CELEX: C2005/045/33
Language: it
Date: 2005-02-19 00:00:00
Title: Causa C-512/04 P: Ricorso della Vitakraft-Werke Wührmann & Sohn GmbH & Co.KG avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione) 6 ottobre 2004, nella causa T-356/02, Vitakraft-Werke Wührmann & Sohn GmbH & Co.KG/Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli), sostenuto dalla Krafft SA, proposto il 15 dicembre 2004 (fax: 14.12.04)

19.2.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 45/18
            
         Ricorso della Vitakraft-Werke Wührmann & Sohn GmbH & Co.KG avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione) 6 ottobre 2004, nella causa T-356/02, Vitakraft-Werke Wührmann & Sohn GmbH & Co.KG/Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli), sostenuto dalla Krafft SA, proposto il 15 dicembre 2004 (fax: 14.12.04)
   (Causa C-512/04 P)
   (2005/C 45/33)
   Lingua processuale: il tedesco
   Il 15 dicembre 2004 la Vitakraft-Werke Wührmann & Sohn GmbH & Co.KG, rappresentata dal sig. Ulrich Sander, Eisenführ, Speiser & Partner, Martinistraße 24, D-28195 Brema (Germania), ha presentato dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione) 6 ottobre 2004, nella causa T-356/02, Vitakraft-Werke Wührmann & Sohn GmbH & Co.KG/Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli), sostenuto dalla Krafft SA.
   La ricorrente chiede che la Corte voglia:
   annullare la sentenza del Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) 6 ottobre 2004, causa T-356/02 (1), nella parte in cui essa reca pregiudizio alla ricorrente.
   Motivi e principali argomenti:
   Nella presente causa si tratta di decidere sul rischio di confusione ai sensi dell'art. 8, n. 1, lett. b) del regolamento 20 dicembre 1993, n. 40/94, sul marchio comunitario. Il Tribunale sosteneva che il marchio «KRAFFT» (marchio nazionale spagnolo) ed il marchio comunitario richiesto «VITAKRAFT» creavano un rischio di confusione nei confronti del pubblico spagnolo. A motivazione della sua decisione il Tribunale ha fatto un espresso riferimento ad una sua precedente sentenza pronunciata nella causa T-60/01 [Matratzen Concord/HABM-Hukla Germany (MATRATZEN)], confermata dalla sentenza della Corte 28 aprile 2004 nella causa C-3/03 P), che, però, secondo la ricorrente, avrebbe un fondamento completamente diverso e non sarebbe assolutamente paragonabile con la presente fattispecie. Nella causa Matratzen si trattava di un marchio contrapposto, composto dalle tre singole parole «Matratzen Markt Concord», che, sempre dal punto di vista del pubblico spagnolo, il Tribunale ha giudicato a rischio di confusione con il marchio nazionale ivi registrato «MATRATZEN». Nel detto caso la particolarità consisteva nella circostanza che il marchio spagnolo anteriore «MATRATZEN» era stato registrato per materassi, ossia «Matratzen» in tedesco, cosicché detta parola tedesca era monopolizzata come marchio, in quanto la parola tedesca non risultava evidentemente descrittiva per il consumatore spagnolo. Tuttavia, secondo la ricorrente, in un'Europa armonizzata, siffatti diritti di marchio possono ricevere solo una tutela limitata nell'ambito di un procedimento d'opposizione contro una domanda di marchio comunitario. Di conseguenza, andrebbe, innanzi tutto, messo in discussione l'orientamento di cui alla sentenza «MATRATZEN».
   Inoltre, sono state sottolineate le differenze sussistenti tra i segni contrapposti nella presente causa e quelli di cui alla causa «MATRATZEN». Infatti, nel caso della domanda di marchio comunitario «VITAKRAFT», il consumatore spagnolo deve separare, mentalmente, visivamente o foneticamente, la prima parte del segno «VITA» dal segno complessivo «VITAKRAFT», senza che vi sussista alcun motivo. Infine, si sono fatti valere anche i problemi per la libera circolazione delle merci che potrebbero essere generati dalla mancata adeguata correzione dell'orientamento di cui alla sentenza «MATRATZEN».
   
      (1)  GU C 314 del 18.12.2004.