CELEX: 32004L0068
Language: it
Date: 2004-04-26 00:00:00
Title: Direttiva 2004/68/CE del Consiglio, del 26 aprile 2004, che stabilisce norme di polizia sanitaria per le importazioni e il transito nella Comunità di determinati ungulati vivi, che modifica le direttive 90/426/CEE e 92/65/CEE e che abroga la direttiva 72/462/CEE )(Testo rilevante ai fini del SEE.)

30.4.2004              IT                Gazzetta ufficiale dellUnione europea               L 139/321
                              DIRETTIVA 2004/68/CE DEL CONSIGLIO
                                                 del 26.4.2004
        che stabilisce norme di polizia sanitaria per le importazioni e il transito nella Comunità
             di determinati ungulati vivi, che modifica le direttive 90/426/CEE e 92/65/CEE
                                    e che abroga la direttiva 72/462/CEE
                                       (Testo rilevante ai fini del SEE)
IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 37,
vista la proposta della Commissione,
visto il parere del Parlamento europeo1,
visto il parere del Comitato economico e sociale europeo2,
visto il parere del Comitato delle regioni3,
1
       GU C
2
       GU C
3
       GU C
 ---pagebreak--- considerando quanto segue:
(1)   La direttiva 72/462/CEE del Consiglio, del 12 dicembre 1972, relativa a problemi sanitari e di
      polizia sanitaria all'importazione di animali della specie bovina, suina, ovina e caprina, di
      carni fresche o di prodotti a base di carne in provenienza dai paesi terzi1, assicura un elevato
      livello di protezione della salute degli animali introducendo requisiti sanitari generali che
      determinate importazioni in provenienza dai paesi terzi devono rispettare.
(2)   È necessario razionalizzare e aggiornare le disposizioni di polizia sanitaria relative agli
      scambi internazionali di animali previste dalla direttiva 72/462/CEE, a seguito dell'evoluzione
      e dell'adozione di nuove norme internazionali da parte dell'Ufficio internazionale delle
      epizoozie (OIE), nonché delle loro implicazioni nel quadro dell'Organizzazione mondiale del
      commercio (OMC) e dell'accordo dell'OMC sull'applicazione delle misure sanitarie e
      fitosanitarie.
(3)   Inoltre, la direttiva 2002/99/CE del Consiglio, del 16 dicembre 2002, che stabilisce norme di
      polizia sanitaria per la produzione, la trasformazione, la distribuzione e l'introduzione di
      prodotti di origine animale destinati al consumo umano2, sostituisce la direttiva 72/462/CEE
      per quanto riguarda i requisiti applicabili alla carne e ai prodotti a base di carne. Pertanto, è
      necessario e opportuno prevedere, nella presente direttiva, norme di polizia sanitaria
      equivalenti e aggiornate per l'importazione di ungulati vivi nella Comunità.
1
      GU L 302 del 31.12.1972, pag. 28. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento CE
      n. 807/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 36).
2
      GU L 18 del 23.1.2003, pag. 11.
 ---pagebreak--- (4) Al fine di proteggere la salute degli animali, tali nuove disposizioni dovrebbero essere estese
    anche alle altre specie di ungulati che possono presentare un analogo rischio di trasmissione
    delle malattie. Tuttavia, la loro applicazione a tali animali deve lasciare impregiudicate le
    disposizioni del regolamento (CE) n. 338/97 del Consiglio, del 9 dicembre 1996, relativo alla
    protezione di specie della flora e della fauna selvatiche mediante il controllo del loro
    commercio1.
(5) Ai sensi della direttiva 90/426/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa alle condizioni
    di polizia sanitaria che disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi in
    provenienza dai paesi terzi2, le importazioni di equidi nella Comunità sono autorizzate
    unicamente in provenienza dai paesi terzi che figurano in un elenco elaborato ai sensi della
    direttiva 72/462/CEE. La direttiva 90/426/CEE dovrebbe contenere le disposizioni relative
    alla redazione degli elenchi dei paesi terzi ai fini dell'importazione di tali equidi.
(6) Le conoscenze scientifiche riguardo alla sensibilità di determinati animali alle malattie e i test
    da effettuare evolvono costantemente. È opportuno prevedere una procedura che consenta di
    aggiornare rapidamente, in risposta a tale evoluzione, il contenuto dell'elenco di specie
    animali e delle malattie alle quali esse sono ricettive.
(7) Per garantire il benessere degli animali e assicurare la coerenza della normativa comunitaria, la
    presente direttiva dovrebbe tenere conto, in particolare per quanto riguarda l'approvvigionamento
    di acqua e di cibo, dei requisiti generali contenuti nella direttiva 91/628/CEE del Consiglio, del
    19 novembre 1991, relativa alla protezione degli animali durante il trasporto3.
1
    GU L 61 del 3.3.1997, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE)
    n. 1882/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
2
    GU L 224 del 18.8.1990, pag. 42. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE)
    n. 806/2003 (GU L 122 del 16.5.2003, pag. 1).
3
    GU L 340 dell'11.12.1991, pag. 17. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE)
    n. 806/2003.
 ---pagebreak--- (8)  Al fine di proteggere la salute degli animali e assicurare la coerenza della normativa
     comunitaria, si dovrebbe inoltre tenere conto della direttiva 91/496/CEE del Consiglio, del
     15 luglio 1991, che fissa i principi relativi all'organizzazione dei controlli veterinari per gli
     animali che provengono dai paesi terzi e che sono introdotti nella Comunità1.
(9)  Le misure necessarie per l'attuazione della presente direttiva sono adottate secondo la
     decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio
     delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione2.
(10) Le norme in materia di sanità pubblica e di controlli ufficiali che si applicano alle carni e ai
     prodotti a base di carne in base alla direttiva 72/462/CEE sono state sostituite da quelle del
     regolamento (CE) n. yyyy/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del                   , che
     stabilisce norme specifiche per l'organizzazione di controlli ufficiali sui prodotti di origine
     animale destinati al consumo umano3, che dovrebbe applicarsi a decorrere dal
     1° gennaio 2006. Le altre norme di detta direttiva sono state sostituite dalla direttiva
     2002/99/CE, le cui disposizioni sono applicabili a decorrere dal 1° gennaio 2005, o lo saranno
     da quelle della presente direttiva.
(11) È opportuno pertanto che la direttiva 72/462/CEE sia abrogata nel momento in cui si
     applicheranno tutti i testi che ne sostituiscono le disposizioni.
1
     GU L 268 del 24.9.1991, pag. 56. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 96/43/CE
     (GU L 162 del 1.7.1996, pag. 1).
2
     GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.
3
     GU : inserire n. e GU.
 ---pagebreak--- (12) È opportuno tuttavia, per garantire la chiarezza della legislazione comunitaria, abrogare
     alcune decisioni che hanno cessato di essere applicate e, allo stesso tempo, prevedere che
     alcune modalità d'applicazione rimangano in vigore in attesa che siano adottate le misure
     necessarie nel nuovo quadro giuridico.
(13) In ottemperanza al principio di proporzionalità è necessario e opportuno, per realizzare lo
     scopo fondamentale della protezione della salute degli animali, stabilire norme relative alle
     condizioni di importazione degli ungulati vivi. La presente direttiva si limita a quanto è
     necessario per conseguire tali scopi prefissati a norma dell'articolo 5, terzo comma del
     trattato.
(14) Il regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del
     28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare,
     istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della
     sicurezza alimentare1, stabilisce nuove procedure in materia di comitatologia ed una nuova
     terminologia. Ai fini della coerenza della normativa comunitaria, la presente direttiva
     dovrebbe tenere conto di tali procedure e terminologia.
1
     GU L 31 del 1.2.2002, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE)
     n. 1642/2003 (GU L 245 del 29.9.2003, pag. 4).
 ---pagebreak--- (15) La direttiva 92/65/CEE del Consiglio, del 13 luglio 1992, che stabilisce norme sanitarie per
     gli scambi e le importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli ed embrioni non
     soggetti, per quanto riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie
     specifiche di cui all'allegato A, sezione I della direttiva 90/425/CEE1, fissa le condizioni di
     importazione, nella Comunità, degli ungulati diversi dagli animali domestici delle specie
     bovina, ovina, caprina, suina ed equina e prevede l'elaborazione di un elenco dei paesi terzi in
     provenienza dai quali gli Stati membri sono autorizzati a importare tali animali, nonché i
     requisiti sanitari da rispettare. Tale direttiva dovrebbe essere modificata al fine di escludere
     dal suo campo d'applicazione le specie animali considerate dal presente atto.
(16) È inoltre opportuno provvedere all'aggiornamento o alla fissazione, tramite la procedura di
     comitatologia, dei requisiti in materia di test applicabili all'importazione degli animali vivi
     che rientrano nel campo d'applicazione della direttiva 92/65/CEE.
(17) Le direttive 90/426/CEE e 92/65/CEE dovrebbero pertanto essere modificate di conseguenza,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
1
     GU L 268 del 14.9.1992, pag. 54. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE)
     n. 1398/2003 della Commissione (GU L 198 del 6.8.2003, pag. 3).
 ---pagebreak---                                                  Capitolo I
                              Oggetto, campo d'applicazione e definizioni
                                                 Articolo 1
                                     Oggetto e campo d'applicazione
La presente direttiva stabilisce le norme di polizia sanitaria applicabili all'importazione e al transito
nella Comunità di ungulati vivi.
                                                 Articolo 2
                                                Definizioni
Ai fini della presente direttiva si intende per:
a)    "paesi terzi": i paesi diversi dagli Stati membri nonché i territori degli Stati membri ai quali
      non si applicano la direttiva 89/662/CEE del Consiglio, dell'11 dicembre 1989, relativa ai
      controlli veterinari applicabili negli scambi intracomunitari, nella prospettiva della
      realizzazione del mercato interno1, e la direttiva 90/425/CEE del Consiglio, del
      26 giugno 1990, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi
      intracomunitari di taluni animali vivi e prodotti di origine animale, nella prospettiva della
      realizzazione del mercato interno2;
1
      GU L 395 del 30.12.1989, pag. 13. Direttiva modificata da ultimo dal regolamento (CE)
      n. 806/2003.
2
      GU L 224 del 18.8.1990, pag. 29. Direttiva modificata da ultimo dalla direttiva 2002/33/CE
      del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 315 del 19.11.2002, pag. 14).
 ---pagebreak--- b) "paese terzo autorizzato": un paese terzo o parte di un paese terzo in provenienza dal quale è
   autorizzata l'importazione nella Comunità di ungulati vivi che figurano nell'allegato I a norma
   dell'articolo 3, paragrafo 1;
c) "veterinario ufficiale": i veterinari autorizzati dall'amministrazione veterinaria di un paese
   terzo ad effettuare ispezioni sanitarie su animali vivi e a procedere a una certificazione
   ufficiale;
d) "ungulati": gli animali elencati nell'allegato I.
 ---pagebreak---                                                 Capitolo II
                Norme di polizia sanitaria applicabili alle importazioni nella Comunità
                                      di determinati ungulati vivi
                                                Articolo 3
                                         Paesi terzi autorizzati
1.     L'importazione e il transito nella Comunità di ungulati vivi sono autorizzati unicamente in
provenienza da paesi terzi che figurano nell'elenco o negli elenchi da stilare o modificare secondo la
procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.
Alla luce della situazione sanitaria nel paese terzo interessato e delle garanzie fornite da
quest'ultimo per quanto riguarda gli animali elencati nell'allegato I, si può decidere, secondo la
procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, che l'autorizzazione prevista dal primo comma del
presente paragrafo si applichi all'intero territorio di un paese terzo autorizzato o solo a una parte di
questo.
A tale scopo e sulla base delle norme internazionali pertinenti, si terrà conto delle modalità di
applicazione e di attuazione di tali norme da parte del paese terzo autorizzato, in particolare del
principio della regionalizzazione all'interno del suo territorio, tenuto conto delle norme sanitarie
relative alle importazioni provenienti da altri paesi terzi e dalla Comunità.
 ---pagebreak--- 2.    L'autorizzazione all'importazione o al transito di ungulati vivi nella Comunità prevista nel
paragrafo 1 e le condizioni di polizia sanitaria particolari stabilite nell'articolo 6, paragrafo 3,
possono essere sospese o revocate secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, qualora
lo giustifichi la situazione zoosanitaria del paese terzo autorizzato.
                                                Articolo 4
                          Elaborazione degli elenchi dei paesi terzi autorizzati
Nell'elaborare o modificare gli elenchi di paesi terzi autorizzati, va tenuto conto in particolare:
a)    dello stato di salute del bestiame, degli altri animali domestici e della fauna selvatica dei paesi
      terzi, prestando particolare attenzione alle malattie animali esotiche e a tutti gli aspetti della
      situazione sanitaria e ambientale generale del paese, nella misura in cui essa possa presentare
      un rischio per la situazione sanitaria e ambientale della Comunità;
b)    della legislazione del paese terzo in materia di salute e benessere degli animali;
c)    dell'organizzazione dell'autorità veterinaria competente e dei suoi servizi ispettivi, dei poteri
      di questi ultimi, della sorveglianza a cui essi sono soggetti, nonché dei mezzi di cui essi
      dispongono, anche sul piano del personale e delle capacità di laboratorio, ai fini della corretta
      applicazione della legislazione nazionale;
 ---pagebreak--- d) delle garanzie che l'autorità veterinaria competente del paese terzo può dare per quanto
   riguarda la conformità con le condizioni di polizia sanitaria in vigore nella Comunità o
   l'applicazione di condizioni equivalenti;
e) dell'appartenenza del paese terzo all'Ufficio internazionale delle epizoozie (OIE), nonché
   della regolarità e della rapidità delle informazioni fornite da tale paese circa l'esistenza di
   malattie animali infettive o contagiose sul suo territorio, in particolare le malattie registrate
   dall'OIE;
f) delle garanzie fornite dal paese terzo circa la fornitura diretta di informazioni alla
   Commissione e agli Stati membri:
   i)     entro le 24 ore, della conferma della presenza di qualsivoglia malattia menzionata
          nell'allegato II e di ogni cambiamento nella politica di vaccinazione contro tali malattie;
   ii)    entro un termine adeguato, di ogni modifica proposta delle norme sanitarie nazionali
          riguardanti gli ungulati vivi, in particolare per quanto concerne le importazioni;
   iii)   a intervalli regolari, della situazione zoosanitaria del suo territorio;
 ---pagebreak--- g)    di ogni esperienza in materia di importazioni di animali vivi provenienti dai paesi terzi e dei
      risultati di eventuali controlli effettuati all'importazione;
h)    dei risultati delle ispezioni e/o dei controlli comunitari realizzati nel paese terzo, in particolare
      dei risultati della valutazione effettuata dalle autorità competenti o, su richiesta della
      Commissione, della relazione presentata dalle autorità competenti sulle ispezioni condotte;
i)    delle norme in vigore nel paese terzo in materia di prevenzione e di lotta contro le malattie
      animali infettive o contagiose e della loro applicazione, comprese le disposizioni relative alle
      importazioni provenienti da altri paesi terzi.
                                                  Articolo 5
          Pubblicazione da parte della Commissione degli elenchi dei paesi terzi autorizzati
La Commissione adotta le disposizioni necessarie affinché le versioni aggiornate di tutti gli elenchi
redatti o modificati a norma dell'articolo 3, paragrafo 1, siano accessibili al pubblico. Tali elenchi
possono essere combinati con altri elenchi redatti per proteggere la salute degli animali e la salute
pubblica e possono includere anche modelli di certificati sanitari.
 ---pagebreak---                                                  Articolo 6
        Condizioni di polizia sanitaria particolari per l'importazione e il transito nella Comunità
                           di ungulati vivi provenienti da paesi terzi autorizzati
1.     Per l'importazione e il transito nella Comunità di ungulati vivi provenienti da paesi terzi
autorizzati sono fissate condizioni di polizia sanitaria particolari secondo la procedura di cui
all'articolo 14, paragrafo 2.
Tali condizioni possono tener conto dei seguenti elementi:
a)     la specie animale interessata;
b)     l'età e il sesso degli animali;
c)     la destinazione o l'utilizzo previsto degli animali;
d)     le misure da applicarsi una volta che gli animali sono importati nella Comunità;
e)     ogni disposizione speciale applicabile nel quadro degli scambi intracomunitari.
2.     Le condizioni di polizia sanitaria particolari previste al paragrafo 1 si basano sulle norme
definite dalla legislazione comunitaria per quanto riguarda le malattie alle quali gli animali sono
sensibili.
3.     Tuttavia, qualora la Comunità sia in grado di riconoscere ufficialmente l'equivalenza delle
garanzie sanitarie ufficiali fornite dal paese terzo interessato, le condizioni particolari di polizia
sanitaria possono basarsi su tali garanzie.
 ---pagebreak---                                                 Articolo 7
                               Garanzie fornite dal paese terzo autorizzato
                        quanto all'importazione di ungulati vivi nella Comunità
L'importazione di ungulati vivi nella Comunità è consentita solo nel caso in cui il paese terzo
autorizzato fornisca le seguenti garanzie:
a)    gli animali provengono da un territorio esente da ogni malattia, conformemente alle
      condizioni generali di cui all'allegato II, e nel quale è vietato l'ingresso di animali vaccinati
      contro le malattie elencate in tale allegato;
b)    gli animali soddisfano le condizioni di polizia sanitaria particolari previste dall'articolo 6;
c)    prima del giorno del loro imbarco per essere spediti a destinazione della Comunità, gli animali
      hanno soggiornato nel territorio del paese terzo autorizzato per un periodo da definirsi
      nell'ambito delle condizioni di polizia sanitaria particolari di cui all'articolo 6;
d)    prima della loro spedizione a destinazione della Comunità, gli animali sono stati sottoposti al
      controllo di un veterinario ufficiale per verificare che gli animali siano in buona salute e che
      siano rispettate le condizioni di trasporto previste dalla direttiva 91/628/CEE, in particolare per
      quanto riguarda l'approvvigionamento di acqua e cibo;
e)    gli animali sono accompagnati da un certificato veterinario conforme alle disposizioni
      dell'articolo 11 e a un modello di certificato veterinario stabilito secondo la procedura di cui
      all'articolo 14, paragrafo 2. Disposizioni relative all'uso di documenti elettronici possono essere
      adottate secondo la stessa procedura;
f)    una volta arrivati nella Comunità, gli animali sono sottoposti a un controllo presso un posto
      d'ispezione frontaliero riconosciuto a norma dell'articolo 4 della direttiva 91/496/CEE.
 ---pagebreak---                                                Articolo 8
                          Deroga alle garanzie fornite da paesi terzi autorizzati
In deroga agli articoli 6 e 7, possono essere stabilite disposizioni particolari, compresi i modelli di
certificati veterinari, secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, per l'importazione e il
transito di ungulati vivi provenienti da paesi terzi autorizzati, a norma dell'articolo 3, paragrafo 1,
qualora tali animali:
a)     siano destinati esclusivamente al pascolo o al lavoro, a titolo provvisorio, in prossimità delle
       frontiere della Comunità;
b)     siano importati a scopi di manifestazioni sportive, spettacoli circensi, rappresentazioni e
       mostre, ma non a fini di transazioni commerciali riguardanti gli animali stessi;
c)     siano destinati a zoo, a un parco di divertimenti, a un laboratorio sperimentale oppure a un
       organismo, istituto o centro ufficialmente riconosciuto, quale definito nell'articolo 2, lettera c)
       della direttiva 92/65/CEE;
d)     siano solo di transito nella Comunità attraverso posti d'ispezione transfrontalieri riconosciuti
       con l'accordo e sotto la supervisione dei servizi doganali e del veterinario ufficiale, senza
       soste se non quelle necessarie per il benessere degli animali;
e)     accompagnino i loro proprietari come animali da compagnia;
 ---pagebreak--- f)     siano presentati a un posto di frontiera comunitario riconosciuto:
       −     entro i 30 giorni successivi alla data della loro partenza dalla Comunità per uno dei fini
             indicati nelle lettere a), b) ed e), o
       −     se hanno transitato in un paese terzo;
g)     appartengano a specie minacciate di estinzione.
                                                   Articolo 9
    Deroga all'articolo 7, lettera a), per quanto riguarda le importazioni o il transito da paesi terzi
           autorizzati in caso di presenza di malattie di cui all'allegato II e/o di vaccinazioni
In deroga all'articolo 7, lettera a), e secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, possono
essere stabilite disposizioni per l'importazione o il transito nella Comunità di ungulati vivi
provenienti da un paese terzo autorizzato, nel quale siano presenti determinate malattie elencate
nell'allegato II e/o nel quale siano state praticate vaccinazioni contro tali malattie.
Le disposizioni di deroga devono essere previste paese per paese.
 ---pagebreak---                                                 Articolo 10
         Deroga all'articolo 7, lettera a), per quanto riguarda le importazioni o il transito dai
         paesi terzi autorizzati in cui sono state sospese o vietate le importazioni o il transito
In deroga all'articolo 7, lettera a), e secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, può
essere stabilito un periodo specifico al termine del quale le importazioni o il transito di ungulati vivi
provenienti da un paese terzo autorizzato possono essere ripresi dopo essere stati sospesi o vietati a
causa di un cambiamento nella situazione sanitaria; si possono prevedere inoltre condizioni
supplementari da soddisfare dopo la ripresa delle importazioni o del transito.
Nel decidere la ripresa delle importazioni o del transito di tali animali, va tenuto conto:
−     delle norme internazionali,
−     della presenza di un focolaio epidemico o di più focolai epidemiologicamente correlati di una
      delle malattie elencate nell'allegato II entro un'area geografica limitata in una regione o paese
      terzo autorizzato,
−     dell'effettiva eradicazione del focolaio o dei focolai entro un periodo relativamente breve.
 ---pagebreak---                                                  Articolo 11
                                            Certificati veterinari
1.     Un certificato veterinario conforme ai requisiti di cui all'allegato III è presentato con ogni
partita di animali al momento dell'importazione o del transito nella Comunità.
2.     Il certificato veterinario attesta che i requisiti della presente direttiva e di altri atti comunitari
riguardanti la salute degli animali o, se del caso, in applicazione dell'articolo 6, paragrafo 3, le
disposizioni equivalenti a tali requisiti sono stati rispettati.
3.     Il certificato veterinario può comprendere dichiarazioni richieste in materia di certificazione
da altri atti comunitari relativi alla salute pubblica, alla salute degli animali e al benessere degli
animali.
4.     L'utilizzo del certificato veterinario di cui al paragrafo 1 può essere sospeso o vietato secondo
la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, qualora la situazione zoosanitaria del paese terzo
autorizzato lo giustifichi.
                                                 Articolo 12
                                     Ispezioni e controlli nei paesi terzi
1.     Nei paesi terzi possono essere realizzate ispezioni e/o controlli ad opera di esperti della
Commissione per verificare la conformità o l'equivalenza con le norme comunitarie di polizia
sanitaria.
Gli esperti della Commissione possono essere accompagnati da esperti degli Stati membri
autorizzati dalla Commissione a realizzare tali ispezioni e/o controlli.
 ---pagebreak--- 2.    Le ispezioni e/o i controlli di cui al paragrafo 1 sono realizzati a nome della Comunità e la
Commissione copre le spese sostenute.
3.    La procedura da seguire per la realizzazione delle ispezioni e/o dei controlli nei paesi terzi,
prevista al paragrafo 1, può essere stabilita o modificata secondo la procedura di cui all'articolo 14,
paragrafo 2.
4.    Qualora nel corso di un'ispezione e/o di un controllo quali previsti nel paragrafo 1, si accerti
la presenza di un grave rischio per la salute degli animali, anche se non direttamente connesso con
gli obiettivi dell'ispezione/del controllo, la Commissione adotta immediatamente le misure
necessarie per preservare la salute degli animali a norma dell'articolo 18 della direttiva 91/496/CEE,
comprese misure di sospensione o di revoca dell'autorizzazione previste all'articolo 3, paragrafo 1.
                                                Articolo 13
                                       Attribuzioni di competenza
1.    Secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2, possono essere stabilite:
a)    modalità d'applicazione della presente direttiva;
b)    norme relative all'origine degli animali;
c)    criteri per la classificazione dei paesi terzi o delle regioni dei paesi terzi autorizzati per quanto
      riguarda le malattie degli animali;
d)    disposizioni relative all'utilizzo di documenti elettronici per quanto riguarda i modelli di
      certificati veterinari, a norma dell'articolo 7, lettera e).
e)    modelli di certificati veterinari previsti all'articolo 11, paragrafo 1;
 ---pagebreak--- 2.     Gli allegati della presente direttiva possono essere modificati secondo la procedura di cui
all'articolo 14, paragrafo 2, al fine di tener conto in particolare:
a)     dei pareri e delle conoscenze scientifiche riguardanti in particolare le nuove valutazioni dei
       rischi;
b)     dei progressi tecnici e/o delle modifiche apportate alle norme internazionali;
c)     della fissazione di obiettivi di sicurezza in materia di salute degli animali.
                                                Articolo 14
                                           Procedura del comitato
1.     La Commissione è assistita dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli
animali istituito dall'articolo 58 del regolamento (CE) n. 178/2002.
2.     Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7 della
decisione 1999/468/CE.
Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE è fissato a 15 giorni.
3.     Il comitato adotta il proprio regolamento interno.
 ---pagebreak---                                                  Articolo 15
                                   Modifica della direttiva 90/426/CEE
La direttiva 90/426/CEE è modificata come segue:
1)    l'articolo 12 è sostituito dal seguente:
                                                "Articolo 12
      1.     L'importazione nella Comunità di equidi è autorizzata unicamente in provenienza da
      paesi terzi autorizzati che figurano in un elenco o in elenchi da stilare o modificare secondo la
      procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2.
      Alla luce della situazione sanitaria nel paese terzo interessato e delle garanzie fornite da
      quest'ultimo per quanto riguarda gli equidi, si può decidere, secondo la procedura di cui
      all'articolo 24, paragrafo 2, che l'autorizzazione prevista dal primo comma del presente
      paragrafo si applichi all'intero territorio del paese terzo o solo a una parte di questo.
      A tale scopo e sulla base delle norme internazionali pertinenti, si terrà conto delle modalità di
      applicazione di tali norme da parte del paese terzo, in particolare del principio della
      regionalizzazione all'interno del suo territorio, tenuto conto delle norme sanitarie relative alle
      importazioni provenienti da altri paesi terzi e della Comunità.
 ---pagebreak--- 2.    Nell'elaborare o modificare gli elenchi di cui al paragrafo 1, va tenuto conto in
particolare:
a)    dello stato di salute degli equidi, di altri animali domestici e della fauna selvatica del
      paese terzo, prestando particolare attenzione alle malattie animali esotiche e a tutti gli
      aspetti della situazione sanitaria e ambientale generale del paese, nella misura in cui
      essa possa rappresentare un rischio per la situazione sanitaria e ambientale della
      Comunità;
b)    della legislazione del paese terzo in materia di salute e benessere degli animali;
c)    dell'organizzazione dell'autorità veterinaria competente e dei suoi servizi ispettivi, dei
      poteri di questi ultimi, della sorveglianza a cui essi sono soggetti, nonché dei mezzi di
      cui essi dispongono, anche sul piano del personale e delle capacità di laboratorio, ai fini
      della corretta applicazione della legislazione nazionale;
d)    delle garanzie che l'autorità veterinaria competente del paese terzo può dare per quanto
      riguarda la conformità con le condizioni di polizia sanitaria in vigore nella Comunità o
      l'applicazione di condizioni equivalenti;
e)    dell'appartenenza del paese terzo all'Ufficio internazionale delle epizoozie (OIE),
      nonché della regolarità e della rapidità delle informazioni fornite da tale paese circa
      l'esistenza di malattie equine infettive o contagiose sul suo territorio, in particolare di
      malattie registrate dall'OIE ed elencate nell'allegato A della presente direttiva;
 ---pagebreak--- f) delle garanzie fornite dal paese terzo circa l'informazione diretta della Commissione e
   degli Stati membri:
   i)     entro 24 ore, della conferma della presenza di una malattia equina infettiva di cui
          all'allegato A e di ogni cambiamento nella politica di vaccinazione contro tali
          malattie;
   ii)    entro un termine adeguato di ogni modifica proposta delle norme sanitarie
          nazionali relative agli equidi, in particolare per quanto concerne le importazioni;
   iii)   a intervalli regolari, della situazione zoosanitaria del suo territorio per quanto
          riguarda gli equidi;
g) di ogni esperienza in materia di importazioni di equidi vivi provenienti dal paese terzo e
   dei risultati di eventuali controlli effettuati all'importazione;
h) dei risultati delle ispezioni e/o dei controlli comunitari realizzati nel paese terzo, in
   particolare dei risultati della valutazione effettuata dalle autorità competenti o, su
   richiesta della Commissione, della relazione presentata dalle autorità competenti sulle
   ispezioni condotte;
 ---pagebreak--- i)     delle norme in vigore nel paese terzo in materia di prevenzione e di lotta contro le
       malattie animali infettive o contagiose e della loro applicazione, comprese le
       disposizioni relative alle importazioni di equidi provenienti da altri paesi terzi.
3.     La Commissione adotta le disposizioni necessarie affinché le versioni aggiornate di tutti
gli elenchi redatti o modificati a norma del paragrafo 1 siano accessibili al pubblico.
Tali elenchi possono essere combinati con altri elenchi redatti per proteggere la salute degli
animali e la salute pubblica e possono includere anche modelli di certificati sanitari.
4.     Le condizioni particolari di importazione per ciascun paese terzo o gruppo di paesi terzi,
alla luce della situazione zoosanitaria, per quanto riguarda gli equidi, del paese terzo o dei
paesi terzi interessati, sono stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2.
5.     Le modalità d'applicazione del presente articolo, nonché i criteri di iscrizione dei paesi
terzi o di parti dei paesi terzi negli elenchi previsti al paragrafo 1 possono essere adottate
secondo la procedura di cui all'articolo 24, paragrafo 2.";
 ---pagebreak--- 2)    all'articolo 19 è aggiunto il punto seguente:
      "iv) può designare una laboratorio comunitario di riferimento per una o più malattie degli
             equidi di cui all'allegato A e definisce le funzioni, i compiti e le procedure per la
             collaborazione con i laboratori incaricati della diagnosi delle malattie infettive degli
             equidi negli Stati membri.".
                                              Articolo 16
                                   Modifica della direttiva 92/65/CEE
La direttiva 92/65/CEE è modificata come segue:
1)    all'articolo 1, il primo comma è sostituito dal seguente:
      "La presente direttiva stabilisce le norme di polizia sanitaria che disciplinano gli scambi e le
      importazioni nella Comunità di animali, sperma, ovuli e embrioni non soggetti, per quanto
      riguarda le condizioni di polizia sanitaria, alle normative comunitarie specifiche di cui
      all'allegato F";
 ---pagebreak--- 2) l'articolo 6 è modificato come segue:
   a)     al punto A 1), la lettera e) è sostituita dalla seguente:
          "e)   siano accompagnati da un certificato conforme al modello che figura
                nell'allegato E, parte I, completato dal seguente attestato:
          Attestato
                Io sottoscritto (veterinario ufficiale) certifico che il(i) ruminante(i)1/suide(i)1
                diverso(i)1 da quello(i)1 cui si applica la direttiva 64/432/CEE:
                i)     appartiene/appartengono1 alla specie ……;
                ii)    sottoposto(i)1 a esame, hanno1/non hanno1 presentato alcun segno clinico
                       delle malattie alle quali è/sono1 esposto(i)1;
                iii)   proviene/provengono1 da un allevamento1/da un’azienda1 ufficialmente
                       indenne da tubercolosi1/ufficialmente indenne1 o indenne1 da brucellosi non
                       soggetto(a) a restrizioni per quanto attiene alla peste suina1 o da un'azienda
                       in cui è/sono stato(i)1 sottoposto(i)1, con esito negativo, ai test previsti
                       dall'articolo 6, paragrafo 2, lettera b, della direttiva 92/65/CEE.
                ______________
                1
                       Cancellare la dicitura inutile.";
 ---pagebreak--- b) al punto A 1), la lettera f) è abrogata;
c) al punto A 2), la lettera b) è sostituita dalla seguente:
   "qualora non provengano da un allevamento rispondente alle condizioni di cui alla
   lettera a), provengano da un'azienda in cui non sia stato constatato nessun caso di
   brucellosi e di tubercolosi nei 42 giorni precedenti il carico degli animali e nella quale i
   ruminanti abbiano subito, nei 30 giorni precedenti la spedizione, con esito negativo un
   test per verificare la presenza di brucellosi o tubercolosi.";
d) al punto A 3), le lettere e), f) e g) sono abrogate;
e) al punto A viene aggiunto il punto seguente:
   "4)    I requisiti in materia di test previsti dal presente articolo e i criteri corrispondenti
          possono essere stabiliti secondo la procedura di cui all'articolo 26. Tali decisioni
          tengono conto dei ruminanti allevati nelle regioni artiche della Comunità.
          In attesa delle decisioni di cui al comma precedente, continuano ad applicarsi le
          norme nazionali.";
 ---pagebreak--- 3) l'articolo 17 è modificato come segue:
   a)     al paragrafo 3, le lettere a) e b) sono sostituite dalle seguenti:
          "a)   un elenco di paesi terzi o parti di paesi terzi in grado di offrire agli Stati membri e
                alla Commissione garanzie equivalenti a quelle previste al capitolo II per quanto
                riguarda animali, sperma, ovuli e embrioni e
          b)    lasciando impregiudicata la decisione 94/63/CE della Commissione, del
                31 gennaio 1994, che stabilisce l'elenco provvisorio dei paesi terzi dai quali gli
                Stati membri autorizzano le importazioni di sperma, ovuli ed embrioni delle
                specie ovina, caprina ed equina nonché di ovuli ed embrioni della specie suina*,
                un elenco dei centri di raccolta per i quali sono in grado di fornire le garanzie
                previste dall'articolo 11.
   La Commissione informa gli Stati membri in merito ad eventuali modifiche proposte agli
   elenchi dei centri e gli Stati membri dispongono di dieci giorni lavorativi, a decorrere dalla
   data di ricevimento delle modifiche proposte, per trasmettere osservazioni scritte alla
   Commissione.
   In assenza di osservazioni scritte degli Stati membri entro 10 giorni lavorativi, le modifiche
   proposte sono considerate accettate dagli Stati membri e le importazioni sono autorizzate
   conformemente agli elenchi modificati quando la Commissione notifica alle autorità
   competenti degli Stati membri e dei paesi terzi interessati che le modifiche sono pubblicate
   sul sito web della Commissione.
 ---pagebreak---    Se almeno uno Stato membro formula osservazioni scritte entro il periodo di dieci giorni, la
   Commissione ne informa gli Stati membri e il comitato permanente per la catena alimentare e
   la salute degli animali in occasione di una successiva riunione di quest'ultimo ai fini
   dell'adozione di una decisione secondo la procedura di cui all'articolo 26, paragrafo 2.
   ______________
   *      GU L 28 del 2.2.1994, pag. 47. Decisione modificata da ultimo dalla decisione
          2004/211/CE.";
4) all'articolo 23, viene soppresso "all'articolo 6, parte A punto 1, lettera e) e";
5) l'articolo 26 è sostituito dal seguente:
                                            "Articolo 26
   1.     La Commissione è assistita dal comitato permanente per la catena alimentare e la salute
   degli animali istituito dall'articolo 58 del regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento
   europeo e del Consiglio*.
   2.     Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applicano gli articoli 5 e 7
   della decisione 1999/468/CE.
   Il periodo di cui all'articolo 5, paragrafo 6 della decisione 1999/468/CE** è fissato a 3 mesi.
   3.     Il Comitato adotta il proprio regolamento interno.
   _______________
   *      GU L 31 del 1.2.2002, pag. 1.
   **     GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23.";
6) il testo dell'allegato IV della presente direttiva viene aggiunto come allegato F.
 ---pagebreak---                                               Capitolo III
                                           Disposizioni finali
                                              Articolo 17
                                           Misure transitorie
Misure transitorie possono essere stabilite secondo la procedura di cui all'articolo 14, paragrafo 2.
                                              Articolo 18
                                             Recepimento
1.     Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro ... ∗. Essi ne informano immediatamente la
Commissione.
Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente
direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le
modalità di tale riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.     Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno
che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva, nonché una tabella di
corrispondenza tra le disposizioni della presente direttiva e le disposizioni nazionali adottate.
∗
       18 mesi dopo la data di entrata in vigore della presente direttiva.
 ---pagebreak---                                               Articolo 19
                               Abrogazione della direttiva 72/462/CEE
La direttiva 72/462/CEE è abrogata con effetto alla data di applicazione del regolamento (CE)
n. ...../2004+.
                                              Articolo 20
Le modalità di applicazione stabilite nelle decisioni adottate, a norma della direttiva 72/462/CEE,
per l'importazione di animali vivi, carni e prodotti a base di carne elencate nell'allegato V della
presente direttiva, rimangono in vigore fino a quando non sono sostituite dalle misure adottate nel
nuovo quadro giuridico.
                                              Articolo 21
                                   Entrata in vigore e applicabilità
La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea.
                                              Articolo 22
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.
Fatto a Lussembourgo, addì 26.4.2004.
                                                                     Per il Consiglio
                                                                      Il Presidente
                                                                      J. WALSH
                                           ______________
+
        GU: n. del regolamento di cui al considerando 10.
 ---pagebreak---                                                                                              ALLEGATO I
                             Specie animali di cui all'articolo 1
                                               Taxon
     Ordine          Famiglia                                   Generi/Specie
               Antilocapridi        Antilocapra ssp.
                                    Addax ssp.., Aepyceros ssp., Alcelaphus ssp., Ammodorcas ssp.,
                                    Ammotragus ssp., Antidorcas ssp., Antilope ssp., Bison ssp., Bos
                                    ssp.(compreso Bibos, Novibos, Poephagus), Boselaphus ssp., Bubalus
                                    ssp. (compreso Anoa), Budorcas ssp., Capra ssp., Cephalophus ssp.,
                                    Connochaetes      ssp.,   Damaliscus     ssp.(compreso     Beatragus),
                                    Dorcatragus ssp., Gazella ssp., Hemitragus ssp., Hippotragus ssp.,
                                    Kobus ssp., Litocranius ssp., Madogua ssp., Naemorhedus ssp.
               Bovidi
                                    (compreso Nemorhaedus and Capricornis), Neotragus ssp., Oreamuos
                                    ssp., Oreotragus ssp., Oryx ssp., Ourebia ssp., Ovibos ssp., Ovis ssp.,
                                    Patholops ssp., Pelea ssp., Procapra ssp., Pseudois ssp., Pseudoryx
                                    ssp., Raphicerus ssp., Redunca ssp., Rupicapra ssp., Saiga ssp.,
                                    Sigmoceros-Alecelaphus ssp., Sylvicapra ssp., Syncerus ssp.,
Artiodattili                        Taurotragus ssp., Tetracerus ssp., Tragelaphus ssp.(compreso
                                    Boocerus).
               Camelidi             Camelus ssp., Lama ssp., Vicugna ssp.
                                    Alces ssp., Axis-Hyelaphus ssp., Blastocerus ssp., Capreolus ssp.,
                                    Cervus-Rucervus ssp., Dama ssp., Elaphurus ssp., Hippocamelus ssp.,
               Cervidi
                                    Hydropotes ssp., Mazama ssp., Megamuntiacus ssp., Muntiacus ssp.,
                                    Odocoileus ssp., Ozotoceros ssp., Pudu ssp., Rangifer ssp.
               Giraffidi            Giraffa ssp., Okapia ssp.
               Ippopotamidi         Hexaprotodon-Choeropsis ssp., Hippopotamus ssp.
               Moschidi             Moschus ssp.
                                    Babyrousa ssp., Hylochoerus ssp., Phacochoerus ssp., Potamochoerus
               Suidi
                                    ssp., Sus ssp.,
               Tayassuidi           Catagonus ssp., Pecari-Tayassu ssp.
               Tragulidi            Hyemoschus ssp., Tragulus-Moschiola ssp.
               Rinocerotidi         Ceratotherium ssp., Dicerorhinus ssp., Diceros ssp., Rhinoceros ssp.
Perissodattili
               Tapiridi             Tapirus ssp.
Proboscidi     Elefantidi           Elephas ssp., Loxodonta ssp.
                                    _________________
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           Malattie previste all'articolo 4, lettera f) punto i) e condizioni generali alle quali
                       un territorio può essere considerato indenne di malattia
                                        a norma dell'articolo 7, lettera a)
     Malattia                                Condizioni                              Animali interessati
                     Nessun focolaio di malattia, nessun sintomo di infezione
 Afta epizootica      virale (*) e nessuna vaccinazione nel corso degli ultimi           Tutte le specie
                                               12 mesi
     Stomatite
                       Nessun caso di malattia nel corso degli ultimi 6 mesi             Tutte le specie
   vescicolosa
     Stomatite
                     Nessun caso di malattia e nessuna vaccinazione praticata  Specie raggruppate sotto il taxon
  vescicolare dei
                                    nel corso degli ultimi 24 mesi                          "Suidi"
        suini
                    Nessun caso di malattia e nessuna vaccinazione nel corso
   Peste bovina                                                                          Tutte le specie
                                         degli ultimi 12 mesi
 Peste dei piccoli   Nessun caso di malattia e nessuna vaccinazione praticata
                                                                                Specie dei generi Ovis e Capra
     ruminanti                           negli ultimi 12 mesi
Pleuropneumonia      Nessun caso di malattia e nessuna vaccinazione praticata
                                                                                    Specie del genere Bos
contagiosa bovina                   nel corso degli ultimi 12 mesi
    Dermatite
                     Nessun caso di malattia e nessuna vaccinazione praticata          Specie dei generi
   nodulare del
                                    nel corso degli ultimi 36 mesi                   Bos, Bison e Bubalus
       bovino
Febbre della valle   Nessun caso di malattia e nessuna vaccinazione praticata    Tutte specie diverse da quelle
      del Rift                      nel corso degli ultimi 12 mesi             raggruppate sotto il taxon "Suidi"
                    Nessun caso di malattia e nessuna vaccinazione nel corso
 Febbre catarrale                                                                Tutte specie diverse da quelle
                         degli ultimi 12 mesi con controllo adeguato della
        ovina                                                                  raggruppate sotto il taxon "Suidi"
                                       popolazione di culicoidi
Schiavina e vaiolo   Nessun caso di malattia e nessuna vaccinazione praticata          Specie dei generi
      caprino                       nel corso degli ultimi 12 mesi                       Ovis e Capra
    Peste suina                                                                Specie raggruppate sotto il taxon
                      Nessun caso di malattia nel corso degli ultimi 12 mesi
      africana                                                                              "Suidi"
    Peste suina      Nessun caso di malattia e nessuna vaccinazione praticata  Specie raggruppate sotto il taxon
      classica                      nel corso degli ultimi 12 mesi                          "Suidi"
(*)      conformemente al capitolo 2.1.1 del manuale dell'OIE.
                                                  _______________
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               Requisiti applicabili ai certificati veterinari di cui all'articolo 11
1. Il rappresentante dell'autorità competente per la spedizione responsabile del rilascio del
   certificato veterinario che accompagna una partita di animali deve firmare il certificato e
   verificare che su ogni suo foglio, qualora composto da più pagine, sia apposto il timbro
   ufficiale.
2. I certificati veterinari devono essere redatti nella lingua o nelle lingue ufficiali dello Stato
   membro di destinazione e in quelle dello Stato membro nel quale viene effettuata l'ispezione
   alla frontiera o essere corredati di una traduzione certificata in questa o queste lingue.
   Tuttavia, gli Stati membri possono acconsentire all'uso di una lingua ufficiale della Comunità
   diversa dalla propria.
3. La versione originale del certificato veterinario deve accompagnare le partite di animali al
   loro ingresso nella Comunità.
4. I certificati veterinari devono essere costituiti da:
   a)     un unico foglio o
   b)     due o più pagine facenti parte di un unico foglio indivisibile o
   c)     una serie di pagine numerate a indicazione del fatto che si tratta di una pagina
          particolare di una serie finita (ad esempio "pagina 2 su 4").
5. I certificati veterinari devono riportare un numero di identificazione unico. Qualora il
   certificato veterinario sia costituito da una serie di pagine, ciascuna di esse deve riportare tale
   numero.
6. Il certificato veterinario dev'essere rilasciato prima che la partita a cui esso si riferisce cessi di
   essere soggetta al controllo dell'autorità competente del paese d'invio.
                                          ______________
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                                          "ALLEGATO F
Direttiva 64/432/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1964, relativa a problemi di polizia sanitaria in
materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e suina.
Direttiva 88/407/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1988, che stabilisce le esigenze di polizia
sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari ed alle importazioni di sperma surgelato di animali
della specie bovina.
Direttiva 89/556/CEE del Consiglio, del 25 settembre 1989, che stabilisce le condizioni di polizia
sanitaria per gli scambi intracomunitari e le importazioni da paesi terzi di embrioni di animali
domestici della specie bovina.
Direttiva 90/426/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, relativa alle condizioni di polizia sanitaria
che disciplinano i movimenti di equidi e le importazioni di equidi in provenienza dai paesi terzi.
Direttiva 90/429/CEE del Consiglio, del 26 giugno 1990, che stabilisce le esigenze di polizia
sanitaria applicabili agli scambi intracomunitari ed alle importazioni di sperma di animali della
specie suina.
Direttiva 90/539/CEE del Consiglio, del 15 ottobre 1990, relativa alle norme di polizia sanitaria per
gli scambi intracomunitari e le importazioni in provenienza dai paesi terzi di pollame e uova da
cova.
Direttiva 91/67/CEE del Consiglio, del 28 gennaio 1991, che stabilisce le norme di polizia sanitaria
per la commercializzazione di animali e prodotti d'acquacoltura.
Direttiva 91/68/CEE del Consiglio, del 28 gennaio 1991, relativa alle condizioni di polizia sanitaria
da applicare negli scambi intracomunitari di ovini e caprini.
Direttiva --/2004/CE del Consiglio, del ……….., che stabilisce le norme di polizia sanitaria per
l'importazione e il transito nella Comunità di determinati ungulati vivi, che modifica le direttive
90/426/CEE e 92/65/CEE e che abroga la direttiva 72/462/CEE.+"
                                         ________________
+
      GU: inserire dati mancanti.
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                                         Elenco delle decisioni
2003/56/CE: Decisione della Commissione, del 24 gennaio 2003, relativa ai certificati sanitari per
l'importazione di animali vivi e di prodotti di origine animale dalla Nuova Zelanda (GU L 22 del
25.1.2003, pag. 38)
2002/987/CE: Decisione della Commissione, del 13 dicembre 2002, che fissa l'elenco degli
stabilimenti delle isole Falkland dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche nella
Comunità (GU L 344 del 19.12.2002, pag. 39)
2002/477/CE: Decisione della Commissione, del 20 giugno 2002, che stabilisce i requisiti di sanità
pubblica in materia di carni fresche e carni fresche di volatili da cortile importate da paesi terzi, e
che modifica la decisione 94/984/CE (GU L 164 del 22.6.2002, pag. 39)
2001/600/CE: Decisione della Commissione, del 17 luglio 2001, recante misure di protezione
applicabili alle importazioni di taluni animali provenienti dalla Bulgaria in seguito a un focolaio di
febbre catarrale degli ovini, recante abrogazione della decisione 1999/542/CE, recante modifica
della decisione 98/372/CE relativa alle condizioni di polizia sanitaria e alla certificazione
veterinaria cui è subordinata l'importazione di animali vivi delle specie bovina e suina provenienti
da alcuni paesi europei, in considerazione di alcuni aspetti riguardanti la Bulgaria e recante
modifica della decisione 97/232/CE che modifica l'elenco dei paesi terzi dai quali gli Stati membri
autorizzano le importazioni di ovini e caprini (GU L 210 del 3.8.2001, pag. 51)
2000/159/CE: Decisione della Commissione, dell'8 febbraio 2000, relativa all'approvazione
provvisoria dei piani di paesi terzi in materia di sorveglianza dei residui conformemente alla
direttiva 96/23/CE del Consiglio (GU L 51 del 24.2.2000, pag. 30)
98/8/CE: Decisione della Commissione, del 16 dicembre 1997, che fissa l'elenco degli stabilimenti
della Repubblica federale di Iugoslavia dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche nella
Comunità (GU L 2 del 6.1.1998, pag. 12)
97/222/CE: Decisione della Commissione, del 28 febbraio 1997, recante l'elenco dei paesi terzi da
cui gli Stati membri autorizzano l'importazione di prodotti a base di carne (GU L 89 del 4.4.1997,
pag. 39)
97/221/CE: Decisione della Commissione, del 28 febbraio 1997, che definisce le condizioni di
polizia sanitaria e i modelli dei certificati veterinari per le importazioni da paesi terzi di prodotti a
base di carne e che abroga la decisione 91/449/CEE (GU L 89 del 4.4.1997, pag. 32)
 ---pagebreak--- 95/427/CE: Decisione della Commissione, del 16 ottobre 1995, recante l'elenco degli stabilimenti
della Namibia in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione dei prodotti a base di carni nella
Comunità (GU L 254 del 24.10.1995, pag. 28)
95/45/CE: Decisione della Commissione, del 20 febbraio 1995, recante l'elenco degli stabilimenti
della ex Repubblica iugoslava di Macedonia in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di
carni fresche nella Comunità (GU L 51 dell’8.3.1995, pag. 13)
94/465/CE: Decisione della Commissione, del 12 luglio 1994, recante l'elenco degli stabilimenti del
Botswana in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione dei prodotti a base di carni nella
Comunità (GU L 190 del 26.7.1994, pag. 25)
94/40/CE: Decisione della Commissione, del 25 gennaio 1994, recante l'elenco degli stabilimenti
dello Zimbabwe in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione dei prodotti a base di carni
nella Comunità (GU L 22 del 27.1.1994, pag. 50)
93/158/CEE: Decisione del Consiglio, del 26 ottobre 1992, relativa alla conclusione dell’accordo in
forma di scambio di lettere tra la Comunità economica europea e gli Stati Uniti d'America
sull'applicazione della direttiva della Comunità sulle carni in provenienza dai paesi terzi, direttiva
72/462/CEE del Consiglio, e delle corrispondenti norme statunitensi in materia di scambi di carni
fresche bovine e suine (GU L 68 del 19.3.1993, pag. 1)
93/26/CEE: Decisione della Commissione, dell’11 dicembre 1992, recante l'elenco degli
stabilimenti della repubblica della Croazia in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di
carni fresche nella Comunità (GU L 16 del 25.1.1993, pag. 24)
90/432/CEE: Decisione della Commissione, del 30 luglio 1990, relativa all'elenco degli stabilimenti
della Namibia in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche nella Comunità
(GU L 223 del 18.8.1990, pag. 19)
90/13/CEE: Decisione della Commissione, del 20 dicembre 1989, relativa alla procedura da seguire
per modificare o completare gli elenchi degli stabilimenti dei paesi terzi in provenienza dai quali è
autorizzata l'importazione di carni fresche nella Comunità (GU L 8 dell’11.1.1990, pag. 70)
87/431/CEE: Decisione della Commissione, del 28 luglio 1987, recante l'elenco degli stabilimenti
del Regno dello Swaziland, in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche
nella Comunità (GU L 228 del 15.8.1987, pag. 53)
 ---pagebreak--- 87/424/CEE: Decisione della Commissione, del 14 luglio 1987, relativa all'elenco degli stabilimenti
degli Stati Uniti del Messico, in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche
nella Comunità (GU L 228 del 15.8.1987, pag. 43)
87/258/CEE: Decisione della Commissione, del 28 aprile 1987, relativa all'elenco degli stabilimenti
del Canada dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche nella Comunità (GU L 121 del
9.5.1987, pag. 50)
87/257/CEE: Decisione della Commissione, del 28 aprile 1987, relativa all'elenco degli stabilimenti
degli Stati Uniti d'America dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche nella Comunità
(GU L 121 del 9.5.1987, pag. 46)
87/124/CEE: Decisione della Commissione, del 19 gennaio 1987, relativa all'elenco degli
stabilimenti del Cile, in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche nella
Comunità (GU L 51 del 20.2.1987, pag. 41)
86/474/CEE: Decisione della Commissione, dell'11 settembre 1986, relativa all'attuazione dei
controlli sul posto effettuati nel quadro del regime applicabile alle importazioni di animali delle
specie bovina e suina e di carni fresche in provenienza dai paesi terzi (GU L 279 del 30.9.1986,
pag. 55)
86/65/CEE: Decisione della Commissione, del 13 febbraio 1986, relativa all'elenco degli
stabilimenti del Marocco, in provenienza dei quali è autorizzata l'importazione di carni fresche nella
Comunità (GU L 72 del 15.3.1986, pag. 40)
85/539/CEE: Decisione della Commissione, del 29 novembre 1985, recante l'elenco degli
stabilimenti della Groenlandia in provenienza dei quali è autorizzata l'importazione di carni fresche
nella Comunità (GU L 334 del 12.12.1985, pag. 25)
84/24/CEE: Decisione della Commissione, del 23 dicembre 1983, recante l'elenco degli
stabilimenti dell'Islanda, in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche nella
Comunità (GU L 20 del 25.1.1984, pag. 21)
83/423/CEE: Decisione della Commissione, del 29 luglio 1983, recante l'elenco degli stabilimenti
della Repubblica del Paraguay, in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche
nella Comunità (GU L 238 del 27.8.1983, pag. 39)
83/402/CEE: Decisione della Commissione, del 29 luglio 1983, recante l'elenco degli stabilimenti
della Nuova Zelanda in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche nella
Comunità (GU L 233 del 24.8.1983, pag. 24)
 ---pagebreak--- 83/384/CEE: Decisione della Commissione, del 29 luglio 1983, recante l'elenco degli stabilimenti
dell'Australia, in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di carni fresche nella Comunità
(GU L 222 del 13.8.1983, pag. 36)
83/243/CEE: Decisione della Commissione, del 10 maggio 1983, recante l'elenco degli stabilimenti
della Repubblica del Botswana, in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di carni
fresche nella Comunità (GU L 129 del 19.5.1983, pag. 70)
83/218/CEE: Decisione della Commissione, del 22 aprile 1983, recante l'elenco degli stabilimenti
della Repubblica socialista di Romania in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione di carni
fresche nella Comunità (GU L 121 del 7.5.1983, pag. 23)
82/923/CEE: Decisione della Commissione, del 17 dicembre 1982, relativa agli stabilimenti della
Repubblica del Guatemala in provenienza dai quali gli Stati membri possono autorizzare
l'importazione di carni fresche (GU L 381 del 31.12.1982, pag. 40)
82/913/CEE: Decisione della Commissione, del 16 dicembre 1982, recante l'elenco degli
stabilimenti della Repubblica sudafricana e della Namibia, in provenienza dai quali è autorizzata
l'importazione di carni fresche nella Comunità (GU L 381 del 31.12.1982, pag. 28)
82/735/CEE: Decisione del Consiglio, del 18 ottobre 1982, recante l'elenco degli stabilimenti della
Repubblica popolare di Bulgaria autorizzati all'esportazione di carni fresche verso la Comunità
(GU L 311 dell’8.11.1982, pag. 16)
82/734/CEE: Decisione del Consiglio, del 18 ottobre 1982, recante l'elenco degli stabilimenti della
Confederazione svizzera autorizzati all'esportazione di carni fresche verso la Comunità (GU L 311
dell’8.11.1982, pag. 13)
81/713/CEE: Decisione della Commissione, del 28 luglio 1981, recante l'elenco degli stabilimenti
della Repubblica federativa del Brasile in provenienza dai quali è autorizza l'importazione nella
Comunità di carni fresche di bovini e di solipedi domestici (GU L 257 del 10.9.1981, pag. 28)
81/92/CEE: Decisione della Commissione, del 30 gennaio 1981, recante l'elenco degli stabilimenti
della Repubblica dell'Uruguay, in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione nella Comunità
di carni fresche di bovini, di ovini e di solipedi domestici (GU L 58 del 5.3.1981, pag. 43)
81/91/CEE: Decisione della Commissione, del 30 gennaio 1981, recante l'elenco degli stabilimenti
della Repubblica argentina, in provenienza dai quali è autorizzata l'importazione nella Comunità di
carni fresche di bovini, di ovini e di solipedi domestici (GU L 58 del 5.3.1981, pag. 39)
 ---pagebreak--- 79/542/CEE: Decisione del Consiglio, del 21 dicembre 1976, che istituisce un elenco di paesi terzi
o parti di paesi terzi e definisce le condizioni sanitarie, di polizia sanitaria e di certificazione
veterinaria per l'importazione nella Comunità di taluni animali vivi e delle loro carni (GU L 146 del
14.6.1979, pag. 15)
78/685/CEE: Decisione della Commissione, del 26 luglio 1978, che stabilisce un elenco di malattie
epizootiche in conformità della direttiva 72/462/CEE (GU L 227 del 18.8.1978, pag. 32)
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