CELEX: C2005/193/57
Language: it
Date: 2005-08-06 00:00:00
Title: Causa T-204/05: Ricorso dei sigg. Giorgio Lebedef e altri contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 23 maggio 2005

6.8.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 193/34
            
         Ricorso dei sigg. Giorgio Lebedef e altri contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 23 maggio 2005
   (Causa T-204/05)
   (2005/C 193/57)
   Lingua processuale: il francese
   Il 23 maggio 2005 i sigg. Giorgio Lebedef, residente in Lussemburgo, Armand Imbert, residente in Bruxelles, Jean-Marie Rousseau, residente in Bruxelles, e Maria Rosario Domenech Cobo, residente in Bruxelles, rappresentati dagli avv.ti Gilles Bounéou e Frédéric Frabetti, con domicilio eletto in Lussemburgo, hanno proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   I ricorrenti chiedono che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione esplicita di rigetto 12 luglio 2004, avente ad oggetto la domanda D/393/04, con la quale i ricorrenti chiedevano fossero loro messi a disposizione, da parte del servizio competente, il sistema operativo e tutti i programmi utili per il funzionamento dei loro personal computer nella loro lingua materna o, in via subordinata, in un'altra lingua ufficiale dell'Unione europea di loro scelta;
            
         
               —
            
            
               condannare la convenuta alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   I ricorrenti, tutti dipendenti della Commissione, hanno formulato domanda, per via gerarchica, perché fossero loro messi a disposizione il sistema operativo e tutti i programmi utili per il funzionamento dei loro personal computer nella loro lingua materna o, in via subordinata, in un'altra lingua ufficiale dell'Unione europea di loro scelta. Poiché tale domanda e i loro reclami sono stati respinti, i ricorrenti hanno proposto il presente ricorso. Essi sostengono che la prassi di installare l'intera configurazione dei personal computer in inglese, anche se i programmi utilizzati sarebbero disponibili in più lingue, viola il divieto di discriminazione, poiché la padronanza perfetta del computer necessiterebbe di una conoscenza non meno perfetta della lingua inglese, al di là del livello che ci si può ragionevolmente attendere da un dipendente europeo non di madrelingua inglese.
   I ricorrenti lamentano altresì pretese violazioni del dovere di sollecitudine, del divieto di procedure arbitrarie e dell'obbligo di motivazione, oltre che un presunto abuso di potere.