CELEX: 51997PC0160
Language: it
Date: 1997-04-21
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di tessuti di cotone greggi originari della Repubblica popolare cinese, dell'Egitto, dell'India, dell'Indonesia, del Pakistan e della Turchia

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ' EUROPEE
*    Tir
                                               Bruxelles, 21.04.1997
                                               COM(97) 160 def
                                   Proposta di
                 REGOLAMENTO (CE) DEL CONSIGLIO
che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di tessuti di cotone
     greggi originari della Repubblica popolare cinese, dell'Egitto, dell'India,
                    dell'Indonesia, del Pakistan e delia Turchia
                        (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                          Relazione
(1) Il 20 novembre 1996, con il regolamento (CE) n. 2208/96 (1), la Commissione ha
    imposto un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di tessuti di cotone
    greggi originari della Repubblica popolare cinese, dell'Egitto, dell'India,
    dell'Indonesia, del Pakistan e della Turchia.
(2) Dopo l'imposizione del dazio provvisorio, le parti interessate hanno avuto
    l'opportunità di presentare le loro osservazioni e, se necessario, di deporre.
(3) A seguito di una serie di richieste presentate da esportatori e importatori, si è
    adeguato il campo d'inchiesta escludendo le garze per uso medico, date le loro
    caratteristiche fisiche particolari e il loro utilizzo finale molto specifico.
(4) Sono stati accettati alcuni reclami presentati da esportatori per quanto riguarda la
    determinazione dei margini di dumping e, se del caso, i calcoli relativi al dumping
    sono stati modificati di conseguenza, con il risultato di una riduzione generale dei
    margini di dumping. I margini medi definitivi vanno dal 13% al 15%. La riduzione
    dei margini di dumping più consistente è stata quella relativa al Pakistan, la cui
    media è scesa dal 27,9% al 14,3%.
(5) A seguito delle osservazioni presentate da alcuni esportatori, si è modificato il
    metodo di calcolo della sottoquotazione dei prezzi e delle vendite a prezzi inferiori
    per tener conto dei diversi tipi di prodotto esistenti. Il nuovo metodo, comunque, ha
    confermato l'esistenza di una sostanziale sottoquotazione dei prezzi.
(1)   GU L 295 del 20.11.1996, pag. 3.
 ---pagebreak--- (6)  In considerazione dell'importanza del prodotto e della sua collocazione strategica
     nella catena di produzione, nonché delle osservazioni ricevute dalle parti
     interessate, si sono esaminati a fondo gli aspetti del procedimento relativi agli
     interessi comunitari. L'analisi ha confermato che le misure avrebbero effetti
     positivi per l'industria comunitaria, in quanto le consentirebbero di aumentare la
     produzione, ridurre i costi e recuperare redditività, mentre non inciderebbero
     eccessivamente sulla situazione dell'industria a valle. Si sono così confermate le
     conclusioni provvisorie, in base alle quali le misure antidumping non sono
     contrarie agli interessi della Comunità nel suo insieme.
 (7) Conformemente all'articolo 9 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, la
     Commissione propone pertanto che il Consiglio imponga un dazio antidumping
     definitivo sulle importazioni di tessuti di cotone greggi originari della Repubblica
     popolare cinese, dell'Egitto, dell'India, dell'Indonesia, del Pakistan e della Turchia.
     Data la portata del pregiudizio, si raccomanda inoltre che vengano riscossi in via
     definitiva i dazi antidumping provvisori a concorrenza dell'ammontare dei dazi
     definitivi proposti.
                                            -2
 ---pagebreak---                        REGOLAMENTO (CE) N. ...191 DEL CONSIGLIO
                                               del
   che impone un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di tessuti di cotone
          greggi originari della Repubblica popolare cinese, dell'Egitto, dell'India,
                             dell'Indonesia, del Pakistan e della Turchia
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla
difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della
Comunità europea1, in particolare l'articolo 9,
vista la proposta presentata dalla Commissione dopo aver consultato il Comitato
consultivo in conformità a quanto previsto dal suddetto regolamento,
considerando quanto segue:
                                      A. MISURE PROVVISORIE
(1)      Il regolamento (CE) n. 2208/96 della Commissione2 (in appresso denominato "il
         regolamento provvisorio") ha imposto un dazio antidumping provvisorio sulle
          importazioni nella Comunità dei tessuti di cotone greggi di cui ai codici NC da
 1
    (.ìU 1 56 del 6.3.1*)%, pag. I, in appresso denominato "il regolamento di base.
 ' (ilM. 205 del 20.11.19%, pag. 3.
                                                     3
 ---pagebreak---     5208 11 a 5208 19 e da 5209 11 a 5209 19 originari della Repubblica popolare
    cinese, dell'Egitto, dell'India, dell'Indonesia, del Pakistan e della Turchia.
                    B. FASE SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO
(2) La Commissione ha continuato a raccogliere e a verificare tutte le informazioni
    ritenute necessarie per le sue conclusioni definitive e ha svolto indagini presso le
    sedi degli importatori nella Comunità collegati ai produttori/esportatori dei paesi in
    questione:
      - Eurotex Trading Corp. GmbH, Amburgo, Germania
      - Mafatlal Limited, Romaga AG (United Kingdom e Switzerland), Lancashire,
         Regno Unito
(3) Come indicato al considerando (13) del regolamento provvisorio, la Commissione
    ha svolto ulteriori indagini sull'opportunità di escludere o meno la garza dal campo
    di applicazione del presente procedimento e ha svolto indagini presso le sedi delle
    seguenti imprese nella Comunità:
      - Torval, Torras Valenti S.A., Navarcles, Barcellona, Spagna
      - Texpol, Textil Planas Oliveras S.A., Manresa, Barcellona, Spagna.
(4) Successivamente all'imposizione delle misure antidumping provvisorie, alcune
    parti interessate hanno presentato per iscritto le loro osservazioni.
(5) Le parti che ne hanno fatto richiesta hanno avuto l'opportunità di essere sentite
    dalla Commissione.
                                              4-
 ---pagebreak--- (6)   A richiesta, le parti sono state informate dei principali fatti e considerazioni in base
      ai quali si intendeva raccomandare l'imposizione di dazi antidumping definitivi e la
      riscossione definitiva degli importi delle garanzie costituite a titolo di dazio
    ' provvisorio. Alle parti è stato inoltre concesso un periodo entro il quale presentare
      il loro punto di vista dopo la comunicazione delle suddette informazioni.
(7)   Si sono analizzate le osservazioni verbali e scritte presentate dalle parti interessate
      e, nei casi giudicati opportuni, se ne è tenuto conto ai fini delle conclusioni
      definitive.
                     C. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE
(8)   È bene ricordare che il presente procedimento riguarda tutti i tessuti di cotone
      greggi lisci contenenti una percentuale di cotone non inferiore all'85%. I tessuti
      greggi di cotone sono prodotti in molti tipi o "armature" diverse, definite da una
      combinazione dei seguenti elementi: titolo (peso) del filato, numero di fili per
      ordito e trama, e intreccio dei fili. Molti produttori, inoltre, possono generalmente
      produrre su richiesta qualsiasi armatura di tessuti greggi di cotone.
(9)   Sulla base delle informazioni disponibili allo stadio del procedimento provvisorio,
      la Commissione ha stabilito che i tipi di prodotto venduti sul mercato interno dei
      paesi interessati e quelli per l'esportazione erano prodotti simili ai sensi
      dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento di base, come indicato nel
      considerando (12) del regolamento provvisorio. Essa ha inoltre stabilito che i tipi di
      prodotto venduti sul mercato interno in India e quelli esportati dalle società cinesi
      erano prodotti simili, così come i tipi esportati da tutti i paesi interessati e quelli
      fabbricati dai produttori comunitari.
                                             -5-
 ---pagebreak--- (10) Successivamente alla pubblicazione delle conclusioni preliminari, sono state
     presentate alcune richieste di esclusione di specifici tipi di tessuti greggi di cotone
     dal campo di applicazione del procedimento. Tra i tipi in questione rientravano
     tessuti di varia armatura per diversi usi specifici che comprendevano, tra l'altro,
     alcuni tessuti utilizzati nel ricamo, tessuti utilizzati nei dischi di feltro per
     lucidatura, e tessuti per la produzione di bende, fasce e garze per uso sanitario (in
     appresso denominate "garze").
(11) Per quanto riguarda le garze, la Commissione ha riscontrato che:
       -     i tessuti di garza hanno caratteristiche fisiche diverse, data la loro armatura
             particolarmente leggera che li rende generalmente inadatti per qualsiasi altra
             destinazione e pertanto non intercambiabili con le armature utilizzate, ad
             esempio, nei settori dell'abbigliamento e dell'arredamento domestico;
       -     i tessuti di garza hanno una specifica destinazione sanitaria/farmaceutica,
             che li differenzia dagli altri tessuti utilizzati nell'industria tessile, in quanto
             il prodotto può essere utilizzato unicamente per fabbricare garza medica,
             che è definita dalla "Farmacopea europea" stabilita dal Consiglio d'Europa
             (NC 3005 90 31) e deve soddisfare rigorose norme igieniche;
       -     grazie alla sua classificazione allo specifico codice NC 5208 11 10, il
             tessuto per garza medica è chiaramente identificabile come un ben preciso
             prodotto e può dunque essere escluso senza pregiudicare l'efficacia delle
             eventuali misure imposte. Risulterebbe infatti difficoltoso e prontamente
             individuabile ogni tentativo di evasione di qualsiasi misura tramite
             descrizioni fraudolentemente false del prodotto.
                                              -6
 ---pagebreak---      I tessuti destinati alla produzione di bende, fasce e garze per uso medico,
     classificati alla voce NC 5208 11 10, sono esclusi dal campo di applicazione del
     presente procedimento. Gli eventuali dazi antidumping provvisori riscossi su tali
     prodotti dovrebbero pertanto essere liberati o rimborsati.
(12) Per quanto riguarda tutti gli altri tipi di tessuti per i quali sono state ricevute
     richieste di esclusione dal campo di applicazione del presente procedimento, si
     deve sottolineare che essi ricadono chiaramente nella definizione di prodotto simile
     di cui sopra. Essi rientrano pertanto nel campo d'applicazione del presente
     procedimento.
                                           -7-
 ---pagebreak---              D. ESPORTATORI E PRODUTTORI DEI PAESI DI ORIGINE
     1. Valutazione individuale nel contesto del campionamento
(13) Alcune parti turche hanno sostenuto che era contraddittorio considerare che un
     campione contenente solo due imprese potesse essere rappresentativo della
     produzione e delle esportazioni turche del prodotto in questione, ma al tempo stesso
     rifiutare di concedere una valutazione individuale alle imprese che ne facevano
     richiesta.
     Questa obiezione tende a confondere la questione della rappresentatività del
     campione turco con quella dell'ammissibilità delle richieste di valutazione
     individuale, che dipende dall'onere rappresentato dal numero di richieste di
     valutazione individuale ricevute da tutti i paesi sottoposti a inchiesta.
     È bene ricordare che nei considerando (26), (27) e (28) del regolamento provvisorio
     si giungeva già alla conclusione che, visto l'articolo 17, paragrafo 3 del
     regolamento di base, non si poteva accogliere alcuna richiesta di trattamento
     individuale perché il numero di produttori/esportatori era talmente elevato (in un
     caso si trattava di alcune centinaia di esportatori in sei paesi diversi) da rendere
     l'esame dei singoli casi indebitamente gravoso e da impedire la tempestiva
     conclusione dell'inchiesta.
                                           -8-
 ---pagebreak---                                          E. DUMPING
     1. Valore normale
     (a) Paesi ad economia di mercato
         i) Metodologia di costruzione del valore normale
(14) Due produttori/esportatori egiziani hanno contestato l'uso del valore normale
     costruito laddove si sarebbero potuti utilizzare i prezzi sul mercato interno di un
     altro produttore/esportatore del campione per stabilire il valore normale per
     armature simili.
     Si noti che, sebbene alcuni prodotti avessero la stessa armatura, i metodi di filatura
     diversi, l'efficienza dei telai e le diverse qualità di cotone utilizzate in Egitto
     provocavano variazioni di costo del prodotto finito talmente elevate da rendere
     inadeguato l'uso del prezzo di un altro produttore/esportatore quale base per il
     calcolo del valore normale.
(15) Due produttori/esportatori indiani hanno sostenuto che la determinazione del valore
     normale non era avvenuta correttamente perché dal calcolo del valore normale
     erano state escluse le vendite sul mercato interno dei prodotti di seconda qualità.
     Dato che i prodotti esportati nella Comunità erano di prima qualità, ai sensi
     dell'articolo 1, paragrafo 2 del regolamento di base il valore normale doveva essere
     calcolato sulla base del prodotto comparabile e cioè dei prodotti di prima qualità
     venduti sul mercato interno del paese esportatore.
                                            -9-
 ---pagebreak--- (16) Alcune parti hanno contestato l'uso di due valori di soglia diversi, 5% e 10%, per
     stabilire la rappresentatività, rispettivamente, delle vendite sul mercato interno e
     della redditività. Una parte ha sostenuto che se le vendite sul mercato interno non
     erano considerate rappresentative dal punto di vista del profitto, non dovevano
     esserlo neppure dal punto di vista delle spese generali, amministrative e di vendita.
     Questa obiezione sembra confondere i diversi valori di soglia utilizzati dalla
     Commissione per stabilire i) se si debbano utilizzare i prezzi applicati sul mercato
     interno quale base per il valore normale, e ii) se le vendite sul mercato interno siano
     remunerative. Per una spiegazione particolareggiata della metodologia seguita dalla
     Commissione, conformemente all'articolo 2 del regolamento di base e alla sua
     prassi consolidata, si rinvia ai considerando da (29) a (36) del regolamento
     provvisorio. Per chiarezza, si noti che il fatto che alcune vendite, o anche tutte le
     vendite, risultino in perdita non rende inaffidabile il calcolo delle spese generali,
     amministrative e di vendita nella costruzione di un valore normale adeguato.
     D'altro canto, è prassi della Commissione considerare tutto l'insieme delle vendite
     sul mercato interno non identificabile con il corso delle normali operazioni
     commerciali se il volume delle vendite remunerative è inferiore al 10% (cfr.
     considerando (33) del regolamento provvisorio). Questo valore di soglia è utilizzato
     anche per stabilire se i profitti realizzati sul mercato interno possono fornire una
     base adeguata per il calcolo del valore normale costruito.
         ii) Costo di produzione
(17) Due produttori/esportatori       egiziani    hanno   contestato   la decisione     della
     Commissione di aumentare il costo indicato degli acquisti di cotone greggio.
                                               IO
 ---pagebreak---      In un caso, ciò è stato fatto perché il produttore/esportatore non aveva tenuto conto
     dei prezzi effettivamente pagati, che rispecchiavano l'eccezionale aumento del
     prezzo di mercato del cotone greggio nel corso della stagione 1994/95 (che
     comprendeva la maggior parte del periodo dell'inchiesta). Nell'altro caso, si è
     apportata una correzione perché i costi indicati per il cotone greggio si basavano
     sull'esercizio finanziario anziché sul periodo dell'inchiesta. Si confermano dunque
     le conclusioni provvisorie.
        iii) Spese generali, amministrative e di vendita (SGAV)
(18) Alcune parti hanno contestato l'inclusione dei costi finanziari nella costruzione del
     valore normale.
     Si noti a questo proposito che è prassi consolidata della Commissione includere
     tutti i costi sostenuti per produrre e vendere il prodotto in questione sul mercato
     interno, ivi compresi i costi finanziari, nella costruzione del valore normale. Nella
     costruzione del valore normale si sono quindi utilizzati i costi finanziari dichiarati.
(19) Due produttori/esportatori indonesiani con distributori collegati nel mercato interno
     hanno sostenuto che la Commissione aveva ingiustamente tenuto conto dei costi
     dei suddetti distributori e hanno chiesto di ridurre le SGAV per tener conto delle
     attività limitate di queste imprese collegate.
                                              11 -
 ---pagebreak---      A questo proposito, si noti che si considera normale trattare come una medesima
     entità economica le imprese commerciali e il produttore/esportatore cui sono
     associate, nella misura in cui le imprese commerciali in esame svolgono sul
     mercato interno funzioni essenzialmente identiche a quelle svolte da una consociata
     o da un servizio commerciale. Dato che a giudizio della Commissione nel caso in
     esame i suddetti distributori collegati si trovavano in questa situazione, si sono
     calcolati i loro costi ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 5 del regolamento di base e
     se ne è tenuto conto nella costruzione dei valori normali dei due
     produttori/esportatori in questione.
       iv) Margine di profitto sul mercato interno
(20) Per quanto riguarda il margine di profitto utilizzato nella costruzione del valore
     normale, alcuni produttori/esportatori hanno sostenuto che si sarebbe dovuta
     valutare la redditività sul mercato interno unicamente sulla base delle armature
     vendute sia sul mercato interno, sia su quello comunitario.
     È bene tuttavia ricordare che l'articolo 2, paragrafo 2 del regolamento di base
     stabilisce che "le vendite del prodotto simile destinato al consumo sul mercato
     interno sono di norma utilizzate per determinare il valore normale." Per stabilire il
     margine di profitto sul mercato interno, quindi, si sono utilizzate tutte le vendite sul
     mercato     interno    del   prodotto     simile   destinato   al   consumo     interno,
     indipendentemente dal fatto che una determinata armatura fosse anche esportata
     nella Comunità.
                                               12
 ---pagebreak--- (21) I produttori/esportatori del Pakistan hanno sostenuto che, nel calcolare il profitto
     sul mercato interno dell'unico produttore/esportatore che vendeva sul mercato
     interno nel corso di normali operazioni commerciali, la Comunità ha erroneamente
     escluso alcune operazioni, col risultato di gonfiare artificialmente il margine di
     profitto. Inoltre essi hanno sostenuto che questo margine di profitto non era
     rappresentativo del mercato del Pakistan e non lo si sarebbe dovuto utilizzare nella
     costruzione del valore normale per le altre tre imprese del campione, poiché
     nessuna delle tre realizzava profitti sulle vendite del prodotto in questione nel
     mercato interno.
     L'articolo 2, paragrafo 3 del regolamento di base stabilisce che nella costruzione
     del valore normale per le imprese che non vendono il prodotto simile o lo vendono
     in quantitativi insufficienti nel corso di normali operazioni commerciali si
     utilizzino i profitti conseguiti in relazione a vendite remunerative sul mercato
     interno. Da questo punto di vista, dunque, la metodologia utilizzata per la
     determinazione provvisoria è confermata.
     Nel riesaminare i suoi calcoli, tuttavia, la Commissione ha rilevato che alcune
     operazioni che erano state escluse nella determinazione dei valori provvisori
     dovevano invece essere comprese nel calcolo del fatturato. Si è così ricalcolato il
     margine di profitto, che è stato applicato nella costruzione del valore normale per il
     produttore/esportatore in questione e per gli altri tre produttori/esportatori che non
     effettuavano vendite sul mercato interno o le cui vendite sul mercato interno erano
     insufficienti.
                                             13-
 ---pagebreak---      b) Paese non retto da un'economia di mercato: Repubblica popolare cinese
(22) I rappresentanti dei produttori/esportatori cinesi hanno sostenuto che la Repubblica
     popolare cinese è ormai un paese ad economia di mercato e che pertanto era
     inadeguato l'uso di un paese analogo per stabilire il valore normale, in quanto i
     prezzi e/o i costi di produzione del mercato interno cinese dovevano essere
     considerati attendibili.
     La Commissione riconosce che in Cina sono in corso riforme economiche, e che
     l'economia della Repubblica popolare cinese attraversa una fase di transizione da
     un'economia pianificata, totalmente controllata dallo stato, ad un'economia
     parzialmente orientata al mercato. Conformemente all'articolo 2, paragrafo 7 del
     regolamento di base, che si applica alla Repubblica popolare cinese, però, non si è
     potuta accogliere la richiesta e risultano pertanto confermate le conclusioni del
     considerando (47) del regolamento provvisorio.
     2. Prezzo all'esportazione
(23) In relazione all'unico importatore collegato a imprese cinesi avente sede nella
     Comunità, si è sostenuto che i calcoli relativi al dumping non erano corretti in
     quanto comprendevano tutti i prodotti cinesi venduti dall'importatore collegato sul
     mercato       comunitario,       anziché     unicamente        quelli  acquistati  dal
     produttore/esportatore collegato compreso nel campione.
     A questo proposito si deve osservare che, poiché tutti e tre i produttori/esportatori
     cinesi presenti nel campione erano direttamente o indirettamente collegati
     attraverso lo stato cinese, tutte le loro esportazioni del prodotto in questione sono
     state trattate come se venissero da un unico esportatore. Si è quindi considerato che
     tutti e tre i produttori/esportatori fossero collegati all'importatore in questione e
     tutti i loro prezzi all'esportazione sono stati ricostruiti di conseguenza.
                                              -14
 ---pagebreak--- (24) Si è anche sostenuto che, poiché il suddetto importatore collegato nella Comunità
     fungeva unicamente da agente, il margine di profitto del 5% utilizzato dalla
     Commissione per la determinazione dei valori provvisori era troppo elevato.
     Si è rilevato che le funzioni svolte dall'impresa collegata erano quelle tipicamente
     svolte da un importatore. Ai fini della determinazione dei valori definitivi, si è
     utilizzato il margine di profitto medio del 4,4% riscontrato per due importatori non
     collegati nella Comunità.
(25) Due produttori/esportatori indiani che facevano parte dello stesso gruppo e
     vendevano parte della loro produzione alla Comunità attraverso tre imprese
     commerciali collegate hanno sostenuto che la Commissione aveva erroneamente
     costruito i prezzi all'esportazione utilizzando margini di profitto e di SGAV
     sproporzionati rispetto alle attività puramente commerciali degli importatori
     collegati.
     Avendo verificato le informazioni fornite dalle tre imprese collegate, la
     Commissione ha costruito i prezzi all'esportazione sulla base del ricalcolo dei costi
     sostenuti tra l'importazione e la rivendita. Questo ricalcolo si è reso necessario in
     quanto le tre imprese collegate non sono state in grado di dimostrare che la
     ripartizione dei costi presentata alla Commissione era quella storicamente
     utilizzata, né che essa rispecchiava adeguatamente i costi relativi al prodotto in
     questione. La Commissione ha proceduto quindi a una nuova ripartizione dei costi
     sulla base del fatturato e di una ragionevole stima dei prezzi sostenuti per i prodotti
     tessili trasformati e non trasformati venduti nella Comunità. Il margine di profitto,
     stimato provvisoriamente pari al 5%, è stato ridotto al 4,4% per tener conto delle
     informazioni     ricevute   da importatori    indipendenti   nella   Comunità      (cfr.
     considerando (24)).
                                             15-
 ---pagebreak--- (26) Un produttore/esportatore indiano ha sostenuto che la Commissione dovrebbe
     utilizzare i "contratti generali" (master contracts) e non le singole fatture quali
     singole operazioni, in quanto il prezzo all'esportazione sarebbe determinato dai
     contratti generali e i prezzi in essi concordati dipenderebbero dal sistema delle
     cosiddette "quote pronte" (ready quota) esistente in India.
     Dalla verifica è emerso che nel corso del periodo dell'inchiesta erano applicabili 94
     contratti generali, ma i prezzi in essi stabiliti per gli stessi tipi di tessuti di cotone
     greggio variavano in misura tale dall'uno all'altro da renderli assolutamente
     inaffidabili. Un controllo casuale, inoltre, ha rivelato che i prezzi registravano
     significative variazioni tra le fatture e i contratti generali. Si è concluso pertanto che
     i contratti generali non potevano costituire una base attendibile per stabilire i prezzi
     all'esportazione, che sono stati dunque stabiliti sulla base dei prezzi di fatturazione
     pagati o pagabili per il prodotto al momento della vendita per l'esportazione nella
     Comunità nel corso del periodo dell'inchiesta.
     3. Confronto
(27) Conformemente al considerando (54) del regolamento provvisorio, sono stati
     accordati adeguamenti al fine di assicurare un equo confronto tra valore normale e
     prezzo all'esportazione unicamente quando ne è stata fatta richiesta entro i termini
     fissati e quando le parti interessate hanno potuto dimostrare l'incidenza dell'asserita
     differenza sui prezzi e sulla loro comparabilità.
(28) Alcuni produttori/esportatori hanno contestato il rifiuto da parte della Commissione
     di accordare un adeguamento per le differenze relative allo stadio commerciale.
                                                16
 ---pagebreak---      In base all'articolo 2, paragrafo 10, lettera d) del regolamento di base, si deve
     dimostrare che la differenza relativa allo stadio commerciale incide sulla
     comparabilità dei prezzi, come è dimostrato dalle costanti ed evidenti differenze tra
     le funzioni e i prezzi del venditore per i diversi stadi commerciali nel mercato
     interno del paese esportatore. In assenza di elementi di prova concreti in tal senso,
     le richieste non sono state accolte.
(29) Tutte le imprese produttrici/esportatrici egiziane hanno contestato il rifiuto, da parte
     della Commissione, di accordare loro un adeguamento del valore normale per le
     differenze inerenti al costo del credito.
     Come indicato nel considerando (57) del regolamento provvisorio, non si è fornito
     alcun elemento di prova del fatto che le modalità di pagamento fossero state
     concordate al momento della vendita, e non si è dimostrato in alcun modo che le
     condizioni di credito rientrassero tra i fattori presi in considerazione per
     determinare i prezzi praticati. Tutti e tre i produttori/esportatori, anzi, hanno
     ammesso che i prezzi non variavano in base alle modalità di pagamento. Le
     richieste contenevano inoltre alcuni errori per quanto riguarda il numero di giorni e
     i tassi di interesse, cosicché le conclusioni provvisorie sono confermate.
(30) Tre produttori/esportatori indonesiani hanno sostenuto che si sarebbe dovuta
     concedere loro una detrazione in quanto vendevano alla Comunità prodotti di
     seconda qualità.
     Per uno di questi produttori/esportatori, si è tenuto conto della richiesta calcolando
     un valore normale corretto comparabile ai prezzi all'esportazione nella Comunità di
     prodotti di seconda qualità.
                                             - 17-
 ---pagebreak---      Nel caso di un altro produttore/esportatore, l'inchiesta ha dimostrato che i prezzi
     all'esportazione dei prodotti di qualità adatta alla stampa non manifestavano alcuna
     differenza rispetto a quelli dei prodotti di prima qualità e che non occorreva
     pertanto apportare adeguamenti.
     Un terzo produttore/esportatore ha chiesto che le sue vendite per l'esportazione di
     prodotti di seconda qualità fossero escluse dai calcoli relativi al dumping, o si
     applicasse un adeguamento per differenze inerenti alle caratteristiche fisiche. Dato
     che questi prodotti di seconda qualità rientrano nella definizione di prodotto simile,
     si è deciso di non escludere le operazioni in questione dal calcolo relativo al
     dumping, ma di apportare un adeguamento al valore normale.
(31) Alcuni produttori/esportatori hanno sostenuto che si dovrebbero utilizzare altre
     date, quali la data dell'ordinazione, quella del contratto o quella di pagamento,
     anziché la data della fattura nel calcolo del dumping, in quanto tali date
     rispecchierebbero meglio le condizioni concrete di vendita.
     Si noti che l'articolo 2, paragrafo 10, lettera j) del regolamento di base stabilisce
     che la data di vendita è di norma la data della fattura, ma si può utilizzare la data
     del contratto, dell'ordine di acquisto o della conferma dell'ordine, se questi
     documenti sono più idonei a determinare le condizioni di vendita. I
     produttori/esportatori interessati non hanno dimostrato che la data alternativa da
     loro proposta era più idonea a determinare le condizioni di vendita. Non v'era
     dunque motivo di abbandonare la prassi consueta di utilizzare la data della fattura
     quale data di vendita, e le conclusioni provvisorie sono quindi confermate.
                                              18
 ---pagebreak---      4. Margini di dumping
     a) Metodologia generale
(32) Alcune parti hanno sostenuto che la metodologia utilizzata dalla Commissione per
     determinare i margini di dumping provvisori, e cioè il confronto tra la media
     ponderata dei valori normali e i prezzi di tutte le singole operazioni di esportazione
     verso la Comunità, non corrispondeva alla prassi ordinaria ed era inadeguata. A
     loro giudizio, infatti, la Commissione non ha dimostrato l'esistenza di una
     sistematica differenza dei prezzi all'esportazione a seconda dei diversi acquirenti,
     delle diverse regioni o dei diversi periodi, né che il metodo del confronto tra medie
     ponderate non rispecchiava appieno le pratiche di dumping in atto.
(33) Ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 11 del regolamento di base, il margine di
     dumping andrebbe di norma stabilito in base al confronto tra la media ponderata del
     valore normale e la media ponderata dei prezzi di tutte le transazioni di
     esportazione nella Comunità. Tuttavia, se gli andamenti dei prezzi all'esportazione
     sono sensibilmente diversi in relazione a differenti acquirenti, regioni o periodi e se
     con i metodi sopra specificati non è possibile valutare correttamente il margine di
     dumping, esso andrebbe calcolato in base al confronto tra la media ponderata del
     valore normale e i prezzi di tutte le singole operazioni di esportazione nella
     Comunità.
                                             19
 ---pagebreak--- (34) A seguito delle osservazioni presentate da alcuni produttori/esportatori, la
     Commissione ha riesaminato tutti i calcoli del dumping per tutti i
     produttori/esportatori oggetto dell'inchiesta ed è giunta alla conclusione che la
     determinazione del margine di dumping sulla base del confronto tra media
     ponderata del valore normale e media ponderata del prezzo al F esportazione
     permetteva di calcolare nella giusta misura le pratiche di dumping attuate da tutti i
     produttori/esportatori della Repubblica popolare cinese, dell'Egitto, del Pakistan e
     della Turchia e di alcuni produttori/esportatori dell'India e dell'Indonesia. Le
     conclusioni provvisorie sono state modificate di conseguenza.
(35) Per quanto riguarda tutti gli altri produttori/esportatori dell'India e dell'Indonesia,
     l'inchiesta ha confermato l'esistenza di una sistematica differenza dei prezzi
     all'esportazione verso la Comunità a seconda dei diversi acquirenti, delle diverse
     regioni o dei diversi periodi. Si è inoltre stabilito che il calcolo dei margini di
     dumping sulla base del confronto tra la media ponderata del valore normale e la
     media ponderata del prezzo all'esportazione non permetteva di calcolare nella
     giusta misura le pratiche di dumping attuate. Per questi produttori/esportatori, si
     confermano le conclusioni provvisorie in base alle quali i margini di dumping
     andrebbero determinati in base al confronto tra la media ponderata del valore
     normale e i prezzi di tutte le singole operazioni di esportazione nella Comunità.
     b) Margine di dumping per i produttori/esportatori che hanno collaborato e
     non sono stati sottoposti all'inchiesta
(36) Si confermano le disposizioni del considerando (67) del regolamento provvisorio. I
     margini di dumping per i produttori esportatori che hanno collaborato e non sono
     stati sottoposti all'inchiesta sono stati calcolati in base alla media dei singoli
     margini di dumping calcolati per i produttori/esportatori compresi nel campione,
     ponderata rispetto al fatturato delle esportazioni nella Comunità.
                                              20
 ---pagebreak---      e) Margine di dumping residuo
(37) Alla luce del livello di collaborazione complessivamente alto ottenuto in questo
     procedimento, si è ritenuto opportuno modificare le conclusioni provvisorie per
     quanto riguarda il calcolo del margine di dumping residuo e applicare ai
     produttori/esportatori che non hanno collaborato il più alto margine di dumping
     riscontrato per i produttori/esportatori del campione.
     d) Metodologia utilizzata per i gruppi di imprese
(38) Tutti e tre i produttori/esportatori egiziani hanno contestato - sia pure senza fare
     opposizione - le disposizioni del considerando (72) del regolamento provvisorio, in
     base alle quali esse sono tutte trattate come un'unica entità e sono soggette alla
     norma generale sui gruppi di imprese.
     Tuttavia, dato che tutti e tre i produttori/esportatori che sono stati sottoposti
     all'inchiesta avevano lo stesso proprietario, lo stato, le conclusioni provvisorie sono
     state confermate e i tre produttori/esportatori sono stati trattati come un gruppo, per
     evitare che potessero eludere le misure antidumping facendo transitare le loro
     esportazioni verso la Comunità attraverso il produttore/esportatore con il dazio
     antidumping più basso.
(39) Un produttore/esportatore indiano ha contestato l'applicazione della norma
     generale che prevede il calcolo di un unico margine di dumping per le imprese
     appartenenti allo stesso gruppo dichiarando che, pur essendo tecnicamente
     collegate (azionisti comuni), le imprese del gruppo erano entità economiche e
     giuridiche distinte.
     Per evitare che i produttori/esportatori del gruppo potessero eludere le misure
     antidumping facendo transitare le loro esportazioni verso la Comunità attraverso il
     produttore/esportatore con il dazio antidumping più basso, la Commissione ha
     applicato al gruppo indiano la norma generale relativa ai gruppi di imprese.
                                            -21
 ---pagebreak--- (40) Un produttore/esportatore indonesiano ha chiesto che l'accertamento del dumping
     venisse    effettuato  globalmente     per  il  gruppo,     anziché per   ciascun
     produttore/esportatore, come previsto al considerando (69) del regolamento
     provvisorio.
     Tuttavia, considerando che la Comunità segue la prassi consolidata di calcolare
     anzitutto un margine di dumping per ciascun produttore/esportatore del gruppo
     sottoposto all'inchiesta e quindi utilizzare i margini di dumping riscontrati per
     calcolare un unico margine di dumping per tutto il gruppo, la richiesta è stata
     respinta.
(41) Il metodo esposto nel considerando (69) del regolamento provvisorio è confermato.
     e) Margini di dumping definitivi
        i) Repubblica popolare cinese
(42) Il metodo esposto nel considerando (70) del regolamento provvisorio è confermato.
(43) Il margine di dumping definitivo per la Repubblica popolare cinese, espresso in
     percentuale del prezzo CIF all'importazione alla frontiera della Comunità, è del
     18,9%.
        ii) Egitto
(44) Il margine di dumping definitivo per l'Egitto, espresso in percentuale del prezzo
     CIF all'importazione alla frontiera della Comunità, è del 13,0%.
                                           -22
 ---pagebreak---         iii) India
(45) Per i produttori/esportatori o per i gruppi di imprese del campione, i margini di
     dumping definitivi, espressi in percentuale del prezzo CIF all'importazione alla
     frontiera della Comunità, sono i seguenti:
     Century Textiles & Industries Limited                                17,2%
     Coats Viyella India Limited                                          12,3%
     Vardhman Spinning & General Mills Limited                             5,1 %
     Mafatlal Industries                                                  12,6%
     Mataflal Fine Spinning & Manufacturing Producer/exporter Ltd.        12,6%.
(46) Il margine di dumping definitivo per i produttori/esportatori che hanno collaborato
     e non sono stati sottoposti all'inchiesta, espresso in percentuale del prezzo CIF
     all'importazione alla frontiera della Comunità, è del 15,3%.
(47) Il margine di dumping residuo per l'India, espresso in percentuale del prezzo CIF
     all'importazione alla frontiera della Comunità, è del 17,2%.
        iv) Indonesia
(48) Per i produttori/esportatori o per i gruppi di imprese del campione, i margini di
     dumping definitivi, espressi in percentuale del prezzo CIF all'importazione alla
     frontiera della Comunità, sono i seguenti:
                                             23
 ---pagebreak---      P.T. Apac Inti Corpora/P.T. Kanindo Prima Perkasa              3,5%
     P.T. Argo Pantes                                              14,5%
     P.T. Daya Manunggal                                           14,5%
     P.T. Grand Textile Industries                                 14,5%
     P.T. Eratex Djaja                                             12,8%
(49) Il margine di dumping definitivo per i produttori/esportatori che hanno collaborato
     e non sono stati sottoposti all'inchiesta, espresso in percentuale del prezzo CIF
     all'importazione alla frontiera della Comunità, è del 13,5%.
(50) Il margine di dumping residuo per l'Indonesia, espresso in percentuale del prezzo
     CIF all'importazione alla frontiera della Comunità, è del 14,5%.
        v) Pakistan
(51) Per i produttori/esportatori o per i gruppi di imprese del campione, i margini di
     dumping definitivi, espressi in percentuale del prezzo CIF all'importazione alla
     frontiera della Comunità, sono i seguenti:
     Diamond Fabrics Ltd                                           9,0%
     Amer Fabrics Ltd                                              9,0%
     Kohinoor Raiwind Mills Ltd                                    22,9%
     Kohinoor Weaving Mills Ltd                                    22,9%
     Lucky Textile Mills                                           15,5%
     Nishat Mills Ltd                                              9,2%
     Nishat Fabrics Ltd                                            9,2%.
                                             24-
 ---pagebreak--- (52) Il margine di dumping definitivo per i produttori/esportatori che hanno collaborato
     e non sono stati sottoposti all'inchiesta, espresso in percentuale del prezzo CIF
     all'importazione alla frontiera della Comunità, è del 14,2%.
(53) Il margine di dumping residuo per il Pakistan, espresso in percentuale del prezzo
     CIF all'importazione alla frontiera della Comunità, è del 22,9%.
        vi) Turchia
(54) Per le imprese del campione, i margini di dumping definitivi, espressi in
     percentuale del prezzo CIF all'importazione alla frontiera della Comunità, sono i
     seguenti:
     Birlik Mensucat Ticaret ve Sanayi Isletmesi A.S.                     13,6%
     Sôktas Pamuk ve Tarim Uriinlerini
     Degerlendirme Ticaret ve Sanayi A.S.                                 17,5%.
(55) Il margine di dumping definitivo per i produttori/esportatori che hanno collaborato
     e non sono stati sottoposti all'inchiesta, espresso in percentuale del prezzo CIF
     all'importazione alla frontiera della Comunità, è del 15,2%.
(56) Il margine di dumping residuo per la Turchia, espresso in percentuale del prezzo
     CIF all'importazione alla frontiera della Comunità, è del 17,5%.
                                             25
 ---pagebreak---                              F. L'INDUSTRIA COMUNITARIA
(57) Gli esportatori cinesi hanno contestato il metodo utilizzato dalla Commissione per
     determinare le dimensioni dell'industria comunitaria, sostenendo che la
     rappresentatività dei produttori comunitari denunziane si era basata unicamente
     sulle vendite sul mercato aperto del prodotto simile, mentre si sarebbe dovuto tener
     conto della produzione all'interno dell'UE destinata all'uso vincolato. L'inclusione
     della produzione destinata all'uso vincolato avrebbe significato comprendere, ad
     esempio, la produzione del prodotto simile in imprese integrate con impianti di
     tessitura operativi che forniscono direttamente i materiali necessari per la
     trasformazione interna.
     La Commissione ha esaminato questo esposto, ma non ritiene possibile accoglierlo.
     La prassi delle istituzioni comunitarie, confermata dalla Corte di giustizia europea,
     consiste infatti nell'escludere la produzione per uso vincolato dal calcolo della
     produzione comunitaria complessiva, operando una netta distinzione tra mercato
     "aperto" e mercato "per uso vincolato." Poiché il prodotto della tessitura per uso
     vincolato cui fa riferimento il rappresentante degli esportatori cinesi non è venduto
     sul mercato aperto e non è in diretta concorrenza con le importazioni del prodotto
     simile, la Commissione è giunta alla conclusione che la produzione di tessuti per
     uso vincolato dell'UE non deve essere compresa nel calcolo della produzione
     comunitaria ai fini della determinazione della rappresentatività.
                                           -26
 ---pagebreak--- (58) Successivamente all'imposizione delle misure provvisorie, è stato segnalato alla
     Commissione che un produttore denunziante non sosteneva più la denuncia. Il
     produttore è stato pertanto escluso dalla definizione di industria comunitaria,
     cosicché la rappresentatività del denunziante è scesa al 56% della produzione
     comunitaria. Dopo la comunicazione delle conclusioni definitive, tuttavia, il
     produttore in questione ha scritto alla Commissione dichiarando di sostenere ancora
     la denuncia. Dopo aver esaminato tutti gli elementi di prova a disposizione e aver
     contattato direttamente il produttore, la Commissione ha deciso di reintegrarlo nella
     definizione di industria comunitaria.
     Si è così confermato che il denunziante rappresenta una quota maggioritaria, pari al
     70% circa, della produzione comunitaria del prodotto in questione.
(59) A seguito dell'esclusione della garza per uso medico di cui al considerando (12) e
     di ulteriori indagini nella fase definitiva, inoltre, i dati pertinenti relativi al
     pregiudizio sono stati adeguati per tener conto di tale esclusione.
                                      G. PREGIUDIZIO
     5. Osservazione preliminare
(60) A seguito dei cambiamenti della definizione di prodotto simile di cui sopra, alcuni
     dati relativi al pregiudizio del regolamento provvisorio sono cambiati, come
     specificato nei considerando seguenti. Tutti i dati del regolamento provvisorio non
     esplicitamente richiamati sono da considerarsi confermati dalla Commissione.
                                             27
 ---pagebreak---      6. Consumo nella Comunità
(61) Il consumo apparente nella Comunità è salito da 265.9841 nel 1992 a 266.158 t nel
     1993 e a 304.660 t nel 1994, ma è diminuito del 10%, passando a 274.282 t, nel
     1995, il periodo dell'inchiesta. Nel periodo 1992-95, il consumo all'interno della
     Comunità è salito del 3%.
     7. Volume e quota di mercato delle importazioni oggetto di dumping
(62) Il volume aggregato delle importazioni oggetto di dumping del prodotto in
     questione nella Comunità originarie dei paesi sottoposti all'inchiesta è aumentato
     del 16% tra il 1992 e il 1994, passando da 104.330 % nel 1992 a 110.741 t nel 1993
     e a 121.501 t nel 1994. Nel 1995 il volume è diminuito del 14%, scendendo a
     104.9871, registrando un'evoluzione sostanzialmente analoga all'andamento della
     domanda comunitaria.
     L'andamento dei volumi delle importazioni, valutato in relazione al consumo
     comunitario, ha fatto sì che i paesi in questione mantenessero una quota sostanziale
     del mercato comunitario: 39,2% nel 1992, 41,6% nel 1993, 39,9% nel 1994 e
     38,3% nel periodo dell'inchiesta.
                                            -28-
 ---pagebreak---      8. Prezzi delle importazioni oggetto di dumping
(63) Nel considerando (102) del regolamento provvisorio si è calcolata la
     sottoquotazione dei prezzi mettendo a confronto la media ponderata dei prezzi di
     vendita dei produttori della CE con la media ponderata dei prezzi all'esportazione
     di tutte le operazioni di ciascuno dei produttori/esportatori interessati. Questo
     metodo è stato contestato dagli esportatori interessati in quanto sarebbe impreciso.
     Al fine di ottenere una maggiore precisione, la Commissione ha utilizzato le
     seguenti categorie per valutare la misura della sottoquotazione: Extra greggio (titoli
     0-10 Ne), Greggio (titoli 11-20 Ne), Medio (titoli 21-30 Ne), Medio superiore
     (titoli 31-40 Ne), Fino (Titoli 41-60 Ne) e Superfino (titoli 61 Ne e superiori).
     Il confronto ha messo in evidenza margini di sottoquotazione per tutti i
     produttori/esportatori soggetti all'inchiesta; le medie ponderate dei margini per
     tutte le categorie degli esportatori di ciascun paese raggiungevano i seguenti livelli:
     - Cina                    34%
     - Egitto                  37%
     - India                   42%
     - Indonesia               49%
     - Pakistan                30%
     -Turchia                  21%.
                                              -29-
 ---pagebreak---      9. La situazione dell'industria comunitaria
     a) Dati relativi all'industria comunitaria nel suo complesso
         i) Vendite e quota di mercato complessive dell'industria comunitaria
(64) Nel corso del periodo il totale delle vendite dei produttori comunitari è diminuito
     del 10% circa, passando da 90.348 t nel 1992 a 80.692 nel 1993, a 81.913 nel 1994
     e a 81.873 nel periodo dell'inchiesta. A questo decremento ha corrisposto una
     diminuzione della quota di mercato, che è scesa dal 34% nel 1992 al 30,3% nel
     1993, al 26,9% nel 1994 e al 29,9% nel periodo dell'inchiesta, con un calo relativo
     del 12% nel corso del periodo.
     ii) Chiusure di impianti e calo dell'occupazione
(65) Il considerando (106) del regolamento provvisorio faceva riferimento a chiusure di
     impianti e perdite di posti di lavoro tra i fabbricanti del prodotto in questione.
     Tuttavia sono stati presentati esposti in cui si faceva notare che le perdite di posti di
     lavoro citate comprendono quelle subite da produttori integrati che, come illustrato
     più sopra al considerando (57), non sono compresi nell'inchiesta sul pregiudizio.
     Non sono però disponibili informazioni precise che consentano alla Commissione
     di stimare la proporzione di questa cifra che potrebbe essere attribuita all'industria
     comunitaria quale definita al considerando (89) del regolamento provvisorio.
                                            -30-
 ---pagebreak---      b) Dati relativi ai produttori comunitari compresi nel campione
(66) Si ricorderà dal considerando (89) del regolamento provvisorio che per svolgere
     l'inchiesta sul pregiudizio si è ricorsi al campionamento
         i) Modifica del mix di prodotti
(67) Come indicato nel considerando (112) del regolamento provvisorio, la
     Commissione ha esaminato le informazioni relative a cinque armature di
     riferimento che erano state utilizzate per evitare che i cambiamenti del mix di
     prodotti provocassero distorsioni nei confronti dei prezzi. L'opportunità di
     continuare ad utilizzare queste cinque armature di riferimento con le sei categorie
     di prodotti di cui al precedente considerando (63) deriva dal fatto che per tali
     armature sono disponibili dati per il periodo 1992-95. Tre di queste cinque
     armature di riferimento corrispondono alle categorie di tessuto "Grezzo," "Medio"
     e "Medio superiore," e si possono considerare armature di base, con un modesto
     valore aggiunto ma prodotte su vasta scala. Queste tre categorie comprendono da
     sole l'80% delle importazioni dai paesi in questione. L'andamento nel tempo dei
     quantitativi venduti di queste tre armature di riferimento mostra un sostanziale calo,
     significativamente superiore al calo delle vendite complessive dei produttori
     compresi nel campione. Le vendite di queste tre armature di riferimento, pari al
     21% circa delle vendite nel 1992, sono scese del 43% tra il 1992 e il 1995.
                                               31-
 ---pagebreak---      I produttori comunitari compresi nel campione avevano sostenuto di essere stati
     costretti a ridurre la produzione delle armature di base e a passare alla fabbricazione
     di prodotti di nicchia dalla significativa sottoquotazione dei prezzi delle
     importazioni oggetto di dumping da parte dei produttori/esportatori. Le scale di
     produzione inferiori dei prodotti di nicchia comportano volumi inferiori, tempi di
     arresto dei macchinari più lunghi tra una partita e l'altra e di conseguenza costi
     unitari superiori.
     10. Conclusioni in materia di pregiudizio
(68) Si confermano le conclusioni di cui sopra e quelle di cui al considerando (116) del
     regolamento provvisorio.
                                H. RAPPORTO DI CAUSALITÀ
     11. Effetti delle importazioni oggetto di dumping dai paesi interessati
(69) Gli esportatori hanno asserito che, perché possa esservi pregiudizio, si devono
     riscontrare significativi cambiamenti di volume e di quota di mercato delle
      importazioni, e dovrebbe anche esserci una diminuzione dei prezzi all'esportazione
     del prodotto in questione. Dato che il prodotto in questione è soggetto a contingenti
     e a limitazioni volontarie delle esportazioni, alcuni degli elementi di cui sopra non
     hanno registrato significativi cambiamenti. Si sosteneva pertanto che non vi
     sarebbe stato pregiudizio.
                                             -32-
 ---pagebreak--- A questo proposito, si dovrebbe tenere presente che, ai sensi dell'articolo 3,
paragrafi 2 e 3 del regolamento antidumping di base, nessuno dei fattori relativi ai
volumi, alle quote di mercato e ai prezzi delle importazioni elencati in tale
disposizione può necessariamente costituire una base di giudizio determinante in
un'inchiesta in materia di pregiudizio.
Per quanto riguarda i volumi e la quota di mercato delle importazioni nel caso in
oggetto, non si sono in effetti registrati incrementi significativi. Questa situazione
va analizzata alla luce dell'esistenza di un sistema di contingenti che limita le
importazioni e che, come si è rilevato, è stato costantemente utilizzato in modo
intensivo (la media ponderata del tasso di utilizzo per i paesi interessati è stata del
95% nel 1995) nel periodo in esame. Le statistiche indicano che alcuni paesi
esportatori hanno addirittura preso a prestito quantitativi da altre categorie di
prodotti tessili per le loro esportazioni del prodotto in questione.
Dati però il livello assoluto delle importazioni interessate e il livello dei prezzi
all'importazione, nel caso presente e in conformità dell'articolo 3, paragrafi 2 e 3
del regolamento antidumping di base il pregiudizio è consistito nella redditività
insufficiente provocata dalla depressione e dal contenimento dei prezzi (cfr. il
considerando (116) del regolamento provvisorio e il considerando (67) del presente
regolamento). Questi livelli dei prezzi si spiegano con le caratteristiche del sistema
di contingenti in essere, che incentiva le imprese dei paesi esportatori a competere
per l'attribuzione dei contingenti e di conseguenza per i clienti delle esportazioni.
                                        -33-
 ---pagebreak---      Si ritiene inoltre che si possa arrecare pregiudizio anche laddove i prezzi delle
     esportazioni salgono, poiché tali prezzi devono essere visti in relazione a quelli dei
     produttori comunitari. In presenza di una significativa sottoquotazione dei prezzi,
     come nel caso in esame, e dato che gli esportatori interessati controllano circa il
     40% del mercato comunitario, è chiaro che, indipendentemente dal fatto che i
     prezzi delle esportazioni oggetto di dumping salgano o meno, essi eserciteranno
     comunque un effetto di contenimento o di depressione dei prezzi, o entrambi, e che
     di conseguenza può derivarne un pregiudizio.
(70) L'esame delle armature di base effettuato dalla Commissione, nel modo descritto
     più sopra al considerando (66), fornisce ulteriori elementi di prova degli effetti
     delle esportazioni oggetto di dumping. I dati dimostrano infatti chiaramente che le
     vendite delle armature il cui tipo si approssima di più a quello delle armature
     importate su vasta scala hanno subito un calo molto più marcato rispetto al totale
     delle vendite, a riprova dell'effetto diretto della sostanziale sottoquotazione dei
     prezzi accertata per questi tipi di prodotti.
     12. Effetti di altri fattori
(71) Vari esportatori e utilizzatori a valle del prodotto interessato hanno contestato le
     conclusioni del regolamento provvisorio relative al rapporto di causalità, citando
     altri fattori quali responsabili del pregiudizio sofferto dall'industria comunitaria.
                                               34
 ---pagebreak---         i) Diminuzione del consumo apparente
(72) Alcuni paesi esportatori hanno sostenuto che il motivo principale del grave
     pregiudizio subito dall'industria comunitaria sarebbe stato il calo dei consumi del
     prodotto simile tra il 1994 e il 1995.
     La Commissione ha esaminato questa tesi. Tra il 1994 e il 1995 il consumo del
     prodotto in questione è diminuito del 10% e sono diminuite anche le importazioni.
     Ciononostante, nel periodo 1992-95 le importazioni oggetto di dumping dai paesi
     sottoposti al presente procedimento sono rimaste relativamente stabili con una
     notevole quota di mercato (vicina al 40%) nel 1995, e sono state vendute a prezzi
     significativamente inferiori rispetto a quelli dei produttori comunitari. Sebbene sia
     evidente che l'industria comunitaria non è stata immune dagli effetti della
     diminuzione della domanda del prodotto simile, quindi, le importazioni oggetto di
     dumping hanno arrecato pregiudizio grave ai produttori comunitari.
        ii) Importazioni da altri paesi terzi
(73) Alcune parti interessate hanno fatto riferimento all'effetto delle importazioni da
     paesi terzi quale motivo di grave pregiudizio, ma non sono state fornite
     informazioni tali da provocare una modifica delle conclusioni di cui ai
     considerando da (120) a (123) del regolamento provvisorio. Tali conclusioni sono
     pertanto confermate.
                                            -35
 ---pagebreak---         iii) Aumento dei prezzi del cotone greggio
(74) Alcuni esportatori hanno messo in discussione le conclusioni della Commissione di
     cui al considerando (124) del regolamento provvisorio, sostenendo che l'aumento
     del prezzo del cotone greggio non avrebbe interessato tutta l'industria comunitaria
     nella stessa misura, cosicché alcuni produttori sarebbero stati meno danneggiati di
     altri. Si sosteneva inoltre che l'aumento del prezzo del cotone greggio era stato
     parzialmente assorbito dall'industria della filatura, che fornisce il filato di cotone
     all'industria comunitaria (per una descrizione del settore della filatura cfr.
     considerando (80)).
     La Commissione ha esaminato questa tesi. Sebbene l'impatto dell'aumento del
     prezzo del cotone greggio sull'industria comunitaria possa essersi fatto sentire in
     maniera diversa sui singoli produttori della Comunità, si è ritenuto che esso sia
     stato significativo ovunque. Questa conclusione è suffragata dal riscontro che
     alcuni dei produttori comunitari compresi nel campione hanno dovuto sostenere
     aumenti del costo del filato vicini al 50% tra il 1992 e il 1995.
     Quanto al parziale assorbimento dell'aumento dei prezzi del cotone greggio da
     parte del settore della filatura, non è stato fornito alla Commissione alcun elemento
     di prova in tal senso.
     13. Conclusioni sul rapporto di causalità
(75) Sono confermate le conclusioni di cui al considerando (125) del regolamento
     provvisorio.
                                             -36-
 ---pagebreak---                             I. INTERESSE DELLA COMUNITÀ
     14. L'inchiesta sull'interesse della Comunità
(76) In base alle informazioni disponibili, e tenendo conto dei possibili cambiamenti di
     prezzo e di quantitativi delle importazioni oggetto di dumping successivamente
     all'imposizione delle misure definitive, la Commissione ha esaminato l'impatto
     delle misure antidumping sui vari settori dell'industria tessile comunitaria.
     A tal fine, e per ottenere il quadro più chiaro possibile della situazione, i servizi
     della Commissione hanno inviato un questionario a tutte le parti (utilizzatori,
     fornitori, importatori) che si erano manifestate nel corso del procedimento, a varie
     associazioni commerciali, che lo hanno distribuito ai rispettivi membri, e ad altre
     parti che ne hanno fatto richiesta.
(77) Si noti che, se del caso, si sono utilizzate le statistiche relative ai tessuti di cotone
     con un contenuto di cotone non inferiore al 50% in assenza di statistiche più precise
     relative al prodotto in questione, che ha un contenuto di cotone superiore all'85%. I
     tessuti con un contenuto di cotone superiore al 50% sono in appresso denominati
     "tessuti prevalentemente di cotone."
     Gli operatori economici oggetto dell'analisi
(78) Le varie componenti della catena di produzione dei tessuti di cotone comunitari
     sono elencate nelle quattro categorie principali indicate in appresso.
(79) Una percentuale significativa dell'industria è integrata verticalmente e comprende
     almeno due attività delle quattro categorie seguenti.
                                             37-
 ---pagebreak---           i) I fornitori
(80) Filatori: la materia prima principale, il cotone greggio, è importata dai paesi
     produttori e filata. Il processo di filatura è in larga misura automatizzato, e i
     produttori di filato dell'UE hanno raggiunto un notevole livello di efficienza, in
     gran parte grazie al diffuso utilizzo della tecnologia di filatura "open end."
         ii) L'industria comunitaria
(81) Tessitori: il filato greggio (cioè non candeggiato) viene tessuto. Questa stoffa
     greggia dev'essere sottoposta a un'altra fase distinta di finitura, in cui viene
     candeggiata e stampata o tinta.
     iii) Gli utilizzatori
(82) Finitori: il candeggio, la stampa e la tintura dei tessuti di cotone non candeggiati
     vengono effettuati dai finitori. La stoffa greggia viene prima lavata e candeggiata
     per prepararla per l'assorbimento della tintura o degli inchiostri di stampa e quindi
     viene tinta o stampata. Queste attività sono generalmente, ma non sempre, svolte
     dalla stessa impresa.
(83) Confezionatori: la stoffa Imita viene tagliata e cucita per produrre abiti, articoli per
     la casa o prodotti industriali ad opera dei confezionatori. Questa è la fase con la
     massima intensità di manodopera, soprattutto nell'industria dell'abbigliamento, in
     cui i processi di produzione non sono di norma automatizzati.
                                            -38-
 ---pagebreak---          iv) Gli importatori/convertitori
(84) Importatori/convertitori: gli operatori che forniscono la stoffa ai confezionatori
     comunitari sono i convertitori che acquistano la stoffa greggia, spesso importata, e
     ricorrono ai servizi dei finitori per far trasformare il tessuto secondo le specifiche
     dei confezionatori.
     15. L'industria comunitaria
     a) Natura e struttura dell'industria comunitaria
(85) La produzione complessiva del prodotto in questione nella Comunità è stata di
     circa 94.000 t nel 1995. Si ricorderà da quanto detto al considerando (58) che il
     70% circa di tale produzione proviene dall'industria comunitaria.
(86) L'industria comunitaria è composta soprattutto da piccole e medie imprese. La
     produzione è ad alta intensità di capitale e molto automatizzata. Si noti che il
     tessuto greggio di cotone è un prodotto intermedio, con un notevole grado di
     standardizzazione e sensibilità ai prezzi per quanto riguarda le armature di base, le
     più comuni, ma soggetto ai cambiamenti delle mode, in particolare nelle nicchie del
     mercato.
(87) L'industria della tessitura del cotone nel suo complesso, ivi compresi l'industria
     comunitaria e i produttori integrati (vedi oltre), dà lavoro a 115.000 persone. Non è
     possibile stabilire con precisione il numero degli addetti relativo al prodotto in
     questione, poiché è fabbricato dalle stesse imprese e sugli stessi macchinari che
     producono i tessuti principalmente di cotone.
                                            -39-
 ---pagebreak---      b) Vitalità dell'industria comunitaria
(88) Si ricorderà quanto detto al considerando (108) del regolamento provvisorio, e cioè
     che, nel periodo preso in considerazione per l'analisi del pregiudizio, l'industria
     interna ha razionalizzato il suo processo di produzione, sostituendo una notevole
     percentuale di macchinari.
(89) Sebbene l'industria comunitaria sia orientata soprattutto verso il mercato
     comunitario (le esportazioni sono inferiori al 15% del totale delle vendite del
     prodotto in questione), tra il 1992 e il 1995 le esportazioni sono aumentate del
     12%, passando da 10.904 t a 12.247 t. A giudizio della Commissione, questo è un
     importante indicatore del fatto che l'industria tessile comunitaria è vitale e
     competitiva a livello internazionale.
     e) Effetti previsti dell'imposizione di misure antidumping per l'industria
     comunitaria
(90) La Commissione ha basato la sua analisi dell'impatto delle misure antidumping
     sull'industria comunitaria sui dati forniti dai produttori comunitari compresi nel
     campione.
(91) Per valutare gli effetti delle misure antidumping sull'industria comunitaria, occorre
     esaminare anzitutto le possibili reazioni dei produttori/esportatori dei paesi
     interessati. Ciò è stato fatto ipotizzando che la domanda rimanga costante.
(92) A seguito dell'imposizione dei dazi, si può prevedere un aumento dei prezzi del
     prodotto simile importato, che provocherebbe una riduzione dei volumi delle
     importazioni e di conseguenza una riduzione dell'offerta sul mercato; l'industria
     comunitaria potrebbe dunque aumentare la produzione, in particolare quella delle
     armature di base sulle quali più si fa sentire la pressione delle importa/ioni oggetto
                                              40
 ---pagebreak---      di dumping, come illustrato nei considerando da (67) a (70) del presente
     regolamento. Ci si potrebbe aspettare un aumento dei prezzi dell'industria
     comunitaria, ma certamente ben lontano dal livello del dazio. Gli aumenti di
     volume, comunque, servirebbero a ridurre i costi di produzione unitari e
     consentirebbero all'industria comunitaria di risanare la propria situazione
     finanziaria.
     d) Osservazioni ricevute
         i) Osservazioni ricevute dall'industria comunitaria
(93) L'industria comunitaria ha sottolineato quanto sia importante per il settore
     comunitario dei prodotti tessili di cotone poter contare su un'industria comunitaria
     della tessitura del cotone sana. In tal modo si preserverebbero la concorrenza e i
     livelli di occupazione e si eviterebbe la dipendenza dalle importazioni. L'industria
     ha sostenuto anche che la sua sopravvivenza andrebbe a beneficio dell'industria
     della filatura a monte, assicurandole un'importante fonte di domanda di filato. Si
     sostiene inoltre che la diversificazione dei fornitori assicurerebbe dei vantaggi per i
     settori a valle.
(94) Sono stati presentati anche molti esposti di utilizzatori e importatori relativi
     all'effetto delle misure sull'industria comunitaria. In sintesi, si dice che le misure
     non avrebbero effetti positivi sostanziali sulla loro situazione.
                                            -41
 ---pagebreak---          ii) Concorrenza di altre importazioni
(95) Si è sostenuto che, se le misure antidumping stornassero la domanda
     dall'importazione dei prodotti oggetto di dumping, ci sarebbe un incremento della
     domanda di importazioni di tessuti di cotone greggi da altri paesi terzi.
(96) Per quanto riguarda le importazioni di tessuti di cotone greggi da altri paesi terzi, si
     è rilevato che non si può escludere che, entro i limiti degli accordi commerciali
     esistenti, esse possano aumentare a seguito dell'imposizione delle misure in
     questione; circa il 30% del mercato è alimentato da importazioni che non saranno
     oggetto delle misure antidumping. È probabile che gli esportatori di questi paesi
     tentino di aumentare le loro quote di mercato a spese dei loro concorrenti interessati
     dal presente procedimento.
     Alcuni utilizzatori hanno osservato che al momento altri paesi terzi non possono
     fornire tessuti della stessa qualità di quelli forniti dall'industria comunitaria e dai
     produttori esportatori dei paesi in questione. Benché non siano stati forniti elementi
     di prova a questo proposito, si direbbe dunque che le importazioni da altri paesi
     terzi non impedirebbero all'industria comunitaria di avvantaggiarsi delle misure
     antidumping.
              iii) Capacità produttiva dell'industria comunitaria e carenze di
     approvvigionamento
(97) Si è sostenuto che le misure antidumping avrebbero l'effetto di creare carenze di
     approvvigionamento in quanto l'industria comunitaria non è in grado di soddisfare
     la domanda comunitaria del prodotto in questione.
                                             42
 ---pagebreak--- (98) La Commissione ha stabilito che nel periodo in questione l'industria comunitaria
     operava effettivamente a un elevato tasso di utilizzo della capacità produttiva. Si
     noti tuttavia che, nel corso di tale periodo, l'industria comunitaria ha anche ridotto
     la sua capacità massima in termini di ore/macchina annuali. Ciò è dipeso, tra gli
     altri fattori, da una riduzione delle ore di lavoro, il che significa che i tessitori della
     Comunità sarebbero in grado di aumentare la capacità produttiva aumentando il
     numero di ore lavorate in caso di incremento della domanda.
     Andrebbe anche ricordato che la produzione dei tessuti di cotone greggi utilizza le
     stesse attrezzature e la stessa manodopera della produzione di altri tipi di tessuti,
     cosicché i produttori comunitari potrebbero trasferire capacità produttiva verso il
     prodotto in questione in risposta a qualsiasi incremento della domanda conseguente
     all'imposizione delle misure.
        iv) Sostituzione delle importazioni con tessuti candeggiati, tinti e stampati
(99) Alcuni utilizzatori hanno dichiarato che le misure antidumping non avranno alcun
     effetto in quanto gli importatori si limiteranno a passare all'importazione di tessuti
     candeggiati e finiti, senza però fornire alcun elemento di prova a sostegno di questa
     affermazione. In realtà, è bene ricordare che anche i tessuti candeggiati sono
     oggetto di accordi commerciali internazionali.
     Per quanto riguarda i tessuti candeggiati, gli unici dati di cui la Commissione
     dispone in relazione alle importazioni di tessuti candeggiati sono i dati di Eurostat,
     che indicano che nel 1995 le importazioni di tessuti candeggiati riguardavano
     quantitativi minimi (10.610 t) rispetto alle dimensioni complessive del mercato
                                             -43-
 ---pagebreak---       comunitario di tessuti di cotone greggi, che era di circa 464.0001.1 dati di Eurostat,
      inoltre, mostrano un valore medio per il 1995 di 6,72 ECU per tonnellata, quasi il
      doppio del valore medio delle importazioni dei tessuti non candeggiati secondo
      Eurostat. In ogni caso, pare che i finitori preferiscano controllare direttamente il
      processo di candeggio per motivi di controllo della qualità.
      Quanto al passaggio alle importazioni di tessuti finiti, questa aspetto viene
      esaminato più oltre, ai considerando (130) segg.
      e) Effetti della non imposizione delle misure
(100) Come indicato nel considerando (127) del regolamento provvisorio, qualora non
      dovessero essere imposte misure definitive la tendenza negativa dell'industria
      comunitaria continuerebbe e potrebbe portare addirittura alla sua scomparsa. Le
      6.200 persone impiegate dall'industria comunitaria sarebbero quelle più
      direttamente colpite. In questo contesto, si nota la diminuzione di posti di lavoro tra
      i denunzianti compresi nel campione di cui al considerando (115) del regolamento
      provvisorio.
         i) Conclusioni
(101)11 previsto aumento della domanda per l'industria comunitaria le consentirebbe di
      scegliere una strategia per riprendersi dall'attuale situazione di perdite finanziarie.
(102) Anche se i prezzi dell'industria non salirebbero nella misura del dazio, è lecito
      aspettarsi che l'industria comunitaria aumenterebbe il suo volume di vendite e
      recupererebbe quota di mercato per quanto riguarda le armature di base. Questo
      aumento di volume ridurrà i costi unitari e farà aumentare la redditività.
                                             -44-
 ---pagebreak--- (103) In conclusione, l'analisi dell'industria comunitaria dimostra che essa è
      strutturalmente vitale e che le misure sarebbero efficaci nel darle la possibilità di
      riprendersi dai danni subiti (cfr. considerando (130) del regolamento provvisorio).
      È dunque interesse dell'industria comunitaria che vengano introdotte le misure.
      16. L'industria fornitrice
      a) La situazione dell'industria della filatura comunitaria
(104) Nel 1994 i filatori comunitari davano lavoro a circa 72.000 persone (il dato si
      riferisce all'UE a 12). La produzione totale di filato della Comunità, comprendente
      tutte le fibre, ammonta a 1,2 milioni di t. Si stima che il 25% di tale quantitativo sia
      utilizzato per la produzione del prodotto simile, il che significa che 18.000 persone
      sono impiegate nella fabbricazione del filato destinato alla produzione del prodotto
      interessato.
(105)Nel periodo 1992-96 c'è stato un incremento dell'8% dei quantitativi di filati di
      cotone venduti dalle imprese esaminate. La capacità di produzione è aumentata
      dell'8% e il tasso di utilizzo della capacità produttiva, pur scendendo leggermente,
      era ancora vicino all'81% nel 1996. Le informazioni fornite non sono sufficienti
      per accertare la tendenza dei costi di produzione, ma alcuni indicatori lasciano
      intravedere un aumento dei costi variabili nel 1995, dovuto con tutta probabilità
      alla crescita dei prezzi del cotone greggio già esaminata nell'analisi del pregiudizio
      di cui al considerando (124) del regolamento provvisorio, e citata da alcune parti tra
      i principali fattori di instabilità. Il cotone greggio, in effetti, rappresenta il 50%
      circa dei costi totali dei filatori. Ciò potrebbe anche spiegare le loro modeste
      prestazioni in termini di profitti (utile medio sulle vendite -0,31% nel 1995, -0,93%
      nel 1996). Il numero di addetti è diminuito del 9% circa.
                                               -45
 ---pagebreak---       b) Effetti dell'imposizione e della non imposizione delle misure
(106) Se si considera la tessitura comunitaria nel suo insieme, comprendendo cioè i
      produttori integrati, la percentuale del filato utilizzato nella produzione del prodotto
      simile rappresenta più del 25% della produzione dei filatori. Ciò significa che,
      anche se i filatori possono trovare altri sbocchi per la loro produzione (tessuti misti,
      lavori a maglia ecc.), un sensibile calo della produzione comunitaria del prodotto
      interessato li danneggerebbe.
(107) Se verranno imposte misure antidumping, il miglioramento della situazione dei
      tessitori comunitari andrà a vantaggio dei filatori, che conserveranno un importante
      canale di vendita, con volumi di vendite superiori e la possibilità di negoziare
      prezzi più favorevoli. Se invece non si dovessero imporre le misure, i filatori
      rischiano una drastica caduta della domanda non solo per quanto riguarda i
      denunzianti, ma anche in relazione ai tessitori integrati esaminati più avanti.
      17. Utilizzatori, importatori e confezionatori
(108)1 settori a valle esaminati qui di seguito comprendono produttori integrati,
      convertitori/importatori, finitori e confezionatori. Sebbene queste parti possano
      operare a vari livelli della catena di produzione a valle, si è ritenuto opportuno
      esaminarli assieme.
                                             -46-
 ---pagebreak---       a) Produttori integrati
         i) Descrizione
(109) Per produttori integrati si intendono, in questo contesto, i produttori che tessono e
      finiscono e/o confezionano prodotti finiti. Tali produttori utilizzano la totalità o una
      parte della loro produzione di tessuto per il loro consumo interno a valle o per
      vendite a imprese collegate, e solo occasionalmente vendono a clienti non collegati.
      Benché i produttori integrati non facciano parte dell'industria comunitaria
      denunziante, non essendo in diretta concorrenza con le importazioni oggetto del
      dumping, si può considerare che abbiano un interesse nel presente procedimento, in
      quanto anch'essi possono risentire della concorrenza dei tessuti finiti o dei prodotti
      confezionati ottenuti a partire da tessuti greggi acquistati a prezzi di dumping.
(110) La produzione comunitaria totale di tessuti prevalentemente di cotone è stata di
      464.0001 nel 1995, di cui, in base alle stime del settore, la produzione del prodotto
      interessato ammontava a 325.000 t. Si stima che i produttori integrati
      rappresentassero il 72% di tali quantitativi.
         ii) Effetto dell'imposizione delle misure
(111)Dato che i produttori integrati sono indirettamente colpiti dalle importazioni
      oggetto di dumping, ci si potrebbe aspettare che essi beneficino indirettamente
      delle misure antidumping. Si prevede infatti che la competitività dei loro tessuti
      finiti e prodotti confezionati aumenti rispetto a quella dei prodotti ottenuti
      utilizzando le importazioni oggetto di dumping. Con l'aumentare dei prezzi delle
      importazioni oggetto di dumping, inoltre, diventa per loro più attraente utilizzare
      tessuti greggi prodotti in economia, con conseguenze positive per l'occupazione nel
      comparto della tessitura.
                                               47
 ---pagebreak--- (112) Tuttavia, alcuni tessitori integrati a valle che si concentrano sulla finitura e sulla
      confezione e si procurano la maggior parte del loro fabbisogno di tessuti greggi
      attraverso le importazioni sono contrari all'imposizione delle misure. L'impatto
      delle misure su questa componente dell'industria, però, varia a seconda del grado di
      dipendenza di ogni singola impresa dalle importazioni dai paesi in questione, per
      cui non è possibile trarre conclusioni nette sugli effetti in relazione a questo settore.
      Ciononostante, alla luce della sostanziale percentuale della tessitura comunitaria
      utilizzata per il consumo interno (72%) e della quota considerevole che essa
      rappresenta rispetto al totale della finitura a livello comunitario (48%, come
      illustrato in seguito), si può concludere che l'impatto complessivo delle misure
      antidumping sui tessitori integrati sarebbe positivo.
         iii) Effetti della non imposizione delle misure
(113) Se le misure non fossero imposte, i produttori integrati continuerebbero a risentire
      di uno svantaggio in termini di costi nei confronti di qualsiasi concorrente dell'UE
      che utilizzasse importazioni oggetto di dumping. Di conseguenza, la loro tessitura
      in economia potrebbe cessare di essere redditizia ed essi potrebbero essere costretti
      a chiudere le loro attività di tessitura.
      A questo proposito, si noti che tutta la produzione prevalentemente della tessitura
      di cotone, per uso vincolato o meno, della Comunità è calata da circa 515.600 t nel
      1992 a 464.000 t nel 1995, e che nello stesso periodo sono stati chiusi 88 impianti
      di tessitura in Austria, Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, con una
      perdita di 8.625 posti di lavoro. In assenza di misure, dunque, la tendenza generale
      al calo del settore continuerebbe, e ne seguirebbero ulteriori perdite di posti di
      lavoro.
                                                48
 ---pagebreak---       b) Convertitori e finitori
         i) Introduzione
(114) Successivamente all'imposizione delle misure provvisorie, sono state ricevute
      molte proteste da parte di utilizzatori e importatori che ribadivano quanto esposto
      nel considerando (128) del regolamento provvisorio. Si asseriva che le misure
      avrebbero gravemente danneggiato la posizione concorrenziale dei finitori
      comunitari nei confronti degli esportatori di paesi terzi, con sostanziali perdite di
      fatturato e di posti di lavoro, a causa della sostituzione dei tessuti importati allo
      stato greggio e finiti nell'UE con tessuti importati allo stato finito. Si è asserito che
      la conseguenza potrebbe essere addirittura la scomparsa dell'industria delle finitura
      comunitaria.
         ii) Struttura e dimensioni dell'industria a valle
(115) L'inchiesta relativa agli utilizzatori si è basata sulle informazioni presentate da
      finitori, indipendenti o integrati in gruppi, importatori e convertitori, nonché sulle
      informazioni generali relative al settore.
(116) L'analisi dell'impatto delle misure antidumping sull'industria a valle deve tener
      conto della sua struttura particolare. In genere, il tessuto greggio non viene
      acquistato direttamente da chi lo trasforma, ma da un intermediario (convertitore),
      che può approvvigionarsi da tessitori dell'UE o tramite importazioni. Il convertitore
      passa poi il tessuto al finitore, che di solito non ne assume la proprietà ma lavora su
      commissione.
                                               -49-
 ---pagebreak--- (117) L'industria della finitura è un'industria ad alta intensità di capitali caratterizzata da
      un'accesa competizione sui prezzi. Rispetto al tessuto greggio, però, il tessuto
      finito ha maggiori possibilità di differenziazione e un maggiore valore aggiunto, e
      richiede livelli di conoscenze tecniche superiori. Sebbene esistano alcuni semplici
      schemi e colori abbastanza standardizzati, la produzione segue la moda e i disegni
      tendono a variare di anno in anno. Ciò fa aumentare l'importanza di fattori quali la
      rapidità di consegna e la possibilità per il cliente di discutere e modificare la
      produzione finale. In base alle comunicazioni ricevute, tali elementi sono, assieme
      al prezzo, importanti fattori nella scelta del finitore. Questo spiega perché sia lecito
      aspettarsi che i tessuti finiti nella Comunità, a differenza dei tessuti greggi,
      mantengano una posizione di vantaggio rispetto ai tessuti finiti d'importazione.
(118) In base alla cifra di cui al considerando (110), si è stimato che la produzione
      complessiva del settore della finitura dell'UE ammonti a 464.000 t di tessuti
      prevalentemente di cotone. Aggiungendo a questo quantitativo il totale delle
      importazioni di tessuti greggi (221.000 t) e candeggiati (10.000 t) ed escludendo le
      esportazioni di tessuti greggi (12.700 t), il totale dei tessuti prevalentemente di
      cotone stampati e tinti nell'UE è di 682.000 t. I tessuti contenenti più dell'85% di
      cotone costituiscono il 78% di questa cifra.
(119) Le importazioni di tessuti finiti sono state 37.700 t nel 1995, con una tendenza
      all'aumento nel periodo esaminato (+ 17% per l'Europa a 12 dal 1992 al 1995),
      pari a una quota di mercato del 5% del totale del mercato dei prodotti finiti.
                                             -50-
 ---pagebreak--- (120) Si stima che il totale degli addetti del settore della finitura ammontasse nel 1995 a
      150.000 unità. L'occupazione nel settore sta calando, conformemente alla tendenza
      generale dell'industria tessile (- 9% tra il 1992 e il 1994). Tenendo conto del fatto
      che il prodotto interessato rappresenta solo una parte della produzione
      dell'industria comunitaria della finitura e delle dimensioni della finitura integrata,
      si stima che il numero di posti di lavoro relativo alla finitura indipendente del
      prodotto interessato sia di circa 23.000 unità.
(121) Non è possibile quantificare la manodopera impiegata dagli importatori e dai
      convertitori. Trattandosi però di società commerciali e prestatori di servizi con
      investimenti di capitali minimi, si direbbe che i loro livelli occupazionali siano
      relativamente modesti.
         iii) Effetti delle misure antidumping sui prezzi dei tessuti finiti
(122) Si prevede che le misure antidumping facciano aumentare i prezzi di vendita dei
      tessuti finiti, dato che aumenterà il prezzo della materia prima.
(123) Nel considerando (92) si dice che è improbabile che l'aumento del prezzo
      dell'industria comunitaria sia delle stesse dimensioni del dazio. Alcuni importatori
      e utilizzatori hanno sostenuto che, a seguito dell'imposizione delle misure, anche i
      prezzi dei tessuti di cotone greggi non soggetti alle misure stesse aumenteranno di
      una percentuale vicina all'aliquota di dazio. Tale asserzione appare però infondata
      in quanto è improbabile, vista l'elevata competitività del mercato dei tessuti greggi,
      che i produttori non soggetti alle misure (che rappresentavano il 60% del mercato
      nel 1995) siano in grado di aumentare i loro prezzi. Si conclude quindi che
      l'aumento medio dei prezzi dei tessuti greggi sarà notevolmente inferiore
      all'aliquota media di dazio.
                                               51
 ---pagebreak--- (124) Per stimare l'impatto delle misure sui prezzi dei prodotti finiti, la Commissione ha
      calcolato la percentuale media del tessuto greggio rispetto ai costi di produzione e
      al prezzo del prodotto finito. Dall'analisi delle risposte date al questionario è
      emerso che tale rapporto assume valori molto diversi, a seconda del peso e della
      qualità del tessuto greggio utilizzato e della qualità della finitura. Per le imprese
      che hanno risposto al questionario si è calcolata una proporzione media del 45%
      per tutti i tessuti finiti. Data però la variazione esistente tra imprese (dal 22% al
      67%) e la diversità dei prodotti interessati, si è deciso di basare le conclusioni della
      Commissione su una media tra il 45% e la cifra fornita dall'associazione dei finitori
      tedeschi, che stima al 36% la proporzione dei costi complessivi attribuibili al
      tessuto greggio. Si è aggiunto un margine di profitto del 6%, stimato sulla base dei
      margini di profitto indicati dai convertitori.
(125) Dall'analisi delle indicazioni presentate è emersa una media degli utili sulle vendite
      del 15% circa per i finitori su commissione e del 6% circa per i convertitori nel
      1995. Entrambi i margini di profitto si considerano adeguati data la natura dei
      settori (un'industria ad alta intensità di capitale, nel caso dei finitori, un'industria
      commerciale, di prestazione di servizi, nel caso dei convertitori) e consentono, se
      del caso, un parziale assorbimento dell'aumento dei costi successivamente
      all'imposizione delle misure antidumping definitive. Non è pertanto risultata
      confermata l'asserzione che convertitori e finitori operano con bassi margini di
      profitto e non sono in grado di assorbire eventuali aumenti di costi derivanti dai
      dazi.
                                               52-
 ---pagebreak--- (126) Si sono previsti diversi scenari, tenendo conto di varie opzioni relative alle reazioni
      del mercato. Si è esaminato uno "scenario massimalista" che prevedeva un aumento
      dei prezzi da parte di tutti i fornitori corrispondente all'intero ammontare del dazio,
      mediamente pari al 15,7% e non prevedeva alcun assorbimento di tale aumento da
      parte di convertitori e finitori. In questo caso, si stima che l'aumento medio dei
      prezzi sia del 7,1% con un rapporto del 45% e del 5,6% con un rapporto del 36%.
(127) Si è poi calcolato uno "scenario minimalista," basato sull'ipotesi che i fornitori non
      colpiti dai dazi antidumping non aumentino i prezzi, che riduce al 6,3% l'aumento
      medio dei prezzi da parte dei fornitori. Si ipotizza inoltre che convertitori e finitori
      assorbano parte del dazio, riducendo i rispettivi margini di profitto di un punto
      percentuale. L'aumento dei prezzi dei prodotti finiti così calcolato varia dallo 0,7%
      all' 1,3%, a seconda del rapporto utilizzato.
(128) Si considera che i .due calcoli di cui sopra siano gli estremi di una serie di
      possibilità. La Commissione ritiene che la situazione più probabile sia uno scenario
      intermedio, che prevede un piccolo aumento di prezzo da parte dei fornitori di
      tessuto greggio non colpiti dai dazi antidumping e l'assorbimento di un punto
      percentuale del dazio sopra illustrato.
      Si è stimato un aumento medio dei prezzi per i produttori comunitari del 2%, sulla
      base dell'aumento di prezzo minimo necessario per compensare le perdite di cui al
      considerando (114) del regolamento provvisorio.
      Per gli altri esportatori di paesi terzi, la Commissione, partendo dall'ipotesi che non
      siano leader del mercato, ha utilizzato un incremento del 10,2%, corrispondente alla
      media ponderata tra il dazio antidumping (15,7%) e l'incremento di prezzo stimato
      per i produttori comunitari (2%).
                                                -53-
 ---pagebreak---      Si stima che l'aumento di prezzo che ne deriverebbe per il tessuto finito dovrebbe
     variare tra il 2% e il 3%, a seconda del rapporto dei costi adottato.
         iv) L'impatto sui convertitori
(129)1 convertitori sono le imprese che sostengono direttamente l'aumento dei costi e
     devono decidere se scaricarlo sui loro clienti o assorbirlo, in parte o
     completamente. Si è sostenuto che i convertitori, dati i modesti margini di profitto e
     la competizione sui prezzi esistenti nel settore, rimarranno schiacciati tra
     l'incapacità di assorbire l'aumento dei costi e l'impossibilità di scaricarlo sui loro
     clienti.
     Quanto alle possibilità di assorbimento, il parere della Commissione è illustrato al
     considerando (125). Il comportamento tenuto dai convertitori in passato, inoltre,
     lascia intravedere una notevole capacità di scaricare sui loro clienti gli aumenti dei
     costi. Tra il 1994 e il 1995, rispondendo a un aumento generalizzato dei costi dei
     fattori produttivi e a un calo della domanda (il costo del cotone greggio è
     aumentato del 15% circa e i tessitori comunitari hanno aumentato i loro prezzi
     dell'8,6%), i convertitori sono riusciti ad aumentare i loro prezzi del 6,66%. Dato il
     valore aggiunta a questo stadio, tale aumento è stato sufficiente a compensare
     l'aumento dei costi e a mantenere il settore redditizio nonostante il calo della
     domanda.
     I convertitori potrebbero anche adottare un'altra linea di condotta, passando a
     prodotti non colpiti dalle misure, quali la produzione comunitaria, importazioni da
     altri paesi terzi o tessuti misti. Essi hanno inoltre la possibilità di importare
     direttamente tessuti finiti, sebbene in base all'analisi riportata qui di seguito questo
     appaia improbabile. Si conclude quindi che, per quanto riguarda i convertitori, le
     misure antidumping possono richiedere un certo adattamento, ma non dovrebbero
     danneggiarli eccessivamente.
                                              54
 ---pagebreak---          v) L'impatto sui finitori
(130)1 finitori, che non risentiranno direttamente delle conseguenze finanziarie delle
      misure in quanto non acquistano il prodotto interessato, potrebbero risentire di un
      calo di attività se vi fosse un sostanziale trasferimento della domanda verso le
      importazioni di tessuti finiti (il cosiddetto "effetto di sostituzione").
(131) In base alle informazioni presentate, la Commissione ha valutato la reazione della
      domanda del mercato a un aumento dei prezzi dei tessuti finiti nella Comunità per
      stimare gli eventuali effetti di sostituzione.
      Nel periodo 1992-96, i quantitativi finiti da finitori della Comunità sono aumentati,
      in termini indicizzati, da 100 a 108 tra il 1992 e il 1994 e quindi sono diminuiti a
      99 nel 1995 e a 97 nel 1996.1 prezzi dei tessuti finiti venduti dai convertitori nello
      stesso periodo sono aumentati da 100 nel 1992 a 115 nel 1995 per poi scendere a
      99 nel 1996.
      Questi dati dimostrano che non vi è alcuna relazione chiara tra i prezzi ottenuti e il
      livello di attività dei finitori, anzi: mentre nel 1995 il mercato ha reagito
      vigorosamente all'aumento dei prezzi, la diminuzione dei prezzi del 1996 non ha
      trovato riscontro in un aumento dei quantitativi. Analogamente, il modesto
      aumento dei prezzi del 1994 non ha impedito un aumento quantitativo superiore al
      6%.
                                               -55
 ---pagebreak--- (132) Per quanto riguarda le importazioni di tessuti finiti da paesi terzi, i dati analizzati
      non consentono di cogliere alcun chiaro collegamento tra la produzione
      comunitaria del prodotto interessato e tali importazioni. Le importazioni registrano
      una costante tendenza alla crescita a prezzi calanti. D'altra parte, i quantitativi
      importati rappresentano il 5% dei quantitativi finiti nella Comunità. Questi dati non
      suffragano le asserzioni relative a un probabile effetto di sostituzione. Alla
      Commissione, in effetti, non è stato fornito alcun elemento di prova che
      dimostrasse l'esistenza di una considerevole capacità di finitura inutilizzata in
      qualsiasi paese terzo, né vi è alcuna indicazione che questa industria ad alta
      intensità di capitale e di conoscenze tecniche possa espandersi nel futuro
      prevedibile. Anche le importazioni di tessuti finiti, inoltre, sono soggette ad accordi
      di licenza e contingenti, il che significa che per il momento la loro espansione è
      necessariamente limitata.
      Alla luce di quanto sopra, e contrariamente alle asserzioni che parlano di un
      notevole effetto di sostituzione, si è concluso che un aumento del prezzo dei tessuti
      finiti stimato tra il 2% e il 3% non dovrebbe provocare un consistente spostamento
      della domanda dalla finitura comunitaria alle importazioni da paesi terzi.
(133) Si è anche asserito che, per un'industria ad alta intensità di capitale quale quella
      della finitura, anche un modesto calo dei quantitativi lavorati può far aumentare i
      costi unitari al punto tale da rendere non più remunerativo continuare a produrre. I
      finitori presi in esame, tuttavia, sono riusciti a mantenere elevati margini di profitti
      anche quando i quantitativi lavorati sono diminuiti: nel 1995 i loro utili sulle
      vendite sono stati del 15%, nonostante un calo del 9,7% dei quantitativi lavorati.
                                               56-
 ---pagebreak--- (134) La Commissione conclude pertanto che è improbabile che l'imposizione di misure
      antidumping provochi una sostituzione dei tessuti finiti comunitari con
      importazioni. Si è dunque riscontrato che le asserzioni relative a significativi effetti
      negativi per l'industria comunitaria della finitura presentate da alcuni utilizzatori
      erano ampiamente esagerate.
          vi) Conseguenze per l'occupazione
(135) Alla luce di quanto sopra, non sembra prevedibile alcun impatto indesiderato delle
      misure antidumping sull'attività e sui livelli occupazionali dei convertitori e dei
      finitori. L'intensità degli eventuali effetti, tuttavia, dipenderà anche dalla strategia
      scelta dai convertitori: qualora essi decidessero di passare in maniera significativa
      al commercio di tessuti finiti, l'impatto sui finitori sarebbe più        forte. Come
      illustrato nei considerando (132), (133) e (134), però, non sembra che il ricorso
      all'importazione di tessuti finiti costituisca un'alternativa credibile per i
      convertitori.
(136) Si può prevedere, comunque, che alcune parti dell'industria che fanno maggiore
      affidamento sulle importazioni oggetto di dumping subiranno un calo di attività, la
      cui portata è assai difficile da prevedere, in quanto dipenderà dalle possibilità di
      questi comparti di assorbire il dazio e dalla loro capacità di passare a fonti di
      approvvigionamento diverse. D'altro canto, si direbbe anche che le eventuali
      perdite subite da questi finitori potrebbero essere compensate dai vantaggi ottenuti
      dai finitori integrati o da quelli che utilizzano prevalentemente tessuti greggi
      comunitari, che diventerebbero gli uni e gli altri più competitivi con l'introduzione
      delle misure definitive.
                                               57
 ---pagebreak---          vii) Effetti della non imposizione delle misure
(137) Se le misure definitive non dovessero essere imposte, alcuni utilizzatori potrebbero
      continuare a beneficiare delle importazioni a prezzi di dumping, godendo di un
      vantaggio rispetto a quelli che utilizzano la produzione comunitaria o sono integrati
      con la tessitura. Se però l'industria della tessitura comunitaria dovesse essere
      gravemente danneggiata, ne risentirebbe tutto il mercato della finitura, dato che la
      produzione di tessuto greggio comunitaria fornisce tuttora più di due terzi del totale
      della finitura comunitaria.
      e) Confezionatori
      i) Caratteristiche dell'industria
(138) La confezione è il segmento dell'industria del cotone che impiega il maggior
      numero di addetti. Sulla base delle dimensioni complessive del settore e del
      quantitativo del cotone trasformato, si è calcolato che la confezione di articoli di
      cotone occupa 390.000 persone.
(139) La confezione è anche lo stadio, mediamente, con il più alto valore aggiunto,
      sebbene esistano notevoli variazioni da un prodotto all'altro. Il valore aggiunto al
      tessuto finito, ad esempio, può essere molto basso per un set di lenzuola ordinarie
      (solo il 25% del costo totale, ivi compresi il taglio, i bordi e la confezione), ma
      molto superiore per un capo d'abbigliamento, come una camicia, nel qual caso può
      arrivare al 70%. Ciò crea un dislivello tra i prodotti di base, a basso valore
      aggiunto, che sono molto sensibili ai prezzi e la cui produzione sta subendo un
      notevole trasferimento verso i paesi a basso costo della manodopera, e i prodotti di
      moda, ad alto valore aggiunto.
                                              58
 ---pagebreak---          ii) L'impatto delle misure antidumping
(140) Alcuni utilizzatori hanno asserito che le conseguenze negative dell'imposizione
      delle misure si estenderebbero ai confezionatori, che dovrebbero sostenere un
      aumento dei costi con una conseguente perdita di competitività rispetto alle
      importazioni di capi d'abbigliamento e di tessili per uso domestico da paesi terzi.
(141) Sulla base delle informazioni ricevute, si è ricavata una media variabile del costo
      dei tessuti finiti sui prezzi di vendita che arriva lino al 50%. Con l'incremento
      medio del 2-3% per i tessuti finiti di cui al considerando (128), i loro prezzi
      dovrebbero aumentare nel peggiore dei casi di meno del 2%, anche senza
      considerare la possibilità di un eventuale assorbimento.
(142) Alla luce di quanto sopra, e utilizzando le informazioni disponibili, i servizi della
      Commissione sono giunti alla conclusione che le misure antidumping non
      incideranno negativamente        sulla posizione economica dei           confezionatori
      comunitari.
      18. Conclusioni
(143) Le informazioni ricevute dalle parti e le informazioni altrimenti disponibili hanno
      permesso alla Commissione di valutare i vari interessi coinvolti, come previsto
      all'articolo 21, paragrafo 1 del regolamento di base, nonché l'effetto complessivo
      dell'imposizione o della non imposizione delle misure antidumping.
      Nello svolgere tale esame, la Commissione ha dedicato particolare attenzione alla
      necessità di eliminare gli effetti di distorsione degli scambi del dumping
      responsabile del pregiudizio e di ripristinare un'effettiva situazione di concorrenza.
                                             -59-
 ---pagebreak--- (144) Per quanto riguarda l'industria comunitaria, gli effetti delle misure dovrebbero
      consentirle di recuperare redditività e di rimanere attiva nel settore del cotone
      greggio, con i benefici effetti che ne deriverebbero per l'occupazione e le
      condizioni della concorrenza sul mercato comunitario.
(145)1 filatori comunitari hanno asserito di dipendere in larga misura dai tessitori
      comunitari, ma tale asserzione non è stata del tutto suffragata dai risultati
      dell'analisi. Si è dimostrato comunque che qualsiasi miglioramento della situazione
      dei tessitori comunitari dovrebbe avere un impatto positivo sui filatori.
(146) Si aggiunga che l'impatto positivo delle misure non si limiterebbe all'industria
      comunitaria, ma si estenderebbe a tutta la tessitura comunitaria e all'industria
      integrata a valle ad essa collegata.
(147) Quanto agli asseriti effetti nocivi sulle industrie a valle, essi non sono stati
      dimostrati o si è riscontrato che erano stati esagerati, soprattutto per quanto
      riguarda i pretesi effetti di sostituzione, sebbene non si possano escludere alcune
      conseguenze negative per una parte dell'industria della finitura.
(148) Se si considera la posizione di tutti i settori coinvolti, non si può chiaramente
      concludere, sulla base di tutte le informazioni presentate, che l'applicazione di
      misure antidumping sarebbe contraria all'interesse generale della Comunità.
(149) Alla luce di quanto precede, si confermano le conclusioni del considerando (130)
      del regolamento provvisorio relative agli interessi comunitari.
                                              -60-
 ---pagebreak---                                     J. DAZIO DEFINITIVO
(150) In base alle conclusioni relative al dumping, al pregiudizio, al rapporto di causalità
      e agli interessi comunitari sopra esposte, la Commissione ha esaminato la forma e il
      livello delle misure antidumping da adottare.
(151) Data la grande varietà di armature provenienti dai paesi interessati, la Commissione
      ritiene che la forma di misura più opportuna sia un dazio antidumping ad valorem.
(152) Per determinare il livello del dazio definitivo, si è tenuto conto dei margini di
      dumping accertati e dell'importo del dazio necessario per eliminare il pregiudizio
      subito dall'industria comunitaria.
(153) Si ricorderà quanto detto al considerando (133) del regolamento provvisorio, e cioè
      che, per eliminare il pregiudizio, che è costituito principalmente da un livello
      eccessivamente basso dei prezzi, dal calo della quota di mercato e soprattutto da
      una redditività insufficiente o da perdite finanziarie, è necessario che l'industria
      possa aumentare i suoi prezzi a livelli remunerativi. A tal fine, i prezzi delle
      importazioni in questione originarie dei paesi attualmente soggetti all'inchiesta
      devono aumentare in misura adeguata.
(154) Per calcolare l'aumento del prezzo necessario, la Commissione ha considerato che i
      prezzi effettivi delle importazioni dovevano essere confrontati con i prezzi di
      vendita maggiormente conformi ai costi di produzione dei produttori comunitari,
      più un equo profitto.
                                             -61
 ---pagebreak--- (155) Un certo numero di esportatori ha contestato il margine di profitto dell'8% sul
      fatturato di cui al considerando (133) del regolamento provvisorio, sostenendo che
      era troppo elevato rispetto ai livelli registrati negli ultimi anni: il margine di
      profitto più alto in tempi recenti per i produttori comunitari compresi nel campione
      era del 2% circa. La Commissione, tuttavia, non può accettare questa
      argomentazione, perché il 2% non è sufficiente a garantire la vitalità finanziaria di
      un'industria ad alta intensità di capitale. Nel corso del procedimento, si sono
      registrati livelli di profitto pari e superiori al 5% in settori dell'industria dei prodotti
      tessili di cotone con requisiti di capitale molto modesti. Alla luce di questi
      elementi, la Commissione ritiene che l'8% sia un margine ragionevole per il settore
      della tessitura del cotone.
(156) La media ponderata dei prezzi di vendita praticati nel periodo dell'inchiesta
      dall'industria comunitaria per ciascuna delle sei categorie descritte nel
      considerando (63) è stata aumentata per raggiungere il profitto minimo
      complessivo richiesto. I prezzi derivanti così stabiliti sono stati confrontati con i
      prezzi delle importazioni oggetto di dumping utilizzate per calcolare le
      sottoquotazioni come sopra indicato.
(157) Le differenze tra questi due prezzi, espresse in base alla media ponderata e in
      percentuale sul prezzo franco frontiera comunitaria, erano le seguenti:
              Cina                45%
              Egitto              49%
              India                dal 34% all'73%
              Indonesia            dal41%all'81%
               Pakistan            dal 46% al 54%
               Turchia             dall'I 1% al 25%.
                                                -62-
 ---pagebreak--- (158) Nei casi in cui i margini di dumping accertati per un determinato produttore
      esportatore erano inferiori ai corrispondenti aumenti dei prezzi delle esportazioni
      necessari per eliminare il pregiudizio, calcolati come sopra indicato, i dazi
      definitivi imposti devono essere limitati al margine di dumping stabilito. È quello
      che è avvenuto per tutte le imprese interessate tranne una.
      Il dazio antidumping proposto per le imprese che hanno collaborato, ma non sono
      state sottoposte all'inchiesta, è il margine di dumping medio del campione oppure,
      se inferiore, il margine medio necessario per eliminare il pregiudizio.
      Il margine di dumping per le imprese che non hanno collaborato è pari al margine
      di dumping più elevato oppure, se inferiore, al margine più elevato necessario per
      eliminare il pregiudizio per i produttori/esportatori compresi nel campione. Per lutti
      i paesi è stato utilizzato il margine di dumping più elevato.
                                    K. DISPOSIZIONI FINALI
(159) Alcune parti turche hanno protestato che la Turchia, pur avendo un'unione
      doganale con la Comunità, era stata trattata come qualsiasi paese terzo.
      L'articolo 44, paragrafo 2 della decisione n. 1/95 del Consiglio di associazione
      CE/Turchia stabilisce che le modalità di applicazione delle misure antidumping di
      cui all'articolo 47 del Protocollo aggiuntivo rimangono in vigore. La procedura di
      cui all'articolo 47 del Protocollo aggiuntivo è stata effettivamente applicata, e il
      Consiglio di associazione e il Comitato misto dell'unione doganale sono stati tenuti
      regolarmente informati.
                                                63
 ---pagebreak--- (160)11 18 gennaio 1996 il Consiglio di associazione CE/Turchia è stato formalmente
      informato che la Commissione aveva ricevuto una denuncia in cui si asseriva che
      importazioni di tessuti di cotone greggi provenienti, tra l'altro, dalla Turchia erano
      oggetto di dumping e provocavano in tal modo pregiudizio all'industria
      comunitaria corrispondente.
      Il 23 febbraio 1996 il Consiglio di associazione CE/Turchia è stato quindi
      informato dell'apertura di un procedimento e ha ricevuto una copia della versione
      non riservata della denuncia. Il Consiglio di associazione è stato inoltre informato
      della decisione di applicare tecniche di campionamento.
      Come previsto dall'articolo 47, paragrafo 1 del Protocollo aggiuntivo dell'Accordo
      di associazione, l'8 agosto 1996 è stata formalmente presentata una richiesta al
      Consiglio di associazione, dopo che l'inchiesta aveva dimostrato che i
      produttori/esportatori attuavano pratiche di dumping. Questi ultimi sono stati
      inoltre invitati, se lo desideravano, ad assumere impegni ai sensi dell'articolo 8 del
      regolamento di base.
      Il 20 novembre 1996, scaduto il periodo di tre mesi previsto dall'articolo 47,
      paragrafo 2, lettera a) dell'Accordo suddetto, la Commissione ha notificato al
      Consiglio di associazione la sua decisione di imporre misure antidumping
      provvisorie.
      Il 19 novembre 1996, inoltre, anche il Comitato misto dell'unione doganale era
      stato informato dell'intenzione della Commissione di imporre misure antidumping
      provvisorie.
      Il 21 novembre 1996 una copia del regolamento provvisorio è stata inviata al
      Consiglio d'associazione.
                                               64-
 ---pagebreak--- (161) Infine, si è data notifica al Consiglio d'associazione, cui sono stati forniti tutti i
      particolari sui fatti e sulle conclusioni definitive, come previsto all'articolo 47,
      paragrafo 2 del Protocollo aggiuntivo dell'Accordo di associazione CE/Turchia. Il
      Comitato misto dell'unione doganale è stato informato dell'intenzione di imporre
      misure antidumping definitive.
(162) Una parte turca ha chiesto l'annullamento dell'apertura del presente procedimento
      da parte del Tribunale di primo grado3. Nella sua ordinanza del 16 dicembre 1996 il
      Tribunale di primo grado, rigettando la domanda, ha confermato che l'apertura del
      procedimento nei confronti della Turchia nelle circostanze di cui sopra non era
      incompatibile con le disposizioni dell'Accordo di associazione.
(163) Nelle loro osservazioni sulla pubblicazione delle conclusioni provvisorie, alcuni
      produttori/esportatori hanno dichiarato un loro eventuale interesse a proporre degli
      impegni prima dell'imposizione delle misure antidumping definitive. Non essendo
      stato offerto alcun impegno, tutti i produttori/esportatori sono soggetti alle misure
      antidumping previste dal presente regolamento.
  Causa T-75/96, Sôktas contro Commissione.
                                            -65
 ---pagebreak---                           L. RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI
(164) Date l'ampiezza dei margini di dumping accertati per i produttori e i paesi
      esportatori e la gravità del pregiudizio arrecato all'industria comunitaria, si ritiene
      necessario riscuotere a titolo definitivo gli importi delle garanzie costituite a titolo
      di dazio antidumping provvisorio per le operazioni relative al prodotto interessato
      al livello dei dazi definitivi,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                         Articolo 1
1.    È istituito un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di tessuti di cotone
      lisci greggi di cui ai codici NC 5208 11 90, da 5208 12 a 5208 19 e da 5209 11 a
      520919 originari della Repubblica popolare cinese, dell'Egitto, dell'India,
      dell'Indonesia, del Pakistan e della Turchia.
2.    Fatta eccezione per gli esportatori figuranti nelle Tabelle 3 e 4 e nell'Allegato del
      presente regolamento, l'aliquota del dazio antidumping definitivo, da applicarsi al
      prezzo netto, franco frontiera comunitaria, non sdoganato, è la seguente:
                                             -66
 ---pagebreak--- TABELLA 1:
Paese                                 Aliquota di dazio      Codice    aggiuntivo
                                                             Taric
Repubblica popolare cinese            18,9%                  8900
Egitto                                13,0%              " 8900
India                                 17,2%                  8900
Indonesia                             14,5%                  8900
Pakistan                              22,9%                  8900                ~
Turchia                             | 17,5%                | 8900
      Agli esportatori figuranti nell'Allegato del presente regolamento si applicano le
       seguenti aliquote di dazio antidumping:
TABELLA 2:
Paese                                 Aliquota di dazio      Codice    aggiuntivo
                                                             Taric
India                                 15,5%               " 8909
Indonesia                             13,5%                  89K)
Pakistan                              14,2%                  89JJ
 Turchia                            | 15,2%                [8912
       Alle imprese sottoelencate si applicano le seguenti aliquote di dazio antidumping:
                                              -67
 ---pagebreak--- TABELLA 3:
Paese      Produttore                            Aliquota di Codice
                                                 dazio       aggiuntivo
                                                             Taric
India      Coats Viyella India Ltd               12,3%       8914
           Vardhman Spinning & General Mills Ltd 5,1%        8915
           Mafatlal Industries                   12,6%       8916
           Mafatlal Fine Spg. & Mfg.             12,6%       8917
TABELLA 4:
Paese      Produttore                            Aliquota di Codice
                                                 dazio       aggiuntivo
                                                             Taric
Indonesia  P.T. Apac Inti Corpora /P.T. Kanindo 3,5%
           Prima Perkasa                                     8918
           P.T. Eratex Djaja                     12,8%       8922
TABELLA 5:
Paese      Produttore                            Aliquota di Codice
                                                 dazio       aggiuntivo
                                                             Taric
Pakistan   Diamond Fabrics Ltd                   9,0%        8923
           Amer Fabrics Ltd                      9,0%        8924
           Lucky Textile Mills                   15,5%       8927
           Nishat Mills Ltd                      9,2%        8928
           Nishat Fabrics Ltd                    9,2%        8929
                                     -68
 ---pagebreak--- TABELLA 6:
Paese          Produttore                                   Aliquota       di Codice
                                                            dazio              aggiuntivo
                                                                               Taric
Turchia        Birlik Mensucat Ticaret ve Sanayi 13,6%
               Isletmesi A.S.                                                  8930
               Soktas Pamuk ve Tarim Degerlendirme 11,4%
               Ticaret ve Sanayi A.S.                                          8931
3.    Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme vigenti in materia di dazi
      doganali.
                                         Articolo 2
1.    Gli importi delle garanzie costituite a titolo di dazio antidumping provvisorio ai
      sensi del regolamento (CE) n. 2208/96 sono riscossi a titolo definitivo.
2.    La parte degli importi depositati in via provvisoria che supera l'aliquota del dazio
      antidumping definitivo è liberata.
3.    Gli importi delle garanzie costituite a titolo provvisorio in relazione ai prodotti di
      garza greggi di cui al codice NC 5208 1110 sono liberati.
                                              69-
 ---pagebreak---                                          Articolo 3
Qualora un produttore fornisca alla Commissione elementi di prova sufficienti del fatto
che non ha esportato le merci di cui all'articolo 1, paragrafo 1 nel corso del periodo
dell'inchiesta, che non è collegato ad alcun esportatore o produttore soggetto alle misure
imposte dal presente regolamento e che ha esportato le merci interessate dopo il periodo
dell'inchiesta, o che ha assunto un obbligo contrattuale irrevocabile ad esportare un
quantitativo significativo nella Comunità, il Consiglio, deliberando a maggioranza
semplice su proposta presentata dalla Commissione previa consultazione del Comitato
consultivo, può modificare l'articolo 1, paragrafo 2, aggiungendo tale produttore alle
parti elencate nell'Allegato. In tal caso, detto produttore è soggetto ai dazi di cui alla
Tabella 2 dell'articolo 1 per i produttori dell'India, dell'Indonesia, del Pakistan e della
Turchia, o ai dazi di cui alla Tabella 1 per i produttori della Cina e dell'Egitto.
                                         Articolo 4
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sulla
Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles,      1997
                                                       Per il Consiglio
                                             -70-
 ---pagebreak---                                        Allegato
India
    A.S.P.G. Subbiah Nadar & Sons, Dhalavaipuram
    Ali India Handloom Fabrics Marketing Co-operative Society Ltd, Madras
    Alpha Mills Pvt Ltd, Karur
    Amex Exports, Karur
    Anglo French Textiles, Pondicherry
    Arcot Textile Mill Ltd, Madurai
    Arun Fabrics, Tirupur
    Arun Textiles, Rajapalayam
    Ashima Fabrics, Bombay
    A.S. Marimuthu, Samusigapuram
    Atlas Export Enterprises, Karur
    Ayyappan Textiles Ltd, Madurai
    B.K.S. Mills, Tirupur
    B.N. Sardar & Sons, Calcutta
    Bharat Vijay Mills, Kalol
    Bhiwani Denim & Apparels Ltd, Faridabad
    Bonanza Overseas Pvt. Ltd, Bombay
    Chhaganlal Kasturchand & Co. Ltd, Bombay
    Emperor Trading Co., Tirupur
    Hsskay International, Bombay
    Forbes Gokak Ltd, Bombay
    Garden Weaves Pvt. Ltd, Tirupur
                                           71 -
 ---pagebreak--- GDJD Exports, Madras
Govindji Trikamdas & Co., Bombay
I A Intercontinental, Madras
Ideal Expo Fabrics, Salem
Inter Globe Services, Bombay
Indra Exports, Jalandhar
Kanoria Chemicals & Industries Ltd, Ahmedabad
Karamal Garment Exports, Madras
Keshavlal Talakchand, Bombay
Kishandas Kikani, Bombay
Kothari Industrial Corporation Ltd, Madras
Loyal Textile Mills Ltd, Kovilpatti
M.S. Mathivanan, Komarapalayam
M.U.A. Arumugaperumal & Sons, Chatrapatti
Maharashta State Textile Corporation Ltd, Bombay
Naatchiar Textile Producers/producer/exporters, Chatrapatti
Navnitlal & Producer/exporter, Bombay
Niyati Overseas, Madras
Nowrosjee Wadia & Sons Ltd., Bombay
N.W. Exports, Bombay
Parag Trading Corporation, Bombay
Patodia Syntex Ltd, Bombay
Piramal Sons Ltd, Bombay
Pothys Cotton Products PVT.LTD., Srivillipultur
Pradeep Investments Pvt. Ltd, Bombay
Prathishta Weaving & Knitting Producer/exporter Ltd, Coimbatore
                                     -72-
 ---pagebreak--- Preemier Textile, Tirupur
Preeti Impex, Tiruchengodu
Premier Enterprises
Premier Mills Ltd, Coimbatore
Premier Textile Producers/producer/exporters, Chatrapatti
R. D. Traders, Bombay
Rajnarayan Hosiery Exports Pvt Ltd, Coimbatore
Rama Qualitex Ltd, Bangalore
Ramkumar Mills Ltd, Bangalore
Rawsitasa Exports, New Delhi
Rega Textiles, Komarapalayam
Ruchi Fabrics Ltd, Indore
S. Nikhil, Bombay
Sadhaka Exports
Sajjan Textiles Mills Ltd, Bombay
Sajjan Udyog Export Ltd, Bombay
Senthil Textiles, Tirupur
Shanker Kapda Niryat Pvt. Ltd, Bombay
Sheela Apparel Exports Pvt. Ltd, Bombay
Sheth Exports, Bombay
Sheth Investments & Trading Producer/exporter Ltd, Bombay
Singhania Exports, Bombay
Sitalakshmi Mills Ltd, Madurai
Sivakkumar Mills, Palladam
Sree Rangsan Textiles Pvt. Ltd, Komarapalayam
Sri Adhilakshmi Warping & Sizing Mills, Erode
                                     -73
 ---pagebreak--- Sri Balaji Fabric, Tirupur
Sri Dhavamani Textiles, Erode
Sri Rajasekar Textiles, Chatrapatti
Sri Rani Lakshmi Gng. Spg. & Wvg. Mills P. Ltd, Madurai
Sri Saravanaa Exports Producer/exporter, Tamil Nadu
Srinivasa Textiles, Chatrapatti
Standard Industries Ltd, Bombay
Sudha Mills (India) Pvt. Ltd, Bombay
Supreme Bandages, Chatrapatti
Tamarai Mills Ltd, Coimbatore
Texcot Exports Pvt Ltd, Bombay
The Bombay Dyeing & Manufacturing Co. Ltd, Bombay
The Hindoostan Spinning & Weaving Mills Ltd, Bombay
The Lakshmi Mills Producer/exporter Ltd, Coimbatore
The Morarjee Gokuldas Spinning & Weaving Producer/exporter Ltd, Bombay
The Ruby Mills Ltd, Bombay
The Western India Cottons Ltd., Kerala
Thiagarajar Mills Ltd, Madurai
Trident Textile Mills Ltd, Madras
Vadivel Sizing & Weaving Mills Pvt. Ltd, Tirupur
Varadhalakshmi Mills Ltd, Madurai
Virudhunagar Textile Mills Ltd, Madurai
World-Tex Limited, Chaziabad
Yarn Syndicate Ltd, Calcutta
                                     -74-
 ---pagebreak--- Indonesia
   PT. Tyfountex Indonesia, Solo
   PT. Sandratex, Giacarta
   PT. Batik Keris, Giacarta
   PT. Danliris, Giacarta
   PT. Catur Jantra, Giacarta
   PT. Panca Bintang, Giacarta
   Gabungan Koperasi Batik Indonesia, Giacarta
   PT. Primatexco, Giacarta
   PT. Bina Nusantara Prima, Bandung
   PT. Batam Textile, Giacarta
    PT. Tata Adi Pratama, Bandung
   PT. Pacific Express, Denpasar
   PT. Bintang Agung, Giacarta
   PT. Adetex, Bandung
   PT. Maha Mujur Textile, Bandung
   PT. Five Star Industries, Bandung
    PT. Bandung Djaja Textile Mills, Bandung
Pakistan
    Abdur Rahman Corporation Ltd, Karachi
    Adamjee Enterprise
    ACME Mills (Pvt) Ltd, Karachi
    Ajaz Enterprise
    Akhtar Textile Industries
                                         75
 ---pagebreak--- Al-Aziz Hosiery International, Faisalabad
Al-Karam Textile Mills, Karachi
Al-Shahid Weaving Industries
Al-Rehmat Traders (Pvt) Ltd, Faisalabad
Anjum Textile Mills (Pvt) Ltd, Faisalabad
Arshad Corporation (Pvt) Ltd, Faisalabad
Arzoo Textile Mills Ltd, Faisalabad
Asjad Textile (Pvt) Ltd
Associated Knitwear (Pvt) Ltd, Karachi
Ayaz Textile Mills Ltd, Lahore
Aziz Sons
Be Be Jan Pakistan (Pvt) Ltd, Faisalabad
Bismillah Fabrics (Pvt) Ltd
Bismillah Textiles (Pvt) Ltd
Chawala Enterprises
Chenas Fabrics & Processing
Colony Sarhad Textile Mills Ltd, Karachi
Cotton Arts (Pvt) Ltd
Dawood Textile Printing Indu
Decent Industries, Faisalabad
Decent Textiles, Faisalabad
Elahi Enterprises Limited, Lahore
Elahi Spinning & Weaving Mills Ltd, Lahore
En Em Industries Ltd
Excel Textile Mills, Karachi
Fabrics International
                                       76
 ---pagebreak--- Fabtex Corporation, Karachi
Faizan Shehzad (Pvt) Ltd
Falcon Textile Corporation
Fazal Abdullah Exports (Pvt) Ltd, Faisalabad
Fine Fabrics (Pvt) Ltd
First Textile Ltd
Ghazi Fabrics International Ltd, Lahore
Globe Managements (Pvt) Ltd
Gohar Enterprises
Gul Ahmed Textile Mills Ltd, Karachi
Gulistan Weaving Mills Ltd, Karachi
Gulshan Weaving Mills Ltd, Karachi
H.A. Industries (Pvt) Ltd, Faisalabad
H.K. M. Exports (Pvt) Ltd
Haji Khuda Bux Amir Umer
Hajra Textiles, Karachi
Husein Ind., Karachi
ICC Textiles Ltd, Lahore
Image Fabrics (Pvt) Ltd, Faisalabad
Imran Textiles
Ishan Yousuf Textile (Pvt) Ltd
Ishaq Textile Mills Ltd, Faisalabad
J.K. Brothers Pakistan (Pvt) Ltd, Faisalabad
J.K. Sons (Pvt) Ltd, Karachi
Jetex Industries (Pvt) Ltd, Karachi
Kam International, Karachi
                                        77
 ---pagebreak--- Kausar Textile Industries (Pvt) Ltd
LatifHansel(Pvt)Ltd
Linox International (Pvt) Ltd
Lucky Impex, Karachi
Lucky Tex,, Karachi
M.A.S. Textiles (Pvt) Ltd
M.F.M.Y. Industries Ltd, Karachi
M.K. Sons (Pvt) Ltd, Faisalabad
M.N. Textiles (Pvt) Ltd, Karachi
Mabro Tex Industries
Mahmood Textile Mills Ltd, Multan
Majeeda Textiles (Pvt) Ltd, Faisalabad
Master Textile Mills Ltd, Lahore
Megatex Limited, Karachi
Mian Textile Industries Ltd, Lahore
Modern Textile Mills, Karachi
Mohammad Farooq Textile Mills Ltd, Karachi
Mohib Exports Ltd, Lahore
Mohib Fabric Industries Ltd, Lahore
Mohib Textile Mills Ltd, Lahore
Mukati Corporation
Mutual Trading Corporation, Karachi
Nakshbandi Industries Ltd, Karachi
Nash Garments (Pvt) Ltd, Karachi
Naveed Industries (Pvt) Ltd, Karachi
Naveena Industries (Pvt) Ltd, Karachi
                                      -78
 ---pagebreak--- Nisar Textiles Corporation
Nishatex Enterprises
Nu-Tex (Pvt) Ltd
Oberoi Textile Mills, Lahore
Orient Textile Pakistan (Pvt) Ltd
Parsons Industries (Pvt) Ltd, Karachi
Prosperity Weaving Mills Ltd, Lahore
Regency Textiles Ltd, Lahore
Reliance Weaving Mills Ltd, Multan
Reliance Exports Ltd, Multan
Rizwan Enterprises
Roomi Enterprises (Pvt) Ltd, Multan
S.S.Jextiles
Saaqis Fabrics
Saba Textiles (Pvt) Ltd, Karachi
Sadaqat Textile Mills (Pvt) Ltd, Faisalabad
Sadiq Sons Textiles (Pvt) Ltd
Sakina Textile Industries (Pvt) Ltd, Karachi
Samin Textiles Ltd, Lahore
Saya Weaving Mills (Pvt) Ltd, Karachi
Service Fabrics Ltd, Lahore
Shahzad Siddique (Pvt) Ltd, Faisalabad
Shams Textile Mills Ltd, Karachi
Shahraj Fabrics (Pvt) Ltd, Lahore
Sharif Textile Industries (Pvt) Ltd, Faisalabad
Sitara Textile Industries
                                         79
 ---pagebreak--- Sleep & Style, Karachi
Sumira Fabrics (Pvt) Ltd, Faisalabad
Suraj Cotton Mills Ltd, Karachi
Syncotex Agencies, Karachi
Taha Textile (Pvt) Ltd, Karachi
Tanveer Weavings (Pvt) Ltd, Lahore
Tariq Enterprises
Tex Arts, Faisalabad
The Cresent Textile Mills Limited, Faisalabad / Karachi
United Textile Printing Industries (Pvt) Ltd, Faisalabad
Worldover Enterprises (Pvt) Ltd, Faisalabad
Xebec Textiles, Faisalabad
Yakoob Trading Co., Karachi
Yousaf Weaving Mills Ltd, Lahore
Yunus Brothers, Karachi
Zahidjec Fabrics (Pvt) Ltd, Faisalabad
Zahoor Industries (Pvt) Ltd, Faisalabad
Zamzam Weaving & Processing Mills, Faisalabad
Zaur Textile Mills, Karachi
Zebtex Corporation
                                       -80-
 ---pagebreak--- Turchia
   Bossa Ticaret ve Sanayi Isletmeleri T.A.S., Adana
   Exsa Export Sanayi Mamulleri Satis ve Arastirma A.S., Adana
   Teksmobili Tekstil Sanayi ve Ticaret A.S., Istanbul
   Kipas - Kahramanmaras Iplik Pamuk Ticaret ve Sanayi A.S., Kahramanmaras
   Kipas Textile Industries Inc., Kahramanmaras
   Burdur Mensucat Sanayii ve Ticaret A.S., Ulus/Ankara
   Ataç Anteks Dokuma Fabrikasi Hikmet Ataman ve Ortaklari Tic. ve San. A.S.,
   Yenikôy/Antalya
 ---pagebreak---                                                                    ISSN 0254-1505
                                                             COM(97) 160 def.
                                               DOCUMENTI
IT                                                                        02   11
                                            N. di catalogo : CB-CO-97-148-1T-C
                                                              ISBN 92-78-18332-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo
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