CELEX: 52012DC0326
Language: it
Date: 2012-05-30 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 della Slovacchia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Slovacchia 2012-2015

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		52012DC0326
		
			Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2012 della Slovacchia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della Slovacchia 2012-2015 /* COM/2012/0326 final */
			
				
		
		
			
			   	Raccomandazione di
RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
sul programma nazionale di riforma 2012 della
Slovacchia 
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità della
Slovacchia 2012‑2015
Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento
dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo
148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del
Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle
posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle
politiche economiche[1],
in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione
europea[2],
viste le risoluzioni del Parlamento europeo[3],
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per
l’occupazione,
sentito il comitato economico e finanziario,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio
europeo ha approvato la proposta della Commissione europea di avviare
“Europa 2020”, una nuova strategia per l’occupazione e la crescita basata
su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui
settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di
crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
(2)       Il Consiglio ha adottato, il
13 luglio 2010, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le
politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21
ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati
membri a favore dell’occupazione[4],
che insieme formano gli “orientamenti integrati”. Gli Stati membri sono stati
invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche
nazionali in materia economica e di occupazione.
(3)       Il 12 luglio 2011 il Consiglio
ha adottato una raccomandazione sul programma nazionale di riforma 2011 della
Slovacchia e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato
della Slovacchia 2011-2014.
(4)       Il 23 novembre 2011 la
Commissione ha adottato la seconda Analisi annuale della crescita, segnando
l’inizio del secondo semestre europeo di coordinamento integrato ed ex-ante
delle politiche, che è parte integrante della strategia Europa 2020. Sulla
base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la Commissione ha adottato, il 14
febbraio 2012, la relazione sul meccanismo di allerta[5], in cui non annovera la
Slovacchia tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di un ulteriore
esame approfondito.
(5)       Il 2 marzo 2012 il Consiglio
europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il
risanamento di bilancio e le azioni volte a promuovere la crescita. Esso ha
sottolineato la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio
differenziato e favorevole alla crescita, ripristinare la normale erogazione di
prestiti all'economia, promuovere la crescita e la competitività, lottare
contro la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e modernizzare la
pubblica amministrazione.
(6)       Il 2 marzo 2012 il Consiglio
europeo ha inoltre invitato gli Stati membri che partecipano al patto Euro Plus
a presentare i loro impegni in tempo utile perché possano essere inseriti nei
rispettivi programmi di stabilità o di convergenza e nei programmi nazionali di
riforma.
(7)       Il 30 aprile 2012 la
Slovacchia ha presentato il suo programma di stabilità relativo al periodo
2012-2015 e il suo programma nazionale di riforma 2012. I due programmi sono
stati valutati contemporaneamente onde tener conto dei reciproci collegamenti
interni.
(8)       In base alla valutazione del
programma di stabilità per il 2012 a norma del regolamento (CE)
n. 1466/97, il Consiglio ritiene che lo scenario macroeconomico su cui si
fondano le proiezioni di bilancio nel programma sia plausibile. Questo scenario
corrisponde sostanzialmente alle previsioni di primavera 2012, anche se queste
ultime prevedono una crescita del PIL reale leggermente maggiore nel 2012. La
strategia di bilancio delineata nel programma intende espressamente garantire
la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche. Le tappe intermedie
definite per raggiungere questo obiettivo sono l'attuazione rigorosa del
bilancio 2012 e la riduzione del disavanzo nominale al di sotto del limite del
3% del PIL nel 2013, data limite fissata dal Consiglio per la correzione del
disavanzo eccessivo. Il conseguimento dell’obiettivo di disavanzo nominale nel
2013 rischia tuttavia di essere disatteso. Il programma ha modificato
l'obiettivo di bilancio a medio termine, passando dall'obiettivo di un bilancio
prossimo all’equilibrio a quello di un disavanzo strutturale dello 0,5% del
PIL, che non si prevede di conseguire entro il periodo di riferimento del
programma. Il nuovo obiettivo di bilancio a medio termine riflette in modo
adeguato i requisiti del patto di stabilità e crescita. Sulla base del saldo di
bilancio strutturale (ricalcolato)[6],
lo sforzo di bilancio medio annuo nel periodo 2010-2013 rappresenta l'1,3% del
PIL, un valore ben al di sopra di quello raccomandato dal Consiglio,
concentrando in certa misura lo sforzo di bilancio residuo sul 2013.
L'obiettivo per il 2013 è soggetto a rischi, poiché le misure suggerite in
materia di entrate potrebbero non avere gli effetti previsti; l’attuazione
simultanea di tutte le misure di scala ridotta può rivelarsi difficile e, in
passato, la Slovacchia ha dovuto effettuare a posteriori importanti revisioni
al rialzo degli obiettivi relativi al disavanzo. Un’ulteriore riduzione
generalizzata della spesa potrebbe inoltre risultare insostenibile a medio
termine. Nel 2014 e nel 2015 lo sforzo di bilancio medio rappresenta lo 0,3%
del PIL all’anno, un valore al di sotto dell’adeguamento richiesto dello 0,5%
del PIL per i paesi che non hanno ancora raggiunto l'obiettivo di bilancio a
medio termine. Tuttavia, secondo il programma, il tasso di crescita della spesa
pubblica, tenendo conto delle misure discrezionali in materia di entrate, è in
linea con il parametro di riferimento per la spesa previsto dal patto di
stabilità e crescita per gli ultimi anni del programma. Il debito pubblico
dovrebbe rimanere ben al di sotto della soglia del 60% del PIL. Benché la
Slovacchia abbia adottato una legge che istituisce un Consiglio di bilancio,
quest’ultimo non è stato ancora creato, né è stata adottata la legislazione sui
massimali di spesa.
(9)       In considerazione della
diminuzione delle possibilità per un ulteriore risanamento basato sulla spesa e
della necessità di sostenere una convergenza progressiva concentrando la spesa
in settori chiave quali l'istruzione, l'innovazione e le infrastrutture di
trasporto, rimane un certo margine di manovra per adottare misure intese ad
ampliare la base imponibile, a limitare l'elusione fiscale e a rafforzare il
rispetto degli obblighi fiscali, senza per questo penalizzare le prospettive di
crescita a breve termine. Affrontare il problema del divario dell’IVA, uno dei
più consistenti a livello europeo, potrebbe aumentare le entrate in modo
significativo. Vi è inoltre spazio per aumentare le entrate attraverso tributi
che non penalizzino la crescita, come le imposte sui beni immobili e le ecotasse.
La tassazione effettiva del reddito da lavoro varia in funzione del tipo di
occupazione. Ciò incoraggia il passaggio a modalità di lavoro più flessibili
con impatti negativi sui conti pubblici a breve e lungo termine. 
(10)     La Slovacchia ha solo parzialmente
affrontato la questione della sostenibilità a lungo termine delle finanze
pubbliche, poiché non ha attuato le modifiche del pilastro del sistema
pensionistico a ripartizione che erano state previste. Sono state adottate
misure per migliorare la redditività del pilastro pensionistico a
capitalizzazione. Tuttavia, un contesto giuridico instabile, caratterizzato in
passato da frequenti e importanti cambiamenti, ha generato costi di adeguamento
non indifferenti e introdotto elementi di incertezza nel pilastro a
capitalizzazione.
(11)     Non sono state adottate misure
significative per affrontare il problema della disoccupazione in Slovacchia.
Occorre migliorare ulteriormente l'efficacia delle politiche attive per il
mercato del lavoro e le capacità amministrative dei servizi pubblici per
l’occupazione. Sono inoltre necessarie misure per aumentare la partecipazione
al mercato del lavoro dei lavoratori più anziani e delle donne, in particolare
attraverso la creazione di strutture per l’infanzia. Il cuneo fiscale, in
particolare i prelievi obbligatori nel loro insieme, si attesta su valori
relativamente alti per i lavoratori a basso reddito, e una parte delle persone
in cerca di lavoro ha pochi incentivi per passare dall'assistenza sociale a un
lavoro a bassa retribuzione.
(12)     Solo poche misure sono state
adottate per migliorare la scarsa qualità del sistema di istruzione e
formazione. Per contrastare l'alto tasso di disoccupazione giovanile in
Slovacchia, il piano di azione per la gioventù dovrebbe essere adottato e
attuato senza indugio, compresa la riforma dell'istruzione e della formazione
professionali e dell’istruzione superiore, conformemente alle conclusioni del
gruppo di azione comune Commissione-Slovacchia sulla disoccupazione giovanile.
È stata adottata una strategia aggiornata di apprendimento lungo tutto l’arco
della vita. Non sono stati tuttavia introdotti incentivi per garantire tassi di
partecipazione più elevati.
(13)     Le comunità emarginate, tra
cui i Rom, sono in gran parte escluse dal mercato del lavoro e dal sistema
scolastico tradizionale, il che rappresenta una notevole sottoutilizzazione del
potenziale di lavoro nell'economia slovacca. Per far fronte a questo problema,
la Slovacchia dovrebbe intensificare gli sforzi per migliorare le prestazioni
scolastiche dei gruppi emarginati e potenziare le politiche di reinserimento
degli adulti.
(14)     La Slovacchia ha sensibilmente
migliorato la trasparenza delle norme in materia di appalti pubblici e il suo
sistema giudiziario, sebbene i procedimenti giudiziari siano tuttora lunghi e
costosi. Tuttavia, la qualità e le capacità complessive delle istituzioni
pubbliche rimangono deboli. La pubblica amministrazione, cui manca un approccio
strategico, soffre di un elevato turnover del personale e di capacità insufficienti,
il che ostacola lo sviluppo e l'attuazione delle politiche e l’erogazione dei
servizi pubblici.
(15)     La Slovacchia ha assunto una
serie di impegni nell'ambito del patto Euro Plus. Tali impegni, e l’attuazione
degli impegni presentati nel 2011, mirano a promuovere l’occupazione,
migliorare la competitività, consolidare la sostenibilità delle finanze
pubbliche e rafforzare la stabilità finanziaria. La Commissione ha valutato in
che misura gli impegni del patto Euro Plus sono stati attuati. I risultati di
questa valutazione sono tenuti in debito conto nelle raccomandazioni.
(16)     Nell’ambito del semestre
europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica
economica della Slovacchia. Ha valutato il programma di stabilità e il programma
nazionale di riforma. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della
pertinenza dei programmi ai fini della sostenibilità della politica di bilancio
e della politica socioeconomica della Slovacchia, ma anche della loro
conformità alle norme e agli orientamenti UE, alla luce della necessità di
rafforzare la governance economica dell'Unione europea nel suo insieme,
offrendo un contributo a livello dell’UE per le future decisioni nazionali. Le
raccomandazioni espresse dalla Commissione nell'ambito del semestre europeo
trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai seguenti punti da 1 a 7. 
(17)     Alla luce della valutazione
che precede, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità della
Slovacchia, e il suo parere[7]
trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al successivo
punto 1,
RACCOMANDA che la Slovacchia adotti
provvedimenti nel periodo 2012-2013 al fine di:
1.           adottare misure supplementari
nel 2012 e precisare le misure necessarie nel 2013 al fine di correggere il
disavanzo eccessivo in modo sostenibile e di garantire lo sforzo di adeguamento
strutturale indicato nella raccomandazione del Consiglio nell'ambito della
procedura per il disavanzo eccessivo; attuare tagli di spesa mirati,
salvaguardando allo stesso tempo la spesa atta a promuovere la crescita, e
intensificare gli sforzi volti a migliorare l’efficacia della spesa pubblica;
successivamente, assicurare uno sforzo equilibrato di adeguamento strutturale
al fine di progredire sufficientemente verso l'obiettivo a medio termine,
incluso il parametro di riferimento per la spesa; accelerare l'istituzione del
Consiglio di bilancio e adottare norme in materia di massimali di spesa;
2.           promuovere il rispetto degli
obblighi fiscali, in particolare migliorando l'efficienza della riscossione
dell' IVA; ridurre le distorsioni a livello della tassazione del lavoro tra i
vari tipi di occupazione, anche limitando le deduzioni fiscali; collegare
l’imposizione fiscale sui beni immobili al valore di mercato dei beni; fare un
uso maggiore delle ecotasse;
3.           rettificare ulteriormente il
pilastro pensionistico a ripartizione, soprattutto modificando il meccanismo di
indicizzazione e tenendo nel debito conto il legame diretto tra l'età
pensionabile legale e la speranza di vita nonché introducendo un fattore di
sostenibilità nella formula per il calcolo della pensione che rifletta i
cambiamenti demografici; garantire la stabilità e la redditività del pilastro a
capitalizzazione; 
4.           rafforzare le capacità
amministrative dei servizi pubblici dell'occupazione, migliorando gli
obiettivi, la progettazione e la valutazione delle politiche attive per il
mercato del lavoro al fine di assicurare servizi dell’occupazione più
individualizzati per i giovani, i disoccupati di lunga durata, i lavoratori più
anziani e le donne; assicurare un numero adeguato di strutture per l’infanzia;
ridurre il cuneo fiscale per i lavoratori a bassa retribuzione e adeguare il
sistema previdenziale; 
5.           adottare e attuare il piano
di azione per la gioventù, in particolare per quanto riguarda la qualità e la
rilevanza dei sistemi di istruzione e di formazione professionale in relazione
al mercato del lavoro, anche attraverso l’introduzione di un sistema di
apprendistato; migliorare la qualità dell'istruzione superiore rafforzandone la
garanzia della qualità e l'orientamento ai risultati;
6.           adottare misure attive per
migliorare la fruizione e la qualità dell'istruzione scolastica e prescolastica
per i gruppi vulnerabili, tra cui i Rom; garantire il reinserimento degli
adulti sul mercato del lavoro tramite misure di attivazione, servizi mirati per
l’occupazione, istruzione destinata agli adulti e brevi cicli di formazione
professionale;
7.           rafforzare la qualità dei
servizi pubblici, in particolare migliorando la gestione delle risorse umane;
ridurre ulteriormente la durata dei procedimenti giudiziari e rafforzare il
ruolo dell’ufficio degli appalti pubblici in quando ente indipendente.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
[1]               GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
[2]               COM(2012) 325 final.
[3]               P7_TA(2012)0048 e P7_TA(2012)0047.
[4]               Decisione 2012/238/UE del Consiglio, del 26 aprile 2012.
[5]               COM(2012) 68 final.
[6]               Saldo corretto per ciclo al netto delle misure
temporanee e una tantum, ricalcolato dai servizi della Commissione sulla base
delle informazioni contenute nel programma, secondo la metodologia concordata.
[7]               A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento
(CE) n. 1466/97 del Consiglio.