CELEX: C2005/205/65
Language: it
Date: 2005-08-20 00:00:00
Title: Causa T-244/05: Ricorso della Gibtelecom Limited contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 1o luglio 2005

20.8.2005   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 205/37
            
         Ricorso della Gibtelecom Limited contro la Commissione delle Comunità europee, proposto il 1o luglio 2005
   (Causa T-244/05)
   (2005/C 205/65)
   Lingua processuale: l'inglese
   Il 1o luglio 2005 la Gibtelecom Limited, con sede in Europort (Gibilterra), rappresentata dai sigg. M. Llamas, barrister, B. O'Connor, solicitor, e S. Brummel, lawyer, ha proposto, dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità europee, un ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
   La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
   
               —
            
            
               annullare la decisione della Commissione, notificata alla Gibtelecom con lettera 26 aprile 2005 (Riferimento n. 1982), con la quale la Commissione ha implicitamente respinto la denuncia della Gibtelecom contro la Spagna ai sensi dell'art. 86 CE in combinato disposto con l'art. 49 CE e/o 12 CE;
            
         
               —
            
            
               condannare la Commissione alle spese della Gibtelcom.
            
         Motivi e principali argomenti:
   Con la decisione impugnata, la Commissione ha respinto la denuncia della ricorrente, registrata il 31 ottobre 1996, che addebitava all'operatore di telecomunicazioni spagnolo Telefonica SA di avere commesso una serie di abusi di posizione dominante in contrasto con l'art. 82 CE rifiutando di riconoscere il prefisso di teleselezione internazionale di Gibilterra («350») ed insistendo al fine di far accettare condizioni restrittive per lo scambio di traffico telefonico automatico diretto tra la Spagna e Gibilterra. La ricorrente ha poi trasformato tale denuncia in una denuncia ai sensi dell'art. 86 CE, in combinato disposto con gli artt. 82 CE, 49 CE e 12 CE, contro la Spagna, sostenendo che la Telefonica agiva secondo le istruzioni del governo spagnolo, il quale rivendica la sovranità su Gibilterra.
   A sostegno del suo ricorso, la ricorrente fa valere una serie di manifesti errori di valutazione nella decisione impugnata. Secondo la ricorrente, la Commissione ha errato ritenendo che la Telefonica non fosse un'impresa pubblica o non godesse di diritti speciali ai sensi dell'art. 86 CE.
   La ricorrente afferma inoltre che la Spagna, impartendo alla Telefonica istruzioni nel senso di rifiutare il prefisso internazionale (350) per Gibilterra, assegnato dall'Unione internazionale delle telecomunicazioni, ha creato e mantenuto ostacoli discriminatori alla libera circolazione dei servizi di telecomunicazioni, in contrasto con l'art. 49 CE. La ricorrente sostiene poi che il rifiuto dello Stato spagnolo di riconoscere tale codice determina un trattamento discriminatorio basato sulla nazionalità e sulla residenza ed è contrario al divieto di discriminazioni di cui all'art. 12 CE.
   La ricorrente reputa altresì che la Commissione, avendo considerato, nella decisione impugnata, che una soluzione adeguata del problema della numerazione dovrebbe essere trovata mediante discussioni bilaterali dirette tra la Spagna ed il Regno Unito, ha commesso un ulteriore manifesto errore di valutazione dato che, a parere della ricorrente, non esiste una alternativa adeguata all'intervento della Commissione.
   La ricorrente lamenta una serie di motivi procedurali ed amministrativi per l'annullamento. In tale contesto, essa si riferisce ad una pretesa violazione del dovere di adeguata motivazione della Commissione, di cui all'art. 253 CE, nonché alla violazione del legittimo affidamento, asseritamente derivante dalla lettera spedita il 7 giugno 2000 da tre membri della Commissione alla Spagna ed al Regno Unito in cui si chiedeva ai due Stati, tra l'altro, di trovare una soluzione alla denuncia relativa alla numerazione. La ricorrente sostiene inoltre, nell'ambito dello stesso motivo, che la Commissione non ha agito imparzialmente e che essa ha violato il principio secondo cui essa deve agire entro termini ragionevoli.