CELEX: 31978K1704
Language: it
Date: 1978-07-19 00:00:00
Title: Raccomandazione n. 1704/78/CECA della Commissione, del 19 luglio 1978, che istituisce un dazio antidumping definitivo su talune lamiere in ferro o in acciaio originarie della Cecoslovacchia, del Giappone, della Polonia e delle Spagna

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Raccomandazione n. 1704/78/CECA della Commissione, del 19 luglio 1978, che istituisce un dazio antidumping definitivo su talune lamiere in ferro o in acciaio originarie della Cecoslovacchia, del Giappone, della Polonia e delle Spagna  

Gazzetta ufficiale n. L 195 del 20/07/1978 pag. 0017 - 0019

++++RACCOMANDAZIONE N . 1704/78/CECA DELLA COMMISSIONE  del 19 luglio 1978  che istituisce un dazio antidumping definitivo su talune lamiere in ferro o in acciaio originarie della Cecoslovacchia , del Giappone , della Polonia e della Spagna  LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE ,  visto il trattato che istituisce la Comunità europea del carbone e dell ' acciaio , in particolare gli articoli 74 e 86 ,  vista la raccomandazione 77/329/CECA della Commissione , del 15 aprile 1977 , relativa alla difesa contro le pratiche di dumping , premi o sovvenzioni da parte di paesi non membri della Comunità europea del carbone e dell ' acciaio ( 1 ) , modificata dalla raccomandazione n . 3004/77/CECA ( 2 ) , in particolare gli articoli 17 e 19 ,  viste le opinioni espresse in seno al comitato consultivo istituito con la raccomandazione 77/329/CECA ,  considerando che la Commissione ha ricevuto una denuncia , presentata a nome dell ' industria comunitaria interessata , che contiene elementi di prova circa l ' esistenza di pratiche di dumping relative a talune lamier in ferro o in acciaio , originarie della Cecoslovacchia , del Giappone , della Polonia , della Spagna e di taluni altri paesi , nonché di un notevole pregiudizio che ne risulta ;  considerando che , stando ai dati raccolti , la denuncia è ricevibile e potrebbero essere necessarie misure di difesa , la Commissione ne ha avvisato ufficialmente gli importatori e gli esportatori interessati , ha pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee del 24 gennaio 1978 un avviso in cui si annunzia l ' avvio di una procedura d ' inchiesta per le importazioni in oggetto ( 3 ) ed ha iniziato l ' esame dei fatti in collaborazione con gli Stati membri ;  considerando che , poiché un primo esame dei fatti aveva dimostrato l ' esistenza di un dumping e comprovato sufficientemente la presenza di un pregiudizio , e che gli interessi della Comunità richiedevano un ' azione immediata , la Commissione aveva istituito , con raccomandazione n . 121/78/CECA , n . 160/78/CECA ( 4 ) , e n . 262/78/CECA ( 5 ) , un dazio antidumping provvisorio sulle importazioni in oggetto ;  considerando che le suddette raccomandazioni sono state in taluni casi prorogate ( 6 ) ed in altri sospese ( 7 ) ;  considerando che , durante l ' esame dei fatti , completato dopo l ' istituzione del dazio antidumping provvisorio , la Commissione ha offerto alle parti interessate l ' occasione d far conoscere il loro parere per iscritto ; che ha ascoltato le parti interessate offrendo a quelle direttamente in causa , che ne hanno fatto richiesta , l ' occasione di sviluppare verbalmente il loro punto di vista ;  considerando tuttavia che , nella misura in cui le parti interessate non si sono avvalse dell ' opportunità loro offerta di rendere noti i loro punti di vista o di esporre i loro argomenti , la Commissione ha dovuto fondare le sue conclusioni sui dati di fatto disponibili ;  considerando che , nel determinare l ' esistenza di un dumping sulle importazioni originarie della Cecoslovacchia e della Polonia , la Commissione ha dovuto tener conto del fatto che gli scambi si svolgono su una base di monopolio parziale o totale e che i prezzi sono fissati dallo Stato e che , di conseguenza , non è opportuno procedere ad un esatto confronto tra il prezzo all ' esportazione del prodott verso la Comunità ed il suo prezzo sul mercato nazionale ;  considerando che , data la particolare situazione che predomina sui mercati nazionali ed internazionali dell ' acciaio , la Commissione ha constatato che le vendite sui mercati interni giapponese e spagnolo non venivano effettuate in condizioni commerciali normali e non permettevano un confronto valido al fine di determinare i margini di dumping ;  considerando che per le ragioni qui esposte la Commissione ha deciso di fondare i calcoli inerenti alle pratiche di dumping sul costo di produzione di un paese considerato come uno dei più grossi fabbricanti del prodotto in oggetto , come risulta dai dati disponibili di pubblicazione più recenti ;  considerando che tale costo di produzione è stato calcolato tenendo conto , tra l ' altro , degli elementi seguenti : materie prime ( comprendenti il minerale di ferro , le scorie , i pellets , gli scarti , le leghe di ferro nonché altri materiali e fluidi contenenti ferro ) , costo dell ' energia ( coke , combustibile , elettricità ) , spese di manodopera comprensive degli oneri sociali , altri costi di gestione ( comprese le spese di manutenzione e di trasporto ) ed i costi in capitale , ai quali è stato aggiunto un importo ragionevole per le spese di amministrazione , di vendita e varie altre , senza trascurare il profitto ;  considerando che il calcolo di cui sopra ha confermato la fondatezza dei prezzi di base pubblicati dalla Commissione ( 8 ) ;  considerando che i prezzi all ' importazione nella Comunità dei prodotti oggetto della denuncia sono stati confrontati con i suddetti prezzi di base ;  considerando che detto confronto è stato effettuato sulla base di un prezzo sdoganato franco frontiera comunitaria ;  considerando che l ' esame dei fatti ha dimostrato che i prodotti in oggetto sono stati offerti all ' importazione sul mercato della Comunità a prezzi inferiori a quelli di base e che esiste pertanto una pratica di dumping il cui margine è rappresentato da questa vendita a prezzo inferiore ;  considerando che , per quanto riguarda il danno subito dall ' industria interessata , dagli elementi di prova di cui dispone la Commissione risulta che il totale delle importazioni nella Comunità si è elevato a 1 700 000 t nel 1977 mentre le importazioni originarie della Cecoslovacchia , del Giappone , della Polonia e della Spagna sono aumentate da 431 000 t nel 1974 a 811 000 t nel 1977 e che , di conseguenza , hanno conquistato una quota di mercato comunitaria pari complessivamente al 19 % ed al 12 % per le importazioni originarie della Cecoslovacchia , del Giappone , della Polonia e della Spagna , unite alle importazioni dall ' Austria , dalla Bulgaria , dalla Finlandia , dalla Repubblica democratica tedesca , dalla Romania e dalla Svezia , che sono parimenti oggette di misure di difesa o di accordi conclusi con la CECA ;  considerando che , d ' altro lato , l ' industria comunitar dell ' acciaio si trova in una situazione di crisi caratterizzata da un calo di circa 40 % nella fabbricazione dei prodotti interessati , registrato tra il 1974 e il 1977 nella Comunità e da una riduzione dei posti di lavoro , che sono passati da 780 000 a 720 000 unità tra il 1974 e il 1977 , nonché da limitazioni di ore lavorative ; che , infine , l ' industria comunitaria ha registrato una diminuzione dei profitti o gravi perdite per la maggior parte delle imprese in causa ;  considerando che , per ovviare alla situazione , la Commissione ha istituito tra l ' altro un sistema di prezzi d orientamento ( 9 ) , per la vendita all ' interno della Comunità di taluni prodotti siderurgici fabbricati dall ' industria europea ;  considerando che i prezzi all ' importazione nella Comunità dei prodotti originari della Cecoslovacchia , del Giappone , della Polonia e della Spagna sono notevolmente inferiori a detti prezzi d ' orientamento ; che tale offerta sotto costo impedisce ai produttori europei di conseguire i prezzi di orientamento , compromette l ' equilibrio dell ' intero sistema di prezzi e provoca o minaccia di provocare un pregiudizio notevole all ' industria comunitaria o a gran parte della stessa ;  considerando di conseguenza che i fatti , quali sono stati definitivamente stabiliti , dimostrano che viene arrecato un notevole pregiudizio all ' industria comunitaria o che , in mancanza di misure provvisorie , tale pregiudizio sarebbe comunque stato provocato dalle importazioni originarie della Cecoslovacchia , del Giappone , della Polonia e della Spagna , insieme a quelle provenienti dall ' Austria , dalla Bulgaria , dalla Finlandia , dalla Repubblica democratica tedesca , dalla Romania e dalla Svezia , che sono parimenti soggette a misure di difesa o a quelle originarie dei paesi che hanno concluso con la Comunità accordi in materia di acciaio ;  considerando che , nelle gravi condizioni in cui versa l ' industria comunitaria dell ' acciaio , gli interessi dell Comunità necessitano l ' istituzione di un dazio antidumping definitivo nonché la definitiva riscossione dell ' importo vincolato quale dazio provvisorio ;  considerando che l ' aliquota di tale dazio definitivo corrisponde alla differenza tra il prezzo di base pubblicato dalla Commissione per i prodotti in oggetto ed il relativo prezzo all ' importazione nella Comunità , pur tenendo debitamente conto di qualsiasi diminuzione di valore dichiarata dagli importatori e comprovata dalle competenti autorità nazionali ;  considerando tuttavia che sono stati conclusi taluni accordi sul commercio dei prodotti di acciaio tra la Comunità e la Cecoslovacchia , il Giappone , la Polonia e la Spagna ;  considerando che questi accordi , ritenuti soddisfacenti dalla Commissione , consentono di sospendere il dazio definitivo previsto da questa raccomandazione e di escludere dalla riscossione definitiva determinate transazioni ,  FORMULA LA PRESENTE RACCOMANDAZIONE :  Articolo 1  1 . E istituito un dazio antidumping definitivo sui seguenti prodotti , originari della Cecoslovacchia , del Giappone , della Polonia e della Spagna :  _ lamiere in ferro o in acciaio diverse da quelle magnetiche semplicemente laminate a caldo , dello spessore di 2 mm o più ,  _ sottovoce della tariffa doganale comune 73.13 B I a ) ,  _ codice Nimexe 73.13-17 , 19 , 21 , 23 e 26 .  2 . L ' importo di tale dazio è uguale alla differenza tra il prezzo effettivo ( prezzo di base più extra ) contrattuale , franco frontiera sdoganato e il prezzo effettivo ( prezzo di base più extra ) pubblicato ultimamente dalla Commissione per il prodotto in oggetto al momento della sua immissione al consumo nella Comunità .  3 . L ' importo del dazio sarà tuttavia ridotto sempre che l ' importatore dimostri alle competenti autorità nazionali che la differenza di prezzo di cui al precedente paragrafo 2 è dovuta ad una diminuzione del valore derivante dal fatto che la qualità delle merci è inferiore alla qualità minima descritta nell ' ultima pubblicazione dei prezzi di base della Commissione .  4 . I dazi antidumping sono percepiti secondo le modalità in vigore per i dazi doganali .  Articolo 2  Gli importi vincolati a titolo di dazio provvisorio a norma delle raccomandazioni n . 121/78/CECA , n . 160/78/CECA e n . 262/78/CECA riguardanti i prodotti originari della Cecoslovacchia , del Giappone , della Polonia e della Spagna verranno definitivamente incamerati sino a concorrenza dell ' aliquota del dazio stabilita nella presente raccomandazione .  Articolo 3  L ' applicazione del dazio antidumping definitivo istituito dall ' articolo 1 è sospesa .  Articolo 4  In deroga all ' articolo 2 , gli importi vincolati a titolo di dazio provvisorio non verranno definitivamente incamerati , ma saranno rimborsati su richiesta dell ' importatore interessato per quanto riguarda :  a ) le lamiere di spessore non superiore a 10 mm ;  b ) le consegne effettuate in virtù dei contratti conclusi anteriormente al 20 dicembre 1977 , che non contengano una clausola di revisione dei prezzi che consenta di adeguare i prezzi stabiliti ai prezzi di base applicati nella Comunità ;  c ) le consegne effettuate in virtù dei contratti di cui al precedente punto b ) e destinate ai cantieri di costruzione navale della Comunità .  Articolo 5  La presente raccomandazione è notificata agli Stati membri .  Essa entra in vigore per ciascuno Stato membro il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee .  Fatto a Bruxelles , il 19 luglio 1978 .  Per la Commissione  Il Vicepresidente  Wilhelm HAFERKAMP  ( 1 ) GU n . L 114 del 5 . 5 . 1977 , pag . 6 .  ( 2 ) GU n . L 352 del 31 . 12 . 1977 , pag . 13 .  ( 3 ) GU n . C 19 del 24 . 1 . 1978 , pag . 7 .  ( 4 ) GU n . L 19 del 24 . 1 . 1978 , pag . 9 e GU n . L 23 del 28 . 1 . 1978 , pag . 33 .  ( 5 ) GU n . L 39 del 9 . 2 . 1978 , pag . 13 .  ( 6 ) Polonia : GU n . L 120 del 4 . 5 . 1978 e GU n . L 145 del 1 * . 6 . 1978 .  Spagna : GU n . L 115 del 27 . 4 . 1978 .  Giappone : GU n . L 106 del 20 . 4 . 1978 .  Cecoslovacchia : GU n . L 106 del 20 . 4 . 1978 .  ( 7 ) Spagna : GU n . L 120 del 4 . 5 . 1978 .  Cecoslovacchia : GU n . L 116 del 28 . 4 . 1978 .  Giappone : GU n . L 94 dell ' 8 . 4 . 1978 .  ( 8 ) Vedi la nota della Commissione del 31 dicembre 1977 riguardante i prezzi di base di taluni prodotti dell ' acciai ( GU n . L 353 del 31 . 12 . 1977 , pag . 1 ) , modificata dalla comunicazione del 5 luglio 1978 ( GU n . L 183 del 5 . 7 . 1978 , pag . 3 ) .  ( 9 ) GU n . L 114 del 5 . 5 . 1977 , pag . 1 , GU n . C 174 del 22 . 7 . 1977 e GU n . L 352 del 31 . 12 . 1977 , pag . 17 .