CELEX: 32020D0115(01)
Language: it
Date: 2019-12-12 00:00:00
Title: Decisione Della Commissione del 12 dicembre 2019 che notifica alla Repubblica di Panama la possibilità di essere identificata come paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata2020/C 13/06

15.1.2020   
               
               
                  IT
               
               
                  Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
               
               
                  C 13/8
               
            
         DECISIONE DELLA COMMISSIONE
         del 12 dicembre 2019
         che notifica alla Repubblica di Panama la possibilità di essere identificata come paese terzo non cooperante nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata
         (2020/C 13/06)
         LA COMMISSIONE EUROPEA,
         visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,
         visto il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999 (1), in particolare l’articolo 32,
         considerando quanto segue:
         1.   INTRODUZIONE
         
         
                     (1)
                  
                  
                     Il regolamento (CE) n. 1005/2008 (di seguito il «regolamento INN») istituisce un regime dell’Unione per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata («pesca INN»).
                  
               
                     (2)
                  
                  
                     Il capo VI del regolamento INN stabilisce la procedura concernente l’identificazione dei paesi terzi non cooperanti nella lotta alla pesca INN, i provvedimenti da adottare in relazione ai paesi identificati come paesi terzi non cooperanti, l’elaborazione di un elenco dei paesi non cooperanti, la radiazione dall’elenco dei paesi non cooperanti, la pubblicità dell’elenco dei paesi non cooperanti e le misure di emergenza.
                  
               
                     (3)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 31 del regolamento INN, la Commissione è tenuta a identificare i paesi terzi che considera paesi non cooperanti nella lotta alla pesca INN. Possono essere identificati come non cooperanti i paesi terzi che non adempiano all’obbligo ad essi imposto dal diritto internazionale, nella loro qualità di Stati di bandiera, Stati di approdo, Stati costieri o Stati di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare e far cessare la pesca INN.
                  
               
                     (4)
                  
                  
                     L’identificazione dei paesi terzi non cooperanti a norma dell’articolo 31 del regolamento INN deve basarsi sull’esame di tutte le informazioni indicate all’articolo 31, paragrafo 2, dello stesso regolamento.
                  
               
                     (5)
                  
                  
                     Prima di identificare i paesi terzi come non cooperanti ai sensi dell’articolo 31 del regolamento INN, la Commissione, a norma dell’articolo 32 dello stesso regolamento, è tenuta a notificare ai paesi terzi interessati la possibilità di essere identificati come paesi non cooperanti. Tale notifica ha carattere preliminare.
                  
               
                     (6)
                  
                  
                     La notifica, trasmessa ai paesi terzi, della possibilità di essere identificati come paesi terzi non cooperanti deve essere inoltre basata sui criteri di cui all’articolo 31 del regolamento INN.
                  
               
                     (7)
                  
                  
                     La Commissione è altresì tenuta a prendere in considerazione tutti i provvedimenti previsti all’articolo 32 di detto regolamento nei confronti dei paesi terzi destinatari della notifica. In particolare, la Commissione deve includere nella notifica le informazioni sui fatti essenziali e i motivi dell’identificazione e dare ai paesi terzi interessati la possibilità di rispondere fornendo prove atte a confutare l’identificazione o, se del caso, un piano d’azione inteso a risanare la situazione, nonché i provvedimenti correttivi adottati. La Commissione deve accordare ai paesi terzi interessati un termine congruo per rispondere alla notifica, nonché un termine ragionevole per porre rimedio alla situazione.
                  
               
                     (8)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 33 del regolamento INN, il Consiglio è tenuto a stabilire un elenco dei paesi terzi non cooperanti. Ai paesi identificati si applicano, in particolare, le misure stabilite all’articolo 38 del regolamento INN.
                  
               
                     (9)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 20, paragrafo 1, del regolamento INN, l’accettazione di certificati di cattura convalidati da uno Stato terzo di bandiera è subordinata alla condizione che la Commissione abbia ricevuto una notifica in cui lo Stato di bandiera interessato attesti che dispone di un dispositivo destinato a garantire l’attuazione, il controllo e l’osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione cui devono conformarsi i propri pescherecci.
                  
               
                     (10)
                  
                  
                     In conformità dell’articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN, la Commissione, ove opportuno, è tenuta a cooperare sul piano amministrativo con i paesi terzi su questioni attinenti all’attuazione delle disposizioni di detto regolamento riguardanti la certificazione delle catture.
                  
               2.   PROCEDURA RELATIVA ALLA REPUBBLICA DI PANAMA
         
         
                     (11)
                  
                  
                     La Repubblica di Panama (di seguito, «Panama») ha presentato alla Commissione la notifica come Stato di bandiera a norma dell’articolo 20 del regolamento INN il 3 febbraio 2010.
                  
               
                     (12)
                  
                  
                     Nell’ambito della cooperazione amministrativa di cui all’articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN, dal 21 giugno 2010 al 15 novembre 2012 la Commissione ha collaborato con le autorità di Panama per verificare le informazioni concernenti le disposizioni di tale paese per l’attuazione, il controllo e l’osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione, applicabili ai suoi pescherecci, e le misure adottate da Panama per adempiere ai propri obblighi in materia di lotta alla pesca INN.
                  
               
                     (13)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione ha esaminato gli obblighi spettanti a Panama in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha preso in considerazione i parametri elencati all’articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.
                  
               
                     (14)
                  
                  
                     Dopo aver esaminato tutti gli elementi fattuali raccolti e tutte le dichiarazioni rilasciate dal paese, la Commissione ha stabilito, a norma dell’articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN, che Panama non ha adempiuto agli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale, in particolare per quanto riguarda il rispetto delle norme internazionali, e non ha garantito il rispetto dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione da parte delle sue navi.
                  
               
                     (15)
                  
                  
                     Di conseguenza, con la decisione 2012/C 354/01 della Commissione del 15 novembre 2012 è stata notificata a Panama la possibilità di essere identificato come paese terzo non cooperante nella lotta alla pesca INN (2).
                  
               
                     (16)
                  
                  
                     Panama è stato invitato a cooperare con la Commissione sulla base di una proposta di piano d’azione per porre rimedio alle carenze individuate.
                  
               
                     (17)
                  
                  
                     Nell’ambito del dialogo bilaterale che ha fatto seguito alla decisione 2012/C 354/01 della Commissione, Panama ha presentato osservazioni orali e scritte di cui la Commissione ha tenuto conto. La Commissione ha continuato a raccogliere e a verificare tutte le informazioni giudicate necessarie.
                  
               
                     (18)
                  
                  
                     Panama ha adottato le misure necessarie per far cessare le attività di pesca INN in questione e per prevenirne l’esercizio futuro, ovviando agli atti o alle omissioni che avevano portato alla notifica della possibilità per tale paese di essere identificato come paese terzo non cooperante in materia di lotta alla pesca INN.
                  
               
                     (19)
                  
                  
                     Di conseguenza, con una comunicazione del 15 ottobre 2014 la Commissione ha deciso di porre fine ai provvedimenti adottati nei confronti di Panama a norma dell’articolo 32 del regolamento INN in relazione all’adempimento degli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione e delle azioni di tale paese volte a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN (3).
                  
               
                     (20)
                  
                  
                     Tuttavia la Commissione ha sottolineato che il fatto di aver posto fine a tali provvedimenti non precludeva l’adozione futura di eventuali misure da parte della Commissione o del Consiglio, qualora altri elementi fattuali dimostrassero che Panama non adempie all’obbligo impostogli dal diritto internazionale, in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, di adottare misure volte a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca INN.
                  
               
                     (21)
                  
                  
                     Dal 29 gennaio al 1o febbraio 2019 la Commissione ha effettuato una visita a Panama nell’ambito della cooperazione amministrativa di cui all’articolo 20, paragrafo 4, del regolamento INN.
                  
               
                     (22)
                  
                  
                     In tale occasione sono state affrontate questioni riguardanti il dispositivo nazionale esistente per la verifica dei certificati di cattura e per l’attuazione, il controllo e l’osservanza delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione cui devono conformarsi le navi panamensi. È stata inoltre esaminata l’effettiva attuazione delle misure adottate da Panama per porre rimedio alle carenze che hanno portato alla notifica di cui al considerando (15).
                  
               
                     (23)
                  
                  
                     Dal 15 al 19 luglio 2019 la Commissione ha effettuato una seconda visita a Panama per esaminare le misure adottate dal paese a seguito della missione precedente.
                  
               
                     (24)
                  
                  
                     Queste due visite e il seguito ad esse dato hanno comportato uno scambio di osservazioni orali e scritte nel cui ambito la Commissione ha raccolto e verificato tutte le informazioni ritenute necessarie sulle misure adottate da Panama per adempiere ai propri obblighi in materia di lotta alla pesca INN.
                  
               
                     (25)
                  
                  
                     Panama è parte contraente della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 1982 (UNCLOS) (4), dell’accordo ai fini dell’attuazione delle disposizioni della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare del 10 dicembre 1982 relative alla conservazione e alla gestione degli stock ittici transzonali e degli stock ittici altamente migratori (UNFSA) e dell’accordo sulle misure di competenza dello Stato di approdo intese a prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (PSMA). Panama ha inoltre recepito nella legislazione nazionale il codice di condotta per una pesca responsabile e il piano d’azione internazionale per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (IPOA-INN) (5).
                  
               
                     (26)
                  
                  
                     Panama è parte contraente della Commissione interamericana per i tonnidi tropicali (IATTC), della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico (ICCAT) e della Commissione per la conservazione delle risorse marine viventi dell’Antartide (CCAMLR). Panama è parte non contraente cooperante della Commissione per la pesca nel Pacifico centro-occidentale (WCPFC), dell’Organizzazione regionale di gestione della pesca per il Pacifico meridionale (SPRFMO) e della Commissione per la pesca nell’Atlantico nord-orientale (NEAFC).
                  
               
                     (27)
                  
                  
                     Per valutare l’osservanza, da parte di Panama, degli obblighi internazionali che gli incombono in quanto Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione, sanciti negli accordi internazionali di cui al considerando (26) e stabiliti dalle pertinenti organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP), la Commissione ha cercato, raccolto e analizzato tutte le informazioni necessarie.
                  
               3.   POSSIBILITÀ PER PANAMA DI ESSERE IDENTIFICATO COME PAESE TERZO NON COOPERANTE
         
         
                     (28)
                  
                  
                     Le informazioni raccolte dalla Commissione nel periodo successivo alla decisione del 2014 di porre termine ai provvedimenti nei confronti di Panama e le carenze riscontrate nelle visite in loco effettuate nel 2019 hanno indotto la Commissione a considerare la possibilità di identificare Panama come paese terzo non cooperante nella lotta alla pesca INN.
                  
               
                     (29)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 31, paragrafo 3, del regolamento INN, la Commissione ha esaminato gli obblighi spettanti a Panama in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero e Stato di commercializzazione. Ai fini di tale esame la Commissione ha tenuto conto dei criteri definiti all’articolo 31, paragrafi da 4 a 7, del regolamento INN.
                  
               3.1.   Misure adottate in relazione alla ricorrenza di attività di pesca INN e di flussi commerciali INN (articolo 31, paragrafo 4, del regolamento INN)
         
         
                     (30)
                  
                  
                     In conformità dell’articolo 31, paragrafo 4, lettera a), la Commissione ha esaminato le misure adottate da Panama in relazione alla pesca INN ricorrente svolta o coadiuvata da pescherecci battenti la sua bandiera o da suoi cittadini, o da pescherecci che operano nelle sue acque marittime o utilizzano i suoi porti.
                  
               
                     (31)
                  
                  
                     Sulla base di informazioni pubblicamente disponibili e di informazioni trasmesse dalle autorità competenti di Panama, la Commissione ha stabilito che l’autorità nazionale incaricata del registro navale panamense, l’autorità marittima di Panama (AMP), ha registrato navi che avevano dichiarato che non avrebbero praticato attività di pesca, ma che successivamente avevano svolto tali attività. Ciò significa che sono state condotte attività di pesca da navi battenti bandiera panamense sprovviste della licenza di pesca obbligatoria rilasciata dall’autorità nazionale competente (l’Autorità per le risorse acquatiche di Panama - ARAP) e che pertanto l’esercizio di tali attività di pesca non era soggetto ad alcuna forma di monitoraggio, controllo e sorveglianza da parte dell’autorità competente. Significa inoltre che non è stato elaborato un elenco consolidato contenente tutti i pescherecci e le navi battenti bandiera panamense utilizzate e attrezzate per essere utilizzate per attività connesse alla pesca, il che indica che Panama non esercita un controllo adeguato sulle proprie navi.
                  
               
                     (32)
                  
                  
                     Siffatta assenza di controllo da parte dell’autorità competente ha comportato gravi violazioni delle leggi, dei regolamenti e delle misure di conservazione e di gestione applicabili. In effetti navi da trasporto registrate come normali navi da carico sono state utilizzate per trasportare prodotti della pesca in assenza di licenza dell’ARAP e di qualsiasi tipo di controllo da parte dell’ARAP o dell’AMP. A titolo di esempio, nel 2016 due navi da trasporto battenti bandiera panamense hanno effettuato trasbordi nella zona della SPRFMO benché non figurassero nel relativo registro delle navi autorizzate a pescare nella zona della convenzione.
                  
               
                     (33)
                  
                  
                     Inoltre, una nave da trasporto denominata SUMMER REFER (nome precedente: OKAPI MARTA, n. IMO 7816472) è stata immatricolata a Panama dal giugno 2018 al febbraio 2019 come normale nave da carico, nonostante fosse iscritta nell’elenco dei pescherecci INN della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo (CGPM) dal 2016. L’AMP non ha consultato l’ARAP prima di immatricolare tale imbarcazione, nonostante si trattasse di una nave attrezzata per il trasporto di pesce e che avrebbe quindi potuto svolgere attività connesse alla pesca. Va osservato che la radiazione di tale nave non era dovuta al fatto che figurasse nell’elenco delle navi INN.
                  
               
                     (34)
                  
                  
                     È altresì emerso che il peschereccio NIKA (n. IMO 8808654), immatricolato a Panama come normale nave da carico dal giugno 2018, ha partecipato ad attività di pesca INN nel primo semestre del 2019 in una zona regolamentata dalla convenzione CCAMLR senza disporre di una licenza dall’ARAP.
                  
               
                     (35)
                  
                  
                     Un’altra nave battente bandiera panamense, la XING HAI FENG (nome precedente: OCEAN LION, n. IMO 7826233) figura nell’elenco delle navi che si presume abbiano svolto attività di pesca INN nella zona di competenza della Commissione per il tonno dell’Oceano Indiano (IOTC) adottato da tale organizzazione in occasione della sua 23a sessione svoltasi nel giugno 2019.
                  
               
                     (36)
                  
                  
                     Contrariamente ai punti 36 e 42 dell’IPOA-INN, le procedure applicate prima dell’immatricolazione non comprendono una verifica esaustiva della storia della nave che consenta di evitare di immatricolare pescherecci con precedenti sospetti o problemi di conformità nonché navi figuranti negli elenchi delle navi INN adottati dalle ORGP.
                  
               
                     (37)
                  
                  
                     Il quadro giuridico di base che istituisce un programma di monitoraggio, controllo e sorveglianza è il decreto esecutivo n. 161 del 2013. L’attuale regime di autorizzazione e rilascio delle licenze di pesca si basa sul decreto esecutivo n. 162 del 2013. Come descritto nel considerando (19), l’adozione di questi decreti e del decreto esecutivo n. 160 sulle sanzioni è stata decisiva per porre termine, nell’ottobre 2014, ai provvedimenti che erano stati adottati nei confronti di Panama a norma dell’articolo 32 del regolamento INN. Tuttavia la Commissione ha constatato che tali decreti non vengono adeguatamente applicati.
                  
               
                     (38)
                  
                  
                     Ad esempio, per quanto riguarda le navi da trasporto autorizzate dall’ARAP a effettuare operazioni di trasbordo di prodotti della pesca, la Commissione ha constatato che Panama non ha controllato la conformità di tali navi alle disposizioni nazionali che disciplinano le attività di trasbordo, come l’obbligo di presentare una notifica preventiva di trasbordo e una dichiarazione di trasbordo. Una nave da trasporto ha potuto ad esempio operare nel 2018 al largo delle coste dell’Africa occidentale senza presentare una notifica preventiva di trasbordo. Va osservato che il mancato rispetto di tali obblighi è considerato un’infrazione grave ai sensi della legislazione nazionale panamense. Inoltre, recenti relazioni di conformità presentate dalla SPRFMO e dalla WCPFC hanno segnalato gravi problemi con riguardo a trasbordi effettuati da navi battenti bandiera panamense (6).
                  
               
                     (39)
                  
                  
                     La Commissione ha altresì raccolto informazioni che dimostrano che Panama non effettua un monitoraggio e un controllo adeguati delle attività di cattura svolte da pescherecci battenti la propria bandiera. Ad esempio, un peschereccio ha potuto operare nell’Oceano Indiano pur disponendo di una licenza valida unicamente per l’Oceano Pacifico. Analogamente, un’altra nave ha svolto attività di pesca nella zona nota nella IATTC come «El Corralito» nel periodo in cui tale zona era chiusa alla pesca, contravvenendo alla risoluzione C-17-02 della IATTC.
                  
               
                     (40)
                  
                  
                     Con riguardo alle informazioni di cui sopra, la Commissione ha concluso che Panama è venuto meno alla responsabilità che gli incombe in quanto Stato di bandiera di impedire l’esercizio di attività di pesca INN nelle acque d’altura da parte della propria flotta. Ciò contravviene all’articolo 94, paragrafi 1 e 2, dell’UNCLOS, in base al quale ogni Stato è tenuto a esercitare efficacemente la propria giurisdizione e il proprio controllo sulle navi battenti la sua bandiera. Tale condotta contrasta inoltre con il punto 24 dell’IPOA-INN, che prevede l’obbligo di esercitare un controllo completo ed efficace delle attività di pesca.
                  
               
                     (41)
                  
                  
                     La Commissione, in conformità dell’articolo 31, paragrafo 4, lettera b), del regolamento INN, ha esaminato le misure adottate da Panama per quanto riguarda l’accesso al proprio mercato di prodotti della pesca provenienti dalla pesca INN e i relativi flussi commerciali.
                  
               
                     (42)
                  
                  
                     Dopo avere esaminato la documentazione e altre informazioni inerenti ai controlli delle importazioni e alle procedure di monitoraggio e controllo delle navi, la Commissione è del parere che Panama non sia in grado di garantire che i prodotti della pesca che entrano nel suo mercato e nei suoi impianti di trasformazione non provengano da attività di pesca INN. Le autorità panamensi non sono state in grado di dimostrare che raccolgono e verificano tutte le informazioni necessarie ad accertare la legalità del pesce che entra nel loro mercato o che transita o è trasformato nel loro territorio.
                  
               
                     (43)
                  
                  
                     In particolare, la Commissione ha rilevato incongruenze significative nelle informazioni comunicate dall’impianto di trasformazione che essa ha visitato nel luglio 2019. Ad esempio, dai registri dell’impianto risultava il ricevimento di un carico di pesce catturato da una nave che, alla data in questione, si trovava in mare e non era ancora approdata al molo di scarico. Lo stesso impianto non è stato in grado di fornire nessuno dei documenti statistici dell’ICCAT relativi al pesce spada, che avrebbero dovuto accompagnare le 24 importazioni di pesce spada proveniente dalla zona ICCAT effettuate dall’impianto nel 2019. Le autorità panamensi non hanno rilevato nessuna di queste incongruenze.
                  
               
                     (44)
                  
                  
                     A questo si aggiunge il fatto che Panama convalida i certificati di cattura senza verificare adeguatamente le informazioni ivi contenute. Prima della prima visita effettuata dalla Commissione nel 2019 l’Agenzia europea di controllo della pesca (EFCA) ha analizzato un campione di certificati di cattura convalidati da Panama nel 2018. I numerosi errori rilevati dall’EFCA (campi mancanti, inesattezze nelle zone di cattura, quantitativi errati, confusione sul nome del comandante della nave) sono indice di superficialità delle verifiche effettuate prima della convalida dei certificati. In sede di verifica delle informazioni a corredo di alcuni certificati di cattura, la Commissione ha inoltre rilevato dati poco attendibili nei giornali di bordo.
                  
               
                     (45)
                  
                  
                     La Commissione ha concluso che i dati concernenti l’origine e la tracciabilità dei prodotti della pesca in entrata o in uscita dal paese, o catturati da pescherecci battenti bandiera panamense, non erano precisi né affidabili. Panama non ha applicato norme che garantiscano la tracciabilità del pesce e dei prodotti della pesca lungo l’intera catena di commercializzazione conformemente ai punti da 67 a 69, 71 e 72 dell’IPOA-INN.
                  
               
                     (46)
                  
                  
                     La Commissione ha inoltre identificato tre casi in cui l’ARAP non ha tenuto conto della forcella di sanzioni pecuniarie previste dalla legislazione nazionale per stabilire l’importo delle ammende irrogate a tre pescherecci panamensi che avevano commesso infrazioni gravi alle misure nazionali di conservazione e di gestione (CMM) nel corso di attività di pesca nelle acque soggette alla giurisdizione nazionale di Panama. In tal modo sono state di fatto irrogate ammende di importo di gran lunga inferiore all’importo minimo fissato dalla legislazione panamense, che pertanto non sono considerate sufficienti ad assicurare il rispetto delle norme, scoraggiare le violazioni e privare i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite, come disposto dall’articolo 19, paragrafo 2, dell’UNFSA.
                  
               
                     (47)
                  
                  
                     Inoltre, riesaminando i documenti presenti a bordo di una nave battente bandiera straniera, che era già stata ispezionata e autorizzata a sbarcare le proprie catture in uno dei porti panamensi designati, la Commissione ha constatato che tale nave aveva effettivamente svolto attività di pesca nelle acque di un paese terzo senza essere in possesso di licenza e senza che ciò venisse rilevato dagli ispettori che avevano autorizzato la nave a procedere allo sbarco a Panama.
                  
               
                     (48)
                  
                  
                     Sulla base delle considerazioni esposte nella presente sezione e di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dalle autorità competenti del paese, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafo 3, e paragrafo 4, lettere a) e b), del regolamento INN, che Panama non rispetta gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale in qualità di Stato di bandiera, Stato di approdo, Stato costiero o Stato di commercializzazione con riguardo alle navi INN e alla pesca INN svolta o coadiuvata da pescherecci battenti la sua bandiera o da suoi cittadini e non provvede a impedire l’accesso al proprio mercato di prodotti ittici provenienti dalla pesca INN.
                  
               3.2.   Mancata cooperazione e esecuzione (articolo 31, paragrafo 5, del regolamento INN)
         
         
                     (49)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 31, paragrafo 5, lettera a), del regolamento INN, la Commissione ha esaminato la propria collaborazione con Panama per valutare se le autorità abbiano cooperato in modo efficace rispondendo alle domande, fornendo informazioni o indagando su questioni relative alla pesca INN e alle attività connesse.
                  
               
                     (50)
                  
                  
                     Nella fase di preparazione della prima visita della Commissione del 2019 e nella fase successiva le autorità panamensi si sono dimostrate generalmente disposte a cooperare rispondendo alle richieste di informazioni e fornendo riscontri. Tuttavia, nel periodo compreso tra la sospensione dei provvedimenti nei confronti di Panama come descritto al considerando (19) e i contatti avviati con il paese dalla Commissione per organizzare la prima visita del 2019, Panama non ha dato seguito a varie richieste di informazioni trasmesse dalla Commissione o dagli Stati membri dell’UE tra il 2015 e il 2018.
                  
               
                     (51)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 31, paragrafo 5, lettera b), la Commissione ha esaminato le misure di esecuzione in vigore per prevenire, scoraggiare ed eliminare le attività di pesca INN.
                  
               
                     (52)
                  
                  
                     Il sistema sanzionatorio vigente si basa sul decreto esecutivo n. 160 del 2013. L’adozione di tale strumento giuridico, insieme agli altri due decreti esecutivi summenzionati, è stata fondamentale per la sospensione dei provvedimenti nei confronti di Panama decisa nell’ottobre 2014. Tuttavia, Panama non ha correttamente attuato il decreto esecutivo n. 160.
                  
               
                     (53)
                  
                  
                     Dalle informazioni raccolte dalla Commissione e dagli scambi con le autorità panamensi è emerso che le sanzioni irrogate alle navi che praticano o coadiuvano attività di pesca INN classificate come infrazioni gravi dal decreto esecutivo n. 160 non sono efficaci né dissuasive.
                  
               
                     (54)
                  
                  
                     Ad esempio, secondo il citato decreto esecutivo, la forcella delle sanzioni pecuniarie va da 10 001 a 1 000 000 PAB (10 001 - 1 000 000 USD), pari a 9 123,23 - 912 231,49 EUR. Tuttavia, l’80 % delle ammende irrogate per infrazioni gravi nel periodo compreso tra il 2014 e il 2018 era inferiore a 12 000 PAB e solo in due casi l’ammenda superava 20 000 PAB. Ne consegue che le sanzioni irrogate dalle autorità panamensi non sono commisurate al valore delle catture e ai benefici derivanti dalla commissione di infrazioni gravi e non sono abbastanza severe da assicurare la conformità e scoraggiare ulteriori violazioni.
                  
               
                     (55)
                  
                  
                     Come già indicato, la Commissione ha identificato tre casi in cui l’ARAP non ha tenuto conto della forcella di sanzioni pecuniarie previste dal decreto esecutivo n. 160 per stabilire l’importo delle ammende irrogate a tre pescherecci panamensi che avevano commesso infrazioni gravi alle CMM nel corso di attività di pesca nelle acque soggette alla giurisdizione nazionale di Panama. L’importo delle ammende irrogate era in effetti di gran lunga inferiore all’importo minimo previsto da tale strumento. La sanzione applicata in questi tre casi dall’ARAP ammontava rispettivamente a 3 792,50 PAB, 3 652,00 PAB e 3 652,00 PAB, a fronte di un importo minimo di 10 001,00 PAB previsto dal citato decreto esecutivo.
                  
               
                     (56)
                  
                  
                     È evidente che il livello effettivo delle sanzioni irrogate non assicura l’effetto deterrente del sistema sanzionatorio e non è conforme all’articolo 19, paragrafo 2, dell’UNFSA, secondo cui le sanzioni applicabili a eventuali violazioni devono essere sufficientemente severe da assicurare il rispetto delle norme e scoraggiare le violazioni ovunque esse si verifichino, privando i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite. Inoltre, il punto 21 dell’IPOA-INN raccomanda agli Stati membri di provvedere affinché le sanzioni irrogate per attività INN praticate da pescherecci e, per quanto possibile, da cittadini soggetti alla loro giurisdizione, siano sufficientemente severe da privare i trasgressori dei benefici derivanti da tali attività di pesca.
                  
               
                     (57)
                  
                  
                     L’efficacia dell’azione di contrasto è inoltre inficiata da cospicui ritardi sia nell’avvio di procedure nei confronti delle navi sospettate di partecipazione ad attività di pesca INN che nell’imposizione di sanzioni. Nella maggior parte dei casi la conclusione delle procedure richiede diversi anni.
                  
               
                     (58)
                  
                  
                     Alla luce delle informazioni raccolte sul quadro giuridico e sulle procedure di esecuzione esistenti per accertare eventuali violazioni e irrogare le relative sanzioni, la Commissione è giunta alla conclusione che Panama non si è conformato all’articolo 19, paragrafo 2, dell’UNFSA. Tale disposizione stabilisce che tutte le indagini e le azioni giudiziarie siano espletate con rapidità e che le sanzioni applicabili a eventuali violazioni siano sufficientemente severe da assicurare il rispetto delle norme e scoraggiare le violazioni ovunque esse si verifichino, privando i trasgressori dei benefici derivanti dalle loro attività illecite.
                  
               
                     (59)
                  
                  
                     Sulla base delle considerazioni esposte nella presente sezione e di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione, nonché delle dichiarazioni rilasciate dalle autorità di Panama, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafi 3 e 5, del regolamento INN, che tale paese non ha osservato gli obblighi che gli incombono a norma del diritto internazionale per quanto riguarda la cooperazione e le misure di esecuzione.
                  
               3.3.   Mancata applicazione delle norme internazionali (articolo 31, paragrafo 6, del regolamento INN)
         
         
                     (60)
                  
                  
                     In conformità dell’articolo 31, paragrafo 6, lettere a) e b), del regolamento INN, la Commissione ha esaminato la ratifica, da parte di Panama, di strumenti internazionali pertinenti nel settore della pesca, o la sua adesione a tali strumenti, e se tale paese sia parte contraente di ORGP o si sia impegnato ad applicare le misure di conservazione e di gestione da esse adottate.
                  
               
                     (61)
                  
                  
                     Panama ha ratificato l’UNCLOS nel 1996 e ha aderito all’UNSFA nel 2008. Ha altresì aderito all’accordo sulle misure di competenza dello Stato di approdo nel 2016. Nel 2009 Panama ha inoltre recepito il codice di condotta per una pesca responsabile e l’IPOA-INN.
                  
               
                     (62)
                  
                  
                     L’attuale quadro giuridico sulla pesca è costituito dai succitati decreti esecutivi del 2013 e dalle norme di settore istituite da strumenti internazionali che sono state recepite nella legislazione panamense. La legge sulla pesca attualmente in vigore risale al 1959 e non è ancora allineata agli strumenti internazionali vigenti di cui Panama è parte né ad altre norme internazionali sulla pesca che Panama ha accettato di applicare. La revisione di tale legge, che Panama era stato invitato ad aggiornare, è tuttora in corso.
                  
               
                     (63)
                  
                  
                     Per quanto riguarda l’accordo sulle misure di competenza dello Stato di approdo, le informazioni raccolte dalla Commissione dimostrano che Panama ha dato scarsa attuazione alle sue disposizioni. Nel luglio 2018 la VLADIVOSTOK 2000 (nomi precedenti: DAMANZAIHAO, LAFAYETTE, n. IMO 7913622), una nave officina che figura nell’elenco delle navi INN della SPRFMO dal 2015, è stata rifornita di carburante a Panama. Ciò è in contrasto con l’accordo sulle misure di competenza dello Stato di approdo e conferma che Panama non ne attua efficacemente le disposizioni in quanto non impedisce alle navi INN di fruire di servizi portuali sul proprio territorio.
                  
               
                     (64)
                  
                  
                     La Commissione ha inoltre constatato che soltanto in uno dei porti designati (porto di Vacamonte) sono presenti ispettori e che le ispezioni ivi effettuate non sono eseguite correttamente. Riesaminando i documenti presenti a bordo di una nave battente bandiera straniera, che era già stata ispezionata e autorizzata a sbarcare le proprie catture, la Commissione ha constatato che tale nave aveva di fatto svolto attività di pesca nelle acque di un paese terzo senza essere in possesso di licenza e senza che ciò venisse rilevato dagli ispettori che l’avevano autorizzata a procedere allo sbarco a Panama. Inoltre, la Commissione ha identificato scali effettuati da pescherecci battenti bandiera straniera che non figuravano negli elenchi trasmessi da Panama relativi ai pescherecci stranieri facenti scalo in porto.
                  
               
                     (65)
                  
                  
                     Come descritto al considerando (26), Panama è membro della IATTC, dell’ICCAT e della CCAMLR ed è parte non contraente cooperante della WCPFC, della SPRFMO e della NEAFC.
                  
               
                     (66)
                  
                  
                     A norma dell’articolo 31, paragrafo 6, lettera c), la Commissione ha esaminato qualsiasi atto o omissione da parte di Panama che potrebbe aver compromesso l’efficacia delle leggi, dei regolamenti o delle misure internazionali di conservazione e di gestione applicabili.
                  
               
                     (67)
                  
                  
                     Per quanto riguarda il rispetto degli obblighi spettanti a Panama in quanto parte contraente o parte non contraente cooperante delle suddette ORGP, la Commissione ha constatato che tale paese non è stato in grado di assicurare che le proprie navi si conformassero alle norme stabilite nel quadro di tali ORGP. Come indicato al considerando (39), una nave ha svolto attività di pesca nella zona della IATTC nota come «El Corralito» nel periodo in cui tale zona era chiusa alla pesca, contravvenendo alla risoluzione C-17-02 della IATTC. Inoltre, come indicato nel considerando (32), nel 2016 due navi da trasporto battenti bandiera panamense hanno effettuato trasbordi nella zona della SPRFMO benché non figurassero nel relativo registro delle navi autorizzate a pescare nella zona della convenzione. Si è altresì constatato, come indicato al considerando (34), che un peschereccio immatricolato a Panama come normale nave da carico dal giugno 2018 ha partecipato ad attività di pesca INN nel primo semestre del 2019 in una zona regolamentata dalla convenzione CCAMLR senza disporre di una licenza dall’ARAP.
                  
               
                     (68)
                  
                  
                     Sulla base delle considerazioni illustrate nella presente sezione e di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dalle autorità panamensi, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafi 3 e 6, del regolamento INN, che Panama non ha osservato tutti gli obblighi ad esso incombenti a norma del diritto internazionale in relazione alle norme, ai regolamenti e alle misure di conservazione e di gestione internazionali.
                  
               3.4.   Difficoltà specifiche dei paesi in via di sviluppo (articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN)
         
         
                     (69)
                  
                  
                     Secondo l’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite (7), nel 2018 Panama era considerato un paese ad alto sviluppo umano (66esimo su 189 paesi).
                  
               
                     (70)
                  
                  
                     Tenuto conto della classifica stilata dalle Nazioni Unite sulla base dell’indice di sviluppo umano e di quanto osservato durante le visite condotte nel 2019, nulla lascia supporre che il mancato rispetto, da parte di Panama, degli obblighi che gli incombono a norma del diritto internazionale sia dovuto a bassi livelli di sviluppo. Non esiste alcun elemento di prova concreto che consenta di mettere in correlazione le carenze rilevate a livello di quadro giuridico sulla pesca e di sistemi di monitoraggio, controllo, sorveglianza e tracciabilità della pesca con scarse capacità e infrastrutture. La Commissione ha risposto positivamente alle richieste di sostegno nella revisione del quadro giuridico sulla pesca avanzate da Panama.
                  
               
                     (71)
                  
                  
                     Sulla base delle considerazioni illustrate nella presente sezione e di tutti gli elementi fattuali raccolti dalla Commissione nonché delle dichiarazioni rilasciate dal paese, si è potuto stabilire, a norma dell’articolo 31, paragrafo 7, del regolamento INN, che lo stato di sviluppo e la condotta generale di Panama con riguardo alla pesca non sono pregiudicati dal suo livello di sviluppo,
                  
               DECIDE:
         
            Articolo unico
            Si notifica alla Repubblica di Panama la possibilità di essere identificata dalla Commissione come un paese terzo non cooperante nella lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata.
         
         
            Fatto a Bruxelles, il 12 dicembre 2019
            
               
                  Per la Commissione
               
               Virginijus SINKEVIČIUS
               
                  Membro della Commissione
               
            
         
         
            (1)  GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1.
         
            (2)  GU C 354 del 17.11.2012, pag. 1.
         
            (3)  GU C 364 del 15.10.2014, pag. 2.
         
            (4)  https://treaties.un.org/
         
            (5)  Piano d’azione internazionale per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, 2001.
         
            (6)  WCPFC TCC14 del settembre 2018 e SPRFMO CTC5 del gennaio 2018.
         
            (7)  http://hdr.undp.org/en/2018-update/download