CELEX: C2000/192/10
Language: it
Date: 2000-07-08 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Terza Sezione) 13 aprile 2000 nella causa C-123/99: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica ellenica ("Inadempimento di uno Stato — Omessa trasposizione della direttiva 94/62/CE")

8.7.2000                   IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                  C 192/5
l’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal Gerechts-               sull’interpretazione dell’art. 4, nn. 1 e 3, della direttiva del
hof di ’s-Gravenhage (Paesi Bassi), nella causa dinanzi ad esso                Consiglio 19 dicembre 1977, 77/799/CE, relativa alla recipro-
pendente tra C. Baars e Inspecteur der Belastingen Particu-                    ca assistenza fra le autorità competenti degli Stati membri nel
lieren/Ondernemingen Gorinchem, domanda vertente sull’in-                      settore delle imposte dirette (GU L 336, pag. 15), la Corte
terpretazione degli artt. 6 e 52 del Trattato CE (divenuti, in                 (Prima Sezione), composta dai signori L. Sevón, presidente di
seguito a modifica, artt. 12 CE e 43 CE) nonché degli artt. 73 B               sezione, P. Jann (relatore) e M. Wathelet, giudici; avvocato
e 73 D del Trattato CE (divenuti artt. 56 CE e 58 CE), la                      generale: S. Alber, cancelliere: H.A. Rühl, amministratore prin-
Corte (Quinta Sezione), composta dai signori D.A.O. Edward,                    cipale, ha pronunciato il 13 aprile 2000 una sentenza il cui
presidente di sezione, C. Gulmann, J.-P. Puissochet, P. Jann e                 dispositivo è del seguente tenore:
M. Wathelet (relatore), giudici; avvocato generale: S. Alber,
cancelliere: signora D. Louterman-Hubeau, amministratore                       L’art. 4, n. 1, lett. a), della direttiva del Consiglio 19 dicembre
principale, ha pronunciato, il 13 aprile 2000, una sentenza il                 1977, 77/799/CEE, relativa alla reciproca assistenza fra le autorità
cui dispositivo è del seguente tenore:                                         competenti degli Stati Membri nel settore delle imposte dirette,
                                                                               dev’essere interpretato nel modo seguente:
L’art. 52 del Trattato (divenuto, in seguito a modifica, art. 43 CE)
osta alla normativa tributaria di uno Stato membro — come quella               — Non è necessario che l’esonero o la riduzione di imposte cui esso
di cui trattasi nella causa a qua — la quale, nel caso in cui una                   si riferisce figurino in un atto esplicito dell’autorità competente di
partecipazione nel capitale di una società conferisca al detentore di               un altro Stato membro.
azioni un’influenza sicura sulle decisioni della società e gli consenta
di indirizzarne le attività,                                                   — L’espressione «riduzione o esonero anormali» si riferisce a
                                                                                    un’ingiustificata riduzione di imposte in un altro Stato membro.
— conceda ai cittadini degli Stati membri che risiedono sul
     suo territorio un’esenzione totale o parziale dall’imposta sul            (1) GU C 48 del 20.2.1999.
     patrimonio a fronte del patrimonio investito in azioni nella
     società;
— ma subordini tale esenzione al presupposto che la partecipazione
     sia detenuta in una società stabilita nello Stato membro
     interessato, negandola invece ai detentori di azioni di società
     stabilite in altri Stati membri.                                                               SENTENZA DELLA CORTE
                                                                                                            (Terza Sezione)
(1) GU C 278 del 5.9.1998.
                                                                                                             13 aprile 2000
                                                                               nella causa C-123/99: Commissione delle Comunità euro-
                                                                                                 pee contro Repubblica ellenica (1)
                    SENTENZA DELLA CORTE
                                                                               («Inadempimento di uno Stato — Omessa trasposizione della
                             (Prima Sezione)                                                              direttiva 94/62/CE»)
                              13 aprile 2000                                                                (2000/C 192/10)
nella causa C-420/98 (domanda di pronuncia pregiudiziale                                               (Lingua processuale: il greco)
del Raad van State dei Paesi Bassi): W.N. contro Staatsse-
                       cretaris van Financiën (1)
                                                                               (Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
(«Ravvicinamento delle legislazioni — Direttiva 77/799/CEE                                     «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
— Reciproca assistenza fra le autorità competenti degli
Stati membri nel settore delle imposte dirette — Scambio                       Nella causa C-123/99, Commissione delle Comunità europee
                     spontaneo di informazioni»)                               (agenti: signora Maria Condor-Durande), contro Repubblica
                                                                               ellenica (agenti: signore N. Dafniou e D. Tsagkaraki), avente ad
                            (2000/C 192/09)                                    oggetto il ricorso diretto a far dichiarare che la Repubblica
                                                                               ellenica, non avendo comunicato le disposizioni legislative,
                                                                               regolamentari ed amministrative necessarie per conformarsi
                      (Lingua processuale: l’olandese)                         alla direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 20 dicem-
                                                                               bre 1994, 94/62/CE, sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella        (GU L 365, pag. 10), ovvero non avendo adottato le misure
               «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)                    necessarie per conformarsi, è venuta meno agli obblighi ad
                                                                               essa incombenti ai sensi del Trattato CE e della direttiva
Nel procedimento C-420/98, avente ad oggetto la domanda                        medesima, la Corte (Terza Sezione), composta dai signori
di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma                        J.C. Moitinho de Almeida, presidente di sezione, C. Gulmann e
dell’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal Raad                 signora F. Macken (relatore), giudici ; avvocato generale:
van State dei Paesi Bassi nella causa dinanzi ad esso pendente                 P. Léger, cancelliere: R. Grass, ha pronunciato, il 13 aprile
tra W.N. e Staatssecretaris van Financiën, domanda vertente                    2000, una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
 ---pagebreak--- C 192/6                  IT                         Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                              8.7.2000
1) La Repubblica ellenica, non avendo emanato, entro il termine                    un’esclusione chiarificatrice (escludendo qualsiasi diritto
    prescritto, le disposizioni legislative, regolamentari ed ammini-              esclusivo nell’espressione «COMPANY» e «LINE»).
    strative necessarie per conformarsi alla direttiva del Parlamento
    europeo e del Consiglio 20 dicembre 1994, 94/62/CE, sugli                      Nulla nelle decisioni impugnate indica che si sia tenuto
    imballaggi e i rifiuti di imballaggio, ovvero non avendo adottato              conto della disposizione di rettifica contenuta nell’art. 12,
    le misure necessarie per conformarvisi, è venuta meno agli                     lett. b), del regolamento n. 40/94. Nel caso del contrasse-
    obblighi ad essa incombenti ai sensi del Trattato CE e della                   gno «COMPANY LINE», questo può spiegare perché i
    direttiva medesima.                                                            motivi di esclusione indicati nell’art. 7, n. 1, lett. b) e c), del
                                                                                   regolamento n. 40/94 sono stati valutati in base a criteri
2) La Repubblica ellenica è condannata alle spese.                                 eccessivamente restrittivi.
(1) GU C 188 del 3.7.1999.
                                                                                   Il Tribunale di primo grado ha erroneamente omesso di
                                                                                   tener conto dell’omissione del convenuto, contrariamente
                                                                                   all’art. 38, nn. 2 e 3 del regolamento n. 40/94, alla rego-
                                                                                   la 11, n. 2 della normativa di attuazione e al punto 8.13.2
Ricorso avverso la sentenza pronunciata dal Tribunale di                           degli orientamenti per l’esame, di introdurre una esclusio-
primo grado delle Comunità europee (Quarta Sezione) il                             ne. Nel pervenire alla sua decisione circa i motivi di
12 gennaio 2000, nella causa T-19/99, DKV Deutsche                                 esclusione esposti nell’art. 7, n. 1, del regolamento
Krankenversicherung AG contro Ufficio per l’armonizza-                             n. 40/94, il Tribunale di primo grado ha erroneamente
zione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli),                             omesso di tener conto, inoltre, della prassi di registrazione
presentato dalla DKV Deutsche Krankenversicherung AG                               seguita in tutti gli Stati membri della Comunità.
                          il 20 marzo 2000
                                                                              — Violazione del diritto sostanziale, eccesso di potere: La
                         (Causa C-104/00 P)                                        ricorrente ritiene che le contraddizioni e le omissioni da
                                                                                   parte del convenuto dimostrano chiaramente ed obiettiva-
                           (2000/C 192/11)                                         mente che il fine decisivo della decisione impugnata era di
Il 20 marzo 2000, la DKV Deutsche Krankenversicherung AG,                          rifiutare la registrazione del contrassegno «COMPANY
con l’avv. S. v. Petersdorff-Campen, dello studio von Rospatt,                     LINE» in determinate circostanze, senza tener conto della
von der Osten, Pross, Kaiser-Friedrich-Ring 56, D-40547                            situazione giuridica e dell’obbligo del convenuto di pro-
Düsseldorf, con la collaborazione di A. Maxton, consulente                         muovere l’armonizzazione. L’argomento meramente for-
in materia di brevetti dello studio Maxton & Langmaack,                            male secondo cui la coesistenza del diritto dei marchi
Goldsteinstraße 93, D-50968 Colonia, con domicilio eletto in                       comunitario e dei diritti dei marchi degli Stati membri non
Lussemburgo presso l’avv. M. Loesch, dello studio De Bandt,                        è convincente, poiché l’Ufficio per l’armonizzazione è
van Heckel, Lagae & Loesch, 11, rue Goethe, L-1011 Lussem-                         pervenuto alla sua decisione senza alcun obiettivo accerta-
burgo ha presentato dinanzi alla Corte di giustizia delle                          mento dei fatti, sopratutto in relazione alla prassi decisiona-
Comunità europee un ricorso avverso la sentenza pronunciata                        le seguita nel Regno Unito, ed ha omesso di bilanciare e
dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Quarta                        riconciliare gli interessi coinvolti in un modo tale da
Sezione) il 12 gennaio 2000, nella causa T-19/99, DKV                              soddisfare il suo obbligo di assicurare la coesistenza.
Deutsche Krankenversicherung AG contro l’Ufficio per l’armo-
nizzazione nel mercato interno (marchi, disegni e modelli).
La ricorrente conclude che la Corte voglia:
— Annullare le decisioni impugnate;
— Condannare il convenuto alle spese.                                         Ricorso del Regno di Spagna contro la Commissione delle
                                                                                     Comunità europee, presentato il 27 marzo 2000
Motivi e principali argomenti
— Violazione del diritto sostanziale e in particolare dell’art. 7,                                      (Causa C-114/00)
    n. 1, lett. b), del Consiglio n. 40/94: Sono stati applicati
    criteri eccessivamente restrittivi nel determinare l’idoneità                                        (2000/C 192/12)
    alla registrazione del contrassegno «COMPANY LINE».
    Invece di valutare l’impressione generale prodotta dal                    Il 27 marzo 2000, il Regno di Spagna, rappresentato dall’avv.
    contrassegno «COMPANY LINE», le decisioni impugnate si                    Santiago Ortiz Vaamonde, Abogado del Estado, in qualità di
    sono limitate a considerare isolatamente gli elementi                     agente, con domicilio eletto in Lussemburgo presso l’ambascia-
    verbali «COMPANY» e «LINE» che insieme costituiscono il                   ta del Regno di Spagna, 4-6, boulevard E. Servais, ha proposto
    contrassegno. Gli asseriti possibili numerosi significati che             dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità europee un
    si attribuiscono alle parole mediante associazione non                    ricorso contro la Commissione delle Comunità europee.
    risultano. In considerazione della prassi di registrazione
    seguita negli Stati membri della Comunità (compresi gli                   Il ricorrente chiede che la Corte voglia:
    Stati membri anglofoni) e in considerazione della prassi
    decisionale del convenuto in relazione a contrassegni                     1. dichiarare la nullità della decisione della Commissione
    analoghi, la registrazione del contrassegno, «COMPANY                          22 dicembre 1999, relativa ad aiuti al finanziamento del
    LINE» non avrebbe dovuto essere rifiutata ai sensi del-                        capitale circolante per il settore agricolo di Extremadura;
    l’art. 7, n. 1, lett. b), del regolamento n. 40/94. Non si è
    fatto uso della possibilità di registrare il contrassegno con             2. condannare l’istituzione convenuta alle spese.