CELEX: 61983CJ0218
Language: it
Date: 1984-07-12
Title: Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 12 luglio 1984. # Società a responsabilità limitata "Les Rapides Savoyards" e altri contro Direttore generale delle dogane e delle imposte indirette. # Domanda di pronuncia pregiudiziale: Cour de cassation - Francia. # Accordo di libero scambio CEE-Confederazione elvetica - Nozione di prodotti originari. # Causa 218/83.

Avis juridique important

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61983J0218

SENTENZA DELLA CORTE (QUARTA SEZIONE) DEL 12 LUGLIO 1984.  -  SOCIETA'A RESPONSABILITA'LIMITATA LES RAPIDES SAVOYARDS E ALTRI CONTRO DIRETTORE GENERALE DELLE DOGANE E DELLE IMPOSTE INDIRETTE.  -  (DOMANDA DI PRONUNZIA PREGIUDIZIALE, PROPOSTA DALLA COUR DE CASSATION FRANCESE).  -  ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO CEE-CONFEDERAZIONE ELVETICA - NOZIONE DI PRODOTTI ORIGINARI.  -  CAUSA 218/83.  

raccolta della giurisprudenza 1984 pagina 03105 edizione speciale spagnola pagina 00747

MassimaPartiOggetto della causaMotivazione della sentenzaDecisione relativa alle speseDispositivo
Parole chiave

ACCORDI INTERNAZIONALI - ACCORDO FRA LA CEE E LA CONFEDERAZIONE ELVETICA - PROTOCOLLO N . 3 - ORIGINE DELLE MERCI - DETERMINAZIONE - COMPETENZA DELLO STATO ESPORTATORE - FIDUCIA DOVUTA AGLI ATTI PROVENIENTI DALLE RISPETTIVE AMMINISTRAZIONI DELLE PARTI DELL ' ACCORDO - RICONOSCIMENTO RECIPROCO DEI PROVVEDIMENTI ADOTTATI A NORMA DEL PROTOCOLLO  ( ACCORDO CEE-SVIZZERA DEL 22 LUGLIO 1972 , PROTOCOLLO N . 3 )    

Massima

L ' ACCORDO FRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE ELVETICA 22 LUGLIO 1972 , E IN PARTICOLARE IL PROTOCOLLO N . 3 ALLEGATO A DETTO ACCORDO , RELATIVO ALLA DEFINIZIONE DI ' PRODOTTI ORIGINARI '  ED AI METODI DI COLLABORAZIONE AMMINISTRATIVA , VANNO INTERPRETATI NEL SENSO CHE LA VALUTAZIONE DEI FATTORI RILEVANTI PER DETERMINARE L ' ORIGINE DI UN PRODOTTO E PERTANTO LA SUA AMMISSIONE AL REGIME PREFERENZIALE CONTEMPLATO DALL ' ACCORDO SPETTANO ALL ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE DELLO STATO ESPORTATORE DEL PRODOTTO FINITO , LA  QUALE APPLICA , ALLE PARTI IMPORTATE DA PAESI TERZI , AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE DI DETTE PARTI , LE PROPRIE NORME IN FATTO DI VALORE IN DOGANA E DI CAMBIO . IL SISTEMA DEL PROTOCOLLO , BASATO SULLA COLLABORAZIONE FRA AMMINISTRAZIONI DOGANALI E SULLA FIDUCIA DOVUTA AGLI ATTI DA QUESTE PROVENIENTI , PUO FUNZIONARE SOLO QUALORA L ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE DELLO STATO IMPORTATORE ACCETTI LE VALUTAZIONI EFFETTUATE LEGALMENTE DALLE AUTORITA DELLO STATO ESPORTATORE .    

Parti

NEL PROCEDIMENTO 218/83 , AVENTE AD OGGETTO LA DOMANDA DI PRONUNCIA PREGIUDIZIALE PROPOSTA ALLA CORTE , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DALLA COUR DE CASSATION FRANCESE NELLA CAUSA DINANZI AD ESSA PENDENTE FRA  SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA ' LES RAPIDES SAVOYARDS ' , CON SEDE IN ANNEMASSE ( HAUTE-SAVOIE ),   SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA ' DIFFUSION , MARKETING INTERNATIONAL , '  DMI , CON SEDE IN STAINS ( SEINE-SAINT-DENIS ),   ROGER DEJUSSEL , AMMINISTRATORE DELLA SOCIETA ' LES RAPIDES SAVOYARDS ' , RESIDENTE IN ANNEMASSE ,   E  DIRETTORE GENERALE DELLE DOGANE E DELLE IMPOSTE INDIRETTE ,    

Oggetto della causa

DOMANDA VERTENTE SULL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ACCORDO FRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA DEL 22 LUGLIO 1972 E DEL PROTOCOLLO N . 3 ALLEGATO A DETTO ACCORDO , RELATIVO ALLA DEFINIZIONE DI ' PRODOTTI ORIGINARI '  ED AI METODI DI COLLABORAZIONE AMMINISTRATIVA ,  

Motivazione della sentenza

1 CON SENTENZA 29 GIUGNO 1983 , PERVENUTA ALLA CORTE IL 29 SETTEMBRE SUCCESSIVO , LA COUR DE CASSATION FRANCESE HA SOLLEVATO , A NORMA DELL ' ART . 177 DEL TRATTATO CEE , DUE QUESTIONI PREGIUDIZIALI VERTENTI SULL ' INTERPRETAZIONE DELL ' ACCORDO FRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE ELVETICA 22 LUGLIO 1972 E , IN PARTICOLARE DEL PROTOCOLLO N . 3 ALLEGATO A DETTO ACCORDO , RELATIVO ALLA DEFINIZIONE DI ' PRODOTTI ORIGINARI '  ED AI METODI DI COLLABORAZIONE AMMINISTRATIVA ; ( GU L 300 , PAG . 188 ).    2 DAL FASCICOLO SI DESUME CHE L ' 8 GIUGNO 1977 , LA SOCIETA ' LES RAPIDES SAVOYARDS '  ED IL SUO AMMINISTRATORE , SIG . ROGER DEJUSSEL , IMPORTAVANO DALLA SVIZZERA , PER CONTO DELLA ' DIFFUSION MARKETING INTERNATIONAL '  DMI CON SEDE IN STAINS , SEINE-SAINT-DENIS , UNA PARTITA DI PENNE STILOGRAFICHE DI CUI ALLA VOCE DOGANALE 98.03 , MUNITA DI UN CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE EUR.1 , RILASCIATO DALL ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE ELVETICA IN FORZA DEL PROTOCOLLO N . 3 E ATTESTANTE L ' ORIGINE SVIZZERA DELLA MERCE .    3 DALLE INFORMAZIONI , NON CONTESTATE , FORNITE IN CORSO D ' ISTANZA E EMERSO CHE TALI PENNE ERANO STATE FABBRICATE E MONTATE NEL MODO SEGUENTE : LE CARTUCCE ERANO STATE IMPORTATE DALLA DMI DAGLI STATI UNITI D ' AMERICA , MESSE IN LIBERA PRATICA IN FRANCIA E RIESPORTATE IN SVIZZERA IN REGIME D ' ESPORTAZIONE TEMPORANEA . IN SVIZZERA , ESSE SONO STATE RIVESTITE , A CURA DI UN FABBRICANTE LOCALE , DI     GUAINE E DI CAPPUCCI CROMATI OTTENUTI PURE IN LOCO , NONCHE DI PUNTE E , PER TALUNE PENNE , DI GRAFFE ( CLIPS ) DIRETTAMENTE IMPORTATE IN SVIZZERA DAGLI STATI UNITI D ' AMERICA . IL PRODOTTO FINITO , MUNITO DEL MARCHIO DEL PRODUTTORE SVIZZERO ( LINDY ), VENIVA DICHIARATO , ALL ' IMPORTAZIONE IN FRANCIA , COME PRODOTTO ORIGINARIO DELLA SVIZZERA , AL PREZZO FRANCO STABILIMENTO ESPRESSO IN FRANCHI SVIZZERI . LE RICORRENTI NELLA CAUSA PRINCIPALE CHIEDEVANO L ' APPLICAZIONE DELLA TARIFFA PREFERENZIALE DEL 2,6 % DEL VALORE IN DOGANA , VIGENTE A QUELL ' EPOCA TRA LA SVIZZERA E LA COMUNITA .    4 LA DOGANA FRANCESE , PREVIO ESAME DEL PREZZO DELLA MERCE , RICALCOLAVA IL VALORE DELLE VARIE PARTI DI ESSA , A SECONDA CHE FOSSERO ORIGINARIE DAGLI STATI UNITI D ' AMERICA O DALLA SVIZZERA , AI SENSI DELL ' ART . 35-8 DEL CODE DES DOUANES IL QUALE DISPONE CHE , QUALORA I FATTORI RILEVANTI PER DETERMINARE IL PREZZO NORMALE DI UNA MERCE SIANO ESPRESSI IN VALUTA ESTERA , LA CONVERSIONE VA EFFETTUATA AL CAMBIO UFFICIALE IN VIGORE AL MOMENTO IN CUI VIENE REGISTRATA LA DICHIARAZIONE , IN ALTRI TERMINI , AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE . CONSIDERANDO CHE , SECONDO TALI CALCOLI , IL VALORE DELLE PARTI , PROVENIENTI DAGLI STATI UNITI D ' AMERICA , NEL PRODOTTO FINITO , SUPERAVA LA SOGLIA DEL 5 % ALLA QUALE IL PROTOCOLLO N . 3 ED IL SUO ALLEGATO III , ELENCO B , LIMITANO L ' INCLUSIONE DI PARTI ORIGINARIE DI PAESI TERZI PER IL RICONOSCIMENTO DELL ' ORIGINE SVIZZERA , LA DOGANA APPLICAVA IL DAZIO GENERALE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE CHE ERA , A QUELL ' EPOCA DEL 13 % , FATTA SALVA LA DETRAZIONE DEI DAZI DOGANALI GIA PAGATI ALL ' ATTO DELL ' IMPORTAZIONE DELLE CARTUCCE .    5 LE RICORRENTI NELLA CAUSA PRINCIPALE RICORREVANO ALLA COMMISSION DE CONCILIATION ET D ' EXPERTISE DOUANIERE ( CCED ), CHE DAVA LORO TORTO IL 16 MAGGIO 1978 . ADITO DALL ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE , CON SENTENZA 19 GIUGNO 1979 , IL TRIBUNAL D ' INSTANCE DI SAINT-JULIEN-EN-GENEVOIS , CONVALIDAVA LA DECISIONE DELLA CCED . ADITA IN APPELLO , CON PROVVEDIMENTO 11 MAGGIO 1981 , LA COUR D ' APPEL DI CHAMBERY CONFERMAVA TALE SENTENZA . LA SOCIETA ' LES RAPIDES SAVOYARDS ' , IL SUO AMMINISTRATORE ROGER DEJUSSEL E LA DMI IMPUGNAVANO TALE SENTENZA DINANZI ALLA COUR DE CASSATION .        6 DAL FASCICOLO , COME PURE DAL MEZZO UNICO DI CASSAZIONE RICHIAMATO NEL PROVVEDIMENTO DI RINVIO , SI DESUME CHE LA LITE DEFERITA AI GIUDICI FRANCESI VERTE , IN PRIMO LUOGO , SUL TASSO DI CAMBIO APPLICATO DALL ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE FRANCESE PER LA VALUTAZIONE DEI DIVERSI FATTORI RILEVANTI PER DETERMINARE L ' ORIGINE DELLA MERCE E , PIU IN PARTICOLARE , SUL MOMENTO DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE PER DEFINIRE I RAPPORTI DI CAMBIO TRA LE VARIE VALUTE . LE RICORRENTI NELLA CAUSA PRINCIPALE SOSTENGONO CHE IL TASSO DI CAMBIO DEV ' ESSERE QUELLO VIGENTE NEL MOMENTO IN CUI LE VARIE PARTI SONO STATE IMPORTATE , O IN FRANCIA O IN SVIZZERA , MENTRE L ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE ECCEPISCE CHE TUTTI QUESTI VALORI VANNO DETERMINATI NEL MOMENTO STABILITO DALL ' ART . 35-8 DEL CODE DES DOUANES FRANCESE , CIOE NEL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE IN FRANCIA DEL PRODOTTO FINITO . LE RICORRENTI NELLA CAUSA PRINCIPALE SOSTENGONO CHE QUESTO METODO E INCOMPATIBILE COL PROTOCOLLO N . 3 A CAUSA DELL ' INCERTEZZA CH ' ESSO CREA CIRCA L ' ORIGINE IN SEGUITO ALLE MODIFICHE DEI CAMBI CHE POSSONO AVVENIRE FRA IL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE DELLE PARTI STACCATE ED IL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE DEL PRODOTTO FINITO .    7 RISULTA , INOLTRE , DAL FASCICOLO CHE NEL CORSO DELLE ISTANZE PRECEDENTI E FINO ALLA FORMULAZIONE DEL MEZZO DI CASSAZIONE , LE RICORRENTI NELLA CAUSA PRINCIPALE NON HANNO MESSO IN DISCUSSIONE LA COMPETENZA DELL ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE FRANCESE A PROCEDERE , AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE DEL PRODOTTO FINITO , AD UNA NUOVA VALUTAZIONE DEI FATTORI RILEVANTI PER DETERMINARE L ' ORIGINE , DATO CHE LA DISCUSSIONE RESTA CIRCOSCRITTA ALLA COMPATIBILITA , CON L ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO E CON LE NORMATIVE COMUNITARIE EVENTUALMENTE PERTINENTI , DELL ' APPLICAZIONE DEI TASSI DI CAMBIO VIGENTI AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE DEL PRODOTTO FINITO ALLA VALUTAZIONE DELLE PARTI GIA IMPORTATE IN SVIZZERA .    8 LA LITE COSI CIRCOSCRITTA INDUCEVA LA COUR DE CASSATION A CHIEDERE ALLA CORTE DI GIUSTIZIA DI PRONUNCIARSI SUL  1 . SE L ' ACCORDO FRA LA COMUNITA ECONOMICA EUROPEA E LA CONFEDERAZIONE ELVETICA 22 LUGLIO 1972 , IL PROTOCOLLO N . 3 ED I REGOLAMENTI COMUNITARI VADANO INTERPRETATI NEL SENSO CHE , QUALORA DEI FATTORI RILEVANTI PER STABILIRE IL VALORE IN DOGANA DI UNA MERCE SIANO ESPRESSI IN UNA MONETA DIVERSA DA QUELLA DELLO STATO MEMBRO NEL QUALE AVVIENE LA VALUTAZIONE , LA CONVERSIONE VA EFFETTUATA AL CAMBIO UFFICIALE IN VIGORE AL MOMENTO IN CUI VIENE REGISTRATA LA DICHIARAZIONE ;       2 . IN CASO NEGATIVO , IN CHE MODO VADA CALCOLATO IL CAMBIO SECONDO IL DIRITTO COMUNITARIO .    9 NEL CORSO DEL PROCEDIMENTO DAVANTI ALLA CORTE , LE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE HANNO , IN SOSTANZA , RICHIAMATO GLI ARGOMENTI GIA SVOLTI DINANZI AI GIUDICI NAZIONALI . VICEVERSA , LA COMMISSIONE ED IL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA HANNO SOTTOPOSTO ALLA CORTE CRITERI INTERPRETATIVI , RICAVATI DALL ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO E DAL PROTOCOLLO N . 3 , CHE NON ERANO STATI PRESI IN CONSIDERAZIONE DAI GIUDICI DELLE ISTANZE PRECEDENTI .    10 LA COMMISSIONE E IL GOVERNO ITALIANO DEDUCONO INFATTI CHE LA SOLUZIONE DELLE QUESTIONI SOLLEVATE DALLA COUR DE CASSATION DIPENDE DAL PREVIO ACCERTAMENTO DELLE COMPETENZE RISPETTIVE DELL ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE SVIZZERA E DELLE AMMINISTRAZIONI DOGANALI DELLA COMUNITA , PER QUANTO RIGUARDA LA DETERMINAZIONE DELL ' ORIGINE DELLE MERCI NEI RAPPORTI FRA LA SVIZZERA E LA CEE . LA COMMISSIONE PONE IN RILIEVO CHE L ' IMPORTANZA DEL PROBLEMA VA OLTRE IL CASO IN ESAME , DATO CHE , CLAUSOLE ANALOGHE A QUELLE DEL PROTOCOLLO N . 3 , FIGURANO IN TUTTI GLI ACCORDI DI LIBERO SCAMBIO STIPULATI DALLA COMUNITA CON GLI STATI MEMBRI DELL ' ASSOCIAZIONE EUROPEA DI LIBERO SCAMBIO E CHE , INOLTRE , LE NORME RELATIVE ALL ' ORIGINE SI APPLICANO NELLO STESSO MODO TANTO ALLE MERCI ESPORTATE DAGLI STATI DI CUI TRATTASI NELLA COMUNITA , QUANTO ALLE MERCI ESPORTATE DALLA COMUNITA IN TALI STATI .    11 LA COMMISSIONE E IL GOVERNO ITALIANO SOSTENGONO , IN PROPOSITO CHE , A NORMA DEGLI ARTT . 6 , 8 E 10 DEL PROTOCOLLO N . 3 , SPETTA ALLE AUTORITA DOGANALI SVIZZERE ACCERTARE L ' ORIGINE DELLE MERCI ESPORTATE NELLA COMUNITA E , QUALORA LE MERCI CONTENGANO PARTI IMPORTATE DA PAESI TERZI , VALUTARE SE DETTE PARTI SUPERINO IL LIMITE DEL 5 % AD VALOREM CONTEMPLATO DAL PROTOCOLLO . NEL CASO IN CUI QUESTO LIMITE NON VENGA SUPERATO , L ' ORIGINE SVIZZERA DEL PRODOTTO E ATTESTATA DAL RILASCIO DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE EUR.1 , CONTEMPLATO DAL PROTOCOLLO .    12 SEMPRE SECONDO LA COMMISSIONE E IL GOVERNO ITALIANO , LE AMMINISTRAZIONI DOGANALI DELLA COMUNITA NON POSSONO SOSTITUIRE I LORO CALCOLI ALLA VALUTAZIONE DEI FATTORI DI VALORE PRESI IN CONSIDERAZIONE DALLE AUTORITA DELLO STATO ESPORTATORE PER LA DETERMINAZIONE DELL ' ORIGINE ; ESSE SONO QUINDI TENUTE AD APPLICARE     IL REGIME PREFERENZIALE CONTEMPLATO DALL ' ACCORDO ALLE MERCI LA CUI ORIGINE SVIZZERA SIA DEBITAMENTE DOCUMENTATA . LA COMMISSIONE PONE IN RILIEVO L ' IMPORTANZA DEL FATTO CHE LE DECISIONI ADOTTATE DALLE AUTORITA DOGANALI ELVETICHE IN FATTO DI ORIGINE SIANO OSSERVATE DALLA COMUNITA , DATO CHE QUESTA , DA PARTE SUA , DEVE POTER CONTARE SUL FATTO CHE LE DECISIONI ADOTTATE DAGLI STATI MEMBRI SIANO DEL PARI RICONOSCIUTE IN SVIZZERA .    13 LA COMMISSIONE E IL GOVERNO ITALIANO OSSERVANO CHE QUESTO METODO E IL SOLO CHE POSSA GARANTIRE CHE LA VALUTAZIONE DELL ' ORIGINE SIA LA STESSA IN TUTTI GLI STATI MEMBRI DELLA COMUNITA , DATO CHE L ' APPLICAZIONE DELLE NORME NAZIONALI , COME IL CODE DES DOUANES FRANCESE , RISCHIA DI RISOLVERSI IN VALUTAZIONI CONTRADDITTORIE SULL ' ORIGINE DELLO STESSO PRODOTTO A SECONDA DELLE OSCILLAZIONI DELLE VARIE MONETE NAZIONALI . TALI DIVERGENZE DI VALUTAZIONE CAUSEREBBERO A LORO VOLTA SVIAMENTI DI TRAFFICO E DISTORSIONI DELLA CONCORRENZA .    14 IN CONCLUSIONE , LA COMMISSIONE ED IL GOVERNO ITALIANO SONO DEL PARERE CHE LA PRIMA QUESTIONE POSTA DALLA COUR DE CASSATION VADA RISOLTA IN SENSO NEGATIVO CIOE CHE NON SPETTA ALLE AUTORITA DOGANALI NAZIONALI RIVALUTARE , IN BASE AL CAMBIO UFFICIALE IN VIGORE AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE , I FATTORI RILEVANTI PER DETERMINARE L ' ORIGINE DELLE MERCI IN RELAZIONE ALLE VARIE PARTI DEL PRODOTTO E DI RISOLVERE LA SECONDA QUESTIONE NEL SENSO CHE LA DETERMINAZIONE DEI VALORI DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE PER STABILIRE L ' ORIGINE E , PERTANTO , L ' APPLICAZIONE DEL REGIME PREFERENZIALE CONTEMPLATO DALL ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO VA RISOLTA TENENDO PRESENTE LA RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE CONTEMPLATE DAL PROTOCOLLO N . 3 ALLEGATO ALL ' ACCORDO STIPULATO CON LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA . LA COMMISSIONE RICHIAMA L ' ATTENZIONE SUL FATTO CHE L ' ART . 16 DEL PROTOCOLLO N . 3 CONTEMPLA L ' OBBLIGO PER GLI STATI MEMBRI E PER LA SVIZZERA DI PRESTARSI MUTUA ASSISTENZA PER IL CONTROLLO DELL ' AUTENTICITA E DELLA LEGITTIMITA DEI CERTIFICATI EUR.1 E CHE L ' ART . 17 CONSENTE IL CONTROLLO A POSTERIORI DEGLI STESSI CERTIFICATI IN CASO DI DUBBIO CIRCA L ' ESATTEZZA DEI DATI RELATIVI ALL ' ORIGINE EFFETTIVA DELLA MERCE .    15 NEL CORSO DELLA FASE ORALE , LE RICORRENTI NELLA CAUSA PRINCIPALE DOPO AVER RICHIAMATO GLI ARGOMENTI SVOLTI IN UN PRIMO TEMPO , HANNO DICHIARATO DI POTER DEL PARI CONDIVIDERE IL RAGIONAMENTO DELLA COMMISSIONE CHE , A LORO PARERE , PORTA ALLO STESSO RISULTATO DA ESSE PROPOSTO .        16 L ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE FRANCESE HA SOLLEVATO UNA DUPLICE OBIEZIONE AVVERSO LE ARGOMENTAZIONI DELLA COMMISSIONE E DEL GOVERNO ITALIANO . IN PRIMO LUOGO , ESSA ALLEGA CHE LA QUESTIONE E STATA FORMULATA DALLA COMMISSIONE E DAL GOVERNO ITALIANO IN TERMINI DIVERSI DALLA COUR DE CASSATION E CHE LA CORTE DI GIUSTIZIA DEVE LIMITARSI A RISOLVERE LE QUESTIONI CHE LE VENGONO SOTTOPOSTE . IN SECONDO LUOGO ESSA SOSTIENE CHE SAREBBE INCOMPATIBILE CON LA SOVRANITA DOGANALE DEGLI STATI MEMBRI IMPORRE A QUESTE LE VALUTAZIONI EFFETTUATE DA UNA AMMINISTRAZIONE DOGANALE STRANIERA E CHE NON SI PUO QUINDI RESTRINGERE L ' APPLICAZIONE DELLE NORME DEL CODE DES DOUANES FRANCESE ALLA VALUTAZIONE DEL SOLO VALORE IN DOGANA DEL PRODOTTO FINITO AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE , ONDE DETERMINARE L ' IMPONIBILE DEL DAZIO DOGANALE . SPETTA ALL ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE ACCERTARE IL VALORE DELLE PARTI DEL PRODOTTO FINITO ONDE DETERMINARE L ' ORIGINE E , DI CONSEGUENZA , DECIDERE SE LA MERCE DEBBA FRUIRE DEL REGIME PREFERENZIALE DELL ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO OVVERO DEBBA ESSER ASSOGGETTATA AL REGIME GENERALE DELLA TARIFFA DOGANALE COMUNE .    17 QUALI CHE SIANO LE TESI SVOLTE DAI VARI PARTECIPANTI PER QUANTO RIGUARDA I FATTORI RILEVANTI PER DETERMINARE IL REGIME DOGANALE DELLE MERCI IMPORTATE DALLA SVIZZERA NELLA COMUNITA , LE QUESTIONI POSTE DALLA COUR DE CASSATION VANNO RISOLTE ALLA LUCE DELL ' INTERO SISTEMA CREATO DALL ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO E DAL PROTOCOLLO N . 3 . A TALE SCOPO , VANNO ANZITUTTO RICORDATE LE AFFERENTI DISPOSIZIONI DI DETTI STRUMENTI TANTO PIU CHE QUELLE DEL PROTOCOLLO HANNO SUBITO TALUNE MODIFICHE DOPO L ' ENTRATA IN VIGORE DELL ' ACCORDO .    18 L ' ACCORDO FRA LA CEE E LA CONFEDERAZIONE SVIZZERA SI APPLICA , SECONDO IL SUO ART . 2 , SALVO TALUNI REGIMI PARTICOLARI ' AI PRODOTTI ORIGINARI DELLA COMUNITA E DELLA SVIZZERA ' . L ' ART . 11 DELL ' ACCORDO DISPONE CHE ' IL PROTOCOLLO N . 3 DETERMINA LE REGOLE DI ORIGINE ' . VA RILEVATO CHE IL TITOLO II DI TALE PROTOCOLLO , CHE COMPRENDE GLI ARTT . 8-17 , E STATO EMENDATO CON LA DECISIONE DEL COMITATO MISTO CEE-SVIZZERA 14 DICEMBRE 1977 , N . 1 , MESSO IN VIGORE NELLA COMUNITA DAL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 20 DICEMBRE 1977 , N . 2933 ( GU 2342 , PAG . 27 ), CIOE IN UNA DATA DI POCO POSTERIORE ALL ' IMPORTAZIONE CHE E ALL ' ORIGINE DELLA PRESENTE LITE . TUTTAVIA NON APPARE NECESSARIO DETERMINARE SE LA CONTROVERSIA , NELLE SUE SUCCESSIVE FASI SIA RETTA DALLE VECCHIE NORME O DALLE NUOVE , DATO CHE LE DISPOSIZIONI AFFERENTI , BENCHE PIU CHIARE NELLA LORO NUOVA VER    SIONE , SONO IN SOSTANZA , EQUIVALENTI NELLE SUCCESSIVE DUE VERSIONI DEL PROTOCOLLO .    19 AI SENSI DELL ' ART . 1 , N . 2 , DEL PROTOCOLLO , VANNO CONSIDERATI PRODOTTI ORIGINARI DELLA SVIZZERA ,    ' A ) I PRODOTTI TOTALMENTE OTTENUTI IN SVIZZERA ,    B)I PRODOTTI OTTENUTI IN SVIZZERA E NELLA CUI FABBRICAZIONE SONO ENTRATI PRODOTTI DIVERSI DA QUELLI INDICATI NELLA LETT . A ), A CONDIZIONE CHE TALI PRODOTTI SIANO STATI OGGETTO DI LAVORAZIONI O TRASFORMAZIONI SUFFICIENTI AI SENSI DELL ' ART . 5 ' .    20 SECONDO L ' ART . 5 , N . 1 , SONO CONSIDERATI ' SUFFICIENTI ' , FRA L ' ALTRO , ' B ) LE LAVORAZIONI O TRASFORMAZIONI INDICATE NELL ' ELENCO B ' . TALE ELENCO , CHE FORMA L ' ALLEGATO III DEL PROTOCOLLO , CONTIENE , IN TESTA ALLA TERZA COLONNA , UNA ' NORMA '  RELATIVA , FRA L ' ALTRO , ALLE PENNE A SFERA DI CUI ALLA VOCE DOGANALE 98.03 . DETTA NORMA , CHE E STATA RIFORMULATA E COMPLETATA CON LA DECISIONE DEL COMITATO MISTO 31 OTTOBRE 1974 , N . 3 , MESSA IN VIGORE NELLA COMUNITA DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 2 DICEMBRE 1974 , N . 3288 ( GU L 352 , PAG . 31 ), RECITA : ' L ' INCORPORAZIONE DEI PRODOTTI , PARTI E PEZZI STACCATI , NON ORIGINARI . . . NELLE MERCI ( DI CUI ALLA VOCE ) . . . N . 98.03 NON HA L ' EFFETTO DI FAR PERDERE IL CARATTERE DI PRODOTTI ORIGINARI ALLE SUDDETTE MERCI , A CONDIZIONE CHE IL VALORE DI QUESTI PRODOTTI , PARTI E PEZZI NON SUPERI IL 5 % DEL VALORE DEL PRODOTTO FINITO ' .    21 LA DETERMINAZIONE DEI FATTORI RILEVANTI PER IL CALCOLO DEL VALORE LIMITE DEL 5 % E DISCIPLINATA DALLE SEGUENTI DISPOSIZIONI DEL PROTOCOLLO .    22 L ' ART . 6 , N . 1 , DISPONE IN PROPOSITO QUANTO SEGUE :    ' QUANDO GLI ELENCHI A E B , DI CUI ALL ' ARTICOLO 5 , DISPONGONO CHE LE MERCI OTTENUTE NELLA COMUNITA O IN SVIZZERA NE SONO CONSIDERATE ESCLUSIVAMENTE ORIGINARIE A CONDIZIONE CHE IL VALORE DEI PRODOTTI MESSI IN OPERA NON SUPERI UNA DATA PERCENTUALE DEL VALORE DELLE MERCI OTTENUTE , I VALORI DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE PER LA DETERMINAZIONE DI DETTA PERCENTUALE SONO :       - DA UN LATO ,   PER QUANTO RIGUARDA I PRODOTTI DI CUI E COMPROVATA L ' IMPORTAZIONE : IL LORO VALORE IN DOGANA AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE ;   PER QUANTO RIGUARDA I PRODOTTI DI ORIGINE NON DETERMINATA : IL PRIMO PREZZO CONTROLLABILE PAGATO PER DETTI PRODOTTI NEL TERRITORIO DELLA PARTE CONTRAENTE IN CUI AVVIENE LA FABBRICAZIONE ;   - DALL ' ALTRO ,   IL PREZZO FRANCO FABBRICA DELLE MERCI OTTENUTE , AL NETTO DELLE IMPOSTE INTERNE RESTITUITE O DA RESTITUIRE IN CASO DI ESPORTAZIONE ' .    23 SECONDO L ' ART . 8 , N . 1 , I PRODOTTI ORIGINARI AI SENSI DELL ' ART . 1 DEL PROTOCOLLO SONO AMMESSI ALL ' ATTO DELL ' IMPORTAZIONE NELLA COMUNITA O IN SVIZZERA , A FRUIRE DELL ' ACCORDO , SU PRESENTAZIONE DI UN CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE . QUESTO CERTIFICATO , SOSTITUITO AL CERTIFICATO A.CH.1 CONTEMPLATO NELLA VERSIONE ORIGINARIA DEL PROTOCOLLO N . 3 CON DECISIONE 12 DICEMBRE 1973 , N . 10 , MESSA IN VIGORE NELLA COMUNITA DAL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO 27 DICEMBRE 1973 , N . 3600 ( GU L 365 , PAG . 135 ), E ATTUALMENTE IL CERTIFICATO EUR.1 .    24 A NORMA DELL ' ART . 10 , TALE CERTIFICATO , RILASCIATO DALLE AUTORITA DOGANALI DELLO STATO ESPORTATORE ALL ' ATTO DELL ' ESPORTAZIONE DELLE MERCI ALLE QUALI SI RIFERISCE , COSTITUISCE IL GIUSTIFICATIVO PER L ' APPLICAZIONE DEL REGIME PREFERENZIALE PREVISTO NELL ' ACCORDO .    25 VA INFINE RILEVATO CHE GLI ARTT . 16 E 17 DANNO ALLE AMMINISTRAZIONI DOGANALI DELLA COMUNITA LE PIU AMPIE POSSIBILITA DI APPIANARE , IN COLLABORAZIONE CON LE AUTORITA DOGANALI ELVETICHE , LE DIFFICOLTA CUI POSSANO DAR LUOGO LA DETERMINAZIONE DELL ' ORIGINE E IL RILASCIO DI CERTIFICATI DI CIRCOLAZIONE .    26 DAL COMPLESSO DI QUESTE DISPOSIZIONI DISCENDE CHE LA DETERMINAZIONE DELL ' ORIGINE DELLE MERCI SECONDO IL PROTOCOLLO N . 3 SI BASA SULLA RIPARTIZIONE DELLE COMPETENZE FRA LE AUTORITA DOGANALI DELLE PARTI DELL ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO , NEL SENSO CHE L ' ORIGINE VIENE ACCERTATA DALLE AUTORITA DELLO STATO D ' ESPORTAZIONE , MENTRE IL CONTROLLO DEL FUNZIONAMENTO DI TALE REGIME VIENE GARANTITO     DALLA COLLABORAZIONE FRA LE COMPETENTI AMMINISTRAZIONI DELLE DUE PARTI . QUESTO SISTEMA SI SPIEGA COL FATTO CHE LE AUTORITA DELLO STATO ESPORTATORE POSSONO PIU AGEVOLMENTE ACCERTARE DIRETTAMENTE I FATTI CHE CONDIZIONANO L ' ORIGINE ; INOLTRE , ESSO HA IL VANTAGGIO DI CONDURRE A RISULTATI CERTI E UNIFORMI PER QUANTO RIGUARDA L ' IDENTIFICAZIONE DELL ' ORIGINE DELLE MERCI E DI EVITARE , IN TAL MODO , SVIAMENTI DI TRAFFICO E DISTORSIONI DI CONCORRENZA NEGLI SCAMBI .    27 QUESTO SISTEMA PUO TUTTAVIA FUNZIONARE SOLO QUALORA L ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE DELLO STATO IMPORTATORE ACCETTI LE VALUTAZIONI EFFETTUATE LEGALMENTE DALLE AUTORITA DELLO STATO ESPORTATORE . IL RICONOSCIMENTO DI SIFFATTE DECISIONI DA PARTE DELLE AMMINISTRAZIONI DOGANALI DEGLI STATI MEMBRI E NECESSARIA PERCHE LA COMUNITA POSSA PRETENDERE A SUA VOLTA , DALLE AUTORITA DEGLI ALTRI STATI LEGATI NEI SUOI CONFRONTI NELL ' AMBITO DEI REGIMI DI LIBERO SCAMBIO , L ' OSSERVANZA DELLA DECISIONE ADOTTATA DALLE AUTORITA DOGANALI DEGLI STATI MEMBRI RELATIVE ALL ' ORIGINE DELLE MERCI ESPORTATE DALLA COMUNITA IN TALI STATI .    28 NON VI E MOTIVO DI TEMERE CHE L ' APPLICAZIONE DI DETTE DISPOSIZIONI POSSA AGEVOLARE PRATICHE ABUSIVE , TENUTO CONTO DEL FATTO CHE GLI ARTT . 16 E 17 DEL PROTOCOLLO N . 3 , IN PARTICOLARE NELLA LORO NUOVA VERSIONE , HANNO DISCIPLINATO NEI PARTICOLARI I METODI DI COLLABORAZIONE FRA LE COMPETENTI AMMINISTRAZIONI DOGANALI , IN CASO DI CONTESTAZIONE SULL ' ORIGINE O IN CASO DI FRODI DA PARTE DEGLI ESPORTATORI O IMPORTATORI .    29 VA ANCORA RILEVATO CHE IL FUNZIONAMENTO DI QUESTO SISTEMA - BASATO , COME DETTO SOPRA , SULLA RIPARTIZIONE DEI COMPITI FRA LE AMMINISTRAZIONI DOGANALI DELLE PARTI ADERENTI ALL ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO E NELL ' AFFIDAMENTO DOVUTO AGLI ATTI EMANANTI DA TALI AMMINISTRAZIONI NELL ' AMBITO DELLE RISPETTIVE COMPETENZE - NON RECA PREGIUDIZIO ALL ' AUTONOMIA FISCALE NE DELLA COMUNITA E DEGLI STATI MEMBRI , NE DEGLI STATI TERZI INTERESSATI , DATO CHE IL REGIME DEFINITO DAL PROTOCOLLO N . 3 E STATO ISTITUITO IN BASE AD OBBLIGHI RECIPROCI CHE COLLOCANO LE PARTI SU UN PIANO DI PARITA NEGLI SCAMBI FRA LORO .    30 DA TUTTO QUANTO PRECEDE DISCENDE CHE , TRATTANDOSI NEL CASO DI SPECIE DI MERCI MONTATE IN SVIZZERA , SPETTAVA ALLE AUTORITA DI TALE STATO , A NORMA DEL PROTOCOLLO N . 3 , ACCERTARE L ' ORIGINE DELLE MERCI DESTINATE AD ESSERE ESPORTATE NELLA     COMUNITA . DI CONSEGUENZA , SONO LE NORME DOGANALI E LE NORME SUI CAMBI DELLA CONFEDERAZIONE SVIZZERA QUELLE CHE ANDAVANO APPLICATE NELLA DETERMINAZIONE DEI FATTORI RILEVANTI PER IL CALCOLO DEI VALORI DA TENER PRESENTI PER ACCERTARE SE LA MERCE POTESSE CONSIDERARSI ORIGINARIA DELLA SVIZZERA . IN PARTICOLARE , SPETTAVA A DETTE AUTORITA DETERMINARE IL VALORE IN DOGANA DELLE PARTI IMPORTATE DA UN PAESE TERZO , AL MOMENTO CONTEMPLATO DELL ' ART . 6 , N . 1 , PRIMO TRATTINO , DEL PROTOCOLLO N . 3 , CIOE AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE DI DETTE PARTI IN SVIZZERA , ED EFFETTUARE , IN TALE MOMENTO , LE OPERAZIONI DI CAMBIO AI SENSI DELLE LORO NORME NAZIONALI . IL RILASCIO PER LE MERCI DI CUI E CAUSA , DA PARTE DELLA DOGANA SVIZZERA , DEL CERTIFICATO DI CIRCOLAZIONE EUR.1 ATTESTA CHE L ' ORIGINE SVIZZERA DELLE MERCI E STATA REGOLARMENTE ACCERTATA , A NORMA DEL PROTOCOLLO .    31 TENUTO CONTO DEL PROTOCOLLO N . 3 , LO STATO IMPORTATORE DELLA MERCE PUO UNICAMENTE VALUTARE AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE IL VALORE IN DOGANA DEL PRODOTTO FINITO , AI FINI DELL ' APPLICAZIONE DEL REGIME PREFERENZIALE CONTEMPLATO DALL ' ACCORDO DI LIBERO SCAMBIO .    32 LE QUESTIONI SOLLEVATE DALLA COUR DE CASSATION FRANCESE VANNO QUINDI RISOLTE DICHIARANDO CHE L ' ACCORDO TRA LA CEE E LA CONFEDERAZIONE ELVETICA 22 LUGLIO 1972 , E IN PARTICOLARE IL PROTOCOLLO N . 3 ALLEGATO A DETTO ACCORDO , VANNO INTERPRETATI NEL SENSO CHE LA VALUTAZIONE DEI FATTORI RILEVANTI PER DETERMINARE L ' ORIGINE DI UN PRODOTTO E PERTANTO LA SUA AMMISSIONE AL REGIME PREFERENZIALE CONTEMPLATO DALL ' ACCORDO SPETTANO ALL ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE DELLO STATO ESPORTATORE DEL PRODOTTO FINITO , LA QUALE APPLICA , ALLE PARTI IMPORTATE DA PAESI TERZI , AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE , LE PROPRIE NORME IN FATTO DI VALORE IN DOGANA E DI CAMBIO .    

Decisione relativa alle spese

SULLE SPESE  33 LE SPESE SOSTENUTE DAL GOVERNO DELLA REPUBBLICA ITALIANA E DALLA COMMISSIONE DELLE COMUNITA EUROPEE , CHE HANNO PRESENTATO OSSERVAZIONI ALLA CORTE , NON POSSONO DAR LUOGO A RIFUSIONE .    34 NEI CONFRONTI DELLE PARTI NELLA CAUSA PRINCIPALE , IL PRESENTE PROCEDIMENTO HA IL CARATTERE DI UN INCIDENTE SOLLEVATO DINANZI AL GIUDICE NAZIONALE , CUI SPETTA QUINDI STATUIRE SULLE SPESE .    

Dispositivo

PER QUESTI MOTIVI , LA CORTE ( QUARTA SEZIONE ),   PRONUNZIANDOSI SULLE QUESTIONI SOTTOPOSTELE DALLA COUR DE CASSATION DELLA REPUBBLICA FRANCESE , CON SENTENZA 29 GIUGNO 1983 , DICHIARA :   L ' ACCORDO TRA LA CEE E LA CONFEDERAZIONE ELVETICA 22 LUGLIO 1972 E IN PARTICOLARE IL PROTOCOLLO N . 3 ALLEGATO A DETTO ACCORDO , RELATIVO ALLA DEFINIZIONE DI ' PRODOTTI ORIGINARI '  ED AI METODI DI COLLABORAZIONE AMMINISTRATIVA , VANNO INTERPRETATI NEL SENSO CHE LA VALUTAZIONE DEI FATTORI RILEVANTI PER DETERMINARE L ' ORIGINE DI UN PRODOTTO E PERTANTO LA SUA AMMISSIONE AL REGIME PREFERENZIALE CONTEMPLATO DALL ' ACCORDO SPETTANO ALL ' AMMINISTRAZIONE DOGANALE DELLO STATO ESPORTATORE DEL PRODOTTO FINITO , LA QUALE APPLICA , ALLE PARTI IMPORTATE DA PAESI TERZI , AL MOMENTO DELL ' IMPORTAZIONE DI DETTE PARTI , LE PROPRIE NORME IN FATTO DI VALORE IN DOGANA E DI CAMBIO .   KOOPMANS BAHLMANN  PESCATORE O ' KEEFFE BOSCO  COSI DECISO E PRONUNCIATO A LUSSEMBURGO , IL 12 LUGLIO 1984 .