CELEX: 62021TN0012
Language: it
Date: 2021-01-14 00:00:00
Title: Causa T-12/21: Ricorso proposto il 14 gennaio 2021 — PJ/EIT

8.3.2021   
            
            
               IT
            
            
               Gazzetta ufficiale dell’Unione europea
            
            
               C 79/34
            
         
      Ricorso proposto il 14 gennaio 2021 — PJ/EIT
      (Causa T-12/21)
      (2021/C 79/43)
      Lingua processuale: il francese
      
         Parti
      
      
         Ricorrente: PJ (rappresentante: N. de Montigny, avvocato)
      
         Convenuto: Istituto europeo di innovazione e tecnologia
      
         Conclusioni
      
      La ricorrente chiede che il Tribunale voglia:
      
                  —
               
               
                  annullare la decisione del 17 dicembre 2020 con la quale il direttore esecutivo nega alla ricorrente il beneficio delle eccezioni al divieto del telelavoro al di fuori del paese della sede di servizio e respinge la sua domanda di telelavoro dal suo luogo di origine introdotta il 15 dicembre 2020;
               
            
                  —
               
               
                  condannare il convenuto alle spese.
               
            
         Motivi e principali argomenti
      
      A sostegno del ricorso, la ricorrente deduce due motivi.
      
                  1.
               
               
                  Primo motivo, vertente sulla violazione, da un lato, dell’articolo 5, paragrafo 1, lettera b), degli Orientamenti applicabili alla Commissione e recepiti dall’EIT e, dall’altro, dei diritti quesiti della ricorrente. La ricorrente fa valere poi la violazione del dovere di sollecitudine dell’amministrazione. La ricorrente fa valere altresì l’interpretazione arbitraria della nozione di «restrizioni di viaggio», l’assenza di prevedibilità e di certezza del diritto, la violazione delle interpretazioni nazionali delle stesse misure sanitarie adottate in ciascuno Stato membro. La ricorrente fa valere infine la violazione del diritto alla vita privata e familiare, la mancata considerazione della sua situazione all’infuori di qualsiasi interesse reale e giustificato del servizio e il pregiudizio sproporzionato ai suoi interessi.
               
            
                  2.
               
               
                  Secondo motivo, vertente sull’eccezione di illegittimità delle regole in vigore qualora si dovesse ritenere che esse non autorizzino la ricorrente a telelavorare dal suo luogo di origine nella sua situazione per violazione dei principi di parità di trattamento, del diritto alla vita privata e familiare, del benessere sul luogo di lavoro, del principio di certezza del diritto e di prevedibilità. La ricorrente fa valere altresì la forza maggiore e la violazione dell’articolo 52 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea con la motivazione che la restrizione dei suoi diritti sarebbe illegittima e sproporzionata.