CELEX: C2004/179/15
Language: it
Date: 2004-07-10 00:00:00
Title: Causa C-209/04: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, proposto il 12 maggio 2004

10.7.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 179/7
            
         Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro la Repubblica d'Austria, proposto il 12 maggio 2004
   (Causa C-209/04)
   (2004/C 179/15)
   Il 12 maggio 2004, la Commissione delle Comunità europee, rappresentata dai sigg. Michel Van Beek e Bernhard Schima, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la Repubblica d'Austria.
   La ricorrente chiede che la Corte voglia dichiarare che:
   
               1.
            
            
               la Repubblica d'Austria è venuta meno ai propri obblighi derivanti dall'art. 4, nn. 1 e 2 della direttiva del Consiglio 2 aprile 1979, 79/409/CEE, concernente la conservazione degli uccelli selvatici (in prosieguo: la «direttiva per la protezione degli uccelli») (1) e dell'art. 6, n. 4, in combinato disposto con l'art. 7 della direttiva del Consiglio 21 maggio 1992, 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche (in prosieguo, con riferimento ai concetti di «Fauna -Flora-Habitat»: la «direttiva FFH») (2), in quanto
               
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                           con l'esclusione dei siti di «Soren» e «Gleggen-Köblern», non ha ricompreso nella zona di protezione speciale «Lauteracher Ried» territori che in base a criteri scientifici appartengono, assieme a tale zona, ai territori più idonei in numero e in superficie ai sensi dell'art. 4, nn. 1 e 2, della direttiva sulla protezione degli uccelli, e
                        
                     
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                           autorizzando il progetto di costruzione della strada a scorrimento veloce S 18 del Lago di Costanza non ha rispettato correttamente e completamente i requisiti previsti dall'art. 6, n. 4, della direttiva FHH per il caso in cui si proceda all'esecuzione di un progetto in presenza di conclusioni negative della valutazione dell'incidenza sul sito.
                        
                     
         
               2.
            
            
               condannare la Repubblica d'Austria alle spese.
            
         Motivi e principali argomenti
   La Repubblica d'Austria ha comunicato alla Commissione il sito «Lauteracher Ried» nel Voralberg come zona di protezione speciale (ZPS). Tale territorio costituisce un importante luogo di riproduzione per il re di quaglie (Crex crex), citato nell'allegato I della direttiva sulla protezione degli uccelli, e un importante luogo di riproduzione, sosta e migrazione per una serie di altre specie di uccelli.
   La Commissione ritiene che i confini attuali della ZPS Lauteracher Ried non siano corretti dal punto di vista scientifico-ornitologico e, senza l'inclusione dei siti «Soren» e «Gleggen-Köblern», scientificamente inidonei a garantire a lungo termine la sopravvivenza delle specie minacciate. Ne conseguirebbe che la Repubblica d'Austria non ha ottemperato a quanto prescritto dall'art. 4, nn. 1 e 2, della direttiva sulla protezione degli uccelli.
   Inoltre, non sarebbero stati rispettati gli obblighi derivanti dall'art. 6, n. 4, in combinato disposto con l'art. 7 della direttiva FFH, sotto il profilo delle esigenze di tutela ambientale del territorio di Lauteracher Ried, a causa della prevista costruzione della strada a scorrimento veloce S 18 del Lago di Costanza. Benché l'esame sotto il profilo della tutela dell'ambiente, giunto a conclusioni negative circa gli effetti del progetto di costruzione della detta strada sugli obiettivi di conservazione e tutela degli uccelli selvatici nella zona di Lauteracher Ried, sembrasse sostanzialmente soddisfare i requisiti dell'esame di cui all'art. 6, n. 3, della direttiva FFH, le ulteriori procedure derivanti dall'art. 6, n. 4, previste in caso di conclusioni negative della valutazione dell'incidenza sul sito, non sarebbero state rispettate, in quanto non sarebbero state correttamente attuate le soluzioni alternative e le misure compensative.
   
      (1)  GU L 103, pag. 1
   
      (2)  GU L 206, pag. 7