CELEX: 52013PC0038
Language: it
Date: 2013-01-31
Title: Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza gli Stati membri a firmare, ratificare o aderire all’accordo di Città del Capo del 2012 sull’attuazione delle disposizioni del protocollo del 1993 relativo alla convenzione internazionale di Torremolinos del 1977 sulla sicurezza delle navi da pesca

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		52013PC0038
		
			Proposta di DECISIONE DEL CONSIGLIO che autorizza gli Stati membri a firmare, ratificare o aderire all’accordo di Città del Capo del 2012 sull’attuazione delle disposizioni del protocollo del 1993 relativo alla convenzione internazionale di Torremolinos del 1977 sulla sicurezza delle navi da pesca /* COM/2013/038 final - 2013/0020 (NLE) */
			
				
		
		
			
			   	RELAZIONE
1.           CONTESTO DELLA PROPOSTA
1.1.        Introduzione
La convenzione internazionale di Torremolinos
del 1977 sulla sicurezza delle navi da pesca è stata modificata dal protocollo
del 1993 che ha aggiornato le disposizioni e riveduto l’applicazione obbligatoria
dei capitoli principali alle navi di lunghezza pari o superiore a 45 metri,
rimettendo a una decisione regionale l’applicazione alle navi di lunghezza pari
o superiore a 24 metri. Né la convenzione originaria né il protocollo del 1993
sono entrati in vigore, poiché non sono mai stati conseguiti i requisiti minimi
necessari in termini di ratifica.
Dal 9 all’11 ottobre 2012, nell’ambito del
grande impegno da essa profuso per facilitare l’entrata in vigore del
protocollo del 1993, l’Organizzazione marittima internazionale (IMO) ha
organizzato una conferenza diplomatica a Città del Capo (Sudafrica) per
esaminare e adottare un accordo sull’attuazione del protocollo di Torremolinos.
La conferenza diplomatica ha portato all’adozione
di un accordo che modifica il protocollo di Torremolinos del 1993, denominato “accordo
di Città del Capo del 2012 sull’attuazione delle disposizioni del protocollo
del 1993 relativo alla convenzione internazionale di Torremolinos del 1977
sulla sicurezza delle navi da pesca” (in seguito “l’accordo”).
1.2.        Competenza dell’UE e relative
implicazioni
In base alle norme in materia di competenze
esterne di cui all’articolo 3, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell’Unione
europea (TFUE), le modifiche al protocollo di Torremolinos del 1993 rientrano
nella competenza esclusiva dell’Unione, poiché il protocollo è stato recepito
nella legislazione dell’UE mediante la direttiva 97/70/CE del Consiglio, dell’11
dicembre 1997, che istituisce un regime di sicurezza armonizzato per le navi da
pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri[1].
L’Unione europea non può sottoscrivere la
proposta di accordo, dato che l’attuale bozza, approvata dal Comitato per la
sicurezza marittima dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO), non comprende
una clausola sulle organizzazioni regionali di integrazione economica (la
cosiddetta clausola REIO). Tuttavia, dal momento che l’accordo riguarda una
materia di competenza esclusiva dell’UE, gli Stati membri non possono decidere
autonomamente in merito alla firma e alla ratifica dell’accordo medesimo, ma
possono farlo, nell’interesse dell’Unione, solo previa autorizzazione del
Consiglio e approvazione del Parlamento europeo su proposta della Commissione. 
1.3.        Dettagli dell’accordo 
L’accordo prevede l’entrata in vigore del
protocollo di Torremolinos dodici mesi dopo la data in cui almeno 22
Stati, il cui numero aggregato di navi da pesca di lunghezza uguale o superiore
a 24 metri operanti in alto mare non è inferiore a 3 600, abbiano
espresso il proprio consenso a essere vincolati dall’accordo stesso. Si tratta
di una riduzione significativa della soglia di navi da pesca rispetto al
protocollo del 1993, che potrà ora essere realisticamente raggiunta.
L’accordo sarà aperto alla firma presso la
sede dell’IMO dall’11 febbraio 2013 al 10 febbraio 2014 e resterà
successivamente aperto all’adesione. Si prevede che, come sostenuto dagli Stati
membri dell’UE nel corso dei negoziati che hanno portato all’accordo, l’utilizzo
delle banche dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e
l’agricoltura (FAO) offrirà una base oggettiva per la stima delle flotte
battenti bandiera dei paesi contraenti e agevolerà quindi la rapida entrata in
vigore dell’accordo.
Ambito di applicazione: le disposizioni dell’accordo si applicano alle nuove navi, salvo
espressa indicazione contraria. Nell’accordo sono stati inseriti alcuni
elementi di flessibilità per agevolarne l’ampia accettazione. Le
amministrazioni possono attuare progressivamente, in base a un piano, le
disposizioni del capitolo IX (Radiocomunicazioni) per un periodo non superiore
a dieci anni e le disposizioni dei capitoli VII (Mezzi e dispositivi di
salvataggio), VIII (Procedure di emergenza, appelli ed esercitazioni) e X
(Apparecchiature e dispositivi di navigazione) per un periodo non superiore a
cinque anni.
Esenzioni: l’accordo
consente a un’amministrazione di esentare le navi da pesca abilitate a battere
la propria bandiera da un obbligo normativo, qualora ritenga che l’applicazione
dello stesso sia irragionevole o impraticabile, tenuto conto del tipo di nave,
delle condizioni meteorologiche e dell’assenza di rischi generali di
navigazione, alle seguenti condizioni:
a) la nave rispetta i requisiti di sicurezza che l’amministrazione
ritiene adeguati al servizio per il quale essa è destinata e atti a garantire
la sicurezza della nave e delle persone a bordo;
b) la nave opera esclusivamente
i) in una zona di pesca comune stabilita in zone
marine adiacenti sotto la giurisdizione di Stati vicini che hanno stabilito
tale zona per le navi autorizzate a battere la loro bandiera, soltanto nella
misura e alle condizioni che tali Stati decidono di stabilire a questo
riguardo, in conformità del diritto internazionale; o
ii) nella zona economica esclusiva dello Stato di
cui è autorizzata a battere bandiera, o, se detto Stato non ha definito tale
zona, in una zona situata al di là delle acque territoriali di detto Stato e a
esse contigua, determinata dallo Stato in questione conformemente al diritto
internazionale, che si estende non oltre le 200 miglia nautiche dalla linea di
base a partire dalla quale è misurata la larghezza delle acque territoriali; o
iii) nella zona economica esclusiva, una zona
marina soggetta alla giurisdizione di un altro Stato, o in una zona di pesca
comune, conformemente a un accordo fra gli Stati interessati in conformità del
diritto internazionale, soltanto nella misura e alle condizioni che tali Stati
decidono di stabilire al riguardo; e
c) l’amministrazione comunica al segretario generale
dell’IMO i termini e le condizioni a cui l’esenzione è concessa in base al
presente paragrafo.
Ispezioni e certificati: il Certificato internazionale di sicurezza per nave da pesca è
modificato per indicare che è stato rilasciato a norma delle disposizioni dell’accordo
di Città del Capo del 2012 sull’attuazione delle disposizioni del protocollo di
Torremolinos del 1993 relativo alla convenzione internazionale di Torremolinos
del 1977 sulla sicurezza delle navi da pesca. 
Il regime di ispezione è modificato per
tener conto della periodicità dei controlli per le navi per il trasporto merci
e passeggeri, che prevede un’ispezione annuale, un’ispezione intermedia
obbligatoria tra il secondo e il terzo anno e un’ispezione di rinnovo dopo non
più di cinque anni. Vengono armonizzati anche i periodi di tolleranza concessi
alla scadenza del termine per l’esecuzione delle ispezioni. Inoltre, una
disposizione dell’accordo stabilisce che un’amministrazione può esentare una
nave dall’ispezione annuale, qualora l’attuazione della stessa sia considerata
irragionevole o impraticabile. 
Nel complesso, il nuovo regime di ispezione è
più rigoroso: le ispezioni annuali e periodiche sono più complete, le questioni
che dovevano essere verificate precedentemente nell’ambito delle ispezioni
discrezionali intermedie sono comprese nell’ispezione periodica obbligatoria e
le ulteriori ispezioni sui lavori di riparazione non sono più discrezionali. Il
nuovo intervallo massimo di cinque anni, anziché di quattro, per un’ispezione
di rinnovo riflette il fatto che un intervallo di cinque anni è già possibile
con il regime attuale. I periodi di tolleranza in seguito alla scadenza di un
certificato tengono conto dei periodi armonizzati per i certificati rilasciati
ad altre navi in base alla convenzione SOLAS (il periodo di tolleranza
principale passa da cinque a tre mesi). 
Né l’originaria convenzione di Torremolinos,
né il protocollo del 1993, né l’accordo del 2012 escludono la formulazione di
riserve o dichiarazioni delle parti. 
1.4.        Implicazioni per la direttiva
97/70/CE
L’articolo 3, paragrafo 5, del protocollo di
Torremolinos rimane invariato; esso prevede l’elaborazione di intese regionali
che consentono di proseguire l’attuazione di un regime di sicurezza uniforme e
coerente per tutte le navi da pesca operanti nelle acque dell’UE. Inoltre, l’accordo
rappresenta un insieme minimo di norme di sicurezza e consente quindi all’Unione
europea di continuare ad applicare le norme originarie del protocollo di
Torremolinos. 
Due aspetti possono necessitare di misure che
tutelino determinate norme attuali dell’UE: in primo luogo, l’esclusione delle
più ampie esenzioni generali e dell’esenzione dall’ispezione annuale introdotte
dall’accordo e in secondo luogo, l’aggiornamento dei riferimenti all’interno
della direttiva e dei suoi allegati. Gli articoli 8 e 9 della direttiva 97/70/CE,
in combinato disposto con l’articolo 5 del regolamento (CE) n. 2099/2002[2] stabiliscono che entrambi gli
aspetti possono essere risolti modificando la direttiva secondo una procedura
di comitato di regolamentazione con controllo. 
La direttiva 97/70/CE applica le disposizioni
del protocollo di Torremolinos non solo alle navi da pesca battenti bandiera di
uno Stato membro dell’UE, ma anche alle navi da pesca battenti bandiera di
paesi terzi che operano nelle acque interne o nelle acque territoriali di uno
Stato membro o che sbarcano le proprie catture nei porti di uno Stato membro,
conformemente alle norme generali del diritto internazionale. È opportuno
continuare ad applicare le disposizioni del protocollo di Torremolinos a tutti
questi gruppi di navi da pesca. Per tale motivo, la Commissione ritiene
opportuno che gli Stati membri dell’Unione europea, nel momento in cui
sottoscrivono l’accordo e accettano di essere vincolati dal medesimo, rilascino
una dichiarazione attestante che le disposizioni del protocollo di Torremolinos
continueranno ad applicarsi a questi due gruppi di navi di paesi terzi
conformemente alla legislazione dell’Unione attualmente in vigore.
Dato che le disposizioni della direttiva
vigente saranno sostanzialmente mantenute, le implicazioni economiche per le
navi da pesca dell’Unione sono trascurabili. Le ispezioni risulteranno più
complete, ma saranno effettuate in un periodo di tempo più lungo. 
1.5.        Conclusione
L’adozione e l’entrata in vigore di norme di
sicurezza a livello mondiale per le navi da pesca è una questione della massima
importanza per un settore funestato da un numero particolarmente elevato di
incidenti che provocano oltre 24 000 decessi ogni anno[3]. 
Grazie agli elementi di flessibilità
introdotti dall’accordo, quest’ultimo dovrebbe permettere di conseguire l’obiettivo
dell’entrata in vigore del protocollo di Torremolinos del 1993. Inoltre, le
disposizioni del protocollo possono essere modificate soltanto dopo la sua
entrata in vigore. Dato che la direttiva 97/70/CE fa riferimento alle
disposizioni del protocollo di Torremolinos del 1993 – disposizioni che in vent’anni
sono rimaste sostanzialmente invariate – e le mette in atto, l’entrata in vigore
dell’accordo consentirà all’IMO di aggiornare una serie di requisiti figuranti
nel protocollo, apportando modifiche che potranno in seguito essere attuate
mediante la direttiva 97/70/CE. 
La Commissione ritiene che l’accordo potrà
quindi facilitare notevolmente il conseguimento degli obiettivi previsti dai
trattati e ripresi nella direttiva 97/70/CE. Tuttavia, come spiegato nel terzo
paragrafo del precedente punto 1.4, è necessario garantire che l’ambito di
applicazione della direttiva resti invariato, imponendo agli Stati membri di
rilasciare opportune dichiarazioni nel momento in cui sottoscrivono l’accordo e
accettano di esserne vincolati. 
2.           CONSULTAZIONI DELLE PARTI
INTERESSATE E VALUTAZIONE D’IMPATTO
L’adesione al presente accordo non comporterà una
modifica dei requisiti tecnici per le navi da pesca ai sensi della direttiva
vigente.
3.           ELEMENTI GIURIDICI DELLA
PROPOSTA
Articolo 1
L’articolo autorizza gli Stati membri a essere
vincolati dall’attuale accordo in una materia di esclusiva competenza dell’Unione,
a causa dell’impossibilità per l’UE di diventarne parte contraente. L’accordo
stabilisce diverse modalità con cui gli Stati membri dell’IMO possono esprimere
il proprio consenso a essere vincolati e l’articolo indica le diverse opzioni
di cui gli Stati membri dell’UE dispongono a tal fine. 
Articolo 2
L’articolo stabilisce che gli Stati membri
esprimano il proprio consenso a essere vincolati dall’accordo entro un periodo
di due anni a decorrere dall’entrata in vigore della presente decisione. L’adesione
rapida all’accordo da parte di tutti gli Stati membri dell’UE consentirà di
raggiungere più rapidamente la soglia relativa sia al numero di Stati membri
dell’IMO sia alla flotta complessiva (22 Stati membri e 3 600 navi da
pesca). L’accordo contribuirà a migliorare la sicurezza delle navi da pesca a
livello mondiale, riducendo le disparità nei livelli di sicurezza e gli
svantaggi competitivi che ne possono derivare per le navi dell’UE e facilitando
gli aggiornamenti dei requisiti tecnici figuranti nell’accordo stesso. È quindi
altamente auspicabile che esso entri in vigore quanto prima possibile. 
Articolo 3
L’articolo stabilisce una data precisa per l’entrata
in vigore della decisione del Consiglio. 
Articolo 4
Scopo della decisione è autorizzare gli Stati
membri ad aderire all’accordo; gli Stati membri sono pertanto destinatari della
decisione.
4.           INCIDENZA SUL BILANCIO
Nessuna.
2013/0020 (NLE)
Proposta di
DECISIONE DEL CONSIGLIO
che autorizza gli Stati membri a firmare,
ratificare o aderire all’accordo di Città del Capo del 2012 sull’attuazione
delle disposizioni del protocollo del 1993 relativo alla convenzione
internazionale di Torremolinos del 1977 sulla sicurezza delle navi da pesca
(Testo rilevante ai fini del SEE)
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sul funzionamento dell’Unione
europea, in particolare l’articolo 100, paragrafo 2, in combinato disposto
con l’articolo 218, paragrafo 5, l’articolo 218, paragrafo 6, lettera
a), punto v), e l’articolo 218, paragrafo 8, primo comma, 
vista la proposta della Commissione europea,
vista l’approvazione del Parlamento europeo[4], 
considerando quanto segue:
(1)       L’azione dell’Unione europea
nel settore del trasporto marittimo deve mirare a migliorare la sicurezza
marittima.
(2)       Il 2 aprile 1993 è stato
adottato il protocollo di Torremolinos relativo alla convenzione internazionale
di Torremolinos del 1977 sulla sicurezza delle navi da pesca, in seguito
denominato “protocollo di Torremolinos”.
(3)       La direttiva 97/70/CE del Consiglio che istituisce un regime di sicurezza
armonizzato per le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri[5], ha stabilito norme di
sicurezza basate sul protocollo di Torremolinos, tenendo pienamente conto, per
quanto necessario, delle circostanze regionali e locali. 
(4)       Il protocollo di Torremolinos
non è entrato in vigore, dato che i requisiti minimi necessari in termini di
ratifica non sono mai stati raggiunti.
(5)       Al fine di stabilire di
comune accordo norme quanto più rigorose possibili per la sicurezza delle navi
da pesca, che possano essere attuate da tutti gli Stati interessati, nel corso
della conferenza diplomatica tenutasi dal 9 all’11 ottobre 2012 a Città del
Capo (Sudafrica), sotto l’egida dell’Organizzazione marittima internazionale
(IMO), è stato adottato un progetto di accordo, da leggersi in combinato
disposto con il protocollo di Torremolinos.
(6)       L’accordo, adottato l’11
ottobre 2012, è intitolato “accordo di Città del Capo del 2012 sull’attuazione
delle disposizioni del protocollo di Torremolinos del 1993 relativo alla
convenzione internazionale di Torremolinos del 1977 sulla sicurezza delle navi
da pesca” (in seguito “l’accordo”). L’accordo sarà aperto alla firma presso la
sede dell’IMO dall’11 febbraio 2013 al 10 febbraio 2014 e resterà successivamente
aperto all’adesione.
(7)       Le disposizioni dell’accordo
rientrano nella competenza esclusiva dell’Unione in materia di sicurezza delle
navi da pesca di lunghezza pari o superiore a 24 metri.
(8)       L’Unione europea non può
divenire parte contraente dell’accordo, poiché esso non contiene una clausola
sulle organizzazioni regionali di integrazione economica (clausola REIO). 
(9)       È nell’interesse della
sicurezza marittima e della concorrenza leale che gli Stati membri dell’Unione
europea ratifichino l’accordo o vi aderiscano, in modo da garantire l’entrata
in vigore delle disposizioni del protocollo di Torremolinos. Inoltre, a seguito
dell’entrata in vigore dell’accordo, sarà possibile aggiornare, mediante
proposte trasmesse all’IMO, una serie di disposizioni del protocollo divenute
obsolete dall’adozione della direttiva 97/70/CE.
(10)     È quindi opportuno che il
Consiglio autorizzi gli Stati membri a firmare e ratificare l’accordo o ad
aderirvi nell’interesse dell’Unione, in conformità dell’articolo 2, paragrafo 1,
del TFUE. Tuttavia, al fine di salvaguardare gli attuali livelli di sicurezza
previsti dalla direttiva 97/70/CE del Consiglio, è opportuno che, al momento
della firma dell’accordo e del deposito dei propri strumenti di ratifica o di
adesione, gli Stati membri rilascino una dichiarazione attestante che le
esenzioni previste dall’accordo nelle regole 1(6) e 3(3), in relazione alle
ispezioni annuali e a una zona di pesca comune o a una zona economica
esclusiva, rispettivamente, siano escluse dall’applicazione, e che le navi da
pesca di paesi terzi di lunghezza pari o superiore a 24 metri che operano nelle
loro acque territoriali o interne o che sbarcano le catture nei loro porti
saranno soggette alle norme di sicurezza previste da tale direttiva.
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE: 
Articolo 1
Gli Stati membri sono autorizzati a firmare,
firmare e ratificare o aderire, come opportuno, all’accordo di Città del Capo
del 2012 sull’attuazione delle disposizioni del protocollo del 1993 relativo
alla convenzione internazionale di Torremolinos del 1977 sulla sicurezza delle
navi da pesca.
Articolo 2
Gli Stati membri adottano le misure necessarie
per depositare, senza indugio e in ogni caso entro tre anni dalla data di
entrata in vigore della presente decisione, i propri strumenti di ratifica dell’accordo
o di adesione al medesimo presso il segretario generale dell’Organizzazione
marittima internazionale.
All’atto della firma, della ratifica o dell’adesione
all’accordo, gli Stati membri depositano inoltre la dichiarazione di cui all’allegato
della presente decisione.
Articolo 3
La presente decisione entra in vigore il
giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea. 
Articolo 4
Gli Stati membri sono destinatari della
presente decisione.
Fatto a Bruxelles, il
                                                                       Per
il Consiglio
                                                                       Il
presidente
ALLEGATO
DICHIARAZIONE
DA DEPOSITARE A CURA DEGLI STATI MEMBRI ALL’ATTO DELLA FIRMA, DELLA RATIFICA O
DELL’ADESIONE ALL’ACCORDO DI CITTÀ DEL CAPO DEL 2012 SULL’ATTUAZIONE DELLE
DISPOSIZIONI DEL PROTOCOLLO DEL 1993 RELATIVO ALLA CONVENZIONE INTERNAZIONALE
DI TORREMOLINOS DEL 1977 SULLA SICUREZZA DELLE NAVI DA PESCA
Nell’ambito di un’intesa regionale,
autorizzata a norma dell’articolo 3, paragrafo 5, del protocollo di
Torremolinos del 1993, [inserire il nome dello Stato membro firmatario]
è vincolato dalla pertinente legislazione dell’Unione europea (direttiva 97/70/CE
del Consiglio, dell’11 dicembre 1997) che istituisce un regime di sicurezza
armonizzato per le navi da pesca di lunghezza uguale o superiore a 24 metri e,
di conseguenza, applicherà le disposizioni del protocollo di Torremolinos alle
navi da pesca di lunghezza pari o superiore a 24 metri battenti bandiera di
paesi terzi che operano nelle sue acque territoriali o interne o che sbarcano
le loro catture in uno dei suoi porti, nei termini previsti dalla citata
legislazione dell’UE.
Nell’ambito di detta intesa regionale, sono
escluse dall’applicazione le esenzioni contemplate dall’accordo di Città del
Capo nella regola 1(6), in relazione alle ispezioni annuali, e nella regola 3(3),
in relazione a una zona di pesca comune o a una zona economica esclusiva.
[1]               GU L 34 del 9.2.1998, pag. 1.
[2]               GU L 324 del 29.11.2002, pag. 1.
[3]               Relazione dell’OIL (2001) sulla salute e la sicurezza
nell’industria della pesca.
[4]               GU C […] del […], pag. […].
[5]               GU L 34 del 9.2.1998, pag. 1.