CELEX: 62009CA0463
Language: it
Date: 2011-01-20 00:00:00
Title: Causa C-463/09: Sentenza della Corte (Terza Sezione) 20 gennaio 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Superior de Justicia de Castilla La Mancha — Spagna) — CLECE, S.A./María Socorro Martín Valor, Ayuntamiento de Cobisa (Politica sociale — Direttiva 2001/23/CE — Trasferimento di imprese — Mantenimento dei diritti dei lavoratori — Nozione di «trasferimento» — Attività di pulizia — Attività realizzata direttamente da un comune mediante l’assunzione di nuovo personale)

12.3.2011   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 80/4
            
         Sentenza della Corte (Terza Sezione) 20 gennaio 2011 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribunal Superior de Justicia de Castilla La Mancha — Spagna) — CLECE, S.A./María Socorro Martín Valor, Ayuntamiento de Cobisa
   (Causa C-463/09) (1)
   
   (Politica sociale - Direttiva 2001/23/CE - Trasferimento di imprese - Mantenimento dei diritti dei lavoratori - Nozione di «trasferimento» - Attività di pulizia - Attività realizzata direttamente da un comune mediante l’assunzione di nuovo personale)
   2011/C 80/06
   Lingua processuale: lo spagnolo
   
      Giudice del rinvio
   
   Tribunale Superior de Justicia de Castilla La Mancha
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: CLECE, S.A.
   
      Convenuta: María Socorro Martín Valor, Ayuntamiento de Cobisa
   
      Oggetto
   
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Tribunal Superior de Justicia de Castilla La Mancha — Interpretazione dell'art. 1, n. 1, della direttiva del Consiglio 12 marzo 2001, 2001/23/CE, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti (GU L 82, pag. 16) — Sfera di applicazione — Riassunzione da parte di un Comune, che agisce in veste di autorità di diritto pubblico, del servizio di pulizia di un edificio pubblico
   
      Dispositivo
   
   L’art. 1, n. 1, lett. a) e b), della direttiva del Consiglio 12 marzo 2001, 2001/23/CE, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimenti di imprese, di stabilimenti o di parti di imprese o di stabilimenti, deve essere interpretato nel senso che tale direttiva non si applica ad una situazione in cui un comune, che affidava la pulizia dei propri locali a un’impresa privata, decida di porre termine al contratto che lo vincolava a quest’ultima e di espletare esso stesso l’attività di pulizia di detti locali, assumendo a tal fine nuovo personale.
   
      (1)  GU C 63 del 13.3.2010.