CELEX: 52015DC0269
Language: it
Date: 2015-05-13 00:00:00
Title: Raccomandazione di RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO sul programma nazionale di riforma 2015 dell'Austria e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2015 dell'Austria

COMMISSIONE
                       EUROPEA
                                              Bruxelles, 13.5.2015
                                              COM(2015) 269 final
                              Raccomandazione di
                   RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
              sul programma nazionale di riforma 2015 dell'Austria
e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2015 dell'Austria
 ---pagebreak---                                         Raccomandazione di
                           RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
                    sul programma nazionale di riforma 2015 dell'Austria
    e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2015 dell'Austria
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 121,
paragrafo 2, e l'articolo 148, paragrafo 4,
visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento
della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento
delle politiche economiche1, in particolare l'articolo 5, paragrafo 2,
vista la raccomandazione della Commissione europea2,
viste le risoluzioni del Parlamento europeo3,
viste le conclusioni del Consiglio europeo,
visto il parere del comitato per l'occupazione,
visto il parere del comitato economico e finanziario,
visto il parere del comitato per la protezione sociale,
visto il parere del comitato di politica economica,
considerando quanto segue:
(1)       Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione
          di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per l'occupazione e la crescita basata su
          un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave
          in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di
          competitività dell'Europa.
(2)       Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla base delle proposte della
          Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche
          economiche degli Stati membri e dell'Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una
          decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore
          dell'occupazione che insieme formano gli "orientamenti integrati". Gli Stati membri
          sono stati invitati a tenerne conto nelle proprie politiche nazionali in materia
          economica e di occupazione.
(3)       L'8 luglio 2014 il Consiglio ha adottato una raccomandazione sul programma
          nazionale di riforma 2014 dell'Austria e ha formulato il suo parere sul programma di
1
         GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
2
         COM(2015) 269.
3
         P8_TA(2015)0067, P8_TA(2015)0068, P8_TA(2015)0069.
 ---pagebreak---      stabilità 2014 aggiornato dell'Austria. Il 28 novembre 2014, in linea con il
     regolamento (UE) n. 473/20134, la Commissione ha presentato il suo parere sul
     documento programmatico di bilancio 2015 dell'Austria5.
(4)  Il 28 novembre 2014 la Commissione ha adottato l'analisi annuale della crescita6,
     segnando l'inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche
     economiche 2015. Lo stesso giorno la Commissione ha adottato, sulla base del
     regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta7, in cui
     l'Austria è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito.
(5)  Il 18 dicembre 2014 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per il rilancio degli
     investimenti, l'accelerazione delle riforme strutturali e il proseguimento di un
     risanamento di bilancio responsabile e propizio alla crescita.
(6)  Il 26 febbraio 2015 la Commissione ha pubblicato la relazione per paese 2015
     relativa al all'Austria8, nella quale valuta i progressi compiuti dall'Austria nel dar
     seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate l'8 luglio 2014.
(7)  Il 21 aprile 2015 l'Austria ha presentato il suo programma nazionale di riforma 2015
     e il suo programma di stabilità 2015. I due programmi sono stati valutati
     contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
(8)  L'Austria è attualmente è soggetta al braccio preventivo del patto di stabilità e
     crescita e alla regola transitoria del debito nel periodo 2014-2016. Nel quadro del
     programma di stabilità 2015 il governo prevede di migliorare progressivamente il
     disavanzo nominale portandolo al 2,2% del PIL nel 2015 e allo 0,5% del PIL
     nel 2019. Secondo il programma di stabilità, l'obiettivo a medio termine, ossia un
     disavanzo strutturale non superiore allo 0,45% del PIL, è stato raggiunto nel 2014, e
     il governo prevede di rispettare l'obiettivo a medio termine nel corso di tutto il
     periodo di riferimento del programma. Tuttavia il saldo strutturale ricalcolato indica
     un discostamento dall'obiettivo a medio termine a partire dal 2015. Il rapporto debito
     pubblico/PIL dovrebbe raggiungere un picco dell'86,8% nel 2015 e diminuire
     gradualmente attestandosi al 79,7% nel 2019. Lo scenario macroeconomico su cui si
     fondano le proiezioni di bilancio del programma è plausibile. Tuttavia le misure di
     sostegno necessarie per raggiungere i previsti obiettivi legati al disavanzo a partire
     dal 2016 non sono state sufficientemente precisate. Secondo le previsioni di
     primavera 2015 della Commissione, nel 2015 il saldo strutturale si scosterà dello
     0,4% del PIL dall'obiettivo a medio termine. La deviazione è destinata a diventare
     significativa nel 2016 alla luce del previsto peggioramento dello 0,6% del PIL del
     saldo strutturale rispetto all'aggiustamento strutturale dello 0,3% del PIL necessario
     per raggiungere l'obiettivo a medio termine. Ciò comporterebbe uno scostamento di
     circa lo 0,9% del PIL rispetto a quanto prescritto dal patto di stabilità e crescita. Per
     raggiungere questo obiettivo saranno pertanto necessarie ulteriori misure. Allo stesso
     tempo, secondo il programma di stabilità e le previsioni di primavera 2015 della
     Commissione, il debito lordo rimarrà su un percorso discendente, in linea con la
     regola del debito transitoria nel 2015 e nel 2016. Sulla scorta della propria
     valutazione del programma di stabilità e tenuto conto delle previsioni di primavera
4
    GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11.
5
    SWD(2014) 8811 final del 28.11.2014.
6
    COM(2014) 902 del 28.11.2014.
7
    SWD(2014) 904 final del 28.11.2014.
8
    SWD(2015) 39 final del 26.2.2015.
 ---pagebreak---      2015 della Commissione, il Consiglio è del parere che sussista il rischio che l'Austria
     non ottemperi alle disposizioni del patto di stabilità e crescita.
(9)  Le relazioni tra i diversi livelli di governo rimangono complesse e limitano
     l'efficienza in settori cruciali dell'amministrazione pubblica. L'Austria rimane uno dei
     paesi con il livello più basso in percentuale del PIL di imposte decise a livello
     subnazionale. Nonostante l'autonomia fiscale limitata, agli enti subnazionali sono
     attribuite diverse competenze sul piano delle spese e a livello amministrativo.
     L'elevata complessità e il disallineamento tra le competenze in materia di entrate e di
     uscite non favorisce l'attuazione di riforme politiche di ampia portata.
(10) La sostenibilità finanziaria a lungo termine del sistema pensionistico austriaco soffre
     di debolezze strutturali. Le riforme dell'Austria finora non sembrano sufficienti per
     garantire la sostenibilità di bilancio a lungo termine del sistema. In primo luogo, l'età
     effettiva di pensionamento rimane decisamente al di sotto dell'età pensionabile
     legale. In secondo luogo, l'età pensionabile legale delle donne è ben al di sotto di
     quella maschile e non sarà aumentata prima del 2024. In terzo luogo, l'evoluzione
     dell'età pensionabile legale non è ancora correlata al costante aumento
     dell'aspettativa di vita in Austria. L'Austria ha adottato alcune misure per innalzare
     l'età pensionabile effettiva, che ora è di 59,7 anni (2014), ma che rimane al di sotto
     della media UE di 63,1 anni (2013). L'Austria ha preso provvedimenti per limitare le
     possibilità di prepensionamento e il ricorso a regimi di invalidità, allungando in
     questo modo la vita attiva. Inoltre, la penalizzazione per ogni anno di pensionamento
     anticipato e gli anni di contributi necessari per beneficiare di tali regimi sono stati
     aumentati. Non è ancora chiaro se tali misure avranno effettivamente il previsto
     impatto positivo sul bilancio.
(11) La spesa sanitaria austriaca è tra le più elevate dell'UE. L'attuale riforma sanitaria
     (2013-2016) mira a stabilizzarne la percentuale di incidenza sul PIL a partire
     dal 2016. Tuttavia, anche se le riforme avranno successo, per raggiungere la
     sostenibilità di bilancio e l'efficienza del sistema sanitario sarà necessario affrontare
     sfide strutturali. Le misure che mirano al post-2016 dovrebbero essere prese ora. Ad
     esempio, un maggior numero di pazienti dovrebbe essere trattato in strutture
     multidisciplinari che offrano cure primarie ambulatoriali e dovrebbe essere
     ulteriormente abbassata la durata media dei ricoveri ospedalieri.
(12) Assicurare la disponibilità a lungo termine di manodopera adeguatamente qualificata
     rimane una delle sfide aperte dell'Austria. Con un tasso prossimo al 5,6%, la
     disoccupazione è tra le più basse dell'UE, ma il potenziale di parte della popolazione
     attiva non è pienamente sfruttato sul mercato del lavoro. L'Austria ha adottato alcune
     misure destinate a prolungare la vita attiva, agevolare la partecipazione al mercato
     del lavoro da parte delle donne e sfruttare meglio il potenziale di partecipazione al
     mercato del lavoro di lavoratori che provengono da un contesto migratorio, anche
     attraverso un migliore riconoscimento delle loro qualifiche. Tuttavia le recenti
     riforme devono essere attentamente monitorate e saranno necessarie ulteriori misure
     per sfruttare appieno il potenziale di tali gruppi di persone sul mercato del lavoro.
(13) Il 13 marzo 2015, l'Austria ha presentato un'ampia riforma fiscale volta a una
     riclassificazione delle categorie fiscali e delle aliquote dell'imposta sul reddito delle
     persone fisiche, in particolare riducendo l'aliquota fiscale minima di tale imposta dal
     36,5% al 25%. Lo sgravio fiscale è stimato a circa 4,9 miliardi di EUR, mentre sono
     previsti 300 milioni di EUR di spese supplementari per il sostegno alla politica a
     favore delle famiglie e alla ricerca. In base alla proposta, il trasferimento dell'onere
     fiscale sarà finanziato in parte con i proventi della lotta contro l'evasione fiscale, con
 ---pagebreak---      tagli alla spesa pubblica, con un aumento al 13% delle aliquote IVA ridotte in alcuni
     settori e con un aumento dell'imposta sul reddito da capitali dal 25% al 27,5%.
     Questi progetti di riforma sono ampiamente in linea con le raccomandazioni del
     Consiglio del 2014 e forniscono le giuste premesse per aumentare gli incentivi al
     lavoro dei soggetti con basse potenzialità di reddito e dei lavoratori che costituiscono
     la seconda fonte di reddito familiare, oltre a sostenere il reddito disponibile. Tuttavia,
     la riforma dovrebbe essere attuata senza incidere sul bilancio.
(14) Il sistema scolastico austriaco è caratterizzato da un basso tasso di abbandono
     scolastico precoce, che si attesta a livelli nettamente inferiori alla media dell'UE. Un
     sistema di istruzione e formazione professionale forte ed efficace offre un ampio
     bacino di lavoratori altamente qualificati. Rimane tuttavia aperta la sfida di
     migliorare i risultati nel settore dell'istruzione e quindi l'occupabilità dei giovani con
     un basso profilo socioeconomico, in particolare quelli provenienti da un contesto
     migratorio. La valutazione dell'attuazione di un nuovo sistema di scuola media
     inferiore (neue Mittelschule) ha evidenziato le lacune che devono essere ancora
     colmate.
(15) Nel contesto del semestre europeo, il Consiglio ha a più riprese raccomandato
     all'Austria di migliorare e promuovere la concorrenza nel settore dei servizi, ma la
     risposta politica è stata finora limitata. Diverse professioni impongono ancora
     regolamentazioni che riguardano la forma giuridica, la struttura dell'azionariato e le
     tariffe, ponendo ostacoli normativi all'accesso al mercato e precludendo a
     professionisti o a imprese professionali di altri Stati membri di avviare un'attività in
     Austria. Nel contesto dell'esercizio di mutua valutazione, l'Austria sta rivedendo le
     norme relative all'accesso alle professioni e all'esercizio di attività professionali per
     valutare se sono proporzionate e se corrispondono all'interesse generale. Rispetto alle
     autorità garanti della concorrenza di altri Stati membri, l'Autorità federale garante
     della concorrenza non dispone di sufficienti risorse, il che impedisce interventi più
     efficaci.
(16) Il settore bancario austriaco è rimasto resiliente, ma deve ancora affrontare una serie
     di sfide sia a livello nazionale, sia in materia di esposizioni estere vulnerabili. La
     capitalizzazione del settore bancario è migliorata anche nel 2014, ma la pressione
     sulla redditività delle banche austriache non si è allentata. Cinque dei sei più grandi
     istituti di credito austriaci hanno superato la valutazione globale della BCE nel 2014,
     ad eccezione di Österreichische Volksbanken (ÖVAG). L'Austria ha compiuto
     notevoli progressi nella ristrutturazione di ÖVAG e Hypo Group Alpe Adria
     (HGAA). Nel febbraio 2015, tuttavia, è stata accertato un deficit patrimoniale di
     7,6 miliardi di EUR di Heta Asset Resolution, la società di gestione patrimoniale nata
     dalla scissione di HGAA. Il governo, che detiene il 100% del capitale di Heta Asset
     Resolution, ha reagito disponendo una moratoria di 15 mesi per i pagamenti di
     interessi su capitale e obbligazioni della società per un valore di circa 10 miliardi di
     EUR, ricorrendo per la prima volta ai nuovi strumenti forniti nel quadro della
     direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche.
(17) Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un'analisi completa
     della politica economica dell'Austria che ha pubblicato nella relazione per paese
     2015. Ha altresì valutato il programma di stabilità e il programma nazionale di
     riforma, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte all'Austria negli anni
     precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini
     della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica
     dell'Austria, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell'UE,
     alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell'Unione nel suo
 ---pagebreak---          insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le
         raccomandazioni nell'ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle
         raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 4.
(18)     Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di
         stabilità dell'Austria e il suo parere9 trova riscontro, in particolare, nella
         raccomandazione di cui al punto 1.
(19)     Nell'ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato inoltre un'analisi
         della politica economica della zona euro nel suo complesso. Sulla base di tale analisi
         il Consiglio ha formulato raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri la cui
         moneta è l'euro. L'Austria dovrebbe altresì assicurare l'attuazione piena e tempestiva
         di tali raccomandazioni,
RACCOMANDA che l'Austria adotti provvedimenti nel 2015 e nel 2016 al fine di:
1.       evitare un discostamento dall'obiettivo a medio termine nel 2015 e nel 2016;
         garantire che la riforma fiscale intesa a ridurre la pressione fiscale sul lavoro non
         incida sul bilancio; correggere il disallineamento tra il finanziamento e le spese dei
         diversi livelli di governo; migliorare la sostenibilità a lungo termine del sistema
         pensionistico, in particolare accelerando il percorso di armonizzazione dell'età di
         pensionamento prevista per legge per uomini e donne e collegando tale età di
         pensionamento all'aspettativa di vita;
2.       rafforzare le misure intese ad aumentare la partecipazione al mercato del lavoro dei
         lavoratori più anziani e delle donne, anche migliorando l'offerta di strutture per
         l'infanzia e i servizi di assistenza di lunga durata; adottare provvedimenti volti a
         migliorare il rendimento scolastico dei giovani svantaggiati;
3.       rimuovere le barriere eccessive per i prestatori di servizi e gli ostacoli alla creazione
         di imprese interdisciplinari;
4.       affrontare le vulnerabilità potenziali del settore finanziario in termini di esposizione
         con l'estero e insufficiente qualità degli attivi.
Fatto a Bruxelles, il
                                                     Per il Consiglio
                                                     Il presidente
9
        A norma dell'articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio.