CELEX: 52006SC0233
Language: it
Date: 2006-02-22 00:00:00
Title: Raccomandazione di parere del Consiglio previsto all’articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato del Regno Unito, 2005/06-2010/11

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52006SC0233

Raccomandazione di parere del Consiglio previsto all’articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato del Regno Unito, 2005/06-2010/11  /* SEC/2006/0233 def. */  

	Bruxelles, 22.2.2006SEC(2006) 233 definitivoRaccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all’articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato del Regno Unito, 2005/06-2010/11(presentata dalla Commissione)  RELAZIONEPremessaIl patto di stabilità e crescita, entrato in vigore il 1° luglio 1998, si fonda sull’obiettivo dell’equilibrio delle finanze pubbliche quale strumento per rafforzare le condizioni favorevoli alla stabilità del prezzi e ad una crescita vigorosa, sostenibile e promotrice di occupazione. Nel 2005 il patto è stato modificato una prima volta. La riforma ha riconosciuto l’utilità del patto in quanto punto fermo della disciplina fiscale, ma ha cercato di rafforzarne l’efficacia e i fondamenti economici e di salvaguardare la sostenibilità delle finanze pubbliche a lungo termine.Il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche[1], che fa parte del patto, stabilisce che gli Stati membri devono presentare al Consiglio e alla Commissione programmi di stabilità o di convergenza e relativi aggiornamenti annuali [gli Stati membri che hanno già adottato la moneta unica presentano programmi (aggiornati) di stabilità e gli Stati membri che non l’hanno ancora adottata presentano programmi (aggiornati) di convergenza]. Il primo programma di convergenza del Regno Unito è stato presentato nel dicembre 1998. A norma del regolamento, l’8 febbraio 1999 il Consiglio ha formulato un parere in merito sulla base di una raccomandazione della Commissione e previa consultazione del comitato economico e finanziario. Conformemente alla stessa procedura, i programmi di stabilità e di convergenza aggiornati sono valutati dalla Commissione ed esaminati dal suddetto comitato ed eventualmente anche dal Consiglio.In tali programmi gli Stati membri devono specificare il loro obiettivo a medio termine relativo alla posizione di bilancio e definire le misure politiche per conseguirlo e mantenerlo, comprese le pertinenti ipotesi economiche. Successivamente alla riforma del patto, considerata l'eterogeneità dell’Unione in materia di economia e di bilancio l’obiettivo a medio termine dovrebbe essere differenziato per i singoli Stati membri, anche in relazione al rischio fiscale per la sostenibilità. Altri elementi della riforma prevedono che si realizzi un’impostazione di politica fiscale più simmetrica su tutto il ciclo mediante un rafforzamento della disciplina di bilancio nei periodi di congiuntura favorevole, mentre in caso di deviazione temporanea dall'obiettivo a medio termine, o dal relativo percorso di aggiustamento, occorre prendere in considerazione “riforme strutturali sostanziali” con un impatto quantificabile sulla sostenibilità a lungo termine.Tenendo conto delle previsioni dei servizi della Commissione dell’autunno 2005, del codice di condotta[2], della metodologia concordata per la stima del prodotto potenziale e dei saldi depurati dalle variazioni cicliche, nonché degli indirizzi di massima per le politiche economiche inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008, la Commissione ha esaminato l’aggiornamento del programma di convergenza del Regno Unito recentemente presentato ed in base alla valutazione che segue ha adottato in proposito una raccomandazione di parere del Consiglio.Valutazione1.  Il 14 dicembre 2005[3] le autorità del Regno Unito hanno presentato il settimo aggiornamento del loro programma di convergenza relativo al periodo che va dall’esercizio 2005/06 all’esercizio 2010/11[4]. Su alcuni punti di merito il programma si discosta dalle prescrizioni relative alla struttura tipo e ala fornitura di dati per i programmi di stabilità e convergenza specificate nel nuovo codice di condotta[5].2.  Nel suo parere dell’8 marzo 2005 sul precedente aggiornamento del programma di convergenza il Consiglio aveva invitato il Regno Unito a garantire che il disavanzo risultasse inferiore al 3% del PIL e a migliorare il saldo depurato dalle variazioni cicliche per assicurare il raggiungimento di una posizione di bilancio prossima al pareggio o in attivo nel medio periodo. Il 24 gennaio 2006, considerate le informazioni contenute nell’aggiornamento del programma di convergenza del 2005, il Consiglio ha deciso che il disavanzo del Regno Unito è eccessivo. Secondo la raccomandazione del Consiglio ai sensi dell’articolo 104, paragrafo 7 della stessa data, il disavanzo eccessivo deve essere corretto entro l’esercizio 2006/07. Dopo la scadenza del periodo di sei mesi previsto dalla raccomandazione, la Commissione deve valutare i progressi realizzati dalle autorità del Regno Unito ai fini della correzione del disavanzo eccessivo.3.  Negli ultimi dieci anni i risultati macroeconomici del Regno Unito hanno registrato cospicui miglioramenti per quanto attiene alla stabilità, alla crescita, al contenimento dell'inflazione e all’andamento del mercato del lavoro. La crescita annua del PIL reale è stata in media del 3¼% nel quinquennio 1996-2000 e del 2¼% nel quinquennio 2001-05. Tuttavia, dopo un periodo di risanamento fiscale tra il 1996 e il 2001 – con il passaggio del saldo delle amministrazioni pubbliche da un disavanzo di circa il 5% del PIL ad un avanzo consistente – il Regno Unito ha attraversato un periodo di allentamento fiscale collegato soprattutto a un consistente aumento programmato della spesa pubblica, con un incremento del disavanzo delle amministrazioni pubbliche fino ad oltre il 3% del PIL nel 2004. Il debito lordo è sceso da oltre il 50% del PIL nel 1996 a meno del 38% nel 2002, ma da allora ha ripreso ad aumentare lentamente.4.  Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio, valutato sulla base delle informazioni attualmente disponibili, sembra riflettere ipotesi di crescita sostanzialmente plausibili, anche se non prive di rischi, ad esempio collegati ad un aumento inferiore alle attese della spesa per consumi delle famiglie. La crescita economica sale dall’1¾% nel 2005/06 al 3% nel 2007/08 – di massima conformemente alle previsioni dei servizi della Commissione dell’autunno 2005 – e scende successivamente al 2¾% nel 2008/09. Dal 2009/10 proiezioni apparentemente caute prospettano una crescita annua del 2¼%.5.  L'impennata dei prezzi petroliferi a metà del 2005 ha spinto l’inflazione IAPC nettamente al di là dell’obiettivo ufficiale del 2% nella seconda parte dell’anno; verso fine anno, con l’attenuarsi dell’impatto, l’inflazione è scesa verso il 2%. Il programma prevede che nel 2006 l’inflazione scenda sotto il 2% e si mantenga quindi intorno all’obiettivo del 2% per tutta la durata stabilita; la previsione sembra realistica. Nel corso del 2005 sia il tasso di cambio effettivo nominale che il tasso di cambio EUR/GBP sono rimasti relativamente stabili. I differenziali di rendimento tra titoli di Stato a lunga scadenza nel Regno Unito e nella zona euro sono diminuiti e i tassi a scadenza decennale nel Regno Unito sono solo marginalmente superiori a quelli nella zona euro. Il rendimento dei titoli di Stato a lunga scadenza indicizzati è sceso quasi ad un minimo storico, in parte a causa del regime normativo per i fondi pensione. Tenendo conto delle prospettive di inflazione, il 4 agosto 2005 la Banca d’Inghilterra ha ridotto di 25 punti base il suo tasso di riferimento portandolo al 4½%, con una prima inversione rispetto alla stretta dei tassi di interesse iniziata nel novembre 2003. Ai fini di politica monetaria il Regno Unito pratica il persegue un’inflazione mirata; la sterlina non fa parte dell’ERM II (meccanismo di cambio) e fluttua liberamente.6.  Quanto all’esecuzione del bilancio nel 2005/06, le previsioni dei servizi della Commissione dell’autunno 2005 prospettavano un disavanzo delle amministrazioni pubbliche pari al 3,4% del PIL, a fronte di una proiezione del 2,8% del PIL del precedente aggiornamento del programma di convergenza . Il disavanzo superiore al previsto è dovuto ad una crescita del PIL inferiore al previsto (attualmente stimata all’1¾% rispetto al 3% del precedente aggiornamento), ad effetti di base derivanti da un gettito fiscale inferiore al previsto nel 2004/05 ed in minor misura a qualche allentamento discrezionale.7.  Le proiezioni del programma aggiornato prospettano una riduzione del disavanzo da poco più del 3% del PIL nell’esercizio 2005/06 ad un livello inferiore al valore di riferimento del 3% nel 2006/07. Per gli anni successivi le proiezioni indicano una riduzione del disavanzo fino all’1,5% del PIL entro il 2010/11. Il saldo primario, pari ad un disavanzo stimato dell’1% del PIL nel 2005/06, ritorna in pareggio nel 2008/09 e realizza un avanzo di ½% del PIL entro il 2010/11. Il miglioramento del saldo nominale deriva essenzialmente da un aumento delle entrate, dovuto in parte alla proiezione di ripresa ciclica dell’economia, ed in parte ad un miglior rapporto tra gettito fiscale e PIL. Secondo le proiezioni il rapporto spesa/PIL è destinato ad aumentare fino al 2007/08 per effetto di un aumento programmato delle spese per servizi e investimenti pubblici. È stato programmato un aumento degli investimenti netti del settore pubblico (compresa l’assegnazione di capitale al settore privato) dell’1,6% del PIL nel 2004/05 al 2¼% del PIL entro il 2006/07; questa percentuale dovrebbe successivamente rimanere costante. Dopo il 2007/08 è programmato un notevole rallentamento della crescita della spesa corrente. Secondo le proiezioni quindi, entro il 2008/09 il disavanzo dovrebbe servire totalmente a finanziare gli investimenti pubblici. Rispetto all’aggiornamento del 2004, le proiezioni dei disavanzi del 2005/06 e 2006/07 sono state riviste al rialzo, mentre nel medio periodo convergono sul tracciato del precedente aggiornamento.8.  In base a calcoli conformi alla metodologia concordata, il programma prevede un miglioramento annuo medio del saldo strutturale (cioè depurato dalle variazioni cicliche e al netto di provvedimenti una tantum e di altre misure temporanee) di poco superiore a ¼ di punto percentuale del PIL, a partire da un disavanzo stimato di poco inferiore al 3% del PIL nel 2005/06. L’aggiustamento viene imputato al 2006/07, quando si programma di correggere il disavanzo eccessivo ed il divario negativo tra prodotto effettivo e potenziale ha raggiunto la massima ampiezza, per poi rallentare e ridursi. Il programma non specifica in termini quantitativi l’obiettivo a medio termine (MTO) per il saldo strutturale delle amministrazioni pubbliche, ma rinvia agli obiettivi fiscali definiti secondo le norme nazionali. L’MTO non può essere dedotto dal programma di convergenza, al contrario di quanto prescrive il patto.9.  I risultati di bilancio potrebbero essere peggiori di quelli indicati nelle proiezioni del programma, soprattutto nel breve periodo. Anche il prospettato miglioramento del rapporto tra gettito fiscale e PIL – relativo in particolare al gettito dell’imposta sulle società – presenta rischi evidenti, in quanto dipende da un’ipotesi di prosecuzione dell’andamento positivo del settore finanziario nel prossimo anno, senza successive inversioni di tendenza. Sul versante della spesa, dopo l'aumento fino al 2007/08, le proiezioni dell'aggiornamento del programma prospettano una netta riduzione del rapporto tra spesa e PIL fin sotto i livelli del 2005/06, che sarà impegnativa da realizzare. Considerati gli attuali impegni politici, la riduzione del rapporto tra spesa e PIL comporta un notevole rallentamento della crescita della spesa corrente, probabilmente molto consistente in alcuni settori. La nuova valutazione complessiva della spesa pubblica – programmata nel quadro della rassegna globale della spesa del 2007 – dovrebbe contribuire all’individuazione dei settori in cui una riduzione dell’aumento della spesa pubblica non andrebbe a scapito della crescita nel lungo periodo. Nel 2009/10 e 2010/11 questi rischi negativi possono essere parzialmente compensati, soprattutto sul versante delle entrate, da una proiezione di crescita economica che sembra caratterizzata da una certa cautela.10.  Quanto alla correzione del disavanzo eccessivo, il programma – pubblicato prima della raccomandazione del Consiglio a norma dell’articolo 104, paragrafo 7 – prospetta una riduzione del disavanzo al di sotto del valore di riferimento nel 2006/07, mentre al momento della raccomandazione del Consiglio i servizi della Commissione avevano stimato che anche dopo le misure discrezionali annunciate nel Pre-Budget Report del dicembre 2005 il disavanzo sarebbe probabilmente rimasto di poco superiore al 3%. I passi avanti nella correzione del disavanzo eccessivo verranno valutati dalla Commissione dopo la scadenza del termine di sei mesi. La strategia di bilancio non sembra fornire un margine di sicurezza sufficiente contro il superamento del valore di riferimento del 3% del PIL in un contesto di normali fluttuazioni macroeconomiche (il parametro di riferimento minimo è stimato pari ad un disavanzo depurato dalle variazioni cicliche poco inferiore ad 1½% del PIL), con l’eventuale eccezione dell’ultimo periodo del programma nel 2010/11. Il percorso di aggiustamento potrebbe non essere pienamente conforme al patto, anche se sui saldi indicati dalle proiezioni incide l’attuazione del programma di investimenti pubblici citato in precedenza. Dopo la correzione programmata del disavanzo eccessivo nel 2006/07, il prospettato aggiustamento strutturale rallenta, allorché il divario tra prodotto effettivo e potenziale – pur restando negativo – tende a ridursi e l’andamento delle elasticità fiscali è relativamente favorevole. Il percorso di aggiustamento potrebbe pertanto essere potenziato, al fine di creare un margine sufficiente contro il superamento del valore di riferimento.11.  Secondo le proiezioni, il rapporto tra debito lordo e PIL – pur restando nettamente inferiore al valore di riferimento del trattato del 60% del PIL – durante il periodo in questione è destinato a salire da circa il 41% del PIL nel 2004/05 a poco meno del 45% del PIL nel 2007/08. Successivamente si prevede che tale rapporto si riduca solo marginalmente.12.  Quanto alla sostenibilità delle finanze pubbliche, i prospettati costi di bilancio dell’invecchiamento demografico sembrano comportare per il Regno Unito un rischio medio. Secondo le proiezioni, nel corso del periodo che va fino al 2050 si avrà un aumento contenuto della spesa pensionistica pubblica. Non si può tuttavia escludere un aumento delle spese collegate all’invecchiamento, dovuto ad un’eventuale insufficienza delle prestazioni pensionistiche private che potrebbe ripercuotersi sulle finanze pubbliche. La politica pensionistica è attualmente in corso di revisione e la risposta del governo alla relazione della Commissione sulle pensioni del novembre 2005 è attesa nella primavera di quest’anno. L’attuale situazione debitoria favorevole contribuisce in qualche modo a limitare l’incidenza sul bilancio dell’invecchiamento demografico; secondo le proiezioni tuttavia, nel corso del periodo che va fino al 2050 il debito lordo è destinato a superare il valore di riferimento del 60% del PIL, se rispetto alla posizione strutturale di bilancio del 2005/06 durante il periodo del programma non si realizzano ulteriori interventi di risanamento del bilancio. Un consistente miglioramento del saldo strutturale delle finanze pubbliche nel medio periodo contribuirebbe a ridurre i rischi per la sostenibilità della posizione finanziaria.13.  Le misure previste in materia di finanze pubbliche sono sostanzialmente coerenti con gli indirizzi economici di massima inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. L’attuale rapporto tra debito pubblico e PIL è ancora relativamente basso, ma il disavanzo resta eccessivo e con un ulteriore risanamento deve essere riportato nettamente al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL necessario per stabilizzare il rapporto. È molto opportuno che l'insieme delle prestazioni pensionistiche venga sottoposto a riesame al fine di garantirne l'accessibilità, la sostenibilità finanziaria e l'adeguatezza sociale. Il programma prevede inoltre misure per migliorare la qualità delle finanze pubbliche, compreso l'impegno ad aumentare l'efficacia della spesa pubblica attraverso una gestione migliore delle attività, la mobilità professionale dei dipendenti pubblici e una riduzione degli effettivi del settore pubblico.14.  Il programma nazionale di riforme del Regno Unito, presentato il 13 ottobre 2005 nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, individua le seguenti sfide che comportano conseguenze significative per le finanze pubbliche: mantenere la sostenibilità fiscale a fronte delle sfide demografiche; promuovere l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo; offrire maggiori possibilità di acquisire competenze; garantire l’equità per mezzo di un sistema di sicurezza sociale moderno e flessibile e accrescere l’innovazione e l’adattabilità nell’uso delle risorse. Le conseguenze per il bilancio delle azioni delineate nel programma nazionale di riforme trovano piena rispondenza nelle proiezioni di bilancio del programma di convergenza . Le misure in materia di finanze pubbliche previste nel programma di convergenza sono sostanzialmente conformi alle azioni contemplate nel programma nazionale di riforme.Sulla base della valutazione che precede, il percorso di aggiustamento prospettato è soggetto a rischi ed al di là della correzione del disavanzo eccessivo potrebbe essere ulteriormente rafforzato. Alla luce delle raccomandazioni ai sensi dell’articolo 104, paragrafo 7, e al fine di fronteggiare i rischi per la sostenibilità a lungo termine, il Regno Unito dovrebbe:(i) garantire che il disavanzo venga ricondotto in modo credibile e sostenibile al di sotto del 3% del PIL al più tardi entro il 2006/07 e successivamente insistere nel risanamento del bilancio, in particolare realizzando la prospettata riduzione di aumento della spesa dopo il 2007/08;(ii) fissare e raggiungere un obiettivo a medio termine che garantisca un cauto andamento del rapporto tra debito e PIL nel lungo periodo, assicurando nel contempo un margine sufficiente contro il superamento del valore di riferimento del disavanzo del 3% del PIL .Raccomandazione diPARERE DEL CONSIGLIOprevisto all’articolo 9, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio del 7 luglio 1997 sul programma di convergenza aggiornato del Regno Unito, 2005/06-2010/11IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea,visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza della posizione di bilancio nonché della sorveglianza del coordinamento delle politiche economiche[6], in particolare l’articolo 9, paragrafo 3,vista la raccomandazione della Commissione,previa consultazione del Comitato economico e finanziario,HA ESPRESSO IL SEGUENTE PARERE:15.  Il [14 marzo 2006] il Consiglio ha esaminato il programma di convergenza aggiornato del Regno Unito, relativo al periodo che va dall’esercizio 2005/06 all’esercizio 2010/11.16.  Negli ultimi dieci anni i risultati macroeconomici del Regno Unito hanno registrato cospicui miglioramenti per quanto attiene alla stabilità, alla crescita, al contenimento dell'inflazione e all’andamento del mercato del lavoro. La crescita annua del PIL reale è stata in media del 3¼% nel quinquennio 1996-2000 e del 2¼% nel quinquennio 2001-05. Tuttavia, dopo un periodo di risanamento fiscale tra il 1996 e il 2001 – con il passaggio del saldo delle amministrazioni pubbliche da un disavanzo di circa il 5% del PIL ad un avanzo consistente – il Regno Unito ha attraversato un periodo di allentamento fiscale collegato soprattutto ad un consistente aumento programmato della spesa pubblica, con un incremento del disavanzo delle amministrazioni pubbliche fino ad oltre il 3% del PIL nel 2004. Il debito lordo è sceso da oltre il 50% del PIL nel 1996 a meno del 38% nel 2002, ma da allora ha ripreso ad aumentare lentamente.17.  Nel suo parere dell’8 marzo 2005 sul precedente aggiornamento del programma di convergenza il Consiglio aveva invitato il Regno Unito a garantire che il disavanzo risultasse inferiore al 3% del PIL e a migliorare il saldo depurato dalle variazioni cicliche per assicurare il raggiungimento di una posizione di bilancio prossima al pareggio o in attivo nel medio periodo. Il 24 gennaio 2006, considerate le informazioni contenute nell’aggiornamento del programma di convergenza del 2005, il Consiglio ha deciso che il disavanzo del Regno Unito è eccessivo. Secondo la raccomandazione del Consiglio ai sensi dell’articolo 104, paragrafo 7 della stessa data, il disavanzo eccessivo deve essere corretto entro l’esercizio 2006/07.[7] Dopo la scadenza del periodo di sei mesi previsto dalla raccomandazione, la Commissione deve valutare i progressi realizzati dalle autorità del Regno Unito ai fini della correzione del disavanzo eccessivo.18.  Quanto all’esecuzione del bilancio nel 2005/06, le previsioni dei servizi della Commissione dell’autunno 2005 prospettavano un disavanzo delle amministrazioni pubbliche pari al 3,4% del PIL, a fronte di una proiezione del 2,8% del PIL del precedente aggiornamento del programma di convergenza . Il disavanzo superiore al previsto è dovuto ad una crescita del PIL inferiore al previsto (attualmente stimata all’1¾% rispetto al 3% del precedente aggiornamento), ad effetti di base derivanti da un gettito fiscale inferiore al previsto nel 2004/05 ed in minor misura a qualche allentamento discrezionale.19.  Su alcuni punti di merito il programma si discosta dalle prescrizioni relative alla struttura tipo e alla fornitura di dati per i programmi di stabilità e convergenza specificate nel nuovo codice di condotta[8].20.  Lo scenario macroeconomico su cui si fondano le proiezioni di bilancio prevede una netta crescita del PIL reale dall’1¾% nel 2005/06 al 3% nel 2007/08, cui seguono un calo al 2¾% nel 2008/09 e al 2¼% successivamente. Valutato sulla base delle informazioni attualmente disponibili, questo scenario sembra basarsi su ipotesi di crescita sostanzialmente plausibili. L’inflazione indicata dalle proiezioni del programma appare realistica.21.  Le proiezioni del programma aggiornato prospettano una riduzione del disavanzo da poco più del 3% del PIL nell’esercizio 2005/06 ad un livello inferiore al valore di riferimento del 3% nel 2006/07. Per gli anni successivi le proiezioni indicano una riduzione del disavanzo fino all’1,5% del PIL entro il 2010/11. Il saldo primario, pari ad un disavanzo stimato dell’1% del PIL nel 2005/06, ritorna in pareggio nel 2008/09 e realizza un avanzo dello 0,5% del PIL entro il 2010/11. Il miglioramento del saldo nominale deriva essenzialmente da un aumento delle entrate, dovuto in parte alla proiezione di ripresa ciclica dell’economia, ed in parte ad un miglior rapporto tra gettito fiscale e PIL. Secondo le proiezioni il rapporto spesa/PIL è destinato ad aumentare fino al 2007/08 per effetto di un aumento programmato delle spese per servizi e investimenti pubblici. È stato programmato un aumento degli investimenti netti del settore pubblico (compresa l’assegnazione di capitale al settore privato) dell’1,6% del PIL nel 2004/05 al 2¼% del PIL entro il 2006/07; questa percentuale dovrebbe successivamente rimanere costante. Dopo il 2007/08 è programmato un notevole rallentamento della crescita della spesa corrente. Secondo le proiezioni quindi, entro il 2008/09 il disavanzo dovrebbe servire totalmente a finanziare gli investimenti pubblici. Rispetto all’aggiornamento del 2004, le proiezioni dei disavanzi del 2005/06 e 2006/07 sono state riviste al rialzo, mentre nel medio periodo convergono sul tracciato del precedente aggiornamento.22.  In base a calcoli conformi alla metodologia concordata, il programma prevede un miglioramento annuo medio del saldo strutturale (cioè depurato dalle variazioni cicliche e al netto di provvedimenti una tantum e di altre misure temporanee) di poco superiore a ¼ di punto percentuale del PIL, a partire da un disavanzo stimato di poco inferiore al 3% del PIL nel 2005/06. L’aggiustamento viene imputato al 2006/07, quando si programma di correggere il disavanzo eccessivo ed il divario negativo tra prodotto effettivo e potenziale ha raggiunto la massima ampiezza, per poi rallentare e ridursi. Il programma non specifica in termini quantitativi l’obiettivo a medio termine (MTO) per il saldo strutturale delle amministrazioni pubbliche, ma rinvia agli obiettivi fiscali definiti secondo le norme nazionali. L’MTO non può essere dedotto dal programma di convergenza, al contrario di quanto prescrive il patto.23.  I risultati di bilancio potrebbero essere peggiori di quelli indicati nelle proiezioni del programma, soprattutto nel breve periodo. Anche il prospettato miglioramento del rapporto tra gettito fiscale e PIL – relativo in particolare al gettito dell’imposta sulle società – presenta rischi evidenti, in quanto dipende da un’ipotesi di prosecuzione dell’andamento positivo del settore finanziario nel prossimo anno, senza successive inversioni di tendenza. Sul versante della spesa, dopo l'aumento fino al 2007/08, le proiezioni dell'aggiornamento del programma prospettano una netta riduzione del rapporto tra spesa e PIL fin sotto i livelli del 2005/06, che sarà impegnativa da realizzare. Considerati gli attuali impegni politici, la riduzione del rapporto tra spesa e PIL comporta un notevole rallentamento della crescita della spesa corrente, probabilmente molto consistente in alcuni settori. La nuova valutazione complessiva della spesa pubblica – programmata nel quadro della rassegna globale della spesa del 2007 – dovrebbe contribuire all’individuazione dei settori in cui una riduzione dell’aumento della spesa pubblica non andrebbe a scapito della crescita nel lungo periodo. Nel 2009/10 e 2010/11 questi rischi negativi possono essere parzialmente compensati, soprattutto sul versante delle entrate, da una proiezione di crescita economica che sembra caratterizzata da una certa cautela.24.  Quanto alla correzione del disavanzo eccessivo, il programma – pubblicato prima della raccomandazione del Consiglio a norma dell’articolo 104, paragrafo 7 – prospetta una riduzione del disavanzo al di sotto del valore di riferimento nel 2006/07, mentre al momento della raccomandazione del Consiglio i servizi della Commissione avevano stimato che anche dopo le misure discrezionali annunciate nel Pre-Budget Report del dicembre 2005 il disavanzo sarebbe probabilmente rimasto di poco superiore al 3%. I passi avanti nella correzione del disavanzo eccessivo verranno valutati dalla Commissione dopo la scadenza del termine di sei mesi. La strategia di bilancio non sembra fornire un margine di sicurezza sufficiente contro il superamento del valore di riferimento del 3% del PIL in un contesto di normali fluttuazioni macroeconomiche (il parametro di riferimento minimo è stimato pari ad un disavanzo depurato dalle variazioni cicliche poco inferiore ad 1½% del PIL), con l’eventuale eccezione dell’ultimo periodo del programma nel 2010/11. Il percorso di aggiustamento potrebbe non essere pienamente conforme al patto, anche se sui saldi indicati dalle proiezioni incide l’attuazione del programma di investimenti pubblici citato in precedenza. Dopo la correzione programmata del disavanzo eccessivo nel 2006/07, il prospettato aggiustamento strutturale rallenta, allorché il divario tra prodotto effettivo e potenziale – pur restando negativo – tende a ridursi e l’andamento delle elasticità fiscali è relativamente favorevole. Il percorso di aggiustamento potrebbe pertanto essere potenziato, al fine di creare un margine sufficiente contro il superamento del valore di riferimento.25.  Secondo le proiezioni, il rapporto tra debito lordo e PIL – pur restando nettamente inferiore al valore di riferimento del trattato del 60% del PIL – durante il periodo in questione è destinato a salire da circa il 41% del PIL nel 2004/05 a poco meno del 45% del PIL nel 2007/08. Successivamente si prevede che tale rapporto si riduca solo marginalmente.26.  Quanto alla sostenibilità delle finanze pubbliche, i prospettati costi di bilancio dell’invecchiamento demografico sembrano comportare per il Regno Unito un rischio medio. Secondo le proiezioni, nel corso del periodo che va fino al 2050 si avrà un aumento contenuto della spesa pensionistica pubblica. Non si può tuttavia escludere un aumento delle spese collegate all’invecchiamento, dovuto ad un’eventuale insufficienza delle prestazioni pensionistiche private che potrebbe ripercuotersi sulle finanze pubbliche. La politica pensionistica è attualmente in corso di revisione e la risposta del governo alla relazione della Commissione sulle pensioni del novembre 2005 è attesa nella primavera di quest’anno. L’attuale situazione debitoria favorevole contribuisce in qualche modo a limitare l’incidenza sul bilancio dell’invecchiamento demografico; secondo le proiezioni tuttavia, nel corso del periodo che va fino al 2050 il debito lordo è destinato a superare il valore di riferimento del 60% del PIL, se rispetto alla posizione strutturale di bilancio del 2005/06 durante il periodo del programma non si realizzano ulteriori interventi di risanamento del bilancio. Un consistente miglioramento del saldo strutturale delle finanze pubbliche nel medio periodo contribuirebbe a ridurre i rischi per la sostenibilità della posizione finanziaria.[9]27.  Le misure previste in materia di finanze pubbliche sono sostanzialmente coerenti con gli indirizzi economici di massima inclusi negli orientamenti integrati per il periodo 2005-2008. L’attuale rapporto tra debito pubblico e PIL è ancora relativamente basso, ma il disavanzo resta eccessivo e con un ulteriore risanamento deve essere riportato nettamente al di sotto del valore di riferimento del 3% del PIL necessario per stabilizzare il rapporto. È molto opportuno che l'insieme delle prestazioni pensionistiche venga sottoposto a riesame al fine di garantirne l'accessibilità, la sostenibilità finanziaria e l'adeguatezza sociale. Il programma prevede inoltre misure per migliorare la qualità delle finanze pubbliche, compreso l'impegno ad aumentare l'efficacia della spesa pubblica attraverso una gestione migliore delle attività, la mobilità professionale dei dipendenti pubblici e una riduzione degli effettivi del settore pubblico.28.  Il programma nazionale di riforme del Regno Unito, presentato il 13 ottobre 2005 nel contesto della rinnovata strategia di Lisbona per la crescita e l’occupazione, individua le seguenti sfide che comportano conseguenze significative per le finanze pubbliche: mantenere la sostenibilità fiscale a fronte delle sfide demografiche; promuovere l’innovazione, la ricerca e lo sviluppo; offrire maggiori possibilità di acquisire competenze; garantire l’equità per mezzo di un sistema di sicurezza sociale moderno e flessibile e accrescere l’innovazione e l’adattabilità nell’uso delle risorse. Le conseguenze per il bilancio delle azioni delineate nel programma nazionale di riforme trovano piena rispondenza nelle proiezioni di bilancio del programma di convergenza . Le misure in materia di finanze pubbliche previste nel programma di convergenza sono sostanzialmente conformi alle azioni contemplate nel programma nazionale di riforme.Sulla base della valutazione che precede, il Consiglio rileva che il percorso di aggiustamento prospettato è soggetto a rischi e che al di là della correzione del disavanzo eccessivo potrebbe essere ulteriormente rafforzato. Alla luce delle raccomandazioni ai sensi dell’articolo 104, paragrafo 7, e al fine di fronteggiare i rischi per la sostenibilità a lungo termine, il Consiglio invita il Regno Unito a:(i) garantire che il disavanzo venga ricondotto in modo credibile e sostenibile al di sotto del 3% del PIL al più tardi entro il 2006/07 e successivamente insistere nel risanamento del bilancio, in particolare realizzando la prospettata riduzione di aumento della spesa dopo il 2007/08;(ii) fissare e raggiungere un obiettivo a medio termine che garantisca un cauto andamento del rapporto tra debito e PIL nel lungo periodo, assicurando nel contempo un margine sufficiente contro il superamento del valore di riferimento del disavanzo del 3% del PIL.Confronto tra le principali proiezioni macroeconomiche e di bilancio2004/05 | 2005/06 | 2006/07 | 2007/08 | 2008/09 | 2009/10 | 2010/11 |PIL reale(variazione in %) | PC Dic 2005 1 |2¾ |1¾ |2¼ |3 |2¾ |2¼ |2¼ | | |COM Nov 20052 |3,2 |1,6 |2,3 |2,8 |n.d. |n.d. |n.d. | | | PC Dic 2004 1 |3¼ |3 |2½ |2¼ |2¼ |2¼ |n.d. | |Inflazione IAPC(in %) | PC Dic 2005 1 |1½ |2¼ |2 |2 |2 |2 |2 | | |COM Nov 20052 |1,3 |2,4 |2,2 |2,0 |n.d. |n.d. |n.d. | | | PC Dic 2004 |1¼ |1¾ |2 |2 |2 | 2 | n.d. | |Divario tra prodotto effettivo e potenziale(in % del PIL potenziale) | PC Dic 2005 3 |0,5 |-0,5 |-1,0 |-0,8 |-0,5 |-0,6 |-0,6 | | |COM Nov 20054 | 0,6 |-0,5 |-0,9 |-0,8 |n.d. | n.d. | n.d. | | | PC Dic 2004 3 | -0,2 |0,2 |0,0 |-0,2 |-0,3 |n.d. | n.d. | |Saldo delle amministrazioni pubbliche(in % del PIL) | PC Dic 2005 5 | -3,3 |-3,1 |-2,8 |-2,4 |-1,9 |-1,7 |-1,5 | | |COM Nov 20056 |-3,3 |-3,4 |-3,2 |-3,0 |n.d. |n.d. |n.d. | | | PC Dic 2004 5 |-2,9 |-2,8 |-2,3 |-2,1 |-1,7 |-1,6 | n.d. | |Saldo primario(in % del PIL) | PC Dic 2005 7 | -1,3 |-1,0 |-0,7 |-0,3 |0,1 |0,4 |0,5 | | |COM Nov 20052 |-1,5 |-1,3 |-1,1 |-0,8 |n.d. |n.d. |n.d. | | | PC Dic 2004 7 |-0,8 |-0,7 |-0,2 |-0,1 |n.d. |n.d. | n.d. | |Saldo depurato dalle variazioni cicliche = Saldo strutturale8,9(in % del PIL) | PC Dic 2005 3,5 | -3,5 |-2,9 |-2,3 |-2,1 |-1,7 |-1,5 |-1,3 | | |COM Nov 20054 |-3,5 |-3,1 |-2,8 |-2,6 |n.d. |n.d. |n.d. | | | PC Dic 2004 | -2,8 |-2,9 |-2,3 |-2,0 |-1,6 |n.d. | n.d. | |Debito pubblico lordo(in % del PIL) | PC Dic 2005 |40,9 |43,3 |44,4 |44,8 |44,7 |44,6 |44,4 | | | COM Nov 2005 |40,8 |42,7 |43,7 |44,5 |n.d. |n.d. |n.d. | | | PC Dic 2004 |40,9 |41,8 |42,4 |42,8 |42,8 |42,6 | n.d. | | Note : 1) Previsioni su PIL e inflazione alla base delle proiezioni del governo relative alle finanze pubbliche; tratte da uno scenario secondo il quale la crescita tendenziale è di un quarto di punto percentuale più elevata.2) Le previsioni dei servizi della Commissione seguono le scadenze dell’anno civile. Secondo le prime stime nel 2005 l’aumento è stato dell’1,8%. Secondo le previsioni intermedie dei servizi della Commissione dello scorso 22 febbraio, nel 2006 l’aumento sarà del 2.4%.3) Calcoli del divario tra prodotto effettivo e potenziale secondo la metodologia concordata in base ai dati forniti nel programma di convergenza. I calcoli del divario tra prodotto effettivo e potenziale poggiano sui dati alla base del principale scenario di crescita tendenziale. Secondo la metodologia del Regno Unito, in questi due modi si ottiene lo stesso tracciato del divario tra prodotto effettivo e potenziale.4) ) I calcoli del divario tra prodotto effettivo e potenziale dei servizi della Commissione seguono le scadenze dell’anno civile.5) Dati del programma di convergenza rettificati per contabilizzare i proventi UMTS. Nelle loro proiezioni del saldo delle amministrazioni pubbliche le autorità del Regno Unito includono proventi annuali di circa £ 1 miliardo per la vendita di licenze UMTS nel 2000. La rettifica per conformare le proiezioni alla procedura per i disavanzi eccessivi comporta per ciascun anno una diminuzione del saldo di circa 1 punto percentuale (con aumento del disavanzo). Tutti i dati riportati nella tabella sono stati ottenuti dai servizi della Commissione operando questa rettifica dei dati del programma.6) Le previsioni dei servizi della Commissione sono anteriori alle misure discrezionali annunciate nel Pre-Budget Report del dicembre 2005 ed incluse nel programma di convergenza. Conteggiando l’impatto netto delle misure secondo le stime delle autorità del Regno Unito, le previsioni dei servizi della Commissione prospetterebbero un disavanzo del 3,4% del PIL nel 2005/06, del 3,1% nel 2006/07 e del 2,8% nel 2007/08.7) Dati del programma di convergenza adattati in conformità di una definizione di saldo primario in base a pagamenti per interessi lordi piuttosto che per interessi netti.8) Saldo depurato dalle variazioni cicliche (calcolato secondo la metodologia concordata) al netto di provvedimenti una tantum e di altre misure temporanee. I dati dei saldi strutturali depurati dalle variazioni cicliche pubblicati nel programma – calcolati secondo la metodologia in uso nel Regno Unito e basati su saldi nominali non rettificati per contabilizzare i proventi UMTS – sono: -2,9% del PIL nel 2004/05, -2,2% nel 2005/06, -1,7% nel 2006/07, -1,7% nel 2007/08, -1,7% nel 2008/09, -1,6% nel 2009/10, -1,5% nel 2010/11.9) Nelle proiezioni del programma di convergenza e nelle previsioni dei servizi della Commissione non vi sono provvedimenti una tantum né misure temporanee.Fonti: Programma di convergenza (PC), calcoli dei servizi della Commissione, previsioni dei servizi della Commissione (COM) dell’autunno 2005.[1] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). Tutti i documenti citati nel presente testo sono disponibili sul sito:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[2] “Specifiche sull’attuazione del Patto di stabilità e crescita e linee direttrici sulla presentazione e il contenuto dei programmi di stabilità e convergenza”, approvato dal Consiglio ECOFIN dell’11 ottobre 2005.[3] Il Regno Unito non è soggetto alla scadenza del 1° dicembre per la presentazione del programma di convergenza, perché il suo anno fiscale è diverso da quello degli altri Stati membri . Il codice di condotta invece precisa che il Regno Unito deve presentare il programma alla data “più vicina possibile alla pubblicazione del Pre-Budget Report ” (PBR) autunnale; quest’ultimo è stato presentato al Parlamento il 5 dicembre 2005.[4] Nel Regno Unito l’esercizio finanziario va da aprile a marzo.[5] In particolare manca la parte sulle caratteristiche istituzionali delle finanze pubbliche; il programma fornisce dati obbligatori lacunosi (ad esempio non vengono soddisfatte le richieste di previsioni sull’occupazione, la disoccupazione e le retribuzioni dei lavoratori dipendenti, nonché la ripartizione delle spese per l’ultimo anno) e non fornisce tutti i dati facoltativi. I dati sulle spese e le entrate delle amministrazioni pubbliche, anche se si basano su SEC 65, usano metodi di aggregazione diversi rispetto alla misura armonizzata. Il programma aggiornato continua a contabilizzare i proventi della vendita delle licenze UMTS come flusso annuale di entrate invece che come vendita di una attività, contrariamente a quanto prescrive la decisione Eurostat del 14 Luglio 2002 sull’attribuzione di questi proventi. Varie lacune nei dati sono state colmate tramite discussioni bilaterali tra servizi della Commissione e funzionari del Regno Unito.[6] GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. 1055/2005 (GU L 174 del 7.7.2005, pag. 1). Tutti i documenti citati nel presente testo sono disponibili sul sito:http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm[7] Nel Regno Unito l’esercizio finanziario va da aprile a marzo.[8] In particolare manca la parte sulle caratteristiche istituzionali delle finanze pubbliche; il programma fornisce dati obbligatori lacunosi (ad esempio non vengono soddisfatte le richieste di previsioni sull’occupazione, la disoccupazione e le retribuzioni dei lavoratori dipendenti, nonché la ripartizione delle spese per l’ultimo anno) e non fornisce tutti i dati facoltativi. I dati sulle spese e le entrate delle amministrazioni pubbliche, anche se si basano su SEC 65, usano metodi di aggregazione diversi rispetto alla misura armonizzata. Secondo una prassi del Regno Unito il programma aggiornato continua a contabilizzare i proventi della vendita delle licenze UMTS come flusso annuale di entrate invece che come vendita di una attività, contrariamente a quanto prescrive la decisione Eurostat del 14 Luglio 2002 sull’attribuzione di questi proventi. Varie lacune nei dati sono state colmate tramite discussioni bilaterali tra servizi della Commissione e funzionari del Regno Unito[9] Precisazioni sulla sostenibilità a lungo termine sono forniti nella valutazione tecnica del programma ad opera dei servizi della Commissione.(http://europa.eu.int/comm/economy_finance/about/activities/sgp/main_en.htm).