CELEX: 42014X0325(03)
Language: it
Date: 2014-03-25 00:00:00
Title: Regolamento n. 119 della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) — Disposizioni uniformi relative all'omologazione delle luci di svolta dei veicoli a motore

25.3.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 89/101
            
         Solo i testi originali UNECE hanno effetto giuridico nel quadro del diritto pubblico internazionale. Lo status e la data di entrata in vigore del presente regolamento devono essere controllati nell'ultima versione del documento UNECE TRANS/WP.29/343, reperibile al seguente indirizzo:
   http://www.unece.org/trans/main/wp29/wp29wgs/wp29gen/wp29fdocstts.html
   Regolamento n. 119 della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) — Disposizioni uniformi relative all'omologazione delle luci di svolta dei veicoli a motore
   Comprendente tutto il testo valido fino a:
   supplemento 3 alla serie di modifiche 01 — Data di entrata in vigore: 3 novembre 2013
   INDICE
   REGOLAMENTO
   Campo d'applicazione
   
               1.
            
            Definizioni
         
               2.
            
            Domanda di omologazione
         
               3.
            
            Marcature
         
               4.
            
            Omologazione
         
               5.
            
            Prescrizioni generali
         
               6.
            
            Intensità della luce emessa
         
               7.
            
            Procedura di prova
         
               8.
            
            Colore della luce emessa
         
               9.
            
            Conformità della produzione
         
               10.
            
            Sanzioni in caso di non conformità della produzione
         
               11.
            
            Cessazione definitiva della produzione
         
               12.
            
            Nomi e indirizzi dei servizi tecnici incaricati di eseguire le prove di omologazione e delle autorità di omologazione
         
               13.
            
            Disposizioni transitorie
         ALLEGATI
   
               1
            
            Notifica relativa al rilascio, all'estensione, al rifiuto o alla revoca dell'omologazione o alla cessazione definitiva della produzione di un tipo di luci di svolta a norma del regolamento n. 119
         
               2
            
            Esempi di configurazione dei marchi di omologazione
         
               3
            
            Misurazioni fotometriche
         
               4
            
            Colore della luce bianca
         
               5
            
            Prescrizioni minime relative alle procedure di controllo della conformità della produzione
         
               6
            
            Prescrizioni minime relative ai campionamenti effettuati da un ispettore
         CAMPO D'APPLICAZIONE
   Il presente regolamento si applica alle luci di svolta dei veicoli delle categorie M, N e T (1).
   1.   DEFINIZIONI
   
               1.1.
            
            
               «Luce di svolta»: luce usata per assicurare un'illuminazione supplementare della parte della strada situata in prossimità dell'angolo anteriore del veicolo dal lato in cui quest'ultimo sta per curvare.
            
         
               1.2.
            
            
               «Luci di svolta di tipi diversi»: luci che differiscono sostanzialmente tra loro per quanto riguarda:
               
                           a)
                        
                        
                           la denominazione o il marchio commerciale;
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           le caratteristiche del sistema ottico (livello di intensità, angoli di distribuzione della luce, categoria di sorgente luminosa, modulo di sorgenti luminose, ecc.).
                        
                     Una differenza nel colore della lampada a incandescenza o di un eventuale filtro non costituisce un cambiamento di tipo.
            
         
               1.3.
            
            
               Al presente regolamento si applicano le definizioni relative al colore della luce emessa del regolamento n. 48 e della relativa serie di modifiche in vigore alla data di presentazione della domanda di omologazione.
            
         
               1.4.
            
            
               I riferimenti fatti nel presente regolamento a lampade a incandescenza standard (étalon) e al regolamento n. 37 s'intendono fatti al regolamento n. 37 e alla relativa serie di modifiche in vigore alla data di presentazione della domanda di omologazione.
            
         2.   DOMANDA DI OMOLOGAZIONE
   
               2.1.
            
            
               La domanda di omologazione deve essere presentata dal titolare della denominazione o del marchio commerciale o dal suo mandatario.
            
         
               2.2.
            
            
               Per ciascun tipo di luce di svolta la domanda di omologazione va corredata da:
               
                           2.2.1.
                        
                        
                           disegni, in triplice copia, sufficientemente particolareggiati da consentire l'identificazione del tipo di luce di svolta e che illustrino la posizione geometrica in cui la luce di svolta deve essere montata sul veicolo; l'asse di osservazione da prendere come asse di riferimento nelle prove (angolo orizzontale H = 0, angolo verticale V = 0); nonché il punto da prendere come centro di riferimento in tali prove. I disegni devono indicare lo spazio riservato al numero di omologazione e al simbolo supplementare rispetto al cerchio del marchio di omologazione;
                        
                     
                           2.2.2.
                        
                        
                           una descrizione tecnica succinta recante, in particolare, ad eccezione che per le luci con sorgenti luminose non sostituibili:
                           
                                       a)
                                    
                                    
                                       la categoria o le categorie di lampade a incandescenza prescritte; tale categoria di lampade a incandescenza deve rientrare tra quelle di cui al regolamento n. 37 e alla relativa serie di modifiche in vigore alla data di presentazione della domanda di omologazione; e/o
                                    
                                 
                                       b)
                                    
                                    
                                       la categoria o le categorie di sorgenti a diodo luminoso (LED) prescritte; tale categoria di sorgenti a diodo luminoso (LED) deve rientrare tra quelle di cui al regolamento n. 128 e alla relativa serie di modifiche in vigore alla data di presentazione della domanda di omologazione; e/o
                                    
                                 
                                       c)
                                    
                                    
                                       il codice d'identificazione specifico del modulo di sorgenti luminose.
                                    
                                 
                     
                           2.2.3.
                        
                        
                           Due campioni. Se i dispositivi non sono identici, ma sono simmetrici e adatti ad essere montati uno sul lato destro e l'altro sul lato sinistro del veicolo, i due campioni presentati possono essere identici e idonei ad essere montati solo sul lato destro o solo sul lato sinistro del veicolo.
                        
                     
         3.   MARCATURE
   I campioni di un tipo di luce di svolta presentati per l'omologazione devono:
   
               3.1.
            
            
               recare la denominazione o il marchio commerciale del richiedente, che deve essere chiaramente leggibile e indelebile;
            
         
               3.2.
            
            
               ad esclusione delle luci con sorgenti luminose non sostituibili, recare un marchio chiaramente leggibile e indelebile che indichi:
               
                           a)
                        
                        
                           la categoria o le categorie di sorgenti luminose prescritte; e/o
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           il codice d'identificazione specifico del modulo di sorgenti luminose;
                        
                     
         
               3.3.
            
            
               prevedere spazio sufficiente per il marchio di omologazione e per i simboli supplementari prescritti al punto 4.3. a seguire. Tale spazio deve figurare nei disegni di cui al precedente punto 2.2.1.;
            
         
               3.4.
            
            
               nel caso di luci con un dispositivo elettronico di controllo della sorgente luminosa e/o con sorgenti luminose non sostituibili e/o con uno o più moduli di sorgenti luminose, recare la marcatura della tensione nominale o dell'intervallo di tensione e della potenza nominale massima.
            
         
               3.5.
            
            
               Nel caso di luci con moduli di sorgenti luminose, questi ultimi devono recare:
               
                           3.5.1.
                        
                        
                           la denominazione o il marchio commerciale del richiedente, che deve essere chiaramente leggibile e indelebile;
                        
                     
                           3.5.2.
                        
                        
                           il codice di identificazione specifico del modulo, che deve essere chiaramente leggibile e indelebile. Tale codice di identificazione specifico deve comprendere le iniziali «MD» per «MODULO» seguite dal marchio di omologazione senza il cerchio, come prescritto al successivo punto 4.3.1.1. e, se si usano più moduli di sorgenti luminose non identici, da simboli o caratteri supplementari. Tale codice di identificazione specifico va indicato nei disegni di cui al precedente punto 2.2.1.
                           Il marchio di omologazione non deve essere lo stesso della luce in cui è usato il modulo, ma entrambi devono essere dello stesso richiedente;
                        
                     
                           3.5.3.
                        
                        
                           la marcatura della tensione e della potenza nominali.
                        
                     
         
               3.6.
            
            
               Le luci che funzionano con tensioni diverse dalle tensioni nominali di 6 V, 12 V o 24 V rispettivamente, utilizzando un dispositivo elettronico di controllo della sorgente luminosa che non fa parte della luce, devono recare anche un marchio che indichi la tensione nominale secondaria di progetto.
            
         
               3.7.
            
            
               Un dispositivo elettronico di controllo della sorgente luminosa che fa parte della luce ma non è incluso nel corpo della stessa deve recare il nome del fabbricante e il suo numero d'identificazione.
            
         4.   OMOLOGAZIONE
   
               4.1.
            
            
               Se i due campioni di un tipo di luce di svolta sono conformi alle prescrizioni del presente regolamento, l'omologazione deve essere rilasciata.
            
         
               4.2.
            
            
               A ciascun tipo omologato va attribuito un numero di omologazione. La stessa parte contraente non deve assegnare lo stesso numero a un altro tipo di luce di svolta cui si applica il presente regolamento. Il rilascio, l'estensione, il rifiuto, o la revoca dell'omologazione o la cessazione definitiva della produzione di un tipo di luce di svolta ai sensi del presente regolamento vanno comunicati alle parti dell'accordo del 1958 che applicano il presente regolamento mediante una scheda conforme al modello di cui all'allegato 1 del medesimo.
            
         
               4.3.
            
            
               Ogni luce di svolta conforme a un tipo omologato ai sensi del presente regolamento deve recare, nello spazio di cui al punto 3.3., oltre al marchio e ai dati prescritti ai punti 3.1., 3.2. e rispettivamente 3.3. o 3.4.:
               
                           4.3.1.
                        
                        
                           un marchio di omologazione internazionale composto da:
                           
                                       4.3.1.1.
                                    
                                    
                                       un cerchio al cui interno è iscritta la lettera «E» seguita dal numero distintivo del paese che ha rilasciato l'omologazione (2), e
                                    
                                 
                                       4.3.1.2.
                                    
                                    
                                       un numero di omologazione;
                                    
                                 
                     
                           4.3.2.
                        
                        
                           un simbolo supplementare che consiste nella lettera «K», come illustrato nell'allegato 2 del presente regolamento.
                        
                     
                           4.3.3.
                        
                        
                           Le prime 2 cifre (attualmente 01) del numero di omologazione, che indicano la serie più recente di modifiche apportate al presente regolamento, possono essere poste in prossimità del simbolo supplementare «K».
                        
                     
         
               4.4.
            
            
               Se due o più luci fanno parte dello stesso gruppo di luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate, l'omologazione è rilasciata solo se ciascuna di esse soddisfa le prescrizioni del presente o di un altro regolamento. Le luci non conformi a uno di tali regolamenti non possono far parte di tali gruppi di luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate.
               
                           4.4.1.
                        
                        
                           Se luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate soddisfano le prescrizioni di più regolamenti, si può apporre un unico marchio di omologazione internazionale, composto da un cerchio che racchiude la lettera «E» seguita dal numero distintivo del paese che ha rilasciato l'omologazione, un numero di omologazione e, se necessario, la freccia prescritta. Tale marchio di omologazione può essere apposto ovunque sulle luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate, purché:
                           
                                       4.4.1.1.
                                    
                                    
                                       sia visibile a luci installate;
                                    
                                 
                                       4.4.1.2.
                                    
                                    
                                       nessun elemento di trasmissione della luce delle luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate possa essere rimosso senza rimuovere contemporaneamente anche il marchio di omologazione.
                                    
                                 
                     
                           4.4.2.
                        
                        
                           Il simbolo di identificazione di ciascuna luce, corrispondente al regolamento a norma del quale è stata rilasciata l'omologazione, e la relativa serie di modifiche comprendenti le principali modifiche tecniche più recenti apportate al regolamento alla data del rilascio dell'omologazione, vanno posizionati come segue:
                           
                                       4.4.2.1.
                                    
                                    
                                       sulla superficie di emissione della luce appropriata,
                                    
                                 
                                       4.4.2.2.
                                    
                                    
                                       o raggruppati, in modo che ciascuna luce del gruppo di luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate possa essere chiaramente identificata (cfr. tre esempi possibili nell'allegato 2).
                                    
                                 
                     
                           4.4.3.
                        
                        
                           Le dimensioni delle componenti di un unico marchio di omologazione non devono essere inferiori alle dimensioni minime del più piccolo dei singoli marchi prescritte in un regolamento a norma del quale è stata rilasciata l'omologazione.
                        
                     
                           4.4.4.
                        
                        
                           A ciascun tipo omologato va attribuito un numero di omologazione. La stessa parte contraente non può attribuire lo stesso numero a un altro tipo di luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate che rientrano nel presente regolamento.
                        
                     
         
               4.5.
            
            
               Il marchio e il simbolo di cui ai punti 4.3.1. e 4.3.2. devono essere chiaramente leggibili e indelebili anche quando la luce di svolta è montata sul veicolo.
            
         
               4.6.
            
            
               L'allegato 2 riporta esempi di marchi di omologazione per una luce singola (figura 1) e per luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate (figura 2) con tutti i simboli supplementari soprariportati, in cui la lettera «K» indica una luce di svolta.
            
         
               4.7.
            
            
               Il marchio di omologazione deve essere chiaramente leggibile e indelebile. Può essere apposto su una parte interna o esterna (trasparente o no) del dispositivo, ma che sia inseparabile dalla parte trasparente del dispositivo che emette la luce. In ogni caso, il marchio deve essere visibile quando il dispositivo è installato sul veicolo o quando una parte mobile, come il cofano o il baule o una porta, è aperta.
            
         5.   PRESCRIZIONI GENERALI
   
               5.1.
            
            
               Ciascun campione deve soddisfare le specifiche di cui ai punti a seguire.
            
         
               5.2.
            
            
               Le luci di svolta devono essere progettate e costruite in modo da continuare a funzionare in modo soddisfacente e da preservare le caratteristiche prescritte nel presente regolamento nelle normali condizioni d'uso e nonostante le vibrazioni cui possono essere esposte.
            
         
               5.3.
            
            
               Nel caso di moduli di sorgenti luminose, occorre controllare che:
               
                           5.3.1.
                        
                        
                           siano progettati in modo che:
                           
                                       a)
                                    
                                    
                                       ogni modulo di sorgenti luminose possa essere installato solo nella posizione prevista e corretta e possa essere rimosso solo ricorrendo a utensili;
                                    
                                 
                                       b)
                                    
                                    
                                       se nell'alloggiamento di un dispositivo si usano più moduli di sorgenti luminose, i moduli di sorgenti luminose aventi caratteristiche diverse non siano intercambiabili nello stesso alloggiamento.
                                    
                                 
                     
                           5.3.2.
                        
                        
                           I moduli di sorgenti luminose devono essere antimanomissione.
                        
                     
                           5.3.3.
                        
                        
                           Un modulo di sorgenti luminose deve essere progettato in modo da non essere meccanicamente intercambiabile con una sorgente luminosa sostituibile omologata, nemmeno ricorrendo ad utensili.
                        
                     
         
               5.4.
            
            
               Nel caso di sorgenti luminose sostituibili:
               
                           5.4.1.
                        
                        
                           si può usare qualsiasi categoria di sorgente luminosa omologata a norma del regolamento n. 37 e/o del regolamento n. 128, purché il regolamento n. 37 e la relativa serie di modifiche in vigore alla data di presentazione della domanda di omologazione o il regolamento n. 128 e la relativa serie di modifiche in vigore alla data di presentazione della domanda di omologazione non prevedano nessuna restrizione d'uso.
                        
                     
                           5.4.2.
                        
                        
                           Il dispositivo deve essere progettato in modo che la sorgente luminosa possa essere montata solo nella posizione corretta.
                        
                     
                           5.4.3.
                        
                        
                           Il portalampada della sorgente luminosa deve avere le caratteristiche di cui alla pubblicazione CEI 60061. Si applica la scheda tecnica del portalampada corrispondente alla categoria di sorgente luminosa utilizzata.
                        
                     
         6.   INTENSITÀ DELLA LUCE EMESSA
   
               6.1.
            
            
               L'intensità della luce emessa da ciascuno dei due campioni non deve essere inferiore all'intensità minima né superiore all'intensità massima specificate ai punti 6.2. e 6.3. L'intensità si misura in relazione all'asse di riferimento nelle direzioni illustrate di seguito (espresse in gradi dell'angolo con l'asse di riferimento). Sono forniti punti di prova per una luce montata sul lato sinistro del veicolo (L diventa R per una luce montata sul lato destro del veicolo).
            
         
               6.2.
            
            
               Per il dispositivo di sinistra, l'intensità minima della luce nei punti di misurazione specificati deve essere la seguente:
               
                           1)
                        
                        
                           2,5D – 30L: 240 cd
                        
                     
                           2)
                        
                        
                           2,5D – 45L: 400 cd
                        
                     
                           3)
                        
                        
                           2,5D – 60L: 240 cd
                        
                     Gli stessi valori si applicano simmetricamente ad un dispositivo collocato a destra. (Illustrato nell'allegato 3).
            
         
               6.3.
            
            
               L'intensità della luce emessa in tutte le direzioni non deve superare:
               
                           a)
                        
                        
                           300 cd sopra l'1,0 U, linea L e R;
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           600 cd tra il piano orizzontale e l'1,0 U, linea L e R; e
                        
                     
                           c)
                        
                        
                           14 000 cd sotto lo 0,57 D, linea L e R.
                        
                     
         
               6.4.
            
            
               Nel caso in cui una luce singola contenga più di una sorgente luminosa, essa deve rispettare l'intensità minima prescritta in caso di non funzionamento di una delle sorgenti luminose e, quando tutte le sorgenti luminose sono accese, non deve superare le intensità massime.
            
         7.   PROCEDURA DI PROVA
   
               7.1.
            
            
               Nel caso di una luce con sorgente luminosa sostituibile, sprovvista di un dispositivo elettronico di controllo della sorgente luminosa, con una sorgente luminosa standard colorata o incolore della categoria prevista per il dispositivo, alimentata con la tensione:
               
                           a)
                        
                        
                           nel caso di lampade a incandescenza, che è necessaria a produrre il flusso luminoso di riferimento richiesto per tale categoria di lampade a incandescenza;
                        
                     
                           b)
                        
                        
                           nel caso di sorgenti a LED di 6,75 V, 13,5 V o 28,0 V; il valore del flusso luminoso prodotto va corretto. Il fattore di correzione è dato dal rapporto tra il flusso luminoso oggettivo e il valore medio del flusso luminoso riscontrato alla tensione applicata.
                        
                     
         
               7.2.
            
            
               Tutte le misurazioni su luci con sorgente luminosa non sostituibile (lampade a incandescenza e altre) vanno eseguite rispettivamente a 6,75 V, 13,5 V o 28,0 V, laddove sprovviste di un dispositivo elettronico di controllo della sorgente luminosa.
            
         
               7.3.
            
            
               In caso di un sistema munito di un dispositivo elettronico di controllo della sorgente luminosa facente parte della luce (3), applicare ai connettori di ingresso del dispositivo una tensione di 6,75 V, 13,5 V o 28,0 V rispettivamente.
            
         
               7.4.
            
            
               Nel caso di un sistema munito di un dispositivo elettronico di controllo della sorgente luminosa non facente parte della luce, applicare ai connettori di ingresso della luce la tensione dichiarata dal fabbricante. Il laboratorio di prova deve esigere dal richiedente il dispositivo di controllo della sorgente luminosa necessario per alimentare la sorgente luminosa e le funzioni applicabili.
               La tensione da applicare alla luce va annotata nella scheda di notifica di cui all'allegato 1 del presente regolamento.
            
         
               7.5.
            
            
               Per tutte le luci, escluse quelle munite di lampade a incandescenza, l'intensità luminosa misurata dopo un minuto e dopo 30 minuti di funzionamento deve soddisfare i requisiti minimi e massimi. La distribuzione dell'intensità luminosa dopo un minuto di funzionamento può essere calcolata dalla distribuzione dell'intensità luminosa dopo 30 minuti di funzionamento applicando a ogni punto di prova il rapporto tra i valori di intensità luminosa misurati con alta tensione dopo un minuto e dopo 30 minuti di funzionamento.
            
         8.   COLORE DELLA LUCE EMESSA
   Il colore della luce emessa all'interno del campo della griglia di distribuzione della luce, definita nell'allegato 3, punto 2, deve essere bianco. Per la prova, cfr. l'allegato 4 del presente regolamento. All'esterno di tale campo non si devono osservare variazioni di colore significative.
   9.   CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
   Le procedure di controllo della conformità della produzione devono soddisfare le prescrizioni di cui all'appendice 2 dell'accordo (E/ECE/324-E/ECE/TRANS/505/Rev.2) e i seguenti requisiti:
   
               9.1.
            
            
               le luci omologate a norma del presente regolamento devono essere costruite in modo da essere conformi al tipo omologato, devono cioè soddisfare le prescrizioni di cui ai precedenti punti 6. e 8.;
            
         
               9.2.
            
            
               devono essere soddisfatte le prescrizioni minime per le procedure di controllo della conformità della produzione indicate nell'allegato 5 del presente regolamento;
            
         
               9.3.
            
            
               devono essere soddisfatte le prescrizioni minime per il campionamento da parte di un ispettore indicate nell'allegato 6 del presente regolamento.
            
         
               9.4.
            
            
               L'autorità che ha rilasciato l'omologazione può verificare in qualsiasi momento i metodi di controllo della conformità applicati in ciascuno stabilimento di produzione. Di norma tali verifiche devono avere cadenza biennale.
            
         10.   SANZIONI IN CASO DI NON CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
   
               10.1.
            
            
               L'omologazione rilasciata a un tipo di luce di svolta a norma del presente regolamento può essere revocata se non sono soddisfatte le prescrizioni sopraindicate o se una luce di svolta recante il marchio di cui ai punti 4.3.1. e 4.3.2. non è conforme al tipo omologato.
            
         
               10.2.
            
            
               Se una parte contraente dell'accordo che applica il presente regolamento revoca un'omologazione da essa precedentemente rilasciata, deve informare immediatamente le altre parti contraenti che applicano il presente regolamento mediante una scheda di notifica conforme al modello di cui all'allegato 1 del presente regolamento.
            
         11.   CESSAZIONE DEFINITIVA DELLA PRODUZIONE
   Se il titolare dell'omologazione cessa completamente la produzione di un tipo di luce di svolta omologato a norma del presente regolamento, deve informare l'autorità che ha rilasciato l'omologazione. Al ricevimento della notifica, tale autorità deve informare le altre parti dell'accordo del 1958 che applicano il presente regolamento per mezzo di una scheda di notifica conforme al modello di cui all'allegato 1 del presente regolamento.
   12.   NOMI E INDIRIZZI DEI SERVIZI TECNICI INCARICATI DI ESEGUIRE LE PROVE DI OMOLOGAZIONE E DELLE AUTORITÀ DI OMOLOGAZIONE
   Le parti dell'accordo del 1958 che applicano il presente regolamento devono comunicare al segretariato delle Nazioni Unite i nomi e gli indirizzi dei servizi tecnici incaricati di eseguire le prove di omologazione e dell'autorità di omologazione che rilascia l'omologazione e a cui devono essere inviate le schede emesse in altri paesi concernenti il rilascio, l'estensione, il rifiuto o la revoca dell'omologazione o la cessazione definitiva della produzione.
   13.   DISPOSIZIONI TRANSITORIE
   
               13.1.
            
            
               Dalla data di entrata in vigore della serie di modifiche 01 del presente regolamento, nessuna delle parti contraenti che lo applicano potrà rifiutarsi di rilasciare omologazioni a norma del medesimo, così come modificato dalla serie di modifiche 01.
            
         
               13.2.
            
            
               Trascorsi 60 mesi dalla data di entrata in vigore della serie di modifiche 01, le parti contraenti che applicano il presente regolamento rilasceranno omologazioni soltanto alle luci di svolta conformi alle prescrizioni del presente regolamento, così come modificato dalla serie di modifiche 01.
            
         
               13.3.
            
            
               Le omologazioni di luci di svolta esistenti, già rilasciate a norma del presente regolamento prima della data di entrata in vigore delle serie di modifiche 01, rimarranno valide a tempo indeterminato.
            
         
               13.4.
            
            
               Le parti contraenti che applicano il presente regolamento non potranno rifiutarsi di rilasciare estensioni di omologazioni a norma di serie precedenti di modifiche del presente regolamento.
            
         
      (1)  Come definiti nella risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3), documento ECE/TRANS/WP.29/78/Rev.2, par.2.
   
      (2)  I numeri distintivi delle parti contraenti dell'accordo del 1958 sono riportati nell'allegato 3 della risoluzione consolidata sulla costruzione dei veicoli (R.E.3), documento TRANS/WP.29/78/Rev.2/Amend.1.
   
      (3)  Ai fini del presente regolamento «facente parte della luce» significa che è fisicamente incluso nel corpo della luce oppure che è esterno al corpo della luce, separato o no, ma fornito dal fabbricante della luce come parte del sistema di luci.
   
      ALLEGATO 1
      
         NOTIFICA
      
      [Formato massimo: A4 (210 × 297 mm)]
      
         
      
         
   
   
      ALLEGATO 2
      
         ESEMPI DI CONFIGURAZIONE DEI MARCHI DI OMOLOGAZIONE
      
      
         Figura 1
      
      
         Marcatura di luci singole
      
      Modello A
      
         
      a = 5 mm min.
      Il dispositivo su cui è apposto il marchio di omologazione soprariportato è una luce di svolta omologata in Giappone (E43) a norma del regolamento n. 119 con il numero di omologazione 221. Il numero di omologazione indica che l'omologazione è stata rilasciata in conformità alle prescrizioni del regolamento n. 119, come modificato dalla serie di modifiche 01.
      
         Nota: il numero di omologazione e il simbolo supplementare devono essere posti accanto al cerchio, sopra o sotto la lettera "E" o a sinistra o a destra di tale lettera. Le cifre del numero di omologazione e del numero sequenziale di produzione vanno poste sullo stesso lato della lettera "E" e orientate nella stessa direzione. Nei numeri di omologazione evitare la numerazione romana per non creare confusione con altri simboli.
      
         Figura 2
      
      
         Marcatura semplificata per luci raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate
      
      (Le linee verticali e orizzontali schematizzano la sagoma del dispositivo di segnalazione luminosa e non fanno parte del marchio di omologazione.)
      Modello B
      
         
      Modello C
      
         
      Modello D
      
         
      
         Nota: i tre esempi di marchi di omologazione (modelli B, C e D), rappresentano tre modalità possibili di marcatura di un dispositivo di illuminazione, quando due o più luci fanno parte dello stesso gruppo o sono raggruppate, combinate o reciprocamente incorporate. Questo marchio di omologazione indica che il dispositivo è stato omologato in Giappone (E43) con il numero di omologazione 3333 e comprende:
      
                   
               
               
                  un indicatore di direzione della categoria 1 omologato in conformità alla serie di modifiche 01 del regolamento n. 6;
               
            
                   
               
               
                  una luce di posizione anteriore omologata in conformità alla serie di modifiche 02 del regolamento n. 7;
               
            
                   
               
               
                  una luce di svolta omologata in conformità alla serie di modifiche 01 del regolamento n. 119.
               
            
         Figura 3
      
      
         Moduli di sorgenti luminose
      
      
         
      Il modulo di sorgenti luminose recante questo codice di identificazione è stato omologato insieme a una luce omologata in Italia (E3) con il numero di omologazione 17325.
   
   
      ALLEGATO 3
      
         MISURAZIONI FOTOMETRICHE
      
      1.   METODI DI MISURAZIONE
      
                  1.1.
               
               
                  Durante le misurazioni fotometriche, i riflessi parassiti vanno evitati usando una schermatura adeguata.
               
            
                  1.2.
               
               
                  In caso di contestazione dei risultati delle misurazioni, queste vanno eseguite in modo da soddisfare le prescrizioni a seguire:
                  
                              1.2.1.
                           
                           
                              la distanza di misurazione deve essere tale da consentire l'applicazione della legge dell'inverso del quadrato della distanza;
                           
                        
                              1.2.2.
                           
                           
                              gli strumenti di misurazione devono essere tali che l'angolo sotteso al ricevitore rispetto al centro di riferimento della luce sia compreso tra 10′ e 1°;
                           
                        
                              1.2.3.
                           
                           
                              l'intensità prescritta per una determinata direzione di osservazione è rispettata, se è ottenuta in una direzione che non si discosti dalla direzione di osservazione di oltre un quarto di grado.
                           
                        
            2.   PUNTI DI MISURAZIONE ESPRESSI IN GRADI DELL'ANGOLO CON L'ASSE DI RIFERIMENTO
      
         Figura 1
      
      
         
      
                  
                     
               
               
                  =
               
               
                  Intensità minima in cd
                  Luce di sinistra (l'angolo L va sostituito con l'angolo R per la luce di destra)
               
            2.1.   Campo di visibilità geometrica
      
         Figura 1
      
      
         
      
         Figura 2
      
      
         
      
                  2.1.1.
               
               
                  Le direzioni H = 0° e V = 0° corrispondono agli assi di riferimento. Sul veicolo esse sono orizzontali, parallele al piano longitudinale mediano del veicolo e orientate nel senso di visibilità richiesto. Attraversano il centro di riferimento. I valori indicati nella tabella corrispondono alle intensità minime in cd per le diverse direzioni di misurazione.
               
            3.   MISURE FOTOMETRICHE DI LUCI MUNITE DI PIÙ SORGENTI LUMINOSE
      Il comportamento fotometrico va verificato come segue:
      
                  3.1.
               
               
                  Per le sorgenti luminose non sostituibili (lampade a incandescenza e altre):
                  con le sorgenti luminose presenti nella luce, in conformità al punto 7.1.1. del presente regolamento.
               
            
                  3.2.
               
               
                  Per le sorgenti luminose sostituibili:
                  se sono munite di sorgenti luminose da 6,75 V, 13,5 V o 28,0 V, occorre correggere i valori dell'intensità luminosa prodotta. Per le lampade a incandescenza, il fattore di correzione è dato dal rapporto tra il flusso luminoso di riferimento e il valore medio del flusso luminoso misurato alla tensione applicata (6,75 V, 13,5 V o 28,0 V).
                  Per le sorgenti a LED, il fattore di correzione è dato dal rapporto tra il flusso luminoso oggettivo e il valore medio del flusso luminoso misurato alla tensione applicata (6,75 V, 13,5 V o 28,0 V).
                  I flussi luminosi effettivi di ciascuna sorgente luminosa usata non devono discostarsi dal valore medio di oltre ± 5%. In alternativa e solo nel caso di lampade a incandescenza, si può usare una lampada a incandescenza standard a turno in ciascuna delle singole posizioni, la si fa funzionare al proprio flusso di riferimento e si sommano le singole misurazioni in ciascuna posizione.
               
            
                  3.3.
               
               
                  Le intensità luminose di ciascuna luce di svolta, tranne quelle munite di lampade a incandescenza, misurate dopo un minuto e dopo 30 minuti di funzionamento devono rientrare nei livelli minimi e massimi richiesti. La distribuzione dell'intensità luminosa dopo un minuto di funzionamento può essere calcolata a partire dalla distribuzione dell'intensità luminosa dopo 30 minuti di funzionamento applicando a ogni punto di prova il rapporto tra i valori di intensità luminosa misurati a 45° L 2,5° D dopo un minuto e dopo 30 minuti di funzionamento per una luce collocata a sinistra (l'angolo L va sostituito con l'angolo R per una luce di destra).
               
            
   
      ALLEGATO 4
      
         COLORE DELLA LUCE BIANCA
      
      (Coordinate cromatiche)
      
                  1.
               
               
                  Per verificare le caratteristiche colorimetriche si usa una sorgente luminosa ad una temperatura di colore di 2 856 K, corrispondente all'illuminante A della commissione internazionale (CIE). Le caratteristiche colorimetriche delle luci munite di sorgenti luminose non sostituibili (lampade a incandescenza e altre) o delle sorgenti luminose (sostituibili o non sostituibili) che funzionano insieme a un dispositivo elettronico di controllo della sorgente luminosa andrebbero verificate con le sorgenti luminose presenti nella luce, a norma del punto 7 del presente regolamento.
               
            
                  2.
               
               
                  La sorgente luminosa sostituibile va sottoposta all'intensità che produce lo stesso colore dell'illuminante A della CIE.
               
            
   
      ALLEGATO 5
      
         PRESCRIZIONI MINIME RELATIVE ALLE PROCEDURE DI CONTROLLO DELLA CONFORMITÀ DELLA PRODUZIONE
      
      1.   PRESCRIZIONI GENERALI
      
                  1.1.
               
               
                  I requisiti di conformità sono considerati soddisfatti da un punto di vista meccanico e geometrico se, in conformità alle prescrizioni del presente regolamento, le differenze non superano le inevitabili tolleranze di fabbricazione.
               
            
                  1.2.
               
               
                  Per quanto riguarda le prestazioni fotometriche, la conformità delle luci prodotte in serie non va contestata se, nelle prove delle prestazioni fotometriche di una qualsiasi luce scelta a caso e munita di una sorgente luminosa standard o, quando le luci sono munite di sorgenti luminose non sostituibili (lampade a incandescenza o altre) e tutte le misurazioni sono effettuate rispettivamente a 6,75 V, 13,5 V o 28 V:
                  
                              1.2.1.
                           
                           
                              nessuno dei valori misurati si discosta sfavorevolmente di oltre il 20% dai valori prescritti nel presente regolamento.
                           
                        
                              1.2.2.
                           
                           
                              Se la prova sopradescritta effettuata su una luce munita di sorgente luminosa sostituibile dà risultati non conformi alle prescrizioni, le prove sulle luci vanno ripetute usando un'altra sorgente luminosa standard.
                           
                        
            
                  1.3.
               
               
                  Le coordinate cromatiche vanno rispettate quando la luce è munita di una sorgente luminosa standard o, per le luci munite di sorgenti luminose non sostituibili (lampade a incandescenza o altre), se le caratteristiche colorimetriche sono verificate con la sorgente luminosa presente nella luce.
               
            2.   PRESCRIZIONI MINIME RELATIVE ALLA VERIFICA DELLA CONFORMITÀ ESEGUITA DAL FABBRICANTE
      Per ciascun tipo di luce, il titolare del marchio di omologazione deve effettuare almeno le prove che seguono, con la frequenza adeguata. Le prove vanno effettuate in conformità alle disposizioni del presente regolamento.
      Se riguardo al tipo di prova considerato un campione risulta non conforme, occorre scegliere ulteriori campioni e sottoporli a prova. Il fabbricante deve adottare opportuni provvedimenti per garantire la conformità della produzione interessata.
      2.1.   Natura delle prove
      Le prove di conformità di cui al presente regolamento riguardano le caratteristiche fotometriche e colorimetriche.
      2.2.   Metodi usati nelle prove
      
                  2.2.1.
               
               
                  In generale, le prove vanno eseguite secondo i metodi stabiliti nel presente regolamento.
               
            
                  2.2.2.
               
               
                  Per eseguire le prove di conformità il fabbricante può utilizzare metodi equivalenti, previa autorizzazione dell'autorità competente incaricata di eseguire le prove di omologazione. Spetta al fabbricante dimostrare che i metodi applicati sono equivalenti a quelli prescritti nel presente regolamento.
               
            
                  2.2.3.
               
               
                  L'applicazione dei punti 2.2.1 e 2.2.2 richiede una taratura regolare dell'apparecchiatura di prova e la sua correlazione con le misurazioni effettuate da un'autorità competente.
               
            
                  2.2.4.
               
               
                  In ogni caso i metodi di riferimento devono essere quelli di cui al presente regolamento, in particolare ai fini dei controlli amministrativi e del campionamento.
               
            2.3.   Natura del campionamento
      I campioni di luci devono essere scelti a caso dalla produzione di un lotto omogeneo. Per lotto omogeneo s'intende un insieme di luci dello stesso tipo, definito secondo i metodi di produzione del fabbricante.
      La verifica di solito riguarda la produzione in serie di singoli stabilimenti. Un fabbricante può tuttavia raggruppare i dati di stabilimenti diversi riguardanti lo stesso tipo, purché tali stabilimenti operino con lo stesso sistema di qualità e di gestione della qualità.
      2.4.   Misurazione e registrazione delle caratteristiche fotometriche
      La luce campione va sottoposta a misurazioni fotometriche per verificare i valori minimi nei punti indicati nell'allegato 4 e le coordinate cromatiche richieste.
      2.5.   Criteri di accettabilità
      Il fabbricante è tenuto a sottoporre i risultati delle prove a trattamento statistico e a definire, d'accordo con l'autorità competente, i criteri di accettabilità dei prodotti allo scopo di soddisfare le prescrizioni relative alla verifica della conformità dei prodotti di cui al punto 9.1 del presente regolamento.
      I criteri di accettabilità devono essere tali che la probabilità minima di superare un controllo casuale conformemente all'allegato 6 (primo campionamento) sia dello 0,95 con un grado di affidabilità del 95 %.
   
   
      ALLEGATO 6
      
         PRESCRIZIONI MINIME RELATIVE AI CAMPIONAMENTI EFFETTUATI DA UN ISPETTORE
      
      1.   PRESCRIZIONI GENERALI
      
                  1.1.
               
               
                  I requisiti di conformità sono considerati soddisfatti da un punto di vista meccanico e geometrico, secondo le disposizioni del presente regolamento, se le differenze non superano le inevitabili tolleranze di fabbricazione.
               
            
                  1.2.
               
               
                  Per quanto riguarda le prestazioni fotometriche, la conformità delle luci prodotte in serie non va contestata se, nelle prove delle prestazioni fotometriche di una qualsiasi luce scelta a caso e munita di una sorgente luminosa standard o, quando le luci sono munite di sorgenti luminose non sostituibili (lampade a incandescenza o altre) e tutte le misurazioni sono effettuate rispettivamente a 6,75 V, 13,5 V o 28 V:
                  
                              1.2.1.
                           
                           
                              nessuno dei valori misurati si discosta sfavorevolmente di oltre il 20% dai valori prescritti nel presente regolamento.
                           
                        
                              1.2.2.
                           
                           
                              Se la prova sopradescritta effettuata su una luce munita di sorgente luminosa sostituibile dà risultati non conformi alle prescrizioni, le prove sulle luci vanno ripetute usando un'altra sorgente luminosa standard.
                           
                        
                              1.2.3.
                           
                           
                              Le luci con difetti evidenti non sono prese in considerazione.
                           
                        
            
                  1.3.
               
               
                  Le coordinate cromatiche vanno rispettate quando la luce è munita di una sorgente luminosa standard o, per le luci munite di sorgenti luminose non sostituibili (lampade a incandescenza o altre), se le caratteristiche colorimetriche sono verificate con la sorgente luminosa presente nella luce.
               
            2.   PRIMO CAMPIONAMENTO
      Nel primo campionamento si scelgono a caso quattro luci. Il primo campione di due è contrassegnato con la lettera A, il secondo campione di due con la lettera B.
      2.1.   La conformità non è contestata
      2.1.1.   In base alla procedura di campionamento illustrata nella figura 1 del presente allegato, la conformità delle luci prodotte in serie non va contestata se le deviazioni in senso sfavorevole dei valori misurati delle luci sono:
      2.1.1.1.   Campione A
      
                  A1:
               
               
                  una luce
               
               
                  0 per cento
               
            
                  una luce non più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  A2:
               
               
                  entrambe le luci più dello
               
               
                  0 per cento
               
            
                  ma non più del
               
               
                  20 per cento
               
            Passare al campione B
      2.1.1.2.   Campione B
      
                  Bl:
               
               
                  entrambe le luci
               
               
                  0 per cento
               
            2.1.2.   o se il campione A soddisfa le prescrizioni di cui al paragrafo 1.2.2.
      2.2.   La conformità è contestata
      2.2.1.   In base alla procedura di campionamento illustrata nella figura 1 del presente allegato, la conformità delle luci prodotte in serie va contestata e si deve chiedere al fabbricante di conformare la sua produzione alle prescrizioni (adeguamento), se le deviazioni dei valori misurati delle luci sono:
      2.2.1.1.   Campione A
      
                  A3:
               
               
                  una luce non più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  una luce più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  ma non più del
               
               
                  30 per cento
               
            2.2.1.2.   Campione B
      
                  B2:
               
               
                  nel caso di A2
               
            
                  una luce più dello
               
               
                  0 per cento
               
            
                  ma non più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  una luce non più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  B3:
               
               
                  nel caso di A2
               
            
                  una luce
               
               
                  0 per cento
               
            
                  una luce più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  ma non più del
               
               
                  30 per cento
               
            2.2.2.   o se il campione A non soddisfa le prescrizioni di cui al punto 1.2.2.
      2.3.   Omologazione revocata
      La conformità va contestata e si applica il paragrafo 10. se, in base alla procedura di campionamento di cui alla figura 1 del presente allegato, le deviazioni dei valori misurati delle luci sono:
      2.3.1.   Campione A
      
                  A4:
               
               
                  una luce non più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  una luce più del
               
               
                  30 per cento
               
            
                  A5:
               
               
                  entrambe le luci più del
               
               
                  20 per cento
               
            2.3.2.   Campione B
      
                  B4:
               
               
                  nel caso di A2
               
            
                  una luce più dello
               
               
                  0 per cento
               
            
                  ma non più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  una luce più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  B5:
               
               
                  nel caso di A2
               
            
                  entrambe le luci più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  B6:
               
               
                  nel caso di A2
               
            
                  una luce
               
               
                  0 per cento
               
            
                  una luce più del
               
               
                  30 per cento
               
            2.3.3.   o se i campioni A e B non soddisfano le prescrizioni di cui al paragrafo 1.2.2.
      3.   CAMPIONAMENTO RIPETUTO
      Nei casi di A3, B2, B3 è necessario, entro due mesi dalla notifica, un campionamento ripetuto scegliendo un terzo campione C di due luci e un quarto campione D di due luci da lotti fabbricati dopo l'adeguamento.
      3.1.   La conformità non è contestata
      3.1.1.   In base alla procedura di campionamento illustrata nella figura 1 del presente allegato, la conformità delle luci prodotte in serie non va contestata, se le deviazioni dei valori misurati delle luci sono:
      3.1.1.1.   Campione C
      
                  C1:
               
               
                  una luce
               
               
                  0 per cento
               
            
                  una luce non più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  C2:
               
               
                  entrambe le luci più dello
               
               
                  0 per cento
               
            
                  ma non più del
               
               
                  20 per cento
               
            Passare al campione D
      3.1.1.2.   Campione D
      
                  D1:
               
               
                  nel caso di C2
               
            
                  entrambe le luci
               
               
                  0 per cento
               
            3.1.2.   o se il campione C soddisfa le prescrizioni di cui al paragrafo 1.2.2.
      3.2.   La conformità è contestata
      3.2.1.   In base alla procedura di campionamento illustrata nella figura 1 del presente allegato, la conformità delle luci prodotte in serie è contestata e si deve chiedere al fabbricante di conformare la sua produzione alle prescrizioni (adeguamento), se le deviazioni dei valori misurati delle luci sono:
      3.2.1.1.   Campione D
      
                  D2:
               
               
                  nel caso di C2
               
            
                  una luce più dello
               
               
                  0 per cento
               
            
                  ma non più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  una luce non più del
               
               
                  20 per cento
               
            3.2.1.2.   o se il campione C non soddisfa le prescrizioni di cui al punto 1.2.2.
      3.3.   Revoca dell'omologazione
      La conformità va contestata e si applica il paragrafo 10. se, in base alla procedura di campionamento di cui alla figura 1 del presente allegato, le deviazioni dei valori misurati delle luci sono:
      3.3.1.   Campione C
      
                  C3:
               
               
                  una luce non più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  una luce più del
               
               
                  20 per cento
               
            
                  C4:
               
               
                  entrambe le luci più del
               
               
                  20 per cento
               
            3.3.2.   Campione D
      
                  D3:
               
               
                  nel caso di C2
               
            
                  una luce 0 o più dello
               
               
                  0 per cento
               
            
                  una luce più del
               
               
                  20 per cento
               
            3.3.3.   o se i campioni C e D non soddisfano le prescrizioni di cui al punto 1.2.2.
      
         Figura 1