CELEX: 51998PC0805
Language: it
Date: 1999-01-06
Title: Proposta di regolamento (CE) del Consiglio che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di pannelli duri (hardboard) originari di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Russia e decide la riscossione definitiva dei dazi provvisori imposti su tali importazioni

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
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                                                                      COM( 1998) 805 def.
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                                                          Proposta di
                                         REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
               che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di pannelli duri (hardbòard)
               originari di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Russia e decide la riscossione
                                definitiva dei dazi provvisori imposti su tali importazioni
                                               (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                       RELAZIONE
Il 7 novembre 1997, con un avviso pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee C 336, pag. 2, la Commissione ha annunciato l'apertura di un procedimento
antidumping relativo alle importazioni di pannelli duri originari di Brasile, Bulgaria,
Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Russia.
Accertata l'esistenza di pratiche di dumping pregiudizievoli, il 6 agosto 1998, con il
regolamento (CE) n. 1742/98, sono state imposte misure antidumping provvisorie.
In tale fase, tranne i produttori russi, tutti i produttori-esportatori interessati hanno
offerto impegni relativi ai prezzi. In particolare essi si sono impegnati a vendere
alcuni tipi di prodotti per esportazione verso la Comunità, limitatamente a quantitativi
annui prestabiliti esentati dal dazio antidumping ad valorem, a prezzi che avrebbero
eliminato gli effetti pregiudizievoli del dumping.         I volumi delle vendite per
esportazione dei tipi di prodotti in questione eccedenti i massimali annui prestabiliti
sarebbero stati soggetti ai dazi antidumping ad valorem provvisori. La Commissione,
ri lenendo il sistema praticabile ed efficacemente controllabile, ha accettato gli
impegni proposti.
Dopo l'istituzione delle misure antidumping provvisorie, a tutte le parti interessate è
stata data l'opportunità di chiedere un'audizione e di presentare ulteriori osservazioni.
Ai fini delle risultanze definitive, la Commissione ha adeguato alcuni punti della sua
analisi in funzione di alcune delle osservazioni formulate dalle parti interessate. In
particolare ha escluso il Brasile dall'analisi cumulativa.
 ---pagebreak--- Le risultanze definitive hanno confermato l'esistenza del dumping e del conseguente
pregiudizio arrecato all'industria comunitaria, fatta eccezione -per il Brasile. Le
importazioni da questo paese non sono infatti risultate una causa del pregiudizio
subito dall'industria comunitaria. La Commissione pertanto propone la chiusura del
procedimento nei confronti del Brasile senza l'istituzione di misure. Per quanto
riguarda le importazioni dagli altri paesi interessati, si è invece confermato che esse
sono state una causa del grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria.
L'inchiesta, considerati tutti gli interessi coinvolti, in particolare quelli dell'industria
utilizzatrice, ha portato alla conclusione che nell'interesse della Comunità era
opportuno adottare misure antidumping definitive.
Poiché nella fase provvisoria tutti i produttori-esportatori interessati, tranne quelli
russi, hanno offerto impegni, si propone che tali impegni rimangano in vigore, con
eventuali adeguamenti in funzione dell'analisi definitiva. Una decisione separata della
Commissione indicante le modifiche da apportare agli impegni sarà pubblicata
contestualmente al regolamento del Consiglio con cui saranno istituite le misure
antidumping definitive. Con la chiusura del procedimento in ordine alle importazioni
dal Brasile, gli impegni offerti dai produttori-esportatori brasiliani decadranno.
 ---pagebreak--- Alla luce di quanto precede, ai sensi dell'articolo 9 del regolamento (CE) n. 384/96 del
Consiglio, la Commissione propone che il Consiglio approvi l'imposizione di un dazio
antidumping definitivo sulle importazioni da Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania,
Polonia e Russia e chiuda il procedimento nei confronti del Brasile senza l'istituzione
di misure. Le aliquote del dazio proposte figurano nella tabella seguente.
     Paese                   Societa             Aliquota del        Codice
                                                   dazio (%)    addizionale Taric
Bulgaria          Fazerles AD                          7,1                    8461
                  Tutte le altre società               7,2                    8900
Estonia           Tutte le società                     6,0                        -
Lettonia          Tutte le società                     4,7                        -
Lituania          Tutte le società                    11,4                        -
Polonia           Alpex-Karlino S.A.                  22,4                    8479
                  Ekopfyta S.A.                        7,0                    8480
                  Zaklady Pfyt Pilsniowych             9,1                    8481
                  SA., Przemysl
                  Koniecpolskie Zaklady Pryt          11,4                    8494
                  Pilsniowych S.A
                  Zaklady Pryt Pilsniowych            11,0                    8495
                  S.A w Krosnie Odrzanskim
                  Tutte le altre società              34,8                    8900
Russia            Tutte le società                    30,6                        -
 ---pagebreak---                             REGOLAMENTO (CE) N.... DEL CONSIGLIO
                                                  del.
    che istituisce dazi antidumping definitivi sulle importazioni di pannelli duri (hardboard)
   originari di Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Russia e decide la riscossione
                       definitiva dei dazi provvisori imposti su tali importazioni
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro
le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea1, in
particolare l'articolo 9, paragrafo 4,
vista la proposta presentata dalla Commissione sentito il comitato consultivo,
considerando quanto segue:
 1
     GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 905/98 (GU L 128 del
     30.4.1998, pag. 18).                                                                                        Lj
 ---pagebreak---                        A. INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE
      1. Misure provvisorie
(1)   Nell'ambito del presente procedimento il 6 agosto 1998 sono state imposte misure
      antidumping provvisorie con il regolamento (CE) n. 1742/982 (in appresso "regolamento
      provvisorio"). I produttori-esportatori che hanno collaborato di tutti i paesi interessati tranne
      la Russia hanno offerto impegni che sono stati accettati.
     2. Fase successiva del procedimento
(2)  Dopo l'istituzione delle misure provvisorie, alcuni produttori-esportatori, importatori e
     utilizzatori comunitari del prodotto in questione hanno presentato le loro osservazioni per
      iscritto. Le parti che ne hanno fatto richiesta hanno ottenuto la possibilità di essere intese.
(3)   Dopo la pubblicazione del regolamento provvisorio sono state effettuate inchieste presso le
     sedi delle società sotto elencate che utilizzano il prodotto in questione nella fabbricazione di
     porte:
     Svcdex BV, Paesi Bassi
     Swedoor, divisione della Nobia Nordisk Bygginteriôr AB, Svezia (due stabilimenti produttivi)
     Righini SA, Francia
     Huet SA, Francia
     Theuma Deurenindustrie NV, Belgio.
     Sono state inoltre effettuate visite presso un produttore di pannelli di eucalipto che non ha
     partecipato alla denuncia:
     Industria de Fibras de Madeira, Portogallo,
     e presso un importatore di pannelli duri indipendente:
     Firma Christian Kroger GmbH & Co. KG, Germania.
2
    GU L 218 del 6.8.1998, pag. 16.
                                                                                                        b
 ---pagebreak---              B. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
    1. Prodotto in esame
(4) I prodotti oggetto del presente procedimento antidumping sono i pannelli duri,
    definiti come pannelli di fibre di legno o di altre materie legnose, anche
    agglomerate con resine o altri leganti organici, con massa volumica superiore a
    0,8 g/cm3, attualmente classificabili ai codici NC ex 4411 11 00 e ex 4411 19
    00.
    I pannelli duri si ottengono esclusivamente con un processo di produzione «a
    umido» (a differenza dei pannelli di fibre lavorati a secco descritti oltre), hanno
    di solito una massa volumica (densità) variante tra 800 e 1050 kg/m3 e uno
    spessore che oscilla tra 1,8 e 6,0 mm.
    Lssi sono utilizzati per lo più nella fabbricazione di mobili, nell'industria delle
    costruzioni e in quella automobilistica, per il rivestimento di porte e per la
    fabbricazione di contenitori per l'imballaggio, soprattutto di frutta e verdura.
    2. Pannelli di fibre lavorati a secco "sottili"
(5) Dopo l'istituzione delle misure antidumping provvisorie, alcuni importatori e
    utilizzatori hanno nuovamente sollecitato un'estensione della gamma dei
    prodotti oggetto del procedimento. In particolare hanno affermato che i tipi di
    pannelli di fibre lavorati a secco detti 'sottili' (spessore inferiore a 6 mm), quali i
    pannelli di fibre a densità media e alta (MDF e HDF sottili), e i pannelli duri
    avevano sostanzialmente gli stessi usi finali e quindi costituivano un unico
    prodotto; pertanto, nell'analisi del dumping, del pregiudizio e dell'interesse
    comunitario si dovevano includere tutti questi prodotti.
                                                                                            6
 ---pagebreak--- (6) In base alle informazioni presentate nella fase provvisoria era stato valutato a
    titolo preliminare in che misura gli usi finali dei pannelli duri e dei pannelli di
    libre lavorati a secco sottili coincidessero. In base alle informazioni presentate
    dopo l'entrata in vigore del regolamento provvisorio è stata effettuata una
    valutazione definitiva ed è emerso che, in teoria, gli impieghi coincidono in
    misura sostanziale e che soltanto per alcuni segmenti del mercato i due prodotti
    non sono per nulla intercambiabili.
(7) Tuttavia, la similarità degli usi finali non determina da sola la questione del
    prodotto simile. La conclusione dell'inchiesta provvisoria secondo la quale i
    pannelli duri e quelli di fibre lavorati a secco sottili non erano un unico prodotto
    si basava sulle differenze tra le caratteristiche fisiche e chimiche dei due
    prodotti. Un ulteriore esame degli elementi in causa ha consentito di precisare la
    questione nel modo seguente:
    - è confermato che i pannelli di fibre lavorati a secco del tipo HDF sottile si
        possono produrre in densità pari o superiore a quella dei pannelli duri. Con
        una densità definita superiore a 800 kg/m3, il tipo HDF sottile è quello che si
        può considerare il più simile ai pannelli duri;
                                                                                         f
 ---pagebreak--- tuttavia, i prezzi medi dei pannelli HDF sottili erano più alti di quelli dei
pannelli MDF sottili (in media del 10-15%) e della maggior parte dei
pannelli duri di spessore equivalente al di sotto dei 6 mm; pertanto nel
periodo esaminato erano soprattutto i pannelli MDF sottili (densità inferiore
a 800 kg/m3) che facevano concorrenza sul mercato ai pannelli duri per gran
parte dei loro usi finali, in particolare nel settore dei mobili, in parte del
settore dell'imballaggio, nel settore delle cornici e in un segmento del settore
delle porte;
è stato anche rilevato che sono in produzione nuovi pannelli di fibre lavorati
a secco sottili senza emissioni, ossia non contenenti formaldeide. Grazie a
questa evoluzione i pannelli di fibre lavorati a secco sottili possono entrare in
concorrenza sul mercato dell'imballaggio di alimenti da cui sono stati finora
esclusi a causa del loro contenuto di formaldeide. Tuttavia, questi prodotti
senza emissioni sono un'innovazione molto recente e, pur essendo
concepibile che i pannelli di fibre lavorati a secco sottili possano in futuro
essere usati nel settore dell'imballaggio di alimenti, al momento attuale il loro
prezzo più alto probabilmente ostacolerebbe tale impiego. Poiché questi
sviluppi riguardano periodi posteriori a quello dell'inchiesta, non hanno
potuto essere esaminati;
                                                                                  f>
 ---pagebreak--- il fatto che i pannelli di fibre lavorati a secco sottili e i pannelli duri hanno in
comune alcuni usi finali non implica che il mercato li consideri un unico
prodotto. Infatti la maggior parte degli operatori dei settori interessati hanno
confermato che, all'atto pratico, data la diversità di caratteristiche fisiche e
prestazioni tecniche tra i due prodotti, essi non usano i diversi tipi di pannelli
indiscriminatamente, ma scelgono il tipo che maggiormente risponde alle
loro esigenze tecniche. Ad esempio, i pannelli MDF sottili sono più adatti
alla laminatura data la loro superfìcie più porosa e opaca. Inoltre hanno una
struttura interna uniforme anziché a strati come quella dei pannelli duri e non
tendono a spaccarsi quando sono sottoposti a tensione. Di conseguenza sono
generalmente preferiti ai pannelli duri nella fabbricazione di porte laminate e
di mobili. Invece, i pannelli duri sono nettamente più indicati per gli usi che
richiedono densità e/o flessibilità, come la fabbricazione di porte laccate e
prelaccate o parti di automobili, o quando si ritiene che le resine contenute
nei pannelli di fibre lavorati a secco sottili potrebbero essere, come indicato
sopra, dannose per la salute, ad esempio nell'imballaggio di frutta e verdura.
                                                                                     y
 ---pagebreak--- (8)  In conclusione, l'analisi definitiva conferma le risultanze provvisorie secondo le
     quali i pannelli duri e i pannelli di fibre lavorati a secco sottili, pur essendo in
     teoria intercambiabili per molti usi finali, in pratica non costituiscono un unico
     prodotto a causa delle differenze nelle caratteristiche fisiche e chimiche.
(9)  Tuttavia è stato sostenuto che, anche se i pannelli di fibre lavorati a secco sottili
     è i pannelli duri non costituiscono un unico prodotto, il loro grado di
     intercambiabilità negli usi finali ha importanti implicazioni per l'analisi delle
     cause del pregiudizio subito dall'industria comunitaria. La questione è esaminata
     più avanti, nella parte relativa alla causa del pregiudizio.
     3. Compensato e pannelli truciolari
(10) Sono pervenute precisazioni in merito all'osservazione presentata nella fase
     provvisoria dell'inchiesta secondo la quale anche il compensato e i pannelli
     truciolari erano intercambiabili con i pannelli duri in molte loro applicazioni.
     Tuttavia, per le stesse ragioni esposte sopra riguardo ai pannelli di fibre lavorati
     a secco sottili, la similarità teorica degli usi finali non determina da sola la
                                          »
     questione del prodotto unico. Poiché i pannelli duri hanno caratteristiche fìsiche
     e chimiche diverse da quelle dei pannelli truciolari e del compensato non si può
     ritenere che costituiscano con questi un unico prodotto.
     Pertanto le risultanze provvisorie sono confermate.
                                                                                           y°
 ---pagebreak---      4. Prodotto simile
(11) Il seguito dell'inchiesta ha confermato che non vi erano differenze a livello di
     caratteristiche e impieghi di base tra i pannelli duri importati nella Comunità dai
     paesi interessati e i pannelli duri prodotti dall'industria comunitaria e venduti sul
     mercato comunitario. Lo stesso vale per i pannelli duri prodotti e venduti sul
     mercato interno in Brasile, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia
     (quest'ultimo paese è stato anche utilizzato come paese analogo per le
     importazioni dalla Russia). Si è concluso pertanto che sia i pannelli duri prodotti
     e venduti dall'industria comunitaria sul mercato comunitario sia i pannelli duri
     prodotti e venduti sul mercato interno in Brasile, Bulgaria, Estonia, Lettonia,
     Lituania e Polonia sono simili, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4, del
     regolamento (CE) n. 384/96 (in appresso «regolamento di base»), ai pannelli
     duri importati nella Comunità dai sette paesi soggetti all'inchiesta.
(12) Tuttavia, i produttori-esportatori brasiliani, come pure alcuni utilizzatori di
     pannelli duri, in particolare fabbricanti di rivestimenti di porte, hanno ribadito
     quanto sostenuto nella fase provvisoria, ossia che i pannelli duri di eucalipto
     brasiliani non sono un prodotto simile a quello fabbricato dall'industria
     comunitaria e dovrebbero essere esclusi dall'ambito dell'inchiesta.
                                                                                           •A A
 ---pagebreak--- (13) Tra i produttori-esportatori interessati dall'inchiesta soltanto quelli brasiliani
     forniscono sul mercato comunitario pannelli duri di eucalipto. Nella Comunità
     vi sono due produttori di pannelli duri di eucalipto, entrambi con sede nella
     Penisola iberica, che non hanno partecipato alla denuncia in seguito alla quale è
     stato aperto il presente procedimento.
(14) Le affermazioni relative ai pannelli duri di eucalipto sono state accuratamente
     esaminate. Dopo l'istituzione delle misure provvisorie sono state effettuate visite
     presso alcuni fabbricanti di porte in tutta la Comunità e, in Portogallo, presso un
     produttore comunitario di pannelli duri di eucalipto che non aveva partecipato
     alla denuncia. Le visite avevano lo scopo di chiarire le questioni relative
     all'inclusione dei pannelli duri brasiliani nell'ambito del procedimento.
     Dalle visite è emerso quanto segue:
     (a) Proprietà tecniche e impieghi dei pannelli duri di eucalipto
(15) Sono pervenute molte precisazioni tecniche riguardo alle proprietà dei pannelli
     duri di eucalipto da parte dei produttori-esportatori brasiliani, di fabbricanti
     comunitari di porte e del denunziante. I produttori-esportatori e i fabbricanti di
     porte sostengono che i pannelli duri di eucalipto hanno alcune proprietà uniche
     che li distinguono da ogni altro tipo di pannello duro, fabbricato con essenze
     dolci o dure diverse dall'eucalipto. Affermano inoltre che l'industria comunitaria
     non produce nessun prodotto alternativo valido. I fabbricanti di porte in
     particolare osservano che l'industria comunitaria non produce pannelli duri di
     eucalipto per rivestimenti di pòrte; in effetti fanno presente che l'unico
     produttore nella Comunità di pannelli duri di eucalipto che effettivamente
     fabbrica pannelli di qualità per il rivestimento di porte, e ha sede in Portogallo,
     non fa parte dei denunzianti.
                                                                                         Al
 ---pagebreak--- (16) È risultato che i pannelli duri fabbricati con legno di eucalipto hanno alcune
     caratteristiche tecniche che li rendono particolarmente adatti per il rivestimento
     di porte finite di alta qualità. Innanzitutto, le fibre particolarmente corte
     conferiscono ai pannelli finiti un aspetto molto regolare, alta densità e una
     maggiore resistenza a sollecitazioni di trazione rispetto ai pannelli di essenze
     diverse. Inoltre, l'eucalipto quasi non ha corteccia, il che consente di ridurre al
     minimo le imperfezioni nei pannelli pressati.
(17) Tuttavia si deve tener presente che l'eucalipto non è l'unica specie con fibre
     corte. I denunzianti hanno precisato che nell'Europa occidentale crescono altre
     40 specie con fibre corte circa quanto quelle dell'eucalipto e in alcuni casi
     addirittura più corte.
(18) Occorre anche notare che l'alta qualità richiesta dei fabbricanti di porte non
     riguarda soltanto il tipo di legno con cui sono fabbricati i pannelli. Alcune delle
     caratteristiche richieste, quali spessore costante e affidabile del pannello
     utilizzato, alta densità, buona resistenza alle alte temperature (le porte sono
     assemblate ad una temperatura di oltre 100°C) e all'umidità e assenza di difetti
     superficiali, non sono necessariamente legate all'eucalipto, ma si possono
     ottenere anche usando altre specie, con un processo di produzione
     rigorosamente controllato. Inoltre, per quanto riguarda l'idoneità alla laccatura,
     si è accertato che alcuni pannelli duri fabbricati con specie diverse dall'eucalipto
     si possono laccare con risultati soddisfacenti a seconda della tecnica e della
     quantità di colore usate. Il vantaggio dei pannelli di eucalipto, e in generale di
     quelli di legno duro, consiste essenzialmente nel fatto che per ottenere un
     risultato uniforme occorre meno colore.
                                                                                          si$
 ---pagebreak--- (19) Inoltre, l'analisi delle attività dei fabbricanti di porte ha confermato che per le
     porte grezze, mesticate o prelaccate in bianco ma che devono essere rifinite dal
     cliente finale, sono utilizzati rivestimenti fabbricati con tipi di legno diversi. È
     anche emerso che alcuni fabbricanti di porte usavano pannelli duri di
     produzione comunitaria, non fatti con legno di eucalipto, per la produzione di
     porte laccate.
(20) Si è altresì constatato che durante il periodo dell'inchiesta i pannelli duri di
     eucalipto erano utilizzati anche per alcune applicazioni nei settori del mobile,
     delle coperture e automobilistico nonché, per quanto riguarda gli scarti dei fogli
     dei pannelli, nella produzione di contenitori per frutta e verdura.
     (b) Conclusioni sui pannelli duri di eucalipto come prodotto simile
(21) L'esame delle osservazioni presentate dalle parti interessate conferma che le
     eccezionali proprietà dei pannelli duri di eucalipto non ne escludono
     tecnicamente l'impiego nei settori in cui sono utilizzati anche gli altri pannelli
     duri; in realtà, il fatto che non siano diffusamente usati al di fuori del settore dei
     rivestimenti di porte è semplicemente dovuto al loro prezzo di vendita sul
     mercato, che è relativamente più alto di quello dei pannelli duri fabbricati con
     altre essenze dure o dolci.
     Pertanto, le speciali caratteristiche dei pannelli duri di eucalipto prodotti ed
     esportati dai produttori-esportatori brasiliani non sono sufficienti per concludere
     che detti pannelli non siano un prodotto simile, ai sensi dell'articolo 1, paragrafo
     4 del regolamento di base, ai pannelli duri fabbricati dall'industria comunitaria
     che hanno le stessè caratteristiche fisiche di base e gli stessi impieghi.
                                                                                            "IV
 ---pagebreak---                                    C. DUMPING
     1. Specifiche questioni sollevate riguardo alla determinazione del dumping
        per ciascuno dei paesi interessati
     (a) Brasile
(22) In considerazione di quanto precisato sulla causa del pregiudizio nei punti da 53
     a 56, non si ritiene necessario esporre risultanze riguardanti le pratiche di
     dumping relative alle importazioni del prodotto in questione dal Brasile.
     (h) Bulgaria
(23) 1 produttori-esportatori bulgari non hanno formulato commenti in seguito alle
     informazioni ricevute e alla pubblicazione del regolamento provvisorio.
     I margini di dumping, espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif
     franco frontiera comunitaria, stabiliti per i produttori-esportatori bulgari restano
     invariati, ossia:
     FazerlesAD:                                              7,1%
     Lessoplast AD:                                           7,2%
     Produttori-esportatori che non hanno collaborato:        7,2%
     (e) Estonia
(24) Il produttore-esportatore estone non ha formulato commenti in seguito alle
     informazioni ricevute e alla pubblicazione del regolamento provvisorio.
 ---pagebreak---      I margini di dumping, espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif
     franco frontiera comunitaria, stabiliti per i produttori-esportatori estoni restano
     invariati, ossia
     AS Repo Vabrikud:                                        6,0%
     Produttori-esportatori che non hanno collaborato:        6,0%
     (d) Lettonia
     Osservazioni di carattere generale
     (i)       Classificazione dei prodotti
(25) Dopo l'istituzione delle misure provvisorie, il produttore-esportatore lettone ha
     chiesto una modifica della classificazione di alcuni dei codici dei prodotti della
     società in numeri di controllo dei prodotti. La richiesta era motivata dal fatto che
     alcuni codici dei prodotti della società, da questa inizialmente indicati per
     sbaglio come relativi ai prodotti standard, dovevano invece essere considerati
     relativi ai prodotti su misura.
     La richiesta è stata accolta in quanto i codici in questione effettivamente non
     coprivano le dimensioni standard.
                                                                                          /ih
 ---pagebreak--- Valore normale
(i)       Margine di profìtto nei valori normali costruiti
Il produttore esportatore lettone ha sostenuto che nel costruire i valori normali il
profitto realizzato sulle vendite effettuate nel corso di normali operazioni
commerciali doveva essere espresso come percentuale del fatturato interno
totale della società per il prodotto simile - comprese le vendite non redditizie -
anziché soltanto del fatturato relativo alle vendite effettuate nel corso di normali
operazioni commerciali. Secondo il produttore, l'impostazione seguita dalla
Commissione nel regolamento provvisorio gonfiava il margine di profitto. Il
produttore lettone inoltre ha sostenuto che vi era una discrepanza tra i metodi
usati dalla Commissione per calcolare, da un lato, i margini di profitto
escludendo le operazioni non redditizie e l'entità del dumping escludendo il
dumping negativo e, dall'altro, i margini di dumping espressi come percentuale
del valore cif totale.
                                                                                     ^
 ---pagebreak--- Questo argomento è stato respinto. I metodi usati dalla Commissione per
costruire i valori normali e determinare quali vendite fossero state effettuate nel
corso di normali operazioni commerciali sono descritti nei punti 29 e 31 del
regolamento provvisorio e sono conformi alle regole di cui all'articolo 2,
paragrafi 4 e 6 del regolamento di base. In particolare occorre aggiungere le
seguenti precisazioni: in primo luogo, l'articolo 2, paragrafo 6 del regolamento
di base specifica chiaramente che "gli importi relativi... ai profitti sono basati su
dati effettivi attinenti alla produzione e alla vendita del prodotto simile, nel
corso di normali operazioni commerciali, ..."; in secondo luogo, lo scopo è
quello di stabilire un margine di profitto normalmente realizzabile per le vendite
di un dato prodotto sul mercato interno; in terzo luogo, l'articolo 2, paragrafo 4
del regolamento di base precisa che le vendite in perdita di un dato prodotto
possono essere considerate come eseguite nell'ambito di normali operazioni
commerciali quando il quantitativo venduto in perdita è inferiore al 20% del
quantitativo di prodotto complessivamente venduto. Soltanto in tal caso il
fatturato totale di un prodotto comprese le operazioni in perdita è la base su cui
viene calcolato il margine di profitto.
Confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione
                                                                                      M
 ---pagebreak---      (i)        Adeguamento per la conversione valutaria
     II produttore-esportatore lettone aveva chiesto un adeguamento per la
     conversione valutaria in base ad un confronto tra l'importo in lats che la società
     avrebbe ottenuto usando il tasso di cambio applicabile al momento della
     conclusione dei contratti con i clienti e l'importo da essa effettivamente ottenuto.
     La richiesta si basava sul presupposto che la data del contratto costituisse la data
     di vendita. Nel regolamento provvisorio la Commissione aveva respinto la
     richiesta in quanto i contratti presentati non riflettevano le condizioni concrete
     di vendita, determinate invece in modo più appropriato dalla data delle fatture.
     Il produttore-esportatore ha nuovamente presentato la richiesta, aggiungendo
     che i contratti potevano essere modificati. Ciò conferma che la società poteva
     reagire alle variazioni dei cambi modificando i prezzi all'esportazione. Si
     conferma pertanto che i contratti non determinano le condizioni concrete di
     vendita in modo più appropriato delle fatture, in particolare per quanto riguarda
     il prezzo. La richiesta quindi non ha potuto essere accolta.
     (ii)      Tassi d'interesse usati per i crediti
(26) Riguardo all'adeguamento per i costi di credito, il produttore-esportatore lettone
     ha sostenuto che invece del tasso sul credito si doveva usare il tasso sul conto di
     deposito in quanto, avendo la società una liquidità sufficiente, i suoi costi di
     credito erano limitati agli interessi non percepiti sul suo conto di deposito.
                                                                                          Ai
 ---pagebreak---      Secondo la consueta prassi delle istituzioni comunitarie, non si è ritenuto
     appropriato calcolare l'adeguamento per i costi di credito in base al tasso sul
     conto di deposito in quanto questo costituisce un costo di opportunità in
     confronto al costo reale.
     A questo proposito si osserva che gli interessi di mora addebitabili ai clienti
     previsti nei contratti presentati alla Commissione sembrano essere stati
     determinati dalla società più sulla base dei tassi sul credito che dei tassi sul
     conto di deposito.
     (iii)    Ammortamento dei macchinari del produttore nazionale collegato
(27) Il produttore-esportatore lettone sostiene che il deprezzamento dei macchinari
     del produttore nazionale collegato si sarebbe dovuto calcolare sulla base di un
     periodo di ammortamento di 10 anziché di 5 anni.
     A norma dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base la richiesta non ha
     potuto essere accolta in quanto l'importo usato è conforme a quello dichiarato
     nei rendiconti finanziari verificati dell'esercizio 1997 e l'applicazione di un tasso
     di ammortamento del 20% annuo sembra riflettere adeguatamente i costi di
     ammortamento connessi alla produzione del prodotto in questione.
                                                                                           w
 ---pagebreak---       Dumping
(28) Sulla base di quanto precede, per i produttori-esportatori lettoni i margini di
      dumping, espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif franco frontiera
      comunitaria, risultano modificati nel modo seguente:
            AS "Bolderâja":                                            4,7%
            Produttori-esportatori che non hanno collaborato:          4,7%
      (e) Lituania
(2()) Il produttore-esportatore lituano non ha formulato commenti in seguito alle
      in formazioni ricevute e alla pubblicazione del regolamento provvisorio.
      I margini di dumping, espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif
      franco frontiera comunitaria, stabiliti per i produttori-esportatori estoni restano
      invariati, ossia:
            JSC Grigiskes:                                             11,4%
            Produttori-esportatori che non hanno collaborato:          11,4%
      (f) Polonia
      Valore normale
      (i)       Margine di profitto nei valori normali costruiti
(30) I produttori-esportatori polacchi hanno fatto la stessa richiesta del produttore-
      esportatore lettone riguardo al calcolo del margine di profitto nella costruzione
      del valore normale (v. sopra, punto 25).
      La richiesta è stata respinta per i motivi esposti nel punto 25.
                                                                                          ai
 ---pagebreak---      (ii)      Imputazione delle spese generali, amministrative e di vendita
(31) Un produttore-esportatore polacco ha sostenuto che per l'imputazione delle
     spese generali, amministrative e di vendita relative alle vendite interne doveva
     essere utilizzato anziché il metodo seguito dalla Commissione, basato sul
     fatturato, il metodo normalmente applicato dalla società e da questa usato nella
     compilazione del questionario. Quest'ultimo metodo era basato sul volume delle
     vendite in t cui erano stati applicati fattori di conversione (ossia i fattori usati
     per convertire le t in m2) in funzione dello spessore di un determinato tipo di
     pannelli duri.
     In seguito a un esame della richiesta si è concluso che il metodo di imputazione
     usato nella risposta al questionario era in linea con la consueta prassi della
     società in materia di analisi dei costi. Pertanto il metodo di imputazione delle
     spese generali, amministrative e di vendita è stato modificato secondo la
     richiesta della società.
     (iii)     Esclusione di determinate operazioni
(32) Un produttore-esportatore polacco ha contestato il metodo usato dalla
     Commissione di determinare il valore normale escludendo le operazioni relative
     ai pannelli duri di qualità inferiore. Secondo la società, l'esclusione di tali
     operazioni dà luogo ad un'artificiosa sopravvalutazione della redditività delle
     vendite e quindi influisce sui margini di dumping.
                                                                                          li
 ---pagebreak---      Come indicato nel punto 27 del regolamento provvisorio, sono stati considerati
     direttamente comparabili solo i pannelli duri che avevano le stesse
     caratteristiche e presentavano la stessa qualità. Infatti, la qualità dei pannelli duri
     determina in misura sostanziale il loro prezzo e la loro idoneità a certi impieghi.
     In considerazione di ciò e del fatto che i pannelli duri di qualità inferiore non
     erano esportati verso la Comunità, la richiesta della società non ha potuto essere
     accolta.
     (iv)      Costi di produzione
(33) Un produttore-esportatore polacco ha proposto un modo per calcolare i costi
     relativi al taglio dei pannelli duri di dimensioni standard in pannelli su misura
     diverso da quello che aveva usato nel compilare il questionario. Il nuovo modo
     proposto teneva conto anche dello spessore dei pannelli tagliati e non soltanto
     del numero di metri quadri tagliati. La richiesta èra basata sul fatto che le
     macchine possono tagliare contemporaneamente fino a 100 mm di spessore. Il
     produttore sosteneva che quindi con una operazione di taglio poteva tagliare un
     numero di metri quadri alquanto diverso a seconda dello spessore dei pannelli.
     Su tale base la richiesta è stata accolta.
     Confronto tra il valore normale e il prezzo all'esportazione
                                                                                             Zi
 ---pagebreak---      (i)       Costi di avvio
(34) Un produttore-esportatore polacco citato al punto 65 del regolamento
     provvisorio ha contestato il rigetto da parte della Commissione della sua
     richiesta di adeguamento per i costi di avvio della produzione di pannelli duri
     lavorati. Tuttavia, non avendo il produttore fornito ulteriori elementi al riguardo,
     si confermano lerisultanzeesposte al punto 65 del regolamento provvisorio.
     Dumping
(35) Un produttore-esportatore polacco ha contestato il metodo usato dalla
     Commissione consistente nel determinare un unico margine di dumping per tutti
     i tipi di pannelli duri invece di determinare margini di dumping diversi per i
     pannelli grezzi e per i pannelli lavorati.
     L'obiezione non ha potuto essere accolta. Conformemente agli articoli 1 e 2 del
     regolamento di base, le istituzioni comunitarie solitamente determinano un
     margine di dumping per il prodotto in questione nel suo insieme e non per
     categorie, tipi o modelli di detto prodotto. Questa prassi si basa sul fatto che per
     un prodotto come i pannelli duri, di cui esistono molteplici tipi, l'attuazione
     delle misure antidumping, in particolare dei dazi antidumping, tipo per tipo dal
     punto di vista doganale è impraticabile.
(36) Sulla base di quanto precede, per i produttori-esportatori polacchi i margini di
     dumping, espressi in percentuale del prezzo all'importazione cif franco frontiera
     comunitaria, dazio non corrisposto,risultanomodificati nel modo seguente:
                                                                                          ft
 ---pagebreak---            EkoplytaS.A.                                                      20,6%
           Zaklady Plyt Pilsniowych S.A w Krosnie Odrzanskim.                11,0%
           Czarna Woda Zaklady Pryt Pilsniowych:                             34,8%
           Alpex Karlino S.A.:                                               22,4%
           Zaklady Pryt Pilsniowych S.A., Przemysl:                           9,1 %
           Koniecpolskie Zaklady Pryt Pilsniowych S.A.:                      11,4%
           Produttori-esportatori che non hanno collaborato:                 34,8%
     Per Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia, il livello generale di
     collaborazione è risultato elevato. Come indicato al punto 35 del regolamento
     provvisorio, per le società che nei paesi con elevato livello di collaborazione
     non hanno cooperato si è pertanto ritenuto appropriato fissare il margine di
     dumping al livello del margine più elevato o del margine unico determinato per
     una società del paese in questione che ha collaborato.
     (g) Russia
(37) Nessun produttore-esportatore russo ha formulato commenti in seguito alle
     informazioni ricevute e alla pubblicazione del regolamento provvisorio.
     Il valore normale per la Russia è stato calcolato in base alla media ponderata dei
     valori normali stabiliti per le società polacche che hanno collaborato.
     11 margine di dumping per la Russia è stato ricalcolato in funzione delle
     modifiche nei valori normali stabiliti per le società polacche di cui sopra ai punti
     da 30 a 33.
                                                                                          ti
 ---pagebreak---      Su tale base, per i produttori-esportatori russi è stato stabilito un nuovo margine
     unico di dumping, espresso in percentuale del prezzo all'importazione cif franco
     frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, pari al 30,6%.
                                  D. PREGIUDIZIO
     1. Consumo
(38) Sono confermate le risultanze provvisorie.
     2. Importazioni in dumping
     (a) Cumulo
(39) I produttori-esportatori brasiliani hanno ribadito che le importazioni nella
     Comunità dal Brasile non dovevano essere cumulate con quelle dagli altri paesi
     interessati dal procedimento. Essi hanno sostenuto che i pannelli duri prodotti in
     Brasile ed esportati verso la Comunità non erano in concorrenza con le
     importazioni originarie degli altri paesi interessati in quanto:
     - il livello dei prezzi all'esportazione dei pannelli brasiliani era più elevato, in
        media, del livello constatato per gli altri paesi interessati, come indicava il
        margine di sottoquotazione inferiore risultato nella fase provvisoria;
     - il volume e la quota di mercato delle importazioni dal Brasile nel periodo
         esaminato mostravano un andamento divergente rispetto a quello degli altri
        paesi interessati;
                                                                                          Sii
 ---pagebreak---      - i pannelli brasiliani erano venduti a clienti diversi, principalmente fabbricanti
        di porte laccate.
(40) Dall'esame degli argomenti addotti sono emerse le risultanze seguenti:
     Le importazioni dal Brasile erano quasi interamente destinate a usi finali
     particolari, specialmente alla fabbricazione di porte laccate, settore in cui si
     ottengono prezzi elevati e al quale gli altri paesi interessati non vendevano i loro
     pannelli. Infatti, gli utilizzatori dei pannelli duri brasiliani ritenevano le
     importazioni da queste altre fonti del tutto inadatte alle loro esigenze, per motivi
     sia tecnici che economici.
     Le suddette risultanze sugli usi finali sono avvalorate dai livelli dei prezzi
     brasiliani, sostanzialmente superiori a quelli delle importazioni dagli altri paesi
     interessati. Inoltre, il volume delle importazioni brasiliane era in calo, mentre
     quello delle importazioni dagli altri paesi era in aumento.
(41) Alla luce di quanto precede, nella fattispecie non era ingiustificato concludere
     che una valutazione cumulativa delle importazioni dal Brasile con gli effetti
     delle importazioni dalle altre fonti soggette all'inchiesta fosse inappropriata.
     Gli effetti delle importazioni dal Brasile sono stati quindi esaminati
     separatamente.
                                                                                          ì>
 ---pagebreak---      (h) Andamento del volume e dei prezzi delle importazioni in dumping
{Al) Sono confermate lerisultanzeprovvisorie.
     Tuttavia, alla luce della decisione di esaminare gli effetti delle importazioni dal
     Brasile separatamente dagli effetti delle importazioni dagli altri paesi, l'analisi
     dell'andamento del volume e dei prezzi delle importazioni è la seguente:
           Importazioni dal Brasile;
                             1993        1994        1995         1996 |P§ilL'
    QUANTITA (t)            62193       61 605      69 783       58 514 i S & l o
                                                                       94
             Indicizzata          100          99         112              i!SP 8
                                                                          K*llllililllf& ! " i
 VALORE (000 ecu) 18 117                17 724      20 767       16 772
             Indicizzato          100          98         115          93 mmmm
 % Quota di mercato           6,3         5,4         6,0          5,2
             Indicizzata          100           86          95         82
     Prezzo per t             291         288         298          287    f%6
             Indicizzato          100           99        102          98
(43) II volume e la quota di mercato delle importazioni mostrano un calo
     significativo tra il 1995 e il periodo dell'inchiesta, mentre i prezzi sono rimasti
     relativamente stabili durante tutto il periodo considerato.
                                                                                               %i
 ---pagebreak---          Importazioni dagli altri paesi interessati:
                            1993         1994       1995        1996
  QUANTITÀ (t)            171 890 192 165 253 041 209 727
           Indicizzata           100         112        147\         122
VALORE (000 ecu) 28 707 33 919 49103                           43 461
           Indicizzato           100         118        171          151
% Quota di mercato          17,4         16,9       21,7         18,5
           Indicizzata           100          97        125\         107
   Prezzo per t              167          177        194         207
           Indicizzato           100         106        116          124
   Il volume e la quota di mercato delle importazioni, dopo un sostanziale
   incremento tra il 1993 e il 1995, hanno registrato un calo nel 1996 per poi
   aumentare nuovamente nel periodo dell'inchiesta. Sia in valore assoluto che in
   termini di quota di mercato nel periodo dell'inchiesta le importazioni erano
   superiori rispetto all'inizio del periodo considerato.
   Nonostante un significativo aumento dei prezzi nel periodo considerato ai fini
   dell'analisi del pregiudizio, nel periodo dell'inchiesta i prezzi delle importazioni
   da tutti questi paesi erano ancora sostanzialmente inferiori a quelli dell'industria
   comunitaria.
                                                                                        ^
 ---pagebreak---      (e) Confronto dei prezzi
(44) Dopo la notifica delle risultanze provvisorie, i produttori-esportatori brasiliani
     hanno presentato osservazioni sul metodo usato per il calcolo della
     sottoquotazione dei prezzi.
     È stato affermato che la differenza tra i prezzi all'esportazione brasiliani e i
     prezzi dell'industria comunitaria era essenzialmente dovuta ad un'esigua parte
     delle operazioni effettuate durante il periodo dell'inchiesta, corrispondente a
     meno dell'1% della produzione comunitaria.
     Uno dei produttori-esportatori brasiliani ha chiesto che ai fini del confronto,
     ove possibile, si usasse il prezzo pagato dal primo acquirente indipendente della
     Comunità al suo importatore collegato, in quanto tale prezzo corrispondeva allo
     stesso stadio commerciale dei prezzi dell'industria comunitaria. Inoltre, è stato
     chiesto che i margini rilevati fossero espressi in percentuale del valore totale
     delle importazioni effettuate nel periodo dell'inchiesta, comprese quelle omesse
     dal confronto nei casi in cui i produttori comunitari non avevano venduto
     modelli corrispondenti.
(45) Quest'ultima richiesta non è stata accolta. Secondo la consueta prassi delle
     istituzioni comunitarie si usa soltanto il valore cif delle importazioni del periodo
     dell'inchiesta per le quali si è effettivamente analizzata la sottoquotazione e,
     quindi, per le quali al momento della determinazione dei margini rilevati
     esistevano tipi corrispondenti di prodotti fabbricati nella Comunità.
                                                                                          ^>
 ---pagebreak--- (46) Inoltre, si sono attentamente esaminati i numeri di controllo dei prodotti indicati
      dai produttori-esportatori e dai produttori comunitari, effettuando se del caso le
      correzioni necessarie per un confronto equo. Quindi è stato effettuato il
      confronto allo stesso stadio commerciale tra i prezzi franco fabbrica dei
      produttori comunitari e i prezzi all'esportazione cif, franco frontiera comunitaria,
      dazio corrisposto, nel caso delle vendite effettuate direttamente dai produttori-
      esportatori a clienti indipendenti, oppure i prezzi di rivendita franco magazzino
      applicati dall'importatore collegato nei confronti          del primo acquirente
      indipendente.
(47) Il margine di sottoquotazione è stato calcolato ponderando i tassi medi di
      sottoquotazione di ciascun tipo per i quantitativi delle importazioni in dumping
      moltiplicati per i prezzi medi dei prodotti corrispondenti fabbricati nella
      Comunità.
      Gli stessi criteri sono stati applicati nel confronto dei prezzi per gli altri paesi
      interessati.
(48) Le operazioni d'esportazione usate per il confronto rappresentavano almeno il
      74% delle esportazioni totali per ciascuno dei paesi interessati.
(4C)) La revisione dei calcoli ha confermato l'esistenza di una sottoquotazione per
      tutti i paesi tranne il Brasile, per il quale non è emersa nessuna sottoquotazione.
      I nuovi livelli di sottoquotazione figurano nella tabella seguente:
                                                                                           vi
 ---pagebreak---                 RIEPILOGO DEI MARGINI DI SOTTOQUOTAZIONE
                     Paese         Media ponderata delle sottoquotazioni rilevate
                                     con un confronto diretto tra tipi di prodotto
                                                   corrispondenti
             BRASILE
             BULGARIA                                   44%
             ESTONIA                                    65%
             LETTONIA                                   48%
             LITUANIA                                   45%
             POLONIA                                    53%
             RUSSIA                J                   65%
     X Situazione dell'industria comunitaria
(50) Sono confermate le risultanze provvisorie.
     4. Conclusioni relative al pregiudizio
(51) I produttori-esportatori di Polonia e Lettonia hanno contestato le conclusioni
     provvisorie sul pregiudizio sostenendo che l'andamento di alcuni fattori di
     pregiudizio, quali la produzione, la quota di mercato e il fatturato delle vendite
     dell'industria comunitaria non era sufficientemente negativo da comprovare
     l'esistenza di un pregiudizio grave.
      Tali obiezioni sono state esaminate, ma non hanno potuto essere accolte.
     L'analisi complessiva a livello comunitario di tutti gli indicatori relativi alla
     situazione dell'industria comunitaria, in particolare alla luce del sostanziale
     deterioramento dei suoi prezzi di vendita e delle sue crescenti perdite
     finanziarie, conferma l'esistenza del pregiudizio.
                                                                                        òl
 ---pagebreak--- (52) I ,e risultanze provvisorie sul pregiudizio sono pertanto confermate.
                           E. CAUSA DEL PREGIUDIZIO
     1. Effetto delle importazioni in dumping dal Brasile
(53) I produttori-esportatori brasiliani hanno sostenuto che le importazioni originarie
     del Brasile non potevano essere state causa di pregiudizio per i motivi seguenti:
     - i quantitativi importati dal Brasile sono diminuiti del 20% tra il 1995 e il
         periodo dell'inchiesta;
     - il prodotto brasiliano non è in concorrenza con la produzione comunitaria in
         quanto è venduto a utilizzatori specializzati, ossia fabbricanti di porte laccate,
         fabbricanti di sottopiatti e industria automobilistica, che hanno bisogno dei
         pannelli duri di eucalipto brasiliani per le loro particolari esigenze di qualità e
         non possono sostituirli, nonostante i loro prezzi più elevati, con altri tipi di
         pannelli duri;
     - i prezzi delle esportazioni brasiliane non sono inferiori a quelli delle vendite
         dell'industria comunitaria, particolarmente nei suddetti settori specializzati.
(54) Quanto al primo argomento, il calo dei quantitativi importati non esclude che le
     importazioni in questione siano state causa di pregiudizio nel periodo
     dell'inchiesta; esse infatti erano ancora sostanziali e nettamente al di sopra del
     limite de minimis di cui all'articolo 5, paragrafo 7 del regolamento di base.
                                                                                             33
 ---pagebreak--- (55) In merito agli altri argomenti è emerso quanto segue:
     - il 68% circa delle importazioni dal Brasile effettuate durante il periodo
        dell'inchiesta era destinato alla produzione di porte laccate nella Comunità.
        L'industria comunitaria della porta laccata ha rigorose esigenze di qualità per
        le quali i pannelli duri di eucalipto brasiliani sono particolarmente indicati.
        Tuttavia, come precisato sopra al punto 18, l'alta qualità richiesta dai
        fabbricanti di porte non è strettamente legata alla specie di legno usata, in
        questo caso l'eucalipto. I pannelli brasiliani sono adatti per la fabbricazione
        delle porte laccate non soltanto perché sono fatti con legno di eucalipto, ma
        anche perché i produttori brasiliani sottopongono le loro esportazioni verso la
        Comunità a rigorosi controlli di qualità;
     - nel periodo dell'inchiesta soltanto quantitativi molto modesti di pannelli duri
        prodotti dall'industria comunitaria sono stati usati per la fabbricazione di
        porte laccate; la domanda è stata quasi interamente coperta da pannelli di
        eucalipto importati dal Brasile o forniti dal produttore portoghese che non ha
        partecipato alla denuncia. I fabbricanti di porte hanno giustificato la loro
        scelta con l'alta qualità garantita da questi fornitori;
                                                                                        3S
 ---pagebreak---      - l'argomento relativo agli usi finali speciali è avvalorato dal fatto che non vi è
         sottoquotazione nelle esportazioni brasiliane destinate alla fabbricazione di
         rivestimenti di porte; in realtà i loro prezzi sono sensibilmente superiori a
         quelli dell'industria comunitaria;
     - pertanto gli elementi rilevati non confermano quanto affermato dai produttori
         comunitari, ossia che le esportazioni brasiliane facevano diminuire i prezzi di
         mercato e che tla depressione dei prezzi impediva loro di produrre
         rivestimenti di porte di qualità pari a quella del prodotto brasiliano e adatti
         alla produzione di porte laccate;
     - quanto alle importazioni dal Brasile non vendute al segmento delle porte
         laccate, i loro prezzi non erano inferiori, in media, a quelli della produzione
         comunitaria.
(56) Quanto precede induce a concludere che le esportazioni brasiliane non erano
     una causa di pregiudizio grave per l'industria comunitaria e che di conseguenza
     il procedimento nei confronti del Brasile dovrebbe essere chiuso senza
     l'istituzione di misure.
                                                                                         i
 ---pagebreak---      2. Effetto delle importazioni in dumping dagli altri paesi soggetti
         all'inchiesta
(57) Il volume delle importazioni dagli altri paesi soggetti all'inchiesta è aumentato
     del 29% tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta. Nello stesso periodo i prezzi di
     tali importazioni sono aumentati in media del 32%; tuttavia, nel periodo
     dell'inchiesta essi erano ancora sensibilmente inferiori ai prezzi dell'industria
     comunitaria. In seguito a tale sottoquotazione, compresa tra il 44% e il 67%,
     l'industria comunitaria ha registrato un calo del 16% nei suoi prezzi di vendita e
     un grave deterioramento della sua situazione finanziaria.
     Le risultanze provvisorie secondo le quali le importazioni in dumping da
     Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Russia arrecavano un
     pregiudizio grave all'industria comunitaria sono pertanto confermate.
     3. Effetto delle importazioni da altri paesi terzi
(58) Benché alcuni produttori-esportatori dei paesi interessati abbiano ribadito che il
     pregiudizio era stato causato dall'incremento delle importazioni da altri paesi
     terzi, non sono stati forniti in merito ulteriori elementi atti a modificare le
     risultanze provvisorie.
     Le risultanze provvisorie sono pertanto confermate.
                                                                                        3Ê
 ---pagebreak---       4. Concorrenza dei produttori comunitari non denunzianti
(59) Alcuni dei produttori-esportatori interessati hanno fatto presente che i produttori
      comunitari non denunzianti, pur non avendo applicato prezzi inferiori a quelli
      dell'industria comunitaria durante il periodo dell'inchiesta, lo hanno fatto in
      media dal 1993 al 1995, e che tale pratica può essere stata, in quegli anni, causa
      di pregiudizio.
(60) Occorre notare che, benché inferiori a quelli dell'industria comunitaria, i prezzi
      dei produttori comunitari non denunzianti erano sensibilmente superiori ai
      prezzi medi delle importazioni dai paesi interessati escluso il Brasile: il prezzo
      medio di tali importazioni era infatti di 167 ECU/t nel 1993, mentre il prezzo
      unitario medio dei produttori non denunzianti era di 1,02 ECU/m2,
      corrispondenti a più di 300 ECU/t.
(61 ) Alla luce di tale rapporto tra i prezzi, si ritiene improbabile che i prezzi praticati
      dai produttori non denunzianti fossero una causa di pregiudizio per l'industria
      comunitaria; in ogni caso, il loro impatto è stato ritenuto insufficiente per
      annullare il nesso di causalità tra le importazioni in dumping dai sei paesi e il
      pregiudizio subito.
      5. Effetto dei pannelli di fibre lavorati a secco
(62) Dopo l'istituzione delle misure provvisorie, diversi produttori-esportatori hanno
      ribadito che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria non era causato dalle
      importazioni in dumping, bensì dalla concorrenza dei pannelli di fibre lavorati a
      secco sottili.
                                                                                             3t
 ---pagebreak--- (63) L'inchiesta ha mostrato che i pannelli di fibre lavorati a secco sottili potevano
     essere usati nella maggior parte dei settori in cui erano usati i pannelli duri.
     Tuttavia, benché negli ultimi anni il mercato dei pannelli di fibre lavorati a
     secco abbia registrato una forte crescita, come dimostra la crescita del consumo
     di pannelli duri tale andamento non ha avuto luogo a spese del settore di questi
     ultimi.
(64) Yarie parti interessate hanno fornito stime delle dimensioni del settore dei
     pannelli di fibre lavorati a secco sottili. In base alle statistiche fornite
     dall'industria europea dei pannelli MDF, il volume della produzione dei pannelli
     di fibre lavorati a secco sottili è stimato a 500 000-600 000 m3 nel 1997, con un
     incremento del 50% circa tra il 1993 e il 1997. Statistiche separate sulle
     importazioni di questi pannelli non sono disponibili, ma secondo le indicazioni
     ricevute le importazioni di pannelli di fibre lavorati a secco di qualsiasi spessore
     sono state di scarsa entità fino al 1997.
(65) Tuttavia, nella fase provvisoria si è rilevato che, essendo il consumo di pannelli
     duri aumentato del 20% tra il 1993 e il periodo dell'inchiesta (occorre ricordare
     che in tale periodo, nonostante la crescita del settore dei pannelli di fibre
     lavorati a secco sottili, il consumo è stato pari a 1,2 milioni di t circa),
     diffìcilmente l'aumento della domanda di pannelli di fibre lavorati a secco sottili
     poteva essere una causa rilevante di pregiudizio. Il pregiudizio subito
     dall'industria comunitaria^on consisteva in una perdita in termini di volume
     delle vendite, che potrebbe essere indice di una sostituzione, ma era
     essenzialmente mostrato da perdite finanziarie, dovute alla forte pressione al
     ribasso esercitata sui prezzi dalle importazioni in dumping.
                                                                                          bJ
 ---pagebreak--- (66) I dati disponibili mostrano che il prezzo medio dei pannelli di fibre lavorati a
     secco sottili per tutto il periodo dal 1993 al 1996 era superiore a quello dei
     pannelli duri di spessore equivalente prodotti nella Comunità. Soltanto durante
     il periodo dell'inchiesta un tipo di pannelli di fibre lavorati a secco sottili,
     ovvero i pannelli MDF sottili, sembrerebbe aver raggiunto il livello di prezzo
     dei pannelli duri di produzione comunitaria in alcune parti della Comunità.
     Anche in questo scenario i pannelli duri importati dai paesi interessati durante il
     periodo dell'inchiesta erano venduti a prezzi sensibilmente inferiori come
     indicato al punto 49.
(67) Data l'intercambiabilità tra tutti i tipi di prodotti a base di legno, i pannelli di
     fibre lavorati a secco sottili si sono affermati su tutti i mercati dei pannelli a
     base di legno, compreso quello dei pannelli duri. Tuttavia, il generale
     incremento della domanda di pannelli di legno, e di quelli di fibre in particolare,
     ha consentito la crescita della domanda di pannelli duri nonostante la presenza
     dei prodotti concorrenti.
(68) Non sono stati forniti nuovi dati tali da modificare le risultanze provvisorie
     secondo le quali, nonostante la crescita della domanda di pannelli di fibre
     lavorati a secco sottili, le importazioni in dumping di pannelli duri dai paesi
     soggetti all'inchiesta, tranne il Brasile, separatamente hanno arrecato un
     pregiudizio grave all'industria comunitaria in termini di depressione dei prezzi e
     perdite finanziarie.
     6. Conclusioni relative al nesso di causalità
(69) Alla luce di quanto precede, lerisultanzeprovvisorie sul nesso di causalità sono
     confermate tranne che per le importazioni dal Brasile.
                                                                                          *3
 ---pagebreak---                        F. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
     1. L'inchiesta definitiva
(70) Dopo l'istituzione delle misure provvisorie, l'analisi dell'impatto delle misure
     antidumping sui vari settori interessati dall'inchiesta è proseguita. Sono state
     effettuate visite presso gli utilizzatori di pannelli duri, come indicato al punto 3,
     e presso un produttore comunitario di pannelli duri di eucalipto non
     denunziante.
     2. Impatto sull'industria comunitaria
(71) Dopo l'istituzione delle misure provvisorie, sono state presentate diverse
     osservazioni circa il probabile impatto di eventuali misure definitive
     sull'industria comunitaria.
     Tali osservazioni riguardavano il rapporto tra i pannelli duri e quelli di fibre
     lavorati a secco sottili, come indicato qui di seguito.
     (a) Argomenti presentati dalle parti interessate
(72) Alcune parti interessate hanno sostenuto che l'industria comunitaria non avrebbe
     potuto trarre vantaggio da misure antidumping vista l'intercambiabilità tra i
     pannelli di fibre lavorati a secco sottili e i pannelli duri.
                                                                                           IJO
 ---pagebreak---      A sostegno di tale osservazione è stato affermato che il livello del prezzo dei
     pannelli di fibre lavorati a secco sottili ha raggiunto quello dei pannelli duri di
     spessore equivalente. Quindi, l'imposizione di misure antidumping, con l'intento
     di aumentare il prezzo dei pannelli duri nella Comunità, avrebbe avuto l'effetto
     di portarne il prezzo al di sopra di quello dei pannelli di fibre lavorati a secco
     sottili concorrenti. Nei casi in cui i due prodotti sono intercambiabili, l'effetto
     delle misure antidumping sarebbe stato quello di indurre i clienti a scegliere di
     usare i pannelli di fibre lavorati a secco sottili invece dei pannelli duri. In altri
     termini, le misure antidumping sarebbero servite soltanto a ridurre il consumo di
     pannelli duri incoraggiando il consumo alternativo di pannelli di fibre lavorati a
     secco sottili.
(73) E stato anche sostenuto che la domanda di pannelli di fibre lavorati a secco
     sottili è in aumento, che la capacità produttiva del settore è oggetto di crescenti
     investimenti e che     se intervenisse un mutamento dei relativi prezzi questi
     pannelli potrebbero sostituire i pannelli duri nella maggior parte degli usi finali.
     (h) Dimensioni del settore dei pannelli di fibre lavorati a secco sottili
(74) Come indicato al punto 64, nel 1997 la produzione dei pannelli di fibre lavorati
     a secco sottili era compresa tra 500 000 e 600 000 m3, con un incremento del
     50% circa tra il 1993 e il 1997. Tuttavia gli impianti specializzati nella
     produzione di questi pannelli sottili (ossia dotati di calandra) stanno attualmente
     funzionando quasi al massimo della capacità, e la maggior parte dei nuovi
     investimenti nel settore dei pannelli di fibre lavorati a secco riguarda impianti
     adatti soprattutto alla produzione di spessori 'medi', ossia tra 6 e 30 mm, che
     esulano dall'ambito della presente inchiesta.
                                                                                           M-7
 ---pagebreak---      È pertanto improbabile un incremento a breve termine della produzione di
     pannelli di fibre lavorati a secco sottili.
     (e) Concorrenza tra pannelli duri e pannelli di fibre lavorati a secco sottili
(75) Come indicato nei punti da 5 a 9, per molti usi finali i pannelli duri e i pannelli
     di fibre lavorati a secco sono in teoria intercambiabili, ma le loro caratteristiche
     fisiche diverse implicano che ciascun tipo presenta per ogni uso finale specifici
     vantaggi e svantaggi.
(76) I produttori-esportatori hanno sostenuto che, nell'eventualità di una variazione
     sufficiente nei prezzi dei due prodotti concorrenti, i costi extra derivanti da
     problemi tecnici connessi al passaggio all'impiego dei pannelli di fibre lavorati a
     secco sottili potrebbero essere compensati se il vantaggio in termini di prezzo
     rispetto ai pannelli duri diventasse sufficientemente ampio.
(77) L'industria comunitaria ha tuttavia sostenuto che la sostituzione dei pannelli duri
     con pannelli di fibre lavorati a secco ha già avuto luogo negli usi finali in cui
     essi presentano un vantaggio tecnico e che attualmente la situazione
     concorrenziale sul mercato ha trovato un equilibrio che non sarà
     sostanzialmente compromesso dalle misure antidumping proposte. Il fatto che il
     consumo di pannelli duri sia aumentato del 20% nel periodo considerato, fa
     pensare che i pannelli duri siano stati in grado di competere efficacemente con i
     pannelli di fibre lavorati a secco sottili, avvalorando gli argomenti addotti
     dall'industria comunitaria. Tuttavia, i continui progressi tecnici compiuti nella
     fabbricazione dei pannelli di fibre lavorati a secco sottili rendono difficile
     valutare in che misura in futuro questi ultimi potrebbero essere usati in settori
     nei quali finora è stato preponderante l'impiego dei pannelli duri.
                                                                                          \\l
 ---pagebreak--- (78) Per la maggior parte del periodo considerato i pannelli di fibre lavorati a secco
      sottili hanno avuto prezzi superiori a quelli dei pannelli duri di spessore
      equivalente, ma in seguito alla riduzione dei costi dovuta al progresso
      tecnologico i loro prezzi sono costantemente diminuiti durante l'intero periodo,
      fino a raggiungere nel 1997 all'incirca i livelli di prezzo dei pannelli duri di
      spessore equivalente prodotti nella Comunità.
      Non è chiaro se la tendenza al ribasso del prezzo dei pannelli di fibre lavorati a
      secco sottili in concomitanza della continua riduzione dei costi connessa al
      progresso tecnologico sia destinata a proseguire nel prossimo futuro. Secondo il
      denunziante non sono prevedibili nella Comunità ulteriori sostanziali riduzioni
      dei prezzi dei pannelli di fibre lavorati a secco sottili. Si sostiene che per questo
      prodotto la fase di rapida crescita degli ultimi anni con la conseguente
      diminuzione dei costi unitari è ormai superata, e che gli stabilimenti stanno
      raggiungendo la piena utilizzazione degli impianti, con una struttura dei costi
      simile a quella dei pannelli duri. Si prevede quindi che il prezzo dei pannelli di
      fibre lavorati a secco sottili, se saranno imposte misure antidumping definitive,
      rimarrà allo stesso livello del prezzo dei pannelli duri di produzione
      comunitaria.
(7()) D'altro canto, secondo l'industria dei pannelli di fibre lavorati a secco, i processi
      usati per fabbricare questi pannelli, ossia linea continua e compressione con
      calandra, sono più efficienti di quelli usati per i pannelli duri, ottenuti con presse
      multi vani. In particolare, i livelli di avanzo e scarto dei processi di produzione
      usati per i pannelli MDF sarebbero di gran lunga inferiori a quelli delle presse
      multivani, e i tempi di fabbricazione sarebbero più brevi. Pertanto, la tendenza
      al ribasso dei prezzi dei pannelli di fibre lavorati a secco sottili di produzione
      comunitaria potrebbe proseguire. Analoghe previsioni vengono fatte da alcune
      delle parti interessate riguardo alla tendenza dei prezzi delle importazioni di
      pannelli di fibre lavorati a secco sottili dai paesi terzi.
                                                                                             M^
 ---pagebreak---      L'andamento rilevato si ripercuote sull'impiego dei pannelli duri nei settori in
     cui i loro usi finali coincidono con quelli dei pannelli di fibre lavorati a secco,
     come il settore dei mobili. Se dopo l'istituzione di misure antidumping definitive
     i prezzi dei pannelli di fibre lavorati a secco continueranno a diminuire, potrà
     verificarsi uno spostamento del consumo dai pannelli duri ai pannelli di fibre
     lavorati a secco sottili nei segmenti di mercato in cui i due prodotti sono
     intercambiabili.
     (d) Conclusioni circa l'impatto delle misure sull'industria comunitaria
(80) Dall'analisi sopra esposta risulta che molto probabilmente le misure proposte
     avranno un impatto favorevole sulla situazione dell'industria comunitaria. In
     assenza di misure antidumping, i prezzi delle importazioni in dumping
     continueranno ad essere sostanzialmente inferiori a quelli dell'industria
     comunitaria. Date le difficoltà finanziarie rilevate dall'analisi del pregiudizio, il
     proseguimento dell'attività dell'industria comunitaria sarebbe gravemente
     minacciato e gran parte della produzione comunitaria di pannelli duri,
     attualmente in grado di coprire un'ampia gamma di richieste dei clienti, sarebbe
     compromessa, il che costringerebbe gli utilizzatori a scegliere tra alternative non
     proprio ottimali, quali le importazioni in dumping e altri pannelli di legno.
     Occorre anche tener presente che, pur essendo possibile che le misure
      antidumping arrechino qualche vantaggio a industrie diverse da quella dei
      pannelli duri, difficilmente l'industria comunitaria avrebbe chiesto misure di
      difesa contro pratiche commerciali sleali se non avesse previsto di trarne dei
      vantaggi.
                                                                                           MS
 ---pagebreak---      Tuttavia l'efficacia delle misure potrebbe diminuire in funzione del futuro
     rapporto di prezzo tra i pannelli duri e quelli di fibre lavorati a secco; qualora
     l'andamento di questo fattore lo rendesse necessario, potrebbe essere svolto un
     riesame ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 3 del regolamento di base.
     3. Impatto sulle industrie a monte
(81) Non essendo pervenute ulteriori osservazioni, sono confermate le risultanze
     provvisorie.
     4. Impatto sugli importatori
(82) In assenza di ulteriori osservazioni, sono confermate le risultanze provvisorie.
     5. Impatto sugli utilizzatori
(83) Tutti gli utilizzatori che hanno collaborato all'inchiesta erano fabbricanti di porte
     che usavano soltanto pannelli duri importati dal Brasile. È stato accertato che le
     importazioni dal Brasile non hanno arrecato pregiudizio all'industria
     comunitaria e che nei confronti di questo paese non si devono adottare misure.
     L'impatto sugli altri utilizzatori dovrebbe essere di scarso rilievo, date le
     aliquote del dazio proposte e l'esigua incidenza dei pannelli duri sui costi di
     produzione della maggior parte di tali utilizzatori.
                                                                                           «f
 ---pagebreak---       6. Conclusioni relative all'interesse della Comunità
(84) Alla luce di quanto precede si conclude che non vi è motivo di ritenere che
      l'imposizione di misure antidumping definitive sulle importazioni di pannelli
      duri originari dei paesi nei confronti dei quali saranno adottate misure definitive
      sia contraria all'interesse generale della Comunità.
                                 G. MISURE PROPOSTE
      1. Chiusura del procedimento nei confronti del Brasile
(85) Sulla base delle conclusioni dell'inchiesta definitiva, il procedimento relativo
      alle importazioni originarie del Brasile è chiuso senza l'istituzione di misure con
                                                3
      la decisione della Commissione              . Gli importi depositati a titolo di dazi
      antidumping provvisori sono pertanto svincolati. Gli impegni dei due
      produttori-esportatori     brasiliani accettati in via provvisoria         divengono
      automaticamente caduchi ai sensi dell'articolo 8, paragrafo 6 del regolamento di
      base.
      2. Misure definitive
      (a) Livello di eliminazione del pregiudizio
(86) Il livello di eliminazione del pregiudizio è stato calcolato secondo il metodo di
      cui al punto 113 del regolamento provvisorio, con un adeguamento relativo allo
      stadio commerciale per tener conto delle vendite effettuate tramite operatori
      commerciali.
3
    Pag     della presente Gazzetta ufficiale.
                                                                                            v£
 ---pagebreak--- (87) In seguito ai confronti effettuati è stato stabilito un margine di pregiudizio per
     ciascuno dei produttori-esportatori interessati, espresso in percentuale del valore
     cif delle loro esportazioni verso la Comunità relativamente ai tipi di prodotti per
     i quali esistevano tipi corrispondenti fabbricati nella Comunità.
     (h) Forma e livello delle misure definitive
(88) In base alle conclusioni sopra esposte riguardo al dumping, al pregiudizio, al
     nesso di causalità e all'interesse della Comunità, si è esaminato di quale forma e
     livello dovessero essere le misure antidumping per eliminare gli effetti distorsivi
     del commercio prodotti dalle pratiche pregiudizievoli di dumping e per
     ripristinare condizioni di effettiva concorrenza sul mercato comunitario.
     Le misure definitive dovrebbero essere imposte sotto forma di dazi ad valorem,
     ritenuti appropriati ai fini dell'eliminazione del pregiudizio arrecato dalle
     importazioni in dumping.
     In conformità all'articolo 9, paragrafo 4 del regolamento di base, per uno dei
     produttori-esportatori polacchi che hanno collaborato il dazio antidumping
     definitivo è fissato al livello del margine di pregiudizio, risultato inferiore al
     margine di dumping accertato per la società. Per tutti gli altri produttori-
     esportatori i margini di pregiudizio sono superiori ai corrispondenti margini di
     dumping e le misure sono pertanto basate su questi ultimi. Altrettanto vale per i
     dazi residui.
                                                                                         V Ï
 ---pagebreak---       (e) Impegni
(89) Come indicato al punto 115 e ss. del regolamento provvisorio, i produttori-
      esportatori di Brasile, Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia che hanno
      collaborato avevano proposto impegni, provvisoriamente accettati dalla
      Commissione.
      Tali impegni, tranne quelli offerti dalle società brasiliane, riflettono le risultanze
      definitive dell'inchiesta per quanto riguarda i prezzi minimi previsti e sono stati
                                                                                         4
      pertanto accettati a titolo definitivo con la decisione della Commissione            .
      3. Riscossione dei dazi provvisori
(90) Data la gravità del pregiudizio subito dall'industria comunitaria, si ritiene che gli
      importi depositati a titolo di dazi antidumping provvisori a norma del
      regolamento (CE) n. 1742/98 debbano essere riscossi a titolo definitivo, in
      ragione dell'importo dei dazi definitivi imposti,
4
    Pag     della presente Gazzetta ufficiale.
                                                                                              I»
                                                                                             U 0
 ---pagebreak--- HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                          Articolo 1
1. È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di pannelli duri,
   definiti come pannelli lavorati a umido di fibre di legno o di altre materie legnose,
   anche agglomerate con resine o altri leganti organici, con massa volumica
   superiore a 0,8 g/cm3, di cui ai codici NC ex 4411 11 00 e ex 4411 19 00 (codici
   Taric 4411 11 00*10 e 4411 1900*10), originari di Bulgaria, Estonia, Lettonia,
   I .iiuania, Polonia e Russia.
2. Le aliquote del dazio antidumping definitivo applicabile al prezzo netto, franco
   frontiera comunitaria, dei prodotti fabbricati dalle società sotto elencate sono le
   seguenti:
      Paese                   Societa              Aliquota del          Codice
                                                     dazio (%) addizionale Taric
Bulgaria           Fazerles AD                           7,1                     8461
                   Tutte le altre società                7,2                     8900
Estonia            Tutte le società                     6,0                          -
Lettonia           Tutte le società                     4,7                          -
Lituania           Tutte le società                     11,4                         -
Polonia            Alpex-Karlino S.A.                  22,4                      8479
                   Ekopfyta S.A.                        7,0                      8480
                   Zaklady Pryt Pilsniowych             9,1                      8481
                   S.A., Przemysl
                   Koniecpolskie Zaklady Pryt           11,4                     8494
                   Pilsniowych S.A
                   Zaklady Pryt Pilsniowych             11,0                     8495
                   S.A w Krosnie Odrzanskim
                   Tutte le altre società              34,8                      8900
Russia             Tutte le società                    30,6                          -
                                                                                         U9
 ---pagebreak---                                              Articolo 2
1. In deroga all'articolo 1, il dazio definitivo non si applica alle importazioni di
   pannelli duri prodotti e direttamente esportati e fatturati ad una società
   d'importazione della Comunità dalle società indicate al paragrafo 3, sempreché
   siano soddisfatte le condizioni di cui al paragrafo 2.
2. Al momento della dichiarazione di immissione in libera pratica, l'esenzione dal
   dazio è subordinata alla presentazione alle autorità doganali dello Stato membro
   competente di una fattura valida corrispondente all'impegno, rilasciata da una delle
   società di cui al paragrafo 3. La fattura corrispondente all'impegno, i cui elementi
   essenziali sono elencati in allegato, dev'essere conforme ai requisiti stabiliti nel
                                                        5
   testo dell'impegno accettato con la decisione          della Commissione.
3. Le importazioni accompagnate da una fattura corrispondente all'impegno sono
   dichiarate ai seguenti codici addizionali Taric:
5
    Pag      della presente Gazzetta ufficiale.
                                                                                        io
 ---pagebreak---       Paese                     Societa              Codice addizionale
                                                             Taric
Bulgaria           Fazerles AD                                      8496
                   Lessoplast AD                                    8497
Estonia            AS Repo Vabrikud                                 8498
Lettonia           AS "Bolderaja"                                   8499
Lituania           JSC Grigiskes             -                      8510
Polonia            Alpex-Karlino S.A.                               8511
                   Czarna Woda Zaklady Pfyt                         8600
                   Pilsniowych
                   EkopfytaS.A.                                     8513
                   Zaklady Pfyt Pilsniowych                         8545
                   S.A., Przemysl
                   Koniecpolskie Zaklady Pryt                       8546
                   Pilsniowych S.A
                   Zaklady Pfyt Pilsniowych S.A                     8547
                   w Krosnie Odrzanskim
                                        Articolo 3
1. (ìli importi depositati a titolo provvisorio ai sensi del regolamento (CE) n. 1742/98
   per le importazioni originarie dei paesi di cui all'articolo 1 sono definitivamente
   riscossi in ragione dell'importo dei dazi definitivi imposti.
2. Gli importi depositati a titolo provvisorio ai sensi del regolamento (CE) n. 1742/98
   per le importazioni originarie del Brasile sono svincolati.
                                                                                         M
 ---pagebreak---                                       Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,
                                                          Per il Consiglio
                                                                                     fZ
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO
Elementi da indicare nella fattura corrispondente all'impegno di cui all'Articolo 2,
paragrafo 2:
 1. Codice del prodotto (identico a quellofigurantenel testo dell'impegno proposto
    dal produttore-esportatore).
2. Descrizione esatta delle merci; in particolare occorre indicare:
•    il codice del prodotto della società; se i pannelli duri sono lavorati o grezzi; lo
    spessore e le misure esatte dei pannelli, precisando tra parentesi se si tratta di
    dimensioni standard o su misura;
•    il codice Ne;
•   il codice addizionale Taric con il quale le merci figuranti nella fattura possono
    essere sdoganate alla frontiera comunitaria (come specificato nel regolamento);
•   quantitativo (in m2);
3. Descrizione delle condizioni di vendita, comprendente:
•   il prezzo al metro quadro1;
•   le condizioni di pagamento applicabili;
•   le condizioni di consegna applicabili;
•   gli sconti e leriduzionitotali.
4. Nome dell'importatore al quale la fattura è rilasciata direttamente dalla società.
5. Nome del responsabile della società che harilasciatola fattura corrispondente
    all'impegno, seguito dalla seguente dichiarazione firmata:
1   Per le fatture corrispondenti all'impegno rilasciate dal produttore-esportatore lettone AS
    «Bolderâja», nel caso di vendite effettuate tramite agenti stabiliti nella Comunità, il prezzo al m2
    può figurare su una fattura aggiuntiva rilasciata dall'agente invece che nella fattura di AS
    «Bolderâja». In tal caso, la fattura corrispondente all'impegno deve menzionare anche il nome
    dell'agente.
                                                                                                         fj
 ---pagebreak---       "Il sottoscritto certifica che la vendita per l'esportazione diretta verso la
      Comunità europea delle merci coperte dalla presente fattura è effettuata
      nell'ambito e alle condizioni dell'impegno proposto dalla ... [società] e
      accettato dalla Commissione europea con la decisione (CE) ...2.               Il
      sottoscritto dichiara che le informazioni contenute nella presente fattura sono
      complete ed esatte."
2
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                                                                                       >"V
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                                                             COM(98) 805 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                            02 11 06 01
                                            N. di catalogo : CB-C0-98-813-IT-C
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I -2985 Lussemburgo