CELEX: C1998/278/33
Language: it
Date: 1998-09-05 00:00:00
Title: Ricorso della Dorsch Consult Ingenieurgesellschaft mbH avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee (Seconda Sezione) 28 aprile 1998 nella causa T-184/95, Dorsch Consult Ingenieurgesellschaft mbH contro Consiglio dell'Unione europea e Commissione delle Comunità europee, proposto il 6 luglio 1998 (Causa C-237/98 P)

5.9.98                IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                   C 278/19
Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dall'Arbets-             5. Se ai fini della soluzione della quarta questione debba
domstol il 2 luglio 1998, nella causa: Jämställdhetsom-                   darsi importanza al fatto che le ostetriche, contraria-
  budsmann Lena Svenaeus contro Örebro läns landsting                     mente al tecnico ospedaliero, prestano un'attivitaÁ lavo-
                      (Causa C-236/98)                                    rativa a turno che daÁ contrattualmente diritto ad una
                                                                          riduzione dell'orario di lavoro.
                        (98/C 278/32)
                                                                     (1) GU L 45 del 19.2.1975, pag. 19.
Con sentenza 2 luglio 1998, pervenuta nella cancelleria
della Corte il 6 luglio 1998, nella causa Jämställdhetsom-
budsmann Lena Svenaeus contro Örebro läns landsting,
l'Arbetsdomstol ha sottoposto alla Corte di giustizia delle
ComunitaÁ europee le seguenti questioni pregiudiziali:
                                                                     Ricorso della Dorsch Consult Ingenieurgesellschaft mbH
1. Se un'indennitaÁ per orari di lavoro disagiati rientri, ai        avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle
    sensi dell'art. 119 del Trattato di Roma e della diret-          ComunitaÁ europee (Seconda Sezione) 28 aprile 1998 nella
    tiva del Consiglio 75/117/CEE (1), per il ravvicina-             causa T-184/95, Dorsch Consult Ingenieurgesellschaft
    mento delle legislazioni degli Stati membri relative             mbH contro Consiglio dell'Unione europea e Commis-
    all'applicazione del principio della paritaÁ delle retribu-        sione delle ComunitaÁ europee, proposto il 6 luglio 1998
    zioni fra i lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso                            (Causa C-237/98 P)
    femminile, nella base di calcolo per il raffronto delle
                                                                                             (98/C 278/33)
    retribuzioni quanto viene fatta valere una discrimina-
    zione salariale. Quale sia l'importanza del fatto che
    l'indennitaÁ per orari disagiati varia da un mese all'al-        Il 6 luglio 1998 la Dorsch Consult Ingenieurgesellschaft
    tro a seconda del piano di lavoro fissato.                       mbH, societaÁ di diritto tedesco con sede in Monaco di
                                                                     Baviera (Germania), rappresentata dal prof. Karl M.
2. Se ai fini della soluzione della prima questione debba            Meessen, con domicilio eletto in Lussemburgo presso lo
    darsi importanza al fatto che le ostetriche debbono              studio dell'avv. Patrick Kinsch, 100, boulevard de la
    regolarmente lavorare secondo orari di lavoro che                PeÂtrusse, L-2320 Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla
    danno diritto all'indennitaÁ per orari di lavoro disagiati,      Corte di giustizia delle ComunitaÁ europee, un ricorso
    mentre il tecnico ospedaliero non effettua regolar-              avverso la sentenza del Tribunale di primo grado delle
    mente prestazioni lavorative in base ad orari che diano          ComunitaÁ europee (Seconda Sezione) 28 aprile 1998 nella
    diritto a tale indennitaÁ.                                       causa T-184/95, Dorsch Consult Ingenieurgesellschaft
                                                                     mbH contro Consiglio dell'Unione europea e Commissione
                                                                     delle ComunitaÁ europee.
3. Se al fatto che un'indennitaÁ per orari di lavoro disa-
    giati faccia parte, ai sensi del diritto nazionale, dello
    stipendio base per la determinazione della pensione,             La ricorrente chiede che la Corte voglia:
    dell'indennitaÁ di malattia, del risarcimento danni e di
    altre indennitaÁ collegate alla retribuzione debba darsi         1) annullare la sentenza del Tribunale di primo grado
    rilevanza ai fini della soluzione della questione se                  28 aprile 1998, causa T-184/95 (1);
    un'indennitaÁ per orari di lavoro disagiati faccia parte
    della base di calcolo per il raffronto delle restribuzioni
    quando viene fatta valere una discriminazione sala-              2) accogliere la domanda;
    riale.
                                                                     3) in subordine, rinviare il giudizio dinanzi al Tribunale
4. Se una riduzione dell'orario di lavoro Ð di valore pari                di primo grado e
    alla diversa durata dell'orario di lavoro per un turno a
    tre giornaliero e continuato Ð ai sensi dell'art. 119 del
                                                                     4) condannare le ricorrenti e resistenti alle spese di giudi-
    Trattato di Roma e della direttiva del Consiglio 75/
                                                                          zio.
    117/CEE, per il ravvicinamento delle legislazioni degli
    Stati membri relative all'applicazione del principio
    della paritaÁ delle retribuzioni tra i lavoratori di sesso       Motivi e principali argomenti
    maschile e quelli di sesso femminile, debba essere presa
    in considerazione in un raffronto di retribuzioni
                                                                     (Sulla domanda relativa all'esistenza di un danno effettivo
    quando viene fatta valere una discriminazione sala-
                                                                     e certo)
    riale. In caso di soluzione affermativa: quale impor-
    tanza abbia il fatto che il lavoro a orario ridotto pre-
    stato secondo uno schema di turno continuo a tre con-            Ð Il giudizio del Tribunale, secondo il quale le circo-
    figuri, in base al contratto collettivo, un lavoro a                  stanze da esso accertate non dovrebbero essere qualifi-
    tempo pieno. Qualora la riduzione dell'orario di                      cate come «danno effettivo e certo», sarebbe giuridica-
    lavoro debba essere considerata un valore a seÂ, se in                mente errato. Una corretta qualificazione porterebbe a
    tal caso detto valore faccia parte dello stipendio men-               concludere che dai fatti accertati in sede di sentenza o
    sile fisso in contanti o costituisca un'indennitaÁ speci-             di verbale d'udienza si ricaverebbe l'esistenza di un
    fica che deve rientrare nel raffronto fra le retribuzioni.            danno del genere.
 ---pagebreak--- C 278/20               IT                    Gazzetta ufficiale delle ComunitaÁ europee                                       5.9.98
Ð Il suddetto giudizio del Tribunale si fonderebbe esclusi-                tanto nel caso di specie chiedere di essere risarcita per
    vamente su motivazioni le quali o sarebbero irrilevanti,               intero, poicheÂ il legislatore comunitario avrebbe
    o sarebbero espressione di opinioni giuridiche errate o                omesso di esercitare il suo potere discrezionale in sede
    altererebbero in modo giuridicamente viziato il quadro                 di determinazione dell'ammontare del danno.
    fattuale ricavabile dalla sentenza e dagli atti di causa.
                                                                      (1) GU C 184 del 13.6.1998, pag. 9.
Ð (In subordine) Il Tribunale avrebbe omesso di cercare
    di spiegare i lati oscuri dellla situazione oggettiva da
    esso stesso rilevati, poicheÂ non avrebbe ammesso le
    prove rilevanti prodotte dall'attrice, non le avrebbe
    esaminate e, in parte, non le avrebbe nemmeno men-
    zionate.                                                          Ricorso della Commissione delle ComunitaÁ europee contro
                                                                             la Repubblica francese proposto il 7 luglio 1998
(Sulla domanda relativa al nesso causale diretto e prevedi-                                   (Causa C-239/98)
bile)
                                                                                                (98/C 278/34)
Ð Il giudizio del Tribunale, secondo il quale le circo-
    stanze da esso accertate non dovrebbero essere qualifi-           Il 7 luglio 1998 la Commissione delle ComunitaÁ europee,
    cate come «un nesso di causalitaÁ diretto (e prevedibile)         rappresentata dalla signora Christina Tufvesson, consi-
    tra il danno fatto valere e l'adozione del regolamento            gliere giuridico, e dal signor Bernard Mongin, membro del
    n. 2340/90», sarebbe giuridicamente errato. Una cor-              servizio giuridico, in qualitaÁ di agenti, con domicilio eletto
    retta qualificazione porterebbe a concludere che dai              in Lussemburgo presso il signor Carlos Gómez de la Cruz,
    fatti accertati dal Tribunale si ricaverebbe l'esistenza di       Centre Wagner, Kirchberg, ha proposto dinanzi alla Corte
    un nesso causale del genere.                                      di giustizia delle ComunitaÁ europee un ricorso contro la
                                                                      Repubblica francese.
Ð I motivi addotti dal Tribunale a giustificazione del sud-
    detto giudizio sarebbero o irrilevanti, o fondati su opi-         La Commissione delle ComunitaÁ europee conclude che la
    nioni giuridiche errate o non potrebbero essere utiliz-           Corte voglia:
    zati se non a prezzo di una ricostruzione delle circo-
    stanze giuridicamente inammissibile.
                                                                      Ð dichiarare che la Repubblica francese, avendo omesso
                                                                           di adottare (e far entrare in vigore) e di comunicare
Ð (In subordine) Il Tribunale avrebbe omesso di cercare                    tutte le disposizioni legislative, regolamentari e ammi-
    di chiarire i lati oscuri della situazione di fatto da esso            nistrative necessarie per conformarsi completamente
    stesso rilevati, poicheÂ non avrebbe ammesso le prove                  alla direttiva del Consiglio 18 giugno 1992, 92/49/
    rilevanti prodotti dall'attrice, non le avrebbe esaminate              CEE, che coordina le disposizioni legislative, regola-
    e, in parte, non le avrebbe nemmeno menzionate.                        mentari ed amministrative riguardanti l'assicurazione
                                                                           diretta diversa dall'assicurazione sulla vita e che modi-
                                                                           fica le direttive 73/239/CEE e 88/357/CEE (terza diret-
(Sulla domanda relativa al danno anomalo e speciale)                       tiva «assicurazione non vita») (1) ed alla direttiva del
                                                                           Consiglio 10 novembre 1992, 92/96/CEE, che coor-
                                                                           dina le disposizioni legislative, regolamentari ed ammi-
Ð Una corretta qualificazione porterebbe a concludere                      nistrative riguardanti l'assicurazione diretta diversa
    che dagli accertamenti compiuti dal Tribunale si rica-                 dall'assicurazione sulla vita e che modifica le direttive
    verebbe l'esistenza di un danno anomalo e speciale.                    79/267/CEE e 90/619/CEE (terza direttiva «assicura-
                                                                           zione vita») (2), ed in particolare avendo omesso di tra-
(Sulla domanda in subordine avente ad oggetto il risarci-                  sporre dette direttive per quanto riguarda le «mutuel-
mento del danno derivante da atto lecito)                                  les» disciplinate dal code de la mutualiteÂ, eÁ venuta
                                                                           meno agli obblighi ad essa incombenti in forza del
                                                                           Trattato CE e di dette direttive; e
Ð Il giudizio formulato dal Tribunale, secondo il quale la
    domanda introdotta mediante l'azione non potrebbe
    fondarsi sull'argomento dedotto in subordine dall'at-             Ð condannare la Repubblica francese alle spese.
    trice con riferimento all'ammontare del danno, giaÁ per
    il solo fatto che, a rigore, un diritto al risarcimento di        Motivi e principali argomenti
    un danno derivante da atto lecito non sussisterebbe, si
    baserebbe su un errore di diritto. L'attrice, la quale
    non ha proposto una domanda in subordine, bensì, in               La trasposizione delle direttive 92/49/CEE e 92/96/CEE da
    base a quanto risulta dagli atti, ha soltanto proposto            parte della Francia eÁ incompleta poicheÂ non eÁ stata estesa
    un argomento in subordine a sostegno della sua                    alle «mutuelles» disciplinate dal code de la mutualiteÂ, ai
    domanda, contrariamente al giudizio del Tribunale                 sensi degli artt. 8 modificati delle direttive 73/239/CEE (3)
    avrebbe quanto meno diritto, a rigore, al risarcimento            e 79/267/CEE (4). La sola comunicazione di un progetto di
    di un danno derivante da atto lecito e potrebbe per-              legge non ancora approvato e ancora in discussione con