CELEX: 31987D0573
Language: it
Date: 1987-07-15 00:00:00
Title: 87/573/CEE: Decisione della Commissione del 15 luglio 1987 relativa alla nuova delimitazione delle zone assistite in Danimarca a decorrere dal 1º gennaio 1987 (Il testo in lingua danese è il solo facente fede)

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31987D0573

87/573/CEE: Decisione della Commissione del 15 luglio 1987 relativa alla nuova delimitazione delle zone assistite in Danimarca a decorrere dal 1º gennaio 1987 (Il testo in lingua danese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 347 del 11/12/1987 pag. 0064 - 0069

*****DECISIONE  DELLA COMMISSIONE  del 15 luglio 1987  relativa alla nuova delimitazione delle zone assistite in Danimarca a decorrere dal 1o gennaio 1987  (Il testo in lingua danese è il solo facente fede)  (87/573/CEE)  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,  visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 93, paragrafo 2, primo comma,  dopo aver intimato agli interessati di presentare le proprie osservazioni conformemente all'articolo 93,  considerando quanto segue:  I  1. La legge danese del 13 marzo 1985 (1) distingue fra due categorie di regioni che possono beneficiare dell'aiuto: zone assistite prioritarie, che possono beneficiare dell'aiuto fino al 35 % lordo (25 % in equivalente sovvenzione netto) e zone assistite normali, che possono beneficiare al massimo del 25 % lordo (16,9 in equivalente sovvenzione netto).  Le zone in questione sono quelle approvate per un periodo di cinque anni con decisione 82/691/CEE della Commissione (2).  2. Con lettera del 9 ottobre 1986, il governo danese ha notificato alla Commissione la nuova delimitazione delle zone di sviluppo regionale per un periodo di cinque anni a decorrere dal 1o gennaio 1987. Per classificare le zone in una delle due categorie il governo danese ha utilizzato una classificazione di tutte le zone danesi fatta dal consiglio di sviluppo regionale danese. La classificazione di tale consiglio si basava, come nel 1981, sulla suddivisione della Danimarca in gruppi di comuni (« kommuner ») specificati nella legge per la programmazione regionale e nazionale. Ciascuno di questi gruppi, numerati dall'1 al 59, contiene da 1 a 16 comuni e la loro popolazione varia da 11 665 a 350 789 abitanti. Per ciascuno di essi è stato calcolato un indice sintetico composto da cinque indicatori: la proporzione della popolazione complessiva in età fra i 20 e i 66 anni al 1o gennaio 1985, il tasso medio di attività negli anni 1980-1982-1984 in percentuale del numero di persone assicurate contro la disoccupazione, il reddito imponibile medio per contribuente nel 1983 e l'occupazione nel settore terziario sia pubblico che privato, nonché nell'industria manifatturiera (ad esclusione dell'edilizia e della costruzione, delle industrie estrattive e dei servizi pubblici) nel novembre 1983. Prima di essere addizionati i cinque indicatori sono stati corretti della loro deviazione standard e all'occupazione e al reditto è stata attribuita una doppia ponderazione. Oltre ai cinque indicatori sono anche stati calcolati indici alternativi senza doppia ponderazione e con una doppia ponderazione unicamente per l'occupazione, per poter comparare eventuali variazioni nella classificazione.  La classificazione ha mostrato che nel 1982 la tendenza è stata positiva nella maggioranza delle zone assistite.  Pertanto il governo danese ha proposto che la popolazione considerata sia ridotta dal 24,1 % al 20,7 % della popolazione danese. La popolazione delle zone assistite prioritarie e normali sarebbe così pari all'11,1 % e al 9,6 % della popolazione danese, contro il 15,5 % e l'8,5 % dell'attuale ripartizione.  3. La Commissione ha esaminato sia le zone esistenti che quelle proposte nel contesto nazionale e comunitario a norma dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato.  Dall'esame è risultato che in nessuna regione danese il tenore di vita è anormalmente basso o si ha una forma di sottoccupazione e che pertanto nessun aiuto alle zone proposte può essere autorizzato a norma dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) del trattato.  Inoltre, non è stata riscontrata alcuna giustificazione a norma dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) del trattato per la proroga dell'aiuto regionale nei seguenti comuni: Spoettrup nella contea (« amtskommune ») di Viborg, Egvad, Holmsland, Ringkoebing e Skjern nella contea di Ringkoebing.  La Commissione ha altresì formulato obiezioni nei riguardi della classificazione dei seguenti gruppi di comuni quali zone assistite prioritarie anziché zone assistite normali con conseguenti più elevati massimali di aiuto: nn. 52, 53, 57, 47, 46, 45, 34 e dei comuni di Hoejer e Toender nella contea di Soenderjylland; e classificazione più favorevole del gruppo di comuni n. 21 nella contea di Soenderjylland, che rientrava precedentemente nell'assistenza normale.  Nella sua riunione del 3 dicembre 1986 la Commissione ha pertanto deciso di avviare la procedura dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato avverso tali misure del progetto.  Essa ne ha informato il governo danese con lettera del 10 dicembre 1986 ed i governi degli altri Stati membri con lettere del 12 marzo 1987, invitandoli a presentare le loro osservazioni.  In conformità dell'articolo 93, paragrafo 2 del trattato è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee del 27 marzo 1987 una comunicazione alle altre parti interessate.  II  Il governo danese ha presentato le sue osservazioni in una lettera del 23 febbraio 1987 e nel corso di riunioni fra le autorità danesi e la Commissione il 19 maggio e il 1o giugno 1987.  Le argomentazioni del governo danese possono essere suddivise in due categorie: argomentazioni di carattere generale e argomentazioni relative alle zone per le quali la Commissione ha espresso riserve.  La sua prima argomentazione di carattere generale era che rispetto a tutti gli altri Stati membri della Comunità la Danimarca fornisce aiuti regionali ad una più limitata percentuale della sua popolazione, dispone di un bilancio di aiuti pro capite più limitato ed inoltre sovvenziona una più limitata percentuale di investimenti globali, la grande maggioranza dei quali è peraltro destinata ad imprese piccole e medie.  Il governo danese ha anche indicato che un'ulteriore riduzione degli aiuti in Danimarca falserebbe il gioco della concorrenza finché i vicini paesi scandinavi e la Repubblica federale di Germania continueranno a concedere aiuti più elevati.  Inoltre esso ha criticato vari punti in relazione al metodo utilizzato per l'esame della Commissione.  Il governo danese ha poi chiesto perché la Commissione abbia respinto tre degli indicatori utilizzati dal consiglio regionale danese.  Sui comuni la cui classificazione in zone assistite prioritarie e normali è stata contestata dalla Commissione sono state fatte le seguenti critiche: sebbene il governo danese abbia proposto una classificazione meno favorevole per quattro comuni della contea di Nordyjlland in considerazione della migliorata situazione, la Commissione ha chiesto una classificazione meno favorevole per altri 11 comuni, non considerando la loro posizione relativa rispetto al resto del paese ed alla loro localizzazione periferica. Inoltre il governo danese aveva proposto la concessione del 25 % in equivalente sovvenzione netto solo per piccole e medie imprese in questi undici comuni.  Nel caso della contea di Viborg la Commissione, nel richiedere l'esclusione del distretto di Spoettrup, non ha tenuto conto dei suoi legami geografici e strutturali con l'adiacente gruppo di comuni che era stato accettato. La stessa critica vale per la richiesta di classificare meno favorevolmente il gruppo n. 47, che confina con un gruppo assistito della contea di Nordjylland con caratteristiche analoghe, il quale è stato accettato.  Nell'esprimere le sue obiezioni contro il mantenimento di otto comuni attualmente assistiti della contea di Ringkoebing, la Commissione non ha tenuto conto della loro inclusione da parte del regolamento (CEE) n. 3638/85 del Consiglio (1) nella zona danese compresa nel programma FESR di pesca del 17 dicembre 1985 per le zone coperte dalla politica comune della pesca e delle difficoltà che incontrerebbe il governo danese nel partecipare a tale programma qualora non potesse concedere l'aiuto.  Per quanto riguarda la contea di Soenderjylland, nel contestare lo status prioritario dei comuni frontalieri di Hoejer e Toender la Commissione non ha tenuto conto dell'elevato livello dell'aiuto nella regione tedesca di Flensburg e del deterioramento della situazione socioeconomica nell'area di Gram, di cui non approva la migliore classificazione in zona assistita prioritaria.  III  Nessun altro Stato membro ha risposto all'invito della Commissione a presentare osservazioni. Per quanto riguarda le altre parti interessate diverse dagli Stati membri, la contea danese di Storstroem ha presentato le sue osservazioni con lettera del 22 aprile 1987 in risposta alla comunicazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee del 27 marzo 1987, sostenendo che l'intera regione di Lolland e anche Falster e Moen dovrebbero diventare zone assistite prioritarie.  IV  1. L'aiuto agli investimenti industriali e ai servizi previsto dalla legge danese per lo sviluppo regionale del 13 marzo 1985 rientra nel campo d'applicazione dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato.  L'aiuto viene concesso ad imprese che operano investimenti ammissibili nelle zone assistite. Esso favorisce tali imprese in quanto lo stesso aiuto non viene concesso ad investimenti analoghi al di fuori di queste zone.  Gli aiuti concessi a norma della legge danese per lo sviluppo regionale falsano la concorrenza poiché aumentano la redditività delle imprese beneficiarie rispetto ai concorrenti che non beneficiano di sovvenzioni analoghe. Per di più tali distorsioni della concorrenza sono anche notevoli. I tassi massimi di sovvenzione sono del 16,9 %, 20 % e 25 %, equivalente sovvenzione netto. La corrispondente diminuzione dei costi degli investimenti conferisce all'impresa beneficiaria un notevole vantaggio nei confronti dei concorrenti che non beneficiano di aiuti.  Inoltre, qualora gli aiuti inducano le imprese a impiantarsi in un'altra località, ciò costituisce un'ulteriore distorsione della concorrenza ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 1. Infatti la creazione di un sistema che tutela da distorsioni la concorrenza all'interno del mercato comune (articolo 3, lettera f) del trattato) comporta anche che le imprese scelgano dove impiantarsi in base ad una decisione autonoma e non vengano quindi influenzate dalla concessione di sovvenzioni.  Nella fattispecie gli aiuti incidono anche sugli scambi tra gli Stati membri. Sebbene nel valutare l'attuazione di un regime generale di aiuti quale la legge per lo sviluppo regionale non sia possibile stabilire con precisione i mercati di sbocco dell'impresa beneficiaria, dal momento che si ignorano i potenziali beneficiari, in base all'esperienza si deve supporre che tra questi ultimi figureranno imprese che partecipano agli scambi intracomunitari. Inoltre il commercio intracomunitario viene pregiudicato anche quando gli aiuti promuovono la produzione nazionale a scapito delle importazioni dagli altri Stati membri.  Come già detto, gli aiuti aumentano la redditività delle imprese beneficiarie rispetto ai loro concorrenti. Nella misura in cui ciò avviene nell'ambito degli scambi intracomunitari deve ritenersi che questi ultimi vengano influenzati dagli aiuti stessi.  Per di più incide sugli scambi intracomunitari anche il fatto che gli aiuti influiscono sulla decisione delle imprese beneficiarie di insediarsi in un determinato luogo. Qualora infatti un'impresa si trasferisca da uno Stato membro all'altro, sia il trasferimento stesso che la produzione e la relativa offerta provenienti dalla nuova ubicazione determinano una modifica delle correnti degli scambi tra Stati membri.  In conclusione, gli aiuti concessi nel quadro della legge danese per lo sviluppo regionale rientrano nell'articolo 92, paragrafo 1.  2. Dato che la nuova delimitazione delle zone assistite in Danimarca rientra nell'ambito degli aiuti a finalità regionale, la Commissione può accettare unicamente le regioni cui si applicano le deroghe al divieto di concedere aiuti di Stato previste dall'articolo 92, paragrafo 3, lettere a) e c); esse precisano gli obiettivi perseguiti nell'interesse della Comunità e non in quello dei soli beneficiari dell'aiuto; nell'analisi dei regimi di aiuti regionali o dei casi individuali queste deroghe devono essere interpretate restrittivamente.  In particolare, le deroghe possono essere ammesse soltanto se la Commissione è in grado di accertare che il gioco delle forze di mercato non consentirebbe da solo ai beneficiari di adottare un comportamento tale da contribuire alla realizzazione di uno degli obiettivi previsti dalle deroghe stesse.  La concessione delle deroghe in questione per aiuti privi del suddetto legame causale influirebbe negativamente sugli scambi tra Stati membri e falserebbe la concorrenza senza che ciò sia giustificato dall'interesse comunitario.  In sede di applicazione dei suddetti principi all'esame dei regimi di aiuti a finalità regionale, la Commissione deve assicurarsi che nelle regioni in questione sussistano, rispetto all'insieme della Comunità, difficoltà sufficientemente gravi da giustificare la concessione dell'aiuto e la sua intensità, nel senso che l'aiuto è necessario per realizzare gli obiettivi enunciati dall'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) o c). Allorché ciò non possa essere dimostrato, deve considerarsi che l'aiuto non contribuisce alla realizzazione degli obiettivi perseguiti dalle deroghe, bensì serve essenzialmente agli interessi privati dei beneficiari.  3. A norma dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera a) possono considerarsi compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione. Nell'avviare la procedura avverso gli aiuti concessi nell'ambito della nuova delimitazione delle zone danesi assistite a norma della legge per lo sviluppo regionale, la Commissione ha sostenuto che la situazione sociale ed economica del Regno di Danimarca non giustifica né a livello nazionale né a livello regionale, l'applicazione dell'articolo 92, paragrafo 3, letterea a). La Commissione ha comunicato al governo danese in allegato alla lettera del 10 dicembre 1986 siffatto punto di vista.  Una tale posizione si basava sui dati relativi al PIL pro capite per la Danimarca negli anni 1981-1984, in cui la crescita era stata più rapida che nel resto della Comunità. Di conseguenza il più basso PIL pro capite di tutte le regioni danesi di terzo livello supera attualmente di più del 2 % la media comunitaria. Queste classificazioni relative restano valide anche tenendo conto delle differenze nel potere di acquisto. Peraltro il più elevato indice di disoccupazione di tutte le regioni danesi di terzo livello era soltanto del 15 % superiore alla media comunitaria, e attualmente la disoccupazione in Danimarca sta calando.  Ciò conferma che né nella Danimarca nel suo complesso, né nelle zone specifiche contemplate nella presente decisione il livello di vita è anormalmente basso o esiste una grave forma di sottoccupazione.  4. Ai sensi dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) possono considerarsi compatibili con il mercato comune gli aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di talune regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse.  Si può considerare che la concessione di aiuti regionali non altera le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse soltanto se si può constatare che nelle regioni in questione sussistono, rispetto all'insieme della Comunità, difficoltà particolarmente gravi le quali, senza gli aiuti, non sarebbero eliminate con il semplice gioco delle forze di mercato, e che la concessione degli aiuti non falsa eccessivamente la concorrenza in determinati settori economici.  Pertanto la Commissione nell'esaminare la conformità degli aiuti regionali con l'articolo 92, paragrafo 3, lettera c) deve tener conto sia di gravi disparità fra le regioni di uno stesso paese sia della situazione socioeconomica delle regioni in questione rispetto al resto della Comunità.  Secondo la Corte di giustizia la Commissione dispone di un potere discrezionale il cui esercizio implica valutazioni di ordine economico e sociale da effettuarsi in un contesto comunitario (1).  Per garantire che tale valutazione nell'ambito di un contesto comunitario sia sistematica ed obiettiva, la Commissione ha elaborato un metodo per determinare, per tutti gli Stati membri, le soglie di disoccupazione strutturale e il prodotto interno lordo pro capite a partire dalle quali l'aiuto regionale può essere considerato accettabile. Nell'ambito di tale metodo le soglie per un determinato Stato membro sono adattate in base alla sua posizione relativa rispetto alla media comunitaria. Le soglie sono pertanto più restrittive per gli Stati membri più sviluppati. Peraltro il metodo non limita in modo ampio la discrezionalità degli Stati membri nel perseguire i propri obiettivi di politica regionale.  Sulla base di tale metodo le attuali soglie a partire dalle quali si considera che le regioni (NUTS livello III) in Danimarca in linea di principio hanno diritto all'aiuto sono di un PIL pro capite inferiore del 73 % alla media nazionale o un tasso medio di disoccupazione superiore del 110 % alla media nazionale. Le autorità danesi sono state informate di tale metodo con nota dell'8 luglio 1986.  Dall'applicazione di tali soglie emerge che nessuna contea ha un indice del PIL pro capite inferiore del 73 % alla media nazionale e che le contee di Storstrom (indice 113), Fyn (indice 115) e Nordjylland (indice 128) hanno un tasso di disoccupazione superiore alla soglia del 110 %.  In una seconda fase la Commissione ha esaminato sulla base degli indicatori dei gruppi di comuni utilizzati dal governo danese se all'interno delle contee (NUTS livello III) siano riscontrabili gravi disparità tali da giustificare una valutazione separata di alcune parti di tali regioni.  A tal fine i gruppi di comuni utilizzati nella proposta danese sono stati esaminati sulla base dei dati relativi alla disoccupazione dal 1981 fino al 1985, ossia popolazione complessiva, reddito imponibile pro capite nel 1983, densità demografica nello stesso anno, migrazione netta, occupazione nel settore primario ed alcuni aspetti geografici quali l'insularità o le zone frontaliere.  Nella contea di Nordjylland la Commissione ha distinto la parte nordorientale che comprende i gruppi nn. 52, 53, e 57 dalla parte sudoccidentale che comprende i gruppi nn. 55, 56, 58 e 59 e l'isola di Laesoe (n. 54). Nella contea di Viborg la Commissione ha riunito i tre gruppi settentrionali (nn. 45, 46, e 47). Nella regione di Ringkoebing il gruppo 34 è stato valutato separatamente. Lo stesso è avvenuto per l'isola di Samsoe nella contea di AArhus. I due gruppi settentrionali di tale contea (nn. 40 e 41) sono stati valutati insieme. Nella parte occidentale della regione di Soenderjylland la Commissione ha riunito i gruppi nn. 21, 23, 24 e 28. Nella contea di Fyn la Commissione ha valutato separatamente i tre gruppi proposti dato che non formano un'unità geografica. Nella contea di Storstroem, il Lolland orientale e il Lolland occidentale sono anche stati valutati separatamente per tener conto delle conseguenze socioeconomiche della chiusura dei cantieri di Nakskov nel Lolland occidentale.  Per quanto riguarda il livello dell'aiuto proposto, la Commissione ha ritenuto compatibile con il mercato comune un aiuto pari al più elevato massimale là dove la disoccupazione raggiunge il tasso più elevato. Pertanto essa non ha formulato obiezioni nei riguardi del livello di aiuto proposto per i gruppi di comuni nn. 54, 34, 20, 17, 16 e 12, le regioni formate dai gruppi nn. 55, 56, 57 e 59 e la zona che comprende i gruppi nn. 40 e 41. Tenendo conto del crescente indice di disoccupazione, il Lolland occidentale, gruppo n. 11, è stato accettato quale zona assistita prioritaria.  Le isole di Bornholm e Samsoe sono state accettate sulla base dei loro problemi specifici insulari, la seconda anche in considerazione del suo saldo migratorio negativo.  Analogamente la Commissione non ha sollevato obiezioni alla concessione dell'aiuto alla parte occidentale della contea di Soenderjylland, gruppi nn. 21, 23, 24 e 28, sebbene il suo indice di disoccupazione sia inferiore al limite massimo. La Commissione ha accettato la regione a motivo dell'attrattiva che esercitano sugli investitori le zone assistite in Germania (essenzialmente la zona di Flensburg), che beneficiano dell'aiuto relativamente elevato del programma per la zona frontaliera orientale.  5. Tuttavia la Commissione non ha ritenuto che fosse giustificato mantenere quali aree assistite prioritarie i gruppi nn. 52, 53 e 57 nella contea di Nordjylland, nn. 45, 46 e 47 nella contea di Viborg, n. 34 nella contea di Ringkoebing, un comune nel gruppo n. 48 e nel gruppo n. 37, essenzialmente a motivo del tasso di disoccupazione relativamente basso. Inoltre non è stata accettata una più favorevole classificazione del gruppo n. 21 nella contea di Soenderjylland.  Il governo danese fra presente che la Commissione non ha preso in considerazione la relativa posizione della zona di Nordjylland rispetto al resto del paese nel formulare le sue obiezioni avverso alcuni dei comuni della zona assistita prioritaria. A questo proposito la Commissione osserva che le sue obiezioni si basano sulla diversa posizione relativa rispettivamente della parte nordorientale e sudoccidentale della contea rispetto alla media nazionale. Inoltre limitando la concessione dell'aiuto di più elevata intensità (25 % equivalente sovvenzione netto) alle piccole e medie imprese non si garantisce che non vengano alterate le condizioni degli scambi. L'aiuto regionale a tali imprese deve altresì essere giustificato da motivi regionali.  Nella contea di Viborg la Commissione ha accettato l'inclusione del distretto di Spoettrup (gruppo n. 48) con il vicino gruppo n. 46 a motivo delle loro analogie economiche. Ciò giustifica l'aiuto regionale in questo comune. D'altra parte il mantenimento dei gruppi nn. 45, 46 e 47 quali zone assistite prioritarie non è stato accettato poiché la regione non è una delle zone con il più elevato tasso di disoccupazione in Danimarca. Inoltre da alcuni anni la disoccupazione è in calo. A causa di tale tendenza e dato che tutti gli altri indicatori sono soddisfacenti, l'argomentazione danese relativa alla situazione geografica (periferica) non può giustificare la status prioritario per questa zona. Lo stesso vale per il gruppo n. 34 nella contea di Ringkoebing.  Il governo danese ha inoltre osservato che la Commissione renderebbe difficile l'attuazione del programma FESR fuori-quota di pesca per il gruppo n. 37. La Commissione ha pertanto accettato la concessione dell'aiuto nella zona per tutto il periodo di applicazione del relativo regolamento del Consiglio.  Per quanto riguarda i comuni di Hoejer e Toender nella contea di Soenderjylland, la Commissione ha preso in considerazione il fatto che questi comuni confinano con una zona assistita tedesca, ma anche in tal caso ha negato lo status di zona assistita prioritaria dato che nelle zone cui tali comuni appartengono gli indicatori socioeconomici sono relativamente positivi. Essa ha formulato inoltre obiezioni avverso la proposta di classificare più favorevolmente il gruppo n. 21. Questo gruppo con una popolazione di appena 26 000 abitanti non poteva essere valutato separatamente dalla adiacente area occidentale della contea di Soenderjylland, con la situazione socioeconomica più sfavorevole di tutte le zone assistite. Per tale motivo la Commissione ha ritenuto che una classificazione più favorevole del gruppo non fosse compatibile con il mercato comune.  6. Sebbene sia stato tenuto conto del fatto che il regime di aiuti danese riguarda una piccola percentuale della popolazione, che la Danimarca ha il bilancio di aiuti pro capite più basso nella Comunità e la più bassa percentuale di aiuti rispetto agli investimenti complessivi, la Commissione è obbligata a valutare se le regioni e i livelli di aiuto proposti siano ammissibili a norma dell'articolo 92, paragrafo 3.  L'aiuto concesso negli Stati membri dell'EFTA, da cui le merci industriali vengono importate nel mercato comune in esenzione doganale non può essere accettato quale giustificazione per concedere aiuti regionali in Danimarca a norma dell'articolo 92. Inoltre la Commissione non è in grado di valutare il livello dell'aiuto concesso nei paesi scandinavi.  Per quanto riguarda gli indicatori utilizzati dalle autorità danesi, la Commissione non ha utilizzato tre di essi: attività nell'industria manifatturiera, attività nel settore dei servizi e proporzione della popolazione fra i 18 e i 66 anni. I primi due sono già contemplati in uno degli indicatori utilizzati dalla Commissione (occupazione nel settore primario). Il terzo non è stato utilizzato poiché non è di pertinenza diretta. 7. La Commissione ritiene giusto prevedere un periodo transitorio di due anni per la riduzione del massimale dell'aiuto nelle summenzionate zone nelle contee di Nordjylland, Viborg, Ringkoebing e Soenderjylland e un periodo transitorio di tre anni, ossia per la durata del programma FESR fuori-quota di pesca, per la zona nella contea di Ringkoebing in cui l'aiuto deve essere abolito. Pertanto richieste di aiuti all'investimento possono essere presentate per le prime zone fino al 31 dicembre 1988 e per le seconde fino al 31 dicembre 1989, nella misura previamente approvata dalla Commissione.  8. Per consentire alla Commissione di verificare se l'aiuto concesso in futuro a norma del regime in questione rientri nei limiti consentiti, la Commissione dovrà inoltre ricevere una relazione annuale che indichi tra l'altro l'importo complessivo degli aiuti concessi, il valore degli investimenti sovvenzionati ed il numero di aiuti concessi,  HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:  Articolo 1  La concessione dell'aiuto nei comuni di Viborg, Egvad, Holmsland, Ringkoebing e Skjern nella contea di Ringkoebing è ritenuta incompatibile con il mercato comune a norma dell'articolo 92, paragrafo 1 del trattato CEE. Il governo danese non concederà più tali aiuti a decorrere dal 1o gennaio 1990. Le richieste di aiuti presentate entro il 31 dicembre 1989 possono essere prese in esame dopo questa data conformemente alla legge danese del 13 marzo 1985.  Articolo 2  La concessione di aiuti agli investimenti di imprese nei comuni di Hirtshals, Hjoerring, Loekken-Vraa, Sindal, Skagen, Dronninglund, Hals, Nibe, Sejlflod, Skoerping, e AAbybro nella contea di Nordyjalland, Hanstholm, Sydthy Thisted, Morsoe, Sallingsund, Sundsoere, Moeldrup, e AAlestrup nella contea di Viborg, Lemvig, Thyboroen, Harbooere, Thyholm e Ulfborg-Vemb nella contea di Ringkoebing, e Hoejer e Toender nella contea di Soenderjylland è ritenuta compatibile con il mercato comune a norma dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato CEE a condizione che la loro intensità rimanga inferiore al 17 % in equivalente sovvenzione netto. Il governo danese non concederà più aiuti di intensità superiore a decorrere dal 1o gennaio 1989. Le richieste di aiuti presentate entro il 31 dicembre 1988 possono essere prese in esame dopo questa data.  Articolo 3  Nei comuni di Gram, Noerre Ringstrup e Roedding nella contea di Soenderjylland la concessione di un aiuto pari al 17 % in equivalente sovvenzione netto o più è incompatibile con il mercato comune a norma dell'articolo 92, paragrafo 3 del trattato CEE.  Articolo 4  La presente decisione lascia impregiudicate le norme e i regolamenti comunitari applicabili al cumulo di diversi tipi di aiuti alle imprese agroindustriali o a taluni settori dell'industria, dell'agricoltura e della pesca.  Articolo 5  Il governo danese comunica alla Commissione entro la fine di giugno di ogni anno una relazione indicante l'importo complessivo degli aiuti regionali concessi, l'importo degli investimenti sovvenzionati nonché il numero dei casi di concessione di aiuti. Tali dati verranno ripartiti per regione (livello III conformemente alla nomenclatura delle unità territoriali stabilito dall'istituto statistico delle Comunità europee) e per settore (suddivisione settoriale in due cifre conformemente alla nomenclatura generale delle attività economiche stabilita dall'Istituto statistico delle Comunità europee). Inoltre la Commissione esaminerà occasionalmente un certo numero di casi individuali.  Articolo 6  Il governo danese comunica alla Commissione, entro due mesi a decorrere dalla notifica della presente decisione, le misure adottate per conformarsi ad essa.  Articolo 7  Il governo danese è destinatario della presente decisione.  Fatto a Bruxelles, il 15 luglio 1987.  Per la Commissione  Peter SUTHERLAND  Membro della Commissione  (1) Approvata dalla Commissione il 20 febbraio 1985.  (2) GU n. L 290 del 14. 10. 1982, pag. 39.  (1) GU n. L 350 del 27. 12. 1985, pag. 17.  (1) Causa 730/79, Philip Morris Holland B. V. contro Commissione (1980); Racc. 2671, punto 24.