CELEX: 62006CJ0428
Language: it
Date: 2008-09-11 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione) dell'11 settembre 2008.#Unión General de Trabajadores de La Rioja (UGT-Rioja) e altri contro Juntas Generales del Territorio Histórico de Vizcaya e altri.#Domanda di pronuncia pregiudiziale: Tribunal Superior de Justicia de la Comunidad Autónoma del País Vasco - Spagna.#Aiuti di Stato - Misure fiscali adottate da un ente territoriale regionale o locale - Carattere selettivo.#Cause riunite C-428/06 a C-434/06.

Cause riunite da C‑428/06 a C‑434/06
      Unión General de Trabajadores de La Rioja (UGT‑Rioja) e altri 
      contro
      Juntas Generales del Territorio Histórico de Vizcaya e altri 
      (demande di pronuncia pregiudiziale proposte dal 
      Tribunal Superior de Justicia de la Comunidad Autónoma del País Vasco)
      «Aiuti di Stato — Misure fiscali adottate da un ente territoriale regionale o locale — Carattere selettivo»
      Massime della sentenza
      1.        Aiuti concessi dagli Stati — Nozione — Carattere selettivo del provvedimento
      (Art. 87, n. 1, CE)
      2.        Aiuti concessi dagli Stati — Nozione — Carattere selettivo del provvedimento — Misure adottate da un ente infrastatale
      (Art. 87, n. 1, CE)
      1.        Nell’esaminare se una misura rivesta carattere selettivo, la determinazione dell’ambito di riferimento è essenziale e tale
         ambito non deve essere necessariamente definito entro i limiti del territorio nazionale.
      
      Quindi, per valutare la selettività di una misura adottata da un ente infrastatale allo scopo di fissare, solo in una parte
         del territorio di uno Stato membro, un’aliquota fiscale ridotta rispetto all’aliquota in vigore nel resto di tale Stato membro,
         occorre accertare se la suddetta misura sia stata presa da tale ente nell’esercizio di poteri sufficientemente autonomi rispetto
         al potere centrale e, all’occorrenza, verificare se essa si applichi effettivamente a tutte le imprese stabilite o a tutte
         le produzioni realizzate nel territorio rientrante nella competenza di tale ente.
      
      In una situazione in cui un’autorità regionale o locale, nell’esercizio di poteri sufficientemente autonomi rispetto al potere
         centrale, stabilisce un’aliquota fiscale inferiore a quella nazionale e applicabile unicamente alle imprese situate all’interno
         del territorio di sua competenza, il contesto giuridico pertinente per valutare la selettività di una misura fiscale può limitarsi
         all’area geografica interessata dal provvedimento qualora l’ente infrastatale, segnatamente in virtù del suo statuto e dei
         suoi poteri, ricopra un ruolo determinante nella definizione del contesto politico ed economico in cui operano le imprese
         presenti nel territorio di sua competenza. A tale riguardo, questo ruolo fondamentale è la conseguenza dell’autonomia e non
         una condizione preliminare di quest’ultima. Infatti, allorché un ente infrastatale è sufficientemente autonomo, cioè quando
         dispone di autonomia dal punto di vista istituzionale, procedurale ed economico, esso riveste un ruolo fondamentale nella
         definizione del contesto politico ed economico in cui operano le imprese.
      
      Affinché una decisione presa in simili circostanze possa essere considerata come adottata nell’esercizio di poteri sufficientemente
         autonomi, è innanzi tutto necessario che essa sia stata adottata da un’autorità regionale o locale dotata, sul piano costituzionale,
         di uno statuto politico e amministrativo distinto da quello del governo centrale. Tale autonomia richiede che l’ente infrastatale
         assuma le conseguenze politiche e finanziarie di una misura di riduzione dell’imposta. Ciò non accadrebbe nel caso in cui
         l’ente non si faccia carico della gestione di un bilancio, cioè non possieda il controllo sia delle entrate sia delle spese.
         Inoltre, la decisione deve essere stata presa senza possibilità di un intervento diretto da parte del governo centrale in
         merito al suo contenuto, anche se una siffatta autonomia procedurale non esclude che, allo scopo di prevenire i conflitti,
         venga istituito un procedimento di concertazione, sempreché la decisione finale presa in esito a tale procedimento sia adottata
         dall’ente infrastatale e non dal governo centrale. Infine, le conseguenze economiche di una riduzione dell’aliquota d’imposta
         nazionale applicabile alle imprese presenti nella regione non devono essere compensate da sovvenzioni o contributi, dichiarati
         o risultanti solo dal concreto esame dei flussi finanziari, provenienti da altre regioni o dal governo centrale.
      
      (v. punti 46-51, 55, 67, 96, 133, 107, 123, 135, 144 e dispositivo)
      2.        Nell’esaminare se un ente infrastatale disponga di un’autonomia sufficiente a far ritenere che le disposizioni favorevoli
         alle imprese stabilite sul suo territorio, da esso adottate, configurino regole generali e non presentino quindi il requisito
         della selettività che permetterebbe di identificare la sussistenza di aiuti di Stato, è necessario prendere in considerazione
         le disposizioni nazionali che fissano l’ampiezza delle competenze di tale ente, quali interpretate e applicate dai giudici
         nazionali, fermo restando che il fatto che tale ente, nell’esercizio delle suddette competenze, sia sottoposto al controllo
         del giudice, come accade in qualunque Stato di diritto, non è pertinente al fine di misurarne il grado di autonomia.
      
      (v. punti 77-83 e dispositivo)
SENTENZA DELLA CORTE (Terza Sezione)
      11 settembre 2008 (*)
      
      «Aiuti di Stato – Misure fiscali adottate da un ente territoriale regionale o locale – Carattere selettivo»
      Nei procedimenti riuniti da C‑428/06 a C‑434/06,
      aventi ad oggetto le domande di pronuncia pregiudiziale proposte alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Tribunal Superior
         de Justicia de la Comunidad Autónoma del País Vasco (Spagna) con decisioni 20 settembre 2006 (C‑428/06, C‑429/06 e da C‑431/06
         a C‑434/06) e 29 settembre 2006 (C‑430/06), pervenute in cancelleria il 18 ottobre 2006, nelle cause tra
      
      Unión General de Trabajadores de La Rioja (UGT‑Rioja) (C‑428/06),
      
      Comunidad Autónoma de La Rioja (C‑429/06),
      
      e
      Juntas Generales del Territorio Histórico de Vizcaya,
      Diputación Foral de Vizcaya,
      Cámara de Comercio, Industria y Navegación de Bilbao,
      Confederación Empresarial Vasca (Confebask);
      
      tra
      Comunidad Autónoma de La Rioja (C‑430/06),
      
      Comunidad Autónoma de Castilla y León (C‑433/06),
      
      e
      Diputación Foral de Álava,
      Juntas Generales de Álava,
      Confederación Empresarial Vasca (Confebask);
      
      tra
      Comunidad Autónoma de La Rioja (C‑431/06),
      
      Comunidad Autónoma de Castilla y León (C‑432/06),
      
      e
      Diputación Foral de Guipúzcoa,
      Juntas Generales de Guipúzcoa,
      Confederación Empresarial Vasca (Confebask);
      
      tra
      Comunidad Autónoma de Castilla y León (C‑434/06)
      
      e
      Diputación Foral de Vizcaya,
      Juntas Generales del Territorio Histórico de Vizcaya,
      Cámara de Comercio, Industria y Navegación de Bilbao,
      Confederación Empresarial Vasca (Confebask),
      
      LA CORTE (Terza Sezione),
      composta dal sig. A. Rosas (relatore), presidente di sezione, dai sigg. J.N. Cunha Rodrigues, J. Klučka, A. Ó Caoimh e A.
         Arabadjiev, giudici,
      
      avvocato generale: sig.ra J. Kokott
      cancelliere: sig.ra M. Ferreira, amministratore principale
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 28 febbraio 2008,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per l’Unión General de Trabajadores de La Rioja (UGT‑Rioja), dall’avv. V. Suberviola González, abogado, e dai sigg. C. Cabezón
         Llach e J. Granda Loza, secretarios generales;
      
      –        per la Comunidad Autónoma de La Rioja, dagli avv.ti J. Criado Gámez e I. Serrano Blanco, abogados;
      –        per la Comunidad Autónoma de Castilla y León, dagli avv.ti S. Perandones Peidró e M. E. Martínez Álvarez, abogadas;
      –        per le Juntas Generales del Territorio Histórico de Vizcaya, la Diputación Foral de Álava, la Diputación Foral de Vizcaya
         e la Cámara de Comercio, Industria y Navegación de Bilbao, dagli avv.ti I. Sáenz-Cortabarría Fernández e M. Morales Isasi,
         abogados;
      
      –        per la Diputación Foral de Guipúzcoa, dall’avv.ti A. Ibarguchi Otermin, I. Sáenz‑Cortabarría Fernández e M. Morales Isasi,
         abogados;
      
      –        per la Confederación Empresarial Vasca (Confebask), dagli avv.ti M. Araujo Boyd e D. Armesto Macías, abogados;
      –        per il governo spagnolo, dalla sig.ra N. Díaz Abad, in qualità di agente;
      –        per il governo italiano, dal sig. I. M. Braguglia, in qualità di agente, assistito dal sig. D. Del Gaizo, avvocato dello Stato;
      –        per il governo del Regno Unito, dalle sig.re E. O’Neill e I. Rao, in qualità di agenti, assistite dal sig. D. Anderson, QC;
      –        per la Commissione delle Comunità europee, dai sigg. F. Castillo de la Torre e C. Urraca Caviedes, in qualità di agenti,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza dell’8 maggio 2008,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        Le domande di pronuncia pregiudiziale vertono sull’interpretazione dell’art. 87, n. 1, CE.
      
      2        Tali domande sono state presentate nell’ambito di una serie di controversie tra, da una parte, l’Union General de Trabajadores
         de La Rioja (in prosieguo: l’«UGT‑Rioja» (C‑428/06), la Comunidad Autónoma de La Rioja (da C‑429/06 a C‑431/06) e la Comunidad
         Autónoma de Castilla y León (da C‑432/06 a C‑434/06) e, dall’altra, le Juntas Generales del Territorio Histórico de Vizcaya,
         le Diputaciones Forales de Álava, de Vizcaya e de Guipúzcoa, che sono le autorità competenti dei territori a statuto speciale
         (fuero) denominati Territorios Históricos de Vizcaya, de Álava e de Guipúzcoa (in prosieguo: le «autorità forales»), nonché la Cámara de Comercio, Industria y Navegación di Bilbao e la Confederación Empresarial Vasca (in prosieguo: la
         «Confebask»), in merito a talune disposizioni tributarie adottate dalle suddette autorità.
      
       Il diritto nazionale 
       La Costituzione spagnola del 1978
      3        Gli artt. 2, 31, n. 1, 137‑139 e 143, n. 1, della Costituzione spagnola del 1978 (in prosieguo: la «Costituzione») sono redatti
         come segue:
      
      «Articolo 2.
      La Costituzione si fonda sull’indissolubile unità della nazione spagnola, patria comune e indivisibile di tutti gli spagnoli.
         Essa riconosce e garantisce il diritto all’autonomia delle nazionalità e delle regioni che la compongono nonché la solidarietà
         fra le medesime.
      
      (…)
      Articolo 31. 
      1.      Tutti contribuiscono a sostenere le spese pubbliche in funzione delle rispettive capacità economiche mediante un sistema tributario
         giusto, ispirato ai principi di uguaglianza e progressività che, in nessun caso, può avere carattere espropriativo.
      
      (…)
      Titolo VIII – Dell’organizzazione territoriale dello Stato
      Capitolo primo – Principi generali
      Articolo 137. 
      Lo Stato si organizza territorialmente in comuni, province e nelle Comunità autonome che si costituiscano. Tutti questi enti
         godono di autonomia per la gestione dei rispettivi interessi.
      
      Articolo 138.
      1.      Lo Stato garantisce l’effettiva attuazione del principio di solidarietà sancito all’art. 2 della Costituzione, provvedendo
         all’instaurazione di un equilibrio economico adeguato e giusto fra le diverse parti del territorio spagnolo. Esso tiene conto
         in particolare delle circostanze connesse con la situazione delle isole.
      
      2.      Le differenze fra gli statuti delle varie Comunità autonome non potranno in nessun caso implicare privilegi economici o sociali.
      Articolo 139. 
      1.      Tutti gli spagnoli hanno gli stessi diritti e doveri in qualunque parte del territorio dello Stato.
      2.      Nessuna autorità potrà adottare misure che ostacolino direttamente o indirettamente la libertà delle persone di circolare
         e stabilire la loro residenza nonché la libera circolazione dei beni in tutto il territorio spagnolo. 
      
      (…)
      Capitolo III – Delle Comunità autonome
      Articolo 143. 
      1.      Nell’esercizio del diritto all’autonomia riconosciuto all’articolo 2 della Costituzione, le province limitrofe con caratteristiche
         storiche, culturali ed economiche comuni, i territori insulari e le province costituenti un ente regionale storico potranno
         accedere all’autogoverno e costituirsi in Comunità autonome conformemente alle disposizioni [del titolo VIII] e dei rispettivi
         Statuti».
      
      4        L’art. 148 della Costituzione, che descrive le materie in cui le Comunità autonome potranno esercitare determinate competenze,
         recita come segue:
      
      «1.      Le Comunità autonome potranno avere competenza nelle seguenti materie: 
      (…)
      3.      l’assetto del territorio, l’urbanistica e gli alloggi;
      4.      le opere pubbliche che interessano la Comunità autonoma nel suo stesso territorio;
      5.      le ferrovie e le strade il cui percorso si sviluppa integralmente nel territorio della Comunità autonoma e, nei medesimi termini,
         i trasporti che avvengono con questi mezzi o via cavo;
      
      6.      i porti di rifugio, i porti e gli aeroporti turistici e, in generale, quelli che non svolgono attività commerciali;
      7.      l’agricoltura e l’allevamento, in conformità delle norme economiche generali;
      8.      le montagne e le risorse forestali;
      9.      la gestione in materia di protezione dell’ambiente;
      10.      i progetti, la costruzione e lo sfruttamento degli impianti idraulici, dei canali e dei terreni irrigui che interessano la
         Comunità autonoma, le acque minerali e termali;
      
      11.      la pesca nelle acque interne, la produzione dei frutti di mare e la piscicoltura, la caccia e la pesca fluviale;
      12.      le fiere locali;
      13.      lo sviluppo dell’attività economica della Comunità autonoma nell’ambito degli obiettivi stabiliti dalla politica economica
         nazionale;
      
      14.      l’artigianato;
      (…)».
      5        L’art. 149, n. 1, della Costituzione così dispone:
      
      «1.      Lo Stato gode di competenza esclusiva nelle seguenti materie:
      1.      la regolamentazione delle condizioni fondamentali che garantiscono l’uguaglianza di tutti gli spagnoli nell’esercizio dei
         diritti e nell’assolvimento dei doveri costituzionali; 
      
      (…)
      6.      la legislazione commerciale, penale e penitenziaria; la legislazione processuale, fatte salve le speciali e necessarie disposizioni
         che in questa materia derivano dalle particolarità del diritto sostanziale delle Comunità autonome;
      
      7.      la legislazione del lavoro, fatta salva la sua attuazione da parte degli organi delle Comunità autonome;
      (…)
      11.      il sistema monetario: divise, cambio e convertibilità; le basi dell’organizzazione del credito, delle banche e delle assicurazioni;
      (…)
      13.      le basi e il coordinamento della pianificazione generale dell’attività economica;
      14.      le finanze generali e il debito dello Stato;
      (…)
      17.      la legislazione di base ed il regime economico della previdenza sociale, fatta salva l’esecuzione dei suoi servizi da parte
         delle Comunità autonome;
      
      (…)
      24.      le opere pubbliche d’interesse generale o la cui realizzazione riguardi più di una Comunità autonoma. 
      (…)».
      6        Gli artt. 156‑158 della Costituzione sono redatti come segue:
      
      «Articolo 156.
      1.      Le Comunità autonome godranno di autonomia finanziaria per lo sviluppo e l’adempimento delle loro competenze, in base ai principi
         di coordinamento con le finanze statali e di solidarietà fra tutti gli spagnoli.
      
      2.      Le Comunità autonome potranno agire come delegati o collaboratori dello Stato per la riscossione, la gestione e la liquidazione
         delle sue risorse tributarie, in conformità delle leggi e degli statuti.
      
      Articolo 157.
      1.      Le risorse delle Comunità autonome sono costituite da:
      a)      le imposte cedute in tutto o in parte dallo Stato, le sovraimposte su imposte statali ed altre forme di partecipazione alle
         entrate dello Stato;
      
      b)      le loro proprie imposte, tasse e contributi speciali;
      c)      i trasferimenti da un fondo di compensazione interterritoriale ed altri stanziamenti a carico del bilancio dello Stato;
      d)      gli utili derivanti dal loro patrimonio e gli introiti di diritto privato;
      e)      il prodotto delle operazioni di credito.
      2.      Le Comunità autonome non potranno in nessun caso adottare misure tributarie riguardo a beni situati fuori del loro territorio
         o che ostacolino la libera circolazione di merci o servizi.
      
      3.      Una legge organica potrà regolare l’esercizio delle competenze finanziarie elencate al n. 1, prevedere le norme intese a risolvere
         i conflitti che potrebbero sorgere e le possibili forme di collaborazione finanziaria tra le Comunità autonome e lo Stato.
      
      Articolo 158. 
      1.      Nei bilanci generali dello Stato si potrà stabilire uno stanziamento a favore delle Comunità autonome in funzione dell’ampiezza
         dei servizi e delle attività statali da esse espletate, nonché della garanzia di un livello minimo nella prestazione dei servizi
         pubblici fondamentali in tutto il territorio spagnolo.
      
      2.      Al fine di correggere squilibri economici interterritoriali e rendere effettivo il principio di solidarietà, si costituirà
         un Fondo di compensazione destinato a spese di investimento, le cui risorse verranno distribuite dalle Cortes Generales [Camera
         dei deputati] fra le Comunità autonome e, quando ne sia il caso, le province».
      
       Lo Statuto di autonomia
      7        Conformemente all’art. 2, al capitolo III del titolo VIII (artt. 143‑158), nonché alla prima disposizione addizionale e alla
         seconda disposizione transitoria della Costituzione, il Paese Basco costituisce una Comunità autonoma in seno al Regno di
         Spagna. La Comunità autonoma del Paese Basco è disciplinata dallo Statuto di autonomia del Paese Basco («Estatuto de Autonomía
         del País Vasco»), approvato con legge organica delle Cortes Generales 3/1979 del 18 dicembre 1979 (BOE n. 306 del 22 dicembre
         1979, in prosieguo: lo «Statuto di autonomia»). 
      
      8        La Comunità autonoma del Paese Basco consta di tre Territorios Históricos (enti amministrativi territoriali), a loro volta
         costituiti da Municipios (comuni). La struttura politica e istituzionale di tale Comunità autonoma comprende due diversi livelli,
         cioè quello delle istituzioni comuni all’insieme del Paese Basco (governo autonomo e Parlamento) e quello delle istituzioni
         o organi «forales» dotati di competenze limitate ai Territorios Históricos.
      
      9        L’art. 37 dello Statuto di autonomia recita come segue:
      
      «1.      Gli organi forales dei Territorios Históricos saranno disciplinati dal regime giuridico proprio di ciascuno di essi.
      
      2.      Le disposizioni contenute nel presente Statuto non implicheranno alcuna modifica della natura del regime foral specifico o delle competenze previste dai regimi propri di ciascuno dei Territorios Históricos.
      
      3.      In ogni caso questi ultimi sono titolari della competenza esclusiva nei rispettivi territori nelle seguenti materie:
      a)      l’organizzazione, la disciplina e il funzionamento delle rispettive istituzioni;
      b)      l’elaborazione e l’approvazione dei rispettivi bilanci;
      c)      la definizione delle delimitazioni territoriali di livello sovramunicipale, ma non eccedenti i limiti della provincia;
      d)      il regime dei beni appartenenti alle province ed ai comuni, che rientrino nel demanio o nel patrimonio pubblico, o che siano
         propri o comunali;
      
      e)      l’ordinamento delle elezioni municipali;
      f)      ogni altra competenza specificata nel presente Statuto o che sia ad essi trasferita. 
      4.      Spetterà loro inoltre, nei rispettivi territori, il potere normativo ed esecutivo nelle materie stabilite dal Parlamento basco».
      10      L’art. 40 dello Statuto di autonomia prevede che, per l’adeguato esercizio e il finanziamento delle proprie competenze, il
         Paese Basco «dispone di proprie finanze autonome». 
      
      11      L’art. 41 del suddetto Statuto recita come segue:
      
      «1.      I rapporti tributari tra lo Stato ed il Paese Basco sono regolati dal sistema foral tradizionale della concertazione economica (‘Concierto Económico’) o delle convenzioni (‘Convenios’).
      
      2.      Il contenuto della disciplina della concertazione rispetterà i principi e le basi seguenti e si conformerà ad essi:
      a)      Le istituzioni competenti dei Territorios Históricos possono mantenere, stabilire e disciplinare sul loro territorio il regime
         tributario, nel rispetto della struttura generale impositiva dello Stato, delle norme contenute nel regime di concertazione
         economica in vigore in materia di coordinamento, di armonizzazione fiscale e di cooperazione con lo Stato, e delle norme emanate
         dal Parlamento basco per finalità identiche nella Comunità autonoma. L’accordo di concertazione sarà approvato per legge.
      
      b)      L’imposizione, la gestione, la liquidazione, la riscossione e il controllo di tutte le imposte, escluse le imposizioni doganali
         e quelle attualmente riscosse tramite monopoli fiscali spettano, in ciascun Territorio Histórico, alle rispettive Diputaciones
         Forales, fatta salva tuttavia la cooperazione con lo Stato e i controlli da esso effettuati.
      
      c)      Gli organi competenti dei Territorios Históricos adottano le decisioni necessarie al fine di applicare, nel loro rispettivo
         territorio, le deroghe fiscali a carattere congiunturale che lo Stato ha deciso di applicare su tutto il territorio nazionale.
         La durata della loro validità corrisponde a quella prevista per queste ultime.
      
      d)      L’apporto del Paese Basco allo Stato consiste in una quota complessiva, composta dalle quote parziali corrispondenti a ciascuno
         dei suoi Territorios Históricos, come contributo a tutti gli oneri dello Stato non assunti dalla Comunità autonoma.
      
      e)      Al fine di fissare le quote dovute da ciascuno dei Territorios Históricos, le quali costituiscono insieme la menzionata quota
         complessiva, viene istituita una commissione mista, composta, da una parte, da un rappresentante di ciascuna Diputación Foral
         nonché da un corrispondente numero di rappresentanti del governo basco e, dall’altra, da un corrispondente numero di rappresentanti
         dell’amministrazione statale. La quota così determinata viene approvata per legge per il periodo stabilito dal regime di concertazione
         economica, fatto salvo il suo adeguamento annuale sulla base del procedimento parimenti previsto nel regime della concertazione.
      
      f)      Il regime della concertazione deve essere applicato tenendo conto del principio di solidarietà, cui si fa riferimento negli
         artt. 138 e 156 della Costituzione».
      
       L’accordo di concertazione economica
      12      L’accordo di concertazione economica fra la Comunità autonoma del Paese Basco e il Regno di Spagna è stato approvato con legge
         12/2002 (Ley 12/2002 por la que se aprueba el Concierto Económico con la Comunidad Autónoma del País Vasco) del 23 maggio
         2002 (BOE n. 124 del 24 maggio 2002; in prosieguo: l’«accordo di concertazione economica»). 
      
      13      Gli artt. 2‑4 dell’accordo di concertazione economica sono redatti come segue: 
      
      «Articolo 2. Principi generali
      Primo – Il regime tributario istituito dai Territorios Históricos deve osservare i seguenti principi:
      1º      rispetto della solidarietà nella misura fissata dalla Costituzione e dallo Statuto di autonomia;
      2º      osservanza della struttura tributaria generale dello Stato;
      3º      coordinamento, armonizzazione fiscale e cooperazione con lo Stato conformemente alle disposizioni del presente accordo di
         concertazione economica;
      
      4º      coordinamento, armonizzazione fiscale e cooperazione fra gli organi dei Territorios Históricos secondo le disposizioni emanate
         in materia dal Parlamento basco;
      
      5º      assoggettamento ai trattati o alle convenzioni internazionali, sottoscritti e ratificati dalla Spagna o ai quali essa ha aderito.
      Devono essere osservate in particolare le disposizioni contenute nelle convenzioni concluse dal Regno di Spagna al fine di
         evitare la doppia imposizione nonché le normative in materia di armonizzazione fiscale dell’Unione europea, procedendo alle
         restituzioni risultanti dall’applicazione di queste convenzioni e normative.
      
      Secondo – Le disposizioni del presente accordo di concertazione devono essere interpretate conformemente alle regole in materia
         di interpretazione delle norme tributarie contenute nel codice tributario.
      
      Articolo 3. Armonizzazione fiscale.
      In sede di elaborazione del diritto tributario i Territorios Históricos devono:
      a)      adeguarsi alla terminologia e alle nozioni utilizzate nel codice tributario, fatte salve le particolarità fissate nel presente
         accordo di concertazione economica;
      
      b)      mantenere una pressione fiscale globale effettiva equivalente a quella esistente nel resto dello Stato;
      c)      osservare e garantire la libertà di circolazione e di stabilimento delle persone nonché la libera circolazione di merci, capitali
         e servizi su tutto il territorio nazionale spagnolo, senza effetti discriminatori, pregiudizio alle regole di concorrenza
         tra le imprese ovvero distorsioni nell’allocazione delle risorse;
      
      d)      utilizzare la medesima classificazione per le attività di allevamento, minerarie, industriali, commerciali, di servizi, professionali
         e artistiche utilizzata nel territorio comune, fatta salva l’eventuale elaborazione di una classificazione più dettagliata
         delle suddette attività.
      
      Articolo 4. Principio della cooperazione 
      Primo – Gli organi competenti dei Territorios Históricos sono tenuti a trasmettere all’amministrazione dello Stato i progetti
         di disposizioni normative in materia tributaria entro un termine congruo prima della loro entrata in vigore.
      
      In modo analogo, l’amministrazione dello Stato trasmette a questi organi i propri progetti. 
      Secondo – Lo Stato stabilisce i meccanismi atti a consentire la partecipazione degli organi del Paese Basco alle convenzioni
         internazionali che esplicano i loro effetti sull’applicazione del presente accordo di concertazione economica.
      
      Terzo – Lo Stato e i Territorios Históricos, nell’espletamento delle funzioni ad essi spettanti nei settori della gestione,
         del controllo e della riscossione delle loro imposte, si trasmettono reciprocamente, nei tempi e nelle forme adeguati, i dati
         e le informazioni ritenuti necessari al miglioramento della riscossione medesima.
      
      In particolare entrambe le amministrazioni:
      a)      si trasmettono reciprocamente, attraverso i loro centri di elaborazione dati, tutte le informazioni di cui ritengono di aver
         bisogno. A tal fine vengono predisposti i mezzi tecnici necessari alla comunicazione reciproca. Viene elaborato annualmente
         un piano comune e coordinato concernente l’elaborazione dei dati fiscali;
      
      b)      i servizi di controllo preparano i piani di controllo comuni su obiettivi, settori e procedure selettive coordinati nonché
         sui contribuenti che hanno cambiato domicilio, sugli enti soggetti all’obbligo di trasparenza fiscale e sulle società assoggettate
         all’imposta, proporzionalmente al volume di operazioni realizzate nell’ambito dell’imposta sulle società».
      
      14      Gli artt. 48‑60 dell’accordo di concertazione economica disciplinano i rapporti finanziari fra lo Stato ed il Paese Basco.
         Gli artt. 48‑50 di tale accordo sono redatti come segue:
      
      «Articolo 48. Principi generali
      Per i rapporti finanziari fra lo Stato e il Paese Basco valgono i seguenti principi:
      Primo – Autonomia fiscale e finanziaria delle istituzioni del Paese Basco per lo sviluppo e l’esecuzione delle loro competenze.
      Secondo – Rispetto della solidarietà nella misura prevista dalla Costituzione e dallo Statuto di autonomia.
      Terzo – Coordinamento e cooperazione con lo Stato in materia di stabilità di bilancio.
      Quarto – Contributo del Paese Basco agli oneri dello Stato, non assunti dalla Comunità autonoma, nella forma stabilita dal
         presente accordo di concertazione economica.
      
      Quinto – Le facoltà di tutela finanziaria esercitate in qualsiasi momento dallo Stato in materia di enti territoriali spettano
         agli organi competenti del Paese Basco, senza che ciò implichi un livello di autonomia degli enti territoriali baschi inferiore
         a quello spettante agli enti territoriali del sistema comune.
      
      Articolo 49. Nozione di quota
      Il contributo finanziario del Paese Basco a favore dello Stato consta di una quota complessiva, composta della quota dovuta
         da ciascuno dei Territorios Históricos, quale contributo a tutti gli oneri dello Stato non assunti dalla Comunità autonoma
         del Paese Basco.
      
      Articolo 50. Periodicità e aggiornamento della quota
      Primo – Ogni cinque anni viene fissato con legge votata dalle Cortes Generales, previo accordo della commissione mista per
         la concertazione economica, il metodo per stabilire la quota, valido per il successivo quinquennio, sulla base dei principi
         generali figuranti nella presente concertazione, nonché per l’approvazione della quota per il primo anno del quinquennio.
      
      Secondo – In ognuno degli anni successivi al primo, la commissione mista per la concertazione economica aggiorna la quota
         applicando il metodo approvato nella legge cui si riferisce il comma precedente.
      
      Terzo – I principi che costituiscono il metodo, contenuto nel presente accordo di concertazione, per la determinazione della
         quota possono essere modificati nell’ambito della legge quinquennale relativa al contributo finanziario qualora le circostanze
         e l’esperienza in occasione della loro applicazione lo rendano consigliabile».
      
      15      L’accordo di concertazione economica prevede l’intervento di due commissioni composte in modo paritetico. A norma dell’art. 61,
         primo comma, di quest’ultimo, la commissione mista è costituita, da una parte, di un rappresentante del governo di ogni Territorio
         Histórico nonché di un ugual numero di rappresentanti del governo basco e, dall’altra, di un ugual numero di rappresentanti
         dell’amministrazione dello Stato.
      
      16      L’art. 62 dell’accordo di concertazione economica dispone che la suddetta commissione mista ha in particolare la funzione
         di pervenire ad un’intesa sulle modifiche di tale accordo, sugli impegni di collaborazione e di coordinamento in materia di
         stabilità di bilancio, nonché sul metodo per il calcolo della quota per ciascun quinquennio e di concludere gli accordi che
         in qualsiasi momento fossero necessari in materia tributaria e finanziaria per l’applicazione e il corretto funzionamento
         delle disposizioni del suddetto accordo di concertazione.
      
      17      L’art. 63 dell’accordo di concertazione economica prevede la costituzione della commissione per il coordinamento e la valutazione
         normativa (Comisión de Coordinación y Evaluación Normativa), composta di quattro rappresentanti dell’amministrazione dello
         Stato e quattro rappresentanti della Comunità autonoma del Paese Basco. Di questi ultimi, designati dal governo basco, tre
         lo sono su proposta di ognuna delle Diputaciones Forales.
      
      18      Tra le competenze conferite alla commissione per il coordinamento e la valutazione normativa dall’art. 64 dell’accordo di
         concertazione economica figura in primo luogo quella consistente nel valutare la conformità della normativa tributaria con
         la suddetta concertazione e ciò prima della pubblicazione della normativa stessa. L’art. 64, lett. a), dello stesso accordo
         dispone espressamente che, a tal fine, «quando, in occasione dello scambio di progetti di disposizioni regolamentari previsto
         all’art. 4, n. 1, del presente accordo di concertazione economica, si formulassero osservazioni concernenti le proposte ivi
         contenute, una qualsiasi tra le istituzioni ed amministrazioni rappresentate potrà sollecitare, per iscritto ed in forma motivata,
         la convocazione di tale commissione. Quest’ultima si riunirà entro un termine massimo di quindici giorni a decorrere dalla
         domanda di convocazione, esaminerà la conformità della normativa proposta con l’accordo di concertazione economica e si sforzerà,
         prima della pubblicazione delle relative disposizioni, di provvedere a che le istituzioni e le amministrazioni pervengano
         ad un’intesa quanto ai possibili disaccordi sul contenuto della normativa tributaria». 
      
       La legge del 2002 relativa alla quota per gli anni 2002-2006
      19      Con legge 23 maggio 2002, n. 12, è stato approvato il metodo per la determinazione della quota del Paese Basco per gli anni
         2002‑2006 (BOE n. 124, pag. 18636; in prosieguo: la «legge del 2002 relativa alla quota»). Gli artt. 3‑7 di tale legge prevedono
         quanto segue:
      
      «Articolo 3. Determinazione della quota per l’anno base
      La quota effettiva per l’anno base del quinquennio 2002‑2006 viene determinata mediante applicazione del coefficiente d’imputazione
         all’importo complessivo degli oneri non assunti dalla Comunità autonoma e adottando le corrispondenti rettifiche e compensazioni
         nella misura prevista dai seguenti articoli.
      
      Articolo 4. Oneri dello Stato che non sono stati assunti dalla Comunità autonoma
      Primo – Si considerano oneri dello Stato non assunti dalla Comunità autonoma quegli oneri che corrispondono a competenze il
         cui esercizio non è ancora stato effettivamente assunto da tale Comunità.
      
      Secondo – Al fine di determinare l’ammontare totale degli oneri in questione, viene dedotta dal totale delle spese del bilancio
         dello Stato la dotazione integrale di bilancio corrispondente, a livello dello Stato, alle competenze conferite alla Comunità
         autonoma, a partire dalla data di efficacia del trasferimento fissato dai corrispondenti regi decreti. 
      
      (…)
      Articolo 5. Rettifiche
      Primo – Fatte salve le disposizioni contenute nei successivi artt. 14 e 15, le cifre risultanti dall’imputazione cui si riferisce
         l’art. 4, n. 4, subiranno le rettifiche necessarie a perfezionare la stima delle entrate provenienti dalle imposte dirette
         ascrivibili al Paese Basco e al resto del territorio nazionale, conformemente al disposto dell’art. 55 dell’accordo di concertazione
         economica. 
      
      (…)
      Articolo 6. Compensazione
      Primo – Dalla quota a carico di ciascun Territorio Histórico vengono detratte per compensazione le seguenti voci:
      a)      la parte imputabile delle imposte non concertate;
      b)      la parte imputabile delle entrate del bilancio priva di carattere fiscale;
      c)      la parte imputabile del disavanzo presentato dal bilancio generale dello Stato. 
      (…)
      Articolo 7. Coefficiente d’imputazione
      Il coefficiente d’imputazione cui si riferiscono i precedenti artt. 4 e 6, essenzialmente determinato sulla base del reddito
         dei Territorios Históricos in rapporto a quello dello Stato, è del 6,24%, per il quinquennio in vigore».
      
      20      Ai sensi dell’allegato I della legge del 2002 relativa alla quota, che fissa la quota provvisoria della Comunità autonoma
         del Paese Basco per l’anno di base 2002, l’importo che i Territorios Históricos devono versare ammonta a EUR 1 034 626 080.
      
       Normativa tributaria in questione nelle cause principali
      21      Nei procedimenti C‑428/06, C‑429/06 e C‑434/06 i ricorsi di annullamento proposti dinanzi al giudice nazionale vertono sulla
         norma foral delle Juntas Generales de Vizcaya 23 giugno 2005, n. 7 (in prosieguo: la «norma foral 7/2005»), il cui art. 2 modifica la norma foral 26 giugno 1996, n. 3, relativa all’imposta sulle società. I primi due di tali ricorsi sono diretti all’annullamento dei nn. 4,
         6 e 7 del suddetto art. 2, mentre il terzo ricorso ha per oggetto solo l’annullamento dei nn. 4 e 6 del medesimo articolo.
      
      22      L’art. 2, n. 4, della norma foral 7/2005 modifica l’art. 29 della norma foral 3/1996 e fissa l’aliquota dell’imposta sulle società «in generale al 32,5%». Il giudice nazionale indica che, secondo la
         normativa comune dello Stato, cioè l’art. 28, n. 1, del testo unico della legge relativa all’imposta sulle società, approvato
         con regio decreto legislativo 5 marzo 2004, n. 4, l’aliquota normale dell’imposta sulle società è del 35%.
      
      23      L’art. 2, n. 6, della norma foral 7/2005 modifica l’art. 37 della norma foral 3/1996 e prevede una detrazione pari al 10% dell’importo degli investimenti nuovi
         in attivi fissi materiali, destinati allo sviluppo dell’attività economica dell’impresa. Il n. 7 dello stesso art. 2 modifica
         l’art. 39 della norma foral 3/1996 e prevede una detrazione pari al 10% degli importi provenienti dal risultato del bilancio di esercizio, la quale può
         essere destinata ad una «riserva per investimenti produttivi e/o per attività di conservazione e miglioramento dell’ambiente
         o risparmio energetico». Il giudice nazionale precisa che tali possibilità di detrazione non esistono nella legge spagnola
         relativa all’imposta sulle società.
      
      24      Nei procedimenti C‑430/06 e C‑433/06 i ricorsi di annullamento proposti dinanzi al giudice nazionale hanno per oggetto il
         Decreto Foral Normativo de Urgencia Fiscal del Consejo de Diputados de Álava 24 maggio 2005, n. 2, confermato mediante accordo
         delle Juntas Generales de Álava del 13 giugno 2005, il cui articolo unico modifica, ai nn. 4 e 5, gli artt. 29 e 37 della
         norma foral 5 luglio 1996, n. 24, relativa all’imposta sulle società. Il contenuto della norma impugnata nei suddetti ricorsi è lo stesso
         della norma di cui trattasi nei ricorsi all’origine della domanda di pronuncia pregiudiziale nel procedimento C‑434/06.
      
      25      Nei procedimenti C‑431/06 e C‑432/06 i ricorsi di annullamento proposti dinanzi al giudice nazionale hanno per oggetto il
         Decreto Foral della Diputación foral de Guipúzcoa 24 maggio 2005, n. 32, il cui articolo unico modifica, ai nn. 3 e 4, gli
         artt. 29 e 37 della norma foral 4 luglio 1996, n. 7, relativa all’imposta sulle società. Il contenuto della norma impugnata nei suddetti ricorsi è lo stesso
         della norma in questione nel ricorso all’origine della domanda di pronuncia pregiudiziale nel procedimento C‑434/06.
      
       Cause principali e questioni pregiudiziali
      26      Risulta che le disposizioni impugnate nelle cause principali sono state adottate dalle Diputaciones Forales dopo che il Tribunal
         Supremo, con sentenza resa il 9 dicembre 2004, aveva dichiarato, in merito al ricorso per cassazione n. 7893/1999, la nullità
         di pieno diritto di numerose disposizioni analoghe adottate dalle stesse autorità per il motivo che tali misure, potendo costituire
         aiuti di Stato, avrebbero dovuto essere notificate alla Commissione delle Comunità europee conformemente all’art. 88, n. 3,
         CE. Le convenute nelle cause principali indicano tuttavia, nelle osservazioni scritte presentate dinanzi alla Corte, che,
         a causa del fatto che il Tribunal Supremo ha statuito senza sottoporre alcuna questione pregiudiziale alla Corte e per altre
         ragioni, avverso tale sentenza è stato proposto dinanzi al Tribunal Constitucional un «recurso de amparo» (ricorso per la
         tutela dei diritti fondamentali).
      
      27      Nell’ambito dei ricorsi di annullamento di cui alle cause principali, il giudice nazionale si chiede se misure fiscali di
         portata generale, che non implicano la concessione di un vantaggio a determinate imprese o a determinate produzioni, debbano
         essere considerate «selettive» ed essere assoggettate alla disciplina di cui agli artt. 87 CE e 88 CE per il solo motivo che
         esplicano la loro influenza esclusivamente nel territorio rientrante nella competenza di un ente infrastatale autonomo in
         materia tributaria.
      
      28      Il giudice menziona al riguardo la sentenza della Corte 6 settembre 2006, causa C‑88/03, Portogallo/Commissione (Racc. pag. I‑7115),
         relativa a misure fiscali adottate dalla Regione autonoma delle Azzorre, e si riferisce alla tre condizioni dell’autonomia
         istituzionale, procedurale ed economica, precisate dalla Corte al punto 67 della suddetta sentenza.
      
      29      Esaminando se il Paese Basco ed i suoi Territorios Históricos rispondano ai tre requisiti in parola, il giudice nazionale
         afferma di non aver dubbi quanto all’esistenza di un’autonomia istituzionale.
      
      30      Viceversa, esso si pone l’interrogativo se il procedimento formale di elaborazione della normativa tributaria nel Paese Basco
         soddisfi il criterio dell’autonomia procedurale. Certo, tale procedimento non è soggetto all’intervento diretto del governo
         centrale, ma è caratterizzato da meccanismi di conciliazione non coercitivi, reciproci e paritetici volti a permettere l’esame
         della compatibilità dei progetti, una volta noti, con l’accordo di concertazione economica adottato dalle parti al fine di
         garantire che le normative approvate da queste ultime siano conformi alle regole pattuite tra le amministrazioni centrale
         e regionale, regole elevate al rango di leggi. Peraltro, dalla prospettiva degli obiettivi perseguiti dalla normativa tributaria
         autonoma e dell’eventuale obbligo, in capo all’amministrazione basca, di «tenere in considerazione l’interesse nazionale nello
         stabilire le aliquote», l’accordo di concertazione economica prevede all’art. 3 taluni limiti negativi relativi alla pressione
         fiscale effettiva globale, alle libertà di circolazione e di stabilimento nonché all’assenza di effetti discriminatori. Tali
         limiti possono dar luogo ad un sindacato giurisdizionale a posteriori delle disposizioni tributarie poste in vigore, inteso
         a verificarne la conformità con le regole o gli orientamenti summenzionati.
      
      31      Per quanto riguarda l’autonomia economica, il giudice nazionale solleva la questione se il Paese Basco, pur essendo un ente
         fiscalmente responsabile, disponga tuttavia di competenze sufficienti a soddisfare tale criterio. Tale giudice indica al riguardo
         che il livello di competenza del Paese Basco, benché sia molto elevato rispetto ad altre manifestazioni di autonomia regionale
         in ambito europeo, è tuttavia limitato dall’esistenza di competenze esclusive dello Stato in settori che hanno un’incidenza
         economica sul Paese Basco quali, tra gli altri settori di competenza menzionati all’art. 149 della Costituzione, il sistema
         monetario, le basi e il coordinamento della pianificazione generale dell’attività economica, il regime economico della previdenza
         sociale e le opere pubbliche di interesse generale. Per tale ragione l’esistenza di un contesto economico distinto all’interno
         del Paese Basco dovrebbe essere relativizzata e concepita in funzione di determinate esigenze fondamentali di unità del mercato
         o di unità dell’ordinamento economico, le quali costituirebbero limiti intrinseci al sistema delle Comunità autonome spagnole,
         secondo la giurisprudenza del Tribunal Constitucional (v., segnatamente, sentenze 19 ottobre 1984, n. 96, e 25 aprile 2002,
         n. 96).
      
      32      Dati tali elementi, il Tribunal Superior de Justicia de la Comunidad Autónoma del País Vasco ha deciso di sospendere il procedimento
         e di sottoporre alla Corte la seguente questione pregiudiziale, la quale è formulata in termini identici nei procedimenti
         C‑428/06, C‑429/06 e C‑434/06):
      
      «Se l’art. 87, n. 1, CE debba essere interpretato nel senso che le misure fiscali adottate dalle Juntas Generales del Territorio
         Histórico de Vizkaya, che modificano gli artt. 29, n. 1, lett. a), 37 e 39 della normativa relativa all’imposta sulle società,
         poiché stabiliscono un’aliquota inferiore a quella generale della legge dello Stato spagnolo e talune detrazioni fiscali che
         non esistono nell’ordinamento giuridico tributario statale, applicabili nell’ambito territoriale di detto ente substatale
         dotato di autonomia, debbano essere considerate selettive e rientranti nell’ambito della nozione di aiuti di Stato ai sensi
         di detta disposizione e debbano pertanto essere comunicate alla Commissione ai sensi dell’art. 88, n. 3, CE.
      
      33      Nei procedimenti riuniti da C‑430/06 a C‑433/06, la questione pregiudiziale è identica a quella esposta al punto precedente,
         ma verte sulle pertinenti normas forales di Álava e di Guipúzcoa.
      
      34      Con ordinanza del presidente della Corte 30 novembre 2006, i procedimenti da C‑428/06 a C‑434/06 sono stati riuniti ai fini
         delle fasi scritta e orale nonché della sentenza. 
      
       Sulla ricevibilità delle domande di pronuncia pregiudiziale
       Osservazioni presentate alla Corte
      35      La Comunidad Autónoma de La Rioja sostiene che le domande di pronuncia pregiudiziale non sono ricevibili poiché la soluzione
         della questione sollevata non sarebbe necessaria a permettere al giudice nazionale di emettere le sue decisioni. Infatti,
         con ordinanza 14 novembre 2005, confermata da un’ulteriore ordinanza 17 marzo 2006, entrambe adottate nell’ambito del procedimento
         incidentale di esecuzione della sentenza pronunciata dal Tribunal Supremo il 9 dicembre 2004 (esecuzione n. 3753/96-1), il
         Tribunal Superior de Justicia de la Comunidad Autónoma del País Vasco avrebbe già annullato talune delle disposizioni impugnate
         nelle cause principali, cioè l’art. 29 delle varie normas forales modificate relative all’aliquota dell’imposta sulle società e l’art. 39 modificato dalla norma foral 3/1996, considerando che tali disposizioni erano in contrasto con la suddetta sentenza ed erano state adottate al fine di
         evitarne l’esecuzione. Circa le due ordinanze summenzionate, esse sarebbero attualmente oggetto di un ricorso per cassazione.
      
      36      Con lettera 23 gennaio 2008 la Comunidad Autónoma de La Rioja ha tuttavia dichiarato alla Corte che ritirava la domanda diretta
         a che le domande di pronuncia pregiudiziale fossero dichiarate irricevibili.
      
      37      L’UGT‑Rioja sostiene anch’essa che le suddette domande non sono ricevibili in quanto non sussisterebbe il minimo dubbio circa
         il fatto che le misure fiscali di cui trattasi nelle cause principali costituiscono aiuti di Stato. Essa si riferisce in proposito
         alla sentenza del Tribunal Supremo e a talune decisioni della Commissione relative a disposizioni tributarie adottate dai
         Territorios Históricos le quali sono analoghe alle suddette misure.
      
      38      La Confebask fa anch’essa valere che le domande di pronuncia pregiudiziale non erano necessarie in quanto la citata sentenza
         Portogallo/Commissione è molto chiara e non v’è alcun dubbio sul fatto che le misure fiscali di cui trattasi nelle cause principali
         non costituiscono aiuti di Stato.
      
       Giudizio della Corte
      39      Sia dal dettato sia dal sistema dell’art. 234 CE emerge che il procedimento pregiudiziale presuppone la pendenza dinanzi ai
         giudici nazionali di un’effettiva controversia, nell’ambito della quale essi dovranno emettere una pronuncia che possa tener
         conto della sentenza pregiudiziale della Corte (v., in questo senso, sentenze 15 giugno 1995, cause riunite da C‑422/93 a
         C‑424/93, Zabala Erasun e a., Racc. pag. I‑1567, punto 28; 12 marzo 1998, causa C‑314/96, Djabali, Racc. pag. I‑1149, punto 18,
         e 20 gennaio 2005, causa C‑225/02, García Blanco, Racc. pag. I‑523, punto 27).
      
      40      Poiché l’esistenza di una controversia nella causa principale è un presupposto della competenza della Corte, quest’ultima
         può verificarla d’ufficio. Ne consegue che il ritiro della domanda di dichiarazione di irricevibilità della questione pregiudiziale,
         effettuato dalla Comunidad Autónoma de La Rioja, è irrilevante ai fini di tale verifica.
      
      41      Nella fattispecie non risulta da alcuno degli elementi forniti alla Corte che, in seguito all’annullamento di talune delle
         disposizioni impugnate, le controversie di cui alle cause principali siano divenute prive di oggetto, né che la soluzione
         delle domande di pronuncia pregiudiziale non sia più necessaria al giudice nazionale per emettere le sue decisioni nelle cause
         dinanzi ad esso pendenti.
      
      42      Quanto all’asserita chiarezza della soluzione della questione sollevata, occorre ricordare che, quando la soluzione di una
         questione pregiudiziale può essere chiaramente dedotta dalla giurisprudenza o quando essa non dà adito ad alcun ragionevole
         dubbio, da un lato, il giudice le cui decisioni non sono impugnabili non ha l’obbligo, in talune circostanze, di sollevare
         una questione pregiudiziale (v., in questo senso, sentenze 6 ottobre 1982, causa 283/81, Cilfit e a., Racc. pag. 3415, punti
         14 e 16‑20) e, dall’altro, la Corte può statuire con ordinanza motivata conformemente all’art. 104, n. 3, del regolamento
         di procedura.
      
      43      Tuttavia tali circostanze non vietano in alcun modo al giudice nazionale di sottoporre alla Corte una questione pregiudiziale
         (v., in tal senso, citata sentenza Cilfit e a., punto 15) e non hanno per effetto di rendere la Corte incompetente a statuire
         su una siffatta questione.
      
      44      Va in ogni caso constatato che, per l’UGT‑Rioja, non sussiste alcun dubbio che le misure fiscali di cui alla causa principale
         costituiscono aiuti di Stato, mentre, per la Confebask, è fuori dubbio che tali misure non costituiscono aiuti siffatti. Tale
         valutazione contraddittoria delle suddette misure fiscali rispetto alle disposizioni del Trattato CE è sufficiente a dimostrare
         la necessità di risolvere le domande di pronuncia pregiudiziale.
      
       Sulla questione pregiudiziale
      45      Con la sua questione il giudice nazionale chiede in sostanza se l’art. 87, n. 1, CE debba interpretarsi nel senso che misure
         fiscali come quelle di cui trattasi nella causa principale, che sono state adottate da enti infrastatali, devono considerarsi
         selettive e, pertanto, come aiuti di Stato ai sensi di tale disposizione per il solo motivo che non si applicano all’insieme
         del territorio dello Stato membro interessato. 
      
      46      Come indicato dalla Corte al punto 56 della citata sentenza Portogallo/Commissione, per valutare la selettività di una misura
         occorre accertare se, nell’ambito di un dato regime giuridico, la suddetta misura rappresenti un vantaggio per talune imprese
         rispetto ad altre che si trovino in una situazione fattuale e giuridica analoga.
      
      47      A tale riguardo l’ambito di riferimento non deve essere necessariamente definito entro i limiti del territorio dello Stato
         membro interessato, cosicché un provvedimento che concede un beneficio solo in una parte del territorio nazionale non è per
         questa sola circostanza selettivo ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE (citata sentenza Portogallo/Commissione, punto 57).
      
      48      Non si può escludere che un ente infrastatale è dotato di uno statuto di fatto e di diritto che lo rende sufficientemente
         autonomo rispetto al governo centrale di uno Stato membro affinché, grazie alle misure adottate, sia il suddetto ente, e non
         il governo centrale, a rivestire un ruolo fondamentale nella definizione del contesto politico ed economico in cui operano
         le imprese (citata sentenza Portogallo/Commissione, punto 58).
      
      49      La Corte ha richiamato, al punto 65 della citata sentenza Portogallo/Commissione, la situazione in cui un’autorità regionale
         o locale, nell’esercizio di poteri sufficientemente autonomi rispetto al potere centrale, stabilisce un’aliquota fiscale inferiore
         a quella nazionale e applicabile unicamente alle imprese situate all’interno del territorio di sua competenza.
      
      50      In quest’ultima situazione, il contesto giuridico pertinente per valutare la selettività di una misura fiscale potrebbe limitarsi
         all’area geografica interessata dal provvedimento qualora l’ente infrastatale, segnatamente in virtù del suo statuto e dei
         suoi poteri, ricopra un ruolo determinante nella definizione del contesto politico ed economico in cui operano le imprese
         presenti nel territorio di sua competenza (citata sentenza Portogallo/Commissione, punto 66).
      
      51      Affinché una decisione presa da un’autorità regionale o locale possa essere considerata come adottata nell’esercizio di poteri
         sufficientemente autonomi, è innanzi tutto necessario che tale autorità sia dotata, sul piano costituzionale, di uno statuto
         politico e amministrativo distinto da quello del governo centrale. Inoltre, la decisione in questione deve essere stata presa
         senza possibilità di un intervento diretto da parte del governo centrale in merito al suo contenuto. Infine, le conseguenze
         economiche di una riduzione dell’aliquota d’imposta nazionale applicabile alle imprese presenti nella regione non devono essere
         compensate da sovvenzioni o contributi provenienti da altre regioni o dal governo centrale (citata sentenza Portogallo/Commissione,
         punto 67). Queste tre condizioni sono comunemente qualificate come i criteri dell’autonomia istituzionale, procedurale nonché
         economica e finanziaria.
      
      52      La Corte ha concluso, al punto 68 della citata sentenza Portogallo/Commissione, che un’autonomia politica e fiscale rispetto
         al governo centrale che sia sufficiente sotto il profilo dell’applicazione delle disposizioni comunitarie relative agli aiuti
         di Stato presuppone non soltanto che l’ente infrastatale sia dotato della competenza ad adottare, nel rispettivo territorio,
         misure di riduzione dell’aliquota d’imposta indipendentemente da qualsiasi considerazione collegata all’azione dello Stato
         centrale, ma altresì che esso si assuma le conseguenze politiche ed economiche di una tale misura.
      
       Sull’assenza di condizione preliminare
      53      Contrariamente a quanto sostiene la Commissione, i punti 58 e 66 della citata sentenza Portogallo/Commissione non istituiscono
         alcuna condizione preliminare all’applicazione dei tre criteri precisati al punto 67 della medesima sentenza.
      
      54      Il tenore stesso del punto 58 della suddetta sentenza non lascia alcun margine di dubbio in proposito. La Corte vi indica
         infatti che non è escluso che un ente infrastatale sia sufficientemente autonomo rispetto al governo centrale da svolgere
         esso stesso un ruolo fondamentale nella definizione del contesto politico ed economico in cui operano le imprese.
      
      55      In altri termini, un ente infrastatale, quando è sufficientemente autonomo, cioè quando dispone di autonomia dal punto di
         vista istituzionale, procedurale ed economico, riveste un ruolo fondamentale nella definizione del contesto politico ed economico
         in cui operano le imprese. Tale ruolo fondamentale è la conseguenza dell’autonomia e non una condizione preliminare di quest’ultima.
      
      56      Il punto 66 della citata sentenza Commissione/Portogallo esprime anch’esso tale rapporto di consequenzialità, in quanto la
         Corte vi richiama il caso in cui un ente infrastatale, «segnatamente in virtù del suo statuto e dei suoi poteri», ricopre
         un ruolo determinante nella definizione del contesto politico ed economico in cui operano le imprese presenti nel territorio
         di sua competenza.
      
      57      Tale punto 66 chiarisce a sufficienza il punto 67 della medesima sentenza, il quale descrive i criteri che una decisione deve
         soddisfare per poter essere considerata come adottata nell’esercizio di poteri sufficientemente autonomi, cioè in circostanze
         come quelle di cui al suddetto punto 66.
      
      58      Una siffatta interpretazione del principio dettato dalla Corte ai punti 54‑68 della citata sentenza Portogallo/Commissione
         è corroborata dall’esame del controllo effettuato dalla Corte nella medesima sentenza. Va rilevato in proposito che quest’ultima
         ha esaminato, al punto 70 della stessa sentenza, i criteri dell’autonomia istituzionale e dell’autonomia procedurale e, ai
         punti 71‑76, quello dell’autonomia economica.
      
      59      Come ha rilevato l’avvocato generale al paragrafo 70 delle sue conclusioni, non risulta però in alcun modo dal controllo effettuato
         dalla Corte che quest’ultima abbia esaminato se fosse soddisfatta la condizione preliminare di cui la Commissione asserisce
         l’esistenza.
      
      60      Ne consegue che le uniche condizioni che devono ricorrere affinché il territorio rientrante nella competenza di un ente infrastatale
         sia il contesto pertinente per valutare se una decisione adottata da tale ente abbia natura selettiva sono le condizioni di
         autonomia istituzionale, di autonomia procedurale nonché di autonomia economica e finanziaria quali precisate al punto 67
         della citata sentenza Portogallo/Commissione.
      
       Sull’ente infrastatale da prendere in considerazione
       Osservazioni presentate alla Corte
      61      Al fine di verificare se le misure in questione nelle cause principali siano state adottate da un ente infrastatale «sufficientemente
         autonomo», occorre preliminarmente determinare quale sia l’ente che va preso in considerazione.
      
      62      Infatti, se è vero che la questione pregiudiziale sollevata in ognuno dei procedimenti riuniti da C‑428/06 a C‑434/06 verte
         sulle misure fiscali adottate da un Territorio Histórico particolare, è opportuno rilevare che il giudice nazionale, nel suo
         ragionamento inteso a chiarire i motivi per cui è necessaria la soluzione di una questione siffatta, menziona sia la Comunità
         autonoma del Paese Basco sia i Territorios Históricos.
      
      63      Dinanzi alla Corte, la Comunidad Autónoma de La Rioja, la Comunidad Autónoma de Castilla y León nonché la Commissione affermano
         che occorre prendere in considerazione unicamente i Territorios Históricos, poiché proprio tali enti hanno adottato le misure
         in discussione. Esse sottolineano in proposito la ridotta competenza di tali enti, la loro assenza di autonomia e, quindi,
         il carattere selettivo delle normasforales contestate. 
      
      64      Al pari del giudice nazionale, le autorità forales e il governo spagnolo si riferiscono, per designare lo stesso ente infrastatale, ora ai Territorios Históricos, ora alla
         Comunità autonoma del Paese Basco, a seconda che si riferiscano all’autorità competente in materia fiscale o in altre materie.
      
       Risposta della Corte
      65      Come risulta dalla descrizione della normativa nazionale riprodotta nella presente sentenza, il sistema istituzionale del
         Regno di Spagna è particolarmente complesso. Peraltro, la Corte non è competente ad interpretare il diritto nazionale. L’interpretazione
         dell’art. 87, n. 1, CE impone tuttavia di determinare l’ente infrastatale da prendere in considerazione nel valutare il carattere
         selettivo di una misura fiscale.
      
      66      La Comunità autonoma del Paese Basco consta delle tre Province di Álava, di Vizcaya e di Guipúzcoa. I confini di tali province
         coincidono con quelli dei Territorios Históricos, enti che godono di diritti di origine antica, denominati «fueros», che permettono
         loro di applicare e prelevare l’imposta. Invece altre varie competenze, segnatamente in materia economica, sono esercitate
         dalla Comunità autonoma.
      
      67      Sembra non esservi dubbio che i Territorios Históricos, considerati in quanto tali, non dispongano di un’autonomia sufficiente
         ai sensi dei criteri enunciati ai punti 67 e 68 della citata sentenza Portogallo/Commissione. Infatti, l’esistenza di un’autonomia
         politica e fiscale richiede che l’ente infrastatale assuma le conseguenze politiche e finanziarie di una misura di riduzione
         dell’imposta. Ciò non accadrebbe nel caso in cui l’ente non si faccia carico della gestione di un bilancio, cioè non possieda
         il controllo sia delle entrate sia delle spese. Pare che tale sia la situazione in cui versano i Territorios Históricos, i
         quali sarebbero competenti solo in materia tributaria, mentre le altre competenze spettano alla Comunità autonoma del Paese
         Basco.
      
      68      Non risulta tuttavia indispensabile, ai fini di un esame dei criteri di autonomia di un ente infrastatale, prendere in considerazione
         solo i Territorios Históricos o, inversamente, solo la Comunità autonoma del Paese Basco.
      
      69      Emerge infatti dalle spiegazioni fornite alla Corte che solo per ragioni storiche le competenze esercitate nel territorio
         geografico corrispondente al tempo stesso ai Territorios Históricos ed alla Comunità autonoma del Paese Basco sono organizzate
         distinguendo la competenza in materia tributaria, conferita ai Territorios Históricos, dalle competenze in materia economica,
         conferite alla Comunità autonoma. 
      
      70      Per evitare di pervenire a situazioni incoerenti, tale suddivisione delle competenze impone una stretta collaborazione tra
         i vari enti.
      
      71      Così, lo Statuto di autonomia tratta delle competenze della Comunità autonoma del Paese Basco, ma precisa anche, all’art. 41,
         n. 2, i principi fondamentali che devono essere osservati dalle autorità forales di cui si tratta più ampiamente nell’accordo di concertazione economica. 
      
      72      Tale accordo di concertazione economica, approvato per legge, è stato concluso tra la Comunità autonoma del Paese Basco e
         lo Stato spagnolo. Esso non disciplina però unicamente le competenze della Comunità autonoma, ma contiene numerose disposizioni
         relative ai Territorios Históricos, che sono competenti per numerose materie tributarie.
      
      73      La corretta esecuzione dell’accordo di concertazione economica è controllata da una commissione mista. A norma dell’art. 61,
         primo comma, del suddetto accordo, tale commissione è costituita, da una parte, da un rappresentante di ciascun governo territoriale
         nonché dallo stesso numero di rappresentanti del governo basco e, dall’altra, da un ugual numero di rappresentanti dell’amministrazione
         dello Stato.
      
      74      Parimenti, la composizione della commissione di coordinamento e di valutazione normativa attesta la stretta cooperazione tra
         i Territorios Históricos e la Comunità autonoma del Paese Basco. Infatti, a norma dell’art. 63 dell’accordo di concertazione
         economica, tale commissione è composta di quattro rappresentanti dell’amministrazione dello Stato e di quattro rappresentanti
         della Comunità autonoma designati dal governo basco, e tre di questi ultimi sono nominati su proposta di ciascuna delle Diputaciones
         Forales.
      
      75      Occorre quindi riferirsi al tempo stesso ai Territorios Históricos ed alla Comunità autonoma del Paese Basco per determinare
         se l’ente infrastatale costituito sia da questi Territorios Históricos, sia da questa Comunità disponga di un’autonomia sufficiente
         per costituire il quadro di riferimento rispetto al quale occorre valutare la selettività di una misura adottata da uno di
         tali Territorios Históricos.
      
       Sulla pertinenza del controllo giurisdizionale
      76      Prima di esaminare se nelle cause principali siano soddisfatti i tre criteri di autonomia enunciati al punto 67 della citata
         sentenza Portogallo/Commissione, occorre anche precisare a quale titolo va preso in considerazione il controllo esercitato
         dai giudici nazionali. Talune delle parti nelle cause principali che hanno presentato osservazioni fanno infatti valere che
         le normas forales hanno il rango di disposizioni amministrative e sono soggette al controllo di legittimità dei giudici amministrativi, il
         che avrebbe un’influenza sull’autonomia procedurale dei Territorios Históricos. Altre parti ritengono invece che tale controllo
         non sia pertinente ai fini della valutazione dei criteri di autonomia. 
      
      77      Si deve ricordare in proposito che, nell’ambito dell’art. 234 CE, la Corte è competente non ad applicare il diritto comunitario,
         ma unicamente ad interpretarlo o a giudicarne la validità.
      
      78      Occorre quindi non già porsi l’interrogativo se le normas forales di cui alle cause principali costituiscano aiuti di Stato ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE, bensì interpretare tale disposizione
         al fine di verificare se disposizioni quali le normas forales adottate dai Territorios Históricos nei limiti delle loro competenze possano definirsi regole di applicazione generale ai
         sensi della nozione di aiuto di Stato, quale risulta da tale disposizione, o se tali norme abbiano carattere selettivo.
      
      79      Risulta che i limiti delle competenze dei Territorios Históricos sono stabiliti dalla Costituzione e da altre disposizioni,
         come lo Statuto di autonomia e l’accordo di concertazione economica. A tale riguardo è necessario prendere in considerazione
         le disposizioni in parola quali, come le interpretano i giudici nazionali e come questi ultimi le fanno osservare. Infatti,
         pertinente al fine di verificare l’esistenza di un’autonomia è non già il controllo del giudice, ma il parametro che tale
         giudice utilizza quando effettua il suo controllo.
      
      80      La funzione del controllo di legittimità è quella di far rispettare i limiti prestabiliti delle competenze di diversi poteri,
         organi o enti dello Stato, ma non di determinare tali limiti. Come il governo spagnolo ha fatto valere all’udienza, l’esistenza
         di un controllo giurisdizionale è inerente all’esistenza di uno Stato di diritto.
      
      81      Invero, la giurisprudenza dei giudici di uno Stato membro è importante per conoscere i limiti delle competenze di un ente
         infrastatale, proprio in quanto l’interpretazione giurisprudenziale fa parte integrante delle norme che definiscono tali competenze.
         Tuttavia la decisione giurisdizionale si limita a interpretare la norma che stabilisce i limiti delle competenze di un ente
         siffatto, ma non incide, in via di principio, sull’esercizio di queste competenze all’interno di tali limiti.
      
      82      Ne deriva che sono le norme applicabili, quali interpretate dai giudici nazionali, a determinare i limiti delle competenze
         di un ente infrastatale e a dover essere prese in considerazione per verificare se quest’ultimo disponga di un’autonomia sufficiente.
         
      
      83      Di conseguenza non si può validamente concludere per l’assenza di autonomia di un ente infrastatale per il solo motivo che
         sugli atti adottati da quest’ultimo viene esercitato un controllo giurisdizionale.
      
       Sui tre criteri di autonomia
       Sul criterio dell’autonomia istituzionale
      –       Osservazioni presentate alla Corte
      84      Le autorità forales, la Confebask nonché il governo del Regno Unito condividono l’analisi del giudice nazionale per quanto riguarda l’autonomia
         istituzionale. Anche il governo spagnolo ritiene che la prima condizione sia soddisfatta.
      
      85      La Comunidad Autónoma de Castilla y León sostiene che i Territorios Históricos non dispongono di un’autonomia istituzionale
         completa, in quanto devono contribuire agli oneri dello Stato spagnolo. La Comunidad Autónoma de La Rioja ricorda che occorre
         distinguere le autorità forales, che hanno adottato le misure fiscali di cui alle cause principali, dalla Comunità autonoma del Paese Basco. Quest’ultima,
         come le altre Comunità autonome, dovrebbe esercitare le competenze conferitele dallo Stato nell’ambito degli obiettivi di
         politica economica nazionale o dell’organizzazione generale dell’economia definiti da quest’ultimo, mentre le autorità forales in parola non disporrebbero di competenze in materia economica. Senza con ciò contestare l’esistenza di un’autonomia istituzionale,
         la Commissione rileva anch’essa le competenze ridotte di cui fruiscono le autorità forales, che agirebbero essenzialmente come un esattore fiscale per conto di altre amministrazioni.
      
      –       Risposta della Corte
      86      Le varie tesi sono state richiamate nella misura del necessario. Occorre tuttavia, come già indicato al punto 75 della presente
         sentenza, prendere in considerazione l’ente infrastatale composto al tempo stesso dei Territorios Históricos e della Comunità
         autonomia del Paese Basco.
      
      87      A tale riguardo risulta dall’esame della Costituzione, dello Statuto di autonomia e dell’accordo di concertazione economica
         che enti infrastatali quali i Territorios Históricos e la Comunità autonoma del Paese Basco, in quanto dotati di uno statuto
         politico e amministrativo distinto da quello del governo centrale, soddisfano il criterio dell’autonomia istituzionale.
      
       Sul criterio dell’autonomia procedurale
      –       Osservazioni presentate alla Corte
      88      La Comunidad Autónoma de La Rioja e la Comunidad Autónoma de Castilla y León nonché la Commissione sottolineano che le autorità
         forales sono limitate nell’esercizio delle loro competenze nei confronti sia dello Stato centrale, sia della Comunità autonoma del
         Paese Basco e tra loro. Conformemente al principio di collaborazione con lo Stato, esisterebbe in proposito un controllo preliminare.
         La Comunidad Autónoma de Castilla y León insiste sul ruolo della commissione di coordinamento e di valutazione normativa di
         cui agli artt. 63 e 64 dell’accordo di concertazione economica.
      
      89      Le suddette parti nelle cause principali fanno anche valere che le autorità forales, sotto il controllo dei giudici amministrativi, devono osservare numerosi principi costituzionali o di altra natura. Tali
         principi costituirebbero limiti sostanziali importanti ai poteri delle dette autorità. Ciò si verificherebbe per il principio
         di solidarietà, sancito all’art. 138 della Costituzione, per il principio di armonizzazione fiscale, i cui requisiti sono
         enunciati all’art. 3 dell’accordo di concertazione economica, nonché per i principi di uguaglianza, formulato segnatamente
         all’art. 31 della Costituzione, e di unità del mercato.
      
      90      Le autorità forales e la Confebask rilevano che lo Stato non interviene nell’adozione delle normas forales. Esisterebbe un meccanismo di comunicazione reciproca, ma quest’ultimo sarebbe solo di natura informativa. Anche se la commissione
         di coordinamento e di valutazione normativa adottasse una decisione negativa, ciò non osterebbe all’entrata in vigore delle
         normas forales adottate, che potrebbero essere impugnate solo dinanzi ai giudici nazionali. 
      
      91      Il governo del Regno Unito, al pari del governo italiano, ritiene che misure di concertazione non siano incompatibili con
         il riconoscimento di un’autonomia procedurale. A suo avviso, ciò che è pertinente è il fatto che l’adozione di una misura
         fiscale regionale non necessiti del consenso dello Stato e che quest’ultimo non disponga del potere di opporre il veto a tale
         misura o di annullare la decisione delle autorità regionali. 
      
      92      La Confebask trae argomento da una diversità nella formulazione tra le conclusioni dell’avvocato generale Geelhoed nella causa
         all’origine della citata sentenza Portogallo/Commissione e il tenore letterale di quest’ultima per sostenere che poco importa,
         all’atto della verifica del criterio dell’autonomia procedurale, che l’autorità locale sia tenuta a prendere in considerazione
         gli interessi nazionali. Invero, al paragrafo 54 delle suddette conclusioni, è scritto che «(...) la decisione è presa da
         un ente territoriale conformemente ad una procedura all’interno della quale l’autorità centrale non ha alcun potere di intervenire
         direttamente rispetto alla determinazione dell’aliquota d’imposta e in assenza di qualsiasi obbligo per l’ente territoriale
         di tenere conto degli interessi dell’autorità centrale all’atto di determinare la detta aliquota». Invece, al punto 67 della
         sentenza, la Corte non avrebbe ripreso l’ultima parte della frase summenzionata, limitandosi ad indicare che la misura deve
         essere stata presa «senza possibilità di un intervento diretto da parte del governo centrale in merito al suo contenuto».
      
      93      La Commissione sostiene, contrariamente alla Confebask, che il fatto di tener conto degli interessi dello Stato è importante.
         Secondo tale istituzione, la condizione di autonomia procedurale non sarebbe soddisfatta se l’ente infrastatale fosse assoggettato
         all’obbligo procedurale di consultare il governo centrale e/o all’obbligo sostanziale di prendere in considerazione le ripercussioni
         delle sue decisioni in tutto il territorio, per esempio al fine di rispettare i principi di uguaglianza, di solidarietà o
         di equivalenza della pressione fiscale.
      
      94      La Commissione si fonda in proposito sull’ultima frase del punto 68 della citata sentenza Portogallo/Commissione, secondo
         cui l’ente infrastatale dovrebbe essere dotato della competenza fiscale «indipendentemente da qualsiasi considerazione collegata
         alla condotta dello Stato centrale», precisazione alla luce della quale si dovrebbe interpretare la seconda condizione enunciata
         al punto 67 della medesima sentenza, cioè quella secondo cui la decisione presa dall’autorità infrastatale deve essere stata
         adottata «senza possibilità di un intervento diretto da parte del governo centrale in merito al suo contenuto». 
      
      –       Risposta della Corte
      95      Come risulta dal punto 67 della citata sentenza Portogallo/Commissione, perché si possa ritenere adottata nell’esercizio di
         poteri sufficientemente autonomi, una decisione dell’autorità infrastatale deve essere stata presa senza possibilità di un
         intervento diretto da parte del governo centrale in merito al suo contenuto.
      
      96      Una siffatta autonomia procedurale non esclude che, allo scopo di prevenire i conflitti, venga istituito un procedimento di
         concertazione sempreché la decisione finale presa in esito a tale procedimento sia adottata dall’ente infrastatale e non dal
         governo centrale.
      
      97      A tale proposito risulta dall’art. 4, n. 1, dell’accordo di concertazione economica che le autorità forales comunicano all’amministrazione dello Stato i progetti di normas forales in materia tributaria e che tale amministrazione opera allo stesso modo con le dette autorità.
      
      98      Conformemente all’art. 64 dello stesso accordo, una commissione di coordinamento e di valutazione normativa composta, per
         metà, di rappresentanti dell’amministrazione dello Stato e, per l’altra metà, di rappresentanti della Comunità autonoma del
         Paese Basco può esaminare progetti di normas forales e tentare, attraverso la negoziazione, di eliminare eventuali divergenze con la normativa tributaria applicabile nel resto
         del territorio spagnolo.
      
      99      Come giustamente rileva l’avvocato generale al paragrafo 87 delle sue conclusioni, dall’accordo di concertazione economica
         non risulta che, in assenza di accordo in seno alla suddetta commissione, il governo centrale potrebbe imporre l’adozione
         di una norma avente un determinato contenuto.
      
      100    Occorre peraltro rilevare che la commissione di coordinamento e di valutazione normativa può esaminare non soltanto i progetti
         di normasforales, ma anche i progetti trasmessi dall’amministrazione dello Stato. Tale possibilità prova a sufficienza che la suddetta commissione
         è unicamente un organo consultivo e di conciliazione, e non un meccanismo grazie al quale il governo centrale imporrebbe la
         propria decisione nel caso in cui esistesse un conflitto tra un progetto di normas forales e la normativa tributaria dello Stato spagnolo.
      
      101    Quanto ai vari principi invocati dalla Comunidad Autónoma de La Rioja, dalla Comunidad Autónoma de Castilla y León nonché
         dalla Commissione, non risulta che essi ledano l’autonomia decisionale dei Territorios Históricos, ma piuttosto che ne definiscano
         i limiti.
      
      102    Così il principio di solidarietà, definito all’art. 138 della Costituzione ed a norma del quale «lo Stato garantisce l’effettiva
         attuazione del principio di solidarietà sancito all’art. 2 della Costituzione provvedendo all’instaurazione di un equilibrio
         economico adeguato e giusto fra le diverse parti del territorio spagnolo (…)», non sembra pregiudicare l’autonomia procedurale
         dei Territorios Históricos.
      
      103    Infatti, con l’imporre ad un ente infrastatale di prendere in considerazione l’equilibrio economico delle diverse parti del
         territorio nazionale allorché adotta una norma fiscale si definiscono i limiti delle competenze di tale ente, anche se le
         nozioni utilizzate per definire i medesimi, quale la nozione di equilibrio economico, sono eventualmente elaborate nell’ambito
         dell’interpretazione propria del controllo giurisdizionale.
      
      104    Tuttavia, come affermato al punto 81 della presente sentenza, il fatto che all’atto dell’adozione di una decisione vadano
         osservati limiti prestabiliti non implica, in linea di principio, che venga scalfita l’autonomia decisionale dell’ente che
         adotta tale decisione.
      
      105    Quanto al principio di armonizzazione fiscale di cui all’art. 3 dell’accordo di concertazione economica, esso impone segnatamente
         di esercitare «una pressione fiscale effettiva globale equivalente a quella esistente nel resto dello Stato» e di rispettare
         e garantire «la libertà di circolazione e di stabilimento delle persone nonché la libera circolazione di merci, capitali e
         servizi su tutto il territorio nazionale spagnolo, senza effetti discriminatori, pregiudizio alle regole di concorrenza tra
         le imprese ovvero distorsioni nell’allocazione delle risorse». 
      
      106    Sebbene sembri derivare da un principio siffatto che i Territorios Históricos non sono dotati di una competenza di grande
         ampiezza per quanto riguarda la pressione fiscale globale che può essere istituita dalle normas forales, poiché quest’ultima dev’essere equivalente a quella esistente nel resto dello Stato spagnolo, non è però contestato che
         la pressione fiscale globale è solo uno degli elementi da prendere in considerazione in occasione dell’adozione di una norma
         tributaria. I Territorios Históricos, nei limiti in cui rispettino tale principio, hanno quindi la facoltà di adottare disposizioni
         tributarie diverse, sotto molti profili, dalle disposizioni applicabili nel resto del suddetto Stato.
      
      107    In ogni caso, come risulta dal punto 67 della citata sentenza Portogallo/Commissione, il criterio essenziale per giudicare
         dell’esistenza di un’autonomia procedurale è non già l’ampiezza della competenza riconosciuta all’ente infrastatale, ma la
         possibilità per tale ente, in forza della medesima competenza, di adottare una decisione in maniera indipendente, cioè senza
         possibilità di un intervento diretto da parte del governo centrale in merito al suo contenuto.
      
      108    Ne consegue che l’obbligo, per un ente infrastatale, di prendere in considerazione l’interesse dello Stato al fine di rispettare
         i limiti delle competenze attribuite al medesimo ente non costituisce, in linea di principio, un elemento che lede l’autonomia
         procedurale di quest’ultimo allorché adotta una decisione nei limiti di tali competenze.
      
      109    Nelle cause principali va constatato che, come emerge dalle disposizioni nazionali applicabili e, in particolare, dagli artt. 63
         e 64 dell’accordo di concertazione economica, non risulta la possibilità di un intervento diretto da parte del governo centrale
         nell’iter di adozione di una norma foral per far rispettare principi quali il principio di solidarietà, quello dell’armonizzazione fiscale o altri principi come quelli
         invocati dalle ricorrenti nelle cause principali.
      
      110    Tuttavia, se è vero che la Corte è competente ad interpretare il diritto comunitario, è il giudice nazionale ad essere competente
         a individuare il diritto nazionale applicabile e ad interpretarlo, nonché ad applicare il diritto comunitario alle controversie
         che gli sono sottoposte. Spetta quindi al giudice del rinvio, sul fondamento degli elementi esaminati nonché di tutti gli
         altri elementi che ritenga eventualmente rilevanti, verificare se il secondo criterio di cui al punto 67 della citata sentenza
         Portogallo/Commissione, cioè quello dell’autonomia procedurale, sia soddisfatto nelle cause principali.
      
       Sul criterio dell’autonomia economica e finanziaria
      –       Osservazioni presentate alla Corte
      111    Per quanto riguarda tale criterio, risulta dalle osservazioni presentate alla Corte che gli autori di queste ultime si riferiscono
         ai punti 67 e 68 della citata sentenza Portogallo/Commissione. La Corte vi ha dichiarato, da una parte, che le conseguenze
         economiche di una riduzione dell’aliquota dell’imposta nazionale applicabile alle imprese presenti nella regione non devono
         essere compensate da contributi o sovvenzioni provenienti da altre regioni o dal governo centrale e, dall’altra, che l’autonomia
         economica sussiste solo quando l’ente infrastatale si assume le conseguenze politiche ed economiche di una misura di riduzione
         delle imposte. Molte delle osservazioni presentate alla Corte sono dedicate alla fissazione della quota e alle conseguenze
         da trarne quanto all’autonomia economica e finanziaria della Comunità autonoma del Paese Basco nonché dei Territorios Históricos.
      
      112    La Comunidad Autónoma de La Rioja e la Comunidad Autónoma de Castilla y León fanno valere che i Territorios Históricos non
         dispongono di autonomia economica, segnatamente a causa dei diversi principi imposti dalla Costituzione e dall’accordo di
         concertazione economica.
      
      113    Viceversa le autorità forales fanno valere che il sistema fiscale dei Territorios Históricos è fondato sui due pilastri costituiti, da una parte, dall’autonomia
         fiscale e dalla responsabilità nonché, dall’altra, dal principio di rischio unilaterale.
      
      114    Nell’esaminare la motivazione delle decisioni di rinvio, la Confebask rileva che, secondo il giudice nazionale, il criterio
         dell’autonomia economica presupporrebbe una differenziazione economica tra il territorio autonomo ed il resto dello Stato
         spagnolo in materia tributaria, talché un eventuale principio di unità del mercato potrebbe rimettere in questione l’esistenza
         di un’autonomia reale. La Confebask sottolinea tuttavia che la citata sentenza Portogallo/Commissione non esige in alcun caso
         la presenza di un elemento come un «contesto economico distinto», realtà che non sussiste neppure fra gli Stati membri della
         Comunità europea, la quale costituisce un’unità economica e sociale ampiamente integrata. L’unico elemento pertinente sarebbe
         quello secondo cui l’onere fiscale inferiore applicabile in una determinata regione non dev’essere finanziato da un trasferimento
         proveniente dal governo centrale, il che implica che i rischi politici ed economici delle decisioni prese in materia tributaria
         dall’ente infrastatale siano assunti da quest’ultimo, esigenza che viene denominata, in diritto spagnolo, «principio della
         responsabilità fiscale». Ciò si verificherebbe per quanto concerne i Territorios Históricos, poiché la responsabilità fiscale
         è intrinseca al regime di concertazione economica.
      
      115    Il governo spagnolo esamina il sistema della quota e rileva che, benché esistano diversi flussi finanziari tra lo Stato spagnolo
         e la Comunità autonoma del Paese Basco, esiste del pari un contributo netto di quest’ultima a vantaggio del Ministero delle
         Finanze spagnolo, che è destinato al finanziamento delle materie attribuite allo Stato e non al Paese Basco. Esso insiste
         sul fatto che le modifiche fiscali adottate dalle competenti istituzioni dei Territorios Históricos non alterano né i flussi
         finanziari tra lo Stato e il Paese Basco né la quantificazione dei servizi forniti dallo Stato. Ne inferisce che, dal punto
         di vista sia politico sia economico, i Territorios Históricos si assumono le conseguenze delle loro decisioni in materia tributaria.
      
      116    Il governo italiano ritiene che il fatto che lo Stato spagnolo abbia una competenza esclusiva in settori come il sistema monetario,
         le basi e il coordinamento della pianificazione generale dell’attività economica, il regime economico della previdenza sociale
         nonché le opere pubbliche di interesse generale non compromette l’esistenza di un sufficiente grado di autonomia economica
         e finanziaria.
      
      117    Il governo del Regno Unito considera che il fatto che lo Stato spagnolo conservi un certo controllo sul contesto economico
         generale e l’esistenza di una quota negli oneri assunti da tale Stato non sembrano incompatibili con il criterio dell’autonomia
         economica e finanziaria, nei limiti in cui l’aliquota dell’imposta non influisca sull’importo di tale contributo.
      
      118    La Commissione fa valere, in primo luogo, che, quando occorre esaminare se una misura fiscale costituisca o meno un aiuto
         di Stato, non si deve tener conto dell’effetto di richiamo, cioè la creazione di imprese e quindi l’aumento degli introiti
         fiscali che potrebbe essere generato da una diminuzione delle imposte, poiché un effetto siffatto non può essere determinato
         a priori. Comunque, la natura di aiuto di Stato di una misura dev’essere valutata caso per caso, a livello dell’impresa beneficiaria
         in un dato momento. Essa rileva, in secondo luogo, che l’esame dell’autonomia economica di un dato territorio implica l’analisi
         di tutti i meccanismi di trasferimenti finanziari e dei meccanismi di solidarietà, anche se essi non si presentano in quanto
         tali (ad esempio, il meccanismo della cassa unica della previdenza sociale, la garanzia da parte dello Stato di un servizio
         pubblico minimo ecc.). La Commissione sottolinea, in terzo luogo, che, per verificare se una misura fiscale si risolva in
         un aiuto di Stato, occorre prendere in considerazione non già gli obiettivi degli interventi statali, ma gli effetti di tale
         misura. Essa ricorda in tale contesto che il fatto che un territorio sia dotato di ampie competenze in materia tributaria
         e disponga del controllo dei suoi introiti non implica necessariamente che esso goda di un ruolo fondamentale nella definizione
         del contesto economico.
      
      119    La Commissione sottolinea in proposito l’importanza del principio costituzionale di solidarietà, che costituisce un limite
         all’autonomia finanziaria dei Territorios Históricos e deve garantire servizi di un livello minimo in tutto il territorio
         spagnolo. 
      
      120    La Commissione esamina più particolarmente il Fondo di compensazione interterritoriale, di cui all’art. 158, n. 2, della Costituzione.
         A suo avviso l’esistenza stessa di tale Fondo indica che i Territorios Históricos non si assumono le conseguenze finanziarie
         di una decisione relativa alla diminuzione dell’aliquota dell’imposta o all’aumento delle detrazioni autorizzate. Per quanto
         riguarda la quota, essa deduce dall’analisi del relativo meccanismo che questa è calcolata in funzione del reddito relativo
         dei Territorios Históricos rispetto a quello dello Stato e che di conseguenza costituisce un meccanismo di solidarietà. Esisterebbero
         peraltro altri trasferimenti finanziari, quali le rettifiche e le compensazioni a titolo di imposte dirette e indirette, che
         costituirebbero anch’essi meccanismi di solidarietà, in quanto talune compensazioni sarebbero calcolate in funzione del suddetto
         reddito relativo.
      
      121    Quanto alla previdenza sociale, la Commissione invoca una relazione del Ministero del Lavoro e degli Affari sociali relativa
         agli anni 1999‑2005. In materia di pensioni, ad esempio, il sistema avrebbe presentato, nel 2005, un deficit di EUR 311 milioni
         nella Comunità autonoma del Paese Basco. La Commissione ne inferisce che le prestazioni della previdenza sociale sono finanziate
         dalle altre Comunità autonome. Poiché il finanziamento dei deficit fa parte delle competenze non assunte, la Comunità autonoma
         del Paese Basco vi apporterebbe la sua quota. Orbene, dal momento che quest’ultimo sarebbe calcolato sul reddito relativo
         di tale Comunità, il sistema istituito per ovviare al deficit della previdenza sociale costituirebbe un meccanismo di solidarietà.
      
      122    Considerato il complesso degli elementi esposti, la Commissione conclude che i Territorios Históricos non si fanno carico
         di tutte le conseguenze finanziarie delle misure di riduzione dell’aliquota dell’imposta o di aumento delle detrazioni autorizzate.
         Conseguentemente la terza condizione enunciata al punto 67 della citata sentenza Portogallo/Commissione non sarebbe soddisfatta.
      
      –       Risposta della Corte
      123    Come risulta dal punto 67 della citata sentenza Portogallo/Commissione, uno dei presupposti affinché un ente infrastatale
         goda di un’autonomia economica e finanziaria è che le conseguenze economiche di una riduzione dell’aliquota dell’imposta applicabile
         alle imprese presenti nella regione non siano compensate da sovvenzioni o contributi provenienti da altre regioni o dal governo
         centrale. 
      
      124    I trasferimenti finanziari tra lo Stato spagnolo e la Comunità autonoma del Paese Basco sono disciplinati dall’accordo di
         concertazione economica e dalla legge del 2002 relativa alla quota. Occorre quindi esaminare in primo luogo tali disposizioni
         al fine di verificare se possano avere per effetto la compensazione, da parte dello Stato spagnolo, delle conseguenze finanziarie
         di una misura fiscale adottata dalle autorità forales.
      
      125    Il metodo di calcolo della quota è particolarmente complesso. La prima fase di tale calcolo consisterebbe nel valutare gli
         importi degli oneri assunti dallo Stato nell’insieme del Regno di Spagna riguardo alle competenze di cui non si è fatta carico
         la Comunità autonoma del Paese Basco. A tale importo verrebbe applicato un coefficiente di imputazione che deve riflettere
         in linea di principio il peso relativo dell’economia basca nell’insieme del Regno di Spagna. Infine, si procederebbe a varie
         rettifiche dirette a perfezionare la stima degli introiti percepiti dai vari enti a titolo di imposte diverse.
      
      126    Dalle osservazioni presentate alla Corte risulta che l’importo degli introiti fiscali dei Territorios Históricos non ha alcuna
         influenza sulla prima fase del calcolo, consistente esclusivamente in una valutazione di diversi oneri assunti dallo Stato
         spagnolo. Quanto alle rettifiche, solo in maniera indiretta potrebbe influire su di esse una norma foral che istituisca un regime tributario più favorevole per i contribuenti rientranti nella sua sfera di applicazione.
      
      127    Uno dei dati essenziali per il calcolo della quota sarebbe il coefficiente di imputazione, attualmente fissato al 6,24%. In
         proposito è emerso dal dibattimento dinanzi alla Corte che tale coefficiente, determinato a partire da dati economici, viene
         tuttavia fissato nel corso di negoziazioni essenzialmente politiche tra lo Stato spagnolo e la Comunità autonoma del Paese
         Basco. La decisione di ridurre l’aliquota dell’imposta non influirebbe quindi necessariamente sull’aliquota del coefficiente
         in parola. 
      
      128    All’udienza la Commissione ha posto in questione l’attuale coefficiente di imputazione, considerando che è sottostimato e
         che, pertanto, i Territorios Históricos contribuiscono meno di quanto dovrebbero agli oneri dello Stato. Occorre però ricordare
         di nuovo che la Corte è competente solo ad interpretare l’art. 87, n. 1, CE e non a giudicare, nelle cause principali, se
         il coefficiente di imputazione calcolato in forza della legge del 2002 relativa alla quota sia stato determinato in maniera
         corretta sul piano economico o se sia sottostimato. 
      
      129    Va però rilevato che una sottostima del suddetto coefficiente potrebbe costituire solo un indizio dell’assenza di autonomia
         economica dei Territorios Históricos. Orbene, è necessario che sussista una compensazione, cioè un nesso di causa ad effetto
         tra una misura fiscale adottata dalle autorità forales e gli importi posti a carico dello Stato spagnolo.
      
      130    Come è stato esposto dinanzi alla Corte, il coefficiente di imputazione viene fissato a partire da dati economici nel corso
         di negoziazioni politiche cui partecipa lo Stato spagnolo e nell’ambito delle quali quest’ultimo difende l’interesse nazionale
         nonché quello delle altre regioni del Regno di Spagna. Spetta al giudice del rinvio stabilire se un siffatto iter di fissazione
         sia volto a permettere al governo centrale di compensare il costo di una sovvenzione o di una misura fiscale favorevole alle
         imprese adottata dai Territorios Históricos.
      
      131    Spetta parimenti a tale giudice esaminare gli effetti di questo iter e verificare se, a causa del metodo adottato e dei dati
         economici presi in considerazione, la fissazione del coefficiente di imputazione e, in maniera più generale, il calcolo della
         quota possano avere per effetto di far compensare, da parte dello Stato spagnolo, le conseguenze di una misura fiscale adottata
         dalle autorità forales.
      
      132    Nelle sue osservazioni scritte la Commissione afferma anche che esistono numerosi altri trasferimenti finanziari che compensano
         le misure fiscali di riduzione di imposte, come quelli risultanti dall’esistenza di una cassa unica di previdenza sociale,
         di un servizio pubblico minimo garantito dallo Stato o del Fondo di compensazione interterritoriale. Sono stati inoltre menzionati
         all’udienza trasferimenti e sovvenzioni di importi considerevoli ad enti pubblici della Comunità autonoma del Paese Basco
         di cui non si terrebbe conto nel calcolo della quota.
      
      133    In proposito, se è vero che una compensazione finanziaria può essere dichiarata e specifica, essa potrebbe anche essere occulta
         e risultare solo dal concreto esame dei flussi finanziari esistenti tra l’ente infrastatale interessato, lo Stato membro cui
         fa capo e le altre regioni di quest’ultimo. 
      
      134    Tale esame può infatti indicare che la decisione di ridurre l’imposta adottata dall’ente infrastatale ha per conseguenza trasferimenti
         finanziari più ingenti a suo vantaggio, a seguito delle modalità di calcolo impiegate per determinare gli importi da trasferire.
      
      135    Tuttavia, come ha sostanzialmente rilevato l’avvocato generale al paragrafo 109 delle sue conclusioni, e contrariamente a
         quanto sembra sostenere la Commissione, il semplice fatto che da una valutazione complessiva dei rapporti finanziari tra lo
         Stato centrale ed i suoi enti infrastatali risulti che sussistono trasferimenti finanziari dal suddetto Stato verso questi
         ultimi non può, in quanto tale, essere sufficiente a dimostrare che tali enti non si assumono le conseguenze economiche delle
         misure fiscali da essi adottate e che, pertanto, non godono di un’autonomia finanziaria, dato che siffatti trasferimenti possono
         spiegarsi con motivi che non presentano alcun legame con le suddette misure fiscali.
      
      136    Nelle cause principali è pacifico che le competenze dei Territorios Históricos hanno segnatamente, quali limiti, i vari principi
         invocati dinanzi alla Corte e, più particolarmente, quello dell’armonizzazione fiscale.
      
      137    Tenuto conto di tali limiti, occorre esaminare se norme forales adottate dai Territorios Históricos potrebbero comportare compensazioni occulte in settori quali la previdenza sociale e
         la garanzia, da parte dello Stato spagnolo, di un servizio pubblico minimo, o anche nel funzionamento del Fondo di compensazione
         interterritoriale, come in particolare afferma la Commissione. Occorre constatare al riguardo che quest’ultima non ha esplicitato
         in maniera precisa le sue asserzioni.
      
      138    Infine, circa l’argomento della Commissione, sottolineato all’udienza, secondo cui le misure fiscali controverse non si applicano
         a tutte le imprese stabilite o a tutte le produzioni realizzate nei Territorios Históricos, è sufficiente constatare che esso
         non può compromettere la validità dell’esame precedente in quanto è pacifico che, conformemente a quanto dichiarato dalla
         Corte al punto 62 della citata sentenza Portogallo/Commissione, le suddette misure si applicano a tutte le imprese o a tutte
         le produzioni rientranti, conformemente alla regola di ripartizione della competenza fiscale stabilita dallo Stato membro
         interessato e dall’ente infrastatale in questione, nella competenza di quest’ultimo.
      
      139    In ogni caso, non spetta alla Corte dichiarare se le normas forales controverse nelle cause principali costituiscano aiuti di Stato ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE. Infatti, una siffatta operazione
         di qualificazione implicherebbe che la Corte proceda alla determinazione, all’interpretazione ed all’applicazione del diritto
         nazionale pertinente, nonché ad un esame dei fatti, compiti che rientrano nella competenza del giudice nazionale, mentre la
         Corte è unicamente competente ad interpretare la nozione di aiuto di Stato ai sensi della disposizione in parola, al fine
         di dare al suddetto giudice criteri che gli permettano di risolvere le controversie sottopostegli.
      
      140    Occorre quindi concludere che, sulla base degli elementi esaminati e di tutti gli altri elementi che il giudice nazionale
         dovesse ritenere pertinenti, spetta a quest’ultimo verificare se i Territorios Históricos si assumano le conseguenze politiche
         ed economiche di una misura fiscale adottata nei limiti delle competenze ad essi conferite.
      
       Conclusione quanto ai tre criteri esposti al punto 51 della presente sentenza
      141    Per determinare se le normas forales in esame, adottate dai Territorios Históricos, costituiscano un aiuto di Stato ai sensi dell’art. 87, n. 1, CE occorre verificare
         se i Territorios Históricos e la Comunità autonoma del Paese Basco dispongano di un’autonomia istituzionale, procedurale ed
         economica sufficiente affinché una norma adottata da tali autorità nei limiti delle competenze ad esse conferite sia considerata
         di applicazione generale in seno a tale ente infrastatale e non abbia carattere selettivo ai sensi della nozione di aiuto
         di Stato di cui all’art. 87, n. 1, CE. 
      
      142    Tale verifica può essere effettuata solo a seguito di un controllo preliminare che permetta di garantire che i Territorios
         Históricos e la Comunità autonoma del Paese Basco rispettano i limiti delle loro competenze poiché le regole relative, segnatamente,
         ai trasferimenti finanziari sono state elaborate in funzione di tali competenze quali sono definite.
      
      143    La constatazione di una violazione dei limiti di tali competenze potrebbe infatti compromettere il risultato dell’esame effettuato
         sul fondamento dell’art. 87, n. 1, CE dal momento che il contesto di riferimento per valutare il carattere selettivo della
         norma di applicazione generale nell’ente infrastatale non sarebbe più necessariamente costituito dai Territorios Históricos
         e dalla Comunità autonoma del Paese Basco, ma potrebbe, se del caso, essere esteso all’insieme del territorio spagnolo.
      
      144    Dato l’insieme di tali elementi, occorre risolvere la questione sollevata dichiarando che l’art. 87, n. 1, CE dev’essere interpretato
         nel senso che, per valutare il carattere selettivo di una misura, si tiene conto dell’autonomia istituzionale, procedurale
         ed economica di cui dispone l’autorità che adotta tale misura. Spetta al giudice nazionale, l’unico competente ad identificare
         il diritto nazionale applicabile e ad interpretarlo, nonché ad applicare il diritto comunitario alle controversie che gli
         sono sottoposte, verificare se i Territorios Históricos e la Comunità autonoma del Paese Basco dispongano di una siffatta
         autonomia, il che avrebbe per conseguenza che le norme adottate nei limiti delle competenze conferite agli enti infrastatali
         in parola dalla Costituzione e dalle altre disposizioni del diritto spagnolo non hanno carattere selettivo ai sensi della
         nozione di aiuto di Stato di cui all’art. 87, n. 1, CE.
      
       Sulle spese
      145    Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Terza Sezione) dichiara:
      L’art. 87, n. 1, CE dev’essere interpretato nel senso che, per valutare il carattere selettivo di una misura, si tiene conto
            dell’autonomia istituzionale, procedurale ed economica di cui dispone l’autorità che adotta tale misura. Spetta al giudice
            nazionale, l’unico competente ad identificare il diritto nazionale applicabile e ad interpretarlo, nonché a applicare il diritto
            comunitario alle controversie che gli sono sottoposte, verificare se i Territorios Históricos e la Comunità autonoma del Paese
            Basco dispongano di una siffatta autonomia, il che avrebbe per conseguenza che le norme adottate nei limiti delle competenze
            conferite agli enti infrastatali in parola dalla Costituzione spagnola del 1978 e dalle altre disposizioni del diritto spagnolo
            non hanno carattere selettivo ai sensi della nozione di aiuto di Stato di cui all’art. 87, n. 1, CE.
      Firme
      * Lingua processuale: lo spagnolo.