CELEX: 51999PC0576(02)
Language: it
Date: 1999-11-10
Title: Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre

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51999PC0576(02)

Proposta di regolamento del Consiglio relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre  /* COM/99/0576 def. - CNS 99/0237 */  

Gazzetta ufficiale n. C 056 E del 29/02/2000 pag. 0019 - 0023

Proposta di REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre(presentate dalla Commissione) RELAZIONE1. INTRODUZIONEIl regolamento (CEE) n. 1308/70 del Consiglio relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa [14] è stato elaborato innanzitutto per sostenere il lino tessile in quanto coltura tradizionale e attività rurale, localizzata soprattutto in Belgio, in Francia e nei Paesi Bassi. Successivamente, il settore, che si dedicava fondamentalmente alla produzione di fibre lunghe per uso tessile, si è trovato a dover affrontare mutamenti radicali. In quasi tutti gli Stati membri, infatti, le fibre corte di lino e le fibre di canapa hanno trovato nuovi sbocchi. In molti casi, in particolare in Spagna, sono state soprattutto coltivate in quanto tali e a costi inferiori per poter beneficiare dell'aiuto relativamente elevato previsto per la produzione di fibre lunghe.[14]  GU L 146 del 4.7.1970, pag. 1.L'organizzazione comune dei mercati in questo settore si fonda su un regime di aiuti per ettaro ma non prevede né meccanismi d'intervento, né stabilizzatori. Le importazioni non sono soggette ad alcun dazio o contingente e non esistono restituzioni all'esportazione. Il regime prevede i seguenti aiuti:un aiuto forfettario per ettaro di lino tessile, attualmente pari a 815,6 EUR/ha, differenziato da un lato secondo sei zone omogenee di produzione (in funzione delle rese storiche di semi) e, dall'altro, in base all'esistenza o meno di macerazione della paglia. L'aiuto è ripartito tra il produttore (25%) e il primo trasformatore (75%), ma può essere versato interamente al produttore se quest'ultimo è allo stesso tempo primo trasformatore,un aiuto forfettario per ettaro di canapa, pari attualmente a 662,8 EUR/ha, versato interamente al produttore e subordinato all'impiego di sementi certificate di varietà di canapa contenenti la sostanza psicotropa tetraidrocannabinolo (THC) in misura non superiore allo 0,3%, limite ridotto allo 0,2% a decorrere dalla campagna 2001/2002,una trattenuta sull'aiuto al lino, fissato  a 0 dal 1997/98, per misure promozionali,un aiuto all'ammasso privato in caso di gravi perturbazioni del mercato,un regime di controllo del tenore di THC e dell'uso di semi di canapa importati.Nel 1996 la Commissione ha proposto al Consiglio una modifica del regime, prevedendo in particolare una superficie massima garantita e la fissazione di due importi dell'aiuto per ettaro, a seconda che il raccolto fosse destinato ad ottenere paglia da fibre lunghe oppure paglia da fibre corte. La proposta non ha riscosso il consenso della maggioranza degli Stati membri. Dal 1995 l'importo dell'aiuto è stato ridotto del 7,5% per il lino e del 14,4% per la canapa. I controlli sono stati notevolmente potenziati e prevedono attualmente:l'inserimento delle superfici coltivate nel SIGC dei seminativi,il rispetto di una resa minima,un regime di contratti obbligatori tra produttori e primi trasformatori, accompagnati da impegni di trasformazione.Il regime è diventato estremamente complesso e la moltiplicazione dei controlli e delle procedure amministrative ne complica la gestione. Ciononostante, i provvedimenti adottati non si sono dimostrati efficaci, visto l'andamento delle superfici negli ultimi anni. Per quanto riguarda l'aspetto finanziario, il bilancio comunitario destinato al lino tessile e alla canapa è passato da 74 milioni di EUR nel 1995 a 158 milioni di EUR nel 1999.In considerazione di tale evoluzione, nell'ambito del pacchetto prezzi 1999/2000 la Commissione ha reso nota l'intenzione di presentare una proposta di riforma che potrebbe entrare in vigore a decorrere dalla campagna 2000/2001. Le presenti proposte legislative danno seguito a tale impegno e si fondano sull'analisi di seguito illustrata.2. DESCRIZIONE DEI SETTORI DEL LINO E DELLA CANAPA2.1. SuperficiNel 1998 venivano coltivati a lino tessile, in tutto il mondo, circa 520 000 ha. I paesi terzi grandi produttori sono la Federazione russa, la Cina e la Bielorussia. Nello stesso anno, la superficie mondiale coltivata a canapa da fibre era di circa 85 000 ha; produttori principali tra i paesi terzi sono la Corea del Nord e la Cina.Nell'Unione europea le superfici coltivate a lino tessile e canapa si estendevano tradizionalmente su circa 70 000 ha per quanto riguarda il lino tessile e su 7 000 ha per quanto riguarda la canapa; si trattava tuttavia di produzioni concentrate in zone geografiche molto ristrette in cui assumevano grande rilevanza. Dal 1994 le superfici hanno subito notevoli mutamenti.La superficie coltivata a lino tessile ha sfiorato i 208 000 ha per la campagna 1999/2000. Le semine sono rimaste più o meno invariate nei paesi produttori tradizionali, ma sono aumentate sensibilmente in Spagna (187 ha nel 1993, circa 126 000 ha nel 1999) e, in misura minore, nel Regno Unito (2 181 ha nel 1993, 20 000 nel 1996 e circa 15 000 nel 1999). Hanno inoltre suscitato nuovo interesse nella maggior parte degli altri Stati membri.Le superfici coltivate a canapa hanno superato i 40 000 ha nel 1998, mentre per il 1999 le stime prevedono circa 32 000 ha. In Spagna si è passati da una media inferiore a 700 ha tra il 1986 e il 1994 a circa 20 000 ha nel 1998, scendendo a circa 12 000 ha nel 1999. Nella maggior parte degli altri Stati membri sono in corso numerosi progetti di sviluppo.2.2. Produzione  e sbocchiLa  coltivazione di lino tessile e di canapa consente di raccogliere paglia, dalla quale si ottengono le fibre, materie legnose denominate canapuli o capecchi e, in alcuni casi, semi. Le fibre lunghe richiedono buone condizioni colturali e sono ottenute da paglia di lino tessile raccolta mediante estirpazione, ricavando come sottoprodotto fibre corte o stoppe. Per ottenere esclusivamente fibre corte di lino e fibre di canapa basta falciare la paglia.Per separare la fibra dai canapuli o capecchi la paglia di lino e di canapa viene di norma sottoposta a stigliatura presso un primo trasformatore. L'operazione, solitamente meccanica, richiede la macerazione preventiva della paglia, ossia un'azione chimica dell'acqua piovana per qualche settimana. Se la macerazione non ha luogo, la successiva stigliatura risulta più difficile e quindi più costosa. Delle fibre ottenute dalla stigliatura, soltanto quelle lunghe consentono di ottenere filati sufficientemente sottili per l'abbigliamento e la biancheria da casa di qualità. La paglia di lino e di canapa non è oggetto di scambi significativi tra la Comunità e i paesi terzi, mentre esistono numerosi flussi tra gli Stati membri produttori tradizionali. Per contro, gli scambi di fibre di lino raggiungono talvolta livelli non trascurabili. Nel 1998 le importazioni hanno superato le 9 000 t, spesso di qualità media e corrente in provenienza principalmente dall'Egitto e dalla Lituania. La Comunità rifornisce tutto il mondo di fibre lunghe di lino di qualità buona e superiore, difficili da produrre altrove, ma esporta anche fibre di qualità corrente. Nel 1998 sono state esportate circa 62 000 t, di cui 47 000 t di fibre lunghe e 15 000 t di fibre corte, principalmente verso la Cina e l'Europa dell'Est, dove vengono lavorate dall'industria della filatura, per riesportarle spesso in Europa sotto forma di filati.Le fibre di lino tessile e di canapa hanno attualmente tre categorie di sbocchi principali:le fibre lunghe di lino per uso tessile rappresentano il principale sbocco tradizionale. A sud della Manica e del mare del Nord beneficiano di condizioni naturali che determinano una qualità rinomata. La crisi della filatura europea, la concorrenza di altre materie prime e l'influenza della moda mettono periodicamente in difficoltà il settore, che continua a dipendere da un aiuto elevato che consente di far fronte a costi di produzione considerevoli (estirpazione della paglia, stigliatura). Talune fibre corte di lino possono inoltre trovare impiego nel settore tessile di qualità inferiore, o per filati misti insieme ad altre fibre,le fibre corte di lino e di canapa sono spesso utilizzate per la pasta di carta trovandovi uno sbocco praticamente infinito purché il loro prezzo rimanga prossimo allo zero. Talvolta addirittura, questo prodotto è utilizzato più per la cellulosa di capecchi che rimangono inframmezzati alle fibre che per le fibre stesse. Esse sono in concorrenza con altre materie vegetali cellulosiche ma hanno un costo di produzione più elevato. La produzione destinata alla pasta di cellulosa rappresentava inizialmente un sottoprodotto della produzione tessile o di altri sbocchi a maggiore valorizzazione. A causa dell'aiuto che copre spesso i costi, talvolta essa è diventata un fine produttivo a sé,le fibre corte - o in taluni casi lunghe - di lino e di canapa trovano una vasta gamma di sbocchi speciali, spesso nell'ambito della fabbricazione di prodotti industriali riciclabili. Può trattarsi di carta dalle caratteristiche particolari, come la carta moneta o taluni tipi di carta per sigarette; oppure può trattarsi di materiali compositi, stampati per parti di carrozzeria interna delle automobili, ovvero pressati per formare pannelli di mobili, ovvero isolanti per l'edilizia. Questi ultimi impieghi interessano un insieme di settori molto diversi tra loro e in rapida evoluzione. Alcune idee sono ancora alla fase della ricerca tecnologica, ma nella maggior parte dei casi i prodotti si trovano già nella fase industriale su piccola scala, come sperimentazione di processi intesi ad aumentare la produttività o migliorare talune caratteristiche del prodotto finito. Esistono sbocchi commerciali, spesso occupati da altre fibre vegetali quali la iuta o il sisal.I canapuli o capecchi vengono utilizzati come lettiera pregiata per gli animali, in particolare i cavalli, per la loro grande capacità di assorbimento. Considerando che la resa in canapuli è pari a circa il 50% del peso della paglia, lo strame è diventato uno degli sbocchi principali nel settore della canapa. I canapuli vengono inoltre impiegati per la fabbricazione di pannelli per l'edilizia. Gli scarti di lavorazione, costituiti principalmente da polveri, vengono spesso utilizzati per il compostaggio.In taluni casi si producono semi per l'avicoltura e la pesca, ma talvolta anche per l'alimentazione umana o la cosmesi, in particolare sotto forma di olio. Inoltre, esiste un settore delle sementi che beneficia degli aiuti per le sementi oltre che di quelli per la produzione di fibre di lino tessile o di canapa.La Commissione non dispone di dati ufficiali sulla produzione di paglia di lino e di canapa; tuttavia si può tentare di formulare delle stime approssimative sull'ordine di grandezza della produzione fondandosi sulle superfici dichiarate dagli Stati membri, sulla stima delle superfici effettivamente produttive e sulle indicazioni delle rese fornite dagli operatori e dagli Stati membri. Secondo tali stime e con la prudenza che esse impongono, la produzione comunitaria di fibre lunghe ammonterebbe a circa 70 000 t e quella di fibre corte a 120 000 t, di cui il 65% di lino. La produzione di canapuli ammonterebbe a circa 300 000 t.2.3. Costo e margine di produzioneIn mancanza di dati ufficiali significativi, alcuni risultati economici possono essere indicati a grandi linee in base alle informazioni fornite ai servizi della Commissione da alcuni produttori e trasformatori di lino e canapa. Tali risultati danno indicazioni sugli ordini di grandezza in gioco per gli operatori che ricercano la produzione effettiva.Per quanto riguarda il lino tessile occorre distinguere tre tipi di produzione:la produzione tradizionale di fibre lunghe nell'ambito della quale le fibre corte rappresentano soltanto un sottoprodotto. I relativi costi di produzione e di trasformazione sono elevati: rispettivamente, tra 800 e 1 000 EUR/ha e tra 900 e 1 100  EUR/ha. Le entrate, tuttavia, sono considerevoli, benché cicliche, dati i prezzi dei fili lunghi, rinomati in tutto il mondo, e le rese elevate di paglia (6-8 t/ha). Grazie al livello di aiuto attuale, i margini lordi per il produttore oscillano tra 400 EUR/ha e 700 EUR/ha; per quanto riguarda la produzione e la prima trasformazione della paglia, nel loro insieme, a un aiuto compreso tra 700 e 1 000 EUR/ha corrispondono margini variabili tra 450 e 1 200 EUR/ha,la produzione mirata esclusivamente alle fibre corte comporta costi di produzione inferiori, compresi tra 500 e 700 EUR/ha, tra l'altro perché il lino non viene estirpato bensì falciato. Le rese di paglia sono piuttosto basse, da 2 a 3 t/ha. Anche la trasformazione è molto meno onerosa - tra 250 e 350 EUR/ha - ma le entrate sono molto modeste a causa del prezzo di vendita delle fibre corte, soprattutto se vengono utilizzate per la pasta di carta comune. Questa produzione è quindi ampiamente dipendente dall'aiuto di circa 600 EUR/ha, che consente al produttore margini compresi tra 200 e 400 EUR/ha. Per l'insieme della filiera i margini sono invece negativi, fino a -250 EUR/ha, qualora gli operatori sostengano effettivamente gli oneri medi connessi alla produzione effettiva. Esistono tuttavia casi particolari di produzione di fibre corte di qualità che determinano un margine di 100-150 EUR/ha per la filiera,il modello di produzione intermedio comporta la ricerca di rese relativamente elevate e in aumento, di 4-6 t/ha di lino falciato o estirpato. I costi di produzione della paglia variano tra 700 e 900 EUR/ha mentre quelli di trasformazione oscillano tra 650 e 800 EUR/ha. I margini lordi per il produttore sono compresi tra 200 e 500 EUR/ha e quelli per la filiera nel suo insieme tra 200 e 600 EUR/ha, a fronte di un aiuto medio di circa 600 EUR/ha. Si tratta della produzione che trova soprattutto sbocchi tecnici, ad esempio nell'industria automobilistica e nell'edilizia.Per quanto riguarda la canapa, i risultati per il produttore dipendono in ampia misura dalla resa di paglia, in quanto i costi di produzione - tra 650 e 800 EUR/ha - e i prezzi di vendita della paglia sono relativamente uniformi in tutta l'Unione europea. Nelle zone con resa di 8 t/ha i margini possono così raggiungere 600 EUR/ha, mentre nelle zone con resa di 4 t/ha i margini sono prossimi ai 300 EUR/ha; anche i costi di trasformazione sono assai uniformi. I prezzi di vendita della fibra possono invece variare significativamente a seconda degli sbocchi considerati. Occorre sottolineare che in questo settore i canapuli rappresentano uno sbocco significativo non soltanto in termini quantitativi bensì di valore. Le entrate provenienti da questo prodotto rappresentano mediamente una quota superiore al 40% delle entrate complessive del trasformatore. Per quanto riguarda la filiera nel suo insieme, i margini lordi variano tra 150 e 750 EUR/ha, a fronte di un aiuto versato interamente al produttore di circa 660 EUR/ha.Benché si imponga la prudenza riguardo ai risultati relativi al lino tessile e alla canapa, si può affermare che i margini lordi delle due colture, tenuto conto degli aiuti, sono di un ordine di grandezza comparabile a quello delle colture concorrenti. A fronte di margini lordi analoghi, il lino tessile e la canapa sono invece caratterizzati da costi di produzione elevati prossimi all'importo dell'aiuto fisso per ettaro. Qualora il valore della produzione sia comunque modesto, l'agricoltore può realizzare notevoli profitti e addirittura un margine maggiore limitando le proprie spese di produzione al minimo strettamente necessario. La coltura di lino tessile o di canapa è così finalizzata, in taluni casi, innanzitutto ad ottenere l'aiuto comunitario.2.4. Prospettive degli sbocchi2.4.1. Le fibre lunghe di lino per uso tessileIl prodotto interessa superfici relativamente ridotte, dell'ordine di 70 000 ha, che non potrebbero aumentare di molto senza determinare ripercussioni negative sulla qualità o sui prezzi del mercato. Il sostegno a questo settore tradizionale, che garantisce la diversificazione delle colture, in particolare mediante una produzione poco inquinante, e l'attività in ambiente rurale di piccole e medie imprese, dovrebbe proseguire. Le rese sono elevate e la caccia al premio poco diffusa. Il settore è ben integrato nei tre Stati membri produttori principali, il che giustifica misure comuni.Il livello complessivo dell'aiuto non potrebbe essere ridotto in proporzioni notevoli senza mettere in pericolo tale attività. Tuttavia, l'esistenza di coefficienti che fanno variare l'aiuto per il lino tessile tra 615 EUR/ha e 960 EUR/ha, in funzione della macerazione e della sgranatura e soprattutto delle rese storiche di semi che appaiono superate, non fa che complicare inutilmente il regime.2.4.2. Le fibre di lino e di canapa per impieghi tecnici vari Le fibre, in genere corte, utilizzate per le carte speciali, i materiali compositi e altri nuovi prodotti riciclabili dispongono di sbocchi in espansione ma incerti.L'industria automobilistica fabbrica già ora pannelli di carrozzeria interna a base di fibre vegetali; si tratta di un mercato potenziale importante a causa delle norme di legge sempre più rigorose in materia di possibilità di riciclaggio. Attualmente tale industria utilizza lino e canapa nonché materie prime importate quali la iuta, il sisal o il kenaf, che hanno prezzi di norma lievemente inferiori e danno maggiori garanzie di disponibilità, malgrado la lontananza delle fonti di approvvigionamento.Per quanto riguarda il mercato dell'edilizia, il prezzo del lino, della canapa e delle materie prime rinnovabili supera di norma del 50%-100% quello delle fibre minerali più diffuse per l'isolamento o i pannelli pressati. Tuttavia, sono stati effettuati o si stanno effettuando notevoli investimenti al fine di sostituire le fibre minerali che talvolta presentano maggiori rischi ambientali e sanitari. Per la vasta gamma degli altri prodotti non tessuti a base di fibre di lino e di canapa, ad esempio nell'ambito della fabbricazione di carta speciale (carta  moneta, sigarette, bustine da tè) e di tessuti per uso medico, esiste una serie di sbocchi locali e limitati. Inoltre, sono allo studio impieghi geotessili, che in alcuni casi, come ad esempio nell'orticoltura, sono già una realtà.Attualmente è estremamente difficile quantificare l'entità futura di questi nuovi sbocchi. Per dare un'indicazione dell'ordine di grandezza, si può affermare che il quantitativo di fibre corte di lino e canapa che l'insieme del mercato potrebbe assorbire a medio termine si situa tra 50 000 e 120 000 t.Le superfici interessate dai nuovi sbocchi dovrebbero pertanto aumentare rispetto al modesto livello attuale, rimanendo tuttavia relativamente limitate nel corso dei prossimi anni. Per questi settori rimane necessario un certo livello di aiuto, al fine di garantire un aumento della produttività sia a livello di coltura che a livello di trattamento del raccolto. Tuttavia, taluni operatori e istituti di ricerca ritengono che vari prodotti potrebbero diventare rapidamente redditizi dal punto di vista commerciale anche a fronte di un aiuto comunitario molto ridotto.2.4.3. Le fibre corte di lino e di canapa per la pasta di carta comuneLe fibre per la pasta di carta comune o riciclata hanno sbocchi soltanto se viene corrisposto un aiuto che copra i costi di produzione e il reddito del produttore. A tali condizioni, il prezzo vendita può essere quasi nullo e gli sbocchi potenziali sono praticamente infiniti. Tuttavia, l'interesse economico di una siffatta spesa comunitaria appare molto contestabile, in quanto l'industria cartaria potrebbe approvvigionarsi di altre materie vegetali e gli agricoltori potrebbero ottenere redditi equivalenti con aiuti inferiori senza dover sopportare i costi di produzione. L'esistenza di un premio di importo elevato per un prodotto smerciato ad un prezzo quasi nullo è un incitamento alla caccia al premio. Il mercato della pasta di carta comune dovrebbe rimanere quello di un sottoprodotto e non essere promosso in quanto tale.2.4.4. I semi e i canapuli o capecchiI canapuli o capecchi rappresentano talvolta la valorizzazione principale della coltura di lino tessile o di canapa, in particolare in caso di produzione di fibre corte. Lo strame di fibre legnose di canapa è un prodotto di qualità apprezzato dagli allevatori di cavalli, ma i mercati rimangono per ora assai localizzati. I pannelli di legno pressati potrebbero costituire uno sbocco importante se i prezzi fossero molto moderati.I semi di lino tessile rappresentano un sottoprodotto a resa modesta rispetto a quella dei semi di lino oleoso. I semi di canapa hanno un mercato tradizionale ma limitato come alimento per uccelli e pesci. L'olio di semi di canapa può avere un mercato specializzato nella cosmesi. L'impiego di semi o di foglie di canapa nell'alimentazione umana, anche in assenza di THC, contribuisce alla diffusione dell'impiego della canapa come stupefacente e non ha giustificazione alimentare.L'aiuto non deve promuovere alcuno dei suddetti prodotti in quanto tale.2.5. Considerazioni specifiche sulla canapaDato il nesso biologico tra la canapa industriale e quella destinata ad ottenere sostanze psicotrope, i servizi della Commissione hanno già svolto diverse ispezioni per verificare il rischio che l'aiuto venga concesso per coltivazioni illecite. Si può affermare che, considerando le disposizioni introdotte di recente, il rischio che venga coltivata canapa ad elevato tenore di THC è minimo, anche se non inesistente.D'altro canto, l'Organo internazionale di controllo degli stupefacenti (l'INCB è un organo dell'ONU) rileva che [15]  di pari passo con l'estendersi della coltivazione della canapa si è sviluppato nell'Unione europea un mercato considerevole di prodotti alimentari a base di cannabis (o canapa indiana), i cui effetti sulla salute  non sono ancora stati sufficientemente studiati; l'ampia disponibilità, senza restrizioni, di tali prodotti nei negozi, dove si vendono liberamente a minorenni barrette alla cannabis, contribuisce  a rendere banale l'immagine di tale droga, sottoposta a controllo internazionale.[15]  Nota dell'INCB del 12.3.1999.Occorre quindi mantenere e potenziare la vigilanza affinché colture illecite non discreditino il settore della canapa destinata alla produzione di fibre. Per evitare tale rischio è necessario, da un lato, che la coltura di fibre di canapa sia rigorosamente controllata, il che richiede una limitazione delle superfici coltivate, e, dall'altro, che sia destinata esclusivamente a fini diversi dall'alimentazione umana.3. PROPOSTE DI RIFORMAI principali problemi economici dell'organizzazione comune di mercato derivano dall'esistenza, nel caso della produzione di fibre corte, di un aiuto per ettaro di importo molto elevato rispetto ai costi di produzione e al valore del prodotto. Un'eventuale sensibile riduzione dell'importo totale dell'aiuto, direttamente o tramite l'istituzione di una superficie massima garantita, determinerebbe la scomparsa della produzione tradizionale o economicamente giustificabile, senza necessariamente eliminare quella finalizzata al premio. Un provvedimento di questo tipo, da solo, non rappresenta quindi la soluzione.Per risolvere tali difficoltà occorre allineare l'aiuto per ettaro percepito dai produttori di lino e canapa destinati alla produzione di fibre al livello degli aiuti per i seminativi concorrenti. Allo stesso tempo, tuttavia, sarebbe introdotto un aiuto alla trasformazione della paglia, per garantire il mantenimento dell'attività economica per gli sbocchi ritenuti auspicabili.3.1. Pagamento per superficiePer quanto riguarda il sostegno diretto al produttore, la Commissione propone di inserire il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre nel regime previsto dal regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi [16].[16]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 1.In tal modo si compie un importante passo verso l'auspicata semplificazione della politica agricola comune e l'eliminazione delle cause di distorsione riscontrate. Per consentire una transizione armoniosa al livello di sostegno previsto per i cereali, l'importo dei pagamenti per superficie di lino e canapa destinati alla produzione di fibre dev'essere pari a quello concesso per il lino oleoso, che a sua volta deve allinearsi a quello per i cereali a decorrere dalla campagna 2002/2003. Si risolvono così contemporaneamente i problemi connessi all'esistenza di regimi di aiuto diversi per varietà di lino tessile e di lino oleoso talvolta difficili da classificare.Come per gli altri aiuti diretti, si applicherà al lino e alla canapa destinati alla produzione di fibre il regolamento (CE) n. 1259/1999 del Consiglio che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune [17], in particolare l'articolo 3 concernente i requisiti in materia di protezione ambientale e l'articolo 7 relativo alla limitazione dei pagamenti.[17]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 113.Nell'ambito del regime in vigore per la campagna 1999/2000, danno diritto all'aiuto la raccolta e l'esistenza di una resa minima; tali condizioni sono tuttavia soggette ai rischi meteorologici e richiedono un dispositivo di controllo specifico di difficile attuazione. Dato l'allineamento dell'importo dell'aiuto per il lino e la canapa a quello versato per gli altri seminativi, tali condizioni, non previste dal regolamento (CE) n. 1251/1999, potrebbero essere abolite. Tuttavia, occorre evitare il rischio che vengano perseguiti obiettivi diversi da quelli previsti dal regime, in particolare fintantoché il pagamento per ettaro sarà superiore a quello per gli altri seminativi. È necessario prevedere la possibilità di subordinare la concessione del pagamento per ettaro per il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre a talune condizioni colturali, in particolare all'utilizzazione di sementi certificate.Inoltre, al fine di consentire il controllo sui quantitativi ammessi a beneficiare anche dell'aiuto alla trasformazione della paglia, occorre introdurre l'obbligo per i produttori di stipulare contratti di vendita della paglia con trasformatori riconosciuti.Per quanto riguarda la canapa, devono essere istituite misure di controllo rigorosissime, atte a garantire in particolare l'utilizzazione esclusiva di sementi di varietà a basso tenore di THC, entro i limiti esistenti. Inoltre, si propone di sottoporre ogni anno una quota elevata di produttori a controlli in loco, al fine di accertare il tenore di THC delle rispettive produzioni.Inoltre, la concessione dei pagamenti per superficie dev'essere subordinata alla consegna dell'intera produzione delle particelle investite a canapa a uno o più trasformatori riconosciuti. Tra le condizioni per il riconoscimento dovrà figurare l'impegno a non rifornire l'industria o il commercio di prodotti alimentari a base di canapa. Affinché l'insieme dei summenzionati controlli possa essere effettuato efficacemente, gli Stati membri dovranno fissare per ciascuna zona di produzione una superficie massima ammissibile al pagamento per superficie investita a canapa, in funzione delle rispettive capacità di controllo in tempo utile. Un meccanismo di questo tipo può essere istituito soltanto fondandolo su un regime di autorizzazioni preventive della coltura di canapa ammissibile al pagamento per superficie.3.2. Aiuto alla trasformazione di pagliaIn linea di principio l'aiuto alla trasformazione della paglia potrebbe essere concesso in base alla superficie coltivata o al quantitativo prodotto. Tuttavia, un aiuto per ettaro non favorisce la produttività e soprattutto mette sullo stesso piano tutti gli sbocchi commerciali. Un aiuto per tonnellata di prodotto evita i rischi di caccia al premio ma richiede il potenziamento dei controlli sui quantitativi in questione. Essendo la paglia più difficile da sorvegliare della fibra da essa ottenuta, l'aiuto dev'essere concesso al trasformatore della paglia, in funzione della produzione di fibre aventi determinate caratteristiche.Il settore della produzione di fibre lunghe di lino a uso tessile è per tradizione molto ben integrato tra le diverse regioni di produzione; esso richiede un sostegno analogo in tutti gli Stati membri produttori e quindi un'organizzazione comune del mercato. Il mantenimento di questo settore dipende da un aiuto alla trasformazione di importo tale da mantenere il sostegno complessivo medio per il prodotto prossimo al livello vigente per la campagna 1999/2000.L'importo dell'aiuto alla trasformazione di paglia, concesso per tonnellata di fibre lunghe, dovrà pertanto aumentare in misura proporzionale alla riduzione - secondo le scadenze previste dal regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio - del pagamento per superficie percepito dal produttore; dovrà inoltre essere adeguato in funzione dell'aiuto per le fibre corte prodotte contemporaneamente. Considerate le variazioni delle rese di paglia e di fibre, si propone di fissare l'importo a 60 EUR/tonnellata nel 2000/2001, facendolo aumentare progressivamente fino a 200 EUR/tonnellata per la campagna 2005/2006.Il mercato delle fibre corte di lino e delle fibre di canapa è invece molto più frammentato. Non dovrebbero comunque essere concessi aiuti alla trasformazione per fibre che rimangono inframmezzate ai canapuli o capecchi. A fronte dei modesti costi di trasformazione della paglia, prodotti di questo tipo sono quasi sempre destinati all'industria della pasta di carta comune. Per quanto riguarda le fibre corte e pulite, invece, il loro futuro economico esige, almeno provvisoriamente, un sostegno complementare oltre al pagamento per superficie, al fine di valorizzare gli investimenti già effettuati o in corso. Un sostegno di questo tipo promuoverebbe lo sviluppo di una coltura che ha effetti benefici sull'ambiente e la definizione di nuovi sbocchi agricoli che potrebbero trovare, a termine, un mercato industriale remunerativo.Per le fibre corte di lino e le fibre di canapa appare quindi indispensabile una fase di transizione tra il regime della campagna 1999/2000, il quale prevede un aiuto elevato per tutte le colture interessate, e il regime futuro fondato sui prezzi dei mercati industriali e sull'inserimento nel regime applicabile ai seminativi. Tale aiuto alla trasformazione verrebbe concesso per cinque anni.In considerazione del livello dell'aiuto per le fibre lunghe e delle variazioni delle rese, l'importo per tonnellata corrisponderebbe, il primo anno, al mantenimento approssimativo del livello medio di sostegno per ettaro di lino e di canapa in buone condizioni colturali. Tale importo rimarrebbe inalterato per cinque anni nonostante la riduzione del pagamento per superficie, per poi essere abolito alla scadenza del quinquennio. Si propone di fissare l'importo a 40 EUR/tonnellata per le campagne dal 2000/2001 al 2004/2005.L'aiuto alla trasformazione della paglia non verrebbe concesso qualora siano state create artificialmente le condizioni cui esso è subordinato.3.3. Sistema di stabilizzatoriI pagamenti per superficie sono soggetti alle norme relative alle superfici di base di cui al regolamento (CE) n. 1251/1999. Pertanto, l'inserimento del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre nel regime di sostegno ai produttori di taluni seminativi comporterà l'aumento delle superfici di base, alle condizioni previste dal summenzionato regolamento. Secondo i dati a disposizione della Commissione, rispetto al periodo di riferimento 1989-1991, la superficie di base dovrebbe essere aumentata di circa 80 000 ha, per la maggior parte negli Stati membri produttori tradizionali, le cui superfici del resto non hanno registrato evoluzioni. Per quanto riguarda gli altri Stati membri, esclusi la Spagna e il Regno Unito, le attuali superfici investite a lino e canapa destinati alla produzione di fibre rappresentano meno del 2% delle superfici di base che rimangono disponibili e delle superfici interessate dal ritiro volontario dalla produzione. Tale quota si avvicina all'8% in Spagna e al 17% nel Regno Unito, a causa dell'aumento considerevole delle domande di aiuto negli ultimi anni.Tenuto conto del fatto che non esiste un limite comunitario specifico per le superfici investite a lino e a canapa destinati alla produzione di fibre, al fine di evitare abusi e disciplinare le spese, è indispensabile istituire un sistema di stabilizzatori finanziari per l'aiuto alla trasformazione. Data l'identità degli sbocchi per fibre corte di lino e fibre di canapa, occorre prevedere per i due prodotti uno stabilizzatore comune.Si propone pertanto di fissare un quantitativo massimo garantito per le fibre lunghe di lino e un quantitativo massimo garantito per l'insieme delle fibre corte di lino e delle fibre di canapa. I due quantitativi massimi garantiti sono ripartiti tra gli Stati membri sotto forma di quantitativi nazionali garantiti. I quantitativi nazionali garantiti proposti si fondano sui seguenti elementi:le medie delle superfici dichiarate coltivate nelle ultime 5 campagne, arrotondate per eccesso. Tuttavia, tenuto conto dei mutamenti in corso e dei vari fenomeni rilevati, i risultati hanno dovuto essere ritoccati in ragione, da un lato, della tendenza rilevata negli ultimi anni e, dall'altro, delle superfici che possono essere considerate effettivamente produttive secondo i dati statistici e altre informazioni disponibili,le rese medie di fibre risultanti dalle informazioni fornite da taluni Stati membri e dagli operatori del settore,l'assegnazione di un quantitativo minimo per Stato membro di 50 tonnellate.Per non bloccare il sistema e consentire taluni trasferimenti tra attività relative alle fibre lunghe di lino e le altre fibre di lino o di canapa, si propone di autorizzare riassegnazioni tra i quantitativi nazionali dello stesso Stato membro, purché vengano garantite condizioni che attestino la realtà e l'interesse economico dell'operazione.Data la possibilità di immagazzinare paglia per diversi anni e di trasportarla da un trasformatore all'altro, è indispensabile limitare il rischio di abusi. Si impone l'attuazione di un sistema di controllo rigoroso dei quantitativi delle varie categorie di fibre prodotte. Per limitare i rischi, saranno ammissibili all'aiuto soltanto i quantitativi inferiori a un limite per ettaro oggetto di contratto, fissato dallo Stato membro interessato in base al quantitativo nazionale garantito e alla superficie oggetto di contratti di acquisto della paglia da parte dei primi trasformatori.3.4. Altre misureIl regime di promozione previsto per il lino tessile dal regolamento (CE) n. 1308/70 si fonda su un meccanismo di trattenute sull'aiuto che non sempre risponde alle reali esigenze e che crea difficoltà rispetto alla periodicità dei bilanci. In virtù del regime in questione, le misure di promozione già adottate si estendono fino al 30 settembre 2001. La promozione verrà ripresa nel quadro generale e armonizzata per i tutti i settori agricoli oggetto di misure di questo tipo. Per quanto riguarda la promozione nei paesi terzi, la Commissione ha già presentato proposte al Consiglio [18]; per quanto riguarda le misure all'interno della Comunità, sono allo studio proposte.[18]  COM(1998) 683 del 14.1.1999.Da quando è stato istituito, il regime di ammasso privato è stato poco utilizzato. All'epoca della crisi del 1989-1992, la lievitazione dei prezzi che la diminuzione delle superfici coltivate avrebbe dovuto provocare è stata rallentata dall'esistenza di considerevoli scorte private. Il sistema si giustifica ancora meno nell'ambito del regime proposto, che mira a stabilizzare la produzione di fibre e ad adeguare le superfici investite alle esigenze del mercato. Si propone pertanto di abolire il regime di ammasso privato in questo settore.Il controllo all'importazione sull'effettiva utilizzazione dei semi di canapa normalmente non destinati alla semina si rivela problematico; l'unica soluzione possibile è quella di porre come condizione la denaturazione dei semi in questione per impedire la germinazione.Data la radicalità delle modifiche proposte rispetto al regime vigente nel settore per la campagna 1999/2000, si propone di consentire alla Commissione di adottare le misure transitorie reputate necessarie per garantire la transizione armoniosa dal vecchio al nuovo regime.4. CONSIDERAZIONI FINALILa presente proposta legislativa annulla e sostituisce la proposta elaborata dalla Commissione nel 1996 [19], che non aveva potuto essere oggetto di decisione del Consiglio. La proposta è intesa a riformare radicalmente l'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa da fibra al fine di adeguarla ai mutamenti intervenuti e di semplificare il regime applicabile; essa si articola in due proposte di regolamento del Consiglio, la prima delle quali è intesa a inserire le colture in questione nel regime generale applicabile ai seminativi, mentre la seconda istituisce un sostegno complementare sotto forma di aiuto alla trasformazione della paglia di lino e di canapa.[19]  COM(96) 44 def. del 14.2.1996.Si propone così di modificare il regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi, al fine di inserirvi il lino e la canapa destinati alla produzione di fibre e di adeguarlo alle esigenze specifiche delle due colture. Si prevede in particolare l'obbligo per i produttori di stipulare contratti di vendita della paglia con trasformatori riconosciuti, oltre a restrizioni e misure di controllo per evitare qualsiasi coltura illecita della canapa nell'ambito del presente regime.Occorre segnalare che la Commissione intende presentare a breve termine una proposta di riforma del settore del riso che potrebbe prevedere l'inserimento anche di questo prodotto nel regime previsto per i seminativi e quindi un'ulteriore modifica del regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio. In funzione degli sviluppi del dibattito in seno al Consiglio e delle date di adozione dei regolamenti in questione, potrà risultare necessario modificare l'ordine e la numerazione degli articoli o dei paragrafi della presente proposta. Dopo l'adozione da parte del Consiglio delle modifiche del regolamento (CE) n. 1251/1999 concernenti il lino, la canapa e il riso, la Commissione proporrà il consolidamento del summenzionato regolamento.Si propone inoltre, contemporaneamente, un regolamento recante organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre, nel cui ambito viene istituito un regime di aiuto alla trasformazione della paglia di lino e di canapa. L'aiuto verrebbe differenziato in base alla categoria merceologica: da un lato un aiuto per le fibre lunghe di lino e, dall'altro, un aiuto per le fibre corte di lino e le fibre di canapa. L'aiuto per la seconda categoria di fibre sarebbe temporaneo, in quanto destinato ad accompagnare la necessaria fase di adeguamento dei nuovi prodotti agli sbocchi industriali che si prospettano. La proposta prevede inoltre un meccanismo stabilizzatore delle spese, la condizione dei contratti di acquisto della paglia da parte di trasformatori riconosciuti e un regime applicabile agli scambi.Le misure proposte dovrebbero consentire di ridurre sensibilmente  talune superfici dichiarate coltivate a lino o canapa e di riservare i regimi di sostegno alle aziende dove ha luogo una produzione reale ed economicamente giustificata. Si stima che le spese dovrebbero ammontare a circa 80 milioni di EUR nel 2000/2001, per poi diminuire progressivamente fino a circa 50 milioni nel 2005/2006, per effetto della riduzione dei pagamenti per superficie e dell'abolizione dell'aiuto alla trasformazione di fibre corte di lino e di fibre di canapa.Le misure proposte vanno a beneficio delle piccole e medie imprese, numerose in questo settore, e contribuiscono a migliorare la situazione ambientale e la disciplina di bilancio. L'insieme delle misure in questione si iscrive nell'ottica generale di un'applicazione uniforme dei regimi relativi alla produzione agricola ed è di competenza esclusiva della Comunità.Tenuto conto dell'esigenza che gli agricoltori siano a conoscenza in tempo utile delle disposizioni applicabili ai prodotti che coltivano, è necessario che il Consiglio deliberi sulla proposta in questione entro l'inizio di marzo del 2000, al fine di consentirne l'applicazione a decorrere dalla campagna 2000/2001 che inizia il 1° luglio 2000. Al fine di segnalare a tutti gli operatori del settore che in sede comunitaria è in discussione un progetto di riforma dell'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa, è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee una comunicazione della Commissione. 99/0237 (CNS)Proposta diREGOLAMENTO DEL CONSIGLIOrelativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino  e della canapa destinati alla produzione di fibreIL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 36 e 37,vista la proposta della Commissione [20],[20]  GU Cvisto il parere del Parlamento europeo [21],[21]  GU Cvisto il parere del Comitato economico e sociale [22],[22]  GU Cvisto il parere del Comitato delle regioni [23],[23]  GU Cconsiderando quanto segue: (1) Al funzionamento e allo sviluppo del mercato comune dei prodotti agricoli deve accompagnarsi l'instaurazione di una politica agricola comune;  tale politica deve comportare in particolare un'organizzazione comune dei mercati agricoli, la quale può assumere forme diverse secondo i prodotti. (2) La politica agricola comune ha lo scopo di attuare gli obiettivi dell'articolo 33 del trattato; nel settore del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre, oltre alle disposizioni relative ai pagamenti per superficie previste dal regolamento (CE) n. 1251/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, che istituisce un regime di sostegno a favore dei coltivatori di taluni seminativi [24], occorre prevedere misure relative al mercato interno, che comprendano aiuti ai primi trasformatori delle paglie di lino e di canapa.[24]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 1. Regolamento modificato dal regolamento (CE) n. ..../.... (cfr. pag. ... della presente Gazzetta ufficiale). (3) Per garantire un'effettiva trasformazione delle paglie di lino e di canapa, è opportuno subordinare la concessione dell'aiuto a determinate condizioni, in particolare un riconoscimento dei primi trasformatori e l'obbligo di un contratto di acquisto della paglia da parte dei trasformatori stessi. (4) Al fine di evitare una destinazione scorretta dei fondi comunitari, occorre escludere dall'aiuto i primi trasformatori che abbiano creato artificialmente le condizioni richieste per beneficiarne e per approfittare in tal modo di un vantaggio non conforme agli obiettivi del regime di sostegno destinato alla trasformazione della paglia. (5) Tenuto conto delle specificità inerenti, da un lato, al mercato delle fibre lunghe di lino e, d'altro lato, a quello delle fibre corte di lino e delle fibre di canapa, occorre differenziare l'aiuto in funzione di ognuna delle due categorie di fibre ottenute; affinché il livello totale del sostegno consenta alla produzione tradizionale delle fibre lunghe di lino di sussistere in condizioni simili a quelle previste dal regolamento (CEE) n. 1308/70 del Consiglio, del 4 luglio 1970 [25], relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa, occorre aumentare progressivamente l'importo dell'aiuto concesso al primo trasformatore in modo da tener conto della riduzione graduale del sostegno per ettaro concesso al produttore in base al regolamento (CE) n. 1251/1999 e della soppressione, a termine, dell'aiuto per le fibre corte di lino; per quanto riguarda le fibre corte di lino e le fibre di canapa, occorre concedere al primo trasformatore un aiuto di entità tale da consentire, per un certo periodo, un reciproco adeguamento dei nuovi prodotti ottenuti e dei potenziali mercati che si aprono.[25]  GU L 146 del 4.7.1970, pag. 1. Regolamento modificato da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia e dal regolamento (CE) n. 3290/94 (GU L 349 del 31.12.1994, pag. 105). (6) Al fine di evitare aumenti fraudolenti dei quantitativi che possono beneficiare dell'aiuto, è opportuno che gli Stati membri fissino il massimale dell'aiuto stesso in funzione delle superfici per le quali è stato concluso un contratto di acquisto della paglia. (7) Per limitare le spese derivanti dall'applicazione del presente regolamento, occorre creare un meccanismo stabilizzatore per ogni tipo di fibra ottenuto, a seconda che si tratti di fibre lunghe di lino, da una parte, o di fibre corte di lino e fibre di canapa, dall'altra; per favorire un livello ragionevole di produzioni interessate in ognuno degli Stati membri, è necessario fissare un quantitativo massimo garantito per ogni categoria di fibra e ripartire tali quantitativi tra gli Stati membri sotto forma di quantitativi nazionali garantiti; tuttavia, i quantitativi nazionali garantiti per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa sono limitati a un periodo tale da consentire che i nuovi prodotti ottenuti si adeguino al mercato; i quantitativi nazionali garantiti sono fissati tenendo conto delle superfici medie più recenti di lino tessile e canapa, eventualmente adeguate in funzione della loro percentuale realmente produttiva, nonché delle relative rese medie in fibre. (8) Per consentire ad ogni Stato membro di effettuare adeguamenti tra i quantitativi di fibre ottenuti, occorre prevedere condizioni per il trasferimento tra i quantitativi nazionali garantiti ad esso attribuiti; tale trasferimento è eseguito in funzione di un coefficiente che garantisca l'equivalenza dal punto di vista del bilancio. (9) Gli Stati membri produttori devono adottare le disposizioni necessarie per garantire il corretto funzionamento delle misure previste per la concessione dell'aiuto; inoltre, a causa dei tempi necessari affinché sia trasformata tutta la paglia prodotta nella campagna di commercializzazione, è istituito, in quanto misura di controllo, un sistema di anticipi sull'aiuto. (10) Tutte le misure relative al regime di scambi con i paesi terzi devono consentire di rinunciare all'applicazione di ogni restrizione quantitativa alle frontiere esterne della Comunità; in casi eccezionali, tale meccanismo può tuttavia rivelarsi inoperante; per non lasciare in tali casi il mercato comunitario senza difesa contro le turbative che possono derivarne, è opportuno permettere alla Comunità di adottare rapidamente tutte le misure necessarie; tali misure devono essere conformi agli obblighi derivanti dagli accordi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio in materia di agricoltura [26].[26]  GU L 336 del 23.12.1994, pag. 22. (11) Affinché l'organizzazione comune del mercato della canapa destinata alla produzione di fibre non sia perturbata da coltivazioni illecite, occorre prevedere un controllo delle importazioni di canapa e di sementi di canapa, in modo da garantire che i prodotti in questione offrano determinate garanzie per quanto riguarda il tenore in tetraidrocannabinolo; i semi di canapa diversi da quelli destinati alla semina possono essere importati purché messi in stato di non germinazione. (12) Nel corso dell'evoluzione dei mercati del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre, gli Stati membri e la Commissione devono comunicarsi reciprocamente le informazioni necessarie all'applicazione del presente regolamento. (13) Poiché le misure necessarie per attuare il presente regolamento costituiscono misure di gestione ai sensi dell'articolo 2 della decisione 1999/468/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, recante modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione conferite alla Commissione [27], occorre che tali misure siano adottate secondo la procedura di gestione di cui all'articolo 4 di tale decisione.[27]   GU L 184 del 17.7.1999, pag. 23. (14) Le spese sostenute dagli Stati membri a causa degli obblighi derivanti dall'applicazione del presente regolamento devono essere finanziate dalla Comunità in base al regolamento (CE) n. 1258/1999 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativo al finanziamento della politica agricola comune [28].[28]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 103. (15) L'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa, definita nel regolamento (CEE) n. 1308/70, è stata oggetto di numerose modifiche, ma non corrisponde più ai profondi cambiamenti subiti dal settore; in tali circostanze, è opportuno abrogare il suddetto regolamento (CEE) n. 1308/70; il regolamento (CEE) n. 619/71 del Consiglio, del 22 marzo 1971, che fissa le norme generali per la concessione dell'aiuto per il lino e la canapa [29], il regolamento (CEE) n. 620/71 del Consiglio, del 22 marzo 1971, che stabilisce disposizioni-quadro per i contratti relativi alla vendita della paglia di lino e di canapa [30], il regolamento (CEE) n. 1172/71 del Consiglio, del 3 giugno 1971, che stabilisce le norme generali relative agli aiuti all'ammasso privato di fibre di lino e di canapa [31], il regolamento (CEE) n. 1430/82 del Consiglio, del 18 maggio 1982, che prevede misure restrittive all'importazione di canapa e di semi di canapa e che modifica il regolamento (CEE) n. 1308/70 per quanto riguarda la canapa [32] e il regolamento (CEE) n. 2059/84 del Consiglio, del 16 luglio 1984, che fissa le norme generali relative alle misure restrittive all'importazione di canapa e di semi di canapa e che modifica il regolamento (CEE) n. 619/71 per quanto riguarda la canapa [33], che di conseguenza si fondono con i regolamenti (CEE) n. 1308/70 e n. 619/71, sono sostituiti dalle nuove disposizioni previste dal presente regolamento e sono abrogati.[29]  GU L 72 del 26.3.71, pag. 2. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 1420/98 (GU L 19 del 4.7.1998, pag. 7).[30]  GU L 72 del 26.3.1971, pag. 4. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 713/97 (GU L 73 del 1.4.1995, pag. 16).[31]  GU L 123 del 5.6.1971, pag. 7.[32]  GU L 191 del 19.7.1984, pag. 6. Regolamento modificato da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia e dal regolamento (CE) n. 3290/94.[33]  GU L 162 del 12.6.1982, pag. 27. Regolamento modificato da ultimo dall'atto di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia e dal regolamento (CE) n. 3290/94. (16) Il passaggio dalla disciplina del regolamento (CEE) n. 1308/68 a quella introdotta dal presente regolamento potrebbe dar luogo a difficoltà non previste dal presente regolamento; per affrontare questa eventualità, la Commissione deve poter adottare le necessarie misure transitorie; la Commissione dev'essere inoltre autorizzata a risolvere specifici problemi pratici,HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:Articolo 11. L'organizzazione comune dei mercati nel settore del lino e della canapa destinati alla produzione di fibre comprende un regime del mercato interno e un regime degli scambi con i paesi terzi. Essa disciplina i prodotti seguenti:>SPAZIO PER TABELLA>2. Ai fini del presente regolamento, valgono le seguenti definizioni:a) "agricoltore": l'agricoltore quale definito all'articolo 10, lettera a), del regolamento (CE) n. 1259/1999 del Consiglio del 17 maggio 1999, che stabilisce norme comuni relative ai regimi di sostegno diretto nell'ambito della politica agricola comune [34];[34]  GU L 160 del 26.6.1999, pag. 113.b) "primo trasformatore riconosciuto": la persona fisica o giuridica, o l'associazione di persone fisiche o giuridiche, indipendentemente dallo stato giuridico conferito secondo il diritto nazionale all'associazione e ai suoi membri, che è stato riconosciuto dall'autorità competente dello Stato membro sul cui territorio sono situati i suoi impianti per la produzione di fibre di lino e di canapa o per la trasformazione di altri prodotti della canapa non utilizzati per l'alimentazione umana.3. Il presente regolamento si applica fatte salve le misure previste dal regolamento (CE) n. 1251/1999.Titolo IMercato internoArticolo 21. È istituito un aiuto alla trasformazione della paglia di lino e di canapa destinati alla produzione di fibre.L'aiuto è concesso al primo trasformatore riconosciuto in funzione della quantità di fibre effettivamente ottenute dalla paglia per la quale è stato stipulato un contratto di acquisto con un agricoltore.Non sarà versato alcun aiuto a favore di primi trasformatori che abbiano creato artificialmente le condizioni richieste per beneficiarne e per ottenere in tal modo un vantaggio non conforme agli obiettivi del regime.2. L'importo dell'aiuto alla trasformazione, per tonnellata di fibre, è il seguente:a) per le fibre lunghe di lino:60 EUR per la campagna di commercializzazione 2000/2001,120 EUR per la campagna di commercializzazione 2001/2002,180 EUR per le campagne di commercializzazione 2002/2003, 2003/2004 e 2004/2005,200 EUR a decorrere dalla campagna di commercializzazione 2005/2006;b) per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa, contenenti al massimo il 5% di impurità e di canapuli o capecchi: 40 EUR per le campagne di commercializzazione da 2000/2001 a 2004/2005.3. I quantitativi di fibre che possono beneficiare dell'aiuto sono limitati in funzione delle superfici per le quali è stato stipulato un contratto di acquisto della paglia.I limiti di cui al primo comma sono fissati dagli Stati membri in modo da rispettare i quantitativi nazionali garantiti di cui all'articolo 3.4. Su domanda del primo trasformatore riconosciuto, viene versato un anticipo sull'aiuto in funzione dei quantitativi di fibre ottenute.Articolo 31. È stabilito un quantitativo massimo garantito di 75 500 tonnellate per campagna di commercializzazione per le fibre lunghe di lino. Tale quantitativo è ripartito come segue tra gli Stati membri, sotto forma di quantitativi nazionali garantiti:13 800 tonnellate per il Belgio,300 tonnellate per la Germania,55 800 tonnellate per la Francia,4 800 tonnellate per i Paesi Bassi,150 tonnellate per l'Austria,200 tonnellate per la Finlandia,50 tonnellate per ogni altro Stato membro.2. È stabilito un quantitativo massimo di 119 250 tonnellate per campagna di commercializzazione per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa contenenti al massimo il 5% di impurità e di canapuli o capecchi. Tale quantitativo è ripartito come segue tra gli Stati membri, sotto forma di quantitativi nazionali garantiti:10 350 tonnellate per il Belgio,100 tonnellate per la Danimarca,6 300 tonnellate per la Germania,18 700 tonnellate per la Spagna,61 350 tonnellate per la Francia,100 tonnellate per l'Italia,5 550 tonnellate per i Paesi Bassi,1 750 tonnellate per l'Austria,650 tonnellate per il Portogallo,1 000 tonnellate per la Finlandia,1 150 tonnellate per la Svezia,12 100 tonnellate per il Regno Unito,50 tonnellate per ogni altro Stato membro.I quantitativi nazionali garantiti per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa, eventualmente ridotti conformemente al paragrafo 3, non sono più applicabili a partire dalla campagna 2005/2006.3. Ogni Stato membro può trasferire una parte del suo quantitativo nazionale garantito di cui al paragrafo 1 al suo quantitativo nazionale garantito di cui al paragrafo 2 o viceversa.I trasferimenti di cui al primo comma sono effettuati in funzione di un'equivalenza di 1 tonnellata di fibra lunga di lino per 5 tonnellate di fibre corte di lino e di fibre di canapa.Gli importi degli aiuti alla trasformazione sono concessi al massimo per i quantitativi di cui, rispettivamente, ai paragrafi 1 e 2, adeguati conformemente ai primi due commi del presente paragrafo.Titolo IIScambi con i paesi terziArticolo 41. Il presente articolo si applica fatte salve eventuali disposizioni più restrittive adottate dagli Stati membri nel rispetto del trattato e degli obblighi derivanti dagli accordi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio in materia di agricoltura.2. Le importazioni di canapa in provenienza da paesi terzi sono subordinate al rilascio di un titolo, alle seguenti condizioni:la canapa greggia di cui al codice NC 5302 10 00 e proveniente dai paesi terzi dev'essere conforme alle condizioni di cui all'articolo 5 bis del regolamento (CE) n. 1251/1999,le sementi destinate alla semina di varietà di canapa, di cui al codice NC 1207 99 10, devono essere scortate dalla prova che il loro tasso di tetraidrocannabinolo non è superiore a quello fissato conformemente all'articolo 5 bis del regolamento (CE) n. 1251/1999,i semi di canapa diversi da quelli destinati alla semina, di cui al codice NC 1207 99 91, devono essere stati messi nell'impossibilità di germinare.L'importazione nella Comunità dei prodotti di cui al primo e secondo trattino è soggetta a un sistema controllo che consenta di verificare il rispetto delle condizioni di cui al presente articolo.Articolo 5Salvo disposizione contraria prevista dal presente regolamento o adottata in virtù di una delle sue disposizioni, negli scambi con i paesi terzi sono vietate:la riscossione di qualsiasi tassa avente effetto equivalente a un dazio doganale,l'applicazione di qualsiasi restrizione quantitativa o misura di effetto equivalente.Articolo 61. Qualora, per effetto delle importazioni o delle esportazioni, il mercato comunitario di uno o più prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1, subisca o rischi di subire gravi perturbazioni, tali da compromettere il conseguimento degli obiettivi enunciati all'articolo 33 del trattato, si possono applicare misure appropriate negli scambi con i paesi terzi, fintantoché sussista la suddetta perturbazione o la minaccia di perturbazione.Il Consiglio, che delibera a maggioranza qualificata su proposta della Commissione, adotta le modalità generali di applicazione del presente paragrafo e definisce i casi e i limiti in cui gli Stati membri possono prendere misure cautelative.2. Quando si presenti la situazione prevista al paragrafo 1, la Commissione, a richiesta di uno Stato membro o di propria iniziativa, decide le misure necessarie, che vengono comunicate agli Stati membri e che sono immediatamente applicabili. Se la Commissione riceve la richiesta di uno Stato membro, essa decide in proposito entro tre giorni lavorativi dalla ricezione.3. Ogni Stato membro può deferire al Consiglio la decisione presa dalla Commissione, entro tre giorni lavorativi dalla data della sua comunicazione. Il Consiglio si riunisce senza indugio e, deliberando a maggioranza qualificata, può modificare o annullare la misura in questione entro un mese dalla data in cui la decisione gli è stata deferita.4. Il presente articolo si applica tenendo conto degli obblighi che scaturiscono dagli accordi conclusi a norma dell'articolo 300, paragrafo 2, del trattato.Titolo IIIDisposizioni generaliArticolo 7Fatte salve disposizioni contrarie del presente regolamento, gli articoli 87, 88 e 89 del trattato si applicano alla produzione e al commercio dei prodotti di cui all'articolo 1, paragrafo 1.Articolo 8Le misure di esecuzione del presente regolamento sono stabilite secondo la procedura prevista all'articolo 9, paragrafo 2, del presente regolamento. In particolare, possono essere stabilitele condizioni per il riconoscimento dei primi trasformatori, escludendo in particolare i trasformatori di prodotti della canapa utilizzati per l'alimentazione umana,le condizioni da rispettare per i contratti di acquisto della paglia da parte dei primi trasformatori riconosciuti,i criteri da rispettare, da un lato, per le fibre lunghe di lino e, dall'altro, per le fibre corte di lino e per le fibre di canapa, contenenti al massimo il 5% di impurità e di canapuli o capecchi,le condizioni per la concessione dell'aiuto e dell'anticipo,le condizioni da rispettare per la determinazione dei limiti di cui all'articolo 2, paragrafo 3,le condizioni per il trasferimento tra i quantitativi nazionali garantiti di cui all'articolo 3, paragrafo 3.Le misure possono inoltre riguardare qualsiasi misura di controllo necessario per proteggere gli interessi finanziari delle Comunità europee contro le frodi ed altre irregolarità.Articolo 91.  È istituito un comitato di gestione delle banane, in appresso denominato «comitato».2. Nei casi in cui si fa riferimento al presente paragrafo, si applica la procedura di gestione di cui all'articolo 4 della decisione 1999/468/CE.Il periodo di cui all'articolo 4, paragrafo 3, della suddetta decisione è fissato a un mese.3. Il comitato può prendere in esame ogni problema sollevato dal presidente, sia su iniziativa di quest'ultimo, sia su richiesta del rappresentante di uno Stato membro.Articolo 10Il regolamento (CE) n. 1258/1999 e le relative norme d'attuazione si applicano ai prodotti di cui all'articolo 1.Titolo IVDisposizioni transitorie e finaliArticolo 11I regolamenti (CEE) n. 1308/70, (CEE) n. 619/71, (CEE) n. 620/71, (CEE) n. 1172/71, (CEE) n. 1430/82 e (CEE) n. 2059/84 sono abrogati.Articolo 12La Commissione adotta, secondo la procedura di cui all'articolo 9, paragrafo 2:le misure necessarie per agevolare la transizione dalla disciplina prevista dai regolamenti (CEE) n. 1308/70 e (CEE) n. 619/71 a quella definita dal presente regolamento,le misure necessarie per risolvere specifici problemi pratici. Tali misure, se debitamente giustificate, possono derogare a talune parti del presente regolamento.Articolo 13Il presente regolamento entra in vigore il settimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.Esso è applicabile a decorrere dal 1° luglio 2000.I regolamenti (CEE) n. 1308/70 e (CEE) n. 619/71 restano d'applicazione in riferimento alle campagne di commercializzazione 1998/1999 e 1999/2000.Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.Fatto a Bruxelles, addì Per il Consiglio Il Presidente >SPAZIO PER TABELLA> ALLEGATO >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA> >SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>>SPAZIO PER TABELLA>