CELEX: 52003PC0476
Language: it
Date: 2003-08-01
Title: Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)

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52003PC0476

Proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)  /* COM/2003/0476 def. - COD 2002/0259 */  

Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo (presentata dalla Commissione in applicazione dell'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE)2002/0259 (COD)Proposta modificata di DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimoIl 4 giugno 2003, il Parlamento europeo ha votato in prima lettura una serie di emendamenti alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 1999/32/CE in relazione al tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo [1] (COM(2002)595 def. - volume II - del 20 novembre 2002).[1]  Direttiva 1999/32/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alla riduzione del tenore di zolfo di alcuni combustibili liquidi e che modifica la direttiva 93/12/CEE, GU L 121 dell'11.5.1999, pag. 13.Secondo l'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE, fintantoché il Consiglio non abbia deliberato la Commissione può modificare la propria proposta in ogni fase dell'iter di adozione di un atto comunitario.Di seguito è riportato il parere della Commissione sugli emendamenti adottati dal Parlamento europeo.1. ITER DELLA PROPOSTATrasmissione della proposta (COM(2002)595 def. - 2002/0259(COD)) al Consiglio e al Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 175, paragrafo 1 del trattato CE: 20 novembre 2002Parere del Comitato economico e sociale europeo: 14 maggio 2003Parere del Comitato delle regioni: non formulato2. OBIETTIVO DELLA PROPOSTA DELLA COMMISSIONELa proposta mira a ridurre l'impatto delle emissioni di anidride solforosa (SO2 o SOx) e particolato (PM) generate dalle navi sull'acidificazione dell'ambiente e sulla salute umana. Le emissioni di SOx e PM delle navi sono direttamente collegate al tenore di zolfo dei combustibili utilizzati. Il tenore medio di zolfo dell'olio combustibile pesante per uso marittimo è attualmente del 2,7%, pari a 27 000 parti per milione (ppm), a fronte del nuovo limite di 10 ppm applicabile ai carburanti per autotrazione. La proposta prevede nuovi limiti al tenore massimo di zolfo dei combustibili per uso marittimo, e in particolare:- un limite massimo dell'1,5% per i combustibili utilizzati da tutte le navi nel Mare del Nord, nel Canale della Manica e nel Mar Baltico, in linea con il limite stabilito dall'Organizzazione marittima internazionale per la zona di controllo delle emissioni di SOx. Questo limite contribuirà a ridurre l'acidificazione e a migliorare la qualità dell'aria;- un limite massimo dell'1,5% per i combustibili utilizzati dalle navi passeggeri in servizio di linea da o verso porti comunitari, in linea con la tendenza ormai consolidata della Comunità a imporre elevati standard operativi alle navi passeggeri. Questo limite favorirà il miglioramento della qualità dell'aria nelle zone costiere e contribuirà ad assicurare la disponibilità di combustibile a basso tenore di zolfo in tutta l'Unione europea;- un limite massimo dello 0,2% per i combustibili utilizzati dalle navi ormeggiate nei porti comunitari e da tutte le navi adibite alla navigazione interna, al fine di ridurre le emissioni locali di SOx e PM e migliorare la qualità dell'aria locale.3. PARERE DELLA COMMISSIONE SUGLI EMENDAMENTI ADOTTATI DAL PARLAMENTO EUROPEOIl 4 giugno 2003, il Parlamento europeo ha adottato 36 dei 44 emendamenti presentati. Due di essi (gli emendamenti 13 e 14) sono stati oggetto di un voto per parti separate: l'aula ha approvato l'anticipazione dei termini, ma non l'introduzione di limiti più severi al tenore di zolfo dei combustibili.Secondo la Commissione la maggior parte degli emendamenti del Parlamento europeo può essere accolta integralmente, in quanto si tratta di modifiche che chiariscono e migliorano la sua proposta.Alcuni emendamenti sono diretti a rendere più incisiva la proposta, principalmente attraverso l'introduzione, in una seconda fase, di limiti più severi al tenore di zolfo dei combustibili. Al momento la Commissione ritiene prematuro fissare limiti più severi e giudica quindi inaccettabili tali emendamenti.Possono invece essere accolti in linea di principio altri emendamenti, che introducono nuove disposizioni sullo sviluppo delle tecniche di riduzione delle emissioni e sul ricorso agli strumenti economici come alternativa o in aggiunta alla regolamentazione del tenore di zolfo dei combustibili.La Commissione può accogliere integralmente gli emendamenti 1, 4, 5, 6, 7, 10, 14 (nel testo adottato con voto per parti separate), 15, 16, 17, 18, 21, 24, 27, 29, 31, 37, 38 e 40 .La Commissione può accogliere in linea di principio gli emendamenti 2, 3, 8, 23, 30, 33, 39 e 43, a condizione che vengano riformulati e/o chiariti. Gli emendamenti 28 e 41 possono essere accolti parzialmente, mentre l'emendamento 44 può essere accolto parzialmente e in linea di principio.Gli emendamenti 13, 22, 25, 26, 32 e 42 sono invece respinti.Di seguito è descritta in modo dettagliato la posizione della Commissione sugli emendamenti del Parlamento europeo.3.1. Emendamenti integralmente accolti dalla CommissioneGli emendamenti 1, 4, 5, 6 e 40 propongono nuovi considerando o modificano i considerando della proposta originaria, contribuendo a chiarire e a giustificare gli obiettivi della direttiva.Gli emendamenti 7 e 18 sono tra loro collegati. L'emendamento 7 introduce un nuovo considerando che rinvia all'articolo 299 del trattato, imponendo di tener conto delle caratteristiche specifiche delle regioni periferiche (dipartimenti francesi di oltremare, Azzorre, Madera e isole Canarie). L'emendamento 18 esenta queste regioni dal divieto di vendere combustibile diesel ad alto tenore di zolfo, purché siano rispettate le norme sulla qualità dell'aria locale.L'emendamento 10 sopprime i paragrafi 3 e 4 dell'articolo 4 della direttiva 1999/32/CE, eliminando la possibilità per gli Stati membri di chiedere una deroga in relazione al tenore massimo di zolfo del gasolio utilizzato nel territorio nazionale.Gli emendamenti 14, 15, 16, 17, e 21 anticipano i termini di attuazione di alcune disposizioni, portandoli a sei mesi dopo l'entrata in vigore della direttiva; l'emendamento 16 aggiunge un inciso che prevede l'obbligo della firma del bollettino di consegna del combustibile da parte del rappresentante della nave ricevente.L'emendamento 37 anticipa il termine per il recepimento della direttiva, portandolo da 12 a 6 mesi.L'emendamento 24 modifica il titolo dell'articolo 6, sostituendo Campionamento e analisi con Monitoraggio e sanzioni. L'emendamento 27 impone il prelievo dei campioni di olio combustibile durante il rifornimento. L'emendamento 29 impone agli Stati membri di adottare sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive.L'emendamento 31 corregge una svista nella versione inglese, aggiungendo il termine "oil" dopo "heavy fuel".L'emendamento 38 chiarisce la definizione di "nave ormeggiata".3.2. Emendamenti accolti parzialmente o in linea di principioL'emendamento 2 introduce un nuovo considerando, nel quale si afferma che le emissioni derivanti dal trasporto marittimo contribuiscono al riscaldamento globale, alla formazione di ozono e all'eutrofizzazione. Ciò è indubbiamente vero, ma è altrettanto vero che la riduzione del tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo potrà fare ben poco per ridurre questi impatti. Occorre peraltro sottolineare che essi sono presi in considerazione nella parallela comunicazione della Commissione sulla strategia dell'Unione europea per ridurre le emissioni delle navi marittime. Pertanto la Commissione propone di redigere come segue il considerando 4 bis:"Le emissioni di sostanze diverse dall'anidride solforosa e dal particolato generate dal trasporto marittimo contribuiscono  al riscaldamento globale, alla formazione di ozono e all'eutrofizzazione. È opportuno che gli Stati membri prendano misure volte a ridurre tali emissioni, secondo quanto raccomandato nella strategia dell'Unione europea per ridurre le emissioni atmosferiche delle navi marittime (COM(2002)595 - volume I)".L'emendamento 3 introduce un nuovo considerando 4 ter, nel quale si afferma che le emissioni del trasporto marittimo devono rientrare nel campo di applicazione della direttiva 2001/81/CE, relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici. Le emissioni derivanti dalla navigazione interna e dalla navigazione nelle acque costiere nazionali sono già soggette alle disposizioni della direttiva 2001/81/CE. È più difficile quantificare le emissioni delle navi nelle acque internazionali e imputarle correttamente ai singoli Stati membri. Pertanto la Commissione propone un nuovo considerando 4 ter:"È opportuno che le emissioni derivanti dal trasporto marittimo in acque internazionali siano prese in considerazione nell'ambito di eventuali revisioni della direttiva 2001/81/CE, relativa ai limiti nazionali di emissione di alcuni inquinanti atmosferici".L'emendamento 8 modifica il considerando 7, prevedendo l'introduzione di modalità di campionamento e di sanzioni dissuasive uniformi. Se da un lato si tratta di un'aggiunta opportuna, data la natura internazionale del trasporto marittimo, dall'altro la motivazione dell'emendamento lascia intendere che il campionamento deve essere effettuato per rilevare non soltanto il tenore di zolfo ma anche la presenza di altre sostanze pericolose; la Commissione desidera chiarire che questo aspetto esula dal campo di applicazione della direttiva.L'emendamento 23 prevede un periodo di transizione fino al 2010 per l'applicazione del limite relativo al tenore massimo di zolfo dei combustibili utilizzati nelle caldaie delle navi cisterna ormeggiate nei porti comunitari, in modo da tener conto dei problemi di sicurezza posti dalla sostituzione dell'olio combustibile pesante con gasoli a bassa viscosità nelle caldaie delle vecchie navi cisterna. La sostituzione del combustibile in condizioni di sicurezza è possibile a condizione che l'equipaggio si attenga scrupolosamente alle procedure. Si tratta essenzialmente di un problema di formazione del personale, e la Commissione ritiene che a tal fine sia sufficiente anche un periodo di transizione più breve (fino al 2008). Pertanto la Commissione propone di modificare come segue l'articolo 4 ter:"1. Gli Stati membri prendono tutte le misure necessarie affinché le navi (...) ormeggiate nei porti comunitari non utilizzino combustibili per uso marittimo:i) con tenore di zolfo superiore allo 0,20% in massa, dal [...*];ii) con tenore di zolfo superiore allo 0,10% in massa, dal 1° gennaio 2008 .2. Gli Stati membri provvedono affinché nel loro territorio non siano venduti gasoli per uso marittimo il cui tenore di zolfo superi i limiti stabiliti al paragrafo 1.3. Il paragrafo 1, punto i) non si applica ai combustibili utilizzati nelle caldaie delle navi cisterna.[* sei mesi dopo l'entrata in vigore della presente direttiva]L'emendamento 28 è suddiviso in due parti, di cui soltanto la prima può essere accolta.* La prima parte anticipa di sei mesi il campionamento del combustibile, che dovrà iniziare a partire dalla data di entrata in vigore del limite relativo al tenore massimo di zolfo del combustibile in questione.* La seconda parte introduce l'obbligo di ispezionare almeno il 50% dei campioni prelevati. Secondo la Commissione ciò non ha molto senso, in quanto si presume che per motivi pratici ed economici le autorità competenti ispezionino la maggior parte se non tutti i campioni prelevati.L'emendamento 30 include fra i compiti dell'Agenzia europea per la sicurezza marittima la pubblicazione di rapporti sull'inquinamento atmosferico e prevede che l'Agenzia assista gli Stati membri e la Commissione nel verificare l'effettiva applicazione della direttiva. Tuttavia questa funzione di controllo è già prevista dall'articolo 2, lettere b) e c) del regolamento (CE) n. 1406/2002 nel quadro dei compiti generali di prevenzione dell'inquinamento affidati all'Agenzia. La Commissione e gli Stati membri possono chiedere l'assistenza dell'Agenzia su vari aspetti relativi all'attuazione della presente direttiva, ivi compresa la comunicazione dei dati sull'inquinamento atmosferico. Per maggiore chiarezza è opportuno sottolineare che il mandato dell'Agenzia può essere modificato soltanto intervenendo sul regolamento (CE) n. 1406/2002. Pertanto la Commissione propone l'introduzione di un nuovo considerando 10 bis:"L'Agenzia europea per la sicurezza marittima assiste la Commissione e gli Stati membri, a seconda dei casi, nei controlli sull'applicazione della presente direttiva."Gli emendamenti 33 e 43 sono tra loro collegati; l'emendamento 33 sopprime la disposizione relativa ai sistemi di depurazione dei gas di scarico contenuta nella clausola di revisione dell'articolo 7, mentre l'emendamento 43 introduce un nuovo articolo 4 ter bis, che stabilisce le condizioni dettagliate per la realizzazione di esperimenti pilota e il successivo utilizzo di nuovi sistemi di depurazione dei gas di scarico. Pur avendo i suoi meriti, il testo proposto è troppo lungo e prescrittivo ed è rivolto alla Commissione più che agli Stati membri. Pertanto la Commissione preferisce un'altra soluzione, che prevede il recepimento della maggior parte del testo dell'emendamento 43 sugli esperimenti pilota e l'inserimento di un inciso nel testo della clausola di revisione, e propone quindi di:i) introdurre un nuovo articolo 4 quater:"Articolo 4 quaterEsperimenti per la messa a punto di nuove tecniche di riduzione delle emissioni1. Gli Stati membri possono rilasciare autorizzazioni alle navi che partecipano, nel loro territorio, ad esperimenti per la messa a punto di tecniche di riduzione delle emissioni, ivi compresi i sistemi di depurazione dei gas di scarico, a condizione che:- la Commissione sia informata per iscritto almeno sei mesi prima dell'inizio degli esperimenti;- la durata dell'autorizzazione ad effettuare gli esperimenti non sia superiore a 18 mesi;- tutte le navi partecipanti installino apparecchiature a prova di manomissione per il monitoraggio continuo dei gas emessi dai fumaioli e le utilizzino per tutta la durata degli esperimenti;- per tutta la durata degli esperimenti siano disponibili adeguati sistemi di gestione dei rifiuti prodotti dalle tecniche di riduzione delle emissioni;- sia valutato l'impatto sull'ambiente marino, e in particolare sugli ecosistemi delle baie, dei porti e degli estuari, per tutta la durata degli esperimenti;- i risultati completi siano comunicati alla Commissione e messi a disposizione del pubblico entro 6 mesi dalla conclusione degli esperimenti.2. Nel corso degli esperimenti non è obbligatorio l'uso di combustibili a basso tenore di zolfo prescritto dagli articoli 4 bis e 4 ter, purché gli Stati membri possano dimostrare che le navi partecipanti agli esperimenti ottengano riduzioni delle emissioni almeno equivalenti a quelle derivanti dai limiti vigenti in relazione al tenore di zolfo dei combustibili.ii) modificare come segue l'articolo 7, paragrafo 3:"3. Tenendo conto delle eventuali linee guida IMO sui sistemi di depurazione dei gas di scarico e sulle altre tecnologie per limitare le emissioni di SOx,  degli effetti di queste tecnologie sull'ambiente, e in particolare sugli ecosistemi marini delle baie, dei porti e degli estuari, nonché dei risultati degli esperimenti eventualmente condotti ai sensi dell'articolo 4 quater, la Commissione esamina la possibilità di ricorrere a metodi di riduzione delle emissioni alternativi all'uso di combustibili a basso tenore di zolfo prescritto dagli articoli 4 bis e 4 ter, e ove opportuno presenta una proposta in merito."L'emendamento 39 propone una nuova definizione di "vie navigabili interne", in relazione all'articolo 4 ter che prescrive specifici limiti al tenore di zolfo dei combustibili utilizzati dalle "navi circolanti nelle vie navigabili interne". La Commissione preferisce seguire un altro approccio, ritenendo che sia più chiaro definire le navi anziché i corsi d'acqua, e pertanto propone di:i) introdurre un nuovo articolo 2, punto 3i):3i) nave adibita alla navigazione interna: qualsiasi nave destinata ad essere utilizzata nelle vie navigabili interne, ivi comprese tutte le navi munite:- di un certificato comunitario di navigazione interna, come definito nella direttiva 82/714/CEE;- di un certificato rilasciato a norma dell'articolo 22 della convenzione riveduta per la navigazione del Reno.ii) modificare come segue l'articolo 4 ter:1. Gli Stati membri prendono tutte le misure necessarie affinché le navi  adibite alla navigazione interna e le navi ormeggiate nei porti comunitari non utilizzino combustibili per uso marittimo:i) con tenore di zolfo superiore allo 0,20% in massa, dal [...*];ii) con tenore di zolfo superiore allo 0,10% in massa, dal 1° gennaio 2008..L'emendamento 41, relativo alla prima fase di applicazione dei limiti relativi al tenore di zolfo dei combustibili, può essere suddiviso in tre parti. La Commissione può accogliere soltanto la seconda parte dell'emendamento.* La prima parte ridefinisce come "prima fase" il limite dell'1,5% di zolfo proposto dalla Commissione per le zone di controllo delle emissioni di SOx. Si tratta di una definizione inutile, in quanto la Commissione non accetta la proposta relativa alla seconda fase (emendamento 42).* La seconda parte anticipa la data di attuazione a 6 mesi dopo l'entrata in vigore della direttiva. Ciò dovrebbe essere possibile, in quanto il settore dei trasporti marittimi e l'industria petrolifera sono a conoscenza del limite previsto per le zone di controllo delle emissioni di SOx sin dall'adozione dell'allegato VI della convenzione MARPOL nel 1997.* La terza parte estende l'applicazione del limite massimo dell'1,5% di zolfo ai combustibili utilizzati nelle acque territoriali e nelle zone economiche esclusive situate al di fuori delle zone di controllo delle emissioni di SOx. La Commissione ritiene che tale estensione sia prematura, in quanto non sono stati ancora dimostrati i costi e i benefici supplementari. Qualora tale misura dovesse risultare necessaria, la Commissione preferirebbe che venisse approvata a livello internazionale attraverso la designazione di un'ulteriore zona di controllo delle emissioni di SOx nel quadro dell'allegato VI della convenzione MARPOL.L'emendamento 44 relativo agli strumenti economici può essere suddiviso in tre parti; la Commissione può accogliere in linea di principio soltanto la prima parte dell'emendamento.* La prima parte impone alla Commissione di presentare entro il 2007 un rapporto corredato da proposte di revisione della direttiva, ivi comprese eventuali proposte relative agli strumenti economici. La Commissione sta studiando la possibilità di ricorrere agli strumenti economici per ridurre in futuro le emissioni delle navi, ma il 2007 è una scadenza troppo ravvicinata per presentare un rapporto sulla direttiva, in quanto alcune disposizioni non entreranno in vigore prima del 2008. La Commissione propone pertanto di integrare come segue il paragrafo 2 dell'articolo 7 ("Relazioni e riesame"):"Sulla base, fra l'altro, delle relazioni annuali presentate a norma del paragrafo 1 e delle tendenze relative alla qualità dell'aria e all'acidificazione, entro il 31 dicembre 2010 la Commissione presenta un rapporto al Parlamento europeo e al Consiglio. Insieme al rapporto la Commissione può presentare proposte di revisione della presente direttiva, riguardanti in particolarei valori limite stabiliti per ciascuna categoria di combustibile , le zone marittime comunitarie in cui è obbligatorio l'uso di combustibili a basso tenore di zolfo e il ricorso a strumenti economici, compresi meccanismi quali diritti differenziati e tariffe a chilometro, permessi di emissione negoziabili e compensazioni."* La seconda parte dell'emendamento consente la compensazione delle emissioni collegata all'uso di sistemi di depurazione dei gas di scarico, permettendo agli operatori o ai gruppi di operatori di procedere effettivamente allo scambio di emissioni tra navi dotate di tali sistemi e navi non ancora attrezzate. A giudizio della Commissione, la prospettiva di uno scambio delle emissioni delle navi strutturato in questo modo è ancora prematura, ma dovrà essere presa in considerazione nel rapporto da presentare nel 2010.* La terza parte introduce un'ulteriore disposizione sui sistemi di depurazione dei gas di scarico. La Commissione ritiene che sia superflua, in quanto il problema è già stato preso in considerazione nella risposta agli emendamenti 33 e 43.3.3. Emendamenti respinti dalla CommissioneL'emendamento 13 propone di modificare dal 1° luglio 2007 a sei mesi dopo l'entrata in vigore della direttiva la data di applicazione del limite massimo dell'1,5% di zolfo per i combustibili utilizzati dalle navi passeggeri che effettuano servizi di linea. Trattandosi presumibilmente di una data anteriore, la Commissione non può accogliere l'emendamento.L'emendamento 22 è direttamente collegato all'emendamento 20, respinto durante il voto in plenaria, e pertanto non è più pertinente.L'emendamento 25 prevede l'estensione del monitoraggio del tenore di zolfo dei combustibili a tutte le navi marittime in tutte le zone marittime comunitarie. La Commissione non accetta questa estensione, in quanto è collegata ad alcune parti degli emendamenti 41 e 42, anch'esse inaccettabili, che propongono l'estensione dei limiti relativi al tenore di zolfo dei combustibili a tutte le acque territoriali e zone economiche esclusive dell'Unione europea.L'emendamento 26 prevede la verifica del rispetto del tenore massimo di zolfo stabilito dal nuovo articolo 4 bis (bis), a sua volta introdotto da un altro emendamento respinto dalla Commissione. Inoltre l'emendamento sopprime il riferimento al campionamento e alla verifica del tenore di zolfo dei combustibili utilizzati in altre zone marittime comunitarie, verifica che invece è necessaria per evitare che i nuovi limiti previsti per le zone di controllo delle emissioni di SOx abbiano come conseguenza un aumento del tenore di zolfo nei combustibili utilizzati in altre zone.L'emendamento 32 anticipa di due anni (dal 2010 al 2008) il termine per la presentazione del rapporto della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio. Si tratta di una scadenza troppo ravvicinata, in quanto alcuni dei limiti previsti per il tenore di zolfo dei combustibili non entreranno in vigore prima del 2008. L'emendamento prevede inoltre che il rapporto sia accompagnato da proposte di revisione della direttiva riguardanti in particolare le specifiche complete dei combustibili per uso marittimo, e impone alla Commissione di presentare un altro rapporto sulle misure adottate per favorire il recepimento delle disposizioni della direttiva nella convenzione MARPOL dell'IMO. Una siffatta prescrizione del contenuto del rapporto viola però il diritto di iniziativa della Commissione.L'emendamento 42 introduce una seconda fase, prevedendo l'applicazione di un tenore massimo di zolfo dello 0,5%. Secondo la Commissione questa disposizione è prematura, in quanto non vengono indicati i costi e i benefici supplementari. La Commissione prenderà in considerazione l'opportunità di fissare limiti più severi al tenore di zolfo dei combustibili nel rapporto da presentare nel 2010.3.4. Proposta modificataVisto l'articolo 250, paragrafo 2 del trattato CE, la Commissione modifica la sua proposta come indicato sopra.