CELEX: 62008FO0001
Language: it
Date: 2008-06-26
Title: Ordinanza del Tribunale della funzione pubblica (Seconda Sezione) del 26 giugno 2008. # Bart Nijs contro Corte dei conti delle Comunità europee. # Pubblico impiego - Dipendenti - Termine per la presentazione del reclamo - Manifesta irricevibilità. # Causa F-1/08.

ORDINANZA DEL TRIBUNALE DELLA FUNZIONE PUBBLICA
      (Seconda Sezione)
      26 giugno 2008
      Causa F‑1/08
      Bart Nijs
      contro
      Corte dei conti delle Comunità europee
      «Funzione pubblica – Funzionari – Art. 35, n. 1, lett. e), del regolamento di procedura – Esposizione dei motivi e degli argomenti – Termine per la presentazione del reclamo – Irricevibilità manifesta»
      Oggetto: Ricorso, proposto ai sensi degli artt. 236 CE e 152 EA, con il quale il sig. Nijs chiede l’annullamento del suo rapporto informativo
         2005/2006, delle decisioni connesse e conseguenti, in particolare quella di non promuoverlo nel 2007, e della decisione della
         Corte dei conti 8 marzo 2007 di rinnovare il mandato del suo Segretario generale a partire dal 1° luglio 2007, nonché la condanna
         della Corte dei conti al risarcimento del danno materiale e morale subito.
      
      Decisione: Il ricorso è respinto in parte in quanto manifestamente irricevibile e in parte in quanto manifestamente infondato. Il ricorrente
         è condannato alla totalità delle spese.
      
      Massime
      1.      Procedura – Atto introduttivo del ricorso – Requisiti di forma
      [Statuto della Corte di giustizia, art. 19, terzo comma, e allegato I, art. 7, nn. 1 e 3; regolamento di procedura del Tribunale
            della funzione pubblica, art. 35, n. 1, lett. d) ed e)]
      2.      Funzionari – Ricorso – Atto che arreca pregiudizio – Nozione – Nomina di un altro funzionario prima dell’entrata in servizio
            del ricorrente – Esclusione
      (Statuto dei funzionari, artt. 90, n. 2, e 91, n. 1)
      1.      In forza dell’art. 35, n. 1, lett. e), del regolamento di procedura del Tribunale della funzione pubblica, l’atto introduttivo
         del ricorso deve contenere l’esposizione dei motivi e degli argomenti di fatto e di diritto dedotti. Tale presentazione dev’essere
         sufficientemente chiara e precisa per consentire alla parte convenuta di preparare la sua difesa e al Tribunale di pronunciarsi
         sul ricorso, eventualmente senza altre informazioni. Al fine di garantire la certezza nel diritto e una corretta amministrazione
         della giustizia, è necessario, affinché un ricorso sia considerato ricevibile, che gli elementi essenziali di fatto e di diritto
         sui quali esso è fondato emergano in modo coerente e comprensibile dall’atto introduttivo stesso.
      
      Ciò vale tanto più in quanto, in forza dell’art. 7, n. 3, dell’allegato I dello Statuto della Corte di giustizia, la fase
         scritta del procedimento dinanzi al Tribunale della funzione pubblica comprende, in linea di massima, un solo scambio di memorie,
         salvo decisione contraria del Tribunale. Per giunta, in applicazione dell’art. 19, terzo comma, del detto statuto, applicabile
         alla procedura dinanzi al Tribunale della funzione pubblica ai sensi dell’art. 7, n. 1, dell’allegato I dello stesso statuto,
         il funzionario dev’essere rappresentato da un avvocato. Il ruolo essenziale di quest’ultimo, in quanto ausiliario della giustizia,
         è appunto quello di basare le conclusioni del ricorso su argomenti di diritto sufficientemente comprensibili e coerenti, tenendo
         appunto conto del fatto che la fase scritta del procedimento dinanzi al Tribunale della funzione pubblica comprende in linea
         di principio un solo scambio di memorie.
      
      Non può soddisfare le necessarie esigenze di chiarezza e di precisione un ricorso in cui i fatti sono esposti in modo confuso
         e disordinato, senza che il lettore possa utilmente ricollegarli ad una conclusione del ricorso o ad uno dei motivi dedotti
         a sostegno di quest’ultimo.
      
      Allo stesso modo, è manifestamente irricevibile il ricorso di un funzionario che non identifica in maniera precisa gli atti
         impugnati e non soddisfa così i requisiti previsti all’art. 35, n. 1, lett. d), del regolamento di procedura del Tribunale
         della funzione pubblica.
      
      (v. punti 24-27 e 46)
      Riferimento:
      Tribunale di primo grado: 24 marzo 1993, causa T‑72/92, Benzler/Commissione (Racc. pag. II‑347, punti 16, 18 e 19); 28 aprile
         1993, causa T‑85/92, De Hoe/Commissione (Racc. pag. II‑523, punto 20); 21 maggio 1999, causa T‑154/98, Asia Motor France e a./Commissione
         (Racc. pag. II‑1703, punto 42), e 15 giugno 1999, causa T‑277/97, Ismeri Europa/Corte dei conti (Racc. pag. II‑1825, punto
         29)
      
      2.      Costituiscono atti che arrecano pregiudizio, ai sensi dell’art. 90, n. 2, e dell’art. 91, n. 1, dello Statuto, solo i provvedimenti
         che producono effetti giuridici vincolanti tali da incidere sugli interessi del ricorrente, modificandone, in maniera sensibile,
         la situazione giuridica, e che fissano definitivamente la posizione dell’istituzione.
      
      Ciò non avviene nel caso della nomina, in seno alla stessa istituzione, di un altro funzionario, qualora essa sia intervenuta
         anteriormente all’entrata in servizio del ricorrente.
      
      (v. punti 34 e 35)
      Riferimento:
      Tribunale di primo grado: 25 ottobre 2005, causa T‑43/04, Fardoom e Reinard/Commissione (Racc. PI pagg. I‑A‑329 e II‑1465,
         punto 26)
      
      Tribunale della funzione pubblica: 21 aprile 2008, causa F‑78/07, Boudova e a./Commissione (non ancora pubblicata nella Raccolta,
         punto 31)