CELEX: 62007CA0489
Language: it
Date: 2009-09-03 00:00:00
Title: Causa C-489/07: Sentenza della Corte (Prima Sezione) 3 settembre 2009 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amtsgericht Lahr — Germania) — Pia Messner/Firma Stefan Krüger (Direttiva 97/7/CE — Tutela dei consumatori — Contratti a distanza — Esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore — Indennizzo per il godimento da corrispondere al venditore)

24.10.2009   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 256/4
            
         Sentenza della Corte (Prima Sezione) 3 settembre 2009 (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall’Amtsgericht Lahr — Germania) — Pia Messner/Firma Stefan Krüger
   (Causa C-489/07) (1)
   
   (Direttiva 97/7/CE - Tutela dei consumatori - Contratti a distanza - Esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore - Indennizzo per il godimento da corrispondere al venditore)
   2009/C 256/06
   Lingua processuale: il tedesco
   
      Giudice del rinvio
   
   Amtsgericht Lahr
   
      Parti
   
   
      Ricorrente: Pia Messner
   
      Convenuta: Firma Stefan Krüger
   
      Oggetto
   
   Domanda di pronuncia pregiudiziale — Amtsgericht Lahr — Interpretazione dell’art. 6, nn. 1 e 2, della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 20 maggio 1997, 97/7/CE, riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza (GU L 144, pag. 19) — Esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore — Indennità per il godimento da corrispondere al venditore
   
      Dispositivo
   
   L’art. 6, nn. 1, secondo periodo, e 2, della direttiva (CE) del Parlamento europeo e del Consiglio 20 maggio 1997, 97/7/CE, riguardante la protezione dei consumatori in materia di contratti a distanza, dev’essere interpretato nel senso che esso osta ad una normativa nazionale la quale preveda in modo generico che il venditore possa chiedere al consumatore un’indennità per l’uso di un bene acquistato tramite un contratto a distanza nel caso in cui quest’ultimo ha esercitato il suo diritto di recesso entro i termini.
   Tuttavia, questo stesso articolo non osta a che venga imposto al consumatore il pagamento di un’indennità per l’uso di tale bene nel caso in cui egli abbia fatto uso del detto bene in un modo incompatibile con i principi del diritto civile, quali la buona fede o l’arricchimento senza giusta causa, a condizione che non venga pregiudicato il fine della detta direttiva e, in particolare, l’efficacia e l’effettività del diritto di recesso, ciò che spetta al giudice nazionale determinare.
   
      (1)  GU C 22 del 26.1.2008.