CELEX: 51997PC0614
Language: it
Date: 1997-11-26
Title: Proposta modificata di direttiva del Consiglio che istituisce un quadro per la politica comunitaria in materia di acque presentata dalla Commissione (COM(97) 49 def.)

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51997PC0614

Proposta modificata di direttiva del Consiglio che istituisce un quadro per la politica comunitaria in materia di acque presentata dalla Commissione (COM(97) 49 def.)  /* COM/97/0614 def. - SYN 97/0067 */  

Gazzetta ufficiale n. C 016 del 20/01/1998 pag. 0014

Proposta modificata di direttiva del Consiglio che istituisce un quadro per la politica comunitaria in materia di acque presentata dalla Commissione [COM(97) 49 def.] (1) (98/C 16/06) (Testo rilevante ai fini del SEE) COM(97) 614 def. - 97/0067(SYN)(Presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 189 A, paragrafo 2 del trattato CE il 27 novembre 1997)Preambolo 1) È inserito il seguente «considerando»:«18 bis considerando che in base ai principi della precauzione e dell'azione preventiva occorre eliminare l'inquinamento provocato dallo scarico di varie sostanze pericolose; che il Consiglio, su proposta della Commissione, dovrebbe approvare le sostanze sulle quali intervenire in via prioritaria; che, su proposta della Commissione, il Consiglio dovrebbe adottare misure volte ad eliminare gradualmente l'inquinamento causato da dette sostanze, tenendo conto di tutte le fonti significative oltre che del rapporto costi-efficacia e della proporzionalità delle soluzioni disponibili a tal fine;»2) È aggiunto il seguente «considerando»:«38. Considerando che le disposizioni della presente direttiva riprendono quelle relative alla riduzione dell'inquinamento provocato da sostanze pericolose, di cui alla direttiva 76/464/CEE del Consiglio, del 4 maggio 1976, concernente l'inquinamento provocato da certe sostanze pericolose scaricate nell'ambiente idrico della Comunità (*); che pertanto detta direttiva deve essere abrogata a decorrere dalla data in cui i programmi di misure istituiti in forza della presente direttiva divengono operativi;(*) GU L 129 del 18.5.1976, pag. 23. Direttiva modificata dalla direttiva 91/692/CEE, GU L 377 del 31.12.1991, pag. 48.»Articolo 1 L'articolo 1 è sostituito dal seguente:«Articolo 1FinalitàScopo della presente direttiva è di istituire una disciplina generale per la protezione delle acque comunitarie che:a) nel caso delle acque dolci superficiali, degli estuari, delle acque costiere e sotterranee:i) impedisca un ulteriore degrado, protegga e migliori lo stato degli ecosistemi acquatici e degli ecosistemi terrestri sotto il profilo del fabbisogno idrico;ii) agevoli un consumo idrico sostenibile fondato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili;b) nel caso delle acque territoriali e delle altre acque marine, integri gli obblighi di protezione istituiti in altre normative comunitarie e nella Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare,contribuendo quindi a garantire, sotto il profilo qualitativo e quantitativo, una fornitura idrica sufficiente per l'utilizzo sostenibile di tali risorse.»Articolo 2 1) Il punto 1 è sostituito dal seguente:«1) Acque superficiali: le acque dolci superficiali, gli estuari, le acque costiere, le acque territoriali e altre acque marine. Tuttavia, ai fini delle definizioni di cui ai punti da 17 a 20, il termine non comprende le acque territoriali e le acque marine, mentre ai fini delle definizioni di cui ai punti 21, 22 e 23 il termine esclude le altre acque marine. Ai fini delle definizioni di cui ai punti 13 e 14 del presente articolo e dell'articolo 4, il termine non comprende le altre acque marine e include le acque territoriali solo per quanto concerne lo stato chimico.»2) Sono inseriti i seguenti punti 5 bis e 5 ter:«5 bis Acque territoriali: tutte le acque designate come tali dagli Stati membri conformemente alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e che non rientrano nelle definizioni di cui ai punti da 2 a 5.5 ter Altre acque marine: tutte le acque designate dagli Stati membri che rientrano nella loro zona economica esclusiva conformemente alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e che non rientrano nelle definizioni di cui ai punti da 2 a 5 bis.»3) Al punto 20, il primo comma è sostituito dal seguente:«20) Buono stato ecologico: stato ecologico raggiunto da un corpo idrico di superficie manifestamente influenzato in maniera rilevante dall'attività umana, che tuttavia presenta un ecosistema ricco, equilibrato e sostenibile. Il raggiungimento di un buono stato ecologico comporta il rispetto di ogni eventuale norma di natura fisico-chimica, fisica e biologica fissata per garantire il raggiungimento di un buono stato ecologico, ivi comprese le norme di qualità ambientale di cui all'articolo 13, paragrafo 3, lettera d), ii).»4) I punti 22 e 23 sono sostituiti dai seguenti:«22) Stato chimico elevato: stato chimico raggiunto da un corpo idrico nel quale non sono presenti inquinanti a livelli superiori ai livelli naturali.23) Buono stato chimico: stato chimico raggiunto da un corpo idrico nel quale la concentrazione degli inquinanti non supera le norme di qualità ambientali fissate dall'allegato IX, e in forza dell'articolo 21, paragrafo 6 e di altre normative comunitarie che istituiscono norme di qualità ambientale e nel quale le tendenze emerse dai dati di controllo non suggeriscono un futuro superamento delle suddette norme.»5) Il punto 27 è sostituito dal seguente:«27) Inquinante: qualsiasi sostanza che possa inquinare, in particolare quelle elencate nell'allegato VIII.»6) Al punto 30, il secondo comma è sostituito dal seguente:«Ai fini della presente direttiva, le norme di qualità ambientale vengono definite a livello comunitario nell'allegato IX e in forza dell'articolo 21, paragrafo 6. Esse vengono inoltre fissate dagli Stati membri in forza dell'articolo 8, paragrafo 2 per le acque destinate alla produzione di acqua potabile, in forza dell'articolo 13, paragrafo 3, lettera d) per le acque che non raggiungono il buono stato ecologico e in forza dell'articolo 21, paragrafo 6 per le sostanze prioritarie per le quali non esistono ancora norme comunitarie. Tutte queste norme di qualità ambientale sono considerate norme di qualità ambientale ai fini dell'articolo 2, paragrafo 7 e dell'articolo 10 della direttiva 96/61/CE.»7) Sono aggiunti i seguenti punti 36 e 37:«36) Valori limite di emissione: la massa espressa in rapporto a determinati parametri specifici, la concentrazione e/o il livello di un'emissione che non devono essere superati in uno o più periodi di tempo. I valori limite di emissione possono essere fissati anche per determinati gruppi, famiglie o categorie di sostanze, segnatamente quelle di cui all'articolo 21.I valori limite di emissione delle sostanze si applicano di norma nel punto di fuoriuscita delle emissioni dall'impianto, senza tener conto dell'eventuale diluizione. Per gli scarichi indiretti nell'acqua, l'effetto di una stazione di depurazione di acque reflue può essere preso in considerazione nella determinazione dei valori limite di emissione dell'impianto, a condizione di garantire un livello equivalente di protezione dell'ambiente nel suo insieme e di non portare a carichi inquinanti maggiori nell'ambiente.37) Controllo equivalente di un valore limite di emissione: un altro controllo che garantisce il raggiungimento della riduzione stabilita dalla presente direttiva alla scadenza fissata dalla medesima.»Articolo 3 Il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:«1. Gli Stati membri individuano i singoli bacini idrografici presenti sul loro territorio e, ai fini della presente direttiva, li assegnano a singoli distretti idrografici. Ove opportuno, è possibile accomunare in un unico distretto bacini idrografici di piccole dimensioni e bacini di dimensioni più grandi, oppure unificare piccoli bacini limitrofi. Le acque sotterranee che non rientrano interamente in un bacino idrografico preciso vengono assegnate al distretto più vicino o più consono. Le acque costiere, territoriali e le altre acque marine rientrano nel distretto idrografico più vicino o più adatto al caso. Tuttavia, salvo il disposto dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera e), gli obblighi relativi al distretto idrografico si applicano alle acque territoriali e alle altre acque marine solo nella misura in cui tali obblighi siano già definiti in altre normative comunitarie.»Articolo 4 Al paragrafo 1, sono aggiunte le seguenti lettere d) ed e):«d) eliminare l'inquinamento idrico provocato da alcuni inquinanti, ai sensi dell'articolo 13, paragrafo 3, lettera h);e) conformarsi a tutti gli obblighi previsti da altre normative comunitarie in materia di acque territoriali e di altre acque marine e adottare tutte le misure conformi al diritto internazionale atte a prevenire, ridurre o combattere l'inquinamento dell'ambiente marino prodotto da qualsiasi fonte ricorrendo a tal fine ai migliori strumenti a loro disposizione e secondo le proprie capacità.»Articolo 13 1) Il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:«1. Per ciascun distretto idrografico gli Stati membri preparano un programma di misure destinato a realizzare gli obiettivi ambientali fissati all'articolo 4. Il programma in questione rientra nei piani di gestione di ciascun bacino idrografico istituito dall'articolo 16. Nella stesura e nella realizzazione operativa dei programmi in questione gli Stati membri rispettano i risultati ambientali richiesti in conformità della direttiva 76/464/CEE.»2) Al paragrafo 3, lettera a), il secondo comma è sostituito dal seguente:«Per le misure di base riguardanti l'emissione di inquinanti si applica l'approccio combinato, in cui la riduzione dell'inquinamento alla fonte viene ottenuta fissando valori limite per le emissioni o controlli equivalenti e norme di qualità ambientale per gli inquinanti interessati.»3) Al paragrafo 3, la lettera d) è sostituita dalla seguente:«d) per tutti i corpi idrici che registrano uno stato inferiore a buono si applicano le seguenti misure:i) controlli più intensi della portata e della natura dell'inquinamento del corpo idrico;ii) definizione di norme di qualità ambientale per gli inquinanti individuati al fine di conseguire, entro il 31 dicembre 2010, l'obiettivo fissato all'articolo 4 con riferimento allo stato ecologico. Le norme devono essere almeno altrettanto severe di quelle istituite all'allegato IX o in forza dell'articolo 21, paragrafo 6 od altre normative comunitarie pertinenti;iii) ricerca della fonte inquinante;iv) immediato riesame di tutte le autorizzazioni e di tutti i permessi di discarica concessi, accompagnato da interventi commisurati al livello di rischio riscontrato;»4) Al paragrafo 3, la lettera f) è sostituita dalla seguente:«f) obbligo di ottenere un'autorizzazione preventiva, o una registrazione fondata su disposizioni vincolanti di carattere generale, per tutti gli scarichi derivanti da processi che possano contenere quantità significative di sostanze inquinanti, in particolare quelle di cui all'allegato VIII, e un'autorizzazione preventiva, una regolamentazione preventiva o una registrazione basata su disposizioni generali vincolanti per tutte le altre attività o gruppi di attività che possano presentare significative ripercussioni negative sullo stato delle acque, qualora tale autorizzazione preventiva o registrazione non sia già prevista da altre normative comunitarie. Le disposizioni contenute nell'autorizzazione, nella regolamentazione o nelle disposizioni generali vincolanti debbono garantire il rispetto degli obblighi contemplati dalla presente direttiva. L'autorizzazione, la regolamentazione o le disposizioni vincolanti di carattere generale vengono riesaminate periodicamente ed eventualmente aggiornate. Nel caso degli scarichi derivanti da processi, l'autorizzazione e le disposizioni vincolanti di carattere generale fissano i valori limite di emissione o valori limite equivalenti per gli inquinanti interessati;»5) Al paragrafo 3, sono aggiunte le lettere h) ed i) seguenti:«h) valori limite di emissione o valori di controllo equivalenti e norme di qualità fissati nelle direttive di cui all'allegato IX e misure adottate in forza dell'articolo 21. Salvo altrimenti disposto nelle direttive stesse, i valori limite di emissione definiti nelle direttive dell'allegato IX devono essere rispettati entro la data in cui il programma di misure diventa operativo, vale a dire il 31 dicembre 2007;i) misure necessarie a rispettare gli obblighi relativi alle acque territoriali e alle altre acque marine di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera e).»6) Il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:«4. Per misure supplementari s'intendono i provvedimenti studiati e messi in atto a complemento delle misure di base, con l'intento di realizzare gli obiettivi fissati all'articolo 4. Il programma di misure comprende tutte le misure supplementari ritenute necessarie a realizzare tali obiettivi, comprese quelle ritenute necessarie per rispettare le norme di qualità ambientale in forza del paragrafo 3, lettera d), ii) soprattutto rispetto al consumo idrico sostenibile. L'allegato VI, parte B, presenta un elenco non tassativo delle eventuali misure supplementari.»Articolo 21 L'articolo 21 è sostituito dal seguente:«Articolo 21Strategie per combattere l'inquinamento idrico1. Il Consiglio adotta specifiche misure di controllo per combattere l'inquinamento idrico prodotto da singole sostanze inquinanti o gruppi di inquinanti che presentino un rischio inaccettabile per l'ambiente.2. La Commissione presenta una proposta contenente un primo elenco prioritario di sostanze entro il 31 dicembre 1998. La priorità d'intervento attribuita alle sostanze viene definita in base al rischio di inquinamento dell'ambiente acquatico o che avviene attraverso di esso, valutato in base a:a) una valutazione dei rischi effettuata in forza del regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio (*), ob) una valutazione mirata dei rischi [secondo il metodo di cui al regolamento (CEE) n. 793/93] incentrata unicamente sulla determinazione dell'ecotossicità acquatica e della tossicità per le persone attraverso l'ambiente acquatico, ose ciò non fosse realizzabile entro i tempi previsti,c) una procedura semplificata di valutazione dei rischi che tenga conto in particolare di quanto segue:i) prove riguardanti il rischio intrinseco della sostanza interessata, ed in particolare la sua ecotossicità acquatica e la tossicità per le persone attraverso vie di esposizione acquatiche eii) prove derivanti dal controllo di fenomeni di contaminazione ambientale diffusi eiii) altri fattori comprovati che possano indicare la possibilità di una contaminazione ambientale diffusa, quale il volume di produzione o di uso della sostanza interessata e le modalità d'uso.La Commissione riesamina l'elenco delle sostanze prioritarie entro il 31 dicembre 2004 e successivamente ogni sei anni, presentando eventuali proposte.3. Nel preparare la proposta la Commissione tiene conto delle raccomandazioni del comitato scientifico consultivo per l'esame della tossicità e dell'ecotossicità dei composti chimici, degli Stati membri, del Parlamento europeo, dell'Agenzia europea per l'ambiente, delle raccomandazioni contenute nei programmi di ricerca comunitari, di quelle fornite dalle organizzazioni internazionali di cui la Comunità è parte, delle organizzazioni imprenditoriali europee, comprese quelle che rappresentano le PMI, delle organizzazioni ambientaliste europee e di ogni altra informazione pertinente di cui sia venuta a conoscenza.4. Qualora le sostanze inserite nell'elenco delle sostanze prioritarie non figurino nell'allegato VIII della presente direttiva o nell'allegato III della direttiva 96/61/CE, esse sono inserite in detti elenchi.5. Per le sostanze incluse nell'elenco delle sostanze prioritarie, la Commissione presenta proposte in materia di riduzione delle principali fonti delle emissioni interessate, tenendo conto delle fonti di prodotti e di processi e identificando la combinazione di misure di riduzione che garantisca la migliore efficacia dei costi e proporzionalità. Se necessario, è possibile intervenire a livello comunitario nel caso delle misure di controllo dei processi, settore per settore.Per le fonti di processi inquinanti non contemplate dalla direttiva 96/61/CE, i controlli sono rappresentati dai valori limite di emissione o da valori di controllo equivalenti fondati sulle migliori tecniche disponibili. Per gli impianti disciplinati dalla direttiva 96/61/CE, la Commissione considera la necessità di effettuare ulteriori controlli, ivi compresi gli interventi di cui all'articolo 18 della suddetta direttiva.I controlli in materia di prodotti possono comprendere:a) un riesame delle pertinenti autorizzazioni rilasciate a norma della direttiva 91/414/CEE del Consiglio (**) e della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio (***) [biocidi];b) l'adozione di misure a norma della direttiva 76/769/CEE del Consiglio (****) o del regolamento (CEE) n. 2455/92 del Consiglio (*****);c) l'adozione di misure a norma del regolamento (CEE) n. 880/92 del Consiglio (******);d) l'adozione di altri provvedimenti opportuni.Ogni proposta in materia di controlli specifica le disposizioni di riesame e aggiornamento.6. La Commissione presenta proposte riguardanti le norme di qualità relative alla concentrazione delle sostanze prioritarie nelle acque, nei sedimenti e nel biota. In assenza delle suddette norme comunitarie, gli Stati membri istituiscono norme di qualità ambientale per tali sostanze nell'ambito del piano di gestione del bacino.7. La Commissione può predisporre strategie per combattere l'inquinamento delle acque provocato da altre sostanze o gruppi di sostanze inquinanti, ivi compresi i fenomeni di inquinamento provocati da incidenti.(*) GU L 84 del 5.4.1993, pag. 1.(**) GU L 230 del 19.8.1991, pag. 1.(***) Posizione comune (CE) n. 10/97 (GU C 69 del 5.3.1997, pag. 13).(****) GU L 262 del 27.9.1976, pag. 201.(*****) GU L 251 del 29.8.1992, pag. 13.(******) GU L 99 dell'11.4.1992, pag. 1.»Articolo 23 All'articolo 23 è aggiunto il seguente paragrafo 3:«3. La Commissione riesamina gli obblighi in materia di acque territoriali e altre acque marine contenuti nella presente direttiva entro il 31 dicembre 2001 e, successivamente, almeno ogni sei anni per tener conto dell'evoluzione scientifica e al fine di integrare ulteriormente l'aspetto della gestione delle acque in questione nel suo campo di applicazione. La Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul riesame, corredata delle eventuali modificazioni della direttiva ritenute necessarie.»Articolo 26 All'articolo 26 è aggiunta la lettera g) seguente:«g) direttiva 76/464/CEE, ad eccezione dell'articolo 6 che viene abrogato con decorrenza dall'entrata in vigore della presente direttiva».ALLEGATO IX Soppresso.ALLEGATO X Diventa L'ALLEGATO IX.Il titolo e la frase introduttiva sono sostituiti dal testo seguente:«VALORI LIMITE DI EMISSIONE E NORME DI QUALITÀ AMBIENTALEI "valori limite" e gli "obiettivi di qualità" istituiti ai sensi delle direttive derivate dalla direttiva sulle sostanze pericolose (76/464/CEE) sono considerati, rispettivamente, come valori limite di emissione e norme di qualità ambientale ai fini della presente direttiva. Essi sono istituiti dalle direttive indicate di seguito:»(1) GU C 184 del 17.6.1997, pag. 20.