CELEX: 51995PC0542
Language: it
Date: 1996-01-10
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla firma e alla notifica dell' applicazione provvisoria dell' Accordo internazionale sui legni tropicali del 1994 in nome della Comunità europea

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
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                                            Bruxelles, 10.01 1996
                                            COM(95) 542 def.
                                            95/0272 (ACC)
                            Proposta di
                 DECISIONE DEL CONSIGLIO
                              relativa
        alla firma e alla notifica dell'applicazione provvisoria
       dell'Accordo internazionale sui legni tropicali del 1994
                   in nome della Comunità europea
                 (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                    Relazione
  Introduzione
  La quarta sessione della Conferenza delle Nazioni Unite per la negoziazione di
 un accordo destinato a subentrare all'Accordo internazionale sui legni tropicali
  (AIBT/ITTA) del 1983 ha portato alla conclusione del nuovo accordo (allegato
   ), mediante l'approvazione di una risoluzione in tal senso in occasione della 14a
 seduta plenaria svoltasi il 26 gennaio 1994.
  In occasione della suddetta sessione formale di chiusura della Conferenza, la
 Commissione, a nome della Comunità europea e dei suoi Stati membri, ha
 ribadito la riserva per analizzare e valutare il nuovo accordo (allegato .), riserva
 già espressa in precedenza in occasione della sessione dedicata a prendere
 ufficialmente atto della conclusione di un negoziato concluso in un'atmosfera di
 incertezza.
 I motivi che avevano indotto la Comunità ad esprimere la riserva sono molteplici
 e trovano il loro principale fondamento nelle direttive di negoziato approvate dal
 Consiglio in data 17 maggio 1993 (Doc. 6270/93 - Proba 18 del 3.5.1993),
 nonché nell'impossibilità, per le delegazioni di alcuni Stati membri, di consultare
 le rispettive autorità nazionali prima di poter accettare una situazione che, in
 qualche modo, era bloccata.
 La Comunità, fedele ai suoi principi, ha negoziato in uno spirito di apertura e di
 flessibilità, cercando di evitare l'estensione della portata dell'accordo a tutti i
 legni (e quindi anche a quelli delle foreste boreali e temperate) e il
riconoscimento dell'OIBT/lTTO quale organismo responsabile della gestione
mondiale di tutte le foreste.
Questi scopi sono stati raggiunti soltanto parzialmente.
II campo d'azione di alcuni obiettivi dell'accordo è stato esteso a tutti i legni e
dunque a tutte le foreste. Inoltre, un affievolimento dell'impegno dei paesi
produttori riguardo all'Orizzonte 2000 (data a partire dalla quale il commercio
mondiale dei legni tropicali dovrebbe basarsi su principi di sostenibilità) nonché
impegni finanziari giudicati troppo gravosi da alcuni Stati membri, hanno
suggerito alla Comunità che fosse opportuna una riflessione più approfondita
prima di poter procedere alla sottoscrizione di un simile impegno internazionale.
Nei mesi scorsi, i servizi della Commissione da un lato e il Gruppo Proba del
Consiglio dall'altro hanno discusso e analizzato approfonditamente il testo
dell'accordo onde valutare tutti gli elementi in grado di agevolare una decisione
e, se possibile, incoraggiare la firma e l'applicazione provvisoria da parte della
Comunità europea. 11 comitato permanente forestale è stato associato alle
riflessioni per quanto attiene alla sua competenza.
 ---pagebreak---      La presente proposta di decisione intende pertanto fare il punto sulla situazione
    e proporre al ( onsiglio dell'Unione europea, in base a una serie di considerazioni
    di carattere "tecnico" e al tempo stesso "politico", di sciogliere la riserva
    avanzata a Ginevra in modo da partecipare all'accordo internazionale del 1994 sui
    legni tropicali. .
    Questo approccio mira anche a creare un dinamismo tale da consentire all'Unione
    europea di consolidare meglio la propria posizione nell'ambito delle
    organizzazioni internazionali dove vengono discussi i problemi inerenti agli
    scambi, allo sviluppo e all'ambiente, in particolare a seguito della sessione della
    Commissione per lo sviluppo sostenibile (SDC) tenutasi nell'aprile 1995 a New
    York.
    In occasione del Consiglio deH'OIBT/ITTO, tenutosi ad Accra (Ghana) dal 10 al
     18 maggio 1995, la Comunità ha infine deciso di annunciare l'avvio delle
    procedure volte a sciogliere la riserva presentata a Ginevra.
    Questa dichiarazione ha permesso inoltre alla Comunità di specificare i propri
    punti di riferimento e di interpretazione nell'applicazione del futuro accordo
    quando esso entrerà in vigore.
    Gli stessi principi saranno riaffermati in una breve dichiarazione che sarà
    presentata congiuntamente alla firma e alla notifica dell'applicazione provvisoria
    da parte della Comunità europea.
II. Valutazione dell'accordo
1.  Nuovo A1BT/ITTA e direttive di negoziato comunitarie
    La prima questione riguarda la reale conformità del nuovo testo alle direttive di
    negoziato comunitarie. Si ha motivo di ritenere che l'accordo attuale vada ben al
    di là dei termini delle direttive. Di fatto, l'aver esteso alcune azioni dell'accordo
    a tutti i legni e quindi a tutte le foreste sembra già infrangere il principio
    affermato dalla Comunità di voler limitare il campo d'intervento ai soli legni
    tropicali (cfr. al riguardo l'articolo 1, lettere a), b), 0, 0 e n ), nonché gli articoli
    29 e 30).
    È peraltro evidente che i legni tropicali restano lo scopo o l'oggetto principale
    dell'accordo. Basti considerare ad esempio l'articolo 1, lettere d), e), i), j), k) e
    l'articolo 21. Accettare quindi tale estensione non dovrebbe porre grossi problemi
    alla Comunità, tanto più che le direttive comunitarie facevano diretto riferimento
    ai risultati dei dibattiti che si sono svolti nell'ambito della Conferenza di Rio
    (UNCED) nel 1992 e all'interesse di salvaguardare una cooperazione
    internazionale.
 ---pagebreak---  2.    Estensione della portata dell'accordo
       La Comunità ha sempre condiviso il parere secondo il quale l'estensione
      dell'accordo non risponde al fabbisogno e alle preoccupazioni dei paesi produttori
      tropicali, dato che lo scopo comune a tutti gli accordi sui prodotti deve essere
      quello di salvaguardare gli interessi delle zone geografiche di produzione.
      Estendere il campo d'applicazione significherebbe mescolare disposizioni non
      necessariamente omogenee di cui i paesi produttori tropicali non sarebbero gli
     unici beneficiari.
      La cooperazione intergovernativa su tutti i tipi di foreste dovrà quindi effettuarsi
      in un consesso internazionale più appropriato di quello offerto dall'Accordo
      internazionale sui legni tropicali. La procedura non dovrebbe infine pregiudicare
     la negoziazione di una futura convenzione globale su tutte le foreste.
3.   Obiettivo 2000
     Si tratta di un obiettivo fondamentale per l'Unione europea. Il linguaggio usato
     nel contesto generale dell'accordo appare ambiguo. I paesi produttori hanno
     stabilito un nesso tra l'Orizzonte 2000 e l'adeguamento delle risorse finanziarie,
     pregiudicando in tal modo l'efficacia dell'impegno.
    Tuttavia, l'aspetto finanziario legato alla realizzazione dell'Orizzonte 2000 sembra
     trovare una risposta concreta nell'articolo 21 dell'accordo, dove si parla di
     sfruttamento razionale sostenibile delle foreste produttrici di legni tropicali tramite
     un fondo per il partenariato di Bali.
    Quindi, malgrado una certa delusione circa l'impegno reale sottoscritto dai paesi
    produttori, si ha motivo di pensare che esso esista veramente (ad esempio nel
    preambolo o nell'articolo 1), anche se appare mitigato e "sommerso"
    dall'impegno dei paesi consumatori orientato nella stessa direzione.
    È importante sottolineare, sempre in questo contesto, che l'Unione europea si è
    formalmente impegnata a Ginevra anche a favore della conservazione, della
    gestione sostenibile e dello sviluppo di tutte le foreste degli Stati membri e che,
    nella stessa occasione, ha espresso l'auspicio che possano essere avviati al più
    presto i negoziati per una conferenza mondiale sulle foreste onde consentire, fra
    l'altro, di riunire gli obiettivi definiti in Obiettivo 2000 in uno strumento
    giuridico vincolante che copra tutti i tipi di foreste e tutti i problemi legati alla
    deforestazione.
4.  Risorse finanziarie
    Si tratta di uno dei punti più spinosi del nuovo AIBT/ITTA. L'articolo 1 g) parla
    di "meccanismi intesi ad apportare risorse finanziarie nuove e addizionali".
    A più riprese, alcune delegazioni hanno osservato che con tale espressione veniva
    fatto un riferimento troppo esplicito all'impegno UNCED; era inoltre impossibile
 ---pagebreak--- per queste delegazioni impegnare le rispettive autorità finanziarie nazionali.
Questa è stata una delle ragioni per cui le delegazioni comunitarie a Ginevra
hanno chiesto l'avallo delle amministrazioni finanziarie nazionali.
 La formulazione sembra assai generica, ma si può ritenere che la creazione del
 "Bali partnership fund" potrebbe già rispondere al criterio del meccanismo nuovo
e addizionale. L'articolo 21 sembra inoltre escludere qualsiasi impegno
finanziario diretto dei membri, visto che si parla esplicitamente di "contributo di
membri donatori", laddove la parola "donatori" implica un'azione discrezionale
e volontaria e per nulla vincolante.
Non discriminazione neeli scambi
Un'attenta lettura dell'articolo 36 sembra indicare che sarebbe impossibile fare
appello al nuovo AIBT/ITTA quale base di eventuali misure restrittive
multilaterali in materia di scambi nei confronti dei paesi esportatori di legno,
soprattutto quelli non conformi all'Orizzonte 2000. In ogni caso, sembra esclusa
la possibilità di prevedere l'introduzione di restrizioni commerciali nei confronti
del legno tropicale in mancanza di analoghe misure commerciali multilaterali
applicabili ai legni provenienti da zone temperate e boreali.
Il principio di non discriminazione sembra pertanto salvaguardato.
Si potrebbe nondimeno deplorare che queste disposizioni non siano applicabili
anche alle esportazioni (misure restrittive introdotte da alcuni paesi produttori
come ad esempio l'Indonesia), ma questa lacuna è una conseguenza del pacchetto
globale delle concessioni accettate troppo rapidamente.
Commento finale e conclusioni
In generale, si può concludere che la partecipazione della Comunità europea
all'Accordo internazionale del 1994 sui legni tropicali è del tutto giustificata e
persino opportuna, considerato il contesto internazionale nel quale si colloca
l'accordo.
È essenziale che l'Unione europea mantenga vivi il dialogo e la cooperazione su
scala mondiale nel settore del legno e delle foreste tropicali. In caso contrario,
le forti pressioni esercitate a livello nazionale e internazionale potrebbero
comportare l'adozione di misure draconiane, probabilmente inefficaci, per
un'autentica salvaguardia della foresta tropicale in un clima di scambi durevoli
e razionali.
È quindi importante che l'Unione europea non appaia isolata in questo scenario,
e che non sia esclusa da alcune iniziative internazionali ad alto livello in materia
di scambi e di ambiente.
Per di più, in virtù dell'articolo 41 dell'accordo, quest'ultimo sarebbe dovuto
entrare in vigore il 1 ° febbraio 1995, o in qualsiasi data successiva, purché fosse
 ---pagebreak---          stato concluso da 12 governi dei paesi produttori in possesso almeno del 55% del
         totale dei voti attribuiti a questo gruppo di paesi e da 16 governi dei paesi
         consumatori in possesso almeno del 70% del totale dei voti attribuiti a questo
         secondo gruppo. Fino ad oggi, in mancanza di adesioni, la scadenza è stata
         rimandata al 1 ° settembre 1995. È il caso di notare che la Comunità europea e
         i suoi Stati membri rappresentano al momento oltre il 43% dei voti attribuiti ai
        paesi consumatori necessari affinché l'accordo entri in vigore.
         La partecipazione all'accordo da parte della Comunità europea e degli Stati
         membri assume dunque un'importanza evidente sul piano economico come sul
        piano politico.
III.     La Commissione propone al Consiglio che la Comunità europea e i suoi Stati
        membri:
                 firmino quanto prima l'accordo del 1994 sui legni tropicali;
                 dichiarino la propria intenzione di applicare detto accordo a titolo
                 provvisorio;
                 corredino tali iniziative con la dichiarazione interpretativa allegata, il cui
                 testo è stato negoziato con gli Stati membri.
        La Commissione chiede che il presidente del Consiglio designi le persone abilitate
        a firmare detto accordo in nome della Comunità e a depositare la notifica
        dell'applicazione provvisoria da parte di quest'ultima presso il Segretariato
        generale delle Nazioni Unite.
In una fase successiva, quando tutti gli organi nazionali si saranno pronunciati in modo
definitivo, si proporrà al Consiglio la ratifica o l'adesione di tale accordo internazionale.
 ---pagebreak---                        Proposta di decisione del Consiglio del
                        concernente la firma e l'applicazione provvisoria
                    dell'Accordo internazionale del 1994 sui legni tropicali
                                     a nome della Comunità
 Il Consiglio dell'Unione europea,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea e in particolare il combinato
disposto dell'articolo 113 e dell'articolo 228, paragrafo 2,
vista la proposta della Commissione,
considerando che l'Accordo internazionale del 1994 sui legni tropicali, negoziato in base alla
risoluzione 93(IV) e del "nuovo partenariato per lo sviluppo : l'Impegno di Cartagena",
unitamente agli obiettivi pertinenti che figurano nel documento finale "Spirito di Cartagena",
adottati dalla Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo nella sua VIII
sessione, è aperto alla firma a partire dal 1° aprile 1994 e fino al 1 * gennaio 1995;
considerando che il Consiglio dell'Organizzazione internazionale dei legni tropicali ha deciso
di prolungare il termine al 1 ° settembre 1995 o a una data per quanto possibile vicina;
considerando che ai sensi dell'articolo 42, paragrafo 3, dell'Accordo internazionale del 1983
sui legni tropicali, quest'ultimo è stato prorogato fino all'entrata in vigore, a titolo
provvisorio o definitivo, del nuovo Accordo;
considerando che gli obiettivi perseguiti dall'Accordo rientrano nel quadro della politica
commerciale comune;
considerando che gli Stati membri sono chiamati a partecipare, con contributi finanziari, alle
azioni previste dall'Accordo in questione;
considerando che tutti gli Stati membri hanno manifestato l'intenzione di firmare e di
contribuire all'applicazione a titolo provvisorio di detto Accordo e che è pertanto opportuno
che la Comunità firmi l'Accordo depositato presso il Segretario generale dell'Organizzazione
delle Nazioni Unite e notifichi quanto prima la sua intenzione di applicare il nuovo Accordo
a titolo provvisorio,
 ---pagebreak--- DECIDE:
                                           Articolo 1
        La Comunità procede quanto prima alla firma dell'Accordo internazionale del 1994
        sui legni tropicali depositato presso il Segretario generale dell'Organizzazione delle
        Nazioni Unite.
        Il testo è accluso alla presente decisione.
        La Comunità notifica al Segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite
        la sua intenzione di applicare l'Accordo internazionale del 1994 sui legni tropicali a
        titolo provvisorio, conformemente agli articoli 40 e 41, paragrafo 2 dell'Accordo.
                                           Articolo 2
Il Presidente del Consiglio è autorizzato a designare le persone abilitate a firmare l'Accordo
a nome della Comunità e a depositare la notifica di applicazione provvisoria da parte di
quest'ultima.
Fatto a Bruxelles
                                                                                Per il Consiglio
                                                                                   Il Presidente
 ---pagebreak---                            Dichiarazione a verbale
Il Consiglio e la Commissione dichiarano che la presente decisione è adottata allo
scopo di consentire il più rapidamente possibile l'applicazione dell'accordo
internazionale del 1994 sui legni tropicali. Tale decisione, di natura pragmatica,
è stata presa al fine di allinearsi il più possibile alle pratiche esistenti. Essa non
pregiudica tuttavia il fondamento e la natura dei futuri atti da adottare in materia
di prodotti di base, incluso il rinnovo del presente accordo.
I rappresentanti degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio dichiarano che i
loro governi sono pronti a firmare quanto prima, contemporaneamente alla
Comunità, il nuovo Accordo internazionale sui legni tropicali e a garantirne, di
comune accordo con la Comunità europea, l'applicazione provvisoria. Gli Stati
che non possono decidere di applicare l'accordo a titolo provvisorio tramite un
atto governativo avvieranno appena possibile la procedura di ratifica
parlamentare. In attesa dell'eventuale ratifica, essi prenderanno tutte le misure
atte a garantire che l'accordo possa essere applicabile per quanto concerne le
competenze della Comunità.
 ---pagebreak---                                  Progetto di dichiarazione
                                            della
                       Comunità europea e dei suoi Stati membri
                               destinata alle Nazioni Unite
La Comunità europea e i suoi Stati membri interpretano i termini dell'AIBT 1994 nel
modo seguente:
a)    a meno che non intervenga una modifica del campo di applicazione dell'accordo
      ai sensi delle disposizioni dell'articolo 35, l'AIBT 1994 si riferisce unicamente
      ai legni tropicali e alle foreste tropicali;
b)    eventuali contributi finanziari diversi dal contributo al bilancio amministrativo
      previsto dall'articolo 19 sono di carattere totalmente volontario.
                                            10
 ---pagebreak--- ACCORDO INTERNAZ IONÀLE  DEL J_ 9 9 4
      SUI LEGISTI TROPICALI
 ---pagebreak---                                            INDICE
Introduzione
Llenco degli Stati e delle organizzazioni rappresentate alla
Conferenza delle Nazioni Unite per la negoziazione di un accordo
internazionale destinato a succedere all'Accordo internazionale sui
legni tropicali del 1983
Ordine del giorno della Conferenza delle Nazioni Unite per la
negoziazione di un accordo internazionale destinato a succedere
all'Accordo internazionale sui legni tropicali del 1983
Dichiarazione dei paesi membri consumatori
Risoluzione adottata dalla Conferenza
Accordo internazionale del 1994 sui legni tropicali
 ---pagebreak---                                  INTRODUZIONE
1. Tenuto conto della decisione adottata dal Consiglio internazionale dei legni
   tropicali il 4 dicembre 1991, nel corso dell'undicesima sessione, e conformemente
   al programma delle riunioni approvate dal Consiglio del commercio e dello
   sviluppo il 14 ottobre 1992, il 13 aprile 1993 il Segretario generale dell'UNCTAD
   ha convocato la Conferenza delle Nazioni Unite, incaricata di negoziare un
   accordo che dovrà succedere all'accordo internazionale del 1983 sui legni tropicali.
   La conferenza, aperta da Carlos Fortin, vicesegretario generale dell'UNCTAD e
   direttore della divisione prodotti di base, e da B.C.Y. Freezailah, direttore
   esecutivo dell'Organizzazione internazionale dei legni tropicali, si è tenuta al
   Palazzo delle Nazioni di Ginevra. Essa si è svolta in quattro parti: la prima dal 13
   al 16 aprile 1993, la seconda dal 21 al 25 giugno 1993, la terza dal 4 al
   15 ottobre 1993 e la quarta dal 10 al 26 gennaio 1994. Wisber Loeis (Indonesia)
   è stato eletto presidente della conferenza, mentre Yolande Goedkoop-Van Opijnen
   (Paesi Bassi) e Jorge Barba (Ecuador) sono stati eletti vicepresidenti. Christian
   Espinoza (Ecuador) ha sostituito il vicepresidente Jorge Barba assente durante la
   seconda e la quarta parte della conferenza.
2. Alla Conferenza sono state presentate proposte del gruppo dei produttori e del
   gruppo dei consumatori membri dell'Organizzazione internazionale dei legni
   tropicali (OILT) (TD/TIMBER.2/R. 1), un documento nel quale vengono messi a
   confronto il testo in vigore dell'accordo internazionale del 1983 sui legni tropicali
   e i testi delle proposte del gruppo dei produttori e del gruppo dei consumatori
   membri dell'OILT (TD/TIMBER. 2/R. 2), nonché un testo contenente le proposte
   relative a un accordo che dovrà succedere all'accordo internazionale del 1983,
   basato sul testo delle proposte presentate dal gruppo dei produttori e dal gruppo
   dei consumatori (TD/TIMBER.2/R.3), elaborato dal segretario generale
   dell'UNCTAD in collaborazione con il direttore esecutivo dell'OILT
   conformemente alla risoluzione adottata il 16 aprile 1993 nel corso della quarta
   seduta plenaria della conferenza. Alla conferenza sono stati inoltre presentati un
   documento non ufficiale del presidente del Consiglio internazionale dei legni
   tropicali in merito alle consultazioni informali relative a un accordo che dovrà
   succedere all'accordo internazionale del 1983 sui legni tropicali svoltesi durante
   la quattordicesima sessione del Consiglio internazionale dei legni tropicali
   (TD/TIMBER 2./CRP.1), un documento di lavoro riveduto del presidente
   (TD/TIMBER.2/CRP.2) e un documento (TD/TIMBER. 2/R 4) contenente progetti
   di articoli presentati dal presidente in seguito a consultazioni svoltesi in
   applicazione del paragrafo 1 del dispositivo della risoluzione (TD/TIMBER.2/12)
   adottata al termine della terza parte della conferenza.
3. Il 21 gennaio 1994 è stata distribuita una dichiarazione dei membri consumatori
   con il codice TD/TIMBER.2/L.6 (cfr. pag. 9). Il 24 gennaio 1994 è stata
   distribuita alla conferenza una dichiarazione dell'Unione europea sulla gestione
   sostenibile delle foreste all'interno dell'Unione con il codice TD/TIMBER.2/L.7.
                     Partecipazione e poteri dei rappresentanti
 ---pagebreak--- 4.  Alla conferenza erano presenti i rappresentanti di 61 Stati in veste di partecipanti
    e di 2 paesi in veste di osservatori. Alla prima parte della conferenza hanno
    assistito i rappresentanti di 57 Stati: 55 in veste di partecipanti e 2 in veste di
    osservatori. Alla seconda parte della conferenza hanno assistito i rappresentanti
    di 50 Stati in veste di partecipanti. Alla terza parte hanno assistito i rappresentanti
    di 52 Stati come partecipanti, alla quarta i rappresentanti di 49 Stati: 48
    partecipanti ed un osservatore. I rappresentanti della Comunità europea hanno
    partecipato a tutte le parti della conferenza.
5.  Vari organismi delle Nazioni Unite, varie istituzioni specializzate o collegate al
    sistema delle Nazioni Unite e un movimento di liberazione nazionale invitato a
    partecipare in conformità della risoluzione 3280 (XXIX) dell'Assemblea generale
    hanno inviato osservatori alla conferenza. Un organismo intergovernativo e 19
    organizzazioni non governative hanno partecipato alla conferenza previa decisione
    di questa (cfr. pagg. 6 e 7).
6.  Nel corso di ciascuna parte della conferenza, i poteri dei rappresentanti degli Stati
    partecipanti sono stati approvati su raccomandazione della commissione per la
    verifica dei poteri.
                               Struttura della conferenza
7   II 13 aprile 1993, nel corso della prima seduta plenaria, hi conferenza ha adottato
    l'ordine del giorno quale Figurava nel documento TD/TIMBER.2/4 (cfr. pag. 8) e
    il suo regolamento interno (TD/TIMBER.2/5) e ha istituito un comitato esecutivo
    plenario, presieduto dal presidente della conferenza assistito dai due vicepresidenti,
    incaricato di esaminare i punti 8 e 9 dell'ordine del giorno nel corso di riunioni
    private. Essa ha inoltre costituito una commissione per la verifica dei poteri
    incaricata di esaminare i poteri dei rappresentanti degli Stati partecipanti alla
    conferenza (cfr. più oltre il paragrafo 11).
8.  Il comitato esecutivo ha tenuto 11 sedute. Il 13 aprile 1993, nel corso della prima
    seduta, esso ha istituito un comitato economico e tecnico e un comitato finanziario
    e amministrativo. Il presidente del comitato esecutivo ha riunito, in base alle
    esigenze, un gruppo di contatto informale per esaminare varie questioni chiave
    pendenti in sede di comitato esecutivo.
9.  Il comitato economico e tecnico è stato presieduto da David Boulter (Canada). Il
    comitato finanziario e amministrativo è stato presieduto da Eugène Capito (Gabon)
    e, durante la sua assenza nel corso della quarta parte della conferenza, da E.O.
    Nsekyire (Ghana).
10. Nel corso della dodicesima seduta plenaria, la conferenza ha istituito un gruppo
    di redazione incaricato di esaminare, da un punto di vista redazionale o
    linguistico, senza affrontare questioni di fondo, il testo degli articoli inviatigli e
    di elaborare il testo di un nuovo accordo. Il gruppo, aperto a tutti i partecipanti
    interessati, era tuttavia costituito da un nucleo di base di dieci membri, cinque
                                         <*<4
 ---pagebreak---     rappresentanti del gruppo dei produttori e cinque rappresentanti del gruppo dei
    consumatori. Esso si è riunito tre volte: Christian Espinoza (Ecuador) ha
    presieduto le prime due riunioni e E.O. Nsekyre (Ghana) la terza.
11. La commissione per la verifica dei poteri, istituita il 14 aprile 1993 dalla
    conferenza nel corso della terza seduta plenaria, era composta dai paesi seguenti:
    Congo, Giappone, Messico, Paesi Bassi e Filippine. S. Isee (Giappone) è stato
    eletto presidente della commissione per la verifica dei poteri, che ha tenuto quattro
    sedute ed elaborato quattro relazioni (TD/TIMBER.2.6, TD/TIMBER.2/8,
    TD/TIMBER.2/11 e TD/TIMBER.2/13), approvate dalla conferenza.
                               Chiusura della conferenza
12. Il 26 gennaio 1994, nel corso della quattordicesima seduta plenaria (seduta di
    chiusura), la conferenza ha elaborato il testo dell'accordo internazionale del 1994
    sui legni tropicali (cfr. pag. 11) e ha adottato una risoluzione finale con codice
    TD/TIMBER.2/14 (cfr. pag. 10). Al momento dell'adozione dell'accordo, varie
    delegazioni hanno rilasciato dichiarazioni riassunte nel documento
    TD/TIMBER.2/15.
                               Entrata in vigore e durata
13. L'accordo sarà depositato, dal 1° aprile 1994 sino allo scadere di un mese dalla
    data dell'entrata in vigore, presso la sede delle Nazioni Unite a New York, per
    essere firmato dai governi invitati alla Conferenza delle Nazioni Unite incaricata
    di negoziare un accordo che dovrà succedere all'accordo internazionale del 1983
    sui legni tropicali. Affinché l'accordo entri in vigore a titolo definitivo, 12 governi
    di paesi produttori con almeno il 55% di tutti i voti attribuiti in conformità
    dell'allegato A dell'accordo e 16 governi di paesi consumatori con almeno il 70%
    del totale dei voti attribuiti in conformità dell'allegato B dello stesso devono
    firmare l'accordo a titolo definitivo o depositare i loro strumenti di ratifica, di
    accettazione, di approvazione o di adesione. Qualora al 1° febbraio 1995 non
    siano state soddisfatte le condizioni di entrata in vigore a titolo definitivo,
    l'accordo entrerà in vigore a titolo provvisorio in tale data o in qualsiasi momento
    entro i sei mesi successivi, se 10 governi di paesi produttori con almeno il 50%
    del totale dei voti attribuiti conformemente all'allegato A dell'accordo e 14 governi
    di paesi consumatori con almeno il 65% del totale dei voti attribuiti
    conformemente all'allegato B dello stesso avranno firmato l'accordo a titolo
    definitivo, depositato i loro strumenti di ratifica, di accettazione o di approvazione
    oppure notificato al depositario l'impegno ad applicare l'accordo a titolo
    provvisorio.
                                          AT
 ---pagebreak--- 14. Qualora al 1 ° settembre 1995 non siano state soddisfatte le condizioni di entrata
    in vigore definitiva o provvisoria, il segretario generale dell'Organizzazione delle
    Nazioni Unite dovrà invitare i governi che hanno firmato l'accordo a titolo
    definitivo o che hanno depositato i propri strumenti di ratifica, di accettazione o
    di approvazione, o che hanno notificato al depositario l'impegno ad applicare
    l'accordo a titolo provvisorio, a riunirsi al più presto per decidere se l'accordo
    entrerà in vigore fra di loro, a titolo provvisorio o definitivo, integralmente o in
    parte. I governi che decidono di fare entrare in vigore l'accordo tra di loro a titolo
    provvisorio possono riunirsi di quando in quando per riesaminare la situazione e
    decidere se l'accordo entrerà in vigore tra loro a titolo definitivo.
15. L'accordo rimarrà in vigore per quattro anni a decorrere dalla data di entrata in
    vigore a meno che il Consiglio non decida di prorogarlo, di rinegoziarlo o di porvi
    fine. Ai sensi dell'accordo, il Consiglio può decidere di prorogarlo per non più di
    due periodi di tre anni ciascuno.
                                         A6
 ---pagebreak---      ELENCO DEGLI STATI E DELLE ORGANIZZAZIONI RAPPRESENTATI
  ALLA CONFERENZA DELLE NAZIONI UNITE INCARICATA DI NEGOZIARE
UN ACCORDO CI ir: DOVRÀ SUCCEDERE ALL'ACCORDO
              INTERNAZIONALE DEL 1983 SUI LEGNI TROPICALI***
        Partecipanti
Afghanistan                                        Irlanda
Algeria                                            Italia
Australia                                          Liberia
Austria                                            Lussemburgo^^
Bahrein                                            Malaysia
Belgio0                                            Messico
Bolivia                                            Myanmar
Brasile                                            Nepal
Bulgaria                                           Norvegia
Camerun                                            Nuova Zelanda
Canada                                             Panama
Cile                                               Papua-Nuova Guinea
Cina                                               Paraguay
Colombia                                           Paesi Bassi
Congo                                       Perù
Costa Rica                                         Portogallo
Côte d'Ivoire                                      Repubblica di Corea
Danimarca                                          Repubblica Dominicana
Egitto                                             Repubblica Unita di Tanzania
El Salvador                                        Regno Unito di Gran Bretagna
Ecuador                                            e Irlanda del Nord
Federazione russa                                  Slovacchia
Filippine                                          Spagna
Finlandia                                          Stati Uniti d'America
Francia                                            Svezia
Gabon                                              Svizzera
Germania                                           Thailandia
Ghana                                              Trinidad e Tobago
Giappone                                           Venezuela
Grecia
Guinea equatoriale
Honduras
Indonesia                                          Comunità europea
(*)     L'elenco completo dei partecipanti è stato distribuito con i codici
        TD/TIMBER 2/INF 1,         TD/TIMBER.2/INF.2,        TD/TIMBER 2/INF.3        e
        TD/TIMBER.2/INP.4.
(**)    Il Belgio ha rappresentato il Lussemburgo alla prima, seconda e quarta parte.
                                         ^
 ---pagebreak--- IL Osservatori
                                          Stati
   Repubblica popolare democratica di Corea
   India
      Invitato a partecipare conformemente alla risoluzione 3280 (XXIX)
                              dell'Assemblea generale
   Pan Africanist Congress of Azania
                                    Nazioni Unite
   Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna
   selvatiche minacciate di estinzione
   Commissione economica per l'Europa
   Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo
   Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente
                                         * * *
   Centro del commercio internazionale UNCTAD/GATT
        Istituzioni specializzate e istituzioni collegate alle Nazioni Unite
   Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura
   Organizzazione internazionale del lavoro
   Fondo monetario internazionale
                                         * * *
   Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio
                            Organismo intergovernativo
   Organizzazione per l'unità africana
                          Organizzazioni non governative
   Advice and Research for Development and Environment
   Association des études internationales
   Associazione tecnica internazionale dei legnami tropicali
   Center for Energy and Environmental Studies
   Center for Resource and Environmental Studies
   Conseil international du droit de l'environnement
   Fondo mondiale per la natura
   Friends of the Earth (Stati Uniti d'America)
   Friends of the Earth (Inghilterra, Wanda del Nord e Galles)
   Friends of the Earth (Ghana)
   Indonesian Network for Forest Conservation
                                         A&
 ---pagebreak--- International Alliance of the Indigenous Tribal Peoples of the Tropical Forests
National Wildlife Federation
Nuu-Chah-Nulth Tribal Council
Rainforest Action Network
Save the Rain Forests
Sierra Club
Trafic international
Union mondiale pour la nature
                                    Al
 ---pagebreak---      ORDINE DEL GIORNO DELLA CONFERENZA DELLE NAZIONI UNITE
    INCARICATA DI NEGOZIARE UN ACCORDO CHE DOVRÀ SUCCEDERE
     ALL'ACCORDO INTERNAZIONALE DEL 1983 SUI LEGNI TROPICALI
1.     Apertura della conferenza
2.     Adozione dell'ordine del giorno
3.     Adozione del regolamento interno
4.     Elezione dell'ufficio
5.     Poteri dei rappresentanti
       a)      costituzione di una commissione per la verifica dei poteri
       b)      relazione della commissione per la verifica dei poteri
6.     Ammissione di osservatori
7.     Eventuale costituzione di comitati e gruppi di lavoro
8.     Elaborazione di un accordo che dovrà succedere all'accordo internazionale del
       1983 sui legni tropicali
9.     Esame e adozione delle risoluzioni definitive
10.    Varie ed eventuali.
                                          éO
 ---pagebreak---                    DICHIARAZIONE DEI MEMBRI CONSUMATORI
Gli Stati elencati più oltre e la Comunità europea, partecipanti alla Conferenza delle
Nazioni Unite incaricata di negoziare un accordo che dovrà succedere all'accordo
internazionale del 1983 sui legni tropicali:
1.      riconoscono l'importanza della salvaguardia e della gestione sostenibile di tutti i
       tipi di foreste;
2.     riscontrano l'alto livello raggiunto da determinati paesi per quel che riguarda la
       gestione sostenibile delle loro foreste;
3.     riscontrano altresì che alcuni paesi si sono impegnati a gestire in maniera
        sostenibile le loro foreste entro il 2000;
4.      riscontrano inoltre che sono già state avviate iniziative internazionali per
        conseguire una gestione sostenibile delle foreste e che altre iniziative potranno
        essere avviate in futuro;
5.      sono consapevoli del fatto che tutti i paesi produttori di legno dovrebbero
        raggiungere livelli elevati e confrontabili di gestione sostenibile delle loro foreste;
6       affermano pertanto che:
                tutti gli Stati elencati più oltre si impegnano ad applicare direttive e criteri
                adeguati di gestione sostenibile delle loro foreste, analoghi a quelli
                elaborati dall'Organizzazione internazionale dei legni tropicali;
                gli Stati che hanno già raggiunto un livello elevato di gestione sostenibile
                delle loro foreste si impegnano a mantenere e a sviluppare tale gestione;
                gli altri Stati si impegnano a conseguire l'obiettivo nazionale di una
                gestione sostenibile delle loro foreste entro il 2000;
                occorre fornire ai paesi in via di sviluppo consumatori risorse adeguate per
                consentire loro di conseguire l'obiettivo della gestione sostenibile delle
                foreste;
7.      pregano il segretario generale della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio
        e lo sviluppo di pubblicare e far distribuire la presente dichiarazione con i
        documenti ufficiali della conferenza.
        Australia, Austria, Belgio/Lussemburgo, Canada, Cina, Comunità europea,
        Danimarca, Federazione russa, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia,
        Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Norvegia, Nuova Zelanda, Repubblica di
        Corea, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Spagna, Stati Uniti
        d'America, Svezia, Svizzera.
                                                M
 ---pagebreak---                   RISOLUZIONE ADOTTATA DALLA CONFERENZA
                La Conferenza delle Nazioni Unite sui legni tropicali. 1993.
riunitasi a Ginevra dal 13 al 16 aprile 1993, dal 21 al 25 giugno 1993, dal 4 al
15 ottobre 1993 e dal 10 al 26 gennaio 1994,
grata al segretario generale dell'UNCTAD per le strutture e i servizi messi a sua
disposizione,
riconoscente al presidente della Conferenza, agli altri membri dell'Ufficio e al segretariato
per il loro contributo,
avendo elaborato il testo dell'accordo internazionale del 1994 sui legni tropicali in inglese,
arabo, cinese, spagnolo, francese e russo,
1.      prega il segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite di comunicare
        il testo dell'accordo, per esame, a tutti i governi e a tutte le organizzazioni
        intergovernative invitati alla conferenza;
2.      prega altresì il segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite di
        adottare le opportune disposizioni affinché l'accordo sia disponibile per la firma
        presso la sede dell'ONU a New York durante il periodo indicato all'articolo 38
        dell'accordo stesso;
3.      richiama l'attenzione degli Stati, nonché delle organizzazioni intergovernative di
        cui all'articolo 5 dell'accordo, sulle procedure che consentono loro di divenire parti
        contraenti dell'accordo internazionale del 1994 sui legni tropicali e li invita a
        depositare gli strumenti necessari a tal fine.
                                                        14a seduta plenaria (seduta di
                                                       chiusura)
                                                       26 gennaio 1994
                                               £%
 ---pagebreak---         ACCORDO INTERNAZIONALE DEL 1994 SUI LEGNI TROPICALI
                                        INDICE
PREAMBOLO
                               CAPITOLO I. FINALITÀ
Articolo
1.   Finalità
                             CAPITOLO II. DEFINIZIONI
2.   Definizioni
           CAPITOLO III. ORGANIZZAZIONE E AMMINISTRAZIONE
3.   Sede e struttura dell'Organizzazione internazionale dei legni tropicali ...
4.   Membri dell'Organizzazione
5.   Partecipazione di organizzazioni intergovernative
                 CAPITOLO IV. CONSIGLIO INTERNAZIONALE
                               DEI LEGNI TROPICALI
6.   Composizione del Consiglio internazionale dei legni tropicali
7.   Poteri e funzioni del Consiglio
8.   Presidente e vicepresidente del Consiglio
9.   Sessioni del Consiglio
10.  Ripartizione dei voti
11.  Procedura di voto in seno al Consiglio
12.  Decisioni e raccomandazioni del Consiglio
13.  Quorum per il Consiglio
14.  Cooperazione e coordinamento con altre organizzazioni
15.  Ammissione di osservatori
16.  Direttore esecutivo e personale
                     CAPITOLO V. PRIVILEGI ED IMMUNITÀ
17. Privilegi ed immunità
                   CAPITOLO VI. DISPOSIZIONI FINANZIARIE
18. Conti finanziari
19. Conto amministrativo
                                            £5
 ---pagebreak--- 20.  Conto speciale
21.  Fondo per il partenariato di Bali
22.  Modi di pagamento
23.  Verifica e pubblicità dei conti .
                       CAPITOLO VII. ATTIVITÀ OPERATIVE
24. Attività concernenti la politica generale dell'Organizzazione .
25. Attività relative ai progetti dell'Organizzazione
26. Istituzione di comitati
27. Funzioni dei comitati
          CAPITOLO Vili RELAZIONI CON IL FONDO COMUNE PER
                                 I PRODOTTI DI BASE
28. Relazioni con il Fondo comune per i prodotti di base
            CAPITOLO IX. STATISTICHE, STUDI E INFORMAZIONE
29. Statistiche, studi e informazione
30.. Relazione ed esame annuali
                        CAPITOLO X. DISPOSIZIONI VARIE
31   Ricorsi e controversie
32   Obblighi generali dei membri
33   Esoneri
34   Misure differenziate e correttive e misure speciali
35   Riesame
36   Non discriminazione
                        CAPITOLO XI. DISPOSIZIONI FINALI
37.  Depositario
38.  Firma, ratifica, accettazione e approvazione
39.  Adesione
40.  Notifica di applicazione provvisoria
4L   Entrata in vigore
42.  Modifiche
43.  Denuncia
44.  Esclusione
45.  Liquidazione dei conti dei membri nei casi di denuncia, esclusione
     o mancata accettazione di una modifica
46. Durata, proroga e risoluzione dell'accordo
47 Riserve
48. Disposizioni supplementari e transitorie
                                             $U
 ---pagebreak--- ALLEGATI
A. Elenco dei paesi produttori dotati di risorse forestali tropicali
   e/o esportatori netti di legni tropicali in termini di volume, e
   ripartizione dei voti a norma dell'articolo 41
B. Elenco dei paesi consumatori e ripartizione dei voti
   a norma dell'articolo 41
                                            «5
 ---pagebreak---                                          PREAMBOLO
 Le Parti contraenti.
 richiamandosi alla dichiarazione e al programma d'azione concernente l'instaurazione di
 un nuovo ordine economico internazionale, al programma integrato per i prodotti dì base,
 al testo intitolato "Nuova compartecipazione per lo sviluppo, l'impegno di Cartagena" e
 ai pertinenti obiettivi che figurano nello "Spirito di Cartagena",
 richiamandosi all'accordo internazionale del 1983 sui legni tropicali e riconoscendo il
 lavoro dell'Organizzazione internazionale dei legni tropicali, nonché i risultati da essa
conseguiti dalla sua istituzione, che comprendono una strategia volta al commercio
internazionale dei legni tropicali provenienti da fonti gestite in modo sostenibile,
richiamandosi inoltre alla dichiarazione di Rio sull'ambiente e lo sviluppo, alla
dichiarazione di principio, non vincolante sotto il profilo giuridico ma facente fede, per
un consenso mondiale sulla gestione, la conservazione e lo sfruttamento ecologicamente
sostenibile di tutti i tipi di foreste, nonché ai capitoli pertinenti dell'agenda 21 adottata
dalla Conferenza delle Nazioni Unite sull'ambiente e lo sviluppo svoltasi a Rio de Janeiro
nel giugno 1992, alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico
e alla convenzione sulla biodiversità,
riconoscendo l'importanza del legno d'opera per l'economia dei paesi che possiedono
foreste produttrici di tale legno,
riconoscendo inoltre la necessità di favorire ed applicare direttive e criteri comparabili e
adeguati per la gestione, la conservazione e lo sfruttamento ecologicamente sostenibile
di tutti i tipi di foreste produttrici di legno d'opera,
tenendo conto delle relazioni tra il commercio dei legni tropicali e il mercato
internazionale del legno, nonché dell'esigenza di collocarsi in una prospettiva globale per
rendere più trasparente il mercato internazionale del legno,
sottolineando l'impegno assunto da tutti i membri a Bali (Indonesia) nel maggio 1990,
affinché le esportazioni di prodotti derivati dai legni tropicali provengano, da qui al 2000,
da fonti gestite in modo sostenibile e riconoscendo il principio 10 della dichiarazione di
principio, non vincolante sotto il profilo giuridico ma facente fede, per un consenso
mondiale sulla gestione, la conservazione e lo sfruttamento ecologicamente sostenibile di
tutti i tipi di foreste, che afferma la necessità di fornire ai paesi in via di sviluppo risorse
finanziarie nuove e supplementari per consentire loro di gestire, conservare e sfruttare in
modo ecologicamente sostenibile le loro risorse forestali, segnatamente attraverso
l'imboschimento e il rimboschimento, e di lottare contro il disboscamento e la
degradazione delle foreste e dei terreni,
tenendo conto altresì della dichiarazione con la quale i membri consumatori firmatari
dell'accordo internazionale del 1983 sui legni tropicali si sono impegnati a Ginevra, il
21 gennaio 1994, nell'ambito della quarta sessione della Conferenza delle Nazioni Unite
                                                8L<c
 ---pagebreak--- incaricata di negoziare un accordo che dovrà succedere all'accordo internazionale del 1983
sui legni tropicali, a mantenere o a realizzare entro il 2000 una gestione sostenibile delle
rispettive foreste,
desiderando potenziare la cooperazione internazionale ed elaborare congiuntamente
politiche per trovare una soluzione ai problemi inerenti all'economia dei legni tropicali,
hanno convenuto quanto segue:
                                             sòl
 ---pagebreak---                                   CAPITOLO I.        FINALITÀ
                                            Articolo 1
                                              Finalità
 Riconoscendo il diritto sovrano dei membri sulle loro risorse naturali, quale definito nel
 principio 1 a) della dichiarazione di principio, non vincolante sotto il profilo giuridico ma
facente fede, per un consenso mondiale sulla gestione, la conservazione e lo sfruttamento
 ecologicamente sostenibile di tutti i tipi di foreste, l'accordo internazionale del 1994 sui
 legni tropicali (in appresso denominato "il presente accordo") persegue i seguenti
 obiettivi:
a)        offrire una sede adeguata per le consultazioni, la cooperazione internazionale e
          l'elaborazione di politiche tra tutti i membri per quanto riguarda tutti gli aspetti
          pertinenti dell'economia mondiale del legno;
b)        offrire un quadro per le consultazioni onde favorire pratiche non discriminatorie
         nel commercio del legno;
e)       contribuire allo sviluppo sostenibile;
d)       aiutare i membri a realizzare una strategia volta a garantire che, entro il 2000, le
         esportazioni di legno e di prodotti derivati dai legni tropicali provengano da fonti
         gestite in maniera sostenibile;
e)       favorire l'espansione e la diversificazione del commercio internazionale dei legni
         tropicali provenienti da fonti rinnovabili attraverso il miglioramento strutturale dei
         mercati internazionali, tenendo conto dell'incremento a lungo termine del
         consumo, della continuità degli approvvigionamenti e, nel contempo, di prezzi che
         rispecchino i costi della gestione sostenibile delle foreste e che siano remunerativi
         ed equi per i membri, nonché di un migliore accesso ai mercati;
f)       promuovere e sostenere la ricerca e lo sviluppo per migliorare la gestione delle
         foreste e l'impiego efficace del legno, nonché per rafforzare la capacità di
         conservare e favorire altri valori della foresta nelle foreste tropicali produttrici di
         legno d'opera;
g)       sviluppare e agevolare meccanismi volti ad apportare le risorse finanziarie nuove
         e supplementari e le competenze tecniche necessarie per consentire ai membri
         produttori di conseguire gli obiettivi del presente accordo;
h)       migliorare le informazioni inerenti al mercato per garantire una maggiore
         trasparenza del mercato internazionale del legno, segnatamente attraverso la
         raccolta e la diffusione di dati relativi al commercio, compresi quelli relativi alle
         essenze commercializzate;
                                               X.Î
 ---pagebreak---  i) favorire un'accentuata trasformazione dei legni tropicali provenienti da fonti
    rinnovabili nei paesi membri produttori al fine di promuoverne
    l'industrializzazione e di accrescerne le possibilità di occupazione e i proventi
    d'esportazione;
j)  incoraggiare i membri a sostenere e a sviluppare attività di rimboschimento con
    legni d'opera tropicali e di gestione forestale, nonché il riassestamento dei terreni
    forestali degradati, tenendo debitamente conto degli interessi delle comunità locali
    che dipendono dalle risorse forestali;
k)  migliorare la commercializzazione e la distribuzione dei legni tropicali provenienti
    da fonti gestite in modo sostenibile;
1)  incoraggiare i membri ad elaborare politiche nazionali volte a garantire l'impiego
    e la conservazione sostenibili delle foreste produttrici di legno d'opera e delle loro
    risorse genetiche, nonché a mantenere l'equilibrio ecologico delle regioni
    interessate, nell'ambito del commercio dei legni tropicali;
m)  favorire l'accesso alla tecnologia e il trasferimento di tecnologie, nonché la
    cooperazione tecnica per il conseguimento degli obiettivi del presente accordo,
    anche secondo modalità e condizioni favorevoli e preferenziali da concordare;
n)  favorire lo scambio di informazioni sul mercato internazionale del legno.
                                         53
 ---pagebreak---                                CAPITOLO IL DEFINIZIONI
                                           Articolo 2
                                           Definizioni
Ai fini del presente accordo:
1.      per "legni tropicali" si intende il legno tropicale ad uso industriale (legno d'opera),
        diverso da quello delle conifere, cresciuto o prodotto nei paesi situati tra il tropico
        del Cancro e il tropico del Capricorno. Il termine si applica al legno in tronchi,
        al legno segato, alle impiallacciature e al legno compensato. È compreso nella
        presente definizione anche il legno compensato contenente una parte di legno di
        conifere di origine tropicale;
2.      per "trasformazione complementare" si intende la trasformazione del legno grezzo
        in prodotti primari, in prodotti semilavorati o in prodotti finiti, composti
        interamente o quasi di legni tropicali;
3.      per "membro" si intendono un governo o una organizzazione intergovernativa di
        cui all'articolo 5, che abbiano acconsentito ad essere vincolati dal presente
        accordo, indipendentemente dal fatto che quest'ultimo sia in vigore a titolo
        temporaneo o definitivo;
4.      per "membro produttore" si intende qualsiasi paese dotato di foreste tropicali e/o
        esportatore netto di legni tropicali in termini di volume, purché sia menzionato
        nell'allegato A e sia parte del presente accordo, oppure qualsiasi paese non
        elencato nell'allegato A, dotato di foreste tropicali e/o esportatore netto di legni
        tropicali in termini di volume, che diventi parte del presente accordo e che il
        Consiglio, con il benestare di detto paese, dichiari membro produttore;
5.      per "membro consumatore" si intende qualsiasi paese citato all'allegato B che
        diventi parte del presente accordo oppure qualsiasi paese non citato all'allegato B
        che diventi parte del presente accordo e che il Consiglio, con il benestare di detto
        paese, dichiari membro consumatore;
6.      per "Organizzazione" si intende l'Organizzazione internazionale dei legni tropicali,
        istituita a norma dell'articolo 3;
7.      per "Consiglio" si intende il Consiglio internazionale dei legni tropicali, istituito
        a norma dell'articolo 6;
8.      per "voto speciale" si intende un voto che richiede almeno i 2/3 dei suffragi
        espressi dai membri produttori presenti e votanti e almeno il 60% dei suffragi
        espressi dai membri consumatori presenti e votanti, conteggiati separatamente,
                                               bo
 ---pagebreak---     sempre che detti suffragi siano espressi da almeno la metà dei membri produttori
    presenti e votanti e da almeno la metà dei membri consumatori presenti e votanti;
9.  per "voto a maggioranza semplice ripartita" si intende un voto per il quale si
    richiede almeno la metà più uno dei suffragi espressi dai membri produttori
    presenti e votanti e almeno la metà più uno dei suffragi espressi dai membri
    consumatori presenti e votanti, conteggiati separatamente;
10. per "esercizio" si intende il periodo compreso tra il 1 ° gennaio e il 31 dicembre
    inclusi;
11. per "monete utilizzabili liberamente" si intendono il marco tedesco, il franco
    francese, lo yen, la lira sterlina, il dollaro statunitense e qualsiasi altra moneta
    eventualmente designata da un'organizzazione monetaria internazionale competente
    come mezzo di pagamento di uso corrente nelle transazioni internazionali e
    diffusamente negoziata nelle principali borse valori.
                                           ÌA
 ---pagebreak---         CAPITOLO III. ORGANIZZAZIONE E AMMINISTRAZIONE
                                      Articolo 3
                Sede e struttura dell'Organizzazione internazionale
                                  dei legni tropicali
1. L'Organizzazione internazionale dei legni tropicali, istituita mediante l'accordo
   internazionale del 1983 sui legni tropicali, continua a far applicare le disposizioni
   del presente accordo e a sorvegliarne il funzionamento.
2. L'Organizzazione esercita le proprie funzioni tramite il Consiglio internazionale,
   istituito a norma dell'articolo 6, tramite i comitati e gli altri organi ausiliari di cui
   all'articolo 26, nonché tramite il direttore esecutivo e il personale.
3. L'Organizzazione ha sede a Yokohama, a meno che il Consiglio non disponga
   altrimenti con voto speciale.
4. La sede dell'Organizzazione è comunque situata sul territorio di un membro.
                                      Articolo 4
                            Membri dell'Organizzazione
   Sono istituite due categorie di membri dell'Organizzazione:
   a) membri produttori; e
   b) membri consumatori.
                                      Articolo 5
                 Partecipazione di organizzazioni intergovernative
1. Qualsiasi riferimento a "governi" contenuto nel presente accordo vale altresì per
   la Comunità europea e per qualsiasi altra organizzazione intergovernativa cui siano
   attribuite responsabilità ai fini del negoziato, della conclusione e dell'applicazione
   di accordi internazionali, in particolare di accordi sui prodotti di base. Pertanto,
   qualsiasi menzione, nel presente accordo, della firma, della ratifica,
   dell'accettazione, dell'approvazione, della notifica di applicazione a titolo
   provvisorio oppure dell'adesione è da considerarsi, nel caso di dette organizzazioni
   intergovernative, comprensiva della firma, della ratifica, dell'accettazione,
   dell'approvazione, della notifica di applicazione a titolo temporaneo o dell'adesione
   da parte di dette organizzazioni intergovernative.
2. Nelle votazioni su questioni di loro competenza, dette organizzazioni
   intergovernative dispongono di un numero di voti pari al totale dei voti che
   possono essere assegnati ai rispettivi Stati membri a norma dell'articolo 10. In tali
                                          ^)1
 ---pagebreak--- casi gli Stati membri di dette organizzazioni intergovernative non sono autorizzati
ad esercitare singolarmente il diritto di voto.
                                     ì>3
 ---pagebreak---    CAPITOLO IV CONSIGLIO INTERNAZIONALE DEI LEGNI TROPICALI
                                        Articolo 6
            Composizione del Consiglio internazionale dei legni tropicali
1.   L'autorità suprema dell'Organizzazione è rappresentata dal Consiglio internazionale
     dei legni tropicali, costituito da tutti i membri dell'Organizzazione.
2.   Ciascun membro è rappresentato in seno al Consiglio da un rappresentante e può
     designare supplenti e consiglieri per partecipare alle sessioni del Consiglio.
3.   Il supplente può essere autorizzato ad agire e a votare in nome del rappresentante
     in assenza di quest'ultimo o in circostanze speciali.
                                        Articolo 7
                             Poteri e funzioni del Consiglio
1.   Il Consiglio esercita tutti i poteri e adempie tutte le funzioni necessarie ai fini
     dell'applicazione delle disposizioni del presente accordo oppure presiede al loro
     adempimento.
2.   Il Consiglio approva con voto speciale i regolamenti necessari ai fini
     dell'applicazione delle disposizioni del presente accordo, segnatamente il
     regolamento interno, le norme di gestione finanziaria e lo statuto del personale
     dell'Organizzazione. Le norme di gestione finanziaria disciplinano in particolare
     le entrate e le uscite di fondi del conto amministrativo, del conto speciale e del
     fondo per il partenariato di Bali. Il Consiglio può predisporre nel proprio
     regolamento interno una procedura che gli consenta di deliberare su questioni
     specifiche senza doversi riunire.
3.   Il Consiglio conserva la documentazione necessaria all'assolvimento delle sue
     funzioni a norma del presente accordo.
                                        Articolo 8
                       Presidente e vicepresidente del Consiglio
1.   Ogni anno civile il Consiglio elegge il presidente ed il vicepresidente, i quali non
     sono retribuiti dall'Organizzazione.
2.   Il presidente ed il vicepresidente sono eletti, l'uno tra i rappresentanti dei membri
     produttori, l'altro fra quelli dei membri consumatori. Le due categorie di membri
     si alternano annualmente alla presidenza e alla vicepresidenza, sempreché tale
     alternanza non impedisca la rielezione, in circostanze eccezionali, del presidente
     o del vicepresidente oppure di ambedue con voto speciale del Consiglio.
                                            ìc,
 ---pagebreak---    In caso di impedimento, il presidente è sostituito dal vicepresidente. In caso di
   impedimento simultaneo e temporaneo del presidente e del vicepresidente, oppure
   in caso di impedimento dell'uno o dell'altro o di ambedue per il periodo rimanente
   del mandato, il Consiglio può eleggere nuovi titolari tra i rappresentanti dei
   membri produttori e/o tra i rappresentanti dei membri consumatori, a seconda dei
   casi, a titolo temporaneo oppure per il periodo rimanente del mandato del o dei
   predecessori.
                                    Articolo 9
                              Sessioni del Consiglio
   Il Consiglio si riunisce di norma in sessione ordinaria almeno una volta l'anno.
2. Il Consiglio si riunisce in sessione straordinaria di propria iniziativa oppure su
   richiesta:
   a) del direttore esecutivo, d'intesa con il presidente del Consiglio;
   b) della maggioranza dei membri produttori o della maggioranza dei membri
        consumatori;
   e) di un numero di membri che detenga almeno 500 voti.
3. Le sessioni del Consiglio si tengono presso la sede dell'Organizzazione, a meno
   che il Consiglio non disponga altrimenti con voto speciale. Se, su invito di un
   membro, il Consiglio si riunisce in un luogo diverso dalla sede
   dell'Organizzazione, le spese supplementari che ne derivano sono a carico di detto
   membro.
4. Il direttore esecutivo informa i membri di ogni sessione, comunicando loro
   l'ordine del giorno, con almeno sei settimane di anticipo, salvo in casi urgenti, per
   i quali il preavviso deve essere dato con almeno sette giorni di anticipo.
                                   Articolo 10
                               Ripartizione dei voti
1. I membri produttori dispongono complessivamente di 1 000 voti ed i membri
   consumatori dispongono complessivamente di 1 000 voti.
2. I voti dei membri produttori sono ripartiti come segue:
   a) 400 voti sono ripartiti in parti eguali fra le tre regioni produttrici: Africa,
        America latina e Asia-Pacifico. I voti assegnati a ciascuna di queste regioni
        sono quindi ripartiti in parti eguali tra i membri produttori della stessa
        regione,
                                        ^ "
 ---pagebreak---    b) 300 voti sono ripartiti tra i membri produttori in funzione delle parti rispettive
        di risorse complessive di foreste tropicali rispetto all'insieme dei membri
        produttori;
   e) 300 voti sono ripartiti tra i membri produttori proporzionalmente al valore
        medio delle loro esportazioni nette di legni tropicali durante l'ultimo triennio
        per il quale siano disponibili cifre definitive.
3. Fatto salvo il disposto del paragrafo 2 del presente articolo, i voti
   complessivamente assegnati ai membri produttori della regione Africa e calcolati
   in conformità del paragrafo 2 del presente articolo sono ripartiti in parti eguali fra
   tutti i membri produttori di detta regione. I voti eventualmente rimanenti sono
   assegnati ad un membro produttore della regione Africa: il primo voto al membro
   produttore che detiene il maggior numero di voti calcolati a norma del paragrafo
   2 del presente articolo, il secondo al membro produttore che occupa il secondo
   posto per numero di voti, e così di seguito fino a quando siano stati ripartiti tutti
   i voti rimanenti.
4. Al fine della ripartizione dei voti in conformità del paragrafo 2, lettera b), del
   presente articolo, per "risorse delle foreste tropicali" vanno intese le formazioni
   forestali a fogliame denso e produttive, quali sono definite dall'Organizzazione
   delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO).
5. I voti dei membri consumatori sono ripartiti come segue: ogni membro
   consumatore dispone di 10 voti di base; i voti rimanenti sono ripartiti tra i membri
   consumatori proporzionalmente al volume medio delle loro importazioni nette di
   legni tropicali nel corso del triennio che comincia quattro anni civili prima della
   ripartizione dei voti.
6. All'inizio della prima sessione di ciascun esercizio, il Consiglio procede alla
   ripartizione dei voti in conformità delle disposizioni del presente articolo. La
   ripartizione così effettuata resta valida per il periodo rimanente dell'esercizio, fatte
   salve le disposizioni del paragrafo 7 del presente articolo.
7. In caso di cambiamenti nella composizione dell'Organizzazione, oppure quando
   il diritto di voto di un membro è sospeso o ripristinato a norma di una
   disposizione del presente accordo, il Consiglio procede ad una nuova ripartizione
   dei voti all'interno della categoria o delle categorie di membri in causa, in
   conformità delle disposizioni del presente articolo. Allo stesso momento, il
   Consiglio fissa altresì la data in cui la nuova ripartizione dei voti diventa
   applicabile.
8. Non è ammesso il frazionamento dei voti.
                                          ìe
 ---pagebreak---                                     Articolo 11
                      Procedura di voto in seno al Consiglio
1. In sede di votazione, ciascun membro ha diritto di esprimere il numero di voti ad
   esso assegnato, ma nessun membro ha diritto di dividere i propri voti. Tuttavia,
   i membri autorizzati ad esprimere dei voti a norma del paragrafo 2 del presente
   articolo possono esprimerli in senso diverso rispetto ai propri.
2. Con notifica scritta indirizzata al presidente del Consiglio qualsiasi membro
   produttore può autorizzare sotto la propria responsabilità, qualsiasi altro membro
   produttore, e qualsiasi membro consumatore può autorizzare, sotto la propria
   responsabilità, qualsiasi altro membro consumatore a rappresentare i propri
   interessi ed a utilizzare i propri voti in qualsivoglia seduta del Consiglio.
3. I voti del membro che si astiene sono da considerarsi non espressi.
                                     Articolo 12
                    Decisioni e raccomandazioni del Consiglio
1. Il Consiglio si adopera affinché tutte le decisioni e raccomandazioni siano adottate
   attraverso la procedura del consenso. Se il consenso non può essere raggiunto,
   tutte le decisioni e raccomandazioni del Consiglio sono adottate con voto a
   maggioranza semplice ripartita, salvo i casi per cui il presente accordo prevede un
   voto speciale.
2. Quando un membro di avvale del disposto dell'articolo 11, paragrafo 2, e i suoi
   voti sono espressi in una seduta del Consiglio, tale membro è considerato presente
   e votante agli effetti del paragrafo 1 del presente articolo.
                                     Articolo 13
                              Quorum per il Consiglio
1.  Per qualsiasi seduta del Consiglio si richiede un quorum pari alla maggioranza dei
    membri presenti di ciascuna categoria di cui all'articolo 4, a condizione che essi
    detengano almeno i due terzi del totale dei voti della categoria cui appartengono.
2.  Se il quorum, quale è definito al paragrafo 1 del presente articolo, non è raggiunto
    né il giorno fissato per la seduta né l'indomani, basta, perché sussista il quorum
    nei giorni successivi della sessione, che sia presente la maggioranza dei membri
    di ciascuna categoria di cui all'articolo 4, a condizione che i membri presenti
    detengano la maggioranza del totale dei voti della categoria cui appartengono.
3.  Qualsiasi membro rappresentato a norma dell'articolo 11, paragrafo 2, è
    considerato presente.
                                          v
 ---pagebreak---                                           Articolo 14
                 Cooperazione e coordinamento con le altre organizzazioni
 1.      Il Consiglio si adopera al fine di favorire le consultazioni e la cooperazione con
         l'Organizzazione delle Nazioni Unite e i suoi organismi, in particolare la
         Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD) e la
         Commissione per lo sviluppo sostenibile (CSS), le organizzazioni intergovernative,
         in particolare l'Accordo generale sulle tariffe doganali e il commercio (GATT) e
         la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna
         selvatiche minacciate di estinzione (CITES), nonché le organizzazioni non
         governative.
2.       Per quanto possibile, l'Organizzazione si avvale delle strutture, dei servizi e delle
         conoscenze specifiche delle organizzazioni intergovernative, governative e non
         governative esistenti, in modo da evitare, ai fini del conseguimento degli obiettivi
         del presente accordo, l'inutile sovrapporsi di iniziative identiche, e rafforzare al
         tempo stesso la complementarità e l'efficacia delle loro attività.
                                          Articolo 15
                                  Ammissione di osservatori
Il Consiglio può invitare qualsiasi governo non membro, o qualsiasi organizzazione di cui
agli articoli 14, 20 e 29, interessati alle attività dell'Organizzazione ad assistere in veste
di osservatori a qualsiasi riunione del Consiglio.
                                          Articolo 16
                               Direttore esecutivo e personale
1.      Il Consiglio nomina, con voto speciale, il direttore esecutivo.
2.      Le modalità e le condizioni inerenti alla nomina del direttore esecutivo sono
        determinate dal Consiglio.
3.      Il direttore esecutivo è il funzionario di grado più elevato dell'Organizzazione ed
        è responsabile di fronte al Consiglio dell'amministrazione e del funzionamento del
        presente accordo in conformità delle decisioni del Consiglio.
4.      Il direttore esecutivo nomina il personale in conformità dello statuto che deve
        essere stabilito dal Consiglio. Il Consiglio determina, con voto speciale, quadri
        direttivi ed amministrativi che il direttore esecutivo è autorizzato a nominare.
        Qualsiasi modifica di detti organici è decisa dal Consiglio con voto speciale. Il
        personale dell'Organizzazione è responsabile nei confronti del direttore esecutivo.
                                              v
 ---pagebreak--- 5. Né il direttore esecutivo né alcun membro del personale possono avere interessi
   finanziari nell'industria o nel commercio dei legni, oppure in attività commerciali
   connesse.
6. Nell'esercizio delle loro funzioni, il direttore esecutivo e gli altri membri del
   personale non chiedono né accettano istruzioni da nessun membro o autorità
   esterna all'Organizzazione. Evitano qualsiasi azione che possa incidere
   negativamente sul loro status di funzionari internazionali, responsabili di fronte
   al Consiglio. Ciascun membro dell'Organizzazione rispetta il carattere
   esclusivamente internazionale delle responsabilità del direttore esecutivo e degli
   altri membri del personale, senza cercare di influenzarli nell'esercizio delle loro
   responsabilità.
                                       !>q
 ---pagebreak---                   CAPITOLO V. PRIVILEGI E IMMUNITÀ
                                     Articolo 17
                                Privilegi e immunità
1. L'Organizzazione è dotata di personalità giuridica. In particolare, essa può
   contrattare, acquisire o alienare beni mobili e immobili e stare in giudizio.
2. Lo statuto, i privilegi e le immunità dell'Organizzazione, del direttore esecutivo,
   del personale e degli esperti, nonché dei rappresentanti dei membri durante la loro
   permanenza sul territorio giapponese, continuano ad essere disciplinati dall'accordo
   di sede tra il governo giapponese e l'Organizzazione internazionale dei legni
   tropicali, firmato a Tokyo il 27 febbraio 1988, tenuto conto degli emendamenti
   eventualmente necessari ai fini di una corretta applicazione del presente accordo.
3. L'Organizzazione può altresì concludere, con uno o più paesi, accordi, che devono
   essere approvati dal Consiglio, in merito ai poteri, ai privilegi e alle immunità
   necessari ai fini di una corretta applicazione del presente accordo.
4. Qualora la sede dell'Organizzazione venga trasferita in un altro paese, quest'ultimo
   concluderà con l'Organizzazione, non appena possibile, un accordo di sede, che
   dovrà essere approvato dal Consiglio. In attesa della conclusione di tale accordo,
   l'Organizzazione chiede al governo ospite l'esonero fiscale, nei limiti consentiti
   dalla legge nazionale, per gli emolumenti corrisposti dall'Organizzazione al
   personale nonché per gli averi, redditi e altri beni dell'Organizzazione stessa.
5. L'accordo di sede è indipendente dal presente accordo. Esso tuttavia si estingue:
   a) mediante accordo tra il governo ospite e l'Organizzazione;
   b) se la sede dell'Organizzazione viene trasferita al di fuori del territorio dello
        Stato ospite o
   e) se l'Organizzazione cessa di esistere.
                                          ^0
 ---pagebreak---                       CAPITOLO VI. DISPOSIZIONI FINANZIARIE
                                          Articolo 18
                                        Conti finanziari
1.       Sono istituiti:
         a) il conto amministrativo;
        b) il conto speciale;
         e) il fondo per il partenariato di Bali e
        d) qualsiasi altro conto il Consiglio ritenga appropriato e necessario.
2.       Il direttore esecutivo è responsabile della gestione di tali conti e il Consiglio fissa
le disposizioni necessarie nelle regole di gestione finanziaria dell'Organizzazione.
                                          Articolo 19
                                     Conto amministrativo
1.      Le spese di amministrazione inerenti al presente accordo sono imputate sul conto
amministrativo e sono coperte dai contributi annui versati dai membri, in conformità delle
rispettive procedure costituzionali o istituzionali, e calcolati in conformità dei paragrafi
3. 4 e 5 del presente articolo.
2.       Le spese delle delegazioni in seno al Consiglio, ai comitati e a qualsiasi altro
organo ausiliario del Consiglio di cui all'articolo 26 sono a carico dei membri interessati.
Quando un membro richiede servizi particolari all'Organizzazione, il Consiglio invita tale
membro ad assumerne le spese.
3.      Prima della chiusura di ciascun esercizio, il Consiglio adotta il bilancio
amministrativo dell'Organizzazione per l'esercizio successivo e fissa il contributo di
ciascun membro a tale bilancio.
4.       Per ciascun esercizio, il contributo dei singoli membri al bilancio amministrativo
è proporzionale al rapporto esistente, al momento dell'adozione del bilancio
amministrativo di detto esercizio, tra il numero di voti del membro di cui trattasi e il
totale dei voti dell'insieme dei membri. Ai fini della determinazione dei contributi, i voti
di ciascun membro vengono conteggiati senza tener conto della sospensione dei diritti di
voto di un determinato membro, né della nuova ripartizione dei voti che ne risulta.
5.       Il Consiglio fìssa il contributo iniziale dei membri che aderiscono
all'Organizzazione dopo l'entrata in vigore del presente accordo in funzione del numero
di voti assegnati al membro in questione e in funzione della parte non trascorsa
                                              kA
 ---pagebreak--- dell'esercizio in corso, pur restando invariati i contributi richiesti agli altri membri per
l'esercizio in corso.
6.       I contributi ai bilanci amministrativi sono esigibili il primo giorno di ciascun
esercizio. I contributi dei membri per l'esercizio nel corso del quale essi diventano
membri dell'Organizzazione sono esigibili alla data in cui diventano membri.
7.       Se un membro non ha versato integralmente il proprio contributo al bilancio
amministrativo nei quattro mesi successivi alla data in cui esso è esigibile ai sensi del
paragrafo 6 del presente articolo, il direttore esecutivo ne sollecita il pagamento al più
presto possibile. Se tale membro non ha ancora versato il proprio contributo nei due mesi
successivi a tale sollecito, esso è pregato di indicare i motivi per cui non ha potuto
effettuare il pagamento. Se il contributo non risulta ancora versato sette mesi dopo la data
in cui è esigibile, i suoi diritti di voto sono sospesi fino al versamento integrale del
contributo, a meno che il Consiglio, con voto speciale, non decida altrimenti. Se invece
un membro ha versato integralmente il proprio contributo al bilancio amministrativo nei
quattro mesi successivi alla data in cui esso è esigibile a norma del paragrafo 6 del
presente articolo, tale membro beneficia di una riduzione del contributo secondo le
modalità fissate dal Consiglio nelle regole di gestione finanziaria dell'Organizzazione.
8.      Il membro i cui diritti siano stati sospesi in applicazione del paragrafo 7 del
presente articolo è comunque tenuto a versare il proprio contributo.
                                         Articolo 20
                                       Conto speciale
1.      Sono istituiti due sottoconti del conto speciale:
        a) il sottoconto "attività preliminari ai progetti" e
        b) il sottoconto "progetti".
2.      Le potenziali fonti di finanziamento del conto speciale sono:
        a) il Fondo comune per i prodotti di base;
        b) le istituzioni finanziarie regionali e internazionali;
        e)    i contributi volontari.
3.      Le risorse del conto speciale vengono utilizzate unicamente per progetti già
approvati o per attività preliminari ai progetti.
4.      Se i progetti sono in seguito approvati e finanziati, tutte le spese iscritte nel
sottoconto "attività preliminari ai progetti" vengono rimborsate imputandole al sottoconto
"progetti". Se, nei sei mesi successivi all'entrata in vigore del presente accordo, il
                                              m
 ---pagebreak---  Consiglio non ha ricevuto i fondi per il sottoconto "attività preliminari ai progetti", esso
 riesamina la situazione e prende le decisioni del caso.
 5.      Tutti i proventi relativi a progetti o ad attività preliminari chiaramente
identificabili sono accreditati sul conto speciale. Tutte le spese relative a tali progetti o
attività preliminari, compresi gli emolumenti e le spese di viaggio di consulenti ed esperti,
vanno imputate sul conto speciale.
6.       Il Consiglio determina, con voto speciale, le condizioni e le modalità secondo le
quali, al momento opportuno e nei casi appropriati, esso patrocina progetti finanziabili
mediante prestiti, qualora uno o più membri abbiano volontariamente assunto tutti gli
obblighi e responsabilità inerenti a tali prestiti. L'Organizzazione non assume alcun
obbligo per questi prestiti.
7.       il Consiglio può designare e patrocinare qualsiasi entità, compreso un membro o
un gruppo di membri, previo accordo di quest'ultima, affinché riceva prestiti per il
finanziamento di progetti già approvati e assuma tutti i conseguenti obblighi, fermo
restando che l'Organizzazione si riserva il diritto di controllare l'impiego delle risorse e
di seguire l'esecuzione dei progetti così finanziati. Tuttavia, l'Organizzazione non è
responsabile delle garanzie fornite volontariamente da membri individuali o da altre
entità.
8.       L'appartenenza all'Organizzazione non comporta alcuna responsabilità per i
membri quanto agli obblighi inerenti a mutui contratti o prestiti concessi da altri membri
o entità in relazione ad altri progetti.
9.       Il Consiglio può accettare i contributi eventualmente offerti volontariamente
all'Organizzazione, senza destinazione specifica. Tali contributi possono essere utilizzati
per attività preliminari ai progetti e per progetti già approvati.
10.      Il direttore esecutivo si adopera per reperire, alle condizioni e secondo le modalità
eventualmente fissate dal Consiglio, un finanziamento adeguato e sicuro per i progetti e
le attività preliminari approvati dal Consiglio.
11.      I contributi versati per determinati progetti già approvati sono utilizzati unicamente
per i progetti cui erano inizialmente destinati, a meno che il Consiglio non decida
altrimenti, d'accordo con il contribuente. Una volta ultimato un progetto, l'Organizzazione
restituisce a ciascun contribuente a progetti specifici l'eventuale saldo dei fondi in
proporzione alla quota inizialmente versata da ciascuno per finanziare il progetto, a meno
che il contribuente non decida altrimenti.
                                               43
 ---pagebreak---                                             Articolo 21
                                Fondo per il partenariato di Bali
1.       È istituito un Fondo per la gestione durevole delle foreste tropicali che producono
legno d'opera, destinato ad aiutare i membri produttori a realizzare gli investimenti
necessari per raggiungere l'obiettivo stabilito dalla lettera d) dell'articolo 1 del presente
accordo.
2.       Costituiscono il Fondo:
         a)   i contributi dei membri donatori;
         b) il 50%) dei proventi delle attività relative al conto speciale;
         e)   risorse provenienti da altre fonti, private e pubbliche, che l'Organizzazione
              può accettare conformemente alle regole di gestione finanziaria.
3.       Le risorse del Fondo vengono stanziate dal Consiglio unicamente per progetti e
attività preliminari che rispondono agli obiettivi enunciati al paragrafo 1 del presente
articolo e che sono stati approvati conformemente all'articolo 25.
4.       Ai fini dello stanziamento delle risorse, il Consiglio tiene conto:
         a)   delle particolari esigenze dei membri per i quali il contributo del settore delle
              foreste e del legname all'economia è ridotto dall'esecuzione della strategia
              intesa a far sì che entro il 2000 le esportazioni di legno tropicale e di prodotti
              derivati provengano da fonti gestite in maniera sostenibile;
         b) delle esigenze dei membri che dispongono di superfìci forestali estese e che
              adottano programmi di conservazione delle foreste che producono legno
              d'opera.
5.       Il Consiglio esamina ogni anno l'adeguatezza delle risorse di cui dispone il Fondo
e si adopera al fine di ottenere le risorse supplementari di cui necessitano i membri
produttori per conseguire le finalità del Fondo. La capacità dei membri di attuare la
strategia di cui alla lettera a) del paragrafo 4 del presente articolo è infatti legata alla
disponibilità di risorse.
6.       Il Consiglio definisce le politiche e le regole di gestione finanziaria relative al
funzionamento del Fondo, comprese le regole concernenti la liquidazione dei conti alla
line o alla scadenza del presente accordo.
                                                 H^
 ---pagebreak---                                          Articolo 22
                                     Modi di pagamento
1.       I contributi al conto amministrativo possono essere pagati in monete liberamente
utilizzabili e non sono soggetti a restrizioni valutarie.
2.       I contributi finanziari al conto speciale e al Fondo per il partenariato di Bali
possono essere pagati in monete liberamente utilizzabili e non sono soggetti a restrizioni
valutarie.
3.       Il Consiglio può altresì accettare contributi al conto speciale o al Fondo per il
partenariato di Bali sotto altre forme, ad esempio sotto forma di materiale o personale
scientifico e tecnico, per rispondere alle esigenze dei progetti approvati.
                                         Articolo 23
                                Verifica e pubblicità dei conti
1.       Il Consiglio nomina revisori indipendenti incaricati di controllare i conti
dell'Organizzazione.
2.       I consuntivi del conto speciale, del conto amministrativo e del Fondo per il
partenariato di Bali, controllati dai revisori indipendenti, sono messi a disposizione dei
membri il più presto possibile dopo la chiusura di ciascun esercizio, ma non oltre sei mesi
oltre tale data; il Consiglio li esamina ai fini della loro eventuale approvazione nella
sessione successiva. Si procede quindi alla pubblicazione del prospetto riassuntivo dei
conti e del bilancio verificati.
                                              H^
 ---pagebreak---                            CAPITOLO VII. ATTIVITÀ OPERATIVE
                                              Articolo 24
                   Attività concernenti la politica generale dell'Organizzazione
          Al fine di realizzare gli obiettivi di cui all'articolo 1, l'Organizzazione intraprende
 attività relative alla politica generale e ai progetti nei settori dell'informazione economica
e di mercato, del rimboschimento, della gestione forestale e dell'industria forestale,
operando in maniera equilibrata e integrando quanto più possibile i lavori attinenti alla
politica generale e le attività relative ai progetti.
                                              Articolo 25
                          Attività relative ai progetti dell'Organizzazione
 1.       Tenuto conto delle esigenze dei paesi in via di sviluppo, i membri possono
presentare al Consiglio proposte di progetto e di attività preliminari concernenti la ricerca
e lo sviluppo, l'informazione commerciale, la trasformazione più perfezionata e più
intensiva nei paesi produttori, il rimboschimento e la gestione forestale. I progetti e le
attività preliminari dovrebbero contribuire alla realizzazione di uno o più obiettivi del
presente accordo.
2.        Ai fini dell'approvazione dei progetti e delle attività preliminari, il Consiglio tiene
conto dei seguenti elementi:
          a)   la loro pertinenza in rapporto agli obiettivi del presente accordo;
         b) il loro impatto ecologico e sociale;
          e)   l'auspicabilità di mantenere un equilibrio geografico appropriato;
          d) gli interessi e le caratteristiche di ciascuna delle regioni produttrici in via di
               sviluppo;
          e)   l'auspicabilità di una ripartizione equa delle risorse tra i settori citati al
               paragrafo 1 del presente articolo;
         f)    il livello di redditività;
         g) la necessità di evitare una sovrapposizione delle iniziative.
3.       Il Consiglio istituisce un programma e una serie di procedure per la presentazione,
lo studio e la classificazione in ordine di priorità dei progetti e delle attività preliminari
per i quali si richiede un finanziamento dell'Organizzazione, nonché per la loro
esecuzione, per il controllo e per la valutazione. Il Consiglio si pronuncia
                                                  H(>
 ---pagebreak--- sull'approvazione delle attività preliminari e dei progetti destinati ad essere finanziati o
patrocinati conformemente agli articoli 20 e 21.
4.      Il direttore esecutivo può sospendere l'erogazione dei fondi dell'Organizzazione
per un progetto o un'attività preliminare se tali fondi non vengono utilizzati
conformemente alla descrizione del progetto o in casi di abuso di fiducia, di sprechi, di
negligenza o di cattiva gestione.Alla sessione successiva il direttore esecutivo presenta
una relazione al Consiglio, che la esamina. Il Consiglio prende le decisioni del caso.
5.      Il Consiglio può revocare, con voto speciale, il proprio patrocinio ad un
determinato progetto o attività preliminare.
                                           Articolo 26
                                     Istituzione di comitati
1.      Ai sensi del presente accordo sono istituiti i seguenti comitati quali organi
permanenti dell'Organizzazione:
        a) comitato per l'informazione economica e di mercato;
        b) comitato per il rimboschimento e la gestione forestale;
        e) comitato per l'industria forestale
        d) comitato finanziario e amministrativo.
2.      Il Consiglio può istituire, con voto speciale, tutti gli altri comitati e organi ausiliari
che ritenga utili e necessari.
3.      Tutti i membri possono far parte dei comitati. Il Consiglio adotta il regolamento
interno dei comitati.
4.      I comitati e organi ausiliari di cui ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo sono
responsabili di fronte al Consiglio ed operano sotto la direzione generale dello stesso. Le
riunioni dei comitati e degli organi ausiliari sono convocate dal Consiglio.
                                           Articolo 27
                                     Funzioni dei comitati
 1.     Il comitato per l'informazione economica e di mercato svolge le funzioni seguenti:
        a) verificare in forma continuativa la disponibilità e la qualità delle statistiche
             e di altre informazioni necessarie all'Organizzazione;
                                                ff
 ---pagebreak---         b) analizzare i dati statistici e gli indicatori specifici adottati dal Consiglio ai fini
            della sorveglianza del commercio internazionale del legno;
       e)   seguire in forma continuativa il mercato internazionale del legno, la situazione
            corrente e le prospettive e breve termine, sulla base dei dati di cui alla lettera
           b) e le altre informazioni pertinenti, incluse quelle sugli scambi che non
            rientrano nelle statistiche;
       d) rivolgere raccomandazioni al Consiglio per quanto riguarda la necessità di
           intraprendere studi sui legni tropicali e la natura di tali studi, compresi i
           prezzi, l'elasticità dei mercati, i prodotti sostitutivi, la commercializzazione di
           nuovi prodotti e le prospettive a lungo termine del mercato internazionale dei
           legni d'opera tropicali, nonché seguire l'esecuzione degli studi richiesti dal
           Consiglio ed esaminarli;
       e)  assolvere tutti gli altri compiti ad esso assegnati dal Consiglio riguardo agli
           aspetti economici, tecnici e statistici dei legni tropicali;
       f)  favorire la cooperazione tecnica a favore dei paesi membri in via di sviluppo
           per migliorarne i servizi statistici pertinenti.
2.     Il comitato per il rimboschimento e la gestione forestale svolge le funzioni
seguenti:
       a)  promuovere la cooperazione tra i membri in quanto partner nello sviluppo
           delle attività forestali nei paesi membri, con particolare riguardo ai settori
           seguenti :
           i)     rimboschimento;
           ii)    ripristino;
           iii)   gestione forestale;
       b)  favorire l'intensificazione dell'assistenza tecnica e del trasferimento di
           tecnologie verso i paesi in via di sviluppo nei settori del rimboschimento e
           della gestione forestale;
       e)  seguire le attività in corso nei settori citati; determinare ed esaminare gli
           eventuali problemi e le possibili soluzioni in collaborazione con le
           organizzazioni competenti;
       d) esaminare regolarmente il futuro fabbisogno del commercio internazionale di
           legni tropicali d'opera ed elaborare di conseguenza le misure e i piani
           opportuni e fattibili nei settori del rimboschimento, del ripristino e della
           gestione forestale;
       e)  favorire, con il concorso delle organizzazioni competenti, il trasferimento di
           conoscenze in materia di rimboschimento e di gestione forestale;
                                               4?
 ---pagebreak---          f)   coordinare e armonizzare tali attività con quelle svolte nel settore del
              rimboschimento e della gestione forestale da altre organizzazioni quali
              l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO),
              il Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), la Banca mondiale,
              il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP), le banche
              regionali di sviluppo e altri organismi competenti.
3.      Il comitato per l'industria forestale svolge le funzioni seguenti:
        a) promuovere la cooperazione tra paesi membri cointeressati allo sviluppo delle
              attività di trasformazione esercitate nei paesi membri produttori, con
              particolare riguardo ai settori seguenti:
              i)     sviluppo di prodotti mediante trasferimento di tecnologie;
              ii)    valorizzazione delle risorse umane e formazione;
              iii)   normalizzazione della nomenclatura dei legni tropicali;
             iv)     armonizzazione delle specifiche relative ai prodotti trasformati;
             v)      incentivazione degli investimenti e delle imprese in compartecipazione;
             vi)     commercializzazione, inclusa la promozione delle essenze meno
                     conosciute e meno utilizzate;
        b) favorire lo scambio di informazioni per facilitare i mutamenti strutturali
              conseguenti ad attività di trasformazione più intensive e più perfezionate,
              nell'interesse di tutti i paesi membri e in particolare di quelli in via di
              sviluppo;
        e) seguire le attività in corso nel settore, nonché individuare ed esaminare i
              problemi e le loro eventuali soluzioni, di concerto con le organizzazioni
              competenti;
        d) incentivare la cooperazione tecnica per la trasformazione dei legni d'opera
             tropicali a beneficio dei paesi membri produttori.
4.       Ai fini di uno svolgimento equilibrato delle attività dell'Organizzazione in materia
di politica generale e di progetti, il comitato per l'informazione economica e di mercato,
il comitato per il rimboschimento e la gestione forestale e il comitato per l'industria
forestale sono investiti delle seguenti funzioni comuni:
         a) fare in modo che le attività di valutazione iniziale e finale e di controllo dei
              progetti e delle attività preliminari siano svolte efficacemente;
                                               V9
 ---pagebreak---         b) rivolgere raccomandazioni al Consiglio in merito ai progetti e alle attività
             preliminari;
        e) seguire l'esecuzione dei progetti e provvedere alla raccolta e alla diffusione
             quanto più ampia possibile dei relativi risultati, a vantaggio di tutti i membri;
        d) elaborare e proporre al Consiglio idee in materia di politica generale;
        e) esaminare regolarmente i risultati delle attività relative ai progetti e alla
             politica generale e rivolgere raccomandazioni al Consiglio in merito al
             programma futuro dell'Organizzazione;
       f)    esaminare regolarmente le strategie, i criteri e i settori prioritari per
             l'elaborazione del programma e i lavori relativi ai progetti figuranti nel piano
             d'azione dell'Organizzazione, nonché rivolgere raccomandazioni al Consiglio
             in merito alle modifiche necessarie;
       g) tenere in considerazione la necessità di rafforzare le capacità e valorizzare le
             risorse umane nei paesi membri;
       h) svolgere tutti gli altri compiti loro affidati dal Consiglio in relazione agli
             obiettivi del presente accordo.
5.     La ricerca e lo sviluppo costituiscono una funzione comune dei comitati di cui ai
paragrafi 1, 2 e 3 del presente articolo.
6.      Il comitato finanziario e amministrativo svolge le funzioni seguenti:
        a) esaminare le proposte relative al bilancio amministrativo e alle attività di
             gestione dell'Organizzazione, nonché rivolgere raccomandazioni al Consiglio
             in merito alla loro approvazione;
        b) esaminare l'attivo dell'Organizzazione ai fini di una gestione prudente e per
             accertarsi che l'Organizzazione disponga di riserve sufficienti a svolgere il suo
             compito;
        e) esaminare l'incidenza del programma di lavoro annuale dell'Organizzazione
             sul bilancio e le eventuali misure da prendere per garantire le risorse
             necessarie alla sua esecuzione, nonché rivolgere le pertinenti raccomandazioni
             al Consiglio;
        d) rivolgere raccomandazioni al Consiglio in merito alla scelta di revisori dei
             conti indipendenti, ed esaminare i conti verificati;
        e) rivolgere raccomandazioni al Consiglio in merito ad eventuali opportune
             modifiche del regolamento interno e delle regole di gestione finanziaria;
                                             TO
 ---pagebreak--- f) esaminare le entrate dell'Organizzazione e stabilire in quale misura esse
   possano costituire un limite all'attività del segretariato.
                                   Ti
 ---pagebreak--- CAPITOLO VIII. RELAZIONI CON IL FONDO COMUNE PER I PRODOTTI DI
                                         BASE
                                      Articolo 28
                  Relazioni con il Fondo comune per i prodotti di base
       L'Organizzazione si avvale pienamente delle agevolazioni del Fondo comune per
i prodotti di base.
                                          SSL
 ---pagebreak---               CAPITOLO IX. STATISTICHE, STUDI E INFORMAZIONE
                                           Articolo 29
                               Statistiche, studi e informazione
 1.     Il Consiglio stabilisce stretti rapporti con le organizzazioni intergovernative,
governative e non governative competenti, al fine di favorire la disponibilità di dati e di
informazioni recenti e attendibili sul commercio dei legni tropicali, nonché di dati relativi
ai legni non tropicali e alla gestione sostenibile delle foreste produttrici di legno d'opera.
L'Organizzazione, in collaborazione con le organizzazioni suddette, raccoglie, classifica
e, se del caso, pubblica le statistiche necessarie al funzionamento del presente accordo
per quanto riguarda la produzione, l'offerta, il commercio, le scorte, il consumo e i prezzi
di mercato dei legni, le risorse di legno d'opera e la gestione delle foreste produttrici di
legno d'opera.
2.      I membri comunicano, compatibilmente con le rispettive leggi nazionali ed entro
un termine ragionevole, le statistiche e le informazioni sui legni tropicali, sul loro
commercio e sulle attività intese a favorire una gestione sostenibile delle foreste
produttrici di legno d'opera, nonché eventuali altre informazioni richieste dal Consiglio.
Il Consiglio stabilisce il genere di informazioni da fornire in applicazione del presente
paragrafo e le modalità della loro presentazione.
3.      Il Consiglio commissiona periodicamente gli studi che ritiene necessari sulle
tendenze e sui problemi a breve e a lungo termine dei mercati internazionali dei legni
tropicali nonché sui progressi compiuti in materia di gestione sostenibile delle foreste
produttrici di legno d'opera.
                                          Articolo 30
                                 Relazione ed esame annuali
1.      Il Consiglio pubblica, nei sei mesi successivi alla fine di ogni anno civile, una
relazione annuale sulle proprie attività, corredata di ogni altra informazione esso ritenga
opportuna.
2.      Il Consiglio esamina e valuta ogni anno:
        a)  la situazione internazionale del legno d'opera;
        b) gli altri fattori, problemi ed aspetti pertinenti alla realizzazione degli obiettivi
            del presente accordo.
3.      L'esame si effettua sulla base degli elementi seguenti:
        a)  informazioni comunicate dai membri sulla produzione, il commercio, l'offerta,
            le scorte, il consumo e i prezzi nazionali dei legni d'opera;
                                               *ò
 ---pagebreak---         b) altri dati statistici e indicatori specifici forniti dai membri su richiesta del
             Consiglio;
        e) informazioni fornite dai membri sui progressi compiuti in direzione di una
             gestione sostenibile delle foreste produttrici di legno d'opera;
        d) altre informazioni pertinenti ottenute dal Consiglio direttamente o tramite le
             competenti organizzazioni nel sistema delle Nazioni Unite e le organizzazioni
             intergovernative, governative o non governative appropriate.
4.      Il Consiglio incoraggia lo scambio di vedute tra i paesi membri sui temi seguenti:
        a) la situazione relativa alla gestione sostenibile delle foreste produttrici di legno
             d'opera e gli argomenti connessi nei paesi membri;
        b) i flussi di risorse e le esigenze riguardanti gli obiettivi, i criteri e le linee
             direttrici fissati dall'Organizzazione.
5.      Su richiesta, il Consiglio si impegna a rafforzare la capacità tecnica dei paesi
membri, in particolare di quelli in via di sviluppo, di ottenere i dati necessari ad una
diffusione equa delle informazioni, soprattutto mettendo a disposizione dei membri risorse
per la formazione e agevolazioni.
6.      I risultati degli esami sono esposti nei resoconti sulle delibere del Consiglio.
                                               *y
 ---pagebreak---                                                                          m É t m m m m m m ê
                           CAPITOLO X. DISPOSIZIONI VARIE
                                         Articolo 31
                                    Ricorsi e controversie
        Tutti i ricorsi contro un membro per inadempimento degli obblighi ad esso imposti
dal presente accordo e tutte le controversie relative all'interpretazione o all'applicazione
del presente accordo sono sottoposti alla decisione del Consiglio. Le decisioni del
Consiglio in materia sono definitive e vincolanti.
                                         Articolo 32
                                Obblighi generali dei membri
1.      Durante il periodo di applicazione del presente accordo i membri si adoperano e
cooperano al fine di favorire il conseguimento degli obiettivi da esso previsti e di evitare
qualsiasi azione ad esso contraria.
2.      I membri si impegnano ad accettare ed applicare le decisioni prese dal Consiglio
a norma delle disposizioni del presente accordo e si astengono dall'applicare
provvedimenti il cui effetto sarebbe di limitare o neutralizzare tali decisioni.
                                         Articolo 33
                                           Esoneri
1.      In caso di situazioni eccezionali o motivi di forza maggiore non espressamente
previsti dal presente accordo, il Consiglio può, con voto speciale, dispensare un membro
da un obbligo prescritto dal presente accordo qualora detto membro fornisca motivazioni
convincenti a giustificazione del mancato rispetto dell'obbligo in questione.
2.      Il Consiglio, qualora conceda un esonero a un membro a norma del paragrafo 1
del presente articolo, ne precisa le modalità, le condizioni, la durata e i motivi.
                                          Articolo 34
                      Misure differenziate e correttive e misure speciali
1.      I membri in via di sviluppo importatori i cui interessi siano pregiudicati per effetto
di misure prese in applicazione del presente accordo possono chiedere al Consiglio
l'adozione di adeguate misure differenziate e correttive. Il Consiglio può prendere le
misure adeguate in conformità della sezione III, paragrafi 3 e 4, della risoluzione 93 (IV)
della Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo.
2.       I membri che rientrano nella categoria dei paesi meno sviluppati secondo la
definizione delle Nazioni Unite possono chiedere al Consiglio di beneficiare di misure
                                              ^S"
 ---pagebreak--- speciali in conformità della sezione III, paragrafo 4 della risoluzione 93 (IV) e dei
paragrafi 56 e 57 della Dichiarazione di Parigi e del programma d'azione per gli anni '90
in favore dei paesi meno sviluppati.
                                         Articolo 35
                                           Riesame
        Il Consiglio riesamina il campo di applicazione del presente accordo dopo quattro
anni dall'entrata in vigore.
                                         Articolo 36
                                    Non discriminazione
        Nessuna disposizione del presente accordo autorizza il ricorso a misure tese a
limitare o proibire il commercio internazionale del legno e dei prodotti da esso derivati,
in particolare le importazioni e l'utilizzo del legno e dei prodotti da esso derivati.
                                              Sé
 ---pagebreak---                         CAPITOLO XI. DISPOSIZIONI FINALI
                                         Articolo 37
                                         Depositario
        Il segretario generale delle Nazioni Unite è designato quale depositario del
presente accordo.
                                         Articolo 38
                       Firma, ratifica, accettazione e approvazione
1.      Il presente accordo può essere firmato dai governi invitati alla Conferenza delle
Nazioni Unite per il negoziato di un accordo destinato a succedere all'accordo
internazionale del 1983 sui legni tropicali, presso la sede dell'Organizzazione delle
Nazioni Unite, a partire dal 1° aprile 1994 fino al mese successivo alla data della sua
entrata in vigore.
2.      Qualsiasi governo di cui al paragrafo 1 del presente articolo può:
        a) al momento della firma del presente accordo, dichiarare che con tale firma
             acconsente ad essere vincolato dal presente accordo (firma definitiva) oppure
        b) dopo aver firmato il presente accordo, ratificarlo, accettarlo o approvarlo
             depositando il relativo strumento presso il depositario.
                                         Articolo 39
                                          Adesione
1.      I governi di tutti gli Stati possono aderire al presente accordo alle condizioni
fissate dal Consiglio, comprendenti un termine ultimo per il deposito degli strumenti di
adesione. Il Consiglio può tuttavia concedere una proroga ai governi che non siano in
grado di aderire entro il termine fissato.
2.      L'adesione avviene mediante deposito dello strumento di adesione presso il
depositario.
                                         Articolo 40
                            Notifica di applicazione provvisoria
        I governi firmatari che intendono ratificare, accettare o approvare il presente
accordo, o per i quali il Consiglio abbia fissato le condizioni di adesione, ma che non
siano ancora in grado di depositare il proprio strumento, possono, in qualsiasi momento,
notificare al depositario che applicheranno il presente accordo a titolo temporaneo, a
                                             ^
 ---pagebreak--- decorrere dalla data di entrata in vigore, in conformità dell'articolo 41, oppure, qualora
sia già in vigore, a partire da una data determinata.
                                          Articolo 41
                                        Entrata in vigore
  1.     Il presente accordo entra in vigore a titolo definitivo il 1 ° febbraio 1995 o ad una
data successiva se 12 governi di paesi produttori, detentori di almeno il 55% del totale
dei voti assegnati in conformità dell'allegato A del presente accordo, e 16 governi di paesi
consumatori, detentori di almeno il 70% del totale dei voti assegnati in conformità
dell'allegato B del presente accordo, hanno firmato definitivamente il presente accordo
o lo hanno ratificato, accettato o approvato, oppure vi hanno aderito, in conformità
dell'articolo 38, paragrafo 2 o dell'articolo 39.
2.       Se il presente accordo non entra in vigore a titolo definitivo il 1 ° febbraio 1995,
esso entra in vigore a titolo temporaneo alla stessa data o ad una data successiva nei sei
mesi che seguono, se IO governi di paesi produttori, detentori di almeno il 50% del totale
dei voti assegnati in conformità dell'allegato A del presente accordo, e 14 governi di paesi
consumatori, detentori di almeno il 65% del totale dei voti assegnati in conformità
dell'allegato B del presente accordo, hanno firmato definitivamente il presente accordo
o lo hanno ratificato, accettato o approvato, oppure vi hanno aderito, in conformità
dell'articolo 38, paragrafo 2 oppure hanno notificato al depositario, in conformità
dell'articolo 40, che applicheranno il presente accordo a titolo temporaneo.
3.       Se le condizioni per l'entrata in vigore previste al paragrafo 1 o al paragrafo 2 del
presente articolo non sono soddisfatte entro il 1° settembre 1995, il segretario generale
dell'Organizzazione delle Nazioni Unite invita i governi che hanno firmato
definitivamente il presente accordo oppure lo hanno ratificato, accettato o approvato, in
conformità dell'articolo 38, paragrafo 2, oppure hanno notificato al depositario che
applicheranno il presente accordo a titolo temporaneo, a riunirsi quanto prima per
decidere se il presente accordo debba entrare in vigore a titolo temporaneo o definitivo,
interamente o in parte. I governi che decidono di far entrare in vigore il presente accordo
a titolo temporaneo nei loro reciproci rapporti possono riunirsi di tanto in tanto per
riconsiderare le situazione e decidere se il presente accordo debba entrare in vigore a
titolo definitivo.
4.       Per qualsiasi governo che non abbia notificato al depositario, in conformità
dell'articolo 40, che applicherà il presente accordo a titolo temporaneo e che depositi il
proprio strumento di ratifica, di approvazione o di adesione dopo l'entrata in vigore del
presente accordo, quest'ultimo entra in vigore alla data di detto deposito.
5.       Il direttore esecutivo dell'Organizzazione convoca il Consiglio nel più breve tempo
possibile dopo l'entrata in vigore del presente accordo.
                                               ^p
 ---pagebreak---                                           Articolo 42
                                           Modifiche
1.       Il Consiglio può, con voto speciale, raccomandare ai membri una modifica del
presente accordo.
2.       Il Consiglio fissa la data entro la quale i membri devono notificare al depositario
la loro accettazione della modifica.
3.       La modifica entra in vigore 90 giorni dopo che il depositario ha ricevuto le
notifìche di accettazione di membri che rappresentano almeno due terzi dei membri
produttori e almeno il 75% dei voti dei membri produttori, nonché le notifìche di membri
che rappresentano almeno due terzi dei membri consumatori e almeno il 75% dei voti dei
membri consumatori.
4.       Dopo che il depositario ha informato il Consiglio del fatto che le condizioni
richieste per l'entrata in vigore della modifica sono state soddisfatte, fatte salve le
disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo relative alla data fissata dal Consiglio,
qualsiasi membro può ancora notificare al depositario la propria accettazione della
modifica, a condizione che detta notifica sia fatta prima dell'entrata in vigore della
modifica.
5.       Il membro che non abbia notificato l'accettazione di una modifica entro la data
d'entrata in vigore della stessa cessa di far parte del presente accordo a decorrere da tale
data, a meno che non abbia dimostrato al Consiglio di non avere potuto accettare la
modifica nei tempi previsti a causa di difficoltà che hanno ostacolato l'assolvimento della
procedura costituzionale o istituzionale, e a meno che il Consiglio non decida di
prorogare per detto membro il termine di accettazione. Il membro in questione non è
vincolato dalla modifica fintantoché non ne avrà notificata l'accettazione.
6.       Qualora le condizioni per l'entrata in vigore della modifica non siano soddisfatte
entro la data fissata dal Consiglio in conformità del paragrafo 2 del presente articolo, la
modifica si considera ritirata.
                                          Articolo 43
                                           Denuncia
 1.      Qualsiasi membro può denunciare il presente accordo in qualsiasi momento dopo
l'entrata in vigore dello stesso, mediante una notifica scritta al depositario. Il membro
comunica al tempo stesso al Consiglio la propria denuncia.
2.       La denuncia ha effetto 90 giorni dopo che il depositario ne ha ricevuto notifica.
3.       La denuncia non esonera i membri dagli obblighi finanziari contratti nei confronti
dell'Organizzazione.
                                              •y*
 ---pagebreak---                                           Articolo 44
                                          Esclusione
         Ove il Consiglio ritenga che un membro è venuto meno agli obblighi ad esso
incombenti in forza del presente accordo, e sia inoltre d'avviso che tale inadempienza
intralci seriamente il funzionamento dello stesso, esso può, con voto speciale, escludere
tale membro dal presente accordo. Il Consiglio ne dà immediata notifica al depositario.
Il membro in questione cessa di far parte del presente accordo sei mesi dopo la data della
decisione del Consiglio.
                                          Articolo 45
             Liquidazione dei conti dei membri nei casi di denuncia, esclusione
                            o mancata accettazione di una modifica
1.       Il Consiglio provvede alla liquidazione dei conti di un membro che cessi di far
parte del presente accordo a causa:
         a)   della mancata accettazione di una modifica al presente accordo a norma
              dell'articolo 42;
         b) del recesso dal presente accordo a norma dell'articolo 43;
         e)   dell'esclusione dal presente accordo a norma dell'articolo 44.
2.       Il Consiglio conserva tutti i contributi versati sul conto amministrativo, sul conto
speciale o al Fondo per il partenariato di Bali dal membro che cessi di far parte del
presente accordo.
3.       Il membro che non faccia più parte del presente accordo non può avanzare diritti
sul ricavato della liquidazione dell'Organizzazione, né su altri averi della stessa.
Analogamente, ad esso non può essere imputata alcuna quota dell'eventuale passivo
dell'Organizzazione alla scadenza del presente accordo.
                                          Articolo 46
                           Durata, proroga e risoluzione dell'accordo
 1.      Il presente accordo resta in vigore per un periodo di quattro anni a decorrere dalla
data di entrata in vigore, a meno che il Consiglio non decida, con voto speciale, di
prorogarlo, di rinegoziarlo o di risolverlo in conformità delle disposizioni del presente
articolo.
2.       Il Consiglio può, con voto speciale, decidere di prorogare il presente accordo per
due periodi di tre anni ciascuno.
                                              6o
 ---pagebreak--- 3.       Qualora, prima dello scadere del periodo di quattro anni di cui al paragrafo 1 del
presente articolo, o prima del termine del periodo di proroga di cui al paragrafo 2 del
presente articolo, a seconda dei casi, un nuovo accordo, inteso a sostituire il presente
accordo, sia stato negoziato ma non sia ancora entrato in vigore a titolo provvisorio o
definitivo, il Consiglio può, con voto speciale, prorogare il presente accordo fino
all'entrata in vigore a titolo provvisorio o definitivo del nuovo accordo.
4.       Se un nuovo accordo è negoziato ed entra in vigore mentre il presente accordo è
in corso di proroga in virtù del paragrafo 2 o del paragrafo 3 del presente articolo, il
presente accordo, quale è stato prorogato, cessa di avere effetto al momento dell'entrata
in vigore del nuovo accordo.
5.       In qualsiasi momento il Consiglio può, con voto speciale, decidere di risolvere il
presente accordo con effetto a partire dalla data di sua scelta.
6.       Nonostante la risoluzione del presente accordo, il Consiglio resta in carica per un
periodo non superiore a 18 mesi al fine di procedere alla liquidazione dell'Organizzazione,
compresa la liquidazione dei conti e, fatte salve le decisioni pertinenti da prendere con
voto speciale, conserva durante detto periodo i poteri e le funzioni necessari allo scopo.
7.       Il Consiglio notifica al depositario qualsiasi decisione presa a norma del presente
articolo.
                                           Articolo 47
                                             Riserve
         Nessuna riserva può essere emessa per quanto concerne qualsivoglia disposizione
del presente accordo.
                                           Articolo 48
                           Disposizioni supplementari e transitorie
1.       Il presente accordo sostituisce l'Accordo internazionale del 1983 sui legni tropicali.
2.       Tutte le disposizioni prese, in virtù dell'Accordo internazionale del 1983 sui legni
tropicali, dall'Organizzazione o da uno dei suoi organi o in loro nome, applicabili alla
data di entrata in vigore del presente accordo e per le quali non è specificamente prevista
la scadenza a tale data, si continuano ad applicare, a meno che non vengano modificate
dalle disposizioni del presente accordo.
                                                6A
 ---pagebreak---         IN FEDE DI CHE i sottoscritti, debitamente autorizzati, hanno apposto le loro
firme in calce al presente accordo, alle date indicate.
       FATTO a Ginevra, il ventisei gennaio millenovecentonovantaquattro. I testi del
presente accordo in lingua inglese, araba, cinese, spagnola, francese e russa fanno tutti
egualmente fede.
                                            6C<L
 ---pagebreak---                                 Allegato A
        ELENCO DEI PAESI PRODUTTORI DOTATI DI RISORSE
        FORESTALI TROPICALI E/O ESPORTATORI NETTI DI LEGNI
        TROPICALI IN TERMINI DI VOLUME, E RIPARTIZIONE DEI VOTI
        A NORMA DELL'ARTICOLO 41
Bolivia                                                           21
Brasile                                                          133
Camerun                                                           23
Colombia                                                          24
Congo                                                             23
Costa Rica                                                         9
Côte d'Ivoire                                                     23
Ecuador                                                           14
El Salvador                                                        9
Filippine                                                         25
Gabon                                                             23
Ghana                                                             23
Guinea equatoriale                                                23
Guyana                                                            14
Honduras                                                           9
India                                                             34
Indonesia                                                        170
Liberia                                                           23
Malaysia                                                         139
Messico                                                           14
Myanmar                                                           33
Panama                                                            10
Papua-Nuova Guinea                                                28
Paraguay                                                          11
Perù                                                              25
Repubblica unita di Tanzania                                      23
Repubblica dominicana                                              9
Thailandia                                                        20
Togo                                                              23
Trinidad e Tobago                                                  9
Venezuela                                                         10
Zaire                                                             23
                                                   Totale       1 000
                                    6^
 ---pagebreak---                               Allegato B
        ELENCO DEI PAESI CONSUMATORI E RIPARTIZIONE DEI VOTI
        A NORMA DELL'ARTICOLO 41
Afghanistan                                                     10
Algeria                                                         13
Australia                                                       18
Austria                                                         11
Bahrein                                                         11
Bulgaria                                                        10
Canada                                                          12
Cile                                                            10
Cina                                                            36
Egitto                                                          14
Federazione russa                                               13
Finlandia                                                       10
Giappone                                                       320
Nepal                                                           10
Norvegia                                                        10
Nuova Zelanda                                                   10
Repubblica di Corea                                             97
Slovacchia                                                      11
Stati Uniti d'America                                           51
Svezia                                                          10
Svizzera                                                        11
Comunità europea                                             (302)
        Belgio/Lussemburgo                                      26
        Danimarca                                               11
        Francia                                                 44
        Germania                                                35
        Grecia                                                  13
        Irlanda                                                 13
        Italia                                                  35
        Paesi Bassi                                             40
        Portogallo                                              18
        Regno Unito                                             42
        Spagna                                                  25
                                               Totale        1 000
                                  6L(
 ---pagebreak---                                                                     ISSN 0254-1505
                                                             COM(95) 542 def.
                                                DOCUMENTI
IT                                                                             11
                                             N. di catalogo : CB-C0-95-582-IT-C
                                                              ISBN 92-77-95541-4
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
                                         <0^