CELEX: C1999/188/41
Language: it
Date: 1999-07-03 00:00:00
Title: Causa C-143/99: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verfassungsgerichtshof con ordinanza 10 marzo 1999, nella causa Adria-Wien Pipeline GmbH e Wietersdorfer & Peggauer Zementwerke GmbH contro Finanzlandesdirektion für Kärnten

C 188/18                 IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           3.7.1999
detrazione dal reddito imponibile di tale società ai fini                    La ricorrente conclude che la Corte voglia:
dell’accertamento dell’imposta sulle società né in tale Stato
membro né nell’altro Stato membro, mentre, qualora la sede
stabile si dovesse trovare nel territorio del medesimo Stato                 a) constatare che la Repubblica italiana:
membro della società, le menzionate perdite di esercizio
potrebbero essere senz’altro portate a detrazione dal reddito                    — mantenendo, in violazione dell’articolo 59 del Trattato
imponibile di tale società.                                                          CE, un divieto generale imposto agli avvocati stabiliti
                                                                                     in altri Stati membri ed esercitanti in Italia in regime di
                                                                                     libera prestazione di servizi, di disporre in tale Stato
                                                                                     dell’infrastruttura necessaria all’effettuazione della loro
                                                                                     prestazione di servizi;
                                                                                 — subordinando, in violazione dell’articolo 52 del Tratta-
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Verfas-                              to, l’iscrizione come avvocato ad un albo italiano al
sungsgerichtshof con ordinanza 10 marzo 1999, nella                                  possesso della cittadinanza italiana ed al possesso di
causa Adria-Wien Pipeline GmbH e Wietersdorfer &                                     qualifiche acquisite esclusivamente in Italia, nonché al
Peggauer Zementwerke GmbH contro Finanzlandesdirek-                                  mantenimento della residenza in una circoscrizione
                          tion für Kärnten                                           giudiziaria italiana;
                          (Causa C-143/99)                                       — applicando in forma discriminatoria, nei confronti
                                                                                     degli avvocati provenienti da altri Stati membri, le
                           (1999/C 188/41)                                           «misure compensative» (prova attitudinale) previste
                                                                                     all’articolo 4 della direttiva del Consiglio 89/48/CEE
Con ordinanza 10 marzo 1999, pervenuta nella cancelleria                             del 21 dicembre 1988(1);
della Corte il 21 aprile 1999, nella causa Adria-Wien Pipeline
GmbH e Wietersdorfer & Peggauer Zementwerke GmbH                                 — recependo in maniera incompleta la stessa direttiva
contro Finanzlandesdirektion für Kärnten, il Verfassungsge-                          89/48/CEE, stante l’assenza di un regolamento di
richtshof ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità                       attuazione che stabilisca le modalità della prova attitu-
europee le seguenti questioni pregiudiziali:                                         dinale per gli avvocati provenienti da altri Stati membri,
1. Se le misure normative di uno Stato membro, che prevedo-                  è venuta meno agli obblighi ad essa imposti dagli articoli 52 e
     no la parziale restituzione di imposte sul consumo di                   59 del Trattato CE e della direttiva 89/48/CEE;
     energia applicate al gas naturale ed all’energia elettrica, ma
     che accordano tale restituzione solo alle imprese il cui
     fulcro di attività può dimostrarsi consistere nella produzio-          b) condannare la Repubblica italiana alle spese di giudizio.
     ne di beni economici materiali, vadano considerate quali
     aiuti di Stato ai sensi dell’art. 92 del Trattato CE.
2. In caso di soluzione affermativa della prima questione: se                Motivi e principali argomenti
     una siffatta misura normativa debba considerarsi aiuto di
     Stato in conformità dell’art. 92 del Trattato CE, anche
     quando essa sia accordata a tutte le imprese a prescindere
     dal fatto che il loro fulcro di attività può dimostrarsi               a) Un avvocato stabilito in un altro Stato membro e che
     consistere nella produzione di beni economici materiali.                    esercita in regime di libera prestazione di servizi, deve
                                                                                 avere la possibilità di disporre in Italia di un’infrastruttura
                                                                                 che gli permetta di effettuare la prestazione richiesta dal
                                                                                 proprio cliente. Il divieto di cui all’articolo 2 della legge
                                                                                 n. 31/1982, in ragione del suo carattere assoluto e generale,
                                                                                 è pertanto incompatibile con il principio della libertà di
                                                                                 prestazione dei servizi cosı̀ come enunciato e definito agli
                                                                                 articoli 59 e 60 del Trattato e cosı̀ come interpretato dalla
Ricorso del 21 aprile 1999 contro la Repubblica italiana                         Corte di giustizia, in particolare nella sentenza Gebhard (2).
  presentato dalla Commissione delle Comunità europee
                          (Causa C-145/99)                                   b) La Commissione ritiene che la persistenza nella legge
                                                                                 professionale italiana di una disposizione quale l’articolo
                                                                                 17.1.7), che prescrive come requisito di iscrizione all’albo
                           (1999/C 188/42)                                       degli avvocati la residenza nella circoscrizione del Tribuna-
                                                                                 le del corrispondente Consiglio dell’ordine, nonostante la
Il 21 aprile 1999, la Commissione delle Comunità europee,                        disapplicazione di tale disposizione raccomandata dal
rappresentata dai sigg. Enrico Traversa, consigliere giuridico, e                Consiglio nazionale forense ai Consigli locali dell’ordine
Bernard Mongin, membro del servizio giuridico, in qualità di                     con il proprio parere del 29 aprile 1994, sia l’esatto
agenti, elettivamente domiciliata presso il sig. Carlos Gómez                   contrario di quelle «situazioni precise, chiare e trasparenti»
de la Cruz, Centre Wagner, Kirchberg, a Lussemburgo, ha                          che la Corte esige dagli Stati membri per consentire agli
presentato alla Corte di giustizia delle Comunità europee un                     avvocati di «conoscere i diritti» loro conferiti dall’artico-
ricorso contro la Repubblica italiana.                                           lo 52 del Trattato e di «avvalersene».