CELEX: C2000/163/38
Language: it
Date: 2000-06-10 00:00:00
Title: Causa C-146/00: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica francese, presentato il 17 aprile 2000

10.6.2000                 IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        C 163/21
4. Se non tutti tali lavoratori debbano essere necessariamente                 la Commissione, nessun elemento del fascicolo dimostra
     esclusi, quali criteri debba applicare il giudice nazionale al            che un regime nazionale era necessario per ripartire il
     fine di determinare quali lavoratori occupati nel settore di              costo netto o che gli obblighi di servizio universali
     attività dei trasporti su strada siano esclusi dall’applicazione          rappresentano un onere iniquo per France Télécom. France
     dell’art. 1, n. 3, e quali no.                                            Télécom fruiva nel 1997 di un monopolio quasi intero in
                                                                               materia di telefonia fissa.
(1) Direttiva del Consiglio 93/104/CE del 23 novembre 1993, concer-
    nente taluni aspetti dell’organizzazione dell’orario di lavoro (GU
    L 307, 13.12.93, pag. 18).
                                                                             — Il calendario delle fasi successive che portano al riequilibrio
                                                                               delle tariffe non è stato comunicato alla Commissione,
                                                                               mentre avrebbe dovuto esserlo entro l’11 gennaio 1997.
                                                                               Questa mancata notifica comporta che la Commissione
                                                                               non è più in grado di constatare che la Repubblica francese
                                                                               ha soddisfatto gli obblighi che ad essa incombevano in
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                          conformità alle disposizioni dell’art. 4 quater della direttiva
  tro la Repubblica francese, presentato il 17 aprile 2000
                                                                               90/388/CEE e modificata dalla direttiva 96/19/CE, unita-
                                                                               mente all’art. 2, primo comma, della direttiva 96/19/CE.
                           (Causa C-146/00)                                    Anche supponendo che la tariffa di 65 franchi al netto
                                                                               delle imposte, indicata nel decreto sul servizio universale
                            (2000/C 163/38)                                    come la tariffa di equilibrio, lo sia effettivamente, la nuova
                                                                               tariffa di abbonamento di 64,68 franchi al netto delle
Il 17 aprile 2000 la Commissione delle Comunità europee,                       imposte vigente dal 1o marzo 1999, rimane leggermente
rappresentata dal signor Barry Doherty, membro del servizio                    al di qua di quest’ultimo. Le autorità francesi confermano
giuridico, e dalla signora Fabienne Siredey-Barnier, dipendente                cosı̀ che, a decorrere dal 1o marzo 1999, il costo dello
pubblico nazionale messa a disposizione del servizio giuridico                 squilibrio fino alla fine dell’anno rimane di 16 milioni di
in qualità di agente, con domicilio eletto in Lussemburgo                      franchi, finanziato dal fondo di servizio universale e
presso il signor Carlos Gómez de la Cruz, membro del                          ammettono quindi di nuovo che il riequilibrio non è
medesimo servizio, Centre Wagner, Kirchberg, ha presentato                     terminato secondo i loro criteri. Di conseguenza, le autorità
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                      francesi avrebbero dovuto o confermare che France
ricorso contro la Repubblica francese.                                         Télécom era autorizzata a continuare il riequilibrio delle
                                                                               sue tariffe o a notificare il calendario previsto dall’art. 4
La Commissione delle Comunità europee conclude che la                          quater della direttiva 90/388/CEE.
Corte voglia:
1. constatare che la Repubblica francese è venuta meno ai
     suoi obblighi:
                                                                             — Contrariamente alla disposizione dell’art. 5, n. 3, della
     — non conformandosi alle disposizioni dell’art. 4 quater                  direttiva 97/33/CE, unitamente all’allegato III di tale diretti-
          della direttiva 90/388/CEE (1) come modificata dalla                 va, la normativa francese prevede che siano presi in
          direttiva 96/19/CE (2);                                              considerazione, al fine del calcolo del costo netto del
                                                                               servizio universale, gli abbonati redditizi, il che aumenta
     — non rispettando le disposizioni dell’art. 5, nn. 1, 3, 4 e              indebitamente l’importo dell’onere che può dare luogo a
          5 della direttiva 97/33/CE (3);                                      compenso, a danno dei nuovi entrati sul mercato. Inoltre,
                                                                               la formula di calcolo adottata dall’art. R. 20-32 del codice
2. condannare la Repubblica francese alle spese.                               (francese) delle poste e telecomunicazioni non assegna gli
                                                                               oneri collegati al finanziamento del servizio universale a
                                                                               ciascuna impresa secondo criterio obiettivi come richiesto
Motivi e principali argomenti                                                  dall’art. 4 quater delle direttiva 90/388/CEE. Infine essa
                                                                               non prende in considerazione il principio di trasparenza,
— La Repubblica francese senza un fondamento giuridico
                                                                               come previsto dall’art. 5, n. 1, della direttiva 97/33/CE.
     comunitario ha obbligato taluni operatori della telefonia
     mobile a contribuire al servizio universale durante il 1997.
     Contrariamente a quanto lasciano intendere le autorità
     francesi, i «considerando» 4 e 26 della direttiva 96/19/CEE
     non istituiscono obblighi che non figurano nel dispositivo              — Taluni componenti del costo del servizio universale sono
     della direttiva, ma ricordano che finché l’operatore storico              fissati in maniera forfetaria contrariamente all’obbligo di
     beneficia di diritti esclusivi per la fornitura del servizio              effettuare un calcolo specifico (art. 5, n. 3, della direttiva
     di telefonia vocale, nessun provvedimento aggiuntivo è                    97/33/CE). Pertanto il costo netto degli abbonati non
     necessario per assicurare il servizio universale. L’art. 5,               redditizi in zona redditizia non avrebbe dovuto essere
     n. 1, della direttiva 97/33 è persino più chiaro: solo qualora            fissato in maniera forfetaria. Il costo netto del servizio
     «uno Stato membro stabilisca che gli obblighi di servizio                 universale del 1997 non avrebbe dovuto essere fissato in
     universali rappresentino un onere eccessivo per un orga-                  maniera forfetaria. Ed il contributo versato a France
     nismo», esso può istituire un meccanismo atto a ripartire il             Télécom per compensare il costo di talune tariffe sociali è
     costo netto degli obblighi di servizio universale. Secondo                stato fissato in maniera imprecisa.
 ---pagebreak--- C 163/22                  IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                        10.6.2000
— La Commissione addebita ancora alla Repubblica francese                   I ricorrenti concludono che la Corte voglia:
                                                                            1. annullare la sentenza del Tribunale di primo grado 9 feb-
    — di aver calcolato in maniera inesatta il costo netto delle                 braio 2000 nella causa T-111/97;
         «zone non redditizie»;
                                                                            2. rinviare la causa al Tribunale di primo grado affinché, si
                                                                                 pronunci nel merito del ricorso, secondo i termini e le
    — di non aver preso in considerazione i benefici immate-
                                                                                 modalità previsti dalla legge.
         riali di cui usufruiva France Télécom per il fatto di
         fornire il servizio universale; e                                  3. si riservi la decisione sulle spese.
    — di aver violato la norma secondo cui «nel calcolo dei
         costi netti si tiene conto delle entrate. I costi e le entrate     Motivi e principali argomenti
         devono essere preventivi» (allegato III della direttiva
         97/33/CE), rifiutando di rettificare i dati preventivi per         Violazione di diritto. I ricorrenti deducono che la decisione
         il 1998 poiché sarebbe «delicato inserire (i progressi             7 febbraio 1996 (pubblicata su Informazioni Amministrative
         metodologici realizzati) nella valutazione definitiva per          del 27 marzo 1996) costituiva un fatto nuovo, che giustificava
         il 1998 al requisito di una certa stabilità dei metodi di          l’apertura di un nuovo termine d’impugnazione della decisione
         valutazione per un determinato anno».                              della Commissione di inquadramento nel grado dei ricorrenti
                                                                            al momento della loro nomina come funzionari della Commis-
                                                                            sione.
— L’art. 5, n. 5, secondo comma, della direttiva 97/33/CE
    non è completamente trasposto nel diritto nazionale                     I ricorrenti considerano inoltre che, per valutare la presentazio-
    francese e in ogni caso non è stato applicato in maniera                ne nei termini della detta domanda, la Commissione e,
    conforme dalle autorità francesi per quanto riguarda la                 successivamente, il Tribunale di primo grado avrebbero dovuto
    pubblicazione dei contributi individuali degli operatori                prendere in considerazione il dovere di assistenza dei funziona-
    interessati al finanziamento del servizio universale.                   ri che grava sulle istituzioni comunitarie. La sentenza impugna-
                                                                            ta nulla dice a proposito di tale argomento dei ricorrenti.
(1) GU L 192 del 24.7.1990, pag. 10.
(2) GU L 74 del 22.3.1996, pag. 13.
(3) GU L 199 del 26.7.1997, pag. 32.
                                                                            Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                              tro la Repubblica d’Austria, presentato il 19 aprile 2000
                                                                                                     (Causa C-150/00)
Ricorso proposto il 19 aprile 2000 dai signori Valero                                                 (2000/C 163/40)
Jordana e S. Vadé contro la sentenza pronunciata il
9 febbraio 2000 dalla Prima Sezione del Tribunale di                        Il 19 aprile 2000 la Commissione delle Comunità europee,
primo grado delle Comunità europee nella causa T-111/97                     rappresentata dal signor Josef Christian Schieferer, membro
tra i signori G. Valero Jordana e S. Vadé e la Commissione                  del servizio giuridico della Commissione, in qualità di agente,
                     delle Comunità europee                                 con domicilio eletto in Lussemburgo, presso l’ufficio del signor
                                                                            Carlos Gómez de la Cruz, membro del medesimo servizio
                                                                            giuridico, Centro Wagner C 254, Kirchberg, ha proposto
                                                                            dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
                         (Causa C-149/00 P)                                 ricorso contro la Repubblica d’Austria.
                                                                            La ricorrente chiede che la Corte voglia:
                           (2000/C 163/39)
                                                                            1) dichiarare che la Repubblica d’Austria, classificando come
                                                                                 medicinali i preparati a base di vitamine e di sostanze
                                                                                 minerali, qualora queste superino la semplice dose giorna-
Il 19 aprile 2000 i signori Valero Jordana e S. Vadé con l’avv.                  liera e/o in generale qualora i detti preparati contengano
Sr. C. Amo Quiñones, con domicilio eletto in Bruxelles, avenue                  vitamina A, D e K o sostanze minerali del gruppo dei
Jacques Pasteur, 23 B-1180 Bruxelles hanno proposto dinanzi                      cromati, senza dimostrare che in conseguenza del maggio-
alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso                        re apporto di vitamine o a causa delle vitamine e delle
contro la sentenza pronunciata il 9 febbraio 2000 dalla Prima                    sostanze minerali contenute in tali preparati sussista un
Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee                      serio rischio per la salute, è venuta meno agli obblighi ad
nella causa tra i signori Valero Jordana e S. Vadé contro la                     essa incombenti in forza dell’art. 28 CE (ex art. 30 del
Commissione delle Comunità europee.                                              Trattato CE);