CELEX: C2004/071/17
Language: it
Date: 2004-03-20 00:00:00
Title: Causa C-26/04: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Spagna, proposto il 27 gennaio 2004

20.3.2004               IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              C 71/11
2)   Se l’art. 32 del citato Protocollo n. 4 debba essere                  Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Dioiki-
     interpretato nel senso che le autorità doganali dello Stato           tiko Protodikeio di Atene con sentenza 30 settembre
     membro di importazione sono tenute a prendere in                      2003, nella causa SFAKIANAKIS A.E.B.E. contro Stato
     considerazione le sentenze dei giudici dello Stato di                                                  greco
     esportazione che abbiano sovvertito i risultati dei control-
     li disposti ed effettuati dalle autorità ungheresi successiva-
                                                                                                     (Causa C-24/04)
     mente all’esportazione, nel caso in cui:
                                                                                                      (2004/C 71/16)
     a)    le autorità dello Stato di importazione siano state
           informate, per competenza, tanto della litispendenza
           dinanzi ai giudici ungheresi quando dell’esito dei
           relativi procedimenti, e
                                                                           Con sentenza 30 settembre 2003, pervenuta nella cancelleria
                                                                           della Corte il 26 gennaio 2004, nella causa SFAKIANAKIS
     b)    le stesse autorità non abbiano mai chiesto, da parte            contro Stato greco, il Dioikitiko Protodikeio di Atene ha
           loro, lo svolgimento del controllo.                             sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità europee le
                                                                           seguenti questioni pregiudiziali:
3)   In caso di risposta affermativa ad una delle suesposte
     questioni, se le citate disposizioni di diritto comunitario           Le questioni pregiudiziali nella presente causa sono identiche
     debbano essere interpretate nel senso che non consentono              a quelle della causa C-23/04.
     l’adozione di provvedimenti amministrativi di imposizio-
     ne di dazi aggiuntivi, imposte e ammende, da parte delle
     autorità nazionali dello Stato di importazione, dopo la
     comunicazione da parte delle autorità ungheresi dei
     risultati del controllo da esse svolto ma prima della
     notifica del contenuto delle sentenze con le quali tali
     risultati sono stati sovvertiti, in modo che sia salvaguarda-
     to l’effetto utile del divieto di imposizione di dazi sancito         Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
     dall’Accordo europeo di associazione CEE-Ungheria, con-                   tro il Regno di Spagna, proposto il 27 gennaio 2004
     siderato il fatto che, in conclusione, i certificati EUR.1
     rilasciati si sono rivelati esatti.
                                                                                                     (Causa C-26/04)
4)   Se incida sulla soluzione delle suesposte questioni il fatto
     che né le autorità doganali elleniche e né quelle ungheresi                                      (2004/C 71/17)
     abbiano chiesto la convocazione del comitato di associa-
     zione previsto dall’art. 33 del citato Protocollo n. 4
     affinché decidesse in merito, situazione questa che indica
     come nessuna delle due autorità ritenesse che la pronun-              Il 27 gennaio 2004 la Commissione delle Comunità europee,
     cia delle sentenze dei giudici ungheresi costituisse tra di           rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana, membro del
     esse materia controversa, da sottoporre al giudizio del               suo servizio giuridico, con domicilio eletto in Lussemburgo,
     detto comitato.                                                       ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità
                                                                           europee un ricorso contro il Regno di Spagna.
5)   In subordine, in caso di risposta negativa alle suesposte
     questioni, qualora cioè le autorità doganali elleniche                La ricorrente chiede che la Corte voglia:
     non abbiano violato le citate disposizioni di diritto
     comunitario allorché hanno applicato un dazio aggiunti-               —     dichiarare che, non avendo designato ufficialmente come
     vo, l’IVA e un’ammenda, se si possa ritenere che una                        zone di balneazione le spiagge «A Videira», «Niño do
     contabilizzazione a posteriori dei dazi a carico dell’impor-                Corvo» e «Canabal», situate a Moaña, Ría de Vigo, nella
     tatore sia inammissibile ai sensi dell’art. 220, n. 2, del                  Comunità autonoma di Galizia, il Regno di Spagna è
     codice doganale comunitario, essendosi trattato di un                       venuto meno agli obblighi ad esso incombenti in forza
     errore da parte delle autorità doganali stesse, dello Stato                 dell’art. 4, n. 1 della direttiva del Consiglio 8 dicembre
     di importazione o di quello di esportazione, ove si prenda                  1975, 76/160/CEE, concernente la qualità delle acque di
     in considerazione in particolare il fatto che le autorità                   balneazione (1);
     doganali dello Stato di esportazione disponevano di tutti
     i dati di fatto relativi all’origine dei veicoli da esportare,        —     dichiarare che, non avendo adottato alcun programma di
     sulla base dei quali non avrebbero dovuto emettere il                       riduzione dell’inquinamento per la Ría de Vigo , il Regno
     certificato EUR.1, cosicché le autorità dello Stato di                      di Spagna è venuto meno agli obblighi ad esso incombenti
     importazione sarebbero state fin dall’inizio in grado di                    in forza dell’ art. 5 della direttiva del Consiglio 30 ottobre
     contabilizzare il dazio legalmente dovuto.                                  1979, 79/923/CEE, relativa ai requisiti di qualità delle
                                                                                 acque destinate alla molluschicoltura (2).
                                                                           —     condannare il Regno di Spagna alle spese.
 ---pagebreak--- C 71/12                 IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                         20.3.2004
Motivi e principali argomenti                                                Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
                                                                             tro la Repubblica d’Austria, presentato il 28 gennaio 2004
Le autorità spagnole non hanno ufficialmente designato come
zone di balneazione le spiagge di Viela/A Videira, Niño do                                            (Causa C-29/04)
Corvo e Canabal, situate nel comune di Moaña (Pontevedra),
nonostante la frequente presenza di bagnanti. Tale presenza
comporta un obbligo, in mancanza di divieto di balneazione,                                            (2004/C 71/19)
di designare le spiagge come zone di balneazione ai sensi
della direttiva 76/160. Poiché tale designazione non è stata
effettuata, le tre spiagge non sono state sottoposte al controllo
stabilito dalla direttiva.
                                                                             Il 28 gennaio 2004 la Commissione delle Comunità europee,
                                                                             rappresentata dal sig. Klaus Wiedner, con domicilio eletto in
D’altro lato, le acque della Ría de Vigo non sono conformi ai                Lussemburgo, ha presentato alla Corte di giustizia delle
valori limite stabiliti dalla direttiva 79/923 per i coliformi               Comunità europee un ricorso contro la Repubblica d’Austria.
fecali. Malgrado ciò, la quasi totalità delle dette acque sono
state dichiarate idonee alla molluschicoltura dalle autorità
spagnole. Deve essere quindi applicato l’art. 5 della detta
direttiva, che esige l’elaborazione di un programma di riduzio-              La ricorrente conclude che la Corte voglia:
ne dell’inquinamento far sì che le acque designate siano
conformi ai valori fissati nell’ allegato alla direttiva. Il program-        1.    constatare che la Repubblica d’Austria è venuta meno agli
ma di riduzione dell’inquinamento relativo alla Ría de Vigo                        obblighi che le incombono in forza della direttiva del
non è stato trasmesso alla Commissione.                                            Consiglio 18 giugno 1992, 92/50/CEE, che coordina le
                                                                                   procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di
(1) GU L 31 del 5.2.1976, pag. 1.                                                  servizi (1), in quanto il contratto di appalto per lo
(2) GU L 281 del 10.11.1979, pag. 47.                                              smaltimento dei rifiuti stipulato dalla città di Mödling è
                                                                                   stato aggiudicato senza osservare le disposizioni in mate-
                                                                                   ria di procedura e pubblicità previste dal combinato
                                                                                   disposto di cui agli artt. 8, 11, n. 1, e 15, n. 2, di tale
                                                                                   direttiva;
                                                                             2.    condannare la Repubblica d’Austria alle spese.
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal tribunal
de grande instance de Paris, 3e chambre, 2e section, con
ordinanza 5 dicembre 2003, nella causa Tod’s SpA (in
precedenza denominata EMA Srl), Tod’s France SARL (in
precedenza denominata DEVA France) contro Heyraud                            Motivi e principali argomenti
  SA — interveniente volontaria: Société Technisynthèse
                          (Causa C-28/04)                                    Il comune della città di Mödling, in data 21.5.1999, deliberava
                                                                             di dotarsi di un proprio impianto per far fronte ai compiti ad
                                                                             esso per legge attribuiti nel settore dello smaltimento dei rifiuti.
                           (2004/C 71/18)                                    A tale fine veniva fondata la AbfallGmbH. L’intero capitale
                                                                             sociale della detta società veniva ad essere a mani dell’azionista
                                                                             unico, cioè il comune della città di Mödling. In data 15.9.1999
                                                                             veniva conclusa la convenzione per lo smaltimento delle
Con ordinanza 5 dicembre 2003, pervenuta nella cancelleria
                                                                             immondizie, a mezzo della quale il comune della città di
della Corte il 28 gennaio 2004, nella causa Tod’s SpA (in
                                                                             Mödling trasferiva in esclusiva alla AbfallGmbH la raccolta e il
precedenza denominata EMA Srl), Tod’s France SARL (in
                                                                             trattamento dei rifiuti. La detta convenzione veniva stipulata
precedenza denominata DEVA France) contro Heyraud SA —
                                                                             per un periodo di tempo indeterminato ed entrava in vigore
interveniente volontaria: Société Technisynthèse, il tribunal de
                                                                             con effetti retroattivi all’1.7.1999. Due settimane dopo la
grande instance de Paris ha sottoposto alla Corte di giustizia
                                                                             stipulazione della convenzione per lo smaltimento dei rifiuti,
delle Comunità europee la seguente questione pregiudiziale:
                                                                             il comune della città di Mödling deliberava che nella sua qualità
                                                                             di azionista unico il detto comune cedeva il 49 % della sua
Se l’art. 12 del Trattato CE, che sancisce il principio generale             quota nella AbfallGmbH a un’impresa privata.
del divieto di discriminazioni fondate sulla nazionalità, osti a
che la legittimazione di un autore a reclamare in uno Stato
membro la protezione del diritto d’autore accordata dalla                    La Repubblica d’Austria è del parere che l’aggiudicazione
legislazione di tale Stato, sia subordinata a un criterio di                 dell’appalto per lo smaltimento delle immondizie alla Abfall-
distinzione fondato sul paese di origine dell’opera.                         GmbH non rientra nell’ambito di applicazione della direttiva
                                                                             92/50/CEE, dal momento che si tratta di un affare interno,
                                                                             cosiddetto «In-house».