CELEX: C2003/135/15
Language: it
Date: 2003-06-07 00:00:00
Title: Causa C-121/03: Ricorso della Commissione delle Comunità europee contro il Regno di Spagna, proposto il 19 marzo 2003

C 135/10                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              7.6.2003
Il ricorrente chiede che la Corte voglia:                                          Pertanto, la fine del periodo transitorio previsto dall’Atto
                                                                                   di adesione della Spagna e, di conseguenza, la piena
                                                                                   integrazione di tale Stato nella politica comune della
—     annullare il regolamento (CE) del Consiglio 20 dicembre
                                                                                   pesca impongono che il detto sistema di ripartizione
      2002, n. 2341, che stabilisce, per il 2003, le possibilità di
                                                                                   venga modificato relativamente alle catture nelle acque
      pesca e le condizioni ad esse associate per alcuni stock o
                                                                                   comunitarie del Mare del Nord e che si conceda alle navi
      gruppi di stock ittici, applicabili nelle acque comunitarie
                                                                                   spagnole una percentuale delle quote distribuite prima
      e, per le navi comunitarie, in altre acque dove sono
                                                                                   dell’adesione della Spagna, tenendo conto dei criteri di
      imposti limiti di cattura (1), nella parte in cui non assegna
                                                                                   ripartizione del 1983, vale a dire le attività di pesca
      alla Spagna quote in relazione alle possibilità di pesca
                                                                                   storiche — dato che la flotta spagnola svolgeva rilevanti
      nelle acque del Mare del Nord che sono state oggetto di
                                                                                   attività di pesca nelle acque suddette, attività che sono
      ripartizione prima dell’adesione del detto Stato;
                                                                                   state ridotte per effetto del temporaneo divieto di accesso
                                                                                   di cui all’Atto di Adesione —, la perdita delle possibilità
—     condannare alle spese l’istituzione convenuta.                               di pesca in acque di paesi terzi e le specifiche attività delle
                                                                                   zone che dipendono in modo particolare dalla pesca e
                                                                                   dalle attività connesse.
                                                                                   In relazione a tale ultimo criterio ai fini dell’istituzione
Motivi e principali argomenti                                                      del sistema di ripartizione, occorre tener conto del fatto
                                                                                   che, ai sensi del sedicesimo, diciassettesimo e diciottesimo
                                                                                   «considerando» del regolamento 2371/2002 ( 2), il concet-
—     Violazione del principio di non discriminazione: una                         to di stabilità relativa deve essere inteso prendendo in
      volta terminato il periodo transitorio, il 31 dicembre                       considerazione, oltre ad altri elementi, «il grado di
      2002, i pescatori spagnoli si trovano in una situazione                      dipendenza dalla pesca di alcune comunità costiere» e «le
      identica a quella dei pescatori degli altri Stati membri e                   particolari esigenze delle regioni in cui le popolazioni
      debbono godere di uguale accesso alle acque ed alle                          locali sono particolarmente dipendenti dalla pesca e dalle
      risorse. Se prima del 2003 la Spagna non ha potuto far                       attività connesse, conformemente a quanto deciso dal
      valere le attività di pesca svolte dalle navi spagnole nelle                 Consiglio nella risoluzione del 3 novembre 1976»; ciò
      acque del Mare del Nord durante il periodo di riferimento                    significa che, al momento di effettuare la ripartizione
      1973-1978, in quanto si applicava il regime speciale                         delle quote, in conformità del principio di stabilità
      previsto dall’Atto di adesione, tuttavia ora deve tenersene                  relativa, occorre tener conto soltanto delle regioni le cui
      conto per modificare il criterio di ripartizione, poiché                     popolazioni locali dipendono, a quel momento, in gran
      solo in tal modo il sistema non sarà contrario al principio                  parte dalla pesca e dalle attività a questa connesse, e non
      di non discriminazione. Si imporrebbero pertanto ai                          di quelle regioni che a suo tempo presentavano tali
      pescatori di ciascuno Stato membro sforzi di limitazione                     caratteristiche, ma nelle quali attualmente, per l’evoluzio-
      proporzionati a quanto pescavano prima dell’entrata in                       ne della situazione socio-economica degli Stati membri,
      vigore del regime comunitario di conservazione delle                         la detta dipendenza è venuta meno.
      risorse.
—     Violazione dell’Atto di adesione della Spagna: a partire              (1 ) GU L 356 del 31.12.2002, pag. 12.
      dalla fine del periodo transitorio si è verificata la piena           (2 ) Regolamento del Consiglio 20 dicembre 2002, relativo alla
      integrazione della Spagna nella politica comune in mate-                   conservazione e allo sfruttamento sostenibile delle risorse della
      ria di pesca, ciò che impone un nuovo criterio di                          pesca nell’ambito della politica comune della pesca (GU L 358 del
                                                                                 31.12.2002, pag. 59).
      ripartizione delle risorse del Mare del Nord prendendo le
      mosse dai criteri utilizzati nel 1983: catture storiche,
      perdite di possibilità di pesca in zone di pesca di paesi
      terzi e la nozione di zone dipendenti dalla pesca. Il fatto
      che, con il regolamento impugnato, non venga attribuita
      alla Spagna una parte delle quote oggetto di ripartizione
      prima dell’adesione del detto Stato membro relative alle
      acque comunitarie del Mare del Nord comporta una
      proroga del periodo transitorio al di là di quanto previsto
                                                                            Ricorso della Commissione delle Comunità europee con-
      dall’Atto di adesione e, pertanto, una violazione delle
                                                                                  tro il Regno di Spagna, proposto il 19 marzo 2003
      disposizioni di quest’ultimo.
—     Violazione del principio di stabilità relativa: il principio                                    (Causa C-121/03)
      di stabilità relativa è qualcosa di distinto dal criterio di
      ripartizione creato nel 1983 dal Consiglio per applicare il
                                                                                                       (2003/C 135/15)
      detto principio. Il principio di stabilità relativa ha portata
      generale e si applica alla suddivisione in quote nazionali
      di tutte le possibilità di catture soggette a TAC delle quali
      dispone la Comunità, mentre l’equilibrio di spartizione
      fissato con il sistema di ripartizione del 1983 può essere            Il 19 marzo 2003, la Commissione delle Comunità europee,
      modificato a motivo dell’evoluzione dei diversi elementi.             rappresentata dal sig. Gregorio Valero Jordana, membro del
 ---pagebreak--- 7.6.2003                IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                           C 135/11
servizio giuridico della medesima, con domicilio eletto in                       di applicazione della direttiva 75/442/CEE, la gestione dei
Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle                  rifiuti prodotti negli allevamenti di suini (specialmente le
Comunità europee, un ricorso contro il Regno di Spagna.                          carcasse degli animali e i liquami) è soggetta a questa
                                                                                 direttiva dato che non esiste una normativa comunitaria
                                                                                 specifica che copra tutti gli aspetti relativi alla gestione
                                                                                 dei detti rifiuti.
La Commissione chiede che la Corte voglia dichiarare che:
—    a)    non avendo adottato i provvedimenti necessari                         L’inquinamento delle acque della zona dell’acquifero del
           per assicurare il rispetto degli obblighi ad esso                     Baix Ter, causato dal crescente volume di liquami generati
           incombenti in forza degli artt. 4, 9, e 13 della                      dagli allevamenti di suini in tale area, costituisce un
           direttiva 75/442/CEE (1) modificata dalla direttiva                   risultato contrario a quanto stabilito dall’art. 4, della
           91/156/CEE ( 2); non avendo preso le misure necessa-                  direttiva 75/442/CEE e, pertanto, una chiara violazione
           rie per garantire che i rifiuti derivanti dagli alleva-               di questa disposizione. Tale inquinamento è stato ricono-
           menti di suini situati nella zona del Baix Ter,                       sciuto dalle stesse autorità spagnole nelle loro memorie e
           provincia di Gerona, vengano eliminati o recuperati                   si deduce anche dalle analisi fornite dalle autorità spagnole
           senza costituire un rischio per la salute umana e                     alla Commissione.
           senza danneggiare l’ambiente, e poiché la maggior
           parte di tali allevamenti non ha l’autorizzazione
           richiesta dalla direttiva e non avendo effettuato i
                                                                                 Il 26 settembre 2001, alla scadenza del termine concesso
           controlli periodici necessari su detti allevamenti;
                                                                                 dal parere motivato al Regno di Spagna per conformarsi
                                                                                 ai suoi obblighi, gran parte degli allevamenti bovini in
     b)    non avendo effettuato una valutazione d’impatto                       funzionamento situati nell’area del Baix Ter non avevano
           ambientale preventiva alla costruzione o alla modifi-                 l’autorizzazione richiesta ai sensi dell’art. 9 della direttiva
           ca dei progetti dei detti allevamenti di suini, contra-               75/442/CEE.
           riamente a quanto stabilito dagli artt. 2 e 4, n. 2,
           della direttiva 85/337/CEE (3), nella sua versione
           originale o modificata dalla direttiva 97/11/CE ( 4);                 Le autorità spagnole non hanno potuto provare l’effettiva
                                                                                 realizzazione di adeguate ispezioni periodiche su tutti
                                                                                 (più di 200,a quanto risulta dal censimento degli alleva-
     c)    non avendo realizzato gli studi idrogeologici neces-
                                                                                 menti suini trasmesso con lettera 3 dicembre 2001) o su
           sari nella zona interessata dall’inquinamento, in
                                                                                 gran parte degli allevamenti esistenti, come previsto
           relazione agli allevamenti di suini oggetto del presen-
                                                                                 nell’art. 13 della direttiva 75/442/CEE. Per quanto riguar-
           te ricorso, contrariamente a quanto previsto dagli
                                                                                 da gli allevamenti suini oggetto del presente ricorso, la
           artt. 3, lett. b), 5, n. 1 e 7, della direttiva 80/68/
                                                                                 Spagna è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti
           CEE ( 5);
                                                                                 in forza degli artt. 2 e 4, n. 2, della direttiva 85/337/CEE,
                                                                                 nella sua versione originale o modificata dalla direttiva
     d)    avendo oltrepassato, in varie reti pubbliche di distri-               97/11/CEE. In realtà, le stesse autorità spagnole ricono-
           buzione di acqua dell’area del Baix Ter, la concentra-                scono, in particolare nella loro risposta al parere motivato,
           zione massima ammissibile del parametro di nitrati                    che gli allevamenti suini oggetto del presente ricorso
           stabilito al n. 20, del punto C, dell’allegato I, alla                non sono stati oggetto di una valutazione di impatto
           direttiva 80/778/CEE ( 6), contrariamente a quanto                    preventiva alla loro costruzione o al loro ampliamento.
           richiesto dall’art. 7, n. 6 di detta direttiva;
                                                                                 L’argomento delle autorità spagnole secondo cui la diretti-
     il Regno di Spagna è venuto meno agli obblighi che gli
                                                                                 va 80/68/CEE non è stata violata «dato che tutti gli
     incombono in forza delle direttive menzionate;
                                                                                 allevamenti suini sono soggetti ad una procedura di
                                                                                 intervento amministrativo, tra le cui finalità vi è quella di
—    condannare il Regno di Spagna alle spese.                                   garantire che tali allevamenti realizzino una corretta
                                                                                 gestione dei rifiuti prodotti senza contaminare le acque
                                                                                 sotterranee», non dimostra che sono stati realizzati gli
                                                                                 studi idrogeologici necessari. Inoltre, alla scadenza del
                                                                                 termine concesso al Regno di Spagna per conformarsi ai
                                                                                 suoi obblighi, gran parte degli allevamenti suini situati
Motivi e principali argomenti                                                    nell’area del Baix Ter non erano stati ancora sottoposti
                                                                                 alla citata procedura di intervento amministrativo.
—    Gli inadempimenti di cui alle lett. a)-c) riguardano la
     costruzione, l’ampliamento e il funzionamento di un gran
     numero di allevamenti intensivi di suini nell’Area del Baix
     Ter, provincia di Gerona. Benché le autorità spagnole                  —    Dai dati forniti dal denunciante e dalle risposte e dalle
     sostengano che i rifiuti agricoli siano esclusi dall’ambito                 informazioni trasmesse dalle autorità spagnole alla Com-
 ---pagebreak--- C 135/12                 IT                          Gazzetta ufficiale dell’Unione europea                                              7.6.2003
       missione, si deduce che in diversi comuni situati nell’area           Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Tribu-
       del Baix Ter sono stati violati più volte i parametri                 nale Ordinario di Torino — Sezione del Giudice per le
       massimi di nitrati stabiliti dalla direttiva 80/778/CEE, con          Indagini Preliminari — con ordinanza 25 febbraio 2003,
       concentrazioni, in alcuni casi, estremamente elevate.                 nel procedimento penale dinanzi ad esso pendente a
                                                                                       carico di Alessandro Nizza e Giacomo Pizzi
( 1) del Consiglio 15 luglio 1975, relativa ai rifiuti GU L 194 del
     25.7.1975, pag. 39, EEE: capitolo 15, tomo 1, pag. 129.
( 2) del Consiglio 18 marzo 1991, che modifica la direttiva 75/442/                                     (Causa C-133/03)
     CEE, GU L 78 del 26.3.1991, pag. 32.
( 3) del Consiglio 27 giugno 1985, concernente la valutazione dell’im-
     patto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, GU
     L 175 del 5.7.1985, pag. 40, EEE: capitolo 15, tomo 6, pag. 9.                                      (2003/C 135/17)
( 4) del Consiglio 3 marzo 1997, che modifica la direttiva 85/337/
     CEE, GU L 73 del 14.3.1997, pag. 5.
( 5) del Consiglio 17 dicembre 1979, concernente la protezione delle
     acque sotterranee dell’inquinamento provocato da certe sostanze
     pericolose, GU L 20 del 26.1.1980, pag. 43, EEE: capitolo 15,
     tomo 2, pag. 162.
( 6) del Consiglio 15 luglio 1980, concernente la qualità delle acque
     destinate al consumo umano, GU L 229 del 30.8.1980, pag. 11,
                                                                             Con ordinanza 25 febbraio 2003, pervenuta nella cancelleria
     EEE: capitolo 15, tomo 2, pag. 174.                                     della Corte di giustizia delle Comunità europee il 25 marzo
                                                                             2003, il Tribunale Ordinario di Torino — Sezione del Giudice
                                                                             per le Indagini Preliminari — ha sottoposto alla Corte di
                                                                             giustizia delle Comunità europee le seguenti questioni pregiudi-
                                                                             ziali:
                                                                             1)     se l’art. 6 della direttiva 68/151 CEE (1) possa essere inteso
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Consi-                              nel senso di obbligare gli Stati membri a stabilire adeguate
glio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta), con                         sanzioni non solo per la mancata pubblicità del bilancio
ordinanza 28 gennaio 2003, nella causa Ministero della                              e del conto profitti e perdite delle società commerciali,
salute contro Codacons e Federconsumatori nonché nei                                ma anche per la pubblicazione infedele dello stesso, delle
             confronti della Lega delle Cooperative                                 altre comunicazioni sociali dirette ai soci, al pubblico, o
                                                                                    di qualsiasi informazione sulla situazione economica,
                                                                                    patrimoniale o finanziaria che la società abbia obbligo di
                          (Causa C-132/03)                                          fornire sulla società stessa o sul gruppo alla quale essa
                                                                                    appartiene;
                           (2003/C 135/16)
                                                                             2)     se con riferimento all’obbligo dei singoli Stati membri di
                                                                                    adottare «adeguate sanzioni» per le violazioni previste
Con ordinanza 28 gennaio 2003, pervenuta nella Cancelleria                          dalla Prima e Quarta direttiva (68/151 e 78/660 (2)), le
della Corte di giustizia delle Comunità europee il 25 marzo                         direttive stesse e, in particolare, il combinato disposto
2003, nella causa Ministero della salute contro Codacons                            degli articoli 44 par. 3 lett. g) del Trattato Istitutivo delle
e Federconsumatori nonché nei confronti della Lega delle                            Comunità Europee, 2 par. 1 lett. f) e 6 della cd. Prima
Cooperative, Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione                    direttiva (68/151/CE) e 2 par. 2-3-4 della cd. Quarta
Quarta) ha sottoposto alla Corte di giustizia delle Comunità                        direttiva (78/660/CE, come integrata dalle direttive 83/
europee le seguenti questioni pregiudiziali:                                        349 ( 3) e 90/605 ( 4)), debba essere interpretato (o meno)
                                                                                    nel senso che tali norme ostino ad una legge di uno Stato
                                                                                    membro che escluda la punibilità della violazione degli
se la disposizione di cui all’articolo 2, paragrafo 2, lettera b),                  obblighi di pubblicità e fedele informazione delle società,
del regolamento (CE) n. 1139/98 (1), come sostituito dall’arti-                     preveda un sistema sanzionatorio in concreto non
colo 1, del regolamento (CE) n. 49/2000 ( 2), debba essere                          improntato a criteri di effettività, proporzionalità e dissua-
applicata anche ai prodotti alimentari per lattanti e per bambini                   sività delle sanzioni poste a presidio di tale tutela;
fino a tre anni e, cioè, specificamente, se, in relazione a tali
prodotti, la contaminazione accidentale di materiale derivato
da organismi geneticamente modificati, in proporzione non                    3)     se le citate direttive e, in particolare, le norme di cui agli
superiore al 1 %, debba, o meno, essere indicata nella                              articoli 44 par. 3 lett. g) del Trattato Istitutivo delle
etichettatura?                                                                      Comunità Europee, 2 par. 1 lett. f) e 6 della cd. Prima
                                                                                    direttiva (68/151/CE) e 2 par. 2-3-4 della cd. Quarta
                                                                                    direttiva (78/660/CE, come integrata dalle direttive 83/
( 1) GU L 159 del 3.6.1998, pag. 4.                                                 349 e 90/605), debbano essere interpretate (o meno) nel
( 2) GU L 6 dell’11 gennaio 2000, pag. 13.
                                                                                    senso che tali norme ostino ad una legge di uno Stato
                                                                                    membro che, a fronte della violazione di quegli obblighi
                                                                                    di pubblicità e fedele informazione gravanti sulle società,