CELEX: 52006PC0100
Language: it
Date: 2006-03-08
Title: Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori

Avviso legale importante

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52006PC0100

Proposta di regolamento del Consiglio che stabilisce misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori  /* COM/2006/0100 def. - CNS 2006/0030 */  

	[pic] | COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE |Bruxelles, 8.3.2006COM(2006) 100 definitivo2006/0030 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche stabilisce misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori(presentata dalla Commissione)RELAZIONECONTESTO DELLA PROPOSTA |Motivazione e obiettivi della proposta La presente proposta ha lo scopo di aggiornare la regolamentazione comunitaria che recepisce le misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori adottate nell’ambito delle organizzazioni regionali di pesca (ORP) responsabili della gestione e conservazione dei tonnidi e delle specie affini. Le organizzazioni regionali interessate sono le seguenti: - la Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT), di cui la Comunità è membro dal 14 novembre 1997 - la Commissione per il tonno dell’Oceano Indiano (IOTC), di cui la Comunità è membro dal 18 settembre 1995 - la Commissione interamericana per i tonnidi tropicali (IATTC); la Comunità ha avviato una procedura di adesione alla IATTC e ha partecipato al processo per l’adozione della convenzione relativa al suo rafforzamento (non ancora in vigore) - la Commissione per la pesca nel Pacifico centro-occidentale (WCPFC), di cui la Comunità è membro dal 25 gennaio 2005. |Contesto generale La Comunità europea è membro di una serie di organizzazioni regionali per la pesca (ORP) che stabiliscono un quadro di cooperazione regionale in materia di conservazione e di gestione degli stock di grandi migratori. Le ORP adottano raccomandazioni e segnatamente misure tecniche volte a stabilire la taglia minima dei pesci, le zone e i periodi di divieto e le limitazioni dello sforzo di pesca. Tali raccomandazioni diventano vincolanti per le parti contraenti che non hanno formulato obiezioni. La Comunità, in quanto parte contraente delle suddette ORP, è quindi tenuta ad applicare le raccomandazioni adottate per le quali non ha sollevato obiezioni. Alcune delle raccomandazioni adottate dalle ORP sono già state recepite nel diritto comunitario ed accolte nel regolamento (CE) n. 973/2001 del Consiglio, del 14 maggio 2001, che stabilisce alcune misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori (GU L 137 del 19.5.2001), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 831/2004 (GU L 127 del 29.4.2004). Dall’entrata in vigore del suddetto regolamento le ORP hanno adottato nuove misure tecniche e aggiornato le misure esistenti; occorre pertanto abrogare il regolamento in questione e sostituirlo con la presente proposta. La proposta prevede il ricorso alle procedure di comitatologia di cui alla decisione 1999/468/CE ai fini dell’attuazione delle disposizioni del regolamento e della modifica dei relativi allegati. |Disposizioni vigenti nel settore oggetto della proposta Le misure tecniche adottate dalle ORP sono attualmente recepite nel regolamento (CE) n. 973/2001 del Consiglio, del 14 maggio 2001, che stabilisce alcune misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori (GU L 137 del 19.5.2001), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 831/2004 (GU L 127 del 29.4.2004). Esse riguardano la taglia minima dei pesci, il divieto di utilizzo di determinati attrezzi da pesca, le zone e i periodi di fermo e le limitazioni della capacità; tali misure sono state modificate nel corso delle riunioni annuali delle ORP ed è quindi opportuno adeguare e aggiornare la normativa vigente. |Coerenza con altri obiettivi e politiche dell’Unione La presente proposta si inserisce nelle strategia volta a garantire lo sfruttamento sostenibile delle risorse tonniere nel rispetto degli obiettivi della politica comune della pesca e contribuisce alla promozione dello sviluppo sostenibile. |CONSULTAZIONE DELLE PARTI INTERESSATE E VALUTAZIONE DI IMPATTO |Consultazioni delle parti interessate |Metodi di consultazione, principali settori consultati e profilo generale di chi ha risposto alla consultazione In sede di preparazione della posizione comunitaria nell’ambito dei negoziati svolti in occasione delle riunioni annuali delle organizzazioni regionali di pesca, la Commissione consulta gli Stati membri, gli operatori del settore e le ONG. |Sintesi delle risposte e modo in cui sono state prese in considerazione La posizione comunitaria sull’adozione di misure tecniche finalizzate allo sfruttamento sostenibile degli stock di tonnidi ha ottenuto il consenso dei principali settori consultati. |Ricorso a pareri di esperti |Settori scientifici/di competenza interessati Comitati scientifici delle organizzazioni regionali di pesca |Metodologia utilizzata I comitati scientifici valutano lo stato degli stock e raccomandano l’adozione di misure di gestione e conservazione, e segnatamente di misure tecniche, volte a garantire lo sfruttamento sostenibile degli stock di tonnidi. |Principali organizzazioni/esperti consultati Comitati scientifici delle organizzazioni regionali per la pesca del tonno |Sintesi dei pareri ricevuti e utilizzati È stata segnalata l’esistenza di rischi potenzialmente gravi dalle conseguenze irreversibili ed è stato raggiunto un consenso unanime a tale riguardo. |I comitati scientifici delle ORP hanno raccomandato l’adozione di misure tecniche intese a garantire lo sfruttamento sostenibile dei tonnidi, in particolare attraverso la fissazione di taglie minime, zone e periodi di fermo e limitazioni dello sforzo di pesca. |Mezzi utilizzati per mettere a disposizione del pubblico i risultati della perizia I pareri formulati dai comitati scientifici sono stati pubblicati nei siti Internet delle varie ORP. |Valutazione di impatto Scopo delle misure tecniche è garantire lo sfruttamento sostenibile dei tonnidi e in particolare ridurre le catture di novellame. Tali misure si applicheranno ai pescatori della Comunità che praticano la pesca del tonno nell’Oceano Atlantico, nel Mar Mediterraneo, nell’Oceano Indiano e nell’Oceano Pacifico. |ELEMENTI GIURIDICI DELLA PROPOSTA |Sintesi delle misure proposte Recepimento nel diritto comunitario delle misure tecniche adottate dalle organizzazioni regionali di pesca responsabili della gestione delle specie tonniere, di cui la Comunità europea è parte contraente. |Base giuridica Articolo 37 del trattato |Principio di sussidiarietà La proposta rientra tra le materie di competenza esclusiva della Comunità. Non si applica pertanto il principio di sussidiarietà. |Principio di proporzionalità La proposta è conforme al principio di proporzionalità per i motivi di seguito indicati. |Le raccomandazioni adottate dalle ORP possono essere fatte valere direttamente nei confronti della Commissione e degli Stati membri; tuttavia, per motivi di chiarezza e di trasparenza e ai fini di una migliore applicazione da parte degli Stati membri e degli operatori, esse sono recepite ed esplicitate nel diritto comunitario mediante un regolamento del Consiglio. |La proposta non comporta oneri finanziari. |Scelta degli strumenti |Strumento/i proposto/i: regolamento. |Altri strumenti non sarebbero adeguati per i seguenti motivi. Le raccomandazioni adottate dalle ORP sono recepite in un regolamento del Consiglio ai sensi dell’articolo 37 del trattato; detto regolamento stabilisce le disposizioni di base, mentre le modalità di applicazione sono disciplinate da un regolamento della Commissione. |INCIDENZA SUL BILANCIO |La proposta non ha alcuna incidenza sul bilancio della Comunità. |ULTERIORI INFORMAZIONI |Semplificazione |La proposta introduce una semplificazione del quadro legislativo. |La misura prevede l’abrogazione del regolamento (CE) n. 973/2001 del Consiglio, del 14 maggio 2001, che stabilisce alcune misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori (GU L 137 del 19.5.2001), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 831/2004 (GU L 127 del 29.4.2004). Il nuovo regolamento consentirà di integrare in un unico strumento l’insieme delle misure tecniche adottate da tutte le organizzazioni regionali per la pesca del tonno di cui la Comunità europea è parte contraente. |Abrogazione di disposizioni vigenti L’adozione della proposta comporterà l’abrogazione di determinate disposizioni normative. |Illustrazione dettagliata della proposta, per capitolo o per articolo La presente proposta mira a recepire le misure tecniche adottate dalle ORP, con particolare riguardo alle misure relative alla taglia minima dei pesci, alle zone e ai periodi di fermo e alle limitazioni dello sforzo di pesca. |1.  .2006/0030 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOche stabilisce misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratoriIL CONSIGLIO DELL ’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l’articolo 37,vista la proposta della Commissione[1],visto il parere del Parlamento europeo[2],considerando quanto segue:2.  La Comunità ha approvato con decisione 98/392/CE[3] la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare, che contiene alcuni principi e norme relative alla conservazione e alla gestione delle risorse acquatiche viventi. Nell’ambito dei suoi obblighi internazionali più generali, la Comunità partecipa agli sforzi intesi a salvaguardare gli stock ittici nelle acque internazionali.3.  In virtù della decisione 86/238/CEE[4] la Comunità è parte contraente, a decorrere dal 14 novembre 1997, della Convenzione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico, qui di seguito denominata “convenzione ICCAT”.4.  La convenzione ICCAT prevede un quadro di cooperazione regionale in materia di conservazione e di gestione delle risorse di tonnidi e specie affini dell’Oceano Atlantico e dei mari adiacenti, mediante la creazione di una Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico, di seguito denominata “ICCAT”, e l’adozione di raccomandazioni in materia di conservazione e di gestione nella zona della convenzione, che diventano vincolanti per le parti contraenti.5.  L’ICCAT ha raccomandato una serie di misure tecniche per alcuni stock di grandi migratori nell’Atlantico e nel Mediterraneo, in particolare per quanto concerne la taglia e il peso autorizzati del pesce, le restrizioni in materia di catture in determinate zone e in certi periodi oppure con determinati attrezzi, nonché le limitazioni della capacità. Tali raccomandazioni sono vincolanti per la Comunità e occorre pertanto attuarle.6.  La Comunità ha approvato con decisione 95/399/CE[5] l’accordo che istituisce la Commissione per il tonno dell’oceano Indiano. Tale accordo fornisce un utile strumento per rafforzare la cooperazione internazionale ai fini della conservazione e dello sfruttamento razionale dei tonni e delle specie affini dell’Oceano Indiano mediante la creazione della Commissione per il tonno dell’Oceano Indiano, in appresso denominata “IOTC”, e l’adozione di risoluzioni in materia di conservazione e di gestione nella zona di competenza della IOTC, che diventano vincolanti per le parti contraenti.7.  La IOTC ha raccomandato una serie di misure tecniche per alcuni stock di grandi migratori, e segnatamente una limitazione della capacità. Tale risoluzione è vincolante per la Comunità e occorre pertanto attuarla.8.  La Comunità, con decisione 1999/337/CE[6], ha firmato l’accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini e, con decisione 1999/386/CE[7], ha deciso di applicarlo provvisoriamente in attesa della sua approvazione.9.  La Comunità ha approvato con decisione 2005/…./CE[8] l’accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini. Occorre pertanto che la Comunità applichi le disposizioni previste dall’accordo.10.  Gli obiettivi dell’accordo comprendono la riduzione progressiva, fino a livelli prossimi allo zero, della mortalità accidentale di delfini nella pesca del tonno con ciancioli nell’Oceano Pacifico orientale mediante la fissazione di limiti annui di cattura, nonché la sostenibilità a lungo termine degli stock di tonno nella zona dell’accordo.11.  La Comunità ha interessi di pesca nel Pacifico orientale e ha partecipato al processo per l’adozione della convenzione per il rafforzamento della Commissione interamericana per i tonnidi tropicali, di seguito denominata “convenzione di Antigua”. Essa ha firmato la convenzione di Antigua con decisione 2005/26/CE e ha avviato la procedura per aderire a detta nuova convenzione. In attesa dell’entrata in vigore della convenzione di Antigua, la Comunità, in qualità di parte non contraente cooperante della Commissione interamericana per i tonnidi tropicali, di seguito denominata “IATTC”, ha deciso di applicare le misure tecniche adottate dalla IATTC. È quindi opportuno recepire tali misure nel diritto comunitario.12.  In virtù della decisione 2005/75/CE[9] la Comunità è parte contraente, dal 25 gennaio 2005, della convenzione sulla conservazione e la gestione degli stock ittici altamente migratori dell’Oceano Pacifico centro-occidentale, di seguito denominata “convenzione WCPFC”.13.  La convenzione WCPFC istituisce un quadro di cooperazione regionale inteso a garantire la conservazione a lungo termine e lo sfruttamento sostenibile degli stock di grandi migratori nell’Oceano Pacifico centro-occidentale attraverso la creazione di una Commissione per la pesca nel Pacifico centro-occidentale (WCPFC).14.  Occorre pertanto che la Comunità applichi le disposizioni previste dalla convenzione nonché le misure tecniche adottate dalla WCPFC.15.  Le misure tecniche adottate dalle suddette organizzazioni regionali di pesca sono state recepite nel regolamento (CE) n. 973/2001 del Consiglio, del 14 maggio 2001, che stabilisce alcune misure tecniche di conservazione per taluni stock di grandi migratori[10].16.  Dall’entrata in vigore del suddetto regolamento le ORP hanno adottato nuove misure tecniche e aggiornato le misure esistenti; occorre pertanto abrogare il regolamento (CE) n. 973/2001 e sostituirlo con il presente regolamento.17.  Le limitazioni della capacità devono essere stabilite in conformità dell’articolo 20 del regolamento (CE) n. 2371/2002 del Consiglio, del 20 dicembre 2002, relativo alla conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nell’ambito della politica comune della pesca[11].18.  Le misure necessarie per l’attuazione del presente regolamento devono essere adottate secondo la decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l’esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione[12],HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:TITOLO I Disposizioni introduttiveArticolo 1OggettoIl presente regolamento stabilisce le misure tecniche di conservazione applicabili alla cattura e allo sbarco di alcuni stock di specie altamente migratorie di cui all’allegato I nonché alla cattura di specie accessorie.Articolo 2Campo di applicazioneFatto salvo l’articolo 9, il presente regolamento si applica ai pescherecci battenti bandiera degli Stati membri e immatricolati nella Comunità, in appresso denominati “pescherecci comunitari”.Articolo 3DefinizioniAi fini del presente regolamento valgono le seguenti definizioni:1) “specie altamente migratorie”: le specie enumerate nell’allegato I;2) “tonnidi e specie affini disciplinate dall’ICCAT”: le specie enumerate nell’allegato II;3) “limite di mortalità dei delfini”: il limite definito all’articolo V dell’accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini[13];4) “pesca sportiva”: attività di pesca che sfruttano le risorse acquatiche viventi a fini ricreativi o sportivi;5) “rete da circuizione”: rete che cattura i pesci circondandoli lateralmente e dal basso, eventualmente dotata di un cavo di chiusura;6) “palangaro”: attrezzo da pesca formato da un cavo principale (trave) cui sono attaccati spezzoni di filo (braccioli) dotati di numerosi ami; la lunghezza dei braccioli e la loro distanza sul trave variano in funzione della specie bersaglio. Il palangaro può essere posizionato verticalmente o orizzontalmente alla superficie del mare ed essere calato sul fondo o in prossimità di esso (palangaro di fondo) oppure a mezz’acqua o in prossimità della superficie (palangaro derivante);7) “amo”: uncino di acciaio appuntito generalmente dotato di ardiglione. La punta dell’amo può essere diritta oppure ritorta e ricurva; il gambo può avere forma e lunghezza variabili e sezione tonda (normale) o piatta (forgiata). La lunghezza totale dell’amo corrisponde alla lunghezza massima totale del gambo calcolata dall’estremità dell’amo che serve ad assicurare la lenza, di solito a forma di occhiello, all’apice del collo. La larghezza dell’amo corrisponde alla distanza massima orizzontale dalla parte esterna del gambo alla parte esterna dell’ardiglione;8) “dispositivo di concentrazione del pesce (DCP)”: qualsiasi dispositivo galleggiante sulla superficie del mare in grado di concentrare nello spazio sottostante novellame o individui adulti di specie altamente migratorie;9) “cianciolo”: rete da circuizione la cui parte inferiore è tenuta insieme da un cavo, collegato alla lima da piombo per mezzo di anelli, che consente la chiusura della rete. Il cianciolo può essere utilizzato per catturare piccoli pelagici, grandi pelagici o specie demersali.Articolo 4ZoneAi fini del presente regolamento si applicano le seguenti definizioni di acque marittime:19.  Zona 1Tutte le acque dell’Oceano Atlantico e dei mari adiacenti che fanno parte della zona della convenzione ICCAT quale definita all’articolo 1 della medesima.20.  Zona 2Tutte le acque dell’Oceano Indiano che fanno parte della zona di competenza dell’accordo che istituisce la IOTC, quale definita all’articolo 2 del medesimo.21.  Zona 3Tutte le acque del Pacifico orientale che fanno parte della zona definita all’articolo 3 dell’accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini.22.  Zona 4Tutte le acque del Pacifico centro-occidentale che fanno parte della zona definita all’articolo 3 della convenzione della WCPFC.TITOLO IIMisure tecniche applicabili nella zona 1Capo 1Restrizioni relative all ’impiego di alcuni tipi di imbarcazioni e di attrezziArticolo 5Protezione del tonno obeso in determinate acque tropicali1. Nel periodo dal 1º al 30 novembre è vietata la pesca effettuata con pescherecci dotati di ciancioli o di lenze e canne nella zona così delimitata:- Limite meridionale: parallelo di latitudine 0° S- Limite settentrionale: parallelo di latitudine 5° N- Limite occidentale: meridiano di longitudine 20° O- Limite orientale: meridiano di longitudine 10° O2. Entro il 15 agosto di ogni anno gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione sull’attuazione della presente misura, compreso, ove del caso, un elenco delle infrazioni commesse dai pescherecci comunitari battenti la loro bandiera e perseguite dalle rispettive autorità competenti.Articolo 6Pesca del tonno rosso nel Mar Mediterraneo1. Nel Mar Mediterraneo è vietata la pesca del tonno rosso con ciancioli nel periodo dal 16 luglio al 15 agosto.2. Nel Mar Mediterraneo è vietata la pesca del tonno rosso con palangari di superficie praticata da navi di lunghezza superiore a 24 m nel periodo dal 1º giugno al 31 luglio. La lunghezza delle navi è definita in conformità dell’allegato III.3. Nel Mar Mediterraneo è vietato utilizzare aeromobili o elicotteri per le operazioni di pesca del tonno rosso nel periodo dal 1º al 30 giugno.4. I periodi e le zone previsti dal presente articolo, nonché la lunghezza delle navi quale definita nell’allegato III, possono essere modificati dalla Commissione in applicazione delle raccomandazioni dell’ICCAT divenute vincolanti per la Comunità e conformemente alla procedura di cui dall’articolo 30.Articolo 7Pesca del tonnetto striato, del tonno obeso e del tonno albacora in alcune acque portoghesiÈ vietato conservare a bordo qualsiasi quantitativo di tonnetto striato, tonno obeso o albacora catturato con ciancioli nelle acque soggette alla sovranità o giurisdizione del Portogallo nella sottozona X del CIEM (Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare) a nord di 36° 30’ latitudine nord e nelle zone COPACE (Comitato per la pesca nell’Atlantico centro-orientale) a nord di 31° latitudine nord e a est di 17° 30’ longitudine ovest, o pescare tali specie nelle suddette zone con i suddetti attrezzi da pesca.Capo 2Taglia minimaArticolo 8Dimensioni1. Si considera che una specie figurante nell’allegato IV non abbia la taglia richiesta se le sue dimensioni sono inferiori alle dimensioni minime stabilite nell’allegato stesso.2. Le dimensioni quali definite nell’allegato IV possono essere modificate in applicazione delle raccomandazioni dell’ICCAT divenute vincolanti per la Comunità, in conformità della procedura prevista dall’articolo 30.Articolo 9Divieti1. È vietato tenere a bordo, trasbordare, sbarcare, trasportare, immagazzinare, esporre per la vendita, mettere in vendita e commercializzare le specie enumerate nell’allegato IV di taglia non conforme a quella prescritta e catturate nella zona 1. Queste specie devono essere rigettate in mare subito dopo la cattura.2. È vietato immettere in libera pratica o commercializzare nella Comunità le specie enumerate nell’allegato IV di taglia non conforme a quella prescritta, originarie di paesi terzi e catturate nella zona 1.Articolo 10Misurazione della taglia1. La misurazione di tutte le specie, eccetto gli istioforidi, è effettuata sulla base della lunghezza alla forca, ossia la distanza verticale tra l’estremità della mascella superiore e l’estremità del raggio caudale più corto.2. La taglia degli istioforidi è misurata dalla punta della mascella inferiore alla forca della pinna caudale.Articolo 11Procedura di campionamento per le gabbie di tonno rosso1. Ogni Stato membro stabilisce una procedura di campionamento atta a fornire una stima del numero, per taglia, dei tonni rossi catturati.2. Il campionamento per taglia nelle gabbie è effettuato su un campione di 100 esemplari per 100 tonnellate di pesce vivo o su un campione pari al 10% del numero totale di pesci messi in gabbia. I campioni per taglia sono prelevati durante la raccolta nell’allevamento, conformemente alla metodologia ICCAT per la comunicazione dei dati nell’ambito del compito II.3. Metodi e campionamenti complementari vengono predisposti per i pesci tenuti in allevamento per periodi superiori a un anno.4. Il campionamento è effettuato nel corso di una raccolta scelta in modo casuale e riguarda tutte le gabbie. I dati sono trasmessi all’ICCAT entro il 31 luglio per i campionamenti effettuati l’anno precedente.Capo 3Limitazione del numero di naviArticolo 12Tonno obeso e alalunga dell ’Atlantico settentrionale1. Il Consiglio, in conformità della procedura prevista dall’articolo 20 del regolamento (CE) n. 2371/2002, stabilisce il numero e la capacità totale, espressa in tonnellate di stazza lorda (TSL), dei pescherecci comunitari di lunghezza fuori tutto superiore a 24 m dediti alla pesca del tonno obeso come specie bersaglio nella zona 1. Tale determinazione è effettuataa) in funzione del numero medio e della capacità, espressa in TSL, dei pescherecci comunitari che hanno praticato la pesca del tonno obeso come specie bersaglio nella zona 1 nel periodo 1991-1992, nonchéb) in funzione della limitazione del numero di pescherecci comunitari che hanno praticato la pesca del tonno obeso nel 2005, notificato all’ICCAT il 30 giugno 2005.2. Il Consiglio, in conformità della procedura prevista dall’articolo 20 del regolamento (CE) n. 2371/2002, stabilisce il numero di pescherecci comunitari dediti alla pesca dell’alalunga dell’Atlantico settentrionale come specie bersaglio. Tale numero corrisponde alla media dei pescherecci comunitari che hanno praticato la pesca dell’alalunga dell’Atlantico settentrionale come specie bersaglio nel periodo 1993-1995.3. Il Consiglio ripartisce tra gli Stati membri, in conformità della procedura prevista all’articolo 20 del regolamento (CE) n. 2371/2002 :a) il numero e la capacità, espressa in TSL, in conformità del paragrafo 1b) il numero di navi stabilito in conformità del paragrafo 24. Anteriormente al 15 maggio di ogni anno gli Stati membri, avvalendosi dei consueti mezzi di trasmissione dei dati, inviano alla Commissione:a) l’elenco delle navi battenti la loro bandiera, di lunghezza fuori tutto superiore a 24 m, dedite alla pesca del tonno obeso;b) l’elenco delle navi battenti la loro bandiera che partecipano alla pesca selettiva dell’alalunga dell’Atlantico settentrionaleLa Commissione trasmette tali informazioni al segretariato dell’ICCAT anteriormente al 31 maggio di ogni anno.5. Negli elenchi di cui al paragrafo 4 è indicato il numero interno del “registro della flotta” assegnato alla nave, in conformità dell’allegato I del regolamento (CE) n. 26/2004 della Commissione, del 30 dicembre 2003, relativo al registro della flotta peschereccia comunitaria[14], nonché il tipo di attrezzo utilizzato.Capo 4 Specie non bersaglio e pesca sportivaArticolo 13 MarlinGli Stati membri incentivano l’impiego di braccioli in monofilamento sui tornichetti, al fine di agevolare la reimmissione in acqua dei marlin azzurri e marlin bianchi vivi.Articolo 14Squali1. Gli Stati membri incentivano la reimmissione in acqua degli squali vivi catturati accidentalmente, con particolare riguardo al novellame.2. Gli Stati membri incentivano la riduzione dei rigetti di squali ottenuta grazie all’impiego di attrezzi da pesca più selettivi.Articolo 15TartarugheGli Stati membri incentivano la reimmissione in acqua delle tartarughe marine vive catturate accidentalmente.Articolo 16Pesca sportiva nel Mediterraneo1. Gli Stati membri adottano le disposizioni necessarie per vietare l’impiego di reti da traino, reti da circuizione, ciancioli, draghe, reti da imbrocco, tramagli e palangari nell’ambito delle attività di pesca sportiva e ricreativa del tonno e di specie affini esercitate nel Mediterraneo.2. Gli Stati membri garantiscono che i tonni e le specie affini catturati nel Mediterraneo nell’ambito della pesca sportiva e ricreativa non siano commercializzati.Articolo 17RelazioniGli Stati membri trasmettono alla Commissione, entro il 15 agosto di ogni anno, una relazione sull’attuazione del presente capo.TITOLO IIIMisure tecniche applicabili nella zona 2Capo 1Limitazione del numero di naviArticolo 18Numero di pescherecci autorizzati1. Il Consiglio, in conformità della procedura prevista all’articolo 20 del regolamento (CE) n. 2371/2002, stabilisce il numero di pescherecci comunitari di lunghezza superiore a 24 metri fuori tutto autorizzati a pescare nella zona 2. Tale numero corrisponde al numero di pescherecci comunitari registrati nel 2003 nel registro delle navi della IOTC. La limitazione del numero di navi corrisponde alla stazza complessiva espressa in stazza lorda (SL); in caso di sostituzione di navi, la stazza complessiva non deve essere superata.2. Il Consiglio ripartisce tra gli Stati membri, in conformità della procedura prevista all’articolo 20 del regolamento (CE) n. 2371/2002, il numero di navi stabilito in conformità del paragrafo 1.Capo 2 Specie non bersaglioArticolo 19Squali1. Gli Stati membri si adoperano per favorire la reimmissione in acqua degli squali vivi catturati accidentalmente, con particolare riguardo al novellame.2. Gli Stati membri incentivano la riduzione dei rigetti in mare di squali.Articolo 20 Tartarughe1. Gli Stati membri si adoperano per ridurre l’impatto della pesca sulle tartarughe marine, segnatamente attraverso l’applicazione delle misure previste ai paragrafi 2, 3 e 4.2. L’impiego di qualsiasi attrezzo da pesca è subordinato alle seguenti condizioni:a) corretta manipolazione, compresa la rianimazione e l’immediata reimmissione in acqua delle tartarughe marine catturate accidentalmente (con gli ami o nelle reti) o accessoriamente;b) presenza a bordo delle attrezzature necessarie per procedere alla reimmissione in acqua delle tartarughe marine catturate accidentalmente o accessoriamente.3. L’impiego del cianciolo è subordinato alle seguenti condizioni:a) obbligo di evitare, per quanto possibile, l’accerchiamento di tartarughe marineb) elaborazione e applicazione di specifiche relative ad attrezzi da pesca adeguati che consentano di ridurre al minimo le catture accessorie di tartarughe marinec) adozione di tutte le misure necessarie ai fini del rilascio delle tartarughe marine accerchiate o catturated) adozione di tutte le misure necessarie ai fini del controllo dei dispositivi di concentrazione del pesce (DCP) nei quali potrebbero impigliarsi tartarughe marine, del rilascio delle tartarughe catturate e del recupero dei DPC non utilizzati.4. L’impiego del palangaro è subordinato alle seguenti condizioni:a) sviluppo e ricorso a combinazioni di forme di ami e tipi di esche di profondità, nonché messa a punto di reti e di tecniche di pesca che consentano di ridurre al minimo le catture accidentali o accessorie e la mortalità delle tartarughe marineb) presenza a bordo delle attrezzature necessarie per procedere alla reimmissione in acqua delle tartarughe marine catturate accidentalmente o accessoriamente, tra cui attrezzi atti a liberare le tartarughe dagli ami o a tagliare le lenze e coppi.TITOLO IVMisure tecniche applicabili nella zona 3Articolo 21Trasbordo1. È vietato l’utilizzo di navi ausiliarie a sostegno di navi operanti con dispositivi di concentrazione del pesce.2. Ai pescherecci con reti a circuizione è fatto divieto di effettuare trasbordi di pesce in mare.Articolo 22Limitazione del numero di pescherecci1. Il Consiglio, in conformità della procedura prevista all ’articolo 20 del regolamento (CE) n. 2371/2002, stabilisce il numero di pescherecci comunitari con reti a circuizione autorizzati a praticare la pesca del tonno nella zona 3. Tale numero corrisponde al numero di pescherecci comunitari con reti a circuizione registrati nel registro della IATTC al 28 giugno 2002.2. Anteriormente al 10 dicembre di ogni anno gli Stati membri notificano alla Commissione l’elenco delle navi battenti la loro bandiera che intendono praticare la pesca del tonno nella zona 3. Le navi che non figurano nell’elenco suddetto sono considerate inattive e non sono autorizzate a praticare attività di pesca nell’anno in corso.3. Negli elenchi è indicato il numero interno del “registro della flotta” assegnato alla nave, in conformità dell’allegato I del regolamento (CE) n. 26/2004 della Commissione, del 30 dicembre 2003, relativo al registro della flotta peschereccia comunitaria, nonché il tipo di attrezzo utilizzato.Articolo 23Protezione dei delfini1. Nella pesca del tonno albacora nella zona 3 sono autorizzati ad accerchiare con ciancioli banchi o gruppi di delfini solamente i pescherecci comunitari che operano secondo le condizioni stabilite dall’accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini e che dispongono di un limite di mortalità dei delfini (LMD).Articolo 24 Domande di LMDAnteriormente al 15 settembre di ogni anno gli Stati membri notificano alla Commissione:a) un elenco delle navi battenti la loro bandiera e aventi una capacità di carico superiore a 363 tonnellate metriche (400 tonnellate corte) che hanno chiesto un LMD per tutto l’anno successivo;b) un elenco delle navi battenti la loro bandiera e aventi una capacità di carico superiore a 363 tonnellate metriche (400 tonnellate corte) che hanno chiesto un LMD per il primo o il secondo semestre dell’anno successivo;c) per ogni nave che chiede un LMD, un certificato attestante che la nave dispone di tutti gli attrezzi e equipaggiamenti per la protezione dei delfini e che il suo comandante ha ricevuto una formazione riconosciuta sulle tecniche di liberazione e salvataggio dei delfini;d) un elenco delle navi battenti la loro bandiera presumibilmente operanti nella zona nel corso dell’anno successivo.Articolo 25Ripartizione degli LMD1. Gli Stati membri si accertano che le domande di LMD siano conformi alle condizioni previste dall’accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini e alle misure di conservazione adottate dalla IATTC.2. La Commissione esamina gli elenchi e la loro conformità alle disposizioni dell’accordo sul programma internazionale per la conservazione dei delfini e alle misure di conservazione adottate dalla IATTC e li trasmette al direttore della IATTC. Qualora dall’esame della Commissione emerga che una domanda non soddisfa le condizioni di cui al presente paragrafo, la Commissione informa immediatamente lo Stato membro interessato di non poter trasmettere la domanda, in parte o per intero, al direttore della IATTC e gliene comunica i motivi.3. La Commissione trasmette ad ogni Stato membro il totale di LMD da ripartire tra le navi battenti bandiera di tale Stato membro.4. Anteriormente al 15 gennaio di ogni anno gli Stati membri notificano alla Commissione l’avvenuta ripartizione degli LMD tra le navi battenti la loro bandiera.5.. Anteriormente al 1° febbraio di ogni anno la Commissione trasmette al direttore della IATTC l’elenco e la distribuzione degli LMD tra i pescherecci comunitari.Articolo 26Protezione di altre specie non bersaglio1. I pescherecci a ciancioli rilasciano rapidamente e, per quanto possibile, indenni tutte le tartarughe marine, gli squali, i tonnetti striati, le razze, le lampughe e le altre specie non bersaglio.2. I pescatori sono invitati a mettere a punto e ad utilizzare tecniche e attrezzature che agevolino il rilascio rapido e sicuro di tutti questi animali.Articolo 27Tartarughe1. Ogniqualvolta nella rete è avvistata una tartaruga marina occorre fare il possibile per liberarla prima che rimanga impigliata ricorrendo, se necessario, all’impiego di un motoscafo.2. Se una tartaruga marina è impigliata nella rete, il sollevamento della rete deve essere interrotto non appena la tartaruga emerge dall’acqua e non deve essere ripreso finché la tartaruga non sia stata liberata e rimessa in acqua.3. Se una tartaruga marina è issata a bordo del peschereccio, occorre impiegare tutti i mezzi necessari per rianimarla prima di rimetterla in acqua.4. È fatto divieto alle tonniere di riversare in mare sacchi di sale o altri tipi di rifiuti di plastica.5. Occorre provvedere, laddove possibile, al rilascio delle tartarughe marine impigliate in dispositivi di concentrazione dei pesci e in altri attrezzi da pesca.6. I dispositivi di concentrazione dei pesci che non vengono utilizzati devono essere recuperati.TITOLO V Misure tecniche applicabili nella zona 4Articolo 28Riduzione dei rifiutiGli Stati membri adottano le opportune disposizioni per ridurre al minimo i rifiuti, i rigetti, le catture ad opera di dispositivi persi o abbandonati, l’inquinamento prodotto dai pescherecci, la cattura di pesci e di animali di specie non bersaglio nonché le ripercussioni subite dalle specie associate o dipendenti, con particolare riguardo a quelle minacciate di estinzione.TITOLO VIDisposizioni di applicazione generaleArticolo 29Mammiferi marini1 È vietato accerchiare con ciancioli banchi o gruppi di mammiferi marini.2. Il paragrafo 1 si applica a tutti i pescherecci comunitari, ad eccezione di quelli contemplati all’articolo 23.TITOLO VII Disposizioni finaliArticolo 30ComitatologiaL’adozione di misure a norma dell’articolo 6, paragrafo 4, e dell’articolo 8, paragrafo 2, è effettuata in conformità della procedura prevista all’articolo 30, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 2371/2002.Articolo 31AbrogazioneIl regolamento (CE) n. 973/2001 è abrogato.Articolo 32Entrata in vigoreIl presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea .Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il ConsiglioIl PresidenteALLEGATO IElenco delle specie altamente migratorie-  Tonno bianco o alalunga: Thunnus alalunga-  Tonno rosso: Thunnus thynnus-  Tonno obeso: Thunnus obesus-  Tonnetto striato: Katsuwonus pelamis-  Palamita: Sarda sarda-  Tonno albacora: Thunnus albacares-  Tonno pinna nera: Thunnus atlanticus-  Tonnetti: Euthynnus spp .-  Tonno: Thunnus maccoyii-  Bisi o tombarelli: Auxis spp .-  Pesci castagna: Bramidae-  Aguglie imperiali o marlin: Tetrapturus spp.; Makaira spp.-  Pesci vela: Istiophorus spp .-  Pesce spada: Xiphias gladius-  Costardelle: Scomberesox spp.; Cololabis spp .-  Lampuga; corifena: Coryphaena hippurus; coryphaena equiselis-  Squali: Hexandus griseus; Cetorhinus maximus; Alopiidae Rhincodon typus; Carcharhinide; Sphyrnidae; Isuridae; Lamnidae-  Cetacei (balene e focene): Physeteridae; Balenidae; Eschrichtiidae; Monodontidae; Ziphiidae; Delphinidae.ALLEGATO IIElenco ICCAT dei tonnidi e delle specie affini-  Tonno rosso: Thunnus thynnus-  Tonno: Thunnus maccoyii-  Tonno albacora: Thunnus albacares-  Tonno bianco o alalunga: Thunnus alalunga-  Tonno obeso: Thunnus obesus-  Tonno pinna nera: Thunnus atlanticus-  Tonnetto o alletterato: Euthynnus alletteratus-  Tonnetto striato: Katsuwonus pelamis-  Palamita: Sarda sarda-  Biso o tombarello: Auxis thazard-  Tombarello o biso: Auxis rochei-  Palamita bianca: Orcynopsis unicolor-  Maccarello striato: Acanthocybium solandri-  Maccarello reale maculato: Scomberomorus maculatus-  Maccarello reale: Scomberomorus cavalla-  Maccarello reale di Guinea: Scomberomorus tritor-  Maccarello reale maculato: Scomberomorus brasilliensis-  Maccarello reale atlantico: Scomberomorus regalis-  Pesce vela atlantico: Istiophorus albicans-  Marlin nero: Makaira indica-  Marlin azzurro: Makaira nigricans-  Marlin bianco: Tetrapturus albidus-  Pesce spada: Xiphias gladius-  Aguglia imperiale: Tetrapturus pfluegeriALLEGATO IIILunghezza delle navi (articolo 6, paragrafo 2)Definizione della lunghezza delle navi secondo l’ICCAT:-  per qualsiasi peschereccio costruito dopo il 18 luglio 1982, il 96 % della lunghezza fuori tutto sulla linea di galleggiamento all’85 % dell’altezza minima di costruzione misurata a partire dal cielo della chiglia, oppure la distanza dalla parte anteriore della ruota di prora all’asse del manicotto del timone su questa stessa linea di galleggiamento, qualora detta distanza sia superiore. Per le navi munite di un rastrello di chiglia, la linea di galleggiamento sulla quale verrà misurata la lunghezza dovrà essere parallela alla linea di galleggiamento contrattuale;-  per qualsiasi peschereccio costruito anteriormente al 18 luglio 1982, la lunghezza immatricolata che figura nei registri nazionali o in qualsiasi altro documento ufficiale riguardante la nave.ALLEGATO IVTAGLIA MINIMA(articolo 8, paragrafo 1)Specie | Taglie minime |Tonno rosso (Thunnus thynnus) (2) | 6,4 kg o 70 cm |Tonno rosso (Thunnus thynnus) (3) | 10 kg o 80 cm |Pesce spada (Xiphias gladius) (1) | 25 kg o 125 cm (mandibola inferiore) |(1) Questa taglia minima si applica unicamente per l’Oceano Atlantico (2) Questa taglia minima si applica unicamente per l’Oceano Atlantico orientale (3) Questa taglia minima si applica unicamente per il Mar Mediterraneo |[1] GU C […] del […], pag. […].[2] GU C […] del […], pag. […].[3] GU L 179 del 23.6.1998, pag. 1.[4] GU L 162 del 18.6.1986, pag. 33.[5] GU L 236 del 5.10.1995, pag. 24.[6] GU L 132 del 27.5.1999, pag. 1.[7] GU L 147 del 12.6.1999, pag. 23.[8] GU L […] del […], pag. […].[9] GU L 32 del 4.2.2005.[10] GU L 137 del 19.5.2001, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 831/2004 (GU L 127 del 29.4.2004, pag. 33).[11] GU L 358 del 31.12.2002, pag. 59.[12] GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.[13] GU L 132 del 27.5.1999, pag. 1.[14] GU L 5 del 9.1.2004, pag. 25.