CELEX: 62010CN0001
Language: it
Date: 2010-01-04 00:00:00
Title: Causa C-1/10: Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Audiencia provincial de Tarragona (Spagna) il 4 gennaio 2010 — Procedimento penale a carico di Valentín Salmerón Sánchez

13.3.2010   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 63/32
            
         Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Audiencia provincial de Tarragona (Spagna) il 4 gennaio 2010 — Procedimento penale a carico di Valentín Salmerón Sánchez
   (Causa C-1/10)
   2010/C 63/53
   Lingua processuale: lo spagnolo
   
      Giudice del rinvio
   
   Audiencia provincial de Tarragona
   
      Parti
   
   
      Imputato: Valentín Salmerón Sánchez
   
      Altre parti nel procedimento: Ministerio Fiscal e Dorotea López León
   
      Questioni pregiudiziali
   
   
               1)
            
            
               Se il diritto della vittima di essere sentita menzionato all’ottavo «considerando» della decisione quadro (1) debba essere interpretato come un obbligo positivo per le autorità nazionali competenti a perseguire e sanzionare i comportamenti violenti di consentire che la vittima esprima le propri valutazioni, riflessioni ed opinioni in merito agli effetti diretti sulla sua vita che potrebbero derivare dall’irrogazione di pene all’aggressore con cui essa intrattiene una relazione familiare o uno stretto legame affettivo.
            
         
               2)
            
            
               Se l’art. 2 della decisione quadro 2001/220/GAI debba essere interpretato nel senso che l’obbligo degli Stati di riconoscere i diritti e gli interessi giuridicamente protetti della vittima impone di tenere conto del suo parere quando le conseguenze penali del procedimento potrebbero compromettere gravemente e direttamente l’esercizio del suo diritto al libero sviluppo della personalità e della vita privata e familiare.
            
         
               3)
            
            
               Se l’art. 2 della decisione quadro 2001/220/GAI debba essere interpretato nel senso che le autorità nazionali non possono non prendere in considerazione la libera volontà della vittima qualora essa si opponga all’imposizione o al mantenimento di una misura di allontanamento quando l’aggressore sia un familiare, e non venga constatata una situazione oggettiva di rischio di reiterazione del reato, sia accertato un livello di competenza personale, sociale, culturale ed emotiva tale da escludere la sottomissione all’aggressore, oppure se detta misura debba invece essere adottata in ogni caso, tenuto conto della specifica tipologia dei reati in questione.
            
         
               4)
            
            
               Se l’art. 8 della decisione quadro 2001/220/GAI, laddove dispone che gli Stati garantiscono un livello adeguato di protezione alle vittime di reati, debba essere interpretato nel senso che esso consente l’imposizione generalizzata e tassativa di provvedimenti di allontanamento o del divieto di comunicazione a titolo di pene accessorie in tutte le fattispecie di reati intrafamiliari, in ragione della specifica tipologia di tali reati, oppure se la menzionata disposizione imponga invece di procedere caso per caso ad una ponderazione che consenta di individuare il livello adeguato di tutela, tenuto conto dei vari interessi in gioco.
            
         
               5)
            
            
               Se l’art. 10 della decisione quadro 2001/220/GAI debba essere interpretato nel senso che esso consente l’esclusione generalizzata della mediazione nei procedimenti penali relativi a reati intrafamiliari in ragione della specifica tipologia di tali reati, o se invece si debba consentire la mediazione anche in questo tipo di procedimenti, procedendo caso per caso alla ponderazione dei vari interessi in gioco.
            
         
      (1)  Decisione quadro del Consiglio 15 marzo 2001, 2001/220/GAI, relativa alla posizione della vittima nel procedimento penale (GU L 82, pag. 1).