CELEX: C2001/134/11
Language: it
Date: 2001-05-05 00:00:00
Title: Causa C-94/01 P: Ricorso proposto il 26 febbraio 2001 da La Poste contro la sentenza emessa il 14 dicembre 2000 dalla Quarta Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella causa T-613/97 tra Union française de l'express (Ufex), DHL International, Federal express international (Francia), CRIE e la Commissione delle Comunità europee, sostenuta da Repubblica francese, Chronopost SA e La Poste

5.5.2001                IT                       Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                         C 134/7
—     condannare il Regno Unito a pagare alla Commissione                  Ricorso proposto il 26 febbraio 2001 da La Poste contro
      delle Comunità europee, nel conto «Risorse proprie della             la sentenza emessa il 14 dicembre 2000 dalla Quarta
      Comunità» la penale di euro 106 800 per ogni giorno di               Sezione del Tribunale di primo grado delle Comunità
      ritardo nell’adozione delle misure necessarie per dare               europee nella causa T-613/97 tra Union française de
      esecuzione alla sentenza relativa alla causa C-56/90, a              l’express (Ufex), DHL International, Federal express inter-
      partire dal giorno in cui sarà stata emessa la presente              national (Francia), CRIE e la Commissione delle Comunità
      sentenza e fino al momento in cui la sentenza relativa               europee, sostenuta da Repubblica francese, Chronopost
      alla causa C-56/90 non avrà avuto esecuzione;                                                  SA e La Poste
—     condannare il Regno Unito alle spese.                                                        (Causa C-94/01 P)
                                                                                                    (2001/C 134/11)
Motivi e principali argomenti
                                                                           Il 26 febbraio 2001 La Poste, con l’avv. H. Lehman, con
                                                                           domicilio eletto in Lussemburgo, ha proposto, dinanzi alla
                                                                           Corte di giustizia delle Comunità europee un ricorso contro la
Nella sentenza 14 luglio 1993, causa C-56/90 (Racc. pag. I-
4109) la Corte ha dichiarato che, non adottando tutte le                   sentenza emessa il 14 dicembre 2000 dalla Quarta Sezione del
misure necessarie per fare in modo che le acque di balneazione             Tribunale di primo grado delle Comunità europee nella
                                                                           causa T-613/97 tra Union française de l’express (Ufex), DHL
di Blackpool e quelle adiacenti a Southport risultassero confor-
mi ai valori limite fissati a norma dell’art. 3 della direttiva del        International, Federal express international (Francia), CRIE e la
Consiglio 8 dicembre 1975, 76/160/CEE concernente la                       Commissione delle Comunità europee, sostenuta da Repubbli-
                                                                           ca francese, Chronopost SA e La Poste.
qualità delle acque di balneazione, il Regno Unito è venuto
meno agli obblighi che gli incombono ai sensi del Trattato CE.
                                                                           La ricorrente chiede che la Corte voglia:
L’art. 228, n. 1, del Trattato prescrive che uno Stato membro
è tenuto a prendere i provvedimenti necessari che richiede                 —     annullare la sentenza del Tribunale di primo grado
l’esecuzione di una sentenza con la quale la Corte ha dichiarato                 14 dicembre 2000, con la quale è stato annullato l’art. 1
che esso è venuto meno agli obblighi derivantigli dal Trattato.                  della decisione della Commissione 1o ottobre 1997,
                                                                                 98/365/CE, relativa a presunti aiuti della Francia a favore
                                                                                 della società SFMI-Chronopost (1), nella parte in cui tale
Non può esservi dubbio alcuno che nella presente causa il                       articolo constata che l’assistenza logistica e commerciale
Regno Unito avrebbe dovuto adottare già da molto tempo                           fornita da La Poste alla sua controllata SFMI-Chronopost
tutte le misure necessarie per fare in modo che le acque di                      non costituisce un aiuto di Stato a favore della SFMI-
balneazione di Blackpool e quelle adiacenti a Southport                          Chronopost.
risultassero conformi ai valori limite fissati ai sensi dell’art. 3
della direttiva sopra menzionata. Sono già passati più di sei              —     condannare l’Union française de l’express e le società
anni da quando la Corte ha emesso la sua sentenza a seguito                      DHL International, Federal express international e CRIE a
del parere motivato allora formulato dalla Commissione. Da                       pagare le spese sostenute da La Poste dinanzi al Tribunale
quell’epoca sei delle nove acque di balneazione di cui trattasi                  e alla Corte.
non sono state rese conformi alla direttiva.
Conformemente all’art. 228, n. 2, del Trattato CE, la Commis-              Motivi e principali argomenti
sione chiede che la Corte imponga al Regno Unito una penale
di euro 106 800 per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione
della sentenza della Corte relativa alla causa C-56/90, a partire          —     Motivazione contraddittoria e insufficiente:
dal giorno in cui la Corte avrà emesso la sua sentenza nella
presente causa.
                                                                                 La sentenza dichiara di applicare il test dell’investitore
                                                                                 privato, ma se ne distacca per seguire un metodo
                                                                                 consistente nel valutare l’impatto del servizio riservato.
                                                                                 Imponendo di prendere in considerazione un’impresa
(1) Direttiva del Consiglio 8 dicembre 1975 concernente la qualità               privata che non dispone di un settore riservato, il
    delle acque di balneazione (GU L 31 del 5.2.1976, pag. 1).                   Tribunale paragona il proprietario pubblico a un proprie-
                                                                                 tario privato che non dispone di un settore riservato, ma
                                                                                 non tratta il proprietario pubblico e quello privato
                                                                                 allo stesso modo. Infatti, un proprietario privato che
                                                                                 disponesse di un settore riservato non sarebbe affatto
                                                                                 obbligato a tenere in considerazione l’incidenza del
 ---pagebreak--- C 134/8                 IT                     Gazzetta ufficiale delle Comunità europee                                            5.5.2001
      suddetto settore riservato per fatturare prestazioni che           nità europee (Seconda Sezione) nella causa T-113/99, Galileo
      rientrano nel campo della concorrenza. Egli avrebbe                Company e Galileo International LLC, sostenute dalla Amadeus
      unicamente il dovere di conformarsi alla giurisprudenza            Global Travel Distribution SA, contro Consiglio dell’Unione
      Akzo (2), ossia a coprire quanto meno i suoi costi variabili.      europea, sostenuto dalla Commissione delle Comunità
                                                                         europee.
      La sentenza non spiega perché i diritti riservati hanno
      potuto influire sui costi, né come tale verifica avrebbe
      dovuto essere effettuata.
                                                                         Le ricorrenti chiedono che la Corte voglia:
—     Violazione dell’art. 88 CE:
                                                                         1)    Annullare l’ordinanza impugnata.
      La sentenza si oppone all’ampio potere discrezionale di
      cui la Commissione dispone di fronte a un provvedimento
      economicamente complesso. Tuttavia, dall’art. 88 CE
      deriva che la Commissione deve usufruire di un ampio               2)    Rigettare l’eccezione d’irricevibilità sollevata dal Consiglio
      potere discrezionale non solo per valutare la compatibilità              e sostenuta dalla Commissione come interveniente.
      di un aiuto di Stato con il mercato comune, ma anche
      per qualificare un provvedimento come aiuto di Stato
      allorché l’intervento statale abbia natura complessa.              3)    Dichiarare il ricorso ricevibile.
—     Violazione dell’art. 87 CE:
                                                                         4)    Rimettere la causa al Tribunale di primo grado perché lo
      La sentenza considera a torto che ogni vantaggio attribui-               stesso statuisca nel merito del ricorso.
      to dallo Stato costituisce un aiuto; orbene, solo un
      trasferimento di risorse finanziarie può essere qualificato
      in questo modo.                                                    5)    Condannare il Consiglio alle spese del presente appello
                                                                               ed alle spese relative alla definizione dell’eccezione d’irri-
      La sentenza ha snaturato la nozione di condizioni normali                cevibilità sollevata dal Consiglio, comprese le spese
      del mercato.                                                             sostenute per rispondere alla memoria d’intervento della
                                                                               Commissione.
(1) GU L 164 del 9.6.1998, pag. 37.
(2) Sentenza 13 luglio 1991, causa C-62/86 (Racc. pag. I-3359).
                                                                         Motivi e principali argomenti
                                                                         a)    Il Tribunale di primo grado, valutando che le ricorrenti
                                                                               sono prese in considerazione dalla disposizione contro-
                                                                               versa nella loro qualità obbiettiva di venditore del «siste-
                                                                               ma», allo stesso titolo di ogni altro venditore del sistema,
Ricorso della Galileo Company e della Galileo Internatio-                      ha commesso un errore di diritto sui punti seguenti:
nal LLC avverso l’ordinanza pronunciata il 15 dicembre
2000 dal Tribunale di primo grado delle Comunità euro-
pee (Seconda Sezione) nella causa T-113/99 (1), Galileo                        i)    Esso ha omesso di prendere in considerazione e di
Company e Galileo International, LLC, sostenute dalla                                applicare la giurisprudenza costante della Corte di
Amadeus Global Travel Distribution SA, contro Consiglio                              giustizia secondo la quale un operatore individuale
dell’Unione europea, sostenuto dalla Commissione delle                               che appartiene ad una cerchia di operatori che siano
                        Comunità europee                                             determinati ed individuabili al momento dell’adozio-
                                                                                     ne della misura contestata, può cionondimeno essere
                        (Causa C-96/01 P)                                            interessato individualmente da tale misura. Un tale
                                                                                     operatore può essere individualmente interessato
                                                                                     in quanto la misura si applichi agli imprenditori
                         (2001/C 134/12)                                             coinvolti nel commercio in causa al tempo della sua
                                                                                     adozione, e tale misura non contiene disposizioni
Il 27 febbraio 2001 la Galileo Company, con sede in Windsor,                         transitorie per tutelarli da un pregiudizio sostanziale.
Berkshire, Regno Unito, e la Galileo International LLC, con sede
in Rosemount, Illinois, Stati Uniti d’America, rappresentate dal
sig. Richard Plender, QC, su incarico della sig.ra Katherine                   ii)   Esso non ha voluto considerare che il fatto che una
Holmes e del sig. Daniel Austin, solicitors, dello studio legale                     misura abbia natura legislativa e che sia applicabile
Richards Butler, con domicilio eletto in Lussemburgo, ha                             generalmente ad una categoria di operatori, non
proposto, dinanzi alla Corte di giustizia delle Comunità                             esclude che essa in determinate circostanze possa
europee, un ricorso avverso l’ordinanza pronunciata il                               pregiudicare alcune imprese operanti sul mercato
15 dicembre 2000 dal Tribunale di primo grado delle Comu-                            individualmente interessate.