CELEX: C2002/031/27
Language: it
Date: 2002-02-02 00:00:00
Title: Causa T-253/01: Ricorso della UPS Europe NV/SA contro la Commissione delle Comunità europee, presentato l'11 ottobre 2001

2.2.2002                 IT                      Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            C 31/13
La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:                              alcun impatto sulla concorrenza. La Commissione ha effettuato
                                                                           una valutazione per molti versi ingiusta nei confronti della
                                                                           ricorrente e, data la natura della violazione della ricorrente e
—      annullare la decisione della Commissione delle Comunità             del suo trascurabile impatto sul mercato, si sarebbe dovuto
       europee 18 luglio 2001, relativa ad un procedimento ex              prendere in considerazione, come base per il calcolo dell’am-
       art. 81 del Trattato CE ed ex art. 53 dell’Accordo SEE nel          menda della ricorrente, un importo molto minore rispetto a
       caso n. COMP/E-1/36.490 — Elettrodi di grafite, laddove             quello di qualcuna delle altre società.
       viene inflitta una ammenda alla ricorrente,
                                                                           Inoltre la ricorrente fa valere che la Commissione ha errato nel
—      in subordine, ridurre l’ammenda inflitta alla ricorrente            ritenere che la ricorrente debba ottenere una riduzione solo
       dalla decisione della Commissione delle Comunità euro-              del 40 % a titolo di circostanze attenuanti. La Commissione
       pee 18 luglio 2001, relativa ad un procedimento ex                  non ha tenuto conto del fatto che la ricorrente ha agito in
       art. 81 del Trattato CE ed ex art. 53 dell’Accordo SEE, nel         diretto contrasto coi principi fondamentali e gli scopi del
       caso n. COMP/E-1/36.490 — Elettrodi di grafite; e                   cartello e detta istituzione avrebbe dovuto concedere alla
                                                                           ricorrente una diminuzione ulteriore a causa della sua rapida
                                                                           cessazione delle pratiche illecite. La Commissione avrebbe
—      condannare la convenuta alle spese.                                 anche dovuto tenere in considerazione la posizione di svantag-
                                                                           gio della ricorrente rispetto ai suoi concorrenti e la sua
                                                                           situazione finanziaria precaria. Infine si sarebbe dovuto accor-
                                                                           dare alla ricorrente una riduzione molto più significativa del
                                                                           20 % concessole sulla base della Comunicazione sulla non
                                                                           imposizione o sulla riduzione delle ammende (1).
Motivi e principali argomenti
                                                                           (1) Comunicazione della Commissione 18 luglio 1996, sulla non
                                                                               imposizione o sulla riduzione delle ammende nei casi d’intesa tra
La ricorrente è una società americana che in passato ha operato                imprese (GU C 207, pag. 4).
in maniera limitata nel mercato degli elettrodi. La decisione
oggetto del suo ricorso riconosceva la ricorrente, insieme ad
altre sette società, colpevole di aver violato l’art. 81, n. 1, del
Trattato CE, per aver partecipato ad un complesso di intese e
pratiche concordate nel settore della grafite. Con la decisione
veniva inflitta alla ricorrente una ammenda pari a euro
10,3 milioni. Procedimenti aventi ad oggetto tali accordi e
pratiche venivano avviati da altre magistrature, ad esempio                Ricorso della UPS Europe NV/SA contro la Commissione
negli Stati Uniti, dove la ricorrente non veniva accusata di                  delle Comunità europee, presentato l’11 ottobre 2001
alcun reato. Dopo aver ricevuto la decisione impugnata, la
ricorrente chiedeva la dichiarazione di fallimento.
                                                                                                    (Causa T-253/01)
                                                                                                     (2002/C 31/27)
La ricorrente col ricorso in oggetto non intende contestare
l’esistenza del cartello o il suo coinvolgimento in esso, ma mira
piuttosto ad ottenere una riduzione dell’ammenda inflitta dalla                                (Lingua processuale: l’inglese)
Commissione.
                                                                           L’11 ottobre 2001, la UPS Europe NV/SA, rappresentata
La ricorrente fa valere che la Commissione, nel calcolare                  dall’avv. T.R. Ottervanger dello studio Allen & Overy, Bruxelles
l’ammontare dell’ammenda ad essa inflitta, ha violato i principi           (Belgio), ha presentato dinanzi al Tribunale di primo grado
generali del Trattato ed ha effettuato una errata valutazione              delle Comunità europee un ricorso contro la Commissione
delle circostanze che dovrebbero determinare l’ammontare                   delle Comunità europee.
dell’ammenda. L’ammenda di euro 10,3 milioni è totalmente
ingiustificata ed eccessiva in ogni caso.
                                                                           La ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                           —     dichiarare conformemente all’art. 232 del Trattato CE che
La ricorrente sostiene che la Commissione si è sbagliata nel                     la Commissione ha omesso di agire, non avendo adottato
ritenere che la base adeguata per il calcolo dell’ammenda fosse                  entro un termine ragionevole una decisione definitiva
di euro 16 milioni e che essa non ha fatto distinzioni, in base                  in merito alle denunce presentate dalla ricorrente alla
alla gravità, tra la violazione della ricorrente e quelle degli altri            Commissione il 7 luglio 1994 e l’8 giugno 1998 nonché
produttori. La Commissione non ha tenuto in conto che la                         in merito all’avvio del procedimento ex art. 88, n. 2, del
ricorrente si adeguava semplicemente ai prezzi stabiliti prima,                  Trattato CE il 17 agosto 1999 (pubblicato sulla Gazzetta
durante e dopo il cartello e che la sua condotta non aveva                       ufficiale, C 306, del 23 ottobre 1999, pag. 25);
 ---pagebreak--- C 31/14                 IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                           2.2.2002
—     condannare la Commissione alle spese sostenute dalla                 La ricorrente fa valere che non sussiste giustificazione alcuna
      ricorrente nel presente ricorso;                                     del fatto che la Commissione ha omesso di agire entro un
                                                                           termine ragionevole. L’indagine preliminare della Commis-
                                                                           sione ha preso 63 mesi per la prima denuncia e 16 mesi per la
—     prendere le ulteriori misure che il Tribunale possa giudica-         seconda denuncia. Inoltre il procedimento d’indagine formale
      re appropriate.                                                      è già durato due anni. Di conseguenza la Deutsche Post è stata
                                                                           in grado di profittare dell’aiuto di Stato illegittimo senza alcuna
                                                                           interferenza da parte della Commissione per un lasso di tempo
                                                                           estremamente lungo. Per effetto di quanto precede la posizione
                                                                           concorrenziale della ricorrente nella sua qualità di concorrente
                                                                           della Deutsche Post è stata seriamente pregiudicata.
Motivi e principali argomenti
                                                                           (1) GU C 20, del 23 gennaio 1999, pag. 30.
                                                                           (2) GU C 174, del 19 giugno 1999, pag. 14.
Il 7 luglio 1994 la ricorrente, una società facente capo                   (3) Pubblicata nella Gazzetta ufficiale C 306, del 23 ottobre 1999,
all’United Parcel Services Group (UPS) che distribuisce pacchi in               pag. 25.
tutto il mondo, ha presentato una denuncia alla Commissione
asserendo l’esistenza di aiuti di Stato derivanti, tra l’altro,
dalla copertura di perdite e dalle sovvenzioni incociate della
distribuzione di pacchi postali con risorse del monopolio
derivanti dalle attività di corrispondenza postale della Deutsche
Post; con la stessa lettera è stata presentata anche una denuncia
ex art. 82 del Trattato CE. Il 2 ottobre 1998 la Commissione               Ricorso del sig. Johannes Priesemann contro la Banca
ha comunicato alla ricorrente che avrebbe esaminato la                           centrale europea, presentato il 22 novembre 2001
posizione ed il comportamento della Deutsche Post AG alla
luce dell’art. 82 del Trattato e che non avrebbe avviato, per il
momento almeno, un procedimento ex art. 88. La ricorrente                                           (Causa T-286/01)
ha presentato un ricorso chiedendo al Tribunale di primo
grado di annullare tale «decisione» (causa T-182/98) (1).                                             (2002/C 31/28)
                                                                                               (Lingua processuale: il tedesco)
L’8 giugno 1998 la ricorrente ha presentato un’altra denuncia
asserendo che l’aiuto di Stato era implicito nell’uso delle risorse
del monopolio per finanziare l’acquisto di azioni della DHL
                                                                           Il 22 novembre 2001, il sig. Johannes Priesemann, residente
International. Il 21 dicembre 1998 la ricorrente ha inviato una
                                                                           in Francoforte sul Meno (Germania), rappresentato dall’avv.
lettera alla Commissione chiedendole di prendere posizione
                                                                           Dr. Norbert Pflüger, ha proposto dinanzi al Tribunale di primo
sulla sua denuncia entro due mesi. Il periodo di due mesi è
                                                                           grado delle Comunità europee un ricorso contro la Banca
scaduto senza che la Commissione abbia adottato una decisio-
                                                                           centrale europea.
ne o definito la sua posizione e conseguentemente la ricorrente
ha iniziato il procedimento ai sensi dell’art. 232 del Trattato
(causa T-98/99) (2).                                                       Il ricorrente conclude che il Tribunale voglia:
                                                                           —      annullare la decisione della Banca centrale europea con
                                                                                  cui è stata negata al ricorrente la concessione dell’inden-
Con lettera 17 agosto 1999 la Commissione ha notificato alla                      nità scolastica (education allowance) a favore dei tre figli
Repubblica federale di Germania la sua decisione di avviare il                    del medesimo, nonché, all’occorrenza, ogni altra relativa
procedimento di cui all’art. 88, n. 2, del Trattato (3). Il ricorso               decisione dell’istituzione convenuta nel procedimento
nella causa T-182/98 è stato dichiarato irricevibile (ordinanza                   precontenzioso,
della Quarta Sezione 30 settembre 1999) e la causa T-98/99 è
stata cancellata dal ruolo (ordinanza del Presidente della Quarta          —      condannare la Banca centrale europea alle spese.
Sezione 29 ottobre 1999).
                                                                           Motivi e principali argomenti
Il 5 giugno 2001, posto che la Commissione non aveva preso
posizione in merito alla compatibilità col mercato comune
delle misure oggetto delle due denunce, la ricorrente le ha                Il ricorrente, dipendente dell’istituzione convenuta, chiedeva la
chiesto di definire la sua posizione e/o di adottare le misure             concessione dell’indennità scolastica per la frequenza dei
richieste in ciascuna delle denunce. Il termine di due mesi ai             propri tre figli presso una scuola internazionale. L’istituzione
sensi dell’art. 232 del Trattato CE è scaduto il 5 agosto 2001             convenuta respingeva la richiesta sulla base del rilievo che il
senza che la Commissione abbia definito la sua posizione con               ricorrente non sarebbe in possesso dei requisiti a tal fine
riguardo alle denunce della ricorrente. Quest’ultima ha quindi             necessari, non avendo diritto all’indennità di dislocazione
proposto il presente ricorso.                                              (expatriation allowance).