CELEX: 32020H0826(14)
Language: it
Date: 2020-07-20 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio del 20 luglio 2020 sul programma nazionale di riforma 2020 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 della Lettonia 2020/C 282/14

26.8.2020   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 282/89
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 20 luglio 2020
      sul programma nazionale di riforma 2020 della Lettonia e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2020 della Lettonia
      (2020/C 282/14)
      Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l’occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha adottato la strategia annuale di crescita sostenibile, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2020. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il 17 dicembre 2019 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio (2), la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Lettonia non è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro.
               
            
                  (2)
               
               
                  Il 26 febbraio 2020 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Lettonia 2020. In tale relazione sono stati valutati i progressi compiuti dalla Lettonia nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 9 luglio 2019 (3) («raccomandazioni specifiche per paese del 2019»), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi della Lettonia verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020.
               
            
                  (3)
               
               
                  L’11 marzo 2020 l’Organizzazione mondiale della sanità ha ufficialmente dichiarato l’epidemia di COVID-19 una pandemia mondiale. Essa costituisce una grave emergenza di salute pubblica per i cittadini, le società e le economie. Sta mettendo a dura prova i sistemi sanitari nazionali e sta provocando l’interruzione delle catene di approvvigionamento su scala mondiale, volatilità sui mercati finanziari, shock dei consumi e ripercussioni negative in vari settori. La pandemia sta mettendo a repentaglio i posti di lavoro e i redditi dei cittadini, nonché le attività delle imprese. Ha provocato un forte shock economico che sta già avendo gravi ripercussioni nell’Unione. Il 13 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione che sollecita una risposta economica coordinata alla crisi, coinvolgendo tutti i soggetti a livello nazionale e dell’Unione.
               
            
                  (4)
               
               
                  Molti Stati membri hanno dichiarato lo stato di emergenza o hanno introdotto misure di emergenza. Tutte le misure di emergenza dovrebbero essere rigorosamente proporzionate, necessarie, limitate nel tempo e in linea con le norme europee e internazionali. Esse dovrebbero essere soggette al controllo democratico e a un sindacato giurisdizionale indipendente.
               
            
                  (5)
               
               
                  Il 20 marzo 2020 la Commissione ha adottato una comunicazione sull’attivazione della clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita. La clausola di salvaguardia generale di cui all’articolo 5, paragrafo 1, all’articolo 6, paragrafo 3, all’articolo 9, paragrafo 1, e all’articolo 10, paragrafo 3, del regolamento (CE) n. 1466/97 e all’articolo 3, paragrafo 5, e all’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio (4) facilita il coordinamento delle politiche di bilancio in tempi di grave recessione economica. Nella comunicazione del 20 marzo 2020 la Commissione ha considerato che, data la grave recessione economica che si prevede deriverà dalla pandemia di COVID-19, fossero soddisfatte le condizioni per l’attivazione della clausola di salvaguardia generale e ha chiesto al Consiglio di avallare tale conclusione. Il 23 marzo 2020 i ministri delle Finanze degli Stati membri hanno concordato con la valutazione della Commissione e hanno convenuto che la grave recessione economica richiede una risposta decisa, ambiziosa e coordinata. L’attivazione della clausola di salvaguardia generale consente una deviazione temporanea dal percorso di avvicinamento all’obiettivo di bilancio a medio termine, a condizione che la sostenibilità di bilancio a medio termine non ne risulti compromessa. Nell’ambito del braccio correttivo il Consiglio può anche decidere, su raccomandazione della Commissione, di adottare una traiettoria di bilancio riveduta. La clausola di salvaguardia generale non sospende le procedure del patto di stabilità e crescita. Essa permette agli Stati membri di discostarsi dagli obblighi di bilancio che si applicherebbero normalmente, consentendo nel contempo alla Commissione e al Consiglio di adottare le necessarie misure di coordinamento delle politiche nell’ambito del patto.
               
            
                  (6)
               
               
                  È necessario continuare ad agire per limitare e controllare la diffusione della pandemia di COVID-19, rafforzare la resilienza dei sistemi sanitari nazionali, attenuare le conseguenze socioeconomiche della pandemia mediante misure di sostegno per le imprese e le famiglie e garantire condizioni sanitarie e di sicurezza adeguate sul luogo di lavoro al fine di riprendere l’attività economica. È opportuno che l’Unione si avvalga pienamente dei vari strumenti a sua disposizione per sostenere gli sforzi degli Stati membri in tali ambiti. Parallelamente gli Stati membri e l’Unione dovrebbero collaborare al fine di preparare le misure necessarie per permettere di tornare al normale funzionamento delle nostre società ed economie e a una crescita sostenibile, integrandovi tra l’altro la transizione verde e la trasformazione digitale e traendo insegnamenti dalla crisi.
               
            
                  (7)
               
               
                  La crisi COVID-19 ha messo in luce la flessibilità offerta dal mercato interno per adattarsi a situazioni straordinarie. Tuttavia, al fine di garantire una transizione rapida e agevole alla fase di ripresa e la libera circolazione di beni, servizi e lavoratori, le misure eccezionali che ostacolano il normale funzionamento del mercato interno dovrebbero essere rimosse non appena non siano più indispensabili. La crisi attuale ha evidenziato la necessità di piani di preparazione alle crisi nel settore sanitario. Migliori strategie di acquisto, catene di approvvigionamento diversificate e riserve strategiche di forniture essenziali rientrano tra gli elementi fondamentali per l’elaborazione di piani più ampi di preparazione alle crisi.
               
            
                  (8)
               
               
                  Il legislatore dell’Unione ha già modificato i quadri normativi pertinenti mediante i regolamenti (UE) 2020/460 (5) e (UE) 2020/558 (6) del Parlamento europeo e del Consiglio per consentire agli Stati membri di mobilitare tutte le risorse non utilizzate dei fondi strutturali e d’investimento europei, in modo da poter far fronte alle eccezionali conseguenze della pandemia di COVID-19. Tali modifiche consentiranno un’ulteriore flessibilità e procedure semplificate e snelle. Per allentare la pressione sui flussi di cassa, gli Stati membri possono anche beneficiare di un tasso di cofinanziamento del 100 % a carico del bilancio dell’Unione nell’esercizio contabile 2020-2021. La Lettonia è incoraggiata a sfruttare appieno tali possibilità per aiutare le persone e i settori più colpiti.
               
            
                  (9)
               
               
                  È probabile che le conseguenze socioeconomiche della pandemia di COVID-19 siano distribuite in modo disomogeneo tra i settori e le regioni a motivo dei diversi profili di specializzazione. Ciò comporta il rischio di accentuare le disparità all’interno della Lettonia. La situazione attuale, associata al rischio di un temporaneo sfaldamento del processo di convergenza tra Stati membri, richiede risposte politiche mirate.
               
            
                  (10)
               
               
                  Il 30 aprile 2020 la Lettonia ha presentato il programma nazionale di riforma 2020 e il programma di stabilità 2020. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (11)
               
               
                  La Lettonia è attualmente nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita.
               
            
                  (12)
               
               
                  Nel suo programma di stabilità 2020 il governo prevede un peggioramento del saldo nominale, che passerà da un disavanzo dello 0,2 % del prodotto interno lordo (PIL) nel 2019 al 9,4 % del PIL nel 2020. Secondo le proiezioni il disavanzo diminuirà passando al 5,0 % del PIL nel 2021 e al 2,7 % del PIL entro il 2023, a politiche invariate. Dopo essere sceso al 36,9 % del PIL nel 2019, sulla base del programma di stabilità 2020 si prevede che il rapporto debito pubblico/PIL raggiungerà un picco del 53 % circa nel 2022. Le prospettive macroeconomiche e di bilancio risentono dell’elevata incertezza dovuta alla pandemia di COVID-19.
               
            
                  (13)
               
               
                  In risposta alla pandemia di COVID-19 e nel quadro di un approccio coordinato a livello dell’Unione, la Lettonia ha adottato tempestive misure di bilancio per aumentare la capacità del suo sistema sanitario, contenere la pandemia e fornire sostegno alle persone e ai settori che sono stati colpiti in modo particolare. Secondo il programma di stabilità 2020, tali misure di bilancio sono pari al 3,0 % del PIL. Le misure comprendono possibilità di differimento delle imposte per un periodo fino a tre anni, una copertura estesa dei congedi per malattia retribuiti dallo Stato, sostegno a settori specifici e spese sanitarie supplementari. La Lettonia ha inoltre adottato misure di sostegno alla liquidità delle imprese mediante garanzie e prestiti per un importo pari al 3,2 % del PIL. Nel complesso le misure adottate dalla Lettonia sono in linea con gli orientamenti definiti nella comunicazione della Commissione del 13 marzo 2020. La piena attuazione delle misure di emergenza e di misure di bilancio favorevoli, seguita da un riorientamento delle politiche di bilancio verso il conseguimento di posizioni di bilancio a medio termine prudenti quando le condizioni economiche lo consentano, contribuirà a preservare la sostenibilità di bilancio a medio termine.
               
            
                  (14)
               
               
                  Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione a politiche invariate, il saldo delle amministrazioni pubbliche della Lettonia sarà pari al -7,3 % del PIL nel 2020 e al -4,5 % del PIL nel 2021. Ciò riflette un effetto sostanzialmente simile delle misure di stimolo rispetto al programma di stabilità 2020, ma si prevede che il calo dell’occupazione e anche gli stabilizzatori automatici dal lato della spesa saranno inferiori. Le proiezioni indicano che il rapporto debito pubblico/PIL rimarrà al di sotto del 60 % del PIL nel 2020 e nel 2021.
               
            
                  (15)
               
               
                  Il 20 maggio 2020 la Commissione ha pubblicato una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato a causa della prevista violazione, da parte della Lettonia, della soglia di disavanzo del 3 % del PIL nel 2020. Nel complesso dall’analisi della Commissione emerge che il criterio del disavanzo definito nel trattato e nel regolamento (CE) n. 1467/97 non è stato soddisfatto.
               
            
                  (16)
               
               
                  La Lettonia ha dichiarato lo stato di emergenza il 13 marzo 2020 e lo ha prorogato fino al 9 giugno 2020. Il governo ha limitato la circolazione delle persone attraverso i confini della Lettonia per via aerea, ferroviaria e marittima, ha chiuso le scuole e le università, garantendo contempo l’apprendimento a distanza, ha vietato tutte le manifestazioni pubbliche, ha imposto misure di distanziamento sociale, ha limitato le vendite durante i fine settimana e ha promosso i servizi pubblici digitali. Considerato il miglioramento della situazione epidemiologica, le autorità hanno allentato le restrizioni nazionali a partire dal 12 maggio 2020 e hanno convenuto di riaprire le frontiere con la Lituania e l’Estonia a partire dal 15 maggio 2020. Secondo le previsioni di primavera 2020 della Commissione, ladisoccupazione salirà all’8,6 % nel 2020 per ridiscendere leggermente all’8,3 % nel 2021. Secondo le proiezioni, nel 2020 l’economia registrerà una flessione del 7 %, che interesserà principalmente investimenti ed esportazioni in un contesto di calo della domanda estera e di crescente incertezza. Sulla base delle previsioni l’occupazione  diminuirà del 2,5 %, tenendo conto del fatto che l’impatto negativo sull’occupazione sarà considerevolmente attenuato dregime di cassa integrazione sovvenzionato dallo Stato e dai sussidi salariali nei settori orientati all’esportazione. In risposta alla crisi COVID-19 la Lettonia ha elaborato una risposta globale di politica economica e di bilancio. Le autorità hanno orientato la risposta in tre direzioni: 1) sostegno ai lavoratori; 2) sostegno alle imprese; 3) sostegno ai settori economici più colpiti. Le misure di politica del lavoro, volte a mantenere l’occupazione e a rafforzare la rete di sicurezza sociale, contemplano fra l’altro sussidi salariali fino 75 % del salario lordo della persona, la copertura del congedo per malattia se lavoratore è stata diagnosticata la COVID-19 o se è in quarantena e l’estensione delle indennità di disoccupazione. Il sostegno alle imprese che si trovano ad affrontare difficoltà temporanee è finalizzato a rifornire in liquidità le imprese economicamente sostenibili e ad incrementare rapidamente l’offerta di beni e servizi vitali.
               
            
                  (17)
               
               
                  La pandemia di COVID-19 ha richiesto misure senza precedenti per contenere la diffusione e l’impatto della malattia. Ha amplificato le debolezze strutturali del sistema sanitario lettone, che sono direttamente legate alle limitate risorse finanziarie e umane disponibili e al lento progresso delle riforme. L’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità e a prezzi abbordabili e l’efficacia del sistema sanitario risentono del basso livello del finanziamento pubblico. Ciò comporta un cospicuo bisogno insoddisfatto di assistenza sanitaria, dichiarato dagli interessati stessi, un livello elevato di prestazioni non rimborsabili, in particolare per i gruppi vulnerabili, e una disparità di accesso. Gli stili di vita non salutari costituiscono un’altra importante causa dei problemi di salute. Inoltre la carenza di personale sanitario costituisce una sfida complessa e ostacola la prestazione di servizi sanitari. Per migliorare l’efficienza e la qualità dell’assistenza sanitaria è fondamentale accelerare le riforme in corso che si trovano ancora in una fase iniziale, tra cui misure di prevenzione efficaci, il potenziamento dell’assistenza sanitaria di base, la razionalizzazione del settore ospedaliero e la gestione mirata della qualità. L’entità dell’impatto di queste riforme e le possibilità di migliorare i risultati sanitari dipendono anche in larga misura dall’importo del finanziamento pubblico per la sanità. Per poter gestire in futuro crisi analoghe è importante garantire gli investimenti in misure di sanità pubblica efficaci e dotate di risorse adeguate per prevenire, contenere e attenuare la diffusione delle malattie infettive e gestirne l’impatto sulle prestazioni del sistema sanitario. Gli investimenti potrebbero mirare a fornire le attrezzature necessarie, servizi affidabili di assistenza sanitaria online e strutture e risorse umane per l’assistenza sanitaria, così come a garantire la capacità di prestare tutti i servizi sanitari normali previsti oltre alle cure per i pazienti affetti da COVID-19.
               
            
                  (18)
               
               
                  La Lettonia ha adottato misure per estendere il sostegno al reddito ai lavoratori e per evitare i licenziamenti durante lo stato di emergenza. Tale sostegno è tuttavia limitato in termini di copertura e di adeguatezza, principalmente per il fatto che dipende dal versamento dei contributi previdenziali e da criteri di ammissibilità restrittivi. Il regime non prevede inoltre l’inattività parziale. Una transizione più graduale dal sostegno al reddito al reddito da lavoro consentirebbe una maggiore flessibilità del mercato del lavoro durante il periodo di inattività e la ripresa economica. Occorrono sforzi costanti per migliorare l’adeguatezza, la durata e la copertura della rete di sicurezza sociale per tutti. Questi sforzi sono tuttavia limitati dal basso gettito fiscale in percentuale del PIL. Nonostante qualche lieve miglioramento, l’adeguatezza del reddito minimo garantito, delle pensioni minime e del sostegno al reddito per le persone con disabilità rimane bassa. La Lettonia ha introdotto l’indennità di disoccupazione per i più vulnerabili, ma i disoccupati sono esposti a un elevato rischio di povertà, in particolare quando la disoccupazione si protrae. Potrebbero essere colmate le esistenti lacune nella copertura dell’accesso alla protezione sociale per i lavoratori autonomi e atipici, compresa l’assicurazione di disoccupazione. Nonostante la percentuale sia in diminuzione, il lavoro non dichiarato e le retribuzioni «fuori busta» rimangono diffusi, indebolendo la protezione sociale dei lavoratori interessati e aumentando i rischi professionali. I gruppi vulnerabili incontreranno probabilmente maggiori difficoltà a trovare un nuovo posto di lavoro. Rimane scarsa l’integrazione fra occupazione, istruzione, sanità e servizi sociali ed erogazione dei servizi sociali. La percentuale di persone che versano in una situazione di grave disagio abitativo e quella delle persone in situazione di sovraffollamento sono tra le più elevate dell’Unione, mentre l’edilizia sociale è scarsa.
               
            
                  (19)
               
               
                  L’offerta di sostegno alle piccole e medie imprese per aiutarle a sviluppare rapidamente capacità di lavoro flessibile e di telelavoro può contribuire in maniera significativa ad attenuare l’impatto della crisi. Particolare preoccupazione destano il basso tasso di registrazione presso i servizi pubblici per l’impiego e il basso livello di coinvolgimento dei disoccupati nelle misure attive del mercato del lavoro. Occorre rafforzare e adeguare l’elaborazione e la composizione delle misure attive del mercato del lavoro per ridurre la durata dei periodi di disoccupazione e facilitare il ritorno al lavoro. In tempi di recessione economica è ancora più importante dotare le persone delle giuste competenze per migliorare la resilienza della forza lavoro. Misure efficaci e di facile accesso in materia di apprendimento degli adulti, riqualificazione e miglioramento del livello delle competenze, insieme all’offerta di servizi sociali e di sostegno alla mobilità, potrebbero dotare un maggior numero di persone delle competenze necessarie per il mercato del lavoro. Anche le competenze digitali devono essere migliorate, in quanto solo il 43 % dei lettoni dispone di competenze digitali di base o superiori. La pandemia di COVID-19 ha inoltre evidenziato la necessità di migliorare la qualità dell’istruzione e della formazione digitali e di garantire la parità di accesso a tutti i discenti. Anche il rafforzamento della capacità delle parti sociali è importante per garantirne il coinvolgimento significativo e tempestivo nella risposta alla crisi COVID-19 e nella successiva ripresa.
               
            
                  (20)
               
               
                  È stato rapidamente istituito un consistente regime di sostegno alla liquidità, messo in atto attraverso l’istituto nazionale per lo sviluppo Altum. Il regime ha contribuito alla ristrutturazione dei piani di rimborso dei prestiti per le imprese e ha fornito sostegno alla liquidità attraverso nuovi prestiti. Nel contempo la maggior parte delle ristrutturazioni di prestiti bancari avviene senza il ricorso a garanzie statali. Le condizioni di ammissibilità alle garanzie statali sono tuttavia relativamente rigorose. Di conseguenza esiste il rischio che le imprese più piccole, con una posizione finanziaria più debole o in ritardo con il versamento delle imposte, non ricevano alcun sostegno. Ristoranti e alberghi, che sono tra i settori più colpiti dalla crisi, incontrano difficoltà di accesso alla liquidità a causa della debolezza delle garanzie reali che offrono e della loro situazione finanziaria. È nel contempo importante sostenere la resilienza del settore bancario.
               
            
                  (21)
               
               
                  Per favorire la ripresa economica sarà importante anticipare i progetti di investimenti pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati, anche attraverso riforme pertinenti. Le politiche a sostegno della trasformazione digitale e della transizione verde del paese dovrebbero tenere conto delle notevoli disparità regionali. La maggior parte delle zone urbane della Lettonia dispone di infrastrutture digitali eccellenti, ma nelle zone rurali la copertura della banda larga fissa è bassa, in particolare per quanto riguarda i collegamenti finali («ultimo miglio»). Sforzi continuativi e potenziati per l’introduzione della banda larga ad altissima velocità contribuiranno a migliorare ulteriormente l’infrastruttura digitale. Per affrontare le sfide poste dalla transizione verso un’economia climaticamente neutra sono necessari investimenti per diversificare l’economia e renderla più moderna e competitiva, anche rafforzando gli investimenti nella ricerca e innovazione e nel capitale umano, e per alleviare i costi socioeconomici della transizione. La sostenibilità ambientale della Lettonia si basa sul miglioramento dell’efficienza energetica, mediante l’attuazione del piano nazionale per l’energia e il clima, in particolare nei trasporti e nell’edilizia, e sull’integrazione delle considerazioni di sostenibilità ambientale in altri settori economici, in particolare nei settori agricolo e forestale. Il miglioramento delle infrastrutture di trasporto intermodale all’interno e intorno a Riga faciliterebbe la mobilità dei lavoratori e contribuirebbe a ridurre il crescente consumo di energia delle autovetture. Inoltre il progetto Rail Baltica e i progetti di interconnessione energetica sono le principali priorità di investimento della Lettonia, volte a migliorare la sicurezza e a rafforzare l’integrazione nel mercato interno. Anche l’aumento degli investimenti nelle energie rinnovabili, in particolare l’energia eolica, e la promozione della transizione verso un’economia circolare con tassi di riciclaggio significativamente più elevati possono migliorare i risultati ambientali ed economici e contribuire a conseguire gli obiettivi di mitigazione dei cambiamenti climatici. La programmazione del Fondo per una transizione giusta, che forma oggetto di una proposta della Commissione, per il periodo 2021-2027 potrebbe aiutare la Lettonia a rispondere ad alcune delle sfide poste dalla transizione verso un’economia climaticamente neutra, in particolare nei territori di cui all’allegato D della relazione per paese 2020. Ciò consentirebbe alla Lettonia di fare il miglior uso possibile di tale fondo.
               
            
                  (22)
               
               
                  La Lettonia ha notevolmente ridotto il flusso di fondi a rischio attraverso le sue banche e ha rivisto il suo sistema di lotta al riciclaggio. In particolare, il paese ha vietato l’erogazione di servizi alle società di comodo non residenti e ha modificato varie leggi. Sono state rafforzate la capacità e le competenze dei principali organi di vigilanza, di informazione finanziaria e di contrasto. La vigilanza sugli istituti finanziari, pur essendo stata considerevolmente rafforzata, potrebbe essere mirata meglio e diventare più efficiente grazie a una più efficace valutazione dei rischi. Inoltre, nonostante il miglioramento della capacità degli organi di contrasto e della cooperazione tra di essi, la loro capacità di indagare e perseguire i casi di riciclaggio potrebbe essere ulteriormente rafforzata.
               
            
                  (23)
               
               
                  Mentre le raccomandazioni specifiche per paese di cui alla presente raccomandazione («raccomandazioni specifiche per paese del 2020») si concentrano sulle modalità per fronteggiare l’impatto socioeconomico della pandemia di COVID-19 e agevolare la ripresa economica, le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 riguardavano anche riforme che sono essenziali per affrontare le sfide strutturali a medio e lungo termine. Le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 restano pertinenti e continueranno ad essere monitorate durante tutto il semestre europeo del prossimo anno. Ciò include le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 relative alle politiche economiche connesse agli investimenti. Tutte le raccomandazioni specifiche per paese del 2019 dovrebbero essere prese in considerazione ai fini della programmazione strategica dei finanziamenti della politica di coesione dopo il 2020, anche per quanto riguarda le misure di attenuazione della crisi attuale e le strategie di uscita dalla stessa.
               
            
                  (24)
               
               
                  Il semestre europeo fornisce il quadro per il costante coordinamento delle politiche economiche e dell’occupazione nell’Unione, il quale può contribuire a un’economia sostenibile. Nei rispettivi programmi nazionali di riforma 2020 gli Stati membri hanno fatto il punto sui progressi compiuti nell’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite. Assicurando la piena attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese del 2020, la Lettonia contribuirà ai progressi verso il conseguimento degli OSS e allo sforzo comune di garantire la sostenibilità competitiva nell’Unione.
               
            
                  (25)
               
               
                  È fondamentale uno stretto coordinamento tra le economie dell’Unione economica e monetaria per conseguire il rapido superamento delle conseguenze economiche della pandemia di COVID-19. In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro, la Lettonia dovrebbe garantire che le sue politiche restino coerenti con le raccomandazioni del 2020 per la zona euro e coordinate con quelle degli altri Stati membri la cui moneta è l’euro, tenendo nel contempo conto degli orientamenti politici dell’Eurogruppo.
               
            
                  (26)
               
               
                  Nell’ambito del semestre europeo 2020 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Lettonia, che ha pubblicato nella relazione per paese 2020. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2020, il programma nazionale di riforma 2020, nonché il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese rivolte alla Lettonia negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Lettonia, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
               
            
                  (27)
               
               
                  Alla luce della valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2020 e il suo parere (7) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
               
            RACCOMANDA che la Lettonia adotti provvedimenti nel 2020 e nel 2021 al fine di:
      
                  1.
               
               
                  attuare, in linea con la clausola di salvaguardia generale del patto di stabilità e crescita, tutte le misure necessarie per affrontare efficacemente la pandemia di COVID-19 e sostenere l’economia e la successiva ripresa; quando le condizioni economiche lo consentano, perseguire politiche di bilancio volte a conseguire posizioni di bilancio a medio termine prudenti e ad assicurare la sostenibilità del debito, incrementando nel contempo gli investimenti; rafforzare la resilienza e l’accessibilità del sistema sanitario, anche mettendo a disposizione ulteriori risorse umane e finanziarie;
               
            
                  2.
               
               
                  fornire un adeguato sostegno al reddito ai gruppi più colpiti dalla crisi e rafforzare la rete di sicurezza sociale; mitigare l’impatto della crisi sull’occupazione, anche attraverso modalità di lavoro flessibili, misure attive del mercato del lavoro e competenze;
               
            
                  3.
               
               
                  garantire l’accesso delle imprese, in particolare le piccole e medie imprese, al sostegno alla liquidità; anticipare i progetti di investimento pubblici maturi e promuovere gli investimenti privati per favorire la ripresa economica; incentrare gli investimenti sulla transizione verde e digitale, in particolare su ricerca e innovazione, su una produzione e un uso puliti ed efficienti dell’energia, sul trasporto sostenibile e sulle infrastrutture digitali;
               
            
                  4.
               
               
                  portare avanti i progressi sul quadro antiriciclaggio.
               
            
         Fatto a Bruxelles, il 20 luglio 2020
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               La presidente
            
            J. KLOECKNER
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  Regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25).
      
         (3)  GU C 301 del 5.9.2019, pag. 86.
      
         (4)  Regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l’accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi (GU L 209 del 2.8.1997, pag. 6).
      
         (5)  Regolamento (UE) 2020/460 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 marzo 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013 e (UE) n. 508/2014 per quanto riguarda misure specifiche volte a mobilitare gli investimenti nei sistemi sanitari degli Stati membri e in altri settori delle loro economie in risposta all’epidemia di COVID-19 (Iniziativa di investimento in risposta al coronavirus) (GU L 99 del 31.3.2020, pag. 5).
      
         (6)  Regolamento (UE) 2020/558 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 1301/2013 e (UE) n. 1303/2013 per quanto riguarda misure specifiche volte a fornire flessibilità eccezionale nell’impiego dei fondi strutturali e di investimento europei in risposta all’epidemia di COVID-19 (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).
      
         (7)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.