CELEX: C2002/109/12
Language: it
Date: 2002-05-04 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Seconda Sezione) 21 febbraio 2002 nella causa C-65/00: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana ("Inadempimento di uno Stato — Ambiente — Rifiuti pericolosi — Direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE")

C 109/8                   IT                          Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 4.5.2002
Protocollo 3 giugno 1971, relativo all’interpretazione da parte                        In mancanza di altri criteri, tale luogo è quello dove il lavoratore
della Corte di giustizia della Convenzione 27 settembre 1968,                          ha trascorso la maggior parte del tempo lavorativo.
concernente la competenza giurisdizionale e l’esecuzione delle
decisioni in materia civile e commerciale, dallo Hoge Raad der                         La soluzione sarebbe diversa solo se, avuto riguardo agli
Nederlanden, nella causa dinanzi ad esso pendente tra Herbert                          elementi di fatto del caso di specie, l’oggetto della controversia
Weber e Universal Ogden Services Ltd, domanda vertente                                 in questione presentasse dei nessi più stretti con un altro luogo
sull’interpretazione dell’art. 5, punto 1, della citata Convenzio-                     di lavoro, nel qual caso questo luogo sarebbe pertinente ai fini
ne 27 settembre 1968 (GU 1972, L 299, pag. 32), come                                   dell’applicazione dell’art. 5, punto 1, della Convenzione di
modificata dalla Convenzione 9 ottobre 1978, relativa all’ade-                         Bruxelles.
sione del Regno di Danimarca, dell’Irlanda e del Regno Unito
di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (GU L 304, pag. 1, e —                             Qualora i criteri definiti dalla Corte non consentissero al giudice
testo modificato — pag. 77), dalla Convenzione 25 ottobre                              nazionale di determinare il luogo abituale di lavoro previsto
1982, relativa all’adesione della Repubblica ellenica (GU L 388,                       dall’art. 5, punto 1, della Convenzione di Bruxelles, il lavoratore
pag. 1) e dalla Convenzione 26 maggio 1989, relativa all’ade-                          avrà la scelta di citare il datore di lavoro sia davanti al giudice
sione del Regno di Spagna e della Repubblica portoghese (GU                            del luogo dello stabilimento presso il quale è stato assunto, sia
L 285, pag. 1), la Corte (Sesta Sezione), composta dalla                               davanti ai giudici dello Stato contraente sul territorio del quale
sig.ra F. Macken, presidente di sezione, dalla sig.ra N. Colneric,                     è domiciliato il datore di lavoro.
dai sigg. J.-P. Puissochet, R. Schintgen (relatore) e V. Skouris,
giudici, avvocato generale: F.G. Jacobs cancelliere: R. Grass, ha               3)     Il diritto nazionale applicabile alla controversia principale non
pronunciato il 27 febbraio 2002 una sentenza il cui dispositivo                        ha alcuna incidenza sull’interpretazione della nozione di luogo
è del seguente tenore:                                                                 nel quale il lavoratore svolge abitualmente la propria attività,
                                                                                       ai sensi dell’art. 5, punto 1, della detta Convenzione, che è
                                                                                       l’oggetto della seconda questione.
                                                                                (1) GU C 122 del 29.4.2000.
1)    L’attività svolta da un lavoratore su talune installazioni fisse o
      galleggianti situate sopra o al di sopra della piattaforma
      continentale adiacente ad uno Stato membro, nel contesto della
      prospezione e/o dello sfruttamento delle sue risorse naturali,
      deve essere considerata come un’attività svolta sul territorio di
      tale Stato ai fini dell’applicazione dell’art. 5, punto 1, della
      Convenzione 27 settembre 1968, concernente la competenza
      giurisdizionale e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e                             SENTENZA DELLA CORTE
      commerciale, come modificata dalla Convenzione 9 ottobre
      1978, relativa all’adesione del Regno di Danimarca, dell’Irlan-
      da e del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord,                                           (Seconda Sezione)
      dalla Convenzione 25 ottobre 1982, relativa all’adesione della
      Repubblica ellenica, e dalla Convenzione 26 maggio 1989,                                             21 febbraio 2002
      relativa all’adesione del Regno di Spagna e della Repubblica
      portoghese.
                                                                                nella causa C-65/00: Commissione delle Comunità euro-
                                                                                                  pee contro Repubblica italiana (1)
                                                                                («Inadempimento di uno Stato — Ambiente — Rifiuti
2)    L’art. 5, punto 1, della detta Convenzione va interpretato nel                  pericolosi — Direttive 75/442/CEE e 91/689/CEE»)
      senso che, nell’ipotesi in cui il lavoratore adempie le obbligazioni
      derivanti dal suo contratto di lavoro in più Stati contraenti, il                                     (2002/C 109/12)
      luogo dove egli svolge abitualmente la sua attività, ai sensi di
      questa disposizione, è il luogo nel quale, o a partire dal quale,
      tenuto conto di tutte le circostanze del caso di specie, egli                                   (Lingua processuale: l’italiano)
      adempie di fatto la parte sostanziale delle sue obbligazioni nei
      confronti del datore di lavoro.
                                                                                Nella causa C-65/00, Commissione delle Comunità europee
                                                                                (agenti: sig.ra L. Ström e sig. G. Bisogni) contro Repubblica
      Trattandosi di un contratto di lavoro in esecuzione del quale il          italiana (agente: sig. U. Leanza), avente ad oggetto il ricorso
      lavoratore esercita le stesse attività a vantaggio del datore di          diretto a far dichiarare che la Repubblica italiana, permettendo
      lavoro in più Stati contraenti, occorre, in linea di principio,           alle imprese ed agli stabilimenti che effettuano operazioni di
      tenere conto di tutta la durata del rapporto di lavoro per                recupero di rifiuti pericolosi oggetto della direttiva del Consi-
      determinare il luogo dove il lavoratore svolgeva abitualmente la          glio 12 dicembre 1991, 91/689/CEE, relativa ai rifiuti pericolo-
      sua attività, ai sensi della menzionata disposizione.                     si (GU L 377, pag. 20), di essere dispensati dall’autorizzazione
 ---pagebreak--- 4.5.2002                 IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                 C 109/9
prevista dall’art. 10 della direttiva del Consiglio 15 luglio                 vertente sull’interpretazione degli artt. 46 bis e 46 ter del
1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti (GU L 194, pag. 39),                    regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408,
come modificata dalla direttiva del Consiglio 18 marzo 1991,                  relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai
91/156/CEE (GU L 78, pag. 32), senza che tale dispensa sia                    lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari
condizionata alla sussistenza dei requisiti stabiliti all’art. 3,             che si spostano all’interno della Comunità, nella versione
n. 2, della direttiva 91/689, è venuta meno agli obblighi ad                  modificata e aggiornata dal regolamento (CEE) del Consiglio
essa incombenti in forza dell’art. 11 della direttiva 75/442,                 2 giugno 1983, n. 2001 (GU L 230, pag. 6), come modificato
come modificata dalla direttiva 91/156, e dell’art. 3 della                   dal regolamento (CEE) del Consiglio 30 aprile 1992, n. 1248
direttiva 91/689, la Corte (Seconda Sezione), composta dalla                  (GU L 136, pag. 7), la Corte (Seconda Sezione), composta dalla
sig.ra N. Colneric, presidente di sezione, e dai sigg. R. Schintgen           sig.ra N. Colneric, presidente di sezione, e dai sigg. R. Schintgen
e V. Skouris (relatore), giudici, avvocato generale: J. Mischo                (relatore) e V. Skouris, giudici, avvocato generale: P. Léger
cancelliere: R. Grass, ha pronunciato il 21 febbraio 2002 una                 cancelliere: H. von Holstein, cancelliere aggiunto, ha pronun-
sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:                            ciato il 7 marzo 2002 una sentenza il cui dispositivo è del
                                                                              seguente tenore:
1)    La Repubblica italiana, permettendo alle imprese ed agli
      stabilimenti che effettuano operazioni di recupero dei rifiuti
      pericolosi oggetto della direttiva del Consiglio 12 dicembre
      1991, 91/689/CEE, relativa ai rifiuti pericolosi, di essere
      dispensati dall’autorizzazione prevista dall’art. 10 della direttiva
      del Consiglio 15 luglio 1975, 75/442/CEE, relativa ai rifiuti,
      come modificata dalla direttiva del Consiglio 18 marzo 1991,            1)    La disciplina di uno Stato membro che regola il calcolo di una
      91/156/CEE, senza che tale dispensa sia condizionata alla                     pensione di superstite e prevede una limitazione del massimale
      sussistenza dei requisiti di cui all’art. 3, n. 2, della direttiva            fissato per il cumulo di una pensione di vecchiaia e di una
      91/689, è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in                     pensione di superstite qualora il coniuge superstite abbia diritto
      forza del combinato disposto dell’art. 11 della direttiva 75/442,             ad una pensione di superstite a carico di un altro Stato membro
      modificata dalla direttiva 91/156, e dell’art. 3 della direttiva              costituisce una clausola di riduzione ai sensi degli artt. 46 bis e
      91/689.                                                                       46 ter del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971,
                                                                                    n. 1408, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale
2)    La Repubblica italiana è condannata alle spese.                               ai lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano
                                                                                    all’interno della Comunità, nella versione modificata e aggiorna-
                                                                                    ta dal regolamento (CEE) del Consiglio 2 giugno 1983,
(1) GU C 135 del 13.5.2000.
                                                                                    n. 2001, come modificato dal regolamento (CEE) del Consiglio
                                                                                    30 aprile 1992, n. 1248.
                  SENTENZA DELLA CORTE
                                                                              2)    Gli artt. 46 bis e 46 ter del regolamento n. 1408/71, nella
                         (Seconda Sezione)                                          versione modificata e aggiornata dal regolamento n. 2001/83,
                                                                                    come modificato dal regolamento n. 1248/92, ostano all’appli-
                            7 marzo 2002                                            cazione della disciplina di uno Stato membro che contenga una
                                                                                    clausola anticumulo in base alla quale una pensione di superstite
                                                                                    percepita nello stesso Stato membro dev’essere ridotta a causa
nella causa C-107/00 (domanda di pronuncia pregiudiziale
                                                                                    dell’esistenza di una pensione di superstite acquisita in base alla
del Tribunal du travail de Mons): Caterina Insalaca contro
                                                                                    legislazione di un altro Stato membro, ove le prestazioni dovute
             Office national des pensions (ONP) (1)
                                                                                    in applicazione di tale disciplina nazionale si rivelino meno
                                                                                    favorevoli rispetto a quelle determinate in applicazione del-
(«Previdenza sociale — Artt. 46-46 quater del regolamento                           l’art. 46 bis del detto regolamento.
(CEE) n. 1408/71 — Norme anticumulo nazionali — Presta-
                     zioni della stessa natura»)
                          (2002/C 109/13)
                   (Lingua processuale: il francese)
                                                                              (1) GU C 149 del 27.5.2000.
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
              «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
Nel procedimento C-107/00, avente ad oggetto la domanda
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma
dell’art. 234 del Trattato CE, dal Tribunal de travail di Mons
(Belgio), nella causa dinanzi ad esso pendente tra Caterina
Insalaca e Office national des pensions (ONP), domanda