CELEX: 51993PC0271
Language: it
Date: 1993-06-14
Title: PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO relativa alla conclusione in nome della Comunità della Convenzione sulla protezione e l' utilizzazione dei corsi d' acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali

COMMI SSI ONE DELLE COMUNI TA EUROPEE
                                            COM(93) 271 def.
                                            Bruxelles, 14 giugno 1993
                 PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO
  relativa alla conclusione in nome della Comunità della Convenzione
sulla protezione e l'utilizzazione dei corsi d'acqua transfrontalieri
                     e dei laghi internazionali
                    (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                    ~ [CK -
                                 RELAZIONE
1. Una Convenzione sulla protezione e l'utilizzazione dei corsi d'acqua
   transfrontalieri e dei laghi internazionali è stata firmata a Helsinki
    il 18 marzo 1992 da 22 paesi, tra cui 9 Stati membri della Comunità, e
   dalla Comunità stessa. Il Lussemburgo l'ha firmata il 20 maggio 1992,
    il Portogallo il 9 giugno 1992. Al momento attuale   l'Irlanda non ha
   ancora firmato la Convenzione.
2. Tale Convenzione è stata elaborata sotto gli auspici della Commissione
   economica per l'Europa delle Nazioni Unite (ONU/CEE), da un gruppo di
    lavoro per i problemi delle acque, cui la Commissione ha partecipato in
   nome della Comunità secondo il mandato di negoziazione ricevuto dal
   Consiglio. L'autorizzazione a firmare in nome della Comunità è stata
   concessa dal Consiglio con decisione del 16 marzo 1992.
3. La Convenzione ha come obiettivo fondamentale la fissazione di un
   quadro per le iniziative di coooperazione bilaterale o multilaterale
   volte a proteggere l'ambiente idrico, a prevenire e ridurre
   l'inquinamento dei corsi d'acqua transfrontalieri e a garantire
   un'utilizzazione razionale delle risorse idriche degli Stati membri
   della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite.
4. I campi cui si applica la Convenzione, rientrano, almeno in parte,
   nella competenza legislativa della Comunità, la cui legislazione nel
   settore delle acque è particolarmente estesa.
   Di conseguenza, conformemente alla sentenza AETR del 31 marzo 1971,
   Commissione contro Consiglio (Causa 22/70, Raccolta pag. 263) la
   Comunità è competente per la conclusione della Convenzione.
   I singoli Stati membri, peraltro, non sono in grado di ottemperare a
   tutti gli obblighi derivanti dalla Convenzione stessa.
5. Considerando che, secondo quanto previsto dall'articolo 25 della
   Convenzione, la Comunità e gìi Stati membri stabiliscono di comune
   accordo le rispettive responsabilità per quanto concerne gli obblighi
   derivanti dalla Convenzione, e che quest'ultima entra in vigore novanta
   giorni dopo la data di deposito del sedicesimo strumento di ratifica,
   in conformità di quanto disposto dall'articolo 26, la Commissione
   ritiene estremamente opportuno che la Comunità e gli Stati membri,
   nell'ambito delle rispettive competenze, concludano la Convenzione
   depositando simultaneamente gli strumenti ti! approvazione e di
   ratifica. Cosi facendo si contribuirà a predisporre M terreno per una
   rapida entrata in vigore a livello internazionale di regole che
   permetteranno di prevenire, ridurre o tenere sotto controllo tutti gli
   impatti transfrontalieri rilevanti e nocivi per l'ambiente.
6. Poiché le misure previste dalla Convenzione costituiscono strumenti di
   politica ambientale, la decisione del Consiglio trova fondamento
   giuridico nell'articolo 130 S del Trattato che istituisce la Comunità
   economica europea.
 ---pagebreak---                                     -\l
PROPOSTA DI DECISIONE DEL CONSIGLIO RELATIVA ALLA CONCLUSIONE, If
DELLA COMUNITÀ', DELLA CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE E L'UTILIZZAZIONE t
CORSI D'ACQUA TRANSFRONTAL IERI E DEI LAGHI INTERNAZIONALI
 IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
visto il Trattato che istituisce la Comunità economica europea, e in
particolare l'articolo 130 S;
vista la proposta della Commissione,<1)
visto il parere del Parlamento europeo,(2)
visto il parere del Comitato economico e sociale,^3)
considerando che la Commissione ha partecipato in nome della Comunità ai
negoziati svolti da un gruppo di lavoro ad hoc al fine di redigere una
Convenzione sulla protezione e l'utilizzazione dei corsi d'acqua
transfrontalieri e dei laghi internazionali;
considerando che tale Convenzione è stata firmata in nome della Comunità il
18 marzo 1992;
considerando che tale Convenzione mira a istituire un quadro per le
iniziative di cooperazione bilaterale o multilaterale volte a prevenire e
controllare l'inquinamento dei corsi d'acqua transfrontalieri e a garantire
l'utilizzazione razionale delle risorse idriche nei paesi membri della
Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite;
considerando che la Comunità ha adottato provvedimenti nel set tort»
disciplinato dalla Convenzione e che in tale settore è competente a
concludere accordi internazionali;
considerando che la politica della Comunità in materia ambientale
contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di salvaguardia, protezione
e miglioramento della qualità dell'ambiente, di protezione della salute
umana e di utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali;
 considerando che la politica della Comunità in materia ambientale mira Û un
 elevato livello di protezione e si fonda sui principi di precauzione e di
 azione preventiva, sul principio di correzione, anzitutto alla fonte, del
 danni causati all'ambiente, e sul principio "chi inquina paga";
  (1)  GU ...
  (2)  GU L n
  (3)  GU L n
 ---pagebreak---                                     -te-
considerando che nel quadro delle rispettive competenze la Comunità e gli
Stati membri cooperano con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali
competent i;
considerando che la conclusione della Convenzione da parte della Comunità
contribuisce alla realizzazione degli obiettivi stabiliti dall'articolo
130 R del Trattato che istituisce la Comunità economica europea;
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE
                                 Articolo 1
La Convenzione sulla protezione e l'utilizzazione dei corsi d'acqua
transfrontalieri e dei laghi internazionali, adottata a Helsinki
(Finlandia) il 18 marzo 1992, è approvata in nome della Comunità economica
europea.
Il testo della Convenzione è riportato nell'Allegato l alla presente
decisione.
                                 Art I co lo 2
Il Presidente del Consiglio procede al deposito dello strumento di
approvazione presso il Segretariato generale delle Nazioni Unite, in
conformità delle disposizioni dell'articolo 25 della Convenzione.
Il Presidente deposita contemporaneamente la dichiarazione di competenze
cui all'Allegato II alla presente decisione.
Fatto a          , il
                                                         Per iI Consigi io,
 ---pagebreak---              - 2-
                              ALLEGATO î
CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE E L'UTILIZZAZIONE
DEI CORSI D'ACQUA TRANS FRONTALIERI E DEI LAGHI
INTERNAZIONALI
(in data, a Helsinki, il 17 Marzo 1992
         NAZIONI UNITE
               1992
 ---pagebreak---                                         - 3 -
CONVENZIONE SULLA PROTEZIONE E L'UT I IL IZZAZIONE DEI CORSI D'ACQUA
TRANSFRONTAL IERI E DEI LAGHI INTERNAZIONALI
PREAMBOLO
Le Parti alla presente Convenzione,
Consapevoli che la protezione e l'utilizzazione dei corsi di acqua
transfrontalieri e dei laghi internazionali sono compiti importanti e urgenti
che possono essere svolti in modo efficace soltanto con una cooperazione più
intensa;
Préoccupât ì dal fatto che i cambiamenti dello stato dei corsi di acqua
transfrontalier! e dei laghi internazionali hanno o possono avere effetti
dannosi, a breve o a lungo termine, sull'ambiente, l'economia e il benessere dei
paesi membri della Commissione economica per l'Europa (CEE),
Sot toiineando la necessità di rafforzare i provvedimenti adottati a livello
nazionale ed internazionale per prevenire, tenere sotto controllo e ridurre lo
scarico di sostanze pericolose nell'ambiente idrico e per diminuire
l'eutrofizzazione e l'acidificazione, nonché l'inquinamento di origine terrestre
dell'ambiente marino, in particolare delle zone costiere,
Constatando con soddisfacimento gli sforzi già intrapresi dai governi dei paesi
della CEE per rafforzare la cooperazione, ai livelli bilateriale e
multilaterale, al fine di prevenire, tenere sotto controllo e ridurre
l'inquinamento transfrontaliere, assicurare una gestione durevole dell'acqua,
preservare le risorse idriche e proteggere l'ambiente,
Ricordando le disposizioni e i principi pertinenti della Dichiarazione della
Conferenza di Stoccolma sull'ambiente, dell'Atto finale della Conferenza sulla
sicurezza e la cooperazione in Europa (CSCE), dei documenti finali delle
riunioni di Madrid e di Vienna dei rappresentanti degli Stati partecipanti alla
CSCE, e della strategia regionale per la protezione dell'ambiente e
l'utilizzazione razionale delle risorse naturali nei paesi membri della CEE
durante il periodo che va fino al 2000 e oltre,
Consapevoli del ruolo che svolge la Commissione economica delle Nazioni Unite in
Europa per la promozione della cooperazione internazionale al fine di prevenire,
tenere sotto controllo e ridurre l'inquinamento delle acque transfrontaliere e
di poter utilizzare durevolmente tali acque; ricordando a questo proposito la
Dichiarazione di prinei pio del la CEE sulla prevenzione dell'inquinamento delle
acque, ivi compreso l'inquinamento transfrontaliere, e sulla lotta contro questo
inquinamento, la Dichiarazione di principio della CEE sull'utilizzazione
razionale dell'acqua, i principi della CEE relativi alla cooperazione nel campo
delle acque transfrontaliere, la carta della CEE per la gestione delle acque
sotterranee e il codice di condotta relativo all'inquinamento incidentale delle
acque interne transfrontaliere,
Facendo riferimento alle decisioni I (42) e I (44) adottate dalla Commissione
economica per l'Europa durante le sessioni 42 e 44, e ai risultati della
riunione della CSCE sulla protezione dell'ambiente (Sofia (Bulgaria), 16 ottobre
- 3 novembre 1989),
 ---pagebreak---                                        - 4 -
Sotto I I neandò che la cooperazione tra paesi membri in materia di protezione e di
utilizzazione delle acque transfrontal 1ère deve concretizzarsi, in via
prioritaria, nell'elaborazione di accordi tra paesi rivieraschi delle stesse
acque, soprattutto nei casi in cui non esiste ancora un simile accordo,
Hanno convenuto quanto segue.
                                    Articolo 1
                                    DEFINIZIONI
M  fini della presente Convenzione,
1. L'espressione "acque transfrontaliere" designa tutte le acque superficiali e
   sotterranee che segnano i confini tra due o più Stati, li attraversano o sono
   situate su questi confini; nel caso delle acque transfrontaliere che si
   gettano in mare senza formare l'estuario, il limite di queste acque è una
   linea retta tracciata attraverso I'imboccattura tra i punti limite del
   livello della bassa marea sulle rive-,
2. L'espressione "impatto transfrontaliero" designa qualsiasi grave effetto
   dannoso che un cambiamento dello stato delle acque transfrontaliere, causato
   da una attività umana la cui origine fisica è situata interamente o in parte
   in una zona soggetta alla giurisdizione di una Parte, produce sull'ambiente
   di una zona soggetta alla giurisdizione di un'altra Parte. Questo effetto
   sull'ambiente può assumere varie forme: pregiudizio per la salute e la
   sicurezza dell'uomo, per la flora, la fauna, il suolo, i'atmosfera, l'acqua,
   il clima, il paesaggio e i monumenti storici o altre costruzioni oppure
   interazioni di alcuni di questi fattori; può' trattarsi anche di un
   pregiudizio al patrimonio culturale o alle condizioni socioeconomiche causato
   dai cambiamenti di questi fattori;
3. Il termine "Parte" designa, salvo indicazione contraria nel testo, una Parte
   contraente alla presente Convenzione;
4. L'espressione "parti rivierasche" designa le parti contingue alle stesse
   acque transfrontaliere;
5. L'espressione "organo comune" designa qualsiasi commissione bilaterale o
   multilaterale o qualsiasi altro strumento istituzionale conveniente di
   cooperazione tra le Parti rivierasche;
6. L'espressione "sostanze pericolose" designa le sostanze che sono tossiche,
   cancerogene, mutagene, teratogene o bioaccumulative, soprattutto se sono
   sostanze persistenti;
7. "Migliore tecnologia disponibile " (la definizione è riportata nell'allegato
   I della presente Convenzione).
 ---pagebreak---                                         - 5 -
                                       PARTE I
                     DISPOSIZIONI APPLICABILI A TUTTE LE PARTI
                                     ArtIÇQlo Z
                               DISPOSIZIONI GENERALI
1. Le Parti adottano tutti i provvedimenti opportuni per prevenire, tenere sotto
   controllo e ridurre qualsiasi impatto transfrontaliero.
2. In particolare le Parti adottano tutti i provvedimenti opportuni:
   a) per prevenire, tenere sotto controllo e ridurre l'inquinamento delle acque
      che ha o può' avere un impatto transfrontaliero;
   b) per vigilare affinché le acque transfrontaliere siano utilizzate alio
      scopo di garantire una gestione delle acque innocuo per l'ambiente e
      razionale, la conservazione del le risorse idriche e la protezione
      del l'ambiente;
   e) per vigilare affinché sia fatto un uso ragionevole ed equo delle acque
      transfrontaliere, tenendo particolarmente conto del loro carattere
      transfrontaliero, nel caso di attività che comportano o possono comportare
      un impatto transfrontaliero;
   d) per assicurare la conservazione e, se necessario, il ripristino degli
      ecosistemi.
3. I provvedimenti di prevenzione, controllo e riduzione dell'inquinamento
   dell'acqua sono applicati, se possibile, alla fonte.
4. Questi provvedimenti non provocano, direttamente o indirettamente, un
   trasferimento dell'inquinamento verso altri ambienti.
5. Al fine dell'adozione dei provvedimenti di cui ai paragrafi 1 e 2 del
   presente articolo, le Parti si basano sui seguenti principi:
   a) il principio di precauzione, in virtù del quale esse non rinviano
       l'applicazione di provvedimenti destinati ad evitare che lo scarico di
      sostanze pericolose possa avere un impatto transfrontaliero, adducendo
      come motivo che la ricerca scientifica non ha definitivamente dimostrato
       l'esistenza di un legame di causalità tra queste sostanze, da una lato, e
      un eventuale impatto transfrontaliero dall'altro-,
   b) il principio "chi inquina paga", in virtù del quale i costi dei
      provvedimenti di prevenzione, controllo e riduzione dell'inquinamento sono
      a carico dell'inquinatore-,
   e) le risorse idriche sono gestite in modo da soddisfare ai bisogni della
      generazione attuale, senza compromettere la possibilità per le generazioni
      future di soddisfare ai propri.
 ---pagebreak---    Le Parti rivierasche cooperano su una base di parità e di reciprocità, in
   particolare per mezzo di accordi bilaterali e multilaterali, al fine di
   elaborare politiche, programmi e strategie armonizzati, applicabili a tutto
    il territorio, o a parte di esso, dei bacini idrografici in questione e
   aventi lo scopo di prevenire, controllare e ridurre l'impatto
   transfrontaliero e di proteggere l'ambiente delle acque transfrontaliere o
     '"mbiente sul quale queste acque esercitano un'influenza, ivi compreso
        nbiente mar ino.
      applicazione della presente Convenzione non deve dar luogo ad un
     3terioramento dello stato dell'ambiente o ad un incremento dell'impatto
   transfrontaliero.
   Le disposizioni della presente Convenzione non pregiudicano il diritto delle
   Parti di adottare e applicare, ini vi dualmente o congiuntamente, provvedimenti
   più rigorosi di quelli enunciati nella presente convenzione.
                                     Articolo 3
                         PREVENZIONE, CONTROLLO E RIDUZIONE
1. Ai fini della prevenzione, del controllo e della riduzione dell'impatto
   transfrontaliero, le Parti elaborano, adottano, applicano i relativi
   provvedimenti giuridici, amministrativi, economici, finanziari e tecnici,
   impegnandosi il più possibile ad armonizzarli, in particolare per fare in
   modo che:
   a) l'emissione di sostanze inquinanti sia evitata, controllata e ridotta alla
       fonte, in particolare applicando tecniche poco inquinanti o senza rifiuti,
   b) le acque transfrontaliere siano protette contro l'inquinamento proveniente
       da fonti puntuali mediante un sistema che subordina gli scarichi di acque-
       reflue al rilascio di una autorizzazione da parte delle autorità nazionali
       competenti, e gli scarichi autorizzati siano sorvegliati e controllati;
   e) i limiti fissati dall'autorizzazione per gli scarichi di acque reflue
       siano basati sulla migliore tecnologia disponibile, applicabile agli
       scarichi di sostanze pericolose;
   d) siano imposte prescrizioni più rigorose, che possono arrivare in taluni
       casi fino al divieto, qualora lo esiga la qualità delle acque ricettive o
       l'ecosistema-,
   e) si applichi almeno alle acque reflue urbane, se del caso progressivamente,
       un trattamento biologico oppure una forma di trattamento equivalente;
   f) siano adottati provvedimenti adeguati, per esempio ricorrendo alla
       migliore tecnologia disponibile, per ridurre gli apporti di sostanze
       nutritive dì fonti industriali e urbane;
 ---pagebreak---                                        - 7 -
   g) siano messi a punto e applicati provvedimenti adeguati e le migliori
       prassi ambientali, allo scopo di ridurre gli apporti di sostanze nutritive
       e pericolose provenienti da fonti diffuse, in particolare qualora la
       principale fonte sia l'agricoltura (nell'allegato II della presente
       Convenzione sono riportate linee direttive per la messa a punto delle
       migliori prassi ambientali);
   h) si faccia ricorso alla valutazione dell'impatto ambientale e ad altri
       mezzi di valutazione;
    i) sia incoraggiata la gestione durevole delle risorse idriche,  vi compresa
       l'applicazione di un approccio ecosi stemi co;
   j) siano messi a punto dispositivi di intervento;
   k) siano adottate misure specìfiche complementari per evitare I'inquinamento
       delle acque sotterranee;
   I) sia ridotto al mìnimo il rischio di inquinamento accidentale.
   A tal fine ciascuna Parte stabilisce, basandosi sulla migliore tecnologia
   disponibile, limiti di emissione per gli scarichi nelle acque superficiali a
   partire da fonti puntuali, limiti che sono espressamente applicabili ai vari
   settori industriali o branche dell'industria, dalle quali provengono sostanze
   pericolose. Fra i provvedimenti opportuni, di cui al paragrafo 1 del presente
   articolo, per prevenire, controllare e ridurre gli scarichi di sostanze
   pericolose nelle acque a partire da fonti puntuali o diffuse, può' essere
   incluso il divieto totale o parziale della produzione o dell'impiego di
   questo tipo di sostanze. Si devono prendere in considerazione gli elenchi di
   questi settori industriali o branche dell'industria e gli elenchi delle
   sostanze pericolose in questione, che sono stati elaborati nel quadro di
   convenzioni o regolamenti internazionali applicabili al campo disciplinato
   dalla presente Convenzione.
3. Inoltre ciascuna Parte stabilisce, se del caso, obiettivi di qualità
   dell'acqua e adotta criteri di qualità dell'acqua per prevenire, controllare
   e ridurre l'impatto transfrontaliero. Nell'allegato III delia presente
   Convenzione sono riportate indicazioni generali per definire questi obiettivi
   e questi criteri. Le Parti s'impegnano ad aggiornare questo allegato, qualora
   sia necessar io.
                                    Articolo 4
                                   SORVEGLIANZA
Le Parti predispongono programmi che permettono di sorvegliare lo stato delle
acque transfrontaliere.
 ---pagebreak---                                           8 -
                                     Articolo S
                                 RICERCA E SVILUPPO
Le Parti cooperano all'esecuzione di lavori di ricerca e sviluppo riguardo a
t " - i che efficaci di prevenzione, controllo e riduzione dell'impatto
      frontaliero. A tal fine si impegnano, su base bilaterale e/multilaterale e
f
  f do conto delle attività di ricerca svolte dalle istituzioni internazionali
 , retenti, ad intraprendere o, se del caso, intensificare programmi di ricerca
U' ti co lari, i cui scopi saranno soprattutto di:
a) mettere a punto metodi di valutazione della tossicità delle sostanze
   pericolose e della nocività degli agenti inquinanti;
b) migliorare le conoscenze sulla apparizione, la ripartizione e gli effetti
   ambientali degli agenti inquinanti, e sui processi in gioco-,
e) mettere a punto e applicare tecnologie, metodi di produzione e modi di
   consumo innocui per l'ambiente;
e) sopprimere progressivamente e/o sostituire le sostanze che rischiano di avere
   un impatto transfrontaliero;
e) mettere a punto metodi di eliminazione delle sostanze pericolose, che siano
   innocui per l'ambiente-,
f) studiare metodi speciali per migliorare lo stato delle acque
   transfrontal iere-,
g) progettare opere idrauliche e tecniche di regolazione delle acque, che siano
   innocue per l'ambiente-,
h) procedere alla valutazione materiale e finanziaria dei danni dovuti
   all'impatto transfrontaliero.
Le Parti si comunicano ì risultati di questi programmi di ricerca in
applicazione dell'articolo 6 della presente Convenzione.
                                     Articolo 6
                              SCAMBIO DI INFORMAZIONI
Appena possibile, le Parti procedono ad un vasto scambio di informazioni sulle
questioni disciplinate dalle disposizioni della presente Convenzione.
                                     Articolo 7
                                  RESPONSABILITÀ'
Le Parti favoriscono le opportune iniziative internazionali intese
all'elaborazione di norme, criteri e procedure concernenti la responsabilità.
 ---pagebreak---                                        - 9 -
                                    Articolo 8
                           PROTEZIONE DELL'INFORMAZIONE
Le disposizioni della presente Convenzione non recano pregiudizio né ai diritti
né agli obblighi delle Parti di proteggere, conformemente al loro ordinamento
giuridico nazionale e ai regolamenti internazionali applicabili, le informazioni
che sono oggetto di segreto industriale e commerciale, ivi compresa la proprietà
intellettuale o riguardino la sicurezza nazionale.
                                     PARTE II
                 DISPOSIZIONI APPLICABILI ALLE PARTI RIVIERASCHE
                                    Articolo 9
                     COOPERAZIONE BILATERALE E MULTILATERALE
1. Le Parti rivierasche concludono, su una base di parità e di reciprocità,
   accordi bilaterali o multilaterali e altri fatti qualora non siano già stati
   stipulati, oppure adattano quelli esistenti, qualora ciò sia necessario per
   eliminare le contraddizioni con i principi fondamentali della presente
   Convenzione, al fine di definire le relazioni reciproche e le direttive da
   seguire per quanto riguarda la prevenzione, il controllo e la riduzione
   dell'impatto transfrontaliero. Le Parti rivierasche precisano il bacino
   idrografico oppure la (o le) parte(i) di questo bacino che costituisce
   (costituiscono) oggetto di una cooperazione. Questi accordi o patti
   comprendono le questioni pertinenti disciplinate dalla presente Convenzione,
   nonché tutte le altre questioni a proposito delle quali le Parti rivierasche
   possono giudicare necessaria una cooperazione.
2. Gli accordi o i patti di cui al paragrafo 1 del presente artìcolo prevedono
   la creazione di organi comuni. Le attribuzioni di questi organi comuni sono
   in particolare, senza pregiudizio degli accordi o patti pertinenti già
   esistenti, le seguenti:
   a) raccogliere, riunire e valutare i dati al fine dì identificare le fonti di
      inquinamento che possono avere un impatto transfrontaliero;
   b) elaborare programmi comuni di sorveglianza dell'acqua dal punto di vista
      qualitativo e quantitativo;
   e) elaborare inventari e scambiare informazioni sulle fonti di inquinamento
      di cui al paragrafo 2, lettera a ) , del presente articolo;
   d) stabilire limiti di emissione per le acque reflue e valutare l'efficacia
      dei programmi di lotta contro l'inquinamento;
 ---pagebreak---                                          10
     e) definire obiettivi e criteri comuni di qualità dell'acqua, tenendo conte
        delle disposizioni del paragrafo 3 dell'articolo 3 della presente
        Convenzione, e proporre misure adeguate per preservare e, se necessario,
        migliorare la qualità dell'acqua;
   f) mettere a punto programmi di azione concordati, per ridurre i carichi di
       inquinamento sia a partire da fonti puntuali (per es.: urbane e
       industriale) sia a partire da fonti diffuse (in particolare
       l'agr icoltura);
    j) stabilire procedure di preallarme e di allarme;
   h) servire da quadro per lo scambio di informazioni sulle utilizzazioni
       dell'acqua e degli impianti connessi esistenti o previsti, che presentano
       un rischio di un impatto transfrontaliero-,
    i) promuovere la cooperazione e lo scambio di informazioni sulla migliore
       tecnologia disponibile in conformità delle disposizioni dell'articolo 13
       della presente Convenzione e incoraggiare la cooperazione nel quadro di
       programmi di ricerca scientifica;
   J) partecipare alla realizzazione di studi di impatto sull'ambiente relativi
       alle acque transfrontaliere, conformemente ai regolamenti internazionali
       pert inent i.
3. Nel caso in cui uno Stato costiero. Parte della presente Convenzione, è
   direttamente e notevolmente colpito da un impatto transfrontaliere \e Parti
   rivierasche possono, se sono tutte d'accordo, invitare questo Stato costiero
   a svolgere un ruolo adeguato nelle attività degli organi comuni multilatere Ii
    istituiti dalle Partì rivierasche dì queste acque transfrontaliere.
4. Gli organi comuni ai sensi della presente Convenzione invitano gli organi
   comuni istituiti dagli Stati costieri per proteggere !'ambiente mar ino
   direttamente soggetto ad un impatto transfrontaliero, a cooperare al fine di
   armonizzare i lavori e prevenire, controllare e ridurre quest'impatto
   transfrontaliero.
5. Qualora esistano due organi comuni o più per lo stesso bacino idrografico,
   essi s'impegnano a coordinare le loro attività, al fine di rafforzare la
   prevenzione, il controllo e la riduzione dell'impatto transfrontaliero in
   questo bacino.
                                    Articolo 10
                                   CONSULTAZIONI
Sono organizzate tra le Parti rivierasche, su richiesta di una qualsiasi di
queste ultime, consultazioni su una base di reciprocità, buona fede e buon
vicinato. Queste consultazioni mirano ad instaurare una cooperazione riguardo ai
problemi disciplinati dalle disposizioni della presente Convenzione. Qualsiasi
consultazione di questo tipo è svolta tramite un organo comune creato in
applicazione dell'articolo 9 della presente Convenzione, qualora un simile
organo esista.
 ---pagebreak---                                        - 11 -
                                    Articolo 11
                         SORVEGLIANZA E VALUTAZIONE COMUNI
1. Nel quadro della cooperazione generale prevista dall'articolo 9 della
   presente Convenzione o di fatti particolari, le Parti rivierasche elaborano
   ed applicano programmi comuni al fine di sorvegliare lo stato delle acque
   transfrontaliere, ivi comprese le piene e i ghiacci galleggianti, nonché
    l'impatto transfrontaliero.
2. Le Parti rivierasche si mettono d'accordo sui parametri di inquinamento e
   sulle sostanze inquinanti di cui sorvegliano regolarmente lo scarico e la
   concentrazione nelle acque transfrontaliere.
3. Le Parti rivierasche eseguono, ad intervalli regolari, valutazioni comuni
   oppure coordinate dello stato delle acque transfrontaliere e dell'efficacia
   dei provvedimenti adottati per prevenire, controllare e ridurre l'impatto
   transfrontaliero. I risultati di queste valutazioni sono portati a conoscenza
   del pubblico in conformità alle disposizioni dell'articolo 16 della presente
   Convenzione.
4. A tal fine le Parti rivierasche armonizzano le norme relative
   all'elaborazione e all'applicazione dei programmi di sorveglianza, sistemi di
   misurazione, dispositivi, tecniche di analisi, metodi di trattamento e di
   valutazione dei dati e metodi di registrazione delle sostanze inquinanti
   scar icate.
                                    Articolo 12
                      ATTIVITÀ' COMUNI DI RICERCA E SVILUPPO
Nel quadro della cooperazione generale prevista all'articolo 9 della presente
Convenzione o di patti speciali, le Parti rivierasche intraprendono attività
particolari di ricerca e sviluppo al fine di pervenire e attenersi a quegli
obiettivi e a quei criteri di qualità dell'acqua che esse hanno stabilito e
adottato di comune accordo.
                                    Articolo 13
                 SCAMBIO DI INFORMAZIONI TRA LE PARTI RIVIERASCHE
   Le Parti rivierasche si scambiano, nel quadro di accordi o di altre intese
   pertinenti, conclusi in conformità all'articolo 9 della presente Convenzione,
   i dati che sono ragionevolmente disponibili, in particolare i dati
   concernenti le questioni seguenti:
   a) stato ambientale delle acque transfrontaliere;
   b) esperienza acquisita nell'applicazione e nello sfruttamento della migliore
       tecnologia disponibile e risultati dai lavori di ricerca e sviluppo;
 ---pagebreak---                                         - 12 -
   c) dati relativi alle emissioni e dati di sorveglianza-,
   d) provvedimenti adottati e previsti per prevenire, controllare e ridurre
       l'impatto transfrontaliero;
   e) autorizzazioni rilasciate o le disposizioni regolamentari adottate
       dall'autorità competente o dall'organo opportuno, concernenti gli scarichi
       del le acque reflue.
2. ti fine di armonizzare i limiti di emissione, le Parti rivierasche procedono
    ,d uno scambio di informazioni sulle rispettive regolamentazioni nazionali.
3. Se una Parte rivierasca chiede ad una altra Parte rivierasca di comunicarle
   dati o informazioni che non sono disponibili, la seconda s'impegna a
   soddisfare a questa richiesta, ma può porre, a tal fine, la condizione che la
   Parte che presenta la richiesta, prenda a suo carico le spese ragionevoli
   dovute alla raccolta, ed eventualmente, al trattamento di questi dati o di
   queste informazioni.
4. Ai fini dell'applicazione della presente Convenzione, le Parti rivierasche
   facilitano lo scambio della migliore tecnologia disponibile, favorendo in
   particolare: lo scambio commerciale della tecnologia disponibile, i contatti
   e la cooperazione industriale diretti, ivi comprese le imprese comuni, lo
   scambio di informazioni e di dati acquisiti con l'esperienza e la prestazione
   di un'assistenza tecnica. Inoltre le Parti rivierasche intraprendono
   programmi comuni di formazione e organizzano i seminari e le riunioni
   necessar i.
                                     Articolo 14
                          SISTEMI DI ALLERTA E DI ALLARME
Le Parti rivierasche si informano reciprocamente e senza indugio riguardo a
qualsiasi situazione critica, che può avere un impatto transfrontaliero. Se
necessario, installano e sfruttano sistemi coordinati o comuni di comunicazione,
di allerta e di allarme, allo scopo di ottenere e trasmettere informazioni.
Questi sistemi funzionano grazie a procedure e mezzi compatibili di trasmissione
e di trattamento dei dati, su cui le Parti rivierasche devono accordarsi. Le
parti rivierasche si comunicano reciprocamente quali sono le autorità competenti
o i punti di contatto designati a tal fine.
                                     Articolo 15
                                ASSISTENZA RECIPROCA
1. In caso di situazione critica, le parti rivierasche di prestano
   reciprocamente assistenza, su richiesta, secondo procedure da stabilirsi in
   conformità al paragrafo 2 del presente articolo.
 ---pagebreak---                                        - 13 -
2. Le Parti rivierasche definiscono e adottano dì comune accordo procedure dì
   reciproca assistenza, che riguardano in particolare le seguenti questioni:
   a) direzione, controllo, coordinamento e supervisione dell'assistenza;
   b) facilitazioni e servizi che la Parte che richiede assistenza, deve fornire
       localmente, ivi compresa, se necessaria, la semplificazione delle
      formai ita doganaIi;
   e) intese volte ad escludere da ogni responsabilità la Parte che presta
      assistenza e/o il suo personale, a indennizzarla e/o concederle
      compensazioni, nonché a permettere il transito sul territorio di Parti
      terze, se necessario;
   d) modalità di rimborso dei servizi di assistenza.
                                    Articolo 16
                             INFORMAZIONE DEL PUBBLICO
   Le Parti rivierasche provvedono affinchè il pubblico possa prendere
   conoscenza delle informazioni relative allo stato delle acque
   transfrontaliere, ai provvedimenti adottati o previsti per prevenire,
   controllare e ridurre l'impatto transfrontaliero, e all'efficacia di questi
   provvedimenti. A tal fine le Parti rivierasche fanno in modo che siano messe
   a disposizione del pubblico le seguenti informazioni:
   a) gli obiettivi di qualità dell'acqua;
   b) le autorizzazioni rilasciate e le condizioni da osservare in proposito;
   e) i risultati dei prelievi di campioni di acqua e di effluenti effettuati a
      fine di sorveglianza e di valutazione, nonché i risultati dei controlli
      volti a determinare in quale misura gli obiettivi di qualità dell'acqua o
       le condizioni indicate nelle autorizzazioni sono realizzati.
2. Le Parti rivierasche vigilano affinché il pubblico possa avere accesso a
   queste informazioni in qualsiasi momento ragionevole e possa prenderne
   conoscenza gratuitamente; esse mettono a disposizione dei membri del pubblico
   mezzi sufficienti affinché possano ottenere copia di queste informazioni
   contro pagamento di spese ragionevoli.
 ---pagebreak---                                        - 14 -
                                     PARTE III
                 DISPOSIZIONI ISTITUZIONALI E DISPOSIZIONI FINALI
                                    Articolo 17
                               RIUNIONE DELLE PARTI
1. La prima riunione delle Parti è convocata al più tardi entro un anno a
     ecorrere dalla data di entrata in vigore della presente Convenzione.
   Successivamente le riunioni ordinarie si svolgono ogni tre anni o ad
    intervalli più brevi stabiliti dal regolamento interno. Le Parti si
   riuniscono in riunione straordinaria, se cosi' decìdono durante una riunione
   ordinaria oppure se una di esse ne fa richiesta per iscritto, a condizione
   che questa richiesta sia approvata da un terzo almeno delle Parti nei sei
   mesi successivi alla comunicazione della richiesta a tutte le Parti.
2. Durante le riunioni, le Parti si impegnano ad applicare la presente
   Convenzione, e tenendo presente questo obiettivo:
   a) esaminano le loro politiche e i loro interventi metodologici in materia di
       protezione e di utilizzazione delle acque transfrontaliere allo scopo di
       migliorare ancora la protezione e l'utilizzazione di queste acque;
   b) si scambiano informazioni sulle esperienze compiute nella conclusione e
       nell'applicazione di accordi bilaterali e multilaterali o di altri accordi
       concernenti la protezione e l'utilizzazione delle acque transfrontaliere,
       di cui sono partecipi una o più Parti;
   e) chiedono, se opportuno, i servizi degli organi competenti della CEE,
       nonché di altri organi internazionali o di taluni comitati competenti per
       tutte le questioni che hanno un rapporto con la realizzazione degli
       obiettivi della presente Convenzione;
   d) durante la prima riunione esaminano il regolamento interno delle riunioni
       e l'adottano all'unanimità;
   e) esaminano e adottano proposte di emendamenti alla presente Convenzione;
   f) esaminano e intraprendono qualsiasi altra azione che possa rivelarsi
       necessaria ai fini della presente Convenzione.
                                    Articolo 18
                                  DIRITTO DI VOTO
1. Con riserva delle disposizioni del paragrafo 2 del presente articolo, le
   Parti alla presente Convenzione hanno ciascuna un voto.
 ---pagebreak---                                            15 -
2. Le organizzazioni regionali di integrazione economica dispongono, per
     l'esercizio del diritto di voto nei settori di loro competenza, di un numero
    di voti pari al numero dei loro Stati membri, che sono Parti alla presente
    Convenzione. Queste organizzazioni non esercitano il diritto di voto, se lo
    esercitano i loro Stati membri, e viceversa.
                                     Articolo 19
                                    SEGRETARIATO
 Il segretariato esecutivo della Commissione economica per l'Europa esercita le
seguenti funzioni di segretariato:
a) prepara la riunione e convoca le Parti;
b) trasmette alle Parti le relazioni e le altre informazioni ricevute in
    applicazione delle disposizioni della presente Convenzione; e
e) svolge le altre funzioni che le Parti eventualmente gli assegnano.
                                     Artìcolo 20
                                       ALLEGATI
Gli allegati della presente Convenzione costituiscono parte integrante della
Convenzione.
                                     Articolo 21
                            EMENDAMENTI ALLA CONVENZIONE
1. Qualsiasi Parte può proporre emendamenti alla presènte Convenzione.
2. Le proposte di emendamenti alla presente Convenzione sono esaminate durante
    una riunione delle Parti.
3. Il testo di qualsiasi proposta di emendamento alla presente Convenzione è
    presentato per iscritto al segretariato esecutivo della Commissione economica
    per l'Europa, che lo comunica a tutte le Parti almeno 90 giorni prima della
    riunione, nei corso della quale l'emendamento è proposto per adozione.
4. Qualsiasi emendamento alla presente Convenzione è adottato all'unanimità dai
    rappresentanti delle Parti alla Convenzione, presenti ad una riunione delle
    Parti, ed entra in vigore per le Partì alla Convenzione che l'hanno accettato
    il 90' giorno successivo alla data alla quale i due terzi di esse hanno
    depositato presso il depositario gli strumenti di accettazione
    dell'emendamento. Per qualsiasi altra Parte l'emendamento entra in vigore il
    90' giorno successivo alla data alla quale questa Parte ha depositato il suo
    strumento di accettazione dell'emendamento.
 ---pagebreak---                                         - 16 -
                                     Articolo 22
                          COMPOSIZIONE BELLE CONTROVERSIE
1. Se tra due o più Parti sorge una controversia riguardo all'interpretazione o
   all'applicazione della presente Convenzione, queste Parti cercano di
    r isolverla tramite negoziazione oppure tramite qualsiasi metodo di
   composizione delle controversie, da esse giudicato accettabile.
2. Quando una Parte sottoscrive, ratifica, accetta, approva la presente
   Convenzione o aderisce ad essa, oppure in qualsiasi altro momento successivo,
   può dichiarare per iscritto al depositario che per le controversie che non
   sono state risolte in conformità del paragrafo 1 del presente articolo, essa
   accetta di considerare come obbligatoria (e), nei suoi rapporti con qualsiasi
   Parte che accetti lo stesso obbligo, una delle due procedure o le due
   procedure di composizione delle controversie qui di seguito indicate:
   a) presentazione della controversia alla Corte internazionale di giustizia;
   b) arbitrato in conformità della procedura esposta all'allegato IV.
3. Se le Parti della controversia hanno accettato le due procedure di
   composizione delle controversie di cui al paragrafo 2 del presente articolo,
    la controversia può essere presentata soltanto alla Corte internazionale di
   giustizia, a meno che le Parti convengano diversamente.
                                    Articolo 23
                                        FIRMA
La presente Convenzione è aperta alla firma degli Stati membri della Commissione
economica per l'Europa, nonché degli Stati dotati di funzione consultiva presso
la Commissione economica per l'Europa a norma del paragrafo 8 della risoluzione
36 (IV) del Consiglio economico e sociale del 28 marzo 1947, e delle
organizzazioni regionali di integrazione economica costituite da Stati sovrani,
membri della Commissione economica per l'Europa, i quali hanno conferito ad esse
la competenza per le materie cui tratta la presente Convenzione, ivi compresa la
competenza a concludere trattati su queste materie, a Helsinki dal 17 al 18
marzo 1992 compreso e successivamente presso la sede dell'Organizzazione delle
Nazioni Unite a New York fino al 18 settembre 1992.
                                    Articolo 24
                                    DEPOSITARIO
Il segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite esercita le
funzioni di depositario della presente Convenzione.
                                    Articolo 25
                  RATIFICA, ACCETTAZIONE, APPROVAZIONE E ADESIONE
1. La presente Convenzione è sottoposta alla ratifica, all'accettazione o
   all'approvazione degli Stati e delle organizzazioni regionali di integrazione
   economica firmatari.
 ---pagebreak---                                        - 17 - i£-
2. La presente convenzione è aperta all'adesione degli Stati e delle
   organizzazioni di cui all'articolo 23.
3. Qualsiasi organizzazione di cui all'articolo 23 che diventi Parte alla
   presente Convenzione senza che nessuno dei suoi Stati membri ne sia parte, è
   soggetta a tutti gli obblighi che derivano dalla Convenzione. Se uno o più
   Stati membri di tale organizzazione sono Parti alla presente Convenzione, le
   organizzazioni e i suoi Stati membri concordano le rispettive responsabilità
   nell'adempimento degli obblighi assunti a norma della convenzione. In simile
   caso, l'organizzazione e gli Stati membri non sono autorizzati ad esercitare
   concorsualmente i diritti che derivano dalla presente Convenzione.
4. Nei rispettivi strumenti di ratifica, accettazione, approvazione o adesione,
    le organizzazioni regionali di integrazione economica di cui all'articolo 23,
   specificano la portata della loro competenza riguardo alle materie di cui
   tratta la presente Convenzione. Inoltre, queste organizzazioni informano il
   depositario di qualsiasi modifica importante della portata della loro
   competenza.
                                    Articolo 26
                                 ENTRATA IN VIGORE
1. La presente Convenzione entra in vigore il 90' giorno successivo alla data di
   deposito del 16* strumento di ratifica, accettazione, approvazione o
   adesione.
2. Ai fini del paragrafo 1 del presente articolo, lo strumento depositato da
   un'organizzazione regionale di integrazione economica non si aggiunge a
   quelli che sono depositati dagli Stati membri di quest'organizzazione.
3. Riguardo a ciascuno Stato od organizzazione di cui all'articolo 23, che
   ratifica, accetta o approva la presente Convenzione o vi aderisce dopo il
   deposito del 16' strumento di ratifica, accettazione, approvazione o
   adesione, la Convenzione entra in vigore il 90' giorno successivo alla data
   di deposito da parte di questo Stato o organizzazione del proprio strumento
   di ratifica, accettazione, approvazione o adesione.
                                    Articolo 27
                                      DENUNCIA
In qualsiasi momento dopo la scadenza di un periodo di 3 anni calcolato a
decorrere dalla data alla quale la presente Convenzione è entrata in vigore
riguardo ad una Parte, questa Parte può denunciare la Convenzione mediante
notifica scritta indirizzata al depositario. Questa denuncia prende effetto il
90* giorno successivo alla data di ricezione della notifica da parte del
deposi tar io.
                                    Articolo 28
                                  TESTI AUTENTICI
L'originale della presente Convenzione, di cui i testi inglese, francese e russo
fanno ugualmente fede, é depositato presso il segretario generale
dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
In fede di che i sottoscritti, a tal fine debitamente autorizzati, hanno firmato
la presente Convenzione.
Fatto a    Helsinki, li 17 marzo 1992.
 ---pagebreak---                                       - 19 -
                                    ALLEGATO I
         DEFINIZIONE DELL'ESPRESSIONE "MIGLIORE TECNOLOGIA DISPONIBILE1
1. L espressione "migliore tecnologia disponibile" designa l'ultima fase di
    viluppo dei procedimenti, delle apparecchiature o dei metodi di
   sfruttamento, indicando che un determinato provvedimento é applicabile nella
   prassi per limitare le emissioni, gli scarichi e i rifiuti. Per stabilire se
   un insieme di procedimenti, apparecchiature e metodi di sfruttamento
   costituisca la migliore tecnologia disponibile in generale o in casi
   particolari, è opportuno prendere In considerazione in modo particolare:
   a) i procedimenti, le apparecchiature o i metodi di sfruttamento comparabili,
      che sono stati recentemente sperimentati con successo;
   b) i progressi tecnologici e l'evoluzione delle conoscenze e delle
      integrazioni scientifiche;
   e) l'applicabilità di questa tecnologia dal punto di vista economico;
   d) i tempi di applicazione sia in nuovi impianti, sia negli impianti già
      esistent i;
   e) la natura e il volume dei rifiuti e degli effluenti in causa;
   f) le tecnologie poco inquinanti o senza rifiuti.
2. Da quanto detto risulta che per un particolare procedimento la "migliore
   tecnologia disponibile" si evolverà nel tempo in funzione dei progressi
   tecnologici, dei fattori economici e sociali e dell'evoluzione delle
   conoscenze e delle interpretazioni scientifiche.
 ---pagebreak---                                         - 20 -
                                     ALLEGATO I I
      LINEE DIRETTIVE PER LA MESSA A PUNTO DELLE MIGLIORI PRASSI AMBIENTALI
1. Scegliendo per casi particolari la combinazione più adatta di provvedimenti,
   che può costituire la migliore prassi ambientale, si deve prendere in
   considerazione la seguente serie di provvedimenti elencati in progressione:
   a) informazione e istruzione del pubblico e degli utenti riguardo alle
      conseguenze sull'ambiente della scelta di attività e di prodotti
      particolari e, per questi ultimi, della loro utilizzazione e della loro
      eliminazione finale;
   b) elaborazione e applicazione di codici di buona prassi ambientale, che sia
      applicata a tutti gli aspetti della vita del prodotto;
   e) etichettatura che informi gli utenti dei rischi ambientali connessi a un
      prodotto, alla sua utilizzazione e alla sua eliminazione finale-,
   d) messa a disposizione del pubblico di sistemi di raccolta e di
      el imi nazi one-,
   e) riciclaggio, recupero e riutilizzo;
   f) applicazione di strumenti economici ad attività, prodotti o gruppi di
      prodott i;
   g) adozione di un sistema di autorizzazione, completato da una serie di
       limitazioni o da un divieto.
2. Per stabilire quale combinazione di provvedimenti costituisca la migliore
   prassi ambientale in generale o in casi particolari, é opportuno prendere in
   considerazione in modo particolare:
   a) il rischio che rappresentano per    l'ambiente:
         i)  il prodotto;
        ii)  la fabbricazione del prodotto;
       ili)  l'utilizzazione del prodotto;
        iv)  l'eliminazione finale del prodotto;
   b) la sostituzione dei procedimenti o delle sostanze con altri meno
       inquinant i;
   e) la scala di utilizzazione;
 ---pagebreak---                                       - 21 -
   d) i vantaggi o gli inconvenienti che materiali o attività di sostituzione
      possono presentare dal punto di vista dell'ambiente;
   e) i progressi e l'evoluzione del le conoscenze e delle interpretazioni
      scient if ìche-,
   f) i tempi di applicazione;
   g) le conseguenze sociali ed economiche.
3. Da quanto detto risulta che, per una fonte particolare, le migliori prassi
   ambientali mutano nel tempo in funzione dei progressi tecnologici, di fattori
   economici e sociali e dell'evoluzione delle conoscenze e delle
   interpretazioni scientifiche.
 ---pagebreak---                                         22 -
                                   ALLEGATO I I I
                 LINEE DIRETTIVE PER LA MESSA PUNTO DI OBIETTIVI
                       E DI CRITERI DI QUALITÀ' DELL'ACQUA
Per la messa a punto di obiettivi e di criteri di qualità dell'acqua
a) si tiene conto dello scopo perseguito, che é di preservare e, se necessario,
   migliorare la qualità dell'acqua;
b) si mira a ridurre i carichi inquinanti medi (In particolare quelli di
   sostanze pericolose) ad un determinato livello in un periodo prestabilito;
e) si tiene conto delle esigenze specifiche in materia di qualità dell'acqua
   (acqua non trattata utilizzata come acqua potabile, irrigazione ecc.);
d) si tiene conto delle esigenze specifiche per quanto riguarda le acque
   sensibili e le acque specialmente protette e il loro ambiente (per es.: laghi
   e acque sotterranee);
e) ci si basa sull'impiego di metodi di classificazione ecologica e di indici
   chimici, che permettano di esaminare la preservazione e il miglioramento
   della qualità dell'acqua a medio e a lungo termine-,
f) si tiene conto del grado di realizzazione degli obiettivi e dei provvedimenti
   di protezione supplementari, basati sul limiti di emissione, che possono
   risultare necessari in casi particolari.
 ---pagebreak---                                          - 23 -
                                      ALLEGATO IV
                                       ARBITRATO
 .    Nel caso in cui una controversia sia sottoposta all'arbitrato a norma del
     paragrafo 2 dell'articolo 22 della presente Convenzione, una Parte (o le
     ° rti) notifica(no) al Segretariato l'oggetto dell'arbitrato e indica(no) in
         Scolare gli articoli della presente Convenzione la cui interpretazione o
         Mcazione costituisce oggetto della controversia. Il Segretariato
        ^smette le informazioni ricevute a tutte le Parti alla presente
       onvenz ione.
.... il tribunale arbitrale è composto di tre membri. La (o le) Parte(i)
     attrice(i) e l'altra (o le altre) Parte(i) della controversia nominano un
     arbitro e i due arbitri cosi rinominati designano di comune accordo i! terzo
     arbitro che è il presidente del tribunale arbitrale. Quest'ultimo non deve
     essere cittadino di una dei le Parti della controversia, né avere la residenza
     abituale nel territorio di una di queste Parti, né essere al servizio di una
     di esse, né essersi già occupato della controversia in base a qualsiasi altro
     titolo.
3. Se il presidente del tribunale arbitrale non viene designato entro i dus mess
     successivi alla nomina del secondo arbitro, il segretario esecutivo della
    Commissione economica per l'Europa provvede, su richiesta di una delle Parti
     della controversia, a designarlo entro un nuovo termine di due mesi.
4. Se una delle Parti della controversia non procede alla nomina di un irbitrc
    entro un termine di due mesi a decorrere dalla ricezione delia richiesta,
     l'altra Parte può informarne il segretario esecutivo della Commi ss ione
    economica per l'Europa, il quale designa il presidente del tribunale
    arbitrale entro un nuovo termine di due mesi. Appena nominato, il presidente
    del tribunale arbitrale chiede alla Parte che non ha nominato l'arbitro, di
     farlo entro un termine di due mesi. Se la Parte non provvede entro questo
     termine, il presidente ne informa il segretario esecutivo delia Commissione
    economica per l'Europa, il quale procede a tale nomina entro un nuovo termine
    d i due mes i.
5. Il tribunale sentenzia in conformità del diritto internazionale e delle
    disposizioni della presente Convenzione.
6. Qualsiasi tribunale arbitrale costituito in applicazione delle disposizioni
    del presente allegato adotta esso stesso la propria procedura.
7. Le decisioni del tribunale arbitrale, sia su questioni di procedura che di
    merito, sono adottate a maggioranza dei membri.
8. Il tribunale può prendere tutti i provvedimenti opportuni per accertare i
     fatti .
9. Le Parti della controversia facilitano il compito del tribunale arbitrale e,
     in particolare, mediante tutti i mezzi a loro disposizione:
    a) forniscono tutti i documenti, i mezzi e le informazioni pertinenti; e
 ---pagebreak---                                         24
   b) gli permettono, se ciò è necessario, di citare e di ascoltare testimoni o
      espert i.
10. Le parti e gli arbitri mantengono il segreto su qualsiasi informazione che
    ricevono a titolo riservato durante la procedura di arbitrato.
11. Il tribunale arbitrale può, su richiesta di una delle Parti, raccomandare
    provvedimenti cautelari.
12. Se una delle Parti della controversia non si presenta davanti al tribunale
    arbitrale o non fa valere le sue ragioni,  l'altra Parte può chiedere al
    tribunale di proseguire il procedimento e di adottare la sentenza
    definitiva. Il fatto che una Parte non si presenti o non faccia valere le
    proprie ragioni, non costituisce ostacolo allo svolgimento del procedimento.
13. Il tribunale arbitrale può esaminare e decidere richieste riconvenziona Ii
    direttamente connesse all'oggetto della controversia.
14. A meno che il tribunale arbitrale decida diversamente in considerazione di
    particolari circostanze della causa, le spese del tribunale, ivi compresa la
    remunerazione dei suoi membri, sono sostenute in pari misura dalle Parti
    della controversia. Il tribunale tiene un conto di tutte le sue spese e ne
    fornisce un estratto finale alle Parti.
15. Qualsiasi Parte alla presente Convenzione, che in merito all'oggetto della
    controversia ha un interesse di carattere giuridico, che può essere
    pregiudicato dalla decisione adottata nella causa, può intervenire nel
    procedimento con l'accordo del tribunale.
16. Il tribunale arbitrale emette la sentenza entro cinque mesi successivi alla
    data alla quale é stato costituito, a meno che ritenga necessario prolungare
    questo termine di un periodo che non dovrebbe superare i cinque mesi.
17. La sentenza del tribunale arbitrale é accompagnata da una relazione sulle
    motivazioni. Essa è definitiva e obbligatoria per tutte le Parti della
    controversia. Il tribunale arbitrale la comunica alle Parti della
    controversia e al segretariato. Quest'ultimo trasmette le informazioni
    ricevute a tutte le Parti alla presente Convenzione.
18. Qualsiasi controversia tra le Parti in merito all'interpretazione o
    all'esecuzione della sentenza deve essere sottoposta da una delle Parti al
    tribunale arbitrale che ha emesso detta sentenza oppure, se non ci si può
    rivolgere a quest'ultimo, ad un altro tribunale costituito a tal fine nello
    stesso modo del primo.
 ---pagebreak---                                     2s -
                                ALLEGATO I I
Dichiarazione della Comunità economica europea a norma dell'articolo 25,
paragrafo 4, della Convenzione sulla protezione e l'utilizzazione dei corsi
d'acqua transfrontalieri e dei laghi internazionali
Visto l'articolo 25, paragrafo 4, della Convenzione sulla protezione e
l'utilizzazione dei corsi d'acqua transfrontalieri e dei laghi
internazionali, relativo alla portata delle competenze;
in conformità del Trattato che istituisce la Comunità economica europea e
tenuto conto della legislazione comunitaria già esistente nel settore
disciplinato dalla Convenzione, la Comunità è competente in detto settore
sul piano internazionale. Sono invece competenti sia la Comunità che gli
Stati membri per quanto concerne gli aspetti regolamentati dalla
Convenzione sulla protezione e l'utilizzazione dei corsi d'acqua
transfrontalieri e dei laghi internazionali, ma che ancora non
costituiscono oggetto della legislazione comunitaria. Spetta invece alla
Comunità la competenza di adottare all'occorrenza altri provvedimenti in
questo campo.
Da ciò consegue che la Comunità è competente, nei limiti suindicati, ad
assumere obblighi nei confronti di paesi terzi che siano Parti contraenti
della Convenzione sulla protezione e l'utilizzazione dei corsi d'acqua
transfrontalieri e dei laghi internazionali.
 ---pagebreak---                                               - it'
                                                                    ISSN 0254-1505
                                                              COM(93) 271 def.
                                                          DOCUMENTI
rr                                                                             i4
                                         N. di catalogo : CB-CO-93-301-IT-C
                                                            ISBN 92-77-56695-7
Ufficio delle pubblicarioniufficiali delle Comunità europee
L-2985 Lussemburgo