CELEX: 61968CJ0013
Language: it
Date: 1968-12-19 00:00:00
Title: Sentenza della Corte del 19 dicembre 1968. # S.p.A. Salgoil contro Ministero del commercio con l'estero della Repubblica italiana. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Corte d'appello di Roma - Italia. # Causa 13-68.

Avis juridique important

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61968J0013

SENTENZA DELLA CORTE DEL 19 DICEMBRE 1968.  -  SPA SALGOIL CONTRO MINISTERO DEL COMMERCIO CON L'ESTERO.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALLA CORTE D'APPELLO DI ROMA).  -  CAUSA 13/68.  

raccolta della giurisprudenza edizione francese pagina 00661 edizione olandese pagina 00632 edizione tedesca pagina 00680 edizione italiana pagina 00602 edizione speciale inglese pagina 00453 edizione speciale danese pagina 00553 edizione speciale greca pagina 00825 edizione speciale portoghese pagina 00903 edizione speciale spagnola pagina 00249 edizione speciale svedese pagina 00367 edizione speciale finlandese pagina 00365

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

++++1 . PROCEDIMENTO - DECISIONE PREGIUDIZIALE - COMPETENZA DELLA CORTE - LIMITI  ( TRATTATO CEE, ART . 177 )  2 . PROCEDIMENTO - DECISIONE PREGIUDIZIALE - DEFERIMENTO ALLA CORTE DA PARTE DEL GIUDICE NAZIONALE - APPLICABILITA DELLA NORMA DA INTERPRETARSI - NON DEVE VENIRE ESPRESSAMENTE DICHIARATA  ( TRATTATO CEE, ART . 177 )  3 . RESTRIZIONI QUANTITATIVE - SOPPRESSIONE - INTRODUZIONE DI NUOVE RESTRIZIONI E INASPRIMENTO DELLE RESTRIZIONI VIETATE GIA IN VIGORE - DIRITTI SOGGETTIVI - TUTELA - MODALITA - VARIANO A SECONDA DEGLI ORDINAMENTI GIURIDICI NAZIONALI  ( TRATTATO CEE, ART . 31, 1 ) COMMA, ART . 32, 1 ) COMMA )  4 . RESTRIZIONI QUANTITATIVE - CONTINGENTI GLOBALI - CALCOLO - POTERE DISCREZIONALE DI VALUTAZIONE DEGLI STATI MEMBRI - DIRITTI SOGGETTIVI - INSUSSISTENZA  ( TRATTATO CEE, ARTT . 32 E 33 )  5 . STATI MEMBRI - PROVVEDIMENTI DI SALVAGUARDIA - INTERPRETAZIONE RESTRITTIVA  ( TRATTATO CEE, ARTT . 36, 224 E 226 )  

Massima

1 . LA CORTE, CUI E STATA DEFERITA UNA DOMANDA D' INTERPRETAZIONE A NORMA DELL' ARTICOLO 177 DEL TRATTATO CEE E INCOMPETENTE A PRONUNCIARSI SUI FATTI DI CAUSA ED A SINDACARE LA MOTIVAZIONE DELLA DOMANDA D' INTERPRETAZIONE . IN PARTICOLARE ESULA DALLA SUA COMPETENZA LO STABILIRE SE UNA O L' ALTRA DELLE NORME DA INTERPRETARSI SIANO APPLICABILI ALLA FATTISPECIE .  LA CORTE E QUINDI VALIDAMENTE ADITA, A MENO CHE IL RICHIAMO AL TESTO DI CUI TRATTASI NON SIA MANIFESTAMENTE ERRATO .  2 . IL GIUDICE NAZIONALE CHE CHIEDE L' INTERPRETAZIONE DI UN TESTO DI DIRITTO COMUNITARIO A NORMA DELL' ARTICOLO 177 DEL TRATTATO CEE NON E TENUTO A DICHIARARE ESPRESSAMENTE APPLICABILE IL TESTO LA CUI INTERPRETAZIONE GLI APPARE NECESSARIA .  3 . A ) A PARTIRE DALLA NOTIFICA DEGLI ELENCHI DEI PRODOTTI LIBERALIZZATI O, AL PIU TARDI, DALLA SCADENZA DEL TERMINE PER LA NOTIFICA DI CUI AL 2 ) COMMA DELL' ARTICOLO 31 DEL TRATTATO CEE, L' ARTICOLO PRODUCE EFFETTI IMMEDIATI NEI RAPPORTI GIURIDICI FRA STATI MEMBRI E SINGOLI E ATTRIBUISCE QUINDI DEI DIRITTI CHE I GIUDICI DEVONO TUTELARE .  B ) L' ARTICOLO 32, 1 ) COMMA, HA GLI STESSI EFFETTI E ATTRIBUISCE GLI STESSI DIRITTI .  C ) LE DISPOSIZIONI SUMMENZIONATE OBBLIGANO LE AUTORITA ED IN PARTICOLARE I GIUDICI COMPETENTI DEGLI STATI MEMBRI A PROTEGGERE GLI INTERESSI DEI SINGOLI CONTRO EVENTUALI VIOLAZIONI DI DETTE DISPOSIZIONI GARANTENDO LORO LA TUTELA DIRETTA ED IMMEDIATA DEI LORO INTERESSI . SPETTA ALL' ORDINAMENTO GIURIDICO NAZIONALE LO STABILIRE QUALE SIA IL GIUDICE COMPETENTE A GARANTIRE DETTA TUTELA E, A TALE EFFETTO, IL DECIDERE COME DEBBA QUALIFICARSI LA POSIZIONE INDIVIDUALE IN TAL MODO TUTELATA .  4 . PER QUANTO RIGUARDA LE BASI E I METODI DI CALCOLO DEI " CONTINGENTI GLOBALI ", DEL " VALORE TOTALE " E DELLA " PRODUZIONE NAZIONALE " AI SENSI DELL' ARTICOLO 33, N . 1 E N . 2, 1 ) COMMA, DEL TRATTATO CEE, SONO POSSIBILI DIVERSE SOLUZIONI .  PER QUESTO MOTIVO GLI STATI MEMBRI DISPONGONO DI UNA FACOLTA DI VALUTAZIONE IN VIRTU DEGLI OBBLIGHI DERIVANTI DA QUESTE NOZIONI .  CIO' PREMESSO, LE DISPOSIZIONI SUMMENZIONATE E L' ULTIMA FRASE DELL' ARTICOLO 32 DEL TRATTATO SONO DI UN' APPLICAZIONE INSUFFICIENTEMENTE PRECISA PER POTER AVERE EFFICACIA IMMEDIATA SUI RAPPORTI TRA UNO STATO MEMBRO ED I SINGOLI .  5 . LE DISPOSIZIONI DEGLI ARTICOLI 26, 224 E 226 DEL TRATTATO RIGUARDANO IPOTESI ECCEZIONALI, CHIARAMENTE DELIMITATE E CHE NON SI PRESTANO AD UN' INTERPRETAZIONE ESTENSIVA, QUINDI NON POSSONO VENIRE INVOCATI PER RIFIUTARE DI RICONOSCERE UN VALORE PERCETTIVO ALL' ARTICOLO DEL TRATTATO .  

Parti

NEL PROCEDIMENTO 13-68  AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE, A NORMA DELL' ARTICOLO 177 DEL TRATTATO CEE, DALLA CORTE D' APPELLO DI ROMA NELLA CAUSA DINANZI AD ESSA PENDENTE TRA  S.P.A . SALGOIL  E  MINISTERO DEL COMMERCIO CON L' ESTERO,  

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTICOLI 30 E SEGUENTI DEL TRATTATO CEE . 

Motivazione della sentenza

CON ORDINANZA 9 LUGLIO 1968, PERVENUTA NELLA CANCELLERIA DI QUESTA CORTE L' 11 LUGLIO 1968, LA CORTE D' APPELLO DI ROMA HA DEFERITO, IN FORZA DELL' ARTICOLO 177 DEL TRATTATO ISTITUTIVO DELLA CEE, DUE QUESTIONI VERTENTI SULL' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTICOLI 30 E SEGG . DI DETTO TRATTATO .  I - SULLA COMPETENZA DELLA CORTE  IL MINISTERO DEL COMMERCIO CON L' ESTERO, CONVENUTO NELLA CAUSA DI MERITO, SOSTIENE CHE, NON AVENDO IL GIUDICE PROPONENTE ACCERTATO CHE LA CAUSA VERTA SUL COMMERCIO FRA STATI MEMBRI, LE QUESTIONI DEFERITE SONO IRRICEVIBILI NEL LORO COMPLESSO . LA CONTROVERSIA RIGUARDEREBBE IN REALTA L' IMPORTAZIONE DI PRODOTTI ORIGINARI DI PAESI TERZI .  L' ARTICOLO 177, FONDATO SULLA NETTA SEPARAZIONE TRA LE FUNZIONI DEI GIUDICI NAZIONALI E QUELLE DI QUESTA CORTE, NON CONSENTE A QUEST' ULTIMA DI PRONUNZIARSI SUI FATTI DI CAUSA, NE DI SINDACARE LA MOTIVAZIONE DELLA DOMANDA D' INTERPRETAZIONE . QUANDO UN GIUDICE NAZIONALE CHIEDE L' INTERPRETAZIONE DI UN TESTO DI DIRITTO COMUNITARIO, SI DEVE RITENERE CHE ESSO CONSIDERI L' INTERPRETAZIONE COME NECESSARIA PER LA RISOLUZIONE DELLA CONTROVERSIA . QUESTA CORTE NON PUO' DUNQUE ESIGERE CHE IL GIUDICE NAZIONALE DICHIARI ESPRESSAMENTE APPLICABILE IL TESTO LA CUI INTERPRETAZIONE GLI APPARE NECESSARIA .  A MENO CHE IL RICHIAMO AL TESTO DI CUI TRATTASI NON SIA MANIFESTAMENTE ERRATO, QUESTA CORTE E VALIDAMENTE ADITA . LA QUESTIONE DEL SE L' UNA O L' ALTRA DELLE DISPOSIZIONI DI CUI VIENE CHIESTA L' INTERPRETAZIONE SIA APPLICABILE NELLA FATTISPECIE E SOTTRATTA ALLA COMPETENZA DI QUESTA CORTE ED E DI COMPETENZA DEL GIUDICE A QUO . L' ECCEZIONE VA QUINDI RESPINTA .  II - SULLA PRIMA QUESTIONE  CON LA PRIMA QUESTIONE, LA CORTE D' APPELLO DI ROMA CHIEDE A QUESTA CORTE " DI STABILIRE SE LE DISPOSIZIONI DETTATE CON GLI ARTICOLI 30 E SEGG . DEL TRATTATO ..., IN ISPECIE L' ARTICOLO 31, OPERINO ANCHE NEI RAPPORTI TRA STATO MEMBRO E SUOI CITTADINI ". TENUTO CONTO DEGLI ELEMENTI COMUNICATI DAL GIUDICE PROPONENTE, DETTA QUESTIONE PARE DIRETTA UNICAMENTE ALL' INTERPRETAZIONE DEGLI ARTICOLI 30, 31, 32, 1 ) COMMA, E 2 ) COMMA, 2 ) INCISO; E 33, N . 1 E N . 2, 1 ) COMMA .  A ) PER QUANTO RIGUARDA L' ARTICOLO 30, QUESTO VIETA IN GENERALE LE RESTRIZIONI QUANTITATIVE E LE MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE " SENZA PREGIUDIZIO DELLE DISPOSIZIONI CHE SEGUONO ". FRA QUESTE DISPOSIZIONI, GLI ARTICOLI 31, 32 E 33 PRECISANO, IN VIA TRANSITORIA, LA PORTATA DEL DIVIETO SOPRAMMENZIONATO . POSTO CHE LA FATTISPECIE RIGUARDA UN PERIODO DURANTE IL QUALE DETTE DISPOSIZIONI ERANO APPLICABILI, NON OCCORRE STABILIRE LA PORTATA DEL DIVIETO DI CUI ALL' ARTICOLO 30 DOPO CHE DETTI ARTICOLI HANNO CESSATO DI AVERE EFFETTO .  B ) QUANTO ALL' ARTICOLO 31, A NORMA DEL SUO 1 ) COMMA, " GLI STATI MEMBRI SI ASTENGONO DALL' INTRODURRE TRA LORO NUOVE RESTRIZIONI QUANTITATIVE E MISURE DI EFFETTO EQUIVALENTE ". IL 2 ) COMMA DELLO STESSO ARTICOLO PRECISA IL LIVELLO DI LIBERALIZZAZIONE RISPETTO AL QUALE SI DEVE INTENDERE L' ESPRESSIONE " NUOVE RESTRIZIONI ", RICHIAMANDOSI A TALE EFFETTO ALLE " DECISIONI DEL CONSIGLIO DELL' ORGANIZZAZIONE EUROPEA DI COOPERAZIONE ECONOMICA IN DATA 14 GENNAIO 1955 ". DETTO COMMA PRECISA INOLTRE CHE " GLI STATI MEMBRI NOTIFICANO ALLA COMMISSIONE, AL PIU TARDI SEI MESI DOPO L' ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE TRATTATO, I LORO ELENCHI DEI PRODOTTI LIBERALIZZATI IN APPLICAZIONE DI TALI DECISIONI " E STABILISCE CHE " GLI ELENCHI COSI' NOTIFICATI SONO CONSOLIDATI FRA GLI STATI MEMBRI ".  A PARTIRE DALLA NOTIFICA DI DETTI ELENCHI O, AL PIU TARDI, DALLA SCADENZA DEL TERMINE PER LA NOTIFICA, L' ARTICOLO 31 IMPLICA UN DIVIETO CHIARO, CHE PONE IN ESSERE UN OBBLIGO NON GIA DI FARE, MA DI NON FARE . TALE OBBLIGO NON E ACCOMPAGNATO DA ALCUNA RISERVA, DA PARTE DEGLI STATI, DI SUBORDINARE LA SUA EFFICACIA A UN ATTO POSITIVO DI DIRITTO INTERNO O A UN INTERVENTO DELLE ISTITUZIONI DELLA COMUNITA . IL DIVIETO DI CUI ALL' ARTICOLO 31 E PER SUA NATURA PERFETTAMENTE ATTO A PRODURRE DIRETTAMENTE DEGLI EFFETTI NEI RAPPORTI GIURIDICI FRA STATI MEMBRI E SINGOLI . L' ARTICOLO 31 ATTRIBUISCE QUINDI DEI DIRITTI CHE I GIUDICI NAZIONALI DEVONO TUTELARE .  C ) PER QUANTO CONCERNE L' ARTICOLO 32, 1 ) COMMA, A NORMA DI ESSO " GLI STATI MEMBRI SI ASTENGONO, NEI LORO SCAMBI RECIPROCI, DAL RENDERE PIU RESTRITTIVI I CONTINGENTAMENTI E LE MISURE D' EFFETTO EQUIVALENTE ESISTENTI ALLA DATA DELL' ENTRATA IN VIGORE DEL PRESENTE TRATTATO ". PER RAGIONI ANALOGHE A QUELLE ESPOSTE TESTE A PROPOSITO DELL' ARTICOLO 31, LA DISPOSIZIONE SUMMENZIONATA E PER SUA NATURA ATTA A PRODURRE GLI STESSI EFFETTI NEI RAPPORTI GIURIDICI TRA STATI MEMBRI E SINGOLI .  D ) PER QUANTO CONCERNE L' ARTICOLO 32, ULTIMO INCISO, COME PURE L' ARTICOLO 33, N . 1, E N . 2, 1 ) COMMA, ESSI TENDONO AD ELIMINARE PROGRESSIVAMENTE, NEL CORSO DEL PERIODO TRANSITORIO, I CONTINGENTI E LE MISURE D' EFFETTO EQUIVALENTE ESISTENTI ALLA DATA DELL' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO . L' ULTIMO INCISO DELL' ARTICOLO 32 ENUNZIA IL PRINCIPIO, MENTRE L' ARTICOLO 33 NE STABILISCE LE MODALITA . DETTE DISPOSIZIONI VANNO QUINDI CONSIDERATE NEL LORO COMPLESSO .  A NORMA DELL' ARTICOLO 33, N . 1, GLI STATI MEMBRI ERANO OBBLIGATI, UN ANNO DOPO L' ENTRATA IN VIGORE DEL TRATTATO, A TRASFORMARE " I CONTINGENTI BILATERALI APERTI AGLI ALTRI STATI MEMBRI IN CONTINGENTI GLOBALI ACCESSIBILI SENZA DISCRIMINAZIONE A TUTTI GLI ALTRI STATI MEMBRI ". A NORMA DELLO STESSO NUMERO, GLI STATI MEMBRI SONO TENUTI AD AUMENTARE PROGRESSIVAMENTE IL COMPLESSO DI DETTI CONTINGENTI GLOBALI A DELLE DATE DETERMINATE E SECONDO UN RITMO STABILITO . INFINE, IL 1 ) COMMA DELL' ARTICOLO 33, N . 2, STABILISCE, SECONDO CRITERI ANALOGHI, IL RITMO DI AUMENTO DA SEGUIRE NEL CASO DI " UN PRODOTTO NON LIBERALIZZATO " IL CUI " CONTINGENTE GLOBALE NON RAGGIUNGE IL 3 PER CENTO DELLA PRODUZIONE NAZIONALE DELLO STATO IN QUESTIONE ".  QUESTE DISPOSIZIONI ENUNZIANO DEGLI OBBLIGHI CHE NON SONO SUBORDINATI, QUANTO ALLA LORO ESECUZIONE O AI LORO EFFETTI, ALL' ADOZIONE DI ALCUN ATTO DA PARTE DELLE ISTITUZIONI DELLA COMUNITA . TRATTANDOSI DI OBBLIGHI DI FARE, E TUTTAVIA OPPORTUNO ESAMINARE SE, PER LA LORO ESECUZIONE, GLI STATI MEMBRI DISPONGANO DI UNA FACOLTA DI VALUTAZIONE ATTA AD ESCLUDERE, IN TUTTO O IN PARTE, GLI EFFETTI SOPRAMMENZIONATI .  UNA CERTA FACOLTA DI VALUTAZIONE RISULTA PER GLI STATI MEMBRI DALL' OBBLIGO DI " TRASFORMARE I CONTINGENTI BILATERALI ..... IN CONTINGENTI GLOBALI " E DALLE NOZIONI " VALORE TOTALE " E " PRODUZIONE NAZIONALE ". IN MANCANZA DI QUALSIASI PRECISAZIONE NEL TRATTATO CIRCA I DATI IN BASE AI QUALI DETTE ENTITA DEVONO ESSERE CALCOLATE E I METODI DA ADOTTARSI, VARIE SOLUZIONI SONO INFATTI POSSIBILI . NE CONSEGUE CHE L' ARTICOLO 32, ULTIMO INCISO, COME PURE L' ARTICOLO 33, SONO D' UNA APPLICAZIONE INSUFFICIENTEMENTE PRECISA PERCHE SI POSSA RICONOSCERE LORO L' EFFICACIA IMMEDIATA DI CUI SOPRA .  III - SULLA SECONDA QUESTIONE  CON LA SECONDA QUESTIONE LA CORTE D' APPELLO DI ROMA DOMANDA A QUESTA CORTE DI  " ACCERTARE, IN CASO AFFERMATIVO, LA CONSISTENZA DELLA TUTELA GIURIDICA IN TAL GUISA GARANTITA ALLA POSIZIONE SOGGETTIVA ATTRIBUITA AL CITTADINO NEI CONFRONTI DELLO STATO; APPURARE CIOE SE DALLE NORME IN QUESTIONE DERIVI ALL' INTERESSE PRIVATO DEL CITTADINO UNA TUTELA DIRETTA ED IMMEDIATA, CON ESCLUSIONE DI OGNI POTERE DISCREZIONALE DELLO STATO, IN VESTE DI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, DI INCIDERE NEGATIVAMENTE SU DI ESSO OVVERO SE, PER CONTRO, QUELLE NORME - IN CORRELAZIONE SPECIALMENTE CON LE PREVISIONI DEGLI ARTICOLI 36, 224 E 226 DELLO STESSO TRATTATO - ABBIANO AD OGGETTO IMMEDIATO SOLTANTO LA TUTELA DEGLI INTERESSI PUBBLICI DEGLI STATI MEMBRI NEL QUADRO DELLA COMUNITA E SIANO QUINDI ORDINATE AD ASSICURARE IN VIA PRIMARIA E DIRETTA UNICAMENTE LA CONFORMITA DELLA LORO ATTIVITA AMMINISTRATIVA A QUEGLI INTERESSI, COSI' DA DOVERSI RICONOSCERE, DA UN LATO, CHE PERMANGA IN CIASCUNO DEGLI STATI MEMBRI LA TITOLARITA, NEI RAPPORTI CON I RISPETTIVI CITTADINI, DEL POTERE DI INTRODURRE RESTRIZIONI ALLE IMPORTAZIONI E, DALL' ALTRO, CHE LE NORME IN MATERIA DETTATE DAL TRATTATO ATTENGANO, IN CONTEMPLAZIONE ANCORA DELL' INTERESSE PUBBLICO, DELLO STATO E NON DI QUELLO PRIVATO DEL CITTADINO, AL MERO ESERCIZIO LEGITTIMO DI QUEL POTERE, NON GIA ALLA SUA ESISTENZA ".  POSTO CHE LA QUESTIONE E STATA DEFERITA SOLO PER IL CASO IN CUI LA PRIMA SIA STATA RISOLTA IN SENSO AFFERMATIVO, LA SI DEVE ESAMINARE IN RELAZIONE SOLTANTO ALLE DISPOSIZIONI A PROPOSITO DELLE QUALI SI E DETTO SOPRA CHE ESSE HANNO EFFICACIA IMMEDIATA .  1 . SULLA COMPETENZA DELLA CORTE  IL MINISTERO DEL COMMERCIO CON L' ESTERO, CONVENUTO NELLA CAUSA DI MERITO, SOSTIENE CHE LA PRESENTE QUESTIONE E IRRICEVIBILE . CHIEDENDO A QUESTA CORTE DI " ACCERTARE ... LA CONSISTENZA " DELLA TUTELA GIURIDICA EVENTUALMENTE CONCESSA AI SINGOLI, LA CORTE D' APPELLO DI ROMA AVREBBE INFATTI DEFERITO UNA QUESTIONE VERTENTE SULL' INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO NAZIONALE .  L' ECCEZIONE VA DISATTESA, POSTO CHE LA PRESENTE QUESTIONE MIRA ALL' INTERPRETAZIONE DEL DIRITTO COMUNITARIO . ESSA COMPLETA LA PRIMA QUESTIONE, IN QUANTO TENDE A FARE STABILIRE LA NATURA E LA PORTATA DELL' EFFICACIA CHE IL TRATTATO ATTRIBUISCE ALLE DISPOSIZIONI DI CUI TRATTASI .  2 . NEL MERITO  DAI PRINCIPI FONDAMENTALI DEL TRATTATO, COME PURE DAI SUOI SCOPI, RISULTA CHE GLI ARTICOLI 31 E 32 1 ) COMMA SI SONO INSERITI NELL' ORDINAMENTO GIURIDICO INTERNO E SONO IN ESSO DIRETTAMENTE APPLICABILI . LA COMPLESSITA DI DETERMINATE SITUAZIONI IN UNO STATO NON PUO' ALTERARE LA NATURA GIURIDICA DI UNA DISPOSIZIONE COMUNITARIA DIRETTAMENTE APPLICABILE, SPECIE DAL MOMENTO CHE LA NORMA COMUNITARIA DEVE AVERE LA STESSA EFFICACIA IN TUTTI GLI STATI MEMBRI .  GLI ARTICOLI 31 E 32 OBBLIGANO LE AUTORITA E IN PARTICOLARE I GIUDICI COMPETENTI DEGLI STATI MEMBRI A PROTEGGERE GLI INTERESSI DEI SINGOLI CONTRO EVENTUALI VIOLAZIONI DI DETTE DISPOSIZIONI, GARANTENDO LORO LA TUTELA DIRETTA E IMMEDIATA DEI LORO INTERESSI, E CIO' INDIPENDENTEMENTE DAL RAPPORTO INTERCORRENTE, SECONDO IL DIRITTO NAZIONALE, FRA DETTI INTERESSI E L' INTERESSE PUBBLICO A CUI SI RIFERISCE LA QUESTIONE . SPETTA ALL' ORDINAMENTO GIURIDICO NAZIONALE LO STABILIRE QUALE SIA IL GIUDICE COMPETENTE A GARANTIRE DETTA TUTELA E, A TALE EFFETTO, IL DECIDERE COME DEBBA QUALIFICARSI LA POSIZIONE INDIVIDUALE IN TAL MODO TUTELATA .  GLI ARTICOLI 36, 224 E 226 DEL TRATTATO NON POSSONO FORNIRE ALCUN ARGOMENTO IN SENSO CONTRARIO . SE E VERO CHE DETTE DISPOSIZIONI ATTRIBUISCONO PARTICOLARE IMPORTANZA ALL' INTERESSE DEGLI STATI MEMBRI, NON E MEN VERO CH' ESSE RIGUARDANO IPOTESI ECCEZIONALI, CHIARAMENTE DELIMITATE E CHE NON SI PRESTANO AD UN' INTERPRETAZIONE ESTENSIVA .  LA PRESENTE QUESTIONE VA QUINDI RISOLTA NEL SENSO CHE ENTRO I LIMITI IN CUI LE DISPOSIZIONI DI CUI TRATTASI ATTRIBUISCONO AI SINGOLI DEI DIRITTI CHE I GIUDICI NAZIONALI DEVONO SALVAGUARDARE, QUESTI ULTIMI DEVONO GARANTIRE LA TUTELA DI DETTI DIRITTI, RESTANDO INTESO CHE SPETTA ALL' ORDINAMENTO GIURIDICO DI CIASCUNO STATO MEMBRO IL DESIGNARE LA GIURISDIZIONE COMPETENTE E, A TALE EFFETTO, IL QUALIFICARE DETTI DIRITTI IN BASE AI CRITERI DEL DIRITTO NAZIONALE .  

Decisione relativa alle spese

LE SPESE SOSTENUTE DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE, CHE HA SOTTOPOSTO LE SUE OSSERVAZIONI A QUESTA CORTE, NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE . NEI CONFRONTI DELLE PARTI IN CAUSA, IL PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO NEL CORSO DI UNA LITE PENDENTE DINANZI ALLA CORTE D' APPELLO DI ROMA ALLA QUALE SPETTA QUINDI PRONUNZIARSI SULLE SPESE . 

Dispositivo

LA CORTE,  PRONUNZIANDOSI SULLE QUESTIONI DEFERITELE DALLA CORTE D' APPELLO DI ROMA CON ORDINANZA 9 LUGLIO 1968,  AFFERMA PER DIRITTO :  1 ) A PARTIRE DALLA NOTIFICA DEGLI ELENCHI DEI PRODOTTI LIBERALIZZATI O, AL PIU TARDI DALLA SCADENZA DEL TERMINE PER LA NOTIFICA DI CUI ALL' ARTICOLO 31, 2 ) COMMA, DEL TRATTATO CEE, DETTO ARTICOLO PRODUCE IMMEDIATAMENTE DEGLI EFFETTI NEI RAPPORTI FRA STATO MEMBRO E SINGOLI E ATTRIBUISCE A QUESTI ULTIMI DEI DIRITTI CHE I GIUDICI NAZIONALI DEVONO TUTELARE .  2 ) L' ARTICOLO 32, 1 ) COMMA, HA LA STESSA EFFICACIA E ATTRIBUISCE GLI STESSI DIRITTI .  3 ) I GIUDICI NAZIONALI DEVONO FAR SALVI I DIRITTI ATTRIBUITI DALL' ARTICOLO DI CUI SOPRA, RIMANENDO INTESO CHE SPETTA ALL' ORDINAMENTO GIURIDICO DI CIASCUNO STATO MEMBRO IL DESIGNARE LA GIURISDIZIONE COMPETENTE E, A TALE EFFETTO, IL QUALIFICARE DETTI DIRITTI IN BASE AI CRITERI DEL DIRITTO NAZIONALE;  E STATUISCE :  4 ) SPETTA ALLA CORTE D' APPELLO DI ROMA PRONUNZIARSI SULLE SPESE DEL PRESENTE GIUDIZIO .