CELEX: 62005CJ0391
Language: it
Date: 2007-03-01
Title: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 1 marzo 2007. # Jan De Nul NV contro Hauptzollamt Oldenburg. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Finanzgericht Hamburg - Germania. # Accise - Esenzione dall'imposta sugli oli minerali - Direttiva 92/81/CEE - Nozione di "navigazione nelle acque comunitarie". # Causa C-391/05.

Causa C-391/05
      Jan De Nul NV
      contro
      Hauptzollamt Oldenburg
      (domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Finanzgericht Hamburg)
      «Accise — Esenzione dall’imposta sugli oli minerali — Direttiva 92/81/CEE — Nozione di “navigazione nelle acque comunitarie”»
      Massime della sentenza
      1.        Disposizioni tributarie — Armonizzazione delle legislazioni — Strutture delle accise sugli oli minerali — Direttiva 92/81
            
      [Direttiva del Consiglio 92/81, art. 8, n. 1, lett. c), primo comma]
      2.        Disposizioni tributarie — Armonizzazione delle legislazioni — Strutture delle accise sugli oli minerali — Direttiva 92/81
            
      [Direttiva del Consiglio 92/81, art. 8, n. 1, lett. c), primo comma]
      1.        La direttiva 92/81, relativa all’armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali, prevede, all’art. 8, n. 1,
         un certo numero di esenzioni obbligatorie, come quella figurante alla lett. c), primo comma, relativa agli oli minerali forniti
         per essere usati come carburante per la navigazione nelle acque comunitarie, compresa la pesca, ma non in imbarcazioni private
         da diporto. 
      
      La nozione di «acque comunitarie», ai sensi di tale disposizione, si riferisce a tutte le acque idonee ad essere attraversate
         da tutte le navi marittime, ivi incluse quelle aventi la maggiore stazza, in grado di percorrere vie marittime a fini commerciali.
         Essa comprende quindi talune vie navigabili interne.
      
      Infatti, i battelli idonei alla navigazione commerciale in acque marittime possono praticare la stessa anche su alcune vie
         navigabili interne fino a determinati porti destinati alla navigazione marittima, anche se non situati sulla costa. Il fatto
         di escludere dalla sfera dell’esenzione obbligatoria la navigazione così praticata dal momento in cui la si effettua su tali
         vie verso i porti destinati alla navigazione marittima nuocerebbe al commercio intracomunitario poiché tale esclusione, sfavorendo
         gli operatori economici interessati da una tale navigazione, rischierebbe di deviare una parte del traffico marittimo da tali
         porti. Essa collocherebbe, in tal modo, detti operatori in una situazione sfavorevole rispetto a coloro che operano in porti
         situati sulla costa.
      
      (v. punti 19, 30, 32, dispositivo 1)
      2.        Le manovre effettuate da una draga trasportatrice nel corso di operazioni d’aspirazione e scarico dei materiali, vale a dire
         gli spostamenti inerenti all’esecuzione delle attività di dragaggio, rientrano nella sfera di applicazione della nozione di
         «navigazione», ai sensi dell’art. 8, n. 1, lett. c), primo comma, della direttiva 92/81, relativa all’armonizzazione delle
         strutture delle accise sugli oli minerali.
      
      Infatti, la finalità del tragitto effettuato è priva di pertinenza qualora si tratti di navigazione che implichi una prestazione
         di servizi a titolo oneroso. Orbene, una draga trasportatrice che dispone di un sistema di propulsione che le procura autonomia
         nelle manovre di spostamento possiede le caratteristiche tecniche necessarie alla navigazione che le consentono di effettuare
         una tale prestazione di servizi.
      
      (v. punti 37-38, 40, dispositivo 2)
SENTENZA DELLA CORTE (Quarta Sezione)
      1° marzo 2007 (*)
      
      «Accise – Esenzione dall’imposta sugli oli minerali – Direttiva 92/81/CEE – Nozione di “navigazione nelle acque comunitarie”»
      Nel procedimento C‑391/05,
      avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi dell’art. 234 CE, dal Finanzgericht
         Hamburg (Germania), con ordinanza 30 agosto 2005, pervenuta in cancelleria il 31 ottobre 2005, nella causa tra
      
      Jan De Nul NV
      e
      Hauptzollamt Oldenburg,
      
      LA CORTE (Quarta Sezione),
      composta dal sig. K. Lenaerts, presidente di sezione, dal sig. E. Juhász, dalla sig.ra R. Silva de Lapuerta (relatore), dai
         sigg. G. Arestis e J. Malenovský, giudici,
      
      avvocato generale: sig. Y. Bot
      cancelliere: sig. J. Swedenborg, amministratore
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza dell’8 novembre 2006,
      considerate le osservazioni presentate:
      –        per la Jan De Nul NV, dal sig. W. Meven, Rechtsanwalt;
      –        per lo Hauptzollamt Oldenburg, dalla sig.ra A. Gessler, in qualità di agente;
      –        per il governo belga, dalla sig.ra A. Hubert, in qualità di agente;
      –        per la Commissione delle Comunità europee, dal sig. W. Mölls, in qualità di agente,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza del 14 dicembre 2006,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’art. 8, n. 1, lett. c), primo comma, della direttiva
         del Consiglio 19 ottobre 1992, 92/81/CEE, relativa all’armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali (GU L 316,
         pag. 12), come modificata dalla direttiva del Consiglio 22 dicembre 1994, 94/74/CE (GU L 365, pag. 46; in prosieguo: la «direttiva
         92/81»).
      
      2        Tale domanda è stata presentata nell’ambito di una controversia tra la Jan De Nul NV (in prosieguo: la «Jan De Nul») e lo
         Hauptzollamt Oldenburg (in prosieguo: lo «Hauptzollamt») in merito al rifiuto di quest’ultimo di esentare dall’imposta sugli
         oli minerali (in prosieguo: l’«imposta») alcuni quantitativi di oli minerali usati per il funzionamento di una draga trasportatrice.
      
       Contesto normativo
       La direttiva 92/81
      3        L’art. 8, nn. 1 e 2, della direttiva 92/81 disponeva che:
      
      «1.      Oltre alle disposizioni generali relative alle esenzioni per un uso determinato dei prodotti soggetti ad accisa, contenute
         nella direttiva 92/12/CEE e fatte salve altre disposizioni comunitarie, gli Stati membri esentano dall’accisa armonizzata
         i prodotti elencati in appresso alle condizioni da essi stabilite, allo scopo di garantire un’agevole e corretta applicazione
         di tali esenzioni ed evitare frodi, evasioni o abusi: 
      
      (…)
      c)      gli oli minerali forniti per essere usati come carburanti per la navigazione nelle acque comunitarie (compresa la pesca),
         ma non in imbarcazioni private da diporto. 
      
      Ai fini della presente direttiva, per “imbarcazioni private da diporto”, si intende qualsiasi imbarcazione usata dal proprietario
         della stessa o dalla persona fisica o giuridica che può utilizzarla in virtù di un contratto di locazione o di qualsiasi altro
         titolo, per scopi non commerciali ed in particolare per scopi diversi dal trasporto di passeggeri o merci o dalla prestazione
         di servizi a titolo oneroso o per conto di autorità pubbliche. 
      
      (…)
      2.      Fatte salve altre disposizioni comunitarie, gli Stati membri possono applicare esenzioni o riduzioni totali o parziali dell’aliquota
         di accisa agli oli minerali o ad altri prodotti destinati agli stessi impieghi, usati sotto controllo fiscale: 
      
      (…)
      b)      per la navigazione su vie navigabili interne, eccettuata la navigazione privata da diporto; 
      (…)
      g)      per quanto riguarda operazioni di dragaggio di vie navigabili e porti».
       La normativa nazionale
      4        In Germania, le disposizioni nazionali relative all’esenzione fiscale degli oli minerali figurano nella legge relativa all’imposta
         sugli oli minerali (Mineralölsteuergesetz) del 21 dicembre 1992 (BGBl. 1992 I, pagg. 2150 e 2185; in prosieguo: il «MinöStG»)
         e nel regolamento di esecuzione della legge relativa all’imposta sugli oli minerali (Mineralölsteuer-Durchführungsverordnung)
         del 15 settembre 1993 (BGBl. 1993 I, pag. 1602). 
      
      5        L’art. 4, n. 1, punto 4, del MinöStG prevede che, salvo quanto disposto dall’art. 12 della medesima legge, gli oli minerali
         possano essere utilizzati in esenzione dall’accisa quali carburanti per motori e per impianti di riscaldamento sulle imbarcazioni
         destinate esclusivamente alla navigazione commerciale e alle attività ausiliarie ad essa connesse, come i servizi di pilotaggio,
         rimorchio e simili, ovvero al trasporto per conto proprio, sulle imbarcazioni militari e della pubblica amministrazione, sulle
         imbarcazioni appartenenti ai servizi di soccorso in mare e sulle imbarcazioni destinate ad attività di pesca commerciale.
         
      
      6        Conformemente all’autorizzazione legislativa conferita all’autorità regolamentare dall’art. 31, n. 2, punto 5, del MinöStG,
         l’art. 17, n. 5, punto 2, del regolamento di esecuzione della legge relativa all’imposta sugli oli minerali ha escluso alcuni
         tipi di mezzi galleggianti dalla nozione di «imbarcazioni» ai sensi dell’art. 4, n. 1, punto 4, del MinöStG. Così le escavatrici,
         le gru e gli aspiratori per cereali non sono considerati imbarcazioni ai sensi di quest’ultima disposizione, per cui i combustibili
         utilizzati a bordo come carburante e per il riscaldamento non possono beneficiare di alcuna esenzione fiscale.
      
       Controversia nella causa principale e questioni pregiudiziali
      7        La Jan De Nul, che è la ricorrente nella causa principale ed esercita attività di ingegneria idraulica, ha chiesto un’esenzione
         dall’imposta per alcuni quantitativi di oli minerali usati per il funzionamento della draga trasportatrice denominata «Cristoforo
         Colombo», un mezzo con una stazza di 10 062 tonnellate, per quanto riguarda operazioni di dragaggio effettuate sull’Elba dal
         19 ottobre al 17 dicembre 1999, in una zona situata tra Amburgo e Cuxhaven. 
      
      8        Una draga trasportatrice consente di aspirare dal fondo marino sabbia, sassi e altri materiali trascinandoli nei pozzi della
         draga con l’acqua aspirata. Successivamente, tali materiali sono trasportati verso luoghi di scarico ove sono evacuati. 
      
      9        Il 3 aprile 2000 la Jan De Nul dichiarava i quantitativi di oli minerali che erano stati consumati durante le operazioni di
         aspirazione e di scarico dei materiali. In seguito, lo Hauptzollamt comunicava a tale società che l’imposta doveva essere
         pagata anche per i quantitativi di oli minerali usati durante gli spostamenti a vuoto del mezzo e le manovre effettuate da
         quest’ultimo nel corso di tali operazioni.
      
      10      La dichiarazione complementare relativa all’imposta, compilata il 15 novembre 2000 dalla Jan De Nul, sfociava in un debito
         fiscale pari a DEM 183 127.
      
      11      Con decisione 3 luglio 2002 lo Hauptzollamt respingeva l’opposizione presentata il 19 dicembre 2000 dalla Jan De Nul per ottenere
         lo sgravio di detto importo. Il 2 agosto 2002 tale società presentava ricorso dinanzi al Finanzgericht Hamburg per ottenere
         l’esenzione dall’imposta relativa ai quantitativi di oli minerali utilizzati non per l’impiego della draga stessa, ma per
         gli spostamenti di questa. 
      
      12      Dinanzi al giudice del rinvio, la Jan De Nul fa valere che l’attività della draga trasportatrice è simile a quella di una
         nave specializzata nella navigazione commerciale il cui consumo di carburante rientra nell’esenzione prevista dall’art. 8,
         n. 1, lett. c), della direttiva 92/81, e ciò a prescindere dalla finalità del tragitto di tale draga. 
      
      13      Lo Hauptzollamt sostiene, dinanzi al medesimo giudice, che la zona ove è avvenuto l’intervento della draga trasportatrice
         costituisce una via navigabile interna, di modo che l’esenzione che gli Stati membri possono applicare, quale prevista dall’art. 8,
         n. 2, lett. b), della direttiva 92/81, rientra nel potere regolamentare delle autorità nazionali. 
      
      14      Con avviso di rettifica del 27 dicembre 2004 lo Hauptzollamt, tenendo conto di una sentenza pronunciata il 3 febbraio 2004
         dal Bundesfinanzhof, modificava la dichiarazione del 15 novembre 2000 e riconosceva che il consumo di oli minerali per gli
         spostamenti a vuoto della draga trasportatrice doveva beneficiare dell’esenzione dall’imposta prevista dall’art. 4, n. 1,
         punto 4, del MinöStG. Di conseguenza, il debito fiscale veniva ridotto per un importo pari a DEM 164 372. 
      
      15      Le parti della causa principale hanno pertanto concordato sul fatto che il ricorso è divenuto privo di oggetto nella parte
         in cui riguarda gli elementi della base imponibile che hanno dato luogo a detta riduzione dell’ammontare dell’imposta e che
         la controversia si limita quindi alla questione se la Jan De Nul debba versare tale imposta sui quantitativi di oli minerali
         consumati nel corso delle manovre connesse alle operazioni di dragaggio.
      
      16      In tale contesto, il Finanzgericht Hamburg, ritenendo che la soluzione della controversia di cui è investito dipenda dall’interpretazione
         della nozione di «navigazione nelle acque comunitarie», ha deciso di sospendere il giudizio e di sottoporre alla Corte le
         seguenti questioni pregiudiziali:
      
      «a)      Come debba essere interpretata la nozione di acque comunitarie di cui all’art. 8, n. 1, lett. c), primo comma, della direttiva
         92/81, rispetto alla nozione di vie navigabili interne di cui all’art. 8, n. 2, lett. b), della [detta] direttiva. 
      
      b)      Se l’impiego di una draga trasportatrice a elinda trainante (cd. Hopperbagger) in acque comunitarie debba essere considerato
         sempre e comunque navigazione ai sensi dell’art. 8, n. 1, lett. c), primo comma, della direttiva 92/81 ovvero se si debba
         distinguere tra i diversi tipi di attività svolte durante tale impiego».
      
       Sulle questioni pregiudiziali
       Sulla prima questione 
      17      Con la prima questione il giudice del rinvio si chiede quale interpretazione dare alla nozione di «acque comunitarie», di
         cui all’art. 8, n. 1, lett. c), primo comma, della direttiva 92/81, rispetto a quella di «vie navigabili interne», di cui
         al n. 2, lett. b), del medesimo articolo.
      
      18      Al fine di risolvere la questione sollevata, occorre ricordare in via preliminare che detta direttiva è stata adottata in
         forza dell’art. 99 del Trattato CE (divenuto art. 93 CE) che autorizza il Consiglio dell’Unione europea, che delibera all’unanimità
         su proposta della Commissione delle Comunità europee, ad adottare, in particolare, disposizioni che riguardano l’armonizzazione
         delle legislazioni relative alle imposte di consumo nella misura in cui detta armonizzazione sia necessaria per assicurare
         l’instaurazione e il funzionamento del mercato interno. 
      
      19      Nell’ambito del regime armonizzato delle strutture delle accise attuato a livello comunitario, la direttiva 92/81 prevede,
         all’art. 8, n. 1, un certo numero di esenzioni obbligatorie, come quelle relative agli oli minerali forniti per essere usati
         come carburante per la navigazione nelle acque comunitarie, compresa la pesca, ma non in imbarcazioni private da diporto.
      
      20      Per quanto attiene alla nozione di acque comunitarie, di cui al detto n. 1, lett. c), e che non è definita, è importante rilevare
         che l’interpretazione di una disposizione di diritto comunitario deve tener conto in particolare del contesto e della finalità
         della normativa di cui detta disposizione fa parte (v. sentenza 7 giugno 2005, causa C‑17/03, VEMW e a., Racc. pag. I‑4983,
         punto 41 e giurisprudenza citata).
      
      21      A tale proposito la direttiva 92/81, come emerge dal terzo e quinto ‘considerando’ della medesima, mira, da un lato, a stabilire
         talune definizioni comuni per i prodotti appartenenti alla categoria degli oli minerali assoggettati al sistema generale delle
         accise nonché, dall’altro, a stabilire per tali prodotti determinate esenzioni obbligatorie a livello comunitario (v. sentenza
         1° aprile 2004, causa C‑389/02, Deutsche See-Bestattungs-Genossenschaft, Racc. pag. I‑3537, punti 17 e 18). Tanto dai menzionati
         ‘considerando’ quanto dal titolo della direttiva 92/81 emerge inoltre che le definizioni comuni e le esenzioni previste sono
         dirette a promuovere l’instaurazione e il corretto funzionamento del mercato interno e ad istituire un regime armonizzato
         delle strutture delle accise sugli oli minerali a livello comunitario.
      
      22      Conseguentemente, le definizioni relative ai prodotti disciplinati dalla direttiva 92/81 e le esenzioni ad essi applicabili
         devono essere oggetto d’interpretazione autonoma, fondata sul tenore letterale delle disposizioni di cui trattasi nonché sulle
         finalità perseguite dalla detta direttiva (v. sentenza Deutsche See-Bestattungs-Genossenschaft, cit., punto 19).
      
      23      Tale autonoma interpretazione è tanto più necessaria in quanto l’art. 8, n. 1, della direttiva 92/81 prevede l’obbligo degli
         Stati membri di non assoggettare all’accisa armonizzata gli oli minerali forniti ai fini dell’utilizzazione quali carburanti
         per le attività indicate nella disposizione medesima (v. sentenze 10 giugno 1999, causa C‑346/97, Braathens, Racc. pag. I‑3419,
         punto 31, e Deutsche See-Bestattungs-Genossenschaft, cit., punto 20). Orbene, qualsiasi interpretazione divergente a livello
         nazionale degli obblighi di esenzione previsti dalla direttiva 92/81 non solo comprometterebbe il conseguimento dell’obiettivo
         di armonizzazione della normativa comunitaria e la certezza del diritto, bensì rischierebbe d’introdurre disparità di trattamento
         tra gli operatori economici interessati (v. sentenza Deutsche See-Bestattungs-Genossenschaft, cit., punto 21). 
      
      24      Per quanto riguarda detta disposizione, occorre rilevare che l’esenzione obbligatoria per gli oli minerali utilizzati come
         carburante per la navigazione nelle acque comunitarie ha lo scopo di facilitare il commercio intracomunitario, in particolare
         il traffico di merci e la libera prestazione dei servizi che possono svolgersi nelle acque considerate. 
      
      25      Con l’esenzione in questione, il legislatore comunitario ha voluto promuovere la parità di talune condizioni fiscali in cui
         si trovano ad operare le imprese di trasporto o di altri servizi che percorrono le acque considerate.
      
      26      Da ciò consegue che la nozione di acque comunitarie dev’essere intesa nel senso che comprende tutte le acque nelle quali si
         pratica usualmente la navigazione marittima a scopi commerciali. Detta navigazione concerne l’insieme delle navi marittime,
         ivi comprese quelle aventi la maggiore stazza.
      
      27      Inoltre, così come rileva la Commissione, soltanto un’interpretazione del genere è tale da assicurare la parità delle condizioni
         economiche tra i porti marittimi della Comunità, indipendentemente dalla situazione geografica di ciascun porto rispetto alla
         costa più vicina, a partire dai quali si effettuano le attività summenzionate. 
      
      28      Infine, è necessario rilevare che la direttiva 92/81 ha anche l’obiettivo di garantire la libera circolazione degli oli minerali
         nel mercato interno, nonché di evitare distorsioni di concorrenza che potrebbero risultare dal fatto che le strutture delle
         accise varino da uno Stato membro all’altro (v. sentenza 29 aprile 2004, causa C‑240/01, Commissione/Germania, Racc. pag. I‑4733,
         punti 39 e 44). 
      
      29      Pertanto, il regime instaurato dall’art. 8, n. 2, della direttiva 92/81, relativo all’eventuale applicazione, da parte degli
         Stati membri, di esenzioni o riduzioni totali o parziali dell’aliquota dell’accisa agli oli minerali o ad altri prodotti destinati
         agli stessi impieghi usati sotto controllo fiscale, in particolare la nozione di navigazione sulle vie navigabili interne,
         che figura al detto n. 2, lett. b), non può costituire un elemento di interpretazione determinante circa la portata delle
         esenzioni obbligatorie previste al n. 1 di detto articolo. 
      
      30      Infatti, è pacifico che battelli idonei alla navigazione commerciale in acque marittime possono praticare la stessa anche
         su alcune vie navigabili interne fino a determinati porti destinati alla navigazione marittima, anche se non situati sulla
         costa. Il fatto di escludere dalla sfera dell’esenzione obbligatoria la navigazione così praticata dal momento in cui la si
         effettua su tali vie verso i porti destinati alla navigazione marittima nuocerebbe al commercio intracomunitario poiché tale
         esclusione, sfavorendo gli operatori economici interessati da una tale navigazione, rischierebbe di deviare una parte del
         traffico marittimo da tali porti. Essa collocherebbe, in tal modo, detti operatori in una situazione sfavorevole rispetto
         a coloro che operano in porti situati sulla costa.
      
      31      Così, il regime facoltativo previsto dall’art. 8, n. 2, lett. b), della direttiva 92/81 può avere unicamente un carattere
         residuale nel senso che potrebbe applicarsi alla navigazione sulle vie navigabili interne solo in quanto questa venga effettuata
         al di fuori delle acque nelle quali può essere praticata la navigazione marittima a fini commerciali. 
      
      32      Pertanto, occorre risolvere la prima questione nel senso che la nozione di «acque comunitarie», di cui all’art. 8, n. 1, lett. c),
         primo comma, della direttiva 92/81, si riferisce a tutte le acque idonee ad essere attraversate da tutte le navi marittime,
         ivi incluse quelle aventi la maggiore stazza, in grado di percorrere vie marittime a fini commerciali.
      
       Sulla seconda questione 
      33      Con la seconda questione il giudice del rinvio chiede in sostanza se alcune operazioni comportanti l’impiego di una draga
         trasportatrice possano considerarsi rientrare nella nozione di «navigazione» ai sensi dell’art. 8, n. 1, lett. c), primo comma,
         della direttiva 92/81.
      
      34      Come emerge dal punto 15 della presente sentenza, poiché la Jan De Nul ha accettato la tassazione dei quantitativi di oli
         minerali usati per le operazioni di aspirazione e scarico dei materiali, la controversia che oppone le parti nella causa principale
         si limita al problema di stabilire se i quantitativi di oli minerali consumati nel corso delle manovre connesse alle operazioni
         di dragaggio possano beneficiare dell’esenzione prevista da detta disposizione.
      
      35      Dalla decisione di rinvio risulta altresì che il consumo di oli minerali durante gli spostamenti a vuoto della draga trasportatrice
         è stato ammesso al beneficio dell’esenzione dalle accise. 
      
      36      Relativamente alla nozione di «navigazione» ai sensi dell’art. 8, n. 1, lett. c), primo comma, della direttiva 92/81, la Corte,
         al punto 23 della citata sentenza Deutsche See-Bestattungs-Genossenschaft, ha dichiarato che qualsiasi operazione di navigazione
         a fini commerciali rientra nella sfera di applicazione dell’esenzione dall’accisa armonizzata prevista da tale disposizione.
         Al punto 25 di detta sentenza, la Corte ha precisato che la medesima disposizione non opera alcuna distinzione quanto all’oggetto
         della navigazione ivi contemplata dato che le distorsioni della concorrenza che le disposizioni della direttiva intendono
         evitare possono verificarsi indipendentemente dal tipo di navigazione commerciale in gioco.
      
      37      Risulta così dalla citata sentenza Deutsche See-Bestattungs-Genossenschaft che la finalità del tragitto effettuato è priva
         di pertinenza qualora si tratti di navigazione che implichi una prestazione di servizi a titolo oneroso. 
      
      38      Quanto alla controversia nella causa principale, è pacifico che la draga trasportatrice dispone di un sistema di propulsione
         che le procura autonomia nelle manovre di spostamento. Tale mezzo possiede dunque le caratteristiche tecniche necessarie alla
         navigazione che gli consentono di effettuare una tale prestazione di servizi. 
      
      39      Per quanto riguarda il regime previsto dall’art. 8, n. 2, lett. g), della direttiva 92/81, in base al quale gli Stati membri
         possono applicare esenzioni o riduzioni totali o parziali dell’aliquota dell’accisa sugli oli minerali usati per operazioni
         di dragaggio delle vie navigabili e dei porti, è sufficiente rilevare, come è stato sottolineato al punto 29 della presente
         sentenza, che tale facoltà di esenzione concessa agli Stati membri non può influire sull’interpretazione che occorre dare
         al n. 1 di questo medesimo articolo. 
      
      40      Di conseguenza, si deve risolvere la seconda questione nel senso che le manovre effettuate da una draga trasportatrice nel
         corso di operazioni d’aspirazione e scarico dei materiali, vale a dire gli spostamenti inerenti all’esecuzione delle attività
         di dragaggio, rientrano nella sfera di applicazione della nozione di «navigazione», ai sensi dell’art. 8, n. 1, lett. c),
         primo comma, della direttiva 92/81.
      
       Sulle spese
      41      Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice
         nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. Le spese sostenute da altri soggetti per presentare osservazioni alla Corte
         non possono dar luogo a rifusione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Quarta Sezione) dichiara:
      1)      La nozione di «acque comunitarie», di cui all’art. 8, n. 1, lett. c), primo comma, della direttiva del Consiglio 19 ottobre
            1992, 92/81/CEE, relativa all’armonizzazione delle strutture delle accise sugli oli minerali, come modificata dalla direttiva
            del Consiglio 22 dicembre 1994, 94/74/CE, si riferisce a tutte le acque idonee ad essere attraversate da tutte le navi marittime,
            ivi incluse quelle aventi la maggiore stazza, in grado di percorrere vie marittime a fini commerciali.
      2)      Le manovre effettuate da una draga trasportatrice nel corso di operazioni d’aspirazione e scarico dei materiali, vale a dire
            gli spostamenti inerenti all’esecuzione delle attività di dragaggio, rientrano nella sfera di applicazione della nozione di
            «navigazione», ai sensi dell’art. 8, n. 1, lett. c), primo comma, della direttiva 92/81, come modificata dalla direttiva 94/74.
      Firme
      * Lingua processuale: il tedesco.