CELEX: 51993PC0161
Language: it
Date: 1993-04-21
Title: Proposta di REGOLAMENTO (CEE) DEL CONSIGLIO che prevede un' offerta di indennizzo a taluni produttori di latte o di prodotti lattiero-caseari cui è stato temporaneamente impedito di esercitare la loro attività

COMMI SS IONE DELLE COMUNITÀ1 EUROPEE
                                                           C0M(93) 161 def.
                                                           Bruxelles, 21 aprile 1993
1%:
                                                 Proposta di
                                     REGOLAMENTO (CEE)    DEL CONSIGLIO
                    che prevede un'offerta di indennizzo a taluni produttori di latte
                        o di prodotti lattiero-caseari cui è stato temporaneamente
                                  impedito di esercitare la loro attività
                                       (presentata dalla Commissione)
Ì:~'-' "...JraQ;'r
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                                   RELAZIONE
I.     INTRODUZIONE
       Con l'instaurazione nel 1984 del regime del prelievo supplementare nel
       settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari, la regolamentazione
       comunitaria non ha previsto       l'attribuzione di una quantità di
       riferimento ai produttori, che, in adempimento di un precedente impegno
       di non commercializzazione del latte o di riconversione, non avevano
       consegnato o venduto del latte durante il periodo di riferimento
       considerato dallo Stato membro. Tale anno di riferimento è risultato
       dovunque iI 1983.
       Nelle sentenze pronunciate nelle cause C-120/86 e 170/86 del 28 aprile
       1988 la Corte di giutizia ha invalidato la regolamentazione comunitaria
       per violazione del legittimo affidamento dei produttori interessati, in
       quanto non prevedeva l'attribuzione di quantità di riferimento.
       A seguito di tali sentenze, il Consiglio ha modificato il regolamento
       (CEE) n. 857/84 recante regole generali per          l'applicazione del
       prelievo supplementare nel settore       lattiero(^1)),   in virtù del
       regolamento n. 764/89(( 2 )), che ha aggiunto un articolo 3bis al
       regolamento (CEE) n.857/84. Tale articolo è stato a sua volta
       parzialmente invalidato dalla Corte di giustizia, con le sentenze
       pronunciate nelle cause C-189/89 e 217/89 de I I ' 11 dicembre 1990, in
       quanto troppo restrittivo nei confronti dei produttori in questione.
       Per rimediare a tale situazione,        il Consiglio ha adottato il
       regolamento (CEE) n. 1639/91(<3)), che modifica l'articolo 3bis del
       regolamento (CEE) n. 857/84. Con una certa sfasatura temporale sono
       state cosi effettuate due serie di attribuzioni di quantità di
       riferimento dette "specifiche" per i produttori designati con il
       termine "SLOM".
       Nel marzo 1989 e nel febbraio 1990 cinque di questi produttori "SLOM"
       sono nuovamente ricorsi alla Corte di giustizia, in base all'articolo
       215 del trattato, per chiedere alla Comunità il risarcimento del danno
       subito a seguito dell'esclusione di cui erano stati oggetto ai sensi
       della regolamentazione comunitaria     iniziale. Con la sentenza del
       19 maggio 1992, pronunciata nelle cause congiunte C-104/89 e 37/90 la
       Corte di giustizia ha condannato la Commissione e il Consiglio a
       risarcire il danno subito dai cinque ricorrenti nella misura in cui i
       regolamenti comunitari iniziali non avevano previsto l'attribuzione di
       una quantità di riferimento ai produttori, che, in adempimento di un
       obbligo di non commercializzazione o di riconversione, non avevano
       effettuato cessioni di latte durante l'anno di riferimento considerato
       dallo Stato membro in questione.
(1) G.U. n' L 90 del 1".4.1984, pag. 13.
(2) G.U. n* L 84 del 20.3.1989, pag. 2.
(3) G.U. n' L 150 del 13.6.1991, pag. 35.
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2.     Circa   120.000   produttori     avevano   aderito   al   regime   di   non
       commercializzazione o di riconversione istituito dal regolamento (CEE)
       n. 1078/77 del Consigiio*1*. Circa 12.000 di essi sono poi
       ritornati   alla produzione      lattiera a seguito dell'adozione dei
       summenzionati regolamenti del Consiglio n. 764/89 e n. 1639/91. Si
       tratta quindi dei beneficiari potenziali della sentenza del 19 maggio
       1992 per il risarcimento dei danni.
       Circa trecento dei dodicimila produttori hanno già presentato un
       ricorso alla Corte per il risarcimento dei danni. La Corte ha sospeso
       le procedure in attesa della propria decisione di principio sui primi
       ricorsi e di una soluzione globale, dato che la decisione di principio
       è una condanna delle istituzioni.
       Oltre a questi     trecento produttori, altri       tremila circa     hanno
       presentato una domanda sia al Consiglio sia alla Commissione.
       Dopo la sentenza della Corte e dato il numero di ricorsi e di domande
       presentati, le istituzioni non potevano non intervenire. Esse hanno
       preso posizione    in una comunicazione       pubblicata nella Gazzetta
       ufficiale del 5 agosto 1992* 2 ), in cui esse s'impegnano a dare
       piena attuazione alla sentenza del 19 maggio 1992, concedendo erga
       omnes l'interruzione del termine di prescrizione dell'azione per
       l'indennizzo, in attesa di una soluzione globale. Quest'ultima è
       oggetto della presente proposta di regolamento del Consiglio.
3.     Il testo comprende due parti :
           una parte giuridica, che disciplina nel merito e nella forma le
           condizioni del risarcimento dei danni e che è illustrata al punto
           II;
           una parte economica, che pur avendo una forma concisa è il
           risultato di un lungo lavoro di ricerca per l'elaborazione di un
           metodo di calcolo e la fissazione delle cifre che figurano in
           allegato. Tale parte è illustrata al punto M I . Considerato un
           numero di aventi diritto potenziali di 12.000 produttori, la
           soluzione proposta ha dovuto necessariamente basarsi su un criterio
           forfettario. Pur    escludendo      la possibilità   di   prendere   in
           considerazione il caso individuale di ciascun produttore leso, gli
           elementi   di  calcolo presi       in considerazione    consentono di
           prospettare una soluzione favorevole per il maggior numero di
           persone.
(1) G.U. n' L 131 del 26.5.1977, pag. 1.
(2) G.U. n' C 198 del 5.8.1992, pag. 4.
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I I.  ASPETTI GIURIDICI
1•   Principio di base
     E' stata considerata la soluzione di offrire a tutti i produttori
     interessati, tramite gli Stati membri, una transazione, che consiste
     nell'accettazione di un saldo definitivo. In caso di rifiuto, il
     produttore non ha altra scelta che adire la Corte per dimostrare che il
     proprio danno è superiore all'offerta, con le spese, i rischi e la
     dilazione dei termini di pagamento che ciò comporta. Poiché gli importi
     relativi all'offerta sono stati calcolati con larghezza, si spera di
     risolvere la maggior parte dei casi.
2.   Esame articolo per articolo
     La definizione del produttore interessato che figura al l'articolo 1
     riproduce esattamente quella contenuta nella sentenza della Corte. Il
     fatto   di   essere   esclusi    dall'attribuzione di   una quantità   di
     riferimento è la conseguenza dell'impossibilità di consegnare o vendere
     latte o prodotti lattieri durante l'anno di riferimento. Il testo si
     riferisce quindi, come ha fatto la Corte, al fatto generatore del
     danno.
     L'articolo 2 stabilisce un legame diretto tra la ripresa effettiva
     della produzione lattiera e l'esistenza di un danno, che consiste nel
     fatto di non aver potuto riprendere in tempo la produzione lattiera. Il
     termine "definitiva" che designa la quantità di riferimento attribuita
     va inteso in rapporto al carattere "provvisorio" dell'attribuzione
     iniziale, che diventa definitiva solo dopo un periodo probatorio di
     produzione che comporta determinati obblighi. Il loro mancato rispetto
     determina, secondo il caso, la perdita della quantità o la riduzione di
     quella definitiva, con le relative conseguenze per il calcolo del
     quantitativo, che consente di determinare l'importo dell'indennità.
     Mentre alla prima serie di "SLOM" è stata attribuita la quantità
     definitiva il 29 marzo 1991, il diritto della seconda serie resta
     provvisorio fino al 1* luglio 1993. In considerazione di questa
     sfasatura temporale devono quindi essere previste disposizioni diverse.
     L'articolo 3 può apparire superfluo nella misura in cui non esprime il
     principio esistente in ciascuno dei diritti nazionali concernenti la
     cessione   volontaria    di   credito o    il trasferimento di   credito,
     conseguente, per esempio, a un decesso. Tale articolo è giustificato
     dalla necessità di far presente alle amministrazioni nazionali che il
     richiedente l'indennità può essere una persona diversa dal produttore e
     di precisare il modo di gestire tale situazione.
     Anche dopo l'attribuzione definitiva di quantità, i produttori non
     possono partecipare a un programma di abbandono della produzione
     lattiera né vendere o affittare l'intera azienda, pena la sottrazione
     della   loro quantità, che in tal caso ritorna alla riserva nazionale.
     Si tratta di escludere i produttori che avessero tentato una operazione
     speculativa attraverso l'assegnazione di quote. Tale comportamento
     esclude anche l'indennizzo di eventuali danni.
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Ciò viene specificato agli art icoli 4 e 5. Tali esigenze scadono il
31 marzo 1992 per i beneficiari del primo regolamento (CEE) n. 764/89
(data già scaduta) e il 1* luglio 1994 per i beneficiari del secondo
regolamento (CEE) n. 1639/91. In riferimento a quest'ultima data, la
domanda viene presa in cosi derazione solo a condizione che siano
rispettati, entro tale termine, gli obblighi prescritti.
L'articolo 6 stabilisce la quantità che consente di determinare
l'importo dell'indennità. I vari elementi della suddetta quantità sono
imposti, in parte, dalla sentenza del la Corte.
La base iniziale é la quantità che è servita per il calcolo del premio
concesso in applicazione del regolamento (CEE) n. 1078/77. Detta
quantità,   che   costituisce    l'ultimo   riferimento    di   produzione
disponibile, é aumentato dell'1%. La regolamentazione iniziale delle
quote dava agli Stati membri la possibilità di optare per il 1981, il
1982 o il 1983 come anno di riferimento nazionale. Optando per il 1981,
la quantità è aumentata dell'1%. La Corte ritiene quindi che in virtù
del principio della parità di trattamento i produttori "SLOM" debbano
beneficiare di questo 1%.
All'inizio dell'applicazione delle quote lattiere gli Stati membri
avevano in taluni casi l'obbligo e in altri la possibilità di ridurre
le quantità di riferimento di una percentuale da determinare. L'obbligo
si riferiva alla necessità - se lo Stato membro sceglieva ad esempio il
1983 - che la somma delle quantità di riferimento attribuite non
superasse la quantità globale garantita nazionale stabilita nei testi
regolamentari in base al 1981 + l'1%. Poiché dovunque la produttività è
aumentata dal 1981 al 1983, una parità tra il quantitativo basato sul
livello 1981 + l'1% e la somma dei quantitativi attribuiti in base
alla commercializzazione    individuale nel 1983 era possibile solo
applicando a tali quantitativi una percentuale di riduzione che si può
definire come "riduzione per aumento di produttività". La Corte precisa
che tale riduzione non può essere applicata ai produttori "SLOM". Al
fine di costituire una riserva nazionale, gli Stati membri potevano
invece applicare altre riduzioni modulate secondo la categoria di
produttori o la dimensione delle aziende. A parere della Corte, tali
riduzioni si devono applicare alle quantità specifiche dei produttori
"SLOM".
Occorre sottolineare che la sentenza della Corte da applicare al
risarcimento dei danni è più generosa delle sue precedenti decisioni
relative all'importo delle quantità da attribuire per la produzione.
L'articolo 7 enumera i vari casi in cui la quantità da indennizzare può
essere   diminuita.   La  percentuale   dell'80% si     riferisce    a una
disposizione dell'articolo 3bis del regolamento (CEE) n. 857/84,
secondo cui a partire da una produzione pari ali'80% della quantità
attribuita provvisoriamente, al produttore si attribuisce a titolo
definitivo tutta la quantità provvisoria. Se la produzione è stata
invece inferiore ali'80%, al produttore viene attribuita a titolo
definitivo   solo   la quantità   effettivamente prodotta.      E'    giusto
calcolare   il risarcimento dei danni      tenendo conto dei       suddetti
element i.
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L'articolo 8 stabilisce il periodo durante il quale il danno viene
subito. Normalmente, il danno inizia alla fine dell'impegno di non
commercializzazione      o   di   riconversione    e   termina   alla   data
d'applicazione sia del regolamento (CEE) n. 764/89 sia del regolamento
(CEE) n. 1639/91.
Ciò non pregiudica le regole che disciplinano l'applicazione del
periodo durante       il quale    il richiedente deve agire, pena         la
prescrizione della propria azione. L'articolo 43 dello statuto della
Corte di giustizia prevede un termine di 5 anni a decorrere dal
verificarsi del danno. In caso di ripetizione del danno, si può
ammettere che il fatto generatore del medesimo termina solo alla
ripresa dell'attività in questione.
Secondo la comunicazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale del
5 agosto 1992, si è ammesso che in futuro il termine di cinque anni
sarebbe stato interrotto alla data di presentazione delle domande o al
più tardi il 5 agosto 1992. Ciò aveva lo scopo di frenare la valanga di
domande, che ammontavano già a circa 2.000, e di rassicurare i
produttori. La prescrizione é quindi sospesa e il termine decorrerà
dalla data di presentazione della domanda di risarcimento ai sensi
della presente proposta, per i produttori che non avessero fatto valere
precedentemente il loro diritto.
L'articolo 9 prevede il caso in cui la produzione é stata ripresa prima
dell'attribuzione      regolamentare   di  una   quantità    di  riferimento
specifica provvisoria. 11 periodo in questione é quello in cui si
presume che il danno sia stato subito. Tuttavia, se c'è comunque stata
una produzione, il danno viene ridotto in proporzione o si considera
del tutto inesistente.
Gli art icol i 10 e 11 stabiliscono la procedura che gli Stati membri
devono seguire. Gli art icoli 12 e 13 riguardano le disposizioni
relative al calcolo dell'importo totale dell'indennità, illustrate al
punto M I .
L'ar t i co Io 14 contiene la conclusione di tutta la procedura descritta,
ossia l'offerta di un importo proposta dalla Comunità al produttore,
che disporrà di un termine di accettazione di due mesi. L'accettazione
comporta l'obbligo di sottoscrivere una ricevuta di saldo definitivo e
 la rinuncia a qualsiasi azione per risarcimento di danni. La mancata
accettazione      dell'offerta    entro   il    termine    prescritto,   sia
esplicitamente sia tacitamente, ha per conseguenza che il produttore
dovrà dimostrare dinnanzi alla Corte il pregiudizio reale subito,
essendo inteso che l'istituzione non sarà più legata, in sede di azione
giudiziaria, dalla propria offerta proposta e rifiutata.
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L'articolo 15 comprende due parti relative alle competenze della
Commissione. Quest'ultima deve       innanzitutto adottare  le modalità
d'applicazione del regolamento del Consiglio, il che costituisce la
procedura classica. L'accenno agli onorari dei mandatari si giustifica
per due motivi : innanzitutto la Comunità vorrebbe dissuadere gli
avvocati dall'indurre i produttori a ricorrere alla Corte di giustizia,
il che è diventato superfluo dopo la comunicazione pubblicata nella
Gazzetta ufficiale il 5 agosto 1992. Inoltre lo stesso avvocato
rappresenta talvolta varie centinaia di produttori, sicché occorrerebbe
stabilire il rimborso su base forfettaria. Ciascuna delle parti
interessate è quindi informata sul modo in cui il problema dovrà essere
r ìso Ito.
La seconda parte dell'articolo 15 prevede una clausola assimilata alla
forza maggiore,    applicabile    in casi    del  tutto marginali,  non
disciplinati dal presente regolamento. A parere della Commissione, tale
clausola dovrebbe consentire, per motivi di equità e di semplicità, la
liquidazione di fascicoli degni d'interesse, ma che esulano dai quadro
rigoroso stabilito dal Consiglio.
L'articolo 16 precisa che il pagamento delle indennità è una misura
d'intervento, come si può desumere dalla base giuridica prescelta,
ossia l'articolo 43 del trattato. Per motivi di bilancio, tutte le
spese dovrebbero essere impegnate nell'esercizio 1993, anche se a
seguito di un riporto di stanziamenti il pagamento effettivo dovesse
aver luogo nell'esercizio 1994.
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MI. ASPETTI ECONOMICI
1.  Per calcolare l'importo dell'indennità offerta, occorre basarsi sul
    26esimo punto della motivazione della sentenza del 15.5.1992, secondo
    cui occorre calcolare la differenza fra due valori :
         da un lato, I redditi che gli interessati avrebbero ricavato dalla
         commercializzazione del latte se non fossero stati                  illegalmente
         esclusi dalla produzione di latte durante un determinato periodo;
         dall'altro,      i    redditi      che   gli     stessi    interessati      hanno
         effettivamente ricavato durante il periodo in cui sono stati
         esclusi dalla produzione di latte o che avrebbero potuto ricavare
         compiendo sforzi        equivalenti - sempreché tali             redditi    siano
         superior i.
2.  Il calcolo di questi valori presenta numerose difficoltà. Innanzitutto,
    i redditi della commercializzazione del latte non possono essere
    desunti direttamente dal prezzo del latte, che la latteria considera
    pagato ai produttori associati. 1 costi di produzione variano infatti
    da un'azienda all'altra e dipendono, in particolare, dalla dimensione
    dell'azienda, dalla tecnica di produzione e dalla qualifica del capo
    azienda. In base a tali criteri, per la campagna 1988/89 è dato
    constatare in regioni relativamente poco estese variazioni di reddito
    da 6 a 14 ECU/100 kg di latte.
    In secondo luogo, i prezzi effettivamente pagati per il latte sono
    tutt'altro    che    uniformi      e    dipendono     fortemente    dalla    capacità
    produttiva di ciascuna latteria. Gli aiuti per il sostegno del mercato
    versati dalla Comunità per il burro e il latte scremato in polvere
    svolgono una funzione limitatissima nella determinazione del prezzo
    pagato al produttore. In due latterie contigue la disparità di prezzi
    può raggiungere il 10%.
    La situazione dei produttori soggetti alla non commercializzazione è
    diversa non soltanto a livello dei redditi potenziali ipotetici, ma
    anche per quanto riguarda             le altre possibilità di reddito. Il
    principale elemento è costituito dalla struttura e dalla localizzazione
    dell'azienda,     da     cui    dipendono      fortemente     le    possibilità     di
    Utilizzazione alternativa delle risorse agricole disponibili. In molti
    casi la superficie utilizzata come pascolo ha potuto essere trasformata
    in    seminativi;      in    altri     casi,    l'alternativa      si    è    limitata
    all'allevamento      di    vacche     nutrici,     di    pecore   o    di   tori    da
    ingrassamento.      La      localizzazione       geografica      dell'azienda,      in
    particolare la vicinanza di poli industriali, determina possibilità
    alternative di reddito. Occorre anche tener conto, a seconda dei casi,
    della possibilità di commercializzare direttamente produzioni speciali
    nei centri di consumo vicini. Infine, le possibilità di reddito extra
    agricolo sono strettamente connesse al profilo individuale degli
     interessati, in particolare alla loro formazione professionale o alle
    possibilità di riconversione.
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       A ben considerare, numerosissime sono le varianti che occorrerebbe
       prendere in considerazione per il calcolo dei redditi nel caso di
       un'eventuale non commercializzazione e delle altre possibilità di
       reddito. L'esame di ciascun caso individuale richiederebbe tempo,
        lavoro e denaro, il che sarebbe il contrario al diritto degli
        interessati di essere risarciti il più rapidamente possibile.
       Le difficoltà summenzionate e il numero elevato degli interessati dalla
       sentenza del 19.5.1992 (12.000 persone) non consentono di effettuare
       una stima globale nel quadro della presente regolamentazione di
        indennizzo, basato su un criterio forfettario. Tale         impostazione
       esclude ovviamente la possibilità di tener conto di ciascun caso
       particolare. Per evitare il più possibile gli inconvenienti derivanti
       da questo metodo di calcolo dei vari fattori, si sono studiate
       soluzioni accettabili e favorevoli per gli interessati.
       Gli importi di indennizzo sono stati calcolati     in base alle seguenti
       considerazioni :
       a)   in base al punto 28 della motivazione della sentenza del 19.5.1992,
            il calcolo dell'indennizzo dev'essere basato sulle quantità di
            riferimento attribuite. L'indennizzo non dipende dal numero e dalla
            produzione potenziale delle vacche disponibili nel momento in cui
            il produttore assume l'impegno di non commercializzazione, bensi
            dalla quantità di latte che il produttore escluso dalla produzione
            avrebbe potuto commercializzare durante il periodo in cui viene
            indennizzato conformemente alla normativa comunitaria. Il calcolo
            delle indennità si riferisce quindi a un quantitativo di 100 kg di
            latte non commercializzato.
       b)   Il calcolo dei redditi potenziali della commercializzazione del
            latte si basa sui redditi lordi della produzione lattiera. Tale
            metodo comprende, fra le entrate, le vendite di latte, di vitelli
            nati nel quadro della produzione lattiera e il valore residuo delle
            vacche   lattiere; fra    le spese,   la detrazione    delle spese
            variabili^1). Poiché, in caso di abbandono della produzione, le
            spese variabili    sono  immediatamente   soppresse, esse vengono
            defalcate nel quadro del calcolo delle perdite di reddito. Non
            sono invece detratte le spese fisse relative al suolo, al lavoro e
            al capitale. Da un punto di vista economico, i redditi lordi su
            cui è basato il calcolo rappresentano quindi gli importi di cui il
            produttore lattiero deve disporre per coprire le spese fisse
            (suolo, lavoro, capitale).
            Nella tabella 1 figurano i redditi      lordi per  100 kg  di  latte
            prodotto, in ECU di bilancio^ 2 ).
(1) Per le modalità del metodo, cfr. decisione della Commissione 85/377/CEE -
    n' L 220 del 17.8.1985.
(2) I tassi di conversione applicati per gli anni considerati figurano nella
    tabella al legata.
 ---pagebreak---                                                  -.<*-
Table 1 : Gross margin in ECU (budget) per 100 kg of milk
 Member State            1990/91   1989/90     1988/89         1987/88     1986/87     1985/86    1984/85
 Belgique/Belgiê            23.7      24.8        22.2            18.9        18.7        18.1       16.5
 Danmark                    23.1      23.8        21.2            19.0        18.6        18.0       16.1
 Deutschland                21.7      23.1        22.1             19.6       19.2        18.8       17.5
 France                     21.4      20.8        20.2             19.0       20.0        19.6       17.9
 Ireland                    23.7      26.5        23.9            20.9        19.6        20.9       19.0
 Luxembourg                 28.7      27.3        23.6             22.0       20.5        17.8       17.0
 Ned e (land                21.5      23.7         22.8            21.2       19.0        16.5       15.8
 United Kingdom             18.9      19.3         18.7            15.8       14.6        16.7       14.3
Source: F A D N
                      I dati della tabella 1 sono basati sulla rete d'informazione
                     contabile agricola ( R I C A ) * 1 * . I redditi lordi sono stati
                     calcolati in base al suddetto metodo mediante i dati comunicati
                     dagli Stati membri.
                      I redditi lordi non si sono potuti desumere direttamente dai dati
                     contabili.    E*    stato    invece        necessario     trovare    soluzioni
                     particolari    per    l'applicazione          dei   costi     variabili   alla
                     produzione lattiera e per la stima del valore dei vitelli e delle
                     vacche di riforma. Tuttavia, il sistema della RICA garantisce
                      l'applicazione della stessa procedura a tutti gli Stati membri
                      sulla base di dati uniformi.
                 e)   Per verificare l'affidabilità dei redditi lordi che figurano
                      nella tabella 1 per 100 kg dì latte, è stato effettuato un test
                      di plausibilità basato sui redditi lordi standard per le vacche
                      lattiere, pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
                      europee n* C 268/91. I dati della tabella 1 sono stati trasposti
                      in redditi lordi per vacca e raffrontati con i redditi lordi
                      standard che figurano nella suddetta pubblicazione. Per la
                      Francia e l'Irlanda i redditi lordi pubblicati nella tabella 1
                      superano di alcuni punti percentuali                i redditi più elevati
                      constatati per tali paesi. Per i Paesi Bassi e il Lussemburgo,
                      per I quali la suddetta pubblicazione non indica medie nazionali,
                       i redditi lordi superano le medie. Essendo pressoché raggiunti
                      anche I valori massimi noti per la Danimarca e il Regno Unito,
                      nel complesso i redditi            lordi    indicati nella tabella 1 si
                      avvicinano alla realtà e risultano quindi calcolati piuttosto
                      generosamente. Soltanto ì più elevati redditi lordi standard,
                       registrati in Germania, superano i valori desunti dal sistema
                      RICA. SI tratta, tuttavia, di valori estremi aventi un'importanza
                       limitata a livello regionale e per nulla rappresentativi della
                       redditività media nella Repubblica federale. I valori determinati
                       in base alla RICA sono pressoché il doppio del più basso reddito
                       lordo standard constatato in Germania.
           (1)    Cfr. Rete d'informazione contabile agricola, Guida                  metodologica,
                  Commissione delle Comunità europee, Lussemburgo 1990.
 ---pagebreak---                                      I
                                - 11 -
d) Se l'indennizzo non viene calcolato direttamente in base ai redditi
    lordi standard summenzionati, vi sono due motivi : da un lato, i
   dati pubblicati nella Gazzetta ufficiale si basano sulla media
   degli anni 1985/87, mentre a seguito della prescrizione la presente
   normativa di      indennizzo si basa       innanzitutto sulla        campagna
   1988/89; dall'altro, i dati pubblicati nella Gazzetta ufficiale si
   riferiscono ai redditi lordi per vacca. Poiché nella Comunità la
   resa lattiera per vacca é alquanto variabile, non è possibile
   convertire i redditi lordi per 100 kg di latte basandosi sui dati
   pubblicati nella Gazzetta ufficiale. Pertanto é opportuno non
   considerare i redditi standard, spesso estremamente variabili, ma
   utilizzarli solo per raffrontare i valori desunti dalla RICA.
e) Secondo lo schema di calcolo previsto al punto 26 della motivazione
   della    sentenza del     19.5.1992,    i redditi      delle attività di
   sostituzione devono essere desunti dai redditi potenziali, ossia,
   in base al metodo prescelto, dai redditi lordi indicati nella
   tabella 1. La Corte di giustizia ritiene che non sia determinante
   stabilire se un interessato abbia effettivamente riscosso un
   reddito alternativo durante il periodo d'indennizzo né quale sia il
   relativo importo. In base al punto 33 della motivazione della
   sentenza    occorre    piuttosto    far   riferimento     ai   redditi    che
   l'interessato avrebbe potuto ricavare, se si fosse pienamente
   impegnato per ottenere un reddito alternativo. Conseguentemente,
   non è stato possibile far riferimento semplicemente ai redditi
   alternativi effettivi che gli interessati hanno riscosso durante il
   periodo d'indennizzo.
f) Contrariamente a quanto hanno sostenuto numerosi                 interessati
   soggetti    all'obbligo     di    non   commercializzazione,       l'importo
   dell'indennizzo non ha potuto nemmeno essere determinato mediante
   un    semplice    raffronto     dei   redditi     lordi    ricavati     dalla
   commercializzazione        del      latte     con       quelli      ricavati
   dall'ingrassamento dei        tori, dall'allevamento ovino o            dalla
   cerealicoltura. Tale impostazione appare già errata per il fatto
   che con     l'abbandono della produzione         lattiera    i fattori di
   produzione costituiti       dal suolo, dal       lavoro e dal       capitale
   risultano    liberati    secondo un     rapporto    tale da non        essere
   pienamente utilizzabili in una produzione alternativa unica (per
   esempio, l'ingrassamento dei tori). Per limitare l'entità del danno
   subito, gli interessati hanno quindi dovuto cercare soluzioni che
   consentissero di utilizzare pienamente i tre fattori di produzione
   liberatisi (suolo, lavoro e capitale). Considerata la molteplicità
   dei redditi agricoli ed extra agricoli, é possibile trovare un
   metodo di calcolo applicabile all'insieme degli interessati solo
   prescindendo dalle alternative di produzione concrete e attribuendo
   un valore monetario ai fattori di produzione liberatisi.
g) L'argomentazione svolta al punto f) vale anche per i produttori che
   avevano beneficiato del premio di riconversione. Diversamente dai
   produttori     che    avevano     beneficiato     del    premio     di    non
   commercializzazione, la durata dell'impegno era solo di quattro
   anni e nella maggior parte dei casi tale periodo è scaduto nel
   1983/84, ossia a una data
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   in cui     gli    interessati    sapevano   di    essere   stati   esclusi
   dall'attribuzione di una quantità di riferimento individuale. Al
   termine del periodo d'impegno di quattro anni, anche i produttori
   che avevano beneficiato del premio di riconversione sono stati
   liberi di optare per l'attività alternativa, al fine di utilizzare
   pienamente i fattori di produzione "suolo, lavoro e capitale". Si
   possono quindi applicare le stesse regole di calcolo vigenti per i
   produttori che beneficiano di un premio di non commercializzazione.
h) Come si è detto, il suolo, il lavoro e il capitale costituiscono i
   principali fattori di produzione in agricoltura. La redditività
   dell'impiego     di   tali   fattori    dipende     essenzialmente   dalla
   dimensionne    dell'azienda.     Nel   modo    di    produzione   standard
   costituito dall'allevamento in stabulazione fissa, considerato nel
   nostro caso, si parte dal principio che la redditività del lavoro
   aumenta parallelamente alla produzione. Nelle aziende con una
   produzione lattiera che supera 120.000 kg, il tempo di lavoro
   necessario per una vacca é mediamente di 60 ore all'anno-, nelle
   aziende con una produzione inferiore a 50.000 kg di latte all'anno
   occorrono invece 80 ore circa per vacca (per la Germania cfr. KTBL,
   Taschenbuch der Landwirtschaft, Daten fUr die Betriebskalkulation,
   14ma edizione, 1988, pagg. 200-201). In caso di abbandono della
   produzione lattiera, le aziende di una certa dimensione hanno
   quindi liberato un minor numero di ore di lavoro per 100 kg di
   latte rispetto alle aziende più piccole. Nella regolamentazione
   dell'indennizzo é quindi necessario distinguere             in base alla
   quantità di riferimento del produttore soggetto all'obbligo di non
   commercializzazione, il che rappresenta peraltro l'unico modo di
   soddisfare le esigenze del punto 32 della motivazione della
   sentenza del 19.5.1992, secondo cui la base di calcolo é costituita
   dalla redditività di un'"azienda rappresentativa" di ciascun
   produttore soggetto alla non commercializzazione.
i) Per il fattore di produzione "lavoro", la proposta si basa sui
   salari orari lordi medi dei lavoratori agricoli degli Stati membri
   (tabella 2 ) . Tali dati sono stati calcolati da Eurostat in base ad
   un'indagine comunitaria concernente gli anni 1984, 1986 e 1988
   (Eurostat, Salari nell'agricoltura nel 1988 e nel 1986). I salari
   orari espressi in monete nazionali sono stati convertiti in ECU di
   bilancio per gli anni considerati in base alla media annua delle
   quotazioni    giornaliere     (per   i tassi      di   conversione,   cfr.
   Commissione delle Comunità europee, La situazione dell'agricoltura
   nella Comunità, Relazione 1989, tabella 1 ) . Per gli anni 1985, 1987
   e 1989 i salari orari sono determinati in base a stime.
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Table 2 : Wage coats In ECU £>udgeQ per 100 kg of mUc
                                         1080/91                                                             1988/89                       1987/88
                                                                             igeano                                            <50000kg <120000kg >120000kg;
Member State         <5O000kg <120000kg > 120000 kg             <5OO00kg <120000kfl > 120000kg <50000ko <120000kg >120000kg
 Beiglque/Belgie            8.0              75         8.8           02          8X1        BJO       02        8.1      BJB        02        8.1
 Denmark                   132              115         05           12.0        105         8X1      112        05       8.4       105        9.2       7SS
 DeutschtandM              10.4              0.1        75           102          0.0        7.7       05        8.7      7.4       105        8.8       73
 France                      75              ta         55            8.1         7X1        BJO       8.0       75       85         8.0       75        6.0
 Ireland                     75              65         5.7           75          6.6        5 5       75        65       5.7        7 5       6.7       5.7
 Luxembourg *2               es              7.4        85            8.7         7X1        65        8.7       75       85         85        75        6.4
 Nederland                   85              7.7        65            85          7.4        6.4       8.4       75       65         85        75        82
 United Kingdom              8.1             7.1        6.1           7.7         6.7        5.7       72        65        5.4       65        55        5.1
                                         1086/87                              1085786                        1084/85
Member State          <50000kg <120000kg >12O00Okg              <50000kg < 120000 kg > 120000 kg <5QO00kg <120000kg >120000kg
 Belglqua/Belgiê             05              7 JO       85            8.7         75         65        0.1       8.0       85
 Danmark                     85              8.4        72            8.0         75         6.7       82         72       82
 Deutschland*1               82              8.1        6.9           0.0         7 JO       65        65         7.7      6.6
 France                      85              7.4        6.4           8.1         7.1        6.1       7.7        65       55
 Ireland                     7.7             6.8        55            72          65         5.4       75        6.1       55
 Luxembourg*?                85              75         6.4           85          75         65        8.7        7 5      6 5
 Nederland                   82              72          6.1          62          72          6.1      8.1        7.1      6.1
 United Knodom               62              5.4         4.7          6.4          55         45       6.4        55       45
Labour/cow In h/yean < 50000 kg -                         80
labour/cow In h/yean < 1 2 0 0 0 0 k g -                  70
Labour/cow In h/yean > 120000 k g -                       60
•1:StatfettecrK»JBhftKJchûberErr*hrun^
•2: Belgium wages rates have been used lor calculating Ine wage costs In ECU/100 kg milk.
Way of calculation: Labour/cow In h/year • Wage pair h / M«c Production per cow
Sources:
FADN;
Wages: Earnings in agriculture 1886, Eurostat, Series 3 C , p 5 ;
Labour requirement per cow. KTBL-Taschenbuch LandwSrtscheft. Paten fur die BetrtebstaHailBfl^ 1888, p20tX
                        J)        Per M            fattorei di produzione "suolo", è stata utilizzato
                                  l'affitto in uso nei vari paesi. Poiché i terreni agricoli sono
                                 generalmente affittati per diversi anni, è stato considerato per
                                 ciascuno Stato membro l'importo medio per ie campagne 1987/88 e
                                  1988/89 (cfr. tabella 3 ) .
            Table 3
                            Rent costs «n E C U (budget) per 100 kg of milk
                                                                                                         Rent costs
             Belgique/België                                                                             per 100 kg
             Danmark                                                                                              0.8
             Deutschland                                                                                          1.2
             France                                                                                               1.9
             Ireland                                                                                              1.1
             Luxembourg                                                                                           1.9
             Nederland                                                                                            1.5
             United Kingdom^                                                                                      1.7
                                                                                                                 0.7
           Source: FADN
                                Per I produttori soggetti all'obbligo dì non commercializzazione
                                si ò tenuto conto soltanto degli affitti particolarmente bassi
                                delle terre utilizzate come pascoli (ossia non coltivabili), cui
                                non si applicano quote lattiere. Per i produttori che possiedono
                                pascoli arabili, ciò rappresenta un vantaggio non trascurabile.
 ---pagebreak---                                 - 14
k) Per i produttori soggetti all'obbligo di non commercializzazione,
   si è rinunciato a prendere in considerazione il reddito alternativo
   del capitale liberato con l'abbandono della produzione. Ciò è
   dovuto al fatto che tali produttori dovevano dichiarare la loro
   intenzione   di    riprendere     la produzione        lattiera, sicché     le
   possibilità di utilizzare il capitale in altro modo, pur non
   essendo escluse, erano tuttavia limitate.
I) La classificazione delle aziende in base alla dimensione e alla
   produzione lattiera corrisponde pienamente allo schema del premio
   dì non commercializzazione. Si ò omesso di calcolare soltanto i
   redditi alternat it ivi delle aziende più piccole (meno di 30.000 kg
   di latte), poiché queste aziende dell'Europa settentrionale, che
   contano da 5 a 6 vacche, sono atipiche. In tali aziende la
   redditività    del    lavoro e      scarsa,    sicché     l'abbandono    della
   produzione lattiera libera un lavoro relativamente cospicuo e i
   redditi delle attività di sostituzione per 100 kg di latte sono
   quindi elevatissimi. L'indennizzo di questi piccoli produttori,
   conformemente alle classi proposte (meno di 50.000 k g ) , costituisce
   quindi un vantaggio. Inoltre, il tempo di lavoro necessario per una
   vacca é stato calcolato           in base a un modo di             produzione
   (stabulazione fissa) tipico delle piccole e medie aziende. Le
   aziende maggiori, che producono oltre 250.000 o 300.000 kg di
   latte, possono impiegare un minor tempo di lavoro (circa 35 ore per
   vacca all'anno), soprattutto se utilizzano altre tecniche di
   produzione (per esempio, la stabulazione libera). Tali aziende
   dispongono    inoltre    di   migliori    possibilità      di   utilizzazione
   alternativa dei fattori di produzione liberatisi. I salari e gli
   affitti   utilizzati     per   il calcolo del          reddito   alternativo,
   soprattutto per le grandi aziende, sono quindi nettamente inferiori
   ai redditi effettivi. Ciò costituisce una compensazione del tempo
   di lavoro per vacca, che è forse fissato a un livello mediamente
   troppo elevato.
m) Per il calcolo del reddito alternativo era necessario fissare gli
   affitti   e   i salari      senza    accertare     se   l'interessato    abbia
   effettivamente affittato       la terra     liberatasi o abbia trovato
   un'occupazione. La necessità d'integrare tali elementi nel calcolo
   dell'indennizzo deriva dal fatto incontestabile che l'abbandono
   della produzione lattiera determina la liberazione di fattori di
   produzione.    Questi     ultimi    hanno    un     valore    economico    che
   l'interessato deve sempre farsi imputare. Se non li utilizza, non
   avrà compiuto lo sforzo necessario per limitare l'entità del danno.
n) Poiché il calcolo su cui è basata l'offerta proposta tiene conto
   soltanto dei salari e degli affitti medi, essa é favorevole alla
   maggior   parte    dei    produttori     soggetti      all'obbligo    di   non
   commercializzazione. I salari e gli affitti sono infatti pagati
   solo in quanto I'imprenditore/affittuario considerato spera un
   reddito che supera gli importi impegnati. L'esistenza di modi di
   produzione   agricola     che    consentono     di    ricavare   un    reddito
   alternativo superiore agli affitti o ai salari è appunto confermata
   dall'esistenza di terreni in affitto o di lavoratori agricoli.
 ---pagebreak---                                                                                   -If-
                           o)       Nella tabella 4 figurano i redditi ricavati dall'attività di
                                    sostituzione per 100 kg di latte in ECU di bilancio. I valori
                                     indicati sono stati ottenuti sommando i costi dei salari e degli
                                    affitti che figurano rispettivamente nelle tabelle 2 e 3. Cosi
                                    come esistono differenze nella reddività del lavoro, si constata
                                    che nelle grandi aziende il reddito alternativo per 100 kg di
                                    latte é inferiore a quello ricavato nelle piccole.
Table 4 : Atterristi*» Income in ECU Cjudget) per 100 kg of mUk according to farai a b *
                                      1080/81                           1880/80                      1888/88               1087/1088
 Member State          <50000kg <120000kg > 120000kg <50000kg <120000kg >120000ka <50000kg < 120000kg > 120000kg <50000kg <120000kg >120000kg
 Bekjlque/Bekjle              85          8.7         75         10.0        85           7.7  105       85   7.7     105        85       7.7
Denmark                      14.4        XZE         Tin        132        41.7          102   12.4     115    85     11.7      10.4       9.1
Deutschtand                  125         115          8.7        12.1       105           85   115      105    85     11.8      10.7      8.4
France                        85          85          75          02         82           72     82      82    72      82        82        72
 Ireland                      85          85          75          05         85           75     85      8.8   75      85        8.8       7.7
 Luxembourg                   85          85          75         102         0.1          8.0  102       8.1   85     105        8.0       75
 Nederland                   105          8.4         85         102         0.1          85   10.1      85    85     105        85        7.9
 United Kingdom               85          75          65          8 5        7.4          6.4    7 5     7 5   8.1     7 5       6 5       5 5
                                      1086/87                           1085/86                      1084/85
 Member State          <50000kg <120000kg > 120000kg <50000kg <120000kg > 120000 kg <50000kg <120000kg > 120000 kg
 Belgiaje/Belglë              05          8.7         75          05         8.4          75    105      85    7.7
 Denmark                     105          05          6.4        10.1        0.0          75     0.4     8.4   7.4
 Deutschtand                 11.1        105           65        105         05           8.7   10.7     0.6   85
 France                       0.6         85          75          05         62            72    85      75    85
 Ireland                      0.7         8.7         7.7         02         85           7.4    85      8.1   72
 Luxembourg                  105          05          75         10.1        05            75   10.1     0.1   85
 Nederland                    85          85          75          85         85            75    05      85    75
 United Kingdom               65          6.1         5.4         7.1        6 5           5 5   7.1     6 5   55
Way of calculation: Alternative Income - Wage Costs + Rent Costs
Source: s. Table 2 and 3.
                          p)       L'analisi dei redditi lordi ha rivelato che le differenze
                                   nell'ambito di ciascuno Stato membro sono spesso superiori ai
                                   valori medi calcolati per i vari Stati membri. Per i periodi di
                                   indennizzo considerati e per le dimensioni aziendali di cui al
                                  punto d) si é quindi ritenuto opportuno considerare una media
                                  ponderata in funzione della produzione lattiera di ciascuno Stato
                                  membro interessato dalla regolamentazione proposta.
          Table ^Losses in green E C U per 100 kg of milk. EUR8* Average
           Year                                                    Farm-Size
                                               <50000 kg               < 120000 kg             > 120000 kg
           1990/91                                          9.4                        10.3             11.2
           1989/90                                        10.4                         11.3             12.3
           1988/89                                          9.9                        10.8             11.8
           1987/88                                          8.1                             9             9.9
           1986/87                                          7.8                          8.7              9.6
           1985/86                                          8.6                          9.5            10.4
           1984/85                                          7.4                          8.3              9.3
           c
             =Belgium, Denmark, Germany. France, Ireland, Luxembourg, Netherlands, UK.
 ---pagebreak---                            - 16 -
In definitiva, soltanto la tabella 5 costituisce l'allegato della
proposta di regolamento e i dati che vi figurano devono essere
applicati  dagli Stati membri  per determinare ciascuna  indennità
individuale.
 ---pagebreak---                      TAUX MOYENS APPLIQUES DANS LE CADRE DU RICA, POUR CONVERTIR
                     Ë N " Ê C Û LES DONNEES COMPTABLES EXPRIMEES EN MONNAIES NATIONALES
    33SsaB3sa=sssn3n:s===ssssB===zas=ss=E=s===s====3s=3a==B=3=3=e==3=S£:===c3==ss=a====s==33ssB=r=:a3Bzs
    EXERCICE I 1984/85 ! 1985/86 l _ 1 9 8 6 / 8 7   I 1987/88_ i _ 1 9 8 8 / 8 9 _ 1 1 £ 8 9 / 9 0 _ J 1 9 9 0 / 9 1   I 1991/92* ;
    ALLEMAGNE I              I            I          I           I                   I                 !               1
    L.7-30.6 I 2,23440 I 2,19092 I 2,08533           i 2,07179 t 2,07836 1 2,052507 l 2,056781 I 2,047056 ;
    TRANCE"   !              1           I           I     '     I                   I                 1                I           ]
    1.1-31.121 6,87165       : 6,79502 I 6,79976     ! 6,92848 I 7,03643             I 7,023869 I 6,914159 I 6,973335 j
    CTALIE    |              :           I           1           I                   !                 !                i          ]
 •Ì. 1-31.121 1381,381      I 1447,987 I 1461,874    I 1494,708 I 1537,333           I 1510,469 I 1521,941 I 1533,235 j
    BELGIQUE I              i            1     1                 I                   1                 1                1          ]
  -jt .5-30.4 i 45,0821       ! 44,7506 I 43,3588     I 43,1625 I 43,538              I 43,00838 I 42,35358 I 42,15573 j
  Ì.UXEMB. !                1            1           1          I                   I                  1                I          ]
  jt. 5-30.4 ! 45,0821        1 44,7506 I 43,3588     1 43,1625 1 43,538              I 43,00838 1 42,35358 I 42,15573 j
  rtiDERLÂNDl               !            I          !           I          I                          i                I           '
  1.5-30.4 1 2,52085        ! 2,48571 I 2,36628     i 2,33006   i 2,3434            1 2,31834 1 2,31710                I 2,306624 ]     i
  0ANMARK !                 !            !          I           1                   !                 I                1           ]
  1.7-30.6 I 8,05392        ! 8,00261 I 7,86013     ! 7,94047   ! 8,03059           1 7,92298 I 7,882836 1 7,924647 j
   IRELAND !                :            !          I           1                   I                 I                i           ]
  -7.1-31.12! C,725942      : 0,715167 I 0,733526   ! 0,775443 I 0,775671           ! 0,776818 I 0,767769 ! 0,767808 j
  1.3-28.2 ! 0,598295       i 0,591871 I 0,688453   I 0,697229 1 0,656018           I 0,686898 I 0,710474 I 0,702624 j
 GLLAS       i              I           I           I           I                   1                 l                1           ]
  f.1-31.121 88,3403        I 105,7390 I 137,4246   I 156,2204 ! 167,5756           ! 178,8404 ! 201,412 1 225,2157 ]
 ESPAGNE !                 !            I           1           I      „            !                 I               7            ]
 ?.l-31.12l 126,5693       ! 129,1645 I 137,4563    i 142,1915 ! 137,6007           I 130,4058 I 129,3156 ! 128,4685 j
 PORTUGAL I                !            I           I           I                   i                 I               i
 1.1-31.1*21 115,6801      ! 130,2515 I 147,0884    ! 162,5811 i 170,0592           I 173,4131 1 181,1076 I 178,6141 ]
.SOURCE : CRONOS ICG : * c o m p l e t e l e 19.08.1992
                                                                                                                                      m
                                                                                                                                      O
                                                                                                                                      >
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                                       Proposta di
                          REGOLAMENTO (CEE)      DEL CONSIGLIO
       che prevede un'offerta di indennizzo a taluni produttori di latte
           o di prodotti lattiero-caseari cui è stato temporaneamente
                      impedito di esercitare la loro attività
IL CONSIGLIO DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità economica europea, in particolare
I'articolo 43,
vista la proposta della Commissione*1*,
visto il parere del Parlamento europeo*2*,
visto il parere del Comitato economico e sociale*3*,
considerando    che,  con   l'istituzione,     nel    1984,   del  regime  del   prelievo
supplementare    nel  settore   del    latte  e   dei   prodotti   lattiero-caseari,   la
normativa   comunitaria    non  ha    previsto    l'attribuzione    di  un  quantitativo
individuale di riferimento ai produttori, che,             in esecuzione di un    impegno
assunto in forza del regolamento (CEE) n. 1078/77 del Consiglio, del 17 maggio
1977, che    istituisce un regime di premi per          la non commercializzazione del
latte e dei prodotti lattiero-caseari e per la riconversione di mandrie bovine
ad orientamento    lattiero*4*, non avevano consegnato o venduto           latte durante
l'anno di riferimento definito dallo Stato membro;
considerando che, su istanza di cinque produttori, la Corte di giustizia, con
sentenza   del  19 maggio    1992, nelle cause       riunite C    104/89 e C    37/90 ha
condannato la Comunità a risarcire il danno subito da detti produttori, nella
misura   in cui effettivamente      la normativa comunitaria       iniziale relativa al
prelievo supplementare non aveva previsto           l'attribuzione ai medesimi      di un
quantitativo di riferimento individuale-,
(1) GU  n. C
(2) GU  n. C
(3) GU  n. C
(4) GU  n. L 131 del 26.5.1977, pag. 1.
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considerando che nella comunicazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale del
5 agosto   1992* 5 *   le istituzioni     si sono    impegnate   nei   confronti     di   tutti i
produttori    potenzialmente      interessati    a dare piena attuazione          alla   sentenza
del 19 maggio 1992-,
considerando     che    il   numero    elevato    degli   aventi    diritto     potenziali      la
considerazione      di   ciascun    caso    individuale,    imponendo     una    soluzione     che
necessariamente      dovrà    basarsi    su   un  criterio     forfettario     e    tradursi     in
un'offerta    delle    istituzioni    da accettare     a saldo    di   ogni   suo    avere o    da
rifiutare; che occorre definire gli elementi               in base ai quali        tale offerta
viene definita;
considerando che deve sussistere un            legame diretto fra       la ripresa      effettiva
della produzione       lattiera nel pieno rispetto delle disposizioni                comunitarie
che  l'hanno consentita e l'esistenza di un danno costituito dal fatto di non
aver   potuto,    in   tempo   utile   e   contrariamente     alla   volontà     della    persona
interessata,    riprendere     la produzione     lattiera; che, nello stesso spirito e
per garantire che il produttore non abbia ripreso la sua attività con                      l'unico
scopo   di procedere      a un'operazione      speculativa    basata    sul   presunto      valore
patrimoniale     del    quantitativo     di   riferimento     attribuitogli,       occorre     far
dipendere   sia    il principio dell'indennità sia           l'importo della medesima          dal
rispetto di determinati obblighi;
considerando che, fatto salvo quanto precede, il quantitativo da                    indennizzare
dev'essere   stabilito     conformemente     ai  principi    ispiratori     delle    motivazioni
della sentenza della Corte di giustizia;
considerando che nella comunicazione del 5 agosto 1992                  le istituzioni       hanno
rinunciato,    a favore     degli   interessati    potenziali, e per        il futuro,      a far
valere     la     prescrizione        relativa      all'azione       giudiziaria         prevista
dall'articolo 43 dello statuto della Corte di giustizia; che nella fattispecie
si può peraltro ammettere che il fatto generatore del danno abbia avuto fine
solo alla ripresa della produzione           lattiera; che occorre quindi definire per
tutte le persone interessate, il periodo per il quale è offerto l'indennizzo e
le norme secondo cui       il termine di prescrizione ricomincia a decorrere;
(5) GU n. C 198 del 5.8.1992, pag. 4.
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considerando che ai sensi della sentenza della Corte l'importo dell'indennizzo
deve corrispondere alla differenza fra i redditi che gli                interessati avrebbero
potuto ricavare dalla commercializzazione del              latte se non ne fossero stati
esclusi   e   quelli   che   sono    stati    nel  contempo    effettivamente      percepiti   o
avrebbero potuto essere percepiti usando tutta la diligenza richiesta;
considerando che le varianti da prendere in considerazione per il calcolo                    dei
redditti    potenziali    della   produzione      lattiera  e per     la determinazione      dei
redditi   alternativi     sono cosi     numerose    da esigere     l'esame   di   ciascun  caso
particolare,    il che tuttavia non è ragionevolmente possibile, dato                 il numero
dei  produttori    interessati; che è quindi          prospettabile solo una        valutazione
globale del danno; che, tuttavia, per evitare una sottovalutazione del danno,
la scelta dei vari elementi di calcolo dell'indennità viene generalmente fatta
in un senso favorevole agli        interessati;
considerando,     infatti, che      il   reddito   potenziale     della   commercializzazione
viene    calcolato     in   base   al     reddito    lordo   della     produzione     lattiera,
includendo, fra      le entrate,     le vendite di      latte,   i vitelli    nati nel   quadro
della   produzione     lattiera    e    il   valore   residuo    della    vacca    lattiera,   e
detraendo, fra le spese, soltanto quelle variabili, che vengono immediatamente
soppresse in caso di cessazione della produzione lattiera e non le spese fisse
relative al suolo, al lavoro e al capitale;
considerando, per quanto riguarda il calcolo del reddito di sostituzione, non
è opportuno prendere        in considerazione       il reddito alternativo        del  capitale
svincolato    con  l'abbandono     della produzione       lattiera,    in base al     principio
secondo   cui   il  produttore     interessato      intendeva   successivamente      riprendere
detta produzione e le possibilità di utilizzare diversamente il capitale erano
quindi   I imitate;
considerando che ai fini del presente regolamento gli Stati membri posseggono
tutti  i dati necessari per calcolare, una volta che la domanda sia accolta, il
quantitativo     da indennizzare, il periodo in questione e l'importo definitivo
dell'indennizzo che costituisce           l'offerta da parte delle        istituzioni; che la
presente procedura      può essere conclusa solo con            l'appoggio e     la mediazione
degli   Stati   membri,    che  sono     inoltre   i soli   a possedere      gli   elementi   di
 informazione individuali necessari al calcolo di ciascuna indennità;
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considerando che, occorre autorizzare          la Commissione a decidere su eventuali
casi  la cui soluzione richiedesse, da parte degli Stati membri,                l'assunzione
del  parere delle     istituzioni,    in quanto esulano       in particolare      dal   quadro
stabilito dal presente regolamento pur dovendo per              le loro caratteristiche,
essere presi in considerazione,
HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:
                                        Articolo 1
Alle condizioni fissate dal presente regolamento, è concesso un indennizzo ai
produttori che hanno subito un danno per non aver potuto,                 in esecuzione di
impegni  assunti    ai  sensi   del   regolamento      (CEE) n. 1078/77     del   Consiglio,
consegnare   o  vendere    latte o    prodotti     lattiero-caseari     durante    l'anno di
riferimento scelto dallo Stato membro          interessato in applicazione del regime
del prelievo supplementare nel settore lattiero.
                                        Art icolo 2
La domanda di    indennizzo è accolta se presentata da produttori cui è stato
assegnato   un   quant i tat i vo   di   ri fer i mento    spec i f i co   def i n i t i vo   a norma
dell'articolo    3   bis,   paragrafo     3   del    regolamento    (CEE)    n. 857/84     del
            6
Consiglio * *,    in forza    del  regolamento      (CEE) n. 764/89 del      Consiglio *7*,
il   29 marzo   1991    o,   in   forza     del    regolamento    (CEE)    n. 1639/91      del
            8
Consiglio * *, il 1* luglio 1993.
                                        Art icolo 3
Se  non  vi   è  identità   di   persona    fra   l'assegnatario     del   quantitativo     di
riferimento specifico definitivo e il richiedente l'indennizzo, la competente
autorità di cui all'articolo 10         decide di accogliere o meno la domanda dopo
aver accertato:
(6) GU n. L 90 del 1'.4.1984, pag. 13.
(7) GU n. L 84 del 25.3.1989, pag. 2.
(8) GU n. L 150 del 15.6.1991, pag. 35.
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  nella   persona  del  produttore  assegnatario,      il  possesso   dei   requisiti
  stabiliti dal presente regolamento per il diritto all'indennizzo
- nella persona del richiedente l'indennità, la regolarità del titolo in forza
  del quale egli agisce per la concessione dell'indennità.
                                   Ar t i co Io 4
In deroga all'articolo 2,    la domanda non è accolta       se  il produttore cui   è
stato attribuito definitivamente   il quantitativo di riferimento       in virtù del
regolamento (CEE) n. 764/89 non ha rispettato       l'impegno di non partecipare a
programmi   d'abbandono della  produzione     lattiera   fino  al  31  marzo  1992  o
anteriormente a tale data ha venduto o affittato l'intera azienda.
 ---pagebreak---                                            - 23 -
                                        Art icolo 5
La domanda del produttore cui sarà attribuito definitivamente il quantitativo
di   riferimento   in forza del    regolamento (CEE) n. 1639/91        il 1'   luglio 1993
viene accolta con la condizione risolutiva che egli non partecipi              a programmi
d'abbandono della produzione       lattiera e non venda o affitti        l'intera azienda
sino al 1' luglio 1994.
                                        Ar t i co Io 6
La competente autorità di cui all'articolo 10 determina            il quantitativo annuo
da   indennizzare    in base al   quantitativo      che è servito    per  il calcolo del
premio concesso in forza del regolamento (CEE) n. 1078/77, aumentato dell'1% e
diminuito   di   una   percentuale   rappresentativa      delle  riduzioni   applicate  in
ciascuno    Stato    membro   ai    quantitativi      di   riferimento   dei    produttori
determinati a norma degli articoli 2 e 6 dal regolamento (CEE) n. 857/84.
                                        Art icolo 7
Qualora il quantitativo specifico definitivo attribuito in forza dell'articolo
3 bis del regolamento (CEE) n. 857/84 sia            inferiore ali'80% del    quantitativo
specifico    provvisorio    o  l'azienda     sia   venduta   o  affittata   parzialmente,
secondo   il caso, anteriormente al        1' aprile     1992 o al   1'  luglio   1994, il
quantitativo annuo da indennizzare è diminuito del quantitativo devoluto alla
r iserva nazionale.
                                        Ar t i co Io 8
1. L'indennizzo viene offerto soltanto per il perìodo per il quale il relativo
    diritto non è prescritto.
2. Per determinare il periodo per il quale l'indennizzo è offerto-.
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   a) si   considera      che    il   termine    di   prescrizione        quinquennale,      fissato
      dall'articolo 43 dello statuto della Corte di giustizia, è                         interrotto
      alla    data    della     domanda    presentata     a    una   delle     istituzioni     della
      Comunità      o,    per    i   ricorsi     alla    Corte     di    giustizia,     alla     data
      dell'iscrizione         nel    registro,     o   al     più    tardi     alla    data    della
      comunicazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee
      n. C 198 del 5 agosto 1992-,
   b) il termine iniziale del periodo di indennizzo precede di 5 anni la data
      di   interruzione della prescrizione, ma non può essere anteriore al 2
      aprile      1984    o    alla    data     in   cui    è    scaduto      l'impegno     di    non
      commercializzazione o di riconversione-,
   e) il termine finale del periodo di               indennizzo è il 29 marzo 1989 per i
      produttori       cui   è   stato    attribuito      il    quantitativo      di   riferimento
      specifico in virtù del regolamento (CEE) n. 764/89 e il 13 luglio 1991
      per   i produttori cui è stato attribuito il quantitativo di riferimento
      specifico in virtù del regolamento (CEE) n. 1639/91.
                                           Articolo 9
Qualora    la   produzione        sia   stata     ripresa      prima     dell'attribuzione        del
quantitativo specifico provvisorio             il quantitativo oggetto di             indennizzo è
diminuito,    per    il  periodo     di  cui    trattasi    dei    quantitativi      consegnati     o
venduti direttamente prima di tale data.
                                          Ar t i co Io 10
1. La domanda di       indennizzo deve essere presentata              in ciascuno Stato membro
   alla    competente       autorità     designata      da    quest'ultimo,       su    un    modulo
   predisposto dalla stessa autorità.
2. Se   il   produttore      attinge     il   proprio     diritto      all'attribuzione       di   un
   quantitativo di riferimento specifico dal regolamento (CEE) n. 764/89, egli
   deve inoltrare la domanda alla competente autorità entro il 31 luglio 1993-,
   tale data è sostituita dal 31 agosto 1993, se il suddetto diritto sussiste
   in forza del regolamento (CEE) n. 1639/91.
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     Il termine di prescrizione di cui all'articolo 43 dello statuto della Corte
    di    giustizia     ricomincia     a decorrere    per   tutti    i produttori,      secondo  il
    caso, da una delle due date menzionate al primo comma, se la domanda di cui
    allo stesso comma non è stata              inoltrata anteriormente a tali date, salvo
    che     la prescrizione       sia   stata    interrotta   da    un  ricorso    alla   Corte  di
    giustizia a norma dello stesso articolo 43.
                                             Articolo 11
La    competente      autorità    di   cui   all'articolo    10    verifica    l'esattezza    delle
 informazioni       fornite  dal    produttore     e calcola     l'importo   dell'indennizzo     in
funzione       del   quantitativo     e   del   periodo   da    indennizzare,     applicando    gli
 importi riportati       in allegato.
                                             Articolo 12
L'importo       dell'indennizzo      è   aumentato    degli    interessi    di   mora    dell'8%  a
decorrere dal 19 maggio 1992.
                                             Articolo 13
L'importo totale del I'indennizzo è convertito               in moneta nazionale        in base al
tasso di conversione         agricolo vigente alla data dell'entrata                in vigore del
presente regolamento.
                                            Articolo 14
Entro     il termine massimo di quattro mesi             a decorrere     dal   ricevimento    della
domanda, la competente autorità di cui all'articolo 10 presenta, a nome e per
conto      del    Consiglio    e    della    Commissione,     un'offerta     di    indennizzo    al
produttore, accompagnata da una ricevuta a saldo di ogni suo avere.
Se     il    produttore     attinge      il   proprio    diritto      all'attribuzione      di   un
quantitativo di riferimento specifico:
- dal     regolamento     (CEE) n.      64/89,    l'indennità     viene   immediatamente     pagata
   dietro      restituzione      della    suddetta    ricevuta,      debitamente      approvata   e
   sottoscritta dal produttore;
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- dal    regolamento    (CEE)     n. 1639/91,     l'indennità    viene     versata,    dietro
   restituzione della suddetta ricevuta, debitamente approvata e sottoscritta
   dal  produttore, dopo     il   1"   luglio 1994, per      consentire     alla   competente
   autorità di verificare       il rispetto degli      articoli   5 e 7, a meno che il
   produttore   non    abbia    costituito     presso    detta   autorità      una   cauzione
   dell'importo   del    115%    dell'indennità     determinata      in   applicazione    dei
   suddetti articoli, per garantire il rispetto delle condizioni prescritte dai
  medesimi.
La mancata accettazione dell'offerta entro il termine di due mesi a decorrere
dalla ricezione ha per conseguenza che l'offerta stessa non vincola più, in
futuro, le istituzioni comunitarie interessate.
L'accettazione dell'offerta mediante la restituzione alla competente autorità,
entro il termine suddetto, della ricevuta debitamente approvata e sottoscritta
dal produttore, comporta       la rinuncia a qualsiasi azione nei confronti delle
istituzioni comunitarie per il danno defini to ali'articolo 1.
                                        Ar t i colo 15
Le   modalità   d'applicazione      del   presente    regolamento,      in   particolare   le
disposizioni    relative    al    pagamento     delle   spese   dei     rappresentanti    dei
produttori sostenute prima del 5 agosto 1992, sono adottate dal la Commissione
secondo   la procedura di cui all'articolo 30 del regolamento (CEE) n. 804/68
del   Consiglio * 9 *. Secondo     la stessa procedura      e su    richiesta    debitamente
motivata di uno Stato membro, la Commissione può eccezionalmente ammettere che
siano accolte domande che esulano dai casi previsti nel presente regolamento.
                                        Articolo 16
Il finanziamento dei versamenti effettuati in forza del presente regolamento è
considerato come un intervento ai sensi dell'articolo 3 del regolamento (CEE)
n. 729/70 del Consiglio * 1 0 *.
(9) GU n. L 148 del 26.6.1968, pag. 13.
(10) GU n. L 94 del 28.4.1970, pag. 13.
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L'impegno della spese deve essere effettuato nell'ambito degli         stanziamenti
dell'esercizio  1993  in base alle domande pervenute da ciascuno degli Stati
membri e l'importo globale deve essere comunicato alla Commissione entro il
30 settembre  1993.  I versamenti  degli organismi     di pagamento devono essere
effettuati anteriormente al 15 ottobre 1994.
                                  Ar t i co Io 17
Il  presente  regolamento  entra  in vigore     il  terzo  giorno  successivo  alla
pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente
applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, addì                           Per iI Consiglio
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                               A L L E G A T O
Indennità da offrire in virtù dell'articolo 11 (in ECU per 100 kg di latte)
                Anno                 Dimensione dell'azienda
                               <50000 kg     <120000 kg    >120000 kg
                1990/91              9,4           10,3          11.2
                1989/90             10.4           11,3          12,3
                1988/89              9,9           10,8          11,8
                1987/88              8,1              9           9.9
                1986/87              7,8            8,7           9,6
                1985/86              8,6            9,5          10,4
                1984/85              7,4            8,3           9,3
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              SCHEDA             N A N Z I AR
                                                             DATA:   17.3.1993
1. LINEA DI BILANCIO:     B1-2090            STANZIAMENTI: (PPBRS) 255 Mio di ECU
2. DENOMINAZIONE DELL'AZIONE:
    Progetto di regolamento del Consiglio che prevede un'offerta di indennizzo
    a taluni produttori di latte o di prodotti lattiero-caseari cui è stato
    temporaneamente impedito di esercitare la loro attività.
3. BASE GIURIDICA:      Articolo 43 del trattato
4. DESCRIZIONE DELL'AZIONE:
    A seguito di una sentenza della Corte di giustizia pronunciata il 19.5.1992
    per quanto riguarda taluni produttori di latte esclusi dall'attribuzione di
    un quantitativo di riferimento, l'azione è intesa a rimediare al pregiudizio
    subito dai produttori in questione (designati produttori "SLOM"), offrendo
    loro un indennizzo forfettario.
     NCIDENZE FINANZIARIE                Per iodo      Esercizio in      Eserciz io
                                       di 12 mesi       corso (93)     successivo (94)
5.0   SPESE A CARICO
      - DEL BILANCIO DELLE CE
        (INTERVENTI)                   +255 Mio ECU    +255 Mio ECU         p.m
5.1   ENTRATE
      - RISORSE PROPRIE DELLE CE
        (PRELIEVI/DAZI DOGANALI)
      - SUL PIANO NAZIONALE
5.0.1 PREVISIONE DELLE SPESE             1995        1996       1997         1998
5.1.1 PREVISIONE     DELLE ENTRATE
5.2   METODO DI CALCOLO:
      Cfr. al legato
6.0   FINANZIAMENTO POSSIBILE MEDIANTE STANZIAMENTI ISCRITTI NEL
      CAPITOLO CORRISPONDENTE DEL BILANCIO IN CORSO DI ESECUZIONE
6.1   FINANZIAMENTO POSSIBILE MEDIANTE STORNI FRA CAPITOLI DEL
      BILANCIO IN CORSO DI ESECUZIONE
6.2   NECESSITÀ DI UN BILANCIO SUPPLETIVO                                      NO
6.3   STANZIAMENTI DA ISCRIVERE NEI BILANCI FUTURI                             NO
OSSERVAZIONI
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                                                               COM(93) 161 def.
                                                           DOCUMENTI
rr                                                                              03
                                          N. di catalogo : CB-CO-93-198-IT-C
                                                             ISBN 92-77-55071-6
Ufficio delle pubblicazioni ufficiali delle Comunità europee
L-2985 Liissembtu-go