CELEX: 51999PC0195
Language: it
Date: 1999-04-29
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a regole comuni sulle firme elettroniche

Avis juridique important

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51999PC0195

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a regole comuni sulle firme elettroniche  /* COM/99/0195 def. - COD 98/0191 */  

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa a regole comuni sulle firme elettroniche(presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 B, paragrafo 2 del trattato CE)SINTESIIl 13 gennaio 1999 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione legislativa che approva, con una serie di emendamenti, la proposta avanzata dalla Commissione di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente regole comuni sulle firme elettroniche (COM(1998)297 def. - C4-0376/98 - 98/0191(COD) e richiede alla Commissione di modificare tale proposta di conseguenza.La direttiva è intesa a garantire il corretto funzionamento del mercato interno nel settore delle firme elettroniche creando un quadro giuridico armonizzato ed appropriato per l'impiego delle firme elettroniche nel territorio comunitario. Essa definisce una serie di criteri che costituiscono la base del riconoscimento giuridico delle firme elettroniche. La base giuridica della proposta è costituita dall'articolo 57, paragrafo 2, dall'articolo 66 e dall'articolo 100 A del trattato sull'Unione europea.La direttiva istituisce un quadro giuridico per taluni servizi di certificazione resi disponibili al pubblico. Essa si concentra in particolare sui servizi di certificazione e definisce requisiti comuni per i prestatori di servizi di certificazione (PSC) e per i certificati, ai fini di garantire il riconoscimento transfrontaliero delle firme e dei certificati all'interno della Comunità europea. La direttiva segue un approccio neutrale dal punto di vista della tecnologia e si applica ad un'ampia gamma di 'firme elettroniche'. Si basa su un duplice concetto: i PSC sono in genere liberi di offrire i propri servizi senza autorizzazione preventiva. Parallelamente, gli Stati membri possono introdurre sistemi di accreditamento volontario basati su requisiti comuni e miranti ad un livello di sicurezza più elevato. La direttiva si propone di contribuire ad un quadro giuridico armonizzato all'interno della Comunità garantendo il riconoscimento giuridico delle firme elettroniche. Per appoggiare il processo di creazione della fiducia, tanto per i consumatori quanto per le imprese che fanno affidamento sui certificati, la proposta introduce regole relative alle responsabilità che incombono ai PSC. La direttiva include dispositivi di cooperazione con i paesi terzi, ai fini di contribuire al riconoscimento globale dei certificati.Dei 32 emendamenti adottati dal Parlamento europeo in prima lettura, la Commissione ha accettato in toto 22 emendamenti (nn. 3, 11, 12, 14, 18, 20, 27, 30, 31, 32, 33 e 34), altri in parte o in linea di principio (nn. 2, 4, 5, 9, 13, 16, 17, 21, 22 e 25). La Commissione non può accogliere 10 degli emendamenti proposti per motivi di ordine giuridico (nn. 1, 10, 24, 28, 29), in quanto contengono disposizioni superflue (nn. 6 e 7) oppure in quanto provocherebbero problemi in fase di attuazione (nn. 15, 23 e 26).RELAZIONELa Commissione presenta, in questo documento, una proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente regole comuni per le firme elettroniche. La proposta modificata include gli emendamenti proposti dal Parlamento europeo in prima lettura che sono ritenuti accettabili dalla Commissione.1)  INTRODUZIONEa)  AntefattiIn una prima fase, in data 8 ottobre 1997 la Commissione ha presentato una comunicazione intitolata 'Garantire la sicurezza e l'affidabilità nelle comunicazioni elettroniche - Verso una definizione di un quadro europeo in materia di firme digitali e di cifratura' (COM(97)0503 def. - C4-0648/97), che sottolineava l'esigenza di un approccio coerente nel settore. Il 1  dicembre 1997 il Consiglio ha accolto favorevolmente la comunicazione ed ha invitato la Commissione a presentare quanto prima una proposta di direttiva sulle firme digitali. Nella risoluzione del 17 luglio 1998 (A4-0189/98), il Parlamento europeo ha sottolineato l'esigenza di creare un quadro giuridico a livello europeo ai fini di garantire la fiducia reciproca nelle firme digitali e di incoraggiare lo sviluppo del commercio elettronico e delle comunicazioni elettroniche.Il 13 maggio 1998 la Commissione ha adottato una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulle firme elettroniche (COM(1998)297 def. - C4-0376/98 - 98/0191(COD)). La proposta di direttiva anticipa le iniziative di numerosi stati membri dell'Unione europea, intese ad elaborare un quadro giuridico per le firme elettroniche. La direttiva è pertanto da intendersi come misura preventiva intesa a creare un quadro armonizzato per servizi di autenticazione in Europa. Essa tiene inoltre conto delle dimensioni mondiali della comunicazione elettronica. Il quadro giuridico sui cui si basa la proposta è costituito dall'articolo 57, paragrafo 2, dall'articolo 66 e dall'articolo 100 A del trattato sull'Unione europea.La proposta è stata formalmente trasmessa al Parlamento europeo e al Consiglio il 16 giugno 1998. Il Comitato economico e sociale ha espresso un parere in data 2/3 dicembre 1998 e il Comitato delle Regioni in data 13/14 gennaio 1999. Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione favorevole in prima lettura in data 13 gennaio 1999, e ha proposto 32 emendamenti alla proposta della Commissione.b)  Scopo della direttivaLa direttiva è intesa a garantire il corretto funzionamento del mercato interno nel settore delle firme elettroniche, creando un quadro giuridico armonizzato ed appropriato per l'impiego delle firme elettroniche all'interno della Comunità. Essa istituisce una serie di criteri che costituiscono la base del riconoscimento giuridico delle firme elettroniche. Le comunicazioni elettroniche e il commercio su scala globale dipendono dall'adattamento progressivo delle leggi internazionali e nazionali ad un'infrastruttura tecnologica in rapida evoluzione. Tali problemi debbono essere affrontati se si vuole che i consumatori e l'industria in Europa traggano pieni vantaggi dalle opportunità offerte dalla comunicazione elettronica.c) Principi fondamentali della direttiva- Campo di applicazioneLa direttiva stabilisce un quadro giuridico per taluni servizi di certificazione resi disponibili al pubblico. Essa si concentra in particolare sui servizi di certificazione e definisce requisiti comuni per i prestatari di servizi di certificazione (PSC) e per i certificati, ai fini di garantire il riconoscimento transfrontaliero delle firme e dei certificati all'interno della Comunità europea. Si tratta di applicazioni ovvie della tecnologia della firma elettronica in ambienti chiusi, quali ad esempio la rete locale di un'impresa, oppure un sistema bancario. I certificati e le firme elettroniche sono inoltre utilizzati a scopi di autorizzazione, ad esempio per accedere ad un conto privato. In tali settori, la Commissione non riscontra un'evidente esigenza di armonizzazione.- Neutralità dal punto di vista della tecnologiaSi prevede che saranno sviluppati svariati dispositivi di autenticazione. Pertanto, il campo di applicazione della direttiva deve essere sufficientemente ampio da comprendere tutta la gamma delle "firme elettroniche". Malgrado le firme digitali prodotte utilizzando tecniche crittografiche siano attualmente considerate come un tipo importante di firma elettonica, la proposta chiarisce che il quadro di regolamentazione europeo deve essere sufficientemente flessibile da comprendere eventuali altre tecniche che possano essere impiegate a fini di autenticazione.- Duplice approccioLa direttiva si basa su un duplice approccio: l'intento principale è stimolare la fornitura su scala comunitaria di servizi di certificazione sulle reti aperte. Data la gamma dei servizi e le loro possibili applicazioni, i PSC dovrebbero in genere essere liberi di offrire i rispettivi servizi senza autorizzazione preventiva. In tale settore, il mercato dovrebbe svilupparsi liberamente. Parallelamente, gli Stati membri dovrebbero poter introdurre sistemi di accreditamento facoltativi basati su requisiti comuni e intesi a conseguire un livello di sicurezza superiore. Tali sistemi offrono ai PSC il quadro appropriato per sviluppare ulteriormente i propri servizi in direzione dei livelli di garanzia, sicurezza e qualità richiesti dal mercato, dai consumatori e dai cittadini.- Requisiti essenzialiLa proposta di direttiva definisce requisiti essenziali per i certificati e per i PSC, ai fini di creare un quadro armonizzato a livello europeo. I requisiti in questione non sono molto dettagliati e concernono esclusivamente il riconoscimento giuridico delle firme elettroniche. - Riconoscimento giuridico delle firme elettronicheScopo della direttiva è contribuire ad un quadro giuridico armonizzato entro la Comunità garantendo il riconoscimento giuridico delle firme elettroniche. Riconoscimento giuridico significa che le firme elettroniche basate su un certificato qualificato rilasciato da un prestatore di servizi di certificazione che soddisfa ai requisiti definiti nell'Allegato II sono, da una parte, riconosciute come conformi ai requisiti giuridici di una firma autografa, dall'altra, ammissibili come prove nei procedimenti giudiziari allo stesso modo delle firme autografe.- Regole in materia di responsabilitàPer promuovere la creazione della fiducia, sia da parte dei consumatori sia da parte delle imprese che fanno affidamento sui certificati, la proposta introduce regole di responsabilità per i PSC. Sulla base della proposta, il PSC risulterà in particolare responsabile della validità del contenuto del certificato.- Dimensione internazionaleLa direttiva prevede dispositivi di cooperazione internazionale con i paesi terzi ai fini di contribuire al riconoscimento globale dei certificati. Tali dispositivi sono intesi in particolare a garantire il riconoscimento da parte degli Stati membri, in condizioni chiare, di certificati emessi dai paesi terzi e a prevedere la negoziazione, da parte della Commissione, di accordi bilaterali e multilaterali. Si tratta di elementi importanti per lo sviluppo del commercio elettronico internazionale.- Protezione dei datiLa direttiva è intesa ad armonizzare le disposizioni nazionali che tutelano obiettivi di interesse pubblico, quali la tutela del diritto alla vita privata e alla protezione dei dati personali nel contesto specifico delle firme elettroniche. Inoltre, la direttiva fornisce lo strumento necessario (certificati che indicano uno pseudonimo al posto del nome del firmatario) a consentire ai consumatori di conservare l'anonimato nel corso delle transazioni on-line.2)  EMENDAMENTI DEL PE ACCOLTI DALLA COMMISSIONELa Commissione ha accolto in toto, in parte o in linea di principio 22 dei 32 emendamenti adottati dal Parlamento europeo in prima lettura.Gli emendamenti accolti in toto: 3, 11, 12, 14, 18, 20, 27, 30, 31, 32, 33 e 34.Emendamenti accolti in parte o in linea di principio: 2, 4, 5, 9, 13, 16, 17, 21, 22 e 25.La Commissione ha accolto gli emendamenti che:- Migliorano la chiarezza e la completezza del testo (emendamenti nn. 2, 3, 5, 9, 11 - 14, 16 - 18, 20 - 22, 25, 27, 30 - 34)- Forniscono utili spunti in merito alla direzione in cui la direttiva dovrà essere riveduta alla fine del 2002 (emendamento n. 4).Nella propria proposta modificata, la Commissione ha incluso gli emendamenti al testo proposti dal Parlamento europeo, e ha apportato alcune aggiunte intese ad aumentare la coerenza del testo medesimo.3)  EMENDAMENTI DEL PE NON ACCOLTI DALLA COMMISSIONEDieci degli emendamenti non sono stati accolti per i seguenti motivi:. Problemi di ordine giuridico: in particolare, il fatto che gli emendamenti non siano conformi alle norme comunitarie in vigore;. Gli emendamenti contengono disposizioni superflue;. Gli emendamenti farebbero insorgere problemi all'atto dell'attuazione.a)  Problemi di ordine giuridico. Il Parlamento propone, nel terzo considerando, di far riferimento alle firme elettroniche invece che alle firme digitali (emendamento n. 1). La Commissione appoggia l'approccio generale del Parlamento europeo di concentrarsi, nel testo, esclusivamente sulle firme elettroniche in quanto la direttiva riguarda le firme elettroniche, ma dato che il terzo considerando cita una conclusione del Consiglio del 1  dicembre 1997, non ha alcun senso modificare la citazione.. Il Parlamento propone di modificare il "comitato consultivo" in un "comitato di contatto" (emendamenti nn. 10 e 28) e di aggiungere alcuni obblighi in materia di consultazione e di informazione (emendamento n. 28). Ciò non sarebbe conforme alla procedura "comitatologia" di cui alla decisione 87/373/CEE del Consiglio del 13 luglio. Tale decisione del Consiglio prevede vari tipi di comitato. Gli obblighi di consultazione e di informazione proposti non corrispondono alle procedure previste né riflettono pratiche correnti in gruppi di lavoro esistenti. La Commissione può garantire che contatterà l'industria, i gruppi di utilizzatori e di consumatori su base volontaria.Il compito del comitato dovrebbe consistere nel chiarire i requisiti previsti all'allegato I e II nonché nel campo della normalizzazione, e non l'elaborazione di tali requisiti. In caso contrario, il comitato assumerebbe funzioni quasi legislative.. La distinzione tra il tipo di comitato e la procedura all'articolo 9 e la funzione del comitato all'articolo 10 contribuisce alla chiarezza del testo. Pertanto, la Commissione preferisce non sopprimere l'articolo 10 (emendamento n. 29).. Nell'emendamento n. 24, il Parlamento suggerisce di presentare proposte per mandati relativi alla negoziazione di accordi bilaterali e multilaterali non solo al Consiglio, ma anche al Parlamento europeo. Ciò contrasta con l'articolo 113 del trattato CE, che prevede che la Commissione presenti proposte soltanto al Consiglio e non al Parlamento europeo.. Il Parlamento propone di aggiungere un'ulteriore frase in cui si afferma che i PSC sono autorizzati ad indicare in un certificato uno pseudonimo purché ciò sia consentito dalla normativa nazionale che disciplina i rapporti commerciali non elettronici (emendamento n. 26). Non esistono norme nazionali generali in merito agli pseudonimi per le transazioni off-line in quando in tale genere di transazioni non sono necessarie siffatte disposizioni. In linea di principio, i consumatori possono scegliere di restare anonimi. L'obiettivo dell'articolo 8, paragrafo 3, è di stabilire il necessario strumento che consenta di effettuare transazioni on-line allo stesso modo delle transazioni off-line.b)  Disposizioni superflue. Il Parlamento propone di aggiungere un considerando in cui si precisa che gli accordi internazionali dovrebbero rispettare il diritto dell'Unione europea di mantenere e ulteriormente sviluppare le norme esistenti in materia di protezione dei dati (emendamento n. 6). E' un dato di fatto che le norme in vigore in materia di protezione dei dati debbono essere rispettate e che gli accordi nel campo delle firme elettroniche debbono rispettare il diritto di mantenere ed ulteriormente sviluppare le norme esistenti sulla protezione dei dati. Tale disposizione risulta pertanto superflua.. Il Parlamento propone di aggiungere un considerando che precisi che gli accordi nel campo delle firme elettroniche debbono riguardare anche i problemi della protezione dei dati e il rispetto della vita privata (emendamento n. 7). E' un dato di fatto che nel quadro di tali accordi si debba tenere conto delle regole in vigore sulla protezione dei dati e in particolare delle disposizioni relative ai flussi di dati internazionali. La Commissione reputa pertanto superflua tale disposizione.c)  Problemi di implementazione. L'aggiunta del termine indipendente nella definizione del PSC all'articolo 2, paragrafo 6 (emendamento n. 15) provocherebbe problemi di implementazione. Non sarebbe chiaro cosa esattamente significhi tale requisito; ad esempio, potrebbe significare indipendenza finanziaria, indipendenza organizzativa, ecc. Inoltre, un requisito di tale genere troverebbe collocazione più appropriata nell'allegato II e non nella definizione.. Per motivi analoghi non può essere accettato l'emendamento n. 23. Il Parlamento propone di aggiungere all'articolo 6 un paragrafo che affermi che i PSC debbono limitarsi alle funzioni previste nei rispettivi statuti. Prima di tutto, non è chiaro quale sia esattamente il fine di tale disposizione. In secondo luogo, i PSC non sono obbligati a definire statuti né viene chiarito il significato giuridico di tali statuti. In terzo luogo, è dubbio che i PSC siano effettivamente in grado di garantire di non essere soggetti ad alcuna forma di controllo amministrativo. In ogni caso, l'articolo 6 non sarebbe il luogo adatto per tale disposizione, in quando il testo proposto non riguarda la responsabilità.4)  CONCLUSIONELa Commissione ha accolto in toto o in parte 22 dei 32 emendamenti proposti dal Parlamento europeo in prima lettura.In conformità con l'articolo 189 B, paragrafo 2 del trattato CE, la Commissione modifica la propria proposta iniziale includendovi gli emendamenti di cui sopra.Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativa a regole comuni sulle firme elettroniche - (Testo rilevante ai fini del SEE)Testo originale  //  Testo modificatoConsiderando 4(basato sull'emendamento n. 2)(4) considerando che le comunicazioni elettroniche e il commercio elettronico necessitano di firme elettroniche e dei servizi ad esse relativi, atti a consentire l'autenticazione dei dati; che la divergenza delle regole in materia di riconoscimento giuridico delle firme elettroniche e di accreditamento dei prestatori di servizi di certificazione negli Stati membri può costituire un grave ostacolo all'uso delle comunicazioni elettroniche e del commercio elettronico e, di conseguenza, impedire lo sviluppo del mercato interno; che la divergenza degli interventi negli Stati membri sottolinea l'esigenza di un'armonizzazione a livello comunitario;  //  (4) considerando che le comunicazioni elettroniche e il commercio elettronico necessitano di firme elettroniche e dei servizi ad esse relativi, atti a consentire l'autenticazione dei dati; che la divergenza delle regole in materia di riconoscimento giuridico delle firme elettroniche e di accreditamento dei prestatori di servizi di certificazione negli Stati membri può costituire un grave ostacolo all'uso delle comunicazioni elettroniche e del commercio elettronico; che d'altro canto chiare condizioni quadro comuni per le firme elettroniche rafforzano la fiducia e la generale accettazione delle nuove tecnologie e che la divergenza degli interventi negli Stati membri non deve ostacolare la libera circolazione delle merci e dei servizi nel mercato interno;Considerando 6(basato sull'emendamento n. 3) (6) considerando che la rapida evoluzione tecnologica e il carattere globale di Internet rendono necessario un approccio aperto alle varie tecnologie e servizi che consentono di autenticare i dati in modo elettronico; che tuttavia le firme digitali basate sulla crittografia a chiave pubblica costituiscono attualmente la forma più riconosciuta di firma elettronica;  //  (6) considerando che la rapida evoluzione tecnologica e il carattere globale di Internet rendono necessario un approccio aperto alle varie tecnologie e servizi che consentono di autenticare i dati in modo elettronico;Considerando 6 bis (nuovo)(basato sull'emendamento n. 4)  //  considerando che la Commissione procederà ad una revisione della presente direttiva prima del 2003, anche per assicurare che i progressi tecnologici o le modifiche al quadro giuridico non abbiano creato barriere al raggiungimento degli obiettivi fissati nella direttiva; che essa esaminerà le implicazioni di aspetti tecnici connessi, quali la riservatezza, e presenterà una relazione al Parlamento e al Consiglio sull'argomento;Considerando 10 bis (nuovo)(basato sull'emendamento n. 5)  //  (10 bis) considerando che il mercato interno comprende anche la libera circolazione delle persone a seguito della quale i cittadini dell'Unione europea e i residenti nella stessa hanno sempre di più bisogno di trattare con le autorità di Stati membri diversi da quello in cui essi risiedono; che, per tali motivi, il Parlamento europeo ha deciso di accettare la presentazione elettronica delle petizioni; che la disponibilità della comunicazione elettronica potrebbe essere molto utile sotto questo aspetto, purché le norme nazionali sui requisiti supplementari non pongano ostacoli alle possibilità così offerte di migliorare l'accesso all'amministrazione; Considerando 13 bis (nuovo)(basato sull'emendamento n. 9)  //  13 bis) considerando che la presente direttiva non pregiudica le disposizioni nazionali inerenti alle politiche pubbliche o alla sicurezza pubblica, o concernenti la fornitura di servizi riservati;Articolo 1(basato sull'emendamento n. 11)Articolo 1La presente direttiva disciplina il riconoscimento giuridico delle firme elettroniche.Essa non disciplina altri aspetti relativi alla conclusione e alla validità dei contratti o altre formalità non contrattuali che richiedono l'apposizione di una firma.La presente direttiva istituisce regole comuni per taluni servizi di certificazione disponibili al pubblico.  //  Articolo 1La presente direttiva disciplina il riconoscimento giuridico delle firme elettroniche. Essa crea un quadro giuridico per taluni servizi di certificazione messi a disposizione del pubblico.Essa non disciplina altri aspetti relativi alla conclusione e alla validità dei contratti o altre formalità non contrattuali che richiedono l'apposizione di una firma.Articolo 2, paragrafo 1(basato sull'emendamento n. 12)1. "firma elettronica", una firma in forma digitale compresa all'interno di dati, oppure ad essi allegata, oppure ancora ad essi connessa tramite associazione logica, apposta da un firmatario al fine di approvare il contenuto di tali dati, e che sia conforme ai seguenti requisiti cumulativi:  //  1. "firma elettronica", una firma in forma elettronica compresa all'interno di dati, oppure ad essi allegata, oppure ancora ad essi connessa tramite associazione logica, apposta da un firmatario al fine di approvare il contenuto di tali dati, e che sia conforme ai seguenti requisiti cumulativi:Articolo 2, paragrafo 2(basato sull'emendamento n. 13)2. "firmatario", colui che crea una firma elettronica;  //  2. "firmatario", persona fisica che, firmando a nome proprio o a nome di una persona o entità che rappresenta, crea una firma elettronica; Articolo 2, paragrafo 5(basato sull'emendamento n. 14)5. "certificato qualificato", un attestato digitale che collega un dispositivo di verifica della firma ad una data persona, ne conferma l'identità e possiede i requisiti di cui all'allegato I;  //  5. "certificato qualificato", un attestato elettronico che collega un dispositivo di verifica della firma ad una data persona, ne conferma l'identità e possiede i requisiti di cui all'allegato I;Articolo 3, paragrafo 2(basato sull'emendamento n. 16)2. Salvo il disposto del paragrafo 1, gli Stati membri possono introdurre o conservare sistemi di accreditamento facoltativi intesi a fornire servizi di certificazione di livello più elevato. Tutte le condizioni relative a tali sistemi devono essere obiettive, trasparenti, proporzionate e non discriminatorie. Gli Stati membri non possono limitare il numero di prestatori di servizi di certificazione per motivi che rientrano nel campo d'applicazione della presente direttiva.  //  2. Salvo il disposto del paragrafo 1, gli Stati membri possono introdurre o conservare sistemi di accreditamento facoltativi intesi a fornire servizi di certificazione di livello più elevato. Gli Stati membri possono altresì riconoscere sistemi di accreditamento gestiti da organizzazioni indipendenti dalle amministrazioni degli Stati membri il cui obiettivo consista nel migliorare i livelli di fornitura dei servizi di certificazione. Tutte le condizioni relative a tali sistemi devono essere obiettive, trasparenti, proporzionate e non discriminatorie. Gli Stati membri non possono limitare il numero di prestatori di servizi di certificazione per motivi che rientrano nel campo d'applicazione della presente direttiva.Articolo 3, paragrafo 4(basato sull'emendamento n. 17)4. Gli Stati membri possono assoggettare a requisiti supplementari l'uso delle firme elettroniche nel settore pubblico. Tali requisiti debbono essere obiettivi, trasparenti, proporzionati e non discriminatori, e riguardare unicamente le caratteristiche specifiche dell'uso di cui trattasi.  //  4. Gli Stati membri possono assoggettare a requisiti supplementari l'uso delle firme elettroniche nel settore pubblico. Tali requisiti debbono essere obiettivi, trasparenti, proporzionati e non discriminatori, e devono riguardare unicamente le caratteristiche specifiche dell'uso di cui trattasi. Tali requisiti non debbono costituire un ostacolo ai servizi transfrontalieri per i cittadini nei campi, ad esempio, delle prestazioni in materia di sicurezza sociale o delle pensioni..Articolo 5 (basato sull'emendamento n. 18)1. Gli Stati membri provvedono affinché una firma elettronica non sia considerata inefficace, invalida e priva di forza esecutiva unicamente a causa della sua forma elettronica, o per il fatto che non è basata su un certificato qualificato o su un certificato rilasciato da un prestatore di servizi di certificazione accreditato.2. Gli Stati membri provvedono affinché le firme elettroniche basate su un certificato qualificato rilasciato da un prestatore di servizi di certificazione conforme al disposto dell'allegato II siano riconosciute conformi ai requisiti legali di una firma autografa, da un lato e, dall'altro, siano ammesse come prova nei procedimenti giudiziari alla stregua della firma autografa.  //  1. Gli Stati membri provvedono affinché le firme elettroniche basate su un certificato qualificato rilasciato da un prestatore di servizi di certificazione conforme al disposto dell'allegato II siano riconosciute conformi ai requisiti legali di una firma autografa, da un lato e, dall'altro, siano ammesse come prova nei procedimenti giudiziari alla stregua della firma autografa.2. Gli Stati membri provvedono affinché una firma elettronica non sia considerata inefficace, invalida e priva di forza esecutiva unicamente a causa della sua forma elettronica, o per il fatto che non è basata su un certificato qualificato o su un certificato rilasciato da un prestatore di servizi di certificazione accreditato.Articolo 6, paragrafo 1, lettera b) (basato sull'emendamento n. 20)b) piena osservanza dei requisiti previsti dalla presente direttiva riguardo al rilascio del certificato qualificato;  //  b) piena osservanza dei requisiti previsti dall'allegato I della presente direttiva riguardo al rilascio del certificato qualificato;Articolo 6, paragrafo 3 (basato sull'emendamento n. 21)3. Gli Stati membri provvedono a che un prestatore di servizi di certificazione possa indicare, nel certificato qualificato, i limiti d'uso di un determinato certificato. Il prestatore di servizi di certificazione deve essere esentato dalla responsabilità per i danni derivanti dall'uso indebito di un certificato qualificato ove siano precisati i limiti d'uso dello stesso.  //  3. Gli Stati membri provvedono a che un prestatore di servizi di certificazione possa indicare, nel certificato qualificato, i limiti d'uso di un determinato certificato. Tali limiti devono essere sufficientemente riconoscibili per i terzi. Il prestatore di servizi di certificazione deve essere esentato dalla responsabilità per i danni derivanti dall'uso indebito di un certificato qualificato ove siano precisati i limiti d'uso dello stesso.Articolo 6, paragrafo 4 (basato sull'emendamento n. 22)4. Gli Stati membri provvedono affinché un prestatore di servizi di certificazione abbia la facoltà di indicare nel certificato qualificato un valore limite per i negozi per i quali è valido il certificato. Il prestatore di servizi di certificazione non è responsabile per i danni superiori a tale valore limite.  //  4. Gli Stati membri provvedono affinché un prestatore di servizi di certificazione abbia la facoltà di indicare nel certificato qualificato un valore limite per i negozi per i quali è valido il certificato. Tale valore limite deve essere sufficientemente riconoscibile per i terzi. Il prestatore di servizi di certificazione non è responsabile per i danni superiori a tale valore limite.Articolo 8, paragrafo 2 (basato sull'emendamento n. 25)2. Gli Stati membri provvedono a che un prestatore di servizi di certificazione possa raccogliere dati personali unicamente in via diretta dalla persona cui i dati si riferiscono, e unicamente nella misura in cui ciò sia necessario ai fini del rilascio di un certificato. I dati non possono essere raccolti o elaborati per fini diversi senza il consenso della persona cui essi si riferiscono.  //  2. Gli Stati membri provvedono a che un prestatore di servizi di certificazione possa raccogliere dati personali unicamente in via diretta dalla persona cui i dati si riferiscono, o con il consenso esplicito di quest'ultima, e unicamente nella misura in cui ciò sia necessario ai fini del rilascio di un certificato. I dati non possono essere raccolti o elaborati per fini diversi senza il consenso della persona cui essi si riferiscono.Articolo 8, paragrafo 4 (basato sull'emendamento n. 27)4. Gli Stati membri provvedono a che, nel caso di persone che utilizzano pseudonimi, il prestatore di servizi di certificazione trasmetta i dati relativi all'identità di tali persone alle pubbliche autorità che ne facciano richiesta, previo consenso della persona cui i dati si riferiscono. Qualora il trasferimento dei dati che rivelano l'identità della persona cui questi si riferiscono sia necessario in forza del diritto interno ai fini di un'inchiesta penale sull'uso di firme elettroniche sotto uno pseudonimo, il trasferimento viene registrato e la persona cui i dati si riferiscono viene informata quanto prima, dopo la conclusione dell'inchiesta, in merito al trasferimento dei dati che la riguardano.  //  4. Qualora, ai sensi della direttiva 95/46/CE e in forza del diritto nazionale, il trasferimento dei dati che rivelano l'identità della persona/firmatario alle pubbliche autorità sia necessario ai fini di un'inchiesta penale sull'uso di firme elettroniche con certificati pseudonimi o per azioni giuridiche relative ad operazioni effettuate servendosi di firme elettroniche con certificati pseudonimi, il trasferimento viene registrato e la persona cui i dati si riferiscono viene informata in merito al trasferimento.Articolo 11 (basato sull'emendamento n. 30)1.  //  Gli Stati membri comunicano alla Commissione le informazioni relative a quanto segue:a)  //  sistemi di accreditamento facoltativi nazionali ed ogni eventuale requisito supplementare secondo l'articolo 3, paragrafo 4;b)  //  nomi e indirizzi degli enti nazionali responsabili dell'accreditamento e della supervisione;c)  //  i nomi e gli indirizzi dei prestatori di servizi di certificazione nazionali accreditati.2.  //  Gli Stati membri notificano al più presto le informazioni di cui al paragrafo 1 nonché le eventuali variazioni.  //  1.  //  Gli Stati membri comunicano alla Commissione le informazioni relative a quanto segue:a)  //  sistemi di accreditamento facoltativi nazionali ed ogni eventuale requisito supplementare secondo l'articolo 3, paragrafo 4;b)  //  nomi e indirizzi degli enti nazionali riconosciuti responsabili dell' accreditamento e della supervisione;c)  //  i nomi e gli indirizzi dei prestatori di servizi di certificazione nazionali accreditati.2.  //  Gli Stati membri e gli enti riconosciuti notificano entro un mese le informazioni di cui al paragrafo 1 nonché le eventuali variazioni.Allegato I, lettera b) (basato sull'emendamento n. 31)b)  //  il nome inequivocabile del titolare del certificato o uno pseudonimo inequivocabile, identificato come tale;  //  b)  //  il nome del titolare del certificato o uno pseudonimo, identificato come tale;Allegato I, lettera f) (basato sull'emendamento n. 32)f)  //  il codice d'identificazione esclusivo del certificato;  //  f)  //  il codice d'identificazione del certificato;Allegato I, lettera i)(basato sull'emendamento n. 33) (i)  //  i limiti della responsabilità del prestatore di servizi di certificazione e l'importo limite delle transazioni per cui il certificato è valido, ove applicabili.  //  (i)  //  i limiti dell'uso del certificato e l'importo limite delle transazioni per cui il certificato è valido, ove applicabili.Allegato II, lettera e) (basato sull'emendamento n. 34)e)  //  utilizzare sistemi affidabili e usare prodotti di firma elettronica che garantiscano la protezione contro alterazioni dei prodotti, di modo che non sia possibile utilizzarli per funzioni diverse da quelle per cui sono stati progettati; essi debbono inoltre utilizzare prodotti di firma elettronica che garantiscano la sicurezza tecnica e crittografica dei procedimenti di certificazione di cui sono oggetto i prodotti in questione;  //  e)  //  utilizzare sistemi affidabili e usare prodotti di firma elettronica che garantiscano la protezione contro alterazioni dei prodotti; essi debbono inoltre utilizzare prodotti di firma elettronica che garantiscano la sicurezza tecnica e crittografica dei procedimenti di certificazione di cui sono oggetto i prodotti in questione;