CELEX: 31970H0125
Language: it
Date: 1969-12-22 00:00:00
Title: 70/125/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 22 dicembre 1969, alla Repubblica francese, concernente il riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale degli alcoli. (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)

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31970H0125

70/125/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 22 dicembre 1969, alla Repubblica francese, concernente il riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale degli alcoli. (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. L 031 del 09/02/1970 pag. 0017 - 0019 edizione speciale danese: serie II tomo VI pag. 0028  edizione speciale inglese: serie II tomo VI pag. 0027 

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 22 dicembre 1969 alla Repubblica francese, concernente il riordinamento del monopolio nazionale a carattere commerciale degli alcoli (Il testo in lingua francese è il solo facente fede) (70/125/CEE)   I     1. Il governo della Repubblica francese, con nota del 14 febbraio 1959, ha segnalato alla Commissione della Comunità economica europea che in Francia l'alcole etilico, nonché le acqueviti e le bevande alcoliche sono oggetto di un monopolio a carattere commerciale ai sensi dell'articolo 37 del trattato CEE.  In virtù del regolamento del Consiglio n. 7 bis del 18 dicembre 1959 (1), l'alcole etilico ottenuto a partire da prodotti agricoli, ad esclusione delle acqueviti e delle bevande alcoliche, è stato aggiunto all'allegato II del trattato CEE. Gli articoli 38 e seguenti del trattato sono pertanto applicabili all'alcole etilico di origine agricola.  In virtù dell'articolo 37, paragrafo 1, del trattato CEE, gli Stati membri sono obbligati a procedere ad un progressivo riordinamento dei monopoli nazionali che presentano un carattere commerciale, in modo che venga esclusa, alla fine del periodo transitorio, qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi.       2. In Francia, un'autorizzazione preventiva speciale per l'importazione delle acqueviti e delle bevande alcoliche in provenienza dagli altri Stati membri non è più richiesta. Tuttavia, i prodotti importati sono soggetti ad una soprattassa all'importazione, il cui importo è superiore all'imposta applicabile ai prodotti nazionali analoghi.  Per questo motivo, la Commissione della Comunità economica europea ha raccomandato il 26 novembre 1963 alla Repubblica francese, in virtù dell'articolo 37, paragrafo 6, del trattato CEE, di procedere, prima della fine della seconda tappa, al riordinamento del regime fiscale degli alcoli, in modo che      - la soprattassa di compensazione riscossa all'importazione colpisca le acqueviti e le bevande alcoliche provenienti dagli altri Stati membri soltanto qualora venga riscossa un'imposta sul prodotto nazionale analogo.           - la soprattassa di compensazione non sia superiore all'imposta.             Il governo francese, nella lettera inviata il 5 agosto 1964, non ha negato l'esistenza di differenze di trattamento fiscale tra i prodotti nazionali e quelli importati, ma ha tuttavia rilevato che il regime fiscale vigente è indissociabile dal regime economico generale dell'alcole in Francia, che nel suo complesso costituisce un'organizzazione di mercato nazionale destinata a mantenere un equilibrio sia sul piano delle risorse e del fabbisogno d'alcole che sul piano finanziario. Ne risulta, secondo il governo francese,      - per quanto riguarda l'alcole etilico propriamente detto, la necessità di un'azione restrittiva sulle importazioni;           - per quanto riguarda le acqueviti e le bevande alcoliche:  sul piano interno, la necessità di riscuotere un'imposta, avente lo scopo di scoraggiare l'utilizzazione degli alcoli «liberi» per gli usi normalmente riservati all'alcole che lo Stato è obbligato ad acquistare ed a smerciare nel quadro della politica di risanamento della produzione e dei mercati agricoli. Questa imposta costituisce la contropartita per l'uso di tali alcoli «liberi», dato che taluni produttori sono obbligati a fornire i loro alcoli al monopolio e che l'insieme degli utilizzatori sono anche obbligati, in linea di massima, ad approvvigionarsi presso il monopolio;  sul piano delle importazioni, la necessità di riscuotere una soprattassa applicabile alle acqueviti, ai liquori, agli aperitivi a base di vino, al gin ed al wisky importati in deroga al divieto di importazione da parte di privati. Essa mira a proteggere le utilizzazioni delle acqueviti nazionali tenendo conto, da una parte, delle servitù imposte dalla regolamentazione della qualità dei prodotti e, dall'altra, delle condizioni alle quali i prodotti sono costretti a cedere al monopolio taluni prodotti che non rispondono ai criteri richiesti.  (1)GU n. 7 del 30.1.1961, pag. 71/61.     Inoltre, in materia di pubblicità, in virtù della legge n. 57-725 del 27 giugno 1957 e delle ordinanze n. 59-107 del 7 gennaio 1959 e n. 60-1253 del 29 novembre 1960, esiste una distinzione tra aperitivi a base di vino, rum, tafia, alcole provenienti dalla distillazione del vino, sidro, sidro di pere o di frutta, nonché i liquori, da una parte, e le altre acqueviti e le altre bevande alcoliche, ad esempio il ginepro, il korn o la grappa, dall'altra. È vietata, sotto qualsiasi forma, la pubblicità per prodotti del secondo gruppo ; tale divieto colpisce in particolare taluni prodotti considerati come tradizionalmente originari degli altri Stati membri.  Dato che esiste in Francia un'organizzazione nazionale di mercato per l'alcole etilico d'origine agricola, ed in considerazione dell'interdipendenza tra tale alcole e l'alcole etilico d'origine non agricola, la Commissione si è astenuta finora dal raccomandare alla Francia di prendere misure di riordinamento per quanto riguarda quest'ultimo prodotto.       3. La Commissione ritiene che attualmente, in considerazione del fatto che il periodo transitorio si avvicina alla fine, sia necessario adottare misure che garantiscano l'esclusione di qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi, come previsto dall'articolo 37 del trattato CEE.  L'articolo 37, che fa parte del titolo relativo alla libera circolazione delle merci, e, più in particolare, del capitolo relativo all'abolizione delle restrizioni quantitative tra gli Stati membri, ha lo scopo di ottenere, alla fine del periodo transitorio, e per i prodotti soggetti ad un monopolio nazionale a carattere commerciale (o ad un regime assimilato), lo stesso risultato conseguito, per gli altri prodotti, in virtù dell'applicazione degli articoli da 30 a 34, vale a dire la libera circolazione delle merci.  Tuttavia, per raggiungere questo risultato nei settori soggetti a monopoli nazionali, è stata prevista una procedura differente, vale a dire il loro riordinamento progressivo, da una parte, per tener conto del fatto che i prodotti soggetti a monopolio sollevano, per gli Stati membri interessati, dei problemi di natura particolare e, dall'altra, per evitare che l'abolizione delle restrizioni quantitative e delle misure di effetto equivalente in questi settori resti senza conseguenze pratiche. Infatti, non era infondato il timore che la liberalizzazione degli scambi per i prodotti soggetti a monopolio non venisse realizzata se i monopoli, in virtù dei loro diritti esclusivi di importare, di esportare e di commercializzare taluni prodotti, restavano liberi di decidere in quale misura ed a quali condizioni i prodotti provenienti dagli altri Stati membri possono essere ammessi sul mercato nazionale (o, al contrario, in quale misura i prodotti nazionali possono essere esportati verso gli altri Stati membri).  Per questo motivo, l'articolo 37 ha previsto che, alla fine del periodo transitorio, «venga esclusa qualsiasi discriminazione fra i cittadini degli Stati membri per quanto riguarda le condizioni relative all'approvvigionamento e agli sbocchi».  Va rilevato che l'articolo 37 non si limita ad esigere l'abolizione delle discriminazioni risultanti dalle disposizioni applicabili ai prodotti soggetti a monopolio : tale obiettivo potrebbe essere raggiunto, in mancanza di un articolo sui monopoli nazionali, grazie ad altre disposizioni del trattato, in particolare quelle che vietano le tasse d'effetto equivalente ai dazi doganali e le misure d'effetto equivalente alle restrizioni quantitative. Da quanto precede risulta che, per quanto riguarda le caratteristiche proprie ai monopoli nazionali ed alle restrizioni cui questi possono dar luogo, l'obiettivo del «riordinamento» - e cioè garantire che venga «esclusa qualsiasi discriminazione» - è di escludere che possano ancora riprodursi, alla fine del periodo transitorio, le discriminazioni che possono risultare da taluni poteri particolari di cui dispongono i monopoli per quanto riguarda l'importazione e lo smercio sul loro mercato, o l'esportazione, di taluni prodotti.  Dato che questi sono gli obiettivi stabiliti dall'articolo 37, spetta alla Francia procedere al riordinamento del monopolio degli alcoli, prima della fine del periodo transitorio, in modo da raggiungere tali obiettivi. D'altra parte, la Commissione, oltre al suo obbligo generale di vigilare all'applicazione del trattato, ha il compito di formulare, conformemente al paragrafo 6 dell'articolo 37, raccomandazioni in merito alle modalità da seguire nell'attuazione del riordinamento di cui al suddetto articolo.  La Commissione ritiene che l'obiettivo dell'articolo 37 non sarà realizzato fino a quando il monopolio francese degli alcoli sarà in grado, per quanto riguarda le acquaviti e le bevande alcoliche, di limitare le importazioni mediante la soprattassa all'importazione che colpisce più i prodotti provenienti dagli altri Stati membri che i prodotti francesi analoghi, e, per quanto riguarda l'alcole etilico d'origine non agricola, di decidere se, in qual misura e per quali quantità il fabbisogno del mercato francese debba essere coperto riccorrendo ai fornitori degli altri Stati membri. Pertanto, la Commissione ritiene che, indipendentemente dalla soppressione della summenzionata discriminazione di natura fiscale, la soluzione migliore, poiché la sua efficacia è già sin d'ora sicura, per raggiungere l'obiettivo stabilito dall'articolo 37, consista nella soppressione dei diritti esclusivi di cui ancora dispone il monopolio, segnatamente nel settore dell'importazione e della commercializzazione, sempreché tali diritti concernano il commercio tra Stati membri.        4. Tuttavia, la Commissione ritiene che una deroga alle prescrizioni dell'articolo 37, paragrafo 1, del trattato CEE possa essere giustificata in base al paragrafo 4 dello stesso articolo, secondo cui, nel caso di un monopolio a carattere commerciale che comporti una regolamentazione destinata ad agevolare lo smercio o la valorizzazione di prodotti agricoli, è opportuno assicurare, nell'applicazione delle norme dell'articolo 37, garanzie equivalenti per l'occupazione e il tenore di vita dei produttori interessati, avuto riguardo al ritmo degli adattamenti possibili e delle specializzazioni necessari.  Infatti, il monopolio francese degli alcoli costituisce un'organizzazione nazionale di mercato, conforme nel suo complesso al paragrafo 4 dell'articolo 37 del trattato CEE. Per non compromettere la valorizzazione dell'alcole etilico d'origine agricola, da una parte, la competitività delle acqueviti e delle bevande alcoliche è influenzata dalla fissazione delle imposte e, dall'altra, la produzione, l'utilizzazione, la vendita, nonché l'importazione dell'alcole etilico di origine agricola sono soggette a regolamentazione.  Inoltre, in considerazione dell'interdipendenza dell'alcole etilico di origine agricola e di quello di origine non agricola, in quanto talune acqueviti possono sostituire l'alcole etilico, e dato che il monopolio francese degli alcoli continua ad essere obbligato ad acquistare alcole etilico, da cui la sua missione agricola, e ad assicurarne lo smercio e la valorizzazione, garantendo nel contempo un determinato tenore di vita per i produttori, la Commissione ritiene che sarebbe impossibile dissociare il riordinamento definitivo del monopolio dall'attuazione dell'organizzazione comune prevista per l'alcole etilico di origine agricola. Essa ritiene che la completa apertura del mercato francese ai prodotti degli altri Stati membri rischierebbe di compromettere la commercializzazione dell'alcole etilico francese d'origine agricola e, di conseguenza, l'occupazione ed il tenore di vita dei produttori di materie prime agricole destinate alla fabbricazione di questo prodotto.     II   Per questi motivi, la Commissione delle Comunità europee raccomanda alla Repubblica francese di adottare, conformemente all'articolo 37 del trattato CEE, le seguenti misure:      1. Per quanto riguarda le acqueviti e le bevande alcoliche:        a) - prendere le misure raccomandate dalla Commissione il 26 novembre 1963, che sono state precedentemente esposte ; permettere ai fornitori degli altri Stati membri di fare della pubblicità alle stesse condizioni cui è soggetta la pubblicità per prodotti francesi e sopprimere la discriminazione in materia concernente talune acqueviti e bevande alcoliche considerate tradizionalmente come prodotti originari degli altri Stati membri.               b) Tuttavia, fino all'entrata in vigore della regolamentazione relativa all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore dell'alcole etilico d'origine agricola e qualora le acqueviti e le bevande alcoliche provenienti dagli altri Stati membri compromettano lo smercio dell'alcole etilico francese d'origine agricola, la Commissione delle Comunità europee dichiara che, in virtù dell'articolo 37, paragrafo 4, del trattato CEE, la Repubblica francese può mantenere o prendere le seguenti misure:          - riscuotere una tassa speciale all'importazione sulle bevande alcoliche provenienti da un altro Stato membro, a condizione che il prezzo di vendita dell'alcole etilico destinato alla fabbricazione in Francia delle bevande alcoliche sia superiore al prezzo più basso dell'alcole etilico al quale un produttore di bevande alcoliche dello Stato membro esportatore può procurarsi tale sostanza, sia sul proprio mercato, sia su quello di un altro Stato membro. L'importo della tassa non può essere in nessun caso superiore alla differenza tra questi prezzi. Qualora la bevanda alcolica provenga da uno Stato membro diverso dallo Stato membro esportatore, potrebbe essere considerata come importata direttamente dallo Stato membro di provenienza.                   - regolamentare le denominazioni «acquaviti» e «bevande alcoliche», nonché «estratti concentrati», a condizione che tali denominazioni siano non discriminatorie, sul piano delle relazioni intracomunitarie, operando altresí la distinzione tra i concetti di «acquavite» e di «alcole etilico di origine agricola».                                             2. Per quanto riguarda l'alcole etilico di origine non agricola:        a)          - permettere ai cittadini di tutti gli Stati membri di effettuare liberamente e direttamente l'importazione di alcole etilico d'origine non agricola in provenienza dagli Stati membri;                   - permettere ai fornitori di tutti gli Stati membri di stabilire la loro propria rete di  distribuzione in Francia, di tenervi delle scorte e di fissare liberamente il prezzo di vendita;                   - permettere ai fornitori di tutti gli Stati membri di approvvigionare i consumatori francesi liberamente e direttamente,                   - permettere, senza alcuna restrizione, qualsiasi esportazione diretta verso gli altri Stati membri.                                 b) Tuttavia, fino all'entrata in vigore della regolamentazione relativa all'attuazione di un'organizzazione comune dei mercati nel settore dell'alcole etilico d'origine agricola e qualora l'alcole etilico di origine non agricola proveniente dagli altri Stati membri comprometta lo smercio dell'alcole etilico francese d'origine agricola, la Commissione delle Comunità europee dichiara che, in virtù dell'articolo 37, paragrafo 4, del trattato CEE, la Repubblica francese può mantenere o prendere le seguenti misure:          - determinare l'utilizzazione dell'alcole etilico d'origine non agricola, prevedendo per i consumatori francesi la facoltà di scegliere liberamente tra i prodotti nazionali e quelli in provenienza dagli altri Stati membri;                   - stabilire disposizioni regolamentari, valide tanto per l'alcole etilico d'origine non agricola fabbricato in Francia, quanto per quello proveniente dagli altri Stati membri, che garantiscano che questo alcole non sostituisce l'alcole francese di origine agricola fabbricato nel quadro dei contingenti e la cui destinazione è conforme alla vigente regolamentazione.                                                     Fatto a Bruxelles, il 22 dicembre 1969.  Per la Commissione  Il Presidente  Jean REY