CELEX: 32019H0905(09)
Language: it
Date: 2019-07-09 00:00:00
Title: Raccomandazione del Consiglio, del 9 luglio 2019, sul programma nazionale di riforma 2019 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2019 della Spagna

5.9.2019   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 301/48
            
         
      RACCOMANDAZIONE DEL CONSIGLIO
      del 9 luglio 2019
      sul programma nazionale di riforma 2019 della Spagna e che formula un parere del Consiglio sul programma di stabilità 2019 della Spagna
      (2019/C 301/09)
      Il CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
      visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 121, paragrafo 2, e l’articolo 148, paragrafo 4,
      visto il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche (1), in particolare l’articolo 5, paragrafo 2,
      visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici (2), in particolare l’articolo 6, paragrafo 1,
      vista la raccomandazione della Commissione europea,
      viste le risoluzioni del Parlamento europeo,
      viste le conclusioni del Consiglio europeo,
      visto il parere del comitato per l’occupazione,
      visto il parere del comitato economico e finanziario,
      visto il parere del comitato per la protezione sociale,
      visto il parere del comitato di politica economica,
      considerando quanto segue:
      
                  (1)
               
               
                  Il 21 novembre 2018 la Commissione ha adottato l’analisi annuale della crescita, segnando l’inizio del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche 2019. Essa ha tenuto debitamente conto del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione il 17 novembre 2017. Il Consiglio europeo del 21 marzo 2019 ha approvato le priorità indicate nell’analisi annuale della crescita. Il 21 novembre 2018 la Commissione ha anche adottato, sulla base del regolamento (UE) n. 1176/2011, la relazione sul meccanismo di allerta, in cui la Spagna è stata annoverata tra gli Stati membri da sottoporre a esame approfondito. Lo stesso giorno la Commissione ha altresì adottato una raccomandazione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro, che è stata approvata dal Consiglio europeo del 21 marzo 2019. Il 9 aprile 2019 il Consiglio ha adottato la raccomandazione sulla politica economica della zona euro (3) («raccomandazione del 2019 per la zona euro»), che formula cinque raccomandazioni per la zona euro («raccomandazioni per la zona euro»).
               
            
                  (2)
               
               
                  In quanto Stato membro la cui moneta è l’euro e considerate le strette correlazioni fra le economie nell’Unione economica e monetaria, la Spagna dovrebbe assicurare l’attuazione piena e tempestiva della raccomandazione del 2019 per la zona euro, come riflessa nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 4. In particolare, le misure volte a migliorare la produttività contribuiranno ad attuare la prima raccomandazione per la zona euro per quanto riguarda il miglioramento della produttività per il riequilibrio della zona euro; l’impiego delle entrate straordinarie per ridurre il debito pubblico e una politica economica più mirata per quanto riguarda gli investimenti nei settori specificati contribuiranno ad attuare la seconda raccomandazione per la zona euro per quanto riguarda la ricostituzione delle riserve e al sostegno agli investimenti; le misure volte a migliorare le competenze e l’occupabilità contribuiranno ad attuare la terza raccomandazione per la zona euro per quanto riguarda il funzionamento del mercato del lavoro.
               
            
                  (3)
               
               
                  Il 27 febbraio 2019 è stata pubblicata la relazione per paese relativa alla Spagna 2019, nella quale sono valutati i progressi compiuti dal paese nel dar seguito alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio il 13 luglio 2018 (4), il seguito dato alle raccomandazioni specifiche per paese adottate negli anni precedenti e i progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali di Europa 2020. La relazione per paese comprende altresì l’esame approfondito a norma dell’articolo 5 del regolamento (UE) n. 1176/2011, i cui risultati sono stati pubblicati il 27 febbraio 2019. L’analisi ha portato la Commissione a concludere che la Spagna presenta squilibri macroeconomici. Gli ingenti stock di debito estero e interno, sia pubblico che privato, e l’elevata disoccupazione in un contesto di scarsa crescita della produttività continuano a costituire vulnerabilità di rilevanza transfrontaliera. La riduzione del debito del settore privato progredisce, ma rimangono consistenti esigenze di riduzione dell’indebitamento. Nonostante la perdurante e robusta crescita del prodotto interno lordo (PIL), il debito pubblico in percentuale del PIL rimane elevato. Pur continuando a diminuire rapidamente, il tasso di disoccupazione rimane molto elevato e il notevole grado di segmentazione del mercato del lavoro tra contratti a tempo determinato e indeterminato impedisce una crescita più rapida della produttività del lavoro. Dopo un forte impulso di riforma tra il 2012 e il 2015, il contesto politico in evoluzione dell’ultimo anno ha contribuito a un altro anno di progressi limitati nell’attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese degli anni precedenti. L’attuale situazione economica favorevole offre l’opportunità di affrontare le riforme ancora necessarie per rendere l’economia spagnola più resiliente e favorire l’aumento della produttività.
               
            
                  (4)
               
               
                  Il 30 aprile 2019 la Spagna ha presentato il programma nazionale di riforma 2019 e il programma di stabilità 2019. I due programmi sono stati valutati contemporaneamente onde tener conto delle loro correlazioni.
               
            
                  (5)
               
               
                  Il programma di stabilità 2019 riferisce in merito alle azioni intraprese per attuare gli strumenti preventivi e correttivi previsti dalla legge di stabilità spagnola. Non prevede tuttavia piani per rendere automatica l’applicazione di tali strumenti e per rivedere la regola di spesa della legge di stabilità onde rafforzarne il contributo al risanamento di bilancio, in particolare durante i periodi di ripresa economica. Nel settore degli appalti pubblici, per migliorare l’efficienza della spesa pubblica e contribuire a prevenire le irregolarità, sarà fondamentale l’attuazione ambiziosa della legge sui contratti del settore pubblico adottata nel 2017. In particolare, è importante che la nuova struttura di governance, ovvero l’Ufficio indipendente di regolamentazione e vigilanza, possa svolgere efficacemente i suoi compiti e che la strategia nazionale globale in materia di appalti pubblici sia adottata in tempi rapidi, con la partecipazione attiva delle amministrazioni aggiudicatrici e degli enti aggiudicatori a livello nazionale, regionale e locale. Infine, nel 2019 è prevista una serie di revisioni della spesa; l’attuazione delle raccomandazioni che ne scaturiranno dovrebbe contribuire ad aumentare l’efficienza della spesa pubblica.
               
            
                  (6)
               
               
                  La programmazione dei fondi strutturali e d’investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020 ha tenuto conto delle pertinenti raccomandazioni specifiche per paese. Come previsto dall’articolo 23 del regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio (5), ove necessario per sostenere l’attuazione delle raccomandazioni pertinenti del Consiglio la Commissione può chiedere allo Stato membro di rivedere e proporre di modificare il suo accordo di partenariato e i programmi rilevanti. La Commissione ha precisato i modi in cui conta di valersi di tale possibilità negli orientamenti sull’applicazione delle misure per collegare l’efficacia dei fondi SIE a una sana governance economica.
               
            
                  (7)
               
               
                  A seguito della correzione tempestiva e duratura del disavanzo eccessivo e della decisione (UE) 2019/1001 del Consiglio (6) di abrogare la procedura per i disavanzi eccessivi, la Spagna è nel braccio preventivo del patto di stabilità e crescita ed è soggetta alla regola transitoria del debito. In questo contesto sono previsti un aumento del saldo delle amministrazioni pubbliche da – 2,5 % del PIL nel 2018 a – 2,0 % del PIL nel 2019 e un bilancio in pareggio nel 2022. In base al saldo strutturale ricalcolato (7) l’obiettivo di bilancio a medio termine di una posizione di bilancio in pareggio in termini strutturali non sarà raggiunto nel periodo di riferimento del programma di stabilità 2019. Secondo il programma di stabilità 2019, il rapporto debito pubblico/PIL scenderà dal 97,1 % nel 2018 al 95,8 % nel 2019, arrivando all’88,7 % nel 2022. Lo scenario macroeconomico su cui si fondano tali proiezioni di bilancio è plausibile. I rischi per il conseguimento degli obiettivi di bilancio fissati nel programma di stabilità 2019 riguardano principalmente il lato delle entrate, dove vi è grande incertezza sui rendimenti e sulle possibilità di adottare numerose tra le misure in materia di entrate.
               
            
                  (8)
               
               
                  Il 13 luglio 2018 il Consiglio ha raccomandato alla Spagna di assicurare che il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta (8) non superi lo 0,6 % nel 2019, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,65 % del PIL. Stando alle previsioni di primavera 2019 della Commissione, nel 2019 vi è il rischio di una deviazione significativa dal percorso di avvicinamento raccomandato verso l’obiettivo di bilancio a medio termine.
               
            
                  (9)
               
               
                  In considerazione del rapporto debito pubblico/PIL del paese, che supera il valore di riferimento del 60 % stabilito dal trattato, e del previsto divario positivo tra prodotto effettivo e prodotto potenziale del 2,0 % del PIL, in linea con l’aggiustamento strutturale annuo dell’1,0 % del PIL imposto dalla matrice di aggiustamento concordata nell’ambito del patto di stabilità e crescita, la spesa pubblica primaria netta nominale non crescerà nel 2020. Nel contempo vi sono segnali di una sottostima della capacità inutilizzata dell’economia, con un tasso di inflazione previsto ancora al di sotto del 2 % nel 2019 e nel 2020 e un persistente ristagno nel mercato del lavoro (elevato tasso di disoccupazione e percentuale molto alta di lavoro a tempo parziale non volontario, lavoratori temporanei e povertà lavorativa). Inoltre, lo strumento di plausibilità indica altresì che esiste un grado elevato di incertezza riguardo alle stime del divario tra prodotto effettivo e prodotto potenziale basate sulla metodologia comune. Su questa base appare appropriato un aggiustamento strutturale annuo dello 0,65 % del PIL, corrispondente a un tasso di crescita massimo della spesa pubblica primaria netta dello 0,9 %. Stando alle previsioni di primavera 2019 della Commissione, a politiche invariate vi è un rischio di deviazione significativa dall’aggiustamento di bilancio richiesto nel 2020. Inoltre, nelle previsioni la Spagna non rispetterà i requisiti della regola transitoria del debito nel 2019 e nel 2020. Nel complesso, il Consiglio è del parere che a partire dal 2019 la Spagna debba adottare i necessari provvedimenti per conformarsi alle disposizioni del patto di stabilità e crescita. Sarebbe importante impiegare eventuali entrate straordinarie per ridurre ulteriormente il rapporto debito pubblico/PIL.
               
            
                  (10)
               
               
                  La crescita dell’occupazione rimane sostenuta in Spagna. Pur continuando a scendere, il tasso di disoccupazione resta ben al di sopra della media dell’Unione, soprattutto per i giovani e le persone scarsamente qualificate. I divari di genere in termini di occupazione e durata delle carriere lavorative restano ampi. Ciò costituisce un potenziale inespresso, alla luce anche del rapido invecchiamento della popolazione.
               
            
                  (11)
               
               
                  Seppur in graduale diminuzione, il ricorso ancora ampio ai contratti a tempo determinato, anche nei settori meno soggetti alle attività stagionali o cicliche, è tra i più alti d’Europa e potrebbe frenare il potenziale di crescita e la coesione sociale della Spagna. A risentirne maggiormente sono i giovani, le persone scarsamente qualificate e i cittadini di paesi terzi, che spesso godono di minori diritti in termini di prestazioni sociali e sono più a rischio di povertà. I contratti a tempo determinato sono spesso di durata molto breve e non motivano lavoratori e datori di lavoro a investire nella formazione, il che a sua volta ostacola la crescita della produttività. Il passaggio da contratti a tempo determinato a contratti a tempo indeterminato rimane difficoltoso, e gli ostacoli alla mobilità del lavoro riducono le opportunità per le persone in cerca di occupazione, impedendo una ripartizione efficiente del lavoro nel paese.
               
            
                  (12)
               
               
                  La Spagna ha rafforzato il sostegno ai disoccupati di lunga durata, che nel 2018 rappresentavano ancora il 6,4 % della popolazione attiva. Le iniziative adottate di recente puntano a migliorare l’occupabilità dei giovani attraverso servizi di consulenza e orientamento professionale, ma i servizi pubblici per l’impiego gestiscono ancora una quota ridotta di opportunità di lavoro e sono necessari ulteriori sforzi per migliorare il ricorso a tali servizi nella ricerca di lavoro e nel collocamento. In particolare, in alcune regioni le interazioni con i datori di lavoro sono scarse e gli strumenti di profilazione per migliorare la corrispondenza tra le esigenze di chi cerca lavoro e quelle dei datori di lavoro sono ancora agli albori. I partenariati tra i servizi pubblici per l’impiego e i servizi sociali progrediscono, ma in alcune regioni la cooperazione è ancora limitata. Potenziando gli investimenti in servizi pubblici per l’impiego moderni e sostenendo la mobilità dei lavoratori si potrebbe contribuire a migliorare l’occupabilità e l’adattabilità dei lavoratori, oltre ad agevolare le transizioni nel mercato del lavoro, migliorando così la produttività e la crescita inclusiva a lungo termine del paese.
               
            
                  (13)
               
               
                  Gli sforzi volti a rafforzare gli ispettorati del lavoro per combattere l’abuso dei contratti temporanei stanno dando frutti e la quota di contratti a tempo indeterminato nella crescita dell’occupazione netta nuove assunzioni è in aumento. Tuttavia i datori di lavoro continuano a fare ampio ricorso ai contratti a breve termine. L’esperienza passata dimostra che i numerosi incentivi per sostenere la creazione di posti di lavoro risultano ancora piuttosto inefficaci nel promuovere un’occupazione di qualità. La Spagna ha avviato una nuova valutazione al fine di semplificare il sistema, ma i risultati non sono ancora disponibili. I concorsi di assunzione per ridurre la quota di contratti a tempo determinato nel settore pubblico a tutti i livelli di governo devono essere velocizzati per raggiungere l’obiettivo dell’8 % entro il termine dei concorsi di assunzione del 2020. L’istituzione di tavole rotonde tripartite rappresenta un passo in avanti verso un maggiore coinvolgimento delle parti sociali nella definizione delle politiche, ma occorrono consultazioni più approfondite e tempestive.
               
            
                  (14)
               
               
                  Sebbene in calo, la proporzione di persone a rischio di povertà e di esclusione sociale e la disparità di reddito rimangono al di sopra della media dell’Unione. I tassi di povertà lavorativa sono elevati tra i lavoratori a tempo determinato, scarsamente qualificati o nati al di fuori dell’UE. La percentuale di povertà infantile, sebbene in diminuzione, resta molto elevata. Gli effetti dei trasferimenti sociali diversi dalle pensioni sulla riduzione della povertà sono tra i più bassi dell’Unione, in particolare per i bambini. In Spagna la spesa sociale in percentuale del PIL per le famiglie con figli è tra le più basse dell’Unione ed è scarsamente mirata, nonostante la recente introduzione di un lieve aumento degli assegni familiari basati sul reddito. Nonostante i segnali positivi, vi sono ancora notevoli lacune nella copertura delle persone con una dipendenza grave e moderata. L’assistenza nazionale in materia di disoccupazione resta frammentata, con una molteplicità di sistemi rivolti a differenti gruppi di persone in cerca di lavoro. Le recenti misure adottate per migliorare la copertura e la protezione dell’assistenza al reddito per i disoccupati anziani di lunga durata (di età pari o superiore a 52 anni) possono, al tempo stesso, indebolire gli incentivi a lavorare all’interno di questo gruppo specifico. Nel frattempo i regimi di reddito minimo a livello regionale presentano ampie disparità in termini di condizioni di accesso, copertura e adeguatezza nelle diverse regioni e la loro limitata portabilità tra le regioni riduce gli incentivi alla mobilità del lavoro. Di conseguenza, numerose persone bisognose non ricevono aiuto. Il lancio del sistema della carta sociale universale aumenterà la trasparenza delle prestazioni sociali e permetterà quindi di rendere le misure più mirate. Se da un lato la ripresa economica continua a ridurre la povertà, la situazione richiede investimenti nelle politiche di inclusione sociale e nelle infrastrutture sociali (come l’edilizia sociale) per conseguire una crescita inclusiva. Inoltre, la Spagna deve far fronte a specifiche sfide in termini di coesione territoriale, come il forte spopolamento e invecchiamento demografico che si registrano in alcune zone rurali. Le misure che promuovono l’imprenditorialità, la digitalizzazione e l’economia sociale possono contribuire a rispondere a tali sfide nell’ambito delle strategie di sviluppo territoriale integrato.
               
            
                  (15)
               
               
                  Durante la crisi il sistema pensionistico spagnolo ha svolto un ruolo importante nel mantenere il tenore di vita degli anziani, che sono quindi esposti a un minor rischio di povertà. Le proiezioni delle relazioni 2018 sull’invecchiamento demografico e sull’adeguatezza delle pensioni indicano che le riforme del 2011 e del 2013 hanno contribuito a garantire la sostenibilità e una relativa adeguatezza delle pensioni nel lungo periodo. Tuttavia, il fatto di continuare ad agganciare gli aumenti della pensione all’inflazione (come deciso nel 2018 e 2019) e il rinvio del fattore della sostenibilità dovrebbero essere compensati da misure atte a garantire la sostenibilità del sistema pensionistico a medio e lungo termine. Occorrerebbe inoltre intervenire per affrontare la sfida principale dell’adeguatezza del reddito dei futuri pensionati e della durata e completezza delle loro carriere lavorative in un contesto caratterizzato da un elevato tasso di disoccupazione e da un ampio ricorso ai contratti a tempo determinato e al lavoro a tempo parziale.
               
            
                  (16)
               
               
                  I risultati della Spagna nel campo dell’innovazione e l’aumento della produttività sono ostacolati dagli scarsi investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo e dalla mancata corrispondenza tra domanda e offerta di competenze. Il livello di spesa per la ricerca e lo sviluppo nel settore imprenditoriale in Spagna è pari solo alla metà della media dell’Unione, in particolare per le grandi imprese, con notevoli disparità regionali. Tale divario è allargato dal tasso di esecuzione del bilancio pubblico per la ricerca e lo sviluppo, che è basso e in calo, in particolare per quanto riguarda i crediti. La carenza di competenze e il disallineamento tra domanda e offerta di competenze costituiscono un altro ostacolo importante allo sviluppo e all’utilizzo di tecnologie avanzate, in particolare da parte delle piccole e medie imprese. In molte regioni spagnole l’occupazione nei settori ad alta tecnologia e nei servizi ad alta intensità di conoscenza è ben al di sotto della media dell’Unione. Sebbene siano in fase di sviluppo strategie di innovazione regionale per la specializzazione intelligente e la governance della politica nazionale in materia di ricerca e innovazione stia diventando più efficiente, il coordinamento nazionale-regionale nella concezione, nell’attuazione e nella valutazione delle politiche resta debole. Per migliorare i risultati della Spagna in materia di innovazione sono necessari investimenti significativi per promuovere l’imprenditorialità e le nuove imprese, aiutandole a crescere, nonché per promuovere la competitività di tutte le imprese e il loro adattamento, anche attraverso la digitalizzazione, ad attività a più alto valore aggiunto al fine di potenziarne la presenza sui mercati internazionali. Inoltre occorrono una maggiore attenzione ai partenariati pubblico-privato, alla cooperazione fra università e imprese e al trasferimento di tecnologie, in particolare a favore delle piccole e medie imprese, una governance rafforzata della politica in materia di ricerca e innovazione a tutti i livelli di governo e un maggiore allineamento tra le infrastrutture e i progetti di ricerca e sviluppo e le strategie di innovazione regionali e nazionali.
               
            
                  (17)
               
               
                  Sebbene in miglioramento, il tasso di abbandono scolastico rimane molto elevato in Spagna, con notevoli disparità regionali. Vi sono margini per migliorare i risultati scolastici, che variano notevolmente da una regione all’altra. Entrambi i fattori incidono negativamente sul potenziale a lungo termine di crescita della produttività. Gli sforzi per riformare il sistema scolastico si sono arenati. Le imprese lamentano difficoltà a reperire le competenze necessarie per tenere il passo dell’innovazione, in particolare per quanto riguarda gli specialisti delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La Spagna ha approvato misure volte a migliorare il sistema duale di istruzione e formazione professionale, che potrebbe essere determinante per fornire le competenze e le qualifiche necessarie per assorbire l’innovazione, ma il numero di adesioni a tali sistemi rimane modesto. Sebbene in Spagna il tasso di istruzione terziaria sia al di sopra della media dell’Unione, i diplomati dell’istruzione terziaria faticano a trovare posti di lavoro corrispondenti al loro livello di studi. Per favorire l’accesso dei giovani laureati al mercato del lavoro è necessario valorizzare il capitale umano a tutti i livelli di istruzione e formazione, compresa l’istruzione superiore e la formazione professionale, e instaurare una maggiore cooperazione tra mondo dell’istruzione e imprese per ridurre gli squilibri esistenti tra domanda e offerta di competenze. Ciò permetterebbe anche di mettere a disposizione delle imprese le competenze e le qualifiche necessarie per migliorare la loro capacità di innovazione e sfruttare appieno il potenziale di crescita offerto dalla digitalizzazione. La riqualificazione dei lavoratori in termini di competenze digitali consentirebbe inoltre alle imprese spagnole di restare competitive nel contesto di un’economia sempre più digitalizzata. Tutte queste misure contribuirebbero a ridurre le disparità regionali.
               
            
                  (18)
               
               
                  La restrittività e la frammentazione del quadro normativo in Spagna impediscono alle imprese di beneficiare di economie di scala e frenano la produttività. La legge sull’unità del mercato rimane uno strumento importante per affrontare tali problemi. Un’applicazione più incisiva di tale legge e l’eliminazione delle restrizioni identificate sui servizi, in particolare per alcuni servizi professionali come gli ingegneri civili, gli architetti e i servizi legali, permetterebbero di migliorare le opportunità di crescita e la concorrenza. Come per altri settori in cui le regioni sono determinanti per la corretta attuazione delle riforme, un coordinamento più forte e continuativo tra le autorità nazionali e regionali potrebbe aumentare l’efficacia delle politiche in questo settore.
               
            
                  (19)
               
               
                  I collegamenti incompleti per il trasporto merci per ferrovia e l’integrazione limitata con i mercati dell’energia elettrica e del gas dell’Unione impediscono alla Spagna di beneficiare appieno del mercato unico dell’Unione. Per questo motivo la Spagna deve investire maggiormente nelle interconnessioni elettriche con il resto dell’Unione per raggiungere l’obiettivo di almeno il 10 % della sua capacità di produzione di energia elettrica installata entro il 2020. Inoltre sono necessari investimenti per consentire un maggiore utilizzo del trasporto merci per ferrovia, compresi i collegamenti transfrontalieri con la Francia e il Portogallo e i collegamenti con i porti e gli snodi logistici.
               
            
                  (20)
               
               
                  Per conseguire un modello di sviluppo più sostenibile permangono notevoli carenze di investimenti anche nel settore della gestione delle risorse naturali. La riduzione del consumo energetico negli edifici, lo sviluppo di reti intelligenti e lo stoccaggio di energia elettrica da fonti rinnovabili contribuirebbero a una migliore gestione della domanda. Ulteriori sforzi dovrebbero essere fatti per promuovere i trasporti sostenibili e l’economia circolare. Alcune zone della Spagna sono tra le più esposte d’Europa ai cambiamenti climatici; in esse le risorse idriche esistenti sono sottoposte a pressioni e richiedono ulteriori investimenti infrastrutturali per migliorare la gestione delle risorse idriche, come il trattamento delle acque reflue, la riparazione delle perdite nelle reti e l’approvvigionamento idrico. Nonostante i progressi costanti compiuti negli ultimi anni, la Spagna deve ancora soddisfare determinati requisiti della legislazione dell’Unione in materia di acque. Progressi nel conseguire questi obiettivi porterebbero vantaggi alla Spagna in termini ambientali, economici e sociali.
               
            
                  (21)
               
               
                  Per tutte le carenze di investimenti identificate si dovrebbe tenere conto delle disparità regionali specifiche in termini di fabbisogno di investimenti. Le disparità territoriali in termini di PIL pro capite sono contenute, ma rimangono più ampie rispetto a prima della crisi, principalmente a causa dell’impatto asimmetrico della perdita di posti di lavoro nelle diverse regioni. Attualmente le disparità regionali maggiori riguardano gli indicatori dei risultati sociali e del lavoro, in cui la maggior parte delle regioni spagnole è sotto la media dell’Unione. Altri indicatori socioeconomici presentano ampie disparità territoriali, come l’innovazione, l’imprenditorialità e la competitività. La politica economica in materia di investimenti dovrebbe tenere debitamente conto delle disparità regionali in termini di fabbisogno di investimenti.
               
            
                  (22)
               
               
                  La programmazione dei fondi dell’Unione per il periodo 2021-2027 potrebbe contribuire a colmare alcune delle lacune individuate nelle raccomandazioni, in particolare nei settori di cui all’allegato D della relazione per paese del 2019, consentendo alla Spagna di impiegare al meglio tali fondi per i settori individuati, tenendo conto delle disparità regionali e della situazione particolare della regione ultraperiferica delle Isole Canarie. Rafforzare la capacità amministrativa del paese per la gestione di questi fondi è un fattore importante per il successo dell’investimento.
               
            
                  (23)
               
               
                  Nell’ambito del semestre europeo 2019 la Commissione ha effettuato un’analisi completa della politica economica della Spagna, che ha pubblicato nella relazione per paese 2019. Ha altresì valutato il programma di stabilità 2019, il programma nazionale di riforma 2019 e il seguito dato alle raccomandazioni rivolte alla Spagna negli anni precedenti. La Commissione ha tenuto conto non soltanto della loro pertinenza ai fini della sostenibilità della politica di bilancio e della politica socioeconomica della Spagna, ma anche della loro conformità alle norme e agli orientamenti dell’Unione, data la necessità di rafforzare la governance economica dell’Unione nel suo insieme offrendo un contributo a livello dell’Unione per le future decisioni nazionali.
               
            
                  (24)
               
               
                  Alla luce di tale valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma di stabilità 2019 e il suo parere (9) trova riscontro, in particolare, nella raccomandazione di cui al punto 1.
               
            
                  (25)
               
               
                  Alla luce dell’esame approfondito della Commissione e della citata valutazione, il Consiglio ha esaminato il programma nazionale di riforma 2019 e il programma di stabilità 2019. Le sue raccomandazioni a norma dell’articolo 6 del regolamento (UE) n. 1176/2011 trovano riscontro nelle raccomandazioni di cui ai punti da 1 a 4. Tali raccomandazioni contribuiscono anche all’attuazione della raccomandazione del 2019 per la zona euro, in particolare la prima, la seconda e la terza raccomandazione per la zona euro. Le politiche di bilancio cui si fa riferimento nella raccomandazione 1 contribuiscono tra l’altro a correggere gli squilibri legati all’elevato debito pubblico,
               
            RACCOMANDA che la Spagna adotti provvedimenti nel 2019 e nel 2020 al fine di:
      
         1.   
         
            assicurare che nel 2020 il tasso di crescita nominale della spesa pubblica primaria netta non superi lo 0,9 %, corrispondente a un aggiustamento strutturale annuo dello 0,65 % del PIL; adottare misure volte a rafforzare il quadro di bilancio e degli appalti pubblici a tutti i livelli di governo; preservare la sostenibilità del sistema pensionistico; utilizzare le entrate straordinarie per accelerare la riduzione del rapporto debito pubblico/PIL;
         
      
      
         2.   
         
            fare in modo che l’occupazione e i servizi sociali abbiano la capacità di fornire un sostegno effettivo; favorire le transizioni verso i contratti a tempo indeterminato, anche semplificando il sistema di incentivi all’assunzione; migliorare il sostegno alle famiglie, ridurre la frammentazione del regime nazionale di assistenza ai disoccupati e colmare le lacune nei regimi regionali di reddito minimo; ridurre l’abbandono scolastico e migliorare i risultati scolastici, tenendo conto delle disparità regionali; intensificare la cooperazione tra mondo dell’istruzione e imprese per migliorare l’offerta di competenze e qualifiche pertinenti per il mercato del lavoro, in particolare per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione;
         
      
      
         3.   
         
            concentrare la politica economica in materia di investimenti sulla necessità di promuovere l’innovazione e l’efficienza delle risorse e dell’energia elettrica, ammodernare l’infrastruttura ferroviaria per il trasporto di merci e potenziare le interconnessioni energetiche con il resto dell’Unione, tenendo conto delle disparità regionali; migliorare l’efficacia delle politiche a sostegno della ricerca e dell’innovazione;
         
      
      
         4.   
         
            proseguire l’attuazione della legge sull’unità del mercato provvedendo affinché, a tutti i livelli di governo, le norme che disciplinano l’accesso alle attività economiche e il loro esercizio, in particolare per i servizi, siano conformi ai principi sanciti in tale legge e migliorando la cooperazione tra le amministrazioni.
         
      
      
         Fatto a Bruxelles, il 9 luglio 2019
         
            
               Per il Consiglio
            
            
               Il presidente
            
            M. LINTILÄ
         
      
      
         (1)  GU L 209 del 2.8.1997, pag. 1.
      
         (2)  GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.
      
         (3)  GU C 136 del 12.4.2019, pag. 1.
      
         (4)  GU C 320 del 10.9.2018, pag. 33.
      
         (5)  Regolamento (UE) n. 1303/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca, e che abroga il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio (GU L 347 del 20.12.2013, pag. 320).
      
         (6)  Decisione (UE) 2019/1001 del Consiglio, del 14 giugno 2019, che abroga la decisione 2009/417/CE sull’esistenza di un disavanzo eccessivo in Spagna (GU L 163 del 20.6.2019, pag. 59).
      
         (7)  Saldo corretto per il ciclo al netto delle misure una tantum e temporanee, ricalcolato dalla Commissione utilizzando la metodologia concordata.
      
         (8)  La spesa pubblica primaria netta si compone della spesa pubblica totale al netto della spesa per interessi, della spesa relativa a programmi dell’Unione interamente coperta da entrate provenienti da fondi dell’Unione e delle modifiche non discrezionali nella spesa per le indennità di disoccupazione. La formazione lorda di capitale fisso finanziata a livello nazionale è spalmata su un periodo di quattro anni. Rientrano nel calcolo le misure discrezionali in materia di entrate o gli aumenti delle entrate obbligatori per legge, mentre sono escluse le misure una tantum sia per quanto riguarda le entrate che per quanto riguarda la spesa.
      
         (9)  A norma dell’articolo 5, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1466/97.