CELEX: C2006/261/23
Language: it
Date: 2006-10-28 00:00:00
Title: Causa C-344/06 P: Ricorso proposto l' 8 agosto 2006 dal sig. J.C. Blom avverso la sentenza 30 maggio 2006 del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione), nella causa T-87/94, J.C. Blom/Consiglio dell'Unione europea e Commissione delle Comunità europee

28.10.2006   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 261/13
            
         Ricorso proposto l'8 agosto 2006 dal sig. J.C. Blom avverso la sentenza 30 maggio 2006 del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quinta Sezione), nella causa T-87/94, J.C. Blom/Consiglio dell'Unione europea e Commissione delle Comunità europee
   (Causa C-344/06 P)
   (2006/C 261/23)
   Lingua processuale: l'olandese
   Parti
   
      Ricorrente: J.C. Blom (rappresentanti: E. Pijnacker Hordijk e S.C.H. Molin, avvocati)
   
      Altre parti nel procedimento: Consiglio dell'Unione europea, Commissione delle Comunità europee
   Conclusioni del ricorrente
   Il ricorrente chiede che la Corte voglia
   
               —
            
            
               annullare la sentenza del Tribunale di primo grado 30 maggio 2006, pronunciata nella causa T-87/94, come rettificata con decisione del Tribunale di primo grado 30 maggio 2006 (T-87/94 REC) e, con una nuova pronuncia, accogliere la domanda del ricorrente, o quantomeno, in subordine, rinviare la causa al Tribunale per un'ulteriore pronuncia;
            
         
               —
            
            
               condannare il Consiglio e la Commissione alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   Primo motivo: il Tribunale ha violato l'obbligo di motivazione cui è tenuto ignorando nella sua sentenza parti essenziali di quanto addotto dal sig. Blom in primo grado.
   Secondo motivo: il Tribunale di primo grado ha indebitamente ignorato che le istituzioni hanno esplicitamente e incondizionatamente riconosciuto la responsabilità della Comunità nei confronti dei produttori che si trovino nella posizione del sig. Blom. Inoltre, il Tribunale di primo grado ha dichiarato erratamente che la posizione giuridica ed extragiuridica delle istituzioni non conferisce alcun diritto al sig. Blom per l'unico motivo che questi non ha accettato l'offerta ex regolamento n. 2187/93 (1).
   Si deve annullare la sentenza impugnata in quanto il Tribunale di primo grado ha gravemente ignorato la fiducia che le istituzioni avevano riposto nei produttori il cui impegno di non commercializzazione era scaduto dal 1983. Non richiedendosi un ulteriore esame dei fatti, il sig. Blom sostiene che la Corte di giustizia stessa possa pronunciarsi sul ricorso. In subordine, il sig. Blom richiede che la causa sia rinviata al Tribunale di primo grado.
   Terzo motivo: il Tribunale di primo grado ha utilizzato un criterio giuridicamente errato per la valutazione del nesso causale fra i danni subiti dal sig. Blom e il comportamento illecito della Comunità.
   Il Tribunale di primo grado ha violato il principio del legittimo affidamento perché dal fatto che si era concesso al sig. Blom un quantitativo di riferimento definitivo non ha dedotto che questi, salvo prova contraria, aveva l'intenzione di riprendere la produzione una volta scaduto il suo impegno di non commercializzazione. Inoltre, la valutazione del Tribunale di primo grado del fatto che il sig. Blom non aveva tale intenzione è incomprensibile o, quantomeno, insufficientemente motivata, ed implica un'errata applicazione del principio del legittimo affidamento.
   
      (1)  Regolamento (CEE) del Consiglio 22 luglio 1993, n. 2187, che prevede un'offerta di indennizzo a taluni produttori di latte o di prodotti lattiero- caseari cui è stato temporaneamente impedito di esercitare la loro attività (GU L 196, pag. 6).