CELEX: 31986L0298
Language: it
Date: 1986-05-26 00:00:00
Title: Direttiva 86/298/CEE del Consiglio del 26 maggio 1986 relativa ai dispositivi di protezione, del tipo a due montanti posteriori, in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote a carreggiata stretta

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31986L0298

Direttiva 86/298/CEE del Consiglio del 26 maggio 1986 relativa ai dispositivi di protezione, del tipo a due montanti posteriori, in caso di capovolgimento dei trattori agricoli o forestali a ruote a carreggiata stretta  

Gazzetta ufficiale n. L 186 del 08/07/1986 pag. 0026 - 0063 edizione speciale finlandese: capitolo 13 tomo 15 pag. 0187  edizione speciale svedese/ capitolo 13 tomo 15 pag. 0187 

DIRETTIVA DEL CONSIGLIOdel 26 maggio 1986relativa  ai dispositivi di protezione, del tipo a due montanti posteriori, in caso dicapovolgimento dei  trattori agricoli o forestali a ruote a carreggiata stretta(86/298/CEE)IL CONSIGLIO  DELLE COMUNITÀ EUROPEE,visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in  particolare l'articolo 100,vista la proposta della Commissione (1),visto il parere del Parlamento  europeo (2),visto il parere del Comitato economico e sociale (3),considerando che la direttiva  74/150/CEE del Consiglio, del 4 marzo 1974, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati  membri relative all'omologazione dei trattori agricoli o forestali a ruote (4), modificata da  ultimo dall'atto di adesione della Spagna e del Portogallo, stabilisce che le disposizioni  necessarie per istituire la procedura di omologazione CEE saranno definite, per ciascuno dei vari  elementi o caratteristiche del trattore, mediante direttive particolari; che le prescrizioni  riguardanti i dispositivi di protezione in caso di capovolgimento del trattore e i relativi  attacchi sono state adottate con le direttive 77/536/CEE (5) e 79/622/CEE (6), modificate da ultimo  dall'atto di adesione della Spagna e del Portogallo; che dette direttive, l'una relativa alle prove  dinamiche e l'altra relativa alle prove statiche (per il momento la scelta è lasciata al  costruttore), si applicano ai trattori standard, ossia ai trattori aventi un'altezza minima dal  suolo non superiore a 1 000 mm ed una carreggiata fissa o regolabile di uno degli assi motori non  inferiore a 1 150 mm, la cui massa sia compresa fra 1,5 e 4,5 tonnellate per i trattori contemplati  dalla direttiva «prove dinamiche» e superiore o uguale a 800 kg per quelli contemplati dalla  direttiva «prove statiche»;considerando che i trattori contemplati dalla presente direttiva hanno  un'altezza minima dal suolo non superiore a 600 mm, una carreggiata minima di entrambi gli assi  inferiore a 1 150 mm ed una massa superiore a 600 kg; che i dispositivi di protezione in caso di  capovolgimento di questi trattori, i quali vengono impiegati per lavori specifici, possono essere  oggetto di prescrizioni particolari in alternativa a quelle previste dalle direttive 77/536/CEE e  79/622/CEE; considerando che le prescrizioni tecniche alle quali devono rispondere questi trattori -  detti a carreggiata stretta - ai sensi delle legislazioni nazionali riguardano, tra l'altro, i  dispositivi di protezione in caso di capovolgimento del trattore e i relativi attacchi; che queste  prescrizioni differiscono da uno Stato membro all'altro; che ne risulta la necessità che le  medesime prescrizioni siano adottate da tutti gli Stati membri, a titolo complementare ovvero in  sostituzione delle attuali normative di tali Stati, segnatamente al fine di permettere  l'applicazione, per ogni tipo di trattore, della procedura di omologazione CEE che forma oggetto  della direttiva 74/150/CEE;considerando che i dispositivi di protezione in caso di capovolgimento  di cui alla presente direttiva sono quelli del tipo a due montanti posteriori, a telaio o a cabina,  il cui limite superiore della zona libera si trova a 900 mm sopra il punto di riferimento del  sedile, zona o spazio libero sufficientemente ampio per proteggere il conducente; che i dispositivi  di protezione in caso di capovolgimento del trattore, del tipo a due montanti installati davanti al  conducente, saranno regolamentati con altra direttiva particolare;considerando che, nell'ambito di  una procedura armonizzata di omologazione dei dispositivi di protezione in caso di capovolgimento  del trattore, nonché dei relativi attacchi, ogni Stato membro ha la prossibilità di constatare  l'osservanza delle prescrizioni comuni di costruzione e di collaudo e di informare gli altri Stati  membri della constatazione fatta mediante invio di una copia della scheda di omologazione compilata  per ogni tipo di dispositivo di protezione in caso di capovolgimento del trattore, e relativi  attacchi; che l'apposizione di un marchio di omologazione CEE su tutti i dispositivi fabbricati in  conformità del tipo omologato rende inutile il controllo tecnico di tali dispositivi negli Stati  membri; che saranno stabilite in un secondo tempo le prescrizioni comuni riguardanti altri elementi  e caratteristiche del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento del trattore, per quanto  riguarda in particolare la protezione degli occupanti;considerando che le disposizioni armonizzate  hanno principalmente lo scopo di garantire la sicurezza della circolazione stradale, nonché la  sicurezza sul lavoro in tutta la Comunità; che a tal fine, per quanto riguarda i trattori di cui  alla presente direttiva, è necessario introdurre l'obbligo di munirli di un dispositivo di  protezione in caso di capovolgimento del trattore;considerando che il ravvicinamento delle  legislazioni nazionali relative ai predetti trattori comporta un riconoscimento fra gli Stati  membri dei controlli effettuati da ciascuno di essi in base a prescrizioni comuni, HA ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:Articolo 1La presente direttiva si applica ai  trattori definiti dall'artico-lo 1 della direttiva 74/150/CEE, aventi le caratteristiche  seguenti:altezza minima dal suolo, misurata nel punto più basso sotto gli assi anteriore o  posteriore, tenendo conto del differenziale: non superiore a 600 mm;carreggiata minima, fissa o regolabile di uno dei due assi: inferiore a 1  150 mm; in nessun caso il bordo esterno dei pneumatici dell'altro asse deve superare il bordo  esterno dei pneumatici dell'asse la cui carreggiata minima è inferiore a 1 150 mm;massa: superiore  a 600 kg, corrispondente al peso a vuoto del trattore, definito al punto 2.4 dell'allegato I della  direttiva 74/150/CEE, compreso il dispositivo di protezione in caso di capovolgimento del trattore,  montato conformemente alla presente direttiva, munito dei pneumatici della massima dimensione  raccomandata dal costruttore.Articolo 21.  Ciascuno Stato membro procede all'omologazione di ogni  tipo di dispositivo di protezione in caso di capovolgimento del trattore, nonché dei relativi  attacchi, che risulti conforme alle prescrizioni di costruzione e di prova di cui agli allegati da  I a IV.2.  Lo Stato membro che ha rilasciato l'omologazione CEE prende le misure necessarie per  controllare, ove occorra, la conformità della fabbricazione al tipo omologato, se necessario in  collaborazione con le competenti autorità degli altri Stati membri. Tale controllo si effettua per  sondaggio.Articolo 3Gli Stati membri rilasciano al costruttore di un trattore o al fabbricante di  un dispositivo di protezione in caso di capovolgimento, ovvero ai rispettivi mandatari, un marchio  di omologazione CEE conforme al modello di cui all'allegato VI per ciascun tipo di dispositivo di  protezione in caso di capovolgimento, nonché per i relativi attacchi al trattore, da essi emologato  a norma dell'articolo 2.Gli Stati membri adottano tutte le disposizioni atte ad impedire  l'utilizzazione di marchi che possano creare confusione tra questi dispositivi, il cui tipo sia  stato omologato a norma dell'articolo 2, ed altri dispositivi.Articolo 41.  Gli Stati membri non  possono vietare la commercializzazione dei dispositivi di protezione in caso di capovolgi-mento,  nonché dei relativi attacchi al trattore cui sono destinati, per motivi concernenti la loro  costruzione, se questi dispositivi recano il marchio di omologazione CEE.2.  Uno Stato membro può  tuttavia vietare la commercializzazione di dispositivi recanti il marchio di omologazione CEE che  risultino sistematicamente non conformi al tipo omologato.Tale Stato membro informa immediatamente  gli altri Stati membri e la Commissione circa le misure attuate, precisando i motivi della  decisione.Articolo 5Entro il termine di un mese, le autorità competenti di ciascuno Stato membro  inviano a quelle degli altri Stati membri copia delle schede di omologazione, il cui modello figura  nell'allegato VII, compilate per ogni tipo di dispositivo di protezione in caso di capovolgimento  che esse omologano o rifiutano di omologare.Articolo 61.  Se lo Stato membro che ha proceduto  all'omologazione CEE constata che vari dispositivi di protezione in caso di capovolgimento del  trattore e relativi attacchi, muniti dello stesso marchio di omologazione CEE, non sono conformi al  tipo che detto Stato ha omologato, esso attua i provvedimenti necessari per garantire la conformità  della fabbricazione al tipo omologato. Le competenti autorità di detto Stato informano quelle degli  altri Stati membri circa le misure adottate le quali possono eventualmente comportare, quando la  non conformità è grave e ripetuta, anche la revoca dell'omologazione CEE. Dette autorità adottano  le stesse disposizioni qualora siano informate dalle competenti autorità di un altro Stato membro  dell'esistenza di tale mancanza di conformità.2.  Le competenti autorità degli Stati membri si  comunicano reciprocamente, entro un mese, la revoca di un'omologazione CEE nonché i motivi di tale  misura.Articolo 7Qualsiasi decisione di rifiuto o revoca di omologazione, ovvero di divieto di  commercializzazione o di utilizzazione, presa in virtù delle disposizioni adottate in applicazione  della presente direttiva, va motivata in maniera precisa. Essa è notificata all'interessato con  l'indicazione dei mezzi di ricorso offerti dalle legislazioni vigenti negli Stati membri e del  termine entro il quale i ricorsi possono essere presentati.Articolo 8Gli Stati membri non possono  rifiutare l'omologazione CEE né l'omologazione di portata nazionale di un trattore permotivi  concernenti i dispositivi di protezione in caso di capovolgimento del trattore, nonché i relativi  attacchi, se questi dispositivi ed attacchi recano il marchio di omologazione CEE e se sono state  osservate le prescrizioni di cui all'allegato VIII.Articolo 9Gli Stati membri non possono  rifiutare o vietare la vendita, l'immatricolazione, l'immissione in circolazione o l'utilizzazione  dei trattori per motivi concernenti i dispositivi di protezione in caso di capovolgimento, nonché i  relativi attacchi al trattore, se questi dispositivi ed attacchi recano il marchio di omologazione  CEE e se sono state osservate le prescrizioni di cui all'allegato VIII.Articolo 10Le disposizioni  della presente direttiva non pregiudicano la facoltà degli Stati membri di prescrivere, nel  rispetto del trattato, quanto ritengono necessario per garantire la protezione dei lavoratori che  utilizzano i trattori in questione, purché ciò non implichi modifiche di tali dispositivi rispetto  a quanto prescritto dalla direttiva.Articolo 111.  Ai fini dell'omologazione CEE, qualsiasi  trattore di cui all'articolo 1 deve essere munito di un dispositivo di protezione del conducente in  caso di capovolgimento del trat-tore.2.  Il dispositivo di cui al paragrafo 1, se non si tratta di  un dispositivo di protezione a due montanti installato davanti al sedile del conducente, deve  rispondere alle prescrizioni degli allegati da I a IV della presente direttiva, della direttiva  77/536/CEE oppure della direttiva 79/622/CEE. Articolo 12Le modifiche necessarie per adeguare al progresso tecnico le prescrizioni degli  allegati della presente direttiva sono adottate conformemente alla procedura prevista dall'articolo  13 della direttiva 74/150/CEE.Articolo 13Entro diciotto mesi dalla notifica della presente  direttiva, il Consiglio, deliberando su proposta della Commissione, in base alle disposizioni del  trattato, adotta una direttiva che completi la presente con disposizioni che introducano, nella  procedura delle prove dinamiche, le prove d'urto supplementari.Articolo 141.  Gli Stati membri  mettono in vigore le disposizioni necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro  ventiquattro mesi dalla sua notifica (1) e ne informano immediatamente la Commissione.2.  Gli Stati  membri provvedono a comunicare alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto  interno che essi emanano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.Articolo 15Gli Stati  membri sono destinatari della presente direttiva.xxxPer il ConsiglioIl  PresidenteG. BRAKS(1) GU n. C 123 del 9. 5. 1983, pag. 1. (2) GU n. C 307 del 14. 11. 1983, pag. 103. (3) GU n. C 286 del 24. 10. 1983, pag. 2. (4) GU n. L 84 del 28. 3. 1974, pag. 10. (5) GU n. L 220 del 29. 8. 1977, pag. 1. (6) GU n. L 179 del 17. 7. 1979, pag. 1. (1) La presente direttiva è stata notificata agli Stati membri il 2 giugno 1986.  ALLEGATO ICONDIZIONI DI OMOLOGAZIONE CEE1.DEFINIZIONE1.1.Per «dispositivo di protezione  del conducente in caso di capovolgimento del trattore», qui di seguito denominato «dispositivo di  protezione», si intende la struttura installata sui trattori avente essenzialmente lo scopo di  evitare o limitare i rischi per il conducente in caso di capovolgimento del trattore durante  un'utilizzazione normale.1.2.I dispositivi di cui al punto 1.1 sono caratterizzati dal fatto che,  durante le prove prescritte dagli allegati II e III, essi lasciano uno spazio libero  sufficientemente grande da salvaguardare l'integrità fisica del conducente.2.PRESCRIZIONI  GENERALI2.1.Tutti i dispositivi di protezione, nonché i loro attacchi al trattore, devono essere  progettati e costruiti in funzione dello scopo essenziale di cui al precedente punto 1.1.2.2.Questa  condizione si ritiene soddisfatta se sono rispettate le prescrizioni degli allegati II e  III.3.DOMANDA DI OMOLOGAZIONE CEE3.1.La domanda di omologazione CEE per quanto riguarda la  resistenza dei dispositivi di protezione e dei loro attacchi al trattore deve essere presentata dal  costruttore del trattore o dal fabbricante del dispositivo di protezione o dai rispettivi  mandatari.3.2.Essa deve essere accompagnata dai seguenti documenti in triplice copia e corredata  delle seguenti indicazioni:disegno complessivo in scala o con l'indicazione delle dimensioni  principali del dispositivo di protezione, in particolare, il disegno deve riprodurre in dettaglio  le parti degli attacchi;fotografie laterali e del retro da cui risultino i dettagli degli  attacchi;breve descrizione del dispositivo di protezione, che indichi il tipo di costruzione, i  sistemi di attacco al trattore e, se necessario, i dettagli del rivestimento, le possibilità  d'accesso e di uscita, precisazioni sull'imbottitura interna e sulle caratteristiche  antirotolamento, nonché dettagli sul sistema di riscaldamento e di ventilazione;dati sui materiali  usati per le strutture e per gli elementi di fissaggio del dispositivo di protezione (vedi allegato  V).3.3.Al servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione deve essere presentato un  trattore rappresentativo del tipo di trattore al quale è destinato il dispositivo di protezione da  omologare. Tale trattore è munito del dispositivo di protezione.3.4.Il detentore dell'omologazione  CEE può chiederne l'estensione ad altri tipi di trattori. Le competenti autorità che hanno concesso  l'omologazione CEE iniziale concedono l'estensione richiesta se il dispositivo di protezione e il  tipo o i tipi di trattori per i quali è richiesta l'estensione dell'omologazione CEE iniziale,  rispondono alle condizioni seguenti:la massa del trattore non zavorrato, di cui al punto 1.4  dell'allegato II, non supera di oltre 5 % la massa di riferimento utilizzata per la  prova;l'interasse o il momento di inerzia rispetto all'asse posteriore non superano l'interasse o  il momento di inerzia di riferimento;il sistema di attacco ed i punti di fissaggio sul trattore  sono identici;i componenti, quali parafanghi e cofano, che possono servire da sostegno al  dispositivo di protezione, presentano la stessa resistenza e sono situati nell'identica posizione  rispetto al dispositivo di protezione;la posizione e le dimensioni critiche del sedile e del  volante rispetto al dispositivo di protezione, nonché la posizione rispetto al dispositivo di  protezione dei punti supposti rigidi e presi inconsiderazione ai fini della verifica della  protezione della zona libera, sono tali che detta zona libera rimanga protetta dal dispositivo dopo  la deformazione di quest'ultimo a seguito delle varie prove.4.ISCRIZIONI4.1.Ogni dispositivo di  protezione conforme al tipo omologato deve recare le seguenti iscrizioni:4.1.1.marchio di fabbrica  o commerciale;4.1.2.marchio di omologazione conforme al modello di cui all'allegato VI;4.1.3.numero  di serie del dispositivo di protezione;4.1.4.marca e tipo, o tipi, dei trattori ai quali il  dispositivo di protezione è destinato.4.2.Tutte queste indicazioni devono essere riportate su una  targhetta.4.3.Le iscrizioni devono essere apposte in modo da essere visibili, leggibili ed  indelebili.  ALLEGATO IIIPROCEDURA DI PROVAA. Prove dinamiche1.PROVE D'URTO E DI  SCHIACCIAMENTO1.1.Urto posteriore1.1.1.Il trattore viene sistemato, rispetto alla massa del  pendolo, in modo che quest'ultimo colpisca il dispositivo di protezione quando il lato d'urto della  massa stessa e le catene o le funi metalliche formino con il piano verticale un angolo pari a  mt/100, non superiore a 20g, a meno che durante la deformazione, il dispositivo di protezione formi  con la verticale, nel punto di contatto, un angolo maggiore. In questo caso la superficie d'urto  della massa pendolare deve essere regolata mediante un supporto supplementare in modo da essere  parallela al dispositivo di protezione nel punto d'urto nell'istante di deformazione massima; le  catene o le funi metalliche restano inclinate con l'angolo definito sopra.È necessario regolare  l'altezza di sospensione della massa pendolare e prendere ogni altra misura atta ad evitare che la  massa stessa ruoti intorno al punto di contatto.Il punto d'urto è situato sulla parte del  dispositivo di protezione che si presume tocchi per primo il terreno in caso di capovolgimento  all'indietro, ossia normalmente sul bordo superiore. Il baricentro della massa pendolare si trova a  ;/6 della larghezza della parte superiore del dispositivo di protezione all'interno di un piano  verticale parallelo al piano mediano del trattore che tocca l'estremità superiore del dispositivo  di protezione.Se in questo punto il dispositivo è curvo o sporgente, si devono aggiungere dei cunei  che consentano l'applicazione dell'urto in questo punto, senza peraltro rinforzare il  dispositivo.1.1.2.Il trattore deve essere ancorato al suolo con quattro funi metalliche, una a  ciascuna estremità dei due assali, disposte come indicato nella figura 5 dell'allegato IV. I punti  di ancoraggio anteriori e posteriori devono trovarsi a distanza tale che le funi metalliche formino  un angolo inferiore a 30g con il suolo. Gli ancoraggi posteriori devono inoltre essere regolati in  modo che il punto di convergenza delle due funi metalliche si trovi sul piano verticale nel quale  si sposta il baricentro della massa pendolare.Le funi metalliche devono essere tese in modo che le  deformazioni dei pneumatici corrispondano alle indicazioni del punto 6.2 dell'allegato II A.Messe  le funi metalliche in tensione, si dispone davanti alle ruote posteriori e a stretto contatto con  esse, fissandola al suolo, una trave che funga da zeppa.1.1.3.Nel caso di un trattore articolato,  il punto di articolazione deve inoltre essere sostenuto da un blocco di legno di sezione quadrata,  con lato di almeno 100 mm, e fissato saldamente al suolo.1.1.4.La massa pendolare è tirata indietro  in modo che l'altezza del suo baricentro superi quella che avrà nel punto d'urto di un valore dato  da una delle due seguenti formule:H = 2,165 × 10-8 mt L$ oppure H = 5,73 × 10-2 ILa massa  pendolare è quindi sganciata ed urta il dispositivo di protezione.1.2Urto frontale1.2.1.Il trattore  viene sistemato, rispetto alla massa del pendolo, in modo che quest'ultima colpisca il dispositivo  di protezione quando il lato d'urto della massa stessa e le catene o funi metalliche formino con il  piano verticale un angolo pari a mt/100, non superiore a 20g, a meno che durante la deformazione il  dispositivo di protezione formi con la verticale, nel punto di contatto, un angolo maggiore. In  questo caso la superficie d'urto della massa pendolare deve essere regolata mediante un supporto  supplementare in modo da essere parallela al dispositivo di protezione nel punto d'urto nel momento  della deformazione massima; le catene e le funi metalliche di supporto restano inclinate con  l'angolo definito sopra.È necessario regolare l'altezza di sospensione della massa pendolare e  prendere ogni altra misura atta ad evitare che la massa stessa ruoti attorno al punto di  contatto.Il punto d'urto è situato sulla parte del dispositivo di protezione che si presume tocchi  per primo il terreno in caso di capovolgimento laterale durante la marcia avanti, ossia normalmente  sul bordo superiore. Il baricentro della massa si trova ad ;/16 della larghezza della parte  superiore del dispositivo di protezione, all'interno di un piano verticale parallelo al piano  mediano del trattore che tocca l'estremità superiore del dispositivo di protezione.Se in questo  punto la struttura è curva o sporgente, devono essere aggiunti dei cunei che consentano  l'applicazione del'urto in questo punto, senza peraltro rinforzare il dispositivo di  protezione.1.2.2.Il trattore deve essere ancorato al suolo mediante quattro funi metalliche, una a  ciascuna estremità dei due assali, disposte come indicato nella figura 6 dell'allegato IV. I punti  di ancoraggio anteriori e posteriori devono essere disposti a distanza tale che le funi metalliche  formino con il suolo un angolo inferiore a 30g. Gli ancoraggi posteriori devono inoltre essere  disposti in modo che il punto di convergenza delle due funi metalliche si trovi sul piano verticale  nel quale si sposta il baricentro della massa pendolare.Le funi metalliche devono essere tese in  modo che le deformazioni dei pneumatici corrispondano alle indicazioni del punto 6.2 dell'allegato  II A.Messe le funi metalliche in tensione, si dispone dietro ai pneumatici posteriore, fissandola  al suolo, una trave che funga da zeppa.1.2.3.Nel caso di trattore articolato, il punto di  articolazione deve inoltre essere sostenuto da un blocco di legno di sezione quadrata con lato di  almeno 100 mm, e fissato saldamente al suolo.1.2.4.La massa pendolare è tirata indietro in modo che  l'altezza del baricentro superi quella che avrà nel punto d'urto di un valore dato da una delle due  seguenti formule, da scegliersi a seconda della massa di riferimento dei trattori sottoposti alle  prove:H = 25 + 0,07 mt per trattori con massa di riferimento inferiore a 2 000 kg;H = 125 + 0,02 mt  per trattori con massa di riferimento superiore a 2 000 kg.La massa è quindi sganciata ed urta il  dispositivo di protezione.1.3.Urto laterale1.3.1.Il trattore viene sistemato, rispetto alla massa  del pendolo, in modo che quest'ultima colpisca il dispositivo di protezione quando il lato d'urto  della massa stessa e le catene o funi metalliche sono verticali, a meno che durante la deformazione  il dispositivo di protezione formi un angolo con la verticale, nel punto di contatto. In questo  caso il lato d'urto della massa pendolare deve essere regolato mediante un supporto supplementare  in modo da essere parallelo al dispositivo di protezione nel punto d'urto al momento della  deformazione massima; le catene o le funi metalliche devono rimanere verticali all'atto dell'urto.È  necessario regolare l'altezza di sospensione della massa pendolare e prendere ogni altra misura  atta ad evitare che la massa ruoti attorno al punto di contatto.Il punto d'urto è situato sulla  parte del dispositivo di protezione che si presume tocchi per primo il terreno in caso di  capovolgimento laterale, ossia normalmente sul bordo superiore. Salvo nei casi in cui è certo che  qualsiasi altra parte del bordo colpirebbe per prima il terreno, il punto d'urto è situato nel  piano perpendicolare al piano mediano del trattore e passante 200 mm davanti al punto di  riferimento del sedile regolato a metà della sua corsa longitudinale.1.3.2.Le ruote del trattore  dalla parte che deve ricevere l'urto devono essere ancorate al suolo mediante funi metalliche che  passano sulle corrispondenti estremità degli assi anteriori e posteriori. Le funi metalliche devono  essere tese in modo che le deformazioni dei pneumatici corrispondano alle indicazioni del punto 6.2  dell'allegato II A dal lato che riceve l'urto.Messe le funi metalliche in tensione, sul lato  opposto a quello che riceve l'urto, si dispone davanti alle ruote e a stretto contatto con esse,  fissandola al suolo, una trave che funge da zeppa. Può sorgere la necessità di usare due travi o  zeppe se i lati esterni dei pneumatici anteriori e posteriori non si trovano nelle stesso piano  verticale.Si dispone il puntello come indicato nella figura 7 dell'allegato IV, spingendolo a  stretto contatto contro il cerchione della ruota dal lato opposto a quello dell'urto e bloccandolo  alla sua base.La lunghezza del puntello deve essere scelta in modo da formare un angolo di 30 p 3g  con il suolo quando è posto contro il cerchione. Inoltre, se possibile, il suo spessore deve essere  20-25 volte inferiore alla lunghezza e 2-3 volte inferiore alla larghezza. La forma delle due  estremità dei puntelli deve essere quella illustrata nei particolari della figura 7 dell'allegato  IV.1.3.3.Nel caso di trattori articolati, il punto di articolazione deve inoltre essere sostenuto  da un blocco di legno di sezione quadrata, con lato di almeno 100 mm e sostenuto lateralmente da  un'apparecchiatura analoga a quella di cui al punto 1.3.2. Il punto di articolazione deve poi  essere solidamente ancorato al suolo. 1.3.4.La massa pendolare è tirata indietro in modo che l'altezza del suo baricentro superi quella  che avrà al punto d'urto di un valore dato da una delle due seguenti formule, da scegliersi a  seconda della massa di riferimento dei trattori sottoposti alle prove:H = 25 + 0,20 mt per trattori  con massa di riferimento inferiore a 2 000 kg;H = 125 + 0,15 mt per trattori con massa di  riferimento superiore a 2 000 kg.La massa è quindi sganciata ed urta il dispositivo di  protezione.1.4.Schiacciamento posterioreLa trave deve essere sistemata sulla traversa o sulle  traverse superiori più arretrate del dispositivo di protezione; la risultante delle forze di  schiacciamento dovrà trovarsi nel piano mediano del trattore.Viene applicata una forza Fv = 20  mt.Se la parte posteriore del tetto del dispositivo di protezione non regge tutta la forza di  schiacciamento, la forza viene applicata finché il tetto si inflette tanto da coincidere con il  piano che congiunge la parte superiore del dispositivo di protezione con la parte posteriore del  trattore atta a sostenere la massa del trattore in caso di ribaltamento.La forza viene quindi  soppressa e il trattore od il congengo di applicazione della forza di carico vengono rimessi in  posizione in modo che la trave venga a trovarsi sopra il punto del dispositivo di protezione che  sopporterebbe il trattore completamente capovolto.Si applica quindi la forza Fv.La forza si applica  per almeno 5 secondi dopo la scomparsa di qualsiasi deformazione percettibile a  vista.1.5.Schiacciamento frontaleLa trave viene sistemata sulla traversa o sulle traverse superiori  più avanzate del dispositivo di protezione; la risultante delle forze di schiacciamento dovrà  trovarsi nel piano mediano del trattore.Si applica una forza Fv = 20 mt.Se la parte frontale del  tetto del dispositivo di protezione non sopporta tutta la forza di schiacciamento, la forza deve  essere applicata fino a quando il tetto si inflette in modo da coincidere con il piano che unisce  la parte superiore del dispositivo di protezione con la parte anteriore del trattore che può  sopportare la massa del trattore in caso di ribaltamento.La forza viene quindi soppressa e il  trattore od il congegno di applicazione della forza di carico vengono rimessi in posizione in modo  che la trave venga a trovarsi sopra il punto del dispositivo di protezione che sopporterebbe il  trattore completamente capovolto.Si applica quindi la forza Fv.La forza si applica per almeno 5  secondi dopo la scomparsa di qualsiasi deformazione percettibile a vista.1.6.Prove  supplementariQualora durante una prova di schiacciamento si verificassero rotture o incrinature che  non possono essere ritenute trascurabili, deve essere effettuata immediatamente dopo il carico di  schiacciamento che ha provocato l'apparizione delle rotture o delle incrinature, una seconda prova  analoga di schiacciamento ma con una forza 1,2 Fv.2.ZONA LIBERA2.1.La zona libera è illustrata  nelle figure 1, 2a, 2b, 2c, 2d, e 2e dell'allegato IV.La zona è definita in relazione ad un «piano  di riferimento verticale», generalmente nel senso longitudinale del trattore, che passa per il  punto di riferimento del sedile e per il centro del volante. Questo piano deve potersi muovere  orizzontalmente con il sedile e con il volante durante l'urto ma deve restare perpendicolare alla  pedana del trattore o alla base del dispositivo di protezione, se quest'ultimo è montato in modo  elastico.2.2.La zona è delimitata dai seguenti piani, con il trattore disposto su una superficie  orizzontale e col volante, se regolabile, posto nella normale posizione di guida per un conduttore  seduto.2.2.1.Un piano orizzontale - A1B1B2A2 - 900 mm sopra il punto di riferimento del sedile. 2.2.2.Un piano inclinato - H1H2G2G1 - perpendicolare al piano di riferimento verticale e passante  per un punto posto verticalmente 900 mm al disopra del punto di riferimento del sedile e per il  punto più arretrato dello schienale.2.2.3.Una superficie cilindrica - A1A2H2H1 - perpendicolare al  piano di riferimento, con raggio di 120 mm e tangente ai piani definiti ai punti 2.2.1 e  2.2.2.2.2.4.Una superficie cilindrica - B1C1C2B2 - perpendicolare al piano di riferimento, con  raggio di 900 mm, che prolunga in avanti di 400 mm il piano definito al punto 2.2.1, cui è  tangente, lungo una linea orizzontale posta 150 mm davanti al punto di riferimento del  sedile.2.2.5.Un piano inclinato - C1D1D2C2 - perpendicolare al piano di riferimento, che estende la  superficie definita al precedente punto 2.2.4. e passa per un punto posto a 40 mm dal bordo esterno  del volante.2.2.6.Un piano verticale - D1K1E1E2K2D2 - perpendicolare al piano di riferimento e  passante 40 mm davanti al bordo esterno del volante.2.2.7.Un piano orizzontale - E1F1P1N1N2P2F2E2 -  che passa per il punto di riferimento del sedile.2.2.8.Una superficie curvilinea - G1L1M1N1N2M2L2G2  - perpendicolare al piano di riferimento ed a contatto con lo schienale del sedile2.2.9.Due piani  verticali - K1I1F1E1 e K2I2F2E2 - paralleli al piano di riferimento, posti su ciascun lato a 250 mm  da detto piano e limitati verso l'alto a 300 mm al di sopra del piano orizzontale che passa per il  punto di riferimento del sedile.2.2.10.Due piani inclinati paralleli - A1B1C1D1K1I1L1G1H1 e  A2B2C2D2K2I2L2G2H2 - che partono dal bordo superiore dei piani definiti al precedente punto 2.2.9 e  raggiungono il piano orizzontale definito al punto 2.2.1 almeno 100 mm al disopra del piano di  riferimento dal lato in cui è applicato l'urto.2.2.11.Due piani verticali - Q1P1N1M1 e Q2P2N2M2 -  paralleli al piano di riferimento posti su ciascun lato a 200 mm da detto piano limitati verso  l'alto a 300 mm al di sopra del piano orizzontale che passa per il punto di riferimento del  sedile.2.2.12.Due parti - I1Q1P1F1 e I2Q2P2F2 - di un piano verticale, perpendicolari al piano di  riferimento e passanti 350 mm davanti al punto di riferimento del sedile.2.2.13.Due parti -  I1Q1M1L1 e I2Q2M2L2 - del piano orizzontale che passa 300 mm sopra il punto di riferimento del  sedile.2.3.Posizione del sedile e punto di riferimento del sedile2.3.1.Punto di riferimento del  sedile2.3.1.1.Il punto di riferimento è ottenuto con l'apparecchiatura di cui alle figure 3a e 3b  dell'allegato IV. L'apparecchiatura consiste in un pannello di appoggio del sedile e di pannelli  dello schienale. Il pannello inferiore dello schienale è articolato nella regione dell'ischio (A) e  dei lombi (B) e l'altezza del punto di tale articolazione (B) è regolabile.2.3.1.2.Per punto di  riferimento s'intende il punto in cui il piano longitudinale mediano del sedile interseca il piano  tangenziale del pannelle inferiore dello schienale ed un piano orizzontale. Il piano orizzontale  interseca la superficie inferiore del pannello di appoggio del sedile in un punto situato 150 mm  davanti a detto piano tangenziale.2.3.1.3.L'apparecchiatura viene posta sul sedile. Ad essa è  quindi applicata una forza di 550 N in un punto situato 50 mm davanti all'articolazione (A) e i due  pannelli dello schienale vengono premuti leggermente e tangenzialmente contro lo  schienale.2.3.1.4.Se non è possibile determinare le tangenti di ciascuna zona dello schienale  (sotto e sopra la regione lombare), si procede come segue:2.3.1.4.1.Se non è possibile tracciare  alcuna tangente alla regione inferiore, il pannello inferiore dello schienale viene premuto  verticalmente contro lo schienale;2.3.1.4.2.Se non è possibile tracciare alcuna tangente alla  regione superiore, l'articolazione (B) viene fissata ad un'altezza di 230 mm sopra il punto di  riferimento del sedile, se il pannello inferiore dello schienale è verticale. I due pannelli  vengono quindi premuti leggermente contro lo schienale.2.3.2.Posizione e regolazione del sedile per  determinare la posizione del punto di riferimento del sedile2.3.2.1.Se la posizione del sedile è  regolabile, il sedile deve essere regolato nella sua posizione più elevata ed arretrata.2.3.2.2.Se  è possibile regolarne l'inclinazione, il pannello dello schienale ed il piano del sedile devono  essere regolati in modo che il punto di riferimento si trovi nella sua posizione più elevata ed  arretrata.2.3.2.3.Se il sedile è munito di sospensione, essa deve essere fissata nella posizione  intermedia, salvo istruzioni contrarie da parte del produttore. 3.MISURAZIONI DA EFFETTUARE3.1.Rotture e incrinatureDopo ciascuna prova, tutte le parti  strutturali, le giunzioni e i dispositivi di fissaggio vengono esaminati a vista per individuare  eventuali rotture o incrinature, trascurando però le eventuali piccole incrinature dei componenti  non importanti.Si trascurano eventuali incrinature provocate dagli spigoli della massa del  pendolo.3.2.Zona libera3.2.1.Durante ciascuna prova si verifica se una parte qualsiasi del  dispositivo di protezione ha interferito con la zona libera intorno al sedile di guida  conformemente alla definizione di cui al punto 2 del presente allegato.3.2.2.Si verifica inoltre se  una parte qualsiasi della zona libera non risulta più difesa dal dispositivo di protezione. A  questo scopo si considera non protetta dal dispositivo qualsiasi parte di tale zona che sarebbe  entrata a contatto con il terreno piano, qualora il trattore si fosse capovolto nella direzione  dalla quale è stato dato l'urto. I pneumatici anteriori e posteriori e la carreggiata sono presi in  considerazione con le dimensioni minime indicate dal costruttore.3.3.Deformazione elastica (urto  laterale)La deformazione elastica deve essere misurata 900 mm sopra il punto di riferimento del  sedile, sul piano verticale che passa per il punto d'urto. Per questa misurazione si utilizza  un'apparecchiatura analoga a quella illustrata nella figura 9 dell'allegato IV.3.4.Deformazione  permanenteDopo l'ultima prova di schiacciamento si misura la deformazione permanente del  dispositivo di protezione. Prima di iniziare la prova si registra la posizione dei principali  elementi del dispositivo di protezione rispetto al punto di riferimento del sedile.B. Prove  statiche1.PROVE DI CARICO E DI SCHIACCIAMENTO1.1.Carico posteriore1.1.1.Il carico viene applicato  orizzontalmente, in un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore.Il punto di  applicazione del carico si trova sulla parte del dispositivo di protezione che si presume urti per  prima il suolo in caso di ribaltamento all'indietro, normalmente sul bordo superiore. Il piano  verticale nel quale è applicato il carico è situato alla distanza di ;/3 della larghezza esterna  della parte superiore del dispositivo di protezione misurata dal piano mediano.Se il dispositive è  curvo o sporgente in questo punto, si aggiungono dei cunei che consentano l'applicazione del  carico, senza peraltro rinforzare la struttura.1.1.2.Il complesso definito al punto 1.3.1  dell'allegato II deve essere ancorato al suolo come descritto al punto 3 dell'allegato  IIB.1.1.3.L'energia assorbita dal dispositivo di protezione durante la prova non deve essere  inferiore aEil = 2,165 × 10-7 mt L$ oppure Eil = 0,574 × I1.2.Carico frontale1.2.1.Il carico viene  applicato orizzontalmente, in un piano verticale parallelo al piano mediano del trattore.Il punto  di applicazione del carico si trova sulla parte del dispositivo di protezione che si presume urti  per prima il suolo se il trattore si capovolge lateralmente durante la marcia in avanti,  normalmente sul bordo superiore. Il punto d'applicazione del carico è situato ad ;/6 della  larghezza della parte superiore del dispositivo di protezione all'interno di un piano verticale  parallelo al piano mediano del trattore tangente all'estremità esterna della parte superiore del  dispositivo di protezione.Se il dispositivo è curvo o sporgente in questo punto, si aggiungono dei  cunei che consentano l'applicazione del carico, senza peraltro rinforzare la struttura.1.2.2.Il  complesso definito al punto 1.3.1 dell'allegato II deve essere ancorato al suolo come descritto al  punto 3 dell'allegato IIB.1.2.3.L'energia assorbita dal dispositivo di protezione durante la prova  non deve essere inferiore a Eil = 500 + 0,5 mt1.3.Carico laterale1.3.1.Il carico laterale viene  applicato orizzontalmente in un piano verticale perpendicolare al piano mediano del trattore e  passante 200 mm davanti al punto di riferimento del sedile regolato in posizione media nell'asse  longitudinale.Il punto di applicazione del carico si trova sulla parte del dispositivo di  protezione che si presume urti per prima il suolo in caso di capovolgimento laterale, normalmente  il bordo superiore.1.3.2.Il complesso definito al punto 1.3.1 dell'allegato II viene ancorato al  suolo come descritto al punto 3 dell'allegato IIB.1.3.3.L'energia assorbita dal dispositivo di  protezione durante la prova non deve essere inferiore aEis = 1,75 mt1.4.Schiacciamento  posterioreTutte le prescrizioni sono identiche a quelle indicate al punto 1.4 dell'allegato  IIIA.1.5.Schiacciamento frontaleTutte le prescrizioni sono identiche a quelle indicate al punto  1.5. dell'allegato IIIA.1.6.Prova di sovraccarico1.6.1.La prova di sovraccarico deve essere  richiesta qualora la forza diminuisca di oltre 3 % nel corso dell'ultimo 5 % della deformazione  raggiunta durante l'assorbimento dell'energia prescritta (vedi allegato IV, figura 10b). 1.6.2.La prova di sovraccarico deve consistere nel continuare il carico orizzontale mediante  aumenti del 5 % dell'energia iniziale prescritta fino a un totale del 20 % dell'energia  supplementare (vedi allegato IV, figura 10c).1.6.2.1.La prova di sovraccarico è soddisfacente  qualora, dopo l'assorbimento di 5, 10 oppure 15 % dell'energia supplementare, la forza diminuisca  meno del 3 % per ciascun aumento del 5 %, e qualora la forza sia superiore a 0,8 F max. 1.6.2.2.La  prova di sovraccario è soddisfacente qualora, dopo l'assorbimento del 20 % di energia  supplementare, la forza risulti superiore a 0,8 F max.1.6.2.3.Le rotture e incrinature e/o la  penetrazione nella zona libera o la mancanza di protezione della zona libera in seguito ad una  deformazione elastica sono autorizzate nel corso della prova di sovraccarico. Dopo la cessazione  del carico, la struttura non deve trovarsi nella zona libera e deve proteggere tale  zona.1.7.Sovraccarico di schiacciamentoSe durante una prova di schiacciamento si riscontrano  rotture o incrinature che non si possono ritenere trascurabili, si esegue, immediatamente dopo la  prova di schiacciamento che ha provocato le rotture o le incrinature, una seconda prova analoga di  schiacciamento, ma con una forza di 1,2 Fv.2.ZONA LIBERAÈ identica alla zona libera descritta al  punto 2 dell'allegato IIIA, salvo che la parola «urto» è sostituita dal termine «carico» nella  terza riga del punto 2.2.10.3.MISURAZIONI DA ESEGUIRE3.1.Rotture e incrinatureDopo ciascuna prova,  tutti gli elementi strutturali, le giunzioni ed i sistemi di fissaggio vengono esaminati a vista  per individuare eventuali rotture o incrinature, trascurando però le eventuali piccole incrinature  dei componenti non importanti.3.2.Zona liberaDurante ciascuna prova si verifica se una parte  qualsiasi del dispositivo di protezione ha interferito con la zona libera definita al precedente  punto 2.Si verifica inoltre se una parte qualsiasi della zona libera non risulta più difesa dal  dispositivo di protezione. A questo scopo si considera non protetta dal dispositivo qualsiasi parte  che sarebbe entrata in contatto con un terreno piano qualora il trattore si fosse capovolto nella  direzione di applicazione dell'urto. A tal fine i pneumatici anteriori e posteriori e la  carreggiata sono considerati con le dimensioni minime indicate dal costruttore.3.3.Deformazione  elastica (carico laterale)La deformazione elastica deve essere misurata 900 mm sopra il punto di  riferimento del sedile, nel piano verticale nel quale è applicato il carico. Per questa misurazione  si utilizza un'apparecchiatura analoga a quelle della figura 9 dell'allegato IV.3.4.Deformazione  permanenteLa deformazione permanente del dispositivo di protezione si misura alla fine delle prove.  A tal fine occore registrare, all'inizio delle prove, la posizione dei principali elementi del  dispositivo rispetto al punto di riferimento del sedile.  ALLEGATO IVFIGURE>INIZIO DI UN GRAFICO>B<?È>2  A<?È>2  B<?È>0  A<?È>0  H<?È>2  H<?È>0   B<?È>1  A<?È>1  H<?È>1  C<?È>2  C<?È>0  C<?È>1  Q<?È>2  D<?È>2  D<?È>0<?ss>  D<?È>1  K<?È>1  I<?È>1   G<?È>1  L<?È>1  Q<?È>1  M<?È>1  G<?È>0  K<?È>2  E<?È>2  E<?È>0  E<?È>1  Q<?È>2  I<?È>2 <?ss> G<?È>2   M<?È>2  L<?È>2  F<?È>1  P<?È>1  N<?È>1  S     N<?È>0  P<?È>2  F<?È>2  N<?È>2<?aa8K>Figura 1<?aa6A> Zona libera, vista di ³<?aeFA-1>/<?aeFA-1><?È>4 posteriore>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO> 550  A<?È>0  H<?È>0  120  B<?È>0  C<?È>0  40  40  D<?È>0  40  900  R=900  G<?È>0150  F<?È>0  E<?È> 0Punto di riferimento del sedile<?aa8K>Figura 2a<?aa6A>Zona libera - Sezione attraverso il piano di  riferimento>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>S350Figura 2b<?aa6A>Zona libera, vista  laterale>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>50010090030040050Figura 2c<?aa6A>Zona  libera, vista posteriore>FINE DI UN GRAFICO>ZONA LIBERA>INIZIO DI UN GRAFICO>Figura 2d<?aa6A>Zona  libera, vista dall'alto>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>Figura 2e<?aa6A>Parte inferiore  della zona libera, vista di ³<?aeFA-1>/<?aeFA-1><?È>4 posteriore>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN  GRAFICO>200   Articolazione   330   150   460   144<?aeFN4>Pannello superioredello  schienaleArticolazione5   177<?aeFN4>Pannello inferioredello schienalePiano del  sedileDimensioni in mm550 N   R 100   200Figura 3a<?aa6A>Apparecchiatura per la determinazione  del punto di riferimento del sedile>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>B   550 N   A   S    150   200Dimensioni in mmFigura 3b<?aa6A>Metodo per la determinazione del punto di riferimento del  sedile>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>2 000 kg ± 20 kg680 ± 20Lato d'urtoRiferimento  che indica la posizionedel centro di gravità680 ± 20Dimensioni in mmFigura 4<?aa6A>Massa del  pendolo con catene o funi metalliche di sospensione>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO> Traiettoria del baricentrodella massa pendolare chepassa per il punto  d'urtoAncoraggioregolabileTrave bloccata davanti alle ruotedopo  l'ancoraggioAncoraggioregolabileFigura 5<?aa6A>Urto posteriore<?aa5A>Nota:<?aa3A>La configurazione  del dispositivo di protezione in caso di capovolgimento serve a scopo d'illustrazione e ad indicare  <?ss>le dimensioni, non a indicare i principi costruttivi.>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN  GRAFICO>Traiettoria del baricentrodella massa pendolare chepassa per il punto d'urtoAncoraggio  regolabileTrave bloccata dietro le ruotedopo l'ancoraggioAncoraggio regolabileFigura 6<?aa6A> Urto frontale<?aa5A>Nota:<?aa3A>La configurazione del dispositivo di protezione in caso di  capovolgimento serve a scopo d'illustrazione e ad indicare <?ss>le dimensioni, non a indicare i  principi costruttivi.>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>Arrotondato secondo la formadel  bordoVertice dell'angoloobliquo fra la trave e il bloccoTraveAngolo di 30° ± 3rispetto  all'orizzontaleTraiettoria del baricentrodella massa pendolare chepassa per il punto d'urto2  funi metalliche per esercitareuna forza verso il basso sull'asse del latodell'urtoFigura 7<?aa6A> Urto laterale<?aa5A>Nota:<?aa3A>La configurazione del dispositivo di protezione è presentata  unicamente a scopo d'illustrazione e ad indicare le <?ss>dimensioni, non a indicare i principi  costruttivi.>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>GiuntouniversaleCarico¹<?aeFA-1>/<?aeFA-1> <?È>2 FCilindro idraulicoa doppio effettoGiuntouniversaleSupporti degli assi anteriore e  posterioreFigura 8<?aa6A>Prova di schiacciamento<?aa5A>Nota:<?aa3A>La configurazione del dispositivo  di protezione in caso di capovolgimento serve a scopo d'illustrazione e ad indicare <?ss>le  dimensioni, non a indicare i principi costruttivi.>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>3    1   2Asta orizzontalefissata al dispositivodi protezioneCollare di attritoSupporto  verticalefissato al telaio deltrattore oppure allabase del dispositivodi protezione1 =  Deformazione permanente2 = Deformazione elastica3 = Deformazione totale (permanente +  elastica)Figura 9<?aa6A>Esempio di apparecchiatura per la misurazione delle deformazioni  elastiche<?aa5A>3   1   2Asta orizzontalefissata al dispositivodi protezioneCollare di  attritoSupporto verticalefissato al telaio deltrattore oppure allabase del dispositivodi  protezione1 = Deformazione permanente2 = Deformazione elastica3 = Deformazione totale  (permanente + elastica)Figura 9<?aa6A>Esempio di apparecchiatura per la misurazione delle  deformazioni elastiche>FINE DI UN GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>ForzaF<?aePW6><?aeMW2>maxaF<?È> mF<?È>mDeformazione e forza per lequali la struttura haassorbito l'energiacalcolata richiesta  (1.1)F<?È>m = <?aeSL1><?aeUL1>Forza per l'energia calcolata richiesta<?aeIC>D<?È>m = <?aeUL1> Deformazione per l'energia calcolata richiesta<?aeIC>0,95 D<?È>mD<?È>mDeformazione1. <?aeNF><?aeIL1,8>Individuare aF<?È>m corrispondente a 0,95 D<?È>m. <?aeIC>1.1. <?aeNF><?aeIL1,8>La prova di sovraccarico non è necessaria poiché aF<?È>m <  1,03 F<?È>m. Figura 10a<?aa6A>Curva forza/deformazioneLa prova di sovraccarico non è necessaria>FINE DI UN  GRAFICO>>INIZIO DI UN GRAFICO>ForzaF<?aePW6><?aeMW2>maxaF<?È>mF<?È>mbF<?È>mDeformazione e  forza perle quali la struttura haassorbito l'energiacalcolata richiesta (1.1)L'energia  assorbita èeguale a 1,05 voltel'energia richiesta (1.2)0,95 D<?È>mD<?È>mD<?È> m1Deformazione1. <?aeNF><?aeIL1,8>Individuare aF<?È>m corrispondente a 0,95 D<?È>m<?aeIC>1.1. <?aeNF><?aeIL1,8>La prova di sovraccarico è necessaria poiché aF<?È>m > 1,03 F<?È>m<?aeIC>1.2. <?aeNF><?aeIL1,8>La prova di sovraccarico è soddisfacente poiché bF<?È>m > 0,97 F<?È>m e bF<?È>m >  0,8 F<?aePW6><?aeMW2>max. <?aeIC>Figura 10b<?aa6A>Curva forza/deformazioneProva di sovraccarico necessaria>FINE DI UN GRAFICO> >INIZIO DI UN GRAFICO>ForzaF<?aePW6><?aeMW2>maxaF<?È>mF<?È>mbF<?È>mcF<?È>mdF<?È>meF<?È> mL'energia assorbita è ugualeall'energia richiesta (1.1)L'energia assorbita è uguale a1,05  volte l'energiarichiesta (1.2)L'energia assorbita èuguale a 1,10 voltel'energia richiesta  (1.3)L'energia assorbitaè uguale a 1,15volte l'energiarichiesta (1.4)L'energiaassorbita  èuguale a 1,20volte l'energiarichiesta (1.5)0,95 D<?È>mD<?È>mD<?È>m1D<?È>m2D<?È>m3D<?È> m4DeformazioneDeformazione dovuta al sovraccarico1. <?aeNF><?aeIL1,8>Individuare aF<?È>m corrispondente a 0,95 D<?È>m. 1.1. La prova di sovraccarico è necessaria poiché aF<?È>m > 1,03 F<?È>m1.2. Se bF<?È>m <  0,97  F<?È>m, la prova di sovraccarico deve essere continuata. 1.3. Se cF<?È>m <  0,97 bF<?È>m, la prova di sovraccarico deve essere continuata. 1.4. Se dF<?È>m <  0,97 cF<?È>m, la prova di sovraccarico deve essere continuata. 1.5. La prova di sovraccarico è soddisfacente poiché eF<?È>m è > 0,8 F<?aePW6><?aeMW2>max. <?aeIC>Osservazione:<?aa3A>Se in un qualsiasi momento F cade al disotto del valore di 0,8 F<?aePC6> <?aeMC2>m<?aePC6><?aeMC2>a<?aePC6><?aeMC2>x, la struttura viene rifiutata. Figura 10c<?aa6A>Curva forza/deformazioneLa prova di sovraccarico deve essere continuata<?aa5A> <?aeLM38,><?aeIB16,><?aeRF><?aeIC"FINE DI UN GRAFICO> ALLEGATO VMODELLOVERBALE DELLE PROVE PER L'OMOLOGAZIONE CEE DI UN DISPOSITIVO DI  PROTEZIONE (A DUE MONTANTI POSTERIORI, TELAIO O CABINA) PER QUANTO RIGUARDA LA SUA RESISTENZA E LA  RESISTENZA DEI SUOI ATTACCHI AL TRATTORE Dispositivo di protezione Marca e tipoTrattore Marca  Tipo e denominazione commerc.  Metodo di prova dinamico/ statico (;)Indicazione del laboratorioNumero di omologazione CEE:  1.Marchio di fabbrica o commerciale e tipo del dispositivo di protezione: 2.Nome ed indirizzo del  costruttore del trattore o del fabbricante del dispositivo di protezione: 3.Nome ed indirizzo  dell'eventuale mandatario del costruttore del trattore o del fabbricante del dispositivo di  protezione: 4.Caratteristiche del trattore usato per le prove4.1.Marchio di fabbrica o commerciale:  4.2.Tipo e denominazione commerciale: 4.3.Numero di serie: 4.4.Massa del trattore non zavorrato,  con dispositivo di protezione montato e senza il conducente:  kg4.5.Interasse/momento d'inerzia (;):  mm/kgm$ (;)4.6.Dimensioni dei pneumatici: anteriori:  posteriori: 5.Estensione dell'omologazione CEE ad altri tipi di trattori5.1.Marchio di fabbrica o  commerciale: 5.2.Tipo e denominazione commerciale: 5.3.Massa del trattore non zavorrato, con  dispositivo di protezione montato e senza il conducente:  kg(;) Depennare la dicitura inutile. 5.4.Interasse/momento d'inerzia (;):  mm/kgm$ (;)5.5.Dimensioni dei pneumatici: anteriori:  posteriori: 6.Dati tecnici del dispositivo di protezione6.1.Disegno d'insieme della struttura del  dispositivo di protezione e dei suoi attacchi al trattore.6.2.Fotografie laterali e del retro con  dettagli degli attacchi.6.3.Breve descrizione del dispositivo di protezione, compresi il tipo di  costruzione, i sistemi di attacco al trattore, i dettagli del rivestimento, i mezzi d'accesso e  d'uscita di emergenza, precisazioni sull'imbottitura interna e sulle caratteristiche  antirotolamento, nonché dettagli sul sistema di riscaldamento e di  ventilazione.6.4.Dimensioni6.4.1.Altezza delle parti del tetto dal punto di riferimento del sedile:   mm6.4.2.Altezza delle parti del tetto dalla piattaforma del trattore:  mm6.4.3.Larghezza interna  del dispositivo di protezione 900 mm sopra il punto di riferimento del sedile:  mm6.4.4.Larghezza interna del dispositivo di protezione in un punto sopra il sedile, all'altezza  del centro del volante:  mm6.4.5.Distanza dal centro del volante al lato destro del dispositivo di  protezione:  mm6.4.6.Distanza dal centro del volante al lato sinistro del dispositivo di  protezione:  mm6.4.7.Distanza minima dal bordo del volante al dispositivo di protezione:   mm6.4.8.Larghezza delle portiere:superiore:  mmcentrale:  mminferiore:  mm6.4.9.Altezza delle  portiere:sopra le piattaforme:  mmsopra lo scalino più alto:  mmsopra lo scalino più basso:   mm6.4.10.Altezza totale del trattore con dispositivo di protezione montato:  mm6.4.11.Larghezza  totale del dispositivo di protezione:  mm6.4.12.Distanza orizzontale dal retro del dispositivo allo  schienale del sedile all'altezza di 900 mmsopra il punto di riferimento del sedile:  mm6.5.Dati  sui materiali, qualità dei materiali, norme impiegate: Telaio principale:  (materiale e  dimensioni)Attacchi:  (materiale e dimensioni)Rivestimento  (materiale e dimensioni)Tetto:   (materiale e dimensioni)Imbottitura interna:  (materiale e dimensioni)Bullonerie di montaggio e di  fissaggio: (qualità e dimensioni)(;) Depennare le diciture inutili. 7.Risultati delle prove7.1.Prove d'urto/carico (;) e di schiacciamentoLe prove d'urto/carico (¹)  sono state eseguite a destra/sinistra (¹) posteriormente, a destra/sinistra (¹) anteriormente e a  destra/sinistra lateralmente (¹). La massa di riferimento per calcolare la forza d'urto/il carico  (¹) e la forza di schiacciamento era dikgLe prescrizioni di prova concernenti le rotture e  incrinature, la deformazione massima istantanea e la zona libera sono state rispettate/non sono  state rispettate (¹).7.2.Deformazioni misurate dopo le proveDeformazione permanente:della parte  posteriore verso sinistra:  mmdella parte posteriore verso destra:  mmdella parte anteriore verso  sinistra:  mmdella parte anteriore verso destra:  mmlaterale:anteriormente:  mmposteriormente:   mmdella parte superiore verso il basso:anteriormente:  mmposteriormente:  mmDifferenza fra la  deformazione massima istantanea e la deformazione residua durante la prova d'urto laterale:   mm8.Numero del verbale: 9.Data del verbale: 10.Firma: (;) Depennare le diciture inutili.  ALLEGATO VIMARCATURAIl marchio di omologazione CEE è costituito:da un rettangolo  all'interno del quale è situata la lettera «e» minuscola, seguita da un numero o da un gruppo di  lettere distintivi del paese che ha rilasciato l'omologazione:1per la Germania, 2per la Francia, 3per l'Italia, 4per i Paesi Bassi, 6per il Belgio, 9per la Spagna, 11per il Regno Unito, 13per il Lussemburgo, 18per la Danimarca, IRLper l'Irlanda, ELper la Grecia, Pper il Portogallo;da un numero di omologazione CEE corrispondente al numero della scheda di  omologazione CEE rilasciata per il tipo di dispositivo di protezione per quanto riguarda la sua  resistenza, nonché la resistenza dei suoi attacchi al trattore, situato in una qualsiasi posizione  sotto e nelle vicinanze del rettangolo;dalle lettere V o SV, seconda che sia stata effettuata una  prova dinamica (V) o statica (SV), seguite dalla cifra 1, aventi come significato quello di  trattarsi di dispositivo di protezione ai sensi della presente direttiva.>INIZIO DI UN GRAFICO> Esempio di marchio di omologazione CEE<?aeFN3,><?aeBP><?aeNP><?aeTT1><?aeFA21,><?aeTT2><?aeFA6,><?aeTT3>  <?aeTT4><?aeTA5Y0><?aeRW.4><?aeUV16><?aeTS><?aeTC><?aeRT2Y3><?aeFN2>a <?Ì>8 30 mm<?aeFN2><?aeRT2Y3><?aeTB> <?aeTE"FINE DI UN GRAFICO>Leggenda:Il dispositivo di protezione recante il marchio di omologazione  CEE qui raffigurato è un dispositivo di protezione del tipo a due montanti posteriori, a telaio o a  cabina, sottoposto a prova dinamica e destinato a un trattore a carreggiata stretta (V1) che ha  ottenuto l'omologazione CEE in Francia (e2) col numero 431.  ALLEGATO VIIMODELLO DI SCHEDA DI OMOLOGAZIONE CEEIndicazione  dell'amministrazioneComunicazione concernente l'omologazione CEE, il rifiuto, ia revoca o  l'estensione dell'omologazione CEE di un dispositivo di protezione (a due montanti posteriori, a  telaio o a cabina) per quanto riguarda la sua resistenza, nonché la resistenza dei suoi attacchi al  trattoreNumero di omologazione CEE: estensione (¹) 1.Marchio di fabbrica o commerciale e tipo del  dispositivo di protezione:  2.Nome ed indirizzo del fabbricante del dispositivo di protezione:   3.Nome ed indirizzo dell'eventuale mandatario del fabbricante del dispositivo di protezione:   4.Marchio di fabbrica o commerciale, tipo e denominazione commerciale del trattore al quale il  dispositivo di protezione è destinato:  5.Estensione dell'omologazione CEE al trattore (ai  trrattori) del tipo (dei tipi) e eventualmente della denominazione commerciale (delle denominazioni  commerciali) seguenti:  5.1.La massa del trattore non zavorrato, definita al punto 1.4  dell'allegato II, supera/non supera (²) di oltre 5 % la massa di riferimento impiegata per la  prova.5.2.Il metodo di attacco e i punti di montaggio sono/non sono (²) identici. 5.3.Tutti i  componenti che possono servire da supporto al dispositivo di protezione sono/non sono (²) identici.  6.Presentato all'omologazione CEE in data:  7.Laboratorio di prova:  8.Data e numero del verbale  del laboratorio:  9.Data di concessione/rifiuto/revoca dell'omologazione CEE (²): 10.Data di  concessione/rifiuto/revoca dell'estensione dell'omologazione CEE (²): 11.Luogo: 12.Data: 13.Sono  allegati i documenti seguenti, che recano il numero di omologazione CEE di cui sopra (ad esempio,  verbale di prova). Questi documenti sono forniti alle autorità competenti degli Stati membri a loro  esplicita richiesta: 14.Eventuali osservazioni: 15.Firma: (¹) Indicare eventualmente se si tratta  di una prima, seconda ecc. estensione dell'omologazione CEE iniziale. (²) Depennare le diciture inutili.  ALLEGATO VIIICONDIZIONI DI OMOLOGAZIONE CEE1.La domanda di omologazione CEE di un tipo  di trattore per quanto riguarda la resistenza del dispositivo di protezione e dei suoi attacchi al  trattore è presentata dal costruttore del trattore o dal suo mandatario.2.Al servizio tecnico  incaricato delle prove di omologazione è presentato un trattore rappresentativo del tipo da  omologare, sul quale sono montati un dispositivo di protezione ed i suoi attacchi, debitamente  omologati.3.Il servizio tecnico incaricato delle prove di omologazione verifica se il tipo di  dispositivo di protezione omologato è destinato ad essere montato sul tipo di trattore per il quale  è richiesta l'omologazione. Esso verifica in particolare se gli attacchi del dispositivo di  protezione corrispondono a quelli controllati in sede di omologazione CEE.4.Il detentore  dell'omologazione CEE può chiedere che quest'ultima sia estesa ad altri tipi di dispositivi di  protezione.5.Le competenti autorità concedono detta estensione alle condizioni seguenti:5.1.il  nuovo tipo di dispositivo di protezione ed i suoi attacchi al trattore hanno formato oggetto di  omologazione CEE;5.2.esso è progettato per essere montato sul tipo di trattore per il quale è  richiesta l'estensione dell'omologazione CEE;5.3.gli attacchi del dispositivo di protezione al  trattore corrispondono a quelli controllati in sede di omologazione CEE.6.Una scheda conforme al  modello di cui all'allegato IX è allegata alla scheda di omologazione CEE per ciascuna omologazione  o estensione dell'omologazione concessa o rifiutata.7.I punti 2 e 3 non sono d'applicazione qualora  la domanda di omologazione CEE di un tipo di trattore sia presentata contemporaneamente alla  domanda di omologazione CEE di un tipo di dispositivo di protezione destinato ad essere montato sul  tipo di trattore per il quale è chiesta l'omologazione CEE.  ALLEGATO IXMODELLOIndicazione dell'amministrazioneALLEGATO DELLA SCHEDA DI  OMOLOGAZIONE CEE DI UN TIPO DI TRATTORE PER QUANTO RIGUARDA LA RESISTENZA DEI DISPOSITIVI DI  PROTEZIONE (A DUE MONTANTI POSTERIORI, TELAIO O CABINA) E LA RESISTENZA DEI LORO ATTACCHI AL  TRATTORE(Articolo 4, paragrafo 2, ed articolo 10 della direttiva 74/150/CEE del Consiglio, del 4  marzo 1974, per il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative all'omologazione  dei trattori agricoli o forestali a ruote)Numero di omologazione CEE:  estensione (;) 1.Marchio di  fabbrica o commerciale del trattore:  2.Tipo e denominazione commerciale del trattore:  3.Nome ed  indirizzo del costruttore del trattore:  4.Eventuale nome e indirizzo del suo mandatario:   5.Marchio di fabbrica o commerciale e tipo del dispositivo di protezione:  6.Estensione  dell'omologazione CEE per il seguente tipo (per i seguenti tipi) di dispositivo diprotezione:   7.Trattore presentato all'omologazione CEE il:  8.Servizio tecnico incaricato del controllo di  conformità per l'omologazione CEE:  9.Data del verbale rilasciato da questo servizio: 10.Numero del  verbale rilasciato da questo servizio: 11.L'omologazione CEE per quanto riguarda la resistenza dei  dispositivi di protezione e la resistenza dei loro attacchi al trattore è concessa/rifiutata  (²).12.L'estensione dell'omologazione CEE per quanto riguarda la resistenza dei dispositivi di  protezione e la resistenza dei loro attacchi al trattore è concessa/rifiutata (²).13.Luogo:  14.Data: 15.Firma: (;) Indicare eventualmente se si tratta della prima, seconda, ecc. estensione  dell'omologazione CEE iniziale. ($) Depennare la dicitura inutile.