CELEX: 52000PC0635
Language: it
Date: 2000-10-10
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo e riscuote definitivamente i dazi provvisori istituiti sulle importazioni di spazzole per capelli originarie della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Tailandia

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52000PC0635

Proposta di regolamento del Consiglio che istituisce un dazio antidumping definitivo e riscuote definitivamente i dazi provvisori istituiti sulle importazioni di spazzole per capelli originarie della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Tailandia  /* COM/2000/0635 def. */  

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO che istituisce un dazio antidumping definitivo e riscuote definitivamente i dazi provvisori istituiti sulle importazioni di spazzole per capelli originarie della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Tailandia(presentata dalla Commissione)RELAZIONE(1) Il 13 agosto 1999, la Commissione ha aperto un'inchiesta antidumping riguardante le importazioni di spazzole per capelli originarie della Repubblica popolare cinese, di Hong Kong, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Tailandia.(2) Con il regolamento (CE) n. 967/2000 [1], la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di spazzole per capelli originarie della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Tailandia.[1]   GU L 111 del 9.5.2000, pag. 4(3) Nel medesimo regolamento, si è concluso che il procedimento relativo alle importazioni di spazzole per capelli originarie di Hong Kong doveva essere chiuso, poiché il volume di dette importazioni era risultato irrilevante durante il periodo dell'inchiesta.(4) L'allegata proposta di regolamento del Consiglio si basa sulle conclusioni definitive relative al dumping, al pregiudizio, al nesso causale e all'interesse della Comunità, che confermano in gran parte le conclusioni provvisorie.(5) Si propone pertanto che il Consiglio adotti l'allegata proposta di regolamento, da pubblicare nella Gazzetta ufficiale entro il 7 novembre 2000.Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche istituisce un dazio antidumping definitivo e riscuote definitivamente i dazi provvisori istituiti sulle importazioni di spazzole per capelli originarie della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della TailandiaIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio, del 22 dicembre 1995, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da parte di paesi non membri della Comunità europea [2], in particolare l'articolo 9,[2]  GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 905/98 del 27 aprile 1998, GU L 128 del 30. 4. 1998, pag.18.vista la proposta presentata dalla Commissione, sentito il comitato consultivo,considerando quanto segue:A. DAZI PROVVISORI(1) Con il regolamento (CE) n. 967/2000 [3] ("regolamento provvisorio"), la Commissione ha istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di spazzole per capelli originarie della Repubblica popolare cinese ("Cina"), della Repubblica di Corea ("Corea"), di Taiwan e della Tailandia.[3]   GU L 111 del 9.5.2000, pag. 4(2) Nel medesimo regolamento, si è concluso che il procedimento relativo alle importazioni di spazzole per capelli originarie di Hong Kong doveva essere chiuso, poiché il volume di dette importazioni era risultato irrilevante durante il periodo dell'inchiesta.B. FASE SUCCESSIVA DEL PROCEDIMENTO(3) Dopo la comunicazione dei fatti e delle considerazioni principali in base ai quali si era deciso di istituire dazi provvisori sulle importazioni di spazzole per capelli originarie della Cina, della Corea, di Taiwan e della Tailandia ("comunicazione provvisoria"), numerose parti interessate hanno reso note le loro osservazioni per iscritto. Alle parti che hanno chiesto di essere sentite è stata inoltre data tale possibilità.(4) La Commissione ha continuato a raccogliere e verificare tutte le informazioni ritenute necessarie ai fini delle sue conclusioni definitive.(5) Tutte le parti sono state informate dei fatti e delle considerazioni principali in base ai quali si intendeva raccomandare l'istituzione di dazi antidumping definitivi e la riscossione definitiva degli importi depositati a titolo di dazi provvisori ("comunicazione definitiva"). È stato inoltre fissato un termine entro il quale le parti potevano presentare le loro osservazioni successivamente alla comunicazione definitiva.(6) Le osservazioni orali e scritte presentate dalle parti sono state esaminate e, quando lo si è ritenuto opportuno, le conclusioni provvisorie sono state modificate di conseguenza.C. PRODOTTO IN ESAME E PRODOTTO SIMILE1. Osservazioni generali(7) Al punto 9 del regolamento provvisorio, tutte le spazzole per capelli attualmente classificabili al codice NC 9603 29 30 sono state considerate un unico prodotto ai fini della presente inchiesta poiché avevano le stesse caratteristiche di base e gli stessi usi.(8) Dopo la comunicazione provvisoria, alcune parti hanno obiettato che le spazzole per capelli non costituivano un prodotto unico, ma dovevano essere differenziate in funzione delle caratteristiche fisiche e dei processi di fabbricazione, degli usi, della qualità e del prezzo.(9) Per quanto riguarda le caratteristiche fisiche, si è confermato che le spazzole per capelli hanno sostanzialmente le stesse forme standard e vengono fabbricate con gli stessi materiali di base, mentre le forme e i materiali speciali sono riservati a quantità minime del prodotto in esame.(10) Per quanto riguarda le applicazioni, si è confermato che tutte le spazzole per capelli hanno sostanzialmente gli stessi usi, cioè la spazzolatura, l'acconciatura e la districatura della capigliatura umana. Per di più, sebbene determinati tipi di spazzole per capelli siano specificamente destinati a usi particolari (come certe spazzole per capelli professionali utilizzate dai parrucchieri), non esiste una definizione chiara né delle spazzole professionali né di quelle per uso privato. Esiste inoltre una notevole sovrapposizione tra i due tipi di prodotti, poiché le spazzole per capelli per uso privato vendute attraverso il cosiddetto mercato al dettaglio possono essere utilizzate anche per scopi professionali, mentre i consumatori utilizzano le spazzole per capelli professionali anche per scopi privati. La concorrenza fra questi due tipi di prodotti e la loro intercambiabilità impediscono pertanto di fare una netta distinzione.(11) Per quanto riguarda la qualità e il prezzo, è probabile che le spazzole per capelli del segmento superiore e di quello inferiore del mercato non siano intercambiabili, mentre le spazzole per capelli di segmenti del mercato vicini per qualità e prezzo sono effettivamente risultate intercambiabili. Esistono quindi, in una certa misura, sovrapposizioni e concorrenza tra le spazzole appartenenti a segmenti diversi del mercato.(12) La sovrapposizione tra le spazzole per capelli appartenenti a gruppi diversi in termini di usi, qualità e prezzi ha impedito di definire criteri comunemente accettati per la suddivisione del prodotto in categorie. Per quanto riguarda i processi di fabbricazione, infine, contano solo le differenze che incidono sulle caratteristiche e sugli usi di base che, come si è già detto, non esistono nel caso in esame.(13) Per i motivi sopra esposti, ed essendosi constatato che le caratteristiche fisiche e gli usi di base sono gli stessi per tutte i tipi di spazzole per capelli - malgrado le differenze esistenti tra le estremità superiore e inferiore di una gamma, dovute alle sovrapposizioni e alla concorrenza rilevate nel settore - si è concluso che tutti i prodotti della gamma costituivano un prodotto unico e che pertanto tutte le spazzole per capelli dovevano essere considerate un prodotto unico.2. Prodotto in esame(14) In seguito alla comunicazione provvisoria, sono state presentate argomentazioni apparentemente contraddittorie secondo le quali sia le spazzole per capelli di qualità mediocre che i prodotti professionali più sofisticati venivano fabbricati solo nei paesi interessati. Per questi ultimi, si sarebbero adottati specifiche e design particolari utilizzando, talvolta, materie prime speciali. In realtà, questa contraddizione conferma semplicemente che i paesi interessati sono in grado di produrre - e l'inchiesta dimostra che l'hanno effettivamente prodotta ed esportata nella Comunità - l'intera gamma dei prodotti disponibili sul mercato, sebbene ciò non risulti dalle statistiche relative alle importazioni in quanto i prezzi medi sono stati influenzati dal fatto che le importazioni sono composte principalmente da spazzole per capelli a basso prezzo. In considerazione di quanto precede, si confermano le conclusioni di cui al punto 9 del regolamento provvisorio.3. Prodotto simile(15) Dopo la comunicazione provvisoria, si è affermato che le spazzole per capelli di produzione comunitaria non potevano essere considerate simili a quelle importate dai paesi interessati, perché ottenute con processi di fabbricazione diversi. Nondimeno, basandosi sulle conclusioni di cui sopra e sulla prassi consolidata delle istituzioni comunitarie, si ritiene che le differenze tra i processi di fabbricazione che non incidono sulle caratteristiche fisiche e sulle utilizzazioni di base non vadano prese in considerazione per la determinazione del prodotto simile.(16) Si è dichiarato altresì che le spazzole per capelli importate e quelle di produzione comunitaria appartenevano a categorie di prodotti diverse non in concorrenza fra di esse, e pertanto non costituivano prodotti simili. Come si è già detto, tuttavia, si è appurato che i produttori esportatori fabbricavano prodotti appartenenti ai segmenti superiore e inferiore del mercato come del resto faceva anche l'industria comunitaria, che vendeva questi prodotti nella Comunità.(17) Si conferma pertanto il punto 10 del regolamento provvisorio, secondo il quale le spazzole per capelli prodotte e vendute sui mercati nazionali della Corea, scelta come paese analogo per la Cina, di Taiwan e della Tailandia e quelle prodotte e vendute dall'industria comunitaria sul mercato comunitario sono un prodotto simile ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 4 del regolamento (CE) n. 384/96 del Consiglio [4] ("regolamento di base").[4]   GU L 56 del 6.3.1996, pag. 1, modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 905/98 del 27 aprile 1998, GU L 128 del 30.4.1998, pag.18.D. DUMPINGI. CinaI.1 Margini di dumping individuali(18) Come si è detto al punto 26 del regolamento provvisorio, si è ritenuto che il campionamento iniziale non avesse dato i risultati previsti. Di conseguenza, visto anche il gran numero di modelli diversi di spazzole per capelli importati dalla Cina, si è deciso di applicare un metodo di campionamento alternativo e di stabilire il margine di dumping per la Cina in base ai quattro modelli più venduti dai due esportatori principali (cfr. punto 28 del regolamento provvisorio).(19) Dopo l'istituzione dei dazi provvisori, un certo numero di produttori esportatori ha contestato il metodo di campionamento seguito dalla Commissione la quale, a loro parere, non avrebbe dovuto applicare un margine di dumping medio a tutte le società a cui era stato concesso il trattamento individuale.(20) La Commissione ha accettato di rivedere il metodo di campionamento e ha allargato la base includendo nel campione quattro società delle principali anziché due e utilizzando le esportazioni dei quattro tipi di spazzole per capelli (pneumatiche, rotonde, ovali/rettangolari e combinate) più venduti da queste società. La Commissione ha inoltre accettato l'argomentazione degli esportatori ed ha applicato margini individuali per ciascuna delle società incluse nel campione, anziché applicare il margine medio come si era fatto per i dazi provvisori. Alla due società non incluse nel campione è stato applicato il margine medio delle quattro società incluse nel campione, e si è riservato lo stesso trattamento anche ai due produttori esportatori minori.I.2 Valore normale(21) Un produttore esportatore ha chiesto che il suo valore normale fosse determinato in base ai prezzi all'esportazione della Tong Fong Brush Factory Co, Ltd di Taiwan, poiché si trattava di una società collegata che vendeva tipi simili di spazzole per capelli. La richiesta non è stata accolta perché le istituzioni comunitarie sono solite dare la preferenza ai prezzi o ai valori costruiti in un paese terzo appropriato ad economia di mercato ai sensi dell'articolo 2, paragrafo 7 del regolamento di base. Nella fattispecie, si è deciso di scegliere la Corea come paese terzo ad economia di mercato e non Taiwan, come richiesto dall'esportatore, per i motivi di cui ai punti da 17 a 20 del regolamento del dazio provvisorio.(22) In mancanza di nuove argomentazioni, si confermano pertanto le conclusioni sul valore normale di cui ai punti da 13 a 19 del regolamento provvisorio.(23) La Commissione ha poi deciso di calcolare il valore normale in base ai quindici prodotti principali dei quattro tipi di spazzole per capelli più venduti (pneumatiche, rotonde, ovali/rettangolari e combinate), giudicati i più paragonabili con i modelli esportati dai produttori esportatori cinesi. Va osservato al riguardo che gli adeguamenti applicati ai valori normali coreani alla luce delle informazioni complementari fornite dagli esportatori coreani (cfr. punti da 29 a 32) sono stati presi in considerazione anche nel determinare il valore normale coreano utilizzato per calcolare il dumping nei confronti della Cina.I.3 Prezzi all'esportazione e confronto(24) In mancanza di nuove argomentazioni, si confermano le conclusioni sui prezzi all'esportazione e sul confronto di cui ai punti da 21 a 25 del regolamento provvisorio.I.4 Margine di dumpingMargini di dumping individuali(25) I margini di dumping sono i seguenti:Kai Fat Brush Factory Ltd/ Ningbo Kai Fat Brush Factory Ltd 39,2%Lung Tain (Brothers) Company Ltd 75,3%National Brushes & Plastic Manufactory Ltd 59,2%Yang Hau (Xiamen) Home Product Ltd 18,4%Lee Chung Kee Plastic Brush Factory Ltd 26,3%Long Sure Industries Ltd 26,3%Margine di dumping per i produttori esportatori che non hanno collaborato(26) Sono state avanzate diverse obiezioni circa il metodo utilizzato per calcolare il margine di dumping delle società che non hanno collaborato.(27) Va osservato tuttavia che, dato il bassissimo livello di collaborazione riscontrato nella presente inchiesta (25,9%), conformemente alla prassi consolidata delle istituzioni comunitarie si è mantenuto il metodo utilizzato provvisoriamente. Il margine di dumping residuo risultante dal confronto tra la media ponderata riveduta del valore normale coreano e il prezzo all'esportazione Eurostat è pari al 114%.II. CoreaII.1 Valore normale(28) Il produttore esportatore coreano con vendite sul mercato interno ha dichiarato che alcuni degli importi relativi alle spese generali, amministrative e di vendita non riguardavano le vendite sul mercato interno. L'argomentazione è risultata fondata, per cui le spese generali, amministrative e di vendita sul mercato interno utilizzate per il valore normale costruito sono state ricalcolate in funzione degli elementi di prova ottenuti, con ripercussioni anche sugli altri produttori coreani che non avevano effettuato vendite sul mercato interno.(29) Un altro produttore esportatore coreano ha sostenuto che il calcolo dei costi di fabbricazione utilizzati nel costruire il valore normale per i dazi provvisori era stato falsato da un problema tecnico nella presentazione del dossier. Basandosi sugli elementi di prova forniti, si è riscontrata la fondatezza dell'argomentazione e si sono riveduti i costi di fabbricazione per questo produttore.(30) I due produttori esportatori coreani suddetti hanno fatto commenti anche sul metodo utilizzato per calcolare il margine di profitto da aggiungere alle spese generali, amministrative e di vendita in modo da ottenere il valore normale costruito, dichiarando che i profitti calcolati in base alle vendite interne redditizie non rappresentavano i profitti effettivi delle società. E'stato però possibile determinare i profitti di una delle società in questione in base ai dati effettivi considerata la presenza di vendite sufficientieffettuate nel corso di normali operazioni commerciali. A norma dell'articolo 2, paragrafo 6 del regolamento di base, il margine di profitto è stato determinato in base alla media ponderata dell'importo effettivo stabilito per l'unico produttore esportatore coreano che ha effettuato vendite nel corso di normali operazioni commerciali. Il metodo seguito dalle istituzioni della Commissione, esposto in modo più dettagliato ai punti da 31 a 36 del regolamento del dazio provvisorio, corrisponde alla normale prassi di dette istituzioni.(31) Non essendo state presentate altre osservazioni in merito al valore normale, si confermano le conclusioni di cui ai punti da 31 a 36 del regolamento provvisorio.II.2 Prezzi all'esportazione e confronto(32) Non essendo state presentate altre osservazioni, si confermano le conclusioni di cui ai punti 37 e 38 del regolamento provvisorio.II.3 Margine di dumpingMetodologia generale(33) Non essendo state presentate altre argomentazioni, si conferma la metodologia utilizzata per le conclusioni provvisorie, esposta al punto 39 del regolamento provvisorio.Margini di dumping individuali(34) In base a quanto riportato nei punti 28 e 29, i margini di dumping definitivamente stabiliti, espressi in percentuale del prezzo CIF franco frontiera comunitaria, sono i seguenti:Kumduk Brush Co, Inc 1,7%Kyung Sung Plastics and Brush Co 4,4%Seodoo Industrial, Co 11,2%Margine di dumping per i produttori esportatori che non hanno collaborato(35) Il confronto tra le cifre Eurostat e i dati sul volume delle esportazioni nella Comunità forniti dai tre produttori/esportatori coreani che hanno collaborato ha rivelato un livello di collaborazione del 66,4%, ritenuto insufficiente. Il margine di dumping residuo è stato quindi stabilito in base alla media dei cinquanta modelli più colpiti dal dumping a livello della società coreana con vendite interne, pari al 19,0%.III. Taiwan(36) Non essendo state presentate altre argomentazioni, si confermano le conclusioni di cui ai punti da 41 a 46 del regolamento provvisorio.IV. Tailandia(37) Non essendo state presentate osservazioni, si confermano le conclusioni di cui ai punti da 47 a 49 del regolamento provvisorio.E. INDUSTRIA COMUNITARIA(38) Non essendo state presentate altre argomentazioni circa la procedura e i criteri seguiti per la selezione del campione, si confermano i punti da 51 a 53 del regolamento provvisorio. Per quanto riguarda i produttori comunitari inclusi nel campione, come si è detto al punto 54 del regolamento provvisorio non si è potuto tenere pienamente conto delle informazioni fornite dalla società Industrias Fushima nella fase provvisoria dell'inchiesta, in quanto non è stato possibile aggregarle con quelle ottenute dagli altri produttori comunitari selezionati nel campione che hanno fornito i dati richiesti. Dopo la pubblicazione del regolamento provvisorio, la Industrias Fushima ha fornito informazioni rivedute, di cui però non si è potuto tener conto perché incomplete. Si è concluso pertanto che, pur avendo sostenuto espressamente il procedimento, la Industrias Fushima doveva essere esclusa dal campione.(39) In considerazione di quanto precede, si conclude che 10 delle 11 società menzionate al punto 7, lettera a) del regolamento provvisorio, che hanno fornito le informazioni richieste poi verificate in loco, costituivano i produttori comunitari inclusi nel campione. Queste 10 società corrispondevano al massimo volume rappresentativo di produzione e di vendita dell'industria comunitaria che potesse essere adeguatamente esaminato entro il periodo di tempo disponibile ed erano rappresentative, in termini di dimensioni, gamma di prodotti e struttura di produzione, delle diverse società che costituivano l'industria comunitaria.(40) In mancanza di altre informazioni, si confermano pertanto le conclusioni provvisorie di cui ai punti da 50 a 61 del regolamento provvisorio.F. PREGIUDIZIO1. Consumo comunitario(41) Dopo la comunicazione provvisoria, sono state ricevute e verificate informazioni sulla valutazione provvisoria del consumo comunitario apparente, in base alle quali si è proceduto alla revisione delle conclusioni provvisorie.(42) Tra il 1996 e il periodo dell'inchiesta ("periodo in esame"), il consumo comunitario apparente è aumentato del 32%, passando da circa 78 milioni di unità a circa 103 milioni di unità.2. Importazioni in questione(43) Poiché nessuna delle parti interessate ha presentato argomentazioni riguardo alla valutazione cumulativa provvisoria, al volume o ai prezzi delle importazioni in questione, si confermano i fatti e le conclusioni di cui ai punti da 67 a 74 del regolamento provvisorio.(44) Le conclusioni provvisorie di cui al punto 70 del regolamento provvisorio vengono tuttavia modificate, per quanto riguarda le quote di mercato delle importazioni in questione, in base alla nuova determinazione del consumo comunitario apparente. La quota del mercato comunitario detenuta dalle importazioni dai paesi interessati è aumentata dal 74% circa nel 1996 all'81% circa nel periodo dell'inchiesta, registrando un incremento considerevole tra il 1996 e il 1997 (+ 5% circa), per poi rimanere relativamente stabile tra il 1997 e il 1998 e risalire ulteriormente tra il 1998 e il periodo dell'inchiesta.3. Situazione dell'industria comunitaria(45) A norma dell'articolo 3, paragrafo 5 del regolamento di base, si è proceduto all'esame di tutti i fattori e indicatori economici pertinenti in rapporto con la situazione dell'industria comunitaria.(46) A tale riguardo, va sottolineato che l'utile sul capitale investito e gli effetti negativi, potenziali o effettivi, sul flusso di cassa, sui salari, sulla crescita e sulla capacità di ottenere capitali non sono stati giudicati pertinenti per la determinazione del pregiudizio subito dall'industria comunitaria delle spazzole per capelli. Non potendo essere identificati separatamente per il prodotto in esame, e visto che l'industria comunitaria produce anche altri prodotti non contemplati dal presente procedimento, i fattori suddetti sono stati riuniti e valutati dall'industria comunitaria per tutte le società. Poiché l'analisi differenziata di questi fattori sarebbe già implicitamente compresa nella valutazione degli altri indicatori economici dell'industria comunitaria, l'esame delle loro tendenze non ha fornito alcuna indicazione circa la situazione specifica dell'industria comunitaria delle spazzole per capelli.(47) Dopo la comunicazione provvisoria, sono state fornite informazioni sugli indicatori economici pertinenti in rapporto con la situazione dell'industria comunitaria, successivamente verificate presso le federazioni nazionali dei produttori di spazzole e presso i produttori comunitari. Se del caso, quindi, le conclusioni provvisorie di cui ai punti da 75 a 84 del regolamento provvisorio sono state modificate di conseguenza.3.1. Dati relativi all'industria comunitaria considerata globalmenteProduzione(48) La tendenza al ribasso della produzione dell'industria comunitaria stabilita in via provvisoria si è accentuata nel periodo in esame, durante il quale il volume di produzione è sceso da circa 23 milioni di unità a circa 19,5 milioni di unità (- 14% circa). Dopo un primo forte calo del 9% tra il 1997 e il 1998, la produzione ha registrato un'ulteriore diminuzione del 3% tra il 1998 e il periodo dell'inchiesta.Volume delle vendite e quota di mercato(49) Il consumo comunitario è aumentato del 32% circa durante il periodo in esame, mentre il volume delle vendite dell'industria comunitaria è calato del 7% circa (da circa 13 milioni di unità a circa 12 milioni di unità), raggiungendo un livello particolarmente basso tra il 1996 e il 1998 (- 16%) , senza più ritornare ai livelli del 1996 nonostante un successivo rialzo del 9% tra il 1998 e il periodo dell'inchiesta.(50) La quota corrispondente del mercato comunitario è scesa dal 17% circa nel 1996 al 12% nel periodo dell'inchiesta, registrando una brusca diminuzione tra il 1996 e il 1998 (- 6% circa) per poi aumentare lievemente tra il 1998 e il periodo dell'inchiesta, ma senza tornare ai livelli precedenti.Occupazione(51) Si è confermata la tendenza al ribasso dell'occupazione nell'industria comunitaria delle spazzole per capelli (cfr. punti 83 e 84 del regolamento provvisorio), anche se il livello occupazionale è risultato nettamente più elevato (1280 dipendenti anziché 770 durante il periodo dell'inchiesta) poiché i dati stabiliti in via provvisoria rispecchiavano soltanto la situazione in alcuni degli Stati membri dove vengono fabbricate le spazzole per capelli.3.2. Dati relativi ai produttori comunitari inclusi nel campionePrezzi(52) Si è confermata la tendenza generale dei prezzi di vendita dell'industria comunitaria, rimasti relativamente stabili nel periodo in esame nonostante un lieve incremento (da 1,57 a 1,62 euro) tra il 1998 e il periodo dell'inchiesta.Investimenti(53) Gli investimenti dei produttori comunitari inclusi nel campione sono più che raddoppiati nel periodo in esame, arrivando a 316 000 euro durante il periodo dell'inchiesta.Redditività(54) Nel periodo in esame, la redditività dei produttori comunitari inclusi nel campione è salita da -0,1% circa all'1,0% circa.4. Conclusioni sul pregiudizio(55) Dopo la comunicazione provvisoria, si è dichiarato che l'industria comunitaria non aveva subito un pregiudizio grave ai sensi dell'articolo 3 del regolamento di base, poiché gli indicatori riguardanti la produzione, la capacità, le vendite, i prezzi, gli investimenti e la redditività sono rimasti stabili o sono migliorati nel periodo in esame.(56) Va ricordato però che la situazione dell'industria comunitaria si è deteriorata nel periodo in esame, con una diminuzione della sua quota del mercato comunitario pari al 5% e un calo delle sue vendite pari al 7%, cui ha fatto riscontro un aumento del consumo pari al 7%. Sono state rilevate notevoli sottoquotazioni e depressioni dei prezzi, dovute all'impossibilità per l'industria comunitaria di aumentare i prezzi di vendita in seguito al passaggio a modelli superiori durante il periodo in esame. Il lieve incremento della redditività e degli investimenti, inoltre, è stato ottenuto a prezzo di una riduzione radicale della produzione e delle vendite.(57) La tendenza lievemente positiva di determinati indicatori economici verso il periodo dell'inchiesta, inoltre, dimostra solo che l'industria comunitaria era costituita da società sufficientemente forti per resistere alla concorrenza delle importazioni oggetto di dumping, le quali avevano assorbito i macchinari e le attività delle altre società che avevano cessato la produzione di spazzole per capelli nella Comunità. Di conseguenza, basandosi sulla tendenza globale al ribasso, peraltro confermata, delle vendite, della produzione, dell'utilizzazione degli impianti e dell'occupazione dell'industria comunitaria, cui si aggiungono le perdite delle quote di mercato, si può legittimamente concludere che l'industria comunitaria stava subendo un pregiudizio grave.(58) Si è pertanto respinta l'argomentazione di cui sopra, confermando che l'industria comunitaria subiva un pregiudizio grave (cfr. punti da 91 a 95 del regolamento provvisorio).G. NESSO CAUSALE(59) Come risulta dai punti da 96 a 111 del regolamento provvisorio, la Commissione aveva concluso che le importazioni in dumping di spazzole per capelli avevano recato pregiudizio all'industria comunitaria. Dopo la comunicazione delle conclusioni provvisorie e la pubblicazione del regolamento provvisorio, alcune parti interessate hanno però dichiarato che il pregiudizio subito dall'industria comunitaria era stato causato da altri fattori.(60) Si è affermato che il grave pregiudizio subito dall'industria comunitaria non era attribuibile alle importazioni in dumping poiché queste ultime appartenevano a nicchie di mercato diverse (nicchie di bassa qualità per le importazioni in dumping e nicchie di alta qualità per le spazzole per capelli prodotte nella Comunità). Come si è già detto nella sezione C, queste argomentazioni vanno respinte perché il prodotto di fabbricazione comunitaria è simile a quello importato e perché sia l'industria comunitaria che i produttori esportatori fabbricavano e vendevano i prodotti, compresi quelli dei segmenti superiore e inferiore del mercato, attraverso gli stessi canali.(61) Si è inoltre affermato che il grave pregiudizio accertato non era causato dalle importazioni in dumping, ma dalla decisione dei produttori comunitari di passare a prodotti di alta qualità, che ha impedito loro di beneficiare della maggiore domanda di prodotti di bassa qualità contrariamente ai produttori esportatori. Come si è detto nella sezione C, esisteva un notevole grado di sovrapposizione e di concorrenza tra le spazzole per capelli dei diversi gruppi che impedisce di fare una netta distinzione all'interno della gamma. Visto che i produttori esportatori e l'industria comunitaria fabbricano e vendono l'intera gamma di prodotti, le importazioni in dumping sono in diretta concorrenza con i prodotti fabbricati e venduti dall'industria comunitaria.(62) Si è accertato altresì che le importazioni in dumping, pari all'81% circa del mercato comunitario, influenzavano l'andamento dei prezzi, che i prezzi dell'industria comunitaria erano nettamente superiori a quelli delle importazioni in dumping appartenenti agli stessi segmenti del mercato e vendute attraverso gli stessi canali commerciali e che dette importazioni in dumping avevano provocato una depressione dei prezzi dell'industria comunitaria. La pressione delle importazioni a basso prezzo ha costretto l'industria comunitaria a cessare la produzione di determinati modelli di bassa gamma ma non di tutti, come invece sarebbe stato necessario per raggiungere la massa critica di produzione e di vendite richiesta per coprire le spese fisse dell'industria comunitaria. L'argomentazione suddetta è stata quindi respinta.(63) Si è infine dichiarato che l'industria comunitaria era costituita da piccole società, alcune delle quali di tipo artigianale, che non erano in grado di adattarsi alle esigenze del mercato e alla domanda in evoluzione, non disponevano di macchinari adeguati e non potevano competere con i produttori esportatori dei paesi interessati in termini di gamma dei prodotti, innovazione e comportamento sul mercato attivo.(64) Va ricordato che l'industria comunitaria è caratterizzata da un numero elevato di operatori, per lo più piccole e medie imprese, che differiscono in termini di competitività, sviluppo dei prodotti e comportamento sul mercato (cfr. punto 64 del regolamento provvisorio). L'industria comunitaria, considerata globalmente, ha mantenuto un certo livello di investimenti sostituendo, modernizzando e integrando i macchinari per aumentare l'efficienza degli impianti e offrire una gamma più vasta di prodotti a prezzi competitivi. Di fatto, l'industria comunitaria ha sviluppato nuovi modelli di spazzole per capelli per rispondere alla mutata domanda ed è risultata attiva e concorrenziale sui mercati dell'esportazione (cfr. punti da 113 a 116 del regolamento provvisorio).(65) Le argomentazioni di cui sopra sono quindi state respinte confermando le conclusioni provvisorie di cui ai punti da 96 a 111 del regolamento provvisorio, cioè che il pregiudizio grave subito dall'industria comunitaria è stato causato dalle importazioni di spazzole per capelli originarie dei paesi interessati.H. INTERESSE DELLA COMUNITÀ(66) Dopo la comunicazione delle conclusioni provvisorie e la pubblicazione del regolamento provvisorio, sono state presentate argomentazioni riguardanti la valutazione dell'interesse della Comunità di cui ai punti da 112 a 132 del regolamento provvisorio.1. Industria comunitaria(67) È stato affermato che i dazi non avrebbero alcun effetto positivo sulla situazione dell'industria comunitaria, poiché quest'ultima è incapace di adattarsi alla domanda in evoluzione aumentando notevolmente la produzione e di reagire all'eventuale trasferimento della produzione dai paesi interessati verso altri paesi terzi. Si è inoltre dichiarato che la situazione dell'industria comunitaria delle spazzole per capelli era paragonabile, da questo punto di vista, a quella dei produttori di borsette in materie plastiche e in materie tessili [5] e che quindi non si dovevano istituire dazi nel caso in oggetto.[5]  Regolamento (CE) n. 1567/97 del Consiglio, del 1° agosto 1997, che istituisce un dazio antidumping definitivo sulle importazioni di borsette in cuoio originarie della Repubblica popolare cinese e chiude il procedimento relativamente alle importazioni di borsette in materie plastiche e in materie tessili originarie della Repubblica popolare cinese, GU L 208 del 2.8.1997, pag. 31.(68) Si è però riscontrato che l'industria comunitaria era vitale, che aveva automatizzato e razionalizzato la produzione, che era in grado di rifornire una parte nettamente più vasta del mercato comunitario e che disponeva del potenziale necessario per far fronte alla concorrenza delle importazioni a prezzi equi di spazzole per capelli originarie dei paesi interessati o di altri paesi terzi.(69) Per quanto riguarda il possibile trasferimento degli impianti di produzione dai paesi interessati verso altri paesi terzi, si tratta di un'evoluzione poco probabile visto che il livello del dazio definitivo stabilito è relativamente basso per un certo numero di produttori esportatori dei paesi interessati. Non si può escludere però che altri produttori esportatori dei paesi interessati decidano di trasferire gli impianti di produzione verso altri paesi terzi. Nel complesso, dato che diversi produttori esportatori dei paesi interessati sono piccole e medie imprese e che la delocalizzazione degli impianti per la produzione di spazzole per capelli richiede un certo livello di investimenti, il trasferimento degli impianti di alcuni produttori esportatori verso altri paesi terzi non sminuirà l'efficacia delle misure.(70) Va sottolineato al riguardo che certi produttori esportatori, proprietari di impianti di produzione in molti dei paesi interessati, potrebbero decidere di trasferire detti impianti verso i paesi cui si applicano le aliquote più basse dei dazi [6]. Considerati però gli investimenti necessari per delocalizzare la produzione, neanche tale trasferimento sminuirebbe l'efficacia delle misure, per cui l'argomentazione è stata respinta.[6]  Visto che le aliquote individuali del dazio si applicano ai prodotti fabbricati dalle società menzionate nella parte operativa del regolamento, alle società che beneficiano di aliquote individuali del dazio antidumping saranno richiesti certificati di produzione.(71) Per quanto riguarda il presunto parallelismo tra il presente procedimento e quello relativo alle borsette sintetiche, la notevole quota di mercato che detiene tuttora l'industria comunitaria denunziante nel presente procedimento e gli investimenti effettuati negli ultimi anni nel settore delle spazzole per capelli la differenziano nettamente dall'industria delle borsette sintetiche. L'argomentazione è stata quindi respinta.(72) Non essendo stati presentati altri elementi di prova a sostegno di queste argomentazioni, si confermano le conclusioni di cui ai punti da 113 a 119 del regolamento provvisorio.2. Fornitori di materie prime per le spazzole per capelli(73) Non essendo pervenute informazioni complementari al riguardo, si confermano i punti da 120 a 122 del regolamento provvisorio.3. Importatori e operatori comunitari non collegati(74) Nei punti da 123 a 126 del regolamento provvisorio, si è constatato che né l'occupazione né investimenti ingenti erano direttamente collegati alle spazzole per capelli, visto che gli importatori e gli operatori commerciali comunitari non collegati si occupavano anche di molti altri prodotti(75) Si è accertato al riguardo che la rete di distribuzione comunitaria è composta da dettaglianti indipendenti, catene di marca, grandi magazzini, supermercati non specializzati e parrucchieri, riforniti attraverso importatori non collegati o direttamente dai paesi interessati. Un'analisi approfondita di ciascun canale di vendita utilizzato nella Comunità per le spazzole per capelli e della situazione degli importatori non collegati, effettuata in base alle scarse informazioni fornite dalle parti che hanno collaborato e dalle altre parti interessate, ha dimostrato che le spazzole per capelli rappresentano una parte minima della loro gamma di accessori per capelli e del loro fatturato. In molti casi, queste società commercializzavano spazzole per capelli provenienti da fonti diverse (paesi interessati e produzione comunitaria). Per questi intermediari, inoltre, si sono riscontrati rialzi superiori al 200%. Ciò significa che le importazioni dai paesi interessati venivano offerte ai consumatori a prezzi di gran lunga superiori al prezzo all'importazione, il cui livello era direttamente proporzionale al numero dei passaggi all'interno della catena. Si è pertanto concluso che la situazione dei diversi operatori commerciali che compongono la catena di distribuzione delle spazzole per capelli non avrebbe risentito dell'istituzione dei dazi.(76) Per quanto riguarda la situazione specifica degli importatori non collegati, si è affermato che la valutazione di cui ai punti da 123 a 126 del regolamento provvisorio non era rappresentativa, perché si basava solo su nove risposte e perché numerose società comunitarie non erano al corrente del procedimento. Si è inoltre contestata energicamente l'applicazione immediata delle misure provvisorie (il giorno successivo alla pubblicazione, senza alcun preavviso alle parti interessate), poiché riguardava merci ordinate molto prima dell'entrata in vigore del regolamento provvisorio. Si è inoltre dichiarato che le spazzole per capelli costituiscono il nucleo centrale della gamma di accessori per capelli di cui si occupano gli importatori non collegati e che un rincaro di questi prodotti avrebbe ripercussioni negative sulle loro vendite di tutta la gamma, che probabilmente l'industria comunitaria sarebbe stata incapace di soddisfare la domanda fornendo prodotti innovativi e di media gamma e che i dazi provvisori, che hanno già fatto diminuire i margini di utile, potrebbero costringere alcuni di questi importatori a ridurre il personale o a passare ad altri prodotti. Infine, dato il livello dei dazi provvisori istituiti, in particolare il dazio residuo specifico per la Cina, le misure sarebbero contrarie all'interesse della Comunità, poiché farebbero cessare del tutto le importazioni di spazzole per capelli.(77) Per quanto riguarda la rappresentatività, le conclusioni provvisorie si basano su informazioni verificate ottenute dagli importatori e dagli operatori commerciali non collegati che hanno collaborato. Va ricordato che le società in questione hanno dato prova di scarsissima collaborazione nonostante il numero di questionari inviato e i contatti avuti con determinate associazioni di importatori e di operatori commerciali non collegati nella Comunità. Si è inoltre tenuto debitamente conto delle argomentazioni presentate da diverse parti interessate subito dopo l'istituzione dei dazi provvisori.(78) Per quanto riguarda l'applicazione immediata dei dazi provvisori, l'avviso di apertura di un procedimento antidumping viene pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, accessibile a tutte le parti nella Comunità. Gli operatori economici della Comunità vengono inoltre informati che dopo sessanta giorni dalla pubblicazione del suddetto avviso potrebbero essere istituiti dazi provvisori, i quali si applicherebbero pertanto ai prodotti importati successivamente a questa data.(79) L'inchiesta ha confermato la conclusione provvisoria per quanto riguarda gli effetti di un aumento dei prezzi sugli importatori non collegati, cioè che le spazzole per capelli rappresentavano una parte minima (tra il 5 e il 10% per la maggior parte delle società che hanno collaborato) del fatturato di questi importatori e che le spazzole per capelli non costituivano l'attività principale delle società in questione.(80) Visto tuttavia che, come risulta dal punto 98 del regolamento provvisorio, gran parte degli utilizzatori di spazzole per capelli dispone di un notevole potere d'acquisto, non si può escludere una diminuzione dei margini degli importatori non collegati per quanto riguarda le spazzole per capelli. È possibile quindi che l'istituzione dei dazi antidumping abbia ripercussioni negative su alcuni importatori.(81) Per quanto riguarda l'eventuale cessazione di tutte le importazioni di spazzole per capelli, si tratta di una possibilità piuttosto remota. Considerati il basso livello dei dazi definitivi applicati ai produttori esportatori in alcuni dei paesi interessati e il cambiamento di livello e di forma del dazio definitivo residuo per la Cina, è più probabile che le importazioni continuino, anche se a prezzi non di dumping. Si è inoltre accertato che alcuni importatori non collegati erano già passati, anche se solo in parte, a spazzole per capelli provenienti da altre fonti (paesi terzi o produzione comunitaria). Di conseguenza, gli importatori non collegati continuerebbero probabilmente a fornire ai loro clienti una vasta gamma di spazzole per capelli a prezzi che, come si era stabilito in via provvisoria, non supererebbero di molto quelli attuali.(82) In conclusione, l'istituzione di dazi antidumping sulle spazzole per capelli originarie dei paesi interessati non inciderebbe in misura considerevole sulla situazione finanziaria degli importatori non collegati o degli operatori commerciali della catena di distribuzione considerata nel suo insieme, specie perché queste società si occupano di tutta una serie di prodotti diversi. Si confermano pertanto le conclusioni provvisorie di cui ai punti da 123 a 126 del regolamento provvisorio.4. Consumatori(83) Sebbene né i consumatori né le loro organizzazioni abbiano formulato osservazioni dopo la pubblicazione del regolamento provvisorio, alcune parti hanno obiettato che le misure antidumping risulterebbero particolarmente pregiudizievoli per i consumatori comunitari, specie quelli a più basso reddito. Quest'affermazione è stata inserita in un'argomentazione più generale riguardante il livello del dazio residuo specifico imposto in via provvisoria sulle importazioni originarie della Cina, considerato eccessivo perché ha dato luogo a prezzi all'importazione, al netto del dazio, di gran lunga superiori ai prezzi all'esportazione, con il rischio di far cessare le importazioni di spazzole per capelli a basso prezzo o di far rincarare in misura considerevole i prezzi di questi prodotti, il che si ripercuoterebbe sui consumatori.(84) Dopo un'analisi approfondita dell'eventuale impatto delle misure sul prezzo d'acquisto per i consumatori, si è accertato che molto probabilmente l'industria comunitaria (quota di mercato: 12%, prezzo medio: 1,6 euro circa) non potrebbe alzare i prezzi senza rischiare di accentuare l'andamento negativo della sua quota di mercato.(85) D'altro canto, neanche le importazioni dai paesi terzi con una quota di mercato del 5% circa potrebbero imporre un considerevole rincaro dei prezzi, visto che i prezzi delle spazzole per capelli dipendono dalla strategia dei produttori esportatori nei paesi interessati e dal forte potere d'acquisto del sistema di distribuzione nella Comunità.(86) I prezzi medi delle importazioni da Corea e Taiwan superano quelli delle altre importazioni in oggetto. Neanche la Tailandia (la cui quota di mercato è nettamente inferiore a quella della Cina, con il 10% circa nel periodo dell'inchiesta, e il cui prezzo medio è di 0,31 euro) potrà imporre un forte aumento dei prezzi. Nondimeno, visto il livello del dazio nazionale stabilito per questo paese (48% circa), non si può escludere un aumento dei prezzi di vendita nella Comunità delle spazzole per capelli originarie della Tailandia. L'impatto massimo medio dei dazi definitivi sui consumatori sarebbe pari a 0,14 euro per spazzola, a seconda della misura in cui la catena di distribuzione decide di mantenere invariati i suoi margini di profitto e di addebitare integralmente il dazio ai consumatori (vedi più avanti).(87) Considerata infine l'aliquota del dazio stabilito per la Cina, la cui quota di mercato si aggira intorno al 61% (con un prezzo medio di 0,41 euro a spazzola), l'impatto massimo medio prevedibile dei dazi definitivi sui consumatori sarebbe pari a circa 0,4 euro a spazzola per tutte le importazioni considerate globalmente.(88) Solo se la catena di distribuzione decide di mantenere invariati i suoi margini di profitto e di addebitare integralmente l'eventuale aumento dei suoi costi ai consumatori, quindi, questi ultimi dovranno pagare per le spazzole un prezzo maggiorato di conseguenza. Dato però che il consumo medio pro capite di spazzole per capelli nella Comunità è inferiore a 1/persona/anno, anche in questo caso l'impatto dei dazi sul consumatori rimarrebbe indiscutibilmente marginale.(89) Per quanto riguarda l'impatto assertivamente sproporzionato del dazio residuo specifico istituito provvisoriamente nei confronti delle importazioni originarie della Cina sui prezzi finali al consumo, visto che il livello del dazio definitivo è più basso e che il dazio residuo definitivo è un dazio ad valorem, l'eventuale incidenza sui prezzi di vendita per i consumatori finali sarebbe più contenuta e il dazio inciderebbe in uguale misura sui prodotti di bassa, media o alta gamma.(90) In mancanza di altri elementi, e non essendo pervenute osservazioni dalle organizzazioni dei consumatori, si conclude che l'impatto probabile dei dazi definitivi sui consumatori di spazzole per capelli sarebbe minimo e si confermano pertanto le conclusioni provvisorie di cui ai punti da 127 a 129.5. Effetti pregiudizievoli sulla concorrenza e sugli scambi(91) Si è dichiarato che i dazi antidumping comprometterebbero la concorrenza riducendo la domanda globale e la scelta per i consumatori.(92) A tale riguardo, va sottolineato che, considerato il basso livello dei dazi applicati a un certo numero di produttori esportatori e di paesi interessati, nonché la lunghezza e i rialzi della catena di distribuzione (vedi sopra), è più che probabile che i prezzi delle spazzole per capelli non registrerebbero un aumento di rilievo, per cui la domanda non diminuirebbe.(93) Quanto alla minore offerta per i consumatori, si è appurato che l'industria comunitaria è in grado di rifornire una parte più vasta del mercato comunitario di quanto non faccia attualmente. I produttori esportatori dei paesi interessati dovrebbero continuare ad esportare nella Comunità, anche se a prezzi non di dumping. Per di più, visto il livello del dazio residuo definitivo applicato alle importazioni originarie della Cina, è probabile che, anziché cessare, le importazioni di spazzole per capelli originarie di questo paese proseguano anch'esse a prezzi non di dumping. Sul mercato, pertanto, vi sarà un gran numero di operatori in grado di soddisfare la domanda e di offrire una vasta gamma di modelli di spazzole per capelli. Si confermano pertanto le conclusioni di cui ai punti 130 e 131 del regolamento provvisorio, vale a dire che l'eventuale istituzione di dazi antidumping non limiterà la scelta dei consumatori né indebolirà al concorrenza.6. Conclusione sull'interesse della Comunità(94) In conclusione, avendo esaminato i diversi interessi in gioco si ritiene che nessun motivo impellente osti all'istituzione di misure nei confronti delle importazioni in dumping oggetto del presente procedimento. Si confermano quindi le conclusioni di cui al punto 132 del regolamento provvisorio.I. DAZIO ANTIDUMPING DEFINITIVO1. Livello di eliminazione del pregiudizio(95) Dopo la pubblicazione dei dazi provvisori, un certo numero di produttori esportatori ha chiesto (cfr. sezione D) che fossero stabiliti margini di dumping individuali per le società cui era stato concesso il trattamento individuale. Di conseguenza, si sono stabiliti livelli individuali di eliminazione del pregiudizio anche per i sette produttori esportatori cinesi cui era stato concesso il trattamento individuale secondo il metodo di cui ai punti 135 e 136 del regolamento provvisorio. Tutti i livelli di eliminazione del pregiudizio sono risultati invariabilmente superiori ai margini di dumping accertati.(96) Non essendo state presentate altre argomentazioni in proposito, si conferma il metodo generale utilizzato per stabilire il livello di eliminazione del pregiudizio di cui ai punti da 133 a 136 del regolamento provvisorio.2. Forma e livello del dazio antidumping definitivo(97) Per i motivi esposti al punto 138 del regolamento provvisorio (scarsa cooperazione dei produttori esportatori cinesi), era stato provvisoriamente istituito un dazio residuo specifico (0,55 euro) sulle importazioni originarie della Cina. Dopo l'istituzione dei dazi provvisori, si è affermato che l'incidenza del dazio residuo specifico istituito provvisoriamente sulle importazioni originarie della Cina era eccessiva poiché, come si è già detto, i prezzi all'importazione al netto del dazio erano diventati nettamente superiori.(98) Visto che esiste una vasta gamma di spazzole per capelli, che i prezzi all'importazione praticati dai produttori esportatori cinesi che hanno collaborato sono compresi per la maggior parte tra 0,10 e 0,30 euro e che, a quanto pare, la situazione non dovrebbe essere molto diversa per i produttori esportatori che non hanno collaborato, con ogni probabilità gli effetti di un dazio residuo specifico sarebbero eccessivi per i prodotti appartenenti al segmento inferiore del mercato. Si dovrebbe pertanto istituire un dazio residuo ad valorem del 114% sulle importazioni di spazzole per capelli originarie della Cina invece del dazio residuo specifico istituito in via provvisoria.(99) In conformità dell'articolo 9, paragrafo 4 del regolamento di base, quando i margini di dumping accertati per un dato produttore esportatore sono risultati inferiori all'aumento corrispondente dei prezzi all'importazione necessario per eliminare il pregiudizio, calcolato più sopra, le aliquote dei dazi definitivi sono state limitate ai margini di dumping stabiliti. Così è stato per tutti i produttori esportatori.(100) Le aliquote del dazio, espresse in percentuale del prezzo netto CIF franco frontiera comunitaria, dazio all'importazione non corrisposto, sono le seguenti:CinaKai Fat Brush Factory Ltd and Wangjiang Xiaoxiang Longxiang Machine Fty 39,2%Lee Chung Kee Plastic Brush Factory Ltd and Long Gang Xin Sheng Chung Hing Plastic & Metal Factory 26,3%Long Sure Industries Ltd 26,3%Lung Tain (Brothers) Company Ltd and Sun Sang Metal & Plastic Toys Mfy 75,3%National Brushes & Plastic Manufactory Ltd and National Plastic Manufactory 59,2%Ningbo Kai Fat Brush Factory Ltd 39,2%Yang Hau (Xiamen) Home Product Ltd 18,4%Tutte le altre società 114%CoreaKumduk Brush Co, Inc 0%Kyung Sung Plastic & Brushes Co 4,4%Seodoo Industrial, Co 11,2%Tutte le altre società 19,0%TaiwanTong Fong Brush Factory Co Ltd 2,6%Tutte le altre società 11,9%TailandiaTutte le società 48,4%(101) Le aliquote del dazio antidumping applicabili ad alcune società a titolo individuale indicate nel presente regolamento sono state stabilite in base alle risultanze della presente inchiesta. Esse riflettono quindi la situazione delle società in questione accertata durante l'inchiesta. Queste aliquote (a differenza del dazio istituito per il paese, applicabile a "tutte le altre società") sono applicabili esclusivamente alle importazioni di prodotti originari del paese interessato e fabbricati dalle società in questione, e precisamente dalle specifiche persone giuridiche menzionate. I prodotti importati fabbricati da qualsiasi altra società non specificamente menzionata con indicazione della ragione sociale nella parte operativa del presente regolamento, comprese le società collegate a quelle specificamente menzionate, non possono beneficiare delle aliquote in questione e sono soggetti all'aliquota del dazio applicabile a "tutte le altre società".(102) Le eventuali richieste di applicazione di tali aliquote individuali (ad es. in seguito ad un cambiamento della ragione sociale della società o alla creazione di nuove entità produttive o di vendita) devono essere inoltrate senza indugio alla Commissione [7] con tutte le informazioni pertinenti, in particolare l'indicazione degli eventuali mutamenti nelle attività della società riguardanti la produzione, le vendite sul mercato interno e le vendite all'estero, connessi ad es. al cambiamento della ragione sociale o a cambiamenti a livello di entità produttive o di vendita. Se del caso, la Commissione procederà, sentito il comitato consultivo, a modificare debitamente il regolamento, aggiornando l'elenco delle società che beneficiano di aliquote individuali.[7]  Commissione europea  Direzione generale Commercio  Direzione C  DM 24 - 8/38  Rue de la Loi/Wetstraat 200  B-1049 Bruxelles / BelgioJ. RISCOSSIONE DEI DAZI PROVVISORI(103) Vista l'entità dei margini di dumping stabiliti e del pregiudizio causato all'industria comunitaria, si ritiene opportuno riscuotere definitivamente gli importi depositati a titolo dei dazi antidumping provvisori istituiti dal regolamento (CE) n. 967/2000 sino all'aliquota del dazio definitivamente istituito, a meno che le aliquote del dazio provvisorio non siano inferiori, nel qual caso prevalgono queste ultime,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. È istituito un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni di spazzole per capelli attualmente classificabili al codice NC 9603 29 30, originarie della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Tailandia.2. Le aliquote del dazio provvisorio applicabili al prezzo netto franco frontiera comunitaria, dazio non corrisposto, per i prodotti fabbricati dalle società sotto elencate sono le seguenti: &gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;3. I servizi doganali subordineranno l'applicazione delle aliquote individuali suddette alla presentazione di certificati di produzione rilasciati dalle società in questione.4. Salvo disposizioni contrarie, si applicano le norme vigenti in materia di dazi doganali.Articolo 2Gli importi depositati a titolo dei dazi antidumping provvisori istituiti dal regolamento (CE) n. 967/2000 sulle importazioni di spazzole per capelli originarie della Repubblica popolare cinese, della Repubblica di Corea, di Taiwan e della Tailandia vengono riscossi sino all'aliquota del dazio definitivamente imposto. La parte della garanzia che supera l'aliquota del dazio antidumping definitivo è liberata.Articolo 3Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, il [...]Per il ConsiglioIl Presidente