CELEX: 52005PC0649
Language: it
Date: 2005-12-15
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari {SEC(2005) 1629}

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                       Bruxelles, 15.12.2005
                                                       COM(2005) 649 definitivo
                                                       2005/0259 (CNS)
                                           Proposta di
                             REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
   relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle
              decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari
                                 (presentata dalla Commissione)
                                       {SEC(2005) 1629}
IT                                                                                            IT
 ---pagebreak---                                                 RELAZIONE
   1.        CONTESTO DELLA PROPOSTA
   1.1.      Contesto generale
   1.1.1.    All’interno dell’Unione europea
   Al termine della riunione tenutasi a Tampere il 15 e 16 ottobre 1999, il Consiglio europeo ha
   chiesto, per quanto riguarda le obbligazioni alimentari, l’istituzione di specifiche norme
   procedurali per semplificare e accelerare la risoluzione delle controversie transfrontaliere e
   che siano soppresse le misure intermedie richieste per permettere il riconoscimento e
   l’esecuzione nello Stato richiesto di una decisione emessa in un altro Stato membro.
   Il programma di riconoscimento reciproco in materia civile, adottato il 30 novembre 20001,
   chiede l’eliminazione della procedura di exequatur a favore dei creditori di alimenti che già
   beneficiano del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio del 22 dicembre 2000 concernente
   la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia
   civile e commerciale (in prosieguo “Bruxelles I”)2. Il programma indica peraltro, in generale,
   che sarà «talvolta necessario, o addirittura indispensabile, fissare, a livello europeo, una
   serie di norme procedurali che costituiranno garanzie minime comuni” o addirittura
   « orientarsi verso una certa armonizzazione delle procedure ». Esso prospetta altresì
   l’adozione di misure di accompagnamento del riconoscimento reciproco riguardanti la
   «ricerca di una maggiore efficienza dell’esecuzione, nello Stato richiesto, delle decisioni
   pronunciate dagli organi giurisdizionali di un altro Stato membro» segnatamente
   consentendo “l’identificazione precisa degli elementi del patrimonio di un debitore che si
   trova sul territorio degli Stati membri” o permettendo al riconoscimento reciproco di inserirsi
   “nel quadro di una migliore cooperazione tra le autorità giudiziarie degli Stati membri, e,
   infine, relative all’armonizzazione delle norme sui conflitti di legge”.
   Ha riaffermato la pertinenza di tale programma il Consiglio europeo nel novembre 2004 in
   occasione dell’adozione del “programma dell’Aia”3, sottolineando che «la prosecuzione
   dell’attuazione del programma di misure sul reciproco riconoscimento dovrebbe pertanto
   costituire una priorità fondamentale dei prossimi anni per garantirne il completamento entro
   il 2011.»
   Il 2 e 3 giugno 2005 il Consiglio e la Commissione hanno adottato un piano d’azione comune
   che traduce il programma dell’Aia in azioni concrete e che menziona, per quanto riguarda la
   cooperazione giudiziaria civile, l’adozione nel 2005 delle « proposte relative alle obbligazioni
   alimentari»4.
   1
            GU C 12 del 15 gennaio 2001.
   2
            GU L 12 del 16 gennaio 2001.
   3
            GU C 53 del 3 marzo 2005.
   4
            Documento del Consiglio dell’Unione europea n° 9778/2/05 REV 2 JAI 207.
IT                                                     2                                            IT
 ---pagebreak---    1.1.2.    Sul piano internazionale
   La Conferenza dell’Aia di diritto internazionale privato5 ha inoltre avviato alcuni lavori nel
   settore delle obbligazioni alimentari per modernizzare le convenzioni esistenti6, dedicando tre
   riunioni di una commissione speciale all’elaborazione di una nuova convenzione generale
   sulle obbligazioni alimentari nel maggio 2003, giugno 2004 e aprile 2005. Una quarta
   riunione della commissione speciale è prevista nel giugno 2006, nella prospettiva di una
   eventuale sessione diplomatica nel primo semestre 2007. La Comunità europea prende parte
   attiva ai negoziati.
   L’articolazione tra i negoziati condotti all’Aia e i lavori comunitari deve orientarsi verso la
   ricerca delle sinergie possibili tra i due esercizi che non sono contraddittori ma coerenti e
   complementari, come rammentato dal Consiglio europeo nel programma dell’Aia.
   Pertanto, la Comunità deve essere in grado di adottare una strategia coerente nell’ambito dei
   negoziati internazionali e, parallelamente, deve proseguire nei suoi sforzi per costruire al suo
   interno un vero e proprio spazio di libertà, sicurezza e giustizia.
   La Conferenza dell’Aia rappresenta per la Comunità un forum internazionale che permette lo
   sviluppo di una politica di cooperazione con i paesi terzi nel settore della giustizia civile. Lo
   spazio di scambio e di discussione che essa offre è una fonte d’ispirazione di valore
   inestimabile per i lavori comunitari. Inoltre non è escluso che in certi settori specifici i
   negoziati all’Aia producano risultati che possano essere recepiti all’interno dell’Unione
   europea.
   Tuttavia, il livello d’integrazione tra gli Stati membri rispetto ai paesi terzi e l’ampiezza degli
   obiettivi perseguiti dall’Unione europea rendono necessaria la ricerca di specifiche soluzioni
   comunitarie. La cooperazione tra gli Stati membri, che hanno a loro disposizione non soltanto
   un sistema più coerente e più completo di regole di conflitto di giurisdizioni e di
   riconoscimento delle decisioni giudiziarie, ma anche una rete giudiziaria europea operativa,
   può essere più stretta che con i paesi terzi.
   1.2.      Obiettivi
   La proposta ha come ambizione di eliminare tutti gli ostacoli che tuttora si frappongono al
   recupero dei crediti di alimenti all’interno dell’Unione europea. Certamente essa non
   eliminerà la precarietà economica e sociale che colpisce alcuni debitori e li priva di
   un’occupazione e di risorse regolari, impedendo loro di adempiere alle proprie obbligazioni,
   ma permetterà di creare un contesto giuridico adatto alle legittime aspirazioni dei creditori di
   alimenti. Questi ultimi devono poter ottenere agevolmente, rapidamente e nella maggior parte
   dei casi senza spese un titolo esecutivo che possa circolare senza ostacoli nello spazio
   5
           Site Web: http://www.hcch.net.
   6
           Convenzione dell’Aia del 24 ottobre 1956 sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari verso i
           figli; Convenzione dell'Aia del 15 aprile 1958 concernente il riconoscimento e l’esecuzione delle
           decisioni in materia di obbligazioni alimentari verso i figli; Convenzione dell’Aia del 2 ottobre 1973
           sulla legge applicabile alle obbligazioni alimentari, che sostituisce, nei rapporti tra gli Stati che vi fanno
           parte, quella del 24 ottobre 1956; Convenzione dell’Aia del 2 ottobre 1973 concernente il
           riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia di obbligazioni alimentari che sostituisce nei
           rapporti tra gli Stati che vi fanno parte quella del 15 aprile 1958. A questo elenco occorre aggiungere la
           Convenzione di New York del 20 giugno 1956 sul recupero degli alimenti all’estero, conclusa nel
           quadro dell’O.N.U.
IT                                                           3                                                            IT
 ---pagebreak---    giudiziario europeo e che possa risolversi, in concreto, nel pagamento regolare delle somme
   dovute.
   Tale nuovo contesto giuridico europeo richiede un’azione che non può limitarsi a una
   semplice cosmesi degli attuali meccanismi: occorre adottare misure ambiziose in tutti i settori
   pertinenti della cooperazione giudiziaria civile: competenza internazionale, legge applicabile,
   riconoscimento ed esecuzione, cooperazione ed eliminazione degli ostacoli al corretto
   svolgimento delle procedure. Tali risposte globali devono essere riunite in uno strumento
   unico.
   Tre imperativi guideranno tale azione:
   1.2.1.    Semplificare la vita dei cittadini.
   La semplicità viene ricercata in primo luogo nello svolgimento delle procedure necessarie alla
   determinazione del credito alimentare. Le norme di competenza internazionale del
   regolamento Bruxelles I offrono già al creditore di alimenti la possibilità di agire dinanzi a
   un’autorità ad esso prossima, ma la situazione può essere ulteriormente migliorata e alcune
   ambiguità possono essere eliminate. Devono essere adottate misure affinché la decisione, una
   volta presa, abbia la stessa forza di cui gode nello Stato membro d’origine, per giunta senza
   formalità. In questo modo sarà raggiunto l’obiettivo che consiste nell’eliminare le « misure
   intermedie ».
   Più in generale, e per ogni fase dell’iter di recupero di un credito alimentare, occorre offrire al
   creditore l’aiuto e l’assistenza che ancora gli mancano. L’attuazione dei meccanismi di
   cooperazione tra gli Stati membri va incontro a questo obiettivo. Lo stesso dicasi per la
   possibilità di effettuare la necessaria azione sul luogo della residenza abituale, pure anche
   nella fase dell’esecuzione vera e propria, in particolare per eseguire sequestri sugli stipendi o
   su conti bancari, per avviare i meccanismi di cooperazione o per avere accesso alle
   informazioni che permettano di localizzare il debitore e di valutarne il patrimonio. Ragion per
   cui è previsto che siano rafforzate le garanzie d’accesso alla giustizia, tramite un sistema di
   rappresentazione degli interessi dei creditori di alimenti da parte delle autorità centrali degli
   Stati membri.
   Infine, la semplicità impone di porre fine alla diversità delle fonti del diritto in questa materia,
   poiché non esiste attualmente all'interno dell'Unione europea, un regime unico perfettamente
   armonizzato in materia di riconoscimento e di esecuzione delle decisioni relative agli
   alimenti.
   Il regolamento Bruxelles I, conformemente all’articolo 71, lascia infatti sussistere «le
   convenzioni di cui gli Stati membri siano parti contraenti, che disciplinano la competenza
   giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione». L’ultimo comma del medesimo articolo
   precisa che «se una convenzione relativa ad una materia particolare di cui sono parti lo Stato
   membro d’origine e lo Stato membro richiesto determina le condizioni del riconoscimento e
   dell’esecuzione delle decisioni si applicano tali condizioni » Nella “materia particolare”
   rappresentata dalle obbligazioni alimentari, 17 Stati membri su 25 sono parti contraenti nella
   convenzione dell’Aia del 2 ottobre 1973 concernente il riconoscimento e l’esecuzione di
   decisioni relative alle obbligazioni alimentari. Pertanto, tra i suddetti Stati membri, sono
   applicabili le “condizioni” fissate dalla convenzione del 1973, precedente al regolamento
   Bruxelles I.
IT                                                  4                                                   IT
 ---pagebreak---    Ebbene, conformemente all’articolo 26 di tale convenzione, ogni Stato contraente può
   riservarsi il diritto di non riconoscere né dichiarare esecutive determinate decisioni, in
   particolare quelle che riguardano alimenti dovuti ad adulti o tra collaterali o affini. Gli Stati
   membri che prendono parte alla convenzione del 19737 hanno formulato varie riserve sul
   fondamento di tale disposizione, con una conseguente discontinuità nel riconoscimento e
   nell’esecuzione delle decisioni in materia di alimenti.
   Le dissonanze esistenti riflettono talune divergenze tra Stati membri rispetto alla nozione
   stessa di alimenti. Le riserve previste dalla convenzione del 1973 lasciano libero corso
   all’espressione di tali divergenze. Queste ultime permettono di opporre al riconoscimento di
   certe decisioni alimentari una sorta di “clausola generale di ordine pubblico”. L’ordine
   pubblico non viene utilizzato caso per caso, a posteriori; bensì in generale e a priori, tramite
   una riserva alla convenzione del 1973, che ha prevalso sul diritto comunitario.
   Attualmente, tali discrepanze non esistono nell’ambito dell’Unione europea: in materia di
   obbligazioni alimentari, ha optato per la libera circolazione delle decisioni. Tuttavia, esse
   invitano a riflettere sui mezzi per rispondere alle preoccupazioni degli Stati membri che, nel
   sistema precedente, avevano auspicato un limite a tale circolazione.
   1.2.2.    Rafforzare la certezza del diritto.
   L’armonizzazione delle norme del conflitto di legge ha come pregio principale quello di
   permettere ai creditori di agire con cognizione di causa, senza essere assoggettato alla
   diversità dei sistemi nazionali. Essa garantisce una certa “prevedibilità giuridica”.
   Per effetto delle norme che determinano la legge applicabile, il tribunale competente emette
   una decisione basata sulle regole di diritto sostanziale che presentano i collegamenti più stretti
   con la causa. Ciò permette inoltre di evitare le situazioni più inique: un creditore di alimenti
   otterrà una risposta adeguata alla sua situazione, senza subire la disparità delle norme
   riguardanti il conflitto di legge.
   Pertanto, la norma del conflitto di legge accompagna e facilita l’eliminazione delle « misure
   intermedie » nella fase del riconoscimento: la decisione è meno contestabile se emessa
   conformemente a una legge designata secondo norme armonizzate.
   Inoltre, e in modo più diretto, le norme della legge applicabile permettono in alcune situazioni
   di rigettare domande basate su rapporti alimentari che non sono unanimemente accettati (ad
   esempio tra fratelli e sorelle). La norma del conflitto di legge costituisce così una "rete di
   sicurezza” in uno spazio di libera circolazione delle decisioni: essa rassicura gli Stati membri
   che interpretano in modo restrittivo la nozione stessa di obbligazione alimentare.
   L’obiettivo delle norme del conflitto di legge non è negare tali divergenze; non si tratta affatto
   di uniformare le concezioni, che rispecchiano preoccupazioni nazionali, sociali, economiche o
   culturali, ma di assicurarsi che nessuna decisione sia emessa in applicazione di una legge
   priva di un nesso sufficiente con la situazione familiare in questione.
   7
           17 Stati membri: Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lituania,
           Lussemburgo, Paesi bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno-Unito, Slovacchia, Spagna
           Svezia.
IT                                                     5                                                   IT
 ---pagebreak---    1.2.3.    Assicurare l’efficacia e la durevolezza del recupero.
   Soltanto il miglioramento del recupero effettivo dei crediti alimentari è in grado di modificare
   concretamente e durevolmente la situazione attuale. Si tratta di permettere al creditore di
   ottenere una decisione esecutiva su tutto il territorio dell’Unione europea, che possa in seguito
   beneficiare di un sistema di esecuzione semplice e armonizzato. Sono prescritti tre requisiti:
   primo, generalizzare e rendere automatica l’esecuzione provvisoria di tutte le decisioni in
   materia di alimenti; secondo, eliminare le misure intermedie che permettano a una decisione
   emessa in uno Stato membro di essere riconosciuta e resa esecutiva in un altro Stato membro;.
   terzo, prendere una serie di misure concernenti l’esecuzione vera e propria: accesso alle
   informazioni sulla situazione del debitore, attuazione degli strumenti giuridici che permettano
   di procedere a prelievi diretti sugli stipendi e i conti in banca, rafforzamento del carattere
   privilegiato dei crediti di alimenti.
   Tutti gli obiettivi della proposta saranno raggiunti nel pieno rispetto dei diritti fondamentali
   riconosciuti dall’Unione europea. Sarà assicurato l’equilibrio tra i diritti dei creditori di
   alimenti e quelli dei loro debitori, ai quali saranno sempre garantiti in particolare il diritto a un
   processo equo e il diritto alla protezione dei dati personali .
   2.        CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE
   La Commissione ha effettuato uno studio sul recupero dei crediti alimentari negli Stati
   membri dell’Unione europea8.
   La prima riunione di esperti è stata organizzata il 3 novembre 2003, allo scopo di individuare i
   principali aspetti che occorrerebbe trattare in un futuro libro verde sulle obbligazioni
   alimentari.
   Il libro verde sulle obbligazioni alimentari è stato adottato dalla Commissione il 15 aprile
   20049. Le prime risposte sono state oggetto di un’audizione pubblica organizzata il 2 giugno
   2004. Successivamente sono pervenute altre risposte10.
   In base a un documento di lavoro preparato dai servizi della Commissione e che comprende
   tre progetti di proposte legislative, il 12 maggio 2005 si è tenuta una seconda riunione di
   esperti degli Stati membri che ha permesso di passare in rassegna tutte le questioni relative
   alle obbligazioni alimentari all’interno dell’Unione europea: legge applicabile, competenza
   internazionale, riconoscimento, esecutività ed esecuzione delle decisioni, armonizzazione di
   talune regole di procedura, cooperazione tra autorità centrali, accesso all’informazione ecc.
   I partecipanti a tale riunione sono stati successivamente invitati a presentare alla
   Commissione osservazioni scritte sul documento di lavoro comprendente i tre progetti di
   proposte legislative.
   8
           Consultabile sul sito della direzione generale “Giustizia Libertà e Sicurezza” al seguente indirizzo:
           http://europa.eu.int/comm/justice_home/doc_centre/civil/studies/doc_civil_studies_en.htm
   9
           COM(2004)254 def..
   10
           Pubblicate all’indirizzo seguente:
           http://europa.eu.int:8082/comm/justice_home/ejn/maintenance_claim/maintenance_claim_ec_en.htm
IT                                                         6                                                     IT
 ---pagebreak---    La Commissione ha provveduto ad effettuare uno studio d’impatto, in allegato alla presente
   proposta. I contributi degli esperti consultati, nell’ambito del libro verde e successivamente,
   sono stati analizzati in quell’occasione. Sono state prese in considerazione diverse opzioni: lo
   status quo, un’azione non legislativa e varie modalità d’iniziativa legislativa della Comunità.
   Dallo studio risulta che per rispondere alle molteplici difficoltà che affrontano i creditori di
   alimenti, di carattere giuridico tanto che pratico, la Comunità deve prendere in considerazione
   un’azione su vasta scala, in tutti i campi d’azione possibili.
   3.        ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA
   3.1.      Base giuridica
   La materia trattata dalla presente proposta rientra nell’articolo 65 del trattato che istituisce la
   Comunità europea e la base giuridica di tale proposta è l’articolo 61, lettera c), di tale trattato.
   L’articolo 65 conferisce alla Comunità competenze legislative concernenti la cooperazione
   giudiziaria nelle materie civili che presentino implicazioni transfrontaliere, per quanto
   necessario al corretto funzionamento del mercato interno.
   Le misure qui previste rinviano a quelle espressamente menzionate nell’elenco (peraltro non
   esaustivo) dell’articolo 65: conflitti di leggi e competenza giurisdizionale, riconoscimento ed
   esecuzione delle decisioni, eliminazione degli ostacoli al corretto svolgimento dei
   procedimenti civili, promuovendo la compatibilità delle norme di procedura civile.
   Le istituzioni comunitarie dispongono di una discrezionalità per stabilire se una misura sia
   necessaria al corretto funzionamento del mercato interno. La presente proposta agevola il
   corretto funzionamento del mercato interno, in quanto l’attuazione di un nuovo contesto
   giuridico destinato a rendere più efficace il recupero dei crediti alimentari contribuirà ad
   eliminare gli ostacoli alla libera circolazione delle persone che si trovano attualmente in
   difficoltà per il persistere di discrepanze tra gli Stati membri nel recupero dei crediti
   alimentari.
   Per quanto riguarda la condizione relativa alle implicazioni transfrontaliere, la presente
   proposta contiene misure il cui oggetto è agevolare il rilascio di un titolo e la relativa
   esecuzione in situazioni che comprendono un elemento internazionale. Le norme che
   riguardano il conflitto di giurisdizioni e il conflitto di leggi per definizione riguardano
   situazioni internazionali, comprendenti elementi giuridici provenienti da vari paesi. Le
   disposizioni riguardanti il riconoscimento e la esecutività delle decisioni hanno lo scopo di
   permettere a una decisione emessa in uno Stato membro di ottenere automaticamente
   l'esecutività in qualsiasi Stato membro. Sono accessorie a tali disposizioni eventuali misure di
   armonizzazione minima di alcune norme processuali nazionali . Le misure di esecuzione prese
   in considerazione nella proposta hanno l’obiettivo di facilitare l’esecuzione in uno Stato
   membro di una decisione presa in un altro Stato membro. Da ultimo, le disposizioni relative
   alla cooperazione e allo scambio di informazioni funzionano soltanto tra due Stati membri
   diversi.
   Il presente regolamento sarà adottato secondo la procedura prevista all'articolo 67, paragrafo 2
   del trattato, secondo il quale il Consiglio delibera all’unanimità previa consultazione del
   Parlamento europeo. La Commissione ritiene infatti che, ai sensi dell’articolo 67, paragrafo 5,
   secondo trattino, la presente proposta sia connessa al diritto di famiglia.
IT                                                   7                                                  IT
 ---pagebreak---    Tale interpretazione si impone giuridicamente, tenuto conto dei legami molto stretti che
   uniscono le obbligazioni alimentari al diritto di famiglia, ma è giocoforza constatare che tale
   classificazione non è priva di inconvenienti. Essa non prende sufficientemente in
   considerazione la natura ibrida del concetto di obbligazione alimentare – familiare per le sue
   radici, ma pecuniaria nella sua attuazione, come per qualsiasi credito.
   Peraltro, fino ad oggi il legislatore comunitario ha ritenuto che le obbligazioni alimentari
   potessero essere regolate dal regime di diritto comune in materia di cooperazione giudiziaria
   civile, al di fuori della sfera del diritto di famiglia. Il regolamento Bruxelles I, che ricalca la
   struttura della convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968, esclude il diritto di famiglia
   ma conserva le obbligazioni alimentari nel suo ambito d’applicazione. Per contro, il
   regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla
   competenza, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in
   materia di responsabilità genitoriale (in prosieguo “nuovo regolamento Bruxelles II”)11,
   contempla una parte essenziale del diritto di famiglia (divorzio, responsabilità genitoriale), ma
   esclude le obbligazioni alimentari. Da ultimo, il regolamento (CE) n. 805/2004 del
   Parlamento europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 che istituisce il titolo esecutivo
   europeo per i crediti non contestati12 (in prosieguo “regolamento TEE”) riunisce i crediti
   alimentari ed è stato adottato secondo la procedura di codecisione.
   La presente proposta si inserisce evidentemente in un contesto diverso, poiché tratta soltanto
   le obbligazioni alimentari, che costituivano in altri strumenti citati soltanto una parte
   accessoria del loro ambito d’applicazione. Di conseguenza la Commissione, in osservanza dei
   termini del trattato, può solo constatare che la proposta è connessa al diritto di famiglia e che
   esula pertanto dalla procedura di codecisione.
   Gli inconvenienti precedentemente citati sarebbero evitabili se il Consiglio decidesse di
   reintegrare le obbligazioni alimentari nel regime di diritto comune. Conformemente
   all’articolo 67, paragrafo 2, secondo trattino del trattato, il Consiglio, deliberando
   all’unanimità previa consultazione del Parlamento europeo, può infatti decidere di
   assoggettare tutti o parte dei settori contemplati dal titolo IV della terza parte del trattato alla
   procedura di cui all’articolo 251. È quindi possibile trasferire la materia delle obbligazioni
   alimentari dall’unanimità alla codecisione.
   La Commissione invita il Consiglio a prendere una decisione in tal senso: essa sarebbe
   conforme sia alla natura particolare delle obbligazioni alimentari che al contesto legislativo
   nel quale la Comunità è intervenuta fino ad oggi in questo settore.
   3.2.      Proporzionalità e sussidiarietà
   Gli obiettivi della presente proposta non possono essere raggiunti dagli Stati membri. Le
   norme di competenza internazionale e di conflitti di legge, come anche le norme di
   riconoscimento e di esecuzione delle decisioni, devono infatti essere uniformi per agevolare il
   funzionamento del mercato interno. Soltanto un’azione a livello comunitario è tale da
   garantire l’equivalenza delle norme applicabili, come già in precedenza con il regolamento
   Bruxelles I, per esempio. Ciò vale anche per le norme di cooperazione poiché tutte le autorità
   11
            GU L 338 del 23 dicembre 2003, pagg. 1 – 29.
   12
            GU L 143 del 30 aprile 2004, pagg. 15 – 39.
IT                                                       8                                              IT
 ---pagebreak---    centrali designate devono essere assoggettate alle stesse obbligazioni di reciproca assistenza
   giudiziaria, all’interno dell’Unione europea.
   La presente proposta è del tutto conforme al principio di proporzionalità in quanto si limita
   strettamente a quanto necessario per raggiungere i suoi obiettivi. Le norme di conflitti di
   legge, in particolare, permettono di evitare qualsiasi armonizzazione del diritto sostanziale. Le
   norme di competenza, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni peraltro comportano
   scarse conseguenze per le norme processuali interne.
   Dal punto di vista formale, la scelta di un regolamento si giustifica per vari motivi. Non può
   esser lasciata discrezionalità agli Stati membri non solo per quanto riguarda la determinazione
   delle norme di competenza internazionale, il cui obiettivo è quello di assicurare la certezza del
   diritto a favore dei cittadini e degli operatori economici, ma anche per quanto riguarda il
   procedimento di riconoscimento e di esecuzione che risponde a un imperativo di chiarezza e
   di omogeneità all'interno degli Stati membri. Ciò vale anche per le norme sui conflitti di
   legge. In effetti, la proposta stabilisce regole uniformi per la legge applicabile che sono
   precise e incondizionate e non necessitano nessuna misura di recepimento nel diritto interno.
   Se gli Stati membri disponessero invece di un margine di manovra per il recepimento di tali
   norme si reintrodurrebbe proprio quell’incertezza del diritto che la presente proposta ha la
   finalità di eliminare.
   Più in generale, l’obiettivo di trasparenza riveste un’importanza capitale in questo settore e
   deve permettere di effettuare una lettura immediata e uniforme delle norme applicabili nella
   Comunità europea senza che sia necessario effettuare ricerche nelle disposizioni di un diritto
   nazionale che recepisce il contenuto dello strumento comunitario, là dove il diritto nazionale
   sarà molto spesso un diritto straniero per il cittadino interessato. Inoltre, la scelta del
   regolamento permetterà alla Corte di giustizia di assicurare un’applicazione uniforme delle
   sue disposizioni in tutti gli Stati membri.
   3.3.       Posizione del Regno-Unito, dell’Irlanda e della Danimarca.
   Il titolo IV del trattato che istituisce la Comunità europea, nel quale rientra la materia
   contemplata dalla presente proposta di regolamento, non si applica al Regno Unito e
   all’Irlanda, salvo che tali Stati decidano di partecipare alle condizioni definite dal protocollo
   allegato al trattato.
   Il titolo IV del trattato non si applica parimenti alla Danimarca in forza del protocollo che la
   riguarda.
IT                                                 9                                                 IT
 ---pagebreak---                                                               2005/0259 (CNS)
                                                  Proposta di
                                  REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO
       relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle
                   decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 61, lettera c) e
   l’articolo 67, paragrafo 2,
   vista la proposta della Commissione13,
   visto il parere del Parlamento europeo14,
   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo 15,
   considerando quanto segue:
   (1)      La Comunità si è data come obiettivo il mantenimento e lo sviluppo dell’Unione
            europea in quanto spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia all’interno del quale è
            garantita la libera circolazione delle persone. Per l’attuazione progressiva di questo
            spazio, la Comunità deve in particolare adottare le misure rientranti nel settore della
            cooperazione giudiziaria in materia civile che sono necessarie al buon funzionamento
            del mercato interno.
   (2)      A tal proposito, la Comunità ha già adottato, tra le altre misure, il regolamento (CE) n.
            1348/2000 del Consiglio, relativo alla notificazione e alla comunicazione negli Stati
            membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile o commerciale16, il
            regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio del 22 dicembre 2000 concernente la
            competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia
            civile e commerciale17, la decisione 2001/470/CE del Consiglio, del 28 maggio 2001,
            relativa all'istituzione di una rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale18,
            il regolamento (CE) n. 1206/2001 del Consiglio, del 28 maggio 2001, relativo alla
            cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nel settore dell'assunzione
            delle prove in materia civile o commerciale19, il regolamento (CE) n. 2201/2003 del
            Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e
   13
            GU C del , pag. .
   14
            GU C del , pag. .
   15
            GU C del , pag. .
   16
            GU L 160 del 30.6.2000, pag. 37.
   17
            GU L 12 del 16.1.2001, pag. 1.
   18
            GU L 174 del 27.6.2001, pag. 25.
   19
            GU L 174 del 27.6.2001, pag. 1.
IT                                                    10                                                IT
 ---pagebreak---         all'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità
        genitoriale, che abroga il regolamento (CE) n. 1347/200020, e il regolamento (CE) n.
        805/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, che istituisce il
        titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati21.
   (3)  Il Consiglio europeo riunitosi a Tampere il 15 e 16 ottobre 1999 ha raccomandato
        l’istituzione di specifiche norme procedurali comuni speciali per semplificare e
        accelerare la composizione delle cause transfrontaliere riguardanti in particolare i
        crediti alimentari. Ha quindi raccomandato di eliminare le misure intermedie
        necessarie per permettere il riconoscimento e l’esecuzione nello Stato richiesto di una
        decisione emessa in un altro Stato membro.
   (4)  Un programma di misure sull’attuazione del principio di riconoscimento reciproco
        delle decisioni in materia civile e commerciale, comune alla Commissione e al
        Consiglio, è stato adottato il 30 novembre 200022.
   (5)  Il Consiglio europeo, nella riunione tenutasi a Bruxelles il 4 e 5 novembre 2004, ha
        adottato un nuovo programma, cosiddetto “programma dell’Aia”, intitolato:
        “rafforzare la libertà, la sicurezza e la giustizia nell’Unione europea”.
   (6)  Il 2 e 3 giugno 2005 il Consiglio e la Commissione hanno adottato un piano d’azione
        comune che traduce il programma dell’Aia in azioni concrete e menziona la necessità
        di adottare proposte sulle obbligazioni alimentari.
   (7)  Occorre consentire a un creditore di alimenti di ottenere agevolmente in uno Stato
        membro una decisione che sarà automaticamente esecutiva in qualsiasi altro Stato
        membro e la cui esecuzione sarà semplificata e accelerata.
   (8)  Per raggiungere tale obiettivo e garantire ai cittadini un migliore accesso alle norme
        giuridiche applicabili è opportuno riunire in un solo strumento tutte le misure
        necessarie al recupero delle obbligazioni alimentari all'interno della Comunità. È
        pertanto opportuno che il presente regolamento comprenda disposizioni sui conflitti di
        giurisdizione, sui conflitti di legge, sull’esecutività e l’esecuzione delle decisioni
        straniere e la cooperazione.
   (9)  L’ambito d’applicazione del regolamento deve estendersi a tutte le obbligazioni
        alimentari derivanti da rapporti familiari o rapporti che producono effetti simili, e ciò
        al fine di garantire la parità di trattamento tra tutti i creditori di alimenti.
   (10) Le norme relative alla competenza internazionale differiscono in parte da quelle
        attualmente applicabili, come risultano dal regolamento (CE) n. 44/2001. Per garantire
        al meglio la difesa degli interessi dei creditori di alimenti e favorire una buona
        amministrazione della giustizia all’interno dell’Unione europea, tali norme devono
        essere chiarite e contemplare tutte le ipotesi nelle quali esiste un nesso sufficiente tra
        la situazione delle parti e uno Stato membro. La residenza abituale del convenuto in
        uno Stato non membro dell’Unione europea non deve più essere una causa di
   20
        GU L 338 del 23.12.2003, pag. 1.
   21
        GU L 143 del 30.4.2004, pag. 15.
   22
        GU C 12 del 15 gennaio 2001.
IT                                                11                                               IT
 ---pagebreak---         esclusione dalle norme comunitarie e non deve essere più previsto alcun rinvio alla
        legge nazionale.
   (11) Le parti devono poter scegliere di comune accordo il tribunale competente, salvo il
        caso in cui si tratti di obbligazioni alimentari per un figlio minorenne, al fine di
        assicurare la protezione della “parte debole”.
   (12) Occorre mantenere un meccanismo chiaro ed efficace per risolvere i casi di
        litispendenza e di connessione.
   (13) Le norme sui conflitti di legge devono applicarsi soltanto alle obbligazioni alimentari e
        non devono stabilire la legge applicabile all’accertamento dei rapporti familiari sui
        quali si fondano le obbligazioni alimentari.
   (14) La legge del paese della residenza abituale del creditore di alimenti deve restare
        predominante, come negli strumenti internazionali esistenti, ma la legge dello Stato in
        cui si svolge il procedimento (lex fori) deve venire al secondo posto, poiché spesso
        non permette in questo settore particolare di risolvere le controversie in modo più
        semplice, rapido e meno costoso.
   (15) Quando nessuna delle due leggi citate permette al creditore di ottenere alimenti dal
        debitore deve rimanere possibile applicare la legge di un altro paese con il quale
        l’obbligo alimentare presenta legami stretti. In particolare può trattarsi, ma non solo,
        del paese della nazionalità comune delle parti.
   (16) Le parti devono essere autorizzate, a certe condizioni, a scegliere la legge applicabile.
        Pertanto devono poter scegliere la lex fori per le esigenze processuali. Inoltre, devono
        poter accordarsi sulla legge applicabile con accordi preliminari a qualsiasi
        controversia, ma soltanto quando si tratta di obbligazioni alimentari diverse da quelle
        dovute a minori o ad adulti vulnerabili ; la loro scelta deve peraltro limitarsi solo a
        determinate leggi.
   (17) Il debitore dev’essere tutelato nei confronti della legge designata nelle ipotesi in cui il
        rapporto di famiglia che giustifica l’ottenimento degli alimenti non sia unanimemente
        considerato degno di essere privilegiato. In particolare questo potrebbe essere il caso
        dei rapporti tra collaterali o affini, delle obbligazioni alimentari dei discendenti
        rispetto agli ascendenti, o del mantenimento del dovere di assistenza dopo lo
        scioglimento del matrimonio.
   (18) Le decisioni emesse in uno Stato membro in materia di obbligazioni alimentari devono
        essere riconosciute e possedere forza esecutiva in tutti gli altri Stati membri senza che
        sia richiesta alcuna procedura. Per eliminare qualsiasi misura intermedia occorre
        realizzare un’armonizzazione minima delle norme processuali. Quest’ultima deve
        garantire il rispetto dei requisiti di un processo equo secondo norme comuni in tutti gli
        Stati membri.
   (19) Una volta emessa in uno Stato membro, una decisione in materia di obbligazioni
        alimentari deve poter essere eseguita rapidamente ed efficacemente in qualsiasi altro
        Stato membro. I creditori di alimenti devono beneficiare in particolare di prelievi alla
        fonte effettuati sugli stipendi e i conti bancari dei debitori.
IT                                                12                                                IT
 ---pagebreak---    (20) Gli atti autentici e gli accordi tra le parti esecutivi in uno Stato membro devono essere
        equiparati a decisioni.
   (21) Occorre istituire autorità centrali negli Stati membri che cooperino, sia in generale che
        in singoli casi, per agevolare il recupero delle obbligazioni alimentari. Esse devono
        scambiare informazioni per localizzare i debitori e valutare beni e risorse, rispettando
        pienamente tutte le esigenze relative alla tutela delle persone fisiche per quanto
        riguarda il trattamento dei dati personali, conformemente alla direttiva 95/46/CE del
        Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle
        persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera
        circolazione di tali dati23.
   (22) Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti
        in particolare dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. In particolare
        mira a garantire il pieno rispetto della vita privata e della vita familiare, la protezione
        dei dati di carattere personale, il rispetto dei diritti del bambino e un ricorso effettivo e
        a un giudice imparziale, conformemente agli articoli 7, 8, 24 e 47 della Carta.
   (23) Conformemente all’articolo 2 della decisione del Consiglio 1999/468/CE, del 28
        giugno 1999 recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite
        alla Commissione24,occorre che le misure necessarie per l’attuazione del presente
        regolamento siano emanate secondo la procedura consultiva di cui all’articolo 3 della
        richiamata decisione.
   (24) Il presente regolamento deve sostituire gli strumenti comunitari adottati
        precedentemente aventi lo stesso ambito. Inoltre, deve prevalere sugli altri strumenti
        internazionali applicabili in materia tra gli Stati membri, per unificare e semplificare le
        norme giuridiche in vigore.
   (25) Dato che gli obiettivi dell’azione prevista attuare cioè una serie di misure che
        permettono di garantire il recupero effettivo dei crediti alimentari all’interno
        dell’Unione europea, non possono essere realizzati sufficientemente dagli Stati
        membri e possono pertanto essere realizzati meglio a livello comunitario, la Comunità
        può adottare misure conformemente al principio di sussidiarietà di cui all’articolo 5
        del trattato. Conformemente al principio di proporzionalità come enunciato al suddetto
        articolo, il presente regolamento non va al di là di quanto necessario per il
        raggiungimento di tali obiettivi.
   (26) [Il Regno Unito e l’Irlanda, in forza dell’articolo 3 del protocollo sulla posizione del
        Regno Unito e dell’Irlanda allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che
        istituisce la Comunità europea, hanno notificato che desiderano di partecipare
        all’adozione e all’applicazione del presente regolamento.]
   (27) La Danimarca, conformemente agli articoli 1 e 2 del protocollo sulla posizione della
        Danimarca allegato al trattato sull’Unione europea e al trattato che istituisce la
        Comunità europea, non partecipa all’adozione del presente regolamento, che pertanto
        non la vincola e non è ad essa applicabile,
   23
        GU L 281 del 23 11.1995, pagg. 31 – 50.
   24
        GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
IT                                                13                                                  IT
 ---pagebreak---    HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                                 Capo I
                           Ambito d’applicazione e definizioni
                                                Articolo 1
                                          Ambito d’applicazione
   1.        Il presente regolamento si applica alle obbligazioni alimentari derivanti dai rapporti
             familiari o dai rapporti che, in forza della legge ad essi applicabile, producono effetti
             simili.
   2.        Nel presente regolamento, con Stato membro si intendono tutti gli Stati membri ad
             eccezione della Danimarca [, del Regno Unito e dell’Irlanda].
                                                Articolo 2
                                                Definizioni
   Ai fini del presente regolamento si intende per :
   (1)     “autorità giurisdizionale”, tutte le autorità competenti degli Stati membri in materia di
           obbligazioni alimentari ;
   (2)     “giudice”, il giudice o il titolare di competenze equivalenti a quelle del giudice in
           materia di obbligazioni alimentari;
   (3)     “decisione”, la decisione in materia di obbligazioni alimentari emessa da un’autorità
           giurisdizionale di uno Stato membro, a prescindere dalla denominazione usata, quale
           ad esempio decreto, sentenza, ordinanza o ordine di esecuzione, nonché la
           liquidazione delle spese giudiziali da parte del cancelliere;
   (4)     “atto autentico”:
             a)    un atto redatto o registrato formalmente come atto autentico in materia di
                   obbligazioni alimentari e la cui autenticità:
                   (i)   riguarda la firma e il contenuto dell’atto autentico, e
                   (ii)  è stata stabilita da un’autorità pubblica o qualsiasi altra autorità
                         legittimata in tal senso dallo Stato membro d’origine ; o
             b)    una convenzione conclusa con autorità amministrative o da queste autenticata
                   in materia di obbligazioni alimentari.
IT                                                  14                                                 IT
 ---pagebreak---    (5)   “Stato membro d’origine” lo Stato membro nel quale è emessa la decisione da
         eseguire;
   (6)   “Stato membro dell’esecuzione ”lo Stato membro nel quale è richiesta l’esecuzione
         della decisione;
   (7)   “autorità giurisdizionale d’origine”, l’autorità giurisdizionale che ha emesso la
         decisione da eseguire;
   (8)   “creditore”, qualsiasi persona fisica a cui sono dovuti o si presume siano dovuti
         alimenti;
   (9)   “debitore”, qualsiasi persona fisica che deve corrispondere alimenti o alla quale sono
         richiesti alimenti.
                                             Capo II
                                          Competenza
                                              Articolo 3
                                        Competenza generale
   Sono competenti a pronunciarsi in materia di obbligazioni alimentari negli Stati membri:
           a)    l’autorità giurisdizionale del luogo ove il convenuto risiede abitualmente, o
           b)    l’autorità giurisdizionale del luogo ove il creditore risiede abitualmente, o
           c)    l’autorità giurisdizionale competente a conoscere un’azione relativa allo stato
                 delle persone quando la domanda relativa all’obbligazione alimentare è
                 accessoria a quell’azione, salvo che tale competenza sia fondata soltanto sulla
                 nazionalità di una delle parti, o
           d)    l’autorità giurisdizionale competente a conoscere un’azione relativa alla
                 responsabilità genitoriale, ai sensi del regolamento (CE) n. 2201/2003, quando
                 la domanda relativa all’obbligazione alimentare è accessoria a quell’azione.
                                              Articolo 4
                                      Deroga della competenza
   1.      Qualora le parti, di cui una almeno risiede abitualmente nel territorio di uno Stato
           membro, abbiano convenuto che una o più autorità giurisdizionali di uno Stato
           membro sono competenti a conoscere controversie attuali o future in materia di
           obbligazioni alimentari, sono competenti l’autorità giurisdizionale o le autorità
IT                                                 15                                            IT
 ---pagebreak---              giurisdizionali di quello Stato membro. Questa competenza è esclusiva, salvo che
             esista una convenzione contraria delle parti.
   2.        La clausola attributiva di competenza dev’essere conclusa per iscritto. La forma
             scritta comprende qualsiasi comunicazione elettronica che consenta una registrazione
             durevole della clausola attributiva di competenza.
   3.        Nel caso in cui tale clausola sia conclusa da parti che non risiedono abitualmente nel
             territorio di uno Stato membro, le autorità giurisdizionali degli altri Stati membri non
             possono conoscere di una controversia fintanto che l’autorità giurisdizionale o le
             autorità giurisdizionali designate non si sono dichiarate incompetenti.
   4.        Il presente articolo non si applica nelle controversie concernenti un’obbligazione
             alimentare relativa a un minore di diciotto anni.
                                                 Articolo 5
                         Competenza fondata sulla comparizione del convenuto
   In tutti gli altri casi in cui la competenza non risulta dagli articoli 3 e 4, è competente il
   giudice di uno Stato membro dinanzi al quale compare il convenuto. Tale norma non è
   applicabile se la comparizione è intesa a contestare la competenza o nel caso in cui esista
   un’altra autorità giurisdizionale esclusivamente competente in forza dell’articolo 4.
                                                 Articolo 6
                                           Competenze residuali
   Ove nessuna autorità giurisdizionale di uno Stato membro sia competente in forza degli
   articoli da 3 a 5, sono competenti le seguenti autorità giurisdizionali:
             a)     le autorità giurisdizionali dello Stato membro della nazionalità comune del
                    creditore e del debitore ; o
             b)     quando si tratta di obbligazioni alimentari tra coniugi o ex-coniugi, le autorità
                    giurisdizionali dello Stato membro sul cui territorio si trova l’ultima residenza
                    abituale comune dei coniugi, qualora tale residenza abituale sia stata stabilita
                    meno di un anno prima dell’introduzione della domanda.
                                                 Articolo 7
                                               Litispendenza
   1.        Ove diverse domande riguardanti la stessa obbligazione alimentare siano presentate
             dinanzi alle autorità giurisdizionali di diversi Stati membri, l’autorità giurisdizionale
             successivamente adita sospende d’ufficio il giudizio finché sia accertata la
             competenza del tribunale adito per primo.
IT                                                   16                                                IT
 ---pagebreak---    2.        Ove sia accertata la competenza del giudice adito per primo, il giudice
             successivamente adito si dichiara incompetente.
                                                  Articolo 8
                                                Connessione
   1.        Nel caso in cui domande connesse siano pendenti dinanzi ad autorità giurisdizionali
             di diversi Stati membri, l’autorità giurisdizionale successivamente adita può
             sospendere il giudizio.
   2.        Nel caso in cui tali domande siano pendenti in primo grado, l’autorità giurisdizionale
             successivamente adita può parimenti dichiararsi incompetente, su richiesta di una
             delle parti, a condizione che il giudice adito per primo sia competente a conoscere le
             domande in questione e il proprio ordinamento giuridico prevede la riunione delle
             cause.
   3.        Ai sensi del presente articolo, sono connesse le domande aventi un nesso così stretto
             che vi sia interesse a istruirle e a giudicare contemporaneamente per evitare soluzioni
             che potrebbero essere inconciliabili qualora le cause fossero giudicate separatamente.
                                                  Articolo 9
                                 Ricorso ad un’autorità giurisdizionale
   Ai fini del presente capo, si ritiene adita un’autorità giurisdizionale:
             a)    alla data in cui l’atto introduttivo del giudizio o atto equivalente è depositato
                   presso l’autorità giurisdizionale, a condizione che l’attore abbia provveduto in
                   seguito ad adottare le misure che era tenuto a prendere affinché l’atto fosse
                   notificato o comunicato o al convenuto, o
             b)    qualora l’atto debba essere notificato o comunicato prima di essere depositato
                   presso l’autorità giurisdizionale, alla data nella quale è ricevuto dall’autorità
                   incaricata della notifica o della comunicazione, a condizione che l’attore non
                   abbia omesso di prendere le misure che era tenuto a prendere affinché l’atto
                   fosse depositato presso l’autorità giurisdizionale.
                                                 Articolo 10
                                    Misure provvisorie e conservative
   Le misure provvisorie o conservative previste dalla legge di uno Stato membro possono essere
   richieste alle autorità giudiziarie di quello Stato, anche se, in forza del presente regolamento, è
   competente l’autorità giurisdizionale di un altro Stato membro nel merito.
IT                                                    17                                               IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 11
                                       Verifica della competenza
   L’autorità giurisdizionale di uno Stato membro adita per una causa allorché la sua competenza
   non è fondata ai sensi del presente regolamento si dichiara d’ufficio incompetente.
                                               Capo III
                                       Legge applicabile
                                                Articolo 12
                         Assenza di effetti sull’esistenza dei rapporti familiari
   Le disposizioni del presente capo stabiliscono soltanto la legge applicabile alle obbligazioni
   alimentari e non pregiudicano la legge applicabile a uno dei rapporti di cui all’articolo 1.
                                                Articolo 13
                                              Norme di base
   1.       La legge del paese nel quale il creditore risiede abitualmente disciplina le
            obbligazioni alimentari.
   2.       La lex fori si applica:
            a)    qualora in forza della legge designata ai sensi del paragrafo 1 il creditore non
                  possa ottenere alimenti dal debitore o
            b)    qualora il creditore lo richieda e si tratti della legge del paese nel quale il
                  debitore risiede abitualmente.
   3.       Se nessuna delle leggi designate conformemente ai paragrafi precedenti permette al
            creditore di ottenere alimenti dal debitore e qualora risulti dal complesso delle
            circostanze che l’obbligazione alimentare presenta collegamenti stretti con un altro
            paese, in particolare quello della nazionalità comune del creditore e del debitore, si
            applica la legge del paese con il quale l’obbligazione alimentare presenta
            collegamenti stretti.
IT                                                  18                                             IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 14
                                             Scelta della legge
   Nonostante l’articolo 13, il creditore e il debitore possono:
              a)    designare la lex fori per le esigenze di una procedura, espressamente o in
                    qualsiasi altro modo inequivocabile al momento della presentazione della
                    domanda;
              b)    accordarsi in qualsiasi momento per iscritto sulla legge applicabile, salvo che si
                    tratti di un'obbligazione alimentare a favore di un minore di 18 anni o di un
                    adulto che, a causa di un’alterazione o di un’insufficienza delle facoltà
                    personali, non è in grado di curare i suoi interessi (in prosieguo “adulto
                    vulnerabile”), e a condizione che designino soltanto una delle seguenti leggi:
                    (i)    la legge nazionale comune al momento della designazione;
                    (ii)   la legge del paese della loro residenza abituale comune o del paese nel
                           quale il creditore o il debitore risiedano abitualmente al momento della
                           designazione;
                    (iii) la legge applicabile ai loro rapporti patrimoniali al momento della
                           designazione quando si tratta di un’obbligazione alimentare tra due
                           persone che sono state sposate o che hanno avuto una relazione che
                           secondo la legge applicabile produca effetti simili.
                                                 Articolo 15
                     Non applicazione della legge designata su richiesta del debitore
   1.         Per le obbligazioni alimentari diverse da quelle nei confronti di minori e adulti
              vulnerabili e tra coniugi o ex coniugi, il debitore può opporre alla pretesa del
              creditore l’assenza di obbligazione alimentare nei suoi confronti ai sensi della legge
              nazionale comune o, in difetto di nazionalità comune, secondo la legge del paese nel
              quale risiede abitualmente.
   2.         Per le obbligazioni alimentari tra coniugi o ex-coniugi il debitore può opporre alla
              pretesa del creditore l’assenza di obbligazioni alimentari nei suoi confronti secondo
              la legge del paese con il quale il matrimonio presenta i collegamenti più stretti.
                                                 Articolo 16
                                            Istituzione pubblica
   Il diritto di un’istituzione pubblica di chiedere il rimborso della prestazione fornita al creditore
   è subordinato alla legge che disciplina l’istituzione.
IT                                                   19                                                 IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 17
                                       Settore della legge applicabile
   1.       La legge applicabile a una obbligazione alimentare stabilisce in particolare :
          (a)     l’esistenza e la portata dei diritti del creditore, e nei confronti di chi può
                  esercitarli;
          (b)     in qual misura il creditore può chiedere alimenti retroattivamente;
          (c)     il metodo di calcolo e d’indicizzazione dell’obbligazione alimentare;
          (d)     la prescrizione e i termini per avviare un’azione;
          (e)     il diritto dell’istituzione pubblica che ha fornito alimenti al creditore di ottenere
                  il rimborso della sua prestazione e i limiti dell’obbligazione del debitore.
   2.       Qualunque sia il contenuto della legge applicabile, occorre tener conto delle esigenze
            del creditore e delle risorse del debitore nel determinare l’importo della prestazione
            alimentare.
                                                 Articolo 18
                           Applicazione della legge di uno Stato non membro
   La legge designata dal presente regolamento si applica anche se non è la legge di uno Stato
   membro.
                                                 Articolo 19
                                                   Rinvio
   1.       Fatto salvo il paragrafo 2, quando il presente regolamento prescrive l’applicazione
            della legge di un paese, esso si riferisce alla normativa in vigore in quel paese, ad
            esclusione delle norme di diritto internazionale privato.
   2.       Quando il presente regolamento prescrive l'applicazione della legge di uno Stato non
            membro e le norme di diritto internazionale privato di quello Stato designano la
            legge di un altro paese, l’autorità giurisdizionale adita applica la legge nazionale.
IT                                                    20                                                IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 20
                                             Ordine pubblico
   L’applicazione di una disposizione della legge designata dal presente regolamento può essere
   esclusa soltanto se manifestamente incompatibile con l’ordine pubblico del foro. Tuttavia,
   l’applicazione di una disposizione della legge di uno Stato membro designata dal presente
   regolamento non può essere esclusa in base a quanto sopra.
                                                Articolo 21
                                           Sistemi non unificati
   Quando uno Stato comprende più unità territoriali ciascuna con una propria normativa in
   materia di obbligazioni alimentari, ogni unità territoriale viene considerata come un paese ai
   fini della determinazione della legge applicabile in base al presente regolamento.
                                                Capo IV
                                  Norme procedurali comuni
                                                Articolo 22
                                        Comunicazione o notifica
   1.        In un procedimento dinanzi a un’autorità giurisdizionale di uno Stato membro, l’atto
             introduttivo del giudizio o atto equivalente è notificato o comunicato al convenuto in
             uno dei modi seguenti:
             a)    comunicazione o notifica a mani del destinatario, il quale firma una relata di
                   notifica con la data di ricevimento;
             b)    comunicazione o notifica a mani per mezzo di un documento sottoscritto dalla
                   persona competente che ha provveduto alla comunicazione o alla notifica,
                   specificando che il destinatario ha ricevuto l’atto o ha rifiutato di riceverlo
                   senza motivi legittimi, e la data in cui l’atto è stato comunicato o notificato;
             c)    comunicazione o notifica per posta, con il destinatario che firma e rinvia una
                   relata di notifica con la data di ricevimento;
             d)    comunicazione o notifica con mezzi elettronici come il fax o l’e-mail, con il
                   destinatario che firma e rinvia una relata di notifica con la data di ricevimento.
IT                                                   21                                               IT
 ---pagebreak---    2. Il convenuto dispone di un termine non inferiore a 30 giorni per preparare la difesa, a
      partire dal ricevimento dell’atto notificato o comunicato conformemente al paragrafo
      1.
   3. Gli Stati membri informano la Commissione, entro sei mesi dall’entrata in vigore del
      presente regolamento, delle forme di notifica e di comunicazione applicabili. Essi
      comunicano alla Commissione tutte le modifiche apportate a queste informazioni.
      La Commissione mette tali informazioni a disposizione del pubblico.
                                           Articolo 23
                                  Verifica della ricevibilità
   1. Nel caso in cui il difensore che risiede abitualmente nel territorio di uno Stato
      membro diverso dallo Stato membro in cui è stata avviata l’azione non compaia,
      l’autorità giurisdizionale competente è tenuta a sospendere il giudizio finché non sia
      accertato che il convenuto è stato messo nelle condizioni di ricevere l'atto
      introduttivo o atto equivalente conformemente all'articolo 22, o che siano stati
      effettuati tutti gli adempimenti del caso.
   2. Nel caso in cui il convenuto che risiede abitualmente nel territorio di uno Stato non
      membro non compaia, l’autorità giurisdizionale competente è tenuta a sospendere il
      giudizio finché non sia accertato che il convenuto è stato messo nelle condizioni di
      ricevere l’atto introduttivo o atto equivalente in tempo utile per preparare la difesa, o
      che siano stati effettuati tutti gli adempimenti in tal senso.
   3. L’articolo 15 della convenzione dell’Aia del 15 novembre 1965 sulla notificazione e
      sulla comunicazione all'estero degli atti giudiziari ed extragiudiziari, in materia civile
      o commerciale si applica qualora sia stato necessario trasmettere l’atto introduttivo o
      atto equivalente in esecuzione della suddetta convenzione.
                                           Articolo 24
                                      Decisione e riesame
   1. Quando il convenuto non è comparso e
      a)     non è accertato che abbia ricevuto l’atto introduttivo o atto equivalente, o
      b)     non ha potuto contestare il credito alimentare per causa di forza maggiore o per
             circostanze straordinarie indipendenti dalla sua volontà,
      una decisione può essere emessa ma il convenuto ha il diritto di chiederne il riesame
      all'autorità giurisdizionale d'origine.
   2. Il termine per chiedere il riesame decorre dal giorno in cui viene accertato che il
      convenuto ha avuto conoscenza della decisione ed è stato posto nelle condizioni di
IT                                             22                                                IT
 ---pagebreak---              agire, e, al più tardi dal giorno in cui l’autorità competente per l’esecuzione l’ha
             informato di tale decisione. Il termine non può essere inferiore a 20 giorni.
   3.        La domanda di riesame sospende tutte le misure esecutive avviate in uno Stato
             membro.
                                                Capo V
                                  Esecutività delle decisioni
                                                Articolo 25
                                                Esecutività
   La decisione emessa in uno Stato membro e in quello esecutiva è riconosciuta ed è esecutiva
   in un altro Stato membro senza che sia necessaria alcuna dichiarazione che riconosca
   l'esecutività e senza che sia possibile opporsi al suo riconoscimento.
                                                Articolo 26
                                         Esecuzione provvisoria
   La decisione emessa in uno Stato membro è esecutiva di diritto nonostante le possibilità di
   ricorso previste dal diritto nazionale. Non si può imporre la costituzione di una garanzia.
                                               Capo VI
                                              Esecuzione
                                                Articolo 27
                                      Procedimento d’esecuzione
   Fatte salve le disposizioni di cui al presente regolamento, il procedimento d’esecuzione delle
   decisioni emesse in un altro Stato membro è disciplinato dal diritto dello Stato membro
   dell’esecuzione.
IT                                                  23                                            IT
 ---pagebreak---                                               Articolo 28
                                               Documenti
   La parte che chiede, in uno Stato membro, il riconoscimento o l’esecuzione di una decisione
   emessa in un altro Stato membro produce una copia conforme di quest’ultima che soddisfi i
   requisiti necessari per la sua autenticità, e un estratto redatto dall’autorità competente
   utilizzando modulo ripreso all’allegato I del presente regolamento.
   Le autorità competenti dello Stato membro dell’esecuzione non possono esigerne la
   traduzione.
                                              Articolo 29
                                         Assistenza giudiziaria
   Il ricorrente che nello Stato membro d’origine ha beneficiato in tutto o in parte dell'assistenza
   giudiziaria o dell'esenzione dalle spese beneficia, nel procedimento d’esecuzione,
   dell’assistenza più favorevole o dell’esenzione più ampia prevista dal diritto dello Stato
   membro d’esecuzione.
                                              Articolo 30
                                          Cauzione e deposito
   Non si possono imporre cauzioni né depositi, sotto qualsiasi denominazione, in ragione della
   qualità di straniero o per difetto di domicilio o di residenza nel paese, alla parte che chiede
   l’esecuzione in uno Stato membro di una decisione emessa in un altro Stato membro.
                                              Articolo 31
                                  Legalizzazione o formalità analoga
   Non è richiesta nessuna legalizzazione o formalità analoga per i documenti di cui all’articolo
   28.
                                              Articolo 32
                                    Assenza di revisione nel merito
   1.        In nessun caso una decisione emessa in uno Stato membro può essere oggetto di una
             revisione nel merito in un altro Stato membro nel corso di un procedimento
             d’esecuzione.
IT                                                24                                                 IT
 ---pagebreak---    2.       Tuttavia, l’autorità competente dello Stato membro dell’esecuzione può decidere di
            sua iniziativa di limitare l’esecuzione della decisione dell’autorità giurisdizionale
            d’origine a una parte soltanto del credito alimentare, qualora l’esecuzione totale
            dovesse interessare una parte impignorabile dei beni del debitore, secondo la legge
            dello Stato membro dell’esecuzione.
                                                Articolo 33
                                 Diniego o sospensione dell’esecuzione
   Il diniego o la sospensione, totale o parziale, dell’esecuzione della decisione dell’autorità
   giurisdizionale d’origine, possono essere decisi su richiesta del debitore solo nei casi seguenti:
            a)     il debitore eccepisce nuove circostanze o circostanze sconosciute all’autorità
                   giurisdizionale d’origine quando quest’ultima ha emesso la decisione;
            b)     il debitore ha chiesto il riesame della decisione dell’autorità giurisdizionale
                   d’origine conformemente all’articolo 24 e non è stata ancora adottata
                   un’ulteriore decisione;
            c)     il debitore ha già saldato il debito;
            d)     il diritto di ottenere l’esecuzione della decisione dell’autorità giurisdizionale
                   d’origine è del tutto o in parte prescritto;
            e)     la decisione dell’autorità giurisdizionale d’origine è incompatibile con una
                   decisione emessa nello Stato membro dell’esecuzione o che ha i requisiti
                   necessari al suo riconoscimento nello Stato membro dell’esecuzione.
                                                Articolo 34
                                 Ordine di prelievo automatico mensile
   1.       Su richiesta del creditore, l’autorità giurisdizionale d’origine può emettere un ordine
            di prelievo automatico mensile destinato, in un altro Stato membro, al datore di
            lavoro del debitore o all’istituto bancario nel quale il debitore è titolare di un conto.
            L’ordine di prelievo automatico mensile nello Stato membro destinatario ha la stessa
            esecutività della decisione, conformemente agli articoli 25 e 26.
   2.       Un ordine di prelievo automatico mensile può essere emesso soltanto se la decisione
            è stata notificata o comunicata al convenuto in uno dei modi previsti all’articolo 22.
   3.       La domanda e l’ordine di prelievo automatico mensile sono conformi ai moduli di
            cui all’allegato III del presente regolamento.
   4.       L’ordine di prelievo automatico mensile è notificato dall’autorità giurisdizionale
            d’origine, con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno:
IT                                                   25                                               IT
 ---pagebreak---       a)     al datore di lavoro del debitore o a un istituto bancario presso il quale il
             debitore è titolare di un conto corrente, e
      b)     entro cinque giorni al debitore, con la decisione dell’autorità giurisdizionale
             d’origine e la nota informativa conforme al modulo di cui all’allegato III bis
             del presente regolamento.
   5. Non appena ricevuto l’ordine di prelievo mensile, il destinatario provvede al primo
      prelievo. Ove si trovi nell'impossibilità assoluta di effettuare tali prelievi, ne informa
      l’autorità giurisdizionale entro i 30 giorni seguenti la ricevuta di ritorno o l’ultimo
      prelievo.
   6. Il debitore nei confronti del quale è emesso un ordine di prelievo automatico è tenuto
      a informare il creditore e l'autorità giurisdizionale di qualsiasi cambiamento di datore
      di lavoro o di conto bancario.
                                          Articolo 35
                   Ordine di sequestro temporaneo di un conto bancario
   1. Un creditore può chiedere all’autorità giurisdizionale adita nel merito di emettere un
      ordine di sequestro temporaneo di un conto bancario destinato, in un altro Stato
      membro, all’istituto bancario nel quale il debitore è titolare di un conto bancario. La
      domanda e l’ordine di sequestro temporaneo di un conto bancario sono conformi ai
      moduli di cui all’allegato IV del presente regolamento.
   2. L’autorità giurisdizionale si pronuncia entro otto giorni su domanda del creditore,
      senza preavvisare il debitore della presentazione di tale domanda e senza dargli la
      possibilità di essere ascoltato. Essa emette l’ordine di sequestro temporaneo quando
      ritiene che la domanda del creditore non sia manifestamente priva di fondamento e
      sussista un serio rischio di inadempimento da parte del debitore.
   3. Un ordine di sequestro temporaneo:
      a)     viene notificato dall’autorità giurisdizionale con lettera raccomandata con
             ricevuta di ritorno, all’istituto bancario nel quale il debitore è titolare di un
             conto corrente;
      b)     ha come effetto, dal momento del ricevimento, di vietare qualsiasi movimento
             sul conto bancario che renda impossibile il pagamento, da parte del titolare,
             della somma stabilita nell’ordine di sequestro temporaneo.
   4. Il creditore e il debitore vengono preavvisati dall’autorità giurisdizionale
      dell’emissione di un ordine di sequestro temporaneo con lettera raccomandata con
      ricevuta di ritorno, una volta che tale ordine abbia prodotto l’effetto descritto al
      paragrafo 3, lettera b).
   5. Il debitore può chiedere la revoca dell’ordine di sequestro temporaneo all’autorità
      giurisdizionale che lo ha emesso; quest’ultima si pronuncia entro 8 giorni. L’autorità
IT                                            26                                                 IT
 ---pagebreak---              giurisdizionale può accogliere la domanda eventualmente imponendo al debitore la
             costituzione di una garanzia.
   6.        L’ordine di sequestro temporaneo cessa di produrre effetti non appena l’autorità
             giurisdizionale ordina la revoca o qualora non si sia pronunciata entro otto giorni, e
             comunque quando si pronuncia nel merito. L’ordine di sequestro temporaneo può
             altresì essere sostituito da un ordine di prelievo automatico mensile dal momento in
             cui venga emessa una decisione nel merito, se il creditore ne ha fatto domanda, ai
             sensi dell’articolo 34.
             La decisione che pone fine all’ordine di sequestro temporaneo viene notificata
             dall’autorità giurisdizionale all’istituto bancario, con lettera raccomandata con
             ricevuta di ritorno.
                                                Articolo 36
                                    Graduatoria dei crediti alimentari
   I crediti alimentari sono saldati precedentemente a tutti gli altri debiti del debitore, compresi
   quelli derivanti dalle spese d'esecuzione delle decisioni.
                                              Capo VII
                                     Atti autentici e accordi
                                                Articolo 37
                              Esecutività degli atti autentici e degli accordi
   Conformemente all’articolo 25, gli atti autentici registrati ed esecutivi in uno Stato membro, e
   gli accordi tra le parti esecutivi in uno Stato membro, sono riconosciuti e hanno la stessa
   esecutività delle decisioni.
                                                Articolo 38
                              Esecuzione degli atti autentici e degli accordi
   1.        Le disposizioni di cui al capo VI sono applicabili, se del caso, al riconoscimento e
             all’esecuzione degli atti autentici e degli accordi tra le parti esecutivi. L’autorità
             competente di uno Stato membro nel quale un atto autentico o un accordo tra le parti
             è esecutivo rilascia, su richiesta di qualsiasi parte interessata, un estratto dell’atto
             utilizzando il modulo di cui all’allegato II del presente regolamento.
IT                                                   27                                               IT
 ---pagebreak---    2.       Il creditore che intenda beneficiare delle disposizioni di cui agli articoli 34 e 35 può
            rivolgersi all’autorità giurisdizionale del luogo della sua residenza abituale.
                                              Capo VIII
                                           Cooperazione
                                               Articolo 39
                                             Autorità centrali
   1.       Ciascuno Stato membro designa una o più autorità centrali incaricate di assisterlo
            nell’applicazione del presente regolamento e ne precisa gli affidamenti territoriali o
            materiali.
   2.       Quando uno Stato membro ha designato varie autorità centrali, in linea di massima le
            comunicazioni sono inviate all’autorità centrale competente. Nel caso in cui una
            comunicazione sia inviata a un’autorità centrale non competente, questa la trasmette
            all’autorità centrale competente e ne informa il mittente.
   3.       Gli Stati membri notificano alla Commissione entro sei mesi dall’entrata in vigore
            del presente regolamento:
            a)    nomi, indirizzi e mezzi di comunicazione delle autorità centrali designate
                  conformemente al presente articolo;
            b)    le lingue accettate per le comunicazioni inviate alle autorità centrali.
            Gli Stati membri comunicano alla Commissione qualsiasi modifica apportata a tali
            informazioni.
            La Commissione mette tali informazioni a disposizione del pubblico.
                                               Articolo 40
                                            Funzioni generali
   Le autorità centrali comunicano informazioni sulle legislazioni e sulle procedure nazionali in
   materia di obbligazioni alimentari e adottano misure per migliorare l’applicazione del
   presente regolamento e rafforzare la loro cooperazione. Viene utilizzata a tal fine la rete
   giudiziaria europea in materia civile e commerciale istituita con la decisione 2001/470/CE.
IT                                                  28                                               IT
 ---pagebreak---                                            Articolo 41
                    Cooperazione nell’ambito di controversie specifiche
   1. Le autorità centrali cooperano nell’ambito di determinate controversie per realizzare
      gli obiettivi del presente regolamento. A tal fine, direttamente o per il tramite dei
      poteri pubblici o altri organismi prendono tutte le misure adeguate per:
      a)     raccogliere e scambiare informazioni:
             (i)    sulla situazione del creditore e del debitore, facendo riferimento in
                    particolare agli articoli da 44 a 47,
             (ii)   su qualsiasi procedimento in corso, o
             (iii) su qualsiasi decisione emessa;
      b)     fornire informazioni e assistenza ai creditori parti in causa in un procedimento
             sul loro territorio;
      c)     facilitare la conclusione di accordi tra creditori e debitori, ricorrendo alla
             mediazione o ad altri mezzi, e facilitare a tal fine la cooperazione
             transfrontaliera.
   2. Nel caso lo richieda, il creditore residente abitualmente in uno Stato membro è
      rappresentato:
      a)     dall’autorità centrale dello Stato membro sul cui territorio si trova l’autorità
             giurisdizionale adita per una domanda in materia di obbligazioni alimentari, o
      b)     dall’autorità centrale dello Stato membro dell'esecuzione.
      Ai fini del presente paragrafo, la rappresentanza comprende l’insieme delle
      procedure che permettono di ottenere una decisione e il recupero effettivo di un
      credito alimentare.
                                           Articolo 42
                                       Metodo di lavoro
   1. Può presentare domanda di assistenza in forza dell’articolo 41 il creditore che agisce
      direttamente o per il tramite dell’autorità centrale dello Stato membro nel quale
      risiede abitualmente.
      Il creditore può depositare la domanda presso l’autorità giurisdizionale del luogo
      della residenza abituale, la quale prende le misure necessarie per garantirne la
      trasmissione e l’esecuzione, di concerto con l’autorità centrale dello Stato membro
      alla quale fa capo.
IT                                              29                                            IT
 ---pagebreak---    2. La domanda di assistenza è corredata di tutte le informazioni disponibili che possono
      facilitarne l’esecuzione.
   3. Fatto salvo il paragrafo 4, l’assistenza fornita dalle autorità centrali, dai poteri
      pubblici e altri organismi conformemente all’articolo 41 e dalle persone designate da
      tali autorità, è gratuita.
   4. Al creditore può essere richiesta una partecipazione alle spese di rappresentanza
      sostenute conformemente all’articolo 41, paragrafo 2. Tuttavia, non può essere
      chiesto alcun contributo a un creditore che nello Stato membro nel quale risiede
      abitualmente soddisfa le condizioni per avvalersi dell’assistenza giudiziaria.
   5. Ciascuna autorità centrale sostiene le proprie spese.
                                           Articolo 43
                                            Riunioni
   1. Le autorità centrali, si riuniscono regolarmente per facilitare l’applicazione del
      presente regolamento.
   2. Le riunioni sono convocate conformemente alla decisione 2001/470/CE relativa
      all'istituzione di una rete giudiziaria europea in materia civile e commerciale.
                                           Articolo 44
                                   Accesso alle informazioni
   1. Le autorità centrali danno accesso alle informazioni che permettono di facilitare il
      recupero dei crediti alimentari alle condizioni previste nel presente capitolo. Tali
      informazioni sono fornite ai seguenti scopi:
      a)      localizzare il debitore;
      b)      stimare il patrimonio del debitore, in particolare l’importo e la natura del suo
              reddito;
      c)      identificare il datore di lavoro del debitore;
      d)      identificare i conti bancari di cui il debitore è titolare.
   2. Le informazioni di cui al paragrafo 1 comprendono quanto meno quelle in possesso
      delle amministrazioni e autorità competenti, negli Stati membri, per i seguenti settori:
      a)      imposte e tasse;
      b)      previdenza sociale, compresa la riscossione dei contributi previdenziali dei
              datori di lavoro per lavoratori dipendenti,
IT                                              30                                             IT
 ---pagebreak---       c)     registri dell’anagrafe;
      d)     registri di conservatoria;
      e)     immatricolazione dei veicoli a motore;
      f)     banche centrali.
   3. L’accesso alle informazioni menzionate nel presente articolo non può comportare in
      nessun caso, la creazione di nuovi schedari in uno Stato membro.
                                          Articolo 45
                               Trasmissione delle informazioni
   1. Il creditore può rivolgersi all’autorità centrale richiedente dello Stato membro nel
      quale risiede abitualmente per il tramite dell’autorità giurisdizionale del luogo della
      residenza abituale, la quale trasmette la domanda se la ritiene conforme alle
      condizioni previste nel presente capo.
   2. Un’autorità centrale presenta una richiesta di comunicazione di informazioni a
      un’altra autorità centrale per mezzo del modulo di cui all’allegato V del presente
      regolamento.
   3. La richiesta di informazioni di cui all'articolo 44, paragrafo 1, lettera a) può essere
      presentata in qualsiasi momento. La richiesta di informazioni ai sensi dell’articolo
      44, paragrafo 1, lettera b), c) e d) può essere presentata quando il creditore può
      produrre un estratto della decisione in forza dell’articolo 28, o un estratto dell’atto in
      forza dell’articolo 38, paragrafo 1.
   4. Oltre al modulo di cui al paragrafo 1, l’autorità centrale richiesta può chiedere
      all’autorità centrale richiedente documenti complementari per conseguire uno degli
      obiettivi di cui all’articolo 44, paragrafo 1.
   5. È prodotta una traduzione dei documenti complementari salvo che lo Stato membro
      richiesto vi rinunci. Gli Stati membri informano la Commissione, entro sei mesi
      dall’entrata in vigore del presente regolamento, della loro decisione di richiedere o
      meno traduzioni in forza del presente paragrafo.
      La Commissione mette tali informazioni a disposizione del pubblico.
      Ove la domanda di comunicazione di informazioni sia presentata su iniziativa di un
      creditore che ha ottenuto l’assistenza giudiziaria totale o parziale, la traduzione è
      effettuata dall’autorità richiedente senza spese per il creditore.
   6. Le autorità richieste comunicano le informazioni alle autorità richiedenti. L’autorità
      richiesta che non sia in grado di fornire le informazioni richieste ne informa senza
      indugio l’autorità richiedente precisando le ragioni di tale impossibilità.
IT                                            31                                                 IT
 ---pagebreak---                                                 Articolo 46
                                           Uso delle informazioni
   1.       L’autorità centrale richiedente che riceve un’informazione la comunica senza indugio
            all’autorità giurisdizionale che le ha trasmesso la domanda, conformemente
            all’articolo 45, paragrafo 1. L’autorità centrale richiedente distrugge l’informazione
            dopo averla comunicata all’autorità giurisdizionale.
   2.       Le informazioni comunicate conformemente al presente regolamento possono essere
            usate soltanto da un’autorità giurisdizionale all’unico scopo di facilitare il recupero
            dei crediti alimentari. Tuttavia, un’autorità giurisdizionale può trasmettere le
            informazioni, senza comunicarle al creditore, alle autorità competenti per notificare o
            comunicare un atto giudiziario o stragiudiziario, e alle autorità competenti per
            provvedere all’esecuzione di una decisione. Le suddette autorità distruggono le
            informazioni dopo averle utilizzate.
   3.       Un’autorità giurisdizionale può conservare un’informazione comunicata
            conformemente al presente regolamento soltanto per il tempo che le occorre per
            agevolare il recupero di un credito alimentare. Il termine di conservazione non può
            essere superiore a un anno.
                                                Articolo 47
                                          Informazione al debitore
   L’autorità centrale richiesta comunica al debitore:
            a)     le informazioni che ha trasmesso e il modo in cui le ha ottenute;
            b)     l’identità dei destinatari delle suddette informazioni;
            c)     le condizioni alle quali tali informazioni possono essere usate in forza del
                   presente regolamento;
            d)     i diritti e i mezzi d’impugnazione di cui dispone il debitore conformemente alla
                   legislazione interna adottata in applicazione della direttiva 95/46/CE ;
            e)     gli estremi dell’autorità di controllo attuata in applicazione della direttiva
                   95/46/CE, sia nello Stato membro cui appartiene l’autorità centrale richiedente
                   sia nello Stato membro cui appartiene l’autorità centrale richiesta,
   a meno che l’autorità centrale richiedente non abbia indicato, nella domanda di
   comunicazione presentata conformemente all’articolo 45, paragrafo 2, che tale comunicazione
   al debitore sarebbe tale da pregiudicare il recupero effettivo di un credito alimentare; nel qual
   caso, l’autorità centrale che riceve la domanda differisce la comunicazione al debitore per una
   durata massima di 60 giorni.
IT                                                   32                                              IT
 ---pagebreak---                                               Capo IX
                                Disposizioni generali e finali
                                               Articolo 48
                                Rapporti con altri strumenti comunitari
   1.       In materia di obbligazioni alimentari, il presente regolamento sostituisce il
            regolamento (CE) n. 44/2001 e il regolamento (CE) n. 805/2004.
   2.       L’articolo 19 del regolamento (CE) n. 1348/2000 non si applica in materia di
            obbligazioni alimentari.
   3.       Fatto salvo il paragrafo 2, il presente regolamento non pregiudica l’applicazione del
            regolamento (CE) n. 1348/2000 e del regolamento (CE) n. 1206/2001.
                                               Articolo 49
                                       Rapporti con altri strumenti
   Il presente regolamento prevale, tra gli Stati membri, sulle convenzioni e trattati che
   riguardano materie regolate dal presente regolamento e alle quali partecipano gli Stati
   membri.
                                               Articolo 50
                                         Modifica degli allegati
   Qualsiasi modifica degli allegati del presente regolamento è adottata secondo la procedura
   consultiva di cui all’articolo 51, paragrafo 2.
                                               Articolo 51
                                                Comitato
   1.       La Commissione è assistita da un comitato, composto da rappresentanti degli Stati
            membri e presieduto dal rappresentante della Commissione.
   2.       Ove si faccia riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di cui
            all’articolo 3 della decisione 1999/468/CE nel rispetto del suo articolo 7, paragrafo 3.
IT                                                 33                                                IT
 ---pagebreak---                                                  Articolo 52
                                          Disposizioni transitorie
   1.       Le disposizioni del presente regolamento si applicano solo ai procedimenti avviati,
            agli atti autentici registrati e agli accordi conclusi successivamente alla sua entrata in
            vigore.
   2.       Tuttavia:
            a)     gli articoli da 12 a 21 concernenti la legge applicabile si applicano a un
                   procedimento in corso alla data dell’entrata in vigore del presente regolamento
                   qualora tutte le parti lo accettino espressamente o in qualsiasi altro modo
                   inequivocabile;
            b)     gli articoli da 27 a 36 concernenti l’esecuzione si applicano alle decisioni e agli
                   atti autentici dichiarati esecutivi conformemente al regolamento (CE) n.
                   44/2001 o certificati come titoli esecutivi europei conformemente al
                   regolamento (CE) n. 805/2004 alla data di entrata in vigore del presente
                   regolamento;
            c)     gli articoli da 39 a 47 concernenti la cooperazione si applicano a qualsiasi
                   procedimento in corso alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
                                                 Articolo 53
                                              Entrata in vigore
   1.       Il presente regolamento entra in vigore il 1o gennaio 2008.
   2.       Il presente regolamento si applica dal 1o gennaio 2009, ad eccezione degli articoli 22,
            paragrafo 3, 39 e 45, paragrafo 5 che si applicano a partire dall’entrata in vigore.
   Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in
   ciascuno degli Stati membri.
   Fatto a Bruxelles,
                                                    Per il Consiglio
                                                    Il Presidente
IT                                                    34                                               IT
 ---pagebreak---                                              ALLEGATI
                                            ALLEGATO I
   ESTRATTO DI UNA DECISIONE IN MATERIA DI OBBLIGAZIONI ALIMENTARI
   (Articolo 28 del regolamento … del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile,
          al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di
                                       obbligazioni alimentari25)
   1. Stato membro
   AT □ BE □ CY □ CZ □ DE □ EE □ EL □ ES □ FI □ FR □ HU □ [IE □] IT □ LT □ LU □ LV □
   MT □ NL □ PL □ PT □ SE □ SI □ SK □ [UK □]
   2. Autorità giurisdizionale
   2.1. Nome :
   2.2. Via + numero:
   2.3. Luogo + CAP.:
   3. Richiedente
   3.1. Nome :
   3.2. Via + numero:
   3.3. Luogo +CAP :
   3.4. Paese:
   3.5. Tel. (*) :
   3.6. Indirizzo e-mai (*) :
   4. Debitore
   4.1. Nome:
   4.2. Via + numero:
   4.3. Luogo + CAP:
   25
            GU L…
IT                                                35                                              IT
 ---pagebreak---    4.4. Paese :
   4.5. Tel. (*) :
   4.6. Indirizzo e-mail (*) :
   (*) Facoltativo
   5. Decisione
   5.1. Importo del credito alimentare
   Valuta : □ Euro □ [Lira sterlina] □ Lira cipriota □ Corona ceca
   □ Corona estone □ Fiorino ungherese □ Lira maltese □ Lats lettone
   □ Lita lituana □ Corona slovacca □ Corona svedese □ Tolar sloveno
   □ Zloty polacco □ Altro (precisare): …………………………….
   5.2. Periodicità dei versamenti
   5.2.1. Versamento totale unico………………….
   5.2.2. Versamento a pagamento parziale……………………..
   In questo caso, indicare l’importo:
   5.2.3. Versamento periodico (precisare l’importo se diverso dall’importo del credito
   alimentare indicato al punto 5.1) :
   Settimanale…………………………………………………….
   Mensile………………………………………………………..
   Altro (precisare)………………………………………………………..
   5.3. Indicizzazione
   Se l’importo indicato al punto 5.2.3 è indicizzato, indicare il tasso di indicizzazione :
   Indicizzazione applicabile dal:
   Data :
   Sottoscrizione e/o timbro dell’autorità competente:
IT                                                36                                         IT
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO II
         ESTRATTO DI UN ATTO IN MATERIA D’OBBLIGAZIONI ALIMENTARI
   (Articolo 38 del regolamento … del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile,
          al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di
                                       obbligazioni alimentari26)
   1. Stato membro
   AT □ BE □ CY □ CZ □ DE □ EE □ EL □ ES □ FI □ FR □ HU □ [IE □] IT □ LT □ LU □ LV □
   MT □ NL □ PL □ PT □ SE □ SI □ SK □ [UK □]
   2. Natura dell’atto
   2.1. Atto autentico…………………….□
   redatto da (identità e luogo di redazione) :
   il (data) :
   2.2. Accordo tra le parti.………………..□
   concluso a (luogo) :
   il (data) :
   3. Creditore
   3.1. Nome :
   3.2. Via+ numero:
   3.3. Luogo + CAP:
   3.4. Paese :
   3.5. Tel. (*) :
   3.6. Indirizzo e-mail (*) :
   26
            GU L…
IT                                                37                                              IT
 ---pagebreak---    4. Debitore
   4.1. Nome :
   4.2. Via+ numero:
   4.3. Luogo + CAP:
   4.4. Paese:
   4.5. Tel. (*) :
   4.6. Indirizzo e-mail (*) :
   (*) Facoltativo
   5. Contenuto dell’atto
   5.1. Importo del credito alimentare
   Valuta: □ Euro □ [Lira sterlina] □ Lira cipriota □ Corona ceca
   □ Corona estone □ Fiorino ungherese □ Lira maltese □ Lats lettone
   □ Lita lituana □ Corona slovacca □ Corona svedese □ Tolar sloveno
   □ Zloty polacco □ Altro (precisare):…………………………….
   5.2. Periodicità dei versamenti
   5.2.1. Versamento totale unico……….…………….
   5.2.2. Versamento a pagamento parziale………….………..
   In questo caso, indicare l’importo:
   5.2.3. Versamento periodico (precisare l’importo se diverso dall’importo del credito
   alimentare indicato al punto 5.1) :
   Settimanale………………………………………………….
   Mensile……………………………………………………..
   Altro (precisare)…………………………………………………….
   5.3. Indicizzazione
   Se l’importo indicato al punto 5.2.3 è indicizzato, indicare il tasso di indicizzazione:
   Indicizzazione applicabile dal:
   Data:
   Sottoscrizione e/o timbro dell’autorità competente:
IT                                                38                                        IT
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO III
                       ORDINE DI PRELIEVO AUTOMATICO MENSILE
   (Articolo 34 del regolamento … del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile,
          al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di
                                       obbligazioni alimentari27)
   1. Stato membro
   AT □ BE □ CY □ CZ □ DE □ EE □ EL □ ES □ FI □ FR □ HU □ [IE □] IT □ LT □ LU □ LV □
   MT □ NL □ PL □ PT □ SE □ SI □ SK □ [UK □]
   2. Autorità giurisdizionale
   2.1. Nome:
   2.2. Via +numero :
   2.3. Luogo + CAP:
   3. Richiedente
   3.1. Nome :
   3.2. Via + numero:
   3.3. Luogo + CAP:
   3.4. Paese :
   3.5. Tel. (*) :
   3.6. Indirizzo e-mail (*) :
   3.7. Coordinate bancarie:
   IBAN (International Banking Account Number):
   BIC (Bank Identification Code ) :
   27
            GU L…
IT                                                39                                              IT
 ---pagebreak---    4. Debitore
   4.1. Nome :
   4.2. Via+numero:
   4.3. Luogo +CAP:
   4.4. Paese :
   4.5. Tel. (*) :
   4.6. Indirizzo e-mail (*) :
   (*) Facoltativo
   5. Domanda di prelievo automatico
   5.1. Data della decisione che stabilisce l’importo del credito alimentare:
   5.2. Importo del prelievo mensile:
   Valuta : □ Euro □ [Lira sterlina] □ Lira cipriota □ Corona ceca
   □ Corona estone □ Fiorino ungherese □ Lira maltese □ Lats lettone
   □ Lita lituana □ Corona slovacca □ Corona svedese □ Tolar sloveno
   □ Zloty polacco □ Altro (precisare): …………………………….
   5.3. Indicizzazione
   Se l’importo di cui al punto 5.2 è indicizzato, indicare il tasso di indicizzazione:
   Indicizzazione applicabile dal:
   5.4. Destinatario
   5.4.1 Banca del debitore:
   IBAN (International Banking Account Number):
   BIC (Bank Identification Code ):
   5.4.2 Datore di lavoro del debitore:
IT                                                 40                                   IT
 ---pagebreak---    6. Ordine di prelievo
      La domanda di prelievo automatico è respinta.
      Si ordina a:
   (destinatario indicato al punto 5.4)
   di prelevare, ogni mese,      sulla remunerazione     sul conto bancario del:
   (debitore menzionato al punto 4)
   la somma di:
   (importo stabilito al punto 5.2)
   a favore di:
   (richiedente menzionato al punto 3).
   Ove sia impossibile effettuare questi prelievi, informarne l’autorità giurisdizionale
   menzionata al punto 2, entro 30 giorni dal ricevimento del presente documento o
   dall’ultimo prelievo effettuato (articolo 33, paragrafo 5 del regolamento … del Consiglio
   relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle
   decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari).
   Data:
   Sottoscrizione e/o timbro dell’autorità competente:
IT                                                41                                          IT
 ---pagebreak---                                            ALLEGATO III bis
        NOTA INFORMATIVA PER IL DEBITORE CONTRO IL QUALE È EMESSO
                     UN ORDINE DI PRELIEVO AUTOMATICO MENSILE
          (Articolo 34, paragrafo 4, lettera b) del regolamento (…) del Consiglio relativo alla
      competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla
                          cooperazione in materia di obbligazioni alimentari28)
   1. Riesame
   È stato emesso, nei suoi confronti, un ordine di prelievo automatico. L’ordine e la decisione
   dell’autorità giurisdizionale d’origine Le sono notificati insieme alla presente nota
   informativa.
   Ha il diritto di chiedere il riesame della decisione dell’autorità giurisdizionale nel caso in cui
   non sia comparso/a di fronte ad essa e:
          1) non abbia ricevuto l’atto introduttivo del giudizio o atto equivalente o
          b) non abbia potuto contestare il credito alimentare per causa di forza maggiore o per
          circostanze straordinarie indipendenti dalla sua volontà.
   Il diritto di chiedere il riesame può essere esercitato entro ……………giorni, dal giorno in cui
   ha ricevuto la presente nota informativa.
   2. Esecuzione.
   Ove non sia legittimato a chiedere il riesame della decisione dell’autorità giurisdizionale
   d’origine, conformemente al punto 1, o non intenda chiedere tale riesame, ma si opponga
   all’esecuzione della suddetta decisione, può adire le autorità competenti dello Stato nel quale
   si svolge l’esecuzione conformemente all’articolo 33 del regolamento (…) del Consiglio
   relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle
   decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari.
   Data :
   Sottoscrizione e/o timbro dell’autorità competente:
   28
            GU L ...
IT                                                   42                                               IT
 ---pagebreak---                                             ALLEGATO IV
            ORDINE DI SEQUESTRO TEMPORANEO DI UN CONTO BANCARIO
       (Articolo 35, paragrafo 1 del regolamento … del Consiglio relativo alla competenza, alla
      legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in
                                  materia di obbligazioni alimentari29)
   1. Stato membro
   AT □ BE □ CY □ CZ □ DE □ EE □ EL □ ES □ FI □ FR □ HU □ [IE □] IT □ LT □ LU □ LV □
   MT □ NL □ PL □ PT □ SE □ SI □ SK □ [UK □]
   2. Autorità giurisdizionale
   2.1. Nome :
   2.2. Via + numero:
   2.3. Luogo+CAP:
   3. Richiedente
   3.1. Nome :
   3.2. Via+ numero:
   3.3. Luogo+ CAP:
   3.4. Paese :
   3.5. Tel. (*):
   3.6. Indirizzo e-mail (*) :
   4. Debitore
   4.1. Nome :
   4.2. Via+numero:
   29
            GU L…
IT                                                 43                                              IT
 ---pagebreak---    4.3. Luogo + CAP:
   4.4. Paese:
   4.5. Tel. (*) :
   4.6. Indirizzo e-mail (*) :
   (*) Facoltativo
   5. Domanda di sequestro temporaneo di un conto bancario
   5.1. Motivi della domanda (chiarire i rischi gravi dell’inadempimento del debitore) :
   5.2. Somma da sequestrare
   Valuta : □ Euro □ [Lira sterlina] □ Lira cipriota □ Corona ceca
   □ Corona estone □ Fiorino ungherese □ Lira maltese □ Lats lettone
   □ Lita lituana □ Corona slovacca □ Corona svedese □ Tolar sloveno
   □ Zloty polacco □ Altro (precisare): …………………………….
   5.3. Destinatario (banca del debitore)
   5.3.1. Istituto bancario:
   5.3.2 IBAN del debitore:
   6. Ordine di sequestro temporaneo di un conto bancario
      La domanda di sequestro temporaneo di un conto bancario è respinta.
      Si ordina a:
   (destinatario indicato al punto 5.3)
   di vietare, sul conto bancario di:
   (debitore menzionato al punto 4)
   qualsiasi movimento che comporti una riduzione del saldo attivo del conto al di sotto
   della somma di:
   (importo determinato al punto 5.2)
   Data:
   Sottoscrizione e/o timbro dell’autorità competente:
IT                                                44                                     IT
 ---pagebreak---                                           ALLEGATO V
                    DOMANDA DI COMUNICAZIONE D’INFORMAZIONI
   (Articolo 45 del regolamento … del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile,
         al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di
                                      obbligazioni alimentari30)
   1. Stato membro.
   AT □ BE □ CY □ CZ □ DE □ EE □ EL □ ES □ FI □ FR □ HU □ [IE □] IT □ LT □ LU □ LV □
   MT □ NL □ PL □ PT □ SE □ SI □ SK □ [UK □]
   2. Richiedente
   2.1. Autorità centrale richiedente
   2.1.1. Nome:
   2.1.2. Via+numero:
   2.1.3. Luogo + CAP:
   2.1.4. Tel. :
   2.1.5. Indirizzo e-mail
   2.2. Su richiesta dell’autorità giurisdizionale seguente:
   2.2.1. Nome:
   2.2.2. Via + numero:
   2.2.3. Luogo + CAP:
   2.2.4. Tel. :
   2.2.5. Indirizzo e-mail
   30
           GU L…
IT                                               45                                               IT
 ---pagebreak---    3. Destinatario – Autorità centrale richiesta
   3.1. Nome :
   3.2. Via+numero:
   3.3. Luogo +CAP:
   3.4. Paese:
   3.5. Tel. :
   3.6. Indirizzo e-mail:
   4. Informazioni richieste
   4.1. Debitore interessato
   4.1.1. Nome:
   4.1.2. Ultimo indirizzo conosciuto:
   4.1.3. Altre informazioni che possono essere utili (descrizione, nome di un precedente datore
   di lavoro, indirizzo dei familiari, dati di un’autovettura appartenente al debitore, riferimenti di
   un immobile di cui sia proprietario) :
   Fotografia allegata…………………………….………………….
   4.2. Dati ricercati
   4.2.1. Indirizzo del debitore………………………….……………..
   4.2.2. Identità del datore di lavoro del debitore…………..…………....
   4.2.3. Coordinate di un conto bancario del debitore…..………....
   4.2.4. Valutazione del patrimonio del debitore…………….………..
   4.2.5. Reddito del debitore (importo)…………………..……....
   5. Documenti richiesti per le informazioni di cui ai punti 4.2.2 - 4.2.5 (allegare in copia)
   5.1. Decisione…………………………………………………….…
   5.2. Atto autentico………………………………………………
   5.3. Accordo tra le parti…………………………………………...
IT                                                  46                                                 IT
 ---pagebreak---    IMPORTANTE (articolo 47 del regolamento … del Consiglio relativo alla competenza, alla
   legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in
   materia di obbligazioni alimentari) :
   Il debitore non dev’essere informato della trasmissione dei dati prima che l’autorità
   centrale richiedente ne informi l’autorità centrale richiesta
   Il debitore può essere informato della trasmissione dei dati
   Data:
   Sottoscrizione e/o timbro dell’autorità competente:
IT                                              47                                              IT