CELEX: 32014H0729(08)
Language: it
Date: 2014-07-08 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, dell’ 8 luglio 2014 , sul programma nazionale di riforma 2014 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2014 della Spagna

29.7.2014   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 247/35
            
         RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   dell’8 luglio 2014
   sul programma nazionale di riforma 2014 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2014 della Spagna
   2014/C 247/08
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
   visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del comitato per l’occupazione,
   visto il parere del comitato economico e finanziario,
   visto il parere del comitato per la protezione sociale,
   visto il parere del comitato di politica economica,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per la crescita e l’occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
            
         
               (2)
            
            
               Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato, sulla base delle proposte della Commissione, una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (3), che insieme formano gli «orientamenti integrati». Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle proprie politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
            
         
               (3)
            
            
               Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo degli Stati membri hanno convenuto un patto per la crescita e l’occupazione che offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello nazionale, dell’UE e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi hanno stabilito le misure da adottare a livello degli Stati membri, in particolare affermando l’impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 e l’attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese.
            
         
               (4)
            
            
               Il 9 luglio 2013 il Consiglio ha adottato una raccomandazione (4) sul programma nazionale di riforma 2013 della Spagna e ha formulato il suo parere sul programma di stabilità aggiornato della Spagna per il 2012-2016. Il 15 novembre 2013, in linea con il regolamento (UE) n. 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (5), la Commissione ha presentato il suo parere sul documento programmatico di bilancio 2014 della Spagna.
            
         
               (5)
            
            
               Il 13 novembre 2013 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche 2014. Il 13 novembre 2013 la Commissione ha altresì adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Spagna è stata annoverata tra gli Stati membri che avrebbero fatto oggetto di un’analisi approfondita.
            
         
               (6)
            
            
               Il 20 dicembre 2013 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni a favore della crescita. Esso ha sottolineato la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, di ripristinare le normali condizioni per l’erogazione di prestiti all’economia, di promuovere la crescita e la competitività, di contrastare la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e di modernizzare la pubblica amministrazione.
            
         
               (7)
            
            
               Il 5 marzo 2014 la Commissione ha pubblicato i risultati dell’esame approfondito per la Spagna a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011. L’analisi ha portato la Commissione a concludere che la Spagna presenta squilibri macroeconomici che richiedono un monitoraggio specifico e un’azione politica risoluta. In particolare, la correzione degli squilibri che l’anno scorso sono stati giudicati eccessivi è palesemente progredita in diversi settori e il ritorno a una crescita positiva ha ridotto i rischi. Permangono tuttavia vulnerabilità dovute all’entità e alla natura interconnessa degli squilibri, in particolare i livelli elevati del debito interno e del debito estero e l’alto tasso di disoccupazione.
            
         
               (8)
            
            
               Il 30 aprile 2014 la Spagna ha presentato il suo programma nazionale di riforma 2014 e il suo programma di stabilità 2014. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
         
               (9)
            
            
               La strategia di bilancio delineata nel programma di stabilità 2014 mira a correggere il disavanzo eccessivo entro il 2016 e a raggiungere l’obiettivo a medio termine nel 2017. Il programma di stabilità conferma l’obiettivo a medio termine del pareggio di bilancio in termini strutturali, che è più ambizioso di quanto richiesto dal patto di stabilità e crescita. Il programma di stabilità intende riportare il disavanzo al di sotto del 3 % del PIL nel 2016, in linea con la scadenza fissata nella raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013 (6) e mira a ottenere un disavanzo per il 2014 inferiore a quello raccomandato (5,5 % del PIL rispetto al 5,8 % del PIL). Tuttavia il miglioramento annuale del saldo strutturale (ricalcolato) previsto nel programma di stabilità è inferiore allo sforzo raccomandato a partire dal 2014. Per il 2017 il programma prevede progressi sufficienti verso l’obiettivo a medio termine, anche se questo potrebbe non bastare per raggiungere tale obiettivo nello stesso anno come affermato nel programma di stabilità. Secondo il programma di stabilità, il rapporto debito pubblico/PIL dovrebbe raggiungere un picco del 101,7 % del PIL nel 2015 per poi iniziare a scendere. Nel complesso, la strategia di bilancio delineata nel programma di stabilità è solo parzialmente in linea con i requisiti del patto di stabilità e crescita. Lo scenario macroeconomico su cui si basano le proiezioni di bilancio del programma di stabilità, che non è stato elaborato o approvato da un organismo indipendente, risulta sostanzialmente plausibile per il 2014 e soggetto a rischi di peggioramento nel 2015 rispetto alle previsioni di primavera 2014 dei servizi della Commissione. I tassi di crescita del PIL indicati nel programma di stabilità per il 2016-2017 sono giudicati alquanto ottimistici rispetto alle attuali stime del tasso di crescita potenziale dell’economia e della rimanente necessità di aggiustamento economico post-crisi.
               Questo significa che anche il percorso di aggiustamento del disavanzo e del debito è soggetto a rischi di peggioramento. Inoltre, le misure concrete volte a sostenere gli obiettivi principali in termini di disavanzo dal 2015 in poi non sono sufficientemente specificate, soprattutto per quanto riguarda le modifiche della legislazione tributaria nell’ambito della riforma fiscale prevista. Altri rischi sono connessi alle sopravvenienze passive e al rendimento dei risparmi previsti ai livelli locale e regionale. Stando alle previsioni della Commissione, lo sforzo di bilancio nel 2013-2014 è inferiore di 1,1 punti percentuali in termini di variazione (corretta) del saldo strutturale (anche se questa cifra è gonfiata dai recenti cambiamenti metodologici per la stima del prodotto potenziale) e di 0,4 punti percentuali rispetto all’entità delle misure considerate necessarie all’epoca della raccomandazione formulata nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi. In base alla sua valutazione del programma di stabilità e alle previsioni della Commissione, a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che le misure su cui si basa la strategia di bilancio debbano essere ulteriormente specificate e che occorrano sforzi supplementari per conformarsi appieno alla raccomandazione del Consiglio nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi.
            
         
               (10)
            
            
               A livello strutturale, si rilevano progressi nella rendicontazione sull’esecuzione del bilancio e nell’applicazione di misure correttive nei confronti degli enti amministrativi inadempienti. Tuttavia vi è margine per mettere in atto i meccanismi di esecuzione supplementari previsti dalla legge organica spagnola sulla stabilità di bilancio nel caso delle regioni inadempienti. Sono state adottate nuove misure per garantire a tutti i livelli di governo il rispetto di un termine medio di 30 giorni per i pagamenti ai fornitori commerciali. Una legge del novembre 2013 ha istituito un organismo di bilancio indipendente, il cui presidente è stato nominato nel febbraio 2014. Tuttavia tale organismo non era ancora operativo al momento di valutare il programma di stabilità 2014. Il programma nazionale di riforma 2014 riconosce anche la necessità di continuare a migliorare l’efficacia in termini di costi della spesa sanitaria e farmaceutica, ad esempio centralizzando l’acquisto dei prodotti farmaceutici, rivedendo il paniere dei servizi, sviluppando l’informatizzazione delle cartelle cliniche o migliorando la gestione delle strutture sanitarie. Visto che da ora in poi la maggior parte del risanamento di bilancio dovrebbe provenire da risparmi sulla spesa, una revisione sistematica della spesa a tutti i livelli di governo permetterebbe di individuare i settori in cui è possibile risparmiare in modo tale da favorire la crescita pur tenendo conto delle necessità delle persone più vulnerabili.
            
         
               (11)
            
            
               Nel 2013 la Spagna ha adottato nuove misure per ovviare alla distorsione a favore del debito nell’imposizione delle imprese. Nello stesso anno ha anche compiuto qualche progresso in termini di rispetto dell’obbligo tributario intensificando la lotta alla frode fiscale e al lavoro non dichiarato, ma deve ancora affrontare notevoli sfide. Nel 2013 e nel 2014 la Spagna ha inoltre introdotto riduzioni dei contributi previdenziali per l’assunzione di giovani e di nuovo personale. In base a una relazione globale sulla riforma fiscale che il governo ha commissionato a un comitato di esperti, le autorità prevedono di presentare proposte legislative concrete nel secondo trimestre del 2014. Conformemente al programma nazionale di riforma 2014, le proposte mireranno a modernizzare il sistema tributario, ridurre le distorsioni che frenano l’occupazione, incrementare la riscossione delle entrate, favorire lo sviluppo economico, garantire l’unità del mercato e la neutralità di bilancio e rafforzare la competitività dell’economia spagnola, contribuendo nel contempo al risanamento di bilancio. L’elaborazione e l’attuazione di questa riforma saranno di fondamentale importanza per le prospettive economiche future e le finanze pubbliche.
            
         
               (12)
            
            
               La stabilità finanziaria è stata rafforzata dalla ricapitalizzazione e dalla ristrutturazione del settore bancario e dall’attuazione integrale del programma del meccanismo europeo di stabilità (MES) del luglio 2012 per la ricapitalizzazione degli enti finanziari, completato il 22 gennaio 2014. Il settore finanziario spagnolo, tuttavia, presenta ancora notevoli sfide che richiedono un monitoraggio e una gestione rigorosi. Inoltre, i miglioramenti delle condizioni di finanziamento da parte delle banche si ripercuotono solo in maniera graduale sul finanziamento delle PMI. A lungo termine, sarà importante continuare a garantire l’erogazione di credito ai settori redditizi dell’economia e la riduzione dell’indebitamento nel settore privato. Le autorità hanno adottato diverse misure per migliorare l’accesso delle imprese ai finanziamenti bancari e non bancari e agevolare la ristrutturazione del debito delle imprese, ma occorrono ulteriori interventi politici.
            
         
               (13)
            
            
               Il mercato del lavoro mostra qualche segno di stabilizzazione e nel 2014 si prevede una timida ripresa, con un aumento dell’occupazione e una diminuzione dei tassi di disoccupazione, anche se questi ultimi rimangono estremamente elevati (media annuale del 26,1 % nel 2013). Destano particolare preoccupazione l’elevato tasso di disoccupazione giovanile (54,3 %) e il notevole picco della disoccupazione di lunga durata (49,7 % della disoccupazione totale nel 2013), che colpisce in particolare i lavoratori più anziani e quelli poco qualificati. Stando alle valutazioni disponibili, la riforma del mercato del lavoro intrapresa nel 2012 ha contribuito, unitamente all’impegno delle parti sociali a garantire la moderazione salariale nel 2012-2014, ad aumentare la flessibilità interna per le imprese e a limitare le perdite di posti di lavoro, privilegiando la contrattazione collettiva a livello aziendale e aumentando le possibilità per le imprese di recedere da un contratto collettivo. La riforma ha inoltre ridotto i costi di risarcimento in caso di licenziamento ingiustificato, ha contribuito a ridurre il numero di licenziamenti impugnati in tribunale e ha introdotto un nuovo tipo di contratto per promuovere le assunzioni in pianta stabile nelle PMI. Nel 2013 e all’inizio del 2014 sono state adottate altre misure per agevolare l’occupazione stabile a tempo parziale e ridurre temporaneamente i contributi sociali sui nuovi contratti a tempo indeterminato. Ciò nonostante, la segmentazione del mercato del lavoro spagnolo costituisce tuttora un serio problema; esistono ancora molti tipi di contratti diversi e la differenza tra i costi di licenziamento per i contratti a durata determinata e quelli a durata indeterminata rimane fra le più elevate dell’Unione, anche dopo la riforma.
            
         
               (14)
            
            
               Si rilevano progressi nella riforma delle politiche attive per il mercato del lavoro, tra cui l’approvazione del piano annuale per l’occupazione (PAPE). Il processo di modernizzazione e potenziamento del servizio pubblico per l’impiego procede tuttavia a rilento, il che rischia di ostacolare la corretta attuazione del nuovo quadro. Si sono registrati ritardi per quanto riguarda la piena operatività del portale unico per l’impiego. La collaborazione con le agenzie di collocamento private è migliorata, ma occorrono ulteriori sforzi in tal senso.
            
         
               (15)
            
            
               La scarsa corrispondenza tra le competenze acquisite tramite l’istruzione e la formazione e le esigenze del mercato del lavoro e l’elevata quota di disoccupati privi di qualifiche formali (35,2 %) favoriscono l’aumento del tasso di disoccupazione giovanile e della disoccupazione di lunga durata. La percentuale di giovani disoccupati non iscritti a corsi di istruzione o di formazione rimane superiore alla media UE. Pur essendo in diminuzione, rimane molto elevata anche la percentuale di scolari e studenti che abbandonano precocemente gli studi e la formazione (23,5 %). I tassi d’istruzione terziaria sono elevati, ma il ricorso all’istruzione e alla formazione professionale e ai programmi di apprendistato è ancora troppo limitato e il livello dei diplomati dell’istruzione e della formazione professionale secondaria superiore si colloca al di sotto della media UE. La Spagna sta inoltre lavorando su misure volte a favorire l’occupazione giovanile. La strategia nazionale per l’occupazione e l’imprenditorialità giovanile 2013-2016, presentata a marzo 2013, è ora in fase di attuazione, anche se alcune misure devono ancora essere poste in essere. La Spagna si è basata su questa strategia per adottare misure volte a combattere la disoccupazione giovanile, in linea con gli obiettivi connessi a una «garanzia per i giovani». Si osserva qualche progresso per quanto riguarda le misure volte a ridurre l’abbandono scolastico e a promuovere sistemi di istruzione e formazione professionale in alternanza, ma rimangono di fondamentale importanza a tal fine un’attuazione completa delle misure e un uso efficiente dei finanziamenti. Per quanto riguarda la formazione professionale in alternanza, occorre un coordinamento costante fra tutte le parti interessate (responsabili politici, servizi di formazione a tutti i livelli di governo e datori di lavoro) per razionalizzare il sistema, rendere la formazione più conforme alle necessità del mercato del lavoro e garantire la compatibilità dei sistemi di istruzione e formazione professionale in alternanza fra tutte le regioni.
            
         
               (16)
            
            
               Soprattutto a causa della situazione sul mercato del lavoro, ma anche della scarsa efficacia della previdenza sociale per ridurre la povertà, la Spagna si posiziona al di sotto della media UE per quanto riguarda i principali indicatori che misurano la povertà e l’esclusione sociale, cui sono esposti in particolare i bambini e i giovani adulti. A causa della crisi, la Spagna ha registrato anche una delle più forti diminuzioni del reddito disponibile delle famiglie e uno dei livelli più elevati di disparità di reddito nell’Unione. Le sfide principali consistono nel semplificare le procedure per coloro che richiedono l’assistenza sociale e nel migliorare la governance e il coordinamento interistituzionale a livello nazionale, regionale e locale. Il piano nazionale d’azione per l’inclusione sociale 2013-2016 prevede un quadro politico adeguato per adattare le politiche attive per il mercato del lavoro alle persone più lontane da tale mercato, lottare contro la povertà infantile e migliorare l’efficienza dei servizi di sostegno alle famiglie. Inoltre, il fatto che l’assistenza e le prestazioni sociali abbiano effetti ridistributivi limitati fra i vari gruppi a rischio denota carenze nell’individuazione dei beneficiari. A ciò si aggiungono uno scarso coordinamento fra servizi per l’occupazione e servizi sociali (anche a livello regionale e locale) e gli oneri amministrativi per l’accesso al reddito minimo garantito, che rendono più difficile il passaggio dall’assistenza sociale al reinserimento nel mercato del lavoro.
            
         
               (17)
            
            
               La Spagna ha compiuto progressi nelle riforme strutturali per la promozione della crescita e della competitività, conformandosi generalmente ai piani del programma nazionale di riforma 2013. Nel dicembre 2013 è stata adottata la legge sulla garanzia dell’unità del mercato, la cui complessa attuazione è in corso. La legge sull’imprenditorialità adottata nell’autunno 2013 ha inoltre migliorato il quadro sull’insolvenza delle imprese, introdotto forme societarie più flessibili e razionalizzato i regimi di sostegno all’internazionalizzazione delle imprese. L’estensione del ricorso alla «licenza express» ha semplificato le procedure di apertura di piccoli punti vendita, mentre altre misure hanno agevolato il rilascio delle licenze commerciali. Tuttavia, deve ancora essere adottato il diritto derivato necessario per consentire la costituzione di società a responsabilità limitata attraverso gli sportelli unici entro i termini più brevi fissati nella legge sull’imprenditorialità del settembre 2013. Visto il divario tra la Spagna e gli altri Stati membri della zona euro per quanto riguarda le dimensioni delle imprese, si giustifica inoltre un riesame costante degli ostacoli normativi, anche di tipo fiscale, all’espansione in questo settore. La tanto attesa riforma dei servizi professionali ha subito ritardi e deve essere accelerata. Non è stato preso alcun provvedimento per eliminare le restrizioni all’apertura di grandi punti vendita al dettaglio.
            
         
               (18)
            
            
               Il settore spagnolo della ricerca e dell’innovazione deve migliorare i propri risultati scientifici, favorire la cooperazione pubblico-privato e agevolare la conversione dei risultati in prodotti commerciali. Nel 2013 il governo ha adottato una strategia nazionale per la scienza, la tecnologia e l’innovazione che deve ancora essere sostenuta da finanziamenti pubblici. Inoltre non è ancora stata creata l’Agenzia di Stato per la ricerca, che dovrà gestire in modo efficiente gli investimenti pubblici nella ricerca e nello sviluppo.
            
         
               (19)
            
            
               Sono state adottate misure importanti per ovviare al disavanzo tariffario nel settore dell’energia elettrica, in particolare riducendo i costi del sistema, anche se l’incidenza esatta della riforma non è ancora del tutto chiara, soprattutto per quanto riguarda le energie rinnovabili. Il governo sta riflettendo su come ridurre al minimo gli effetti negativi del mancato pagamento dei pedaggi autostradali sulle finanze pubbliche. Le autorità hanno creato una base dati contenente indicatori economici, ambientali, sul traffico e di altra natura a sostegno delle analisi pre-investimenti infrastrutturali, ma non hanno ancora istituito un organismo indipendente per agevolare la valutazione dei futuri grandi progetti infrastrutturali. L’effettiva concorrenza nel trasporto ferroviario di merci e di passeggeri è tuttora ostacolata da fattori tecnici e giuridici, il che impedisce un uso efficiente del notevole patrimonio infrastrutturale.
            
         
               (20)
            
            
               La riforma della pubblica amministrazione prosegue. Nel dicembre 2013 è stata approvata una riforma della pubblica amministrazione locale; il lavoro del comitato di esperti sulla riforma della pubblica amministrazione procede e continuerà nel 2014 e nel 2015. Occorre portare a termine la riforma giudiziaria, che è in fase di completamento e/o di attuazione a seconda dei settori. Fra i recenti sviluppi in materia di lotta alla corruzione vanno segnalati la legge sulla trasparenza, l’accesso del pubblico alle informazioni e la buona governance, adottata nel dicembre 2013, e due disegni di legge sul controllo del finanziamento dei partiti e sulla responsabilità degli alti funzionari. Il piano nazionale 2012-2014 sulla lotta contro il lavoro irregolare e la frode previdenziale (Plan Nacional de Lucha contra el Empleo Irregular y el Fraude a la Seguridad Social) è in fase di attuazione. La Spagna ha inoltre ampliato la sua rete di accordi internazionali per lo scambio di informazioni pertinenti ai fini degli accertamenti fiscali e ha varato un progetto con imprese private per riflettere su come migliorare la gestione del regime previdenziale.
            
         
               (21)
            
            
               Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Spagna. Essa ha valutato il programma nazionale di riforma e il programma di stabilità. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Spagna, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell’ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 8.
            
         
               (22)
            
            
               Alla luce della valutazione di cui sopra, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità e il suo parere (7) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
            
         
               (23)
            
            
               Alla luce dell’esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma e il programma di stabilità. Le sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 8.
            
         
               (24)
            
            
               Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato inoltre un’analisi della politica economica della zona euro nel suo complesso. Su tale base il Consiglio ha formulato raccomandazioni specifiche rivolte agli Stati membri la cui moneta è l’euro (8). In quanto paese la cui moneta è l’euro, la Spagna dovrebbe altresì assicurare l’attuazione piena e tempestiva di tali raccomandazioni,
            
         RACCOMANDA che la Spagna adotti provvedimenti nel periodo 2014-2015 al fine di:
   
               1.
            
            
               potenziare la strategia di bilancio sin dal 2014, in particolare illustrando dettagliatamente le misure su cui si basa per il 2015 e gli anni successivi, al fine di correggere il disavanzo eccessivo in modo duraturo entro il 2016 realizzando lo sforzo di aggiustamento strutturale indicato nella raccomandazione del Consiglio nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi. Una correzione duratura degli squilibri di bilancio presuppone un’attuazione credibile di ambiziose riforme strutturali che rafforzino la capacità di aggiustamento e stimolino la crescita e l’occupazione; successivamente alla correzione del disavanzo eccessivo, proseguire l’aggiustamento strutturale verso l’obiettivo a medio termine di almeno lo 0,5 % all’anno o di una percentuale superiore, se le condizioni economiche sono buone o se necessario per garantire il rispetto della regola del debito al fine di avviare un processo di costante riduzione dell’elevato rapporto debito pubblico/PIL; garantire prima possibile la piena operatività del nuovo organismo di bilancio indipendente e l’attuazione integrale, a tutti i livelli di governo, delle misure preventive, correttive e esecutive di cui alla legge organica spagnola sulla stabilità di bilancio, anche per quanto riguarda l’eliminazione degli arretrati commerciali nel settore pubblico; procedere entro febbraio 2015 a un’analisi sistematica della spesa, a tutti i livelli di governo, per migliorare in futuro l’efficienza e la qualità della spesa pubblica; continuare a migliorare ulteriormente l’efficacia in termini di costi del settore sanitario, in particolare razionalizzando ulteriormente la spesa farmaceutica, anche a livello ospedaliero, e rafforzando il coordinamento fra tutti i tipi di cure, pur mantenendone l’accessibilità per i gruppi vulnerabili; adottare entro la fine del 2014 una riforma globale del sistema tributario per semplificarlo e renderlo più favorevole alla crescita e all’occupazione, alla tutela dell’ambiente e alla stabilità dei redditi.
               A tal fine spostare il carico fiscale verso imposte meno atte a creare distorsioni, come le imposte sul consumo, le tasse ambientali (ad esempio sul carburante) e le imposte ricorrenti sugli immobili; eliminare le inefficienze nelle agevolazioni per le imposte sui redditi delle persone fisiche e delle società; vagliare la possibilità di ridurre i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, in particolare per gli impieghi a bassa retribuzione; continuare ad affrontare il problema della distorsione a favore del debito nell’imposizione delle imprese; prendere provvedimenti per evitare che l’imposizione ostacoli il buon funzionamento del mercato interno spagnolo; intensificare la lotta all’evasione fiscale;
            
         
               2.
            
            
               portare a termine la riforma delle casse di risparmio, con l’adozione del diritto derivato e il completamento della ristrutturazione delle casse di risparmio di proprietà dello Stato, per accelerarne la piena ripresa e facilitare il ritorno alla proprietà privata; incoraggiare gli sforzi profusi dalle banche per mantenere coefficienti patrimoniali elevati e monitorare l’attività della società di gestione degli attivi Sareb per garantire una cessione tempestiva degli attivi riducendo al tempo stesso al minimo i costi per il contribuente; portare a termine l’attuazione delle misure volte ad ampliare l’accesso delle PMI ai finanziamenti, in particolare quelle destinate a migliorare l’intermediazione finanziaria non bancaria; eliminare le strozzature residue nel quadro sull’insolvenza delle imprese, in particolare migliorando le competenze dei curatori fallimentari e la capacità del sistema giudiziario di gestire questi casi, e sviluppare un quadro permanente sull’insolvenza delle persone fisiche, prestando la debita attenzione all’equilibrio dei diritti dei creditori/debitori e a considerazioni di stabilità finanziaria;
            
         
               3.
            
            
               adottare nuovi provvedimenti per ridurre la segmentazione del mercato del lavoro onde favorire un’occupazione sostenibile e di qualità, ad esempio riducendo i tipi di contratti e garantendo un accesso equo alle indennità di licenziamento; continuare a monitorare regolarmente le riforme del mercato del lavoro; promuovere un’evoluzione dei salari reali che sia coerente con l’obiettivo di creare posti di lavoro; subordinare maggiormente l’erogazione del sussidio di disoccupazione alla ricerca di un impiego; rendere più efficaci e mirate le politiche attive per il mercato del lavoro, anche mediante sussidi all’assunzione, specialmente per coloro che hanno maggiori difficoltà a trovare un impiego; intensificare il coordinamento fra il mercato del lavoro e le politiche nel campo dell’istruzione e della formazione; accelerare la modernizzazione dei servizi pubblici per l’impiego per garantire consulenze personalizzate, impartire una formazione adeguata e conciliare la domanda e l’offerta di lavoro, con particolare attenzione ai disoccupati di lunga durata; garantire entro la fine del 2014 un’effettiva collaborazione tra i servizi di collocamento pubblici e privati e verificare la qualità dei servizi offerti; garantire il buon funzionamento del portale unico per l’impiego e combinarlo con ulteriori misure a sostegno della mobilità dei lavoratori;
            
         
               4.
            
            
               attuare la strategia per l’occupazione e l’imprenditorialità giovanile 2013-2016 e valutarne l’efficacia; offrire ai giovani lavori, apprendistati e tirocini di qualità e farne beneficiare anche i giovani disoccupati non registrati, in linea con gli obiettivi connessi a una «garanzia per i giovani»; applicare correttamente i nuovi programmi didattici per migliorare la qualità dell’istruzione primaria e secondaria; offrire consigli e sostegno ai gruppi a rischio di abbandono scolastico; rendere le competenze acquisite tramite l’istruzione e la formazione professionale e l’istruzione superiore più pertinenti rispetto alle necessità del mercato del lavoro, in particolare migliorando la collaborazione con i datori di lavoro e sostenendo la formazione dei formatori e dei tutor;
            
         
               5.
            
            
               attuare il piano nazionale d’azione per l’inclusione sociale 2013-2016 e valutarne l’efficacia rispetto a tutti i suoi obiettivi; rafforzare la capacità amministrativa e il coordinamento tra servizi per l’occupazione e servizi sociali per offrire percorsi integrati a sostegno delle persone a rischio e promuovere, tra le pubbliche amministrazioni responsabili del reddito minimo garantito, procedure razionalizzate in modo da agevolare il passaggio dal reddito minimo garantito al mercato del lavoro; rendere più mirati i regimi di sostegno alle famiglie e offrire servizi di qualità alle famiglie a basso reddito con figli, in modo da garantire la progressività e l’efficacia dei trasferimenti sociali;
            
         
               6.
            
            
               garantire un’attuazione rapida e ambiziosa della legge n. 20/2013 sull’unità del mercato a tutti i livelli dell’amministrazione; adottare entro la fine del 2014 una vasta riforma dei servizi professionali e delle associazioni di categoria, definendo le professioni che richiedono l’iscrizione a un’organizzazione professionale, garantendo la trasparenza e la responsabilità degli ordini professionali, aprendo le attività indebitamente riservate e salvaguardando l’unità del mercato per l’accesso ai e l’esercizio dei servizi professionali in Spagna; ridurre ulteriormente i tempi, i costi e il numero di procedure da espletare per l’avvio di un’attività d’impresa; eliminare le restrizioni non giustificate all’apertura di grandi punti vendita al dettaglio, in particolare rivedendo la normativa vigente sulla pianificazione regionale; individuare le fonti di finanziamento per la nuova strategia nazionale su scienza, tecnologia e innovazione e rendere operativa la nuova Agenzia di Stato per la ricerca;
            
         
               7.
            
            
               in seguito alla riforma del 2013, garantire sin dal 2014 l’effettiva eliminazione del disavanzo nel settore dell’energia elettrica, se del caso attraverso l’adozione di ulteriori misure strutturali; affrontare il problema del mancato pagamento dei pedaggi autostradali onde ridurre al minimo i costi per lo Stato; istituire entro la fine del 2014 un organismo indipendente per contribuire alla valutazione dei grandi progetti infrastrutturali futuri; adottare misure per assicurare un’effettiva concorrenza nei servizi ferroviari di trasporto merci e passeggeri;
            
         
               8.
            
            
               attuare a tutti i livelli di governo le raccomandazioni del comitato per la riforma della pubblica amministrazione; potenziare i meccanismi di controllo e aumentare la trasparenza delle decisioni amministrative, in particolare ai livelli regionale e locale; completare e monitorare rigorosamente le misure in atto per lottare contro l’economia sommersa e il lavoro non dichiarato; adottare le riforme in sospeso relative alla struttura del sistema giudiziario e alla mappa giudiziaria e proseguire l’attuazione delle riforme già adottate.
            
         
      Fatto a Bruxelles, l’8 luglio 2014
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         P. C. PADOAN
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
   
      (3)  Mantenuta per il 2014 mediante decisione 2014/322/UE del Consiglio, del 6 maggio 2014, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (GU L 165 del 4.6.2014, pag. 49).
   
      (4)  GU C 217 del 30.7.2013, pag. 81.
   
      (5)  Regolamento (UE) 473/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi negli Stati membri della zona euro (GU L 140 del 27.5.2013, pag. 11).
   
      (6)  Raccomandazione del Consiglio del 21 giugno 2013 intesa a far cessare la situazione di disavanzo pubblico eccessivo in Spagna (GU C 180 del 26.6.2013, pag. 4).
   
      (7)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.
   
      (8)  Cfr. pagina 141 della presente Gazzetta ufficiale.