CELEX: 32017H0809(22)
Language: it
Date: 2017-07-11 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, dell'11 luglio 2017, sul programma nazionale di riforma 2017 della Romania e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2017 della Romania

9.8.2017   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 261/98
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   dell'11 luglio 2017
   sul programma nazionale di riforma 2017 della Romania e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza 2017 della Romania
   (2017/C 261/22)
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l’occupazione,
   visto il parere del comitato economico e finanziario,
   visto il parere del comitato per la protezione sociale,
   visto il parere del comitato di politica economica,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 16 novembre 2016 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2017. Il Consiglio europeo del 9 e 10 marzo 2017 ha approvato le priorità indicate nell’analisi annuale della crescita. Il 16 novembre 2016 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Romania non è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito.
            
         
               (2)
            
            
               Il 22 febbraio 2017 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Romania 2017. Nella relazione sono stati valutati i progressi compiuti dalla Romania nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 12 luglio 2016, il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
            
         
               (3)
            
            
               Il 5 maggio 2017 la Romania ha presentato il programma nazionale di riforma 2017 e il programma di convergenza 2017. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle relative correlazioni.
            
         
               (4)
            
            
               La programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (3), ove necessario per sostenere l’attuazione delle pertinenti raccomandazioni del Consiglio, la Commissione può chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo contratto di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull’applicazione delle misure per collegare l’efficacia dei fondi SIE a una sana gestione economica.
            
         
               (5)
            
            
               Tra il 2009 e il 2015 la Romania ha beneficiato di tre programmi di assistenza alla bilancia dei pagamenti, gestiti congiuntamente dalla Commissione e dal Fondo monetario internazionale e sostenuti dalla Banca mondiale. I pagamenti sono stati effettuati soltanto nell’ambito del primo programma nel periodo 2009-2011, mentre i programmi per i periodi 2011-2013 e 2013-2015 avevano solo carattere precauzionale. La sorveglianza post-programma per conto della Commissione al fine di monitorare la capacità della Romania di ripagare i prestiti ricevuti nell’ambito del primo programma è iniziata a ottobre 2015 e continuerà fino a quando non sarà stato rimborsato almeno il 70 % del prestito, che scadrà nella primavera 2018.
            
         
               (6)
            
            
               La Romania è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita. Nel programma di convergenza 2017 il governo prevede un disavanzo nominale del 2,9 % del PIL per il 2017 e per il 2018 destinato a ridursi progressivamente in seguito fino a raggiungere il 2,0 % del PIL nel 2020. L’obiettivo di bilancio a medio termine, ossia un disavanzo strutturale dell’1 % del PIL, non dovrebbe essere raggiunto entro il 2020, l’orizzonte temporale del programma. Il saldo strutturale ricalcolato (4) dovrebbe raggiungere il -2,6 % entro il 2020. In base al programma di convergenza il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe aumentare, passando dal 37,6 % del PIL nel 2016 al 38,3 % del PIL nel 2018 e poi scendere al 37,6 % del PIL nel 2020. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è favorevole. Il principale rischio al ribasso per le prospettive macroeconomiche deriva da una minore incidenza delle misure strutturali e di bilancio sulle prospettive di crescita a breve e medio termine. Nel contempo le misure a sostegno degli obiettivi di disavanzo pianificati non sono state illustrate in modo sufficientemente dettagliato. Inoltre la proposta di legge di retribuzione unificata costituisce un notevole rischio al ribasso per le previsioni di bilancio.
            
         
               (7)
            
            
               Il 12 luglio 2016 il Consiglio ha raccomandato alla Romania di limitare la deviazione rispetto all’obiettivo di bilancio a medio termine nel 2016 e di conseguire un aggiustamento di bilancio annuo dello 0,5 % del PIL nel 2017, a meno che l’obiettivo di bilancio a medio termine non sia rispettato con uno sforzo minore. Sulla base dei dati relativi ai risultati di bilancio 2016, si è rilevato che la Romania presentava una notevole deviazione dall’obiettivo di bilancio a medio termine. In conformità all’articolo 121, paragrafo 4, del TFUE e all’articolo 10, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97, il 22 maggio 2017 la Commissione ha rivolto un avvertimento alla Romania, data la deviazione significativa dall’obiettivo di bilancio a medio termine osservata nel 2016. Il 16 giugno 2017 il Consiglio ha adottato la relativa raccomandazione (5) che conferma che la Romania deve adottare le misure necessarie a garantire che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta (6) non superi il 3,3 % nel 2017, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,5 % del PIL. Le previsioni di primavera 2017 della Commissione indicano un rischio di deviazione significativa dall’aggiustamento raccomandato nel 2017.
            
         
               (8)
            
            
               Nel 2018, alla luce della sua situazione di bilancio, la Romania dovrebbe introdurre ulteriori aggiustamenti per raggiungere l’obiettivo di bilancio a medio termine di un disavanzo strutturale dell’1 % del PIL. Secondo la matrice comune di aggiustamento concordata nel quadro del patto di stabilità e crescita, il predetto aggiustamento si traduce in un requisito pari a un tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superiore al 4,3 %, corrispondente a un aggiustamento strutturale dello 0,5 % del PIL. A politiche invariate sussiste un rischio di deviazione significativa da tale obbligo nel 2018. Le previsioni di primavera 2017 della Commissione prospettavano inoltre un disavanzo pubblico pari al 3,5 % del PIL per il 2017 e al 3,7 % per il 2018, superiore al valore di riferimento del 3 % del PIL stabilito dal trattato. Nel complesso il Consiglio ritiene che, alla luce delle prospettive di bilancio in forte deterioramento, siano necessarie, a partire dal 2017, ulteriori significative misure per ottemperare alle disposizioni del patto di stabilità e crescita, in linea con la raccomandazione rivolta alla Romania il 16 giugno 2017 al fine di correggere la deviazione significativa dal percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine.
            
         
               (9)
            
            
               Il quadro di bilancio della Romania è solido, ma non viene interamente applicato. In violazione della regola del disavanzo in esso contenuta, il bilancio 2016 ha segnato una sostanziale deviazione dall’obiettivo a medio termine di un disavanzo strutturale dell’1 % del PIL. Il bilancio 2017 si allontana ulteriormente dal quadro di bilancio nazionale. Come negli anni precedenti, nel 2016 le autorità rumene non hanno inviato al parlamento l’aggiornamento della strategia fiscale entro agosto, come invece previsto per legge. Di conseguenza la strategia di bilancio a medio termine non ha guidato il processo di bilancio annuale.
            
         
               (10)
            
            
               Sostenuta da buone riserve di capitale e da un aumento della redditività, la salute del settore bancario ha continuato a migliorare nel 2016. Le autorità rumene si sono impegnate a effettuare un esame completo della qualità delle attività e una prova di stress del settore bancario nel 2018. La legge sull’esdebitazione è entrata in vigore a maggio 2016, ma i rischi per il settore bancario sono stati in larga parte attenuati da una sentenza della Corte costituzionale che stabilisce che i giudici dovranno valutare se i mutuatari rispettino le disposizioni di legge sulla sopravvenuta eccessiva onerosità. La legge sulla conversione dei prestiti denominati in CHF adottata dal Parlamento a ottobre 2016 è stata recentemente giudicata incostituzionale. Tuttavia le iniziative legislative ricorrenti continuano a minacciare la prevedibilità giuridica, con effetti potenzialmente negativi sulla fiducia degli investitori.
            
         
               (11)
            
            
               L’evasione fiscale è ampiamente diffusa in Romania, causando una riduzione delle entrate fiscali e dell’equità fiscale e creando distorsioni dell’economia. La Romania ha compiuto progressi limitati nel dar seguito alla raccomandazione specifica per paese di rafforzare il rispetto dell’obbligo tributario e la riscossione dei tributi. Nel 2016 le procedure di registrazione e rimborso dell’IVA sono state modificate ed è in corso l’introduzione progressiva a livello nazionale di registratori di cassa collegati all’autorità fiscale. Dal 2017 un regime speciale si applica a vari settori, tra cui quello alberghiero, la ristorazione e ad altri settori collegati, in cui i tributi sono stabiliti senza tenere conto delle fasce di reddito. Sono state inoltre adottate limitazioni relative al lavoro autonomo e alle imprese a conduzione familiare per scoraggiare l’elusione fiscale. Nel 2016 è stato osservato un miglioramento dell’adempimento delle dichiarazioni e dei versamenti delle imposte, ma le ispezioni e le verifiche congiunte dell’amministrazione fiscale e dell’ispettorato del lavoro non sono riuscite a migliorare i risultati. Inoltre la soglia del volume di affari del regime fiscale per le microimprese è stata notevolmente aumentata mentre l’aliquota è stata ridotta, consentendo l’adempimento fiscale a danno delle entrate di bilancio. Gli approcci per settore e categoria all’imposizione fiscale rischiano di imporre un onere amministrativo sulle imprese e sull’autorità fiscale senza portare a un miglioramento della riscossione dei tributi.
            
         
               (12)
            
            
               La distribuzione del reddito reale disponibile (tenendo conto delle dimensioni delle famiglie) è particolarmente iniqua in Romania, tanto da comprometterne il potenziale per una crescita sostenibile e inclusiva. Il 20 % più ricco della popolazione ha un reddito superiore di oltre otto volte a quello del 20 % più povero, un rapporto notevolmente superiore alla media dell’Unione. Le disuguaglianze sono in larga misura determinate dalla disparità di accesso all’assistenza sanitaria, all’istruzione, ai servizi e al mercato del lavoro. Inoltre la differenza tra la disparità di reddito prima e dopo le imposte e i trasferimenti sociali è tra le più basse dell’Unione. L’indice di riferimento sociale alla base delle principali prestazioni sociali non è stato aggiornato dalla sua introduzione nel 2008. Il lavoro non dichiarato, compreso il «fuori busta», resta ampiamente diffuso e continua a pesare sul gettito fiscale, a distorcere l’economia e a compromettere l’equità e l’efficacia del sistema fiscale e delle prestazioni sociali. Nell’ambito di un progetto pilota l’amministrazione fiscale e gli ispettorati del lavoro hanno avviato ispezioni congiunte a livello nazionale, senza però riuscire finora ad avere un impatto sistemico. Le risorse non si concentrano sui settori a più alto rischio di evasione fiscale, si dà poca importanza al «fuori busta» e le misure coercitive prevalgono su quelle preventive.
            
         
               (13)
            
            
               I risultati del mercato del lavoro sono migliorati nel 2016, quando il tasso di disoccupazione ha raggiunto il minimo pre-crisi. La forza lavoro continua a diminuire in quanto la popolazione sta invecchiando e l’emigrazione resta elevata. La bassa disoccupazione è accompagnata da uno dei tassi di inattività più elevati dell’Unione. I tassi di occupazione e di attività per i giovani, le donne, le persone poco qualificate, i disabili e i rom sono in particolare ben al disotto della media dell’Unione. Il numero di giovani non occupati né inseriti in un percorso di istruzione o formazione resta molto elevato.
            
         
               (14)
            
            
               Sebbene in calo, il rischio di povertà o di esclusione sociale è ancora molto elevato, in particolare per le famiglie con bambini, i disabili, i rom e la popolazione rurale. Nel 2016 è stato adottato un pacchetto globale di lotta alla povertà nell’ambito di un cambio di politiche verso il potenziamento dei servizi rivolti a gruppi specifici della popolazione. Esso prevede un progetto pilota per la creazione di servizi integrati nelle comunità emarginate la cui attuazione progressiva a livello nazionale migliorerebbe notevolmente l’attuale scarsa fornitura di servizi integrati. Per dare seguito alle ripetute raccomandazioni specifiche per paese, è stata adottata la legge sul reddito minimo di inclusione che entrerà in vigore nel 2018. Tale reddito aumenta l’adeguatezza e la copertura dell’assistenza sociale. Esso unisce il sostegno passivo e le misure attive per il mercato del lavoro obbligatorie e le ispezioni. Il suo potenziale di attivazione resta tuttavia modesto, in quanto l’obiettivo è di raggiungere il 25 % dei beneficiari con misure attive per il mercato del lavoro entro il 2021.
            
         
               (15)
            
            
               Le politiche di inserimento sono state rafforzate nel contesto del processo di riforma dell’agenzia nazionale per l’occupazione. Le riforme includono un sostegno e servizi integrati più mirati per le persone in cerca di lavoro e i datori di lavoro. Il coinvolgimento e i servizi offerti ai giovani non occupati né inseriti in un percorso di istruzione o formazione sono in via di miglioramento. Tuttavia le politiche di inserimento offerte ai gruppi più lontani dal mercato del lavoro restano limitate e le misure di attivazione recentemente proposte non si concentrano più su questi gruppi specifici. La portata di tali misure e il loro collegamento ai servizi sociali risultano in particolare insufficienti a migliorare notevolmente la partecipazione al mercato del lavoro di questi gruppi.
            
         
               (16)
            
            
               L’adeguatezza delle pensioni e la povertà in età avanzata hanno dimensioni di genere notevoli, in quanto l’età pensionabile inferiore delle donne, a parità di condizioni, ne riduce i diritti pensionistici. La Romania è tra i pochissimi Stati membri che non prevede la convergenza delle pensioni per uomini e donne. La legge sulla parificazione delle età pensionabili per gli uomini e le donne è stata presentata al Parlamento nel 2013. Ad oggi è stata adottata soltanto dal Senato.
            
         
               (17)
            
            
               Tenuto conto degli sviluppi della produttività, della convergenza dei redditi e della competitività della Romania, gli aumenti delle retribuzioni del settore pubblico e privato meritano un’attenzione particolare. Gli aumenti delle retribuzioni nel settore pubblico possono estendersi a quello privato, con ripercussioni sulla competitività del paese. Il livello salariale minimo della Romania, sebbene ancora tra i più bassi dell’Unione, è aumentato notevolmente negli ultimi anni. Aumenti del minimo salariale ad hoc hanno recentemente innalzato la quota dei lavoratori che percepiscono la retribuzione minima e portato a una forte compressione della parte inferiore della distribuzione salariale. Per dare seguito a una raccomandazione specifica per paese, all’inizio del 2016 è stato creato un gruppo di lavoro tripartito per istituire un meccanismo di fissazione dei salari minimi sulla base di oggettivi criteri economici, sociali e del mercato del lavoro, ma i lavori hanno subito ritardi notevoli e devono essere adeguatamente ripresi. Il dialogo sociale rimane caratterizzato da bassi livelli di contrattazione e da una debolezza istituzionale che limita l’efficacia delle riforme.
            
         
               (18)
            
            
               Competenze di base sufficienti sono fondamentali per trovare e mantenere posti di lavoro buoni e stabili e per partecipare con successo alla vita economica e sociale. Le indagini internazionali evidenziano gravi lacune nelle competenze di base degli adolescenti rumeni. Alti tassi di abbandono scolastico, pochi diplomati dell’istruzione superiore e l’elevata emigrazione sono responsabili della carenza di manodopera qualificata. L’accesso a un’istruzione ordinaria di qualità è limitato nelle aree rurali e in particolare per i bambini rom. La difficoltà di attirare buoni insegnanti nelle aree rurali e nelle scuole a maggioranza rom, unita alla segregazione e ad atteggiamenti spesso discriminatori, porta a un minor rendimento scolastico dei bambini rom. In risposta alle ripetute raccomandazioni specifiche per paese, la Romania ha adottato e ha iniziato ad attuare una strategia contro l’abbandono scolastico. Le misure recentemente adottate comprendono interventi integrati, un programma pilota per pasti caldi, un miglioramento del rimborso delle spese di spostamento dei pendolari e buoni sociali per incoraggiare l’istruzione prescolastica dei bambini poveri. Misure basate su progetti finanziati dall’Unione per migliorare la qualità dell’insegnamento nelle scuole svantaggiate sono in programma per l’autunno 2017 e la modernizzazione dei programmi scolastici, per quanto incompleta, è attualmente in corso. La normativa antisegregazione è stata migliorata, compreso il rafforzamento del mandato degli ispettori scolastici in questo settore. Tuttavia, manca ancora una metodologia di monitoraggio. Sono necessarie ulteriori misure per conseguire un progresso duraturo nella lotta contro le disparità socioeconomiche in materia di istruzione. Al momento la garanzia per i giovani ha raggiunto solo in parte i giovani che abbandonano prematuramente la scuola e i programmi per la «seconda opportunità» non sono facilmente disponibili. Il sistema di istruzione e formazione professionale non è sufficientemente allineato alle esigenze del mercato del lavoro e la partecipazione degli adulti all’apprendimento è molto bassa.
            
         
               (19)
            
            
               La popolazione della Romania soffre dei risultati mediocri del settore sanitario. L’accessibilità all’assistenza sanitaria di qualità è compromessa dalla carenza di professionisti del settore sanitario, dal sottofinanziamento degli ospedali, dall’eccessivo affidamento su questo tipo di strutture e dalla corruzione che colpiscono in particolare le persone con basso reddito e nelle zone rurali. Oltre ai pagamenti informali ai professionisti del settore medico, la corruzione riguarda gli appalti pubblici degli ospedali, la frode assicurativa e le tangenti per ottenere certificati che danno diritto a benefici. Facendo seguito a una raccomandazione specifica per paese e nel contesto della condizionalità ex ante per il periodo di finanziamento dell’Unione 2014-2020, la Romania ha adottato alcune misure strategiche per passare dall’assistenza ospedaliera a quella ambulatoriale. Sono stati sviluppati programmi sanitari regionali per individuare il fabbisogno di infrastrutture e servizi e l’attuazione della strategia sanitaria nazionale è oggetto di monitoraggio. In conformità alla strategia nazionale anticorruzione 2016-2020, sono state adottate norme per rinnovare il sistema di feedback sui pagamenti informali e sono state aumentate le retribuzioni dei professionisti del settore sanitario. La strategia anticorruzione prevede misure globali nel settore dell’assistenza sanitaria, anche promuovendo la responsabilizzazione e l’assunzione trasparente dei dirigenti ospedalieri. Tuttavia il rafforzamento dell’assistenza di prossimità, di quella ambulatoriale e dei sistemi di riferimento è ancora in una fase iniziale; i pagamenti informali restano ampiamente diffusi; la trasparenza nella gestione ospedaliera deve ancora essere garantita e una strategia nazionale a favore dei lavoratori sanitari è in attesa di adozione.
            
         
               (20)
            
            
               La capacità amministrativa e di definizione delle politiche della Romania risente di procedure e processi decisionali poco trasparenti, procedure amministrative onerose, rari ricorsi a prove di qualità, scarso coordinamento tra le politiche settoriali e corruzione diffusa. I progressi delle riforme della pubblica amministrazione sono stati limitati. Le strutture organizzative restano instabili, il che pregiudica l’indipendenza e l’efficacia della pubblica amministrazione. Nel 2016 sono state avviate strategie per la funzione pubblica, ma il quadro legislativo non prevede ancora alcuni degli obiettivi principali, in particolare con riguardo ai criteri oggettivi per l’assunzione di personale, la valutazione e la valorizzazione dei risultati. Si propone di armonizzare in una certa misura i livelli di retribuzione, ma non vi è un nesso chiaro tra i risultati e la remunerazione, a livello centrale e locale. La capacità e l’autorevolezza dell’agenzia nazionale della funzione pubblica devono essere ancora rafforzate. Si è registrata un’inversione di tendenza per quanto riguarda alcune misure di trasparenza relative alla definizione delle politiche avviate nel 2016. Le valutazioni della pianificazione strategica e dell’impatto normativo non sono ben consolidate nella prassi amministrativa.
            
         
               (21)
            
            
               L’insufficienza qualitativa e quantitativa delle infrastrutture di trasporto è uno degli ostacoli principali allo sviluppo economico della Romania. Per affrontare le carenze connesse, la Romania, in risposta a una raccomandazione specifica per paese, ha adottato il piano generale per i trasporti nell’autunno 2016. Per accelerare gli investimenti nelle infrastrutture stradali, l’autorità responsabile dell’amministrazione delle infrastrutture non è più competente per la gestione degli investimenti infrastrutturali. Nel 2016 è stato istituito un organismo per riformare il sistema ferroviario che dovrà essere operativo entro la metà del 2017.
            
         
               (22)
            
            
               La Romania ha avuto ultimamente uno dei più alti tassi di investimento dell’Unione. Tuttavia, nel 2016 gli investimenti pubblici sono diminuiti, anche a causa dello scarso utilizzo dei fondi dell’Unione. L’assorbimento elevato e l’utilizzo efficiente dei finanziamenti dell’Unione sono di fondamentale importanza affinché la Romania possa sfruttare il proprio potenziale di sviluppo, specialmente in settori chiave come i trasporti o i rifiuti. La qualità degli investimenti pubblici è stata compromessa, tra l’altro, da carenze gestionali e cambiamenti di priorità. In risposta a una raccomandazione specifica per paese sono stati fatti progressi modesti per migliorare l’individuazione e la preparazione dei progetti prioritari negli investimenti pubblici. Dall’agosto 2016 ai ministeri è stato imposto di tenere conto delle priorità d’investimento nei piani di spesa, ma non sono state adottate altre misure per potenziare il ruolo del ministero delle Finanze nell’individuazione delle priorità d’investimento e per coordinare meglio la preparazione dei progetti di investimento pubblico tra i vari ministeri. L’adozione del piano nazionale di gestione dei rifiuti e del programma di prevenzione dei rifiuti, prevista per la fine del 2016, non è stata ancora ultimata. I piani sono inoltre necessari per migliorare la governance e l’applicazione della normativa, per canalizzare i fondi nazionali e dell’Unione e per avere norme ambientali a livello dell’Unione.
            
         
               (23)
            
            
               L’efficienza degli appalti pubblici è di fondamentale importanza affinché la Romania consegua gli obiettivi strategici e affronti le sfide politiche chiave, tra cui l’efficienza della spesa pubblica, la modernizzazione della pubblica amministrazione, la lotta contro la corruzione e la promozione dell’innovazione e della crescita sostenibile e inclusiva. Tale efficienza è inoltre strumentale per la fiducia dei cittadini nelle autorità pubbliche e nella democrazia. Di recente la Romania ha adottato misure per attuare la strategia e il piano d’azione in materia di appalti pubblici. Per dar seguito alla legge sugli appalti pubblici in vigore da maggio 2016, nel giugno 2016 è stata adottata la legislazione applicativa relativa agli appalti pubblici e agli appalti nei settori dei servizi di pubblica utilità, mentre gli atti di diritto derivato sui contratti di concessione sono stati adottati prima della fine del 2016, e il programma nazionale in materia di appalti pubblici prevede la prevenzione e il controllo della corruzione. Tuttavia varie misure chiave della strategia sono ancora in sospeso, tra cui il rafforzamento dei controlli e altre misure anticorruzione, la completa attuazione degli appalti elettronici e la formazione dei funzionari responsabili degli appalti pubblici.
            
         
               (24)
            
            
               Oltre il 45 % della popolazione della Romania vive in zone rurali che sono molto indietro rispetto alle aree urbane per quanto riguarda l’occupazione e l’istruzione, l’accesso ai servizi e alle infrastrutture e il benessere materiale. In risposta a una raccomandazione specifica per paese di migliorare l’accesso ai servizi pubblici integrati, estendere le infrastrutture di base e incentivare la diversificazione economica in particolare nelle zone rurali, nel 2016 la Romania ha adottato una serie completa di misure concernenti lo sviluppo rurale, la modernizzazione delle piccole aziende agricole, il sostegno alle PMI non agricole, l’investimento nelle infrastrutture, compresi i servizi sociali e l’istruzione, e la formalizzazione dell’occupazione. Il loro successo nel lungo periodo dipenderà dalla capacità di avviare azioni pilota su scala più ampia e di puntare sui finanziamenti dell’Unione disponibili e assorbirli.
            
         
               (25)
            
            
               Le imprese di Stato svolgono un ruolo importante nell’economia, in particolare nei settori delle infrastrutture chiave. Le carenze nella governance delle imprese di Stato si traducono in una bassa redditività rispetto alle loro controparti private, con un impatto negativo sulle finanze pubbliche. Per dar seguito a una raccomandazione specifica per paese, la Romania ha conseguito progressi notevoli nel miglioramento della governance societaria delle imprese di Stato. Gli statuti sociali a sostegno delle norme principali sulle imprese di Stato sono stati prontamente adottati nell’autunno 2016. Il quadro legislativo segue le buone pratiche internazionali sulla trasparenza per la nomina dei membri del consiglio di amministrazione e della direzione delle imprese di Stato e conferisce al ministero delle Finanze poteri specifici di controllo ed esecuzione. Sono state inoltre adottate misure per sensibilizzare le autorità locali nei confronti delle nuove norme e le informazioni di bilancio delle imprese di Stato sono state rese pubbliche. Tuttavia i ritardi nella nomina di direttori professionisti sollevano preoccupazioni relativamente alla sua ulteriore attuazione.
            
         
               (26)
            
            
               La competitività della Romania continua a registrare carenze per quanto riguarda la competitività non di costo e le barriere strutturali che ostacolano la transizione verso un’economia a maggiore valore aggiunto, quali ad esempio le complesse procedure amministrative. Per dar seguito a una raccomandazione specifica per paese nel 2016, la Romania ha adottato vari atti legislativi per semplificare le procedure amministrative e facilitare i rapporti tra i cittadini e la pubblica amministrazione, sebbene si sia limitata a un numero ridotto di procedure.
            
         
               (27)
            
            
               La corruzione è ancora diffusa a tutti i livelli e rimane un ostacolo per le imprese. La Romania ha compiuto progressi notevoli per quanto riguarda gran parte della riforma del sistema giudiziario e la lotta alla corruzione ad alto livello. Tuttavia devono ancora essere introdotte misure chiave per affrontare le preoccupazioni in questi settori di modo che le riforme siano sostenibili e irreversibili. Sono stati compiuti alcuni progressi nello sviluppo di ulteriori misure per prevenire e lottare contro la corruzione, in particolare all’interno delle amministrazioni locali, ma restano da risolvere notevoli problemi per quanto riguarda l’attuazione efficace della strategia nazionale anticorruzione adottata nel 2016. Sono necessari sforzi per quanto concerne il rispetto dell’indipendenza del potere giudiziario nella vita pubblica in Romania, per portare a termine le riforme del codice penale e di quello civile e per garantire l’efficacia dell’esecuzione delle decisioni giudiziarie. Nell’ambito del meccanismo di cooperazione e verifica vengono rivolte alla Romania raccomandazioni relative alla riforma giudiziaria e alla lotta contro la corruzione, per cui questi ambiti non sono contemplati dalle raccomandazioni specifiche per paese indirizzate alla Romania.
            
         
               (28)
            
            
               Nell’ambito del semestre europeo 2017, la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Romania, che ha pubblicato nella relazione per paese 2017. Ha altresì valutato il programma di convergenza 2017, il programma nazionale di riforma 2017, nonché il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Romania negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Romania, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
            
         
               (29)
            
            
               Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza 2017 e il suo parere (7) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
            
         RACCOMANDA che la Romania adotti provvedimenti nel 2017 e nel 2018 al fine di:
   
               1.
            
            
               garantire nel 2017 la conformità alla raccomandazione del Consiglio del 16 giugno 2017 al fine di correggere la deviazione significativa dal percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine; perseguire un consistente sforzo di bilancio nel 2018, in linea con i requisiti del braccio preventivo del patto di stabilità e crescita; assicurare la completa attuazione del quadro di bilancio; rafforzare il rispetto dell’obbligo fiscale e la riscossione dei tributi; lottare contro il lavoro non dichiarato, anche garantendo un uso sistematico dei controlli integrati;
            
         
               2.
            
            
               rafforzare le politiche di inserimento integrato e i servizi pubblici integrati, concentrandosi sulle persone più lontane dal mercato del lavoro; adottare norme di parificazione dell’età pensionabile per gli uomini e le donne; stabilire un meccanismo trasparente di fissazione delle retribuzioni minime, in consultazione con le parti sociali; migliorare l’accesso all’istruzione ordinaria di qualità, in particolare per i rom e i bambini nelle zone rurali; passare nel settore dell’assistenza sanitaria alle cure ambulatoriali e porre un freno ai pagamenti informali;
            
         
               3.
            
            
               adottare una legislazione che assicuri una funzione pubblica professionale e indipendente, applicando criteri oggettivi; migliorare l’individuazione delle priorità e la preparazione nel settore degli investimenti pubblici; assicurare l’attuazione completa puntuale e sostenibile della strategia nazionale sugli appalti pubblici.
            
         
      Fatto a Bruxelles, l'11 luglio 2017
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         T. TÕNISTE
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).
   
      (3)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
   
      (4)  Saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum e temporanee, ricalcolato dalla Commissione utilizzando la metodologia concordata.
   
      (5)  Raccomandazione del Consiglio del 16 giugno 2017 al fine di correggere la deviazione significativa rilevata rispetto al percorso di aggiustamento verso l’obiettivo di bilancio a medio termine della Romania (GU C 216 del 6.7.2017, pag. …).
   
      (6)  La spesa pubblica netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell’Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell’Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. Gli investimenti fissi lordi finanziati a livello nazionale sono spalmati su un periodo di 4 anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa.
   
      (7)  A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.