CELEX: 61998CJ0191
Language: it
Date: 1999-11-18
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 18 novembre 1999. # Georges Tzoanos contro Commissione delle Comunità europee. # Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado - Rigetto del ricorso diretto all'annullamento di un provvedimento di destituzione - Contemporanea esistenza di un procedimento disciplinare e di un procedimento penale (art. 88, quinto comma, dello Statuto del personale). # Causa C-191/98 P.

Avis juridique important

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61998J0191

Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 18 novembre 1999.  -  Georges Tzoanos contro Commissione delle Comunità europee.  -  Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado - Rigetto del ricorso diretto all'annullamento di un provvedimento di destituzione - Contemporanea esistenza di un procedimento disciplinare e di un procedimento penale (art. 88, quinto comma, dello Statuto del personale).  -  Causa C-191/98 P.  

raccolta della giurisprudenza 1999 pagina I-08223

MassimaPartiMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 Dipendenti - Regime disciplinare - Procedimento disciplinare - Contemporanea esistenza di un procedimento disciplinare e di un procedimento penale - Obbligo del dipendente di fornire gli elementi di prova - Valutazione da parte del Tribunale - Accertamento di fatto - Controllo nell'ambito del ricorso contro la pronuncia del Tribunale - Esclusione (Statuto del personale, art. 88, quinto comma) 2 Dipendenti - Regime disciplinare - Procedimento disciplinare - Rispetto dei diritti della difesa - Documenti che non sono stati oggetto di una presa di posizione da parte dell'interessato - Esclusione come mezzi di prova - Limiti 

Massima

1 Tocca al dipendente sottoposto a un procedimento disciplinare e che asserisce di essere sottoposto per i medesimi fatti anche ad un procedimento penale, ai sensi dell'art. 88, quinto comma, dello Statuto, fornire all'autorità investita del potere di nomina e, se del caso, al Tribunale gli elementi necessari per concludere che egli si trova contemporaneamente sottoposto a un procedimento disciplinare e a un procedimento penale basati sugli stessi fatti. La constatazione del Tribunale secondo la quale l'interessato non ha fornito gli elementi necessari al riguardo è un accertamento di fatto, come tale rientrante nella competenza esclusiva del Tribunale e insindacabile in sede d'impugnazione. 2 In forza del principio generale del rispetto dei diritti della difesa, il dipendente deve avere la possibilità, nell'ambito di un procedimento disciplinare, di pronunciarsi su ogni documento che l'istituzione intenda utilizzare a suo sfavore. Nei limiti in cui tale possibilità non sia stata accordata ad un dipendente, i documenti non divulgati non devono essere presi in considerazione alla stregua di mezzi di prova. Tuttavia, tale esclusione come mezzo di prova di determinati documenti utilizzati dall'istituzione ha incidenza unicamente nei limiti in cui l'addebito formulato dall'istituzione possa essere provato solo mediante riferimento a tali documenti. 

Parti

Nel procedimento C-191/98 P, Georges Tzoanos, ex dipendente della Commissione delle Comunità europee, residente in Atene (Grecia), con l'avv. E. Boigelot, del foro di Bruxelles, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo studio dell'avv. L. Schiltz, 2, rue du Fort Rheinsheim, ricorrente, avente ad oggetto il ricorso diretto all'annullamento della sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta Sezione) il 19 marzo 1998 nella causa T-74/96, Tzoanos/Commissione (Racc. PI pagg. I-A-129 e II-343), procedimento in cui l'altra parte è: Commissione delle Comunità europee, rappresentata dal signor G. Valsesia, consigliere giuridico principale, in qualità di agente, assistito dagli avv.ti D. Waelbroeck e O. Speltdoorn, del foro di Bruxelles, con domicilio eletto in Lussemburgo presso il signor C. Gómez de la Cruz, membro del servizio giuridico, Centre Wagner, Kirchberg, LA CORTE (Prima Sezione), composta dai signori D.A.O. Edward (relatore), presidente della Quinta Sezione, facente funzione di presidente della Prima Sezione, P. Jann e M. Wathelet, giudici, avvocato generale: S. Alber cancelliere: R. Grass vista la relazione del giudice relatore, sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza del 9 marzo 1999, ha pronunciato la seguente Sentenza 

Motivazione della sentenza

1 Con atto introduttivo depositato nella cancelleria della Corte il 19 maggio 1998, il signor Tzoanos ha proposto, ai sensi dell'art. 49 dello Statuto CE e delle corrispondenti disposizioni degli Statuti CECA e CEEA della Corte di giustizia, un ricorso contro la sentenza del Tribunale di primo grado 19 marzo 1998, causa T-74/96, Tzoanos/Commissione (Racc. PI pagg. I-A-129 e II-343; in prosieguo: la «sentenza impugnata»), in quanto ha respinto il ricorso proposto dal ricorrente avverso la decisione della Commissione 22 giugno 1995 con la quale egli è stato destituito senza perdita dei propri diritti a pensione di vecchiaia, nonché avverso la decisione 19 febbraio 1996 di rigetto espresso del suo reclamo presentato in data 21 settembre 1995 contro la decisione 22 giugno 1995. 2 Risulta dalla sentenza impugnata che il signor Tzoanos è un ex dipendente della Commissione di grado A3, dal 1_ luglio 1989 capo dell'unità 3 «Turismo» della direzione A «Sviluppo dell'impresa e miglioramento del contesto aziendale» della direzione generale «Politica dell'impresa, del commercio, del turismo e dell'economia sociale» (DG XXIII) (in prosieguo: l'«unità XXIII.A.3») (punto 1 della sentenza impugnata). 3 Verso la fine del 1993 la direzione generale «Controllo finanziario» (DG XX) riscontrava l'esistenza di problemi nella gestione dell'unità XXIII.A.3. All'inizio del 1994 un articolo di stampa, che era comparso nel luglio 1993 in Grecia e che coinvolgeva il signor Tzoanos, veniva portato a conoscenza dei superiori gerarchici di quest'ultimo (punto 2 della sentenza impugnata). 4 Dopo aver condotto un'inchiesta sulle attività del signor Tzoanos nell'ambito dell'unità XXIII.A.3, l'autorità che ha il potere di nomina (in prosieguo: l'«APN») adiva, il 22 dicembre 1994, la commissione di disciplina, formulando nei confronti del signor Tzoanos cinque addebiti, in particolare: - «di aver esercitato e di esercitare attività esterne non autorizzate»; - «di aver mancato al suo dovere di riservatezza avendo fornito come sua residenza, senza informarne i superiori, la sede di un'impresa esterna partecipante regolarmente a progetti sovvenzionati o da sovvenzionare da parte della Commissione, nonché avendo espresso pubblicamente critiche nei confronti di un ente nazionale operante nel settore del turismo»; - «di aver prestato servizi nell'ambito della sua attività professionale presso la Commissione per conto di soggetti o enti esterni all'istituzione idonei a compromettere la sua indipendenza nell'esercizio delle sue funzioni in qualità di capo unità presso la Commissione»; - «di aver preparato documenti per soggetti o enti esterni all'istituzione destinati successivamente o alla Commissione, e contrari ai suoi interessi, o a soggetti esterni partecipanti a progetti beneficiari di sovvenzioni comunitarie»; - «di aver commesso irregolarità amministrative ed illeciti nella gestione finanziaria e di bilancio nell'ambito dell'esercizio delle sue funzioni di capo dell'unità "turismo"» (punti 3 e 10 della sentenza impugnata). 5 Il 5 aprile 1995 l'APN trasmetteva una relazione complementare alla commissione di disciplina (punto 15 della sentenza impugnata). 6 Il 23 maggio 1995 la commissione di disciplina emetteva un parere motivato, deliberato all'unanimità, con cui raccomandava all'APN di infliggere al signor Tzoanos la sanzione disciplinare di cui all'art. 86, n. 2, lett. f), dello Statuto del personale delle Comunità europee (in prosieguo: lo «Statuto»), vale a dire la destituzione senza perdita dei diritti a pensione. Tale parere veniva notificato al signor Tzoanos il 1_ giugno successivo (punto 16 della sentenza impugnata). 7 Il 12 giugno 1995 il signor Tzoanos veniva sentito, in conformità dell'art. 7, terzo comma, dell'allegato IX dello Statuto (punto 17 della sentenza impugnata). 8 Il 22 giugno 1995 l'APN decideva di accogliere i cinque addebiti sottopostile dalla commissione di disciplina (v. punto 4 della presente sentenza), ritenendo, al pari di quest'ultima, che i fatti contestati al signor Tzoanos fossero dimostrati in base a prove inconfutabili ed ampiamente riconosciute dall'interessato, e di infliggergli la sanzione disciplinare prevista dall'art. 86, n. 2, lett. f), dello Statuto, vale a dire la destituzione senza riduzione o soppressione dei diritti a pensione di vecchiaia (in prosieguo: la «decisione impugnata»). Tale decisione veniva notificata al signor Tzoanos il 23 giugno 1995 e prendeva effetto dal 1_ agosto 1995 (punto 18 della sentenza impugnata). 9 Con nota 21 settembre 1995, registrata presso il segretario generale della Commissione il 25 settembre 1995, il signor Tzoanos proponeva reclamo ai sensi dell'art. 90, n. 2, dello Statuto, che veniva respinto espressamente con decisione 19 febbraio 1996 (punto 19 della sentenza impugnata). 10 Conseguentemente, con atto introduttivo depositato nella cancelleria del Tribunale il 17 maggio 1996, il signor Tzoanos ha proposto un ricorso diretto all'annullamento della decisione impugnata nonché della decisione espressa di rigetto del reclamo da lui presentato il 21 settembre 1995 contro la decisione 22 giugno 1995. La sentenza impugnata 11 Con la sentenza impugnata il Tribunale, dopo aver preso in esame i motivi dedotti dal signor Tzoanos, ha respinto in toto il ricorso. 12 Per una più ampia illustrazione del contesto giuridico e di fatto, si fa rinvio alla sentenza impugnata. 13 Nell'impugnazione il ricorrente deduce la violazione del diritto comunitario, in particolare: - dell'art. 33 dello Statuto CE della Corte di giustizia, in forza del quale le sentenze devono essere motivate, disposizione applicabile al Tribunale in forza dell'art. 46 del detto Statuto. Secondo il signor Tzoanos, l'obbligo di motivazione delle sentenze implica in particolare che la motivazione addotta sia giuridicamente ammissibile, vale a dire sufficiente, pertinente, non viziata da errore di diritto o di fatto e non contraddittoria; - dello Statuto, segnatamente degli artt. 12, 13, 14, 17, 21, primo e secondo comma, 25, 87, secondo comma, 88, quinto comma, del medesimo, nonché dell'allegato IX dello stesso Statuto, segnatamente degli artt. 1, 2, 3, 7, secondo comma, e 11, del medesimo; - dei principi generali di diritto comunitario, quali in particolare i principi del rispetto dei diritti della difesa, del diritto al contraddittorio e ad un giudice imparziale (e dell'art. 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali), di certezza del diritto, di buona fede, di tutela del legittimo affidamento, del dovere di sollecitudine nonché del principio in forza del quale qualsiasi provvedimento amministrativo deve fondarsi su una motivazione giuridicamente ammissibile, ossia pertinente e non viziata da errore di diritto e/o di fatto. 14 Gli argomenti del signor Tzoanos possono essere riassunti in tre parti, rispettivamente concernenti: - l'applicazione dell'art. 88, quinto comma, dello Statuto, - l'applicazione dello Statuto, in particolare dell'art. 21 del medesimo, per quanto riguarda gli obblighi finanziari del signor Tzoanos, - il rispetto dei diritti della difesa, per quanto riguarda in particolare l'accesso ai documenti. 15 Vanno esaminati, in primo luogo, gli argomenti del ricorrente relativi all'applicazione dell'art. 88, quinto comma, dello Statuto, secondo i quali il Tribunale non avrebbe correttamente applicato questa disposizione. Al riguardo, occorre anzitutto verificare se tale articolo si applichi al caso di specie. 16 Ai sensi dell'art. 88, commi primo e quinto, dello Statuto: «In caso di colpa grave addebitata ad un funzionario (...) [l'autorità che ha il potere di nomina] può sospendere immediatamente il colpevole. (...) Tuttavia, quando il funzionario sia sottoposto a procedimento penale per gli stessi fatti, la sua posizione sarà definitivamente regolata soltanto dopo il passaggio in giudicato della sentenza dell'autorità giudiziaria». 17 Con riferimento all'applicazione della detta disposizione, il Tribunale ha anzitutto preso in esame la sua finalità, ai punti 33 e 34 della sentenza impugnata. Esso ha poi constatato, al punto 35, che dalla ratio di quest'articolo emergeva che spettava al dipendente in questione fornire all'APN gli elementi che consentissero di valutare se i fatti addebitatigli nell'ambito del procedimento disciplinare costituissero parallelamente oggetto di procedimenti penali a suo carico. Il Tribunale ha statuito che, per soddisfare tale obbligo, il dipendente di cui trattasi doveva provare, in linea di principio, che erano stati avviati procedimenti penali a suo carico mentre era sottoposto a un procedimento disciplinare. Il Tribunale ha rilevato come solamente quando procedimenti penali di tal genere siano stati avviati i fatti ad essi inerenti possano essere individuati e posti a raffronto con i fatti in ordine ai quali è stato aperto il procedimento disciplinare, al fine di accertarne l'eventuale identità. 18 Quanto alla situazione del signor Tzoanos, il Tribunale ha accertato, ai punti 36 e 37 della sentenza impugnata, che dagli elementi del fascicolo a sua disposizione risultava che, alla data di emanazione della decisione impugnata, nessun procedimento penale era stato avviato nei confronti del ricorrente. 19 Il Tribunale ha quindi rilevato, al punto 38 della sentenza impugnata, che, poiché il signor Tzoanos era, a tale data, sottoposto a un'inchiesta che poteva sfociare in procedimenti penali, occorreva consentirgli, conformemente alla ratio legis dell'art. 88, quinto comma, dello Statuto, di provare in modo specifico che una decisione che regolasse definitivamente la sua situazione poteva incidere sulla sua posizione in eventuali successivi procedimenti penali che avrebbero potuto scaturire dall'inchiesta. 20 Il Tribunale ha proseguito, al punto 39 della sentenza impugnata, rilevando che dai documenti del fascicolo emergeva che il signor Tzoanos non aveva proceduto all'individuazione di fatti che potessero essere qualificati come «identici», in relazione ai quali egli si trovava contemporaneamente sottoposto a un procedimento disciplinare, conclusosi con l'adozione della decisione impugnata, e a un procedimento penale. Al punto 208 della sentenza impugnata il Tribunale ha concluso che il signor Tzoanos non aveva dimostrato il sussistere di tali fatti nemmeno nell'ambito del procedimento dinanzi al Tribunale. 21 Infatti, risulta dalla sentenza impugnata che il Tribunale ha concluso che l'art. 88, quinto comma, dello Statuto, non era applicabile per due ragioni. In primo luogo, alla data di adozione della decisione impugnata, nessun procedimento penale era stato avviato a carico del signor Tzoanos. In secondo luogo, pur avendo quest'ultimo fatto riferimento all'esistenza di un'inchiesta in corso, non aveva però indicato, né nell'ambito del procedimento disciplinare conclusosi con l'adozione della decisione impugnata né nell'ambito del procedimento dinanzi al Tribunale, fatti che costituissero contemporaneamente oggetto di un procedimento disciplinare e di un procedimento penale. 22 Nel ritenere che incombesse al signor Tzoanos fornire all'APN e al Tribunale gli elementi necessari per concludere che egli si trovasse contemporaneamente sottoposto a un procedimento disciplinare e a un procedimento penale basati sugli stessi fatti, il Tribunale non ha commesso alcun errore di diritto. 23 La constatazione secondo la quale il signor Tzoanos non aveva fornito gli elementi necessari al riguardo è un accertamento di fatto, come tale rientrante nella competenza esclusiva del Tribunale e insindacabile in sede d'impugnazione (v., in tal senso, sentenze 1_ ottobre 1991, causa C-283/90 P, Vidrányi/Commissione, Racc. pag. I-4339, punto 12, e 2 marzo 1994, causa C-53/92 P, Hilti/Commissione, Racc. pag. I-667, punto 10). 24 Poiché le condizioni alle quali è subordinata l'applicazione dell'art. 88, quinto comma, dello Statuto non ricorrono nel caso di specie, non occorre esaminare gli altri argomenti addotti dal signor Tzoanos riguardo a tale articolo. 25 In secondo luogo, vanno esaminati gli argomenti riguardanti la violazione dello Statuto, in particolare dell'art. 21 del medesimo. 26 Il signor Tzoanos fa anzitutto valere che, poiché egli non era ordinatore dei pagamenti, non gli si poteva attribuire una responsabilità qualsiasi nell'ambito del controllo finanziario e di bilancio di un progetto. Inoltre, egli asserisce che la sentenza impugnata è viziata da manifesta illegittimità. Egli sostiene infatti che, in forza dell'art. 21, primo comma, dello Statuto, egli potrebbe eventualmente essere considerato responsabile unicamente dell'esecuzione dei compiti che gli sono affidati, che non consistevano affatto nel controllo e nella supervisione finanziaria di progetti. A suo parere, la responsabilità per le carenze nella gestione delle risorse dell'unità «Turismo» non spettava a lui, bensì al direttore generale. 27 Per quanto concerne il primo di questi argomenti, emerge con ogni evidenza dai punti 202 e 203 della sentenza impugnata che il Tribunale ha ritenuto che il signor Tzoanos, pur non essendo formalmente un ordinatore dei pagamenti, avesse nondimeno l'obbligo, in qualità di capo dell'unità XXIII.A.3, di verificare preliminarmente la fondatezza delle domande di pagamento presentate dai beneficiari delle sovvenzioni accordate su decisione della DG XXIII. 28 Com'è stato rilevato dall'avvocato generale al paragrafo 60 delle sue conclusioni, nel concludere che le irregolarità contestate ricadevano nella sfera di responsabilità del signor Tzoanos, indipendentemente dalla sua mansione di ordinatore dei pagamenti, il Tribunale ha compiuto un accertamento di fatto che non può essere sindacato in sede d'impugnazione. 29 Occorre pertanto respingere l'argomento del signor Tzoanos secondo il quale, non essendo egli ordinatore dei pagamenti, non gli si poteva attribuire una qualsiasi responsabilità. 30 Va parimenti respinto il secondo argomento addotto dal signor Tzoanos, in merito all'applicazione dell'art. 21 dello Statuto. Verificando l'esatta portata dei compiti affidati al signor Tzoanos e delimitando la responsabilità di quest'ultimo in relazione a tali compiti, il Tribunale ha perfettamente osservato le prescrizioni di questa disposizione. 31 In ultimo luogo, infine, vanno esaminati gli argomenti del signor Tzoanos concernenti il rispetto dei diritti della difesa. A suo parere, la sentenza dovrebbe essere annullata in quanto ha operato un'errata applicazione del principio della tutela del contraddittorio, della «parità delle armi» e dell'obbligo di motivazione. 32 Risulta dal punto 329 della sentenza impugnata che il Tribunale ha desunto dalla circostanza che il signor Tzoanos, nel corso dell'udienza, non avesse reagito alle affermazioni della Commissione secondo le quali egli avrebbe avuto accesso, nel corso del procedimento disciplinare, al fascicolo che era a disposizione della commissione di disciplina per emettere il proprio parere e dell'APN per adottare la decisione impugnata che il principio di «parità delle armi» sancito dalla giurisprudenza era stato rispettato. Il Tribunale ha del resto sottolineato come il signor Tzoanos avesse potuto prendere conoscenza, in tempo utile per presentare le proprie osservazioni, di tutti gli elementi di fatto sui quali la detta decisione era stata basata. Il Tribunale ha inoltre rilevato che, ancorché dovesse riconoscersi al signor Tzoanos il diritto di accedere ad altri documenti oltre a quelli trasmessigli nel corso del procedimento disciplinare, l'esercizio di tale diritto non poteva incidere sugli accertamenti effettuati e, quindi, dimostrare l'avvenuta violazione dei diritti della difesa del signor Tzoanos. 33 Il signor Tzoanos fa valere che erroneamente il Tribunale ha ritenuto che egli avesse avuto accesso al fascicolo a disposizione della commissione di disciplina per emettere il suo parere e dell'APN per adottare la decisione impugnata. Il signor Tzoanos contesta del pari l'accertamento del Tribunale secondo il quale egli aveva potuto prendere conoscenza, in tempo utile per presentare le proprie osservazioni, di tutti gli elementi di fatto sui quali la decisione impugnata era stata basata. 34 Al riguardo, occorre rilevare che, in forza del principio generale del rispetto dei diritti della difesa, il dipendente deve avere la possibilità di pronunciarsi su ogni documento che l'istituzione intenda utilizzare a suo sfavore (v., segnatamente, sentenza Vidrányi/Commissione, citata, punto 20). Nei limiti in cui tale possibilità non sia stata accordata ad un dipendente, i documenti non divulgati non devono essere presi in considerazione alla stregua di mezzi di prova. Tuttavia, tale esclusione di determinati documenti utilizzati dalla Commissione avrebbe incidenza unicamente nei limiti in cui l'addebito formulato dalla Commissione possa essere provato solo mediante riferimento a tali documenti (sentenza 25 ottobre 1983, causa 107/82, AEG/Commissione, Racc. pag. 3151, punti 24-30). 35 Conformemente a questa giurisprudenza, il Tribunale ha esaminato se la mancata divulgazione dei documenti richiesti avesse potuto influenzare, in modo sfavorevole al signor Tzoanos, lo svolgimento del procedimento e il contenuto della decisione impugnata. Il Tribunale ha concluso che l'esercizio del diritto di accedere ad altri documenti oltre a quelli trasmessi nel corso del procedimento disciplinare non poteva incidere sugli accertamenti effettuati, poiché questi ultimi trovavano un sicuro riscontro nelle dichiarazioni delle parti e nei documenti ai quali il signor Tzoanos aveva avuto accesso nel corso del procedimento disciplinare. Il Tribunale ha inoltre sottolineato, al punto 329 della sentenza impugnata, come i documenti ai quali il signor Tzoanos non aveva avuto accesso non fossero idonei a dimostrare che egli non era responsabile del controllo finanziario e di bilancio dei progetti sovvenzionati nel settore del turismo e che i suoi poteri erano stati sviati dai suoi superiori gerarchici a sua insaputa. Il Tribunale ha del pari rilevato come nessuno dei documenti prodotti dalla Commissione, in risposta ai quesiti scritti rivoltile dal Tribunale, avesse consentito al ricorrente di contestare il suo effettivo intervento in sede di controllo finanziario e di bilancio dei progetti di cui trattasi. 36 Gli accertamenti svolti dal Tribunale su tale punto rientrano in una valutazione dei fatti che non può essere rimessa in discussione nell'ambito di un'impugnazione. Poiché l'approccio del Tribunale è in linea con la giurisprudenza della Corte, gli argomenti addotti dal ricorrente al riguardo devono essere disattesi. 37 Vanno quindi esaminati gli argomenti formulati dal signor Tzoanos contro i punti 266, 277 e 298 della sentenza impugnata. Secondo il signor Tzoanos, emerge dagli elementi del fascicolo che, per i progetti dell'IFTO e dell'IERAD, nonché per il progetto BDG, l'APN non aveva formulato alcun addebito preciso e che il Tribunale ha ritenuto di poterli formulare esso stesso nei suoi confronti. Il signor Tzoanos ritiene che il Tribunale sia perciò venuto meno al proprio dovere d'imparzialità. 38 Dinanzi al Tribunale, il signor Tzoanos ha sostenuto che gli addebiti formulati a suo carico nell'ambito di questi progetti non figuravano nella decisione impugnata, con la conseguenza che quest'ultima sarebbe inficiata da carenza di motivazione, atta a giustificarne l'annullamento. Il Tribunale ha respinto questo argomento. 39 Nella fattispecie, la censura mossa dal signor Tzoanos è riconducibile alla circostanza che il Tribunale ha ricercato taluni elementi nelle relazioni della DG XX al fine di colmare le lacune della motivazione della decisione impugnata. Occorre pertanto esaminare l'approccio seguito dal Tribunale per respingere gli argomenti del signor Tzoanos. 40 Risulta dalla sentenza impugnata che, a fronte delle accuse del signor Tzoanos, il Tribunale ha preso in esame la decisione impugnata nell'intento di verificare gli specifici addebiti formulati a suo carico nella controversa motivazione della decisione impugnata. 41 Per quanto concerne i progetti dell'IFTO e dell'IERAD, nonché quello BDG, rispettivamente menzionati ai punti 265, 277 e 297 della sentenza impugnata, il Tribunale ha anzitutto fatto rinvio alla decisione impugnata. In mancanza di ulteriori indicazioni in questa decisione, il Tribunale ha deciso che occorreva prendere in esame la relazione puntuale della DG XX, alla quale la decisione impugnata faceva rinvio. 42 Con riguardo al progetto dell'IFTO e a quello BDG (v., rispettivamente, punti 266 e 298 della sentenza impugnata), il Tribunale ha riscontrato due critiche, per ciascuno di questi progetti, riguardanti per l'appunto il signor Tzoanos. 43 Quanto al progetto dell'IERAD, il Tribunale ha ritenuto che dalla relazione puntuale emergesse che le irregolarità riscontrate nel capitolo dedicato al coinvolgimento greco nel progetto erano più esattamente imputabili al signor Tzoanos, anche se quest'ultimo non vi veniva citato direttamente. Il Tribunale ha quindi constatato che, tenuto conto delle precisazioni contenute nella detta relazione, del contenuto della decisione espressa di rigetto del reclamo e delle reazioni manifestate dal signor Tzoanos nelle sue memorie, quattro addebiti specifici potevano essere delineati a suo carico. 44 Al punto 280 della sentenza impugnata, il Tribunale ha inoltre rilevato che nel ventisettesimo punto del preambolo della decisione impugnata veniva citato il progetto dell'IERAD e si faceva riferimento in tale ambito alla relazione puntuale della DG XX, relativa a questo progetto, che era stata portata a conoscenza del signor Tzoanos. Peraltro il Tribunale ha fatto riferimento al ventottesimo punto del preambolo della stessa decisione rilevando come questo punto, formulato in termini generali, facesse espressa menzione delle irregolarità riscontrate nei vari progetti richiamati nel punto precedente. Il Tribunale ha inoltre constatato che la Commissione aveva puntualizzato gli addebiti specifici relativi all'IERAD nella sua decisione espressa di rigetto del reclamo. 45 E' pertanto certo che, contrariamente a quanto asserisce il signor Tzoanos, il Tribunale si è limitato a verificare gli specifici addebiti mossi a suo carico e non ha sostituito la propria motivazione a quella della Commissione, posto che tutti gli addebiti formulati a carico del signor Tzoanos erano contenuti nelle relazioni alle quali la decisione impugnata faceva espresso rinvio. 46 Gli argomenti addotti al riguardo dal signor Tzoanos sono quindi infondati. 47 Pertanto, emerge da quanto sopra che l'impugnazione dev'essere respinta. 

Decisione relativa alle spese

Sulle spese 48 Ai sensi dell'art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, che si applica al procedimento d'impugnazione a norma dell'art. 118, la parte soccombente è condannata alle spese, se ne è stata fatta domanda. Poiché la Commissione ne ha fatto domanda e il signor Tzoanos è rimasto soccombente, quest'ultimo va quindi condannato alle spese del presente procedimento. 

Dispositivo

Per questi motivi, LA CORTE (Prima Sezione) dichiara e statuisce: 1) L'impugnazione è respinta. 2) Il signor Tzoanos è condannato alle spese del presente procedimento.