CELEX: 52006PC0195
Language: it
Date: 2006-05-04
Title: Proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEe del Consiglio per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici {SEC(2006) 557}

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52006PC0195

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici {SEC(2006) 557}  /* COM/2006/0195 def. */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 4.5.2006COM(2006) 195 definitivo2006/0066 (COD)Proposta diDIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOche modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici(presentata dalla Commissione){SEC(2006) 557}RELAZIONEContesto della proposta |Motivazione e obiettivi della proposta Le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE coordinano le disposizioni nazionali relative ai mezzi di ricorso applicabili in caso di violazione delle direttive sugli appalti pubblici. L'assenza di norme coordinate circa i termini applicabili ai ricorsi precontrattuali ha tuttavia portato nella maggior parte degli Stati membri al mantenimento di disposizioni nazionali che non consentono di impedire in tempo utile la firma di contratti la cui aggiudicazione è oggetto di contestazione. La firma del contratto in questione ha però quasi sempre come conseguenza di rendere irreversibili gli effetti della decisione d'aggiudicazione contestata. Questa situazione risulta ancora più preoccupante quando si tratta di prevenire gli appalti conclusi illegittimamente a trattativa privata, ossia senza pubblicità e messa in concorrenza preventive. La proposta di direttiva che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE (le “direttive ricorsi”) mira ad incoraggiare maggiormente le imprese comunitarie a presentare offerte in qualsiasi Stato membro dell'Unione garantendo loro la possibilità, se necessario, di avviare ricorsi efficaci qualora i loro interessi siano stati lesi durante le procedure d'aggiudicazione degli appalti. L’efficacia dei ricorsi precontrattuali spingerà i soggetti aggiudicatori a migliorare la pubblicità e la messa in concorrenza degli appalti a vantaggio di tutte le parti interessate. |Contesto generale Le direttive “ricorsi” distinguono tra ricorsi precontrattuali, che mirano soprattutto a correggere in tempo utile le violazioni del diritto comunitario degli appalti pubblici, e ricorsi post-contrattuali, che si limitano in genere ad accordare un risarcimento danni. In mancanza di termini e dispositivi specifici tali da consentire di sospendere in tempo utile la firma di un contratto la cui aggiudicazione è contestata, l'efficacia relativa dei ricorsi precontrattuali varia notevolmente da uno Stato membro all'altro. Inoltre, in caso di aggiudicazione illegittima di un appalto a trattativa privata, le imprese lese dispongono unicamente della possibilità di presentare un ricorso per ottenere un risarcimento danni, il che non consente di avviare una nuova procedura concorsuale per l’appalto aggiudicato illegittimamente. I ricorsi miranti ad ottenere un risarcimento danni hanno peraltro un effetto scarsamente dissuasivo sui soggetti aggiudicatori, soprattutto perché le imprese che si ritengono lese devono provare che avevano buone possibilità di vedersi aggiudicare l’appalto. Sebbene la Corte di giustizia abbia definito l'aggiudicazione illegittima di appalti a trattativa privata come la “più grave violazione della normativa comunitaria sugli appalti pubblici” (v. Stadt Halle, causa C-26/03, punto 37), le direttive “ricorsi” in vigore non permettono di prevenire o di correggere in maniera efficace le conseguenze di tale illegittimità. Senza un intervento legislativo a livello comunitario si manterrebbero, o addirittura verrebbero ad aggravarsi, le situazioni assai diverse che caratterizzano i vari Stati membri per quanto riguarda l'efficacia dei mezzi di ricorso a disposizione delle imprese. Continuerebbero a sussistere situazioni di incertezza del diritto e violazioni gravi o ripetute delle direttive sugli appalti pubblici. |Disposizioni vigenti nel settore della proposta La presente proposta di direttiva mira a modificare le due direttive relative ai ricorsi nel settore degli appalti pubblici: i) la direttiva 89/665/CEE, applicabile in linea di massima agli appalti di lavori, servizi e forniture attribuiti dalle amministrazioni aggiudicatrici, attualmente disciplinati dalla direttiva 2004/18/CE; ii) la direttiva 92/13/CEE, applicabile agli appalti degli enti erogatori di acqua e di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali, attualmente disciplinati dalla direttiva 2004/17/CE (ricorsi nei settori cosiddetti "speciali"). Le modifiche proposte introducono norme coordinate intese a chiarire e migliorare l'efficacia delle disposizioni vigenti in materia di ricorsi precontrattuali avviati nell'ambito di procedure formali d'aggiudicazione di appalti o di appalti a trattativa privata. Le altre modifiche proposte mirano, da un lato, a riorientare il meccanismo correttore applicabile dalla Commissione ai casi di violazioni gravi e, dall'altro, ad abrogare due meccanismi (attestazione degli enti aggiudicatori e conciliazione) applicabili soltanto nei settori speciali, i quali non hanno suscitato l'interesse né degli enti aggiudicatori né delle imprese interessate. |Coerenza con altri obiettivi e politiche dell'Unione La modifica delle direttive “ricorsi” si prefigge segnatamente di migliorare l'efficacia dei ricorsi avviati dagli operatori economici nell'ambito delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici che devono essere conformi non solo alle disposizioni specifiche delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, ma anche ai principi del trattato CE, quali i principi della libera circolazione delle merci, della libera prestazione di servizi, della libertà di stabilimento, nonché ai principi che ne derivano, come la parità di trattamento, il mutuo riconoscimento, la proporzionalità e la trasparenza. Tale obiettivo è inoltre pienamente in linea con quello dell'articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che sancisce per ogni individuo i cui diritti e le cui libertà garantiti dal diritto dell'Unione siano stati violati il diritto ad un ricorso effettivo e ad un giudice imparziale. Il miglioramento dell'efficacia dei ricorsi nazionali, in particolare di quelli riguardanti l’affidamento illegittimo di appalti pubblici a trattativa privata, si iscrive infine anche nel quadro della politica globale dell'Unione europea contro la corruzione (v. comunicazione della Commissione del 28.5.2003, COM(2003) 317 definitivo). |Consultazione delle parti interessate e valutazione dell'impatto |Consultazione delle parti interessate |Metodi di consultazione utilizzati, principali settori interessati e profilo generale di quanti hanno risposto Gli Stati membri sono stati consultati nel quadro del comitato consultivo per gli appalti pubblici. È stata organizzata una consultazione pubblica, aperta agli operatori economici ed ai loro rappresentanti (associazioni di categoria ed avvocati), con questionari in linea (Interactive Policy Making) grazie ai quali sono stati ottenuti 138 contributi. Cinque associazioni di categoria europee e nazionali hanno inoltre fornito spontaneamente contributi scritti. Gli operatori economici sono stati consultati anche con un questionario inviato specificamente ad un gruppo rappresentativo di imprese europee (European Business Test Panel), che ha fornito 543 contributi. Nel quadro del comitato consultivo per la liberalizzazione degli appalti pubblici sono stati consultati esperti non governativi, fra cui anche rappresentanti degli operatori economici. I soggetti aggiudicatori sono stati consultati con un questionario in linea che ha fornito 16 contributi. |Sintesi delle risposte e modo in cui sono state prese in considerazione Dalle consultazioni degli operatori economici e dei loro rappresentanti emerge che il funzionamento delle procedure nazionali di ricorso nel quadro delle direttive in vigore non sempre permette di correggere efficacemente il mancato rispetto della normativa comunitaria sugli appalti pubblici. Tra le parti interessate esiste un accordo quasi generale sulla necessità di migliorare l'efficacia dei ricorsi precontrattuali introducendo un termine sospensivo di tipo “standstill” tra la notifica della decisione di aggiudicazione di un appalto pubblico e la firma del contratto, oltre a norme complementari intese a garantirne l'efficacia. Malgrado esista un consenso quasi generale anche sulla gravità delle pratiche illegittime di aggiudicazione di appalti a trattativa privata adottate da alcuni soggetti aggiudicatori, gli Stati membri e gli operatori economici esprimono pareri diversi quanto alle soluzioni da apportare. Solo una minoranza di Stati membri e di operatori economici è a favore di proposte intese ad imporre sanzioni pecuniarie o controlli amministrativi preventivi dei soggetti aggiudicatori o di un meccanismo di notifica da parte di autorità indipendenti che riceverebbero le denunce delle imprese penalizzate. L'obbligo di rispettare un termine sospensivo associato ad un obbligo di trasparenza prima della stipula di un contratto a trattativa privata costituisce una proposta generalmente più accettabile per le parti interessate. |Una consultazione è stata organizzata su Internet dal 19 marzo 2004 al 7 maggio 2004. La Commissione ha ricevuto 543 risposte. I risultati di questa consultazione sono disponibili al seguente indirizzo: http://europa.eu.int/comm/internal_market/publicprocurement/remedies |Ricorso al parere di esperti |Non è stato necessario consultare esperti esterni. |Valutazione dell'impatto Nel quadro della revisione delle direttive “ricorsi” si possono considerare tre opzioni principali; due di queste opzioni possono essere oggetto di una variante a seconda che si preveda di modificare le direttive o di adottare una comunicazione. (1) Mantenimento delle direttive allo stato attuale: quest’opzione consisterebbe nell’incoraggiare la Commissione ad avviare procedure d'infrazione per trattare tutti i problemi d'incompatibilità con le direttive “ricorsi” delle legislazioni o delle pratiche nazionali in questo settore. Le differenze che sono state rilevate nel modo in cui gli Stati membri traggono le conseguenze operative dai principi che si evincono dalla giurisprudenza della Corte permarrebbero ed i problemi legati alla firma affrettata dei contratti si risolverebbero solo in parte e a ritmi assai diversi da uno Stato membro all’altro, il che priverebbe gli operatori economici di garanzie sull'efficacia dei ricorsi precontrattuali applicabili negli Stati membri (“no level playing field”). Per quanto riguarda gli affidamenti illegittimi a trattativa privata, la maggior parte degli Stati membri non prevede per il momento di istituire meccanismi di ricorso specifici. I potenziali offerenti continuerebbero a disporre in pratica solo della possibilità di avviare azioni risarcitorie. Le difficoltà inerenti a questo tipo di ricorsi, quali l'onere della prova, la durata e il costo delle procedure, non incoraggiano tuttavia gli offerenti ad avvalersene e solo di rado si ottengono risultati positivi. In mancanza di un approccio coordinato che consenta di mettere a punto ricorsi efficaci contro questa pratica illegittima, risulterà impossibile migliorare la trasparenza e la messa in concorrenza degli appalti pubblici, privando così le imprese europee (comprese le più competitive) della possibilità di concorrere per gli appalti pubblici che vengono ancora aggiudicati illegittimamente a trattativa privata. (2) Introduzione di un termine sospensivo di tipo “standstill” mediante una modifica delle direttive o una comunicazione che indichi gli obblighi degli Stati membri al riguardo: sebbene la giurisprudenza della Corte di giustizia abbia stabilito la necessità di prevedere un termine sospensivo ragionevole affinché gli offerenti che ritengono lesi i propri interessi possano avviare utilmente una procedura di ricorso in una fase in cui le violazioni possono ancora essere corrette, permangono divergenze d'impostazione da uno Stato membro all'altro sulla portata ed il contenuto esatto di tale obbligo. Fissare in una direttiva le conseguenze operative di tale obbligo permette di risolvere tanto il problema della corsa alla firma degli appalti nelle procedure formali d'aggiudicazione quanto quello delle aggiudicazioni illegittime a trattativa privata, migliorando la certezza del diritto relativamente alle situazioni considerate e prevedendo garanzie per un'applicazione efficace del meccanismo. (3) Nuove prerogative conferite ad autorità indipendenti attraverso una modifica delle direttive o una comunicazione che incoraggi la costituzione di tali autorità: gli Stati membri designerebbero autorità indipendenti dotate del potere di notificare ai soggetti aggiudicatori le inosservanze più gravi del diritto comunitario sugli appalti pubblici (in particolare le aggiudicazioni illegittime a trattativa privata) in modo da indurli a correggere essi stessi le violazioni rilevate. Questo meccanismo di notifica presenta vantaggi per gli offerenti in termini di costi e di anonimato. Tuttavia, l'incertezza quanto ai costi amministrativi legati al funzionamento di queste autorità indipendenti nonché la posizione negativa espressa dalla maggioranza delle delegazioni degli Stati membri in seno al comitato consultivo per gli appalti pubblici hanno portato la Commissione a scartare questa soluzione a favore dell'introduzione di un termine sospensivo. |La Commissione ha effettuato una valutazione dell'impatto nel quadro del programma legislativo e di lavoro della Commissione: la relazione è disponibile al seguente indirizzo: http://europa.eu.int/comm/internal_market/publicprocurement/remedies |Elementi giuridici della proposta |Sintesi delle misure proposte Al momento di concludere una procedura formale d'aggiudicazione conformemente alle direttive sugli appalti pubblici, il soggetto aggiudicatore deve generalmente sospendere la conclusione del contratto fino alla scadenza di un termine minimo di 10 giorni di calendario a partire dalla data di notifica della decisione d'aggiudicazione motivata agli operatori economici che hanno partecipato alla gara. Se il soggetto aggiudicatore ritiene di avere il diritto di aggiudicare con trattativa privata un appalto il cui importo supera le soglie fissate dalle direttive sugli appalti pubblici, egli dovrà sospendere la conclusione del contratto, tranne in caso di estrema urgenza, per un termine minimo di 10 giorni di calendario, dopo aver provveduto ad una pubblicità adeguata mediante un avviso di aggiudicazione semplificato. Se il soggetto aggiudicatore conclude illegittimamente un contratto durante il termine sospensivo, tale operazione è considerata priva di effetto. Le conseguenze di tale illegittimità sugli effetti del contratto sono stabilite dall'organo competente per le procedure di ricorso, che deve tuttavia essere adito da un operatore economico prima della scadenza di un termine di prescrizione di sei mesi a partire dalla data effettiva della conclusione. Il meccanismo correttore viene riorientato sui casi di violazione grave ed i meccanismi non utilizzati di attestazione e di conciliazione vengono abrogati. |Base giuridica Articolo 95 del trattato CE. |Principio di sussidiarietà Si applica il principio di sussidiarietà in quanto la proposta non rientra tra le materie di competenza esclusiva della Comunità. |Gli obiettivi della proposta non possono essere realizzati in maniera soddisfacente con l’azione degli Stati membri per i motivi di seguito indicati. |Nonostante gli sviluppi della giurisprudenza a partire dal 1999 e i successivi interventi di alcuni Stati membri, soprattutto a seguito delle procedure d'infrazione avviate dalla Commissione, gli Stati membri continuano a presentare notevoli differenze per quanto riguarda l'efficacia dei ricorsi nel settore degli appalti pubblici. L’assenza di garanzia di ricorsi efficaci non incoraggia inoltre le imprese comunitarie a presentare offerte al di fuori del paese d'origine. L'esperienza degli ultimi anni indica che gli interventi isolati e disparati di alcuni Stati membri non potranno eliminare tale incertezza del diritto. |Gli obiettivi della proposta potranno essere realizzati con maggiore efficacia a livello comunitario per i motivi di seguito indicati. |I punti deboli riscontrati nel corso del processo di consultazione riguardano il campo d'applicazione delle due direttive adottate nel 1989 e nel 1992. I miglioramenti e i chiarimenti apportati alle disposizioni vigenti di queste direttive potrebbero essere pienamente efficaci solo con una direttiva di modifica. L'Unione può realizzare meglio l'obiettivo di migliorare l'efficacia dei ricorsi nel settore degli appalti pubblici disciplinati dalle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE. Le consultazioni preparatorie hanno mostrato infatti che gli Stati membri presentano un grado di mobilitazione assai diverso per quanto riguarda la necessità di rafforzare le disposizioni che consentono di garantire un'applicazione efficace delle direttive sugli appalti pubblici. In mancanza di un’iniziativa comunitaria in questo settore, le disparità tra Stati membri in merito alla corretta applicazione della normativa comunitaria sugli appalti pubblici continuerebbero a sussistere. |Per quanto riguarda il problema delle aggiudicazioni illegittime di appalti a trattativa privata, la maggior parte degli Stati membri, pur riconoscendo l’esistenza e la gravità del problema, non ha ancora adottato una soluzione efficace per lottare contro questa pratica illegittima. Quanto al problema della corsa alla firma del contratto nelle procedure formali di aggiudicazione, i rappresentanti degli Stati membri concordano sulla necessità di introdurre con una direttiva di modifica un termine sospensivo la cui portata e le cui modalità dovranno essere definite con chiarezza. Un intervento legislativo dell'Unione risulta inoltre necessario al fine di stabilire un sistema chiaro di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive contro le violazioni più gravi del diritto comunitario sugli appalti pubblici. |Gli Stati membri conserveranno la facoltà di designare gli organi responsabili delle procedure di ricorso e di mantenere norme procedurali nazionali applicabili a tali ricorsi (rispetto dell'autonomia procedurale degli Stati membri). La proposta di direttiva si concentra sui due problemi più gravi comuni a tutti gli Stati membri. |La proposta è pertanto conforme al principio di sussidiarietà. |Principio di proporzionalità La proposta è conforme al principio di proporzionalità per i motivi di seguito indicati. |La proposta di direttiva si limita ad apportare una serie di miglioramenti o di chiarimenti alle attuali disposizioni in materia di ricorsi precontrattuali e per quanto riguarda unicamente gli appalti i cui importi superano le soglie fissate dalle direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE, senza richiedere la modifica dei sistemi amministrativi o giudiziari esistenti. Inoltre, il fatto di prevedere la successiva elaborazione di documenti interpretativi al fine di risolvere gli altri problemi di cattivo funzionamento delle procedure nazionali di ricorso derivanti da un’interpretazione scorretta delle disposizioni esistenti da parte di alcuni Stati membri mostra il carattere proporzionato dell'impostazione della Commissione. |L’onere che ricade sui soggetti aggiudicatori si limita essenzialmente ai costi marginali connessi all'obbligo di differire la firma dei contratti per un periodo pari, di norma, a 10 giorni di calendario nonché all'aumento iniziale di qualche punto percentuale del numero di ricorsi rispetto al numero di appalti pubblicati a livello comunitario. Per la società in generale, una più corretta applicazione del diritto comunitario degli appalti pubblici dovuta all'effetto dissuasivo di ricorsi efficaci presenterebbe soprattutto il vantaggio di ridurre le spese pubbliche e di migliorare la qualità del servizio pubblico, un vantaggio a livello complessivo che supererebbe ampiamente i costi aggiuntivi indicati sopra. Non essendo necessario creare nuove strutture amministrative, anche l'onere finanziario ed amministrativo per le amministrazioni pubbliche viene ridotto al minimo. |Scelta degli strumenti |Strumento proposto: direttiva. |Altri strumenti non sarebbero adeguati per i seguenti motivi. L'alternativa ad una direttiva che fissi il campo e le modalità d'applicazione di un termine sospensivo di tipo “standstill” sarebbe l'adozione di un documento di interpretazione della giurisprudenza della Corte. Quest'alternativa è stata tuttavia scartata poiché non avrebbe potuto garantire l'applicazione in tutti gli Stati membri di un termine sospensivo chiaramente definito e soddisfacente tenuto conto delle diverse situazioni disciplinate dalle direttive sugli appalti pubblici. In linea generale, l'adozione di un documento interpretativo da parte della Commissione non eliminerebbe le differenze d'interpretazione con e tra gli Stati membri sulla portata della giurisprudenza su cui si fonda l'obbligo di rispettare un termine sospensivo, nonché sulle modalità d'applicazione di sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive in caso di violazione di questa disposizione fondamentale per l'efficacia dei ricorsi precontrattuali. |Incidenza sul bilancio |La proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio della Comunità. |Informazioni aggiuntive |Semplificazione |La proposta introduce una semplificazione del quadro legislativo. |La semplificazione proposta consiste nell’abrogare i meccanismi di attestazione e di conciliazione applicabili nei settori speciali (direttiva 92/13/CEE) che non sono stati utilizzati. |Riesame/revisione/clausola di caducità |Nella proposta è stata inclusa una clausola di riesame. |Tavola di concordanza Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni nazionali di recepimento della direttiva, nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva. |Spazio Economico Europeo Questo progetto di atto rientra in un settore disciplinato dall’accordo SEE e occorre pertanto estenderlo allo Spazio Economico Europeo. |2006/0066 (COD)Proposta diDIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIOche modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d’aggiudicazione degli appalti pubblici(Testo rilevante ai fini del SEE)IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,vista la proposta della Commissione[1],visto il parere del Comitato economico e sociale europeo[2],visto il parere del Comitato delle regioni[3],deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato[4],considerando quanto segue:1.  La direttiva 89/665/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle procedure di ricorso in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici di forniture e di lavori[5] e la direttiva 92/13/CEE del Consiglio, del 25 febbraio 1992, che coordina le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative relative all'applicazione delle norme comunitarie in materia di procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia e degli enti che forniscono servizi di trasporto nonché degli enti che operano nel settore delle telecomunicazioni[6], riguardano le procedure di ricorso in materia di appalti aggiudicati rispettivamente dalle amministrazioni aggiudicatrici e dagli enti aggiudicatori. Queste direttive mirano a garantire l'effettiva applicazione della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi[7] e della direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, che coordina le procedure di appalto degli enti erogatori di acqua e di energia, degli enti che forniscono servizi di trasporto e servizi postali[8].2.  Le consultazioni delle parti interessate e la giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee hanno evidenziato una serie di lacune nei meccanismi di ricorso esistenti negli Stati membri. A causa di tali carenze i meccanismi di cui alle direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE non permettono sempre di garantire il rispetto delle disposizioni comunitarie, soprattutto in una fase in cui le violazioni possono ancora essere corrette. Gli operatori economici non dispongono quindi ancora delle garanzie di trasparenza e di non discriminazione che costituiscono l’obiettivo di queste direttive. In tali circostanze la Comunità nel suo complesso non può beneficiare pienamente degli effetti positivi dovuti alla modernizzazione e alla semplificazione delle direttive sull’aggiudicazione degli appalti pubblici, operate dalle direttive 2004/18/CE e 2004/17/CE. Occorre quindi apportare alle direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE le precisazioni indispensabili per raggiungere i risultati perseguiti dal legislatore comunitario.3.  Fra le carenze constatate figura in particolare l'assenza di un termine che consenta un ricorso efficace tra la decisione d'aggiudicazione di un appalto e la conclusione del relativo contratto, il che comporta talvolta una corsa alla firma del contratto da parte di soggetti aggiudicatori desiderosi di rendere irreversibili le conseguenze di una decisione d'aggiudicazione contestata. Per rimediare a questa carenza, che costituisce un serio ostacolo per un’effettiva tutela giurisdizionale dei candidati o degli offerenti interessati, è opportuno prevedere un termine sospensivo minimo, durante il quale la conclusione del contratto in questione è sospesa, indipendentemente dal fatto che quest’ultima avvenga o meno al momento della firma del contratto.4.  Vista la necessità, riconosciuta da tutte le parti interessate, di conciliare rapidità delle procedure d'aggiudicazione degli appalti ed efficacia delle procedure nazionali di ricorso, occorre combinare, da un lato, l'obbligo di rispettare un ragionevole termine minimo di sospensione, adeguato alle circostanze temporali e alle condizioni più o meno complesse in cui sono avviate le procedure e, dall'altro, l'obbligo di trasmettere con i mezzi di comunicazione più rapidi a disposizione le informazioni indispensabili a quanti intendano presentare un ricorso utile. Tali informazioni comprendono segnatamente una relazione sintetica dei motivi pertinenti, come disposto dalle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE.5.  Poiché le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE si prefiggono di modernizzare e semplificare le procedure d'aggiudicazione degli appalti pubblici, occorre limitare l'obbligo del termine sospensivo minimo alle circostanze in cui operatori economici diversi dall’aggiudicatario dell'appalto possono ragionevolmente contestare una violazione delle disposizioni comunitarie applicabili nel settore degli appalti pubblici in materia di trasparenza e di messa in concorrenza.6.  Tale termine sospensivo minimo non deve essere applicato né in caso di estrema urgenza, ai sensi delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE né agli appalti esplicitamente esclusi da queste stesse direttive.7.  Tenuto conto della gravità riconosciuta delle aggiudicazioni illegittime di appalti a trattativa privata e al fine di garantire una tutela giurisdizionale effettiva a tutte le parti interessate, occorre, invece, applicare un termine sospensivo minimo associato a un obbligo di trasparenza per l'affidamento di appalti a trattativa privata senza pubblicità né messa in concorrenza preliminari in conformità delle deroghe di cui alle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE e comunque ogni volta che un soggetto aggiudicatore aggiudica un appalto a trattativa privata il cui importo supera le soglie fissate da tali direttive, senza pubblicità né messa in concorrenza preliminari, a una persona giuridica distinta. L'applicazione di questo termine sospensivo, accompagnata da un obbligo di trasparenza quale stabilito dalla sentenza della Corte di giustizia nella causa C-26/03 Stadt Halle[9], deve permettere di lottare in maniera efficace contro l’aggiudicazione illegittima di appalti a trattativa privata, che costituisce la più grave violazione del diritto comunitario in materia di appalti pubblici da parte di un soggetto aggiudicatore.8.  Poiché la presente direttiva si propone di fissare il termine sospensivo minimo ritenuto indispensabile per esperire un ricorso efficace, occorre garantire la coerenza delle disposizioni pertinenti di cui alle direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE allo scopo di non pregiudicare l’efficacia del meccanismo complessivo che mira a permettere un ricorso prima della conclusione del contratto.9.  In particolare, qualora uno Stato membro faccia obbligo alla persona che intende avviare una procedura di ricorso di informare il soggetto aggiudicatore, è opportuno che non venga introdotto alcun termine minimo aggiuntivo tra il momento in cui il soggetto aggiudicatore viene informato ed il momento in cui viene presentato il ricorso. Analogamente, qualora uno Stato membro faccia obbligo alla persona interessata di presentare innanzitutto un ricorso presso il soggetto aggiudicatore, occorre che questa persona disponga di un termine minimo ragionevole per adire l'organo responsabile delle procedure di ricorso prima della conclusione del contratto nel caso in cui intenda contestare la risposta o la mancata risposta del soggetto aggiudicatore.10.  L'introduzione di un ricorso poco prima dello scadere del termine sospensivo minimo non deve privare l'organo responsabile delle procedure di ricorso del tempo minimo indispensabile per intervenire, in particolare per prorogare il termine di sospensione per la conclusione del contratto. È opportuno pertanto prevedere un termine sospensivo minimo autonomo, che decorra per il fatto stesso di adire l'organo responsabile delle procedure di ricorso e che consenta a quest’ultimo, indipendentemente dalle circostanze, di intervenire in tempi brevi, ma ragionevoli.11.  Per le stesse ragioni d'efficacia del meccanismo complessivo è opportuno che la trasmissione delle informazioni e l'introduzione dei ricorsi siano effettuate utilizzando i mezzi di comunicazione più rapidi in grado di mantenere l'utilità del termine sospensivo minimo e di fornire prove delle comunicazioni stesse. In tale contesto occorre quindi prevedere la spedizione per fax o per via elettronica poiché questi mezzi di comunicazione riuniscono tali caratteristiche e combinano inoltre semplicità d'utilizzo e costi minimi per tutte le parti interessate.12.  Occorre altresì garantire la coerenza tra i termini per i ricorsi avverso le decisioni dei soggetti aggiudicatori che pongono fine alla partecipazione di un offerente o di un candidato ad una procedura contemplata dalle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, da un lato, e i termini sospensivi, dall’altro.13.  Per garantire il rispetto di termini di ricorso efficaci, intesi a lottare contro la corsa alla firma di contratti aggiudicati illegittimamente e contro l'affidamento illegittimo di appalti a trattativa privata, che secondo la Corte di giustizia rappresenta la violazione più grave del diritto comunitario degli appalti pubblici da parte di un soggetto aggiudicatore, è opportuno prevedere sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive nei confronti dei soggetti aggiudicatori che non abbiano rispettato i termini sospensivi minimi. In tali circostanze, poiché a norma delle direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE gli Stati membri garantiscono che le decisioni illegittime dei soggetti aggiudicatori possano essere annullate dagli organi responsabili delle procedure di ricorso, occorre prevedere che la conclusione di un contratto avvenuta in violazione di questi termini sia considerata priva di effetto e che l'organo responsabile delle procedure di ricorso ne tragga tutte le conseguenze sul contratto illegittimo, quali quelle riguardanti la restituzione delle eventuali somme versate dal soggetto aggiudicatore.14.  Per garantire il rispetto della proporzionalità delle sanzioni applicate, occorre tuttavia che gli Stati membri consentano all'organo responsabile delle procedure di ricorso di non rimettere in discussione il contratto o di riconoscerne alcuni effetti nel tempo quando, nelle circostanze eccezionali della fattispecie, ciò sia reso necessario per rispettare alcune esigenze imperiose o imperative legate ad un interesse generale di natura non economica. La necessità di garantire nel tempo la certezza giuridica delle decisioni prese dai soggetti aggiudicatori impone inoltre di fissare un termine minimo ragionevole di prescrizione dei ricorsi allo scopo di far stabilire chela conclusione del contratto è priva di effetti e di trarre le conseguenze del caso.15.  Il rafforzamento dell'efficacia dei ricorsi nazionali reso possibile dalla presente direttiva dovrebbe incoraggiare gli interessati ad avvalersi maggiormente delle possibilità di ricorso con procedura d’urgenza, prima della conclusione del contratto. In tali circostanze occorre riorientare il meccanismo correttore sui casi gravi di violazione delle disposizioni comunitarie in materia di appalti pubblici e lasciare alla Commissione il compito di fissare allo Stato membro interessato un termine di risposta ragionevole che tenga adeguatamente conto delle circostanze della fattispecie.16.  Il sistema volontario d'attestazione stabilito dalla direttiva 92/13/CEE, che permette agli enti aggiudicatori di far constatare la conformità delle loro procedure d'aggiudicazione degli appalti in occasione di esami periodici, non è stato quasi mai utilizzato e non può dunque realizzare l’obiettivo di prevenire un numero considerevole di violazioni del diritto comunitario degli appalti pubblici. D’altro canto, l'obbligo di garantire la disponibilità permanente di organismi accreditati a tal fine, imposto agli Stati membri dalla direttiva 92/13/CEE, può comportare costi amministrativi di gestione che non sono più giustificati vista l'assenza di domanda reale da parte degli enti aggiudicatori. Per tali motivi occorre quindi abolire questo sistema d'attestazione.17.  Analogamente, il meccanismo di conciliazione di cui alla direttiva 92/13/CEE non ha suscitato un reale interesse da parte degli operatori economici, non solo per il fatto che non permette di per se stesso di ottenere provvedimenti provvisori vincolanti tali da impedire tempestivamente la conclusione illegittima di un contratto, ma anche per le sue caratteristiche difficilmente compatibili con il rispetto dei termini particolarmente brevi dei ricorsi ai fini dei provvedimenti provvisori e di annullamento delle decisioni illegittime. La potenziale efficacia del meccanismo di conciliazione è stata inoltre ulteriormente indebolita dalle difficoltà incontrate nella compilazione di un elenco completo e sufficientemente esteso di conciliatori indipendenti di ogni Stato membro, disponibili in qualsiasi momento e in grado di trattare le domande di conciliazione a brevissima scadenza. Per tali motivi occorre quindi abolire questo meccanismo di conciliazione.18.  Occorre mantenere per gli Stati membri l’obbligo di fornire regolarmente informazioni sul funzionamento delle procedure nazionali di ricorso, adeguate rispetto all’obiettivo perseguito, coinvolgendo il comitato consultivo per gli appalti pubblici nella determinazione della portata e della natura di tali informazioni. Solo la diffusione di tali informazioni può infatti permettere di valutare correttamente gli effetti delle modifiche introdotte nel quadro della presente direttiva dopo che sarà trascorso un periodo di tempo significativo dall’applicazione di quest’ultima.19.  Occorre dunque modificare le direttive 89/655/CEE e 92/13/CEE.20.  Poiché, per le ragioni esposte, gli obiettivi della presente direttiva non possono essere sufficientemente realizzati dai singoli Stati membri e possono essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità può adottare misure in conformità del principio di sussidiarietà enunciato all'articolo 5 del trattato. Conformemente al principio di proporzionalità quale enunciato in detto articolo, la presente direttiva non va al di là di quanto necessario per raggiungere questi obiettivi, rispettando in particolare il principio dell'autonomia procedurale degli Stati membri.21.  La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti segnatamente nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. La presente direttiva mira in particolare a garantire il pieno rispetto del diritto ad un ricorso effettivo e a un giudice imparziale, conformemente all'articolo 47, primo e secondo comma di detta Carta,HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1Direttiva 89/665/CEELa direttiva 89/665/CEE è così modificata:1) L'articolo 1 è così modificato:a) il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:“1. Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per garantire che, per quanto riguarda le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici disciplinati dalla direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(*), le decisioni prese dalle amministrazioni aggiudicatrici possano essere oggetto di ricorsi efficaci e, in particolare, quanto più rapidi possibile, secondo le condizioni previste negli articoli da 2 a 2 septies della presente direttiva, qualora violino il diritto comunitario in materia di appalti pubblici o le norme nazionali che lo recepiscono.___________________(*) GU L 134 del 30.4.2004, pag. 114.”b) il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:“Gli Stati membri provvedono a rendere accessibili le procedure di ricorso, secondo modalità che gli Stati membri possono determinare, almeno a chiunque abbia o abbia avuto interesse a ottenere l'aggiudicazione di un determinato appalto pubblico e sia stato o rischi di essere leso a causa di una presunta violazione.”c) sono aggiunti i seguenti paragrafi 4 e 5:“4. Gli Stati membri possono esigere che la persona che desideri avvalersi di una procedura di ricorso abbia informato l'amministrazione aggiudicatrice per fax o per via elettronica della presunta violazione e della propria intenzione di presentare un ricorso. In questo caso gli Stati membri fanno sì che non venga imposto alcun termine minimo tra il momento in cui l'amministrazione aggiudicatrice viene informata ed il momento in cui un ricorso è inoltrato dinanzi all'organo responsabile delle procedure di ricorso.Gli Stati membri possono inoltre esigere che la persona interessata inoltri in primo luogo un ricorso presso l'amministrazione aggiudicatrice. In questo caso gli Stati membri fanno sì che l'introduzione del suddetto ricorso per fax o per via elettronica comporti la sospensione immediata della possibilità di procedere alla conclusione del contratto.La sospensione automatica di cui al secondo comma cessa allo scadere di un termine che non può essere inferiore a cinque giorni lavorativi a partire dal giorno successivo a quello in cui l'amministrazione aggiudicatrice ha inviato la sua risposta per fax o per via elettronica.5. In caso di ricorso relativo alle circostanze in cui le spedizioni per fax o per via elettronica di cui al paragrafo 4 sarebbero avvenute o meno, l'organo responsabile delle procedure di ricorso, indipendente dall'amministrazione aggiudicatrice, prende segnatamente in considerazione tutti gli elementi di prova ragionevoli e pertinenti che gli vengono comunicati dagli autori di tali spedizioni e che confermano le spedizioni effettuate e la loro ricezione da parte dei destinatari.”2) L'articolo 2 è così modificato:a) il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:“3. Eccetto nei casi previsti all'articolo 1, paragrafo 4, ed agli articoli da 2 bis a 2 septies, le procedure di ricorso non devono necessariamente avere effetti sospensivi automatici sulle procedure di aggiudicazione alle quali si riferiscono.”b) è inserito il seguente paragrafo 3 bis:“3 bis. Qualora un organo indipendente dall’amministrazione aggiudicatrice riceva un ricorso relativo ad una decisione d’aggiudicazione di un appalto o ad una decisione successiva a quest’ultima, esso comunica senza indugio all’amministrazione aggiudicatrice, per fax o per via elettronica, che essa non può procedere alla conclusione del contratto prima che sia decorso un termine stabilito dallo Stato membro da cui tale organo dipende. Detto termine non può essere inferiore a cinque giorni lavorativi, a partire dal giorno successivo a quello in cui è stata inviata tale comunicazione. Dopo aver esaminato tutti i documenti giustificativi del ricorso e qualora giunga alla conclusione che non sia necessario prorogare detto termine sospensivo, l’organo responsabile può in qualsiasi momento revocare l’interdizione di concludere il contratto.”c) il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:“4. Gli Stati membri possono prevedere che l'organo responsabile delle procedure di ricorso, quando esamina l'opportunità di prendere provvedimenti provvisori, possa tener conto delle probabili conseguenze dei provvedimenti stessi per tutti gli interessi che possono essere lesi nonché per l'interesse pubblico e decidere di non autorizzare tali provvedimenti qualora le conseguenze negative possano superare quelle positive.Avvalendosi della facoltà di cui al primo comma, gli Stati membri non possono ostare all'applicazione dell'articolo 2 septies quando il contratto in questione è stato concluso in violazione dell'articolo 1, paragrafo 4, dell'articolo 2, paragrafo 3 bis, o di uno degli articoli da 2 bis a 2 sexies, o in violazione di un provvedimento provvisorio complementare adottato dall'organo responsabile delle procedure di ricorso e destinato a prolungare la sospensione di tale conclusione.La decisione di non autorizzare provvedimenti provvisori non pregiudica gli altri diritti rivendicati dalla persona che chiede tali provvedimenti.”d) il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:“6. Eccetto nei casi di cui all'articolo 1, paragrafo 4 ed agli articoli da 2 bis a 2 septies, gli effetti dell’esercizio dei poteri, di cui al paragrafo 1 del presente articolo, sul contratto stipulato in seguito all'aggiudicazione di un appalto sono determinati dal diritto nazionale.Inoltre, tranne nei casi in cui una decisione debba essere annullata prima della concessione di un risarcimento danni, uno Stato membro può prevedere che, dopo la conclusione di un contratto a norma dell’articolo 1, paragrafo 4, dell’articolo 2, paragrafo 3, degli articoli da 2 bis a 2 septies, i poteri dell'organo responsabile delle procedure di ricorso si limitino alla concessione di un risarcimento danni a qualsiasi persona lesa da una violazione.”e) al paragrafo 8, primo comma, l’espressione “giurisdizione ai sensi dell'articolo 177 del trattato” è sostituita da “giurisdizione ai sensi dell'articolo 234 del trattato”.3) Sono inseriti i seguenti articoli da 2 bis a 2 septies:“Articolo 2 bis1. Gli Stati membri provvedono affinché le persone di cui all'articolo 1, paragrafo 3 dispongano di termini tali da garantire ricorsi efficaci contro le decisioni prese dalle amministrazioni aggiudicatrici adottando le disposizioni necessarie che rispettano le condizioni minime enunciate ai paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo ed agli articoli 2 ter , 2 quater e 2 quinquies .2. La conclusione di un contratto in seguito alla decisione d'aggiudicazione di un appalto pubblico disciplinato dalla direttiva 2004/18/CE non può avvenire prima dello scadere di un termine di almeno dieci giorni di calendario a partire dal giorno successivo a quello in cui la decisione d'aggiudicazione dell'appalto è stata comunicata agli offerenti interessati per fax o per via elettronica. La comunicazione ad ogni offerente interessato della decisione d'aggiudicazione è accompagnata da una relazione sintetica dei motivi pertinenti di cui all'articolo 41, paragrafo 2 della direttiva 2004/18/CE.3. In deroga al paragrafo 2, nei casi urgenti di cui all'articolo 38, paragrafo 8, della direttiva 2004/18/CE, gli Stati membri possono prevedere che la conclusione di un contratto in seguito alla decisione d'aggiudicazione di un appalto pubblico non possa avvenire prima dello scadere di un termine di almeno sette giorni di calendario a partire dal giorno successivo a quello in cui la decisione d'aggiudicazione dell’appalto è stata comunicata agli offerenti interessati per fax o per via elettronica. Questo termine è automaticamente prorogato di tre giorni di calendario quando una persona, di cui all'articolo 1, paragrafo 3 della presente direttiva, notifica entro questo termine all'amministrazione aggiudicatrice interessata, per fax o per via elettronica, la sua intenzione di presentare un ricorso. La comunicazione ad ogni offerente interessato della decisione d'aggiudicazione è accompagnata dalla relazione sintetica dei motivi pertinenti di cui all'articolo 41, paragrafo 2 della direttiva 2004/18/CE.Gli Stati membri possono applicare il primo comma in caso di appalti basati su un accordo quadro, ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 5 della direttiva 2004/18/CE, o di appalti aggiudicati nell’ambito di sistemi dinamici di acquisizione ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 6 di detta direttiva.4. I termini di cui ai paragrafi 2 e 3 non si applicano in caso di estrema urgenza ai sensi dell'articolo 31, punto 1), lettera c) della direttiva 2004/18/CE.Articolo 2 terGli Stati membri possono prevedere che i termini di cui all'articolo 2 bis, paragrafi 2 e 3 non si applichino nei seguenti casi:a) in caso di appalti basati su un accordo quadro concluso con un solo operatore economico ai sensi dell'articolo 32, paragrafo 3 della direttiva 2004/18/CE;b) in caso di appalti basati su un accordo quadro concluso con più operatori economici e aggiudicati mediante applicazione delle condizioni stabilite nell'accordo quadro senza nuovo confronto competitivo ai sensi dell'articolo 32, paragrafo 4, secondo comma, primo trattino della direttiva 2004/18/CE;c) in caso di appalti aggiudicati nell'ambito di una procedura aperta ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 11, lettera a) della direttiva 2004/18/CE quando l'amministrazione aggiudicatrice ha ricevuto solamente l'offerta del candidato cui è aggiudicato l'appalto;d) in caso di appalti aggiudicati nell'ambito di una procedura ristretta ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 11, lettera b) della direttiva 2004/18/CE quando, ad eccezione dell'operatore economico cui è aggiudicato l’appalto, tutti gli operatori economici invitati a presentare un'offerta sono già stati oggetto di una decisione impugnabile dell'amministrazione aggiudicatrice la quale pone termine alla loro partecipazione alla procedura su basi diverse dai criteri d'aggiudicazione dell’appalto di cui trattasi;e) in caso di appalti aggiudicati nell'ambito di una procedura negoziata ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 11, lettera d) della direttiva 2004/18/CE quando, ad eccezione dell'operatore economico cui è aggiudicato l’appalto, tutti gli operatori economici consultati che hanno manifestato il loro interesse per detta procedura sono già stati oggetto di una decisione impugnabile dell'amministrazione aggiudicatrice la quale pone termine alla loro partecipazione alla procedura su basi diverse dai criteri d'aggiudicazione dell’appalto di cui trattasi.Articolo 2 quater1. Quando gli Stati membri stabiliscono che qualsiasi ricorso contro una decisione presa da un'amministrazione aggiudicatrice nel quadro di o in relazione a una procedura d'aggiudicazione d’appalto disciplinata dalla direttiva 2004/18/CE debba essere presentato prima della scadenza di un determinato termine, quest’ultimo non può essere inferiore a dieci giorni di calendario a partire dal giorno successivo a quello in cui la decisione dell'amministrazione aggiudicatrice è stata comunicata per fax o per via elettronica all'offerente o al candidato interessato. La comunicazione di questa decisione dell'amministrazione aggiudicatrice ad ogni offerente o candidato interessato è accompagnata da una relazione sintetica dei motivi pertinenti di cui all'articolo 41, paragrafo 2 della direttiva 2004/18/CE.2. Gli Stati membri che si avvalgono delle facoltà di cui all'articolo 2 bis, paragrafo 3 possono stabilire che il ricorso, di cui al paragrafo 1 del presente articolo, debba essere presentato entro un termine che non può essere inferiore a sette giorni di calendario, calcolati a decorrere dal giorno successivo a quello in cui la decisione dell'amministrazione aggiudicatrice è stata comunicata per fax o per via elettronica all'offerente o candidato interessato.Questo termine è automaticamente prorogato di tre giorni di calendario quando una persona di cui all'articolo 1, paragrafo 3 notifica, entro questo termine all'amministrazione aggiudicatrice interessata, per fax o per via elettronica, la sua intenzione di presentare un ricorso.La comunicazione di questa decisione dell'amministrazione aggiudicatrice ad ogni offerente o candidato interessato è accompagnata da una relazione sintetica dei motivi pertinenti di cui all'articolo 41, paragrafo 2 della direttiva 2004/18/CE.Articolo 2 quinquiesIn caso di ricorso relativo alle circostanze in cui la comunicazione per fax o per via elettronica, di cui agli articoli 2 bis e 2 quater, è avvenuta o meno, l'organo responsabile delle procedure di ricorso prende segnatamente in considerazione tutti gli elementi di prova ragionevoli e pertinenti che gli sono comunicati dall'amministrazione aggiudicatrice in merito alla spedizione effettuata da quest'ultima e alla ricezione della stessa da parte dell'offerente o del candidato interessato.Articolo 2 sexies1. Gli Stati membri garantiscono l'efficacia dei ricorsi con procedura d’urgenza e per annullamento di cui all'articolo 1 ed all'articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b) avverso gli appalti aggiudicati illegittimamente a trattativa privata, alle condizioni enunciate ai paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo.2. Quando un'amministrazione aggiudicatrice ritiene che il diritto comunitario applicabile la autorizza a non avviare una procedura formale di pubblicità e messa in concorrenza preliminari per aggiudicare un appalto pubblico il cui importo supera la soglia corrispondente fissata dalla direttiva 2004/18/CE, quest'amministrazione aggiudicatrice, prima della conclusione del contratto in questione, adotta le seguenti due misure:a) adozione di una decisione d'aggiudicazione priva di effetti contrattuali e contro la quale è ammesso un ricorso a termini degli articoli 1 e 2 della presente direttiva;b) pubblicazione di un avviso che garantisca una pubblicità adeguata e che contenga perlomeno le informazioni di cui all’allegato della presente direttiva.La pubblicazione di un avviso conformemente all’articolo 35, paragrafo 4 e all’articolo 36 della direttiva 2004/18/CE soddisfa le condizioni di cui alla lettera b) del presente paragrafo.3. La conclusione del contratto in seguito alla decisione d'aggiudicazione dell'appalto di cui al paragrafo 2 può avvenire solo allo scadere di un termine minimo di dieci giorni di calendario a partire dal giorno successivo a quello in cui l’avviso di cui al paragrafo 2, lettera b) è stato pubblicato.4. I paragrafi 2 e 3 non si applicano né in caso di estrema urgenza ai sensi dell'articolo 31, punto 1), lettera c) della direttiva 2004/18/CE, né agli appalti esplicitamente esclusi a norma degli articoli da 12 a 18 della stessa.Articolo 2 septies1. Gli Stati membri garantiscono il rispetto, da un lato, dei termini previsti all’articolo 1, paragrafo 4 ed all'articolo 2 bis, paragrafi 2 e 3 e, dall'altro, dell'articolo 2 sexies, alle condizioni enunciate ai paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo.2. Il contratto stipulato in violazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1 è considerato privo di effetto.3. In deroga al paragrafo 2, gli Stati membri possono prevedere che il contratto stipulato in violazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1 produca comunque alcuni effetti tra le parti interessate o nei confronti di terzi in seguito allo scadere di un termine di prescrizione che non può essere inferiore a sei mesi a partire dalla data effettiva della conclusione.La deroga di cui al primo comma è applicabile anche quando, nel quadro di un ricorso che mira a far constatare e trarre le conseguenze di una conclusione avvenuta in violazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1, un organo responsabile delle procedure di ricorso indipendente dall'amministrazione aggiudicatrice rileva che il rispetto di alcune esigenze imperiose o imperative connesse a un interesse generale di natura non economica impone nella fattispecie di non rimettere in discussione alcuni effetti del contratto in questione.4. Gli Stati membri stabiliscono il regime di sanzioni applicabili in caso di conclusione di un contratto in violazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1 quando sussistano le circostanze di cui al paragrafo 3 o quando l'estrema urgenza ai sensi dell'articolo 31, punto 1), lettera c) della direttiva 2004/18/CE sia stata invocata da un'amministrazione aggiudicatrice in assenza delle condizioni previste da detta disposizione.Le sanzioni previste devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.Gli Stati membri notificano le relative disposizioni alla Commissione entro il […] ( 18 mesi dopo la data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea della presente direttiva ) e provvedono poi a notificare immediatamente le eventuali modificazioni successive.”4) L'articolo 3 è così modificato:a) i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:“1. La Commissione può avvalersi della procedura prevista nei paragrafi da 2 a 5 se ritiene che sia stata commessa una grave violazione delle disposizioni comunitarie in materia di appalti pubblici in una procedura di aggiudicazione di un appalto disciplinata dalla direttiva 2004/18/CE.2. La Commissione notifica allo Stato membro e all'amministrazione aggiudicatrice interessati i motivi per cui ritiene che sia stata commessa una grave violazione e ne chiede la correzione.Essa concede allo Stato membro interessato un termine di risposta ragionevole tenendo conto delle circostanze della fattispecie.”b) Al paragrafo 3 l’alinea è sostituito dal seguente:“Entro il termine di cui al paragrafo 2 lo Stato membro interessato comunica alla Commissione:”5) L’articolo 4 è sostituito dal seguente:“Articolo 41. Gli Stati membri comunicano ogni anno alla Commissione una serie di informazioni sul funzionamento delle procedure nazionali di ricorso che si riferiscono agli anni civili precedenti. La Commissione, d'intesa con il comitato consultivo per gli appalti pubblici, determina la portata e la natura di dette informazioni.2. Prima dello scadere di un periodo di sei anni a decorrere da [ 18 mesi dopo la data di pubblicazione della presente direttiva sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ] la Commissione, in collaborazione con il comitato consultivo per gli appalti pubblici, riesamina l'applicazione delle disposizioni della presente direttiva e propone all'occorrenza le modifiche che ritiene necessarie”.6) È aggiunto l'allegato che figura all'allegato I della presente direttiva.Articolo 2 Direttiva 92/13/CELa direttiva 92/13/CEE è così modificata:1) L'articolo 1 è così modificato:a) il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:“1. Gli Stati membri adottano i provvedimenti necessari per garantire che, per quanto riguarda le procedure di aggiudicazione degli appalti disciplinati dalla direttiva 2004/17/CE del Parlamento europeo e del Consiglio(*), le decisioni prese dagli enti aggiudicatori possano essere oggetto di ricorsi efficaci e, in particolare, quanto più rapidi possibile, secondo le condizioni previste negli articoli da 2 a 2 septies della presente direttiva, qualora violino il diritto comunitario in materia di aggiudicazione degli appalti o le norme nazionali che lo recepiscono.___________________(*) GU L 134 del 30.4.2004, pag. 1.”b) il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:“3. Gli Stati membri provvedono a rendere accessibili le procedure di ricorso, secondo modalità che gli Stati membri possono determinare, almeno a chiunque abbia o abbia avuto interesse ad ottenere l'aggiudicazione di un determinato appalto pubblico e sia stato o rischi di essere leso a causa di una presunta violazione.”c) sono aggiunti i seguenti paragrafi 4 e 5:“4. Gli Stati membri possono esigere che la persona che desideri avvalersi di una procedura di ricorso abbia informato l'ente aggiudicatore per fax o per via elettronica della presunta violazione e della propria intenzione di presentare un ricorso. In questo caso gli Stati membri fanno sì che non venga imposto alcun termine minimo tra il momento in cui l'ente aggiudicatore viene informato ed il momento in cui un ricorso è inoltrato dinanzi all'organo responsabile delle procedure di ricorso.Gli Stati membri possono inoltre esigere che la persona interessata inoltri in primo luogo un ricorso presso l'ente aggiudicatore. In questo caso gli Stati membri fanno sì che l'introduzione del suddetto ricorso per fax o per via elettronica comporti la sospensione immediata della possibilità di procedere alla conclusione del contratto.La sospensione automatica di cui al secondo comma cessa allo scadere di un termine che non può essere inferiore a cinque giorni lavorativi a partire dal giorno successivo a quello in cui l’ente aggiudicatore ha inviato la sua risposta per fax o per via elettronica.5. In caso di ricorso relativo alle circostanze in cui le spedizioni per fax o per via elettronica di cui al paragrafo 4 sarebbero avvenute o meno, l'organo responsabile delle procedure di ricorso, indipendente dall'ente aggiudicatore, prende segnatamente in considerazione tutti gli elementi di prova ragionevoli e pertinenti che gli vengono comunicati dagli autori di tali spedizioni e che confermano le spedizioni effettuate e la loro ricezione da parte dei destinatari.”2) L'articolo 2 è così modificato:a) il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:“3. Eccetto nei casi di cui all'articolo 1, paragrafo 4, e agli articoli da 2 bis a 2 septies, le procedure di ricorso non devono necessariamente avere effetti sospensivi automatici sulle procedure diaggiudicazione cui si riferiscono.”b) è inserito il seguente paragrafo 3 bis :“3 bis . Qualora un organo indipendente dall’ente aggiudicatore riceva un ricorso relativo ad una decisione di aggiudicazione di un appalto o ad una decisione successiva a quest’ultima esso comunica senza indugio all’ente aggiudicatore, per fax o per via elettronica, che non può procedere alla conclusione del contratto per un periodo di tempo stabilito dallo Stato membro da cui tale organo dipende, periodo che non può essere inferiore a cinque giorni lavorativi a partire dal giorno successivo a quello in cui è stata inviata tale comunicazione. Dopo aver esaminato tutti i documenti giustificativi del ricorso e qualora giunga alla conclusione che non occorra prorogare detto termine sospensivo, l’organo responsabile può in qualsiasi momento revocare l’interdizione di concludere il contratto.”c) il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:“4. Gli Stati membri possono prevedere che l'organo responsabile delle procedure di ricorso, quando esamina l'opportunità di prendere provvedimenti provvisori, possa tener conto delle probabili conseguenze dei provvedimenti stessi per tutti gli interessi che possono essere lesi, nonché per l'interesse pubblico e decidere di non autorizzare tali provvedimenti, qualora le conseguenze negative possano superare quelle positive.Avvalendosi della facoltà di cui al primo comma, gli Stati membri non possono fare ostacolo all'applicazione dell'articolo 2 septies quando il contratto in questione sia stato concluso in violazione dell'articolo 1, paragrafo 4, dell'articolo 2, paragrafo 3 bis, di uno degli articoli da 2 bis a 2 sexies , o in violazione di un provvedimento provvisorio complementare adottato dall'organo responsabile delle procedure di ricorso e destinato a prolungare la sospensione di tale conclusione.La decisione di non autorizzare provvedimenti provvisori non pregiudica gli altri diritti rivendicati dalla persona che chiede tali provvedimenti.”d) il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:“6. Eccetto che nei casi di cui all'articolo 1, paragrafo 4 ed agli articoli da 2 bis a 2 septies, gli effetti dell’esercizio dei poteri, di cui al paragrafo 1 del presente articolo, sul contratto stipulato in seguito all'aggiudicazione di un appalto sono determinati dal diritto nazionale.Inoltre, tranne nei casi in cui una decisione debba essere annullata prima della concessione di un risarcimento danni, uno Stato membro può prevedere che, dopo la conclusione di un contratto a norma dell’articolo 1, paragrafo 4, dell’articolo 2, paragrafo 3, degli articoli da 2 bis a 2 septies, i poteri dell'organo responsabile delle procedure di ricorso si limitino alla concessione di un risarcimento danni a qualsiasi persona lesa da una violazione.”e) al paragrafo 9, primo comma, l’espressione “giurisdizione ai sensi dell'articolo 177 del trattato” è sostituita da “giurisdizione ai sensi dell'articolo 234 del trattato”.3) Sono inseriti i seguenti articoli da 2 bis a 2 septies:“Articolo 2 bis1. Gli Stati membri provvedono affinché le persone di cui all'articolo 1, paragrafo 3 dispongano di termini tali da garantire ricorsi efficaci contro le decisioni prese dagli enti aggiudicatori adottando le disposizioni necessarie che rispettano le condizioni minime enunciate ai paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo ed agli articoli 2 ter, 2 quater e 2 quinquies.2. La conclusione di un contratto in seguito alla decisione d'aggiudicazione di un appalto pubblico disciplinato dalla direttiva 2004/17/CE non può avvenire prima dello scadere di un termine di almeno dieci giorni di calendario a partire dal giorno successivo a quello in cui la decisione d'aggiudicazione dell'appalto è stata comunicata agli offerenti interessati per fax o per via elettronica. La comunicazione ad ogni offerente interessato della decisione d'aggiudicazione è accompagnata d una relazione sintetica dei motivi pertinenti di cui all'articolo 49, paragrafo 2, della direttiva 2004/17/CE.3. In deroga al paragrafo 2, nei casi in cui si applicano i termini ridotti più brevi di cui all'articolo 45, paragrafo 8, della direttiva 2004/17/CE, gli Stati membri possono prevedere che la conclusione di un contratto in seguito alla decisione d'aggiudicazione di un appalto pubblico non possa avvenire prima dello scadere di un termine di almeno sette giorni di calendario a partire dal giorno successivo a quello in cui la decisione d'aggiudicazione dell’appalto è stata comunicata agli offerenti interessati per fax o per via elettronica. Questo termine è automaticamente prorogato di tre giorni di calendario quando la persona, di cui all'articolo 1, paragrafo 3 della presente direttiva, notifica entro questo termine all'ente aggiudicatore interessato, per fax o per via elettronica, la sua intenzione di presentare un ricorso. La comunicazione ad ogni offerente interessato della decisione d'aggiudicazione è accompagnata da una relazione sintetica dei motivi pertinenti di cui all'articolo 49, paragrafo 2, della direttiva 2004/17/CE.Gli Stati membri possono applicare il primo comma in caso di appalti basati su un accordo quadro ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 e dell’articolo 14, paragrafi 2 e 3 della direttiva 2004/17/CE, o di appalti aggiudicati nell'ambito di sistemi dinamici d'acquisizione ai sensi dell’articolo 1, paragrafo 5 e dell'articolo 15 della stessa.4. I termini di cui ai paragrafi 2 e 3 non si applicano in caso di estrema urgenza ai sensi dell'articolo 40, paragrafo 3, lettera d) della direttiva 2004/17/CE.Articolo 2 ter1. Gli Stati membri possono prevedere che i termini di cui all'articolo 2 bis, paragrafi 2 e 3 non si applichino nei seguenti casi:a) in caso di appalti basati su un accordo quadro concluso con un solo operatore economico e aggiudicati conformemente all’articolo 14, paragrafo 2, ed all'articolo 40, paragrafo 3, lettera i), della direttiva 2004/17/CE;b) in caso di appalti aggiudicati nell'ambito di una procedura aperta ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 9, lettera a) della direttiva 2004/17/CE quando l’ente aggiudicatore ha ricevuto solamente l'offerta del candidato cui è aggiudicato l'appalto;d) in caso di appalti aggiudicati nell'ambito di una procedura ristretta ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 9, lettera b) della direttiva 2004/17/CE quando, ad eccezione dell'operatore economico cui è aggiudicato l’appalto, tutti gli operatori economici invitati a presentare un'offerta sono già stati oggetto di una decisione impugnabile dell'ente aggiudicatore la quale pone termine alla loro partecipazione alla procedura su basi diverse dai criteri d'aggiudicazione dell’appalto di cui trattasi;e) in caso di appalti aggiudicati nell'ambito di una procedura negoziata ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 9, lettera c) della direttiva 2004/17/CE quando, ad eccezione dell'operatore economico cui è aggiudicato l’appalto, tutti gli operatori economici consultati che hanno manifestato il loro interesse per detta procedura sono già stati oggetto di una decisione impugnabile dell'ente aggiudicatore la quale pone termine alla loro partecipazione alla procedura su basi diverse dai criteri d'aggiudicazione dell’appalto di cui trattasi.Articolo 2 quater1. Quando gli Stati membri stabiliscono che qualsiasi ricorso contro una decisione presa da un ente aggiudicatore nel quadro di o in relazione a una procedura d'aggiudicazione di appalto disciplinata dalla direttiva 2004/17/CE debba essere presentato prima della scadenza di un determinato termine, quest’ultimo non può essere inferiore a dieci giorni di calendario a partire dal giorno successivo a quello in cui la decisione dell'ente aggiudicatore è stata comunicata per fax o per via elettronica all'offerente o al candidato interessato. La comunicazione di questa decisione dell'ente aggiudicatore ad ogni offerente o candidato interessato è accompagnata da una relazione sintetica dei motivi pertinenti di cui all'articolo 49, paragrafo 2 della direttiva 2004/17/CE.2. Gli Stati membri che si avvalgono delle facoltà di cui all'articolo 2 bis, paragrafo 3 possono stabilire che il ricorso di cui al paragrafo 1 del presente articolo debba essere presentato entro un termine che non può essere inferiore a sette giorni di calendario a partire dal giorno successivo a quello in cui la decisione dell'ente aggiudicatore è stata comunicata per fax o per via elettronica all'offerente o candidato interessato.Questo termine è automaticamente prorogato di tre giorni di calendario quando una persona, di cui all'articolo 1, paragrafo 3, notifica entro questo termine all'ente aggiudicatore interessato, per fax o per via elettronica, la sua intenzione di presentare un ricorso.La comunicazione di questa decisione dell'ente aggiudicatore ad ogni offerente o candidato interessato è accompagnata da una relazione sintetica dei motivi pertinenti di cui all'articolo 49, paragrafo 2 della direttiva 2004/17/CE.Articolo 2 quinquiesIn caso di ricorso relativo alle circostanze in cui la comunicazione per fax o per via elettronica di cui agli articoli 2 bis e 2 quater sarebbe avvenuta o meno, l'organo responsabile delle procedure di ricorso prende segnatamente in considerazione tutti gli elementi di prova ragionevoli e pertinenti che gli sono comunicati dall’ente aggiudicatore in merito alla spedizione effettuata da quest'ultimo e alla ricezione della stessa da parte dell'offerente o del candidato interessato.Articolo 2 sexies1. Gli Stati membri garantiscono l'efficacia dei ricorsi con procedura d’urgenza e per annullamento di cui all'articolo 1 ed all'articolo 2, paragrafo 1, lettere a), b) e c) avverso gli appalti aggiudicati illegittimamente a trattativa privata, alle condizioni enunciate ai paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo.2. Quando un ente aggiudicatore ritiene che il diritto comunitario applicabile lo autorizza a non avviare una procedura formale di pubblicità e messa in concorrenza preliminari per aggiudicare un appalto pubblico il cui importo supera la soglia corrispondente fissata dalla direttiva 2004/17/CE, questo ente aggiudicatore, prima della conclusione del contratto in questione, adotta le seguenti due misure:a) adozione di una decisione d'aggiudicazione priva di effetti contrattuali e contro la quale è ammesso un ricorso ai sensi degli articoli 1 e 2 della presente direttiva;b) pubblicazione di un avviso che garantisca una pubblicità adeguata e che contenga perlomeno le informazioni di cui all’allegato della presente direttiva.La pubblicazione di un avviso conformemente agli articoli 43 e 44 della direttiva 2004/17/CE soddisfa le condizioni di cui alla lettera b) del presente paragrafo.3. La conclusione del contratto in seguito alla decisione d'aggiudicazione dell'appalto di cui al paragrafo 2 può avvenire solo allo scadere di un termine minimo di dieci giorni di calendario a partire dal giorno successivo a quello in cui l’avviso di cui al paragrafo 2, lettera b) è stato pubblicato.4. I paragrafi 2 e 3 non si applicano né in caso di estrema urgenza ai sensi dell'articolo 40, paragrafo 3) lettera d) della direttiva 2004/17/CE né agli appalti esplicitamente esclusi conformemente agli articoli da 19 a 26 della stessa.Articolo 2 septies1. Gli Stati membri garantiscono il rispetto, da un lato, dei termini previsti all’articolo 1, paragrafo 4 ed all'articolo 2 bis, paragrafi 2 e 3 e, dall'altro, dell'articolo 2 sexies, alle condizioni enunciate ai paragrafi 2, 3 e 4 del presente articolo.2. Il contratto stipulato in violazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1 è considerato privo di effetto.3. In deroga al paragrafo 2, gli Stati membri possono prevedere che il contratto stipulato in violazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1 produca comunque alcuni effetti tra le parti interessate o nei confronti di terzi in seguito allo scadere di un termine di prescrizione che non può essere inferiore a sei mesi a partire dalla data effettiva della conclusione.La deroga di cui al primo comma è applicabile anche quando, nel quadro di un ricorso che mira a far constatare e trarre le conseguenze di una conclusione avvenuta in violazione del paragrafo 1, un organo responsabile delle procedure di ricorso indipendente dall'ente aggiudicatore rileva che il rispetto di alcune esigenze imperiose o imperative connesse a un interesse generale di natura non economica impone nella fattispecie di non rimettere in discussione alcuni effetti del contratto in questione.4. Gli Stati membri stabiliscono un regime di sanzioni applicabili in caso di conclusione di un contratto in violazione delle disposizioni di cui al paragrafo 1, quando sussistano le circostanze di cui al paragrafo 3 o quando l'estrema urgenza ai sensi dell'articolo 40, paragrafo 3, lettera d) della direttiva 2004/17/CE sia stata invocata da un ente aggiudicatore in assenza delle condizioni previste da detta disposizione.Le sanzioni previste devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.Gli Stati membri notificano le relative disposizioni alla Commissione entro il […] ( 18 mesi dopo la data di pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea della presente direttiva ) e provvedono poi a notificare immediatamente le eventuali modificazioni successive.”4) Sono abrogati gli articoli da 3 a 7.5) L'articolo 8 è così modificato:a) i paragrafi 1 e 2 sono sostituiti dai seguenti:“1. La Commissione può avvalersi delle procedure di cui ai paragrafi da 2 a 5 se ritiene che sia stata commessa una grave violazione delle disposizioni comunitarie in materia di appalti in una procedura di aggiudicazione di un appalto disciplinata dalla direttiva 2004/17/CE o in relazione all'articolo 27, lettera a) di tale direttiva per gli enti aggiudicatori cui si applica questa disposizione.2. La Commissione notifica allo Stato membro e all'ente aggiudicatore interessati i motivi per cui ritiene che sia stata commessa una grave violazione e ne chiede la correzione con provvedimenti appropriati.Essa concede allo Stato membro interessato un termine di risposta ragionevole tenendo conto delle circostanze della fattispecie.”b) al paragrafo 3 l’alinea è sostituito dal seguente:“Entro il termine di cui al paragrafo 2 lo Stato membro interessato comunica alla Commissione:”6) Sono abrogati gli articoli da 9 a 11.7) L'articolo 12 è sostituito dal seguente:“Articolo 121. Gli Stati membri comunicano ogni anno alla Commissione una serie di informazioni sul funzionamento delle procedure nazionali di ricorso che si riferiscono agli anni civili precedenti. La Commissione, d'intesa con il comitato consultivo per gli appalti pubblici, determina l’oggetto e la natura di dette informazioni.2. Prima dello scadere di un periodo di sei anni a decorrere da […] [ 18 mesi dopo la data di pubblicazione della presente direttiva sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ] la Commissione, in collaborazione con il comitato consultivo per gli appalti pubblici, riesamina l'applicazione delle disposizioni della presente direttiva e propone all'occorrenza le modifiche che ritiene necessarie.”8) È aggiunto l’allegato che figura all'allegato II della presente direttiva.Articolo 3Attuazione1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il […] ( 18 mesi dopo la data di pubblicazione della presente direttiva sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea ). Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni nonché una tavola di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate da un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno adottate nella materia disciplinata dalla presente direttiva.Articolo 4Entrata in vigoreLa presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .Articolo 5DestinatariGli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.Fatto a Bruxelles, il […]Per il Parlamento europeo Per il ConsiglioIl Presidente Il Presidente[…] […]ALLEGATO I“ALLEGATOInformazioni minime che devono essere indicate nell’avviso di cui all'articolo 2 sexies, paragrafo 2, lettera b)-  denominazione, indirizzo e punto/i di contatto dell'amministrazione aggiudicatrice;-  denominazione conferita all’appalto dall'amministrazione aggiudicatrice;-  tipo di appalto (lavori/forniture/servizi) e luogo d'esecuzione, di consegna o di prestazione;-  breve descrizione dell’appalto;-  classificazione CPV (vocabolario comune per gli appalti);-  valore totale finale dell’appalto aggiudicato;-  data della decisione d'aggiudicazione dell'appalto;-  giustificazione della scelta di non avviare una procedura formale con pubblicità e messa in concorrenza preliminari per aggiudicare un appalto pubblico il cui importo è superiore alla corrispondente soglia della direttiva 2004/18/CE, per quanto riguarda il caso o i casi di cui all'articolo 31 della stessa, o altra giustificazione conforme al diritto comunitario applicabile;-  nome ed indirizzo dell'operatore economico cui è aggiudicato l’appalto;-  indicazione precisa dell'organo responsabile delle procedure di ricorso e dei termini di presentazione dei ricorsi;-  servizio presso cui si possono ottenere informazioni in merito alla presentazione dei ricorsi.”ALLEGATO II“ALLEGATOInformazioni minime che devono essere indicate nell’avviso di cui all'articolo 2 sexies, paragrafo 2, lettera b)-  denominazione, indirizzo e punto/i di contatto dell'ente aggiudicatore;-  denominazione conferita all’appalto dall'ente aggiudicatore;-  tipo di appalto (lavori/forniture/servizi) e luogo d'esecuzione, di consegna o di prestazione;-  breve descrizione dell’appalto;-  classificazione CPV (vocabolario comune per gli appalti);-  valore totale finale dell’appalto aggiudicato;-  data della decisione d'aggiudicazione dell'appalto;-  giustificazione della scelta di non avviare una procedura formale con pubblicità e messa in concorrenza preliminari per aggiudicare un appalto pubblico il cui importo è superiore alla corrispondente soglia della direttiva 2004/17/CE, per quanto riguarda il caso o i casi di cui all'articolo 40, paragrafo 3 della stessa, o altra giustificazione conforme al diritto comunitario applicabile;-  nome ed indirizzo dell'operatore economico cui è aggiudicato l’appalto;-  indicazione precisa dell'organo responsabile delle procedure di ricorso e dei termini di presentazione dei ricorsi;-  servizio presso cui si possono ottenere informazioni in merito alla presentazione dei ricorsi.”[pic][pic][pic][pic][pic][pic][pic][pic][pic][pic][pic][pic][1] GU C […] del […], pag. […].[2] GU C […] del […], pag. […].[3] GU C […] del […], pag. […].[4] GU C […] del […], pag. […].[5] GU L 395 del 30.12.1989, pag. 33. Direttiva modificata dalla direttiva 92/50/CEE (GU L 209 del 24.7.1992, pag. 1).[6] GU L 76 del 23.3.1992, pag. 14. Direttiva modificata da ultimo dall’atto di adesione del 2003.[7] GU L 134 del 30.4.2004, pag. 114. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 2083/2005 della Commissione (GU L 333 del 20.12.2005, pag. 28).[8] GU L 134 del 30.4.2004, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE) n. 2083/2005.[9] Raccolta 2005, pag. I-1, punto 39.