CELEX: 32007D0268
Language: it
Date: 2007-05-03 00:00:00
Title: 2007/268/CE: Decisione della Commissione, del 13 aprile 2007 , relativa all’attuazione dei programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici negli Stati membri e recante modifica della decisione 2004/450/CE [notificata con il numero C(2007) 1554]

3.5.2007   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               L 115/3
            
         
      DECISIONE DELLA COMMISSIONE
   
   del 13 aprile 2007
   relativa all’attuazione dei programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici negli Stati membri e recante modifica della decisione 2004/450/CE
   [notificata con il numero C(2007) 1554]
   (2007/268/CE)
   LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
   vista la decisione 90/424/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa a talune spese nel settore veterinario (1), in particolare l’articolo 24, paragrafo 2, quarto comma, e l’articolo 10,
   vista la direttiva 2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005, relativa a misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE (2), in particolare l’articolo 4, paragrafo 2,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               La decisione 90/424/CEE stabilisce le modalità della partecipazione finanziaria della Comunità a programmi di eradicazione, lotta e sorveglianza delle malattie degli animali.
            
         
               (2)
            
            
               La decisione 90/424/CEE, modificata dalla decisione 2006/53/CE (3), stabilisce che gli Stati membri possano ottenere un contributo finanziario comunitario per le misure di lotta da essi adottate contro i ceppi dell’influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI), di cui si conosce la capacità di mutare in ceppi dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI). Inoltre, a norma dell’articolo 24, paragrafo 2, della decisione 90/424/CEE, gli Stati membri hanno l’obbligo di presentare alla Commissione, entro il 30 aprile di ogni anno, i programmi annuali e pluriennali che inizieranno l’anno successivo e per quali intendono beneficiare di un contributo finanziario della Comunità.
            
         
               (3)
            
            
               La direttiva 92/40/CEE del Consiglio, del 19 maggio 1992, che istituisce delle misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria (4), definisce le misure comunitarie di lotta da applicare in caso di comparsa di un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) nel pollame. Non prevede tuttavia la lotta contro l’influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI), sottotipi H5 e H7, né una regolare sorveglianza di tale malattia nel pollame e nei volatili selvatici.
            
         
               (4)
            
            
               Dal 2002 gli Stati membri effettuano indagini obbligatorie sull’influenza aviaria nel pollame domestico presentando alla Commissione programmi annuali di sorveglianza, secondo quanto disposto dalle decisioni della Commissione 2002/649/CE (5), 2004/111/CE (6), 2005/464/CE (7) e 2006/101/CE (8).
            
         
               (5)
            
            
               La direttiva 2005/94/CE stabilisce talune misure preventive relative alla sorveglianza e all’individuazione precoce dell’influenza aviaria. La direttiva, il cui termine ultimo di recepimento da parte degli Stati membri è il 1o luglio 2007, dispone l’abrogazione della direttiva 92/40/CEE a decorrere da tale data.
            
         
               (6)
            
            
               Le misure comunitarie di lotta contro l’influenza aviaria previste dalla direttiva 2005/94/CE riguardano anche la lotta contro i focolai di LPAI, provocati nel pollame dai virus dell’influenza aviaria dei sottotipi H5 e H7. Per rilevare la possibile circolazione di questi virus negli allevamenti di pollame, occorre che gli Stati membri attuino programmi di sorveglianza obbligatori. Queste misure di lotta mirano a prevenire la propagazione dell’LPAI, sottotipi H5 e H7, prima di una loro ampia diffusione tra la popolazione di pollame domestico in modo da poter prevenire il rischio di una mutazione in HPAI dalle conseguenze potenzialmente devastanti.
            
         
               (7)
            
            
               La direttiva 2005/94/CE prevede inoltre programmi di sorveglianza nei volatili selvatici destinati a contribuire, in base a una valutazione del rischio periodicamente aggiornata, a far conoscere il pericolo rappresentato dai volatili selvatici in rapporto ai virus influenzali aviari dei volatili.
            
         
               (8)
            
            
               Visti i recenti sviluppi relativi alla diffusa insorgenza dell’HPAI, ceppo H5N1, nei volatili selvatici in Europa, è importante rafforzare ulteriormente le attività di sorveglianza, tenendo conto dei risultati delle indagini condotte tra il 2003 e il 2006 negli Stati membri e dell’attività scientifica svolta recentemente dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) (9) in collaborazione con il gruppo di lavoro scientifico ORNIS della direzione generale dell’Ambiente della Commissione europea. I lavori di tali organismi proseguiranno e i risultati potranno determinare ulteriori aggiornamenti.
            
         
               (9)
            
            
               Nell’attuare i programmi di sorveglianza nei volatili selvatici, si devono rispettare integralmente le prescrizioni della direttiva 79/409/CEE del Consiglio (10) concernente la tutela e la conservazione di tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nella Comunità.
            
         
               (10)
            
            
               La decisione 2004/450/CE della Commissione, del 29 aprile 2004, che stabilisce requisiti uniformi per il contenuto delle domande di finanziamenti comunitari destinati a programmi di eradicazione, sorveglianza e controllo delle malattie animali (11), fissa i requisiti uniformi per il contenuto delle domande volte a ottenere il finanziamento comunitario a favore di programmi di eradicazione, sorveglianza e controllo delle malattie animali.
            
         
               (11)
            
            
               Dato che la decisione 90/424/CEE stabilisce ora un contributo finanziario della Comunità alle spese sostenute dagli Stati membri per finanziare i programmi nazionali di eradicazione, sorveglianza e controllo di alcune malattie animali, compresa l’influenza aviaria, gli Stati membri — a norma dell’articolo 24, paragrafo 2, della suddetta decisione — possono presentare alla Commissione, entro il 30 aprile di ogni anno, i programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria in vista di un contributo finanziario comunitario. La decisione 2004/450/CE deve essere modificata al fine di stabilire requisiti uniformi per il contenuto delle domande di finanziamenti comunitari destinati a programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria.
            
         
               (12)
            
            
               La decisione 2004/450/CE va pertanto modificata di conseguenza.
            
         
               (13)
            
            
               Le misure di cui alla presente decisione sono conformi al parere del comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali,
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   Articolo 1
   Approvazione dei programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria
   I programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici che gli Stati membri sono tenuti ad attuare a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2005/94/CE, devono rispettare gli orientamenti contenuti negli allegati I e II della presente decisione.
   Articolo 2
   Modifiche della decisione 2004/450/CE
   La decisione 2004/450/CE è modificata come segue:
   
               1)
            
            
               all’articolo 1, è aggiunta la seguente lettera c):
               
                           «c)
                        
                        
                           per le malattie animali di cui all’allegato I, parte C, almeno le informazioni indicate nell’allegato IV.»;
                        
                     
         
               2)
            
            
               all’allegato I, è aggiunta la seguente parte C:
               «PARTE C
               Malattie di cui all’articolo 1, lettera c)
               Influenza aviaria»;
            
         
               3)
            
            
               è aggiunto un nuovo allegato IV, il cui testo figura nell’allegato III della presente decisione.
            
         Articolo 3
   Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.
   
      Fatto a Bruxelles, il 13 aprile 2007.
      
         
            Per la Commissione
         
         Markos KYPRIANOU
         
         
            Membro della Commissione
         
      
   
   
      (1)  GU L 224 del 18.8.1990, pag. 19. Decisione modificata da ultimo dalla decisione 2006/965/CE del Consiglio (GU L 397 del 30.12.2006, pag. 22).
   
      (2)  GU L 10 del 14.1.2006, pag. 16.
   
      (3)  GU L 29 del 2.2.2006, pag. 37.
   
      (4)  GU L 167 del 22.6.1992, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/104/CE (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 352).
   
      (5)  GU L 213 del 9.8.2002, pag. 38.
   
      (6)  GU L 32 del 5.2.2004, pag. 20. Decisione modificata dalla decisione 2004/615/CE (GU L 278 del 27.8.2004, pag. 59).
   
      (7)  GU L 164 del 24.6.2005, pag. 52. Decisione modificata dalla decisione 2005/726/CE (GU L 273 del 19.10.2005, pag. 21).
   
      (8)  GU L 46 del 16.2.2006, pag. 40.
   
      (9)  Parere scientifico relativo agli uccelli migratori e al loro possibile ruolo nella diffusione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (EFSA, 12 maggio 2006) e successiva integrazione (11 dicembre 2006).
   
      (10)  GU L 103 del 25.4.1979, pag. 1. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2006/105/CE (GU L 363 del 20.12.2006, pag. 368).
   
      (11)  GU L 155 del 30.4.2004, pag. 90; rettifica nella GU L 92 del 12.4.2005, pag. 16. Decisione modificata dalla decisione 2006/282/CE (GU L 104 del 13.4.2006, pag. 40).
   
      ALLEGATO I
      Orientamenti sull’attuazione dei programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria nel pollame e nei volatili selvatici negli Stati membri
      A.   Obiettivi, prescrizioni e criteri generali in materia di sorveglianza
      A.1.   Obiettivi
      La sorveglianza sierologica dell’LPAI, sottotipi H5 e H7, attuata nel pollame deve mirare a:
      
                  1.
               
               
                  individuare le infezioni subcliniche da LPAI, sottotipi H5 e H7, in modo da integrare i sistemi di individuazione precoce e prevenire quindi la possibile mutazione di questi virus in HPAI;
               
            
                  2.
               
               
                  individuare le infezioni da LPAI, sottotipi H5 e H7, in specifiche popolazioni di pollame esposte a un rischio specifico di infezione in ragione del sistema di allevamento o della suscettibilità di particolari specie;
               
            
                  3.
               
               
                  contribuire a dimostrare lo status di paese, regione o compartimento indenne dall’influenza aviaria soggetta a obbligo di denuncia nel quadro degli scambi internazionali secondo le norme dell’OIE.
               
            A.2.   Prescrizioni e criteri generali
      
                  1.
               
               
                  Il campionamento non deve essere eseguito oltre la data del 31 dicembre dell’anno di attuazione del programma. Per il pollame, il campionamento deve — se necessario — essere effettuato in un periodo appropriato rispetto ai periodi di produzione di ciascuna categoria di pollame.
               
            
                  2.
               
               
                  Per risparmiare risorse, si raccomanda l’impiego di campioni raccolti per altre finalità.
               
            
                  3.
               
               
                  Le analisi dei campioni devono essere effettuate dai laboratori nazionali per l’influenza aviaria degli Stati membri o da altri laboratori autorizzati dalle autorità competenti e posti sotto il controllo dei laboratori nazionali.
               
            
                  4.
               
               
                  Tutti i risultati (sierologici e virologici) devono essere inviati per un raffronto al laboratorio comunitario di riferimento per l’influenza aviaria (LCR). È necessario assicurare un buon flusso delle informazioni. Il laboratorio comunitario di riferimento deve fornire assistenza tecnica e disporre di una maggiore scorta di reagenti diagnostici.
               
            
                  5.
               
               
                  Tutti gli isolati del virus dell’influenza aviaria devono essere trasmessi al laboratorio comunitario di riferimento secondo quanto prescritto dalla legislazione comunitaria, salvo deroga concessa a norma del capitolo V, paragrafo 4 (diagnosi differenziale), del manuale diagnostico di cui alla decisione 2006/437/CE della Commissione (1). I virus dei sottotipi H5/H7 devono essere immediatamente sottoposti alle normali analisi di caratterizzazione (sequenziamento nucleotidico/IVPI) secondo quanto contemplato dal manuale diagnostico.
               
            
                  6.
               
               
                  Ogniqualvolta ciò sia possibile, i laboratori nazionali devono far pervenire al laboratorio comunitario di riferimento i campioni di siero di anseriformi risultati positivi all’H5 o all’H7, in modo da costituire un archivio che agevoli lo sviluppo di nuovi test.
               
            B.   Sorveglianza dell’influenza aviaria nel pollame
      
                  1.
               
               
                  Tutti i risultati positivi devono essere oggetto di un’indagine retrospettiva nell’azienda e le conclusioni di tale indagine devono essere trasmesse alla Commissione e al laboratorio comunitario di riferimento.
               
            
                  2.
               
               
                  Il laboratorio comunitario di riferimento deve fornire protocolli specifici, relativi all’invio del materiale che gli viene trasmesso, nonché tabelle per la raccolta dei dati della sorveglianza, nelle quali devono essere indicati i metodi utilizzati per gli esami di laboratorio. Dette tabelle devono essere utilizzate per trasmettere i risultati in un unico documento.
               
            
                  3.
               
               
                  In ciascuna azienda i campioni di sangue da sottoporre a esami sierologici devono essere prelevati da almeno 5-10 capi di ogni specie di pollame, comprese quelle degli allevamenti free range (eccetto anatre, oche e quaglie); se l’azienda comprende più di un capannone, i campioni devono essere prelevati dai diversi capannoni. Nel caso di più capannoni, è opportuno incrementare adeguatamente la dimensione del campione relativo a ciascun azienda. Si raccomanda di effettuare il prelievo su almeno 5 volatili per capannone.
               
            
                  4.
               
               
                  Il campionamento deve essere stratificato su tutto il territorio dello Stato membro, in modo che i campioni possano essere considerati rappresentativi dell’intero Stato membro, tenendo conto dei seguenti criteri:
                  
                              a)
                           
                           
                              il numero di aziende da sottoporre a campionamento (esclusi anatre, oche e tacchini) deve essere definito in modo da garantire l’individuazione di almeno un’azienda infetta se la prevalenza di aziende infette è pari almeno al 5 % con un livello di confidenza del 95 % (cfr. tabella 1); e
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              il numero dei volatili sottoposti a campionamento in ciascuna azienda deve essere stabilito in modo da garantire l’individuazione, con una probabilità del 95 %, di almeno un capo positivo se la prevalenza di volatili sieropositivi è ≥ 30 %.
                           
                        
            
                  5.
               
               
                  In base a una valutazione del rischio e alla situazione specifica dello Stato membro interessato, il disegno di campionamento deve inoltre considerare:
                  
                              a)
                           
                           
                              i tipi di produzione e i loro rischi specifici, con attenzione particolare all’allevamento free range, all’allevamento all’aperto e agli allevamenti a carattere familiare, prendendo in considerazione altri fattori come il carattere multietà dell’allevamento, l’utilizzazione di acque di superficie, una durata della vita relativamente più lunga, la presenza di diverse specie all’interno dell’azienda o altri fattori pertinenti;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              il numero di aziende di tacchini, anatre e oche da sottoporre a campionamento deve essere definito in modo da garantire l’individuazione di almeno un’azienda infetta se la prevalenza di aziende infette è pari almeno al 5 % con un livello di confidenza del 99 % (cfr. tabella 2);
                           
                        
                              c)
                           
                           
                              se uno Stato membro presenta un numero considerevole di aziende per la produzione di selvaggina, ratiti e quaglie, queste devono essere incluse nel programma. Per quanto riguarda le quaglie, devono essere sottoposti a campionamento solo i riproduttori (o in fase di produzione) adulti;
                           
                        
                              d)
                           
                           
                              il periodo di campionamento deve coincidere con la produzione stagionale. Se necessario, il campionamento può, tuttavia, essere adattato a livello locale e svolgersi in altri periodi determinati, nei quali la presenza di altro pollame in un’azienda potrebbe comportare un rischio più grave di introduzione della malattia;
                           
                        
                              e)
                           
                           
                              la sorveglianza potrebbe essere estesa agli allevamenti a carattere familiare, qualora il loro numero fosse significativo;
                           
                        
                              f)
                           
                           
                              gli Stati membri che sono tenuti a effettuare un campionamento per la malattia di Newcastle per mantenere lo status di zona di non vaccinazione contro tale malattia a norma della decisione 94/327/CE della Commissione (2), possono utilizzare — per la sorveglianza degli anticorpi nei confronti dei sottotipi H5 e H7 — i campioni prelevati dagli allevamenti da riproduzione.
                           
                        
            Tabella 1
      Numero di aziende da sottoporre a campionamento per ciascuna categoria di pollame (escluse le aziende di tacchini, anatre e oche)
      
                  Numero di aziende per categoria di pollame per Stato membro
               
               
                  Numero di aziende da sottoporre a campionamento
               
            
                  Fino a 34
               
               
                  Tutte
               
            
                  35-50
               
               
                  35
               
            
                  51-80
               
               
                  42
               
            
                  81-250
               
               
                  53
               
            
                  > 250
               
               
                  60
               
            
         
      Tabella 2
      Numero di aziende di tacchini, anatre e oche da sottoporre a campionamento
      
                  Numero di aziende per Stato membro
               
               
                  Numero di aziende da sottoporre a campionamento
               
            
                  Fino a 46
               
               
                  Tutte
               
            
                  47-60
               
               
                  47
               
            
                  61-100
               
               
                  59
               
            
                  101-350
               
               
                  80
               
            
                  > 350
               
               
                  90
               
            C.   Prescrizioni specifiche per l’individuazione delle infezioni causate dai sottotipi H5 e H7 del virus dell’influenza aviaria in anatre, oche e quaglie
      
                  1.
               
               
                  I campioni di sangue da sottoporre a esami sierologici devono essere prelevati di preferenza da volatili allevati all’aperto.
               
            
                  2.
               
               
                  Per gli esami sierologici devono essere prelevati 40-50 campioni di sangue da ogni azienda selezionata.
               
            
                  3.
               
               
                  In assenza di allevamenti commerciali, la sorveglianza potrebbe essere effettuata in allevamenti a carattere familiare.
               
            D.   Esami di laboratorio
      
                  1.
               
               
                  Gli esami di laboratorio devono essere eseguiti conformemente al manuale diagnostico per l’influenza aviaria (decisione 2006/437/CE) che stabilisce i metodi per la conferma e la diagnosi differenziale dell’influenza aviaria (compreso il controllo sierologico di anatre e di oche mediante la prova di inibizione dell’emoagglutinazione HI).
               
            
                  2.
               
               
                  Tuttavia, qualora siano previsti esami non contemplati dal manuale diagnostico per l’influenza aviaria o non descritti nel manuale dell’OIE sugli animali terrestri, gli Stati membri, nel presentare alla Commissione il proprio programma per approvazione, devono contemporaneamente fornire al laboratorio comunitario di riferimento i dati necessari ai fini della convalida.
               
            
                  3.
               
               
                  Tutti i risultati sierologici positivi devono essere confermati dai laboratori nazionali per l’influenza aviaria tramite prova di inibizione dell’emoagglutinazione, utilizzando ceppi specificamente designati forniti dal laboratorio comunitario di riferimento per l’influenza aviaria:
                  
                              H5
                           
                           
                              
                                          a)
                                       
                                       
                                          test iniziale con Ostrich/Denmark/72420/96 (H5N2);
                                       
                                    
                                          b)
                                       
                                       
                                          test con Duck/Denmark/64650/03 (H5N7) su tutti i sieropositivi per eliminare l’anticorpo cross-reattivo N2;
                                       
                                    
                        
                              H7
                           
                           
                              
                                          a)
                                       
                                       
                                          test iniziale con Turkey/England/647/77 (H7N7);
                                       
                                    
                                          b)
                                       
                                       
                                          test con African Starling/983/79 (H7N1) su tutti i sieropositivi per eliminare l’anticorpo cross-reattivo N7.
                                       
                                    
                        
            
         (1)  GU L 237 del 31.8.2006, pag. 1.
      
         (2)  GU L 146 dell’11.6.1994, pag. 17.
   
   
      ALLEGATO II
      Orientamenti sull’attuazione dei programmi di sorveglianza dell’influenza aviaria nei volatili selvatici negli Stati membri
      A.   Obiettivi, prescrizioni e criteri generali in materia di sorveglianza
      A.1.   Obiettivi
      La sorveglianza virologica dell’influenza aviaria nei volatili selvatici mira a individuare, nei seguenti modi, il rischio che i virus dell’influenza aviaria (LPAI e HPAI) vengano introdotti nel pollame domestico:
      
                  —
               
               
                  rilevamento precoce dell’HPAI sottotipo H5N1 attraverso lo studio della maggiore incidenza della morbilità e della mortalità nei volatili selvatici, soprattutto quelli appartenenti a determinate specie «a più alto rischio»;
               
            
                  —
               
               
                  nel caso di individuazione dell’HPAI sottotipo H5N1 nei volatili selvatici, potenziamento della sorveglianza degli uccelli selvatici vivi e morti, in modo da determinare se gli uccelli selvatici di altre specie possano agire da portatori asintomatici o «specie ponte» (cfr. parte E del presente allegato);
               
            
                  —
               
               
                  prosecuzione di una sorveglianza di base per le varie specie di uccelli migratori allo stato libero, nel quadro di un monitoraggio continuo dei virus dell’LPAI. Il campionamento deve essere effettuato principalmente sugli anseriformi (uccelli acquatici) e sui caradriformi (uccelli limicoli e laridi), in modo da valutare se siano portatori dei virus dell’LPAI, sottotipi H5 e H7 (ciò consentirebbe comunque di rilevare anche l’HPAI sottotipo H5N1 e altri virus dell’HPAI, se presenti). Il campionamento deve concentrarsi in particolare sulle «specie a più alto rischio».
               
            A.2.   Prescrizioni e criteri generali
      
                  1.
               
               
                  Il campionamento non deve essere eseguito oltre la data del 31 dicembre dell’anno di attuazione del programma.
               
            
                  2.
               
               
                  Le analisi dei campioni devono essere effettuate dai laboratori nazionali per l’influenza aviaria degli Stati membri o da altri laboratori autorizzati dalle autorità competenti e posti sotto il controllo dei laboratori nazionali.
               
            
                  3.
               
               
                  Tutti i risultati devono essere inviati per un raffronto al laboratorio comunitario di riferimento (LCR). È necessario assicurare un buon flusso delle informazioni. Il laboratorio comunitario di riferimento deve fornire assistenza tecnica e disporre di una maggiore scorta di reagenti diagnostici.
               
            
                  4.
               
               
                  Tutti gli isolati del virus dell’influenza aviaria relativi a volatili selvatici devono essere trasmessi al laboratorio comunitario di riferimento secondo quanto prescritto dalla legislazione comunitaria, salvo deroga concessa a norma del capitolo V, paragrafo 4 (diagnosi differenziale), del manuale diagnostico per l’influenza aviaria di cui alla decisione 2006/437/CE. I virus dei sottotipi H5/H7 devono essere immediatamente sottoposti alle normali analisi di caratterizzazione (sequenziamento nucleotidico/IVPI) secondo quanto contemplato dal citato manuale diagnostico.
               
            B.   Sorveglianza dell’influenza aviaria nei volatili selvatici
      Schema e attuazione della sorveglianza
      Nella messa a punto della sorveglianza deve essere assicurata una stretta collaborazione con gli epidemiologi, gli ornitologi e le autorità responsabili della conservazione della natura, che contribuiranno all’individuazione delle specie e all’ottimizzazione del campionamento. Per quanto concerne la scelta delle specie da sottoporre a campionamento, lo schema della sorveglianza deve essere adattato alla situazione nazionale in funzione della prevalenza delle specie e dell’entità della popolazione avifaunistica. Il campionamento deve tener conto della stagionalità dei modelli migratori, che possono variare da uno Stato membro all’altro. Va considerato il comportamento delle diverse specie, per quanto riguarda le rotte migratorie, i principali habitat, il gregarismo, il loro mescolarsi durante la migrazione e i risultati della precedente sorveglianza effettuata nel periodo 2003-2006. Un riesame e un feedback continui saranno inoltre garantiti attraverso il gruppo di lavoro sulla sorveglianza dell’influenza aviaria dei volatili selvatici che analizza i nuovi dati man mano che essi vengono acquisiti.
      Per quanto concerne l’HPAI sottotipo H5N1, tutti questi fattori devono essere considerati in rapporto alla probabilità che i volatili selvatici si trovino esposti a pollame e volatili selvatici infetti in zone interessate da focolai, nonché in rapporto alla probabilità di contatto tra i volatili selvatici e il pollame domestico negli allevamenti dei vari Stati membri.
      Per la determinazione di queste probabilità, le tabelle e gli alberi decisionali, contenuti nel parere dell’EFSA (1) ed elaborati in collaborazione con la direzione generale dell’Ambiente della Commissione europea, possono costituire uno strumento efficace, attraverso il quale gli Stati membri possono adattare la valutazione del rischio locale all’evolversi della situazione, su un piano di stretta collaborazione e di scambio con altri Stati membri.
      Si devono promuovere rapporti con associazioni per la conservazione e l’osservazione degli uccelli e con stazioni di inanellamento. Se del caso, il campionamento deve essere effettuato sotto la supervisione di personale di questi gruppi/stazioni da cacciatori e da altre persone con competenze in campo ornitologico.
      
                  1.
               
               
                  La sorveglianza passiva dei volatili selvatici malati e morti deve concentrarsi:
                  
                              a)
                           
                           
                              sulle zone dove si registra un’accresciuta incidenza della morbilità e della mortalità tra i volatili selvatici;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              sulle zone in vicinanza del mare, dei laghi e dei corsi d’acqua dove vengono rinvenuti volatili morti, in particolare nel caso in cui queste zone si trovino in prossimità di allevamenti di pollame domestico;
                           
                        
                              c)
                           
                           
                              sugli uccelli appartenenti alle specie considerate «a più alto rischio», di cui all’elenco contenuto nella parte D e su altri volatili selvatici che vivono a stretto contatto con essi.
                           
                        
            
                  2.
               
               
                  Inoltre, nelle zone in cui siano stati registrati casi di H5N1, le indagini sui volatili selvatici vivi e morti devono, se possibile, concentrarsi:
                  
                              a)
                           
                           
                              sul pollame o sui volatili selvatici per individuare eventuali portatori asintomatici;
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              sui volatili nelle zone collegate a questi casi da un punto di vista epidemiologico;
                           
                        
                              c)
                           
                           
                              sui volatili che potrebbero entrare a stretto contatto con aziende di pollame domestico (zona di protezione, zona di sorveglianza e area B) e che potrebbero fungere da «specie ponte». Il riferimento è in particolare ai volatili elencati nella parte E.
                           
                        
            
                  3.
               
               
                  La sorveglianza attiva sui volatili vivi e clinicamente sani e/o clinicamente malati, feriti o cacciati (2) deve concentrarsi:
                  
                              a)
                           
                           
                              sugli uccelli migratori appartenenti agli ordini degli anseriformi (uccelli acquatici) e dei caradriformi (uccelli limicoli e laridi);
                           
                        
                              b)
                           
                           
                              su zone specifiche dove si concentrano e si mescolano molti uccelli migratori di specie diverse, in particolare su quelle zone poste in prossimità di allevamenti di pollame domestico;
                           
                        
                              c)
                           
                           
                              su alcune specie a più alto rischio (3).
                           
                        
            Procedure di raccolta dei campioni
      
                  1.
               
               
                  I campioni cloacali e orofaringei da sottoporre a esame sierologico devono essere prelevati da volatili allo stato libero apparentemente sani. Se per qualche motivo non è possibile prelevare tamponi cloacali da volatili vivi, un’alternativa può essere data da campioni di feci fresche raccolte con cura. Deve tuttavia essere garantita la tracciabilità in caso di siti frequentati da varie specie di volatili.
               
            
                  2.
               
               
                  I tamponi cloacali e tracheali/orofaringei, e/o i campioni di tessuto (in particolare di cervello, cuore, polmoni, trachea, reni e intestino) di volatili selvatici trovati morti o abbattuti devono essere prelevati per l’isolamento del virus e la diagnosi molecolare (PCR).
               
            
                  3.
               
               
                  Occorre prestare particolare attenzione nella conservazione e nel trasporto dei campioni. I tamponi devono essere subito refrigerati con ghiaccio o con panetti di gel ghiacciato e fatti pervenire al laboratorio con la massima tempestività. I campioni non devono essere congelati a meno che ciò non sia assolutamente necessario. Se possibile, i tamponi devono essere posti in un terreno di trasporto antibiotico o specifico per virus in modo da essere completamente immersi. Collocare i tamponi in un terreno di trasporto è un’operazione necessaria aggiuntiva e non alternativa rispetto alla refrigerazione. In assenza di un terreno di trasporto, i tamponi devono essere nuovamente inseriti nei loro contenitori e spediti allo stato secco. Se non è sicuro che il trasporto al laboratorio possa avvenire rapidamente entro 48 ore (in un terreno di trasporto a 4 °C), i campioni devono essere immediatamente congelati, immagazzinati e successivamente trasportati in ghiaccio secco. Una serie di fattori può incidere sulla conservazione e sul trasporto dei campioni; di conseguenza il metodo prescelto deve essere adatto allo scopo.
               
            
                  4.
               
               
                  La raccolta dei campioni deve avvenire secondo quanto contemplato dal manuale diagnostico per l’influenza aviaria (decisione 2006/437/CE) che stabilisce procedure per la conferma e la diagnosi differenziale dell’influenza aviaria.
               
            C.   Esami di laboratorio
      
                  1.
               
               
                  Gli esami di laboratorio devono essere eseguiti secondo quanto contemplato dal manuale diagnostico per l’influenza aviaria (decisione 2006/437/CE) che stabilisce procedure per la conferma e la diagnosi differenziale dell’influenza aviaria.
               
            
                  2.
               
               
                  Tuttavia, qualora siano previsti esami non contemplati dal manuale diagnostico per l’influenza aviaria o non descritti nel manuale dell’OIE sugli animali terrestri, gli Stati membri, nel presentare alla Commissione il proprio programma per approvazione, devono contemporaneamente fornire al laboratorio comunitario di riferimento i dati necessari ai fini della convalida.
               
            
                  3.
               
               
                  Non appena possibile, tutti i campioni raccolti nel quadro della sorveglianza dell’influenza aviaria nei volatili selvatici devono essere analizzati mediante metodiche molecolari, se disponibili, e conformemente al manuale diagnostico (decisione 2006/437/CE). Questi esami devono essere eseguiti solo in laboratori che siano in grado di garantire l’assicurazione qualità e che si avvalgano di metodi riconosciuti dal laboratorio comunitario di riferimento per l’influenza aviaria. Inoltre i metodi utilizzati devono aver dato risultati accettabili nell’ultimo ring test tra laboratori nazionali. Si raccomanda uno screening iniziale mediante PCR del gene M, con test rapido dei positivi all’H5 (da eseguire comunque entro due settimane); nel caso di un accertamento positivo occorre effettuare quanto prima l’analisi del sito di clivaggio per determinare se possieda un motivo dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (HPAI) o dell’influenza aviaria a bassa patogenicità (LPAI). Se viene confermata l’HPAI H5, devono essere rapidamente effettuate ulteriori analisi per determinare il tipo N (anche se ciò serve solo ad escludere in modo comprovato l’N1).
               
            
                  4.
               
               
                  Nel laboratorio può essere consentito raggruppare al massimo cinque campioni della stessa specie raccolti nello stesso sito e nello stesso momento, purché si possa garantire la possibilità di individuare e sottoporre nuovamente a test i singoli campioni, nel caso di un accertamento positivo.
               
            
                  5.
               
               
                  La sorveglianza sierologica non si applica alle indagini dell’influenza aviaria nei volatili selvatici, in quanto le metodiche sierologiche non sono in grado di distinguere tra ceppi ad alta patogenicità e ceppi a bassa patogenicità e i risultati relativi agli anticorpi non consentono alcuna deduzione circa il luogo in cui i volatili selvatici potrebbero probabilmente aver contratto l’infezione. La sorveglianza sierologica potrebbe tuttavia essere importante per studiare in quali specie di uccelli stanziali o migratori siano/fossero prevalenti (o endemici) i virus H5/H7. Tali analisi devono essere condotte solo da laboratori specializzati che si avvalgano di un gruppo di antigeni selezionato con cura in modo da garantire l’individuazione degli anticorpi specifici per l’emoagglutinina (per eliminare cioè l’interferenza da anticorpi anti-N specifici).
               
            Elenco delle specie di volatili selvatici a più alto rischio in rapporto all’influenza aviaria (4)
      
      
                  
                     Nome comune
                  
               
               
                  
                     Nome scientifico
                  
               
            
                  Cigno minore
               
               
                  
                     Cygnus columbianus
                  
               
            
                  Cigno selvatico
               
               
                  
                     Cygnus cygnus
                  
               
            
                  Cigno reale
               
               
                  
                     Cygnus olor
                  
               
            
                  Oche
               
            
                  Oca zamperosee
               
               
                  
                     Anser brachyrhynchus
                  
               
            
                  Oca granaiola
               
               
                  
                     Anser fabalis
                  
               
            
                  Oca lombardella (razza continentale)
               
               
                  
                     Anser albifrons albifrons
                  
               
            
                  Oca lombardella minore
               
               
                  
                     Anser erythropus
                  
               
            
                  Oca selvatica
               
               
                  
                     Anser anser
                  
               
            
                  Oca facciabianca
               
               
                  
                     Branta leucopsis
                  
               
            
                  Oca colombaccio
               
               
                  
                     Branta bernicla
                  
               
            
                  Oca collorosso
               
               
                  
                     Branta ruficollis
                  
               
            
                  Oca canadese
               
               
                  
                     Branta canadensis
                  
               
            
                  Anatre
               
            
                  Fischione
               
               
                  
                     Anas penelope
                  
               
            
                  Alzavola
               
               
                  
                     Anas crecca
                  
               
            
                  Germano reale
               
               
                  
                     Anas platyrhynchos
                  
               
            
                  Codone
               
               
                  
                     Anas acuta
                  
               
            
                  Marzaiola
               
               
                  
                     Anas querquedula
                  
               
            
                  Mestolone
               
               
                  
                     Anas clypeata
                  
               
            
                  Anatra marmorizzata
               
               
                  
                     Marmaronetta angustirostris
                  
               
            
                  Fistione turco
               
               
                  
                     Netta rufina
                  
               
            
                  Moriglione
               
               
                  
                     Aythya ferina
                  
               
            
                  Moretta
               
               
                  
                     Aythya fuligula
                  
               
            
                  Limicoli
               
            
                  Pavoncella
               
               
                  
                     Vanellus vanellus
                  
               
            
                  Piviere dorato
               
               
                  
                     Pluvialis apricaria
                  
               
            
                  Pittima reale
               
               
                  
                     Limosa limosa
                  
               
            
                  Combattente
               
               
                  
                     Philomachus pugnax
                  
               
            
                  Laridi
               
            
                  Gabbiano comune
               
               
                  
                     Larus ridibundus
                  
               
            
                  Gavina
               
               
                  
                     Larus canus
                  
               
            Elenco dei volatili che vivono in prossimità del pollame domestico (5)
      
      
                  Nome comune
               
               
                  Nome scientifico
               
               
                  Probabilità di contatto con il pollame
               
            Gruppo 1:   specie strettamente collegate alla produzione di pollame in Europa
               
            
                  Oca domestica
               
               
                  
                     Anser anser domesticus
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Germano reale domestico
               
               
                  
                     Anas platyrhynchos
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Anatra muta domestica
               
               
                  
                     Cairina moschata
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Piccione selvatico
               
               
                  
                     Columba livia
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Passero domestico
               
               
                  
                     Passer domesticus
                  
               
               
                  Elevata
               
            Gruppo 2:   specie che nel nord Europa possono condividere con il pollame domestico gli stessi terreni di allevamento
               
            
                  Piviere dorato
               
               
                  
                     Pluvialis apricaria
                  
               
               
                  Bassa
               
            
                  Pavoncella
               
               
                  
                     Vanellus vanellus
                  
               
               
                  Media
               
            
                  Gabbiano comune
               
               
                  
                     Larus ridibundus
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Gavina
               
               
                  
                     Larus canus
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Gabbiano reale nordico
               
               
                  
                     Larus argentatus
                  
               
               
                  Bassa
               
            
                  Colombaccio
               
               
                  
                     Columba palumbus
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Tortora dal collare orientale
               
               
                  
                     Streptopelia decaocto
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Fagiano
               
               
                  
                     Phasianus colchicus
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Specie degli alaudidi
               
               
                  
                     Alauda & Galerida spp.
               
               
                  Bassa
               
            
                  Calandro
               
               
                   
               
               
                  Bassa
               
            
                  Cutrettola
               
               
                   
               
               
                  Media
               
            
                  Cesena
               
               
                  
                     Turdus pilaris
                  
               
               
                  Media
               
            
                  Tordo sassello
               
               
                  
                     Turdus iliacus
                  
               
               
                  Media
               
            
                  Gazza
               
               
                  
                     Pica pica
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Taccola
               
               
                  
                     Corvus monedula
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Corvo comune
               
               
                  
                     Corvus frugilegus
                  
               
               
                  Media
               
            
                  Cornacchia
               
               
                  
                     Corvus corone
                  
               
               
                  Media
               
            
                  Corvo imperiale
               
               
                  
                     Corvus corax
                  
               
               
                  Bassa
               
            
                  Storno
               
               
                  
                     Sturnus vulgaris
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Storno nero
               
               
                  
                     Sturnus unicolor
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Passero domestico
               
               
                  
                     Passer domesticus
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Passero mattugia
               
               
                  
                     Passer montanus
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Fringillidi
               
               
                   
               
               
                  Media
               
            
                  Emberizidi
               
               
                  
                     Miliaria, Emberiza spp.
               
               
                  Media
               
            Gruppo 3:   specie che nel nord Europa possono condividere con gli uccelli acquatici domestici le stesse zone umide
               
            
                  Egretta
               
               
                  
                     Egretta spp.
               
               
                  Bassa
               
            
                  Airone
               
               
                  
                     Ardea e altre spp.
               
               
                  Media
               
            
                  Cormorano
               
               
                  
                     Phalacrocorax carbo
                  
               
               
                  Media
               
            
                  Cicogna
               
               
                  
                     Ciconia spp.
               
               
                  Bassa
               
            
                  Cigno reale
               
               
                  
                     Cygnus olor
                  
               
               
                  Media
               
            
                  Oca selvatica
               
               
                  
                     Anser anser
                  
               
               
                  Media
               
            
                  Oca canadese
               
               
                  
                     Branta canadensis
                  
               
               
                  Bassa
               
            
                  Anatra
               
               
                  
                     Anas & Aythya spp.
               
               
                  Bassa
               
            
                  Germano reale
               
               
                  
                     Anas platyrhynchos
                  
               
               
                  Elevata
               
            
                  Folaga
               
               
                  
                     Fulica atra
                  
               
               
                  Media
               
            
                  Gallinella d’acqua
               
               
                  
                     Gallinula chloropus
                  
               
               
                  Media
               
            
         (1)  Parere scientifico relativo agli uccelli migratori e al loro possibile ruolo nella diffusione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità (EFSA, 12 maggio 2006).
      
         (2)  Caccia avvenuta nel rispetto delle prescrizioni della direttiva 79/409/CEE del Consiglio concernente la tutela e la conservazione di tutti gli uccelli che vivono naturalmente allo stato selvatico.
      
         (3)  La selezione deve essere indicata dalla direzione generale dell’Ambiente della Commissione europea.
      
         (4)  L’elenco, non esaustivo, è destinato unicamente a individuare le specie migratorie che possono comportare un rischio più elevato sotto il profilo dell’introduzione dell’influenza aviaria nella Comunità, in ragione dei loro modelli migratori che interessano zone in cui si è registrata l’HPAI, sottotipo H5N1, nel pollame o nei volatili selvatici. Si fonda sul parere scientifico relativo agli uccelli migratori e al loro possibile ruolo nella diffusione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità, adottato il 12 maggio 2006 dal gruppo di esperti scientifici sulla salute e sul benessere degli animali dell’EFSA e sui lavori condotti dal comitato ORNIS e da consulenti esterni della direzione generale dell’Ambiente della Commissione europea. L’elenco potrebbe comunque essere aggiornato non appena saranno disponibili i risultati di ulteriori studi scientifici, e anche sulla base dei risultati della valutazione dei rischi effettuata dalle autorità nazionali in rapporto alla propria specifica situazione ornitologica.
      
         (5)  L’elenco, non esaustivo, è destinato unicamente a individuare le specie di volatili europei stanziali o non migratori che vivono in prossimità del pollame domestico (soprattutto nell’Europa nord-occidentale) e che teoricamente possono trasmettere l’HPAI sottotipo H5N1 da eventuali volatili selvatici infetti in forma asintomatica («specie ponte»). Si fonda sul parere scientifico relativo agli uccelli migratori e al loro possibile ruolo nella diffusione dell’influenza aviaria ad alta patogenicità, adottato il 12 maggio 2006 dal gruppo di esperti scientifici sulla salute e sul benessere degli animali dell’EFSA e sui lavori condotti dal comitato ORNIS e da consulenti esterni della direzione generale dell’Ambiente della Commissione europea. L’elenco potrebbe comunque essere aggiornato e ampliato sulla base dei risultati di ulteriori studi scientifici, appena essi saranno disponibili. La direzione generale dell’Ambiente ha, in particolare, incaricato Wetland international e EURING di esaminare, aggiornare e ampliare l’indagine preliminare sulle specie e sui siti a più alto rischio alla luce dei focolai di H5N1 manifestatisi in Europa nel 2006, e di individuare altre specie di volatili ad alto rischio che potrebbero agire quali «specie ponte» tra i volatili selvatici e il pollame e/o l’uomo in varie parti d’Europa. I risultati dovrebbero essere disponibili entro la fine di giugno 2007.
      (http://ec.europa.eu/environment/nature/nature_conservation/focus_wild_birds/avian_influenza/pdf/avian_influenza_report.pdf). Ciò dovrebbe quindi rendere disponibile un approccio più mirato e un elenco preliminare molto più affidabile delle specie a più alto rischio e dei rischi di contatto con il pollame nell’UE.
   
   
      ALLEGATO III
      
         
            «ALLEGATO IV