CELEX: 62021TN0270
Language: it
Date: 2021-05-19 00:00:00
Title: Causa T-270/21: Ricorso proposto il 19 maggio 2021 — Estetica Group Iwona Michalak/EUIPO (PURE BEAUTY)

12.7.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 278/56
            
         
      Ricorso proposto il 19 maggio 2021 — Estetica Group Iwona Michalak/EUIPO (PURE BEAUTY)
      (Causa T-270/21)
      (2021/C 278/76)
      Lingua processuale: il polacco
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: Estetica Group Iwona Michalak (Varsavia, Polonia) (rappresentante: P. Gutowski, avvocato)
      
         Convenuto: Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO)
      
         Dati relativi al procedimento dinanzi all’EUIPO
      
      
         Marchio controverso interessato: Domanda di marchio dell’Unione europea figurativo PURE BEAUTY — Domanda di registrazione n. 18 160 933
      
         Decisione impugnata: Decisione della quinta commissione di ricorso dell’EUIPO del 16/03/2021 nel procedimento R 1456/2020-5
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  riformare la decisione impugnata dichiarando che, in relazione al marchio richiesto, non sussiste un impedimento assoluto alla registrazione ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) n. 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio;
               
            
                  —
               
               
                  condannare l’EUIPO alle spese.
               
            
         Motivi invocati
      
      
                  —
               
               
                  Violazione dell’articolo 7, paragrafo 1, lettera b) del regolamento (UE) n. 2017/1001 del Parlamento europeo e del Consiglio;
               
            
                  —
               
               
                  violazione dei principi di parità di trattamento e di tutela del legittimo affidamento, per il fatto che la commissione di ricorso non ha tenuto conto della precedente prassi decisionale dell’Ufficio, che consentiva la registrazione di segni denominativi e figurativi aventi un grado di fantasia simile a quello del marchio richiesto, mentre non sussistevano circostanze particolari che giustificassero una deroga a tale prassi.