CELEX: C2004/059/42
Language: it
Date: 2004-03-06 00:00:00
Title: Causa T-417/03: Ricorso della Fédération Internationale des Maisons de l'Europe (FIME) contro la Commissione delle Comunità europee, presentato il 22 dicembre 2003

6.3.2004                   IT                           Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                               C 59/25
Secondo la ricorrente, il Consiglio non ha proceduto alla                       —     annullare la decisione implicita di rigetto del reclamo
determinazione del valore normale, con metodo appropriato e                           proposto dal ricorrente, ai sensi dell’art. 90, n. 2, dello
ragionevole ai sensi dell’art. 2, n. 5, del regolamento (CE)                          Statuto, il 27 maggio 2003 e diretto all’annullamento
n. 384/96 (1), come modificato, e conformemente al proprio                            della decisione impugnata;
obbligo di diligenza. La Commissione, che aveva avviato un
procedimento antidumping ai sensi dell’art. 5 del regolamento,                  —     condannare la parte convenuta a pagare al ricorrente una
avrebbe dovuto tener conto della normativa antidumping ai                             somma quantificata in via equitativa in EUR 20 000,
sensi della quale i costi dei sottoprodotti non dovrebbero                            salvo aumento o diminuzione in corso di causa, a titolo
essere presi in considerazione ma dovrebbero invece essere                            di risarcimento per il danno morale ed il nocumento alla
dedotti nella determinazione del valore normale, al fine di                           carriera, a motivo sia di irregolarità sostaziali sia del
adempiere all’obbligo di determinare il valore normale in                             notevole ritardo nella redazione del detto rapporto infor-
modo appropriato e ragionevole. Secondo la ricorrente, la                             mativo 2001 in un contesto particolarmente afflittivo per
Commissione era consapevole della differenza tra i costi di                           il ricorrente;
produzione legati alla produzione di para-cresolo, da un canto,
e i costi legati specificamente ai sottoprodotti (solfito di sodio              —     condannare la parte convenuta alle spese, in conformità
e acido fenico misto) dall’altro. Nell’estendere la portata                           dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura del
dell’indagine a tali due sottoprodotti e nel prenderli in conside-                    Tribunale.
razione nella determinazione del valore normale, la Commis-
sione ha violato l’obbligo di diligenza.
                                                                                Motivi e principali argomenti
La ricorrente deduce inoltre la violazione, da parte del Consi-
glio, dell’obbligo di buona amministrazione nonché, calcolan-
do erroneamente il valore normale solo per il detto prodotto,                   Il ricorrente deduce, anzitutto, la violazione degli artt. 26 e 43
dell’art. 2 del regolamento (CE) n. 348/96.                                     dello Statuto, delle disposizioni generali di attuazione per
                                                                                l’applicazione dell’art. 43, come adottate dall’Ufficio del Parla-
                                                                                mento europeo in data 8 marzo 1999, e delle Istruzioni
(1) Regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 1995, n. 384/96,                 relative alla procedura di redazione dei rapporti informativi.
     relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da
     parte di paesi non membri della Comunità europea.
                                                                                Il detto ricorrente deduce altresì uno sviamento di potere e la
                                                                                violazione di principi generali del diritto, quali il rispetto dei
                                                                                diritti della difesa, il principio di buona amministrazione, i
                                                                                principi della tutela del legittimo affidamento e del rispetto
                                                                                dell’obbligo di diligenza, il principio della parità di trattamento,
                                                                                nonché i principi che impongono all’APN di adottare una
                                                                                decisione soltanto sulla base di motivazioni giuridicamente
Ricorso del sig. Angel Angelidis contro il Parlamento                           ammissibili, vale a dire pertinenti e non viziate da manifesto
            europeo, presentato il 19 dicembre 2003                             errore di valutazione, in fatto o in diritto.
                            (Causa T-416/03)
                             (2004/C 59/41)
                      (Lingua processuale: il francese)                         Ricorso della Fédération Internationale des Maisons de
                                                                                l’Europe (FIME) contro la Commissione delle Comunità
                                                                                            europee, presentato il 22 dicembre 2003
Il 19 dicembre 2003 il sig. Angel Angelidis, con domicilio in                                            (Causa T-417/03)
Lussemburgo, rappresentato dall’avv. Eric Boigelot, ha propo-
sto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità
europee un ricorso contro il Parlamento europeo.                                                          (2004/C 59/42)
                                                                                                   (Lingua processuale: il francese)
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
—      annullare la decisione del Segretario generale del Parla-
       mento europeo adottata il 4 marzo 2003 e recante                         Il 22 dicembre 2003 la Fédération Internationale des Maisons
       approvazione definitiva del rapporto informativo relativo                de l’Europe, con sede in Saarbrücken (Germania), rappresentata
       al ricorrente per l’esercizio 2001;                                      dal sig. Pierre Soler-Couteaux, avocat, ha presentato dinanzi al
                                                                                Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
—      annullare il detto rapporto informativo per l’anno 2001;                 contro la Commissione delle Comunità europee.
 ---pagebreak--- C 59/26                  IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                          6.3.2004
La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:                             Poiché a seguito di un’inchiesta condotta dall’OLAF (Ufficio
                                                                            europeo per la lotta alla frode) è stato dimostrato che la Maison
                                                                            de l’Europe Svigno Méditerranée non aveva realizzato talune
—     annullare la decisione 9 ottobre 2003 con la quale la                 delle azioni per le quali aveva beneficiato di aiuti e aveva così
      Commissione ha operato una duplice compensazione, in                  distratto fondi comunitari (1), la Commissione ha considerato
      ragione dell’illegittimità dalla quale è inficiata;                   che tali aiuti dovevano esserle rimborsati dalla ricorrente.
—     dichiarare che la Commissione europea è incorsa in tre
      illeciti idonei a far sorgere la sua responsabilità:
                                                                            A sostegno del suo ricorso di annullamento, la ricorrente
                                                                            sostiene che la decisione di procedere a una compensazione
      —      violando i principi del legittimo affidamento e di             relativamente a quanto percepito in eccesso sull’aiuto dell’anno
             buona fede;                                                    2002 avrebbe violato i principi del legittimo affidamento e di
                                                                            buona amministrazione, nella misura in cui la Commissione
                                                                            avrebbe ingenerato nella ricorrente l’aspettativa che avrebbe
      —      non avendo successivamente mai rispettato i termini            potuto coprire le spese prodotte da talune delle sue azioni
             contrattuali per il versamento delle sovvenzioni;              utilizzando fondi propri e i contributi dei membri, senza
                                                                            rendere così tali spese ineliggibili.
      —      venendo meno all’obbligo derivantele dall’art. 155
             del Trattato CE (divenuto art. 211 CE) di vigilare
             sull’applicazione delle disposizioni da essa adottate,
             e che è incorsa in illecito amministrativo grave per           La ricorrente deduce altresì la violazione dell’obbligo di
             gravi inadempimenti e per una illegittima omissione            motivazione della decisione impugnata.
             dei suoi obblighi di esecuzione e di sorveglianza del
             corretto utilizzo dei fondi comunitari;
—     dichiarare che tali mancanze hanno cagionato alla FIME                Sostiene inoltre di non essere tenuta a rimborsare alla Commis-
      danni che la Commissione deve riparare;                               sione le somme assertivamente distratte dalla Maison de
                                                                            l’Europe Avignon Méditerranée, in quanto non è incorsa in
                                                                            alcuna mancanza dei suoi obblighi di controllo e sorveglianza.
—     dichiarare che la Federazione ricorrente ha subito un                 Deduce pertanto l’assenza di base giuridica della decisione
      danno morale ammontante a EUR 300 000 e disporre il                   controversa e un errore manifesto di valutazione.
      pagamento di siffatta somma dovuta, maggiorata degli
      interessi di mora;
—     dichiarare che la Federazione ricorrente ha subito un                 La ricorrente deduce infine la violazione del principio di buona
      danno pecuniario, pari a EUR 210 000 e disporre il                    amministrazione e del dovere di diligenza, in quanto la
      pagamento di tale somma dovuta, maggiorata degli                      Commissione non avrebbe proceduto a un esame concreto del
      interessi di mora;                                                    caso di specie.
—     condannare la Commissione a versarle la somma di
      EUR 10 000 per le spese irripetibili;                                 A sostegno del suo ricorso per risarcimento del danno, la
                                                                            ricorrente sostiene che la Commissione è incorsa in tre illeciti
—     condannare la Commissione a tutte le spese.                           che le hanno inevitabilmente recato pregiudizio, sia pecuniario
                                                                            che morale. Gli illeciti ascritti alla Commissione sono la
                                                                            violazione del principio del legittimo affidamento, già analizza-
                                                                            to nell’ambito del ricorso di annullamento, il mancato rispetto
                                                                            dei termini contrattuali per il versamento delle sovvenzioni,
                                                                            come pure l’insufficienza dei controlli sull’utilizzo dei fondi
Motivi e principali argomenti                                               concessi dalla ricorrente.
Mediante l’impugnata decisione la Commissione ha operato                    (1) V. anche causa T-43/03, Maison de l’Europe Avignon Méditerra-
una duplice compensazione sull’aiuto di funzionamento dovu-                     née/Commissione, pubblicata nella GU C 101 del 26.4.2003, pag.
to alla ricorrente per l’anno 2003, da un lato ritirando quanto                 39, come pure causa T-100/03, Maison de l’Europe Avignon
percepito in eccesso relativamente all’aiuto di funzionamento                   Méditerranée, pubblicata nella GU C 112 del 10.5.2003, pag. 46.
per l’anno 2002 e, dall’altro, procedendo alla riscossione degli
aiuti percepiti tramite la FIME da un membro della Federazione,
la Maison de l’Europe Avignon Méditerranée, per azioni non
realizzate.