CELEX: 62016CN0213
Language: it
Date: 2016-04-18 00:00:00
Title: Causa C-213/16: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amtsgericht München (Germania) il 18 aprile 2016 – Procedimento penale a carico di Tanja Reiter

18.7.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 260/20
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amtsgericht München (Germania) il 18 aprile 2016 – Procedimento penale a carico di Tanja Reiter
   (Causa C-213/16)
   (2016/C 260/25)
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Giudice del rinvio
   
   Amtsgericht München
   
      Imputata nel procedimento principale
   
   Tanja Reiter
   Altra parte nel procedimento: Staatsanwaltschaft München I
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se gli articoli 2 e 6, paragrafi 1 e 3, della direttiva 2012/13/UE (1) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, ostino a una disposizione legislativa di uno Stato membro in forza della quale l’imputato in un procedimento penale che non abbia la residenza in detto Stato membro è tenuto a nominare un domiciliatario ai fini della notifica di un decreto penale di condanna emesso nei suoi confronti, anche se l’imputato, di conseguenza, non beneficia in toto del termine previsto per proporre opposizione al decreto penale di condanna, non avendo neppure un indirizzo presso il quale possa essergli comunicato in modo documentabile il decreto penale di condanna, cosicché la comunicazione del nome e dell’indirizzo del domiciliatario gli consente di tenere aggiornato quest’ultimo circa il luogo in cui un decreto penale di condanna può essergli inviato in modo documentabile.
            
         
               2)
            
            
               Se gli articoli 2, paragrafo 1, e 6, paragrafi 1 e 3, della direttiva 2012/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, ostino a una disposizione legislativa di uno Stato membro in forza della quale l’imputato in un procedimento penale che non abbia la residenza in detto Stato membro è tenuto a nominare un domiciliatario ai fini della notifica di un decreto penale di condanna emesso nei suoi confronti e, ai fini del computo del termine per l’ammissibilità di un’opposizione, è senz’altro sufficiente la notifica a un domiciliatario, se l’imputato, in caso di inosservanza del termine così calcolato, può chiedere la rimessione in termini ed è poi sufficiente, a tal fine, come giustificazione, che il decreto penale di condanna gli sia stato inoltrato e che lui abbia proposto tempestiva opposizione dopo l’inoltro, cosicché – con la rimessione in termini – egli possa avvalersi a posteriori in toto del termine di opposizione, anche se, in caso di inosservanza del termine, è di norma disposta ex lege l’esecutività del decreto penale di condanna.
            
         
      (1)  Direttiva 2012/13/UE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, sul diritto all’informazione nei procedimenti penali, GU L 142, pag. 1.