CELEX: C2003/055/18
Language: it
Date: 2003-03-08 00:00:00
Title: Causa C-463/02: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Svezia, proposto il 23 dicembre 2002

C 55/10                 IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                            8.3.2003
L’articolo 20 del decreto 18/99 si riferisce a contratti di                       derivanti dall’art. 11 della sesta direttiva del Consiglio,
lavoro che prevedono diversi assetti organizzativi o condizioni                   17 maggio 1977, 77/388/CE (2) in materia di armonizza-
contrattuali in vigore al 19 novembre 1998. Questi contratti                      zione delle legislazioni degli Stati Membri relative alle
riguardano il personale degli utenti che effettuano servizi di                    imposte sulla cifra di affari — Sistema comune di imposta
autoassistenza, diverso da quello definito nella direttiva. Questi                sul valore aggiunto: base imponibile uniforme, e
contratti rimangono in vigore e immutati fino alla loro
scadenza, tuttavia non possono durare più di sei anni. In realtà,
                                                                           2.     condannare la Svezia alle spese.
le imprese con «diversi assetti organizzativi» sono in pratica
autorizzate a fungere da operatori di autoassistenza insieme ad
altri operatori di autoassistenza e prestatori di servizi.
                                                                           Motivi e principali argomenti
La direttiva fornisce definizioni chiare degli operatori dei
servizi di assistenza a terra — prestatori di servizi a terzi e utenti
che effettuano autoassistenza. I soggetti che non soddisfano i
criteri per l’autoassistenza stabiliti alla lettera f) dell’art. 2,        Le tre condizioni necessarie affinché una sovvenzione sia
possono operare solo in quanto prestatori di servizi a terzi.              compresa nella base imponibile sono riunite. Dal regolamento
Inoltre, il paragrafo 2, dell’art. 7 e dell’art. 11 della direttiva        n. 603/95 risulta chiaramente che possono essere beneficiarie
stabiliscono le procedure specifiche da seguire per la nomina              di aiuti solo le imprese che trasformano foraggio fresco e non
di operatori di autoassistenza e prestatori di servizi a terzi. Alla       quelle che producono foraggio fresco, che le imprese di
luce di queste considerazioni, le disposizioni dell’art. 20                trasformazione hanno stipulato contratti di vendita con impre-
sembrano contravvenire a questi obblighi.                                  se che consumano foraggio essiccato (fornitura di beni) e
                                                                           contratti di trasformazione con produttori di foraggio fresco
                                                                           (prestazione di servizi). Nel caso in esame non esiste alcun
                                                                           dubbio circa il fatto che l’organismo di intervento che versa
( 1)  GU L 272 del 25.10.1996, pag. 36.
( 2)  GU L 61 del 5.3.1977, pag. 26.
                                                                           l’aiuto in base al regolamento n. 603/95 è in posizione di
( 3)  GU L 201 del 17.7.1998, pag. 88.                                     terzietà rispetto all’impresa di trasformazione e all’acquirente e
( 4)  GU L 82 del 22.3.2001, pag. 16.                                      che tale intervento avviene secondo la procedura di concessio-
                                                                           ne di sovvenzioni pubbliche.
                                                                           Costituirebbe un’interpretazione eccessivamente restrittiva del-
                                                                           l’art. 11.A.1 della sesta direttiva calcolare nella base imponibile
                                                                           ai fini dell’imposta sul valore aggiunto solo quei tipi di aiuto
                                                                           che sono calcolati a partire dal prezzo del prodotto. Con il
                                                                           riferimento generico alle «sovvenzioni che sono direttamente
                                                                           collegate al prezzo della fornitura [tassabile]» la legislazione
Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-                      comunitaria ha in realtà voluto comprendere nella base
     tro il Regno di Svezia, proposto il 23 dicembre 2002                  imponibile ai fini dell’imposta sul valore aggiunto ogni aiuto
                                                                           direttamente collegato al prezzo del bene o servizio, e cioè
                                                                           le sovvenzioni che influiscono direttamente sull’entità del
                         (Causa C-463/02)                                  compenso del fornitore. Tali sovvenzioni devono a loro volta
                                                                           essere direttamente collegate o essere in rapporto di causalità
                                                                           con forniture di beni o servizi esattamente determinate o
                          (2003/C 55/18)                                   quantificabili, in altre parole l’aiuto viene corrisposto se e nella
                                                                           misura in cui i beni o servizi sono veramente venduti sul
                                                                           mercato. Ciò comporta che la sovvenzione ha un effetto
                                                                           diretto sul prezzo di vendita del prodotto, e appare chiara
                                                                           l’intenzione soggiacente di includere la sovvenzione nella base
Il 23 dicembre 2002, la Commissione delle Comunità europee,                imponibile ai fini dell’imposta sul valore aggiunto, in base ad
rappresentata dai sigg. E. Traversa e K. Simonsson, in qualità             un’interpretazione non restrittiva dell’art. 11.A.1 della sesta
di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto,               direttiva e in conformità della finalità generale dell’articolo,
dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee, un                 vale a dire la tassazione dell’intero corrispettivo che è pagato
ricorso contro il Regno di Svezia.                                         in tutto o in parte da un soggetto, chiunque esso sia, e che è
                                                                           effettivamente ottenuto da un fornitore in seguito alla vendita
                                                                           del bene o del servizio.
La Commissione chiede che la Corte voglia:
1.     dichiarare che la Svezia non avendo riscosso l’imposta sul          (1 ) GU L 63 del 21.3.1995, pag. 1.
       valore aggiunto sugli aiuti versati in base al regolamento          (2 ) GU L 145 del 13.6.1977, pag. 1.
       (CE) del Consiglio 21 febbraio 1995, n. 603 (1), relativo
       all’organizzazione comune dei mercati nel settore dei
       foraggi essiccati, ha omesso di adempiere agli obblighi