CELEX: 31990L0679
Language: it
Date: 1990-11-26 00:00:00
Title: Direttiva 90/679/CEE del Consiglio, del 26 novembre 1990, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro (settima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)

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31990L0679

Direttiva 90/679/CEE del Consiglio, del 26 novembre 1990, relativa alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro (settima direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE)  

Gazzetta ufficiale n. L 374 del 31/12/1990 pag. 0001 - 0012 edizione speciale finlandese: capitolo 5 tomo 5 pag. 0025  edizione speciale svedese/ capitolo 5 tomo 5 pag. 0025 

DIRETTIVA DEL CONSIGLIOdel 26 novembre 1990relativa alla protezione dei lavoratori  contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro (settima  direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16, paragrafo 1 della direttiva  89/391/CEE)(90/679/CEE)IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEEvisto il trattato che  istituisce la Comunità economica europea, in particolare l'articolo 118 A, vista la proposta della Commissione (1), redatta previa consultazione con il comitato consultivo  per la sicurezza, l'igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro, in cooperazione con il Parlamento europeo (2), visto il parere del Comitato economico e sociale (3), considerando che l'articolo 118 A del trattato prevede che il Consiglio adotti, mediante direttiva,  le prescrizioni minime al fine di promuovere i miglioramenti, in particolare dell'ambiente di  lavoro, per garantire un migliore livello di tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori; considerando che, a norma dell'articolo precitato, le direttive evitano di imporre vincoli  amministrativi, finanziari e giuridici tali da ostacolare la creazione e lo sviluppo di piccole e  medie imprese; considerando che la risoluzione del Consiglio, del 27 febbraio 1984, relativa ad un secondo  programma d'azione delle Comunità europee in materia di sicurezza e di salute sul luogo di lavoro  (4), prevede la messa a punto di misure protettive per i lavoratori esposti agli agenti  pericolosi; considerando che la comunicazione della Commissione relativa al suo programma nel settore della  sicurezza, dell'igiene e della salute sul posto di lavoro (5) prevede l'adozione di direttive volte  a garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori; considerando che l'osservanza delle prescrizioni minime atte a garantire un migliore livello di  sicurezza e di salute per quanto concerne la protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da  un'esposizione ad agenti biologici durante il lavoro costituisce un'esigenza inderogabile per  assicurare la sicurezza e la salute dei lavoratori; considerando che la presente direttiva è una direttiva particolare ai sensi dell'articolo 16,  paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE del Consiglio, del 12 giugno 1989, concernente l'attuazione  di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante  il lavoro (6); che pertanto le disposizioni di detta direttiva si applicano pienamente al settore  dell'esposizione dei lavoratori agli agenti biologici, fatte salve le disposizioni più vincolanti  e/o specifiche contenute nella presente direttiva; considerando che una più precisa conoscenza dei rischi derivanti dall'esposizione agli agenti  biologici nell'ambito del lavoro può essere ottenuta tramite la tenuta di registri e di cartelle; considerando che i datori di lavoro devono adeguarsi ai nuovi sviluppi tecnologici al fine di  migliorare la tutela della salute e la sicurezza dei lavoratori; considerando che devono essere prese misure preventive per garantire la tutela della salute e la  sicurezza dei lavoratori esposti agli agenti biologici; considerando che la presente direttiva costituisce un elemento concreto nel quadro della  realizzazione della dimensione sociale del mercato interno; considerando che in virtù della decisione 74/325/CEE (1), il comitato consultivo per la sicurezza,  l'igiene e la tutela della salute sul luogo di lavoro è consultato dalla Commissione e per  l'elaborazione di proposte in questo settore, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:SEZIONE IDISPOSIZIONI GENERALI Articolo  1Oggetto1.  La presente direttiva, che è la settima direttiva particolare ai sensi dell'articolo  16, paragrafo 1 della direttiva 89/391/CEE, ha per oggetto la protezione dei lavoratori contro i  rischi che derivano o possono derivare per la loro sicurezza e la loro salute dall'esposizione agli  agenti biologici durante il lavoro, ivi compresa la prevenzione di tali rischi. Essa fissa le prescrizioni minime particolari in questo settore. 2.  Le disposizioni della direttiva 89/391/CEE si applicano pienamente a tutto il settore di cui al  paragrafo 1, fatte salve le disposizioni più vincolanti e/o specifiche contenute nella presente  direttiva. 3.  La presente direttiva si applica fatte salve le disposizioni della direttiva 90/219/CEE del  Consiglio, del 23 aprile 1990, sull'impiego confinato di microrganismi geneticamente modificati  (2), e della direttiva 90/220/CEE del Consiglio, del 23 aprile 1990, sull'emissione deliberata  nell'ambiente di organismi geneticamente modificati (3).  Articolo 2DefinizioniAi fini della  presente direttiva, si intende per: a)  agente biologico: qualsiasi microrganismo, anche se geneticamente modificato, coltura cellulare  ed endopa-rassita umano che potrebbe provocare infezioni, allergie o tossicità; b)microrganismo: qualsiasi entità microbiologica, cellulare o meno, in grado di riprodursi o di  trasferire materiale genetico; c)coltura cellulare: il risultato della crescita in vitro di cellule derivate da organismi  pluricellulari; d)gli agenti biologici sono suddivisi in quattro gruppi di rischio, a seconda del livello di  rischio di infezione: 1)  agente biologico del gruppo 1: un agente che presenta poche probabilità di causare malattie in  soggetti umani; 2)  agente biologico del gruppo 2: agente che può causare malattie in soggetti umani e costituire  un rischio per i lavoratori; è poco probabile che si propaghi nella comunità; sono di norma  disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche; 3)  agente biologico del gruppo 3: un agente che può causare malattie gravi in soggetti umani e  costituisce un serio rischio per i lavoratori; l'agente biologico può propagarsi nella comunità, ma  di norma sono disponibili efficaci misure profilattiche o terapeutiche; 4)  agente biologico del gruppo 4: un agente che può provocare malattie gravi in soggetti umani e  costituisce un serio rischio per i lavoratori. Può presentare un elevato rischio di propagazione  nella comunità; non sono disponibili, di norma, efficaci misure profilattiche o terapeutiche.   Articolo 3Campo di applicazione - Individuazione e valutazione dei rischi1.  La presente  direttiva si applica alle attività nelle quali i lavoratori sono o possono essere esposti ad agenti  biologici conseguentemente alla natura della loro attività professionale. 2. a)  Per qualsiasi attività che possa comportare un rischio di esposizione ad agenti biologici,  si dovrà determinare la natura, il grado e la durata dell'esposizione dei lavoratori in modo da  poter valutare i rischi per la salute o la sicurezza dei lavoratori e determinare le misure da  adottare. b)Per i lavori che comportano un'esposizione a diversi gruppi di agenti biologici, i rischi sono  valutati in base al pericolo presentato da tutti gli agenti biologici pericolosi presenti. c)Tale valutazione dev'essere rinnovata periodicamente e comunque ogniqualvolta si verifichi un  cambiamento delle condizioni che possa influire sull'esposizione dei lavoratori agli agenti  biologici. d)I datori di lavoro debbono fornire alle autorità competenti, dietro loro richiesta, gli elementi  utilizzati per tale valutazione. 3.  Si procederà alla valutazione di cui al paragrafo 2 sulla base di tutte le informazioni  disponibili, compreso: - la classificazione degli agenti biologici che presentano o possono presentare un pericolo per la  salute umana, conformemente all'articolo 18; - le raccomandazioni emananti da un'autorità competente, che segnalano la necessità di controllare  l'agente biologico per proteggere la salute dei lavoratori qualora questi ultimi siano o possano  essere esposti a tali agenti conseguentemente alla loro attività lavorativa; - le informazioni sulle malattie che possono essere contratte a causa della natura dell'attività  lavorativa svolta; - i potenziali effetti allergenici o tossicogenici derivanti dall'attività lavorativa svolta; - la conoscenza di una patologia da cui sia affetto un lavoratore e che sia da porre in relazione  diretta con la sua attività lavorativa.  Articolo 4Applicazione dei vari articoli riguardo alla  valutazione dei rischi1.  Gli articoli 5-17 e l'articolo 19 non si applicano se i risultati della  valutazione di cui all'articolo 3, dimostrano che l'esposizione e/o l'esposizione potenziale  avviene rispetto a un agente biologico del gruppo 1 senza rischio identificabile per la salute dei  lavoratori. Si deve tuttavia rispettare il punto 1 dell'allegato VI. 2.  Se i risultati della valutazione di cui all'articolo 3 dimostrano che l'attività non comporta  la deliberata intenzione di lavorare con agenti biologici o di utilizzarli, ma può implicare  l'esposizione dei lavoratori a detti agenti, come nel caso delle attività per cui è fornito un  elenco indicativo nell'allegato I, le disposizioni degli articoli 5, 7, 8, 10, 11, 12, 13 e 14 si  applicano a meno che, in base ai risultati della valutazione di cui all'articolo 3, esse  risultassero non necessarie. SEZIONE IIOBBLIGHI DEI DATORI DI LAVORO Articolo 5SostituzioneIl datore di lavoro evita  l'utilizzazione di agenti biologici nocivi, se il tipo di attività lavorativa lo consente,  sostituendoli con agenti biologici che, nelle condizioni in cui vengono utilizzati, non siano  nocivi o lo siano meno per la salute dei lavoratori, in base alle conoscenze attuali.  Articolo  6Riduzione dei rischi1.  Se i risultati della valutazione prevista nell'articolo 3, rivelano un  rischio per la salute o la sicurezza dei lavoratori, l'esposizione di questi ultimi deve essere  evitata. 2.  Ove ciò non sia tecnicamente fattibile, tenendo presente l'attività lavorativa e la valutazione  del rischio di cui all'articolo 3, l'esposizione deve essere ridotta al livello più basso  necessario per proteggere adeguatamente la salute e sicurezza dei lavoratori interessati, in  particolare tramite le seguenti misure da applicare tenendo conto dei risultati della valutazione  di cui all'articolo 3: a)  limitazione al minimo del numero dei lavoratori esposti o potenzialmente esposti; b)progettazione dei processi lavorativi e uso di misure tecniche al fine di evitare o di  minimizzare l'emissione di agenti biologici sul luogo di lavoro; c)misure collettive di protezione e/o misure di protezione individuale, qualora non sia possibile  evitare altrimenti l'esposizione; d)misure igieniche compatibili con l'obiettivo di prevenire o ridurre il trasferimento o la  propagazione accidentale di un agente biologico al di fuori del luogo di lavoro; e)uso del segnale di rischio biologico, descritto nell'allegato II, e di altri segnali di  avvertimento appropriati; f)elaborazione di procedure di emergenza per affrontare incidenti riguardanti agenti biologici; g)ove necessario o tecnicamente realizzabile, verifica della presenza, al di fuori del  contenimento fisico primario, di agenti biologici utilizzati sul lavoro; h)mezzi necessari per la raccolta, l'immagazzinamento e lo smaltimento dei rifiuti, da parte dei  lavoratori, in condizioni di sicurezza, compreso l'impiego di contenitori sicuri e identificabili,  eventualmente dopo trattamento adeguato; i)accordi per la manipolazione ed il trasporto di agenti biologici all'interno del luogo di lavoro  in condizioni di sicurezza.  Articolo 7Informazioni da fornire all'autorità competente1.  Se dai  risultati della valutazione di cui all'articolo 3 si evince un rischio per la salute o la sicurezza  dei lavoratori, i datori di lavoro mettono a disposizione dell'autorità competente, a richiesta,  appropriate informazioni riguardanti: - i risultati della valutazione; - le attività durante il cui svolgimento i lavoratori sono stati esposti o potenzialmente esposti  ad agenti biologici; - il numero dei lavoratori esposti; - il nome e le competenze della persona responsabile della sicurezza e dell'igiene sul luogo di  lavoro; - le misure preventive e di protezione adottate, compresi i metodi e le procedure di lavoro; - il programma d'emergenza per la protezione dei lavoratori contro l'esposizione ad un agente  biologico del gruppo 3 o 4 che derivi da un difetto nel contenimento fisico. 2.  I datori di lavoro informano immediatamente l'autorità competente di qualsiasi infortunio o  incidente che possa aver provocato la fuoriuscita di un agente biologico e capace di causare  infezioni e/o malattie gravi in soggetti umani. 3.  Gli elenchi di cui all'articolo 11 e le cartelle sanitarie di cui all'articolo 14 sono messi a  disposizione delle autorità compententi qualora l'impresa cessi l'attività, conformemente alle  leggi e/o prassi nazionali.  Articolo 8Misure igieniche e di protezione individuale1.  Per tutte  le attività che comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, dovuto ad  un'attività lavorativa con agenti biologici i datori di lavoro sono obbligati ad adottare misure  appropriate atte a garantire che: a)  i lavoratori non mangino o bevano nelle aree di lavoro in cui esiste un rischio di  contaminazione ad opera di agenti biologici; b)i lavoratori siano dotati di adeguati indumenti protettivi o di altri adeguati indumenti  speciali; c)siano messi a disposizione dei lavoratori servizi igienici appropriati ed adeguati, nonché  eventualmente colliri e/o antisettici per la pelle; d)i necessari equipaggiamenti protettivi siano: - correttamente riposti in un luogo ben determinato; - controllati e puliti se possibile prima, e, comunque, dopo ogni utilizzazione; - riparati, se difettosi, o sostituiti prima dell'uso ulteriore; e)  vengono definite procedure per prelevare, manipolare e trattare campioni di origine umana o  animale. 2. a)  Gli indumenti di lavoro e l'attrezzatura di protezione individuale, compresi gli indumenti  protettivi di cui al paragrafo 1 che possono essere contaminati da agenti biologici, devono essere  tolti quando il lavoratore lascia la zona di lavoro e, prima di passare alle misure di cui alla  precedente lettera b), riposti separatamente dagli altri indumenti. b)  Il datore di lavoro deve accertarsi che tali indumenti e l'attrezzatura di protezione  individuale vengano disinfettati, puliti e, se necessario, distrutti. 3.  Il costo delle misure adottate in applicazione delle disposizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 non  può essere posto a carico dei lavoratori.  Articolo 9Informazione e formazione dei lavoratori1.   Il datore di lavoro adotta le misure atte a garantire che i lavoratori e/o i loro rappresentanti  nell'impresa o nello stabilimento ricevano una formazione sufficiente e adeguata, in base a tutte  le informazioni disponibili, segnatamente in forma d'informazioni e di istruzioni per quanto  riguarda: a)  i rischi potenziali per la salute, b)le precauzioni da prendere per evitare l'esposizione, c)le prescrizioni in materia di igiene, d)la necessità di indossare e impiegare equipaggiamenti e indumenti protettivi, e)le misure che i lavoratori devono adottare in caso di infortunio e per prevenirlo. 2.  Detta formazione deve: - essere fornita all'inizio di un lavoro che comporti un contatto con agenti biologici, - essere adattata all'evoluzione dei rischi e all'insorgenza di nuovi rischi e, - essere periodicamente ripetuta, se necessario.  Articolo 10Informazione dei lavoratori in casi  particolari1.  I datori di lavoro forniscono sul luogo di lavoro istruzioni scritte e, se del  caso, cartelli riguardanti perlomeno la procedura da seguire in caso di: - infortunio o incidente grave, relativo alla manipolazione di un agente biologico; - manipolazione di un agente biologico del gruppo 4. 2.  I lavoratori devono immediatamente notificare qualsiasi infortunio o incidente relativo alla  manipolazione di agenti biologici alla persona responsabile del lavoro o alla persona responsabile  della sicurezza e dell'igiene sul luogo di lavoro. 3.  I datori di lavoro informano immediatamente i lavoratori e/o i loro rappresentanti di qualsiasi  incidente o infortunio che possa aver causato la fuoriuscita di un agente biologico e che potrebbe  provocare gravi infezioni e/o malattie. Inoltre, i datori di lavoro informano i lavoratori e/o i loro rappresentanti nell'impresa o nello  stabilimento al più presto, in caso di infortunio o incidente grave, delle sue cause e delle misure  adottate o da adottare per porre rimedio alla situazione. 4.  Ogni lavoratore ha accesso alle informazioni contenute nell'elenco di cui all'articolo 11, che  lo riguardano personalmente. 5.  I lavoratori e/o i loro rappresentanti nell'impresa o nello stabilimento hanno accesso alle  informazioni anonime e collettive. 6.  I datori di lavoro forniscono ai lavoratori e/o ai loro rappresentanti, su richiesta, le  informazioni previste all'articolo 7, paragrafo 1. Articolo 11Elenco dei lavoratori esposti1.  I datori di lavoro tengono un elenco dei lavoratori  esposti ad agenti biologici del gruppo 3 e/o del gruppo 4 da cui risulti il tipo di lavoro svolto  e, ove possible, l'agente biologico cui i lavoratori sono stati esposti e, secondo i casi, un  registro dei casi di esposizione, degli infortuni e degli incidenti. 2.  L'elenco di cui al paragrafo 1 viene conservato per almeno 10 anni dopo la fine  dell'esposizione, conformemente alla legislazione e/o alla prassi nazionale. Nel caso di esposizioni che possono dare luogo ad infezioni- da agenti biologici dei quali è noto  che possono provocare infezioni persistenti o latenti, - che, in base alle conoscenze attuali, non sono diagnosticabili fintantoché non si sia sviluppata  la malattia molti anni dopo, - che hanno periodi di incubazione particolarmente lunghi prima che si sviluppi la malattia, - che danno luogo a malattia con recrudescenza periodica per lungo tempo, nonostante le cure,  oppure- che possono avere gravi sequele a lungo termine, l'elenco deve essere conservato per un periodo adeguato più lungo, fino a quarant'anni dopo  l'ultima esposizione conosciuta. 3.  Il medico di cui all'articolo 14 e/o l'autorità competente per la salute e la sicurezza sul  luogo del lavoro, nonché qualsiasi altra persona responsabile della sicurezza e della salute sul  luogo di lavoro, hanno accesso all'elenco di cui al paragrafo 1.  Articolo 12Consultazione e  partecipazione dei lavoratoriLa consultazione e la partecipazione dei lavoratori e/o dei loro  rappresentanti hanno luogo conformemente all'articolo 11 della direttiva 89/391/CEE sulle materie  contemplate dalla presente direttiva, compresi gli allegati.  Articolo 13Notifica all'autorità  competente1.  L'autorità competente dovrà ricevere preventiva notifica dell'utilizzazione per la  prima volta: - degli agenti biologici del gruppo 2, - degli agenti biologici del gruppo 3, - degli agenti biologici del gruppo 4. La notifica dovrà essere presentata almeno trenta giorni prima dell'inizio dei lavori. Ai sensi del paragrafo 2, si dovrà inoltre presentare notifica preventiva dell'utilizzazione, per  la prima volta, di ogni successivo agente biologico del gruppo 4, e di qualsiasi nuovo agente  biologico del gruppo 3 se lo stesso datore di lavoro classifica provvisoriamente tale agente  biologico. 2.  I laboratori che forniscono un servizio diagnostico per quanto riguarda gli agenti biologici  del gruppo 4, dovranno soltanto presentare una notifica iniziale della loro intenzione. 3.  Una nuova notifica dovrà essere presentata qualora si verifichino sostanziali cambiamenti  importanti per la salute e per la sicurezza sul lavoro e per i processi e/o i procedimenti che  rendano sorpassata la notifica. 4.  La notifica di cui al presente articolo deve comprendere: a)  il nome e l'indirizzo dell'impresa e/o dello stabilimento; b)il nome e la qualifica della persona responsabile della sicurezza e dell'igiene sul luogo di  lavoro; c)il risultato della valutazione di cui all'articolo 3; d)la specie dell'agente biologico; e)le misure di protezione e di prevenzione contemplate. SEZIONE IIIDISPOSIZIONI VARIE Articolo 14Sorveglianza sanitaria1.  Gli Stati membri adottano,  in conformità delle legislazioni e delle prassi nazionali, disposizioni atte a garantire l'adeguata  sorveglianza sanitaria dei lavoratori per la cui sicurezza o salute sussista un rischio sulla base  dei risultati della valutazione di cui all'articolo 3. 2.  Le disposizioni previste al paragrafo 1 sono tali da consentire a ogni lavoratore di formare  oggetto, se del caso, di un'adeguata sorveglianza sanitaria: - prima dell'esposizione; - successivamente, a intervalli regolari. Dette disposizioni sono tali da permettere l'applicazione diretta delle misure individuali di  igiene e di igiene del lavoro. 3.  La valutazione di cui all'articolo 3 dovrebbe consentire di individuare i lavoratori per i  quali possono essere necessarie misure speciali di protezione. Se del caso, dovranno essere resi disponibili vaccini efficaci per i lavoratori che non siano già  immuni all'agente biologico al quale sono o possono essere esposti. Qualora un lavoratore risulti soffrire di un'infezione e/o di malattia imputabili all'esposizione,  il medico o l'autorità responsabile della sorveglianza sanitaria dei lavoratori può consigliare  tale sorveglianza agli altri lavoratori che siano stati esposti in modo analogo. In questo caso, si procede ad una nuova valutazione del rischio di esposizione in conformità  dell'articolo 3. 4.  Qualora sia assicurata la sorveglianza sanitaria, va tenuta una cartella sanitaria individuale  per almeno dieci anni dopo la fine dell'esposizione, conformemente alle legislazioni e alle prassi  nazionali. Nei casi speciali di cui all'articolo 11, paragrafo 2, secondo comma, va tenuta una cartella  sanitaria individuale per un periodo adeguato più lungo, fino a quarant'anni dopo la fine  dell'ultima esposizione conosciuta. 5.  Il medico o l'autorità responsabile della sorveglianza sanitaria propone tutte le misure di  protezione o di prevenzione utili per i singoli lavoratori. 6.  Ai lavoratori devono essere fornite informazioni e consigli sulla sorveglianza sanitaria alla  quale potrebbero essere sottoposti dopo la fine dell'esposizione. 7.  Conformemente alle legislazioni e/o alle prassi nazionali: - i lavoratori hanno accesso alle cartelle della sorveglianza sanitaria ad essi relative e- i  lavoratori interessati o il datore di lavoro possono chiedere un riesame dei risultati della  sorveglianza sanitaria. 8.  Alcune raccomandazioni pratiche in materia di sorveglianza sanitaria dei lavoratori figurano  nell'allegato IV. 9.  Tutti i casi di malattie o decesso che, conformemente alle legislazioni e/o prassi nazionali,  si ritiene risultino da un'esposizione professionale ad agenti biologici sono notificati  all'autorità competente. Articolo 15Servizi sanitari e veterinari diversi dai laboratoridiagnostici1.  Ai fini della  valutazione di cui all'articolo 3 dovrebbe essere prestata particolare attenzione: a)  alle incertezze riguardo alla presenza di agenti biologici nell'organismo dei pazienti o degli  animali e nei relativi campioni e residui; b)al rischio costituito dagli agenti biologici presenti o che potrebbero essere presenti  nell'organismo dei pazienti o degli animali e nei relativi campioni e residui; c)al rischio derivante dalla natura dell'attività lavorativa. 2.  Nei servizi sanitari e veterinari vengono adottate misure per assicurare in modo appropriato la  tutela sanitaria e la sicurezza dei lavoratori interessati. Le misure da adottare comportano in particolare: a)  la determinazione degli opportuni processi di decontaminazione e disinfezione, nonchéb)   l'applicazione di processi che consentano di manipolare ed eliminare senza rischi i rifiuti  contaminati. 3.  Nei servizi d'isolamento che ospitano pazienti o animali contaminati o che potrebbero essere  contaminati da agenti biologici dei gruppi 3 o 4, le misure di contenimento dovranno essere scelte  tra quelle che figurano nell'allegato V, colonna A, per ridurre al minimo il rischio di infezione.   Articolo 16Misure specifiche per i processi industriali, i laboratori e gli stabulari1.  Nei  laboratori, compresi i laboratori diagnostici, e nei locali destinati agli animali da laboratorio,  deliberatamente contaminati da agenti biologici dei gruppi 2, 3 o 4 o che sono o potrebbero essere  portatori di tali agenti, devono essere adottate le seguenti misure: a)  i laboratori che svolgono lavori che implicano la manipolazione di agenti biologici dei gruppi  2, 3 o 4 a fini di ricerca, di sviluppo, didattici o diagnostici debbono fissare le misure di  contenimento in conformità dell'allegato V, al fine di rendere minimo il rischio di infezione; b)a seguito della valutazione di cui all'articolo 3, vengono stabilite misure in conformità  dell'allegato V, previafissazione del livello di contenimento fisico richiesto per gli agenti  biologici in funzione del grado di rischio. Le attività che comportano la manipolazione di un agente biologico devono essere svolte: - soltanto in aree di lavoro corrispondenti almeno al secondo livello di contenimento, per gli  agenti biologici del gruppo 2; - soltanto in aree di lavoro corrispondenti almeno al terzo livello di contenimento, per gli agenti  biologici del gruppo 3; - soltanto in aree di lavoro corrispondenti almeno al quarto livello di contenimento, per gli  agenti biologici del gruppo 4; c)i laboratori che manipolano materie nelle quali è incerta la presenza di agenti biologici che  possono causare patologie nell'uomo, che non hanno però l'obiettivo di lavorare con agenti  biologici in quanto tali (ossia di coltivarli o concentrarli) dovrebbero adottare almeno il secondo  livello di contenimento. Il terzo e il quarto livello di contenimento debbono essere utilizzati, se  del caso, qualora sia nota o se ne sospetti la necessità, tranne se gli orientamenti forniti dalle  autorità nazionali competenti indicano che, in taluni casi, un livello di contenimento meno elevato  è adeguato. 2.  Per quanto riguarda i processi industriali che impiegano agenti biologici dei gruppi 2, 3 o 4,  devono essere adottate le seguenti misure: a)I prinicipi in materia di contenimento di cui al paragrafo 1, lettera b), secondo comma  dovrebbero applicarsi anche ai processi industriali, sulla base delle misure concrete e degli  opportuni procedimenti di cui all'allegato VI; b)in funzione della valutazione del rischio connesso all'impiego di agenti biologici dei gruppi 2,  3 o 4, le autorità competenti possono decidere le misure appropriate applicabili all'impiego  industriale di questi agenti biologici; c)per tutte le attività contemplate dal presente articolo per le quali non sia stato possibile  procedere alla valutazione definitiva di un agente biologico, ma per le quali può sorgere un  rischio grave per la salute dei lavoratori a causa dell'impiego previsto, le attività lavorative  possono essere svolte soltanto in aree di lavoro corrispondenti almeno al terzo livello di  contenimento.  Articolo 17Utilizzazione dei datiI risultati dell'utilizzazione dei dati, in base  alle informazioni di cui all'articolo 14, paragrafo 9, da parte delle autorità nazionali  competenti, sono tenuti a disposizione della Commissione. Articolo 18Classificazione degli agenti biologici1.  Conformemente alla procedura di cui  all'articolo 118 A del trattato, il Consiglio adotta, entro sei mesi dalla data d'attuazione di cui  all'articolo 20, paragrafo 1, un primo elenco degli agenti biologici dei gruppi 2, 3 e 4 per  l'allegato III. 2.  La classificazione comunitaria viene effettuata sulla base delle definizioni che figurano  all'articolo 2, lettera d), punti da 2 a 4 (gruppi da 2 a 4). 3.  In attesa di una classificazione comunitaria, gli Stati membri effettuano una classificazione  degli agenti biologici che presentano o possono presentare un rischio per la salute umana sulla  base delle definizioni che figurano all'articolo 2, lettera d), punti da 2 a 4 (gruppi da 2 a 4). 4.  Nel caso in cui l'agente biologico oggetto di valutazione non possa essere attribuito in modo  inequivocabile a uno dei gruppi di cui all'articolo 2, lettera d), esso va classificato nel gruppo  di rischio più elevato tra le varie possibilità.  Articolo 19AllegatiGli adattamenti di ordine  strettamente tecnico degli allegati in funzione del progresso tecnico, dell'evoluzione di normative  o specifiche internazionali e delle scoperte nel settoredegli agenti biologici, sono adottati  secondo la procedura prevista dall'articolo 17 della direttiva 89/391/CEE.  Articolo  20Disposizioni finali1.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative,  regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro tre anni  dalla sua notifica (1). Essi ne informano immediatamente la Commissione. Tuttavia per la Repubblica portoghese il termine di cui al primo comma è di 5 anni. 2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione le disposizioni di diritto nazionale già adottate  o che adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.  Articolo 21Gli Stati membri  sono destinatari della presente direttiva. Fatto a Bruxelles, addì 26 novembre 1990. Per il ConsiglioIl PresidenteC. DONAT CATTIN(1) GU n. C 150 dell'8. 6. 1988,  pag. 6. (2) GU n. C 158 del 26. 6. 1989, pag. 92. (3) GU n. C 56 del 6. 3. 1989, pag. 38. (4) GU n. C 67 dell'8. 3. 1984, pag. 2. (5) GU n. C 28 del 3. 2. 1988, pag. 1. (6) GU n. L 183 del 29. 6. 1989, pag. 1. (1) GU n. L 185 del 9. 7. 1974, pag. 15. (2) GU n. L 117 dell'8. 5. 1990, pag. 1. (3) GU n. L 117 dell'8. 5. 1990, pag. 15. (1) La presente direttiva è stata notificata agli Stati membri il 29 novembre 1990.  ALLEGATO I ELENCO ORIENTATIVO DEI TIPI DI ATTIVITÀ PROFESSIONALE (Articolo 4, paragrafo  2)1.  Attività in industrie alimentari. 2.  Attività nell'agricoltura. 3.  Attività nelle quali vi è contatto con gli animali e/o con prodotti di origine animale. 4.  Attività nei servizi sanitari, comprese le unità di isolamento e postmortem. 5.  Attività nel laboratori clinici, veterinari e diagnostici, esclusi i laboratori di diagnosi  microbiologica. 6.  Attività in impianti di smaltimento rifiuti. 7.  Attività negli impianti per la depurazione delle acque di scarico.  ALLEGATO II SEGNALE DI RISCHIO BIOLOGICO [Articolo 6, paragrafo 2, lettera e)]>INIZIO  DI UN GRAFICO><?aeFN9,6"FINE DI UN GRAFICO> ALLEGATO III CLASSIFICAZIONE COMUNITARIA [Articoli 18 e 2, lettera d)]p.m.  ALLEGATO IV RACCOMANDAZIONI PRATICHE PER LA SORVEGLIANZA SANITARIA DEI LAVORATORI  (Articolo 14, paragrafo 8)1.  Il medico e/o l'autorità responsabile della sorveglianza sanitaria  dei lavoratori esposti agli agenti biologici devono essere al corrente delle condizioni e delle  circostanze dell'esposizione di ciascun lavoratore. 2.  La sorveglianza sanitaria dei lavoratori va effettuata in conformità dei principi e della  prassi della medicina del lavoro; essa comprende almeno le seguenti misure: - tenuta della documentazione relativa ai precedenti sanitari e professionali del lavoratore; - una valutazione personale dello stato di salute dei lavoratori; - ove necessario, il controllo biologico e l'accertamento degli effetti precoci e reversibili. Per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria si decidono le eventuali altre analisi da  effettuare alla luce delle più recenti conoscenze disponibili in materia di medicina del lavoro.  ALLEGATO V SPECIFICHE SULLE MISURE DI CONTENIMENTO E SUI LIVELLI DI CONTENIMENTO  [Articoli 15, paragrafo 3 e 16, paragrafo 1, lettere a) e b)]Nota preliminare: Le misure contenute in questo allegato debbono essere applicate in base alla natura delle attività,  la valutazione del rischio per i lavoratori e la natura dell'agente biologico di cui trattasi.> SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO VI SPECIFICHE PER PROCESSI INDUSTRIALI [Articolo 4, paragrafo 1 e articolo 16,  paragrafo 2, lettera a)]Agenti biologici del gruppo 1Per le attività con agenti biologici del  gruppo 1, compresi i vaccini spenti, si osserveranno i principi di una buona sicurezza ed igiene  professionali. Agenti biologici dei gruppi 2, 3 e 4Può risultare opportuno selezionare ed abbinare specifiche di  contenimento da diverse categorie tra quelle sottoindicate, in base ad una valutazione di rischio  connessa con un particolare processo o parte di esso.>SPAZIO PER TABELLA>