CELEX: 61964CJ0056
Language: it
Date: 1966-07-13 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 13 luglio 1966. # Établissements Consten S.à.R.L. e Grundig-Verkaufs-GmbH contro Commissione della C.E.E. # Cause riunite 56 e 58-64.

Avis juridique important

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61964J0056

SENTENZA DELLA CORTE DEL 13 LUGLIO 1966.  -  ETABLISSEMENTS CONSTEN E GRUNDIG-VERKAUFS-GMBH, SOSTENUTE DAL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E DAL GOVERNO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA CONTRO LA COMMISSIONE DELLA CEE, SOSTENUTA DALLA SA WILLY LEISSNER E DALLA UNEF SARL.  -  CAUSE RIUNITE 56 E 58/64.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00429 edizione olandese pagina 00450 edizione tedesca pagina 00322 edizione italiana pagina 00458 edizione speciale inglese pagina 00299 edizione speciale danese pagina 00245 edizione speciale greca pagina 00363 edizione speciale portoghese pagina 00423 edizione speciale spagnola pagina 00413 edizione speciale svedese pagina 00277 edizione speciale finlandese pagina 00275

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . ATTO PARTICOLARE DI UN' ISTITUZIONE - TESTO FACENTE FEDE  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 189 )  2 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85 DEL TRATTATO CEE - PROCEDURA DINANZI ALLA COMMISSIONE - PREVIA INFORMAZIONE DEGLI INTERESSATI - OGGETTO  3 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - ARTICOLI 85 E 86 DEL TRATTATO CEE - DISTINZIONE FRA I RISPETTIVI AMBITI DI APPLICAZIONE A SECONDA DELLO STADIO AL QUALE LE IMPRESE OPERANO - NON SUSSISTE  4 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - ACCORDI CHE ALTERANO IL GIOCO DELLA CONCORRENZA - NOZIONE  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 )  5 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - CONTRATTI DI ESCLUSIVA - POSSONO ESSERE VIETATI DALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO CEE  6 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - ACCORDI CHE POSSONO PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI - NOZIONE  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 55, PARAGRAFO 1 )  7 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - ACCORDI CHE RESTRINGONO O IMPEDISCONO O FALSANO IL GIOCO DELLA CONCORRENZA - CRITERI DI VALUTAZIONE  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 )  8 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - CONTRATTI DI CONCESSIONE ESCLUSIVA - NON SONO VIETATI COME TALI - ACCORDI CHE ISOLANO I MERCATI NAZIONALI - POSSONO ESSERE VIETATI  9 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - ACCORDI CHE RESTRINGONO LA CONCORRENZA - ESTENSIONE DEL DIVIETO - SONO COLPITE SOLO LE CLAUSOLE CHE COSTITUISCONO L' INFRAZIONE QUALORA NON SIANO ESSENZIALI PER L' ACCORDO  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 85, PARAGRAFI 1 E 2 )  10 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - DIRITTI NAZIONALI DI PROPRIETA INDUSTRIALE - LA COMMISSIONE PUO' VIETARNE L' USO ABUSIVO  ( TRATTATO CEE, ARTICOLI 36, 85, 222, 234, REGOLAMENTO N . 17, ARTICOLO 3 )  11 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - CONTRATTI DI ESCLUSIVA - CONCESSIONARI NON PARTECIPANTI AD UN ACCORDO - OBBLIGO DELLA COMMISSIONE DI FARLI INTERVENIRE D' UFFICIO ALLA PROCEDURA DINANZI AD ESSA - NON SUSSISTE  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 85 )  12 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - INTESE - DIVIETO - ESENZIONE - PROVA CHE NE SUSSISTONO I PRESUPPOSTI - ESERCIZIO DEI POTERI DELLA COMMISSIONE - CONTROLLO GIURISDIZIONALE SULLE VALUTAZIONI DI QUEST' ULTIMA - OGGETTO  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3 )  13 . POLITICA DELLA CEE - REGOLE DI CONCORRENZA APPLICABILI ALLE IMPRESE - INTESE - DIVIETO - ESENZIONE - CONDIZIONI PER LA CONCESSIONE - MIGLIORAMENTO DELLA PRODUZIONE O DELLA DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI DI CUI TRATTASI - DOVERI DELLA COMMISSIONE  ( TRATTATO CEE, ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3 )  

Massima

1 . QUANDO L' ATTO DI UN' ISTITUZIONE E DESTINATO A PERSONE NOMINATIVAMENTE INDICATE, SOLO IL TESTO A QUESTE NOTIFICATO FA FEDE .  2 . NELLA PROCEDURA AMMINISTRATIVA DINANZI ALLA COMMISSIONE PER L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85 DEL TRATTATO CEE, GLI INTERESSATI DEVONO ESSERE INFORMATI DELLE CIRCOSTANZE DI FATTO SULLE QUALI GLI ADDEBITI DELLA COMMISSIONE SONO FONDATI; NON E TUTTAVIA NECESSARIO CHE VENGA LORO COMUNICATO L' INTERO FASCICOLO .  3 . NE IL TENORE DELL' ARTICOLO 85 NE QUELLO DELL' ARTICOLO 86 GIUSTIFICANO UNA DISTINZIONE FRA GLI AMBITI DI APPLICAZIONE RISPETTIVI DI DETTI DUE ARTICOLI A SECONDA DELLO STADIO ECONOMICO AL QUALE LE IMPRESE OPERANO .  4 . LA CONCORRENZA PUO' ESSERE ALTERATA AI SENSI DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO CEE, NON SOLO DAGLI ACCORDI CHE LA LIMITANO FRA LE PARTI, MA ANCHE DA QUELLI CHE IMPEDISCONO O RESTRINGONO LA CONCORRENZA CHE POTREBBE AVER LUOGO FRA UNA DI ESSE E I TERZI .  SOTTO QUESTO ASPETTO, E INDIFFERENTE CHE LE PARTI SI TROVINO O MENO SU UN PIEDE DI UGUAGLIANZA PER QUANTO RIGUARDA LA LORO POSIZIONE E LA LORO FUNZIONE ECONOMICA .  5 . UN CONTRATTO DI ESCLUSIVA PUO', SENZA IMPLICARE UN ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE, ESSERE ATTO A PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA GLI STATI MEMBRI E NEL CONTEMPO AVERE PER OGGETTO O PER EFFETTO D' IMPEDIRE, RESTRINGERE O FALSARE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA, RICADENDO COSI' SOTTO IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, DEL TRATTATO CEE .  6 . LA NOZIONE DI " ACCORDI CHE POSSANO PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI " TENDE A DELIMITARE, IN MATERIA DI DISCIPLINA DELLE INTESE, IL CAMPO DI APPLICAZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO RISPETTO A QUELLO DEI DIRITTI NAZIONALI . A QUESTO PROPOSITO, E SOPRATTUTTO IMPORTANTE STABILIRE SE L' ACCORDO POSSA INCIDERE, IN MODO DIRETTO O INDIRETTO, IN POTENZA O IN ATTO, SULLA LIBERTA DEL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI, IN UN SENSO CHE POSSA NUOCERE ALLA REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI UN MERCATO UNICO FRA STATI; LA CIRCOSTANZA CHE UN ACCORDO FAVORISCA L' AUMENTO, ANCHE IN MISURA CONSIDEREVOLE, DEL VOLUME DEGLI SCAMBI, NON E SUFFICIENTE AD ESCLUDERE CHE DETTO ACCORDO POSSA " PREGIUDICARE " DETTI SCAMBI NEL SENSO DELL' ARTICOLO 85 DEL TRATTATO CEE .  7 . AI FINI DELL' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, E SUPERFLUO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE GLI EFFETTI CONCRETI DI UN ACCORDO, OVE RISULTI CHE ESSO HA PER OGGETTO DI RESTRINGERE, IMPEDIRE O FALSARE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA .  8 . I CONTRATTI DI ESCLUSIVA STIPULATI TRA PRODUTTORE E CONCESSIONARIO INDIPENDENTI NON CADONO, COME TALI, SOTTO IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 . TUTTAVIA UN ACCORDO TRA PRODUTTORE E DISTRIBUTORE ALLO SCOPO DI RISTABILIRE LE BARRIERE NAZIONALI NEL COMMERCIO TRA STATI MEMBRI PUO' ESSERE TALE DA IMPEDIRE IL PERSEGUIMENTO DEGLI OBIETTIVI PRINCIPALI DELLA COMUNITA .  9 . LA CONSTATAZIONE DI UN' INFRAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 DEVE ESSERE LIMITATA AI SOLI ELEMENTI DEL CONTRATTO CHE HANNO CAUSATO L' INFRAZIONE, SE ESSI SONO LOGICAMENTE SEPARABILI DAL RESTO DELL' ACCORDO .  10 . GLI ARTICOLI 36, 222 E 234 DEL TRATTATO CEE NON OSTANO A CHE IL DIRITTO COMUNITARIO INCIDA SULL' ESERCIZIO DEI DIRITTI NAZIONALI DI PROPRIETA INDUSTRIALE .  L' ORDINAMENTO COMUNITARIO DELLA CONCORRENZA NON AMMETTE CHE SI ABUSI DEI DIRITTI DERIVANTI DA QUESTO O DA QUELL' ORDINAMENTO NAZIONALE IN MATERIA DI MARCHI ALLO SCOPO DI ELUDERE LE NORME COMUNITARIE SULLE INTESE .  11 . IN CASO DI CONTROVERSIA SU UN CONTRATTO DI ESCLUSIVA, LA COMMISSIONE NON E TENUTA A CHIAMARE D' UFFICIO GLI ALTRI CONCESSIONARI DELLO STESSO CONCEDENTE, ESTRANEI AL CONTRATTO STESSO, A PARTECIPARE ALLA PROCEDURA CHE SI SVOLGE DINANZI A LEI .  12 . LA COMMISSIONE NON PUO' LIMITARSI AD ESIGERE DALLE IMPRESE LA PROVA CHE SUSSISTONO I REQUISITI PER L' ESENZIONE, MA DEVE, NELL' INTERESSE DI UNA SANA AMMINISTRAZIONE, CONCORRERE CON I PROPRI MEZZI ALL' ACCERTAMENTO DEI FATTI E DELLE CIRCOSTANZE RILEVANTI .  IL CONTROLLO GIURISDIZIONALE DI DETTA VALUTAZIONE NON PUO' SPINGERSI OLTRE L' ESAME DEI DATI DI FATTO E DELLE CONSEGUENZE GIURIDICHE CHE LA COMMISSIONE NE HA TRATTO; QUESTO CONTROLLO VA ESERCITATO IN PRIMO LUOGO SULLA MOTIVAZIONE DELLE DECISIONI, LA QUALE, A PROPOSITO DI DETTA VALUTAZIONE, DEVE PRECISARE I FATTI E LE CONSIDERAZIONI SUI QUALI ESSE SONO FONDATE .  13 . IL MIGLIORAMENTO DELLA PRODUZIONE E DELLA DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI NON PUO' CONSISTERE NEI VANTAGGI CHE I CONTRAENTI TRAGGONO DALL' ACCORDO PER QUANTO RIGUARDA LA LORO ATTIVITA DI PRODUZIONE O DI DISTRIBUZIONE, POICHE IL CONTENUTO DELLA NOZIONE DI MIGLIORAMENTO NON DEVE DIPENDERE DALLE PARTICOLARITA DEI RAPPORTI CONTRATTUALI DI CUI TRATTASI . IL MIGLIORAMENTO DEVE PRESENTARE VANTAGGI OGGETTIVI SENSIBILI, TALI DA COMPENSARE GLI INCONVENIENTI CHE NE DERIVANO SUL PIANO DELLA CONCORRENZA .  NEL VALUTARE L' IMPORTANZA RELATIVA DEI VARI ELEMENTI SOTTOPOSTI AL SUO ESAME, LA COMMISSIONE DEVE TANTO APPREZZARNE L' EFFICACIA AI FINI DI UN MIGLIORAMENTO CONTROLLABILE DELLA PRODUZIONE E DELLA DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI, QUANTO ACCERTARE SE IL VANTAGGIO DERIVANTENE SIA SUFFICIENTE A FAR CONSIDERARE INDISPENSABILI LE CORRELATIVE LIMITAZIONI DELLA CONCORRENZA .  

Parti

NELLE CAUSE RIUNITE 56-64 E 58-64 PROMOSSE DALLE  ETABLISSEMENTS CONSTEN, S.A.R.L .,  CON SEDE IN COURBEVOIE ( SEINE ),  ASSISTITA DALL' AVV . J . LASSIER, DEL FORO DI PARIGI,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . J . WELTER, RUE WILLY GOERGEN 6, RICORRENTE NELLA CAUSA 56-64,  E  GRUNDIG-VERKAUFS-GMBH,  CON SEDE IN FUERTH ( BAVIERA ),  NELLA PERSONA DEL SIG . MAX GRUNDIG,  CON GLI AVVOCATI H . HELLMANN E K . PFEIFFER, DEL FORO DI COLONIA,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . A . NEYENS, RUE DES GLACIS 9, RICORRENTE NELLA CAUSA 58-64,  SOSTENUTE DA  IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA,  RAPPRESENTATO DAL MINISTRO PLENIPOTENZIARIO ADOLFO MARESCA, VICE CAPO DEL CONTENZIOSO DIPLOMATICO DEL MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI, IN QUALITA DI AGENTE, ASSISTITO DALL' AVV . P . PERONACI, SOSTITUTO AVVOCATO GENERALE DELLO STATO,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AMBASCIATA D' ITALIA, RUE MARIE-ADELAIDE 5, INTERVENIENTE IN ENTRAMBE LE CAUSE,  E  IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA,  RAPPRESENTATO DAL DOTT . U . EVERLING, MINISTERIALRAT, E DAL DOTT . H . PETERS, REGIERUNGSRAT,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO LA CANCELLERIA DELL' AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, BOULEVARD ROYAL 3, INTERVENIENTE NELLA CAUSA 58-64,  CONTRO  LA COMMISSIONE DELLA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA,  RAPPRESENTATA DAI SUOI CONSULENTI GIURIDICI, DOTT . G . LE TALLEC ( CAUSA 56-64 ) E DOTT . J . THIESING ( CAUSA 58-64 ), IN QUALITA DI AGENTI,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO LA SEGRETERIA DEL SERVIZIO GIURIDICO DEGLI ESECUTIVI EUROPEI, PLACE DE METZ 2, CONVENUTA,  SOSTENUTA DALLE SOCIETA  WILLY LEISSNER S.A .,  CON SEDE IN STRASBURGO,  ASSISTITA DALL' AVV . C . LAPP, DEL FORO DI STRASBURGO,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . H . GLAESENER, NOTAIO, RUE GLESENER 20,  E  U.N.E.F ., S.A.R.L .,  CON SEDE IN PARIGI,  RAPPRESENTATA DAGLI AVVOCATI R . COLLIN, DEL FORO DI PARIGI, E P . A . FRANCK, DEL FORO DI BRUXELLES,  E CON DOMICILIO ELETTO A LUSSEMBURGO PRESSO L' AVV . E . ARENDT, RUE WILLY GOERGEN 6, INTERVENIENTI,  

Oggetto della causa

CAUSE AVENTI AD OGGETTO : L' ANNULLAMENTO DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE IN DATA 23 SETTEMBRE 1964, RELATIVA AD UN PROCEDIMENTO A NORMA DELL' ARTICOLO 85 DEL TRATTATO ( IV/A-00004 - 03344 " GRUNDIG-CONSTEN "); 

Motivazione della sentenza

SULLA CENSURA RELATIVA ALLA QUALIFICAZIONE DELL' ATTO IMPUGNATO  LA RICORRENTE CONSTEN DEDUCE LA VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI DAL FATTO CHE IL TESTO PUBBLICATO NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITA EUROPEE HA QUALIFICATO L' ATTO IMPUGNATO COME DIRETTIVA, MENTRE QUESTA NON PUO' ESSERE DIRETTA A DEI SINGOLI .  LA CORTE RILEVA CHE, TRATTANDOSI DI UN ATTO DESTINATO A DELLE IMPRESE NOMINATIVAMENTE INDICATE, SOLO IL TESTO NOTIFICATO AI DESTINATARI FA FEDE . QUESTO TESTO RECA LA FORMULA " LA COMMISSIONE HA ADOTTATO LA SEGUENTE DECISIONE ". IL MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  SULLE CENSURE RELATIVE ALLA VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO  LA RICORRENTE CONSTEN SI DUOLE CHE LA COMMISSIONE ABBIA VIOLATO I DIRITTI DELLA DIFESA, NON COMUNICANDOLE L' INTERO FASCICOLO . LA RICORRENTE GRUNDIG ELEVA LA STESSA CENSURA CON PARTICOLARE RIFERIMENTO A DUE NOTE, PROVENIENTI DA ORGANISMI FRANCESI E TEDESCHI E DI CUI LA COMMISSIONE HA TENUTO CONTO NELLA DECISIONE .  LA CORTE OSSERVA CHE LA PROCEDURA DINANZI ALLA COMMISSIONE PER L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85 DEL TRATTATO E UNA PROCEDURA AMMINISTRATIVA LA QUALE IMPLICA CHE GLI INTERESSATI SIANO MESSI IN GRADO DI PRESENTARE TEMPESTIVAMENTE LE LORO OSSERVAZIONI CIRCA GLI ADDEBITI LORO MOSSI DALLA COMMISSIONE . A TAL FINE ESSI DEVONO ESSERE INFORMATI DELLE CIRCOSTANZE DI FATTO SULLE QUALI GLI ADDEBITI SONO FONDATI; NON E TUTTAVIA NECESSARIO CHE VENGA LORO COMUNICATO L' INTERO FASCICOLO .  NELLA FATTISPECIE, IL DOCUMENTO STESO DALLA COMMISSIONE IL 20 DICEMBRE 1963 MENZIONA TUTTE LE CIRCOSTANZE SU CUI SI BASANO GLI ADDEBITI . LE RICORRENTI HANNO REGOLARMENTE RICEVUTO TALE DOCUMENTO ED HANNO POTUTO PRESENTARE LE LORO OSSERVAZIONI SCRITTE ED ORALI . NELLA DECISIONE IMPUGNATA NON VIENE FATTA MENZIONE DI ADDEBITI DIVERSI DA QUELLI CHE AVEVANO COSTITUITO OGGETTO DI DETTA PROCEDURA .  LA RICORRENTE CONSTEN SOSTIENE CHE LA DECISIONE E STATA DEL PARI ADOTTATA IN VIOLAZIONE DEL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO, IN QUANTO NON VI SONO INDICATI I PRINCIPALI ARGOMENTI DA ESSA SVOLTI DINANZI ALLA COMMISSIONE, IN ISPECIE LE RICHIESTE INTESE AD OTTENERE UN SUPPLEMENTO D' ISTRUTTORIA .  LA CORTE RILEVA CHE, IN UNA PROCEDURA NON GIURISDIZIONALE, L' AMMINISTRAZIONE NON E TENUTA A MOTIVARE IL RIGETTO DEGLI ARGOMENTI DELLE PARTI . NON RISULTA QUINDI CHE NEL CORSO DELLA PROCEDURA DINANZI ALLA COMMISSIONE IL DIRITTO DI DIFESA DELLE PARTI SIA STATO VIOLATO .  IL MOTIVO E PERTANTO INFONDATO .  SULLA CENSURA RELATIVA ALLA CONSTATAZIONE DELL' INFRAZIONE NEL DISPOSITIVO DELLA DECISIONE  IL GOVERNO TEDESCO DEDUCE LA VIOLAZIONE DI FORME ESSENZIALI, AFFERMANDO CHE LA CONSTATAZIONE DELL' INFRAZIONE AVREBBE DOVUTO TROVARE LUOGO ESCLUSIVAMENTE NELLA MOTIVAZIONE E NON NEL DISPOSITIVO DELLA DECISIONE .  LA CORTE OSSERVA CHE DETTA CONSTATAZIONE COSTITUISCE IL FONDAMENTO DELL' OBBLIGO DELLE PARTI DI PORRE FINE ALL' INFRAZIONE . I SUOI EFFETTI SULLA SITUAZIONE GIURIDICA DELLE IMPRESE INTERESSATE NON DIPENDONO DALLA SUA UBICAZIONE NELLA DECISIONE . LA CENSURA NON E PERTINENTE E VA QUINDI DISATTESA .  SUI MOTIVI RIGUARDANTI L' APPLICABILITA DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, AI CONTRATTI DI ESCLUSIVA  LE RICORRENTI ASSUMONO CHE IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, SI APPLICA SOLO ALLE INTESE DETTE ORIZZONTALI . IL GOVERNO ITALIANO SOSTIENE INOLTRE CHE I CONTRATTI DI ESCLUSIVA NON SONO " ACCORDI TRA IMPRESE " AI SENSI DI DETTA DISPOSIZIONE, NON TROVANDOSI LE PARTI SU UN PIEDE DI UGUAGLIANZA; NEI CONFRONTI DI DETTI CONTRATTI, LA LIBERTA DELLA CONCORRENZA POTREBBE ESSERE TUTELATA SOLO IN VIRTU DELL' ARTICOLO 86 DEL TRATTATO .  LA CORTE RILEVA CHE NE IL TENORE DELL' ARTICOLO 85 NE QUELLO DELL' ARTICOLO 86 GIUSTIFICANO UNA SIFFATTA SPECIALIZZAZIONE DEI DETTI DUE ARTICOLI IN FUNZIONE DELLO STADIO ECONOMICO AL QUALE I CONTRAENTI OPERANO . L' ARTICOLO 85, RIFERENDOSI IN VIA GENERALE A TUTTI GLI ACCORDI CHE FALSANO LA CONCORRENZA NELL' AMBITO DEL MERCATO COMUNE, NON FA ALCUNA DISTINZIONE A SECONDA CHE SIANO INTERVENUTI FRA OPERATORI CONCORRENTI ALLO STESSO STADIO OPPURE FRA OPERATORI NON CONCORRENTI CHE AGISCONO IN STADI DIVERSI . PER MOTIVI DI PRINCIPIO, NON SI POSSONO EFFETTUARE DISTINZIONI IGNOTE AL TRATTATO .  NON SI PUO' INOLTRE ESCLUDERE L' APPLICABILITA DELL' ARTICOLO 85 A UN ACCORDO DI CONCESSIONE ESCLUSIVA AFFERMANDO CHE CONCEDENTE E CONCESSIONARIO NON SONO IN CONCORRENZA FRA LORO E NON SI TROVANO SU UN PIEDE DI UGUAGLIANZA . LA CONCORRENZA PUO' ESSERE ALTERATA AI SENSI DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, NON SOLO DA ACCORDI CHE LA LIMITANO FRA LE PARTI, MA ANCHE DA ACCORDI CHE IMPEDISCONO O RESTRINGONO LA CONCORRENZA CHE POTREBBE AVER LUOGO FRA UNA DI ESSE E I TERZI . SOTTO QUESTO ASPETTO, E INDIFFERENTE CHE LE PARTI SI TROVINO O MENO SU UN PIEDE DI UGUAGLIANZA PER QUANTO RIGUARDA LA LORO POSIZIONE E LA LORO FUNZIONE ECONOMICA . CIO' E TANTO PIU VERO IN QUANTO, CON L' ACCORDO, LE PARTI POTREBBERO CERCARE, IMPEDENDO E LIMITANDO LA CONCORRENZA DEI TERZI, DI CREARE O GARANTIRE A LORO FAVORE UN VANTAGGIO INGIUSTO A DANNO DEL CONSUMATORE O DELL' UTENTE, IN CONTRASTO CON GLI OBIETTIVI GENERALI DELL' ARTICOLO 85 .  E' DUNQUE POSSIBILE CHE, SENZA IMPLICARE UN ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE, UN ACCORDO FRA OPERATORI ECONOMICI CHE AGISCONO IN STADI DIVERSI SIA ATTO A PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI E NEL CONTEMPO ABBIA PER OGGETTO O PER EFFETTO D' IMPEDIRE, RESTRINGERE O FALSARE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA, RICADENDO COSI' SOTTO IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 .  SAREBBE POI VANO CONFRONTARE LA SITUAZIONE ( SOGGETTA ALL' ARTICOLO 85 ) DEL PRODUTTORE LEGATO AL DISTRIBUTORE DEI SUOI PRODOTTI MEDIANTE UN ACCORDO DI ESCLUSIVA CON QUELLA DEL FABBRICANTE CHE PROVVEDE DIRETTAMENTE ALLA DISTRIBUZIONE DEI SUOI PRODOTTI IN UN MODO QUALSIASI, AD ESEMPIO SERVENDOSI DI RAPPRESENTANTI, ED E COME TALE SOTTRATTO ALL' ARTICOLO 85 . QUESTE DUE SITUAZIONI NON SOLTANTO SONO GIURIDICAMENTE DISTINTE, MA HANNO ALTRESI' UN VALORE DIVERSO, POTENDO NON ESSERE IDENTICA L' EFFICACIA DI DUE CIRCUITI ECONOMICI, L' UNO INTEGRATO E L' ALTRO NO .  SE IL TENORE DELL' ARTICOLO 85 RENDE IL DIVIETO APPLICABILE ( OVE NE RICORRANO I RESTANTI PRESUPPOSTI ) A UN ACCORDO INTERVENUTO FRA PIU IMPRESE ED ESCLUDE DI CONSEGUENZA IL CASO DELL' IMPRESA UNICA CHE PROVVEDE DIRETTAMENTE ALLA DISTRIBUZIONE, CIO' NON SIGNIFICA CHE SI DEBBA CONSIDERARE LEGITTIMA, PER SEMPLICE ANALOGIA ECONOMICA - DEL RESTO INCOMPLETA - E IN CONTRADDIZIONE CON DETTO ARTICOLO, LA SITUAZIONE CONTRATTUALE NASCENTE DALL' ACCORDO FRA UN' IMPRESA DI PRODUZIONE E UN' IMPRESA DI DISTRIBUZIONE . SE NEL PRIMO CASO IL TRATTATO HA VOLUTO RISPETTARE L' ORGANIZZAZIONE INTERNA DELL' IMPRESA ED INTERVENIRE, MEDIANTE L' ARTICOLO 86, SOLO QUANDO SI GIUNGA AD UN ABUSO DI POSIZIONE DOMINANTE, ESSO NON POTEVA AVERE LO STESSO RITEGNO NEL CASO IN CUI GLI OSTACOLI PER LA CONCORRENZA DERIVANO DA UN ACCORDO INTERVENUTO FRA DUE IMPRESE DIVERSE . IN TAL CASO, PER TUTELARE LA CONCORRENZA, BASTERA VIETARE L' ACCORDO .  INFINE, L' ACCORDO FRA PRODUTTORE E DISTRIBUTORE, INTESO A RICOSTITUIRE LE BARRIERE NAZIONALI NEL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI, POTREBBE ESSERE IN CONTRASTO CON GLI OBIETTIVI ESSENZIALI DELLA COMUNITA . IL TRATTATO, CHE NEL PREAMBOLO E NELL' INSIEME DEL SUO TESTO MIRA A SOPPRIMERE LE BARRIERE FRA STATI E CHE, IN NUMEROSE DISPOSIZIONI, REPRIME SEVERAMENTE LA LORO RICOSTITUZIONE, NON POTEVA PERMETTERE ALLE IMPRESE DI ELEVARE NUOVAMENTE TALI BARRIERE . L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, RISPONDE A QUESTO SCOPO, QUAND' ANCHE SI TRATTI DI ACCORDI TRA IMPRESE CHE OPERANO IN FASI DIVERSE DEL PROCESSO ECONOMICO .  I SUDDETTI MOTIVI D' IMPUGNAZIONE SONO PERTANTO INFONDATI .  SULLA CENSURA RELATIVA AL REGOLAMENTO N . 19-65 DEL CONSIGLIO  LA RICORRENTE GRUNDIG METTE IN DUBBIO CHE IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, FOSSE APPLICABILE ALL' ACCORDO DI CUI TRATTASI PRIMA DELL' ADOZIONE DEL REGOLAMENTO N . 19-65 DEL CONSIGLIO, RELATIVO ALL' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, A DETERMINATE CATEGORIE DI ACCORDI .  LA CORTE OSSERVA CHE QUESTO MOTIVO E STATO DEDOTTO DALLA RICORRENTE PER LA PRIMA VOLTA NELLA REPLICA . LA CIRCOSTANZA CHE DETTO REGOLAMENTO E STATO ADOTTATO DOPO L' INTRODUZIONE DEL RICORSO NON PUO' GIUSTIFICARE TALE RITARDO . IL MOTIVO SI RISOLVE INFATTI NELL' ASSUNTO CHE PRIMA DELL' ADOZIONE DI DETTO REGOLAMENTO LA COMMISSIONE NON AVREBBE POTUTO APPLICARE L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, IN QUANTO NON POTEVA ANCORA PROCEDERE AD ESENZIONI PER CATEGORIE DI ACCORDI . POSTO CHE QUESTA CIRCOSTANZA PREESISTEVA AL REGOLAMENTO N . 19-65, QUESTO NON PUO' COSTITUIRE UN FATTO NUOVO, AI SENSI DELL' ARTICOLO 42 DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, ATTO A GIUSTIFICARE LA TARDIVA DEDUZIONE DEL MOTIVO CHE E PERTANTO INAMMISSIBILE .  SULLE CENSURE RELATIVE ALLA NOZIONE DI " ACCORDI CHE POSSANO PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI "  LE RICORRENTI E IL GOVERNO TEDESCO SOSTENGONO CHE LA COMMISSIONE, BASANDOSI SU UN' INTERPRETAZIONE ERRONEA DELLA NOZIONE DI ACCORDO ATTO A PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI, NON HA DIMOSTRATO CHE, SENZA L' ACCORDO DI CUI TRATTASI, DETTO COMMERCIO SAREBBE STATO PIU INTENSO .  LA CONVENUTA RIBATTE CHE QUESTO PRESUPPOSTO PER L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, SUSSISTE QUALORA, IN CONSEGUENZA DELL' ACCORDO, IL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI SI SVOLGA IN MODO DIVERSO DA QUELLO CHE SI SAREBBE AVUTO SENZA LA RESTRIZIONE PRODOTTA DALL' ACCORDO E L' INFLUENZA DI QUESTO SULLA SITUAZIONE DEL MERCATO ABBIA UNA CERTA IMPORTANZA . SAREBBE QUESTO IL CASO NOSTRO, SOPRATTUTTO IN CONSIDERAZIONE DEGLI OSTACOLI CHE L' ACCORDO CREA NEL MERCATO COMUNE IN MATERIA DI IMPORTAZIONI E DI ESPORTAZIONI DEI PRODOTTI GRUNDIG IN PROVENIENZA E A DESTINAZIONE DELLA FRANCIA .  LA CORTE RILEVA CHE IL PRESUPPOSTO DI CUI SOPRA TENDE A DELIMITARE, IN MATERIA DI DISCIPLINA DELLE INTESE, IL CAMPO DI APPLICAZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO RISPETTO A QUELLO DEI DIRITTI NAZIONALI . PROPRIO NELLA MISURA INFATTI IN CUI L' ACCORDO PUO' PREGIUDICARE IL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI, L' ALTERAZIONE DELLA CONCORRENZA PROVOCATA DALL' ACCORDO STESSO RICADE SOTTO I DIVIETI DELL' ARTICOLO 85, MENTRE IN CASO CONTRARIO VI E SOTTRATTA . A QUESTO PROPOSITO, E SOPRATTUTTO IMPORTANTE STABILIRE SE L' ACCORDO POSSA INCIDERE, IN MODO DIRETTO O INDIRETTO, IN POTENZA O IN ATTO, SULLA LIBERTA DEL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI, IN UN SENSO CHE POSSA NUOCERE ALLA REALIZZAZIONE DEGLI OBIETTIVI DI UN MERCATO UNICO FRA STATI .  LA CIRCOSTANZA CHE UN ACCORDO FAVORISCA L' AUMENTO, ANCHE IN MISURA CONSIDEREVOLE, DEL VOLUME DEGLI SCAMBI FRA STATI NON E QUINDI SUFFICIENTE AD ESCLUDERE CHE DETTO ACCORDO POSSA " PREGIUDICARE " DETTI SCAMBI NEL SENSO SOPRA PRECITATO . NELLA FATTISPECIE IL CONTRATTO FRA LA GRUNDIG E LA CONSTEN, IMPEDENDO IN PRIMO LUOGO AD UN' IMPRESA DIVERSA DALLA CONSTEN DI IMPORTARE IN FRANCIA I PRODOTTI GRUNDIG E VIETANDO IN SECONDO LUOGO ALLA CONSTEN DI RIESPORTARE DETTI PRODOTTI IN ALTRI PAESI DEL MERCATO COMUNE, PREGIUDICA INCONTESTABILMENTE IL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI . QUESTA LIMITAZIONE DELLA LIBERTA DI COMMERCIO, COME PURE QUELLE CHE POSSONO DERIVARE AI TERZI DAL DEPOSITO IN FRANCIA, AD OPERA DELLA CONSTEN, DEL MARCHIO GINT CHE LA GRUNDIG APPONE A TUTTI I SUOI PRODOTTI, SONO SUFFICIENTI A FAR RITENERE CHE RICORRE IL PRESUPPOSTO DI CUI TRATTASI .  LE CENSURE ELEVATE A QUESTO PROPOSITO VANNO PERTANTO DISATTESE .  SULLE CENSURE RELATIVE AL CRITERIO DELLA RESTRIZIONE DELLA CONCORRENZA .  LE RICORRENTI E IL GOVERNO TEDESCO SOSTENGONO CHE, AVENDO LA COMMISSIONE LIMITATO IL SUO ESAME AI SOLI PRODOTTI GRUNDIG, LA DECISIONE E BASATA SU UNA NOZIONE ERRONEA DELLA CONCORRENZA E DEL DIVIETO SANCITO DALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 . QUESTA NOZIONE RIGUARDEREBBE SOPRATTUTTO LA CONCORRENZA FRA PRODOTTI SIMILARI DI MARCHE DIVERSE . LA COMMISSIONE PRIMA DI DICHIARARE APPLICABILE L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, AVREBBE DOVUTO, SECONDO UN' APPLICAZIONE RAGIONEVOLE DELLA NORMA (" RULE OF REASON "), CONSIDERARE GLI EFFETTI ECONOMICI DEL CONTRATTO DI CUI TRATTASI SULLA CONCORRENZA TRA LE VARIE MARCHE .  SECONDO LE PARTI SUDDETTE, GLI ACCORDI VERTICALI DI RAPPRESENTANZA ESCLUSIVA SI DOVREBBERO PRESUMERE FAVOREVOLI ALLA CONCORRENZA E NELLA FATTISPECIE NULLA PERMETTEREBBE D' INVALIDARE DETTA PRESUNZIONE . AL CONTRARIO, IL CONTRATTO LITIGIOSO AVREBBE ACCRESCIUTO LA CONCORRENZA FRA PRODOTTI SIMILARI DI VARIE MARCHE .  LA CORTE OSSERVA CHE IL PRINCIPIO DELLA LIBERTA DELLA CONCORRENZA RIGUARDA I VARI STADI E ASPETTI DI QUESTA . SE LA CONCORRENZA FRA PRODUTTORI E IN GENERE PIU APPARISCENTE DI QUELLA FRA DISTRIBUTORI DELLA STESSA MARCA, CIO' NON SIGNIFICA CHE UN ACCORDO DIRETTO A RESTRINGERE QUEST' ULTIMA SIA SOTTRATTO AL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, PER IL SOLO FATTO CHE ESSO POTREBBE INCREMENTARE LA PRIMA .  D' ALTRO LATO, AI FINI DELL' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, E SUPERFLUO PRENDERE IN CONSIDERAZIONE GLI EFFETTI CONCRETI DI UN ACCORDO, OVE RISULTI CHE ESSO HA PER OGGETTO DI RESTRINGERE, IMPEDIRE O FALSARE IL GIOCO DELLA CONCORRENZA . PERCIO' LA MANCANZA, NELLA DECISIONE IMPUGNATA, DI QUALSIASI ESAME DEGLI EFFETTI DELL' ACCORDO SUL PIANO DELLA CONCORRENZA FRA PRODOTTI SIMILARI DI MARCHE DIVERSE, NON COSTITUISCE DI PER SE UN VIZIO DELLA DECISIONE .  RESTA QUINDI DA STABILIRE SE LA DECISIONE IMPUGNATA ABBIA GIUSTAMENTE APPLICATO IL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, ALL' ACCORDO LITIGIOSO, IN RAGIONE DELLA LIMITAZIONE DELLA CONCORRENZA DA ESSO POSTA IN ESSERE SUL PIANO DELLA DISTRIBUZIONE DEI SOLI PRODOTTI GRUNDIG . L' INFRAZIONE CONSTATATA DALLA DECISIONE IMPUGNATA RISULTA DALL' ESCLUSIVA ASSOLUTA ATTRIBUITA DA DETTO CONTRATTO ALLA CONSTEN IN BASE AL DIRITTO FRANCESE . LE RICORRENTI HANNO VOLUTO ELIMINARE QUALSIASI POSSIBILITA DI CONCORRENZA, AL LIVELLO DEL COMMERCIO ALL' INGROSSO DEI PRODOTTI GRUNDIG NELLA ZONA CONTEMPLATA DAL CONTRATTO, CON DUE MEZZI PRINCIPALI .  IN PRIMO LUOGO, LA SOCIETA GRUNDIG S' E IMPEGNATA A NON FORNIRE A TERZI, NEMMENO INDIRETTAMENTE, DEI PRODOTTI DESTINATI A DETTA ZONA . LA PORTATA RESTRITTIVA DI QUESTO IMPEGNO APPARE CHIARAMENTE OVE LA SI CONSIDERI ALLA LUCE DEL DIVIETO DI ESPORTARE CHE E STATO IMPOSTO, NON SOLO ALLA DITTA CONSTEN, MA ANCHE A TUTTI GLI ALTRI CONCESSIONARI ESCLUSIVI DELLA SOCIETA GRUNDIG, COME PURE AI GROSSISTI TEDESCHI .  IN SECONDO LUOGO, IL DEPOSITO IN FRANCIA, AD OPERA DELLA CONSTEN, DEL MARCHIO GINT, CHE LA GRUNDIG APPONE A TUTTI I SUOI PRODOTTI, TENDE AD AGGIUNGERE ALLA GARANZIA ( INERENTE ALL' ACCORDO LITIGIOSO ) CONTRO IL RISCHIO D' IMPORTAZIONI PARALLELE IN FRANCIA DI PRODOTTI GRUNDIG, QUELLA RISULTANTE DAI DIRITTI DI PROPRIETA INDUSTRIALE . NESSUN TERZO POTREBBE COSI' IMPORTARE DEI PRODOTTI GRUNDIG PROVENIENTI DA ALTRI PAESI MEMBRI DELLA COMUNITA PER RIVENDERLI IN FRANCIA, SENZA ESPORSI A GRAVI INCONVENIENTI .  GIUSTAMENTE LA CONVENUTA HA TENUTO CONTO NEL SUO COMPLESSO DEL SISTEMA CREATO DALLA GRUNDIG . PER CARATTERIZZARE LA SITUAZIONE CONTRATTUALE, SI DEVE INFATTI COLLOCARE IL CONTRATTO NEL CONTESTO ECONOMICO E GIURIDICO IN VISTA DEL QUALE LE PARTI L' HANNO CONCLUSO, SENZA CHE CIO' POSSA ESSERE CONSIDERATO COME UN' INTRUSIONE IN ATTI O SITUAZIONI GIURIDICHE ESULANTI DALLA PROCEDURA DINANZI ALLA COMMISSIONE . LA SITUAZIONE SOPRA CONSTATATA SI RISOLVE NELL' ISOLAMENTO DEL MERCATO FRANCESE E CONSENTE DI PRATICARE PER I PRODOTTI DI CUI TRATTASI DEI PREZZI SOTTRATTI A UN' EFFICACE CONCORRENZA .  SE CIO' NON BASTASSE, NELLA MISURA IN CUI HANNO SUCCESSO GLI SFORZI DEI PRODUTTORI PER CARATTERIZZARE LE LORO MARCHE AGLI OCCHI DEI CONSUMATORI, L' EFFICACIA DELLA CONCORRENZA FRA PRODUTTORI TENDE A DIMINUIRE . DATA LA CONSIDEREVOLE INCIDENZA, SUL COSTO COMPLESSIVO DI PRODUZIONE, DELLE SPESE DI DISTRIBUZIONE, E IMPORTANTE CHE LA CONCORRENZA FRA COMMERCIANTI SIA DEL PARI STIMOLATA . LA CONCORRENZA TRA DISTRIBUTORI DEI PRODOTTI DELLA STESSA MARCA STIMOLA APPUNTO GLI SFORZI DEL COMMERCIANTE .  L' ACCORDO INTESO AD ISOLARE IL MERCATO FRANCESE DEI PRODOTTI GRUNDIG ED A MANTENERE ARTIFICIALMENTE, PER I PRODOTTI DI UNA MARCA MOLTO DIFFUSA, DEI MERCATI NAZIONALI DISTINTI IN SENO ALLA COMUNITA E QUINDI ATTO A FALSARE LA CONCORRENZA NEL MERCATO COMUNE . GIUSTAMENTE PERCIO' LA DECISIONE IMPUGNATA DICHIARA CHE L' ACCORDO COSTITUISCE UN' INFRAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1; QUALSIASI ALTRA CONSIDERAZIONE RELATIVA, VUOI AGLI ASPETTI ECONOMICI ( DIFFERENZE DI PREZZO TRA LA FRANCIA E LA GERMANIA, CARATTERE RAPPRESENTATIVO DEL TIPO D' APPARECCHIO IN QUESTIONE, ENTITA DELLE SPESE SOSTENUTE DALLA CONSTEN ), VUOI ALL' ESATTEZZA DEI CRITERI ADOTTATI DALLA COMMISSIONE NEL CONFRONTARE LA SITUAZIONE DEL MERCATO FRANCESE CON QUELLA DEL MERCATO TEDESCO, O AI POSSIBILI EFFETTI FAVOREVOLI DELL' ACCORDO SOTTO ALTRI ASPETTI, NON AVREBBE COMUNQUE POTUTO PORTARE, DI FRONTE ALLE RESTRIZIONI SOPRA MENZIONATE, AD UNA SOLUZIONE DIVERSA NELL' AMBITO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 .  SULLE CENSURE RELATIVE ALL' ESTENSIONE DEL DIVIETO  LA RICORRENTE GRUNDIG E IL GOVERNO TEDESCO SI DOLGONO CHE LA COMMISSIONE NON ABBIA ESCLUSO DAL DIVIETO, NEL DISPOSITIVO DELLA DECISIONE IMPUGNATA, LE CLAUSOLE DEL CONTRATTO A PROPOSITO DELLE QUALI NON E STATO ACCERTATO ALCUN EFFETTO ATTO A RESTRINGERE LA CONCORRENZA, E DI AVER QUINDI OMESSO DI CIRCOSCRIVERE L' INFRAZIONE .  LA CORTE RILEVA CHE DALLA MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE IMPUGNATA, COME PURE DAL SUO ARTICOLO 3, RISULTA CHE L' INFRAZIONE CONSTATATA NELL' ARTICOLO 1 DEL DISPOSITIVO NON CONSISTE NELL' IMPEGNO DELLA SOCIETA GRUNDIG DI VENDERE DIRETTAMENTE IN FRANCIA SOLO ALLA CONSTEN . L' INFRAZIONE CONSISTE NELLE CLAUSOLE CHE, IN AGGIUNTA ALLA CONCESSIONE DELL' ESCLUSIVA, TENDONO AD IMPEDIRE, IN FORZA DEL DIRITTO INTERNO, LE IMPORTAZIONI PARALLELE DI PRODOTTI GRUNDIG IN FRANCIA, ASSICURANDO AL CONCESSIONARIO L' ESCLUSIVA ASSOLUTA .  LA NULLITA ASSOLUTA SANCITA DALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 2, COLPISCE I SOLI ELEMENTI DELL' ACCORDO SOGGETTI AL DIVIETO, OVVERO L' ACCORDO NEL SUO COMPLESSO QUALORA DETTI ELEMENTI APPAIANO ESSENZIALI PER L' ACCORDO STESSO . LA COMMISSIONE AVREBBE QUINDI DOVUTO, O LIMITARSI, NEL DISPOSITIVO DELLA DECISIONE IMPUGNATA, A CONSTATARE L' INFRAZIONE NEI SOLI ELEMENTI DELL' ACCORDO COLPITI DAL DIVIETO, OPPURE PRECISARE NELLA MOTIVAZIONE LE RAGIONI PER CUI DETTI ELEMENTI LE SEMBRAVANO ESSENZIALI PER L' ACCORDO .  DALL' ARTICOLO 1 DELLA DECISIONE EMERGE INVECE CHE L' INFRAZIONE E STATA CONSTATATA NEI CONFRONTI DELL' ACCORDO NEL SUO COMPLESSO, SENZA CHE LA COMMISSIONE ABBIA ADEGUATAMENTE MOTIVATO LA NECESSITA DI DICHIARARE NULLO L' INTERO ACCORDO . NON TUTTE LE CLAUSOLE DI QUESTO RISULTANO IN CONTRASTO CON L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 . LA SITUAZIONE RICONOSCIUTA INCOMPATIBILE CON L' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, NON DERIVA INFATTI DALL' AZIONE CONCOMITANTE DI TUTTE LE CLAUSOLE DELL' ACCORDO NE DALL' EFFETTO GLOBALE DI QUESTO, BENSI' DA DETERMINATE CLAUSOLE DEL CONTRATTO DEL 1 ) APRILE 1957, RELATIVE ALLA PROTEZIONE TERRITORIALE ASSOLUTA, E DALL' ACCORDO ADDIZIONALE SUL MARCHIO GINT .  L' ARTICOLO 1 DELLA DECISIONE IMPUGNATA VA QUINDI ANNULLATO NELLA PARTE IN CUI ESTENDE, SENZA VALIDO MOTIVO, LA NULLITA DI CUI ALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 2, A TUTTE LE CLAUSOLE DELL' ACCORDO .  SUI MOTIVI RIGUARDANTI LA CONSTATAZIONE DELL' INFRAZIONE RELATIVA ALL' ACCORDO SUL MARCHIO GINT  LE RICORRENTI ASSUMONO CHE LA COMMISSIONE, DICHIARANDO CHE L' ACCORDO SUL DEPOSITO IN FRANCIA DEL MARCHIO GINT SERVE A GARANTIRE L' ESCLUSIVA ASSOLUTA DELLA CONSTEN E TOGLIENDO DI CONSEGUENZA A QUESTA, ALL' ARTICOLO 3 DELLA DECISIONE IMPUGNATA, LA POSSIBILITA DI VALERSI DEI DIRITTI ATTRIBUITILE DAL DIRITTO NAZIONALE SUI MARCHI ONDE OPPORSI ALLE IMPORTAZIONI PARALLELE, HA VIOLATO GLI ARTICOLI 36, 222 E 234 DEL TRATTATO CEE ED E ALTRESI' ANDATA OLTRE I LIMITI DELLA PROPRIA COMPETENZA .  LE RICORRENTI SOSTENGONO PIU PRECISAMENTE CHE L' EFFETTO CRITICATO SUL PIANO DELLA CONCORRENZA E DOVUTO NON GIA ALL' ACCORDO, MA ALLA REGISTRAZIONE DEL MARCHIO IN CONFORMITA AL DIRITTO FRANCESE, LA QUALE FA SORGERE UN DIRITTO ORIGINARIO DEL TITOLARE SUL MARCHIO DA CUI DERIVEREBBE L' ESCLUSIVA ASSOLUTA IN VIRTU DEL DIRITTO NAZIONALE .  LA CORTE RILEVA CHE IL FATTO CHE, PER CONTRATTO, LA CONSTEN SIA LA SOLA A DISPORRE IN FRANCIA DEL MARCHIO GINT, UTILIZZABILE NELLO STESSO MODO IN ALTRI PAESI, E DESTINATO A PERMETTERE IL CONTROLLO E L' ESCLUSIONE DELLE IMPORTAZIONI PARALLELE . PERCIO' TENDE A RESTRINGERE LA CONCORRENZA L' ACCORDO CON CUI LA GRUNDIG, TITOLARE DI DETTO MARCHIO IN VIRTU DI UNA REGISTRAZIONE INTERNAZIONALE, HA AUTORIZZATO LA CONSTEN A DEPOSITARLO IN FRANCIA IN NOME PROPRIO . SE E VERO CHE PER IL DIRITTO FRANCESE LA CONSTEN, IN SEGUITO AL DEPOSITO DEL MARCHIO GINT, E TITOLARE A TITOLO ORIGINARIO DEI DIRITTI AD ESSO RELATIVI, NON E MEN VERO CHE ESSA HA PROCEDUTO AL DEPOSITO IN VIRTU DI UN ACCORDO CON LA GRUNDIG . DETTO ACCORDO PUO' QUINDI ESSERE COLPITO DAL DIVIETO DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 .  QUESTO DIVIETO SAREBBE PRIVO DI EFFETTO SE LA RICORRENTE CONSTEN POTESSE CONTINUARE A SERVIRSI DEL MARCHIO ALLO STESSO SCOPO PERSEGUITO CON L' ACCORDO RICONOSCIUTO ILLECITO . GLI ARTICOLI 36, 222 E 234 DEL TRATTATO, INVOCATI DALLA RICORRENTE, NON OSTANO A CHE IL DIRITTO COMUNITARIO INCIDA SULL' ESERCIZIO DEI DIRITTI NAZIONALI DI PROPRIETA INDUSTRIALE . L' ARTICOLO 36, IL QUALE LIMITA LA PORTATA DELLE NORME RELATIVE ALLA LIBERALIZZAZIONE DEGLI SCAMBI CONTENUTE NEL TITOLO I, CAPO 2, DEL TRATTATO, NON PUO' RESTRINGERE L' AMBITO DI APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85 . L' ARTICOLO 222 SI LIMITA A PRECISARE CHE IL " TRATTATO LASCIA DEL TUTTO IMPREGIUDICATO IL REGIME DI PROPRIETA ESISTENTE NEGLI STATI MEMBRI ".  L' INGIUNZIONE, CONTENUTA NELL' ARTICOLO 3 DELLA DECISIONE IMPUGNATA, DI NON VALERSI DEI DIRITTI NAZIONALI RELATIVI AL MARCHIO AL FINE DI OSTACOLARE LE IMPORTAZIONI PARALLELE, SENZA ALTERARE LA PROPRIETA DI TALI DIRITTI NE LIMITA L' ESERCIZIO NELLA MISURA NECESSARIA ALLA REALIZZAZIONE DEL DIVIETO DI CUI ALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1 . IL POTERE DELLA COMMISSIONE DI EMANARE UN' INGIUNZIONE DEL GENERE, DIRITTO PREVISTO DALL' ARTICOLO 3 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 17-62, E COMPATIBILE COL CARATTERE DELL' ORDINAMENTO COMUNITARIO DELLA CONCORRENZA, COSTITUITO DA NORME DI EFFICACIA IMMEDIATA E CHE S' IMPONGONO DIRETTAMENTE AI SINGOLI . TALE ORDINAMENTO, IN VISTA DEL SUDDETTO CARATTERE E DELLE SUE FUNZIONI, NON AMMETTE CHE SI ABUSI DEI DIRITTI DERIVANTI DA QUESTO O QUELL' ORDINAMENTO NAZIONALE IN MATERIA DI MARCHI ALLO SCOPO DI ELUDERE LE NORME COMUNITARIE SULLE INTESE .  L' ARTICOLO 234, CHE HA LO SCOPO DI FAR SALVI I DIRITTI FRA GLI STATI TERZI, NON E APPLICABILE ALLA FATTISPECIE .  QUESTI MOTIVI SONO PERTANTO INFONDATI .  SULLE CENSURE RIGUARDANTI LA MANCATA AUDIZIONE DEI TERZI INTERESSATI  LE RICORRENTI E IL GOVERNO TEDESCO ASSUMONO CHE L' ARTICOLO 3 DELLA DECISIONE IMPUGNATA SI RIFERISCE IN REALTA AL COMPLESSO DELLA DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI GRUNDIG NEL MERCATO COMUNE . LA COMMISSIONE AVREBBE QUINDI ESORBITATO DALLA PROPRIA COMPETENZA E VIOLATO IL DIRITTO DI TUTTI GLI INTERESSATI DI ESSERE SENTITI .  LA CORTE OSSERVA CHE IL DIVIETO ( IMPOSTO ALLA SOCIETA GRUNDIG DA DETTO ARTICOLO 3 ) D' IMPEDIRE AI SUOI DISTRIBUTORI E CONCESSIONARI ESCLUSIVI DI ESPORTARE VERSO LA FRANCIA, COSTITUISCE IL COMPLEMENTO DELLA PROIBIZIONE DELL' ESCLUSIVA ASSOLUTA ATTRIBUITA ALLA CONSTEN . TALE DIVIETO NON ESCE QUINDI DALL' AMBITO DELLA PROCEDURA CHE HA CONDOTTO ALL' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 1, ALL' ACCORDO FRA LE RICORRENTI GRUNDIG E CONSTEN .  D' ALTRO LATO, LA DECISIONE IMPUGNATA NON INCIDE DIRETTAMENTE SULLA VALIDITA GIURIDICA DEGLI ACCORDI INTERVENUTI FRA LA GRUNDIG E I GROSSISTI E CONCESSIONARI DIVERSI DALLA CONSTEN; ESSA SI LIMITA A RESTRINGERE LA LIBERTA D' AZIONE DELLA GRUNDIG PER QUANTO RIGUARDA LE IMPORTAZIONI PARALLELE DI SUOI PRODOTTI IN FRANCIA . SE APPARE AUSPICABILE CHE LA COMMISSIONE ESTENDA LE SUE INDAGINI, NELLA MISURA DEL POSSIBILE, AI SOGGETTI CHE POSSONO ESSERE TOCCATI DALLE SUE DECISIONI, IL SEMPLICE INTERESSE AD IMPEDIRE CHE SIA DICHIARATO ILLEGITTIMO UN ACCORDO AL QUALE NON PARTECIPAVANO, ONDE CONSERVARE I VANTAGGI CH' ESSI TRAEVANO " DE FACTO " DALLA SITUAZIONE, NON COSTITUISCE UN MOTIVO SUFFICIENTE AD ATTRIBUIRE, AI RESTANTI CONCESSIONARI DELLA SOCIETA GRUNDIG, IL DIRITTO AD ESSERE CHIAMATI D' UFFICIO DALLA COMMISSIONE A PARTECIPARE ALLA PROCEDURA RELATIVA AI RAPPORTI FRA LE RICORRENTI CONSTEN E GRUNDIG .  IL MOTIVO E QUINDI INFONDATO .  SULLE CENSURE RIGUARDANTI L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3 .  PER QUANTO RIGUARDA I PRESUPPOSTI PER L' APPLICAZIONE  LE RICORRENTI, SOSTENUTE SU VARI PUNTI DAL GOVERNO TEDESCO, ASSUMONO FRA L' ALTRO CHE, CONTRARIAMENTE A QUANTO SI DICHIARA NELLA DECISIONE IMPUGNATA, NELLA FATTISPECIE RICORREVANO TUTTI I PRESUPPOSTI PER L' APPLICAZIONE DELL' ESENZIONE .  LA CONVENUTA OPPONE CHE SPETTA ALLE IMPRESE INTERESSATE PROVARE CHE SUSSISTONO I REQUISITI PRESCRITTI PER L' ESENZIONE .  LA CORTE RILEVA CHE LE IMPRESE HANNO DIRITTO A CHE LA COMMISSIONE ESAMINI ATTENTAMENTE LE LORO DOMANDE DIRETTE AD OTTENERE L' APPLICAZIONE DELL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3 . LA COMMISSIONE NON PUO' QUINDI LIMITARSI AD ESIGERE DALLE IMPRESE LA PROVA CHE SUSSISTONO I REQUISITI PER L' ESENZIONE, MA DEVE, NELL' INTERESSE DI UNA SANA AMMINISTRAZIONE, CONCORRERE COI PROPRI MEZZI ALL' ACCERTAMENTO DEI FATTI E DELLE CIRCOSTANZE RILEVANTI . D' ALTRO LATO, L' ESERCIZIO DEI POTERI DELLA COMMISSIONE IMPLICA NECESSARIAMENTE COMPLESSE VALUTAZIONI DI CARATTERE ECONOMICO . IL CONTROLLO GIURISDIZIONALE DI DETTA VALUTAZIONE NON PUO' SPINGERSI OLTRE L' ESAME DEI DATI DI FATTO E DELLE CONSEGUENZE GIURIDICHE CHE LA COMMISSIONE NE HA TRATTO; QUESTO CONTROLLO VA ESERCITATO IN PRIMO LUOGO SULLA MOTIVAZIONE DELLE DECISIONI LA QUALE, A PROPOSITO DI DETTA VALUTAZIONE, DEVE PRECISARE I FATTI E LE CONSIDERAZIONI SUI QUALI ESSE SONO FONDATE .  LA DECISIONE IMPUGNATA DICHIARA CHE LA RAGIONE PRINCIPALE PER CUI L' ESENZIONE E STATA NEGATA CONSISTE NEL FATTO CHE NON RICORRE IL PRESUPPOSTO CONTEMPLATO DALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, LETTERA A ).  IL GOVERNO TEDESCO SI DUOLE CHE DETTA DECISIONE NON RISOLVA LA QUESTIONE DEL SE GLI ELEMENTI DI CUI LA COMMISSIONE HA RICONOSCIUTO GLI EFFETTI FAVOREVOLI, IN ISPECIE LE ORDINAZIONI ANTICIPATE E I SERVIZI GARANZIA E POST VENDITA, POTREBBERO ESSERE MANTENUTI INTATTI IN MANCANZA DI PROTEZIONE TERRITORIALE ASSOLUTA .  LA CORTE OSSERVA CHE LA DECISIONE IMPUGNATA AMMETTE SOLO COME IPOTESI CHE IL CONTRATTO DI ESCLUSIVA DI CUI TRATTASI POSSA CONTRIBUIRE AL MIGLIORAMENTO DELLA PRODUZIONE E DELLA DISTRIBUZIONE . LA DECISIONE ESAMINA QUINDI LA QUESTIONE DEL SE IL MIGLIORAMENTO DELLA DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI, AD OPERA DELL' ACCORDO DI ESCLUSIVA, DIVENGA IMPOSSIBILE QUALORA SIANO AMMESSE IMPORTAZIONI PARALLELE . DOPO AVER ESAMINATO GLI ARGOMENTI RELATIVI ALLE ORDINAZIONI ANTICIPATE, ALLO STUDIO DEL MERCATO, AI SERVIZI GARANZIA E POST VENDITA, LA DECISIONE HA CONCLUSO CHE " NON E STATA ADDOTTA NE SI VEDE D' ALTRO CANTO ALCUNA ALTRA RAGIONE CHE POSSA GIUSTIFICARE LA NECESSITA DELLA PROTEZIONE TERRITORIALE ASSOLUTA ".  L' ESISTENZA DI UN MIGLIORAMENTO DELLA PRODUZIONE E DELLA DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI DI CUI TRATTASI, PRESCRITTA PER LA CONCESSIONE DELL' ESENZIONE, DEV' ESSERE VALUTATA ALLA LUCE DELL' ARTICOLO 85 . IN PRIMO LUOGO, IL MIGLIORAMENTO NON PUO' CONSISTERE NEI VANTAGGI CHE I CONTRAENTI TRAGGONO DALL' ACCORDO PER QUANTO RIGUARDA LA LORO ATTIVITA DI PRODUZIONE O DI DISTRIBUZIONE, VANTAGGI CHE SAREBBERO INCONTESTABILI E CHE FAREBBERO APPARIRE L' ACCORDO COME INDISPENSABILE IN OGNI SUO ELEMENTO AL MIGLIORAMENTO IN TAL MODO INTESO . UN SIFFATTO METODO SOGGETTIVO, CHE FA DIPENDERE IL CONTENUTO DELLA NOZIONE DI MIGLIORAMENTO DALLE PARTICOLARITA DEI RAPPORTI CONTRATTUALI DI CUI TRATTASI, NON CORRISPONDE AGLI SCOPI DELL' ARTICOLO 85 .  IN SECONDO LUOGO, IL FATTO STESSO CHE IL TRATTATO PRESCRIVA CHE LA LIMITAZIONE DELLA CONCORRENZA DEV' ESSERE " INDISPENSABILE " AL MIGLIORAMENTO, INDICA CHIARAMENTE CHE QUEST' ULTIMO DEV' ESSERE RILEVANTE . IL MIGLIORAMENTO DEVE IN ISPECIE CONSISTERE IN UN RILEVANTE VANTAGGIO OBIETTIVO, ATTO A COMPENSARE GLI INCONVENIENTI CHE NE DERIVANO SUL PIANO DELLA CONCORRENZA .  LA TESI DEL GOVERNO TEDESCO, BASATA SULL' IDEA CHE TUTTI GLI ELEMENTI FAVOREVOLI AL MIGLIORAMENTO QUALE ERA STATO PREVISTO DAI CONTRAENTI DOVREBBERO RIMANERE INTATTI, PRESUPPONE CHE SIA GIA STATO RISOLTO IN SENSO AFFERMATIVO IL PROBLEMA SE DETTI ELEMENTI SONO O MENO NON SOLO FAVOREVOLI, MA ANCHE INDISPENSABILI AL MIGLIORAMENTO DELLA PRODUZIONE O DELLA DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI DI CUI TRATTASI . ESSA QUINDI NON SOLO TENDE AD ATTENUARE IL REQUISITO DELL' INDISPENSABILITA, MA CONFONDE LA TUTELA DEGLI INTERESSI SPECIFICI DEI CONTRAENTI CON I MIGLIORAMENTI OBIETTIVI CONSIDERATI DAL TRATTATO .  NEL VALUTARE L' IMPORTANZA RELATIVA DEI VARI ELEMENTI SOTTOPOSTI AL SUO ESAME, LA COMMISSIONE DOVEVA PER CONTRO, SIA APPREZZARNE L' EFFICACIA AI FINI DI UN MIGLIORAMENTO OBIETTIVAMENTE CONTROLLABILE DELLA PRODUZIONE E DELLA DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI, SIA ACCERTARE SE IL VANTAGGIO DERIVANTENE FOSSE SUFFICIENTE A FAR CONSIDERARE INDISPENSABILI LE CORRELATIVE LIMITAZIONI DELLA CONCORRENZA . E' INCOMPATIBILE CON QUANTO PRECEDE LA TESI BASATA SULLA NECESSITA DI MANTENERE INTATTA QUALSIASI STIPULAZIONE DEI CONTRAENTI CHE POSSA CONTRIBUIRE AL MIGLIORAMENTO PERSEGUITO . NE CONSEGUE CHE LA CENSURA ELEVATA DAL GOVERNO FEDERALE, ESSENDO BASATA SU PREMESSE ERRONEE, NON E ATTA AD INVALIDARE LA VALUTAZIONE EFFETTUATA DALLA COMMISSIONE .  LE RICORRENTI ASSUMONO CHE L' AMMISSIONE DELLE IMPORTAZIONI PARALLELE PORREBBE IL CONCESSIONARIO ESCLUSIVO NELL' IMPOSSIBILITA DI EFFETTUARE ORDINAZIONI ANTICIPATE .  LA CORTE OSSERVA CHE UN CERTO GRADO D' INCERTEZZA E INERENTE A QUALSIASI PREVISIONE SULLE POSSIBILITA FUTURE DI VENDITA; TALI PREVISIONI SI BASANO INFATTI SU UNA SERIE DI ELEMENTI VARIABILI E ALEATORI . L' AMMISSIONE DELLE IMPORTAZIONI PARALLELE PUO' SENZA DUBBIO IMPLICARE UN MAGGIOR RISCHIO PER IL CONCESSIONARIO CHE ORDINA ANTICIPATAMENTE LE PARTITE DI MERCI CHE RITIENE DI POTER VENDERE; TALE RISCHIO E TUTTAVIA INERENTE A QUALSIASI ATTIVITA COMMERCIALE E NON PUO' QUINDI GIUSTIFICARE UNA SPECIALE PROTEZIONE .  LE RICORRENTI SI DOLGONO CHE LA COMMISSIONE NON ABBIA ESAMINATO, IN BASE AD ELEMENTI CONCRETI, SE SIA POSSIBILE PROVVEDERE AI SERVIZI GARANZIA E POST VENDITA SENZA PROTEZIONE TERRITORIALE ASSOLUTA . ESSE INSISTONO SOPRATTUTTO SULL' IMPORTANZA CHE AVREBBE, PER LA REPUTAZIONE DELLA MARCA GRUNDIG, L' EFFICIENZA DI QUESTI SERVIZI PER TUTTI GLI APPARECCHI GRUNDIG IMMESSI SUL MERCATO . L' AMMISSIONE DELLE IMPORTAZIONI PARALLELE OBBLIGHEREBBE LA CONSTEN A RIFIUTARE LE SUE PRESTAZIONI PER GLI APPARECCHI IMPORTATI DAI SUOI CONCORRENTI CHE NON PROVVEDONO DIRETTAMENTE A TALI SERVIZI IN MODO ADEGUATO . QUESTO RIFIUTO SAREBBE PURE IN CONTRASTO CON GLI INTERESSI DEI CONSUMATORI .  LA CORTE RILEVA CHE, PER QUANTO RIGUARDA IL SERVIZIO DI GARANZIA GRATUITA, LA DECISIONE DICHIARA CHE L' ACQUIRENTE PUO' NORMALMENTE FAR VALERE IL DIRITTO DI GARANZIA SOLO NEI CONFRONTI DEL PRODUTTORE E ALLE CONDIZIONI CON QUESTO CONVENUTE . LE RICORRENTI NON HANNO IN DEFINITIVA CONTRASTATO QUESTA TESI . I TIMORI RELATIVI AL DANNO CHE POTREBBE DERIVARE ALLA RIPUTAZIONE DEI PRODOTTI GRUNDIG DA UN SERVIZIO INADEGUATO NON APPAIONO, ALLO STATO DEGLI ATTI, GIUSTIFICATI . LA SOCIETA U.N.E.F ., CONCORRENTE PRINCIPALE DELLA CONSTEN, PUR AVENDO COMINCIATO A VENDERE PRODOTTI GRUNDIG IN FRANCIA IN EPOCA PIU RECENTE DELLA CONSTEN ED AVENDO DOVUTO ASSUMERSI RISCHI NON TRASCURABILI, FORNISCE INFATTI LA GARANZIA GRATUITA E IL SERVIZIO POST VENDITA A PAGAMENTO A CONDIZIONI CHE, NEL LORO COMPLESSO, NON PARE ABBIANO NUOCIUTO ALLA RIPUTAZIONE DELLA MARCA GRUNDIG .  D' ALTRO LATO, NULLA VIETA ALLE RICORRENTI D' INFORMARE I CONSUMATORI, CON UN' ADEGUATA PUBBLICITA, DELLA NATURA DELLE PRESTAZIONI E DEGLI ALTRI VANTAGGI EVENTUALMENTE OFFERTI DALLA RETE UFFICIALE DI DISTRIBUZIONE DEI PRODOTTI GRUNDIG . NON E QUINDI VERO CHE LA PUBBLICITA EFFETTUATA DALLA CONSTEN GIOVEREBBE NELLA STESSA MISURA AGLI IMPORTATORI PARALLELI .  LE CENSURE ELEVATE DALLE RICORRENTI SONO PERCIO' INFONDATE .  LE RICORRENTI SOSTENGONO CHE LA COMMISSIONE NON HA ESAMINATO SE L' ESCLUSIVA ASSOLUTA FOSSE ANCORA INDISPENSABILE ONDE CONSENTIRE L' AMMORTAMENTO DELLE RILEVANTI SPESE SOSTENUTE DALLA CONSTEN PER INTRODURRE I PRODOTTI GRUNDIG NEL MERCATO FRANCESE .  LA CONVENUTA OPPONE DI NON AVER AFFATTO SAPUTO, PRIMA DI ADOTTARE LA DECISIONE IMPUGNATA, CHE VI FOSSERO SPESE D' INTRODUZIONE NEL MERCATO NON AMMORTIZZATE . LA CORTE OSSERVA CHE QUESTA AFFERMAZIONE DELLA CONVENUTA NON E STATA CONTESTATA . LA COMMISSIONE NON ERA TENUTA A PROCEDERE D' UFFICIO AD UN' INDAGINE SU QUESTO PUNTO . LA TESI DELLE RICORRENTI SI RISOLVE INOLTRE NELL' AFFERMARE CHE IL CONCESSIONARIO, SENZA PROTEZIONE TERRITORIALE ASSOLUTA, NON AVREBBE ACCETTATO LE CONDIZIONI CONVENUTE . QUESTA CIRCOSTANZA NON HA TUTTAVIA ALCUN RAPPORTO CON I MIGLIORAMENTI DELLA DISTRIBUZIONE CONTEMPLATI DALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3 .  LA CENSURA VA QUINDI DISATTESA . LA RICORRENTE GRUNDIG SOSTIENE INOLTRE CHE, SENZA PROTEZIONE TERRITORIALE ASSOLUTA, IL DISTRIBUTORE ESCLUSIVO NON SAREBBE DISPOSTO AD ASSUMERSI LE SPESE NECESSARIE PER LO STUDIO DEL MERCATO, IN QUANTO IL RISULTATO DELLE SUE FATICHE POTREBBE GIOVARE AGLI IMPORTATORI PARALLELI .  LA CONVENUTA RIBATTE CHE DETTO STUDIO DEL MERCATO, INTESO SOPRATTUTTO A CONSENTIRE CHE AI PRODOTTI DESTINATI ALLE ESPORTAZIONI IN FRANCIA SIANO APPORTATI I MIGLIORAMENTI TECNICI DESIDERATI DAL CONSUMATORE FRANCESE, NON POTREBBE AVVANTAGGIARE CHE LA CONSTEN .  LA CORTE RILEVA CHE LA CONSTEN, NELLA SUA QUALITA DI CONCESSIONARIA ESCLUSIVA, QUALITA CHE NON E DI PER SE CRITICATA DALLA DECISIONE IMPUGNATA, SAREBBE IN REALTA LA SOLA A RICEVERE GLI APPARECCHI DOTATI DELLE CARATTERISTICHE SPECIALMENTE ADATTE AL MERCATO FRANCESE .  LA CENSURA E QUINDI INFONDATA .  LE CENSURE ELEVATE CONTRO LA PARTE DELLA DECISIONE RELATIVA AL SUSSISTERE DEI REQUISITI CONTEMPLATI DALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, LETTERA A ), CONSIDERATE SEPARATAMENTE E NEL LORO COMPLESSO, APPAIONO INFONDATE . IN VISTA DEL CARATTERE CUMULATIVO DEI REQUISITI PRESCRITTI PER LA CONCESSIONE DELL' ESENZIONE DI CUI ALL' ARTICOLO 85, PARAGRAFO 3, E QUINDI SUPERFLUO ESAMINARE I MOTIVI RIGUARDANTI I RESTANTI REQUISITI .  SULLA MANCATA ESENZIONE CONDIZIONATA  LA RICORRENTE GRUNDIG, RITENENDO CHE IL RIFIUTO DELL' ESENZIONE E DOVUTO ALL' ESISTENZA DELL' ESCLUSIVA ASSOLUTA GARANTITA ALLA CONSTEN, SOSTIENE CHE, A NORMA DELL' ARTICOLO 7, 1 ) COMMA, DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO N . 17-62, LA COMMISSIONE AVREBBE ALMENO DOVUTO ESENTARE IL CONTRATTO DI CONCESSIONE ESCLUSIVA A CONDIZIONE CHE NON FOSSERO IMPEDITE LE IMPORTAZIONI PARALLELE . MANCANDO TALE ESENZIONE CONDIZIONATA, IL DISPOSITIVO DELLA DECISIONE ANDREBBE OLTRE LA MOTIVAZIONE COME PURE OLTRE IL SUO SCOPO, CONSISTENTE NEL VIETARE LA PROTEZIONE TERRITORIALE ASSOLUTA .  LA CORTE RILEVA CHE L' ANNULLAMENTO PARZIALE DELLA DECISIONE IMPUGNATA RENDE PRIVO D' OGGETTO L' ESAME DELLA PRESENTE CENSURA .  

Decisione relativa alle spese

A NORMA DELL' ARTICOLO 69, PARAGRAFO 3, DEL REGOLAMENTO DI PROCEDURA, LA CORTE PUO' COMPENSARE IN TUTTO O IN PARTE LE SPESE, QUALORA LE PARTI SOCCOMBANO RISPETTIVAMENTE SU UNO O PIU CAPI . E' QUESTO IL CASO NOSTRO . VANNO QUINDI COMPENSATE LE SPESE SOSTENUTE, DA UN LATO, DALLE RICORRENTI E DAGLI INTERVENUTI GOVERNI DELLA REPUBBLICA ITALIANA E DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA E, D' ALTRO LATO, DALLA CONVENUTA E DALLE INTERVENUTE SOCIETA LEISSNER E U.N.E.F . 

Dispositivo

LA CORTE  RESPINTA OGNI ALTRA CONCLUSIONE PIU AMPIA O CONTRARIA, DICHIARA E STATUISCE :  1 ) L' ARTICOLO PRIMO DEL DISPOSITIVO DELLA DECISIONE DELLA COMMISSIONE DELLA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA, IN DATA 23 SETTEMBRE 1964, RELATIVA AD UNA PROCEDURA AI SENSI DELL' ARTICOLO 85 DEL TRATTATO ( IV-A/00004 - 03344 " GRUNDIG-CONSTEN "), PUBBLICATA NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITA EUROPEE DEL 20 OTTOBRE 1964 ( PAG . 2545-64 ), E ANNULLATO NELLA MISURA IN CUI ESSO DICHIARA E COSTITUISCE INFRAZIONE DELL' ARTICOLO 85 L' INTERO CONTRATTO 1 ) APRILE 1957, IVI COMPRESI GLI ELEMENTI DI DETTO CONTRATTO CHE NON COSTITUISCONO TALE INFRAZIONE;  2 ) PER LA RESTANTE PARTE, I RICORSI 56-64 E 58-64 SONO RESPINTI;  3 ) LE RICORRENTI, LA CONVENUTA E GLI INTERVENUTI SOPPORTERANNO CIASCUNO LE PROPRIE SPESE .