CELEX: C2004/059/40
Language: it
Date: 2004-03-06 00:00:00
Title: Causa T-413/03: Ricorso della Shandong Reipu Biochemicals Co. Ltd. contro il Consiglio delle Comunità europee, proposto il 15 dicembre 2003

C 59/24                 IT                         Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           6.3.2004
Motivi e principali argomenti                                              Infine, la ricorrente contesta l’eccessiva durata del procedimen-
                                                                           to ai sensi dell’art. 6, comma 1, della CEDU causata
                                                                           dall’inattività della Commissione, durata anni, nella prima fase
                                                                           del procedimento, e invoca l’illegittimità dell’invito a cessare
                                                                           l’infrazione giacché, nel frattempo, il negozio di cui trattasi è
Con decisione 1°ottobre 2003, C(2003) 3426 la Commissione                  stato alienato.
ha stabilito che la ricorrente e quattro altre imprese, partecipan-
do a un’intesa complessa, unica e continuata nonché a una
pratica concordata nel settore dei sorbati, con cui, fra l’altro, si
sono accordate sui prezzi obiettivo, hanno violato l’art. 81,
n. 1, CE. Alla ricorrente è stata inflitta un’ammenda di EUR 99
Mio.
La ricorrente contesta tale decisione e sostiene che la Commis-            Ricorso della Shandong Reipu Biochemicals Co. Ltd.
sione avrebbe violato il principio di buona amministrazione                contro il Consiglio delle Comunità europee, proposto il
per aver illegittimamente favorito un’altra impresa nel procedi-                                    15 dicembre 2003
mento amministrativo. Entrambe le imprese avevano collabo-
rato con la Commissione già alla fine del 1998, e, secondo la
ricorrente, è stata illegittimamente favorita l’altra impresa.                                      (Causa T-413/03)
                                                                                                      (2004/C 59/40)
Oltre alle irregolarità del procedimento di allora, la ricorrente
lamenta anche il fatto che la Commissione le avrebbe negato
di visionare i documenti nonostante le fosse stato richiesto.                                   (Lingua processuale: l’inglese)
La Commissione aveva già consentito l’accesso ad alcuni
documenti interni nell’ambito della visione generale, cosicché
non può più invocare al riguardo la generale riservatezza dei
documenti interni. Inoltre alla ricorrente non sarebbe stata
messa a disposizione una versione integrale ovvero sufficiente-            Il 15 dicembre 2003, la società Shandong Reipu Bichemicals
mente comprensibile della decisione, poiché sono stati illegitti-          Co. Ltd, con sede a Shandong (Repubblica Popolare cinese),
mamente celati alcuni punti della prima parte, che, fra                    rappresentata dall’avv. O. Prost, ha proposto dinanzi al Tribu-
l’altro, non consentono di leggere integralmente il calcolo                nale di primo grado delle Comunità europee un ricorso contro
dell’ammenda.                                                              il Consiglio delle Comunità europee.
                                                                           La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
La ricorrente lamenta anche errori di valutazione e di diritto
nel calcolo dell’ammenda. Essa lamenta la sproporzione del-                —     Annullare l’art. 1 del regolamento (CE) del Consiglio
l’importo di base a causa di disparità di trattamento rispetto                   11 settembre 2003, n. 1656, che istituisce un dazio
alle altre parti del procedimento, ma anche l’errata valutazione                 antidumping definitivo e dispone la riscossione definitiva
negativa dei fatti e della partecipazione all’intesa dei «quadri                 dei dazi provvisori istituiti sulle importazioni di para-
direttivi». Secondo la ricorrente, gli importi base dell’ammenda                 cresolo originario della Repubblica popolare cinese (GU
secondo i gruppi sarebbero errati perché non è stato tenuto                      2003 L 234, pag. 1), nella parte in cui istituisce un dazio
conto, in particolare, di ulteriori pratiche concordate dei                      del 12,3 % sulle importazioni di prodotti della ricorrente;
produttori giapponesi. Quanto al merito, la ricorrente contesta
anche l’aumento dell’ammenda del 30 % per la sua presunta
posizione di «leader» nonché l’ulteriore aumento del 50 % a                —     Condannare il Consiglio alle spese.
causa della sua recidiva. Riguardo alla valutazione della sua
collaborazione, la ricorrente sostiene di non essere stata
ingiustamente qualificata come l’impresa più collaborativa.
                                                                           Motivi e principali argomenti
La ricorrente lamenta inoltre che nel calcolo non è stato tenuto
conto delle sanzioni inflitte dagli Stati Uniti per lo stesso fatto        La ricorrente ha sede nella Repubblica popolare cinese e
e, al riguardo, invoca il principio del ne bis in idem applicabile         produce ed esporta para-cresolo nell’Unione Europea. La
ai rapporti con Stati terzi, che, pur non impedendo un nuovo               ricorrente impugna il regolamento (CE) n. 1656/2003, che
procedimento, consente che vengano considerate nel calcolo                 impone un dazio definitivo sulle importazioni di para-cresolo
sanzioni precedenti.                                                       proveniente dalla Repubblica popolare cinese.
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Secondo la ricorrente, il Consiglio non ha proceduto alla                       —     annullare la decisione implicita di rigetto del reclamo
determinazione del valore normale, con metodo appropriato e                           proposto dal ricorrente, ai sensi dell’art. 90, n. 2, dello
ragionevole ai sensi dell’art. 2, n. 5, del regolamento (CE)                          Statuto, il 27 maggio 2003 e diretto all’annullamento
n. 384/96 (1), come modificato, e conformemente al proprio                            della decisione impugnata;
obbligo di diligenza. La Commissione, che aveva avviato un
procedimento antidumping ai sensi dell’art. 5 del regolamento,                  —     condannare la parte convenuta a pagare al ricorrente una
avrebbe dovuto tener conto della normativa antidumping ai                             somma quantificata in via equitativa in EUR 20 000,
sensi della quale i costi dei sottoprodotti non dovrebbero                            salvo aumento o diminuzione in corso di causa, a titolo
essere presi in considerazione ma dovrebbero invece essere                            di risarcimento per il danno morale ed il nocumento alla
dedotti nella determinazione del valore normale, al fine di                           carriera, a motivo sia di irregolarità sostaziali sia del
adempiere all’obbligo di determinare il valore normale in                             notevole ritardo nella redazione del detto rapporto infor-
modo appropriato e ragionevole. Secondo la ricorrente, la                             mativo 2001 in un contesto particolarmente afflittivo per
Commissione era consapevole della differenza tra i costi di                           il ricorrente;
produzione legati alla produzione di para-cresolo, da un canto,
e i costi legati specificamente ai sottoprodotti (solfito di sodio              —     condannare la parte convenuta alle spese, in conformità
e acido fenico misto) dall’altro. Nell’estendere la portata                           dell’art. 87, n. 2, del regolamento di procedura del
dell’indagine a tali due sottoprodotti e nel prenderli in conside-                    Tribunale.
razione nella determinazione del valore normale, la Commis-
sione ha violato l’obbligo di diligenza.
                                                                                Motivi e principali argomenti
La ricorrente deduce inoltre la violazione, da parte del Consi-
glio, dell’obbligo di buona amministrazione nonché, calcolan-
do erroneamente il valore normale solo per il detto prodotto,                   Il ricorrente deduce, anzitutto, la violazione degli artt. 26 e 43
dell’art. 2 del regolamento (CE) n. 348/96.                                     dello Statuto, delle disposizioni generali di attuazione per
                                                                                l’applicazione dell’art. 43, come adottate dall’Ufficio del Parla-
                                                                                mento europeo in data 8 marzo 1999, e delle Istruzioni
(1) Regolamento (CE) del Consiglio 22 dicembre 1995, n. 384/96,                 relative alla procedura di redazione dei rapporti informativi.
     relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di dumping da
     parte di paesi non membri della Comunità europea.
                                                                                Il detto ricorrente deduce altresì uno sviamento di potere e la
                                                                                violazione di principi generali del diritto, quali il rispetto dei
                                                                                diritti della difesa, il principio di buona amministrazione, i
                                                                                principi della tutela del legittimo affidamento e del rispetto
                                                                                dell’obbligo di diligenza, il principio della parità di trattamento,
                                                                                nonché i principi che impongono all’APN di adottare una
                                                                                decisione soltanto sulla base di motivazioni giuridicamente
Ricorso del sig. Angel Angelidis contro il Parlamento                           ammissibili, vale a dire pertinenti e non viziate da manifesto
            europeo, presentato il 19 dicembre 2003                             errore di valutazione, in fatto o in diritto.
                            (Causa T-416/03)
                             (2004/C 59/41)
                      (Lingua processuale: il francese)                         Ricorso della Fédération Internationale des Maisons de
                                                                                l’Europe (FIME) contro la Commissione delle Comunità
                                                                                            europee, presentato il 22 dicembre 2003
Il 19 dicembre 2003 il sig. Angel Angelidis, con domicilio in                                            (Causa T-417/03)
Lussemburgo, rappresentato dall’avv. Eric Boigelot, ha propo-
sto dinanzi al Tribunale di primo grado delle Comunità
europee un ricorso contro il Parlamento europeo.                                                          (2004/C 59/42)
                                                                                                   (Lingua processuale: il francese)
Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
—      annullare la decisione del Segretario generale del Parla-
       mento europeo adottata il 4 marzo 2003 e recante                         Il 22 dicembre 2003 la Fédération Internationale des Maisons
       approvazione definitiva del rapporto informativo relativo                de l’Europe, con sede in Saarbrücken (Germania), rappresentata
       al ricorrente per l’esercizio 2001;                                      dal sig. Pierre Soler-Couteaux, avocat, ha presentato dinanzi al
                                                                                Tribunale di primo grado delle Comunità europee un ricorso
—      annullare il detto rapporto informativo per l’anno 2001;                 contro la Commissione delle Comunità europee.