CELEX: 61980CJ0142
Language: it
Date: 1981-05-27 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 27 maggio 1981. # Amministrazione delle finanze dello Stato contro Essevi SpA e impresa Carlo Salengo. # Domande di pronuncia pregiudiziale: Corte d'appello di Milano - Italia. # Regime fiscale degli alcolici. # Cause riunite 142 e 143/80.

Avis juridique important

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61980J0142

SENTENZA DELLA CORTE DEL 27 MAGGIO 1981.  -  AMMINISTRAZIONE DELLE FINANZE DELLO STATO CONTRO ESSEVI SPA E IMPRESA CARLO SALENGO.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALLA CORTE D'APPELLO DI MILANO).  -  REGIME FISCALE DEGLI ALCOLICI.  -  CAUSE RIUNITE 142 E 143/80.  

raccolta della giurisprudenza 1981 pagina 01413 edizione speciale svedese pagina 00113 edizione speciale finlandese pagina 00117 edizione speciale spagnola pagina 00359

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

1 . RICORSO PER TRASGRESSIONE - FASE PRECONTENZIOSA - PARERE MOTIVATO - EFFICACIA LIMITATA AL RICORSO ALLA CORTE - DISPENSA DI UNO STATO MEMBRO DALL ' OSSERVANZA DEI SUOI OBBLIGHI - INAMMISSIBILITA  ( TRATTATO CEE , ART . 169 )   2 . DISPOSIZIONI FISCALI - TRIBUTI INTERNI - SISTEMA D ' IMPOSIZIONE DIFFERENZIATA AVENTE CARATTERE DISCRIMINATORIO - ATTRIBUZIONE DI VANTAGGI FISCALI SUBORDINATI A CONDIZIONI CHE POSSONO ESSERE SODDISFATTE SOLO DAI PRODOTTI NAZIONALI - DIVIETO   ( TRATTATO CEE , ART . 95 ).   3 . DISPOSIZIONI FISCALI - TRIBUTI INTERNI - PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE - EFFICACIA DIRETTA - DATA DA CUI PRODUCE EFFETTO   ( TRATTATO CEE , ART . 95 )   4 . AIUTI ATTRIBUITI DAGLI STATI - AIUTO SOTTO FORMA DI DISCRIMINAZIONE FISCALE - AUTORIZZAZIONE - INAMMISSIBILITA   ( TRATTATO CEE , ARTT . 92 , 93 E 95 )   5 . DIRITTO COMUNITARIO - EFFICACIA DIRETTA - TRIBUTI NAZIONALI INCOMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO - RESTITUZIONE - MODALITA - APPLICAZIONE DEL DIRITTO NAZIONALE - PRESA IN CONSIDERAZIONE DELL ' EVENTUALE RIVALSA DEL TRIBUTO - AMMISSIBILITA   

Massima

1 . I PARERI EMESSI DALLA COMMISSIONE A NORMA DELL ' ART . 169 DEL TRATTATO CEE HANNO EFFICACIA GIURIDICA SOLTANTO IN RELAZIONE AL RICORSO ALLA CORTE , NEL L ' AMBITO DELLE AZIONI PER INADEMPIMENTO DI UNO STATO . LA COMMISSIONE NON PUO , NELLE PRESE DI POSIZIONE E NEI PARERI CHE SIA PORTATA AD EMETTERE AI      SENSI DELL ' ART . 169 , DISPENSARE UNO STATO MEMBRO DAL RISPETTO DEGLI OBBLIGHI IMPOSTIGLI DAL TRATTATO , NE IMPEDIRE AI SINGOLI DI FAR VALERE , IN GIUDIZIO , I DIRITTI LORO ATTRIBUITI DAL TRATTATO , CONTRO ATTI LEGISLATIVI O AMMINISTRATIVI DI UNO STATO MEMBRO CHE SIANO INCOMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO .   2 . HA NATURA DISCRIMINATORIA E RICADE COME TALE SOTTO IL DIVIETO DI CUI ALL ' ART . 95 DEL TRATTATO CEE IL SISTEMA DI IMPOSIZIONE DIFFERENZIATA CHE SUBORDINI LA CONCESSIONE DI UN ' ESENZIONE FISCALE O IL GODIMENTO DI UN ' ALIQUOTA D ' IMPOSTA RIDOTTA ALLA POSSIBILITA DI UN CONTROLLO DELLA PRODUZIONE NEL TERRITORIO NAZIONALE . UNA SIFFATTA CONDIZIONE , CHE PER DEFINIZIONE I PRODOTTI ANALOGHI PROVENIENTI DA ALTRI STATI MEMBRI NON POSSONO SODDISFARE , HA L ' EFFETTO DI ESCLUDERE A PRIORI TALI PRODOTTI DAL GODIMENTO DELL ' AGEVOLAZIONE FISCALE DI CUI TRATTASI E DI RISERVARLA AI PRODOTTI NAZIONALI .   3 . A NORMA DEL TERZO COMMA DELL ' ART . 95 DEL TRATTATO CEE , IL PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE SANCITO DAI PRIMI DUE COMMI DI DETTO ARTICOLO HA PRODOTTO  PIENAMENTE I SUOI EFFETTI A PARTIRE DAL 1* GENNAIO 1962 . DOPO TALE DATA , UNO STATO MEMBRO NON POTEVA PIU ESSERE AUTORIZZATO A MANTENERE IN VIGORE , NELLA PROPRIA LEGISLAZIONE O NELLA PROPRIA PRASSI FISCALE , UNA DISCRIMINAZIONE PREESISTENTE NEL REGIME VIGENTE PER L ' IMPORTAZIONE DEI PRODOTTI ORIGINARI DI ALTRI STATI MEMBRI .   4 . SECONDO IL SISTEMA DEL TRATTATO CEE , NESSUN AIUTO PUO ESSERE ISTITUITO NE AUTORIZZATO SOTTO FORMA DI DISCRIMINAZIONE FISCALE , DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO , NEI CONFRONTI DI PRODOTTI ORIGINARI DI ALTRI STATI MEMBRI .   5 . LA TUTELA DEI DIRITTI GARANTITI DALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO NON ESIGE CHE SI CONCEDA LA RESTITUZIONE DI TRIBUTI INDEBITAMENTE RISCOSSI IN IPOTESI CHE PROVOCHEREBBERO L ' ARRICCHIMENTO INDEBITO DEGLI INTERESSATI . NULLA IMPEDISCE , DAL PUNTO DI VISTA DEL DIRITTO COMUNITARIO , CHE I GIUDICI NAZIONALI TENGANO CONTO , CONFORMEMENTE AL PROPRIO DIRITTO INTERNO , DELLA POSSIBILITA CHE I TRIBUTI INDEBITAMENTE PERCEPITI SIANO STATI INCORPORATI NEI PREZZI DELL ' IMPRESA ASSOGGETTATA AL PAGAMENTO E TRASFERITI SUGLI ACQUIRENTI .    

Parti

NEI PROCEDIMENTI RIUNITI 142 E 143/80 , AVENTI AD OGGETTO LE DOMANDE DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTE ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DALLA CORTE D ' APPELLO DI MILANO NELLE CAUSE DINANZI AD ESSA PENDENTI FRA ,   DA UN LATO ,   AMMINISTRAZIONE DELLE FINANZE DELLO STATO  E ,   DALL ' ALTRO ,   ESSEVI SPA , CON SEDE SOCIALE IN MILANO ( CAUSA 142/80 ),       E  IMPRESA CARLO SALENGO , CON SEDE SOCIALE IN GENOVA ( CAUSA 142/80 ),    

Oggetto della causa

DOMANDE VERTENTI SULL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ART . 95 DEL TRATTATO CEE , CON RIGUARDO ALLA LEGISLAZIONE ITALIANA IN MATERIA DI DIRITTO ERARIALE SULLE ACQUEVITI IMPORTATE ,  

Motivazione della sentenza

1 CON DUE ORDINANZE IN DATA 19 FEBBRAIO 1980 , PERVENUTE IN CANCELLERIA IL 12 GIUGNO SUCCESSIVO , LA CORTE D ' APPELLO DI MILANO HA SOTTOPOSTO A QUESTA CORTE , IN FORZA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , TALUNE QUESTIONI PREGIUDIZIALI VERTENTI SULL ' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTT . 95 E 169 DEL TRATTATO CEE , AL FINE DI STABILIRE SE IL MANTENIMENTO IN VIGORE , DA PARTE DELLA LEGISLAZIONE ITALIANA , DI UN REGIME D ' IMPOSIZIONE DIFFERENZIATA IN MATERIA DI TASSAZIONE DELLE ACQUAVITI DI VINO SIA COMPATIBILE COL TRATTATO .     2 DAL FASCICOLO RISULTA CHE LE DUE SOCIETA APPELLATE NELLE CAUSE PRINCIPALI IMPORTAVANO , DURANTE UN PERIODO CHE VA , PER LA PRIMA , DAL 1* MARZO 1962 AL  1* DICEMBRE 1967 E , PER LA SECONDA , DAL 18 APRILE 1960 AL 25 OTTOBRE 1971 , COGNAC DI ORIGINE FRANCESE , SUL QUALE ESSE PAGAVANO I TRIBUTI STABILITI DALLA LEGGE PER L ' ALCOOL ETILICO ' DI PRIMA CATEGORIA ' , E CIOE PER GLI ALCOLICI PRIVI DI DETERMINATI REQUISITI DI PROVENIENZA E DI FABBRICAZIONE OVVERO , IN QUANTO PRODOTTI FUORI DEL TERRITORIO DELLO STATO , NON SUSCETTIBILI DI CONTROLLO NELLA FASE DI LAVORAZIONE .    3 LE APPELLATE NELLE CAUSE PRINCIPALI , CHE AVEVANO ADITO IL TRIBUNALE DI MILANO PER CHIEDERE LA RESTITUZIONE DELLE SOMME VERSATE , ALLEGANDO LA VIOLAZIONE DELL ' ART . 95 DEL TRATTATO CEE DURANTE I PERIODI SOPRA INDICATI , OTTENEVANO , CON SENTENZE RISPETTIVAMENTE DATATE 26 GENNAIO E 1* GIUGNO 1978 , LA CONDANNA DELL ' AMMINISTRAZIONE ITALIANA DELLE FINANZE ALLA RESTITUZIONE DEI TRIBUTI INDEBITAMENTE RISCOSSI .        4 IL 31 AGOSTO 1978 , LA SUDDETTA AMMINISTRAZIONE INTERPONEVA APPELLO CONTRO TALI SENTENZE E , NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO , SI RICHIAMAVA ALLA GIURISPRUDENZA DELLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE , CHE , NELLE SENTENZE 1* MARZO 1979 , NN . 1317 , 1318 E 1321 , AVEVA RICONOSCIUTO LA LEGITTIMITA , NEI CONFRONTI DEL DIRITTO COMUNITARIO , DEL SISTEMA IMPOSITIVO CONTESTATO . IN TAL SEDE , L ' AMMINISTRAZIONE FACEVA VALERE CHE LA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CON PARERE 28 FEBBRAIO 1969 , AVEVA RICONOSCIUTO ALLA REPUBBLICA ITALIANA LA FACOLTA DI APPLICARE IL TRIBUTO IN QUESTIONE COME STRUMENTO DELLA SUA POLITICA AGRICOLA NEL SETTORE DEGLI ALCOLICI E DI MANTENERE PROVVISORIAMENTE IN VIGORE IL CONTESTATO REGIME D ' IMPOSIZIONE DIFFERENZIATA . ESSA SOSTENEVA CHE , IN TALE PARERE , LA COMMISSIONE AVEVA ESPRESSAMENTE RICONOSCIUTO DETTO REGIME COME UN ' AIUTO '  COMPATIBILE CON LE NORME COMUNITARIE , DI GUISA CHE DOVEVA CONSIDERARSI LEGITTIMA LA RISCOSSIONE DEL DIRITTO ERARIALE SUI PRODOTTI ALCOLICI IMPORTATI DALLA FRANCIA .    5 LA CORTE D ' APPELLO CONSIDERA CHE I SUMMENZIONATI ELEMENTI NON SONO SUFFICIENTI PER RISOLVERE IL PROBLEMA DINANZI AD ESSA SOLLEVATO . ESSA OSSERVA CHE , SEBBENE LA COMMISSIONE AVESSE AMMESSO , NEL PARERE 28 FEBBRAIO 1969 , LA POSSIBILITA , PER L ' ITALIA , DI MANTENERE IN VIGORE ED APPLICARE IL REGIME FISCALE DI CUI TRATTASI COME STRUMENTO DELLA SUA POLITICA AGRICOLA , DOPO TALE DATA SONO INTERVENUTI VARI FATTI NUOVI . IN PROPOSITO ESSA RICORDA LA SENTENZA EMESSA DA QUESTA CORTE IL 15 OTTOBRE 1969 ( CAUSA 16/69 , COMMISSIONE C / ITALIA , RACC . PAG . 377 ), NELLA QUALE SI AFFERMAVA CHE LE ACQUAVITI , I LIQUORI E LE ALTRE BEVANDE ALCOLICHE NON SONO PRODOTTI AGRICOLI AI SENSI DEL TRATTATO ; LA SENTENZA 10 DICEMBRE 1974 ( CAUSA 48/74 , CHARMASSON , RACC . PAG . 1383 ), NELLA QUALE QUESTA CORTE SI PRONUNCIAVA NEL SENSO CHE SONO INCOMPATIBILI COL MERCATO COMUNE , DOPO LA SCADENZA DEL PERIODO TRANSITORIO , GLI OSTACOLI FRAPPOSTI AGLI SCAMBI FRA STATI MEMBRI , ANCHE QUANDO TALI OSTACOLI FANNO PARTE DI UN ' ORGANIZZAZIONE NAZIONALE DI MERCATO ; INFINE , IL PARERE MOTIVATO RIVOLTO DALLA COMMISSIONE ALLA REPUBBLICA ITALIANA IL 31 LUGLIO 1978 , IN MERITO AL TRATTAMENTO FISCALE DIFFERENZIATO PER QUANTO RIGUARDA L ' APPLICAZIONE SIA DEL DIRITTO ERARIALE SIA DELL ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE .    6 TENUTO CONTO DI QUESTI ELEMENTI NUOVI , NONCHE DEGLI ARGOMENTI DINANZI AD ESSA SVOLTI DALL ' AMMINISTRAZIONE , LA CORTE D ' APPELLO HA CHIESTO A QUESTA CORTE DI STABILIRE IN VIA PREGIUDIZIALE      ' - PREVIA LA DETERMINAZIONE DELL ' EFFICACIA DA ATTRIBUIRSI AI PARERI SOPRA ESPRESSI DALLA COMMISSIONE AI SENSI DELL ' ART . 169 DEL TRATTATO ISTITUTIVO DELLA CEE ; SE L ' ITALIA , APPLICANDO ALLE ACQUAVITI DI VINO IMPORTATE DA ALTRI STATI MEMBRI UN SISTEMA DI TASSAZIONE COMPRENDENTE IL DIRITTO ERARIALE NELLA MISURA DI LIRE 60 000 A ETTANIDRO ( DAL MARZO 1976 , LIRE 90 000 ), NON PREVISTO E NON APPLICATO AL PRODOTTO NAZIONALE SIMILARE , HA VIOLATO L ' ART . 95 DEL TRATTATO ;    -SE , DOPO L ' INIZIO DELLA SECONDA TAPPA , PREVISTA DAL 3* COMMA DELL ' ART . 95 QUALE TERMINE ULTIMO PER L ' ABOLIZIONE DELLE NORME INTERNE IN CONTRASTO CON IL PRINCIPIO DELLA PARITA TRIBUTARIA STABILITO NEI COMMI 1* E 2* DELLO STESSO ARTICOLO , POTESSE ESSERE AMMESSO , IN VIA DI DEROGA , IL MANTENIMENTO , PER L ' ITALIA , DI UNA PREESISTENTE DISCRIMINAZIONE NELL ' IMPORTAZIONE DELL ' ACQUAVITE DI VINO ' .   SU TALUNI ANTEFATTI DELLE PRESENTI CAUSE   7 DAI DOCUMENTI PRODOTTI IN CAUSA DAL GOVERNO ITALIANO RISULTA CHE , L ' 8 MAGGIO 1968 , LA COMMISSIONE AVEVA INVIATO AL MINISTRO ITALIANO DEGLI AFFARI ESTERI UNA LETTERA DEL SEGUENTE TENORE :    ' LA PREGO DI VOLER SOTTOPORRE ALL ' ATTENZIONE DEL GOVERNO ITALIANO QUANTO SEGUE IN MATERIA DI IMPOSTE SULL ' ALCOOL .   LA LEGISLAZIONE FISCALE ITALIANA IN MATERIA DI IMPOSTE SULL ' ALCOOL PREVEDE CHE GLI ALCOOLI PAGHINO UN DIRITTO ERARIALE DI 60 000 LIRE/HL DI ALCOOL PURO E UN ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE DI 60 000 LIRE/HL DI ALCOOL PURO . NUMEROSE RIDUZIONI SONO PREVISTE A FAVORE DI ALCUNI PRODOTTI , TRA CUI LE ACQUEVITI DI VINO E DI VINACCIA . QUESTE ACQUEVITI SONO ESENTI DAL DIRITTO ERARIALE E PAGANO L ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE NELLA MISURA DI 53 000 LIRE/HL PER LE ACQUEVITI DI VINO E DI 50 000 LIRE/HL PER LE ACQUEVITI DI VINACCIA .   ORA , LE ACQUEVITI DI VINO E DI VINACCIA IMPORTATE ASSOLVONO IL DIRITTO ERARIALE NELLA MISURA DI 60 000 LIRE/HL DI ALCOOL PURO E L ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE NELLA MISURA DI 60 000 LIRE/HL DI ALCOOL PURO .       TALE IMPOSIZIONE DIFFERENZIATA , A DETRIMENTO DEI PRODOTTI IMPORTATI , E CONTRARIA ALL ' ARTICOLO 95 DEL TRATTATO .    ( OMISSIS )   CON LETTERA DEL 4 NOVEMBRE 1965 LA COMMISSIONE HA GIA INVIATO AL GOVERNO ITALIANO LE SUE OSSERVAZIONI SU QUESTI PROBLEMI . CON LETTERA DELLA RAPPRESENTANZA PERMANENTE ITALIANA PRESSO LE COMUNITA EUROPEE , IN DATA 12 FEBBRAIO 1966 , IL GOVERNO ITALIANO HA FATTO CONOSCERE ALLA COMMISSIONE IL SUO PARERE . SECONDO IL GOVERNO ITALIANO LE IMPOSIZIONI DIFFERENZIATE , IN MATERIA DI ALCOOL , AVREBBERO LO SCOPO DI PERMETTERE LA COESISTENZA DELLE DIVERSE SOSTANZE PER LA FABBRICAZIONE DI ALCOOL E PER CIO STESSO DI ASSICURARE LO SMERCIO DI TALUNE MATERIE PRIME ALCOOLIGENE AGRICOLE . DI CONSEGUENZA L ' ABOLIZIONE DI QUESTO REGIME DIFFERENZIATO POTREBBE ESSERE PREVISTA SOLO QUANDO GLI INTERESSI AGRICOLI ITALIANI DI QUESTO SETTORE FOSSERO PRESI IN CARICO , NEL QUADRO DELLA POLITICA AGRICOLA COMUNE IN MATERIA DI ALCOOL . D ' ALTRA PARTE , LE AUTORITA ITALIANE FANNO PRESENTE CHE DISCRIMINAZIONI , COME MINIMO , ALTRETTANTO RILEVANTI ESISTONO NEGLI ALTRI STATI MEMBRI , QUALI QUELLE RISULTANTI DALL ' ESISTENZA DEI MONOPOLI IN FRANCIA E IN GERMANIA .   LA COMMISSIONE NON INTENDE AFFATTO NEGARE L ' ESISTENZA DEI PROBLEMI AGRICOLI POSTI DALL ' ALCOOL IN ITALIA . RITIENE , PERTANTO , CHE LE IMPOSIZIONI DIFFERENZIATE , PREVISTE DALLA LEGISLAZIONE ITALIANA E DOVUTE ALL ' APPLICAZIONE DEL DIRITTO ERARIALE , POSSONO SUSSISTERE PROVVISORIAMENTE , DATO CHE IL DIRITTO ERARIALE COSTITUISCE , IN UN CERTO SENSO , LO STRUMENTO DELLA POLITICA AGRICOLA ITALIANA IN MATERIA DI ALCOOL , PERMETTENDO AGLI ALCOOLI DI QUALSIASI ORIGINE DI TROVARE SMERCIO SUL MERCATO QUALE CHE SIA IL COSTO DELLA MATERIA PRIMA .   LE ESIGENZE AGRICOLE , TUTTAVIA , NON GIUSTIFICANO TUTTE LE SUDDETTE DIFFERENZE DI IMPOSIZIONE TRA PRODOTTI NAZIONALI E PRODOTTI IMPORTATI ; LE NECESSITA AGRICOLE SONO GIA A CARICO DEL DIRITTO ERARIALE , PAGATO DAI SOLI PRODOTTI IMPORTATI . NE RISULTA CHE CONSIDERAZIONI DI CARATTERE AGRICOLO NON POSSONO ESSERE INVOCATE ANCHE PER L ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE , AL FINE DI GIUSTIFICARE LE IMPOSIZIONI DIFFERENZIATE A DETRIMENTO DELLE ACQUEVITI DI VINO E DI VINACCIA IMPORTATE E DEI PRODOTTI SIMILARI AL VERMOUTH E AL MARSALA IMPORTATI .   PER QUESTI MOTIVI , LA COMMISSIONE RITIENE CHE LA REPUBBLICA ITALIANA HA MANCATO AGLI OBBLIGHI CHE LE SONO IMPOSTI DAL TRATTATO PER QUANTO RIGUARDA LA     RIDUZIONE DELL ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE SULLE ACQUEVITI DI VINO E DI VINACCIA E LA RIDUZIONE DELL ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE SULL ' ALCOOL UTILIZZATO PER LA FABBRICAZIONE DEL VERMOUTH E DEL MARSALA . LA COMMISSIONE , PERTANTO , INVITA IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA , A NORMA DELL ' ART . 169 DEL TRATTATO , O VOLER FARLE CONOSCERE LE PROPRIE OSSERVAZIONI SUL PUNTO DI VISTA IN MERITO A QUANTO HA L ' ONORE DI SOTTOPORGLI , ENTRO IL TERMINE DI UN MESE DALLA RICEZIONE DELLA PRESENTE LETTERA . LA COMMISSIONE SI RISERVA DI EMETTERE , SE NECESSARIO , DOPO AVER PRESO CONOSCENZA DI DETTE OSSERVAZIONI , IL PARERE MOTIVATO PREVISTO DALL ' ARTICOLO 169 ' .    8 POICHE IL GOVERNO ITALIANO NON DAVA SEGUITO ALLE RICHIESTE DELLA COMMISSIONE , QUESTA FORMULAVA NEI SEGUENTI TERMINI , IL 28 FEBBRAIO 1969 , UN PARERE MOTIVATO AI SENSI DELL ' ART . 169 DEL TRATTATO , IN MERITO ALLE IMPOSTE DI CONSUMO SULL ' ALCOOL :    ' IN ITALIA , GLI ALCOLI NAZIONALI SONO SOGGETTI AL DIRITTO ERARIALE DI 60 000 LIRE PER ETTOLITRO D ' ALCOLE PURO E ALL ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE DI 60 000 LIRE PER ETTOLITRO D ' ALCOLE PURO . SONO PREVISTE NUMEROSE RIDUZIONI , IN PARTICOLARE PER LE ACQUAVITI DI VINO E DI VINACCIA , CHE SONO ESENTATE DAL DIRITTO ERARIALE E SOGGETTE ALL ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE DI 53 000 LIRE PER LE ACQUAVITI DI VINO E 50 000 LIRE PER LE ACQUAVITI DI VINACCIA .   LE ACQUAVITI DI VINO E DI VINACCIA IMPORTATE IN ITALIA SONO INVECE SOGGETTE AL DIRITTO ERARIALE DI 60 000 LIRE PER ETTOLITRO DI ALCOLE PURO E ALL ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE DI 60 000 LIRE PER ETTOLITRO DI ALCOLE PURO .    ( OMISSIS )   FIN DAL NOVEMBRE 1965 LA COMMISSIONE HA RICHIAMATO L ' ATTENZIONE DEL GOVERNO ITALIANO SUL CARATTERE DISCRIMINATORIO DI QUESTO REGIME .   SUCCESSIVAMENTE , CON LETTERA . . . DELL ' 8 MAGGIO 1968 , LA COMMISSIONE HA AVVIATO LA PROCEDURA DI CUI ALL ' ARTICOLO 169 DEL TRATTATO CEE PER VIOLAZIONE DELL ' ARTICOLO 95 DI DETTO TRATTATO . NELLA SUA RISPOSTA , MEDIANTE LETTERA DEL 23 LUGLIO 1968 DELLA RAPPRESENTANZA PERMANENTE DELL ' ITALIA , IL GOVERNO ITALIANO HA INFORMATO LA COMMISSIONE CHE NON INTENDEVA SOPPRIMERE LE TASSAZIONI DIFFERENZIALI IN QUESTIONE FINTANTOCHE NON SI FOSSE PROVVEDUTO A MODIFICARE I MONOPOLI NAZIONALI ESISTENTI IN GERMANIA ED IN FRANCIA E NON FOSSE STATA ISTITUITA UNA POLITICA AGRARIA COMUNE PER QUESTO SETTORE .    ( OMISSIS )       LE ARGOMENTAZIONI ADDOTTE NON SONO DI NATURA TALE , A PARTE UN UNICO PUNTO , DA METTERE IN DISCUSSIONE LA FONDATEZZA DEL PUNTO DI VISTA ESPRESSO DALLA COMMISSIONE NELLA SUA LETTERA DELL ' 8 MAGGIO 1968 . VA ANZITUTTO RILEVATO CHE IN NESSUN CASO GLI STATI MEMBRI POSSONO ADDURRE LE INFRAZIONI DI UGUALE NATURA COMPIUTE DA ALTRI STATI MEMBRI PER SOTTRARSI AGLI OBBLIGHI CHE DERIVANO LORO DALLE DISPOSIZIONI DEL TRATTATO .   QUANTO ALL ' ARGOMENTO SECONDO CUI L ' ITALIA ATTUA LA SUA POLITICA AGRARIA IN MATERIA DI ALCOLE RICORRENDO ALL ' IMPOSTA E POTRA MODIFICARE LA SUA POSIZIONE SOLTANTO NEL QUADRO DELL ' ATTUAZIONE DI UNA POLITICA COMUNE IN MATERIA DI ALCOLI , LA COMMISSIONE HA GIA AMMESSO , NELLA SUCCITATA LETTERA DELL ' 8 MAGGIO 1968 , CHE L ' ITALIA POTEVA EFFETTIVAMENTE APPLICARE L ' IMPOSTA COME STRUMENTO DELLA SUA POLITICA AGRARIA IN TALE SETTORE E MANTENERE PROVVISORIAMENTE , IN TALE QUADRO , LE TASSAZIONI DIFFERENZIALI SINO A CONCORRENZA DELL ' IMPORTO DI 60 000 LIRE PER ETTOLITRO D ' ALCOLE PURO DERIVANTI DALL ' APPLICAZIONE DEL DIRITTO ERARIALE . IL RICORSO A SIFFATTE DIFFERENZIAZIONI CONSENTE DI SMERCIARE GLI ALCOLI AD UN PREZZO PIU O MENO UNIFORME , QUALUNQUE SIA IL LORO PREZZO DI COSTO ' .    9 NELLO STESSO PARERE MOTIVATO , LA COMMISSIONE CONSTATAVA UN INADEMPIMENTO RELATIVO A VARI ALTRI ASPETTI DEL REGIME FISCALE IN QUESTIONE , A PRESCINDERE DAL DIRITTO ERARIALE . DA NOTARE CHE QUESTO PARERE MOTIVATO NON PORTAVA AD UN RICORSO DINANZI ALLA CORTE .    10 IL 31 LUGLIO 1975 LA COMMISSIONE INVIAVA AL GOVERNO ITALIANO , IN FORZA DELL ' ART . 169 , 1* COMMA , UNA NUOVA COMUNICAZIONE NELLA QUALE VENIVANO FORMULATE , DAL PUNTO DI VISTA DEL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE DI CUI ALL ' ART . 95 , TALUNE CRITICHE NEI CONFRONTI DEL REGIME FISCALE VIGENTE IN ITALIA PER GLI ALCOLICI , RELATIVAMENTE ALL ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE , AL DIRITTO ERARIALE NORMALE E AL DIRITTO ERARIALE SPECIALE , E NELLA QUALE SI CHIEDEVA AL GOVERNO ITALIANO DI ABOLIRE LE DISCRIMINAZIONI CHE DETTO REGIME IMPLICAVA NEI CONFRONTI DEI PRODOTTI IMPORTATI DA ALTRI STATI MEMBRI .    11 POICHE LE AUTORITA ITALIANE NON DAVANO SEGUITO A QUESTO NUOVO INTERVENTO CON PIENA SODDISFAZIONE DELLA COMMISSIONE , QUESTA FORMULAVA , IL 31 LUGLIO 1978 , UN PARERE MOTIVATO IN MERITO AL TRATTAMENTO FISCALE DIFFERENZIATO PER QUANTO RIGUARDA L ' APPLICAZIONE DELL ' IMPOSTA DI FABBRICAZIONE E DEL DIRITTO ERARIALE SU    GLI ALCOOL . NEPPURE A QUESTO PARERE MOTIVATO FACEVA SEGUITO UN RICORSO ALLA CORTE .    12 NEL PRESENTE PROCEDIMENTO , IL GOVERNO ITALIANO HA SOSTENUTO LA TESI SECONDO CUI IL REGIME IMPOSITIVO IN QUESTIONE NON E ALTRO , IN REALTA , CHE UN AIUTO A FAVORE DELL ' AGRICOLTURA , CONCESSO SOTTO FORMA DI AGEVOLAZIONE FISCALE RISERVATA ALLA PRODUZIONE NAZIONALE . A SUO AVVISO , QUESTO REGIME DI AIUTO E STATO AUTORIZZATO COL PARERE MOTIVATO 28 FEBBRAIO 1969 E , IN MANCANZA DI QUALSIASI ATTO CONTRARIO , TALE AUTORIZZAZIONE SUSSISTE TUTTORA E , IN QUANTO LEGITTIMA , NON PUO ESSERE DISATTESA DAI GIUDICI NAZIONALI . ANCHE IN MANCANZA DI AUTORIZZAZIONE , L ' AIUTO - PREESISTENTE ALL ' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO - POTREBBE ESSERE MANTENUTO AI SENSI DELL ' ART . 93 .   SULLA PORTATA DELLE PRESE DI POSIZIONE E DEI PARERI EMESSI DALLA COMMISSIONE NELL ' AMBITO DEL PROCEDIMENTO DI CUI ALL ' ART . 169   13 LE QUESTIONI FORMULATE DALLA CORTE D ' APPELLO MIRANO IN PRIMO LUOGO A STABILIRE QUALI SIANO , SUL PIANO GIURIDICO , LA PORTATA E IL VALORE DEI PARERI EMESSI DALLA COMMISSIONE NELL ' AMBITO DEL PROCEDIMENTO DISCIPLINATO DALL ' ART . 169 DEL TRATTATO PER I RICORSI RELATIVI A INADEMPIMENTO DA PARTE DI UNO STATO . PIU PRECISAMENTE , SI TRATTA DI DETERMINARE QUALE POSSA ESSERE L ' EFFICACIA GIURIDICA DI UN ' ASSICURAZIONE DEL GENERE DI QUELLA FORNITA DALLA COMMISSIONE NELLA LETTERA DI MESSA IN MORA IN DATA 8 MAGGIO 1968 E NEL PARERE 28 FEBBRAIO 1969 , EMESSO IN FORZA DELL ' ART . 169 DEL TRATTATO , PARERE CHE AUTORIZZAVA L ' ITALIA A MANTENERE PROVVISORIAMENTE UN REGIME DI ' IMPOSIZIONE DIFFERENZIATA ' .    14 L ' ART . 169 DISPONE CHE LA COMMISSIONE , QUANDO REPUTI CHE UNO STATO MEMBRO ABBIA MANCATO AD UNO DEGLI OBBLIGHI AD ESSO INCOMBENTI IN FORZA DEL TRATTATO , ' EMETTE UN PARERE MOTIVATO AL RIGUARDO , DOPO AVER POSTO LO STATO IN CONDIZIONI DI PRESENTARE LE SUE OSSERVAZIONI ' . ESSO AGGIUNGE CHE , QUALORA LO STATO IN CAUSA NON SI CONFORMI A TALE PARERE NEL TERMINE FISSATO DALLA COMMISSIONE , QUESTA PUO ADIRE LA CORTE DI GIUSTIZIA .    15 LO SCOPO DI QUESTO PROCEDIMENTO PRELIMINARE , CHE SI INQUADRA NELL ' AMBITO GENERALE DELLA MISSIONE DI VIGILANZA AFFIDATA ALLA COMMISSIONE DALL ' ART . 155 , PRIMO TRATTINO , E ANZITUTTO QUELLO DI DAR MODO ALLO STATO MEMBRO DI GIUSTIFI    CARE LA PROPRIA POSIZIONE ED EVENTUALMENTE DI CONSENTIRE ALLA COMMISSIONE DI INDURRE LO STATO MEMBRO A CONFORMARSI VOLONTARIAMENTE ALLE ESIGENZE DEL TRATTATO . QUALORA TALE SFORZO DI ACCOMODAMENTO NON SIA CORONATO DA SUCCESSO , IL PARERE MOTIVATO SERVE A DEFINIRE L ' OGGETTO DELLA CONTROVERSIA .    16 PER CONTRO , LA COMMISSIONE NON HA IL POTERE DI STABILIRE IN MODO DEFINITIVO , CON I PARERI FORMULATI AI SENSI DELL ' ART . 169 O MEDIANTE ALTRE PRESE DI POSIZIONE NELL ' AMBITO DEL RELATIVO PROCEDIMENTO , I DIRITTI E GLI OBBLIGHI DELLO STATO MEMBRO INTERESSATO , O DI DARE A QUESTO GARANZIE RELATIVE ALLA COMPATIBILITA COL TRATTATO DI UN DETERMINATO COMPORTAMENTO . SECONDO IL SISTEMA ISTITUITO DAGLI ARTT . 169-171 DEL TRATTATO , LA DETERMINAZIONE DEI DIRITTI E DEGLI OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI E IL GIUDIZIO SUL LORO COMPORTAMENTO POSSONO RISULTARE UNICAMENTE DA UNA SENTENZA DELLA CORTE .    17 A MAGGIOR RAGIONE , LA COMMISSIONE NON PUO , NELLE PRESE DI POSIZIONE E NEI PARERI CHE SIA PORTATA AD EMETTERE AI SENSI DELL ' ART . 169 , DISPENSARE UNO STATO MEMBRO DAL RISPETTO DEGLI OBBLIGHI AD ESSO INCOMBENTI IN FORZA DEL TRATTATO . ASSICURAZIONI IN TAL SENSO NON POSSONO , IN PARTICOLARE , AVERE L ' EFFETTO DI IMPEDIRE AGLI AMMINISTRATI DI FAR VALERE IN SEDE GIURISDIZIONALE , CONTRO ATTI LEGISLATIVI O AMMINISTRATIVI DI UNO STATO MEMBRO CHE SIANO INCOMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO , DIRITTI LORO ATTRIBUITI DAL TRATTATO .    18 LA PRIMA DELLE QUESTIONI FORMULATE DAL GIUDICE A QUO VA QUINDI RISOLTA AFFERMANDO CHE I PARERI EMESSI DALLA COMMISSIONE AI SENSI DELL ' ART . 169 HANNO EFFICACIA GIURIDICA SOLTANTO IN RELAZIONE AL RICORSO PER INADEMPIMENTO PROPOSTO ALLA CORTE CONTRO LO STATO INTERESSATO , E CHE LA COMMISSIONE NON PUO , MEDIANTE PRESE DI POSIZIONE NELL ' AMBITO DEL RELATIVO PROCEDIMENTO , ESONERARE LO STATO MEMBRO DAGLI OBBLIGHI AD ESSO INCOMBENTI O PREGIUDICARE I DIRITTI SPETTANTI AI SINGOLI IN FORZA DEL TRATTATO .   SULLA COMPATIBILITA CON L ' ART . 95 DI UN REGIME D ' IMPOSIZIONE DIFFERENZIATA DELL ' ALCOOL   19 LA SECONDA DELLE QUESTIONI SOTTOPOSTE ALLA CORTE E INTESA A STABILIRE SE UNO STATO MEMBRO POSSA APPLICARE AI PRODOTTI ALCOLICI ORIGINARI DI ALTRI STATI MEMBRI UN TRIBUTO DAL QUALE I PRODOTTI NAZIONALI SIMILARI SONO , IN TUTTO O IN PARTE , ESENTI .        20 DALLE ORDINANZE DI RINVIO RISULTA CHE IL RAPPORTO DI SIMILARITA , AI SENSI DELL '   ART . 95 , FRA IL PRODOTTO IMPORTATO ( NELLA FATTISPECIE , COGNAC D ' ORIGINE FRANCESE ) E IL PRODOTTO NAZIONALE CONCORRENTE ( NELLA FATTISPECIE , ACQUAVITE DI VINO O DI VINACCIA ) NON E CONTESTATO . SECONDO LE INDICAZIONI FORNITE DAL GOVERNO ITALIANO , LA DIFFERENZA DI TRATTAMENTO FISCALE FRA L ' UNA E L ' ALTRA MERCE RISULTA DAL FATTO CHE L ' ALCOOL IMPORTATO , CLASSIFICATO COME ' ALCOOL DI PRIMA CATEGORIA ' , E IN QUANTO TALE INTEGRALMENTE GRAVATO DALL ' ONERE DEL TRIBUTO , MENTRE I CORRISPONDENTI ALCOOL DI PRODUZIONE NAZIONALE SONO ESENTI DAL DIRITTO ERARIALE , DAL MOMENTO CHE RIENTRANO NELLA ' SECONDA CATEGORIA ' , NELLA QUALE POSSONO ESSERE CLASSIFICATI SOLTANTO PRODOTTI SUSCETTIBILI DI CONTROLLO , NELLA FASE DELLA LAVORAZIONE , NEL TERRITORIO DELLO STATO ITALIANO .    21 COME QUESTA CORTE HA AFFERMATO IN UNA GIURISPRUDENZA COSTANTE ( CFR ., DA ULTIMO , LA SENTENZA 14 GENNAIO 1981 , CAUSA 140/79 , SA CHEMIAL FARMACEUTICI ), IL DIRITTO COMUNITARIO NON LIMITA , NELLO STADIO ATTUALE DELLA SUA EVOLUZIONE , LA LIBERTA DI CIASCUNO STATO MEMBRO DI ISTITUIRE SISTEMI IMPOSITIVI DIFFERENZIATI PER TALUNI PRODOTTI , IN FUNZIONE DI CRITERI OBIETTIVI , QUALI LA NATURA DELLE MATERIE PRIME IMPIEGATE O I PROCEDIMENTI DI FABBRICAZIONE SEGUITI . SIFFATTE DIFFERENZIAZIONI SONO COMPATIBILI COL DIRITTO COMUNITARIO PURCHE PERSEGUANO SCOPI DI POLITICA ECONOMICA COMPATIBILI , ANCH ' ESSI , CON GLI IMPERATIVI DEL TRATTATO E DEL DIRITTO DERIVATO , E LE LORO MODALITA SIANO TALI DA EVITARE QUALSIASI FORMA DI DISCRIMINAZIONE , DIRETTA O INDIRETTA , NEI CONFRONTI DEI PRODOTTI IMPORTATI DAGLI ALTRI STATI MEMBRI , O DI PROTEZIONE A FAVORE DI PRODOTTI NAZIONALI CONCORRENTI .    22 ORA , IL FATTO DI SUBORDINARE LA CONCESSIONE DI UN ' ESENZIONE FISCALE O L ' APPLICAZIONE DI UN ' ALIQUOTA RIDOTTA ALLA POSSIBILITA DI UN CONTROLLO DELLA PRODUZIONE NELL ' AMBITO DEL TERRITORIO NAZIONALE COSTITUISCE UNA CONDIZIONE CHE , PER IPOTESI , NON PUO ESSERE SODDISFATTA DAI PRODOTTI SIMILARI IMPORTATI DA ALTRI STATI MEMBRI . UNA SIFFATTA ESIGENZA HA L ' EFFETTO DI ESCLUDERE A PRIORI QUESTI PRODOTTI DAL GODIMENTO DELL ' AGEVOLAZIONE FISCALE IN QUESTIONE E DI RISERVARE TALE AGEVOLAZIONE AI PRODOTTI NAZIONALI . E QUINDI EVIDENTE CHE UN SIFFATTO SISTEMA IMPOSITIVO E DISCRIMINATORIO E , COME TALE , RICADE SOTTO IL DIVIETO DI CUI ALL ' ART . 95 .    23 LA SECONDA DELLE QUESTIONI FORMULATE DAL GIUDICE A QUO VA QUINDI RISOLTA AFFERMANDO CHE UN SISTEMA DI TASSAZIONE DELL ' ALCOOL STRUTTURATO IN MODO DA     RISERVARE ALLA SOLA PRODUZIONE NAZIONALE ESENZIONI O RIDUZIONI DELL ' ALIQUOTA FISCALE COSTITUISCE UNA DISCRIMINAZIONE VIETATA DALL ' ART . 95 DEL TRATTATO .   SULL ' EFFICACIA NEL TEMPO DELL ' ART . 95 E SUI RAPPORTI DI QUESTA NORMA CON IL REGIME DEGLI AIUTI   24 LA TERZA DELLE QUESTIONI SOTTOPOSTE ALLA CORTE RIGUARDA IL PROBLEMA DEL SE , ALLA SCADENZA DEL TERMINE STABILITO DAL 3* COMMA DELL ' ART . 95 , UNO STATO MEMBRO POTESSE ESSERE AUTORIZZATO , IN VIA DI DEROGA , A MANTENERE UNA PREESISTENTE DISCRIMINAZIONE NEL REGIME FISCALE VIGENTE PER L ' IMPORTAZIONE DELLE ACQUAVITI DI VINO .    25 DAL FASCICOLO , NONCHE DAGLI ARGOMENTI SVOLTI DAL GOVERNO ITALIANO NEL CORSO DEL PRESENTE PROCEDIMENTO , RISULTA CHE SI TRATTA , PER IL GIUDICE NAZIONALE , DI SAPERE SE L ' OPINIONE ESPRESSA DALLA COMMISSIONE NELLA LETTERA 8 MAGGIO 1968 E NEL PARERE MOTIVATO 28 FEBBRAIO 1969 IN MERITO AL PROVVISORIO MANTENIMENTO DEL REGIME DI ' IMPOSIZIONE DIFFERENZIATA '  IN MATERIA DI DIRITTO ERARIALE POSSA EVENTUALMENTE EQUIVALERE ALL ' APPROVAZIONE DI UN AIUTO AI SENSI DEGLI ARTT . 92 E 93 DEL TRATTATO , ANCHE DOPO LA SCADENZA DEL TERMINE FISSATO DALL ' ART . 95 , 3* COMMA .    26 A NORMA DELL ' ART . 95 , 3* COMMA , ' GLI STATI MEMBRI ABOLISCONO O MODIFICANO , NON OLTRE L ' INIZIO DELLA SECONDA TAPPA , LE DISPOSIZIONI ESISTENTI AL MOMENTO DELL ' ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE TRATTATO CHE SIANO CONTRARIE ALLE NORME CHE PRECEDONO ' .    27 DALLA SUDDETTA NORMA RISULTA CHE LA DATA DEL 31 DICEMBRE 1961 COSTITUIVA IL LIMITE ULTIMO ENTRO IL QUALE GLI STATI MEMBRI DOVEVANO AVER ELIMINATO DALLE LORO LEGISLAZIONI E PRASSI FISCALI QUALSIASI MISURA INCOMPATIBILE COL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE ENUNCIATO NEI PRIMI DUE COMMI DELL ' ART . 95 . E QUINDI A PARTIRE DA TALE DATA CHE QUESTI HANNO ACQUISTATO PIENA EFFICACIA E POSSONO ESSER FATTI VALERE DAI SINGOLI NEI CONFRONTI DI QUALSIASI STATO MEMBRO .        28 LA TESI SOSTENUTA DALLO STATO ITALIANO , SIA DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE SIA DINANZI A QUESTA CORTE , NEL SENSO CHE LA DEROGA STABILITA DALLA COMMISSIONE NELLA LETTERA 8 MAGGIO 1968 E NEL PARERE MOTIVATO 28 FEBBRAIO 1969 COSTITUIREBBE L ' AUTORIZZAZIONE DI UN AIUTO AI SENSI DEL TRATTATO , E INAMMISSIBILE IN FATTO E IN DIRITTO . BASTA OSSERVARE IN PROPOSITO CHE , SECONDO IL SISTEMA DEL TRATTATO , NESSUN AIUTO PUO ESSERE ISTITUITO NE AUTORIZZATO SOTTO FORMA DI DISCRIMINAZIONE FISCALE , DA PARTE DI UNO STATO MEMBRO , NEI CONFRONTI DI PRODOTTI ORIGINARI DI ALTRI STATI MEMBRI .    29 LA TERZA DELLE QUESTIONI FORMULATE DAL GIUDICE A QUO VA QUINDI RISOLTA AFFERMANDO CHE , A NORMA DEL 3* COMMA DELL ' ART . 95 , IL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE SANCITO DAI PRIMI DUE COMMI DELLO STESSO ARTICOLO HA PRODOTTO PIENAMENTE I SUOI EFFETTI A PARTIRE DAL 1* GENNAIO 1962 E CHE UNO STATO MEMBRO NON POTEVA ESSERE AUTORIZZATO A MANTENERE , DOPO TALE DATA , UNA DISCRIMINAZIONE FISCALE PREESISTENTE NEL REGIME VIGENTE PER L ' IMPORTAZIONE DELLE ACQUAVITI ORIGINARIE DI ALTRI STATI MEMBRI .   SULL ' EFFICACIA NEL TEMPO DELLA PRESENTE SENTENZA   30 NELLE OSSERVAZIONI PRESENTATE ALLA CORTE , IL GOVERNO ITALIANO HA CHIESTO CHE QUEST ' ULTIMA , QUALORA DOVESSE DICHIARARE L ' INEFFICACIA DEGLI ATTI DELLA COMMISSIONE PER QUANTO RIGUARDA L ' APPLICAZIONE , NELLA FATTISPECIE , DEL DIVIETO DI CUI ALL ' ART . 95 , LIMITI LA PORTATA DELLA PROPRIA SENTENZA ALLE EVENTUALI INDEBITE PERCEZIONI DI TRIBUTI CHE DOVESSERO VERIFICARSI IN FUTURO , SANCENDO INVECE , PER IL PASSATO , LA DEFINITIVITA DEGLI EFFETTI DELLA DEROGA CONCESSA DALLA COMMISSIONE .    31 A TALE SCOPO ESSO FA VALERE , IN PRIMO LUOGO , IL PRECEDENTE DELLA SENTENZA 8 APRILE 1976 ( CAUSA 43/75 , DEFRENNE , RACC . PAG . 455 ), NELLA QUALE LA CORTE SI SAREBBE RICONOSCIUTO , IN BASE AL PRINCIPIO GENERALE DELLA CERTEZZA DEL DIRITTO , IL POTERE DI LIMITARE , ECCEZIONALMENTE , LA POSSIBILITA DEGLI INTERESSATI DI FAR VALERE LE SUE SENTENZE . A QUESTE CONSIDERAZIONI SI AGGIUNGEREBBE , NELLA FATTISPECIE , LA NECESSITA DI TUTELARE IL LEGITTIMO AFFIDAMENTO CHE IL GOVERNO ITALIANO POTEVA FARE SULLA VALIDITA DI UNA MISURA FISCALE CHE ERA STATA ESPRESSAMENTE AUTORIZZATA DALL ' ESECUTIVO COMUNITARIO .        32 IN SECONDO LUOGO , IL GOVERNO ITALIANO RICHIAMA L ' ATTENZIONE SUL FATTO CHE I TRIBUTI IN QUESTIONE SONO STATI TRASFERITI DAGLI IMPORTATORI SUI COMMERCIANTI , DI GUISA CHE UNA LORO RESTITUZIONE IMPLICHEREBBE UN GRAVE ONERE PER LE FINANZE PUBBLICHE ITALIANE , SENZA ALCUN CORRISPONDENTE VANTAGGIO PER I CONSUMATORI , I QUALI SONO STATI , IN DEFINITIVA , GLI UNICI SOGGETTI COLPITI DALLA MISURA FISCALE DI CUI TRATTASI .    33 PER QUANTO RIGUARDA IL PRIMO ARGOMENTO , SI DEVE RICORDARE CHE LA NORMA DEL TRATTATO DA APPLICARE NELLA FATTISPECIE , E CIOE L ' ART . 95 , E LA QUESTIONE DELLA SUA EFFICACIA DIRETTA COSTITUISCONO OGGETTO DI UNA ORMAI CONSOLIDATA , ABBONDANTE E DETTAGLIATA GIURISPRUDENZA , CHE NON LASCIA SUSSISTERE ALCUN DUBBIO CIRCA LA PORTATA DI TALE DISPOSIZIONE . IN PROPOSITO , BASTA RICORDARE CHE , GIA NELLA SENTENZA 14 DICEMBRE 1962 ( CAUSE RIUNITE 2 E 3/62 , COMMISSIONE C / GRANDUCATO DEL LUSSEMBURGO E REGNO DEL BELGIO , RACC . PAG . 793 ), EMESSA NELLO STESSO PERIODO IN CUI VENIVANO RISCOSSI I TRIBUTI DI CUI E CAUSA , LA CORTE SOTTOLINEAVA LE RIGOROSE ESIGENZE INERENTI A QUESTA NORMA DEL TRATTATO .    34 QUANTO AI PROVVEDIMENTI FISCALI CHE COSTITUISCONO OGGETTO DELLA CONTROVERSIA , VA RILEVATO CHE , ANCHE SE LE PRESE DI POSIZIONE DELLA COMMISSIONE IN PROPOSITO , DAL 4 NOVEMBRE 1965 , POTEVANO CREARE , NEI RIGUARDI DELLE AUTORITA ITALIANE , UN ' APPARENZA DI LEGITTIMITA , LE INCERTEZZE MANIFESTATESI TANTO SUL PIANO COMUNITARIO QUANTO SUL PIANO NAZIONALE , DOPO TALE DATA , CIRCA LA COMPATIBILITA DEI PROVVEDIMENTI IN QUESTIONE COL DIRITTO COMUNITARIO ESCLUDONO CHE IL GOVERNO ITALIANO POSSA FAR VALERE , NELLA FATTISPECIE , LE ESIGENZE DELLA CERTEZZA DEL DIRITTO O L ' ESISTENZA DI UNA SITUAZIONE DI LEGITTIMO AFFIDAMENTO , IN MODO DA GIUSTIFICARE UNA LIMITAZIONE NEL TEMPO DELLA PORTATA DELLA PRESENTE SENTENZA .    35 QUANTO ALL ' ARGOMENTO BASATO SULLA CIRCOSTANZA CHE I TRIBUTI LA CUI RESTITUZIONE COSTITUISCE OGGETTO DELLE CAUSE PRINCIPALI SAREBBERO STATI TRASFERITI SUI CONSUMATORI , SI DEVE PRECISARE CHE LA TUTELA DEI DIRITTI GARANTITI IN MATERIA DALL ' ORDINAMENTO GIURIDICO COMUNITARIO NON ESIGE CHE SI CONCEDA LA RESTITUZIONE DI TRIBUTI INDEBITAMENTE RISCOSSI IN CONDIZIONI TALI DA CAUSARE L ' INDEBITO ARRICCHIMENTO DEGLI AVENTI DIRITTO . NULLA IMPEDISCE QUINDI , DAL PUNTO DI VISTA DEL DIRITTO COMUNITARIO , CHE I GIUDICI NAZIONALI TENGANO CONTO , CONFORMEMENTE AL     PROPRIO DIRITTO INTERNO , DELLA POSSIBILITA CHE I TRIBUTI INDEBITAMENTE PERCEPITI SIANO STATI INCORPORATI NEI PREZZI DELL ' IMPRESA ASSOGGETTATA AL PAGAMENTO E TRASFERITI SUGLI ACQUIRENTI ( SENTENZA 27 MARZO 1980 , CAUSA 61/79 , AMMINISTRAZIONE DELLE FINANZE C / DENKAVIT ITALIANA , RACC . PAG . 1205 ).    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  36 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLE CAUSE PRINCIPALI , IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , CUI SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ,   PRONUNCIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DALLA CORTE D ' APPELLO DI MILANO CON ORDINANZE 19 FEBBRAIO 1980 , DICHIARA :   1* I PARERI EMESSI DALLA COMMISSIONE AI SENSI DELL ' ART . 169 DEL TRATTATO CEE HANNO EFFICACIA GIURIDICA SOLTANTO IN RELAZIONE AL RICORSO PER INADEMPIMENTO PROPOSTO ALLA CORTE CONTRO LO STATO INTERESSATO . LA COMMISSIONE NON PUO , MEDIANTE PRESE DI POSIZIONE NELL ' AMBITO DEL RELATIVO PROCEDIMENTO , ESONERARE LO STATO MEMBRO DAGLI OBBLIGHI AD ESSO INCOMBENTI O PREGIUDICARE I DIRITTI SPETTANTI AI SINGOLI IN FORZA DEL TRATTATO .   2*UN SISTEMA DI TASSAZIONE DELL ' ALCOOL STRUTTURATO IN MODO DA RISERVARE ALLA SOLA PRODUZIONE NAZIONALE ESENZIONI O RIDUZIONI DELL ' ALIQUOTA FISCALE COSTITUISCE UNA DISCRIMINAZIONE VIETATA DALL ' ART . 95 DEL TRATTATO CEE .       3*A NORMA DEL 3* COMMA DELL ' ART . 95 DEL TRATTATO CEE , IL DIVIETO DI DISCRIMINAZIONE SANCITO DAI PRIMI DUE COMMI DELLO STESSO ARTICOLO HA PRODOTTO PIENAMENTE I SUOI EFFETTI A PARTIRE DAL 1* GENNAIO 1962 . UNO STATO MEMBRO NON POTEVA PII ESSERE AUTORIZZATO A MANTENERE , DOPO TALE DATA , UNA DISCRIMINAZIONE FISCALE PREESISTENTE NEL REGIME VIGENTE PER L ' IMPORTAZIONE DELLE ACQUAVITI ORIGINARIE DI ALTRI STATI MEMBRI .