CELEX: 21993A1231(18)
Language: it
Date: 1991-12-16 00:00:00
Title: Accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la repubblica di Polonia, dall'altra - Protocollo n. 1 sui prodotti tessili e sui capi d'abbigliamento dell'accordo europeo («accordo») - Protocollo n. 2 sui prodotti CECA dell'accordo europeo («accordo») - Protocollo n. 3 dell'accordo europeo («accordo») concernente gli scambi tra la Polonia e la Comunità di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del trattato CEE - Protocollo n. 4 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa - Protocollo n. 5 dell'accordo europeo («accordo») - Protocollo n. 6 dell'accordo europeo («accordo») sull'assistenza reciproca nel settore doganale - Atto finale - Dichiarazioni comuni

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21993A1231(18)

Accordo europeo che istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la repubblica di Polonia, dall'altra - Protocollo n. 1 sui prodotti tessili e sui capi d'abbigliamento dell'accordo europeo («accordo») - Protocollo n. 2 sui prodotti CECA dell'accordo europeo («accordo») - Protocollo n. 3 dell'accordo europeo («accordo») concernente gli scambi tra la Polonia e la Comunità di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del trattato CEE - Protocollo n. 4 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai metodi di cooperazione amministrativa - Protocollo n. 5 dell'accordo europeo («accordo») - Protocollo n. 6 dell'accordo europeo («accordo») sull'assistenza reciproca nel settore doganale - Atto finale - Dichiarazioni comuni  

Gazzetta ufficiale n. L 348 del 31/12/1993 pag. 0002 - 0180 edizione speciale finlandese: capitolo 11 tomo 26 pag. 0004  edizione speciale svedese/ capitolo 11 tomo 26 pag. 0004 

ACCORDO EUROPEOche  istituisce un'associazione tra le Comunità europee e i loro Stati membri, da una parte, e la  Repubblica di Polonia, dall'altraIL REGNO DEL BELGIO, IL REGNO DI DANIMARCA, LA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, LA REPUBBLICA ELLENICA, IL REGNO DI SPAGNA, LA REPUBBLICA FRANCESE, L'IRLANDA, LA REPUBBLICA ITALIANA, IL GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO, IL REGNO DEI PAESI BASSI, LA REPUBBLICA PORTOGHESE, IL REGNO UNITO DI GRAN BRETAGNA E IRLANDA DEL NORD, Parti contraenti del trattato che istituisce la Comunità economica europea, del trattato che  istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio e del trattato che istituisce la Comunità  europea dell'energia atomica, qui di seguito denominati «Stati membri», eLA COMUNITÀ ECONOMICA  EUROPEA, LA COMUNITÀ EUROPEA DEL CARBONE E DELL'ACCIAIO E LA COMUNITÀ EUROPEA DELL'ENERGIA ATOMICA,  qui di seguito denominate «Comunità», da una parte, ela REPUBBLICA DI POLONIA, qui di seguito denominata «Polonia», dall'altra, CONSIDERANDO l'importanza dei legami tradizionali fra la Comunità, i suoi Stati membri e la Polonia  e dei valori comuni che le Parti contraenti condividono; RICONOSCENDO che la Comunità e la Polonia desiderano rafforzare tali legami e instaurare una  relazione intensa e duratura, basata sul reciproco interesse, che favorisca la partecipazione della  Polonia al processo di integrazione europea, consolidando e ampliando i rapporti già avviati, in  particolare con l'Accordo sugli scambi e sulla cooperazione economica e commerciale, firmato il 19  settembre 1989; CONSIDERANDO che la Comunità, gli Stati membri e la Polonia si sono impegnati a rafforzare le  libertà politiche ed economiche che costituiscono le fondamenta dell'associazione; RICONOSCENDO i notevoli progressi compiuti dal popolo polacco nel passare rapidamente a un nuovo  ordinamento politico ed economico basato sullo Stato di diritto e sui diritti dell'uomo,  comprendente un contesto giuridico ed economico per l'economia di mercato e un sistema  pluripartitico con elezioni libere e democratiche; CONSIDERANDO il preciso impegno assunto dalla Comunità, dagli Stati membri e dalla Polonia per il  processo della Conferenza sulla sicurezza e sulla cooperazione in Europa (CSCE), compresa la piena  applicazione di tutti i principi e le disposizioni contenuti, in particolare, nell'atto finale di  Helsinki, nei documenti conclusivi delle riunioni di Vienna e di Madrid e nella Carta di Parigi per  una nuova Europa; CONSAPEVOLI dell'importanza del presente accordo di associazione per instaurare in Europa un  sistema stabile basato sulla cooperazione, che abbia nella Comunità una delle sue pietre angolari; PERSUASI che la piena realizzazione dell'associazione sia indissociabile dall'attuazione concreta  delle riforme politiche, economiche e giuridiche in Polonia, nonché dell'introduzione dei fattori  necessari alla cooperazione e al ravvicinamento tra i sistemi delle Parti, segnatamente alla luce  delle conclusioni della conferenza CSCE di Bonn; DESIDERANDO istituire e sviluppare un dialogo politico continuativo sulle questioni bilaterali e  internazionali di reciproco interesse; TENENDO CONTO dell'intenzione della Comunità di fornire alla Polonia un appoggio determinante per  l'attuazione delle riforme e di aiutarla a sostenere le conseguenze economiche e sociali del  riadeguamento strutturale; TENENDO CONTO altresì dell'intenzione della Comunità di creare strumenti di cooperazione e di  assistenza economica, tecnica e finanziaria su basi globali e pluriennali; CONSIDERANDO l'impegno assunto dalla Comunità e dalla Polonia in materia di libero scambio e in  particolare di rispetto dei diritti e degli obblighi derivanti dall'Accordo generale sulle tariffe  doganali e sul commercio (GATT); TENENDO PRESENTI le disparità economiche e sociali esistenti tra la Comunità e la Polonia e  riconoscendo pertanto che gli obiettivi dell'associazione dovrebbero essere conseguiti tramite  adeguate disposizioni del presente accordo; CONVINTI che l'accordo di associazione creerà un nuovo clima per le loro relazioni economiche e in  particolare per lo sviluppo degli scambi e degli investimenti, strumenti indispensabili della  ristrutturazione economica e dell'ammodernamento tecnologico; DESIDERANDO instaurare una cooperazione culturale e sviluppare gli scambi di informazioni; COSCIENTI che l'obiettivo finale della Polonia è entrare a far parte della Comunità e che la  presente associazione, a giudizio delle parti, contribuirà al raggiungimento di tale obiettivo, HANNO CONVENUTO QUANTO SEGUE:Articolo 1 1.  È istituita un'associazione tra la  Comunità e i suoi Stati membri, da una parte, e la Polonia, dall'altra. 2.  Obiettivi del presente accordo sono: -  costituire un ambito adeguato per il dialogo politico tra le Parti che consenta lo sviluppo di  strette relazioni politiche; - promuovere l'espansione degli scambi nonché relazioni economiche armoniose tra le Parti,  incentivando così uno sviluppo economico dinamico e la prosperità della Polonia; - gettare le basi per l'assistenza finanziaria e tecnica della Comunità alla Polonia; - costituire un contesto adeguato per la graduale integrazione della Polonia nella Comunità. A tal  fine, la Polonia si adopera per soddisfare gradatamente ai necessari requisiti; - promuovere la cooperazione culturale. TITOLO I DIALOGO POLITICO Articolo 2 Tra le Parti si istituisce un dialogo politico  continuativo. Esso ne accompagna e consolida il ravvicinamento, sostiene i mutamenti politici ed  economici in corso in Polonia e contribuisce ad istituire nuovi legami di solidarietà. Il dialogo  politico e la cooperazione: -  favoriranno la piena integrazione della Polonia nella comunità delle nazioni democratiche e il  suo progressivo ravvicinamento alla Comunità. Il ravvicinamento economico promosso dal presente  accordo porterà ad una maggiore convergenza politica; - condurranno a una migliore comprensione e a una progressiva convergenza di posizioni sulle  questioni internazionali, in particolare su quelle che potrebbero avere notevoli ripercussioni su  una delle Parti; - permetteranno a ciascuna delle Parti di tener conto della posizione e degli interessi dell'altra  nei propri processi decisionali; - miglioreranno la sicurezza e la stabilità di tutta Europa. Articolo 3 1.  Si svolgono le opportune consultazioni tra il presidente del Consiglio europeo e  il presidente della Commissione delle Comunità europee, da una parte, e il presidente della  Polonia, dall'altra. 2.  A livello ministeriale, il dialogo politico avviene nell'ambito del Consiglio di associazione;  a questo spetta la responsabilità generale di tutte le questioni che le Parti riterranno utile  sottomettergli. Articolo 4 Le Parti istituiscono altre procedure e altri meccanismi di dialogo politico, in  particolare nelle forme seguenti: -  tramite incontri, al livello di alti funzionari (direttori politici), tra funzionari polacchi,  da una parte, e la presidenza del Consiglio delle Comunità europee e la Commissione delle Comunità  europee, dall'altra; - utilizzando appieno tutti i canali diplomatici tra le Parti, ivi comprese le riunioni  d'informazione organizzate dai funzionari polacchi a Varsavia, le consultazioni in occasione delle  riunioni internazionali e i contatti tra i rappresentanti diplomatici nei paesi terzi; - fornendo sistematicamente informazioni sulla cooperazione politica europea alla Polonia, che  contraccambierà nel modo adeguato; - con qualsiasi altro mezzo che possa contribuire a consolidare, sviluppare e intensificare il  dialogo politico. Articolo 5 A livello parlamentare, il dialogo politico si svolge nell'ambito del Comitato  parlamentare di associazione. TITOLO II PRINCIPI GENERALI Articolo 6 1.  L'associazione prevede un periodo transitorio della  durata massima di dieci anni diviso in due fasi successive, che in linea di principio durano cinque  anni ciascuna. La prima fase inizia all'entrata in vigore del presente accordo. 2.  Il Consiglio di associazione provvede periodicamente ad esaminare l'applicazione del presente  accordo e i progressi compiuti dalla Polonia verso l'istituzione di un'economia di mercato. 3.  Nel corso dei dodici mesi che precedono il termine dalla prima fase, il Consiglio di  associazione si riunisce per decidere il passaggio alla seconda fase e gli eventuali cambiamenti da  apportare alle misure relative all'attuazione delle disposizioni che disciplinano la seconda fase.  A tal fine si terrà conto dei risultati dell'esame di cui al paragrafo 2. 4.  Le due fasi previste nei paragrafi 1 e 3 non si applicano al titolo III. TITOLO III LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE MERCI Articolo 7 1.  Nel corso di un periodo transitorio  della durata massima di dieci anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, la  Comunità e la Polonia istituiscono progressivamente una zona di libero scambio, secondo le modalità  previste dalle disposizioni del presente accordo e in conformità con le disposizioni dell'Accordo  generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT). 2.  Per classificare le merci negli scambi tra le Parti si applica la nomenclatura combinata delle  merci. 3.  Il dazio di base di ogni prodotto cui si devono applicare le progressive riduzioni previste dal  presente accordo è quello effettivamente applicato erga omnes il giorno precedente alla data di  entrata in vigore dell'accordo stesso. 4.  Qualora, successivamente all'entrata in vigore del presente accordo, venga applicata una  riduzione tariffaria erga omnes, in particolare una riduzione derivante dall'accordo tariffario  concluso a seguito dell'Uruguay Round del GATT, il suddetto dazio ridotto sostituisce il dazio di  base di cui al paragrafo 3 a partire dalla data di applicazione della riduzione. 5.  La Comunità e la Polonia si comunicano a vicenda i rispettivi dazi di base. CAPITOLO I Prodotti industriali Articolo 8 1.  Le disposizioni del presente capitolo si  applicano ai prodotti originari della Comunità e della Polonia elencati nei capitoli da 25 a 97  della nomenclatura combinata, fatta eccezione per i prodotti elencati nell'allegato I. 2.  Le disposizioni degli articoli da 9 a 13 non si applicano ai prodotti citati negli articoli 15  e 16. Articolo 9 1.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità a prodotti originari  della Polonia diversi da quelli elencati negli allegati IIa, IIb e III sono aboliti all'entrata in  vigore del presente accordo. 2.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità a prodotti originari della  Polonia elencati nell'allegato IIa sono progressivamente aboliti in base al seguente calendario: -  alla data di entrata in vigore del presente accordo ogni dazio è ridotto al 50  % del dazio di  base; - un anno dopo l'entrata in vigore del presente accordo i dazi rimanenti sono aboliti. I dazi doganali sulle importazioni applicabili nella Comunità ai prodotti originari della Polonia  elencati nell'allegato IIb sono progressivamente ridotti, a decorrere dalla data di entrata in  vigore del presente accordo, di una quota annuale del 20  % del dazio di base, in modo da giungere  a una completa abolizione alla fine del quarto anno dalla data di entrata in vigore dell'accordo  stesso. 3.  I prodotti originari della Polonia elencati nell'allegato III beneficiano di una sospensione  dei dazi doganali sulle importazioni entro i limiti di contingenti tariffari annui comunitari o  massimali che aumentano progressivamente alle condizioni specificate nell'allegato, in modo da  giungere a una totale abolizione dei dazi doganali sulle importazioni del prodotto in questione  entro la fine del quinto anno. Contemporaneamente, i dazi doganali sulle importazioni applicabili ai quantitativi importati in  eccesso ai suddetti contingenti o massimali sono progressivamente aboliti, a decorrere dall'entrata  in vigore del presente accordo, mediante riduzioni annuali del 15  %. I dazi residui sono aboliti  entro la fine del quinto anno. 4.  Le restrizioni quantitative sulle importazioni nella Comunità e le misure d'effetto equivalente  relative ai prodotti originari della Polonia sono abolite alla data di entrata in vigore del  presente accordo. Articolo 10 1.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Polonia ai prodotti originari  della Comunità elencati nell'allegato IVa sono aboliti all'entrata in vigore del presente accordo. 2.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Polonia ai prodotti originari della Comunità  elencati nell'allegato IVb sono progressivamente ridotti come specificato in detto allegato. La Polonia apre contingenti a dazio nullo per i prodotti originari della Comunità, elencati in  detto allegato, secondo le modalità ivi specificate. 3.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Polonia ai prodotti originari della Comunità  diversi da quelli elencati negli allegati IVa e IVb sono progressivamente ridotti e aboliti entro  la fine del settimo anno dall'entrata in vigore del presente accordo, secondo il seguente  calendario: -  dopo tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto all'80  % del dazio  di base; - dopo quattro anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 60  % del dazio  di base; - dopo cinque anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 40  % del dazio  di base; - dopo sei anni dall'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio è ridotto al 20  % del dazio di  base; - dopo sette anni dall'entrata in vigore dell'accordo, i dazi residui sono aboliti. 4.  Le restrizioni quantitative sulle importazioni in Polonia di prodotti originari della Comunità  e le misure di effetto equivalente sono abolite all'entrata in vigore del presente accordo, fatta  eccezione per quelle elencate nell'allegato V, che sono abolite secondo il calendario ivi  specificato. Articolo 11 Le disposizioni relative all'abolizione dei dazi doganali sulle importazioni si  applicano anche ai dazi doganali di carattere fiscale. Articolo 12 All'entrata in vigore del presente accordo, la Comunità e la Polonia aboliscono, nei  loro scambi, tutte le tasse oneri di effetto equivalente a dazi doganali sulle importazioni. Articolo 13 1.  La Comunità e la Polonia aboliscono progressivamente, entro la fine del quinto  anno dopo l'entrata in vigore del presente accordo, tutti i dazi doganali sulle reciproche  esportazioni e le tasse di effetto equivalente. 2.  Le restrizioni quantitative sulle esportazioni e tutte le misure di effetto equivalente sono  abolite dalla Comunità e dalla Polonia all'entrata in vigore del presente accordo, fatta eccezione  per quelle applicate ai prodotti elencati nell'allegato VI, che sono abolite secondo le modalità  ivi specificate. Articolo 14 Ciascuna delle Parti si dichiara disposta a ridurre i suoi dazi doganali sugli scambi  con la controparte più rapidamente di quanto previsto agli articoli 9 e 10 qualora lo permettano le  sue condizioni economiche generali e la situazione del settore economico interessato. Il Consiglio di associazione può formulare raccomandazioni in tal senso. Articolo 15 Il protocollo n. 1 specifica le condizioni applicabili ai prodotti tessili indicati  nel protocollo stesso. Articolo 16 Il protocollo n. 2 specifica le condizioni applicabili ai prodotti coperti dal  trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell'acciaio. Articolo 17 Le disposizioni del presente capitolo non ostano al mantenimento di una componente  agricola nei dazi applicabili ai prodotti elencati nell'allegato VII. CAPITOLO II Agricoltura Articolo 18 1.  Le disposizioni del presente capitolo si applicano ai  prodotti agricoli originari della Comunità e della Polonia. 2.  Per «prodotti agricoli» si intendono i prodotti elencati nei capitoli da 1 a 24 della  nomenclatura combinata e i prodotti elencati nell'allegato I, fatta eccezione per i prodotti della  pesca definiti ai sensi del regolamento (CEE) n. 3687/91. Articolo 19 Il protocollo n. 3 specifica le condizioni applicabili agli scambi dei prodotti  agricoli trasformati elencati nel suddetto protocollo. Articolo 20 1.  Alla data di entrata in vigore del presente accordo, la Comunità abolisce le  restrizioni quantitative sulle importazioni di prodotti agricoli originari della Polonia applicate  ai sensi del regolamento (CEE) n. 3420/83 nella forma esistente alla data della firma dell'accordo  stesso. 2.  Dalla data di entrata in vigore del presente accordo, i prodotti agricoli originari della  Polonia elencati negli allegati VIIIa o VIIIb beneficiano della riduzione dei prelievi entro i  limiti di contingenti comunitari o della riduzione dei dazi doganali, alle condizioni specificate  nei suddetti allegati. 3.  La Polonia abolisce gradualmente le restrizioni quantitative sulle importazioni di prodotti  agricoli originari della Comunità elencati nell'allegato IX secondo le condizioni ivi specificate. 4.  La Comunità e la Polonia si accordano a vicenda le concessioni di cui agli allegati Xa, Xb, Xc  e XI, in modo reciproco ed equilibrato, alle condizioni specificate negli allegati stessi. 5.  Tenendo conto del volume dei loro scambi di prodotti agricoli, dell'appartenenza degli stessi a  settori particolarmente sensibili, delle regole della politica agricola comune della Comunità e del  ruolo dell'agricoltura nell'economia della Polonia, nonché delle conseguenze dei negoziati  commerciali multilaterali nell'ambito dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio,  la Comunità e la Polonia esaminano regolarmente in sede di Consiglio di associazione, prodotto per  prodotto e in modo ordinato e reciproco, le possibilità di riconoscersi a vicenda ulteriori  concessioni. In questo contesto essi rivolgono particolare attenzione alla produzione agricola con  tecniche naturali. 6.  Vista la necessità di una maggiore armonia tra le politiche agricole della Comunità e della  Polonia, nonché l'intenzione della Polonia di diventare membro della Comunità, le Parti si  consultano regolarmente in sede di Consiglio di associazione sulla strategia e sulle modalità  pratiche delle rispettive politiche. Articolo 21 Fatte salve altre disposizioni del presente accordo e in particolare l'articolo 30,  qualora, dato il carattere particolarmente sensibile dei mercati agricoli, le importazioni di  prodotti originari di una delle parti, soggette alle concessioni riconosciute ai sensi  dell'articolo 20, provochino gravi perturbazioni ai mercati della controparte, le due Parti avviano  immediatamente consultazioni per trovare una soluzione adeguata. In attesa di tale soluzione, la  Parte interessata può adottare le misure che ritiene necessarie. CAPITOLO III Prodotti della pesca Articolo 22 Le disposizioni del presente capitolo si  applicano ai prodotti della pesca originari della Comunità e della Polonia coperti dal regolamento  (CEE) n. 3687/91 sull'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca. Articolo 23 Le Parti concludono appena possibile i negoziati di un accordo sui prodotti della  pesca. In seguito, ai prodotti della pesca si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni dell'articolo  20, paragrafo 5. CAPITOLO IV Disposizioni comuni Articolo 24 Le disposizioni del presente capitolo si applicano  agli scambi di tutti i prodotti, salvo quanto altrimenti disposto nel presente capitolo o nei  protocolli n. 1, 2 e 3. Articolo 25 1.  A partire dalla data di entrata in vigore del presente accordo non vengono  introdotti nuovi dazi doganali sulle importazioni o sulle esportazioni, né tasse di effetto  equivalente, negli scambi tra la Comunità e la Polonia, né vengono aumentati quelli già applicati. 2.  A partire dalla data di entrata in vigore del presente accordo non vengono introdotte nuove  restrizioni quantitative sulle importazioni o sulle esportazioni, né misure d'effetto equivalente,  negli scambi tra la Comunità e la Polonia, né vengono rese più restrittive quelle esistenti. 3.  Fatte salve le concessioni riconosciute ai sensi dell'articolo 20, le disposizioni dei  paragrafi 1 e 2 del presente articolo non limitano in alcun modo il perseguimento delle rispettive  politiche agricole della Polonia e della Comunità o l'adozione di misure nel quadro di tali  politiche. Articolo 26 1.  Le due Parti si astengono dall'introdurre qualsiasi misura o prassi di natura  fiscale interna che istituisca, direttamente o indirettamente, discriminazioni tra i prodotti di  una Parte e i prodotti analoghi originari del territorio della controparte. 2.  I prodotti esportati nel territorio di una delle due Parti non possono beneficiare di un  rimborso delle imposte interne eccedente l'ammontare delle imposte dirette o indirette cui sono  stati soggetti. Articolo 27 1.  Il presente accordo non osta al mantenimento o all'istituzione di unioni  doganali, zone di libero scambio o accordi sugli scambi transfrontalieri se non nella misura in cui  essi alterano le condizioni commerciali previste dal presente accordo. 2.  Nell'ambito del Consiglio di associazione si tengono consultazioni tra le Parti in merito agli  accordi istitutivi delle suddette unioni doganali o zone di libero scambio e, se del caso, in  merito ad altre importanti questioni relative alla loro rispettiva politica commerciale con i paesi  terzi. In particolare, nel caso in cui un paese terzo entri a far parte della Comunità, si tengono  consultazioni di questo tipo per garantire che si possa tener conto dei reciproci interessi della  Comunità e della Polonia sanciti nel presente accordo. Articolo 28 La Polonia può adottare misure eccezionali di durata limitata, in deroga alle  disposizioni dell'articolo 10 e dell'articolo 25, paragrafo 1, sotto forma di dazi doganali  maggiorati. Tali misure possono riguardare unicamente le nuove industrie o determinati settori in corso di  ristrutturazione o in gravi difficoltà, in particolare qualora dette difficoltà producano gravi  problemi sociali. I dazi doganali sulle importazioni applicabili in Polonia ai prodotti originari della Comunità  introdotti dalle suddette misure non possono superare il 25  % ad valorem e mantengono un elemento  di preferenza per i prodotti originari della Comunità. Il valore complessivo delle importazioni dei  prodotti soggetti a tali misure non può superare il 15  % del totale delle importazioni dalla  Comunità di prodotti industriali, definiti ai sensi del capitolo I, nel corso dell'ultimo anno per  il quale siano disponibili dati statistici. Le suddette misure sono applicate per un periodo non superiore ai cinque anni, a meno che il  Consiglio di associazione non autorizzi una durata superiore. Esse cessano di applicarsi al più  tardi allo scadere del periodo di transizione. Nessun prodotto può essere assoggettato a una misura di questo tipo qualora siano trascorsi più di  tre anni dall'eliminazione di tutti i dazi e di tutte le restrizioni quantitative o delle tasse o  misure d'effetto equivalente relativi a quel prodotto. La Polonia informa il Consiglio di associazione di ogni misura eccezionale che intenda adottare e,  a richiesta della Comunità, si tengono consultazioni nell'ambito del Consiglio di associazione  sulle suddette misure e sui settori di applicazione prima di attuarle. In occasione dell'adozione  di tali misure, la Polonia fornisce al Consiglio di associazione un calendario con le date di  eliminazione dei dazi doganali introdotti ai sensi del presente articolo. Detto calendario prevede  la graduale eliminazione di tali dazi a partire al più tardi due anni dopo la loro introduzione, a  tassi annuali uniformi. Il Consiglio di associazione può decidere un calendario diverso. Articolo 29 Qualora una delle Parti ritenga che negli scambi con la controparte stiano  verificandosi pratiche di dumping, nell'accezione dell'articolo VI dell'Accordo generale sulle  tariffe doganali e sul commercio, essa può adottare le misure adeguate nei confronti di tali  pratiche in conformità dell'Accordo relativo all'applicazione dell'articolo VI dell'Accordo  generale sulle tariffe doganali e sul commercio, della relativa legislazione interna e delle  condizioni e procedure di cui all'articolo 33. Articolo 30 Qualora un prodotto venga importato in quantità maggiorate e in condizioni tali da  provocare o minacciare di provocare: -  pregiudizio grave ai produttori nazionali di prodotti analoghi o direttamente concorrenziali nel  territorio di una delle Parti contraenti, o- gravi perturbazioni in qualsiasi settore  dell'economia o difficoltà che potrebbero causare un grave deterioramento della situazione  economica di una regione, la Parte interessata, sia essa la Comunità o la Polonia, può adottare le adeguate misure alle  condizioni e secondo le procedure specificate nell'articolo 33. Articolo 31 Qualora l'osservanza delle disposizioni degli articoli 13 e 25 porti ai)  una  riesportazione verso un paese terzo nei confronti del quale la Parte esportatrice applichi, per il  prodotto in questione, restrizioni quantitative sulle esportazioni, dazi all'esportazione o misure  d'effetto equivalente, oii) una penuria grave, o la minaccia di penuria grave, di un prodotto essenziale per la Parte  esportatrice, e qualora le circostanze di cui sopra diano luogo, o possano dar luogo, a gravi difficoltà per la  Parte esportatrice, quest'ultima può adottare le adeguate misure, alle condizioni e secondo le  procedure specificate nell'articolo 33. Dette misure hanno carattere non discriminatorio e sono  eliminate quando la situazione non ne giustifica più il mantenimento. Articolo 32 Gli Stati membri e la Polonia adeguano progressivamente gli eventuali monopoli di  Stato di natura commerciale per garantire che, alla scadenza del quinto anno successivo all'entrata  in vigore del presente accordo, non esistano discriminazioni tra cittadini degli Stati membri e  della Polonia rispetto alle condizioni alle quali le merci vengono acquistate e commercializzate.  Il Consiglio di associazione sarà informato delle misure adottate a tal fine. Articolo 33 1.  Nel caso in cui la Comunità o la Polonia assoggettino le importazioni di prodotti  suscettibili di creare le difficoltà di cui all'articolo 30 a una procedura amministrativa  finalizzata a fornire tempestive informazioni sull'andamento dei flussi commerciali, esse ne  informano la controparte. 2.  Nei casi specificati agli articoli 29, 30 e 31, prima di adottare le misure previste in tali  articoli o, nei casi in cui si applica il paragrafo 3, lettera d), il più rapidamente possibile, la  Parte interessata, sia essa la Comunità o la Polonia, fornisce al Consiglio di associazione tutte  le opportune informazioni al fine di creare una soluzione accettabile per entrambe le Parti. Nella scelta delle misure si deve dare la priorità a quelle che perturbano meno il funzionamento  del presente accordo. Le misure di salvaguardia sono immediatamente notificate al Consiglio di associazione e sono  oggetto di consultazioni periodiche nell'ambito di tale organismo, in particolare al fine di  determinare un calendario per la loro abolizione non appena lo consentano le circostanze. 3.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 2, si applicano le seguenti disposizioni: a)  Per quanto riguarda l'articolo 30, le difficoltà generate dalla situazione di cui a detto  articolo vengono sottoposte all'esame del Consiglio di associazione, che può decidere tutte le  misure necessarie per porvi fine. Qualora il Consiglio di associazione o la Parte esportatrice non abbia preso una decisione che  ponga fine alle difficoltà o non sia stata raggiunta altra soluzione soddisfacente entro 30 giorni  da quando è stata sollevata la questione, la Parte importatrice può adottare le misure adeguate per  risolvere il problema. La portata di dette misure non deve eccedere quanto è necessario per porre  riparo alle difficoltà insorte. b) Per quanto riguarda l'articolo 29, il Consiglio di associazione è informato del caso di dumping  non appena le autorità della Parte importatrice abbiano aperto l'indagine. Qualora non si sia posta  fine al dumping o non si sia trovata altra soluzione soddisfacente entro 30 giorni da quando la  questione è stata sottoposta al Consiglio di associazione, la Parte importatrice può adottare le  misure adeguate. c) Per quanto riguarda l'articolo 31, le difficoltà generate dalle situazioni specificate in detto  articolo sono sottoposte all'esame del Consiglio di associazione. Il Consiglio di associazione può adottare qualsiasi decisione necessaria per porre fine alle  difficoltà. Qualora esso non abbia preso tale decisione entro 30 giorni da quando gli è stata  sottoposta la questione, la Parte esportatrice può applicare le misure adeguate alle esportazioni  del prodotto interessato. d) Qualora circostanze eccezionali che richiedono un intervento immediato rendano impossibile  un'informazione o, a seconda dei casi, un esame preventivo, la Parte interessata, sia essa la  Comunità o la Polonia, può applicare immediatamente, nelle situazioni specificate negli articoli  29, 30 e 31, le misure precauzionali strettamente necessarie per far fronte alla situazione. Articolo 34 Il protocollo n. 4 stabilisce le norme di origine per l'applicazione delle preferenze  tariffarie previste nel presente accordo. Articolo 35 Il presente accordo lascia impregiudicati i divieti o restrizioni all'importazione,  all'esportazione e al transito di merci giustificati da motivi di moralità pubblica, di ordine  pubblico, di pubblica sicurezza, di tutela della salute e della vita delle persone e degli animali  o di preservazione dei vegetali, di protezione del patrimonio artistico, storico o archeologico  nazionale o di tutela della proprietà intellettuale, industriale e commerciale o da norme relative  all'oro e all'argento. Tuttavia, tali divieti o restrizioni non devono costituire un mezzo di  discriminazione arbitraria, né una restrizione dissimulata al commercio tra le Parti. Articolo 36 Il protocollo n. 5 riporta le specifiche disposizioni da applicarsi agli scambi tra  la Polonia, da una parte, e la Spagna e il Portogallo, dall'altra. TITOLO IV CIRCOLAZIONE DEI LAVORATORI, STABILIMENTO, FORNITURA DI SERVIZI CAPITOLO I Circolazione  dei lavoratori Articolo 37 1.  Nel rispetto delle condizioni e modalità applicabili in ciascuno  Stato membro: -  il trattamento accordato ai lavoratori di nazionalità polacca legalmente occupati nel territorio  di uno Stato membro è esente da qualsiasi discriminazione basata sulla nazionalità, per quanto  riguarda le condizioni di lavoro, di retribuzione o di licenziamento, rispetto ai cittadini di  quello Stato membro; - il coniuge e i figli legalmente residenti di un lavoratore legalmente occupato nel territorio di  uno Stato membro, fatta eccezione per i lavoratori stagionali e per i lavoratori oggetto di accordi  bilaterali nell'accezione dell'articolo 41, salvo diverse disposizioni di tali accordi, hanno  accesso al mercato del lavoro di quello Stato membro nel periodo di soggiorno di lavoro autorizzato  di quel lavoratore. 2.  Nel rispetto delle condizioni e modalità applicabili in quel paese, la Polonia accorda il  trattamento di cui al paragrafo 1 ai lavoratori cittadini di uno Stato membro legalmente occupati  sul suo territorio, nonché ai loro coniugi e figli legalmente residenti in tale territorio. Articolo 38 1.  Al fine di coordinare i sistemi di sicurezza sociale per i lavoratori di  nazionalità polacca legalmente occupati nel territorio di uno Stato membro e per i membri della  loro famiglia legalmente residenti in tale territorio, e nel rispetto delle condizioni e modalità  applicabili in ciascuno Stato membro, -  tutti i periodi di assicurazione, occupazione o residenza trascorsi dai suddetti lavoratori nei  vari Stati membri sono cumulati ai fini delle pensioni e rendite di vecchiaia, di invalidità e di  morte e ai fini dell'assistenza sanitaria a favore di tali lavoratori e familiari; - le pensioni o rendite di vecchiaia, di reversibilità, per infortuni sul lavoro o malattie  professionali o per invalidità derivante da tali cause, fatta eccezione per le indennità non basate  sui contributi versati dai lavoratori, sono liberamente trasferibili al tasso applicato ai sensi  della legislazione dello Stato membro debitore o degli Stati membri debitori; - ai lavoratori in questione sono versati gli assegni familiari per i membri della loro famiglia  sopra indicati. 2.  La Polonia accorda ai lavoratori cittadini di uno Stato membro legalmente occupati nel suo  territorio, nonché ai membri della loro famiglia legalmente residenti su tale territorio, un  trattamento analogo a quello specificato al paragrafo 1, secondo e terzo trattino. Articolo 39 1.  Il Consiglio di associazione adotta mediante decisione le opportune disposizioni  per conseguire l'obiettivo specificato nell'articolo 38. 2.  Il Consiglio di associazione adotta mediante decisione regole dettagliate per la cooperazione  amministrativa che forniscano le necessarie garanzie in materia di gestione e di controllo per  l'applicazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1. Articolo 40 Le disposizioni adottate dal Consiglio di associazione in conformità dell'articolo 39  non modificano eventuali diritti o obblighi derivanti da accordi bilaterali tra la Polonia e gli  Stati membri qualora tali accordi prevedano un trattamento più favorevole per i cittadini della  Polonia o degli Stati membri. Articolo 41 1.  Tenendo conto della situazione del mercato del lavoro nello Stato membro, nel  rispetto della sua legislazione e delle regole in vigore in quello Stato membro in materia di  mobilità dei lavoratori: -  si dovrebbero mantenere e, se possibile, ampliare le agevolazioni esistenti per l'accesso  all'occupazione dei lavoratori polacchi accordate dagli Stati membri ai sensi di accordi  bilaterali; - gli altri Stati membri considerano favorevolmente l'opportunità di concludere accordi analoghi. 2.  Il Consiglio di associazione valuta l'opportunità di concedere ulteriori facilitazioni, ivi  comprese le possibilità di accesso alla formazione professionale, in conformità con le norme e  procedure in vigore negli Stati membri e tenendo conto della situazione del mercato del lavoro  degli Stati membri e della Comunità. 3.  Gli Stati membri esaminano la possibilità di concedere permessi di lavoro ai cittadini polacchi  già in possesso di permessi di soggiorno nello Stato membro in questione, fatta eccezione per i  cittadini polacchi ammessi come turisti o visitatori. Articolo 42 Nel corso della seconda fase di cui all'articolo 6, o anche prima se così si dovesse  decidere, il Consiglio di associazione esamina altri modi per favorire la circolazione dei  lavoratori, tenendo conto tra l'altro della situazione sociale ed economica e delle necessità della  Polonia e della situazione dell'occupazione nella Comunità. Il Consiglio di associazione formula  raccomandazioni in tal senso. Articolo 43 Al fine di agevolare la ristrutturazione delle risorse di manodopera derivante dalla  ristrutturazione economica in atto in Polonia, la Comunità fornisce assistenza tecnica per  l'istituzione di un adeguato sistema di sicurezza sociale in Polonia nei modi specificati  all'articolo 87. CAPITOLO II Stabilimento Articolo 44 1.  Nel corso del periodo di transizione di cui  all'articolo 6, la Polonia agevola l'insediamento di attività economiche sul suo territorio da  parte di imprese e cittadini comunitari. A tal fine, essa: i)  concede, per lo stabilimento delle imprese e dei cittadini comunitari, ai sensi dell'articolo  48, un trattamento non meno favorevole di quello riservato ai cittadini e alle imprese polacchi  secondo il seguente calendario: -  a decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo, per i settori compresi nell'allegato XIIa e per  tutti i settori non menzionati negli allegati XIIa, XIIb, XIIc, XIId e XIIe; - progressivamente, entro la fine della prima fase di cui all'articolo 6, per i settori compresi  nell'allegato XIIb; - progressivamente, entro la fine del periodo transitorio di cui all'articolo 6, per i settori  compresi negli allegati XIIc e XIIdeii) a partire dall'entrata in vigore del presente accordo,  accorda alle attività delle società e dei cittadini comunitari stabiliti in Polonia un trattamento  non meno favorevole di quello accordato alle società e ai cittadini polacchi. Qualora le leggi e i  regolamenti esistenti non accordino tale trattamento alle società e ai cittadini comunitari per  determinate attività economiche in Polonia all'entrata in vigore del presente accordo, la Polonia  modifica tali leggi e regolamenti al fine di assicurare tale trattamento al più tardi al termine  della prima fase di cui all'articolo 6. 2.  Nel corso dei periodi transitori di cui al paragrafo 1, la Polonia non adotta nuove  regolamentazioni o misure che introducano discriminazioni per quanto riguarda lo stabilimento e le  attività di società e cittadini comunitari sul suo territorio rispetto alle società e ai cittadini  polacchi. 3.  A partire dall'entrata in vigore del presente accordo, ciascuno Stato membro accorda un  trattamento non meno favorevole di quello accordato alle proprie società e ai propri cittadini per  lo stabilimento di società e cittadini polacchi, ai sensi dell'articolo 48, e concede alle attività  delle società e dei cittadini polacchi stabiliti sul suo territorio un trattamento non meno  favorevole di quello accordato alle proprie società e ai propri cittadini. 4.  Ai fini del presente accordo, a)  per stabilimento si intendei)  per quanto riguarda i cittadini, il diritto di intraprendere e  svolgere attività economiche in qualità di lavoratori autonomi e di avviare e gestire imprese, in  particolare società, che controllano di fatto. I termini lavoro autonomo e imprese non comprendono  la ricerca o l'assunzione sul mercato del lavoro, né conferiscono il diritto di accesso al mercato  del lavoro di un'altra Parte. Le disposizioni del presente capitolo non si applicano alle persone  che non sono unicamente lavoratori autonomi; ii) per quanto riguarda le società, il diritto di intraprendere e svolgere attività economiche  attraverso la creazione e la gestione di succursali, filiali e agenzie; b) per succursale di una società si intende una società di fatto controllata dalla prima società; c) le attività economiche comprendono in particolare le attività di tipo industriale, commerciale,  artigianale e professionale. 5.  Nel corso dei periodi di transizione di cui al paragrafo 1, punto i), il Consiglio di  associazione prende periodicamente in considerazione l'opportunità di accelerare il riconoscimento  del trattamento nazionale nei settori di cui agli allegati XIIb, XIIc e XIId e l'inserimento di  aspetti o questioni compresi nell'allegato XIIe nel campo di applicazione delle disposizioni dei  paragrafi 1, 2 e 3. I suddetti allegati possono essere emendati su decisione del Consiglio di  associazione. Una volta scaduti i periodi di transizione di cui al paragrafo 1, punto i), il Consiglio di  associazione può, in via eccezionale, su richiesta della Polonia e qualora se ne presentasse la  necessità, decidere di prolungare per un periodo limitato la durata dell'esclusione di determinati  aspetti o questioni elencati negli allegati XIIb, XIIc e XIId. 6.  Le disposizioni relative allo stabilimento e all'attività di società e cittadini comunitari e  polacchi contenute nei paragrafi 1, 2 e 3 non si applicano agli aspetti o alle questioni elencati  nell'allegato XIIe. 7.  Fatte salve le disposizioni del presente articolo, a partire dall'entrata in vigore del  presente accordo le società comunitarie stabilite in territorio polacco hanno il diritto di  acquistare, affittare e vendere proprietà immobiliari nonché il diritto di locazione per quanto  riguarda le risorse naturali, i terreni agricoli e il patrimonio forestale, quando essi siano  direttamente necessari per lo svolgimento delle attività economiche per cui essi sono stabiliti in  tale territorio. La Polonia riconosce tali diritti alle filiali e agenzie di società comunitarie stabilite in  Polonia entro il termine della prima fase di cui all'articolo 6. La Polonia riconosce tali diritti ai cittadini comunitari stabiliti sul suo territorio in qualità  di lavoratori autonomi entro il termine del periodo transitorio di cui all'articolo 6. Articolo 45 1.  Nel rispetto delle disposizioni dell'articolo 44, fatta eccezione per i servizi  finanziari di cui all'allegato XIIc, ciascuna Parte può disciplinare lo stabilimento e l'attività  di società e cittadini sul proprio territorio, sempre che tali regolamentazioni non discriminino le  società e i cittadini della controparte rispetto alle società e ai cittadini della Parte in  questione. 2.  Per quanto riguarda i servizi finanziari di cui all'allegato XIIc, il presente accordo lascia  impregiudicato il diritto delle Parti di adottare misure necessarie per svolgere la loro politica  monetaria o dettate da ragioni di prudenza per assicurare la tutela degli investitori, dei  risparmiatori, degli assicurati o di persone nei cui confronti esista un'obbligazione fiduciaria o  per garantire l'integrità e la stabilità del sistema finanziario. Le suddette misure non  discriminano le società e i cittadini della controparte rispetto alle società e ai cittadini della  Parte in questione. Articolo 46 Al fine di rendere più agevole per i cittadini della Comunità e della Polonia  l'avviamento e lo svolgimento di attività professionali regolamentate rispettivamente in Polonia e  nella Comunità, il Consiglio di associazione valuta le iniziative da prendere per permettere il  reciproco riconoscimento dei titoli professionali. Il Consiglio di associazione può adottare tutte  le misure necessarie a tal fine. Articolo 47 Le disposizioni dell'articolo 45 non precludono l'applicazione ad opera di una delle  Parti contraenti di particolari norme relative allo stabilimento e all'attività sul suo territorio  di filiali e agenzie di società di un'altra Parte non registrate nel territorio della Parte in  questione, che siano giustificate da differenze giuridiche o tecniche tra tali filiali e agenzie e  le filiali e agenzie delle società registrate sul suo territorio o, per quanto riguarda i servizi  finanziari, da motivi prudenziali. Tale differenza di trattamento non eccede ciò che è strettamente  necessario in conseguenza di dette differenze giuridiche o tecniche o, per quanto riguarda i  servizi finanziari di cui all'allegato XIIc, per motivi prudenziali. Articolo 48 1.  Ai fini del presente accordo, per «società comunitaria» e «società polacca» si  intende una società o un'impresa costituita in conformità delle leggi di uno Stato membro o,  rispettivamente, della Polonia che abbia la sede legale, l'amministrazione centrale o il principale  centro degli affari rispettivamente nel territorio della Comunità o della Polonia. Qualora tuttavia  la società o l'impresa costituita in conformità delle leggi di uno Stato membro o della Polonia  abbia solo la sede legale nel territorio rispettivamente della Comunità o della Polonia, è  necessario che le sue attività siano legate in modo effettivo e continuativo con l'economia,  rispettivamente, di uno degli Stati membri o della Polonia. 2.  Per quanto riguarda i trasporti marittimi internazionali, possono beneficiare delle  disposizioni del presente capitolo e del capitolo III del presente titolo anche cittadini o società  di navigazione degli Stati membri o della Polonia stabiliti al di fuori rispettivamente della  Comunità o della Polonia e controllate da cittadini rispettivamente di uno Stato membro o della  Polonia, qualora i loro battelli siano registrati rispettivamente in quello Stato membro o in  Polonia in conformità delle rispettive legislazioni. 3.  Ai fini del presente accordo, per «cittadino della Comunità» e «cittadino della Polonia» si  intende una persona fisica che abbia la cittadinanza, rispettivamente, di uno Stato membro o della  Polonia. 4.  Le disposizioni del presente accordo lasciano impregiudicata l'applicazione ad opera di  ciascuna delle Parti delle misure eventualmente necessarie per prevenire l'aggiramento delle sue  misure relative all'accesso al suo mercato da parte di paesi terzi, mediante le disposizioni del  presente accordo. Articolo 49 Ai fini del presente accordo, per «servizi finanziari» si intendono le attività  descritte nell'allegato XIIc. Il Consiglio di associazione può ampliare o modificare il campo di  applicazione dell'allegato XIIc. Articolo 50 Nel corso della prima fase di cui all'articolo 6, per i settori compresi negli  allegati XIIa e XIIb, o nel corso del periodo di transizione di cui all'articolo 6, per i settori  compresi negli allegati XIIc e XIId, la Polonia può introdurre disposizioni in deroga alle  disposizioni del presente capitolo per quanto riguarda lo stabilimento di società e cittadini della  Comunità qualora determinati settori: -  siano in corso di ristrutturazione, - siano in gravi difficoltà, in particolare se esse comportano gravi problemi sociali in Polonia, - rischino l'eliminazione o una drastica riduzione della quota di mercato complessivamente detenuta  da società o cittadini della Polonia in un determinato settore o ramo d'attività in Polonia, o-  siano nuove industrie in Polonia. Le suddette misure: - cessano di applicarsi al più tardi due anni dopo il termine della prima fase di cui all'articolo  6 per i settori compresi negli allegati XIIa e XIIb o al termine del periodo transitorio di cui  all'articolo 6, per i settori compresi negli allegati XIIc e XIId, - sono ragionevoli e necessarie per porre rimedio alla situazione, - e si riferiscono unicamente allo stabilimento in Polonia successivo all'entrata in vigore di tali  misure e non discriminano rispetto alle società o ai cittadini polacchi le attività di società e  cittadini comunitari già stabiliti in Polonia nel momento in cui viene introdotta una determinata  misura. Nell'elaborare e nell'applicare le suddette misure, la Polonia riconosce ogniqualvolta possibile un  trattamento preferenziale alle società e ai cittadini comunitari e in nessun caso accorda loro un  trattamento meno favorevole di quello accordato a società o cittadini di qualsiasi paese terzo. Prima di introdurre le suddette misure, la Polonia consulta il Consiglio di associazione; essa  inoltre non le mette in vigore prima di un mese dopo la notifica al Consiglio di associazione delle  misure concrete da introdurre in Polonia, fatta eccezione per quando il rischio di danni  irreparabili esiga l'adozione di misure urgenti, nel qual caso la Polonia consulta il Consiglio di  associazione immediatamente dopo averle introdotte. Al termine della prima fase di cui all'articolo 6 per i settori compresi nell'allegato XIIb o al  termine del periodo di transizione di cui all'articolo 6, per i settori compresi negli allegati  XIIc e XIId, la Polonia può introdurre misure di questo tipo solo con l'autorizzazione del  Consiglio di associazione e alle condizioni stabilite da quest'ultimo. Articolo 51 1.  Le disposizioni del presente capitolo non si applicano ai servizi di trasporto  aereo, di navigazione interna e di cabotaggio marittimo. 2.  Il Consiglio di associazione può formulare raccomandazioni volte a migliorare lo stabilimento e  le operazioni nei settori contemplati dal paragrafo 1. Articolo 52 1.  In deroga alle disposizioni del capitolo I del presente titolo, i beneficiari di  diritti di stabilimento riconosciuti rispettivamente dalla Polonia e dalla Comunità hanno facoltà  di assumere, o di far assumere da una delle loro consociate, in conformità della legislazione  vigente nel paese ospitante, rispettivamente nel territorio della Polonia e nella Comunità, persone  che siano cittadini rispettivamente degli Stati membri della Comunità e della Polonia, purché esse  siano personale chiave ai sensi del paragrafo 2 e siano impiegate esclusivamente da suddetti  beneficiari o dalle loro consociate. Il permesso di soggiorno e di lavoro di tali persone copre  soltanto il periodo dell'impiego. 2.  Il personale chiave dei beneficiari dei diritti di stabilimento, in appresso denominati  «imprese», è il seguente: a)  alti dirigenti superiori di un'impresa principalmente preposti alla gestione della stessa,  sotto la generale supervisione o direzione soprattutto del consiglio di amministrazione o degli  azionisti con mansioni comprendenti: -  direzione dell'impresa oppure di un dipartimento o di una sottodivisione della stessa; - direzione e controllo del lavoro di altri funzionari che svolgono mansioni ispettive,  professionali o direttive; - facoltà di procedere personalmente ad assunzioni e licenziamenti, oppure di raccomandare  assunzioni, licenziamenti o altreazioni relative al personale; b) persone impiegate da un'impresa che possiedano un'elevata o non comune: - competenza riguardo ad un tipo di lavoro o di attività che richieda specifiche conoscenze  tecniche; - preparazione essenziale per l'attività dell'impresa, il materiale di ricerca, i metodi o la  gestione. Queste persone possono comprendere, ma non comprendono esclusivamente, membri di professioni  riconosciute. Ciascuna delle persone in questione deve essere impiegata presso l'impresa interessata per almeno  un anno prima di essere distaccata. Articolo 53 1.  Le disposizioni del presente capitolo si applicano fatte salve le restrizioni  giustificate da motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza o di sanità pubblica. 2.  Le disposizioni del presente capitolo non si applicano alle attività che nel territorio di  ciascuna delle Parti sono connesse, anche occasionalmente, all'esercizio dei pubblici poteri. Articolo 54 Le società che sono controllate ed esclusivamente possedute in comproprietà da  società o cittadini polacchi e da società o cittadini comunitari sono anch'esse beneficiarie dalle  disposizioni del presente capitolo e del capitolo III del presente titolo. CAPITOLO III Prestazione di servizi tra la Comunità e la Polonia Articolo 55 1.  Le Parti si  impegnano in conformità alle disposizioni del presente capitolo a prendere i provvedimenti  necessari per consentire progressivamente la prestazione di servizi da parte di società o di  cittadini comunitari o polacchi stabiliti in una Parte diversa da quella della persona alla quale i  servizi sono destinati, tenendo conto dello sviluppo del settore dei servizi nelle Parti. 2.  Parallelamente al processo di liberalizzazione di cui al paragrafo 1, fatte salve le  disposizioni dell'articolo 58, paragrafo 1, le Parti permettono la temporanea circolazione delle  persone fisiche che forniscono il servizio o che sono impiegate dal fornitore del servizio come  personale chiave quale definito nell'articolo 52, paragrafo 2, ivi comprese le persone fisiche che  sono rappresentanti di una società o di un cittadino della Comunità o della Polonia e che chiedono  un ingresso temporaneo al fine di negoziare la vendita dei servizi o di stipulare accordi di  vendita dei servizi per il fornitore in questione, a condizione che detti rappresentanti non si  occupino di effetuare vendite dirette al pubblico o di fornire essi stessi servizi. 3.  Il Consiglio di associazione prende le misure necessarie per la progressiva attuazione delle  disposizioni del paragrafo 1. Articolo 56 Per quanto riguarda la prestazione di servizi di trasporto tra la Comunità e la  Polonia, le disposizioni dell'articolo 55 sono sostituite dalle disposizioni seguenti: 1.  Per quanto riguarda i trasporti marittimi internazionali, le Parti si impegnano ad applicare  efficacemente il principio dell'accesso senza restrizioni al mercato e ai traffici su base  commerciale. a)  La disposizione di cui sopra non pregiudica i diritti e gli obblighi derivanti all'una o  all'altra delle Parti contraenti del presente accordo in forza del codice di comportamento delle  Nazioni Unite per le conferenze di linea. Le compagnie non conferenziate avranno facoltà di operare  in concorrenza con una conferenziata a condizione che aderiscano al principio della concorrenza  leale su base commerciale. b) Le Parti confermano il loro impegno per un contesto di libera concorrenza quale elemento  essenziale del trasporto di carichi secchi e carichi liquidi alla rinfusa. 2. In applicazione dei principi del punto 1, le Parti: a) non introducono nei futuri accordi bilaterali con paesi terzi clausole di ripartizione del  carico, tranne per i rari casi in cui società di linea di una qualsiasi delle Parti del presente  accordo non avessero altrimenti una reale opportunità di esercitare la loro attività verso e dal  paese terzo interessato; b) vietano accordi di ripartizione del carico nei futuri accordi bilaterali relativi al trasporto  di carichi secchi e carichi liquidi alla rinfusa; c) aboliscono, al momento dell'entrata in vigore del presente accordo, tutte le misure unilaterali  e gli ostacoli amministrativi, tecnici e di altro genere che potrebbero avere effetti restrittivi o  discriminatori sulla libera prestazione di servizi nel settore dei trasporti marittimi  internazionali. 3. Al fine di garantire uno sviluppo coordinato e una progressiva liberalizzazione dei trasporti  tra le Parti secondo le reciproche esigenze commerciali, le condizioni di reciproco accesso al  mercato dei trasporti aerei e dei trasporti terrestri costituiscono l'oggetto di speciali accordi  in materia di trasporti che saranno negoziati tra le Parti dopo l'entrata in vigore del presente  accordo. 4. Prima della conclusione degli accordi di cui al punto 3, le Parti non prendono nessuna misura o  iniziativa più restrittiva o discriminatoria rispetto alla situazione esistente prima dell'entrata  in vigore del presente accordo. 5. Durante il periodo transitorio, la Polonia adegua progressivamente la sua legislazione, ivi  comprese le norme amministrative, tecniche e di altro genere, alla legislazione comunitaria vigente  in qualsiasi momento nel campo di trasporti aerei e terrestri, nella misura in cui favorisce la  liberalizzazione e il reciproco accesso ai mercati delle Parti e facilita la circolazione di  passeggeri e merci. 6. Parallelamente al comune progresso nel conseguimento degli obiettivi del presente capitolo, il  Consiglio di associazione esamina in qual modo si possano creare le condizioni necessarie per  migliorare la libera prestazione dei servizi dei trasporto aereo e terrestre. Articolo 57 Le disposizioni dell'articolo 53 si applicano alle questioni contemplate dal presente  capitolo. CAPITOLO IV Disposizioni generali Articolo 58 1.  Ai fini del titolo IV del presente accordo,  l'accordo non impedisce in alcun modo alle Parti di applicare le rispettive leggi e disposizioni in  materia di ingresso e soggiorno, condizioni di lavoro e stabilimento delle persone fisiche, nonché  di prestazione dei servizi, a condizione che, così facendo, esse non le applichino in modo da  vanificare o compromettere i benefici spettanti all'una o all'altra ai sensi di una specifica  disposizione dell'accordo stesso. La presente disposizione non pregiudica l'applicazione  dell'articolo 53. 2.  Le disposizioni dei capitoli II, III e IV del titolo IV sono adeguate con decisione del  Consiglio di associazione alla luce dell'esito dei negoziati sui servizi in corso nell'ambito  dell'Uruguay Round e, in particolare, per garantire che in base a qualsiasi disposizione del  presente accordo una Parte conceda all'altra Parte un trattamento non meno favorevole di quello  concesso in base alle disposizioni di un futuro accordo GATS. 3.  L'esclusione delle società e dei cittadini comunitari stabiliti in Polonia conformemente alle  disposizioni del titolo IV, capitolo II dagli aiuti pubblici concessi dalla Polonia nel campo dei  servizi relativi alla pubblica istruzione, dei servizi sanitari e sociali e dei servizi culturali è  considerata, per tutta la durata del periodo transitorio di cui al paragrafo 6, compatibile con le  disposizioni del titolo IV e con le norme in materia di concorrenza di cui al titolo V. TITOLO V PAGAMENTI, CAPITALI, CONCORRENZA E ALTRE DISPOSIZIONI DI CARATTERE ECONOMICO E  RAVVICINAMENTO DELLE LEGISLAZIONI CAPITOLO I Pagamenti correnti e movimento di capitale Articolo  59 Le Parti contraenti si impegnano ad autorizzare, in moneta liberamente convertibile, qualsiasi  pagamento sul conto corrente della bilancia dei pagamenti nella misura in cui le transazioni  sottostanti ai pagamenti riguardino movimenti di merci, servizi o persone tra le Parti,  liberalizzati in conformità del presente accordo. Articolo 60 1.  Per quanto riguarda le transazioni sul conto capitale della bilancia dei  pagamenti, a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo gli Stati membri e la Polonia,  rispettivamente, garantiscono la libera circolazione dei capitali relativi ad investimenti diretti  effettuati in società costituite in conformità delle leggi del paese ospitante e agli investimenti  effettuati in conformità delle disposizioni del titolo IV, capitolo II, nonché la liquidazione o il  rimpatrio di detti investimenti e dei profitti da essi derivanti. In deroga alla disposizione di  cui sopra, la libera circolazione, la liquidazione e il rimpatrio suddetti sono garantiti entro la  fine della prima fase di cui all'articolo 6 per tutti gli investimenti connessi allo stabilimento  di filiali e agenzie di cittadini comunitari che si stabiliscono in Polonia come lavoratori  autonomi ai sensi del titolo IV, capitolo II. 2.  Fatto salvo il paragrafo 1, gli Stati membri, a decorrere dall'entrata in vigore del presente  accordo, e la Polonia, a decorrere dall'inizio della seconda fase di cui all'articolo 6, non  introducono nuove restrizioni valutarie sul movimento dei capitali e sui pagamenti correnti ad esso  connessi tra residenti della Comunità e della Polonia e non rendono più restrittivi gli accordi  esistenti. 3.  Le Parti si consultano reciprocamente per facilitare il movimento dei capitali tra la Comunità  e la Polonia al fine di promuovere gli obiettivi del presente accordo. Articolo 61 1.  Durante la prima fase di cui all'articolo 6 le Parti contraenti prendono misure  atte a consentire la creazione delle condizioni necessarie per l'ulteriore graduale applicazione  delle norme comunitarie in materia di libera circolazione dei capitali. 2.  Durante la seconda fase di cui all'articolo 6 il Consiglio di associazione esamina in che modo  rendere possibile la piena applicazione delle norme comunitarie in materia di movimento dei  capitali. Articolo 62 In relazione alle disposizioni del presente capitolo e in deroga alle disposizioni  dell'articolo 64, fino all'introduzione della totale convertibilità della valuta polacca ai sensi  dell'articolo VIII del Fondo monetario internazionale, la Polonia può in casi eccezionali applicare  restrizioni valutarie connesse alla concessione o all'assunzione di crediti a breve e medio  termine, nella misura in cui tali restrizioni le siano imposte per la concessione di detti crediti  e siano autorizzate in base allo status della Polonia nell'ambito del FMI. La Polonia applica le suddette restrizioni in modo non discriminatorio. Le restrizioni vengono  applicate in modo da arrecare la minima perturbazione possibile al presente accordo. La Polonia  informa senza indugio il Consiglio di associazione dell'introduzione delle misure in questione  nonché di qualsiasi modifica delle stesse. CAPITOLO II Concorrenza e altre disposizioni di carattere economico Articolo 63 1.  Sono  incompatibili con il corretto funzionamento del presente accordo, nella misura in cui possano  essere pregiudizievoli al commercio tra la Comunità e la Polonia: i)  tutti gli accordi tra imprese, tutte le decisioni di associazioni di imprese e tutte le  pratiche concordate tra imprese che abbiano per oggetto e per effetto di impedire, restringere o  falsare il gioco della concorrenza;ii) lo sfruttamento abusivo da parte di una o più imprese di una posizione dominante nell'intero  territorio della Comunità o della Polonia, o in una sua parte sostanziale; iii) qualsiasi aiuto pubblico che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsi o minacci di  falsare la concorrenza. 2.  Le pratiche contrarie al presente articolo sono valutate secondo i criteri derivanti  dall'applicazione degli articoli 85, 86 e 92 del trattato che istituisce la Comunità economica  europea. 3.  Entro tre anni dall'entrata in vigore del presente accordo, il Consiglio di associazione adotta  le norme necessarie per l'attuazione dei paragrafi 1 e 2. Fino all'adozione delle suddette norme, si applicano quali norme di attuazione del paragrafo 1,  punto iii) e delle attinenti parti del paragrafo 2, le disposizioni dell'accordo  sull'interpretazione e l'applicazione degli articoli IV, XVI e XXIII dell'Accordo generale sulle  tariffe doganali e sul commercio. 4.  a)  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, lettera c) le Parti accettano che durante i  primi cinque anni successivi all'entrata in vigore del presente accordo qualsiasi aiuto pubblico  concesso dalla Polonia venga valutato tenendo conto del fatto che la Polonia è assimilata alle  regioni della Comunità di cui all'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato che istituisce  la Comunità economica europea. Il Consiglio di associazione, tenendo conto della situazione  economica della Polonia, decide se detto periodo debba essere prorogato per ulteriori periodi di  cinque anni. b) Ciascuna delle Parti garantisce la trasparenza nel campo degli aiuti pubblici, tra l'altro  riferendo ogni anno all'altra Parte sull'importo totale e sulla distribuzione dell'aiuto concesso e  fornendo, su richiesta, informazioni sui piani di aiuto. Su richiesta di una delle Parti, l'altra  fornisce informazioni su particolari singoli casi di aiuto pubblico. 5.  Per quanto riguarda i prodotti di cui ai capitoli II e III del titolo III: -  le disposizioni del paragrafo 1, lettera c) non si applicano; - le pratiche contrarie al paragrafo 1, lettera a) devono essere valutate secondo i criteri  stabiliti dalla Comunità in base agli articoli 42 e 43 del trattato che istituisce la Comunità  economica europea, in particolare quelli fissati nel regolamento n. 26/62 del Consiglio. 6.  Se la Comunità o la Polonia ritengono che una particolare pratica sia incompatibile ai sensi  del paragrafo 1 del presente articolo, e- non sia adeguatamente affrontata nel quadro delle norme  di attuazione di cui al paragrafo 3, o- in assenza di tali norme, e se tale pratica arreca o  minaccia di arrecare grave danno all'interesse dell'altra Parte o un pregiudizio sostanziale alla  sua industria nazionale, ivi compresa l'industria dei servizi, esse possono prendere misure opportune previa consultazione nell'ambito del Consiglio di  associazione o dopo 30 giorni lavorativi dalla richiesta di consultazione. Nel caso di pratiche incompatibili ai sensi del paragrafo 1, lettera c) del presente articolo, tali  misure appropriate possono, qualora si applichi in materia l'Accordo generale sulle tariffe  doganali e sul commercio, essere adottate soltanto in conformità delle procedure e alle condizioni  fissate da detto accordo e da qualsiasi altro strumento pertinente negoziato sotto i suoi auspici,  applicabile tra le Parti. 7.  Salve eventuali disposizioni contrarie adottate in conformità del paragrafo 3, le Parti si  scambiano informazioni tenendo conto delle limitazioni imposte dal rispetto del segreto  professionale. 8.  Il presente articolo non si applica ai prodotti contemplati dal trattato che istituisce la  Comunità europea del carbone e dell'acciaio, ai quali si applica il protocollo n. 2. Articolo 64 1.  Le Parti cercano di evitare l'imposizione di misure restrittive, ivi comprese  misure relative alle importazioni, a fini di bilancia dei pagamenti. In caso di imposizione di tali  misure, la Parte che le ha introdotte presenta all'altra Parte quanto prima possibile il calendario  relativo alla loro abolizione. 2.  Qualora uno o più Stati membri della Comunità o la Polonia abbiano, o corrano un imminente  rischio di avere, gravi difficoltà di bilancia dei pagamenti, la Comunità o la Polonia, secondo il  caso, possono, in conformità delle condizioni stabilite nel quadro dell'Accordo generale sulle  tariffe doganali e sul commercio, adottare misure restrittive, ivi comprese misure relative alle  importazioni, di durata limitata e la cui portata non può essere più ampia di quanto sia necessario  per ovviare alla situazione della bilancia dei pagamenti. La Comunità o la Polonia, secondo il  caso, informano senza indugio l'altra Parte. 3.  Le eventuali misure restrittive non si applicano ai trasferimenti relativi a investimenti e, in  particolare, al rimpatrio degli importi investiti o reinvestiti e di qualsiasi tipo di reddito da  essi derivante. Articolo 65 Per quanto riguarda le imprese pubbliche e le imprese cui sono stati riconosciuti  diritti speciali o esclusivi, il Consiglio di associazione garantisce che, dal terzo anno a  decorrere dalla data di entrata in vigore del presente accordo, siano rispettati i principi del  trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 90, e i principi  del documento conclusivo della riunione di Bonn, dell'aprile 1990, della Conferenza sulla sicurezza  e la cooperazione in Europa (in particolare la libertà di decisione degli imprenditori). Articolo 66 1.  La Polonia continua a migliorare la tutela dei diritti di proprietà  intellettuale, industriale e commerciale al fine di fornire, entro la fine del quinto anno a  decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, un livello di protezione simile a quello  esistente nella Comunità, ivi compresi comparabili mezzi di esercizio di tali diritti. 2.  Entro la fine del quinto anno a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, la  Polonia presenta domanda di accesso alla convenzione di Monaco sulla concessione del brevetto  europeo, del 5 ottobre 1973, e accede alle altre convenzioni multilaterali sui diritti di proprietà  intellettuale, industriale e commerciale di cui all'allegato XIII, paragrafo 1 dei quali gli Stati  membri sono Parti e che sono di fatto applicate dagli Stati membri. Articolo 67 1.  Le Parti contraenti sono favorevoli ad una maggiore apertura dell'aggiudicazione  degli appalti pubblici in base a principi di non discriminazione e di reciprocità, segnatamente  nell'ambito del GATT. 2.  All'entrata in vigore del presente accordo, le imprese polacche ai sensi dell'articolo 48  possono accedere alle procedure di aggiudicazione degli appalti nella Comunità conformemente alle  norme comunitarie in materia, beneficiando di un trattamento non meno favorevole di quello  riservato alle imprese comunitarie. Entro il termine del periodo transitorio di cui all'articolo 6, le imprese comunitarie ai sensi  dell'articolo 48 possono accedere alle procedure di aggiudicazione degli appalti in Polonia,  beneficiando di un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle imprese polacche. Le imprese comunitarie stabilite in Polonia a norma del capitolo II del titolo IV possono accedere,  a decorrere dall'entrata in vigore del presente accordo, alle procedure di aggiudicazione dei  contratti e beneficiano di un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle imprese  polacche. Il Consiglio di associazione esamina periodicamente la possibilità per la Polonia di far accedere  alle procedure di aggiudicazione in vigore in questo paese tutte le imprese comunitarie prima del  termine del periodo transitorio. 3.  Per quanto riguarda lo stabilimento, l'attività e la fornitura di servizi tra la Comunità e la  Polonia, nonché l'occupazione e la circolazione della manodopera per l'esecuzione dei contratti  d'appalto pubblici, si applicano le disposizioni degli articoli da 37 a 58. CAPITOLO III Ravvicinamento delle legislazioni Articolo 68 Le Parti contraenti riconoscono che  il principale requisito per l'integrazione economica della Polonia nella Comunità è il  ravvicinamento della legislazione presente e futura di questo paese a quella della Comunità. La  Polonia deve pertanto adoperarsi affinché la legislazione futura sia compatibile con quella  comunitaria. Articolo 69 Il ravvicinamento delle legislazioni comprende segnatamente i seguenti settori:  legislazione doganale, diritto delle società, legislazione bancaria, conti e imposizione delle  società, proprietà intellettuale, tutela dei lavoratori sul posto di lavoro, servizi finanziari,  regole di concorrenza, tutela della salute e della vita di persone, animali e piante, tutela dei  consumatori, imposizione indiretta, norme e standard tecnici, trasporti e ambiente. Articolo 70 La Comunità fornisce alla Polonia l'assistenza tecnica necessaria per attuare queste  misure, che potranno comprendere, tra l'altro: -  scambi di esperti, - informazioni, - organizzazioni di seminari, - attività di formazione, - collaborazione per la traduzione della legislazione comunitaria nei settori pertinenti. TITOLO VI COOPERAZIONE ECONOMICA Articolo 71 1.  La Comunità e la Polonia avviano una  cooperazione per contribuire allo sviluppo della Polonia, consolidando i risultati ottenuti e  rafforzando, per quanto possibile, i legami economici a favore di entrambe le Parti. 2.  Le politiche finalizzate allo sviluppo economico e sociale della Polonia, in particolare a  livello di industria, compreso il settore minerario, investimenti, agricoltura, energia, trasporti,  sviluppo regionale e turismo dovranno essere improntate al principio di uno sviluppo duraturo. Si  dovrà pertanto tener conto fin dall'inizio, nell'elaborazione di queste politiche, delle  considerazioni ambientali. Dette politiche, inoltre, terranno conto anche della necessità di uno sviluppo sociale duraturo. 3.  Infine, si rivolgerà particolare attenzione alle misure atte a promuovere la cooperazione tra i  paesi dell'Europa centrale e orientale per uno sviluppo integrato della regione. Articolo 72 Cooperazione industriale1.  Si cercherà, in particolare, di promuovere: -  la cooperazione industriale tra operatori economici comunitari e polacchi, soprattutto al fine  di rafforzare il settore privato; - la partecipazione della Comunità alle iniziative dei settori pubblico e privato polacchi volte a  modernizzare e a ristrutturare l'industria per passare dalla pianificazione centrale all'economia  di mercato, in condizioni tali da tutelare l'ambiente; - la ristrutturazione dei singoli settori; - la creazione di nuove imprese nelle aree con un potenziale di crescita. 2.  Le azioni di cooperazione industriale terranno conto delle priorità stabilite dalla Polonia e  cercheranno in particolare di costituire un contesto adeguato per le imprese, di migliorare il  know-how in materia di gestione e di promuovere la trasparenza in materia di mercati e di  condizioni per l'attività delle imprese. Articolo 73 Promozione e tutela degli investimenti1.  Si cercherà di creare un clima favorevole  agli investimenti privati, nazionali e stranieri, indispensabile per la ricostruzione economica e  industriale della Polonia. 2.  La cooperazione si prefigge quanto segue: -  creazione in Polonia di un contesto giuridico favorevole agli investimenti, eventualmente  mediante la proroga degli accordi tra Stati membri e Polonia per la promozione e la tutela degli  investimenti; - applicare disposizioni appropriate per il trasferimento dei capitali; - migliorare la tutela degli investimenti; - deregolamentazione in Polonia e miglioramento dell'infrastruttura economica; - scambi di informazioni sulle possibilità di investimenti sotto forma di fiere ed esposizioni  commerciali, settimane commerciali ed altre manifestazioni. Articolo 74 Norme agroalimentari ed industriali e valutazione della conformità1.  La  cooperazione nel settore è intesa a ridurre le differenze a livello di standardizzazione e  valutazione della conformità. 2.  A tale scopo, si cercherà di: -  conformarsi alle normative tecniche comunitarie e alle norme europee concernenti la qualità dei  prodotti industriali e dei prodotti agricoli alimentari; - promuovere l'uso delle normative tecniche comunitarie e delle norme e procedure europee per la  valutazione della conformità; - se del caso, concludere accordi sul riconoscimento reciproco in questi settori; - incoraggiare la partecipazione della Polonia ai lavori degli organismi specializzati (CEN,  CENELEC, ETSI, EOTC). 3.  La Comunità fornirà alla Polonia l'assistenza tecnica necessaria. Articolo 75 Cooperazione scientifica e tecnologica1.  Le Parti promuoveranno la cooperazione a  livello di ricerca e sviluppo tecnologico. Esse rivolgono particolare attenzione alle seguenti  iniziative: -  scambi d'informazioni scientifiche e tecnologiche, anche sulle rispettive politiche ed attività  in materia di scienza e di tecnologia; - organizzazione di riunioni comuni sulle questioni scientifiche (seminari e gruppi di lavoro);PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 293A1231(18).1- attività comuni di ricerca e sviluppo volte e promuovere il progresso scientifico e il  trasferimento di tecnologia e di know-how; - attività di formazione e programmi di mobilità per ricercatori e specialisti di entrambe le  Parti; - creazione di un contesto favorevole alla ricerca e all'applicazione di nuove tecnologie e tutela  adeguata dei diritti di proprietà intellettuale per quanto riguarda i risultati della ricerca; - partecipazione ai programmi comunitari a norma del paragrafo 3. Si fornirà la necessaria assistenza tecnica. 2.  Il Consiglio di associazione fisserà procedure adeguate per sviluppare la cooperazione. 3.  La cooperazione prevista dal programma quadro comunitario nel settore della ricerca e dello  sviluppo tecnologico verrà eseguita in base ad intese specifiche da negoziare e da concludere  conformemente alle procedure adottate da ciascuna delle Parti. Articolo 76 Istruzione e formazione1.  La cooperazione nel settore si prefigge il miglioramento  del livello dell'istruzione generale e delle qualifiche professionali, tenendo conto delle priorità  della Polonia. 2.  La cooperazione riguarderà i seguenti settori: -  riforma del sistema di istruzione e di formazione; - formazione sul lavoro e istruzione permanente; - riqualificazione professionale e adeguamento al mercato del lavoro; - formazione alla gestione; - insegnamento delle lingue comunitarie; - traduzione; - fornitura di materiale e attrezzature didattici; - promozione degli studi europei presso istituzioni adeguate. 3.  Saranno creati contesti istituzionali e programmi di cooperazione che inizieranno con la  Fondazione europea per la formazione, non appena sarà istituita, e con la partecipazione della  Polonia al programma Tempus. Il tale contesto, e conformemente alle procedure comunitarie, si  prenderà in considerazione anche la partecipazione della Polonia ad altri programmi comunitari. 4.  Si dovranno incentivare la collaborazione diretta tra istituti d'insegnamento e tra questi  ultimi e le imprese, la mobilità e gli scambi di insegnanti, studenti e amministratori; occorrerà  inoltre prevedere periodi di formazione e di pratica professionale all'estero, contribuire al  miglioramento dei programmi scolastici, elaborare materiale didattico e fornire le attrezzature  necessarie agli istituti di insegnamento. La cooperazione sarà inoltre intesa al riconoscimento reciproco dei periodi di studio e dei  diplomi. Per consentire alla Polonia di raggiungere il livello degli istituti di insegnamento e di ricerca  della Comunità, a norma dell'articolo 75, la Comunità prenderà misure atte ad agevolare la  cooperazione tra la Polonia e i competenti istituti europei, compresa la partecipazione della  Polonia alle attività di detti istituti e l'apertura di loro succursali in questo paese. In tale  contesto, ci si concentrerà sulla formazione degli studiosi, sul coinvolgimento degli operatori e  dei funzionari nel processo di integrazione europea e sulla cooperazione con le istituzioni della  Comunità. 5.  In materia di traduzione, si cercherà principalmente di: -  formare i traduttori e sviluppare le basi terminologiche (glossari, Eurodicantom); - promuovere l'utilizzazione delle norme e della terminologia comunitarie; - sviluppare le infrastrutture necessarie per le traduzioni tra il polacco e le lingue  comunitarie. Articolo 77 Agricoltura e settore agroindustriale1.  Lo scopo della cooperazione in questo  settore sarà quello di rendere più efficienti l'agricoltura e il settore agroindustriale, cercando  in particolare di: -  sviluppare le aziende agricole private e i relativi canali di distribuzione, i metodi di  ammasso, la commercializzazione, ecc.; - modernizzare le infrastrutture rurali (trasporti, approvvigionamento idrico, telecomunicazioni); - migliorare la pianificazione territoriale rurale, compresa la pianificazione edilizia e urbana; - migliorare la produttività e la qualità mediante metodi e prodotti appropriati, provvedere alla  formazione e al controllo dell'uso dei metodi antinquinamento connessi ai mezzi di produzione; - sviluppare e modernizzare gli stabilimenti di trasformazione e le loro tecniche di marketing; - promuovere la complementarità nel settore agricolo; - promuovere la cooperazione industriale a livello di agricoltura e gli scambi di know-how,  segnatamente tra i settori privati della Comunità e della Polonia; - intensificare la cooperazione fitozoosanitaria, compresi la legislazione e i controlli veterinari  e la legislazione fitosanitaria, ai fini di una graduale armonizzazione con le norme comunitarie  mediante un'assistenza in materia di formazione e l'organizzazione di controlli. 2.  La Comunità fornirà l'assistenza tecnica necessaria a tal fine. Articolo 78 Energia1.  La cooperazione avverrà secondo i principi dell'economia di mercato e in  un contesto di progressiva integrazione dei mercati polacco e comunitario. 2.  Essa si concentrerà nei seguenti settori: - modernizzazione delle infrastrutture; - miglioramento e diversificazione dell'approvvigionamento; - formulazione e pianificazione della politica energetica; - gestione e formazione nel settore energetico; - sviluppo delle risorse energetiche; - promozione del risparmio e dell'utilizzazione razionale dell'energia; - impatto ambientale della produzione e del consumo di energia; - energia nucleare; - elettricità e gas, compresa, eventualmente, la possibilità di allacciamenti con le reti europee; - definizione di un contesto per la cooperazione tra imprese nel settore; - trasferimento di tecnologia e di know-how; - maggiore apertura del mercato energetico; transito più agevole del gas e dell'elettricità. Articolo 79 Cooperazione nel settore nucleare1.  La cooperazione nel settore nucleare si  concentrerà nei seguenti settori: - migliorare la normativa in materia nucleare in Polonia; - sicurezza nucleare, misure di emergenza e gestione in caso di incidenti; - protezione contro le radiazioni, compresi controlli ambientali; - problemi relativi al ciclo del combustibile, salvaguardia e protezione fisica dei materiali  nucleari; - gestione delle scorie radioattive; - disattivazione e smantellamento degli impianti nucleari; - decontaminazione. 2.  La cooperazione comprenderà altresì scambi d'informazione e di esperienze, nonché attività di  ricerca e di sviluppo conformemente all'articolo 75. Articolo 80 Ambiente1.  Le Parti intensificheranno e rafforzeranno la cooperazione per la lotta  contro il degrado ambientale, che hanno incluso tra le priorità. 2.  La cooperazione sarà imperniata su quanto segue: - monitoraggio efficace dei livelli d'inquinamento; - lotta contro l'inquinamento regionale e transfrontaliero dell'aria e dell'acqua; - produzione e consumo razionali di energia, sicurezza degli stabilimenti industriali; - classificazione e manipolazione sicura dei prodotti chimici; - qualità dell'acqua, in particolare dei corsi transfrontalieri; - riduzione, riciclaggio e smaltimento sicuro dei rifiuti; applicazione della Convenzione di  Basilea; - impatto ambientale dell'agricoltura; erosione del suolo; protezione delle foreste, della flora e  della fauna; - pianificazione territoriale, compresa la pianificazione edilizia e urbana; - uso degli strumenti economici e fiscali; - mutamenti climatici globali. 3.  A tale scopo, le Parti collaboreranno nei modi seguenti: - scambi di informazioni e di esperti, anche per il trasferimento delle tecnologie pulite; - programmi di formazione; - ravvicinamento delle legislazioni (norme comunitarie); - cooperazione a livello regionale (anche nell'ambito dell'Agenzia europea per l'ambiente, quando  sarà istituita dalla Comunità) e internazionale; - elaborazione di strategie, soprattutto per quanto riguarda la questioni globali e climatiche. Articolo 81 Trasporti1.  Le Parti svilupperanno e intensificheranno la cooperazione per  consentire alla Polonia di: - ristrutturare e modernizzare la rete di trasporti; - migliorare la circolazione dei passeggeri e delle merci e l'accesso al mercato dei trasporti  eliminando gli ostacoli amministrativi, tecnici e di altro tipo; - definire norme operative analoghe a quelle in vigore nella Comunità. 2.  In particolare, la cooperazione comprenderà: - programmi di formazione economica, giuridica e tecnica; - assistenza tecnica e consulenze, nonché scambi d'informazioni (conferenze e seminari). 3.  I settori prioritari saranno i seguenti: - trasporto stradale, compresa la graduale agevolazione del transito; - gestione delle ferrovie e degli aeroporti, compresa la cooperazione tra le competenti autorità  nazionali; - modernizzazione, sulle strade principali di interesse comune e sui collegamenti transeuropei, di  infrastrutture stradali, fluviali, ferroviarie, portuali e aeroportuali; - pianificazione territoriale, compresa la pianificazione edilizia e urbana; - miglioramento delle attrezzature tecniche per conformarsi alle norme comunitarie, in particolare  a livello di trasporto strada-ferrovia, trasporto plurimodale e trasbordo; - definizione di politiche di trasporto compatibili con quelle applicabili nella Comunità. Articolo 82 Telecomunicazioni1.  Le Parti intensificheranno e potenzieranno la cooperazione nel  settore, e a tale scopo avvieranno le seguenti iniziative: - scambi di informazioni sulle politiche in materia di telecomunicazioni; - scambi di informazioni tecniche e di altro tipo e organizzazione di seminari, gruppi di lavoro e  conferenze per esperti di entrambe; - formazione e consulenze; - trasferimenti di tecnologia; - designazione in entrambe di organismi adeguati per attuare progetti comuni; - promozione delle norme, dei sistemi di certificazione e delle disposizioni regolamentari  europee; - sviluppo di nuove comunicazioni, servizi e infrastrutture, soprattutto con applicazioni  commerciali. 2.  Queste attività si concentreranno nei seguenti settori prioritari: - modernizzazione della rete di telecomunicazioni polacca e integrazione nelle reti europea e  mondiale; - cooperazione con gli organismi di standardizzazione europei; - integrazione nei sistemi transeuropei; aspetti giuridici e regolamentari delle  telecomunicazioni; - gestione delle telecomunicazioni nel nuovo contesto economico: strutture organizzative, strategia  e pianificazione, principi di base delle commesse; - pianificazione territoriale, compresa la pianificazione edilizia e urbana. Articolo 83 Banche, assicurazioni e altri servizi finanziari1.  Le Parti collaboreranno allo  scopo di adottare una serie comune di norme concernenti, tra l'altro, i sistemi contabili e i  sistemi di controllo e sistemi normativi nei settori bancari, assicurativi e finanziari. 2.  Entrambe le Parti definiranno metodi precisi per agevolare il processo di riforma, in  particolare: - contribuendo alla compilazione di glossari e alla traduzione delle legislazioni comunitaria e  polacca; - tenendo colloqui e riunioni d'informazione sulla legislazione in vigore o allo stato di progetto  in Polonia e nella Comunità; - impartendo la necessaria formazione. Articolo 84 Politica monetariaSu richiesta della autorità polacche, la Comunità fornirà  l'assistenza tecnica necessaria per sostenere l'introduzione della piena convertibilità dello zloty  e il graduale ravvicinamento delle politiche del governo polacco a quelle del Sistema monetario  europeo. Si procederà altresì a scambi informali di informazioni sui principi e sul funzionamento  del Sistema monetario europeo. Articolo 85 Riciclaggio del denaro1.  Le Parti convengono della necessità di prodigare ogni  sforzo e di collaborare al fine di prevenire l'utilizzazione dei loro sistemi finanziari per il  riciclaggio dei proventi delle attività illecite in generale, e dei reati connessi alla droga in  particolare. 2.  La cooperazione nel settore comprenderà un'assistenza amministrativa e tecnica volta a definire  norme adeguate contro il riciclaggio del denaro equivalenti a quelle adottate in materia dalla  Comunità e dai consessi internazionali, in particolare la Task Force «Azione finanziaria» (FATF). Articolo 86 Sviluppo regionale1.  Le Parti intensificheranno la cooperazione a livello di  sviluppo regionale e di pianificazione territoriale. 2.  A tal fine, si prevedono le seguenti misure: - informazioni delle autorità nazionali, regionali o locali sulle politiche di sviluppo regionale e  di pianificazione territoriale e, se del caso, assistenza alla Polonia per l'elaborazione di tali  politiche; - azione comune delle autorità regionali e locali in materia di sviluppo economico; - definizione di azioni coordinate per sviluppare le zone transfrontaliere tra la Comunità e la  Polonia; - programmi di visite per esaminare le possibilità di cooperazione e di assistenza; - scambi di funzionari; - assistenza tecnica, specialmente per lo sviluppo delle zone più povere; - avvio di programmi di scambi di informazioni e di esperienze, con vari metodi tra cui i  seminari. Articolo 87 Cooperazione nel settore sociale1.  Le Parti collaboreranno per migliorare il  livello di protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori, basandosi sul livello  esistente nella Comunità, in particolare mediante: - assistenza tecnica; - scambi di esperti; - cooperazione tra imprese; - informazione e formazione. 2.  In materia di occupazione, le Parti cercheranno principalmente di: - organizzare il mercato del lavoro; - migliorare i servizi di collocamento e di consulenza professionale; - pianificare e realizzare programmi di ristrutturazione a livello regionale; - promuovere l'occupazione locale. La cooperazione in questo settore sarà realizzata mediante azioni quali l'esecuzione di studi, i  servizi di esperti nonché informazioni e formazione. 3.  Per quanto riguarda la sicurezza sociale, le Parti cercheranno di adeguare il sistema polacco  alla nuova situazione economica e sociale, principalmente assicurando i servizi di esperti e  fornendo informazioni e formazione. Articolo 88 TurismoLe Parti promuoveranno e intensificheranno la cooperazione, in particolare: - agevolando il turismo; - intensificando gli scambi di informazioni attraverso le reti internazionali, le banche dati,  ecc.; - trasferendo il know-how mediante cicli di formazione, scambi e seminari; - esaminando le possibilità di realizzare operazioni comuni quali i progetti transfrontalieri, i  gemellaggi tra città, ecc. Articolo 89 Piccole e medie imprese1.  Le Parti cercheranno di sviluppare e potenziare le  piccole e medie imprese e la cooperazione tra PMI comunitarie e polacche. 2.  A tale scopo, esse promuoveranno gli scambi di informazioni e di know-how nei seguenti  settori: - instaurazione delle condizioni giuridiche, amministrative, tecniche, fiscali e finanziarie  necessarie per la creazione e l'espansione delle PMI e per la cooperazione transfrontaliera; - creazione dei servizi specializzati richiesti dalle PMI (formazione alla gestione, contabilità,  marketing, controllo di qualità, ecc.) e potenziamento degli organismi che forniscono tali  servizi; - instaurazione di contatti appropriati con gli operatori comunitari per migliorare i flussi di  informazioni alle PMI e promuovere la cooperazione transfrontaliera [ad es., il Business  cooperation Network (BC-NET), i centri d'informazione europei, le conferenze, ecc.]. Articolo 90 Informazione e mezzi audiovisivi1.  Le Parti prenderanno le misure necessarie per  promuovere gli scambi effettivi di informazioni, privilegiando i programmi volti a diffondere tra  la popolazione le informazioni di base sulla Comunità, nonché a fornire agli ambienti specializzati  polacchi informazioni più specifiche e, nei limiti del possibile, l'accesso alle banche dati della  Comunità. 2.  Le Parti collaboreranno per promuovere l'industria audiovisiva in Europa. In particolare, il  settore audiovisivo polacco potrebbe partecipare alle azioni avviate dalla Comunità nell'ambito del  programma MEDIA 1991-1995, secondo procedure che concorderanno gli organismi incaricati della  gestione e conformemente alla decisione del Consiglio delle Comunità europee del 21 dicembre 1990,  che ha dato inizio al programma. Le Parti coordineranno e, se del caso, armonizzeranno le loro politiche che disciplinano le  trasmissioni radiotelevisive transfrontaliere, le norme tecniche nel settore audiovisivo e la  promozione della tecnologia audiovisiva europea. Articolo 91 Dogane1.  La cooperazione cercherà di garantire l'osservanza di tutte le  disposizioni la cui adozione è prevista nel settore degli scambi e di ravvicinare il sistema  doganale polacco a quello della Comunità, in modo da agevolare la liberalizzazione prevista nel  presente accordo. 2.  In particolare, la cooperazione comprenderà: - gli scambi di informazioni; - l'organizzazione di seminari e tirocini; - il potenziamento delle infrastrutture transfrontaliere tra le Parti; - l'introduzione di un documento amministrativo unico e di una connessione tra i regimi di transito  della Comunità e della Polonia; - la semplificazione dei controlli e delle formalità per il trasporto di merci. Si fornirà l'assistenza tecnica necessaria. 3.  Fatta salva l'ulteriore cooperazione prevista nel presente accordo, in particolare all'articolo  94, l'assistenza reciproca tra autorità amministrative delle Parti contraenti per quanto riguarda  le questioni doganali sarà disciplinata dalle disposizioni del protocollo n. 6. Articolo 92 Cooperazione statistica1.  La cooperazione in questo settore servirà a creare un  sistema statistico efficiente che fornisca rapidamente e tempestivamente i dati statistici  affidabili necessari per pianificare e sorvegliare il progresso della riforma strutturale e  contribuire allo sviluppo dell'impresa privata in Polonia. 2.  A tal fine, si chercherà in particolare di: - creare un sistema statistico affidabile e autonomo; - procedere all'armonizzazione con i metodi, le norme e le classificazioni internazionali (in  particolare comunitari); - fornire i dati necessari per portare avanti e controllare la ristrutturazione economica; - fornire agli operatori economici del settore privato i dati macro e microeconomici necessari; - garantire il carattere riservato dei dati. 3.  La Comunità fornirà l'assistenza tecnica necessaria. Articolo 93 Economia1.  La Comunità e la Polonia agevoleranno le riforme e l'integrazione  economiche collaborando per migliorare la comprensione dei principi di base delle rispettive  economie, nonché l'elaborazione e l'attuazione della politica economica nelle economie di mercato. 2.  A tal fine, la Comunità e la Polonia: - si scambieranno informazioni sui risultati e sulle prospettive macroeconomici nonché sulle  strategie di sviluppo; - analizzeranno congiuntamente le questioni economiche di interesse comune, compresa l'elaborazione  della politica economica e gli strumenti per la sua attuazione; - mediante il programma d'azione per la cooperazione economica, esse promuoveranno una cooperazione  su vasta scala tra economisti e dirigenti della Comunità e della Polonia, al fine di accelerare i  trasferimenti di know-how per l'elaborazione delle politiche economiche e procedere ad una vasta  diffusione dei risultati alla ricerca in materia. Articolo 94 Droghe1.  La cooperazione è in particolare finalizzata a migliorare l'efficacia  delle politiche e misure destinate a contrastare la diffusione e il traffico illecito di sostanze  narcotiche e psicotrope e per ridurre l'abuso di tali prodotti. 2.  Le Parti contraenti concordano gli opportuni metodi di cooperazione per raggiungere tali  obiettivi, incluse le modalità di attuazione di azioni comuni. Le loro azioni si basano sulla  consultazione e lo stretto coordinamento per quanto riguarda gli obiettivi e le iniziative nei  settori di cui al paragrafo 1. 3.  La cooperazione tra le Parti contraenti comprende assistenza tecnica e amministrativa, in  particolare nei seguenti settori: elaborazione e attuazione delle normative nazionali; creazione di  enti, centri di informazione e centri sociali e sanitari; formazione di personale e ricerca;  prevenzione dell'utilizzazione abusiva di precursori per la produzione illecita di stupefacenti e  sostanze psicotrope. Le Parti possono concordare l'inclusione di altri settori. TITOLO VII COOPERAZIONE CULTURALE Articolo 95 1.  Le Parti si adoperano per promuovere la  cooperazione culturale. All'occorrenza, potranno essere estesi alla Polonia gli attuali programmi  di cooperazione culturale comunitari o quelli di uno o più Stati membri e si svilupperanno  ulteriori attività di reciproco interesse. 2.  Tale cooperazione può comprendere, in particolare: - le traduzioni letterarie; - la conservazione e il restauro di monumenti e località del patrimonio storico e culturale; - la formazione degli addetti agli affari culturali; - manifestazioni culturali di carattere europeo. TITOLO VIII COOPERAZIONE FINANZIARIA Articolo 96 Al fine di raggiungere gli obiettivi del  presente accordo e in conformità degli articoli 97, 98, 100 e 101, la Polonia beneficia di  assistenza finanziaria temporanea da parte della Comunità sotto forma di sovvenzioni e prestiti per  accelerare la trasformazione economica del paese e aiutarlo a far fronte alle conseguenze  economiche e sociali dell'adeguamento strutturale. Articolo 97 Tale assistenza finanziaria è coperta da: - gli interventi del programma PHARE previsti dal regolamento (CEE) n. 3906/89, come modificato,  fino alla fine del 1992; dopodiché la Comunità predisporrà sovvenzioni sia nel quadro del programma  PHARE, su base pluriennale, sia nel contesto di un nuovo finanziamento pluriennale deciso dalla  Comunità previe consultazioni con la Polonia e tenuto conto del disposto degli articoli 100 e 101; - il prestito o i prestiti concessi dalla Banca europea per gli investimenti fino alla data di  scadenza della disponibilità. La Polonia beneficia per gli anni successivi di prestiti della Banca  europea per gli investimenti conformemente alle disposizioni dell'articolo 18 dello statuto della  Banca: a seguito di consultazioni con la Polonia, la Comunità fissa l'importo massimo e il periodo  di disponibilità dei prestiti della Banca europea per gli investimenti a favore della Polonia. Articolo 98 Gli obiettivi e i settori dell'assistenza finanziaria comunitaria sono stabiliti nel  programma indicativo da concordare tra le due Parti. Le Parti informano il Consiglio di  associazione. Articolo 99 1.  In caso di necessità straordinaria e tenendo conto delle risorse finanziarie  globali disponibili, su richiesta del governo polacco e in coordinamento con le istituzioni  finanziarie internazionali nel contesto del G-24, la Comunità valuta la possibilità di concedere  assistenza finanziaria temporanea: -  a sostegno di misure finalizzate a stabilizzare e mantenere la convertibilità dello zloty; - a sostegno della stabilizzazione a medio termine e degli sforzi di ristrutturazione economica,  incluso il sostegno a favore della bilancia dei pagamenti. 2.  Tale assistenza finanziaria è subordinata alla presentazione da parte del governo polacco in  seno al G-24 di programmi approvati dal FMI, finalizzati alla convertibilità e alla  ristrutturazione dell'economia nazionale, nonché alla loro approvazione da parte della Comunità, al  rispetto costante di tali programmi da parte della Polonia e, quale obiettivo finale, alla rapida  transizione verso il ricorso a fonti private di finanziamento. 3.  Il Consiglio di associazione è informato delle condizioni alle quali tale assistenza è concessa  e del rispetto degli impegni assunti dalla Polonia per quanto riguarda tale assistenza. Articolo 100 L'assistenza finanziaria comunitaria è valutata alla luce delle necessità emerse,  del livello di sviluppo della Polonia e tenendo conto delle priorità stabilite, delle potenzialità  di assorbimento dell'economia polacca, della capacità di rimborsare i prestiti e di portare avanti  la ristrutturazione del sistema economico fino all'introduzione di un'economia di mercato. Articolo 101 Ai fini di un impiego ottimale delle risorse disponibili, le due Parti si adoperano  affinché i contributi comunitari siano erogati in stretto coordinamento con quelli provenienti da  altre fonti quali gli Stati membri della Comunità, altri paesi, inclusi quelli del G-24, e le  istituzioni finanziarie internazionali quali il FMI, la Banca internazionale per la ricostruzione e  lo sviluppo e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. TITOLO IX DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI, GENERALI E FINALI Articolo 102 È istituito un Consiglio  di associazione incaricato della sorveglianza dell'attuazione del presente accordo. Il Consiglio si  riunisce a livello ministeriale una volta all'anno e quando le circostanze lo richiedono. Esso  esamina qualsiasi questione importante inerente al presente accordo e qualunque altro problema  bilaterale o internazionale di reciproco interesse. Articolo 103 1.  Il Consiglio di associazione è composto, da un lato, dai membri del Consiglio  delle Comunità europee e da membri della Commissione delle Comunità europee e, dall'altro, da  membri del governo polacco. 2.  I membri del Consiglio di associazione possono farsi rappresentare, in conformità delle  condizioni previste al riguardo dal suo regolamento interno. 3.  Il Consiglio di associazione adotta il proprio regolamento interno. 4.  Il Consiglio di associazione è presieduto a turno da un membro del Consiglio delle Comunità  europee e da un membro del governo polacco, in conformità delle disposizioni previste al riguardo  dal suo regolamento interno. Articolo 104 Ai fini della realizzazione degli obiettivi del presente accordo, il Consiglio di  associazione ha il potere di prendere decisioni nei casi contemplati dall'accordo stesso. Tali  decisioni sono vincolanti per le Parti, che prendono le misure necessarie per la loro attuazione.  Il Consiglio di associazione può altresì formulare adeguate raccomandazioni. Le decisioni e raccomandazioni sono adottate mediante accordo tra le due Parti. Articolo 105 1.  Ciascuna delle Parti può deferire al Consiglio di associazione qualsiasi  controversia relativa all'applicazione o all'interpretazione del presente accordo. 2.  Il Consiglio di associazione può comporre la controversia mediante una decisione. 3.  Ciascuna delle Parti è tenuta a prendere i provvedimenti necessari ai fini dell'attuazione  della decisione di cui al paragrafo 2. 4.  Nel caso in cui non sia possibile comporre la controversia conformemente al paragrafo 2,  ciascuna delle Parti può designare un arbitro e darne notifica all'altra; l'altra Parte deve  designare un secondo arbitro entro due mesi. Ai fini dell'applicazione della presente procedura, la  Comunità e gli Stati membri sono considerati una delle Parti in causa della controversia. Il Consiglio di associazione designa un terzo arbitro. Le decisioni arbitrali sono pronunciate a maggioranza. Ciascuna delle Parti in causa deve adottare le misure necessarie all'attuazione del lodo  arbitrale. Articolo 106 1.  Nell'esercizio delle sue funzioni, il Consiglio di associazione è assistito da  un Comitato di associazione composto, da un lato, da rappresentanti dei membri del Consiglio delle  Comunità europee e di membri della Commissione delle Comunità europee e, dall'altro, da  rappresentanti del governo polacco, normalmente alti funzionari. Il regolamento interno del Consiglio di associazione determina le funzioni del Comitato di  associazione, tra cui figura la preparazione delle riunioni del Consiglio di associazione e il  funzionamento del Comitato. 2.  Il Consiglio di associazione può delegare al Comitato di associazione i suoi poteri. In questo  caso, il Comitato di associazione adotta le sue decisioni alle condizioni stabilite all'articolo  104. Articolo 107 Il Consiglio di associazione può decidere l'istituzione di qualsiasi altro comitato  o organo speciale che lo assiste nell'esercizio delle sue funzioni. Nel suo regolamento interno, il Consiglio di associazione precisa la composizione e le funzioni di  tali comitati o organi, nonché le modalità del loro funzionamento. Articolo 108 È istituito un Comitato parlamentare di associazione. Tale Comitato riunisce e  consente lo scambio di opinioni tra membri del Parlamento polacco e del Parlamento europeo. Il  calendario e la frequenza delle riunioni sono decisi dal Comitato stesso. Articolo 109 1.  Il Comitato parlamentare di associazione è composto, da un lato, da membri del  Parlamento europeo e, dall'altro, da membri del Parlamento polacco. 2.  Il Comitato parlamentare di associazione adotta il proprio regolamento interno. 3.  Il Comitato parlamentare di associazione è presieduto a turno dal Parlamento europeo e dal  Parlamento polacco, in conformità delle disposizioni da stabilire nel suo regolamento interno. Articolo 110 Il Comitato parlamentare di associazione può chiedere informazioni inerenti  all'attuazione del presente accordo al Consiglio di associazione; quest'ultimo fornisce al Comitato  le informazioni richieste. Il Comitato parlamentare di associazione è tenuto al corrente delle decisioni del Consiglio di  associazione. Il Comitato parlamentare di associazione può rivolgere raccomandazioni al Consiglio di  associazione. Articolo 111 Nell'ambito del presente accordo, ciascuna delle Parti si impegna a garantire che le  persone fisiche e giuridiche dell'altra Parte possano adire, senza discriminazioni rispetto ai  propri cittadini, i competenti organi giuridici e amministrativi nella Comunità e della Polonia per  tutelare i loro diritti individuali e di proprietà, inclusi quelli riguardanti la proprietà  intellettuale, industriale e commerciale. Articolo 112 Il presente accordo non impedisce ad una Parte contraente di adottare qualsiasi  misura: a)  ritenuta necessaria a precludere l'accesso a informazioni contrarie ai suoi interessi  essenziali in materia di sicurezza; b) inerente alla produzione o al commercio di armi, munizioni o materiale bellico o alla ricerca,  allo sviluppo, alla produzione indispensabili in materia di difesa, a condizione che tali misure  non alterino le condizioni di concorrenza rispetto a prodotti non destinati ad uso specificamente  militare; c) ritenute essenziali per la propria sicurezza in caso di gravi disordini interni che  compromettano il mantenimento della legge e dell'ordine, in tempo di guerra o in occasione di gravi  tensioni internazionali che possano sfociare in una guerra o ai fini del rispetto di impegni  assunti per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. Articolo 113 1.  Nei settori coperti dal presente accordo e fatta salva qualsiasi disposizione  speciale ivi contenuta: -  le misure applicate dalla Polonia nei confronti della Comunità non devono dare origine ad alcuna  discriminazione tra gli Stati membri, i loro cittadini o le loro aziende o imprese; - le misure applicate dalla Comunità nei confronti della Polonia non devono dare origine ad alcuna  discriminazione tra i cittadini polacchi o le loro aziende o imprese. 2.  Le disposizioni del paragrafo 1 non pregiudicano il diritto delle Parti contraenti di applicare  le pertinenti disposizioni della loro normativa fiscale nei confronti di contribuenti che non si  trovino in situazioni identiche per quanto riguarda il luogo di residenza. Articolo 114 Quando sono importati nella Comunità, i prodotti originari della Polonia non  beneficiano di un trattamento più favorevole di quello che gli Stati membri si applicano  reciprocamente. Il trattamento concesso alla Polonia nel quadro del titolo IV e del capitolo I del titolo V non  deve essere più favorevole di quello che gli Stati membri si applicano reciprocamente. Articolo 115 1.  Le Parti adottano qualsiasi provvedimento generale o specifico necessario per  l'adempimento degli obblighi che loro incombono nel quadro del presente accordo. Esse si adoperano  per la realizzazione degli obiettivi fissati nell'accordo stesso. 2.  Qualora una delle Parti ritenga che l'altra Parte non abbia ottemperato ad un obbligo previsto  dal presente accordo, essa può adottare le misure appropriate. Prima di procedere, essa fornisce al  Consiglio di associazione tutte le informazioni pertinenti necessarie per un esauriente esame della  situazione ai fini della ricerca di una soluzione accettabile per le Parti. Nella scelta delle misure, si privilegiano quelle meno lesive per il funzionamento dell'accordo. Le  misure decise sono comunicate senza indugio al Consiglio di associazione e, qualora l'altra Parte  ne faccia richiesta, sono oggetto di consultazioni in seno al Consiglio di associazione. Articolo 116 Fin quando privati cittadini e operatori economici non godranno di diritti  equivalenti in virtù dell'applicazione del presente accordo, esso non reca pregiudizio ai diritti  loro garantiti da accordi vigenti che vincolano uno o più Stati membri, da un lato, e la Polonia,  dall'altro. Articolo 117 I protocolli dal n. 1 al n. 7 e gli allegati da I a XIII formano parte integrante  del presente accordo. Articolo 118 Il presente accordo è concluso per un periodo illimitato. Ciascuna delle Parti può denunciare il presente accordo dandone notifica all'altra Parte. L'accordo  cessa di essere applicabile sei mesi dopo la data di tale notifica. Articolo 119 Il presente accordo si applica, da una parte, ai territori in cui si applicano i  trattati che istituiscono la Comunità economica europea, la Comunità europea per l'energia atomica  e la Comunità europea del carbone e dell'acciaio, alle condizioni in essi indicate, e, dall'altra,  al territorio della Repubblica di Polonia. Articolo 120 Il presente accordo è redatto in due esemplari in lingua danese, francese, greca,  inglese, italiana, olandese, portoghese, spagnola, tedesca e polacca, ciascun testo facente  ugualmente fede. Articolo 121 Il presente accordo è approvato dalle Parti contraenti conformemente alle loro  rispettive procedure. Il presente accordo entra in vigore il primo giorno del secondo mese successivo alla data in cui le  Parti contraenti si comunicano reciprocamente che le procedure di cui al primo comma sono state  espletate. A decorrere dalla sua entrata in vigore, il presente accordo sostituisce l'accordo tra la Comunità  economica europea e la Repubblica di Polonia sul commercio e la cooperazione economica e  commerciale firmato a Bruxelles il 19 settembre 1989 e l'accordo tra la Comunità europea del  carbone e dell'acciaio e la Repubblica di Polonia firmato a Bruxelles il 16 ottobre 1991. Articolo 122 Nel caso in cui, in attesa che siano completate le procedure necessarie per  l'entrata in vigore del presente accordo, le disposizioni di talune parti dello stesso, in  particolare quelle riguardanti la circolazione delle merci, siano messe in vigore nel 1992 mediante  un accordo interinale tra la Comunità e la Polonia, le Parti contraenti concordano che, in tali  circostanze, ai fini dell'applicazione del titolo III, articoli 63, 65 e 66 del presente accordo e  dei protocolli dal n. 1 al n. 7, per «data di entrata in vigore dell'accordo» si intende: -  la data di entrata in vigore dell'accordo interinale, per quanto riguarda gli obblighi da  attuare a decorrere da tale data e- il 1° gennaio 1992, per quanto riguarda gli obblighi da  attuare successivamente alla data di entrata in vigore con riferimento alla data di entrata in  vigore. En fe de lo cual, los plenipotenciarios abajo firmantes suscriben el presente  Acuerdo. Til bekraeftelse heraf har undertegnede befuldmaegtigede underskrevet denne aftale. Zu Urkund dessen haben die unterzeichneten Bevollmaechtigten ihre Unterschriften unter dieses  Abkommen gesetzt. AAéò ðssóôùóç ôùí áíùôÝñù, ïé õðïãaaãñáììÝíïé ðëçñaaîïýóéïé Ýèaaóáí ôéò õðïãñáoeÝò ôïõò óôçí ðáñïýóá  óõìoeùíssá. In witness whereof the undersigned plenipotentiaries have signed this Agreement. En foi de quoi, les plénipotentiaires soussignés ont apposé leurs signatures au bas du présent  accord. In fede di che, i plenipotenziari sottoscritti hanno apposto le loro firme in calce al presente  accordo. Ten blijke waarvan de ondergetekende gevolmachtigden hun handtekening onder deze Overeenkomst  hebben gesteld. Em fé do que, os plenipotenciários abaixo assinados apuseram as suas assinaturas no final do  presente Acordo. Na dowod czego pe xnomocnicy z xo Gzyli swoje podpisy pod niniejsz Na umow Na. Hecho en Bruselas, el dieciséis de diciembre de mil novecientos noventa y uno. Udfaerdiget i Bruxelles, den sekstende december nitten hundrede og enoghalvfems. Geschehen zu Bruessel am sechzehnten Dezember neunzehnhunderteinundneunzig. ¸ãéíaa óôéò ÂñõîÝëëaaò, óôéò aeÝêá Ýîé AEaaêaaìâñssïõ ÷ssëéá aaííéáêueóéá aaíaaíÞíôá Ýíá. Done at Brussels on the sixteenth day of December in the year one thousand nine hundred and  ninety-one. Fait à Bruxelles, le seize décembre mil neuf cent quatre-vingt-onze. Fatto a Bruxelles, addì sedici dicembre millenovecentonovantuno. Gedaan te Brussel, de zestiende december negentienhonderd eenennegentig. Feito em Bruxelas, em dezasseis de Dezembro de mil novecentos e noventa e um. Sporz Nadzono w Brukseli dnia szesnastego grudnia roku tysi Nac dziewi Ne´cset dziewi Ne´cdziesi  Natego pierwszego. Pour le royaume de BelgiqueVoor het Koninkrijk België>RIFERIMENTO A UN FILM>Paa Kongeriget  Danmarks vegne>RIFERIMENTO A UN FILM>Fuer die Bundesrepublik Deutschland>RIFERIMENTO A UN FILM> Ãéá ôçí AAëëçíéêÞ AEçìïêñáôssá>RIFERIMENTO A UN FILM>Por el Reino de España>RIFERIMENTO A UN  FILM>Pour la République française>RIFERIMENTO A UN FILM>For IrelandThar cheann Na hÉireann> RIFERIMENTO A UN FILM>Per la Repubblica italiana>RIFERIMENTO A UN FILM>Pour le Grand-Duché de  Luxembourg>RIFERIMENTO A UN FILM>Voor het Koninkrijk der Nederlanden>RIFERIMENTO A UN FILM> Pela República Portuguesa>RIFERIMENTO A UN FILM>For the United Kingdom of Great Britain and  Northern Ireland>RIFERIMENTO A UN FILM>Por el Consejo y la Comisión de las Comunidades  EuropeasFor Raadet og Kommissionen for De Europaeiske FaellesskaberFuer den Rat und die Kommission  der Europaeischen GemeinschaftenÃéá ôï Óõìâïýëéï êáé ôçí AAðéôñïðÞ ôùí AAõñùðáúêþí ÊïéíïôÞôùíFor the  Council and the Commission of the European CommunitiesPour le Conseil et la Commission des  Communautés européennesPer il Consiglio e la Commissione delle Comunità europeeVoor de Raad en de  Commissie van de Europese GemeenschappenPelo Conselho e pela Comissão das Comunidades Europeias> RIFERIMENTO A UN FILM>Za Rzeczpospolit Na Polsk Na>RIFERIMENTO A UN FILM> ALLEGATO I Elenco dei prodotti di cui agli articoli 8 e 18 dell'accordo >SPAZIO PER  TABELLA> ALLEGATO IIa Elenco dei prodotti di base per i quali i dazi doganali saranno ridotti del  50  % all'entrata in vigore dell'accordo e soppressi il 1° gennaio 1993 >SPAZIO PER TABELLA>  ALLEGATO IIb Elenco dei prodotti di base per i quali i dazi doganali saranno ridotti di  20  % l'anno a partire dall'entrata in vigore dell'accordo e soppressi il 31 dicembre 1995 Codice  NC 19917202  21  107202  21  907202  29  00760178017901 ALLEGATO III >SPAZIO PER TABELLA>Allegato all'allegato III >SPAZIO PER TABELLA>  ALLEGATO IVa Prodotti industriali (NC 25-97) 2501  00  102501  00  312502  00   002503  10  002503  90  002504  10  002504  90  002505  10  002505  90  002506  10  002506   21  002506  29  002507  00  102507  00  902508  10  002508  20  002508  30  002508  40   002508  50  002508  60  002508  70  002509  00  002510  10  002510  20  002511  10  002511   20  002512  00  002513  11  002513  19  002513  21  002513  29  002514  00  002515  11   002515  12  002515  20  002516  11  002516  12  102516  12  902516  21  002516  22  102516   22  902516  90  102516  90  912516  90  992517  10  102517  10  902517  20  002517  30   002517  41  002517  49  002518  10  002518  20  002518  30  002519  10  002519  90  102519   90  302519  90  902520  10  002520  20  102520  20  902521  00  002523  10  002523  21   002523  29  002523  30  002523  90  102523  90  302523  90  902524  00  102524  00  302524   00  902525  10  002525  20  002525  30  002526  10  002526  20  002527  00  002528  10   002528  90  002529  10  002529  21  002529  22  002529  30  002530  10  002530  20  002530   30  002530  40  002530  90  002601  11  002601  12  002601  20  002602  00  002603  00   002604  00  002605  00  002606  00  002607  00  002608  00  002609  00  002610  00  002611   00  002612  10  102612  10  902612  20  102612  20  902613  10  002613  90  002614  00   102614  00  902615  10  002615  90  102615  90  902616  10  002616  90  002617  10  002617   90  002702  10  002702  20  002703  00  002704  00  112704  00  192704  00  302704  00   902705  00  002706  00  002708  10  002708  20  002709  00  102709  00  902711  11  002711   12  192711  12  912711  12  932711  12  992711  13  102711  13  302711  13  902711  14   002711  19  002711  21  002711  29  002714  10  002714  90  002716  00  002801  20  002801   30  102802  00  002803  00  102803  00  302803  00  902804  10  002804  21  002804  29   002804  40  002804  50  902804  80  002804  90  002805  11  002805  19  002805  30  902805   40  102805  40  902844  10  002844  20  112844  20  192844  20  912844  20  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  50  109018  50  909018  90  109018  90  209018  90  309018  90  419018  90  499018  90   509018  90  609018  90  909019  10  109019  10  909019  20  009020  00  109020  00  909021   11  009021  19  109021  19  909021  21  109021  21  909021  29  109021  29  909021  30   109021  30  909021  40  009021  50  009021  90  109021  90  909022  11  009022  19  009022   21  009022  29  009022  30  009022  90  109022  90  909024  10  109024  10  919024  10   939024  10  999024  80  109024  80  919024  80  999027  20  109701  10  009701  90  009702   00  009703  00  009704  00  009705  00  009706  00  00 ALLEGATO IVb 1.  I dazi doganali all'importazione applicabili ai prodotti originari della  Comunità elencati in appresso sono ridotti secondo il seguente calendario: dal 1° gennaio 1994, saranno ridotti a sei settimi del dazio di base, dal 1° gennaio 1996, saranno ridotti a cinque settimi del dazio di base, dal 1° gennaio 1998, saranno ridotti a quattro settimi del dazio di base, dal 1° gennaio 1999, saranno ridotti a tre settimi del dazio di base, dal 1° gennaio 2000, saranno ridotti a due settimi del dazio di base, dal 1° gennaio 2001, saranno ridotti a un settimo del dazio di base, dal 1° gennaio 2002, saranno ridotti a 0: 8703  21  108703  21  908703  22  198703  22  908703  23  198703  23  908703  24  108703  24   908703  31  108703  31  908703  32  198703  32  908703  33  198703  33  908703  90  908704   10  118704  10  198704  10  908704  21  108704  21  318704  21  398704  21  918704  21   998704  22  108704  22  918704  22  998704  23  108704  23  918704  23  998704  31  108704   31  318704  31  398704  31  918704  31  998704  32  108704  32  918704  32  998704  90   008706  00  118706  00  198706  00  918706  00  998707  10  908707  90  902. I seguenti  prodotti originari della Comunità sono ammessi al beneficio della sospensione dei dazi doganali  all'importazione nei limiti di un contingente tariffario preferenziale annuo di 25  000  autoveicoli, aperto contemporaneamente all'entrata in vigore dell'accordo e aumentato del 5  %  della base annuale a decorrere dal 1° gennaio 1993: 8703  21  108703  22  198703  23  198703  24  108703  31  108703  32  198703  33  198703  90   903. I seguenti prodotti originari della Comunità sono ammessi al beneficio della sospensione dei  dazi doganali all'importazione nei limiti di un contingente tariffario preferenziale annuo di 5   000 autoveicoli, aperto contemporaneamente all'entrata in vigore dell'accordo e aumentato del 10  %  della base annuale a decorrere dal 1° gennaio 1993: ex  8703  21  10  (*)ex  8703  22  19  (*)ex  8703  23  19  (*)ex  8703  24  10  (*)ex  8703   31  10  (*)ex  8703  32  19  (*)ex  8703  33  19  (*)ex  8703  90  90  (*)4. I seguenti  prodotti originari della Comunità sono ammessi al beneficio della sospensione dei dazi doganali  all'importazione nei limiti di un contingente tariffario preferenziale annuo di 100 unità, aperto  contemporaneamente all'entrata in vigore dell'accordo e aumentato del 10  % della base annuale a  decorrere dal 1° gennaio 1993: 8704  21  318704  21  918704  22  918704  23  918704  31  318704  31  918704  32  915. Il  programma di liberalizzazione previsto dal presente allegato forma oggetto di periodica revisione  da parte del Consiglio di associazione in conformità dell'articolo 14 dell'accordo. (*)  Equipaggiati di impianto catalitico.  ALLEGATO V 1.  Entro il decimo anno dall'entrata in vigore dell'accordo, la Polonia  sopprime il divieto di importare autoveicoli, telai e carrozzerie che abbiano dieci o più anni  (calcolati a decorrere dall'anno successivo alla loro produzione) o di quelli di cui non è  possibile determinare la data di produzione. >SPAZIO PER TABELLA>2. Entro il decimo anno dall'entrata in vigore dell'accordo, la Polonia  sopprime il divieto di importare veicoli per il trasporto di merci, telai e carrozzerie che abbiano  6 o più anni (calcolati a decorrere dall'anno successivio alla loro produzione) o di quelli di cui  non è possibile determinare la data di produzione. >SPAZIO PER TABELLA>3. Entro dieci anni dall'entrata in vigore dell'accordo, la Polonia sopprime  il divieto di importare motori a due tempi per autoveicoli e autoveicoli equipaggiati di tali  motori. Codice NCex  8407  33  10ex  8407  33  90ex  8407  34  10ex  8407  34  30ex  8703  21  10ex   8703  21  90ex  8703  22  11ex  8703  22  19ex  8703  22  90ex  8703  23  11ex  8703  23   19ex  8703  23  90ex  8703  24  10ex  8703  24  90ex  8706  00  11ex  8706  00  19ex  8706   00  91ex  8706  00  994.  Entro il quinto anno dall'entrata in vigore dell'accordo, la Polonia  abolisce le licenze d'importazione riguardanti: -  oli greggi di petrolio o di minerali bituminosi, - oli di petrolio o di minerali bituminosi, diversi dagli oli greggi; preparazioni non nominate né  comprese altrove contenenti, in peso, 70  % o più di oli di petrolio o di minerali bituminosi e  delle quali tali oli costituiscono il componente base, - gas di petrolio e altri idrocarburi gassosi. Codice NC della tariffa doganale della Polonia2709  00  102709  00  902710  00  312710  00   332710  00  352710  00  372710  00  392710  00  512710  00  552710  00  592700  10  692711   11  002711  12  112711  12  192711  12  912711  12  932711  12  992711  13  102711  13   302711  13  902711  14  002711  19  002711  21  002711  29  00 ALLEGATO VIIIa Elenco dei prodotti di cui all'articolo 20, paragrafo 2  (1) I prodotti  elencati nel presente allegato fruiscono di una riduzione del 50  % del prelievo. >SPAZIO PER TABELLA>(1)  Indipendentemente dalle regole per l'interpretazione della  nomenclatura combinata, la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in  quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici  NC. Qualora siano riportati codici ex NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione  combinata del codice NC e della corrispondente descrizione.   ALLEGATO VIIIb Elenco del prototti di cui all'articolo 20, paragrafo 2  (1) >SPAZIO PER  TABELLA>Allegato agli allegati VIIIb e Xc Accordo sul prezzo minimo d'importazione di talune  frutta molli destinate alla trasformazione1.  I prezzi minimi d'importazione per i seguenti  prodotti sono stabiliti per ogni campagna di commercializzazione: >SPAZIO PER TABELLA>I prezzi minimi d'importazione sono stabiliti dalla Comunità di concerto con  la Polonia, tenuto conto dell'evoluzione dei prezzi dei quantitativi importati e dell'andamento del  mercato comunitario. 2.  I prezzi minimi d'importazione sono applicati in conformità dei seguenti criteri:PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 293A1231(18).2-  nei singoli trimestri di ciascuna campagna di commercializzazione il valore medio unitario di  ciascun prodotto elencato nel paragrafo 1, importato nella Comunità, non deve essere inferiore al  prezzo minimo d'importazione di tale prodotto; - in ciascun periodo di due settimane il valore medio unitario dei singoli prodotti elencati nel  paragrafo 1, importati nella Comunità, non può essere inferiore al 90  % del prezzo minimo  d'importazione di tali prodotti, purché il quantitativo importato durante lo stesso periodo non sia  inferiore al 4  % delle importazione normali annue. 3. Qualora uno di questi criteri risulti non soddisfatto, la Comunità può adottare disposizioni  affinché il prezzo minimo d'importazione sia rispettato per ciascuna spedizione dei prodotti  considerati, importati dalla Polonia. (1)  Indipendentemente dalle regole per l'interpretazione della nomenclatura combinata,  la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in quanto il regime  preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici NC. Qualora siano  riportati codici ex NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione combinata del  codice NC e della corrispondente descrizione.   ALLEGATO IX Entro il quinto anno dall'entrata in vigore dell'accordo, la Polonia  abolisce: a)  il divieto di importazione di alcole etilico non denaturato con titolo alcolometrico volumico  uguale o superiore a 80  % vol (voce 2207 10) e di vodka non aromatizzata (voce 2208  90); b) i contingenti d'importazione per: >SPAZIO PER TABELLA>c) le licenze d'importazione per: SA  2203  002204  102204  212204  292204  302205  102205  902206  00.  ALLEGATO Xa Disposizioni relative all'importazione nella Comunità di bovini vivi 1.   Qualora il numero di animali stabilito nell'ambito del bilancio estimativo di cui al regolamento  (CEE) n. 805/68 risultasse inferiore a un quantitativo di riferimento, verrà aperto alle  importazioni dall'Ungheria, dalla Polonia e dalla RFCS un contingente tariffario globale pari alla  differenza tra il quantitativo di riferimento e il numero di animali stabilito nel bilancio  estimativo. Il quantitativo di riferimento sarà pari a: -  217  800 nel 1992, -  237  600 nel 1993, -  257  400 nel 1994, -  277  200 nel 1995, -  297  000 nel 1996. L'aliquota ridotta applicabile agli animali compresi in tale contingente è fissata al 25  %  dell'importo totale del prelievo. Le presenti disposizioni si applicano ai bovini vivi da ingrasso o da macello di peso vivo non  inferiore a 160 kg e non superiore a 300 kg. 2. Qualora le previsioni indichino che le importazioni nella Comunità possono superare i 425  000  capi nell'arco di un anno, la Comunità può adottare misure di salvaguardia in conformità con il  regolamento (CEE) n. 805/68, fatto salvo qualsiasi altro diritto sancito dal presente accordo. In questo contesto, le importazioni di bovini vivi non coperte dalle disposizioni di cui al  paragrafo 1 saranno limitate ai vitelli di peso vivo non superiore a 80 kg. Tali importazioni  saranno gestite in modo tale da garantire la regolarità delle forniture nell'anno in questione.  ALLEGATO Xb Elenco dei prodotti di cui all'articolo 20, paragrafo 4  (1) I quantitativi  importati nell'ambito dei codici NC elencati nel presente allegato, ad eccezione dei codici 0104 e  0204 formano oggetto di una riduzione di prelievo del 20  % il primo anno, del 40  % il secondo  anno e del 60  % per gli anni successivi. >SPAZIO PER TABELLA>(1)  Indipendentemente dalle regole per l'interpretazione della  nomenclatura combinata, la designazione delle merci è da considerarsi puramente indicativa, in  quanto il regime preferenziale è determinato, ai fini del presente allegato, sulla base dei codici  NC. Qualora siano riportati codici ex NC, il regime preferenziale è determinato dall'applicazione  combinata del codice NC e della corrispondente descrizione.   ALLEGATO XI Prodotti agricoli (NC 1-24) All'entrata in vigore del presente accordo i  dazi doganali sulle importazioni applicabili in Polonia ai prodotti originari della Comunità  elencati nel presente allegato saranno ridotti di 10 punti percentuali. 0101  11  000102  10  000102  90  310103  10  000104  10  100104  20  100403  10  020403  10   040403  10  060403  10  120403  10  140403  10  160403  10  220403  10  240403  10  260403   10  320403  10  340403  10  360403  90  110403  90  130403  90  190403  90  310403  90   330403  90  390403  90  510403  90  530403  90  590403  90  610403  90  630403  90  690406   30  390406  40  000406  90  130406  90  150406  90  170406  90  190406  90  230406  90   270406  90  310406  90  330406  90  350406  90  370406  90  390406  90  500406  90  610406   90  630406  90  690406  90  710406  90  730406  90  750406  90  770406  90  790406  90   810406  90  830406  90  850406  90  890406  90  910406  90  930406  90  970406  90  990602   20  100602  99  100701  10  000709  10  000709  60  100801  10  100801  10  900801  20   000801  30  000802  11  100802  11  900802  12  900802  21  000802  22  000802  40  000802   90  100802  90  300802  90  900803  00  100803  00  900804  10  000804  20  100804  20   900804  30  000804  40  100804  40  900804  50  000805  10  110805  10  150805  10  190805   10  210805  10  250805  10  290805  10  310805  10  350805  10  390805  10  410805  10   450805  10  490805  10  700805  10  900805  20  100805  20  300805  20  500805  20  700805   20  900805  30  100805  30  900805  40  000806  10  110806  10  150806  10  190806  10   910806  10  990806  20  110806  20  120806  20  180806  20  910806  20  920806  20  980807   10  100807  10  900807  20  000809  10  000809  30  000810  90  100813  40  100813  40   300813  40  500813  40  600813  40  801001  10  101001  10  901006  30  211006  30  231006   30  251006  30  271006  30  421006  30  441006  30  461006  30  481006  30  611006  30   631006  30  651006  30  671006  30  921006  30  941006  30  961006  30  981202  20  001209   21  001209  91  101209  91  901211  90  301211  90  501212  10  991509  10  901509  90   001515  11  001801  00  001902  20  101902  20  302005  70  002005  90  302005  90  502008   11  992008  70  612008  70  692008  70  712008  70  792008  70  912008  70  992009  11   112009  11  192009  11  912009  11  992009  19  112009  19  192009  19  912009  19  992009   20  112009  20  192009  20  912009  20  992009  30  112009  30  192009  30  312009  30   392009  30  512009  30  552009  30  592009  30  912009  30  952009  30  992009  40  112009   40  192009  40  302009  40  912009  40  932009  40  992009  60  112009  60  192009  60   512009  60  592009  60  712009  60  792009  60  902009  80  342009  80  392009  80  802009   80  832009  80  852009  80  932009  80  952009  80  992009  90  412009  90  492009  90   512009  90  592009  90  712009  90  732009  90  792009  90  912009  90  932009  90  992204   10  112204  10  192204  10  902204  21  102204  21  212204  21  232204  21  252204  21   292204  21  312204  21  332204  21  352204  21  392204  21  412204  21  492204  21  512204   21  592204  21  902204  30  102204  30  912204  30  992301  10  002304  00  00 ALLEGATO XIIa Relativo all'articolo 44 1.  Industria manufatturiera, ivi compresi i  settori dei combustibili e dell'energia elettrica, l'industria metallurgica, il settore  dell'ingegneria elettrica, il settore delle attrezzature di trasporto, l'industria chimica,  l'industria dei materiali da costruzione, l'industria della carta e del legno, l'industria tessile,  il settore delle pelli e dell'abbigliamento e il settore agroalimentare. Sono invece esclusi le miniere, la lavorazione di pietre e metalli preziosi, la produzione di  esplosivi, munizioni e armi, l'industria farmaceutica, la produzione di sostanze velenose, la  produzione di alcool distillato, le linee elettriche ad alta tensione e i sistemi di condotte. 2. Costruzioni.  ALLEGATO XIIb Relativo all'articolo 44 1.  Miniere, lavorazione di pietre e metalli  preziosi, produzione di esplosivi, munizioni e armi, industria farmaceutica, produzione di sostanze  velenose, produzione di alcool distillato. 2. Servizi, esclusi: -  i servizi finanziari di cui all'allegato XIIc; - le attività di compravendita e i servizi di agenzia nei settori dei beni immobiliari e delle  risorse naturali; - i servizi legali, fatta eccezione per la consulenza legale in campo aziendale e in materia di  diritto internazionale.  ALLEGATO XIIc Relativo agli articoli 44, 45, 49 e 50 SERVIZI FINANZIARIServizi  finanziari - DefinizioniPer servizio finanziario si intende qualsiasi servizio di carattere  finanziario prestato da un operatore del ramo di una delle Parti. I servizi finanziari comprendono  le seguenti attività: A.  Tutti i servizi assicurativi e attinenti le assicurazioni:1.  assicurazione diretta  (ivi compresa la coassicurazione); i)  assicurazione sulla vita, ii) assicurazione generale; 2. riassicurazione e retrocessione; 3. intermediazione assicurativa, ad esempio servizi di brokeraggio e di agenzia; 4. servizi accessori del settore assicurativo, quali i servizi di consulenza, i servizi attuariali,  di valutazione dei rischi e di liquidazione dei risarcimenti. B.  Servizi bancari e altri servizi finanziari (esclusi quelli  assicurativi):1.  assunzione di depositi e di altri fondi rimborsabili dai risparmiatori; 2. ogni genere di crediti, compresi, tra l'altro, il credito al consumo, il credito ipotecario, il  factoring e il finanziamento di operazioni commerciali; 3. leasing finanziario; 4. tutti i servizi relativi ai pagamenti e ai trasferimenti di denaro, comprese le carte di  credito, di addebito e di prelievo, gli assegni turistici e le tratte bancarie; 5. fideiussioni e scoperti; 6. compravendita, in conto proprio o per conto della clientela, in borsa, in un mercato terziario o  altrove, di: a)  strumenti del mercato monetario (assegni, effetti, certificati di deposito, ecc.), b) valuta straniera, c) prodotti derivati, ivi compresi, ma non limitatamente a, contratti a termine e opzioni, d) titoli relativi ai tassi di cambio e ai tassi d'interesse, compresi prodotti quali i riporti  valutari, gli accordi per scambi futuri di tassi d'interesse, ecc., e) titoli trasferibili, f) altri titoli e attività finanziarie negoziabili, compreso il metallo prezioso; 7. partecipazione a emissioni di titoli di ogni tipo, comprese la sottoscrizione e la collocazione  (pubblica o privata) in qualità di agente e la prestazione di servizi relativi a tali emissioni; 8. intermediazione di credito; 9. gestione delle attività, ad esempio gestione delle liquidità o del portafoglio, tutte le forme  di gestione di investimenti collettivi, gestione di fondi pensionistici, servizi di amministrazione  fiduciaria, di deposito e di custodia; 10. servizi di liquidazione e di compensazione relativi ad attività finanziarie, compresi i titoli,  i prodotti derivati e gli altri strumenti negoziabili; 11. servizi finanziari accessori di consulenza, di intermediazione e di altro genere relativi a  tutte le attività di cui ai punti da 1 a 10, comprese informazioni commerciali e analisi dei  crediti, ricerca e consulenza nel settore degli investimenti e della gestione di portafoglio,  consulenza in materia di rilevamenti e di ristrutturazioni e strategie aziendali; 12. fornitura di informazioni finanziarie, programmi per l'elaborazione di dati finanziari e  simili, da parte di operatori che prestano altri servizi finanziari. Dalla definizione di servizi finanziari sono escluse le seguenti attività: a)  attività svolte da banche centrali o da qualsiasi altra istituzione pubblica ai fini della  messa in atto delle politiche monetarie e dei cambi; b) attività svolte da banche centrali, enti o dipartimenti statali o pubbliche istituzioni, per  conto o con la garanzia del governo, fatta eccezione per i casi in cui tali attività possono essere  svolte da operatori del settore dei servizi finanziari in concorrenza con i suddetti enti  pubblici; c) attività che rientrano in un sistema ufficiale di previdenza sociale o di assistenza  pensionistica pubblica, fatta eccezione per i casi in cui tali attività possono essere svolte da  operatori del settore dei servizi finanziari in concorrenza con i suddetti enti pubblici o  istituzioni private.  ALLEGATO XIId Relativo all'articolo 44 1.  acquisto di proprietà statali nell'ambito del  processo di privatizzazione; 2. proprietà, utilizzo, vendita e locazione di proprietà immobiliari; 3. attività di compravendita e di agenzia nei settori della proprietà immobiliare e delle risorse  naturali; 4. servizi legali esclusi nell'allegato XIIb; 5. linee elettriche ad alta tensione; 6. sistemi di condotte.  ALLEGATO XIIe Relativo all'articolo 44 1.  acquisto e vendita di risorse naturali; 2. acquisto e vendita di terreni agricoli e forestali.  ALLEGATO XIII 1.  Il paragrafo 2 dell'articolo 66 si riferisce alle seguenti convenzioni  multilaterali: -  convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche nell'atto di Parigi  del 24 luglio 1971; - convenzione internazionale relativa alla protezione degli artisti interpreti o esecutori, dei  produttori di fonogrammi e degli organismi di radiodiffusione firmata a Roma il 26 ottobre 1961; - trattato di Budapest sul riconoscimento internazionale del deposito di microorganismi agli  effetti della procedura brevettuale firmato a Budapest nel 1977 e modificato nel 1980; - protocollo dell'accordo di Madrid sulla registrazione internazionale dei marchi (Madrid, 1989). 2.  Il Consiglio di associazione può decidere che il paragrafo 2 dell'articolo 66 si applichi ad  altre convenzioni multilaterali. 3. Le Parti contraenti confermano la loro determinazione a rispettare gli obblighi derivanti dalle  seguenti convenzioni multilaterali: -  convenzione di Parigi per la protezione della proprietà industriale nell'atto di Stoccolma del  1967 (Unione di Parigi); - accordo di Madrid per la registrazione internazionale dei marchi nell'atto di Stoccolma del 1967  (Unione di Madrid); - trattato sulla cooperazione in materia di brevetti firmato a Washington nel 1970 (Unione del  PCT). 4.  Entro il termine della prima fase, la Polonia adeguerà la sua legislazione nazionale alle  disposizioni sostanziali dell'accordo di Nizza sulla classificazione internazionale dei beni e dei  servizi ai fini del marchio registrato (Ginevra, 1977, emendato nel 1979). 5. Ai fini del paragrafo 3 del presente allegato e delle disposizioni dell'articolo 75, paragrafo 1  relativa alla proprietà intellettuale, le Parti contraenti sono la Polonia, la Comunità economica  europea e i suoi Stati membri, ciascuno per le proprie competenze nelle questioni attinenti alla  proprietà industriale, intellettuale e commerciale coperte dalle suddette convenzioni o  dall'articolo 75, paragrafo 1. 6. Le disposizioni del presente allegato e le disposizioni dell'articolo 75, paragrafo 1 relative  alla proprietà intellettuale lasciano impregiudicata la competenza della Comunità economica europea  e dei suoi Stati membri in materia di proprietà industriale, intellettuale e commerciale.  PROTOCOLLO N. 1 sui prodotti tessili e sui capi d'abbigliamento dell'accordo europeo  («accordo») Articolo 1 Il presente protocollo si applica ai tessili e ai capi di  abbigliamento (in appresso denominati «prodotti tessili») elencati all'allegato I dell'accordo tra  la Comunità e la Polonia sul commercio dei prodotti tessili siglato il 19 giugno 1986 e applicato  dal 1° gennaio 1987, modificato dal protocollo siglato a Bruxelles il 15 ottobre 1991, per quanto  riguarda gli aspetti quantitativi, e alla sezione XI (capitoli 50-63) della nomenclatura combinata  della Comunità e della tariffa doganale polacca per quanto riguarda gli aspetti tariffari. Articolo 2 1.  I dazi doganali all'importazione applicabili nella Comunità ai prodotti tessili  della sezione XI (capitoli 50-63) della nomenclatura combinata, originari della Polonia ai sensi  del protocollo n. 4 dell'accordo, vengono ridotti, fino ad eliminarli dopo sei anni dall'entrata in  vigore dell'accordo, secondo il seguente calendario: -  all'entrata in vigore dell'accordo, a cinque settimi del dazio di base; - all'inizio del terzo anno, a quattro settimi del dazio di base; - all'inizio del quarto anno, a tre settimi del dazio di base; - all'inizio del quinto anno, a due settimi del dazio di base; - all'inizio del sesto anno, a un settimo del dazio di base; - all'inizio del settimo anno, sono aboliti i dazi residui. 2.  I dazi doganali all'importazione applicabili in Polonia ai prodotti tessili della sezione XI  (capitoli 50-63) della tariffa doganale polacca, originari della Comunità ai sensi del protocollo  n. 4 dell'accordo, vengono progressivamente aboliti conformemente all'articolo 10 dell'accordo. 3.  Le aliquote dei dazi applicati alle reimportazioni nella Comunità dei prodotti tessili delle  categorie elencate nell'allegato al regolamento (CEE) n. 636/82 del Consiglio previa  trasformazione, fabbricazione o lavorazione in Polonia, vengono aboliti alla data di entrata in  vigore dell'accordo. 4.  Le disposizioni degli articoli 11 e 12 dell'accordo si applicano agli scambi di prodotti  tessili tra le parti. Articolo 3 1.  A decorrere dalla data di entrata in vigore dell'accordo e in attesa della  conclusione dei negoziati multilaterali dell'Uruguay Round, fino alla fine del 1992, gli aspetti  quantitativi e le altre questioni connesse alle esportazioni nella Comunità di prodotti tessili  originari della Polonia sono disciplinati dall'accordo sul commercio dei prodotti tessili tra la  Polonia e la Comunità europea, siglato il 19 giugno 1986 e applicato dal 1° gennaio 1987,  modificato dal protocollo siglato a Bruxelles il 15 ottobre 1991. Le parti convengono che, per quanto riguarda le esportazioni nella Comunità di prodotti tessili  originari della Polonia, l'articolo 25, paragrafo 2 e l'articolo 30 dell'accordo non si applicano  durante il periodo di applicazione del suddetto accordo tessile tra la Polonia e la Comunità  europea, modificato dal protocollo siglato a Bruxelles il 15 ottobre 1991. 2.  La Polonia e la Comunità si impegnano a negoziare un nuovo protocollo sugli aspetti  quantitativi e sulle altre questioni connesse ai loro scambi di prodotti tessili non appena i  negoziati multilaterali dell'Uruguay Round avranno stabilito il futuro regime del commercio  internazionale dei prodotti tessili. Nel nuovo protocollo sono determinate le modalità e il  calendario di abolizione degli ostacoli non tariffari. Questo periodo è pari a metà del periodo che  verrà deciso nei negoziati dell'Uruguay Round, e non inferiore a cinque anni a decorrere dal 1°  gennaio 1993. Il nuovo protocollo entrerà in vigore allo scadere dell'accordo sui prodotti tessili  di cui al paragrafo 1. 3.  In funzione dello sviluppo del commercio dei tessili tra le parti, del grado di accesso delle  esportazioni tessili originarie della Comunità in Polonia e dei risultati dei negoziati commerciali  multilaterali dell'Uruguay Round, nel nuovo protocollo si deve prevedere un notevole miglioramento  del regime applicabile alle importazioni nella Comunità per quanto riguarda i livelli delle  importazioni, i tassi di incremento, la flessibilità per i limiti quantitativi e l'abolizione di  determinati limiti quantitativi, esaminandoli caso per caso. In deroga all'articolo 25, paragrafo 2  e all'articolo 30 dell'accordo, il nuovo protocollo prevederà anche un meccanismo di salvaguardia  specifico per i tessili. 4.  Le restrizioni quantitative e le misure di effetto equivalente applicabili alle importazioni di  prodotti tessili in Polonia alla data di entrata in vigore dell'accordo sono abolite durante il  periodo previsto al paragrafo 2 per la soppressione delle restrizioni quantitative alle  importazioni tessili nella Comunità. A decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo, la Polonia  non impone nuove restrizioni quantitative né misure di effetto equivalente, salvo quanto disposto  nell'ambito del meccanismo specifico di salvaguardia.  PROTOCOLLO N. 2 sui prodotti CECA dell'accordo europeo («accordo») Articolo 1  Il presente protocollo si applica ai prodotti elencati nell'allegato I del protocollo stesso. CAPITOLO I Prodotti di acciaio CECA Articolo 2 I dazi doganali applicabili alle importazioni  nella Comunità di prodotti di acciaio CECA originari della Polonia vengono progressivamente aboliti  secondo il seguente calendario: 1)  all'entrata in vigore dell'accordo, ciascun dazio viene ridotto all'80  % del dazio di base; 2) si effettuano ulteriori riduzioni al 60, al 40, al 20, al 10 e allo 0  % del dazio di base  all'inizio del secondo, terzo, quarto, quinto e sesto anno dall'entrata in vigore dell'accordo. Articolo 3 I dazi doganali applicabili in Polonia alle importazioni di prodotti di acciaio CECA  originari della Comunità vengono progressivamente aboliti conformemente all'articolo 10, paragrafo  3 dell'accordo, fatta eccezione per quelli applicabili ai prodotti di cui all'allegato II, che  vengono aboliti all'entrata in vigore dell'accordo. Articolo 4 1.  Le restrizioni quantitative all'importazione nella Comunità di prodotti di acciaio  CECA originari della Polonia e le misure di effetto equivalente vengono abolite all'entrata in  vigore dell'accordo. 2.  Le restrizioni quantitative all'importazione in Polonia di prodotti di acciaio CECA originari  della Comunità e le misure di effetto equivalente vengono abolite all'entrata in vigore  dell'accordo. CAPITOLO II Prodotti di carbone CECA Articolo 5 I dazi doganali applicabili alle importazioni  nella Comunità di prodotti di carbone CECA originari della Polonia vengono progressivamente  aboliti, al più tardi un anno dall'entrata in vigore dell'accordo, fatta eccezione per quelli  relativi ai prodotti e alle regioni di cui all'allegato III, che vengono aboliti entro quattro anni  dall'entrata in vigore dell'accordo. Articolo 6 I dazi doganali applicabili alle importazioni in Polonia di prodotti di carbone CECA  originari della Comunità vengono progressivamente aboliti a norma dell'articolo 10 dell'accordo. Articolo 7 1.  Le restrizioni quantitative applicabili nella Comunità ai prodotti di carbone CECA  originari della Polonia vengono abolite al più tardi un anno dall'entrata in vigore dell'accordo,  fatta eccezione per quelle relative ai prodotti e alle regioni di cui all'allegato III, che vengono  abolite entro quattro anni dall'entrata in vigore dell'accordo. 2.  A decorrere dall'entrata in vigore dell'accordo, alle importazioni in Polonia dei prodotti di  carbone originari delle Comunità non si applicano né restrizioni quantitative né misure di effetto  equivalente. CAPITOLO III Disposizioni comuni Articolo 8 1.  Quanto segue è incompatibile con il corretto  funzionamento dell'accordo, poiché può compromettere gli scambi tra la Comunità e la Polonia: i)  tutti gli accordi di cooperazione o concentrazione tra imprese, le decisioni delle associazioni  di imprese e le pratiche concertate tra imprese che si prefiggono o hanno l'effetto di impedire,  limitare o distorcere la concorrenza; ii) lo sfruttamento abusivo, da parte di una o più imprese, di una posizione dominante sull'intero  territorio, o in una parte considerevole, della Comunità o della Polonia; iii) qualsiasi forma di aiuti di Stato, fatta eccezione per le deroghe concesse a norma del  trattato CECA. 2.  Tutte le pratiche contrarie al presente articolo sono valutate secondo criteri derivanti  dall'applicazione degli articoli 65 e 66 del trattato che istituisce la CECA, del l'articolo 85 del  trattato CEE e delle norme in materia di aiuti di Stato, compreso il diritto derivato. 3.  Entro tre anni dall'entrata in vigore dell'accordo, il consiglio di associazione adotta le  disposizione necessarie per l'applicazione dei paragrafi 1 e 2. 4.  Le parti riconoscono che, nei primi cinque anni dopo l'entrata in vigore dell'accordo, in  deroga al paragrafo 1 iii), la Polonia può eccezionalmente, per quanto riguarda i prodotti di  acciaio CECA, concedere aiuti di Stato a scopo di ristrutturazione, a condizione che: -  il programma di ristrutturazione sia connesso ad una razionalizzazione globale e alla riduzione  della capacità in Polonia, - gli aiuti contribuiscano a rendere vitali le imprese beneficiarie, nelle normali condizioni di  mercato, per la fine del periodo di ristrutturazione e- l'importo e l'intensità degli aiuti siano  strettamente limitati alla misura assolutamente necessaria per ripristinare detta vitalità e  vengano progressivamente ridotti. Tenendo conto della situazione economica della Polonia, il consiglio di associazione decide se sia  opportuno prolungare il periodo di cinque anni. 5.  Ciascuna delle parti garantisce la trasparenza nel settore degli aiuti di Stato mediante uno  scambio continuo di informazioni complete con l'altra parte relative all'importo, all'intensità e  alla finalità dell'aiuto, e comunicando un piano di ristrutturazione dettagliato. 6.  Se la Comunità o la Polonia ritengono che una determinata pratica sia incompatibile con il  paragrafo 1, modificato dal paragrafo 4 del presente articolo, e che-  le disposizioni di  applicazione di cui al paragrafo 3 non siano sufficienti per risolvere la questione o, - in mancanza di tali disposizioni, che tali pratiche causano o minacciano di causare pregiudizio  agli interessi dell'altra parte o grave pregiudizio alla sua industria nazionale, la parte lesa può prendere le misure appropriate a condizione che, entro 30 giorni, non si trovi  nessuna soluzione attraverso le consultazioni, che devono essere tenute entro 30 giorni. Nel caso di pratiche incompatibili con il paragrafo 1 iii), dette misure appropriate possono  comprendere soltanto quelle adottate conformemente alle procedure e alle condizioni stabilite  dall'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio, nonché da tutti gli altri strumenti  negoziati nel suo ambito e applicabili tra le parti. Articolo 9 Le disposizioni degli articoli 11, 12 e 13 dell'accordo si applicano agli scambi di  prodotti CECA tra le parti. Articolo 10 Le parti convengono che uno degli organismi speciali creati dal consiglio di  associazione debba essere un gruppo di contatto, che discuterà dell'esecuzione del presente  protocollo.  ALLEGATO I Elenco dei prodotti CECA del carbone e dell'acciaio 2601  11  002601  12   002602  00  002619  00  102701  11  102701  11  902701  12  102701  12  902701  19  002701   20  002702  10  002702  20  002704  00  192704  00  307201  10  117201  10  197201  10   307201  10  907201  20  007201  30  107201  30  907201  40  007202  11  207202  11  807202   99  117203  10  007203  90  007204  10  007204  21  007204  29  007204  30  007204  41   107204  41  917204  41  997204  49  107204  49  307204  49  917204  49  997204  50  107204   50  907206  10  007206  90  007207  11  117207  11  197207  12  117207  12  197207  19   117207  19  157207  19  317207  20  117207  20  157207  20  177207  20  317207  20  337207   20  517207  20  557207  20  577207  20  717208  11  007208  12  107208  12  917208  12   957208  12  987208  13  107208  13  917208  13  957208  13  987208  14  107208  14  917208   14  997208  21  107208  21  907208  22  107208  22  917208  22  957208  22  987208  23   107208  23  917208  23  957208  23  987208  24  107208  24  917208  24  997208  31  007208   32  107208  32  307208  32  517208  32  597208  32  917208  32  997208  33  107208  33   917208  33  997208  34  107208  34  907208  35  107208  35  907208  41  007208  42  107208   42  307208  42  517208  42  597208  42  917208  42  997208  43  107208  43  917208  43   997208  44  107208  44  907208  45  107208  45  907208  90  107209  11  007209  12  107209   12  907209  13  107209  13  907209  14  107209  14  907209  21  007209  22  107209  22   907209  23  107209  23  907209  24  107209  24  917209  24  997209  31  007209  32  107209   32  907209  33  107209  33  907209  34  107209  34  907209  41  007209  42  107209  42   907209  43  107209  43  907209  44  107209  44  907209  90  107210  11  107210  12  117210   12  197210  20  107210  31  107210  39  107210  41  107210  49  107210  50  107210  60   117210  60  197210  70  317210  70  397210  90  317210  90  337210  90  357210  90  397211   11  007211  12  107211  12  907211  19  107211  19  917211  19  997211  21  007211  22   107211  22  907211  29  107211  29  917211  29  997211  30  107211  41  107211  41  917211   49  107211  90  117212  10  107212  10  917212  21  117212  29  117212  30  117212  40   107212  40  917212  50  317212  50  517212  60  117212  60  917213  10  007213  20  007213   31  007213  39  007213  41  007213  49  007213  50  107213  50  907214  20  007214  30   007214  40  107214  40  917214  40  997214  50  107214  50  917214  50  997214  60  007215   90  107216  10  007216  21  007216  22  007216  31  117216  31  197216  31  917216  31   997216  32  117216  32  197216  32  917216  32  997216  33  107216  33  907216  40  107216   40  907216  50  107216  50  907216  90  107218  10  007218  90  117218  90  137218  90   157218  90  197218  90  507219  11  107219  11  907219  12  107219  12  907219  13  107219   13  907219  14  107219  14  907219  21  117219  21  197219  21  907219  22  107219  22   907219  23  107219  23  907219  24  107219  24  907219  31  107219  31  907219  32  107219   32  907219  33  107219  33  907219  34  107219  34  907219  35  107219  35  907219  90   117219  90  197220  11  007220  12  007220  20  107220  90  117220  90  317221  00  107221   00  907222  10  117222  10  197222  10  517222  10  597222  10  997222  30  107222  40   117222  40  197222  40  307224  10  007224  90  017224  90  097224  90  157224  90  307225   10  107225  10  917225  10  997225  20  107225  20  307225  30  007225  40  107225  40   307225  40  507225  40  707225  40  907225  50  107225  50  907225  90  107226  10  107226   10  307226  20  107226  20  317226  20  517226  20  717226  91  107226  91  907226  92   107226  99  117226  99  317227  10  007227  20  007227  90  107227  90  307227  90  807228   10  107228  10  307228  20  117228  20  197228  20  307228  30  107228  30  307228  30   807228  60  107228  70  107228  70  317228  80  107228  80  907301  10  007302  10  317302   10  397302  10  907302  20  007302  40  107302  90  10 ALLEGATO II 7201  10  117201  10  197201  10  307201  10  907201  20  007201  30   107201  30  907201  40  00 ALLEGATO III Prodotti e regioni indicati come eccezioni nell'articolo 7 del protocollo  CECA Prodotti2601  11  002601  12  002602  00  002619  00  102701  11  002701  11   902701  12  102701  12  902701  19  002701  20  002702  10  002702  20  002704  00  192704   00  30RegioniTutte le regioni: -  della Repubblica federale di Germania, -  del Regno di Spagna.  PROTOCOLLO N. 3 dell'accordo europeo concernente gli scambi tra la Polonia e la Comunità  di prodotti agricoli trasformati non contemplati dall'allegato II del trattato CEE  Articolo 1 1.  La Comunità accorda le concessioni tariffarie figuranti nell'allegato I per i  prodotti agricoli trasformati originari della Polonia. Tuttavia, per le merci figuranti  nell'allegato II, le riduzioni degli elementi mobili sono accordate nei limiti delle quantità ivi  stabilite dalla Comunità. A partire dal 1995 la Polonia accorderà per i prodotti agricoli trasformati originari della  Comunità di cui all'allegato III le concessioni tariffarie stabilite in conformità del presente  protocollo. 2.  Il Consiglio di associazione può: -  ampliare l'elenco dei prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo, - aumentare le quantità di prodotti agricoli trasformati che beneficiano delle concessioni  tariffarie stabilite dal presente protocollo. 3.  Il Consiglio di associazione può sostituire le concessioni di cui al paragrafo 1 con un regime  di importi compensativi, senza limitazioni quantitative, definito tenendo conto delle disparità di  prezzo constatate sui mercati della Comunità e della Polonia per i prodotti agricoli che entrano  nella fabbricazione dei prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo. Esso  stabilisce l'elenco delle merci soggette a detti importi, nonché l'elenco dei prodotti di base, ed  adotta, a tal fine, le modalità generali di applicazione. Articolo 2 Ai sensi degli articoli seguenti s'intende per: -  «merci», i prodotti agricoli trasformati contemplati dal presente protocollo, - «elemento agricolo dell'imposizione», la parte dell'imposizione corrispondente alle quantità di  prodotti agricoli incorporati e dedotta dall'imposizione applicabile a questi prodotti quando  vengano importati tal quali, - «elemento non agricolo dell'imposizione», la parte dell'imposizione ottenuta deducendo  dall'imposizione totale l'elemento agricolo dell'imposizione, - «prodotti di base», i prodotti agricoli che si considerano entrati nella fabbricazione delle  merci ai sensi del regolamento (CEE) n. 3033/80, - «importi di base», l'importo calcolato per un prodotto di base conformemente all'articolo 6 del  regolamento (CEE) n. 3033/80 e che serve a determinare l'elemento mobile applicabile ad una merce  particolare, conformemente a questo stesso regolamento. Articolo 3 1.  A partire dall'entrata in vigore dell'accordo la Comunità sopprime gradualmente  l'elemento non agricolo dell'imposizione, secondo le scadenze figuranti nell'allegato I. 2.  Per le merci per le quali l'allegato I prevede un elemento mobile (MOB), quest'ultimo è uguale  a quello applicabile nei confronti dei paesi terzi. 3.  Per le merci per le quali l'allegato I prevede un elemento mobile ridotto (MOBR), quest'ultimo  è calcolato riducendo del 20  %, nel 1992, del 40  % nel 1993 e del 60  % a partire dal 1994 gli  importi di base per i prodotti di base per i quali è accordata una riduzione del prelievo e  riducendo rispettivamente del 10  %, 20  % e 30  % l'importo di base per gli altri prodotti di  base. Questa riduzione dell'elemento mobile è accordata unicamente nei limiti dei contingenti  tariffari stabiliti nell'allegato II; per le quantità eccedenti tali contingenti tariffari viene  ripristinato l'elemento mobile applicabile nei confronti di qualsiasi paese terzo. 4.  Gli elementi mobili sono sostituiti da elementi mobili ridotti per le merci aggiunte  all'allegato III secondo la procedura di cui all'articolo 1, paragrafo 2. Articolo 4 1.  La Polonia determina, anteriormente al 1° luglio 1994, l'elemento agricolo  dell'imposizione delle merci di cui all'allegato III sulla base dei dazi applicabili nel 1994  all'importazione dei prodotti agricoli di base originari della Comunità che si considerano entrati  nella fabbricazione di tali merci. Essa comunica queste informazioni al Consiglio di associazione. 2.  I dazi che la Polonia applicherà alle merci di cui all'allegato III dall'entrata in vigore  dell'accordo fino al 31 dicembre 1994 sono quelli in vigore il 29 febbraio 1992; tuttavia, se in  seguito alle riforme della politica agraria polacca l'incidenza dell'elemento agricolo  dell'imposizione definita all'articolo 2 dovesse aumentare, la Polonia provvede a darne  comunicazione al Consiglio di associazione che può accettare l'aumento del dazio in causa fino alla  concorrenza di tale incidenza. 3.  La Polonia riduce gradualmente l'imposizione applicabile alle merci di cui all'allegato III  secondo le scadenze stabilite dal Consiglio di associazione. La soppressione dell'elemento non  agricolo dell'imposizione sarà attuata entro il 1° gennaio 1999. La riduzione dell'elemento  agricolo dell'imposizione sarà stabilita dalla Consiglio di associazione sulla base delle  concessioni applicabili ai prodotti di base. Articolo 5 Le riduzioni degli elementi mobili, di cui all'articolo 3, si applicano unicamente a  partire dal 1° maggio 1992.  ALLEGATO I >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO II >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO III 0403  10  510403  10  530403  10  590403  10  910403  10  930403  10   990403  90  710403  90  730403  90  790403  90  910403  90  930403  90  990710  40  000711   90  301302  31  001704  10  111704  10  191704  10  911704  10  991704  90  301704  90   551803  10  001803  20  001804  00  001805  00  001902  11  101902  11  901902  19  111902   19  191902  19  901902  20  911902  20  991902  30  101902  30  901902  40  101902  40   901903  00  002001  90  302001  90  402004  90  102008  11  102008  91  002008  99  852008   99  912101  10  112101  10  192101  10  912101  10  992101  20  102101  20  902101  30   112101  30  192101  30  912101  30  992102  10  102102  10  312102  10  392102  10  902102   20  112102  20  192102  20  902102  30  002103  10  002106  90  102203  00  102203  00   902205  10  10 PROTOCOLLO N. 4 relativo alla definizione della nozione di «prodotti originari» e ai  metodi di cooperazione amministrativa TITOLO I DEFINIZIONE DELLA NOZIONE DI «PRODOTTI  ORIGINARI» Articolo 1 Criteri di origineAi fini dell'applicazione dell'accordo e fatte salve le  disposizioni dell'articolo 2 del presente protocollo, sono considerati: 1)  prodotti originari della Comunità: a)  i prodotti che sono totalmente ottenuti nella Comunità; b) i prodotti che sono ottenuti nella Comunità e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti  diversi da quelli di cui alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di  lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4. Tale condizione non è tuttavia  richiesta per quanto riguarda i prodotti che, ai sensi del presente protocollo, sono originari  della Polonia; 2) prodotti originari della Polonia: a)  i prodotti che sono totalmente ottenuti in Polonia; b) i prodotti che sono ottenuti in Polonia e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti diversi  da quelli di cui alla lettera a), a condizione che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni  o trasformazioni sufficienti ai sensi dell'articolo 4. Tale condizione non è tuttavia richiesta per  quanto riguarda i prodotti che, ai sensi del presente protocollo, sono originari della Comunità. Articolo 2 Cumulo e attribuzione dell'origine1.  Nella misura in cui gli scambi tra la Comuntà,  l'Ungheria e la Repubblica federativa ceca e slovacca, in appresso denominata «RFCS», da un lato, e  tra la Polonia e i suddetti due paesi, dall'altro, nonché tra ciascuno di questi paesi fra di loro  sono disciplinati da accordi contenenti norme identiche a quelle del presente protocollo, si  considerano parimenti: A.  prodotti originari della Comunità: i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, che, dopo  essere stati esportati dalla Comunità, non abbiano subito lavorazioni o trasformazioni in Ungheria  o nella RFCS, ovvero vi abbiano subito lavorazioni o trasformazioni insufficienti a classificarli  come prodotti originari dell'uno o dell'altro dei suddetti paesi ai sensi delle disposizioni  corrispondenti a quelle dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b) o paragrafo 2, lettera b) del  presente protocollo che figurano negli accordi di cui sopra; B. prodotti originari della Polonia: i prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 2, che, dopo  essere stati esportati dalla Polonia, non abbiano subito lavorazioni o trasformazioni in Ungheria o  nella RFCS ovvero vi abbiano subito lavorazioni o trasformazioni insufficienti a classificarli come  prodotti originari dell'uno o dell'altro dei suddetti paesi ai sensi delle disposizioni  corrispondenti a quelle dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), o paragrafo 2, lettera b) del  presente protocollo, che figurano negli accordi di cui sopra. 2.  In deroga alle disposizioni dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera b), e paragrafo 2, lettera b)  e alle disposizioni del precedente paragrafo 1, e purché siano comunque soddisfatte tutte le  condizioni ivi previste, i prodotti ottenuti rimangono originari rispettivamente della Comunità o  della Polonia solo se il valore dei prodotti messi in opera, originari della Comunità o della  Polonia, rappresenta la percentuale più elevata del valore dei prodotti ottenuti. Negli altri casi,  questi ultimi prodotti sono considerati come prodotti originari del paese in cui il valore aggiunto  realizzato rappresenta la percentuale più elevata del loro valore. Per «valore aggiunto» si intende la differenza tra il prezzo franco fabbrica e il valore in dogana  di ciascuno dei prodotti incorporati originari di un altro dei paesi di cui al paragrafo 1 del  presente articolo. Articolo 3 Prodotti totalmente ottenuti1.  Ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1, lettera a) e  paragrafo 2, lettera a), sono considerati «totalmente ottenuti» nella Comunità o in Polonia: a)  i prodotti minerari estratti dal loro suolo o dal loro fondo marino od oceanico; b) i prodotti del regno vegetale ivi raccolti; c) gli animali vivi, ivi nati ed allevati; d) i prodotti che provengono da animali vivi che ivi sono allevati; e) i prodotti della caccia o della pesca ivi praticate; f) i prodotti della pesca marittima e altri prodotti estratti dal mare con le loro navi; g) i prodotti fabbricati a bordo delle loro navi-officina, esclusivamente a partire dai prodotti  indicati alla lettera f); h) gli articoli fuori uso a condizione che siano ivi raccolti e possano servire soltanto al  ricupero di materie prime; i) gli scarti e i residui provenienti da operazioni manufatturiere ivi effettuate; j) le merci ivi ottenute esclusivamente a partire dai prodotti indicati alle lettere da a) a i). 2.  L'espressione «loro navi» di cui al paragrafo 1, lettera f) si applica soltanto nei confronti  delle navi: -  che sono immatricolate o registrate in Polonia o in uno Stato membro della Comunità, - che battono bandiera della Polonia o di uno Stato membro della Comunità, - che appartengono almeno per metà a cittadini della Polonia o di Stati membri della Comunità o ad  una società la cui sede principale è situata in uno di tali Stati o in Polonia, di cui il dirigente  o i dirigenti, il presidente del consiglio di amministrazione o di vigilanza e la maggioranza dei  membri di tali consigli sono cittadini della Polonia o di Stati membri della Comunità e di cui,  inoltre, per quanto riguarda la società di persone o le società a responsabilità limitata, almeno  la metà del capitale appartiene a tali Stati, alla Polonia, a loro enti pubblici o cittadini,- il cui stato maggiore è interamente composto di cittadini della Polonia o di Stati membri della  Comunità, - e il cui equipaggio è composto, almeno per il 75  %, di cittadini della Polonia o di Stati membri  della Comunità. 3.  Le espressioni «la Polonia» e «la Comunità» comprendono anche le acque territoriali degli Stati  membri della Comunità o della Polonia. Le navi operanti in alto mare, comprese le «navi-officina» a bordo delle quali viene effettuata la  trasformazione o la lavorazione dei prodotti della loro pesca, sono considerate parte del  territorio della Comunità o della Polonia, purché rispondano alle condizioni di cui al paragrafo  2. Articolo 4 Prodotti sufficientemente lavorati1.  Ai fini dell'articolo 1, i materiali non  originari sono considerati sufficientemente lavorati o trasformati quando il prodotto ottenuto è  classificato in una voce doganale diversa da quella in cui sono classificati tutti i materiali non  originari impiegati per la sua fabbricazione, fatte salve le disposizioni di cui ai paragrafi 2 e  3. Nel presente protocollo, per «capitoli» e «voci» s'intendono i capitoli e le voci doganali (codici  a quattro cifre) utilizzati nella nomenclatura che costituisce il «sistema armonizzato di  designazione e di codificazione delle merci» (qui di seguito denominato «sistema armonizzato» o  SA). Per «classificato» s'intende la classificazione di un prodotto o di un materiale in una determinata  voce doganale. 2.  Per i prodotti citati nelle colonne 1 e 2 della lista di cui all'allegato II, le condizioni  stabilite per detti prodotti nella colonna 3 si applicano in luogo della regola di cui al paragrafo  1. a)  Quando, nell'elenco dell'allegato II, viene applicata una regola percentuale per determinare il  carattere originario di un prodotto ottenuto nella Comunità o in Polonia, il valore aggiunto  mediante la lavorazione o la trasformazione corrisponde alla differenza tra il prezzo franco  fabbrica del prodotto ottenuto e il valore dei materiali importati da paesi terzi nella Comunità o  in Polonia. b) Nell'elenco di cui all'allegato II, per «valore» s'intende il valore in dogana al momento  dell'importazione dei materiali non originari utilizzati, o - qualora esso non sia noto né  verificabile - il primo prezzo verificabile pagato per detti materiali nel territorio in  questione. Il presente paragrafo si applica mutatis mutandis quando è necessario stabilire il valore dei  materiali originari utilizzati. c) Nell'elenco di cui all'allegato II, per «prezzo franco fabbrica» s'intende il prezzo pagato per  il prodotto ottenuto al fabbricante nel cui stabilimento è stata effettuata l'ultima lavorazione o  trasformazione, purché includa il valore di tutti i materiali utilizzati nella fabbricazione,  detratte le imposte interne rimborsate o rimborsabili quando il prodotto ottenuto è esportato.d) Per «valore in dogana» s'intende quello definito conformemente all'accordo relativo  all'attuazione dell'articolo VII dell'accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio,  firmato a Ginevra il 12 aprile 1979. 3.  Ai fini dell'applicazione dei paragrafi 1 e 2, le lavorazioni o trasformazioni seguenti sono  sempre considerate insufficienti a conferire il carattere originario, indipendentemente dal  cambiamento o meno della voce doganale: a)  le manipolazioni destinate ad assicurare la conservazione come tali delle merci durante il loro  trasporto e magazzinaggio (ventilazione, spanditura, essiccazione, refrigerazione, immersione in  acqua salata, solforata o addizionata di altre sostanze, estrazione di parti avariate e operazioni  analoghe); b) le semplici operazioni di spolveratura, vagliatura, cernita, selezione, classificazione,  assortimento (ivi inclusa la composizione di serie di merci), lavaggio, verniciatura, riduzione in  pezzi; c) i)  il cambiamento di imballaggi, nonché le divisioni e le riunioni di colli; ii) le semplici operazioni di messa in bottiglie, boccette, sacchi, nonché la semplice sistemazione  in astucci e scatole, o su tavolette, ecc., e ogni altra semplice operazione di condizionamento; d) l'apposizione sui prodotti o sui loro imballaggi di marchi, etichette o altri segni distintivi  similari; e) la semplice miscela di prodotti anche di specie diverse, quando uno o più componenti della  miscela non rispondano alle condizioni fissate nel presente protocollo per poter essere considerati  originari della Comunità o della Polonia; f) la semplice riunione di parti di oggetti allo scopo di formare un oggetto completo; g) il cumulo di due o più operazioni indicate nelle lettere da a) a f); h) la macellazione degli animali. Articolo 5 Elementi neutriAllo scopo di determinare se un prodotto è originario della Comunità o  della Polonia, non ha rilevanza il fatto che l'energia elettrica, il combustibile, gli impianti, le  macchine e gli utensili utilizzati per la fabbricazione di tale prodotto oppure tutti i materiali e  prodotti utilizzati durante la fabbricazione che non entrano e non erano destinati a entrare nella  composizione finale del prodotto siano o meno originari di paesi terzi. Articolo 6 Accessori, pezzi di ricambio e utensiliGli accessori, pezzi di ricambio e utensili  che vengono consegnati con un materiale, una macchina, un apparecchio o un veicolo e fanno parte  della sua normale attrezzatura e il cui prezzo è compreso in quello di questi ultimi o non è  fatturato a parte sono considerati un tutto unico con il materiale, la macchina, l'apparecchio o il  veicolo considerato. Articolo 7 AssortimentiGli assortimenti, ai sensi della regola generale 3 del sistema  armonizzato sono considerati originari a condizione che tutti gli articoli che entrano nella loro  composizione siano originari. Tuttavia, un assortimento composto di articoli originari e non  originari è considerato originario nel suo insieme, a condizione che il valore degli articoli non  originari non superi il 15  % del prezzo franco fabbrica dell'assortimento. Articolo 8 Trasporto diretto1.  Il trattamento preferenziale previsto dall'accordo si applica  unicamente ai prodotti o ai materiali trasportati dal territorio della Comunità in quello della  Polonia ovvero, quando si applica l'articolo 2, dell'Ungheria o della RFCS, e viceversa, senza  attraversare altri territori. Tuttavia, il trasporto dei prodotti originari della Polonia o della  Comunità in una sola spedizione non frazionata può effettuarsi con attraversamento di territori  diversi da quello della Comunità e della Polonia, ovvero, quando si applica l'articolo 2,  dell'Ungheria o della RFCS, all'occorrenza con trasbordo o deposito temporaneo in tali territori, a  condizione che i prodotti rimangano sotto la sorveglianza delle autorità doganali dello Stato di  transito o di deposito e non vi abbiano subito altre operazioni a parte lo scarico e il ricarico od  operazioni destinate a garantire la buona conservazione. 2.  La prova che le condizioni di cui al paragrafo 1 sono state soddisfatte viene fornita alle  autorità doganali competenti presentando: a)  un documento di trasporto unico rilasciato nel paese di esportazione per l'attraversamento del  paese di transito; b) un certificato rilasciato dalle autorità doganali del paese di transito contenente: -  una descrizione esatta delle merci, - la data di scarico e ricarico delle merci o, eventualmente, del loro imbarco e sbarco, con  l'indicazione delle navi o degli altri mezzi di trasporto utilizzati, - la certificazione delle condizioni in cui si è effettuata la sosta delle merci nel paese di  transito; c) o, in assenza dei documenti suddetti, qualsiasi documento probatorio. Articolo 9 Clausola territorialeLe condizioni stabilite nel presente titolo, relative  all'acquisizione del carattere di prodotto originario, vanno rispettate senza interruzione nel  territorio della Comunità o della Polonia fatte salve le eccezioni di cui all'articolo 2. Gli eventuali prodotti originari esportati dalla Comunità o dalla Polonia verso un altro paese e  reimportati sono considerati, fatte salve le pertinenti disposizioni dell'articolo 2, non  originari, a meno che si fornisca alle autorità doganali la prova soddisfacente: -  che le merci di ritorno sono le stesse che erano state esportate, e- che esse non sono state  sottoposte ad alcuna operazione, oltre a quelle necessarie alla loro conservazione in buono stato  durante la loro permanenza nel paese in questione. TITOLO II PROVA DELL'ORIGINE Articolo 10 Certificato di circolazione EUR.1Il carattere  originario dei prodotti, ai sensi del presente protocollo, viene dimostrato mediante un certificato  di circolazione EUR.1, il cui modello figura nell'allegato III. Articolo 11 Normale procedura di rilascio dei certificati1.  Il certificato EUR.1 viene  rilasciato solo su richiesta scritta compilata dall'esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal  suo rappresentante autorizzato, sul modulo il cui modello figura all'allegato III del presente  protocollo, che deve essere compilato conformemente allo stesso. Le autorità doganali dello Stato di esportazione conservano per almeno due anni le domande di  certificati EUR.1. 2.  L'esportatore, o il suo rappresentante, presenta con la domanda di certificato EUR.1 ogni utile  documento giustificativo, atto a fornire la prova che le merci da esportare possono dar luogo al  rilascio di un certificato EUR.1. L'esportatore si impegna a presentare, su richiesta delle autorità competenti, tutte le  giustificazioni supplementari che le medesime ritengano necessarie per accertare l'esattezza del  carattere originario delle merci ammissibili al regime preferenziale, nonché da accettare qualsiasi  controllo della propria contabilità e del processo di fabbricazione delle merci da parte delle  suddette autorità. L'esportatore è tenuto a conservare per almento due anni i documenti giustificativi di cui al  presente paragrafo. 3.  Il certificato EUR.1 può esser rilasciato solo se è idoneo a costituire titolo giustificativo  per l'applicazione dell'accordo. 4.  Il certificato EUR.1 è rilasciato dalle autorità doganali di uno Stato membro della Comunità  economica europea se le merci da esportare possono essere considerate prodotti originari della  Comunità ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 1 del presente protocollo. Il certificato EUR.1 è  rilasciato dalle autorità doganali della Polonia se le merci da esportare possono essere  considerate prodotti originari della Polonia ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2 del presente  protocollo. 5.  Qualora si applichino le disposizioni di cumulo dell'articolo 1 o dell'articolo 2, le autorità  doganali degli Stati membri della Comunità o della Polonia sono abilitate a rilasciare i  certificati EUR.1 secondo le condizioni fissate dal presente protocollo, se le merci da esportare  possono essere considerate prodotti originari ai sensi del presente protocollo e purché le merci a  cui i certificati EUR.1 si riferiscono si trovino nella Comunità o in Polonia. In questi casi, il rilascio dei certificati EUR.1 è subordinato alla presentazione della prova  dell'origine precedentemente rilasciata o compilata, che deve essere conservata per almeno due anni  dalle autorità doganali dello Stato di esportazione. 6.  Poiché il certificato EUR.1 costituisce il titolo giustificativo per l'applicazione del regime  tariffario e di contingentamento preferenziale previsto dall'accordo, spetta alle autorità doganali  del paese d'esportazione prendere le disposizioni necessarie per la verifica dell'origine delle  merci e per il controllo degli altri dati del certificato EUR.17.  Al fine di accertare se siano  soddisfatte le condizioni per il rilascio dei certificati EUR.1 le autorità doganali hanno la  facoltà di richiedere tutti i documenti giustificativi e di procedere a tutti i controlli che esse  ritengano utili. 8.  Spetta alle autorità doganali del paese d'esportazione accertare che il modulo di cui al  paragrafo 1 sia compilato correttamente. Esse verificano in particolare che la rubrica riservata  alla descrizione delle merci sia stata riempita in modo da escludere qualsiasi possibilità di  aggiunta fraudolenta. A tale scopo, la descrizione delle merci deve essere effettuata senza  spaziature. Se la rubrica non viene completamente riempita, deve essere tracciata una linea  orizzontale sotto l'ultima riga, cancellando a tratti di penna la parte non riempita. 9.  La data di rilascio del certificato deve essere indicata nella casella riservata alle autorità  doganali. 10.  Il certificato EUR.1 viene rilasciato al momento dell'esportazione delle merci a cui si  riferisce dalle autorità doganali dello Stato d'esportazione. Esso viene tenuto a disposizione  dell'esportazione dal momento in cui l'esportazione viene realmente effettuata o assicurata. Articolo 12 Certificati EUR.1 di lunga durate1.  In deroga alle disposizioni dell'articolo 11,  paragrafo 10, le autorità doganali dello Stato di esportazione possono rilasciare un certificato  EUR.1 quando soltanto una parte delle merci alle quali esso si riferisce sono esportate; si tratta,  in questo caso, di un certificato che copre tutta una serie di esportazioni della stessa merce  dallo stesso esportatore allo stesso importatore, avente una validità massima di un anno a  decorrere dalla data del rilascio, in appresso denominato «certificato LT». 2.  I certificati LT sono rilasciati, conformemente alle disposizioni dell'articolo 11, a  discrezione delle autorità doganali dello Stato di esportazione e in base alla loro valutazione  dell'esigenza di ricorrere a tale procedura, soltanto qualora si ritenga che il carattere  originario delle merci rimanga costante durante il periodo di validità del certificato LT. Se una o  più merci non sono più coperte dal certificato LT, l'esportatore deve informarne immediatamente le  autorità doganali che hanno rilasciato il certificato. 3.  Ove si ricorra alla procedura del certificato LT, le autorità doganali dello Stato di  esportazione possono prescrivere l'utilizzazione di certificati EUR.1 muniti di un segno distintivo  destinato o contraddistinguerli. 4.  La casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1 deve essere vidimata, conformemente  alla procedura abituale, dalle autorità doganali dello Stato di esportazione. 5.  Nella casella n. 7 del certificato EUR.1 deve figurare una delle seguenti frasi: «CERTIFICADO LT VALIDO HASTA EL .  .  .» «LT-CERTIFICAT GYLDIGT INDTIL .  .  .» «LT-CERTIFICAT GUELTIG BIS .  .  .» «ÐÉÓÔÏÐÏÉÇÔÉÊÏÍ LT ÉÓ×ÕÏÍ ÌAA×ÑÉ .  .  .» «LT-CERTIFICATE VALID UNTIL .  .  .» «CERTIFICAT LT VALABLE JUSQU'AU .  .  .» «CERTIFICATO LT VALIDO FINO AL .  .  .» «LT-CERTIFICAAT GELDIG TOT EN MET .  .  .» «LT-CERTIFICADO VALIDO ATE .  .  .» «LT-SWÍADECTWO WAZNE DO .  .  .» «LT-BIZONYITVANY ÉRVÉNYES .  .  .-IG» «LT-OSV OEDC OENI PLATN OE DO .  .  .» (con la data in cifre arabe). 6.  Non è prescritta l'indicazione nelle caselle n. 8 e n. 9 del certificato LT di marche e numeri,  numero e natura dei colli, peso lordo (kg) o altre misure (l, m³, ecc.). La casella n. 8 deve  tuttavia contenere una descrizione e designazione delle merci abbastanza precisa da permetterne  l'identificazione. 7.  In deroga all'articolo 17, il certificato LT deve essere presentato all'ufficio doganale di  importazione al più tardi al momento della prima importazione delle merci a cui il certificato si  riferisce. Se l'importatore effettua le operazioni di sdoganamento presso più uffici doganali dello  Stato di importazione, le autorità doganali possono chiedergli di fornire una copia del certificato  LT a ciascuno di tali uffici. 8.  Quando alle autorità doganali è stato presentato un certificato LT, la prova del carattere  originario delle merci importate è fornita, per tutta la durata di validità del suddetto  certificato, da fatture rispondenti ai seguenti requisiti: a)  se in una fattura figurano prodotti originari della Comunità o di uno dei paesi di cui  all'articolo 2 del presente protocollo e prodotti non originari, l'esportatore è tenuto ad  effettuare una chiara distinzione tra queste due categorie; b) l'esportatore è tenuto ad indicare su ogni fattura il numero del certificato LT a cui le merci  si riferiscono, nonché la data limite di validità del suddetto certificato ed a menzionare il paese  o i paesi di cui le merci sono originarie. L'apposizione sulla fattura, da parte dell'esportatore, del numero del certificato LT nonché  dell'indicazione del paese di origine equivale alla dichiarazione che le merci rispondono ai  requisiti previsti dal presente protocollo per l'ottenimento dell'origine preferenziale negli  scambi tra la Comunità e la Polonia. Le autorità doganali del paese di esportazione possono esigere che le diciture suddette da apporre  sulla fattura siano convalidate dalla firma a mano seguita dall'indicazione per esteso del nome e  cognome della persona che firma; c) la descrizione e la designazione delle merci sulle fatture devono essere sufficientemente  particolareggiate da far apparire chiaramente che le merci figurano anche sul certificato LT a cui  le fatture si riferiscono; d) le fatture possono essere compilate soltanto per merci esportate durante il periodo di validità  del certificato LT a cui si riferiscono. Esse possono essere tuttavia presentate all'ufficio  doganale del luogo di importazione entro un termine di quattro mesi a decorrere dalla data di  emissione da parte dell'esportatore. 9.  Nell'ambito della procedura del certificato LT, le fatture conformi ai requisiti di cui al  presente articolo possono essere compilate e/o trasmesse mediante sistemi di telecomunicazione o  elaboratori elettronici. Tali fatture sono accettate dalle dogane del paese di importazione quale  prova del carattere originario delle merci importate, secondo le modalità fissate dalle autorità  doganali di tale paese. 10.  Qualora le autorità doganali dello Stato di esportazione constatino che un certificato e/o una  fattura redatti in conformità del presente articolo non sono validi per le merci fornite, esse ne  informano immediatamente le autorità doganali dello Stato di importazione. 11.  Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano l'applicazione delle normative della  Comunità, degli Stati membri e della Polonia concernenti le formalità doganali e l'uso dei  documenti doganali. Articolo 13 Rilascio a posteriori del certificato EUR.11.  In via eccezionale, il certificato  EUR.1 può essere rilasciato anche dopo l'esportazione delle merci a cui si riferisce, quando non  sia stato rilasciato al momento dell'esportazione a causa di errori, omissioni involontarie o  circostanze particolari. 2.  Ai fini dell'applicazione del paragrafo 1, nella domanda presentata l'esportatore deve: -  indicare luogo e data di spedizione delle merci a cui si riferisce il certificato EUR.1, - attestare che non è stato rilasciato nessun certificato EUR.1 al momento dell'esportazione delle  merci di cui trattasi e precisarne i motivi. 3.  Le autorità doganali possono rilasciare a posteriori un certificato EUR.1 solo dopo aver  verificato che le indicazioni contenute nella domanda dell'esportatore sono conformi a quelle della  pratica corrispondente. I certificati EUR.1 rilasciati a posteriori devono recare una delle menzioni seguenti: «NACHTRAEGLICH AUSGESTELLT», «DÉLIVRÉ A POSTERIORI», «RILASCIATO A POSTERIORI», «AFGEGEVEN A  POSTERIORI», «ISSUED RETROSPECTIVELY», «UDSTEDT EFTERFOELGENDE», «AAÊAEÏÈAAÍ AAÊ ÔÙÍ ÕÓÔAAÑÙÍ», «EXPEDIDO  A POSTERIORI», «EMITADO A POSTERIORI», «WYSTAWIONE RETROSPEKTYWNIE», «KIADVA VISSZAMENOELEGES  HATÁLLYAL», «VYSTAVENO DODAT OECN OE». 4.  Le menzioni di cui al paragrafo 3 devono figurare nella casella «Osservazioni» del certificato  EUR.1. Articolo 14 Rilascio di duplicati del certificato EUR.11.  In caso di furto, perdita o  distruzione di un certificato EUR.1, l'esportatore può richiedere alle autorità doganali che  l'hanno rilasciato un duplicato, compilato sulla base dei documenti d'esportazione che sono in loro  possesso. 2.  I duplicati così rilasciati devono recare una delle menzioni seguenti: «DUPLIKAT», «DUPLICATA», «DUPLICATO», «DUPLICAAT», «DUPLICATE», «ÁÍÔÉÃÑÁOEÏ», «DUPLICADO», «SEGUNDA  VIA», «DUPLIKÁT», «MÁSOLAT». 3.  Le menzioni di cui al paragrafo 2 vengono apposte nella rubrica «Osservazioni» del certificato  EUR.1. 4.  Il duplicato su cui deve essere riprodotta la data del certificato EUR.1 originale ha efficacia  a decorrere da tale data. Articolo 15 Procedura semplificata di rilascio dei certificati1.  In deroga agli articoli 11, 13  e 14 del presente protocollo, è applicabile, secondo le disposizioni seguenti, una procedura  semplificata per il rilascio dei certificati EUR.1. 2.  Le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono autorizzare qualsiasi esportatore, qui  di seguito denominato «esportatore autorizzato», che effettui frequenti esportazioni di merci per  cui possono essere rilasciati certificati EUR.1 e che offra alle autorità doganali ogni garanzia  per controllare il carattere originario dei prodotti, a non presentare all'ufficio doganale dello  Stato esportatore, al momento dell'esportazione, né la merce, né la domanda di un certificato EUR.1  relativo alla merce, allo scopo di consentire il rilascio di un certificato EUR.1 alle condizioni  previste all'articolo 11 del presente protocollo. 3.  L'autorizzazione di cui al paragrafo 2 specifica, a scelta delle autorità doganali, che la  casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1 deve: a)  essere munita preventivamente dell'impronta del timbro dell'ufficio doganale competente dello  Stato d'esportazione nonché della firma, a mano o no, di un funzionario del predetto ufficio; b) oppure essere stampigliata dall'esportatore autorizzato con l'impronta di un timbro speciale  ammesso dalle autorità doganali dello Stato di esportazione e conforme al modello che figura  nell'allegato V del presente protocollo; questa impronta può essere anche già stampata sui moduli. 4.  Nei casi di cui al paragrafo 3, lettera a), la casella n. 7 «Osservazioni» del certificato  EUR.1 reca una delle seguenti diciture: «PROCEDIMIENTO SEMPLIFICADO», «FORENKLET PROCEDURE», «VEREINFACHTES VERFAHREN», «ÁÐËÏÕÓÔAAÕÌAAÍÇ  AEÉÁAEÉÊÁÓÉÁ», «SIMPLIFIED PROCEDURE», «PROCÉDURE SIMPLIFIÉE», «PROCEDURA SEMPLIFICATA»,  «VEREENVOUDIGDE PROCEDURE», «PROCEDIMENTO SIMPLIFICADO», «UPROSZCZONA PROCEDURA», «EGYSZERUSÍTETT  ELJÁRÁS», «ZJEDNODUSENÉ RÍZENI». 5.  La casella n. 11 «Visto della dogana» del certificato EUR.1, viene eventualmente compilata  dall'esportatore autorizzato. 6.  L'esportatore autorizzato indica, all'occorrenza, nella casella n. 13 «Richiesta di controllo»,  del certificato EUR.1, il nome e l'indirizzo dell'autorità doganale competente ad effettuare il  controllo del certificato EUR.1. 7.  Nel caso della procedura semplificata, le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono  prescrivere l'utilizzazione di certificati EUR.1 muniti di un segno distintivo destinato a  contraddistinguerli. 8.  Nelle autorizzazioni di cui al paragrafo 2, le autorità doganali precisano in particolare: a)  le condizioni secondo cui sono redatte le domande di certificati EUR.1; b) le condizioni secondo cui tali domande vengono conservate per almeno due anni; c) nei casi di cui al paragrafo 3, lettera b), l'autorità che è competente ad effettuare il  controllo a posteriori di cui all'articolo 27 del presente protocollo. 9.  Le autorità doganali dello Stato d'esportazione possono escludere alcune categorie di merci dal  trattamento speciale di cui al paragrafo 2. 10.  Le autorità doganali rifiutano le autorizzazioni di cui al paragrafo 2, all'esportatore che  non offra tutte le garanzie che esse ritengano utili. Le autorità doganali possono ritirare  l'autorizzazione in ogni momento. Esse devono farlo se non sono più soddisfatte le condizioni  dell'autorizzazione o se l'esportatore autorizzato non offre più le garanzie suddette. 11.  L'esportatore autorizzato può essere tenuto ad informare le autorità doganali, secondo le  modalità da esse determinate, delle spedizioni che intende effettuare, per consentire loro di  procedere ad un eventuale controllo prima della spedizione della merce. 12.  Le autorità doganali dello Stato di esportazione possono procedere a tutti i controlli  dell'esportatore autorizzato ritenuti necessari. L'esportatore deve accettare tali controlli. 13.  Le disposizioni del presente articolo non pregiudicano l'applicazione delle normative della  Comunità, degli Stati membri e della Polonia relative alle formalità doganali e all'uso dei  documenti doganali. Articolo 16 Sostituzione dei certificati1.  La sostituzione di uno o più certificati EUR.1 con  uno o più certificati EUR.1 è sempre possibile, a condizione che venga effettuata dall'ufficio  doganale o da altre autorità competenti cui spetta la responsabilità del controllo delle merci. 2.  Quando prodotti originari della Comunità o della Polonia, importati in una zona franca sotto  scorta di un certificato EUR.1, subiscono una lavorazione o una trasformazione, le autorità  doganali competenti devono rilasciare, su domanda dell'esportatore, un nuovo certificato EUR.1 se  la lavorazione o la trasformazione cui si è proceduto sono conformi alle disposizioni del presente  protocollo. 3.  Il certificato sostitutivo è considerato come il certificato EUR.1 definitivo ai fini  dell'applicazione del presente protocollo, comprese le disposizioni del presente articolo. 4.  Il certificato sostitutivo è rilasciato in base a domanda scritta da parte del riesportatore,  previa verifica da parte delle autorità competenti delle informazioni fornite nella domanda. La  data e il numero di serie del certificato EUR.1 originario devono figurare nella casella n. 7. Articolo 17 Validità dei certificati1.  Il certificato EUR.1 deve essere presentato entro  quattro mesi dalla data di rilascio da parte delle autorità doganali dello Stato d'esportazione  all'ufficio doganale dello Stato importatore nel quale sono introdotte le merci. 2.  I certificati EUR.1 presentati alle autorità doganali dello Stato importatore una volta scaduto  il termine di presentazione di cui al paragrafo 1 possono essere accettati ai fini  dell'applicazione del regime preferenziale, quando l'inosservanza del termine è dovuta a causa di  forza maggiore o a circostanze eccezionali. 3.  In altri casi di presentazione in ritardo, le autorità doganali dello Stato importatore possono  accettare i certificati EUR.1 se le merci sono state loro presentate prima della scadenza di detto  termine. Articolo 18 Esposizioni1.  Le merci spedite dalla Comunità o dalla Polonia per un'esposizione in  un paese diverso dalla Polonia o da uno Stato membro della Comunità e vendute, dopo l'esposizione,  per essere importate in Polonia o nella Comunità beneficiano, all'importazione, delle disposizioni  dell'accordo, purché soddisfino le condizioni previste nel presente protocollo al fine di essere  riconosciute originarie della Comunità o della Polonia e purché alle autorità doganali competenti  sia fornita la prova: a)  che un esportatore ha spedito tali merci dalla Comunità o dalla Polonia nel paese  dell'esposizione e ivi le ha esposte; b) che detto esportatore ha venduto le merci o le ha cedute a un destinatario in Polonia o nella  Comunità; c) che le merci sono state spedite durante l'esposizione o subito dopo in Polonia o nella Comunità  nello stato in cui sono state inviate all'esposizione; d) che dal momento in cui sono state inviate all'esposizione le merci non sono state utilizzate per  scopi diversi dalla dimostrazione a tale esposizione. 2.  Alle autorità doganali competenti deve essere presentato, nelle condizioni normali, un  certificato EUR.1 con l'indicazione della denominazione e dell'indirizzo dell'esposizione.  All'occorrenza può essere richiesta una prova documentale supplementare della natura delle merci e  delle condizioni in cui esse sono state esposte. 3.  Il paragrafo 1 è applicabile a qualsiasi esposizione, fiera o manifestazione pubblica analoga,  di carattere commerciale, industriale, agricolo o artigianale - diversa da quelle organizzate per  finalità private in negozi o locali commerciali e aventi per oggetto la vendita di merci straniere  - durante la quale le merci restano sotto controllo della dogana. Articolo 19 Presentazione dei certificatiIl certificato EUR.1 deve essere presentato alle  autorità doganali dello Stato d'importazione secondo le modalità previste dalla legge di tale  Stato. Dette autorità possono esigere la presentazione di una traduzione. Esse possono anche  richiedere che la dichiarazione d'importazione sia completata da un attestato dell'importatore  certificante che le merci soddisfano le condizioni richieste per l'applicazione dell'accordo. Articolo 20 Importazione con spedizioni scaglionateFermo restando l'articolo 4, paragrafo 3 del  presente protocollo, quando, su richiesta del dichiarante in dogana, un articolo, smontato o non  smontato, rientrante nei capitoli 84 e 85 del sistema armonizzato viene importato con spedizioni  scaglionate alle condizioni fissate dalle autorità competenti, esso viene considerato come  costituente un solo articolo e può essere presentato un certificato EUR.1 per l'articolo completo  al momento dell'importazione della prima spedizione parziale. Articolo 21 Conservazione dei certificatiI certificati EUR.1 vengono conservati dalle autorità  doganali dello Stato importatore secondo le norme vigenti in tale Stato. Articolo 22 Formulario EUR.21.  Fatto salvo l'articolo 10, il carattere originario, ai sensi del  presente protocollo, delle spedizioni contenenti unicamente prodotti originari e di valore unitario  non superiore a 5  110 ECU viene dimostrato mediante un formulario EUR.2, il cui modello figura  nell'allegato IV del presente protocollo. 2.  Il formulario EUR.2 è compilato e firmato dall' esportatore o, sotto la sua responsabilità, dal  suo rappresentante autorizzato, conformemente al presente protocollo. 3.  Viene compilato un formulario EUR.2 per ogni spedizione. 4.  L'esportatore che ha richiesto il formulario EUR.2 fornisce, su richiesta, alle autorità  doganali dello Stato di esportazione tutti i documenti giustificativi relativi all'uso del  formulario. 5.  Le disposizioni degli articoli 17, 19 e 21 si applicano mutatis mutandis ai formulari EUR.2. Articolo 23 DiscordanzeLa constatazione di lievi discordanze tra le menzioni esistenti nel  certificato EUR.1 o nel formulario EUR.2 e quelle contenute nei documenti presentati all'ufficio  doganale per l'espletamento delle formalità d'importazione delle merci non comporta ipso facto  l'invalidità del certificato EUR.1 o del formulario EUR.2 se viene regolarmente accertato che  questi corrispondono alle merci presentate. Articolo 24 Esonero dalla prova dell'origine1.  Sono considerati prodotti originari, senza che  sia necessario presentare un certificato di circolazione EUR.1 o compilare un formulario EUR.2, i  prodotti oggetto di piccole spedizioni a privati o contenuti nei bagagli dei passeggeri, a  condizione che non si tratti di importazioni a carattere commerciale, o che si sia dichiarato che  essi soddisfano ai requisiti per l'applicazione dell'accordo e che non vi sia alcun dubbio sulla  veridicità di detta dichiarazione. 2.  Sono considerate prive di valore commerciale le importazioni che presentano un carattere  occasionale e che consistono unicamente in merci riservate all'uso personale o familiare dei  destinatari o dei viaggiatori, purché sia evidente, per la loro natura e quantità, che non sono  destinate ad usi commerciali. Inoltre, il valore totale di questi prodotti non deve superare 365 ECU per i piccoli pacchetti e 1   025 ECU per il contenuto dei bagagli personali dei viaggiatori. Articolo 25 Importi espressi in ECU1.  Gli importi nella moneta nazionale dello Stato  esportatore equivalenti a quelli espressi in ecu sono fissati dallo Stato esportatore e notificati  alle altre parti dell'accordo. Se gli importi sono superiori agli importi corrispondenti fissati  dallo Stato d'importazione, quest'ultimo li accetta se la merce è fatturata nella moneta dello  Stato d'esportazione o di un altro dei paesi elencati nell'articolo 2 del presente protocollo. Se la merce è fatturata nella moneta di un altro Stato membro della Comunità, lo Stato  d'importazione riconosce l'importo notificato dal paese considerato. 2.  Fino al 30 aprile 1993 incluso, l'ECU da utilizzare nella moneta nazionale di un determinato  paese è il controvalore nella moneta nazionale di tale paese dell'ecu in vigore al 3 ottobre 1990.  Per ogni periodo successivo di due anni, esso è il controvalore nella moneta nazionale di tale  paese dell'ecu in vigore il primo giorno feriale del mese di ottobre dell'anno precedente il  periodo di due anni. TITOLO III COOPERAZIONE AMMINISTRATIVA Articolo 26 Comunicazione dell'impronta dei timbri e  degli indirizziLe autorità doganali degli Stati membri e quelle della Polonia si comunicano a  vicenda, tramite la Commissione delle Comunità europee, il facsimile dell'impronta dei timbri  utilizzati nei loro uffici per il rilascio dei certificati EUR.1 e l'indirizzo delle autorità  doganali competenti per il rilascio dei certificati EUR.1 e per il controllo di detti certificati e  dei formulari EUR.2. Articolo 27 Controllo dei certificati EUR.1 e dei formulari EUR.21.  Il controllo a posteriori  dei certificati EUR.1 o dei formulari EUR.2 è effettuato per sondaggio o ogniqualvolta le autorità  doganali dello Stato di importazione abbiano fondati dubbi sull'autenticità del documento o  sull'esattezza delle informazioni relative alla reale origine della merce in questione. 2.  Ai fini del controllo a posteriori dei certificati EUR.1, le autorità doganali dello Stato di  esportazione conservano per almeno due anni le copie dei certificati EUR.1 e i documenti di  esportazione ad essi relativi. 3.  Allo scopo di assicurare una corretta applicazione del presente protocollo, la Polonia e gli  Stati membri della Comunità si prestano mutua assistenza, tramite le rispettive amministrazioni  doganali, per il controllo dell'autenticità dei certificati EUR.1, compresi quelli rilasciati in  base all'articolo 11, paragrafo 5, e dei formulari EUR.2, nonché dell'esattezza delle informazioni  relative all'effettiva origine dei prodotti. 4.  Quando un certificato EUR.1 è stato rilasciato alle condizioni previste all'articolo 11,  paragrafo 5, e si riferisce a merci riesportate tali quali, le autorità doganali dello Stato di  destinazione devono poter ottenere, nell'ambito della cooperazione amministrativa, le copie  conformi del certificato e dei certificati EUR.1 rilasciati anteriormente e riguardanti dette  merci. 5.  Per l'applicazione delle disposizioni del paragrafo 1, le autorità doganali dello Stato di  importazione rinviano il certificato EUR.1 o il formulario EUR.2, o una fotocopia dei suddetti  documenti, alle autorità doganali dello Stato di esportazione, indicando, all'occorrenza, i motivi  di fondo o di forma che giustificano un'inchiesta. Esse allegano ai certificati EUR.1 e ai formulari EUR.2 ogni documento commerciale, o copia dello  stesso, nonché ogni informazione che hanno potuto ottenere e che faccia ritenere che le menzioni  riportate sui suddetti certificati o formulari sono inesatte. 6.  Se decidono di soprassedere all'applicazione delle disposizioni dell'accordo in attesa dei  risultati del controllo, le autorità doganali dello Stato di importazione offrono all'importatore  lo svincolo delle merci, con riserva delle misure conservative giudicate necessarie. 7.  I risultati del controllo a posteriori sono comunicati, appena possibile, alle autorità  doganali dello Stato di importazione. Essi devono permettere di stabilire se il certificato EUR.1 o  il formulario EUR.2 contestati si applicano alle merci in causa e se tali merci possono realmente  beneficiare del regime preferenziale. Qualora, in caso di dubbi fondati, non sia pervenuta alcuna risposta entro dieci mesi dalla data  della richiesta di controllo, oppure qualora la risposta non contenga informazioni sufficienti per  determinare l'autenticità del documento in questione o l'effettiva origine delle merci, le autorità  richiedenti le escludono dal regime preferenziale previsto dall'accordo, a meno che si tratti di  casi di forza maggiore o di circostanze eccezionali. 8.  Le controversie che le autorità doganali dello Stato di importazione e dello Stato di  esportazione non riescano a comporre e che diano adito a controversie circa l'interpretazione del  presente protocollo vengono sottoposte al comitato di cooperazione doganale. 9.  Tutte le controversie tra l'importatore e le autorità doganali dello Stato di importazione  vengono risolte in base alla legislazione di detto Stato. 10.  Qualora dalla procedura di controllo o da altre informazioni disponibili emerga che le  disposizioni del presente protocollo non sono osservate, la Comunità o la Polonia, di propria  iniziativa o su richiesta dell'altra parte, procedono o fanno procedere al più presto ad indagini  adeguate per identificare e prevenire tali inadempienze e, a questo fine, possono invitare l'altra  parte a partecipare alle indagini. 11.  Qualora dalla procedura di controllo e da altre informazioni disponibili emerga che le  disposizioni del presente protocollo non sono osservate, le merci sono accettate come prodotti  originari nell'ambito del presente protocollo soltanto previo espletamento delle procedure cui è  stato fatto ricorso della cooperazione amministrativa prevista dal presente protocollo, compresa in  particolare, la procedura di controllo. Analogamente, alle merci è rifiutato il trattamento di prodotti originari nell'ambito del presente  protocollo soltanto previo espletamento della procedura di controllo. Articolo 28 SanzioniSi applicano sanzioni nei confronti di chiunque rediga o faccia redigere un  documento contenente dati inesatti, allo scopo di fare ammettere una merce al beneficio del regime  preferenziale. Articolo 29 Zone francheGli Stati membri e la Polonia adottano ogni misura necessaria ad evitare  che le merci che sono state scambiate sotto la scorta di un certificato EUR.1 e che sostano durante  il trasporto in una zona franca situata nel loro territorio siano oggetto di sostituzioni o  trasformazioni diverse dalle trasformazioni usuali destinate ad evitarne il deterioramento. TITOLO IV CEUTA E MELILLA Articolo 30 Applicazione del protocollo1.  Nell'espressione  «Comunità» utilizzata nel presente protocollo non rientrano Ceuta e Melilla. Nell'espressione  «prodotti originari della Comunità» non rientrano i prodotti originari di Ceuta e di Melilla. 2.  Il presente protocollo si applica, mutatis mutandis, ai prodotti originari di Ceuta e di  Melilla, fatte salve le condizioni particolari di cui all'articolo 31. PER LA CONTINUAZIONE DEL TESTO VEDI SOTTO NUMERO : 293A1231(18).3Articolo 31 Condizioni particolari1.  Le disposizioni seguenti sono applicabili in sostituzione  dell'articolo 1 ed i riferimenti a detto articolo si applicano mutatis mutandis al presente  articolo. 2.  Purché siano stati trasportati direttamente a norma dell'articolo 8, sono considerati: 1)  prodotti originari di Ceuta e a Melilla: a)  i prodotti totalmente ottenuti a Ceuta e a Melilla; b) i prodotti ottenuti a Ceuta e a Melilla e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti diversi  da quelli indicati alla lettera a), a condizione: i)  che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi  dell'articolo 4 del presente protocollo, oppureii) che tali prodotti siano originari della Polonia  o della Comunità ai sensi del presente protocollo e che siano stati oggetto di lavorazioni o  trasformazioni superiori alle lavorazioni o trasformazioni insufficienti di cui all'articolo 4,  paragrafo 3; 2) prodotti originari della Polonia: a) i prodotti totalmente ottenuti in Polonia; b) i prodotti ottenuti in Polonia e nella cui fabbricazione sono entrati prodotti diversi da quelli  indicati alla lettera a), a condizione: i) che tali prodotti siano stati oggetto di lavorazioni o trasformazioni sufficienti ai sensi  dell'articolo 4 del presente protocollo, oppureii) che tali prodotti siano originari di Ceuta, di  Melilla o della Comunità ai sensi del presente protocollo e che siano stati oggetto di lavorazioni  o trasformazioni superiori alle lavorazioni o trasformazioni insufficienti di cui all'articolo 4,  paragrafo 3. 3.  Ceuta e Melilla sono considerate un solo territorio. 4.  L'esportatore o il suo rappresentante autorizzato è tenuto ad apporre le menzioni «Polonia» e  «Ceuta» o «Melilla» nella casella 2 del certificato EUR.1. Inoltre, quando trattasi di «prodotti  originari di Ceuta o di Melilla», il carattere originario deve essere indicato nella casella 4 del  certificato EUR.1. 5.  Le autorità doganali spagnole sono incaricate di garantire l'applicazione del presente  protocollo a Ceuta e a Melilla. TITOLO V DISPOSIZIONI FINALI Articolo 32 Modifiche del protocolloIl Consiglio di associazione  procede ogni due anni, o quando la Polonia o la Comunità ne facciano richiesta, all'esame  dell'attuazione delle disposizioni del presente protocollo, ai fini di apportarvi le modifiche o  gli adeguamenti che si rivelassero necessari. Tale esame tiene conto, in particolare, della partecipazione delle parti contraenti a zone di  libero scambio o ad unioni doganali con paesi terzi. Articolo 33 Comitato di cooperazione doganale1.  È istituito un comitato di cooperazione  doganale incaricato di assicurare la cooperazione amministrativa ai fini dell'applicazione corretta  ed uniforme del presente protocollo e di assolvere ogni altro compito che possa venirgli affidato  nel settore doganale. 2.  Il comitato è composto, da un lato, di esperti degli Stati membri e di funzionari dei servizi  della Commissione delle Comunità europee responsabili per i problemi doganali e, dall'altro, di  esperti doganali designati dalla Polonia. Articolo 34 Prodotti petroliferiI prodotti elencati nell'allegato VI sono temporaneamente  esclusi dal campo di applicazione del presente protocollo. Tuttavia, le disposizioni in materia di  cooperazione amministrativa si applicano, mutatis mutandis, ai suddetti prodotti. Articolo 35 AllegatiGli allegati del presente protocollo costituiscono parte integrante dello  stesso. Articolo 36 Esecuzione del protocolloLa Comunità e la Polonia prendono, ciascuna per quanto la  riguarda, le misure necessarie all'esecuzione del presente protocollo. Articolo 37 Intese con l'Ungheria e la RFCSLe parti contraenti prendono le misure necessarie al  fine di concludere intese con l'Ungheria e la RFCS onde consentire l'applicazione del presente  protocollo. Le parti contraenti si notificano reciprocamente le misure prese a questo scopo. Articolo 38 Merci in transito o in depositoLe disposizoni dell'accordo possono applicarsi alle  merci rispondenti alle disposizioni del presente protocollo che, alla data dell'entrata in vigore  dell'accordo, si trovano in viaggio o sono in regime di deposito provvisorio, di deposito doganale  o di zona franca nella Comunità o in Polonia oppure, nella misura in cui si applicano le  disposizioni dell'articolo 2, in Ungheria o nella RFCS, a condizioni che vengano presentati - entro  un termine di quattro mesi a decorrere da tale data - alle autorità doganali dello Stato di  importazione un certificato EUR.1, rilasciato a posteriori dalle autorità competenti dello Stato di  esportazione, nonché i documenti dai quali risulti che le merci sono state oggetto di trasporto  diretto.  ALLEGATO I Note PremessaLe seguenti note si applicano, ove necessario, a  tutti i manufatti che contengono materiali non originari, anche se non soggetti alle condizioni  specifiche elencate nell'allegato II, ma alla regola del cambiamento di voce di cui all'articolo 4,  paragrafo 1. Nota 11.1.  Le prime due colonne dell'elenco descrivono il prodotto ottenuto.  La prima colonna indica la voce o il capitolo del sistema armonizzato, mentre nella seconda colonna  figura la designazione delle merci usata in detto sistema per tale voce o capitolo. Ad ogni  prodotto menzionato nelle prime due colonne corrisponde una regola nella colonna 3. Ove tuttavia la  voce che figura nella prima colonna è preceduta da «ex», ciò significa che la regola nella colonna  3 si applica soltanto alla parte di voce o di capitolo descritta nella colonna 2. 1.2. Quando nella colonna 1 compaiono più voci raggruppate insieme, o il codice di un capitolo, e  di conseguenza la descrizione dei prodotti nella colonna 2 è espressa in termini generali, la  corrispondente regola nella colonna 3 si applica a tutti i prodotti che nel sistema armonizzato  sono classificati nelle voci del capitolo o in una delle voci raggruppate nella colonna 1. 1.3. Quando nella lista compaiono più regole, ciascuna applicabile a differenti prodotti tutti  classificati nella stessa voce, ciascun capoverso (trattino) riporta la descrizione della parte di  voce cui si applica la corrispondente regola nella colonna 3. Nota 22.1. Per «fabbricazione» s'intende qualsiasi tipo di lavorazione o  trasformazione, incluso il montaggio o le operazioni specifiche. Vedi altresì la nota 3.5. 2.2. Per «materiale» s'intende qualsiasi «ingrediente», «materia prima», «componente» o «parte»,  ecc., impiegato nella fabbricazione del prodotto. 2.3. Per «prodotto» s'intende il prodotto che viene fabbricato, anche se esso è destinato ad essere  successivamente impiegato in un'altra operazione di fabbricazione. 2.4. Per «merci» si intendono sia i materiali che i prodotti. Nota 33.1. Quando una voce o parte di voce non è compresa nell'elenco, ad essa  si applica nell'elenco la regola del cambiamento di voce di cui all'articolo 4, paragrafo 1. Se un  prodotto citato nell'elenco è soggetto alla condizione del cambiamento di voce, tale condizione è  menzionata nella regola della colonna 3. 3.2. La lavorazione o la trasformazione richiesta da una regola della colonna 3 deve essere  eseguita soltanto in relazione ai materiali non originari impiegati. Analogamente, le restrizioni  contenute in una regola della colonna 3 si applicano soltanto ai materiali non originari  impiegati. 3.3. Quando una regola prescrive che possono essere utilizzati «materiali di qualsiasi voce» è  ammesso l'utilizzo anche di materiali della stessa voce del prodotto, fatte salve le limitazioni  specifiche eventualmente indicate nella regola stessa. Tuttavia l'espressione «fabbricazione a  partire da materiali di qualsiasi voce compresi gli altri materiali della voce .  .  .» significa  che possono essere utilizzati materiali classificati nella stessa voce del prodotto purché diversi  da quelli indicati nella descrizione del prodotto riportata nella colonna 2 dell'elenco. 3.4. Se un prodotto fabbricato con materiali non originari che ha ottenuto il carattere di prodotto  originario in base alla regola del cambiamento di voce, oppure in base alla propria regola  specifica nell'elenco, viene utilizzato nel processo di fabbricazione di un altro prodotto, la  regola dell'elenco applicabile al prodotto finito in cui esso è incorporato non gli si applica. Ad esempio: Un motore della voce 8407, per il quale la regola d'origine impone che il valore dei materiali non  originari incorporati non deve superare il 40  % del prezzo franco fabbrica, è ottenuto da «sbozzi  di forgia» della voce 7224. Se la forgiatura è stata effettuata nel paese in questione a partire da un lingotto non originario,  il pezzo forgiato ha già ottenuto il carattere di prodotto originario conformemente alla regola per  la voce ex 7224 nella lista. Pertanto esso è considerato originario nel calcolo basato sul valore  per il motore, a prescindere dal fatto che esso sia stato ottenuto nello stesso impianto  industriale o no. Perciò il valore del lingotto non originario non viene preso in considerazione  quando si somma il valore dei materiali non originari utilizzati. 3.5. Anche se la regola del cambiamento di voce, o la regola che figura nell'elenco, è stata  osservata, il prodotto finito non è originario se la trasformazione eseguita, considerata nel  complesso, è insufficiente ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3. 3.6. Ai fini dell'applicazione delle norme di origine, l'unità di qualificazione sarà il prodotto  specifico considerato l'unità di base nel determinare la classificazione in base alla nomenclatura  del sistema armonizzato; nel caso degli assortimenti di prodotti, classificati a norma della regola  generale 3 per l'interpretazione del sistema armonizzato, l'unità di qualificazione verrà  determinata in funzione di ciascun articolo dell'assortimento: questa disposizione si applica  altresì agli assortimenti delle voci nn. 6308, 8206 e 9605. Di conseguenza: -  quando un prodotto composto di una serie o di un assortimento di articoli è classificato in  un'unica voce a norma del sistema armonizzato, l'insieme costituisce l'unità di qualificazione; - quando una spedizione comprende un certo numero di prodotti identici classificati nella stessa  voce del sistema armonizzato, ogni prodotto deve essere considerato singolarmente nell'applicare le  norme di origine; - quando, a norma della regola generale 5 del sistema armonizzato, l'imballaggio fa parte del  prodotto ai fini della classificazione, esso viene incluso anche per la determinazione  dell'origine. Nota 44.1. La regola nell'elenco rappresenta l'entità minima di lavorazione o  trasformazione richiesta, e l'esecuzione di lavorazioni o trasformazioni più importanti è pure  idonea a conferire il carattere di prodotto originario; d'altro canto, l'esecuzione di lavorazioni  o trasformazioni inferiori a quelle richieste non può conferire il carattere di prodotto  originario. Pertanto, se una regola autorizza l'impiego di un materiale non originario che si trova  ad un certo stadio di lavorazione, l'impiego del materiale in uno stadio di lavorazione precedente  è autorizzato, mentre l'impiego del materiale in uno stadio successivo non lo è. 4.2. Quando una regola nell'elenco specifica che un prodotto può essere fabbricato a partire da più  di un materiale, ciò significa che è ammesso l'utilizzo di uno qualsiasi o più di tali materiali,  non che tutti i materiali debbano essere utilizzati. Ad esempio: La regola per i tessuti autorizza l'impiego di fibre naturali ed anche, fra l'altro, di sostanze  chimiche. Ciò non significa che entrambi debbano essere impiegati, bensì che si può usare un  materiale, o l'altro, oppure entrambi. Se, tuttavia, una restrizione si applica ad un determinato materiale ed altre restrizioni ad altri  materiali, nell'ambito della medesima regola, allora le restrizioni si applicano soltanto ai  materiali effettivamente impiegati. Ad esempio: La regola per una macchina da cucire richiede che il meccanismo per la tensione del filo deve  essere originario e che anche il meccanismo detto «zigzag» deve essere un prodotto originario;  queste due restrizioni si applicano soltanto se i meccanismi in questione sono effettivamente  incorporati nella macchina da cucire. 4.3. Quando nell'elenco una regola specifica che un prodotto va fabbricato partendo da un  determinato materiale, tale condizione non vieta ovviamente l'impiego di altri materiali che, per  loro natura, non possono rispettare questa regola. Ad esempio: La regola per la voce 1904 che esclude specificamente l'uso di cereali o loro derivati non  impedisce l'uso di sali minerali, sostanze chimiche ed altri additivi che non sono prodotti a  partire da cereali. Ad esempio: Nel caso di un prodotto fabbricato con materiali non tessuti, se la regola prescrive che per tale  gruppo di prodotti il materiale non originario utilizzato può unicamente essere il filato, non è  ammesso partire da «tessuti non tessuti», nemmeno se i non tessuti non possono essere normalmente  ottenuti da filati. In tal caso, il materiale di partenza dovrebbe normalmente trovarsi ad uno  stadio precedente al filato, cioè allo stadio di fibra. Vedi anche la nota 7.3 concernente i tessili. 4.4. Se una regola dell'elenco autorizza l'impiego di materiali non originari, indicando due o più  percentuali del loro tenore massimo, tali percentuali non sono cumulabili. Il tenore massimo di  tutti i materiali non originari impiegati non può mai eccedere la percentuale più elevata fra  quelle indicate. Inoltre, non deve essere superata alcuna delle percentuali specificate, in  relazione ai materiali cui si riferiscono. Nota 55.1. Nell'elenco con l'espressione «fibre naturali» s'intendono le fibre  diverse da quelle artificiali o sintetiche che si trovano in uno stadio precedente alla filatura,  compresi i cascami e, se non altrimenti specificato, l'espressione «fibre naturali» comprende le  fibre che sono state cardate, pettinate o altrimenti preparate, ma non filate. 5.2. Il termine «fibre naturali» comprende crini della voce 0503, seta delle voci 5002 e 5003  nonché fibre di lana, peli fini o grossolani di animali delle voci da 5101 a 5105, fibre di cotone  delle voci da 5201 a 5203 e le altre fibre vegetali delle voci da 5301 a 5305. 5.3. Nell'elenco, con i termini «pasta tessile», «sostanze chimiche» e «materiali per la  fabbricazione della carta» sono designati i materiali che non sono classificati nei capitoli da 50  a 63 e che possono essere utilizzati per fabbricare fibre artificiali, sintetiche o di carta o  filati. 5.4. Nell'elenco per «fibre in fiocco sintetiche o artificiali» si intendono i fasci di filamenti,  le fibre in fiocco o i cascami sintetici o artificiali delle voci da 5501 a 5507. Nota 66.1. Nel caso dei prodotti misti classificati nelle voci che compaiono  nell'elenco e per cui si fa riferimento alla presente nota, le condizioni esposte alla colonna 3  non si applicano ad alcun materiale tessile di base impiegato che globalmente rappresenti il 10  %  o meno del valore totale di tutti i materiali tessili di base usati (vedi anche note 6.3 e 6.4). 6.2. Tuttavia, questa tolleranza si applica esclusivamente ai prodotti misti nella cui composizione  entrano due o più materiali tessili di base. Per materiali tessili di base si intendono i seguenti: -  seta; -  lana; -  peli grossolani di animali; -  peli fini di animali; -  crine di cavallo; -  cotone; -  materiali per la fabbricazione della carta e carta; -  lino; -  canapa; -  iuta ed altre fibre tessili liberiane; -  sisal ed altre fibre tessili del genere Agave; - cocco, abaca, ramiè ed altre fibre tessili vegetali; -  filamenti sintetici; -  filamenti artificiali; -  fibre sintetiche in fiocco; -  fibre artificiali in fiocco. Ad esempio: Un filato della voce 5205 ottenuto da fibre di cotone e da fibre sintetiche in fiocco è un filato  misto. Perciò, materiali tessili non originari che non soddisfano le regole di origine (che  richiedono una fabbricazione a partire da materiale chimico o da pasta tessile) possono essere  usati fino a un massimo del 10  % del valore del filato. Ad esempio: Un tessuto di lana della voce 5112 ottenuto da filato di lana della voce 5107 e da filato di fibre  sintetiche in fiocco della voce 5509 è un tessuto misto. Perciò, filati sintetici che non  soddisfano le norme di origine (che richiedono una fabbricazione a partire da materiali chimici o  da pasta tessile) o filati di lana che non soddisfano le norme di origine (che richiedono una  fabbricazione a partire da fibre naturali, non cardate né pettinate né altrimenti preparate per la  filatura o una combinazione di entrambi possono essere utilizzati fino a un massimo del 10  % del  valore del tessuto. Ad esempio: Una superficie tessile «tutfed» della voce 5802 ottenuta da filato di cotone della voce 5205 e da  tessuto di cotone della voce 5210 è un prodotto misto solo se il tessuto di cotone è esso stesso un  tessuto misto ottenuto da filati classificati in due voci separate, oppure se il filato di cotone  usato è esso stesso misto. Ad esempio: Se la stessa superficie tessile «tutfed» fosse stata ottenuta da filato di cotone della voce 5205 e  da tessuto sintetico della voce 5407 la superficie tessile «tutfed» sarebbe un prodotto misto. Ad esempio: Un tappeto con ciuffi di filato artificiale e ciuffi di filato di cotone ed il dorso di iuta è un  prodotto misto, poiché sono stati utilizzati tre materiali tessili di base. Perciò può essere  utilizzato qualsiasi materiale non originario che è utilizzato ad uno stadio di lavorazione  superiore a quello ammesso dalla regola, a condizione che il suo valore globale non ecceda il 10  %  del valore del materiale tessile nel tappeto. Perciò, il dorso di iuta, i filati artificiali e/o i  filati di cotone potrebbero essere importati in questa fase di lavorazione a condizione che il  limite di valore sia rispettato. 6.3. Nel caso di tessuti nella cui composizione entrano «filati di poliuretano segmentato con  segmenti flessibili di poliestere, anche rivestiti», questa tolleranza viene portata al 20  % o  meno del peso totale per tale filato. 6.4. Nel caso di tessuti nella cui composizione entra un nastro consistente di un'anima di lamina  di alluminio, oppure di un'anima di pellicola di materia plastica, ricoperta o no di polvere di  alluminio, della larghezza non superiore a 5 mm, inserita mediante incollatura tra due pellicole di  plastica, questa tolleranza viene portata al 30  % o meno del peso totale per tale nastro. Nota 77.1. Nel caso dei prodotti tessili contrassegnati nell'elenco da una  nota a piè di pagina relativa alla presente nota i materiali tessili, escluse le fodere e le  controfodere, che non soddisfano la regola esposta nella colonna 3 per il prodotto finito in  questione possono essere usati, purché siano classificati in una voce diversa da quella del  prodotto e il loro valore non superi l'8  % del prezzo franco fabbrica del prodotto. 7.2. Tutte le guarnizioni, accessori o altri materiali non tessili utilizzati che contengono  tessili non debbono soddisfare le condizioni di cui alla colonna 3 (anche se non rientrano nella  nota 4.3). 7.3. Conformemente alla nota 4.3, qualsiasi guarnizione, accessorio o altro materiale (che non  contenga materiali tessili) non tessile non originario può tuttavia essere utilizzato liberamente  qualora esso non possa essere ottenuto a partire dai materiali elencati nella colonna 3. Ad esempio: Se una regola dell'elenco richiede per un prodotto tessile specifico, come una camicia, che la  fabbricazione debba partire dal filato, ciò non vieta l'uso di particolari metallici, come i  bottoni, poiché questi non possono essere ottenuti da materiali tessili. 7.4. Qualora sia applicabile una regola di percentuale, il valore delle guarnizioni ed accessori  deve essere preso in considerazione nel calcolo del valore dei materiali non originari  incorporati.  ALLEGATO II >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO III CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE EUR.1 1.  Il certificato EUR.1 è compilato sul  modulo il cui modello figura nel presente allegato. Questo modulo è stampato in una o più lingue in  cui l'accordo è redatto. Il certificato EUR.1 viene compilato in una di tali lingue e in conformità  delle disposizioni di diritto interno dello Stato d'esportazione; se viene compilato a mano, deve  essere scritto in inchiostro e in carattere stampatello. 2. Il certificato EUR.1 deve avere il formato di 210  ×  297 mm, con una tolleranza massima di 5 mm  in meno e di 8 mm in più nel senso della lunghezza, ed essere stampato su carta collata bianca per  scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di 25 grammi il metro quadrato. Il  certificato deve avere un fondo arabescato di colore verde, in modo da far risaltare qualsiasi  falsificazione con mezzi meccanici o chimici. 3. Le autorità competenti degli Stati membri della Comunità e della Polonia possono riservarsi la  stampa dei certificati EUR.1 oppure affidarne il compito a tipografie da essi autorizzate. In  quest'ultimo caso, su ogni certificato EUR.1 deve essere indicata tale autorizzazione. Ogni  certificato EUR.1 deve recare menzione del nome e dell'indirizzo della tipografia o un segno che ne  consenta l'identificazione. Il certificato deve recare, inoltre, un numero di serie, stampato o  meno, destinato a contraddistinguerlo. CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE DELLE MERCI >INIZIO DI UN GRAFICO>1.  Esportatore (nome, indirizzo  completo, paese)3.  Destinatario (nome, indirizzo completo, paese) (indicazione facoltativa)EUR.1   N. A  000.000Prima di compilare il formulario consultare le note al retro2.  Certificato  utilizzato negli scambi preferenziali tra.......... e.......... (indicare i paesi, gruppi di paesi o territori di cui trattasi)4.  Paese, gruppo di paesi o  territorio di cui i prodotti sono considerati originari5. Paese, gruppo di paesi o territorio di  destinazione6.  Informazioni riguardanti il trasporto (indicazione facoltativa)7.   Osservazioni8.  N. d'ordine, marche, numeri, numero e natura dei colli  (¹), designazione delle  merci9.  Massalorda (kg) oaltra misura(l, m³, ecc.)10.  Fatture(indicazionefacoltativa)11.   VISTO DELLA DOGANADichiarazione certificata conformeDocumento d'esportazione  (²)modello   ..........  n.  .................... del  .......... Ufficio doganale  .......... Paese o territorio in cui il certificato è rilasciato .......... A  .......... ,  addì  .................... Timbro12. DICHIARAZIONE DELL'ESPORTATOREIo sottoscritto dichiaro che le merci di cui sopra  soddisfano alle condizioni richieste per ottenere il presente certificato. Fatto a  .......... ,  addì  ............................ .......... (Firma).......... (Firma)(¹)  Per le merci non imballate, indicare il numero degli oggetti o indicare «alla  rinfusa». (²)  Da riempire solo quando le norme nazionali del paese o territorio d'esportazione lo  richiedono.13.  DOMANDA DI CONTROLLO, da inviare a: 14.  RISULTATO DEL CONTROLLOIl controllo effettuato ha permesso di constatare che il presente  certificato  (¹)Oè stato effettivamente rilasciato dall'ufficio doganale indicato e che i dati  ivi contenuti sono esatti. Onon risponde alle condizioni di autenticità e di regolarità richieste (si vedano le allegate  osservazioni). È richiesto il controllo dell'autenticità e della regolarità del presente certificatoFatto a   .......... ,  addì  ................................. Fatto a  .......... ,  addì  .................................. Timbro  Timbro  .......... (Firma).......... (Firma) (¹)  Segnare con una X la menzione applicabile.NOTE1.  Il certificato non deve presentare  né raschiature né correzioni sovrapposte. Le modifiche apportatevi devono essere effettuate  cancellando le indicazioni errate ed aggiungendo, se del caso, quelle volute. Ogni modifica così  apportata deve essere siglata da chi ha compilato il certificato e vistata dalle autorità doganali  del paese o territorio in cui il certificato è rilasciato.2.  Fra gli articoli indicati nel certificato non devono essere lasciate linee in bianco ed ogni  articolo deve essere preceduto da un numero d'ordine. Immediatamente dopo l'ultima trascrizione  deve essere tracciata una linea orizzontale. Gli spazi non utilizzati devono essere sbarrati in  modo da rendere impossibile ogni ulteriore aggiunta. 3. Le merci debbono essere descritte secondo gli usi commerciali e con sufficiente precisione per  permetterne l'identificazione.>FINE DI UN GRAFICO>DOMANDA PER OTTENERE UN CERTIFICATO DI  CIRCOLAZIONE DELLE MERCI>INIZIO DI UN GRAFICO>1.  Esportatore (nome, indirizzo completo,  paese)3.  Destinatario (nome, indirizzo completo, paese) (indicazione facoltativa)EUR.1  N. A   000.000Prima di compilare il formulario consultare le note al retro2.  Domanda per ottenere un  certificato da utilizzare negliscambi preferenziali tra.......... e..........(indicare i paesi, gruppi di paesi o territori di cui trattasi)4.  Paese, gruppo di paesi o  territorio di cui i prodotti sono considerati originari5. Paese, gruppo di paesi o territorio di  destinazione6.  Informazioni riguardanti il trasporto (indicazione facoltativa)7.   Osservazioni8.  N. d'ordine, marche, numeri, numero e natura dei colli  (¹), designazione delle  merci9.  Massalorda (kg) oaltra misura(l, m³, ecc.)10.  Fatture(indicazionefacoltativa)(¹)   Per le merci non imballate, indicare il numero degli oggetti o indicare «alla  rinfusa».DICHIARAZIONE DELL'ESPORTATORElo sottoscritto, esportatore delle merci descritte a  fronte, DICHIARO  che queste merci rispondono alle condizioni richieste per ottenere il certificato qui  allegato; PRECISO le circostanze che hanno permesso a queste merci di soddisfare a queste condizioni: .......... .......... .......... .......... PRESENTO i seguenti documenti giustificativi (¹): .......... .......... .......... .......... M'IMPEGNO  a presentare, su richiesta delle autorità competenti, qualsiasi giustificazione  supplementare che dette autorità ritenessero indispensabile per il rilascio del certificato qui  allegato, come pure ad accettare qualunque controllo eventualmente richiesto da parte di dette  autorità, della mia contabilità e delle circostanze relative alla fabbricazione delle merci di cui  sopra; CHIEDO il rilascio del certificato qui allegato per queste merci. Fatto a  .......... ,  addì  .......... .......... (Firma)(¹)  Ad esempio: documenti d'importazione, certificati di circolazione, fatture,  dichiarazioni del fabbricante, ecc., relativi ai prodotti messi in opera o alle merci riesportate  tal quali.>FINE DI UN GRAFICO> ALLEGATO IV FORMULARIO EUR.2 1.  Il formulario EUR.2 è compilato sul modulo il cui  modello figura nel presente allegato. Questo modulo è stampato in una o più lingue in cui l'accordo  è redatto. Il formulario viene compilato in una di tali lingue e in conformità delle disposizioni  di diritto interno dello Stato d'esportazione; se viene compilato a mano, deve essere scritto in  inchiostro e in carattere stampatello. 2. Il formulario EUR.2 ha il formato di 210  ×  148 mm. Una tolleranza massima di 5 mm in meno e di  8 mm in più è ammessa per quanto riguarda la lunghezza. La carta da usare è una carta collata  bianca per scritture, non contenente pasta meccanica, del peso minimo di 64 g/m². 3. Le autorità competenti degli Stati membri della Comunità e della Polonia possono riservarsi la  stampa dei formulari o affidarne l'esecuzione a tipografie che abbiano ottenuto la loro  autorizzazione. In quest'ultimo caso, su ogni foglio deve essere indicata tale autorizzazione.  Inoltre, ogni formulario deve recare menzione del nome e dell'indirizzo della tipografia o un segno  che ne consenta l'identificazione. Il formulario deve recare, inoltre, un numero di serie, stampato  o meno, destinato a contraddistinguerlo. >INIZIO DI UN GRAFICO>FORMULARIO  EUR.2  N. 1Formulario utilizzato negli scambi preferenzialitra  (¹)   ................................................  e  ..........  2Esportatore (nome, indirizzo  completo, paese)3Dichiarazione dell'esportatorelo sottoscritto, esportatore delle merci  descritte in appresso, dichiaro che esse soddisfano alle condizioni richieste per procedere alla  compilazione del presente formulario e che hanno il carattere di prodotti originari conformemente  alle disposizioni che disciplinano gli scambi preferenziali di cui alla casella n. 1. 4Destinatario (nome, indirizzo completo, paese)5Luogo e data6Firma  dell'esportatore7Osservazioni (²)8Paese d'origine (³)9Paese di destinazione (4)10Massa  lorda (kg)11Marche e numeri dell'invio e designazione delle merci12Amministrazione o servizio  del paese d'esportazione  (4) incaricato del controllo a posteriori della dichiarazione  dell'esportatore(¹)  Indicare i paesi, gruppi di paesi o territori interessati. (²)  Indicare il riferimento al controllo eventualmente già effettuato dall'amministrazione o  servizio competente. (³)  Per paese d'origine s'intende il paese, il gruppo di paesi o il territorio di cui i prodotti  sono considerati originari. (4)  Per paese s'intende un paese, gruppo di paesi ovvero un territorio.(RECTO)Prima di compilare  questo formulario leggere con attenzione le istruzioni a tergo. 13Richiesta di controllo14Risultato del controlloIl controllo della dichiarazione  dell'esportatore figurante sulla prima pagina del presente formulario è richiesto da (*)Il  controllo effettuato ha permesso di constatare  (¹)Oche le indicazioni e menzioni riportate sul  presente formulario sono esatte. Oche il presente formulario non è conforme alle prescritte condizioni di autenticità e di  regolarità (si vedano le osservazioni qui allegate). Fatto a  .......... ,  addì  .......... Timbro19 .......... Fatto a  .......... ,  addì  .......... Timbro19 .......... .......... (Firma).......... (Firma)(¹)  Contrassegnare con una X la casella di cui trattasi. (*)  Il controllo a posteriori dei formulari EUR.2 è effettuato per sondaggio e ogniqualvolta le  autorità doganali dello Stato d'importazione abbiano fondati dubbi in merito all'autenticità del  formulario ed all'esattezza delle indicazioni sull'origine reale della merce in  questione.Istruzioni relative alla compilazione del formulario EUR.21.  Possono dar luogo alla  compilazione di un formulario EUR.  2 soltanto le merci che nel paese di esportazione soddisfino  alle condizioni previste dalle disposizioni che disciplinano gli scambi di cui alla casella n. 1.  Tali disposizioni devono essere attentamente studiate prima di procedere alla compilazione del  formulario. 2. L'esportatore unisce il formulario al bollettino di spedizione quando si tratta di spedizioni  per pacco postale e l'inserisce nel pacco quando si tratta di spedizione sotto forma di lettere.  Inoltre appone sull'etichetta verde C  1 o sulla dichiarazione in dogana C  2/CP  3 l'indicazione  EUR.2, seguita dal numero di serie del formulario. 3. Queste istruzioni non dispensano gli esportatori dall'espletamento delle altre formalità  previste dai regolamenti doganali o postali. 4. L'utilizzazione di questo formulario costituisce per l'esportatore impegno a presentare alle  autorità responsabili qualsiasi documento giustificativo da esse ritenuto necessario e ad accettare  che le stesse procedano a qualsiasi controllo sulla sua contabilità e sui processi di fabbricazione  delle merci descritte nella casella n. 11. (VERSO)>FINE DI UN GRAFICO> ALLEGATO V Modello dell'impronta del timbro di cui all'articolo 15, paragrafo 3, lettera  b)>INIZIO DI UN GRAFICO>JHH30 mmHHjJHH30 mmHHj(¹)EUR.1(²)(¹)  Sigla o stemma dello  Stato d'esportazione. (²)  Indicazioni che permettono di identificare l'esportatore autorizzato.>FINE DI UN GRAFICO>  ALLEGATO VI >SPAZIO PER TABELLA> PROTOCOLLO N. 5 dell'accordo europeo («accordo») CAPITOLO I Disposizioni  specifiche relative agli scambi tra Spagna e Polonia Articolo 1 Le disposizioni dell'accordo  relative agli scambi di cui al titolo III saranno modificate nel modo seguente per tener conto  delle misure e degli impegni previsti nell'atto di adesione del Regno di Spagna e della Repubblica  portoghese alle Comunità europee (di seguito denominato «atto di adesione»). Articolo 2 Ai sensi dell'atto di adesione, la Spagna non accorderà ai prodotti originari della  Polonia un trattamento più favorevole di quello riservato alle importazioni originarie degli altri  Stati membri o in libera circolazione negli altri Stati membri. Articolo 3 1.  I dazi doganali sulle importazioni applicabili da parte del Regno di Spagna ai  prodotti industriali originari della Polonia di cui all'articolo 9 dell'accordo e ai protocolli n.  1 e n. 2, nonché alle componenti non agricole dei prodotti compresi nel protocollo n. 3 saranno  aboliti in base alla procedura e al calendario specificati nel presente articolo. 2.  Lo smantellamento delle tariffe avverrà a partire dai dazi effettivamente praticati dal Regno  di Spagna nei suoi scambi con paesi terzi al 1° gennaio 1985 in base al seguente calendario: -  all'entrata in vigore dell'accordo, la differenza tra tali dazi e i dazi applicati a quella data  dalla Comunità dieci sarà ridotta al 10  %; - il 1° gennaio 1993 i dazi saranno allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci. Articolo 4 1.  I dazi applicati dal Regno di Spagna ai prodotti agricoli, definiti ai sensi  dell'articolo 18 dell'accordo, originari della Polonia ed elencati negli allegati VIII e X  dell'accordo saranno progressivamente allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci in base  alla procedura e al calendario stabiliti nell'articolo 75, paragrafi 2 e 3 dell'atto di adesione. 2.  I prelievi applicati dal Regno di Spagna ai prodotti agricoli di cui all'articolo 20, paragrafo  2 dell'accordo, originari della Polonia ed elencati nell'allegato VIII, e alla componente agricola  dei prodotti di cui al protocollo n. 3 originari della Polonia saranno i prelievi applicati ciascun  anno dalla Comunità a dieci corretti in base agli importi compensativi «adesione» specificati  nell'atto di adesione. Articolo 5 L'adempimento da parte della Spagna degli obblighi previsti dall'articolo 9, paragrafo  4 dell'accordo avverrà al momento previsto per gli altri Stati membri, sempre che la Polonia sia  stata esclusa dal campo di applicazione dei regolamenti (CEE) n. 1765/82 e (CEE) n. 3420/83  relativi ai regimi d'importazione dei prodotti originari dei paesi a commercio di Stato. Articolo 6 Alle importazioni in Spagna di prodotti originari della Polonia possono applicarsi  restrizioni quantitative: a)  fino al 31 dicembre 1992 per i prodotti elencati nell'allegato A; b) fino al 31 dicembre 1995 per i prodotti elencati nell'allegato B. Articolo 7 Le disposizioni del protocollo lasciano impregiudicate quelle previste dal regolamento  (CEE) n. 1911/91 del Consiglio, del 26 giugno 1991, relativo all'applicazione delle disposizioni di  diritto comunitario alle isole Canarie e dalla decisione 91/314/CEE del 26 giugno 1991 che  istituisce un programma di opzioni specificamente connesse alla lontananza e all'insularità delle  isole Canarie (POSEICAN). CAPITOLO II Disposizioni specifiche relative agli scambi tra Portogallo e Polonia Articolo 8 Le  disposizioni dell'accordo relative agli scambi di cui al titolo III saranno modificate nel modo  seguente per tener conto delle misure e degli impegni previsti dall'atto di adesione. Articolo 9 Ai sensi dell'atto di adesione, il Portogallo non accorderà alla Polonia un  trattamento più favorevole di quello riservato alle importazioni originarie degli altri Stati  membri. Articolo 10 1.  I dazi applicabili da parte della Repubblica portoghese ai prodotti industriali  originari della Polonia di cui all'articolo 9 dell'accordo e ai protocolli n. 1 e n. 2, nonché alle  componenti non agricole dei prodotti compresi nel protocollo n. 3 saranno progressivamente aboliti  in base alla procedura e al calendario specificato nel presente articolo. 2.  Per quanto riguarda i prodotti industriali diversi da quelli compresi negli allegati II e III  dell'accordo, il punto di partenza fondamentale per lo smantellamento delle tariffe saranno i dazi  effettivamente applicati dalla Repubblica portoghese nei suoi scambi con la Comunità a dieci al 1°  gennaio 1985: -  all'entrata in vigore dell'accordo, sempre che ciò non avvenga prima del 1° gennaio 1992, i dazi  saranno ridotti al 15  % del dazio di base; - il 1° gennaio 1993, i dazi saranno allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci. Per quanto riguarda i prodotti di cui all'allegato XXXI dell'atto di adesione, tuttavia, lo  smantellamento delle tariffe seguirà lo stesso calendario e partirà dai dazi effettivamente  applicati dalla Repubblica portoghese nei suoi scambi con i paesi terzi al 1° gennaio 1985. 3.  Per i prodotti compresi nell'allegato II dell'accordo, lo smantellamento delle tariffe avverrà  a partire dai dazi effettivamente praticati dalla Repubblica portoghese nei suoi scambi con paesi  terzi al 1° gennaio 1985 in base al seguente calendario: -  all'entrata in vigore dell'accordo, la differenza fra tali dazi e i dazi applicati a quella data  dalla Comunità a dieci sarà ridotta al 15  %; - il 1° gennaio 1993, i dazi saranno allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci. 4.  Per i prodotti compresi nell'allegato III dell'accordo, ed entro i limiti stabiliti dai  contingenti tariffari comunitari di cui all'articolo 9, paragrafo 3 dell'accordo, le riduzioni dei  dazi avverranno in base alla procedura e al calendario specificati al paragrafo 2 del presenta  articolo. Oltre i limiti stabiliti dai contingenti tariffari comunitari si applicheranno le regole stabilite  al paragrafo 3. Articolo 11 1.  I dazi applicati dalla Repubblica portoghese ai prodotti agricoli, definiti ai  sensi dell'articolo 18 dell'accordo, originari della Polonia ed elencati negli allegati VIII e X  dell'accordo saranno progressivamente allineati con quelli applicati dalla Comunità a dieci in base  alla procedura e al calendario specificati più oltre nel presente articolo. 2.  Per i prodotti agricoli diversi da quelli di cui al paragrafo 3, la Repubblica portoghese  ridurrà le proprie tariffe a partire da quelle da essa effettivamente applicate nei suoi scambi con  i paesi terzi al 1° gennaio 1985. La differenza tra le suddette tariffe e quelle applicate dalla  Comunità a dieci sarà ridotta annualmente in base al seguente calendario: -  all'entrata in vigore dell'accordo la differenza sarà ridotta al 36,3  % della differenza  originale; - il 1° gennaio 1993 la differenza sarà ridotta al 27,2  % della differenza originale; - il 1° gennaio 1994 la differenza sarà ridotta al 18,1  % della differenza originale; - il 1° gennaio 1995 la differenza sarà ridotta al 9  % della differenza originale; - a partire dal 1° gennaio 1996 la Repubblica portoghese applicherà gli stessi dazi della Comunità  a dieci. 3.  La Repubblica portoghese applicherà ai prodotti agricoli di cui ai regolamenti (CEE) n. 136/66,  (CEE) n. 804/68, (CEE) n. 805/68, (CEE) n. 1035/82, (CEE) n. 2727/75, (CEE) n. 2759/75, (CEE) n.  2771/75, (CEE) n. 2777/75, (CEE) n. 1418/76 e (CEE) n. 822/87 un dazio che ridurrà la differenza  tra il dazio effettivamente applicato il 31 dicembre 1990 e il dazio preferenziale in base al  seguente calendario: -  all'entrata in vigore dell'accordo la differenza sarà ridotta al 66,6  % della differenza  iniziale; - il 1° gennaio 1992 la differenza sarà ridotta al 49,9  % della differenza iniziale; - il 1° gennaio 1994 la differenza sarà ridotta al 33,2  % della differenza iniziale; - il 1° gennaio 1995 la differenza sarà ridotta al 16,5  % della differenza iniziale; A partire dal 1° gennaio 1996 il Portogallo applicherà totalmente i tassi preferenziali. Articolo 12 L'adempimento da parte del Portogallo degli obblighi previsti dall'articolo 9,  paragrafo 4 dell'accordo europeo avverrà al momento previsto per gli altri Stati membri, sempre che  la Polonia sia stata esclusa dal campo di applicazione dei regolamenti (CEE) n. 1765/82 e (CEE) n.  3420/83 relativi ai regimi d'importazione dei prodotti originari dei paesi a commercio di Stato. Articolo 13 Alle importazioni in Portogallo di prodotti originari della Polonia possono  applicarsi restrizioni quantitative: a)  fino al 31 dicembre 1992 per i prodotti elencati nell'allegato C; b) fino al 31 dicembre 1995 per i prodotti elencati nell'allegato D.  ALLEGATO A >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO B >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO C >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO D 0103  10  000103  91  100103  92  110103  92  190701  10  000701  90   100701  90  510701  90  590803  00  100803  00  900804  30  002204  21  102204  21  212204   21  232204  21  252204  21  292204  21  312204  21  332204  21  352204  29  102204  29   212204  29  232204  29  252204  29  292204  29  312204  29  332204  29  352204  29   39 PROTOCOLLO N. 6 dell'accordo europeo («accordo») sull'assistenza reciproca nel settore  doganale Articolo 1 DefinizioniAi fini del presente protocollo si intende per: a)  «legislazione doganale»: le disposizioni, applicabili nei territori delle parti contraenti, che  disciplinano l'importazione, l'esportazione e il transito delle merci, nonché l'assoggettamento  delle stesse ad altra procedura doganale, comprese le misure di divieto, restrizione e controllo  adottate dalle suddette parti; b) «dazi doganali»: i dazi, le imposte, i diritti o gli altri importi riscossi nei territori delle  parti contraenti in applicazione della legislazione doganale, esclusi i diritti e le tasse il cui  importo è limitato al costo approssimativo dei servizi resi; c) «autorità richiedente»: l'autorità amministrativa competente, all'uopo designata da una parte  contraente, che presenta una domanda di assistenza nel settore doganale; d) «autorità interpellata»: l'autorità amministrativa competente, all'uopo designata da una parte  contraente, che riceve una richiesta di assistenza nel settore doganale: e) «infrazione»: ogni violazione della legislazione doganale ovvero ogni tentata violazione di  detta legislazione. Articolo 2 Campo di applicazione1.  Le parti contraenti si prestano reciproca assistenza nei  modi e alle condizioni specificati nel presente protocollo, per garantire la corretta applicazione  della legislazione doganale, in particolare in materia di prevenzione, individuazione ed esame  delle infrazioni a detta legislazione. 2.  L'assistenza nel settore doganale prevista dal presente protocollo si applica ad ogni autorità  amministrativa delle parti contraenti competente per l'applicazione di tale protocollo. Essa non  pregiudica le norme che disciplinano l'assistenza reciproca in materia penale e non comprende le  informazioni ottenute in virtù delle facoltà esercitate a richiesta dell'autorità giudiziaria,  salvo assenso da parte di dette autorità. Articolo 3 Assistenza su domanda1.  Su domanda dell'autorità richiedente, l'autorità  interpellata fornisce tutte le informazioni pertinenti che consentono all'autorità richiedente di  garantire la corretta applicazione della legislazione doganale, comprese le informazioni  riguardanti le operazioni attuate o programmate che violino o possano violare detta legislazione. 2.  L'autorità interpellata comunica all'autorità richiedente, su sua richiesta, se le merci  esportate dal territorio di una delle parti contraenti sono state correttamente importate nel  territorio dell'altra parte, precisando, se del caso, il regime doganale applicato alle stesse. 3.  Su domanda dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata prende le misure necessarie a  garantire che siano sottoposti a sorveglianza: a)  le persone fisiche o giuridiche nei confronti delle quali sussistono fondati motivi di ritenere  che violino o abbiano violato la legislazione doganale; b) i movimenti di merci per i quali è stata segnalata la possibilità di sostanziali infrazioni  della legislazione doganale; c) i mezzi di trasporto per i quali vi sono fondati motivi di ritenere che siano stati, siano  ovvero possano essere utilizzati per violare la legislazione doganale. Articolo 4 Assistenza spontaneaLe parti contraenti si prestano reciproca assistenza, nell'ambito  delle rispettive competenze, qualora lo ritengano necessario per la corretta applicazione della  legislazione doganale, in particolare allorché ricevano informazioni riguardanti: -  operazioni per le quali sia stata violata, si violi o si possa violare tale normativa, che  possono interessare le altre parti contraenti; - nuovi mezzi o metodi utilizzati per effettuare dette operazioni; - merci note per essere soggette a sostanziali infrazioni della legislazione doganale per quanto  concerne l'importazione, l'esportazione, il transito o qualsiasi altro regime doganale. Articolo 5 Consegna/NotificaSu domanda dell'autorità richiedente, l'autorità interpellata  prende, conformemente alla propria legislazione, tutte le misure necessarie per-  consegnare tutti  i documenti e- notificare tutte le decisioni, rientranti nel campo di applicazione del presente protocollo, ad un destinatario, residente o  stabilito nel suo territorio. In tal caso si applica l'articolo 6, paragrafo 3. Articolo 6 Forma e contenuto delle domande di assistenza1.  Le domande presentate conformemente  al presente protocollo sono fatte per iscritto. Ad esse vengono allegati i documenti necessari per  la loro evasione. Qualora l'urgenza della situazione lo richieda, possono essere accettate anche  domande orali le quali, tuttavia, devono essere immediatamente confermate per iscritto. 2.  Le domande presentate conformemente al paragrafo 1 devono contenere le seguenti informazioni: a)  autorità richiedente che presenta la domanda; b) misura richiesta; c) oggetto e motivo della domanda; d) leggi, norme e altri documenti legali in causa; e) ragguagli il più possibile esatti ed esaurienti sulle persone fisiche o giuridiche oggetto  d'indagine; f) esposizione succinta dei fatti, salvo per i casi di cui all'articolo 5. 3.  Le domande sono presentate nella lingua o in una delle lingue ufficiali dell'autorità  interpellata o in una lingua concordata con detta autorità. 4.  Se la domanda non risponde ai requisiti formali stabiliti può esserne richiesta la correzione o  il completamento; tuttavia, possono essere disposte misure cautelative. Articolo 7 Esecuzione delle domande1.  Per evadere le domande di assistenza l'autorità  interpellata ovvero, qualora essa non possa agire direttamente, il servizio amministrativo al quale  la domanda è stata indirizzata da parte di detta autorità, procede, nell'ambito delle sue  competenze e delle risorse disponibili, come se agisse per proprio conto o su domanda di altre  autorità della stessa parte contraente, fornendo informazioni già in suo possesso, svolgendo  adeguate indagini o disponendone l'esecuzione. 2.  Le domande di assistenza saranno evase conformemente alle disposizioni legislative,  regolamentari e alle altre disposizioni di legge della parte contraente interpellata. 3.  I funzionari debitamente autorizzati di una parte contraente possono, d'intesa con l'altra  parte contraente interessata e alle condizioni da questa stabilite, ottenere informazioni dagli  uffici dell'autorità interpellata o di altra autorità, della quale l'autorità interpellata è  responsabile, sulle infrazioni della legislazione doganale, che occorrano all'autorità richiedente  ai fini del presente protocollo. 4.  I funzionari di una parte contraente, d'intesa con l'altra parte contraente, possono essere  presenti alle indagini condotte sul territorio di quest'ultima. Articolo 8 Forma in cui devono essere comunicate le informazioni1.  L'autorità interpellata  comunica i risultati delle indagini all'autorità richiedente sotto forma di documenti, copie  autenticate di documenti, relazioni e simili. 2.  I documenti di cui al paragrafo 1 possono essere sostituiti da informazioni computerizzate  prodotte, in qualsiasi forma, per gli stessi fini. Articolo 9 Eccezioni all'obbligo di fornire assistenza1.  Le parti contraenti possono rifiutare  di prestare assistenza, come disposto nel presente protocollo, qualora ciò possa: a)  pregiudicare la sovranità, l'ordine pubblico, la sicurezza o altri interessi essenziali, ob)  riguardare norme valutarie o fiscali diverse da quelle relative ai dazi doganali, ovveroc) violare  un segreto industriale, commerciale o professionale. 2.  Se l'autorità richiedente domanda un'assistenza che non sarebbe in grado di fornire se ne  venisse richiesta, lo fa presente nella sua domanda. Spetta quindi all'autorità interpellata  decidere il seguito da dare a tale domanda. 3.  Se l'assistenza è rifiutata o negata la decisione e le sue motivazioni devono essere notificate  senza indugio all'autorità richiedente. Articolo 10 Osservanza della riservatezza1.  Tutte le informazioni comunicate ai sensi del  presente protocollo sono di carattere riservato. Esse sono coperte dal segreto d'ufficio e sono  tutelate dalle leggi applicabili nel territorio della parte contraente che le ha ricevute e dalle  corrispondenti disposizioni cui debbono conformarsi le autorità comunitarie. 2.  I dati nominativi non vengono trasmessi qualora vi siano fondati motivi di ritenere che il loro  trasferimento o il loro uso contravvenga ai principi fondamentali del diritto di una delle parti,  in particolare, qualora la persona interessata subisca un indebito pregiudizio. Su richiesta, la  parte che riceve le informazioni comunica alla parte che le fornisce l'uso fattone e i risultati  ottenuti. 3.  I dati nominativi possono essere trasmessi solo alle autorità doganali e, qualora siano  necessari ai fini di un'azione penale, alle pubblica accusa e alle autorità giudiziarie. Altre  persone o autorità possono ottenere dette informazioni solo previa autorizzazione dell'autorità che  le fornisce. 4.  La parte che fornisce le informazioni verifica l'esattezza delle stesse. Qualora risulti che le  informazioni fornite sono inesatte o devono essere cancellate, ne dovrà informare senza indugio la  parte ricevente. Quest'ultima è tenuta ad apportare le correzioni o a procedere alla  cancellazione. 5.  Fatti salvi i casi di pubblico interesse prevalente, la persona interessata può ottenere, su  richiesta, informazioni sulla memorizzazione dei dati e sui fini di tale memorizzazione. Articolo 11 Uso delle informazioni1.  Le informazioni ottenute possono essere utilizzate solo ai  fini del presente protocollo; le parti contraenti possono utilizzarle per altri fini solo previo  consenso scritto dell'autorità amministrativa che le ha fornite; esse sono soggette a tutte le  restrizioni stabilite da detta autorità. Queste disposizioni non si applicano alle informazioni  riguardanti i reati relativi agli stupefacenti e alle sostanze psicotrope. Dette informazioni  possono essere comunicate ad altre autorità direttamente coinvolte nella lotta contro il traffico  illecito di stupefacenti, nei limiti dell'articolo 2. 2.  Le disposizioni del paragrafo 1 non ostano all'uso delle informazioni in azioni giudiziarie o  amministrative promosse a seguito della mancata osservanza della legislazione doganale. 3.  Le parti contraenti, nei loro documenti probatori, nella loro relazioni e testimonianze, nonché  nei procedimenti e nelle azioni penali promossi dinanzi ad un tribunale possono utilizzare le  informazioni ottenute e i documenti consultati conformemente alle disposizioni del presente  protocollo. Articolo 12 Esperti e testimoniUn funzionario dell'autorità interpellata può essere autorizzato  a comparire, nei limiti dell'autorizzazione concessa, in qualità di esperto o testimone in azioni  giudiziarie o amministrative riguardanti le materie di cui al presente protocollo nella  giurisdizione di un'altra parte contraente e produrre oggetti, documenti ovvero loro copie  autenticate che possano occorrere nel procedimento. Nella richiesta di comparizione deve essere  precisato su quale argomento e a quale titolo il funzionario sarà interrogato. Articolo 13 Spese di assistenzaLe parti contraenti rinunciano reciprocamente a tutte le  richieste di rimborso delle spese sostenute in virtù del presente protocollo, escluse, a seconda  dei casi, le spese per esperti e testimoni, nonché interpreti e traduttori che non dipendano da  pubblici servizi. Articolo 14 Esecuzione1.  La gestione del presente protocollo è affidata alle autorità doganali  centrali della Polonia, da una parte, e ai competenti servizi della Commissione e, se del caso,  alle autorità doganali degli Stati membri, dall'altra. Essi decidono in merito a tutte le misure  pratiche e alle disposizioni necessarie per la sua applicazione, tenendo conto delle norme per la  protezione dei dati. Essi possono raccomandare ai competenti organismi le modificazioni del  presente protocollo che ritengano necessarie. 2.  Le parti contraenti si consultano e si tengono reciprocamente informate delle specifiche norme  di attuazione adottate conformemente alle disposizioni del presente articolo. Articolo 15 Complementarità1.  Il presente protocollo completa e non pregiudica l'applicazione  di qualsiasi accordo di reciproca assistenza che sia stato concluso o possa essere concluso tra  singoli o più Stati membri della CEE e la Polonia. Inoltre esso non osta all'ampliamento  dell'assistenza reciproca di cui ai suddetti accordi. 2.  Fatto salvo l'articolo 11, detti accordi non arrecano pregiudizio alle disposizioni della  Comunità che disciplinano la comunicazione, tra i competenti servizi della Commissione e le  autorità doganali degli Stati membri, di tutte le informazioni ottenute in materia doganale che  possano interessare la Comunità.