988 relativo
alla convenzione sulla linea di carico, allo scopo di rendere obbligatorio il
codice RO. Il comitato dovrebbe adottare tali modifiche nel corso della sua 92a
sessione.
(8)       Una volta adottate, le
modifiche alle convenzioni sopracitate saranno sottoposte dal Segretario
generale dell'IMO alle rispettive parti contraenti in modo che le stesse
dichiarino il proprio consenso ad essere vincolate dalle modifiche in
questione, esplicitamente o tacitamente, conformemente alle disposizioni di
ciascuna convenzione.
(9)       Nessuna delle convenzioni sopramenzionate
contiene clausole che escludano la formulazione di riserve per quanto riguarda
le modifiche.
(10)     Il progetto di codice III è
inteso a sostituire la risoluzione A.973(24) contenente il codice attualmente
in vigore per l'attuazione degli strumenti obbligatori dell'IMO e che a sua
volta aveva sostituito la risoluzione A.847(20) che gli Stati membri sono
tenuti a applicare in virtù dell'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2009/15/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle disposizioni ed alle norme
comuni per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo
delle navi e per le pertinenti attività delle amministrazioni marittime[15].
(11)     L'oggetto del codice RO è
disciplinato in modo esaustivo dalla direttiva sopramenzionata e dal
regolamento (CE) n. 391/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo
alle disposizioni ed alle norme comuni per gli organismi che effettuano le
ispezioni e le visite di controllo delle navi[16],
sia in modo diretto, sia mediante riferimento a una serie di risoluzioni dell'IMO.
(12)     Inoltre, conformemente all'articolo
7, paragrafo 2, primo comma, della direttiva 2009/15/CE, a seguito
dell'adozione di nuovi strumenti o protocolli delle convenzioni internazionali
di cui all'articolo 2, lettera d), il Consiglio, su proposta della
Commissione, decide, tenuto conto delle procedure parlamentari degli Stati
membri nonché delle pertinenti procedure seguite nell'ambito dell'IMO, in
merito alle modalità dettagliate di ratifica di questi nuovi strumenti o
protocolli e vigila a che siano applicati uniformemente e simultaneamente negli
Stati membri. Il termine "convenzioni internazionali" è definito sia
nella direttiva 2009/15/CE, sia nel regolamento (CE) n. 391/2009 per includere
nella loro versione più aggiornata le convenzioni SOLAS, MARPOL e sulla linea
di carico, oltre ai relativi protocolli e modifiche, nonché i relativi codici
la cui applicazione è obbligatoria.
(13)     Gli obblighi che incombono
agli Stati di bandiera nel quadro della convenzione STCW sono disciplinati
dalla direttiva 2008/106/CE concernente i requisiti minimi di formazione per la
gente di mare[17],
quale modificata dalla direttiva 2012/35/UE[18].
(14)     È necessario garantire la
coerenza con il diritto UE degli obblighi che incombono agli Stati membri in
relazione all'applicazione del codice III e del codice RO nel quadro delle
predette e di altre convenzioni che rendono obbligatori per le parti contraenti
i codici di cui trattasi.
(15)     La direttiva 2009/21/CE
relativa al rispetto degli obblighi dello Stato di bandiera[19] stabilisce una serie di
obblighi per gli Stati membri che sono Stati di bandiera. Tra essi figura in
particolare l'obbligo fatto agli Stati membri di adottare le misure necessarie
per fare sì che almeno una volta ogni sette anni venga effettuato un audit IMO
delle loro amministrazioni. Tale disposizione, tuttavia, cessa di avere vigore
al più tardi il 17 giugno 2017, o prima di tale data, come stabilito dalla
Commissione, se è entrato in vigore un sistema obbligatorio di audit degli
Stati membri dell'IMO.
(16)     Per le ragioni
sopramenzionate, il codice III e il codice RO, come pure le corrispondenti
modifiche alle convenzioni sopracitate, rientrano nella competenza esclusiva
dell'UE in virtù dell'articolo 3, paragrafo 2 del TFUE, nella misura in cui l'adozione
degli strumenti internazionali di cui trattasi possa incidere su norme comuni o
alterarne la portata. 
(17)     Una serie di disposizioni del
progetto di codice III è in conflitto con gli strumenti del diritto UE
sopramenzionati, in particolare per quanto concerne: a) l'estensione del codice
alle istruzioni amministrative dello Stato di bandiera in materia di attività e
certificati di classificazione, in quanto ciò comporta il rischio che i
requisiti di cui al regolamento (CE) n. 391/2009, relativi a tali attività e
certificati, o le misure attuate per garantirne l'applicazione, siano
indebitamente contestati; b) la limitazione secondo cui gli Stati di bandiera
possono regolamentare le attività degli organismi riconosciuti soltanto per
quanto riguarda le navi che battono la loro bandiera, in contrasto con il
citato regolamento che riguarda tutte le attività degli organismi riconosciuti,
a prescindere dalla bandiera; c) il divieto fatto agli Stati di bandiera di
dare mandato ai loro organismi riconosciuti di applicare a navi diverse da
quelle autorizzate a battere la loro bandiera requisiti statutari o di
classificazione che non siano contemplati dai requisiti della convenzione o
dagli strumenti obbligatori dell'IMO, in contrasto con i criteri e gli obblighi
specifici sopraindicati. 
(18)     Una serie di disposizioni del
progetto di codice RO è in conflitto con gli strumenti del diritto UE
sopramenzionati, in particolare per quanto concerne: a) la definizione di "certificazione
e servizi statutari", comprendente servizi e attività di certificazione
che, ai sensi del regolamento (CE) n. 391/2009 e della direttiva 2009/15/CE,
sono considerati parte integrante delle attività di classificazione degli
organismi riconosciuti e, pertanto, di natura privata; b) la limitazione
delle attività di cooperazione tra organismi riconosciuti all'interno del
quadro definito dallo Stato di bandiera, in contrasto con gli obblighi di cui
all'articolo 10 del regolamento (CE) n. 391/2009; c) l'applicazione delle
regole di classificazione sopradescritte. Inoltre, il divieto contenuto nel
codice RO di adottare qualsiasi requisito relativo agli organismi riconosciuti
che possa violare i diritti di un altro Stato di bandiera, se letto in
combinazione con la definizione di servizi e certificazione statutari contenuta
nello stesso codice, comporta un'interpretazione arbitraria del codice e
determina di conseguenza la fissazione di restrizioni non giustificate all'applicazione
delle disposizioni previste dal regolamento (CE) n. 391/2009 alle attività di
classificazione degli organismi riconosciuti.
(19)     Né gli ambiti elencati nel
progetto di codice III, dove le parti contraenti possono intervenire nell'attività
degli organismi riconosciuti, né i requisiti del progetto di codice RO in
relazione agli organismi riconosciuti, contemplano tutti i criteri e gli
obblighi minimi stabiliti dal regolamento 391/2009 o che derivano dagli
obblighi che incombono agli Stati membri in conformità alla direttiva 2009/15/CE;
tuttavia, tranne nei casi in cui è formulato un divieto esplicito, tali
disposizioni vanno intese come volte a stabilire norme minime che i singoli
Stati possono elaborare e migliorare.
(20)     Nessuna disposizione del
codice III o del codice RO dovrebbe imporre restrizioni di alcun tipo alla
capacità dell'Unione di stabilire, in conformità dei trattati e del diritto
internazionale, condizioni adeguate per la concessione del riconoscimento a
organismi che intendano ottenere l'autorizzazione degli Stati membri per
effettuare attività di controllo e certificazione delle navi per conto di tali
Stati, allo scopo di conseguire gli obiettivi dell'Unione, in particolare la
sicurezza marittima e la tutela dell'ambiente marino.
(21)     Con l'eccezione degli ambiti
illustrati in precedenza, potenzialmente in conflitto con il diritto dell'Unione,
i due progetti di codici vanno considerati nel complesso uno sviluppo positivo
in quanto creeranno a livello mondiale standard elevati per le attività sia
degli Stati di bandiera sia degli organismi riconosciuti; per queste ragioni l'elaborazione
di un codice RO dell'IMO era stata esplicitamente auspicata nel considerando 4
del regolamento 391/2009. È opportuno, pertanto, che l'Unione sostenga l'adozione
dei due codici come strumenti obbligatori dell'IMO.
(22)     L'Unione non è né membro dell'IMO
né parte contraente delle convenzioni sopramenzionate. È pertanto necessario
che il Consiglio autorizzi gli Stati membri ad acconsentire di essere
vincolati, nell'interesse dell'Unione, dalle modifiche alle convenzioni di cui
trattasi che renderanno obbligatori il codice III e il codice RO, unitamente al
sistema associato di audit degli Stati di bandiera,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Articolo 1
1.           Alla 28a assemblea
dell'IMO l'Unione sostiene il progetto di codice per l'applicazione degli
strumenti dell'IMO, quale approvato dal comitato per la protezione dell'ambiente
marino dell'IMO nella 91a sessione e riportato nel documento MSC 91/22,
allegato 16, dell'IMO.
2.           Alla 28a assemblea
dell'IMO l'Unione si dichiara a favore dei seguenti punti:
(a)         
modifiche alla convenzione internazionale sulla
linea di carico del 1966, allo scopo di rendere obbligatorio il codice per l'applicazione
degli strumenti dell'IMO, unitamente a un sistema associato di audit degli
Stati di bandiera, quale approvato dal comitato della sicurezza marittima dell'IMO
nella 91a sessione e riportato nel documento MSC 91/22,
allegato 10, dell'IMO;
(b)         
modifiche alla convenzione internazionale sulla
stazzatura delle navi mercantili del 1969, allo scopo di rendere obbligatorio
il codice per l'applicazione degli strumenti dell'IMO, unitamente a un sistema
associato di audit degli Stati di bandiera, quale approvato dal comitato della
sicurezza marittima dell'IMO nella sua 91a sessione e riportato nel
documento MSC 91/22, allegato 12, dell'IMO;
(c)         
modifiche ai regolamenti internazionali per
prevenire gli abbordi in mare del 1972, allo scopo di rendere obbligatorio il
codice per l'applicazione degli strumenti dell'IMO, unitamente a un sistema
associato di audit degli Stati di bandiera, quale approvato dal comitato della
sicurezza marittima dell'IMO nella sua 91a sessione e riportato nel
documento MSC 91/22, allegato 11, dell'IMO.
Articolo 2
1.           Alla 65a sessione
del comitato per la protezione dell'ambiente marino dell'IMO l'Unione sostiene
il progetto di codice IMO sugli organismi riconosciuti, quale approvato dallo
stesso comitato nella sua 64a sessione e dal comitato della
sicurezza marittima dell'IMO nella sua 91a sessione e riportato nel
documento MSC 91/22, allegato 19, dell'IMO.
2.           Alla 65a sessione
del comitato per la protezione dell'ambiente marino dell'IMO l'Unione sostiene
l'adozione delle modifiche al protocollo del 1978 relativo alla convenzione
internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi del 1973, con
l'obiettivo di rendere obbligatorio il codice IMO sugli organismi riconosciuti,
quale approvato dal Comitato per la protezione dell'ambiente marino dell'IMO
nella 64a sessione e riportato nel documento MEPC 64/23, allegato 23,
dell'IMO.
3.           Alla 66a sessione
del comitato per la protezione dell'ambiente marino dell'IMO l'Unione sostiene
l'adozione delle modifiche ai protocolli del 1978 e del 1997 relativi alla
convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento causato da navi
del 1973, allo scopo di rendere obbligatorio il codice per l'applicazione degli
strumenti dell'IMO, unitamente a un sistema associato di audit degli Stati di
bandiera, quale approvato dal comitato per la protezione dell'ambiente marino
dell'IMO nella 64a sessione e riportato nel documento MEPC 64/23,
allegato 20, dell'IMO.
Articolo 3
1.           Alla 92a sessione
del comitato per la sicurezza marittima dell'IMO l'Unione si sostiene il
progetto di codice IMO sugli organismi riconosciuti, quale approvato dallo stesso
comitato nella sua 91a sessione e dal comitato per la protezione
dell'ambiente marino dell'IMO nella sua 64a sessione e riportato nel
documento MSC 91/22, allegato 19, dell'IMO.
2.           Alla 92a sessione
del comitato per la sicurezza marittima dell'IMO l'Unione si dichiara a favore
dei seguenti punti:
(a)         
modifiche alla convenzione internazionale per la
salvaguardia della vita umana in mare del 1974, quale modificata (SOLAS 1974),
allo scopo di rendere obbligatorio il codice IMO sugli organismi riconosciuti,
quale approvato dal comitato della sicurezza marittima dell'IMO nella sua 91a
sessione e riportato nel documento MSC 91/22, allegato 20, dell'IMO; 
(b)         
modifiche al protocollo del 1988 alla convenzione
internazionale sulla linea di carico del 1966, allo scopo di rendere
obbligatorio codice IMO sugli organismi riconosciuti, quale approvato dal
comitato della sicurezza marittima dell'IMO nella sua 91a sessione e
riportato nel documento MSC 91/22, allegato 21, dell'IMO.
3.           Alla 93a sessione
del comitato per la sicurezza marittima dell'IMO l'Unione si dichiara a favore
dei seguenti punti:
(a)         
modifiche alla convenzione internazionale per la
salvaguardia della vita umana in mare del 1974, quale modificata (SOLAS 1974),
allo scopo di rendere obbligatorio il codice per l'applicazione degli strumenti
dell'IMO, unitamente a un sistema associato di audit degli Stati di bandiera,
quale approvato dal comitato della sicurezza marittima dell'IMO nella sua 91a
sessione e riportato nel documento MSC 91/22, allegato 17, dell'IMO;
(b)         
modifiche al protocollo del 1988 della convenzione
internazionale sulla linea di carico del 1966, allo scopo di rendere
obbligatorio il codice per l'applicazione degli strumenti dell'IMO, unitamente
a un sistema associato di audit degli Stati di bandiera, quale approvato dal
comitato della sicurezza marittima dell'IMO nella sua 91a sessione e
riportato nel documento MSC 91/22, allegato 18, dell'IMO.
4.           Alla 92a e 93a
sessione del comitato per la sicurezza marittima dell'IMO l'Unione sostiene l'approvazione
e successiva adozione di adeguate modifiche alla convenzione internazionale
sulle norme relative alla formazione della gente di mare, al rilascio di
brevetti e ai servizi di guardia del 1978, allo scopo di rendere obbligatorio
il codice per l'applicazione degli strumenti dell'IMO, unitamente a un sistema
associato di audit degli Stati di bandiera.
Articolo 4
1.           La posizione dell'Unione,
quale illustrata agli articoli da 1 a 3, è espressa dagli Stati membri che sono
membri dell'IMO e che agiscono congiuntamente negli interessi dell'Unione,
fatte salve le riserve contenute nell'allegato della presente decisione.
2.           Modifiche formali e di minore
entità alla posizione dell'Unione, quale definita agli articoli da 1 a 3,
possono essere concordate senza richiedere che tale posizione sia modificata.
Articolo 5
Gli Stati membri sono autorizzati ad accettare
di essere vincolati dalle modifiche di cui agli articoli 1, paragrafo 2, 2,
paragrafi 2 e 3 e 3, paragrafi da 2 a 4, nell'interesse dell'Unione e fatte
salve le riserve di cui all'allegato della presente decisione.
Articolo
6
Gli Stati membri sono destinatari della
presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO
Riserve formulate da [inserire il nome
dello Stato membro contraente]
In relazione a [inserire il nome del codice
pertinente],[inserire il nome dello Stato membro contraente] desidera
sottolineare che nessuna disposizione del predetto codice può essere
interpretata come comportante una qualsivoglia restrizione o limitazione all'adempimento
degli obblighi che gli incombono in virtù del diritto UE. In particolare [inserire
il nome dello Stato membro contraente] intende continuare a rispettare la
pertinente legislazione dell'Unione in materia di disposizioni e norme comuni
per gli organismi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo,
soprattutto per quanto riguarda:
—        la definizione di "certificati
statutari" e di "certificati di classe";
—        il campo di applicazione degli
obblighi e dei criteri stabiliti per gli organismi riconosciuti;
—        i compiti che incombono alla
Commissione europea per quanto riguarda il riconoscimento, la valutazione e, se
del caso, l'imposizione di misure correttive o sanzioni nei confronti degli
organismi riconosciuti.
Inoltre, [inserire il nome dello Stato
membro contraente] ritiene che [inserire il nome del codice pertinente]
contenga una serie di requisiti minimi che gli Stati membri possono elaborare e
migliorare in modo adeguato per incrementare la sicurezza marittima e
proteggere l'ambiente.
Qualsiasi audit dell'IMO dovrebbe limitarsi a
verificare la conformità alle disposizioni delle convenzioni internazionali che
[inserire il nome dello Stato membro contraente] ha accettato, compresi
i termini delle presenti riserve.
[1]               IMO, Marine Environment Protection Committee (Comitato
per la protezione dell'ambiente marino).
[2]               IMO Maritime Safety Committee (Comitato per la sicurezza
marittima).
[3]               O 12 mesi dopo il raggiungimento di un numero
sufficiente di accettazioni esplicite.
[4]               O 12 mesi dopo il raggiungimento di un numero
sufficiente di accettazioni esplicite.
[5]               Il termine ultimo per l'accettazione può essere
prorogato fino al 1° luglio 2015 per armonizzarli alle concomitanti modifiche
delle convenzioni SOLAS, linea di carico e STCW.
[6]               L'entrata in vigore può essere posticipata fino al 1°
gennaio 2016 per armonizzarli alle concomitanti modifiche delle convenzioni
SOLAS, linea di carico e STCW.
[7]               GU L 131 del 28.5.2009, pag. 47.
[8]               GU L 319 del 12.12.1994, pag. 20.
[9]               GU L 131 del 28.5.2009, pag. 11.
[10]             Articolo 3, paragrafo 1.
[11]             Considerando 13.
[12]             GU L 131 del 28.5.2009, pag. 132.
[13]             GU L 323 del 3.12.2008, pag. 33, modificata da ultimo
dalla direttiva 2012/35/UE.
[14]             Cfr. di seguito, sezione 1.7.1.4.
[15]             GU L 131 del 28.5.2009, pag. 47.
[16]             GU L 131 del 28.5.2009, pag. 11.
[17]             GU L 323 del 3.12.2008, pag. 33.
[18]             GU L 343 del 14.12.2012, pag. 78.
[19]             GU L 131 del 28.5.2009, pag. 132.