CELEX: 32013H0730(04)
Language: it
Date: 2013-07-09 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 9 luglio 2013 , sul programma nazionale di riforma 2013 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Repubblica ceca 2012-2016

30.7.2013   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 217/14
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
   
   del 9 luglio 2013
   sul programma nazionale di riforma 2013 della Repubblica ceca e che formula un parere del Consiglio sul programma di convergenza della Repubblica ceca 2012-2016
   2013/C 217/04
   IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
   visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
   visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2,
   vista la raccomandazione della Commissione europea,
   viste le conclusioni del Consiglio europeo,
   visto il parere del Comitato per l’occupazione,
   visto il parere del Comitato economico e finanziario,
   visto il parere del Comitato per la protezione sociale,
   visto il parere del Comitato di politica economica,
   considerando quanto segue:
   
               (1)
            
            
               Il 26 marzo 2010 il Consiglio europeo ha approvato la proposta della Commissione di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per la crescita e l’occupazione basata su un maggiore coordinamento delle politiche economiche e incentrata sui settori chiave in cui occorre intervenire per rafforzare il potenziale di crescita sostenibile e di competitività dell’Europa.
            
         
               (2)
            
            
               Il 13 luglio 2010 il Consiglio ha adottato una raccomandazione sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione (2010-2014) e, il 21 ottobre 2010, una decisione sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (2), che insieme formano gli «orientamenti integrati». Gli Stati membri sono stati invitati a tener conto degli orientamenti integrati nelle politiche nazionali in materia economica e di occupazione.
            
         
               (3)
            
            
               Il 29 giugno 2012 i capi di Stato o di governo degli Stati membri hanno convenuto un patto per la crescita e l’occupazione che offre un quadro coerente per l’adozione di misure a livello nazionale, dell’UE e della zona euro con il ricorso a tutti gli strumenti, leve e politiche possibili. Essi hanno convenuto le misure da adottare a livello degli Stati membri, in particolare affermando l’impegno pieno verso il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 e l’attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese.
            
         
               (4)
            
            
               Il 10 luglio 2012 il Consiglio ha adottato una raccomandazione (3) («raccomandazione del 2012») sul programma nazionale di riforma 2012 della Repubblica ceca e ha formulato il suo parere sul programma di convergenza della Repubblica ceca 2012-2015.
            
         
               (5)
            
            
               Il 28 novembre 2012 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo di coordinamento delle politiche economiche 2013. Sempre il 28 novembre 2012 la Commissione ha adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (4), la seconda relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Repubblica ceca non era annoverata tra gli Stati membri che sarebbero stati oggetto di un esame approfondito.
            
         
               (6)
            
            
               Il Parlamento europeo è stato debitamente coinvolto nel semestre europeo ai sensi del regolamento (CE) n. 1466/97 e il 7 febbraio 2013 ha adottato una risoluzione sull’occupazione e gli aspetti sociali nell’analisi annuale della crescita 2013 e una risoluzione sul contributo all’analisi annuale della crescita per il 2013.
            
         
               (7)
            
            
               Il 14 marzo 2013 il Consiglio europeo ha approvato le priorità per garantire la stabilità finanziaria, il risanamento di bilancio e le azioni volte a promuovere la crescita. Esso ha sottolineato la necessità di portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita, ripristinare la normale erogazione di prestiti all'economia, promuovere la crescita e la competitività, lottare contro la disoccupazione e le conseguenze sociali della crisi e modernizzare la pubblica amministrazione.
            
         
               (8)
            
            
               Il 17 aprile 2013 la Repubblica ceca ha presentato il suo programma nazionale di riforma 2013 e il 26 aprile 2013 il suo programma di convergenza per il periodo 2012-2016. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
            
         
               (9)
            
            
               Sulla base della valutazione del programma di convergenza a norma del regolamento (CE) n. 1466/97, il Consiglio ritiene che la Repubblica ceca, fra il 2009 e il 2012, abbia ridotto il disavanzo nominale dell’1,4 % (5) del PIL in virtù di un notevole sforzo di risanamento e che, sulla base delle attuali previsioni, sia sulla buona strada per correggere il disavanzo eccessivo. Lo scenario macroeconomico sul quale si fondano le proiezioni di bilancio del programma di convergenza è plausibile. Secondo il programma di convergenza, la crescita del PIL reale dovrebbe attestarsi allo 0 % nel 2013 e all’1,2 % nel 2014, rispetto al - 0,4 % nel 2013 e all’1,6 % nel 2014 indicati dalle previsioni di primavera 2013 dei servizi della Commissione. L’obiettivo della strategia di bilancio delineata nel programma di convergenza è mantenere il disavanzo pubblico al di sotto del valore di riferimento del 3 % del PIL previsto dal trattato. L’obiettivo di ottenere un disavanzo della pubblica amministrazione del 2,8 % del PIL nel 2013 è in linea con il termine per la correzione del disavanzo eccessivo stabilito nella raccomandazione del Consiglio del 2 dicembre 2009. Le previsioni di primavera 2013 dei servizi della Commissione prevedono per il 2013 e il 2014 un disavanzo pubblico rispettivamente pari al 2,9 % e al 3 % del PIL. Nel 2013 c’è il rischio di un risultato di bilancio peggiore del previsto a causa di rettifiche supplementari nei rimborsi dei fondi dell'UE. Un aspetto positivo è che nel 2013 le entrate una tantum connesse alla prevista vendita all’asta di nuove bande di frequenza per le telecomunicazioni potrebbero comportare un risultato di bilancio migliore del previsto.
               Il programma di convergenza conferma il precedente obiettivo a medio termine (OMT) di un disavanzo pari all’1 % del PIL, che rispecchia adeguatamente i requisiti del patto di stabilità e crescita. Si prevede che il disavanzo strutturale (ricalcolato) di bilancio nel 2014, 2015 e 2016 crescerà rispettivamente dello 0,3 %, 0,2 % e 0,5 % del PIL; il programma di convergenza non prevede pertanto aggiustamenti verso l’OMT, il che non è in linea con il patto di stabilità e crescita. Il tasso di crescita della spesa pubblica nel 2014 è in linea con il parametro di riferimento della spesa previsto dal patto di stabilità e crescita mentre nel 2015 e 2016 si discosterà rispettivamente dello 0,3 % e dello 0,5 % del PIL, supponendo un miglioramento dello 0,5 % del PIL in direzione dell'OMT che la Commissione ritiene adeguato. Il programma di convergenza prevede che il rapporto debito/PIL continui a crescere nel corso del periodo di riferimento, anche se a un ritmo più lento, e raggiunga il 51,9% nel 2016.
            
         
               (10)
            
            
               I ripetuti tagli alla spesa per investimenti pubblici ostacolano una ripresa rapida e duratura nella Repubblica ceca. Salvaguardare la spesa a favore della crescita con un forte effetto moltiplicatore, compresi i progetti cofinanziati dai fondi dell'UE, contribuirebbe non solo a sostenere la ripresa ma anche ad affrontare i problemi a lungo termine. Dare priorità alla spesa relativa alle misure che incrementano l’occupazione, la ricerca e l’innovazione, l’istruzione, i servizi di cura all’infanzia e i progetti infrastrutturali potrebbe generare effetti significativi sulla crescita. Al tempo stesso, è fondamentale garantire la legalità, la regolarità e l’efficienza di tale spesa.
            
         
               (11)
            
            
               Nel 2012 sono stati compiuti scarsi progressi nella riforma tributaria. Sebbene sia stata incrementata l’imposta sulla cessione di immobili, non sono state adottate misure volte a incrementare il livello molto basso delle imposte patrimoniali ricorrenti. È stata abbandonata l’intenzione di introdurre un’imposta sulle emissioni di CO2 e di abolire le esenzioni dalle accise per il gas naturale per riscaldamento. L’aliquota fiscale implicita sull’energia è inferiore alla media UE e le imposte sulla circolazione dei veicoli rimangono molto basse. Anche l’imposizione del lavoro presenta dei problemi strutturali, che colpiscono in particolare i lavoratori a basso reddito e i lavoratori a tempo parziale. Per ridurre la differente pressione fiscale fra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi sono state adottate misure solo marginali. L’efficienza dell’amministrazione tributaria della Repubblica ceca presenta margini di miglioramento. Per quanto riguarda le imposte sul reddito delle persone fisiche e delle società, il governo intende istituire nel 2015 un punto di esazione unico che potrebbe razionalizzare efficacemente l’amministrazione tributaria e contribuire a ridurre la complessità del sistema attuale. Tuttavia, la riforma presenta l’inconveniente di non armonizzare le basi imponibili dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dei contributi sanitari e previdenziali, non sfruttando di conseguenza gran parte dei suoi potenziali benefici.
            
         
               (12)
            
            
               La Repubblica ceca presenta un divario di sostenibilità del 5,0 % del PIL, che è superiore alla media UE. Questo divario riflette in larga misura il costo previsto a lungo termine dell’invecchiamento demografico, determinato dall’aumento atteso della spesa pensionistica, sanitaria e per cure di lunga durata. L’età pensionabile legale aumenta lentamente, in particolare per gli uomini. Innalzare l'età pensionabile effettiva allineando meglio l’età pensionabile o le prestazioni pensionistiche all'andamento della speranza di vita rispetto alla normativa vigente rafforzerebbe significativamente la sostenibilità del sistema. Si otterrebbe un risparmio integrando queste modifiche con un intervento, attuato nel lungo termine, inteso a rivedere il sistema di indicizzazione basandolo sui prezzi.
            
         
               (13)
            
            
               Contrariamente alla raccomandazione del 2012, nel 2013 il governo ha introdotto un regime di prepensionamento che offre la possibilità di beneficiare di una pensione cinque anni prima dell’età pensionabile legale. Le prestazioni di pensionamento anticipato saranno a carico del (terzo) pilastro del risparmio a fini pensionistici, che beneficia di una sovvenzione statale considerevole mediante pagamenti diretti e la deducibilità fiscale dei contributi. A prescindere dal fatto che il governo prevede che i criteri di ammissibilità al regime saranno effettivamente soddisfatti soltanto da un numero limitato di persone, la misura consente ai beneficiari di utilizzare i contributi pubblici precedentemente accumulati per uno scopo contrario alle politiche volte a promuovere il prolungamento della vita lavorativa.
            
         
               (14)
            
            
               L’incremento previsto della spesa sanitaria e per cure di lunga durata contribuisce in maniera sostanziale ad aumentare il costo dell’invecchiamento demografico e ad ampliare il divario di sostenibilità. Negli ultimi anni la Repubblica ceca ha attuato riforme volte a migliorare l’efficienza del sistema sanitario attraverso il contenimento dei costi e soluzioni maggiormente orientate al mercato. Tuttavia, permangono ancora dei problemi: rispetto ad altri Stati membri, il sistema sanitario ceco tende a essere eccessivamente incentrato su cure ospedaliere, il che genera inefficienze. C’è margine per migliorare l’offerta di cure nel modo più adeguato clinicamente e più efficace rispetto ai costi, per esempio cominciando i ricoveri il giorno dell’intervento e riducendo, quando possibile, la durata della degenza nei reparti di terapia intensiva.
            
         
               (15)
            
            
               Da recenti proiezioni dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) risulta che la piena convergenza del tasso d’occupazione femminile e maschile arresterebbe il calo previsto della forza lavoro totale e aumenterebbe il PIL pro capite anche del 16,5 % entro il 2030. Il 22 maggio 2013 il governo ha proposto un progetto di legge per introdurre servizi di cura all’infanzia gestiti da puericultrici professionali, oltre a sgravi fiscali per i prestatori di servizi e le famiglie partecipanti. Sebbene si tratti di un passo nella giusta direzione, è solo una risposta parziale alla questione. A causa della persistente carenza di strutture di cura all’infanzia, in particolare per bambini di età inferiore ai tre anni, è necessario aumentare ulteriormente il sostegno di bilancio a favore delle strutture pubbliche per bambini in età prescolare. Anche l’occupabilità e la partecipazione al mercato del lavoro dei soggetti svantaggiati sono tuttora problematiche: vi è margine per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei servizi pubblici per l’impiego.
            
         
               (16)
            
            
               La raccomandazione del 2012 in materia di pubblica amministrazione menzionava in particolare la necessità di aumentarne l’efficienza e di intensificare la lotta contro la corruzione. Ciononostante, i progressi compiuti verso l’adozione di atti giuridici prioritari nel quadro della strategia ceca contro la corruzione per il 2011-2012 sono stati limitati. È necessario che la nuova strategia contro la corruzione per il periodo 2013-2014, adottata dal governo nel gennaio 2013, sia seguita dall’adozione urgente degli atti prioritari in sospeso, quale la legge sui dipendenti pubblici. Questo nuovo atto legislativo dovrà distinguere adeguatamente le nomine politiche dai posti di natura non politica, garantire l’indipendenza dei funzionari statali e creare un efficiente sistema di carriera volto a ridurre l’elevato tasso di avvicendamento del personale. La Repubblica ceca ha compiuto notevoli progressi nell’attuazione della legge sugli appalti pubblici, entrata in vigore nell’aprile 2012: le autorità locali hanno nondimeno segnalato delle difficoltà attuative della legge sugli appalti pubblici. Per quanto riguarda l’attuazione dei fondi dell’UE, la maggior parte delle misure previste dal piano d’azione volto a rafforzare il sistema di gestione e controllo sono state attuate entro la fine del 2012; tuttavia le autorità ceche dovranno assicurare un monitoraggio costante del piano d’azione.
            
         
               (17)
            
            
               Al livello dell’istruzione obbligatoria, gli studenti cechi ottengono in generale risultati medi nei confronti internazionali. Per la matematica e le scienze, tuttavia, i risultati scolastici sono peggiorati rapidamente nel tempo. Le autorità ceche hanno risposto con una serie di misure che comporta l’elaborazione di standard minimi in materia d’istruzione, da utilizzare per i test di valutazione degli studenti a livello nazionale. Nondimeno sarebbe opportuno sviluppare un sistema maggiormente integrato: garantire un sostegno sistematico agli studenti, agli insegnanti e alle scuole che ottengono i risultati inferiori nei test di valutazione migliorerebbe ulteriormente il livello di ambizione della riforma. La sfida principale che il sistema d’istruzione superiore ceco deve affrontare è garantire che gli studenti, sempre più numerosi, acquisiscano le competenze necessarie per affermarsi sul mercato del lavoro. È in fase di discussione la riforma della legge sull’istruzione superiore per introdurre modalità di finanziamento differenziate e rafforzare l’accreditamento. Si tratta di proposte pertinenti e ambiziose, sebbene il loro impatto effettivo dipenderà dalla concezione definitiva della riforma. Le autorità hanno altresì intenzione di adottare norme di valutazione rivedute per il finanziamento degli istituti di ricerca. Aumentare il peso degli indicatori qualitativi, rafforzando anche la collaborazione con il settore delle imprese, aiuterebbe il sistema ceco di ricerca e innovazione ad accrescere il proprio livello di eccellenza.
            
         
               (18)
            
            
               La Repubblica ceca è tra gli Stati membri con il maggior numero di professioni regolamentate. Nel 2012 è stata condotta una consultazione pubblica sulla revisione del quadro normativo per le professioni, i cui risultati saranno presentati nel 2013. Si tratta di un passo importante verso la riduzione o l’eliminazione degli ostacoli per accedere alle professioni la cui regolamentazione non risulta necessaria o è ritenuta eccessiva (compresa la lunghezza dei tirocini obbligatori) e nelle quali un più facile accesso potrebbe creare maggiore occupazione e crescita. Nonostante i miglioramenti degli ultimi anni, la Repubblica ceca presenta ancora intensità energetiche fra le più elevate dell’Unione e una scarsa efficienza nell'edilizia.
            
         
               (19)
            
            
               Nell’ambito del semestre europeo la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Repubblica ceca e ha valutato il programma nazionale di riforma e il programma di convergenza. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Repubblica ceca, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti UE, alla luce della necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme, offrendo un contributo a livello UE per le future decisioni nazionali. Le sue raccomandazioni nell'ambito del semestre europeo trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 7.
            
         
               (20)
            
            
               Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza e il suo parere (6) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1,
            
         RACCOMANDA che la Repubblica ceca adotti provvedimenti nel periodo 2013-2014 al fine di:
   
               1)
            
            
               dare attuazione, come previsto, al bilancio per l’anno 2013 al fine di correggere il disavanzo eccessivo nel 2013 in modo duraturo e compiere lo sforzo di aggiustamento strutturale indicato nella raccomandazione del Consiglio nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi; per l’anno 2014 e seguenti, rafforzare e attuare con rigore la strategia di bilancio, sostenendola con misure sufficientemente specificate, al fine di garantire uno sforzo di bilancio adeguato a compiere progressi sufficienti verso l’OMT; dare priorità alla spesa a favore della crescita, compresi gli impegni per i progetti rimanenti cofinanziati da fondi dell'UE nell’ambito dell’attuale quadro finanziario;
            
         
               2)
            
            
               ridurre l’elevato carico fiscale sul lavoro, trasferendolo su settori meno negativi per la crescita, quali le imposte ricorrenti sulle abitazioni e le imposte sulla circolazione dei veicoli; ridurre ulteriormente le disparità in termini di pressione fiscale fra lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi; migliorare il rispetto della normativa tributaria e ridurre i costi di adempimento istituendo un punto di esazione unico e armonizzando le basi imponibili dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e dei contributi sanitari e previdenziali;
            
         
               3)
            
            
               aumentare l'età pensionabile effettiva allineando l'età pensionabile o le prestazioni pensionistiche all'andamento della speranza di vita e rivedere il meccanismo di indicizzazione; accompagnare l’innalzamento dell’età pensionabile con misure che promuovono l’occupabilità dei lavoratori anziani e limitare le possibilità di cessazione precoce dell’attività; in particolare, eliminare i contributi pubblici al regime di prepensionamento; adottare misure per migliorare significativamente l’efficacia rispetto ai costi della spesa sanitaria, in particolare per le cure ospedaliere;
            
         
               4)
            
            
               compiere ulteriori sforzi per promuovere l’efficienza e l’efficacia dei servizi pubblici per l’impiego; aumentare notevolmente l’offerta di strutture di cura all’infanzia inclusive, con un’attenzione particolare per i bambini fino a tre anni di età, e la partecipazione dei bambini rom, in particolare adottando e attuando la legge sulla fornitura di servizi di cura all’infanzia e potenziando la capacità dei servizi sia pubblici che privati di cura all’infanzia;
            
         
               5)
            
            
               garantire l’attuazione della strategia contro la corruzione per il periodo 2013-2014; adottare una legge sui dipendenti pubblici che garantisca un’amministrazione pubblica stabile, efficiente e professionale; migliorare la gestione dei fondi dell'UE per il periodo di programmazione 2014-2020; rafforzare la capacità di esecuzione degli appalti pubblici a livello locale e regionale;
            
         
               6)
            
            
               stabilire un quadro completo di valutazione nell’istruzione obbligatoria e adottare misure mirate a sostegno delle scuole che ottengono i risultati scolastici peggiori; adottare misure volte a rafforzare l’accreditamento ed il finanziamento dell’istruzione superiore; aumentare la quota di finanziamento basata sui risultati degli istituti di ricerca;
            
         
               7)
            
            
               sulla base della revisione in corso, avviare una riforma delle professioni regolamentate, riducendo o eliminando gli ostacoli all’accesso e le riserve, ove non giustificati; adottare ulteriori provvedimenti per migliorare l’efficienza energetica nei settori industriali e dell’edilizia.
            
         
      Fatto a Bruxelles, il 9 luglio 2013
      
         
            Per il Consiglio
         
         
            Il presidente
         
         R. ŠADŽIUS
         
      
   
   
      (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
   
      (2)  Mantenuti per il 2013 dalla decisione 2013/208/UE del Consiglio, del 22 aprile 2013, sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione (GU L 118 del 30.4.2013, pag. 21).
   
      (3)  GU C 219 del 24.7.2012, pag. 17.
   
      (4)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
   
      (5)  Il disavanzo della pubblica amministrazione per il 2012 include gli effetti temporanei a incremento del disavanzo della legge sulla compensazione finanziaria alle chiese (1,5 % del PIL).
   
      (6)  A norma dell’articolo 9, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.