CELEX: E2004C1223(01)
Language: it
Date: 2004-02-25 00:00:00
Title: Decisione dell'Autorità di vigilanza EFTA, del 25 febbraio 2004, relativa alle international trading companies (Islanda)

23.12.2004   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 319/7
            
         
      DECISIONE DELL'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA
   
   del 25 febbraio 2004
   relativa alle international trading companies
   (ISLANDA)
   (2004/C 319/06)
   L'AUTORITÀ DI VIGILANZA EFTA,
   VISTO l'accordo sullo Spazio economico europeo (1), in particolare gli articoli 61-63 e il protocollo 26,
   VISTO l'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia (2), in particolare l'articolo 24 e l'articolo 1 della parte I del protocollo 3 (3),
   VISTE le norme procedurali e sostanziali in materia di aiuti di Stato (4), in particolare il capitolo 17B (5),
   VISTA la decisione dell'Autorità di avviare un procedimento formale di indagine (6),
   CONSIDERANDO QUANTO SEGUE:
   I.   I FATTI
   1.   PROCEDIMENTO
   
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         2.   DESCRIZIONE DELLE MISURE: LA NORMATIVA FISCALE APPLICABILE ALLE ITC IN ISLANDA
   
               
            
            
               
            
         La legge 31/1999 limita, come segue, la portata delle attività in cui un'ITC può operare:
   
               —
            
            
               svolgere attività commerciale, in nome proprio, con soggetti stranieri fuori dell'Islanda, ovvero in qualità di intermediario, relativamente a prodotti esclusi dall'accordo SEE e non originari dell'Islanda;
            
         
               —
            
            
               fungere da intermediario negli scambi di servizi tra soggetti stranieri estranei alla giurisdizione islandese;
            
         
               —
            
            
               svolgere attività di holding che possiede ed investe in imprese straniere, o in attività immateriali, ufficialmente registrate fuori dall'Islanda, come marchi commerciali, brevetti, privative e diritti editoriali;
            
         
               —
            
            
               possedere o controllare, e registrare, aeromobili e imbarcazioni diverse da navi da pesca in Islanda, a condizione che tali aeromobili e imbarcazioni siano utilizzate unicamente per attività che le ITC sono autorizzate a svolgere;
            
         
               —
            
            
               possedere o controllare, e registrare, aeromobili o imbarcazioni diverse da navi da pesca in Islanda, e darle in locazione o sublocazione a soggetti stranieri, a fini di trasporto, fuori della giurisdizione islandese;
            
         
               —
            
            
               non sono autorizzate a commerciare nel proprio nome con controparti né in Islanda né fuori dall'Islanda, né possono fungere da intermediari in tale attività e nemmeno esercitare un'attività di trasformazione parziale o integrale di prodotti in Islanda.
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         3.   Osservazioni PRESENTATE DAL GOVERNO ISLANDESE
   
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         II.   VALUTAZIONE
   L'articolo 61, paragrafo 1, dell'accordo SEE stabilisce che:
   
      «Sono incompatibili con il funzionamento dell'accordo, nella misura in cui incidano sugli scambi tra le parti contraenti, gli aiuti concessi dagli Stati membri CE o dagli Stati EFTA, ovvero mediante risorse statali, sotto qualsiasi forma che, favorendo talune imprese o talune produzioni, falsi o minacci di falsare la concorrenza».
   
   
               
            
            
               
            
         1.   VANTAGGIO SELETTIVO PER DETERMINATE IMPRESE
   
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         2.   RISORSE STATALI
   
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         3.   DISTORSIONE DELLA CONCORRENZA E INCIDENZA SUGLI SCAMBI
   
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         4.   NUOVI AIUTI
   
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         5.   COMPATIBILITÀ CON IL FUNZIONAMENTO DELL'ACCORDO SEE
   
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         6.   RECUPERO DEGLI AIUTI GIÀ EROGATI
   
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         7.   CONCLUSIONI
   
               
            
            
               
            
         
               
            
            
               
            
         HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
   
               1.
            
            
               Le misure fiscali adottate in favore delle ITC con le leggi n. 31/1999 e 29/1999 e normativa correlata costituiscono aiuti di Stato ai sensi dell'articolo 61 dell'accordo SEE. Il regime fiscale che si applica alle ITC in Islanda è incompatibile con il funzionamento dell'accordo SEE.
            
         
               2.
            
            
               L'Islanda deve porre termine alle misure fiscali di cui al punto 1.
            
         
               3.
            
            
               L'Islanda deve adottare tutte le necessarie misure per recuperare dal beneficiario tutti gli aiuti di cui al punto 1 che sono stati erogati illegittimamente al beneficiario stesso, deducendo tutti i rimborsi già effettuati alle autorità.
               Il recupero viene eseguito senza indugio e secondo le procedure del diritto nazionale a condizione che queste consentano l'esecuzione immediata ed effettiva della presente decisione. Gli importi da recuperare sono comprensivi degli interessi, che decorrono dalla data in cui il beneficiario ha avuto la disponibilità dell'aiuto fino alla data dell'effettivo recupero. Gli interessi vanno calcolati sulla base del tasso di riferimento fissato dall'Autorità, al netto degli interessi già riscossi dalle autorità.
            
         
               4.
            
            
               Entro due mesi dalla notifica della presente decisione, l'Islanda informa l'Autorità circa i provvedimenti presi per conformarvisi.
            
         
               5.
            
            
               L'Islanda è destinataria della presente decisione. Il governo islandese dovrà essere informato attraverso una lettera contenente una copia della suddetta decisione.
            
         
               6.
            
            
               Fa fede il testo inglese della presente decisione.
            
         
      Fatto a Bruxelles il 25 febbraio 2004
      
         
            Per l'Autorità di vigilanza EFTA
         
         Hannes HAFSTEIN
         
         
            Presidente
         
      
      
         Einar BULL
         
         
            Membro del Collegio
         
      
   
   
      (1)  In appresso denominato «accordo SEE».
   
      (2)  In appresso denominato «accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte».
   
      (3)  Da notare che le modifiche al protocollo 3 dell'accordo sull'Autorità di vigilanza e la Corte, successivi ad un accordo tra gli Stati EFTA del 10 dicembre 2001, che hanno modificato il protocollo 3 dell'accordo tra gli Stati EFTA sull'istituzione di un'Autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, sono entrate in vigore il 28 agosto 2003. Tali modifiche includevano il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'[ex] articolo 93 del trattato CE nel protocollo 3.
   
      (4)  Guida all'applicazione e all'interpretazione degli articoli 61 e 62 dell'accordo SEE e dell'articolo 1 del protocollo 3 all'accordo che istituisce un'Autorità di vigilanza e una Corte di giustizia, adottata ed emessa dall'Autorità di vigilanza EFTA il 19 gennaio 1994, GU L 231 del 3 settembre 1994, supplemento SEE n. 32, modificata da ultimo dalla decisione dell'Autorità n. 198/03/COL del 5 novembre 2003 (versione non ancora pubblicata).
   
      (5)  Capitolo 17B sull'applicazione delle norme sugli aiuti di Stato alle misure di tassazione diretta delle imprese, adottato dalla decisione dell'Autorità n. 149/99/COL del 30 giugno 1999, GU L 137 dell'8 giugno, supplemento SEE n. 26.
   
      (6)  Decisione dell'Autorità di vigilanza EFTA n. 392/01/COL del 6 dicembre 2001, GU C 87 dell'11 aprile 2002, pag. 10.
   
      (7)  Capitolo 17.B.3, paragrafo 1, degli orientamenti sugli aiuti di Stato.
   
      (8)  Per analogia, si confronti, ad esempio, la decisione della Commissione, del 17 febbraio 2003, relativa alla misura d'aiuto alla quale i Paesi Bassi hanno dato esecuzione in favore di attività finanziarie internazionali, GU L 180 del 18.7.2003, pag. 52, punto 82.
   
      (9)  Causa 173/73, Italia/Commissione, Racc. 1974, pag. 709.
   
      (10)  Si confronti, nel contesto, il parere dell'Avvocato generale Ruíz-Jarabo nella causa C-6/97 Repubblica italiana/ Commissione, Racc. 1999, pag. I-2981, punto 27.
   
      (11)  Capitolo 17B.3, paragrafo 2, degli orientamenti sugli aiuti di Stato.
   
      (12)  Causa T-55/99, Confederación Española de Transporte de Mercancías (CETM)/Commissione, Racc. 2000, pag. II-3207, paragrafo 53.
   
      (13)  Capitolo 17B.3 degli orientamenti sugli aiuti di Stato.
   
      (14)  Si confronti, nel contesto, la decisione della Commissione, del 20 dicembre 2001, relativa al regime di aiuti di Stato al quale la Spagna ha dato esecuzione nel 1993, in favore di alcune imprese di recente costituzione in Vizcaya (Spagna), GU L 40 del 14.2.2003, pag. 11, punto 64.
   
      (15)  Capitolo 12 degli orientamenti sugli aiuti di Stato riguardante la regola de minimis. Tale capitolo è stato soppresso dalla decisione dell'Autorità di vigilanza EFTA n. 198/03/COL del 5 novembre 2003. Con decisione del Comitato misto SEE n. 88/2002, del 25 giugno 2002 (GU L 266 del 3.10.2002, pag. 56), il regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d'importanza minore («de minimis») (GU L 10 del 13.1.2001, pag. 30) è stato inserito nell'allegato XV dell'accordo SEE.
   
      (16)  Cfr. causa C-142/87 Belgio/Commissione («Tubemeuse»), Racc. 1990, pag. I-959, punto 43 e cause congiunte C-278/92, C-279/92 e C-280/92 Spagna/Commissione, Racc. 1994, pag. I-4103, punti 40-42.
   
      (17)  Causa 730/79 Philip Morris/Commissione, Racc. 1980, pag. 2671.