CELEX: 62021CN0708
Language: it
Date: 2021-11-24 00:00:00
Title: Causa C-708/21 P: Impugnazione proposta il 24 novembre 2021 da Évariste Boshab avverso la sentenza del Tribunale (Settima Sezione) del 15 settembre 2021, causa T-107/20, Boshab / Consiglio

31.1.2022   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 51/21
            
         
      Impugnazione proposta il 24 novembre 2021 da Évariste Boshab avverso la sentenza del Tribunale (Settima Sezione) del 15 settembre 2021, causa T-107/20, Boshab / Consiglio
      (Causa C-708/21 P)
      (2022/C 51/30)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Évariste Boshab (rappresentanti: T. Bontinck, P. De Wolf, T. Payan, A. Guillerme, avvocati)
      
         Altra parte nel procedimento: Consiglio dell’Unione europea
      
         Conclusioni del ricorrente
      
      Il ricorrente chiede che la Corte voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la sentenza del Tribunale dell’Unione europea del 15 settembre 2021 nella causa T-107/20, Boshab / Consiglio;
               
            
                  —
               
               
                  decidere il ricorso nel merito e annullare la decisione 2019/2109/PESC (1), nella parte in cui continua a menzionare il ricorrente al n. 8 dell’allegato della decisione 2010/788/PESC, nonché il regolamento di esecuzione 2019/2101/UE (2), nella parte in cui continua a menzionare il ricorrente al n. 8 dell’allegato I bis del regolamento (CE) n. 1183/2005;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il Consiglio dell’Unione europea alle spese dei due gradi di giudizio.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno della sua impugnazione, il ricorrente deduce due motivi di diritto relativi alla violazione dei diritti della difesa e ad un errore manifesto di valutazione.
      Per quanto concerne il primo motivo di impugnazione, il ricorrente deduce che il Tribunale ha violato i diritti della difesa e, in particolare, il suo diritto di essere ascoltato, in quanto non ha tratto le dovute conclusioni dal fatto che il Consiglio ha vanificato il diritto di essere ascoltato, non avendo intrapreso le necessarie verifiche, segnatamente mediante un’audizione, e che, di conseguenza, il procedimento che ha condotto al rinnovo avrebbe potuto avere un altro esito.
      Per quanto concerne il secondo motivo di impugnazione, il ricorrente sostiene che il Tribunale ha commesso un errore manifesto di valutazione, in quanto: non ha tenuto conto del fatto che le misure restrittive hanno natura cautelare e, per definizione, provvisoria e che la loro validità è sempre subordinata al permanere delle circostanze di fatto e di diritto alla base della loro adozione, nonché alla necessità del loro mantenimento al fine della realizzazione dell’obiettivo ad esse collegato; non ha constatato che gli elementi presentati dal Consiglio non potevano in alcun modo dimostrare un qualsivoglia comportamento rientrante nell’ambito del criterio di inserimento negli elenchi controversi, vale a dire atti costitutivi di gravi violazioni dei diritti umani; non ha censurato il fatto che il Consiglio non abbia esaminato gli elementi presentati dal ricorrente nell’ambito del procedimento di riesame e non ha proceduto, su tali basi, a verifiche proprie.
      
         (1)  Decisione (PESC) 2019/2109 del Consiglio, del 9 dicembre 2019, che modifica la decisione 2010/788/PESC concernente misure restrittive nei confronti della Repubblica democratica del Congo (GU 2019, L 318, pag. 134).
      
         (2)  Regolamento di esecuzione (UE) 2019/2101 del Consiglio, del 9 dicembre 2019, che attua l’articolo 9 del regolamento (CE) n. 1183/2005 che istituisce misure restrittive specifiche nei confronti delle persone che violano l’embargo sulle armi per quanto riguarda la Repubblica democratica del Congo (GU 2019, L 318, pag. 1).