CELEX: 31965H0300
Language: it
Date: 1965-05-26 00:00:00
Title: 65/300/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 26 maggio 1965, rivolta al Granducato del Lussemburgo in merito alla legge sull'orientamento agricolo (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)

Avis juridique important

|

31965H0300

65/300/CEE: Raccomandazione della Commissione, del 26 maggio 1965, rivolta al Granducato del Lussemburgo in merito alla legge sull'orientamento agricolo (Il testo in lingua francese è il solo facente fede)  

Gazzetta ufficiale n. 105 del 15/06/1965 pag. 1810 - 1821

RACCOMANDAZIONE DELLA COMMISSIONE del 26 maggio 1965 rivolta al Granducato del Lussemburgo in merito alla legge sull'orientamento agricolo(Il testo in lingua francese è il solo facente fede)(65/300/CEE)In applicazione dell'articolo 5 della decisione del Consiglio in data 4 dicembre 1962 relativo al coordinamento delle politiche di struttura agricola, il Granducato del Lussemburgo ha comunicato alla Commissione, con lettera in data 28 dicembre 1964, un progetto di legge sull'orientamento agricolo, approvato il 28 aprile 1965; il Comitato permanente delle strutture agricole ne è stato informato nel corso della riunione, il 1° e 2 febbraio 1965, e ha proceduto a una discussione in merito. La Commissione è stata informata dell'entrata in vigore della legge, conformemente all'articolo 7 della suddetta decisione.La presente raccomandazione verte solo sugli aspetti della legge relativi alla politica delle strutture agrarie.Essa non comporta un esame della legge sotto l'aspetto delle disposizioni comunitarie in materia di aiuti. La Commissione procederà a tale esame in seguito alla notifica - in virtù dell'articolo 93, paragrafo 3, del Trattato - dei progetti di aiuti approvati in base alla legge.Nella maggior parte dei paesi industrializzati, l'agricoltura attraversa una fase difficile, caratterizzata dallo squilibrio tra la produzione e gli sbocchi e dal ritardo dei redditi agricoli rispetto a quelli delle altre professioni. La rigidità delle strutture agrarie ostacola l'adattamento di questo settore di produzione.Per quanto concerne il Lussemburgo, gli Stati membri hanno preso in considerazione, nel Protocollo allegato al Trattato di Roma, la particolare situazione dell'agricoltura del Granducato; quest'ultimo s'impegna, nel testo summenzionato, ad adottare tutte le misure atte a consentire la progressiva integrazione dell'agricoltura lussemburghese nel mercato comune, il 13 dicembre 1964, il Consiglio della Comunità ha espresso la necessità di un miglioramento strutturale dell'agricoltura lussemburghese, necessità su cui si basa detto Protocollo.In tali condizioni, occorre far osservare che in un periodo in cui le decisioni relative ai mercati sono sempre più di competenza degli organi comunitari, l'adozione da parte del Granducato di una legge sull'orientamento agricolo che concerne principalmente il settore strutturale crea il quadro di una soluzione per i suoi problemi agricoli, dato in particolare che la formula delle legge d'orientamento porta a definire in un unico testo gli obiettivi da conseguire e i mezzi per giungervi.I. Secondo la Commissione, la politica di struttura che la Comunità e gli Stati membri sono tenuti a seguire nell'ambito della politica agraria comune deve contribuire a fare dell'agricoltura un settore economico verso il mercato, organizzato razionalmente e che procuri pertanto alla popolazione attiva agricola un reddito adeguato e un tenore di vita equo. Il Lussemburgo assegna alla sua legge sull'orientamento il seguente obiettivo generale «stabilire la parità tra l'agricoltura e le altre attività economiche» in particolare «eliminando le cause di disparità esistenti tra il reddito delle persone che esercitano la loro attività nell'agricoltura e quello delle persone occupate in altri settori». Tale definizione dell'obiettivo generale della legge e degli obiettivi particolari atti a conseguirlo si avvicina al punto di vista comunitario, soprattutto se s'interpreta un altro obiettivo particolare che consiste nel «(mettere) l'agricoltura in grado di compensare gli svantaggi naturali ed economici cui rimane soggetta rispetto agli altri settori dell'economia» (articolo 1 - c), nel senso di una ricerca dinamica dell'adattamento dell'agricoltura alle condizioni dell'economia moderna e non della creazione di un ambiente economico artificiale permanente in favore di alcune categorie di aziende.II. Per un dato livello di prezzi, si offrono due vie per migliorare, alla fine, il reddito degli agricoltori.a) Aumentare i trasferimenti di redditi di cui beneficiano. Essi si effettuano quasi sempre nell'ambito del regimi di assicurazioni contro le malattie e gli infortuni o di pensioni di vecchiaia. Corrispondono generalmente a considerazioni di giustizia sociale o alla necessità di ovviare senza indugio ad alcune carenze di reddito. Il Lussemburgo ha incluso nella sua legge alcune misure in questo senso. Ma questo genere di misure, pur permettendo di migliorare il reddito dei lavoratori agricoli, non contribuisce necessariamente a creare condizioni tali nell'agricoltura da permettere agli agricoltori di ricavare redditi sufficienti dalla propria attività economica.b) Risalire alle cause delle difficoltà constatate e pertanto combattere le lacune della struttura agraria. È pertanto opportuno incoraggiare a tal fine:- la diminuzione della popolazione agricola attiva. Negli Stati membri, l'occupazione agricola è generalmente superiore ai fabbisogni dell'agricoltura, mentre si registra una penuria di manodopera in altri settori economici:- la costituzione di aziende di dimensioni sufficienti per consentire una combinazione ottimale dei fattori di produzione. Le aziende economicamente vitali sono generalmente più estese delle aziende esistenti. Pertanto, le superfici che queste ultime occupano devono servire in alcuni casi all'ampliamento di altre: - il miglioramento del capitale terra, edifici e materiali;- la migliore attrezzatura o la migliore organizzazione del settore industriale, commerciale e finanziario, connessi con l'agricoltura, in modo da diminuirvi i costi, e il consolidamento del potere economico degli agricoltori in tali settori in modo da consentire loro di beneficiare di una parte degli utili realizzati in tali settori.La legge lussemburghese ha effettivamente previsto misure volte al miglioramento del capitale investito nella produzione agricola, nonché nella commercializzazione e trasformazione dei prodotti agricoli. È opportuno osservare che la legge non prevede alcuna misura volta ad aumentare la mobilità della terra per la costituzione di aziende agricole economicamente vitali.Queste due operazioni possono tuttavia essere opportunamente attuate mediante misure di carattere sociale o economico in virtù delle quali, ad esempio, verrebbero concesse delle indennità a una parte dei coltivatori diretti in modo che cessino la propria attività e a condizione che le terre che essi lasciano servano a dare una dimensione sufficiente ad altre aziende o a migliorarne la redditività.III. La legge lussemburghese stabilisce (articolo 2 - d) che i mezzi applicati devono «promuovere e favorire una struttura di azienda di tipo familiare».Certo, la Conferenza agricola degli Stati membri riunita a Stresa nel 1958 ha preso atto della «importanza delle strutture familiari nell'agricoltura europea e della volontà unanime di salvaguardare questo carattere familiare», ma le proposte della Commissione relative all'elaborazione e attuazione della politica agraria comune in data 30 giugno 1960 hanno fatto rilevare che «l'azienda familiare e l'azienda che occupa manodopera salariata devono essere considerate ambedue come forme economicamente e socialmente giustificate dalla struttura agraria europea» (doc. VI/COM(60) 105 pag. II/14, paragrafo 26).La Commissione ritiene che l'obiettivo della politica di struttura nell'ambito della politica agraria comune deve essere la costituzione o il mantenimento di aziende economicamente vitali senza accentuare una preferenza in favore di un particolare tipo di azienda agricola o di un modo di conduzione.IV. Per maggiore efficacia, è opportuno procedere a una selezione dei beneficiari degli aiuti e delle altre misure d'incoraggiamento.Sotto tale aspetto, sembra utile distinguerea) le aziende a tempo parziale, di cui si può ritenere che i titolari beneficiano in un altro modo di redditi sufficienti e che molti investimenti eventualmente effettuati non troverebbero una redditività soddisfacente, viste le loro dimensioni in genere insufficienti. Inoltre, tali aziende esulano, a causa del loro limitato inserimento nei circuiti economici, dal campo d'azione delle pubbliche autorità;b) le aziende a tempo pieno che, sempre sotto lo stesso punto di vista, possono essere suddivise in due gruppi;ba) quelle che non sono economicamente vitali ora e tra cui è oppotuno trattare in modo diverso quelle che non sono atte a diventarlo, malgrado gli aiuti concessi o le azioni intraprese, e quello che sono suscettibili di diventarlo; bb) quelle che sono economicamente vitali e tra cui si potrebbe in linea di massima trattare in modo diverso quelle che hanno bisogno di essere aiutate per assicurare il mantenimento del loro carattere vitale e quelle che non ne hanno bisogno affatto o solo in minore misura.La legge lussemburghese ha previsto di riservare gli aiuti statali ai coltivatori diretti a titolo principale (art. 8 - paragrafo 4) salvo eccezioni (art. 8 - paragrafo 5). Ma tale scelta non sembra sufficiente ed è necessario che negli Stati membri gli aiuti, sempre limitati, e le altre misure in favore del miglioramento della struttura delle imprese agricole siano principalmente destinati a creare o mantenere aziende economicamente vitali e ad accrescerne la capacità competitiva e siano riservati alle zone in cui sono maggiormente utili. Tale osservazione è applicabile in modo particolare agli aiuti previsti per favorire la ripresa dei fondi paterni (art. 8 - paragrafo 2, quinto trattino) che non dovrebbero essere concessi sistematicamente a tutti i figli di coltivatori.Per tali motivi, la Commissione della Comunità Economica Europea, in virtù delle disposizioni del Trattato che istituisce tale Comunità e in particolare dell'articolo 155, nonché ai sensi del Protocollo concernente il Granducato del Lussemburgo e in particolare dell'articolo 1, paragrafo 2, raccomanda al Granducato del Lussemburgo, per l'applicazione della legge sull'orientamento agricolo di 1. applicare l'articolo 1, lettera c, di detta legge nel senso della ricerca dinamica dell'adattamento dell'agricoltura alle condizioni dell'economia moderna, sopprimendo gli ostacoli a tale adattamento;2. ricercare mezzi particolari di carattere sociale od economico ad effetto strutturale volti a stimolare per la sua agricoltura la mobilità professionale e la mobilità delle terre, mobilità da considerare come una condizione necessaria per migliorare in modo sostanziale il rapporto tra gli uomini e le basi del loro reddito (terre e capitale) nell'agricoltura lussemburghese e, di conseguenza, per l'attuazione dell'obiettivo di cui all'articolo 1 della legge;3. vigilare affinché non siano prese misure preferenziali in favore di particolari tipi di aziende agricole, ma lasciarsi guidare dall'obiettivo del carattere di vitalità economica delle aziende;4. preoccuparsi, nella concessione degli aiuti in particolare di quelli che formano oggetto dell'articolo 8, paragrafo 2, quinto trattino, di operare un'equa selezione delle aziende beneficiarie in funzione dell'obiettivo della creazione o del mantenimento di aziende economicamente vitali e dell'incremento della loro capacità competitiva.Fatto a Bruxelles, il 26 maggio 1965.Per la CommissioneIl PresidenteWalter HALLSTEIN