CELEX: 51991PC0419
Language: it
Date: 1991-10-28
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di accendini tascabili a pletra focaia e a gas, non ricaricabili, originari del Giappone, della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea e della Tailandia e che decide la riscossione definitiva dei dazi antidumping provvisori

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                               C0M(91)419   def.
                                               Bruxelles, 28 ottobre 1991
                                 Proposta di
                     REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO
che  istituisce un dazio antidumping definitivo sulle         importazioni di
accendini   tascabili   a   pietra   focaia  e   a  gas,  non    r i car i cab ili,
originari   del  Giappone,     della   Repubblica   popolare   cinese,     della
Repubblica di   Corea e    della Tailandia e che decide        la riscossione
definitiva dei dazi antidumping provvisori
                      (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                 RELAZIONE
1.     Il regolamento (CEE) n. 1386/91 < 1 ) della Commissione ha
       istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di
       accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabiIi,
       originari del Giappone, della Repubblica popolare cinese, della
       Repubblica di Corea e della Tailandia.
2.     Il regolamento (CEE) n. 2832/91 < 2 ) del Consiglio ha prorogato
       il dazio provvisorio per un periodo di due mesi. Il dazio scade
       pertanto in data 29 novembre 1991.
3.     Gli esportatori giapponesi, cinesi e tailandesi, nonché alcuni
       importatori   hanno chiesto e ottenuto         audizioni   e hanno
       comunicato le loro osservazioni per iscritto. La Commissione ha
       tenuto conto di tutte       le osservazioni     ricevute prima di
       elaborare le conclusioni definitive.
4.     Il produttore ed esportatore tailandese Thai Merry Co. Ltd. ha
       presentato   nuovi  elementi    di   prova   relativi    all'importo
       dell'ammortamento    utilizzato    dalla   Commissione      per   la
       determinazione preliminare del valore normale. Alla luce di tali
       elementi di prova è stato effettuato un nuovo calcolo del
       margine di dumping relativo alla Thai Merry Co. Ltd. Il margine
       di dumping cosi modificato, espresso in percentuale del valore
       cif, è del 14,1%.
       Dato che, ai fini del calcolo relativo al valore normale per la
       Cina, la Tailandia era stata utilizzata come paese analogo, è
       stato necessario modificare anche il margine di dumping relativo
       alla Cina, che corrisponde attualmente al 16,9%.
5.     Alla luce di quanto precede, la Commissione ha confermato le
       conclusioni provvisorie secondo le quali gli accendini originari
       del Giappone, della Repubblica popolare cinese, della Repubblica
       di Corea e della Tailandia erano oggetto di pratiche di dumping
       nella Comunità e provocavano pregiudizio sostanziale alla
       produzione   comunitaria. La     Commissione    ha   concluso che,
       nell'interesse della Comunità, occorre prendere misure di difesa
       in forma di dazio antidumping definitivo e riscuotere i dazi
       provvisori sino all'aliquota del dazio definitivo istituito.
(1) GU n. L 133 del 28.5.1991, pag. 20.
(2) GU n. L 272 del 28.9.1991, pag. 1.
 ---pagebreak---                                    - 2 -
6. Uno dei due esportatori tailandesi, la società Thai Merry Co.
   Ltd, ha offerto un impegno che è considerato accettabile. In
   seguito a tale impegno, il prezzo del prodotto in questione
   aumenterà in misura sufficiente per eliminare il margine di
   dumping     accertato      dalla    Commissione.    In    seguito    alle
   consultazioni in seno al Comitato consultivo, uno Stato membro
   ha fatto obiezioni nei confronti dell'accettazione dell'impegno.
   Conformemente all'articolo 9, paragrafo 1 e all'articolo 10,
   paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88, la Commissione ha
   sottoposto     al    Consiglio una       relazione   sull'esito     delle
   consultazioni e ha proposto di porre termine alla procedura. La
   decisione relativa al l'cccettazione dell'impegno sari adottata
   se, entro il termine di un mese, il Consiglio non tra deciso
   diversamente.
7. Conformemente all'articolo 12 ttol regolamento (CEE) n. 2423/88
   del Consiglio,         la Commissione propone che           il Consiglio
   istituisca un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di
   accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non r icar icabi I i,
   originari del Giappone, della Repubblica popolare cinese, della
   Repubblica di Corea e della Tailandia (fatta eccezione per la
   Thai Merry Co. Ltd) e che decida di riscuotere i dazi
   ant ì dump i ng p r o w i sor i sino al I ' importo de i daz i def in i t i v i
   istituiti.
8. Fatti salvi 1 risultati della procedura di cui al punto 5, la
   CommI ss ione     i ntende     pubbIicare    la    dee i s ione   relativa
   ai l'accettazione        dell'impegno      offerto     dall'esportatore
   tailandese Thai Merry Co. Ltd contemporaneamente al regolamento
   del Consigi io.
 ---pagebreak---                                        -1 ~
                                   Proposta di
                   REGOLAMENTO (CEE) n           DEL CONSIGLIO
                                        del
che  istituisce un dazio antidumping definitivo sulle            importazioni di
accendini    tascabili   a   pietra    focaia  e   a  gas,   non    r icar i cab ili,
originari    del   Giappone,    della    Repubblica   popolare    cinese,     della
Repubblica    di  Corea  e della Tailandia e che decide           la riscossione
definitiva dei dazi antidumping provvisori
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea,
visto     il     regolamento      (CEE)     n.     2423/88    del       Consiglio,
dell'11 luglio 1988,      relativo    alla   difesa   contro   le     importazioni
oggetto di dumping o di sovvenzioni da parte di paesi non membri della
Comunità economica         europea ( D , in particolare l'articolo 12,
vista la proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del
Comitato consultivo a norma del regolamento suddetto,
(1)    GU L 209 del     2.8.1988, pag. 1
 ---pagebreak--- considerando quanto segue:
                            A. MISURE PROWiSORIE
(1)    Con   il  regolamento    (C£E) n.   1386/91 <2>,     la Commissione    ha
       istituito un dazio antidumping provvisorio          sulle   importazioni
       nella Comunità di accendini tascabili a pietra focaia e a gas,
       non ricaricabili (in seguito denominati "accendini"), originari
       del Giappone, della Repubblica popolare cinese, della Repubblica
       di Corea e della Tailandia. Tali prodotti sono classificati al
       codice NC ex 9613 10 00 (codice Taric 9613 10 00*10). Con il
                                         (3)
       regolamento (CEE) n. 2832/91           11 Consiglio ha prorogato il
       dazio per un periodo massimo di due mesi.
                         B. SEGUITO DELLA PROCEDURA
(2)    Dopo   l'istituzione del dazio antidumping provvisorio,         le parti
       che    ne  hanno    fatto   richiesta    sono    state   sentite    dalla
       Commissione.    Le  parti   hanno   inoltre   presentato   osservazioni
       scritte per esprimere la loro opinione sulle risultanze.
(3)    Le parti sono state informate per iscritto dei principali fatti
       e   considerazioni    in base  ai  quali   si   intendeva   raccomandare
        l'imposizione di dazi definitivi e la riscossione degli          importi
       garantiti   a titolo di     dazio provvisorio. È stato       fissato un
       termine entro il quale le parti potevano presentare osservazioni
       su tali informazioni.
(4)    Le osservazioni     presentate   dalle   parti   oralmente   oppure   per
        iscritto  sono   state prese    in considerazione e      le risultanze
       della Commissione     sono state debitamente modificate per tener
       conto di tali elementi.
(2) GU n. L 133 del 28.5.1991, pag. 20.
(3) GU n. L 272 del 28.9.1991, pag. 1.
 ---pagebreak---                                     ~<ï
                               C. PRODOTTO
(5) Alcuni   esportatori      e    un    importatore     hanno    ribadito    le
    argomentazioni       formulate       nel     corso      della     procedura
    amministrativa prima dell'istituzione delle misure provvisorie,
    sostenendo che gli accendini         prodotti nella Comunità e quelli
    importati  non    sono prodotti      simili, dato     che  alcuni   modelli
    comunitari contengono un numero maggiore di accensioni.
    Tuttavia,   in mancanza      di   nuovi   elementi    di  prova   a  questo
    proposito,     il    Consiglio      conferma     le    conclusioni     della
    Commissione   esposte     nel   punto    13  del   regolamento    (CEE)   n.
    1386/91.
    Il  Consiglio     conferma    pertanto     che  gli   accendini    prodotti
    dall'industria comunitaria costituiscono un'unica categoria di
    prodotti  e   sono   del   tutto   simili    ai  prodotti    importati   dal
    Giappone, dalla Repubblica popolare cinese, dalla Repubblica di
    Corea e dalla Tailandia, ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 12
    del regolamento (CEE) n. 2423/88.
                                D. DUMPING
(6) Il produttore ed esportatore tailandese Thai Merry Co. Ltd ha
    presentato   nuovi     elementi    di    prova   in   merito    all'importo
    dell'ammortamento       utilizzato       dalla    Commissione      per    la
    determinazione preliminare del valore normale. Alla luce di tali
    elementi, è stato effettuato un nuovo calcolo del margine di
    dumping relativo alla società Thai Merry Co. Ltd. li margine di
    dumping cosi modificato, espresso in percentuale del valore cif,
    corrisponde al 14,14%.
(7) Dato che la Tailandia era stata utilizzata come paese analogo
    per  calcolare    il valore normale       relativo alla Cina, è stato
    necessario modificare anche il margine di dumping corrispondente
    alla Repubblica popolare cinese, che attualmente é del 16,94%.
 ---pagebreak---                                        ù -
(8)   Un esportatore cinese, Gladstrong Investments Ltd, che non ha
      effettuato esportazioni nella Comunità nel corso del periodo di
      riferimento, ha chiesto di essere escluso dall'applicazione del
      dazio. Poiché      la Commissione      non ha    potuto   svolgere    alcun
      accertamento nei confronti di tale esportatore,               il Consiglio
      non ha accolto la richiesta. Il Consiglio rileva tuttavia che
      la Commissione è disposta ad avviare quanto prima una procedura
      di riesame, qualora        l'esportatore dimostri      alla Commissione,
      fornendo sufficienti elementi di prova, di non aver effettuato
      esportazioni nel periodo di riferimento, di aver cominciato ad
      esportare oppure di aver intenzione di esportare nella Comunità
      dopo il periodo di riferimento e di non essere in alcun modo
      collegato     ad  una    delle   società    sottoposte     alla   presente
      inchiesta, nei cui confronti siano state accertate pratiche di
      dump i ng.
(9)   Un altro esportatore cinese,          la società Dong Guan Ti an Bao
      Lighter Factory, ha risposto al questionario, in modo peraltro
      incompleto,     oltre    sei  mesi   dopo    il   termine    indicato   nel
      questionario inviato dai servizi delia Commissione. Si ritiene
      pertanto che a taie esportatore si debba applicare il margine
      d i dump i ng de ter* i nato per 1a ftepubbIica popòlare e i nese.
(10) La   società   Gao Yao Co. ha       chiesto     l'annullamento dei      dazi
     antidumping istituiti sulle importazioni da essa effettuate e ha
     affermato che il valore normale attribuitole non avrebbe dovuto
     essere calcolato conformemente all'articolo 2, paragrafo 5 del
     regolamento (CEE) n. 2423/88, bensì conformemente              all'articolo
     2, paragrafo 6 dello stesso regolamento.
      È   stato    sostenuto     a  questo    proposito    che   l'articolo    2,
      paragrafo 5 non è applicabile, in quanto le importazioni nella
      Comunità non sono state effettuate dalla Repubblica popolare
      cinese, ma da Hong Kong e che la società esportatrice non è la
      Gao Yao Co. China, bensi la Gao Yao Co. Hong Kong.
 ---pagebreak---                                      -1-
      Il Consiglio conferma tuttavia che nella fattispecie i prodotti
      in questione sono stati semplicemente trasbordati               attraverso
      Hong   kong    e   che  pertanto     il  valore   normale   deve    essere
      determinato      conformemente    all'articolo    2,  paragrafo     5   del
      regolamento di base.
(11) Gli esportatori      tailandesi    hanno sostenuto che     il margine di
     utile dell'8%, che è stato aggiunto al costo di produzione per
     la determinazione del valore normale, era troppo elevato. Tutte
     le vendite della Thai Merry Co. Ltd sul mercato interno erano
     state effettuate      in perdita, mentre      le corrispondenti     vendite
     della     Politop     Co.    Ltd     non    erano    state     considerate
     rappresentative. In mancanza di altri produttori o esportatori
     nello stesso settore commerciale in Tailandia, la Commissione ha
     stabilito    un margine     di   utile   dell'8%   in base    ai   profitti
     realizzati     dagli    altri    esportatori    dei   paesi     che    hanno
     collaborato nel corso della procedura.
(12) Alla    luce    di   quanto    precede,    il   Consiglio    conferma     le
     conclusioni esposte nei punti 19 - 29 del regolamento (CEE) n.
     1386/91, tenendo conto delle modifiche apportate nei confronti
     della Thai Merry Co. Ltd e delle conseguenze di queste ultime
     sul margine di dumping         accertato per     la Repubblica     popolare
     cinese.
      La   media    ponderata    dei   margini    di   dumping,   espressa     in
      percentuale     del   valore   cif   per  ciascuno   degli    esportatori
      interessati, è la seguente:
      G i appone
      Tokai Corporation, Yokohama                96,56%
      Repubblica popolare cinese                 16,94%
 ---pagebreak---                                      -e-
      Repubblica di Corea
      SamJi Industrial, Inchon                     31,58%
      TaiI andia
      Politop Co. Ltd, Bangkok                      5,87%
      Tahi Merry Co. Ltd, Samutsakorn              14,14%
                E. PREGIUDIZIO E CAUSA DEL PREGIUDIZIO
(13) Alcuni esportatori     hanno riproposto la questione del confronto
     tra I prezzi degli accendini al livello della rivendita al primo
     acquirente    indipendente nella Comunità. Ê stato sostenuto che
     determinati    accendini    importati    contenevano meno gas e quindi
     producevano meno fiamma e che pertanto erano meno attraenti per
     i clienti rispetto a quelli prodotti dal l'industria comunitaria.
      Nel   punto    34 del   regolamento      (CEE) n.     1386/91    si  afferma
      chiaramente che     la Commissione, ai fini della determinazione
      della sottoquotazione dei prezzi, non ha tenuto conto di alcuni
      tipi di accendini, prendendo         in considerazione unicamente gli
      accendini     con  un   contenuto     dti   gas   analogo.    Il   Consiglio
      conferma pertanto le conclusioni della Commissione                in materia
      di sottoquotazione dei prezzi.
(14) Poiché le parti non hanno presentato nuovi elementi di prova in
     merito   al   pregiudizio,     il Consiglio conferma         le conclusioni
     della    Commissione     in   materia      di   pregiudizio     esposte   nel
     regolamento (CEE) n. 1386/91.
(15) Nei   punti    44  -   50   del   regolamento       (CEE)   n.    1386/91  la
     Commissione     ha concluso     che  le     importazioni    in dumping    dal
     Giappone, dalla RepubbIica popòIare einese, da11a RepubbI i ca di
     Corea   e   dalla  Tailandia,     considerate      cumulativamente,     hanno
     provocato pregiudizio sostanziale all'industria comunitaria.
 ---pagebreak---                                        - 0
       La   Commissione     ha   accertato    che   il   rapido   incremento    delle
        importazioni a basso prezzo degli accendini giapponesi, cinesi,
       coreani     e    tailandesi     ha    coinciso,      per   quanto    riguarda
        l'industria comunitaria, con un calo altrettanto rapido della
       produzione, dell'utilizzazione degli impianti, del volume delle
       vendite, della quota di mercato, dei               prezzi, dei    profitti   e
       del l'occupazione.
       Dopo la pubblicazione del regolamento (CEE) n. 1386/91 non sono
       stati presentati       alla Commissione nuovi elementi oppure nuove
       argomentazioni       in   merito   a    tali    risultanze.    Il   Consiglio
       conferma pertanto le conclusioni della Commissione esposte nei
       punti 44 - 50 di detto regolamento.
                           F. SOGLIA DI PREGIUDIZIO
(16) Per    quanto   riguarda      il calcolo effettuato per        determinare    il
     livello necessario per eliminare il pregiudizio, la Commissione
     ha    ritenuto che     sia opportuno       eliminare     la differenza    tra i
     prezzi     di vendita effettivi       degli esportatori      e un prezzo che
     permetta all'industria comunitaria di realizzare un profitto del
     15%.
        Il   produttore    ed   esportatore     giapponese     ha  contestato    tale
       margine di profitto, ritenendolo troppo elevato.
(17) Secondo i produttori comunitari, un margine di profitto del 15%
     é     il   minimo    necessario     per    poter    effettuare     investimenti
     supplementari      in impianti di produzione e in attività di ricerca
     e    sviluppo.    Senza    tali   investimenti      il  deterioramento     della
     situazione      dell'industria       si     aggraverebbe     e   non    sarebbe
     possibile     eliminare      il pregiudizio     causato    dalle  pratiche    di
     dump i ng.
       Si é inoltre tenuto conto del fatto che i profitti                 realizzati
       dai principali      produttori mondiali sono stati sempre            compresi
       tra il 12% e il 20%.
 ---pagebreak---                                       -io-
      Alla     luce   di   quanto    precede,      il   Consiglio     conferma   le
      conclusioni       della    Commissione      relative     alla     soglia   di
      pregiudizio che sono esposte nel punto 59 del regolamento (CEE)
      n. 1386/91.
                        G. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
(18) L'esportatore giapponese ha affermato che, se nei confronti del
     Giappone     fosse    istituito    un    dazio   antidumping     elevato,   si
     correrebbe     il rischio che      le importazioni      dal Giappone siano
     sostituite da importazioni a basso prezzo da altri paesi terzi
     sottoposti alla presente procedura oppure da altre fonti.
(19) Il Consiglio non é convìnto che i dazi proposti                 implichino il
     rischio che      le importazioni      dal Giappone siano sostituite da
     importazioni a basso prezzo da altri paesi terzi e ritiene che
     tale eventualità non sia comunque contraria agli interessi della
     Comunità. Come       il Consiglio ha già          affermato    in precedenti
     regolamenti,      i dazi   antidumping non dovrebbero avere effetti
     protezionistici       per    l'industria      comunitaria,     né    provocare
     indebite difficoltà agli esportatori. L'obiettivo dei dazi è di
     r ipr ist inare    eque   condìz toni     di   mercato    aperto     tuteIandò
     I'industri a     comun i tar ia  contro     prati che  commereiali      sleali.
     L'eventuale indebolimento della posizione di alcuni esportatori
     su I mercato i n segu i to all'ist i tuzione d i daz i ant i dump i ng deve
     essere attribuito unicamente alla loro incapacità di far fronte
     ad una situazione dì concorrenza leale.
(20) Il Consiglio conferma         le risultanze delle Commissione esposte
     nella sezione G del regolamento (CEE) n. 1386/91 e ritiene che
     nell'interesse della Comunità debbano essere               istituite misure
     antidumping      per    eliminare     il   pregiudìzio     provocato     dalle
     importazioni in dumping dal Giappone, dalla Repubblica popolare
     cinese, dalla Repubblica di Corea e dalla Tailandia.
 ---pagebreak---                                        a-
                                  H. DAZIO
(21) In base ai calcoli relativi al margine di dumping e alla soglia
     di pregiudizio di cui al regolamento (CEE) n. 1386/91 e alle
     osservazioni successivamente ricevute, il Consiglio conclude che
     i dazi devono corrispondere al          livello del margine di dumping
     accertato per quanto riguarda la Repubblica popolare cinese e la
     Tailandia (società Thai Merry Co. Ltd e Politop Co. Ltd), mentre
     per  il Giappone     (Tokai   Corporation) e      la Repubblica di Corea
     (Samji  Industriai) il dazio deve corrispondere alla soglia di
     pregiudizio accertata.
      Le aliquote dei dazi sono pertanto le seguenti:
      -  Tokai Corporation, Giappone                        35,7%
      -  Samji Industriai, Repubblica di Corea              22,7%
      -  Gao Yao Co., Repubblica popolare cinese            16,9%
      -  Thai Merry Co. Ltd, Tailandia                      14,1%
      -  Politop Co. Ltd, Tailandia                          5,8%
(22) Per   i motivi     esposti    dalla   Commissione      nel  punto    60   del
     regolamento   (CEE) n. 1386/91,        il Consiglio conferma        che alle
     società    che    non    hanno     risposto     al    questionario      della
     Commissione,    né   si  sono    altrimenti   manifestate,     deve    essere
     applicato   il margine di dumping massimo accertato per ciascun
     paese.
                                 I. IMPEGNO
(23) Uno dei due esportatori        tailandesi, la società Thai Merry Co.
     Ltd, ha offferto un       impegno che é considerato accettabile. In
     seguito   all'impegno      il   prezzo    dei    prodotti    in    questione
     aumenterà    in  misura     sufficiente     per    eliminare    il    dumping
     accertato dalla Commissione.
 ---pagebreak---                                   -il-
        Previe consultazioni, nel corso delle quali uno Stato membro ha
        fatto obiezioni nei confronti di tale soluzione, l'impegno é
        stato accettato con la decisione n. .../91.
                  J. RISCOSSIONE PEL PAZ IO PROVVISORIO
(24)   L'esportatore tailandese Thai Merry Co. Ltd ha chiesto che le
       importazioni   di   accendini    già   avviate  prima    della   data
       dell'entrata in vigore delle misure provvisorie e sdoganate dopo
       tale data fossero svincolate in esenzione dal pagamento dei dazi
       provvisori e che pertanto in tali casi il dazio provvisorio non
       fosse definitivamente riscosso.
(25)   Conformemente alle disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 1 e
       dell'articolo 11, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2423/88,
       i dazi antidumping sono applicati al momento in cui i prodotti
       ad essi soggetti sono immessi in libera pratica nella Comunità.
       Contrariamente al regolamento (CEE) n. 288/82 del Consiglio, del
                         (1)
       5 febbraio 1982       , al quale si riferisce     l'esportatore, il
       regolamento antidumping, applicabile ai prodotti        importati  in
       condizioni di concorrenza sleale, non stabilisce alcuna deroga a
       tali  norme. Occorre    inoltre ricordare che    la Commissione    ha
       debitamente informato le parti interessate e che gli importatori
       non possono ragionevolmente sostenere di non essere al corrente
       della procedura oppure di      ignorare  in quale fase si    trovasse
       l'inchiesta nel periodo compreso tra l'inizio della peocedura e
       l'istituzione del dazio provvisorio.
(1) GU n. L 35 del 9.2.1982, pag. 1.
 ---pagebreak---                                         -   Ai-
(26)   Pertanto, in considerazione dell'entità dei margini di dumping
       accertati e della gravità del pregiudizio subito dall'industria
       comunitaria,      il Consiglio ritiene necessario che gli               importi
       garantiti     a   titolo    di   dazio   antidumping    provvissorio      siano
       riscossi    definitivamente sino all'importo del dazio definitivo
       istituito.
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                      Articolo 1
1.     È istituito un dazio antidumping definitivo sulle                 importazioni
       di    accendini      tascabili     a   pietra    focaia    e    a    gas,   non
       r icar icabi I i, di cui al codice NC ex 9613 10 00 (codice Tari e
       9613 10 00*10),        originari     del    Giappone,    della      Repubblica
       popolare cinese, della Repubblica di Corea e della Tailandia.
2.     L'aliquota      del    dazio,    applicabile    al   prezzo    netto     franco
       frontiera comunitaria, al lordo del dazio, é la seguente:
       (a) 35,7% per i prodotti originari del Giappone,
       (b) 16,9% per       i prodotti     originari   della   Repubblica     popolare
            e i nese,
       (e) 22,7% per i prodotti originari della Repubblica di Corea,
       (d) 14,1%     per    i prodotti     originari    della   Tailandia      (codice
            addizionale      Tari e 8543),     fatta  eccezione     per   i prodotti
            fabbricati     e venduti all'esportazione nella Comunità dalla
            Politop Co. Ltd, Bangkok, per i quali           l'aliquota é del 5,8%
            (codice addizionale Tari e 8544).
 ---pagebreak---                                         -Ut
3.         Il dazio di cui al paragrafo 2, lettera d) non si applica agli
          accendini tascabili a pietra focaia e a gas, non ricaricabili,
          esportati    nella   Comunità   dalla   società   Thai  Merry   Co.  Ltd
          (codice addizionale Tarie 8542).
4.        Si   applicano    le disposizioni     in vigore    in materia   dì  dazi
          dogana Ii.
                                     Articolo 2
Gli     importi    garantiti   a  titolo    del  dazio  antidumping    provvisorio
istituito        dal    regolamento     (CEE)    n.    1386/91    sono    riscossi
definitivamente sino all'aliquota del dazio definitivo istituito.
                                     Art icolo 3
Il presente       regolamento entra     in vigore    il giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente       regolamento é obbligatorio       in tutti    i suoi elementi   e
d i r e 11 amen te applicabile in ciascuno degIi Stmt 4 membr i.
Fatto a Bruxelles,                                            Per il Consiglio
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                      ISSN 0254-1505
                                                               COM(91) 419 def.
                                                           DOCUMENTI
ITx
                                                                           n 02
                                          N. di catalogo : CB-CO-91-480-IT-C
                                                             ISBN 92-77-76907-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo