CELEX: C2002/109/03
Language: it
Date: 2002-05-04 00:00:00
Title: Sentenza della Corte (Quinta Sezione) 7 marzo 2002 nella causa C-145/99: Commissione delle Comunità europee contro Repubblica italiana ("Inadempimento di uno Stato — Artt. 52 e 59 del Trattato CE (divenuti, in seguito a modifica, artt. 43 CE e 49 CE) — Direttiva 89/48/CEE — Accesso alla professione di avvocato ed esercizio della stessa")

C 109/2                  IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                4.5.2002
dell’art. 177 del Trattato CE (divenuto art. 234 CE), dal Pretore            italiana (agente: sig. U. Leanza, assistito dal sig.ra F. Quadri),
di Pinerolo nel procedimento penale dinanzi ad esso pendente                 avente ad oggetto il ricorso diretto a far dichiarare che:
contro Manuele Arduino, con l’intervento di: Diego Dessi,
Giovanni Bertolotto e Compagnia Assicuratrice RAS SpA,                       —     mantenendo, in violazione dell’art. 59 del Trattato CE
domanda vertente sull’interpretazione dell’art. 85 del Trattato                    (divenuto, in seguito a modifica, art. 49 CE), il divieto
CE (divenuto art. 81 CE), la Corte, composta dai                                   generale imposto agli avvocati stabiliti in altri Stati
sigg. G.C. Rodrı́guez Iglesias, Presidente, P. Jann, dalle                         membri ed esercitanti in Italia in regime di libera presta-
sig.re F. Macken e N. Colneric, dal sig. S. von Bahr, presidenti                   zione di servizi di disporre in tale Stato dell’infrastruttura
di sezione, e dai sigg. C. Gulmann, D.A.O. Edward, A. La                           necessaria all’effettuazione delle loro prestazioni,
Pergola, J.-P. Puissochet, M. Wathelet (relatore), R. Schintgen,
V. Skouris e J.N. Cunha Rodrigues, giudici, avvocato generale:
P. Léger cancelliere: H.A. Rühl, amministratore principale, ha               —     subordinando, in violazione dell’art. 52 del Trattato CE
pronunciato il 19 febbraio 2002 una sentenza il cui dispositivo                    (divenuto, in seguito a modifica, art. 43 CE), l’iscrizione
è del seguente tenore:                                                             come avvocato ad un albo italiano al possesso della
                                                                                   cittadinanza italiana ed al possesso di qualifiche acquisite
                                                                                   esclusivamente in Italia, nonché al mantenimento della
Gli artt. 5 e 85 del Trattato CE (divenuti artt. 10 CE e 81 CE) non                residenza in una circoscrizione giudiziaria italiana,
ostano all’adozione da parte di uno Stato membro di una misura
legislativa o regolamentare che approvi, sulla base di un progetto           —     applicando in forma discriminatoria nei confronti degli
stabilito da un ordine professionale forense, una tariffa che fissa dei            avvocati provenienti da altri Stati membri le «misure
minimi e dei massimi per gli onorari dei membri dell’ordine, qualora               compensative» (prova attitudinale) previste dall’art. 4 della
tale misura statale sia adottata nell’ambito di un procedimento come               direttiva del Consiglio 21 dicembre 1988, 89/48/CEE,
quello previsto dal regio decreto legge 27 novembre 1933, n. 1578,                 relativa ad un sistema generale di riconoscimento dei
come modificato.                                                                   diplomi di istruzione superiore che sanciscono formazio-
                                                                                   ni professionali di una durata minima di tre anni (GU
                                                                                   1989, L 19, pag. 16), e
(1) GU C 100 del 10.4.1999.
                                                                             —     recependo in maniera incompleta la direttiva 89/48,
                                                                                   stante l’assenza di una regolamentazione che stabilisce
                                                                                   le modalità della prova attitudinale per gli avvocati
                                                                                   provenienti da altri Stati membri, la Repubblica italiana è
                                                                                   venuta meno agli obblighi ad essa imposti dagli artt. 52 e
                                                                                   59 del Trattato nonché alla direttiva 89/48,
                                                                             la Corte (Quinta Sezione), composta dai sigg. S. von Bahr,
                  SENTENZA DELLA CORTE                                       presidente della Quarta Sezione, facente funzione di presidente
                                                                             della Quinta Sezione, D.A.O. Edward (relatore), A. La Pergola,
                                                                             M. Wathelet e C.W.A. Timmermans, giudici, avvocato generale:
                          (Quinta Sezione)                                   sig.ra C. Stix-Hackl cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministrato-
                                                                             re, ha pronunciato il 7 marzo 2002 una sentenza il cui
                                                                             dispositivo è del seguente tenore:
                            7 marzo 2002
                                                                             1)    mantenendo, in violazione dell’art. 59 del Trattato CE (divenu-
nella causa C-145/99: Commissione delle Comunità euro-                             to, in seguito a modifica, art. 49 CE), il divieto generale
                pee contro Repubblica italiana (1)                                 imposto agli avvocati stabiliti in altri Stati membri ed esercitanti
                                                                                   in Italia in regime di libera prestazione di servizi di disporre in
                                                                                   tale Stato dell’infrastruttura necessaria all’effettuazione delle
(«Inadempimento di uno Stato — Artt. 52 e 59 del Trattato                          loro prestazioni,
CE (divenuti, in seguito a modifica, artt. 43 CE e 49 CE) —
Direttiva 89/48/CEE — Accesso alla professione di avvocato                         —     obbligando, in violazione dell’art. 52 del Trattato CE
                     ed esercizio della stessa»)                                         (divenuto, in seguito a modifica, art. 43 CE), gli avvocati
                                                                                         a risiedere nella circoscrizione del tribunale da cui dipende
                                                                                         l’albo al quale essi sono iscritti, e
                           (2002/C 109/03)
                                                                                   —     recependo in maniera incompleta la direttiva del Consiglio
                    (Lingua processuale: l’italiano)                                     21 dicembre 1998, 89/48/CEE, relativa ad un sistema
                                                                                         generale di riconoscimento dei diplomi di istruzione
                                                                                         superiore che sanciscono formazioni professionali di una
                                                                                         durata minima di tre anni, stante l’assenza di una
                                                                                         regolamentazione che stabilisce le modalità della prova
Nella causa C-145/99, Commissione delle Comunità europee                                 attitudinale per gli avvocati provenienti da altri Stati
(agenti: sigg. E. Traversa e B. Mongin) contro Repubblica                                membri,
 ---pagebreak--- 4.5.2002                    IT                        Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                                   C 109/3
       —      la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad             (divenuti, in seguito a modifica, artt. 39 CE e 42 CE), la Corte
              essa imposti dagli artt. 52 e 59 del Trattato nonché alla         (Sesta Sezione), composta dalla sig.ra F. Macken, presidente di
              direttiva 89/48.                                                  sezione, dalla sig.ra N. Colneric e dai sigg. J.-P. Puissochet
                                                                                (relatore), R. Schintgen e V. Skouris, giudici, avvocato generale:
2)     Per il resto il ricorso è respinto.                                      J. Mischo cancelliere: R. Grass, ha pronunciato il 5 febbraio
                                                                                2002 una sentenza il cui dispositivo è del seguente tenore:
3)     La Repubblica italiana e la Commissione delle Comunità
       europee sopporteranno le proprie spese.
(1) GU C 188 del 3.7.1999.                                                      1)    I principi affermati dalla Corte nella sentenza 7 febbraio 1991,
                                                                                      causa C-227/89, Rönfeldt, che consentono di disapplicare le
                                                                                      disposizioni del regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno
                                                                                      1971, n. 1408, relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza
                                                                                      sociale ai lavoratori subordinati e ai loro familiari che si
                                                                                      spostano all’interno della Comunità, per continuare ad applicare
                                                                                      al lavoratore cittadino di uno Stato membro una convenzione
                     SENTENZA DELLA CORTE                                             bilaterale cui detto regolamento di regola si è sostituito, valgono
                                                                                      anche qualora tale lavoratore abbia esercitato il diritto di libera
                                                                                      circolazione prima dell’entrata in vigore del detto regolamento e
                              (Sesta Sezione)                                         prima che il Trattato CE fosse vigente nel suo Stato membro di
                                                                                      origine.
                             5 febbraio 2002
nella causa C-277/99 (domanda d i pronuncia pregiudiziale
                                                                                2)    Se i periodi assicurativi o lavorativi che conferiscono al
del Verwaltungsgerichtshof): Doris Kaske contro Landes-
                                                                                      lavoratore cittadino di uno Stato membro il diritto al sussidio
       geschäftsstelle des Arbeitsmarktservice Wien (1)
                                                                                      di disoccupazione da lui richiesto hanno cominciato a decorrere
                                                                                      prima dell’entrata in vigore del regolamento n. 1408/71, la
(«Previdenza sociale dei lavoratori migranti — Assicurazione                          sua situazione dev’essere valutata con riguardo alle disposizioni
contro la disoccupazione — Sostituzione delle convenzioni                             della convenzione bilaterale per tutto il periodo durante il quale
previdenziali stipulate fra Stati membri con il regolamento                           egli ha esercitato il suo diritto di libera circolazione e prendendo
(CEE) n. 1408/71 — Mantenimento dei vantaggi garantiti                                in considerazione l’insieme dei periodi assicurativi o lavorativi
anteriormente dall’azione congiunta della normativa nazio-                            da lui maturati, senza distinguere a seconda che tali periodi
nale e delle convenzioni — Libertà di circolazione dei                                siano precedenti o successivi all’entrata in vigore del Trattato e
                                 lavoratori»)                                         del regolamento n. 1408/71 nello Stato membro di origine del
                                                                                      lavoratore. Se, per contro, dopo essersi avvalso di tutti i diritti
                             (2002/C 109/04)                                          che traeva dalla convenzione, l’interessato esercita nuovamente
                                                                                      il suo diritto alla libera circolazione e se matura nuovi periodi
                                                                                      assicurativi o lavorativi collocati esclusivamente dopo l’entrata
                       (Lingua processuale: il tedesco)                               in vigore del regolamento n. 1408/71, la sua nuova situazione
                                                                                      è disciplinata da questo regolamento.
(Traduzione provvisoria; la traduzione definitiva sarà pubblicata nella
                «Raccolta della giurisprudenza della Corte»)
                                                                                3)    Un diritto nazionale può stabilire norme più favorevoli di quelle
                                                                                      del diritto comunitario, purché esse rispettino i principi di detto
Nel procedimento C-277/99, avente ad oggetto la domanda di                            diritto. La normativa di uno Stato membro che privilegi, tenuto
pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, ai sensi del-                            conto delle condizioni per fruire di un sussidio di disoccupazione,
l’art. 234 CE, dal Verwaltungsgerichtshof (Austria) nella causa                       i lavoratori che hanno soggiornato quindici anni nel territorio
dinanzi ad esso pendente tra Doris Kaske e Landesgeschäftsstel-                       di detto Stato membro prima della loro ultima occupazione
le des Arbeitsmarktservice Wien, domanda vertente sulla                               all’estero è incompatibile con l’art. 48 del Trattato.
possibilità di applicare la convenzione relativa all’assicurazione
contro la disoccupazione stipulata fra la Repubblica federale di
Germania e la Repubblica d’Austria concernente le prestazioni
di disoccupazione in luogo degli artt. 3, 6, 67 e 71 del
regolamento (CEE) del Consiglio 14 giugno 1971, n. 1408,
                                                                                (1) GU C 281 del 2.10.1999.
relativo all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai
lavoratori subordinati e ai loro familiari che si spostano
all’interno della Comunità (GU L 149, pag. 2), mediante
trasposizione alle prestazioni di assicurazione contro la disoc-
cupazione dei principi affermati nella sentenza 7 febbraio
1991, causa C-227/89, Rönfeldt (Racc. pag. I-323), e vertente,
inoltre, sull’interpretazione degli artt. 48 e 51 del Trattato CE