CELEX: 52000PC0831
Language: it
Date: 2000-12-20
Title: Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle azioni nel settore degli aiuti alle popolazioni sradicate nei paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia

Avis juridique important

|

52000PC0831

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle azioni nel settore degli aiuti alle popolazioni sradicate nei paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia  /* COM/2000/0831 def. - COD 2000/0338 */  

Gazzetta ufficiale n. 120 E del 24/04/2001 pag. 0163 - 0167

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alle azioni nel settore degli aiuti alle popolazioni sradicate nei paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia(presentata dalla Commissione)RELAZIONENell'ambito della politica di cooperazione e di sviluppo di cui all'articolo 177 del trattato che istituisce la Comunità europea, occorre fornire assistenza alle popolazioni costrette a lasciare il loro luogo di residenza per motivi gravi, che compromettono la loro stessa sicurezza.È altresì fondamentale predisporre strumenti di aiuto che tengano conto del fabbisogno delle popolazioni di accoglienza o di quelle dei luoghi di ritorno, sia all'interno che all'esterno delle frontiere.Gli articoli di bilancio B7-302 e B7-312 coprono specificamente gli aiuti alle popolazioni sradicate (profughi, sfollati e rimpatriati) dell'Asia e dell'America latina, onde agevolarne per quanto possibile l'inserimento o il reinserimento.Nonostante la diminuzione dei grandi flussi migratori, negli ultimi anni si è arrivati ad una saturazione delle possibilità di accoglienza dei paesi terzi, che ha indotto a riorientare gli interventi verso il ritorno, il reinserimento, la riabilitazione e la ricostruzione.Il processo di democratizzazione e di pacificazione nei paesi dell'America latina ha fatto sì che la linea di bilancio corrispondente (B7-312) non venisse utilizzata nel 2000, cosa che probabilmente si verificherà anche negli anni successivi. Si ritiene opportuno, tuttavia, mantenere inalterata la copertura geografica del regolamento, onde permettere alla Comunità di intervenire nel caso di movimenti di popolazione connessi a situazioni di crisi.Gli interventi disciplinati dal presente regolamento, che fanno parte del processo "aiuti d'urgenza - ricostruzione - sviluppo", coprono prevalentemente la fase di ricostruzione successiva agli aiuti umanitari forniti nelle situazioni di crisi e precedente la cooperazione allo sviluppo. L'obiettivo è subentrare gradualmente agli aiuti d'urgenza per agevolare la transizione verso una strategia di sviluppo.Detti interventi si inseriscono quindi in una strategia globale di riabilitazione a favore delle popolazioni vittime di conflitti interni o esterni. In tale contesto, rimangono di capitale importanza il coordinamento, la coerenza e la complementarità con gli altri strumenti di aiuto e con le politiche degli Stati membri e della comunità internazionale.Il regolamento (CE) n. 443/97, che ha disciplinato questi interventi nel periodo 1997-1999 ed è scaduto il 31 dicembre 1999, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2000 con il regolamento  (CE) n. 1880/2000 del 17 luglio 2000.Occorre quindi creare un nuovo strumento giuridico che consenta di proseguire detti interventi, senza limiti di tempo, al di là del 31 dicembre 2000.2000/0338 (COD)Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alle azioni nel settore degli aiuti alle popolazioni sradicate nei paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'AsiaIL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 179, paragrafo 1,vista la proposta della Commissione [1],[1]  GU C ...deliberando conformemente alla procedura di cui all'articolo 251 del trattato [2],[2]  GU C ...considerando quanto segue:(1) Le Nazioni Unite hanno adottato, nell'ambito della politica relativa ai rifugiati, la convenzione sullo status dei rifugiati del 28 luglio 1951, il protocollo di New York del 31 gennaio 1967 e varie risoluzioni.(2) Riguardano i rifugiati anche la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali del 1966, la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna del 1979 e la Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989.(3) Il Parlamento europeo ha adottato diverse risoluzioni in merito, tra cui la risoluzione del 16 dicembre 1983 sull'aiuto a favore dei profughi nei paesi in via di sviluppo [3].[3]  GU C 10 del 16.1.1984, pag. 278.(4) Tanto il Parlamento europeo quanto il Consiglio hanno caldeggiato un maggiore impegno della Comunità in questo settore.(5) Occorre rinsaldare i legami e le sinergie tra aiuti d'urgenza, ricostruzione e aiuti allo sviluppo onde migliorare la complementarità e garantire la coerenza degli interventi comunitari.(6) I programmi di sostegno alle popolazioni sradicate e agli ex combattenti smobilitati fanno parte integrante di una strategia globale di ricostruzione a favore dei paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia. La loro efficacia è subordinata al coordinamento degli aiuti, sia a livello comunitario che con gli altri finanziatori, le organizzazioni non governative (ONG) e gli organi delle Nazioni Unite.(7) Per tali paesi questo tipo di aiuto costituisce un requisito necessario allo sviluppo e reca pertanto un notevole contributo agli obiettivi della politica di cooperazione della Comunità.(8) Gli organismi, le agenzie specializzate e le ONG hanno acquisito, nell'attuare questo tipo di interventi, una notevole esperienza per quanto riguarda i soccorsi alle popolazioni sradicate.(9) La Comunità auspica che l'azione a favore delle popolazioni sradicate si inserisca in una prospettiva volta a trasformare la fase di sussistenza in una fase di "autosufficienza" o di riduzione della dipendenza di queste popolazioni; l'aiuto al loro insediamento o reinsediamento consisterà quindi in azioni destinate segnatamente a sviluppare l'autosufficienza attraverso la produzione agricola, l'allevamento, la piscicoltura, la creazione di un sistema creditizio, l'istruzione di base e la formazione professionale e a garantire un livello sanitario ed igienico decoroso.(10) Il regolamento (CE) n. 443/97 del Consiglio del 3 marzo 1997 relativo alle azioni nel settore dell'aiuto alle popolazioni sradicate nei paesi in sviluppo nell'America latina e in Asia [4], modificato dal regolamento (CE) n. 1880/2000 [5], costituisce fino al 31 dicembre 2000, la base giuridica degli interventi comunitari nel settore.[4]  GU L 68 dell'8.3.1997, pag. 1.[5]  GU L 227 del 7. 9.2000, pag. 1.(11) Il presente regolamento deve consentire alla Comunità di proseguire i propri interventi nei settori suddetti senza limiti di tempo.(12) Le misure necessarie per l'attuazione del presente regolamento sono misure di gestione ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [6]; è quindi opportuno che tali misure siano decise secondo la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della suddetta decisione,[6]  GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Capo IOggetto, campo di applicazione e definizioniArticolo 1La Comunità attua un programma di sostegno e di assistenza a favore delle persone di cui all'articolo 4 per sovvenire ai bisogni urgenti, sempreché non siano coperti dall'aiuto umanitario, e per realizzare a più lungo termine progetti e programmi d'azione volti a garantire l'autosufficienza e l'integrazione o la reintegrazione di tali gruppi. Il programma intende coprire, in particolare, le esigenze fondamentali di dette persone nel lasso di tempo compreso tra la cessazione dell'urgenza umanitaria e l'attuazione di soluzioni che mettano fine alla loro condizione.Articolo 2Ai fini del presente regolamento si intende per:a) "rifugiati", le persone definite nella convenzione relativa allo status dei rifugiati adottata il 28 luglio 1951 dalla Conferenza delle Nazioni Unite sullo status dei rifugiati e degli apolidi;b) "sfollati", le persone costrette a cercare rifugio al di fuori della loro regione di origine a causa di conflitti, ma che non beneficiano dello status di rifugiati definito nella convenzione del 1951;c) "rimpatriati", gli ex rifugiati o sfollati rientrati nel loro paese o nella loro regione di origine;d) "ex combattenti smobilitati", i membri delle forze armate, regolari o di opposizione, che hanno accettato di deporre le armi e di reinserirsi nella vita civile.Articolo 31. La Comunità contribuisce finanziariamente agli interventi riguardanti:a) l'autosufficienza e il reinserimento nel tessuto socioeconomico delle popolazioni sradicate (profughi, sfollati, rimpatriati) nonché degli ex combattenti smobilitati;b) l'aiuto alle comunità locali di accoglienza e alle zone di ritorno per agevolare l'accettazione e l'integrazione delle popolazioni sradicate;c) il sostegno per il ritorno di queste popolazioni e per il loro insediamento nei paesi d'origine o nei paesi terzi;d) se del caso, il sostegno a qualsiasi intervento volto a riconciliare le fazioni in conflitto;e) le operazioni intraprese per aiutare le persone a recuperare beni e diritti di proprietà, nonché per favorire le soluzioni giudiziali in caso di violazioni dei diritti dell'uomo a danno delle popolazioni in questione.2. Tutti i gruppi interessati partecipano, insieme alle popolazioni locali che li accolgono, alla valutazione del fabbisogno e all'attuazione dei programmi di assistenza.Articolo 4I beneficiari finali degli interventi di cui all'articolo 3, paragrafo 1, sono:a) le popolazioni sradicate propriamente dette (profughi, sfollati, rimpatriati) nei paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia, nonché quelle provenienti da uno di questi paesi installate provvisoriamente in un altro paese in via di sviluppo oppure, in casi eccezionali debitamente giustificati, in un altro paese terzo;b) gli ex combattenti degli eserciti regolari e dei movimenti armati di opposizione smobilitati nonché le loro famiglie e, eventualmente, le loro comunità locali;c) le popolazioni locali dei paesi d'asilo particolarmente coinvolte, le cui risorse sociali, economiche e amministrative contribuiscono ad accogliere e ad assistere le popolazioni sradicate e gli ex combattenti smobilitati per la realizzazione, a più lungo termine, di progetti finalizzati all'autosufficienza, all'integrazione o al reinserimento di queste persone.Articolo 5Le azioni realizzate a titolo del presente regolamento sono complementari a quelle previste da altri strumenti comunitari in materia di cooperazione allo sviluppo.Articolo 61. Nell'ambito delle azioni di cui all'articolo 3, la Comunità potrà finanziare studi (affidati per quanto possibile ad esperti del paese di accoglienza), assistenza tecnica, formazione o altri servizi, forniture e opere, revisioni dei conti e missioni di valutazione e di controllo.2. Il finanziamento comunitario può coprire sia le spese d'investimento, tranne l'acquisto di beni immobili, che, in casi debitamente giustificati e tenuto conto del fatto che il progetto deve, per quanto possibile, perseguire un obiettivo di sostenibilità a medio termine, le spese correnti (spese di amministrazione, di manutenzione e di funzionamento) al fine di conseguire un uso ottimale degli investimenti di cui al paragrafo 1, la cui gestione costituisce temporaneamente un onere per i partner della cooperazione.Capo IIModalità di esecuzione degli aiutiArticolo 71. I finanziamenti comunitari previsti dal presente regolamento vengono concessi sotto forma di aiuti non rimborsabili.2. Per ciascuna azione di cooperazione è richiesto un contributo finanziario dei partner di cui all'articolo 10. Tale contributo sarà richiesto entro i limiti delle possibilità dei partner interessati ed in funzione delle caratteristiche di ciascuna azione. In casi specifici, quando il partner è un'organizzazione non governativa (ONG) oppure una organizzazione a base comunitaria, il contributo può essere fornito in natura.3. Potranno essere ricercate possibilità di cofinanziamento con altri finanziatori, in particolare con gli Stati membri.Articolo 81. La Commissione è incaricata di istruire, decidere e gestire le azioni di cui al presente regolamento secondo le procedure di bilancio e le altre procedure in vigore, in particolare quelle previste dal regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.2. Le azioni che beneficiano dell'aiuto comunitario devono essere realizzate conformemente agli obiettivi definiti nella decisione di finanziamento della Commissione.Articolo 9Le azioni finanziate dalla Comunità in base al presente regolamento sono attuate dalla Commissione, su richiesta dei partner della cooperazione o di propria iniziativa.Articolo 101. I partner della cooperazione ai quali può essere concesso un sostegno finanziario a titolo del presente regolamento sono le organizzazioni regionali e internazionali, comprese le agenzie delle Nazioni Unite, le ONG, le amministrazioni e gli enti pubblici territoriali nazionali, provinciali e locali, nonché altre organizzazioni a base locale, gli istituti e gli operatori pubblici o privati.2. Possono beneficiare dell'aiuto della Comunità i partner che abbiano la sede principale in uno Stato membro o nei paesi terzi beneficiari dell'aiuto della Comunità ai sensi del presente regolamento; detta sede deve costituire il centro effettivo di gestione delle attività connesse al loro oggetto sociale. In via eccezionale, tale sede può trovarsi in un altro paese terzo.Articolo 11Fatto salvo il contesto istituzionale e politico in cui operano i partner della cooperazione, per determinare se ad essi possa essere concesso un finanziamento comunitario si prendono in considerazione gli elementi seguenti:a) l'esperienza in materia di aiuti alle popolazioni sradicate;b) la capacità di gestione amministrativa e finanziaria;c) le capacità tecniche e logistiche relativamente all'azione prevista;d) all'occorrenza, i risultati delle azioni realizzate precedentemente, in particolare di quelle attuate con finanziamenti comunitari;e) la capacità di promuovere la cooperazione con altri interlocutori della società civile nei paesi terzi interessati;f) l'impegno a difendere, rispettare e promuovere i diritti umani e i principi democratici.Articolo 121. Ai partner della cooperazione l'aiuto è concesso subordinatamente all'impegno di rispettare le condizioni di assegnazione e di esecuzione stabilite dalla Commissione.2. Nella misura in cui le azioni comportano convenzioni di finanziamento tra la Comunità e i paesi beneficiari di interventi finanziati in virtù del presente regolamento, queste prevedono che il pagamento di tasse, diritti e oneri non sia finanziato dalla Comunità.3. I contratti o convenzioni di finanziamento conclusi a norma del presente regolamento prevedono in particolare che la Commissione e la Corte dei conti possano effettuare controlli in loco secondo le consuete modalità definite dalla Commissione nel quadro delle disposizioni vigenti, in particolare quelle del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.4. Si provvede alle misure necessarie per sottolineare il carattere comunitario degli aiuti forniti nell'ambito del presente regolamento.Articolo 131. La partecipazione alle gare e ai contratti d'appalto è consentita, a parità di condizioni, a tutte le persone fisiche e giuridiche degli Stati membri e dello Stato di accoglienza. Essa può essere estesa ad altri paesi in via di sviluppo nonché, in casi eccezionali debitamente giustificati, ad altri paesi terzi.2. Le forniture sono originarie degli Stati membri, del paese di accoglienza o di altri paesi in via di sviluppo. In casi eccezionali debitamente giustificati, le forniture possono provenire da altri paesi.Articolo 141. Per conseguire gli obiettivi di coerenza e complementarità previsti dal trattato e garantire la massima efficacia globale di queste azioni, la Commissione può prendere tutte le misure necessarie per il coordinamento, in particolare:a) la creazione di un sistema per lo scambio e l'analisi sistematica di informazioni sulle azioni già finanziate e su quelle per cui è previsto un finanziamento da parte della Comunità e degli Stati membri;b) il coordinamento in loco degli interventi, mediante riunioni periodiche e scambi di informazioni tra i rappresentanti della Commissione e degli Stati membri nel paese beneficiario.2. La Commissione può prendere, in collegamento con gli Stati membri, qualsiasi iniziativa necessaria a garantire un efficace coordinamento con gli altri finanziatori interessati, in particolare con quelli delle Nazioni Unite, compreso l'Alto Commissariato per i rifugiati.Capo IIIAttuazione degli interventiArticolo 15L'autorità di bilancio stabilisce gli stanziamenti disponibili per ciascun esercizio, tenendo conto dei principi di sana gestione finanziaria di cui all'articolo 2 del regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee.Articolo 16Si applica la procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2 per l'adozione delle decisioni relative ad azioni che beneficino singolarmente, in base al presente regolamento, di un finanziamento superiore a 4 milioni di euro e ad eventuali modifiche di tali azioni che comportino una maggiorazione superiore al 20% dell'importo inizialmente convenuto.Articolo 171. La Commissione è autorizzata ad approvare, senza ricorrere alla procedura di cui all'articolo 18, paragrafo 2, gli impegni supplementari necessari per coprire le eventuali eccedenze previste o constatate a titolo delle azioni, purché l'eccedenza o il fabbisogno supplementare non superi il 20% dell'impegno inizialmente fissato nella decisione di finanziamento.2. Nel caso in cui lo stanziamento supplementare di cui al paragrafo 1 sia inferiore a 8 milioni di euro, il comitato di cui all'articolo 18, paragrafo 1 è informato della decisione adottata dalla Commissione. Qualora tale impegno supplementare sia superiore a 8 milioni di euro ma inferiore al 20% del finanziamento iniziale, si chiede il parere del comitato.3. La Commissione informa succintamente il comitato di cui all'articolo 18, paragrafo 1, almeno una settimana prima della decisione, delle decisioni di finanziamento che intende adottare per azioni di valore inferiore a 4 milioni di euro.Articolo 181. La Commissione è assistita dal comitato istituito dall'articolo 15 del regolamento  (CEE) n. 443/92 del Consiglio [7].[7]  GU L 52 del 27.2.1992, pag. 1.2. Quando sia fatto riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della decisione 1999/468/CE, salvo il disposto degli articoli 7 e 8 della stessa.3. Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3 della decisione 1999/468/CE è fissato in un mese.Capo IVRelazioni e disposizioni finaliArticolo 191. Una volta all'anno si procede, nell'ambito del comitato di cui all'articolo 18, paragrafo 1, a uno scambio di opinioni sulla base degli orientamenti generali per le azioni da attuare nell'anno successivo presentati dal rappresentante della Commissione.2. Al termine di ogni esercizio finanziario, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione annuale, comprendente la sintesi delle azioni finanziate nel corso dell'esercizio e una valutazione in merito all'esecuzione del presente regolamento durante lo stesso esercizio. La sintesi contiene in particolare informazioni riguardanti gli operatori con i quali sono stati conclusi gli appalti o i contratti di esecuzione. La relazione include altresì un riassunto delle eventuali valutazioni esterne effettuate su azioni specifiche.3. La Commissione presenta ogni tre anni al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione di valutazione sull'applicazione del presente regolamento onde accertare il conseguimento degli obiettivi e formulare suggerimenti per migliorare l'efficacia dei futuri interventi.Articolo 20Il presente regolamento entra in vigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, ilPer il Parlamento europeo Per il ConsiglioLa Presidente Il PresidenteSCHEDA FINANZIARIA1. DENOMINAZIONE DELL'AZIONEProposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle azioni a favore delle popolazioni sradicate nei paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia.2. LINEA(E) DI BILANCIOB7-302 AIUTI ALLE POPOLAZIONI SRADICATE DELL'ASIAB7-312 AIUTI ALLE POPOLAZIONI SRADICATE DELL'AMERICA LATINA3. BASE GIURIDICAArticolo 179, paragrafo 1 del trattato CE in combinato disposto con l'articolo 251.4. DESCRIZIONE DELL'AZIONE4.1 Obiettivo generale dell'azioneLa Comunità attua un programma di sostegno e di assistenza a favore delle popolazioni sradicate per sovvenire ai bisogni urgenti, sempreché non siano compresi nell'aiuto umanitario, e realizzare a più lungo termine progetti e programmi d'azione volti a garantire l'autosufficienza e l'integrazione o la reintegrazione di tali popolazioni.4.2 Durata dell'azione e modalità di rinnovoIl regolamento ha durata indeterminata.5. CLASSIFICAZIONE DELLE SPESE/ENTRATE5.1 Spese non obbligatorie5.2 Stanziamenti dissociati5.3 Tipi di entrate previste6. NATURA DELLE SPESE/ENTRATE-Il sostegno finanziario previsto dal presente regolamento viene concesso sotto forma di aiuti non rimborsabili: va ricercato il cofinanziamento con altri donatori, con le ONG e con il settore privato.-Abbuono d'interessi: No.-Qualora l'azione produca risultati economici positivi, è previsto il rimborso parziale o totale del contributo finanziario comunitario- No-L'azione proposta comporta una variazione del livello delle entrate- No-Reimpiego: Nessuno7. INCIDENZA FINANZIARIA7.1 Metodo di calcolo del costo totale dell'azione (relazione tra singoli costi e costi complessivi)7.2 Ripartizione per elementi dell'azioneQuesta ripartizione annuale è indicativa (a prezzi correnti in milioni di euro) e non pregiudica l'esito della procedura di bilancio.Stanziamenti d'impegno in milioni di euro  (prezzi correnti)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;* di cui 2 milioni di euro erogati ogni tre anni per coprire le retribuzioni degli esperti incaricati del coordinamento locale degli interventi.7.3 Spese di sostegno, studi, riunioni di esperti, pubblicazioni e informazioni; spese di assistenza tecnica e amministrativa iscritte nella parte B del bilancioStanziamenti d'impegno in milioni di euro (prezzi correnti)&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;In mancanza di una voce B7-302A, le spese vanno iscritte alla voce B7-300A che copre le spese amministrative della voce B7-302 (Asia). La linea B7-312 (America latina) contiene un p.m. per l'esercizio 2000.7.4 Scadenzario stanziamenti d'impegno/di pagamentoLa tabella seguente indica i pagamenti relativi ai bilanci 2001-2006, esclusi quelli da eseguire nello stesso periodo ma che riguardano esercizi di bilancio precedenti.CE in Mio EUR&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;8. DISPOSIZIONI ANTIFRODE-Il controllo amministrativo dei contratti e dei pagamenti è affidato al Servizio comune per le relazioni esterne (SCR) presso la sede centrale della Commissione a Bruxelles. Col passare del tempo, tuttavia, le delegazioni della CE riprenderanno, integralmente o in parte, questa funzione in linea con la politica di decentramento amministrativo.-L'attuazione dei progetti viene verificata in ogni fase del ciclo del progetto dai servizi della Commissione in sede e presso le delegazioni (selezione, contratti, esecuzione dei contratti, pagamenti). I controlli tengono conto degli obblighi contrattuali, nonché dei principi d'analisi di redditività e di sana gestione finanziaria.-I servizi dell'SCR, della DG AUDIT, OLAF e della Corte dei conti effettuano inoltre revisioni contabili e controlli, anche in loco, delle spese autorizzate nel quadro del programma e della corretta esecuzione delle iniziative. Revisioni finanziarie sistematiche, effettuate soprattutto durante l'attuazione del progetto, integrano il dispositivo antifrode.9. ELEMENTI DELL'ANALISI COSTO-EFFICACIA9.1 Obiettivi specifici e quantificabili; beneficiari-La natura mutevole delle situazioni cui rispondono questi interventi impedisce di quantificarne gli obiettivi specifici.-L'azione è destinata alle popolazioni sradicate (profughi, sfollati, rimpatriati) e smobilitate nei paesi dell'Asia e dell'America latina.9.2 Giustificazione dell'azioneNecessità del sostegno finanziario della ComunitàOccorre provvedere al necessario collegamento tra gli aiuti umanitari e le azioni di ricostruzione/sviluppo, assistendo le popolazioni nella delicatissima fase di transizione che fa spesso seguito ad un conflitto armato.Scelta delle modalità d'interventoLe modalità d'intervento vengono scelte in funzione delle situazioni in cui si decide di intervenire. S'impone pertanto un'estrema flessibilità in materia.La Commissione incoraggerà per quanto possibile la costituzione di consorzi tra le ONG che possono beneficiare dei contributi comunitari a norma del presente regolamento.Principali incognite che gravano sui risultati specifici dell'azioneForti variazioni del livello di sicurezza nella zona d'intervento.9.3 Controllo e valutazione dell'azioneL'attuazione degli interventi viene sorvegliata dai diversi servizi della Commissione a Bruxelles (in particolare l'SCR)  e dalle delegazioni della Commissione. Le valutazioni esterne, da effettuare ogni tre anni, sono previste all'articolo 19, paragrafo 3 del regolamento.10. SPESE AMMINISTRATIVE (PARTE A DELLA SEZIONE III DEL BILANCIO GENERALE)La presente sezione della scheda finanziaria deve essere inviata alle DG ADMIN e BUDG; la DG ADMIN la trasmetterà alla DG BUDG corredata del suo parere.10.1 Incidenza sull'organico (5)Il fabbisogno di risorse umane e amministrative deve essere coperto all'interno della dotazione assegnata alla DG incaricata della gestione.&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt; (1) DG RELEX e SCR  (2)  di cui 3A ausiliari e 3B ausiliari(3)  di cui 1A ausiliario e 3B ausiliari supplementari10.2 Incidenza finanziaria globale delle risorse umanein euro&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Questi importi indicano il costo complessivo dei posti supplementari per tutta la durata dell'azione, se tale azione è a tempo determinato, e per 12 mesi per le azioni a tempo indeterminato.10.3 Aumento di altre spese di funzionamento in seguito all'azionein euro&gt;SPAZIO PER TABELLA&gt;Questi importi indicano il costo complessivo dei posti supplementari per tutta la durata dell'azione, se tale azione è a tempo determinato, e per 12 mesi per le azioni a tempo indeterminato.