CELEX: 61965CJ0054
Language: it
Date: 1966-06-16 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 16 giugno 1966. # Compagnie des forges de Châtillon, Commentry & Neuves-Maisons contro Alta Autorità della CECA. # Causa 54-65.

Avis juridique important

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61965J0054

SENTENZA DELLA CORTE DEL 16 GIUGNO 1966.  -  COMPAGNIE DES FORGES DE CHATILLON, COMMENTRY ET NEUVES-MAISONS CONTRO L'ALTA AUTORITA'DELLA CECA.  -  CAUSA 54/65.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00265 edizione olandese pagina 00230 edizione tedesca pagina 00530 edizione italiana pagina 00382 edizione speciale inglese pagina 00185 edizione speciale danese pagina 00197 edizione speciale greca pagina 00291 edizione speciale portoghese pagina 00357

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++ATTI DI UN' ISTITUZIONE - DECISIONE - ELEMENTI COSTITUTIVI  ( TRATTATO CECA, ARTICOLO 14 )  

Massima

VEDI LA MASSIMA N . 1 DELLA SENTENZA 23, 24 E 52-63, RACCOLTA, VOL . IX, PAG . 439 .  1 . A ) L' ATTO CHE POSSIEDE I REQUISITI SOSTANZIALI DELLA DECISIONE AI SENSI DEL TRATTATO NON CESSA DI ESSERE TALE QUALORA VI MANCHI UNO DEI REQUISITI DI FORMA, NON ESSENZIALI, PRESCRITTI DALL' ALTA AUTORITA ONDE RENDERE RICONOSCIBILI LE SUE DECISIONI .  B ) LA DECISIONE DELL' ALTA AUTORITA DEVE PRESENTARSI COME UN ATTO COLLEGIALE, DESTINATO A PRODURRE EFFETTI GIURIDICI, CHE COSTITUISCA LO STADIO FINALE DELL' ITER INTERNO E CHE STATUISCA DEFINITIVAMENTE, IN UNA FORMA ATTA A FARNE IDENTIFICARE LA NATURA .  NON PUO' ESSERE QUINDI CONSIDERATO COME UNA DECISIONE, AD ESEMPIO, L' ATTO CHE NON RISULTI DELIBERATO E ADOTTATO DALL' ALTA AUTORITA E NON RECHI LA FIRMA DI UNO DEI SUOI MEMBRI .  */ 663J0023 /*.  

Parti

NELLA CAUSA 54-65 PROMOSSA DALLA  COMPAGNIE DES FORGES DE CHATILLON, COMMENTRY ET NEUVES-MAISONS S.A .,  CON SEDE IN PARIGI,  RAPPRESENTATA DAL SUO PRESIDENTE - DIRETTORE GENERALE SIG . PAUL BASEILHAC,  CON L' AVVOCATO JEAN-PIERRE ARON, DEL FORO DI PARIGI,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO, PRESSO LA CHAMBRE SYNDICALE DE LA SIDERURGIE FRAN~AISE, BOULEVARD JOSEPH II 49, RICORRENTE,  CONTRO  L' ALTA AUTORITA' DELLA COMUNITA' EUROPEA DEL CARBONE E DELL' ACCIAIO  RAPPRESENTATA DAL SUO CONSULENTE GIURIDICO AVV . GIUSEPPE MARCHESINI, IN QUALITA DI AGENTE,  E CON DOMICILIO ELETTO NEI SUOI UFFICI, PLACE DE METZ 2, LUSSEMBURGO, CONVENUTA,  

Oggetto della causa

CAUSA AVENTE AD OGGETTO  - L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE INDIVIDUALE 21 LUGLIO 1965 CON LA QUALE L' ALTA AUTORITA CONTESTA IL DIRITTO DELLA RICORRENTE DI DETRARRE DALL' IMPONIBILE ( NELL' AMBITO DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE PER IL ROTTAME IMPORTATO ) 13 831 T DI SCARTI DI FERRO PURO ARMCO;  - IL RISARCIMENTO DEI DANNI CAUSATI DA UNA PRESUNTA FAUTE DE SERVICE DELL' ALTA AUTORITA  

Motivazione della sentenza

I - LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO  1 . PRIMO MOTIVO : VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 53, B ) DEL TRATTATO CECA E DELLE DECISIONI GENERALI DELL' ALTA AUTORITA DISCIPLINANTI IL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE PER IL ROTTAME IMPORTATO  LA DECISIONE IMPUGNATA HA CONSIDERATO IL MATERIALE LITIGIOSO NON COME ROTTAME NEL SENSO DELLE DECISIONI FONDAMENTALI CHE HANNO DI VOLTA IN VOLTA DISCIPLINATO IL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE PER IL ROTTAME IMPORTATO ( DESIGNATE IN PROSIEGUO COME " DECISIONI DI BASE "), MA COME UN SEMILAVORATO . LA DECISIONE HA QUINDI NEGATO ALLA RICORRENTE IL DIRITTO DI DEFALCARE DAL SUO IMPONIBILE DI PEREQUAZIONE I QUANTITATIVI DI MATERIALE VENDUTI AI CLIENTI . CON IL PRESENTE MEZZO, LA RICORRENTE CONTESTA LA FONDATEZZA DI TALE RIFIUTO .  A ) MENTRE LE DECISIONI DI BASE NON DEFINISCONO IL " ROTTAME " CUI ESSE SI RIFERISCONO, AD ECCEZIONE DEL " ROTTAME DI ACCIAI LEGATI " CHE IN QUESTO CASO NON C' INTERESSA, LA DECISIONE N . 28-53, CHE HA FISSATO I PREZZI MASSIMI DEL ROTTAME, ELENCA 25 CATEGORIE DIVERSE DI " ROTTAME " DEFINENDOLE CON PRECISIONE . E' PACIFICO CHE IL MATERIALE LITIGIOSO NON RIENTRA IN ALCUNA DI TALI CATEGORIE .  INOLTRE, LE DECISIONI DI BASE PERSEGUONO LO STESSO SCOPO DELLA DECISIONE 28-53, SONO CIOE INTESE AD EVITARE IL PERICOLO DI UN AUMENTO ECCESSIVO DEI PREZZI DEL ROTTAME NELL' AMBITO DEL MERCATO COMUNE . LA CONNESSIONE TRA TUTTE QUESTE DECISIONI E MESSA PARTICOLARMENTE IN RILIEVO DALLA DECISIONE 21-54, CHE ABROGA LA DECISIONE 28-53 CON EFFETTO DAL 1 ) APRILE 1954, DATA ALLA QUALE E ENTRATA IN VIGORE LA DECISIONE 22-54, VALE A DIRE LA PRIMA DECISIONE DI BASE .  OLTRE A CIO', LE DECISIONI 21-54 E 22-54 SONO STATE ADOTTATE DALL' ALTA AUTORITA NEL CORSO DELLA STESSA RIUNIONE E PUBBLICATE NELLO STESSO NUMERO DELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA CECA . SI DEVE QUINDI AMMETTERE CHE LA NOZIONE DI " ROTTAME " E IDENTICA, SOTTO IL PROFILO CHE C' INTERESSA, NELLA DECISIONE 28-53 E NELLE DECISIONI DI BASE CHE L' HANNO SOSTITUITA E CHE DI CONSEGUENZA IL MATERIALE LITIGIOSO NON E CONTEMPLATO NEMMENO DALLE DECISIONI DI BASE .  B ) LA RICORRENTE SOSTIENE POI CHE DETTO MATERIALE E NECESSARIAMENTE DEL ROTTAME, IN QUANTO E DESTINATO ALLA RIFUSIONE .  LA CORTE RILEVA CHE NON VI E ALCUNA DISPOSIZIONE DEL TRATTATO O DELLE DECISIONI DI BASE CHE OBBLIGHINO AD INTERPRETARE IN QUESTO MODO LA NOZIONE DI " ROTTAME ". AL CONTRARIO, L' ELENCO DI CUI ALL' ALLEGATO I DEL TRATTATO CECA, ALLA VOCE 4 300 CHE NON COMPRENDE IL ROTTAME, MENZIONA I " PRODOTTI GREZZI E PRODOTTI SEMILAVORATI DI FERRO, DI ACCIAIO COMUNE O DI ACCIAIO SPECIALE, COMPRESI I PRODOTTI DI REIMPIEGO O DI RILAMINAZIONE ", IL CHE DIMOSTRA CHE, SECONDO GLI AUTORI DEL TRATTATO, UN MATERIALE UTILIZZATO PER LA RIFUSIONE PUO' ESSERE UN PRODOTTO SEMILAVORATO .  D' ALTRO CANTO, LA STESSA RICORRENTE, FINO ALL' 8 NOVEMBRE 1957, HA VENDUTO I MATERIALI LITIGIOSI SULLA BASE DEI LISTINI CHE LI DEFINIVANO " SEMILAVORATI IN FERRO PURO ARMCO PER LA RIFUSIONE ". E' VERO CHE TALE DENOMINAZIONE E ATTUALMENTE DICHIARATA ERRONEA DALLA RICORRENTE; TUTTAVIA ESSA PARE ESSERE STATA CONFORME AGLI USI COMMERCIALI, GIACCHE COSTITUIVA LA CONTROPARTITA DEL PREZZO RELATIVAMENTE ALTO DEL MATERIALE E VENNE ACCETTATA DAI CLIENTI DELLA RICORRENTE . TALUNI CLIENTI DELLA RICORRENTE E DELLA SUA CONSORELLA, CHE VENDE PRODOTTI ANALOGHI, HANNO SOLLEVATO OBIEZIONI ALLORCHE, IN SEGUITO, I RISPETTIVI FORNITORI HANNO DEFINITO IL MATERIALE LITIGIOSO " CADUTE DI BILLETTE " MENTRE, SECONDO I DETTI CLIENTI, SI SAREBBE TRATTATO SEMPLICEMENTE DI " BILLETTE ", DUNQUE DI UN VERO PRODOTTO SEMILAVORATO AI SENSI DELLA PRECITATA VOCE 4 300 DELL' ALLEGATO I DEL TRATTATO .  SI DEVE INFINE RILEVARE CHE, FINO ALL' 8 NOVEMBRE 1957, LA RICORRENTE HA PUBBLICATO E COMUNICATO ALL' ALTA AUTORITA I LISTINI RELATIVI AI PRODOTTI DI CUI TRATTASI, IN CONFORMITA ALLE PRESCRIZIONI DEL TRATTATO RIGUARDANTI I SEMILAVORATI .  C ) LA RICORRENTE ASSUME ANCORA CHE LA DIFFERENZA TRA I PREZZI RISPETTIVI DEL MATERIALE LITIGIOSO E DEL ROTTAME ORDINARIO E RIMASTA PRESSOCHE INVARIATA DURANTE TUTTO IL PERIODO DELLA PEREQUAZIONE, E CHE SE NE DEVE CONCLUDERE CHE IL PRIMO PREZZO DIPENDEVA DAL SECONDO . SAREBBE QUINDI EQUO COMPRENDERE NELLA PEREQUAZIONE IL MATERIALE LITIGIOSO, IN QUANTO GLI ACQUIRENTI AVREBBERO TRATTO VANTAGGIO DALL' EFFETTO CALMIERISTICO DELLE DECISIONI DI BASE .  LA CORTE OSSERVA CHE IL GRAFICO PRODOTTO DALLA RICORRENTE NON E ATTO A DIMOSTRARE L' ASSERITO PARALLELISMO POICHE METTE IN LUCE, IN VARI PUNTI, NOTEVOLI DIVERGENZE DI ANDAMENTO FRA I DUE PREZZI DI CUI TRATTASI . INOLTRE LA RICORRENTE NON HA CONTESTATO CHE, DOPO LA CESSAZIONE DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE, IL PREZZO DEL MATERIALE LITIGIOSO E NOTEVOLMENTE AUMENTATO, MENTRE QUELLO DEL ROTTAME ORDINARIO HA MANTENUTO UNA CERTA STABILITA .  GLI STESSI ARGOMENTI DELLA RICORRENTE METTONO POI IN LUCE UN INDUBBIO PARALLELISMO TRA I PREZZI STABILITI NEI SUOI LISTINI PER IL MATERIALE LITIGIOSO, E QUELLI DEI " SEMILAVORATI IN FERRO PURO ARMCO PER RILAMINAZIONE ", VALE A DIRE DI VERE E PROPRIE BILLETTE CHE PER SUA STESSA AMMISSIONE NON COSTITUISCONO ROTTAME . INFATTI, A QUANTO RISULTA DALLA REPLICA, LA DIFFERENZA TRA I DUE PREZZI E STATA COSTANTEMENTE DEL 5 PERCENTO, O, IN VALORE ASSOLUTO, HA OSCILLATO DA UN MASSIMO DI 2 000 FF AD UN MINIMO DI 1 950 FF .  QUINDI, ACCOGLIENDO LA TESI DELLA RICORRENTE CIRCA L' ASSERITO PARALLELISMO TRA IL PREZZO DEL MATERIALE LITIGIOSO E QUELLO DEL ROTTAME COMUNE, SI DOVREBBE AMMETTERE CHE IL PREZZO DELLE BILLETTE DESTINATE ALLA RILAMINAZIONE, QUINDI AD UNO SCOPO PER IL QUALE NON S' IMPIEGA IL ROTTAME ORDINARIO, E DIPESO SEMPLICEMENTE DAL PREZZO DI QUEST' ULTIMO . DI FRONTE AD UN' IPOTESI COSI' POCO VEROSIMILE APPARE PIU CONVINCENTE LA SPIEGAZIONE DATA DALLA CONVENUTA, VALE A DIRE CHE IL PREZZO DEI PRODOTTI LITIGIOSI " ERA DETERMINATO DAL PREZZO DELLE BILLETTE NORMALI, MA VENIVA A COLLOCARSI AD UN LIVELLO LEGGERMENTE INFERIORE IN QUANTO DURANTE LA LAMINAZIONE ERA NECESSARIA UNA MINORE ATTENZIONE, DAL MOMENTO CHE ESSE ERANO DESTINATE ALLA RIFUSIONE ".  D ) INFINE, IL PREZZO DEL MATERIALE DI CUI TRATTASI E SEMPRE STATO MOLTO PIU ALTO DEL PREZZO DEL ROTTAME ORDINARIO IMPORTATO; QUESTA CIRCOSTANZA, SE DA SOLA NON E SUFFICIENTE A FAR ESCLUDERE IL MATERIALE LITIGIOSO DALLA SFERA D' APPLICAZIONE DELLE DECISIONI DI CUI SOPRA, COSTITUISCE CIONONDIMENO UN ELEMENTO ATTO A CORROBORARE L' ASSUNTO DELLA CONVENUTA . NON SAREBBE INFATTI CONFORME AGLI SCOPI DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE L' ASSOGGETTARE AI RELATIVI CONTRIBUTI GLI ACQUIRENTI DI UN PRODOTTO NOTEVOLMENTE PIU CARO DI QUELLO DI CUI IL CONSORZIO DOVEVA APPUNTO FAR DIMINUIRE IL PREZZO .  DAL COMPLESSO DI QUESTI ELEMENTI SI DESUME CHE IL MEZZO E INFONDATO .  2 . SECONDO MEZZO : VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 15 DEL TRATTATO CECA  LA RICORRENTE ASSUME CHE, ESSENDO ERRONEA PER LE RAGIONI ESPOSTE A PROPOSITO DEL MEZZO CHE PRECEDE LA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA, QUESTA E VIZIATA DA VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI .  RISULTA DA QUANTO ESPOSTO SUB 1 ) CHE L' ERRONEITA DELLA MOTIVAZIONE NON E STATA PROVATA . IL MEZZO VA QUINDI DISATTESO .  3 . TERZO MEZZO : VIOLAZIONE DELL' ARTICOLO 4 B ) DEL TRATTATO CECA  LA RICORRENTE SI DUOLE CHE LA DECISIONE IMPUGNATA PROVOCHI UNA DISCRIMINAZIONE A FAVORE DEGLI ACQUIRENTI DEL MATERIALE DI CUI TRATTASI E DANNEGGI GLI ACQUIRENTI DI ROTTAME ORDINARIO, SOGGETTI QUESTI ALL' ONERE PEREQUATIVO .  LA CORTE RILEVA CHE DALLE CONSIDERAZIONI ESPOSTE SUB 1 ) RISULTA CHE LE DUE CATEGORIE DI PRODOTTI SI DIFFERENZIANO COSI' NETTAMENTE DA NON POTERSI PARLARE DI DISCRIMINAZIONE SOLO PERCHE LA CONVENUTA HA APPLICATO DUE CRITERI DIFFERENTI NEI LORO CONFRONTI .  IN ISPECIE, POICHE IL MATERIALE LITIGIOSO, COME SI E DETTO, NON E ROTTAME AI SENSI DELLE DECISIONI DI BASE, QUESTE NON AUTORIZZAVANO LA CONVENUTA A SOTTOPORLO AI CONTRIBUTI DI PEREQUAZIONE . IL MEZZO E DIRETTO IN REALTA CONTRO LE STESSE DECISIONI FONDAMENTALI E SOTTO QUESTO ASPETTO CONTRASTA CON LE CONSIDERAZIONI ESPOSTE SOPRA, SUB 1 ) D ).  ESSO VA QUINDI DISATTESO .  4 . QUARTO MEZZO : VIOLAZIONE DEI PRINCIPI GIURIDICI GENERALI APPLICABILI ALLA REVOCA DEGLI ATTI AMMINISTRATIVI  A ) LA RICORRENTE LAMENTA CHE LA DECISIONE IMPUGNATA ABBIA REVOCATO EX TUNC I " CONSENSI DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE " DEL 12 GIUGNO E 12 AGOSTO 1958, CON I QUALI SI RICONOSCEVA AL MATERIALE LITIGIOSO LA CARATTERISTICA DI " ROTTAME ". IN SUBORDINE ESSA SOSTIENE CHE, ANCHE AMMETTENDO L' ILLEGITTIMITA DI TALI " CONSENSI ", LA LORO REVOCA SAREBBE IN OGNI CASO INVALIDA .  ESSA AVREBBE INFATTI AVUTO BUONI MOTIVI PER FARE AFFIDAMENTO SULLA STABILITA DELLA SITUAZIONE CREATA DA DETTI " CONSENSI ", I QUALI INOLTRE SAREBBERO STATI REVOCATI OLTRE OGNI TERMINE RAGIONEVOLE .  LA CORTE OSSERVA CHE DALLE CONSIDERAZIONI ESPOSTE SOPRA SUB 1 ) SI DESUME CHE LE DICHIARAZIONI DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE HANNO AVUTO COME EFFETTO L' ERRONEA APPLICAZIONE DELLE DECISIONI DI BASE E NON POSSONO QUINDI ESSERE CONSIDERATE VALIDE . IN OGNI CASO ESSE NON COSTITUISCONO " DECISIONI " NEL VERO SENSO DELLA PAROLA . UNA DECISIONE DEVE INFATTI PRESENTARSI COME UN ATTO EMANANTE DALL' ORGANO COMPETENTE, DESTINATO A PRODURRE EFFETTI GIURIDICI, CHE COSTITUISCA LO STADIO FINALE DELL' ITER INTERNO E CHE STATUISCA DEFINITIVAMENTE IN UNA FORMA ATTA A FARNE IDENTIFICARE LA NATURA .  ALCUNI DI TALI REQUISITI MANCANO NELLA FATTISPECIE . INFATTI ED ANZITUTTO NON E STATO PROVATO E NEMMENO AFFERMATO CHE LE DICHIARAZIONI DI CUI TRATTASI PROVENGONO DA UNA DELIBERAZIONE FORMALE DEGLI ORGANI DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE . PER QUANTO RIGUARDA POI PIU SPECIFICAMENTE LA LETTERA DEL 12 GIUGNO 1958, INTITOLATA " CONTROLLO DEL VOSTRO IMPONIBILE DA PARTE DELLA S.A . FIDUCIARIA SVIZZERA ", VI SI LEGGE :  " CON RIFERIMENTO ALLA RELAZIONE STESA DALLA SOCIETA FIDUCIARIA SVIZZERA CIRCA IL CONTROLLO DEL VOSTRO IMPONIBILE, CI PREGIAMO RILEVARE QUANTO SEGUE : 1 ) ... 2 ) LE VOSTRE CADUTE ARMCO VENDUTE A TERZI ERANO IN PARTE DETRATTE DALL' IMPONIBILE E IN PARTE NO ... IL ROTTAME DERIVATO DAI PRODOTTI ARMCO DEV' ESSERE CONSIDERATO NELLE DICHIARAZIONI COME ROTTAME ORDINARIO ... QUINDI LE 257 T SONO ANCORA DETRAIBILI ... 3 ) ... "  QUESTA LETTERA RISULTA QUINDI ESSERE UNA SEMPLICE COMUNICAZIONE CON CUI SI INVITAVA LA RICORRENTE A RETTIFICARE LE SUE DICHIARAZIONI AL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE .  PER QUANTO RIGUARDA POI LA LETTERA DEL 12 AGOSTO, QUESTA E STATA REDATTA ED INVIATA SUCCESSIVAMENTE ALL' ENTRATA IN VIGORE DELLA DECISIONE 13-58, CON CUI L' ALTA AUTORITA, CONSIDERANDO TRA L' ALTRO CHE " E NECESSARIO CHE I POTERI DELEGATI ALLA CASSA DI PEREQUAZIONE ... SIANO RIASSUNTI DALL' ALTA AUTORITA " HA STABILITO CHE " LE COMPETENZE, DA TALI DECISIONI ATTRIBUITE ALLA CASSA DI PEREQUAZIONE ... SONO DEVOLUTE ALL' ALTA AUTORITA, LA QUALE POTRA AFFIDARE IL LAVORO DI ESECUZIONE ALLA CASSA DI PEREQUAZIONE O AD OGNI ORGANISMO ADATTO ". QUINDI, ALLA DATA DI CUI TRATTASI, LA CASSA DI PEREQUAZIONE NON AVEVA PIU LA FACOLTA DI EMANARE DECISIONI CHE POTESSERO ESSERE ASSIMILATE A QUELLE DELL' ALTA AUTORITA .  B ) L' ALTA AUTORITA PUO' REVOCARE, ANCHE CON EFFETTO RETROATTIVO, LE SUE DECISIONI, FATTO SALVO IL PRINCIPIO DELLA CERTEZZA DEL DIRITTO, CHE DEVE ESSERE RISPETTATO IN DETERMINATI CASI ECCEZIONALI . TALE FACOLTA E ANCOR PIU AMPIA ALLORCHE LA " REVOCA " HA COME OGGETTO NON UNA DECISIONE FORMALE, MA UNA SEMPLICE DICHIARAZIONE .  NELLA FATTISPECIE LA RICORRENTE HA POTUTO FARE AFFIDAMENTO SOLTANTO PER UN BREVE LASSO DI TEMPO SULL' ATTEGGIAMENTO ASSUNTO DALLA CASSA DI PEREQUAZIONE . A NORMA DELL' ARTICOLO 1 B ) DELLA DECISIONE 13-58 ENTRATA IN VIGORE POCO DOPO L' INVIO DELLA PRIMA LETTERA E POCO PRIMA DELL' INVIO DELLA SECONDA, LA CONVENUTA SI E RISERVATA IL DIRITTO DI " REVOCARE, QUALORA RISULTI NECESSARIO, OGNI DELIBERAZIONE " DEGLI ORGANISMI DI BRUXELLES E DI " PRENDERE I PROVVEDIMENTI CHE LA REVOCA PUO' COMPORTARE ". QUESTA DISPOSIZIONE ERA ATTA A METTERE IN FORSE TUTTI GLI ATTI EMANATI DA DETTI ORGANI .  D' ALTRO CANTO, IN CONSIDERAZIONE DELLA VASTITA DEL COMPITO DI PROCEDERE AL RIESAME DEL COMPLESSO DI DETTI ATTI, I BENEFICIARI DI EVENTUALI DICHIARAZIONI FAVOREVOLI NON POTEVANO ATTENDERSI CHE LA DECISIONE CHE AVREBBE REGOLATO DEFINITIVAMENTE LE VARIE SITUAZIONI FOSSE PRESA ENTRO BREVE TERMINE . IL 25 NOVEMBRE 1959, UNA LETTERA INDIRIZZATA DALLA DIREZIONE MERCATO DELL' ALTA AUTORITA ALLA CONSORELLA DELLA RICORRENTE ( IL CUI DIRETTORE GENERALE PRESIEDE AD ENTRAMBE LE SOCIETA ) MENZIONAVA UNA " CONTROVERSIA TRA VOI E LA VOSTRA CLIENTELA " CIRCA LA QUALIFICAZIONE DI UN MATERIALE ANALOGO A QUELLO LITIGIOSO .  CON LETTERA 17 AGOSTO 1961, LA DIREZIONE MERCATO DELL' ALTA AUTORITA COMUNICAVA ALLA RICORRENTE CHE IL PROBLEMA IN QUESTIONE ERA " ATTUALMENTE SOTTOPOSTO A RIESAME " E CHE I SERVIZI DELL' ALTA AUTORITA " ACCETTAVANO IN VIA PROVVISORIA IL SISTEMA DI DICHIARAZIONE PRESCELTO DALLA VOSTRA SOCIETA ". CON LETTERA 8 OTTOBRE 1962, LA DIREZIONE MERCATO HA COMUNICATO ALLA RICORRENTE IL SUO ATTEGGIAMENTO DEFINITIVO, IDENTICO A QUELLO ASSUNTO DALLA CONVENUTA NEL CASO IN ESAME .  INFINE, SI DEVE CONSIDERARE CHE, CONFERMANDO UN VANTAGGIO ILLEGITTIMAMENTE ACCORDATO AD UN' IMPRESA NELL' AMBITO DEL CONSORZIO DI PEREQUAZIONE, LA CONVENUTA NON SOLO AGGRAVEREBBE GLI ONERI DELLE ALTRE IMPRESE, TRA LE QUALI VI SONO ANCHE CONCORRENTI DELLA BENEFICIARIA, MA CREEREBBE INOLTRE E SOPRATTUTTO A FAVORE DI QUESTA UNA POSIZIONE PRIVILEGIATA .  DALLE CONSIDERAZIONI CHE PRECEDONO SI DESUME CHE IL MEZZO VA DISATTESO . ESSENDO RISULTATI INFONDATI TUTTI I MEZZI INVOCATI DALLA RICORRENTE, LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO VA RESPINTA .  II - SULLA DOMANDA DI RISARCIMENTO  PER IL CASO DI REIEZIONE DELLA DOMANDA DI ANNULLAMENTO, LA RICORRENTE CHIEDE IN SUBORDINE IL RISARCIMENTO DEL DANNO CHE LE SAREBBE STATO ARRECATO DA UNA FAUTE DE SERVICE DELLA CONVENUTA . TALE FAUTE CONSISTEREBBE NEL FATTO CHE LA CASSA DI PEREQUAZIONE " HA AUTORIZZATO LA RICORRENTE A DETRARRE I QUANTITATIVI LITIGIOSI DALL' IMPONIBILE DELLA PEREQUAZIONE SENZA PREVIAMENTE ACCERTARE LA REGOLARITA DELL' OPERAZIONE ".  LA RICORRENTE ASSUME POI CHE, OVE NON SI FOSSE VERIFICATA DETTA FAUTE, IL MATERIALE LITIGIOSO SAREBBE STATO VENDUTO A PREZZO SUPERIORE, VALE A DIRE AL PREZZO EFFETTIVO DEL MATERIALE SAREBBE STATO AGGIUNTO L' ONERE PEREQUATIVO . SE FOSSE STATA ESATTAMENTE INFORMATA, LA RICORRENTE NON AVREBBE IGNORATO IL VANTAGGIO DI CUI FRUIVANO I SUOI CLIENTI PER L' ESONERO DEL MATERIALE DAI CONTRIBUTI NE LO SVANTAGGIO CHE LE SAREBBE DERIVATO DALL' IMPOSSIBILITA DI DETRARRE IL TONNELLAGGIO CORRISPONDENTE .  LA CORTE RILEVA CHE E ANZITUTTO NECESSARIO ESAMINARE SE IL COMPORTAMENTO CRITICATO ABBIA POTUTO ARRECARE PREGIUDIZIO ALLA RICORRENTE .  POSTO CHE IL COMPORTAMENTO DELLA RICORRENTE, SIA PRIMA SIA DOPO LE DICHIARAZIONI DELLA CASSA DI PEREQUAZIONE, E RIMASTO IMMUTATO, NON RISULTA CHE DETTE DICHIARAZIONI ABBIANO AVUTO UN' INFLUENZA SULLA SUA POLITICA DEI PREZZI . ESSA HA INFATTI SEGUITO LA STESSA POLITICA NEL PERIODO ANTERIORE, CIOE ALL' EPOCA IN CUI, SECONDO QUANTO ASSERISCE, ESSA DOVEVA PREVEDERE LA POSSIBILITA CHE I PRODOTTI LITIGIOSI NON FOSSERO CONSIDERATI COME " ROTTAME ". NON E INOLTRE POSSIBILE PROVARE CHE I CLIENTI DELLA RICORRENTE AVREBBERO PACIFICAMENTE ACCETTATO UN AUMENTO DI PREZZO PER IL MATERIALE LITIGIOSO . IN REALTA, IL PREZZO CHE LA RICORRENTE AVREBBE POTUTO RICAVARE ERA IN PRIMO LUOGO IL RISULTATO DEL GIOCO DELLA DOMANDA E DELL' OFFERTA; IN SECONDO LUOGO, I CLIENTI, CHE HANNO SEMPRE SOSTENUTO CHE IL MATERIALE LITIGIOSO NON ERA ROTTAME, NON ERANO DAL CANTO LORO VITTIME DI UN ERRORE .  LA DOMANDA DI RISARCIMENTO VA QUINDI DISATTESA SENZA CHE SIA NECESSARIO ACCERTARE SE IL COMPORTAMENTO CRITICATO COSTITUISCA UNA FAUTE DE SERVICE, NE ASSUMERE LE PROVE OFFERTE DALLA RICORRENTE .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 2, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA PARTE SOCCOMBENTE E CONDANNATA ALLE SPESE .  LA RICORRENTE E RIMASTA SOCCOMBENTE E LE SPESE DEL GIUDIZIO VANNO QUINDI POSTE A SUO CARICO .  

Dispositivo

LA CORTE,  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 . LA DOMANDA DI ANNULLAMENTO E LA DOMANDA DI RISARCIMENTO SONO RESPINTE .  2 . LE SPESE DEL GIUDIZIO SONO POSTE A CARICO DELLA RICORRENTE .