CELEX: 
Language: it
Date: 2018-10-30 00:00:00
Title: REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE che modifica il regolamento (UE) n. 1031/2010 per quanto riguarda la messa all’asta di 50 milioni di quote non assegnate della riserva stabilizzatrice del mercato a favore del fondo per l’innovazione, e al fine di registrare una piattaforma d’asta designata dalla Germania

RELAZIONE
            
            
               1.CONTESTO DELL'ATTO DELEGATO
            
            
               Incoraggiare l’innovazione nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio è di primaria importanza per il conseguimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi. Le norme rivedute di recente
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                del sistema EU ETS, sancite dalla direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
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               , sono tra i principali strumenti legislativi che consentono all’UE di rispettare gli impegni assunti nell’ambito dell’accordo di Parigi. In particolare, l’articolo 10 bis, paragrafo 8, della direttiva 2003/87/CE istituisce un fondo inteso a offrire l’opportunità di sostenere l'innovazione nelle tecnologie e nei processi a basse emissioni di carbonio nei settori contemplati dal sistema EU ETS, compresi la cattura e l'utilizzo del carbonio ("CCU") sicuri sotto il profilo ambientale, la cattura e lo stoccaggio geologico di CO2 ("CCS") sicuri sotto il profilo ambientale, i prodotti sostitutivi di quelli ad alta intensità di carbonio, nonché le tecnologie innovative per le energie rinnovabili e lo stoccaggio dell'energia (il "fondo per l’innovazione"). 
            
            
               L’articolo 10 bis, paragrafo 8, della direttiva 2003/87/CE conferisce alla Commissione europea (la "Commissione") il potere di adottare atti delegati per integrare la direttiva riguardo alle norme sul funzionamento del fondo per l'innovazione, compresi la procedura e i criteri di selezione. La Commissione sta elaborando, con il sostegno di un gruppo di esperti istituito ad hoc, un progetto di atto delegato sul funzionamento del fondo per l’innovazione, la cui entrata in vigore è in programma per il 2019. 
            
            
               In sede di revisione della direttiva 2003/87/CE i colegislatori hanno concordato che il fondo per l’innovazione debba iniziare tempestivamente, ossia prima del 2021. A tal fine, oltre ai 400 milioni di quote di cui il fondo per l’innovazione disporrà per il periodo 2021-2030, l’articolo 10 bis, paragrafo 8, secondo comma, della direttiva assegna al sostegno dell’innovazione 50 milioni di quote non assegnate della riserva stabilizzatrice del mercato e le eventuali entrate restanti del programma NER-300 della fase 3. 
            
            
               I restanti fondi del programma NER-300 della fase 3 sono disponibili come entrate dai 300 milioni di quote monetizzate dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) nel periodo 2011-2014, mentre i 50 milioni di quote provenienti dalla riserva stabilizzatrice del mercato devono ancora essere monetizzate.
            
            
               Il processo di monetizzazione di tali quote dovrebbe avere il minor impatto possibile sul mercato del carbonio, in termini di distribuzione dei volumi di quote da vendere durante un periodo determinato e sull’infrastruttura di mercato da utilizzare; al tempo stesso dovrebbe svolgersi in modo tale che i proventi siano disponibili presto, entro il 2021, per i progetti che devono essere sostenuti dal fondo per l’innovazione. Pertanto, la monetizzazione dei 50 milioni di quote non assegnate della riserva stabilizzatrice del mercato deve essere decisa prima delle modalità di monetizzazione del volume principale di 400 milioni di quote a favore del fondo per l’innovazione, modalità che non devono necessariamente essere operative prima del 2021. In tale contesto, il modo più efficace ed efficiente in termini di costi per monetizzare rapidamente è mettere all’asta le predette quote a favore del fondo per l’innovazione nel quadro delle norme e modalità delle aste che si svolgono sulla piattaforma comune stabilita dal regolamento (UE) n. 1031/2010 della Commissione
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               . In tal modo le modifiche da apportare al quadro giuridico esistente sarebbero limitate, così come gli eventuali costi aggiuntivi. La direttiva riveduta 2003/87/CE prescrive già questo canale di monetizzazione per le quote del fondo di modernizzazione.
            
            
               Al fine di rispettare l’impegno politico di avviare rapidamente il fondo per l’innovazione, occorre consentire la monetizzazione del volume di 50 milioni di quote non assegnate mediante aste sulla piattaforma comune modificando il regolamento delegato (UE) n. 1031/2010 della Commissione.
            
            
               Contestualmente, con modifica dell’allegato III del regolamento (UE) n. 1031/2010, si procede anche alla registrazione della terza piattaforma d’asta indipendente della Germania. In applicazione dell’articolo 30 del regolamento (UE) n. 1031/2010, lo Stato membro che non partecipi all'azione comune per l’appalto della piattaforma d'asta comune ne designa una propria e la notifica alla Commissione perché sia registrata nell’allegato III del regolamento. A tal fine, il 12 aprile 2018 la Germania ha comunicato alla Commissione l’intenzione di designare nuovamente European Energy Exchange AG (EEX) quale terza piattaforma d’asta indipendente. L’ultima asta prevista dal contratto tra la Germania e l’attuale piattaforma d’asta tedesca avrà luogo il 9 novembre 2018; dato che la piattaforma tedesca neodesignata potrà iniziare l'attività d'asta solo dopo l'entrata in vigore della registrazione nell’allegato III del regolamento (UE) n. 1031/2010, la registrazione della terza piattaforma d’asta indipendente della Germania consentirà alle aste tedesche di riprendere senza intoppi il più presto possibile, garantendo la stabilità dell’offerta di quote sul mercato. 
            
            
               La presente modifica introduce anche rettifiche tecniche minori della disposizione sulla trasparenza post asta di cui all’articolo 61 del regolamento (UE) n. 1031/2010. Si tratta di rettifiche essenziali per attenuare il rischio di abusi di mercato e al tempo stesso tener conto dell’attuale prassi del mercato.
            
            
               2.CONSULTAZIONI PRECEDENTI L'ADOZIONE DELL'ATTO
            
            
               Tra dicembre 2015 e marzo 2016 la Commissione ha effettuato una consultazione pubblica
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                sul riesame del regolamento (UE) n. 1031/2010. I risultati della consultazione hanno indicato che l’architettura generale del procedimento d’asta delle quote di emissioni dell’UE istituita dalla direttiva 2003/87/CE, comprese le piattaforme indipendenti, è considerata ben funzionante. 
            
            
               In merito alla proposta di modifica del regolamento (UE) n. 1031/2010 sono stati inoltre consultati gli esperti degli Stati membri, nell’ambito del gruppo di esperti della Commissione sulla politica in materia di cambiamenti climatici (CCEG), in particolare nelle riunioni dell’8 giugno e del 12 luglio 2018; in generale gli esperti si sono espressi a favore del ricorso all’attuale infrastruttura d'asta per la premonetizzazione dei 50 milioni di quote necessaria ad avviare il fondo per l’innovazione nel 2020, esprimendo alcune considerazioni sulle modalità pratiche del processo di monetizzazione. La Commissione ha tenuto conto di tali osservazioni in sede di elaborazione del testo giuridico della modifica del regolamento (UE) n. 1031/2010.
            
            
               Il progetto di regolamento delegato è stato pubblicato nel portale "Legiferare meglio" per un periodo di quattro settimane, dal 12 settembre al 10 ottobre 2018, per raccogliere osservazioni. Un'organizzazione ha inviato le proprie osservazioni, senza però richiedere alcuna modifica della proposta.
            
            
               3.ELEMENTI GIURIDICI DELL'ATTO DELEGATO
            
            
               3.1
                     Registrazione della nuova piattaforma indipendente tedesca
            
            
               Il 12 aprile 2018 la Germania ha notificato alla Commissione l’intenzione di designare European Energy Exchange AG in qualità di terza piattaforma d’asta indipendente a norma dell’articolo 30, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1031/2010, per un periodo massimo di 5 anni. Di conseguenza, l’allegato III del regolamento (UE) n. 1031/2010 è modificato per registrare il periodo di vigenza, le condizioni e gli obblighi relativi alla terza piattaforma d’asta indipendente tedesca.
            
            
               3.2.
                     Premonetizzazione di 50 milioni di quote a favore del fondo per l'innovazione
            
            
               La premonetizzazione di 50 milioni di quote a favore del fondo per l'innovazione sarà attuata con la messa all’asta di tali quote nella piattaforma d'asta comune in conformità del regolamento (UE) n. 1031/2010. In base all’attuale procedimento d’asta nella piattaforma comune, gli Stati membri firmatari dell’accordo sugli appalti congiunti ("l'accordo") per la piattaforma comune mettono all’asta il volume di quote tramite i rispettivi responsabili del collocamento. Il volume annuale di 50 milioni di quote da mettere all’asta a favore del fondo per l’innovazione sarà in linea di principio distribuito in maniera uniforme tra le aste della piattaforma comune nel 2020, conformemente al principio della distribuzione in parti uguali di cui all'articolo 8, paragrafo 5, del regolamento (UE) n. 1031/2010. 
            
         
         
            
               In virtù di una modifica dell’articolo 10 del regolamento (UE) n. 1031/2010, il volume di 50 milioni di quote a favore del fondo per l’innovazione sarà aggiunto ai volumi di quote da mettere all’asta nel 2020 nella piattaforma comune per gli Stati membri che al 1º gennaio 2018 erano firmatari dell'accordo per la piattaforma comune ("Stati membri partecipanti"). Il volume delle quote a favore del fondo per l’innovazione sarà suddiviso tra i 25 Stati membri partecipanti, cosicché ciascuno di essi metterà all’asta un volume di 2 milioni di quote destinate al fondo per l’innovazione nel 2020.
            
            
               Occorre stabilire le modalità di ricezione e versamento dei proventi d'asta destinati al fondo per l’innovazione in un'ottica di efficienza e flessibilità, ma con oneri amministrativi minimi, in particolare per gli Stati membri partecipanti. A norma di un nuovo articolo 23, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1031/2010, i responsabili del collocamento degli Stati membri partecipanti metteranno all’asta le quote a favore del fondo per l’innovazione e ne riceveranno i proventi sui rispettivi conti bancari dei responsabili di collocamento designati a tal fine. L’articolo 23, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. 1031/2010 stabilisce esplicitamente l'obbligo giuridico in capo a ciascuno Stato membro partecipante, rappresentato dal responsabile del collocamento, di assicurare il trasferimento di tali proventi su un conto notificato al responsabile del collocamento dalla Commissione europea ai fini del fondo per l’innovazione, al più tardi 15 giorni dopo la fine del mese in cui sono stati generati i proventi d'asta. Il responsabile del collocamento può dedurre dal versamento eventuali oneri, giustificandoli, in aggiunta ai costi di messa all’asta delle quote dello Stato membro nella piattaforma comune e derivanti direttamente dalla detenzione e dal versamento dei proventi d’asta a favore del fondo per l’innovazione. Affinché la monetizzazione sia un processo trasparente ed efficiente in termini di costi, gli Stati membri partecipanti dovrebbero previamente informare la Commissione e tutti gli altri Stati membri in merito agli eventuali oneri supplementari che intendono dedurre dal versamento, dandone una giustificazione.
            
            
               I proventi d'asta che il responsabile del collocamento dovrà generare per il proprio Stato membro a favore del fondo per l'innovazione saranno resi tracciabili e distinguibili mediante la pubblicazione dei calendari delle aste in applicazione dell’articolo 11 del regolamento (UE) n. 1031/2010 e l’iscrizione delle tabelle d’asta nel catalogo delle operazioni dell’UE in applicazione dell’articolo 62 del regolamento (UE) n. 389/2013 della Commissione
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               . Ciò sarà assicurato da una modifica del pertinente allegato del regolamento (UE) n. 389/2013, che contiene il formato della tabella d’asta. A seguito di tale modifica, la tabella d’asta indicherà il volume di quote da mettere all’asta a cura del responsabile del collocamento per il proprio Stato membro e separatamente il volume a favore del fondo per l’innovazione.
            
            
               3.3.
                     Chiarimento della trasparenza post asta 
            
            
               L’articolo 61, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1031/2010 è modificato per allinearne il testo alla prassi del mercato e attenuare il rischio di abusi di mercato. La modifica implica che la piattaforma d'asta può decidere di pubblicare solo il volume delle quote messe all’asta e il prezzo di aggiudicazione dell’asta nello stesso momento in cui notifica agli aggiudicatari i rispettivi risultati. Pertanto, i rimanenti risultati dell’asta di cui all’articolo 61, paragrafo 2, del regolamento possono essere pubblicati separatamente. In ogni caso, tutti i risultati dell’asta sono pubblicati non oltre 15 minuti dalla chiusura del periodo d'offerta ai sensi dell’articolo 61, paragrafo 1, del regolamento.
            
            
               REGOLAMENTO DELEGATO (UE) …/... DELLA COMMISSIONE
            
            
               del 30.10.2018
            
            
               che modifica il regolamento (UE) n. 1031/2010 per quanto riguarda la messa all’asta di 50 milioni di quote non assegnate della riserva stabilizzatrice del mercato a favore del fondo per l’innovazione, e al fine di registrare una piattaforma d’asta designata dalla Germania
            
            
               (Testo rilevante ai fini del SEE)
            
            
               LA COMMISSIONE EUROPEA,
            
            
               visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea,
            
            
               vista la direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Unione e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio
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               , in particolare l'articolo 3 quinquies, paragrafo 3, l'articolo 10, paragrafo 4, e l'articolo 10 bis, paragrafo 8,
            
            
               considerando quanto segue:
            
            
               (1)La direttiva 2003/87/CE istituisce un fondo destinato a fornire sostegno finanziario all’innovazione nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio nel territorio dell’Unione, mettendo a disposizione 400 milioni di quote del volume totale di quote per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030 nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’UE (il "fondo per l’innovazione"). Inoltre, 50 milioni di quote non assegnate della riserva stabilizzatrice del mercato dovrebbero integrare le eventuali entrate restanti dai 300 milioni di quote disponibili nel periodo dal 2013 al 2020 di cui alla decisione 2010/670/UE della Commissione
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                e dovrebbero essere utilizzate tempestivamente a favore del fondo per l'innovazione prima del 2021.
            
            
               (2)Al fine di assicurare che il fondo per l’innovazione sia in grado di fornire sostegno prima del 2021, è necessario monetizzare i 50 milioni di quote destinate al fondo per l’innovazione mediante aste conformi alle regole e alle modalità delle aste condotte sulla piattaforma d’asta comune stabilite dal regolamento (UE) n. 1031/2010 della Commissione
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               . 
            
            
               (3)Per ridurre gli oneri amministrativi in capo agli Stati membri e migliorare l'efficienza generale, il volume di 50 milioni di quote a favore del fondo per l’innovazione dovrebbe essere aggiunto ai volumi di quote da mettere all’asta nel 2020 sulla piattaforma d'asta comune dagli Stati membri che al 1º gennaio 2018 partecipavano all'azione comune in applicazione dell'articolo 26 del regolamento (UE) n. 1031/2010 della Commissione. 
            
            
               (4)Gli Stati membri partecipanti dovrebbero mettere all’asta la rispettiva quota dei 50 milioni di quote a favore del fondo per l’innovazione tramite i propri responsabili del collocamento. Per ricevere i proventi dell'asta destinati al fondo per l’innovazione, ciascun responsabile del collocamento dovrebbe designare, entro il 1º ottobre 2019, un conto bancario di responsabile del collocamento nel quale saranno versati tali proventi. I responsabili del collocamento possono designare il proprio conto bancario esistente già designato per i proventi delle aste spettanti al loro Stato membro, un altro conto bancario designato di responsabile del collocamento e specificamente dedicato ai proventi della vendita all’asta a favore del fondo per l’innovazione oppure il conto bancario designato di responsabile del collocamento di un altro responsabile del collocamento di uno Stato membro che metterà all’asta le quote a favore del fondo per l’innovazione.
            
            
               (5)I responsabili del collocamento designati per condurre l’asta dei 50 milioni di quote a favore del fondo per l’innovazione dovrebbero assicurare che i proventi d'asta a favore del fondo per l’innovazione siano versati sul conto ad essi notificato dalla Commissione ai fini del fondo, al più tardi 15 giorni dopo la fine del mese in cui sono stati generati.
            
            
               (6)Il responsabile del collocamento può dedurre dai proventi d’asta, prima di versarli, eventuali oneri supplementari imputabili a titolo di spese di detenzione nel conto bancario designato di responsabile del collocamento e di spese di versamento. Prima della prima deduzione e di qualsiasi modifica degli oneri, lo Stato membro del responsabile del collocamento dovrebbe notificare alla Commissione e a tutti gli altri Stati membri l’importo e la giustificazione degli oneri supplementari che il responsabile del collocamento intende dedurre.
            
            
               (7)Attualmente l’articolo 61 del regolamento (UE) n. 1031/2010 dispone che la piattaforma d’asta annunci i risultati dettagliati di ciascuna asta e simultaneamente notifichi agli aggiudicatari i rispettivi risultati. Tuttavia, a causa del livello di dettaglio, i risultati dell’asta che devono essere annunciati non possono essere pubblicati simultaneamente alla notifica dei singoli risultati agli aggiudicatari. Al fine di allineare questa disposizione alle prassi del mercato e di evitare gli abusi di mercato, la piattaforma d'asta può pubblicare, prima dell’annuncio degli altri dettagli del risultato dell’asta, il volume delle quote messe all’asta e il prezzo di aggiudicazione, in modo che queste informazioni siano pubblicate simultaneamente alla notifica dei singoli risultati agli aggiudicatari. Gli altri risultati dell’asta dovrebbero essere annunciati non oltre 15 minuti dalla chiusura del periodo d'offerta.
            
         
         
            
               (8)Il regolamento (UE) n. 1031/2010 consente agli Stati membri non partecipanti all’azione comune di cui all’articolo 26, paragrafi 1 e 2, di designare una piattaforma propria per la vendita della loro parte del volume di quote di cui ai capi II e III della direttiva 2003/87/CE. La designazione di tali piattaforme d’asta è subordinata alla loro registrazione nell’allegato III, in conformità dell’articolo 30, paragrafo 5, terzo comma, del medesimo regolamento.
            
            
               (9)Conformemente all’articolo 30, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1031/2010, la Germania ha informato la Commissione della decisione di non partecipare all’azione comune di cui all’articolo 26, paragrafi 1 e 2, del medesimo regolamento, e di designare invece una propria piattaforma.
            
            
               (10)Il 12 aprile 2018 la Germania ha notificato alla Commissione l’intenzione di designare European Energy Exchange AG in qualità di piattaforma di cui all’articolo 30, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 1031/2010, per un periodo massimo di cinque anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento. Il periodo di vigenza, la base giuridica della designazione e le condizioni e gli obblighi applicabili a European Energy Exchange AG in qualità di piattaforma d’asta per la Germania per tale periodo dovrebbero essere registrati nell’allegato III del regolamento (UE) n. 1031/2010. 
            
            
               (11)È opportuno pertanto modificare di conseguenza il regolamento (UE) n. 1031/2010.
            
            
               (12)Al fine di garantire la prevedibilità e l’organizzazione tempestiva delle aste a cura della piattaforma d’asta che dev'essere designata dalla Germania, il presente regolamento dovrebbe entrare in vigore con urgenza,
            
            
               HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
            
            
               Articolo 1
            
            
               Il regolamento (UE) n. 1031/2010 è così modificato:
            
            
               (1)all'articolo 10 è aggiunto il paragrafo 5 seguente:
            
            
               "5. Il volume delle quote di cui al capo III della direttiva 2003/87/CE da mettere all'asta nel 2020 include anche il volume di 50 milioni di quote non assegnate della riserva stabilizzatrice del mercato di cui all'articolo 10 bis, paragrafo 8, secondo comma, della direttiva. Tali quote sono suddivise in parti uguali tra gli Stati membri che al 1º gennaio 2018 partecipavano all’azione comune in applicazione dell’articolo 26, paragrafo 1, del presente regolamento e sono aggiunte al volume delle quote da mettere all’asta per ciascuno di essi. Il volume di 50 milioni di quote è in linea di principio distribuito uniformemente tra le aste bandite nel 2020.";
            
            
               (2)l'articolo 23 è sostituito dal seguente:
            
            
               "Articolo 23 
            
            
               Funzioni del responsabile del collocamento
            
            
               1. Il responsabile del collocamento: 
            
            
               a)
                     mette all'asta il volume di quote che ciascuno Stato membro da cui è designato intende vendere; 
            
            
               b)
                     riceve i proventi delle aste spettanti a ciascuno Stato membro da cui è designato; 
            
            
               c)
                     versa i proventi delle aste spettanti a ciascuno Stato membro da cui è designato.
            
            
               2. Il responsabile del collocamento di ciascuno Stato membro che mette all’asta quote in applicazione dell’articolo 10, paragrafo 5, riceve i proventi della vendita all'asta di tali quote sul conto bancario di responsabile del collocamento da esso designato entro il 1º ottobre 2019 per il ricevimento dei pagamenti dovuti a norma dell’articolo 10, paragrafo 5. Il responsabile del collocamento assicura che i proventi d'asta siano versati sul conto notificatogli dalla Commissione ai fini dell'articolo 10 bis, paragrafo 8, della direttiva 2003/87/CE, al più tardi 15 giorni dopo la fine del mese in cui sono stati generati. Il responsabile del collocamento può dedurre, prima di versarli, eventuali oneri supplementari imputabili a titolo di spese di detenzione e versamento dei proventi d'asta, a condizione che il suo Stato membro ne abbia notificato alla Commissione e a tutti gli altri Stati membri l'importo e la giustificazione."; 
            
            
               (3)all'articolo 61, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:
            
            
               2. In applicazione del paragrafo 1 la piattaforma d'asta annuncia almeno i seguenti risultati di ogni asta:
            
         
         
            
               a) volume delle quote messe all'asta;
            
            
               b) prezzo di aggiudicazione dell'asta in euro;
            
            
               c) volume totale delle offerte presentate;
            
            
               d) numero totale di offerenti e numero degli aggiudicatari;
            
            
               e) in caso di annullamento dell'asta, aste alle quali sarà trasferito il volume di quote;
            
            
               f) proventi complessivi della vendita all'asta;
            
            
               g) ripartizione dei proventi tra gli Stati membri nel caso delle piattaforme d'asta designate in applicazione dell'articolo 26, paragrafi 1 o 2.";
            
            
               (4)all'articolo 61, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente: 
            
            
               3. Contemporaneamente all'annuncio dei risultati di ogni asta in applicazione del paragrafo 2, lettere a) e b), la piattaforma d'asta notifica a ciascun aggiudicatario, attraverso i propri sistemi:
            
            
               a)
                     il numero totale di quote che devono essergli assegnate;
            
            
               b)
                     quali delle sue eventuali offerte a pari prezzo sono state selezionate con metodo casuale;
            
            
               c)
                     il pagamento da effettuare in euro o nella valuta di uno Stato membro non appartenente alla zona euro, a scelta dell'offerente, purché il sistema di compensazione o il sistema di regolamento sia in grado di trattare la valuta nazionale in questione;
            
            
               d)
                     la data entro la quale occorre effettuare il pagamento, in fondi disponibili, nel conto bancario designato del responsabile del collocamento.";
            
            
               (5)l'allegato III è modificato conformemente all'allegato del presente regolamento.
            
            
               Articolo 2
            
            
               Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
            
            
               Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
            
            
               Fatto a Bruxelles, il 30.10.2018
            
            
               
                     Per la Commissione
               
               
                     Il presidente
                     Jean-Claude JUNCKER
               
            
         
         
            
                  
                     (1)
                  
                        Direttiva (UE) 2018/410 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2018, che modifica la direttiva 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio e la decisione (UE) 2015/1814 (GU L 76 del 19.3.2018, pag. 3).
               
               
                  
                     (2)
                  
                        Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell'Unione e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio (GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32).
               
               
                  
                     (3)
                  
                        Regolamento (UE) n. 1031/2010 della Commissione, del 12 novembre 2010, relativo ai tempi, alla gestione e ad altri aspetti della vendita all'asta delle quote di emissioni dei gas a effetto serra a norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità (GU L 302 del 18.11.2010, pag. 1).
               
               
                  
                     (4)
                  
                        
                  
                     Consultation on the functioning of the Auctioning Regulation pursuant to the scheme for greenhouse gas emission allowances trading within the Community (EU ETS)
                  
                  .
               
               
                  
                     (5)
                  
                        Regolamento (UE) n. 389/2013 della Commissione, del 2 maggio 2013, che istituisce un registro dell’Unione conformemente alla direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, alle decisioni n. 280/2004/CE e n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga i regolamenti (UE) n. 920/2010 e n. 1193/2011 della Commissione (GU L 122 del 3.5.2013, pag. 1).
               
               
                  
                     (6)
                  
                        GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32.
               
               
                  
                     (7)
                  
                        Decisione 2010/670/UE della Commissione, del 3 novembre 2010, che definisce i criteri e le misure per il finanziamento di progetti dimostrativi su scala commerciale mirati alla cattura e allo stoccaggio geologico del CO2 in modo ambientalmente sicuro, nonché di progetti dimostrativi relativi a tecnologie innovative per le energie rinnovabili nell’ambito del sistema di scambio delle quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità istituito dalla direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 290 del 6.11.2010, pag. 39).
               
               
                  
                     (8)
                  
                        Regolamento (UE) n. 1031/2010 della Commissione, del 12 novembre 2010, relativo ai tempi, alla gestione e ad altri aspetti della vendita all'asta delle quote di emissioni dei gas a effetto serra a norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità (GU L 302 del 18.11.2010, pag. 1).
               
            
      
    ---documentbreak--- 
      
         
         
            
               ALLEGATO
            
            
               All'allegato III del regolamento (UE) n. 1031/2010 è aggiunta la seguente parte 5:
            
            
                     
                        "Piattaforme d’asta designate dalla Germania
                     
                  
               
                     
                        5
                     
                  
                  
                     
                        Piattaforma
                     
                  
                  
                     
                        European Energy Exchange AG (EEX)
                     
                  
               
                     
                  
                  
                     
                        Base giuridica
                     
                  
                  
                     
                        Articolo 30, paragrafo 1
                     
                  
               
                     
                  
                  
                     
                        Periodo di vigenza della designazione
                     
                  
                  
                     
                        Da non prima del DATA [OP: inserire la data successiva al giorno della pubblicazione del presente regolamento nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea] per un periodo massimo di cinque anni fino al DATA [OP: inserire la data calcolando cinque anni da quella di pubblicazione del presente regolamento nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea], fatto salvo l'articolo 30, paragrafo 5, secondo comma.
                     
                  
               
                     
                  
                  
                     
                        Condizioni
                     
                  
                  
                     
                        L’ammissione alle aste non dipende dall’adesione o dalla partecipazione al mercato secondario organizzato da EEX o da qualsiasi altra sede di negoziazione gestita da EEX o da terzi.
                     
                  
               
                     
                  
                  
                     
                        Obblighi
                     
                  
                  
                     
                        1. Entro due mesi dal DATA[OP: inserire la data successiva al giorno della pubblicazione del presente regolamento nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea] EEX presenta alla Germania la propria strategia di uscita. La strategia di uscita non pregiudica gli obblighi di EEX stabiliti nel contratto concluso con la Commissione e gli Stati membri in applicazione dell’articolo 26 e i diritti della Commissione e degli Stati membri in questione ai sensi di tale contratto. 
                     
                     
                        2. La Germania notifica alla Commissione qualsiasi modifica sostanziale dei rapporti contrattuali con EEX notificati alla Commissione il 12 aprile 2018.".