CELEX: 52008SC0574
Language: it
Date: 2008-05-07 00:00:00
Title: Raccomandazione di decisione del Consiglio che abroga la decisione 2005/694/CE sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Italia

IT
IT    IT
 ---pagebreak---                   COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                   Bruxelles, 7.5.2008
                                                   SEC(2008) 574 definitivo
                                   Raccomandazione di
                             DECISIONE DEL CONSIGLIO
   che abroga la decisione 2005/694/CE sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Italia
                              (presentata dalla Commissione)
IT                                                                                        IT
 ---pagebreak---                                                     RELAZIONE
   1.         CONTESTO
   L'articolo 104 del trattato statuisce che gli Stati membri devono evitare disavanzi pubblici
   eccessivi e contempla una procedura finalizzata alla loro individuazione e correzione. La
   procedura per i disavanzi eccessivi è stata precisata in dettaglio dal regolamento (CE)
   n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità
   di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi1, che costituisce parte integrante del
   patto di stabilità e crescita. A norma dell'articolo 104, paragrafo 2, del trattato, la
   Commissione è tenuta a esaminare la conformità alla disciplina di bilancio sulla base dei due
   criteri seguenti: a) se il rapporto tra il disavanzo pubblico, previsto o effettivo, e il prodotto
   interno lordo superi il valore di riferimento del 3% del PIL (a meno che il rapporto non sia
   diminuito in modo sostanziale e continuo e abbia raggiunto un livello che si avvicina al valore
   di riferimento; oppure, in alternativa, il superamento del valore di riferimento sia solo
   eccezionale e temporaneo e il rapporto resti vicino al valore di riferimento); b) se il rapporto
   tra debito pubblico e prodotto interno lordo superi il valore di riferimento del 60% (a meno
   che detto rapporto non si stia riducendo in misura sufficiente e non si avvicini al valore di
   riferimento con ritmo adeguato).
   Conformemente al protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi allegato al trattato, i
   dati statistici da utilizzare per l'applicazione di tale procedura sono forniti dalla Commissione.
   Nel quadro dell'applicazione di tale protocollo, gli Stati membri devono comunicare due volte
   all'anno (entro il 1° aprile e entro il 1° ottobre) i dati relativi al disavanzo e al debito pubblici
   e altre variabili connesse, come stabilito dall'articolo 4 del regolamento (CE) n. 3605/93 del
   Consiglio2, 3.
   Il 7 giugno 2005 la Commissione ha avviato la procedura per i disavanzi eccessivi nei
   confronti dell'Italia con l'adozione della relazione di cui all'articolo 104, paragrafo 3, del
   trattato CE, in ragione di un disavanzo pubblico del 3,1% e di un debito pubblico pari a circa
   il 106-107% del PIL sia nel 2003 che nel 20044. Il 28 luglio 2005 il Consiglio ha deciso, su
   raccomandazione della Commissione, che in Italia esisteva un disavanzo eccessivo ai sensi
   dell'articolo 104, paragrafo 65. Allo stesso tempo, sempre su raccomandazione della
   Commissione, il Consiglio ha formulato raccomandazioni all'Italia ai sensi dell'articolo 104,
   paragrafo 7, del trattato CE, al fine di far cessare entro il 2007 la situazione di disavanzo
   pubblico eccessivo6. Specificamente a tal fine le autorità italiane dovevano: attuare con rigore
   la manovra di bilancio 2005; prendere le misure necessarie per garantire una riduzione
   1
            GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1056/2005 (GU L 174
            del 7.7.2005, pag. 5).
   2
            GU L 332 del 31.12.1993, pag. 7. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE)
            n. 2103/2005 (GU L 337 del 22.12.2005, pag. 1).
   3
            La comunicazione più recente dell'Italia è disponibile all'indirizzo Internet:
            http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page?_pageid=2373,58110711&_dad=portal&_schema=portal.
   4
            SEC(2005) 750. Dopo successive revisioni, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche è attualmente
            quantificato al 3,5% del PIL sia nel 2003 che nel 2004. Per gli stessi anni il rapporto debito/PIL è stato
            ribassato a circa il 104%, soprattutto grazie all'attuale stima più elevata del PIL nominale.
   5
            GU L 266 dell'11.10.2005, pag. 57.
   6
            Tutti i documenti relativi alla procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti dell'Italia sono
            disponibili                                        all'indirizzo                                 Internet:
            http://ec.europa.eu/economy_finance/sg_pact_fiscal_policy/excessive_deficit9109_en.htm.
IT                                                            2                                                        IT
 ---pagebreak---    cumulata del disavanzo corretto per il ciclo, al netto di misure una tantum e di altre misure
   temporanee, di almeno l'1,6% del PIL nel periodo 2006-2007 rispetto al suo livello nel 2005;
   almeno la metà dell'aggiustamento doveva essere realizzata nel 2006. Le autorità italiane sono
   state inoltre invitate ad assicurare che il rapporto debito pubblico lordo/PIL si riducesse
   sufficientemente e si avvicinasse al valore di riferimento ad un ritmo soddisfacente, in linea
   con la correzione del disavanzo eccessivo, ripristinando a medio termine un livello adeguato
   dell'avanzo primario. Le autorità italiane sono state inoltre invitate a prestare particolare
   attenzione ai fattori diversi dal disavanzo, come le operazioni registrate sotto la linea, che
   contribuiscono alla variazione dei livelli del debito. Inoltre, il Consiglio ha invitato le autorità
   italiane ad assicurare il proseguimento del risanamento di bilancio in modo da riportare le
   finanze pubbliche ad una posizione a medio termine prossima al pareggio o positiva tramite
   una riduzione del disavanzo corretto per il ciclo, al netto di misure una tantum o di altre
   misure temporanee, di almeno lo 0,5% del PIL all'anno dopo la correzione del disavanzo
   eccessivo.
   Il Consiglio ha infine esortato le autorità italiane a migliorare ulteriormente la raccolta e il
   trattamento dei dati relativi alle finanze delle amministrazioni pubbliche.
   Tabella 1: aggiustamento approvato dal Consiglio il 28 luglio 2005
   % del PIL (salvo indicazione contraria)    2005              2006                    2007
   saldo          delle          pubbliche     -4,3          disavanzo               disavanzo
   amministrazioni                                       chiaramente < 4          chiaramente < 3
                                                0,4
   misure temporanee                                              -                       -
   variazione del saldo strutturale                        +1,6 nel 2006-2007 rispetto al 2005
                                                                          (almeno)
                                                               di cui almeno metà nel 2006
   p.m.: crescita (%) del pil reale              0               1,5                     1,5
   NOTA BENE: Saldo strutturale = saldo corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e di altre misure
   temporanee.
   Fonte: Raccomandazione del Consiglio ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7, sulla base delle previsioni di
   primavera 2005 dei servizi della Commissione, comprese le successive valutazioni.
   Il 22 febbraio 2006, ovvero dopo la scadenza del termine per l'adozione di provvedimenti
   indicato nella raccomandazione del Consiglio, la Commissione ha adottato una
   comunicazione destinata al Consiglio nella quale concludeva che i provvedimenti adottati fino
   ad allora dall'Italia sembravano coerenti con la raccomandazione del Consiglio e che, per
   quanto la situazione del bilancio restasse delicata, in quella fase non era necessario adottare
   ulteriori provvedimenti a titolo della procedura per i disavanzi eccessivi (PDE)7. Nella sua
   riunione del 14 marzo 2006 il Consiglio ha convenuto su tale valutazione.
   7
           SEC(2006) 238.
IT                                                      3                                                       IT
 ---pagebreak---    A norma dell'articolo 104, paragrafo 12, una decisione del Consiglio circa l'esistenza di un
   disavanzo eccessivo viene abrogata, sulla base di una raccomandazione della Commissione,
   nel caso in cui il Consiglio ritenga che il disavanzo eccessivo dello Stato membro in questione
   sia stato corretto.
   2.         EVOLUZIONE RECENTE DEL DISAVANZO
   I dati pubblicati il 29 febbraio 2008 dall'Istituto nazionale di statistica hanno confermato un
   disavanzo delle amministrazioni pubbliche del 3,5% del PIL sia nel 2003 che nel 2004, dopo
   successive revisioni del dato d'origine del 3,1% che indusse la Commissione ad avviare la
   PDE nei confronti dell'Italia nel 2005. Il disavanzo in questi due anni sarebbe stato persino
   più elevato in assenza di misure una tantum per un valore rispettivamente di 1¾% e 1¼ di
   punto percentuale del PIL. Da quasi il 5% del PIL alla fine degli anni '90, l'avanzo primario è
   sceso rapidamente all'1,2% nel 2004. Nel 2005, con un PIL stagnante, il disavanzo delle
   amministrazioni pubbliche raggiungeva il 4,2% del PIL nonostante misure una tantum a
   riduzione del disavanzo pari a ½ punto percentuale del PIL, e l'avanzo primario era quasi
   completamente eroso.
   I dati comunicati dall'Italia prima dell'aprile 2008 indicano che un aggiustamento di bilancio
   significativo si è verificato nel 2006, quando il disavanzo delle amministrazioni pubbliche ha
   raggiunto il 3,4% del PIL8. Nell'aggiornamento del programma di stabilità del dicembre 2005
   l'obiettivo indicato per il disavanzo era il 3,5% del PIL9. Il disavanzo nominale ha risentito
   della decisione del governo di cancellare il debito della società ferroviaria relativo al progetto
   dell'alta velocità, che ha determinato un incremento del disavanzo pari allo 0,9% del PIL.
   L'aggiustamento nominale di quasi 0,9 punti percentuali del PIL tra il 2005 e il 2006 è stato
   prodotto da entrate elevate, accompagnate da una leggera riduzione del rapporto spesa
   primaria corrente/PIL ottenuta grazie a consumi intermedi quasi piatti. Ciò ha più che
   compensato la cancellazione del debito delle ferrovie menzionata in precedenza. L'incremento
   sostanziale di molte voci di entrata era dovuto ad alcuni provvedimenti della legge di
   bilancio 2006 e ad un pacchetto aggiuntivo di misure adottato a metà anno. Le entrate IVA,
   così come le imposte sul reddito delle persone fisiche e delle società, sono cresciute di
   0,3 punti percentuali del PIL su base annua.
   Nel 2006 le entrate al netto delle misure una tantum sono state di 1½ punti percentuali del PIL
   più elevate che nel 2005, mentre le spese al netto di tali misure sono scese di oltre ¼ di punto
   percentuale del PIL. Escluse le misure una tantum e temporanee10, il disavanzo del 2006 è
   sceso al 3% del PIL a fronte del 4,8% nel 2005.
   8
            Il disavanzo del 2006 è stato rivisto al ribasso rispetto al 4,4% del PIL comunicato prima
            dell'aprile 2008 (comunicato stampa Eurostat No 55 del 23 aprile 2007 e No 142 del 22 ottobre 2007).
            La revisione è dovuta soprattutto alla spesa in conto capitale inferiore al previsto a causa della decisione
            di contabilizzare i rimborsi IVA collegati alla sentenza della Corte di giustizia europea (CGE) sull'IVA
            relativa alle auto aziendali negli anni in cui sono convalidate le richieste registrate anziché nel 2006,
            come originariamente previsto.
   9
            Il programma, nonché la sua valutazione da parte della Commissione e del Consiglio, figura al seguente
            indirizzo: http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm.
   10
            Le misure una tantum e temporanee hanno incrementato il disavanzo del 2006 dello 0,4% del PIL
            nel 2006. Oltre alla cancellazione del debito ad incremento del disavanzo, le seguenti operazioni
            vengono considerate come operazioni una tantum a riduzione del disavanzo: le vendite di beni immobili
            (0,1% del PIL) e le imposte sulla rivalutazione delle attività societarie (0,4% del PIL). Per contro
IT                                                          4                                                            IT
 ---pagebreak---    Nel 2006 il saldo strutturale, ovvero il saldo di bilancio corretto per il ciclo e al netto degli
   effetti una tantum, è migliorato di 1,7 punti percentuali del PIL rispetto al 2005, un valore
   nettamente superiore al minimo di 0,8 punti percentuali richiesto nella raccomandazione del
   Consiglio del luglio 2005 a norma dell'articolo 104, paragrafo 7.
   Sulla base dei dati forniti dalla Commissione (Eurostat) a seguito della comunicazione
   dell'Italia prima dell'aprile 200811, il disavanzo delle amministrazioni pubbliche nel 2007 è
   stato pari all'1,9% del PIL. Vi è una probabilità molto ridotta che potenziali revisioni future
   dei conti pubblici facciano lievitare il disavanzo del 2007 al di sopra del 3% del PIL12.
   Il disavanzo dell'1,9% del PIL comunicato per il 2007, comprese misure una tantum ad
   incremento del disavanzo complessivo, pari allo 0,2% del PIL13, è nettamente inferiore
   all'obiettivo del 2,8% del PIL indicato nel programma di stabilità del 2006, che includeva
   misure una tantum a riduzione del disavanzo pari allo 0,1% del PIL. Questi risultati migliori
   del previsto sono dovuti all'effetto base positivo derivante dal dato di disavanzo del 2006 al
   netto delle misure una tantum, che è risultato di 1,5 punti percentuali del PIL inferiore a
   quello stimato nell'aggiornamento del programma di stabilità del 2006. Le misure correttive
   adottate con la legge di bilancio 2007 si sono rivelate efficaci; la posizione di partenza
   migliore è stata tuttavia compensata in certa misura dall'attuazione parziale di alcune spese
   aggiuntive, soprattutto trasferimenti sociali e spese in conto capitale, decise nel corso
   del 2007.
   L'aggiustamento nominale pari ad 1½ punti percentuali del PIL nel 2007 rispetto al 2006 è
   stato ampiamente raggiunto grazie ad un ulteriore aumento sostanziale, di 1,2 punti
   percentuali, del rapporto entrate/PIL. Un incremento delle imposte sul reddito sia delle
   persone fisiche che delle società ha compensato ampiamente la riduzione sia delle entrate
   temporanee, derivante dalla rivalutazione delle attività delle società, sia del rapporto imposte
   indirette/PIL, dovuta soprattutto ad un calo delle accise sui prodotti petroliferi. L'incremento
   di quasi 0,4 punti percentuali del PIL dei contributi sociali è spiegato dal trasferimento del
   TFR all'istituto di previdenza italiano14. Sul lato della spesa, una spesa in conto capitale
            l'aggiornamento del programma di stabilità del 2005 prevedeva misure una tantum di riduzione del
            disavanzo pari allo 0,3% del PIL nel 2006.
   11
            Comunicato stampa di Eurostat n. 54 del 18 aprile 2008.
   12
            Il rapporto disavanzo/PIL è normalmente rivisto – al rialzo o al ribasso – dopo la pubblicazione dei
            primi dati contenuti nella comunicazione di primavera. Alcune revisioni passate relative all'Italia sono
            state piuttosto significative. Il divario tra il disavanzo comunicato attualmente per il 2007 e il valore di
            riferimento per il disavanzo è tuttavia sufficientemente ampio da far pensare che eventuali revisioni non
            dovrebbero portare il disavanzo del 2007 oltre il 3%.
   13
            La stima dello 0,2% del PIL delle misure una tantum ad incremento del disavanzo nel 2007 è il risultato
            delle misure una tantum a riduzione del disavanzo pari allo 0,2% del PIL, comprendenti i proventi della
            vendita di beni immobili e delle imposte sulla rivalutazione delle attività societarie, e delle misure una
            tantum ad incremento del disavanzo pari allo 0,4%, consistenti i) nella decisione adottata il 31.12 2007
            di porre fine all'obbligo degli esattori fiscali di anticipare al governo il pagamento di un certo importo di
            imposte da riscuotere l'anno successivo (0,3% del PIL) e ii) nelle richieste di rimborso presentate dai
            contribuenti a seguito della sentenza della CGE contraria al regime IVA italiano per le auto aziendali
            (meno dello 0,1% del PIL).
   14
            La legge di bilancio 2007 ha previsto che i datori di lavoro con almeno 50 dipendenti debbano trasferire
            il trattamento di fine rapporto (TFR) che i dipendenti decidono di non trasferire a fondi pensione privati
            ad un nuovo fondo istituito presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS). I fondi
            accumulati nel nuovo fondo INPS sono registrati come entrate pubbliche a riduzione del disavanzo, ma
            le passività che generano per il governo in forma di pagamenti di trattamenti di fine rapporto ai
            dipendenti si tradurranno gradualmente in spese pubbliche aggiuntive. L'effetto di riduzione del
IT                                                              5                                                         IT
 ---pagebreak---    sostanzialmente inferiore (una tantum) rispetto al 2006 è stata parzialmente compensata
   dall'incremento della spesa per interessi. Il rapporto spesa primaria corrente/PIL è sceso
   marginalmente tra il 2006 e il 2007, poiché la modesta crescita delle retribuzioni dei
   dipendenti, che riflette l'assenza dei consistenti arretrati versati nel 2006, è stata ampiamente
   compensata da un incremento dei trasferimenti sociali non in natura. Nel complesso, la spesa
   primaria è scesa di circa ¾ di punto percentuale del PIL, mentre la spesa totale si è ridotta di
   circa ¼ di punto percentuale del PIL nel 2007.
   Nel 2007 le entrate al netto delle misure una tantum sono cresciute di 1½ punti percentuali del
   PIL rispetto al 2006, mentre le spese al netto di tali misure sono scese di oltre ¼ di punto
   percentuale del PIL. Escluse queste ed altre misure una tantum e temporanee, il disavanzo
   del 2007 è stato pari all'1,7% del PIL.
   Il saldo strutturale, ovvero il saldo di bilancio corretto per il ciclo al netto di misure una
   tantum, è migliorato secondo le stime di circa 1¼ di punto percentuale del PIL nel 2007. Nel
   periodo 2006-2007, la correzione del disavanzo strutturale è ammontata a 3 punti percentuali
   del PIL, superando di un comodo margine la riduzione di almeno 1,6 punti percentuali
   richiesta nella raccomandazione del Consiglio a norma dell'articolo 104, paragrafo 7, del
   luglio 2005.
   In linea con l'invito contenuto nella raccomandazione del Consiglio a norma dell'articolo 104,
   paragrafo 7, a migliorare ulteriormente la raccolta e l'elaborazione dei dati delle
   amministrazioni pubbliche, l'Italia ha ridotto le discrepanze statistiche. Lo sviluppo
   dell'amministrazione online sta rendendo più efficiente la raccolta di informazioni sulle
   operazioni di bilancio. Restano alcuni problemi, ad esempio una discrepanza significativa tra i
   contributi sociali maturati e quelli raccolti nel 2006 e nel 2007. A seguito della notifica del
   settembre 2005 a titolo della PDE, Eurostat ha pubblicato i dati relativi all'Italia senza
   questioni in sospeso.
   3.        PREVISIONI DEL DISAVANZO PER IL 2008 E OLTRE
   Secondo le previsioni della primavera 2008 dei servizi della Commissione, il disavanzo
   pubblico per il 2008 dovrebbe salire al 2,3% del PIL, con una crescita del PIL reale dello
   0,5%. Al netto di misure una tantum e temporanee, ovvero i proventi della vendita di attività
   immobiliari e le rate finali di alcune imposte una tantum, il disavanzo del 2008 sarebbe
   comunque pari al 2,4% del PIL ovvero inferiore al valore di riferimento. Nell'aggiornamento
   del novembre 2007 del programma di stabilità dell'Italia, l'obiettivo ufficiale per il disavanzo
   del 2008 era pari al 2,2% del PIL, comprese anche misure una tantum a riduzione del
   disavanzo pari a circa lo 0,1% del PIL. Nonostante il disavanzo del 2007 sia risultato migliore
   delle stime, il 12 marzo la proiezione ufficiale per il disavanzo del 2008 è stata rivista al rialzo
   al 2,4% del PIL, come successivamente confermato nella comunicazione dell'aprile 2008. La
   revisione incorpora una correzione al ribasso della stima della crescita reale del PIL (0,6% a
   fronte dell'1,5% del PIL indicato nell'aggiornamento), ma anche scostamenti di bilancio. La
   proiezione lievemente inferiore per il disavanzo 2008 contenuta nelle previsioni di primavera
   è dovuta all'ipotesi che continueranno a registrarsi alcuni ritardi nell'esecuzione di bilancio
   degli investimenti. Secondo le previsioni di primavera si riduce inoltre la spesa per interessi.
           disavanzo dovrebbe ridursi nel tempo ed entro 8-9 anni le entrate e le spese aggiuntive dovrebbero
           riequilibrarsi.
IT                                                    6                                                       IT
 ---pagebreak---    Il disavanzo per il 2008 pari al 2,3% del PIL indicato nelle previsioni di primavera 2008 dei
   servizi della Commissione costituirebbe un incremento nominale di quasi ½ punto percentuale
   del PIL rispetto al 2007, nonostante il forte calo della spesa in conto capitale da porre in
   relazione con le elevate spese una tantum registrate nel 2007. Il previsto peggioramento del
   disavanzo nominale riflette non soltanto il calo delle crescita economica, ma anche l'impatto
   negativo della legge di bilancio 2008 nonché alcune misure espansionistiche previste
   originariamente nel 2007 ed altre adottate nei primi mesi del 2008. Più precisamente, la legge
   di bilancio 2008 prevede il finanziamento degli accordi salariali nel settore pubblico a livello
   locale per il periodo 2006-2007, compresi gli arretrati dovuti (nelle proiezioni ufficiali la
   spesa per le retribuzioni aumenta di oltre il 6% nel 2008 e diminuisce lievemente nel 2009), i
   tagli delle imposte locali sugli immobili, il calo delle entrate dovuto alla deducibilità degli
   affitti e alcuni aumenti dei sussidi di disoccupazione. La legge di bilancio prevede inoltre una
   riforma sia delle aliquote dell'imposta sul reddito delle società (IRES) sia dell'imposta
   regionale sulle attività produttive (IRAP), il cui impatto di bilancio passerebbe da positivo
   nel 2008 a negativo nel 2009, prima di diventare neutro negli anni successivi. Alcuni
   trasferimenti sociali e investimenti aggiuntivi approvati nel 2007 nonché i tagli dell'IRAP
   previsti dalla legge di bilancio 2006 avranno un impatto di bilancio negativo ritardato
   nel 2008. Alcuni provvedimenti di minore importanza che determinano spese aggiuntive ed
   un calo delle entrate sono stati adottati dal Parlamento nel febbraio 2008. Nel complesso,
   nel 2008 la spesa al netto di misure una tantum dovrebbe crescere di 0,5 punti percentuali del
   PIL, visto che una modesta riduzione sia del rapporto spesa per interessi/PIL che del rapporto
   spesa in conto capitale/PIL al netto di misure una tantum sarebbe più che compensata da un
   incremento della spesa primaria corrente. Le entrate al netto di misure una tantum dovrebbero
   ridursi di quasi 0,2 punti percentuali del PIL nel 2008.
   A politiche invariate, i rischi per le proiezioni di bilancio per il 2008 derivano da sentenze
   pendenti, in particolare per quanto riguarda la non deducibilità dell'IRAP dalla base
   imponibile dell'imposta sul reddito. I rischi derivano inoltre dalle prospettive in materia di
   crescita economica. Il risultato delle modifiche sostanziali della tassazione delle società è
   inoltre soggetto ad incertezza considerevole in entrambe le direzioni.
   Per il 2009, le previsioni di primavera 2008 dei servizi della Commissione, basate sullo
   scenario convenzionale di politiche invariate e di una crescita reale del PIL pari allo 0,8%,
   indicano che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche salirà lievemente al 2,4% del PIL.
   Questo modesto aumento previsto è dovuto ad un calo della pressione fiscale, in particolare
   delle imposte sul reddito delle società, dovuto sia a misure discrezionali che al ciclo
   economico negativo. L'aggiornamento del programma di stabilità del novembre 2007 fissava
   un obiettivo di disavanzo dell'1,5% del PIL, con una crescita del PIL reale dell'1,6%. Come
   sottolineato nel parere del Consiglio sull'aggiornamento 2007 del programma di stabilità
   italiano15, nel programma non sono stabilite le misure correttive sottese all'aggiustamento di
   bilancio.
   15
            GU C 49 del 22.2.2008, pag. 49.
IT                                                 7                                                IT
 ---pagebreak---    Il previsto deterioramento della posizione strutturale nel 2008 rispetto al 2007 di oltre ¼ di
   punto percentuale del PIL chiaramente non è in linea con la riduzione annua di almeno 0,5%
   del PIL prevista dal patto di stabilità e crescita, e richiamata nella decisione del Consiglio a
   norma dell'articolo 104, paragrafo 7, una volta corretto il disavanzo eccessivo. Nel suo parere
   sull'aggiornamento del programma di stabilità del novembre 2007, che prevedeva un
   miglioramento della posizione strutturale di ¼ di punto percentuale del PIL nel 2008, il
   Consiglio ha osservato che il saldo strutturale rischiava di deteriorarsi sostanzialmente
   nel 2008, a meno che la posizione di partenza del 2007 migliore del previsto fosse mantenuta
   e concludeva che l'obiettivo di medio termine (OMT) potrebbe non essere raggiunto entro
   il 2011 come previsto nel programma. Di conseguenza il Consiglio ha invitato l'Italia a
   rafforzare l'obiettivo di bilancio per il 2008, in modo da garantire un aggiustamento
   ambizioso, e ad attuare in seguito il risanamento finanziario previsto, con misure specifiche
   per compiere progressi adeguati verso l'OMT, in modo da raggiungerlo entro il periodo di
   riferimento del programma, ovvero nel 2011.
   4.        SVILUPPI E PROIEZIONI RELATIVI AL DEBITO
   I dati pubblicati dall'Istituto nazionale di statistica il 29 febbraio 2008 indicavano un debito
   delle amministrazioni pubbliche pari a circa il 104% del PIL sia nel 2003 che nel 2004, dopo
   revisioni successive del dato originario pari al 106-107% del PIL rilevato all'epoca in cui era
   stata avviata la PDE per l'Italia, sostanzialmente a causa di una stima più elevata del livello
   del PIL. Nel 2005 il rapporto debito/PIL è cresciuto per la prima volta in dieci anni di 2 punti
   percentuali. L'avanzo primario non ha dato quasi alcun contributo alla sua riduzione, mentre,
   a causa di una crescita economica fiacca, il tasso di interesse implicito relativo al debito
   pubblico ha superato ampiamente la crescita nominale del PIL, il che ha comportato un effetto
   valanga nettamente negativo. Il rapporto debito pubblico/PIL è cresciuto nuovamente
   nel 2006 nonostante un avanzo primario in aumento e un effetto valanga meno negativo. In
   tale anno l'aggiustamento stock/flussi ha dato un contributo particolarmente negativo
   all'andamento del debito, soprattutto a causa dell'accumulazione di attività liquide per
   finanziare i rimborsi IVA stimati dopo la sentenza della CGE sull'IVA delle auto aziendali
   (cfr. nota 8). Nel 2007 il rapporto debito pubblico/PIL è diminuito di 2,5 punti percentuali
   scendendo al 104% del PIL (livello registrato nel 2004). Questo risultato è stato raggiunto
   grazie ad un accresciuto avanzo primario superiore al 3% del PIL. Anche l'aggiustamento
   stock/flussi ha contribuito alla riduzione del rapporto debito/PIL, poiché le attività liquide
   statali si sono considerevolmente ridotte alla fine del 2007 rispetto all'anno precedente dato
   che l'importo dei rimborsi IVA effettivamente richiesti dai contribuenti è risultato inferiore al
   previsto. Inoltre l'aggiustamento stock/flussi nel 2007 ha beneficiato di una distribuzione di
   capitale pari a circa 0,2% del PIL da parte di una società pubblica (SACE SpA).
   La riduzione del debito nel periodo 2006-2007, basata su un avanzo primario in crescita e
   senza operazioni registrate sotto la linea significative a incremento del debito, appare in linea
   con la correzione del disavanzo eccessivo. Tuttavia, poiché nel 2008 l'avanzo primario
   dovrebbe scendere e non sono ancora state definite le misure per incrementarlo nel medio
   termine, il rapporto debito/PIL dovrebbe scendere solo lievemente nel 2008 e nel 2009 (a
   politiche invariate).
IT                                                   8                                               IT
 ---pagebreak---    Le previsioni di primavera 2008 dei servizi della Commissione, basate sull'ipotesi di politiche
   invariate, prevedono che continui la riduzione del rapporto debito/PIL nel 2008 e nel 2009,
   sebbene ad un ritmo inferiore a causa della riduzione dell'avanzo primario e della crescita
   economica fiacca. I rischi connessi alla crescita economica e agli sviluppi di bilancio si
   applicano altresì al rapporto debito/PIL.
   5.        CONCLUSIONI
   Il disavanzo delle amministrazioni pubbliche è salito dal 3,5% del PIL nel 2003 e 2004
   al 4,2% del PIL nel 2005, per poi scendere al 3,4% del PIL nel 2006 e all'1,9% nel 2007, ossia
   al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL. Le misure che hanno permesso di ridurre
   il disavanzo sono per la maggior parte di carattere permanente. Il disavanzo del 2006 e
   del 2007 sarebbe stato persino inferiore in assenza di misure una tantum. Il saldo strutturale,
   vale a dire il saldo corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e di altre misure
   temporanee, ha registrato un miglioramento di 3 punti percentuali del PIL, nettamente
   superiore all'aggiustamento di 1,6 punti percentuali del PIL raccomandato dal Consiglio. In
   base alle previsioni di primavera 2008 dei servizi della Commissione, il disavanzo nominale
   dovrebbe salire al 2,3% del PIL nel 2008 (incluse misure una tantum pari a circa lo 0,1% del
   PIL, senza le quali il disavanzo sarebbe comunque inferiore al 3% del PIL) e, nell'ipotesi di
   politiche invariate, al 2,4% nel 2009. Il disavanzo è stato pertanto portato al di sotto della
   soglia del 3% del PIL in modo credibile e duraturo.
   Dopo un decennio di costante discesa fino a poco meno del 104% del PIL nel 2004 (rispetto
   al 121% registrato nel 1994), il rapporto debito pubblico/PIL è cresciuto di 2 punti percentuali
   del PIL nel 2005 e di oltre 0,6 punti percentuali nel 2006. Il rapporto debito/PIL è sceso
   nuovamente al 104% nel 2007. L'andamento del rapporto debito/PIL è stato notevolmente
   influenzato da un'operazione finanziaria temporanea ad incremento del debito nel 2006 e dalla
   sua correzione nel 2007. Senza questa operazione il rapporto debito/PIL sarebbe rimasto
   ampiamente stabile nel 2006, riflettendo il miglioramento dell'avanzo primario in linea con la
   raccomandazione del Consiglio. In base alle previsioni di primavera 2008 della Commissione,
   nell'ipotesi di politiche invariate, il rapporto debito/PIL dovrebbe scendere a circa il 102½%
   entro il 2009. Si può considerare che il rapporto debito/PIL è diminuito in linea con la
   correzione del disavanzo eccessivo nel 2007.
   Da una valutazione globale risulta che la situazione di disavanzo eccessivo in Italia è stata
   corretta. Di conseguenza, la Commissione raccomanda al Consiglio di abrogare la decisione
   relativa all'esistenza di un disavanzo eccessivo in Italia.
IT                                                   9                                              IT
 ---pagebreak---          Tabella 2: andamento del bilancio, 2003-2009
                                                                                         2007             2008              2009
  % del PIL (salvo indicazione contraria)          2003      2004   2005    2006
                                                                                   risultato PS (2) COM        PS (2) COM(3) PS (2)
  Saldo delle pubbliche amministrazioni             -3,5     -3,5    -4,2   -3,4     -1,9    -2,4    -2,3      -2,2    -2,4     -1,5
                                                                                                              (-2,4)
  - Entrate totali(5)                               44,8     44,2    43,8   45,4     46,6    46,2    46,4      46,3    46,4     45,9
  - Spese totali(5)                                 48,3     47,7    48,0   48,8     48,5    48,6    48,7      48,5    48,7     47,9
  di cui: - spesa per interessi                      5,1      4,7     4,5    4,6      5,0     4,8     4,9       4,9     4,9      4,9
                                                                                                               (5,0)
  - formazione lorda di capitale fisso               2,5      2,4     2,4    2,4      2,4     2,7     2,4       2,5     2,4      2,6
  Saldo primario                                     1,6      1,2     0,3    1,3      3,1     2,5     2,6       2,6     2,5      3,4
                                                                                                              (2,6)
  Misure una tantum e temporanee                     1,7      1,3     0,6   -0,4     -0,2     0,2     0,1       0,1     0,0      0,1
  Saldo strutturale(1)                              -5,1     -4,7    -4,5   -2,8     -1,5    -2,2    -1,9      -2,0    -1,6     -1,3
                                                                                                              (-2,2)
  Saldo primario strutturale(1)                      0,0      0,0     0,0    1,8      3,5     2,6     3,1       2,9     3,3      3,6
  Debito lordo delle amministrazioni
                                                   104,3 103,8 105,8 106,5 104,0 105,0              103,2     103,5   102,6    101,5
  pubbliche(4)
                                                                                                             (103,0)
  Variazione del rapporto debito/PIL (a) =
                                                    -1,3     -0,5     2,0    0,6     -2,5    -1,8    -0,8      -1,6    -0,6     -2,0
  (b) + (c) + (d)
  Contributi - saldo primario (b)                   -1,6      -1,2   -0,3    -1,3    -3,1    -2,5    -2,6      -2,6    -2,5     -3,4
                   - effetto "valanga" (c)           1,9      0,5     1,9    0,9      1,1     0,1     1,5       0,9     2,0      1,5
                   - aggiustamento stock/flussi(d)  -1,6      0,3     0,5    1,0     -0,5     0,6     0,4       0,2    -0,1     -0,1
  Pm         crescita (%) del PIL reale              0,0      1,5     0,6    1,8      1,5     1,9     0,5       1,5     0,8      1,6
                                                                                                              (0,6)
  Pm         Divario tra prodotto effettivo e
                                                    -0,2      0,0    -0,6   -0,3     -0,3    -0,6    -1,0      -0,6    -1,6     -0,6
  potenziale
  (1)
             Saldo (primario) corretto per il ciclo al netto di misure una tantum e temporanee.
  (2)
              Saldi strutturali e corretti per il ciclo e divari tra produzione effettiva e potenziale secondo il programma come
              calcolati dai servizi della Commissione sulla base delle informazioni fornite nell'ambito del programma.
  (3)
             Ipotesi di politiche invariate.
  (4)
             La variazione nel rapporto debito pubblico lordo/PIL può essere scomposta come segue:
              Dt Dt −1 PDt ⎛ Dt −1 it − y t               ⎞ SFt
                   −          =       + ⎜⎜      *         ⎟⎟ +
              Yt      Yt −1       Yt     ⎝ Yt −1 1 + y t   ⎠ Yt
              in cui t è l'indice di tempo; D, PD, Y e SF indicano rispettivamente l'entità del debito pubblico, il disavanzo
              primario, il PIL nominale e l'aggiustamento stock/flussi e i e y rappresentano il costo medio del debito e la
              crescita del PIL nominale. I termini tra parentesi rappresentano l'"effetto valanga".
  (5)
              I dati di bilancio forniti nel PS per il 2009 rappresentano tendenze basate sull'ipotesi di legislazione invariata. Per
              raggiungere l'obiettivo in materia di saldo delle amministrazioni pubbliche, sono previste misure aggiuntive con
              un impatto positivo dello 0,4% del PIL.
  Fonti: Le previsioni dei servizi della Commissione della primavera 2008 (COM) e l'aggiornamento del programma di
  stabilità del novembre 2007 (PS) (tra parentesi le nuove proiezioni ufficiali del marzo 2008 basate sull'ipotesi di
  legislazione invariata).
IT                                                                   10                                                              IT
 ---pagebreak---                                               Raccomandazione di
                                     DECISIONE DEL CONSIGLIO
      che abroga la decisione 2005/694/CE sull'esistenza di un disavanzo eccessivo in Italia
   IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 104, paragrafo 12,
   vista la raccomandazione della Commissione,
   considerando quanto segue:
   (1)      Con decisione 2005/694/CE16 del Consiglio, adottata su raccomandazione della
            Commissione ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 6, del trattato CE, era stato deciso
            che in Italia esisteva una situazione di disavanzo eccessivo. Il Consiglio aveva
            osservato che il disavanzo delle amministrazioni pubbliche era superiore ma prossimo
            al valore di riferimento del 3% del PIL sia nel 2003 che nel 2004, mentre il debito
            lordo delle amministrazioni pubbliche ammontava a circa 106-107% del PIL in
            entrambi gli anni, nettamente al di sopra del valore di riferimento del 60% del PIL
            previsto dal trattato, e non era sceso ad un ritmo soddisfacente negli ultimi anni.
   (2)      Il 28 luglio 2005, ai sensi dell'articolo 104, paragrafo 7, del trattato CE e
            dell'articolo 3, paragrafo 4, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7
            luglio 1997, per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della
            procedura per i disavanzi eccessivi17, su raccomandazione della Commissione, il
            Consiglio ha indirizzato all'Italia una raccomandazione invitando le autorità italiane a
            porre termine, entro il 2007, alla situazione di disavanzo eccessivo. La
            raccomandazione è stata resa pubblica.
   (3)      A norma dell'articolo 104, paragrafo 12, del trattato CE, la decisione del Consiglio che
            constata l'esistenza di un disavanzo eccessivo deve essere abrogata quando il
            Consiglio ritenga che il disavanzo eccessivo nello Stato membro interessato sia stato
            corretto.
   (4)      Conformemente al protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi allegato al
            trattato, la Commissione fornisce i dati statistici necessari per la procedura. Nel quadro
            dell'applicazione del protocollo, gli Stati membri devono comunicare due volte
            all'anno (entro il 1° aprile ed entro il 1° ottobre) i dati relativi al disavanzo e al debito
            pubblici e altre variabili connesse, come stabilito dall'articolo 4 del regolamento (CE)
            n. 3605/93 del Consiglio, del 22 novembre 1993, relativo all'applicazione del
   16
            GU L 266 dell'11.10.2005, pag. 57.
   17
            GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1056/2005 (GU L 174
            del 7.7.2005, pag. 5).
IT                                                     11                                                     IT
 ---pagebreak---        protocollo sulla procedura per i disavanzi eccessivi allegato al trattato che istituisce la
       Comunità europea18.
   (5) I dati forniti dalla Commissione (Eurostat) a norma dell'articolo 8 octies, paragrafo 1,
       del regolamento (CE) n. 3605/93 a seguito della comunicazione dell'Italia entro il
       1º aprile 2008 e le previsioni di primavera 2008 dei servizi della Commissione
       giustificano le conclusioni che si illustrano di seguito:
         –     dopo essere aumentato dal 3,5% del PIL nel 2004 al 4,2% del PIL nel 2005, il
               disavanzo delle amministrazioni pubbliche è sceso al 3,4% del PIL nel 2006 e
               infine all'1,9% del PIL nel 2007, rientrando al di sotto del valore di riferimento
               del 3% del PIL stabilito dal trattato; al netto dell'impatto di bilancio delle
               misure una tantum, il disavanzo sarebbe pari all'1,7% del PIL nel 2007.
               Nell'aggiornamento del programma di stabilità del dicembre 2006, si era
               stabilito per il disavanzo l'obiettivo del 2,8% del PIL;
         –     l'aggiustamento è stato determinato da un incremento delle entrate fiscali
               permanenti nel periodo 2006-2007, che ha ampiamente superato le aspettative.
               Ciò è stato reso possibile soprattutto dall'efficacia superiore al previsto delle
               misure adottate e da una crescita economica leggermente superiore al previsto.
               Dopo un peggioramento stimato di ¼ di punto percentuale del PIL nel 2005, il
               saldo strutturale (ovvero il saldo corretto per il ciclo al netto di misure una
               tantum e di altre misure temporanee) dovrebbe essere migliorato di 1¾ e 1¼
               punti percentuali del PIL rispettivamente nel 2006 e nel 2007;
         –     per il 2008, le previsioni della primavera 2008 indicano un incremento del
               disavanzo al 2,3% del PIL, compresi i proventi una tantum dalla vendita di
               beni immobili pari allo 0,1% del PIL. Il previsto peggioramento del saldo di
               bilancio sarà dovuto sia ad un incremento del rapporto spesa primaria
               corrente/PIL che a più basse imposte correnti. Ciò è compensato in parte dal
               previsto calo della spesa in conto capitale, che riflette le sostanziali spese una
               tantum effettuate nel 2007. Sebbene la proiezione in materia di disavanzo pari
               al 2,3% del PIL è solo lievemente superiore all'obiettivo di disavanzo ufficiale
               del 2,2% del PIL stabilito nell'aggiornamento del programma di stabilità del
               novembre 2007, quest'ultimo è stato determinato da una proiezione basata su
               una stima di disavanzo per il 2007 nettamente più elevata del risultato
               comunicato. Per il 2009 le previsioni di primavera indicano un disavanzo
               del 2,4% del PIL a politiche invariate. Ciò implica che il disavanzo è stato
               riportato sotto il limite massimo del 3% del PIL in modo credibile e sostenibile.
               Il saldo strutturale dovrebbe peggiorare di oltre ¼ di punto percentuale del PIL
               nel 2008 e, in caso di politiche invariate, migliorare di ¼ di punto percentuale
               nel 2009. Ciò va visto nell'ottica della necessità di realizzare progressi in
               direzione del raggiungimento dell'obiettivo di medio termine (OMT) per la
               posizione di bilancio, che per l'Italia è una posizione in equilibrio in termini
               strutturali;
         –     dopo un decennio di costante discesa fino a poco meno del 104% del PIL nel
               2004 (a fronte di oltre il 121% registrato nel 1994), il rapporto debito
   18
       GU L 332 del 31.12.1993, pag. 7. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE)
       n. 2103/2005 (GU L 337 del 22.12.2005, pag. 1).
IT                                                 12                                              IT
 ---pagebreak---                   pubblico/PIL è cresciuto di 2 punti percentuali del PIL nel 2005 e di oltre
                  0,6 punti percentuali nel 2006, salendo al 106½% del PIL. Il rapporto
                  debito/PIL è sceso nuovamente al 104% nel 2007. L'andamento del rapporto
                  debito/PIL è stato notevolmente influenzato da un'operazione finanziaria
                  temporanea ad incremento del debito, ovvero l'accumulazione di attività
                  liquide, nel 2006 e dalla sua correzione nel 2007. Senza questa operazione il
                  rapporto debito/PIL sarebbe rimasto ampiamente stabile nel 2006, riflettendo il
                  miglioramento dell'avanzo primario in linea con la raccomandazione del
                  Consiglio. In base alle previsioni della primavera 2008 della Commissione,
                  nell'ipotesi di politiche invariate il rapporto debito/PIL dovrebbe scendere a
                  circa il 102½% entro il 2009. Si può considerare che il rapporto debito/PIL è
                  diminuito in linea con la correzione del disavanzo eccessivo nel 2007.
   (6)     Il Consiglio ritiene che il disavanzo eccessivo dell'Italia è stato corretto e che la
           decisione 2005/694/CE deve pertanto essere abrogata,
   HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
                                               Articolo 1
   Da una valutazione globale risulta che la situazione di disavanzo eccessivo in Italia è stata
   corretta.
                                               Articolo 2
   La decisione 2005/694/CE è abrogata.
                                               Articolo 3
   La Repubblica italiana è destinataria della presente decisione.
   Fatto a Bruxelles,
                                                 Per il Consiglio
                                                 Il Presidente
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