CELEX: 62006CJ0373
Language: it
Date: 2008-04-17
Title: Sentenza della Corte (Prima Sezione) del 17 aprile 2008. # Thomas Flaherty (C-373/06 P), Larry Murphy (C-379/06 P) e Ocean Trawlers Ltd (C-382/06 P) contro Commissione delle Comunità europee. # Impugnazione - Misure di conservazione delle risorse - Ristrutturazione del settore della pesca - Domande di aumento degli obiettivi del programma d’orientamento pluriennale ‘POP IV’ in termini di stazza - Rigetto della domanda. # Cause riunite C-373/06 P, C-379/06 P e C-382/06 P.

Cause riunite C‑373/06 P, C‑379/06 P e C‑382/06 P
      Thomas Flaherty e altri 
      contro
      Commissione delle Comunità europee
      «Impugnazione — Misure di conservazione delle risorse — Ristrutturazione del settore della pesca — Domande di aumento degli obiettivi del programma d’orientamento pluriennale “POP IV” in termini di stazza — Rigetto della domanda»
      Massime della sentenza
      1.        Ricorso di annullamento — Interesse ad agire — Necessità di un interesse reale e attuale 
      (Art. 230 CE; decisione del Consiglio 97/413, art. 4, n. 2; decisioni della Commissione 98/125, allegato, punto 3.3, e 2003/245)
      2.        Ricorso di annullamento — Persone fisiche o giuridiche — Atti che le riguardano direttamente e individualmente
      (Art. 230, quarto comma, CE; decisione della Commissione 2003/245)
      3.        Pesca — Politica comune delle strutture — Programmi di orientamento pluriennali
      (Decisione del Consiglio 97/413, art. 4, n. 2; decisione della Commissione 2003/245)
      1.        L’interesse ad agire di un ricorrente deve sussistere, relativamente all’oggetto del ricorso, nella fase della presentazione
         dello stesso pena l’irricevibilità. Tale oggetto della controversia deve perdurare, così come l’interesse ad agire, fino alla
         pronuncia della decisione del giudice, pena il non luogo a statuire, il che presuppone che il ricorso possa, con il suo esito,
         procurare un beneficio alla parte che l’ha proposto.
      
      A tale proposito, chiunque abbia richiesto, nel rispetto delle regole vigenti, un aumento della capacità di talune imbarcazioni
         da pesca per miglioramenti in materia di sicurezza risultanti dalla costruzione di un’imbarcazione sostitutiva, a norma dell’art. 4,
         n. 2, della decisione 97/413, relativa agli obiettivi e alle modalità della ristrutturazione del settore della pesca comunitario,
         nel periodo dal 1° gennaio 1997 al 31 dicembre 2001 per il raggiungimento di un equilibrio durevole tra le risorse e il loro
         sfruttamento, nonché del punto 3.3 dell’allegato della decisione 98/125, recante approvazione del programma d’orientamento
         pluriennale per la flotta peschereccia dell’Irlanda relativo al periodo dal 1° gennaio 1997 al 31 dicembre 2001, ha manifestatamene
         un interesse all’annullamento di una decisione di rifiuto dell’autorizzazione corrispondente.
      
      L’annullamento di una decisione con cui la Commissione neghi l’autorizzazione richiesta ha, infatti, come conseguenza per
         tutti coloro le cui richieste sono state respinte che il rilascio di un’autorizzazione divenga nuovamente possibile al termine
         del nuovo esame di tali richieste, cui la Commissione è tenuta a procedere. Qualora avvenga, tale rilascio implica che tutte
         le ulteriori misure necessarie, compresa, eventualmente, la costruzione dell’imbarcazione sostitutiva, per realizzare o utilizzare
         l’aumento della capacità richiesto possano essere intraprese, nel rispetto delle condizioni e dei termini eventualmente applicabili.
      
      Pertanto, non si può ritenere che i ricorrenti che, alla data della decisione controversa non avevano ancora intrapreso la
         costruzione delle imbarcazioni di cui all’allegato II di questa, cosicché, a quella stessa data, non ne erano proprietari,
         non avessero, per tale motivo, un interesse ad agire.
      
      (v. punti 25, 32-34)
      2.        I soggetti diversi dai destinatari di una decisione possono sostenere che essa li riguarda individualmente, ai sensi dell’art. 230,
         quarto comma, CE, solamente qualora detta decisione li concerna a causa di determinate qualità loro personali o di una situazione
         di fatto che li caratterizza rispetto a chiunque altro e, quindi, li distingue in modo analogo ai destinatari 
      
      A questo proposito, non si può ritenere che la decisione 2003/245, relativa alle richieste pervenute alla Commissione di aumentare
         gli obiettivi del programma di orientamento pluriennale IV per tener conto dei miglioramenti in materia di sicurezza, navigazione
         in mare, igiene, qualità dei prodotti e condizioni di lavoro per i pescherecci di lunghezza fuori tutto superiore a 12 metri,
         non riguardi individualmente ricorrenti che, alla data di adozione di tale decisione, non avessero intrapreso la costruzione
         delle imbarcazioni di cui all’allegato II di questa, ove essi abbiano presentato richieste individuali di aumento della stazza
         di sicurezza in relazione a imbarcazioni menzionate nel detto allegato II. Infatti, in una fattispecie del genere, la presentazione
         di tali domande configura una circostanza in grado di caratterizzarli rispetto a chiunque altro e di distinguerli in modo
         analogo ai destinatari di detta decisione.
      
      (v. punti 36, 41)
      3.        L’art. 4, n. 2, della decisione 97/413, relativa agli obiettivi e alle modalità della ristrutturazione del settore della pesca
         comunitario, nel periodo dal 1° gennaio 1997 al 31 dicembre 2001 per il raggiungimento di un equilibrio durevole tra le risorse
         e il loro sfruttamento, non prevede alcun limite per quanto riguarda l’età dell’imbarcazione che può usufruire di un aumento
         di capacità in materia di sicurezza. La nozione di miglioramenti accolta da tale disposizione si riferisce a miglioramenti
         apportati non a un’imbarcazione particolare, ma alla flotta nazionale. Non è quindi necessario, per assicurare l’obiettivo
         della conservazione degli stock ittici nelle acque comunitarie, perseguito dalla stessa decisione, che le nuove imbarcazioni
         siano escluse dal regime previsto da detta disposizione.
      
      Alla luce di quanto sopra, la Commissione, adottando nella decisione 2003/245, relativa alle richieste pervenute alla Commissione
         di aumentare gli obiettivi del programma di orientamento pluriennale IV per tener conto dei miglioramenti in materia di sicurezza,
         navigazione in mare, igiene, qualità dei prodotti e condizioni di lavoro per i pescherecci di lunghezza fuori tutto superiore
         a 12 metri, criteri non previsti dalla normativa applicabile nel caso di specie, ha ecceduto le sue competenze.
      
      (v. punti 46-47)
SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione)
      17 aprile 2008 (*)
      
      «Impugnazione – Misure di conservazione delle risorse – Ristrutturazione del settore della pesca – Domande di aumento degli obiettivi del programma d’orientamento pluriennale ‘POP IV’ in termini di stazza – Rigetto della domanda»
      Nei procedimenti riuniti C‑373/06 P, causa C‑379/06 P e C‑382/06 P,
      aventi ad oggetto le impugnazioni ai sensi dell’art. 56 dello Statuto della Corte di giustizia, proposte il 5 settembre 2006,
      Thomas Flaherty (C‑373/06 P), residente a Mainster (Irlanda),
      
      Larry Murphy (C‑379/06 P), residente a Brandyhill (Irlanda),
      
      Ocean Trawlers Ltd (C‑382/06 P), con sede a Killybegs (Irlanda),
      
      rappresentati dal sig. D. Barry, solicitor, e dal sig. A. Collins, SC (procedimenti riuniti C‑373/06 P, causa C‑379/06 P e
         C‑382/06 P), nonché da questi ultimi e dal sig. P. Gallagher, SC (procedimento C‑379/06 P),
      
      ricorrenti,
      procedimenti in cui l’altra parte è:
      Irlanda,
      interveniente in primo grado,
      Commissione delle Comunità europee, rappresentata dal sig. B. Doherty e dalla sig.ra M. van Heezik, in qualità di agenti, con domicilio eletto in Lussemburgo,
      
      convenuta in primo grado,
      LA CORTE (Prima Sezione),
      composta dal sig. P. Jann, presidente di sezione, dai sigg. A. Tizzano, A. Borg Barthet (relatore), M. Ilešič ed E. Levits,
         giudici,
      
      avvocato generale: sig.ra E. Sharpston
      cancelliere: sig.ra L. Hewlett, amministratore principale
      vista la fase scritta del procedimento e in seguito all’udienza del 20 settembre 2007,
      sentite le conclusioni dell’avvocato generale, presentate all’udienza dell’11 dicembre 2007,
      ha pronunciato la seguente
      Sentenza
      1        Con le loro impugnazioni i sigg. Flaherty e Murphy nonché la società Ocean Trawlers Ltd chiedono l’annullamento della sentenza
         del Tribunale di primo grado delle Comunità europee 13 giugno 2006, cause riunite da T‑218/03 a T‑240/03, Boyle e a./Commissione
         (Racc. pag. II‑1699; in prosieguo: la «sentenza impugnata»), con la quale quest’ultimo, da una parte, ha dichiarato irricevibili
         i loro ricorsi diretti ad ottenere l’annullamento della decisione della Commissione 4 aprile 2003, 2003/245/CE, relativa alle
         richieste pervenute alla Commissione di aumentare gli obiettivi dei POP IV per tener conto dei miglioramenti in materia di
         sicurezza, navigazione in mare, igiene, qualità dei prodotti e condizioni di lavoro per i pescherecci di lunghezza fuori tutto
         superiore a 12 metri (GU L 90, pag. 48; in prosieguo: la «decisione controversa»), e, dall’altra, li ha condannati a sopportare
         le proprie spese. 
      
      2        Con ordinanza del presidente della Corte 5 marzo 2007, i procedimenti C‑373/06 P, causa C‑379/06 P e C‑382/06 P sono stati
         riuniti ai fini delle fasi orale del procedimento nonché della sentenza.
      
       Contesto normativo
      3        Il 26 giugno 1997 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato la decisione 97/413/CE relativa agli obiettivi e alle modalità
         della ristrutturazione del settore della pesca comunitario, nel periodo dal 1° gennaio 1997 al 31 dicembre 2001 per il raggiungimento
         di un equilibrio durevole tra le risorse e il loro sfruttamento (GU L 175, pag. 27).
      
      4        Ai sensi dell’art. 4, n. 2, di detta decisione:
      
      «Nei programmi pluriennali di orientamento per gli Stati membri, gli aumenti di capacità risultanti unicamente da miglioramenti
         concernenti la sicurezza giustificano, caso per caso, un identico aumento degli obiettivi dei segmenti di flotta allorché
         questi non aumentano lo sforzo di pesca dei pescherecci in questione».
      
      5        Il punto 3.3, primo comma, dell’allegato alla decisione della Commissione 16 dicembre 1997, 98/125/CE, recante approvazione
         del programma d’orientamento pluriennale per la flotta peschereccia dell’Irlanda relativo al periodo dal 1° gennaio 1997 al
         31 dicembre 2001 (GU 1998, L 39, pag. 41; in prosieguo: il «POP IV»), è così redatto:
      
      «Gli Stati membri possono presentare alla Commissione, in qualsiasi momento, un programma di miglioramenti concernenti la
         sicurezza. Conformemente agli articoli 3 e 4 della decisione 97/413/CE, la Commissione deciderà se eventuali aumenti di capacità
         previsti da questi programmi giustifichino un corrispondente incremento degli obiettivi del POP IV».
      
       Fatti
      6        I fatti all’origine della controversia che ha dato luogo alla sentenza impugnata, così come in essa enunciati, possono essere
         riassunti nei seguenti termini.
      
      7        Tra il 1999 e il 2001, vi è stato uno scambio di lettere tra il Dipartimento della Marina e delle Risorse naturali irlandese
         (in prosieguo: il «Dipartimento») e la Commissione in merito all’art. 4, n. 2, della decisione 97/413.
      
      8        Durante questo periodo, ciascuno dei 23 ricorrenti in primo grado chiedeva al Dipartimento un aumento della capacità a seguito
         dei miglioramenti conseguiti in materia di sicurezza, in applicazione dell’art. 4, n. 2, della decisione 97/413 e del punto 3.3
         dell’allegato alla decisione 98/125. 
      
      9        Con lettera in data 14 dicembre 2001 il Dipartimento chiedeva alla Commissione un aumento di 1 304 tonnellate lorde del segmento
         polivalente e di 5 335 tonnellate lorde del segmento pelagico della flotta irlandese, in applicazione dell’art. 4, n. 2, della
         decisione 97/413. Tale lettera completava una richiesta precedente del Dipartimento riguardante due imbarcazioni, inviata
         alla Commissione come «procedimento pilota». 
      
      10      La summenzionata lettera del Dipartimento specificava di far seguito alle richieste di 38 proprietari di imbarcazioni che
         avevano modificato o sostituito la propria imbarcazione o che avevano l’intenzione di farlo. Essa era accompagnata da una
         documentazione dettagliata riguardante queste 38 imbarcazioni. Da una tabella allegata a tale lettera risulta che tra questi
         proprietari figuravano 18 dei ricorrenti in primo grado. 
      
      11      Il dispositivo della decisione controversa è formulato nel modo seguente:
      
      «Articolo 1
      Ammissibilità delle domande 
      Le domande di aumento degli obiettivi dei POP IV in termini di stazza sono considerate ammissibili alle seguenti condizioni:
      1)      Le domande sono state presentate caso per caso dallo Stato membro prima del 31 dicembre 2001;
      2)      l’imbarcazione è stata adeguatamente registrata nel registro comunitario delle navi da pesca;
      3)      l’imbarcazione interessata ha una lunghezza fuori tutto pari o superiore a 15 metri;
      4)      l’aumento della stazza è il risultato dei lavori di ammodernamento eseguiti o da eseguire sul ponte principale di un’imbarcazione
         registrata esistente che abbia almeno cinque anni di età alla data di inizio dei lavori. Nel caso di perdita in mare di un
         peschereccio, l’aumento della stazza è il risultato di un volume più grande sul ponte principale del peschereccio sostitutivo
         rispetto al peschereccio perduto;
      
      5)      l’aumento della stazza è giustificato dall’obiettivo di migliorare la sicurezza, la navigazione in mare, l’igiene, la qualità
         dei prodotti e le condizioni di lavoro;
      
      6)      non è aumentato il volume sottostante al ponte principale del peschereccio modificato o di quello sostitutivo.
      Le domande di aumento degli obiettivi dei POP IV in termini di potenza motrice non sono ammissibili.
      Articolo 2
      Le domande accolte in base ai criteri di cui all’articolo 1 sono quelle elencate nell’allegato I.
      Le domande respinte in base ai criteri di cui all’articolo 1 sono quelle elencate nell’allegato II.
      Articolo 3
      Il Regno del Belgio, l’Irlanda, il Regno dei Paesi Bassi, il Regno di Svezia e il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del
         Nord sono i destinatari della presente decisione».
      
      12      L’elenco delle «domande respinte» riportata nell’allegato II alla decisione controversa 2003/245 include le richieste presentate
         dai ricorrenti nel procedimento in esame, relativamente alle nuove imbarcazioni destinate a sostituire, rispettivamente, la
         MFV Westward Isle (Flaherty), la MFV Menhaden (Murphy) e la MFV Golden Rose (Ocean Trawlers), nessuna delle quali era stata
         perduta in mare. 
      
       Procedimento dinanzi al Tribunale e sentenza impugnata
      13      Dinanzi al Tribunale di primo grado hanno proposto ricorso 23 ricorrenti chiedendo l’annullamento della decisione controversa
         nella parte in cui respingeva le loro richieste di aumento della capacità delle loro imbarcazioni. Tali richieste si riferivano
         tutte alla costruzione di nuove imbarcazioni destinate a sostituire imbarcazioni esistenti che non erano state perdute in
         mare. A sostegno delle loro conclusioni tali ricorrenti deducevano l’incompetenza della Commissione, il difetto di motivazione
         di tale decisione e la violazione del principio della parità di trattamento. 
      
      14      Nella sentenza impugnata, il Tribunale ha anzitutto esaminato l’eccezione di irricevibilità sollevata dalla Commissione, intesa
         a far dichiarare che la decisione controversa non riguardava detti ricorrenti direttamente e individualmente ai sensi dell’art. 230,
         quarto comma, CE. Il Tribunale ha respinto tale eccezione, adducendo sostanzialmente che, da una parte, detta decisione deve
         essere considerata come un insieme di decisioni individuali, riguardanti ognuna la situazione giuridica dei proprietari delle
         imbarcazioni incluse nell’allegato della stessa decisione, compresa quella dei ricorrenti, che erano individuati rispetto
         a qualsiasi altra persona e distinti in maniera analoga a quella di un destinatario, e che, d’altra parte, detta decisione
         produceva direttamente effetti sulla situazione giuridica dei ricorrenti, senza lasciare alcun potere discrezionale ai suoi
         destinatari in relazione al loro obbligo di eseguirla.
      
      15      Il Tribunale ha tuttavia dichiarato irricevibili i ricorsi di quattro ricorrenti in primo grado, tre dei quali autori delle
         presenti impugnazioni. A tale riguardo, il Tribunale ha statuito quanto segue ai punti 61 e 62 della sentenza impugnata:
      
      «61      Tuttavia, alla luce delle risposte dell’Irlanda alle questioni evocate nell’ambito dei provvedimenti di organizzazione del
         procedimento, il Tribunale ha sollevato d’ufficio la questione se quattro dei ricorrenti avessero un interesse ad agire nella
         fattispecie (...). Si tratta di Thomas Flaherty (T‑224/03), dell’Ocean Trawlers Ltd (T‑226/03), di Larry Murphy (T‑236/03)
         e dell’O’Neil Fishing Co. Ltd (T‑239/03). 
      
      62      Da tali risposte risulta che le domande proposte da questi quattro ricorrenti si basavano sull’intenzione che essi avevano
         a quell’epoca di far costruire delle imbarcazioni e di attribuire loro i nomi indicati all’allegato II della decisione [controversa].
         Tuttavia, si è verificato che i detti ricorrenti non [avevano] intrapreso la costruzione di tali imbarcazioni per cui, alla
         data della decisione [controversa], essi non erano, effettivamente proprietari delle imbarcazioni in questione. Ne consegue
         che tali ricorrenti non hanno un interesse ad agire. Comunque, essi non sono individualmente riguardati dalla decisione [controversa],
         poiché le imbarcazioni in questione non esistono».
      
      16      In secondo luogo, il Tribunale ha esaminato la portata della decisione controversa rispetto alle imbarcazioni degli altri
         19 ricorrenti in primo grado nel modo seguente:
      
      «105      Occorre constatare che l’art. 4, n. 2, della decisione 97/413 (...) non prevede alcun limite per quanto riguarda l’età dell’imbarcazione
         che può usufruire di un aumento di capacità in materia di sicurezza. La formulazione di tale disposizione permette, a prima
         vista, qualsiasi aumento di capacità risultante da miglioramenti in materia di sicurezza, purché tali aumenti non comportino
         un aumento dello sforzo di pesca. Se il Consiglio avesse voluto escludere le nuove imbarcazioni, l’avrebbe probabilmente precisato
         (...)
      
      (…)
      108      Contrariamente a quanto sostiene la Commissione, la nozione di miglioramenti prevista all’art. 4, n. 2, della decisione 97/413
         non deve essere intesa come se si riferisse a miglioramenti apportati a un’imbarcazione particolare, ma deve essere intesa
         come se riguardasse la flotta nazionale. A tale proposito, occorre rilevare, in particolare, che il punto 3.3 dell’allegato
         della decisione 98/125 si riferisce ad “un programma di miglioramento della sicurezza” della flotta nazionale in generale.
      
      109      Occorre anche prendere in considerazione gli obiettivi della decisione 97/413. Tale decisione ha effettivamente l’obiettivo
         della conservazione degli stock di pesce nelle acque comunitarie. Tuttavia, il Consiglio ha considerato “la necessità di assicurare
         l’osservanza delle più rigorose norme di sicurezza possibili da parte della flotta della Comunità” (dodicesimo ‘considerando’).
         Pertanto, esso ha incluso l’art. 3 (che riguarda le imbarcazioni da pesca di meno di 12 metri di lunghezza fuori tutto diverse
         dai pescherecci) e l’art. 4, n. 2, in detta decisione. 
      
      110      Contrariamente a quanto lascia intendere la Commissione, non è necessario, per assicurare il detto obiettivo della decisione
         97/413, che le nuove imbarcazioni siano escluse dal regime stabilito dall’art. 4, n. 2, di tale decisione. Il Tribunale sottolinea,
         a tale proposito, che quest’ultima disposizione è conforme a tale obiettivo in quanto vieta qualsiasi aumento dello sforzo
         di pesca. La Commissione, che allega aumenti rilevanti delle dimensioni non giustificati da ragioni di sicurezza, avrebbe
         potuto esaminare le imbarcazioni, caso per caso, per stabilire se vi fosse o meno un aumento dello sforzo di pesca. In effetti,
         essa stessa dichiara che il divieto di tale aumento è diretto a soddisfare l’obiettivo generale della decisione 97/413 che
         è quello di ridurre la quantità di pesce pescato nella Comunità (…)
      
      (…)
      134      Alla luce di quanto precede, occorre giudicare che la Commissione, adottando nella decisione [controversa] criteri non previsti
         dalla normativa applicabile nel caso di specie, ha oltrepassato le sue competenze. Pertanto, il primo motivo deve essere accolto
         e la decisione [controversa] deve essere annullata, senza che sia necessario esaminare gli altri motivi».
      
       Le impugnazioni
      17      Nelle loro impugnazioni i ricorrenti sostengono che il giudizio del Tribunale sulla ricevibilità dei loro ricorsi è errato
         in diritto. Essi chiedono alla Corte di annullare la sentenza impugnata nella parte in cui ha respinto i loro ricorsi e li
         ha condannati a sopportare le proprie spese del procedimento di primo grado. Essi chiedono parimenti alla Corte di annullare
         la decisione controversa e di condannare la Commissione a sopportare le suddette spese nonché quelle del presente procedimento.
         
      
      18      La Commissione chiede il rigetto delle impugnazioni in quanto infondate e la condanna dei ricorrenti alle spese. 
      
       Argomenti delle parti
      19      Dinanzi alla Corte, i ricorrenti sostengono che il Tribunale ha erroneamente concluso che essi non hanno dimostrato di possedere
         un interesse ad agire e che la decisione controversa non li riguardava individualmente per il fatto che le imbarcazioni per
         le quali erano state presentate richieste di aumento della capacità erano fittizie. 
      
      20      In primo luogo, gli autori delle impugnazioni fanno notare che la ricevibilità dei loro ricorsi deve essere valutata alla
         luce del loro interesse ad agire alla data di deposito della richiesta di aumento della capacità e non in relazione ad un
         avvenimento futuro e ipotetico. Valutando l’interesse ad agire con riferimento alla data di adozione della decisione controversa,
         il Tribunale avrebbe pertanto applicato un criterio giuridico errato. 
      
      21      In secondo luogo, essi sostengono che dai documenti prodotti dinanzi al Tribunale emerge chiaramente che, sia alla data di
         deposito dei loro ricorsi dinanzi quest’ultimo sia a quella di adozione della decisione controversa, anche ammettendo che
         quest’ultima data possa essere ritenuta come la data pertinente, essi erano a tutti gli effetti proprietari delle imbarcazioni
         per le quali la Commissione aveva ricevuto e rifiutato le richieste di aumento della capacità. Il Tribunale pertanto avrebbe
         commesso, nel valutare i documenti prodotti in primo grado, un errore sostanziale, che, secondo una costante giurisprudenza,
         dovrebbe comportare l’annullamento della sentenza impugnata. 
      
      22      In terzo luogo, gli autori delle impugnazioni rilevano che il Tribunale ha dichiarato, nella sentenza impugnata che tutte
         le richieste di aumento della capacità riguardavano nuove imbarcazioni e che molte di esse erano state presentate per imbarcazioni
         la cui costruzione era in progetto. Ciò emergerebbe chiaramente dalle richieste presentate a loro nome alla Commissione. Peraltro,
         il Tribunale non avrebbe verificato se ogni imbarcazione per la quale era stata depositata una richiesta risultava costruita
         alla data di adozione della decisione controversa o a quella di presentazione dei ricorsi di annullamento, dato che tale elemento
         non sarebbe pertinente. Inoltre, essi sostengono che, nei limiti in cui il Tribunale ha statuito che la Commissione era tenuta
         a esaminare le domande di costruzione delle nuove imbarcazioni, il Tribunale avrebbe dovuto pronunciarsi su tali domande ai
         sensi della normativa applicabile. La conclusione in base alla quale la decisione non riguarda i ricorrenti individualmente
         per il fatto che le imbarcazioni in questione sono fittizie sarebbe perciò infondata in diritto e in contraddizione con la
         motivazione stessa della sentenza impugnata.
      
      23      La Commissione afferma che la ricevibilità dei ricorsi non può essere valutata sulla base di un avvenimento futuro e ipotetico.
         Tuttavia, il Tribunale non avrebbe invocato un avvenimento di tal genere ma, al contrario, avrebbe preso in considerazione
         il fatto incontestato che gli autori delle impugnazioni non hanno mai costruito le imbarcazioni registrate all’allegato II
         della decisione controversa. Secondo la Commissione, nessun elemento consentirebbe pertanto di conoscere i proprietari di
         tali imbarcazioni.
      
       Giudizio della Corte
      24      La questione se il Tribunale abbia commesso un errore di diritto nel dichiarare irricevibili i ricorsi dinanzi ad esso presentati
         dagli autori delle impugnazioni deve essere esaminata tenendo conto del giudizio del Tribunale in merito all’interesse ad
         agire di questi ultimi e al fatto che la decisione controversa li riguardasse o meno individualmente.
      
       Sull’interesse ad agire
      25      Secondo una costante giurisprudenza, l’interesse ad agire di un ricorrente deve sussistere, relativamente all’oggetto del
         ricorso, nella fase della presentazione dello stesso pena l’irricevibilità. Tale oggetto della controversia deve perdurare,
         così come l’interesse ad agire, fino alla pronuncia della decisione del giudice, pena il non luogo a statuire, il che presuppone
         che il ricorso possa, con il suo esito, procurare un beneficio alla parte che l’ha proposto (v., in tal senso, sentenza 24
         giugno 1986, causa 53/85, AKZO Chemie e AKZO Chemie UK/Commissione, Racc. pag. 1965, punto 21, nonché, per analogia, sentenze
         19 ottobre 1995, causa C‑19/93 P, Rendo e a./Commissione, Racc. pag. I‑3319, punto 13; 13 luglio 2000, causa C‑174/99 P, Parlamento/Richard,
         Racc. pag. I‑6189, punto 33, e 7 giugno 2007, causa C‑362/05 P, Wunenburger/Commissione, Racc. pag. I‑4333, punto 42).
      
      26      Dai punti 61 e 62 della sentenza impugnata, letti in combinato disposto con il punto 17 di detta sentenza, emerge che il Tribunale
         ha preso in considerazione come elemento cruciale per determinare l’interesse ad agire dei ricorrenti la loro qualità di proprietari,
         alla data della decisione controversa, delle imbarcazioni di cui all’allegato II di tale decisione.
      
      27      Il Tribunale è così partito dal presupposto che 19 ricorrenti, rispetto ai quali esso ha implicitamente constatato che avevano
         già costruito o iniziato a costruire le imbarcazioni in questione, potevano essere considerati proprietari di dette imbarcazioni
         alla data della decisione controversa e, quindi, avevano un interesse ad ottenere l’annullamento, mentre ciò non avveniva
         per gli altri quattro ricorrenti. Per quanto riguarda questi ultimi, il Tribunale ha concluso che, alla data di detta decisione,
         essi non avevano ancora intrapreso la costruzione delle imbarcazioni di cui all’allegato II di quest’ultima, per cui non ne
         erano proprietari. Il Tribunale ne ha dedotto che essi non avevano, quindi, interesse ad agire. 
      
      28      A tale riguardo, occorre ricordare che le presenti controversie vertono su una procedura di autorizzazione. Per la flotta
         peschereccia di ciascuno Stato membro è autorizzata una determinata stazza e incrementi specifici di tale stazza possono essere
         accordati con decisione della Commissione qualora siano soddisfatti taluni criteri. Tali criteri implicano, in particolare,
         che l’aumento della capacità in termini di stazza risulti da lavori di ammodernamento delle imbarcazioni interessate, con
         l’obiettivo del miglioramento della sicurezza.
      
      29      Occorre altresì rilevare che non è stato neppure sostenuto dinanzi al Tribunale che tale procedura esiga che i lavori necessari
         siano effettuati, o quantomeno avviati, prima del rilascio dell’autorizzazione in questione. Così come emerge dal punto 61
         della sentenza impugnata, in combinato disposto con il punto 17 della stessa, è il Tribunale stesso che ha sollevato d’ufficio
         tale questione.
      
      30      Orbene, nell’ambito dell’esame di detta questione il Tribunale non ha fatto riferimento ad alcuna disposizione della normativa
         comunitaria vigente, dalla quale risulti un siffatto obbligo.
      
      31      Il Tribunale ha peraltro dichiarato, ai punti 100‑134 della sentenza impugnata, ed è pacifico nell’ambito delle presenti impugnazioni,
         che i miglioramenti in materia di sicurezza che giustificano un aumento della capacità in termini di stazza possono dipendere
         dalla costruzione di un’imbarcazione sostitutiva.
      
      32      Di conseguenza, il Tribunale di primo grado ha ignorato il fatto che chiunque abbia richiesto, nel rispetto delle regole vigenti,
         un aumento della capacità per miglioramenti in materia di sicurezza risultanti dalla costruzione di un’imbarcazione sostitutiva
         ha manifestatamene un interesse all’annullamento di una decisione di rifiuto dell’autorizzazione corrispondente. Se è vero
         che tale interesse è più impellente per chi, alla data di adozione della decisione, ha già sostenuto le spese per la costruzione
         di un’imbarcazione, un interesse di tal genere sussiste tuttavia anche per chi non ha ancora avviato una simile costruzione. 
      
      33      L’annullamento di una decisione con cui la Commissione neghi l’autorizzazione richiesta ha, infatti, come conseguenza per
         tutti coloro le cui richieste sono state respinte che il rilascio di un’autorizzazione divenga nuovamente possibile al termine
         del nuovo esame di tali richieste, cui la Commissione è tenuta a procedere. Qualora avvenga, tale rilascio implica che tutte
         le ulteriori misure necessarie per realizzare o utilizzare l’aumento della capacità richiesto possano essere intraprese nel
         rispetto delle condizioni e dei termini eventualmente applicabili. 
      
      34      Pertanto, il Tribunale ha commesso un errore di diritto dichiarando, al punto 62 della sentenza impugnata, che gli autori
         delle impugnazioni non avevano un interesse ad agire per il fatto che, alla data della decisione controversa, non avevano
         ancora intrapreso la costruzione delle imbarcazioni di cui all’allegato II di questa, cosicché, a quella stessa data, non
         ne erano proprietari.
      
      35      Si deve pertanto constatare che tutti i ricorrenti in primo grado avevano un interesse ad agire avverso la decisione controversa.
         
      
       Se la decisione riguardi i ricorrenti individualmente
      36      Innanzitutto, occorre ricordare che da una costante giurisprudenza della Corte emerge che i soggetti diversi dai destinatari
         di una decisione possono sostenere che essa li riguarda individualmente solamente qualora detta decisione li concerna a causa
         di determinate qualità loro personali o di una situazione di fatto che li caratterizza rispetto a chiunque altro e, quindi,
         li distingue in modo analogo ai destinatari (sentenze 15 luglio 1963, causa 25/62, Plaumann/Commissione, Racc. pag. 195, in
         particolare pag. 220; 17 gennaio 1985, causa 11/82, Piraiki-Patraiki, e a./Commissione, Racc. pag. 207, punto 11, e 22 novembre
         2007, causa C‑260/05 P, Sniace/Commissione, non ancora pubblicata nella Raccolta, punto 53).
      
      37      Per dichiarare irricevibili i ricorsi dei quattro ricorrenti, nel novero dei quali figurano gli autori delle presenti impugnazioni,
         il Tribunale ha anche considerato che la decisione non li riguardava individualmente, ai sensi dell’art. 230, quarto comma,
         CE. Il Tribunale ha certamente riconosciuto che la decisione controversa riguardava direttamente tutti i ricorrenti in primo
         grado direttamente e che il fatto che questi ultimi fossero proprietari delle imbarcazioni menzionate negli allegati di questa
         era sufficiente a dimostrare che la decisione li riguardava individualmente, ma ha tuttavia operato una distinzione riguardo
         gli autori delle impugnazioni unicamente perché le loro imbarcazioni erano «fittizie».
      
      38      Come rilevato dall’avvocato generale ai paragrafi 31 e 32 delle sue conclusioni, il termine «fittizio» ha due possibili significati.
         Nella sua accezione comune, tale termine indica una cosa non autentica o qualcosa di cui si finge l’esistenza che, pertanto,
         esiste soltanto nell’immaginazione. Nelle fattispecie, l’uso di tale termine implicherebbe che i ricorrenti non avevano realmente
         l’intenzione di sostituire le imbarcazioni che possedevano inizialmente con nuove imbarcazioni dotate di una maggior capacità
         in termini di sicurezza, oppure che essi avevano solo una vaga idea o progetto di sostituirle, cui non è stato dato concretamente
         seguito. 
      
      39      Dal punto 62 della sentenza impugnata emerge che, per quanto riguarda gli autori delle impugnazioni, il Tribunale ha dedotto
         un siffatto carattere «fittizio» delle loro imbarcazioni dal fatto che queste non erano state costruite alla data della decisione
         controversa. 
      
      40      Orbene, è pur vero che, come rileva la Commissione, la circostanza che una determinata imbarcazione sia stata o meno costruita
         è una questione di fatto che non può formare oggetto di impugnazione, salvo uno snaturamento dei fatti a tale riguardo da
         parte del Tribunale. Per contro, accertare se il fatto che un’imbarcazione progettata non sia stata ancora costruita dimostri
         che la decisione non riguarda il ricorrente individualmente è una questione di diritto che può formare oggetto di impugnazione.
      
      41      Per le stesse ragioni indicate al punti 25‑32 della presente sentenza a proposito dell’interesse ad agire, si deve constatare
         che il Tribunale ha commesso un errore di diritto affermando, al punto 62 della sentenza impugnata, che la decisione non riguardava
         individualmente gli autori delle impugnazioni per il fatto che, alla data della sua adozione, essi non avevano intrapreso
         la costruzione delle imbarcazioni di cui all’allegato II di questa, cosicché, a quella stessa data, non ne erano proprietari.
         Infatti, dato che essi avevano presentato richieste individuali di aumento della stazza di sicurezza in relazione a imbarcazioni
         menzionate nel detto allegato II, basta rilevare che ciò costituiva, conformemente alla giurisprudenza ricordata al punto 36
         della presente sentenza, una circostanza in grado di caratterizzarli rispetto a chiunque altro e di distinguerli in modo analogo
         ai destinatari di detta decisione.
      
      42      Ne consegue che la sentenza impugnata dev’essere annullata nella parte in cui dichiara irricevibili i ricorsi introdotti dinanzi
         al Tribunale dagli autori delle presenti impugnazioni.
      
      43      Ai sensi dell’art. 61 dello Statuto della Corte di giustizia, quando l’impugnazione è accolta, la Corte annulla la sentenza
         del Tribunale. In tal caso, essa può statuire definitivamente sulla controversia qualora lo stato degli atti lo consenta,
         oppure rinviare la causa al Tribunale affinché sia decisa da quest’ultimo.
      
      44      Orbene, nella fattispecie, poiché lo stato degli atti lo consente, la Corte deve statuire definitivamente sulle conclusioni
         degli autori delle impugnazioni volte all’annullamento della decisione controversa.
      
      45      Dall’esame degli atti processuali prodotti dinanzi al Tribunale emerge che, una volta che si ammette la ricevibilità dei ricorsi
         presentati dinnanzi a quest’ultimo dagli autori delle impugnazioni, nulla differenzia questi ultimi dagli altri 19 ricorrenti
         i cui ricorsi erano stati dichiarati ricevibili. Infatti, tutti i ricorsi vertevano sullo stesso oggetto e tutti i ricorrenti,
         rappresentati dagli stessi avvocati, hanno sollevato gli stessi motivi. 
      
      46      Per quanto riguarda il motivo dedotto dai ricorrenti dinanzi al Tribunale relativo ad un difetto di competenza della Commissione,
         per aver applicato all’art. 1, n. 2, della decisione controversa un criterio non previsto dalle norme comunitarie vigenti,
         occorre constatare, per gli stessi motivi già esposti ai punti 100‑134 della sentenza impugnata, in particolare ai punti 105
         e 108‑110 della stessa, che l’art. 4, n. 2, della decisione 97/413 non prevede alcun limite per quanto riguarda l’età dell’imbarcazione
         che può usufruire di un aumento di capacità in materia di sicurezza e che la nozione di miglioramenti accolta da tale disposizione
         si riferisce a miglioramenti apportati non a un’imbarcazione particolare, ma alla flotta nazionale. Non è quindi necessario,
         per assicurare l’obiettivo della conservazione degli stock ittici nelle acque comunitarie, perseguito dalla stessa disposizione,
         che le nuove imbarcazioni siano escluse dal regime previsto da detta disposizione.
      
      47      Alla luce di quanto sopra, occorre dichiarare che la Commissione, adottando nella decisione controversa criteri non previsti
         dalla normativa applicabile nel caso di specie, ha ecceduto le sue competenze. Tale motivo deve quindi essere accolto e, senza
         che sia necessario esaminare gli altri motivi dedotti dagli autori delle impugnazioni, la decisione controversa deve essere
         annullata nella parte in cui si applica alle imbarcazioni di questi ultimi.
      
       Sulle spese
      48      Ai sensi dell’art. 69, n. 2, del regolamento di procedura, applicabile al procedimento di impugnazione in forza dell’art. 118
         del medesimo regolamento, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda. Poiché gli autori delle
         impugnazioni ne hanno fatta domanda, la Commissione, rimasta soccombente, dev’essere condannata alle spese da essi sostenute
         tanto in primo grado quanto in sede di impugnazione.
      
      Per questi motivi, la Corte (Prima Sezione) dichiara e statuisce:
      1)      La sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee 13 giugno 2006, cause riunite da T‑218/03 a T‑240/03, Boyle
            e a./Commissione, è annullata, da un lato, nella parte in cui ha dichiarato irricevibili i ricorsi dei sigg. Flaherty e Murphy
            nonché della società Ocean Trawlers Ltd diretti all’annullamento della decisione della Commissione 4 aprile 2003, 2003/245/CE,
            relativa alle richieste pervenute alla Commissione di aumentare gli obiettivi dei POP IV per tener conto dei miglioramenti
            in materia di sicurezza, navigazione in mare, igiene, qualità dei prodotti e condizioni di lavoro per i pescherecci di lunghezza
            fuori tutto superiore a 12 metri, e, dall’altro, nella parte in cui ha condannato i ricorrenti a sopportare le proprie spese.
      2)      La decisione 2003/245 è annullata nella parte in cui si applica alle imbarcazioni dei sigg. Flaherty e Murphy nonché della
            società Ocean Trawlers Ltd.
      3)      La Commissione delle Comunità europee è condannata alle spese sostenute dai sigg. Flaherty e Murphy nonché dalla società Ocean
            Trawlers Ltd tanto in primo grado quanto in sede di impugnazione.
      Firme
      * Lingua processuale: l’inglese.