CELEX: C2005/193/64
Language: it
Date: 2005-08-06 00:00:00
Title: Causa T-221/05: Ricorso della Huvis Corporation contro il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 10 giugno 2005

6.8.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 193/38
            
         Ricorso della Huvis Corporation contro il Consiglio dell'Unione europea, proposto il 10 giugno 2005
   (Causa T-221/05)
   (2005/C 193/64)
   Lingua processuale: l'inglese
   Il 10 giugno 2005 la Huvis Corporation, con sede in Seul (Repubblica di Corea), rappresentata dagli avv.ti J.-F. Bellis, F. Di Gianni e R. Antonini, ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro il Consiglio dell'Unione europea.
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare l'art. 2 del regolamento (CE) del Consiglio 10 marzo 2005, n. 428, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di fibre di poliesteri in fiocco originarie della Repubblica popolare cinese e dell'Arabia Saudita, che modifica il regolamento (CE) n. 2852/2000, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di fibre di poliesteri in fiocco originarie della Repubblica di Corea e che chiude il procedimento antidumping relativo alle importazioni di tale prodotto originarie di Taiwan, là dove esso impone un dazio antidumping definitivo sull'importazione dalla Corea del prodotto in questione fabbricato dalla Huvis Corporation e, per quanto necessario, dichiarare inapplicabili le disposizioni del regolamento di base sul cui fondamento sono state adottate le norme illegittime contenute nel regolamento contestato;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   La ricorrente è un'impresa, avente sede in Corea, specializzata nella produzione di filati di poliestere, fibre di poliestere in fiocco e polietilene tereftalato. Con il regolamento n. 428/2005 (1), il Consiglio ha imposto un dazio antidumping definitivo del 5,7 % sull'importazione di fibre di poliestere in fiocco prodotte dalla ricorrente e provenienti dalla Corea.
   La ricorrente sostiene che il metodo utilizzato dal Consiglio per calcolare il margine di dumping della ricorrente e, in particolare, per calcolare l'adeguamento per la restituzione dei dazi richiesto dalla ricorrente sarebbe contrario all'art. 2, n. 4, dell'accordo antidumping dell'OMC, poiché non sarebbe stato effettuato un confronto equo tra il prezzo all'esportazione praticato dalla ricorrente e il valore normale, e sarebbe stato imposto alla ricorrente un eccessivo onere della prova.
   Il metodo utilizzato per calcolare l'adeguamento dovuto alla ricorrente per la restituzione dei dazi avrebbe altresì violato i principi della certezza del diritto, del legittimo affidamento, di buon andamento dell'amministrazione e di proporzionalità poiché, utilizzando detto metodo, il Consiglio avrebbe illegittimamente accresciuto il margine di dumping della ricorrente. Inoltre il Consiglio avrebbe violato l'art. 11, n. 9, del regolamento di base antidumping applicando, nella fase di riesame di cui si discute, un metodo di calcolo per l'adeguamento legato alla restituzione dei dazi diverso da quello utilizzato nell'accertamento iniziale. Il metodo violerebbe altresì il divieto di discriminazione, essendo stato utilizzato dal Consiglio, in altri casi simili, un metodo più favorevole.
   La ricorrente sostiene inoltre che l'esclusione, nel corso del procedimento di riesame, del costo del capitale da essa indicato sarebbe contraria all'art. 2, n. 4, dell'accordo antidumping dell'OMC, poiché ciò avrebbe impedito un confronto equo tra il prezzo all'esportazione praticato dalla ricorrente e il valore normale, e le prove richieste dal Consiglio per rettificare il costo del capitale rappresenterebbe un eccessivo onere della prova a carico della ricorrente.
   L'esclusione del costo del capitale denunziato dalla ricorrente violerebbe altresì il principio di buon andamento dell'amministrazione, poiché tale decisione sarebbe stata giustificata con il fatto che la ricorrente non ha fornito prove scritte a sostegno delle proprie pretese, dal momento che i termini di pagamento concessi dalla ricorrente sarebbero stati concordati sulla base della prassi commerciale usuale vigente nella Repubblica di Corea.
   
      (1)  Regolamento (CE) del Consiglio 10 marzo 2005, n. 428, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di fibre di poliesteri in fiocco originarie della Repubblica popolare cinese e dell'Arabia Saudita, che modifica il regolamento (CE) n. 2852/2000, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di fibre di poliesteri in fiocco originarie della Repubblica di Corea e che chiude il procedimento antidumping relativo alle importazioni di tale prodotto originarie di Taiwan (GU L 71, pag. 1)