CELEX: 51993PC0160
Language: it
Date: 1993-04-20
Title: Proposta di DIRETTIVA DEL CONSIGLIO che modifica la direttiva del Consiglio 90/684/CEE concernente gli aiuti alla costruzione navale

COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE
                                                      COM(93) 160 def.
                                                      Bruxelles, 20 apri le 1993
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                                       Proposta di
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                                 DIRETTIVA DEL CONSIGLIO
                      che modifica la direttiva del Consiglio 90/684/CEE
                         concernente gli aiuti alla costruzione navale
                             (presentata dalla Commissione)
 ---pagebreak---                                    RELAZIONE
 1.    Introduzione
Le norme vigenti per gli aiuti di Stato alla costruzione navale sono
enunciate nella settima direttiva sugli aiuti alla costruzione navale
 (90/684/CEE) (modificata dalla direttiva 92/68/CEE che prevede una deroga
speciale per I cantieri navali situati nell'ex Repubblica democratica
tedesca) sulla base dell'articolo 92, paragrafo 3, lettera d) e
dell'articolo 113 del Trattato CEE, che è stata adottata il
21 dicembre 1990. Conformemente al disposto dell'articolo 13 della
direttiva, essa cessa di essere applicabile il 31 dicembre 1993.
Nei paragrafi che seguono si analizza brevemente la politica esistente, si
esamina la situazione attuale del mercato e si illustrano le proposte della
Commissione relative alla politica di aiuti alla costruzione navale della
Comunità applicabile dopo la fine di quest'anno. Si propone che il
Consiglio decida di prorogare la direttiva per altri 12 mesi, vale a dire
fino al 31 dicembre 1994.
Questa decisione rientra nella competenza del Consiglio anche se la
responsabilità dell'esecuzione incombe congiuntamente agli Stati membri e
alla Commissione (cfr. paragrafo 2 in appresso).
2.    Pol it ica attuale
Benché l'importanza dell'industria comunitaria della costruzione navale sia
diminuita nel corso degli anni, continua ad essere d'interesse vitale per
la Comunità che tale industria sia competitiva e contribuisca al suo
sviluppo economico e sociale. L'attuale politica comunitaria per gli aiuti
alla costruzione navale, definita nella direttiva, è stata adottata tenendo
conto delle difficili condizioni del mercato conseguenti al calo della
domanda di navi e al rapido aumento delle capacità di costruzione navale
soprattutto In Estremo Oriente (concorrenti che beneficiano di regimi
nazionali di credito e di pratiche nazionali net campo della costruzione
navale, il che permette loro di vendere navi a prezzi inferiori a quello di
costo), che hanno dato luogo ad un grave squilibrio tra domanda e offerta e
ad una flessione dei prezzi. Le principali finalità perseguite dalla
direttiva sono pertanto le seguenti:
      fornire uno strumento di difesa contro una concorrenza sleale
      esercitata mediante prezzi esageratamente bassi, non esistendo alcuno
      strumento efficace antidumping, dato che le navi non possono essere
      classificate tra le normali importazioni;
     mantenere quindi un livello sufficiente di attività di costruzione
      navale comunitaria in quei comparti in cui i cantieri comunitari
      rimarranno concorrenziali in presenza di condizioni normali di mercato
     ed incoraggiare l'aggiustamento strutturale del settore della
      costruzione navale CEE verso navi specializzate a maggior valore
      aggiunto, onde garantire nel più lungo periodo la competitività di
     questo settore, e
     garantire, conformemente agli obiettivi del mercato interno,
     condizioni uniformi ed imparziali in modo che la concorrenza
      intracomunitaria nel settore della costruzione navale sia esercitata
      in maniera equa e leale;
     garantire la completa trasparenza degli aiuti.
 ---pagebreak---  La direttiva stabilisce la disciplina comunitaria in materia di concessione
 di aiuti da parte degli Stati membri ai quali è imposto l'obbligo della
 notifica e dell'invio di relazioni per consentire alla Commissione di
 controllare efficacemente l'applicazione di dette norme.
 Secondo la Commissione questa politica in generale si è dimostrata efficace
 ed ha In gran parte realizzato gli obiettivi perseguiti salvaguardando i
 cantieri comunitari e permettendo alla Comunità europea di conservare quote
 di mercato pur effettuando la ristrutturazione del settore. Un elemento
 chiave di tale politica é stata la fissazione annuale da parte della
 Commissione, conformemente alla direttiva, di un massimale comune di aiuti
 alla produzione per le attività di costruzione e trasformazione navale
 L'obiettivo è di permettere ai cantieri comunitari più competitivi di
 continuare ad operare malgrado le condizioni anormali del mercato mondiale
 incoraggiando allo stesso tempo i cantieri meno competitivi ad effettuare
 la ristrutturazione necessaria. Al conseguimento di tale obiettivo
 contribuisce II principio, sancito nella direttiva, della riduzione
 progressiva del massimale che è stato infatti progressivamente ridotto dal
 28% nel 1987 al 9% nel 1993.
 3.      Pol It ica futura
Le decisioni sulla politica da applicare in futuro dipendono, in gran
parte, dalla valutazione della situazione attuale del mercato e dalle
prospettive future nonché dall'attesa ripresa di tentativi in seno all'OCSE
per giungere ad un accordo multilaterale sull'eliminazione progressiva di
 tutti gli ostacoli alla normale concorrenza nel settore della costruzione
navale. Questi due aspetti sono esaminati in appresso.
4.       Situazione dei mercato
Nel 1992 non hanno trovato conferma i pochi segni di un inizio di ripresa
del mercato della costruzione navale manifestatasi nel 1991, dopo la crisi
del Gonfo e si è registrata una netta tendenza discendente con un calo
degli ordinativi e dei prezzi anche se la quota di mercato della Comunità
si sia mantenuta ad un livello soddisfacente malgrado le circostanze.
Secondo i dati in possesso della Commissione, i nuovi ordinativi mondiali
sono ammontati a 8 904 milioni tic con un calo del 2 5 % rispetto al 1991. I
cantieri comunitari (inclusi quelli dell'ex Rdt) hanno ricevuto ordinativi
per 1 821 milioni tic pari ad una diminuzione del 16%. Tuttavia questa
cifra rappresenta un aumento della quota di mercato della CEE, che è salita
al 20,5% degli ordinativi mondiali rispetto al 18,2% registrato nel 1991.
Uno studio dei tipi di navi ordinate mostra che la domanda nel 1992 è stata
sostenuta prevalentemente dalla richiesta di petroliere e di navi per il
trasporto di merci alla rinfusa (equivalente al 6 0 % degli ordini mondiali).
Per quanto riguarda il portafoglio ordini, si ò accentuato il divario tra
tariffe del nolo e prezzi per la costruzione di nuove navi, limitando la
domanda per l'atteso, necessario rinnovamento della flotta.
Secondo I dati della Commissione, il portafoglio ordini mondiale alla data
del 31 dicembre 1992 ammontava a 22 961 milioni tic, il che equivale ad un
calo dell'11,5% rispetto al 1991 ma ad un incremento rispetto alla seconda
metà degli anni '80. li portafoglio ordini dei cantieri comunitari (inclusi
i cantieri dell'ex Rdt) mostra una diminuzione del 16% circa rispetto
all'anno precedente, con un volume di 5 177 milioni tic equivalente al
22,5% del portafoglio ordini mondiale (1,2% in meno nel 1991).
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 Secnrin tQ stime effettuate per il 1992 a livello mondiale sono state
 allestite navi per una capacità di 11 838 milioni tic, il che rappresenta
 I" punta massima raggiunta dopo il 1986 e un aumento del 2,7% rispetto al
 livello del 1991. Per la Comunità (compresi i cantieri dell'ex Rdt) la
 cifra è stata di 2 771 milioni tic, il che rappresenta il livello più
 elevato raggiunto dal 1985 ed un aumento del 4,5% rispetto all'anno
 precedente. La produzione comunitaria corrisponde quindi al 23,4% della
 produzione mondiale, in lieve aumento rispetto al 1991.
 Secondo I'OCSE nel 1991 la tendenza dei prezzi è stata positiva,
 registrando un continuo aumento, seppure a un ritmo più lento di quello
 degli ultimi anni, restando comunque a livelli inferiori a quelli rilevati
nel 1982 (al netto dell'inflazione). Questo andamento positivo non è stato
confermato nel 1992: il livello dei prezzi non è stato regolare, variando
da nave a nave. Un fattore determinante a questo proposito sono state le
 fluttuazioni dei tassi di cambio in particolare per quanto concerne I'USD
come risulta dallo studio di mercato relativo al 1992 effettuato per la
Commissione in occasione della revisione annuale del massimale comune di
aiuti alla produzione prevista dalla direttiva.
Quanto alle prospettive generali, attualmente appaiono incerte quelle di
una ripresa del mercato in un futuro prossimo. ^Tuttavia è opinione diffusa
che la situazione dovrebbe nettamente migliorare a medio e a lungo termine
considerata la necessità di rinnovare la flotta mondi a le.
A questo riguardo le iniziative adottate recentemente per risolvere
problemi di ordine ambientale e di sicurezza causati da navi che non
rispondono alle norme dovrebbero contribuire a promuovere le attività di
demolizione di navi vecchie e provocare un aumento della domanda di
produzione di nuove navi. Si ritiene che oltre il 5 0 % della flotta mondiale
abbia più di 15 anni: il 19% ha 15-19 anni, iI 15% ha 20-24 anni e il 20%
ha più di 25 anni. È evidente che in queste condizioni si assisterà ad una
crescente necessità di navi nuove per sostituire quelle vecchie.
Le previsioni quanto alla portata e ai tempi della ripresa del mercato
della costruzione navale variano. Secondo l'OCSE, l'Associazione dei
costruttori dell'Europa occidentale (AWES) prevede che la domanda annuale a
 livello mondiale di nuove navi (in termini di consegne) si manterrà statica
collocandosi in media sui 12 milioni tic all'anno fino al 1995, per
passare quindi rapidamente a circa 18 milioni tic entro il 2000 e diminuire
quindi nuovamente fino a circa 17 milioni tic nel 2005. Anche il Ministero
dei trasporti giapponese prevede un graduale aumento della domanda di
costruzione navale che dovrebbe raggiungere il punto più elevato nel 1998
con una capacità di 13 milioni tic.
5.       Negoziati OCSE
Pare che verso la metà del 1993 dovrebbero riprendere i negoziati in vista
di un accordo internazionale sull'eliminazione progressiva di tutti gli
ostacoli esìstenti al ripristino di condizioni di concorrenza normali sul
mercato della costruzione navale. Quando si sono interrotti i negoziati
nell'aprile 1992, la Comunità aveva già manifestato chiaramente la sua
disponibilità ad accettare il termine dell'I gennaio 1995 per la
soppressione di tutti gli aiuti alla costruzione navale purché le altre
parti eliminassero le rispettive misure e regolamentazioni distorsive degli
scambi tra cui la fissazione pregiudizievole dei prezzi, i regimi nazionali
di credito e I requisiti strettamente nazionali nel campo della costruzione
navale.
 ---pagebreak---  La Commissione ritiene che la conclusione di questo accordo internazionale
 sia vitale al fini della normalizzazione del mercato mondiale della
 costruzione navale. Ciò continua ad essere un importante obiettivo della
 Comunità. Tuttavia per il momento appaiono incerte le prospettive di una
 conclusione soddisfacente dei negoziati.
 6-       Proposta
 Visto quanto premesso, non è possibile, a questo stadio, determinare una
 disciplina a più lungo termine per la politica degli aiuti alla costruzione
 navale. Si potrebbe difficilmente giustificare a questo stadio, la
 soppressione totale degli aiuti al settore, data la situazione attuale del
mercato. D'altro lato si attende una ripresa del mercato in un futuro
abbastanza prossimo. Un altro motivo di incoraggiamento é la prevista
ripresa dei negoziati OCSE malgrado persistano incertezze quanto al se ed
al quando sarà concluso un accordo multilaterale accettabile. Occorre
chiaramente evitare un vuoto giuridico quando cesserà di essere applicabile
 la presente direttiva. Per tale motivo si propone di prorogare l'attuale
direttiva per un periodo di 12 mesi fino al 31 dicembre 1994.
La proroga consentirebbe alla Comunità di mantenere la politica esistente
(incluso tra l'altro il principio della diminuzione progressiva degli aiuti
alla produzione) in attesa che si chiarisca la situazione. Inoltre
 l'eventuale adozione di questa proposta sarebbe del tutto coerente con la
posizione di negoziato della Comunità nel quadro dei colloqui OCSE e
costituirebbe una nuova dimostrazione della disponibilità della Comunità a
partecipare in maniera costruttiva e positiva all'elaborazione di un
accordo. Allo stesso tempo essa permetterebbe alla Comunità un margine di
manovra sufficiente per adattare la sua politica di aiuti alla costruzione
navale alla luce degli eventi.
Giacché la politica attuale in generale ha funzionato in maniera
soddisfacente, non sembra opportuno in questo momento proporre altre
modifiche al disposto della direttiva.
7.       Conclusione
Di conseguenza si propone che il Consiglio adotti, previa consultazione del
Parlamento europeo e del Comitato economico e sociale, la modifica,
allegata alla presente, che proroga la direttiva fino al 31 dicembre 1994.
Per evitare inutili incertezze al settore della cantieristica comunitaria e
per rafforzare la credibilità della nostra posizione di negoziato
nell'ambito delle discussioni OCSE, la Commissione invita il Consiglio ad
adottare una decisione il più rapidamente possibile.
 ---pagebreak---                                        - R i -
                       proposta di direttiva del Consiglio
               che modifica la direttiva del Consiglio 90/684/CEE
                  concernente gli aiuti alla costruzione navale
  IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ' EUROPEE,
 visto il Trattato che Istituisce la Comunità economica europea, in
 particolare l'articolo 92, paragrafo 3, lettera d) e l'articolo 113,
 vista la proposta della Commissione,
 visto il parere del Parlamento europeo,
 visto il parere del Comitato economico e sociale,
 considerando che la direttiva 90/684/CEE del Consiglio, del
 21 dicembre 1990, concernente gli aiuti alla costruzione navale, modificata
dalla direttiva del Consiglio 92/68/CEE del 20 luglio 1992, cessa di essere
applicabile il 31 dicembre 1993;
considerando che la politica di aiuti, definita dalla direttiva, ha,
nell'insieme, conseguito i suoi obiettivi;
considerando tuttavia che, nonostante gli annunciati miglioramenti dovuti
all'atteso aumento della domanda di costruzione navale, il mercato mondiale
della costruzione navale non é ancora stato interamente normalizzato;
considerando che occorre portare avanti la politica attuale della Comunità
per promuovere la sopravvivenza nel lungo periodo di una industria navale
europea efficace e competitiva;
considerando che la Comunità prosegue nel quadro dell'organizzazione di
cooperazione e di sviluppo economici (OCSE) i suol sforzi per raggiungere
un accordo multilaterale tra le più importanti nazioni del mondo dedite
alla cantieristica in vista di una rapida eliminazione progressiva di tutte
 le misure pubbliche di sostegno dirette ed indirette alla costruzione
navale, alla trasformazione e alla riparazione di navi nonché di tutti gli
altri ostacoli che si frappongono al ripristino di condizioni di
concorrenza normali nel settore;
considerando che detto accordo deve garantire una leale concorrenza tra
cantieri a livello internazionale grazie all'eliminazione equilibrata ed
equa di tutti gli ostacoli ed impedimenti esistenti nei confronti delle
normali condizioni di concorrenza e deve fornire uno strumento efficace per
opporsi a pratiche pregiudizievoli in materia di prezzi incompatibili con
I'accordo;
considerando che le disposizioni della presente direttiva e delle altre
direttive precedentemente succitate lasciano impregiudicate le eventuali
modifiche necessarie derivanti da accordi internazionali conclusi dalla
Comuni tà,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:
                                   Art icolo 1
L'articolo 13 della direttiva del Consiglio 90/684/CEE é modificato nel
modo seguente:
"La presente direttiva é applicabile dal 1" gennaio 1991 al
31 dicembre 1994".
 ---pagebreak---                                  Art icolo 2
 1.  Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative,
     regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi alla
     presente direttiva entro il 31 dicembre 1993.
     Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono
     un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto
     riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del
     riferimento sono decise dagli Stati membri.
2.   Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle
     disposizioni essenziali di diritto interno da essi adottate nel
     settore disciplinato dalla presente direttiva.
                                 ArtIcolo 3
Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva
 ---pagebreak---  ---pagebreak---                                                                        ISSN 0254-1505
                                                                COM(93)160def.
                                                            DOCUMENTI
IT                                                                                io
                                           N. di catalogo : CB-CO-93-184-IT-C
                                                              ISBN 92-77-54806-1
lìliicio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità cuiopee
1 ,-2985 I .usscmburgo