CELEX: 62001TJ0122
Language: it
Date: 2003-07-03 00:00:00
Title: Sentenza del Tribunale di primo grado (Seconda Sezione) del 3 luglio 2003. # Best Buy Concepts Inc. contro Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI). # Marchio comunitario - Marchio figurativo contenente il segno verbale best buy - Impedimento assoluto - Carattere distintivo - Art.7, n.1, lett. b), del regolamento (CE) n.40/94. # Causa T-122/01.

Causa T-122/01 Best Buy Concepts Inc.controUfficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI)
            «Marchio comunitario – Marchio figurativo contenente il segno denominativo BEST BUY – Impedimento assoluto alla registrazione – Carattere distintivo – Art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94»
            
               
                  Sentenza del Tribunale (Seconda Sezione) 3 luglio 2003 
                     
                
               
            
                   
               
               
            
            Massime della sentenza
         
         
                  
                  Marchio comunitario – Definizione e acquisizione del marchio comunitario – Impedimenti assoluti alla registrazione – Marchi privi di carattere distintivo – Marchio figurativo «BEST BUY»[Regolamento del Consiglio n. 40/94, art. 7, n. 1, lett. b)] E' privo di carattere distintivo, ai sensi dell'art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 sul marchio comunitario,
         il marchio figurativo costituito dalla forma di un'etichetta colorata contenente il segno denominativo «BEST BUY» e l'elemento
         «R», la cui registrazione è richiesta per i servizi di consulenza per la direzione degli affari (classe 35 dell'accordo di
         Nizza), di installazione e di manutenzione di apparecchiature (classe 37), nonché di consulenze tecniche per l'apertura di
         negozi specializzati (classe 42). Infatti, il detto segno denominativo, composto di termini comuni appartenenti alla lingua
         inglese che indicano in modo evidente un rapporto vantaggioso tra il prezzo dei servizi considerati nella domanda e il loro
         valore commerciale, viene immediatamente percepito dal pubblico destinatario come una semplice formula promozionale o uno
         slogan piuttosto che come un'indicazione dell'origine commerciale dei servizi. Allo stesso modo, le etichette di prezzo colorate
         vengono comunemente utilizzate nel commercio per qualsiasi tipo di prodotti e servizi e la presenza di elementi del tipo «R»,
         accanto ad altri elementi, non può essere sufficiente a conferire un carattere distintivo a un marchio considerato nel suo
         insieme. Pertanto, nel suo insieme, il marchio richiesto è composto solo di elementi che, considerati separatamente, si rivelano
         privi di carattere distintivo per la commercializzazione dei servizi di cui trattasi, senza che esista interazione tra questi
         diversi elementi atta a conferire un carattere distintivo all'insieme.v. punti 28-30, 33-34, 36, 38
      

      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
      
            
            SENTENZA DEL TRIBUNALE (Seconda Sezione)3 luglio 2003 (1)
         
         
               «Marchio comunitario – Marchio figurativo contenente il segno verbale best buy – Impedimento assoluto alla registrazione – Carattere distintivo – Art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento (CE) n. 40/94»
               
             Nella causa T-122/01, 
            
            
            Best Buy Concepts Inc., con sede in Eden Prairie, Minnesota (Stati Uniti d'America), rappresentata dall'avv. S. Rojhan,
            
            
            ricorrente, 
            
            contro
            Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (UAMI), rappresentato dal sig. G. Schneider, in qualità di agente,
            
            convenuto, 
            
             avente ad oggetto un ricorso proposto avverso la decisione della terza commissione di ricorso dell'Ufficio per l'armonizzazione
            nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) 21 marzo 2001 (procedimento R 44/2000-3) riguardante la domanda di registrazione
            come marchio comunitario di un marchio figurativo contenente il segno verbale  
            best buy,
            
            
            IL TRIBUNALE DI PRIMO GRADO DELLE COMUNITÀ EUROPEE (Seconda Sezione),
            
             composto dai sigg. N.J. Forwood, presidente, J. Pirrung e A.W.H. Meij, giudici, 
            
             cancelliere: sig.ra D. Christensen, amministratore 
            
            
            vista la fase scritta del procedimento e in seguito all'udienza del 25 febbraio 2003,
         ha pronunciato la seguente
         
         
         Sentenza
            
               Fatti della causa
            
         
         1
            
          Il 7 maggio 1999 la ricorrente ha presentato, in forza del regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre 1993, n. 40/94, sul
         marchio comunitario (GU 1994, L 11, pag. 1), come modificato, una domanda di registrazione di marchio figurativo comunitario
         all'Ufficio per l'armonizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli) (in prosieguo: l'
         Ufficio). 
         
         
         2
            
          Il marchio di cui è stata chiesta la registrazione è il segno riportato qui di seguito, dai colori giallo (fondo) e nero (lettere,
         contorno, cerchio): 
         
         
         3
            
          I servizi per i quali è stata chiesta la registrazione del marchio rientrano nelle classi 35, 37 e 42 dell'accordo di Nizza
         15 giugno 1957, relativo alla classificazione internazionale dei prodotti e dei servizi per la registrazione dei marchi, come
         rivisto e modificato, e corrispondono, per ciascuna di tali classi, alla seguente descrizione: 
         
         
         ─
             consulenza per la direzione degli affari, comprese l'assistenza e la consulenza per l'apertura e la gestione di negozi di
            elettrodomestici, di apparecchiature fotografiche, di apparecchiature di telecomunicazione, di apparecchiature video e audio,
            di personal computer e di altri prodotti per l'ufficio [ad uso domestico], di software per il divertimento, compresi compact
            disc, audiocassette e videocassette preregistrate, software e relativi prodotti, che rientrano nella classe 35; 
          consulenza per la direzione degli affari, comprese l'assistenza e la consulenza per l'apertura e la gestione di negozi di
         elettrodomestici, di apparecchiature fotografiche, di apparecchiature di telecomunicazione, di apparecchiature video e audio,
         di personal computer e di altri prodotti per l'ufficio [ad uso domestico], di software per il divertimento, compresi compact
         disc, audiocassette e videocassette preregistrate, software e relativi prodotti, che rientrano nella classe 35; 
         
         
         
         ─
             installazione e manutenzione di apparecchiature audio per autoveicoli, di elettrodomestici, di apparecchiature fotografiche,
            di apparecchiature video e audio, di apparecchiature di telecomunicazione, di personal computer e di altri prodotti per l'ufficio
            [ad uso domestico] e relativi articoli, che rientrano nella classe 37; 
          installazione e manutenzione di apparecchiature audio per autoveicoli, di elettrodomestici, di apparecchiature fotografiche,
         di apparecchiature video e audio, di apparecchiature di telecomunicazione, di personal computer e di altri prodotti per l'ufficio
         [ad uso domestico] e relativi articoli, che rientrano nella classe 37; 
         
         
         
         ─
             consulenze tecniche per l'apertura di negozi di elettrodomestici, di apparecchiature fotografiche, di apparecchiature di telecomunicazione,
            di apparecchiature video e audio, di personal computer e di altri prodotti per l'ufficio [ad uso domestico], di software per
            il divertimento, compresi compact disc, audiocassette e videocassette preregistrate, software e relativi prodotti, che rientrano nella classe 42. 
          consulenze tecniche per l'apertura di negozi di elettrodomestici, di apparecchiature fotografiche, di apparecchiature di telecomunicazione,
         di apparecchiature video e audio, di personal computer e di altri prodotti per l'ufficio [ad uso domestico], di software per
         il divertimento, compresi compact disc, audiocassette e videocassette preregistrate, software e relativi prodotti, che rientrano nella classe 42. 
         
         
         
         
         4
            
          Con decisione 19 novembre 1999 l'esaminatore respingeva la domanda sulla base dell'art. 38 del regolamento n. 40/94, in quanto
         il marchio richiesto ricadeva sotto l'art. 7, n. 1, lett. b), c) e d), del regolamento n. 40/94. 
         
         
         5
            
          Il 22 dicembre 1999 la ricorrente proponeva un ricorso all'Ufficio, ai sensi dell'art. 59 del regolamento n. 40/94, impugnando
         la decisione dell'esaminatore. 
         
         
         6
            
          Con decisione 21 marzo 2001 (in prosieguo: la  
         decisione impugnata) la commissione di ricorso respingeva il ricorso. In sostanza, essa riteneva che il segno in questione fosse privo di carattere
         distintivo, che esso si rivelasse descrittivo e, pertanto, ch'esso rientrasse nelle disposizioni dell'art. 7, n. 1, lett.
         b) e c), del regolamento n. 40/94. 
         Procedimento e conclusioni delle parti
         
         7
            
          Con atto introduttivo depositato presso la cancelleria del Tribunale il 4 giugno 2001, la ricorrente proponeva il presente
         ricorso. Il 24 agosto 2001 l'Ufficio depositava un controricorso. 
         
         
         8
            
          La ricorrente chiede che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
             annullare la decisione della commissione di ricorso;
          annullare la decisione della commissione di ricorso;
         
         
         
         ─
             condannare il convenuto alle spese. 
          condannare il convenuto alle spese. 
         
         
         
         
         9
            
          L'Ufficio chiede che il Tribunale voglia: 
         
         
         ─
             respingere il ricorso; 
          respingere il ricorso; 
         
         
         
         ─
             condannare la ricorrente alle spese. 
          condannare la ricorrente alle spese. 
         
         
         In diritto
         
         10
            
          A sostegno del proprio ricorso la ricorrente deduce due motivi, relativi alla violazione dell'art. 7, n. 1, lett. b), e, rispettivamente,
         dell'art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94. 
          Sul motivo relativo alla violazione dell'art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94
          Argomenti delle parti
         
         
         11
            
          La ricorrente sostiene che il pubblico percepisce il marchio rapidamente e globalmente, senza analizzarlo nei suoi diversi
         elementi. Essa ritiene che l'Ufficio non abbia tenuto conto del carattere originale degli elementi che costituiscono il marchio
         figurativo e rileva che la sua domanda riguarda servizi destinati unicamente a professionisti. 
         
         
         12
            
          Infatti, gli elementi costitutivi del segno, in particolare la combinazione delle parole che forma un neologismo grammaticalmente
         scorretto, sarebbero inusuali per i servizi interessati. Inoltre, il pubblico destinatario non si aspetterebbe un marchio
         sotto forma di etichetta per alcuni servizi. 
         
         
         13
            
          La ricorrente fa anche valere che l'Ufficio non ha tenuto conto della registrazione del segno come marchio in Germania e in
         Francia. 
         
         
         14
            
          L'Ufficio confuta, in primo luogo, gli argomenti della ricorrente relativi all'impressione globale prodotta dal marchio. In
         proposito, esso ritiene che la commissione di ricorso non abbia fatto altro che ricavare l'elemento verbale del marchio, caratteristico
         di questo, e che, peraltro, essa abbia pure esaminato, nell'ambito di una valutazione globale del marchio, gli elementi figurativi
         di questo. 
         
         
         15
            
          In secondo luogo, l'Ufficio fa valere che i servizi specificati nella domanda di marchio comunitario sono stati effettivamente
         presi in considerazione dalla commissione di ricorso, la quale ha ritenuto che il contenuto semantico di  
         best buy s'imponesse come una caratteristica del servizio proposto, cioè quella di presentare il rapporto più vantaggioso tra il prezzo
         e il valore commerciale, anche per imprese clienti di aziende operanti nel settore della rivendita di prodotti. 
         
         
         16
            
          L'Ufficio sostiene, in terzo luogo, che né il colore giallo né la forma esagonale presentano carattere distintivo, giacché
         essi sarebbero di uso generalizzato nell'ambito della commercializzazione di prodotti e di servizi. 
         
         
         17
            
          In quarto luogo, l'Ufficio rileva che il significato normale della combinazione  
         [a] best buy può essere immediatamente compreso da coloro che hanno conoscenze di lingua inglese e rileva che il termine  
         buy viene correntemente usato come sostantivo. 
         
         
         18
            
          Infine, l'Ufficio fa valere che le registrazioni nazionali richiamate provengono da Stati membri non anglofoni nei quali il
         segno potrebbe rivelarsi distintivo senza che ciò valga necessariamente in tutta la Comunità. 
          Giudizio del Tribunale
         
         
         19
            
          Ai sensi dell'art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94, sono esclusi dalla registrazione  
         i marchi privi di carattere distintivo. Inoltre, l'art. 7, n. 2, del regolamento n. 40/94 precisa che  
         [i]l paragrafo 1 si applica anche se le cause d'impedimento esistono soltanto per una parte della Comunità. 
         
         
         20
            
          Come il Tribunale ha già affermato, i marchi contemplati dall'art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 sono, in particolare,
         quelli che non permettono al pubblico interessato di ripetere un dato acquisto, qualora questo si rivela positivo, oppure
         di evitarlo, ove esso si rivela negativo, in occasione dell'acquisto successivo dei prodotti o dei servizi in questione [sentenza
         del Tribunale 27 febbraio 2002, causa T-79/00, Rewe-Zentral/UAMI (LITE), Racc. pag. II-705, punto 26]. Ciò vale, in particolare,
         per i segni che vengono comunemente utilizzati per la commercializzazione dei prodotti o dei servizi di cui trattasi. 
         
         
         21
            
          Ciò non toglie che la registrazione di un marchio composto da segni o indicazioni che siano peraltro utilizzati quali slogan
         commerciali, indicazioni di qualità o espressioni incitanti ad acquistare i prodotti o i servizi cui detto marchio si riferisce
         non è esclusa, in quanto tale, in ragione di una siffatta utilizzazione (v., per analogia, sentenza della Corte 4 ottobre
         2001, causa C-517/99, Merz & Krell, Racc. pag. I-6959, punto 40). Tuttavia, un segno che soddisfi funzioni diverse da quelle
         del marchio in senso classico è distintivo nel senso di cui all'art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94 solo se può
         essere percepito prima facie come uno strumento d'identificazione dell'origine commerciale dei prodotti o dei servizi considerati,
         affinché il pubblico destinatario distingua senza possibilità di confusione i prodotti o i servizi del titolare del marchio
         da quelli aventi un'altra origine commerciale. 
         
         
         22
            
          Il carattere distintivo di un segno può essere valutato soltanto, da un lato, rispetto ai prodotti o ai servizi per i quali
         viene richiesta la registrazione come marchio e, dall'altro, rispetto alla percezione che di esso abbia il pubblico destinatario.
         
         
         
         23
            
          Nel caso di specie, va rilevato in primo luogo che i servizi di consulenza per la direzione degli affari e di consulenza e
         assistenza tecnica per l'apertura di negozi specializzati, che rientrano nelle classi 35 e 42, sono destinati a un pubblico
         di professionisti, mentre i servizi d'installazione e di manutenzione, che rientrano nella classe 37, sono destinati al pubblico
         in generale. 
         
         
         24
            
          Al fine di precisare la sua posizione quanto al pubblico destinatario, la ricorrente ha sostenuto in udienza che occorreva
         dare all'elenco dei servizi posti nella classe 37 un'interpretazione restrittiva, limitandolo alle prestazioni da professionisti
         a professionisti. Relativamente a questo punto occorre rilevare, in primo luogo, che taluni dei servizi in questione, in particolare
         quelli di manutenzione di apparecchiature audio per automobili e quelli destinati alla  
         casa, possono essere forniti solo al consumatore finale. In secondo luogo, tale interpretazione avrebbe l'effetto di limitare
         l'elenco dei servizi; ora, una limitazione del genere dev'essere realizzata seguendo alcune particolari modalità e costituire
         oggetto di un'istanza rivolta all'Ufficio [sentenza del Tribunale 9 ottobre 2002, causa T-173/00, KWS Saat/UAMI (Tonalità
         arancio), Racc. pag. II-3843, punti 11 e 12]. Di conseguenza, quest'argomento non può essere accolto. 
         
         
         25
            
          Inoltre, occorre rilevare che, tenuto conto della natura di taluni dei servizi in questione, una parte del pubblico destinatario
         potrebbe essere un pubblico attento, qualora la tecnicità e il costo di tali servizi siano relativamente alti. Cionondimeno,
         tale livello di attenzione potrà essere relativamente basso verso indicazioni di carattere promozionale che non sono determinanti
         per un pubblico avveduto [v., in tal senso, sentenza del Tribunale 5 dicembre 2002, causa T-130/01, Sykes Enterprises/UAMI
         (REAL PEOPLE, REAL SOLUTIONS), Racc. pag. II-5179, punto 24]. 
         
         
         26
            
          Quindi, occorre prendere in considerazione, per l'insieme dei servizi designati, un pubblico normalmente informato e avveduto.
         Peraltro, dato che il segno verbale  
         best buy è composto di elementi appartenenti alla lingua inglese, il pubblico destinatario è un pubblico anglofono, oppure anche un
         pubblico non anglofono, ma avente una comprensione sufficiente della lingua inglese. 
         
         
         27
            
          In secondo luogo, riguardo alla valutazione del carattere distintivo del marchio richiesto, occorre, trattandosi di un marchio
         complesso, considerarlo nel suo insieme. Tuttavia, non è incompatibile con ciò procedere previamente a un esame dei diversi
         elementi ─ uno dopo altro ─ di cui è composto il marchio. 
         
         
         28
            
          Per quanto riguarda, anzitutto, il segno verbale  
         best buy occorre rilevare che questo è composto di termini comuni appartenenti alla lingua inglese che indicano in modo evidente un
         rapporto vantaggioso tra il prezzo dei servizi considerati nella domanda e il loro valore commerciale. 
         
         
         29
            
          Quindi, esso viene immediatamente percepito dal pubblico destinatario come una semplice formula promozionale o uno slogan
         che indica che i servizi in questione rappresentano il migliore  
         acquisto possibile nella loro categoria o il  
         miglior rapporto qualità-prezzo, come la commissione di ricorso ha rilevato al punto 17 della decisione impugnata. 
         
         
         30
            
          In proposito, non è pertinente l'argomento svolto dalla ricorrente in udienza secondo il quale, pur riconoscendo  
         l'indubbio contenuto semantico del segno verbale in questione, il consumatore non è informato sul contenuto o sulla natura dei servizi offerti. Infatti,
         per constatare la mancanza di carattere distintivo, è sufficiente rilevare che il contenuto semantico del segno verbale, elemento
         principale e dominante nel marchio in questione, indica al consumatore una caratteristica del servizio relativa al suo valore
         commerciale che, senza essere precisa, deriva da un'informazione di carattere promozionale o pubblicitario che il pubblico
         destinatario percepirà in primo luogo in quanto tale piuttosto che come un'indicazione dell'origine commerciale dei servizi
         (v., in tal senso, sentenza REAL PEOPLE, REAL SOLUTIONS, cit., punti 29 e 30). Inoltre, la sola mancanza d'informazione, nel
         contenuto semantico del segno verbale  
         best buy, relativa alla natura dei servizi considerati, non può essere sufficiente per conferire un carattere distintivo a tale segno.
         
         
         
         31
            
          Peraltro, la ricorrente, che si è limitata ad asserire che il termine  
         buy era impreciso e sfumato, non ha detto quale significato del segno verbale in questione, diverso da quello di un rapporto
         vantaggioso tra il prezzo e il valore commerciale dei servizi, potesse essere colto dal pubblico destinatario. Essa non si
         è nemmeno pronunciata sulla questione se tale segno verbale potesse essere utilizzato al di fuori dell'ambito di funzioni
         promozionali o pubblicitarie. Contrariamente a quanto assume la ricorrente, il significato del segno verbale in questione
         può riferirsi tanto a un servizio dato, in quanto tale, quanto alla distribuzione dei prodotti o servizi che il suddetto servizio
         mira a promuovere. 
         
         
         32
            
          Inoltre, il fatto che i due elementi costitutivi del segno verbale  
         best buy siano giustapposti non può essere sufficiente, con la sola omissione di un articolo nella sua struttura (
         a best buy o  
         the best buy), né a farne un'invenzione lessicale che possa conferirgli un carattere distintivo né a dargli un carattere originale che,
         comunque, non è un criterio di valutazione della distintività di un segno [v., in tal senso, sentenza del Tribunale 5 aprile
         2001, causa T-87/00, Bank für Arbeit und Wirtschaft/UAMI (EASYBANK), Racc. pag. II-1259, punto 40]. 
         
         
         33
            
          Per quanto riguarda la percezione, da parte del pubblico destinatario, della forma e del colore dell'etichetta, occorre rilevare
         che, come la commissione di ricorso ha rilevato al punto 19 della decisione impugnata, le etichette di prezzo colorate vengono
         comunemente utilizzate nel commercio per qualsiasi tipo di prodotti e servizi. Di conseguenza, non è pertinente l'assunto
         della ricorrente secondo il quale un'etichetta del genere colpirebbe il pubblico. 
         
         
         34
            
          Quanto all'elemento  
         ®, occorre rilevare che la presenza di questo tipo di elementi, accanto ad altri elementi, non può essere sufficiente a conferire
         un carattere distintivo a un marchio considerato nel suo insieme. 
         
         
         35
            
          Nei limiti in cui il marchio richiesto è composto dalla somma degli elementi sopra esaminati, occorre valutare il carattere
         distintivo del suddetto marchio, considerato nel suo insieme. 
         
         
         36
            
          Alla luce degli elementi rilevati sopra, risulta che, nel suo insieme, il marchio richiesto è composto solo di elementi che,
         considerati separatamente, si rivelano privi di carattere distintivo per la commercializzazione dei servizi di cui trattasi.
         Inoltre, non esiste interazione tra questi diversi elementi atta a conferire un carattere distintivo all'insieme. 
         
         
         37
            
          Infatti, la forma di un'etichetta non è idonea ad incidere sul significato degli elementi verbali dominanti. Inoltre, lungi
         dall'aggiungere un elemento distintivo, tale elemento figurativo rafforza il carattere promozionale degli elementi verbali
         nella percezione del pubblico destinatario. 
         
         
         38
            
          Pertanto, il marchio richiesto è privo di carattere distintivo riguardo ai servizi in questione. 
         
         
         39
            
          Per quanto riguarda le registrazioni anteriori effettuate in Germania e in Francia, la ricorrente non è stata in grado in
         udienza di pronunciarsi sulla loro portata. In proposito, occorre rilevare che tali registrazioni non riguardano né un segno
         rigorosamente identico al segno in questione né prodotti o servizi simili. 
         
         
         40
            
          Inoltre, come ha giustamente fatto valere l'Ufficio, non può essere ritenuto nel caso di specie pertinente il riferimento
         a registrazioni nazionali che provengono da Stati membri non anglofoni, nei quali il segno può rivelarsi distintivo senza
         che ciò valga necessariamente in tutta la Comunità. 
         
         
         41
            
          Infine, occorre ricordare che, secondo una costante giurisprudenza, il regime comunitario dei marchi rappresenta un sistema
         autonomo e che la legittimità delle decisioni delle commissioni di ricorso si valuta unicamente in base al regolamento n. 40/94
         [sentenze del Tribunale 5 dicembre 2000, causa T-32/00, Messe München/UAMI (electronica), Racc. pag. II-3829, punto 47, e
         27 febbraio 2002, causa T-106/00, Streamserve/UAMI (STREAMSERVE), Racc. pag. II-723, punto 66]. 
         
         
         42
            
          Pertanto, gli argomenti della ricorrente vertenti sulla mera esistenza delle registrazioni effettuate in Germania e in Francia
         sono inconferenti. 
         
         
         43
            
          Alla luce dell'insieme delle considerazioni che precedono, il marchio richiesto si rivela privo di carattere distintivo in
         una parte sostanziale della Comunità. Pertanto, il motivo vertente sulla violazione dell'art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento
         n. 40/94 dev'essere respinto. 
         
         
         44
            
          Non occorre quindi esaminare il motivo vertente sulla violazione dell'art. 7, n. 1, lett. c), del regolamento n. 40/94. Infatti,
         secondo una giurisprudenza consolidata, basta che ricorra uno solo degli impedimenti assoluti perché un segno non possa essere
         registrato come marchio comunitario [sentenze del Tribunale 8 luglio 1999, causa T-163/98, Procter & Gamble/UAMI (Baby-dry),
         Racc. pag. II-2383, punto 29, e 12 gennaio 2000, causa T-19/99, DKV/UAMI (COMPANYLINE), Racc. pag. II-1, punto 30]. 
         
         
         45
            
          Di conseguenza, il ricorso dev'essere respinto. 
         
         Sulle spese
         46
            
          Ai sensi dell'art. 87, n. 2, del regolamento di procedura del Tribunale, la parte soccombente è condannata alle spese se ne
         è stata fatta domanda. Poiché la ricorrente è rimasta soccombente, dev'essere condannata a sopportare le proprie spese nonché
         quelle sostenute dall'Ufficio, in accoglimento della domanda di quest'ultimo. 
         
         Per questi motivi, 
         
         
         
            
            IL TRIBUNALE (Seconda Sezione)
         
         
          dichiara e statuisce: 
         
            
            1)
             Il ricorso è respinto. 
            
            
            2)
             La ricorrente è condannata alle spese. 
            
            
                  Forwood
               
               
                  Pirrung 
               
               
                  Meij 
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
                  
               
               
                  
               
               
                  
               
            
            
            
            
            
            
            
            
         
         
          Così deciso e pronunciato a Lussemburgo il 3 luglio 2003. 
         
         
         
         
                  Il cancelliere
               
               
                  Il presidente
               
            
         
         
         
                  H. Jung 
               
               
                  N. Forwood  
               
            
         
            
         
      
          1 –
            
             Lingua processuale: il tedesco.