CELEX: E2015J0003
Language: it
Date: 2015-10-02 00:00:00
Title: Sentenza della Corte, del 2 ottobre 2015, nella causa E-3/15 — Liechtensteinische Gesellschaft für Umweltschutz contro Comune di Vaduz (Direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati — articolo 11 — Diritto di accesso a una procedura di ricorso giurisdizionale — effetto del diritto SEE negli ordinamenti giuridici nazionali — principi di equivalenza e di efficacia)

8.12.2016   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell'Unione europea
            
            
               C 457/11
            
         SENTENZA DELLA CORTE
   del 2 ottobre 2015
   nella causa E-3/15
   Liechtensteinische Gesellschaft für Umweltschutz contro Comune di Vaduz
   (Direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati — articolo 11 — Diritto di accesso a una procedura di ricorso giurisdizionale — effetto del diritto SEE negli ordinamenti giuridici nazionali — principi di equivalenza e di efficacia)
   (2016/C 457/08)
   Nella causa E-3/15, Liechtensteinische Gesellschaft für Umweltschutz e comune di Vaduz — ISTANZA alla Corte, ai sensi dell’articolo 34 dell’accordo tra gli Stati EFTA sull’istituzione di un’autorità di vigilanza e di una Corte di giustizia, da parte della Corte di giustizia statale del Principato del Liechtenstein (Staatsgerichtshof des Fürstentums Liechtenstein) riguardante l’interpretazione dell’articolo 11 della direttiva 2011/92/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati sull’ambiente, la Corte, composta da Carl Baudenbacher, presidente, Per Christiansen (giudice relatore) e Páll Hreinsson, giudici, ha emesso il 2 ottobre 2015 la sua sentenza, il cui dispositivo è il seguente:
   
               1.
            
            
               Il Liechtenstein aveva l’obbligo di attuare la direttiva 2011/92/UE a norma della decisione (UE) n. 230/2012 del Comitato misto SEE, del 7 dicembre 2012 e di applicarla alla procedura di valutazione di impatto ambientale di cui trattasi nella causa principale.
            
         
               2.
            
            
               Non è compatibile con l’articolo 11 della direttiva 2011/92/UE l’adozione di una decisione di valutazione dell’impatto ambientale generale, che differisce la risoluzione di questioni cruciali relative agli effetti ambientali del progetto, quali quelli stabiliti all’articolo 5, paragrafo 3, della direttiva 2011/92/UE a successive procedure di autorizzazione, cui non hanno accesso le organizzazioni non governative di tutela ambientale qualora intendessero avviare una procedura di ricorso dinanzi ad un organo giurisdizionale. Spetta al giudice nazionale accertare se sono in gioco questioni cruciali nel caso di specie.
            
         
               3.
            
            
               Il diritto SEE non richiede che le norme SEE non applicate possano essere invocate direttamente dinanzi ai tribunali nazionali negli Stati EFTA. Tuttavia, come si evince dalla normativa SEE, nell’interpretare le norme nazionali il giudice nazionale è tenuto ad applicare, per quanto possibile, i metodi di interpretazione riconosciuti dal diritto nazionale in modo da conseguire il risultato perseguito dalla direttiva 2011/92/UE. Tale obbligo sorge il giorno in cui il rispettivo atto giuridico è parte dell’accordo SEE.
            
         
               4.
            
            
               Spetta al giudice del rinvio determinare, alla luce dei principi di equivalenza e di effettività, i mezzi di ricorso disponibili in caso di violazione dell’articolo 11 della direttiva 2011/92/UE.